Quaderno n° 6
SARDEGNA
Consulenza tecnica di Donato Sabato ed Emilio Lagrotta
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
APPROCCIO AL PROBLEMA
La struttura geologica della Sardegna si distingue nettamente dal resto dell’Italia ed anche dalla Sicilia, infatti essa poggia su una piattaforma (come la Corsica) con abbondanza di rocce granitiche e basaltiche che rendono abbastanza stabile il territorio.
La diversità tra le due grandi isole italiane presenta molteplici aspetti, soprattutto fisici ed ambientali: ad esempio la Sicilia è “legata” al territorio continentale, nel senso
che le sue principali catene montuose (Peloritani, Nebrodi, Madonie) altro non sono
che prosecuzione dell’Appennino Meridionale.
La Sardegna invece offre una grande varietà di paesaggi naturali - coste alte e frastagliate - accanto a zone basse e paludose.
Da segnalare la unicità dei paesaggi naturali, in zone incontaminate che peraltro ancora ospitano alcune specie di animali piuttosto rari (mufloni, grifoni e rarissime foche
monache).
È dominante, eccetto le zone montuose più elevate, il clima mediterraneo.
La scarsità delle precipitazioni, che si è accentuata negli ultimi 20 anni, unita a corsi
di acqua brevi a regime torrentizio rendono la vita in questa regione, nei periodi particolarmente siccitosi, molto penalizzata per la difficoltà nella irrigazione, nell’allevamento del bestiame ed anche nell’alimentazione della popolazione residente.
La regione è bagnata ad Est dal Mar Tirreno, a Sud dal Mar Mediterraneo, ad Ovest
dal Mare di Sardegna ed a nord dalle Bocche di Bonifacio.
Presenta una netta prevalenza collinare (68%) e montana (14%), a sud ovest del Campidano si sviluppano i rilievi del Sulcis e dell’Inglesiente, proseguendo verso Nord-Est
la regione montuosa culmina nel Gennargentu (Punta la Marmora - 1834 m.).
Più a nord si incontrano le catene del Marghine e le catene del Goceano, i Monti di Alà
ed il Monte Limbara (1362 m.).
Le zone pianeggianti rappresentano il 18% del territorio regionale, l’unica vera pianura, di tipo alluvionale è quella del Campidano che si estende dal Golfo di Oristano fino
a quello di Cagliari.
Meno importante è la pianura fra Porto Torres ed Alghero, denominata la Nurra.
I principali corsi d’acqua sono il Flumendosa ed il Cedrino che sfociano nel Tirreno, il
Coghinas ed il Tirso che sfociano nel Mare di Sardegna, il Flumini-Mannu che sbocca
nel Golfo di Cagliari.
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
La popolazione residente nell’isola, nell’ultimo censimento, risulta di circa 1.650.000
unità, con tendenza alla stazionarietà.
L’approvvigionamento idrico per i tre settori fondamentali di utenza (civile - industriale - agricolo irriguo) utilizza, per la maggior parte, acque superficiali, immagazzinate e regolate da oltre 50 invasi artificiali.
Le acque sotterranee sono utilizzate soprattutto per fabbisogni locali e la reale entità
delle risorse disponibili è tutt’oggi ancora incerta; si presume comunque limitata anche
perché in diversi territori costieri da qualche tempo si è manifestata la salinizzazione
progressiva delle falde.
La stessa disponibilità dei volumi idrici derivabile dagli invasi esistenti non può prescindere dalla considerazione che dalla metà degli anni ottanta è in atto nell’isola una
sensibile diminuzione delle precipitazioni
Questa drammatica “rottura” climatica, imprevedibile anche con i più sofisticati
modelli idrologici, si inserisce in un quadro geografico più generale di riduzione delle
piogge, in atto da circa un ventennio nei territori rivieraschi e nelle isole del Mediterraneo Occidentale.
Per avviare a soluzione definitiva il problema del deficit di risorse idriche ancora molto
elevato, la Regione ha approvato recentemente il Piano Stralcio direttore di bacino
che ha analizzato in profondità il problema ed ha individuato le modalità di soluzione,
sia nel reperimento di nuove risorse idriche, sia nella riduzione dei consumi nell’irrigazione nonché delle perdite nelle reti acquedottistiche.
Il territorio della Sardegna viene suddiviso in sette sistemi di intervento e precisamente:
1. Sistema Posada - Cedrino, caratterizzato da un deficit idrico di 16
Mmc/anno, che può essere recuperato con la costruzione e il completamento di
dighe di ritenuta previste nell’ambito del documento di base elaborato per la
definizione dell’Accordo di Programma Quadro Risorse Idriche
2. Sistema Cixerri, caratterizzato da un deficit di acqua di circa 36 Mmc/anno,
a cui si prevede di ovviare con la costruzione di traverse, l’interconnessione tra
invasi esistenti, il recupero dei reflui del depuratore consortile di Iglesias e il trasferimento di risorse da altra area, interventi tutti contemplati nel documento di
base elaborato per la definizione dell’Accordo di Programma Quadro Risorse
Idriche.
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
3. Sistema Gallura, caratterizzato da un deficit di 15 Mmc/anno, che viene
superato con la previsione nel documento di base elaborato per la definizione
dell’Accordo di Programma Quadro Risorse Idriche e nel Piano d’Ambito attraverso la interconnessione tra gli invasi esistenti, nonché con la proposta derivante dall’attuazione della Legge Obiettivo di un trasferimento di acqua dalla Corsica alla Sardegna utilizzando l’invaso del Liscia e quello di Coghinas
4. Sistema Nord-Occidentale, caratterizzato da un deficit idrico di 35
Mmc/anno, facilmente superabile con l’utilizzo di reflui tratti dai depuratori di
Porto Torres, di Sassari e di Alghero, con la realizzazione della diga di Badu Crabolu e la realizzazione della condotta di trasporto; interventi previsti nel documento di base elaborato per la definizione dell’Accordo di Programma Quadro
Risorse Idriche e nel Piano d’Ambito, nonché nella costruzione delle infrastrutture strategiche previste dalla Legge Obiettivo con i collegamenti dell’invaso di
Coghinas all’invaso di M. Lerno e di questo con il bacino del Tirso.
5. Sistema Tirso, contraddistinto da un sostanziale equilibrio tra fabbisogni idrici e disponibilità, ma capace di accumulare elevati volumi d’acqua nel grande
invaso Cantoniera - Omodeo, che tuttavia trova difficoltà a riempirsi con gli
apporti del bacino sotteso. Per cui si prevede di trasferire le risorse idriche recuperate da altri corsi d’acqua e con una serie di interventi previsti nel documento
di base elaborato per la definizione dell’Accordo di Programma Quadro Risorse
Idriche e con il proposto collegamento M. Lerno - Tirso contemplato dalla Legge
Obiettivo.
6. Sistema Sud Sardegna, caratterizzato da una forte richiesta di acqua valutata in circa 424 Mmc/anno e da un’enorme deficit di circa 101 Mmc/anno, che si
prevede di superare con il trasferimento di risorse dal bacino del Tirso e con il
recupero di fluenze libere, attraverso la costruzione di traverse e sbarramenti su
fiumi e torrenti, mediante interventi previsti nel documento di base per la definizione dell’Accordo di Programma Quadro Risorse Idriche e con la Legge Obiettivo.
7. Sistema Sulcis, caratterizzato da una domanda modesta di 27 Mmc/anno, cui
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
corrispondono disponibilità altrettanto trascurabili, tali da determinare comunque un deficit di 15 Mmc/anno, a cui si prevede di ovviare con il recupero di
reflui, la costruzione di un dissalatore ed il trasferimento di risorse dal Tirso.
In definitiva si può affermare che il forte deficit idrico della Sardegna, aggravato negli ultimi anni da una notevole diminuzione degli afflussi superficiali , è
concentrato nel Sud dell’isola, in cui più pressante è la richiesta di acqua sia per
la presenza di aree irrigue sia per l’alta densità demografica.
GEOLOGIA E OROGRAFIA
La Geologia della Sardegna si caratterizza per una prevalenza di rocce paleozoiche, che in superficie si estendono per 13.000 chilometri quadrati circa e che sono
rappresentate da scisti metamorfosi e da graniti.
Le formazioni scistose sono costituite essenzialmente da gneiss e migmatiti e
affiorano nei settori montuosi della Nurra, della Barbagia, dell’Ogliastra, del Sarcidano, del Sarrabus e del Sulcis-Inglesiente.
I massicci montuosi del Gennargentu e del Monte Rasu sono formati da scisti,
mentre la catena del Limbara è costituita da graniti.
Le formazioni mesozoiche e terziarie occupano i restanti 11.000 chilometri quadrati dell’Isola.
I terreni del Mesozoico sono formati essenzialmente da banchi calcarei e dolomitici e costituiscono l’altopiano del Sarcidano, il Sopramonte di Orgosolo, Oliena,
Dorgali e Urzulei nonché i bastioni costieri del Golfo di Orosei e di Baunei.
I terreni di Terziario occupano la grande fossa sarda, che si estende dal Golfo di
Arisana al Golfo di Cagliari, comprendono in pratica i settori collinari, o pianeggianti, dal Turritano Anglona, Logudoro, Campeda alla valle del Tirso, al Campidano e alla piana della Marmilla.
Rocce laviche sono presenti nella Valle del Cedrino, nel Golfo di Orosei e nell’Ogliastra costiera oltre che nei pianori e altopiani di Pozzomaggiore, Bonorva e Macomer.
Terreni del Quaternario costituiscono le formazioni alluvionali e le pianure di
Campidano, di Cagliari e Oristano nonché i litorali delle foci del Flumendosa, del
Rio Picocca e del Rio Quirra.
Data la netta prevalenza delle formazioni impermeabili, quali scisti, graniti,
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
basalti e sedimenti clastici del Terziario e del Quaternario, la Sardegna non ha
abbondanza di acque di falda, che si creano con la percolazione nel sottosuolo
delle piogge.
In compenso il suolo sardo si presta all’impianto di invasi artificiali, a motivo
delle caratteristiche impermeabili dei terreni.
Secondo una stima grossolana riportata da vari documenti della Sardegna, oltre
l’85% del territorio isolano ha bassa permeabilità, mentre il 5% della superficie,
dominata dalle argille, è assolutamente impermeabile.
I terreni permeabili, costituiti da formazioni calcaree e dolomitiche o da depositi
sciolti di origine alluvionale e di frana, rappresentano appena il 10% dell’isola.
La Sardegna ha configurazione orografica molto varia, che si caratterizza per
rilievi montuosi anche notevoli, per la presenza di altopiani e pianori, per la diffusione del paesaggio collinare e di ampie pianure alluvionali, a cui si affiancano
estese vallate di origine tettonica e valli strette di erosione, profondamente incassate, come quelle del Flumendosa, del Flumineddu e del Temo.
I rilievi montuosi principali, originati per sollevamento del basamento granitico,
sono il Gennargentu con la punta massima a quota 1834 metri s.l.m., il massiccio
di Limbara che raggiunge i 1362 metri s.l.m., le catene del Marghine, del Gonario e dei Monti di Alà, le montagne del Serpeddi e dei Sette Fratelli con altitudine massima rispettivamente di 1062 metri s.l.m. e 1023 metri s.l.m. ed i massicci
del Sulcis-Iglesiente.
Notevole importanza hanno gli altipiani, che sono le forme di rilievo dominanti
nell’isola e che rappresentano grandi superfici di spianamento, più o meno estese.
Interessanti sono gli altopiani granitici che si estendono dal Limbara al Gennargentu e quelli trachitici dell’Anglona, del Logudoro, del bacino del Temo e delle
valli del Tirso.
Sono invece di natura basaltica gli altopiani di Calpeda e Albasanta e di natura calcarea quelli delle Barbagie e dei Supramonti di Orgosolo, Oliena, Urzulei e Baunei.
La piana del Campidano è l’area economicamente più ricca della Sardegna e la
pianura più estesa: infatti ha uno sviluppo di circa 110 km da Cagliari a Nord di
Oristano con una larghezza variabile tra 15 e 21 km.
L’altra pianura è quella della Nurra, che si estende dal golfo dell’Asinara alla rada
di Alghero.
Di minore estensione sono le pianure della valle di Cixerri, del Rio Palmas e di Olbia.
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
LA PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE
A causa della struttura geologica, il territorio della Sardegna si caratterizza per la scarsità delle acque di falda e per l’esigenza di fare assegnamento quasi esclusivamente
sulle acque di superficie, dipendenti dalle precipitazioni e dalla presenza di serbatoi
artificiali.
Poiché, nonostante la diffusione di invasi sparsi per tutta l’isola, da tempo la Sardegna
ha sofferto di scarsezza d’acqua, la Regione ha profuso notevole impegno nella programmazione delle risorse idriche, al fine di razionalizzare l’uso ed assicurare il soddisfacimento dei fabbisogni, sfruttando le opportunità offerte dall’assetto idrografico.
La prima pianificazione nel settore idrico risale al 1985, allorché fu redatto il Piano
Acque, che censiva i fabbisogni e le disponibilità sulla base dei dati di pioggia rilevati dal 1922 al 1975 nelle numerose centrali pluviometriche sparse per tutta l’isola.
Già allora emergeva una forte carenza di acqua rilevata dallo stato delle opere di
ritenuta delle traverse e veniva avanzata una articolata proposta di interventi finalizzati all’accrescimento della risorsa idrica. In relazione alla constatazione della
riduzione delle precipitazioni verificatasi intorno agli anni ‘90 e aggravatasi successivamente, veniva aggiornata la previsione delle disponibilità di acqua e conseguentemente il piano delle opere subiva una notevole modifica con la stesura
del “documento di base quale proposta per la definizione dell’accordo di programma quadro risorse idriche”, approvato dalla Giunta Regionale con delibera n.
35/5 del 17 agosto 2000.
Intanto con D.P.C.M. del 12.12.2001 lo stato di emergenza idrica in Sardegna, proclamato nel 1995, veniva prorogato fino al 31 dicembre 2003.
Con Ordinanza del Ministro dell’Interno, delegato per la Protezione Civile, n. 3196 del
12 aprile 2002 venivano conferiti poteri speciali al Commissario Governativo-Presidente della Giunta Regionale.
Il Commissario Governativo provvedeva ad approvare il Piano d’Ambito, di cui all’art.
11 della legge 5.1.1994 n. 36, con Ordinanza n. 321 del 30.9.2002.
Nell’allegato 2 di detto Piano, nella premessa erano svolte le considerazioni che si
riportano, al fine di far risaltare l’affannosa ricerca dell’equilibrio tra domanda e disponibilità d’acqua:
“Ciò risulta ancora più vero per la regione Sardegna, dove la gran parte dell’alimentazione idropotabile proviene da schemi idrici multisettoriali mediante la captazione e
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
regolazione delle risorse idriche superficiali in grandi serbatoi di accumulo.
Si è, pertanto, ritenuto necessario inquadrare la situazione attuale del bilancio idrico
regionale e ripetere la verifica per un orizzonte temporale, posticipato rispetto ad oggi
di circa 2-3 anni, corrispondente all’ipotesi di completamento di tutte le opere in
costruzione o prossime all’appalto e di perfezionamento del programma di invaso sperimentale per i serbatoi artificiali di recente costruzione o risanamento.
Come si potrà rilevare, anche in tale scenario, pur avendo ipotizzato un’importante
riduzione dei fabbisogni unitari di ciascun settore di prelievo, considerati attuati tutti
gli interventi di razionalizzazione del sistema, l’equilibrio del bilancio idrico regionale non è garantito.
Tale disavanzo, ovviamente, si ripercuote in prima battuta sulla disponibilità d’acqua
per il settore agricolo, essendo prioritarie le idroesigenze per il consumo umano. Tuttavia si deve sottolineare che le caratteristiche idrologiche della Sardegna e la correlata struttura del sistema infrastrutturale di approvvigionamento idrico multisettoriale
rendono vulnerabili, in condizioni di deficit strutturale, tutte le utenze e determinano
le premesse per lo sviluppo di un pesante conflitto tra i diversi usi.
Risulta quindi necessario provvedere alla individuazione delle azioni da intraprendere
al fine di diminuire il peso derivante dall’uso della risorsa da parte del settore civile nei
confronti dei settori concorrenziali.
A tale riguardo si è effettuata una ricognizione che ha portato ad individuare le opere
infrastrutturali previste a vario titolo nella programmazione regionale e nazionale del
settore:
• “Documento di base quale proposta per la definizione dell’Accordo di Programma
Quadro-Risorse Idriche “ (A.Q.P.) approvato con Deliberazione Giunta Regionale n.
35/5 del 17 agosto 2000
• Ripartizione risorse aree depresse delibera CIPE n. 4/1999, n. 14/2000e n. 138/2000
D.G.R. 36/48 del 23.10.2001
• Legge Obiettivo: Programma Sistemi Idrici - Delibera Cipe n. 121/2001.
A partire da tali documenti si è delineato un quadro di interventi ritenuti possibili al
fine di conseguire l’equilibrio del bacino idrico a livello regionale così da minimizzare i fattori di criticità del servizio idropotabile.
Si sottolinea, tuttavia, che non è stata effettuata una puntuale selezione fra le diverse
alternative, basata su parametri che consentissero uno specifico ordinamento preferenziale delle diverse soluzioni infrastrutturali, in quanto la definizione delle variabili
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
decisionali da ottimizzare nel campo delle opere multisettoriale non poteva essere di
competenza di un piano di settore quale il Piano d’Ambito. Né sono state inserite ulteriori configurazioni che, anche a seguito dell’evoluzione dei parametri fisico climatici
e dell’approfondimento di un’analisi integrativa degli impatti sono state individuate ma
non ancora compiutamente definite.
