Anno 0 Numero 6
Agosto Settembre 2005
EDITORIALE
di Alessandra De Biasi
E’ slittata di qualche giorno
l’uscita di “Ritmi salzesi” per
trovarci in linea con il periodo
delle festività di settembre e
per l’organizzazione di manifestazioni estive che ha impegnato noi ragazzi del forum giovanile. Durante questo periodo estivo, infatti,
abbiamo cercato di rallegrare
qualche serata salzese con
giochi vari che sembrano
aver riscosso molti consensi
tra grandi e piccoli. Purtroppo
il tempo a nostra disposizione non è stato molto per un
motivo o per un altro, ma tra i
progetti che siamo riusciti a
portare a termine c’è quello
che vi presenteremo tra una
settimana. Domenica 11 settembre uscirà infatti un opuscolo sulla festa in onore di
Maria SS delle Grazie curato
dalla nostra redazione in cui
abbiamo cercato di trovare le
radici di questa festa raccogliendo informazioni da chi si
è dedicato più assiduamente
all’organizzazione di questi
festeggiamenti. Una sorta di
raccolta di ciò che i salzesi,
più o meno anziani, sanno e
ricordano; abbiamo cercato
di raccontarvi la storia della
festa che forse già sapete e
avete dimenticato o piccole
curiosità che non avete mai
sentito. Crediamo che questa
sia un’iniziativa che possa
interessare anche, e forse
soprattutto coloro che sono
di Salza ma che non abitano
qui e che ogni anno assistono alla festa con grande entusiasmo, speriamo che que-
sto sia un modo per tenerli
più vicini al nostro paese.
Prezzo: Offerta
E-mail: [email protected]
Supplemento al settimanale cattolico “IL PONTE”
Per info consulta www.forumSalza.135.it
SALZA IRPINA: E’ STATA UN’ESTATE DIVERTENTE?
Scopriamo in questo numero come, tra le iniziative dei ragazzi del forum e una minuziosa cronaca delle festività del
15 agosto, i salzesi hanno trascorso i giorni più belli di
quest’estate.
>>>A pagina 3 e 4
ANCHE L’AMERICA PIEGATA DALLA NATURA
IL MONDO IN GINOCCHIO
PADRONE E SOTTA
O MANIGLIA
A CHE GIOCHIAMO ?
Uragani, Tsunami, e terremoti: tutto il mondo devasta- All’interno gli articoli sui gioto dalla forza incontrastabile della natura.
chi di carte più amati dai salCosa sta succedendo
al mondo? Dopo lo tsunami l’uragano Katrina
ha portato ancora centinaia di morti. Anche
l’America si è dovuta
arrendere ad una calamità naturale.
Fino ad oggi non si
erano mai registrati
fenomeni di questa
portata anche se in
zone
notoriamente
soggette a tali rischi.
Non importa se sia un
paese del nord o del
sud, ricco o povero, la natura non risparmia nessuno. Qualcuno in questi giorni si chiede se sia possibile grazie alle
moderne tecnologie riuscire a prevedere e prevenire tali
catastrofi. Probabilmente no. Nel periodo post-tsunami si
accusava la scarsa prevenzione degli stati colpiti dovuta
alla mancanza di tecnologie adatte, ma ora anche la più
grande potenza mondiale non ha potuto nulla contro Katrina. Le scene proposte dal cinema hollywoodiano sembravano surreali invenzioni ed invece…
zesi. Tutti da leggere, per
imparare a giocare e non
chiedere più: “ma come si
joca” ?
>>> A pag.8 e 9
INTERVISTA
AL PERSONAGGIO
PARLANDO CON
MASTO SIVIO:
Continuano le nostre interviste esclusive ai “personaggi”
di Salza.
>>> A pag. 5
SPORT
>>>A pag.2
ESCLUSIVO: PRENOTATE L’OPUSCOLO
“Lì 8 SETTEMBRE…”
Domenica 11 Settembre la redazione di Ritmi Salzesi pubblicherà un opuscolo speciale sulla storia e le tradizioni,
passate e recenti , delle festività Maria SS. delle Grazie
dal 1946 a oggi.
A Salza si è concluso il torneo Sara Vassallo…
Per gli appassionati di calcio
inizia il campionato di serie A
>>> A pag. 11
CRONACA
RITMI SALZESI
IL GIORNO DOPO
New Orleans piange le sue vittime
Agos-Sett 2005
URAGANO KATRINA
2
New Orleans una città devastata
<<<segue dalla prima
New Orleans, Louisiana, Stati Uniti.
New Orleans uno degli stati confederati durante la
guerra di Secessione americana, oggi secondo
porto dello Stato per volume di traffico.
…Nouvelle Orleans patria del jazz e del rhythm and
blues, città dal cuore nero, dal suono melodico di
una tromba, suonata a perdifiato in un suggestivo
vicolo del Vieux Carrè, accanto all’antica cattedrale
di Saint-Louis.
…New Orleans spazzata via, lasciata in pezzi tra le
acque verdastre del Mississippi…persa dentro una
vita che riemerge a stento, che si rialza guardandosi intorno, senza riconoscersi…umanamente sconfitta e alla fine prostrata e dimessa sotto la fanghiglia del grande fiume…una città spettrale, fantasma
disperato di se stessa…terra di morti, vittime di una
ferocia spasmodica…una città bruciata da un vento
incessante, un vento più forte dell’aria, che tagliava
il cielo e feriva… e sventrava le case, trapassava il
cuore della gente…il domani.
…c’è chi cammina senza seguire una strada, c’è
chi la strada non la vede sotto di se…c’è chi non sa
dove poter dormire e si appoggia dove può, c’è chi
cerca di mangiare rompendo con una mano il vetro
di un supermercato, chi fugge inseguito dalla polizia…c’è chi si crea ladro per sopravvivere…c’è chi
piange e si getta a terra non avendo più nulla, se
non una lenta disperazione da consumare…c’è chi
sa di dover restare, nonostante tutto…chi arriva per
dare, chi resta per ricevere…chi resta per i propri
morti…chi li cerca ancora…chi li seppellisce…c’è
chi resta per coraggio, chi va via per semplice paura, per necessità…c’è chi chiede medicine, chi
chiede aiuto…chi prega di piangere…c’è chi è malato..c’è chi muore e chi sa di dover morire…e c’è
chi resta…chi continua…chi sopravvive…chi rimane senza pensare…c’è ancora una città.
…c’è una New Orleans diversa, che culla i suoi
resti senza autocommiserarsi, chiedendo aiuto,
scrivendolo sui muri, lasciandolo dire agli altri, lasciandosi guardare…lasciandosi fotografare senza
posa nel suo pianto.
…c’è una città che è stata inghiottita dal dio delle
tempeste, da un uragano grigio, dalla bocca di una
donna di nome Katrina e poi è stata sputata fuori…
senza garbo, senza pietà…una città che ha tentato
di nuotare, di giungere a riva, di non lasciarsi annegare…Oggi quella città è stesa a terra, con il viso
livido, le articolazioni paralizzate, preda di un’asfissia respiratoria, ma nel profondo del suo coma,
della sua incoscienza si aggrappa a se stessa, cercando di risvegliarsi.
…ci sono milioni di parole che si accavallano sulla
città…le parole di chi tenta di spiegare…le parole
stentate, urlate, mute di una persona incrociata
dietro un angolo…le parole di un padre disperato…
il silenzio costante dell’angoscia…
… c’è un uomo che tiene in mano una tromba…ha
uno spartito bianco dinanzi a se…si siede a terra,
le spalle contro il muro, la testa alta verso il cielo…
c’è un uomo che non suona...che ripone la sua
tromba, aspetta domani…
…c’è poi una canzone sorda che scende sulla città,
c’è una canzone senza parole, lenta, pianta, caduta
dal cuore…è solo un lamento.
Di Galasso Potenza
Stati Uniti.
New Orleans, nello stato della Louisiana, era ancora una città prima che
venisse letteralmente devastata dalla
furia inconsulta di un uragano, che
ha polverizzato e piegato un importante punto nevralgico dell’economia
statunitense, provocando gravissime
conseguenze sia dal punto di vista
economico ma anche umano.
Una vera e propria catastrofe per gli
Stati Uniti, seconda per proporzione
e danni a quella dell’undici settembre.
Ingenti sono i danni che la città ha
subito, e nonostante il lavoro di
quanti hanno iniziato questa lotta alla
solidarietà, ma anche alla sopravvivenza, ancora non si è in grado di
stilare un numero certo delle vittime,
destinato ad aumentare inesorabilmente, viste le ingenti proporzioni
della catastrofe che secondo l’agenzia Standard and Poor’s potrebbe
superare i cinquanta miliardi di dollari.
La città appare come un cumulo di
macerie, devastata, piegata su se
stessa, sommersa dalle acque del
fiume Mississippi, liberatesi dopo la
rottura di un argine, ma è divenuta
oramai anche preda di sciacalli che
spinti dalla disperazione, derubano
negozi e supermercati, alimentando
una serie di atti vandalici che andranno a svantaggio della stessa popolazione. Il governatore della Louisiana,
Kathleen Blanco, ha spiegato che
ben trecento soldati sono stati schie-
rati a New Orleans, impegnati a ripristinare l’ordine e la sicurezza sociale
sulle strade, pronti dietro un suo ordine a sparare ed uccidere eventuali
saccheggiatori. Un appello d’aiuto è
anche quello lanciato dal sindaco di
N.O., che chiede al governo soccorsi
immediati per le vittime dell’uragano
Katrina. Precaria è tuttavia anche la
situazione dei sopravvissuti, scarseggiano infatti medicinali, cibo; molto
alto è il rischio di un diffondersi delle
epidemie tra la popolazione e le risorse energetiche oramai al tracollo,
rischiano di provocare un black-out
degli ospedali e una paralisi completa della città. Il portavoce della Casa
Bianca ha nel contempo dichiarato
che gli Usa sono pronti ad accettare
qualsiasi aiuto dall’estero e che nessuna offerta verrà rifiutata. Lo scopo
è infatti quello di ricostruire
la città di New Orleans e
rimetterne in moto l’economia; i tempi saranno sicuramente lunghi, ma per adesso il governo pensa ai sopravvissuti e a chi è senza
una casa, agli sfollati, a
quanti dovranno cercare di
ritornare comunque alla
normalità.
