h
I
GENNAIO
CXXX.
ANNO
Voi.
1939-XVII
125
-
N.
I
ATENEO
)/
VENETO
DI
RIVISTA
GIOCONDO
PROTTI
Memorie
DAVIDE
:
DEI
RASSEGNA
BROSCH
Una
:
:
«
Pubblicazione
Forme
Labirinto
Boulanger
e
mensile
Collaborazione
di
Venezia
Peregrinazioni nel
I*
ARTI
scientifica
Lord
primo
.
Ottocento
.
p.
io
p.
21
p.
43
p.
49
-
.
.
la
colori
»
veneziano
:
storia
e
e
il manierismo
i
p.
Byron
1816-1820)
-
Maffei
Francesco
LIBRI
GIORDANO:
LAZZARINI
caso
:
ED
Cartomanti
IVANOFF
NICOLA
:
della
su
carteggi.(Parte
e
SENSI
TERESA
Il
SCHIO
LETTERE
Carta
L'Ode
DA
GIOVANNI
L.
La
:
PELLEGRINI:
LINO
—
SCIENZE
della
nel
mondo
{Francesco
dittatura
sensibilità
T.
fiamminga
{Cipriano
Roffarè).
{Elio Zorzi)
p.
p.
E.
57.
{Eugène Baie),
Oppo),
—
p.
BRUNO
56.
p. 55.
LINO
—
DUDAN
59.
sped.
in
abb.
postale
;
Italia L.
In
(per
Le
dal
1899
copie
al 1917
Pre2:o
a
del
L.
aS
ciascuna,
presente
E
DIREZIONE
"
delle
disponibili
dal
L.
fascicolo
al
1918
60
25,
esteri
L.
dall' origine
annate
L.
estero
nazionali
corrispondenti
soci
ì
all'
5o,
RIVISTA
ALLA
ANNUO
ABBO"JAMENTO
1926
al 1898
a
L.
10
si
cedono
Is.
a
5o)
L.
So
ciascuna.
5.
Venezia, Campo
AMMINISTRAZIONE;
S. Fantin
PETRARCA
CASA
„
PENSIONE
DI
P
SUL
CATEGORIA
GIARDINO
ciascuna,
-
TERRAZZA
CANAL
GRANDE
CARTA
LA
COLLABORAZIONE
DELLA
SCIENTIFICA
I
i
dati
di
nei
sono
che
essere
II
invece
ad
dedicato
di
nelle
sguardo
particolari
Ciò
si
capire
a
nel
lo
che
di
si
speculativo
;
necessaria.
Accanto
la
r
e
al
né,
lo
i
dell'uomo,
A..
del
e
CXXX
considerato
le
più
qualità
precedette
del
di
ad
cipi
prin-
come
la
superava
non
esterno,
della
le
leggi
naturalmente
chimiche
la
organismico
taria
deposispirito
dello
fosse
nomia,
l'astro-
la matematica
nella
uscivano
e
empirica
base
sua
numeri
della
difficile
e
in
e
delle
di
quanto
materia
e
;
e
complessa
quello
forme,
l'astratto
verso
umana
conquistabili
e
gersi
svol-
metafisico.
dei
intelligenza
facilmente
sciti
riu-
era
matematica,
principi
di
sicurezza
si
indipendenza
Mentre
differenziazione.
scienze
poteva
esigenza
la
allora
ebbero
un
gressiva
pro-
di
universale,
tale
di
di
una
C.
a.
problemi
una
all'appoggio
nell'aspetto
sentito
con-
dei
filosofico.
secolo
IV
di
sviluppo
Lo
filosofica
capire
presto
fisiche
così
storia
:
dall'astratto
gruppi
medicina
mondo
inclinazione
esterna
conoscenza
-
principi
la
rinunciare
sapeva
furono
si
prima
una
sistema,
alla
schematico,
furono
I
un
conoscenza
soddisfacendo
e
; era
raggiungevano
di
contrario,
Nella
alla
medicina
all'inizio
a
filosofia
è
naturalezza
perciò
e
indagini.
rispondeva
che
della
affermato
scienza
concezione
riusciti
anzi
era
astronomia
costruzione
deUe
una
ci
:
dall'enunciazione
umana
deUa
già
inconsistente,
Carta
persuade
determinati
da
cosmica
quell'unità
potrà
reali, perchè
teorica
alla
conoscenza
;
di
studio
quindi
ne
».
campo
remoti
indipendentemente
un
principi
non
condizioni
categoricamente
è
della
tempi
a
in
esprimono
:
premessa
scienza
della
l'emancipazione
segna
risale
tali
;
programma
alle
imposto
dichiarazioni
approfondimento
differenziazione
una
sintetico
storia
dichiarazioni
nelle
che
graduale
«
alla
Il
introduttive
righe
rigore
dieci
relative
Uno
occupato
alcune
al
rimediare
individuale
sono
riflettono,
e
non
»
non
principi.
tali
avrebbe
che
posto
Essi
moderna
civiltà
aderente
conseguenza,
di
passo
della
Scientifica
giustifichi.
scienza,
programmatici.
punti
logica
una
sul
misurato
li
della
coscienza
nella
che
non
e
quello
sociali
esigenze
prima
fatti
necessità
alcune
ciò
le
che
teorica
storico,
Collaborazione
della
Carta
«
premessa
una
processo
un
particolare,
campo
va
di
bisogno
che
nella
enunciati
principi
hanno
non
lo
tutta
la
analisi
psichico.
d'incontro
a
al
condizionato
Le
diede
Dal
scienze
studio
sviluppo
di
giustificata soltanto
in
confronto
dalla
alla
plificazione
sem-
della
il
progresso
il loro
diedero
statica
fenomeni
si formò
la
fisiologici,
scopio
l'appHcazione del microalla microbiologia. Non
che
due
sono
possibilerichiamare
allora
avuto
della
dalla
scienza
plificazione
esem-
una
per
medica.
medicina
procede rapido l'enuclearsi
logici
propria autonomia
gli studi fisio-
una
e
dominarono
muscolare,
sarebbe
'500 al '600 nel campo
particolari : assumono
chimica.
Pascal
e
dei
decisivo
che
patologici,l'oculistica
e
della
e
meccanica
movimento
impulso
un
fisica
della
nello
del
scelti fra i tanti
dello
di
della
leggi
meccanica
dati
tre
Le
contributo
nuovissimo
o
presenta
Galileo, di Newton,
di
'600.
del
dottrina
è
non
l'osservazione
e
progresso
scoperte
medico
medicina
è il punto
agli sviluppi astratti ; l'organismo umano
le scienze, da quelle propriamente
di quasi tutte
di concorso
e
medicina
quelle fisiche e chimiche
era
; il procedere della
quindi
teorica
mediche
che
sforzo
dallo
o
della
evoluzione
lenta
La
difficoltà
l'ostetricia.
quel tempo, in cui è particolarmente opportuna
fra
la nostra
attenzione, è dato dal collegamento sempre
più intimo
naturali.
che costituì
la medicina
le scienze
la base
della
e
Collegamento
medica
scienza
sperimentale.
Fino
la scienza
dominata
dal pregiudizio scolastico,
Galileo
stata
era
a
dal raziocinio
il peso
del suo
tutto
a
astrattismo, sdegnoso
priori, con
Lo
reale
fatto
la realtà.
di rapporti con
stesso
inaudito
e
sale
paradososservazione
entità filosofica,prima d'essere
era
oggetto di attenta
di confronto.
Il metodo
e
sperimentale di Galileo, che era un razionahsmo
la preziosa integrain
al quale soccorreva
matematico
zione
linguaggio
espresso
dell'esperimento, fu il punto di partenza decisivo per i nuovi sviluppi
Il fatto
fondamentale
di
—
—
della
scienza.
Newton
induzione
di
ricerca
di
rigore scientifico
dalla
Il
:
ragionamento
che
il
con
tutti
e
la
in
in
e
di
tale
effetti
conclusione
alcuna
che
inversa
dai
alle
se
correlativi
del
cause,
è
non
metodo
privo
integrato
è
principi stabiliti
si
conosciuti.
realtà
ricerca
la
e
nell'esperienza
determinanti
dagli
procede
dimostrazione
effetti
nell'esame
le
sono
fra i due
termini
il rapporto
concezione
una
completa
consente
non
gli
rigore del metodo
ricercatore
soccorre,
deduzione,
formulò
e
sintesi,
deducono
stabilire
poi, collo
di
di
polarizzazione delle facoltà del
meni
settore
un
particolare di feno-
dell'ulteriore
funzione, quel potere
progresso
rivoluzionario
scientifico.
(che
noi
Ma
non
ad
per
esse
sunzione
pre-
di
di espressione
linguaggio filosofico ma
per semplice comodità
chiamiamo
molti
di
da
esercitato
legge
principi o scoperte,
progresso)
i quali agiscono non
dal
di fenomeni,
nell' ordine
ristretto
solo
quale il
in altri campi di indagine
anche
principio e la scoperta sono
scaturiti, ma
scientifica
(Dichiarazione II).
vitali
che
la natura
di certi fenomeni
L'avere, per esempio, accertato
è elettrica, portò all'applicazione delle
nel
elettricità
della
leggi
campo
della
medicina
la conseguente
con
fisiologicie
spiegazione di fenomeni
del
di
carattere
di
determinate
funzioni
importantissimi procedimenti
e
con
diagnostici
la
e
conseguente
formulazione
terapeutici (elettrocardio-
valsero
grafia ecc.). Le leggi sull'equilibrioionico e sulla pressione osmotica
i liquidi viventi
tutti
di
nella
fondamentale
odierna
e
sono
importanza
per
chimica
biologica. La legge di scomposizione e ricomposizione delle sostanze
in relazione
alla maggiore o minore
chimiche
attività ionica, è il fondamento
della conoscenza
della funzione
respiratoria, prima di tale legge riusciva
fosse la respirazione. Il principio di azione
impossibile immaginare che cosa
di reazione
fattore
introdotto
in un
in equilibrio produce
sistema
e
(un
si
effetti che
fossero
fenomeno
se
prodotti da soli avrebbero
generato un
«
nuUa
nella
trovato
opposto)
larghissima
si
nulla
crea,
determinò
chimica,
appHcazione
si
enorme
un
e
è
stato
di
conseguenze
di
»
distrugge
in
progresso
alla
esteso
Lavoisier,
questa
fìsica, dove
nella
scoperto
nella
come
ha
avuto
Il
fondamentale.
carattere
fisica
e
chimica,
nella
biologia
(Dichiarazione II).
storia
La
della
TaH
scienza
nella
contenute
affermazioni
è
la documentazione
Carta
della
che
prima
inconfutabile
Collaborazione
logiche si
delle
mazioni
affer-
Scientifica.
rivelano
naturali
zione
(Dichiara-
I).
scienza
La
che
reggono
dovuto
la
Carta
non
abbia
essere
la
così
il
d'oggi conferma
«
»
e
più che mai la fondatezza
oggi noi ci stupiamo che
come
inizio
avuto
regola logica
desterà
e
che
naturale
diverso
un
giorno
non
riconosciuta
'900 abbia
la
nel
Medio
fin
stupore
di
necessità
Evo
dagU
la
la necessità
e
il metodo
mentale
speriavrebbe
mentre
—
albori
dell'umanità
constatazione
che
la
organizzare
—
soltanto
collaborazione
scientifica.
Le
neir
per
fasi che
si
distinte
logicamente nella ricerca individuale
nell'
estese
osservazione-supposizione e
essere
esperimento, possono
nei
limiti
nei
modi
da
voluti
fine di interpretaanalogia (certo
e
un
zione
storica) alla
riconoscere
di
succedono
che
storia
il nostro
che
esperimento. L'umanità
in un
prossimo domani
di
tale
cammino
di
della
ricerca
tempo
sintesi
sta
sfrutterà
è
universale
:
non
risponde in generale ad
raccogliendo un
numero
per
nuove
già riconoscibile
audaci
è
una
infatti
fase
arbitrario
grandiosa
di
enorme
intuizioni.
Un
dati
segno
logia
valga l'esempio della bionei confronti
della Fisica e della Chimica
fisica. Se nella prima ci si
in un
trova
si è già delineato
ancora
periodo di fitta analisi, nella seconda
il ritorno
ad
lavoro
col
un
ideologico
puramente
quale si misureranno
i
dati
delle
analisi
condotte
secondo
le leggi matematiche.
poi
È bene
certo
aggiungere che giunti nella ricerca scientifica ad un
livello di profondità, molte
delle barriere
scienza
fra scienza
create
e
dagli
uomini
distribuire
il
AUo
dovranno
cadere.
meglio
lavoro,
proprio
per
scienziato
si
la
necessità
di
di
nuamente
contimettere
d'oggi
e
conoscere
presenta
a
profitto i risultati raggiunti in quei campi, dai quali la propria
di ricercatore
specializzato lo tiene estraneo.
opera
lato
il rapido estendersi
D'altro
del
in superficie obbHga
vitabilment
inesapere
ad
una
più stretta
e
pericolosa specializzazione ; pericolosa
della materia
in una
si dissolve
finita
serie indeperchè l'unità fondamentale
di analisi
di
ricerche
ordine
e
un
particolari cui viene
mancare
a
un
e
collegamento.
fatti contradditori,
che
termini
nei
si riassumono
due
Questi due
:
antitetici,
in
e
complementari,
ma
avanti'
sempre
fatica
tale
la
più ardua
della
natura,
sintesi, renderebbero
scientifica.
efftcaciemente
essere
associativa, intesa
L'attitudine
come
di
e
ricerca
la
d'ora
Tale
combattute
difficoltà
che
mediante
(Dichiarazione IV).
collaborazione
tendenza
e
potranno
non
analisi
di
faticosa
questi
portando a
nei
anche
di altri uomini
nelle
dell'
forme
uomo
dominare
per
collaborazione
quella necessaria
modi
naturale
bisogno
come
avvalersi
ad
di
o
le forze
abbiamo
che
della
chiede,
indagine scientifica, riconcretarsi
ed
la
mezzo
come
organizzazione.
esprimersi,
per
si concih
lo spirito associativo
Che
con
quello apparentemente
tradditorio
conai diversi campi di attività
di iniziativa individuale, in relazione
che
avrebbe
richiesta
è concetto
un
ampia indagine, mentre
tempo
umana,
dimostrato.
oggi è, oltre che generalmente avvertito, abbondantemente
in quello politico ed
economico
Nel
terreno
lo spirito
religioso come
ad organizzazioniimponenti, e non
ha condotto
vi è ormai
di associazione
veda
alcuno
che
ingigantite le possibihtà di queste organizzazioni
non
identificata
possibilitàindividuah.
rispetto alle isolate
allestito
ha
Stato,
Tuttavia
i
L'associazione
mezzi
grandi
i
costruito
ha
comuni,
e
il
per
strumenti
poderosi
i mezzi
ha
soddisfacimento
della
produzione
si chiamano
lo
creato
bisogni
dei
del lavoro.
e
capitah, e le finalità
p.
l'idoneità
contesta
ed i vantaggi offerti
nessuno
guadagno o speculazione,
si
mentre
è
dalle
non
disposti a considerare
singole organizzazioni;
sempre
attitudini
vivere
modo
nello stesso
le accennate
proprie della scienza
a
i
comuni
secondo
di
ciazione
assoe
maggiore
vantaggio,
con
principi
operare,
fino
principi associativi
atteggiarono diversamente
Tah
si
modo
es.
organizzazione.
di
e
che
a
indiretto
spesso
e
sul
—
scientifico
terreno
seconda
a
inavvertito
dei
si presentarono
—
diversi
momenti
singoli ricercatori,
dai
e
storici, in
vano
si ritro-
ma
che
rivesta
presenti in ogni risultato scientifico concreto
determinate
sarebbe
proporzioni. Fino a questo punto però non
possibile
necessariamente
parlare di organizzazione ; la organizzazione,infatti, deve
collaborazione
La
fortuita
ed
essere
predisposta,
quindi a priori.
operare
comunque
—
cioè
quella
del
Il
del
lavoro
strada
discosti
restano
quello
della
il
tra
risultati
ristiche
carattei vari
mentre
perfino contradditori.
e
collaborazione
attrito
radicato
le
accentra
—
nei
di
volontaria, va
consuetudini,
dosi
facenzioni
ambi-
pregiudizi.
e
La
associativa,
vis
presenta
nel
—
dalle
terreno
delle
epoche
scientifici, agli attuali
esiste
stesso
principio inverso,
faticosamente
fino
esclusivamente
associato
lavoro
procedimenti
insensibilmente
si determina
che
una
vera
e
che
determina
scientifico
Scuole
collaborazione
la
i
—
filosofiche, per
laboratori,
alle
propria organizzazione
arrivare
tradizionali
:
la
ogni carnpo,
organizzazione
in
pruni accenni
di
moderni
ai
accademie
quale però
—
istituti
ecc.
come
ove
mente
attual-
domina
scientifico se non,
le sorti del progresso
non
praticata
limitati
partitamente, in quei settori altrettanto
sono
quelh nei
quanto
i ricercatori
quali operano
singoH.
è
La
—
progressiva necessità
scientifica
ha
di
collaborazione
seguito, accentuandosi,
il cammino
e
perciò
della
di
storia
organizzazione
della
scienza.
Nel
in
momento
cui
scienza
la
di
cessa
divenire
deduttiva,
del
la
indagine rigorosamente
metodo
sperimentale, sorge
dell'ambiente
macchina,
della
sistema
che
complesso
di
mezzi
offra
col
e
idonei
di
strumento
al
ricerca
insomma
laboratorio,
del
pura
per
diffondersi
progressivo
dello
necessità
lavoro,
induzione
essere
di
conseguimento
di
un
concreti
risultati.
il
Tuttavia
elementi
e*
laboratorio
l' istituto
scientifico
si
che
presentano
limiti
dai
delle
escono
organizzazione, non
i
di
ricercatori,
possibilità del ricercatore
singolo o di un
quali
gruppo
lavorano
isolatamente
scuno
perseguire proprie finalità specializzate: ciaper
di questi scienziati
si è riferito
ai
più o meno
frequentemente
più
scientifici offerti dalla
storica
scienza
da
importanti ritrovati
o
quella
ciascuno
di
essi
realizza
continua, appUca
un
o
contemporanea,
dente
precerisultato
di lavoro
scientifico
altrui senza
ad
legamento
colun
però arrivare
come
squisiti
sistematico
in
la forma
questo
ed
senso
vivono
quaU
dei
Tutto
scienziato, scuola
e
propri
ciò riesce
e
solamente
operano
soci
ad
dalla
riescono
essa
i
od
consigU
reciproca
nella
inadatto
Collaborazione
organizzazione
da
abbia
dei mezzi
la
superiori,
dei
fiscale.
magari
le
secondo
libera
essere
ficienti
insuf-
conoscenza
e
nei
cessità
ne-
parte dal presupposto
potentemente
quale
dell'ambiente
e
assume
ancora
scientifici
controllo
burocratico
un
e
per
ad
il
ordinare
lavoro
scientifico
o
dalla Carta
della
espresse
scientifica
che la ricerca
aiutata
mento
scuola, movi-
e
queste proporzioni che la collaborazione
in
più spiegata e completa, e rispetto
le attuali
organizzazioni accademiche
i
lavori
scienziato
tra
movimento,
e
È
di
quali
si
svolge
la ricerca.
Carta
Questa
del
e
alla
logica
Ammessa
della
lavoro
del
Collaborazione
scientifico
nostro
tempo.
la necessità
di
indagine scientifica futura,
a
quaH si rivelano
prima vista
iniziativa
individuale,
coU
da
sono
in
il
due
superare
contraddizione
fondamentale
nota
i
enuncia
principio organizzativo
un
la
Scientifica
di
col
del
lavoro
burocrazia
di
principi
damentali
fon-
alle necessità
organizzato, quale risponde
sistema
come
per
apparenti ostacoli i
principio della libera
scientifico.
Tah
osta-
apparenti prendono
e
gerarchia.
Il primo
è superato
colla
applicazione del principio deìl' autonomia
in
burocrazia
necessaria
associativa, in forza del quale la limitatissima
di gran
che regola la attuale vita
ogni caso
lunga inferiore alla burocrazia
scientifica
sulla libera
necessariamente
ricerca, imponendovi
non
pesa
delle strettoie
il
lavoro
carattere
individuale
del
scientifico
:
e
l'apporto
nel quae
personale di ogni singolo ricercatore
sono
rimangono sempre
dro
nome
—
—
—
della
Carta
scientifica
goH
liberi
esclusivo
La
I
va
alla base
—
ordinata
ricercatori,
servizio
ricerca
del
in
modo
da
in
modo
che
(Dichiarazione
scientifica
così
della
progresso
apprestare
Vili
i mezzi
l'organizzazione
e
IX).
sistemata
rigorose ed unitarie, rompe
le dispersioni della ricerca
e
vantaggi della organizzazione
scienza.
ed
nel
e
collaborazione
nei
ai sin-
l'ambiente
e
sia
concepita
rispondendo
attuata,
tempo
La
metodi
a
a
loro
teristiche
carat-
dizioni
le contrad-
isolata.
così
intesa
si
risolvono
in
pratica
libero
di un
e
reciproca comunicazione
mento,
collegapossibilitàdi una
in
riscontro
alcuna
forma
trova
oggi organico
possibilitàche non
alla
autonomia
che
abbandonata
dei sindi organizzazione scientifica
e
goU scienziati si sperde in contatti ristretti,saltuari, occasionali.
nella
apparente, rappresentato dalla necessaria
principi organizzativi, e di conseguenza
organizzativa,
gerarchia,indispensabilein ogni forma
ostacolo
Il secondo
a
elementare
facilmente
della
influire
metodo
infatti
va
associativa, delle
sui risultati, non
struttura
sul
subordinazione
Tale
superata.
formali
i limiti
dinazione
subor-
determinati
relazioni
ad
è
ristretta
dei
e
una
tanto
altretentro
piani
che
sulla
invece
produzione
potranno
scientifico il quale si attiene
al carattere
duale
del lavoro
squisitamente indiviricercatore
del
dei
singolo e
e
singoh gruppi
all'apporto personale
di
scienziati.
qui
E
un
esplicitorichiamo, per chiarire il piano o
previsto dalla Carta alla Dichiarazione
9», la quale
necessario
è
di lavoro,
ciascuna
in
di
libero
tutto
di
e
tempi nelle singole fasi della ricerca scientifica.
ziato
primo tempo nel quale il singolo scienprevede un
si
esse
alla
base
iniziativa
propria
personale arriva
ad
di
in
cui
egH
stesso
ricerca
prima
una
principio suscettibile
un
settore
procedimento
dera
consi-
due
disgiuntamente
In
e
di
attraverso
un
conclusione,
cioè
e
applicazione e
oppure
opera
di
estensibile
sviluppo
ad
del
lavoro
alla
lazione
formunel
ticolare
par-
speciaHtà
altre
affini.
spersonalizzata di ricerca
di quel principio
la quale, sulla base
attraverso
plurima e simultanea,
ed
trovato
si procede ai singoh sviluppi teorici
affermato,
o
pratici in
alle singole disciphne organizzate ; o
si procede al coordinamento
seno
In
dei
secondo
un
diversi
nella
risultati
parte
scientifica
ricerca
siano
metodo
formulazione
nella
apphcazione
D'altra
cui
a
tale
Attraverso
opere.
ritardi
subentra
tempo
giunti più scienziati
non
loro
singole
possibih dispersionio
nell'apprezzamento
propedeutico o
teorica,
singole ricerche
l'applicazionedel
nelle
eliminate
vengono
pratica delle
deve
fase
una
e
delle
principio associativo
inteso
essere
nel
senso
singole scoperte.
come
di
base
della
ad
programma
oltranza.
iniziativa
La
ricerca
della
scientifica
normalmente
rimarrà
decentrata
alle
Essa
sarà
ai singoh ricercatori.
singole speciaHzzazioni associate
o
al caso
soltanto
in quei casi nei
accentrata,
predisposta e programmata,
quali risulterà opportuno
esigenze superiori ed urgenti.
per
Superati gli apparenti ostacoli che sembrano
opporsi ali 'apphcazione
del principio organizzativo all'attività scientifica, risultano
invece
di tutta
i vantaggi che
evidenza
i
vista
dal
mente
strettadi
ne
quali
punto
conseguono,
tecnico
di
determinati
sono
evoluzione
della
scienza
da
con
un
notevole
evidente
del
acceleramento
antecipazione
dei
cesso
prorisultati
finah.
Non
è
questa
Carta
completo
programma
parziale, ma
proponente.
È
di
stato
della
chiarissimo,
sufficiente
tracciare
il
e
quindi di questa introduzione
prevista organizzazione della quale è esernpio
l' organizzazione
della
Confederazione
stessa
fissare
alcuni
fondamentah
capisaldi,dimostrare
che
Istituti
i vari
pubblica,
pur
al suo
necessari
non
risolvono
la necessità
imposta
dagli
è
quale
cooperazione
scienziato
allo
lavoro,
sorti per
determinati
iniziativa
scientifici
Laboratori
e
offrendo
di
stretti
mezzi
privata
ed
continua
una
ed
che
rapporti
o
ambiente
nica
orga-
legano
i
.
rami
diversi
Scienza.
della
stabiUre
Consigli Superiori scientifici nazionali
potranno
tra
e
l'organizzazione scientifica
collegamento
I
le
il
sario
neces-
organizzazioni
economiche.
tifica
scientuttora
allargare i limiti della collaborazione
singoli tentativi isolati arrivare ad un sistema
generale ; da un
ed episodico ad una
organizzazione
organizzativo indiretto, casuale
Ma
è
:
dai
fatto
necessario
ufficiale
volontaria,
universale.
ed
Giocondo
C A
LA
(^)
A
T
R
Protti
I
Fondamento
Collaborazione
della
domina
processo di specializzazione che
quello di ogni altra attività umana,
//
come
settori di
I
dello
scienziato
È
di
sempre
sono
dissolvendo
quindi
generale. Tale
collaborazione
La
in
sintesi
alla
lo
sviluppo
determina
della
necessità
la
scienza,
della
laborazion
col-
teoriche
conseguenti sistemazioni
fondamentale della
più differenziati
; V unità
osservazione
in
le
e
di
serie
una
risalire
necessario
carattere
analisi
fra
si
si è andata
natura
scientifica
dai
compito spetta
ricerche
risultati
e
concezioni
particolaria
laterali.
uni-
conclusioni
collaborazione.
alla
il necessario
punto di passaggio dalla
rappresenta
si
risolve
in
attivo e continuo
un
collegamento
quanto
specializzazioni.
le
II
Determinismo
L' evoluzione
di
progresso
di
una
cerchia
generale
storica
della
il risultato
:
e
scientifiche.Esempio
fenomeni
lo
:
le
(i)
La
Carta
del
Dr.
Duce
e
della
collaborazione
Giocondo
da
lui
dalla
regolata
determinato
un
legge
seguente
nello studio
momento
il potere di assurgere
a
principio
altra
dagini
di
ogni
categoria di insviluppo
ha
di
scoperte
mediche
conquiste elettrologiche
e
la necessità
conferma storicamente
Ciò
al
appare
alle
origine
concessione
scienza
determina
collaborazione
della
raggiunto in
ristretta di
orienta
che
storico
scientifica,
che
la Confederazione
Protti, Reggente
il 28
Giugno
1938 XVI.
approvata
Galvani
e
di
Pasteur
danno
consecutive.
di
viene
una
collaborazione
qui pubblicata
Intemazionale
di
scientifica.
volta
per la prima
Biochimicofisica, è
per
cortese
stata
sentata
pre-
Ili
Collaborazione
determinante
il
soltanto
considerata
come
può essere
ora
giche,
loconcatenazioni
le
secondo
storici,
rapporti
un
prodotto
fortuite,proprie dei fenomeni della storia.
ma
tale collaborazione
risultato,è necessario
A
posteriori,vista cioè come
a
collaborazione
volontaria
sostituire
simultanea,
quindi attiva, che
e
una
collaborazione
La
anziché
determini
ad
fino
succedersi
di
di
determinata.
essere
IV
Necessità
Dal
di
concetto
del
campo
lavoro
che
Ma,
quella
a
dello
così
collaborazione,
il
organizzazione, che rappresenta
Nel
organizzazione
di
della
quello di
indissociabile
è
indispensabileper
mezzo
domina
scienza
fissato,
la
sua
il carattere
intransigente
attuazione.
individuale
si
compie.
differenza dell' opera
scienziato
rimane
i
entro
tutta
poetica,
artista, frutto d''intuizione
deW
quindi, esprimendosi nella scienza
attività coordinata
lo
esige
svolgersidi una
un
principio organizzativo.
razionale.
del
confini
razionalmente,
la
e
non
vidualità
indi-
La
rifiuta, ma
applicazione di
relativa
V
Principio
Riconosciuto
contraddizione
di
necessità
la
organizzazionesubisce
V organizzazione
reciproca comunicazione
mezzi
e
in
individuale
della
nel
campo
di
libero
servizi
un
principio
di
deW
scientifica con
al
della
dovrà
scientificanon
precisa che il
si
scienza
adattamento
un
è in
cetto
con-
ciale.
spe-
possibilitàdi
disposizionedei
ciascuno
e
a
quello
nella
consistere
collegamento e
lavoro
particolare
dei
necessari
dell' opera
organizzazione,
campo
tale
e
associativa
autonomia
il carattere
che
con
di
nella
di
comune.
È
individuale
opera
associativa
che
le necessità
della
autonomia
concilia
il
carattere
collaborazione.
VI
Beneficio
Concepita
come
mezzo
scientifica,mentre
dell'autonomia
ed
non
ambiente
associativa
a
burocratizza
servizio
la
della
scienza
ne
ricerca, V organizzazione
soffoca
le
tive
inizia-
di sviluppo,
energie individuali, assicura
adeguate condizioni
le dispersioni che
possibilitàindividuali, e tende ad eliminare
ogni attività che si svolga isolata.
accovipagnano
e
aumenta
le
le
VII
Scopo
applicazione
V
di
diversi
della
principio
questo
che
coloro
fra
scienza,
predisposte
della
Ai
continui
rapporti
consentendo
anche,
fini determinati,
a
scienza,
i
antecipa
ne
sollecita
resultati
creando
organizzativo,
le
impegnano
risulti
ove
di
il
fatto
la
possibilità
indagini
opportuno,
evoluzione
di
processo
campi
in
energie
gli sviluppi
favorisce
e
proprie
pratici.
Vili
Criterio
organizzazione
Tale
sulla
scienza,
prendono
di
vincolo
un
ad
del
svolgersi
deve
attività
lavoro
singole
per
associativo
fra
che
i
modalità,
Le
decisi
e
coloro
tutti
indole.
stessa
studiati
sono
della
specializzazioni
stabilito
della
scientifiche
associazioni
delle
rapporti
il
con
sorgere
organizzazione.
deir
stesso
base
parte
i
mezzi,
organizzativo
si
Essa
risolve
organizzativi
ai
del
in
fini supremi
dello
lavoro
subordinazione
pratica
una
della
scienza
delle
alla
ed
forme
natura
mezzi
dei
e
viduale
indi-
strettamente
scienziato.
