Doc. U. P. OBIETTIVO 2 (2000 – 2006) GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI CONTRIBUTO SULLA MISURA: Misura 1.7 – Iniziative per la sostenibilità ambientale dei processi produttivi delle imprese Sottomisura A - Innovazione di impresa per l’ambiente II Bando 1 Questo documento raccoglie una serie di chiarimenti relativi ai criteri ambientali di ammissibilità e selezione dei progetti che possono essere presentati per il secondo bando della misura 1.7A. Si invitano i proponenti a leggere attentamente il documento, per ulteriori informazioni, domande o commenti al documento, è possibile contattare l’Autorità Ambientale della Regione Lombardia all’indirizzo di posta elettronica: [email protected]. E’ necessario allegare alla domanda di finanziamento la seguente documentazione: • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà • certificazione comunale attestante il numero della sezione censuaria in cui l’impresa è localizzata (solo per le aziende localizzate nei comuni di Busto Arsizio, Castellanza e Legnano) • certificato di residenza del titolare in carta semplice • Scheda n. 1 “Notizie sull’impresa” • Scheda n. 2 “Progetto di intervento” • Scheda n. 3 “Criteri di selezione ” comprensiva di tutta la documentazione allegata richiesta • altro (eventualmente) La presente guida contiene chiarimenti per la compilazione della Scheda N. 3, che deve fornire informazioni articolate (descrizioni, tabelle e allegati), necessarie per la valutazione degli aspetti ambientali dell’intervento. 2 Criteri ambientali di ammissibilità Ci sono interventi non ammissibili per incompatibilità ambientale? No. Ci sono però delle limitazioni alle spese considerate ammissibili al contributo, nel caso di incompatibilità con la situazione di rischio idrogeologico. Il bando richiede, solamente per gli interventi soggetti a concessione edilizia, di includere nella documentazione una cartina (in scala 5.000 o 10.000) in cui viene evidenziata la localizzazione dell’intervento. Sulla base della localizzazione indicata, gli uffici regionali competenti faranno gli opportuni accertamenti circa la compatibilità dell’intervento con la situazione di rischio idrogeologico. Nel caso emergesse la non compatibilità, le spese oggetto della concessione edilizia non verranno considerate ammissibili. Criteri ambientali di selezione Come verranno fatte le graduatorie? Come specificato nel bando di attivazione della misura, i progetti verranno separati in base all’appartenenza alle diverse tipologie di intervento: 1. Investimenti complessi/investimenti materiali per il miglioramento ambientale delle produzioni 2.1 Studi/analisi 2.2 Contabilità ambientale di impresa 2.3 Certificazione ambientale di processo (ISO 14001, EMAS) e di prodotto (Ecolabel, DAP) All’interno di ciascuna tipologia il punteggio viene attribuito considerando i criteri di selezione, secondo quanto indicato nel bando al paragrafo 11 “Criteri di selezione”. Tutte le tipologie hanno la stessa dotazione finanziaria? No. La dotazione finanziaria complessiva viene ripartita secondo le seguenti percentuali Tipologia di intervento ammissibile ex articolo 6 del Ripartizione della quota di dotazione presente bando finanziaria tra le tipologie 1. Investimenti complessi/investimenti materiali per il 40% miglioramento ambientale delle produzioni 2.1 Studi/analisi 20% 2.2 Contabilità ambientale di impresa 20% 2.3 Certificazione ambientale di processo (ISO 14001, 20% EMAS) e di prodotto (Ecolabel, DAP) Questo significa che se si presenta un progetto non appartenente alla prima tipologia di finanziamento è poco probabile che venga finanziato? No, la disponibilità finanziaria è elevata rispetto alle previsioni di spesa, tenendo conto dei risultati del primo bando, si ritiene che tutti i progetti presentati, purché ammissibili, abbiano buone possibilità di essere finanziati. E’ evidente che tale probabilità aumenta con la qualità del progetto presentato. Un’impresa che intenda certificarsi ISO 14001 può presentarsi solo nella tipologia 2.3? 