Di Dante Iandolo
e Potenza Galasso
EUROFER srl
— Carpenteria metallica
— Pannelli modulari
Via Acquara
Paternopoli (AV)
tel. 0827 71565 Cell. 347 6643297
RITMI SALZESI
ATTUALITA’
Agos-Sett 2005
3
SALZA IRPINA ESTATE 2005…
Una serie di scacciapensieri contro la noia e la routine
Quando si percorre la piazza di Salza e si
incontrano ragazzi seduti sulle scale della
chiesa, sul muretto, avanti al bar al pub
che scambiano qualche battuta mentre
bevono una birra fresca o mangiano un
bel gelato, possiamo dire che è iniziata l’
estate! Si, è proprio questa la descrizione
di come i giovani salzesi trascorrono solitamente l’ estate in questo piccolo paese.
Così noi ragazzi del Forum abbiamo deciso di organizzare qualcosa di diverso e
soprattutto divertente per movimentare la
nostra comunità. Come sempre accade le
idee non ci sono mancate e tutti insieme
abbiamo proposto una serie di giochi.
L’undici agosto è iniziata l’ estate salzese
all’insegna del divertimento per bambini e
non. Bisogna dire che la partecipazione è
stata molto buona, inoltre un gran pubblico
ha accompagnato con applausi e risate le
peripezie dei concorrenti. Questa divertente manifestazione si è aperta con “il tiro
alla fune”. Grazie alle molte iscrizioni sono
stati formati dei gruppi in ordine di età,
infatti i primi a gareggiare sono stati i bambini, vi erano due squadre miste formate
da maschietti e femminucce. Questi hanno
dato il meglio di loro tanto che il gioco si è
diviso in tre round. Poi è stata la volta delle ragazze, sono state formate a malapena due squadre, quindi una partecipazione
scarsa da parte delle ladies. Si sa, le donne sono in grado di affrontare qualsiasi
avversità, ma l’unica cosa che le spaventa
davvero è quando le si rompono le unghia.
Infatti tra le partecipanti il giorno dopo
c’era chi si lamentava di aver ricavato
lividi, chi dolori intercostali e chi addirittura
ferite alle mani. La sfida finale è toccata
agli uomini, la partecipazione di essi è
stata notevole, sono state formate ben
quattro squadre e si sono giocati vari
round prima della finale. Gli uomini, contrariamente alle donne, colgono sempre l’
occasione per mostrare la loro virilità e
intrepido coraggio, infatti durante il gioco
come dei forsennati cercavano di imitare i
loro paladini preferiti Ercole e Maciste. La
sera dell’ undici agosto si è conclusa con
“la rottura delle pignate” . Numerosi hanno
partecipato a questo gioco e tra risate e
suggerimenti, delle volte anche sbagliati,
ci sono state vittorie e sconfitte. Così tutti
a casa qualcuno compiaciuto con in mano
il bottino vinto, qualcun’ altro insoddisfatto
ma lieto per il genuino divertimento.
Questa rappresentazione
è
proseguita anche la sera del
dodici agosto
con una serie
di giochi spassosi e divertenti. Il primo tra
questi è stato
“la corsa a tre
gambe”
le
iscrizioni sono
state molteplici coinvolgendo bambini e
adulti. Il pubblico con divertimento ha osservato l’ abilità e la maestria con la quale
i concorrenti si sono sfidati durante questa
goffa corsa. Poi c’è stata la sfida per i più
golosi : “la melonata”; il vincitore era chi
per primo riusciva a mangiare mezza anguria in minor tempo, ci sono stati dei testa a testa quasi fino all’ultimo morso.
Infine questa rappresentazione di giochi si
è conclusa con uno show davvero divertente ed originale: “ la mutandata” . Hanno
partecipato bambini, ragazzi e anche qualche persona più attempata. Si cominciava
a ritmo di musica: gli sfidanti, uno dei quali
indossava un vistoso mutandone, dovevano ballare in coppia fino all’ interruzione
della tarantella che faceva da sottofondo.
A quel punto la persona che indossava la
mutanda, nel minor tempo possibile doveva sfilarsela e infilarla al compagno senza
che questi lo aiutasse. Vincevano i più
veloci.
La giornata più avventurosa dell’ estate
salzese è stata il ventotto agosto. Ad appassionare i ragazzi è stata “la caccia al
tesoro”, la grande partecipazione ha portato alla formazione di nove squadre che per
l’intera giornata si sono sfidate fino all’ultimo biglietto. La ricerca è stata lunga e
difficile e le imprese nelle quali ci siamo
imbattuti hanno messo a dura prova la
“dignità” dei malcapitati. Il riferimento non
è casuale: chi ha assistito all’ esecuzione
del brano spagnolo con annessa coreografia ideata dalle squadre, me ne darà
ragione. Anche se il nostro imbarazzo era
evidente il divertimento è stato tanto, così
come quello di chi guardava. Nel tardo
pomeriggio risolti gli enigmi e anagrammato le parole chiave che conducevano al tesoro, tutte le
squadre avevano capito
che esso era nascosto
sulla piazza. Così ogni
centimetro del centro del
paese è stato setacciato
minuziosamente e quando le speranze
sembravano ormai perse un’ intuizione
geniale da parte della squadra “TT KIRI” ,
formata da me Luisa, Lia, Chiara e Maria,
ha fatto rintracciare il tesoro. Quale? Preziose T-SHIRTS con la scritta : “Ho partecipato alla caccia al tesoro … e ho vinto
questo schifo di maglietta. Estate 2005
Salza Irpina” . La giornata si è conclusa
con tarantella, dolce e anguria.
Con queste manifestazioni noi ragazzi del
forum abbiamo cercato di rallegrare questa estate, e fare in modo che la noia lasciasse spazio al divertimento. Non ci
resta che ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato con la partecipazione e la simpatia dimostrataci.
Di Rossella Picardo
CAFFETTERIA STUZZICHERIA
DI BARBAPICCOLA GIUSEPPINA
Via Roma n.1 – Salza Irpina - Av
LISTA NOZZE
La Coccinella
Via Appia, 55 Atripalda
Tel. 0825.627074
RITMI SALZESI
ATTUALITA’
Cronaca del 15 agosto 2005 a Salza Irpina
Come ogni anno a Salza in questo giorno,
in località capo d’Olmo, si alza il quadro
della Madonna “ Maria S.S. Delle Grazie”;
questa cerimonia da il via alla festa di settembre. La partecipazione è stata notevole
e sono state distribuite, dal Comitato Festa,
le foto con l’immagine della Madonna. Sul
retro della stessa era stampata la preghiera che tutti i presenti hanno recitato; dopo
la benedizione si è accesa la famosa batteria che ha messo fine alla cerimonia e ha
dato inizio alla festa di settembre. A questo
punto l’assemblea si è sciolta e molti dei
presenti sono partiti per raggiungere le
montagne iniziando cosi la famosa grigliata
del 15 Agosto. Anche noi, siamo partiti sui
monti a vedere come si erano organizzati e
vi riportiamo la cronaca per farvi profittare
dell’ambiente che abbiamo scovato. Verso
le 13.30 siamo arrivati sul bosco, a Sorbo
Serpico, abbiamo fatto un giro di ricognizione per localizzare i gruppi Salzesi, dopo di
che abbiamo parcheggiato la macchina
sotto un castagno e ci siamo avventurati in
mezzo ai festeggianti per intervistarli. Il
primo campo visitato lo abbiamo battezzato
L’APPARECCHIO, campo composto di
giovani e giovanissimi, diviso in tre sezioni,
sportiva, dormitorio e dissidente, si vedevano due tavoli per mangiare e nessuna sedia per sedersi. L’organizzazione, perlomeno in apparenza sembrava buona, infatti, si
vedevano due tende, gruppo elettrogeno,
chitarra, palloni si rideva e si cantava, ma
ad un certo punto ci siamo soffermati a
degustare un composto che loro chiamavano “vino co le porcoca” ed è allora che abbiamo trovato il fallo. Pensate avevano
fatto questo composto storico, che negli
ultimi anni ha ricevuto la denominazione
D.O.C. nella penisola Sorrentina, con il
vino in busta di carta, per non aggravare il
loro caso non citeremo i nomi dei responsabili di questo guaio, altrimenti i genitori
potrebbero fare qualche fesseria. In ogni
modo, li informiamo che saremmo ripassarti nel tardo pomeriggio e continuiamo la
nostra visita. Non molto distante dal primo
campo, circa 200 metri più su, c’imbattiamo
su un campo che immediatamente chiamiamo ATTILA, pensate avevano pulito
tutto per terra al punto che immediatamente pensiamo; in quel posto l’erba non crescerà più. Grande organizzazione, doccia
con acqua calda sedie di plastica verde
scuro con schienale alto e cuscini rossi,
bicchieri di cristallo e piatti di porcellana,
mentre dal lato sinistro si vedevano video
giochi e televisione, che dire non ci sembrava una grigliata in montagna ma un
matrimonio. Ci siamo messi in giro, per
vedere dove era il camion che avevano
utilizzato per il trasloco, senza trovarlo.