IX
Piano
//
la
scientifico organizzato
lavoro
dello
personalità
organizzazione
V
scienziato
V
per
rispettivi
tra
indirizzandole
lavoro
si
trova
scinde
a
incremento
coordina
organizzazione
campi
di
suo
della
le
loro
a
in
momenti
due
servizio
ricerca
conclusioni
di
dai
singoli
primo
nel
:
disposti
mezzi
scientifica
svolte
opere
i
nel
;
l'
dal-
secondo
nei
individui
generale.
carattere
X
Finalità
Lo
storico
sviluppo
e
necessario
lavoro
e
disciplina
della
il
risultato
della
ed
nelle
collaborazione
La
il
tecnico
ricerca
collettività.
sociali
economico
dei
sistematica,
in
scientifica
ai
fini
le
basi
delle
per
presupposto
suo
scienza.
riconduce
quanto
singoli, pone
il
ha
della
conquiste
progressive
dei
popoli
ad
il
esigenze
unità
organica
coordinamento
tecniche
e
ed
miche
econo-
la
L'"ODE
SU
DI
quell'anno
All'editore
del
in
suscitato
all'amico
Il
mio
ritorno
ma
indecisa,
di
in
stessa
se
non
fin
anche
è
la
al
fu
l'ode
posta
com-
dell'entusiasmo
dov'era
del
1818
luglio
2
di
par
tire
sen-
Egli
quell'ode.
Byron
in
giunto
ci
Venezia,
a
».
al
insieme
'19
po'
un
luglio
Venice
on
cui
Ravenna
a
Le
invece
la
gentilezza,
la
lettera
di
primo
spontaneità,
tempo
del
e
in
3
cui
per
eccitata
marzo
il
loro
ai
quale
assai
più
l'avrei
non
le
il
tenuti
con-
solo,
non
fortemente
dei
politica
padri,
ziani
vene-
il limo
come
è
acquattati
:
diversa
terra
a
....
loro
Byron
in
strade
soggiornò
gli abitanti,
del
miti
ritraendosi,
mare
dalla
1818,
particolare
è
giornale,
l'ignavia
dai
specialmente
città
La
riecheggiato
è
—
per
in
anche
del
primavera
strisciando
simpatia,
Rogers
di
marea
vanno
giudizi
dove
lascia
altra
ogni
con
così.
diversi
son
incerta
cosa
veneziani.
i
popolazione
coi
Harold
che
particolarmente
al
popolo
bellezza
dei
:
mina....
quali
accennando
ad
del
ammira
razione
l'ammi-
seppure
delle
ricevimenti
».
Venezia,
a
donne.
alcuni
In
salotti
Governatore,
:
questo
modi
«
della
del
frequentava,
scrive
:
la
pensare
versi,
essi
verdastra
spuma
tutte
e
primi
sangue
essi
sembri
ch'egli
nei
intendo
frammenti
nei
Childe
del
se
Venezia
ogni
che
darsi
può
:
me
per
la confronto
ora
Venezia
ma
a
problematico
essendo
contrasta
precedenti
impressioni
sono
dico
m'insegnò
tanto
canto
belletta
granchi,
come
che
suscita
storia....
sua
non
soprattutto
sferzata
mi
Quando
la
come
assai
positivo,...
che
Italia.
essa
IV
sprizzante
È
d'
lettere
scura
—
loro
da
dettarono
adesso
per
di
disgusto
che
nel
nell'Ode,
i
in
Venezia,
inglese
che
è
nulla
sdegno,
nelle
dalla
il
parte
è superba
Questo
egli
lettera
una
del
tempo
con
generale
Venezia
dir
questa
creduta
una
al
modo,
Ode
an
del
del
Murray
maggio
già perduto
sentimenti
a
so
tranne
città
ma
il
verso
contatto
in
console
completed
venne
veneziano
soggiorno
al
Venezia
su
ch'essa
dubbio
lettera
una
have
/
«
avevano
primo
Infatti
stessi
degli
:
ogni
poeta
suo
1816.
in
soltanto
In
il
durante
l'Ode
Byron,
di
:
avvenga,
mai
dal
Hoppner,
l'eco
scrive
e
lui
del
novembre
del
fuor
però
ancora
parole
Mazeppa.
i sentimenti
è
menzione
mandò
la
però
manoscritto
fa
del
complete
opere
1818,
queste
con
BYRON
certa,
nel
—
questi* ne
perchè
poeta,
di
finita
o
—
delle
data
una
non
scritta
LORD
raccolta
nella
Benchéporti
VENEZIA
un
mi
ottimo
piacciono
ambiente
assai.
per
Esse
trovarsi
hanno
con
una
molte
grande
signore.
naìveté
Il
loro
che
dialetto,
attrae,
e
II
le dame
tra
che
le
delle
o
popolane
donne,
che
portano
si trova
non
è in
che
mesi
capo
La
ma
la
:
città
fermarmi
intendo
pieno
altra
in
bel
il vecchio
ogni giorno
ho
: qui
della
della lettera
bianco
la popolazione
piantato il mio
e
mia
vita,
a
d'
fuori
conclusi
a
si trova
nazionale
costume
Italia
venir
possano
»
sangue
il resto
tutto
per
non
col passo
contrasto
«
decade
tuttavia
preferisco a ogni
la
; il
zendale,
veste
oppure
mi
non
più.
i
sotto
degli affari che
obblighino a ritornarvi...
gli eventi,
Ciò
io
Pure
[staff)e qui
bordone
in
però non
specie di velo
fazioli (fazzoletti)
il fàscino
aumenta
più alte,
classi
nelle
aumenta.
non
città
della
il romanticismo
meno
terra,
Inghil-
di quattro
Hoppner
dopo.
imbelli e rasveneziani
i moderni
segnati
sfogo contro
la passione politicache
aveva
(che si spiega con
preso il Byron
gna
d' Italia)non
in quel tempo
gliimpediva di scrivere da Boloper le cose
al
vicino
del
di
voler
Lido,
in giugno
al Murray
essere
sepolto
1819
frasi di
ci piace ricordare, benché
notissime, alcune
all'Adriatico. Anzi
quella lettera e d'un'altra di pochi giorni prima all'Hoppner, per farci
del suo
del poeta per 1' Italia ed anche
dei sentimenti
un'idea
più esatta
di
notato
alla
Certosa
1' Inghilterra. Egli aveva
crescente
odio
per
diceva
: « Martini
Luigi
Bologna due inscrizioni funebri, di cui una
eterna
Piccini
Lucrezia
l'altra
in
«
quiete».
:
implora
implora
pace » ; e
Ciò era
tutto, egli scrive all'Hoppner ;
Tuttavia,
lo
anche
—
—
ma
quanto
che
a
me
queste due o tre parole comprendano
pare
vera
una
può dirsi in proposito...e in italiano sono
incertezza,
e
non
della
abbisognano
greche
iscrizioni
nel
cimitero
l'altro
del
che
di
Lido,
e
nulla
;
Coloro
domanda.
della
riposo : questo
«città
di qualche antica
che
tu
viva
può
ne
avuto
implorano
dei
ancora,
più patetico
essere
hanno
e
morti»
fa
compendino
ch'io
abbia
di
tutto
gono
conten-
quelVimplora
della
abbastanza
l'eterna
pagana.
Esse
quiete.
Sono
vita,
come
S'io
verrò
seppelUto
l'implora pace e nul-
epitaffio.
per
E
umiltà
speranza,
modestia
e
musica.
il
ribadisce
al
giorno dopo
Murray,
tornando
sullo
stesso
argomento,
:
in quelle parole tutto
qualche cosa
più piena di pathos ?... V'ha
che
l'ultima
e
può levarsi
preghiera
{helplessness) l'umile
speranza
mi
! » Spero
che
chi
tomba
egli
da
:
« implora
sopravviverà, chiunque
una
pace
la cinta
fortificata
al Lido,
dentro
sia, e mi seppellirà nel cimitero
degli stranieri
sul mio
sulle
rive
sepolcrale quelle due
sasso
dell'Adriatico, provvederà a mettere
in conserva
le mie
si penserà a « mettere
spoglie
parole e nulla più. Spero che non
che
Son
le mie
al
Hall
in
Blunderbuss
certo
ossa
Clod
»
e
o
a
a
(i).
portarle
patria
si mescolerebbe
tomba
non
polvere non
riposerebbero in una
inglese, e che la mia
dovessi
letto
la terra
di quel paese.
Credo
che
di morte
se
con
impazzirei sul mio
che
miei
fosse
vile da
dei
voler
tanto
amici
immaginare
qualcuno
portare la mia
nel vostro
vorrei
suolo.
i vostri
vermi
carcassa
se
potessi evitarlo.
Neppure
pascere
Può
esservi
l'abbandono
,
c'è da
pre
semmeravigliarsi di queste contraddizioni, che sono
nella
vita del Byron.
e
predominante nel carattere
fonte
fu per lui una
sia, Venezia
Comunque
meravigliosa scoperta e una
hanno
delle sue
abbondante
d'inspirazione: molte
più belle
mento
argoopere
dalla
veneziano.
Già alla fine del '17 (cioè a poco
più di un anno
Childe
del
venuta
finito quel Canto
sulle lagune) egli aveva
sua
quarto
Non
state
(i) È
una
un
verso
nota
d'
una
commedia
di
Sheridan.
12
strofe sono
Harold, le cui prime diciannove
appunto
celebri, ebbero
Quei versi, notissimi e meritamente
in prosa
del
quella
distende
che
il
troppo
Ero
con
anni
Mille
però
la fluidità
del
Ponte
sul
le loro
stendono
assai
dei
basterà
duttori,
tra-
tare
rammen-
che,
della
diluendo
pur
pomposità
gazzi-
verso.
passo.
Sospiri, posto
tra
al
edifici, come
ali di nebbia
Maffei
meno
qualche
i suoi
dall'onde
fuori
sorger
Andrea
; e
stanca
traduciamone
e
Venezia,
a
vedevo
narrativa
ottava
Riassumiamo
e
suoi
versi
nove
il testo,
si salva
e
molti
di tempo)
(primo, credo, in ordine
sciolti le
magniloquenti endecassillabi
dal Byron, le quali, malgrado
rimati, usate
hanno
assai
andamento
un
somigliante
soprannumerario,
classica
spesso
niana
nei
allunga
verso
nostra
poetiche
Venezia.
a
noi
tra
Cazzino,
genovese
e
le traduzioni
Fra
verso.
spenseriane,di
stanze
alla
in
e
dedicate
intorno
a
palazzo
un
d'una
colpo
e
me,
e
Gloria
una
prigione ;
una
bacchetta.
magica
sorride
morente
tanti
alle marmoree
paesi soggetti guardavano
su
quei tempi lontani, quando
in
col
sedeva
sulle
Venezia
Leone
colonne
alato, là dove
maestà, troneggiante
isole
cento
sue
Essa
fiera
E
di
le
:
le
la sua
dall'Oceano, che innalza
su
l'acque e sulle loro potenze.
ribile
spoglie delle nazioni, e l'inesau-
nata
marina,
appena
distanza, imperante
in dote
le
figliericevevano
scintillanti
in grembo
cascate
feste
i monarchi,
partecipavano
sue
versava
alle
e
porpora
di
nell'aerea
torri
fu
essa
Oriente
Cibele
una
di
corona
tale
!
pare
sue
di
Ella
gemme.
che
se
vestita
era
sentivano
ne
sciuti
accre-
dignità.
invece
Ora
le stanze
del
è in
tutto
Tasso...
rovina
;
quei giorni
;
i gondolieri vogano
passati
son
per
natura
silenziosi
più
senza
la
ma
sempre...
cantare
rimane.
bellezza
le arti, ma
la
Venezia
non
muore.
conserva
gli stati, sfioriscono
nella
storia, più della lunga serie delle sue
nome
più a lungo del suo
ombre
altro
trofeo
la città priva dei suoi dogi. E
un
possenti, che vagano
sopra
di Rialto
che
ella conserva,
:
non
Shylock, Otello, Piero, non
sparirà col Ponte
la chiave
l'arco
deldi volta
minare
: essi
essere
sono
o
spazzati via delle onde
possono
! E
nulla
tutta
se
più vi fosse, se Venezia
sparisse, quelle figure popolerebbero
Cadono
il
incanto
suo
sempre
E
Io
più
il
pensiero
ho
imparato
Pure,
io
d'appartenere.
liberi, e cercarmi
forse
Io
spirito
al
lego
:
ma
dovesse
fuori
nome
lauri
si
:
ch'io
presto
le
del
posino
spine
stesso
volge
alla
ancora
patria.
altre
—
—
: e
dovessi
se
le
lasciare
mie
in
ceneri
suolo
un
che
è il mio,
non
asilo.
là, se, privi di corpo, noi possiamo
scegliere un
d'essere
ricordato
denti
discendai miei
linguaggio la speranza
e
aspirazioni sono
appassionate, se la mia fama
troppo ardite
ritornerebbe
mio
se
si
poeta
: uno
assai
amata
il mio
del
solitarie.
rive
sue
stranieri
e
non
appaio
lingue
egli dice
agli occhi
trovarsi
una
nuova
spirito indipendente può sempre
patria.
cui
sentono
giustamente
l'orgoglio
nacqui in un
gli uomini
paese,
l'isola
inviolata
dovessi
abbandonare
E
se
degli uomini
saggi e
lontano, al di là dei mari, tuttavia
una
casa
quella patria io l'ho
straniero
uno
le
noi
per
nativo
queste
decadere
tempio
su
che
fronti
mi
piantai ;
più
hanno
e
in
come
dove
dovevo
il
meritevoli
lacerato
pur
è
fretta
popolo
cresciuta,
i suoi
onora
!... Io
a
sapere
non
sangue
e
il duro
oblio
grandi, lasciamo
cerco
simpatie e
le
carni
son
quali frutti avrebbe
il mio
tenere
che
pure
non
cresciute
prodotto
ne
ho
i suoi
gno
biso-
sull'albero
quel
seme
!
tra
Quale contrasto
questa elegia appassionata e piena di lagrime
ciò che il poeta scriveva
al Murray pochi
e
patria abbandonata,
per
mesi
dopo !
rievocazione
della grandezza passata di Venezia,
nuova
Segue una
della miseria
in confronto
giace abbandonato
presente : il Bucintoro
la
13
perchè più
riva
sulla
l'alta colonna
dileggio
al Papa,
ancora
mentre
s'ergono
sole
al
scintillano
Venezia,
marina
dall'onde,
evitando
la
Non
deserte
di
mura
come
nacciato
mi-
aveva
! Oh
libertà,
di
sarebbe
meglio
straniero,
dal
se
quale
essa
s'affonda
fosse
ora
come
ingoiata
strappa,
infame.
il ferro
tra
il fuoco
e
?
ottomana
indicano
estranei
i visi
e
belle
sulle
nemico
del
riposo
un
secoli
tredici
sorse
Le
di
battaglie, servì di scudo
suoi
tumate,
frandogi caddero
dell'antico
splendore.
cento
dei
statue
lo
troppo,
le vie
imbrigliati»,
testimonio
palazzo rimane,
l'orgoglioso loro
scettro
spezzato e la spada arrugginita furono
ma
e
ond'ella
protervia
la
contro
i suoi
dopo
mare
l'onta
così
sommissione,
fu Venezia
che,
sua
all'Europa
Pur
quel
in
sono
non
«
?
smarrita,
vinta,
un'erbaccia
ma
;
essi
dorate
le cui bardature
di bronzo,
i cavalli
ancora
Dona
Andrea
con
che
vi domina
ora
Marco
di San
alato,
il Leone
quella Piazza
su
l'Adriatico
gli sponsali con
; sopra
amaro
come
sogguardasse con
vide inginocchiarsi l'imperatore davanti
chiesa
altro imperatore tedesco
: sulla
un
si fanno
non
sta
da
e
come
chi
fu
ceduti
gettata
allo
quella
straniero,
nube
lata
deso-
Venezia.
del poeta valse
ridare
alle città vinte la hbertà
il canto
in antico
a
anche
le
fossero
dimenticate
se
l'omaggio del vincitore, così, o Venezia,
il
il
Tasso
che
il
almeno
tuo
tuo
e
suo
amore
pel
tue
per
poema,
gloriose imprese,
avvinta
i
avrebbe
dovuto
tagliare i lacci di cui t'hanno
popolo ripete cantando,
è una
La
tiranni.
tuoi
tua
sorte
te,
vergogna
per le nazioni..., e più di tutte, per
i figli dell'oceano
doveva
abbandonare
! La
Albione
non
:
o
regina dell'oceano
Ma,
come
insieme
e
nella
Venezia
di
caduta
pensa
circonda.
ti
che
liquida fortezza
allo
fato
stesso
che
forse
ti
attende,
la
nonostante
mio
: al
cuore
essa
appariva
d'acqua sorgenti dal mare,
giorno
sogdi
di
L'arte
di ricchezze.
Schiller, di
della
Shakespeare,
gioia, emporio
bia
io l'abla sua
ora
di Radcliffe
immagine
aveva
; e benché
impresso in me
Otway,
m'è
nella sua
distaccarmene
in questo
e
ancor
trovata
stato, non
più cara
so
nel
che
suo
sventura
meraviglioso splendore. Io posso
ripopolarla
quand'essa era
la gioia
del suo
le ombre
quanto basta
con
per
passato ; e del presente c'è sempre
di quanto
della
anche
dell'occhio
: più, anzi,
e
e
mente,
speravo
per la meditazione
il tessuto
della
mia
di cui
s'intreccia
Dei
esistenza,
cercavo.
più felici momenti
e
Io
una
ho
città
alcuni
tinti
sono
Venezia,
amato
sempre
incantata,
dei
di
formata
tuoi
colori,
o
fanciullo
da
fin
mura
colonne
di
e
Venezia
!
...
*
*
Harold
Questo del Childe
che
del
sia mai
sciolto
primo
quanta
con
costumi
e
del
a
Anche
incontro.
mostrano
dei
stato
è forse
Venezia
le
e
l'inno
conserva
più bello
ancora
e
più'appassionato
tutto
l'entusiasmo
il Canto
che
quarto
accompagnano
della storia,
poeta si fosse occupato
che
tenendo
conto
dei veneziani, pur
per i
note
passione
carattere
*
il
in massima
dovute
son
quelle note
parte all'amico
il
è
dedicato
Canto
Hobhouse,
quale appunto
quarto. Nella lettera
che
lo precede il Byron
scrive anzi di averle abbreviate
dedicatoria
per
Ma
ciò che
valesse
soltanto
strettamente
dare
a
spiegazione del testo.
particolari storici
al
molte
altre, dovute
evidentemente
al
poeta
stesso,
hanno
per
noi
forse
ed
le sue
osservazioni
esperienze
perchè contengono
maggior interesse
lettere ch'egliscrisse in quegli
anzi sono
l'eco di molte
personali : alcune
anni
agli amici, specialmente al Murray, a Moore, Rogers, Hobhouse,
anche
nei frammenti
del suo
chiare tracce
goriHoppner. Se ne trovano
nale
che
ci
sono
stati
conservati.
14
È
un
peccato
vero
il Moore,
che
al
quale
molte
erano
affidate le carte
state
raccolte
in Inghilterra,
obbligo di distruggere quelle lettere e quei
offendere
la rispettabilità
del
tratti
giornale di Byron che potevano
allora viventi, o la delicatezza
la suscettibilità di persone
delle pudiche
o
necessaria
in un
orecchie
inglesi; « misura
egli scrive (i)
paese
il
dove
di
r
è
considerato,
delitto
cose
parlare
un
come
Inghilterra,
queste
Thomas
Moore
in piena
certo
».
era
quasi uguale a quello di commetterle
fede ; ma
buona
non
pertanto possiamo deplorare che tali scrupoli ci
abbiano
privato di particolaribiograficid'alto interesse.
sterminata
i numerosi
La
scritti
bibliografiabyroniana, e anche
bene
informati
lunghi o brevi, ponderati o leggerini,più o meno
a
oggi, intorno alla
pubblicatiin Italia, dai primi anni del secolo scorso
ormai
lasciano
alcuno
vita e alle opere del poeta inglese,non
più campo
speciali,e difficilmente si troverebbe
a
oggi
scoperte o a illuminazioni
in argomento.
da
di nuovo
dir qualche cosa
Né, qui, per noi, sarebbe
il caso
di accennare
ai mille particolari,tanto
interessanti, ma
già troppo
noti e sfruttati, del suo
Pure, spigolando qua
soggiorno a Venezia.
e
del giornale del periodo veneziano
là tra le lettere e i frammenti
e degli
immediatamente
anni
che
successivi, s'incontra
qualche cosa
sempre
del
poeta
dopo
abbia
la
che
morte,
sua
ritenuto
e
ne
aveva
suo
—
—
—
—
l'attenzione
attira
ancora
e
sa
suscitare
un
rinnovamento
d'interesse.
zioni
qui a ricordare alcuni giudizi del poeta su certe tradudei suoi poemi
sulle dispute letterarie italiane di quel tempo ;
e
e ch'egli
dispute delle quali forse sfuggirono al Byron gli aspettipolitici
inutili
delle
noiose
tenne
soltanto
e
logomachie.
per
la responsabilità del
allo
Lasciando
Swinburne
le
giudizio che
molto
nella
che
è
del
certo
traduzione,
Byron guadagnino
però
opere
il poeta
terrore
dei traduttori, specialmente di queUi
un
aveva
vero
nel suo
italiani. Gli italiani
scriveva
giornale in gennaio del 182 1
che
fuor
dai
classici (per esempio Annibal
« sono
pessimi traduttori,
li
aiuta perchè, scimmiottando
Caro) e qui il loro linguaggio bastardo
la lingua dei loro padri, essi hanno
l'apparenza di far cosa
legittima
their
the
them
T
here,
of
helps
language
of looking
(....
hastardy
as, by way
Giudizio
duro
certamente
».
e
legitimate,they ape their fathers'tongue)
che
fors'anche
di perspicacia,specialma
manca
un
non
po' avventato,
mente
quanto riguarda la lingua.
per
E
1818, da Venezia, scriveva :
a
Hoppner il 28 febbraio
Ci
limiteremo
—
—
Il
amico
ieri sera
freddo
(Mosti) mi fece sudar
parlandomi
Manfredo
(in veneziano,
completar
per
spero,
la cosa) ad
d'un
voi perchè la cormandata
italiano, il quale l'avrebbe
a
reggiate.
opera
È questo il motivo
cui
mi
Se avete
prendo la libertà di disturbarvi.
per
mettervi
in comunicazione
con
qualche mezzo
costui, vorreste
dirgli ch'io gli
per
offro
creda
di poter ottenere
dal
quel qualunque
o
ch'egli
lavoro,
suo
prezzo
possa
la sua
traduzione
di non
purché egli getti al fuoco
e
altre,
intraprenderne
prometta
sia di questa
sia d'ogni altra
mia
diatamente
imme? A
tale condizione
io gli manderò
cosa
d'una
«
nostro
minacciata
Conte
»
versione
M.
del
il denaro.
(i)
The
Li/e,
Le/ires
and
Journah
of Lord
Byron,
by
Th.
Moore,
London,
1892.
i6
frutti di
sono
del
Byron
stagione, e
è
ma
;
anche
caratteri esteriori della
spesso
dubbio
la gonfia
che, sotto
sono
di
fuor
poesia
c'era
apparenza,
ferenza
l'aspirazione sincera alla libertà politica,l'insofdei vincoli e delle meschinità
della
straniera
oppressive
:
signoria
le loro
tra
li aiutava,
italiano
gli italiani, egli condivideva
speranze,
li incitava, pur
diretta
non
prendendo una
attiva, alle
e
parte vera,
rivoluzionari
che
infiammavano
la
in
congiure e ai moti
Romagna
anni
(i).
quegli
Forse
diritto dello Stendhal, che sulla sua
raria
più a buon
pietra funevolle dichiararsi
avrebbe
ben
« milanese
marsi
», il Byron
potuto chiadal
« italiano
» : tutta
il
momento
toccò
nostro
l'opera sua,
ch'egli
sotto
l'influenza della natura
della cultura
suolo, può dirsi composta
e
italiana. E
il 6 aprile
vogliamo anzi ricordare
quello ch'egli scriveva
al
che
lo
incitava
a
1819
Murray,
:
un
grande poema
comporre
sentimento
un
Così
chiamate
«
vero,
voi
dunque
una
grande
enormità
simile
Foscolo
e
opera
! Non
»
?
vorreste
ch'io
Suppongo
che
tenterò
mi
mettessi
intendiate
a
un
tale
scrivere
ciò
che
voi
epico, o qualche
poema
odio
d'assegnarmi un
Ma
dete
poi che voi richie-
impresa :
Harold
?
quanto
opere...,
col Don
sufficenza
che
farò di 50 canti.
E
a
lunghezza, ne avrete
Giovanni,
Foscolo
scrive
di più delle Lettere
di Jacopo
non
poi ? Perchè
anch'agli qualche cosa
Ortis, d'una
di scrivere
la
tragedia e di qualche opuscolo ?.... Inoltre, io intendo
mia
anni
almeno
intieri per
opera migliore in italiano, e mi ci vorranno
nove
ancora
di questa
la fantasia mi
sarà conimpadronirmi
lingua : poi, se vivrò ancora
e
se
servata,
esperimenterò quello che posso reahnente
fare !
compito.... E
Dichiarazione
il
misura
del
Ma,
la
che
solo
genio
suo
Childe
nel
tirannide.
il Childe
Onde
unica
in
scrivendo
di
un
italiano
grande poeta straniero,
egli avrebbe
potuto dar
!
la
all'Ode,
tornare
per
che
una
cos'è
singolare e forse
riteneva
quale
la
certo
che
a
politica è
nota
anzi
Harold,
è
essa
tutta
in
assai
più
un'imprecazione
essa
tuata
accen-
contro
fa
in prosa
del
meraviglia che nella traduzione
nel 1842, la Censura
duttore
Rusconi, pubblicata a Padova
(o forse già il trastesso
eliminato
quei versi che troppo
per precauzione) abbia
violentemente
i
nei
si
esaltava
accenti
colpivano
regnanti, o
con
quali
solo si accennava
scarso
troppo focosi la libertà, o anche
con
rispetto
ai nuovi
i versi
padroni di Venezia, come
deploranti
20-23
il ruvido
ripete
e
l'eco
O
E
dato
dove
141,
libertà
(i)
ma
di
crìtici
che
si
Vedi
sulle
In
e
122-124,
che
con
sangue
e
argomento
la
sorda
re
come
del
la
Giovanna
e
schiavitù
FoA,
Lord
eredità
percosse
il tratto
tutto
praticamente utile
Byron, sparsi in molti
e
le
i
per
figli? Una
all'Olanda
accenna
informazione
opere
il vostro
versate
d'America
ricca
barbaro,
dissonanza
quotidiana
tiranno...
in compenso
ai vostri
occhi
ad
dove
bendati,
i versi
così
tuo
(v. 67-70) :
schiavitù
una
tamburo
del
voce
uomini,
essi
del
suono
della
più avanti
hanno
non
alla
dal
sono
v.
Svizzera
di
fosse
il vostro
127
e
al
che
acqua,
servaggio
e
di
cosa
sventura,
salario.
134
e
dal
alla differenza
139
al
tra
la
d'Europa.
lavoro
(1935, Firenze) : un
poeta e carbonaro
modesto,
in poche pagine i giudizi dei più eminenti
perchè riassume
Byron
anche
volumi.
17
*
Ecco
la traduzione
ora
dove
(i),
abbiam
*
letterale,quasi interlineare,dell'Ode
voluto
il
mantenere
niana
byrogroviglio dei pensieri,gli
interminabili
l'un nell'altro,
fino a smarrire
periodi che si compenetrano
difetti
legame sintattico,i doppi e tripliincisi,insomma
esteriori
quei
così
dello
stile
del
(se
può dirsi)
Byron che qui si presentano singolarmente
aggravati.
il
I.
Oh
Venezia
si leverà
Se
!
lamento
sul
io, nordico
le tue
quando
al
livello
grido dei popoli
un
alto
un
Venezia
!
affondate fino
saranno
le
pellegrino piango
dovrebbero
tuttavia
e
Diversi
la
essi
dai
spinge
verso
così
diversi
son
essi
vanno
di
monumento
il marinaio
il
rozzo
l'eco della
le
sti
lo straniero
quando
di
tra
il
erano
l'aiuto
il brusio
fuori
della
dell'età
dal
delle dolci
anni
per
(1)
2
-
A.
cxxx
Non
-
il Male
ho
potuto
V.
125
lui
in
come
lutto ;
e
canti,
luna, affollate
del
gioia, che
e
25
peggiori delitti
deviarne
il
cuore
richiede
corso
voluttoso
lottanti col
altra
musiche
affaccendato
si scatena,
trovare
;
20
di
30
sangue.
Pure, meglio queste colpe che non
dei popoli nell'estrema
e gli eccessi
quando
lagrime
—
a
di
sonavan
il lume
i cui
fiottopotente
sensazioni
presenta
15
-
e
barbaro,
dì
pulsare più veloce
V esuberanza
granchi,
tiranno, diffondendosi
un
sotto
popolo festante;
come
quotidiana, ripete
tuo
che
terra
sottomesso,
tamburo
s'inalzavano
gondole,
del
e
onde
si
a
rovina.
maturata
trecento
—
—
proni
e,
incontra
del
voce
:
io
nave
in
che
dissonanza
molli
vie
polvere
del
suono
la sorda
ritraendosi,
senza
abbian
non
appar
limo,
mare
gloria diventati
persino il Leone
con
le loro
per
chiesa, palazzo, colonna
e
il
il
flusso primaverile
lieta ! Mille
di
e
lascia
!
sonno
diverso
quelliche furono
i secoli
più
ricchezza
ogni
essi da
che
messe
del
la riva
strisciando
dolore,
che
5
fuor che piangere:
nel
è
come
sommerse,
per te,
mormorando
—
l
!
spazza
figli?...Tutto
verdastra
che
Oh
solo
padri
sprizzante
spuma
una
van
loro
melma
scura
dalla
fare
i tuoi
aule
tue
tutto
,
che
marmo
dell'acque,
su
che
mare
di
mura
versione
nella
i
foschi errori
decadenza,
sua
italiana
terribilità
del!'
Ode,
fuor
non
che
repressa,
quella
in
prosa
di
Carlo
RusconL
i8
e
l'allegriaè demenza,
e
la
speranza
il momento
fredda
vacillante
e
s'insinuano
che
sì che
son
pur
gli
sembra
il
dell'aria
e
mentr'
che
e
le
sollievo
il
vita,
egli
sussurra
velo
un
si stende
gli gira vertiginosa intorno,
che
invano
ei
finché l'ultimo
e
è
tutto
rantolo
gelo
com'era
che
la
e
il
di
50
inquiete,
vacillanti
;
grido strozzato,
egli é
ed
nera,
toccano,
camera
barlumi
tronca
prima
momento
un
gli
tenebra
e
boccheggia,
afferrare,son
tenta
;
le ombre
e
:
debole,
ciò
lui,
su
catena
sua
cercare
che
sa
;
45
benché
sentono
non
torturata
ancora
vorrebbe
non
esili
dita
40
respiro,
come
e
corsa
;
carne
torpore della
mero
della
dolore,
della
polso
alla
di
ripresa
una
piii fresca che
sue
così
polso per
tanto
35
:
vincerà,
morte
vena,
del
inizio
tetro
spirito sollevarsi,
suo
e
di
libertà
egli parla
sente
la
per
vena
gli pare
e
così
che
strage
dell'ammalato,
morte
parto mortale
membra,
la
per
attesa,
precede la
ultimo
delle
solo
sorride
un'illusoria
che
passeggero
l'insensibilità
ma
che
la debolezza,
quando
e
che
è
non
terra
nascere.
