NOVEMBRE 2010
“Poste Italiane. Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB Torino n° 8 Anno 2010”
Sommario
Orientarsi
nello studio
dopo il diploma
da pagina 5
Le facoltà
dopo il diploma
da pagina 15
La formazione
dopo il diploma
da pagina 21
Il lavoro
dopo il diploma
da pagina 27
Le opportunità
Dopo il diploma
2
dopo il diploma
da pagina 40
Appunti
da pagina 49
Direttore responsabile Renato Truce
Vice direttore Lidia Gattini
A cura di Simona Neri
Supplemento a Zai.net Lab
Anno IX / n. 8 - novembre 2010
Autorizzazione del Tribunale di Roma n°486 del 05/08/2002
Ha collaborato
Maria Elena Buslacchi
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Abbonamento studenti: 10 euro (9 numeri)
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In Liguria
Costruirsi il
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FUTURO
Scegliere non è mai facile. E quando in gioco c’è il proprio
domani, prendere una decisione può sembrarci un’impresa
impossibile. L’importante, però, è fidarci di noi stessi ed
usufruire degli strumenti di orientamento che abbiamo a
disposizione. Ecco come ci aiuta la Regione Liguria
ergio “Pippo” Rossetti, assessore al Bilancio, al
Patrimonio e all’istruzione, alla Formazione e
all’Università della Regione Liguria ci dà qualche
linea guida per l’orientamento.
È giunto il momento di abbandonare il mondo “protetto”
della scuola superiore e ci si trova di colpo catapultati in
una selva di opzioni. Studio o lavoro? E perché non
entrambi? Quali le opportunità, quali le prospettive?
Prima ancora di scegliere è importante informarsi sulle
possibilità: come fa oggi un ragazzo a prendere una decisione consapevole?
Ci sono sicuramente molti strumenti ed iniziative: generalmente tutte le scuole nella loro autonomia organizzano
attività e azioni. L'orientamento è un accompagnamento,
non può essere una conferenza, ed è utile che vengano
chiamati degli esperti che non solo descrivano il mercato,
ma svolgano anche un lavoro individuale: ognuno deve
essere messo in grado di poter scegliere autonomamente
la strada che lo porterà a realizzare i propri sogni.
Quando si tratta di scegliere su questioni importanti c'è
chi confida molto nel consiglio degli altri. Sono molte le
voci che si sentono chiamate in causa quando un ragazzo pensa a come costruirsi il domani, ma se tutti i consigli sono dati con buone intenzioni, il coro di genitori, insegnanti, parenti, amici, esperti può risultare disorientante.
A chi dovremmo dare più ascolto?
Sul piano personale io credo che ci si possa realizzare
solo mettendo insieme mente e cuore, perché fare uno
studio e poi andare ad operare in un settore che piace
aiuta a star meglio e a dare il meglio di sé. Bisogna razionalmente capire, rispetto alle proprie inclinazioni personali, quali sono gli effettivi strumenti e possibilità perché
il sogno possa... mettere qualche gamba. Il ragazzo deve
alla fine scegliere in autonomia, facendo un po' la sintesi
tra tutto quello che gli viene detto dalle varie figure.
Che ruolo ha l'orientamento oggi? Rispetto al passato
possiamo dire che i ragazzi hanno davvero un sostegno
migliore al momento di prendere da protagonisti le decisioni sul futuro che li aspetta? La difficile situazione economica che viviamo in questo momento incide in qualche
modo anche sul ruolo dell'orientamento?
Sicuramente c'è un'attenzione rispetto a venti, venticinque anni fa, quando mi affacciavo io al mondo dell'uni-
S
4
Dopo il diploma
versità. Esiste la possibilità di informarsi, ed ogni agenzia,
compresa l'università, organizza momenti di incontro.
L'orientamento si è diversificato ed articolato: i giovani
sono nel momento della scelta più importante, ma ormai
si parla di orientamento per tutte le fasce d'età. Bisogna
arrivare alla consapevolezza che ognuno in definitiva è
padrone di sé stesso. Non sempre questo viene detto ai
giovani, e non sempre viene data loro questa possibilità.
Io credo invece che attraverso internet, attraverso l'informazione, la richiesta di aiuto ai centri che fanno le valutazioni del profilo professionale e quindi delle competenze e delle inclinazioni, si possa arrivare ad una consapevolezza più piena. Il lavoro e il mercato del lavoro oggi
rappresentano un mondo sconosciuto e sotto questo profilo la Regione Liguria e le istituzioni devono operare
ancora di più perché fin dalla scuola ci sia una conoscenza di che cos'è il mercato, un cantiere, un'industria, che
cos'è una professione intellettuale piuttosto che manuale.
La formazione professionale è inserita nei processi del
mercato del lavoro, il difficile è costruire un rapporto con
la scuola e anche con l'università. Abbiamo ancora strade
molto lunghe da percorrere per arrivare ad un risultato
ottimale. Mi sembra però che i ragazzi che oggi escono da
scuola abbiano possibilità di orientamento significative.
Il Salone Orientamenti, organizzato proprio dalla Regione
Liguria, è un appuntamento importante per chi sta cercando la propria strada, sia a livello formativo che a livello lavorativo. Che bilancio fare delle precedenti edizioni e
quali le novità nell'ultima?
Sicuramente l'evoluzione dal 1996 ad oggi di
Orientamenti ha consentito di perfezionare la collaborazione con le province e con agenzie e soggetti educativi:
sono cento gli eventi formativi realizzati nel 2009, ventisette le aziende regionali, undici le facoltà, tre i poli universitari presenti... Orientamenti è un salone che permette di farsi un'idea più generale dell'offerta formativa sul
territorio. La Liguria per quanto riguarda l'orientamento è
coordinatore nazionale di tutte le Regioni italiane, e in
virtù di questo organizza insieme a due ministeri e alla
Conferenza delle Regioni anche il Convegno internazionale sull'orientamento. Nella nostra cultura l'orientamento è sempre stato lasciato un po' alle relazioni personali: si trova lavoro attraverso le conoscenze, non solo le
raccomandazioni, ma anche proprio le conoscenze che si
intrecciano nel proprio percorso di crescita. L'attività di
orientamento invece richiede anche una competenza specifica che consente di comprendere sul piano individuale
in che cosa ci si potrà esprimere al meglio. Credo che il
salone Orientamenti sia un punto di riferimento ormai
nazionale e che sia utile per i ragazzi così come lo è per
i professori e i genitori partecipare e capire quel che può
interessare di più ciascuno.
Più che lo studio, spesso, ciò che spaventa del futuro è la
prospettiva professionale. Si troverà lavoro? Quali saranno gli sbocchi? Questi gli interrogativi che più frequentemente si pone chi oggi si trova a decidere che fare della
propria vita. Quali strumenti offre la Regione per la transizione al mondo del lavoro?
Recentemente abbiamo emanato una delibera che facilita
i processi dell'apprendistato. Esistono i corsi di formazione professionale e la relazione che costruiamo tra formazione e scuola. La Liguria è prima a livello nazionale tra
le altre regioni nell'istituzione degli ITS, istituti tecnici
superiori, che sono un'ulteriore specializzazione non universitaria per i ragazzi che escono dalle scuole superiori. Credo che la Regione abbia messo in campo diversi
strumenti; poi tutto è migliorabile, ovviamente. Il tema
più importante è quello dell'informazione. Noi usiamo
nella politica e negli assi dell'orientamento i Fondi sociali europei, per questo è partita un'analisi della relazione
tra i giovani e il Fondo sociale europeo, che poi è uno
strumento dell'Unione. Più che una ricerca classica si
tratta di un modo per ascoltare quello che i giovani
hanno elaborato rispetto a ciò che l'Unione Europea ha
messo in moto sul nostro mercato del lavoro. I tirocini e
gli stage sono gli strumenti con cui oggi il ragazzo può
entrare nel mercato, in un'azienda, in una situazione
lavorativa, o conoscerne le caratteristiche: l'orario, i rapporti, il modo di atteggiarsi, la formalità. Non sempre
tutto ciò è conosciuto e usuale nel mondo dei giovani,
ma è necessario per iniziare una carriera professionale.
Cercare lavoro è già un lavoro, ed è difficile e complesso. I dati nazionali sono sconfortanti: per questo bisogna aumentare gli strumenti con cui i giovani possano
trovare la propria strada.
Diamo quindi un consiglio pratico ai giovani che si affacciano oggi sul mondo della formazione e del lavoro.
Dare consigli ai giovani è sempre difficile e si rischia di
essere banali. Dare un buon consiglio è una scommessa.
Io penso che l'ideale sia provare tante attività, impegnarsi nell'ambito del volontariato non solo sociale ma
anche culturale, sportivo, venire a conoscenza delle
aziende che esistono sul proprio territorio. In definitiva,
essere curiosi: le cose non vengono dall'alto, ma si
costruiscono passo dopo passo. Spesso è difficile credere di riuscire perché si fa molta fatica, ma la curiosità,
la voglia di fare, il mettersi in relazione sono la cosa più
importante. Ragazzi, usate, chiedete e pretendete dalle
scuole gli strumenti per un buon orientamento professionale, fatto da persone capaci ed esperte, e poi non
abbiate paura di guardare il mondo, di andare in giro, di
chiedere, di bussare e in questo modo di costruire un
sogno. Costruire un sogno è complesso, ma credo che
oggi i ragazzi abbiano tutti gli strumenti, le competenze,
le capacità, la voglia e la possibilità di farlo. Io ho grandissima fiducia nei giovani.
