ISTITUTO COMPRENSIVO “Padre Minozzi”
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BANDO NAZIONALE 2014
“DAL SOGNO AL PROGETTO PER LA MIA CITTÀ”
FONDAZIONE ENRICA AMIOTTI
Titolo del Progetto: “L’Acqua… fa Scuola !” – Cod. B2014006
Scuola e Classi coinvolte:
Istituto Comprensivo “Padre Minozzi” di Matera
 Classe V B della Scuola Primaria plesso “Minozzi”
( inss. Marilena Antonicelli e Costanza Massenzio )
 Classi II B e II D a Tempo Prolungato della Scuola Secondaria di I grado “N. Festa”
( prof.sse Silvia Palumbo e Anna Murgano; Tina Santochirico e Imma Sinno )
Responsabile del Progetto: prof.ssa Silvia Palumbo
Partner coinvolti:
 Ente Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano
 Centro di Educazione Ambientale, MateraCea srl
 Prof. Emmanuele Curti – DiCEM ( Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo:
Architettura, Ambiente, Patrimoni Culturali ) - Università degli Studi della Basilicata
 Prof. Pietro Laureano – IPOGEA
 Dott. Raffaele Lamacchia - Associazione “Amici del Parco della Murgia”
 Dott.ssa Eleonora Bianco - Esperta in Didattica del Territorio
 Università della Terza Età
Costo complessivo del Progetto: Euro 15.000 ( di cui 10.000 per spese relative agli esperti e alle
escursioni in città e fuori città; 5.000 per spese relative ai materiali, all’allestimento dell’aula
didattica e ai gadget pubblicitari per le diverse iniziative programmate )
1) ILLUSTRAZIONE DEL SOGNO PRECEDENTEMENTE PRESENTATO
Per comprendere nel profondo il nostro sogno occorre fare un breve passo indietro, spiegandone
le ragioni e l'origine, legate ad un altro Progetto, intitolato “Le Piccole Guide del Parco”, svolto lo
scorso anno scolastico in collaborazione con l’Ente Parco della Murgia Materana.
Si è lavorato a classi aperte e in verticale all’interno del nostro Istituto Comprensivo, tracciando
uno straordinario percorso di scoperta delle eccezionali ricchezze storiche, artistiche e
naturalistiche del territorio materano.
Le Piccole Guide hanno avuto modo di verificare le abilità e le competenze così interiorizzate
accompagnando nei tre percorsi lungo il Sasso Barisano, il Sasso Caveoso e verso il Torrente
Gravina i loro coetanei di diverse scuole della città.
Tutto ciò ha permesso di consolidare nei ragazzi la consapevolezza e il senso di appartenenza alla
città e alla sua cultura, da tutelare e valorizzare nel loro presente di piccoli cittadini e nel futuro di
adulti più responsabili.
Le Piccole Guide, forti della straordinaria esperienza compiuta, hanno poi immaginato di fondare
una Scuola del Territorio, adottando un antico monastero ubicato nel cuore dei Sassi, una
struttura duecentesca gestita dall'Ente Parco della Murgia Materana.
Grazie alla sua ampia struttura architettonica, ricca di aule, terrazzi e cortili, si è immaginato di
svolgere lì delle lezioni con metodi non formali, utilizzando i molteplici spunti didattici e
multidisciplinari offerti dalla città e dal territorio circostante.
Le Piccole Guide hanno così deciso di divenire i custodi di quell'elemento naturale che ha dato
origine all'uomo e alle sue molteplici attività: l'Acqua! Proprio i complessi sistemi di canalizzazione
delle acque piovane, disseminati tra i Sassi e il Parco, hanno fatto sì che Matera rientrasse nella
lista del Patrimonio Unesco.
Obiettivo principe è che la “Scuola del Territorio” diventi un punto di riferimento per l’intera città,
per ideare e concretizzare progetti di studio su tutti i sistemi di raccolta delle acque realizzati
dall’uomo, senza confini di tempo e di spazio: scoprire e valorizzare tutte le soluzioni ingegnose al
pari di quelle presenti nella nostra città per proteggere quella risorsa vitale ormai definita “oro
blu” a causa della sua drammatica carenza dovuta a sprechi e a speculazioni.
La nostra Scuola del Territorio dovrà proporsi non come una struttura statica, ma come una realtà
vivente, uno spazio in cui si possa apprendere attraverso il fare. Gli spazi saranno organizzati per
aree didattiche, ossia i vari “punti di vista” da cui analizzare l’argomento.
La Scuola del Territorio permetterà, inoltre, di responsabilizzare i ragazzi nella gestione e nella
cura degli spazi, creando mansioni specifiche.
2) LA SCUOLA DEL TERRITORIO
La nostra è l’unica scuola a Matera a proporre, all’interno del Modulo a Tempo Prolungato e in
orario curriculare, il Laboratorio di Studio del Territorio.
Si tratta di un percorso triennale di scoperta e di approfondimento in una vera e propria aula a
cielo aperto, grazie al perfetto legame tra Scuola e Territorio che prende così vita.
Si lavora a classi aperte, seguendo la metodologia del Cooperative Learning, grazie anche alla
compresenza fra le docenti di Lettere e Scienze.
Le attività che realizziamo sono, quindi, molto stimolanti ed accattivanti: si progetta insieme in un
confronto reciproco, si realizza insieme, senza escludere nessuno, ma valorizzando le potenzialità
di ciascuno di noi in una precisa suddivisione dei ruoli.