3 No. La tipologia 2.3 è dedicata agli interventi che abbiano, come unico investimento, la certificazione ambientale di processo o di prodotto (tra cui la certificazione ISO 14001). Se però la certificazione ambientale fa parte di un intervento più complesso che include altre spese, ad esempio investimenti per il miglioramento dell’impatto ambientale del processo produttivo, l’intervento dovrà essere candidato sulla tipologia 1. In quel caso verranno riconosciute anche le spese per certificazione, che sono spese ammissibili per il bando. Nei criteri si fa riferimento alle “BAT”. Cosa si intende? Con il termine BAT (Best Available Techniques) si intendono le "migliori tecniche disponibili" in un determinato settore produttivo, ovvero le tecniche (le tecniche impiegate, le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell’impianto) più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso, tra le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell’ambito del pertinente comparto industriale. Il concetto di BAT è stato introdotto nella legislazione comunitaria dalla direttiva 76/464/CEE del Consiglio, del 4 maggio 1976, concernente l'inquinamento provocato da alcune sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico e ripreso successivamente dalla direttiva 84/360/CEE, del 28 giugno 1984, concernente la lotta contro l'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali. Di più recente attuazione è la direttiva 96/61/CEE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento che sviluppa questo concetto. Per alcuni settori produttivi sono disponibili dei documenti di riferimento per l’adozione delle BAT, le BREFs (BAT Reference Notes), predisposti dall’ufficio europeo dell’IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control). Per approfondimenti è possibile consultare il sito: http://europa.eu.int/comm/environment/ippc/index_it.htm. Per altri settori industriali è possibile fare riferimento a linee guida o a determinazioni regionali o nazionali, quali ad esempio la D.G.R. 29 novembre 2002 n. VII/II4022, oppure ad altri documenti e studi di settore prodotti a cura del proponente, quali ad esempio i documenti EPA (Environmental Protection Agency). Nel bando si parla di comuni critici, cosa si intende? Sono i comuni compresi nelle zone critiche per la qualità dell’aria ai sensi di una deliberazione della giunta regionale (la D.G.R. n. VII/6501 del 19 ottobre 2001 e la Deliberazione n. VII/10863 del 28 ottobre 2002 pubblicate rispettivamente sul 2° supplemento straordinario al n. 46 del BURL del 15 novembre 2001 e sulla serie ordinaria n. 46 del BURL dell'11 novembre 2002). Semplificando è possibile considerare che in tali Comuni l’inquinamento atmosferico è particolarmente elevato ed è maggiormente opportuno contenerlo. Nelle aree Obiettivo 2 i Comuni definiti critici ai sensi della qualità dell’aria sono i seguenti: Cod Comune Tipo Area Provincia 12026 Busto Arsizio 15046 Canegrate 12042 Castellanza 15072 Cerro Maggiore 15118 Legnano Ob2 Ob2 Ob2 Ob2 Ob2 BUSTO ARSIZIO BUSTO ARSIZIO BUSTO ARSIZIO BUSTO ARSIZIO BUSTO ARSIZIO Varese Milano Varese Milano Milano 2 “Definizione delle caratteristiche tecniche e dei criteri di utilizzo delle ‘Migliori Tecnologie Disponibili’ per la riduzione dell’inquinamento atmosferico prodotto dagli impianti produttivi e di pubblica utilità, soggetti alle procedure autorizzative di cui al D.P.R. 203/88. Sostituzione con il suddetto documento, dell’Allegato n. 32 ‘Migliori tecnologie disponibili’, relativo alla d.g.r. 15 dicermbre 2000, n. 2663, concernente autorizzazione in via generale, ai sensi dell’art.5 delP.R. 25 luglio 1991, all’esercizio delle 31 attività a ridotto inquinamento atmosferico di cui all’allegato 2 del decreto medesimo”. Tale d.g.r. è consultabile sul N. 51 della Serie Editoriale ordinaria del BURL del 16 dicembre 2002. 