Anno 0 Numero 6 Agosto Settembre 2005 EDITORIALE di Alessandra De Biasi E’ slittata di qualche giorno l’uscita di “Ritmi salzesi” per trovarci in linea con il periodo delle festività di settembre e per l’organizzazione di manifestazioni estive che ha impegnato noi ragazzi del forum giovanile. Durante questo periodo estivo, infatti, abbiamo cercato di rallegrare qualche serata salzese con giochi vari che sembrano aver riscosso molti consensi tra grandi e piccoli. Purtroppo il tempo a nostra disposizione non è stato molto per un motivo o per un altro, ma tra i progetti che siamo riusciti a portare a termine c’è quello che vi presenteremo tra una settimana. Domenica 11 settembre uscirà infatti un opuscolo sulla festa in onore di Maria SS delle Grazie curato dalla nostra redazione in cui abbiamo cercato di trovare le radici di questa festa raccogliendo informazioni da chi si è dedicato più assiduamente all’organizzazione di questi festeggiamenti. Una sorta di raccolta di ciò che i salzesi, più o meno anziani, sanno e ricordano; abbiamo cercato di raccontarvi la storia della festa che forse già sapete e avete dimenticato o piccole curiosità che non avete mai sentito. Crediamo che questa sia un’iniziativa che possa interessare anche, e forse soprattutto coloro che sono di Salza ma che non abitano qui e che ogni anno assistono alla festa con grande entusiasmo, speriamo che que- sto sia un modo per tenerli più vicini al nostro paese. Prezzo: Offerta E-mail: [email protected] Supplemento al settimanale cattolico “IL PONTE” Per info consulta www.forumSalza.135.it SALZA IRPINA: E’ STATA UN’ESTATE DIVERTENTE? Scopriamo in questo numero come, tra le iniziative dei ragazzi del forum e una minuziosa cronaca delle festività del 15 agosto, i salzesi hanno trascorso i giorni più belli di quest’estate. >>>A pagina 3 e 4 ANCHE L’AMERICA PIEGATA DALLA NATURA IL MONDO IN GINOCCHIO PADRONE E SOTTA O MANIGLIA A CHE GIOCHIAMO ? Uragani, Tsunami, e terremoti: tutto il mondo devasta- All’interno gli articoli sui gioto dalla forza incontrastabile della natura. chi di carte più amati dai salCosa sta succedendo al mondo? Dopo lo tsunami l’uragano Katrina ha portato ancora centinaia di morti. Anche l’America si è dovuta arrendere ad una calamità naturale. Fino ad oggi non si erano mai registrati fenomeni di questa portata anche se in zone notoriamente soggette a tali rischi. Non importa se sia un paese del nord o del sud, ricco o povero, la natura non risparmia nessuno. Qualcuno in questi giorni si chiede se sia possibile grazie alle moderne tecnologie riuscire a prevedere e prevenire tali catastrofi. Probabilmente no. Nel periodo post-tsunami si accusava la scarsa prevenzione degli stati colpiti dovuta alla mancanza di tecnologie adatte, ma ora anche la più grande potenza mondiale non ha potuto nulla contro Katrina. Le scene proposte dal cinema hollywoodiano sembravano surreali invenzioni ed invece… zesi. Tutti da leggere, per imparare a giocare e non chiedere più: “ma come si joca” ? >>> A pag.8 e 9 INTERVISTA AL PERSONAGGIO PARLANDO CON MASTO SIVIO: Continuano le nostre interviste esclusive ai “personaggi” di Salza. >>> A pag. 5 SPORT >>>A pag.2 ESCLUSIVO: PRENOTATE L’OPUSCOLO “Lì 8 SETTEMBRE…” Domenica 11 Settembre la redazione di Ritmi Salzesi pubblicherà un opuscolo speciale sulla storia e le tradizioni, passate e recenti , delle festività Maria SS. delle Grazie dal 1946 a oggi. A Salza si è concluso il torneo Sara Vassallo… Per gli appassionati di calcio inizia il campionato di serie A >>> A pag. 11 CRONACA RITMI SALZESI IL GIORNO DOPO New Orleans piange le sue vittime Agos-Sett 2005 URAGANO KATRINA 2 New Orleans una città devastata <<<segue dalla prima New Orleans, Louisiana, Stati Uniti. New Orleans uno degli stati confederati durante la guerra di Secessione americana, oggi secondo porto dello Stato per volume di traffico. …Nouvelle Orleans patria del jazz e del rhythm and blues, città dal cuore nero, dal suono melodico di una tromba, suonata a perdifiato in un suggestivo vicolo del Vieux Carrè, accanto all’antica cattedrale di Saint-Louis. …New Orleans spazzata via, lasciata in pezzi tra le acque verdastre del Mississippi…persa dentro una vita che riemerge a stento, che si rialza guardandosi intorno, senza riconoscersi…umanamente sconfitta e alla fine prostrata e dimessa sotto la fanghiglia del grande fiume…una città spettrale, fantasma disperato di se stessa…terra di morti, vittime di una ferocia spasmodica…una città bruciata da un vento incessante, un vento più forte dell’aria, che tagliava il cielo e feriva… e sventrava le case, trapassava il cuore della gente…il domani. …c’è chi cammina senza seguire una strada, c’è chi la strada non la vede sotto di se…c’è chi non sa dove poter dormire e si appoggia dove può, c’è chi cerca di mangiare rompendo con una mano il vetro di un supermercato, chi fugge inseguito dalla polizia…c’è chi si crea ladro per sopravvivere…c’è chi piange e si getta a terra non avendo più nulla, se non una lenta disperazione da consumare…c’è chi sa di dover restare, nonostante tutto…chi arriva per dare, chi resta per ricevere…chi resta per i propri morti…chi li cerca ancora…chi li seppellisce…c’è chi resta per coraggio, chi va via per semplice paura, per necessità…c’è chi chiede medicine, chi chiede aiuto…chi prega di piangere…c’è chi è malato..c’è chi muore e chi sa di dover morire…e c’è chi resta…chi continua…chi sopravvive…chi rimane senza pensare…c’è ancora una città. …c’è una New Orleans diversa, che culla i suoi resti senza autocommiserarsi, chiedendo aiuto, scrivendolo sui muri, lasciandolo dire agli altri, lasciandosi guardare…lasciandosi fotografare senza posa nel suo pianto. …c’è una città che è stata inghiottita dal dio delle tempeste, da un uragano grigio, dalla bocca di una donna di nome Katrina e poi è stata sputata fuori… senza garbo, senza pietà…una città che ha tentato di nuotare, di giungere a riva, di non lasciarsi annegare…Oggi quella città è stesa a terra, con il viso livido, le articolazioni paralizzate, preda di un’asfissia respiratoria, ma nel profondo del suo coma, della sua incoscienza si aggrappa a se stessa, cercando di risvegliarsi. …ci sono milioni di parole che si accavallano sulla città…le parole di chi tenta di spiegare…le parole stentate, urlate, mute di una persona incrociata dietro un angolo…le parole di un padre disperato… il silenzio costante dell’angoscia… … c’è un uomo che tiene in mano una tromba…ha uno spartito bianco dinanzi a se…si siede a terra, le spalle contro il muro, la testa alta verso il cielo… c’è un uomo che non suona...che ripone la sua tromba, aspetta domani… …c’è poi una canzone sorda che scende sulla città, c’è una canzone senza parole, lenta, pianta, caduta dal cuore…è solo un lamento. Di Galasso Potenza Stati Uniti. New Orleans, nello stato della Louisiana, era ancora una città prima che venisse letteralmente devastata dalla furia inconsulta di un uragano, che ha polverizzato e piegato un importante punto nevralgico dell’economia statunitense, provocando gravissime conseguenze sia dal punto di vista economico ma anche umano. Una vera e propria catastrofe per gli Stati Uniti, seconda per proporzione e danni a quella dell’undici settembre. Ingenti sono i danni che la città ha subito, e nonostante il lavoro di quanti hanno iniziato questa lotta alla solidarietà, ma anche alla sopravvivenza, ancora non si è in grado di stilare un numero certo delle vittime, destinato ad aumentare inesorabilmente, viste le ingenti proporzioni della catastrofe che secondo l’agenzia Standard and Poor’s potrebbe superare i cinquanta miliardi di dollari. La città appare come un cumulo di macerie, devastata, piegata su se stessa, sommersa dalle acque del fiume Mississippi, liberatesi dopo la rottura di un argine, ma è divenuta oramai anche preda di sciacalli che spinti dalla disperazione, derubano negozi e supermercati, alimentando una serie di atti vandalici che andranno a svantaggio della stessa popolazione. Il governatore della Louisiana, Kathleen Blanco, ha spiegato che ben trecento soldati sono stati schie- rati a New Orleans, impegnati a ripristinare l’ordine e la sicurezza sociale sulle strade, pronti dietro un suo ordine a sparare ed uccidere eventuali saccheggiatori. Un appello d’aiuto è anche quello lanciato dal sindaco di N.O., che chiede al governo soccorsi immediati per le vittime dell’uragano Katrina. Precaria è tuttavia anche