Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 1 DOCUMENTAZIONE DI VITA DIOCESANA BOLLETTINO UFFICIALE ANNO LXXX - I - 2014 (Gennaio - Maggio) Direzione/Redazione/Amministrazione Curia Vescovile - Sora Tel. 0776/831082 - fax 0776/820160 - www.diocesisora.it E-mail: [email protected] Autorizzazione Tribunale di Cassino n. 74 del 07.07.2011 Direttore Responsabile: Giovanni Fabrizio 1 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 2 2 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 3 DOCUMENTI DELLA CHIESA UNIVERSALE 3 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 4 4 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 5 LETTERA ALLE fAMIgLIE Care famiglie, mi presento alla soglia della vostra casa per parlarvi di un evento che, come è noto, si svolgerà nel prossimo mese di ottobre in Vaticano. Si tratta dell’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata per discutere sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”. Oggi, infatti, la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo affrontando anche le nuove urgenze pastorali che riguardano la famiglia. Questo importante appuntamento coinvolge tutto il Popolo di Dio, Vescovi, sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici delle Chiese particolari del mondo intero, che partecipano attivamente alla sua preparazione con suggerimenti concreti e con l’apporto indispensabile della preghiera. Il sostegno della preghiera è quanto mai necessario e significativo specialmente da parte vostra, care famiglie. Infatti, questa Assemblea sinodale è dedicata in modo speciale a voi, alla vostra vocazione e missione nella Chiesa e nella società, ai problemi del matrimonio, della vita familiare, dell’educazione dei figli, e al ruolo delle famiglie nella missione della Chiesa. Pertanto vi chiedo di pregare intensamente lo Spirito Santo, affinché illumini i Padri sinodali e li guidi nel loro impegnativo compito. Come sapete, questa Assemblea sinodale straordinaria sarà seguita un anno dopo da quella ordinaria, che porterà avanti lo stesso tema della famiglia. E, in tale contesto, nel settembre 2015 si terrà anche l’Incontro Mondiale delle Famiglie a Philadelphia. Preghiamo dunque tutti insieme perché, attraverso questi eventi, la Chiesa compia un vero cammino di discernimento e adotti i mezzi pastorali adeguati per aiutare le famiglie ad affrontare le sfide attuali con la luce e la forza che vengono dal Vangelo. Vi scrivo questa lettera nel giorno in cui si celebra la festa della Presentazione di Gesù al tempio. L’evangelista Luca narra che la Madonna e san Giuseppe, secondo la Legge di Mosè, portarono il Bambino al tempio per offrirlo al Signore, e che due anziani, Simeone e Anna, mossi dallo Spirito Santo, andarono loro incontro e riconobbero in Gesù il Messia (cfr Lc 2,22-38). Simeone lo prese tra le braccia e ringraziò Dio perché finalmente aveva “visto” la salvezza; Anna, malgrado l’età avanzata, trovò nuovo vigore e si mise a parlare a tutti del Bambino. È un’immagine bella: due giovani genitori e due persone anziane, radunati da Gesù. Davvero Gesù fa incontrare e unisce le generazioni! Egli è la fonte inesauribile di quell’amore che vince ogni chiusura, ogni solitudine, ogni tristezza. Nel vostro cammino familiare, voi condividete tanti momenti belli: i pasti, il riposo, il lavoro in casa, il divertimento, la preghiera, i viaggi e i pellegrinaggi, le azioni di solidarietà … Tuttavia, se manca l’amore 5 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 6 manca la gioia, e l’amore autentico ce lo dona Gesù: ci offre la sua Parola, che illumina la nostra strada; ci dà il Pane di vita, che sostiene la fatica quotidiana del nostro cammino. Care famiglie, la vostra preghiera per il Sinodo dei Vescovi sarà un tesoro prezioso che arricchirà la Chiesa. Vi ringrazio, e vi chiedo di pregare anche per me, perché possa servire il Popolo di Dio nella verità e nella carità. La protezione della Beata Vergine Maria e di san Giuseppe accompagni sempre tutti voi e vi aiuti a camminare uniti nell’amore e nel servizio reciproco. Di cuore invoco su ogni famiglia la benedizione del Signore. Dal Vaticano, 2 Febbraio 2014, Festa della Presentazione del Signore Francesco 6 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 7 COME SI DIVENTA SACERDOTE Cari fratelli e sorelle, buon giorno! abbiamo già avuto modo di rimarcare che i tre Sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia costituiscono insieme il mistero della «iniziazione cristiana», un unico grande evento di grazia che ci rigenera in Cristo e questa la vocazione fondamentale che accomuna tutti nella Chiesa, come discepoli del Signore Gesù. Ci sono poi due Sacramenti che corrispondono a due vocazioni specifiche: si tratta dell’Ordine e del Matrimonio. Essi costituiscono due grandi vie attraverso le quali il cristiano può fare della propria vita un dono d’amore, sull’esempio e nel nome di Cristo, e così cooperare all’edificazione della Chiesa. L’Ordine, scandito nei tre gradi di episcopato, presbiterato e diaconato, è il Sacramento che abilita all’esercizio del ministero, affidato dal Signore Gesù agli Apostoli, di pascere il suo gregge, nella potenza del suo Spirito e secondo il suo cuore. Pascere il gregge di Gesù con la potenza non di forza umana o la propria potenza ma dello Spirito e secondo il suo cuore il cuore di Gesù che è un cuore di amore; il sacerdote, il vescovo, il diacono deve pascere il gregge del Signore con amore, se non lo fa con amore, non serve. E in tal senso, i ministri che vengono scelti e consacrati per questo servizio prolungano nel tempo la presenza di Gesù. Se lo fanno con il potere dello Spirito Santo, in nome di Dio e con amore. Un primo aspetto. Coloro che vengono ordinati sono posti a capo della comunità. Sono “a capo”, sì, però per Gesù significa porre la propria autorità al servizio, come Lui stesso ha mostrato e ha insegnato ai discepoli con queste parole: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Un vescovo che non è al servizio della comunità non fa bene, un sacerdote, un prete che non è al servizio della sua comunità non fa bene, è sbagliato. Un’altra caratteristica che deriva sempre da questa unione sacramentale con Cristo è l’amore appassionato per la Chiesa. Pensiamo a quel passo della Lettera agli Efesini in cui san Paolo dice che Cristo «ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua me- 7 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 8 diante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga». In forza dell’Ordine il ministro dedica tutto se stesso alla propria comunità e la ama con tutto il cuore: è la sua famiglia. Il vescovo e il sacerdote amano la Chiesa nella loro comunità e la amano fortemente, come Cristo ama la Chiesa: lo stesso dirà san Paolo del matrimonio: lo sposo ama sua moglie come Cristo ama la Chiesa; è un mistero grande d’amore questo del Ministero e del Matrimonio, i due Sacramenti che sono la strada per la quale le persone abitualmente vanno come Sacramento al Signore. Un ultimo aspetto. L’apostolo Paolo raccomanda al suo discepolo Timoteo di non trascurare, anzi, di ravvivare sempre il dono che è in lui: il dono che gli è stato dato per l’imposizione delle mani. Quando non si alimenta il ministero del vescovo e il ministero del sacerdote con la preghiera, con l’ascolto della Parola di Dio, con la celebrazione quotidiana dell’Eucaristia e anche con una frequentazione del Sacramento della Penitenza, si finisce inevitabilmente per perdere di vista il senso autentico del proprio servizio e la gioia che deriva da una profonda comunione con Gesù. Il vescovo che non prega, il vescovo che non sente e ascolta la Parola di Dio, che non celebra tutti i giorni, che non va a confessarsi regolarmente, e lo stesso il sacerdote che non fa queste cose, alla lunga perde l’unione con Gesù diventando una mediocrità che non fa bene alla Chiesa; per questo, dobbiamo aiutare i vescovi e i sacerdoti a pregare, ad ascoltare la Parola di Dio che è il pasto quotidiano, a celebrare ogni giorno l’Eucaristia, e andare a confessarsi abitualmente e questo è tanto importante perché va alla santificazione propria dei vescovi e dei sacerdoti. Io vorrei finire anche con una cosa che mi viene in mente: ma, come si deve fare per diventare sacerdote? Dove si vendono le entrate? Non si vendono, l’iniziativa la prende il Signore. Il Signore chiama, chiama ad ognuno che vuole che diventi sacerdote e forse ci sono alcuni giovani qui che hanno sentito nel loro cuore questa chiamata: la voglia di diventare sacerdoti, la voglia di servire gli altri nelle cosa che vengono da Dio, la voglia di essere tutta la vita al servizio per catechizzare, battezzare, perdonare, celebrare l’Eucaristia, curare gli ammalati, tutta la vita così. Se qualcuno di voi ha sentito questo nel cuore, è Gesù che lo ha messo lì! Curate questo invito e pregate perché questo cresca e dia frutto in tutta la Chiesa. Grazie. (26 marzo 2014, Udienza in Piazza S. Pietro) Francesco 8 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 9 DISCORSO DI PAPA fRANCESCO ALLA C.E.I. 19 maggio 2014 A me sempre ha colpito come finisce questo dialogo fra Gesù e Pietro: “Seguimi!” (Gv 21,19). L’ultima parola. Pietro era passato per tanti stati d’animo, in quel momento: la vergogna, perché si ricordava delle tre volte che aveva rinnegato Gesù, e poi un po’ di imbarazzo, non sapeva come rispondere, e poi la pace, è stato tranquillo, con quel “Seguimi!”. Ma poi, è venuto il tentatore un’altra volta, la tentazione della curiosità: “Dimmi, Signore, e di questo [l’apostolo Giovanni] che puoi dirmi? Cosa succederà a questo?”. “A te non importa. Tu, seguimi”. Io vorrei andarmene con questo messaggio, soltanto … L’ho sentito mentre ascoltavo questo: “A te non importa. Tu, seguimi”. Quel seguire Gesù: questo è importante! E’ più importante da parte nostra. A me sempre, sempre ha colpito questo … Vi ringrazio di questo invito, ringrazio il Presidente delle sue parole. Ringrazio i membri della Presidenza … Un giornale diceva, dei membri della Presidenza, che “questo è uomo del Papa, questo non è uomo del Papa, questo è uomo del Papa …”. Ma la presidenza, di cinque-sei, sono tutti uomini del Papa!, per parlare con questo linguaggio “politico”… Ma noi dobbiamo usare il linguaggio della comunione. Ma la stampa a volte inventa tante cose, no? Nel preparami a questo appuntamento di grazia, sono tornato più volte sulle parole dell’Apostolo, che esprimono quanto ho – quanto abbiamo tutti – nel cuore: “Desidero ardentemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, perché ne siate fortificati, o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io” (Rm 1, 11-12). Ho vissuto quest’anno cercando di pormi sul passo di ciascuno di voi: negli incontri personali, nelle udienze come nelle visite sul territorio, ho ascoltato e condiviso il racconto di speranze, stanchezze e preoccupazioni pastorali; partecipi della stessa mensa, ci siamo rinfrancati ritrovando nel pane spezzato il profumo di un incontro, ragione ultima del nostro andare verso la città degli uomini, con il volto lieto e la disponibilità a essere presenza e vangelo di vita. In questo momento, unite alla riconoscenza per il vostro generoso servizio, vorrei offrirvi alcune riflessioni con cui rivisitare il ministero, perché si conformi sempre più alla volontà di Colui che ci ha posto alla guida della sua Chiesa. 9 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 10 A noi guarda il popolo fedele. Il popolo ci guarda! Io ricordo un film: “I bambini ci guardano”, era bello. Il popolo ci guarda. Ci guarda per essere aiutato a cogliere la singolarità del proprio quotidiano nel contesto del disegno provvidenziale di Dio. E’ missione impegnativa la nostra: domanda di conoscere il Signore, fino a dimorare in Lui; e, nel contempo, di prendere dimora nella vita delle nostre Chiese particolari, fino a conoscerne i volti, i bisogni e le potenzialità. Se la sintesi di questa duplice esigenza è affidata alla responsabilità di ciascuno, alcuni tratti sono comunque comuni; e oggi vorrei indicarne tre, che contribuiscono a delineare il nostro profilo di Pastori di una Chiesa che è, innanzitutto, comunità del Risorto, quindi suo corpo e, infine, anticipo e promessa del Regno. In questo modo intendo anche venire incontro – almeno indirettamente – a quanti si domandano quali siano le attese del Vescovo di Roma sull’Episcopato italiano. 1. Pastori di una Chiesa che è comunità del Risorto. Chiediamoci, dunque: Chi è per me Gesù Cristo? Come ha segnato la verità della mia storia? Che dice di Lui la mia vita? La fede, fratelli, è memoria viva di un incontro, alimentato al fuoco della Parola che plasma il ministero e unge tutto il nostro popolo; la fede è sigillo posto sul cuore: senza questa custodia, senza la preghiera assidua, il Pastore è esposto al pericolo di vergognarsi del Vangelo, finendo per stemperare lo scandalo della croce nella sapienza mondana. Le tentazioni, che cercano di oscurare il primato di Dio e del suo Cristo, sono “legione” nella vita del Pastore: vanno dalla tiepidezza, che scade nella mediocrità, alla ricerca di un quieto vivere, che schiva rinunce e sacrificio. E’ tentazione la fretta pastorale, al pari della sua sorellastra, quell’accidia che porta all’insofferenza, quasi tutto fosse soltanto un peso. Tentazione è la presunzione di chi si illude di poter far conto solamente sulle proprie forze, sull’abbondanza di risorse e di strutture, sulle strategie organizzative che sa mettere in campo. Tentazione è accomodarsi nella tristezza, che mentre spegne ogni attesa e creatività, lascia insoddisfatti e quindi incapaci di entrare nel vissuto della nostra gente e di comprenderlo alla luce del mattino di Pasqua. Fratelli, se ci allontaniamo da Gesù Cristo, se l’incontro con Lui perde la sua freschezza, finiamo per toccare con mano soltanto la sterilità delle nostre 10 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 11 parole e delle nostre iniziative. Perché i piani pastorali servono, ma la nostra fiducia è riposta altrove: nello Spirito del Signore, che – nella misura della nostra docilità – ci spalanca continuamente gli orizzonti della missione. Per evitare di arenarci sugli scogli, la nostra vita spirituale non può ridursi ad alcuni momenti religiosi. Nel succedersi dei giorni e delle stagioni, nell’avvicendarsi delle età e degli eventi, alleniamoci a considerare noi stessi guardando a Colui che non passa: spiritualità è ritorno all’essenziale, a quel bene che nessuno può toglierci, la sola cosa veramente necessaria. Anche nei momenti di aridità, quando le situazioni pastorali si fanno difficili e si ha l’impressione di essere lasciati soli, essa è manto di consolazione più grande di ogni amarezza; è metro di libertà dal giudizio del cosiddetto “senso comune”; è fonte di gioia, che ci fa accogliere tutto dalla mano di Dio, fino a contemplarne la presenza in tutto e in tutti. Non stanchiamoci, dunque, di cercare il Signore – di lasciarci cercare da Lui –, di curare nel silenzio e nell’ascolto orante la nostra relazione con Lui. Teniamo fisso lo sguardo su di Lui, centro del tempo e della storia; facciamo spazio alla sua presenza in noi: è Lui il principio e il fondamento che avvolge di misericordia le nostre debolezze e tutto trasfigura e rinnova; è Lui ciò che di più prezioso siamo chiamati a offrire alla nostra gente, pena il lasciarla in balìa di una società dell’indifferenza, se non della disperazione. Di Lui – anche se lo ignorasse – vive ogni uomo. In Lui, Uomo delle Beatitudini – pagina evangelica che torna quotidianamente nella mia meditazione – passa la misura alta della santità: se intendiamo seguirlo, non ci è data altra strada. Percorrendola con Lui, ci scopriamo popolo, fino a riconoscere con stupore e gratitudine che tutto è grazia, perfino le fatiche e le contraddizioni del vivere umano, se queste vengono vissute con cuore aperto al Signore, con la pazienza dell’artigiano e con il cuore del peccatore pentito. La memoria della fede è così compagnia, appartenenza ecclesiale: ecco il secondo tratto del nostro profilo. 2. Pastori di una Chiesa che è corpo del Signore Proviamo, ancora, a domandarci: che immagine ho della Chiesa, della mia comunità ecclesiale? Me ne sento figlio, oltre che Pastore? So ringraziare Dio, o ne colgo soprattutto i ritardi, i difetti e le mancanze? Quanto sono disposto a soffrire per essa? 11 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 12 Fratelli, la Chiesa – nel tesoro della sua vivente Tradizione, che da ultimo riluce nella testimonianza santa di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II – è l’altra grazia di cui sentirci profondamente debitori. Del resto, se siamo entrati nel Mistero del Crocifisso, se abbiamo incontrato il Risorto, è in virtù del suo corpo, che in quanto tale non può che essere uno. E’ dono e responsabilità, l’unità: l’esserne sacramento configura la nostra missione. Richiede un cuore spogliato di ogni interesse mondano, lontano dalla vanità e dalla discordia; un cuore accogliente, capace di sentire con gli altri e anche di considerarli più degni di se stessi. Così ci consiglia l’apostolo. In questa prospettiva suonano quanto mai attuali le parole con cui, esattamente cinquant’anni fa, il Venerabile Papa Paolo VI – che avremo la gioia di proclamare beato il prossimo 19 ottobre, a conclusione del Sinodo Straordinario dei Vescovi sulla famiglia – si rivolgeva proprio ai membri della Conferenza Episcopale Italiana e poneva come “questione vitale per la Chiesa” il servizio all’unità: “E’ venuto il momento (e dovremmo noi dolerci di ciò?) di dare a noi stessi e di imprimere alla vita ecclesiastica italiana un forte e rinnovato spirito di unità”. Vi sarà dato oggi questo discorso. E’ un gioiello. E’ come se fosse stato pronunciato ieri, è così. Ne siamo convinti: la mancanza o comunque la povertà di comunione costituisce lo scandalo più grande, l’eresia che deturpa il volto del Signore e dilania la sua Chiesa. Nulla giustifica la divisione: meglio cedere, meglio rinunciare – disposti a volte anche a portare su di sé la prova di un’ingiustizia – piuttosto che lacerare la tunica e scandalizzare il popolo santo di Dio. Per questo, come Pastori, dobbiamo rifuggire da tentazioni che diversamente ci sfigurano: la gestione personalistica del tempo, quasi potesse esserci un benessere a prescindere da quello delle nostre comunità; le chiacchiere, le mezze verità che diventano bugie, la litania delle lamentele che tradisce intime delusioni; la durezza di chi giudica senza coinvolgersi e il lassismo di quanti accondiscendono senza farsi carico dell’altro. Ancora: il rodersi della gelosia, l’accecamento indotto dall’invidia, l’ambizione che genera correnti, consorterie, settarismo: quant’è vuoto il cielo di chi è ossessionato da se stesso … E, poi, il ripiegamento che va a cercare nelle forme del passato le sicurezze perdute; e la pretesa di quanti vorrebbero difendere l’unità negando le diversità, umiliando così i doni con cui Dio continua a rendere giovane e bella la sua Chiesa … Rispetto a queste tentazioni, proprio l’esperienza ecclesiale costituisce l’antidoto più efficace. Promana dall’unica Eucaristia, la cui forza di coesione ge- 12 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 13 nera fraternità, possibilità di accogliersi, perdonarsi e camminare insieme; Eucaristia, da cui nasce la capacità di far proprio un atteggiamento di sincera gratitudine e di conservare la pace anche nei momenti più difficili: quella pace che consente di non lasciarsi sopraffare dai conflitti – che poi, a volte, si rivelano crogiolo che purifica – come anche di non cullarsi nel sogno di ricominciare sempre altrove. Una spiritualità eucaristica chiama a partecipazione e collegialità, per un discernimento pastorale che si alimenta nel dialogo, nella ricerca e nella fatica del pensare insieme: non per nulla Paolo VI, nel discorso citato – dopo aver definito il Concilio “una grazia”, “un’occasione unica e felice”, “un incomparabile momento”, “vertice di carità gerarchica e fraterna”, “voce di spiritualità, di bontà e di pace al mondo intero” – ne addita, quale “nota dominante”, la “libera e ampia possibilità d’indagine, di discussione e di espressione”. E questo è importante, in un’assemblea. Ognuno dice quello che sente, in faccia, ai fratelli; e questo edifica la Chiesa, aiuta. Senza vergogna, dirlo, così … E’ questo il modo, per la Conferenza episcopale, di essere spazio vitale di comunione a servizio dell’unità, nella valorizzazione delle diocesi, anche delle più piccole. A partire dalle Conferenze regionali, dunque, non stancatevi di intessere tra voi rapporti all’insegna dell’apertura e della stima reciproca: la forza di una rete sta in relazioni di qualità, che abbattono le distanze e avvicinano i territori con il confronto, lo scambio di esperienze, la tensione alla collaborazione. I nostri sacerdoti, voi lo sapete bene, sono spesso provati dalle esigenze del ministero e, a volte, anche scoraggiato dall’impressione dell’esiguità dei risultati: educhiamoli a non fermarsi a calcolare entrate e uscite, a verificare se quanto si crede di aver dato corrisponde poi al raccolto: il nostro – più che di bilanci – è il tempo di quella pazienza che è il nome dell’amore maturo, la verità del nostro umile, gratuito e fiducioso donarsi alla Chiesa. Puntate ad assicurare loro vicinanza e comprensione, fate che nel vostro cuore possano sentirsi sempre a casa; curatene la formazione umana, culturale, affettiva e spirituale; l’Assemblea straordinaria del prossimo novembre, dedicata proprio alla vita dei presbiteri, costituisce un’opportunità da preparare con particolare attenzione. Promuovete la vita religiosa: ieri la sua identità era legata soprattutto alle opere, oggi costituisce una preziosa riserva di futuro, a condizione che sappia porsi come segno visibile, sollecitazione per tutti a vivere secondo il Vangelo. Chiedete ai consacrati, ai religiosi e alle religiose di essere testimoni gioiosi: non si può narrare Gesù in maniera lagnosa; tanto più che, quando si perde 13 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 14 l’allegria, si finisce per leggere la realtà, la storia e la stessa propria vita sotto una luce distorta. Amate con generosa e totale dedizione le persone e le comunità: sono le vostre membra! Ascoltate il gregge. Affidatevi al suo senso di fede e di Chiesa, che si manifesta anche in tante forme di pietà popolare. Abbiate fiducia che il popolo santo di Dio ha il polso per individuare le strade giuste. Accompagnate con larghezza la crescita di una corresponsabilità laicale; riconoscete spazi di pensiero, di progettazione e di azione alle donne e ai giovani: con le loro intuizioni e il loro aiuto riuscirete a non attardarvi ancora su una pastorale di conservazione – di fatto generica, dispersiva, frammentata e poco influente – per assumere, invece, una pastorale che faccia perno sull’essenziale. Come sintetizza, con la profondità dei semplici, Santa Teresa di Gesù Bambino: “Amarlo e farlo amare”. Sia il nocciolo anche degli Orientamenti per l’annuncio e la catechesi che affronterete in queste giornate. Fratelli, nel nostro contesto spesso confuso e disgregato, la prima missione ecclesiale rimane quella di essere lievito di unità, che fermenta nel farsi prossimo e nelle diverse forme di riconciliazione: solo insieme riusciremo – e questo è il tratto conclusivo del profilo del Pastore – a essere profezia del Regno. 3. Pastori di una Chiesa anticipo e promessa del Regno A questo proposito, chiediamoci: Ho lo sguardo di Dio sulle persone e sugli eventi? “Ho avuto fame …, ho avuto sete …, ero straniero …, nudo …, malato …, ero in carcere” (Mt 25,31-46): temo il giudizio di Dio? Di conseguenza, mi spendo per spargere con ampiezza di cuore il seme del buon grano nel campo del mondo? Anche qui, si affacciano tentazioni che, assommate a quelle su cui già ci siamo soffermati, ostacolano la crescita del Regno, il progetto di Dio sulla famiglia umana. Si esprimono sulla distinzione che a volte accettiamo di fare tra “i nostri” e “gli altri”; nelle chiusure di chi è convinto di averne abbastanza dei propri problemi, senza doversi curare pure dell’ingiustizia che è causa di quelli altrui; nell’attesa sterile di chi non esce dal proprio recinto e non attraversa la piazza, ma rimane a sedere ai piedi del campanile, lasciando che il mondo vada per la sua strada. Ben altro è il respiro che anima la Chiesa. Essa è continuamente convertita dal Regno che annuncia e di cui è anticipo e promessa: Regno che è e che 14 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 15 viene, senza che alcuno possa presumere di definirlo in modo esauriente; Regno che rimane oltre, più grande dei nostri schemi e ragionamenti, o che – forse più semplicemente – è tanto piccolo, umile e nascosto nella pasta dell’umanità, perché dispiega la sua forza secondo i criteri di Dio, rivelati nella croce del Figlio. Servire il Regno comporta di vivere decentrati rispetto a se stessi, protesi all’incontro che è poi la strada per ritrovare veramente ciò che siamo: annunciatori della verità di Cristo e della sua misericordia. Verità e misericordia: non disgiungiamole. Mai! “La carità nella verità – ci ha ricordato Papa Benedetto XVI – è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera” (Enc. Caritas in veritate, 1). Senza la verità, l’amore di risolve in una scatola vuota, che ciascuno riempie a propria discrezione: e “un cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali”, che in quanto tali non incidono sui progetti e sui processi di costruzione dello sviluppo umano (ibid., 4). Con questa chiarezza, fratelli, il vostro annuncio sia poi cadenzato sull’eloquenza dei gesti. Mi raccomando: l’eloquenza dei gesti. Come Pastori, siate semplici nello stile di vita, distaccati, poveri e misericordiosi, per camminare spediti e non frapporre nulla tra voi e gli altri. Siate interiormente liberi, per poter essere vicini alla gente, attenti a impararne la lingua, ad accostare ognuno con carità, affiancando le persone lungo le notti delle loro solitudini, delle loro inquietudini e dei loro fallimenti: accompagnatele, fino a riscaldare loro il cuore e provocarle così a intraprendere un cammino di senso che restituisca dignità, speranza e fecondità alla vita. Tra i “luoghi” in cui la vostra presenza mi sembra maggiormente necessaria e significativa – e rispetto ai quali un eccesso di prudenza condannerebbe all’irrilevanza – c’è innanzitutto la famiglia. Oggi la comunità domestica è fortemente penalizzata da una cultura che privilegia i diritti individuali e trasmette una logica del provvisorio. Fatevi voce convinta di quella che è la prima cellula di ogni società. Testimoniatene la centralità e la bellezza. Promuovete la vita del concepito come quella dell’anziano. Sostenete i genitori nel difficile ed entusiasmante cammino educativo. E non trascurate di chinarvi con la compassione del samaritano su chi è ferito negli affetti e vede compromesso il proprio progetto di vita. 15 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 16 Un altro spazio che oggi non è dato di disertare è la sala d’attesa affollata di disoccupati: disoccupati, cassintegrati, precari, dove il dramma di chi non sa come portare a casa il pane si incontra con quello di chi non sa come mandare avanti l’azienda. E’ un’emergenza storica, che interpella la responsabilità sociale di tutti: come Chiesa, aiutiamo a non cedere al catastrofismo e alla rassegnazione, sostenendo con ogni forma di solidarietà creativa la fatica di quanti con il lavoro si sentono privati persino della dignità. Infine, la scialuppa che si deve calare è l’abbraccio accogliente ai migranti: fuggono dall’intolleranza, dalla persecuzione, dalla mancanza di futuro. Nessuno volga lo sguardo altrove. La carità, che ci è testimoniata dalla generosità di tanta gente, è il nostro modo di vivere e di interpretare la vita: in forza di questo dinamismo, il Vangelo continuerà a diffondersi per attrazione. Più in generale, le difficili situazioni vissute da tanti nostri contemporanei, vi trovino attenti e partecipi, pronti a ridiscutere un modello di sviluppo che sfrutta il creato, sacrifica le persone sull’altare del profitto e crea nuove forma di emarginazione e di esclusione. Il bisogno di un nuovo umanesimo è gridato da una società priva di speranza, scossa in tante sue certezze fondamentali, impoverita da una crisi che, più che economica, è culturale, morale e spirituale. Considerando questo scenario, il discernimento comunitario sia l’anima del percorso di preparazione al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze nel prossimo anno: aiuti, per favore, a non fermarsi sul piano – pur nobile – delle idee, ma inforchi occhiali capaci di cogliere e comprendere la realtà e, quindi, strade per governarla, mirando a rendere più giusta e fraterna la comunità degli uomini. Andate incontro a chiunque chieda ragione della speranza che è in voi: accoglietene la cultura, porgetegli con rispetto la memoria della fede e la compagnia della Chiesa, quindi i segni della fraternità, della gratitudine e della solidarietà, che anticipano nei giorni dell’uomo i riflessi della Domenica senza tramonto. Cari fratelli, è grazia il nostro convenire di questa sera e, più in generale, di questa vostra assemblea; è esperienza di condivisione e di sinodalità; è motivo di rinnovata fiducia nello Spirito Santo: a noi cogliere il soffio della sua voce per assecondarlo con l’offerta della nostra libertà. Vi accompagno con la mia preghiera e la mia vicinanza. E voi pregate per me, soprattutto alla vigilia di questo viaggio che mi vede pellegrino ad Amman, 16 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 17 Betlemme e Gerusalemme a 50 anni dallo storico incontro tra Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora: porto con me la vostra vicinanza partecipe e solidale alla Chiesa Madre e alle popolazioni che abitano la terra benedetta in cui Nostro Signore è vissuto, morto e risorto. Grazie. Francesco 17 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 18 CONGREGATIO DE CULTU DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM Prot. N. 229/14 SORANAE - AQUINATENSIS - PONTISCURVI Instante Excellentissimo Domino Gerardo Antonazzo Episcopo Sorano - Aquinatensi - Pontiscurvi, litteris die 2 aprilis 2014 datis, vigore facultatum huic Congregationi a Summo Pontifice FRANCISCO tributarum, Calendarium proprium eiusdem dioecesis, prout in adiecto exstat esemplari, libenter probamus, ita ut ab omnibus, qui eo tenentur, in posterum servetur. In Calendario imprimendo mentio fiat de confirmatione ab Apostolica Sede concessa. Contrariis quibuslibet minime obstantibus. Ex aedibus Congregationis de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, die 15 maii 2014. (Antonius Card. Cañizares Llovera) Praefectus (X Arturus Roche) Archiepiscopus a Secretis 18 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 19 DOCUMENTI DELLA CHIESA ITALIANA 19 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 20 20 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 21 Conferenza Episcopale Italiana CONSIGLIO PERMANENTE Roma, 27-29 gennaio 2014 COMUNICATO FINALE (Estratto) Promuovere una sempre maggiore partecipazione alla vita della Conferenza, stimolare la collegialità e favorire la comunione: il percorso indicato ai Vescovi da Papa Francesco nel contesto dell’Assemblea Generale dello scorso maggio e riaffermato nei colloqui con il Cardinale Presidente, ha raggiunto una prima significativa tappa nella sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente. Riunito a Roma da lunedì 27 a mercoledì 29 gennaio 2014, sotto la guida del Card. Angelo Bagnasco, ha concentrato i propri lavori sulla rivisitazione dello Statuto della Conferenza Episcopale Italiana. Il materiale del dialogo è stato fornito dalle consultazioni delle Conferenze Episcopali Regionali, in un ascolto del territorio attento a raccogliere la voce di tutti. Nel contempo, per evitare frammentazioni e indebite equiparazioni, il Consiglio Permanente ha cercato di focalizzarsi sulle posizioni prevalenti, cogliendone orientamenti e proposte per un miglioramento normativo. Al riguardo, è subito emerso con chiarezza come molte delle cose suggerite in realtà siano già previste dallo Statuto, a cui si riconosce logica complessiva e coerenza interna. Le Conferenze Regionali hanno condiviso una valutazione positiva del cammino della CEI, esprimendo stima per la rilevanza che ha nella vita sociale e politica del Paese e, soprattutto, per l’azione svolta nei diversi ambiti a servizio del bene della Chiesa che è in Italia, della sua vita e missione, in spirito di collegialità e di collaborazione. Il cambiamento che si intende maturare muove dunque dal riconoscimento di quello che rimane un patrimonio esemplare; punta, poi, a rispondere nella maniera più fedele a ciò che in questo tempo il Signore - anche per voce del Santo Padre - chiede alla Chiesa. Rispetto alla mole dei contributi ricevuti, i Vescovi hanno distinto tra suggerimenti di carattere generale, richieste già contenute nello Statuto e proposte che possono diventare emendamenti da sottoporre all’Assemblea Generale. In particolare, sulla scia delle consultazioni, i Pastori si sono concentrati su quattro temi: la valorizzazione delle Conferenze Episcopale Regionali, il ruolo delle Commissioni Episcopali, le nomine delle figure della Presidenza e le procedure di lavoro dell’Assemblea Generale e dello stesso Consiglio Permanente. 21 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 22 Per continuare un ascolto ravvicinato delle Chiese, il nuovo Segretario Generale, Mons. Nunzio Galantino, farà visita nei prossimi mesi alle Conferenze Regionali: una modalità di comunione volta a sollecitare e a raccogliere domande e indicazioni da travasare nel lavoro della Segreteria Generale della CEI. Il Consiglio Permanente, che si era aperto con la prolusione del Cardinale Presidente, si è soffermato anche sulla sintesi relativa alle risposte delle diocesi al documento preparatorio della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi. Ha, quindi, approvato una lettera-invito per l’iniziativa La Chiesa per la scuola; ha esaminato per un’ultima approvazione il testo delle Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici, ha approvato i nuovi parametri per l’edilizia di culto e ha provveduto ad alcune nomine. 22 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 23 Conferenza Episcopale Italiana CONSIGLIO PERMANENTE Roma, 24-26 marzo 2014 COMUNICATO FINALE (Estratto) Sarà Papa Francesco ad aprire l’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana il prossimo maggio. L’invito del Card. Angelo Bagnasco ha incontrato la pronta disponibilità del Santo Padre, che aveva in animo la medesima intenzione. Il Presidente della CEI ha comunicato la notizia ai membri del Consiglio Episcopale Permanente – riunito a Roma da lunedì 24 a mercoledì 26 marzo – i cui lavori per molti versi sono stati orientati proprio alla preparazione dell’Assemblea. Martedì 25 marzo il Papa, dopo aver accolto la proposta della Presidenza, condivisa in Consiglio Permanente, ha nominato Segretario Generale della CEI ad quinquennium S.E. Mons. Nunzio Galantino, Vescovo di Cassano all’Jonio, confermando così l’indicazione data a fine dicembre. A questo proposito il Consiglio Permanente ha rilasciato una dichiarazione nella quale esprime riconoscenza al Papa (“la Sua scelta qualifica la Segreteria Generale con la conferma di un Vescovo del quale in questi mesi abbiamo apprezzato dedizione, passione e impegno”) e “cordiale stima e accoglienza” al Segretario, nella fiducia che saprà continuare “a promuovere la fraternità e la partecipazione con disponibilità all’ascolto e dialogo costante”. Nella prolusione il Card. Bagnasco ha richiamato il messaggio del Papa per la Quaresima, soffermandosi sulla miseria materiale – che “si riversa come una tempesta” su chi è escluso dal mondo del lavoro, come su quanti sono alle prese con le conseguenze della “rottura dei rapporti coniugali” – e sulla miseria morale e spirituale, che porta a illudersi di poter bastare a se stessi. I membri del Consiglio Permanente hanno ampiamente ripreso, approfondito e rilanciato gli appelli del Presidente della CEI a reagire all’erosione e alla corruzione dell’impianto culturale umanistico – fra tutti, “la lettura ideologica del «genere»” – a superare gli ostacoli sul fronte della famiglia e della libertà educativa, a riaffermare il primato della persona, a partire da quanti sono rimasti “feriti sulla via di Gerico” da “un individualismo scellerato”. Nel corso dei lavori il Consiglio Permanente ha approvato due Note pastorali: la prima, dedicata alla scuola cattolica, ne ribadisce la finalità edu- 23 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 24 cativa e il suo essere risorsa per l’intera collettività, invitando a superare pregiudizi ideologici che ne compromettono l’effettiva parità; la seconda si concentra su una particolare forma di vita consacrata – l’Ordo Virginum -, ne coglie i tratti distintivi e offre alle Chiese indicazioni per criteri comuni e prassi condivise. I Vescovi hanno esaminato il Documento conclusivo della 47a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani e valutato positivamente gli Orientamenti per l’annuncio e la catechesi, testo che verrà discusso nell’Assemblea Generale di maggio. Il Consiglio Permanente è stato occasione anche per fare il punto sul cammino di preparazione al Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze. Ampio spazio è stato dato pure all’esame delle proposte di emendamento dello Statuto e del Regolamento della CEI, che saranno portati in discussione all’Assemblea Generale. Nel clima di condivisione fraterna che ha caratterizzato i lavori, è stata accolta la richiesta di riconoscimento canonico di un’associazione; si è dato il nulla osta per l’avvio dell’iter per la traduzione del Messale Romano in lingua friulana; infine, sono stati presi in esame una serie di adempimenti in vista della prossima Assemblea Generale. 24 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 25 Conferenza Episcopale Italiana 66ªASSEMBLEA GENERALE Roma, 19-22 maggio 2014 COMUNICATO FINALE Comunione e comunicazione della fede: il binomio sintetizza i lavori della 66ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana – riunita a Roma dal 19 al 22 maggio 2014 – ed esprime lo spirito ecclesiale con cui sono stati affrontati rispettivamente gli emendamenti allo Statuto della CEI e l’approvazione degli Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia. È lo spirito a cui, aprendo l’Assemblea, ha richiamato il Santo Padre, ricordando che essa vive di “partecipazione e collegialità, per un discernimento pastorale che si alimenta nel dialogo, nella ricerca e nella fatica del pensare insieme”. È, ancora, lo spirito con il quale il Cardinale Angelo Bagnasco ha presieduto e condotto i lavori, sottolineando a più riprese che nella comunità cristiana parole come confronto, partecipazione e sinodalità non rimandano “a icone sociologiche o strategiche, bensì a realtà che stimolano ad andare avanti con fiducia per rendere sempre più visibile il mistero amato della Chiesa”. È, infine, lo spirito con cui i Vescovi si sono soffermati pensosi e solidali rispetto alle tante situazioni provate dalla crisi, dalla difficoltà di relazioni, dal carico di sfide umane, culturali, sociali e religiose che grava sul tempo presente; una vicinanza confluita al termine dell’Assemblea in un Messaggio di attenzione, affetto e speranza indirizzato al Paese. Con questo respiro i lavori sono proseguiti nel confronto sull’educazione cristiana – tema degli Orientamenti pastorali del decennio – accostata in chiave missionaria alla luce dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium. Distinte comunicazioni hanno illustrato la prossima Assemblea Generale straordinaria, il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale e l’ostensione della Sindone in occasione del bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. L’Assemblea ha, quindi, dato spazio ad alcune determinazioni in materia giuridico-amministrativa: la presentazione del bilancio consuntivo dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero per l’anno 2013; la presentazione e l’approvazione del bilancio consuntivo della CEI per l’anno 2013, nonché delle ripartizioni e assegnazioni delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2014, con un ulteriore e rilevante incremento del fondo per la carità. Sono state condivise informazioni scritte circa le attività di Caritas Italiana, della Fondazione Migrantes e della Fondazione Missio nell’anno 2013, la Giornata della carità del Papa e il Calendario delle attività della CEI per l’anno 2014-2015. Ai lavori assembleari hanno preso parte 234 membri, 27 Vescovi emeriti, 20 delegati di Conferenze 25 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 26 Episcopali Europee, 20 rappresentanti di presbiteri, religiosi, consacrati e della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali. Tra i momenti significativi vi è stata la Concelebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta da Card. Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi. A margine dei lavori assembleari si è riunito il Consiglio Permanente, che ha scelto il tema del prossimo Congresso Eucaristico Nazionale e ha provveduto ad alcune nomine. 1. I Vescovi, voce della gente Aprendo l’Assemblea, il Santo Padre – dopo aver messo in guardia dalle “tentazioni che cercano di oscurare il primato di Dio e del suo Cristo”, dalle “divisioni che “dilaniano la Chiesa e dalle miopie che “ostacolano il progetto di Dio sulla famiglia umana” – si è rivolto ai Vescovi indicando simbolicamente tre «luoghi», in cui la vostra presenza mi sembra maggiormente necessaria e significativa”, pena “la condanna all’irrilevanza”: famiglia, lavoro e migranti. Sono ambiti prontamente approfonditi dal Cardinale Presidente, che non ha esitato a riconoscerli come spazi che la Chiesa intende abitare “con la forza discreta e coraggiosa della nostra identità missionaria, del nostro annuncio di fede e della nostra testimonianza di carità”. E sebbene i lavori assembleari per molti aspetti siano stati dedicati a questioni di carattere giuridico e amministrativo, nei loro interventi i Vescovi si sono fatti voce di quanti oggi sono maggiormente in difficoltà. Tra questi, appunto, la famiglia, fortemente penalizzata da una cultura che privilegia i diritti individuali e trasmette una logica del provvisorio; i disoccupati, i precari e gli imprenditori che faticano a mandare avanti l’azienda; infine, quanti giungono in Italia fuggendo dalla fame, dalla intolleranza e dalla guerra. L’appello affinché sia riconosciuto il ruolo pubblico della famiglia e la sua rilevanza per il bene comune, come la disponibilità a cercare insieme nuove vie di sviluppo sociale e il richiamo alle Istituzioni a farsi carico del dramma dei migranti, sono confluiti nel Messaggio con cui l’Episcopato ha concluso l’Assemblea Generale. In esso anche la sollecitazione per una partecipazione attiva e corresponsabile alle imminenti elezioni europee. 2. Lo Statuto, servizio alla comunione. Nell’introdurre i lavori assembleari, il Card. Bagnasco ha valorizzato “il duplice appello di Papa Montini, rilanciato da Papa Francesco, all’unità ecclesiale e alla fedeltà al Concilio: non soltanto ai suoi contenuti, ma ad un’esperienza la cui «nota dominante» rimane la fraternità, vissuta nella libera e ampia 26 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 27 possibilità di indagine, di discussione e di espressione”. “Come Conferenza – ha aggiunto – vogliamo aiutarci ad essere sempre più «spazio vitale di comunione» che si nutre di ascolto, di relazioni di prossimità e di condivisione all’interno e tra Conferenze Regionali”. È finalizzato a tale comunione e a “un’azione più efficace e partecipata” – ha spiegato il Presidente – lo stesso “ordinamento giuridico”, di cui lo Statuto e, quindi, il Regolamento della Conferenza Episcopale sono espressione. Al riguardo, ha ricordato che “l’invito del Santo Padre a confrontarci sulla loro revisione è stato accolto con prontezza,cordialità e impegno”, di cui “sono segno i preziosi contributi pervenuti dalle Conferenze Episcopali Regionali e le stesse visite, condotte con generosa disponibilità, da S.E. Mons. Nunzio Galantino”. L’ampio materiale, confluito nelle proposte di emendamenti approvate dal Consiglio Permanente dello scorso marzo, è stato presentato all’Assemblea “per mettere in atto – sono ancora parole del Cardinale – quel discernimento fraterno che ci porterà a individuare i passi da fare: insieme, liberi e sereni perché consapevoli di essere uniti nell’ abbraccio dell’unico Signore e Maestro”. In questa prospettiva, i Vescovi hanno discusso e deliberato l’approvazione della modifica – da sottoporre alla recognitio della Sede Apostolica – dell’art. 26 dello Statuto della CEI, stabilendo che la nomina del Presidente della Conferenza sia riservata al Sommo Pontefice, che lo sceglie da una terna di Vescovi diocesani votati a maggioranza assoluta dall’Assemblea Generale. Hanno, inoltre, approvato alcuni emendamenti al Regolamento : a) una modifica concernente la composizione delle Commissioni Episcopali (art. 111), dove viene inserita la garanzia di “un’equa rappresentanza delle tre aree del territorio nazionale” e si stabilisce che “ai sensi dell’art. 40 § 2 dello Statuto le Conferenze Episcopali Regionali indicano preferibilmente come candidati alle Commissioni Episcopali i Vescovi delegati regionali per settori di attività pastorali”; b) un emendamento all’art. 116, riguardante il piano di lavoro delle Commissioni Episcopali, per cui la nuova formulazione diventa: “Le Commissioni Episcopali, tenendo conto delle indicazioni di cui all’art. 39, § 2 dello Statuto, presentano alla Presidenza della Conferenza il piano di lavoro per il quinquennio. Esse assolvono un servizio di informazione, richiamo, proposta su temi emergenti attenenti alle loro competenze a favore dei Vescovi sia personalmente, sia nelle Conferenze Regionali. Svolgeranno questo servizio con strumenti adeguati: schede, comunicazioni ed anche documenti più ampi e organici quando l’opportunità lo suggerisca”; c) l’aggiunta, in chiusura dell’art. 124 – relativo all’attività delle Conferenze Episcopali Regionali – della seguente proposizione: “È auspicabile che le riunioni regionali precedano le sessioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio Episcopale Permanente”. 27 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 28 3. Gli Orientamenti, comunicazione della fede. Accanto alla comunione e al suo ordinamento giuridico, l’altra dimensione su cui si è concentrata l’Assemblea Generale è stata la comunicazione della Fede,con il confronto sugli Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia. Vi ha fatto riferimento lo stesso Santo Padre nel suo discorso, esortando a “non attardarsi ancora su una pastorale di conservazione – di fatto generica, dispersiva, frammentata e poco influente – per assumere, invece, una pastorale che faccia perno sull’essenziale”. E, citando Santa Teresa di Gesù Bambino, ha aggiunto: “«Amarlo e farlo amare» sia il nocciolo anche degli Orientamenti.”. Su questo sfondo, la presentazione del testo – dal titolo Incontriamo Gesù – è stata accolta e apprezzata. Con la sua approvazione si è premiata anche l’ampia e qualificata consultazione che ne ha preceduto la stesura: un lungo cammino, fatto di ascolto e di mediazione, a conclusione di un decennio di sperimentazioni catechistiche e nell’orizzonte dell’impegno educativo del decennio. Il dibattito ha una volta di più confermato l’interesse, la vitalità e l’attenzione nei confronti della catechesi e dell’evangelizzazione, anche nei loro rapporti con l’insieme delle azioni pastorali, a partire in primo luogo da quelle caritative. Tra le sottolineature maggiormente rimarcate dai Vescovi, la figura e la formazione del catechista, il senso del Mandato, il ruolo dei padrini, l’importanza dell’Ufficio Catechistico diocesano e, non ultimo, la necessità di dotarsi di strumenti che veicolino la ricchezza dei contenuti della fede. Sono tutti elementi che appartengono a una comunità matura; sono il segno di una Chiesa missionaria che affianca la famiglia e dona all’uomo d’oggi quanto ha di più prezioso: non una ricetta o una formula, ma una Persona. 4. Con il linguaggio della carità. All’interno della riflessione programmatica che accompagna gli Orientamenti pastorali del decennio, il confronto assembleare ha approfondito il tema “Educazione cristiana e missionarietà alla luce dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium”. Nell’impegno a superare programmi e linguaggi prefissati, i Vescovi hanno riconosciuto in una rinnovata passione missionaria la via per giungere al cuore degli uomini di oggi. Di qui l’attenzione a comunicare la misericordia, quale dimensione centrale del kerygma e quindi dell’evangelizzazione, come ricordato dal Santo Padre: “Annunciatori della verità di Cristo e della sua misericordia. Verità e misericordia: non disgiungiamole. Mai!”. In questa luce – hanno evidenziato i Vescovi – educare significa accompagnare come padri e madri all’incontro con Gesù e alla gioia del Vangelo. Si tratta di un cammino dalla forte valenza sociale,che chiede con determinazione di in- 28 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 29 serire la dimensione caritativa quale parte integrante del percorso di iniziazione cristiana: dall’esperienza di incontro con chi soffre alla formazione di quella «carità mediata», che assicura continuità e servizio intelligente alla società In quest’ottica, da più interventi è emersa la necessità di una maggiore valorizzazione della Dottrina sociale della Chiesa, come anche della riscoperta dell’essenziale rilevanza della pietà popolare e dei santuari, luoghi in cui la presenza di Dio diventa più facilmente percepibile. 5. Occhiali per comprendere, strade per governare. Il solco su cui collocare il percorso di preparazione al prossimo Convegno Ecclesiale Nazionale (In Gesù Cristo il nuovo umanesimo, Firenze 2015) l’ha tracciato il Santo Padre nel suo discorso all’Assemblea. Dopo aver ricordato “le difficili situazioni vissute da tanti nostri contemporanei” e la necessità di “ridiscutere un modello di sviluppo che sfrutta il creato, sacrifica le persone sull’altare del profitto e crea nuove forme di emarginazione e di esclusione”, Papa Francesco ha riconosciuto come “il bisogno di un nuovo umanesimo” sia “gridato da una società priva di speranza, scossa in tante sue certezze fondamentali, impoverita da una crisi che, più che economica,è culturale, morale e spirituale”. Di qui il suo richiamo a un discernimento comunitario che permetta di “non fermarsi sul piano – pur nobile – delle idee, ma inforchi occhiali capaci di cogliere e comprendere la realtà e, quindi, strade per governarla, mirando a rendere più giusta e fraterna la comunità degli uomini”. In questa prospettiva di concretezza, il Cardinale Presidente ha ripreso anche le parole pronunciate dal Papa nel contesto dell’evento La Chiesa per la scuola – “L’educazione non può essere neutra: arricchisce la persona o la impoverisce,la fa crescere o la deprime, persino può corromperla” – affermando l’opportunità di approfondirle nel cammino verso Firenze, per “mettere in circolazione il più possibile confronti ed esperienze, speranze e progetti”. Ai Vescovi è stato, quindi, offerto un aggiornamento sulla preparazione al Convegno: la consultazione in atto, finalizzata a raccogliere esperienze significative – “buone pratiche” – costituirà la base per il documento preparatorio, che sarà presentato al Consiglio Permanente del prossimo settembre; la designazione dei delegati è anch’essa prevista fin dall’inizio del nuovo anno pastorale, per una loro migliore valorizzazione; la volontà di prestare attenzione ai “soggetti privilegiati” orienta specialmente ai giovani e ai poveri; uno stile di preghiera, fraternità e relazione intende caratterizzare l’appuntamento ecclesiale, che avrà il suo momento più atteso nell’incontro con Papa Francesco. Intanto, è stato comunicato, l’Arcidiocesi di Firenze sta predisponendo l’accoglienza, gli spazi dei lavori, la valorizzazione di un patrimonio artistico, culturale e spirituale di eccelsa testimonianza di vita cristiana. 