Tale documentazione rappresenta, pertanto, uno scenario possibile, fermo restando
che la scelta delle più puntuali strategie di intervento sui sistemi idrici multisettoriali è affidata a piani gerarchicamente superiori al Piano d’Ambito e specificatamente al Piano Stralcio di bilancio di Gestione delle risorse idriche. In tale scenario di idroesigenze e di sviluppo infrastrutturale, nell’ipotesi della persistenza
delle condizioni climatiche degli ultimi due decenni (senza ulteriori riduzioni degli
apporti meteorici), l’equilibrio del bilancio idrico, su base regionale viene sostanzialmente raggiunto.
Come detto tale equilibrio consegue a una consistente riduzione dei fabbisogni unitari
dei diversi settori di utenza e alla realizzazione di un complesso di opere per il reperimento di nuove risorse.
Il Piano Stralcio di bacino di cui sopra è il piano per la razionalizzazione dell’uso delle
risorse idriche ed il controllo del bacino idrico.
Ai sensi dell’art. 3 della legge n. 36/94 le Regioni definiscono ed aggiornano periodicamente il bilancio idrico diretto ad assicurare l’equilibrio tra le disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell’area di riferimento ed i fabbisogni per i diversi usi.
Gli obiettivi del Piano Stralcio sono:
• la ricostruzione del quadro delle disponibilità idriche, superficiali e sotterranee,
tenendo conto degli aspetti quantitativi e qualitativi;
• la definizione del quadro dei fabbisogni idrici per i diversi usi e della distribuzione
stagionale;
• la individuazione della situazione di criticità;
• la caratterizzazione dello stato delle infrastrutture e l’analisi degli strumenti di superamento della criticità;
• la definizione degli schemi ottimali per l’equilibrio tra risorsa e domanda.
In assenza di alcuni approfondimenti relativi al bacino idrico e in particolare all’assetto e al funzionamento delle falde idriche e di alcuni prelievi, il Commissario
Governativo per l’emergenza idrica in Sardegna, non potendo adottare il Piano
Stralcio summenzionato, ha approvato con Ordinanza n. 334 del 31.12.2002, il
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Piano Stralcio Direttore di bacino regionale per l’utilizzo delle risorse idriche,
che fissa i criteri e le modalità con le quali si dovrà procedere alla selezione degli
interventi da realizzare nel breve e medio termine, a partire dalle ipotesi progettuali già selezionate nelle altre fasi di programmazione, ma rivisitati alla luce delle tecniche di valutazione degli studi di fattibilità.
Il Piano Stralcio Direttore contiene le indicazioni delle azioni di carattere gestionale e
degli investimenti infrastrutturali, la descrizione dei sistemi di intervento, la ricostruzione dello stato attuale delle conoscenze sulle risorse e sulle opere idriche e la definizione del quadro di domanda attuale e futura.
In pratica detto documento fondamentale riporta in quadro organico ed unitario le ipotesi, le indicazioni, le proposte contenute nei vari atti di programmazione di settore.
Molti dati riportati nel presente opuscolo sono stati desunti dal predetto Piano
Direttore.
EVOLUZIONE DELLE PRECIPITAZIONI
Il Piano Stralcio Direttore prende in considerazione con metodo rigoroso il tema
della riduzione delle precipitazioni verificatesi negli ultimi anni e cerca di pervenire
alla valutazione del trend, utilizzando le rilevazioni disponibili sulle altezze di pioggia di 52 stazioni del Servizio Idrografico della Sardegna per il periodo 1993-2001,
e i dati riportati nello studio dell’Idrologia Superficiale dell’isola eseguita dall’Ente
Autonomo Flumendosa del 1996 per il periodo 1922-1992.
Sono stati raccolti anche i dati di 51 stazioni pluviali gestite dal servizio Agrometeorologico Regionale, localizzate in siti prossimi a quelli del Servizio Idrografico, consentendo in tal modo di incrementare il numero delle osservazioni e in particolare di
acquisire le notizie relative alle piogge cadute nel periodo gennaio-luglio 2002, rendendo possibile l’utilizzo di elementi dell’ultimo anno idrologico, particolarmente siccitoso.
Per meglio visualizzare le variazioni intervenute nelle precipitazioni, nel Piano Stralcio Direttore sono riportati i diagrammi delle altezze di pioggia cadute annualmente tra
il 1922 e 2002, della media generale, delle medie 1922/1923 - 1974/1975 e delle medie
1986/1987 - 2001/2002, relativamente all’intera isola e ai bacini idrografici del Flumendosa, del Tirso e del Coghinas.
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
I diagrammi sono di seguito riprodotti:
Si può facilmente osservare che la media delle altezze di pioggia per gli anni compresi
tra il 1922 e il 1975 ha andamento stazionario, essendo le fluttuazioni molto contenute.
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Invece i valori delle medie per il periodo suddetto e del periodo 1985-2002 subiscono
un gradino molto evidente.
Il periodo tra il 1975 e il 1985 deve considerarsi di transizione.
Le altezze annue di pioggia hanno subito tra i primi due periodi una contrazione del
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
18% come valore medio sull’intera isola, del 20% sul bacino del Flumendosa, del 17%
sul bacino del Tirso e del 13% sul Coghinas.
Si rileva per la contrazione delle piogge aumenta da nord a Sud e da Ovest ad Est.
Tale fenomeno è stato oggetto anche di ricerca da parte dell’Istituto di Fisica dell’Atmosfera di Roma, che in una pubblicazione apparsa sulla rivista “Il Nuovo Cimento”
di maggio-giugno 1988 ha documentato le seguenti variazioni delle piogge annue nel
Mediterraneo Centro-Occidentale nel periodo 1951-1995:
Contraz. altezza di pioggia (mm) Percentuale di contrazione Trend (mm/anno)
Intero bacino
Fascia settentr.
Fascia centrale
Fascia merid.
-142
-107
-148
-157
-20,7
-13,3
-20,3
26,5
-3,2
-2,4
-3,3
-3,5
Per la Sardegna per il periodo 1951-2001 si hanno le seguenti variazioni:
Contraz. altezza di pioggia (mm) Percentuale di contrazione Trend (mm/anno)
Sardegna
Bacino Coghinas
Bacino Tirso
Bacino Flumendosa
-173
-104
-185
-269
-23,6
-13,3
-22,1
-28,2
-3,5
-2,1
-3,7
-5,4
Il fenomeno della riduzione delle altezze di pioggia è stato anche messo in luce da una
rigorosa analisi condotta da tecnici, che hanno progettato e realizzato la diga di Corongio nel comune di Cagliari e che hanno ricostruito i dati delle precipitazioni in una stazione prossima all’impianto per il periodo che va dal 1868 al 2001.
Dal grafico disegnato dai predetti professionisti si evince che la media delle altezza di
pioggia per il periodo 1868-1869 / 1974-1975 si discosta dalla media delle altezze di
pioggia per il periodo 1986-1987 / 2001-2002 di circa il 26%.
La contrazione delle altezza ha effetto moltiplicativo sui deflussi dei corsi d’acqua, nel
senso che questi ultimi si riducono in misura maggiore.
Lo studio dell’Idrologia Superficiale della Sardegna, redatto alla fine degli anni ’70 e
aggiornato a metà degli anni ’90, ha ricostruito i deflussi mensili con riferimento ai dati
idrografici rilevati nel periodo 1922-1975 per i bacini idrografici aventi una superficie
complessiva di 17.993 Kmq. su una superficie totale dell’isola di circa 24.000 kmq.
Il bacino idrografico medio per il periodo indicato dava il seguente risultato:
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
• afflussi
779,3 mm
• deflussi
256,4 “
• perdite
522,9 “
• coeff. di deflusso
0,33 “
Lo studio effettuava il bilancio idrologico per 30 bacini idrografici, nei quali era stata
installata la rete di misure del Servizio Idrografico.
Inserendo in diagramma i valori di afflusso e deflusso medio annuo di tutte le sezioni
di interesse, è stato ricostruito il legame tra le precipitazioni e le portate nei corsi d’acqua.
È stata trovata una correlazione tra deflussi “D” e afflusso “A” del seguente tipo:
D1/3 = C1+C2 log.A
Sono stati valutati anche i parametri C1 e C2, che risultano per l’isola intera e i principali fiumi sardi Coghinas, Tirso e Flumendosa del prospetto seguente:
Sardegna
Coghinas
Tirso
Flumendosa
C1
C2
-40.536
-40.536
-40.536
-40.536
16.215
16.285
16117
14.349
con l’ausilio dell’equazione su riportata sono state calcolate le grandezza idrologiche
medie per il periodo 1922-1975 e il periodo 1986-2001, che compaiono nel seguente
prospetto.
Periodo
1922-1923
1974-1975
A
1986-1989
2001-2002
B
Rapporto
B/A
Valori in mm
Afflussi
Deflussi
Perdite
Coeff. deflusso
Afflussi
Deflussi
Perdite
Coeff. deflusso
Afflussi
Deflussi
Perdite
coeff. deflusso
Sardegna Coghinas
779,3
766,2
256,4
266,4
522,9
499,7
0,33
0,35
639,0
669,2
121,7
164,4
517,3
478,6
0,19
0,25
0,820
0,873
0,475
0,617
0,989
0,985
0,579
0,707
Tirso Flumendosa
799,7
871,6
244,4
427,8
553,3
443,8
0,31
0,49
666,1
700,6
122,9
214,4
543,2
486,2
0,18
0,31
0,833
0,804
0,503
0,501
0,978
1,096
0,604
0,623
Dal prospetto si desume che per l’intera isola ad una contrazione delle precipitazioni
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IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
del 18% corrisponde una riduzione dei deflussi del 53%, per il Coghinas ad una riduzione degli afflussi del 13% segue una riduzione del 38%, per il Tirso alla contrazione
degli afflussi del 17% si ha una riduzione dei deflussi del 50%, per il Flumendosa le
riduzioni sono rispettivamente del 20% e di oltre il 50%.
Il Piano Stralcio Direttore conclude con la seguente affermazione: “Al fine di elaborare una prima valutazione delle risorse idriche potenzialmente utilizzabili in Sardegna
con opere di captazione di risorse superficiali, appare opportuno assumere, come scenario idrologico di base quello riferito ad una riduzione dei deflussi uniforme sull’intero territorio regionale, in misura pari al 55% della media del periodo storico di 52
anni 1922-1923 / 1974-1975, e quindi con un nuovo valore medio pari al 45% di quello osservato in precedenza.
Tale assunzione è fatta, in via preliminare, sulla base delle seguenti considerazioni;
• il valore del 55% di riduzione è quello che si sta registrando nell’area dove il fenomeno appare più rilevante in Sardegna, anche ai fini dell’utilizzazione delle risorse:
nel bacino del Flumendosa, nella zona sud orientale dell’isola;
• tale valore è molto simile a quello registrato sul Tirso, accomunando sotto tale aspetto i due maggiori bacini idrografici dell’isola.
• il fenomeno appare meno grave nell’area nord occidentale, nella quale d’altra parte la
riduzione è sempre significativa. Comunque il valore medio sull’isola è stimato pari
52% di riduzione, corrispondente ad un valore medio pari al 47-48% di quello storico.
Tali livelli sono molto prossimi a quelli osservati sul Flumendosa:
• come si è visto queste condizioni climatiche appaiono interessare l’intero bacino del
Mediterraneo occidentale, per cui le diverse indicazioni territoriali registrate nell’isola potrebbero dipendere da situazioni contingentali e tendere ad uniformarsi all’estendersi della serie storica;
• l’esigenza di assumere parametri cautelativi nella valutazione delle risorse è sottolineata dal fatto che i parametri idrologici registrano differenze statisticamente significative rispetto al passato e non mostrano di avere ancora raggiunto una condizione
di nuova stabilità.
Il processo peraltro sembra essere ancora in evoluzione.
L’adozione del coefficiente 0,45 per passare dai dati di deflusso del periodo 1922-1923
/ 1974-1975 ai valori di deflusso del periodo 1985-1986 / 2001-2002 appare molto prudenziale, anche se è giustificata dal timore di evenienze eccezionali negative, come si
è verificato in alcuni anni passati.
16
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Il metodo di calcolo delle grandezze idrologiche non è ancora sperimentato e quindi va
accolto con riserva.
INFRASTRUTTURE PER LA RACCOLTA DELL’ACQUA
La Sardegna non dispone di acque sotterranee a causa della natura impermeabile delle
formazioni geologiche del proprio territorio e quindi ha fatto assegnamento per il soddisfacimento dei fabbisogni idrici solo sulle risorse di superficie.
Fin dai tempi remoti ha proceduto alla costruzione di dighe di ritenuta e di traverse, anche
sui corsi d’acqua secondari, a differenza del comportamento tenuto da altre Regioni,
nelle quali è prevalso lo sfruttamento intensivo dei fiumi e torrenti più importanti.
Oggi sono presenti nell’isola 57 dighe, di cui:
4 sono in costruzione: trattasi degli sbarramenti di Monti di Deu, Cumbidanova, dei
Monti Nieddu ed Is Canargius;
• 2 non sono invasabili, perché realizzate per la laminazione delle piene, ma sono in
corso modifiche per la riconversione a opere di ritenuta: trattasi delle dighe di Monte
Crispu e Mogoro;
• 32 sono collaudate;
• 19 sono in corso di collaudo.
Delle dighe collaudate, 7 sono ad invaso ridotto o nullo e precisamente:
• la diga di Bunnori è stata svasata su ordine del servizio Nazionale Dighe (ore RID)
a causa del cattivo stato delle murature;
• la diga di Santa Vittoria ha una quota di massima regolazione di 16,05 metri s.l.m.,
al posto della quota 17,30 metri s.l.m., alla quale può arrivare una volta effettuata la
sostituzione dei panconi amovibili con paratie manovrabili automaticamente;
• la diga Monteponi sul rio Bellicai è stata svuotata per ordine del Servizio Nazionale
Dighe a causa dell’assenza del gestore;
• la diga di rio Guttari Mannu è stata svasata sempre per ordine del Servizio Nazionale Dighe a causa della fatiscenza degli impianti;
• la diga di Minghetti sul rio Istitti è stata svuotata ancora per ordine del servizio
Nazionale Dighe in attesa dell’esecuzione dei lavori di adeguamento;
• la diga di Surighiddu presso Alghero è sottoposta al regime di invaso limitato in attesa della verifica degli interventi effettuati;
17
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
• la diga di Caprera non ha ottenuto l’autorizzazione agli invasi sperimentali in
attesa degli accertamenti amministrativi.
Dalle 19 dighe non collaudate, 13 sono soggetti a invasi limitati o nulli e la loro
situazione è illustrata di seguito:
• diga di Govossai: il Servizio Nazionale Dighe ha imposto una limitazione di
invaso a causa del cattivo stato della muratura;
• diga del Liscia: dopo l’esecuzione degli interventi di consolidamento, si sta procedendo agli invasi sperimentali;
• diga di Nuraghe Arrubiu: l’intervento di risanamento sul parametro di monte è
da tempo terminato e si sta procedendo agli invasi sperimentali;
• diga del Cuga: sono in corso gli invasi sperimentali, ma permane il problema
dell’insufficienza del franco rispetto al valore previsto, per una diga in materiali sciolti, dal Regolamento Dighe vigente all’epoca della costruzione;
• diga del Torrei: sono in corso gli invasi sperimentali; la quota attualmente autorizzata (865,50 m. s.l.m.) è di 1 m al di sotto dalla soglia dello sfioratore (libero);
• diga di Monteleone Roccadoria sull’Alto Temo: sono in corso gli invasi sperimentali. L’autorizzazione di maggiori quote rispetto a quella attualmente assentita, contrasterebbe con una disposizione emanata dalla Regione Sarda che
impone una limitazione di invaso atta a conservare una capacità di circa 16
Mmc per accogliere un’eventuale piena con tempo di ritorno fino a 500 anni, a
protezione della città di Bosa, situata a valle;
• diga di Sarroch: si tratta di una piccola diga gestita da privati, soggetta ad un
ordine di svaso da parte del Servizio Nazionale Dighe, sono in corso gli interventi di adeguamento;
• diga del Rio Coxinas (Villacidro): il Servizio Nazionale dighe ha imposto lo
svaso totale in attesa che si concludano i necessari lavori di adeguamento;
• diga Ninnai, sul Rio Barzolu: il Genio Civile ha imposto lo svaso totale (poi
confermato dall’ufficio periferico del Servizio Nazionale Dighe, successivamente insediatosi), in quanto non sussistevano le condizioni minime di sicurezza. Il comune di Sinnai, concessionario dello sbarramento, ha eseguito diversi
interventi di adeguamento ed ha richiesto l’invaso parziale della diga. Si attende il parere della sede centrale del Servizio Nazionale Dighe, sentita la commissione di collaudo;
• diga di Medau Zirimilis, sul Rio Casteddu: sono in corso gli invasi sperimenta18
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
li nell’ambito dei quali sono emersi alcuni problemi che hanno richiesto degli
interventi di sistemazione. In particolare si sono riscontrate forti venute d’acqua
dai drenaggi del cunicolo-taglione, che hanno consigliato una riparazione del
manto di tenuta e delle ulteriori iniezioni;
• diga di Cantoniera: sono in corso gli invasi sperimentali. La quota attualmente
autorizzata dal Servizio Nazionale Dighe è di 93 m. s.l.m., corrispondente ad un
volume invasato di 220 Mmc. La quota massima effettivamente raggiunta, in
data 24.04.2001, è di 91,80 m. s.l.m., corrispondente ad un volume invasato di
circa 190 Mmc. Per il proseguimento gli invasi sperimentali, nell’ambito dei
quali il consorzio di Bonifica dell’Oristanese, concessionario dello sbarramento, ha richiesto l’autorizzazione al raggiungimento di quota 97,00 m. s.l.m.,
sono necessari alcuni adeguamenti ed integrazioni della strumentazione di
misura;
• diga di Simbiriesi: sono in corso gli invasi sperimentali;
• diga di Olai: sono in corso gli invasi sperimentali.