4 15181 Rescaldina 15194 San Giorgio su Legnano Ob2 Ob2 BUSTO ARSIZIO Milano BUSTO ARSIZIO Milano Cosa si intende per situazione precedente e a regime? I termini vengono richiamati al punto “C6) Efficienza ambientale” del paragrafo 11 - Criteri di Selezione del bando; per situazione “a regime” si intende la situazione dopo l’intervento, per situazione “precedente” si intende la situazione pregressa, precedente all’intervento. Il punteggio ambientale infatti viene attribuito paragonando gli effetti ambientali post intervento con quelli precedenti all’intervento stesso. Come devono essere descritti gli interventi? Come specificato al punto 3.2 della Scheda n. 3, la descrizione deve contenere tutte le informazioni necessarie per individuare gli aspetti dell’intervento che possono ottenere un punteggio e che vengono indicati dal proponente con maggior dettaglio al punto “3.4 Efficienza ambientale” della Scheda n. 3. Si richiede di fornire una relazione che segua il seguente schema: 1. descrizione della situazione precedente all’intervento: - descrivere brevemente, per l’intera unità produttiva, i processi produttivi, elencando, in successione, le attività necessarie per trasformare le diverse materie prime in prodotti finiti ed evidenziando a quali fasi del processo si riferisce l’intervento, - se pertinente con l’intervento, descrivere brevemente i sistemi di abbattimento delle emissioni in atmosfera, di trattamento dei reflui e di raccolta, movimentazione e trattamento dei rifiuti esistenti prima dell’intervento; 2. descrizione della situazione successiva all’intervento (“a regime”): - descrivere in modo qualitativo gli obiettivi del progetto di investimento, - le eventuali variazioni ai cicli produttivi sopra descritti dovute all’intervento, - gli aspetti tecnici dell’intervento, - gli effetti ambientali dell’intervento, considerando tutte le voci elencate nei punti da I.1 a I.6 del punto “3.4 Efficienza ambientale” della Scheda n. 3 e, qualora l’intervento non influisca su una o più delle voci sopra elencate, si specifichi che l’intervento è indifferente. NB: lo scopo di questa descrizione è quello di consentire a chi svolgerà l’istruttoria di assegnare il punteggio ambientale secondo i criteri specificati nel bando. La descrizione potrà essere diversa a seconda della tipologia di progetto presentato. In sintesi la descrizione serve a: Tipologia Scopo e caratteristiche della descrizione 1. Investimenti complessi (1.1) / • capire le caratteristiche principali del processo produttivo o investimenti materiali (1.2) per il del prodotto su cui si interviene (tipologia, impatto miglioramento ambientale delle ambientale, margini di miglioramento ambientale); produzioni • confrontare la coerenza tra obiettivi ambientali dell’intervento e le azioni intraprese o progettate; • valutare il grado di complessità, sistematicità e di “approccio integrato” alla riduzione dell’inquinamento ed al consumo di risorse; • contestualizzare i dati riportati nelle tabelle di quantificazione degli effetti ambientali (criterio C.6); 5 2.1 Studi/analisi 2.2 Contabilità impresa ambientale di 2.3 Certificazione ambientale di processo (ISO 14001, EMAS) e di prodotto (Ecolabel, DAP) • capire le caratteristiche principali del processo produttivo o del prodotto su cui si interviene (tipologia, impatto ambientale, margini di miglioramento ambientale); • confrontare la coerenza tra obiettivi ambientali dell’intervento e le azioni intraprese o progettate; • valutare il grado di complessità, sistematicità e l’approccio integrato alla riduzione dell’inquinamento/consumo risorse; • capire le caratteristiche principali del processo produttivo/prodotto su cui si interviene (tipologia, impatto ambientale, margini di miglioramento ambientale); • valutare il grado sistematicità - secondo la definizione del criterio C4 - della metodologia di analisi adottata; • capire le caratteristiche principali del processo produttivo/prodotto su cui si interviene (tipologia, impatto ambientale, margini di miglioramento ambientale); Nel seguito della guida (dopo la sezione dedicata alle domande sui criteri C3-C4) si riportano 2 esempi che presentano una descrizione della situazione “a regime” di due possibili interventi. Vengono inoltre fornite delle indicazioni per la compilazione delle tabelle al punto “3.4 Efficienza ambientale” della Scheda n. 3. I dati inseriti non sono rappresentativi