la situazione dei sopravvissuti, scarseggiano infatti medicinali, cibo; molto alto è il rischio di un diffondersi delle epidemie tra la popolazione e le risorse energetiche oramai al tracollo, rischiano di provocare un black-out degli ospedali e una paralisi completa della città. Il portavoce della Casa Bianca ha nel contempo dichiarato che gli Usa sono pronti ad accettare qualsiasi aiuto dall’estero e che nessuna offerta verrà rifiutata. Lo scopo è infatti quello di ricostruire la città di New Orleans e rimetterne in moto l’economia; i tempi saranno sicuramente lunghi, ma per adesso il governo pensa ai sopravvissuti e a chi è senza una casa, agli sfollati, a quanti dovranno cercare di ritornare comunque alla normalità. Di Dante Iandolo e Potenza Galasso EUROFER srl — Carpenteria metallica — Pannelli modulari Via Acquara Paternopoli (AV) tel. 0827 71565 Cell. 347 6643297 RITMI SALZESI ATTUALITA’ Agos-Sett 2005 3 SALZA IRPINA ESTATE 2005… Una serie di scacciapensieri contro la noia e la routine Quando si percorre la piazza di Salza e si incontrano ragazzi seduti sulle scale della chiesa, sul muretto, avanti al bar al pub che scambiano qualche battuta mentre bevono una birra fresca o mangiano un bel gelato, possiamo dire che è iniziata l’ estate! Si, è proprio questa la descrizione di come i giovani salzesi trascorrono solitamente l’ estate in questo piccolo paese. Così noi ragazzi del Forum abbiamo deciso di organizzare qualcosa di diverso e soprattutto divertente per movimentare la nostra comunità. Come sempre accade le idee non ci sono mancate e tutti insieme abbiamo proposto una serie di giochi. L’undici agosto è iniziata l’ estate salzese all’insegna del divertimento per bambini e non. Bisogna dire che la partecipazione è stata molto buona, inoltre un gran pubblico ha accompagnato con applausi e risate le peripezie dei concorrenti. Questa divertente manifestazione si è aperta con “il tiro alla fune”. Grazie alle molte iscrizioni sono stati formati dei gruppi in ordine di età, infatti i primi a gareggiare sono stati i bambini, vi erano due squadre miste formate da maschietti e femminucce. Questi hanno dato il meglio di loro tanto che il gioco si è diviso in tre round. Poi è stata la volta delle ragazze, sono state formate a malapena due squadre, quindi una partecipazione scarsa da parte delle ladies. Si sa, le donne sono in grado di affrontare qualsiasi avversità, ma l’unica cosa che le spaventa davvero è quando le si rompono le unghia. Infatti tra le partecipanti il giorno dopo c’era chi si lamentava di aver ricavato lividi, chi dolori intercostali e chi addirittura ferite alle mani. La sfida finale è toccata agli uomini, la partecipazione di essi è stata notevole, sono state formate ben quattro squadre e si sono giocati vari round prima della finale. Gli uomini, contrariamente alle donne, colgono sempre l’ occasione per mostrare la loro virilità e intrepido coraggio, infatti durante il gioco come dei forsennati cercavano di imitare i loro paladini preferiti Ercole e Maciste. La sera dell’ undici agosto si è conclusa con “la rottura delle pignate” . Numerosi hanno partecipato a questo gioco e tra risate e suggerimenti, delle volte anche sbagliati, ci sono state vittorie e sconfitte. Così tutti a casa qualcuno compiaciuto con in mano il bottino vinto, qualcun’ altro insoddisfatto ma lieto per il genuino divertimento. Questa rappresentazione è proseguita anche la sera del dodici agosto con una serie di giochi spassosi e divertenti. Il primo tra questi è stato “la corsa a tre gambe” le iscrizioni sono state molteplici coinvolgendo bambini e adulti. Il pubblico con divertimento ha osservato l’ abilità e la maestria con la quale i concorrenti si sono sfidati durante questa goffa corsa. Poi c’è stata la sfida per i più golosi : “la melonata”; il vincitore era chi per primo riusciva a mangiare mezza anguria in minor tempo, ci sono stati dei testa a testa quasi fino all’ultimo morso. Infine questa rappresentazione di giochi si è conclusa con uno show davvero divertente ed originale: “ la mutandata” . Hanno partecipato bambini, ragazzi e anche qualche persona più attempata. Si cominciava a ritmo di musica: gli sfidanti, uno dei quali indossava un vistoso mutandone, dovevano ballare in coppia fino all’ interruzione della tarantella che faceva da sottofondo. A quel punto la persona che indossava la mutanda, nel minor tempo possibile doveva sfilarsela e infilarla al compagno senza che questi lo aiutasse. Vincevano i più veloci. La giornata più avventurosa dell’ estate salzese è stata il ventotto agosto. Ad appassionare i ragazzi è stata “la caccia al tesoro”, la grande partecipazione ha portato alla formazione di nove squadre che per l’intera giornata si sono sfidate fino all’ultimo biglietto. La ricerca è stata lunga e difficile e le imprese nelle quali ci siamo imbattuti hanno messo a dura prova la “dignità” dei malcapitati. Il riferimento non è casuale: chi ha assistito all’ esecuzione del brano spagnolo con annessa coreografia ideata dalle squadre, me ne darà ragione. Anche se il nostro imbarazzo era evidente il divertimento è stato tanto, così come quello di chi guardava. Nel tardo pomeriggio risolti gli enigmi e anagrammato le parole chiave che conducevano al tesoro, tutte le squadre avevano capito che esso era nascosto sulla piazza. Così ogni centimetro del centro del paese è stato setacciato minuziosamente e quando le speranze sembravano ormai perse un’ intuizione geniale da parte della squadra “TT KIRI” , formata da me Luisa, Lia, Chiara e Maria, ha fatto rintracciare il tesoro. Quale? Preziose T-SHIRTS con la scritta : “Ho partecipato alla caccia al tesoro … e ho vinto questo schifo di maglietta. Estate 2005 Salza Irpina” . La giornata si è conclusa con tarantella, dolce e anguria. Con queste manifestazioni noi ragazzi del forum abbiamo cercato di rallegrare questa estate, e fare in modo che la noia lasciasse spazio al divertimento. Non ci resta che ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato con la partecipazione e la simpatia dimostrataci. Di Rossella Picardo CAFFETTERIA STUZZICHERIA DI BARBAPICCOLA GIUSEPPINA Via Roma n.1 – Salza Irpina - Av LISTA NOZZE La Coccinella Via Appia, 55 Atripalda Tel. 0825.627074 RITMI SALZESI ATTUALITA’ Cronaca del 15 agosto 2005 a Salza Irpina Come ogni anno a Salza in questo giorno, in località capo d’Olmo, si alza il quadro della Madonna “ Maria S.S. Delle Grazie”; questa cerimonia da il via alla festa di settembre. La partecipazione è stata notevole e sono state distribuite, dal Comitato Festa, le foto con l’immagine della Madonna. Sul retro della stessa era stampata la preghiera che tutti i presenti hanno recitato; dopo la benedizione si è accesa la famosa batteria che ha messo fine alla cerimonia e ha dato inizio alla festa di settembre. A questo punto l’assemblea si è sciolta e molti dei presenti sono partiti per raggiungere le montagne iniziando cosi la famosa grigliata del 15 Agosto. Anche noi, siamo partiti sui monti a vedere come si erano organizzati e vi riportiamo la cronaca per farvi profittare dell’ambiente che abbiamo scovato. Verso le 13.30 siamo arrivati sul bosco, a Sorbo Serpico, abbiamo fatto un giro di ricognizione per localizzare i gruppi Salzesi, dopo di che abbiamo parcheggiato la macchina sotto un castagno e ci siamo avventurati in mezzo ai festeggianti per intervistarli. Il primo campo visitato lo abbiamo battezzato L’APPARECCHIO, campo composto di giovani e giovanissimi, diviso in tre sezioni, sportiva, dormitorio e dissidente, si vedevano due tavoli per mangiare e nessuna sedia per sedersi. L’organizzazione, perlomeno in apparenza sembrava buona, infatti, si vedevano due tende, gruppo elettrogeno, chitarra, palloni si rideva e si cantava, ma ad un certo punto ci siamo soffermati a degustare un composto che loro chiamavano “vino co le porcoca” ed è allora che abbiamo trovato il fallo. Pensate avevano fatto questo composto storico, che negli ultimi anni ha ricevuto la denominazione D.O.C. nella penisola Sorrentina, con il vino in busta di carta, per non aggravare il loro caso non citeremo i nomi dei responsabili di questo guaio, altrimenti i genitori potrebbero fare qualche fesseria. In ogni modo, li informiamo che saremmo ripassarti nel tardo pomeriggio e continuiamo la nostra visita. Non molto distante dal primo campo, circa 200 metri più su, c’imbattiamo su un campo che immediatamente chiamiamo