C’invitiamo e cominciamo a degustare un
enorme babà al rum e tante altre leccornie
degne di un ristorante tre stelle. Al reparto
cucina non mancava nulla, tutte le spezie
ivi comprese una cipolla bianca per l’insalata erano presenti; ad un certo punto vediamo su uno dei tavoli imbanditi a festa
un’enorme caffettiera, l’abbiamo chiamata
la 46 tazze, pensate avevano portato anche il bar. Il vino era a fiumi e gli arrosti
abbondanti,
abbiamo
pensato per un momento
di fermarci definitivamente in questo campo, ma
per doveri di cronaca
siamo ripartiti sperando
che al nostro ritorno avremmo trovato ancora
qualche cosa da degustare. Pensiero subito cancellato; anche voi comprendereste, se vi dicessimo i nomi dei
commensali del campo ATTILA. Con un
po’ di malincuore li salutiamo, continuando
il pellegrinaggio nel bosco. Salendo su un
colle a poche centinaia di metri incontriamo
un altro campo, regnava la calma e la tranquillità a questo punto ci viene spontaneo
nominare questo campo RELAX, composto di una decina di persone adulte un foco
acceso in un cerchio di sassi con arrosti in
corso di cottura, una vera grigliata del 15
agosto, forse un po’ troppo tranquilla. A
questo punto c’invitiamo e ci accorgiamo
della presenza di una chitarra abbandonata
vicino ad un castagno, cominciamo a grattarla e subito tutti si rallegrano, si comincia
a cantare i vecchi canti popolari Salzesi.
Da adesso comincia un gran momento,
fatto di ricordi e soprattutto di straordinarie
emozioni. C’è offerto, tra l’altro, un bicchiere di vino; sorpresa e sgomento un vino da
storia un vino eccezionale, anzi direi unico.
Il solo peccato? Era quasi finito. Dopo queste forti emozioni ci siamo riposati un attimo, constatato tra l’atro che solo in questo
campo potevamo farlo, visto che era quello
del RELAX. Li informiamo che saremo
ripassati per il dolce e continuiamo la no-
Agos-Sett 2005
4
stra passeggiata nel bosco. Scendendo dal
colle, abbiamo dovuto camminare un bel
po’ per incontrare un altro campo, ai presenti chiediamo “ come avete chiamato il
vostro campo “ e il più caldo, vino permettendo, ci dice “ accomodatevi al campo del
RIMORCHIETTO detto, fatto. Ci troviamo
coinvolti nel banchetto, dopo aver assaggiato qualche fetta di soppressata e bevuto
un bicchiere di vino, cerchiamo la particolarità di questo campo e non c’è voluto molto
per vedere vicino al fuoco per gli arrosti, un
fantastico trepete in ferro battuto. Ci spiegano subito che questo trepete è particolare perché in uno dei piedi c’è un buco, non
sapremmo mai la ragione di quel buco, ma
per doveri di cronaca lo dovevamo narrare.
Tra barzellette e vino ci accorgiamo che
qualcuno dei presenti era andato a funghi,
in effetti, c’erano quattro conocchie nascoste sotto un pezzo di stoffa. Vi diciamo
subito che è stato impossibile sottrarle, noi
immaginavamo già una gran frittata. Li
salutiamo, ringraziandoli per la loro ospitalità, e continuiamo il cammino. Salendo,
questa volta verso destra, sentiamo da
lontano dei canti a capella, senza accompagnamento strumentale, che ricordavano i
vecchi canti Napoletani. Ci avviciniamo e
immediatamente, come sospettavamo,
c’era il famoso tenore salzese in piena foga
che cantava a squarciagola. Il campo era in piena attività canora. Essendo l’ora avanzata e dopo
aver degustato tanti piacevoli vini, la fatica comincia a sentirsi e la
lucidità esecutiva comincia un po’ a degradarsi;
in ogni modo siamo arrivati all’ultimo campo con
sforzo estremo. Abbiamo chiesto come
avevano nominato il loro campo e una signora ci risponde “LU CAMPU SPURTIVO” la ragione che li ha spinti a chiamarsi
in questo modo, non è stata mai chiarita,
né noi siamo stati capaci di interpretarla,
visto la fatica che ci portavamo addosso.
Abbiamo cominciato ad intonare canti malavitosi napoletani molto piacevoli il tutto
degustando un provolone potolico; ormai
eravamo pieni, soprattutto di vino e il famoso ritorno che avevamo promesso a tutti i
campi, non lo abbiamo fatto per ragioni
tecniche che non possiamo spiegare in
questa cronaca. In conclusione il 15 agosto, come sempre, ha avuto buon termine
perlomeno in apparenza. Di ritorno a Salza
verso le 19.30 volevamo aspettare il ritorno
dai monti, per chiudere le ultime notizie,
ma come abbiamo anticipato prima per
problemi tecnici ci siamo dovuti ritirare subito; prima che succedesse l’irreparabile.
L’anno prossimo, ci impegniamo già da
adesso, vi promettiamo che faremo meglio. Sempre che riusciamo ad arrivare a
non bere!!!
Di Alfonso Galasso
e Maurizio Mosca
RITMI SALZESI
STORIE DI VITA
Agos-Sett 2005
INTERVISTA AL PERSONAGGIO:
5
SILVIO FERULLO, IL NOSTRO “MASTO SIVIO”.
-Sign. Ferullo, da cosa deriva l’appellativo “masto”? Come mai continua a
lavorare le scarpe?
Mi chiamano masto da molto tempo, specialmente per una forma di rispetto. Ormai
sono qui nella cooperativa per passare un
po’ di tempo. Ogni tanto faccio qualche
“tacchetto” o distruggo materiale vecchio,
per lo più scarpe arrivate qui molti anni fa.
-Come altri suoi coetanei salzesi, lei è
stato al fronte nell’ultima guerra. Come
ricorda quegli anni?
Si, anche io sono stato in guerra. Sono
stato soldato nella Repubblica di Salò.
Inizialmente fui ad Ivrea e qui lavorai come calzolaio presso una famiglia del posto
dal Settembre ’43 fino al febbraio del 1944. Poi venimmo richiamati alle armi. Il padrone mi avvisò dei rischi che correvo così
con rammarico fu costretto a mandarmi
via. Con molti altri ragazzi mi presentai
alla casermetta di Casale Monferrato. Ci
equipaggiarono immediatamente per impegnarci in Germania, ma riuscimmo a
rimanere in Patria,
potevamo difenderci meglio. Così mi
arruolai nel famigerato
“Battaglione
della Morte”, corpo
specializzato
per
l’ordine pubblico. Ci
diedero subito 600
lire “e chi l’era mai
pigliati sti sordi”, era un’ottima somma
allora. Girovagammo molto, prima a Meda
in provincia di Milano, poi presso Perugia
e anche tra le montagne di Forlì. Ma fino a
quel momento non sparammo un colpo.
La prima volta che dovemmo combattere
fu in Val Sarcina. Di notte i partigiani spararono quattro colpi di mortaio, morì un
nostro Sergente Maggiore. Il giorno dopo
so dibattito. Pensa che soltanto costruendo una statua i salzesi possano
richiamare alla memoria uno dei simboli del paese?
So che ci sono state delle polemiche. Fare
una statua per ricordare lo “scarparo” può
anche essere una cosa giusta, però tanto
necessaria mango è. Il nostro mestiere è
morto. Finito l’artigianato è finito tutto.
muovendomi con scaltrezza tra le valli,
circondai i partigiani e da solo ne feci arrendere ventidue, “quanno mi viriero azaro
tutti quanti e mano! Chi ti criri, tanno facietti no capolavoro”. Ma evitammo di fare
prigionieri, tornarono tutti a casa. Caro
Pasqualino la guerra và fatta con coraggio, senza paura.
-E tu masto Sì, ti si mai miso paura?
“No, niente proprio. Ero giovane, che me
ne m’bortava, si era morì mi sparavano na
pallottola e bonanotte”.
-I suoi ideali accentuati dal suo carisma
la fanno apparire un rivoluzionario….lei
si identifica come tale?
Per quanto riguarda la politica non ho paura di esprimere le mie idee. Come tutta la
mia famiglia sono stato comunista per
tutta la vita. Ma quando ammazzarono
Mussolini proprio mio padre che non lo
aveva mai appoggiato esclamò: “è morto
l’uomo più intelligente del mondo”. I comunisti mi hanno deluso, Alleanza Nazionale
pure, così sono giunto al punto di credere
che la Repubblica deve cadere, ci sta portando alla rovina.
-Negli ultimi tempi la figura dello
“scarparo” è stata al centro di un acce-
-Un suo parere sulla gioventù salzese…..
Devo fare un omaggio a tutta la gioventù
salzese. Tutti mi salutano e mi rispettano,
piccoli e grandi senza distinzione. Mi complimento per questo giornale anche se per
crescere avete bisogno di contatti con
politici e deputati, “ma a Salza non ci veneno, si metteno paura”. Ho paura per la
vostra generazione, con questo sistema in
Italia rischiate di non avere un futuro.
-In Settembre a Salza si commemora
Maria SS. Delle Grazie….ha mai preso
parte al Comitato festeggiamenti? Quale festa ricorda con maggior piacere?