Si fa scuola, quindi, in modo diverso, con modalità più coinvolgenti e creative, ma soprattutto si
impara ad amare e a valorizzare la realtà che ci circonda, appunto il nostro Territorio: la nostra
straordinaria città è, infatti, il libro più affascinante da leggere e da studiare!
Il Progetto “L’Acqua…fa Scuola!”, durante questo anno scolastico, è stato premiato per ben due
volte: è stato selezionato dalla Fondazione Amiotti ed è stato scelto per rappresentare la nostra
scuola nella Rete delle Scuole Unesco!
Un grande onore per noi, in una città che dal 1993 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità proprio
grazie all’Unesco e che sarà la Capitale Europea della Cultura nel 2019 !
3) MODALITÀ PROGETTUALI
Le Piccole Guide hanno deciso di coinvolgere anche un’altra classe nella realizzazione del loro
“sogno”, raccontando l’esperienza svolta lo scorso anno e cominciando così insieme la nuova
avventura!
Il primo passo è stato quello della scoperta della Metodologia del Project Management, con la
quale i ragazzi si sono sentiti subito a loro agio. Così è nata l’attività legata alla Carta d’Identità del
Progetto, con obiettivi da perseguire e regole da rispettare.
Ampio e vivo confronto si è registrato sull’obiettivo “Imparare ad imparare”, inizialmente
percepito dai ragazzi come un ossimoro, (poi condiviso, in quanto compreso ed apprezzato, poiché
accresce la loro autonomia) : “compito dell’insegnante non è solo quello di trasferire conoscenze,
ma anche di fornire strumenti per apprendere”.
La metodologia del PMI si è rilevata fruttuosa, in quanto a poco a poco ha inculcato nei ragazzi
l’importanza del “metodo” per rendere efficace qualunque attività didattica: la migliore idea non
può essere sufficiente di per sé ai fini della sua realizzazione. Per trasformare un’idea in qualcosa
che può essere osservato, tangibile, fruito, occorre programmare tenendo conto dei protagonisti,
dei luoghi, dei tempi, delle azioni da porre in essere, delle collaborazioni, dei finanziamenti, ecc.
Il logo disegnato inizialmente nella Carta d’Identità è stato oggetto di ulteriore approfondimento:
risultava bello ed apprezzato da tutti, ma presentava un limite sotto l’aspetto della
rappresentazione grafica. Grazie ai suggerimenti appresi in un incontro con una docente del locale
Liceo Artistico “C. Levi”, alcune ragazze si sono ripiegate in uno studio-traduzione delle finalità e
delle caratteristiche progettuali, dando forma al logo finale.
Ancora una volta si è partiti da una goccia d’acqua per poi eliminare il superfluo e rendere il segno
grafico pulito nella sua semplicità. La base della goccia rappresenta i nostri sistemi di raccolta delle
acque, le cisterne e i pozzi naturali.
L’acqua diventa la linfa vitale che genera un libro, ossia Matera, che noi amiamo definire “un
grande libro a cielo aperto”. Dalle pagine aperte di questo straordinario libro sembra quasi
spiccare il volo il caratteristico skyline di Matera, con la zona alta della Civita, rappresentato nella
parte superiore della goccia.
Il secondo step del PM, il Brainstorming, ha dato vita ad una discussione chiave per l’intero
progetto, in quanto il sogno diveniva sempre più nitido e l’idea della Scuola del Territorio
prendeva forma più concreta.
I ragazzi hanno cominciato ad ipotizzare escursioni, approfondimenti, iniziative, prodotti ed
esperienze da realizzare facendo affiorare conoscenze già presenti, elencando curiosità,
descrivendo fantasie, dando libero sfogo alla loro immaginazione e creatività.
Dalla discussione e dal confronto reciproco è nata una vera e propria “tempesta di idee”,
contenuta nel secondo cartellone previsto dal PMI: il tutto in una vivace atmosfera relazionale,
nella quale i ragazzi sono divenuti i reali creatori del progetto, nella condivisione generale e nella
responsabilizzazione di ciascuno di loro.
Ma come dare ordine al lavoro da fare? Ed ecco che l’attività collegata alla realizzazione del terzo
cartellone del PMI, la Mappa Mentale, arriva in soccorso.
Al chi? e cosa? si aggiungono il dove?, il quando?, perché? cosa?... Particolarmente interessante si
è rilevata la domanda “E se?”, in quanto ha posto i ragazzi davanti ad eventuali difficoltà o
imprevisti, stimolando in loro abilità riflessive e conseguenti capacità risolutive proprie del
Problem Solving.
Ideare è stimolante, ma pianificare è strategico!
L’Albero e il Calendario del Progetto hanno, infatti, scandito i singoli traguardi da raggiungere,
secondo tempi e modalità precise.
La grande valenza formativa di questi tre step è nel “visualizzare le idee”: i post it hanno aiutato a
scoprire i punti di forza e di debolezza del nostro agire o le potenzialità ancora inesplorate!
Nell’Albero di Progetto si è tentato di mettere ordine alle “Azioni” da compiere, una sorta di
“cruscotto”, un quadro dei comandi. La calendarizzazione, invece, oltre a svolgere la funzione
precipua di agenda, ha certificato l’arco temporale nel quale sono state realizzate le attività.