Sergio “Pippo” Rossetti,
Assessore al Bilancio, al patrimonio e all’Istruzione,
alla Formazione e all’Università della Regione Liguria
Orientarsi
nello studio
6
Dopo il diploma
Pianeta
UNIVERSITÀ
Entrare all’Università significa entrare in un mondo nuovo,
popolato di nomi e logiche che non conosciamo. Ma orientarsi
non è difficile: proviamoci cercando innanzitutto di fare un
po’ di chiarezza sull’organizzazione dei percorsi di studio
n che rapporto stanno i crediti con gli esami? Che differenza c'è tra una prova d'accesso e una prova d'ingresso? Posso iscrivermi a un master dopo la triennale? Ecco qualche appunto da tenere a mente per non fare
confusione!
I
LE CLASSI DI LAUREA
Geografia, Scienze geografiche, Scienze del Territorio. I
nomi cambiano, ma la classe di laurea è la stessa. In
Università diverse, la denominazione del corso di laurea
può variare e riflettere tendenze di studio, filiazioni da
altre facoltà, intenzioni programmatiche. Le lauree, però,
non sono infinite: il Ministero le raccoglie in classi di laurea valide a livello nazionale ed uniformate ai modelli
degli altri Paesi europei. Ogni singola classe raggruppa i
corsi di laurea che condividono discipline caratterizzanti
e obiettivi formativi: vale a dire che tutti i percorsi
appartenenti a una medesima classe rilasciano un titolo
di studio di uguale valore legale, che dà accesso agli
stessi impieghi pubblici e agli stessi sbocchi professionali; oltre al titolo di studio, ai laureati è rilasciato un
supplemento al diploma.
COS'È UN CFU?
Un CFU, ovvero un credito formativo universitario, è l’unità che misura l’impegno necessario allo studente per
preparare un esame. Ad 1 CFU corrispondono 25 ore di
impegno complessivo richiesto allo studente (tra lezioni,
laboratori, esercitazioni, studio individuale, ecc.) e ad
ogni singolo esame corrispondono un numero di crediti
stabilito dal piano di studi che saranno acquisiti dallo
studente con il superamento dell’esame stesso. In media
i piani di studio prevedono 60 CFU all’anno; per conseguire una laurea triennale sono richiesti 180 CFU, per
una laurea magistrale 120, per le lauree magistrali a ciclo
unico 300 o 360. Per iscriversi agli anni successivi al
primo non sempre è necessario aver acquisito tutti i crediti previsti dal piano di studi, ma per conseguire il titolo di laurea è indispensabile completare tutti i crediti
necessari. I CFU permettono di adattare la durata del
percorso di studi alle proprie esigenze: ad esempio, gli
studenti lavoratori che non possono sostenere tutti gli
esami previsti dal piano di studi per ciascun anno di
corso, possono optare per un’iscrizione a tempo parziale inserendo un numero di insegnamenti pari o inferiore
a 44 CFU e ottenendo così una riduzione della seconda
rata della tassa universitaria, proporzionata al numero di
CFU che si intende acquisire.
“ Un CFU, ovvero un credito formativo universitario,
è l’ unità che misura l’ impegno necessario allo
studente per preparare un esame. Ad 1 CFU
corrispondono 25 ore di impegno complessivo
richiesto allo studente tra lezioni, laboratori,
esercitazioni e studio individuale”
Università
LA VERIFICA OBBLIGATORIA
DELLA PREPARAZIONE DI BASE
Già dallo scorso anno accademico, per essere ammessi a
qualsiasi corso di studio ad accesso libero è prevista da
parte delle università una verifica delle conoscenze di base
dello studente, da svolgersi prima o dopo l’iscrizione.
Attenzione: presentarsi alla verifica è obbligatorio e necessario per poter compilare il proprio piano di studi – chi non
si presenta, di fatto, non può sostenere esami (eventuali
eccezioni sono descritte nei manifesti degli studi delle singole facoltà). L’esito negativo della verifica, al contrario,
permette comunque di seguire i corsi e di sostenere gli
esami, ma assegna allo studente che non la supera degli
obblighi formativi aggiuntivi da colmare entro il primo
anno di corso. Il superamento della verifica è quindi necessario per poter iniziare il secondo anno di corso. Queste
verifiche si differenziano dalle prove di ingresso dei corsi a
numero programmato perché non precludono la frequenza
ed il superamento degli esami – possono infatti essere
sostenute anche in seguito all'iscrizione.
IL PIANO DI STUDI
A seconda della facoltà che si sceglie, il piano di studi –
cioè l'elenco degli esami che si prevede di sostenere –
potrà essere più o meno vincolato agli schemi preordinati
del proprio corso di laurea. Alcuni insegnamenti sono considerati “di base”, altri “caratterizzanti”, altri “affini o integrativi” ed altri possono essere inseriti completamente “a
scelta” (ovvero all'interno dell'offerta formativa di tutto l'ateneo). Per arrivare alla laurea bisogna aver conseguito il
giusto numero di CFU in ognuno di questi ambiti. Il piano
di studi si compila, entro un termine fissato dalle singole
facoltà, seguendo il Manifesto degli Studi del proprio anno
di iscrizione, anche negli anni successivi al primo. Per qualunque perplessità ci si può rivolgere agli studenti tutor di
accoglienza, a disposizione degli studenti per chiarire ogni
dubbio sugli ordinamenti, i crediti e gli obblighi formativi.
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Il secondo ciclo - Una volta conseguita la laurea triennale
lo studente può scegliere di proseguire il suo percorso formativo in due modi: con la laurea magistrale oppure con
il master di I livello. La laurea magistrale mira a fornire
allo studente una formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività in ambiti specifici. Dura due anni, al termine dei quali lo studente acquisisce 120 CFU; il titolo
riconosciuto è quello di dottore magistrale. L’ammissione
alla laurea magistrale è subordinata alla verifica dei requisiti curriculari e dell’adeguata preparazione personale del
laureato, accertata mediante una prova.
Il master di I livello dura in media 1 anno (60 CFU).
Perfeziona le abilità professionali e le conoscenze dello
studente a livello di alta formazione.
Il terzo ciclo - A questo ciclo può accedere unicamente chi
ha acquisito il titolo di dottore magistrale e comprende il
dottorato di ricerca, la scuola di specializzazione e il
master di II livello. Il primo è la strada scelta da chi vuole
esercitare attività di ricerca presso le università, gli enti
pubblici o i soggetti privati. Può durare 3 o 4 anni. La
scuola di specializzazione ha l’obiettivo di fornire conoscenze e abilità per l’esercizio di particolari attività professionali e può durare da 2 a 6 anni.
Il master di II livello dura in media 1 anno (60 CFU) e serve
a professionalizzare ulteriormente i laureati magistrali, in
stretto rapporto con le situazioni lavorative reali.
LA DIVISIONE IN CICLI
Il primo ciclo/ciclo unico - Il primo ciclo consiste nella laurea (della durata di 3 anni), alla quale si accede con il diploma di scuola secondaria superiore. Per conseguirla è necessario acquisire 180 CFU. La laurea mira a dare allo studente
una buona padronanza delle conoscenze relative all’ambito
di studio scelto e delle competenze e abilità utili in vista di
un successivo ingresso nel mercato del lavoro. Non implica
un ulteriore proseguimento degli studi, al suo termine il laureato si vedrà riconosciuto il titolo di dottore.
Per l’esercizio di alcune professioni il percorso da seguire
prevede l’iscrizione ad una laurea magistrale a ciclo unico
della durata di 5 o 6 anni, alla quale si accede con il diploma di scuola secondaria superiore. I crediti da acquisire per
potersi laureare sono 300 o 360, in base alla durata del
corso, e il titolo conseguito è quello di dottore magistrale.
Presso l’ateneo genovese sono attivi sette corsi di laurea magistrale a ciclo unico: Architettura, Chimica e tecnologia farmaceutiche, Farmacia, Giurisprudenza,
Ingegneria edile – Architettura, Medicina e Chirurgia,
Odontoiatria e protesi dentaria. Per essere ammessi a
qualsiasi corso di laurea/laurea magistrale a ciclo unico
ad accesso libero, è prevista da parte dell’università una
verifica delle conoscenze di base dello studente.
“ Attenzione: presentarsi alle verifiche è
obbligatorio e necessario per poter compilare il
proprio piano di studi – chi non si presenta, di
fatto, non può sostenere esami. Chi non supera la
prova, al contrario, può seguire corsi e sostenere
esami per tutto il primo anno, se integra lo studio
con obblighi formativi aggiuntivi”
8
Dopo il diploma
Università sì,
ma che
FACOLTÀ?