Ho partecipato a molti comitati, ma mai
come presidente. Il ricordo più bello che
ho della festa è stata quella del 1946, l’incoronazione di Maria Ss. delle Grazie. Ci
furono due apparatori, Festa di Avellino e
Cella di Santo Stefano, al tempo i migliori
in assoluto. La parata era meravigliosa. La
processione fu accompagnata da 17 batterie, partivano colpi in continuazione.
Furono chiamati tre fuochisti pagati 60
mila lire l’uno. La festa costò 900 mila lire.
I soldi a quei tempi erano pochi, i sacrifici
tanti.
Spento il registratore la passione del sign.
Ferullo si placa. Gli occhi smettono di brillare e aggiustandosi la coppola ci confida
“spero che Salza riesca a superare l’odio
e la rivalità che la politica porta. Non so
perché la nostra gente arrivi a tanto”…….
Si vuliti scriviti puro questo.
SORBO SERPICO: IN MEMORIA DEL SINDACO MELILLO NASCE IL “RICETTARIO SORBESE”
FU LUI A PROPORRE IL PROGETTO AI RAGAZZI DEL PAESE, CHE PER LUI LO HANNO REALIZZATO.
Fu il compianto Costantino Mario Melillo,
sindaco di Sorbo Serpico, a lanciare l’idea
poco prima della sua improvvisa scomparsa. Oggi il “Ricettario Sorbese” è realtà,
grazie all’impegno dell’intera comunità di
Sorbo, dai bambini alle nonne, che si sono prodigati in questi mesi per dar vita a
quello che era un sogno del loro amato
sindaco. Nel suo ricordo nasce il
“Ricettario Sorbese - la cucina delle massaie sorbesi raccontata ai nipoti” a cura
dei ragazzi di Sorbo Serpico in collaborazione con la comunità montana Terminio
Cervialto, Comune di Sorbo Serpico e Pro
loco Serapide. Il libro verrà presentato il
prossimo 10 settembre alle ore 18.30 in
piazza Amatucci tra due palazzi storici,
Brancaccio e Titomanlio, nella zona più
antica di Sorbo. L’intero ricavato della
vendita sarà devoluto in beneficenza, per
IL RICAVATO DELLA
VENDITA SARA’ DEVOLUTO ALLA RICERCA
PER SCONFIGGERE IL
CANCRO
aiutare la ricerca nella lotta contro il cancro. “Poche settimane prima di lasciarci,
mio padre doveva incontrare i suoi ragazzi - racconta Clelia Melillo - per proporgli
di raccogliere, dalle brave massaie sorbesi, le ricette tradizionali che di solito si
tramandano di madre in figlia, e di trascrivere esattamente così come descritta, la
preparazione dei diversi piatti”. Per Costantino Mario Melillo, si trattava di uno
dei tasselli di quel grande mosaico che
era il suo progetto di recupero della memoria e delle tradizioni del territorio, pro-
getto che portava avanti di concerto con
la comunità montana Terminio Cervialto.
A realizzare il sogno di Costantino Mario
Melillo sono stati proprio i suoi ragazzi
che si sono massi al lavoro intervistando
le massaie sorbesi e trascrivendo fedelmente ogni parola. Il risultato è un prodotto eccellente nei contenuti e nella grafica,
un ricettario semplice e ricco come il cuore dei ragazzi di Sorbo. Nel loro dialetto
hanno raccontato ingredienti e preparazione di primi piatti come le coccetelle,
laine e ciciri, secondi ocme cuccio
‘mbottonato menesta maritata e persino i
liquori dalle cirase sotto spirito alla crema
re limoncello. Un libro che non è solo un
libro. Ma che contiene in ogni pagina il
ricordo di un uomo speciale: Costantino
Mario Melillo.
“tratto da Otto pagine del 2 settembre 2005”
RITMI SALZESI
ATTUALITA’
Agos-Sett 2005
6
COMITATO FESTA: RIFLESSIONI DI UN ANNO...
Un anno di divertimenti, di sacrifici, di complimenti e di critiche; questa è la sintesi.
Come ogni anno per la gioia di tutti i
Salzesi, un gruppo di persone volontarie stringe l’impegno di lavorare ipotecando parte del loro tempo, per realizzare la tanta attesa Festa di Settembre, tradizione che questo anno è
arrivata alla sua 59° edizione. Vogliamo parlare adesso delle occasioni di
festa che abbiamo realizzato durate il
nostro esercizio, premesso che lo
abbiamo fatto per voi, era un dovuto,
visto la fiducia che ci avete accordata,
quando ad ogni evento avete sempre
contribuito sia economicamente sia
con la vostra presenza. Approfittiamo
di questo nuovo mezzo di comunicazione, nato in questo anno, per ringraziare quanti hanno partecipato, lo sappiamo non sempre tutto è stato perfetto, durante le svariate manifestazioni
2004 – 2005, se qualche volta ci sono
stati dei piccoli disguidi perdonateci,
erano involontari. Abbiamo cercato, a
volte riuscendoci alla grande e a volte
no, di introdurre nuove manifestazioni
e modificarne delle altre, per portare a
tutti i Salzesi qualche occasione di
svago e allegria in più, durante tutto
l’anno e non solo a Settembre, a titolo
di cronaca vi ricordiamo, per sommi
capi: Ottobre 2004 Sagra delle Castagne, Novembre 2004 San Martino tra
Tammorra e Vino, Dicembre 2004 La
notte delle Zampogne, Dicembre 2004
Auguri di Natale, Gennaio 2005 Musica e Lotterie, Febbraio 2005 ha nevicato non potevamo fare nulla, Marzo
2005 ferie del comitato, ci siamo riposati, Aprile 2005 costruzione della
nuova cucina, Maggio 2005 Sagra
degli Asparagi, Giugno 2005 rifacimento facciata della cappella, Luglio
2005 Festa del 2 Luglio, Luglio 2005
sagra delle Golosità Irpine e Agosto
2005 Sagra dei Funghi Porcini. Se
pensate che per ogni manifestazione
ci vogliono due settimane per prepararla e una per smontarla, vi rendete
conto immediatamente, che di lavoro
n’abbiamo fatto tanto e dopo tanto
lavoro pensiamo che ci meritiamo il
privilegio di scegliere come crediamo,
nel rispetto delle tradizioni, il modo
migliore per realizzare la festa; privilegio dovutoci visto il lavoro che ci vuole
per racimolare i finanziamenti necessari a realizzare la Festa. La dottrina
di questo comitato è stata sempre
quella di dire, dovrà essere un anno di
festa, ecco la ragione di tanto lavoro e
insieme alla festa abbiamo cercato di
promuovere il nostro paese, di farlo
conoscere e apprezzare ancora di più.
Una nota importante va ai ragazzi e
più particolarmente a quelli del Forum
Giovanile Comunale, i quali hanno
dato tanto, un grazie di cuore all’Amministrazione Comunale la quale ha
fatto tutto ciò che era possibile per
aiutarci e sostenerci in tutte le manifestazioni, non può mancare un grazie
anche alla Comunità Montana Terminio Cervialto per il patrocinio accordatoci, come un grazie va anche alla
Provincia d’Avellino per il loro sostegno economico un grazie agli Artigia-
ni e Commercianti per la loro collaborazione e disponibilità e un grazie alle
Forze dell’Ordine le quali ci hanno
qualche volta richiamato all’ordine; a
loro diciamo, facevamo solamente la
Festa forse un po’ chiassosa certo,
perdonateci. Questo Comitato è nato
a giugno 2004 con 12 persone, se ne
sono aggiunte atre 22 alla partenza
arrivando alla fine in 47, quindi qualche cosa di buono l’abbiamo pur fatta,
quando siamo partiti alcuni hanno affermato che eravamo troppo giovani e
che saremmo arrivati in tre vi siete
sbagliati di grosso, noi, siamo arrivati
in tanti. Ad oggi, la nostra sola preoccupazione, è la speranza che sarete
soddisfatti dell’interpretazione che
abbiamo fatto della Festa di Settembre di ” Maria S.S. Delle Grazie”. Una
nota la vogliamo fare anche a chi a
torto o a ragione a emesso tante sentenze, chiaramente parliamo di critiche distruttive non costruttive, quando
arriva il cambio generazionale nella
gestione di certi eventi socio culturali,
non dovete essere negativi a priori
altrimenti le tradizioni non saranno
tramandate e per conseguenza si perderanno, non esiste un’età minima per
fare, esiste la voglia di farla con devozione, passione e trasparenza. A te,
che in questo preciso momento stai
leggendo e che fai parte di quelle persone demolitrici di morale, noi ti diciamo smettila, invece di distruggere costruisci, ricordati che non è mai troppo tardi per cambiare; è stato inutile
mandarci i controlli di ogni tipo possibile in quasi tutte le manifestazioni, ti
lascio immaginare la figura che hai
fatto di fronte a tutti i Salzesi. Non interpretate questo passaggio come
una polemica, ma un semplice chiarimento che vuole far capire a quanti lo
leggeranno che fare la festa a Salza è
piacevole e divertente ma lo sarebbe
ancora di più se non esistesse questo
modo di agire. Un cenno importante lo
vogliamo fare su i conti economici,
abbiamo creato diversi registri delle
entrate – uscite, uno per le cassette
della domenica, uno per ogni manifestazione e uno totale che abbiamo
chiamato il bilancio di verifica, ove tutti
i movimenti finanziari sono stati annotati con precisione e documentati con
giustificativi di spesa al centesimo.
Questi registri sono alla completa disposizione di tutti, una copia originale
sarà consegnata al Parroco e per la
visione basta farne la richiesta. Sperando che i comitati futuri continuano,
anche su questa strada, non ci resta
che ringraziarvi tutti di cuore e augurarvi Buona Festa di Settembre.