29 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 30 6. Si riparte dalla riforma del clero Dal 10 al 13 novembre prossimo si svolgerà ad Assisi un’Assemblea Generale straordinaria sul tema della formazione e della vita dei presbiteri. Il Santo Padre, nel citato discorso, vi ha fatto esplicito riferimento, chiedendo che sia preparata “con particolare attenzione”; nel contempo, ha raccomandato ai Vescovi di assicurare vicinanza e comprensione ai sacerdoti: “Fate che nel vostro cuore possano sentirsi sempre a casa; curatene la formazione umana, culturale, affettiva e spirituale. Nel corso dei lavori assembleari sono state esposte le ragioni che motivano tale convocazione,a partire dalla volontà di aiutare il sacerdote a una più evidente fedeltà alla missione affidata alla Chiesa e a una più pertinente risposta alle provocazioni di questo tempo. Il confronto tra i Vescovi ha orientato a concentrarsi soprattutto sulla formazione permanente, nell’orizzonte di una riforma del clero finalizzata a “far sì che il prete sia un credente e lo diventi sempre più” (Giovanni Paolo II) e che richiede una forte tensione missionaria per l’evangelizzazione. Tra i punti in rilievo, l’esercizio del ministero quale fattore decisivo per la formazione; la responsabilità del ministro nel rapporto con l’unico Pastore; il presbiterio diocesano come ambito proprio della formazione permanente. Il cammino di preparazione all’Assemblea – è stato sottolineato – punta a sviluppare un’attenzione e una sensibilità attorno a queste tematiche. A tale scopo, la Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata fornirà a tutti i Vescovi entro il 10 giugno una traccia per l’ascolto dei presbiteri, mentre il Consiglio Permanente di settembre predisporrà uno strumento di lavoro per lo svolgimento dell’Assemblea stessa. 7. Adempimenti in materia giuridico-amministrativa. Nel corso dei lavori è stato presentato e approvato il bilancio consuntivo della CEI per l’anno 2013; sono stati definiti e approvati i criteri per la ripartizione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2014 – dove, continuando la tendenza degli ultimi anni, è stato aumentato di 5 milioni di euro il fondo per la carità, mentre 500 mila euro sono stati destinati all’emergenza in Bosnia-Erzegovina – ed è stato illustrato il bilancio consuntivo dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero per l’anno 2013. Infine, è stato presentato il Calendario delle attività della Conferenza per l’anno pastorale 20142015: oltre all’Assemblea Generale straordinaria ad Assisi (10-13 novembre 2014), fissa quella ordinaria del prossimo anno (18-21 maggio 2015), nonché le sessioni del Consiglio Episcopale Permanente (22-24 settembre 2014; 26- 30 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 31 28 gennaio, 23-25 marzo e 21-23 settembre 2015) e il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale (Firenze, 9-13 novembre 2015). La Giornata della carità del Papa sarà celebrata in tutte le diocesi domenica 29 giugno: i mezzi di comunicazione di ispirazione cattolica – Avvenire, Tv2000, Rete InBlu, Agenzia Sir e settimanali della FISC – la sosterranno con particolare impegno; il quotidiano cattolico vi devolverà, inoltre, il ricavato delle vendite di quella domenica. 8. Provvedimenti e nomine. Il Consiglio Permanente, nella sessione del 21 maggio 2014, ha scelto il tema del prossimo Congresso Eucaristico Nazionale, in programma a Genova nel 2016: L’Eucaristia, sorgente della missione. (omissis) Roma, 23 maggio 2014 31 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 32 32 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 33 ATTI DEL VESCOVO 33 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 34 34 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 35 OMELIE 35 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 36 36 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 37 CUSTODIRE PER MEDITARE, gLORIfICARE PER LODARE Omelia per la solennità di Maria Santissima Madre di Dio 1° gennaio 2014 La tenerezza di Maria e la sollecitudine dei pastori fanno da felice legame spirituale tra la solennità del Natale e quella odierna. Maria e i pastori sono costituiti, all’inizio del nuovo anno, quali primi maestri spirituali. Maria, madre di Dio, insegna a custodire e a meditare; i pastori insegnano a “glorificare” e a “lodare” Dio: “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro” (Lc 2,19). Vogliamo, pertanto, iniziare il cammino di questo nuovo anno con il cuore raccolto di Maria, e la semplicità esultante dei pastori. Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore “Il silenzio di Maria a Natale è più che un semplice tacere; è meraviglia, è adorazione; è un ‘religioso silenzio’, un essere sopraffatta dalla realtà… Maria, per prima, ha elevato a Dio quello che san Gregorio Nazianzeno chiama un ‘inno di silenzio’ (R. Cantalamessa). Nella scena della Natività, Maria tace. Partorisce la Parola, e davanti al Verbo fatto carne ‘non ha parole’. E’ solo perfetta spettatrice della “teofania” di Dio. Non viene riferita di lei una sola parola in tutto il racconto del Natale. Maria, nel suo silenzio fecondo, “custodisce” e “medita”. “Custodire”’ è operazione dell’intelligenza spirituale. Maria raccoglie con scrupolo ogni particolare che emerge dagli eventi che accadono, mette in relazione tra di loro i vari elementi che lei custodisce, riflette, elabora, e con acutezza spirituale riconduce all’iniziativa di Dio, accolta già a Nazareth, nell’evento dell’Annunciazione. Custodire non è un atto passivo, ma attivo e dinamico. La custodia degli eventi nella nostra vita educa alla vera intelligenza spirituale, educa alla comprensione profonda, e non di superficie, della nostra esistenza, nella quale nulla capita a caso. E’ questo il vero significato dell’intelligenza, nel senso proprio dell’ “intus legere”: legĕre significa “scegliere”, “leggere”, con l’avverbio intus, “dentro”. Chi ha intelligenza è dunque qualcuno che sa “leggere-dentro”, “leggere oltre la superficie”, comprendere davvero, comprendere le reali intenzioni; significa 37 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 38 anche “leggere-tra”, “leggere tra le righe”, stabilire delle correlazioni tra elementi diversi. Così Maria legge “dentro”, in profondità, e legge “tra” le righe dei fatti accaduti. L’intelligenza del custodire apre la strada alla meditazione del cuore. “Meditare” è operazione del cuore. La meditazione favorisce e accompagna il coinvolgimento personale. Maria si sente coinvolta totalmente dagli eventi suscitati da Dio. Lei è parte essenziale. Attraverso le domande del suo cuore, raggiunge il significato profondo della sua missione e vi aderisce ancor più con tenerezza di vera Madre. Maria ama con tutto il suo cuore ciò che comprende sempre più chiaramente. E’ stupita e felice di sentirsi al centro dell’opera di Dio, insieme al suo Figlio. Maria medita tutto questo, il suo cuore “riscalda” i suoi pensieri, purificati ormai da ogni timore e dubbio. E, partendo dalla certezza del cuore, considera il suo futuro unito ormai inseparabilmente a quello del Figlio. Maria insegna alla Chiesa la custodia delle cose di Dio, da cui apprendere sempre meglio quanto il Signore sta operando nella nostra vita, e ad amare tutto ciò che disporrà per il nostro futuro. “Custode non dimentica, Ella è attenta a tutto quanto il Signore Le ha detto e fatto, e medita, cioè prende contatto con diverse cose, approfondisce nel suo cuore. Maria ha vissuto pienamente la sua esistenza, i suoi doveri quotidiani, la sua missione di madre, ma ha saputo mantenere in sé uno spazio interiore per riflettere sulla parola e sulla volontà di Dio, su quanto avveniva in Lei, sui misteri della vita del suo Figlio” (Benedetto XVI, Udienza 17 agosto 2011). Sant’Agostino paragona la meditazione sui misteri di Dio all’assimilazione del cibo e usa un verbo che ricorre in tutta la tradizione cristiana: “ruminare”; i misteri di Dio cioè vanno continuamente fatti risuonare in noi stessi perché ci diventino familiari, guidino la nostra vita, ci nutrano come avviene con il cibo necessario per sostenerci. E san Bonaventura, riferendosi alle parole della Sacra Scrittura dice che “vanno sempre ruminate per poterle fissare con ardente applicazione dell’animo” (Coll. In Hex, ed. Quaracchi 1934, p. 218). Meditare quindi vuol dire creare in noi una situazione di raccoglimento, di silenzio interiore, per riflettere, assimilare i misteri della nostra fede e ciò che Dio opera in noi; e non solo le cose che vanno e vengono. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio I pastori sono gli amici degli angeli, quindi di Dio, gli ultimi della società, prediletti per ricevere il primo annuncio della nascita del Salvatore, e costituiti, alla pari degli angeli, annunciatori della gioia e della luce incontrata nella grotta di Betlemme. 38 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 39 Oggi la liturgia li riconsegna ancora una volta a noi quali celebranti della gloria e della lode di Dio, lungo le strade degli uomini e donne dei loro villaggi. Alla pari della moltitudine di angeli che in cielo lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli” (Lc 2,13-14), i pastori cantano e raccontano la gioia dell’incontro con il Bambino Gesù, “glorificando e lodando Dio”. “Gloria non indica qui solo lo splendore divino che fa parte della sua stessa natura, ma anche e più ancora la gloria che si manifesta nell’agire personale di Dio e che suscista ‘glorificazione’ da parte delle sue creature” (R. Cantalamessa) Nell’Antico Testamento la gloria (kabod) significa “peso”, e indicava l’incidenza forte della presenza di Dio nella vita di Israele. Il popolo riconosceva la “gloria” di Dio, nel senso che proclamava la sua azione efficace a favore di Israele. Dunque la gloria indicava la presenza efficace del Signore, la sua azione “pesante” contro i nemici del popolo, e a favore di coloro che aveva eletto come porzione privilegiata. Anche nel Nuovo Testamento la gloria (doxa) è collegata con la presenza di Dio, che agisce nella persona di Cristo, e sta a significare che la sua salvezza è presente. Gesù “glorifica” il Padre, perché con i segni che egli compie dimostra l’azione potente e salvifica di Dio. Sono i segni del Regno. I pastori dunque “glorificano” Dio perché proclamano il compimento della salvezza, dichiarano che Dio a Betlemme ha manifestato la sua gloria perché ha agito in modo determinante, “pesante” perché decisivo, per la salvezza dell’umanità. La gloria è la magnificenza di Dio che impressiona profondamente la creatura. La manifestazione della gloria di Dio lascia il posto alla risposta della meraviglia e della lode da parte dell’uomo. I pastori lodano la bellezza della misericordia del Signore, la novità della sua sorprendente decisione di farsi “bambino” nella carne umana. I pastori ci educano a glorificare e lodare Dio con grande e convinta forza d’animo. Dio agisce, compie le sue promesse, rivela la sua tenerezza di Padre, ama la nostra esistenza, e in essa desidera manifestare la forza della sua azione trasformante. X Gerardo Antonazzo Vescovo 39 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 40 “ALzATI, RIVESTITI DI LUCE” Omelia per la solennità dell’Epifania del Signore 6 gennaio 2014 Carissimi, il Natale del Signore è l’inizio della celebrazione del mistero dell’incarnazione del Verbo di Dio. Abbiamo, pertanto, bisogno tutti di comprendere l’evento, di raggiungere le profondità della sua ricchezza, di scandagliare le sue molteplici implicanze, le sue inaudite ricadute nella vita di ciascuno. Per questo motivo la liturgia della Chiesa non ci offre solo la celebrazione del “Natale”, ma anche del “tempo di Natale”, che ha lo scopo di accompagnarci nella graduale e gioiosa acquisizione spirituale di quanto Dio ha fatto per noi, e continua a compiere oggi. La solennità dell’Epifania del Signore ci immerge ancora più in profondità nella gioia e nella luce del Natale. Sottolineo tre passaggi-guida del vangelo che abbiamo celebrato nella liturgia della Parola. Le domande che ci uniscono Dov’è colui che è nato? Allora come oggi, è una “carovana” di gente che pone questa cruciale domanda. Non sei solo tu, fratello mio, cara sorella, a formulare questo interrogativo. E’ la domanda che guida la ricerca della fede di migliaia di persone. E’ l’interrogativo ineludibile che riguarda la questione di Dio nella vita di tutti, senza distinzioni. E’ come chiedersi: “Se Dio esiste, dov’è?”. L’aspetto entusiasmante della questione è l’intuizione che, un’eventuale esistenza di Dio non accessibile all’uomo, avrebbe poco da dire e da darci. Vale la pena, pertanto, indagare sulla possibilità del passaggio dall’esserci di Dio in sé, al suo esistere per me. E di conseguenza, se esiste per me, necessariamente devo poterlo incontrare, e così rispondere felicemente alla domanda dei Magi: “Dov’è colui che è nato?”. Fratello mio, sorella mia, vivi forse la condizione della confusione religiosa, del dubbio, dell’incertezza? Unisciti alla carovana dei cercatori di Dio, mettiti in cammino, alzati dalla tua mestizia. “Nel profondo della domanda di senso e di speranza, qualcosa ci orienta verso il mistero: Dio, chi sei? Dove sei? Come possiamo vedere il tuo volto? Il problema non è se Dio esista o non esista. Non ci serve constatare la presenza o l’assenza di qualcuno che sta lontano, a contemplare le cose fuori dalla mischia, impassibile. Ci chiediamo chi è Dio quando veniamo a sapere di eventi terribili, che non dipendono da una cattiva volontà. Ci diciamo allora: chi sei? Dov’è finito 40 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 41 il tuo amore, se tanti innocenti piangono e non sanno nemmeno contro chi imprecare?” (Lettera ai cercatori di Dio, 2009). Pertanto, il viaggio della tua ricerca può iniziare; riprendi il fiato, ama la strada, affianca i fratelli, marcia nella notte, va incontro al nuovo giorno e attendi i bagliori della Luce nuova e invoca: “O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco, ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua” (Sal 63, 2). Lamèntati pure, e piangi se necessario, per l’assenza di Dio, e coltiva l’angoscia. Continua a invocare, e parla, nonostante l’arsura della lingua prosciugata dallo strazio della preghiera sincera e insistente. Attendi la rivelazione del suo Volto. Apri la bocca del cuore e lascialo gridare: “Le lacrime sono il mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre: ‘Dov’è il tuo Dio’?” (Sal 42,4). Unisci il tuo, al grido di coloro che notte e giorno invocano il Signore. Per te spunterà la luce, come l’aurora! La Stella ed Erode “Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima”. La ricerca non è un cammino cieco. Siamo guidati da segni luminosi, segni che ci “obbligano” a guardare verso l’alto, verso il cielo, e a guardare lontano. La posizione della stella orienta necessariamente lo sguardo in verticale, distaccandoci dalla dipendenza delle cose “terra terra”. Non si può trovare Dio con la testa bassa, con l’ansia della terra, con l’illusione delle cose che si vedono e si toccano, con le certezze materiale e il loro accaparramento: “Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (Lc 21,28). Bisogna risollevarsi dalle bassezze della mondanità, liberare il cuore dall’appiattimento delle soddisfazioni immediate, elevare la mente alle aspirazioni nobili e degne dell’animo umano. La saggezza dei Magi è stata proprio quella di mettersi in discussione, di sfidare i loro saperi, le risposte acquisite, le verità accaparrate, e rimettere così in cammino la loro ulteriore ricerca. Ma insieme con la stella, sull’itinerario dei Magi appare anche il segno di Erode. La sua falsità tende un tranello: non vuole adorare, desidera eliminare. Lui è piuttosto un ostacolo! E’ l’inganno di una falsa luce, esprime una ricerca del Bambino non autentica ma corrotta, nasconde un’intenzione perversa, quella di sopprimere Dio. Sono i segni sbagliati, i cattivi maestri, che intendono depistare l’uomo dalla fede, scoraggiare la ricerca della Luce, strappare Dio dalla coscienza umana, sostituire la fede con l’illusione dell’appagamento e delle soddisfazioni materiali. Non possiamo applaudire o acconsentire a quanti ingannano la nostra esistenza, svuotandola del sacro e della trascendenza. Erode rappresenta l’apparire dei falsi maestri che volentieri si propongono non 41 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 42 per guidare verso la fede, bensì per dirottare da Dio. Con i Magi, mendicanti e cercatori della luce, lasciamoci guidare dalla luce di coloro che brillano, come “segno” vero e onesto, che Dio fa apparire nel cielo oscuro della tua solitudine interiore e della tua ricerca religiosa. Lumen fidei “Videro il bambino. Si prostrarono e lo adorarono” “Vedere” è l’attività di uno dei nostri cinque sensi. Ma la facoltà di “vedere” può riguardare anche l’attività spirituale del cuore, e non solo gli occhi del corpo. In entrambi i casi abbiamo bisogno della luce! Nella vita spirituale, per “vedere Dio”abbiamo bisogno della luce della fede, lumen fidei. Rivolgo a ciascuno di voi l’invito accorato dell’apostolo Paolo: “Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà” (Ef 5,14). I Magi, “entrati nella casa, videro il bambino”. I cercatori di Dio hanno incontrato la Luce, si sono rivestiti della Luce. Il grido del profeta: “Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1) si è compiuto. La “casa” (oikia), che in senso traslato significa anche “famiglia”, è metafora della Chiesa, rappresentata anche dalla presenza di Maria che porge il bambino per la prostrazione e l’adorazione dei Magi. La luce della fede la riceviamo come dono di Dio nella Chiesa, nella comunità cristiana: solo entrando in essa, come i Magi nella “casa”, possiamo “vedere” il bambino, credere e adorare. La ricerca e il viaggio spirituale dei Magi ha raggiunto la meta; il loro struggente desiderio di incontrare Dio si è compiuto. Oggi Cristo, Verbo di Dio che si fa carne nel grembo di Maria, si lascia cercare e trovare: si rivela all’umanità quale luce gioiosa. I testi della liturgia eucaristica descrivono l’incontro dei Magi con il Bambino a Betlemme come l’inizio di un processo inarrestabile di diffusione della Luce. Se nel viaggio di andata i Magi rappresentano il mondo pagano alla ricerca della Luce, nel cammino di ritorno i Magi raffigurano la Chiesa, che annuncia al mondo la luce vera, la Luce di Cristo. Raffigurano la “Chiesa in uscita”, la sua dinamica missionarietà. Scrive Papa Francesco: “La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano…Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell’aver sperimentato l’infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva. Osiamo un po’ di più di prendere l’iniziativa!” (Evangelii gaudium, 24). X Gerardo Antonazzo Vescovo 42 42 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 43 CRISTO NON PUO’ ESSERE DIVISO Omelia per la celebrazione ecumenica Gaeta, 21 gennaio 2014 L’ascolto condiviso della Parola del Signore celebra la nostra fede in Lui, il Vivente, il Signore della nostra storia, “il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti”(Col 1,18) . Carissimi, è motivo di sincera gioia e di profonda gratitudine al Signore, sempre imprevedibile nella sua inafferrabile creatività, celebrare insieme la preghiera dei figli di Dio e dei discepoli di Gesù Cristo. Il mio invito è pressante: lasciamoci sorprendere dal soffio dello Spirito, lasciamoci guidare dai desideri di Dio, prevalga la forza del suo Amore sui nostri umani sentimenti, affetti e sospetti; la sua Parola pieghi le nostre rigidità e sciolga le sterili resistenze alla sua volontà. La preghiera penitenziale di questa sera denuncia le nostre laceranti divisioni, che Dio non può approvare; e non può accettare i compromessi di una Chiesa, il suo Corpo, rassegnata ad annunciare la Parola nel contro-segno della frantumazione e della disgregazione. Tutto questo per noi è motivo non solo di rammarico, ma anche di una revisione di vita, capace di farci crescere in un impegno più concreto per la nostra conversione all’unità, e per il bene inestimabile della comunione. La preghiera che oggi condividiamo nella fraterna celebrazione della Parola vuole porre un segno visibile del desiderio che anima le nostre Chiese, cioè l’unità dei credenti in Gesù Cristo. Non vi siano divisioni tra voi Grazie all’annuncio del Vangelo, fatto da Paolo agli inizi degli anni cinquanta d.C., a Corinto è nata l’ekklēsía di Dio. La chiesa sorta per iniziativa di Dio, che convoca i credenti mediante l’annuncio del Vangelo, si radica e vive in un luogo preciso: è “la chiesa locale”. L’apostolo Paolo rende grazie a Dio, che per la sua iniziativa gratuita e generosa ha arricchito i cristiani di Corinto di ogni dono spirituale: ”Non vi manca nessuno dei doni di Dio mentre aspettate il ritorno di Gesù Cristo, nostro Signore. Egli vi manterrà saldi fino alla fine”. Pertanto, l‘esistenza cristiana si svolge tra la chiamata iniziale di Dio, avvenuta mediante il Vangelo e arricchita dei suoi doni spirituali, e l’incontro finale, in cui si compie il suo disegno salvifico. 43 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 44 Paolo rassicura i fedeli sul loro futuro. Dio, che li ha chiamati a far parte della sua ekklēsía, porterà a compimento la sua iniziativa, perché fin d’ora essi sono in comunione con il Figlio suo. Dio infatti, al quale Paolo rivolge la sua preghiera di ringraziamento, è pistós, cioè è “fedele”. Ma la «chiesa di Dio che si trova in Corinto», è minacciata dalla tendenza alle contrapposizioni dei vari gruppi. Paolo affronta la questione dell’unità dei cristiani di Corinto, che formano la chiesa di Dio e sono in comunione con il Figlio suo Gesù Cristo. Nella chiesa di Corinto alcuni cristiani si contrappongono agli altri, appellandosi ai vari predicatori itineranti. Questi gruppi contrapposti si creano anche per il fatto che i cristiani si riuniscono nelle case di qualche “fratello” benestante, simpatizzante per l’uno o per l’altro predicatore. L’apostolo, che si trova a Efeso, è stato informato di questa situazione dai familiari di Cloe, una cristiana conosciuta a Corinto. Paolo esorta i fedeli di Corinto all’unità nel loro modo di sentire e di parlare: “Fratelli, in nome di Gesù Cristo, nostro Signore, vi chiedo che viviate d’accordo. Non vi siano contrasti e divisioni tra voi, ma siate uniti: abbiate gli stessi pensieri e le stesse convinzioni”. Egli prende lo spunto dal fatto che i diversi gruppi a Corinto s’identificano mediante gli slogan, che indicano l’appartenenza all’uno o all’altro personaggio: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo». L’ultima espressione potrebbe essere un’aggiunta di Paolo, che in tal modo mette in risalto l’assurdità della posizione dei Corinzi. Essi vorrebbero definire la propria identità grazie al rapporto con un personaggio importante. Allora la relazione vitale con Cristo, che sta alla base dell’unità di tutti i credenti, viene spezzata. A questo punto Cristo è ridotto a un capo-fondatore accanto agli altri. Paolo porta allo scoperto la radice profonda della crisi che minaccia l’unità ecclesiale dei Corinzi. La contrapposizione tra i diversi gruppi, in nome di uno o dell’altro personaggio, deriva dal bisogno di autoaffermarsi e dalla ricerca del prestigio. I cristiani di Corinto sono tentati di riprodurre quello che capita nelle varie scuole filosofiche e associazioni religiose, dove si fa riferimento a un caposcuola o capocorrente. In tale contesto l’esperienza cristiana è ridotta a una “conoscenza”, dove quello che conta è l’abilità a ragionare e a discutere su Dio. In realtà tutti i cristiani, mediante il battesimo, sono inseriti in Gesù Cristo per formare un solo corpo. Paolo invita a non far ricorso alla sapienza umana né agli artifici della retorica, e di costruire la comunità di Corinto con la fede nella stoltezza del Vangelo, che annuncia Gesù Cristo morto in croce: “Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunziare la salvezza. E questo io faccio senza parole sapienti, per non rendere inutile la morte di Cristo in croce”. 44 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 45 Per risolvere, pertanto, questa crisi di unità e coesione ecclesiale, Paolo ripropone il nucleo dell’annuncio cristiano: Gesù Cristo è morto in croce, è risorto per la potenza di Dio. Secondo l’apostolo, questo annuncio è il fondamento su cui costruire l’unità della Chiesa. La tunica indivisa Gesù stesso ha pregato intensamente per l’unità dei suoi discepoli: “Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi” (Gv 17, 11). Questo vivo e struggente desiderio del Signore è ripresentato dai vangeli anche attraverso il riferimento ad un elemento simbolico di straodinaria bellezza e dall’ impatto spirituale provocatorio. Si tratta della tunica di Gesù, tirata a sorte dai soldati sul Calvario. Come il quarto Evangelista, anche i Sinottici ricordano che i soldati si divisero le vesti di Gesù, ma solo Giovanni distingue fra le vesti che furono spartite e la tunica che invece fu tirata a sorte, attribuendo grande importanza al particolare. Molti esegeti vedono nella tunica indivisa un simbolo di quell’unità della Chiesa che è il frutto della Croce; in realtà, nel vocabolario giovanneo il termine divisione (schisma) sottintende la divisione del popolo eletto nei confronti di Gesù, ed è quindi naturale che Giovanni collochi sotto la Croce un gesto che simboleggi il compimento della riunificazione dei figli di Dio dispersi, già profetizzata dal sommo sacerdote Caifa (Gv 11,51:“…essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi”). La tunica diventa così il simbolo del “grande raduno” che nasce dalla Croce e attorno alla Croce dove Gesù è il re universale, il punto di unità e di attrazione dell’intera umanità. L’Evangelista Giovanni sviluppa tuttavia questo avvenimento con una certa solennità. E’ il solo a richiamare l’attenzione alla tunica che «era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo» (19, 23). I soldati che, secondo l’uso romano, si dividono come un bottino le povere cose del crocifisso, non vogliono strappare la tunica. La tirano a sorte e in tal modo essa rimane intera. I Padri della Chiesa vedono in questo passo l’unità della Chiesa; essa è fondata come unica e indivisa comunità dall’amore di Cristo. L’amore del Crocifisso ricongiunge ciò che è diviso. La Chiesa è una nei molti. Benedetto XVI, nel Messaggio al vescovo di Treviri, Germania, per l’apertura del pellegrinaggio alla “sacra tunica” (13 aprile 2012) affermava, tra l’altro, che la Chiesa, “come comunità unica e indivisa è opera di Dio, non il prodotto degli uomini e delle loro capacità. La tunica giovannea vuole essere 45 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 46 un ammonimento alla Chiesa perché rimanga fedele alle sue origini, si renda consapevole che la sua unità, il suo consenso, la sua efficacia, la sua testimonianza possono essere, in fondo, creati solo dall’alto, possono essere donati solo da Dio”. Dobbiamo però considerare in quali fragili vasi (cfr Cor 4,7) portiamo il tesoro che il Signore ci ha affidato, e come, a causa del nostro egoismo, delle nostre debolezze ed errori, viene ferita l’integrità del Corpo di Cristo. E’ necessaria una costante disposizione alla conversione e all’umiltà per essere discepoli del Signore con amore e con verità. L’unità prevale sul conflitto Papa Francesco, nell’Esortazione “Evangelii gaudium” indica quattro principi che rimandano alle tensioni proprie di ogni realtà sociale. Uno di questi, lo ritengo valido anche per la realtà ecclesiale e alla sua tensione ecumenica. Esso recita così: “L’unità prevale sul conflitto” (nn. 226-230). Scrive Papa Francesco: “Di fronte al conflitto, alcuni semplicemente lo guardano e vanno avanti come se nulla fosse…Altri entrano nel conflitto in modo tale che ne rimangono prigionieri…Vi è però un terzo modo, il più adeguato, di porsi di fronte al conflitto…trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo... In questo modo, si rende possibile sviluppare una comunione nelle differenze, che può essere favorita solo da quelle nobili persone che hanno il coraggio di andare oltre la superficie conflittuale e considerano gli altri nella loro dignità più profonda”. Questo principio possiamo osservarlo anche come metodo, cioè strada maestra, del dialogo tra le comunità cristiane. Preghiamo perché il cammino ecumenico, fondato sulla comune fede nel Signore Gesù, sciolga ogni conflitto grazie all’audacia dell’ascolto fraterno, della feconda umiltà, del sincero pentimento che apra al perdono di Dio e al reciproco perdono dei fratelli e delle sorelle di ogni confessione cristiana. Lo Spirito di Dio sostenga la fatica ininterrotta del dialogo, per giungere alla visibile unità quale segno straordinario di speranza per la salvezza del mondo. Amen. X Gerardo Antonazzo Vescovo 46 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 47 “TENEREzzA” Omelia per la Giornata della Vita e Giornata per la Vita consacrata Pontecorvo, 2 febbraio 2014 In questa prima domenica di febbraio celebriamo insieme la Giornata nazionale della Vita e la Giornata Mondiale della Vita consacrata: una duplice ricorrenza che, per la coincidenza del giorno, rende particolarmente felice e ricca la nostra assemblea diocesana, alla quale prendono parte, insieme con tanti laici e operatori della pastorale familiare, anche Religiosi e Religiose che svolgono il loro apostolato nella pastorale parrocchiale e nelle diverse strutture di accoglienza, dai bambini agli anziani, per un esemplare servizio di amore alla vita. Nel Tempio di Gerusalemme si intreccia gioiosamente il gesto devoto e orante della Presentazione del Signore da parte di Giuseppe e Maria, con l’esultanza innica dell’accoglienza da parte dei “custodi” dell’attesa messianica, Simeone e Anna. L’intreccio genera l’abbraccio: i due vegliardi sostengono il Bambino sulle proprie braccia, annunciando il destino salvifico della sua futura missione. Il Verbo di Dio “venuto alla luce”, con il travaglio materno della nascita umana, oggi entra nel Tempio della nostra Umanità quale “luce per rivelarti alle genti”: il volto tenero di un bambino illumina la speranza del volto rugato dei due anziani. Ogni vita che nasce è luce che illumina il Tempio dell’umanità, segnata particolarmente oggi dalle rughe dell’egoismo, della chiusura, del benessere, del rifiuto della Vita. La celebrazione odierna annuncia che ogni bambino che viene alla luce è la vera “candelora” dell’Umanità, ogni vita che nasce genera speranza, “genera futuro”. Il concepimento della vita sprigiona un raggio di luce che alimenta il futuro dell’umanità. Nel volto di Simeone e Anna si illumina la danza gioiosa di un intero popolo: nel volto di quel Bambino i due anziani accolgono la carne dell’Amore di Dio. Nella carne di ogni bambino possiamo toccare la tenerezza di Dio: “Ogni bambino che nasce porta con sé la notizia che Dio non si è ancora stancato degli uomini” (R. Tagore). Dalla “cultura dello scarto” alla cultura dell’accoglienza La “cultura dello scarto” schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti: essa pretende di eliminare esseri umani, soprattutto se fisicamente più deboli. La risposta profondamente umana, ancor prima che cristiana, è un deciso “sì” alla sacralità della vita, senza cedimenti né tentennamenti, una risposta fondata sulle ragioni della scienza e della ragione. Prevale, in tal modo, la ragione dell’umano e del giusto vivere sociale, fondata sul diritto fondamentale a nascere, 47 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 48 un bene primario “non negoziabile”. Il livello umano di una società si misura dal modo in cui considera e tratta la vita dell’uomo, dal suo nascere al suo compiersi. Va ritrovato, pertanto, lo stupore per la vita, per il mistero che la abita, per la sua forza sorgiva, come realtà che sorregge tutte le altre, che è data e si impone da sé e pertanto non può essere soggetta all’arbitrio dell’uomo. Il diritto alla vita è un bene fondamentale alla base di ogni altro diritto. Nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, il Papa riconosce che taluni ridicolizzano la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, presentando la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Papa Francesco ribadisce che «la difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano», e che un essere umano «è un fine a se stesso e mai un mezzo per risolvere altre difficoltà». Papa Francesco denuncia ritardi e inadempienze nel servizio di accoglienza della vita nascente: “E’ anche vero che abbiamo fatto poco per accompagnare adeguatamente le donne che si trovano in situazioni molto dure, dove l’aborto si presenta loro come una rapida soluzione alle loro profonde angustie, particolarmente quando la vita che cresce in loro è sorta come conseguenza di una violenza o in un contesto di estrema povertà» (Evangelii gaudium n. 214). La sentenza della Corte di giustizia europea, secondo cui l’embrione è a pieno titolo membro del consorzio umano fin dal primo momento del concepimento e senza soluzione di continuità, è carica di potenziali conseguenze sul versante culturale e anche giuridico. La mobilitazione europea attraverso la campagna “Uno di noi”, ha voluto mostrare che la vita umana è “sacra” in ogni sua fase. L’iniziativa, che ha trovato il consenso di milioni di credenti e non credenti in Europa, punta a fermare i finanziamenti europei a sostegno indiscriminato di ricerche che usano, distruggendoli, embrioni umani, e non solo. La “tenerezza eucaristica” per la vita Enzo Iannacci, medico e cantautore, deceduto il venerdì santo del 29 marzo 2013, ha dichiarato che la vita «è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche quando si presenta inerme e indifesa. L’esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e dovunque. Salvare una vita è come salvare il mondo. Ci vorrebbe una carezza del Nazareno» (Corriere della Sera, 6 febbraio 2009). La bellezza e la sacralità della vita merita una “tenerezza eucaristica”. Questa espressione usata da Papa Francesco è richiamata da lui a proposito della gestione dei conflitti nella vita religiosa. A me piace pensare l’espressione anche in riferimento alla bellezza della vita, la quale deve poter incontrare la 48 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 49 “tenerezza eucaristica” di ogni padre e madre pronti alla lode e alla gratitudine a Dio per la grazia di generare una nuova nascita. La “tenerezza eucaristica” si fa allora “carezza eucaristica”: l’amore accarezza la vita con riconoscenza, accarezza la vita con l’accoglienza incondizionata, accarezza soprattutto la fragilità e la debolezza della vita sofferente, malata, impedita, inabile. Ogni famiglia e comunità umana devono accompagnare chi è “rivestito di debolezza” (Eb 5,2), ammalato, anziano, non autosufficiente, «non solo restituendo quanto dovuto, ma facendo unità attorno alla persona ora fragile, bisognosa, affidata alle cure e alle mani provvide degli altri” (Messaggio della CEI 2014). In questi ultimi decenni, l’uomo ha messo le mani sulla vita, ma ha perso di vista la vita. Scriveva don Primo Mazzolari nella sua opera Il compagno Cristo: «Manovali, inesperti e supponenti, pretendiamo di saper manovrare il delicatissimo congegno della vita, senza tener conto di colui che l’ha messa insieme dal nulla, e nelle nostre povere mani si spezzano i nostri più alti destini. Non Dio, ma l’uomo fa paura; non il comandamento di Dio, ma il comandamento dell’uomo». Vita consacrata al servizio della vita Carissime Religiose, con il vostro apostolato voi esprimete la “carezza eucaristica” della Chiesa verso la Vita. Oggi molto spesso la Vita che entra nel Tempio dell’uomo non trova accoglienza: voi incarnate la carezza eucaristica di Simeone e Anna il loro abbraccio alla vita, il loro prendere sulle proprie braccia la vita degli altri. In queste due figure possiamo leggere, in filigrana, la generosità della Vita consacrata. Il vostro servizio alla vita, carissime Consacrate, è sempre più eloquente e più fecondo di ogni contrapposizione valoriale, che genera solo reazioni di noia e di rigetto. Dimostriamo con i fatti, con la vivacità convinta della buona testimonianza e dell’impegno, che la vita merita di essere abbracciata e amata con tale “carezza eucaristica”. Non dobbiamo parlare della sacralità della vita “contrapponendoci”, generando schieramenti inconciliabili, ma difendono in modo positivo la contemplazione gioiosa della bellezza della vita, in tutte le sue fasi naturali. E di questo, carissime Religiose, siete viva e fattiva testimonianza. Grazie per la profusione di umanità con cui amate, accogliete, custodite la vita delle persone che a voi sono affidate. Elargite la ricchezza dei vostri affetti educativi a tantissimi bambini, sostenendo anche i cammini spesso non facili delle loro famiglie. La percentuale di ragazzi che studiano nelle scuole e che hanno i genitori separati è elevatissima. Voi elargite la vostra umanità consacrata anche a moltissimi anziani, a voi af- 49 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 50 fidati per la custodia della loro fragilità, ma non di rado da voi accolti a causa di abbandono affettivo e declino di interesse da parte delle loro famiglie di appartenenza. Voi siete un supplemento di umanità, voi siete la “tenerezza eucaristica” che trasforma la malinconia di una vita che tramonta, nella vibrazione di un’aurora radiosa; voi siete la carezza di Dio per l’umanità. Grazie. X Gerardo Antonazzo Vescovo 50 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 51 fEDELTà DI DIO E fIDUCIA DELL’UOMO Festa della Madonna della Fiducia, 1 marzo 2014 Celebrazione del Vespro Al tramonto di questo giorno, carico di intensi significati spirituali, arricchito da incontri, nomi e volti che si abbracciano nell’afflato spirituale della comune devozione alla Madonna della Fiducia, nel clima accogliente e cordiale della famiglia del Seminario Romano, esprimiamo al Signore la nostra gioiosa preghiera di lode e di ringraziamento. Partecipo con particolare commozione interiore a questa celebrazione liturgica del Vespro, cercando di non far diventare in me motivo di distrazione la tumultuosità dei pensieri, ricordi e affetti che ritornano, imperiosi, nella mente, accumulati nei miei dodici anni di permanenza in questa Comunità. Resto eternamente debitore al Signore e alla Vergine della Fiducia per quanto ho potuto e saputo ricevere da studente e da educatore. Il soffio della preghiera questa sera ci riconduce alla gioia del Cenacolo e celebra la nostra speciale intimità con Cristo Signore. E’ nel Cenacolo di questa preghiera liturgica che condividiamo la gioia per i beni spirituali più preziosi: la Vocazione, la Formazione, la Devozione a Maria. Innanzitutto la nostra vocazione al sacerdozio: è ciò che fa anche della Comunità del Seminario un vero e proprio Cenacolo, una famiglia che custodisce la ricchezza di una grazia singolare, e promuove il cammino di ciascuno per corrispondere alle attese del Maestro che chiama alla sua sequela. La formazione, poi, fa della Comunità un “laboratorio” molto operoso, un “alveare”, dove ognuno si lascia “distillare” dalla forza della Parola che interpella la nostra esistenza, e dalla maternità esigente della Chiesa che è “esperta in umanità” (Paolo VI, Discorso all’Onu, 1965). Infine, la devozione a Maria continua ad essere, per tutti, una sorgente di sapienza spirituale e di istruzione interiore. “Sua madre disse ai servitori: Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5): Maria istruisce ed educa quanti sono chiamati da suo Figlio ad affidare la propria vita al servizio del Vangelo. Nelle poche ed essenziali parole di Maria attestate dai Vangeli, rintracciamo la singolare e indimenticabile esperienza vissuta nella casa di Nazareth, la casa dell’Annunciazione, la casa del Verbum fatto carne nel grembo umano di una vergine, la casa Maria dove ha imparato a fidarsi di Dio. La casa di Nazareth è la casa della Fiducia. Perché? Papa Francesco nell’udienza generale del 23 ottobre 2013, riflettendo sul mistero di Maria, affermava: “Possiamo farci una domanda: ci lasciamo illuminare dalla fede di Maria, 51 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 52 che è nostra Madre? Oppure la pensiamo lontana, troppo diversa da noi? Nei momenti di difficoltà, di prova, di buio, guardiamo a lei come modello di fiducia in Dio, che vuole sempre e soltanto il nostro bene? Pensiamo a questo, forse ci farà bene ritrovare Maria come modello e figura della Chiesa in questa fede che lei aveva!” L’incontro con Dio è sempre una provocazione per la nostra fede, perché Dio non conosce “limiti”, esagera sempre, deborda rispetto alle nostre misure, supera la “capienza” umana del cuore, non si adegua e non si adatta alle nostre esperienze collaudate e sicure, agli schemi ripetitivi dei nostri pensieri e progetti, protetti all’interno di recinti e confini che danno sicurezza e stabilità, contro ogni rischio di “novità” destabilizzanti. L’iniziativa di Dio mal si accorda con quanti non sono disponibili a lasciarsi sorprendere dalle sue incursioni spirituali e a lasciarsi dilatare dalla sua imprevedibile fantasia. Dio è creatore, dunque estremamente creativo: non condivide e non approva le nostre “rigidità” mentali e affettive, frutto di calcoli sicuri e benefici per la nostra incolumità interiore, riottosa ad ogni scossa dello Spirito. Maria è colta di sorpresa dall’iniziativa del Signore: “Ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo” (Lc 1,29). Il testo non è tenero con Maria, l’evangelista non è imbarazzato e non si vergogna della reazione di Maria, per un falso senso di rispetto. La dichiara esplicitamente: Ella è turbata!, ma allo stesso tempo lascia spazio alle parole dell’angelo. Non chiude la porta del suo Ascolto, resta libera e attenta. Maria si porta dentro l’animo un travaglio indicibile; il turbamento fa riferimento a un groviglio di domande riguardo a situazioni umanamente impossibili. E nel suo animo esplode un dubbio atroce: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” (Lc 1,34). Maria è sola, con la sua domanda: cosa accadrà? Potrebbe prevalere la paura, l’insicurezza. Cosa rispondere? cosa decidere? chi o che cosa potrebbe illuminarla nella decisione da prendere? E’ la solitudine che avvolge e custodisce le scelte decisive, dove la coscienza umana decide di sé di fronte a Dio in piena autonomia e libertà, non senza l’incertezza di chi non possiede il proprio futuro, e non può sospettare cosa sarà dopo. Dinanzi all’umanità di Maria, così vera e cristallina, Dio si pone con la grazia del suo invito: “Non temere!”. Questa parole il Signore le dispone tra il turbamento di Maria e la sua domanda su come potrà avvenire tutto questo. Il “Non temere” risolve sia il turbamento sia il dubbio. Perché? Come? “Perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,30). Dio, e solo Lui, è a fondamento di tutto questo processo di rivelazione. L’angelo infonde nel cuore 52 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 53 della Vergine la certezza che l’iniziativa è di Dio, che è Lui a voler realizzare in Lei questo sogno d’amore, che è Dio a chiederLe una cosa che supera ogni possibilità umana. Solo quando c’è Dio di mezzo, per la creatura tutto diventa possibile. Scrive Papa Francesco nella “Lumen fidei”, al numero 10: “La fede capisce che la parola, una realtà apparentemente effimera e passeggera, quando è pronunciata dal Dio fedele diventa quanto di più sicuro e di più incrollabile possa esistere, ciò che rende possibile la continuità del nostro cammino nel tempo. La fede accoglie questa Parola come roccia sicura sulla quale si può costruire con solide fondamenta. Per questo nella Bibbia la fede è indicata con la parola ebraica ’emûnah, derivata dal verbo ’amàn, che nella sua radice significa “sostenere”. Il termine ’emûnah può significare sia la fedeltà di Dio, sia la fede dell’uomo. L’uomo fedele riceve la sua forza dall’affidarsi nelle mani del Dio fedele”. Questo è il motivo e il fondamento della fiducia di Maria: è la fiducia di chi sa riconoscere e accogliere l’opera del Signore nella propria vita, per le scelte da fare e per le decisioni da prendere. Questo è particolarmente rilevante per una comunità vocazionale, quale è quella del Seminario, dove ognuno si dimena tra domande, dubbi e turbamenti riguardo alla propria scelta di vita. Il 27 febbraio 2014 Papa Francesco così si esprimeva nel discorso alla Congregazione dei Vescovi: “In fondo, la domanda si potrebbe esprimere anche così: “Siete certi che il suo nome è stato pronunciato dal Signore? Siete certi che sia stato il Signore ad annoverarlo tra i chiamati per stare con Lui in maniera singolare e per affidargli la missione che non è sua, ma è stata al Signore affidata dal Padre?”. Anche per voi l’unica vera condizione per un serio e sereno discernimento è poter riconoscere l’iniziativa di Dio. Tutto il resto è lui a renderlo possibile. Il Signore, ci anticipa sempre, arriva per primo, “ci frega il posto” direbbe Papa Francesco, e si fa garante della nostra fiducia. La fedeltà di Dio ci precede. Sapere che c’è Dio, e solo Lui, all’origine della nostra vicenda vocazionale, questo, e soltanto questo, può essere il fondamento della nostra fiducia. Maria ha vissuto così la sua chiamata, la sua risposta, il suo affidamento. Amen. X Gerardo Antonazzo Vescovo 53 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 54 AUSTERO SIMbOLO E SEgNO SACRAMENTALE Omelia per la celebrazione delle Ceneri Cattedrale di Sora - 5 marzo 2014 Cammino di conversione La tradizione liturgica della Chiesa pone all’inizio del cammino quaresimale tre elementi illuminanti il nostro itinerario spirituale: il “cammino di vera conversione”, l’ “austero simbolo delle ceneri”, il “segno sacramentale della quaresima”. Nella Colletta dell’odierna celebrazione così abbiamo pregato: “O Dio, nostro Padre, concedi al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione …” (Colletta). La preghiera di benedizione delle Ceneri, parla di “austero simbolo delle ceneri” offerto per l’itinerario spirituale del nostro completo rinnovamento. Infine, la Colletta della prima domenica definisce la Quaresima “segno sacramentale della nostra conversione“. “Il saggio, ormai anziano, diceva: “Quando ero giovane ero un rivoluzionario e tutte le mie preghiere a Dio erano: ‘Signore, dammi la forza di cambiare il mondo ’. Quando ero ormai vicino alla mezza età e mi resi conto che metà della mia vita era passata senza che avessi cambiato nulla, mutai la mia preghiera in: ‘Signore, dammi la grazia di cambiare tutti quelli che sono in contatto con me. Solo la mia famiglia e i miei amici, e sarò contento ’. Ora che sono vecchio e i miei giorni sono contati, comincio a capire quanto sono stato sciocco. La mia sola preghiera ora è: ‘Signore, fammi la grazia di cambiare me stesso’. Se avessi pregato così fin dall’inizio, non avrei sprecato la mia vita. Se ognuno pensasse a cambiare se stesso, tutto il mondo cambierebbe”. E’ possibile immaginare un cambiamento nella nostra vita? Desideriamo veramente cambiare? E in quale direzione, poi? Il tempo liturgico della Quaresima ci riconsegna, pertanto, il compito di declinare la parola “conversione” secondo le regole grammaticali del Vangelo. Conversione religiosa La predicazione di Gesù provoca nell’animo di alcuni interlocutori l’inizio sorprendente della vera fede. Nell’icona biblica che ho scelto per la “Lettera alle Comunità per la quaresima 2014”, troviamo una donna pagana, la Cananea, che implora l’intervento di Gesù per la sua figlioletta ammalata (Mt 15,21-28). La guarigione raggiunge prima di tutto la madre, la quale è accompagnata da Gesù a compiere il grande passaggio dal paganesimo alla professione della fede autentica e audace. Per questa fede della donna, sarà guarita anche la figlia. 54 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 55 Un esempio di conversione religiosa è rappresentato da s. Agostino. La sua conversione mostra chiaramente il passaggio dalla non conoscenza del Dio della Bibbia alla conoscenza del Dio di Gesù Cristo. Egli era molto confuso sull’idea di Dio e pensava addirittura a una duplice divinità, al principio del Bene e del Male. Dunque, prima ancora di una conversione morale e di una conversione mistica, Agostino ebbe una radicale conversione religiosa, grazie al contatto con Cicerone. La racconta nelle Confessioni, quando parla della sua lettura dell’Ortensio: “Quel libro, devo ammetterlo, mutò il mio modo di sentire, mutò le preghiere stesse che rivolgevo a Te, Signore, suscitò in me nuove aspirazioni e nuovi desideri, svili d’un tratto ai miei occhi ogni vana speranza e mi fece bramare la sapienza immortale con incredibile ardore di cuore. Così cominciavo ad alzarmi per tornare a Te”. Il ritorno, il cambiamento di direzione del cammino, è l’inizio della conversione religiosa. E riguarda anche noi nella misura, mentre professiamo verbalmente la fede in Dio, di fatto affidiamo la fiducia e la speranza della nostra vita ai molti idoli che affollano il nostro Pantheon religioso. Conversione morale Nel Vangelo troviamo anche l’appello di Gesù alla “conversione morale”. Sono diversi gli episodi nei quali Gesù, insieme con la guarigione fisica, esige un rinnovamento morale della persona. Penso alla guarigione del paralitico presso la piscina di Betzatà: “Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio» (Gv 5,14). Ignazio di Loyola ci permette di vedere questo secondo volto della conversione. Il card. Martini così parla della sua conversione: “Credeva in Dio, era stato educato alla fede cristiana, si dedicava a qualche pratica religiosa, ma gli piacevano le vanità del mondo e la sua vita era piuttosto disordinata. Trovandosi infermo a seguito di una ferita alla gamba, si mise a leggere una Vita di Cristo e alcune biografie di santi, che lo posero a confronto con se stesso”. Riflettendo seriamente sul suo passato, Ignazio comprese che pur riconoscendo già il primato di Dio, per essere degno dell’amore di Gesù, morto per salvarci, doveva cambiare modo di comportarsi. Anche nella nostra vita la misericordia di Dio esige una costante e mai definitivamente compiuta conversione morale. Conversione spirituale Vorrei infine considerare anche la bellezza della “conversione spirituale”. In questo ci sarà di aiuto l’esperienza dell’apostolo Paolo grazie alla testimonianza letteraria sia delle pagine biografiche (Atti degli apostoli), sia di quelle autobiografiche (Lettere). 