Infine, con l’approssimarsi della scadenza del concorso, nel sesto cartellone del PMI, i Semafori di
Progetto abbiamo presentato il rendiconto attuale, lo stato dell’arte del progetto: attraverso gli
amati smile, si è premiato l’impegno con la faccina verde sorridente, si è incoraggiato con quella
gialla ammiccante per non mollare sul più bello, per poi pungolare con quella rossa e riaccendere
tutte le energie in vista dello sprint finale!
Si è sempre privilegiato l’impostazione metodologica della didattica attiva, che mira
all’acquisizione di conoscenze attraverso attività pratiche ed esperienze collettive, coinvolgendo
mente e corpo.
Fondamentale risulta sempre l’elemento della manualità e della verifica, attraverso la
sperimentazione pratica delle informazioni e delle nozioni acquisite non solo teoricamente.
In fondo il nostro progetto è ancora in corso di svolgimento e proseguirà anche il prossimo anno,
prendendo forme diverse in linea con un percorso triennale: di conseguenza manca l’ultimo step
del PM, ossia il consuntivo finale.
4) LE ATTIVITA’:
a) LE USCITE NEL PARCO E NELLA CITTA’
I momenti che lasceranno un segno indelebile nei nostri ricordi sono quelli legati alle escursioni nel
Parco della Murgia, la nostra “seconda casa”, la nostra “aula a cielo aperto”: lì prende vita una
Scuola ideale, in armonia con la Natura e con noi stessi!
Ciò che è custodito nella pagina di un manuale, lì puoi osservarlo direttamente: la porosità e la
friabilità della nostra roccia calcarenitica lì può essere toccata con mano, così come lì si può
imparare a leggere ad occhio nudo la stratificazione dei segni della Natura e dell’Uomo.
Le uscite svolte con la collaborazione con le guide del Centro di Educazione Ambientale di Matera
e dell’Associazione “Amici del Parco” hanno avuto come finalità quella di concentrare l’attenzione
degli studenti sui sistemi di raccolta dell’acqua nel territorio materano, peculiarità che ha reso
Matera unica e le ha permesso di entrare tra i Siti Unesco.
Il primo incontro ha visto i ragazzi impegnati nel percorso scoperta “LA VIA DEL FIUME”, svoltosi in
contrada Murgia Timone, nei pressi del Centro Visite di Jazzo Gattini del Parco della Murgia
Materana.
L’attività è iniziata con una breve introduzione in aula in cui, partendo da riflessioni generali sul
valore irrinunciabile dell’elemento Acqua per la Vita sulla Terra, tramite una serie di slide sono
stati ripresi dei concetti fondamentali quali il ciclo dell’acqua, come nasce un fiume, le parole del
fiume (letto, riva, reticolo idrografico, bacino idrografico), le forme del fiume (valli, meandri,ecc),
le attività del fiume (portata, velocità, regime), la vita del fiume, il trasporto dei materiali, l’area
della fossa bradanica, i terreni (argille, sabbie e conglomerati), ecc.
Nell’attività sul campo, dopo una tappa ad un punto panoramico per le osservazioni del paesaggio,
della morfologia e della litologia del territorio, i partecipanti sono stati coinvolti in un sopralluogo
lungo il corso del Torrente Jesce.
Sono state esaminate le caratteristiche paesaggistiche, geologiche e vegetali dell’area e prelevati
campioni d’acqua. Durante l’attività, direttamente sulla riva del fiume, sono state compilate delle
schede di osservazione ed è stata effettuata una raccolta dati su misure, quali larghezza,
profondità e velocità del corso d’acqua.
Contemporaneamente un altro gruppo di studenti si è occupato di effettuare una serie di analisi
riguardanti l’acqua del torrente, la presenza nelle acque di tensioattivi, di ammoniaca e nitriti,
oltre alla misurazione del PH.
I ragazzi hanno così appreso operando concretamente, non solo concetti scientifici e tecnici
fondamentali, ma anche le metodologie e le precauzioni da adottare in tutte le fasi operative, per
assicurare la validità delle misurazioni e l’attendibilità dei risultati, esercitando e perfezionando la
necessaria manualità, indispensabile per una corretta effettuazione di operazioni pratiche.
E’ stato poi scelto il percorso “I SISTEMI DI RACCOLTA DELL’ACQUA SULLA MURGIA”, in cui gli
studenti hanno imparato a riconoscere le forme realizzate nel corso dei millenni dagli uomini per
realizzare opere di captazione e di raccolta dell’acqua piovana.
L’acqua, infatti, ha da sempre costituito un elemento fondamentale per la vita dell’uomo e per le
sue attività nel territorio murgiano, costituito da rocce carbonatiche di origine marina (il Calcare di
Altamura, su cui poggia la Calcarenite di Gravina) molto fessurate e dunque poco adatte a
trattenere l’acqua.
Gli studenti sono stati coinvolti nell’osservazione diretta dell’ambiente murgiano, delle formazioni
rocciose, e nella individuazione delle tracce sul terreno di circuiti d’acqua, di palombari e cisterne.
Utilizzando schede di osservazione, metri a stecca, rulline e fili a piombo hanno rilevato le
caratteristiche e le dimensioni di alcune cisterne di diversa tipologia.
Con il percorso “I SISTEMI DI RACCOLTA DELL’ACQUA IN CITTÀ” ci si è spostati nel centro abitato di
Matera, per comprendere come in passato l’acqua fosse captata dalla falda freatica della collina
del Castello Tramontano (Collina del Lapillo) e condotta fino in piazza ad alimentare la fontana
pubblica e come fosse poi approvvigionato il sistema di cisterne e palombari del “Piano” della
città.