ATTILA, pensate avevano pulito tutto per terra al punto che immediatamente pensiamo; in quel posto l’erba non crescerà più. Grande organizzazione, doccia con acqua calda sedie di plastica verde scuro con schienale alto e cuscini rossi, bicchieri di cristallo e piatti di porcellana, mentre dal lato sinistro si vedevano video giochi e televisione, che dire non ci sembrava una grigliata in montagna ma un matrimonio. Ci siamo messi in giro, per vedere dove era il camion che avevano utilizzato per il trasloco, senza trovarlo. C’invitiamo e cominciamo a degustare un enorme babà al rum e tante altre leccornie degne di un ristorante tre stelle. Al reparto cucina non mancava nulla, tutte le spezie ivi comprese una cipolla bianca per l’insalata erano presenti; ad un certo punto vediamo su uno dei tavoli imbanditi a festa un’enorme caffettiera, l’abbiamo chiamata la 46 tazze, pensate avevano portato anche il bar. Il vino era a fiumi e gli arrosti abbondanti, abbiamo pensato per un momento di fermarci definitivamente in questo campo, ma per doveri di cronaca siamo ripartiti sperando che al nostro ritorno avremmo trovato ancora qualche cosa da degustare. Pensiero subito cancellato; anche voi comprendereste, se vi dicessimo i nomi dei commensali del campo ATTILA. Con un po’ di malincuore li salutiamo, continuando il pellegrinaggio nel bosco. Salendo su un colle a poche centinaia di metri incontriamo un altro campo, regnava la calma e la tranquillità a questo punto ci viene spontaneo nominare questo campo RELAX, composto di una decina di persone adulte un foco acceso in un cerchio di sassi con arrosti in corso di cottura, una vera grigliata del 15 agosto, forse un po’ troppo tranquilla. A questo punto c’invitiamo e ci accorgiamo della presenza di una chitarra abbandonata vicino ad un castagno, cominciamo a grattarla e subito tutti si rallegrano, si comincia a cantare i vecchi canti popolari Salzesi. Da adesso comincia un gran momento, fatto di ricordi e soprattutto di straordinarie emozioni. C’è offerto, tra l’altro, un bicchiere di vino; sorpresa e sgomento un vino da storia un vino eccezionale, anzi direi unico. Il solo peccato? Era quasi finito. Dopo queste forti emozioni ci siamo riposati un attimo, constatato tra l’atro che solo in questo campo potevamo farlo, visto che era quello del RELAX. Li informiamo che saremo ripassati per il dolce e continuiamo la no- Agos-Sett 2005 4 stra passeggiata nel bosco. Scendendo dal colle, abbiamo dovuto camminare un bel po’ per incontrare un altro campo, ai presenti chiediamo “ come avete chiamato il vostro campo “ e il più caldo, vino permettendo, ci dice “ accomodatevi al campo del RIMORCHIETTO detto, fatto. Ci troviamo coinvolti nel banchetto, dopo aver assaggiato qualche fetta di soppressata e bevuto un bicchiere di vino, cerchiamo la particolarità di questo campo e non c’è voluto molto per vedere vicino al fuoco per gli arrosti, un fantastico trepete in ferro battuto. Ci spiegano subito che questo trepete è particolare perché in uno dei piedi c’è un buco, non sapremmo mai la ragione di quel buco, ma per doveri di cronaca lo dovevamo narrare. Tra barzellette e vino ci accorgiamo che qualcuno dei presenti era andato a funghi, in effetti, c’erano quattro conocchie nascoste sotto un pezzo di stoffa. Vi diciamo subito che è stato impossibile sottrarle, noi immaginavamo già una gran frittata. Li salutiamo, ringraziandoli per la loro ospitalità, e continuiamo il cammino. Salendo, questa volta verso destra, sentiamo da lontano dei canti a capella, senza accompagnamento strumentale, che ricordavano i vecchi canti Napoletani. Ci avviciniamo e immediatamente, come sospettavamo, c’era il famoso tenore salzese in piena foga che cantava a squarciagola. Il campo era in piena attività canora. Essendo l’ora avanzata e dopo aver degustato tanti piacevoli vini, la fatica comincia a sentirsi e la lucidità esecutiva comincia un po’ a degradarsi; in ogni modo siamo arrivati all’ultimo campo con sforzo estremo. Abbiamo chiesto come avevano nominato il loro campo e una signora ci risponde “LU CAMPU SPURTIVO” la ragione che li ha spinti a chiamarsi in questo modo, non è stata mai chiarita, né noi siamo stati capaci di interpretarla, visto la fatica che ci portavamo addosso. Abbiamo cominciato ad intonare canti malavitosi napoletani molto piacevoli il tutto degustando un provolone potolico; ormai eravamo pieni, soprattutto di vino e il famoso ritorno che avevamo promesso a tutti i campi, non lo abbiamo fatto per ragioni tecniche che non possiamo spiegare in questa cronaca. In conclusione il 15 agosto, come sempre, ha avuto buon termine perlomeno in apparenza. Di ritorno a Salza verso le 19.30 volevamo aspettare il ritorno dai monti, per chiudere le ultime notizie, ma come abbiamo anticipato prima per problemi tecnici ci siamo dovuti ritirare subito; prima che succedesse l’irreparabile. L’anno prossimo, ci impegniamo già da adesso, vi promettiamo che faremo meglio. Sempre che riusciamo ad arrivare a non bere!!! Di Alfonso Galasso e Maurizio Mosca RITMI SALZESI STORIE DI VITA Agos-Sett 2005 INTERVISTA AL PERSONAGGIO: 5 SILVIO FERULLO, IL NOSTRO “MASTO SIVIO”. -Sign. Ferullo, da cosa deriva l’appellativo “masto”? Come mai continua a lavorare le scarpe? Mi chiamano masto da molto tempo, specialmente per una forma di rispetto. Ormai sono qui nella cooperativa per passare un po’ di tempo. Ogni tanto faccio qualche “tacchetto” o distruggo materiale vecchio, per lo più scarpe arrivate qui molti anni fa. -Come altri suoi coetanei salzesi, lei è stato al fronte nell’ultima guerra. Come ricorda quegli anni? Si, anche io sono stato in guerra. Sono stato soldato nella Repubblica di Salò. Inizialmente fui ad Ivrea e qui lavorai come calzolaio presso una famiglia del posto dal Settembre ’43 fino al febbraio del 1944. Poi venimmo richiamati alle armi. Il padrone mi avvisò dei rischi che correvo così con rammarico fu costretto a mandarmi via. Con molti altri ragazzi mi presentai alla casermetta di Casale Monferrato. Ci equipaggiarono immediatamente per impegnarci in Germania, ma riuscimmo a rimanere in Patria, potevamo difenderci meglio. Così mi arruolai nel famigerato “Battaglione della Morte”, corpo specializzato per l’ordine pubblico. Ci diedero subito 600 lire “e chi l’era mai pigliati sti sordi”, era un’ottima somma allora. Girovagammo molto, prima a Meda in provincia di Milano, poi presso Perugia e anche tra le montagne di Forlì. Ma fino a quel momento non sparammo un colpo. La prima volta che dovemmo combattere fu in Val Sarcina. Di notte i partigiani spararono quattro colpi di mortaio, morì un nostro Sergente Maggiore. Il giorno dopo so dibattito. Pensa che soltanto costruendo una statua i salzesi possano richiamare alla memoria uno dei simboli del paese? So che ci sono state delle polemiche. Fare una statua per ricordare lo “scarparo” può anche essere una cosa giusta, però tanto necessaria mango è. Il nostro mestiere è morto. Finito l’artigianato è finito tutto. muovendomi con scaltrezza tra le valli, circondai i partigiani e da solo ne feci arrendere ventidue, “quanno mi viriero azaro tutti quanti e mano! Chi ti criri, tanno facietti no capolavoro”. Ma evitammo di fare prigionieri, tornarono tutti a casa. Caro Pasqualino la guerra và fatta con coraggio, senza paura. -E tu masto Sì, ti si mai miso paura? “No, niente proprio. Ero giovane, che me ne m’bortava, si era morì mi sparavano na pallottola e bonanotte”. -I suoi ideali accentuati dal suo carisma la fanno apparire un rivoluzionario….lei si identifica come tale? Per quanto riguarda la politica non ho paura di esprimere le mie idee. Come tutta la mia famiglia sono stato comunista per tutta la vita. Ma quando ammazzarono Mussolini proprio mio padre che non lo aveva mai appoggiato esclamò: “è morto l’uomo più intelligente del mondo”. I comunisti mi hanno deluso, Alleanza Nazionale pure, così sono giunto al punto di credere che la Repubblica deve cadere, ci sta portando alla rovina. -Negli ultimi tempi la figura dello “scarparo” è stata al centro di un acce- -Un suo parere sulla gioventù salzese….. Devo fare un omaggio a tutta la gioventù salzese. Tutti mi salutano e mi rispettano, piccoli e grandi senza distinzione. Mi complimento per questo giornale anche se per crescere avete bisogno di contatti con politici e deputati, “ma a Salza non ci veneno, si metteno paura”. Ho paura per la vostra generazione, con questo sistema in Italia