dei cicli produttivi, ma vengono utilizzati solo a fini esemplificativi. Gli esempi si riferiscono a progetti della tipologia 1.2. Uno studio per la produzione di un nuovo prodotto ecologico è finanziabile? in quale tipologia rientra? Lo studio di un nuovo prodotto ecologico, come ad esempio un prodotto dove alle materie prime originarie vengano sostituite delle materie prime riciclate, può essere finanziato con il bando. Se le spese sono solo immateriali (spese di consulenza per la caratterizzazione dei materiali, spese per la progettazione del processo, …), la domanda verrà valutata nell’ambito della tipologia 2.1, se l’intervento invece includesse le spese materiali necessarie per la produzione del prodotto ecologico (modifiche ai macchinari, acquisizione di macchinari necessari alle fasi di pretrattamento delle materie riciclate utilizzate per la produzione, …) allora verrebbe classificato come 1.1. Qual è la differenza tra intervento complesso e intervento che adotta un approccio integrato? Un intervento complesso è un intervento che include una parte di analisi finalizzata ad identificare gli obiettivi di miglioramento ambientale che l’azienda intende fare propri con l’investimento e le azioni necessarie per ottenere tali obiettivi. L’approccio integrato è un modo di affrontare un problema ambientale specifico con tecniche che consentano la riduzione delle emissioni, dei rifiuti, dei consumi di risorse, senza determinare, ove tecnicamente possibile, alcun peggioramento ambientale su nessuno dei flussi di materia o energia connessi con il processo produttivo. Un’azienda potrebbe presentare un intervento complesso senza adottare, nella soluzione proposta, un approccio integrato. Nel bando l’approccio integrato è considerato un elemento premiale che contribuisce a determinare il punteggio. Che senso ha il criterio approccio integrato nel caso di interventi immateriali? Con il criterio si intende premiare chi, pur limitandosi alla fase di studio e progettazione, analizzi soluzioni che globalmente consentano di ridurre l’impatto ambientale di tutti i flussi di materia ed energia connessi con il processo produttivo oggetto dell’analisi. E’ preferito un approccio integrato ad uno settoriale che si concentra su un unico aspetto ambientale (ad esempio i rifiuti) tralasciando gli altri (consumo di acqua, energia, emissioni atmosferiche, …). Cosa non è approccio integrato? 6 Non è approccio integrato la sommatoria di interventi tra loro indipendenti, ciascuno rivolto alla soluzione di un unico problema ambientale (ad esempio l’acquisto di un filtro per l’abbattimento delle polveri, l’acquisto di un cassone per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti, …). In questo caso il bando attribuisce un punteggio unico mediando tra i punteggi dei singoli interventi, senza però attribuire il punteggio riservato all’approccio integrato. Perché si considera la rilevanza ambientale dell’intervento? Si premiano le aziende che con il loro intervento portano ad un beneficio ambientale superiore in termini assoluti (riduzione del rischio di incidente, riduzione delle emissioni e dei rifiuti prodotti, ecc.). Si considerano quindi due ordini di fattori: le caratteristiche dei processi produttivi su cui si interviene, gli effetti ambientali dell’intervento. Cosa significa la rilevanza ambientale dell’intervento per un progetto di certificazione ambientale? E per un progetto di contabilità ambientale? In questo caso si valuterà la tipologia di azienda cui si applica il sistema di gestione ambientale che si vuole certificare e non l’intervento (che per forza di cose è standardizzato). Per un progetto di contabilità ambientale si considererà se la proposta affronta l’insieme dei costi ambientali dell’azienda o solamente quelli relativi ad alcuni aspetti (ad esempio: rifiuti, consumi energetici). Esempi di descrizione di interventi e di quantificazione degli aspetti ambientali Esempio 1 (Diminuzione del consumo di Energia): L’intervento è finalizzato alla riduzione dei consumi energetici. In molte fasi del processo produttivo, allo scopo di raffreddare