55 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 56 In che senso possiamo parlare di conversione nella vita di Paolo di Tarso? L’esperienza di Damasco ha segnato una svolta critica. Paolo non può essere considerato “convertito” nel senso religioso. Infatti era già un fariseo osservante: “Circonciso all’età di otto giorni, della stirpe d’Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo figlio di Ebrei; quanto alla Legge, fariseo (Fil 3,5). Paolo non può essere considerato un “convertito” nemmeno in senso morale. Egli stesso infatti afferma che la sua condotta, prima ancora di incontrare Gesù Cristo risorto, era “irreprensibile quanto alla giustizia che deriva dall’osservanza della legge” (Fil 3,6). Paolo dunque non ha coscienza di essere un convertito sotto il profilo etico o morale, se con questi termini si indica l’osservanza dei comandamenti, e quindi il miglioramento della propria condotta. Invece egli ha consapevolezza di essere radicalmente cambiato sotto l’aspetto spirituale, nel senso che il centro di gravità del suo universo religioso non è più costituito dall’osservanza della legge e delle tradizioni dei padri, ma dal suo nuovo rapporto con Gesù Cristo Signore, che si è rivelato in lui (cfr. Gal 1,16) sulla via di Damasco. Questo cambiamento, da quanto si puo capire dalle Lettere di Paolo, è stato relativamente repentino e radicale. Esso ha comportato una ristrutturazione del suo sistema di valori religiosi e spirituali. Con un termine mutuato dall’epistemologia, si potrebbe dire che è cambiato per Paolo il “paradigma” cognitivo. ll suo criterio di valutazione e di scelta non è costituito più dal riferimento alla tradizione giudaica, all’osservanza di ritualismi, precetti, obblighi, prescrizioni, ma dalla nuova esperienza di fede in Gesù Cristo, persona viva, “il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore” (1Cor1,30-31). Improvvisamente apparve che la Torah non era più sufficiente, e quindi neanche necessaria, per acquisire la giustizia davanti a Dio. Non dunque il maestro e profeta della Galilea fu quello conosciuto da Paolo, ma un Gesù crocifisso-risuscitato, confessato e venerato come decisivo marchio identificativo di un’inedita comunità che si stava impiantando all’interno di Israele. Questa comunità ormai non vedeva più Legge il proprio elemento religioso distintivo. Il cuore del Vangelo nel cuore dell’uomo “È il tempo di proporre di nuovo, e prima di tutto, Gesù Cristo, il centro del Vangelo. Ci spingono a ciò l’amore indiviso di Dio e dei fratelli, la passione per la verità, la simpatia e la solidarietà verso ogni persona che cerca Dio e che,comunque, è cercata da Lui” (Giovanni Paolo II, Convegno ecclesiale di Palermo 1995). Papa Francesco nella Evangelii gaudium indica con forza l’essenza della conversione spirituale: 56 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 57 Una pastorale in chiave missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine che si tenta di imporre a forza di insistere. … Alcune verità rivelate … sono più importanti per esprimere più direttamente il cuore del Vangelo. In questo nucleo fondamentale ciò che risplende è la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto. … Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e che ci salva … Se tale invito non risplende con forza e attrattiva, l’edificio morale della Chiesa corre il rischio di diventare un castello di carte, e questo è il nostro peggior pericolo … Il messaggio correrà il rischio di perdere la sua freschezza e di non avere più “il profumo del Vangelo” (nn.35.36.39). Anche il vangelo dell’odierna celebrazione liturgica rischia di essere ripetutamente e forzatamente sottoposto ad una lettura moralistica, di stampo volontaristico. Siamo preoccupati per alcune pratiche esteriori (“Quando preghi … quando digiuni .. quando fai l’elemosina”), piuttosto che del rinnovamento della nostra relazione con Dio. Il discepolo capisce che l’azione decisiva per la salvezza non è ciò che fa l’uomo, ma lo sguardo di Dio che “vede nel segreto”. L’esigenza di questa conversione spirituale deve rispondere alla domanda: qual è il centro di gravità della mia vita spirituale, quale il motivo delle stesse pratiche religiose, e come vivo la relazione con il Signore Gesù, il Risorto, Figlio di Dio e Messia? E’ chiamata in causa, dunque, la conversione dell’intelligenza e del cuore. E’ ciò che intendo per “conversione spirituale”. Il fariseismo ipocrita contro il quale Gesù lancia i suoi anatemi esprime l’idea religiosa ridotta a ritualismo, a precettismo, a dogmatismo dottrinale. Insomma esprime tutto ciò che è “religiosamente corretto”, al fine di pretendere di stare a posto con Dio, avendo soddisfatto tutti i miei doveri, precetti e obblighi religiosi, avendo saldato i conti con quanto dovuto a Lui. Null’altro potrebbe chiedermi o pretendere da me. Carissimi, anche lo stesso rito del mercoledì delle Ceneri rischia di diventare una pratica rituale, un rito da espletare, il pedaggio da pagare per entrare nel tempo liturgico, piuttosto che “austero segno” che ci educa a vivere il “segno sacramentale” di una sincera conversione, quale adesione totale della mia vita al Vangelo, che è la persona del Signore Gesù, unico Cristo e vero Salvatore. La luce della Pasqua illumini il cammino penitenziale e gioioso della santa quaresima. Amen. X Gerardo Antonazzo Vescovo 57 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 58 HA LIbERATO LA VITA DEL POVERO Omelia per il precetto pasquale dei Militari e Interforze S. Restituta, 11 aprile 2014 Porgo a tutti voi Militari e Forze dell’ordine, partecipi di questa sacra celebrazione, il mio cordiale saluto e il vivo compiacimento per la condivisione della preghiera eucaristica in preparazione alla s. Pasqua. E’ il momento di una autentica revisione di vita, per lasciarci dire da Dio in che cosa la nostra vocazione cristiana deve illuminare la nostra vita quotidiana. Per tale ragione voglio fare riferimento alla conclusione della prima lettura, dove l’autore, il profeta Geremia, commenta la sua personale esperienza: “Il Signore…ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori” (Ger 20, 13). Il sistema del malaffare Al tempo del profeta Geremia la vita sociale, economica e politica di Israele era molto corrotta. Dominava il malaffare, le ingiustizie sociali, le vessazioni soprattutto verso le classi più deboli, quali le vedove, gli orfani, i forestieri. Prevaleva un’osservanza religiosa molto esteriore e ipocrita. Si curava il culto del tempio, cercando di osservare fedelmente e scrupolosamente ogni prescrizione rituale, per poi commettere ogni genere di iniquità e di perversione. A livelo socio-politico, i capi avevano indotto il popolo a non fidarsi più di Dio, ma a cercare piuttosto alleanze umane, quella filo-egiziana, che garantissero la difesa e la salvezza contro la minaccia dell’invasione babilonese. Il profeta grida che solo una condotta retta e fedele all’alleanza con Dio, può essere garanzia e speranza di salvezza: “…giustizia tra l’uno e l’altro, non opprimere orfani e vedove, non versare sangue innocente in questo luogo, non andare appresso ad altri dei” (Ger 7,5-6). Il profeta Geremia interviene perchè fosse rispettata la norma biblica dell’emancipazione degli schiavi dopo un periodo di sette anni; un impegno iniziale, sottoscritto dal re, fu nella pratica disatteso. Geremia intervenne duramente, vedendo in questa offesa alla dignità umana, l’avvisaglia inesorabile dello scatenamento della punizione divina: “Poichè voi non mi avete ascoltato, proclamando la libertà ciascuno al suo fratello e ciascuno al suo prossimo, ecco io proclamo la libertà, dice il Signore, alla spada, alla peste e alla fame, e vi porrò come oggetto di orrore per tutti i regni della terra” (Ger 34,17). L’infedeltà dell’idolatria L’altro grande tema della predicazione di Geremia è quello dell’abbandono del servizio divino, causa di ogni forma di degenerazione del sentimento reli- 58 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:19 Pagina 59 gioso, fino al pullulare dell’idolatria. Dopo aver criticato la religiosità formale dei sacrifici, che non hanno senso in una società ingiusta, estende la sua polemica contro altri formalismi religiosi, scalzando la fiducia magica nel potere dei luoghi sacri; non ha senso invocare, a tutela della propria salvezza: “Questo è il Tempio del Signore” (Ger 7,4); è il comportamento, non il luogo, l’unica garanzia di salvezza. Sull’idolatria l’atteggiamento del profeta è talvolta violento e sprezzante, altre volte problematico e sofferto. In quest’ultimo approccio è come se Geremia si stupisse sull’ enormità del reato che i suoi fratelli stanno compiendo, non rendendosi conto della grandezza del bene che abbandonano, e della nullità di ciò che gli preferiscono: “Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne, cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua.“ (Ger 2,13). Geremia rimprovera la perdita di memoria storica di Israele, che dimentica la protezione divina del passato, e rileva l’assurda infedeltà del suo popolo a Dio, che non ha confronti con altri popoli, sempre fedeli alle loro divinità, che pure non sono vere divinità. La voce del profeta Il profeta alza la voce per denunciare il comportamento obbrobrioso del popolo, per annunciare la giustizia da recuperare e la vera religiosità da praticare. Il profeta è perseguitato perché uomo giusto e retto. Ha preso posizione contro i capi della comunità perché le loro decisioni non rispettavano il vero bene del popolo. L’esperienza profetica di Geremia è, per la sua ricchezza e drammaticità, tra le più emblematiche e rappresentative del profetismo ebraico:parla a nome di Dio, rivolge ammonimenti al popolo, e ai suoi dirigenti in particolare, per il loro comportamento scorretto, soprattutto su due temi fondamentali: la pratica di culti idolatrici e l’ingiustizia sociale. Il profeta ammonisce con forte coraggio, senza ritegno, invita al pentimento e annuncia quali saranno le tristi conseguenze per coloro che non si allontaneranno dalla strada del male. Nella missione che gli viene affidata riceve l’ordine di farsi forza e non aver paura. Il capitolo 20 del suo libro esprime questa tremenda lotta tra il dovere di comunicare la parola di Dio prorompente, e la terribile condizione di solitudine ed emarginazione sociale che questo dovere comporta, destino di chi avverte e denuncia i mali della società. Il profeta è una spina nel fianco, la sua parola infastidisce, le sue prese di posizione smascherano i malaffari della classe dirigente. I capi del popolo usavano ormai ogni sistema per ingannare, illudere, imbrogliare, favorire i propri 59 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 60 interessi, approfittare della loro autorità per ricavare benefici a proprio vantaggio. Coloro che sono raggiunti dalle parole del profeta cercano di impedire con ogni metodo la sua iniziativa contraria alla loro azione, vogliono mettere a tacere la voce che denuncia la loro corruzione sociale e religiosa. Un messaggio di speranza Il profeta Geremia è anche l’annunciatore della speranza, della ricostruzione, del futuro luminoso di Israele. Vi sarà una distruzione, ma non sarà mai totale, e dal residuo sopravvissuto la nazione verrà ricostituita. Geremia è grande nella descrizione del male, ma raggiunge vertici insuperabili nelle pur non numerose visioni e immagini di riparazione e di consolazione. Anche oggi dobbiamo favorire molto di più la giustizia e la rettitudine, il rispetto e la responsabilità, la solidarietà con chi è senza lavoro, l’inclusione sociale dei poveri, l’equità sociale, l’accoglienza e la fraternità con gli immigrati e i rifugiati. Scrive il Papa: “Nessuno può esigere da noi che releghiamo la religione alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza sulla vita sociale e nazionale, senza preoccuparci per la salute delle istituzioni della società civile, senza esprimersi sugli avvenimenti che interessano i cittadini…Una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo, di trasmettere valori, di lasciare qualcosa di migliore dopo il nostro passaggio sulla terra. Amiamo questo magnifico pianeta dove Dio ci ha posto, e amiamo l’umanità che lo abita, con tutti i suoi drammi e le sue stanchezze, con i suoi aneliti e le sue speranze, con i suoi valori e le sue fragilità” (Evangelii gaudium, 183). La Pasqua deve renderci creature nuove: coraggiosi e pronti a contrastare ogni forma di compromesso, di cedimento alle ingiustizie, alle furberie, ai ricatti, alle violenze. Il profeta Geremia ci consegna oggi un esempio di sofferta fedeltà alla giustizia, alla verità, alla trasparenza, alla solidarietà, al rispetto. Tutto questo interpella la nostra coscienza morale, sia umana, che cristiana e professionale. Siamo chiamati a svolgere un servizio per la promozione del bene sociale, favorendo la fiducia nelle Istituzioni, la speranza nel progresso dei più deboli e indifesi, l’ascolto di quanti chiedono una risposta ai loro problemi. La festa della Pasqua segni la rinascita del vero bene, custodito e promosso da quanti hanno il coraggio di spendersi per la promozione della giustizia e della pace sociale. Amen. X Gerardo Antonazzo Vescovo 60 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 61 ASINUS PORTANS MySTERIA Omelia per la Domenica delle Palme 13 aprile 2014 La festa delle Palme celebra l’ingresso trionfale di Gesù nella Città Santa, e introduce i credenti nel clima liturgico-spirituale dell’intera Settimana Santa. Mentre il Maestro varca la porta della Città di Gerusalemme, acclamato dalle folle festanti, noi varchiamo la soglia del nostro tempo, santificato dall’Amore più grande, una settimana di passione-amore che decide del nostro destino. Il Signore ne ha bisogno Il corteo che accompagna Gesù non è in suo onore: si tratta infatti del consueto pellegrinaggio che molti ebrei facevano a Gerusalemme in occasione delle grandi feste che vi si tenevano ogni anno. Questo pellegrinaggio è poi particolarmente sentito dagli ebrei in quanto si tratta della festa più importante, quella della Pasqua, che ricorda la liberazione dall’Egitto (vedi Esodo 12 – 13). L’ingresso di Gesù in Gerusalemme è accompagnato dalla scelta di un asino: “Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: «Perché fate questo?», rispondete: «Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito” (Mc 11,2-3). Non si tratta di una necessità fisica, trovandosi Gesù a pochi chilometri da Gerusalemme, piuttosto di un’intenzione precisa, che realizza la profezia dell’umile Re-Messia (Zac 9,9). Gesù accetta l’acclamazione messianica dei piccoli e dei poveri, non dei Capi né dei Romani. La profezia di Zaccaria, secondo Matteo, è riferita al Messia e dimostra quindi che proprio Gesù, che entra in Gerusalemme come aveva preannunciato il profeta, è il Messia regale di Israele. Asinus portans mysteria L’espressione è attribuita a Erasmo da Rotterdam (1466-1536)1. A me piace applicare oggi l’immagine dell’asino che porta Cristo, alla missione della Chiesa, serva d’amore. Gesù non a caso sceglie l’asino, una bestia che trasporta i pesi del contadino lungo i sentieri assolati di Israele. Gesù si ricollega volentieri a questa tradizione, per mostrare una gloria umile, una regalità altra. Mentre il partito degli zeloti e di altri insurrezionalisti contro l’impero romano avrebbero preferito accogliere e favorire l’ingresso in Gerusalemme di un messia armato e disposto a usare la forza e la violenza, Gesù si presenta come re umile, incomprensibile agli Ebrei di quel tempo, ma anche agli stessi Romani occupanti. 1 Erasmo, Adagia, 2.2.4 61 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 62 Nel giorno dell’ingresso trionfale, l’asino della Pasqua fu per il Messia una cavalcatura regale e pacifica. “Non so granchè, ma so di portare Cristo sul mio dorso, e ne sono molto fiero … Sono io che lo porto, ma è lui che mi guida. So che conduce verso il suo Regno”2. La Chiesa, come ogni cristiano, tira avanti come un asino, sapendo che chi deve salvare non è l’asino, ma Colui chi vi siede sopra. Come l’asino, anche la Chiesa deve servire Cristo a testa bassa, nel silenzio delle buone opere e nell’umiltà del proprio essere lievito e fermento nascosto. La Chiesa deve poter applicare nel suo agire lo stile di Giovanni Battista: “Illum oportet crescere, me autem minui” (Gv 3,30), o la regola di Gregorio Magno “ad majorem Dei gloriam”3, fatta propria da s. Ignazio di Lojola. Questa è la missione della Chiesa: gustare la gioia di trasportare Gesù sulle spalle e sul cuore, sentire il piacere spirituale di donarlo agli altri, assecondare la direzione indicata dal Signore per arrivare lì dove egli vuole. La Chiesa, come ogni cristiano, deve essere serva della gloria e della festa di Cristo. Nel giorno in cui Gesù entra trionfante in Gerusalemme, nessuno avrà fatto festa per l’asino, mentre tanti hanno gioito, anzi esultato, per il Maestro4. La Chiesa non può oscurare, né velare, né guastare la festa, bensì collaborare perché la gente sia felice di Cristo. Le virtù educative della Chiesa La prima virtù educativa che la presenza dell’asino suggerisce alla Chiesa è la mitezza. Non si deve diventare mai arroganti nella proposta della fede. La fede è grazia, e deve essere percepita come dono, come offerta di Dio per il bene della persona. Nella nostra pastorale non possiamo diventare pesanti con la forza delle nostre convinzioni, con l’intelligenza della nostra teologia, con la cultura di un cristianesimo intollerante, con la furbizia dei giochi di potere, con la minaccia o il ricatto verso i più poveri. La mitezza è la terza beatitudine del discorso della montagna (Mt5). Così ne parla Norberto Bobbio, con il suo rammarico di non credente: “La mitezza è contraria alla protervia, che è l’arroganza ostentata … A maggior ragione, la mitezza è il contrario della prepotenza … La prepotenza è abuso di potenza non solo ostentata, ma concretamente esercitata”5. 1 Erasmo, Adagia, 2.2.4 2 R. Etchegeray, Tiro avanti come un asino.Cenni di intesa al cielo e alla terra, Cinisello Balsamo, 2007 3 Dialoghi, 1,2 4 Cfr. M. Masciarelli, L’asino di Cristo, Todi 2010. 5 N. Bobbio, Elogio della mitezza e altri scritti morali, Milano 1994, pag. 24. 62 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 63 Un’altra virtù necessaria alla Chiesa e al singolo credente, ispirata dalla figura dell’asino, è il decentramento da sé. Uno dei limiti più pesanti della Chiesa, denunciato da Papa Francesco, è la tentazione di autoreferenzialità: “Quando la Chiesa non esce da se stessa per evangelizzare diviene autoreferenziale e si ammala … una sorta di narcisismo teologico … Quando è autoreferenziale, la Chiesa crede senza accorgersi di avere luce propria; smette di essere il mysterium lunae e lascia lo spazio a quel male così grave che è la mondanità spirituale. Quel vivere per darsi gloria uno con l’altro”6. E’ la Chiesa che mi porta Cristo e mi porta a Cristo. Se la missione della Chiesa, in ogni sua espressione, perde il suo decisivo riferimento a Cristo, cade in un malefico proselitismo con il quale tenta di attirare a sé il consenso e la convergenza mondana, rivestita di falsa spiritualità. Un’ultima virtù della Chiesa ispirata dall’asino: l’umiltà. Una virtù che non deve mai mancare nell’agire del cristiano e della Chiesa, perché è straordinariamente presente in Dio e nel suo modo di operare. “Io credo di poter dire: Dio è umile. Quando io prego mi rivolgo a uno più umile di me. Quando io confesso il mio peccato, è a uno più umile di me che domando perdono”7. L’umiltà della Chiesa è realismo. L’asino cammina guardando a terra. La Chiesa deve saper misurare i passi possibili, evitare gli ostacoli che si frappongono, trovare lo spazio giusto dove poggiare i piedi, senza pretese, senza illusioni, senza progetti astratti e ambiziosi, superiori alle proprie forse, soprattutto estranei alla volontà di Dio. X Gerardo Antonazzo Vescovo 6 Intervento del Cardinal Bergoglio in una delle congregazioni pre-Conclave 7 F. Carillon, L’umiltà di Dio, Bose-Magnano, 1999, p. 7. 63 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 64 LUCE DELLO SPIRITO E bALSAMO DELLA COMUNIONE Omelia per la s. Messa Crismale 16 aprile 2014 Miei carissimi Sacerdoti, Diaconi, Religiosi e Religiose, fedeli Laici, convocati dal Padre, e dal Figlio, e dallo Spirito Santo, disposti intorno all’altare con il vostro Vescovo, per celebrare e testimoniare l’unità del Popolo di Dio intorno al vostro Vescovo, a voi il mio abbraccio cordiale e il fraterno saluto. “A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli”. Con la significativa celebrazione di oggi, liberati interiormente da ogni terribile ipocrisia, dal ritualismo farisaico, e da sterili formalismi, rendiamo visibile la nostra Chiesa particolare, edificata nell’unità della comunione e nella varietà delle sue articolazioni. Vi chiedo di essere partecipi con l’intensità della preghiera e della corale fraternità, per consegnarci spiritualmente ad una rinnovata unzione dello Spirito Santo. Nessuno, miei cari, si senta estraneo rispetto al mistero che oggi celebriamo, nessuno esonerato dall’esaltante e gravaoso compito di costruire la nostra Chiesa nel segno dell’unità. Sappiamo di essere parte viva della costruzione dell’unico Corpo. La Messa crismale è epifania della nostra Chiesa, organicamente articolata come un corpo vivo, con il dono dei vari ministeri e carismi, fantasia creatrice dello Spirito; sono, questi doni, la dote nuziale di Cristo, che arricchisce la sua Sposa, pellegrina nel mondo, in corteo verso le nozze eterne, tra infedeltà e amplessi spirituali. Intorno al Vescovo, in intima e dinamica comunione con lui, voi i Presbiteri, chiamati a rinnovare tra poco le promesse della sacra ordinazione; i Diaconi, diretti collaboratori del Vescovo, perché abilitati a servire con lui il popolo di Dio nella diaconia della liturgia, della parola e della carità; i Religiosi e le Religiose, profezia vivente e visibile dei cieli nuovi e della terra nuova; gli Organismi diocesani di partecipazione e di corresponsabilità; gli adolescenti e i giovani che si preparano a all’unzione crismale della Cresima; e tutti voi Fedeli Laici, che siete semplicemente la maggioranza del popolo di Dio, e che insieme formate l’assemblea della lode a Dio Padre, per mezzo di Gesù sommo sacerdote. Miei cari, tutto questo “non è lo schieramento di un apparato religioso. Non è l’azione dimostrativa dell’efficienza delle strutture. Non è la messa in scena del corporativismo ecclesiastico. Non è il paradigma delle nostre capacità organizzative. Ma è la celebrazione gaudiosa, gloriosa e dolorosa, di un mistero di comunione che oggi ci afferra, ci scuote, ci inebria, ci entusiasma” (don Tonino Bello). 64 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 65 L’unzione messianica di Cristo Nella sinagoga Gesù, sente gli occhi di tutti puntati su di lui. Sento anche i vostri occhi puntati su di me: sguardo di intima intesa, sguardo di amici, di fratelli e di sorelle, sguardo di complicità per la comunanza degli affetti e delle speranze. Cosa dirvi, se non invitarvi a orientare i nostri sguardi su di Lui, il consacrato dello Spirito! Cristo si rivela come il compimento delle promesse messianiche: Lui è l’inviato del Padre per i poveri, consacrato per la missione, mandato per “l’anno di grazia del Signore”. Già nella preghiera della Colletta abbiamo professato Gesù, il Figlio, “consacrato con l’unzione dello Spirito Santo e costituito Messia e Signore”. Oggi ritorna a brillare la lucentezza dell’olio di esultanza sul nostro corpo di “cristiani”, di “crismati”, cioè di consacrati, per partecipare alla missione di dare gioia e consolazione a tutti. L’unzione crismale è conformazione a Cristo. Scrive s. Cirillo di Gerusalemme: “Divenuti partecipi di Cristo, non indebitamente siete chiamati “cristi” cioè “consacrati”. Siete diventati «consacrati» quando avete ricevuto il segno dello Spirito Santo…dopo che siete emersi dalle sacre acque, è stato dato il crisma, di cui era figura quello che unse il Cristo, cioè lo Spirito Santo. Egli fu unto con spirituale olio di letizia, cioè con lo Spirito Santo, il quale è chiamato olio di letizia, perché è lui l’autore della spirituale letizia. Voi, invece, siete stati unti con il crisma, divenendo così partecipi di Cristo e solidali con lui. Guardatevi bene dal ritenere questo crisma come un puro e ordinario unguento. Santo è quest’unguento e non più puro e semplice olio. Dopo la consacrazione non è più olio ordinario, ma dono di Cristo e dello Spirito Santo. E’ divenuto efficace per la presenza della sua divinità e viene spalmato sulla tua fronte e sugli altri tuoi sensi con valore sacramentale. Così mentre il corpo viene unto con l’unguento visibile, l’anima viene santificata dal santo e vivificante Spirito”. L’unzione della Cresima conferma la fiducia di Dio su di noi, potenzia il suo amore per noi e la sua forza, e ci arricchisce con ulteriori doni dello Spirito, per il perfezionamento della nostra vita cristiana, per la testimonianza senza ritorno del suo Nome benedetto che salva. Servi premurosi In modo del tutto singolare, di questa consacrazione siamo resi partecipi noi, carissimi sacerdoti, e non per nostro merito. La Messa crismale rende evidente, più che in altre circostanze, il clima di una vera festa per il sacerdozio ministeriale, posto dal Signore all’interno e al servizio di tutto il popolo di Dio. 65 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 66 Lunedì scorso il s. Padre nel suo discorso al Seminario Leoniano di Anagni ha detto: “Pensavo in questi giorni alla Messa crismale e ho sentito questo, che con questo dono tanto grande, che noi riceviamo, la nostra piccolezza è forte: siamo fra i più piccoli degli uomini. E’ vero, è troppo grande; ma non è opera nostra! E’ opera dello Spirito Santo, con la nostra collaborazione. Si tratta di offrire umilmente se stessi, come creta da plasmare, perché il vasaio, che è Dio, la lavori con l’acqua e il fuoco, con la Parola e lo Spirito. Si tratta di entrare in quello che dice san Paolo: «Non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Solo così si può essere diaconi e presbiteri nella Chiesa, solo così si può pascere il popolo di Dio e guidarlo non sulle nostre vie, ma sulla via di Gesù, anzi, sulla Via che è Gesù”. Solo per un amore di predilezione, di cui non dobbiamo mai smettere di stupirci con il cuore e con gli occhi come di un bambino estasiato, siamo consacrati con unzione crismale quali servi premurosi: “Con affetto di predilezione – afferma la preghiera del Prefazio odierno – sceglie alcuni tra i fratelli che mediante l’imposizione delle mani fa partecipi del suo ministero di salvezza. Tu vuoi che nel suo nome rinnovino il sacrificio redentore, preparino ai tuoi figli la mensa pasquale, e, servi premurosi del tuo popolo, lo nutrano con la tua parola e lo santifichino con i sacramenti”. Carissimi sacerdoti, queste parole ci esaltano nel dono ricevuto e ci schiacciano nel peso del loro significato. Nella Chiesa -ha affermato Papa Francesco nell’omelia del 27 gennaio 2014- i vescovi infatti “non sono eletti soltanto per portare avanti un’organizzazione che si chiama Chiesa particolare. Sono unti. Hanno l’unzione e lo spirito del Signore è con loro”. E “quello che fa la Chiesa, quello che dà l’unità alla Chiesa, è la persona del vescovo, in nome di Gesù Cristo, perché unto: non perché è stato votato dalla maggioranza, ma perché unto. E per partecipazione, anche i preti sono unti: il vescovo impone le mani e fa l’unzione su di loro”. È l’unzione ad avvicinare al Signore vescovi e preti, che “sono eletti dal Signore”. Dunque “questa unzione è per i vescovi e per i preti la loro forza e la loro gioia”. La forza -ha precisato- perché proprio nell’unzione essi “trovano la vocazione per portare avanti un popolo, per aiutare un popolo” e per “vivere al servizio del popolo”. Ed è anche la gioia, “perché si sentono eletti dal Signore, protetti dal Signore con quell’amore con cui il Signore protegge tutti noi… Una diocesi va avanti perché ha un popolo santo, ha tante cose, e ha anche un unto che la porta, che l’aiuta a crescere. Altrimenti non si capisce la Chiesa; non solo non si capisce, non si può spiegare come la Chiesa vada avanti soltanto con le forze umane”. Cari presbisteri, quando non alimentiamo il ministero, sia il ministero del vescovo, sia il ministero del sacerdote, con la preghiera, con l’ascolto della Parola di Dio, con la celebrazione quotidiana dell’Eucaristia e anche con una fre- 66 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 67 quentazione del Sacramento della Penitenza, si finisce inevitabilmente per perdere di vista il senso autentico del proprio servizio e la gioia che deriva da una profonda comunione con Gesù. Il vescovo e il sacerdote che non fanno queste cose, alla lunga perdono l’unione con Gesù e diventano di una mediocrità che non fa bene alla Chiesa. Per questo dobbiamo aiutare i vescovi e i sacerdoti a pregare, ad ascoltare la Parola di Dio che è il pasto quotidiano, a celebrare ogni giorno l’Eucaristia e andare a confessarsi abitualmente. Questo è tanto importante perché riguarda proprio la santificazione dei vescovi e dei sacerdoti. Papa Francesco ci ricorda che l’esere preti è un’iniziativa che prende il Signore. Il Signore chiama. Chiama quelli che Egli volle allora, e vuole oggi, perché diventino sacerdoti. Tra di voi ci sono alcuni giovani che stanno vivendo già il discernimento vocazionale: nei Seminari Maggiori (Maurizio, Giorgio, Andrea) e nel Seminario diocesano di Sora (Loreto, Giuseppe, Amedeo). Ma sono sicuro che ci sono qui altri giovani che hanno sentito nel loro cuore questa chiamata, la voglia di diventare sacerdoti, la voglia di servire gli altri nelle cose che vengono da Dio, la voglia di essere tutta la vita al servizio per catechizzare, battezzare, perdonare, celebrare l’Eucaristia, curare gli ammalati… e tutta la vita così: Alex, Davide, Luca, Francesco, Riccardo, Mario, Giovanni … Se qualcuno di voi ha sentito questa attrazione nel cuore, è Gesù che l’ha messa. Curate questo invito e pregate perché cresca, e dia frutto nella nostra Chiesa diocesana. Carissimi giovani, l’amore di predilezione del Signore oggi non si è spento, non si è esaurito. Ancora si riversa su quanti sono catturati dal suo sguardo irresistibile. Rendete il vostro cuore capace di incrociare lo sguardo del Maestro, senza paura e senza condizionamenti, e sappiate seguire le tracce di questo suo amore che vi pedina, e si espande e si propaga come balsamo che seduce con la forza del suo profumo, e impregna i vostri progetti, i vostri sogni, le vostre decisioni. Non indulgete a ritardi sterili, non cedete a facili accomodamenti, non lasciatevi pervertire da cattivi maestri, non calcolate la mole dei sacrifici, ma gioite dell’amore che vi avvolge. Voi sapete bene cosa sia la seduzione, l’innamoramento: lasciatevi attrarre da Gesù Cristo, fino a lasciarvi vincere dalla forza irresistibile della sua chiamata. Con il balsamo della comunione L’olio per l’unzione crismale si compone del balsamo che dà profumo. Il crisma è olio profumato, perché consacra i sacerdoti, i re, i profeti. L’olio ha bisogno del balsamo della comunione per consacrare. L’olio da solo non basta. Senza il balsamo della comunione tutto sarebbe destinato al fallimento, tutto sarebbe drammaticamente avvelenato dalla mondanità spirituale. Non è suffi- 67 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 68 ciente il solo olio delle nostre istituzioni, delle nostre organizzazioni, dei nostri programmi e strategie pastorali, se tutto questo non è impregnato del profumo della comunione. La nostra comunione oggi abbraccia la Chiesa di Rutana, diocesi del Burundi con la quale condividiamo lo stesso profumo della mirra e del nardo donato dalla nostra diocesi durante il nostro viaggio, e anche con la diocesi di Locri-Gerace dalla quale riceviamo ogni anno il profumo del bergamotto prodotto dalle cooperative di giovani che coltivano i campi confiscati alla ‘ndrangheta. Il balsamo della comunione oggi sparge il suo profumo in questo Tempio, non di pietre, ma di anime. La Messa crismale diventa la celebrazione grazie alla quale pubblichiamo l’edizione aggiornata del vocabolario della comunione che fa la Chiesa, togliendo termini estranei e rivalutando parole che rischiano di cadere in disuso nel tempo. La Messa crismale ci obbliga a riscrivere continuamente il vocabolario delle relazioni dei presbiteri con il proprio Vescovo e dei presbiteri tra di loro, alle voci fraternità, carità, collaborazione, obbedienza, comunione, e cose del genere. Il “vocabolario dei contrari” parla invece di fazioni, invidie, sotterfugi, contrapposizioni, esclusioni, e cose del genere. La Messa crismale riscrive anche il vocabolario della comunione dei presbiteri con i fedeli laici, aggiornando alcune parole, quali corresponsabilità, partecipazione, ascolto, condivisione … Infine, la forza della comunione rigenera il vocabolario delle relazioni tra gli stessi fedeli laici, e purifica ogni relazione dalle parole rivalità, protagonismo, clericalismo, e cose del genere. La preghiera del Vescovo Signore, Gesù, sacerdote eterno e misericordioso, rinnova in me l’irruzione crismale dello Spirito per fortificare la mia missione di padre e fratello, per questa santa Chiesa di Dio che è in Sora-Aquino-Pontecorvo. Ungi le membra di questo tuo Corpo, con l’olio della consolazione, per sanare le ferite aperte delle lacerazioni, per lenire i dolori delle incomprensioni, per sostenere la spossatezza delle fatiche pastorali. Riversa su tutti l’olio di letizia, per esultare ai primi bagliori di ogni tua visita. Fa intonare il canto della gratitudine, e alimenta la nostalgia dei traguardi ancora lontani. L’olio del tuo Spirito dia vigore ai passi lenti di noi viandanti, e ci renda capaci di esplorare nella notte stellata del nostro cammino, i cieli nuovi, nei quali riconoscere le costellazioni dei tuoi progetti. E al sopraggiungere delle prime luci dell’alba, quella della tua Pasqua, potremo riconoscerti, adorarti, e baciarti nelle ferite della tua misericordia. Amen. X Gerardo Antonazzo Vescovo 68 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 69 “fATE QUESTO IN MEMORIA DI ME” Omelia per il Giovedì Santo 17 aprile 2014 L’intenso clima spirituale del Cenacolo non può lasciarci indifferenti, quasi banali spettatori di fronte a una rappresentazione teatrale, distratti e frettolosi praticanti del sacro che non sanno più riconoscere la novità assoluta di quello che vi accade dentro questo luogo di intimità spirituale tra gli apostoli e Gesù.Gesù volutamente sceglie la sala del Cenacolo, perché desidera mangiare la Pasqua con la famiglia dei suoi amici, gli apostoli. Ogni ebreo era tenuto a consumare il rito della Pasqua in famiglia, e non da solo. Anche noi, oggi, siamo entrati mel Cenacolo non furtivamente, quasi da abusivi; non da “cristiani per caso”, ma perché da Lui invitati e accolti, per cogliere la bellezza dei suoi gesti e la radicalità delle sue decisioni. Quest’anno Gesù desidera mangiare la “sua” Pasqua proprio con te! Ti invita a far parte della famiglia dei suoi amici. Ecco perché ci sei, ecco perché sei qui. Làsciati sorprendere, làsciati raggiungere dai suoi gesti e dalle sue parole, làsciati afferrare dallo stupore e dalla commozione delle sue intenzioni. fare memoria L’apostolo Paolo è testimone di un’antica tradizione, trasmessa fedelmente dalla primitiva comunità cristiana. Dichiara di aver ricevuto dal Signore quello che trasmette ai cristiani di Corinto. E cioè le parole con le quali, dopo aver trasformato la realtà del pane e del vino nel suo corpo e nel suo sangue, ci consegna quanto ha compiuto: “Fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me”. Cosa significa “in memoria”? Il “memoriale” ebraico significava non il ricordo nostalgico di un evento accaduto nel passato, ma la ripresentazione, attraverso alcuni riti prescritti da Dio, di un evento storicamente accaduto. Si rinnovava, così, lo stesso fatto storico per le nuove generazioni, le quali potevano sentirsi pienamente partecipi delle azioni meravigliose di Dio. Scrive Raniero Cantalamessa: “Il memoriale biblico è molto più di una semplice commemorazione, di un semplice ricordo soggettivo del passato. Grazie ad esso, interviene, fuori della mente dell’orante, una realtà che ha una esistenza propria, che non appartiene al passato, ma esiste ed opera nel presente e continuerà a operare nel futuro. Il memoriale che finora era il pegno della fedeltà di Dio a Israele, ora è il corpo spezzato e il sangue versato del Figlio di Dio; è il sacrificio del Calvario “ri-presentato” (cioè reso nuovamente presente) per sempre e per tutti”. 69 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 70 Fare memoria, pertanto, significa attualizzare, interpretare per l’oggi, e quindi rendere presente a noi stessi, ciò che Dio ha compiuto per amore del suo popolo, e continua a compiere per noi ancora adesso. Quando Gesù dice “in memoria di me”, ci invita a compiere qualcosa che renderà presente il suo agire, e attualizzerà il suo gesto. Tutta la celebrazione eucaristica è “memoriale” di ciò che ha fatto il Signore: ciò non significa ripetere e moltiplicare le Messe, ma ripresentare oggi l’unica Messa, sempre l’unica sola Messa, celebrata una volta per sempre da Gesù nei segni del pane e del vino nel Cenacolo, e nella realtà del suo sacrificio sulla Croce. Fare memoria è agire nel suo nome per ripresentare lo stesso mistero scaturito dalla genialità del suo amore per noi. Si alzò da tavola I gesti compiuti da Gesù nel Cenacolo tratteggiano un itinerario teologico e spirituale. I verbi usati dall’evangelista Giovanni sono un inno alla libertà con cui Gesù dichiara e dimostra il suo amore autentico alla Comunita riunita prima della Pasqua ebraica. L’accumulo di verbi nei versetti 4 e 5 del capitolo 13 (otto in tutto), propone al nostro sguardo ogni dettaglio. E’ evidente che l’evangelista vuole dipingere un quadro che deve restare impresso per sempre nella mente dei discepoli come la scena più importante, destinata a diventare norma per la sua comunità. Alzarsi da tavola dichiara in modo manifesto un’iniziativa imprevista. E’ la decisione con la quale il Maestro arreca una svolta nel rapporto con i suoi. L’amore vero non può stare “seduto”, non può restare a guardare, chiuso e prigioniero della nostra pigrizia e della nostra inerzia. L’amore ha bisogno di “alzarsi”, esprimersi, trasformarsi in azione, di andare incontro all’altro con la tunica dello schiavo, con la semplice tunica bianca. Cambiare posizione nella nostra vita è passare dal prestigio al servizio. Alzarsi è decidere della direzione che vogliamo dare alla nostra vita, quella dell’amore gratuito e disinteressato. Depose le vesti Nel Cenacolo Gesù si spoglia del mantello, e resta con la sola tunica, quella semplice indossata dagli schiavi. Scrive don Tonino Bello: “Deporre le vesti nel linguaggio di Giovanni significa deporre la vita: Gesù offre volontariamente la sua vita, diventa cioè il chicco di frumento che cade in terra, marcisce, muore, perché solo così può sbocciare la nuova vita nella spiga. Deporre le vesti significa perdere la vita, lasciarci la pelle: è la dimensione del sacrificio, la dimensione della croce”. 70 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 71 Soprende e stupisce anche il successivo gesto del Maestro: “… prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita”. Cingersi dell’asciugamano, significa decidere di lasciarsi avvolgere dalla sola logica contenuta nel gesto che si compie, la logica del servizio impressa nel gesto della lavanda dei piedi. Il gesto esprime l’esodo, cioè l’uscita, dalle nostre chiusure individualistiche ed egoistiche, dalle ferree logiche del calcolo e dell’interesse personale, per aprirci e chinarci davanti ai piedi impolverati, piagati, stanchi. fate questo Gesù stesso darà il giusto valore al gesto della lavanda dei piedi, quando domanderà: “Capite quello che ho fatto per voi?”.Per gli apostoli risultava molto difficile comprendere subito quanto era stato fatto dal Signore. Ma molto di più era difficile accettare il gesto di Gesù. E Lui, con amorevole simpatia, li anticipa e dichiara: “Vi ho dato un esempio”.“Fare memoria” significa allora “seguire l’esempio”, entrare nelle conseguenze e nelle esigenze di quel gesto inaspettato. Sarebbe fin troppo comodo, e certamente sterile, il solo ripetere i gesti del Signore, senza lasciarsi coinvolgere e sconvolgere, senza che nulla cambi nella nostra vita. A noi non serve solo quello che Lui ha fatto, ma obbedire all’esempio e al comandamento che ci ha lasciato: “Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,34-35). Amen. X Gerardo Antonazzo Vescovo 71 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 72 NELL’ATTESA DELLA TUA VENUTA Omelia per la S. Messa in suffragio della sorella Ada Sora, 28 aprile 2014 Carissimi amici presbiteri, Religiose e Religiosi, Signor Sindaco e Autorità, amati fratelli e sorelle, desidero innanzitutto parteciparvi la viva gratitudine per la vicinanza premurosa e cordiale a me e ai miei familiari, nutrita di sincero affetto e di intensa preghiera, per l’evento doloroso della morte di mia sorella Ada. E grazie anche per questo supplemento di amicizia spirituale con la celebrazione eucaristica odierna. Ringrazio con la medesima riconoscenza quanti non hanno potuto essere presenti fisicamente a questa sacra liturgia, ma certamente uniti nei sentimenti e nella preghiera unanime. La corrispondenza temporale tra l’evento della morte di Ada e la celebrazione del Triduo pasquale, ha sprigionato un fascio di intensa luce sull’evento doloroso, illuminandolo di una consolazione spirituale molto speciale. La forza escatologica della Pasqua e dell’Eucarestia La mia meditazione prende spunto dalla preghiera della Colletta di questa liturgia feriale del tempo pasquale: “Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre, fa’ crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell’eredità che ci hai promesso”. La Chiesa, celebrando il mistero pasquale con i suoi riti e i suoi simboli (cero), annuncia la speranza della Pasqua eterna. Il cristiano, mentre celebra la presenza del suo Signore risorto, sa “attendere” il suo ritorno. Dalla Pasqua e dall’Eucaristia, memoriale della Pasqua, deriva la speranza che anima l’impegno operoso sulla terra, nell’attesa del destino futuro. La Chiesa pellegrinante nel tempo vive «in attesa della beata speranza» (Tt 2,13) della venuta del Signore. “Nella liturgia terrena noi partecipiamo, pregustandola, a quella celeste, che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme, verso la quale tendiamo come pellegrini, dove il Cristo siede alla destra di Dio quale ministro del santuario e del vero tabernacolo” (S C 8). Il rito eucaristico, pervaso da una costante tensione escatologica, alimenta la forza del nostro pellegrinaggio verso l’incontro ultimo e definitivo con Cristo, e annuncia il senso autentico della nostra esistenza terrena. L’invocazione della prima comunità cristiana “Vieni,Signore Gesù” era alimentata dalla certezza del ritorno del Signore; e tale speranza veniva celebrata nel rito eucaristico. Nella celebrazione eucaristica, la Chiesa professa ripetutamente la sua speranza nella venuta del Signore: “Annunciamo 72 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 73 la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”. Tutta la nostra esistenza cristiana si compie nell’attesa della venuta del Signore risorto. E’ Lui “la via, la verità, la vita” (Gv 14,6). Anche nella preghiera di liberazione dal male che la Chiesa recita dopo la preghiera corale del “Padre nostro” si chiede a Dio di vivere “sicuri da ogni turbamento, nell’attesa che si compia la beata speranza, e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo”. La comunità che celebra la memoria della morte e risurrezione del Signore è proiettata verso l’incontro definitivo con lui: “Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunciate la morte del Signore finché egli venga” (1Cor 11,26). “Nella liturgia terrena noi partecipiamo, pregustandola, a quella celeste, che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme, verso la quale tendiamo come pellegrini, dove il Cristo siede alla destra di Dio quale ministro deli santuario e del vero tabernacolo” (S C 8). La IV preghiera eucaristica si esprime cosi: “In questo memoriale della nostra redenzione celebriamo, Padre, la morte di Cristo, la sua discesa agli inferi, proclamiamo la sua risurrezione e ascensione al cielo dove siede alla tua destra, e, in attesa della sua venuta nella gloria, ti offriamo il suo corpo e il suo sangue …”. Credere significa sperare che la vita e la morte, la sofferenza e la tribolazione, la malattia e le catastrofi non sono l’ultima parola della storia, ma che c’è un compimento trascendente per la vita delle persone e il futuro del mondo. La morte come passaggio L’esperienza della morte, umanamente enigmatica e dolorosa, soprattutto quando è segnata dalla malattia e ancor più dal dolore fisico, è considerata come la “pasqua” ultima del credente, il suo definitivo passaggio dalla condizione terrena a quella celeste. Questo passaggio avviene in termini di “trasformazione”: “Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata. E mentre viene distrutta la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione eterna nel cielo” (Dal Prefazio dei Defunti, I). La morte non distrugge, non annulla, non disperde nessun elemento della nostra vita, ma mette il sigillo della sua protezione, perché tutto ciò che abbiamo compiuto resti custodito. La morte non vanifica nulla, nulla è insignificante o banale di quanto abbiamo realizzato. Abbiamo un tempo limitato, determinato, per realizzare la nostra esistenza, e la gravosa responsabilità di vivere nel compimento del bene (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1007). Nulla possiamo cambiare della nostra vita dopo la morte. “In ogni azione, in ogni pensiero, dovresti comportarti come se tu dovessi morire oggi stesso; se avrai la coscienza retta, non avrai molta paura di morire. Sarebbe meglio star lontano dal peccato che fuggire la morte. Se oggi non sei 73 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 74 preparato a morire, come lo sarai domani?” (De imitatione Christi, 1, 23, 5-8). La morte è la fine del pellegrinaggio terreno dell’uomo, è la fine del tempo della grazia e della misericordia che Dio gli offre per realizzare la sua vita terrena secondo il disegno divino. La morte come consegna Gesù muore in un atto di abbandono totale: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23,46). Anche il ladrone pentito nell’atto del suo morire sa consegnarsi a Qualcuno: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno” (Lc 23,42). Con la morte ogni creatura riconsegna a Dio, Creatore e Padre, la propria esistenza terrena. E’ importante tenere vigile in modo permanente la consapevolezza che quanto viene sigillato con la morte resta per sempre davanti a Dio. Ci troveremo davanti a Dio così come siamo da Lui raggiunti nell’atto del nostro morire. Con la morte ciò che è stato realizzato nella nostra vita, entra definitivamente nella dimensione dell’eternità, sia il bene, sia il male compiuto nell’arco degli anni della nostra vita. Accogliendo la vita che ritorna a Lui, Dio “eternizza” il bene da ciascuno compiuto, trasformandolo in felicità eterna: “Venite benedetti del Padre mio…” (Lc 25, 34). Questa consapevolezza dà importanza e valore a tutto quello che noi facciamo in vita: per sperare di “morire nel Signore”, bisogna imparare a “vivere” per il Signore. La condizione in cui saremo dopo la morte è strettamente dipendente dal modo in cui avremo vissuto nell’esilio terreno. Con la morte vivremo in una condizione diversa, ma non saremo diversi, e ci consegneremo al Signore con la nostra concreta storia vissuta sulla terra. “E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: d’ora in poi, beati i morti che muoiono nel Signore. Sì – dice lo Spirito -, essi riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono” (Ap 14,13). X Gerardo Antonazzo Vescovo 74 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 75 IL PASTORE CHE SEDUCE Omelia per la benedizione delle monache benedettine Cattedrale di Sora, 11 maggio 2014 Carissimi fratelli e sorelle, in questa chiesa cattedrale, nella Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, accogliamo con speciale affetto spirituale la comunità religiosa delle Monache benedettine di Arpino, per la celebrazione eucaristica durante la quale invocheremo dal Signore Risorto la benedizione di suor Cristiana e di suor Miriam in preparazione alla professione solenne che emetteranno il 15 giugno nella chiesa del monastero “Mater Unitatis”, nella diocesi di Iasi, in Romania. Il pastore entra dalla porta “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla”.Il Signore risorto, si rivela a noi come il pastore buono dell’umile gregge. Egli guida con la sua voce, conduce al pascolo della sua amicizia, cammina davanti alle sue pecore, le chiama ciascuna per nome; esse lo seguono, perché conoscono la sua voce. Non si tratta di una seducente descrizione bucolica di un cristianesimo sdolcinato, ma la rivelazione di un’esigente rapporto che ogni discepolo è chiamato a vivere con il Maestro. Seguire Cristo non è scegliere un leader convincente, un capo politico, un raffinato diplomatico; non è convertirsi ad un’ideologia forte, non è abbracciare una filosofia di vita, ma sapere di essere scelti e amati, e da Lui aggregati ad una comunità, suo gregge, che si chiama Chiesa. Egli entra nella nostra vita attraverso la porta. Non sale nel recinto delle nostre situazioni di vita da un’altra parte, furtivo e insidioso come un ladro o un brigante. Dio sa bussare, chiede permesso, e aspetta di essere ammesso nella rete degli affetti più intimi, nei cunicoli delle nostre domande di senso, nella confusione delle nostre scelte di vita, per rivelarsi come il pastore buono che rende bella la nostra vita. “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20). Lui bussa, ma solo tu puoi aprire la porta! La maniglia della libertà con cui aprirgli, è posizionata solo dalla tua parte. Dio ama la tua vita più di te stesso: nutre rispetto e delicatezza, e non obbliga nessuno, né costringe, né rimprovera, né ricatta, né minaccia, né punisce. Dio non ci piega con la paura a nessuno, ma ci attrae con la sua bellezza. Lo «stare alla porta» afferma il primato della sorprendente iniziativa divina. Il Signore interpella la nostra intelligenza, la nostra volontà, la nostra risposta libera. Eppure non cessa di metterci in guardia dal pericolo imminente: “Il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai” 75 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 76 (Gen 4,7). Il peccato è accovacciato, sempre pronto all’assalto della tua libertà, per turbarla con il dubbio, con il sospetto, con lo scoraggiamento, fino al rifiuto della voce del Signore. Gesù bussa, perché sa che abbiamo bisogno di lui; ci vede stanchi, avvolti in un ingranaggio fatto di abitudini. Ci vede tristi, angosciati, dilaniati dentro, carichi di problemi ed incertezze; e lui bussa perché abbiamo bisogno di sollievo, di pace interiore ed esteriore, di speranza, cose che solo lui può dare e non altri, né santoni, né maghi, né cartomanti, né chiromanti, né veggenti turbati da malate fantasie religiose. “Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce” (Gv 10,3). Tu solo puoi aprire al Signore che attende la tua risposta. Tu sei il guardiano della tua vita e delle tue decisioni: sei chiamato a custodire e a sorvegliare, perché nulla e nessuno metta in pericolo la riuscita della tua esistenza. Se tu apri al Pastore che ti cerca, dai alla tua vita un salto di qualità, perché la tiri fuori dal pantano della mediocrità, delle opinioni che massificano, del conformismo che schiavizza. Senti Gesù bussare alla porta interiore del tuo cuore? Sei disponibile ad aprirgli la porta? Egli chiama le sue pecore “Egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse” (Gv 10,3-4).Il Pastore chiama, conduce, spinge: tre fantastici verbi che racchiudono la poderosa iniziativa di Gesù.