55
2.
Non
e' è
speranza
di
molti
il
flusso
il
sempiterno
nulla
millenni
poco
che
su
cose
le
nostre
dove
O
uomini,
che
Un'eredità
occhi
ad
Come
dato
han
cosa
!
di
che
immaginando
la
baciando
e
ciò
ammirate
da
di
altre
e
un
che
mentre
che
trasmette
deriva
in
vi
libero
e
la
bestie
banchetti
65
macello.
sangue
pei
re,
figli?
schiavitù
una
il vostro
sono
salario.
70
arroventati,
guida
i
al
padri,
di
vedete
soccombete
di
lealtà,
martirio
su
storia
prova
vera
una
sorgenti!... Voi
sospirate, poi
al
vostri
i vomeri
camminate
lasciarono
le
falso cimento,
sia
vi
ai
dolori,
di
:
andare
pure
compenso
bruciaìto
questa
mano
gloriandovi
Tutto
vi
vi
non
ancor
e
abbatte
il vostro
le percosse
dove
quali barcollate
sui
in
servaggio
bendati,
sia
pungolo,
essi
60
disperdiamo
e
i nostri
per
com'acqua
versate
ci
debbono
esse
:
peso,
che
natura
noi
sostiamo
ancora
e
;
l'aria ;
con
col
spinte
sono
ritorna,
il nostro
sotto
combattendo
di
pagine
ogni giorno,
insegnato
nostra
le
riproduce il passato,
che
hanno
piii basse
là
di
quotidiane ecatombi
in
sono
che
ci
la stessa
ammazzate
non
ogni età che
infracidano
forze
è
perchè
scena
di
presente
ben
0
! Cercate
popoli
la
:
riflusso
e
i
per
le
sbarre
tutto
roventi
quello
che
sublime,
e
leggete,
sanguinanti
!...
?
il
75
tempo
19
ad
bramosia
dalla
che
tra
la
coppa
che
dà
pesanti
questa
e
morti
ch'essi
quali, come
sol
e
Tirannide,
Impero
e
lega
La
ma
coinvolti
il
nel
se
l'umiliavano,
anche
le
folle; perchè
d'un
erano
essa
e
nelle
vi
le
bandiere
sue
la
terra
tramontò
alla
città
e
ora,
il
di
Ma
essa
essa
e
l'empia
e
ha
coperto
negli orecchi di
libertà
divide
alle
con
ora
quello che
tutti
quali
artificidi
«
regno
conoscono
parole
dorate
sa
debbono
120
sventura
usare
letizia ;
grazie
nemico
{e noi
la
115
gloriose !
del
ma
questa
che
comune
morti,
tintinnanti
catene,
»
no
tregua
senza
se
e
coloro
una
crimini
dall'alto
renderne
lotte
sue
loro
il
di
suoi
consacrava
:
può
paese
i
odiarla,
portava
che
Mezzaluna
il mondo
svanì,
si chiama
sa
non
Croce,
e
a
sentivano
lo sterminio,
sventolanti
protettrici,
ch'esso
stridule,
nome
la
restaurava
così
s'ingrassava sui
né
sangue,
essa
105
dall'amore,
nata
:
!
conoscevano
apprendere
monarchi
ogni tempo
di
conquistate
terre
perchè
fra
più
genere
s'abbeverava
non
torri
festeggiati
i
mite
100
erano
potevano
come
e
in
te !
quei giorni
in
viaggiatore; anche
del
fu l'idolo
95
terrò,
queste
su
monarchi
i
:
anche
essa
alla
abbattere
potè
ospite, né
loro
natura,
—
spirito : tutti
suo
fato
suo
la
—
giorno
un
triade,
divina
invidiata,
era
amavano
stavate
come
spegnere
non
90
:
colpiscono
fioriper
più potenti nazioni,
delle
Venezia
che
!
dolore
città
libere
sbocciano
non
Libertà,
alla
leggi della
nuove
—
insieme
del
causa
lasciando
poche estati, e di produrre
belle se
nuove
generazioni
Gloria
curvate
fatti
la
con
il terremoto,
e
troppo
riparare ai guasti
di
stagioni
sue
0
e
pestilenza
eran
dei
arato
messe,
il boccone
onta
tempo, poi passano,
un
alle
e
con
per
ad
—
fuor dalle
balzi
la
solo
hanno
bionda
la
confondono
non
—
momentanei
quei
i
:
secoli
da
schiene
le loro
biascicavano
palati
aborrono
°5
catene
cresciuta
v'è
se
loro
loro
aggiogati
quei pochi spiritiche
sì !
folle
gridano,
delle
cui
0,
;
per
era
non
i loro
l'oblio
sabbia
la
invano
le
quando
—
offerte
loro
acque
per afferrare
dolorose, in
e
80
tutto,
carcere
Libertà
d'arsura,
loro
calpestan
del
alle dolci
fonti della
secoli
da
pazze
si
di
onta
generati
mura
dissetarsi
di
dalle
sgorgano
rese
delle
caduta
tonante
ad
—
delitti
subitanei
dei
onta
dalla
e
che
quei pochi spinti
Salvo
più
un
:
vincitore,
di
tutti)
tiranno
!
20
4-
//
dai
la
solo
Se
le
la
perchè
al
i
cui
della
e
di
i
cui
piena
Ancora
il
la
erge
sventolante
diritti
sangue
meglio
e
scorresse
mille
pei
ingombri
pigri
di
movere,
passi
e
liberi
dove,
nel
loro
che
stagnare
poi
e
vostro
alle
libero
di
più,
sfida,
vessillo,
le
nostre
145
d'Albione,
rupi
mani
cui
che
meglio,
Meglio,
mercato.
d'ogni
conquistato
hanno
rosse
buon
a
tosto
fosse
uomo
fiume,
un
strisciare
150
vene,
sotterranei,
condotti
come
nel
sonno,
Meglio
là
essere
spartani,
155
Termopili,
pantano,
meglio
—
fuggire
al
di
là
del
profondo,
all'oceano,
corrente
anime
140
verga
libera
e
deboli
gli estinti
delle
mano,
—
sangue
più
!
di
insegnato
ha
il
catene
sono
ancora,
nel
se
barcollare
e
monarca,
:
altri
da
ammalato
un
una
spirito
uomo
canali
cuore
una
aperta
superbo
delle
fiero carnaio
aggiungendo
un
anche
serrande
in
coloro,
a
straripasse,
come
scienza
delle
comperati
sempre,
pur
d'un
fosse
Essa
!
baluardo
dinanzi
inchinarsi
di
sublime
il
che
135
paesi,
;
e
tlantico
A
fratelli-Esaù,
suoi
questo
che
invitta
fronte
lontano
paese
culto
combattuto
han
padri
cenno
magica
grande
paese,
nel
nutriti
son
insensibile
d'una
130
-
grande
retaggio
al
scettro
potere
sua
il
sopra
uno
curvarsi
tempo,
parte
e
un
:
altri
dagli
suo
questo
può
eredità
figli debbon
del
tre
in
tallone
Un
a
loro
i
breve
per
il
sotto
separa,
quale
diversità
fiera
che
e
la
possedere
scaltra,
più
tenuti
son
li
solo
ceneri.
nostre
noi
da
loro
quasi
col
delle
libertà, per
lasciandola
ai
calpesterà
che
dall'oceano
sarà
propizio
germogli
di
porpora.
percorre
ancora
s'è. fatta
scintille
vigorosi
125
;
degna
la
ora
tirannide
ultime
le
si
incatenate,
non
momento
gemente
vestire
di
scomparso
e
l'Olanda
e
Svizzera
libera
montagne
sue
e
questo
sopporta
e
passato
mondo
schiacciata,
è
scettro
uno
di
quarti
tre
Venezia
è
Repubblica
di
nome
dei
nostri
padri,
0
America,
a
te
160
!
Lino
Pellegri
ni
PEREGRINAZIONI
MEMORIE
OTTOCENTO
PRIMO
NEL
CARTEGGI
E
DEL
GIOVANNI
CONTE
DA
SCHIO
PREMESSA
Giovanni
Conte
Il
educazione
una
lo
presto
serie
di
da
in
di
Dresda,
a
procurando
mano,
quanto
valesse
d'autorevoH
uscì
un
sopra
del
Essi,
persone,
riflessioni
qua
là
e
i
dello
idee
più
più
recateci
Francesco
patrùnonio
tale
equo
opera
in
attento
da
l' indole
e
in
accesso
storica
e
di
gh
un'epoca
la
di
bufera
conclusivo,
e
e
nel
è
studioso
Gennaio
Cittadino
familiare
Giovanni
lo
le
acute
Da.
le
prime
vi
a
via
via
tempo
più
fuori
giano
indu-
si
tivo
spirito posiil
sereno,
più anaUtico,
a
satore
pen-
tempo
coordinatore.
moghe
Calvi
il narratore
per
per
sprizzan
settecentesca,
qui
zioni
genera-
come
già però
ponente;
già vi albeggia lo
talvolta
talità
men-
che
le
compresa,
dizi
giu-
di
ma
da
servava
os-
versissime
di-
della
estratti
che
e
appresa
solo,
non
là
di memorie
rivelatori
bene
e
nome;
gran
anche
ed
(600 pagine)
appartengono
fu
di
case
dotta
la
e
incisivi
ancora
maturo,
patria,
la
e
abitanti.
luoghi
mentalità
e
a
degh
volume
romantiche
comprensivo
Presa
di
resto
fattosi
poi;
storia
la
come
gli episodi mentovati,
ancora
Scrittore, si presentano
pieni d'interesse.
malinconie
di
sofferrnandosi
spesso
dei
artistica
imperfettamente
Europa,
penna,
di
anche
il fascino
per
vedere,
l'
così
luoghi,
qualche
tra
così
tanto
nostre
le
tale
A
tempo.
la
nota
manoscritto
franchi,
di
sfuggisse, prendendo
influente
erudizione
cose,
e
più
l'occhio
trovò
persona
volume
di
pieno
uomini
esibiranno.
gH
Viaggiò
sé.
riguardasse
quanto
commendatizie,
grosso
suo
nulla
la
da
ben
allora
la sete
da
ebbe
familiari
cominciò
e
spinto
era
librerie,
Y aspetto
sapeva
ed
annotava.
e
note,
che
accostare
Ne
e
cimiteri,
casa
Parigi,
a
di
Anguissola,
1798. Egli
vicissitudini
;
imparò
e
Ancona
rendere
a
a
del
Aprile
da
egU
cui
Maria
di
e
d'
5
fuggitivo
arti
chiese,
Fornito
si
da
belle
di
Lodovico
ai
incompleta
studiò
E
sapere.
musei,
quivi,
ed
interrotta
Curioso
visitava
a
pressoché un
quelle peregrinazioni
Roma
Milano.
nacque
di
figlio
Vicenza
fecero
studiare,
di
Schio,
da
vicentini,
Nobili
e
si
1836
vicentino,
peggio
diede
ridotto
a
tutt'
Maria
provvide
da
uomo
(n.
disgraziate
con
1804,
al riordino
ferrea
m.
del
cagioni
costanza
di
i8g8)
profligato
esterne
;
traendolo
a
22
a
rapporti
i
ed
studi;
Egidio
Porto-Barbaran,
da
ed
Gonzati
Vincenzo
allora
fiorente
a
dal
cementata
di cui
tanti
lo
Vicenza,
si
da
e
conservano
di Velo,
Francesco
a
ai
sapere
nei suoi
stranieri, che
vicentino
il mondo
con
Gerolamo
a
pertanto, sebbene
trascurò
Non
salvamento.
legò
della
di
; e
tutti
con
attivo
continuò
i dotti
il
teggio,
car-
*
suo
le sue
cenza
riguardano archeologia e storia di Viopere
Territorio.
Raccolse
illustrando
libri, stampe, lapidi, tutto
nei
suoi
scritti
La
PTIONUM
molteplici pieni
parte riguardante il Territorio
del Mommsen
LATiNARUM
Innumerevoli
l'altro
son
due
là
nella
e
di
notizie
e
preziosi
Biblioteca
volumi
del
di
acute
Corpus
contributi
manoscritti
civica
di
e
vicentino
risulta da
pubblicazioni
familiare
neir Archivio
Tra
sua
del
Specialmente
suoi.
falange intellettuale
squisitamente
un' amicizia
conosciuti,
viaggi aveva
preziose tracce.
*
e
a
la Città
per
in vincia,
prosuoi
ai
nio
Trissino, ad AntoGiuseppe Todeschini, a
numerosa
continuo
l' amore
a
lungo
giovar poteva
Leonardo
a
Testa,
altri
ritirato
che
in
Bertoliana
contenenti
un
Inscri-
grande parte
si
Lui
ture.
conget-
conservano
di Vicenza.
Blasone
dei
stemmi
Vicentini
Monumenti
dai
desunto
con
loro,
gentilizie
543
corporativi fatti disegnare da Antonio
Negretti, suo agente e segretario,
è pure
Ed
là 1' opera
minosa
e
diligentemente annotati.
più organica e voluin 18
manoscritti
tomi
da
tre
a
cinquecento pagine
grossi
r uno,
in cui egh fissò quanto potè trovare
di famiglie,
e
sapere di persone,
di storia cittadina
connessavi.
notizie
Tale
di
è
camente
alfabeticongerie
là raccolti, disaminati,
ordinata
e
per alberi genealogici qua
fino ai suoi dì ; richiami
corretti, completati più o meno
e monografie,
note
e
e
citazioni, stampe
litografie,disegni e fotografie,epigrafi e
documenti
vi si intercalano
numerosissimi.
I
Memorabili
di
Vicenza
selva
in cui ognuno
(tale il titolo imposto al lavoro) sono
una
può
Così
Mons.
tutti!
diceva
Domenico
a
far legna; ce ne
ne
per
alcuni spunti della
Bortolan, bibliotecario esimio dal 1884 al 1925. Ecco
entrare
chiusa
che
in
l' Autore
scrisse in fine del
appendice,
note
XVI°
tomo
(i due
ultimi
gono,
conten-
aggiunte) :
Laus-Deo-Amen
Quest'opera
per V ultima
volta
sbozzata
nel
per la prima
da
volta nel
Giovanni
1825 fu finita di copiare
Nel
lavorarla
menticav
dime
iS^g
le mie
mine
sciagure e sperava che, se V avessi ridotta a giusto ternella mia
ho
cominciata
V
vecchiaia, V avrei fattoin pace
Quando
di grande interesse per i Vicentini.
Molte
loro illustri fapoteva essere
miglie
non
erano
ancora
estinte,i loro doviziosi possidenti abitavano ancora
in patria, non
venduto
i loro campi 0 non
si erano
avevano
per anco
ridotti su
di essi. Oggidì quasi tutti i loro palazzi sono
vuoti 0 abitati
/
da
stranieri
raccoglitoridi cose
oggidì
patrie qui abbondavano;
pochi ve ne sono ; e dico pochi perchè credo che ve ne siano, nascondendo
da
Schio.
24
suoi
nei
beni
di
(n. 1840
di Giovanni
ancora
di
1905
murare
largamente
domestico
le
opere
Paris,
italienne,
«Scrittori
rie
Se-
VII,
Vicentini
dati
altri
;
di Lui.
PEREGRINAZIONI
Scrittore
si attinse
conservati
poterono
hommes
Les
dei
Luglio
memoria
lapide in
una
stesso
Pingaud,
181
nell'Archivio
tratti
essere
de
d' Etat
la
mente
principalRepublique
4.
(da Firenze), Storia
Lanzi
Voi.
H.
Champion,
L.
Ab.
A.
Arti»,
Negli
corrispondente, scrisse
tempi più,oscuri della storia
di queste
lo
da
Bertoliana
:
ed
suo:
Corso
illustrative
seguenti
y^
,
nel
sul
lasciati
in Biblioteca
ed
da
nella
Morsolin.
57 pubblicazioni di scritti suoi.
lì 13
infine deliberava
Vicenza
di
le note
ai manoscritti
cui
tra
storico italiano
Bernardo
Don
la critica dei
e
Schio
Casa
compilare
Per
nicola
vi-
Morsolin, Membro
Rumor
comunale
su
agricola e
biograficivari
Scienze, Lettere
elenca
XIX»,
e
Consiglio
Il
di
stesso
Sebastiano
Don
Vicenza.
secoli XVIII
coltura
-aelV «Archivio
di
cura
a
Schio
da
cenni
Apr. 1869;
veneto
1880, Venezia, lo
V,
di
Istituto
del R.
«Atti
del 6
I, 1869, Firenze,
L.
IX,
T.
uscirono
Schio
da
Venezia»
di
«Gazzetta
di
metodi
1920).
m.
-
Giovanni
Di
moderni
dei
Costozza
pittoricadella Italia, IV
edizione, Milano,
G.
vestri,
Sil-
1823.
Emilio
XVIII
sec.
Luigi
Avv.
Sebastiano
Antonio
M.
Rosi,
Ma
nominate
ottenere
del
La
la
a
cui
la ricca
Vicenza
Venezia
N.
-
solo
di
Eccone
secoli
XVIII
Fuga
ed.
G.
1915,
Dante
Verona,
Acc.
e
Venezia,
XIX,
chiedere
e
unite
a
che,
primo
Vallardi,
1930.
Ist.
1937,
le onorevoli
a
da
le
N.
Arti
Persone
la cui dottrina
gr.
qui
sotto
amorevole
altre, servirono
ad
solo
illustrare
:
Dalla
BibUotecario
Pozza,
Bertoliana
della
Tonolli.
Lattes
Elio
Gino
~^
Verona.
Studi
e
pubblicati
Tipografia Cooperativa, 1921.
Bergamo,
esprimersi
potevasi
notizie
Maria
Laura
Co.
Scrovegni,
deve
l'elenco
Antonio
H.
Comm.
R.
1929-37.
maggiore
aggiunta
Prof.ssa
A
dei
dantesco.
Roma,
cortesia
Prof.
-
della
Atti
Lucca,
Risorgimento nazionale, Milano,
riconoscenza
la
di
1876.
Serego-Alighieri,
di
Cappella degU
queste narrazioni.
A
A.
italiana,
Marangoni,
Biblioteca
vicentini
Venezia,
del Secentenario
Dizionario
Enciclopedia
M.
veneziane,
P.
e
occasione
del
ed Arti
Lettere
Emiliana.
Tip.
Avena
in
pubblica
Scrittori
Gli
Curiosità
Tassini,
sulla
Scienze
tip. Alvisopoli, 1841.
Tip. Giusti, Lucca,
XX,
Rumor,
1905-7-9,
G.
Cenni
Prete,
Voi.
lucchese.
D.
contemporanei. Venezia,
e
del
illustri nelle
Italiani
di
Biografia
Tipaldo,
de
Zorzi,
Direttore
Fogolari,
R.
dell'Ateneo
Soprintendente
Veneto.
le
a
Gallerie
ed
Opere
d'Arte.
A
Rovigo
A
Trento
-
-
Prof.
Cav.
Prof.
Giulio
Co.
Comm.
Antonio
Giuseppe
Benedetto
Consolati
Giuseppe
Cardellini,
R.
Ispettore
on.
ai
Monumenti.
Emert.
(Seregnano).
Gerola,
R.
Soprintendente
a
le Belle
Arti
f-
;
25
A
A
Riva
-
Milano
Alfredo
Furlani,
Don
Virginio
Sztaronyi.
-
Vittorio
Prof.
Costantino
Fausto
Brescia
-
Co.
Fausto
Mantova
V.
Regazzola
Ferrarini,
S.
Banco
Paolo.
comunale.
Biblioteca
Sordi.
S.
di
Bianco
Emesto
della
del
Direttore
(di Vicenza)
Direttore
Ferdinando
March.
Co.
Soprintendenza
R.
della
(di Vicenza) Architetto
Lechi.
Mario
Prof.
-
Morazzoni.
Franco
Monunaenti.
Comm.
A
Sforzesco.
Castello
del
Direttore
Baroni,
Giuseppe
Co.
ai
A
Florio.
Dott.
Prof.
municipale.
Segr. Capo
Cav.
Direttore
Secondo,
di
Archivio
R.
del
Stato.
Bologna
-
Nob.
Cav.
Gino
A
Ferrara
-
Prof.
Cav.
Giuseppe
A
Modena
A
Firenze
-
Sig.
Arturo
Co
Francesco
:
Comm.
A
Lucca
di
Arnhold
del
mento.
Risorgi-
Danneburg.
Amos
Libero
Barducci,
della
Direttore
Comune.
del
Avvocato.
Puccioni,
Comm.
Pisa,
Museo
Prefettura.
R.
della
Ciullini, Bibliotecario
Mario
Prof.
-
Archivista
Mariottini,
Aldo
Cav.
-
del
Chinarelli, Direttore
Tamassia.
Ada
Prof.ssa
Avvocato.
Zucchini,
A
R.
Docente
di
Biblioteca
Università
R.
di
Lucca.
Giovanni
Schio
da
nipote
PRIMI
Da
questa la prima volta
Fu
cavaliere
di
costume
ch'io
da
di questo
d'essere
in
S. Giovanni
primo
ad
Donna
moglie
Tassoni
una
della
in
le
di
Luosi
barone
Sidonia
parete pendeva
di
condusse
notabili
del
e
Re
d'
il ritratto
padrona
Italia
di Boara
regno
casa.
e
Eravi
negli Svizzeri
(5), defunto
il ricordo
della
anche
(4). Nella
ministro
il
vengo
risov-
sedeva
non
baronessa
Culto
sua
marchese
gobbo
stanza
del
aveva
Italia. Mi
che
pingue,
e
d'ambasciata
stesi
1829)
(3) la quale
d'
quel
cipali
prin-
cose
soltanto
conservo
cessato
allora
e
(anno
Montorfani
Maria
di
Presi
sugli uomini
note
puerilità,
Luigi Bissaro
conte
Milano.
a
quei primi abbozzi
(3) segretario
figliadella
Il
Vicenza.
(gran giudice) (2) dignitosa
Busti
pel
fuoco
di Donna
più
da
prendermi
sul
casa
persone
uscii
(i) mi
ora
i8i6
l'anno
ne
perchè pieni
pranzo
ambasciatore
del
ed
foco
ad
amante
Montorfani.
(i)
cultura
del
me,
me
di
Getto
convitato
la fisonomia
ch'io
Gerusalemme
viaggetto
un
Milano
a
costantemente
seguo
quel giorno
da
di
conosciute.
me
stato
lungi
Vicenza
VIAGGI
e
di
CotiU
Luigi Bissari,
grande
coraggio
n.
1769,
; avrebbe
m.
potuto
1839,
di Gerolamo
coprire
altissime
e
di Teresa
cariclie, ma
Capra
per
Nob.
vicentini.
imperdonabili
Uomo
di molta
leggerezze
non
fu
26
semplice
che
momenti
un
gravi
per
Viaggiò
Nel
ritornò
solo, penetrandovi
da
Luosi,
(2) Giuseppe
fece
ad
cominciò
ove
rientrò
Rivaud,
nel
funzionario
così
a
i nuovi
di
Codici
al sito
ed
del
magistrato
; fu
vecchio
di
e
Pare
far
carriera.
indi
;
sua
asseriti
legami
della
in esìlio ;
ma
di
Consiglio
buon
volere
Toscana
ma
invano.
di
tornare
a
nel
Fu
Cavaliere
della
(5)
Giovanni
Sacerdote,
Propose
scientifiche.
Dal
nel
chiamato
181
1
decorazioni.
fu
tario
Digni-
Gran
Istituto,
nessun
cariche
tante
in
conservare
e
carica
lodare
reale
di
Mal
pertanto
di
Corona
ferrea
Bovara,
Professore
al
nel
a
austriaco
francese
a
Parigi
Malgrate
Pavia
a
al
nel
tempo
del
modi
per
1802
di
nel
(Como)
del
fondar
Concilio
di
che
profittare
chirsi
arric-
seppe
della
liana
ita-
Bar.ssa
qui
dei
né
il
da
colpo specie
servizio
del
1734,
e
l'Accademia
Ministro
nazionale.
giorni
a
le tempeste
trovarvi
allora
ordinò
Modena,
di
mente
naturalUomo
Milano.
della
duto.
ve-
amico,
suo
età.
sua
Regno.
m.
a
nelle
di
i suoi
gU
Russia
nulla
di
; sperava
il Duca
attraverso
di
aver
Testi
d'Austria
terminando
specie
di
della
diplomatico;
Dolgorouki
e
a
mostrando
l'unione
posto
poi
posizion
lombardo
e
decise
dimissionario
presso
in
il territorio
Ministro
del
mezzo
Il Ministro
l'Austria,
Barone
a
Venturi
necessario
si trovò
interrogato negò
tati;
esal-
tico
diploma-
consegnò
d'Etruria;
Napoleone
Panaro
più
Agente
prima
di Francia
Ministro
Testimonio
ardente
dei
frequentatissimo
Quando
Sovrano
del
cioè
mandato
ingrandire
lusso
famiglia.
suo
divenne
pazzi,
il Re
Da
il
Deputato
dei
fu
presso
di
nobile
di
seguire
Napoli, importantissimo
Buraut
domandar
canoniche
nominato
a
il Ministro
sett.
30
la Francia.
Itaha
ad
salotto
di
nominato
Lione.
di
Confederazione.
nerbo
1808
italiana
mandato
parare
ritiro
quel
fu
deve,
Repubblica
convinzione,
per
partito
in
la carriera.
nella
il 18 14
d'Istituzioni
di
che
il
di casa,
1821,
offrì
é
1797
tendente
in cui
1812
sostituire
a
senza
a
che
Ritornato
un
die.
14
1796
nel
Paese
un
nel
s'inscrive
Costituzione
tenendo
gli rovinò
e
a
cagion
per
Compagnoni
il
finora
?) la padrona
Milano
m.
Repubblica
della
(1809), fu
dopo
1805,
cisalpina
legislativo della
fu rintracciato
però
nell'apr.
emigrava.
attaccamento
pensione
una
fu
non
fa ciò
non
opportunismo
Repubblica
debolezza
o
Cavedoni,
della
irruppero
tentò
però
segretario
raro
Corpo
d'Este,
cispadana,
sospetti
Berna
carattere,
n.
Governo
Governo
a
Alleati
rassegnato
fermezza
tali
più
Luosi
"
per
suo
Montorfano
(o
1759,
mar.
interesse
per
1799
d'anno
1°
al
del
Nulla
Matilde
esemplare
per
tentò
mandato
1813
20
certo
milanesi
del
Parigi,
più
nel
precedenza
:
teneva
della
baronale.
rappresentando
e
la porta
su
dovette
Membro
e
Pr.ssa
d'affari
dileguare
dì
adottare
seppe
L'uomo
disgrazia imperiale
in
scandalosa,
Montorfani,
Modena
un
un
le speranze
a
da
; incorse
un
legislazione
propria.
sua
opera
banchiere
ex
Lione
Legione
Incaricato
far
poi
question
nel
prima
scrisse
costante
il titolo
della
spinto
e,
facendosi
Ottenne
senza
ma
che
dente
Presi-
1805
appresso.
n.
atteggiamenti
luglio 1813 gli
Milano.
respinto.
bonario,
della
che
Maria
cui
di sé, forse
giacobino
per
chiamato
alfine
Fu
tranquillità, ma
di
Sovrano
deludendo
per
e
Trenta
1814.
sé
nunciato
De-
dopo
proprio vantaggio.
a
di
gli conferì
Tassoni,
nuovo
al ricevimento
Destituito
dei
; nel
di
su
farsi
di
e
d'intensa
periodo
In
condotta
Cristoforo Busti
Ciambellano
1801,
suo
Seppe
le mani
a
suoi
senso,
abile
più
di lei Donna
sacrificio
; nel
al
buon
e
prima
Chambery.
al
fu
dell' Am-
malgrado,
dell'
accumulare
ad
Regno
fortuna
sua
gli si
;
di
e
ai Comizi
il Bovara
e
la
eccessive
vanitoso
;
Bar.
che
cispadani,
1800
l'Impero,
incidente
un
vennero
del
Cesare
dai
Toscana.
a
moralità
madre
ducale
passando
Corte,
a
della
di
Deputato
con
Giulio
solennemente
deUcata
fu
della
né
luniori
nel
il
riconosciuto
fu
curare
per
spese
per
Napoleone
questa
compromesso
spese
ma
di
amici
leggero,
Ispettore generale
Genova
a
(1802)
ebbe
Prina,
fino
Membro
nistro
Mi-
cisalpina
a
Stato
si
Milano
a
ciò
Comitato
di
Giustizia
Senatore,
e
poi
Milano
a
anno
quel
in
l'inglese.
legislativo, indi
potè,
Consulta
della
Conte
salvare
di
Lione
a
nella
Ministro
indiscutibili.
politici volgendoli
rifiutatoglital
dei
il
parte
penale
; il Codice
;
»
che
Questi
Guardia
repubblicano.
ma,
fa
si tratti
qui
Marchese
(4)
al
che
moglie,
Capitano
che
spirito
al servizio
Sidonia
Milanesi
dai
di
(3)
subito
d'onore.
cercando
1801
un
immoralità,
d'
Co.
nuto,
otte-
notaio,
e
Repubblica
la venuta
con
da
Passò
Corpo
rifugiarsi per
e
rientrò
1802
poi
Legion
a
nel
e
Nel
furono
certo
gli
curò
; non
i cambiamenti
tutti
Lombardia
italiano,
al
il
con
avvocato
della
personale
dovette
vanità
di
gonfio
Stato,
Reggenza
le abitudini
a
ciò
tutto
più
prete
fece
nella
giurisconsulto
censurato
altrui
deve
gli Austriaci,
il
ferire
pre-
zionarie.
rivolu-
avendo
traduzioni
Mantova.
a
novità
; nulla
in
a
riuscirvi.
senza
meriti
di donne
peripezie politiche destituito,
della
napoleonico
permase
I suoi
l'altezza
che
mondo
1814
poi
l'Austria
ma
del
Per
di
di
1796
politico-giudiziaria. Deputato
Presidente.
a
Commendatore
ferrea.
Nel
lungo.
legislativa
Buonaparte
nell'ottobre
di
soppiatto
alcune
Podestà
a
civico
di
Rinomato
1830.
Direttorio, quando
aristocratico
legislativa del Consiglio
Corona
alto
da
Consulta
del
Pubblicò
esito.
scelto
Consiglio
Città
recava
della
nel
ritornati
; ma,
come
si
il
entrambi
partigiani
Milano
a
si avviava
carriera
posto
un
m.
venir
cosi
bombardamento
il fallito
1755,
questi
Trouvé.