Nel percorso seguito per risalire la collina i ragazzi hanno prelevato piccole quantità di terreno alle
diverse quote e, con esperimenti in loco, hanno osservato come reagiscono i diversi terreni in
presenza di acqua ed hanno verificato la diversa permeabilità, comprendendo così come le colline
intorno alla città abbiano potuto in passato soddisfare i bisogni di acqua della comunità materana.
E’ seguita poi un’emozionante visita all’interno del “Palombaro Lungo”, il grande contenitore di
acqua, piovana e di falda, sottostante la Piazza Vittorio Veneto.
Il percorso “I SISTEMI DI RACCOLTA DELL’ACQUA DEI SASSI” ha consentito, attraverso un’attività di
ricerca sul campo basata sul’uso di mappa e bussola, di scoprire quanto fosse capillarmente
distribuita, all’interno dei Rioni Sassi, la rete di canali, cisterne individuali, cisterne di vicinato e
palombari pubblici.
b) “MAPPIAMO LA CITTA’!”
Se è ormai appurato che l'apprendimento passa attraverso l'osservazione, quale modo migliore
sarebbe per i ragazzi apprendere osservando il proprio territorio, così ricco di spunti didattici, che
spaziano dalla Storia all'Arte e dalla Scienza alla creatività?
Quando si esplora una città sconosciuta la prima cosa di cui ci si dota è di una Mappa. La lettura
della mappa ci aiuta a individuare subito la forma della città, la nostra posizione, le strade utili per
raggiungere i siti che più ci interessano, a capirne la storia e la sua evoluzione.
Bene. Ci si è mai chiesti come si costruisce una Mappa? Per costruirla bisogna conoscere appieno
la città, la sua struttura e la sua storia, le sue strade, i suoi palazzi, le sue aree verdi; poi si
costruisce per sovrapposizioni di lucidi tematici.
La sua costruzione per sovrapposizioni, se abbinato al mondo della scuola, può diventare anche
motivo di metafora: la sovrapposizione è un concetto che ben si sposa con la sedimentazione delle
informazioni acquisite tra i banchi di scuola nell'intero percorso di studio.
L'idea e il desiderio dei ragazzi di vivere in maniera concreta e attiva il proprio territorio, sempre
più conosciuto a livello internazionale come esempio concreto di una sedimentazione storica
eccezionale e di una forma di integrazione tra Uomo e Natura tra le migliori al Mondo, è andata
crescendo a dismisura grazie alle numerose attività pregresse ( vedi Le Piccole Guide del Parco) e
alla nomina di Matera come Capitale Europea della Cultura del 2019.
Il fine è, dunque, quello di istituire una Scuola sul Territorio a misura di ragazzi, voluta e allestita
dai ragazzi, dove poter sperimentare sul campo e con una visione multidisciplinare gli
insegnamenti curricolari (Storia, Arte, Letteratura, Scienze...).
Grazie alla collaborazione di un’esperta in Didattica del Territorio, sulla base di quanto detto e
attraverso un percorso ben delineato, i ragazzi hanno ideato illustrazioni e testi finalizzati
all'allestimento delle aule della Scuola del Territorio.
Nello specifico hanno elaborato una serie di mappe storiche corredate da legende e testi, che
chiariscono l'evoluzione storica della città rupestre, approfondendo come nel tempo sono andate
migliorandosi le forme di adattamento dell'Uomo alla Natura.
La prima tappa si è svolta presso l'aula studio dell'Archivio di Stato di Matera, dove i ragazzi hanno
per la prima volta toccato con mano le fonti storiche, indispensabili per il lavoro di mappatura
storica della città: le cronache storiche del XVI e del XVIII secolo; le platee (libri contabili) dei
Monasteri, datati al XVII secolo, contenenti la mappatura puntuale di ogni singola proprietà
monastica con l'indicazione della loro estensione, collocazione, presenza di fonti d'acqua...tutte
informazioni indispensabili a ricostruire lo scenario della città e del Parco della Murgia Materana
prima delle trasformazioni apportate nel corso del XIX secolo; la pianta della città dei Sassi, datata
1930, con le indicazioni dei lavori di bonifica voluti da Benito Mussolini; il piano regolatore redatto
nel 1956 dall'architetto Luigi Piccinato per il piano di evacuazione dei Sassi…
La seconda fase è consistita nell'elaborazione dei dati raccolti in Archivio per la stesura delle
Mappe e dei testi esplicativi, procedendo per piccoli gruppi di lavoro, con l'obiettivo di valorizzare
le singole capacità e attitudini dei ragazzi, facendo in modo che si integrassero tra loro.
Per ciascuna epoca storica hanno lavorato gruppi di sette/otto ragazzi, suddivisi in “storici” e
“illustratori”: i primi si sono occupati dell'aspetto storico-letterario, consistente nell'elaborazione
delle fonti storiche e nella produzione di testi a corredo delle mappe; i secondi si sono occupati
della produzione grafica delle Mappe - mediante la tecnica del disegno su lucido – ricostruendo
così l'immagine della città e del Parco sulle indicazioni fornite loro dagli “storici”.
Tali attività costituiscono una prima tappa di un percorso più complesso: infatti, successivamente
si progetterà una App per un viaggio interattivo tra passato-presente-futuro della nostra città e si
creerà una guida storico-turistica della città pensata per ragazzi e scritta dai ragazzi.