“Rifletta ognuno che ha la grazia, la somma fortuna, d’appartenere alla Chiesa, d’essere un chiamato, d’avere una sua «vocazione» cristiana; e rifletta… se il Signore non voglia qualche cosa di più della comune fedeltà, non voglia tutto, non voglia quel sacrificio che sembra annientare chi lo accetta e che dà invece a lui la nuova pienezza promessa ai generosi; quel centuplo, che già fin da questa vita terrena conferisce un’intima felicità incomparabile. La vocazione è una grazia che non è di tutti; ma può essere ancor oggi di molti. Di molti giovani, forti e puri; di molte anime che hanno l’ansia della bellezza superiore della vita, l’ansia della perfezione, la passione della salvezza dei fratelli” (Paolo VI, Udienza generale, Mercoledì, 5 maggio 1965). Il Signore ci conduce, camminando avanti al gregge. Il Pastore ci conduce perché ci seduce! E’ il pastore “bello”: lo contempliamo nella bellezza delle sue parole, nella bellezza dei suoi sguardi penetranti, nella bellezza dei suoi silenzi, nella bellezza della sua intimità con il Padre, nella bellezza della sua purezza e umiltà, nella bellezza regale della sua Croce, attrazione del suo Amore totale. Il Pastore, infine, ci “spinge fuori”, perché ci stana dalle nostre paure. Ci chiede di uscire fuori del recinto delle nostre protezioni e sistemi difensivi. Ci incoraggia, rendendoci capaci di compiere grandi scelte nella nostra vita. Lui 76 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 77 desidera sciogliere ogni freno, ogni resistenza, ogni indecisione, per rendere possibile e far risuonare il tuo Sì. Conoscono la sua voce “Le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce” (Gv 10,4). La conoscenza della voce si riferisce all’intima e reciproca amicizia che si sviluppa tra il chiamato e l’affetto di Cristo. Una voce! Il mio diletto! (Ctc2,8). L’amata del Cantico dei Cantici dice all’amato: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore”. L’iniziativa di questo rapporto d’amore parte dallo sposo. E’ lui che sceglie la sposa e si impegna con lei per sempre. Per sempre ella sarà nel suo cuore come un sigillo incancellabile: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore .. perché forte come la morte è l’amore .. le grandi acque non lo potranno spegnere, né i fiumi travolgerlo”. La sposa, senza meriti, si trova ad essere nel cuore dell’amato che l’ha voluta e mai la dimenticherà, mai la tradirà: perché l’amore dello sposo “è forte come la morte” e niente può spegnerlo, nemmeno le grandi acque. La sposa risponde con la fedeltà; fidandosi, cioè, dello sposo che l’ha scelta con amore eterno. Rispondere a questo amore resterà per sempre lo scopo unico della vita di suor Cristiana e suor Miriam. Certo, l’esistenza di una giovane, consacrata al Signore nella scelta della vita monastica, può anche sembrare una vita sprecata rispetto a tante necessità più urgenti della Chiesa e dell’umanità. Sprecata non è, ma può diventare una vita spericolata, perché inebriata e stordita dall’intenso profumo dell’amore di Cristo, viene attirata verso le alte vette dell’unione mistica delle nozze spirituali, e rischiare le vertigini del totale abbandono nell’abisso del Mistero. Scrive s. Caterina: “Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo; e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti … O abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo! E che più potevi dare a me che te medesimo? Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma. Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell’anima. Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza, e illumini le menti con la tua luce, con quella luce con cui mi hai fatto conoscere la tua verità” (Dal «Dialogo della Divina Provvidenza»). La Chiesa ha bisogno di respirare questo profumo puro; profumo di un amore sponsale che sgorga da un cuore vergine che batte per il suo Sposo. Abbiamo bisogno che questo profumo si diffonda in tutta la casa di Dio, nella Chiesa, nella nostra Chiesa di Sora-Aquino-Pontecorvo. X Gerardo Antonazzo Vescovo 77 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 78 IO NON SO PARLARE … SONO gIOVANE! Omelia per l’ordinazione diaconale di Tomas Jerez Aquino-chiesa Madonna della Libera, 23 maggio 2014 Amata Chiesa di Sora-Aquino-Pontecorvo, la Parola oggi ti convoca nell’esultanza della lode e della gratitudine al Signore Gesù, perché il suo Soffio divino, in questo Cenacolo abitato dalla presenza spirituale di Maria, invocata come Madonna della Libera, consacrerà il nostro fratello Tomas per il servizio del Vangelo, della carità, e della preghiera. Riconosci, Chiesa di Dio, in questo dono, una speciale rivelazione dell’amore del Risorto, che venendo incontro ai bisogni del suo gregge, mentre conferma la chiamata di questo nostro fratello, gli affida il ministero con il quale lo aggrega alla sua missione evangelizzatrice. Caro Tomas, con la tua risposta alla divina vocazione, scoperta nel cuore della tua giovinezza, e hai fatto della tua fede un assenso intelligente alla sua volontà, e della tua disponibilità interiore, un’intima amicizia e una progressiva condivisione dei suoi progetti. Oggi, insieme con te, prega per invocare il dono dello Spirito consacratore tutta questa nostra assemblea: diaconi, presbiteri, religiosi e religiose, comunità parrocchiali, e soprattutto tanti giovani che condividono la tua gioia. Vi guardo negli occhi e leggo in tanti di voi una domanda che volentieri interpreto e rivolgo, a nome di tutti, a Tomas: “Perché questa scelta? Cosa sarà della tua vita e dei tuoi sogni? Perchè rinunciare a tante altre opportunità? Può renderti davvero felice la tua consacrazione come servo di Gesù Cristo?”. Carissimi, lasciamo spazio allo stupore. La matematica delle soddisfazioni, dei tornaconti, delle frivolezze, delle banali soddisfazioni, produce debiti e passività rispetto ai talenti che Dio ci affida! I nostri calcoli possono soltanto umiliare i grandi progetti e la fantasia di Dio. Lui sbaraglia le nostre logiche, drammaticamente miopi, e spesso egoiste. Non avere paura! Caro Tomas, ricordati che il primo modo per vivere la tua vita come servizio non è fare qualcosa, nemmeno grandi cose, ma rispondere a Qualcuno. Lui che ti viene incontro con la consolante presenza: “Non avere paura…io sono con te”. La paura fa brutti scherzi: i nostri desideri di obbedire all’attrazione della chiamata di Dio, si frantumano nello scontro con la durezza delle nostre resistenze e timori. Invece, tu e Dio vi siete reciprocamente scelti. Hai accettato 78 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 79 di consegnare la tua vita alla sua Parola. Lui ti conosce da sempre, “prima di formarti nel grembo materno”; mentre tu l’hai saputo ascoltare, proprio nella stagione più promettente della tua vita, quando i tuoi sogni sembravano prendere corpo, diventare realtà i tuoi ideali, esaltanti i tuoi progetti, convincenti le tue decisioni. Avrai accolto i primi germogli dell’iniziativa di Dio come un disturbo, un’interferenza, un’intrusione, rispetto al calendario delle tue previsioni. Avrai persino cercato di sottrarti all’iniziativa di Dio con le tue obiezioni, gli alibi e le giustificazioni più granitiche. Avrai rischiato, pertanto, di impedire e vanificare la fiducia che Dio pensava di riporre su di te. Anche Mosè ci ha provato, presentando le sue ostinate obiezioni. Ma Dio non indietreggia. Anche con Geremia reagisce con la stessa audacia: “Non dire ‘Sono giovane’. Tu andrai …”. Con ciò, il Signore intende incoraggiare e non costringere. Dio è solo preoccupato che in te, come in ciascuno di voi carissimi adolescenti e giovani, non prevalga la paura, lo spavento, la ritrosia, l’inganno delle comodità. Resta la sproporzione tra il suo dono e le tue capacità, e prevale il senso di inadeguatezza: ma tutto questo, che Lui già conosce, non basta a fermarlo. Dio va avanti, e spinge in avanti la tua storia, modellandola secondo le sue misure. Tu non sei stato né pensato né scelto a caso: sei irripetibile e unico, la tua riposta è importante e decisiva. Anche l’evento dell’Annunciazione del Signore a Maria, nella casa di Nazareth, provoca il timore e il dubbio: Dio attende la sua risposta, e nessuno avrebbe potuto prendere il posto di Maria. Se Lei avesse rifiutato l’invito di Dio, la storia avrebbe avuto certamente un altro corso, che noi non riusciamo neppure a immaginare. Metto le mie parole sulla tua bocca Con l’ordinazione diaconale, Dio mette le sue parole sulla tua bocca, purificata dalla sua mano: non le tue parole umane sulla bocca di Dio, insegnando al popolo quello che piace, ma sulla tua bocca, e quindi nella nudità del tuo animo, le sue parole, per dire anche quello non piace né a noi né agli altri. Scrive s. Gregorio Magno nella sua ‘Regola pastorale’: “Spesso, guide d’anime improvvide e paurose di perdere il favore degli uomini, hanno gran timore di dire liberamente la verità; e, secondo la parola della Verità, non servono più alla custodia del gregge con lo zelo dei pastori ma fanno la parte dei mercenari (cf. Gv. 10, 13), poiché, quando si nascondono dietro il silenzio, è come se fuggissero all’arrivo del lupo … che cos’è di diverso, per un Pastore, l’avere temuto di dire la verità dall’avere offerto le spalle col proprio silenzio?”. La parola dell’apostolo Paolo, che abbiamo appena ascoltato, ti impegna a non falsificare la parola di Dio, “annunciando apertamente la verità…al co- 79 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 80 spetto di Dio”. Non sei padrone della Parola che annunci, ma servo obbediente. Oggi ti affiderò il libro dei vangeli che la Chiesa ti invita ad accogliere come programma di vita con il cuore e con l’assenso gioioso della tua volontà,: “Ricevi il vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunciatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni”. Inoltre l’apostolo ti richiama ancora: “Noi non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore … siamo i vostri servitori a causa di Gesù”. Il diaconato consacra il coraggio e la fedeltà alla Parola! Il mondo ha bisogno di Lui, non di noi; e se cerca noi, è solo perché ha bisogno di Lui. E quando cerca noi per noi stessi, e non per incontrare Lui, stiamo solo favorendo i nostri interessi e le nostre umane gratificazioni, ma non il bene delle anime. Amore indiviso, amore incondizionato Con il diaconato sei consacrato a Cristo con un cuore indiviso. Lui ti è passato accanto, ha posato il suo sguardo su di te, e ti ha scelto: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Nel mondo greco, il discepolo era colui che si sceglieva un maestro (didàskalos), e si legava a lui; gli pagava un onorario o per apprendere un mestiere, (corrisponde al nostro apprendista) o per approfondire una filosofia o una scienza (allievo). Anche nelle scuole rabbiniche era il discepolo che sceglieva la scuola e il maestro. Nel Vangelo è invece Gesù che chiama i discepoli, e insegna loro a rimanere nel suo amore. Nel quarto vangelo il verbo “rimanere” ha un significato forte: indica una decisione di vita, per un radicamento definitivo nell’amore di Cristo. Solo un cuore verginale, ha la possibilità di donarsi totalmente ed esclusivamente al Signore. Ama perfettamente Dio sopra tutte le cose, Lo ama nella carità, e in Lui ama anche il prossimo, i poveri soprattutto. Come dice San Tommaso d’Aquino, il celibato persegue il fine più eccelso: quello di amare e servire Dio. Caro Tomas, le migliori energie del tuo cuore le investirai sulle persone che non hanno da ricambiarti, la parte migliore di te sia per i più poveri, i più fragili, i deboli e gli esclusi. Con le persone che la società ritiene “pietre di scarto”, tu costruirai l’edificio di Dio, la comunità degli “anawim”, i “poveri di Yahweh”. Appena eletto Papa, il card. Bergoglio fu abbracciato dal card. Claudio Hummes, suo amico, lo baciò e gli disse: “Non dimenticarti dei poveri”. Lo dice anche a te, caro Tomas: ama tutti, servi con amore gratuito e generoso, ma non allearti con i potenti di turno, con le famiglie che contano e pretendono di condizionare le tue scelte evangeliche. 80 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 81 Quanto più la carità regna nel tuo cuore e nella tua volontà, tanto più ill tuo celibato che oggi assumi come condizione definitiva sarà davvero verginale. Un cuore animato dall’amore divino avverte il bisogno di dedicare a Dio e agli altri tutto se stesso. La comunità sarà per te madre, sorella, e sposa. Caro Tomas oggi ti affido in modo particolare questi giovani: sii loro amico, perché diventino amici di Cristo. Parla di Dio, ferisci il loro cuore annunciando la tenerezza di Cristo per ciascuno, semina la parola di Dio nel loro cuore, sii compagno sulla strada di Emmaus per condurli alla frazione del pane. Sii per loro maestro di preghiera, per educarli alla ricerca del volto santo di Dio. L’amore indiviso per Cristo e l’amore incondizionato per i fratelli, sarà autenticato dall’obbedienza alla Chiesa, attraverso il legame sacramentale con il tuo Vescovo. Tale obbedienza non ti renderà schiavo di nessuno, ma sarà la custodia del tuo amore evangelico, evitando le derive del personalismo, dell’autoreferenzialità, del protagonismo che foraggia la superbia e l’isolamento dall’agire ecclesiale. Un tesoro in vasi di creta Destinatario di un grande dono, dovrai sempre considerare la tua fragilità e le tue debolezze. Non l’arroganza della presunzione, ma l’umiltà del cuore, ti guiderà nella custodia del dono ricevuto. Nell’esercizio della preghiera quotidiana svilupperai la tua intima confidenza con il mistero di Cristo; il tabernacolo sarà il crocevia tra gli affetti spirituali del tuo cuore e l’amore del Signore; i silenzi del tuo raccoglimento grideranno la gioia di appartenere totalmente al Maestro che ti ha scelto. Sarai prudente e vigilante nelle tue relazioni, esemplare nella testimonianza di vita. L’esempio e l’intercessione della Vergine Maria ti aiuterà a favorire le belle opere che il Signore è disposto a compiere in te, servo umile e fedele. X Gerardo Antonazzo Vescovo 81 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 82 IL CASO SERIO DELLA fEDE Omelia per la solennità di s. Restituta Sora, Chiesa di s. Restituta, 27 maggio 2014 Amati Presbiteri, Diaconi, Consacrati, stimate Autorità Civili e Militari, fratelli e sorelle carissimi, diletta Città di Sora, con la solennità liturgica di oggi celebriamo la memoria del martirio di s. Restituta, giovane romana che ha sacrificato la propria vita per la promozione della fede cristiana nella nostra comunità di Sora. Questo evento drammatico del suo martirio ci stupisce ancora, a distanza di molti secoli. Ci disarma la forza e il coraggio di una giovane donna che ha riconosciuto nella buona testimonianza del vangelo un valore supremo, anzi assoluto, un bene spirituale superiore al valore della sua stessa vita fisica. La tradizione vuole che s. Restituta appartenesse all’illustre famiglia romana dei Frangipane. Condotta da Roma a Sora per evangelizzare la città, la giovane compì il suo primo miracolo, curando da una grave malattia Cirillo, il quale si convertì al cristianesimo. Intervenne contro la sua missione allora il console Agazio, che ordinò per Restituta torture e carcerazione; ma i militari che ne gestivano il controllo vennero rapidamente convertiti e battezzati da Cirillo. Agazio dispose che la santa, insieme con Cirillo e due carcerieri convertiti, venissero decapitati presso Carnello, sulle sponde del fiume Fibreno il giorno 27 maggio del 275; regnava l’imperatore Aureliano, era da poco papa Eutichiano. Il mio breve richiamo ad alcuni tratti della tradizione, certo foschi e incerti, ma sufficienti per cogliere il valore e l’attualità del martirio di s. Restituta come atto estremo di generosità, ci aiuta ad entrare in una delle questioni cruciali della memoria dei martiri. La loro testimonianza rende ragione a Dio come bene supremo, l’unico bene davvero non negoziabile in assoluto, per il cui Amore si può arrivare a sacrificare la propria vita, rinunciando a tutto e a tutti. La nostra fede è irrorata dal sangue dei martiri; il martire incoraggia la nostra vita cristiana, sollecita la nostra coerenza, provoca la nostra risposta totale alla rivelazione del Signore che ci chiama alla fede. A s. Restituta, dunque, siamo debitori per l’evangelizzazione del nostro territorio. Il “caso serio” della fede La nostra fede oggi deve lasciarsi interpellare dalla serietà e dal beneficio del martirio di s. Restituta. “Credere in Dio ha molte conseguenze antropolo- 82 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 83 giche, esplicitate nei Vangeli; sono il succo concreto e quotidiano del caso serio della fede, che ci esorta a entrare in Gesù come figli del Padre, con la forza e la serenità testimoniate dal Signore in ogni momento e in ogni vicenda della sua vita terrena” (C.M. Martini, Il caso serio della fede, 2002). Il martirio dimostra che la fede merita di essere vissuta come un valore assoluto per cui impegnare e spendere la propria vita: “Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà” (Mt10, 37-39). Parole, queste, di una lucidità e di un radicalismo che affascinano, e allo stesso tempo ci lasciano pensosi e quasi preoccupati, perché dichiarano gli amori umani, anche i più viscerali e spontanei, non assoluti rispetto al primato di Dio. L’amore dei genitori e dei figli è sacro, e Gesù l’ha vissuto e comandato; ma va iscritto in un quadro più vasto che è quello del riferimento a Dio d’ogni cosa e di ogni persona, anche le più care. Nessuna cosa o nessuna persona può saziare il nostro cuore più dell’Infinito, più del Tutto, più dell’Eterno, più di Dio. Questa è la pretesa del Vangelo, questa è la sfida della sequela di Cristo, questo è il vero “caso serio” del discepolo. Questo pensiero deve ferire lo stile spesso borghese della nostra fede. S. Restituta ha amato Cristo più della propria vita, ha amato Sora più della propria famiglia, più del successo del suo promettente futuro, più dei suoi amici e pretendenti. Martiri perché custodi della fede La fede come assoluto rigenera la consapevolezza che la conoscenza di Cristo, la decisione di seguirlo come Maestro e Salvatore, la certezza che in Lui trovo la speranza della vita eterna, è la vera perla preziosa per la quale investo tutte le mie energie di mente, di cuore, e di opere. E in definitiva, in questo consiste oggi il nostro martirio: non nel fatto drammatico e doloroso di “perdere” la mia vita, ma piuttosto di “spendere” la mia vita per la fede. Nella forza di questa convinzione devo vivere il martirio della custodia feconda della fede ricevuta. Considerare il prezioso dono della fede, è amare, apprezzare, e valorizzare ciò che sono diventato per grazia di Dio, senza nessun merito. Allo stesso tempo devo saper promuovere la mia fede, avere cura perché cresca e progredisca. Ciò significa chiedersi: cosa faccio perché la mia fede si alimenti e si rafforzi? I discepoli di Cristo sono chiamati a far rinascere in se 83 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 84 stessi e negli altri la nostalgia di Dio. Occorre riscoprire la bellezza e l’attualità della fede non come atto a sé, isolato, che interessa qualche momento della vita, ma come orientamento costante, anche delle scelte più semplici, che conduce all’unità profonda della persona rendendola giusta, operosa, benefica, buona. Si tratta di ravvivare una fede che fondi un nuovo umanesimo capace di generare cultura e impegno sociale. La sola devozione è debole, la riduzione della fede al culto delle mie pratiche religiose è sterile. Anche la solitudine di una fede non condivisa nella vita fraterna della comunità, che è madre e maestra della mia stessa fede, né illuminata e guidata dall’autorevole magistero della Chiesa, con estrema facilità può degenerare in forme di accecamento della mente e del cuore. Spendersi per la fede degli altri Martirio è anche spendersi per la fede dei nostri fratelli. Si tratta dell’urgenza, antica e sempre nuova, di evangelizzare il nostro territorio. S. Restituta ci riconsegna il compito educativo della fede. Significa prendere a cuore la condizione di vita spirituale, la dignità della coscienza, la bellezza dell’anima, e il destino ultimo di tanti nostri fratelli e amici. Oggi dobbiamo ammettere un paganesimo di ritorno. E’ urgente penetrare, come s. Restituta, nelle pieghe dell’idolatria diffusa, e scardinare l’inganno delle divinità costruite da mani di uomini, quali il potere, il guadagno facile e disonesto, l’arroganza come sistema, l’erotismo che mercifica il corpo e deturpa la vocazione dell’amore, una libertà senza regole e quindi incapace di custodire e perseguire il vero bene, proprio e altrui, la frode, il denaro sporco, il denaro facile, ricercato attraverso il gioco d’azzardo, e ogni forma disperata di guadagno disonesto. Prendersi cura della fede degli altri significa destituire gli idoli falsi, e perforare la durezza dell’indifferenza alla vita cristiana e alla novità del Vangelo, con l’audacia della propria testimonianza. Un pensiero per la Città Non dobbiamo dare per scontata la fede di questa nostra Città, per la quale s. Restituta ha offerto il sangue del suo martirio. Dobbiamo raccogliere con più attenzione le ragioni di tanti fratelli e sorelle, particolarmente giovani e adulti, che di fatto vivono ai margini, e spesso oltre i margini, dei nostri programmi religiosi. Amiamo di più questa Città: portiamo il vangelo, che è Gesù Cristo risorto, speranza del mondo, nei quartieri densamente popolati, per lasciarci mordere dalla questione della fede di tanta gente che non crede, e dei ritardi di una comunità cristiana che non deve più attendere, ma piuttosto andare incontro a coloro che non torneranno forse mai più in chiesa. 84 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 85 Attraversiamo insieme questa Città, per umanizzare con la carità del Vangelo interi condomini abitati da volti che non comunicano più, calpestati da passi che non si incrociano mai. Per questa Città dobbiamo ravvivare i frutti del martirio di s. Restituta, favorendo una ritrovata vivacità della fede, della vita ecclesiale, della forza robusta del Vangelo. Oggi, s. Restituta con il suo martirio fa eco alle parole dell’apostolo Paolo e ci affida ancora una volta la missione di sempre: “Non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo” (2Tm 1,8). X Gerardo Antonazzo Vescovo 85 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 86 86 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 87 DECRETI 87 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 88 88 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 89 D.V. 01/14 Prot. n. 28/14 STATUTO DEL CONSIgLIO PASTORALE DIOCESANO Art. 1 - Natura e Sede Il Consiglio Pastorale Diocesano (CPD), istituito nella diocesi di Sora Aquino Pontecorvo, a norma del can. 511 del C.D.C., è espressione e segno dell’unità di tutto il Popolo di Dio con il proprio Vescovo e strumento della partecipazione e della corresponsabilità dei battezzati alla missione salvifica della chiesa, nella diversità dei carismi e dei ministeri. È composto da sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e laici, in rappresentanza di tutte le componenti della Chiesa ed ha la sua sede presso la Curia Vescovile di Sora. Art. 2 - finalità Il CPD è un organo consultivo (cfr. can. 514§1) al quale spetta, sotto l’autorità del Vescovo, studiare, valutare e proporre conclusioni operative su tutto ciò che riguarda le attività pastorali della diocesi (cfr. can.511). Art. 3 - Requisiti Possono far parte del CPD chierici, membri di istituti di vita consacrata e laici che sono in piena comunione con la Chiesa cattolica e quindi con il Vescovo “principio visibile e fondamento dell’unità della Chiesa particolare” (LG. 23) e “che si distinguono per fede sincera, buoni costumi e prudenza” (can. 512 § 3). Art. 4 - Composizione Il CPD è composto da membri di diritto in ragione dell’ufficio ecclesiale ricoperto; da membri eletti come rappresentanti dei Diaconi permanenti, dei Religiosi, delle Religiose, degli Istituti di vita consacrata, degli organismi ecclesiali costituiti e presenti in diocesi, delle singole Zone pastorali; da membri designati dal Vescovo. Art. 5 - Organi Gli organi del CPD sono: il Presidente, il Consiglio di Presidenza, l’Assemblea plenaria. Art. 6 - Presidente Spetta unicamente al Vescovo, quale Pastore della chiesa particolare, presiedere il CPD (can. 514 § 1). In caso di impedimento può farsi sostituire da un delegato. Il Presidente è assistito da un Segretario da lui scelto. Art. 7 - Consiglio di presidenza Il Presidente sarà coadiuvato dal consiglio di presidenza, formato dal Vicario generale, da un Vicario di Zona designato dagli altri Vicari, da due laici designati dall’Assemblea, e dal Segretario. 89 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 90 Art. 8 - Segretario È compito del Segretario: preparare le riunioni, inoltrare gli inviti, redigere i verbali, conservare la documentazione dell’archivio, stilare e diramare i comunicati d’informazione, previo mandato ed approvazione del Vescovo. Art. 9 - Convocazione Spetta unicamente al Vescovo convocare il CPD; a lui compete rendere di pubblica ragione le materie trattate dal Consiglio (can. 514§1). Art. 10 - Assemblea L’assemblea è composta da tutti i membri del CPD. Si riunirà in sessione ordinaria almeno due volte nell’anno. In sessione straordinaria ogni volta che il Vescovo lo riterrà necessario, anche su richiesta, tramite il Segretario, di almeno un terzo dei membri del Consiglio stesso. Art 11 - Commissioni Il CPD può proporre la costituzione di commissioni di indagine e di studio dei problemi pastorali. Potranno essere invitati a partecipare, in qualità di esperti, persone esterne al CPD. Art. 12 - Sostituzioni I membri sono tenuti a partecipare alle riunioni. In caso di dimissioni o di tre assenze consecutive ingiustificate o per decadenza dell’ufficio dei membri di diritto o venendo meno i requisiti di cui all’art. 4 di questo Statuto, il Presidente procederà alla opportuna sostituzione. Art. 13 - Durata Il CPD dura in carica cinque anni. I membri eletti possono essere rieletti per un secondo quinquennio. Se un membro, eletto a qualunque titolo, cessa di esserlo per qualunque motivo, il rispettivo organismo ne eleggerà un altro che durerà in carica fino alla scadenza del Consiglio. Il CPD cessa di esistere durante la vacanza della sede (can. 513§2). Art. 14 - Rimando alle norme comuni Per quanto non previsto da questo Statuto, si rimanda al diritto comune. Il presente Statuto entra in vigore a partire dal 1° febbraio 2014. Sora, dalla Sede Vescovile, 28 gennaio 2014, Memoria di s. Tommaso d’Aquino Il cancelliere vescovile Sac. Mario Santoro Il Vescovo X Gerardo Antonazzo 90 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 91 D.V. 02/2014 Prot. n. 29/14 REgOLAMENTO DEL CONSIgLIO PASTORALE DIOCESANO Art. 1- Natura e fine Il CPD, quale organismo di comunione ecclesiale, opera per la crescita dell’unità e della fede nella Chiesa particolare. Art. 2 - Composizione Il CPD è composto: a. dai membri di diritto: Vicario generale, Vicari Zonali, Rettore del Seminario, Direttore Ufficio Caritas, Direttore dell’Ufficio Liturgico, Direttore dell’Ufficio Evangelizzazione e Catechesi, Delegato Vescovile per la Consulta delle Aggregazioni laicali. b. dai membri eletti Un rappresentante eletto dai Diaconi permanenti, uno dai Religiosi, una dalle Religiose e uno dagli Istituti secolari, il Segretario di ogni Consiglio pastorale zonale, i membri del Consiglio di presidenza della Consulta delle aggregazioni laicali; c. dai membri di nomina vescovile di numero non superiore ad un quinto della totalità dei membri. Tutti i membri del CPD, a qualunque titolo vi facciano parte, debbono considerarsi dei discepoli di Cristo, con un mandato ricevuto dalla Chiesa, per un servizio gratuito e volontario, da offrire alla comunità diocesana, per favorirne il cammino di comunione e di santificazione, e per realizzare la sua missione evangelizzatrice, avendo di mira unicamente “la salvezza delle anime, che deve sempre essere nella Chiesa la legge suprema” (can. 1752). Art. 3 - Compiti del Presidente 1. Spetta al Vescovo, in qualità di Presidente, oltre che convocare e presiedere le riunioni del CPD: a. stabilire l’Ordine del Giorno, sentito il Consiglio di presidenza; b. approvare o meno e rendere esecutive le proposte emerse, demandandone l’esecuzione agli uffici competenti; c. renderle di pubblica ragione nei modi che ritiene più opportuni, oltre alla pubblicazione sulla rivista diocesana. 2. Il Presidente può affidare ad un membro del Consiglio di Presidenza il compito di moderare le riunioni 91 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 92 Art. 4 - Compiti del Consiglio di Presidenza Il compito del Consiglio di presidenza è coadiuvare direttamente il Presidente: a. proponendo gli argomenti da trattare in assemblea, anche sulla base di richieste provenienti dagli altri membri del CPD o dalle comunità ecclesiali; b. coordinando i lavori delle commissioni; c. provvedendo alla preparazione di eventuali documenti di informazione. Art. 5 - Compiti del Segretario Il Segretario, oltre ai compiti indicati nell’art. 8 dello Statuto, deve: a. redigere il verbale di ogni riunione del CPD b. tenere aggiornato 1’elenco dei consiglieri, provvedendo agli adempimenti necessari per la sostituzione durante il corso del mandato del CPD; c. curare la redazione, l’invio dell’O.d.G. delle riunioni con i documenti annessi, e l’avviso di convocazione; d. raccogliere la documentazione dell’attività del Consiglio; e. mantenere i contatti con i Consigli Pastorali Zonali e Parrocchiali; f. svolgere tutte le attività necessarie per il buon andamento del Consiglio, in collaborazione con il Vescovo ed il Consiglio di Presidenza. Art. 6 - Convocazione del CPD Il Vescovo, attraverso la segreteria, convoca il CPD con avviso scritto, anche via e-mail, inviato dieci giorni prima delle riunioni ordinarie, e cinque delle riunioni straordinarie. L’avviso deve contenere gli argomenti all’O.d.G., il luogo, la data, l’orario d’inizio e di fine della riunione. Art. 7 - L’Assemblea Le riunioni dell’Assemblea sono presiedute dal Vescovo o da un suo delegato. Saranno valide con la presenza della maggioranza assoluta dei membri. Non sono ammesse deleghe o sostituzioni. Art. 8 - Svolgimento delle riunioni Ogni riunione dell’Assemblea si aprirà con la preghiera, cui seguirà la lettura del verbale della riunione precedente e la sua approvazione. Si passerà, poi, all’esame degli argomenti all’O.d.G. introdotti, se necessario, da una breve relazione. I relatori saranno designati dal Consiglio di Presidenza. Seguirà la discussione, cui potrà intervenire ogni consigliere, dopo aver chiesto la parola al moderatore. Al termine della discussione il relatore potrà replicare agli interventi e formulerà le mozioni conclusive. Tali mozioni, se il presidente lo riterrà opportuno, saranno sottoposte a votazione, che avverrà o per alzata di mano o per appello nominale o per scrutinio segreto. 92 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 93 Art. 9 - Esecuzione Le decisioni del CPD potranno essere rese esecutive dal Vescovo, se, quando, e nei modi che egli riterrà opportuni. Il presente Regolamento entra in vigore a partire dal 1° febbraio 2014. Sora, dalla Sede Vescovile, 28 gennaio 2014, Memoria di s. Tommaso d’Aquino Il cancelliere vescovile Sac. Mario Santoro 93 Il Vescovo X Gerardo Antonazzo Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 94 NOMINE S. E. Mons. Vescovo ha nominato: In data 31 gennaio 2014, D. V.03/2014, prot. n. 60/14, il Reverendo Presbitero don Silvano Casciotti Direttore del Centro Diocesano Vocazioni, per la durata di tre anni; In data 19 marzo 2014, D.V. 04/2014, prot. n. 98/14: i Rev. di Presbiteri don Giovanni De Ciantis, don Giuseppe Basile, don Antonio Molle, i Sigg. Sergio Palleschi e Orlando Polsinelli, membri del Consiglio per gli Affari economici del Seminario, per la durata di tre anni. 94 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 95 LETTERE 95 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 96 96 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 97 Ai membri del Consiglio Pastorale Diocesano LL. SS. Carissimi, dopo un periodo piuttosto lungo di interruzione della collaborazione del Consiglio pastorale diocesano nella vita ecclesiale della nostra Comunità, desidero incontrare tutti per riorganizzare la vitale e dinamica sinergia del Consiglio con la programmazione pastorale della Chiesa diocesana. Scrive Papa Francesco nell’Esortazione apostolica “Evangelii gaudium”: “I laici sono semplicemente l’immensa maggioranza del popolo di Dio. Al loro servizio c’è una minoranza: i ministri ordinati. È cresciuta la coscienza dell’identità e della missione del laico nella Chiesa. Disponiamo di un numeroso laicato, benché non sufficiente, con un radicato senso comunitario e una grande fedeltà all’impegno della carità, della catechesi, della celebrazione della fede. Ma la presa di coscienza di questa responsabilità laicale che nasce dal Battesimo e dalla Confermazione non si manifesta nello stesso modo da tutte le parti. In alcuni casi perché non si sono formati per assumere responsabilità importanti, in altri casi per non aver trovato spazio nelle loro Chiese particolari per poter esprimersi ed agire, a causa di un eccessivo clericalismo che li mantiene al margine delle decisioni” (n. 102). La corresponsabilità dei laici nella vita ecclesiale è di fondamentale importanza per la crescita organica del Corpo di Cristo e per l’evangelizzazione delle realtà temporali (politica, società, economia, cultura, categorie professionali, lavoro …). Pertanto, con viva cordialità e pressante premura convoco il Consiglio pastorale diocesano per gIOVEDÌ 23 gENNAIO 2014, ALLE ORE 18.00 PRESSO IL CENTRO PASTORALE SAN LUCA, IN SORA. All’ordine del giorno svolgeremo i seguenti impegni: 1. Preghiera iniziale 2. Statuto e Regolamento del Consiglio pastorale 3. Composizione del Consiglio pastorale 4. Composizione del Consiglio di presidenza 5. Progetto pastorale dell’anno: verifica intermedia 97 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 98 6. Progetto pastorale 2014-2015 7. Assemblea teologico-pastorale diocesana: 10-12 marzo 2014 8. Comunicazioni del Presidente Affido questa ripresa del lavoro del Consiglio alla preghiera e all’impegno di tutti, certo di poter confidare nella responsabilità di ciascuno. Con sincera e fraterna amicizia. Sora, 13 gennaio 2014 X Gerardo Antonazzo Vescovo 98 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 99 Al Vicario Generale Ai Vicari episcopali zonali Ai Direttori Uffici pastorali diocesani In previsione di una programmazione unitaria delle proposte pastorali che ogni singolo ufficio diocesano intende predisporre per il tempo liturgico della Quaresima-Pasqua, invito ad un incontro di coordinamento i Direttori degli Uffici pastorali diocesani, insieme con i Vicari episcopali zonali. Per “Uffici pastorali” si intende: Ufficio Liturgico, Ufficio Caritas, Ufficio evangelizzazione e catechesi, Ufficio pastorale giovanile, Ufficio pastorale familiare, Pastorale Vocazionale. L’incontro è fissato per Venerdì 7 febbraio 2014, presso il Centro Pastorale San Luca, con le seguenti modalità: ore 09.30: incontro del Vescovo con il Vicario generale e i Vicari episcopali zonali ore 10.15: incontro del Vescovo con tutti i Vicari e i Direttori degli Uffici pastorali diocesani. Ogni direttore d’ufficio presenterà le proprie proposte per la diocesi, da realizzare nel tempo liturgico della Quaresima-Pasqua. Sarà anche questo un segno concreto della comunione in cui crescere, per meglio testimoniare il servizio d’amore per la nostra Chiesa particolare. Vi ringrazio molto cordialmente, e vi benedico di cuore. Sora, 28 gennaio 2014 Memoria di s. Tommaso d’Aquino X Gerardo Antonazzo Vescovo 99 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 100 PER UNA CONVERSIONE PASTORALE E MISSIONARIA Lettera alla Comunità per la Quaresima 2014 A. ORIENTAMENTI DOTTRINALI 1. Per pregare Icona biblica: lectio divina di Mt 15,21-28 “Partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. 22Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». 24 Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». 25Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». 26Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27«È vero, Signore - disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita”. Gesù va in soccorso ai popoli pagani e idolatri della zona di Tiro e di Sidone. L’Agnello senza macchia affronta e si confronta con l’impurità dei pagani. Ai figli di Israele annuncia che la loro purezza può divenire impura, ai pagani che la loro impurità può divenire pura. Gesù “abita” la periferia esistenziale di coloro che oggi non vivono le ragioni della fede. Nel concreto delle nostre situazioni, possiamo pensare soprattutto alle “persone battezzate che però non vivono le esigenze del battesimo” (Benedetto XVI, Omelia per il Sinodo 2012), ma anche a coloro che non conoscono Gesù Cristo o lo hanno sempre rifiutato. Cosa fare? Chi deve incrociare i passi di questi nostri fratelli? Con quale animo? Gesù trova nella donna cananea molta più fede di quanto potevamo immaginare. È la sorpresa del “primerear” di Dio. “Primerear” non è mai stato un neologismo virtuoso in quanto implicava “fregare” l’altro, prendere l’iniziativa prima dell’altro o prima che l’altro se ne renda conto. C’è un detto molto popolare nel Rio de la Plata: “chi picchia per primo, picchia due volte”. Nella Vigilia di Pentecoste, coi membri dei movimenti ecclesiali il 18 maggio 2013, Papa Francesco si riferiva a Dio: “Ci diciamo che dobbiamo cercare Dio, ma quando noi andiamo verso di Lui, Lui ci sta già aspettando. Lui è già lì e, 100 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 101 userò un’espressione che usiamo in Argentina: il Signor ci “primerea” , ci anticipa, ci sta aspettando: pecchi e lui ti sta aspettando per perdonarti. Lui ci aspetta per accoglierci, per darci il suo amore, e ogni volta la fede cresce. Qualcuno preferirebbe studiarla, è importante, ma quello che è più importante è l’incontro con Dio perché è Lui che ci da la fede”. L’opera di Dio ci precede, Lui arriva prima di noi, è già presente, nascostamente, nella coscienza di ogni creatura. Con grande gioia e fiducia, carissimi, partiamo verso il cuore di chi cerca Dio, anche senza saperlo, di chi non lo cerca più, forse anche a causa nostra, di chi vorrebbe cercarlo e non sa come fare. 2. Per riflettere “La tua fede ti ha salvato” In continuità ideale con il Progetto pastorale dell’anno “La tua fede ti ha salvato”, il tempo liturgico ed ecclesiale della Quaresima-Pasqua costituisce un dono favorevole e prezioso da “spendere” con intelligenza generosa e creativa al servizio dell’evangelizzazione per la trasmissione della fede in ciascuna comunità della nostra Chiesa particolare. Nella “trasformazione missionaria della Chiesa”, il primo punto indicato dal documento di Papa Francesco “Evangelii gaudium”, è che “nella Parola di Dio appare costantemente il dinamismo di ‘uscita’ che Dio vuole provocare nei credenti”, a partire da Abramo. “La più grande minaccia” è, quindi, “il grigio pragmatismo della vita quotidiana della Chiesa, nel quale tutto apparentemente procede nella normalità, mentre in realtà la fede si va logorando” (Evangelii gaudium, 83). L’afflato spirituale e pastorale del testo rimanda a quanto i padri sinodali avevano già espresso al termine dei lavori assembleari: “La Chiesa è lo spazio che Cristo offre nella storia per poterlo incontrare... Sta a noi oggi rendere concretamente accessibili esperienze di Chiesa, moltiplicare i pozzi a cui invitare gli uomini e le donne assetati e lì far loro incontrare Gesù, offrire oasi nei deserti della vita” (Sinodo dei Vescovi 2012, Messaggio al Popolo di Dio n. 3). Tempo di conversione comunitaria Giovani Paolo II nel discorso al Convegno ecclesiale di Palermo lanciò la grande sfida, che doveva delineare i tratti della svolta decisiva per la conversione pastorale delle parrocchie: “In Italia infatti la Chiesa, per grazia di Dio, continua ad essere viva – questo Convegno ne è un segno – e sta prendendo più chiara coscienza che il nostro non è il tempo della semplice conservazione dell’esistente, ma della missione. È il tempo di proporre di nuovo, e prima di tutto, Gesù Cristo, il centro del Vangelo. Ci spingono a ciò l’amore indiviso di 101 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 102 Dio e dei fratelli, la passione per la verità, la simpatia e la solidarietà verso ogni persona che cerca Dio e che, comunque, è cercata da Lui” (Giovanni Paolo II, Convegno ecclesiale di Palermo 1995). L’Evangelii gaudium bolla l’«accidia pastorale» che impedisce di andare verso le periferie esistenziali del mondo; la «pastorale della tomba», che a poco a poco trasforma i cristiani in «mummie da museo»; il senso di sconfitta, che rende pessimisti, scontenti e disincantati; l’immagine di una «Chiesa malata per la chiusura», nella quale non si può entrare e dalla quale il Signore che è dentro non può uscire; l’«introversione ecclesiale», ferma in un groviglio di ossessioni e procedimenti che tolgono la gioia e il dinamismo del Vangelo. Il punto di partenza è l’invito a “recuperare la freschezza originale del Vangelo”, trovando “nuove strade” e “metodi creativi”, Gesù non va imprigionato nei nostri “schemi noiosi”. E se annunciare il Vangelo è “gioia”, “un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale” (Evangelii gaudium, 10). La missione come stato permanente La missione è il primo attributo della Chiesa: La Chiesa è missionaria! “Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze. Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti” (Evangelii gaudium, 49). Dove non si vive la logica, il metodo e lo stile della missione la Chiesa è destinata a esaurire il suo compito, svilisce la sua opera, snatura la sua identità, sfigura il suo vero volto. È irriconoscibile! “Spero che tutte le comunità facciano in modo di porre in atto i mezzi necessari per avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno. Ora non ci serve una ‘semplice amministrazione’. Costituiamoci in tutte le regioni della terra in un stato permanente di missione” (Papa Francesco, Evangelii gaudium, 25). Il n. 24 invita ad «andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi… La comunità evangelizzatrice si mette, mediante opere e gesti, nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze; si dispone poi ad accompagnare, usa molta pazienza ed evita di non tenere conto dei limiti…; trova il modo per far sì che la Parola si incarni in una situazione concreta e dia frutti di vita nuova, benché apparentemente siano imperfetti o incompiuti». Ogni volta che si cerca di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo «spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di 102 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 103 espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale» (nn. 7, 11-12). La pastorale è l’arte dell’incontro e della vicinanza, senza giudizi di colpevolezza (nn. 67, 115, 170-172). La conclusione è audace e consolante: «Le sfide esistono per essere superate. Siamo realisti, ma senza perdere l’allegria, l’audacia e la dedizione piena di speranza. Non lasciamoci rubare la forza missionaria!» (n. 109). B - INDICAZIONI E INIZIATIVE PASTORALI 1. Incontro del Vescovo con le Comunità parrocchiali Si intensificano nel tempo della Quaresima gli incontri pastorali che già ho avviato in circa 16 parrocchie. L’incontro consiste nel celebrare l’eucarestia feriale, e subito dopo svolgere un’assemblea parrocchiale alla quale sono invitati a partecipare gli organismi parrocchiali di partecipazione (Consiglio pastorale parrocchiale, Consiglio parrocchiale per gli affari economici), i responsabili e i componenti dei vari gruppi ecclesiali, le religiose, i diaconi permanenti, i fedeli laici della comunità. È un evento di ascolto tra il Vescovo e la Comunità, a partire dalla consapevolezza che la conoscenza del cammino di una comunità, quindi la sua vita reale, si comprende meglio dalla periferia che dal centro. 2. I° Seminario teologico-pastorale Dal 10 al 12 marzo, guidati dall’esperto europeo fra Enzo Biemmi, si svolgerà il primo seminario di studio sul tema: “Il secondo annuncio, per il risveglio della fede nell’età adulta”. Saremo aiutati a focalizzare meglio l’accompagnamento pastorale degli adulti “lontani”, per la riscoperta della loro fede battesimale. 3. Viaggio missionario in Africa Nel Convegno missionario diocesano del 9 febbraio 2014, si è concordata l’ipotesi di un progetto di reciprocità ecclesiale da avviare tra la nostra Diocesi e la diocesi di Rutana, in Burundi. Si tratta di una diocesi giovane, eretta cinque anni fa, in condizione di bisogno sia per l’evangelizzazione sia per le basilari strutture di assistenza in favore delle popolazioni. La nostra diocesi in tal modo avvierebbe un progetto unitario dove convogliare sia le risorse umane disponibili (sacerdoti e laici) sia gli aiuti materiali. 4. Sussidio pastorale degli Uffici diocesani Gli Uffici pastorali diocesani, grazie ad un organico confronto e coordinamento, propongono un Sussidio pastorale organico quale strumento di aiuto e 103 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 104 supporto nella programmazione pastorale delle Zone e delle Parrocchie del nostro territorio per questo ampio tempo liturgico della Quaresima. Con la cura e il coordinamento dei Vicazi episcopali di Zona e il servizio qualificato dell’Ufficio per l’evangelizzazione e la Catechesi, gli Uffici hanno elaborato insieme un Sussidio per la Quaresima, quale strumento di lavoro pastorale, trasversale alle diverse fasce d’età, e trasversale alle varie dimensioni della vita cristiana (catechesi, liturgia, carità). Il testo, ricco e articolato, è un pregevole strumento di lavoro, da cui attingere proposte e contenuti per potenziare lo sviluppo di un’azione comunitaria di evangelizzazione in prospettiva missionaria. Il testo del Sussidio è pubblicato sul sito internet della diocesi, e può essere utilizzato in tutto o in parte. 5. Proposte e iniziative specifiche Gli Uffici diocesani propongono alcune iniziative specifiche, settoriali ma non disarticolate. È molto utile tenere d’occhio il seguente programma di ciascun ufficio, perché ogni iniziativa di evangelizzazione non sia accolta e attuata in modo isolato rispetto al quadro d’insieme organico e unitario, soprattutto coerente con la meta pastorale dell’anno. 5.a PASTORALE GIOVANILE • Scuola di preghiera dei Giovani: ogni mese, nei due centri per la Zona Nord (Sora, chiesa di S. Spirito) e Zona Sud della diocesi (Roccasecca, chiesa di s. Margherita). • Incontri del Vescovo con i giovani degli Istituti superiori della diocesi • Convegno diocesano dei giovani sul tema: “Comunicazione e media” (9 marzo 2014). • Campo di spiritualità per giovani (28-30 marzo 2014). • Veglia di Pentecoste organizzata dalla Pastorale giovanile (Venerdì 6 giugno 2014). 5.b PASTORALE LITURGICA • Attuazione degli Orientamenti di pastorale liturgica già presentati nell’incontro diocesano con i diversi operatori, in attesa di poterli pubblicare con testo scritto. • Iniziare, a partire dal tempo di Quaresima-Pasqua, a curare le monizioni (introduzione alla celebrazione della Messa, introduzione all’ascolto della Parola di Dio) per la celebrazione eucaristica domenicale, istituendo la figura del “Commentatore”. • Celebrazione della Via Crucis animata dai ragazzi e dai giovani presso 104 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 105 i luoghi della “fragilità”: Ospedali, Case di Cura, Strutture di accoglienza di anziani, Case-famiglia, Centri per disabili… 5.c PASTORALE FAMILIARE • In questo tempo liturgico si svolgono la maggior parte degli Itinerari di preparazione al matrimonio, aggancio propizio per annunciare l’amore cristiano e il vangelo della famiglia. • Celebrazioni particolari per i gruppi di fidanzati che partecipano agli itinerari. 5.d PASTORALE VOCAZIONALE • Scuola di preghiera degli adolescenti. • Week-end vocazionali mensili. • Settimane vocazionali parrocchiali. • Avvio della “comunità stabile di discernimento” nel Seminario diocesano. 5.e PASTORALE DELLA CARITÀ • Formazione degli operatori Caritas per l’attuazione dei cinque Centri da avviare nella Zona pastorale di Aquino. • Attivazione di un Centro di accoglienza dei Rifugiati, in acccordo con la Prefettura di Frosinone. La Liturgia delle Ceneri, con la quale la Chiesa inizia un percorso intenso di grazia, sia segno sacramentale della nostra reale “conversione pastorale e missionaria”, per una Chiesa che annunci con rinnovato slancio la luce della fede (lumen fidei), e testimoni con ritrovato ardore la gioia del vangelo (evangelii gaudium). “Il Dio della pace, …il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. La grazia sia con tutti voi (Ebr 13). Vi benedico con tutto il cuore. Sora, 16 febbraio 2014 X Gerardo Antonazzo Vescovo 105 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 106 PELLEgRINAggIO REgIONALE AD ASSISI 4 OTTObRE 2014 Prot. n. 66/14 Signor Sindaco, ho il piacere di comunicarLe che nei giorni 3 - 4 ottobre 2014 si terrà il pellegrinaggio regionale francescano del Lazio ad Assisi, con l’offerta dell’olio per la lampada che arde sulla tomba di San Francesco. Ogni anno, dalla proclamazione di San Francesco e di Santa Caterina da Siena a patroni d’Italia nel 1939, a turno le diverse regioni italiane rinnovano l’offerta dell’olio a nome dell’intero Paese. Il Lazio ha già compiuto il pellegrinaggio regionale ad Assisi nel 1956, nel 1974 e nel 1994, sempre con larghissima partecipazione di pellegrini, accompagnati dai Vescovi e dalle Autorità della Regione, delle Province e dei Comuni, con i rispettivi gonfaloni. Il IV pellegrinaggio francescano del Lazio ci offre l’opportunità di approfondire la conoscenza della figura e della spiritualità di San Francesco che ha avuto uno speciale rapporto con la nostra regione, testimoniato nel tempo da numerose e significative presenze francescane diffuse su tutto il territorio. Un apposito Comitato Regionale, in via di costituzione, è incaricato di animare la preparazione dell’evento con appropriate iniziative spirituali e culturali, per riproporre nella maniera più larga possibile il messaggio francescano, che continua ad attrarre tutti, ed in maniera sorprendente sa interpretare l’interesse e i desideri dei giovani. Non mancheranno iniziative anche a livello diocesano, per le quali già chiedo la Sua collaborazione e la presenza delle Istituzioni del territorio. Nel pellegrinaggio ad Assisi ci ha preceduto il Vescovo di Roma, Papa Francesco, che il 4 ottobre scorso ha voluto onorare San Francesco presentandone a tutti, ed in particolare all’Italia, la ricchezza di umanità, la tensione spirituale e la carità evangelica. Sono sicuro che la presente comunicazione e l’invito, a cui certamente farà seguito quello del Comune di Assisi, troveranno in Lei e nel Consiglio di codesto Comune, convinta accoglienza, e che non mancherà nelle prossime celebrazioni francescane la presenza e l’attiva partecipazione della Sua comunità. Ringraziandola per l’attenzione, Le chiedo di accogliere il mio cordiale saluto che desidero estendere ai Suoi collaboratori e a tutti i componenti l’Amministrazione della città e il Consiglio Comunale. Sora, 22 febbraio 2014 X Gerardo Antonazzo Vescovo 106 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 107 Prot. 69 /2014 Carissimi Sacerdoti, Diaconi, Consacrati, Operatori pastorali e fedeli Laici, il percorso pastorale dell’anno è nella fase decisiva del suo svolgimento concreto e capillare. In questo periodo ogni Zona pastorale sta attuando una verifica intermedia dell’attuazione del Progetto, un evento più che salutare sia per l’edificazione della comunione e convergenza pastorale, sia per il potenziamento dell’azione evangelizzatrice delle Comunità parrocchiali. Nel testo degli Orientamenti pastorali dell’anno 2013-2014 abbiamo fissato, tra i diversi altri, quello di raggiungere gli adulti con un rinnovato slancio nell’annuncio della fede. Molti di loro restano sulla soglia della comunità cristiana, riconoscendosi soltanto nella “comunità dei battezzati”, ma molto raramente partecipi della “comunità eucaristica” segnata da una vita cristiana più regolare e convinta. Abbiamo scritto nel testo del Progetto diocesano: “La Parola di Dio è Gesù Cristo, Cristo crocifisso e risorto, amore rivelato e donato dal Padre, proposta e risposta alle domande di senso, di vita dell’uomo di oggi. A Lui l’uomo risponde con la fede, adesione di amore ad una Persona viva e fonte di rigenerazione, di una «vita nuova nello Spirito» resa possibile dalla grazia donata dai sacramenti. La sequenza logica della vita cristiana è: fede (suscitata dall’ascolto) – sacramento (celebrazione della fede) – vita nuova (sequela di Cristo). E’ necessario che ogni comunità, ogni parrocchia, ogni Consiglio pastorale si domandi: la nostra Comunità sta annunciando, nelle varie forme e attraverso le varie sue attività, Gesù crocifisso e risorto, quindi il Vangelo, o sta facendo solo devozioni e celebrazioni sterili, abitudinarie, stantie?” (“La tua fede ti ha salvato”, pag. 15). Al fine di approfondire e rilanciare l’obiettivo della conversione pastorale e missionaria verso gli Adulti, invito tutti a partecipare al I Seminario teologico-pastorale “IL SECONDO ANNUNCIO, PER IL RISVEGLIO DELLA FEDE NELL’ETÀ ADULTA” Il seminario si svolgerà nella chiesa di s. Carlo, Isola del Liri, dal 10 al 12 marzo 2014, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. Sarà guidato da fra Enzo Biemmi, una delle figure più rilevanti tra gli esperti a livello europeo. Sono particolarmente invitati i Consigli pastorali diocesano, Zonali e Parrocchiali, le Aggregazioni Laicali, gli Operatori pastorali e i Fedeli Laici più 107 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 108 partecipi e sensibili al cammino ecclesiale. Tutti sapremo cogliere la preziosità formativa di questo evento. Vi benedico con tutto il cuore, invocando su ciascuna Comunità una speciale carezza spirituale di Maria, la Vergine Bruna di Canneto. Sora, 22 febbraio 2014 X Gerardo Antonazzo Vescovo N. B. - Gli Atti del Seminario sono pubblicati nella collana “Doctor Angelicus”, n. 2/2014 108 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 109 ELEzIONI AMMINISTRATIVE Prot. n. 138/14 Carissimi Sacerdoti, approssimandosi la data delle Elezioni Amministrative in diversi Comuni della nostra Diocesi, desidero richiamare il documento emanato della Congregazione della Dottrina della fede «Su alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica» (24 novembre 2002), dove si afferma, tra l’altro, che l’aiuto di ogni sacerdote consiste nell’illuminare il fedele sul dovere della cittadinanza attiva e responsabile, soprattutto nel momento in cui è chiamato a esprimere da cristiano il suo compito di elettore. Ritengo anche opportuno offrire alcune concrete indicazioni, al fine di garantire quell’unità e correttezza di comportamento, nel segno del rispetto per tutti, che anche in questi momenti è necessario assicurare. 