Si è certi di voler continuare a
studiare, ma si è indecisi sul corso di
laurea da scegliere. Spesso non basta
esser bravi in una o più materie per
avere le idee chiare sulla strada da
intraprendere. La facoltà che
scegliamo indirizzerà la nostra
carriera: per prendere la decisione
giusta ci aiuta anche l'Università
amplissima offerta didattica dell'ateneo genovese
permette grande libertà e impone di scegliere
consapevolmente come orientarsi. Non è facile
capire quale sia il percorso più adatto a noi, e spesso si
è paralizzati dal timore di sbagliarsi. Non allarmiamoci:
poter scegliere che cosa studiare e, di conseguenza, che
cosa fare “da grandi” è un compito gratificante e responsabilizzante. In cui non siamo soli: ad aiutarci c'è anche
l'università stessa, da prima dell'iscrizione fino a dopo
la laurea.
La professoressa Marilena Carnasciali, delegato del
Rettore per le attività di orientamento e i rapporti con
il mondo della scuola per l'Università di Genova, ci
spiega in che modo l'ateneo ci aiuta a chiarirci le
idee.
Chi entra all'Università oggi è aiutato nella scelta da
prendere in diverse fasi del suo percorso: quali sono
i principali momenti in cui i ragazzi possono approfittare di quest'opportunità che viene loro offerta?
L'Ateneo genovese ha particolarmente a cuore le scelte delle matricole e offre numerosi percorsi da realizzare negli ultimi due anni della Scuola Superiore. Il
primo è il Salone Orientamenti, dove il panorama di
tutta l'offerta formativa si trova “allo stesso piano”...
nel senso che esiste un'intera area espositiva dove gli
studenti possono consultarsi con i loro giovani colleghi universitari che ricoprono il ruolo di tutor di orientamento. Come si sa, tra giovani ci si intende meglio,
perché non si hanno remore! Il secondo incontro è
L’
l'Open Week, quando le Facoltà aprono le porte dei
Dipartimenti e i ragazzi possono andare a vedere
quali strutture li ospiteranno: aule, laboratori, biblioteche sono a loro disposizione, sempre con il fedele
tutor di orientamento che fa da guida. Il terzo incontro è il Salone dell'Immatricolazione: un lungo periodo tra fine agosto e fine settembre in cui gli stand
delle Facoltà sono presenti nel cortile del Rettorato.
Anche qui, gli studenti possono sottoporre i loro quesiti ai giovani che presenziano al Salone. Ovviamente,
i docenti sono presenti, disponibili appena diventano
necessari, altrimenti restano vigili in “sala di regia”.
Questi sono gli incontri che accomunano tutti i corsi
di studi, ma per alcuni di essi è anche possibile svolgere degli stage della durata di alcuni giorni presso le
strutture di ricerca. Altrettanto importanti sono gli
incontri nelle Scuole, organizzati direttamente da loro
o a seguito di progetti della Provincia o della Regione,
dove i docenti universitari partecipano su invito. In
ogni Scuola esiste un docente responsabile per l'orientamento in grado di mettersi in contatto con noi,
se i ragazzi lo richiedono.
A volte possedere tutte le informazioni del caso non
basta, si ha bisogno di un consiglio più mirato, più
personale, che sappia tener conto delle attitudini e
delle insicurezze di chi lo chiede. A chi ci si può rivolgere per un supporto di questo genere?
Ogni Preside di Facoltà ha un suo delegato che fa
parte della Commissione Orientamento di Ateneo.
Università
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Lʼateneo genovese offre un servizio gratuito di colloqui orientativi individuali disponibile su prenotazione al tel. 010/20996690
Rivolgendosi a lui è possibile avere un contatto più
personale ed esporre i propri dubbi. Nel caso, però,
fosse necessario un maggiore supporto, esiste la possibilità di svolgere dei colloqui personalizzati presso
il nostro Servizio Orientamento, dove l'attività di
counseling è molto ben praticata da professionisti
esperti. Anche durante il Salone Orientamenti è possibile prenotarsi per colloqui del genere, sempre organizzati dall'Ateneo.
E se ci si rendesse conto che la Facoltà che abbiamo
scelto, in realtà, non fa per noi?
Non ci si deve abbattere! È successo a molti e non
vuol dire “aver fallito”, anzi: ogni esperienza porta
sempre con sé qualcosa di positivo.
L'importante è ascoltare la propria insoddisfazione
per trarne la volontà di cambiare … e non di “mollare
tutto”! Prima si decide di cambiare rotta, meglio è,
perché proseguire su un percorso deludente fa perdere inutilmente tempo, finché poi ci si sente “intrappolati”. Cambiare si può e si deve, se si prova disagio. Anche in questo caso è bene avere consigli
mirati da parte di esperti, che sono in grado di comprendere se il malumore dipenda da difficoltà transitorie o da un percorso davvero inadeguato. Chiedere
aiuto non è mostrare debolezza ma, anzi, significa
aver raggiunto un grado di maturità tale da riconoscere la necessità di un chiarimento.
Una domanda a bruciapelo: contano di più, nei fattori che influenzano la scelta “giusta”, le inclinazioni
personali o gli sbocchi lavorativi?
In questi ultimi anni, purtroppo, gli sbocchi lavorativi
diventano la prima domanda che ci viene posta durante gli incontri. Dico “purtroppo” perché è molto più
gratificante studiare ciò che piace, piuttosto che concentrarsi su ciò che ci dà maggiori speranze lavorative, ancor più se distante dalle nostre inclinazioni.
I tempi sono difficili e gli studenti desiderano raggiungere presto un'autonomia finanziaria, anche per
non pesare più sulla famiglia. In altri casi, è proprio la
famiglia, che vede nel giovane il proseguimento della
propria attività professionale, considerata un vero
patrimonio, a non giustificare alcune remore...
Il mio consiglio è di conciliare al massimo entrambe le
cose, almeno che non si decida già in partenza di
accettare eventuali soluzioni lavorative meno coerenti
con i propri studi o di approfondire i propri interessi
culturali indipendentemente dal percorso universitario.
Per fare ciò occorre essere bene a conoscenza delle
prospettive lavorative legate al titolo di studio, pertanto raccomando sempre di guardare la documentazione riportata sul sito di AlmaLaurea.
Non dimentichiamo che c'è sempre l'incognita tempo:
non possiamo prevedere appieno che cosa succederà
tra cinque anni nel mondo del lavoro.
L'unica raccomandazione è di studiare con profitto fin
dal primo giorno ed essere convinti che una soluzione soddisfacente la si troverà sempre: basta impegnarsi a cercarla!
10
Dopo il diploma
A numero
CHIUSO
Le temute prove d'ingresso sono previste in alcune facoltà per
selezionare preventivamente i propri iscritti. Attenzione a non
confondere però la verifica (obbligatoria) delle conoscenze con
i test per entrare nei corsi a numero programmato
utte le facoltà prevedono una forma di verifica iniziale: alcune, però, sono a numero chiuso, ovvero
hanno l’ingresso condizionato al superamento di un
test di ammissione. Altre semplicemente verificano le
conoscenze che gli studenti hanno in ingresso, per fornire loro adeguati strumenti compensativi in caso di
lacune nella preparazione, e non precludono l'iscrizione.
In ognuno dei due casi è bene preparasi, ma non scoraggiatevi: superare anche i test più difficili non è una
missione impossibile.
T
I corsi a numero chiuso
Sono programmati a livello nazionale, tra gli altri, gli
accessi ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia, in
Medicina veterinaria, in Odontoiatria e protesi dentaria,
nonché ai corsi di laurea per la formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione,
in Architettura e in Scienze della formazione primaria. I
bandi ufficiali sono pubblicati di norma con largo anticipo sul sito del ministero insieme al programma delle
materie oggetto di verifica, quindi, avrete tutto il tempo
per prepararvi. Se sentite il bisogno di essere supportati, esistono molti corsi privati (piuttosto costosi, in realtà) nati con lo scopo di far superare i quiz, ma spesso
anche le facoltà organizzano cicli gratuiti di lezioni. Dato
che anche questi sono a numero chiuso, occorre iscriversi diversi mesi prima; purtroppo non sono sempre
semplici da scovare, quindi è bene tenersi in contatto
con le segreterie didattiche e controllare costantemente
il sito della facoltà.
Superare il test
Ormai molti atenei statali stabiliscono autonomamente il
numero chiuso per i propri corsi, così i quiz d’ammissione sono frequenti anche nelle facoltà letterario-umanistiche. Come negli altri casi, occorre consultare il bando
ufficiale pubblicato con mesi di anticipo dalle università,
che dà indicazioni su contenuto, modalità, tempi della
prova e su come preiscriversi. Il passo successivo è quel-
“ Tirate fuori i libri di scuola per ripassare le
materie su cui verte il test e procuratevi uno o più
volumi di quiz per simulare la prova”
lo di tirare fuori i libri di scuola per ripassare le materie
su cui verte il test e procurarsi uno o più volumi di quiz
per simulare la prova. Li trovate facilmente nelle librerie.