Sono presenti anche 22 traverse, dalle quali vengono derivati notevoli volumi d’acqua,
l’elenco di esse e dei deflussi medi alle sezioni di impianto è riportato di seguito:
Denominazione
defl. medio (Mmc/anno)
• T1 - Mannu a la Crucca
25,87
• T2 - Rio Mascari
5,18
• T3 - Mannu di Mores
14,21
• T4 - Rio S. Ortas a Scana Manna
4,82
• T5 - Rio Badde de Juna
2,14
• T6 - Crabolu+Cumone
48,7
• T7 - Pabillonis
26,33
• T8 - Rio Mogoro
20,59
• T9 - Bau’e Mela
24,84
• T10 - Bau è Mandara
5,68
• T11 - Flumendosa a Villanovatulo
94,12
• T12 - Fluminimanno a Casa Fiume
23,34
• T13 - Mannu a Monastir
24,06
• T14 - Rio Fanaris
5,9
19
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
•
•
•
•
•
•
•
•
T15 - Rio di S. Lucia
T16 - Monti Nieddu
T17 - S’Isca Rena
T18 - Flumentepido
T19 - S. Giovanni M. Cardinali
T20 - Spiritu Santu
T21 - Rio Sa Schina de sa Stola
T22 - Cannisoni
TOTALE
5,47
16,51
51,7
4,69
6,34
0,74
1,01
2,91
415,15
Gli invasi e le traverse danno origine a 10 schemi multisettoriali, che forniscono acqua
sia ad acquedotti potabili sia a condotte irrigue o industriali.
Tali schemi sono:
• Flumendosa - Campidano;
• Tirso;
• Nord Occidentale;
• Orientale - Alto Flumendosa;
• Cedrino;
• Gallura;
• Posada;
• Leni;
• Cixerri;
• Sulcis.
Gli schemi non sono completamente indipendenti , ma sovente sono tra loro interconnessi, infatti si verificano le seguenti interazioni:
• tra lo schema Flumendosa - Campidano e lo schema Orientale - Alto Flumendosa;
• tra lo schema Flumendosa - Campidano e lo schema Sulcis;
• tra lo schema Flumendosa - Campidano e lo schema del Tirso, per il trasferimento di
acqua da quest’ultimo al primo.
Allo stato attuale gli invasi efficienti e pienamente sfruttati per l’approvvigionamento
idrico sono elencati nel prospetto seguente, che riporta lo schema multisettoriale di
appartenenza, la capacità massima e quella autorizzata, nonché quella adottata nella
simulazione per gli scenari 0 e 3, di cui si dirà in seguito:
20
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
SCHEMA MULTISETTORIALE DENOM. INVASO
Massima
Flumendosa-Campidano
TOTALE SCHEMA
Tirso
TOTALE SCHEMA
Nord-Occidentale
TOTALE SCHEMA
Orientale
TOTALE SCHEMA
Cedrino
TOTALE SCHEMA
Gallura
TOTALE SCHEMA
Posada
TOTALE SCHEMA
Leni
TOTALE SCHEMA
Cixerri
TOTALE SCHEMA
Sulcis
TOTALE SCHEMA
TOTALE
Bau Muggeris
Flumineddu
Flumendosa
Mulargia
Sa Forada
Is Barrocus
Simbirizzi
Basso Cixerri
Bau Pressiu
Coronfiu
Casa fiume
Olai
Govossai
Gusana
Cucchinadorza
Benzone
Torrei
Cantoniera
Nuraghe Pranu Antoni
Tirso a S. Vittoria
Coghinas
Casteldoria
Cuga
Temo
Bidighinzu
Mannu Pattada
Sos Canales
Bunnari
Bau muggeris
Santa Lucia
Cedrino
Liscia
Posada
Rio Leni
Punta Gennarta
Medau Zerimilis
Monte Pranu
58,37
1,42
263,00
323,00
1,27
12,25
30,30
24,00
8,25
4,74
0,75
727,35
16,21
3,06
49,90
16,99
0,94
0,94
748,20
9,00
845,24
261,93
3,47
33,93
81,18
11,00
71,84
3,58
1,61
468,54
58,37
3,10
61,47
16,05
16,05
104,00
104,00
25,00
25,00
19,50
19,50
12,20
18,80
31,00
49,34
49,34
2289,10
CAPACITÀ INVASO (Mmc)
Autorizzata addotta in addotta
simulazione simulazione
scenario 0 scenario 3
56,81
58,15
58,15
1,42
1,44
144
232,00
262,66
262,66
323,00
320,00
320,00
1,13
1,33
1,33
12,25
11,96
11,96
30,30
30,30
30,30
24,00
24,00
24,00
8,25
8,26
8,26
3,70
4,74
4,74
0,75
0,00
0,00
693,61
722,84
722,84
5,93
9,50
9,50
2,80
2,20
2,20
49,90
28,25
28,25
16,99
16,45
16,45
0,94
1,08
1,08
0,94
0,86
0,86
82,77
220,00
740,00
9,00
9,00
9,00
0,50
169,27
287,34
807,84
223,91
242,09
242,09
3,47
7,03
7,03
25,00
20,40
34,24
58,87
59,17
81,40
11,00
10,90
10,90
71,84
52,50
72,10
3,58
3,58
3,58
1,61
1,44
1,44
399,28
397,11
452,78
56,81
58,15
58,15
3,10
3,10
3,10
59,91
61,25
61,25
16,05
16,00
16,00
16,05
16,00
16,00
63,90
105,13
105,13
63,90
105,13
105,13
25,00
25,00
25,00
25,00
25,00
25,00
19,50
19,50
19,50
19,50
19,50
19,50
12,20
12,10
12,10
1,89
3,89
3,89
14,09
15,99
15,99
38,44
49,30
49,30
38,44
49,30
49,30
1442,23 1572,59 2217,48
21
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
A dimostrazione dell’estrema variabilità della quantità di acqua disponibile nel tempo,
si riporta il prospetto delle risorse accumulate negli invasi di cui sopra al 30 aprile degli
ultimi 7 anni
SCHEMA MULTISETTORIALE DENOM. INVASO
Flumendosa-Campidano
TOTALE SCHEMA
Tirso
TOTALE SCHEMA
Nord-Occidentale
TOTALE SCHEMA
Orientale
TOTALE SCHEMA
Cedrino
TOTALE SCHEMA
Gallura
TOTALE SCHEMA
Posada
TOTALE SCHEMA
Cixerri
TOTALE SCHEMA
Sulcis
TOTALE SCHEMA
TOTALE
22
Bau Muggeris
Flumineddu
Flumendosa
Mulargia
Sa Forada
Is Barrocus
Simbirizzi
Basso Cixerri
Bau Pressiu
Coronfiu
Casa fiume
Govossai
Gusana
Cucchinadorza
Benzone
Torrei
Omodeo
Coghinas
Casteldoria
Cuga
Temo
Bidighinzu
Mannu Pattada
Sos Canales
Bunnari
Bau muggeris
Santa Lucia
Cedrino
Liscia
Posada
Medau Zerimilis
Monte Pranu
1996
56,82
0,57
96,85
214,75
0,99
7,93
13,55
20,63
6,17
4,20
0,48
422,94
3,07
46,43
12,33
0,98
0,94
141,68
205,43
208,80
6,89
13,22
31,71
10,58
43,74
3,56
1,51
320,01
56,82
2,43
59,25
14,00
14,00
53,18
53,18
24,36
24,36
3,85
3,85
20,37
20,37
1066,56
1997
52,12
0,40
145,81
284,76
0,97
12,34
10,91
18,79
6,28
4,72
0,45
537,54
2,96
45,62
12,81
0,39
0,95
89,64
152,36
137,88
1,17
8,68
38,82
5,93
36,61
2,81
1,11
233,00
52,12
1,18
53,30
10,80
10,80
40,31
40,31
25,00
25,00
7,61
7,61
45,12
45,12
1052,92
Risorse Accumulate al 30 aprile (mmc)
1998
1999
2000
40,47
48,87
44,29
0,04
1,46
0,25
121,16 120,49
63,24
181,70
19,12
4,61
0,88
1,02
1,03
7,21
2,43
2,15
9,93
13,50
13,17
23,07
15,17
16,76
2,54
2,28
2,54
3,05
1,10
2,23
0,46
0,35
0,42
390,50 225,79 151,28
2,74
3,02
1,49
47,29
46,07
38,69
9,06
13,56
1,94
0,24
0,46
0,40
0,96
0,86
0,59
74,73
76,87
135,02 140,84
43,11
188,89 161,01
82,21
0,00
1,48
0,00
8,10
4,98
4,65
8,85
15,11
1,57
9,02
5,46
2,47
24,74
19,65
13,24
0,94
2,00
0,28
1,02
1,35
0,57
241,55 211,04 104,99
40,47
48,87
44,29
0,00
0,00
1,03
40,47
48,87
45,35
16,03
15,32
11,44
16,03
15,32
11,44
42,34
54,49
35,65
42,34
54,49
35,65
24,36
24,34
21,74
24,36
24,34
21,74
5,07
1,30
2,07
5,07
1,30
2,07
42,66
16,95
8,72
42,66
16,95
8,72
897,53 690,06 380,03
2001
51,99
0,92
105,65
25,06
0,90
10,22
13,67
21,78
5,87
3,52
0,36
239,94
2,31
47,31
13,24
0,23
0,94
2002
38,47
0,27
15,46
3,02
1,03
5,11
1,59
5,67
1,70
1,53
0,34
74,19
1,63
38,05
6,37
0,38
0,24
64,03
192,39
2,13
24,53
46,56
9,42
36,26
3,46
1,15
315,91
51,99
1,92
53,91
15,24
15,24
49,50
49,50
24,97
24,97
9,79
9,79
31,66
31,66
752,94
46,65
74,31
2,42
16,72
13,81
3,38
20,00
0,86
0,26
131,77
38,47
0,54
39,01
15,42
15,42
32,15
32,15
19,75
19,75
5,49
5,49
7,70
7,70
333,64
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
CENNI SULL’IDROGRAFIA DELLA SARDEGNA
Con deliberazione n. 45/57 del 30.10.1990, la Giunta Regionale determinò di assumere l’intero territorio della Sardegna, quale unico bacino idrografico, suddiviso in 7 subbacini, coincidenti con le aree idrografiche definite dal Piano Acque redatto nel 1985
per la pianificazione delle risorse idriche:
I sub-bacini sono:
I - Sulcis
II - Tirso
III - Coghinas - Mannu - Temo
IV - Liscia
V - Posada-Cedrino
VI - Ogliastra
VII - Flumendosa - Campidano- Cixerri
La suddivisione era nata dalla omogeneità del territorio nei riguardi della conservazione del suolo e delle condizioni orografiche, che limitano la possibilità di trasferimento di acqua tra le diverse zone, per cui conviene fare assegnamento sulla disponibilità
di ciascun comprensorio per il soddisfacimento dei relativi fabbisogni.
Il realtà lo sviluppo degli studi per la ricerca delle risorse idriche capaci di far fronte
alle esigenze della intera isola ha portato al superamento delle delimitazioni prima operate ed una più accentuata interconnessione delle aree idrografiche.
Le caratteristiche essenziali delle aree idrografiche sono sommariamente di seguito
riportate.
Area I - Sulcis
L’area può considerarsi divisa in due parti.
La prima parte comprende terreni prevalentemente scistosi e granitici e quindi impermeabili: i corsi d’acqua hanno regime torrentizio con piene nella stagione piovosa e secche nel
resto dell’anno; il torrente più importante è il rio Palmas con 476 Kmq di bacino imbrifero.
La seconda parte costituisce la principale regione mineraria della Sardegna con la presenza di solfuri metallici, barite e fluorite: per la prossimità dello spartiacque alla
costa, i corsi d’acqua sono modesti; i più importanti sono il Flumentipedo e il Fluminimaggiore.
23
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Area II - Tirso
L’area può considerarsi divisa in due parti.
La prima costituisce l’estremità nord-occidentale del Campidano di Cagliari scolante
nel Golfo di Oristano; in essa scorrono il Fluminimanno di Pabillonis e il rio Mogoro.
La seconda è costituita dal bacino idrografico del Tirso, che ha una estensione di 3376 Kmq.
L’asta principale del Tirso nasce dell’altopiano granitico di Buddusò e si svolge in terreni impermeabili, poi il corso d’acqua attraversa aree pianeggianti dominate dalle formazioni trachitiche.
Gli affluenti principali del Tirso sono il Taloro, che scorre in terreni scistosi e granitici, e il
Flumineddu, che si svolge nei calcari giuresi del Sarcidano e nelle trachiti della Marmilla.
I bacini Imbriferi del Taloro e del Flumineddu misurano rispettivamente 505 e 840
Kmq. e ricevono le acque dai versanti settentrionali e occidentali del Gennargentu.
Area III - Coghinas, Mannu, Temo
L’area è formata essenzialmente da scisti e graniti, sui quali si sono depositati terreni
trachitici, basaltici e miocenici.
Nella zona di Montiferru abbondano però le formazioni vulcaniche, che danno luogo
a manifestazioni cospicue di sorgenti, come accade anche per i calcari del Logoduro,
del Sassarese e dell’Aglona.
Il Coghinas è il secondo dei fiumi sardi per estensione del bacino imbrifero di 2477
Kmq. ed è formato dalla confluenza di rio Mannu di Orzieri e di rio Manni di Berchidda, che hanno bacini estesi rispettivamente 1026 Kmq. e 802 Kmq.
Il Temo ha un bacino di 837 Kmq.
Il Mannu di S. Lussurgiu è alimentato dal gruppo di sorgenti di Montiferru.
Area IV - Liscia
L’area è dominata dalle formazioni di granito ed è quindi impermeabile.
I corsi d’acqua principali sono il Liscia, che ha un bacino di 564 Kmq., Vignola, che
ha un bacino di 142 Kmq., il rio di S. Giovanni di Arzachena, che ha un bacino di 181
Kmq, il Padrogiano, che ha bacino di 443 Kmq.
Area V - Posada-Cedrino
L’area comprende buona parte del versante nord-est dell’isola ed è caratterizzata dalla
presenza di graniti e scisti e pure a sud dalle formazioni mesozoiche calcareo-dolomi24
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
tiche della Baronia e del Supramonte.
Le formazioni quaternarie dominano le foci e tronchi vallivi.
Il Posada ha un bacino di 675 Kmq.
Più a sud il Cedrino, il cui bacino imbrifero ha una estensione di 1089 Kmq., raccoglie
le acque del versante nord-occidentale del Gennargentu, è arrichito dalle acque portate dalla sorgente del Galagone ai piedi del Supramonte di Oliena e sbocca nella pianura alluvionale di Galleli e Orosei.
Gli affluenti principali del Cedrino sono il Flumineddu di Dorgali con un bacino di 181
Kmq. e l’Isalle con un bacino di 288 Kmq.
Area VII - Flumendosa, Campodano, Cixerri
L’area può considerarsi divisa in tre parti: il bacino del Flumendosa, la zona compresa
fra il Flumendosa e il Fluminimannu, il bacino del Fluminimannu.
Il bacino imbrifero del Flumendosa è dominato da scisti metamorfici e granito e solo
verso la foce del fiume si presentano le formazioni sedimentarie.
Il bacino del Flumendosa misura 1826 Kmq. ed è il quarto della Sardegna per estensione, ma presenta i deflussi unitari più notevoli, dovuti sia alla quasi assoluta impermeabilità dei terreni, sia alla configurazione topografica contrassegnata da forti dislivelli.
Il Flumendosa scorre, quasi fino alla foce, incassato in gole strette con versanti di Scisti e basalti.
La zona compresa tra il Flumendosa e il Fluminimanno è costituita dal massiccio granitico dei Sette Fratelli ed è attraversato da un solo corso d’acqua di rilievo, e cioè il
rio Picocca, che si estende per 365 Kmq.
Il bacino del Fluminimannu comprende nella parte più elevata i calcari del Sarcidano,
da cui si originano gruppi sorgentizi di grande rilevanza, nella parte intermedia è dominato da scisti e terreni miocenici, mentre la parte valliva è formata da alluvioni quaternarie, che costituiscono il Campidano Nord di Cagliari.
Gli affluenti più importanti sono il Lanessi e il Leni.
I fiumi Mannu di S. Sperate con un bacino di oltre 500 Kmq e il Cixerri con un bacino di 543 Kmq., pur confluendo nel Fluminimannu, possono considerarsi corsi d’acqua autonomi, in quanto la confluenza avviene praticamente alla foce, senza influenzare il regime idraulico.
Il Fluminimanno, che ha un bacino di 2284 Kmq e quindi terzo per estensione in Sardegna, non ha molta importanza idrografica perché non ha una portata di rilievo.
25
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
GLI SCHEMI ACQUEDOTTISTICI
E I FABBISOGNI POTABILI
Il Sardegna sono stati definiti 49 schemi acquedottistici potabili, dei quali solo 17 sono
alimentati con acque sotterranee, sulle quali non gravano richieste per altri usi.