i macchinari, è necessario alimentare degli scambiatori di calore con acqua fredda ad una temperatura di circa 15 °C. Il raffreddamento avviene grazie ad uno scambiatore di calore che assorbe il calore dalle macchine e lo cede all’acqua di raffreddamento. In questo modo l’acqua dai 15 °C si riscalda fino ad una temperatura di circa 60 °C. Invece di raffreddare l’acqua per riportarla a 15 °C cedendo il calore all’esterno (come facevamo fino al mese di dicembre 2003) è stato predisposto un sistema di recupero del calore, il quale, mediante uno scambiatore di calore, provvede a generare l’acqua calda necessaria all’azienda. Grazie alla presenza del gruppo di recupero è possibile evitare l’accensione delle caldaie diminuendo i consumi energetici; in particolare è stato possibile passare da 56.200 Nm3 di metano consumati nel 2003 a 52.150 Nm3 nel 2001. Il consumo di energia elettrica dell’unità produttiva è aumentato con l’inserimento del gruppo di recupero passando da 55.000 nel 2003 a 60.000 nel 2001. Oltre alla riduzione dei consumi energetici l’intervento ha un modesto effetto migliorativo sulle emissioni atmosferiche, mentre risulta indifferente rispetto a tutte le altre voci di efficienza ambientale. Ipotizzando che i costi della produzione relativi agli anni 2003 e 2004 siano stati rispettivamente 40 e 45 migliaia di Euro, il proponente dovrà quantificare la diminuzione del consumo di energia nel processo produttivo e compilare le tabelle al punto “I.5 Diminuzione del consumo di Energia” (punto “3.4 Efficienza ambientale” della Scheda n. 3). Tab. 1 Quantità di energia consumata: Indicare i consumi energetici dell’intera produttiva: unità anno 2003 anno 2004 7 b) il consumo annuo di energia elettrica (in kWh) 55.000 60.000 e) il consumo annuo di metano (in Nm3) 56.200 52.150 Tabella riportata al punto I.5 della Scheda n. 3 Della tabella 1 viene compilata solamente la riga relativa al consumo di energia elettrica e di metano, ipotizzando che non vengano utilizzate altre fonti di energia. Tab.2 Quantità di energia consumate nell’esercizio precedente l’intervento e a regime espresse in Tonnellate Equivalenti di Petrolio (T.E.P.) per migliaia di Euro dei “Costi della produzione”: Quantità nel 2004 riduzione Quantità nel 2003 (TEP/migliaia di (TEP/migliaia di percentuale Euro) Euro) Energia consumata 1.47 1.26 14.4% (TEP/migliaia di Euro) Tabella riportata al punto I.5 della Scheda n. 3 I valori in tabella 2 si ottengono a partire dalla riduzione del consumo di metano, applicando il coefficiente moltiplicativo 0.00082 (l’equivalenza utilizzata è la seguente: 1000 Nm3 Gas naturale equivalgono a 0.82 tep come indicato nella tabella 3 della modulistica), e dal lieve aumento del consumo di energia elettrica, applicando il coefficiente moltiplicativo 0.00023 (l’equivalenza utilizzata è la seguente: 0.23 tep/MWh come indicato in fondo alla tabella 3 della modulistica, ipotizzando l’erogazione di energia a media tensione). Sommando i consumi energetici totali si ottiene 58.73 tep nel 2003 (dato dalla somma di 12.65 tep per il consumo di energia elettrica e di 46.08 tep per il consumo di metano) e 56.56 tep nel 2004 (dato dalla somma di 13.80 tep per il consumo di energia elettrica e di 42.76 tep per il consumo di metano). Infine per trovare il consumo energetico totale rapportato alle migliaia di Euro si divide il consumo di energia per i costi della produzione espressi in migliaia di Euro, ottenendo 1.47 tep/migliaia di Euro per il 2003 e 1.26 tep/migliaia di Euro per il 2004, con una riduzione percentuale del consumo di energia del 14.4%. L’esempio evidenzia il consumo di energia nell’esercizio precedente (fino a dicembre 2003) e il consumo nella situazione a regime (anno 2004). I dati sui costi di produzione e di consumo energetico per il 2004 possono essere calcolati sulla base dei dati di esercizio a regime (nel caso in cui l’intervento sia stato completato e siano a disposizione i dati, dell’intero anno o di un periodo sufficiente ad estrapolarli a tutto l’anno), ovvero stimati. L’intervento, così come descritto, ha diritto al