1. Ogni sacerdote ha il dovere di esprimere verso le Istituzioni civili rispetto, dialogo e fattiva collaborazione per il bene delle persone. E’ necessario osservare con chiarezza la distinzione tra la sfera dei rapporti personali, e quella pubblica e istituzionale, improntata sempre alla cordialità e stima, per un proficuo e reciproco dialogo. 2. È doveroso per ogni sacerdote restare completamente al di fuori del dibattito pre-elettorale, rimanendo assolutamente estranei a qualsiasi partito, schieramento politico, o singoli candidati. Questa esigenza è fondata sulla natura stessa del nostro ministero, «infatti pur essendo queste cose buone in se stesse tuttavia sono aliene dallo stato clericale in quanto possono costituire un grave pericolo di rottura della comunione ecclesiale … Ogni fedele deve poter accedere al sacerdote senza sentirsi escluso per alcuna ragione” (Congregazione per il clero, “Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri”, 33). 3. Per tutto il periodo ufficiale della campagna elettorale è proibito dare in uso qualunque locale di proprietà della parrocchia o di altri enti ecclesiastici (Confraternite, Pie Associazioni, Comunità religiose...), anche quelli concessi in comodato d’uso, a rappresentanti di partito o raggruppamento politico, sindacale o associativo, per lo svolgimento di attività elettorali, anche per incontri/dibattiti in cui siano parimenti rappresentate tutte le parti politiche. 4. È ugualmente proibito dare in uso locali di proprietà della parrocchia o di altri enti ecclesiastici, anche quelli concessi in comodato d’uso, a persone 109 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 110 aventi incarichi istituzionali (deputati, senatori, assessori regionali e provinciali, etc…), al fine di presentare programmi e proposte, per sostenere più o meno apertamente la campagna elettorale di una parte politica. 5. Sarà inoltre cura di ogni Sacerdote vigilare a che all’interno dei locali annessi alle parrocchie, e/o ad altro ente ecclesiastico, non si faccia volantinaggio, affissione di manifesti o comunque qualunque altra forma di propaganda elettorale da parte di chiunque, né si utilizzino a questo scopo i bollettini parrocchiali e simili. 6. Nel caso in cui un laico impegnato in qualche servizio parrocchiale o diocesano decida di candidarsi in una lista, a partire dall’apertura ufficiale della competizione elettorale fino alla sua conclusione, dovrà sospendere il suo impegno pastorale in parrocchia o in diocesi. Nel caso in cui dovesse risultare eletto, dovrà dimettersi dallo stesso incarico pastorale per tutta la durata del suo mandato amministrativo. 7. Tutti gli operatori pastorali parrocchiali che intendono partecipare attivamente allo svolgimento della campagna elettorale, lo faranno a titolo personale, conservando assolutamente distinti i due ambiti di impegno, quello civile e quello ecclesiale, perché non ci siano motivi di interferenze e strumentalizzazioni. Ogni sacerdote è chiamato a istruire ciascun operatore pastorale sulla necessaria distinzione, e a vigilare perché sia garantito il comportamento corretto di tutti e il sereno rapporto tra tutti. 8. Conclusa la competizione elettorale, è bene che il Parroco esprima, a nome dell’intera comunità parrocchiale, un messaggio augurale di buon lavoro al Sindaco eletto e al nuovo Consiglio comunale (composto dalla maggioranza e dall’opposizione), con i quali si dovrà instaurare, in ogni caso, un rapporto di fattiva collaborazione. Sono certo che prenderete nella dovuta considerazione queste riflessioni e indicazioni, offerte a tutti in spirito di servizio. Sora, 19 marzo 2014 X Gerardo Antonazzo Vescovo 110 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 111 MISSIONE IN VAL COMINO Carissimi Sacerdoti e Fedeli laici, mi piace richiamare un’espressione molto bella della Bibbia, con la quale desidero condividere il progetto della Missione in Val di Comino”: “La gioia del Signore è la vostra forza”,parole rivolte da Neemia al popolo di Israele, per incoraggiarlo in un momento di dura prova (Ne 8,10). Questa frase indica innanzitutto la gioia del Signore verso di noi. La Missione in Val di Comino vuole annunciare che Dio è felice di noi, è contento di averci creato, è felice di essere vicino a ciascuno,ha fiducia in noi, ci vuole bene, ci tratta bene, e non possiamo sentirci soli, né abbandonati, perché Lui non si dimentica mai di noi: siamo disegnati sulle palme delle sue mani (cfr. Is 49). La Missione vuole dimostrare anche la nostra gioia verso il Signore. Annuncia a tutti la nostra gioia di credere nel Signore, la gioia per i segni della sua bontà e provvidenza, la gioia del battesimo che ci ha inseriti nella famiglia della Chiesa, la gioia dei Sacramenti con cui Dio alimenta e sostiene la nostra amicizia con Gesù Cristo Risorto. La vera gioia è contagiosa, quindi è missionaria! E’ la gioia, la forza della Missione in Val di Comino: vogliamo contagiare con la luce gioiosa della fede, vogliamo contagiare con la gioia incontenibile del Vangelo, che ci rende cristiani felici. Auguro a tutti i Missionari, sacerdoti e fedeli laici, di essere forti di questa gioia, per rendere felici tanti fratelli e sorelle che incontrerete lungo le strade delle nostre periferie. Vi accompagno con la mia speciale benedizione. Sora, 25 marzo 2014, Annunciazione del Signore X Gerardo Antonazzo Vescovo 111 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 112 LETTERA AI SACERDOTI PER LA S. MESSA CRISMALE 16 aprile 2014 Carissimi sacerdoti, nell’intimità spirituale della celebrazione della Messa Crismale, mi sento cordialmente vicino a ciascuno, per ringraziarvi per la profonda solidarietà che ci unisce nella nostra amicizia fraterna e nel nostro ministero, con le sue radici e motivazioni nella comune partecipazione al sacerdozio di Cristo Gesù. Con il rito della Messa Crismale rinnoviamo il nostro sincero e gioioso “Sì, lo voglio”, in purezza di coscienza, i sacri impegni del nostro ministero. Celebreremo “ la memoria annuale del giorno in cui Cristo Signore comunicò agli apostoli e a noi il suo sacerdozio” (Messa crismale). Nel vivo ricordo della nostra ordinazione sacra, ci sentiremo ancora una volta afferrati dalla misericordia del Signore, che rigenera la nostra missione rinnovando la sua fiducia, la sua amicizia, il suo amore di predilezione per noi. Anche le nostre braccia amorevoli devono sostenere il cammino di ogni fratello presbitero. Sento crescere ogni giorno di più il mio affetto spirituale per voi, riconoscendo in voi i “collaboratori di cui abbiamo bisogno per l’esercizio del sacerdozio apostolico” (Rito di ordinazione). Lasciatemi esprimere l’apprezzamento per la fedeltà e la generosità del vostro cuore, quali “fedeli dispensatori dei misteri di Dio” (Messa crismale). Senza mai perdere la giusta consapevolezza dei nostri limiti, siamo sicuri, noi per primi, che il Signore non ci salva al centro delle nostre presunte sicurezze, ma nella periferia delle nostre debolezze. Non vi manchi mai questa serena e confortante fiducia: il vostro Vescovo è la persona più vicina alle vostre gioie, ma anche ai dispiaceri, alle delusioni, alle solitudini, agli ostacoli di ogni genere. Ma vi chiedo di non dimenticate che anche il vostro Vescovo non è immune da queste prove, e non è il superuomo con la soluzione pronta per ogni problema, imperturbabile nelle avversità. E allora “pregate anche per me…perché diventi ogni giorno di più immagine viva e autentica del Cristo sacerdote, buon pastore, maestro e servo di tutti” (Messa crismale). L’olio della Messa crismale è il frutto di una severa macinatura, e grazie a questa “sofferenza” cui è sottoposto, può sprigionare la fragranza delle sue proprietà odorifere e la forza terapeutica dei suoi poteri. Così la nostra vita, spremuta sotto il torchio del sacrificio e della rinuncia, è come l’alabastro che si lascia frantumare nel dono di sè, per espandere il prezioso profumo (Mc 14,3-4) della misercordia salvifica del Signore Gesù su tutti coloro che ci sono 112 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 113 affidati. Il Signore ci vuole servi della sua compassione per l’umanità. Vi auguro di vivere intensamente la gioia del Triduo pasquale, sostenendo il nostro ministero con l’abbondanza della preghiera personale, del raccoglimento interiore, della fraternità sacerdotale. Il segno della mia benedizione confermi il reciproco affetto, nel quale condividere sinceramente le grazie spirituali del nostro ministero. Sora, 16 aprile 2014, S. Messa Crismale X Gerardo Antonazzo Vescovo 113 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 114 COMMISSIONE PER LA PEREgRINATIO MARIANA Prot. n. 166/14 Carissimo/a la nostra Diocesi dedicherà l’intero anno pastorale 2014-2015, a partire dal prossimo Convegno diocesano di Giugno (18-20 giugno 2014) al tema “Educare alla vita. Vivere è rispondere”, allo scopo di promuovere una diffusa e coinvolgnte riflessione educativa sul valore della vita e sulla responsabilità di ciascuno di fronte a questo dono di Dio. La provvidenza di Dio ha voluto che il Sommo Pontefice dedicasse l’anno 2014-2015 alla Vita Consacrata, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla pubblicazione del decreto conciliare Perfectae Caritatis. A sostegno spirituale di questo progetto diocesano, intendo promuovere una Peregrinatio mariana straordinaria del vetusto simulacro della Vergine Bruna di Canneto tra le parrocchie della nostra Diocesi, al fine di contemplare la Madre di Dio come il modello esemplare di una vita accolta, amata, e messa al servizio dell’iniziativa di Dio con l’obbediente risposta della fede: Eccomi! A tal proposito ho nominato una Commissione Diocesana per organizzare al meglio l’evento. Sono lieto di comunicare che la S. V. è invitata a far parte della suddetta Commissione, il cui incontro preliminare è stato stabilito per il 7 maggio 2014 alle ore 21.00, nei locali del Seminario di Sora. Un saluto affettuoso, con l’augurio di una felice e santa Pasqua. Sora, 20 aprile 2014 Pasqua di Risurrezione X Gerardo Antonazzo Vescovo 114 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 115 DIOCESI DI SORA-AQUINO-PONTECORVO LA VITA COME VOCAZIONE – VIVERE E’ RISPONDERE “Ogni vocazione, pur nella pluralità delle strade, richiede sempre un esodo da se stessi per centrare la propria esistenza su Cristo e sul suo Vangelo. Sia nella vita coniugale, sia nelle forme di consacrazione religiosa, sia nella vita sacerdotale, occorre superare i modi di pensare e di agire non conformi alla volontà di Dio. Non dobbiamo avere paura. Dio segue con passione e perizia l’opera uscita dalle sue mani, in ogni stagione della vita. Non ci abbandona mai! Ha a cuore la realizzazione del suo progetto su di noi e, tuttavia, intende conseguirlo con il nostro assenso e la nostra collaborazione”. (Papa Francesco, Messaggio per la Giornata mondiale delle Vocazioni 2014). CONVEGNO PASTORALE DIOCESANO 18-20 GIUGNO 2014 CHIESA S. CARLO – ISOLA DEL LIRI dalle ore 18,00 alle ore 20,00 Ai Sacerdoti, Diaconi, Consacrati, Operatori pastorali e Fedeli Laici Il percorso pastorale diocesano guarda al progetto decennale della Chiesa italiana”Educare alla vita buona del Vangelo”, e si lascia provocare dalla bellezza della vita – quale dono di Dio – e dalla gioia di favorire la risposta al Suo progetto, pensato per la felicità di ciascuno. Pertanto, invito tutti a partecipare al prossimo Convegno programmatico che svilupperà le seguenti tematiche: • La vita: dono, stupore e gratitudine mercoledì 18 giugno Domenico Sigalini Vescovo di Palestrina • Ricerca di senso, tra paura e fiducia giovedì 19 giugno Pina Del Core Preside della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione ‘Auxilium’- Roma • Scelte e criteri di discernimento venerdì 20 giugno Giuseppe Roggia Direttore del Corso per Formatori - Università Salesiana - Roma 115 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 116 La comunione ecclesiale si edifica anche con la condivisione degli obiettivi pastorali, sui quali la nostra Chiesa particolare intende riflettere e progettare. Invito con entusiasmo ad una corale partecipazione, incoraggio in modo particolare i giovani quali privilegiati interlocutori. A tutti il mio fraterno abbraccio e la mia paterna benedizione. Sora, 19 maggio 2014 X Gerardo Antonazzo Vescovo N. B. - Gli Atti del Convegno sono pubblicati nella collana “Doctor Angelicus” n. 3/ 2014. 116 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 117 MESSAggI 117 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 118 118 118 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 119 IL SIgNORE è VERAMENTE RISORTO! Messaggio per la s. Pasqua 20 aprile 2014 La festa della Pasqua mi è propizia per rivolgere il vivo e cordiale augurio a tutti: ai rappresentanti delle Istituzioni Civili e Militari, delle Forze dell’Ordine, delle Associazioni di categoria e di Volontariato, delle Strutture sanitarie e di Accoglienza della disabilità e degli Anziani, agli Immigrati di ogni razza e religione, accolti sul nostro territorio. Un’attenzione cordiale a quanti non vivono la fede cristiana, e a quanti non si professano cristiani: sappiate ascoltare le aspirazioni del cuore, è lì che Dio vi parla e vi infonde una nostalgia di Lui. Sappiate passare dalla nostalgia alla ricerca, e dalla ricerca all’incontro. Il Signore risorto ci precede, e ci aspetta sui crocevia dei nostri dubbi, delle nostre sofferenze, delle nostre disarmate rassegnazioni alla tristezza. E’ Lui che risveglia la Vita! Un pensiero particolare al prezioso pianeta giovanile, nel quale ritrovo una miniera di energie e di potenzialità; carissimi giovani, se saprete riscoprire la gioia della fede nell’incontro con Gesù risorto, potrete recuperare la vivacità di una speranza più operosa e intraprendente. Siate gli artefici e i protagonisti del vostro presente, per essere anche la speranza del futuro! A tutti i credenti esprimo la mia concreta vicinanza, chiedendo a ciascuno di ravvivare la bella testimonianza del Signore risorto, centro e cuore della nostra fede cristiana. Ditelo a tutti: il Signore è veramente risorto. Ditelo in Chiesa, ma gridatelo anche nelle campagne, nei casolari, nel mondo del lavoro, negli ambienti della cultura, nel cuore delle Istituzioni, nei luoghi della sofferenza e della disperazione, nelle periferie umane della povertà, del degrado sociale e morale. Maria, la Madre di Gesù, è stata la prima testimone della tomba vuota, e ha annunciato agli apostoli che il Signore era veramente risorto. La Vergine Bruna di Canneto vegli sulla nostra fede sia per noi sorgente di speranza e di gioia, continuando a donarci la presenza salvifica di Gesù Risorto. Annuncio con grande gioia spirituale che la presenza spirituale e materna di Maria ci assisterà soprattutto con la Peregrinatio mariana che inizierà alla fine di settembre 2014. La statua lignea della Madonna di Canneto visiterà tutte le parrocchie della nostra Diocesi: sarà un evento spirituale che accompagnerà il cammino pastorale dell’anno 2014-2015, durante il quale la Chiesa di Sora-Aquino-Pontecorvo rifletterà sul tema “Educare alla vita. Vivere è rispondere”. Maria, la Vergine Bruna di Canneto, ci insegnerà a riscoprire la bellezza del dono della vita e ad offrire con entusiasmo la nostra risposta ai progetti di Dio. Lei è la prima dei 119 119 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 120 chiamati, e con la sua obbedienza alle parole dell’angelo Gabriele, permette a Dio di realizzare il grande progetto dell’Incarnazione di Cristo, morto e risorto per noi. Ci insegnerà a far diventare grande e importante la nostra vita, grazie alla risposta che ciascuno offre alla chiamata di Dio. Vi raggiunga il mio fraterno abbraccio augurale, con una speciale benedizione per tutti. X Gerardo Antonazzo Vescovo 120 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 121 ARTICOLI INTERVENTI 121 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 122 122 122 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 123 INTERVENTO ALL’ASSEMbLEA DIOCESANA ELETTIVA DI AzIONE CATTOLICA 14 marzo 2014 Il peculiare significato dell’Assemblea diocesana dell’Azione Cattolica lo potremmo formulare in tre termini: riflessione, revisione, rilancio. • Riflessione sul cammino associativo compiuto. • Revisione dei percorsi attuati: rilettura, alla luce della Parola di Dio, del Magistero della Chiesa e delle finalità dell’ACI, dei passi compiuti. • Rilancio del cammino, segno di speranza, scommessa sulla sfida educativa dell’Associazione. Ho già chiesto ai vari settori e agli assistenti di promuovere la presenza dell’ACI a partire dall’ACR in tutte le parrocchie. Quale il valore dell’ACI? In un’intervista di qualche giorno fa, il presidente nazionale Franco Miano, affermava: “Associarsi non è un fatto semplicemente metodologico, ma sostanziale; c’è una modalità che diventa anche contenuto e scelte: quando scelgo di associarmi, faccio un’esperienza di condivisione, di discernimento comunitario, di esercizio concreto di corresponsabilità, sperimento direttamente il valore della vita democratica, creo legami, sperimento un esercizio e una dimensione continua di partecipazione”. Aderire all’Azione Cattolica non è un fatto formale, come aderire ad una qualunque associazione di volontariato; ma è la risposta ad una vocazione laicale da spendere “nella” e “per” la Chiesa. Indico, pertanto, alcune scommesse formative, raccolte anche dal confronto con alcune realtà associative parrocchiali: 1) La partecipazione all’Eucaristia domenicale. La Celebrazione Eucaristica è l’evento centrale della vita in Cristo di una comunità, non è accettabile che un socio di AC anzi, un cristiano, si permetta di mancarvi. Allo stesso tempo però, una fede che è solo mera appartenenza esteriore, pura ritualità, quasi un adempimento burocratico non può interessarci. Il cammino formativo dell’AC non è mai fine a se stesso, ma è il modo per sostenere questa grande attenzione, che è propria di ogni credente, nel mettere insieme la fede con la vita. 2) La preghiera quotidiana. Dovremmo riservare uno spazio quotidiano, anche se breve, di preghiera all’inizio e alla conclusione della giornata per offrire al Signore le nostre azioni, ringraziarlo di quanto ci ha dato e chiedergli aiuto. 3) La formazione permanente. Formazione circa il metodo specifico dell’ACI e formazione riguardo ai contenuti proposti dal progetto formativo annuale. 123 123 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 124 Ogni aderente è chiamato ad avere grande attenzione per la propria formazione personale, attraverso una partecipazione piena alla vita dell’Associazione, alla vita della comunità parrocchiale, e alle iniziative formative e di aggregazione promosse dalla diocesi. Questo impegno per la formazione si collega al titolo dell’assemblea che si svolgerà ad aprile “Persone nuove in Cristo Gesù”, dove troviamo un riferimento al prossimo convegno ecclesiale del 2015 a Firenze:“In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Per noi vuol dire una presa di posizione culturale, ma anche l’idea di una novità di vita che nasce dall’incontro con il Signore e dall’interazione tra fede e vita; il compito dell’AC è di essere persone nuove, sforzarsi di diventarlo, e creare le condizioni perché ci possano essere esperienze di novità nella vita della Chiesa e del paese. 5) La corresponsabilità laicale a servizio della Chiesa, a partire dalla propria parrocchia. Tale corresponsabilità sarà tanto più piena quanto più sarà capace di fare strada con i sacerdoti, coltivando un rapporto di collaborazione e di stima reciproca che tenga conto della specificità delle diverse vocazioni. Va riconosciuta l’importanza del servizio educativo che l’Associazione svolge soprattutto con i ragazzi e i giovani; e l’augurio è quello di lavorare insieme, sempre di più, con spirito di servizio per il bene di tutti, anche con le altre realtà presenti in parrocchia. 6) La comunione ecclesiale all’interno dell’Associazione, all’interno delle Aggregazioni laicali, all’interno della parrocchia. Solo la comunione, che non è mera capacità organizzativa, edifica la Chiesa. 7) L’impegno per l’evangelizzazione. E’ connaturale all’essere cristiano, all’essere in Associazione, all’essere nella Chiesa. Il compito di evangelizzazione, l’AC lo esprime con questa modalità di vita condivisa: ogni membro si sente corresponsabile dell’indifferenza, delle difficoltà di vita delle persone, e della mia incapacità di stare al loro fianco. Evangelizzare dovrà significare essere corresponsabili della gioia di vivere: da qui deriva l’intento di una testimonianza cristiana che sa farsi provocazione per il bene comune, cioè per il bene di tutti gli altri. Buon lavoro. X Gerardo Antonazzo Vescovo 124 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 125 COMMISSIONE REgIONALE PER L’ECUMENISMO E IL DIALOgO Convegno regionale: “ La risposta cristiana alla violenza” Intervento del Vescovo Presidente La gratitudine Rivolgo volentieri il mio cordiale benvenuto a tutti i Convegnisti. Un particolare e grato saluto ai Relatori. Alcuni dei quali rappresentano diverse Confessioni cristiane, e accompagneranno il nostro percorso di studio e di confronto sul tema “La risposta cristiana alla violenza”, illuminando la lettura multilaterale di un dramma che infiltra nelle più disparate situazioni di vita, dalle micro-realtà sociali (quali l’amicizia gruppale, la famiglia, la scuola, il lavoro …) alle macro-realtà nazionali e internazionali (conflitti di potere, tensioni sociali, terrorismo …). La comunione fraterna tra le diverse confessioni cristiane, si radica nella condivisione dell’ascolto della Parola di Dio, dalla quale attingere sapienza spirituale, per testimoniare una salutare convergenza nel contrastare una criticità altamente cancerogena per l’intero tessuto sociale. Papa Francesco nell’ Evangelii gaudium afferma che “i segni di divisione tra cristiani in Paesi che già sono lacerati dalla violenza, aggiungono altra violenza da parte di coloro che dovrebbero essere un attivo fermento di pace. Sono tante e tanto preziose le cose che ci uniscono! E se realmente crediamo nella libera e generosa azione dello Spirito, quante cose possiamo imparare gli uni dagli altri! (n. 246). La nostra coscienza di fronte alla violenza La violenza lacera quotidianamente la società, assedia la nostra vita, interpella la nostra coscienza, sollecita la nostra reazione morale, culturale, politica, religiosa. Odio e amore, violenza e pace: due poli che, pur essendo di segno opposto, non si attraggono mai. La violenza che sembra dominare il mondo, in forma latente è in agguato in ognuno di noi: “… il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai” (Gn 4,7). La violenza si manifesta nelle più svariate forme e la forza scatenante a 125 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 126 volte è la sete di potere, altre volte bisogno di denaro, e altre ancora semplice pazzia, bisogno di sfogare i propri istinti repressi, le proprie angosce. Anche laddove non sono in corso guerre o rivoluzioni, nelle metropoli industrializzate come nei piccoli centri rurali, la violenza è quotidianamente presente. Impossibile vedere un telegiornale o sfogliare un quotidiano e non apprendere episodi di violenza. Abbiamo paura di camminare per le strade delle nostre città quando è buio; ma anche in pieno giorno la micro delinquenza può colpire la povera vecchietta che ha appena ritirato la pensione o la ragazzina innocente che si lascia avvicinare senza troppe remore. Tuttavia la violenza spesso dimora già nelle case: genitori inaffidabili che sfogano i loro istinti su creature innocenti e incapaci di ribellarsi. Spesso non si riesce ad arrivare in tempo e a strappare un bambino dall’inferno della sua famiglia. La cronaca che ogni giorno i media ci propinano, ci parla di aggressioni, di omicidi, di violenze, spesso attribuibili a motivi futili. Per i media (televisione, carta stampata, internet), la violenza quotidiana è occasione di spettacolarizzazione e di lucro. L’approccio dei mezzi di comunicazione di massa alla violenza è ambiguo: da un lato promuovono la discussione e la riflessione, dall’altro indugiano morbosamente sui particolari più macabri e truculenti delle vicende rappresentate. Violenza e religione L’urto detestabile della violenza non conosce esclusioni o isole felici: contamina e avvelena il settore politico, sociale, familiare, culturale, e perfino quello religioso. Radici di violenza le rintracciamo, purtroppo, nella stessa appartenenza religiosa, assunta come motivo di conflitto piuttosto che di incontro. Si produce violenza in nome di Dio! La guerra di religione, come la guerra alla religione, sono due forme dell’identica perversione. Il recentissimo documento della Commissione teologica internazionale (“Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza”) invita i cristiani a porre l’attenzione - a partire dalla verità di Gesù Cristo - sul rapporto fra rivelazione di Dio e umanesimo non violento, prendendo anche in esame le cosiddette «pagine difficili» della Scrittura, quelle cioè che proprio per via di parole e gesti violenti «rimangono anche per noi credenti molto impressionanti e molto difficili da decifrare»: dalla distruzione di Sodoma e Gomorra alle piaghe d’Egitto, dalle forme di violenza sacrificale allo sterminio del nemico che segue la vittoria. Già nell’Antico Testamento «il senso ultimo dell’alleanza di Dio con l’antico popolo rimane la rivelazione della sua misericordia e della sua giustizia». «L’amore della potenza - si legge nel documento - non è mai stata neppure la 126 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 127 prima parola di Dio. È stata la parola, invece, della tentazione e del delirio di onnipotenza del primo Adamo, che rimosse l’evidenza della creazione, e contaminò per sempre - ma non insuperabilmente - il linguaggio dell’umana teologia». Tutto questo diventa poi ancora più chiaro nella figura di Gesù che nel disegno della salvezza diviene via per il superamento della violenza: “Gesù disinnesca radicalmente il conflitto violento che egli stesso potrebbe incoraggiare, in difesa dell’autentica rivelazione di Dio”, scrivono i teologi. Papa Francesco afferma che “non è la cultura dello scontro, la cultura del conflitto che costruisce la convivenza nei popoli e tra i popoli, ma questa: la cultura dell’incontro, la cultura del dialogo; questa è l’unica strada per la pace”. E all’Angelus del 18 agosto 2013: “Il Vangelo “non autorizza affatto l’uso della forza per diffondere la fede. E’ proprio il contrario: la vera forza del cristiano è la forza della verità e dell’amore, che comporta rinunciare ad ogni violenza. Fede e violenza sono incompatibili. Gesù è la nostra pace, è riconciliazione, ma questa pace non è la pace dei sepolcri, non è neutralità, non è compromesso a tutti i costi..Seguire Gesù comporta rinunciare al male, all’egoismo e scegliere il bene, la verità, la giustizia, anche quando ciò richiede sacrificio e rinuncia ai propri interessi”. Homo homini lupus? A pagare il doloroso prezzo del clima brutale in cui viviamo sono quasi sempre i più deboli : i bambini, i vecchi, gli stranieri, le donne, i poveri. La spregiudicatezza, l’arroganza, la prepotenza, l’affermazione incondizionata di se stessi sembrano oggi diventate delle virtù da ammirare e da coltivare. L’orgoglio individualista e arrogante non nutre nessuna pietà per le vittime, per gli ultimi. Chi non ce la fa, chi è in difficoltà, perde, e merita soltanto il nostro disprezzo o la nostra indifferenza. Dobbiamo forse rassegnarsi ai rigurgiti riprovevoli dell’antico adagio latino: Homo homini lupus? L’espressione, il cui precedente più antico si legge nel commediografo latino Plauto, è stata ripresa e discussa nel XVII secolo dal filosofo inglese Thomas Hobbes. Secondo Hobbes, la natura umana è fondamentalmente egoistica, e a determinare le azioni dell’uomo sono soltanto l’istinto di sopravvivenza e quello di sopraffazione. Egli nega che l’uomo possa sentirsi spinto ad avvicinarsi al suo simile in virtù di un amore naturale. Nello stato di natura, cioè uno stato in cui non esista alcuna legge, ciascun individuo, mosso dal suo più intimo istinto, cerca di danneggiare gli altri e di eliminare chiunque sia di ostacolo al soddisfacimento dei suoi desideri. Ognuno vede nel prossimo un nemico. Da 127 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 128 ciò deriva che un tale stato si trovi in una perenne conflittualità interna, in un continuo bellum omnium contra omnes (letteralmente “guerra di tutti contro tutti”), nel quale non esiste il torto o la ragione che solo la legge può distinguere, ma solo il diritto di ciascuno su ogni cosa, anche sulla vita altrui. La risposta cristiana L’11 gennaio 1992, Tonino Bello scrive su Avvenire: i pacifisti “non hanno smesso di gridare che la guerra è sempre sporca e non c’è aspersorio, laico o clericale, che possa purificarla, che le armi sono fisiologicamente inadatte a partorire la pace, che non ci sono mai cause di forza maggiore che possano legittimare l’uccisione di una sola vita umana, che la distruzione di tutte le chiese [ciò che stava avvenendo in Jugoslavia] è un delitto che non pareggia la gravità dell’annientamento di un uomo soltanto; che vanno incoraggiate tutte le madri che, in Serbia o in Croazia, implorano i figli a deporre le armi» (Scr. A.B., vol. 1, p. 115). Dunque, la vita di una qualunque persona vale più di una chiesa, come afferma anche la tradizione islamica riguardo alla moschea della Mecca. E le madri che invitano i figli a disertare la guerra sono da lodare”. Quale risposta cristiana alla violenza? Nelle sue parole di Gesù Cristo e del suo Vangelo troviamo indicate chiaramente le cause della violenza: “Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo” (Mc 7,20-23). La risposta cristiana alla violenza parte dall’evangelica “metànoia”, ed esige la rieducazione del cuore e della mente, a favore del rispetto inviolabile di ogni persona umana, per l’accesso di ciascuno ai diritti umani più elementari e inalienabili. La risposta cristiana contro ogni forma di violenza si costruisce, in definitiva, intorno al paradosso della Croce. La sapientia crucis è scuola di riconciliazione e di pace, è storia di alleanza. La sapientia crucis bonifica il cuore e lo dispone alla redenzione di ogni forma di ingiustizia e di violenza. Grazie e buon lavoro a tutti. Sacrofano, 20 marzo 2014 X Gerardo Antonazzo Vescovo 128 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 129 RESPICE STELLAM, VOCA MARIAM Bollettino del Santuario di Canneto, aprile 2014 L’invito “Guarda la stella, invoca Maria” risale ad un’antica e bellissima preghiera di s. Bernardo alla Madonna. La pietà popolare dei cristiani ha sempre vissuto intensamente questo legame tra la vita concreta, quotidiana, e l’affidamento alla protezione di Maria, luce e guida nei percorsi esistenziali. Lo riconosce la Chiesa, quando riflette su questo legame inscindibile tra la vita delle gente e l’amore alla Madre di Dio: “La pietà popolare verso la beata Vergine, varia nelle sue espressioni e profonda nelle sue motivazioni, è un fatto ecclesiale rilevante e universale. Essa sgorga dalla fede e dall’amore del popolo di Dio verso Cristo, Redentore del genere umano, e dalla percezione della missione salvifica che Dio ha affidato a Maria di Nazaret, per cui la Vergine non è solo la Madre del Signore e del Salvatore ma anche, sul piano della grazia, la Madre di tutti gli uomini” (Direttorio pietà popolare, 183). S. Bernardo traduce in forma di preghiera quello che l’esperienza dei credenti ha sempre dimostrato con l’intensità degli affetti spirituali. La fiducia dell’orante ha sempre riconosciuto in Maria un particolare amore materno di custodia e di protezione nelle vicende della vita. Spigolando nella letteratura mariana, nella maggior parte dei riferimenti alla “stella”, si parla di Maria come “stella del mare”. Perché Maria è la stella polare della Chiesa, ma anche il mare delle grazie di Dio: “Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria” (Luigi Grignon de Montfort, Trattato della vera Devozione, 23). Ma il mare è anche evocazione di pericoli, di minacce e di tragedie. Il mare nasconde insidie e rischi, fatiche e incertezze. Nel mare bisogna contrastare venti contrari e minacciosi, e tenere la rotta nelle tempeste. Da questa tradizione trae ispirazione anche l’inno Ave maris stella. Questo inno mariano invoca la Vergine Maria come piena di grazia e stella del mare, faro di luce che illumina la traversata notturna e indica il cielo come meta finale del cammino (felix coeli porta). Si può intravedere in questo fatto artistico una chiara attestazione del sentimento di venerazione per la Vergine Maria nutrita da una numerosissima schiera di uomini e donne che riconoscono in lei una splendida luce che brilla nella notte e indica la rotta del cammino. I fedeli invocano Maria come Madre, guardano a lei come fulgida stella e ricorrono a lei come a sicuro rifugio (cfr. Prefazio). Ammaestrati dalla celebre preghiera di san Bernardo (Respice stellam), si rivolgono a lei in ogni circo- 129 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 130 stanza; sperimentano la forza e la dolcezza del suo nome, e attingono consolazione e fiducia nell’affrontare le difficoltà della vita. Così invita s. Bernardo nella sua preghiera: “Non distogliere lo sguardo da questa stella, se non vuoi essere travolto dalle tempeste. Se insorgeranno i venti delle tentazioni, se incorrerai negli scogli delle tribulazioni, guarda la stella, invoca Maria”. La luce della stella brilla agli occhi del navigante soltanto quando è buio. Così nella nostra vita: più fitte sono le tenebre dell’errore, della fragilità, della desolazione, della solitudine e dello smarrimento, più ancora brilla la luminosità della presenza di Maria nel cielo delle nostre invocazioni e speranze. Nelle tribolazioni bisogna saper alzare lo sguardo per vedere la stella brillare e sperimentare la certezza che “se Lei ti tiene, non cadrai, se Lei ti protegge, non avrai paura, se Lei ti guida, non ti stancherai, se Lei ti è propizia, giungerai alla meta” (S. Bernardo). La pietà popolare mariana educa il cuore alla fiducia totale in Maria: se noi ci abbandoniamo a Lei, Lei non può abbandonarci! E’ l’abbandono tra le mani della più tenera tra le madri. Perciò il cristiano rivolge il suo sguardo a Lei, Stella sicura che indica la rotta del cammino tra le tempeste del mondo, per condurci al porto sospirato delle nostre vittorie. Sappiamo, però, che con l’arrivo del giorno, le stelle non riusciamo più a vederle. E quando non vedremo più brillare questa stella speciale nel cielo delle nostre invocazioni, Maria non ci avrà abbandonato, escludendoci dalla sua luce. Vorrà dire che finalmente si è fatto giorno, e l’aurora (Maria) lascia il posto al sorgere del Sole, Cristo Gesù, luce del mondo. La luce di Maria, stella del mare, non ci sottrae all’amore del suo Figlio: se Lei indica la rotta, è perché ci vuole condurre al porto sicuro; se brilla di notte, è perché ci accompagna nei flutti del mare in tempesta; se scompare al mattino, è perché sorge Colui che si è rivelato “luce del mondo”. X Gerardo Antonazzo Vescovo 130 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 131 UN ANNO DI EPISCOPATO (Intervista di Gianni Fabrizio, 20 aprile 2014) Uomo di dialogo, di confronto, di preghiera. Un anno fa il 21 aprile 2013 mons. Gerardo Antonazzo faceva il suo ingresso ufficiale nella Diocesi di Sora,Aquino e Pontecorvo. In questi 365 giorni “don Gerardo” è riuscito a tradurre in maniera semplice, immediata, comunicativa e convinta il proprio rapporto con la realtà ecclesiale e locale. Sta conoscendo molto bene il nostro territorio e le sue molteplici realtà. Delle tre Valli, di Roveto, di Comino e del Liri sta fotografando, con la mente e con il cuore, i problemi, le difficoltà, i disagi, le povertà, le attese, le speranze, le potenzialità. Lo abbiamo intervistato. Camminiamo insieme sul grande terrazzo dell’Episcopio che si affaccia su piazza Indipendenza. Il panorama della Città, da quassù, é splendido. Una suggestiva distesa di tetti, con i comignoli che ancora fumano, e fra loro i tanti campanili delle chiese sorane, ci fanno compagnia. Ci può raccontare come ha saputo della Sua nomina e le emozioni di quei momenti? “Nominato Rettore-Parroco del Santuario di S. Maria di Leuca da appena un anno, il 1° gennaio 2012, ero alle prese con una prima conoscenza della realtà complessa e particolare del Santuario mariano, situato sulle propaggini della penisola salentina, nel punto di confluenza del Mare Ionio e del Mare Adriatico. Un sito religioso che ormai contava più di un milione di pellegrini nell’anno, e per me un’esperienza sacerdotale molto bella perché inedita, la cui singolarità iniziava ad arricchire il mio ministero sacerdotale di alcune caratteristiche e peculiarità che nei precedenti incarichi pastorali non avevo vissuto. E questo per me significava nuove sfide, percorsi da inventare, stili pastorali differenti da quelli di una qualsiasi parrocchia. Mi trovavo nel vivo di questo lavorio interiore, agli inizi di nuovi entusiasmi e progetti, mentre cominciavo a guardare oltre, a sognare, ad immaginare che cosa questo luogo, affascinante per l’habitat naturale di incantevole bellezza, e preziosa meta di approdo di molti cercatori di Dio, potesse diventare nel tempo per offrire servizi pastorali sempre più qualificati e rispondenti alle attese dei pellegrini. Tutto questo si è bruscamente interrotto il 22 dicembre 2013, quando sono stato invitato a recarmi a Roma per un colloquio in Nunziatura”. Cosa ha provato nel momento di quell’annuncio? “Quando mi è stata comunicata la volontà del santo Padre, Benedetto XVI, di affidarmi la guida pastorale della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, ho provato solo un senso di smarrimento e di confusione. L’invito di recarmi in 131 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 132 Nunziatura non lasciava molti margini di pensiero riguardo al possibile argomento che sarebbe stato trattato, ma nel momento in cui mi è stata comunicata concretamente la volontà della Chiesa, tutto improvvisamente è cambiato nella mia vita. Ho percepito immediatamente che questa volta non mi veniva richiesto di cambiare parrocchia, come nelle precedenti convocazioni da parte dei miei amati vescovi diocesani, né di cambiare semplicemente diocesi per qualsiasi legittimo motivo, bensì di cambiare radicalmente vita. E così è stato, già a partire dal momento in cui ho scritto al Papa la mia sofferta accettazione. La diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo ha avuto spesso Vescovi provenienti da altre regioni, ma forse non da tanto lontano, “de finibus terrae”. Anche Papa Francesco, in concomitanza con la mia elezizone, dichiarava di essere stato chiamato pure lui “quasi alla fine del mondo”. La coincidenza mi ha in parte confortato! Immagino la sorpresa e la reazione dei sacerdoti e delle comunità parrocchiali alla notizia di un nuovo vescovo assolutamente sconosciuto. Nel tempo, tutto questo l’ho valorizzato come una particolare grazia spirituale. Perché? Mi ha collocato in uno stato di totale libertà interiore nell’abbracciare la nuova famiglia spirituale che mi veniva affidata dal Signore, senza conoscere nulla e nessuno, senza pregiudizi e resistenze, senza riserve o condizionamenti”. Ci vuole descrivere i primi incontri con una parte della sua nuova diocesi? “Il primo incontro con una parte della diocesi l’ho vissuto in concomitanza con la mia ordinazione episcopale, l’8 aprile 2013, sul piazzale antistante la Basilica di S. Maria di Leuca. E’ stato il primo abbraccio tra le due comunità diocesane, come l’abbraccio cristallino dei due mari. Sintonia di affetti, incrocio di commozioni, prime battute di conoscenza, strette di mano e alleanze di cordiale complicità. Il secondo incontro è avvenuto a Sora, per l’insediamento in diocesi, il 21 aprile 2013. Ancora una volta le due comunità diocesane, in spirito di straordinaria amicizia, sugellata da medesimo calore ed estroversa esultanza, si sono abbracciate nella comune commozione della preghiera, del canto e della gratitudine al Signore. Il mio ministero episcopale in Diocesi ha dovuto misurarsi con una comunità nella quale mancava il Vescovo ormai da più di un anno. Il buon lavoro dell’Amministratore diocesano, mons. Antonio Lecce, ha favorito il cammino ordinario della vita ecclesiale, in attesa del nuovo pastore. Ho incontrato sin dai primi passi una Chiesa ricca di menti e di cuori, che ha manifestato nei confronti del suo nuovo Vescovo accoglienza sincera e gioia operosa, che ho potuto leggere nella cordialità dei fratelli sacerdoti, religiose e religiosi, sia nell’animo e nei volti dei molti laici che si sono dimostrati coinvolti e disponibili, giovani e meno giovani”. Credo di essere una persona realista, e non mi lascio trascinare né da facili entusiasmi, né da mortifere lagnanze. Ero consapevole di incontrare una comunità ecclesiale, come qualunque altra, ricca di risorse intellettuali, morali, spirituali e pastorali, e allo 132 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 133 stesso tempo segnata anche da ferite, ritardi, lentezze e scoraggiamenti. Tutto rientra nella logica della vita concreta e reale, nella quale bisogna fare i conti con le fatiche e le difficoltà, sapendo però mettere a frutto le risorse migliori di cui disponiamo. Avere svolto anch’io l’ufficio di Amministratore diocesano mi ha aiutato non poco a trattare più direttamente le questioni pastorali, amministrative e giuridiche di una comunità diocesana”. Quali sono stati i suoi primi obiettivi? “Uno degli obiettivi primari del mio ministero in Diocesi è stato quello di aprire sin da subito una rete di relazioni a tutto campo, da quello propriamente ecclesiale a quello sociale, favorendo la conoscenza e il dialogo con tutte le istituzioni civili e militari, dalle Amministrazioni comunali, alle Associazioni Culturali, di Volontariato, e Sportive, alle Scuole, alle Forze dell’Ordine, alle Organizzazioni di categoria, alle Case di Cura, agli Ospedali e Distretti Sanitari, nel segno del reciproco rispetto e della mutua collaborazione per il bene delle persone”. Può già tirare delle somme? “Un anno di ministero episcopale è poco, e sarebbe indebito pretendere di “tirare le somme”. L’azione pastorale svolta dalla Chiesa, Laici e Pastori insieme, è opera di Dio, e non può essere sottoposta a controlli matematici. Ricordiamo l’episodio biblico del re David, quando fu punito da Dio per aver voluto fare il “censimento” del popolo di Israele come prova di forza. Dobbiamo farci carico della vocazione di seminatori e non di mietitori. E’ solo Dio che fa crescere quel seme che Lui mette nelle nostre mani perché sia seminato nel terreno delle comunità e delle coscienze dei singoli credenti e non credenti. Prima delle idee e dei progetti ci sono le persone e le loro relazioni. Pertanto, ho desiderato offrire da parte mia la possibilità di incontrare tutti, di parlare con tutti, di stringere la mano a chiunque per attestare il mio affetto di pastore senza pregiudizi e senza esclusioni. E ho trovato una risposta entusiasmante: gente buona, semplice, cordiale e affettuosa, desiderosa di vedere e sentire prima di tutto la presenza fisica del proprio Vescovo in mezzo a tutti. Gli interventi più significativi in questo mesi si sono rivolti ai diversi ambiti, a partire dalla priorità dell’azione squisitamente pastorale, cercando di accompagnare il cammino della Chiesa diocesana secondo un progetto organico, scandito nelle sue tappe, ben delineato nelle sue finalità, con un metodo di lavoro sistematico e puntuale. Ho dichiarato sin da subito il mio impegno prioritario per la pastorale vocazionale, trovando consenso e collaborazione in tutti i sacerdoti. Il Seminario diocesano è già diventato un luogo di primo discernimento per giovani che si preparano ad intraprendere un possibile percorso vocazionale nel Seminario Maggiore. Abbiamo un buon clero, formato solo in parte da pres- 133 133 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 134 biteri originari della diocesi; per più della metà, si tratta di sacerdoti che provengono da varie parti d’Italia, e non pochi anche dall’estero”. Come sono i suoi rapporti con il clero diocesano? “Con i sacerdoti, primi collaboratori del Vescovo e i primi amati dal Vescovo, viviamo una relazione di affetto, di accoglienza incondizionata, di ascolto reciproco, di vicinanza a quanti sono più avanti negli anni e o vivono difficoltà di salute. Un altro settore nel quale era importante intervenire è stato il riordino e il potenziamento delle Uffici della Curia diocesana, cercando di valorizzare le risorse umane disponibili e le competenze qualificate, per i vari settori. Questo comporta senza dubbio un motivo di arrichimento culturale, ma anche il bisogno di maggiore integrazione. Nell’area amministrativa abbiamo risolto solo in parte alcune questioni non facili, altre sono al vaglio di possibili valutazioni e risposte risolutive. Stiamo monitorando alcune parrocchie in situazioni di sofferenza a causa dei mutui contratti con la Regione Lazio, altre parrocchie vengono assistite perché realizzino opere di restauro o ristrutturazione di chiese, case canoniche, oratori parrocchiali”. Oggi, quali sono i progetti della diocesi? “I progetti della diocesi sono in piena sintonia con quelli della Chiesa italiana e con quanto la Chiesa universale sta vivendo sotto la guida carismatica di Papa Francesco. La sfida urgente che oggi chiama tutti in causa è la trasmissione della fede, soprattutto agli adulti che hanno abbandonato la pratica religiosa ordinaria. La grande partecipazione che ho visto nella ricorrenza delle feste religiose annuali in tutte le parrocchie, se da un lato infonde consolazione e fiducia, dall’altra mi lascia il sospetto che forse troppa gente rischia di riversare e manifestare in queste occasioni tutto il proprio sentimento religioso, per poi vivere nell’aridità spirituale pressoché totale il resto dell’anno. Se così fosse, l’assenza di una vita cristiana ordinaria a mio parere sarebbe una questione abbastanza seria”. Come vede il futuro della Chiesa di Sora - Aquino - Pontecorvo? “Guardiamo al futuro con fiducia, conoscendo le sfide più urgenti che ci interpellano, senza illusioni e senza rassegnazioni, ma sempre attenti alla voce dello Spirito che soffia l’alito della Verità, e annuncia alla mente e al cuore della nostra Chiesa diocesana, come alle Sette Chiese dell’Apocalisse, le conferme e le smentite, le lodi e i biasimi, le ombre del peccato e la luce della grazia, le cadute e le vittorie, ma soprattutto la certezza che il Signore Risorto non abbandona mai la sua Comunità, impegnata nelle contraddizioni e nei tormenti della storia con l’audacia della sua coerente testimonianza”. 134 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 135 PREfAzIONE* L’Archivio storico è lo scrigno della ricca e preziosa vita di una Diocesi. Oltre che testimonianza viva della fede e delle opere che nel corso dei secoli hanno caratterizzato e illuminato i percorsi della Chiesa diocesana, l’Archivio è fonte di conoscenza e di comprensione di vicende e problemi che, avendo la loro radice nel passato, si ripercuotono tuttora sulla vita delle nostre comunità cristiane. L’Archivio Diocesano è per sua natura strumento e memoria dell’attività dei Vescovi e della loro Curia, e col tempo, diviene un bene culturale. Esso rappresenta la collezione documentaria più significativa. All’Archivio diocesano è affidato il compito primario di salvaguardare e promuovere la cura e lo studio del patrimonio storico-documentario della diocesi. In particolare di conservare e rendere accessibili i fondi antichi, e offrire la necessaria assistenza agli studiosi, ai ricercatori, e all’ampio pubblico interessato alla ricerca storica e archivistica, per la consultazione del materiale inventariato. L’auspicio, a suo tempo espresso, di poter disporre, dopo le pubblicazioni riguardanti l’Inventario della Biblioteca e l’Inventario dell’Archivio del Monastero di Santa Chiara di Sora, anche dell’Inventario dell’Archivio storico diocesano, diventa finalmente realtà, grazie alla tenace applicazione della professoressa Giovanna Coppola, che con diuturna passione di studiosa, si è dedicata all’intelligente ricostruzione e riordino di un ingente materiale riguardante il tessuto storico, culturale e religioso plurisecolare del nostro territorio. Con la presente pubblicazione è possibile mettere a disposizione dei ricercatori la consultazione di un vasto materiale di eccezionale portata e interesse contenutistico. E’ mio vivo desiderio che questo lavoro possa incentivare e coordinare anche il riordino degli archivi parrocchiali, spesso depositari di interessanti elementi materici. Il lavoro di riordinamento e di inventariazione operato dalla professoressa Coppola, è stato certamente molto complesso, reso difficoltoso dalle molteplici dispersioni dovute, come scrive la stessa autrice del presente lavoro, ad eventi calamitosi e a sottrazioni che l’Archivio ha subito nel corso dei secoli. Oltretutto, i precedenti tentativi di riordino non solo non sono stati eseguiti in modo appropriato, ma hanno creato purtroppo ulteriori elementi di confusione. Che il lavoro della professoressa Coppola sia un’intelligente operazione culturale è facilmente rilevabile dalla mole dei dati, riordinati con pazienza certosina, raccolti nelle quattro sezioni, indicate come Archivio della Diocesi di Sora, Archivio della Diocesi di Aquino, Archivio della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, Archivi aggregati. Prefazione al Volume “Archivio storico della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo. Inventario 1505-2001.”