Per il Comitato Festa 2004-2005
Alfonso Galasso
RITMI SALZESI
SOCIETA’
Agos-Sett 2005
IL TACCHINAGGIO:
7
“Il teorema numero 1053 “Ricerca le donne in discoteca, che problema…”!
Questo teorema è divulgato x uso puramente personale, il redattore rifiuta ogni
responsabilità.
1° punto - La scelta della discoteca · Bisogna per un locale dove c’è un alto numero
di prede ( in questo caso aumenteranno
le tue possibilità ). 2° punto - Il vestiario ·
Giacca, pantaloni, camicia, calze ( possibilmente lunghe ), un paio di scarpe classiche; il tutto deve essere mischiato in
modo che i colori non facciano a pugni fra
loro. X i principianti è consigliabile comprare un completo, x i più esperti farsi
consigliare dalla mamma ).3° punto - Passare dal Bancomat. Dopo aver seguito i 3
punti essenziali possiamo entrare nel
locale. Questo teorema non insegnerà ad
abbordare le tipe, bensì vi aiuterà a scoprire le vostre potenzialità. In una normale
discoteca possiamo trovare un determinato numero di ragazze, noi per semplificare
i calcoli penseremo a 1000 ragazze. Queste 1000, dobbiamo suddividerle in categorie e numerarle:· 300 hanno il ragazzo ·
300 sono dei cefali ( x i tuoi gusti )· 100
sono troppo fighe ( non ti cagano, x i tuoi
limiti estetici )· 100 sono prese male x un
ragazzo ( tempo perso, non riuscirai a
combinare niente , lei si confiderà con te
e alla fine ti dirà: " Scusa se mi sono sfogata con te, qual è il tuo nome?" ).· 80
hanno già puntato un ragazzo che sicuramente non sarai tu · 20 hanno malattie
strane · 20 sono lesbiche · 50 vogliono
prenderti x il sedere, farsi 2 ghignate, farsi
offrire da bere e dopo ti dicono: "Devo
andare a cercare le mie amiche, ci vediamo dopo!", e x tutta la serata non le becchi più. Rimangono la bellezza di 30 tipe,
il problema è trovarle. Puoi provarci con
tutte le ragazze della discoteca: hai a
disposizione 3 ore , quindi 180 minuti, ci
devi tentare con 1000, ottieni la media di
10.8 secondi per ogni tipa, ai limiti della
velocità della luce, perchè prima di fargli
una perquisizione totale ( a mani nude sul
suo corpo), devi presentarti, chiederle
come si chiama ( anche se non t’interessa), da dove viene, cosa fa nella vita,
ecc... Questi preliminari ti porteranno via
in media dai 4 minuti e 28 secondi ai 5
minuti e 16 secondi, tempo che tu non hai
a disposizione. Altrimenti puoi tentare la
sorte su più serate insistendo sullo stesso
locale x dei mesi, in questo modo hai la
possibilità di conoscere le persone abitudinarie e quando arrivano nuove ragazze
sarai il primo a provarci con loro. X questa ultima scelta dobbiamo inserire un
coefficiente che varia da 0 a 1, personale
per ogni individuo, tale da rispecchiare il
grado di come ti sai comportare con una
persona che non conosci Esempio: il tuo
coefficiente è 0.68, passate 3 settimane
dove hai potuto farti conoscere e individuare le prede, escludi dalle 1000 tipe
quelle che hanno il ragazzo, i cefali, quelle che hanno malattie strane e le lesbiche, ti rimangono 360 tipe, dividi questo
numero x 30 ( ragazze disponibili nei tuoi
confronti ) è ottieni 12 che dividerai x il
tuo coefficiente, in questo caso 0.68 otterrai 17.647, questo vuol dire che se non
farai il timido e ci proverai anche con le
colonne ti farai una tipa ( che secondo i
tuoi gusti è figa ) ogni 17.647 settimane,
se andrai in discoteca una volta ogni 7
giorni. Se questo dato ti sembra eccessivo puoi migliorarlo frequentando il locale
3 volte a settimana, così avrai 17.647/3=5.882, che equivale a bombarti
una bella gnocca ogni mese e mezzo. Se
anche questo dato ti sembra eccessivo
ripensa ai cessi che ti sei fatto e al tempo
perso in bagno a farti le ...... Con questo
vi auguro buon divertimento e soprattutto
buona discoteca; adesso qualche consiglio per sabato sera, su come rimorchiare
al primo appuntamento; Il tuo vestito starebbe benissimo sul pavimento accanto al
mio letto. Forse non sono il più bel uomo
qua dentro, ma sono l'unico che ti sta
parlando. Perché non ti siedi qui sulle mie
ginocchia e parliamo un po’ del più e del
meno? Posso offrirti qualcosa da bere o
vuoi direttamente i soldi? Sono nuovo qui
in città. Potresti indicarmi dove si trova
casa tua. Avrai le gambe stanche, visto
che hai attraversato la mia mente tutta la
notte. Se ti dicessi che hai proprio un bel
corpo tu lo terresti attaccato al mio?
(guardando l’etichetta del suo vestito)
Volevo vedere se eri stata fatta in paradiso. Se la tua gamba destra si chiamasse
Pasqua e quella sinistra Natale, mi faresti
passare un bel periodo tra le vacanze?
(una romantica) Tuo padre era per caso
un ladro? Perché qualcuno ha rubato le
stelle dal cielo e le ha messe nei tuoi occhi. Ti ho già forse visto da qualche parte? Forse non ti riconosco perché hai i
vestiti addosso. Conosci la differenza
essenziale tra sesso e conversazione?
Mi piacciono le tue pesche, vorrei dare
una scossa all’albero. Credi nell'amore a
prima vista o devo uscire e rientrare in
questa stanza? Faresti il mio buffet dell’amore? Così che potrei stenderti sul tavolo
e prendere ciò che più mi piace? Da te o
da me? Scusa, abbiamo per caso frequentato scuole diverse? Oh! I vestiti che
indossi starebbero magnificamente bene
appallottolati in un mucchietto sul pavimento della mia camera da letto! Che bel
corpo! Sai cosa ti starebbe bene addosso? Me! Sono veramente curioso di sapere come sei quando sono nudo. Mi piacerebbe che fossi una porta, così potrei
sbatterti tutto il giorno. Lo sai, se fossi te,
farei sesso con me. Ti va una pizza e poi
un po' di sesso? Nooooo!!! Non ti piace
la pizza? Scopami se sbaglio, ma il tuo
nome non è Genoveffa? Il mio nome è
Franco. Ricordalo, lo urlerai più tardi...
Che suolo impolverato qui... Vuoi scopare? Allora, che fai nella vita, oltre ad eccitare gli uomini e renderli pazzi di desiderio? Tu credi all'amore a prima vista o hai
bisogno di qualche occhiata in più? Mi
scusi ma sono un po' a corto di contanti:
non le spiace se prendiamo lo stesso taxi
per andare a casa? Sai qual è la differenza fondamentale tra parlare e fare sesso?
(lei risponde di no) Andiamo di la e parliamone. Conosco un modo fantastico per
bruciare tutte le calorie del pasticcino che
hai appena mangiato! Sono un donatore
di organi. Serve niente? (sospirando e
facendo l'occhio triste) Ereditare 2 miliardi
non significa poi un granché quando si ha
un cuore così debole... Dimmi tutto di te.
Mi piace farmi vedere mentre converso
con una sventola. Hai gia un ragazzo?
Bene, potrà pagarci il conto.
La prossima per le ragazze.
Di Alfonso Galasso
MACELLERIA
BARILE GIUSEPPE
SORBO SERPICO
VIA PROVINCIALE N.10
P.I. 00285010641 TEL 0825.981524
COSTUME
RITMI SALZESI
Agos-Sett 2005
8
“O PADRONE PROVA…..E L’OTTO SCOPPA”!
La “scoppola”, quando il gioco incontra la tradizione”.
La scoppola non è un semplice gioco con
le carte, a queste infatti, vanno associati
altri importanti fattori. Quali? Il vino o la
birra, pesanti ubriacate, risate e sfottò…il
tutto condito con una buona dose di astuzia e perché no di malizia.
“CARATTERISTICHE TECNICHE”.
E’ probabilmente il gioco che vede coinvolti il numero maggiore di giocatori, anche quaranta; ciò è possibile dando una
carta a ciascun partecipante. Ovviamente
è molto improbabile che si arrivi a tanto, di
solito “a tavolino” si siedono non più di
dieci giocatori. Prima di distribuire le carte
viene scelto il cosiddetto “palo” (spade,
denari, bastoni o coppe). Le carte principali sono il dieci, il nove e l’otto, rispettivamente “o Padrone, o Sotta, e chi Scoppa”.
Il giro ha inizio quando il padrone (il dieci)
offre la prima bevuta, interpellando formalmente “o Sotta” (il nove); o Padrone può
anche pronunciare le fatidiche parole :”o
padrone prova” e portando il bicchiere alla
bocca “prova” a bere. ”Prova” perché il
tutto può essere stravolto da chi ha l’otto,
che battendo simbolicamente la mano sul
tavolo può togliere la bevuta sia al dieci
che al nove.
UN GIOCO PSICOLOGICO.