punteggio per la riduzione dei consumi energetici, essendo la riduzione superiore al 10%. Esempio 2 (Acqua: riduzione del consumo di acqua. Rifiuti: riduzione produzione di rifiuti speciali pericolosi – impianto esistente): L’intervento è finalizzato alla riduzione della produzione di rifiuti speciali pericolosi e alla riduzione del consumo di acqua. La superficie metallica viene lavorata attraverso l’azione di una mola e durante il processo di fresatura viene utilizzato come fluido di lavoro una miscela di acqua e di olio. I residui della lavorazione, mescolati ad acqua ed olio, vengono scaricati e immagazzinati in un unico serbatoio per poi venire smaltiti come rifiuti speciali pericolosi. 8 Prima dell’investimento si provvedeva a sostituire il fluido con cadenza giornaliera. A seguito dell’acquisto e installazione di una centrifuga, i fanghi (residui della lavorazione) vengono separati da acqua ed olio che vengono immessi nuovamente nel ciclo produttivo. Per una descrizione tecnica dell’intervento si rimanda alla documentazione tecnica del macchinario allegata alla presente scheda. Il nuovo impianto permette di: smaltire una quantità di rifiuto inferiore; diminuire i consumi di acqua; diminuire i consumi di olio. L’effetto sulle altre voci di efficienza ambientale è nullo, eccetto un modesto aumento dei consumi di energia elettrica, dovuto all’installazione della centrifuga. Tale aumento è comunque trascurabile (pochi punti percentuali) se si considerano i consumi energetici dell’intera unità produttiva. Nel processo produttivo i miglioramenti ambientali su cui è possibile prendere un punteggio sono: riduzione dei consumi di acqua e riduzione della produzione di rifiuti. Si ipotizzi che i costi della produzione (migliaia di Euro) relativi alla situazione precedente e a regime siano rispettivamente 80 e 82 migliaia di euro. Il proponente dovrà compilare le tabelle ai punti “I.1 Rifiuti speciali” e “I.2 Acqua” (punto “3.4 Efficienza ambientale” della Scheda n. 3) Per i rifiuti speciali pericolosi: Tab.1 Quantità di rifiuti espresse in chilogrammi: Tipologia di rifiuto speciale Quantità prodotta pericoloso (indicare il nome 2003 (Kg) ed il codice CER) fanghi metallici (fanghi di rettifica, affilatura e lappatura) contenenti olio, 2250 codice CER: 12 01 18 nel Quantità prodotta 2004 (Kg) nel 1120 Tabella riportata al punto I.1a) della Scheda n. 3 Tab.2 Quantità di rifiuti espresse in chilogrammi per migliaia di Euro del valore dei “Costi della produzione” e riduzione percentuale: Quantità prodotta nel Quantità prodotta nel Riduzione Tipologia di rifiuto speciale 2003 (Kg/migliaia di 2004 (Kg/migliaia di percentuale pericoloso (indicare il nome Euro) Euro) ed il codice CER) fanghi metallici (fanghi di rettifica, affilatura e 13.66 lappatura) contenenti olio, 28.12 51.4% codice CER: 12 01 18 Tabella riportata al punto I.1a) della Scheda n. 3 I valori in tabella 2 si ottengono dividendo le quantità di rifiuto prodotte, espresse in tabella 1, per i costi della produzione espressi in migliaia di Euro. Per la risorsa idrica: Tab.1 Quantità di risorsa idrica espressa in metri cubi: Quantità nel 2003 (m3) Quantità nel 2004 (m3) Risorsa idrica consumata 9 (riportare in tabella la sola quota utile a scopo 6524 idropotabile) 4194 Tabella riportata al punto I.2a) della Scheda n. 3 Tab.2 Quantità di risorsa espressa in metri cubi per migliaia di Euro del valore dei “Costi della produzione” e riduzione percentuale: Quantità nel 2003 Quantità nel 2004 Riduzione 3 3 (m /migliaia di Euro) (m /migliaia di Euro) percentuale Risorsa idrica consumata (riportare in tabella la sola 51.15 quota utile a scopo 81.55 37.3 % idropotabile) Tabella riportata al punto I.2a) della Scheda n. 3 I valori in tabella 2 si ottengono dividendo le quantità di rifiuto prodotte, espresse in tabella 1, per i costi della produzione espressi in migliaia di Euro. Si allega la documentazione richiesta dal bando per i rifiuti speciali e per la riduzione dei consumi idrici: copia del MUD relativo agli anni 2003 e 2004; copia della denuncia annuale delle acque munte trasmesse all’Autorità