rischiate di non avere un futuro. -In Settembre a Salza si commemora Maria SS. Delle Grazie….ha mai preso parte al Comitato festeggiamenti? Quale festa ricorda con maggior piacere? Ho partecipato a molti comitati, ma mai come presidente. Il ricordo più bello che ho della festa è stata quella del 1946, l’incoronazione di Maria Ss. delle Grazie. Ci furono due apparatori, Festa di Avellino e Cella di Santo Stefano, al tempo i migliori in assoluto. La parata era meravigliosa. La processione fu accompagnata da 17 batterie, partivano colpi in continuazione. Furono chiamati tre fuochisti pagati 60 mila lire l’uno. La festa costò 900 mila lire. I soldi a quei tempi erano pochi, i sacrifici tanti. Spento il registratore la passione del sign. Ferullo si placa. Gli occhi smettono di brillare e aggiustandosi la coppola ci confida “spero che Salza riesca a superare l’odio e la rivalità che la politica porta. Non so perché la nostra gente arrivi a tanto”……. Si vuliti scriviti puro questo. SORBO SERPICO: IN MEMORIA DEL SINDACO MELILLO NASCE IL “RICETTARIO SORBESE” FU LUI A PROPORRE IL PROGETTO AI RAGAZZI DEL PAESE, CHE PER LUI LO HANNO REALIZZATO. Fu il compianto Costantino Mario Melillo, sindaco di Sorbo Serpico, a lanciare l’idea poco prima della sua improvvisa scomparsa. Oggi il “Ricettario Sorbese” è realtà, grazie all’impegno dell’intera comunità di Sorbo, dai bambini alle nonne, che si sono prodigati in questi mesi per dar vita a quello che era un sogno del loro amato sindaco. Nel suo ricordo nasce il “Ricettario Sorbese - la cucina delle massaie sorbesi raccontata ai nipoti” a cura dei ragazzi di Sorbo Serpico in collaborazione con la comunità montana Terminio Cervialto, Comune di Sorbo Serpico e Pro loco Serapide. Il libro verrà presentato il prossimo 10 settembre alle ore 18.30 in piazza Amatucci tra due palazzi storici, Brancaccio e Titomanlio, nella zona più antica di Sorbo. L’intero ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza, per IL RICAVATO DELLA VENDITA SARA’ DEVOLUTO ALLA RICERCA PER SCONFIGGERE IL CANCRO aiutare la ricerca nella lotta contro il cancro. “Poche settimane prima di lasciarci, mio padre doveva incontrare i suoi ragazzi - racconta Clelia Melillo - per proporgli di raccogliere, dalle brave massaie sorbesi, le ricette tradizionali che di solito si tramandano di madre in figlia, e di trascrivere esattamente così come descritta, la preparazione dei diversi piatti”. Per Costantino Mario Melillo, si trattava di uno dei tasselli di quel grande mosaico che era il suo progetto di recupero della memoria e delle tradizioni del territorio, pro- getto che portava avanti di concerto con la comunità montana Terminio Cervialto. A realizzare il sogno di Costantino Mario Melillo sono stati proprio i suoi ragazzi che si sono massi al lavoro intervistando le massaie sorbesi e trascrivendo fedelmente ogni parola. Il risultato è un prodotto eccellente nei contenuti e nella grafica, un ricettario semplice e ricco come il cuore dei ragazzi di Sorbo. Nel loro dialetto hanno raccontato ingredienti e preparazione di primi piatti come le coccetelle, laine e ciciri, secondi ocme cuccio ‘mbottonato menesta maritata e persino i liquori dalle cirase sotto spirito alla crema re limoncello. Un libro che non è solo un libro. Ma che contiene in ogni pagina il ricordo di un uomo speciale: Costantino Mario Melillo. “tratto da Otto pagine del 2 settembre 2005” RITMI SALZESI ATTUALITA’ Agos-Sett 2005 6 COMITATO FESTA: RIFLESSIONI DI UN ANNO... Un anno di divertimenti, di sacrifici, di complimenti e di critiche; questa è la sintesi. Come ogni anno per la gioia di tutti i Salzesi, un gruppo di persone volontarie stringe l’impegno di lavorare ipotecando parte del loro tempo, per realizzare la tanta attesa Festa di Settembre, tradizione che questo anno è arrivata alla sua 59° edizione. Vogliamo parlare adesso delle occasioni di festa che abbiamo realizzato durate il nostro esercizio, premesso che lo abbiamo fatto per voi, era un dovuto, visto la fiducia che ci avete accordata, quando ad ogni evento avete sempre contribuito sia economicamente sia con la vostra presenza. Approfittiamo di questo nuovo mezzo di comunicazione, nato in questo anno, per ringraziare quanti hanno partecipato, lo sappiamo non sempre tutto è stato perfetto, durante le svariate manifestazioni 2004 – 2005, se qualche volta ci sono stati dei piccoli disguidi perdonateci, erano involontari. Abbiamo cercato, a volte riuscendoci alla grande e a volte no, di introdurre nuove manifestazioni e modificarne delle altre, per portare a tutti i Salzesi qualche occasione di svago e allegria in più, durante tutto l’anno e non solo a Settembre, a titolo di cronaca vi ricordiamo, per sommi capi: Ottobre 2004 Sagra delle Castagne, Novembre 2004 San Martino tra Tammorra e Vino, Dicembre 2004 La notte delle Zampogne, Dicembre 2004 Auguri di Natale, Gennaio 2005 Musica e Lotterie, Febbraio 2005 ha nevicato non potevamo fare nulla, Marzo 2005 ferie del comitato, ci siamo riposati, Aprile 2005 costruzione della nuova cucina, Maggio 2005 Sagra degli Asparagi, Giugno 2005 rifacimento facciata della cappella, Luglio 2005 Festa del 2 Luglio, Luglio 2005 sagra delle Golosità Irpine e Agosto 2005 Sagra dei Funghi Porcini. Se pensate che per ogni manifestazione ci vogliono due settimane per prepararla e una per smontarla, vi rendete conto immediatamente, che di lavoro n’abbiamo fatto tanto e dopo tanto lavoro pensiamo che ci meritiamo il privilegio di scegliere come crediamo, nel rispetto delle tradizioni, il modo migliore per realizzare la festa; privilegio dovutoci visto il lavoro che ci vuole per racimolare i finanziamenti necessari a realizzare la Festa. La dottrina di questo comitato è stata sempre quella di dire, dovrà essere un anno di festa, ecco la ragione di tanto lavoro e insieme alla festa abbiamo cercato di promuovere il nostro paese, di farlo conoscere e apprezzare ancora di più. Una nota importante va ai ragazzi e più particolarmente a quelli del Forum Giovanile Comunale, i quali hanno dato tanto, un grazie di cuore all’Amministrazione Comunale la quale ha fatto tutto ciò che era possibile per aiutarci e sostenerci in tutte le manifestazioni, non può mancare un grazie anche alla Comunità Montana Terminio Cervialto per il patrocinio accordatoci, come un grazie va anche alla Provincia d’Avellino per il loro sostegno economico un grazie agli Artigia- ni e Commercianti per la loro collaborazione e disponibilità e un grazie alle Forze dell’Ordine le quali ci hanno qualche volta richiamato all’ordine; a loro diciamo, facevamo solamente la Festa forse un po’ chiassosa certo, perdonateci. Questo Comitato è nato a giugno 2004 con 12 persone, se ne sono aggiunte atre 22 alla partenza arrivando alla fine in 47, quindi qualche cosa di buono l’abbiamo pur fatta, quando siamo partiti alcuni hanno affermato che eravamo troppo giovani e che saremmo arrivati in tre vi siete sbagliati di grosso, noi, siamo arrivati in tanti. Ad oggi, la nostra sola preoccupazione, è la speranza che sarete soddisfatti dell’interpretazione che abbiamo fatto della Festa di Settembre di ” Maria S.S. Delle Grazie”. Una nota la vogliamo fare anche a chi a torto o a ragione a emesso tante sentenze, chiaramente parliamo di critiche distruttive non costruttive, quando arriva il cambio generazionale nella gestione di certi eventi socio culturali, non dovete essere negativi a priori altrimenti le tradizioni non saranno tramandate e per conseguenza si perderanno, non esiste un’età minima per fare, esiste la voglia di farla con devozione, passione e trasparenza. A te, che in questo preciso momento stai leggendo e che fai parte di quelle persone demolitrici di morale, noi ti diciamo smettila, invece di distruggere costruisci, ricordati che non è mai troppo tardi per cambiare; è stato inutile mandarci i controlli di ogni tipo possibile in quasi tutte le manifestazioni, ti lascio immaginare la figura che hai fatto di fronte a tutti i Salzesi. Non interpretate questo passaggio come una polemica, ma un semplice chiarimento che vuole far capire a quanti lo leggeranno che fare la festa a Salza è piacevole e divertente ma lo sarebbe ancora di più se non esistesse questo modo di agire. Un cenno importante lo vogliamo fare su i conti economici, abbiamo creato diversi registri delle entrate – uscite, uno per le cassette della domenica, uno per ogni manifestazione e uno totale che abbiamo chiamato il bilancio di verifica, ove tutti i movimenti finanziari sono stati annotati con precisione e documentati con giustificativi di spesa al centesimo. Questi registri sono alla completa disposizione di tutti, una copia originale sarà consegnata al Parroco e per la visione basta farne la richiesta. Sperando che i comitati futuri continuano, anche su questa strada, non ci resta che ringraziarvi tutti di cuore e augurarvi Buona Festa di Settembre. Per il Comitato Festa 2004-2005 Alfonso Galasso RITMI SALZESI SOCIETA’ Agos-Sett 2005 IL TACCHINAGGIO: 7 “Il teorema numero 1053 “Ricerca le donne in discoteca, che problema…”! Questo teorema è divulgato x uso puramente personale, il redattore rifiuta ogni responsabilità. 