Consigli in rete
Anche su internet è possibile trovare aiuto per i test d’ingresso. Il sito www.accessoprogrammato.miur.it del ministero dà tutte le informazioni relative ai bandi ufficiali
per le prove programmate a livello nazionale e offre la
possibilità di una simulazione con le domande dei test
svolti negli anni precedenti, volta per volta combinate
fra loro. Il sito universinet.it, poi, è una vera e propria
guida per il numero programmato, con i test ufficiali
degli anni passati. On-line si trovano anche le esercitazioni con tanto di graduatorie. Forum e chat, poi, sono
un buon modo per confrontarsi con altri studenti che ci
sono già passati o sono nelle vostre stesse condizioni.
QUALCHE DRITTA IN PIÙ
- Attenetevi ai bandi ufficiali: le indicazioni
sono precise, quindi, se c'è scritto che le
domande sono di matematica, è inutile
prepararsi sui quiz di logica pensando che
forse ne infileranno qualcuno qua e là.
- Se il test d'ingresso che dovete sostenere
contiene anche domande di cultura generale,
tenete presente che potrebbero capitare
quesiti di qualsiasi tipo: dalla storia dell'arte al
mondo dei media, spesso senza alcun
collegamento con le materie della facoltà.
- Quando avrete davanti il vero test leggete
con attenzione le istruzioni. Nel caso in cui
aveste dei dubbi, valutate se sia il caso di
dare comunque la risposta: se sbagliata, può
valere 0 punti, ma può anche attribuire
punteggio negativo.
- Ricordate: i test devono essere compilati a
penna.
Università
11
Diritto allo
STUDIO
Mandare un figlio all’Università può essere un grosso sacrificio
per alcune famiglie. Chi frequenta i corsi fuori sede deve
sostenere costi spesso molto alti. Ma studiare è un diritto che
viene riconosciuto con tante agevolazioni ed opportunità
L’A.R.S.S.U.
Borse di studio e alloggi sono solo alcune delle possibilità offerte dal Diritto allo studio e accedervi non è
difficile quanto si pensa. Per ottenere questi contributi
bisogna rivolgersi all’A.R.S.S.U., l'Azienda regionale per
i servizi scolastici e universitari della Regione Liguria
che indice i concorsi per assegnare i benefici.
Per ogni informazione ci si può rivolgere presso la sede
A.R.S.S.U. in via San Vincenzo, 4 a Genova.
Orario sportello: dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00
alle ore 12,00; martedì e mercoledì anche dalle ore
14,30 alle ore 16,30.
Info: [email protected]
Tel: 010 24911.
Borse di studio
I bandi delle borse di studio sono pubblicati sul sito
www.arssu.liguria.it dove sono elencati i requisiti di
merito e di reddito richiesti. L'importo delle borse è differente per studenti residenti, pendolari e fuori sede.
Se avete fatto domanda e siete iscritti ad un primo
anno di corso, durante l’anno dovrete conseguire un
minimo di 20 crediti, altrimenti la borsa vi sarà revocata e dovrete restituirla. Informatevi bene presso la
segreteria della facoltà perché gli studenti che hanno
fatto domanda di borsa di studio non devono pagare
le tasse universitarie, ma solo l’imposta di bollo per l’iscrizione.
Alloggi
Agli alloggi si accede tramite concorso come per le
borse di studio. Le abitazioni sono situate vicino alle
facoltà. Possono essere appartamenti dell’A.R.S.S.U. o
Case dello studente. Le tariffe degli alloggi variano in
base alla tipologia e al reddito dichiarato (i vincitori di
borsa di studio non versano affitto perché viene trattenuto dalla borsa). Riscaldamento, acqua, elettricità,
rifiuti e spese condominiali sono a carico
dell'A.R.S.S.U. Se i posti a disposizione non sono sufficienti, chi comunque risulta vincitore avrà un incremento mensile sulla borsa di studio. In questo caso
bisogna presentare autocertificazione che dichiari di
12
Dopo il diploma
aver preso alloggio in locazione con regolare contratto
nei pressi della sede universitaria.
Info: [email protected]
Tel: 010 24911.
Orario sportello: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00
alle 12.00; martedì e mercoledì anche dalle 14.30 alle
16.30.
La mensa
Spesso all'università ci si ritrova a pranzare insieme,
ma incautamente ci si rivolge ai bar e alle pizzerie più
vicine alla facoltà, pronte a “spennare” gli studenti. La
mensa permette di consumare a pochi euro un pasto
completo. Le tariffe sono fisse e proporzionali al reddito: considerando che il pasto comprende primo, secondo, contorno e frutta conviene comunque.
Il servizio viene erogato in diverse strutture, alcune
gestite direttamente, altre in appalto o in convenzione.
In totale i punti di ristoro sono 13; di questi 8 sono a
Genova, 1 a Chiavari, 2 a Savona, 1 a Pietra Ligure e 1
ad Imperia.
Info: [email protected]
Tel. 010 2491225/278.
Orario sportello: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00
alle 12.00; martedì e mercoledì anche dalle 14.30 alle
16.30.
Meglio sapere che...
Nell’invio dei documenti fa fede il timbro postale;
preferite quindi la raccomandata con ricevuta di ritorno
per verificare che la busta arrivi a destinazione.
Fare i furbi non conviene. Se inviate dati falsi, lì per
lì potreste ottenere i benefici, ma una volta fatti i controlli sarete costretti a restituire tutto.
Oltre ai servizi “a concorso”, l’A.R.S.S.U. ne eroga
altri, per conoscere i quali vi invitiamo a consultare il
sito dell’Azienda, dove potete anche scaricare tutti i
bandi per intero.
LODATO E... PREMIATO!
Gli incentivi al merito
dell’Università di Genova
Sono numerosi gli incentivi introdotti
dall'Università di Genova per premiare gli
studenti meritevoli. Alcuni esistono da
tempo, altri sono una novità: scopriamo in
che senso un buon voto può dare un guadagno anche economico, e a breve termine!
Innanzitutto, per chi si iscrive al primo anno
di università è previsto l'esonero dal
pagamento della tassa di iscrizione (Euro
189) se si è conseguito il diploma di
maturità con il massimo dei voti negli anni
2009 e 2010. Gli incentivi, dall'anno
accademico 2009/2010, riguardano anche
gli anni successivi al primo, nella misura di
un premio di profitto pari a una riduzione
del 15% di quanto dovuto per la II rata per
gli studenti iscritti a tempo pieno ad anni
successivi al primo che conseguano, entro
il 30 settembre, lʼ80% dei crediti previsti dal
proprio piano di studio. Anche a fine
carriera l'università ci premia: sono stati
istituiti un premio di laurea per chi
consegue la laurea nella durata normale
del corso, senza interruzioni, entro il 31
marzo, e si iscrive ad un corso di laurea
magistrale dellʼUniversità degli studi di
Genova (€ 400,00 per chi si sia laureato
con un punteggio di 110/110 o 110/110 e
lode; € 200,00 per chi si sia laureato con
un punteggio da 99/110 a 109/110), ed un
premio di laurea per chi consegue la laurea
specialistica/magistrale a ciclo unico entro
la durata normale del corso senza
interruzioni (€ 500,00 per chi si sia
laureato con un punteggio di 110/110 o
110/110 e lode; € 300,00 per chi si sia
laureato con un punteggio da 99/110 a
109/110). Insomma, studiare conviene... in
tutti i sensi!
Università
13
L’Europa
che dà credito
Con il programma Erasmus, promosso dall’Unione Europea,
si può scegliere di svolgere un periodo di studi in un’Università
aderente al progetto. Una volta fatte le valigie non resta che
partire, certi che gli esami sostenuti, la ricerca per la tesi e gli
stage verranno riconosciuti anche in Italia
hi si iscrive oggi all'università facilmente potrà trovare seduto accanto a sé un compagno di corso francese, rumeno, finlandese. Chiacchierando in italiano
semplificato scoprirà di avere a che fare con colleghi studenti in Erasmus: ragazzi che dai ventisette Paesi europei
vengono a studiare in Italia per imparare la lingua e la cultura di un'altra nazione. Alla lezione dell'ora dopo, invece, magari scoprirà di aver seduto vicino uno studente italiano di ritorno dall'Erasmus, con i suoi esami all'estero
convalidati sul libretto, una parlantina sciolta in una lingua straniera e tanti amici in giro per l'Europa. La tentazione a partire, allora, sarà davvero irresistibile...
Studiare in un paese straniero ormai da più di vent'anni
è diventato semplice: grazie ad Erasmus (programma
dell'Unione europea facente parte del più vasto LLP,
Lifelong learning programme), se si decide di partire per
un'Università convenzionata con quella di appartenenza si
può ricevere un contributo spese e, soprattutto, il pieno
riconoscimento dell’attività formativa svolta all'estero.
Attualmente partecipano ad Erasmus i 27 Paesi
dell'Unione europea, la candidata Turchia, e infine
Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
C
Come partire?
Per accedere al programma Erasmus è necessario superare una selezione. Le procedure di partecipazione sono
UN ERASMUS È PER SEMPRE
Chi parte per lʼErasmus intreccia
amicizie che non si scioglieranno più.