Si, la scoppola è soprattutto un gioco psicologico, fatto di alleanze, rivalità e tradimenti. Quando il padrone decide di bere
sa che non avrà vita facile, in agguato c’è
il lupo cattivo, l’otto. Proprio quando il
dieci è sicuro di poter degustare la birra,
che in questo gioco è il “Nettare degli
Dei”, proprio quando il bicchiere sta per
toccare le labbra aride, ecco che si ode un
boato che scuote la pace e la tranquillità
del malcapitato…E’ l’otto, che con forza
batte la mano sul tavolo e che col suo
ghigno malefico esclama a voce alta:
”mitti quaaa”. E il padrone a malincuore,
come il neonato che deve staccarsi dal
seno materno, lascia la bevuta al suo rivale. L’ otto esibisce ai partecipanti la sua
carta e sorseggia soddisfatto la sua birra,
esibita come un trofeo di guerra. Chi
“scoppa” può farlo nei confronti non solo
del padrone ma di tutti gli altri giocatori.
Ed è così che hanno inizio le alleanze o le
rivalità. Ma forse lo scopo principale che
ha la scoppola è quello di “castigare e far
soffrire” l’ urmo.
POVERO, POVERO URMO.
Chi è l’urmo? Il solo nome non promette
nulla di buono. Ebbene l’urmo è quello
che sta seduto con gli altri giocatori, è
quello che vorrebbe aggredire ad ogni giro
gli altri partecipanti. L’urmo è quello che
suda e si contorce continuamente sulla
sedia perché in crisi di astinenza. Si lecca
continuamente le labbra secche e si chiede perché deve essere proprio lui il prescelto, si chiede perché gli altri sono così
cattivi con lui….e così “ n’grogna”. L’uormo è quello che ad ogni giro pensa tra se
e sé “ Ma viri se sti strunzi mi fanno veve”.
L’urmo è colui che non beve mai per tutta
la partita, a causa degli altri giocatori, delle carte e immancabilmente della sfortuna.
Povero, povero urmo. Tutti lo prendono in
giro…..e così “ n’grogna”. Gli sfottò sono
tanti e del tipo: “povero criaturo, facitilo
veve senò si piglia colena”, oppure “ vabbuò, pigliati na cosa…….e paiatella” e
così “n’grogna”. Povero, povero urmo.
addirittura la scarpa per batterla con forza
sul tavolino, questa è la chiara prova che
all’otto tutto è concesso. A Salza viene
giocata per tutto l’ anno, ma le partite che
vedono coinvolti un numero maggiore di
persone si hanno proprio le sere della
Festa, a Settembre, quando la voglia di
divertirsi è tanta e tornare a casa “ co
n’uocchio ca no vere a nato” non è un
problema.
Di Pasqualino Ricciardi
QUALCHE ANEDDOTO……
La scoppola è giocata a Salza da moltissimi anni. Si è sempre usato il vino e le
regole erano molto più ferree. Chi
“scoppava” doveva bere continuamente
portando alla bocca il bicchiere che doveva essere riempito proprio mentre si beveva. In poche parole in poco tempo si consumavano litri e litri di vino ed erano in
molti a tornare a casa barcollanti e rossi in
viso. Oggi è usata principalmente la birra,
la si può bere con calma, cioè a sorsi,
anche se per fortuna qualcuno che si definisce vero giocatore, la consuma in un
solo sorso. Si narra che a Salza ci si è tolti
PRET A’ PORTER
di Petruzziello Michele
Intimo uomo donna
Biancheria per la casa
Pelletteria Bijouterie
Via Gramsci Atripalda
Tel. 0825.623898
Luigi Cella
Cell 335.8066605
AVELLINO PROVINCIA
Sede oper.: Loc. S. Rocco-Sorbo Serpico
Tel. 0825.986536
Fax 0825.986991
MONTEFORTE I.
MANOCALZATI
ARIANO IRPINO
LIONI
MONTEMILETTO
tel.0825.68538
tel.0825.610215
tel.0825.871787
tel.0827.224933
tel.0825.955888
COSTUME
RITMI SALZESI
Agos-Sett 2005
9
IL GIOCO DIVINO: LA MANIGLIA Le regole di gioco
Affettuoso omaggio a tutti i «Salzesi»
La « Maniglia », affascinante gioco di carte
di cui soltanto pochi conoscono le vere
origini, è ancora oggi il gioco di carte più
caratteristico e popolare degli abitanti di
Salza Irpina. Il bisogno di sapere notizie
riguardanti, il principio, necessarie per appagare il desiderio di conoscerne la vera
natura, mi ha portato alla determinazione di
sedermi a tavolino e giocare la «Maniglia»
affrontando accaniti giocatori Salzesi. Nacque, così, l'idea di tramandarla ai posteri,
con la speranza di portare ancora spensieratezza a chi, utilizzando parte del suo
tempo libero, voglia cimentarsi in un sì bel
gioco. La «Maniglia» si gioca con le carte
napoletane, il valore delle carte è indipendente dal palo a cui appartengono. Il Sette
vale punti cinque; l'Asso vale punti quattro; il Re vale punti tre; il Cavallo vale punti
due; la Donna vale punti uno. Il Sei, il Cinque, il Quattro, il Tre, il Due non han-no
alcun valore. Si attribuisce anche un punto
ad ogni insieme di quattro carte, qualunque
esse siano. I punti complessivi delle quaranta carte sono, perciò, settanta, così
ripartiti :
I quattro Sette valgono
punti 20
I quattro Assi valgono
punti16
I quattro Re valgono
punti 12
I quattro Cavalli valgono
punti 8
Le quattro Donne valgono punti 4
Le quaranta carte valgono punti 10
TOTALE
punti 70.
Anche le carte alle quali non è attribuito
alcun punteggio hanno una graduazione di
valore che nell'ordine decrescente è il seguente: Sei, Cinque, Quattro, Tre, Due.
Regole generali. Le due coppie di giocatori
si adoperano per realizzare in ogni mano
più punti possibili tenendo presente che i
«validi» sono soltanto quelli eccedenti i 35.
Pertanto, qualora in una mano ogni coppia
totalizza i 35 punti, a nessuna di esse vengono attribuiti punti validi. Se invece una
coppia dovesse realizzare, per esempio,
48 punti e l'altra, di conseguenza, 22, i 13
punti validi, dati da 48 - 35, saranno attribuiti alla prima coppia. Ad ogni mano solo
una coppia di giocatori può, perciò, realizzare punti validi. Questo comporta che una
coppia può perdere la partita anche se il
punteggio a sua favore è di 34 a 0, di fatto
questa situazione si verifica spesso. Vince, infatti, la partita, la coppia che raggiunge per prima quota 35 punti totalizzandoli
in diverse successive o mano, oppure in
una sola mano. Si fa quello che comunemente viene denominato «cappotto»,
quando si realizzano dieci prese, ossia 35
punti validi. La caratteristica fondamentale,
che dà l'impronta originale alla «Maniglia»,
è rappresentata dall'obbligo di «superare»
la carta giocata dall'avversario ogni qualvolta n’esiste la possibilità. «Superare»
significa giocare una carta che sia di valore
superiore ad un'altra. (Si ricorda che l'ordine delle carte per valore crescente è il seguente: Due, Tre, Quattro, Cinque, Sei,
Donna, Cavallo, Re, Asso, Sette). L'elemento base di tutta la partita è rappresentato, con certezza, dal Trinfo. Esso viene
determinato dal palo dell'ultima carta della
mano che il cartaro ha l'obbligo di farla
vedere ai giocatori, capovolgendola. La
carta capovolta, o, come si usa dire,
«votata», oltre a rappresentare la briscola,
dà diritto anche a punti che si sommano al
punteggio già raggiunto dalla coppia del
cartaro, purché esso sia inferiore a 30;
questa regola a Salza non si utilizza mentre a Napoli e a Gaeta si applica, infatti
anche se avendo già punti 29, si votasse il
Sette, che vale 5, si raggiungerebbe soltanto il traguar-do limite massimo di 34 e
non 35 punti. E fatto obbligo a tutti i giocatori di rispondere al palo giocato e superare
la carta giocata dall'avversario, solo il compagno di gioco può rispondere con carte
inferiori se la carta giocata dal compagno
di squadra è ancora superiore sul tavolo,
questo è chiamato «passaggio». Talvolta,
quando si ritiene che sia in pericolo la partita, allo scopo di scappottare, è consentito
condurre il gioco in modo non convenzionale.
MACELLERIA
ROBERTO GIOSUE’
DITTA CATAPANO STEFANIA
Via P. Vegliante - Salza Irpina
Calzature
Pelletteria
SIMONA
Via A. Gramsci, 52
Atripalda
Di Alfonso Galasso
Impresa di pulizie e servizi
Via ferrovia n.4 – Salza Irpina
Tel. 3492374475
FATA
ASSICURAZIONI
Geom. Scarpa Carlo
Via F.Manfra-Salza Irpina
Tel. 0825.986372-71
CENTRO SHOPPING SALUMERIA
Casalinghi – Articoli da regalo
RITMI SALZESI
MUSICA
Agos-Sett 2005
NEW TROLLS:
CONCERTO GROSSO N. 1/ ETICHETTA CETRA 1971
Questo mese vorrei parlarvi di un album
datato 1971 che riscosse grande successo e che ancora oggi mantiene quell’aura
di sacralità e quel fascino tale da renderlo
un cimelio immancabile nelle collezioni
private degli amanti della “vera” musica:
CONCERTO GROSSO PER I NEW
TROLLS. I componenti del gruppo erano
Nico di Palo (basso-chitarra-voce) Vittorio
De scalzi (chitarra-tastiere-flauto-voce)
Giorgio D’Adamo (basso) e Gianni Belleno
(batteria-voce) i quali, dopo aver superato
il confine che dalle canzonette porta a
brani impegnati sia come testi che come
intessitura musicale (basti pensare a
“Senza orario senza bandiera”), collabora-
rono con il maestro argentino Luis Bacalov. Quest’ultimo favorì per la prima volta
in Italia la fusione di una musicalità prettamente rock con lo stile classico, con l’intervento di un’orchestra sinfonica. Il lavoro
è suddiviso in tre tempi: Allegro, Adagio
(shadows), Cadenza-Andante con moto.