1° punto - La scelta della discoteca · Bisogna per un locale dove c’è un alto numero di prede ( in questo caso aumenteranno le tue possibilità ). 2° punto - Il vestiario · Giacca, pantaloni, camicia, calze ( possibilmente lunghe ), un paio di scarpe classiche; il tutto deve essere mischiato in modo che i colori non facciano a pugni fra loro. X i principianti è consigliabile comprare un completo, x i più esperti farsi consigliare dalla mamma ).3° punto - Passare dal Bancomat. Dopo aver seguito i 3 punti essenziali possiamo entrare nel locale. Questo teorema non insegnerà ad abbordare le tipe, bensì vi aiuterà a scoprire le vostre potenzialità. In una normale discoteca possiamo trovare un determinato numero di ragazze, noi per semplificare i calcoli penseremo a 1000 ragazze. Queste 1000, dobbiamo suddividerle in categorie e numerarle:· 300 hanno il ragazzo · 300 sono dei cefali ( x i tuoi gusti )· 100 sono troppo fighe ( non ti cagano, x i tuoi limiti estetici )· 100 sono prese male x un ragazzo ( tempo perso, non riuscirai a combinare niente , lei si confiderà con te e alla fine ti dirà: " Scusa se mi sono sfogata con te, qual è il tuo nome?" ).· 80 hanno già puntato un ragazzo che sicuramente non sarai tu · 20 hanno malattie strane · 20 sono lesbiche · 50 vogliono prenderti x il sedere, farsi 2 ghignate, farsi offrire da bere e dopo ti dicono: "Devo andare a cercare le mie amiche, ci vediamo dopo!", e x tutta la serata non le becchi più. Rimangono la bellezza di 30 tipe, il problema è trovarle. Puoi provarci con tutte le ragazze della discoteca: hai a disposizione 3 ore , quindi 180 minuti, ci devi tentare con 1000, ottieni la media di 10.8 secondi per ogni tipa, ai limiti della velocità della luce, perchè prima di fargli una perquisizione totale ( a mani nude sul suo corpo), devi presentarti, chiederle come si chiama ( anche se non t’interessa), da dove viene, cosa fa nella vita, ecc... Questi preliminari ti porteranno via in media dai 4 minuti e 28 secondi ai 5 minuti e 16 secondi, tempo che tu non hai a disposizione. Altrimenti puoi tentare la sorte su più serate insistendo sullo stesso locale x dei mesi, in questo modo hai la possibilità di conoscere le persone abitudinarie e quando arrivano nuove ragazze sarai il primo a provarci con loro. X questa ultima scelta dobbiamo inserire un coefficiente che varia da 0 a 1, personale per ogni individuo, tale da rispecchiare il grado di come ti sai comportare con una persona che non conosci Esempio: il tuo coefficiente è 0.68, passate 3 settimane dove hai potuto farti conoscere e individuare le prede, escludi dalle 1000 tipe quelle che hanno il ragazzo, i cefali, quelle che hanno malattie strane e le lesbiche, ti rimangono 360 tipe, dividi questo numero x 30 ( ragazze disponibili nei tuoi confronti ) è ottieni 12 che dividerai x il tuo coefficiente, in questo caso 0.68 otterrai 17.647, questo vuol dire che se non farai il timido e ci proverai anche con le colonne ti farai una tipa ( che secondo i tuoi gusti è figa ) ogni 17.647 settimane, se andrai in discoteca una volta ogni 7 giorni. Se questo dato ti sembra eccessivo puoi migliorarlo frequentando il locale 3 volte a settimana, così avrai 17.647/3=5.882, che equivale a bombarti una bella gnocca ogni mese e mezzo. Se anche questo dato ti sembra eccessivo ripensa ai cessi che ti sei fatto e al tempo perso in bagno a farti le ...... Con questo vi auguro buon divertimento e soprattutto buona discoteca; adesso qualche consiglio per sabato sera, su come rimorchiare al primo appuntamento; Il tuo vestito starebbe benissimo sul pavimento accanto al mio letto. Forse non sono il più bel uomo qua dentro, ma sono l'unico che ti sta parlando. Perché non ti siedi qui sulle mie ginocchia e parliamo un po’ del più e del meno? Posso offrirti qualcosa da bere o vuoi direttamente i soldi? Sono nuovo qui in città. Potresti indicarmi dove si trova casa tua. Avrai le gambe stanche, visto che hai attraversato la mia mente tutta la notte. Se ti dicessi che hai proprio un bel corpo tu lo terresti attaccato al mio? (guardando l’etichetta del suo vestito) Volevo vedere se eri stata fatta in paradiso. Se la tua gamba destra si chiamasse Pasqua e quella sinistra Natale, mi faresti passare un bel periodo tra le vacanze? (una romantica) Tuo padre era per caso un ladro? Perché qualcuno ha rubato le stelle dal cielo e le ha messe nei tuoi occhi. Ti ho già forse visto da qualche parte? Forse non ti riconosco perché hai i vestiti addosso. Conosci la differenza essenziale tra sesso e conversazione? Mi piacciono le tue pesche, vorrei dare una scossa all’albero. Credi nell'amore a prima vista o devo uscire e rientrare in questa stanza? Faresti il mio buffet dell’amore? Così che potrei stenderti sul tavolo e prendere ciò che più mi piace? Da te o da me? Scusa, abbiamo per caso frequentato scuole diverse? Oh! I vestiti che indossi starebbero magnificamente bene appallottolati in un mucchietto sul pavimento della mia camera da letto! Che bel corpo! Sai cosa ti starebbe bene addosso? Me! Sono veramente curioso di sapere come sei quando sono nudo. Mi piacerebbe che fossi una porta, così potrei sbatterti tutto il giorno. Lo sai, se fossi te, farei sesso con me. Ti va una pizza e poi un po' di sesso? Nooooo!!! Non ti piace la pizza? Scopami se sbaglio, ma il tuo nome non è Genoveffa? Il mio nome è Franco. Ricordalo, lo urlerai più tardi... Che suolo impolverato qui... Vuoi scopare? Allora, che fai nella vita, oltre ad eccitare gli uomini e renderli pazzi di desiderio? Tu credi all'amore a prima vista o hai bisogno di qualche occhiata in più? Mi scusi ma sono un po' a corto di contanti: non le spiace se prendiamo lo stesso taxi per andare a casa? Sai qual è la differenza fondamentale tra parlare e fare sesso? (lei risponde di no) Andiamo di la e parliamone. Conosco un modo fantastico per bruciare tutte le calorie del pasticcino che hai appena mangiato! Sono un donatore di organi. Serve niente? (sospirando e facendo l'occhio triste) Ereditare 2 miliardi non significa poi un granché quando si ha un cuore così debole... Dimmi tutto di te. Mi piace farmi vedere mentre converso con una sventola. Hai gia un ragazzo? Bene, potrà pagarci il conto. La prossima per le ragazze. Di Alfonso Galasso MACELLERIA BARILE GIUSEPPE SORBO SERPICO VIA PROVINCIALE N.10 P.I. 00285010641 TEL 0825.981524 COSTUME RITMI SALZESI Agos-Sett 2005 8 “O PADRONE PROVA…..E L’OTTO SCOPPA”! La “scoppola”, quando il gioco incontra la tradizione”. La scoppola non è un semplice gioco con le carte, a queste infatti, vanno associati altri importanti fattori. Quali? Il vino o la birra, pesanti ubriacate, risate e sfottò…il tutto condito con una buona dose di astuzia e perché no di malizia. “CARATTERISTICHE TECNICHE”. E’ probabilmente il gioco che vede coinvolti il numero maggiore di giocatori, anche quaranta; ciò è possibile dando una carta a ciascun partecipante. Ovviamente è molto improbabile che si arrivi a tanto, di solito “a tavolino” si siedono non più di dieci giocatori. Prima di distribuire le carte viene scelto il cosiddetto “palo” (spade, denari, bastoni o coppe). Le carte principali sono il dieci, il nove e l’otto, rispettivamente “o Padrone, o Sotta, e chi Scoppa”. Il giro ha inizio quando il padrone (il dieci) offre la prima bevuta, interpellando formalmente “o Sotta” (il nove); o Padrone può anche pronunciare le fatidiche parole :”o padrone prova” e portando il bicchiere alla bocca “prova” a bere. ”Prova” perché il tutto può essere stravolto da chi ha l’otto, che battendo simbolicamente la mano sul tavolo può togliere la bevuta sia al dieci che al nove. UN GIOCO PSICOLOGICO. Si, la scoppola è soprattutto un gioco psicologico, fatto di