L'idea è nata da una esigenza concreta, ossia l'assenza di prodotti editoriali dedicati ai ragazzi per
la città di Matera, unita all'entusiasmo dei ragazzi di dare un prosieguo tangibile al lavoro di ricerca
e di sperimentazione condotto sul campo.
c) L’APPROFONDIMENTO LETTERARIO-STORICO-ANTROPOLOGICO
Come accennato, un’esperienza molto interessante è stata quella realizzata presso l’Archivio di
Stato: lì, sotto la guida di alcuni esperti, come innanzi descritto, i ragazzi hanno ammirato diversi
documenti originali, libri e mappe, sulla storia della nostra città.
E’ stato emozionante toccare con mano testi e cartine del ‘500 e del ‘600…ritrovare luoghi
conosciuti, ma completamente diversi rispetto al loro aspetto attuale…leggere ed interpretare libri
antichi scritti in un italiano un po’ arcaico, ammirando anche le splendide illustrazioni.
Il testo che li ha colpito maggiormente è stato quello scritto da Eustachio Verricelli nel 1595
intitolato “Cronica de la Città di Matera” per la ricchezza delle notizie sulla vita quotidiana di quel
tempo.
Con la guida delle docenti hanno deciso di leggerlo, individuando i passi più interessanti ed
importanti per il nostro progetto.
Si sono, quindi, dedicati alla traduzione del testo originale in un italiano più corrente, in quanto il
libro, scritto nel 1595, è in volgare, mescolato con termini latini ed espressioni dialettali.
E’ stata poi la volta della traduzione in Lingua Inglese, poiché i pannelli espositivi da allestire nella
nostra aula didattica dovranno essere fruibili anche da eventuali scolaresche o turisti stranieri.
E’, inoltre, nostra intenzione realizzare anche la traduzione in Lingua Francese e in
svedese/cingalese/ucraino/rumeno, valorizzando la cultura di origine di alunni delle classi
coinvolte.
La Cronaca del Verricelli ha così emozionato e colpito i ragazzi, tanto da ispirare l’ideazione di un
mito sull’origine della città di Matera. Tutto è partito da due passi in particolare: l’intuizione del
Verricelli dell’immagine della città vista dall’alto simile ad un uccello senza coda e lo scenario dei
Sassi paragonati ad un cielo stellato.
Queste due splendide immagini prendono così forma nel loro mito, elaborato grazie alle
conoscenze apprese lo scorso anno in un progetto interdisciplinare di Mitologia e Astronomia.
Nella notte dei tempi ad una eclissi di Sole seguì una di Luna, frutto del loro grande amore, e
l’universo si illuminò di mille frammenti di cristallo. Nacquero così tre bellissime Costellazioni:
Cigno, Aquila e Lira.
Cigno, la sorella maggiore, aveva dei capelli corti, neri come la pece, simili ai suoi occhi; era la più
saggia delle sorelle. Aquila, invece, aveva lunghi capelli biondi come l’oro e i suoi occhi erano delle
gemme lucenti; era, tra le tre, la più coraggiosa e intraprendente. Lira aveva capelli ricci color rame
e i suoi occhi erano di un verde intenso come l’erba di prima mattina; era la più spensierata del
gruppo e amava la musica.
Pur avendo la possibilità di vivere sulla Terra grazie al Padre Sole, le tre sorelle amavano brillare
nel Cielo insieme alla loro mamma. Durante la notte giocavano e danzavano allegramente:
all’alba, quando la Luna cominciava a cantare "Nei mari della Luna tuffi non se ne fanno! Che
magnifico mare per chi non sa nuotare!", ritornavano da lei per riposare.
Una notte d’estate all’improvviso sentirono una dolce melodia: incuriosite, si avvicinarono alla
Terra per scoprire chi o cosa creasse una tale splendida musica. Videro così un bellissimo ragazzo
dai folti capelli castani e dai profondi occhi verdi come la giada.
Aquila si innamorò subito di lui in un vero e proprio colpo di fulmine, mentre Lira fu rapita dalla
straordinaria dolcezza dello strumento che il ragazzo suonava per accompagnare il suo canto. Le
due sorelle chiesero alla Madre Luna di scendere sulla Terra: lei accettò, a patto che Cigno badasse
loro nel viaggio.
Durante il tragitto, però, Aquila si accorse che un meteorite si stava dirigendo verso la Terra: pur di
salvare il suo amato, coraggiosamente fece scudo con il proprio corpo! Nel violento urto, perse la
coda e precipitò sulla Terra, perdendo i sensi!
Le sorelle, spaventate e preoccupate, andarono a soccorrerla: la trovarono sulla riva di un torrente,
che scorreva in un profondo canyon. Cigno rimase con lei per sostenerla, mentre Lira andò a
cercare aiuto. Pensò subito al bellissimo ragazzo, per cui si lasciò guidare dalla dolce melodia.
Giunse così nei pressi di una delle tante grotte scavate nella roccia. Lira gli raccontò ciò che era
successo, implorando il giovane di seguirla: Aquila, in pericolo di vita per proteggere il suo amore,
poteva salvarsi solo grazie ad una nuova prova d’amore!