Proprio per migliorare lʼaccoglienza degli
studenti stranieri e per facilitare la
reciproca conoscenza è nato ESN:
lʼErasmus student network. La sezione
italiana, ESN Italia, è la rete italiana di
associazioni universitarie che organizza
attività di accoglienza, animazione e di
servizi linguistici e culturali per chi è
appena arrivato, chi è tornato o chi vuole
partire. Ne esiste una sezione anche a
Genova, la cui sede è in via San
Vincenzo 4. Tutte le informazioni su
www.esngenova.it.
14
Dopo il diploma
esposte nel bando pubblicato annualmente dai singoli
atenei, a partire da dicembre o comunque nei primi mesi
di ogni anno solare. Il soggiorno di studio può durare da
un minimo di tre mesi ad un massimo di un anno. Gli studenti devono iscriversi alle selezioni compilando una
domanda on-line e scegliendo fino ad un massimo di tre
destinazioni tra quelle disponibili. Ogni ateneo solitamente redige una graduatoria degli studenti assegnando loro
un punteggio (Indicatore Erasmus) in base a criteri quali
l'anno di iscrizione, il numero di esami sostenuti, i crediti accumulati, la media dei voti e la conoscenza della lingua straniera dei Paesi per i quali si è espressa la preferenza. Ai vincitori è assegnata la borsa Erasmus, che può
dare diritto ad un contributo finanziato dalla Commissione
europea per coprire, almeno parzialmente, le spese di
viaggio e di soggiorno nel Paese di destinazione.
L'importo viene stabilito annualmente dall'Agenzia
Nazionale Erasmus, e può essere integrato da altri contributi offerti dalle Regioni o dagli enti che promuovono il
diritto allo studio.
Pronti, partenza… Europa!
Una volta risultati vincitori, occorre organizzare il soggiorno vero e proprio. Il primo passo da compiere consiste
nella stesura del piano di studi (Learning agreement): per
poter sostenere gli esami e vedersi poi riconosciuti i crediti una volta rientrati, è importante concordare il piano
con i docenti della propria università, prima della partenza. La seconda tappa è il reperimento dell'alloggio che vi
ospiterà. In alcuni casi l’ateneo di destinazione provvede
a trovare una sistemazione (in questo caso bisogna compilare un accomodation form); in altri, si limita a qualche
suggerimento e informazione. Sicuramente è bene informarsi per tempo, chiedendo anche aiuto ai docenti
responsabili e alla sezione Erasmus dell’Ufficio programmi
comunitari di formazione oppure alle associazioni di studenti come ESN. Gli universitari in partenza dovranno poi
firmare l’Accordo di mobilità e ritirare il certificato che
attesti lo status di partecipante al progetto Erasmus.
Prima di lasciare l’Italia, sarà opportuno anche dotarsi
della tessera sanitaria europea. Una volta giunti a destinazione, bisognerà far compilare dall'università straniera
il Confirmation of arrival certificate. Terminato il soggiorno, gli studenti dovranno consegnare all’Ufficio programmi comunitari di formazione, pena la totale restituzione
della borsa assegnata, il certificato di frequenza e di attestazione degli esami superati (Transcript of records) rilasciato dall’università ospitante.
Vademecum
Potete conoscere meglio il vostro luogo di destinazione
attraverso Ploteus, Portale sulle opportunità di apprendimento nello spazio europeo, che aiuta a trovare informazioni su: opportunità di studio e di formazione nell’Unione
europea (con numerosi link ai siti web delle università, ai
database delle scuole e dei corsi di formazione professionale); sistemi d'istruzione e formazione nei Paesi europei;
programmi di scambio e borse di studio (Erasmus,
Leonardo da Vinci, Tempus) e tutto ciò che occorre sapere quando ci si trasferisce in un altro Paese (costo della
vita, tasse accademiche, come trovare un alloggio ecc.).
Ploteus è accessibile all'indirizzo ec.europa.eu/ploteus.
Altre utili indicazioni si possono reperire attraverso le reti
Enic (European network of information centres) – Naric
(National academic recognition information centres). La
Riuscirò a seguire i corsi in lingua?
Questo il timore maggiore degli studenti
in partenza. Certo, una conoscenza
sufficiente è necessaria, ma non
dimenticate che sicuramente l'università
di destinazione è abituata a gestire le
principali difficoltà che si trovano di fronte
gli studenti Erasmus.
In ogni caso, gli atenei di provenienza e
di destinazione spesso organizzano corsi
di lingua intensivi, della durata di
qualche settimana, dedicati ai ragazzi
rispettivamente in partenza e in arrivo.
La partecipazione è gratuita e spesso,
nelle Università di destinazione, è
affiancata da visite alla città o al campus.
prima fornisce notizie e consigli su riconoscimento di
diplomi, titoli e altre qualifiche universitarie o professionali straniere; sistemi d'istruzione in altri Paesi europei;
opportunità di studio all'estero, comprese informazioni su
prestiti e borse di studio, nonché questioni pratiche collegate alla mobilità e all'equipollenza. La rete Naric mira
a favorire il riconoscimento accademico di diplomi e periodi di studio in Stati membri dell'Unione, Paesi dello
Spazio economico europeo e Paesi dell’Europa centrorientale.
Maggiori informazioni su www.enic-naric.net.
PER SAPERNE DI PIÙ
www.programmallp.it
Le facoltà
16
Dopo il diploma
Università degli Studi di Genova
Facoltà di scegliere
Uno per uno, tutti i corsi di studio delle facoltà dell'ateneo
genovese. Ecco una sintetica guida per scoprire che cosa si
studia e che cosa si fa “dopo”
Università di Genova, la cui esistenza è testimoniata già nel XIII secolo, rappresenta uno dei più
importanti poli di studio dell'Italia del Nord-Ovest.
Istituzionalizzata nel 1885, ma attiva già dal XIII secolo,
raccoglie l'utenza di tutta la regione, di molte province
limitrofe e di studenti provenienti da altre città italiane e
dall'estero. Con 300 percorsi didattici distribuiti in 11
facoltà è presente nella sede centrale di Genova, ma
anche nei poli didattici distaccati di Imperia, La Spezia e
Savona.
L’
ARCHITETTURA
www.arch.unige.it
La facoltà è situata in uno splendido complesso medioevale sulla collina di Castello, il cuore più antico di Genova.
Costruita sulle rovine di antichi monasteri, accoglie molti
studenti provenienti dalle regioni vicine e dall’estero.
L'offerta formativa è ampia e spazia dal più tradizionale
corso di laurea quinquennale in Architettura, a numero
programmato, ai corsi triennali con ampie aperture professionali.
biente e del paesaggio (con Ingegneria)
Obiettivo del corso è formare esperti che concorrono all'elaborazione di piani, progetti urbani, programmi, strategie
e politiche di sviluppo, recupero e riqualificazione della
città, del territorio, del paesaggio e dell'ambiente.
Ingegneria nautica (con Ingegneria, polo della Spezia)
Lauree Magistrali Interatenei (2 anni)
Progettazione delle aree verdi e del paesaggio (con
Università di Milano, di Torino e Politecnico di Torino)
Design navale e nautico – numero programmato (con
Ingegneria, polo della Spezia, e Politecnico di Milano)
Lauree Magistrali Interfacoltà (2 anni)
Design del prodotto e dell'evento (con Ingeneria)
Ingegneria nautica – (con Ingegneria, polo della Spezia)
ECONOMIA
www.economia.unige.it
Laurea magistrale ciclo unico (5 anni)
Architettura - numero programmato: il corso di laurea, a
numero programmato, prepara in tutti gli aspetti sia teorici che pratici della disciplina, e consente ai suoi laureati
di esercitare la professione di architetto in tutta l’Unione
europea.
Direttamente affacciata sul porto e sui suoi commerci, la
facoltà propone diversi percorsi formativi che affrontano
questioni di ambito economico, aziendale, giuridico, storico, matematico-statistico e linguistico, articolati in insegnamenti (anche in lingua inglese) tra cui scegliere per
personalizzare la propria formazione. Una grande attenzione è rivolta all'inserimento nel mondo professionale:
sul sito della facoltà sono pubblicati i curricula vitae dei
laureati e le offerte di stage delle aziende accreditate.
Lauree (3 anni)
Disegno industriale - numero programmato (due curricula: Design del prodotto e della comunicazione e Design
navale e nautico)
Scienze dell’architettura - numero programmato
Lauree (3 anni)
Economia aziendale
Economia delle aziende marittime, della logistica e dei
trasporti
Economia e commercio
Lauree interfacoltà (3 anni)
Scienze per il progetto integrato del territorio, dell'am-
Lauree magistrali (2 anni)
Amministrazione, finanza e controllo. Il corso permette
Facoltà
di iscriversi all'Ordine professionale dei Dottori
Commercialisti
Economia e istituzioni finanziarie
Economia e management marittimo e portuale
Management
FARMACIA
www.farmacia.unige.it
Fiore all'occhiello delle Facoltà di Farmacia in Italia, i corsi di
laurea genovesi si distinguono nella media nazionale per la
preparazione e per il tasso di impiego dei loro laureati.