concedente e dell’esercizio precedente e a regime; copia dell’autorizzazione allo scarico in corpi idrici superficiali (e successivi rinnovi). Si allega un opuscolo con la descrizione tecnica della centrifuga. Nell’attribuzione del punteggio all’intervento verranno considerate sia la riduzione della produzione di rifiuti speciali pericolosi, sia la riduzione dei consumi di acqua. Nel paragrafo relativo all’efficienza ambientale si parla di quantità espresse per unità di prodotto. Cosa si intende? I miglioramenti ambientali, come la riduzione della produzione di rifiuti o la riduzione delle emissioni atmosferiche, vanno espresse per unità di prodotto. Questo si ottiene rapportando il dato di riduzione alle migliaia di Euro dei costi di produzione di cui alle voci B6 e B11 del conto economico. Si chiarisce l’operazione con un esempio. La tabella seguente descrive la situazione ipotetica di un’impresa che, a seguito dell’intervento, riduce la produzione di oli minerali (rifiuto pericoloso). anno 2003 oli minerali (kg) 150 costi della produzione 35 (migliaia di Euro) anno 2004 165 48 Il dato di produzione di rifiuti deve essere diviso per quello di costo e successivamente inserito nella tabella riportata al punto I.2 b) della Scheda n. 3 della modulistica. 150/35 = 4.29 165/48 = 3.44 La riduzione percentuale si calcola nel modo seguente: ((4.29-3.44)/4.29) x 100 = 19.8 % 10 Tipologia di rifiuto speciale non pericoloso (indicare il nome ed il codice CER) scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione, clorurati codice CER: 13 02 04 prodotta Riduzione Quantità prodotta Quantità nell’esercizio precedente nell’esercizio a regime percentuale (Kg/migliaia di Euro) (Kg/migliaia di Euro) 4.29 3.44 19.8 Tabella riportata al punto I.2 b) della Scheda n. 3 Nelle polveri sono comprese anche quelle di segatura? Si, ogni tipo di polvere. Perché è necessario rapportare i parametri di efficienza ambientale ai costi di produzione? Questo permette di tenere in considerazione le variazioni di produzione. Se un’azienda aumenta la produzione di rifiuti da 10 a 20 a seguito dell’intervento, ma nel contempo quadruplica la produzione, in realtà ha dimezzato la produzione di rifiuti “specifica”. Dove si possono trovare i codici CER dei rifiuti? Nella Direttiva 9 aprile 2002 del ministero dell’ambiente - Indicazione per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n. 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti – è possibile consultare tale Direttiva al sito dell’autorità Ambientale: http://62.101.84.82/Ambiente/Agenda21.nsf/SAutoritaW Come compilare la Tabella relativa al punto I.6 Sostituzione di sostanze inquinanti o pericolose con altre meno inquinanti del paragrafo efficienza ambientale? Occorre inserire nella tabella solamente le sostanze che vengono sostituite dall’intervento nel ciclo produttivo, in particolare in corrispondenza di ogni riga occorre scrivere in successione nelle colonne: - il nome della sostanza che viene sostituita e il corrispondente numero di CAS (Codice identificativo delle sostanze chimiche così come riportato nelle schede di sicurezza dei prodotti); - la frase di rischio corrispondente alla sostanza che viene sostituita in base al D.Lgs. 52, 3 Febbraio 1997 e al D.Lgs. 258 del 16 luglio 1998; - il nome della nuova sostanza e il corrispondente numero di CAS; - la frase di rischio corrispondente alla nuova sostanza in base al D.Lgs. 52, 3 Febbraio 1997 e al D.Lgs. 258 del 16 luglio 1998; - la percentuale di riduzione. Si ricorda che le percentuali di riduzione vanno calcolate considerando i consumi dell’intera unità produttiva. La riduzione sarà sempre pari a 100%, tranne nei casi in cui la sostituzione di una sostanza o preparato fosse parziale (ciò potrebbe avvenire qualora l’intervento interessasse una parte delle linee produttive). A cosa serve la check list riportata alla fine della Scheda n. 3? La compilazione della Scheda n. 3 è necessaria per l’attribuzione del punteggio, la chek list può inoltre essere utile al proponente per la verifica della corretta compilazione della modulistica. 11