Il ragazzo, confuso ma affascinato dalla storia, accettò e seguì Lira. Nel vedere Aquila, rimase
incantato dalla sua straordinaria bellezza! Per porre fine a quel terribile dolore, sentendo nel suo
cuore che ormai apparteneva a lei, la sollevò tra le sue braccia e, per qualche secondo che sembrò
magico ed infinito, la baciò sulla fronte! Lei lentamente si svegliò e capì che il suo sacrificio le aveva
donato il vero amore!
A quel punto la Madre Luna, gelosa e protettiva, chiese ad Aquila di ritornare da lei in Cielo: di
fronte al rifiuto della figlia, lei ricorse ai suoi poteri sovrannaturali e le impedì di restare sulla Terra.
I giorni passarono tra le lacrime di Aquila, che sembrava peggiorare sempre più: infatti, dalla coda
ferita giorno dopo giorno si disperdeva tutta la sua luce, ormai offuscata dal profondo dolore.
In suo aiuto giunsero le due sorelle, che escogitarono un piano per convincere la Madre Luna.
Aquila sarebbe rimasta sulla Terra durante tutto l’anno tranne nel mese di Giugno, quando le tre
Costellazioni formavano un triangolo nel Cielo materno. La Luna, con un atto d’amore che solo una
mamma può compiere, rinunciò alla figlia, concedendole di seguire il proprio destino.
Aquila scese sulla Terra e si distese proprio nel luogo in cui era caduta la prima volta: da
quell’amore profondo e puro nacque una bellissima città dalla forma di "uccello senza coda"! Le
stelle della costellazione illuminarono ad una ad una le grotte scavate nella roccia, in modo che
dall’alto Aquila fosse visibile alla Madre Luna e alle due sorelle!
La città prese il nome di Matera proprio per onorare l’atto d’amore della “Mater”, ma per un gioco
del destino richiamava nella sua etimologia anche la parola “Meteòron”!
Fu così che da quel momento, per unire la Terra al Cielo, ogni notte Matera si accende di mille luci
e “pare un cielo stellato”!
d) L’APPROFONDIMENTO GEOGRAFICO-SCIENTIFICO
Il nostro sogno è nato, quindi, sulle sponde del Torrente Gravina che, insieme allo Iesce, sono forse
tra gli elementi di maggior impatto paesaggistico del nostro territorio.
Tra i solchi erosivi che variamente modellano l’altopiano il più spettacolare è la “Gravina di
Matera”, esempio di canyon di 70~80 m di profondità, ricco di meandri ed affluenti laterali, che
presenta pareti sub-verticali, a volte terrazzate e modellate da dossi, piccoli rilievi isolati, pinnacoli,
valli sospese.
E’ proprio lì che siamo tornati per provare a far vivere il nostro sogno ed imparare a guardare il
nostro territorio con occhi differenti. Nell’area di Murgia Timone, dove si trova il Centro Visite del
Parco, abbiamo capito come l’acqua, per milioni di anni abbia lavorato e segnato la storia della
nostra città e degli abitanti, che fin dal Neolitico si sono stabiliti sul nostro territorio, pressoché
senza interruzione di tempo.
Quest’area, un tempo, era parte di un’isola costituita da sedimenti marini di natura calcarea (il
Calcare di Altamura, risalente al Cretaceo Superiore, circa 70 milioni di anni fa).
I fianchi di questa isola, facente parte di un vasto arcipelago, nel corso dei periodi di emersione, si
sono modellati per il concorso del carsismo e dei fenomeni erosivi; sono, infine, stati coperti da
depositi carbonatici, noti col nome di Calcarenite, più comunemente chiamato da noi “tufo”, di
colore giallastro, in cui sono ben visibili ad occhio nudo frammenti di macrofossili. Alla base di
questi cambiamenti troviamo due cause principali: fenomeni tettonici e variazioni del livello del
mare.
Il tufo, a causa della sua porosità, determinata dagli innumerevoli interstizi che separano i granuli,
si lascia facilmente attraversare dall’acqua; nel calcare, perché l’acqua vi abbia accesso, è
indispensabile la presenza di fessure.
Tali caratteri hanno favorito il fenomeno carsico, che, attraverso l’azione erosiva aggressiva
dell’acqua, ha dato luogo a tipiche forme quali: campi carreggiati, doline, inghiottitoi e le
numerosissime grotte che punteggiano l’altopiano.
Il segno più evidente, di un’evoluzione geologica, durata milioni di anni, è il profondo canyon: la
Gravina di Matera, solcata dall’omonimo torrente e i suoi valloni afferenti. Siamo scesi proprio in
uno di questi valloni per incontrare il Torrente Iesce.
Tornati in classe, attraverso i dati raccolti, le ricerche fatte e i vari approfondimenti, i ragazzi sono
stati in grado di costruire dei cartelloni esplicativi con disegni e schemi, ossia le basi dei futuri
pannelli scientifici, che nell’aula didattica spiegheranno l’origine e l’evoluzione idro-geologica del
nostro territorio.
Studiando la storia geologica del nostro territorio, le trasformazioni avvenute e il modellamento
da parte dell’acqua, i ragazzi si sono resi conto di come la Storia della Terra fosse la Storia
dell’Uomo: su questo altopiano è riuscito a sopravvivere in un territorio impervio, sferzato dal
vento freddo invernale ed arso dal sole estivo, utilizzando le poche risorse del territorio in
maniera intelligente e sfruttando a suo vantaggio le diversità offerte.
Le grotte e gli anfratti naturali scavati dall’acqua nella porosa calcarenite sono stati i primi rifugi,
ampliati e scavati successivamente, a seconda della necessità, il materiale di scarto lavorato e
riutilizzato per nuove unità abitative.