Il genere però gli schemi potabili sono interconnessi con altri, che prevedono usi alternativi e competitivi della risorsa.
Tale situazione crea non pochi conflitti tra gli Enti erogatori d’acqua, che tutelano interessi divergenti.
Gli schemi idrici potabili, come si è detto, sono in numero di 49 secondo le previsioni
del Nuovo piano Regolatore degli Acquedotti in fase di redazione a cura dell’ESAF.
Si tratta di schemi idrici di sviluppo lineare contenuto, specialmente se raffrontati
ad altri sistemi acquedottistici di regioni del mezzogiorno continentale, quali ad
esempio l’Acquedotto del Sele, che convoglia fino a 6 mc/sec e si estende per centinaia di chilometri, l’Acquedotto del Pertusillo, che condotta circa 4 mc/sec e si
ramifica fino all’estremità del Salento, L’Acquedotto della Campania Occidentale
in grado di trasferire circa 8 mc/sec e di servire oltre 2 milioni di utenti, l’Acquedotto campano che inizia nel cuore del Molise dalle sorgenti del Biferno e alimenta un gran numero di comuni campani, l’Acquedotto Molisano Destro che interessa i territori di tre Regioni, l’Acquedotto del Ruzzo che alimenta quasi l’intera area
della provincia di Teramo, etc..
Gli schemi potabili sardi servono un numero limitato di abitati e convogliamo portate
d’acqua alquanto modeste.
Fa eccezione il sistema acquedottistico di Cagliari e di altri territori del Campidano,
che convogliano volumi più consistenti, ma ha centri di alimentazione diversificati.
Gli schemi potabili indipendenti dagli schemi multisettoriali sono:
N° schema
NPRGA
8
16
17
18
19
26
Nome schema
da NPRGA
Florinas
Bortigali
S. Antioco
Sennariolo
S. Lussurgiu
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
20
22
23
24
27
29
30
31
33
36
41
42
Bau Pirastu
Milis-Narbolia- Seneghe
Oristano
Paulilatino
Mandrainas
Gairo
Seulo-Sadali
Tirso
Laconi
Marina di Arbus
Fluminimannu
Buggerru
Gli schemi potabili che risultano invece connessi agli schemi multisettoriali, sono conseguentemente quelli forniti nella seguente tabella:
Schema
multisettoriale
Flumendosa - Campidano
Tirso
n. schema
NPRGA
21
32
34
35
37
39
40
43
45
46
47
48
49
13
14
25
Nome schema
potabile N.P.R.G.A.
Flumineddu
Sarcidano
Nurallao- Nuragus
Gerrei
Santu Miali
Sud-Orientale
Campidano
Burcei
Sulcis Nord
Cagliari
Sud Occidentale
Sud Occidentale
Sulcis sud
Cedrino
Govossai
Barbagia Mandrolisai
27
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Nord Occidentale
3
4
5
6
7
9
10
12
15
14
Orientale Alto Flumendosa 21
26
28
Cedrino
13
Gallura
1
2
3
Posada
11
Leni
37
38
Cixerri
44
Sulcis
45
Casteldoria
Perfugas
Pattada
Porto Torres - Sorso - Sassari
Bidighinzu
Alghero - Cuga
Goceano
Temo
Luzzanas
Govossai
Flumineddu
Bacu Turbina
Ogliastra
Cedrino
Vignola
Liscia
Casteldoria
Siniscola
Santu Miali
Villacidro
Iglesias
Sulcis Nord
La domanda di acqua potabile è stata diversamente quantificata dall’ESAF in occasione dell’aggiornamento in itinere del Piano Regolatore Generale degli Acquedotti e dal
Piano di Ambito redatto dall’ESAF e dalla SOGESID ed approvato con Ordinanza n.
321 del 30.09.2002 del Commissario Governativo.
La divergenza si deve alla diversa dotazione idrica attribuita ad abitante per giorno.
Le dotazioni per fasce demografiche sono state assunte dall’ESAF come segue:
fasce demografiche
• fino a 5.000 ab.
• da 5.001 a 10.000 ab.
• da 10.001 a 50.000 ab.
28
dotazione media (1/abxg)
235
280
325
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
• da 50.001 a 100.000 ab.
• oltre 100.000 ab.
• nuclei e case sparse
• fluttuanti
418
455
200
500
L’applicazione di detti parametri alla popolazione attuale e quella prevista all’anno
2041 porta al seguente fabbisogno:
• attuali: 315 milioni di mc per anno
• futura: 368 “
“
“
L’ESAF ha rilevato che attualmente il consumo pro capite per usi domestici in condizioni di abbondanza di acqua si attesta sui 175 1/ab x g
Pertanto da tale constatazione, il Piano Ambito ha considerato un consumo domestico
di base per abitante pari a 170 1/ab x g più una quota aggiuntiva in funzione delle
dimensioni del centro di domanda.
Tale quota aggiuntiva è stata prevista tra i 60 e i 140 1/ab x g.
Ai fluttuanti si è attribuita una dotazione di 300 1/ab x g estesa a 60 giorni nell’arco
dell’anno.
In base a tali considerazioni, le dotazioni assegnate dal Piano di Ambito sono state le
seguenti:
fasce demografiche
dotazione media (1/ab. x g.)
• fino a 5.000 ab.
230
• da 5.001 a 10.000 ab.
250
• da 10.001 a 50.000 ab.
270
• da 50.001 a 100.000 ab.
290
• oltre 100.000 ab.
310
• fluttuanti
300
È stato anche valutato in circa il 40% il livello di perdite d’acqua, di cui un 10% nelle
reti di adduzione e un 30% nelle reti di distribuzione.
È stata considerata la popolazione almeno per gli anni di attività del soggetto gestore
del servizio idrico integrato.
Il volume complessivo di acqua per usi domestici è risultato del 297 milioni di
metri cubi all’anno.
29
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Con la riduzione graduale delle perdite nelle condotte, che richiederà anni di impegno
e di investimenti, si potrà avviare una domanda finale di acqua potabile di 233 milioni di metri cubi all’anno.
Questo è il traguardo fissato dal Piano di Ambito.
GLI SCHEMI IRRIGUI E I CONSUMI
IN AGRICOLTURA
La superficie agricola della Sardegna, in base ai risultati delle statistiche censuarie del
2000, ammontava a 1.006.195 ettari, pari a circa il 42 % dell’estensione dell’intero territorio regionale, mentre nel 1990 era di 1.358.229.
Nel giro di 10 anni si è avuta una riduzione della SAU di circa il 26%, più accentuata
rispetto al dato nazionale, segno di un progressivo spopolamento della campagna e dell’intensificazione dei processi produttivi in agricoltura, come accade in tutti i paesi ad
economia sviluppata.
La prima causa si spiega con il fatto che l’affermazione di una economia industrializzata comporta un rilevante esodo delle popolazioni rurali con ripercussioni sull’attività primaria e sulla consistenza delle superfici coltivabili. La seconda causa dipende dal graduale passaggio, al fine di conseguire una maggiore efficienza produttiva, da un sistema
economico fondato su largo impiego di mano d’opera ad altro di intensità del capitale.
Ma in Sardegna ha giocato un ruolo importante la migrazione della popolazione residente da zone a radicata arretratezza, spesso caratterizzata da pratiche di allevamento
zootecnico, specialmente ovino, di tipo tradizionale con pascoli asciutti.
Comunque nonostante il ridimensionamento del comparto ovino-caprino, tale allevamento rappresenta una voce importante dell’economia dell’isola, come dimostra lo
specchietto che segue, che riporta il numero di capi per tipologia di allevamento per
l’anno 1998 e per azienda:
• Sardegna
• Italia
• Sardegna
• Italia
30
ovini
caprini
5.033.663
291.939
10.894.264 1.331.077
278
89,7
83,1
21,9
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
L’allevamento ovino in Sardegna assume i connotati della specializzazione settoriale,
dal momento che da essa proviene quasi la metà del patrimonio ovino italiano.
Se si fa riferimento alla produzione vendibile per categoria di prodotti della Sardegna,
si constata che per l’anno 1998 gli allevamenti incidevano per 1241 miliardi sul totale
di 2.871 miliardi, cioè per oltre il 43%.
Altri prodotti che contribuivano notevolmente al valore della produzione vendibile,
erano e sono le patate, gli ortaggi e i foraggi.
Tutti i beni suelencati sono prodotti dall’irrigazione, che pertanto assume un ruolo primario nell’economia dell’isola, che invece è afflitta da un grave carenza di acqua .
L’INEA, che ha condotto una indagine sull’uso irriguo della risorsa idrica, sulle produzioni agricole e sulla loro redditività, nell’ambito del programma operativo multiregionale del Quadro Comunitario di Sostegno 1994 - 1999, così si esprime nel documento riguardante lo stato dell’irrigazione in Sardegna:
“Uno dei principali fattori discriminanti la tipologia produttiva è senz’altro costituito
dalla possibilità di disporre di adeguati volumi di acqua per l’irrigazione dei terreni.
In virtù dell’ormai consolidata riduzione dei deflussi, associata ad una piovosità concentrata quasi esclusivamente nei mesi autunnali, che pongono rilevanti problemi in
fase di raccolta e considerando le carenze in fase di distribuzione delle acque, il problema della scarsità idrica assume dimensioni drammatiche nell’isola, con annose difficoltà di reperimento da parte delle zone più siccitose.
Pertanto, la scelta delle tipologie colturali praticabili è inevitabilmente connessa a tale eventualità, la quale evidentemente, incide non poco nel tipizzare le differenti aree agricole”.
Il rilevamento dello stato dell’irrigazione rimonta all’anno 1998, che fu un anno caratterizzato da scarsità di precipitazioni.
A parte i dati idrologici rinvenibili sulle apposite pubblicazioni dell’Ufficio Idrografico, la situazione di grave carenza d’acqua è attestata anche dalla limitatezza delle aree
irrigue rispetto alla superficie attrezzata per la pratica irrigua.
Ciò sarà evidenziato dalla breve illustrazione delle caratteristiche dei Consorzi di Bonifica, che in Sardegna sono 9, oltre all’Ente Autonomo Flumendosa, che esercita attività di bonifica su un’area limitata.
Consorzio di bonifica del Basso Sulcis
Il Consorzio del Basso Sulcis opera in un’area amministrativa di 46.870 ettari nella
quale gravitano 12 comuni con un totale di 59.246 residenti.
31
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Il comprensorio irriguo misura 6.998 ha e risulta attrezzato per 4.714 ha dei quali nel
1998 ne sono stati irrigati 1.838.
Le precipitazioni oscillano da circa 450 mm. nelle zone costiere e quasi 600 mm nelle
aree più interne.
Morfologicamente il territorio è caratterizzato dalla presenza di rilievi collinari nella
parte interna e di zone pianeggianti in quella prossima alla costa.
La superficie irrigabile è pari a poco più del 27% dell’area consortile.
La contestuale presenza di zone collinari e pianeggianti e il difficile grado di approvvigionamento idrico danno luogo a pratiche colturali distinte per località.
Si ha una vocazione orticola nelle zone irrigue e prevalenza di seminativi nelle zone
non irrigue e collinari. Predomina la coltivazione di carciofo, consistente è anche la
presenza di foraggiere.
I comprensori irrigui sono due, entrambi alimentati dall’invaso di Monte Pranu, da cui
hanno origine due condotte adduttrici, delle quali una si sviluppa in destra e l’altra in
sinistra del Rio Palmas.
La condotta in destra serve il comprensorio irriguo di Trotahos e S. Giovanni Suergiu,
quella in sinistra alimenta il comprensorio irriguo di Si Ba-Villariso, Masamas e Sant’Anna Arresi.
Consorzio di bonifica del Cixerri
Il Consorzio del Cixerri si sviluppa tra i massicci del Sulcis e dell’Inglesiente, degradando verso la pianura del Campidano.
Le precipitazioni oscillano tra 600 ed i 850 mm.
La superficie amministrativa è di 22.931 ha e comprende 9 comuni, tra i quali importanti centri come Iglesias e Carbonia.
Il comprensorio irriguo si estende su 17.020 ha di cui quelli attrezzati ammontano a
9.265 ha.
Nel 1998 ne sono stati irrigati 1.661 ha. Il territorio si presenta ondulato o collinare con quote sul livello del mare che variano tra i 50 ed i 150 metri nei territori più montani.
La popolazione residente ammonta a 90.979 abitanti, concentrati per la maggior parte
nelle due principali città.
Il territorio ha una propensione alle attività estrattive, in virtù della presenza di miniere produttive.
32
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
A seguito della gravosa crisi che ha colpito il settore minerario, il comparto agricolo
ha incrementato la sua importanza per lo sviluppo economico della zona.
L’INEA ha individuato nei cereali da granella e nelle foraggiere le colture irrigue
prevalenti.
È molto sviluppato l’allevamento ovino-caprino anche nelle aree irrigue, come attesta
la produzione elevata di formaggi.
Ognuno dei 4 sub-comprensori irrigui è dotato di autonoma fonte di approvvigionamento e di reti di alimentazione indipendenti.
Il primo sub-comprensorio irriguo è alimentato dall’invaso di Punta Gennarta.
Il sub-comprensorio S. Giovanni è alimentato dalla traversa sul rio omonimo.
Il sub-comprensorio di Siliqua è alimentato dall’invaso Madau Zirimilis.
Il sub-comprensorio di Fluminimaggiore-Bugerru è alimentato da una traversa sul
rio Mannu.
Ente Autonomo del Flumendosa
L’Ente Autonomo del Flumendosa, ente strumentale della Regione Autonoma della
Sardegna, non ha specifiche competenze di Bonifica.
Compito istituzionale di questo ente è infatti la gestione e lo sfruttamento delle risorse idriche del bacino del Medio Flumendosa e del Campidano a favore di tutte le utenze idriche della Sardegna Meridionale.
La sua opera investe quindi l’intero comprensorio del Consorzio di Bonifica della sardegna Meridionale per quanto concerne le utenze irrigue e la quasi totalità delle utenze idropotabili ed industriali del Campidano.
L’Ente Autonomo Flumendosa gestisce l’irrigazione su una superficie molto ristretta
di 228 ettari e relativa a due distretti non contigui: il primo situato nella zona di Sanluri il provincia di Cagliari, il secondo in quella di Isili, provincia di Nuoro.
La coltura predominante è quella dei foraggi
Complessivamente le foraggiere occupano poco più del 80% della superficie irrigata.
Il distretto di Sanluri è alimentato dal canale Est-Ovest, che ha origine dal serbatoio di
Casa Fiume.
Il distretto Isili è alimentato dall’acquedotto per l’approvvigionamento idrico dell’agglomerato industriale del Sarcidano.
Detto acquedotto è alimentato dai deflussi liberi del Flumendosa a monte del ponte di
Villanovatulo, sollevati a mezzo di impianto di pompaggio.
33
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale
Il Consorzio copre il territorio di 91 comuni, 79 ricadenti nella provincia di Cagliari e
12 in quella di Oristano, nei quali complessivamente risiede una popolazione di
625.931 abitanti.
La superficie amministrativa totale è pari a 236.203 ettari ed al suo interno si collocano i distretti irrigui del Sanluri e Isili, gestiti dall’Ente Autonomo del Flumendosa.
Il comprensorio irriguo si estende per 69.841 ha, dei quali irrigati nell’anno 1998
16.156 ha.
L’INEA ha rilevato per l’anno 1998 la seguente ripartizione delle colture e superfici
irrigate:
COLTURE
Cereali da granella
Foraggiere
Frutticole
Ortive
Vite
Olivo
Altro
Totale
superficie investita
ha
%
1.299
8,0
2.334
14,5
3.732
23,1
5.689
35,2
616
3,8
162
1,0
2.324
14,4
16.156 100,0
L’area del comprensorio irriguo si estende per tutta la pianura del Campidano.
Nelle zone irrigue i seminativi costituiscono la tipologia culturale maggiormente diffusa.
Nelle aree irrigue predominano le colture ortive di carciofi con 5.689 ha di superficie
investita pari al 35% dell’intera superficie irrigata.
Interessante appare il settore frutticolo, 23% della superficie complessiva ed in particolar modo il comparto agrumicolo.
Le produzioni foraggiere e cerealicole trovano discreta diffusione sia in ambiti asciutti che in terreni irrigui.
Una nota a parte merita la risicoltura che vanta una solida tradizione in queste aree e
la cui sussistenza in Sardegna è quasi del tutto limitata alla piana del Campidano,
indubbiamente costituente il territorio più fertile dell’isola.
34
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Gli invasi e le adduttrici che servono il comprensorio irriguo della Sardegna Meridionale sono gestiti dall’Ente Autonomo Flumendosa.
Lungo i canali di adduzione dell’E.A.F. sono ubicate le opere di presa del Consorzio.
Dall’invaso di Sa Forada sono alimentate le condotte del Marmilla-Villamar e di
Surentu, che dominano a gravità un vasto comprensorio irriguo.
Dall’invaso sul rio Leni viene alimentato il comprensorio Alto Leni.
Dall’invaso sul Cixerri prendono l’acqua i distretti di Uta Nord e Sud non ancora in
esercizio.
Consorzio di bonifica dell’Oristanese
Il consorzio ricade interamente nella provincia di Oristano e si estende per una superficie amministrata di 85.165 ettari, nella quale risiedono 99.000 abitanti su 25 comuni.
I due comprensori irrigui che lo costituiscono hanno una estensione totale di 44.118
ha, dei quali 31.519 ha sono attrezzati.