Direttorio
nella
Sezione
della
della
poi
riferire
a
di
vigilia di
Massena,
contro
pericolo
(Modena)
fortunata
e
ebbe
Mengaud
la candidatura
cloaca,
quando
francese
nel
da
1799
rientrare
Marengo
presentò
lunga
(1797),
l'Ambasciatore
da
rinnovato
una
Buonaparte,
in
entrare
Giustizia
della
basc.
dal
subito
conoscere
per
il
ardenti
Enrico,
Austriaci
dagli
scongiurarvi
la
a
inducendo
tradito,
marito
un
il fratello
per
Mirandola
a
n.
da
con
Vicenza
tenuta
francese
al campo
altrove
femminile,
il mondo
tra
bastonato
e
ed
Francia
in
essendo
1805,
colto
fu
Patria,
la
altro.
Tornieri
Andrea
; fortunato
d'Ipoteche
Conservator
Milano
Scienze
del
Ottenne
e
Culto.
un
13
ott.
palatine
Scuole
d'Arti
Gran
dono
di
ed
1812.
riforme
Dignitario
personale
siastiche.
eccle-
d'Istituzioni
Milano
altre
da
della
scolastiche
ferrea
Corona
Napoleone
e
varie
e
27
Schio
Da
Rovereto
a
Torbole,
Trento,
e
Salò
Riva,
l'anno
Brescia,
e
i8i8
?'
Mi
memorie
Di
droni,
copia della
bella
Manfrini
In
quando
Riva
a
si
buona
una
paesani
come
poi così
Salò,
del
in
di
Eugenio
Viceré
tetro
Generoso,
fu
Si
Per
In
fece
Consiglio civico,
con
vicentino
giunto
quando
Vasari
si
parli di
di Trento,
Pinacoteca
Battista
di
furono
(3)
scriveva
si
La
nel
si
a
delle
pala
Chiesa
Milano,
dato
era
voce,
quasi
tornò
in
pingui, dileggiato
e
s'era
vita
a
fatto
serena.
tendenze
tiche,
patriotquando
arrestato,
nel
specie
nuoto
nel
e
Chiericati
Palazzo
del
più
gestioni pubbliche
avere
di venire
perorò l'acquisto
e
nobile
Guardia
di eunuco,
fisici violenti
Riva
bresciana,
Nobile
anche
per
ciando
schiac-
acque.
patria
condusse
fu
non
da
lago
lunghe
procinto
in
però
della
parte
Filologi che,
esercizi
ad
propose
parte
181 1, sotto
un
deUo
compagno
diminutivo
e
per
;
fatto
al Verlo.
delle
dello
Sposalizio
oltre
e
ad
benché
di opere
elenco
di
di S.
di Sarcedo
meno
vi
51
fu
di
del
Catierina
(Vicenza)
in
Veruzio,
mai
parla
De
stato
Boni
a
; una
la
patria
con
il
a
nel
anche
Vicenza
e
ed
che
e
opere
cimasa,
ed
il
il
quanto
nemmeno
sue
nella
angioletticonservata
.Alessandro
sia
ancora
viso
è dell'av-
stesso
V'hanno
predella
Verusio
Verlo
usasi
ciò
; ma
oriunda
un
di
ed
1460
di
nome
usavasi
Speranza.
Santi
figliosuo
il
Il Lanzi
al 1510.
famiglia
parla
che
noto
voce
di
XVI,
come
cornice,
Madonna
Anche
del
vivente
come
in ornatissime
più luoghi.
in
salute, afflitto di gotta
Il Vasari
di credere
ragione
è
non
ne
Perugino.
lui, aggirantisi intorno
Artisti
degli
affreschi
Veruzio
il Vasari
note
opere
Biografia
di Velo
è che
Solo
V'è
principio
e
del
d'onde
Verluzzo
o
XV
sec.
veneti
Vajenti.
Speranza
stimato
poca
Bologna.
a
fine del
imitatori
Verluccio
povera
date
valenti
pochi
esilio
in
Di
vicentino.
provvisorio
della
molto
signorile,coltissimo,
tratto
Governo
morì
nella
pittori valenti,
maggior
d'alto
del
1848
Vicenza
dei
appropria
riportato
nella
di
nel
bene
la bella
Brera
nella
fu
1
far
eccessivamente
dei
il 182
dopo
Trissino,
1848,
m.
del
uno
giovane
gente
ch'è
1798,
n.
e
deformato
Schio,
di
regime napoleonico
Accademia
quelle
a
consigliere nell'altrui,
e
ntW
virilità
Leonardo
co.
suo
Sospettato
Verla, pittore vicentino
Mantegna
contraddizione
piena
medesimo,
a
il
caduta
o
è ritenuto
di costui
narra
Vicenza,
del
Vasari
la
Verlo
(Vicenza),
al
del
fondatori
dei
il
il
Martinengo- Colleoni,
gambe
ma
dai
precipitò poi
noi
bilico
in
mostrato
;
;
deva
risplen-
stava
ferma
esso
costituzione,
l'aspetto, tranne
per
dopo
poco
di debole
nomea
la rivoluzione
dopo
Francesco
allievo
fu
e
regolare,
militaresco
amministratore
di Lucrezia
e
difettosa
Torbole
a
era
solcanti
parete
(7).
lasciarono
Museo.
durante
parte
Arsiero
a
la
vicentino
torso
Caduto
austriaco.
Luigi Loschi, fratello,
(2)
sta
a
quarant'anni,
a
ambiente
Governo
reagire
il Civico
infantile,
al suicidio.
dal
Nobile
da
berg,
Spiel-
lago di Garda
che
assai
fogh
vedere,
fanno
obbligato, malgrado
viso
di letteratura
la morte.
Co.
di
dilettò
sciolta
installarvi
già
Di
grossolano
subito
cavalcare.
esso,
Milano.
tendenze
con
fu
ma
il bel
che
montagne
Questo
fatto
in
mi
sul lago che
sasso
vidi
For-
dello
mena
Riva
su
pubbHci
sui
godemmo
Nicolò
di
prudente, reputatissimo
importanti.
lo colse
laschi,
prepotenza
a
quel troppo
umore
delle
imminente
scogho.
uno
è molto
non
pendio
loggia sporgente
una
pericolosa,
apparenza
or
sommo
che
dreria
qua-
contomo
a
del
vista
la
poi
naturali
bella
del
una
Giovanni
incise
cose
la
queste
sasso
di
punta
(12). Infine
Venceslao
Con
l'ampio
;
sulla
in
case
1823.
m.
in
luna
paesetti e
Co.
(i)
1793,
n.
imbanditaci
si lesse
; come
dei
d'improvviso
uovo
cosa
alcune
a
della
grande
un
Son
dal
cena
specchio
a
come
scoperse
arti, alcune
ed
Torbole
A
conte
Città
Lu-
casa
adorna
martiri
dei
uno
quella
di
pitture
belle
alle
memoria.
maravigliata
or
ci
le
del
casa
Martinengo,
contiene
oltre
in
di
Vinci
da
incise.
stampe
Raffaello
un
Vincenzo
che
alcune
soffitto
oggi
che
solo
pittor vicentino
nostro
; il
e
dei muletti
conservare
Leonardo
un
dipinse
pure
Riva
(2)
Venceslao
e
dorso
oggi
fatture
poche
il Bassano
notai
;
conte
viaggetto,
questo
gradita
or
Venezia
a
il
(6). A Brescia
libro
mi regalò un
menti
che
Cignaroli (5), a
del
quadro
un
(4)
Verlo
Francesco
conoscono
Luigi
sul
intendo
viaggio
(3) ; quivi accennasi
Deposizione
fratelli
terminata)
allora
anco
questo
di
si
quale
Consolati
quadreria
la
del
fama,
di
qui seguono.
il quadro
ricordo
di
(non
ai
unitamente
aprile
21
Vallarsa
Anche
che
Trento
indegno
dì
a
di
Roveredo.
a
poche
non
la via
(i),e per
giungemmo
le
Schio
partii da
Loschi
nipote
a
tedrale
Catnella
Giov.
noti.
raccolta
quadri:
dal
«
Le
conte
Simone
Consolati
soprascritte pitture
furono
(1774-1841).
da
me
Cosi
comperate
egli stesso
in
Roma
ne
da
28
•
Bortolomeo
«
Martirio
«
tale
«
cavaliere
«
fosse
«
il loro
Conca
in
ed
Galleria
del
loro
la
Al
altre
1821.
quale
fu
lo
a
sul
(7)
Esiste
dotale
cui
Il
in
paesaggi,
quattro
zecchini.
cento
uno
dei
primi
nota
fu
riformata
ed
ceduti
quadri
i
ragguardevoli
Trento)
a
Il
pittori
che
secondo
di
poi
venduti.
o
Alcuni
:
piccoli
Cardinale
Madonna
una
collezione
etc.
ascrive
vi
anche
aggiunta
Brescia
di Sebastiano
Un
deU'Hiyez.
antiche
pitture
scelte
di
e
ghiaie
Rovereto
Alle
«
fine
di
salvarsi...
«
offesa
si
polvere
«onde
l'Ab.
al
Palazzo
di
Da
pesta
Tem-
appunto
ne
nell'800
tenevano
(Lorenzetti
Salvadori
la
e
quando
chi.
tabac-
loro.
Mantegna
I Manfrini
Savorgnan
i Bar.i
furono
del
il 1870,
verso
Niccoletti.
da
dei
delle
si disfacevano
Giorgio
principio
e
l'appalto
Venezia
-
che
Trento,
ed
U
fecero
ne
far
a
ninno...
pietre
la
pertiche 60, larghezza
altra
si ricorda
quantità
rovina
altra
di
ingente
caduta,
materiale
Riva
provvidenze
Già
volume
vi è
uscito
in
tre
poco
a
cura
del
suo
pena
da
indi
Comitato
del
a
; è
la
del
parte
di studi
ed
il
Arrestato
una
naz.
matricolare
foglio
fa.
del
bresciana
duro
carcere
casa
secolo
Carboneria.
la
di
nob.
quella
in
mezzo
un
rivoluzione
a
anni
del
Famiglia
Sacra
Oggi
».
(Trento).
casa
colla
valore,
nella
Massoneria,
la
la
loro
coinvolto
fu
riportata copia
incartamento
atti
22
anche
infatti
frana
Co.
G.
monte
cui
a
gionieri
pri-
sui
che
qual-
97
pag.
Franzoni
alquanto
burocratiche
Castello
l'incUto
a
I.
mente
vagae
regie
lentezze,
pronunciati
s'erano
disastro
Il
di
Socio, 1817.
imperiali
le
e
prudenza.
di
Collezione
e
accenna
locale
contro
sopra
Capolini
B.
tipi
Magistrato
provvedimenti
Podestà
dal
dai
implorazioni
dal
giù
Schio
degli
Brescia
il
tra
di
determinando
-
grande
la
su
ed
Aprile
timori
Maggio
4
S(ala)
corrispondenze
e
domestica
Libreria
A(lessandro)
immediate
primi
del
nella
ancora
da
un
di
fin dal
i
tuono
danni
o
quelle
cadute
nel
avvenuta
la
e
nel
abilitando
salito
1521
avvenne
del
Capitanato
R.
polvere
pertiche
=
ebbe
a
delle
sollevata
16
cubiche
devastare
Palme
avvolse
spese
Giugno
gli
del
del
durante
la
case
di
I.
quelle
U
R.
dai
V.
e
suolo...
e...
rovina
Il
alcuna.
di
Gendarmeria...
30
ai 40
cercò
al
fino
e
la
vegliare
di
guardie,
quantità
La
carri
con-
altre,
Magistrato
fide
si fa
cono-
Pecoretti
circolare
Ingegnere
d'ora
quarto
l'abitante
».
oli veti
tutta
tre
danneggiata
la
sollecitando
misurò
144.000.
1874
sul
!) quella parte...
aprile...trovansene
provvidenze...
necessarie
il
si trovò
olio
indefessamente
fine
di
Un
Atterrito
stese
la caduta
non
a
inferiore...
valle
al basso.
L'atmosfera
sotto
assistenza
al
decorso
monte
che
(30 lampioni
cooperò
alle
sul
30
il di
la Divina
calava
che
d'ora.
quarto
nella
Riva
sopra
nube
credeva
giorno
implorano...
ed
So, profondità
che
furti...
urgenza
ed
a
Monte
densa
mezzo
Ognun
mercè
ma
illuminare
dal
una
per...
sulfureo.
persona,
Pasini
ghiaia
si vide...
e
quantità...
Fece
venuta
di
quantità
di odore
e
di
che
tutto
centinaio
gran
tutte
Ignazio
nel
illustrati
di
qualche
sua
ed
un
gran
sloggiare...
Prete
Un
bresciano,
a
del
Nella
«
galleria
sovrana
una
:
conservato,
ignoranza
per
o
commutatagli
200
in
stare
ascritto
fu
e
è conservato
di
cadde
un...
commettesse
anticipare
di
degno
ben
Torbole
di
Chiesa
Chiusole
del
».
tavola,
in
quadro
Nobile
morte,
anche
Itinerario
«
trascuranza
per
nella
venerata
e
1'
descrizione.
densa
sormonta
o
pag.
; a
incisi
urgente
dà
si attendono
che
conservata
accenna
1831.
1823.
cadere
fosse
morta
o
occupò
cose,
parlasi
incussero
cinque
si senti
d'Arco
.
che
si senti
notte
nel
ordini
ne
ore
....
di
il S.
come
ai Giovanelli
vicino
rarissimo
un
a
Scrittore
più
rapporto
un
;
lui
disegnati
l'Ottobre
«
«
famosi
XVIII
sec.
susseguenti
allora
che
del
fine
dai
e
nobili
casate
Manfrin
oggi
napoleonico
Municipiodi
in
a
molte
Spielberg
lo
l'Aprile
di
Di
Mori
a
di
di
prima
veneto
Manfrini
dei
della
importante
e
pubblicato
Formenti
condannato
dello
superiori,
Marzo
«
Eredi
Martinengo-Colleoni,
Spielberg.
Sono
da
Circolo
di
famiglia
bella
Governo
esemplari
Raffaello d'Urbino,
furono
e
Scrittore.
movimenti
ad
fu
vi
da
allora
ancora
Casa
dell'esercito
parte
donato
di
Autorità
3 di
dal
Canareggio,
a
i()26).
di
di
vero
ne
processo.
scelti
lo
«
di
carta
la
Dipinti
una
«
celebre
più
GaUeria
la
di
Gritti
già
la
Arti
da
già
contemplarsi
da
processato
Il libro
datati
Belle
Cignaroli,
Vincenzo
fatto
1822
cenno
quadri
del
è
politici italiani
delle
teneva
comperando
catalogo
un
Raffaello
come
Il Conte
scontò
scere...
della
(Ritraiti classici
assunto
aveva
di
passata
V'è
Venier
figure, originale
Aveva
«
gli autori,
rami
il 1818
che
forse
era
Tumminelli,
pala
nota
più, disperse
ott.
.
nella
pittore riputato.
era
autore
Camuccini,
cav.
nell'articoletto
dopo
;
più
Quadreria
sua
era
"
Formenti
(6)
U
i due
tra
L'Oberziner
di
che
Accademia
Questa
presunto
Lorenzo
c'è
13
Questi
Anesi
valutata
il
e
indicare
a
Paolo
vendite.
(5)
ed
la
Palazzo
in
Venezia
a
l'attuale
Sestetti
-
(4) È
non
divisa
Morone
dice
non
borghese
un
dispersione.
Galleria
ultime
«
del
1835
raccolse
Giorgione.
Estuario
sig.
era
a
l'ultima
avvenne
«
e
Giuditta
Roma
in
Giovanelli
Tiziano.
di
Gentiluomo
nel
Manfrini
ricco,
pervennero
le
Luca
esaminare
fu
il
cenno
maniera
un
steso
Il Manfrini
Fattosi
la
la
padre
S.
Droghierino.
il
figlia di
era
».
La
suo
ad
Quadreria
la
anche
nella
Piombo
XIX.
essa
di
incaricati
me
1890
fa
Madrtuci
Consolati,
stampe
del
nel
seguito
del
del
ms.
da
venditore
dal
dote
In
dell'Accademia
detto
padre
suo
del
».
Quadreria
de'
madre
ebbe
Essa
Decano
furono
Roma,
questa
ritratti
assai.
Domenico
da
La
è di lui opera.
(?)
giudizio
In
Di
Pietro
stimato
genere
raccolte
Angelis, già
de
di S.
Città
cosi
Del
monte
la
e
lasciato
il vuoto
resto
fin
da
prima
eh' è sopra
Processione,
giunse
fino
di
ad
la
un
da
Città.
masso
Arco.
la frana
durava
Ed
enorme
la
:
altezza
tradizione
tuttodì
anche
e
di
tanta
29
Verona
A
ed
l'anno
Mantova
a
1819
{Note volanti)
Gennaio
30
libri
tempo
poco
e
6 Febbraio
allora
(i) Era
fondazione.
dal
tato
in
Corte
deUa
fecondo
fu
nel
Professore
Da
uscì
Ancona
Ad
anni
sott'occhio
ventidue
dalla
Anna
mogHe
che
inesperti.Tali
con
la
venti
i
quali
lei
fu
tradire
;
custode
seco
a
da
amico
un
alla
la
Vicenza,
a
Poi
Vienna.
così
prima
con
in
di
patria
a
anche
dell'antica
e
quegli anni
caldi
volta
i
avvisarne
la
ma
in
zesche
roman-
alcuna
ad
;
di
primi,
che
tosto
mio
di
lontano
avventure
rimaner
reggiato
ama-
Verona,
a
trovandomi,
colà
continuo
tutto
;
di continuo
sorella
casa
passaporto
un
vigilia che
di
lungo
a
memorie
si affrettò
essa
riavermi
per
da
di
di
»
patria
fino
patema
casa
una
famose
pieni
neUa
in
affidato
rifugiava
dessa
fantasia
mente
e
di Mantova
Storia
«
goderla,
in
mi
tempo
le
tutti
ond'io
suo,
Era
visitare
impressionata,
dell'animo
prestatimi
zia.
lungo
per
lei
entrare
stato
Serego-Alighieri (i) ;
di
in
facendolo
la
1820.
era
occasione
apriva
concedere
stavano
accordarono
di ritornarmi
loro
buona
mani,
dalla
segnato
zia
con
Polizia
riprendermi capitavano....partii
!
per
Roma
che
avrebbe
Giunto
ottenerlo
a
anche
voleva
il
ricorsi
Mantova
potuto
da
dei Gendarmi;
per
mi
Persegm-
Senigaglia
Fano,
viveva
mi
Tornato
straniera.
e
sua
dolo
facen-
pubblici molteplici.
parevami
poco
intrecciava
ne
periodo
l'anno
ai quaU
e
soprattutto
possonsi
solo
a
si
luigi d'oro
allo scopo
che
Federico
e
incarichi
Rimini,
giovane
una
Iniziò
breve
per
Perciò
assentarmi
di
1' Italia
progetti
m'ebbi
zia
parenti,
neppur
custodie.
questi pensieri altri
fortune,
libertà
si
iialiana
la
da
vistosa.
prosperità
a
fino
proteggere
a
infingarda puerizia, duratami
una
appena
conte
disegno
patria, girarmi
Con
vago
breve
Biblioteca.
Vicenza
a
lo ebbe
quel Governo,
da
e
meritoriamente
da
di
in
chiamato
fu
degli educatori
e
presso
del
il
allora'
Roma.
ed
molta
trovai
Apr. 1823
25
m.
Letteratura
l'opera
al Museo
1751,
Imperatrice
di
Bologna,
usciva
^on
e
benevolenza
trovavo
mulinavo
;
condusse
preposto
Venezia
antiche
delle
che
Giornale
poi apprezzata
e
Ott.
23
Teresa
un
esercitò
per
genitori
insofferente
fu
vi
e
n.
Maria
Biblioteca
Modena,
desiderio
per
e
fondando
ne
1816
io mi
dei
com'era
ed
padre,
dal
Mantovano
la restaurazione
ritorno
e
ardevami
dove
pochi
Mayer.
del governatore
Biblioteca
Alla
ducale.
notare
Podestà
anche
Mantova,
per
AD
subito
d'una
Avvenuta
1807.
Liceo
malaccortezza
per
Volta,
1799,
poi
Lione,
al
gratuito
Verona
allora
Camillo
fatto
letterarie
nel
francese
di cui
fu
Palazzo
festa
alla
Mantova,
a
il
Prefetto
e
pubblicazioni
a
I voi.
Conti
dei
di
Municipalità, Deputato
il solo
s'era
gioventù
militare
regime
Leopoldo
da
retta
Vienna
A
Segr.o
patria
qui
stato,
sono
visitato
ho
urbanità,
poca
studio.
(i).
cortesia
in
Ieri
:
trovai
Verona
di
pubbUca
allo
concesso
mattina
Questa
Libreria
In
:
lui
quando
gU
cortesemente
sempUcemente
capitano
ad
procurarmi
dei
passare
Carabinieri
mio
un
modo
di
avessi
mi
palesato
accolse
il confine
di
quella
e,
dallo
la
credulo
per
Città
veder
Ferdinando
il conte
conoscente,
uscir
stato,
mia
benché
meta.
vera
alle
mie
Egli
più
mi
diede
egli vi
era
tano
capi-
(glidicevo
asserzioni
Modena),
; in nulla
Testi,
disperassi di
si
una
tera
let-
dilungava
30
nel
che
contentezza,
ritenendo
mi
nel
ma
proposi
allegro
ad
un
Era
vicino
vedeva
da
Ciò
dapprima
mi
Ma
l'affare
me
poi spesso
nella
favoloso
Bene
che
non
ponte
;
mi
già
quella
a
ponte, né
del
s'era
dritta
man
del
mio
l'altra via
per
strada
di
perchè, svoltando,
La
mi
richiamare.
udirmi
pareva
partito
condotta
dolsi
mi
metteva
a
; a
dermi
senz'avve-
intento,
piacque
me
via
io, passando
d'osservare
dere
prenvista
dalla
avvidi
che
mi
saporto
pas-
la
l'orecchio
con
tito
par-
del
;
fuor
la
vettura
ad
fino
camminare
toccava
me
esame
più presto
quando
che
e
pel
tutta
le viste
là si biforcava
nemmen
Modena
a
e,
da
carmi
insac-
un
doganieri,
facendo
batticuore
gran
con
ad
avventura
dei
casetta
via
guarentigia
l'insolente
l'occasione,
afferrata
profondezza dell'acqua, sgattaiolai
la
alla
volesse.
dove
cercando
la
; non
serrarlo
o
Mantovano
dal
carrozza
Per
subivano
giungere
là tosto
di
presentare
e
regni.
gonzi
regia (tremenda
datami
pedate.
che
signori,
gran
l'altro, anziché
e
sul
venni
di
cocchi
di
l'uno
tra
o
mie
le
di ribattere
fin
campagna
scesi
di
o
mezzo
dei
catene
le quaglie, condotto
con
; pure
passo
nel
stesse
aveva,
ingombra
questo
a
in
detta
lettera
la
che
tutto
stretta
ingabbiati nei
l'uomo
la
maestra,
scemò
spauracchio
a
per
avviene
m'avvedevo
che
via
strada
come
aveva,
or
prendermi
cui
la
e
gli
sono
tutto
e
simile
una
uomini
stringer
via
ad
;
Mantova.
baldanza
mia
giungevo
narrarsi
da
senza
il mondo
così
cui
e
la
ove
io
che
con
si potesse,
come
valevami
nulla
Modenese
era
gran
evitata) mi
rete.
ricinto
per
appunto
stava
al coniìne
volta
prima
torgli di spaziare
mura,
a
quel
capacitare
sapevo
tra
la
quella
riteneva
io
quanto
polizia
temendo
munito
lasciai
vedevo,
di
ragione,
Così
peggiore.
viaggio
in
altra
per
grande
con
difficoltà
ogni
prevalermene
d'inciampo
scritto
questo
da
levare
esso
non
pervenni
trottando
e
tratto.
che
scrivere
di
volonteroso
e
con
di
riuscisse
ne
me
non
Ciarlando
potermi
stesso
tempo
l'abuso
che
anzi
di
Ricevetti
benignamente.
ricevermi
di
pregarlo
essa
Città.
trovai
che
oste
degli
e
cose
alzatomi
ed
i
persone
volta
bosco
un
in
arcuava
a
e
portico
passo
riposato
in
che
sarei
la
poche
una
lasciar
anche
là
la testa
condussero
girare
a
sui
se
parigha
belle
cose
trovai
mi
che
in pace,
e
veniva.
della
per
di
chiese
gran
avesse
esigevano
mi
e
per
gente
seccato
che
la
il continuo
girellai ancora
vie
per
vi
come
di
scappellar
la Città
assai
tesi
cor-
momento
un
Sazio
mattina,
il fresco
pigliava
presenza
pagnai
accom-
un'osteria.
la
si
che
appaiato
furono
ogni
ad
pranzo
mi
benissimo
Città, citandomi
ora
perla prima
caso
per
una
assai
carpinata
una
Essi
in
festa, molte
era
andava
umore.
le vie.
e
Estense
vedendo
eravi
il timore
monumenti
siccome
Colà
io
quali
buon
a
bastioni
non
e
di
misemi
mi
questo
ai
saputelli
e
a
andava
gente
molto
rapita,
sera,
divertito
per
la
liberali
ricominciai
breve,
guidavano
ond'io,
non
Presso
gio
viag-
questi fantasmi
dell'ultimo
e,
mi
degli amici
e
gli edifici
molt'altri
di
come
primo
notte
tant'era
sparvero
feci le maraviglie
colà
quinquonce.
cui
sotto
costoro
Secchia
che, venuta
Mi
di
mostratemi
della
a
giovanetti
due
compagnia
la
e,
a
piantato
parenti
osservando
sepolcro
il
questo
che
ricordo
Mi
per
scopriva
di
Città
la
dei
pedagoghi,
però
tenebre
La
dell'imprudente
pentiva
i miei
al
cibo
il fardello.
pensiero
passeggio pubbUco
al
volsi
vi si affollavano.
si
(2), e
mezzodì
il
me
le
Con
girare
a
cui
in
Cattedrale
la
A
m'interessai.
diedi
primi giorni
credo
chiesa,
mi
a
presso
novelli.
uomini
tempo
per
quelli
Eran
desiderava
mi
d'assai
solitudine,
la
Chiesi
affamato.
avevami
deposto
già
pavido
e
ed
stanco
vettura
sgomentava
quasi quasi
e
Modena
a
la
ove
agitato
;
; mi
intrappreso
lasciati
delle
dormii
e
burrascosa
fu assai
giunsi
quando
Imbruniva
due
dei
facendo
e
fino
(3).
principotti
passanti
ora
tarda
;
32
padrone
via, libero
per
prova
me
una
dritta
mano
e
appunto
birri che
temevo,
versi
mi
cercava
gioventù
quegli
; ma
si
le
in
un
più
via
ch'era
chiunque
a
campi
attraverso
si
proffersero
quel podere.
mille
che
avventure
sdruscito
e
mi
che
che
più
ch'io
mia
per
mi
la
che
mi
podere
alla
strada,
fece
porse
patria,
più
sul
a
dar
necessità
la
ben
dimentico
un
mostrava
per
oramai
concepito quella
mattina.
degM
di loro
io
interesse
passar
finalmente
questa
tasca
del
che
e
per
per
seppi
scolari
di
dell'amore
il mio
tacere
o
ora
andarvi.
che
che
ora
mi
mi
pur
valicato
d'una
delle
che
qual-
rosso
onde
anco
non
bastone.
ora
del
avvisandomi
esse
una
l'ultimo
dette
turbò
come
una
condizione,
Tra
faceva
capo
quell'enfasi
ombrello
Bologna,
derio,
desi-
in
garono
m'interro-
; esse
portafoglio
mio
che
quattordici ;
provai allora
ricca
mia
il mio
e
fosso
qualche
della
qualche
viottolo
risposi con
;
Non
questa
me
giardino. Quivi
un
la via
romanzo
travicello
tutto...
la
l'additava
là appunto
di
sempre
;
di
fossi, ad
un
cato
fiac-
chiedendo
melliflua, udito
e
del
fu
il corpo,
caso
gli anni
lungo
saltato
di
in
pagUa
di
consigliò un
sopra
millanteria.
le metamorfosi
se
mano
viaggio
vano
Arde-
il cammino
come
condusse
riuscire
capacitarle
le novelle
ripresi
a
mi
non
forma
d'aver
ch'erano
mi
sulla
sdraiai
più maravigliato,
si facessero
mio
atta
breve
incerta
voleva
ciarle
quante
mi
riposo,
costoro
d'età
mia
dell'aria
osservare
correva,
di
lungo andare,
ov'io
voleva
con
per
un
versità
all'uni-
diede, l'augurio fu buono
avanzava
lo
giatore
viag-
un
parte Castelbolognese.
Dopo
campagna,
dell'orologio, levava
dell'altre
questa
mi
dire
prodezze,
loro
di
m'era
avvenire
migUor
e
me'l
così da
che,
e
condurmi
sopratutto
facevo
di chi
io
arnese,
spirito erasi intanto,
giovanette
pareva
ricambiarono
pericolo
che
a
sulla
mi
i ciondoli
scuotevo
Esse
e
;
di
produca
errante
fratta
é
volte
impostura
la vita
Né
il mio
lieto fine
quella
tra
di convertire
tentai
mio,
rispose
lezioni,
sue
nato
rumore
carmi
scari-
veduto.
mi
alle
tornasse
d'alcun
avido
Lo
la
Infine
stupefatte, poi ridenti
dapprima
mie
alcune
ora
per
d'esser
esitare
senza
dell'onor
un
messo
per
dopo
praticelli,
e
augurò
Samoja.
l'occhio.
con
io, pur
contadino
un
di là costui
sospettoso
soppiatto
geloso
quando,
perso
finché
fiumiceUo;
quegU
causa
la intenzione
incontrando
trastullandosi
stavano
ed
e
andava
lungo seguendomi
in
la campagna,
della
egli equitava
passi, componendo
alla riva
;
di
proprietà degli Spada.
di
che
temendo
mi
fosse
per
io, melanconico
ed
me
che
Invano,
il mezzodì
dopo
ore
casolare
un
nulla
e
con
partì. Comunque
tre
di
fuggito
risolino
quei
di
stesso
li tenne
gran
intomo
persuaderlo che, malgrado
io progredii in pace
ed
giorno
stra
mae-
quando
traversata,
cavalieri
me
basso
e
guardavasi
e
bolognese
Governo.
dal
; volevo
uomo
e
qualche
punito
e
il buon
era
per
da
a
fui presso
pensasse
cosa
tanto
e
strada
quel limpido
Quando
scolaro
uno
addosso
a
parallela alla
il capo
di
man
aperto
Stendevasi
più.
tutta
in
Panaro.
macchia
che
quasi
una
sole, ond'io,
strada
sbucare...
da
conosceva
ancor
una
ecco
quella
cavalcasse
sponda.
franco
esseme
Per
ad
minai
; cam-
oramai
d'oro, sentiva
il
stranezza
l'avevo
seguito
;
al
aria, giunsi
che
già
;
gli occhi
(7).
qualche
una
prendevami
dopo
ficcò
all'altra
gli domandai
che
mi
v'era
potè portare
Io
a
in
non
i birri
Modena
di
scappellai
castelU
ora
Ponte
a
il Duca
di
che
di monete
Scottava
giungeva
si
Polizia,
volta
prima
incamminarmi
designava
diporto. Costui
renitente,...
mi
io
dove
quale
ond'evitare
entrai
da
a
la
tristi pensieri sparirono
alla
conosciuta.
mai
non
risaja per
una
essa
per
la
aspetto grottesco accrebbe
il mio
l'ombrello,
colà
dianzi
contentezza
i miei
sfuggito
stesso,
me
Argo, ricco per
un
essere
non
di
Città
della
la porta
incolume
Passato
da
ponte
poscia
principessa
ve
ne
addio,
dal
suo
il cuore,
temente
sì violen-
33
Il
sole
declinava
da
mangiare
chiesi
vi
eh' ebbi
all'oste
domandai
mi
dette
mi
piede,
un
mi
del
letto
assai, mi
il
raggiungere
a
bellezza
una
è
Non
trovarmi
della
io
mi
di
gente
che,
so
non
là fino
durò
che
a
quasi quella
giungevano
sera
Il dì
ben
credetti
ben
era
fatto
esperto
e
credeva
viaggio.
di
narrare
alla
L'un
ad
alla
Le
agiatezza.
vita
sua
e
quello ; questi
Matteo
;
io
il
riguardando
gli
suo
era
sempre
narrarci
i fatti nostri.