Per capire meglio le motivazioni che spinsero i primi abitanti di queste terre a costruire nella
calcarenite e non nel calcare ci hanno aiutato dei semplici esperimenti con queste pietre: i ragazzi
hanno toccato con mano la diversa consistenza e porosità, il loro diverso comportamento in
acqua, la diversa capacità di reagire alle diverse temperature; sono andati alla ricerca, quindi, di
fossili e tracce di antiche conchiglie.
Risolto in modo ingegnoso il problema abitativo, i nostri predecessori dovevano essersi trovati
davanti ad un altro problema che da sempre affligge il nostro territorio: la carenza d’acqua. I
ragazzi hanno cominciato a ricercare, negli antichi scritti delle Cronache di Verricelli e nelle vecchie
mappe, come avessero rimediato, scoprendo che in realtà, l’acqua in questi luoghi, a differenza di
quanto ci si possa aspettare, non è mai stata un problema, grazie a metodi antichissimi ed
efficienti per convogliarla e raccoglierla.
Così siamo scesi sul campo alla ricerca di cisterne, pozzi e palombari, scoprendo le innumerevoli e
diverse, per conformazione, cisterne disseminate sulla Murgia: è emersa una Matera sotterranea,
dove ogni singola goccia d’acqua veniva recuperata e conservata, dove ogni casa era fornita di
piccola cisterna privata o di una neviera con i canali del troppo pieno che alimentavano altre
cisterne di vicinato o i palombari.
I ragazzi hanno capito che anche il Castello fu costruito in una posizione strategica, per sfruttare
sia la particolare conformazione geologica stratificata della collina su cui sorge e sia la falda
freatica sottostante, attraverso un pozzo ed un condotto che portava acqua alla fontana
(ferdinandea) pubblica nella piazza della città.
Dopo le scoperte sul territorio e lo studio sul libro aperto che è la nostra città, ripercorrendo in
modo suggestivo il percorso di una goccia d’acqua, siamo tornati di corsa in classe per disegnare,
approfondire e costruire pannelli e modellini di pozzi al fine di allestire la nostra aula didattica e
far conoscere a tutti il patrimonio incredibile in cui viviamo.
e) LE ATTIVITA’ DEI PICCOLI
Gli alunni della classe V B della Scuola Primaria, guidati da un esperto, hanno svolto un’escursione,
seguendo il percorso dell’acqua nella zona storica della città per monitorare alcuni fontanini e il
sistema di raccolta delle acque.
Hanno compilato una scheda nella quale hanno riportato delle coordinate geografiche: per ciascun
fontanino sono state rilevate la latitudine e la longitudine, attraverso il gps di un cellulare.
L’uscita è stata molto interessante proprio per osservare direttamente i tanti sistemi di raccolta
disseminati nei Sassi; in particolare, ci si è soffermati all’interno del Rione Malve per scrutare e
studiare il sistema di raccolta dell’acqua piovana attraverso un sistema di canalette presenti nella
zona.
I dati raccolti dai più piccoli sono stati poi mappati dai più grandi: le coordinate geografiche sono
state inserite in Open Office Calc, cioè in un file Excel Open Source; poi sono state salvate in CSV e
inserite nel portale MAP BOX.
Successivamente saranno aggiunti dei collegamenti con dei link per inserire la foto del fontanino
ed informazioni pratiche sulla sua storia e sul suo utilizzo. Naturalmente alla mappatura dei
fontanini seguirà poi quella delle cisterne, pubbliche e private, disseminate nei Sassi e sulla
Murgia.
Anche i piccoli della Scuola Primaria si sono cimentati nel lavoro di lettura della mappa della
propria città, con una finalità più ludica: elaborare una mappa con l'indicazione di un percorso
corredato da giochi a tappe, che possa essere messa a disposizione di scolaresche e famiglie con
bambini in visita a Matera.
Il tema scelto per l'elaborazione del percorso è stato L'acqua nella mia città: seguendo il percorso
elaborato dai bambini, si va alla ricerca di fontanili, fontane storiche, palombari, antichi sistemi di
raccolta delle acque, in prossimità dei quali viene proposta una piccola prova di osservazione –
ideata e poi sperimentata sul campo dai bambini - per esplorare in maniera nuova e costruttiva
una città come Matera, la cui origine e la cui storia sono incentrate sul bene più prezioso, ossia
l'Acqua!
Il lavoro svolto in classe ha riguardato la rappresentazione grafica del ciclo dell’acqua, l’importanza
dell’acqua nell’ambiente e per l’uomo, la raccolta dell’acqua del nostro territorio.
Particolarmente divertente è stato ideare e rappresentare graficamente “Il gioco dell”OcAcqua”,
con regole e buone pratiche per non disperdere l’oro blu.
5) INIZIATIVE VOLTE ALLA RICERCA COLLABORAZIONI E FINANZIAMENTI
Il progetto molto ambizioso dell’allestimento di uno spazio didattico nel Monastero di S. Lucia ha
sollecitato nei protagonisti la ricerca di ulteriori partners (in aggiunta a quelli elencati in premessa)
sia per condividere con altre Istituzioni il “sogno” sia per ottenere finanziamenti utili alla stessa
realizzazione del sogno.