Diversi i campi in cui specializzarsi: alimentare-dietetico,
cosmetologico e della fitochimica. L'offerta formativa è supportata dalla presenza di strutture pratiche e modernissime.
avvocato, giudice, notaio, alta dirigenza nella pubblica
amministrazione e nelle imprese private. Il corso è attivato anche nel polo imperiese.
Lauree (3 anni)
Giurista dell’impresa e dell’amministrazione
Servizio sociale
Si8 tratta dell’unico percorso legalmente riconosciuto per
accedere, previo esame di Stato, all’albo professionale
dell’Ordine degli Assistenti sociali (sez. B)
Laurea magistrale (2 anni)
Servizio Sociale e politiche sociali
INGEGNERIA
Lauree magistrali a ciclo unico (5 anni)
Farmacia – numero programmato
Chimica e tecnologia farmaceutiche (CTF) – numero programmato
Lauree (3 anni)
Biotecnologie (con Medicina e Chirurgia e Scienze M.F.N)
- numero programmato
Laurea magistrale (2 anni)
Biotecnologie medico-farmaceutiche (con Medicina e
Chirurgia e Scienze M.F.N)
GIURISPRUDENZA
www.giuri.unige.it
Riconosciuta dal Comitato di indirizzo per la valutazione della
ricerca (Civr) come seconda in Italia per merito, la facoltà di
Giurisprudenza dell’Università di Genova offre una formazione giuridica completa e, fondandosi sulla tradizione, non trascura le innovazioni che la preparazione può offrire dal punto
di vista professionale. Vari sono i percorsi, tra cui quello della
ricerca scientifica, di livello internazionale.
Laurea magistrale a ciclo unico (5 anni)
Giurisprudenza
Il corso permette di accedere ai concorsi pubblici per
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www.ingegneria.unige.it
Con i suoi dodici settori specifici, la facoltà di Ingegneria
offre una preparazione di grande livello, che la porta da
anni ai primi posti in Italia, secondo Censis, per produttività, didattica, ricerca e rapporti con l’estero. Lo stretto
contatto con il mondo del lavoro permette di trovare facilmente un impiego dopo la laurea.
Lauree (3 anni)
Ingegneria biomedica
Ingegneria chimica
Ingegneria civile e ambientale
Ingegneria dell’ambiente (presso il polo di Savona)
Ingegneria delle telecomunicazioni
Ingegneria elettrica
Ingegneria elettronica
Ingegneria gestionale (presso il polo di Savona)
Ingegneria informatica
Ingegneria meccanica (anche presso il polo della Spezia)
Ingegneria navale (anche presso l’Accademica Navale di
Livorno con le Università di Pisa, Napoli e Trieste – riservato agli ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno)
Ingegneria nautica (presso il polo della Spezia)
Lauree interfacoltà (3 anni)
Ingegneria nautica (con Architettura, presso il polo della
18
Dopo il diploma
Spezia)
Scienze per il progetto integrato del territorio, dell'ambiente e del paesaggio (con Architettura)
Laurea magistrale a ciclo unico (5 anni)
Ingegneria edile - Architettura – numero programmato
Il corso consente di accedere sia all'Esame di Stato per l'iscrizione all'Albo degli Ingegneri, sia a quello per l'iscrizione all'Albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e
Conservatori; il titolo rilasciato è riconosciuto dall'UE.
Lauree magistrali (2 anni)
Bioingegneria
Environmental Engineering: Sustainable Development
and Risk Management (presso il polo di Savona)
Ingegneria chimica
Ingegneria dei trasporti e della logistica
Ingegneria delle acque e della difesa del suolo
Ingegneria delle costruzioni
Ingegneria delle telecomunicazioni
Ingegneria elettrica
Ingegneria elettronica
Ingegneria gestionale (presso il polo di Savona)
Ingegneria informatica
Ingegneria meccanica
Ingegneria meccanica aeronautica
Ingegneria meccatronica
Ingegneria navale
Robotics Engineering
Lauree Magistrali Interfacoltà (2 anni)
Design del prodotto e dell'evento (con Architettura)
Ingegneria nautica (con Architettura, presso il polo della
Spezia)
Scienza e ingegneria dei materiali (con Scienze MFN)
Laurea Magistrale Interatenei (2 anni)
Design navale e nautico (con Architettura e Politecnico
di Milano) – numero programmato
Laurea Magistrale Internazionale (2 anni)
EMARO: European master on Advanced Robotics
con l'École Centrale di nantes (Francia) e la Warsaw
University of Technology (Polonia). La didattica è svolta in
lingua inglese con docenti internazionali. Lo studente frequenterà in due delle tre sedi a sua scelta e ne conseguirà
entrambi i titoli.
LETTERE E FILOSOFIA
www.lettere.unige.it
Le aule e le biblioteche di questa facoltà sono ospitate in
antichi palazzi nobiliari, nel cuore del più vasto centro storico d’Europa: a lezione si respira cultura. La didattica affianca alla tradizione gli stimoli più moderni ed innovativi.
Percorsi di studio vari e del tutto personali possono essere
costruiti nell'ambito delle ampie scelte di insegnamenti. La
crescente attenzione all'inserimento nel mondo del lavoro e
il costruttivo rapporto docenti/studenti (1 a 22) rendono il
contesto di studio e le prospettive davvero allettanti.
Lauree (3 anni)
Conservazione dei beni culturali
Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo
DAMS (presso il polo di Imperia)
Filosofia
Lettere
Scienze geografiche per il territorio, il turismo e il paesaggio culturale
Storia
Lauree Interatenei (3 anni)
Lingua e cultura italiana per stranieri (in teledidattica) –
Consorzio IcoN
Lauree magistrali (2 anni)
Antropologia culturale ed etnologia
Letterature e civiltà moderne
Metodologie filosofiche
Scienze dell'antichità: archeologia, filologia e letterature, storia
Scienze dello spettacolo (presso il polo di Imperia)
Scienze geografico – ambientali e sistemi informativi
(G.I.S.) per lo sviluppo sostenibile
Scienze storiche, archivistiche e librarie
Storia dell’arte e valorizzazione del patrimonio artistico
Lauree Magistrali Interfacoltà (2 anni)
Informazione ed Editoria (con Scienze Politiche)
articolato in due curricula: Giornalismo culturale ed editoria e Giornalismo politico e pubblica opinione
Metodologie per la conservazione e il restauro dei beni
culturali (con Scienze MFN).
LINGUE E LETTERATURE STRANIERE
www.lingue.unige.it
Chi studia Lingue a Genova può costruirsi percorsi del
tutto personali attingendo ad una vasta offerta di corsi di
lingue, culture straniere e di economia, marketing e informatica. I laureati saranno figure versatili, capaci di inserirsi in numerosi settori del mondo del lavoro, a livello
nazionale e internazionale. Lo svolgimento di soggiorni di
studio all'estero è fortemente incoraggiato.
Facoltà
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Lauree (3 anni)
Lingue e culture moderne
Con due lingue straniere di specializzazione, propone
quattro curricula: Lingue e letterature straniere, comunicazione interculturale, lingue per il turismo culturale e lingue
per l'impresa.
Teorie e tecniche della mediazione interlinguistica numero programmato.
Lauree magistrali (2 anni)
Lingue e culture moderne per la comunicazione internazionale - Si articola in due curricula: Comunicazione
Internazionale e Turismo Culturale
Traduzione e interpretariato
Letterature comparate
MEDICINA E CHIRURGIA
www.medicina.unige.it
La facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Genova
gode di elevata qualificazione internazionale in numerosi
settori di ricerca sperimentale e clinica. Gli insegnamenti
sono quindi sempre al passo con le ultime scoperte in
campo scientifico. La maturazione delle professionalità in
campo sanitario viene curata secondo una didattica tutoriale, impartita a piccoli numeri di studenti, attenta non
solamente a fornire le conoscenze più aggiornate scientificamente, ma anche ad arricchirla dei contenuti tipici
delle scienze umane, nella convinzione che un professionista della salute oggi, oltre che in conoscenze e competenze, debba essere ricco di capacità di comprensione e
di relazione con i pazienti e le famiglie.
Lauree (3 anni)
Biotecnologie – numero programmato (con Farmacia e
Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali)
Scienze motorie, sport e salute
Lauree delle professioni sanitarie (3 anni)
(tutti i corsi sono a numero programmato)
Assistenza sanitaria
Dietistica
Educazione professionale (con Scienze della
Formazione)
Fisioterapia (Genova, Chiavari, La Spezia, Imperia, Pietra
Ligure)
Igiene dentale
Infermieristica (Genova, Chiavari, La Spezia, Imperia,
Pietra Ligure, Savona)
Infermieristica pediatrica
Logopedia
Ortottica ed assistenza oftalmologica
Ostetricia
Podologia
Tecnica della riabilitazione psichiatrica
Tecniche audioprotesiche
Tecniche della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva
Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di
lavoro (con Scienze MFN)
Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione
cardiovascolare
Tecniche di laboratorio biomedico
Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia (Genova, Imperia, La Spezia)
Lauree magistrali a ciclo unico (6 anni)
Medicina e chirurgia – numero programmato
Odontoiatria e protesi dentaria – numero programmato
Lauree magistrali (2 anni)
Biotecnologie medico-farmaceutiche (con Farmacia e
Scienze MFN)
Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e
adattata
Scienze e tecniche dello sport
Lauree specialistiche delle professioni sanitarie (2 anni)
Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione
Scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione
Scienze delle professioni sanitarie tecniche assistenziali
Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche
Scienze infermieristiche e ostetriche
SCIENZE DELLA FORMAZIONE
www.sdf.unige.it
Sono sempre più richieste le figure professionali che escono dai corsi di laurea di questa facoltà. L'offerta formativa, varia e sempre aggiornata con le teorie e le tendenze
attuali, si avvale anche di strutture apposite: laboratori
linguistici, informatici, multimediali. La facoltà favorisce
attività di tirocinio e di inserimento nel mondo del lavoro,
coltivando al tempo stesso numerose relazioni di didattica e di ricerca con università straniere.