-
A.
CXXX
-
V.
comune
125
egli
;
di
udii
sono
a
come
sedetti
mi
tolse
che
quella
paoh
ante-
Anna
in
squindi
adducendo
nella
il
di notizie
uomo
vettura,
da
lui
del
egli ebbe
come
di professione,
di
godeva
per
per
si
ed
cioè
sposato
univa
l'amor
da
una
in
in
il cambio
ignorante.
e
di
fetto
af-
gentili
tono
inoltre
di
volta
grande
viaggiava
gli rispondeva
qualche
recuperare
subito
me
di
veneziano
Mercante
grossolano
di lui. Ci
(oh
compagni
patria per la prima
marina] o per dare
uomo
mondo,
ch'egli era
però,
che
luoghi pei quali
bisognevole
inesperto
Seppi perciò
altro
ed
fatto, allegro,
parlava
appunto
di
miei
ben
Toscani.
cordariol, prese
sui
che
Venezia,
a
ed
altezzoso, sempre
ed
ma
dei
Castello
Levante
grande,
coda,
mercato.
vettura
quell'accentoveneto,
forestieri
due
infedele, usciva
nomavasi
è
di
in
seco
come
dai
in
in
fossi
come
buon
più
a
viaggiatori
quale
tal
e,
costui
A
simili
Salii
discorso
qualche dize,
e
Roma.
di
ed
Modena,
a
vetturino
d'un
che
Bologna.
quarant'anni,
di
compagno
chi
sito ;
cercai
sera
migliore
da
pettinato
e
S.
capitano
cortese
nove
condotto
attaccar
circa
del
assicurò
mi
notte
tempo,
usanza,
in
tale
di
fórcinella (io) per
avrebbe
uscii
piedi
a
A
etc.
sua
egli mi
andavano
padrone
vincolo,
3
miei
tanto
per
l'altro, malcreato
mentre
nella
silenzio
Ancona,
lo sborso
dei
della
scranna,
godimento
forestieri
di
trovai
la
anche
ma
una
di
di
mentre
la macchina
solo,
non
piena
con
!) nel
piena
tutta
incendiarsi
le curiosità
passai
ed
corde
il terzo
era
Chittarin,
poiché
parole,
un
ad
correva
fino
deliberato
gioventù
e
smania
era
trovai,
capiva gli sguinci
barche
da
d'esse, governata
minando
cam-
saUva
dolcemente
entrassi
pagatami
Tale
Bologna
veder
a
Metropoli
uomo
di
sue
mezzo
tetto.
qualche
di
fabbricante
cordo
ri-
(non
che
ricordava
vi
Petronio
stanchezza,
fatica
a
i casi
vecchia
tutti
accertarmene,
dolsi
mi
essa
Madonna
e
di veder
mia
posto
un
più
era
eccezione
ad
sempre
S.
quattro paoh
speso
m'alzai
udir
d'essi
e
or
sfoggiato per
(sic)e
indurite, corsi in
della
(oh magìa
allegre persone.
combinatomi,
il sole
semplice, vestito
a
tutto
che
non
uomo
quale
quell'edificio; poscia,
Bologna
a
Piazza
; infatti
consolazione) dopo lungo
ch'io
in
con
di
sotto
fissai
Così
levò
Come
mia
fu
Ma
pubblici, librerie, l'Università,
invisibile.
stato
stanza
talleri, mi
dieci
volte
poi
stanco
dalla
corda,
singolarità, mi
sua
tanto
potendo
della
portico
giungessi
della
l'opera (9) ;
seguente
edifici
visitai
con
dimentico
il ricovero
cattiva
cipati, una
al
bianco,
di
non
di
Ma
vino
Il buon
landonet
stanche
gambe
la
letto.
di danaro,
per
le
sentivo
un'osteria
cibo.
Bologna.
suo
Reno,
a
di
cotante
nel
la struttura
capitai
quella foUa
notte
rete
milord
qual festa, attendeva
per
economia
propostami
io
un
cercarlo
d'artifizio ; io
fuochi
ed
albergo
a
poneva
mi
per
una
Ponte
l'occhio
stanco
quanto
un
al
che, oltre
e
trasporto
di
voglia
patria (8).
mia
dire
a
tosto
che
tempio
suo
bicchieri
aveva
osservare
tender
piacque
due
d'un
Malgrado
ad
fiume
bevuto
bastone-ombrello,
vettura
oltre.
per
fondo
di
veduta
ove,
che
e
più gajo
questa
Samoja,
riposarmi
d'un
il mio
ora...
perchè) progredir
all'asciutto
invece
della
allegro ; al contrario
ed
sentiva
da
scendere
arrostito
provvedermi
che
Cionondimeno
di dover
di
biroccio
un
scappava
via.
vitello
confortato
molto
fu
ne
là
di
giunsi
bere, più per
da
e
del
assaggiato
l'animo
che
quando
aspro,
un
ciarlare
mol'tanni
con
altro
e
una
di
34
donna
questi gli
ero
lontananza
gridando:
povera
di
per
trovare
mia
salvezza
ora
il filo del
piedi
alla porta
era
cui
con
che
entrai
a
via
né
il
varie
lo
mi
ben
amici
non
in
stato
che
di
verità
or
di
volli
le
tirava
qualcuno
lo
voci
pertanto
; come
e
mirono
gherriose
ingiu-
correggere
il
se
dritta
trarvi
en-
per
giungeva
udii
ed
caso
non
altra
per
porta
mi
genti
ancora
d'
lo
che,
da
quando
in
cui
tutto
Generale
mi
vidi
soltanto
l'andare
inglese,
ridotto
in
potevano
ad
quel
da
;
lungo
discorso,
assumere
di
migUor
il turbante
e
dopo
che
migliore
mirarono
mi
era
gli
me
restai
essere
or
assoldano
si
lo
suo.
passasse
parea
Piemonte,
insuperbivo
per
consiglio
milizia
si
a
non
nell'esercito
se
Francia,
grande
imbarazzo
or
!
il
ex-cathedra
altro
nieri,
stra-
aprisse un
esalta
gli avventurieri
quel tempo
Maresciallo
alla
come
Gianina
in
concludeva,
sempre
quand'ecco,
di
il
;
meditazione,
ove
si
è
;
padri che
han
l'unico
Francia,
sapendo
nota
venni
ricevere
grave
il Bassa
per...
or
che
derosi
desi-
nessuno
appena
partito
poiché
adatta
in
il
Più
; non
ove
cominciò
; che
milizia
Inghilterra,
per
di
la
mata,
dal-
loquacità, narrai
mia
occupazione
masticando
or
sito
quando
allentarli
onoratamente
indeciso
teneva
così
od
terra
ponendosi
Europa,
la
dalle
punto.
Succovich
con
muro
egli, senza
letto
ci è
sciolta
risposi dunque
potesse
luce, egli si pronunzia
a
;
buon
sul
che, in
fisonomia
trovar
esser
in
decidesse
che
sdrajati
riducono
di
era
desideri
in
mano
un
Succowich
riconoscendomi
consiglio. Succowich
i freni
loro
certo
esse
a
di
sbucavano
d'
giungeva
che,
giungevano
che
spesso
il mezzodì
all'ombra
fisonomie
tosto
che
Sonava
ristorarsi
una
;
così
fu
a
oziando
s'erano
dirò
figlisi
seminava
egU
nazione
alfine
;
nascita,
le ciglia e,
le
tutte
mia
giovanili
Succowich
principe presso
Io
la
quale
i
d'
Avviene
sentiamo
giovane
un
a
i miei
molto
ma
lampo
la
ripiglio
;
precedeva,
deliziosa.
fu
qui
quelli la cui
di
sempre
;
L'amico
lui.
stringere
dare
In
pareva
;
ci
poco
man
stava
giù
richiedendogli
caso,
mi
Venezia
a
dilungarmi,
considerato
saper
rivista
a
vi
s'avvidero
peccato
diverse
compagni
con
tutti
senza
il mio
tutti
le
balzar
vedo
si diventa
che
Qui,
restasse.
Aggrottò
dirò, devo
scendessi
che
manesco
mio
mare
porta
osservare
tavola
a
il
fuori
i miei
cibo
di
posi
ch'egli potesse
il
di
; non
del
pena
m'abbraccia.
nome,
società
di
invano
l'atto
polverosi. Io
e
ecco
opportunamente
mi
tutti
toccò
mi
basti
ora
ond'io
lontani,
sacerdote
lungo
già conosciuto
filosofare, dicendo
aver
la
per
svegliò
che
come
di lui per
strada
prete che
circonvallazione
di
godeva
me
che
sonno
tutto
sanno
notte
d'oro
questo,
a
noi
da
vidi
povero
un'osteria
quando
da
dimestichezza.
a
e
grandi
costui
mi
il mio
fare
bisogno
Io
dalla
corrente
ad
posò
;
pronunziar
conosce,
quel
Rimini
stallo
credo,
di
apprensioni
una
Ma
La
gabelheri.
ciò d'un
l'altro
la strada
per
ci
carrozze
io che
dei
passaporto.
viaggiatori accaldati
i
presso
ed
misurava
cuore
l'uomo
il vetturale
quelli,quantunque
riscattar
per
il vetturale
mano
fu
che
apprese
dipingergli le
e
suo
grandi
ricordo,
me
città.
in
La
ed
dal
in
savio.
la accennò
e, credendo
sceso
svoltai
mio
fosse
siccome
fosse
sconsigliato,
inchieste
maltrattavano
d'essi
e
;
partito più
a
me
;
presso
richiedendogli
l'errore
feci
da
racconto.
sfuggir dalle
e
di vettura
che
ch'io
ormai
era
dritto
tanto
il ritomo
procreargli figliuoli;
egli
raccontare
(ii). Questi
quel viaggio
Ed
ben
che,
tanto
in
così
madre
mare!
povera
in
mio
mia
che
istinti.
seppi
e
angustiava
ne
mare!
caso
e
Imola
a
se
e
ottimi
compassione
che
fuor
in tutto
con
casa
a
altri, s'immaginò
quello degh
mia
da
venni
gli
economica
al cielo
fuggiasco
che
modo
mio
a
ed
grazie
crescevano,
scapestrato
uno
cose
collerica
sì,ma
amorosa
qual
tuna.
for-
trovar
all'idea
molto
alla
fin
di
stirmi
ve-
ficato
morti-
fine
un
35
Agà
mussulmano.
Ma
la
che
stranezza
la
cowich
traeva
diciam
della
China,
il mio
il Console
per
il
mare
favore;
quando
!
padre
egli
Appena
lasciato
valesse
che
la
ad
Invano
la
passare
mihtari
ad
d'amor
e
Curioso
piccolo
la
di
saccoccie...
mi
suasione
per-
ciò, Sucche
oggi
tomi
Fatla
me
commendatizia
provvisto
lo
sare
pas-
per
di
ringraziai
di
tanto
mio
secondo
; essi
; secondo
«
l'avea
saccoccie
i
lasciandomi
mi
si
seguirlo
a
dal
aggiro colà,
Magistrato.
confessare,
come
passaporto
avevo
nel
con
ed
nulla
della
Fu
la
e,
alle
modo
per
il
onde
ed
il
si fa
Io
stava
far
un
mi
ritenni
salvarmi
da
mio
Al
accordare,
avevo
come
era
militare
ogni
nelle
era
all'osteria.
presso
cui
per
usar
conoscere
portafoglio
piazza
un
gnore
Sissi-
«
modo
ogni
fermo
e
ad
medesime
potersi meglio
alla
porta.
che
caporale.
almeno
forcinella
in
quella
di
guardie
in
più sospettando,
chiesa, mi
Napolitani
m'era
costui.
per
mente
Final-
visitare
fuori
volendo
indirizzandomi
zia
vedere
poeta.
riprese
me
e
il momento
il solo
»,
portafoglio
forcmella...
di
che
; ma
sogguardarono
libero
sicuro
; tanto
mia
a
alcuni
si fermò
forestiere», dissemi
possedessi
che
nella
Doganieri
piedi
Savi-
!
il vetturale
passaporto
lasciato
pittura sulla porta
antica
il
lo
Marino
di
casa
a
in
onori
gli
chiesa
pellegrinaggio
San
evitai
caffè di
Monti
mezzo
me
!
un
in
ad
a
furtivamente
una
del
zoppo
mandarmi.
rendere
a
in
e
in
in
costume
siete
Datemi
non
Perticari
di
a
trovando
tomai
lo
fatica
con
qui
;
un
credere
alcuna
entrai
condusse
avesse
di
or
loro
a
che
volli
conosciuto
aveva
del
Non
sera
l'altra
francazione,
finestra
vedendo
provai
che
la
lettera
una
sona,
per-
giunti
e
mio
padre
periglio
feci
che
monte
voi
Dunque
che
come
andavano
suo
più valevole,
non
con
mento
argo-
sua
ritornare
indicato
me
Cattolica,
alla
sull'arido
come
queste
preparai
italiana
«
da
or
e
quelli
mostrar
appagarsi
a
suoi, di
del
avevo
la
mia
madre
di
mie.
conobbi
lasciò
proponimento,
dalla
là
ch'io
non
borsa,
alla
una
le
mai
ch'io
(13)
allora
sua
esborsata
che
come
piacere
la
severità
(14). Cortese, egli mi
tremando.
Mentre
il
Fu
primo
osservai
risposte
abbisognasse
soggiunsi
e
certa
via
la
slava.
o
una
preghiera,
esibì
proprio
entrai
rispondere
lor chiesto.
m'invita
mettevano,
pro-
me
a
chiamandolo...
mio
ed,
miei
questa Cittadina
nettamente
mio,
nome
fìnsero
si
quadernetto,
suo
non
mi
quelle
greca
avrebbe
io
Mi
la
Cesena
a
deliziosa
Fano
piazza.
rispondo
le
Borghesi
cena
non
paese
quello vecchio,
incerto
di
fallo, domandava
posta
il ridere
ed
matrona...
vedere
via
»,
di
mi
lettere,
onde
volessi
ed
antenati
a
due
ricevettero
zia
Verona
una
povera
di
la
; taccio
libertà
di
rispondergli
il
un
tacque
dal
parevano
narrar
archeologo
Giungemmo
chiesi
color
sarebbe
se
in
inclinava
Chittarin.
a
non
il mio
casi
lungo
Cardinale
presso
degli
che
Faenza
a
ricorderò
sì
in
dire
scosso
alla
sui
a
né
se
gobbo
un
memorie
diserta
attesi
mezzo
il celebre
caldi
di
uso,
buono.
scrissi
calai
lettere
mamma
Gargagnago
le
due
pernottammo
ove
che,
Rubicone,
meditavo
finirei più
in
fosse
casa
disse
suggellatele,
Ancona
! né
Non
a
carta
tutto
tutto
EgU
s'interponessero
Mentre
postiere lacerava
gnano
mentre
l'abbracciai
me
quali, confessando
che
Poscia,
all'albergo.
e
al
nelle
domandavo
Forlì
da
; e,
anche
a
induceva
inglese l'altra
una
di
è
narrai
a
tanto
e
(parmi)
Serego
limite.
di
una
fame
Non
eccellente.
tornare
barca
fummo
stesso
Bassa.
Succowich
quell'uomo
farmi
a
sua
alla zia
solo
1'
quale
commiato
prese
cui
che
(12).
quanto
che
al
il
insomma
rifugio
volessi
Otranto,
presentarmi
e
da
i denari
proponeva,
tutto
segnai poscia
qualora
ad
mei
solo
colonne,
che
che,
inglese
due
su
nome,
avvisandomi
il mio
portafoglio
un
scritta
chi
dell'impresa,
fosse
tasca
di
parole
stessa
Mezzaluna
di
apporre
diede
le destre
rare
ammi-
ad
il
perduto
altro
quale
e
per
sospetto.
36
di Polizia
L'Ufficiale
cortesemente
genìa)
il mio
s'alzò
in
mi
disse
complimento,
il mio
loro
mostrar
vecchietto
un
era
piedi
sembrargli
Gli
passaporto.
farlo con
voleva
quei soldati
però non
spiegazioni ; perciò supplicava, già che
poterle presentare
di
mani,
di
Tutto
m'interrogasse.
e, tolto
osteria
le
scale
mi
in
si fa
mi
mi
e
fermo
egU
che
al
di
saperU
senza
il mio
in
entra
all'osteria
corsa
si
carta
timbrata
porta
delle
Non
che
tanto
mi
forse
di
aspetta
Fano,
Ma
pur
ogni
compariva
progetto
Non
così
brevi
e
anche
per
fatto
avevo
prezioso dopo
viaggio pieno
istante
delle
di entusiasmo
l'imbarazzato
meglio
e
per
di
del
schiai
arridella
la faccenda.
leggendo
(?).Impaziente
»
vedere
dato
sulle
malfattori
di alcuni
;
Torno
fosso.
capisco
Lo
Stufo
al mio
tosto
con
ma
chi ho
mi
fare.
vedo
e
tro
quatcato.
mer-
portafogUo
per
steso
uno
risponde
Lo
e
la
giornaletto di
testamento
pedate
da
il
per
il
anche
riservatissimo
costui
di
quel celebre
perduto
aver
il mio
mie
suUe
a
volse
scon-
giorno declinava
bisognoso
e
proprio
amor
v'era
richiedo,
subito
poi
era
perfino
il
affluiva
di
accidente
nuovo
di sedere
che
gente
;
; un
sulla strada,
accorgo
Fano
note
di collera.
la
mi
assai
caro
e
cui
che
passi
mie
bizzarre
raccoglie sul margine
e
pernottare.
osservar
sospetta di Succowich
carta
là le teste
e
qua
fu
alla
mi
non
l'Adriatico,
mi
una
valevole
rinvangar
/ Gracchi
di contentezza
i momenti
vidimazioni
«
piedi,
a
prostrò. Si trottava
mi
cento
le
intitolata
appese
di
contemplar
a
possedere
vecchietto
buon
quel
a
solazione
con-
esempio.
dovevamo
Sinigaglia ove
passi,scendo
ferro
di
terribile
a
troppo furono
mio
pie
il
rimanente,
desiderio
faro
incamminatomi
che,
gabbie
giustiziati,ivi esposte
del
tragedia del Monti
ricordo
entro
ai
maggior
passaporto
sosta
specie
venisse
non
ancora,
nella
nessuno,
E
per
maraviglia,
di
pieno
libertà,
vero
romano,
il pranzo,
a
chio
vec-
di rilasciarmi.
custode
dell'avvenuto.
conservata
Stato
onde
sedetti
mi
della
brano
un
Città,
in
fare
che
la
per
nello
pontifìcie.Dopo
rientrare
muovermi,
di
mura
Città
altre
quella
a
riconosciuta
e
sapendo
ogni
poi
aggiungeva
di
più
con
ove
più
quello scritto,
con
ritomo,
assai
ridemmo
Chittarin
domi
minaccianl'uno
al mio
ordinando
e
del Prefetto,
più sull'affare
insistere
appartenere
non
passaporti
segreto, lo confronta
fogli ritornandomeli
i
cancelleria, timbra
di
corpo
rivolge, a quanto mi
scorgerli pieni di vidimazioni,
nello
in
altro
un
due
dal
;
vamo
Ave-
l'ascella, li volge h
sotto
ammansato
; ma,
consulta
i miei
stolsi,
di-
salutarmi
addosso
corre
lo
Città.
in
uscito
;
Chit-
;
ciò
ardì
non
ritomo
sala
agli occhi,
Da
persona.
più
mi
e
stanza
lagrime
protesto di
e
sciabola
gli consegno
nuda
l'arma
leggere
nome,
Senza
Polizia
Atterrito,
ricuso
Io
la
trae
altra
caporale,
il
quando
ritornare.
e
sua
il mio
l'occhio
con
porta
Quegli
con
di salire
nella
erano
le
con
e,
la
sbigottìche
lo
tanto
seguire
fatai
fermarci
garanzia
vista
a
la
Polizia.
Postasi
dell'altro.
dimanda
stette
ubbidisco.
non
parve,
di
grida
Prefetto
se
di
strada
oltrepassato
ci
guardia,
la cui
al soldato
unii
farmi
in
nascose
abbraccia
mi
palUdo,
e
si
marinajo
Essi
alla
giunsi
al soldato
grazia
saluto.
altro
nessun
basso
capo
a
in
chiesi
che
sue
dati
sol-
quei
a
;
le mie
posto nelle
senza
avventura,
e
carte
interpretar
comandò
e
soldati
le mie
stato
essere
sorrise
l'ultimo
miei
il
compagnia
incontro
mala
bene
non
di
terminare
quei
sfoderar
a
ritornare
portafogUo,
amici
agli
accompagnarmi
sulla
ormai
tale
invece
di
propone
dare
per
l'onore
là farmi
di
della
forcinella il mio
istante
un
potrebbero
avea
forcinella e
preoccupato
dalla
all'apparir mio
tarin
alla
accompagnarmi
che
pronto
era
chia,
vec-
simile
per
lasciar
senza
accontentar
giusta
che
solo... Il vecchietto
lui
a
incontro
cosa
risposi
alla
(cosa insolita
giungere
facendomisi
e,
benché
vestito
pulitamente
magro,
calzoni, pettinato in cipria ; al mio
corti
in
assicuro
che
tra
che
in
un
cosa
qualil burbero
den-
37
eravi
nulla
tro
di
Ancona.
i
certo
era
interveniva
angelo
un
lui
con
della
(nome
di lasciarmi
e
ciò tanto
e
la mia
dal
negU Stati
di
risposte
di
confermare
Ancona
modo
faccia
in
testa
si ribaltava
Così
noi.
tra
in
la
dice
trovar
non
parola
or
gli altri
tra
dire
di
isbaglio
come
male.
portato via
seco
darmene
un
gettando
la
squaquarada
Il
al
tuta
a
suo
gna,
monta-
testa
con
tanto
frat-
entrammo
di
mio
ove
si
senza
così
Cock,
i casi
in
e
che
Giudice
a
mi
come
m'era
vetturale
ne
tosto
a
sentii
tutto
mio
udì
;
mi
che
di malumore
e
di colà
chiestomi
confortò
l'avere
mi
risanato.
alla
ritrovato
questa
nuova
e
di
che
dato
Tanto
paesi
sue
il
senza
deUa
poiché
(15),
faccende
passaporto.
si adatta
gabbia.
...le catene
l'ha
riparar poteva
l'uomo
diserta
;
Anguissola
avrebbe
io,
molt'anni
che
delle
;
viglia
Mara-
alla fine
fino
greco
e
si potesse
(dice), el ghe
dicendomi
e,
per
dei vicini
lui
verificare
completa.
Sior
un
queste
a
interrogarmi
ad
tisse
sen-
Bologna
a
non
sua
Gabriele
il conte
volentieri
ricevuto
silenzio, si tace
era
l'ho!»
si
come
migha
ma
aveva
presente...non
fede
«
e:
per
sua...,
noleggiato
innocenza
con
perciò egli
allegro
sulla
Console,
materno,
sapeva,
casa
l'uccellino, torna
avvenuto
cupo
la
scranna
avesse
ciarle, torna
miei
il
d'Appello,
quanto
che
i notabili
conosceva
l'avo
un
Al
sua
le mille
capitano
suo
nomavasi
: "^
come
Chittarin
ripristinarlo.
e
lontana
taU
curar
narro
lui
mi
me
a
guarda
prima
sulla
passaporto
maraviglia
si
e
mi
anche
me
rispondo
poteva
fosse
si rivolge al
nominai
là
il mio
Bologna
se
da
forestieri,
finalmente
Chittarin
piedi...ricade
in
molt' altri
drizzandosi
vetturino
un
Poi, immergendosi
di
ritornando
che,
contento
Il
:
consono
Uscito
come
allora, gli
conosciuto
fallo
schiavitù
ed
della
Ed
con
bocca..., apre
passaporto,
levato
Il Console,
Venezia
a
avea
trovatomi
farmi
»
domande
mio
(tutti noi
talvolta
cozzando
ad
giungere
saUscendere
cerchio
in
la
apro
rintracciar
Chittarin
Conte
vissuto
ch'egli
ordine
carrozza
preparata.
passaporto.
Io
».
io là l'avevo
maschera
generale!
udienza.
e,
che
altro.
!
replica che,
fiato,
il fatto, assicura
sue
filastrocca
aveva
di
della
dal
me,
quello ;
a
ora
il mio
s'era
facilmente
parole prende
e
che
Il Console
la vidimazione,
aveva
a
fummo
che
intesi che
eravamo
Chittarin
11 povero
alle
addosso
suo
prosopopea
grave
mio
Egli si figurava
una
prima
minore
interrotti
tanto
capitano
prova
con
;
banchetta
il mio
pronto
...
per
la
accuratamente
questo
a
bravo
! da
: « su
invece
fu
Console, schierati
dal
egli volgeva
dirmi
ogni
il
Venezia.
a
;
vello
cer-
l'essere
suggeriva
mi
e
pena
il
Ancona.
Capitati
di
Console
eccellenza
sua
commedia
la
lui
perfino
sulla
me
a
Venivamo
m'interrogava.
sì che
Femmo
parte del
la
faceva
serii, scrii)sedette
senza
di
pari
giuridici,
grave
al Console
esitare
richieste, le quali tutte
sue
testimonio.
qual
al
gli promisi
stemperò quindi
nascondere
per
mandarmi
a
; si
pezie,
peri-
tante
casi
dovesse
narmene
ritor-
pielago
suo
e
dei
me
videnza
Prov-
di
da
dell'amico
comportar
dell'Austria
quanto
la
portafoglio
del
Abbattuto
però egU quanto
qualunque,
credulo
la
tra
ad
doli,
esageran-
finalmente
ciurma
se
più
era
mio
del
propose
braccia
nelle
fandonie
indurlo
ed
fargli alle
Chittarin
:
Pontefice
quel Magistrato
da
d'altro
ladro
recuperava).
Inesperto
più assurde
le
provenienza
intanto
lui.
da
registrare
Ancona
assai
dubbio
; senza
; mi
il vento
se
ed
prospettarmi,
per
carte
quel maledetto
;
abbandonai
mi
al paro
del
quelle
come
Sinigaglia
a
sbaldanzirmi
a
ad
che
disagio,
mio,
inventare
ad
cielo
mesto
al Chittarin
senza
facendomi
nave
dirigere
l'error
che
dal
Venezia,
a
alfine
giunto
rinsavirmi
per
mosso
specie di
ammalato
pensava
rimasto
pericolid'essere
che
io sia
come
disgrazia però giovò
mia
Questa
tutti
dire
a
volge le spalle e parte
egli mi
prezioso, ma
è
10 portasse. Non
NuU'altro
alla
da
domestiche.
pietà alcuna,
volle
38
soldo
pagato
essere
vedendomi
chiudesse
medesimi
insieme
febbre
La
durai
mi
Quantunque
così
che
mi
oggi
genialmente
senta
delle
una
sul
Di
io montassi
la spesa
ch'io
cogliermi
fino
mangiando
vista
dove
rosarii
non
da
modo
;
ciò
disse
temersi
Per
fino
letto
di
della
mia
china,
(i6).
»
del
pentirmi
so
tre
men-
presi
intra-
Fedra
«
e
le
con
solitudine
mi
me
tempo
mia
Querino
mi
non
che
io
(17)
dichiarassi
per
sciogliemmo
le
e
!
me
e
ne
sì finalmente
che
e
e
quante
;
sull'antico
che
sarebbe
qual
contumacia
colto
Ciriaco
concesse
; fece
si intimasse
agitato
S.
di
indelebilmente
di vista
avevano
mio
questo
irrompente
il Console
perdeva
mi
di
pare,
Capitano
in
promontorio
in
il
alla
nave
;
potevano
mare
mia
giunse
arrivare
a
scrivere
come
stessa
tempo
ciurma,
dal
di
golfo
adirato
non
in
lasciando
di
nel
passaporto
il
Sanità
caso
coste
per
la
sul
in
che
! Essa
Capitano,
nel
incagliato
S.
fossi
arrivato
della
Marco
febbre
senza
quanti
Oh,
del
però
io
dì
ammalato,
che
ivi
in
seguente.
in
banco,
poco
era
non
ignorante
ci gettammo
Piazza
una
là
volta, ridendomi
tramonto
d'arrivo
esce
e
qua
Rovigno.
prima
del
Capitano
la natura
di
paurosa
Venezia
ciare
annun-
(al dir del pilota)
le
quasi
giungere in laguna
giorno appresso,
stoltezza
la
per
terminai
ma
i marinari
di
appariva
svolger le pratiche
sicurezza,
il
e
posi,
viaggio. Dopo
s'udirono
Trieste
ci apparvero
lo vidi
del
attendevano
la notte
tutta
cantare
girare il capo,
nel golfo ! Il mal
ci
mi
notte, quando
Tutti
salir sulla
per
inteso
aveva
sbalzato
il resto
tutto
per
tornata
quanto
all'Ufficio
sul
venire
non
placido
barcollante,
; stentatamente
bene
all'entrata
a
sentirmi,
per
pranzo
inesperienza
arenarsi
fatto
porta
e
ad
maggior
nel
il
goduto
;
vascello,
poesia
di
appunto
come
acque,
sartie
quando
se
Per
era
sera
in
chiudesse.
dalle
vele
il
sotto
il capo
pieno
su
i lidi di Venezia.
tanto
giungemmo
levai
alle
del
ci
a
alla
della
Mi
quand'ecco
fino
quando
più romoreggiava
sempre
guarendone
navigazione
arrancata
avevo
bel
impresse
impressione
all'ora
e
Chittarin
che
parte
con
sul
mare
mezzanotte
aggrappato
investendoci
burrasca
che
di
non
il
colpa
che
levarsi
sull'orizzonte
che
capire
della
però
per
mattina.
dell'aurora,
sorgere
burrasca
se
che
il sole
di
ore
la
a
volentieri
cinquanta
in
di noi
occupato
abbisognar
scena
mirando
mi
non
febbri
le
qual paurosa
durò
mi
mare
lera
col-
gran
Dovetti
potei gustare
di là distante,
Volle
dell'onda
tenermi
dover
di
tutto
momenti
teatro,
quel sepolcro,
poco
Ancona
in
poeti. Ahimè,
nel
fatti
una
io
che
! Memorie
nave.
per
ammirare
ad
in
pose
ancora.
addormentai
tolda
mi
pormi a
gentile più mi guarì
nei
con
dilettai
mi
Chittarin
sua
spettacolo
mi
in
che
dal
Trajano
potrei garantire
Sonava
nuovo
di
Loreto,
questa
città
con
molo
il buon
sulla
precauzione
al
del
a
Ma
; credeva
lontano
Quanto
l'arco
sotto
andare
assai.
il mondo
medico
; un
principio
poche
Chiesa
sua
braccio
nuovo
dolsi
la
meditai
volte
Ciò
miei.
saporto
paslare,
cica-
a
sorrido.
cuore
allora
si pose
compagni
però immaginaria.