Sono state richieste, infatti, collaborazioni alle istituzioni degli Enti Territoriali locali (Regioni,
Provincia, Comune), all’Acquedotto Lucano, alla locale Camera di Commercio: pur apprezzando
l’iniziativa, non hanno ancora deliberato modalità concrete di partenariato.
Inoltre, in occasione dell’emanazione del Bando “InnovAttiva” da parte della Giunta Regionale di
Basilicata, è stato candidato il nostro progetto, ampliato per creare una rete di scuole con il Liceo
Artistico “C. Levi” e l’Istituto Comprensivo 4 di Matera, coinvolgendo nuovi e vari partners.
Purtroppo, alla data odierna, la Regione Basilicata non ha ancora approvato la graduatoria e,
quindi, non ha ancora deliberato l’ammissione al finanziamento.
Non essere riusciti a intercettare (almeno fino alla data attuale) risorse finanziare ha frenato la
piena realizzazione del sogno progettuale. E questa è decisamente tra le maggiori difficoltà
riscontrate.
6) 22 MARZO 2015 : GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA
Nonostante le difficoltà finanziare richiamate, in realtà il nostro sogno si sta già concretizzando.
Infatti, la nostra Scuola del Territorio il 22 marzo 2015 ha aperto i suoi battenti, grazie ai ragazzi,
alle docenti e alle nostre guide di questa fantastica avventura!
Nel Monastero di S. Lucia, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, è stata allestita una
mostra in cui sono stati esposti i lavori prodotti e il pubblico adulto si è lasciato condurre
nell’affascinante mondo dell’Acqua!
Le Piccole Guide sono così tornate in azione accompagnando un ampio numero di genitori alla
scoperta del territorio lungo i Rioni Sassi.
E’ stata, quindi, l’occasione per noi di essere partner della Regione Basilicata, promotrice
dell’iniziativa intitolata “Aqua 2015” in vista dell’Expo di Milano, in quanto lo stand lucano sarà
dedicato proprio all’Acqua.
7) PRODOTTI REALIZZATI E RICADUTE
Le attività sinora realizzate hanno dato origine a diversi pannelli espositivi che saranno allestititi
nell’aula didattica: da quelli legati alla dimensione scientifica e geologica, che faranno da sfondo
agli esperimenti dimostrativi ideati dai ragazzi, a quelli dedicati alla dimensione storicoarcheologica e letteraria della nostra città.
Per i più piccoli visitatori abbiamo ideato dei giochi di società, con doppia finalità ludico-educativa.
I prodotti legati alle moderne tecnologie sono ancora “work in progress”: tutto ciò sarà possibile
perché il nostro Istituto Comprensivo ha già realizzato diverse iniziative legate alla emergente
realtà del Coding, in quanto crede nelle potenzialità formative della moderna tecnologia, ma nel
rispetto della centralità dell’uomo in generale e dell’alunno in particolare.
Per rendere più invitante l’allestimento dell’aula didattica stiamo preparando un’ambientazione
legata al mondo dell’acqua con alcuni percorsi sensoriali.
I pannelli espositivi che stiamo allestendo saranno sicuramente accattivanti ed incisivi, ma chissà
se riusciranno a trasmettere anche tutte le sfumature delle emozioni vissute in una realtà
affascinante come quella del Parco della Murgia!
L’entusiasmo e la passione dei ragazzi prenderanno così vita nelle diverse iniziative progettate, per
creare degli appuntamenti fissi durante tutto l’anno che possano rendere viva la Scuola del
Territorio con escursioni, laboratori, giornate a tema, creazioni editoriali (opuscoli informativi,
guida della città).
La progettualità della Scuola del Territorio, inoltre, si arricchirà di ulteriori preziosi contributi nel
momento in cui la ipotizzata Rete di Scuole si concretizzerà.
E’ anche cosi che nel nostro “piccolo” contribuiremo a dare linfa alla Capitale Europea della
Cultura 2019, perché senza Scuola non c’è Cultura!
Nella valutazione finale delle “lezioni apprese” (il cartellone del PMI non ancora creato) la nostra
massima aspirazione sarà constatare che ogni ragazzo/a coinvolto/a ha acquisito e/o accresciuto la
consapevolezza di vivere in una città unica al mondo, il senso di appartenenza e il desiderio di
tutela, rispetto e valorizzazione e che in tale percorso si sia sentito/a protagonista attivo/a.
Come giustamente afferma, nella testimonianza riportata nel video, il Presidente dell’Ente Parco
della Murgia Materana, ing. Pier Francesco Pellecchia, “La mission del Parco è far conoscere ed
apprezzare il nostro territorio sin dalla tenera età…per tutelarlo, valorizzarlo, promuoverlo e
tramandarlo ai posteri…Investire sui ragazzi significa investire nel nostro futuro!”
LINK:
 VIDEO CONCORSO
http://youtu.be/_8stB4r_NBU
 FOTO ATTIVITA’
https://drive.google.com/folderview?id=0B_YQaAHR7gLXflZrT3lWaUNka3A0T2hGRjBTU0E
yNlNSMUJDckpHQWk5R1hoTlN0ZHMzTlU&usp=sharing
 FOTO GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA
https://www.dropbox.com/sh/gvrz6ge7fhpd948/AADakcCIF7VM3DH99MKTfTBaa?dl=0
 SERVIZIO TGR GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA
https://drive.google.com/file/d/0BxHA0vWY-YMlRi1zYmNUMHBXTms/view?usp=sharing
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Testo progetto L`acqua fa scuola