Il notevole livello economico raggiunto dalla zona si deve allo sviluppo dell’attività
zootecnica ed all’affermarsi della cerealicoltura, con particolare riguardo alla risicoltura che vanta consolidate tradizioni.
Notevole apporto delle colture ortive e, in misura minore, della vite e dell’olivo.
L’INEA per l’anno 1998 ha rilevato la seguente ripartizione delle colture e superfici
irrigate nel comprensorio del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese:
COLTURE
Cereali da granella
Foraggiere
Frutticole
Oleaginose
Ortive
Vite
Olivo
Altro
Totale
superficie investita
ha
%
6.039
29,5
8,027
39,1
1.048
5,1
41
0,2
2.685
13,1
196
1,0
107
0,5
2.361
11,5
20.504 100,0
L’acqua viene scaricata dalla diga Cantoniera sul Tirso ed accumulata nel piccolo inva35
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
so di S. Vittoria dal quale si originano i canali a pelo libero denominati “Adduttore
Destro e Adduttore Sinistro” che scorrono parallele al fiume.
Sui due canali sono ubicate le prese per servire le reti distributrici irrigue.
Consorzio di bonifica dell’Ogliastra
Il Consorzio ha modeste dimensioni, 42.174 ha amministrati distribuiti su 18 comuni.
La superficie consortile si distende essenzialmente lungo le fasce attigue alla costa.
Il comprensorio irriguo ha una superficie di 6.903 ha di cui 4.584 risultano attrezzati,
di questi 4.179 ha sono stati irrigati nel 1998.
Su poco meno di 4.200 ha di superficie irrigata, il 53% è occupata da foraggiere, il 12%
da cereali da granella e il 17% da piante frutticole.
L’invaso che alimenta il comprensorio irriguo è quello di Santa Lucia sul torrente Sa
Tuela
A Valle della diga un impianto di sollevamento fornisce l’acqua al distretto irriguo di
S. Lucia Tricarai e a quello di Bannali-Trici.
Dall’invaso hanno origine le condotte Nord e Sud, che alimentano rispettivamente i
distretti di Lotzorai, di Tortoli e Girasole.
Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale
Il consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale è formato da tre comprensori non contigui: Posada, Cedrino, Media Valle del Tirso, che comprendono complessivamente 29
comuni ricadenti quasi totalemente nella provincia di Nuoro, tranne Sedilo appartenente ad Oristano e Illorai a Sassari.
Nel territorio - esteso per 82.020 ha - gravitano 119.212 abitanti.
L’area comprensoriale comprende 44.118 ha, dei quali 31.519 ha sono attrezzati.
Nell’anno 1998 sono risultati irrigati 5.679 ha.
Il comprensorio si caratterizza per una prevalenza delle colture foraggiere, che coprono oltre la metà della superficie irrigua.
Notevole è anche la produzione di mais e sorgo, del vino e dell’olio.
Molto sviluppata e la zootecnica, incentrata sull’allevamento bovino.
Il sub-comprensorio del Posada è alimentato dall’invaso di Maccheronis, da cui ha origine una condotta che segue il fiume omonimo, per dividersi in due diramazioni a servizio dei distretti posti in destra e sinistra del corso d’acqua.
Il sub-comprensorio del Cedrino è alimentato dall’invaso di Pedra e Othona, da cui
36
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
parte una condotta unica in acciaio fino al partitore sito nei pressi della vasca di Bastara, ove si divide in due rami, uno a servizio dei distretti alti di Marreri, Isalle Solago,
l’altro a servizio della piana del Cedrino.
Il sub-compresorio della media valle del Tirso è alimentato dall’invaso del Benzone,
da cui ha origine un breve tratto di condotta in acciaio, che si immette in un canale, ove
scorre parte a pelo libero in condotte di calcestruzzo e parte in galleria.
Consorzio di bonifica della Nurra
Il comprensorio comprende un territorio di 83.574 ettari di superficie.
Nei suoi limiti ricadono 7 comuni con 189.784 abitanti.
Il comprensorio irriguo ha una superficie di 22.235 ha, di cui 18.555 ha attrezzati e
4.128 irrigati nell’anno 1998.
Il comprensorio è una distesa pianeggiante, la piana della Nurra, compresa tra due rilievi collinari.
La Nurra è per estensione la seconda pianura della Sardegna dopo il Campidano. L’economia della zona presenta una accentuata connotazione agricola.
Le produzioni agricole sono favorite dalla presenza di importanti centri urbani ed economici, in primo luogo Sassari e, in secondo, Alghero e porto Torres, che hanno agito
da propulsori per uno sviluppo complessivo.
L’agricoltura del territorio è varia dal momento che accanto alla zootecnia ovicaprina,
che costituisce l’attività primaria, l’area vanta una tradizione consolidata nel campo
vitinicolo, olivicolo ed ortivo.
Le colture foraggiere e cerealicole da granella sono le più diffuse, seguite dalla vite e
dall’ulivo.
La Nurra è alimentata dall’invaso del Cuga, da cui ha origine un canale adduttore capace di convogliare una portata di 10 mc/sec.
Tale Canale termina dopo un percorso di 7 km nella vasca di compenso di Monte
Baranta, dalla quale si dipartono le condotte adduttrici che servono i vari distretti irrigui.
Consorzio di bonifica Nord Sardegna
Il consorzio di bonifica Nord Sardegna comprende il territorio di 29 comuni della provincia di Sassari, con una popolazione complessiva di 66.435 abitanti.
L’area amministrativa si estende su una superficie di 94.528 ha. Il comprensorio irri37
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
guo occupa una superficie di 28.909 ha dei quali 11.250 ha attrezzati, dei quali 4.441
irrigati nell’anno 1998.
Il regime colturale prevalente è la produzione di foraggi, in virtù della forte rilevanza
assunta dall’attività zootecnica.
Tali coltivazioni ricoprono una superficie pari al 43,3% dell’intera area irrigata e sono
praticate essenzialmente nel territorio di Chilivani, ove è presente con ottimi risultati
anche la coltivazione del mais.
L’area della bassa valle del Coghinas, invece, ha una spiccata inclinazione all’orticoltura.
Il comprensorio irriguo è composto da tre sub comprensori: Chilivani, Perfugas e bassa
valle del Coghinas.
Il sub comprensorio di Chilivani è alimentato dall’invaso di Monte Lerno sul rio
Mannu di Pattada, dal quale si origina una lunga galleria seguita da un doppio sifone
fino alla vasca di carico di monte Tramonti, da cui si diparte una condotta forzata, al
termine della quale si trova la vasca di S. Lorenzo, che dà luogo alla rete di distribuzione.
Il sub-comprensorio della bassa valle di Coghinas è alimentato dall’invaso di Casteldoria, da cui si origina una condotta in pressione, che si dirama in due per servire le
aree in destra ed in sinistra del fiume Coghinas.
Consorzio di bonifica della Gallura
Il consorzio di bonifica della Gallura si sviluppa su una superficie amministrata di
205.578 ettari comprendente totalmente o parzialmente i territori di 17 comuni della
provincia di Sassari con 105.347 abitanti. Il comprensorio irriguo si estende per 7.566
ha, dei quali 5.583 ha attrezzati.
La coltura quasi esclusiva delle aree irrigue è costituita dalla produzione delle foraggiere, che coprono l’85% della superficie irrigata.
L’attività economica prevalente è la zootecnia con allevamento bovino ed ovino.
Il comprensorio è alimentato dall’invaso del Liscia, dal quale ha origine il canale
adduttore, parte a cielo aperto, parte in galleria che termina al ripartitore di Capichera.
Da tale manufatto il canale si divide in due rami, il primo serve il distretto irriguo di
Arzachena, il secondo il distretto di Olbia.
Il quadro riassuntivo dei consorzi di bonifica, con riferimento alla superficie territoriale amministrata, all’estensione dei comprensori irrigui e alle aree attrezzate e irrigate
nell’anno 1998, è il seguente:
38
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
ENTE
Sardegna Meridionale
Cixerri
Basso Sulcis
Ente Aut. Flumendosa
Ogliastra
Oristanese
Sardegna Centrale
Nurra
Nord Sardegna
Gallura
TOTALE
(ha)
263.203
22.931
46.870
2.564
42.174
85.165
82.010
83.574
94.528
205.597
928.597
SUPERFICIE
Comprens.irr. (ha) in origine (ha)
69.841
59.589
17.020
9.265
6.998
4.714
2.564
2.110
6.903
4.584
44.118
31.519
27.409
13.752
22.235
18.555
28.909
19.550
7.566
5.583
233.536
169.536
in esercizio (ha) irrigata (ha)
51.787
16.156
9.265
1.661
4.714
1.838
2.110
288
4.584
3.784
31.519
20.504
13.752
5.679
18.555
4.128
11.250
4.441
5.583
655
153.119
59.135
Si osserva dal quadro surriportato che rispetto ad una superficie attrezzata per l’irrigazione in esercizio di 153.119 ha, la superficie effettivamente irrigata nel 1998 è stata
di soli 59.135 ha, cioè appena il 39%.
Ciò sta a dimostrare che nel 1998 la disponibilità di acqua per irrigazione non ha consentito di irrigare tutte le aree attrezzate, ma solo una modesta frazione.
Circa la misura delle aree attrezzate, sorge qualche perplessità, in quanto il telerilevamento sconta certamente qualche errore.
L’INEA assume come superficie attrezzata attuale quella valutata dall’E.A.F. nel
“Documento di base quale proposta per la definizione dell’Accordo di Programma
Quadro”, pari a 145.900 ha e la dotazione unitaria di 7.470 mc/ha irrigata e una parzializzazione media di 0,26.
Nel predetto documento è stato previsto il solo attrezzamento delle aree, in cui sono in
corso di attuazione o risultano programmati interventi di trasformazione o di realizzazione di invasi artificiali.
A breve termine e cioè entro il 2005 è stata ipotizzata l’estensione della superficie
attrezzata a 157.300 ha, a lungo termine si è stimato un incremento di circa 20.000 ha
da prevedersi nei comprensori della Sardegna meridionale (zone di Pula, Marmilla,
Sarcidano), della media valle del Tirso e del Cedrino e quindi per una superficie di
167.300 ha.
Considerando L’impianto di Colture a bassa richiesta di acqua e l’introduzione di tecniche irrigue ad alta efficienza, la dotazione unitaria è stata assunta di 6.000 mc/ha.
I fabbisogni irrigui ai tre orizzonti temporali sono esposti nella seguente tabella dovuta all’INEA:
39
40
60.100 0,24
145.900 0,26 108.038
TOTALE ZONA IDROGRAFICA
TOTALE REGIONALE
45.568
4.818
3.510
6.600 0,27
4.500 0,22
27.824
35.568
1.672
35.200 0,21
Sard. Merid.
Sard. Merid.
Sard. Merid.
Cixerri
Basso Sulcis
46.800 0,24
2.200 0,24
Flumendosa
Leni
M.te Nieddu
Cixerri
Sulcis
Sardegna merid.
3.024
24.800
11.083
4.350
3.465
3.268
23.563
10.800
6.000
3.285
3.478
TOTALE ZONA IDROGRAFICA
4.200 0,28
31.000 0,2
Sard. Centr.
Oristanese
Sardegna Centrale Medio Tirso
Basso Tirso
5.800 0,25
4.500 0,23
4.300 0,24
14.600 0,24
Posada
Cesdrino
Ogliastra
0,28
0,50
0,10
0,35
36.0000 0,35
15.000
12.000
3.650
5.350
7.469
7.587
6.640
8.960
7.610
6.950
7.626
7.840
6.000
7.124
7.580
6790
6.870
7.219
7.920
5.300
7.480
8.090
Domanda potenziale attuale
Superf. Coeff. Superf.
Dotaz.
netta parz. irrig.
ha/irrig.
attrezz.
ha
ha
mc/ha
TOTALE ZONA IDROGRAFICA
Sardegna orient.
Sard. Centrale
Sard. Centrale
Ogliastra
Nurra
sard. sett.
sard. sett.
Gallura
Sardegna Settentr. Temo - Cuga
Mannu-Pattada
Basso Conghinas
Liscia
TOTALE ZONA IDROGRAFICA
Comprensorio
irriguo
Zona Idrografica
806,9
345.7
32
31,4
270,7
11.6
212,2
23,7
188,5
79
33
23,5
22,5
170
85,5
31,8
24,6
28,1
Mmc
Volume
annuo
157.200
64.400
49.600
2.200
1.500
6.600
4.500
40.000
6.000
34.000
16.300
5.800
3.200
4.300
36.600
15.000
12.000
3.650
5.950
48.836
37.696
1.672
1.140
4.818
3.510
31.520
4.320
27.200
12.392
4.350
4.774
3.268
23.956
10.800
6.000
3.285
3.868
0,26 116.701
0,24
0,24
0,24
0,24
0,27
0,22
0,21
0,28
0,2
0,24
0,25
0,23
0,24
0,35
0,28
0,50
0,10
0,35
6.156
6.000
6.000
6.000
6.000
6.000
6.000
6.711
6.000
6.000
6.000
6.000
6.000
6.000
5.825
6.000
5.300
6.000
6.000
718.4
263
226,2
10
6,8
28.9
21,1
211,5
25,9
185,6
74,4
26,1
28,6
19,6
139,5
64,8
31,8
19,7
23,2
Superf. fabbisogni ridotti al 2005
Superf. Coeff. Superf. Dotaz. Volume
netta parz. irrig. ha/irrig. annuo
attrezz
ha
ha
mc/ha
Mmc
167.300
67.400
51.600
2.200
2.500
6.600
4.500
47.000
6.000
41.000
16.300
5.800
6.200
4.300
36.600
15.000
12.000
3.650
5.950
0,26
0,24
0,24
0,24
0,24
0,27
0,22
0,21
0,28
0,2
0,24
0,25
0,23
0,24
0,35
0,28
0,50
0,1
0,35
124,58
51.116
39.216
1.672
1.900
4.818
3.510
37.120
4.320
32.800
12.392
4.350
4.774
3.268
23.953
10.800
6.000
3.285
3.868
6.146
6.000
6.000
6.000
6.000
6.000
6.000
6.603
6.000
6.000
6.000
6.000
6.000
6.000
5.825
6.000
5.300
6.000
6.000
765,7
306,7
235,3
10
11.4
28.9
21,1
245,1
25,9
219,2
74.4
26,1
28,6
10,6
139,5
64,8
31,8
19,7
23,2
Stima Fabbisogni ridotti am/1 temine
Superf. Coeff. Superf.
Dotaz. Volume
netta
parz. irrig.
ha/irrig. annuo
attrezz
ha
ha
mc/ha
Mmc
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
I FABBISOGNI INDUSTRIALI
La domanda di acqua per le attività industriali è stata definita dal documento posto a
base della proposta di “Accordo di Programma sulle risorse idriche”, nel quale si è previsto di mantenere le ipotesi di fabbisogno su valori molto contenuti.
La domanda è stata quantificata sulla base delle richieste avanzate dagli enti gestori
delle aree di sviluppo industriale.
I fabbisogni nel settore industriale sono stati valutati in 63 milioni di metri cubi
all’anno, a cui occorre aggiungere il consumo stimato per la cartiera di Albatax in 12
milioni di metri cubi, la cui ripresa produttiva si reputa imminente.
Il documento citato ipotizza che venga incentivato, e in parte, reso obbligatorio, il riciclo e il riuso dei reflui nell’ambito delle aree industriali.
In tal modo il valore della domanda industriale è stato assunto nello scenario futuro in
38 milioni di metri cubici.
Pertanto nel bilancio idrologico compariranno entrambi i valori suindicati, a seconda
che si fa riferimento al breve o al lungo periodo.
I FABBISOGNI IDRICI PER IL MINIMO
DEFLUSSO VITALE
Nell’allegato 2 del Piano Stralcio Direttore di bacino regionale sono contenute le
seguenti condivisibili condizioni: “Oltre a fornire al consorzio umano la risorsa per
l’approvvigionamento idrico, l’ambiente idrico costituisce, infatti, esso stesso il sostegno indispensabile della biosfera mentre condiziona pesantemente anche i processi di
trasformazione della fisiosfera”.
La tutela dell’ambiente idrico naturale (esterno cioè al sistema delle infrastrutture del
Piano) appare quindi come una condizione indispensabile al corretto mantenimento
degli equilibri ambientali posti alla base del funzionamento del Piano medesimo,
primo fra tutti la disponibilità della risorsa idrica.
Ecco pertanto che l’ambiente idrico deve essere considerato come il “primo
utente” del Piano; quell’utente, in altre parole, il cui soddisfacimento risulta
indispensabile per il soddisfacimento degli altri utenti e, quindi, per questo,
prioritari.
41
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Gli usi ambientali dell’acqua si riferiscono principalmente al sostegno delle comunità
viventi e in particolare degli ecosistemi dei fiumi e dei laghi.
La tutela dei fiumi e torrenti, nei quali sono state realizzate opere di sbarramento, per
accumulo o derivazione d’acqua, si consegue con un rilascio di un flusso idrico costante, che assicura la conservazione dell’ambiente acquatico.
La proposta di rilascio, denominata Deflusso Minimo Vitale, varia in funzione delle
caratteristiche del corso d’acqua e dell’ecosistema interessato.
In mancanza di una normativa statale o regionale, che detti i criteri di determinazione
del deflusso Minimo Vitale, gli estensori del Piano hanno fatto riferimento alle decisioni assunte dal Governo Spagnolo in merito al Piano Idrologico del Tago, che ha prescritto il rilascio costante durante l’anno di una portata pari al 50% della portata media
di lungo periodo dei mesi estivi.