alleanze, rivalità e tradimenti. Quando il padrone decide di bere sa che non avrà vita facile, in agguato c’è il lupo cattivo, l’otto. Proprio quando il dieci è sicuro di poter degustare la birra, che in questo gioco è il “Nettare degli Dei”, proprio quando il bicchiere sta per toccare le labbra aride, ecco che si ode un boato che scuote la pace e la tranquillità del malcapitato…E’ l’otto, che con forza batte la mano sul tavolo e che col suo ghigno malefico esclama a voce alta: ”mitti quaaa”. E il padrone a malincuore, come il neonato che deve staccarsi dal seno materno, lascia la bevuta al suo rivale. L’ otto esibisce ai partecipanti la sua carta e sorseggia soddisfatto la sua birra, esibita come un trofeo di guerra. Chi “scoppa” può farlo nei confronti non solo del padrone ma di tutti gli altri giocatori. Ed è così che hanno inizio le alleanze o le rivalità. Ma forse lo scopo principale che ha la scoppola è quello di “castigare e far soffrire” l’ urmo. POVERO, POVERO URMO. Chi è l’urmo? Il solo nome non promette nulla di buono. Ebbene l’urmo è quello che sta seduto con gli altri giocatori, è quello che vorrebbe aggredire ad ogni giro gli altri partecipanti. L’urmo è quello che suda e si contorce continuamente sulla sedia perché in crisi di astinenza. Si lecca continuamente le labbra secche e si chiede perché deve essere proprio lui il prescelto, si chiede perché gli altri sono così cattivi con lui….e così “ n’grogna”. L’uormo è quello che ad ogni giro pensa tra se e sé “ Ma viri se sti strunzi mi fanno veve”. L’urmo è colui che non beve mai per tutta la partita, a causa degli altri giocatori, delle carte e immancabilmente della sfortuna. Povero, povero urmo. Tutti lo prendono in giro…..e così “ n’grogna”. Gli sfottò sono tanti e del tipo: “povero criaturo, facitilo veve senò si piglia colena”, oppure “ vabbuò, pigliati na cosa…….e paiatella” e così “n’grogna”. Povero, povero urmo. addirittura la scarpa per batterla con forza sul tavolino, questa è la chiara prova che all’otto tutto è concesso. A Salza viene giocata per tutto l’ anno, ma le partite che vedono coinvolti un numero maggiore di persone si hanno proprio le sere della Festa, a Settembre, quando la voglia di divertirsi è tanta e tornare a casa “ co n’uocchio ca no vere a nato” non è un problema. Di Pasqualino Ricciardi QUALCHE ANEDDOTO…… La scoppola è giocata a Salza da moltissimi anni. Si è sempre usato il vino e le regole erano molto più ferree. Chi “scoppava” doveva bere continuamente portando alla bocca il bicchiere che doveva essere riempito proprio mentre si beveva. In poche parole in poco tempo si consumavano litri e litri di vino ed erano in molti a tornare a casa barcollanti e rossi in viso. Oggi è usata principalmente la birra, la si può bere con calma, cioè a sorsi, anche se per fortuna qualcuno che si definisce vero giocatore, la consuma in un solo sorso. Si narra che a Salza ci si è tolti PRET A’ PORTER di Petruzziello Michele Intimo uomo donna Biancheria per la casa Pelletteria Bijouterie Via Gramsci Atripalda Tel. 0825.623898 Luigi Cella Cell 335.8066605 AVELLINO PROVINCIA Sede oper.: Loc. S. Rocco-Sorbo Serpico Tel. 0825.986536 Fax 0825.986991 MONTEFORTE I. MANOCALZATI ARIANO IRPINO LIONI MONTEMILETTO tel.0825.68538 tel.0825.610215 tel.0825.871787 tel.0827.224933 tel.0825.955888 COSTUME RITMI SALZESI Agos-Sett 2005 9 IL GIOCO DIVINO: LA MANIGLIA Le regole di gioco Affettuoso omaggio a tutti i «Salzesi» La « Maniglia », affascinante gioco di carte di cui soltanto pochi conoscono le vere origini, è ancora oggi il gioco di carte più caratteristico e popolare degli abitanti di Salza Irpina. Il bisogno di sapere notizie riguardanti, il principio, necessarie per appagare il desiderio di conoscerne la vera natura, mi ha portato alla determinazione di sedermi a tavolino e giocare la «Maniglia» affrontando accaniti giocatori Salzesi. Nacque, così, l'idea di tramandarla ai posteri, con la speranza di portare ancora spensieratezza a chi, utilizzando parte del suo tempo libero, voglia cimentarsi in un sì bel gioco. La «Maniglia» si gioca con le carte napoletane, il valore delle carte è indipendente dal palo a cui appartengono. Il Sette vale punti cinque; l'Asso vale punti quattro; il Re vale punti tre; il Cavallo vale punti due; la Donna vale punti uno. Il Sei, il Cinque, il Quattro, il Tre, il Due non han-no alcun valore. Si attribuisce anche un punto ad ogni insieme di quattro carte, qualunque esse siano. I punti complessivi delle quaranta carte sono, perciò, settanta, così ripartiti : I quattro Sette valgono punti 20 I quattro Assi valgono punti16 I quattro Re valgono punti 12 I quattro Cavalli valgono punti 8 Le quattro Donne valgono punti 4 Le quaranta carte valgono punti 10 TOTALE punti 70. Anche le carte alle quali non è attribuito alcun punteggio hanno una graduazione di valore che nell'ordine decrescente è il seguente: Sei, Cinque, Quattro, Tre, Due. Regole generali. Le due coppie di giocatori si adoperano per realizzare in ogni mano più punti possibili tenendo presente che i «validi» sono soltanto quelli eccedenti i 35. Pertanto, qualora in una mano ogni coppia totalizza i 35 punti, a nessuna di esse vengono attribuiti punti validi. Se invece una coppia dovesse realizzare, per esempio, 48 punti e l'altra, di conseguenza, 22, i 13 punti validi, dati da 48 - 35, saranno attribuiti alla prima coppia. Ad ogni mano solo una coppia di giocatori può, perciò, realizzare punti validi. Questo comporta che una coppia può perdere la partita anche se il punteggio a sua favore è di 34 a 0, di fatto questa situazione si verifica spesso. Vince, infatti, la partita, la coppia che raggiunge per prima quota 35 punti totalizzandoli in diverse successive o mano, oppure in una sola mano. Si fa quello che comunemente viene denominato «cappotto», quando si realizzano dieci prese, ossia 35 punti validi. La caratteristica fondamentale, che dà l'impronta originale alla «Maniglia», è rappresentata dall'obbligo di «superare» la carta giocata dall'avversario ogni qualvolta n’esiste la possibilità. «Superare» significa giocare una carta che sia di valore superiore ad un'altra. (Si ricorda che l'ordine delle carte per valore crescente è il seguente: Due, Tre, Quattro, Cinque, Sei, Donna, Cavallo, Re, Asso, Sette). L'elemento base di tutta la partita è rappresentato, con certezza, dal Trinfo. Esso viene determinato dal palo dell'ultima carta della mano che il cartaro ha l'obbligo di farla vedere ai giocatori, capovolgendola. La carta capovolta, o, come si usa dire, «votata», oltre a rappresentare la briscola, dà diritto anche a punti che si sommano al punteggio già raggiunto dalla coppia del cartaro, purché esso sia inferiore a 30; questa regola a Salza non si utilizza mentre a Napoli e a Gaeta si applica, infatti anche se avendo già punti 29, si votasse il Sette, che vale 5, si raggiungerebbe soltanto il traguar-do limite massimo di 34 e non 35 punti. E fatto obbligo a tutti i giocatori di rispondere al palo giocato e superare la carta giocata dall'avversario, solo il compagno di gioco può rispondere con carte inferiori se la carta giocata dal compagno di squadra è ancora superiore sul tavolo, questo è chiamato «passaggio». Talvolta, quando si ritiene che sia in pericolo la partita, allo scopo di scappottare, è consentito condurre il gioco in modo non convenzionale. MACELLERIA ROBERTO GIOSUE’ DITTA CATAPANO STEFANIA Via P. Vegliante - Salza Irpina Calzature Pelletteria SIMONA Via A. Gramsci, 52 Atripalda Di Alfonso Galasso Impresa di pulizie e servizi Via ferrovia n.4 – Salza Irpina Tel. 3492374475 FATA ASSICURAZIONI Geom. Scarpa Carlo Via F.Manfra-Salza Irpina Tel. 0825.986372-71 CENTRO SHOPPING SALUMERIA Casalinghi – Articoli da regalo RITMI SALZESI MUSICA Agos-Sett 2005 NEW TROLLS: CONCERTO GROSSO N. 1/ ETICHETTA CETRA 1971 Questo mese vorrei parlarvi di un album datato 1971 che riscosse grande successo e che ancora oggi mantiene quell’aura di sacralità e quel fascino tale da renderlo un cimelio immancabile nelle collezioni private degli amanti della “vera” musica: CONCERTO GROSSO PER I NEW TROLLS. I componenti del gruppo erano Nico di Palo (basso-chitarra-voce) Vittorio De scalzi (chitarra-tastiere-flauto-voce) Giorgio D’Adamo (basso) e Gianni Belleno (batteria-voce) i quali, dopo aver superato il confine che dalle canzonette porta a brani impegnati sia come testi che come intessitura musicale (basti pensare a “Senza orario senza