- Vol. I, a cura di Giovanna Coppola, Sora 2014. 135 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 136 Il riordino dell’Archivio diocesano permette una rilettura documentata della storia della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo. A. Manzoni nell’Introduzione ai Promessi Sposi scrive che “l’Historia si può veramente definire una guerra illustre contro il tempo, perché togliendoli di mano gl’ anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia”. Per questo la storia possiamo considerarla come realtà viva e dinamica. In effetti, dalle fonti archivistiche ogni ricercatore attinge il patrimonio del passato, dal quale emerge la composizione progressiva del volto di una Chiesa che è in grado di rileggere e interpretare gli eventi dai quali far riemergere la propria particolare identità. Mentre esprimo la più viva gratitudine alla professoressa Coppola, rivolgo ai lettori l’invito a non lasciarsi ingannare dall’apparente aridità del lavoro scientificamente elaborato, ma di entrare, attraverso i riferimenti archivistici, nella complessità dei dati e dei fatti che costituiscono la viva e vivace evoluzione socio-religiosa dell’intero territorio. X Gerardo Antonazzo Vescovo 136 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 137 AgENDA PASTORALE 137 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 138 138 138 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 139 AgENDA PASTORALE DEL VESCOVO gENNAIO 1 11.00 SORA - CATTEDRALE: Pontificale per la Solennità di Maria SS. ma Madre di Dio 2 10.00 CIVITELLA ROVETO: Festa cittadina dello Sport e Convegno dei giovani della Valle Roveto 4 10.30 Consiglio direttivo UNITALSI 5 10,00 VICALVI: S. Messa 6 10,00 PONTECORVO– Concattedrale: Pontificale Epifania del Signore 7 09,30 SORA – Seminario: Ritiro del clero 8 18.30 AQUINO- Suore Missionarie della fede: Celebrazione S. Messa 9 10,00 UDIENZE 10 10,00 SORA- Seminario: Consiglio Presbiterale 11 10,30 UDIENZE 17.00 ARPINO: Conferenza al Convegno Ass. Ex-Alunni del Tulliano 12 10,30 SORA- S. Maria Porta Coeli: S. Messa 15.30 ALVITO: Incontro di preghiera presso l’Oasi mariana Betania 16,00 SORA- Seminario: Scuola di preghiera Adolescenti 17,00 SORA– Cattedrale: S. Messa con i Ministri istituiti 13 10,00 UDIENZE 19.30 Centro pastorale s. Luca: Riunione Consulta Aggregazioni Laicali 14 09.30 SORA- Seminario: Incontro di formazione del Clero 15.00 Incontro di don Paolo Gentili con gli Operatori di pastorale familiare 18,30 Consiglio di amministrazione Istituto diocesano sost. del Clero 15 15,30 PONTECORVO – S. Oliva: S. Messa per festa S. Oliva - Processione 16 10,00 UDIENZE 18.30 ARCE: Incontro con gli Immigrati 17 21.00 SORA- Chiesa S. Spirito: Scuola di preghiera dei Giovani (Zona Nord) 18 10,30 UDIENZE 16,00 Seminario diocesano: Week-end vocazionale 18.30 ISOLA DEL LIRI- Chiesa Evangelica Battista: Incontro ecumenico di preghiera 19 09,00 Ritiro delle Religiose 10.00 ARCE: S. Messa 12.00 S. GIOVANNI INCARICO: Campo di Reparto Zonale – AGESCI 16.00 SORA- Centro pastorale s. Luca: Convegno Giornata Migranti 139 139 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 140 20 10.00 Conferenza episcopale del Lazio 18,00 SORA – Chiesa S. Spirito : S. Messa per festa s. Sebastiano (Polizia Locale) 21 18,00 GAETA: Celebrazione per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 22 11,00 S. VINCENZO V.R. – S. Messa festa patronale 17.00 SORA- s. Domenico: S. Messa per festa di s. Domenico Abate 18.30 SORA- s. Silvestro: S. Messa per festa di s. Domenico Abate 23 10,00 UDIENZE 18.00 SORA- Centro pastorale s. Luca: Consiglio Pastorale Diocesano 24 21.00 CASTROCIELO- Oratorio: Scuola diocesana di preghiera dei Giovani (Zona Sud) 25 10,30 UDIENZE 18.30 SORA -Cattedrale: Celebrazione Ecumenica 26 09.00 SORA- Centro pastorale s. Luca: S. Messa assemblea dell’UNITALSI 11,00 AQUINO – Concattedrale: S. Messa per la Festa della Pace A.C.I 16.00 CIVITELLA ROVETO: Convegno “Giornata della Memoria” 27 10,00 UDIENZE 17.00 SORA- Chiesa di s. Giuliano: S. Messa per la festa di s. Giuliano 28 17.30 BALSORANO- S. Messa – Assemblea parrocchiale 29 16.00 SORA- Parr. S. Giuseppe artigiano: Incontro operatori pastorali 18.30 BROCCOSTELLA- Oratorio: Incontro diocesano operatori liturgici (Zona Nord) 30 10,00 UDIENZE 17.30 ROCCASECCA- Parr. S. Margherita: S. Messa – Assemblea parrocchiale 31 18,30 CASTROCIELO- Oratorio: Incontro diocesano operatori liturgici (Zona Sud) fEbbRAIO 1 2 3 17.00 CARNELLO: S. Messa – Assemblea parrocchiale 10,00 PONTECORVO – S. Messa Santuario Madonna delle Grazie e Visita anziani della Casa di Riposo 17.00 PONTECORVO- Suore Sacro Cuore: Celebrazione della Giornata della Vita e Giornata della Vita consacrata 10,00 UDIENZE 15,30 SORA – Curia Vescovile: Consiglio diocesano AA.EE. 17.30 AQUINO: S. Messa – Assemblea parrocchiale 140 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 141 4 7 8 9 10 11 12 13 15 16 20 21 22 23 24 27 141 10,00 SORA – Seminario: Ritiro del Clero 09.30 SORA – Cento pastorale s. Luca: Consiglio Episcopale 10.15 Continua Consiglio Episcopale e Uffici pastorali diocesani 17.00 SORA – Cattedrale: S. Messa – Assemblea parrocchiale 10,30 UDIENZE 17.00 CASTROCIELO: S. Messa e Assemblea parrocchiale - Inaugurazione Mostra 10.00 Preghiera di apertura Assemblea diocesana Azione Cattolica 11.00 CASTELLIRI: S. Messa 17.00 SORA- Istituto Teologico: Commissione diocesana missionaria 10,00 UDIENZE 18.30 PONTECORVO- Parr. s. Nicola: Convegno sulla Venerabile Suor Teresina Zonfrilli 10,00 BROCCOSTELLA : Formazione preti giovani 18.00 SORA-s. Restituta: Celebrazione s. Messa per la Giornata del malato 10.00 ROMA- Vicariato: Commissione Regionale Ecumenismo 17.30 ALVITO: S. Messa - Assemblea parrocchiale (Comunità parrocchiali di Alvito, Castello e s. Onofrio) 10,00 SORA- Istituto professionale (IPSIA): S. Messa e incontro con gli studenti 10,00 UDIENZE 10,00 VILLA S. LUCIA : S. Messa 11,30 PIUMAROLA: S. Messa 16,00 SORA- Seminario: Scuola di preghiera adolescenti 10,00 UDIENZE 19,00 SORA- Seminario: Incontro Centro diocesano Vocazioni 10,00 SORA- Episcopio: Incontro con il Prefetto di Frosinone 11,15 SORA- Incontro con gli studenti dell’Istituto superiore “Einaudi” 18,00 SORA- Chiesa S. Spirito: S. Messa per i Sette Venerdì dell’Addolorata 21,00 Scuola di preghiera dei giovani (Sora e Castrocielo) 10,30 UDIENZE 11,30 SORA- Biblioteca comunale: Incontro Culturale 17,30 CASALATTICO: S. Messa e Assemblea parrocchiale 11,00 ESPERIA – Parr. S. Maria Magg.: S. Messa per 50° sacerdozio P. Bruno Palazzo 17,00 PONTECORVO- Concattedrale: S. Messa per festa s. Bernardino 10,00 UDIENZE 10,00 UDIENZE 11.15 SORA - Liceo Scientifico: Incontro con gli studenti Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 142 18.00 SORA- PP. Passionisti: S. Messa per la festa di s. Gabriele dell’Addolorata 28 09.30 SORA- Seminario: Ritiro del Clero 18.00 ARPINO- Chiesa s. Michele: Incontro Operatori pastorali per la Quaresima MARzO 1 2 3 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 19.00 ROMA- Seminario Romano: Celebrazione Vespro Festa della Madonna della Fiducia 9.30 S. VINCENZO SUP. – S. Messa e Assemblea parrocchiale 16.30 POSTA FIBRENO – Vespri e Assemblea parrocchiale 10.00 UDIENZE 11.15 SORA – Incontro con gli studenti del Liceo “C. Baronio” SORA – Cattedrale: S. Messa per l’inizio della Quaresima 10.00 UDIENZE 16.30 SORA- Istituto s. Tommaso: Conferenza stampa per celebrazioni in onore di s. Tommaso d’Aquino 10.00 ROCCASECCA :S. Messa per festa s. Tommaso con Card. Elio Sgreccia 17.30 AQUINO :S. Messa per festa s. Tommaso con Card. Elio Sgreccia 10.30 UDIENZE 15.30 AQUINO: Premio s. Tommaso 09,45 CASTRONOVO: S Messa 11,00 RENDINARA : S. Messa 16,00 SORA- Centro pastorale s. Luca: Conferenza sui nuovi media (ACI) 20,00 S. VINCENZO V.R.: Incontro coppie itinerario zonale preparazione matrimonio 10,00 UDIENZE 18,00 ISOLA DEL LIRI- Chiesa S. Carlo: I° Seminario Teologico Pastorale 09,30 SORA- Seminario: Incontro di Formazione del Clero 18,00 ISOLA DEL LIRI- Chiesa S. Carlo: I° Seminario Teologico Pastorale 10,00 ROMA- Vicariato: Commissione Regionale Ecumenismo e Dialogo 18,00 ISOLA DEL LIRI- Chiesa s. Carlo: I° Seminario Teologico Pastorale 10,00 UDIENZE 18.00 MORINO: S. Messa e Assemblea parrocchie di Morino e Grancia 21,00 SORA e ROCCASECCA: Scuola di preghiera dei Giovani 142 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 143 15 10,30 UDIENZE 16,00 SORA- Seminario: Week-end vocazionale 17,30 ROCCASECCA: Premio s. Tommaso a mons. Lorenzo Chiarinelli 16 09,00 ISOLA DEL LIRI- Ritiro delle Religiose 11,00 CARNELLO: S. Messa 18,00 CIVITELLA ROVETO: S. Messa per inizio Settimana Vocazionale della Valle Roveto; Assemblea parrocchiale 17 10,00 UDIENZE 18.30 PESCOCANALE: S. Messa e Assemblea parrocchiale 18 10,00 SORA- Episcopio: Collegio dei Consultori 11,30 SORA- Episcopio :Consiglio Episcopale 18,00 S. GIOVANNI VECCHIO: S. Messa e Assemblea parrocchiale 20,30 RIDOTTI: S. Messa e Assemblea parrocchiale 19 15,30 CARNELLO – Suore Operaie di Gesù – S. Messa per festa s. Giuseppe 18,30 CASTELLIRI – Chiesa di s. Maria Salome: S. Messa per festa s. Giuseppe 20 ROMA- Sacrofano: Convegno Regionale sull’Ecumenismo: “La risposta cristiana alla violenza” 21 17,00 CIVITA D’ANTINO: S. Messa e Assemblea parrocchiale 18,30 S. RESTITUTA- LE ROSCE: S. Messa e Assemblea parrocchiale 22 10,30 UDIENZE 18,00 ARPINO- Presentazione libro: “Chiesa s. Maria di Civita” 23 10,15 CANISTRO Inf.: Assemblea interparrocchiale (Canistro Sup. e Canistro Inf.) 11,15 CANISTRO Sup.: S. Messa interparrocchiale (Canistro Sup. e Canistro Inf.) 16,00 SORA- Seminario : Scuola di preghiera degli adolescenti 18,30 ARCE: Incontro Fidanzati dell’Itinerario formativo prematrimoniale 24 - 29 Il Vescovo è in viaggio missionario in Burundi, nella diocesi di Rutana. APRILE 1 2 3 4 143 09.30 SORA- Seminario: Ritiro del Clero 18,00 S. GIOVANNI INCARICO: S. Messa e Assemblea parrocchiale 18,30 SORA- Centro pastorale s. Luca:: Equipe diocesana di Pastorale familiare 10,00 UDIENZE 18,00 S. VINCENZO NUOVO: S. Messa e Assemblea parrocchiale 18.30 SORA- Centro pastorale s. Luca: Presidenza del CPD e Presidenza CDAL Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 144 21,00 SORA- Pastorale Giovanile – VIA CRUCIS DEI GIOVANI 5 10,30 UDIENZE 18,00 Centro pastorale s. Luca : Consiglio diocesano dell’ACI 6 09,45 SORA- Chiesa del Buon Consiglio: S. Messa 11,00 FONTANA LIRI INF.: S. Messa 16.00 SORA – Seminario: Scuola di preghiera adolescenti 16,30 COLLECARINO – S. Messa e Assemblea parrocchiale 19,00 POSTA FIBRENO: Adorazione Eucaristica–Inizio missione popolare 7 10,00 UDIENZE 18,30 SORA- Centro pastorale: s. Luca : Equipe preparazione Convegno Firenze 8 09,30 CANISTRO INF. : Incontro formazione preti giovani 18,00 SORA: Consiglio dell’IDSC 9 11,00 CASTELLIRI – “Pasqua degli operai” presso fabbrica CEA 10 10,00 UDIENZE 11 11,00 SORA- S. Restituta: “Pasqua “ per i militari Interforze 18,30 CIVITELLA ROVETO – Incontro dei Sindaci e dei Parroci della Valle Roveto 21.00 SORA E ROCCASECCA: Scuola di Preghiera dei Giovani 12 17,00 TERELLE- S. Messa per la riapertura della Chiesa madre 13 11,00 SORA – Cattedrale: S. Messa delle Palme 17,00 PONTECORVO – Parr. S. Oliva: S. Messa delle Palme 14 12,00 UDIENZA DEL S. PADRE FRANCESCO AL SEMINARIO REGIONALE DI ANAGNI 18.30 SORA: Confessioni nella chiesa Cattedrale 16 18,00 SORA- Cattedrale: S. Messa Crismale 19.30 Seminario : Cena con tutti i Sacerdoti 17 -21 A Supersano per la morte della sorella Ada 25 17,00 ROCCAVIVI: Cresime 18,30 ROCCA D’ARCE : Cresime 20,30 SORA- Tofaro: Celebrazione del Vespro e incontro con la Comunità 26 10,00 UDIENZE 17,00 MONTE S. GIOVANNI CAMPANO – S. Messa per festa Madonna del Suffragio 27 09,30 PONTECORVO – Concattedrale: Cresime 11,30 CARNELLO : Cresime 17,00 PONTECORVO – SS. ma Annunziata : Cresime 18,30 ROCCASECCA SCALO: Inaugurazione Centro Pastorale “Giovanni Paolo II” 28 10,00 UDIENZE 144 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 145 18,00 SORA-Cattedrale: S. Messa di suffragio per la sorella del Vescovo 19,00 SORA-Seminario: Incontro di formazione dei preti giovani 29 09,30 CONFERENZA EPISCOPALE LAZIALE 18,30 ARPINO- Chiesa di s. Michele: Introduzione al Tempo pasquale 30 18,00 POSTA FIBRENO: S. Messa per la riapertura del Santuario “Madonna della Vittoria” MAggIO 1 06,30 SORA- Santuario Madonna delle Grazie: S. Messa 11,00 SANTUARIO DI CANNETO: S. Messa solenne 2 - 4 Pellegrinaggio Diocesano dell’UNITALSI a Lourdes 5 10,00 UDIENZE 18,30 Centro pastorale s. Luca: Consulta Ufficio Evangelizzazione e Catechesi 6 09,30 SORA – Seminario: Ritiro del clero 18,00 ISOLA DEL LIRI – S. Messa per riapertura chiesa s. Antonio 7 20,30 SORA- Seminario: Comitato diocesano per la Peregrinatio mariana 8 10,00 UDIENZE 18,30 BROCCOSTELLA: S. Messa festa s. Michele – Processione 9 15,30 AQUINO- Chiesa della Libera: Convegno Geriatria 10 10,00 Incontro con i Commercialisti della diocesi 17,00 ASCOLI PICENO: Inizio ministero episcopale di mons. G. D’Ercole 11 08,00 PONTECORVO –: S. Messa per festa s. Giovanni Battista 10,30 PICO – Parr. S. Antonino – Cresime 18,00 SORA- Cattedrale: Celebrazione per la benedizione di due monache benedettine del Monastero di Arpino 12 10,00 UDIENZE 18,00 SORA- Centro pastorale s. Luca: Comitato per il Convegno di Firenze 13 09,00 SORA – Seminario: Incontro di formazione del Clero - Firma del documento di Cooperazione missionaria con la diocesi di Rutana (Burundi) 17,00 ROMA-Basilica s. Giovanni in Laterano: S. Messa per il 25° di episcopato e 50° di sacerdozio del card. A. Vallini 15 10,00 UDIENZE 20,00 ZONE PASTORALI: Incontro dell’Equipe del Seminario Regionale di Anagni per le Missioni popolari 16 17,30 PESCOCANALE: Benedizione della Croce dei Giovani 21,00 SORA E ROCCASECCA: Scuola diocesana di preghiera dei Giovani 17 17,00 SORA – Parr. S. Restituta : Cresime 19,00 BROCCOSTELLA – Parr. S. Maria della Stella : Cresime 145 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 146 20,30 SORA- Centro pastorale s. Luca: Incontro diocesano dei fidanzati degli Itinerari di preparazione al matrimonio 18 09,00 S. DONATO V.C. – Parr. S. Maria e S. Marcello :Cresime 11,00 MORINO – Parr. S. Maria : Cresime 18,00 ARCE – Parr. Ss. Pietro e Paolo: Cresime 19 10,00 UDIENZE 17,00 ROMA: Inizio dell’Assemblea generale della CEI 19-22 Roma – Assemblea Generale della CEI 23 14,00 SORA- Ospedale: Convegno di Nefrologia 15,30 SORA- Curia: Consiglio diocesano affari economici 20,00 AQUINO- Chiesa Madonna della Libera: Ordinazione Diaconale di Tomas Jerez 24 18,30 SORA – Par. s. Bartolomeo: Cresime 25 SORA – Giornata Diocesana Ministranti 11,00 SORA – Parr. s. Domenico :Cresime 17,00 CASTROCIELO: Incontro con la Protezione Civile 19,00 PIEDIMONTE S. GERMANO Sup. Parr. S. Maria Assunta: Cresime 26 10,00 UDIENZE 20,00 SORA -Chiesa s. Restituta: Vespri per festa s. Restituta - Processione 27 11,00 SORA -Chiesa s. Restituta: Pontificale per festa s. Restituta 28 18,30 ALVITO – Chiesa s. Rocco :S. Messa per il 40° ordinaz. d. Alberto Mariani 29 10,00 UDIENZE 18,30 PONTECORVO: S. Messa Suore Sacro Cuore 30 18,00 ESPERIA: Parr. S. Maria Maggiore e s. Filippo Neri: S. Messa per festa S. Clino 31 10,30 UDIENZE 18,00 FONTECHIARI - Parr. Ss. Giovanni B. e Ev.: Cresime 21,00 SORA- Parr. s. Restituta: Fiaccolata per la chiusura mese di maggio 146 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 147 ATTI DEGLI UFFICI ORGANISMI E CENTRI PASTORALI 147 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 148 148 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 149 IL VICARIO GENERALE Prot. n. 5/14 Ai Direttori e responsabili degli Uffici e Organismi diocesani LORO SEDI La comunicazione e la circolarità delle idee e proposte pastorali è una condizione preliminare e uno dei requisiti necessari perché l’operato dei singoli uffici sia improntato alla collegialità e alla corresponsabilità. Invito i Direttori e responsabili degli Uffici e Organismi diocesani a tener conto delle seguenti indicazioni: Le Lettere con cui un Ufficio o Organismo diocesano comunica le proprie iniziative, siano mandate sempre per conoscenza (p.c.) al Vescovo e al Vicario Generale; Le iniziative che abbracciano più Uffici è necessario che siano programmate preventivamente con il Vescovo. Le Lettere con cui si porta a conoscenza di tali iniziative, siano mandate sempre per conoscenza (p. c.) al Vescovo e al Vicario Generale. Nello spirito di fraterna condivisione del compito ecclesiale affidatoci, saluto con tanta cordialità. Sora, 11 gennaio 2014 Il Moderatore della Curia diocesana Mons. Antonio Lecce 149 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 150 UFFICIO DEL VICARIO GENERALE Prot. n. 143/14 Ai Rev. mi Parroci, Sacerdoti e Diaconi, Ai membri del Consiglio Pastorale Diocesano, Ai membri della Consulta Diocesana aggregazioni laicali, Ai consiglieri dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero, Alle comunità religiose, Alle comunità parrocchiali, Alle associazioni, gruppi, movimenti ecclesiali, LORO SEDI OGGETTO: S. Messa crismale - Chiesa Cattedrale di Sora 16 aprile 2014 - Ore 18.00 “Epifania della Chiesa, corpo di Cristo”: questa è la fisionomia delineata dalla liturgia della S. Messa crismale rinnovata dal Concilio Vaticano II. In essa il Corpo di Cristo, organicamente strutturato nei vari ministeri e carismi, esprime i doni nuziali di Cristo alla sua sposa pellegrina nel mondo. E’ perciò con grande gioia ed esultanza nello Spirito che rivolgo alla Chiesa di Dio che vive in Sora-Aquino-Pontecorvo l’invito a convenire in unum nella Chiesa Cattedrale di Sora mercoledì 16 aprile, alle ore 18.00. Per il nostro Vescovo sarà la prima volta che presiederà la solenne concelebrazione con tutti i presbiteri e il santo popolo che Dio ha affidato al suo cuore di Pastore e Padre. La celebrazione, infatti, si pone tra l’anniversario della Ordinazione episcopale (8 aprile) e l’anniversario dell’inizio del suo ministero episcopale (21 aprile). La rinnovazione delle promesse sacerdotali nelle sue mani e la corale partecipazione dei fedeli esprimeranno mirabilmente l’unità del sacerdozio ministeriale all’interno del popolo sacerdotale, profetico e regale. L’invito è particolarmente rivolto ai membri degli Organismi collegiali di partecipazione : Consiglio Pastorale Diocesano, Consulta Diocesana delle aggregazioni laicali, Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. Sono invitati a partecipare anche i giovani dai 16 anni in su, impegnati nell’itinerario di preparazione al Sacramento della Confermazione. 150 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 151 In attesa di incontrarvi per la festa di Cristo “Sommo Sacerdote dei beni futuri”, vi saluto con tanta cordialità. Sora, 25 marzo 2014 Il Vicario Generale (Mons. Antonio Lecce) P.S.: Al termine della Celebrazione il Vescovo consegnerà le ampolle degli Oli consacrati ai Vicari delle Zone pastorali. Nella mattinata del Giovedì Santo i Parroci provvederanno a ritirare dalla Chiesa-Madre dei Vicari gli Oli per l’accoglienza, da parte delle comunità, nella Messa vespertina della Cena del Signore. 151 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 152 SERVIZIO PER LA PROMOZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA Prot. n. 160/14 - Rev. mi Parroci; - Incaricati per la Promozione del sostegno economico alla Chiesa; - Sigg. Commercialisti e Consulenti del lavoro; - Mons. Donato Piacentini, Presidente I. D. S. C.; - Prof. Claudio Basile, Economo Diocesano; e, p.c., - S. E. Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo Diocesano; OGGETTO: incontro promozionale 10.05.2014 Ogni anno, per la prima Domenica di maggio, la C.E.1. rivolge un pressante invito alle comunità sparse sul territorio nazionale per il reperimento delle risorse necessarie alle molteplici attività della Chiesa Cattolica in Italia. Quest’anno il 4 maggio è la Domenica della XXV giornata Nazionale di sensibilizzazione dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Diventa sempre più difficile, infatti, mettere in atto in modo efficace una rete di informazione e assistenza nella compilazione dei Modelli, specialmente i CUD dei pensionati. Per meglio indirizzare e coordinare l’opera di sensibilizzazione nella nostra Diocesi, sono convocati i responsabili dell’azione promozionale ad un incontro per sabato 10.05.2014, alle ore 10.00, presso la Sala Mons. Facchini del Centro Pastorale S. Luca in Sora. Sora, 12 aprile 2014 Il Vicario Generale (Mons. Antonio Lecce) 152 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 153 IL VICARIO GENERALE Comunicato stampa All’alba di oggi,17 aprile, la diletta sorella del nostro Vescovo Gerardo è stata chiamata all’abbraccio del Padre nella celeste Gerusalemme. La cara esistenza di Addolorata, affettuosamente chiamata Ada, segnata sempre dalla sofferenza e dal dolore, ora viene affidata a Cristo Buon Pastore, che la porta sulle spalle ai pascoli della vita eterna. Il rito di commiato avverrà domani mattina 18 aprile presso la Chiesa-madre di Supersano (LE), in attesa della liturgia pasquale della Resurrezione. La comunità diocesana, unitamente alle istituzioni civili e militari, fa sentire la vicinanza affettuosa e orante al Vescovo Gerardo, perché sia forte la sua fede nella resurrezione e il suo dolore sia confortato dalla solidarietà e dall’amicizia dell’intera popolazione. Appena possibile, la comunità diocesana farà memoria di Ada con la celebrazione dell’Eucaristia presso la Cattedrale di Sora. Sora, 17 aprile 2014 Il Vicario Generale Mons. Antonio Lecce 153 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 154 gIUbILEI SACERDOTALI 65° Don Giovanni Di Costanzo, Diocesano ordinato il 14.08.1949 50° P. Bruno Palazzo, Trinitario ordinato il 22.02.1964 50° Don Antonio Ricci, Diocesano ordinato il 05.07.1964 25° P. Sante Bianchi, Cistercense ordinato il 14.05.1989 25° Don Domenico Buffone, Diocesano ordinato il 20.05.1989 25° Don Natalino Manna, Diocesano ordinato il 20.05.1989 25° Don Xavier Jean Ignace Razanadahy, Diocesano ordinato il 16.07.1989 25° Don Nicola Tocci, Diocesano ordinato il 02.09.1989 154 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 155 VERBALI DEL CONSIGLIO DEI VICARI I – 7 febbraio Il giorno 7 febbraio 2014, alle ore 09.30, presso il Centro San Luca, sotto la presidenza di S.E. Mons. Gerardo Antonazzo, il Vicario Generale, i Vicari di Zona ed i direttori degli uffici si sono incontrati in Consiglio: Mons. Antonio Lecce, Mons. Alfredo Di Stefano, Mons. Giandomenico Valente. Don Antonio Di Lorenzo, Don Natalino Manna, Don Torna Akuino Teofilo, Don Alexander Moreno, il Rettore del Santuario di Canneto Don Antonio Molle, il Rettore del Seminario Don Giovanni De Ciantis, il Direttore dell’Ufficio Evangelizzazione e Catechesi Don Mario Zeverini. Dopo il saluto ed il ringraziamento di sua Eccellenza Mons. Gerardo Antonazzo, si è aperta la discussione, arrivando alle seguenti conclusioni: 1 . Missione popolare. Una premessa fondamentale nella programmazione è quella di avere una visione d’insieme, ben articolata, in modo che sia un vero sviluppo del cammino pastorale diocesano, e come ogni programma che si prepara o che si realizza, si rende sempre necessario verificare l’azione durante il percorso e, se necessario, rilanciarla. Come si è già deciso, entro il mese di settembre, si terrà la missione popolare guidata dal seminario di Anagni, la missione durerà otto giorni. Alla fine della missione inizia il pellegrinaggio con l’Immagine della Madonna di Canneto. Il primo passo della missione è la costituzione di un comitato che prepara, accompagna e guida sia la missione che il pellegrinaggio. Questo gruppo è formato da: Vescovo, Vicario Generale, Don Giovanni De Ciantis, Don Antonio Molle, Don Giandomenico Valente, Don Silvano Casciotti, Michelangelo Restaino, Maria Luisa Rosati, Antonietta Greco, Mauro Natalia. Durante la settimana della missione, nelle mattine, i seminaristi visiteranno le scuole superiori, poi, nelle zone, seguirà uno schema di missione, che partendo da una parrocchia referente andrà verso le periferie. 2. Pellegrinaggio della Madonna di Canneto Il comitato preparerà un calendario con i giorni che sosterrà la Madonna di Canneto in ogni zona. Ogni parrocchia deve preparare l’accoglienza della Madonna nei giorni precedenti, e dopo la partenza continuare facendo altre iniziative. Ogni vicario dovrebbe preparare un programma per la zona tenendo conto del territorio, e lì dove ci sono più parrocchie sceglierne una come referente. Si deve cercare di formare e costituire compagnie della Madonna di Canneto che mantengano vivo il culto e l’amore per il Santuario diocesano. Ricor- 155 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 156 dando che il cammino che fanno le compagnie è anche un’ occasione per l’Evangelizzazione. 3. Settimana vocazionale I vicari devono promuovere nella propria zona la settimana di vocazione, dove la equipe di promozione vocazionale incontri i ragazzi, i giovani, le famiglie. Si faccia una adorazione e si concluda con la celebrazione dell ‘Eucaristia la domenica. 4. Assemblea Zonale Si ricorda che entro il mese di febbraio le zone pastorali sono esortate a tenere una prima valutazione ed un confronto sul progetto pastorale diocesano. Per la fine del mese di febbraio si deve consegnare al vescovo una relazione. 6. Seminario teologico pastorale Nei giorni 10-11-12 marzo si terrà il seminario teologico pastorale sul tema: “Secondo annuncio nell’età adulta per risvegliare la fede”. Il seminario sarà tenuto da Fra Enzo Biemmi, esperto della catechesi agli adulti. L’obiettivo è formare gli operatori per la missione, poi, si potrebbe formare nelle zone pastorali, un gruppo di laici, che dopo una formazione, comincino a fare attività missionaria nelle parrocchie. 7. Convegno di giugno I giorni 18-19-20 giugno si terrà il convegno diocesano, che avrà come tema “Educare alla vita”. Si è pensato ad avere un unico relatore che segua un filo logico, e sviluppi la dimensione vocazionale della vita.. 8. Esercizi Spirituali Nel mese di novembre, dal 9 al 14, si terranno gli esercizi spirituali per il clero. Si è proposto di invitare a tenerli Mons. Marco Frisina. 9. Uffici Pastorali Tutti gli uffici, (Pastorale giovanile, pastorale famigliare, pastorale liturgica, pastorale dell’Evangelizzazione, pastorale vocazionale, pastorale della carità), hanno presentato il lavoro fatto e le iniziative per la prossima quaresima e Pasqua, per fare un coordinamento e rendere più efficaci le attività. I rispettivi calendari saranno dati a Mons. Vescovo. Si è tenuto un confronto sulle iniziative per avere una visione d’insieme, come calendario ma anche come contenuti, per evitare sovrapposizioni e doppioni. . Alle ore 12.25 si è concluso l’incontro. Don Alexander Moreno Segretario 156 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 157 II - 18 marzo 2014 Il giorno 18 marzo 2014, alle ore 11.30, presso l’episcopio, sotto la presidenza di S.E. Mons. Gerardo Antonazzo, il Vicario Generale, i Vicari di Zona ed i direttori degli uffici si sono incontrati in Consiglio: Mons. Antonio Lecce, Mons. Alfredo Di Stefano, Mons. Giandomenico Valente, Don Antonio Di Lorenzo, Don Natalino Manna, Don Torna Akuino Teofilo, Don Alexander Moreno. Dopo il saluto ed il ringraziamento di sua Eccellenza Mons. Gerardo Antonazzo, si è aperta la discussione, arrivando alle seguenti conclusioni: 1. Verifica intermedia Nello svolgimento della verifica intermedia nelle zone pastorali, c’è stata una positiva partecipazione che ha permesso un proficuo confronto nella serena condivisione delle esperienze, evidenziando il carattere ecclesiale che lentamente sta crescendo nella mentalità dei fedeli. Qualcuno sottolineava le difficoltà, frutto dallo scoraggiamento di qualche persona, e il sentire di tanti che nulla ancora è cambiato nella pastorale. Inoltre, si faceva presente che sono frequentemente assenti alcuni sacerdoti, mentre altri non informano le comunità delle attività e degli incontri, perdendosi così il contatto con alcune comunità parrocchiali. Si esortava a far capire alle comunità e specialmente ai laici, le prerogative del loro impegno e la testimonianza che sono chiamati a dare, inseriti concretamente nell’itinerario diocesano che deve concretizzarsi nelle iniziative della pastorale ordinaria delle parrocchie. Una grande risorsa sta nel lavoro con il Consiglio Pastorale parrocchiale e zonale, con le aggregazioni laicali, formando i formatori e rendendoli capaci di vivere in stato di missione, attraverso la catechesi dei giovani adulti. È auspicabile che ogni zona pastorale possa formare un gruppo di laici preparati per fare catechesi agli adulti, dato che “una fede che non annunciata è destinata a morire”. A tal fine, l’Ufficio catechistico potrebbe strutturare degli itinerari per formare i formatori. 2. Programmazione dei ritiri del clero per l’anno 2014-2015 Per l’anno pastorale 2014-2015 sarà invitato a tenere i ritiri del clero padre Ottavio De Bertolis, che svilupperà la sua riflessione sul progetto pastorale diocesano “la vita come vocazione”, lettura spirituale e pastorale sulla figura di Pietro. 3. Bozza ipotesi accorpamento parrocchie Ogni vicario episcopale è sollecitato a fare un’ipotesi di accorpamento di parrocchie, per creare una forma di collaborazione interparrocchiale. Parrocchie che 157 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 158 possano fare insieme delle iniziative in tutti i campi della pastorale ordinaria. Questa deve essere una forma d’incoraggiamento dei sacerdoti in modo da non farli sentire soli nelle difficoltà e nelle sfide dei continui cambiamenti. 4. Incontro del Vescovo con le comunità E’ necessario promuovere nelle comunità parrocchiali le assemblee parrocchiali con il Vescovo, dato che questo momento fraterno ha dato dei risultati positivi per il dialogo e per i chiarimenti. 5. Convegno di Firenze Si deve costituire un gruppo di lavoro finalizzato al convegno di Firenze. Il Consiglio di presidenza del Consiglio pastorale diocesano, il Consiglio di presidenza delle aggregazioni laicali si possono costituire come gruppo di lavoro. 6. Missione popolare vocazionale Ci sarà l’incontro con il seminario per concretizzare tutti gli appuntamenti per la missione popolare che avrà luogo dal 21 al 27 settembre 2014 e il cui tema è la “vita come vocazione”. A conclusione della missione inizierà il pellegrinaggio della Madonna di Canneto. Tutti i seminaristi del seminario di Anagni faranno la missione in contemporanea nelle sei zone pastorali della diocesi. 7. Indicazioni per il convegno di giugno Si svolgerà dal 18 al 20 giugno 2014, dalle 18.00 alle 20.00, ad Isola del Liri e i temi che affronterà sono: “Educare alla vita. La vita come vocazione. Vivere è rispondere”. I relatori saranno Mons. Domenico Sigalini, che presenterà ” La Vita come dono”; Suor Pina Del Core, che presenterà “La Vita come scelta, ricerca di senso”; infine Don Giuseppe Roggia, che presenterà “Discernimento – Criteri”. Si propone di invitare gli adolescenti e i giovani, gli operatori pastorali, i genitori, gli insegnanti ed educatori. Alla fine del convegno tutte le Relazioni saranno pubblicate. 8. Elezioni amministrative Si è data lettura del testo preparato dal Vescovo per le prossime elezioni amministrative, che verrà consegnato a tutti i sacerdoti in occasione del ritiro spirituale. Il testo è stato discusso e sono state consigliate al vescovo alcune modifiche, prima di farlo conoscere alle comunità. Alle ore 13,20 si è concluso l’incontro. Don Alexander Moreno Segretario 158 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 159 III – 16 maggio 2014 Il giorno 16 maggio 2014, alle ore 09:30, presso l’Episcopio, sotto la presidenza di S.E. Mons. Gerardo Antonazzo, il Vicario Generale e i Vicari di Zona si sono incontrati in Consiglio: Mons. Antonio Lecce, Mons. Giandomenico Valente, Don Antonio Di Lorenzo, Don Natalino Manna, Don Torna Akuino Teofilo, Don Alexander Moreno, Don Francesco Cancelli rappresentante del Vicario della Zona di Sora, Mons. Alfredo Di Stefano, assente.. Dopo il saluto ed il ringraziamento di sua Eccellenza Mons. Gerardo Antonazzo, si è aperto il dialogo fraterno, nel quale ogni vicario ha esposto quanto fatto nelle zone sull’incontro con i seminaristi e la presentazione della missione nelle zone. Alla fine della discussione si è arrivati alle seguenti conclusioni: 1. Riunioni zonali per la missione La missione dovrebbe essere un nuovo rilancio della vita pastorale, un ravvivare la fede nelle comunità parrocchiali e nella vita della diocesi, ma come ogni progetto può avere dei limiti, per cui non si deve caricare di eccesive aspettative. Attualmente si nota purtroppo una mancata diffusione delle notizie nelle comunità e, la poca conoscenza genera nei fedeli poca partecipazione. Qui, il ruolo del sacerdote diventa fondamentale nella comunità, perché deve formare alla corresponsabilità ed alla comunione, favorendo continuamente occasioni per la comunione. Uno degli obiettivi principali della missione è quello di imprimere nelle comunità l’impronta missionaria e far scorgere in tutti i fedeli il bisogno urgente di vivere in uno stato permanente di missione, per rendersi più vicini a chi è presente e poter raggiunger chi per diverse ragioni si è allontanato dalla vita ecclesiale. Se non ci sarà un cambiamento nelle parrocchie si rischia l’abbandono totale dei fedeli, per cui se qualcosa non cambia è inutile ciò che si fa. La missione ha due obiettivi: far lavorare le persone insieme e rilanciare l’idea dei missionari itineranti. I missionari saranno tutti gli operatori pastorali e il seminario di Anagni sarà di supporto. I laici, però, devono essere formati e qualificati, in grado di poter portare l’annuncio ed aprire un dialogo. Da ricordare che i laici hanno il compito, non facile, di comunicare, prima invitando e dopo continuando la missione, e, se necessario, attivando anche i luoghi non liturgici per raggiungere il più possibile le persone fuori di chiesa. La missione deve portare l’annuncio del valore della vita, della chiamata e della responsabilità davanti a questo dono. I destinatari principali sono i giovani, i quali sono anche la più grande risorsa che va valorizzata e sostenuta. 159 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 160 Uno dei momenti più importanti sono i centri di ascolto, fatti in famiglia, in luoghi strategici che consentano la partecipazione a tutti. 2. Peregrinatio Mariana Una forma di continuità della missione sarà la Peregrinatio Mariana con l’Immagine della Madonna di Canneto. Ogni comunità parrocchiale farà una preparazione nei giorni precedenti l’arrivo e nei giorni che segueno la partenza, senza ridurre il tutto ad un fatto devozionale, ma come momento provvidenziale per approfondire le tematiche della missione. La commissione preparerà il materiale per le diverse attività da svolgersi nei giorni della Peregrinatio. Calendario della Peregrinatio: Zona pastorale Valle Roveto Zona pastorale Sora Zona pastorale Valle del Liri Zona pastorale Pontecorvo Zona pastorale Aquino Cassino Isernia Zona pastorale Valle Comino 28 settembre – 30 ottobre 2014 30 ottobre - 11 dicembre 2014 11 dicembre – 28 gennaio 2015 28 gennaio - 12 marzo 2015 12 marzo - 3 maggio 2015 3 maggio - 3 giugno 2015 3 giugno - 18 giugno 2015 18 giugno - 25 luglio Il 25 luglio ci sarà il rientro della Madonna a Canneto, e parteciperanno tutte le comunità della Diocesi come ringraziamento del dono di grazia della peregrinatio. 3. Scuola di evangelizzazione Per rendere i laici capaci di adempiere all’impegno della missione, dovranno essere formati adeguatamente, fornendo loro l’identità, il contenuto e il metodo. Questa sarà la scuola di Evangelizzazione, che si terrà nella Chiesa San Carlo ad Isola del Liri, nei giorni 1-2, 8-9, 15-16 settembre 2014, dalle ore 19.00 alle ore 20.30. 4. Convegno pastorale di giugno Il convegno affronterà la tematica “Educare alla vita – La vita come vocazione – Vivere è rispondere”. Si sollecita a moltiplicare le energie per invitare a partecipare al convegno soprattutto i giovani, che sono i principali destinatari della riflessione sualla vita, almeno alla prima serata. I relatori saranno: Mons. Domenico Sigalini, Suor Pina Del Core e Don Giuseppe Roggia. 160 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 161 5. Aggiornamento del clero 2014-2015 Seguendo il percorsos già fatto sulla famiglia, e visti i risultati positivi dell’aggiornamento 2014, si continuerà con lo stesso metodo, riflettendo su “L’unità pastorale e la pastorale integrata nella parrocchia e tra parrocchie”, per cominciare ad operare una vera conversione pastorale. I vicari sono stati invitati a presentare al vescovo ipotesi di unità tra parrocchie vicine o quelle guidate dallo stesso parroco. L’obiettivo fondamentale è generare una mentalità di comunione, attraverso azioni comuni, momenti di studio e percorsi pastorale rivolti all’unità e al mutuo sostegno tra parrocchie. Si chiede ai vicari di promuovere tra i presbiteri della zona momenti settimanali di fraternità e di preghiera. L’incontro si è concluso alle ore 11.30. Don Alexander Moreno Segretario 161 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 162 CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO Verbale n. 1 L’anno 2014, il giorno 24 del mese di gennaio, alle ore 18,00, in Sora presso il Centro Pastorale San Luca – sala Mons. Facchini- si è riunito l Consiglio Pastorale Diocesano, convocato da S.E. Mons. Vescovo con nota del 13 gennaio 2014. Sono presenti: 1) S. E. Mons. Vescovo Gerardo Antonazzo 2) Mons. Antonio Lecce – Vicario Generale 3) Mons. Ruggero Martini – Delegato Consulta dei Laici 4) Mons. Alfredo Di Stefano – Direttore Ufficio Liturgico e Vicario Zona Pastorale di Sora 5) Mons. Giandomenico Valente – Vicario Zona Pastorale Aquino 6) Don Natalino Manna – Vicario Zona Pastorale Pontecorvo 7) Don Alexander Moreno Infante – Vicario Zona Pastorale Valle Roveto 8) Don Akuino Teofilo Tomas – Direttore Caritas Diocesana e Vicario Zona Pastorale Valle Comino 9) Don Antonio Di Lorenzo – Vicario Zona Pastorale Valle del Liri 10) Don Mario Zeverini – Direttore Ufficio Evangelizzazione 11) Don Giovanni De Ciantis – Rettore del Seminario 12) Diac. Gianni Urbini – Rappresentante dei Diaconi Permanenti 13) Sr. Caterina Di Antonio – Rappresentante delle Religiose 14) Dr. Maria Luisa Rosati – Presidente Consulta dei Laici 15) Sig. Michelangelo Restaino – Segretario Consulta dei Laici 16) Sig. Antonio Accettola – Presidente A. C. I. e Membro Consulta dei Laici 17) Sig. Anna Lancia – Membro Consulta dei Laici 18) Sig. Barbara Marzilli – Membro Consulta dei Laici 19) Avv. Rino Troiani – Rappresentante laico Zona Pastorale Sora 20) Sig. Bruno Mastronicola - Rappresentante laico Zona Pastorale Aquino 21) Sig. Fernando Secondi - Rappresentante laico Zona Pastorale Pontecorvo 22) Sig. Fabio Sili - Rappresentante laico Zona Pastorale Valle del Liri 23) Sig. Antonina Petitta - Rappresentante laico Zona Pastorale Valle Comino. Risulta assente giustificato: Sig. Giuseppe De Vecchis, rappresentante laico Zona Pastorale Valle Roveto. Dopo la preghiera iniziale, si passa alla discussione dei seguenti punti posti all’ o.d.g.: 1) Statuto e Regolamento del CPD; 2) Composizione del CPD; 3) Composizione del Consiglio di Presidenza; 4) Progetto Pastorale dell’anno: verifica immediata; 5) Meta pastorale anno 2014 2015; 6) Seminario teologico-pastorale: 10-12 marzo 2014; 7) Comunicazione del Presidente. 1) Statuto e Regolamento del CPD S. E. Mons. Vescovo dà lettura di tutti gli articoli che formano lo Statuto del CPD. Sulla base degli interventi e richieste di chiarimenti, vengono suggerite alcune integrazioni che saranno riportate nella stesura ultima dello stesso. 162 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 163 Al termine, lo Statuto viene approvato con le integrazioni proposte. Allo stesso modo viene data lettura del Regolamento sul quale, come per lo Statuto, i membri fanno commenti ed espongono giudizi. Vengono proposte alcune modifiche che verranno riportate nella stesura ultima dello stesso. Al termine il Regolamento viene approvato con le integrazioni proposte. 2) Composizione del CPD Mons. Vescovo illustra la composizione del Consiglio Pastorale Diocesano che, nei suoi componenti, rappresenta tutta la Chiesa locale. Ne fanno parte: il Vescovo, alcuni presbiteri rappresentanti degli Uffici Diocesani, i sei Vicari delle Zone Pastorali, il rappresentante dei Diaconi permanenti, il rappresentante dei Religiosi, la rappresentante delle Religiose, il Consiglio di Presidenza della Consulta dei Laici ed i rappresentanti dei laici impegnati nelle sei Zone pastorali. Mons. Vescovo richiama ai presenti quanto Papa Francesco scrive nella sua Esortazione apostolica “Evangelii gaudium” a proposito dei laici. I laici – afferma chiaramente il Magistero della Chiesa– per loro vocazione, cercano il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio; vivono nel secolo, cioè implicati in tutti e singoli doveri e affari del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale di cui la loro esistenza è come intessuta. Sono da Dio chiamati a contribuire nella vita ecclesiale quasi come fermento e partecipano alla santificazione del mondo mediante l’ esercizio del proprio ufficio e sotto la guida dello Spirito evangelico, manifestando agli altri Cristo principalmente con la testimonianza della stessa loro vita e con il fulgore della propria fede, della loro speranza, della loro carità. “A loro servizio – scrive Papa Francesco – ci sono i ministri ordinati”, i quali li aiutano nella crescita organica del Corpo di Cristo che è la Chiesa. 3) Composizione del Consiglio di Presidenza Ai sensi dell’art. 7 dello Statuto del CPD, il Consiglio di Presidenza è costituito da: il Presidente nella persona del Vescovo, dal Vicario generale, da un Vicario di Zona designato dagli altri Vicari, da due laici designati dall’Assemblea e dal Segretario. Per il Consiglio di Presidenza del CPD, i Vicari di Zona presenti designano don Antonio Di Lorenzo come loro rappresentante; l’Assemblea designa i due laici nelle persone di Accettola Antonio e Rosati Maria Luisa. Mons. Vescovo propone come Segretario il Diacono Gianni Urbini e l’Assemblea approva all’unanimità. Quindi il Consiglio di Presidenza del CPD risulta così composto: 1) S.E. Mons. Vescovo Gerardo Antonazzo 2) Mons. Antonio Lecce – Vicario Generale 3) Don Antonio Di Lorenzo – Vicario di Zona 4) Sig. Antonio Accettola – Rappresentate dei Laici 5) Dr. Maria Luisa Rosati – Rappresentante dei Laici 6) Diac. Gianni Urbini – Segretario. 163 163 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 164 4) Progetto pastorale dell’anno: verifica immediata Mons. Vescovo propone che, entro la metà del prossimo mese di febbraio, ciascuna parrocchia faccia una verifica sull’andamento e sull’attuazione del progetto pastorale per l’anno in corso “La tua fede ti ha salvato”, consegnato alla Chiesa locale nel settembre 2013. Gli impegni e le priorità che ciascuna parrocchia avrebbe dovuto assumere per la trasmissione della fede riguardano in primo luogo la Liturgia. Occorre verificare in parrocchia se intorno ai segni della liturgia e alle modalità con le quali essa si rappresenta ci sia stato un aggiornamento e un miglioramento tanto da indurre il popolo di Dio ad incontrare il proprio Signore in modo più consapevole, senza, però, degenerare nella spettacolarità, nel moltiplicare le celebrazioni e le attività di culto, ma promuovendo una vera educazione alla fede e, conseguentemente, al cambiamento di vita. Sul tema della catechesi per i ragazzi, sono intervenuti molti membri del Consiglio per ribadire che educare i ragazzi alla fede sia la missione pastorale che la Chiesa attua in vari modi. E’ necessario, quindi, strutturare il percorso della catechesi secondo questo progetto in modo da essere recepito dai bambini delle elementari, dai ragazzi delle Medie e dai giovanissimi degli Istituti superiori con metodo e continuità, anche per evitare quei tempi vuoti tra un sacramento e l’altro che vanifica tutto il cammino educativo. Circa la preparazione dei genitori che chiedono il Sacramento del Battesimo per i propri figli, il Vescovo ha riferito quanto è stato messo in atto in alcune comunità parrocchiali. La nascita di un figlio è un evento meraviglioso, ma ciò che Dio sta per fare in lui con il Battesimo è qualcosa di ancora più prodigioso: Egli vuole che il bambino nasca alla vita divina. Nato come figlio degli uomini, egli diventa, con il Battesimo, figlio di Dio che ha donato alla creatura la vita attraverso i genitori e, con il Sacramento, vuole donargli la fede. E’ con il Battesimo che i nostri bambini entrano a far parte della Chiesa; è nel Battesimo che si fa di lui un cristiano; è nella Chiesa, fatta di persone vive, che Gesù è presente e fa sorgere una umanità nuova, santa, fraterna, portatrice di Dio nel mondo. I catechisti incontrano i genitori e, possibilmente, i padrini e le madrine, al fine di prepararsi, insieme, adeguatamente al Sacramento, per poter partecipare attivamente e responsabilmente all’evento, assumendo, davanti a Dio e alla sua Chiesa, gli impegni derivanti dalla fede e dalla missione di educatori. Gli itinerari di preparazione al Sacramento del Matrimonio nelle nostre comunità sono una realtà ampiamente diffusa e coralmente accettata. Pur nella loro brevità essi devono essere un vero itinerario di fede, che abbia al centro il progetto che Dio ha sulla coppia, la sua Parola, la preghiera, accanto a momenti di riflessione e di confronto sul rapporto uomo-donna, sul rapporto personale e di coppia con Dio, sul senso dell’amore coniugale, sulla maternità e paternità responsabile, sui diritti e doveri dei coniugi. Non va trascurata, laddove è ne- 164 164 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 165 cessaria, la rieducazione alla vita liturgica e sacramentale intrecciata a concrete esperienze di carità. Buoni passi in avanti si vanno compiendo nell’ambito della pastorale giovanile, la cui “nuova creatura” è la Scuola di preghiera per i giovani, che si terrà a cadenza mensile, da gennaio a maggio, il venerdì sera, per la zona nord a Sora, presso la chiesa di S. Spirito e per la zona sud a Castrocielo nella chiesa Madonna di Loreto. Nel campo vocazionale è stato programmato un week end per ragazzi delle scuole medie ed uno per giovani delle scuole superiori, non solo per vedere quanti vogliono diventare preti ma – come ha scritto uno di loro – per costruire la propria vita da buoni cristiani ed onesti cittadini. Un cammino vocazionale, quindi, non solo indirizzato al sacerdozio, ma a qualsiasi altra scelta di vita che renda felici e responsabili. Ciascuna parrocchia è sollecitata a convocare il Consiglio Pastorale Parrocchiale per riflettere insieme sul Progetto pastorale diocesano, evidenziando quanto è riuscita a realizzare senza nascondere le difficoltà incontrate, riconoscente verso quelle persone che si sono attivate per attuare e portare a termine una parte del Progetto. Tra i prossimi impegni diocesani, sono previsti due incontri di formazione per gli animatori della liturgia e per i referenti delle Scholae cantorum, mercoledì 29 gennaio a Broccostella per le Zone pastorali di Sora, Valle di Comino, Valle Roveto e Valle del Liri e venerdì 31 gennaio a Castrocielo per le Zone di Aquino e Pontecorvo. 5) Comunicazioni del Presidente Mons. Vescovo riferisce che dal 18 al 20 giugno si terrà il Convegno Pastorale diocesano per progettare il nuovo anno pastorale 2014/2015 sul tema: “Educare alla vita. Vivere è rispondere”. Sono seguiti vari interventi a proposito. Mons. Vescovo riferisce, infine, che dal 10 al 12 marzo 2014 nella Chiesa di San Carlo in Isola del Liri si svolgerà il I° Seminario di riflessione e studio, sul tema “Secondo annuncio: il risveglio della fede nell’età adulta”. Le riflessioni saranno guidate da fra Enzo Biemmi. Terminata la trattazione degli argomenti posti all’o.d.g., la seduta viene sciolta alle ore 20,00. Diac. Gianni Urbini Segretario X Gerardo Antonazzo Vescovo 165 165 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 166 ATTIVITÀ DEL SEMINARIO DIOCESANO 1. SCUOLA DI PREGHIERA (1 volta al mese) Una proposta che ha visto coinvolti adolescenti e alcuni giovani che una domenica pomeriggio al mese si sono ritrovati in Seminario per vivere un momento di comunione, fraternità e preghiera. In equipe educativa sono stati coinvolti il Seminario, il Centro Diocesano Vocazioni, la Pastorale Giovanile, l’Azione Cattolica, l’Agesci e il gruppo giovani della parrocchia dell’Immacolata Concezione di Isola del Liri. Si sono offerti ai ragazzi gli strumenti necessari per vivere concretamente un tempo - personale e comunitario - di discernimento e di raccoglimento in un’età in cui essi sono particolarmente “sensibili” all’orientamento da dare alla propria vita a partire dall’ascolto della Parola di Dio e dalla possibilità di accostarsi all’accompagnamento spirituale. 2. ADORAZIONE EUCARISTICA CON PIE ZELATRICI “La preghiera costante e profonda fa crescere la fede della comunità cristiana, nella certezza sempre rinnovata che Dio mai abbandona il suo popolo e che lo sostiene suscitando vocazioni speciali, al sacerdozio e alla vita consacrata, perché siano segni di speranza per il mondo” (Benedetto XVI, Messaggio 50a Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni). Prendendo a riferimento questo pensiero le Zelatrici del Seminario hanno collaborato alla formazione delle vocazioni al sacerdozio sostenendo spiritualmente ed economicamente l’attività del Seminario. Buona parte dell’attività è avvenuta nel silenzio e nella quotidianità della vita di parrocchia. Il corposo gruppo si è riunito in Seminario una volta al mese per vivere dei momenti di adorazione e di preghiera. 3. WEEK-END VOCAZIONALI È stata una proposta che ha visto la partecipazione di ragazzi e giovani che si sono posti l’interrogativo vocazionale e stanno discernendo il progetto di Dio sulla propria vita. Sono divenuti Amici del Seminario. Nella condivisione del tempo, della preghiera, di attività di discernimento e giochi, abbiamo vissuto un’esperienza di confronto e crescita umana e spirituale. 4. GRUPPO VOCAZIONALE Ha assunto un’identità sempre più chiara il gruppo vocazionale con ragazzi e giovani che hanno deciso di verificare il progetto di Dio sulla propria vita. Ogni ragazzo ha un padre spirituale che lo segue personalmente nel corso dell’anno e ognuno ha partecipato alle attività della “Scuola di preghiera” e ai Campi Vocazionali. 166 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 167 5. CRESIMANDI Il Seminario ha accolto alcuni gruppi di Cresimandi della Diocesi per incontri formativi e ritiri spirituali. In particolare, hanno vissuto questa esperienza le realtà della Parrocchia di Santa Maria Porta del Cielo (Sora) e di San Lorenzo M. (Isola del Liri) accompagnate dai loro sacerdoti e catechisti. 