Il Deflusso Minimo Vitale adottato dal Piano Sardo, a valle degli sbarramenti che formano serbatoi di regolazione, equivale alla portata continua pari al 50% dell’afflusso
naturale alle sezioni di sbarramento valutato come media dei tre mesi di luglio, agosto
e settembre, così come risulta dalle serie idrologiche considerate nei bacini idrici.
Il valore complessivo del Minimo Deflusso Vitale è risultato pari a 48 milioni di metri
cubi all’anno.
FABBISOGNI COMPLESSIVI DI ACQUA
Il fabbisogno complessivo di acqua non può essere espresso con un solo numero, perché dipende dal comportamento e dai programmi nel tempo dei centri di domanda idrica, oltre che dal rispetto delle ipotesi avanzate circa l’adozione di sistemi di risparmio.
È possibile, però, indicare almeno entro quali limiti si potrà collocare la richiesta di
acqua a breve ed a lungo termine.
Nel caso non vengano ridotte le perdite nelle reti acquedottistiche, che attualmente si
attestano sul 40% , con il completamento, ampliamento ed estendimento degli schemi
idrici previsti nel Piano di Ambito, ma anche in altri programmi, il fabbisogno di acqua
potabile potrà raggiungere 297 milioni di metri cubi.
Se, invece, le perdite saranno ridotte in volumi accettabili del 20%, i consumi potabili
potranno scendere fino a 233 milioni di metri cubi.
Se non saranno attuati i programmi di riduzione dei consumi idrici in agricoltura,
42
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
soprattutto con la trasformazione dei sistemi di irrigazione dalla tecnica di scorrimento all’altra più moderna in pressione e con l’educazione degli agricoltori all’uso dell’acqua, mantenendo l’attuale dotazione di 7.470 mc/ha irrigato, il fabbisogno d’acqua
si manterrà a 806 milioni di metri cubi.
Se invece, il programma d’introduzione di tecniche irrigue ad alta efficienza sarà
rispettato, anche con l’ampliamento delle superfici attrezzate a 167.300 ha, il fabbisogno irriguo si ridurrà a lungo termine a 766 milioni di metri cubi, passando nel breve
periodo a 718 milioni di metri cubi.
Se, nelle attività industriali, non sarà attuato il programma di incentivazione del riciclo
e riuso dei reflui, il fabbisogno relativo si manterrà sul livello attuale di 63 milioni di
metri cubi, elevabile a 75 milioni di metri cubi, con la ripresa della produzione nella
cartiera di Arbatax.
Se, invece, come è nelle aspettative, il riuso dei reflui trattati si affermerà, il fabbisogno idrico nell’industria si attesterà a 38 milioni di metri cubi.
In conclusione, il fabbisogno complessivo d’acqua della Sardegna potrà variare
tra i seguenti valori:
Fabbisogno
“
“
“
TOTALE
potabile
irriguo
industriale
ambientale
297.000.000 mc
806.000.000 mc
75.000.000 mc
48.000.000 mc
1.226.000.000 mc
Fabbisogno
“
“
“
TOTALE
potabile
irriguo
industriale
ambientale
233.000.000 mc
766.000.000 mc
38.000.000 mc
48.000.000 mc
1.085.000.000 mc
Il Piano Stralcio direttore indica quale fabbisogno complessivo di 1.125.080.000
metri cubi.
In merito ai consumi idrici occorre fare qualche osservazione, giustificata della scarsezza di risorse che peraltro è accentuata negli ultimi anni, ma che non è mai stata
abbondante, a causa delle precipitazioni che cadono nell’isola.
43
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
La deficienza di acque dovrebbe, innanzitutto, consigliare di comprimere i consumi
unitari irrigui, almeno entro i limiti di altri comprensori ricadenti nelle Regioni del
Mezzogiorno peninsulare, che si attestano su dotazioni per ettaro di 3000/4000 metri
cubi annui nella Capitanata e 5000 metri cubi nel Metapontino lucano e nelle zone
costiere del Molise, soprattutto in considerazione che il clima di tali aree non è diverso da quelle della Sardegna, perché anche queste zone del sud sono caratterizzate da
estati secche e calde.
Il fatto che i suoli dell’isola sono in genere più impermeabili e quindi non trattengono
l’acqua aspersa, ciò al più dovrebbe comportare più adacquamenti nella stagione, non
maggiore quantità nella risorsa.
Un mezzo efficace per ridurre gli sprechi di acqua è il passaggio dal canone per ettaro
ad una tariffa basata sugli effettivi consumi misurati ai contatori installati nei gruppi di
consegna.
La tariffa deve essere rapportata agli effettivi costi della fornitura d’acqua, almeno per
i consumi eccedenti un parametro determinato, da fissarsi con provvedimento regionale (es.: 3000 mc/ha).
Anche le colture idroesigenti come il riso andrebbero gradualmente ridotte.
LE DISPONIBILITÀ DI ACQUA DI SUPERFICIE
La Sardegna finora ha fatto assegnamento prioritariamente sulle acque di superficie,
come testimoniano i numerosi invasi e traverse realizzate nonché altre opere di sbarramento in corso di costruzione o di prossimo appalto o progettazione.
La determinazione della disponibilità di risorse presenta notevoli difficoltà dovute per
un verso all’estrema variabilità delle precipitazioni, oltretutto concentrate nei mesi
autunnali e invernali e per l’altro alla capacità limitata degli invasi.
Infatti, nei periodi di piogge intense, le acque sovente tracimano dalle dighe e dalle traverse e finiscono a mare.
In verità nell’isola esistono gli invasi di Coghinas a Muzzone, Flumendosa a Nuraghe
Arrubin, Liscia a Punta Calamoni, che consentono la regolazione pluriennale dei
deflussi, avendo grande capacità di immagazzinamento, ma gli altri numerosi serbatoi
trattengono modesti volumi e quindi esercitano funzioni regolatrici dei deflussi solo
per brevi periodi.
44
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Il Piano di Ambito ricorre ad una simulazione di funzionamento degli schemi multisettoriali per individuare la disponibilità di acqua nel caso si ripetesse la successione
degli eventi idrologici già conosciuti nel periodo 1922-1975, assumendo come deflussi quelli già verificati, ridotti del 55%.
Sono stati presi in considerazione vari scenari di consumi potabili, mentre i fabbisogni
industriali sono stati mantenuti costanti e pari a 62,63 milioni di mc. Gli scenari dei
consumi potabili sono:
• Scenario 0: corrisponde a quanto prelevato dai potabilizzatori in anni senza restrizioni per crisi idrica; i fabbisogni individuati per il potabile negli schemi multi-settoriali sono stati quindi depurati della quota oggi a carico delle risorse sotterranee ed
evidenziate solo le richieste di risorse superficiali.
• Scenario 1: corrisponde, sulla base della dotazioni adottate, ad una situazione di
riduzione delle perdite ad un livello pari al 20%. Rappresenta la situazione di riduzione delle perdite che il Piano si è prefissato.
• Scenario 2: considera la domanda derivante dall’applicazione delle dotazioni di
Piano d’Ambito con l’attuale livello demografico cui si sommano perdite fisiche pari
al 40% del volume immesso. Rappresenta una situazione di uso incontrollato della
risorsa.
• Scenario 3: corrisponde alla situazione degli attuali consumi e degli attuali livelli di
perdita idrica.
I consumi potabili corrispondenti ai vari scenari sono qui di seguito riportati:
• Scenario 0 240,82 milioni di mc
• Scenario 1 132,23 “
“
• Scenario 2 263,26 “
“
• Scenario 3 194,20 “
“
Va precisato che in tutti gli schemi multisettoriali, le risorse sotterranee di impiego
civile sono state sottratte dalle richieste potabili.
Per la simulazione è stato adottato il pacchetto software SIMFLU predisposto dal centro di Ricerche e Formazione delle reti del Dipartimento di Ingegneria del Territorio
dell’Università di Cagliari.
Il risultato della simulazione per gli scenari “0” e “3” è riportato nella tabella che
segue:
45
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
UTENZA POTABILE
Scenario 0
Sistema
multisett.
Richiesta
Richiesta Erogaz.
programm
Flumendosa
Tirso
Nord Occ.
Orientale
Cedrino
Gallura
Posada
Leni
Cixerri
Sulcis
116,20
10,40
59,20
8,20
2,40
29,22
4,60
3,00
2,90
4,70
116,20
10,40
59,20
8,20
2,40
29,22
4,60
3,00
2,90
4,70
114,77
8,72
59,20
8,20
2,40
29,22
4,60
3,00
2,90
4,70
TOTALE
240,82
240,82
237,72
Scenario 3
Livello
soddisf
Deficit
medio
Richiesta
Richiesta Erogaz.
programm
99%
84%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
-1,43
-1,68
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
100,06
14,17
48,03
6,25
1,93
19,85
3,19
5,88
0,08
1,08
100,06
14,17
48,03
6,25
1,93
19,85
3,19
5,88
0,08
1,08
99%
-3,10
200,51
200,51
Livello
soddisf
Deficit
medio
100,06
12,98
48,03
6,25
1,93
19,85
3,19
5,88
0,08
1,08
100%
92%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
0,00
-1,18
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
199,32
99%
-1,18
Livello
soddisf
Deficit
medio
UTENZA INDUSTRIALE
Scenario 0
Sistema
multisett.
Flumendosa
Tirso
Nord Occ.
Orientale
Cedrino
Gallura
Posada
Leni
Cixerri
Sulcis
TOTALE
Richiesta
Richiesta Erogaz.
programm
Scenario 3
Livello
soddisf
Deficit
medio
Richiesta
Richiesta Erogaz.
programm
20,00
5,26
27,37
1,05
20,00
5,26
27,37
1,05
20,00
5,26
27,37
1,05
100%
100%
100%
100%
0,00
0,00
0,00
0,00
20,00
5,26
27,37
1,05
20,00
5,26
27,37
1,05
20,00
5,26
27,37
1,05
100%
100%
100%
100%
0,00
0,00
0,00
0,00
2,11
2,11
2,11
100%
0,00
2,11
2,11
2,11
100%
0,00
1,05
0,53
5,26
62,63
1,05
0,53
5,26
62,63
1,05
0,53
5,26
62,63
1,05
0,53
5,26
62,63
1,05
0,53
5,26
62,63
1,05
0,53
5,26
62,63
100%
100%
100%
100%
0,00
0,00
0,00
0,00
Livello
soddisf
Deficit
medio
100%
0,00
100%
0,00
100%
0,00
100%
0,00
UTENZA IRRIGUA
Scenario 0
Sistema
multisett.
Richiesta
Flumendosa
Tirso
Nord Occ.
Orientale
Cedrino
Gallura
Posada
Leni
Cixerri
Sulcis
235,84
198,56
155,66
25,03
15,53
26,09
27,13
16,01
41,90
22,03
112,47
131,77
71,71
18,52
14,28
2,09
9,22
6,40
3,18
1,98
TOTALE
763,77
TOTALE GENER. 1067,22
46
Richiesta Erogaz.
programm
Scenario 3
Livello
soddisf
Deficit
medio
Richiesta
Richiesta Erogaz.
programm
112,25
131,77
71,71
18,52
14,28
2,09
9,17
6,40
3,18
1,98
48%
66%
46%
74%
92%
8%
34%
40%
8%
9%
-123,59
-66,79
-83,95
-6,51
-1,24
-24,00
-17,96
-9,61
-38,72
-20,05
235,84
198,56
155,66
25,03
15,53
26,09
27,13
16,01
41,90
22,03
136,79
195,13
120,48
20,78
14,90
11,74
11,39
3,36
6,08
6,17
136,79
195,13
120,48
20,78
14,90
11,74
11,32
3,36
6,08
6,17
58%
98%
77%
83%
96%
45%
42%
21%
15%
28%
-99,05
-3,43
-35,18
-4,26
-0,62
-14,35
-15,81
-12,65
-35,82
-15,86
371,64
371,36
49%
-392,41
763,77
526,82
526,74
69%
-237,03
675,09
671,71
62%
-395,51
1026,91
789,95
788,69
76%
-38,21
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
La prima verifica è relativa alla situazione attuale delle opere di sbarramento ed allo
scenario “0” dei consumi potabili.
Il risultato della simulazione solleva le seguenti osservazioni:
• Lo Schema Flumendosa - Campidano accusa un grado di soddisfacimento per l’irriguo pari a 0,48 e quindi inaccettabile.
• Lo Schema Tirso mostra un lieve deficit anche per il settore potabile relativo all’alto Taloro. L’irriguo si attesta su una coefficiente di soddisfacimento delle richieste
pari al 66%.
• Lo Schema Nord Occidentale soddisfa senza deficit tutte le utenze potabili, mentre i
coefficienti di soddisfacimento delle richieste per l’irriguo impongono notevoli riduzioni: sono infatti pari allo 0,46%.
• Lo Schema Orientale vede soddisfare integralmente e senza deficit le utenze potabili
ed ha un coefficiente di soddisfacimento delle richieste pari a 0,74 sull’utenza irrigua.
• Lo Schema Cedrino garantisce l’utenza potabile ed ha un coefficiente di soddisfacimento delle richieste sull’irriguo pari al 0,92.
• Lo Schema Gallura ha una situazione decisamente deficitaria: viene garantito il soddisfacimento per il potabile, ma il modello indica per il settore irriguo un coefficiente
di soddisfacimento delle richieste paria 0,08, praticamente nullo
• Lo Schema Posada vede assicurato il soddisfacimento della domanda potabile, mentre la domanda irrigua è soddisfatta solo per il 34%.
• Lo Schema Leni, ugualmente viene assicurato il potabile, mentre si ha un soddisfacimento delle richieste pari a 0,40 dell’irriguo
• Lo Schema del Cixerri, pur assicurando il soddisfacimento del potabile, ha una erogazione estremamente ridotta verso l’irriguo: il soddisfacimento delle risorse è pari
a 0,08
• Lo Schema del Sulcis vede il potabile soddisfatto integralmente con un coefficiente
di soddisfacimento delle richieste sull’irriguo pari a 0,09.
Le analisi riportate evidenziano una situazione del multisettoriale nel quale l’utenza
irrigua, in modo pressoché generalizzato in tutta l’isola deve subire pesanti restrizioni rispetto ai fabbisogni tecnici.
La disponibilità d’acqua si aggira intorno a 672 milioni di metri cubici e il fabbisogno complessivo è ipotizzato in 1.076 milioni di metri cubici.
La seconda verifica è stata effettuata nell’ipotesi che le opere in costruzione siano ultimate e che i fabbisogni idropotabili siano quelli dello scenario “3”.
47
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Le opere di cui sopra sono appresso elencate, osservando che la prima, finanziata con
i fondi della Legge Obiettivo, è stata approvata e consentirà il recupero di 52,5 milioni di metri cubici:
• realizzazione del collegamento tra il basso Flumendosa - traversa di S’Isca Rena ed
il medio Flumendosa - invaso della Mulargia
• aumento della capacità di invaso della Diga Cantoniera del Tirso a 740 Mmc;
• innalzamento della capacità di invaso della Diga sul Liscia a 105,19 Mmc;
• realizzazione della connessione delle traverse di Badu Crabolu e di Cumone all’invaso del Temo a Roccadoria;
• aumento della capacità di trasferimento del Coghinas verso le utenze potabili ed irrigue (Nurra) senza vincolo mensile.
Il risultato della simulazione ha mostrato un netto miglioramento della distribuzione
irrigua:
Per lo Schema Flumendosa - Campidano: il coefficiente di soddisfacimento delle
richieste sull’irriguo si innalza a 0,58;
Per lo Schema Tirso: l’innalzamento della capacità di Cantoniera Tirso consente di
sostenere il soddisfacimento pressoché totale delle domande irrigue (0,98).
Per lo Schema Nord Occidentale: la realizzazione del collegamento delle traverse e
l’aumento della capacità di trasferimento del Coghinas consente il sollevare il coefficiente di soddisfacimento delle richieste sull’irriguo al valore 0,77.
Lo Schema orientale: vede soddisfare integralmente le utenze potabili ed industriali
ed il coefficiente di soddisfacimento delle richieste sale a 0,83 sulla utenza irrigua.
Lo Schema Cedrino: garantisce l’utenza potabile e ha un coefficiente di soddisfacimento delle richieste sull’irriguo pari allo 0,96%.
Per lo Schema Gallura: l’innalzamento della capacità dell’invaso consente di attribuire all’irriguo una aliquota pari al 45% del suo fabbisogno totale.
Lo Schema Posada: vede assicurato il soddisfacimento della domanda potabile mentre
sulla domanda irrigua è applicato il coefficiente di soddisfacimento delle richieste di 0,42.
Nello Schema Leni, ugualmente viene assicurato il potabile mentre il soddisfacimento delle richieste di 0,42.
Lo Schema Cixerri nello scenario attuale, pur assicurando il soddisfacimento del
potabile ed industriale, ha un’erogazione estremamente ridotta verso l’irriguo: il coefficiente di soddisfacimento delle richieste è pari a 0,15.
La disponibilità d’acqua del sistema, con l’aggiunta di nuove opere e l’aumento della
48
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
capacità di invaso, ora ridotta per disposizione del Servizio Nazionale Dighe (ora
RID), diventa di circa 789 milioni di metri cubi e il fabbisogno ipotizzato è di 1.022
milioni di metri cubi.
In entrambe le simulazioni occorre aggiungere utilizzazioni a fini potabili delle acque
di falda, di cui non si è tenuto conto e che ammontano a 98 milioni di metri cubi.