bandiera”), collabora- rono con il maestro argentino Luis Bacalov. Quest’ultimo favorì per la prima volta in Italia la fusione di una musicalità prettamente rock con lo stile classico, con l’intervento di un’orchestra sinfonica. Il lavoro è suddiviso in tre tempi: Allegro, Adagio (shadows), Cadenza-Andante con moto. L’inizio è affidato al violino con un motivo tematico che richiama molto da vicino l’INVENZIONE A DUE VOCI in fa maggiore del sommo Bach, alternato ad irruzioni rock-sinfoniche con un flauto di ascendenza andersoniana in dialogo con il basso. Ciò fa da ponte all’hendrixiano assolo di chitarra di Nico Di Palo per poi assistere ad un imponente ritorno orchestrale con arrangiamento neo-barocco che conclude il primo tempo. L’adagio si apre con un etereo dialogo violino-chitarra che introduce armoniosi interventi vocali, rievocando le oniriche scene dell’Amleto di Shakespeare: “to die/ to sleep/maybe to dream”. Il tema iniziale viene poi ripreso dall’orchestra con dei “divertimenti” da parte dei violini fusi in maniera magistrale con la solita chitarra di Nico. Tipicamente classica è la Cadenza, caratteristica particolare dei concerti, affidata al solista per mostrare il suo virtuosismo e le qualità sonore dello strumento. In questo caso a farla da padrone è ancora il violino con una melo- 10 dia vertiginosa, alla quale si adeguano sia i “nuovi” strumenti che le voci shakesperiane. Intanto giungiamo a Shadows, un omaggio al mai troppo compianto Jimi Hendrix. E’ un pezzo in cui confluiscono sia una dolce melodia vocale, sia un flauto spigoloso, sia una chitarra pungente che tenta di far rivivere le performances del chitarrista di Seattle. L’ultima parte del Concerto Grosso sono delle improvvisazioni registrate in diretta NELLA SALA VUOTA. Trascinante è la sezione strumentale con interminabili ma affascinanti assoli e le splendide voci stile-New Trolls poggianti sul drammatico IL SOLE NASCERA’. Concerto Grosso: un esperimento di grande e ancora oggi ineguagliabile successo in cui la band genovese apportò una rottura con i “soliti” 45 giri (collage di pezzi gistapposti), cercando invece nella musica classica un discorso tale da render congiunte le varie parti del lavoro.Missione compiuta. N Di Carlo Petruzziello RELIGIONE RELIGIONE... FAI DA TE SI SCEGLIE QUELLO CHE PIACE, E CERTUNI SANNO ANCHE TRARNE UN PROFITTO. MA LA RELIGIONE CERCATA ALLA MANIERA DEL "FAI DA TE" ALLA FIN FINE NON CI AIUTA. In vaste parti del mondo esiste oggi una strana dimenticanza di Dio. Sembra che tutto vada ugualmente anche senza di Lui. Ma al tempo stesso esiste anche un sentimento di frustrazione, di insoddisfazione di tutto e di tutti... E così insieme con la dimenticanza di Dio esiste come un "boom" del religioso... Si sceglie quello che piace, e certuni sanno anche trarne un profitto. Ma la religione cercata alla maniera del "fai da te" alla fin fine non ci aiuta. È comoda, ma nell'ora della crisi ci abbandona a noi stessi. Aiutate gli uomini a scoprire la vera stella che ci indica la strada: Gesù Cristo! Cerchiamo noi stessi di conoscerlo sempre meglio per poter in modo convincente guidare anche gli altri verso di Lui". Non sarà facile forse per il lettore comune comprendere esattamente la differenza tra la vera fede in Dio e una religiosità tutta a proprio uso e consumo. Eppure queste parole che Benedetto XVI ha rivolto ai giovani nel corso della Giornata Mondiale della Gioventù a Marienfeld non ci consentono dubbi. Una valutazione così realistica del fenomeno religioso non era stata mai resa in modo così autorevole e convincente, tale da indurre un pò tutti i credenti ad una verifica di molte manifestazioni religiose che forse religiose non sono. Sia a livello individuale che collettivo. Si tratta talvolta di palliativi veri e propri, di un enorme spreco di tempo e di risorse che potrebbero senza dubbio essere investite in modo molto più efficace e intelligente. C’è talvolta voglia di protagonismo. Sempre da apprezzare. C’è l’esigenza di fare qualcosa, spendendo anche cifre consistenti, pur di vincere la noia, rimediare alla monotonia dei mesi estivi, evitare che i giovani si allontanino del tutto dal paese. Ma perchè non farlo in modo più creativo? Non a caso, ancora prima del papa, anche i vescovi della nostra provincia avevano rivolto a tutti un invito simile. Le tradizioni sono certamente sacrosante. E forse nessuno vuole escludere il momento della festa, dello svago e dell’esaltazione artistica. Non si tratta di distruggere o abolire, ma di superare chiusure ed ottusità, di favorire il dialogo, di integrare ad arricchire a misura dei bisogni che spesso sono gravi ed urgenti. Lasciarsi dominare dalla pigrizia mentale, dal fatalismo e dalla pura e semplice ripetitività delle ricorrenze, in un contesto sociale e culturale ormai molto diverso da quello dei secoli passati, sarebbe un peccato. Di Gerardo Capaldo C’est la vie Caffetteria Stuzzicheria – Ristopub Via Roma 9 – 83050 Salza Irpina RITMI SALZESI SPORT Agos-Sett 2005 RICOMINCIAMO DA SALZA 11 QUESTO IL MOTTO DELLA SOCIETA’ DELL’ A.C. SALZA IRPINA CHE CAMBIA STRATEGIA E PUNTA SUI SALZESI È settembre. La pausa estiva per le molteplici squadre appartenenti alle categorie inferiori è ormai finita. Dirigenti, allenatori e calciatori sono freneticamente impegnati, ognuno nel proprio ruolo, a gettare le basi per affrontare nel miglior modo possibile i vari campionati che prenderanno inizio nei mesi di ottobre e novembre. L’A.C. Salza Irpina, confortata dagli incoraggianti risultati avuti negli anni scorsi, continuerà naturalmente a disputare il campionato di seconda categoria e, come sempre, sta aspettando che trascorrano le festività in onore di Maria S.S delle Grazie per iniziare la preparazione atletica, indispensabile affinché i calciatori raggiungano la forma fisica necessaria per affrontare le gare che settimanalmente si avranno sui vari campi del girone. È importante sottolineare che questo sarà un campionato molto particolare e significativo, un campionato che molto pro- babilmente non si vincerà, forse si lotterà addirittura per la salvezza o forse no! Chissà? Nulla è scontato tranne la certezza che sarà un anno pieno di gioia e divertimento dove finalmente un gruppo compatto, unito e solidale di soli calciatori salzesi scenderà in campo diretto a raggiungere un unico obiettivo, quello di onorare la maglia dell’A.C. Salza Irpina, squadra del proprio paese. Si, cari lettori, questa è la grande novità! La dirigenza del team salzese, pur avendo la possibilità di allestire una squadra molto competitiva e tentare la vittoria del campionato, ha preferito premiare i calciatori salzesi, escludendo tutti coloro che provenendo da altri paesi non hanno mai dimostrato un vero e proprio attaccamento a questa maglia. Il divertimento, lo spirito di aggregazione e la compattezza del gruppo sono le prerogative che quest’anno la società dell’ A.C. Salza Irpina ha voluto ante- porre ad ogni cosa pur dovendo sacrificare il tasso tecnico della squadra che, come ben sappiamo, è tra gli aspetti più importanti nel calcio. La volontà della classe dirigente e forse anche di tutto il paese, è quella di riformare quell’insieme di giovani ragazzi che in sintonia con i tifosi settimanalmente trasformavano una partita di calcio in una vera e propria festa e proprio per questo si spera che il pubblico salzese, totalmente scomparso negli ultimi due anni, si riavvicini alla squadra riportando quel clima gioioso ed entusiasmante che vi era in passato. Di Dante Iandolo I BEI TEMPI ANDATI DEL CALCIO CHE FU E noi tifosi, ultimi inguaribili romantici! Tutto sommato lo temevo…Anzi lo sapevo. Si, insomma, avete presente il mio delirante articolo di giugno? Quello sulla fine del campionato e la disperazione per un’estate intera senza calcio? Volevo illudermi che veramente sarebbe stato così: carenza fino a settembre. Ve la ricordate voi l’autentica estate del calcio italiano, quella della pura consapevolezza: ”E’ inutile che mi dispero, tanto di calcio in TV non se ne parla ancora”? Io francamente no! Rarità di otto, nove anni fa pressappoco. Altri tempi e mi sa che quella era la vera attesa! Come quando hai l’acquolina in bocca e non vedi l’ora di mangiare la cosa più buona di tutte!La fame è saziata da un sapore dolcissimo e ti convinci che n’è valsa la pena di aspettare, n’è valsa proprio la pena!Si, pure adesso col primo calcio d’inizio si risveglia la voglia di