6. ALTRE ATTIVITÀ Nel corso di questa parte dell’anno pastorale, con il gruppo vocazionale e con gli amici del Seminario abbiamo organizzato diverse uscite e visite in luoghi significativi della nostra fede. Particolarmente significativa è stata l’esperienza vissuta presso l’Eremo di S. Angelo a Balsorano: passeggiata, preghiera, fraternità anche con altri pellegrini. Don Giovanni De Ciantis Rettore 167 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 168 UFFICIO PER L’EVANGELIZAZIONE E LA CATECHESI - IRC Nel primo semestre 2014 per i catechisti non sono stati organizzati incontri particolari, tuttavia abbiamo sollecitato la partecipazione ai due Eventi organizzai della Diocesi. Il Seminario sul Secondo Annuncio a metà marzo ed il Convegno pastorale a metà giugno. Per il tempo della quaresima don Giuseppe Siciliano, come negli anni precedenti, ha lavorato presso il nostro Ufficio per predisporre il sussidio pastorale per l’annuncio e la catechesi del Tempo di Quaresima. Mons. Vescovo ha chiesto che nell’opuscolo fossero inseriti interventi anche degli altri Uffici Pastorali e così diventare SUSSIDIO DIOCESANO Il Vice Direttore ed il Direttore hanno mantenuto rapporti occasionali o sistematici con alcuni gruppi parrocchiali per sostenerli soprattutto nella loro formazione; hanno preso parte a diversi incontri regionali per il settore e anche al Convegno Nazionale che si è tenuto a Bari. IRC E PASTORALE SCOLASTICA L’Ufficio, visto i continui impegni degli Insegnanti anche nei pomeriggi, ha ridotto al massimo le attività per la formazione permanente Ha conservato i due incontri di spiritualità; nel periodo natalizio e nella settimana santa, una “tre giorni” a fine agosto, e l’invito a partecipare ai momenti formativi proposti dalla Diocesi (il Seminario teologico pastorale di marzo, il Convegno pastorale di giugno). A fine giugno ci siamo incontrati per il previsto incontro dei settori per la verifica didattico-contenutistica. Qua e là ci sono iniziative di pastorale scolastica l’Ufficio sostiene e supporta soprattutto quella delle Superiori. Quest’anno it tema, trattato in modo interdisciplinare, è stato “La BIBBIA e la SOFFERENZA”. Nei mesi di Marzo - Maggio abbiamo realizzato due corsi di aggiornamento, uno per coloro che fanno domanda a questo Ufficio per eventuali supplenze IRC, e il secondo - tenutosi a Isola del Liri-San Carlo - per la decina di insegnanti di classe che non ancora chiedono di insegnare religione nella propria classe. Molta pazienza ci vuole nei mesi di Giugno - Luglio per raccogliere i dati sulla disponibilità delle ore per l’IRC, per il disbrigo di diversi adempimenti con l’USR, e soprattutto per proporre le conferme le sistemazioni, tenendo conto della configurazione del nostro territorio e quindi la difficoltà di creare cattedre di facile raggiungimento. La nostra situazione per la disponibilità delle ore di insegnamento è favorevole per la scuola Primaria; mentre per la scuola Secondaria abbiamo ancora una insegnante perdente posto, e un’altra a cui mancano alcune ore per rientrare nella regolarità; comunque siamo riusciti a non licenziare nessuno e a soddisfare quasi tutte le richieste di sistemazione. Don Mario Zeverini Direttore 168 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 169 UFFICIO LITURGICO Incontro del Vescovo con gli animatori della liturgia, della musica e del canto. Agli animatori della liturgia, della musica e del canto, ed ai referenti delle Scholae cantorum Carissimi, tutti coloro che nelle nostre comunità preparano e mettono in atto una celebrazione, sono invitati a partecipare ad un momento di riflessione e di confronto, insieme con il nostro Vescovo, per individuare alcuni orientamenti, perché al di là delle buone intenzioni, l’animazione, la musica e il canto, diventino sempre meglio parte integrante e necessaria di ogni celebrazione. Con tale incontro ci si propone di favorire, incrementare, una celebrazione preparata e cantata, preparata e cantata bene, con il giusto apporto di tutta l’assemblea. Nell’attendervi fiduciosi, vi comunichiamo i luoghi e l’orario dei giorni, ringraziandovi di cuore per tutto quello che già fate con dedizione e generosità per le nostre celebrazioni. Sora, 13 gennaio 2014 Don Alfredo Di Stefano Direttore P.S. : * Zone Pastorali di Sora,Val Comino, Valle Roveto, Valle del Liri: mercoledì 29 gennaio, ore 18.30, BROCCOSTELLA; * Zone Pastorali di Aquino e di Pontecorvo: venerdì 31 gennaio,ore 18.30, CASTROCIELO (Sala oratorio presso Madonna di Loreto) 169 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 170 UFFICIO PER LA PASTORALE FAMILIARE Su precise indicazioni del vescovo Gerardo, si è provveduto per prima cosa a rivedere l’organizzazione dell’Ufficio che attualmente è strutturato in forma piramidale con a capo, ovviamente, il vescovo. Un secondo livello è rappresentato dall’ufficio propriamente detto con la coppia dei direttori responsabili ed il presbitero delegato vescovile. Il piano intermedio è costituito dall’equipe diocesana della pastorale così composta: Ulderico Rosa e Maria Vittoria - Direttori Ufficio diocesano Tel. 340/3372153 - 348/7950076 - e-mail: [email protected] Don Emanuele Secondi - Delegato Vescovile Tel. 333/3622703 - e-mail: [email protected] Diana Carnevale - Referente per il servizio di consulenza Tel. 333/8636886 - 0776/890609 - e-mail: [email protected] Maria Luisa Rosati (Oasi) - Referente per i Metodi naturali Tel. 0776/510248 - 328/6237199 - e-mail: [email protected] Angelo ferri e Maria grazia - Referenti per gli itinerari di preparazione matrimonio Tel. 328/1542350 - 320/1810893 - e-mail: [email protected] mariagraziacarbonarovirgilio.it Paolo Conte e Anna Maria - Referenti per gli itinerari di preparazione dei genitori al battesimo dei figli Tel. 0776/892051 - 393/7458008 - e-mail: [email protected] Don giovanni De Ciantis - Stefano Iannucci - Referenti progetto di educazione all’amore parrocchie e scuole Tel. 333/3403527 - e-mail: [email protected] La base, infine, la “consulta”, comprende il presbitero e la coppia referenti per ciascuna delle sei zone della diocesi; i rappresentanti delle associazioni riconosciute; gli operatori pastorali che comunque partecipano ad itinerari di accompagnamento di fidanzati, coppie e famiglie. Tale struttura, disegnata dal Vescovo Gerardo, permette una maggiore valorizzazione delle risorse e delle competenze presenti sul territorio, una mi- 170 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 171 gliore cooperazione e collaborazione fra tutti gli operatori ed una più semplice procedura in materia di progettazione, programmazione ed attuazione di iniziative pastorali per la famiglia. Per quanto concerne ciò che è stato realizzato in quest’anno, anche in collaborazione con altri uffici come è giusto che sia, segnaliamo: “La vita consacrata a servizio della vita”: il 2 febbraio presso l’istituto del Sacro Cuore a Pontecorvo con la presenza del vescovo, incontro di due vocazioni, vista la coincidenza fra la giornata per la vita e la giornata della vita consacrata. Nel corso della celebrazione liturgica per “la candelora” momenti di riflessione e testimonianze di famiglie e consacrati. “La gioia del si per sempre”: il giorno di San Valentino in Piazza San Pietro Papa Francesco incontra i fidanzati di tutto il mondo che celebreranno le nozze nel 2014. La nostra diocesi è presente con oltre quaranta coppie di fidanzati e con alcuni operatori che li accompagneranno negli itinerari di preparazione al sacramento del matrimonio. “La gioia del si per sempre” in diocesi: presso il centro San Luca a Sora il 17 maggio il Vescovo Gerardo incontra i fidanzati che partecipano agli itinerari di fede nel 2014. L’evento è stato organizzato in collaborazione con la parrocchia di Santa Maria Assunta e con gli operatori che hanno guidato i fidanzati della parrocchia stessa, i quali, per l’occasione fra l’altro hanno messo in scena una gradita rappresentazione teatrale. Gli ambiti presenti nell’equipe diocesana, anche in cooperazione con altri uffici, sono impegnati in vari progetti riguardanti gli itinerari di preparazione al sacramento del matrimonio o percorsi di accompagnamento alle coppie che chiedono i sacramenti di iniziazione cristiana per i propri figli. Tre giovani coppie della diocesi si sono iscritte e frequentano il corso per l’apprendimento e la divulgazione dei metodi naturali presso il policlinico A. Gemelli di Roma. Il team dei consulenti familiari sta lavorando, guidato dalla referente del settore, per portare a conoscenza dei più di quanto l’essere “esperti” nell’ascolto empatico, nell’accoglienza e nell’accettazione incondizionata possa essere utile per provare a sanare non solo le ferite della psiche ma anche, e soprattutto, le ferite della vita e quindi quanto possa essere di aiuto il loro servizio proprio nella pastorale familiare nella quale non si può prescindere, a qualsiasi livello, da relazioni sane. Questo è quanto siamo riusciti a realizzare; “servizi inutili” e “pellegrini in cammino ed in cerca” così come abbiamo saputo ascoltare e rispondere alla 171 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 172 chiamata. Certo occorre più fervore e più audacia e confidiamo di acquisirle con la preghiera più costante e intensa, con il fuoco di una Pentecoste continua, con la protezione ed il sostegno di Maria, madre attenta e premurosa, con la misericordia del Padre Celeste che non si stanza mai di perdonarci e sa attenderci sempre a braccia aperte. Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Un affettuoso e familiare abbraccio. Ufficio di Pastorale Familiare 172 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 173 CARITAS DIOCESANA - MIGRANTES EVENTI 19 gennaio Convegno Diocesano dell’Immigrazione dal titolo “Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore” in occasione della 100° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 26 gennaio Giornata mondiale dei malati di lebbra dell’Aifo 28 gennaio Save the date - Convegno salute Rom - Roma 30 gennaio Presentazione XXIII Rapporto Immigrazione 2013 dal titolo “Immigrazione, tra crisi e diritti umani” - Roma Zona pastorale Sora 6 gennaio Chiesa del Divino Amore, arrivo della befana 8 marzo Colletta alimentare Zona pastorale Aquino 16 gennaio Cena di fraternità (nell’ambito della 100° Giornata del Migrante e del Rifugiato) Zona pastorale Pontecorvo 27 marzo Cena di beneficenza a sostegno delle attività del centro Caritas FORMAZIONE 14 gennaio Delegazione Regionale con Migrantes Regionale 24 gennaio Re.p.i.s. 6 febbraio Delegazione Regionale 10/12 febbraio Coordinamento Nazionale Immigrazione 21 febbraio Re.p.i.s. 21/24 Corso di Formazione SPRAR nell’ambito della rete Re.p.i.s. 24 febbraio Formazione operatori Caritas Diocesana su Ospoweb 20 marzo Re.p.i.s. 21 marzo Corso ECM-FCO dal titolo Accoglienza, accompagnamento, integrazione sociale e lavorativa degli immigrati 31 marzo/3 aprile 37° Convegno Nazionale delle Caritas Diocesane a Cagliari 9 aprile Migrantes Regionale 18 aprile Corso ECM-FCO dal titolo Accoglienza, accompagnamento, integrazione sociale e lavorativa degli immigrati 24 aprile Re.p.i.s. 173 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 174 5/7 maggio Coordinamento Nazionale Immigrazione 16 maggio Delegazione Regionale incontro gruppo Identità Caritas 21 maggio Delegazione Regionale 23 maggio Corso ECM-FCO dal titolo Accoglienza, accompagnamento, integrazione sociale e lavorativa degli immigrati 24 maggio Re.p.i.s. 27 maggio Delegazione Regionale incontro gruppo Coordinamento Immigrazione Zona pastorale Aquino Febbraio/maggio Incontri di formazione relativi al progetto Caritas diocesana “Disseminare carità” Zona pastorale Valle Roveto Aprile/maggio Incontri di formazione a cura dell’equipe diocesana Zona pastorale della Valle di Comino Febbraio/aprile Incontri di formazione a cura dell’equipe diocesana Centro Servizi Caritas (CSC) All’interno del CSC diocesano ci sono diverse realtà: - l’Emporio, gestito dalla Zona Pastorale di Sora; - il Centro d’Accoglienza Medici diocesano, in cui si alternano 3 medici: il dott. Ulderico Rosa, la dott.ssa Anna Orofino e la dott.ssa Silvana Di Vona, che visita e ascolta circa 10 persone al mese. Il Centro è aperto il lunedi e mercoledi mattina e il giovedi pomeriggio ed i suoi utenti sono, principalmente, assistiti dell’Emporio, del settore abbigliamento e della mensa. Inoltre, il 7 maggio è stato staccato il primo ricettario bianco del Centro personalizzato; - il settore abbigliamento diocesano, curato dai nostri volontari: Maria Rosaria Taglione, Assunta Ferri, Isungi Bineta e Milena Bleta; - il dormitorio, che ha all’incirca 20 posti, la cui responsabile è Catia Coletti; - la mensa, che può ospitare fino a circa 40 persone, la cui responsabile è sempre Catia Coletti. Infine, dal 17 maggio, il dormitorio ospita 8 ragazzi, uomini e donne, provenienti dall’Eritrea e dalla Guinea Bissau, inseriti nel progetto di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo. CASA “AENEAS” La Casa di prima accoglienza “Aeneas”, il cui nome latino rimanda alla lingua liturgica della Chiesa cattolica e ad Enea – emblema del migrante forzato per eccellenza, si trova nel comune di Isola del Liri (FR) ed è stata inaugurata 174 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 175 lo scorso aprile in seguito alla stipula di una convenzione tra la Diocesi di Sora – Aquino – Pontecorvo e la Prefettura Utg di Frosinone relativa all’accoglienza di cittadini stranieri temporaneamente presenti sul nostro territorio. Dal dieci aprile 2014 – data di inaugurazione della struttura - sono state accolte un totale di centoquarantanove persone, tra cui uomini, donne e bambini, in prevalenza di nazionalità eritrea. Attualmente la casa ospita trentasei persone, tutti uomini singoli di età, compresa tra i diciotto e i quaranta anni, provenienti da Mali, Senegal, Guinea, Gambia, Camerun, Repubblica Centrafricana e Nigeria. Tutti hanno già completato la procedura di richiesta di protezione internazionale e sono in attesa di essere auditi dalla Commissione Territoriale di Roma. INTERVENTI Oggi esiste il dramma dell’individuo, di non poter più garantire a sé e agli altri una dignitosa qualità di vita, per mancanza di un lavoro, da cui poter trarre mezzi di sostentamento per sé e i familiari. A questo si aggiunga la riduzione di prodotti alimentari da distribuire agli indigenti, che contrasta con l’aumento del numero degli indigenti stessi. Anche l’Emporio non ha potuto sopperire a queste richieste, per una drastica diminuzione di derrate alimentari. Emporio della Solidarietà Sora – S. Bartolomeo Z.P. Aquino Z.P. Pontecorvo Z.P. Valle Roveto Z.P. Valle del Liri Z.P. Valle di Comino Caritas Diocesana NUCLEI FAMILIARI 460 NUMERO PERSONE 1337 INTERVENTI ALIMENTARI 5520 INTERVENTI ECONOMICI 33 225 663 1350 70 351 339 186 449 262 1384 1099 413 1495 839 5255 1122 344 6216 1391 25 44 42 60 23 52 202 1040 89 Nella Caritas Diocesana sono stati effettuati, inoltre, 141 interventi lavorativi. ANTIUSURA Gli aiuti economici messi a disposizione delle famiglie in difficoltà da parte dell’ufficio antiusura della Caritas Diocesana sono stati diversificati in base alle esigenze. Rispetto agli anni precedenti si nota, tristemente, un numero sempre più elevato di interventi, eseguiti soprattutto per pagare debiti che non si è più in grado di fronteggiare, per le variazioni economiche, legate alla crisi. 175 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 176 FONDO ANTIUSURA DIOCESANO Gli interventi, nei primi sei mesi del 2014, sono stati effettuati a favore di 8 famiglie della nostra Diocesi per un totale di € 28.500,00. FONDAZIONE INTERDIOCESANA ANTIUSURA GOEL Nelle riunioni del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Interdiocesana Antiusura “Goel” tenutesi nei giorni 11 febbraio, 14 maggio, si sono discusse ed approvate 10 pratiche per un totale erogato di € 181.110,00, di cui le pratiche della nostra Diocesi sono state 6 per un totale di € 101.710,00. 176 177 S. ANDREA APOSTOLO S. GIOVANNI BATTISTA S. MARIA DELLA FONTICELLA S. MARIA DELLA PACE E S. BARBATO SS. GIOVANNI BATTISTA ED EVANGELISTA S. MARIA DELLE GRAZIE E S. PIETRO S. MARIA DELLE ROSE S. CROCE S. LUCIA VERGINE E MARTIRE S. STEFANO PROTOMARTIRE S. LIDANO ABATE S. GIOVANNI BATTISTA SS. TRINITA' S. GIUSEPPE E S. GAETANO S. MARIA ASSUNTA E S. GIUSEPPE S. MAGNO VESCOVO E MARTIRE CAMPOLI APPENNINO CANISTRO CANISTRO CASALATTICO CASALVIERI CASALVIERI (Purgatorio) CASALVIERI (Roselli) CASTELLIRI CASTROCIELO CIVITA D'ANTINO CIVITA D'ANTINO -PERO DEI SANTI CIVITELLA ROVETO CIVITELLA ROVETO (Meta) COLFELICE COLFELICE - VILLA FELICE COLLE SAN MAGNO S. M. DELLA STELLA E S. MICHELE BROCCOSTELLA SI S. ROCCO BALSORANO SS. TRINITA' S. MICHELE ARCANGELO ARPINO S. MARIA DEI SASSI S. MARIA DI CIVITA FALCONARA ARPINO BALSORANO S. MARIA DEL CARMINE ARPINO BALSORANO (Ridotti) SI S. ANDREA APOSTOLO E S. VITO ARPINO PRESENZA CARITAS PARROCCHIALE NO NO SI SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI SI SI SI SI SI SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI SI NO SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI interparrocchiale NO SI S. MARIA DELLA VITTORIA ARCE - ISOLETTA SI S. COSTANZO VESCOVO E S. TOMMASO SS. PIETRO E PAOLO AQUINO ARCE SI SI S. SIMEONE PROFETA - SS. GIOVANNI BATTISTA ED EVANGELISTA S. MARIA ASSUNTA ALVITO SI S. ONOFRIO PARROCCHIA ALVITO (Castello) ALVITO PAESE 25,00 50,00 85,00 107,00 92,00 200,00 80,00 48,00 74,00 100,00 AVVENTO DI FRATERNITA' 2013 40,00 150,00 125,00 90,00 144,00 105,00 95,00 200,00 25,00 250,00 245,00 QUARESIMA DI CARITA' 2014 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 177 AVVENTO DI FRATERNITA’ 2013 - QUARESIMA DI CARITA’ 2014 S. MARIA MAGGIORE S. BARBARA VERGINE E MARTIRE - S. STEFANO PROTOMARTIRE SS. GIOVANNI BATTISTA ED EVANGELISTA S. NICOLA E S. LEONARDO MARIA SS. IMMACOLATA S. LORENZO MARTIRE S. MARIA DEI FIORI S. MARIA S. MARIA DELLA STELLA S. GIOVANNI BATTISTA S. MICHELE ARCANGELO SS. GIOVANNI BATT. ED EVANGELISTA MARIA SS. DI POMPEI S. GIUSEPPE E S. GENNARO - S. LORENZO MARTIRE S. ANTONINO MARTIRE S. MARIA ASSUNTA S. MARIA ASSUNTA S. BARTOLOMEO APOSTOLO S. ERMETE E S. GRIMOALDO S. MARCO EVANGELISTA E S. MARIA DI PORTA S. NICOLA DI PORTA S. OLIVA VERGINE E MARTIRE S. PAOLO APOSTOLO SS. ANNUNZIATA E S. BIAGIO S. MARIA ASSUNTA S. MARIA ASSUNTA E S. BERNARDO S. MARGHERITA VERGINE E MARTIRE S. MARGHERITA - CHIESA S. ROCCO ESPERIA - MONTICELLI FONTANALIRI FONTECHIARI GALLINARO ISOLA DEL LIRI ISOLA DEL LIRI ISOLA DEL LIRI MORINO MORINO (Grancia) MORINO - RENDINARA PESCOCANALE PESCOSOLIDO PESCOSOLIDO - FORCELLA PICINISCO PICO PIEDIMONTE S. G. INF. PIEDIMONTE S. G. SUP. PONTECORVO PONTECORVO PONTECORVO PONTECORVO PONTECORVO PONTECORVO PONTECORVO POSTAFIBRENO ROCCADARCE ROCCASECCA ROCCASECCA SS. ANNUNZIATA S. PIETRO IN CURULIS ESPERIA ROCCASECCA (Castello) S. MARIA MAGGIORE E S. FILIPPO NERI PARROCCHIA ESPERIA PAESE NO SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI NO SI SI SI SI SI SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI interparrocchiale NO SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI SI SI SI NO SI PRESENZA CARITAS PARROCCHIALE 42,00 400,00 120,00 450,00 140,00 42,00 100,00 300,00 100,00 60,00 120,00 155,00 AVVENTO DI FRATERNITA' 2013 21,00 100,00 150,00 350,00 50,00 100,00 210,00 100,00 53,00 QUARESIMA DI CARITA' 2014 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 178 178 179 CHIESA S. FRANCESCO CHIESA S. SPIRITO SORA COLFELICE M.F. CENTRO D'ASCOLTO INTERPARROCCHIALE ARPINO-SANTOPADRE S. GIACOMO APOSTOLO SORA S. ANTONIO DI PADOVA E S. RESTITUTA S. MARIA ASSUNTA SORA - CARNELLO TERELLE VILLA S. LUCIA - PIUMAROLA SI S. SILVESTRO PAPA SORA SS. GIOVANNI BATTISTA ED EVANGELISTA S. RESTITUTA VERGINE E MARTIRE SORA S. LUCIA VERGINE E MARTIRE S. MARIA PORTA COELI SORA VICALVI S. MARIA DI VALLERADICE SORA VILLA SANTA LUCIA NO S. MARIA ASSUNTA (CATTEDRALE) SORA SI NO NO SI SI NO SI SI SI SI S. GIOVANNI BATT. E S. GIULIANO M. S. GIUSEPPE ARTIGIANO SORA SI SI SI SI SI SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI interparrocchiale SI interparrocchiale SORA S. CIRO E S. RESTITUTA S. BARTOLOMEO APOSTOLO SORA S. DOMENICO ABATE S. MICHELE ARCANGELO SETTEFRATI - PIETRAFITTA SORA S. STEFANO PROTOMARTIRE SORA S. FOLCO PELLEGRINO SANTOPADRE SETTEFRATI SI interparrocchiale S. RESTITUTA E S. MICHELE S. NICOLA S.VINCENZO V.R. - CASTRONOVO S. MARIA ASSUNTA S. GIOVANNI NUOVO - CHIESA S. GIOACCHINO SAN VINCENZO V. ROVETO S.VINCENZO V.R. - MORREA S. ROCCO E S. GIOVANNI SAN VINCENZO V. ROVETO S.VINCENZO V.R. -ROCCAVIVI SI interparrocchiale S. MARIA SAN VINCENZO V. ROVETO SI NO S. MARIA E S. MARCELLO S. GIOVANNI BATTISTA NO SI PRESENZA CARITAS PARROCCHIALE SAN GIOVANNI INCARICO S. MARIA DELLE GRAZIE ROCCASECCA - CAPRILE PARROCCHIA SAN DONATO VAL COMINO S. MARIA ASSUNTA ROCCASECCA (Scalo) PAESE 960,51 25,00 60,00 105,00 100,00 150,00 300,00 50,00 80,00 250,00 50,00 40,00 20,00 300,00 AVVENTO DI FRATERNITA' 2013 25,00 1.000,00 90,00 100,00 120,00 100,00 50,00 50,00 250,00 300,00 QUARESIMA DI CARITA' 2014 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 179 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 180 AZIONE CATTOLICA DIOCESANA L’inizio del 2014, oltre che nelle varie attività diocesane e parrocchiali, ha visto l’AC impegnata nel cammino assembleare, iniziato nelle parrocchie e conclusosi il 9 febbraio, presso il centro S. Luca, con l’Assemblea elettiva. Il momento assembleare non si esaurisce nell’elezione del nuovo Consiglio diocesano (si possono consultare gli atti e gli eletti sul sito www.azionecattolicasora.it), ma è anche occasione di incontro, confronto e programmazione, attraverso l’approvazione del documento programmatico triennale. Con il saluto iniziale del nostro vescovo Gerardo, del delegato nazionale, il dott. Michele Panajotti (amministratore nazionale) e di quello regionale, Melania Marrocco (incaricata regionale per il Settore Giovani) e dopo le relazioni del Presidente e dei Settori, prima delle operazioni di voto, il centro diocesano ha voluto condividere con tutte le delegazioni parrocchiali il pranzo. Insomma un bel momento di festa, fraternità, responsabilità e democraticità: un bel momento di Chiesa! Concluso il cammino assembleare a livello diocesano, le delegazioni della nostra associazione, hanno partecipato al Consiglio regionale elettivo svoltosi il 23 Marzo, presso villa Campitelli a Frascati (nella quale Daniela Lecce, nostra responsabile dell’Articolazione A.C.R., è stata eletta come incaricata regionale per l’articolazione stessa) e alla XV Assemblea Nazionale, tenutasi a Roma nella Domus Pacis, dal 30 Aprile al 3 Maggio. Come da consolidata tradizione, l’apertura dell’anno è stata affidata alla Festa diocesana della Pace, svoltasi questa volta ad Aquino, nella parrocchia di S. Costanzo e S. Tommaso, il 26 di Gennaio. Ancora una volta bambini, ragazzi, giovani e adulti, guidati dallo slogan “La Pace soffia forte!”, si sono incontrati per fare festa nelle piazze e nelle strade delle nostre città. Spronati dal messaggio di papa Francesco, per la giornata mondiale della Pace, in nome della fraternità, l’associazione diocesana ha pregato, celebrato l’Eucarestia con mons. Gerardo, riflettuto, cantato, giocato, gioito ma soprattutto è stata insieme nel nome del Signore, Gesù Cristo. Momento particolarmente emozionante di questo semestre, è stato senz’altro l’incontro con papa Francesco, il 3 Maggio, nell’aula Paolo VI, in occasione della chiusura della XV Assemblea nazionale di AC. Insieme alle delegazioni diocesane di AC, provenienti da tutta Italia, ma anche dall’estero, attraverso il F.I.A.C. (Forum Internazionale di Azione Cattolica), i Presidenti e gli Assistenti parrocchiali, hanno avuto la possibilità di incontrare il Santo Padre, che in questa occasione ha consegnato a tutta l’Associazione (la nostra era presente con una sessantina di persone circa) tre verbi: “rimanere” in e con Gesù, “andare” ad annunciare l’amore di Dio e “gioire” dell’incontro con il Signore. Molto graditi anche gli interventi di Franco Miano, Presidente nazionale uscente, mons. Mansueto Bianchi, nuovo assistente generale e del cardinal Angelo Ba- 180 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 181 gnasco, Presidente della C.E.I. Altro appuntamento a carattere diocesano ed unitario, entrato ormai nella consuetudine della programmazione annuale, è stata la Festa della Famiglia, svoltasi come negli anni passati presso il Santuario diocesano della Madonna di Canneto, l’11 Maggio. Una sessantina di persone, appartenenti a diversi nuclei famigliari di AC, ma anche semplici “simpatizzanti”, hanno vissuto insieme la preghiera a Maria, la riflessione sul proprio ruolo all’interno della propria casa, lo spezzare il Pane nell’Eucarestia, ma anche il gioco e il pranzo. Insieme, si è trovata la “Giusta direzione per l’armonia”. Molto importanti per la vita dell’Associazione diocesana, sono stati gli incontri del Consiglio diocesano e dei Presidenti parrocchiali (neo eletti) con il vescovo Gerardo, il 5Aprile ad Arce, presso la parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, e il Consiglio diocesano allargato ai Consigli parrocchiali, del 15 Giugno a S. Giovanni Incarico, nel centro “suor Teresina Zonfrilli”. Momenti di verifica e condivisione delle esperienze per poter affrontare il cammino nelle parrocchie e nella nostra Chiesa particolare. Per quanto riguarda i Settori, gli Adulti e l’A.C.R. si sono incontrati in Quaresima, per vivere un momento di preghiera in preparazione alla Pasqua: l’8 Marzo a S. Giovanni Incarico (centro “suor Teresina Zonfrilli”) e il 15 Marzo nella parrocchia di S. Antonio e S. Restituta a Carnello (Sora). In particolare, ai genitori dei ragazzi dell’ACR, si è data la possibilità ai genitori di poter usufruire di un momento in stile AC per “sperimentare” come viene proposto il messaggio cristiano ai figli.Il tema, ricalcava infatti quello dell’invito alla Festa di Nozze (il brano del Vangelo scelto dall’AC come filo conduttore per l’anno 2013-2014) ed è stato chiesto loro di riflettere su quali fossero le loro vesti per la Festa. I bambini e i ragazzi invece, nella “via Crucis”, hanno fatto esperienza dell’incontro con Gesù sulla via della croce. Il settore Giovani, ha partecipato e animato le iniziative di carattere diocesano, come il campo di Spiritualità proposto dalla Pastorale Giovanile (28-30 Marzo, S. Giovanni Incarico). Infine, per quanto riguarda la formazione degli educatori ed animatori dei gruppi parrocchiali, è stato organizzato un mini cammino di tre appuntamenti (12 gennaio 2014: la motivazione al servizio; 23 febbraio 2014: la spiritualità; 23 marzo 2014: la gratuità al servizio - la missionarietà) con sede a S. Giovanni Incarico, dal titolo “Nessuno può dare quello che non ha!”. La Presidenza Diocesana 181 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 182 182 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 183 PER LA STORIA RELIgIOSA DELLA DIOCESI 183 183 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 184 184 184 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 185 “LAUDATIO PRESBITERALIS” (I) : Don Dante Gemmiti Isola del Liri, Chiesa S. Carlo, 30.06.2013 Leggiamo nel libro del Siracide: “Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele, non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita lo troveranno quanti temono il Signore. Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia, perché come uno è, così sarà il suo amico”. (6,5-17) Posso garantire che tu, Don Dante, hai trovato in me un amico fedele e questa è la ragione se divento audace e oso questa sera, sfidando la cultura, l’erudizione, l’oratoria di quanti sono qui ad ascoltare, prendere la parola e dirti quel che sento per te. Qualsiasi altro avrebbe potuto fare meglio di me, però quanto sto per dirti sale spontaneo dal cuore e mi fa esprimere con quella sincerità, che deriva proprio dalla forte amicizia. Ti ho sempre stimato, don Dante, da quando ancora eri studente liceale e in tutto l’itinerario della tua missione e della tua carriera. Questa amicizia si è consolidata quando un giorno, in un incontro quasi fortuito, tu mi invitasti a visitare la nuova Chiesa, questa Chiesa dove oggi si svolgono le stupende celebrazioni. Rimasi ammirato e non trovavo parole per complimentarmi. Quella circostanza però mi costrinse in una riunione del Clero a pronunciare quella frase che poi, riferita a te, Don Dante, apportò tanta consolazione: “Chi S. Carlo non vede, paradiso non crede”. Qui c’è tutto il cuore, anzi l’anima di Don Dante, che non ha risparmiato sacrifici, tempo e occupazioni, per rendere questo tempio il più funzionale della Diocesi, il più ricco di opere, il più accogliente , il più completo. Qui Don Dante ha messo tutto il suo impegno e le più premurose cure e chiunque nel vederlo può rendersi conto che in quel che affermo non c’è nessuna esagerazione. A questo punto vorrei invocare il genio dei migliori oratori per poter esternare un elogio, che sicuramente si appanna con le mie povere parole. S. Paolo nella II lettera ai Corinzi afferma “E se anche sono un profano nell’arte del parlare, non lo sono però nella dottrina …” In verità quanto alla dottrina, ha parlato in maniera perfetta e completa il nostro amatissimo Pastore, a me è servito solo raccogliere le notizie della molteplice attività di un grande apostolo, di uno storico appassionato, di un insigne professore, di un personaggio leale e sereno, attivo e geniale, sincero e affettuoso, il carissimo Don Dante Gemmiti. Don Dante Gemmiti è nato ad Isola del Liri il 27-05-1939 da Loreto, chiamato Vincenzino, e Iolanda Fanone da Settefrati. Ha compiuto le scuole elementari e la prima media ad Isola Liri e nel 1951, insieme ad altri 25 ragazzi, 185 185 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 186 dei quali solo Don Dante è arrivato al Sacerdozio, entrò nel Seminario Minore di Sora che allora contava 70 seminaristi e vi rimase fino al terzo Liceo classico nell’anno 1956. Negli anni 1956-1958 frequentò il terzo liceo classico e il quarto anno propedeutico di filosofia nel Seminario regionale di Anagni sotto la guida del Rettore gesuita P. Adolfo Bachelet, fratello del Prof. Vittorio Bachelet, assassinato dalle Brigate Rosse. Con il consenso del Vescovo Biagio Musto, che gli aveva promesso di fargli continuare gli studi accademici, nel 1959 fu il primo seminarista della Diocesi di Sora ad essere ammesso nel Pontificio Seminario Campano per continuare gli studi presso la Facoltà Teologica di Posillipo. Furono i suoi anni più sereni e formativi. Qui la vita di Seminario era basata sull’autogestione di diversi gruppi, dai corsi di teologia tenuti da professori gesuiti di alto spessore culturale, dalla vita liturgica vissuta nel Duomo di Napoli nelle maggiori festività, dalla partecipazione a cicli culturali tenuti nelle varie Accademie e nel teatro San Carlo, dalle attività sportive, specialmente il calcio, poiché si era formata una squadra di cui Don Dante era il “portiere nazionale” che affrontava mensilmente altre squadre di giovani napoletani. Un ricordo sempre vivo nel suo cuore, la visita settimanale che faceva nel carcere riformatorio minorile di Nisida e nell’istituto “Martuscelli” per non vedenti al Vomero di Napoli. Mel 1963 conseguì la Licenza in Sacra Teologia e il 29 giugno dello stesso anno fu ordinato sacerdote nella Cattedrale di Sora dal Vescovo Biagio Musto insieme a Don Nazareno D’Antonio, Don Mario Milanese, Don Riccardo Stallocca e Don Loffreda (religioso). Celebrò la S. Messa il 30 giugno nella Parrocchia S. Maria dei Fiori, dove era cresciuto sotto la guida saggia e amorevole del parroco Don Antonio Palombo come chierichetto e responsabile dell’ACR. Erano presenti alla messa oltre Don Antonio, Don Federico Mazza, Don Domenico Cardi, Don Enzo Tavernese, P. Tommaso Natalizia, redentorista, P. Umberto Schimperna, priore di S. Domenico di Sora. Seguì i consigli del Parroco Don Antonio e continuò a studiare pur dedicandosi all’attività pastorale. Conseguì la Laurea in S. Teologia presso ‘Università Lateranense discutendo una tesi su “ Itinerario spirituale di Antonio Rosmini”, la laurea in lettere classiche presso l’Università di Napoli discutendo una tesi sui Papiri di alcune opere di Lisia” e la Laurea in Filosofia presentando un lavoro su “Abelardo e lo Scito teipsum”; tutte e tre le lauree furono conseguite con il massimo dei voti e la lode. Appena ordinato sacerdote fu nominato dal vescovo Mons. Biagio Musto vice rettore del Convitto di Villa Angelina e contemporaneamente insegnante di musica nel Seminario di Sora. Nel 1965 vi fu l’ultimo Concorso canonico per le Parrocchie di Settefrati e Castrocielo. Insieme a Don Dante si presenta- 186 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 187 rono otto sacerdoti. Risultò vincitore e il Vescovo, su desiderio di Don Dante, lo nominò Arciprete Parroco di Settefrati. Nella sua prima esperienza parrocchiale riuscì ad animare la comunità con iniziative coinvolgenti ed innovative: la ricostruzione del tetto dell’Arcipretura, il restauro del quadro della “pastorella” che sovrastava l’altare maggiore, l’impianto di riscaldamento e di amplificazione, la formazione di “cantieri operai” per la riparazione delle chiese e della casa canonica, l’istituzione di una orchestra musicale composta di ragazzi e giovani, un centro di ascolto ed aiuto per tutte le persone anziane ed analfabete per il disbrigo di pratiche burocratiche e la corrispondenza con i parenti residenti in America, la visita ai Settefratesi degli Stati Uniti, del Canada e del Venezuela, la stampa della rivista “La voce di Settefrati”, e la realizzazione presso il centro discografico RCA di Roma di 5.000 copie del disco con la “Evviva Maria” che si canta solo a Settefrati perché, dopo un’attenta ricerca, ha scoperto che l’origine di questo canto era un’antica “Ave Maris Stella” gregoriana già cantata nel Medioevo. Si adoperò per il progetto e la costruzione del nuovo Santuario di Canneto che però fu realizzato dopo molti anni. Nel 1969, il Vescovo Biagio Musto lo inviò parroco nella sua parrocchia di origine, S. Maria dei Fiori, in sostituzione del suo parroco Don Antonio Palombo ammalato. Fu un vero dono del Signore poter convivere insieme a Don Antonio quasi come padre e figlio, ad edificazione di tutta la comunità. Nel giorno del possesso canonico disse al popolo: “io sono il vostro parroco, don Antonio è il nostro parroco”. Don Dante regalò una foto ricordo dell’abbraccio in occasione dell’investitura da parroco e scrisse: “Filius per evangelium, sacerdos per divinum amorem et tuum”. Qui continuò la sua opera di socializzazione e nuova evangelizzazione con la costituzione di Gruppi parrocchiali quali “Parola e Vita”, “Amici del Cenacolo”, “Movimento per la pace”, “Comitato cittadino per il lavoro”, “Libera associazione collaboratori sociali”, “Circolo dei Fiori”, oltre i gruppi di azione cattolica e catechisti, il “Coro S. Carlo”, “La Università della età matura”, e la nuova costituzione della Confraternita della Madonna dei Fiori. La rivista “La Vedetta” e la stampa del giornalino dei “D. D. Boys” (i ragazzi di Don Dante). Nel 1984 si adoperò e partecipò alle manifestazioni ed ai cortei di protesta contro la chiusura delle Cartiere Meridionali e contro il licenziamento di 431 operai. Vi furono diversi incontri di studi e preghiere con la Comunità Evangelica Battista di Isola del Liri. Negli anni 1980, cominciò un lento e difficile lavoro diplomatico di preparazione per la costruzione di una nuova Chiesa parrocchiale, già desiderata e promessa nel 1933 all’atto di insediamento come parroco di Don Antonio Palombo. Questo sogno è stato realizzato nel 2000 con la posa della prima pietra e nel 2007 con la Dedicazione e Consacrazione del Nuovo Complesso San Carlo. Inutile dire tutte le difficoltà, gli ostacoli e 187 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 188 le lotte interne ed esterne per questa costruzione. Vi è stato il contributo della CEI, del popolo e gran parte delle spese a carico di Don Dante specialmente per le infrastrutture, il campanile, l’arredo liturgico, il mosaico, le vetrate Dalles, l’illuminazione, il Battistero, le Icone, il monoblocco ligneo della Madonna dei Fiori, opera degli artisti di Ortisei, le aule catechistiche, il salone comunitario, la cappella feriale, la casa canonica, il concerto di 5 campane (sono pronte altre due campane da collocare sul nuovo campanile, come previsto dal progetto originario e che sarà alto 25 metri) e infine la prima fontana in aria detta “fontana del villaggio” nel paese chiamato ”Città delle acque”. Oltre all’intensa attività pastorale, svolta nel silenzio e nel contatto personale con le famiglie e i parrocchiani, ha operato anche nel campo scolastico ed accademico. Dal 1966 ha insegnato religione nell’Istituto Tecnico Industriale di Isola del Liri fino al 1972. Dopo aver conseguito l’abilitazione divenne di ruolo per l’insegnamento di materie letterarie fino al 1974 quando, per concorso, divenne assistente universitario presso cattedra di Storia della filosofia della Università “La Sapienza” di Roma, e vi rimase fino al 1984 quando divenne professore ordinario per il posto in Cattedra di Storia Religiosa dell’Oriente Cristiano. Ivi insegnò fino al 2010 quando fu quiescenza, cioè andò in pensione. Durante questi anni ha tenuto corsi di antropologia criminale presso la Scuola di Perfezionamento dell’Istituto Superiore della Polizia di Stato. E’ stato membro del Comitato Regionale per lo studio del fenomeno del terrorismo nel Lazio presieduto dal magistrato Severino Santiapichi. E’ stato insignito del “Premio della cultura” dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e della onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica”.Dal 1996 è Accademico Ordinario della Accademia Angelica Costantiniana di Lettere e Scienze. Ha pubblicato 40 opere scientifiche su temi letterari, filosofici, soprattutto di Storia del Cristianesimo ed in modo particolare dell’Oriente Cristiano, con la presentazione di illustri studiosi, tra i tanti: il Cardinale Vincenzo Fagiolo. Delle sue opere ha avuto varie recensioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali. Ha partecipato a vari convegni tenendo conferenze e relazioni in Italia e all’estero su temi della sua specializzazione. Carissimo Don Dante, sono qui per dirti tutta la mia ammirazione per quello che hai fatto, per quello che hai intenzione di fare, ma soprattutto per quello che sei. Ho sempre riscontrato in te delle doti che ti rendono prezioso e che tu hai manifestato nelle varie mansioni svolte nella tua vita. Intanto sei un degno Sacerdote. Pensa al dono ricevuto, alla predilezione di Colui che ti ha scelto. E chi è Colui che ti ha scelto e chiamato! Quel “sì” generoso e totale pronunciato cinquanta anni fa è stato sempre un faro luminoso che ha guidato tutta la tua vita sacerdotale. Quella chiamata che ti investiva dei più grandi poteri su 188 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 189 questa terra, è stata impreziosita da una risposta esemplare permeata di umiltà, di disponibilità, di obbedienza, di generosità. Dovunque hai lavorato hai portato la carica del tuo zelo e hai seminato a larghe mani semi di opere grandi e meravigliose. Dovunque sei stato hai attirato la simpatia più sincera e affettuosa e, oggi, dopo lunghi anni, raccogli i frutti. abbondanti. Il tuo campo di lavoro è stato vastissimo. Tu, a guisa dei servi che ricevettero i talenti, i tuoi non li hai sotterrati, bensì li hai trafficati e te ne sei servito per guadagnare anime a Cristo e dare a Dio la maggiore gloria. Certo il tuo gioiello, tra le tante gemme della tua eccentrica attività, rimane il bel tempio dedicato a S. Carlo. Qui ci sono lacrime e sacrifici, spine e rose, profumo d’incenso ma anche tanti aromi che ti hanno caricato il cuore di sofferenze. Però, ricordalo sempre: nelle varie imprese, più c’è sacrificio, maggiore poi è la consolazione e il gaudio. Infatti ora è il fiore all’occhiello e tu lo guardi con l’ammirazione che non conosce stanchezza, tu l’osservi con il gusto del cibo prelibato e ancora oggi programmi nuove aggiunte per rendere l’opera d’arte sempre più splendida e attraente. Don Dante, tu non vuoi adulazione, però una cosa te la devo dire: “Sei grande”. E il mio augurio lo desumo guardando quel ramoscello di rose che tu hai voluto mettere nelle mani della Madonna dei Fiori, espressione della devozione e dell’amore di tutta la Parrocchia alla Madre Celeste. Ebbene la rosa più preziosa sei tu, carissimo Don Dante, che ti sei impegnato ad amare la Madonna come l’ha amata il Suo Figlio Gesù, e certamente questo ti merita di essere al centro del Cuore di Maria Vergine. E questa, sono certo, è la ricompensa più bella che tu ti aspetti dopo aver lavorato nella Vigna del Signore dalla prima ora, senza nessuna interruzione, con grande alacrità e fervore. Voglio concludere dicendoti semplicemente: Ad multos annos! Mons. Franco Geremia 189 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 190 190 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 191 MOMENTI DI VITA DIOCESANA 191 191 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 192 192 192 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 193 I dati dell’Osservatorio della Caritas di Pontecorvo denunciano una situazione di grave e diffuso disagio per i singoli e le famiglie, italiane e straniere, a causa della mancanza di lavoro e della precarietà economica che si allarga alla sfera dei rapporti sociali e dei sentimenti, rendendo difficile anche la possibilità di aiuto. Nel pomeriggio del 6 gennaio la Befana è arrivata nella Chiesa della Madonna del Divino Amore a Sora per portare i doni ai bambini delle comunità di Pontrinio, Valleradice e S.Vincenzo Ferreri, guidate dal parroco don Francesco Cancelli e dal vice don Lorenzo Vallone. La manifestazione, alla sua II edizione, è stata allietata dalle Corali parrocchiali “Armonie” e “Friends in Armony” e dal coro delle Voci bianche. Tanti gli appuntamenti di gennaio per la città di Sora a partire dal 99° anniversario del terremoto della Marsica, che la mattina del 13 gennaio 1915 causò immani danni e gravi lutti al territorio, che il tempo ha ormai sanato. A seguire il 17 la festa di S.Antonio Abate, la cui statua è ancora nella chiesa di S.Restituta e nello stesso giorno la cena dello scarpone da parte del Club Alpino Italiano; quindi, il 20, i Vigili urbani hanno festeggiato il loro protettore, S.Sebastiano; il 22 l’Abbazia di S. Domenico ha celebrato il suo Santo; il 24 gli operatori della comunicazione ed i giornalisti hanno ricordato S.francesco di Sales; il 27 si è fatta festa per S. giuliano ed il 31 per S.Ciro nelle due omonime chiese sorane. L’11 gennaio il Monastero di S.Andrea apostolo in Arpino ha ospitato l’Associazione ex alunni e amici del Liceo Tulliano della città per ricordare Tonino Incani, docente di religione e redattore di Avvenire. Dopo il momento di accoglienza da parte dell’Abbadessa Madre Cristina Pirro, il Vescovo Mons. Antonazzo ha offerto la sua meditazione sul testo di Mons. Chiarinelli “Spazi di memoria, finestre di futuro” ed amici e colleghi hanno ricordato la figura di Incani. La manifestazione si è chiusa con la proiezione del video di Leonardo Forte “Iter Arpinas”. “Nessuno può dare quello che non ha!”: questo il titolo del percorso formativo proposto dall’Azione Cattolica diocesana per gli educatori ACR e gli animatori dei gruppi giovani e adulti, che si sono ritrovati in tanti domenica 12 gennaio presso il Centro di spiritualità “Suor Teresina Zonfrilli” a S.giovanni Incarico per il 1° incontro sul tema “La motivazione al servizio”, condotto da Giulia Spalvieri. I successivi appuntamenti, a ritmo mensile, hanno affrontato i temi della spiritualità, della gratuità e della missionarietà nel cammino di Azione Cattolica. Venerdì 17 gennaio, a Sora presso la Chiesa di S.Spirito e il 24 gennaio a Castrocielo presso la Chiesa della Madonna di Loreto, alle ore 21.00, si è te- 193 193 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 194 nuto il 1° incontro della Scuola di preghiera per i giovani, voluta dal Vescovo e organizzata dalla Consulta diocesana dei giovani. La richiesta “Insegnaci a pregare”, rivolta dai discepoli a Gesù, è divenuta il leit-motiv dell’incontro, incentrato sull’Adorazione eucaristica e la recita del Vespro, componente fondamentale della Liturgia delle Ore. Sabato 18 gennaio le due corali di S. Restituta di Sora, guidate da Gianluigi Serapiglia, hanno animato una celebrazione eucaristica nella Basilica di S. Pietro. Il 18 e il 25 gennaio, in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, si sono svolte due celebrazioni presso la Chiesa Evangelica Battista di Isola del Liri e nella Cattedrale di Sora, guidati ambedue dal Vescovo Mons. Antonazzo e dal Pastore evangelico Lino Gabbiano sul testo del profeta Michea. Il 19 gennaio in occasione della 100° Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, presso il Centro pastorale S. Luca a Sora si è tenuto un Convegno sul tema “Migranti e rifugiati. Verso un mondo migliore”, con il responsabile di Caritas Italiana per l’immigrazione, Oliviero Forte, presenti il Vescovo ed il sindaco della città. 18, 21, 24 e 31 gennaio sono le quattro date degli incontri culturali promossi dal Centro Studi sorani “V.Patriarca” sui seguenti argomenti: “Msungu addio. Storie di patate, masai e canti africani” di Bernardette Fraioli; “La medicina e l’arte” di Filippo Pericoli Ridolfini; “Come si abbatte una democrazia. Tecniche di colpi di Stato nell’Atene antica” di Cinzia Bearzot, per concludere con la visita guidata al Castello di Ladislao di Arpino. Il 22 gennaio nella Sala Gioia della parrocchia di S.Restituta a Sora si è svolto un incontro di tutte le realtà associative, economiche ed imprenditoriali del territorio per reperire fondi necessari al restauro della Chiesa della Madonna delle grazie, danneggiata dal terremoto. Domenica 26 gennaio la città di Aquino ha ospitato la festa diocesana della Pace organizzata dall’Azione Cattolica sul tema “La Pace soffia forte”, ispirato alle parole di Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata della Pace 2014 e simboleggiato dai tanti aquiloni nelle mani dei partecipanti. Dopo l’accoglienza dei gruppi provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi e un primo momento di festa nella piazza S.Tommaso con la comunità, il Vescovo ha presieduto la concelebrazione eucaristica invitando tutti a farsi promotori di pace. Quindi si è dato spazio alle varie attività di gruppo e nel pomeriggio si sono svolti i “Giochi di pace… senza frontiere”, contrassegnati dai doni dello Spirito che soffia dove e come vuole. 194 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 195 Per la 61° Giornata mondiale per i malati di lebbra, domenica 26 gennaio, anche in alcune piazze della nostra Diocesi sono stati venduti i vasetti del “miele della solidarietà” a favore dei progetti socio-sanitari dell’Aifo (Associazione italiana Amici Raoul Follereau). Con il Triduo di preghiere nei giorni 23-25 gennaio, si è aperta la festa in onore di S.giuliano, compatrono di Sora, il cui corpo riposa da 400 anni nella Chiesa Cattedrale di Sora. Domenica 26 si è svolta la processione con la statua del Santo scortata dai Legionari a cavallo, mentre la solenne concelebrazione eucaristica di lunedì 27, giorno della festa del martire sorano, venerato anche in Campania, Puglia e Basilicata, è stata presieduta dal vescovo Mons. Gerardo Antonazzo. Il 26 gennaio a Sora, presso il Centro S. Luca, si è svolta l’Assemblea ordinaria dei volontari dell’UNITALSI, provenienti da Civitella Roveto, Campoli Appennino, S.Donato, Aquino, Castrocielo, Pontecorvo, Pico, Arce, Rocca d’Arce, Arpino, Fontana Liri, Isola del Liri, Castelliri e Sora. Dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo, si è proceduto alla verifica del lavoro svolto e alla programmazione delle attività per l’anno 2014: i pellegrinaggi, la Giornata di fraternità, la Giornata del Malato, l’Estate sorana del diversamente abile ed il soggiorno estivo nel Rione S. Rocco a Sora. A ciò si aggiunge il cammino di formazione, l’11 di ogni mese, e la preparazione di uno spettacolo teatrale sulla vita di S. Bernardette. Mercoledì 29 e venerdì 31 gennaio il Vescovo ha incontrato rispettivamente a broccostella e a Castrocielo i Responsabili parrocchiali dell’animazione liturgica per un confronto aperto ed una riflessione comune sul ruolo della musica e del canto nella liturgia. Due ore di gioia e di comunione sono state vissute sabato 1 febbraio dagli anziani della Casa di riposo “Trinitas” di Esperia grazie alla visita di un gruppo di giovani della città accompagnati dai ragazzi dell’Azione Cattolica di Aquino, che hanno partecipato alla celebrazione eucaristica in ricordo del fondatore Padre Salvatore Buccarello, morto 25 anni fa, ed hanno portato una ventata di freschezza tra gli ospiti con la musica e i canti, il sorriso e la simpatia. La felice coincidenza della giornata per la Vita consacrata con la giornata per la Vita, domenica 2 febbraio, ha dato la possibilità di aprire occhi e cuore su un pù ampio orizzonte espresso bene dal tema scelto dal Vescovo “La vita consacrata al servzio della vita” ed il luogo dell’incontro diocesano, l’Istituto delle Suore del S. Cuore a Pontecorvo, che ha visto la bella testimonianza di una suora delle Piccole Figlie della Sacra Famiglia di Castrocielo e di una giovane coppia di sposi di Isola del Liri con i loro tre bimbi. “Tenerezza 195 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 196 e carezza dell’Eucaristia” così sono state definite dal Vescovo la vocazione alla vita consacrata e la vocazione alla vita familiare, ambedue segno della presenza di Dio nella vita dell’uomo. Si è aperta il 2 febbraio e resterà aperta fino al 23 settembre la Mostra allestita nella ex casa canonica della parrocchia di Castrocielo per ricordare e far conoscere una figlia spirituale di Padre Pio, Antonietta Vona, nata a Castrocielo nel 1886 e morta a S.Giovanni Rotondo nel 1949. Nella mattinata di venerdì 7 febbraio il Vescovo ha incontrato presso il Centro S. Luca a Sora i Vicari ed i Direttori degli Uffici pastorali diocesani per programmare insieme il Tempo liturgico della Quaresima e di Pasqua, segno concreto di comunione e di servizio alla Chiesa. La serata di beneficenza del 7 febbraio, organizzata a Sora presso l’Hotel Valentino dal dott. Augusto Vinciguerra a favore dell’Uganda con il sostegno degli Amici degli Scouts Agesci e con la collaborazione dello Slow Food di Sora e dell’Istituto Alberghiero, oltre alla generosità di tante ditte ed esercizi commerciali, ha visto la partecipazione di oltre 250 persone e la presenza del prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli e di altre autorità locali. Gli “Amici del Malawi” in campo per l’Africa sollecitano a donare il 5xmille per permettere la costruzione di nuove aule scolastiche. Per continuare ad aiutare l’Emilia Romagna a rialzarsi dal dramma del terremoto, la Caritas diocesana prosegue nell’iniziativa di vendita di Parmigiano reggiano della Cooperativa casearia di Castelnuovo Rangone, nel modenese. Domenica 9 febbraio si è riunita presso il Seminario di Sora la Commissione diocesana missionaria, presente il Vescovo ed il direttore del Centro missionario, don Pasqualino Porretta, per discutere dell’animazione e del problema missionario in diocesi. L’Assemblea diocesana dell’Azione Cattolica, riunita il 9 febbraio nel Centro S.Luca a Sora, ha eletto il nuovo Consiglio diocesano ed ha deliberato obiettivi e programma per il prossimo triennio. Dopo il saluto del Vescovo e l’intervento dell’Amministratore nazionale di AC, Michele Panajotti, e della Delegata regionale Giovani, Melania Marrocco, il Presidente diocesano uscente, Antonio Accettola, ha letto la relazione del triennio trascorso, gettando le basi per il nuovo. Nel pomeriggio è stato approvato il Documento programmatico per il 2014/2017 e si è proceduto alla votazione dei nuovi membri del Consiglio diocesano. 