Nell’ipotesi realistica della simulazione relativa allo scenario “3”, in cui i consumi
potabili sono stati mantenuti al livello attuale, con le attuali perdite nella rete, il miglioramento della situazione dell’irrigazione è di tutta evidenza.
In tal caso, però, il deficit è ancora alto, perché è dell’ordine di 238 milioni di metri
cubici, tutto concentrato praticamente in agricoltura, con grave mancanza d’acqua nei
comprensori della Gallura, del Posada, del Leni, del Cixerri e del Sulcis.
Va tenuto presente, però, che il comprensorio Flumendosa-Campidano ha una superficie attrezzata in esercizio di ben 51.787 ha e che quindi un deficit del 42%, significa
una carenza di acqua di otre 100 milioni di metri cubi.
Resta il problema di come reperire, anche con il recupero di acqua assicurata
dalle opere in corso già menzionate le risorse ancora mancanti, che sono dell’ordine di 240 milioni di metri cubici.
Un’aliquota di tale ingente quantità, sarà fornita dal riuso dei reflui per circa 70 milioni di metri cubi, il resto dovrà essere acquisito con nuove opere di sbarramento, già per
altro individuate.
Un contributo alla migliore distribuzione dell’acqua tra i diversi bacini sarà data dalla
interconnessione dei vari invasi.
Il Piano Stralcio Direttore, sia nella relazione generale che nel documento di sintesi,
riassume tutti gli interventi proposti ed inseriti nei precedenti atti di programmazione
(Accordo di Programma Quadro e Piano di Ambito), che perseguono il fine del riequilibrio tra fabbisogno e disponibilità della risorsa.
Tali interventi sono organizzati in 7 sistemi, definiti per aree omogenee, che sono:
• Sistema 1 - Posada Cedrino
• Sistema 2 - Cixerri
• Sistema 3 - Gallura
• Sistema 4 - Nord Occidentale
• Sistema 5 - Tirso
• Sistema 6 - Sud Sardegna
• Sistema 7 - Sulcis
49
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Detti interventi rappresentano solo idee progettuali e non sono stati verificati con studi
di fattibilità, pertanto, dopo i necessari approfondimenti, potrebbero rivelarsi non realizzabili sotto l’aspetto tecnico o economico.
L’elenco degli interventi è sotto riportato:
Sistema 1 - Posada Cedrino
Cod. Intervento
12
Diga sul Posada ad Abba Luchente
13
Interconnessione comprensori Posada e Cedrino
14
Integrazione finanziamento per completamento diga Cumbidanovu sull’alto
Cedrino
15
Interventi urgenti di protezione del manto metallico di tenuta dello sbarramento di Pedra e’ Othoni
16
Ristrutturazione dello scarico di superficie diga di Pedra e’ Othoni
Sistema 2 - Cixerri
Cod. Intervento
42
Lavori integrativi sulle fondazioni della diga Madau Zirimilis
43
Raddoppio collegamento centrale Murtas con Diga Gennarta
6.4.2.A Schema n. 44 Iglesias - Collegamento invaso Cixerri - Punta Gennarta
6.4.2.B Adduzione da invaso rio Casteddu e invaso rio Canonica
P.A.2. Adeguamento collegamento bidirezionale miniere Iglesiasi - Genna Is Albis
P.A.3: Recupero reflui Iglesias
Sistema 3 - Gallura
Cod. Intervento
6
Condotta di derivazione della diga di M.di Deu sul Rio Pagghiolu e traversa
sul rio Limbara
7
Trasformazine in condotta del canale della diga del Liscia
8
Diga sul Rio S. Simone
P.A.4 Traversa sul basso Liscia e collegamento impianto e serbatoio Liscia
Sistema 4 - Nord Occidentale
Cod. Intervento
50
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
1
2
3
4
10
P.A.5
P.A.6
P.A.7
Condotta in c.a. sul rio sette Ortas (Putifigari)
Collegamento tra condotta Coghinas e rete irrigua Campanedda (Sassari) e
riutilizzo dei reflui depurati dall’agglomerato di Porto Torres
Depuratore di Sassari e adduzione acque reflue sino all’invaso Cuga
diga sul rio Badu Crabolu
Sollevamento del serbatoio di Muzzone per integrare l’irrigazione della piana
di Chilivari
Recupero reflui Alghero
Ripristino e adeguamento condotta di collegamento Coghinas Sassari
Derivazione medio Temo
Sistema 5 - Tirso
Cod. Intervento
22
Intervento di risanamento sul canale adduttore nell’impianto irriguo della
media valle del Tirso
23
Lavori di completamento alla diga Cantoniera sul Tirso
24
Adeguamento della traversa di Santa Vittoria sul Tirso alle prescrizioni del
Servizio Nazionale Dighe
26
Utilizzazione del deflussi del Flumendosa e collegamento Tirso Flumineddu
con traversa a Bau e Linu
27
Riconversione della diga di Santa Vittoria sul rio Mogoro
28
diga Flumendosa a S’Allusia
29
Schema Montiferru con diga sul rio Mannu di Cuglieri a San Marco e traverse collegate
P.A.8 Riassunto funzionale canale adduttore sinistra Tirso per l’interconnesione
bacini Tirso - Flumendosa.
Sistema 6 - Sud Sardegna
Cod. Intervento
17
Diga sul rio Foddeddu, traversa rio Pramaera e collegamento
31
Integrazione finanziamento diga di Monti Nieddu
32
Completamento opere per recupero reflui civili nella zona Serramanna Monastir
33
Dissalatore per usi potabili e collegamenti con le reti idriche
51
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
34
35
38
39
40
41
P.A.10
Ripristino canale principale adduttore
Telecontrollo integrato
Interconnessione basso Cixerri - Monti Nieddu
Diga sul basso Flumendosa e Variante stradale
Traversa sul rio Quirra e collegamento sul Basso Flumendosa
Completamento lavori diga sul rio Leni 3° lotto
Recupero reflui industriali civili CASIC
Sistema 7 - Sulcis
Cod. Intervento
44
Completamento impianto recupero reflui S. Giovanni Suergini
45
Dissalatore
Oltre gli invasi già in corso di realizzazione, prima riportati, il cui apporto a breve renderà attuale la simulazione n. 3, già descritta, sono state finanziate con altri fondi le
seguenti opere:
• opere per incremento invaso alla diga di Maccheronis sul Posada
• depurazione Olbia e acque reflue all’irrigazione in Gallura
• adduzione delle acqui reflue all’invaso del sistema Nord Occidentale
• schema idrico Buttale e Calmbru
• diga Sa Contra Ruja del sistema Tirso
Un rilevante contributo al riequilibrio del sistema idrico sardo sarà dato dagli interventi
previsti dalla Legge Obiettivo, di cui si tratterà in seguito.
LE DISPONIBILITÀ DI ACQUA SOTTERRANEE
La potenzialità della falda dell’isola non ha costituito oggetto di indagine e ricerca nel
passato da parte degli ordini preposti, in quanto si fidava nell’abbondanza delle acque
superficiali.
Solo dopo la notevole riduzione delle precipitazioni e quindi dei deflussi, con l’avvicendarsi di rovinose siccità, è iniziato lo studio delle fonti sotterranee, ma ancora
manca un patrimonio informativo sufficiente esteso, sia relativo alla quantità sia alla
dislocazione.
52
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Sulla base delle notizie fornite dagli enti regionali di gestione delle acque, si è desunta un erogabilità potenziale annua per usi civili e potabili di 3.620 1/sec., pari a circa
114 milioni di metri cubi.
Tale volume corrisponde alla massima punta sfruttabile in maniera continuativa.
Lo sfruttamento finora ha riguardato falde idriche, capaci di erogare portate superiori a 15 1/sec., che annualmente hanno fornito al sistema potabile circa 98 milioni di metri cubi.
Ad oggi tale deve ritenersi mediamente il contributo che le acque sotterranee possono
dare per l’approvvigionamento degli abitati della Sardegna, almeno finché non venga
approfondito tale problema con ulteriori studi.
I privati fanno largo impiego di acque di falda per l’irrigazione di appezzamenti di loro
proprietà, ma non usufruiscono di rete consortile.
Dall’indagine condotta dall’INEA per l’anno 1998, con l’ausilio di telerilevamenti, si
evince che i terreni ubicati fuori dai comprensori dei Consorzi di bonifica, che erano
irrigati, in quella stagione, si estendevano per la considerevole superficie di circa
38.000 ettari.
È stata stimata oggi in 1.784 l sec la portata complessiva ricavabile dalle acque di falda,
pari a circa 56 milioni di metri cubi, per l’uso irriguo.
Se il volume suddetto si divide per l’estensione delle aree irrigate, si ricava una dotazione per ettaro di appena 1.500 metri cubi annui.
Tale dato induce a qualche considerazione circa l’uso non certo parsimonioso della risorsa idrica, quanto questa è distribuita dagli Enti pubblici, quali sono i consorzi di bonifica, che, applicando canoni non riferiti ai consumi, ma alla superfici irrigate, non costringe gli agricoltori ad avere comportamenti virtuosi. Risulta stridente il contrasto tra il consumo per ettaro irrigato (1.500 mc) da parte degli agricoltori che provvedono direttamente al prelievo e all’aspersione dell’acqua, con costi crescenti proporzionalmente ai
volumi utilizzati, e il medesimo consumo (oltre 6000 metri cubici) da parte degli utilizzatori della rete pubblica, che pagano in rapporto solo alla estensione dei territori irrigui.
Ciò sta a dimostrare che un nuovo criterio di tariffazione si rende indispensabile per
aiutare il risparmio idrico e quindi un uso razionale di un bene essenziale e sempre più
scarso, quale è l’acqua.
Per quanto attiene gli usi industriali, viene stimata una portata complessiva di 2038
1/sec di acqua di falda, pari a circa 64 milioni di metri cubici.
In attesa di acquisire dati più certi sulla potenzialità delle acque sotterranee, la pro53
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
grammazione regionale ha escluso tale risorsa dalla pianificazione, eccettuato l’uso
potabile già in essere.
LA DISPONIBILITÀ DI RISORSE IDRICHE
ALTERNATIVE
A partire dal Piano Acqua del 1985, il riuso delle acque reflue è all’attenzione della
programmazione regionale della Sardegna.
Per le aree industriali si è data precedenza al riciclo interno dei reflui, anche perché la
qualità richiesta non comporta eccessivi trattamenti depurativi aggiuntivi.
Ma in molti casi la produzione di reflui supera i fabbisogni delle aree industriali, e
quindi appare immediato pensare ad un utilizzo in agricoltura.
Il riuso dei reflui civili ed industriali consegue il duplice fine di recuperare volumi d’acqua in aree con deficit idrico e ridurre l’inquinamento dei corpi ricettori degli scarichi.
Il riutilizzo dei reflui rappresenta da un lato una scelta possibile e auspicabile, dall’altro una soluzione ormai necessaria e anche strategica per il futuro.
Il tema è l’attenzione dei Consorzi di bonifica sardi, che hanno avviato alcuni progetti di riuso irriguo.
La Sardegna, dopo la Puglia, è la regione, i cui Enti di bonifica hanno presentato il
maggior numero di progetti tra quelli delle regioni dell’obiettivo 1, di cui 5 finanziamenti per un importo di circa 25 milioni di Euro.
Il riuso dei reflui richiede un trattamento più spinto dei liquami e quindi investimenti
aggiuntivi, il cui costo dovrebbe essere sostenuto dalla fiscalità generale, in quanto l’operazione apporta un beneficio ambientale notevole, sottraendo ai corsi idrici fonti
d’inquinamento.
Occorre anche definire con regolamento la qualità dell’effluente utilizzabile per l’irrigazione, tenendo conto dei rischi sanitari e degli effetti dell’uso prolungato sulla struttura del terreno.
Ad oggi manca un’adeguata conoscenza, basata su dati sperimentali, dei fenomeni di
modificazione della capacità produttiva del suolo per l’assorbimento di maggiori quantità di sostanze sospese contenute negli effluenti, più torbidi rispetto alle acque di
superficie di norma utilizzate per l’irrigazione.
È diffuso il timore che l’immissione continua di solidi sospesi riempia la porosità dei
54
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
terreni e quindi riduca la fertilità.
V’è anche il problema di immagazzinare i reflui trattati durante l’inverno e perciò
occorre addurli agli invasi esistenti, ma nasce anche la necessità di preservare lo stato
di qualità della massa liquida stagnante arricchita di nutrienti.
La presenza di fosforo, oltre l’azoto ed altri elementi influisce sulle condizioni trofiche
del corpo idrico.
L’Ente Autonomo Flumendosa ha avviato una sperimentazione mirante al recupero dei
reflui della città di Cagliari e dei centri vicini.
L’impianto di Is Atenas, in cui a breve confluiranno le reti fognarie dei centri limitrofi della città di Cagliari, è stato dotato di un terzo stadio di trattamento, che prevede la
defosfatazione invernale e la sterilizzazione con raggi ultravioletti in estate.
L’effluente viene sollevato al bacino di regolazione di Simbiritzi, dove nei mesi invernali verrà miscelato ai deflussi naturali convogliati del canale Sud-Est.
Una volta ultimata la costruzione dei collettori dei vari centri abitati, l’impianto potrà
rendere disponibile un volume annuo di circa 60 milioni di metri cubi.
Al momento l’impianto produce e conferisce al lago Simbiritzi circa 20 milioni di
metri cubi all’anno che sono già avviati al sistema irriguo del Campidano.
Altra iniziativa è stata intrapresa dal comune di Villasemius, che è fuori da ogni perimetro consorziale.
Per garantire l’approvvigionamento alle utenze irrigue della zona, legate al sistema
turistico e ricreativo, si è dotato l’impianto depurativo di uno stadio di affinamento, che
consente l’impiego dell’effluente per l’irrigazione di circa 175 ettari.
Altra fonte alternativa è stata programmata dalla Sardegna e riguarda la dissalazione
dell’acqua di mare.
Sono previsti due dissalatori, di cui uno a Cagliari e l’altro nel Sulcis.
In definitiva si stima che le risorse non convenzionali che integreranno le disponibilità di acque superficiali e sotterranee, avranno la consistenza che segue:
DENOMINAZIONE
Delfl. medio (Mm/anno) Sf mare (Mm/anno)
REF. 28 - Reflui Sassari+Alghero
10,54
0,06
REF. 04 - Reflui S. G. Suergiu
2,05
0
REF. 06 - Reflui Serramanna
2,75
0
REF. 07 - Reflui ZIR Iglesias
2,44
0,62
REF. 25 - Reflui Casic
5,24
0,23
55
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
REF. 26 - Reflui Monastir
DIS2 - Dissalatore Sulcis
DIS1 - Dissalatore Cagliari
MIN1 - Apporto Miniere
TOTALE
1,38
9
30
10
74,4
0
0
0
3,99
4,9
SCHEMA IDRICO MULTISETTORIALE
FLUMENDOSA-CAMPIDANO
Dei 10 schemi idrici multisettoriali della Sardegna, il più importante ed interessante è
senza dubbio quello denominato Flumendosa-Campidano, che si descriverà seppure
sommariamente, tralasciando gli altri più semplici e meno incisivi sulla vita economica e sociale dell’isola.
Lo schema suddetto si caratterizza per complessità, imponenza di opera, arditezza di
concezioni e sviluppo degli adduttori.
Esso poggia sugli invasi di Flumineddu a Capanna Silicheri, sul Flumendosa a Nuraghe Arrubiu, di Mulargia a Monte Su Rei, di Sa Forada di S’Acqua, di Casa Fiume Fluminemannu sul Mannu di Narcao a Bau Pressin, di Simbiritzi, di Genna Is Abis sul
Cixerri, di Corongiu e sulle traverse sul Mannu di S. Sperate a Monastir sul rio Fanaris, sul rio S. Lucia, sul rio Monti Nieddu e Villa S. Pietro.
L’invaso di Flumineddu ha una modesta capacità di regolazione di appena 1,4 milioni di metri
cubici, ma svolge essenzialmente la funzione di derivare verso l’invaso sul medio corso del
Flumendosa di Nuraghe Arrubiu, attraverso una galleria a pelo libero, i deflussi del bacino sotteso, che nel periodo 1922-1975 sono in media risultati di 102,5 milioni di metri cubi.
Dall’invaso di Nuraghe Arrubiu, tramite una galleria, con interposta una centrale idroelettrica, l’acqua invasata è derivata al lago artificiale di Mulargia.
Il deflusso medio alla sezione di sbarramento è stato nel periodo 1922-1975 di circa
270 milioni di metri cubi.
Dal serbatoio di Mulargia ha origine la galleria di derivazione verso il Campidano di
Cagliari. A poche centinaia di metri dall’imbocco della galleria è ubicata la centrale
idroelettrica di Uvini, in caverna.
Allo sbocco della galleria di Uvini, in località Sarais, è ubicata la presa irrigua per i
distretti Senorbì Nord e Sud e di Donori -Ussana (entrambi del Consorzio di Bonifica
56
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
della Sardegna Meridionale) e la presa per l’acquedotto del Campidano.
Il canale adduttore principale si sviluppa per una lunghezza di circa 20 km, ha sezione
trapezia con larghezza al fondo di 5 m e convoglia la portata massima di 54 mc/s.
Lungo il percorso del canale adduttore sono presenti 3,5 km di galleria a pelo libero, 1
km circa di galleria in pressione e un grande sifone a doppia canna per l’attraversamento della valle del Segariu, al termine del canale adduttore vi è l’invaso di Sa Forada de s’Acqua, che garantisce l’autonomia della centrale idroelettrica di S. Miali.