rivivere le emozioni daccapo, gongolare e soffrire immancabilmente, come sempre. Il tifoso ha il battito accelerato ogni domenica per novanta minuti più recupero, si sa, e l’alternanza di gioia, incredulità e collaudati riti scaramantici è il classico copione settimanale. Ogni partita dell’amata squadra è un’esperienza mistica e al novantesimo, comunque sia andata, pensa: ”E pure oggi ma fatto morì”. Questo solo il vero tifoso lo sa provare e chi non ci tiene poi così tanto, non lo capirà mai. Ebbene si, viviamo in balia delle nostre emozioni amplificate dal potere del dio Calcio che sa farsi adorare nonostante i teatrini drammatici che offre. Tra illeciti sportivi, tribunali e società nobili decadute, la nostra passione ha subito pressioni non indifferenti. Una cosa è certa però: la fede vera non vacilla neanche davanti ai residui di credibilità del calcio italiano. Come se non bastasse ci hanno tolto pure la trasmissione culto della domenica pomeriggio: Novantesimo minuto. Certo, la vicenda dei diritti televisivi ha sempre più dell’assurdo, ma questa è un’altra storia… Oramai alle sei e dieci non scatterà più istintivamente la sequenza: orologio, 18:10, telecomando, Raiuno…Era la prassi, e com’è deprimente dover parlare al passato, ma ora si cambia canale e non solo. In cuor suo il tifoso è affascinato da quanto lo lega proprio al passato: il calcio ci deve essere raccontato come piace a noi secondo gli schemi tradizionali, dalle stesse voci e dalle stesse facce. Insomma, Novantesimo minuto non si poteva perdere, pure se i goal te li eri visti già prima! Infatti le abitudini consolidate, nel calcio, sono dogmi. Come fai a metterle in discussione?La fede non la cambi e ciò comporta che i riti li devi rispettare. Purtroppo, però, anche un’altra verità assoluta già da tempo è stata rinnegata: le partite tutte di domenica. Abbiamo accettato, nostro malgrado, l’anticipo del sabato alle sei, ma la serie B il sabato alle tre…E poi si lamentano che la gente non va più allo stadio!Sarà che in Inghilterra le partite cominciano pure all’una (lì problemi non --- FARMACIA--- Dr.ssa PICARDI ROSA Via F. Manfra Salza Irpina se ne fanno), ma a noi Italiani, volete lasciarci vivere il calcio secondo tradizione? Ripeto, le nostre abitudini hanno origini lontane che si conservano negli anni: troppi cambiamenti ci fanno storcere il naso. E senza di noi il calcio stesso perde tanto, senza i cori, senza le nostre gioie e illusioni e, più materialmente, senza i nostri soldi spesi tra biglietti e abbonamenti vari. Meno male che siamo rimasti noi, ultimi custodi della magia del calcio italiano…e inevitabilmente nostalgici nel ricordo della poesia del passato… Di Luisa Ricciardi MEMORIAL SARA VASSALLO: TRIONFA IL CESINALI IL 5° MEMORIAL Sara Vassallo termina con la vittoria della compagine cesinalese che giunge in finale meritatamente e batte il Montemarano squadra caparbia e ben organizzata che giunge dietro la prima per il secondo anno consecutivo. Qualcuno aveva pronosticato una finale diversa ma squadre più quotate hanno dimostrato, forse, poco impegno e determinazione nei momenti cruciali del torneo. Anche le due squadre di Salza sono mancate all’appuntamento dimostrando poca incisività nei momenti in cui bisogna dare il massimo, e così per il primo anno il trofeo cambia proprietario. Al di la di questo lo spirito del torneo era sicuramente quello di tributare giorni di sano sport alla memoria della nostra piccola amica Sara e sperando che questo sia stato il principio fondamentale per ogni partecipante si aspetta il prossimo anno per una rivincita da parte di tutti. Di Magliaro Pasqualino LO STRILLONE L’ULTIMA OCCASIONE PER DIRE LA TUA X Nicola C.: un saluto affettuoso Silvia X Carmine Baffone: hello most expensive friend. on the public square ce to move a towing of the company ecology 2000 inasmuch as you have patent "DE" you you feel to come? By Nik Doveva essere un giorno felice, ricco di baci, carezze, certezze.Doveva essere un giorno pieno di prospettive, per un futuro che non c'è stato!Doveva essere il giorno dei tuoi 18 anni! Ti vorrò per sempre bene!(23/08/05) tanti auguri a Sandro e carmine d'onofrio per il loro compleanno.un saluto dal vostro collega di studio e di lavoro. by Nicola C. X pasquale c: ciao sono un amico che vuole darti un consiglio per un buon profumo.ti consiglio Laura Biagiotti essenza "Roma".a buono intenditore poche parole.... by X Fefone, Giancarlo e Paf: lo sapete che siete grandi?! Il campo è in ottimo condizioni by i vostri sostenitori. Sono una salzese che vive in esilio, ho visto il vs giornale e sito! Continuate così… in bocca al lupo! Per Nicola:ma chi sei scopola o scommoglia?By fans club otrale! X omino bianco oxi gel: ma come mai il tuo detersivo funziona meglio del mio? Ciao X Carmine baff: come sposti i tir tu non li sposta nessuno soprattutto con quelli targati torino e l’aquila. By la motorizzazione X Nicola quando indossi quei pantaloni marroncini sembri na patana cigghiata!!! Salve siamo tazza e cocchiera e volevamo salutare scopola e scommoglia. A proposito ma chi siti? X Dino: ti do un consiglio: fai attenzione stai uscendo dal seminato!!! By chi te la farà pagare X Nicola <<e noi paghiamo>>. X Ti-Ti : la prossima volta che ci serve la macchina ritirati prima dalla discoteca. By A.A.L. X Pasqualino: se facissi o vice capo redattore come giochi a pallone stessemo nguaiti! By il capo X domenico il Tir: perchè ti chiamano sfoderamento facile? X il mio bodyguard domenico: prima o poi arbitrerò una partita di calcio X Plant-Aro quanno arrivi puru tu a Atripaoro facci no squillo. Tu sai chi simmo. Si regalano gattini, per informazioni rivolgersi alla redazione X Michele Marra: A fatto o sugo ca era na specialità. Si sembe o meglio. A Napoli mo so c...i mii. X il tir sei un gran giocatore e un bel ragazzo. X Maria altro che speedy gonzales X Alessandra: finilla ma stavolta seriamente. X Gianni G. : ra quanno tà fidanzato si fatto cchiù bello però non esaggerà ca no poco ta puro sciupato. X Dino Antonella e Cristina: ata fatto na cricca tutti e tre! Amore mio dolcis dolcis ti amo sempre per sempre da sempe lemona mia X Nicola: con quei pantaloni stretti, quella maglietta attillata e con quel ciuffetto davanti agli occhi mi fai impazzire!!! Mi sembri TOTò X P: beato a te ca ta trovato a vagliotta chiù bella re S. X Paoletto: con questo capillo sei ancora più fashon X Carmine M. pensavamo che il tesoro fossi tu… che delusione by T.T.kiri X la persona più bella del mondo da pharao73: devi avere i piedi molto stanchi visto che mi hai attraversato la mente tutta l’estate X Liuccia mia : ma quando te lo metti quel vestitino con i fiori? By chi ti osserva! X Alessandra DB sei la più brava capo redattrice ma si puro l’unica! Continua così… X Luisa R. tanti auguri per il tuo 23° compleanno By TTkiri team X Romeo B.: sto torneo o putivi organizza no poco meglio! By uno che ti stima X Alberto I. co sti capilli tagliati mi pari totore re cigghiato. X Carmine Baff: quando ti ho visto con le stampelle mi veniva quasi da piangere!!! ma non ti putivi fa chiù male! By osghiò X Alessandra: perché fai troppo a ‘ndracchiera? By F. e A. X Nicola scavola e scommoglia stammo arrivanno bu il tuo fans club otrale X Dino: possiamo sapere il colore del cappello che usi x dormire? Azzurro bianco o fuxsia? X Antonio e Dario re foggia: ma l’ata sera a e tre che facivivi ‘ngoppa a chiazza. By un tuo amico X Domenico a perde co quiri cchiù fessa e te è brutto, è vero… ma quanno uno è cchiù forte ta sta e basta.. By uno ca ne sape chiù de te. X Anna a Stramba: giovedì tutti all’ibisco X Fabio: da quando ti sei innamorato si diventato proprio antipatico by A X i lettori del giornale rati l’auguri a Alessandra sino s’incazza X Cristina: da quando ti sei lasciata con Dino sembri un po abbattuta! Se fossi in te farei i salti di gioia!!!! By o parè EDITORE: Associazione Centro Studi Cinematografici “ Jean Luciani” DIRETTORE: Don Gerardo Capaldo ASSOCIATO: supplemento al settimanale cattolico il Ponte CAPO-REDATTORE: Alessandra De Biasi VICEREDATTORE: Magliaro Pasqualino RESP. GRAFICA: Iandolo Alberto, Magliaro Pasqualino VIGNETTE e DISEGNI a cura di Antonio Paparella ALCUNI MESSAGGI NON SONO STATI PUBBLICATI PERCHE’ RITENUTI OFFENSIVI O DI CATTIVO GUSTO !!! PER INVIRE I VOSTRI MEGGAGGI VISITATE IL SITO www.forumsalza.135.it OPPURE INVIATE UN SMS AL 3209391144 O UN E-MAIL A [email protected]