L’inizio è affidato al violino con un motivo
tematico che richiama molto da vicino
l’INVENZIONE A DUE VOCI in fa maggiore del sommo Bach, alternato ad irruzioni
rock-sinfoniche con un flauto di ascendenza andersoniana in dialogo con il basso.
Ciò fa da ponte all’hendrixiano assolo di
chitarra di Nico Di Palo per poi assistere
ad un imponente ritorno orchestrale con
arrangiamento neo-barocco che conclude
il primo tempo. L’adagio si apre con un
etereo dialogo violino-chitarra che introduce armoniosi interventi vocali, rievocando
le oniriche scene dell’Amleto di Shakespeare: “to die/ to sleep/maybe to dream”. Il
tema iniziale viene poi ripreso dall’orchestra con dei “divertimenti” da parte dei
violini fusi in maniera magistrale con la
solita chitarra di Nico. Tipicamente classica è la Cadenza, caratteristica particolare
dei concerti, affidata al solista per mostrare il suo virtuosismo e le qualità sonore
dello strumento. In questo caso a farla da
padrone è ancora il violino con una melo-
10
dia vertiginosa,
alla quale si
adeguano sia i
“nuovi”
strumenti che le
voci shakesperiane. Intanto giungiamo a
Shadows, un omaggio al mai troppo compianto Jimi Hendrix. E’ un pezzo in cui
confluiscono sia una dolce melodia vocale, sia un flauto spigoloso, sia una chitarra
pungente che tenta di far rivivere le performances del chitarrista di Seattle. L’ultima
parte del Concerto Grosso sono delle improvvisazioni registrate in diretta NELLA
SALA VUOTA. Trascinante è la sezione
strumentale con interminabili ma affascinanti assoli e le splendide voci stile-New
Trolls poggianti sul drammatico IL SOLE
NASCERA’. Concerto Grosso: un esperimento di grande e ancora oggi ineguagliabile successo in cui la band genovese
apportò una rottura con i “soliti” 45 giri
(collage di pezzi gistapposti), cercando
invece nella musica classica un discorso
tale da render congiunte le varie parti del
lavoro.Missione compiuta.
N
Di Carlo Petruzziello
RELIGIONE
RELIGIONE... FAI DA TE
SI SCEGLIE QUELLO CHE PIACE, E CERTUNI SANNO ANCHE TRARNE UN PROFITTO. MA LA RELIGIONE CERCATA ALLA MANIERA DEL
"FAI DA TE" ALLA FIN FINE NON CI AIUTA.
In vaste parti del mondo esiste oggi una strana dimenticanza di Dio. Sembra che
tutto vada ugualmente anche
senza di Lui. Ma al tempo
stesso esiste anche un sentimento di frustrazione, di insoddisfazione di tutto e di
tutti... E così insieme con la
dimenticanza di Dio esiste
come un "boom" del religioso... Si sceglie quello che
piace, e certuni sanno anche
trarne un profitto. Ma la religione cercata alla maniera del
"fai da te" alla fin fine non ci
aiuta. È comoda, ma nell'ora
della crisi ci abbandona a noi stessi. Aiutate gli uomini a scoprire la vera stella che ci
indica la strada: Gesù Cristo! Cerchiamo
noi stessi di conoscerlo sempre meglio per
poter in modo convincente guidare anche
gli altri verso di Lui".
Non sarà facile forse per il lettore comune
comprendere esattamente la differenza tra
la vera fede in Dio e una religiosità tutta a
proprio uso e consumo. Eppure queste
parole che Benedetto XVI
ha rivolto ai giovani nel corso della Giornata Mondiale
della Gioventù a Marienfeld
non ci consentono dubbi.
Una valutazione così realistica del fenomeno religioso non era stata mai resa in
modo così autorevole e convincente, tale da indurre un
pò tutti i credenti ad una
verifica di molte manifestazioni religiose che forse religiose non sono. Sia a livello
individuale che collettivo.
Si tratta talvolta di palliativi
veri e propri, di un enorme
spreco di tempo e di risorse che potrebbero senza dubbio essere investite in modo
molto più efficace e intelligente. C’è talvolta voglia di protagonismo. Sempre da apprezzare. C’è l’esigenza di fare qualcosa,
spendendo anche cifre consistenti, pur di
vincere la noia, rimediare alla monotonia
dei mesi estivi, evitare che i giovani si
allontanino del tutto dal paese. Ma perchè
non farlo in modo più creativo?
Non a caso, ancora prima del papa, anche
i vescovi della nostra provincia avevano
rivolto a tutti un invito simile. Le tradizioni
sono certamente sacrosante. E forse nessuno vuole escludere il momento della
festa, dello svago e dell’esaltazione artistica. Non si tratta di distruggere o abolire,
ma di superare chiusure ed ottusità, di
favorire il dialogo, di integrare ad arricchire
a misura dei bisogni che spesso sono
gravi ed urgenti. Lasciarsi dominare dalla
pigrizia mentale, dal fatalismo e dalla pura
e semplice ripetitività delle ricorrenze, in
un contesto sociale e culturale ormai molto diverso da quello dei secoli passati,
sarebbe un peccato.
Di Gerardo Capaldo
C’est la vie
Caffetteria
Stuzzicheria – Ristopub
Via Roma 9 –
83050 Salza Irpina
RITMI SALZESI
SPORT
Agos-Sett 2005
RICOMINCIAMO DA SALZA
11
QUESTO IL MOTTO DELLA SOCIETA’ DELL’ A.C. SALZA IRPINA CHE CAMBIA STRATEGIA E PUNTA SUI SALZESI
È settembre. La pausa estiva per le molteplici squadre appartenenti alle categorie
inferiori è ormai finita. Dirigenti, allenatori e
calciatori sono freneticamente impegnati,
ognuno nel proprio ruolo, a gettare le basi
per affrontare nel miglior modo possibile i
vari campionati che prenderanno inizio nei
mesi di ottobre e novembre. L’A.C. Salza
Irpina, confortata dagli incoraggianti risultati avuti negli anni scorsi, continuerà naturalmente a disputare il campionato di seconda categoria e, come sempre, sta aspettando che trascorrano le festività in onore
di Maria S.S delle Grazie per iniziare la
preparazione atletica, indispensabile affinché i calciatori raggiungano la forma fisica
necessaria per affrontare le gare che settimanalmente si avranno sui vari campi del
girone. È importante sottolineare che questo sarà un campionato molto particolare e
significativo, un campionato che molto pro-
babilmente non si vincerà, forse si lotterà
addirittura per la salvezza o forse no! Chissà? Nulla è scontato tranne la certezza che
sarà un anno pieno di gioia e divertimento
dove finalmente un gruppo compatto, unito
e solidale di soli calciatori salzesi scenderà in campo diretto a raggiungere un unico
obiettivo, quello di onorare la maglia dell’A.C. Salza Irpina, squadra del proprio paese. Si, cari lettori, questa è la grande novità! La dirigenza del team salzese, pur avendo la possibilità di allestire una squadra
molto competitiva e tentare la vittoria del
campionato, ha preferito premiare i calciatori salzesi, escludendo tutti coloro che
provenendo da altri paesi non hanno mai
dimostrato un vero e proprio attaccamento
a questa maglia. Il divertimento, lo spirito di
aggregazione e la compattezza del gruppo
sono le prerogative che quest’anno la società dell’ A.C. Salza Irpina ha voluto ante-
porre ad ogni cosa pur dovendo sacrificare
il tasso tecnico della squadra che, come
ben sappiamo, è tra gli aspetti più importanti nel calcio. La volontà della classe
dirigente e forse anche di tutto il paese, è
quella di riformare quell’insieme di giovani
ragazzi che in sintonia con i tifosi settimanalmente trasformavano una partita di calcio in una vera e propria festa e proprio per
questo si spera che il pubblico salzese,
totalmente scomparso
negli ultimi due anni, si
riavvicini alla squadra
riportando quel clima
gioioso ed entusiasmante che vi era in
passato.
Di Dante Iandolo
I BEI TEMPI ANDATI DEL CALCIO CHE FU
E noi tifosi, ultimi inguaribili romantici!
Tutto sommato lo
temevo…Anzi
lo
sapevo. Si, insomma, avete presente
il mio delirante articolo di giugno?
Quello sulla fine del
campionato e la
disperazione
per
un’estate
intera
senza calcio? Volevo illudermi che veramente sarebbe stato
così: carenza fino a settembre. Ve la ricordate voi l’autentica estate del calcio italiano, quella della pura consapevolezza: ”E’
inutile che mi dispero, tanto di calcio in TV
non se ne parla ancora”? Io francamente
no! Rarità di otto, nove anni fa pressappoco. Altri tempi e mi sa che quella era la
vera attesa! Come quando hai l’acquolina
in bocca e non vedi l’ora di mangiare la
cosa più buona di tutte!La fame è saziata
da un sapore dolcissimo e ti convinci che
n’è valsa la pena di aspettare, n’è valsa
proprio la pena!Si, pure adesso col primo
calcio d’inizio si risveglia la voglia di rivivere le emozioni daccapo, gongolare e soffrire immancabilmente, come sempre. Il
tifoso ha il battito accelerato ogni domenica per novanta minuti più recupero, si sa,
e l’alternanza di gioia, incredulità e collaudati riti scaramantici è il classico copione
settimanale. Ogni partita dell’amata squadra è un’esperienza mistica e al novantesimo, comunque sia andata, pensa: ”E
pure oggi ma fatto morì”. Questo solo il
vero tifoso lo sa provare e chi non ci tiene
poi così tanto, non lo capirà mai.