Fu
tanto
i fatti
del
mancanza
occupato.
fu
ricordo
quanto
diedi
la
il Console,
Ancona
di
quel vetturale
pregato
avevo
i suoi
si crede
di
era
la Polizia
almeno
tra
tutti
rimettermi
riposo.
; vi
precipitoso viaggetto.
e
danaro,
medicine
le
con
tragedia
Ancona
i
che
non
giorni a
occorreva
scriver
a
covava
cinque
e
visite
sue
non
io
mia,
altrove
e
quell'età infatti
; in
che
quattro
cortesi
il
avuto
quella agitazione oggi
di
;
all'osteria
e
portato. Poiché
avesse
al silenzio, onde
nudità
l'udissi, narrando
io
che
timore
e
segreto
mi
Roma
a
esortato
egli, sulla
egU, appena
modo
in
se
come
aveva
diceva
tenesse
; invece
e
mi
loquace,
occhio,
un
almeno
che
soldo,
per
ed
prima
ad
m'avea
un
a
tello
bat-
voga
che
si
Ancona
colto.
40
foggiare
cui
lei
parlano
Nella
e
e
piramide
in
marmo
di
nel
nel
Treviso
a
di
fu
1898
signorili; vi si
a
le
per
ad
Altra
(5)
Trono
Nel
nel
sul
in
petto
elenco
un
;
pilato
com-
pubblicazioni
e
Bennassù
che
Montanari,
Ugoni,
Camillo
infatti
Nicolò
Este.
della
e
in
fu
ne
Giuseppe
dove,
S. Gestria
d'Au-
Il
mento
monu-
Domenico.
caffè
con
di
Arcid.»
Pisani.
(ora spianati), con
Rimembranza,
peggia
cam-
rato,
profilo dell'Ono-
erede,
di S.
da
e
la tomba
figliaed
nente
conte-
cimato
bianco
marmo
presso
Parrocchiale
bastioni
zoccolo
il busto
unica
della
in
è
Cripta
Autore
(ora soppressa)
grande
su
con
nella
Ricciarda
sui
Cappella
; il tutto
1816
sussidiaria
Vincenzo
cavalcavia
della
S.
di
parrocchiale
un
nell'interno
la
Domenico
La
posta
sul
nel
1818
costruitovi
coperto,
Chiesa.
IV
A/.*
di
concorso
soste
e
paggi
equi-
l'aperto,
a
il
vi assisteva
Corte
fianco
ed
del
Palazzo
ducale
demolito
ora
quasi ogni giorno
e
met-»
; esso
la Messa
a
ed
Madre
:
Duch.»
e
M."
del
1799
tedeschi
al Palazzo
ducale,
in
pubblico
la costruzione
per
ufiìciature
con
al culto
militari, riaperta
in restauro
era
anch'esso
attiguo
composta
(sua nipote
d'Altari
era
non
nel
bune.
tri-
e
pubblico
ancora
tedesco.
:
Teresa
Ferdinando
già
di
Duca
Breisgau),
salito
1779,
n.
d'Este
figliadi
e
Francesco
Giù.
n.
(figliadel
Vitt.
Emanuele
I Re
Sardegna)
di
1793.
n.
1819.
Ercole-Rainaldo
Duca
ultimo
III
estense)
Duch.»
i8o6.
di
Regina
di
Teodoro
sorore
ex
ered."
Ricciarda
ved.*
1750,
A/.»
Carlo
Pr.
1820
(figliodell' Arcid.»
; Pr.
1817
Beatrice-
:
cosi
era
d'Austria
di Savoia
n.
Sorelle
ed
dai
usata
1814
nel
gli impiegati
per
ducale
Lug.
a.
di Carrara,
Pr."
nel
Ma
1814-1815.
Beatrice
Teresa,
Vincenzo
di Corte
pure
usato
Arcid.»
del
S.
di S. Domenico.
Tedeschi,
ma
di
quella
era
Famiglia
i trattati
A/.»
Sardegna
Pfalz-
di
(moglie
Baviera),
1776
n.
;
Re
Vitt.
Arcid.»
Emanuele
I), n.
Ferdinando,
; A/.»
1773
dina
Leopolmiliano,
Massi-
; Arcid.»
1781
a.
1782.
n.
Erano
sorelle
Lodovico
Pr.
Sett.
gemelle
fu
Corte
Parrocchiale
dei
Figli :
(vcd.»
Forse
con
1831,
1820
Fratelli
nate
Chiesa
Francesco
per
Massa,
Carlo
di libri
eretta
medaglione
un
d' Austria-
IV
la
un'arca
Giustizia
Beatrice-
M.»
Regina
È
III.
vi trionfa
avveniva
della
della
nel
Duchessa
di
i viali
Corte
detto
poi
di
Duca
al
S.
di
pomeriggio
ora
tribuna
di
della
L'Oratorio
lo fu
come
Chiesa
del
fabbricata
stata
della
e
da
Francesco
Duca
della
una
Chiesa
sussidiaria
e
V'è
Riva,
leresco
caval-
posseduta
le pende
di Verona.
trentina
una
Ordine
un
Funzioni.
sacre
1816
di
che
Lorenzi, Villardi,
di là traslata
sua
del
trattasi
comodo
direttamente
teva
decorazione
chiesa
di
miniatura
una
svolge.
Certamente
unita
esso
allungano
si
tuttora
(4)
ad
In
Niccolini, Dalla
Bartolomeo
era
; sopra
Spoglia
fattane
nella
trasportato
(3) Il pubblico passeggio
passeggio
d'una
completo
Rainaldo
Fede
la dedica
madre
Massa,
1819-1820
Ercole-
scvu'o
la
1803,
v'è
nel
figure della
le
lunga epigrafe
Duchessa
e
la
con
facciata
l'essere
Vermiglioli,
estense
da
in esilio
; nella
miniano
da
i Cavalieri.
Minenti, Betteloni,
sono
B.
infatti
Duca
fiancheggiata
la sagoma
su
l'ultimo
a
corona,
morto
cattedrale
Chiesa
il monumento
manto
G.
la
la decorazione
formavano
creava
magistrale
pinge
lontano
ne
bianchi,
suoi
collana
mentre
assai
Autori
Morando,
Gaetano
amici
molt'altri.
e
(2)
figurata
è
ammirazione.
con
Zambelli,
Paravia,
Tommaseo
vi
la
orli
ad
nero
gli
; tra
al collo
ch'egli dichiara
lo Scrittore
da
di
nastro
a
Maestra
le si scorge
com'era,
trice
disegna
buona
Gran
proclamò
si
distintamente
Schio,
Casa
che, appesi
avelli
minuscoli
a
di
della
ered."
A/.»
e
Cristina
della
ospite
di Savoia
le Pr.'se
Lucca)
; A/."
1803
di queste,
una
Duchessa
di
Anna
(di poi nel
Duchessa
A/.*
:
Carolina
Teresa-F
nel
(di poi
di
1832 moglie
sorella,che,
delle
Re
di Corte,
1820
di Ferdinando
moglie
Ferdinando
la Messa
a
nel
(moglie
erdinandina
1831
Nov.
Sicilie),n.
Due
1812.
attenzione
giovanile
la
attrasse
di
stesso
d'Austria)
Imp.
dello
Scrittore.
(6) Velàda, veladòn, veladoncìn,
abiti
falde
a
usati
rispettivamente
il terzo.
Pur
poi
diventato
ted.
colore
di
giorno {tightd'oggi)
si
o
vario
corti
quel
sovrano
d'idee
sul
era
liberali
B.
V.
ogni
(9)
di Monte
dieci
Lo
d'uno
e
o
sempre
gala
mezza
che
della
Berico
l'odio
per
della
o
opera
Madonna
più grande
spettacolo
la
natia
e
in
i"
S.
molto
:
d'oggi)
abito
di
o
inoltrato,
nero
e
Modena
a
no,
cravatta
con
allora
la
tanto
il veladòn
usata
di
dare
bianca
gala
di
tono
un
fr.
petto,
velàda, dapprima
di
abito
come
; se
nera
ad
fu usato,
giacca d'oggi. La
era
per
frack, ingl.
frac, ted.
o
dissero
italiano
termine
corse
noir
i tre
veneto
italiano, si
stifellius,
ingl. riUing-coat ;
poi
volendo
cravatta
si scorge,
politiche in
né
fr. habit
di
tempo
corrispondente
ottocento
:
il Duca
con
dei
di
ad
formula
cioè
dialetto
in
Nell'uso
doppio-petto,
o
abbottonata
nera,
le Autorità
per
per
comune
tutta
chiamati
marsinin.
redingote (dall'inglese),ted.
ancora
{smoking
sera
fa lo Scrittore
anche
specie
civile
{frac d'oggi). Fino
d'invito
fr.
ed
oltre
ed
marsinòn.
rispettivamente
e
;
1820
poi
da
marsina,
:
prefettiziao finanziera
dress-coat
di
l'ottocento
tutto
detti
forestiere
abito
come
scuro,
biglietto
noto,
(8) Il Santuario
della
parole
ora
due,
a
di
o
(7) Nell'incontro
cui
il secondo
primo,
bianca
cravatta
e
annotare
usava
od
però quasi
fino
eran
krauss, ingl.tight.Nel
veladoncin
di
lunghi
il
prevalgono
furono
milanese
In
full.coat (abito intero)
o
d'Orsay,
o
uomini.
marsina
troppo
evenin^-coat
bon-jour
:
dagli
riguardo
pantaloni
con
ad
gala
un
se
neri
ritrovo,
».
oltre
che
di
la fama
propagato
i
tra
despotismo
per
la
rente
cor-
giovani
da
carbonari.
Luca,
Vicenza
ripiano,
; al
così
agli
apparso
quale,
da
stagione dell'Aprile-Maggio
da
riferirsi
1820
occhi
dello
la Città, conduce
al
ai paternoster
Teatro
Scrittore,
un
ed
comunale
gli
porticato
avemarie
di
quell'altro
ricordava
saliente
del
Bologna
calati
d'archi, inter-
Ro":ario.
era
I' opera
Semi-
41
ramide
del
dover
il loro
mala
a
ridotta
;
meglio
Bologna
a
(11) Povera
(12)
via,
per
ad
del
è esposta
un
contratto
Pascià
di
lo chiamò
sue
piii tardi
il
ed
1860
tradizionale
diretta
ventennio
da
1353Piero
S.
per
di
confini.
A
pezze
di
24.
i
trainarsi
della
di
ma
cavsilli.
due
a
concezioni
e
allettare
ad
già
pare
1871,
di
ebbe
in
senta
serpa
più
essa
Ma
delle
di
età
giovanotto,
il
il prezzo
pugno
quel
denti
prece-
incontrato
della
zione
media-
la storia
del
massimo
sua
nei
antichità.
versando
imper-
Congressi europei.
S.
a
Marino
diventò
Il Mommsen
nell'opere
latinarum.
III
Napoleone
volumi
in dieci
Borghesi,
natore
ordi-
S. Marino,
a
casa
inscriptioniim
B.
de
ritu-arsi
a
La
delle
Corpus
suo
1821
Roma.
cultori
complètes
nel
rappresentandolo
di
infaticabile
1760. Numismatico,
m.
poi
quel Governo,
maggiori
neWOeuvres
usciti
U
tra
1862
del
Fico
di
2
Lorenzo
invitati
una
la
geniale
e
dello
da
di
Scrittore,
propria
di
E
sol
un
di
1813
materno
(i5)
l'Autore
a
il Governo
dello
Fu
fini per
fu
1802
d'appello
Giudice
suoi
S.
Stefano
in
contrada
nella
Piasentino
Incariano,
di
di
un
veronesi
Verona
Casal
in
A
-
infra
carta
facendo
nella
Notaio
-
contrada
Ronchi
di
Verona.
di terra
pezza
di lire 25.
vendono
nella
Castelletto
a
una
il prezzo
per
di
Verona
notaio
abitante
la metà
confini
i.
sé
per
pertinenza
Lorenzo
:
prascritto.
so-
perché
all'alto
dal
in
il
Governo
austriaco
la
fu
Accusato
ed
nel
a
Piero
am.
infra
Casal
; una
suoi
di
vera
e
di
volo
con
in
propria
Marcantonio
Schio, moglie
li 17
radunare
a
inneggianti
da
discendente
da
Anna
letterati
amici
sonetti
sacro
lieto
e
di
mag.
mai
; vi
si trovano
dantesca
rievocazione
cenzo
Vin-
tre
poeti
olimpica
quanto
al rito
e
di
1S20
I
convegno.
e
Federigo
festa
scolpiti su
di
omaggio
a
sorga
Vate
suo
;
riso
il santo
asconda
parte
;
Paradiso,
concetto
Bice
appien
risponda
d'Anna
il viso.
e
1741,
nei
circa
1820
m.
Tribunali
Delegato
antifrancesi
fu
di
Vincenzo
Nel
in Vicenza
fu
1806
a
la Corte
Venezia
e
molt'anni,
di
di
nel
dal
18 18
fu
e
altre
cariche
pello.
d'ap-
Tribunale
Eugenio
Viceré
civile
anche
del
Capo
e
Monza,
Regina
Maria
di
e
vicentini, coprendo
e
Polizia
rimandato
d'appello
di
veneti
poi reintegrato.
la Corte
il possesso
del
fronda
e
ma
diretto
sua
notizia, vi ebbe
altri
; e
il
nominato
d'idee
due
eterna
Ag.
bisavola
giardino
divin
il
danno
contrada
:
in
retrocesso,
lo riassunse
data
giudicatura
austriaco
disgrazia
Venezia.
26
n.
sempre
fu
cinto,
di
nome
La
Lorenzi
forme
porti
seco
Anguissola,
esercitò
caste
vel, d'oliva
nella
generazione
Villa.
marmo
del
Occhidicane
58.
circonfusa
d'alloro
le
di
decima
per
sua
il secondo
e
Andrea
Gargagnago
m.
q.
e.
-
là, dettava
bianco
Bice
tenga
Perchè
vicentini, dal 1767
la
lauri
tre
pure
così
Abbia
Gabriele
Giorgio.
fittamente
L'altra
nel
U
quale già qui
mano
ch'era
Col
Caduto
quasi
Archivi
Antichi
abita
di
al presente
m.
q.
AlUgero
Piero
pertinenza
Bartolomeo
terminava
casa,
S.
vi ha
e
della
fronde
quelle
di
l'Ab.
L'uno
i8oo
del
Pietro
figlidel
fratelli
nella
Serego-Alighieri,
In
Nel
S.
infra
ed
Gargagnago
Lorenzo
m.
Ronchi
Piero
terreni
Capo
pubbliche.
di
Ochidecane
di
Fiorenza
da
di
al suddetto
di
di terra
Montanari,
oramai
Conte
M.
:
Rigetto
ser
q.
ser
di
quei
piantare
a
Padrona
(15)
dente
discen-
Alighieri. Da
beni
in
Una
dantesco.
generazione
ottava
sé
con
cimelio
vero
per
Catastro
scoperto
uno
un
sono
Ginevra
quando
Andrea
m.
fu
pertinenza
nella
Piasentino
Pieralvisc
! Bennassù
lapide
da
fu
quale
Notaio
-
vende
pezze
q.
ancora
zia
e
fratelli
U
terra
di Casal
Ser
-
Alligero
:
di
Monti, Ippolito Pindemonte,
di
da
Serego, portandogli
di
confermata
Piero
AUigero
nipote,
suo
2.
magg.
Serego-Alighieri
alberi
Marcantonio
risulta
Gargagnago
a
degli Alighieri
i.
Ginevra, possiede
furono
Serego- Alighieri
di
1549
lire 450.
contrada
il vivente
E
Nel
ospiti
il ricordo
m.
Gherardo
-
carta
Notaio
e
Dante
m.
il prezzo
nella
q. Dante
-
nel
Fico
M.
-
q.
Rigetto
1358.
Nob.
intesi
Romagna
materia,
; v'ebbe
Coo.
tradizione
foro, due
ott.
-
giudice
23.
per
di
nome
degli
di
servir
a
sua
propulsore
vivo
sposava
del
in
confini
Gargagrfago
da
a
pubblici,
:
Indice
1353e
la
le opere
dei
Villa
teneva
semplice
apr.
Giovanni
li suoi
vi
Dante
la
però
(Pompei-Serego)
di
sensale
vocazione,
prodigò
essi
tutti
per
pubblicate
della
I terreni
(14)
m.
servizi
metodi
con
ancor
ragionamenti
Savignano
n.
si
in
patrotio, amico,
volle
ne
ridosso
da
1897.
continuità
a
consiglio
maestro,
nel
soldati
di
di massima
Ivi
applicando
di
e
affluenza
madre!
Povera
di
Il mestierante
Pietro,
i liberali.
contro
innumerevoli
scienza
di
tempio
di
Borghesi
la reazione
nei
anche
poteva
panchetta
una
superstite
tanta
1820.
memoria.
significa
!
ed
comodi
in
forestieri
Maggio
23
!
frugatore d'archivi, epigrafologo
scritti
di timone
progressione
d'arruolamento
posti
la carrozzella
accaparratore
la insidiosa
qui
Gianina
(13) Bartolomeo
e
Lasciò
la
veneto
tipo questo
Caratteristico
bene
! E
dialetto
in
del
Bologna
di
due
a
a
munita
che
timonella,
numerosissimi
convennero
Gazzetta
corrispondeva
perdendosi
va
mare.'
la
di vettura
specie
Forse
; vi
Vigano
ricorda
anche
una
due.
la veneta
a
ancora
locale
termine
fosse
pare
d'altri
pena
del
Vestale
Cosi
arrivo.
(io) Forcinella
capace
il ballo
ed
Meyerbeer
prenotare
assurto
Era
pensionato.
a
Vicenza.
di
criminale
nonno
Scrittore.
un
tentativo
rinunziare
di
tragedia
spontaneamente.
in versi, elaborato
Non
fu
così
per
per
la
commedia
«
poi rimaneggiato
L'Avventuriero
»
in
prosa,
ch'egli
ma
condusse
a
cui
fin
42
le
su
del
scene
turbò
lo
recita
incerta,
romano
visto
;
di
era
Duomo,
G.
del
similmente
1696
n.
in
T.
buon
di
(di
Adriano).
Il
di
Nonna
il
Trattasi
38
da
airamw,
per
dopo
presso
et
il
mezzo
il
1820.
la
Calle
il
facce
Di
sua
;
il
non
solo
a
sibilo
dato
un
forse
nella
del
nome
di
già
era
figurate,
nobile
Canonico,
legato
durante
il
in
punto
giovane
cui
mente
primo
gli
atto
la
parve
Queritw
un
(egli
cui
il
stesso
trapezoidale
pronta
pur
di
personaggio
coperchio
con
cavalier
famiglia
vicentina,
Francesco
lungo
per
Ermolao
come
Pellegrin
da
della
Specchieri,
larga
S.
a
a
sarcofago
premette
ad
di
Federigo
era
servente
della
amicizia
un
antefisse,
Co.
Bergalli
Giulia
«sa
Giuseppe
un
1871,
m,
lo
con
Luisa
stata
1800,
n.
di
figlio
era
Stecchini,
tempo
anticamente
Marco,
l'atterramento
con
prima
era
spese
anno
della
Nave
di
due.
30
vero
Stecchini,
coltissimo
uomo
e
Scrittore.
moglie
di
Braghetta
de
questo
in
raìno
Supra
Calle
il
in
Gasparo
del
moglie
Gozzi.
Ottavio
Co.
larga,
aveva
e
con
;
varco
la
verso
et
Merceria
la
l'hostaria
si
trasportò
L'Osteria
insegna
il
sua
suo
vi
lasciò
accesso
gli
sorsero
fece
tempo
agosto).
appunto
colà
quando
ma
questo
i
Il
si
formò,
FOrologio.
Corazzarla
in
et
1554,
:
Caffè
Corazzarla.
ducale
bottega
accomodarsi,
per
anch'esso
in
Palazzo
et
casa
detta
presso
casa
al
fronte
una
Procuratia
era
ed
d'una
tolse
Bergamo
(Registri
Caffè
dei
del
Vicenza,
a
Calle
primo
palazzo
Il
memoria
Quell'arca
Venezia.
Cavaliere
1545
Pedrezin
per
in
registrano
della
nel
del
Zuane
pubblico,
vicentino.
Barbo,
L'Osteria
Zecca
il
esattamente
quattro
a
fratre
ex
questo
Nobile
(20)
secondo
Salvatore
poi
lo
cronache
Loschi
Branzo
S.
nipote
visse
satirico,
(19)
ricordò
lacrime.
opera
Un
applaudita.
III.
sec.
Canonico
Le
è
essa
;
fu
tra
della
ragione
non
deìU
Cripta
nella
vi
confuso
eclissandosi.
a
d'arte,
e
che
e
che,
poi
dubita
qui
storia
Gorgonio
(18)
poeta
subito
forse
di
pertinenza
1836
Autore
stesso
fischiare,
a
Scrittore
Lo
ogni
die
nel
Vicenza
a
dello
quello
;
si
(17)
ritenere
/orse)
Eretenio
Teatro
spettacolo
del
la
detta
hostaria
ancora
permase
il
edifici
Pellegrino
nome
posteriore.
al
Ramo
la
presso
per
ducati
che
stava
molt'anni
della
Nave
CARTOMANTI
dissero
Mi
dei
quello
a
:
Dovete
—
una
Estate
malata,
un'acqua
di
un'impalcatura
cosmetici
carbonaio
dorati
a
:
una
sfatte,
di
dall'antro
attimo
un
a
neri
dagU
la
porta
carta
il
Lenaaa
Ma
di
pezza
color
si
che
donna
una
battenti
due
a
:
un
dare
guar-
occhi
come
dove
e
disparato.
affacciata
era
lilla, chiamò
di
fasciato
poderoso
busto
calle
della
di
toppe
e
trovare
baracconi,
dei
Nessuno.
protendendo
il fondo
verso
di
facile
fu
mi
così,
e
quella
a
traballò.
picchiare,
finestra
forte
simile
toppe
mancavano,
solo
così
calletta
descritta
i vetri
odori
di
verdure
gattini
due
con
sotto
torbido
vecchi,
fermai
mi
e
come
i tendoni
margherite.
alla
l'avevan
bosco,
giocava
che
gobba
le
come
Giunta
Al
una
venne
di
caldo,
Soltanto
cera.
:
zato,
smor-
gibboso
e
fiato
un
così
e
cielo
un
:
quel
a
pastrani
e
come
frescura
venditrice
la
pantofole
:
bianca
veniva
così
tugurio.
un
sfocato
archi
rifugio
oscuri
è
casa
Guglie
delle
ponte
porticina
una
cenere
Tre
Cercavo
spappolavano
si
che
:
la
:
di
dei
ponte
dagl'interni
;
cariate
bocche
da
come
il
e
e
paesaggio
un
così
spaventate
pergamena.
botteghe
delle
sole,
il
sotto
:
vi
Non
piccina.
donnetta
così
Galletta
Una
archi.
Tre
dal
fondamenta,
la
tutta
percorrere
:
!
—
in
più
Poco
là
due
fazzoletti
Lenaaa
! !
sull'asse
vecchia
una
smoccicati
e
lei
anche
chiamò
lasciò
si raddrizzò,
mastello,
sul
curva
:
—
Quel
si
affacciò
Da
di
di
calle,
la
riempì
allarme,
un
altra
e
gente
porta
con
fuori
balzò
criniera
una
?
voi
me
lontana
di
specie
una
palla
fronte
sulla
ondeggiava
le
che
zampette
su
trofeo
un
come
pellerossa.
Ah
—
azzurri
!
'na
La
sul
sugai.
Se
in
da
Volevela
gli occhietti
mentre
cuorcontento.
i cavei
lava
go
intimidita,
poi
fece
—
le
carte
mia
da
Tonia..
comare
e
no
?
potete...
fu
porticina
La
!
viso
! Me
scusa
me
gnancora
—
signora
ridevano
le
—
xe
Chi
!
qua
una
spillo,
come
curiosare.
a
Son
—
squillò
nome
una
buia.
zona
cucina,
perchè
vedevo,
sospeso,
aperta
si
un
Non
un
di
colpo
larvato,
di
piede,
niente
vedevo
nell'aria
sentiva
che
con
:
odor
di
delle
sagome
la
e
doveva
fagiuoli
essere,
:
e
grigie
mi
donna
nell'aria
che
dette
prece-
certo,
una
intrav-
ciondolavano
i
44
come
ebbi
carogne
di
uccellacci.
moto
di
terrore.
un
la
Non
—
mio
compare
Non
staga
affacciava,
incitrullito,e
«
sulla
l'offriva.
hevori
si fondeva
Un
—
vorla
che
po' di
mani,
Che
panno
le
:
fagiuoli
squeri.
dei
da
olio
di
e
settimana.
La
vesti, per una
che
sul tavolo le carte
avevano
e
dei
cotenne
il tanfo
invecchiato
gatto
bucato,
si
donna
cido
flac-
un
Iddio
loro
per
quel
affusolate,
!
conto
come
affastellato
corpo
interessi
? Amor,
puntemo
?
tutto.
santo
muovevano
con
si
di umidità.
Cossa
—
di
fuggire :
ossessionavano
le
ascm-
seggiola un
una
un
voluto
ad
poUi.
via da
cura
con
avrei
mi
testa
stendeva
e
copa
l'acqua dei
stagnava
gabbie da
Bepi...
tabaccacelo
anch'essa
rumore
si
sulla
ga
ed
scrostati, che
muri
dove
compare
cacciava
sedermi
che
che
potuti giungere
dai
corte
una
seggiola stendeva
con
seduta
in
intanto
e
quello di
portato quell'odore, tra
Avrei
era
mio
:
Invece
sospese
»
de
di esse,
una
lievori
péli de
xe
umidità
schizzava
porta,
la donnetta
contro
suga.
si accatastavano
e
chebe
xe
Spiegò
Le
pellie capellifossero
un'altra
con
Le
—
se
che
caverna
rovesciati,
mastelli
me
Le
quando
sapevo
garsi in quella
la testa
con
ciapar paura.
a
Nane...
Cozzai
se
Le
due
:
niente
avessero
buona.
alla
su
bimbetta
di
non
cosine
che
che
fare
a
intontita.
guardavo
il diaabbandonato
letto,
leggeva. D'improvviso, aveva
bocca
usciva
sua
un
e dalla
eloquio pieno di svolazzi, un parlare
in punto ». Ma
vano
l'avedifficile,
punteggiato di « esalarsi » e di « rimanere
di
trattava
si
detto, sì, che la donnina,
quando
«signore» parlava
in ghingheri ; e cercavo
di acciuffare
volo quel frasario alato che paa
reva
La
donna,
ora
ricamo
di
Gradirei
che
un
zucchero
sopra
torta.
una
mi
feci poi, non
parlaste in veneziano...
done
potenmi
serazione.
commicon
guardò da capo a fondo
più. La donnina
quasi
Stava
si spaquando la porta da baracconi
per ricominciare,
lancò
la
n'entrò
buffo
individio, una
un
con
pedata di prammatica, e
specie di spaventapasseri che urlò a perdifiato:
—
Fame
—
Senza
un
!
rispondere, la donna
angolo
della
fetta
Lo
Piron
—
Gh
—
Il
le
un
«
di
fio
piegato
due
sarde
carte,
in
si alzò, pose
quattro,
e
sul
in
vaccio
cano-
fritte.
poi. stendendo
spiegò :
in
dei
aveva
Ad
le carte
con
le
dita
gentih
Mario.
figlioMario
di creta.
e
le
la forchetta,
di pesce,
insaccato
parti ;
ammucchiò
canovaccio
!
dette
puzzavan
Mio
anni,
tavola
polenta fredda
spaventapasseri gridò :
una
che
—
»
un
prese a
vestito
mangiare.
da
Era
meccanico
un
che
ragazzo
sui
gli ciondolava
capellicompatti, duri, spioventisulla
quattordici
da
fronte,
aiutarsi
a
coli
bioc-
mandarlo
ballettava
come
ogni
a
per
giù : ballettava, inghiottiva, e mugolava non
so
quale canzoncina
fissava
mi
le
ogni tanto
con
verso
pupille furbesche, ammiccava
boccone
tutte
:
carte
poi
e
45
rideva.
Aveva
sarde
e
No
—
La
lavò
di
strillò
ti voi
rispose
ad
—
Ma
a
cavai
de
frammenti
di
tende
schiamazzando,
mano,
catena,
a
la corte.
e
Solo
prese
La
donna
Mia
—
ogni
dovuto
di
era
di
detti
su
marito
suo
cattivo
perchè
i
«
La
siori
Aveva
i
dal
le
con
scacciamosche
col carbone.
Erano
viso
e
i
tra
entrate
sulla
per
verso
tavola
bronchial...
beveva
a
mai
e
promisi un
lunga
quasi
e
petto
dono
Allora
la
per la Befana.
tra
di sé, di un'alParlava
storia.
avesse
dipingere
il denaro
tutto
bacio
far le carte
contenti
che
il lato
perchè
della
verde
da
compare
guadagnava,
che
le offriva
certa
»
scienza
che
volta
ogni
e
di
rientrava, di
il te.
li vedeva
vita,
non
un
rale
gene-
della
Parlava
sua
gramente,
alle-
ma
scomparsa
di tutto, e concludendo
:
imusonai
«
sempre
fede
una
quella
Bepi,
che
ma
agiatezza
comico
di
specio»:
col
«l'armaron
camera
fatto
un
gatto,
un
come
si scavava,
cuore.
avuti, di una
trovando
felici,
serena
ella ronfava
il
una
in
le dava
xe
una
mascherate
tenendosi
si tacquero
e
dei
piedi, sgusciarono
punta
respirando,
avrebbe
risate
no
strana
una
videro
l'asma
ga
che
aveva
miseria, dei malanni
che
rente...
porta
e
entrò
silenzio.
raccontarmi
che
con
anneriti
occhi
e
di
ciuffetti
con
sulla
pietra
la chiamava
che
tra
mi
qualche soldo,
prese
e
:
una
figliasposata che
stamberga che
Casa
ed
spalancò ancora,
ragazzine e bimbette
spalle si sollevavano
a
novità.
rimase, appoggiò braccia
esse
in
accorsi
mi
respiro le
donnetta
sua
camminando
disse
tirare
Le
e
fia Linda.