Laurea (4 anni)
Scienze della formazione primaria – numero programmato
Lauree (3 anni)
Educazione professionale (con Medicina e Chirurgia) –
numero programmato
Scienze della comunicazione (presso il polo di Savona)
numero programmato
Scienze e tecniche psicologiche - numero programmato
Il corso forma i tecnici di psicologia ai quali è riservato un
apposito Albo professionale; per esercitare la professione
di psicologo bisogna conseguire la laurea magistrale in
Psicologia
Scienze pedagogiche e dell’educazione
20
Dopo il diploma
Lauree magistrali (2 anni)
Psicologia
Scienze pedagogiche
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
www.scienze.unige.it
Sotto le cosiddette scienze “MFN” rientrano lauree di
nuova istituzione (Biotecnologie, Scienza dei materiali,
Statistica matematica e trattamento informatico dei dati),
altre più consolidate anche se ancora giovani
(Informatica), infine, alcune caratterizzate da una lunga
tradizione, fortemente correlate a nuove realtà imprenditoriali (Scienze biologiche, Chimica e tecnologie chimiche,
Fisica, Matematica) o a interventi sul territorio e sull’ambiente per i quali la Liguria può offrire laboratori naturali
di eccezionale interesse (Scienze geologiche, Scienze
ambientali e Scienze naturali). La ricerca è di eccellente
livello scientifico internazionale.
Lauree (3 anni)
Biotecnologie (con Farmacia e Medicina e Chirurgia) –
numero programmato
Chimica e tecnologie chimiche
Fisica
Informatica
Matematica
Scienze ambientali
Scienze biologiche
Scienza dei materiali
Scienze geologiche
Scienze naturali
Statistica matematica e trattamento informatico dei dati
(SMID)
Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di
lavoro (con Medicina e Chirurgia) – numero programmato
Lauree magistrali (2 anni)
Biologia molecolare e sanitaria
Chimica industriale
Fisica
Informatica
Matematica
Monitoraggio biologico
Scienze chimiche
Scienze dei sistemi naturali
Scienze del mare
Scienze geologiche
Lauree magistrali interfacoltà (2 anni)
Biotecnologie medico-farmaceutiche (con Farmacia e
Medicina e Chirurgia)
Metodologie per la conservazione e il restauro dei beni
culturali (con Lettere e Filosofia)
Scienza e ingegneria dei materiali (con Ingegneria)
SCIENZE POLITICHE
www.scpol.unige.it
La facoltà di Scienze politiche prepara professionisti
capaci di relazionarsi con la società e la politica sia a
dimensione locale che a dimensione nazionale ed internazionale. Gli insegnamenti vertono sia sulle tecniche e
sulla storia della politica, sia sulle lingue straniere e le
discipline internazionalistiche e comparatistiche. I processi dell’integrazione europea sono al centro dell’attenzione: il Polo di eccellenza “Jean Monnet” è il riconoscimento di una specifica competenza negli studi europei.
La facoltà è molto attiva sia nella promozione dei soggiorni di studio all'estero, sia nella promozione di tirocini e stages formativi.
Lauree (3 anni)
Scienze internazionali e diplomatiche
Scienze politiche e dell’amministrazione
Lauree magistrali (2 anni)
Amministrazione e politiche pubbliche
Politiche ed economia del Mediterraneo
Scienze internazionali e diplomatiche
Laura Magistrale Interfacoltà (2 anni)
Informazione ed Editoria (con Lettere e Filosofia)
articolato in due curricula: Giornalismo culturale ed editoria e Giornalismo politico e pubblica opinione
La formazione
22
Dopo il diploma
Vita da
STAGISTA
Il mondo del lavoro per gli studenti è spesso un mistero: per un
primo approccio all'esperienza professionale però si può
cominciare con un tirocinio o uno stage. Con attenzione ai
diritti e ai doveri di entrambe le parti!
inita l'Università, o spesso anche durante il percorso
di studi stesso, molti di noi si metteranno alla ricerca
di un lavoro. Per facilitare il passaggio e per capire
come funziona l'attività professionale il modo più semplice è iniziare con uno stage. Lo stage, o tirocinio formativo
e di orientamento, è un periodo di formazione presso un’azienda o un ente pubblico, che rappresenta un’occasione
per prendere contatto diretto con il mondo del lavoro. Si
rivolge principalmente a studenti, neodiplomati, neolaureati, inoccupati e disoccupati. Lo stage prevede un tipo di
rapporto triangolare tra tirocinante, soggetto ospitante,
che può essere pubblico o privato, ed un ente promotore,
che deve rientrare in una delle categorie descritte dalla
normativa. Possono essere agenzie ed altri centri per l’impiego autorizzati, università e altri centri di formazione e
anche enti privati senza fini di lucro. Sia il soggetto ospitante, sia l’ente promotore hanno l’obbligo di nominare un
tutor, responsabile nei confronti delle istituzioni del corretto svolgimento dello stage.
F
La normativa
La normativa che regolamenta il tirocinio formativo e di
orientamento in Italia fa riferimento all’articolo 18 della
legge 196/97, nota come Legge Treu. Il D.L. 142/98, poi,
che applica la legge 196/97, evidenzia che la finalità di
questo strumento è quella di "realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell’ambito dei processi formativi e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro". I soggetti promotori hanno l’obbligo per legge di assicurare i tirocinanti
mediante una specifica convenzione con l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).
Il riconoscimento
Lo stagista può richiedere, alla fine del periodo di formazione, un attestato che certifichi l'attività svolta – e certamente questo potrà essere utile nel curriculum! La legge
prevede inoltre che agli stagisti possano essere riconosciuti crediti formativi universitari, se il tirocinio è attivato
in convenzione con un ateneo. Nel concreto sono i regolamenti delle singole università che determinano il modo in
cui convertire il periodo formativo. In alcuni atenei gli
stage sono divenuti obbligatori per il conseguimento del
titolo accademico.
Ma il lavoro è retribuito?
Alcuni programmi di tirocinio riconoscono rimborsi spese
rapportati ai giorni di effettiva presenza del tirocinante, la
maggior parte degli stage, però, non prevede una retribuzione. Non partiamo prevenuti, però: uno stage è un vero
e proprio corso di formazione, che può insegnarci molto
sul mestiere che andremo a svolgere. Per un periodo limitato e a determinate condizioni di lavoro non dobbiamo
quindi indignarci per il fatto di non essere retribuiti: in
fondo, noi stiamo imparando. Attenzione però a chi abusa
della disponibilità e della voglia di imparare degli stagisti:
bisogna sempre vigilare perché la formazione non si tramuti in sfruttamento. Anche per questo sono previste le
figure dei tutor. Per i programmi che non prevedono rimborsi, poi, può accadere che le università decidano di stanziare borse di studio ad hoc. Per queste ultime occorre fare
riferimento all’ufficio di competenza del proprio ateneo.
“ Uno stagista ha, come ogni lavoratore, diritti e
doveri. Durante il suo periodo di formazione dev'essere
seguito da qualcuno che lo affianchi per spiegargli le
sue mansioni e i trucchi del mestiere; dal canto suo
deve impegnarsi a rispettare gli orari e a mettercela
tutta per acquisire le competenze necessarie a portare
a termine i compiti assegnatigli”
Formazione professionale
23
Dopo la scuola...
...al LAVORO!
E se passata la maturità si decide di cercare direttamente un
impiego? Un breve periodo di formazione può essere utile per
specializzarci e per prepararci al vero inserimento
ntrare nel mondo del lavoro, al termine delle superiori, non è affatto semplice. Del resto, i diplomi rilasciati dai vari istituti di scuola secondaria spesso non
sono sufficienti a dare le competenze che il mercato del
lavoro richiede, se non altro perché devono conciliarsi
anche con le esigenze di chi intende proseguire la formazione all’università. Per venire incontro alle necessità dei
giovani diplomati, come scelta alternativa agli studi universitari, ma non solo, esistono numerosi corsi di formazione selezionati dalle Province e organizzati da vari enti
accreditati dalla Regione, che rilasciano un attestato di
qualifica e ai quali è possibile accedere tramite selezione.