Ebbene si, viviamo in balia delle nostre
emozioni amplificate dal potere del dio
Calcio che sa farsi adorare nonostante i
teatrini drammatici che offre. Tra illeciti
sportivi, tribunali e società nobili decadute,
la nostra passione ha subito pressioni non
indifferenti. Una cosa è certa però: la fede
vera non vacilla neanche davanti ai residui
di credibilità del calcio italiano. Come se
non bastasse ci hanno tolto pure la trasmissione culto della domenica pomeriggio: Novantesimo minuto. Certo, la vicenda dei diritti televisivi ha sempre più dell’assurdo, ma questa è un’altra storia…
Oramai alle sei e dieci non scatterà più
istintivamente la sequenza: orologio, 18:10, telecomando, Raiuno…Era la prassi,
e com’è deprimente dover parlare al passato, ma ora si cambia canale e non solo.
In cuor suo il tifoso è affascinato da quanto lo lega proprio al passato: il calcio ci
deve essere raccontato come piace a noi
secondo gli schemi tradizionali, dalle stesse voci e dalle stesse facce. Insomma,
Novantesimo minuto non si poteva perdere, pure se i goal te li eri visti già prima!
Infatti le abitudini consolidate, nel calcio,
sono dogmi. Come fai a metterle in discussione?La fede non la cambi e ciò
comporta che i riti li devi rispettare. Purtroppo, però, anche un’altra verità assoluta già da tempo è stata rinnegata: le partite tutte di domenica. Abbiamo accettato,
nostro malgrado, l’anticipo del sabato alle
sei, ma la serie B il sabato alle tre…E poi
si lamentano che la gente non va più allo
stadio!Sarà che in Inghilterra le partite
cominciano pure all’una (lì problemi non
--- FARMACIA--- Dr.ssa PICARDI ROSA
Via F. Manfra
Salza Irpina
se ne fanno), ma a noi Italiani, volete lasciarci vivere il calcio secondo tradizione?
Ripeto, le nostre abitudini hanno origini
lontane che si conservano negli anni: troppi cambiamenti ci fanno storcere il naso. E
senza di noi il calcio stesso perde tanto,
senza i cori, senza le nostre gioie e illusioni e, più materialmente, senza i nostri soldi
spesi tra biglietti e abbonamenti vari. Meno male che siamo rimasti noi, ultimi custodi della magia del calcio italiano…e
inevitabilmente nostalgici nel ricordo della
poesia del passato…
Di Luisa Ricciardi
MEMORIAL SARA VASSALLO:
TRIONFA IL CESINALI
IL 5° MEMORIAL Sara Vassallo termina
con la vittoria della compagine cesinalese
che giunge in finale meritatamente e batte
il Montemarano squadra caparbia e ben
organizzata che giunge dietro la prima per
il secondo anno consecutivo. Qualcuno
aveva pronosticato una finale diversa ma
squadre più quotate hanno dimostrato,
forse, poco impegno e determinazione nei
momenti cruciali del torneo. Anche le due
squadre di Salza sono mancate all’appuntamento dimostrando poca incisività nei
momenti in cui bisogna dare il massimo, e
così per il primo anno il trofeo cambia proprietario.
Al di la di questo lo spirito del torneo era
sicuramente quello di tributare giorni di
sano sport alla memoria della nostra piccola amica Sara e sperando che questo
sia stato il principio fondamentale per ogni
partecipante si aspetta il prossimo anno
per una rivincita da parte di tutti.
Di Magliaro Pasqualino
LO STRILLONE
L’ULTIMA OCCASIONE PER DIRE LA TUA
X Nicola C.: un saluto affettuoso Silvia
X Carmine Baffone:
hello most expensive friend. on the public square ce to move a towing of the company ecology 2000 inasmuch as you have patent "DE" you you feel to come?
By Nik
Doveva essere un giorno felice, ricco di baci, carezze, certezze.Doveva essere un
giorno pieno di prospettive, per un futuro che non c'è stato!Doveva essere il giorno
dei tuoi 18 anni!
Ti vorrò per sempre bene!(23/08/05)
tanti auguri a Sandro e carmine d'onofrio per il loro compleanno.un saluto dal
vostro collega di studio e di lavoro.
by Nicola C.
X pasquale c: ciao sono un amico che vuole darti un consiglio per un buon profumo.ti consiglio Laura Biagiotti essenza "Roma".a buono intenditore poche parole....
by
X Fefone, Giancarlo e Paf: lo sapete che siete grandi?! Il campo è in ottimo condizioni by i vostri sostenitori.
Sono una salzese che vive in esilio, ho visto il vs giornale e sito! Continuate così…
in bocca al lupo!
Per Nicola:ma chi sei scopola o scommoglia?By fans club otrale!
X omino bianco oxi gel: ma come mai il tuo detersivo funziona meglio del mio?
Ciao
X Carmine baff: come sposti i tir tu non li sposta nessuno soprattutto con quelli
targati torino e l’aquila. By la motorizzazione
X Nicola quando indossi quei pantaloni marroncini sembri na patana cigghiata!!!
Salve siamo tazza e cocchiera e volevamo salutare scopola e scommoglia. A
proposito ma chi siti?
X Dino: ti do un consiglio: fai attenzione stai uscendo dal seminato!!! By chi te la
farà pagare
X Nicola <<e noi paghiamo>>.
X Ti-Ti : la prossima volta che ci serve la macchina ritirati prima dalla discoteca. By
A.A.L.
X Pasqualino: se facissi o vice capo redattore come giochi a pallone stessemo
nguaiti! By il capo
X domenico il Tir: perchè ti chiamano sfoderamento facile?
X il mio bodyguard domenico: prima o poi arbitrerò una partita di calcio
X Plant-Aro quanno arrivi puru tu a Atripaoro facci no squillo. Tu sai chi simmo.
Si regalano gattini, per informazioni rivolgersi alla
redazione
X Michele Marra: A fatto o sugo ca era na
specialità. Si sembe o meglio. A Napoli mo
so c...i mii.
X il tir sei un gran giocatore e
un bel ragazzo.
X Maria altro che speedy gonzales
X Alessandra: finilla ma stavolta seriamente.
X Gianni G. : ra quanno tà fidanzato si fatto cchiù bello però non
esaggerà ca no poco ta puro
sciupato.
X Dino Antonella e Cristina:
ata fatto na cricca tutti e tre!
Amore mio dolcis dolcis ti amo
sempre per sempre da sempe
lemona mia
X Nicola: con quei pantaloni
stretti, quella maglietta attillata e con quel ciuffetto davanti
agli occhi mi fai impazzire!!!
Mi sembri TOTò
X P: beato a te ca ta trovato a
vagliotta chiù bella re S.
X Paoletto: con questo capillo
sei ancora più fashon
X Carmine M. pensavamo che il
tesoro fossi tu… che delusione
by T.T.kiri
X la persona più bella del
mondo da pharao73: devi
avere i piedi molto stanchi
visto che mi hai attraversato la mente tutta l’estate
X Liuccia mia : ma quando te lo
metti quel vestitino con i fiori? By
chi ti osserva!
X Alessandra DB sei la più brava capo redattrice ma si puro l’unica! Continua
così…
X Luisa R. tanti auguri per il tuo 23° compleanno By TTkiri team
X Romeo B.: sto torneo o putivi organizza no poco meglio! By uno che ti stima
X Alberto I. co sti capilli tagliati mi pari totore re cigghiato.
X Carmine Baff: quando ti ho visto con le stampelle mi veniva quasi da piangere!!!
ma non ti putivi fa chiù male! By osghiò
X Alessandra: perché fai troppo a ‘ndracchiera? By F. e A.
X Nicola scavola e scommoglia stammo arrivanno bu il tuo fans club otrale
X Dino: possiamo sapere il colore del cappello che usi x dormire? Azzurro bianco o
fuxsia?
X Antonio e Dario re foggia: ma l’ata sera a e tre che facivivi ‘ngoppa a chiazza. By
un tuo amico
X Domenico a perde co quiri cchiù fessa e te è brutto, è vero… ma quanno uno è
cchiù forte ta sta e basta.. By uno ca ne sape chiù de te.
X Anna a Stramba: giovedì tutti all’ibisco
X Fabio: da quando ti sei innamorato si diventato proprio antipatico by A
X i lettori del giornale rati l’auguri a Alessandra sino s’incazza
X Cristina: da quando ti sei lasciata con Dino sembri un po abbattuta! Se fossi in te
farei i salti di gioia!!!! By o parè
EDITORE: Associazione Centro Studi Cinematografici “ Jean Luciani”
DIRETTORE: Don Gerardo Capaldo
ASSOCIATO: supplemento al settimanale cattolico il Ponte
CAPO-REDATTORE: Alessandra De Biasi
VICEREDATTORE: Magliaro Pasqualino
RESP. GRAFICA: Iandolo Alberto, Magliaro Pasqualino
VIGNETTE e DISEGNI a cura di Antonio Paparella
ALCUNI MESSAGGI NON SONO STATI
PUBBLICATI PERCHE’ RITENUTI OFFENSIVI O DI CATTIVO GUSTO !!!
PER INVIRE I VOSTRI MEGGAGGI VISITATE IL
SITO www.forumsalza.135.it
OPPURE INVIATE
UN SMS AL 3209391144 O UN
E-MAIL A [email protected]
Scarica

agost-sett per stampa