Infatti
ad
quando
una
si
'na
xe
coperte,
ma
guardarmi
a
di
di carta,
strascichi
capelli,e
ghe
sette
o
e
la manica
si
e
infilò l'uscio
:
porticina
sei
processione. Erano
bevve
brocca,
una
con
bocca
e
pulì naso
squarciagola.
premura
la
che
ecco
secchiaio, inclinò
si
continuava
donna
In
polenta
?
il
verso
poi
:
cantando
La
finito
ebbe
Quando
:
? Polastri
andò
:
tempo
un
strada
di energumeno.
altro ?
xe
madre
Non
viso
:
ghe
Cossa
—
bel
un
chiese
oscura
e
»...
istintiva,
il suo
con
logicità e
un'ignoranza di destini migliori per cui accettava
la
rassegnazione. E per quelle parole e per quel ridere franco, anche
nel suo
spelonca, adesso, si trasformava, e aveva
aspetto d'incubo, un
intimo
la fuggivano né la disdegnavano,
tono
datole da coloro che non
si adattavano
ad essa
ma
con
quella remissività che rende accettabili
le sorti
del
mondo.
E
pensavo,
un'illusoria
orizzonti, lì,dove
giorno
compensava
L'altra
città. Per
per
allontanandomi,
parola, un
tutto
era
giorno,
la cupa
io, la
che
lembo
di
ottuso
e
sbarrato,
problemi,
senza
andata
signora », ero
superstiziosochiarore
«
con
ma
una
dove
a
la
vita
sapienza
care
cer-
velati
ai miei
era
biblica
suta
vische
miseria.
cartomante
raggiungere
che
m'indicarono
la porta
in
fondo
abitava
la parte
alla strettissima
opposta
della
calle, dovetti
46
le comari
che
L'abitazione
finestra
di rimasugli
disseminando
micelli,
ver-
col
c'erano
:
campanello
un
li. Dall'alto
pian... I
Sulla soglia,intravvidi
una
specie di clamide
fassa
La
da
camicia
notte
Mi
—
della
scala,
una
voce
sommessa
o
hanno
scalini
la
figura della donna,
bianca
vestito
un
detto
che
dodese.
xe
che
da
poteva
formosa,
essere
avviluppata
vestaglia, una
una
sera.
voi...
Ssst !
—
Fece
la
con
cucinetta
larga
Porla
—
mano
farmi
dovessi
non
un
udire
una
spetar
l'alto,uno
verso
cenno
dagli inquilini,e
'na
xe
ordinata
come
anch'essa
se
in
una
scrupolo.
con
signora.
il fianco
contro
avevo
il basso
verso
m'introdusse
ma
oscura,
spanna,
? Ghe
Aspettai. Seduta,
il
tavolino,
le
contro
e
credenza.
era
ginocchia una
L'angolo della tavola
apparecchiato :
che
di
cavoli
un
mezza
nell'olio,una
tovagliolo nitido,
piatto
guazzavan
bicchiere
di latte, un'acciuga...Dal
di fuori, giungeva
polpetta, un
di
strombazzar
mani
rosse
e
radio,
una
che
grosse
Avevo
accesa
Cossa
—
così
semplice
Mi
sconcertò:
e
puntar
bandolo,
detta
ci stetti
non
chiese
—
mi
cui
per
Ora
mi
Era
che
uno
voi
volete.
abituata
ero
strano
impasto animalesco
quei grandi occhi
in
sottovoce
come
spavalda.
Ad
con
de
:
in
omo
schiettezza
una
pensare.
lei.
anche
credevo
di
orientavo
sorriso
un
odor
verso
zioni
predi-
alle
affatto
situazioni, pigrizia
specie
una
di
gioco
di
di
Tutto.
alla
viso
di
penombra
quella testa
pagliuzzati di
se
in
vedevo
e
mormorasse
passo
risuonare
nella
calle, si
stava,
arre-
ascolto, poi riprendeva.
chiesi.
Aspettate qualcuno ?
fossi
al corrente
se
Semplicemente, come
parentele, rispose due parole :
—
della
il viso
avvizzita
: c'era
volgare,
un
po' larga e piatta, da serpe,
verde
di bigio da gatta al sole.
e
tra
preghiere : cauta, quanto l'al-
udiva
che
netto
ormai
bellezza
in
ogni
s'immobilizzava
—
a
con
lassa
me
croce.
Quello
—
era
che
?
El
stata
era
disse
stanza,
fumo.
de
non
spalle. In fondo
piuttosto curiosità, incertezza
il
Parlava
ma
bonacciona
vorla
erano
cercarne
donna.
nell'altra
odor
sto
strinsi nelle
;
testa
protendevano
sigaretta,e quando
passare
lo
due
aperta scorgevo
gnato.
balenzuolo
appuntare un
la donna, congedata l'altra
ad
piase
me
mi
e
Cossa
—
un
frase
La
casa...
a
che
un
finestra
la
attraverso
e
si
una
visitatrice, m'invitò
e
e
nome.
:
—
in
giù
i cartocci
tra
varco
dalla
di pesce.
dignitosa dell'altra
pesto anche
buio
Ma
disse
lanciato
più
era
un
cercare
teste
e
targhetta
una
gatti,e
avevano
spolpate
ossa
anche
di
schiere
largo fra
farmi
—
Il
«
Questa
mio
aveva
a
vita
sua
delle
e
sue
».
altro
un
genere
schietto, pulputo, colorito,
Scoppiavo
della
ridere,
e
rideva
anche
di
con
linguaggio, nella
tutto
un
lei, arrestandosi
lettura
frasario
poi
di
di
:
ziano
vene-
un
mestiere.
colpo
e
guar-
48
quando
gli
del
ripresa,
della
s'incipriava
campanello,
prigioniera
viso
il
sfatto
spavalde
El
le
miseria
la
che
analizza
non
di
l'esistenza,
cieca
bene
che
cosa
tremendamente
E
ha
non
sarebbe
e
stanca
il
male
strade
le
nezze
giovi-
sciamavano
nella
—
vita,
che
ha
nulla
più
ogni
è
e
non
poiché
avuto
sé,
a
scopo
piangere,
cruda
sua
e
la
m'insegnava
questa
chiede
non
indiscusso
che
che
stan-
».
che
di
ad
carni
le
chendolo
arric-
dono
povero
che
duttile
rende
getta
sulla
anche
il
vera
dare,
tutto
sa
e
gaia
bilancia
il
diviene
male
cara.
perché,
so
sempre
della
L'amore
si
accorgeva
neva
rima-
piangere,
a
aver
lo
del
mesi
e
buia,
di
insegnato
accetta
fiducia.
non
dato
anch'io
che
mesi
per
lei
suonare
?
l'amore
:
e
mesi
e
ogni
ad
di
nulla
mesi
per
stanza
per
mio
«
aveva
semplice
ma
che
il
mi
scienza
si
che
sala
mi,
donna
dell'amore
forza
quella
non
rubavano
—
grande
E
pensava
de
l'altra
come
in
giorno
E
lui,
per
nata,
abbando-
impegnare
sussultava
passo,
ricordava,
l'aveva
senza
tempo.
suo
tingeva
carte.
non
inamorà
xe
—
E
che
le
e
:
si
il
far
a
del
ogni
e
tutto
lumini,
accender
e
ad
si
quando
Come
malvagio,
vita,
sua
capriccio,
a
inconsulto.
egoismo
con
affacciava
si
così,
desiderio
un
cuore,
suo
attendeva,
andava
balenava
l'aveva
sé,
Lui
capito.
Avevo
la
certezza
tornato
di
fronte
che
a
a
il
«
quella
suo
»
fede
anche
assoluta
attraverso
donna,
della
mesi
cercarla.
Teresa
Sensi
ed
tissi
sen-
anni,
MAFFEI
FRANCESCO
E
VENEZIANO
MANIERISMO
IL
del manierismo
sul
necessario, oggigiorno, intenderci
Per parlare
della parola.
manierismo
un'arte
tudine,
l'abivolge
è
Il
senso
la
imitazione
è
del
il manierismo
dell'arte
della
seconda
Karl
(v.
ed
il
eredità
Raffaello
decadenza,
e
ma
una
maestro.
delle
grandi
Michelangelo
tante
aspetto impor-
parlare del manierismo
a
ci sarebbe
barocco,
Friedlànder,
Max
Dvorak,
del
è
500.
si comincia
adesso
il classicismo
di
del
metà
di
l'allievo
maniera
dell'arte, inevitabile
fenomeno
verso
Presso
della
parodia
l'imitazione
Così
romano,
Ecco, intanto, che
stile. Tra
alla
trae
l'esaurimento
classicismo.
che
è
meccanico.
procedimento
che
esagerata
Il manierismo
epoche
generò
il
formula,
stato
Nikolaus
come
stile manierista
uno
Peusner
ecc.). Questo
lo furono, del resto, tutte
le designazioni
peggiorativo all'origine,come
verrebbe
così
si
raffinatissima
stili,
degli
applicando all'arte,
tra
d'un
maticcio
Pritutte, di un
Parmigianino, d'un Pontormo,
Rosso, d'un
e
perfino di un Greco.
La
rinuncia
alla prospettiva e all' atmosfera, l'allontanamento
dalla
al gotico, col gusto d' una
certa
una
natura,
specie di ritorno
qual
dovuta
uni
alla
ricerca
delle
rative,
decodeformazione,
gli
eleganze
presso
i caratteri
gli altri alla aspirazione mistica, sarebbero
presso
termine
dominanti
dello
stile
manierista.
del doppio senso
del manierismo
ci sembra
Questa distinzione
lutamente
assol'ultimo
manierismo
indispensabile per comprendere
italiano,
in ordine
di data,
Un
di
solo
Difatti
se
quei
non
a
«
Palma
istruttivo.
per
la
sua
Non
è certo
della
e
seguiva manifestamente
in
ciò
per
raihnatezza
prospettiva,
scienza, ritornava
stesso
quello
una
allo
schema
tendenza
che
né
tanto
questo
stro,
mae-
dei
della
primitivi.
sua
epoca.
di
stica,
artisensibilità
tempo, per mancanza
gusto e di vera
ha
certi mezzi
scuola.
realistici della
a
saputo rinunciare
sua
ad
tale pesantezza
arrivare
ridicolmente
una
d'immaginazione
non
Per
assurda,
bisognerebbe
scorso.
CXXX
:
a
ignoranza dell'anatomia
per
A.
gli eruditi
rista,
s'attaglierebbe meglio l'epitetopeggiorativo di maniesue
questo disgraziato erede dei grandi del 500 per certe
eminentemente
nello
-
per
fa
reputato
4
finora
quali traviamenti
poteva portare la deprecabile facilità
vedere
le scene
a
presto » consigliamo di andare
tiche
apocalitcui egli decorò
la Scuola
di S. Giovanni
:
Evangelista a Venezia
capire
esempio
ma
riassumerlo
felici ?
con
meno
sembrava
veneziano.
chi
a
meno
Per
di
nome
il manierismo
il Giovine.
Palma
opere
cioè
-
V.
125
andare
fino
ad
alcuni
pittori tedeschi
del
secolo
50
presso
veneziano.
lo
Fu
canoni
il Giovine
quasi
mai
e
si è servito.
primo a Venezia
serpentina di
per
linea
il chiaroscuro
Fu
luminosi
miraggi evanescenti
e
il senso
nella pittura veneziana
del mistero.
introdurre
le figure parmigianesche dello
troviamo
dei Bassano
in lontananze
visionarie, ispirate dal Robusti.
Tintoretto,
Così
presso
di ciò
elementi
i Bassano,
allungate
alla dissociazione
Senza
Tutti
«
maneggiato
ben
dalla
schiera
«
del
che
dei
cui
di
del
e
;
sul tirocinio
del
Fiocco
di
»
e
con
»
Maffei
»
dice
il
Lanzi,
«
Però
né
canto,
che
tutta
pieno
fa viene
Maganza
nel
manierone,
di certa
1638
e
a
essere
del
il Peranda,
nulla
intorno
probabihtà
fervore.
firmata
né
nato
della
Questa
al 1600
passare
Maffei,
dalla
bottega
formazione
artistica del
spiegare
del Maffei
sugli inizi manieristici
possediamo megho
ci mancano,
quadri del periodo giovanile fortunatamente
non
possono
siano,
di
in
genere,
inediti
dei
esposto
scoperta fatta dal
si emulano
che
il nostro
abbiamo
dall' Ecce
tratta
manieristi
la
al
allievo.
un
per
ipotesi che
confermata
Peranda
quest'epoca
a
Vicenza
a
tore
l'au-
propria
sua
Sante
con
loda
ne
grazia
Ma
i
del
a
quadri, quindi si mise
seguir Paolo
stile ha
dottrina
di brio pittoresco. Il suo
e
indubitatamente
copia
Maganza.
scolar
stato
era
alcuni
con
in
nella
(i).
vicentino
terminò
una
Alessandro
degh
bottega
qualche
facile e grande : il pennello pieno
qualche maggior grazia e vaghezza, scostavasi
manieristi
d'altro
pittore ha dovuto
Maganza, allora
già qualche anno
sistere
per-
Francesco
riserva, fra i manieristi.
classificano, con
dice Zanetti, era
collaborò
certo,
maestro
decadente
Venezia.
Però, avvicinandosi
a
degh Incurabili
lo si potrebbe considerare
quarantina difficilmente
E
del
vicentino
soffitto
alla
eleganze
al tocco,
manierismo
suo
al manierismo
capitale sufftcente di
lo chiama
grandioso, cosicché il Boschini
un
come
pittore da giganti. Né manca
lo distingue dai manieristi
»
(2).
Maffei
gli
dare
a
le
possibile influsso
nell'opera del pittore
insistono
lo
Maffei
Francesco
Peranda,
con
autori
stile del Maffei
Lo
e
altri tratti, dovuti
i vecchi
Peranda
di Sante
ad
costui
il Giovine.
Palma
di
Veneto
cate
collo-
si trovano
Sarà
Parmigianino,
certi tratti caratteristici
nel
a
luminismo.
del
magia
del
quadri
Schiavone
stile,unendo
del
lineare
nessun
a
Greco.
vari
In
i
cui
sfondi
negli
lo Schiavone
manierismo
alla
e
beninteso,
si vedranno
Maffei, mescolati
emuli
colori
dei
rivivere
o
del
dall'arte
fatte
pensare,
di Toledo,
e
l'arte irreale
pittorica,del
scarnite
e
il Tintoretto
diverrà
che
veneziana,
forma
la
allucinante
i suoi
con
stile manierista
perciò lo
portare
quella
a
proporzioni manieristiche
delle
Palma
Schiavone
Andrea
squisito
ravviseremo
il Giovine
Palma
Non
di
Homo
in mediocrità,
nostro.
che
testi
sebbene
(3).
Della
(i) Zanetti,
pittura veneziana,
Venezia, 1771,
pag.
341.
(2) Lanzi, Storia
pittorica delF Italia, voi. Ili, Milano,
1823. pag.
crediamo
Non
Martirio
il
Santa
né
di
Eurasia
più
giovanili,
(3)
opere
Due
Santi
dei Filippini a
né
Padova.
Noventa,
254.
a
Costa,
né
il 5.
Carlo
Borromeo
:
51
Prendiamo
mai
il
qui
riprodotta
quadro dei
Sarebbe
e
esempio un'opera delle più caratteristiche,
È
precede forse il periodo della piena maturità.
come
che
Martin
minori
nella
evidentemente
chiesa
di
S.
Francesco
facile insistere
Schio.
a
su
troppo
quello
questa
di goffo e di puerile.Essa
composizione confusa
può avere
emana
ancora
dai peggiori eccessi della scuola
di Palma, ma
annuncia
nello stesso
tempo
talvolta
disordinato
quel carattere
e
rigoghoso, quella mancanza
d'aria,
che ingoffa, bisogna pur
del Maffei
confessarlo, certe
stesso
(v.
opere
di S. Orsola
alle Zitelle di Vicenza).
p. es. Il Martirio
Si tratta di 26 martiri francescani
crocefissi a Nagasaki e canonizzati
nel 1627 dal papa.
d'
in quest' epoca
attualità
che fu trattato
Soggetto
anche
dal Callot. Il pittore ha rappresentato nello stesso
tempo tutte le
fasi successive
del dramma
i manigoldi che attaccano
alla croce
: in basso,
le vittime
orientale
i confratelli
e
in
turbante,
che
aspettano
ordinatore
il loro
del
che
In
turno.
alto,
il
sovrano
la visione
gorica
fantasmasupplizio,con
delle fìguretteminuscole, chiare e allungate dei martiri
crocefissi.
nella
luce
è
la parte
stessa
Questo registro superiore tessuto
più curiosa del quadro, quella che col ritorno alla prospettiva verticale
dei primitivi ci fa pensare
certe
del Greco.
a
opere
Conosciamo
dai vecchi
autori
plazione
(Melchiori tra l'altro)che la contemdelle
Veronese
del
il
Maffei
gnamento
dall'insegiovane
strappò
opere
Ma
essi non
dicono
nulla
flusso,
dell'inpernicioso dei manieristi.
pur
deUo
trascurabile, del Tintoretto, dei Bassano,
non
e
forse
anche
Tiziano,
stesso
Per
del Maffei, rispetto al Veronese,
giudicare dell'originalità
non
1'
dei Magi del Paolo
Adorazione
della chiesa
meglio che comparare
di Santa
Corona
con
quella di Maffei, che ne deriva, nel Duomo.
Chi non
s'accorge che il soggetto pittorico del quadro del Veronese
è la luce opale smeraldina
della notte
lunare, donde
bagnati
emergono,
dei riflessi argentei, le perle, i rubini, gli zaffiri e i topazi del corteo
dei
invenzione
è
Magi (2). In quello del Maffei una
tipica
l'elegantissima
cavalcata
dello sfondo
dai toni smorzati
evocata
da pastello,
e tenuissimi
il fastoso
mentre
del primo
piano s' impadronisce dell' intera
gruppo
composizione.
Tra
i moltissimi
l'influsso del Tintoretto,
quadri che manifestano
citiamo
la Cena
del Museo
di Verona
e
quella della chiesa Parrocchiale
Verolanuova
a
è una
derivazione.
Ambedue
(Brescia) che ne
ispirati
c'è di
dalla
Cena
del
imitato
Tintoretto
il Tintoretto
che
a
nel
il nostro
S.
Trovaso.
colore
A
di alcune
Verolanuova
figure.Un
Maffei
ha
testimonio
perfino
l'interess
del-
pittore al Robusti, è anche
un
quadretto
riproduce la Cena di S. Polo, già nella collezione Ancillotto a Venezia,
gentilmente segnalatoci dal prof. Fasolo.
Riguardo all'influsso dei Bassano, lo si può notare
specialmente
nella tecnica
dei primissimi quadri del Maffei
nella
chiesa di S. Stefano
Vicenza.
Dell'ultimo
a
bassanesche
le compoperiodo, sono
puramente
sizioni
della
Adorazione
dei pastori nel Santuario
Cardel Castello
a
del
omonimo
penedolo, e
al conte
Bruno
Canera
quadro
appartenente
portava
che
di
Salasco
a
Vicenza.
52
ha
da
già
Giulio
da
quale
dagli
Maffei
è
facilmente
torso
riconoscibile
Il
che
All'eredità
manierista
del
quadretto
lirica dell'affresco
un
del
trovansi
grasso
anche
sulla
confessa
dei
come
Maffei
grandi
Museo
del
è
studio
uno
di
500,
scorcio
della
la maniera
del
fotografia.
lui stesso
paragonabile
che
libero,
in
ciò
a
il
una
noti
rosso
non
zione
trasposistudi
del
Lione.
alla
il Giovine,
Palma
braccia, nello
del modellato,
di Tiziano,
nel
delle
e
al colore, Cantalamessa
tizianesco.
Delacroix
meno
una
strabici, nel tocco
occhi
Quanto
è
a
deformazione
nella
testa
del
bozzetto
palese e profondo : pure il Fiocco
nel
copia del S. Pietro Martire
il
Crediamo
a
aggiungere
quadro pubpoter
blicato
questo
nella
Nuova
Cantalamessa
Antologia del
1916,
5. Cristoforodi Tiziano
lento,
(i). Nel contrapposto vio-
accennato
tempo
di Vicenza.
Museo
è forse
del Tiziano
L'influsso
scienza
che
Maffei, che
poteva possedere
ad una
apparteneva
il contatto
i riformatori
con
vaggeschi
caragenerazione, aggiungeva ancora
della pittura veneziana.
le fonti letterarie,
dei caravaggeschi, del quale tacciono
L'influsso
zione
meno
importante nella formama
parlano i quadri, era un fattore non
Tintoretto
di un
Veronese.
artista che quello di un
del nostro
o
mente,
Gli stessi impasti lucidi e grassi del Maffei si spiegherebbero difficilzione
altrove, senza
come
l'esempio del Fetti. Ma l'invengià dicemmo
insistenza
tocco.
è
naturalistica,
ogni
Ogni
sua
l'originalissimo
nelle
nostro
arditezze
del
intento
illustrativo
:
epidermiche
scompaiono
nel
della
luce.
macchia
della
è la voluttà
gioco
pura
tutto
Dal cerchio dei discepoli del Caravaggio, iNIaffei ritrarrà sopra
il gusto del forte risalto dei volumi, il disprezzo delle sfumature
e mezze
i suoi drappeggi plasticie intensamente
tinte. Egli opporrà da allora in avanti
colorati ai diafani
miraggi dello sfondo.
Ma
tutto
non
gli fu vantaggioso nella lezione dei Caravaggeschi.
ha
Come
la maggior parte dei suoi contemporanei, Maffei
non
saputo
tra
certune
bituminosa.
Anche
salvarsi dalla loro perfida intonazione
state
tocche.
le opere
sue
migliori, ne sono
è che il Maffei
Vero
adoprò ad arte dei colori sporchi per esaltare
usò
delle
bianchi
la vivacità
dei suoi rossi, azzurri
e
abbaglianti, come
di
fantasmi
ombre
dar
a
qualche figura appena
taglientiper
parvenza
abbozzata
nell'imprimitura fosca.
Però, negli ultimi anni, nei più originalie squisiticapolavori suoi,
i bitumi.
Sono
i bianchi
le ombre
del tutto
e
splendenti e
cacceranno
l'Assunta
radiose
in chiaro:
sinfonie
(Zitelle Vicenza), il Martirio
di
dei Magi
San
Bartolomeo
(Carpenedolo di Brescia), 1' Adorazione
altra
-
di
Padova.
Un
bozze/lo
di Tiziano, «Nuova
Antologia», 1916, 15 Aprile, pag. 552.
Pietro
Vecchia,
libere,
è più che
probabile che il Maflei, come
questi studi o imitazioni
Abbiamo
fors' anche
le contraffazioni
cosi di moda
dovesse
all'epoca barocca.
e
compiacersi di far copie esatte
serie più grande,
Ad
altra
di Bassano
anni
fa ai quadretti del Museo
una
già attribuiti al Tintoretto.
accennato
Le
di Cana
da certi rossi e azzurri, insoliti nel Tintoretto.
nozze
degli
caratterizzata
potrebbero appartenere
Vendramin.
Chissà
del
Palazzo
Cena
Uffizi (copia di quelle della
Salute) e la
quante
(Copia di S. Trovaso)
alla bottega del
copie di quadri cinquencenteschi fatti nell'epoca barocca, spettano
e
quali di queste numerose
(i) Giulio
Cantalamessa,
All'infuori
di
«
«
Maffei.
»
»
53
che
Quale
di
realismo
Caravaggio
della
fondo
l'influsso
fosse
niente
lo stile manierista
che
è,
crea
resterà
lui
da
per
del
il
sempre
fittizio
deliziosamente
sappiamo,
come
vatori
no-
rude
vero
e
tastico
fan-
assurde, drappeggi, maschere,
architetture
colonne,
e
la
fantocci, spettri. Ecco
di Rimini, così affine al
nella Pinacoteca
statue
:
i maestri
Maffei
lontano
più
era
arte.
sua
Il mondo
:
sul
esercitarono
che
pittura veneziana,
della
del
fantasmagoria
mascheroni,
Purgatorio
legoria
parte, l'al-
Ecco, d'altra
Greco.
Rovigo, quadro d'aspetto
teristico
caratquasi araldico. Particolarmente
Il
le statue.
le figure vive
in quest'ultimo l'ambiguità tra
e
devoto
offerente, Civran, la sola figura reale, è inginocchiato attorniato
Di
fronte
dalle
Virtù.
architettoniche
dalle fantasie
a
e
dagli stemmi
dici,
di putti arallui due putti alati reggono
poi da statue
palme, richiamati
chiati
Nel cielo, degli angeli stiracsu
un
plinto e un pilastro decorativo.
Civran
di Benedetto
barocco,
astratto
ma
contorti
e
Maffei
(i). Le
mai
o
è
dei
dei
0
razionale
allegoriee
stilizzazione
le
della
reale
di
I
decorativa.
maschera
Crivelli,una
dello
maggior
trasognata
o
che
parte
dei
rimaneva
quadri di
pittore non
La
è assente
natura
le spezzature leziose
anatomica
la struttura
di indovinare
inesistenti.
spazio
del nostro
quaggiù.
rigonfi e
Madonna.
alla
attorno
di martirio
scene
ci permettono
prappeggi non
corpi, che possiamo supporre
del
barocco
realistica
concezione
nell'atmosfera
immerse
solamente
cartoccio
un
sottostruttura
Tintoretto
sono
formano
la
di
di sapore
e
ripudia
la
ancora
Rotonda
della
Come
una
un
smorfia
tempo nel Tura
cono
grottesca tradu-
il sentimento.
Nell'opera
del
Maffei,
bizzarre, ereditate
come
fuori
così
dal
potrebbero
dalla
realtà, gli scorci
manierismo,
essere
per
un
non
vero
sono
le proporzioni
e
più semplici
manierista.
Essi
venzioni,
con-
tano
diven-
essenziali di uno
stile,originale e potente. Se il Parqui elementi
e il Primaticcio
esprimevano coi loro stiracchiamenti
migianino, il Rosso
le
Greco
traduceva
di un
la grazia, se il manierismo
« flamboyant
»
di
dall'ai
ossessionata
anima
mistiche
della
sua
inquieta,
aspirazioni
tura
là, Maffei, inabile alle raffinatezze della bellezza ideale, figura nella pitstrambo.
dello
del
italiana un
e
quello
grottesco
raro,
genere
dice il Lanzi
molte
studio »
« Lavorò
parlando del
cose
con
poco
altre parti delle figure,
nostro,
« lasciando
imperfette le teste, nonché
scarseggiando di colori, valendosi
d'imprimiture fosche, e dipingendo
non
secoli, ma
pochi anni » » (2).
per
per
È certo
cuzione
che
Maffei sommo
colorista, trascurava
però talvolta l'esetecnica
dei suoi quadri ; ma
è d'altra
parte palese che il Lanzi,
prensione
incomcritico sapiente imbevuto
del
dimostra
totale
Winckelmann,
di quello che
Maffei.
visionaria
del
è il tocco
l'arte
e
—
—
La
grandi
facilità di Francesco
maestri.
(i) Anna
(2) Lanzi,
Maria
voi.
Ma,
Brizio,
HI,
pag.
Maffei
al
messa
Il
254.
Greco
a
è
servizio
Venezia,
Arte,
il frutto
di
1932.
una
dello
studio
assiduo
immaginazione
dei
originale
54
e
differiva
robusta,
di
una
del
Giordano
o
produzione
così
Luca
un
In
di
maniera
vi
certamente
deve
di
fondo
parte
questo
gran
fu, come
bottega. Se il manierismo-s^z7^
decadente
dell'arte
maffeiana, il manierismo
Sante
Peranda
e
spicciaed
diciamo,
però ben spesso in lui quale
talvolta
capriccioso, non
superato e
la concezione
pittorica del quadro
di Padova)
Patmos
(i). Solo nelle
con
Giovanni
S.
forma,
a
dal
attuata
Il
lineare.
colore
del
del
di
AGGIUNTE
ALL'
vero
(v.
dei
e
rismo
linea-
un
sticamente
stili-
esempio il
migliori, la
goffo schizzo
p.
opere
del
è forse
il
timo
segreto in-
Vicentino.
grande
DELLE
ELENCO
il
accordato
non
Ivan
Nicola
NUOVE
meglio
agli
Maganza
traccia
tutto
manierista
linearismo
artistica
evoluzione
si libera
stesso,
del
superamento
della
dei
rimane
e
del
è
attribuita
essere
allievi della
goffo
tica
eclet-
Palma.
un
abbondante
Una
peggio.
in ciò dalla
profondamente
off
OPERE.
del
Visitazione
Santuario
Castello
: La
(prov. di Vicenza)
mente
probabilla prinaa versione
all' artista
di quel soggetto, familiare
(V. Gaetano
Storia
del
Territorio
Vicentino, III, p. 83).
Macca,
Arzignano
Brescia
-
Coli.
-
Comm.
al
e
in
Maffei,
nel
l' elemosina
distribuire
di
atto
rifatta
o
700
imitazione
ai
tesca,
settecen-
giovanile.
Tiepolo
di
Maffei
Schio
al
Martirio
e
Nove
Heretici
la
Sancta
gentile comunicazione
S. Francesco
(coro)
-
del
Storia
territorio
necessario
sembra
bozzetto
per
martiri
in
abbruciati
Servi
dei
(iscrizione) 1,02
Fraga
x
1,02,
Fiocco.
Madonna
in
XIj,
escludere
dell' Ordene
Cattolica
Vicentino
:
dei
(Zitelle).
Fede
del
gloria tra i
174) forse
609)
santi
p.
dell' opera
trionfo (n.
un
Orsola
Sessantaquattro
:
per
S.
di
:
i fasti
celebranti
Dianin
Coli.
-
Ventura
Eugenio
bottega
dalli
//
del
grandi tele (2,25 X 3,58) della
dalla
zione
ColleProvengono
Martinengo.
Rose.
dalle
Dona
ridipinte da
completamente
Opere rovinatissime,
il fotografo Gianni
Mari
mano
a
depositate presso
inesperta nell' 800, ora
articolo.
V.
il nostro
/ Fasti
Milano.
dei Martinengo
celebrati da Francesco
In
alcuni
di
1938-XVI).
Maffei (Il Popolo di Brescia, 2 ottobre
questi
la mano
dell' allievo
che
collaborò
ai Martiri
Minori
di
dipinti si riconosce
Coli.
-
Padova
Ci
Pittoni
al
Barione
Sant'
:
probabile
opera
affine
Firenze
Schio
Morassi
Dott.
poveri,
Maffei
del
nella
esposto
Macca,
(v. Gaetano
giovanile.
opera
:
Galleria
degli
Ufi"zi
questa
con
attribuzione.
L'
del
Assunta
Emma
Ci
Cav.
La
dal
a
Girolamo
(i)
stona
col
V.
suo
anche
Ponte
la
linearismo.
la
e
donna
È
anche,
da
//
piccola
inginocchiata
da
notare
un
ecc.
Ogho
ecc.
p.
Annunciazione
al
noi,
Bassano
Epulone
del
Allo
Greco.
secondo
Miracolo
richiamo
di
stesso
il
(prov.
99).
Cristo
di
Giulio
Accademia
Cordova.