196 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 197 Lunedì 10 febbraio nella Sala Consiliare del Comune di Sora si è celebrato il “Giorno del ricordo” per fare memoria della tragedia delle foibe e del dramma degli sfollati dall’Istria. All’incontro con lo scrittore Davide Conti, autore del libro “L’occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della brava gente (1940-1943)”, sono stati invitati gli alunni del 5° anno degli Istituti superiori di Sora. Per la XXII Giornata mondiale del malato, l’11 febbraio, ricorrenza della 1° apparizione di Nostra Signora di Lourdes a S. Bernardette Soubirous, nella Chiesa di S. Restituta a Sora il Vescovo ha celebrato l’Eucaristia ed ha impartito l’unzione degli infermi agli anziani ed ai malati presenti. Dopo l’accensione dei ceri e i canti alla Madonna, è stato consegnato il Messaggio del Santo Padre, che invita a riconoscere la presenza di Cristo nei sofferenti e in chi sta accanto a loro con amore e dedizione. Mercoledì 12 febbraio i sacerdoti ed i religiosi della zona pastorale di Pontecorvo si sono riuniti a Pico per confrontarsi su alcune indicazioni del Progetto pastorale “La tua fede ti ha salvato”, quali le risorse educative della liturgia, gli itinerari di catechesi e la preparazione al matrimonio cristiano. Il 14 febbraio, per la festa di S.Valentino, il Papa ha voluto incontrare i fidanzati in Piazza S.Pietro, un momento di festa e di riflessione sul tema “La gioia del sì per sempre”, vissuto pienamente anche dalle 50 coppie della nostra diocesi, accompagnate dai responsabili dell’Ufficio Famiglia, don Emanuele Secondi, Maria Vittoria e Ulderico Rosa. Il 16 febbraio si è svolta a Sora la 1° edizione della San Casto Sky Trail, organizzata dal CAI -sezione di Sora- con la collaborazione dell’Atina Trail Running: accanto alla corsa in montagna per un circuito di 11,8 km, si è avuta una escursione guidata sul colle e castello di S.Casto e la premiazione del concorso artistico-letterario sul tema “La mia montagna” riservato agli studenti del II Istituto Comprensivo di Sora. giovedì 20 febbraio a Pontecorvo si è svolta l’Assemblea zonale aperta a tutti gli operatori pastorali delle diverse comunità parrocchiali. Sono giunte a Sora, venerdì 21 febbraio, le statue dei Pastorelli di Fatima con le reliquie e l’immagine della Madonna pellegrina, su iniziativa del Movimento mariano del Messaggio di Fatima in Italia. Accolte ancora una volta nella parrocchia del Divino Amore, a Sora, sono state oggetto di preghiere, celebrazioni, adorazione eucaristica, prima di ripartire alla volta del Portogallo. Nella Chiesa di S.Spirito a Sora venerdì 21 febbraio Il Vescovo ha aperto 197 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 198 i Venerdì dell’Addolorata, di cui ricorre quest’anno il centenario dell’incoronazione. Sabato 22 febbraio Padre Bruno Palazzo, Trinitario, ha festeggiato 50 anni di ordinazione sacerdotale nella parrocchia di S.Maria Maggiore e S.Filippo Neri ad Esperia, presente il Vescovo diocesano. Per un rinnovato e convinto impulso ecclesiale alla pastorale vocazionale, fortemente appoggiato dal Vescovo, è nato il Centro Diocesano Vocazioni, che ha Don Silvano Casciotti come direttore e vede coinvolti rappresentanti di realtà diverse, come il direttore del Seminario diocesano, un diacono permanente, una religiosa e un religioso, un missionario, i rappresentanti dell’Ufficio di pastorale familiare e del Servizio di pastorale giovanile. Con il Triduo di preghiere iniziato lunedì 24 febbraio presso il Convento di S.Maria degli Angeli a Sora, i Padri Passionisti hanno aperto i festeggiamenti in onore di S.gabriele dell’Addolarata, patrono dei giovani, la cui festa liturgica ha visto la presenza di S. Ecc. Mons. Vescovo nella solenne concelebrazione di giovedì 27 febbraio. I festeggiamenti sono continuati domenica 2 marzo con la processione e la S.Messa mattutina, domenica 9 marzo con il pellegrinaggio al Santuario di S.Gabriele in Abruzzo e domenica 16 marzo con la gara di mountain bike per il 5° Trofeo S. Gabriele. La seconda metà del mese di febbraio è stata dedicata dal Vescovo ad una serie di incontri sulla cultura del dialogo quale via per la pace, con gli studenti degli Istituti superiori del territorio. Tali incontri – il 13 con l’ITIS di Isola del Liri, il 15 con l’ITAS, il 21 con l’Einaudi, il 25 con il Baronio ed il 27 con il Da Vinci di Sora - coordinati dall’Ufficio Scuola diocesano, diretto da don Mario Zeverini, sono tappe importanti per la missione educativa della Chiesa e per il cammino di comunione con Famiglia e Scuola. Da sabato 1° marzo il Centro operativo dell’Associazione “Amici del Malawi”, guidata dalla prof. Mirella Conflitti, ha ripreso in pieno la sua attività a Sora per raccogliere, insieme con le offerte, derrate alimentari, materiale scolastico, detersivi, arredamento per l’ambulatorio sanitario e altro materiale per ristrutturare quattro aule. Ha lanciato inoltre l’idea dei “cuori di solidarietà”, da donare a tutti coloro che contribuiscono alla raccolta o da regalare in occasione di feste e ricorrenze particolari. Il direttivo dell’Associazione Medici Cattolici della diocesi ha rivolto il suo saluto alla prof. Isabella Mastrobuono per il suo incarico di direttore generale della ASL di Frosinone in un momento di forte criticità. 198 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 199 Il 5 marzo, mercoledì delle Ceneri, nella Zona pastorale di Sora si è svolta una Statio e la processione penitenziale presieduta dal vescovo Gerardo con partenza dalla Chiesa di S.Francesco ed arrivo alla Cattedrale di S.Maria Assunta. giovedì 6 marzo nella Sala S.Tommaso d’Aquino a Sora il Vescovo Mons. Gerardo Antonazzo, il Presidente della Banca popolare del Cassinate e Tommaso di Ruzza, presidente del Circolo S.Tommaso d’Aquino, hanno presentato in conferenza stampa il Premio internazionale ed il Concorso Veritas et Amor, promossi per le celebrazioni in onore del Santo aquinate. Il Premio Internazionale Tommaso d’Aquino 2014 è stato assegnato a JeanPierre Torrell, tomista di fama mondiale, autore di una delle più importanti biografie del Santo “Tommaso d’Aquino, Amico della Verità”. La cerimonia, aperta con una lectio magistralis dello stesso autore su “Il vero volto di S.Tommaso d’Aquino”, presenti Mons. Georg Gaenswein e Card. Giovanni Battista Re, si è svolta l’8 marzo presso la Chiesa della Madonna della Libera ad Aquino ed ha visto anche la premiazione dei vincitori del Concorso Internazionale Veritas et Amor. Tanti i volontari che sabato 8 marzo hanno contribuito alla raccolta di generi di prima necessità presso molti supermercati di Sora, per rispondere al bisogno di quanti vivono nell’emergenza e che si rivolgono sempre più numerosi all’Emporio Caritas sito in Via Trecce. Domenica 9 marzo, il Centro pastorale S.Luca a Sora ha ospitato un Seminario “Internet è un dono di Dio-Impariamo a comunicare in Rete”, con la dott. Roberta Palmieri, sull’utilizzo dei social network e dei nuovi mezzi di comunicazione per far conoscere e diffondere la Parola di Dio. Dal 10 al 12 marzo si è tenuto nella Chiesa di S.Carlo a Isola del Liri il Seminario teologico-pastorale per il risveglio della fede nell’età adulta, sotto la guida di fratel Enzo Biemmi, membro della Consulta nazionale per la Catechesi e presidente dell’Equipe europea dei Catechisti. Il Religioso, appartenente alla Congregazione dei Fratelli della Sacra Famiglia, nelle prime due sere ha invitato ad abbandonare la pastorale di conservazione per aprirsi ad una coraggiosa scommessa missionaria. Nel suo messaggio per la Quaresima il Vescovo ha sollecitato a declinare la parola conversione secondo le regole della grammatica del Vangelo, in ambito religioso, morale e spirituale, come gli insegnamenti della donna cirenea, del paralitico di Betsaida e dell’apostolo Paolo. Dall’11 al 31 marzo il dott. Augusto Vinciguerra, appoggiato dall’Associazione Amici degli Scouts di Sora e da tanti volontari, si è recato per la 4° 199 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 200 volta in Uganda per la conclusione dei due progetti socio-sanitari portati avanti in questi anni: la scuola primaria di Kibubbu nella diocesi di Lugazi, che è stata fornita di cucina per assicurare un pasto al giorno agli alunni ed il Bishop Asili Hospital di Luweero, la cui sala operatoria è stata dotata di attrezzature sanitarie e necessita di ulteriori garanzie per il Laboratorio di analisi e per il reparto di Maternità. Dal pomeriggio di sabato 15 marzo fino alle ore 14 dell’indomani si è tenuto presso il Seminario dell’Immacolata a Sora un week end vocazionale per ragazzi e ragazze dalla 3° media in su per aiutarli a discernere il progetto di Dio sulla loro vita. Domenica 16 marzo, presso l’Oasi mariana Betania di Alvito il dott. Pasquale Riccardi ha tenuto il 1° di una serie di incontri per le famiglie. Il Vescovo, Mons. Gerardo Antonazzo, ha confermato Antonio Accettola, della parrocchia S.Bartolomeo in Sora, presidente diocesano dell’Azione Cattolica per il nuovo triennio 2014/2017. Daniela Lecce, della stessa parrocchia, già responsabile diocesana dell’ACR, ha avuto l’incarico di Delegata regionale ACR. Dal 16 al 23 marzo nella parrocchia S.Giovanni Battista a Civitella Roveto si è svolta una Settimana di preghiera per le vocazioni, voluta dal Rettore del Seminario vescovile, don Giovanni De Ciantis e aperta dal Vescovo Gerardo, che dopo la celebrazione eucaristica ha incontrato le famiglie della Zona. Tra le varie attività in programma vanno ricordate la festa dei ministranti a Balsorano, l’incontro con i cresimandi a Civitella Roveto e con i giovani di S.Vincenzo Valle Roveto e la Via Crucis realizzata dai giovani di Canistro. Il 22 marzo nella Sala Clementina in Vaticano il Papa ha incontrato i componenti dell’Associazione Corallo, tra cui le emittenti locali Radio Gioventù e Radio SoRa e le imprese radiofoniche e televisive di Sora, I.T.R. e Nuova Rete, invitando tutti a cercare verità, bontà e bellezza, rifuggendo dalla disinformazione, dalla calunnia e dalla diffamazione. “Martyria” è stato il tema della XXII Giornata di preghiera e digiuno in onore dei missionari martiri, fissata per il 24 marzo, organizzata dalla Fondazione Missio della CEI. Dal 26 al 29 marzo il Vescovo, accompagnato da don Pasqualino Porretta e da don Alexander Moreno Infante e raggiunto dal dott. Augusto Vinciguerra già in terra d’Africa, si è recato in viaggio missionario in burundi, presso la giovane diocesi di Rutana per avviare un progetto di reciprocità ecclesiale, ove convogliare risorse umane e aiuti umanitari. 200 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 201 Il Servizio di pastorale giovanile della Diocesi con la collaborazione dell’Azione Cattolica, della Consulta dei giovani di Pico e del Centro Vocazioni ha organizzato dal 28 al 30 marzo a S. giovanni Incarico presso il Centro di spiritualità “Suor Teresina Zonfrilli” un Campo di spiritualità per i giovani sul tema della gioia, seguendo come testo-guida l’Evangelii Gaudium di Papa Francesco. Domenica 30 marzo nella Sala Convegni della Villa Grancassa a S. Donato Val Comino l’Associazione di promozione sociale Genesi ha presentato il 2° album fotografico “S.Donato 1920-1960. Immagini fotografiche del prof. Luigi Cucchi”, curato da Domenico Cedrone e Tonino Bernardelli. Si è svolto a Quartu S. Elena in Sardegna dal 31 marzo al 3 aprile il 37° Convegno nazionale Caritas sul tema “Con il Vangelo nelle periferie esistenziali” ed ha visto la presenza di una delegazione diocesana, formata da don Akuino Toma Teofilo, don Ruggero Martini, Luigi Mancini, Armando Iafrate e Claudia Farina, tra i 700 partecipanti, chiamati ad ascoltare il grido dei poveri e degli ultimi, sempre più numerosi. “Chiesa Collegiata di S. Maria Assunta. Notizie storico-religiose-artisticoculturali” è il titolo dell’ultimo libro del professore Nino Natalizia, che mette in luce, anche con l’ausilio di un ricco corredo fotografico curato da Piero Luigi Albery la storia della comunità cristiana e dell’intera città di Arpino. Nel tempo di Quaresima si sono intensificati gli incontri del Vescovo con le comunità parrocchiali, condividendo l’Eucaristia feriale e l’ascolto reciproco in Assemblea Tante le iniziative messe in atto dal Comitato per reperire i fondi necessari al restauro della Chiesa della Madonna delle grazie a Sora, dalla partita di calcio tra la Nazionale Attori e le vecchie glorie del calcio del Sora, all’asta pubblica dei dipinti del maestro Gino Paradisi; dalla incisione del maestro Antonio Notari alla serata di beneficenza dei Sorani residenti a Toronto in Canadà. Venerdì 4 aprile con l’adorazione della Croce nella zona di Pontrinio, si è svolta a Sora la tradizionale Via Crucis cittadina, pensata alcuni anni fa dalla pastorale giovanile zonale per coinvolgere i giovani della città e del comprensorio. Dal 4 al 6 aprile i giovani del Gruppo Giovanni Paolo II di Pontecorvo si sono ritrovati presso il Centro di spiritualità “Suor Teresina Zonfrilli” a S.giovanni Incarico per prepararsi e preparare bene le loro attività estive. 201 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 202 Dal 6 all’11 aprile nella parrocchia di Posta fibreno in onore della Madonna della Vittoria, di cui si celebra il 50° anniversario della sua incoronazione, si è svolta la 1° parte della Missione popolare, che ha visto protagonisti i giovani e le famiglie. L’8 aprile, in occasione del 1° anniversario dell’ordinazione episcopale, l’intera Chiesa locale ha espresso i suoi sentimenti di gratitudine a Dio per il dono di Mons. Gerardo Antonazzo a guida della diocesi. “Toccata e… fuga” è quanto ha fatto il gruppo di donne e bambini eritrei approdati martedì 8 aprile nella Casa di accoglienza Aeneas, approntata dalla Caritas diocesana ad Isola del Liri d’accordo con le Istituzioni, che per fronteggiare il difficile fenomeno delle migrazioni di massa su natanti di fortuna nel Mediterraneo, ha dislocato nel territorio diversi piccoli Centri di prima accoglienza. giovedì 10 aprile gli studenti del Liceo Scientifico di Sora “Leonardo Da Vinci” nalla Sala S.Tommaso hanno animato la proposta interculturale “Ascolta, i giovani incontrano la Bibbia”, confrontandosi sul tema “Sofferenza, mistero dell’uomo, mistero di Dio”. Dopo il saluto del Vescovo, gli alunni, guidati dai proff. Carlo Giovannone e Sandra Pantanella, hanno letto brani di autori e passi del Libro di Giobbe; quindi, è stato toccato l’aspetto filosofico ed artistico con la filosofia di Pareyson e l’analisi di un dipinto di Dalì, per concludersi con don Giovanni De Ciantis, che ha presentato la prospettiva cristiana della sofferenza. Sabato 12 aprile si è svolta la prima iniziativa promossa dal Comitato promotore al fine di reperire fondi per il restauro della Madonna delle grazie: il coro “Voci dell’anima” si è esibito nella Chiesa S. Restituta a Sora nella spettacolo “Viaggio di un’anima”, intrecciando musica, immagini e racconti. La sera del 13 aprile, domenica delle Palme, a Pontecorvo si è svolta la 33° rappresentazione della Passione vivente, partendo dal Battesimo di Gesù sulle sponde del fiume Liri per concludersi dopo l’ultima cena e la preghiera nell’orto, con la crocefissione in uno scenario naturale che ben si adatta ai momenti della passione di Gesù e aiuta la meditazione. Nella stessa sera balsorano ha ripetuto con la solenne Via Crucis cittadina il cammino compiuto da Gesù dal Pretorio al Golgota, partendo dal Convento di S.Francesco fino alla parrocchia della SS.Trinità. Il Vescovo ha celebrato la Domenica delle Palme la mattina a Sora in Cattedrale e nel pomeriggio nella parrocchia S.Oliva a Pontecorvo. 202 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 203 Lunedì 14 aprile i Superiori, i docenti ed i seminaristi del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni -fondato da Papa Leone XIII nel 1897 e che dal 1914 accoglie ragazzi e giovani di 12 diocesi del Lazio sud- sono stati ricevuti in udienza particolare da Papa francesco, che nel suo intervento si è soffermato sui quattro pilastri della formazione dei futuri preti: preghiera, studio, fraternità e vita apostolica. Insieme al Vescovo erano presenti all’incontro don Domenico Buffone, in qualità di vicerettore, Mons. Alfredo Di Stefano, Filippo Carcione ed Angelo Molle, rispettivamente docenti di Liturgia, Patrologia e Storia della Chiesa. Mercoledì 16 aprile nella Cattedrale di Sora il Vescovo ha presieduto la Messa crismale, “Epifania della Chiesa, corpo di Cristo”, con il rinnovo delle promesse sacerdotali e la consegna degli Olii consacrati ai Vicari delle Zone pastorali. La comunità diocesana si è stretta intorno al suo Vescovo per la morte della sorella Ada, venuta a mancare all’alba del 17 aprile a Supersano e ne ha fatto memoria con una celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Sora. Nel suo Messaggio per la Pasqua il Vescovo ha richiamato il mistero della resurrezione di Cristo, centro e cuore della fede cristiana, ed ha annunciato la Peregrinatio Mariana di settembre, quando la Vergine bruna di Canneto visiterà tutte le parrocchie della Diocesi, invitate a riflettere sul tema del nuovo anno pastorale “Educare alla vita. Vivere è rispondere”. Il 21 aprile, lunedì dell’Angelo, nela ricorrenza del 1° anniversario del suo ingresso in Diocesi, il Vescovo ha celebrato la Messa sul Monte Asprano, dove le due comunità gemelle di Castrocielo e Colle S.Magno si incontrano ogni anno per il tradizionale Bacio delle Madonne. Con una bella cerimonia è stata riconsegnata alla città di Sora la Croce posta in Piazza Risorgimento, ricordo della missione dei Padri Passionisti nella parrocchia della Cattedrale sul finire del sec. XIX. La domenica della Divina Misericordia, il 27 aprile, il Centro pastorale della parrocchia S.Maria Assunta in Roccasecca Scalo è stato intitolato a Giovanni Paolo II, proprio nel giorno della sua canonizzazione. Il Vescovo ha presieduto la cerimonia, al termine della quale è stata inaugurata una grande statua del Papa Santo. “La buona notizia dell’amore misericordioso di Dio” è il tema scelto dai Neocatecumenali di S.Maria Assunta in Roccasecca e S.Domenico Abate in Sora per la catechesi in piazza S.Restituta a Sora nelle cinque domeniche del tempo di Pasqua, dal 27 aprile al 25 maggio, coinvolgendo i passanti con la preghiera, il canto e la danza per annunciare loro la Parola di Dio. 203 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 204 Il presidente dell’AC diocesana, Antonio Accettola, e tre consiglieri, Stefania Schettino, Agostino Errico e Orietta Sarracini, hanno preso parte alla XV Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica Italiana che si è svolta a Roma dal 30 aprile al 3 maggio sul tema “Persone nuove in Cristo. Corresponsabili della gioia di vivere”. Una ricca rappresentanza di presidenti e consiglieri diocesani e parrocchiali della nostra Diocesi ha partecipato nell’Aula Paolo VI all’udienza con Papa Francesco, che ha consegnato all’AC tre verbi: “rimanere” in Gesù e con Gesù, “andare” per le strade e “gioire” nel Signore, sempre. L’antica tradizione di recarsi a Canneto il 1° maggio si è ripetuta anche quest’anno nel fervore della fede e dell’amore per Maria. I numerosissimi fedeli, venuti anche da altre Diocesi, si sono accostati al Sacramento della Riconciliazione, hanno partecipato alla solenne Concelebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo, si sono fermati in preghiera davanti al SS. Sacramento per l’Adorazione eucaristica pomeridiana e con il canto dei Vespri hanno concluso il loro pellegrinaggio. Sabato 3 maggio, nella Chiesa del Monastero S.Lorenzo martire in Arpino, Alessandra Carrafelli, della località Vallone, ha emesso la professione perpetua dei voti nella Congregazione dei Missionari Identes, che quest’anno celebrano i 30 anni di presenza ad Arpino. Alla concelebrazione presieduta dal Presidente generale degli Identes, Padre Jesus Fernandez Hernandez con il superiore della Delegazione di Arpino, Padre Juan Lujan, erano presenti anche i missionari di Roma, ove la giovane vive ed opera. Come ogni anno, la prima domenica di maggio, il 4, la CEI ha rivolto un pressante invito per l’8xmille, come sostegno alla Chiesa cattolica e sabato 10 maggio nella Sala Mons. Facchini del Centro pastorale S.Luca a Sora si è svolto un incontro, presieduto dal Vescovo, per meglio coordinare l’opera di sensibilizzazione e di promozione per il reperimento delle risorse necessarie alle molteplici attività della Chiesa Cattolica in Italia. Sabato 10 maggio molti alunni della nostra Diocesi, accompagnati da docenti e familiari, si sono recati a Roma per l’incontro con Papa Francesco nella giornata dedicata al mondo della scuola, una vera festa con oltre 300.000 persone, che hanno occupato Piazza S.Pietro, via della Conciliazione e strade limitrofe. Il Papa, dopo aver rivolto un pensiero a don Lorenzo Milani, ha ribadito l’importanza della scuola, che è luogo di incontro, educa al vero, al bello e al bene e va amata, sempre. Domenica 11 maggio presso lo Stadio Tomei di Sora, preceduta da un’esibizione dei ballerini delle Scuole Felix Factory Dancing e Hip Hop Accademy si è svolta “La partita del cuore” tra una rappresentativa locale “Uniti per il 204 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 205 restauro” e la Nazionale Italiana Attori, allo scopo di raccogliere fondi per il restauro della Chiesa della Madonna delle grazie. Il calcio d’inizio è stato dato dal Vescovo Gerardo e la partita si è conclusa con il risultato di due a uno per la squadra ospite, che ha conqusitato il cuore degli spettatori. “Permesso, grazie, scusa”. Le parole del Papa hanno ispirato il tema della festa diocesana della famiglia, che l’Azione Cattolica ha organizzato a Canneto domenica 11 maggio, indicando la “giusta direzione dell’armonia” mediante attività e giochi con i più piccoli, confronti e riflessioni, condivisione dei lavori e del pranzo per concludere la giornata con la celebrazione eucaristica, presieduta dall’Assistente unitario don Arcangelo D’Anastasio e dall’Assistente Giovani, don Fabrizio Caucci. Nella seconda domenica di maggio, l’11, la Piazza M.T.Cicerone di Carnello ha ospitato la tradizionale festa della Mamma, promossa dal Laboratorio “Effetto Teatro”, una delle attività dell’Officina della cultura, che da anni opera in questa località ove confluiscono i tre Comuni, Arpino, Sora ed Isola del Liri. Dal 12 al 15 maggio la nostra Diocesi ha vissuto un 2° momento di fraternità con la Diocesi di Rutana nel Burundi: il Vescovo Mons. Bonaventura Nahimana e padre Abbe Nyandwi Felix, venuti in Italia per la visita ad limina, sono stati ospiti del nostro Vescovo ed è stato stilato un accordo di collaborazione nello spirito missionario per sostenere i 120 seminaristi, ripristinare luoghi di culto, avviare attività sanitarie in un clima di comunione, fraternità, solidarietà ed interscambio tra le due Chiese particolari. Il Monastero benedettino S. Andrea apostolo di Arpino ha vissuto momenti di festa e di preghiera per Suor Myriam Ioja e Suor Cristiana Cosa, in preparazione della loro professione solenne. Le due giovani monache romene del Monastero Mater Unitatis di Piatra Neamt, ospiti delle consorelle ad Arpino, hanno ricevuto domenica 11 maggio la benedizione da parte del vescovo diocesano nella Cattedrale di Sora e domenica 18 il Vescovo Paolo De Nicolò, che da sempre ha seguito e incoraggiato la costruzione del monastero in Romania, ha celebrato l’Eucaristia ad Arpino. giovedì 22 maggio, nella Chiesa S. Maria Assunta a Roccasecca si è tenuta una veglia di preghiera vocazionale, aperta soprattutto ai giovani, per accompagnare Tomas Horatio Jerez a ricevere il ministero del diaconato. L’indomani, infatti, nella Chiesa della Madonna della Libera ad Aquino il Vescovo lo ha ordinato Diacono, chiamandolo al servizio dell’altare vivente che è Cristo. Santopadre ha festeggiato il 22 maggio il suo Santo protettore, S.Folco pellegrino, uno dei quattro santi inglesi, evangelizzatori della Valle del Liri nel 205 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 206 XII secolo: Dom Ugo Tagni, abate emerito di Casamari, ne ha celebrato la memoria, sottolineandone la forte fede e la carità. Sabato 25 maggio le coppie di fidanzati che si stanno preparando al matrimonio sono state invitate presso il Centro S.Luca a Sora per un incontro di festa, conoscenza, scambio di testimonianze e momenti di riflessione. La serata, aperta con un ricco buffet e la preghiera, è stata allietata dallo spettacolo teatrale “Vista da vicino nessuna coppia è normale… fedeli comunque”, allestito da cinque coppie di fidanzati che hanno percorso l’itinerario di fede nella Parrocchia S.Maria Assunta di Sora. Martedì 27 maggio, festa di S. Restituta, patrona di Sora e della Diocesi, si è ricordato un momento drammtico, vissuto 70 anni fa in località Ponte Olmo, a Sora, con la strage di un’intera famiglia per mano di due soldati tedeschi in ritirata. A ricordo di questo tragico fatto, in cui persero la vita Giuseppe La Posta con la moglie e le due giovani figlie, è stato innalzato un monumento presso il Parco fluviale S.Domenico. giovedì 29 maggio nella Chiesa di S. Michele ad Arpino il Vescovo ha incontrato per la terza volta i sacerdoti e gli operatori pastorali di Arpino e Santopadre, rivolgendo loro una catechesi sul senso e contenuti del Tempo pasquale, provocando in loro il bisogno di rinnovarsi continuamente e mettersi sempre in discussione. Per l’occasione è stato presentato il 3° volumetto che raccoglie le omelie del parroco di Arpino, don Antonio Di Lorenzo. Il 30 e 31 maggio si è svolto l’XI convegno su “Le epigrafi della Valle di Comino”, organizzato dall’associazione “Genesi” di S. Donato Val Comino in collaborazione con il Centro Studi sorani “V. Patriarca”. La dott. Bellini, della Soprintendenza Archeologica per il Lazio, e il dott. Matteo Zagarola hanno presentato l’iscrizione ritrovata il 18 gennaio 2013 nella chiesa S. Marciano ad Atina, ove si attesta la presenza di cristiani fin dal IV secolo. Sabato 31 maggio in occasione del 70° anniversario della liberazione di Sora dall’occupazione tedesca, prwesso la Sala consiliare della città, è stato presentato il libro, curato da Romina Rea e Lucio Meglio “La Seconda Guerra Mondiale a Sora. Memorie di Padre Francesco Jannucci”, un passionista del Ritiro S.Maria degli Angeli di Sora. 206 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 207 RECENSIONI 207 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 208 208 208 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 209 P. FRANCESCO DI S. SOSIO, La seconda guerra mondiale a Sora. Memorie di Padre Francesco Jannucci c.p. In appendice Martirologio di Sora e note storiche 1943-1944 di Vincenzo Alonzi., a cura di Romina Rea e Lucio Meglio. Sora 2012. Il 30 maggio 2014, in coincidenza con il 70° anniversario della liberazione della città di Sora dall’occupazione tedesca, è stato presentato il libro La seconda guerra mondiale a Sora. Memorie di Padre Francesco Jannucci c.p. In appendice Martirologio di Sora e note storiche 1943-1944 di Vincenzo Alonzi, a cura di Romina Rea e Lucio Meglio. Il libro è la trascrizione di un memoriale di guerra, trovato dai curatori nel Ritiro di S. Maria degli Angeli di Sora, scritto dal padre passionista Francesco di San Sosio, al secolo Tommaso Jannucci, membro della congregazione sorana. Il religioso tratta principalmente i fatti di Sora all’indomani dell’armistizio, ma non manca di inquadrarli nel più ampio contesto della Seconda Guerra mondiale, di cui sono riportati gli episodi salienti. In più nel manoscritto si trovano notizie sugli altri paesi della provincia di Frosinone, su Roma e sui Ritiri passionisti della penisola. Per la ricchezza delle informazioni, il diario è un prezioso documento storico, ma la narrazione accorata, che può fare solo chi è stato protagonista e vittima di quei tragici eventi, ci offre soprattutto un documento umano. Il commovente racconto, testimoniando una volta di più la barbarie della guerra, induce a riflettere sui conflitti che ancora affliggono molti paesi e sulla necessità di operare più fattivamente a favore della pace. È lo stesso padre Francesco a fornirci la giusta chiave di lettura del suo memoriale, quando scrive: Nella storia dell’umanità non si dovrebbero scrivere certe pagine per i posteri, ovvero trovandole scritte, non si dovrebbero leggere, le si dovrebbero lacerare, poiché tali pagine suonano insulto atroce all’umanità […] ma purtroppo è vero che la storia è maestra di vita, e quindi necessaria alla sua integrità, e gli uomini devono ascoltarne le sublimi lezioni, per migliorare, dirigere se stessi, e fare del bene agli altri. Il memoriale, tuttavia, se è resoconto di sofferenza, è anche messaggio di speranza, soprattutto per gli episodi di solidarietà espressi nei confronti del compaesano come dello sfollato, del connazionale come del nemico, a riprova che nel dolore comune non esistono campanilismo, differenze sociali, né divise di diverso colore. L’autore di questo straordinario documento, dopo l’ordinazione, si dedicò prevalentemente all’insegnamento e a Sora si prodigò in mille modi per il bene 209 209 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 210 di tutti, al punto che il giorno della sua morte fu per la città “giorno di lutto universale”, come si legge nel necrologio. Notizie sulla sua vita si potranno leggere nella preziosa Introduzione di padre Giuseppe Comparelli. Il volume si chiude con un’appendice di Vincenzo Alonzi, in cui per la prima volta viene stilato l’elenco completo delle vittime civili. Il Martirologio contiene anche notizie inedite sui bombardamenti subiti dalla città di Sora, sui rifugi antiaerei e sui luoghi di sfollamento. Particolare risalto è dato all’attività dell’Ospedale civile e alle numerose infermerie tedesche presenti in città, dal momento che Sora era stata dichiarata ufficialmente “città ospedaliera”. (Romina Rea) 210 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 211 NINO NATALIZIA, Chiesa collegiata di S. Maria Assunta. Notizie storico-religiose-artistico-culturali, Arpino 2013. Questa pubblicazione sul Santuario di Santa Maria di Civita è frutto di un’appassionata ricerca durata molti anni e condotta dall’autore insieme con Piero Luigi Albery, al quale si deve il ricco corredo fotografico. Il primo merito dell’autore è l’offerta fatta alle comunità di riappropriarsi di un vasto patrimonio di cultura, di trazioni, di storia civile e religiosa racchiuso in opere d’arte sottratte all’attenzione a causa del degrado o, a dir poco, delle condizioni caotiche in cui essere erano state abbandonate. Vale la pena ricordare che il libro, al di là del valore intrinseco, è un prezioso strumento che consente di rintracciare un’eccezionale documentazione della storia della nostra comunità e della nostra città. Infatti, a qualunque epoca o contesto socio-culturale appartenga, l’arte, al di là della sua materialità, dell’estetica, del valore decorativo, della fama delle molteplici “botteghe d’arte” che l’hanno prodotta, è un’insostituibile testimonianza della vicenda esistenziale di un popolo, delle sue virtù e delle sue contraddizioni, della sua identità e del suo divenire nel variare delle epoche e dei contesti sociali, culturali e religiosi. Architettura, pietre, affreschi, dipinti, sculture, pergamene, registri, ecc …, esposti in questo libro parlano, raccontano, riportano in maniera visiva la vita e la fede della nostra gente, intrecciate, a volte in modo efficace e altre in modo discutibile, con la realtà socio-politico-culturale ed economica del territorio nel suo continuo susseguirsi fino ai nostri giorni. Un dato incontestabile e affatto trascurabile, se vogliamo capire da dove veniamo, chi siamo e come progettare il nostro avvenire. Questa pubblicazione stimolerà l’interesse dei fedeli e degli studiosi di storia locale. Una provocazione: fino a quando una città prestigiosa come Arpino, nota oltre i confini nazionali per la sua cultura e per la ricchezza delle sue risorse umane e professionali, potrà ancora ignorare che anche tutte le nostre parrocchie sono depositarie di un patrimonio artistico non meno rilevante di quello rinvenuto qui, ma purtroppo anch’esso poco conosciuto e poco valorizzato? ( A. D. L.) 211 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 212 GRAZIANO DI ROCCO, Due lampi nella notte. Dramma, in cinque atti, con musiche e canti, Balsorano 2014. Si tratta di un piccolo libretto, semplice, leggero, sincero. Si può leggere in un’ora e mezza circa. Si può meditare. Si deve meditare attentamente per un giorno intero. E’ un dramma: il dramma di due giovani appena ventenni, il dramma di una buona famiglia borghese, il dramma del borgo Meta di Civitella Roveto, il dramma di diverse generazioni di giovani di tutto il mondo, il dramma di una nazione, l’Italia, piombata nel buio assoluto della lunga notte, della tragica lunga notte, dall’8 settembre 1943 al 10 maggio 1945, fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Venti mesi di ferro e fuoco da parte dei nazifascisti e dei bombardamenti e delle devastazioni materiali, civili e morali degli eserciti alleati. Due lampi nella notte è un dramma con monologhi nel prologo e nell’epilogo, scritto da Graziano Di Rocco ( socio del Circolo Pensionati di Balsorano e amico del Centro di Studi Sorani V. Patriarca ) per gli studenti delle scuole medie superiori. E’ una lezione di vita per la vita. I nostri giovani, i giovani di tutto il mondo, devono conoscere e ricordare sempre le sofferenze del popolo italiano e di tanti altri popoli innocenti coinvolti in quel tragico periodo storico. I giovani devono sapere e ricordare sempre che la pace, la libertà individuale e collettiva, la democrazia non sono doni naturali gratuiti. Esse sono un bene prezioso che si conquista e si difende, con tanti sacrifici, lavorando, studiando ed esercitando tutte le virtù morali e civili, in particolare la “ carità “ , fino a donare la vita per i propri fratelli come hanno fatto Mario e Bruno Durante, personaggi principali del dramma. Questi due giovani eroi hanno sacrificato la loro giovane esistenza, nel bel sole di maggio e nell’età più bella dell’amore, per salvare il fratello minore Faustino e per non condannare il borgo Meta alle atroci repressioni dei nazifascisti. (G. D. R.) 212 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 213 DIONIGI ANTONELLI, L’antica Chiesa parrocchiale e collegiata di S. Maria Assunta di Picinisco. Tempio di stile romanico. Studi dal 1110 al 2000, Arti grafiche Pasquarelli, Picinisco 2013, 192 pp. Un libro di storia locale, esemplare per ricerca e metodologia, scritto da mons. Dionigi Antonelli con l’intento della comunicazione conoscitiva ed educativa, dedicato “al popolo di Picinisco... affinché conservi perennemente viva nel cuore la fede degli Avi... ed accresca l’amore per questa vetusta chiesa di S. Maria sacrario delle memorie più care... e che tra le glorie del passato custodisce i resti mortali dei nostri amati congiunti, che qui riposano sotto lo sguardo materno della Vergine Assunta in Cielo in attesa della Risurrezione”. Il titolo dell’opera annuncia già il carattere interdisciplinare della ricerca che coniuga storia, religione e storia dell’arte, anche se, esplorando le pagine, il lettore potrà notare che il novero delle materie trattate si allarga dalla musica alle tradizioni popolari, dall’archeologia all’epigrafia. Ne emerge un lavoro che conferma la preparazione enciclopedica dell’autore. In undici capitoli, mons. Dionigi Antonelli ripercorre in ordine cronologico la storia della chiesa si S. Maria Assunta in Picinisco, la cui prima notizia documentata si ricava dalla Bolla del papa Pasquale II dettata in data 9 febbraio 1110 al vescovo Goffrido di Sora per la conferma dei confini della Diocesi governata dal destinatario. Dall’elenco delle chiese inglobate nei suddetti confini, la Chiesa di S. Maria di Picinisco, inizialmente a navata unica, di stile romanico, figura al quarto posto tra le dieci della Val Comino espressamente menzionate e poiché si parla a tal proposito di “diritto di proprietà del vescovo”, si è indotti a pensare che detta chiesa sia stata di fondazione vescovile e non monastica. Chiesa primaria e parrocchiale del paese per tutto il Basso Medioevo, con il crescere della popolazione e con l’erezione di nuove chiese, essa cominciò a perdere gradualmente il suo antico prestigio a vantaggio della chiesa di S. Lorenzo, posta nel centro dell’abitato e quindi più accessibile a tutti. Nonostante ciò non è mai venuto meno il suo ruolo di chiesa cimiteriale, continuando il popolo di Picinisco a celebrarvi le esequie dei propri cari defunti e a inumarvi le loro spoglie mortali. E’ così che nel 1845, in seguito alla disciplina cimiteriale maturata tra l’editto napoleonico di Saint Cloud e il decreto regio del sovrano Borbonico Fernando I, si volle posizionare proprio qui, al lato della chiesa, il cimitero cittadino. I restauri, effettuati nel corso del XX secolo, hanno reso la struttura un gioiello architettonico della Val Comino. La trattazione si conclude con un’Appendice di “Antiche canzoncine popolari alla Madonna”, indimenticabili ricordi d’infanzia che l’autore ha trascritto sul pentagramma. L’apparato critico è notevole, giacché ogni capitolo è corredato da una media di 30 note: ciò a voler sottolineare che ogni affermazione è basata su fonti storiche, spesso inedite, o approfondita con bibliografia selezionata di alta qualità investigativa. (Angelo Molle) 213 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 214 Quaderni del Santuario di Canneto. Temi di riflessione mariana, 10 (2014), Arte Stampa, Roccasecca, 160 pp. Termina con questo numero la prima serie dei “Quaderni”, che per un decennio ha avuto, come filo conduttore degli articoli ospitati, “temi di riflessione mariana”, cercando, attraverso una serie di iniziative, il dialogo costante tra le realtà ecclesiali di base e il mondo accademico della ricerca scientifica, al fine di ottimizzare la sinergia tra fides et ratio, nell’orizzonte di un’educazione permanente dei fedeli ad uno stile di vita tradotto operosamente in caritas. Su questi registri si muove magistralmente, a felice sintesi dell’obiettivo perseguito, l’articolo d’apertura del presente numero a firma del nuovo vescovo, mons. Gerardo Antonazzo. Sulla scia di una blasonata tradizione patristica, l’odierno pastore di Sora-Aquino-Pontecorvo, a celebrazione della chiusura dell’Anno della Fede (2012-2013) proclamato da Benedetto XVI, ripropone l’icona spirituale di Maria come “mensa intellettuale della parola”, puntualizzandola, attraverso ricche spigolature attinte dal più recente Magistero, quale massimo modello ideale del fedele dinanzi al mistero di Dio che chiama generosamente tutti al dialogo con Lui, per sollecitare ciascuno responsabilmente ad una risposta sincera e matura della mente e del cuore. Ma l’anno appena trascorso ha vissuto un altro evento d’incidenza capitale nella storia della Chiesa contemporanea: l’avvicendamento di Papa Francesco sulla cattedra di Pietro. Non poteva, dunque, mancare un intervento, affidato per la circostanza alla penna di don Giuseppe Basile, sullo straordinario rapporto del nuovo Pontefice con la Vergine Madre di Dio, rapporto che, a sviluppo implicito del tema precedente, fonde mirabilmente la profondità intellettuale del teologo esperto con la devozione di chi interpreta nel modo più genuino il senso della pietà popolare: il tutto con la sapiente e avvincente comunicazione di un’anima eletta, quotidiana incarnazione vivente del “Magnificat”, che capovolge le umane convenzioni, testimoniando un Dio, che «ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili». Alle celebrazioni di respiro universale, il Consiglio Redazionale ha voluto affiancare la memoria di ricorrenze caratterizzanti la coordinata locale, in particolare la storia recente del nostro Santuario, e specificamente il primo quinquennio al traguardo dalla prima programmazione del Piano di Protezione Sanitaria per l’annuale festa della Madonna di Canneto e i 30 anni dalla solenne riapertura dell’edificio al culto, dopo l’ultima ristrutturazione globale progettata a suo tempo dal compianto vescovo mons. Carlo Minchiatti. Del primo evento attesta le dinamiche del decollo e gli sviluppi successivi quel protagonista di primo piano, che è stato e continua ad essere il prof. Luigi Di Cioccio. È consegnata, invece, a don Mario Zeverini la rievocazione dell’altro evento, che lo 214 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 215 stesso assaporò con la trepidazione e l’entusiasmo propri di tutto il clero diocesano dell’epoca: la sua testimonianza, segno di avvicendamenti generazionali, è rinviata alle ultime pagine che chiudono questa prima serie dei “Quaderni”, lasciando il cantiere aperto all’apporto di nuove energie per il necessario aggiornamento della missione dopo una stagione decennale. Il complesso degli articoli, in base ad un impegno preso dal Consiglio Redazionale nel precedente numero dei “Quaderni”, si esaurisce con la pubblicazione della seconda parte del saggio offerto dalla prof. Daniela De Rosa per ricordare il VI Centenario dalla dedicazione della chiesa fiorentina di S. Maria del Fiore, parte che, proseguendo sullo sfondo storico della pietà mariana nel capoluogo toscano, inizia con un paragrafo sulle società caritative e oranti avviate localmente nel nome della Vergine sotto l’impulso spirituale di Pietro da Verona, felice coincidenza con i 760 anni dalla sua canonizzazione. Chiude, come sempre, il Rettore, curando la Documentazione che, quasi a catena ideale con l’esordio dell’ultimo articolo, s’avvia per la circostanza con una scheda biografica del prof. Filippo Carcione sul Martire domenicano [29 aprile 2013], titolare di una sua fortuna cultuale anche in varie comunità della nostra Diocesi. Seguono una lezione del prof. Angelo Molle sul significato del Rosario [23 luglio 2013], all’inizio di un campo-scuola organizzato nella Valle di Canneto dalla Parrocchia roccaseccana di S. Maria del Carmine in S. Margherita per la formazione permanente dei propri giovani, e la presentazione della prof. Clelia Giona riguardante il IX numero dei “Quaderni” [11 agosto 2011], durante l’annuale Giornata di Studi promossa dal Santuario. (Angelo Molle) 215 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 216 Quaderni del Santuario di Canneto. Temi di riflessione mariana, 1-10 (2005-2014), Arte Stampa, Roccasecca Il Santuario di Canneto, per il decennio 2005-2014, ha voluto affiancare al già collaudato “Bollettino”, con cui notifica quadrimestralmente la propria attività, una prima serie di “Quaderni” (in tutto dieci numeri), con un duplice scopo: 1) far crescere di qualità la comunicazione del messaggio spirituale, al fine di edificare un sempre più maturo popolo di Dio; 2) valorizzare la memoria storica, che costituisce la carta d’identità per la Chiesa di Sora-AquinoPontecorvo e diviene “accidente proprio” di quel messaggio. La materia trattata, infatti, ha mirato a coniugare in un quadro d’insieme, organicamente legato dal “leit motiv” mariano, contributi speculativi su questioni di respiro universale con indagini d’interesse territoriale, suggerendo prospetti aventi ricaduta anzitutto sulla formazione degli operatori pastorali ma, al tempo stesso, utili a promuovere sempre più lo studio del nostro ieri, che, quanto più si conosce, tanto più prepara a vincere le sfide dell’oggi, per la costruzione di un domani migliore. L’attività dei Quaderni ha sperato di incarnare anzitutto in proprio i messaggi ecclesiali di cui era latrice, sollecitando senza sosta una comunione delle energie, dalle parrocchie alle Università, che, con le loro diverse esperienze, anche non confessionali come le agenzie statali, potevano qualificare e arricchire i lavori in corso, stimolando lo studio, la ricerca e la formazione reciproca attraverso il dialogo tra le parti costante e incisivo. Ci si è mossi, dunque, in un orizzonte, che, partendo dalle risorse della Chiesa locale, chiamasse a raccolta il territorio interregionale, cui si riferisce il Santuario, lasciando ovviamente fluidi i confini per popolazioni, che, tra l’altro, hanno impiantato nel tempo significative colonie agli angoli più remoti della terra. La statistica autorizza a godere di qualche dato. In tutto sui Quaderni sono stati ospitati 96 contributi tra editoriali, articoli e documentazione. Risultano aver collaborato in primo luogo i quattro Vescovi succedutosi alla guida della Diocesi di SoraAquino-Pontecorvo (mons. Lorenzo Chiarinelli, mons. Luca Brandolini, mons. Filippo Iannone, mons. Gerardo Antonazzo) e, con essi, ben 19 sacerdoti afferenti alla medesima realtà diocesana. Al clero locale i numeri allegano complessivamente un vescovo, mons. Antonio Santucci, e 10 sacerdoti di altre realtà ecclesiali, con variabile geografica che va dalla limitrofa Abbazia di Montecassino alla più lontana diocesi di Bergamo, e con impegno differenziato, che parte dalla pastorale di base per arrivare ai più alti livelli nazionali, come testimonia la firma di don Domenico Pompili, sottosegretario della Conferenza 216 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 217 Episcopale Italiana. Nell’impresa si è, poi, riusciti a coinvolgere voci di ben 6 strutture universitarie, e cioè: a) l’Università “La Sapienza” di Roma; b) la Pontificia Università Gregoriana; c) la Pontificia Università Lateranense; d) la II Università di Roma-Tor Vergata; e) la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale; f) l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, che nel tempo ha offerto ai Quaderni la partecipazione più consistente con 11 unità tra docenti e dottori di ricerca. Agli Atenei si aggiungano ancora, con speciale attestato di merito, altre due istituzioni accademiche che hanno seguito e sostenuto con assiduità l’iniziativa fin dal principio: a) l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni, ove la Diocesi è al momento attiva con quattro docenti; b) l’Istituto Superiore di Scienze Religiose «S. Roberto Bellarmino» di Capua. Non è mancato, inoltre, l’apporto fecondo del laicato diocesano più attivo nel mondo della cultura e delle professioni: così il prof. Luigi Di Cioccio, Presidente Nazionale dei Geriatri Ospedalieri, responsabile del presidio sanitario a soccorso dei pellegrini nei giorni della grande festa; così il Preside Luigi Gulia, espressione autorevole di un mondo scolastico servito con una lunga e onorata carriera terminata come dirigente del Liceo Scientifico di Sora, studioso ben noto alla comunità scientifica internazionale per l’eccellente lavoro svolto attraverso il Centro Studi Sorani “Vincenzo Patriarca”. Anche la quota rosa lascia, infine, il suo segno, con 6 autrici: per la cronaca, due docenti universitarie, una ricercatrice, un dirigente scolastico, una professoressa di liceo e una suora appartenente a quelle gloriose Figlie della Carità, storiche interpreti di un prezioso servizio al Santuario. Il tutto si deve alla guida sapiente del rettore don Antonio Molle e all’impegno costante del Consiglio Redazionale: mons. Dionigi Antonelli, prof. Filippo Carcione, prof. Giovanni Mancini, prof. Angelo Molle, mons. Vincenzo Tavernese († 21 dicembre 2012). (Angelo Molle) 217 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 218 218 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 219 ,SOMMARIO DOCUMENTI DELLA CHIESA UNIVERSALE Lettera alle famiglie Come si diventa sacerdote Discorso di Papa Francesco alla CEI Congregatio de cultu divino et disciplina sacramentorum Pag. » » » 5 7 9 18 » 21 » 23 » 25 - OMELIE Omelia per la solennità di Maria Santissima Madre di Dio Omelia per la solennità dell’Epifania del Signore Omelia per la celebrazione ecumenica Omelia per la Giornata della Vita e Giornata per la Vita consacrata Omelia per la Festa della Madonna della Fiducia Omelia per la celebrazione delle Ceneri Omelia per il precetto pasquale dei Militari e Interforze Omelia per la Domenica delle Palme Omelia per la Messa Crismale Omelia per il Giovedi Santo Omelia per la S. Messa in suffragio della sorella Ada Omelia per la benedizione delle monache benedettine Omelia per l’ordinazione diaconale di Tomas Jerez Omelia per la solennità di Santa Restituta » » » » » » » » » » » » » » 37 40 43 47 51 54 58 61 64 69 72 75 78 82 - DECRETI Statuto del Consiglio Pastorale Diocesano Regolamento del Consiglio Pastorale Diocesano Nomine » » » 89 91 94 DOCUMENTI DELLA CHIESA ITALIANA Conferenza Episcopale Italiana - Consiglio Permanente Roma 27-28 gennaio 2014 - Comunicato Finale (estratto) Conferenza Episcopale Italiana - Consiglio Permanente Roma 24-26 marzo 2014 - Comunicato Finale (estratto) 66ª Assemblea Generale Roma 19-22 maggio 2014 - Comunicato Finale ATTI DEL VESCOVO 219 219 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 220 - LETTERE Ai membri del Consiglio Pastorale Diocesano Al Vicario Generale - Ai Vicari episcopali zonali Ai Direttori Uffici pastorali diocesani Per una conversione pastorale e missionaria Pellegrinaggio regionale ad Assisi 4 ottobre 2014 Carissimi Sacerdoti, Diaconi, Consacrati, Operatori Pastoralie Fedeli Laici Elezioni Amministrative Missione in Val Comino Lettera ai sacerdoti per la S. Messa Crismale Commissione per la Peregrinatio Mariana La vita come vocazione - vivere e rispondere Convegno Pastorale Diocesano - MESSAggI Messaggio per la S. Pasqua - ARTICOLI - INTERVENTI Intervento all’Assemblea Diocesana Elettiva di Azione Cattolica Commissione Regionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Respice Stellam, Voca Mariam Un anno di episcopato (Intervista di Gianni Fabrizio) Prefazione al libro “Archivio storico della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo” - AgENDA PASTORALE Pag. 97 » » » 99 100 106 » » » » » 107 109 111 112 114 » 115 » 119 » » » » 123 125 129 131 » 135 » 137 » » » » » » » » 149 150 152 153 154 155 162 166 ATTI DEgLI UffICI E CENTRI PASTORALI Il Moderatore della Curia Diocesana Santa Messa Crismale - Chiesa Cattedrale di Sora Servizio per la promozione del sostegno economico alla chiesa Comunicato stampa Giubilei sacerdotali Verbali del Consiglio dei Vicari Consiglio Pastorale Diocesano Attività del Seminario Diocesano 220 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 221 Ufficio per l’Evangelizzazione e la Catechesi - IRC Ufficio Liturgico Ufficio Pastorale Familiare Caritas Diocesana - Migrantes Avvento di fraternità 2013 - Quaresima di carità 2014 Azione Cattolica Diocesana Pag. » » » » » 168 169 170 173 177 180 PER LA STORIA DELLA DIOCESI “Laudatio Presbiteralis” (I): Don Dante Gemmiti » 185 MOMENTI DI VITA DIOCESANA » 191 » » » 209 211 212 » » » 213 214 216 RECENSIONI P. Francesco di S. Sosio “La seconda guerra mondiale a Sora” Nino Natalizia “Chiesa Collegiata di S. MAria Assunta” G. Di Rocco “Due lampi della notte” Dionigi Antonelli“L’antica Chiesa parrocchiale e collegiata di S. Maria Assunta di Picinisco” “Quaderni del Santuario di Canneto” - 10 “Quaderni del Santuario di Canneto” - 1-10 221 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 222 222 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 223 RES ET ACTA DOCUMENTAZIONE DI VITA DIOCESANA Direzione - Redazione - Amministrazione Curia Vescovile - Sora Tel. 0776/831082 - fax 0776/820160 - www.diocesisora.it E-mail: [email protected] Da conservarsi nell’archivio parrocchiale Stampato in proprio In copertina: Francesco Villamena (1564 circa–1624), particolare Ritratto del cardinale Cesare Baronio (1538-1607) Grafica di Gabriele Pescosolido 223 Bollettino_GENNAIO_MAGGIO_2014:Layout 1 10/11/14 20:20 Pagina 224 224