A valle una breve galleria conduce l’acqua di scarico nel serbatoio di Casa Fiume che
è destinato al rifasamento delle portate ai fini dell’esercizio irriguo ed acquedottistico.
Il serbatoio di Casa Fiume costituisce il nodo principale della distribuzione irrigua da
cui hanno origine i canali ripartitori principali.
Questi sono disposti secondo due assi principali, pressoché paralleli, con direzione
Nord-Sud ed Est-Ovest.
Il canale ripartitore Est-Ovest ha uno sviluppo complessivo di 10.650 m, costituito da
due tratte: la prima tratta, di lunghezza pari a 5.990 m ha origine dal serbatoio di Casa
Fiume ed è costituita da un canale a sezione trapezia capace di convogliare una portata di 30 mc/sec. Il canale termina nella vasca di carico del sifone che costituisce la
seconda tratta del ripartitore. Il sifone è costituito da due canne ed ha una lunghezza
totale di 4.660 m. La portata convogliabile è di 22 mc/sec.
Il canale ripartitore Sud-Ovest ha inizio all’uscita del sifone Est-Ovest e domina il territorio posto in destra del Fluminimannu.
Un primo tronco, di circa 10 km, è costituito da un canale a sezione trapezia e convoglia una portata di 10,85 mc/sec.
Al canale segue una condotta di diametro di 2 m, lunga 4.550 m ed un tratto di canale
lunga circa m 500 che si immette nella traversa sul rio Fanaris. A valle ha inizio il secondo tronco lungo circa 9.000 m, di cui 1.500 m in condotta, che termina nell’invaso sul
rio Cixerri a Genna is Abis. A valle della diga ha inizio una condotta del diametro di 1,4
m lunga circa 15 km a servizio del distretto di Uta nella zona industriale.
Il canale ripartitore nord-sud ha origine dal serbatoio di Casa Fiume. È costituito da tre
tronchi.
Il primo si sviluppa per 24,4 km e termina nel bacino sul rio Mannu a Monastir.
Il secondo parte da questo bacino e si sviluppa per altri 14,5 km terminando a sud dell’abitato di Sestu.
Il terzo tronco è costituito da una condotta del diametro di 1,8m lunga circa 12 km che
57
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
termina nell’invaso di Simbiritzi.
Lungo la rete di canali di adduzione e ripartizione sono presenti le diverse opere di
presa per i distretti irrigui del comprensorio consortile, amministrato dal Consorzio di
Bonifica della Sardegna Meridionale e dei distretti direttamente serviti dall’Ente Autonomo Flumendosa.
La presa per il distretto dell’Opera Nazionale Combattenti è situata lungo il canale
ripartitore est-ovest nel tratto immediatamente precedente al sifone. È costituita da due
canali a sezione rettangolare aventi l’asse normale all’asse longitudinale del canale
ripartitore, ciascuno dei due canali può alimentare in modo autonomo la vasca di calma
in cui pescano le condotte di aspirazione delle elettropompe, che sollevano la risorsa
ad una vasca di carico pensile della capacità utile di circa 170 mc, la quale alimenta la
rete in pressione.
A valle dalla vasca pensile ha inizio la condotta principale di adduzione denominata
ripartitore principale.
Dal ripartitore principale si staccano le condotte denominate diramatori che servono
direttamente i comizi.
Il Distretto di Isili Nord, anch’esso direttamente irrigato dall’E.A.F. è nato come intervento compensativo compreso nel quadro di minimizzazione dell’impatto ambientale
della costruzione della diga sul rio S. Sebastiano in località “Is Barrocus”
Tale distretto è inserito nel piano d’irrigazione dei territori da servire con le acque dell’invaso sul rio Noluttu presso Nuraghe Serbassei in agro di Esterzili (Nuoro)
Poiché allo stato attuale l’invaso sul rio Noluttu non è ancora stato realizzato, il distretto irriguo viene attualmente alimentato, in via provvisoria, dall’acquedotto per l’approvvigionamento idrico dell’agglomerato industriale di Sarcidano in quanto il fabbisogno idrico della zona industriale di Isili è allo stato attuale di modesta entità.
Il citato acquedotto viene alimentato sollevando i deflussi naturali del Flumendosa
presso il ponte Villanovatulo a monte della sezione della diga del Medio Flumendosa.
AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI
La regione Sardegna ha delimitato, ai sensi dell’art. 8 della legge n. 36 del 5 gennaio
1994, il territorio regionale in un unico ambito territoriale ottimale - ATO - con la legge
regionale n. 29 del 7 ottobre 1997.
58
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Il servizio idrico integrato - SII - viene organizzato da tutti i Comuni e le Provincie
della Sardegna. A tale fine i Comuni e le Provincie sono stati autorizzati a costituire un
Consorzio obbligatorio denominato Autorità d’Ambito.
GESTIONE DELL’ACQUA ED ENTI
Gli schemi idrici elencati, l’acqua erogata e la gestione del servizio per i diversi usi è
stata nel passato di competenza di una miriade di enti, consorzi ed altro con dimensioni e controlli statali, regionali, sub-regionali, locali tra loro poco coordinati e spesso in
conflitto e polemica sull’uso della risorsa disponibile.
La riforma determinata dalla legge n. 36/94 ha riunificato in una unica struttura tutte
le competenze relative al servizio civile dell’acqua.
Tale soluzione, certamente condivisibile, consentirà di programmare e pianificare le
scelte future sulla utilizzazione dell’acqua destinata al consumo umano e del relativo
servizio di fognatura e depurazione in una visione unitaria del problema che tenga
conto dei fabbisogni delle aree povere di risorsa, della popolazione residente, dello sviluppo dell’attività turistica nonché di quelle economiche e sociali, senza trascurare l’aspetto essenziale legato alla qualità della vita e dalla popolazione, come si sa, fortemente influenzata dalla buona funzionalità dei servizi resi.
Il settore irriguo nei prossimi anni, sarà di competenza dei Consorzi ed Enti che provvederanno in maniera specifica e esclusiva a tale attività.
Come si è detto nelle pagine precedenti, bisognerà attrezzarsi perché si contraggano i
consumi irrigui per ettaro, si faccia maggiore uso di acqua depurata e lo stesso pagamento dei consumi irrigui dovrà essere commisurato all’effettiva acqua utilizzata attraverso la installazione di adeguati misuratori.
GRANDI OPERE IDRICHE E LEGGE OBIETTIVO
La Regione Sardegna con la approvazione del Piano Stralcio Direttore di Bacino si è
dotato di uno strumento essenziale per pianificare il proprio sistema idrico che tenga conto
delle peculiarità delle diverse zone dell’isola indicando per ciascuna di esse e per i diversi
usi di acqua le scelte più appropriate ed utili per un armonico sviluppo socio - economico.
59
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
La Legge Obiettivo n. 433/2001 e la consequenziale delibera CIPE n. 121/2001 ha
stanziato per la modernizzazione del sistema idrico meridionale ed insulare circa
4.600 milioni di Euro per i prossimi 10 anni e per la Sardegna 525 milioni di Euro.
La realizzazione degli interventi programmati consentirà un consistente recupero di
volumi d’acqua in particolare con la costruzione del serbatoio sul basso Flumendosa a
Monte Perdoso e con le Opere di collegamento Flumendosa - Tirso previa costruzione
della traversa di Bau ‘e Linu.
Contemporaneamente potrà fornire un notevole contributo alla realizzazione dell’uso
delle acque di collegamento Tirso - Flumendosa, convogliando un surplus di risorse di
medio periodo dalla zona idrografica del Tirso nella zona del Flumendosa, quest’ultima come si è visto fortemente deficitaria.
A parte gli interventi di interconnessione Corsica - Sardegna, che secondo il Piano
Stralcio saranno da sottoporre al confronto con altre ipotesi progettuali in una seconda
fase di studio del Piano stesso, trovano posto nell’elenco di cui alla delibera CIPE
121/01 lo Schema Idrico Sardegna Sud-Orientale (Sist. Basso Flumendosa) Schema 39
2° e 3° lotto e la condotta pedemontana di adduzione irrigua a valle della Diga di Sa
Stria sul Rio Monti Nieddu, opere che, seppure non richiamate esplicitamente in detto
Piano Stralcio, risultano coerenti con la domanda potabile ed irrigua nei distretti della
Sardegna meridionale.
La realizzazione di tutte queste opere consentirà di recuperare una disponibilità di
124 Mmc/anno, con un deficit residuo di 161 Mmc/anno.
Il deficit residuo potrà essere colmato:
• ottimizzando la gestione degli attuali schemi idrici;
• riducendo le perdite nelle reti che attualmente superano il 40% dell’acqua trasportata;
• contraendo i consumi irrigui per ettaro che risultano tuttora elevati rispetto alle altre
Regioni del Sud;
• utilizzando le acque reflue depurate.
Tali opere sono state finanziate in parte con l’approvazione dell’Accordo di Programma Quadro Fase 1 - 2000/2002 e saranno completate con la sottoscrizione della
Fase 2 - 2003/2006 in fase di approntamento.
Per quanto riguarda la Legge Obiettivo sono stati istruiti dall’apposita Struttura Tecnica di Missione, per l’approvazione del CIPE, i seguenti progetti:
Progetto definitivo relativo alla “Interconnessione dei sistemi idrici Tirso-Flumen60
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
dosa-Campidano e migliore utilizzazione dei bacino vallivi Tirso-Fluminimannu
di Pabillonis-Mogoro”. Costo dell’investimento euro 67.085.000,00, L’intervento
prevede il collegamento strutturale tra i sistemi idrici del Tirso e del Flumendosa-Campidano e verrà realizzato attraverso il sollevamento dell’acqua rilasciato dall’invaso di
Cantoniera nel canale in sinistra Tirso-Arborea nel serbatoio di Sa Forada, da cui sono
dominate idraulicamente le utenze civili ed irrigue del Campidano. Inoltre, attraverso
una condotta di nuova realizzazione, i deflussi del Rio Logoro derivati da acqua fluente vengono immessi nel canale in sinistra Tirso-Arborea a monte della presa, mentre le
fluenze del Fluminimannu di Pabillonis vengono sollevate e convogliate lungo la linea
di trasferimento di cui sopra
Il volume annuo trasferibile dal bacino del Tirso a quello del Flumendosa- Campidano
è di 20 milioni di metri cubi.
Progetto preliminare relativo allo “Schema Idrico Sardegna Sud-Occidentale - serbatoio sul basso Flumendosa a M. Perdosu” costo dell’investimento Euro
115.000.000,00. L’invaso verrà realizzato attraverso lo sbarramento del Flumendosa a
300 metri dall’imbocco della stretta di Monte Perduso.
La superficie del bacino parziale sotteso misura 777 kmq.
Il volume utile di regolazione è di 78,91 milioni di metri cubi e quello totale è di
102,20 metri cubi.
L’invaso sarà in grado di regolare 52,2 milioni di metri cubi, così destinati:
08,00 milioni di mc per lo schema 39 di P.R.G.A.
11,50 milioni di mc per irrigazione Compr. Muravera
28,00 milioni di mc per integrazione sistemi Flumendosa-Campidano
05,00 milioni di mc per rilascio in alveo.
La diga ha inoltre la capacità di regolare un ulteriore volume di 25 milioni di metri
cubi, che potrà essere disponibile con la costruzione della traversa sul rio Quirra.
È in corso di realizzazione la centrale di sollevamento per il pompaggio delle risorse dal
Basso Flumendosa nell’invaso di Mulargia, che domina il sistema idrico del Campidano.
Progetto preliminare relativo a “Schema idrico Sardegna Sud Orientale - Opere di
Approvvigionamento Potabile - schema n. 39 P.R.G.A. 2° e 3° lotto” costo dell’intervento Euro 60.500.000,00.
L’intervento prevede la realizzazione delle opere di approvvigionamento potabile di
61
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
una vasta area della Sardegna sud-orientale e precisamente di cinque Comuni nella
provincia Cagliari: Castiados, Muravera, S. Vito, Villapitsu e Villasimius con la popolazione complessiva al 2031 di 165.298 abitanti.
Di cui 28.700 residenti e 136.958 fluttuanti turistici, con un fabbisogno di 8.586 milioni di metri cubi.
Attraverso il serbatoio di Villa Simius si realizzerà anche l’interconnessione con l’esistente schema potabile n. 46, che oltre a Cagliari ed altri centri alimenta gli insediamenti turistici di Quartu S. Elena e comuni vicini.
L’acqua in via definitiva sarà fornita allo schema del serbatoio di Monte Perdosu, in
attesa della costruzione dell’invaso di Monte Perdosu la risorsa idrica sarà prelevata
dalle fluenze libere della rete idrografica.
Progetto preliminare relativo a “Utilizzazione dei reflussi del Flumineddu - opere di
collegamento Flumineddu-Tirso. Costo dell’intervento Euro 39.190.000,00
L’investimento prevede la costruzione di una traversa di sbarramento nel Flumineddu
il località Bau e Linu”, di una centrale di sollevamento delle acque intercettate, di una
condotta adduttrice in acciaio per una lunghezza di 15 km di collegamento con l’invaso di Cantoniera sul Tirso.
Attualmente i deflussi naturali del Flumineddu vengono intercettati dall’invaso di
Pranu Antoni e successivamente sollevati con pompaggio nel serbatoio di Cantoniera.
Il volume medio derivabile è stimato in 52 milioni di metri cubi.
Con l’intervento proposto si può incrementare la quantità di acqua da immettere nel
serbatoio di Cantoniera attraverso i sollevamenti di Pranu Antoni e “Bau e Linu” di
27,2 milioni di metri cubi.
È in corso l’istruttoria per il CIPE il progetto relativo a:
“RII Monti Nieddu e Is Canargius, condotta pedemontana e relativa irrigazione”
Costo intervento Euro 90.000.000,00
L’investimento complessivo previsto dal 1° Programma CIPE per la Regione Sardegna supera i 524 milioni di Euro.
Inoltre, saranno realizzate e completate le interconnessioni tra gli attuali schemi con il
trasferimento di risorse idriche aggiuntive dagli invasi del sistema Nord-Occiodentale
e dal sistema Cedrino verso il sistema Tirso.
Le opere relative - tra cui i collegamenti Coghinas-Monte Lerno-Tirso - anch’esse inse62
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
rite nel Piano Stralcio direttore di bacino sono attualmente in fase di progettazione e
saranno inserite nei programmi dei prossimi anni. L’entrata in esercizio di tali opere
dovrà determinare un effettivo equilibrio tra fabbisogno e disponibilità nell’ambito
del sistema idrico della Sardegna.
In effetti è certo che al termine della realizzazione degli interventi di Piano, il quadro
generale del confronto fra i fabbisogni e disponibilità dovrà conseguire l’equilibrio,
anche in considerazione che l’approvazione del definitivo Piano di Bacino imporrà che
tutti gli interventi previsti o proponibili nel campo delle infrastrutture di invaso e di trasporto di acque dovranno essere coerenti con gli indirizzi e con gli schemi di utilizzazione contenuti nel Piano.
63
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
INDICE
APPROCCIO AL PROBLEMA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
GEOLOGIA E OROGRAFIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
LA PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
EVOLUZIONE DELLE PRECIPITAZIONI. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
INFRASTRUTTURE PER LA RACCOLTA DELL’ACQUA . . . . . . . . . . . . . . . . 17
CENNI SULL’IDROGRAFIA DELLA SARDEGNA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
Area I - Sulcis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
Area II - Tirso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
Area III - Coghinas, Mannu, Temo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
Area IV - Liscia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
Area V - Posada-Cedrino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
Area VII - Flumendosa, Campodano, Cixerri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
GLI SCHEMI ACQUEDOTTISTICI E I FABBISOGNI POTABILI . . . . . . . . . 26
GLI SCHEMI IRRIGUI E I CONSUMI IN AGRICOLTURA . . . . . . . . . . . . . . 30
Consorzio di bonifica del Basso Sulcis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
Consorzio di bonifica del Cixerri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
Ente Autonomo del Flumendosa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
Consorzio di bonifica dell’Oristanese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
Consorzio di bonifica dell’Ogliastra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
IL SISTEMA IDRICO IN SARDEGNA
Consorzio di bonifica della Nurra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
Consorzio di bonifica Nord Sardegna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
Consorzio di bonifica della Gallura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
I FABBISOGNI INDUSTRIALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
I FABBISOGNI IDRICI PER IL MINIMO DEFLUSSO VITALE . . . . . . . . . . . 41
FABBISOGNI COMPLESSIVI DI ACQUA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
LE DISPONIBILITÀ DI ACQUA DI SUPERFICIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
LE DISPONIBILITÀ DI ACQUA SOTTERRANEE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
LA DISPONIBILITÀ DI RISORSE IDRICHE ALTERNATIVE. . . . . . . . . . . . . . 54
SCHEMA IDRICO MULTISETTORIALE FLUMENDOSA CAMPIDANO . . . 56
AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
GESTIONE DELL’ACQUA ED ENTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59
GRANDI OPERE IDRICHE E LEGGE OBIETTIVO. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59
PLANIMETRIA DELLA DELIMITAZIONE DEI CONSORZI DI BONIFICA DELLA SARDEGNA
PLANIMETRIA DEI DISTRETTI IRRIGUI DELLA SARDEGNA
PLANIMETRIA DELLE INFRASTRUTTURE MULTISETTORIALI ESISTENTI
PLANIMETRIA DEGLI SCHEMI ACQUEDOTTISTICI IN ESERCIZIO
Finito di stampare
nel febbraio 2004
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Quaderno n. 6 - Sardegna