Romano
Questo
nel
Brescia)
del
Museo
(cit.
di
dello Scarsquisita creazione
(nn. 2546
565) della Galleria
Scarsellino, delizioso
pittore
nel
di
Sepolcro del Museo
attribuito
erroneamente
della
di
bassanesca,
è, invece, una
dei Magi
Adorazioni
Leandro
ricco
suU'
Brescia,
a
al Maffei
si sa, di due
attribuiti
Roma
da
che
Catalogo
già
misconosciuto,
spettano
Verona
(n. 2150) copia
a
Palazzolo
a
pittura
convinti
siamo
Vicenza, attribuita
sellino, autore, come
Borghese
Marzuoli
Calabi,
di
curioso
Giobbe
Venezia
grottesco
conosciuto
dall'
Arslan
(n. 729).
michelangiolesco
dalla
stampa.
Oh
O
!"0
RASSEGNA
STORIA
UNA
11Eugenio fiorito
ramo
è
Baie,
la
dell' Arte
nel
relazioni
Crisopoli, la Città
da
furono
che
prima
testimonio,
lavorare,
della
anche
r eredità
ancora
In
ce
pagine
Michelangelo,
gli aveva
sforzo, in
cabiU
che
trasfuse
talora
corporeo
tragica,
verità
la
dell' ardore
alhevo
superbamente
hanno
le
al
tendenza
le
trasgredire
a'
"
veritieri
(i)
e
leggi
severi
EuGÈNE
Le
rameau
maestro
le
dei
»,
en
allo
trapiantato
Sièck
foUa
sulle
e
des
maniera
tavole
tutti
i
sforzo.
sue
VesaHo,
Gueux
natura
«
peste
; ai
mentre
Soc.
de
d'
le
là
di
lucro
dell'invodella
discordie
Leonardo
così, che
coloro,
di
pittori anatomici
sensibilité flamande
Editions, 1938, 456
il
pag.,
essi
di
di
Goethe,
tanto
furono
la
fr.
detto
quali
pennello
sous
rompeva
^Michelangelo
a
secondo
che
della
Giovanni
aveva
considerare
permesso
sua
face
colla
conquistato
sorvegliava
la
al
insipida,
i
dallo
indimenti-
lui dipinte. EgU
senza
pertanto
che
e
connazionale
suo
di
scoppio.
rischiarò
quah
fu
inciamparono
(Histoire
fleurs (Bruxelles, Nouvelle
da
dei
muscoli,
Se
delle
allo
tese
Tiziano
anatomiche
che
cui parola
contratti
possenti,
Padova,
del
la
urlante;
rievocatori
la raffigurazione al
aUa
tempo
quella
e
Savonarola,
anatomiche,
a
sono
quadri,
soggiornare,
Raffaello
aUa
intime
dissezioni
applicate alla
mettersi
Le
di
Urbinate
ma
rivolte
esse
e
;
».
muscoli
quei
Di
l'arte, al
«
teressano
in-
Anversa,
Relazioni
vollero
Baie,
amico,
anatomia,
delle
pietosamente
Leonardo,
Baie,
poi
in
occidente,
sì stretti, si continui,
davanti
pittori anatomici,
convellere
dell' arte
titani
vollero
statura,
Tiziano,
rispondere
suoi
ed
per
pina,
transal-
primavera
Veneziani
il
sangue
dell'
di
artistiche.
raffigurare, in gesti impetuosi,
ed
a
nel
Maestro
affidandone
tradizioni
d'
Venezia
a
legami
popoU
quasi
e,
dell'oro), Venezia.
dice
stiga
inve-
qui particolarmente
spirituali ed
incinerito
anni
dodici
seppe
del
realmente
fronte
e
feroce,
noi
a
;
Sirena
sofi"o
un
Metropoli
che,
tanto
fredda
Belga, Vesalio,
un
attribuire
poterono
devono
in
anatomia,
sua
Calcar,
della
Ed
artisti, che
due
suo
interne
volle
anima
il
secolo
Città
l' influenza
strozzato,
della
la
poi
nostalgia
analizza
visto
il Buonarroti
Se
la
carni,
dispregio
tragedie,
troisième.
infonde
aveva
le
i
Europa
degli Ambasciatori
di
tra
all'
Europa.
verso
morire,
e
affresco
un
poeti, egh
erano
fiamminghi
XV
più, ahimè!
nomi
tessuto
ne
rivolte
le
e
di
suggestive
morso
fremiti
che
ha
Rinascenza,
suU'
del
Relazioni
rimanere
fiamminghi
fiamminga
commerciaU,
e
italianizzazioni
ed
artisti
corse
(non
altri, le accorte
tra
poesie, ed
d'oro,
materiaU
con
stesso, della
pittura dei Van
ecc.) quale sintesi espressiva e culminante
il finire
l' influenza
e
cui
pennelli
e
in
gli occhi,
sotto
sugli artisti
verso
(i), in
anime
da
XVI.
dell' Arte
ispiratrice, si spande
collana
scrutando
pone
Rinascenza,
dall' ambiente
gli
quale
ulteriore
quale
ci
»,
secolo
misùco,
la diffusione
dalla
annunciatrice,
le
nel
l'influenza
l'Italia:
sua
XV,
della
artisticamente
paese
nel
fiamminga
tratti
grandi
a
dolce
«
suo
della
verziere
volume
terzo
suo
viene
dell' Agnello
secolo
contrapposto,
questo
magnifica
FIAMMINGA
nel
dipinto,
e
originalità,trasfusa
{l'Adorazione
Eyck
da
il
la pittura
Affermata
in
quale
e
Fiandra,
sua
grandioso,
e
quello individuato
il
LIBRI
SENSIBILITÀ
DELLA
appassionata
penna
nella
DEI
di
sotto
maestri
Calcar.
Renaissance).
35).
Tome
la
56
officina
neUa
Adagia
sulle
l'Autore
Procede
di
Aldo
a
Tintoretto,
che
si abituano
umido
cui
poterono
con
la
illumina
influenza
vedere
del
del
e
sulle
:
vivere
rivela
ci
Venezia,
nella
di
e
della
della
atavici
dei
si
fu
fu
plasmato,
carneficine
fremente,
nell'
o
cui
alle
fumo
visioni
il
lungo
degli auto-da-fè, che
Si
deve
studiato
le
della
prima
regole
critica,
cucina.
Mi
intorno
all'arte.
sono
molti
d'arte,
quanta
liberavano
per
Forme
bel
con
America.
Di
dell'Ottocento
l'Oppo
acquafortista ;
sempre
snobista
non
Il nostro
Sembra
(i)
a
un
ch'egU
Cipriano
e
E.
studia
suo
abbia
Oppo,
«
alle
lucidi
e
colori
nel
nel
i
anche
del
sarebbe
Biennali
A
R.
riprova
caratterizza
Carobba
del
toli,
capi-
viaggio
suo
americana
fu anche
che
Sargent, quasi
intorno, all'a
me
doveroso
che
forse
!
volume
primi
un
lezioso
d'arte
suo
dai
Whistler,
entusiasmo
Non
ogni angolo
mondo,
il
capitoli sulla pittura
vero
Ryder.
quale
materia
sopra
il pittore
Soffici,
Ardengo
fin
bene
l'opera
con
nostre
ferraresi.
»,
subito
luce
buona
in
?
critica
pensati capitoli, fa della
e
maestri
Carrà,
Con
Max
RaffaelU,
Fromentin,
scrivere
i critici
predilizioni.
loro
di
ragionano
fra
ma
Oppo, pubblicando
E.
noi
poi
P.
le
nata
libri
che
pennello
ci intrattiene
per
si ferma
sovraccaricato
Forme
le
aver
è
scrivessero
si
Carlo
invece
presenta
l'Autore
in
e
Delacroix,
analizza
ed
passo
alla
patria
sua
l'arte
ma
obiettività,
scarsa
Sartorio,
si
Albert
quattro
la
le
sotto
dipinto dopo
che
del
temperamento
riescono
ragione
in altri
di
Giordano
d'arte;
prima
di
Cipriano
mette
rappresentato
Autore,
riportare
piace
quali
romantico
fosse
intorno
trattando
nei
«
corpi martoriati
dai
hanno
degli artisti
saputo
ora
ritratti. Oppo
paesaggista
maestro
questo
«
nei
loro
(i). L'opera
con
critica
tacciati
hanno
speciale interesse
;
della
esisteva
Aristide
non
garbo,
non
Reynolds,
come
si aggiunge
grande
noto
il
Klinger,
mondo
maestri
assai
solito
secondo
alcuni,
nel
culinaria
per
pittori
schiera
colori
scritti
i canoni
sono
Corinth,
questa
e
appreso
la
genue
in-
gioie
MONDO
NEL
i vecchi
interessato
giudicano
nominare
A
in
Essi
competenza
COLORI
che
come
sempre
Liebermann,
solo
e
influssi
peregrinazioni,od
sue
di
ritomo
spirito.
E
ammettere
certo
alle
insanguinava
Davide
FORME
ove
degli oppressori :
trarre
punto
le
lungo
d'Alba
di
agli
ed
prudente,
buon
pagine
placide
viaggio
tribolazioni
ma
in
duca
delle
le
volume,
figlio, obbediente
sapeva
il bestiale
aspirazioni dello
incomprimibih
Dolomiti,
attento
che
gioia
nanti,
affasci-
pari
del
parte
occhi
gU
orride, raccoltevi
od
con
acre
l' ultima
rustico
e
del
capitoh,
a
fustigatore coraggioso,
compaesani,
le visioni, belle
»
delle
vista
riempie
fedele
amore
nella
il scegliere, d' infra
arduo
segnalare
delle
poeta, incisore, pittore, proverbioso,
palpebre
attraverso
ed
a
orride
ed
quale
cui
da
terra,
suoi
limiterò
mentre
quelle rupestri
Fiandra,
sua
il Baie
pari
con
creatori
di
prisma
gli occhi.
per
Fiorentina,
il vecchio
Breughel
festa
E
Veronese,
suoi
studio
allo stesso
dell' Escaut.
del
de'
nello
pellegrini
attraverso
luci
Carpaccio,
di
Mi
Venezia
le
la edizione
curava
fiamminghi,
di
ritrarre
e
seguire
Bolognese,
prestigiose, le più luminose.
giovani
del
che
Erasmo,
i colori
creatori
sarebbe
scuole
e
vedere
Tiziano,
:
di
dei
guardare
del
lungo
Troppo
traccie
del
l'arte
quadro
Ed., Lanciano,
d'arte
di
antica,
critico, mi
acume
suo
Dossi
Dosso
di luci, di
Pag. 348,
L.
:
particolari
15.
57
Adorazione
«
o
colore,
Il
che
ogni
di
così
da
usate
vigore,
con
i
Il
a
libro
lapislazzuh,
quello
e
prio
pro-
suoi
temporanei
con-
Giorgione
;
Goya.
Manet,
a
delle
Re-
Degas,
tecniche,
varie
italiani
i maestri
però
dimentica
non
sembra
ove
di
dipinti del
conoscenza
e
Carpaccio:
veneziani
altri
intomo
capitoli
sicura
con
e
francesi.
banaUtà,
due
del
realismo
leggere
a
porfido,
in
in
come
intomo
studio
sul
di
»
disegno
un
del
trasparenza,
e
prorompa
provinciaU
uno
gusto,
con
maestri
questi
mai
che
senza
colto
densità
per
Natività
«
scoperto
colorismo
d'onice, d'alabastro,
avorio,
capitolo
il lettore
Consigliamo
magico
ha
del
proposito
a
quali, la
dei
uno
l' Oppo
Parigi,
a
l'autore
pure
altro
un
di
Carpaccio,
vengono
av-
Interessante
principali».
le figure
che
dagli imbrogli
riguardante
con
Gabenkian
riferimenti
senza
anche
noir, scritti
di
Ricordiamo
».
efficacissimo
del
squillo
di
alto
Carpaccio
dipinti
festoso,
smalto
sia esclusa,
biacca
piano
dice
che
quel
questo
malachite,
del
due
su
primo
Collezione
della
»
Ecco
negli Uffizi.
«
capitolo
il
anche
assai
del
palcoscenico
sul
del
l'attenzione
di distrarre
fine
oggetti al
di
e
dell'Ottocento.
È
da
la penna,
con
che
augurare
da
tanto
E.
Cipriano
darci
talvolta
cosi
libro
altro
un
tomi
Oppo
cambiare
a
interessante
pennello
il
profondo.
e
L
B
o
R
s
H
e
.
^'LABIRINTO,
Un
la
:
sia per
Il fondamentale
moderna.
e
del
che
si nasconde
forma,
la
con
è ignoto
il
il suono,
occhi
forza
il
è
e
espresso,
mi
(i),dopo
il
nonostante
la
noi
desidereremmo
rendono
quasi
pare
sui
mente
viva-
diverso,
tezza
asciut-
scabra
del
motivi
da
esente
sempre
nella
e
insistono
chie
parec-
rinto,
titolo. Labi-
anche
che
dimesso
tono
poeti attuaU
vento
del
leggera,
all'inconsapevole
la
il
pulsare
»
;
e
fu
peccato
poesia,
Fr.^ncesco
T.
il
viva
Roffarè,
nel
ed
morte,
nelle
cose
presenti.
alla
quale
decadente,
pare
arrivi
in
quei
lirica. Preghiera,
clude
con-
editore, Modena,
che
dell'animo
rifugge dalla
:
96.
L.
io.
in
il
ticismo,
roman-
scio.
all'incon-
e
quei
l'anima
del-
ritomo
quella del
»,
:
stessa,
il desiderio
all'impressione
mattini
pag.
vita
più, dopo
sempre
«
le nubi
dette
conclusione,
ritorna
Con
fermo.
Parean
dell'affanno
si
zare,
avan-
gli
gioia perduta
Triste
che
nell'infanzia,
Guanda
per
la
cui
tenuto
con-
terra,
mente
improvvisa-
cose,
urlando,
il dolore
L'ultima
immediata,
il
ed
trovare
Nell'andare
vento.
Eterno).
riafferrare
Labirinto,
delle
«
possibilitàd'esprimere
della
primitiva,
:
....
vuol
cosiddetta
silenzio
di
e
sulla
solo
primitivo,
dolore
suo
che
Così, nel presente, viveva
(i)
poi,
fronde
L'eco
dall'orrore
ricordo,
vita
Delle
:
dire
nel
il titolo
spiegare
traccia, illuso
che
l'espressione diretta,
con
che
sé
a
a
vuol
dell'uomo
dolore,
suo
questa
(cfr. anche
nudità
la
:
che
mito,
un
intomo
peste
liberazione
dall'orrore
liriche
tranne
rimico
vivere
come
gli insegnava
volumetto,
la
domanda
e
di
al
di
che
fissi al
vele
grandi
delle
destino,
labirinto
un
la
motivi,
inspiratore
nell'apparente
molti
quale
prima lirica. L'uomo,
più profondo
gU
ed
Roffarè
dolore.
La
cui
vissuto
i
e
sentimento
è sinceramente
retorica
della
il tono
per
in
componimenti
45
—
unitaria,
molto
scelta
:
mole
Tullio
Francesco
stampa
riviste
l'espressionecome
dall'autore
quella
in
che
nella
anche
poesie, asciutto,
raccolta
prima
già pubblicate
cose
ma
di
libro
nuovo
tutto
«
sognanti
58
cieli »,
nella
e
adolescenza
Geografia
succedere
vari
le
motivi
dell'ironica
da
ricerca
una
momenti
necessità
in
mistero
cose,
un
delle
incantamento
«
di
passati
stessa,
fossero
non
del
che
redenzione,
sia sincera
la
dai
talora
questi motivi,
romantici
Infatti
nostri
la brevità
la
né
in
siano
della
loro
residui
ad
moderni,
linee
l'uso
visione
di
In
duramente.
oratorio,
nuova
componimenti
della
rima
a
nei
da
risaltare
una
Salmo,
a
che
pare
si mutino
un
ottocentesca
coprendo
il
piccolo
a
in
Allegoria, Trigesimo,
immagini
sfondo
modernissimi
grottesco
Scalini
:
si
che
potrebbe
che
questi
illuminati
o
si
presterebbe
;
ne
essa
cadenza
pensare
al
e
nell'uso
venga
liriche
tali
popolaresca
tra
malinconia,
l'amore
una
musicali
di
scoprendo
Notevoli
ancora
usata
della
o
poeti
uscita
quei difetti
parecchie
la
è
suggestivi
e
vare
tro-
improvvisamente
non
;
di
eco
andamento
un
e
e
misura
pensare,
qualche
mostra
ci
coerenti
Chirico,
troppo
nostalgia
moderno.
Se
scuole.
però
spesso
De
singolarmente
sentimenti,
dell'uomo
rità.
oscu-
Roffarè
del
sempre
esempio,
il ritmo
della
pure
la
nell'espressione possiamo
ma
(L'eco, Ninfee)
al
due
pare
sono
da
teschi
ottocen-
principali correnti
delle
far
abbia
come
anche
poesia
due
pregi originali quando
tendono
sullo
dolore
delle
i difetti
iniziale, per
dire
popolari
della
da
originali.
può
talvolta
originalità,mi
le
particolare fascino, quasi
grotteschi lavorati
e
l'apostrofe
liberi
che
riecheg-
o
crepuscolari,
di essi
e
quasi contrapposti,
e
si
motivi
po' frammentario,
riescono
brevi
che
e
concludono
sono
pare
e
sero
poeti puri svol-
degli accenti
cari ai
pregi
lirica
Mare)
(come
Invece
ritmi
i
un
timenti
sen-
vista
me
liberazione,
grossolanamente
i caratteri
pittorico:
che
spirito
componimenti
quest'uso
i
patina
e
me
e
La
a
un
dolore
di
è imitazione
non
Carrà, delineati
da
di
e
in
del
punto
i cosiddetti
e
sono
che
mentre
melodico
baciate,
sintetica.
e
che
suggestive, tanto
mito
un
ritmo
liriche
cose
; mentre
estetico
è
timi
d'at-
questi
se
retorica
dal
poeti puri,
forza
ritmo,
suggeriti
in
rime
altre
quando
certi
al
che
nel
ed
tristezza
sua
si riflettono
questi
riecheggiano
che
siano
minore
Casorati.
da
prosasticità, il
e
difetti
di
ai miti
tradotta
essere
della
e
riflessivi, molto
modernità,
geometriche
bene
pregi
la
avvolge
Ripeto
trovano
liriche
né
dire
solo
attrae,
condannabili
verso
che
dei
dell'uomo
collega
poesia, esperta di suggestive espressioni
un
di colore,
vuol
cui
peggio, la giustapposizione
ancor
i suoi
principalmente
da
sgombre
si
non
in
che
superamento
francesi,
rime
quella
le
che
e
(Pace stellare); ricordi
crepuscolari
queste
quelle
toni
liriche momenti
queste
dovuti
i
simbolica, densa,
o,
che
di
o
quei
questo
con
fusione
moderne,
sono
in
evocativa,
Ma
siano
prosastico
l'insistenza
di
dare
a
che
lirici
l'espressione formale
il carattere
o
dai
e
punto
della
nascono
attingono
sé
vista
e
far
dopo
e
natura,
poesie
mistero
questo
bontà.
di
dell'ultima
cerebrale, riesca
Insomma
giamento.
echi
ciò
in
tristezza
; l'ironia
vani
sé dal
da
letterari, la diffusa
la speranza
e
gli
tra
raffinatamente
e
con
sofferenza
sincerità, pur
temi
da
:
rimpianto,
queste
: e
»
della
e
modo
della
del
hanno
cui
grotteschi
sarebbero
da
in
in
ispirazione
momenti
e
che
esse
ci raccontano
come
i motivi
pensosa
sensi
:
unica
cose
cosmico
sincerità
fossero
se
si condannerebbero
e
questa
e
della
peccato
morale,
sinceri,
la
:
comune,
della
costruito
disse
che
i momenti
dei
tristi
è
stati d'animo
tormento
«
vita
; il desiderio
ecco
ci
se
una
infine
quell'unità
la tristezza
o
purezza,
amaro
chiarire
diversi
del
»
prima,
stesso
anche
ma
gli aspetti della
e
simbolo
di
e
momenti
vasto
da
sgorgano
L'Autore
drammaticità,
e
il libro
dell'animo,
tristezza.
insieme, riflettendosi
vuoto
che
quelle sull'età
e
dalla
e
sincerità
loro
illusioni, anche
appunto
momenti
e
scopertamente
morte,
di
; infatti
poesie introduttive
poi più
piena
Adolescenza
e
del
larmente
regovano
rica-
faccia
e
dia
sato
pas-
queste Grottesco,
Gozzano,
se
l'espres-
6o
Stati
moderni
fasci
d'interessi, anche
ad
apprezzare
di
a
al
declinare
il
in
imponente,
e
vita
irradiante
fenomeno
Sedan.
larghe
nazionale
dalla
Francia
vita
borghese
diede
di
che,
in
impronta
secolo
in
d'amor
punto
animata
dopo
con
ha
da
intransigente
la
possibilitào
francesi
militare
La
nutrito,
vivacissimo
Elio
Zorzi,
Ed., Milano,
uomini
V
del
avventura
372,
L.
12.
una
e
ha
Generale
cose
Boulanger.
di
la
ad
tempo,
un
e
sociaU-
vita
poU-
nazione
Musei
dittatoriale
ai
se
un
ordine
Elio
quéisi
una
le
più
rivoluzione
coaUzione
della
Francia.
finale.
atto
suo
problemi poUtici
circostanze
Zorzi
al
e
oggi è bandita
ancor
nel
un
; concezione
concordia
nei
in
sorgente
sua
felice
sembra
Storia
metà
seconda
della
parte
loro
che
verso
aprire
continentale.
della
memoria
anche
Boulanger
delineato,
la
certo
risoluzione
una
rigoglio di
un
affarista
una
perfino
compromessa,
Giorgio
saggio (i)
pag.
di
di
vigilato
voleva
patriotta
impedisce
fu
non
guerra
giuridica eguahtaria,
Europa
trae
verso
di curiosità
Napoleone
grandemente
Generale
che
la cui
Napoleone,
degna
terzo
spingevano
figura del
francesi
dei
le
poste
im-
brillante, energica, convinta
questa,
spirito repubblicano
terzo
probabilità
dunque
era
ben
e
del
lo
del
di
concezione
cavalleresca
cui
esperimento
nella
un
cui
sintomi
attentamente
e
vola
fri-
dopo
con
di
francesi,
e
di
come
Il modo
dei
scanzonato,
e
L'inquadratura
limiti
nell'amore
e
uomini,
L'esperimento
La
i suoi
Concezione
».
molti
interesse.
grande
proprio
il tragico
cura
anarcoide
individualista,
vivace,
sane
caddero
collegato ad
dell'
tismo,
cosmopoli-
scorgere
indennità
concezione
Stati
fortificata
e
non
parigino politico e borghese
mondo
nel
della
e
pochi
non
può
forze
parve
esponente
Francia
l'ultimo
certo
cui
un
talora
si
costretta
talvolta
idee
rapide.
le
fu
dato
tradizione
francese
esistette
progresso,
misurando
libertà
a
una
alle
costituisce
coloniali)
della
1' '800
allora
révanche
«
orizzonti
nome
furono
Questo
sono
ha
stata
verso
Se
la
fronte
far
che
rado
aveva
anche
e
di
francese,
ventilava
essendo
partiti policromi, indisciplinato
francese
della
(il quale,
tutto
mondo
stoide, è perciò di
tica
nel
vita
la
XIX,
frazionato
Bismark
I.
quale
inducono
opere
sia
Rivoluzione
cosmopolitismo
promettente.
e
più gli
ancor
Scorgere
del
sicura
Germania
alla
il
le
Francia
la
Napoleone
non
contemporanea
non
europee,
la
con
poterono
franco-prussiana
lotta
da
tiche
poli-
o
notevole.
civiltà
La
quella politica
e
francesi
che
Parigi. Parigi
da
dell'età
giornalismo
nazioni
massonica,
Europa
finanziarie
la
dopo
vitalità
sull'
ripresa economica
La
risorse
nazione.
molte
elegante, questo
ed
galante
dire
può
gusti mediocri-borghesi,
ai
commerciali
simpatia
con
contributo
un
ampliata
e
il
proprio
dell'itaUano
liberale
avvinti
connessi,
contese
gli storici
accogliere
si
di
senso
l'opera
con
si adattava
ed
non
civile
certo
d'intonazione
che
Sedan,
di
loro
tra
da
congerie degli avvenimenti,
la
originalitàed
di
pensiero
un
perfezionata
valore
prestigio di grande
suo
sincronizzare
hanno
senso
particolari,cui
freschezza,
il disastro
Dopo
staccati
che
acuto
con
giusto
seri studi
di
tono
loro
nel
organismi
ma
opposte.
necessità
la
e
rapidità e
con
il risultato
un
culturali
motivi
Questi
dominare
di
sé,
a
sembrano
quando
concezioni
da
e
più isole
sono
non
e
genza
l'esi-
accentrato.
in
centro
mancata
un
di
brillante,
una
ci)
situa-
(1886-1891).
dadori
Mon-
6i
zione
frodi
di
di
e
Il
militari
anni
era
di
Ma
dice
ferite
ci fu
rivincita
» ;
un
Di
uomini
del secolo,
», fu
razza
«
Il libro
dittature,
che
morale
il
si
ed
quale
da
e
non
è istituto
non
è affatto, storicamente,
che
fredda
la
signori
Stato
è
naturale
se
ci
possa
delle
sostanza
dalle
e
dei
Il
cose.
dittatori
imponente
e
dell'alta
masse
ha
pure
stregua
a
supera
e
là
di
e
supererà
del
proviene), le
poca
papi,
genio (che
cesso,
suc-
popolo),
un
in
una
e
ciò
zione
costitu-
dittatoriale
sussisterà
anche
di
il
delle
rado
se
la
predominio
masse,
decentratrici
costituzionali
forme
di
dei
principi, dei
re,
di uno
potere assoluto
è carattere
non
giusto
un
dei
il
finché
sempre,
il fenomeno
sempre
non
coprono
delle
intelligenza
Il fenomeno
mani
dovrebbe
storico
(perchè
transeunte,
I nomi
loro
della
apporti
esso
che
ma
immutabile
morta.
carta
nelle
tenuto
forse
che
assai
uomo
eccezionale
tore
malfat-
degenerazione
Il fenomeno
dogma
un
singolari
o
più grande
fatta,
con
da
degli imperatori, dei
e
destini, il
maturavano
figura del generale,
sembra
me
colpito
il contrario.
ritenere
hanno
e
certo
Francia.
in
ancora
uomo
una
su
fenomeno
numero
che
terizzato
carat-
ebbe
non
di
è causa
preponderante
negli interessi e nei bisogni
dittatore
dettano
della
A
è
il
I
dittature.
sopratutto
alla
inteUigenza
qua
che
anche
la storia
disegna.
Il diritto
di
indurci
Francia.
uomo
il Clemenceau
o
divorzio
non
delle
un
che
alla
causa
«
del
che
storia
e
giudica
Boulanger
nuovi
preparava
contomo
meditazioni.
varie
riflesso
gli uomini
che
rarità
sua
si
a
generale
della
che
uomo
ma
Napoleone
comparata
del
base
che
del
politico ;
circostanze
il Carnot
come
paladini
a
in
seppure
democratica
caso
umano
trova
non
lescente
conva-
del
figura
potere
supremo
superò
il matrimonio
una
storia
caso
al
dichiarava
che
presta
nella
nota
dell'insuccesso
storico
vicini
più strenui
la
:
fu
e
nazione
successo.
più
mentalità
la
distinguere
senza
noi
sopratutto ad
presto fatta
essere
di
di
leggero
non
e
è lo scorgere,
a
Zorzi
grigio
del
riformatore
fascino
della
(a 43
suprema
un
pure
e
tempestivamente
momento
un
Naquet,
dei
di
contributo
un
di
che, proclamando
e
uno
non
spirito estremamente
interesse
Alfredo
come
cielo
ultima
portare
sempre
non
sicure
politicifrancesi
uomini
ammirazione
degno
causa
temperamento
veramente
grande
fu
dovuto
e
uno
vario
fu
nel
altrettanto
che
lo avrebbe
da
instancabile
meteora
una
una
la direzione
destò
;
carriera
brillante
raggiungere
a
indiscutibili
borghesi, ebbe
rapidamente
presto
Lavoratore
negativo
comprensione
ebbe
riuscì
e
Zorzi) «
militare
volte
probabilità
Percorse
burocratici
negativo,
che
di
senso
Boulanger
politici,
».
lato
un
molto
a
lo
atroci
lato
nell'avventura
Uomo
scandali
intrighi,di
notabili
di
famiglia
una
guerra.
organismi
ben
(come
di
«
della
francese
deUcatissimi
torto
da
nato
organizzative.
ed
generale di brigata)
dicastero
di luci, di
e
amori.
Boulanger,
doti
di ombre
fatta
politicadi contrasto,
Roma
della
con
vera
e
c'insegna
romano
magistratura
e
dittatoriale.
comprensione,
magistratura
è
non
quella degli imperatori
neppure
elasticità
che
inserita
nel
cuore
e
di
della
regolò
una
l'esigenza della
segnare
a
Proprio nell'età
elaborò
dei
l'epoca più assolutistica
repubblica
l'istituto
pretta
della
costituzione
il
genio
dittatura,
di
stampare
il
giorno
31
Dicefnbre
jgsS-XVII.
ELIO
ZORZI,
re
struttura
romano,
che
fu
repubblicana.
Bruno
Finito
mitici
Direttore
Dudan
rCSpOnSObile
ASSICURAZIONI
GENERALI
ANONIMA
Cftpilalt
FONDI
01
VENEZIA
-
50CIETÀ
••cialt
ISTITUITA
ÌDt«r«Mt»t«
GARANZIA
L.
I
NEL
L.
Tettai»
MllIAROO
E
«
•
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OLTRE
oe.
•
MILIONI
700
ASSICVRÀZlONt.
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circolare, in
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Mirano
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Pietà).
E
risparmio,
S.
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OPERAZIONI
Depositi
Mestre
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Murano.
S. Michele
e
DI
Venezia.
(ex Monte
Pegno
di
Esattorie
delle
-
CASSE
Piave.
Sottomarina
-
Comunali
Esattorie
-
Marghera
Livenza
Gestione
-
di
DELLE
ROMA
-
Lido
-
Dona
Baretteri
dei
Porto
-
Dolo
-
San
L'
DEL-
E
VENEZIE
CREDITO
DI
DI
VENEZIE
DELLE
FONDIARIO
DELL'ISTITUTO
FEDERALE
DELLE
RISPARMIO
DI
CREDITO
PARTECIPANTE
i8aa
DELL'ISTITUTO
COMPARTIMENTALE
DIREZIONE
Succursali
nel
dirette,
sconto
di
cambiali
e
di
note
pegno
dei
Magazzini
Generali.
Sovvenzioni
riporti
e
titoli
su
dello
dallo
garantiti
Stato,
Stato
e
su
cartelle
Fondiarie.
Compravendita
e
Credito
Operazioni
di
Incasso
effetti
di
Pagamento
Cassette
e
Emissione
delle
semplici
di
titoli.
Agrario.
imposte
forzieri
di
di
permuta
documentati.
e
e
tasse
conto
per
dei
propri
correntisti.
custodia.
assegni
delV
Istituto
'pagabilisu
Stab.
di
tutte
Credito
delle
le Piazze
e;. Ferrari
-
del
Venezia
Casse
di
Regno.
Risparmio
Italiane,
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Ateneo Veneto, Vol. 1