Completamente gratuiti, sono articolati in lezioni teoriche,
pratiche e di laboratorio, forniscono una formazione adeguata, anche sul campo, e consentono l’ingresso nel
mondo del lavoro attraverso stage aziendali e tirocini formativi in Italia e all’estero. Sono periodi di lavoro spesso
non retribuiti, ma consentono di fare quel tanto di esperienza da scrivere sul curriculum. La disponibilità di posti
è limitata, anche perché i corsi prevedono l’utilizzo di
attrezzature tecniche e industriali, oltre che informatiche,
che necessariamente costringono ad un numero chiuso.
Ognuno di essi conta un massimo di dodici posti per accedere ai quali è necessario superare una selezione che ha
lo scopo di verificare le attitudini al corso scelto. Questa si
articola in una prova scritta, in una prova pratica e in un
colloquio. Alla fine del corso, però, non è difficile trovare
lavoro: le analisi occupazionali dicono che, nel giro di uno
o due anni, circa il 75% dei partecipanti trova un’occupazione più o meno attinente al corso frequentato.
E
GLI ENTI DI FORMAZIONE
PROFESSIONALE
Sono organismi pubblici e/o privati, presenti
in ogni regione, che si occupano di formazione professionale. L'accreditamento, effettuato dalla Regione, certifica lo standard di qualità dell'organismo.
Per conoscere le sedi degli enti di formazione più vicini, consultare il sito di Europalavoro, www.lavoro.gov.it/Lavoro/Europalavoro,
oppure contattare l'assessorato alla Formazione professionale della propria Regione.
Sul sito www.iolavoroliguria.it trovate le informazioni sull'offerta formativa degli enti accreditati in Liguria.
DOVE CERCARE
Per informazioni sui corsi di formazione
consultare i siti internet delle Province:
Provincia di Genova:
www.provincia.genova.it,
sezione “Istruzione e formazione”
Provincia di Imperia:
www.provincia.imperia.it,
area tematica “Formazione”
Provincia di La Spezia:
www.lavoro.laspezia.it
Provincia di Savona:
www.provincia.savona.it
tema “Formazione e lavoro”
24
Dopo il diploma
I F T S, la terza via
Percorsi di formazione che introducono al lavoro senza escludere
lo studio. Per chi è incerto, per chi vuole provare, per chi vuol
prendersi ancora un po' di tempo di tempo per decidere, e intanto
imparare qualcosa che possa essere utile per il futuro
tudiare o lavorare? Ma perché solo una delle due
possibilità? C'è una terza soluzione: frequentare
uno dei corsi di Istruzione e formazione tecnica
superiore. Gli Ifts, come più brevemente definiti, sono
stati istituiti per potenziare l’offerta formativa postdiploma rivolta a occupati e disoccupati, con l’obiettivo di creare figure necessarie a settori produttivi caratterizzati da profonde trasformazioni tecnologiche e professionali e dalla internazionalizzazione dei mercati.
L'obiettivo principale espresso nel DPCM 25/01/2008 è
quello di "contribuire alla diffusione della cultura tecnica e scientifica e sostenere, in modo sistematico, le
misure per lo sviluppo economico e la competitività del
sistema produttivo italiano in linea con i parametri
europei". Per questo si cerca una forte sinergia con le
realtà imprenditoriali locali, le sedi della ricerca scientifica e tecnologica, il sistema della formazione professionale nell’ambito dei poli tecnico-professionali.
I percorsi sono programmati dalle Regioni in modo da
tener conto delle singole realtà territoriali. I corsi mirano infatti alla formazione di tecnici, professionisti d’azienda, operatori qualificati e rapidamente inseribili
nelle imprese di settori diversi, nella pubblica amministrazione e nelle professioni. Sono rivolti a giovani e
adulti, con o senza impegni lavorativi. Tutti i corsi sono
gratuiti e riservano allo stage in azienda una cospicua
parte del monte ore complessivo di lezione. Non solo:
si tratta di corsi standardizzati a livello nazionale, una
garanzia di qualità per chi li frequenta, sia egli uno studente di Firenze, Roma oppure Genova. Ma soprattutto
certificati: le attività formative sono infatti divise in
moduli, il cui superamento consente di conseguire una
certificazione riconosciuta a livello nazionale. Tutto
materiale da inserire nel proprio bagaglio di esperienze e, naturalmente, nel proprio curriculum. In più, dal
momento che l’università è sempre partner di questi
percorsi, specifici crediti formativi sono attribuiti alla
frequenza e al conseguimento degli obiettivi di formazione. Così, chi lo desidera può proseguire all’università. Inoltre, si sta cercando di rendere possibile spendere i crediti al secondo anno all’interno degli Istituti
tecnici superiori (Its) in via di realizzazione.
Questo canale formativo integra le risorse di scuola,
formazione professionale, università e mondo del lavoro. Al termine dei percorsi il tasso di occupazione supe-
S
“ L’ impostazione di questi corsi ha rivoluzionato
questo modo di procedere: si parte dalle esigenze
del mercato del lavoro per predisporre i percorsi
formativi di cui c’ è reale necessità ”
Formazione professionale
ra il 90 per cento dei frequentanti. Mica male, no? In
Liguria poi questa analisi preliminare funziona particolarmente bene: la regione è stata infatti pioniera nell’istituzione dei cosiddetti Poli formativi (Ict, economia
del mare, turistico-alberghiero) cui afferiscono i principali attori del mondo dell’impresa e quelli istituzionali.
Gli Ifts sono strutturati secondo uno schema che punta
molto alla pratica. Non si tratta dunque di una formazione fine a se stessa, ma di un percorso intelligente e
fortemente collegato alla realtà produttiva regionale. È
obbligatorio uno stage in azienda pari almeno al 30 per
cento delle ore complessive del corso, nel rispetto
degli standard di livello nazionale con un adeguato
spessore culturale e metodologico.
I percorsi durano all’incirca un anno, per un monte ore
che varia a seconda del corso e in base alla figura che
si prefigge di formare.
Per prendere parte a un corso Ifts è necessario seguire
la procedura indicata dai diversi bandi, reperibili sul
sito www.iostudioliguria.it, nel canale “Formazione”,
“Sistema di istruzione tecnica superiore”. I percorsi
sono riservati a un massimo di 20 studenti per corso.
Al di là della mera valutazione dei titoli, molta attenzione viene data alla motivazione dei candidati.
25
OCCHIO AL SITO
Potete trovare le informazioni sui percorsi
Ifts sul portale Iostudioliguria
(www.iostudioliguria.it), nel canale
“Formazione”, “Sistema di istruzione
tecnica superiore”.
Professionisti qualificati e pronti per spendere il proprio bagaglio di esperienze nel mondo del lavoro,
senza necessariamente passare dai corsi di laurea classici. Gli ambiti in cui gli Ifts – e i loro omologhi stranieri – si concentrano sono per lo più legati al settore
terziario, che richiede in maniera crescente competenze
avanzate nel trattamento e nella gestione dei saperi e
delle informazioni. Al momento sono 46 i percorsi professionali standardizzati a livello nazionale. Da un’indagine condotta dall’Irso (Istituto di Ricerca Intervento
sui Sistemi Organizzativi) per conto del ministero della
Pubblica Istruzione risulta evidente come questo nuovo
modello di formazione si riveli non soltanto utile, ma
necessario a un efficiente coordinamento delle attività
lavorative a livello nazionale e internazionale.
NUOVI PROFILI PROFESSIONALI
Avvocati, commercialisti, ingegneri. Professioni per le quali è da sempre previsto uno specifico
percorso di studi, che prevede la laurea e unʼabilitazione professionale. Eppure oggi nella
cosiddetta “società della conoscenza” le esigenze professionali sono del tutto nuove e spesso
slegate dagli schemi tradizionali. Ciò significa che non sempre i nuovi professionisti trovano nei
percorsi di studi universitari - o almeno non solo in quelli - la risposta formativa di cui hanno
bisogno. Un tempo non esisteva dialogo tra il mondo della formazione e quello del lavoro. Ma
lʼimpostazione di questi corsi ha rivoluzionato questo modo di procedere: si parte dalle esigenze
del mercato del lavoro per predisporre i percorsi formativi di cui cʼè reale necessità. Alla base di
tale convinzione stanno dati che possono sorprendere, ma che riflettono in realtà un cambiamento
oggi in atto nella nostra società: si è verificato infatti, negli ultimi anni, un vero e proprio cambio di
vocazione per la formazione tecnico-professionale che, se era rivolta storicamente a studenti con
titolo inferiore alla maturità, tende ora a orientarsi verso forme di educazione professionale
successive al diploma secondario e articolate in canali prevalentemente non universitari: si pensi
alle Fachhochschule, Berufsakademie e Fachschule tedesche, ai Bts e ai Dut francesi, alla
formazione di livello superiore spagnola o agli Associated e Certificate statunitensi. Il sistema
italiano della Pubblica Istruzione sta realizzando in questo senso non solo un aumento dellʼofferta
formativa, ma anche un suo sostanziale adeguamento alle necessità odierne.
26
Dopo il diploma
Onda su onda
UN FUTURO DA
UFFICIALE
Chilometri e chilometri di costa, eppure spesso in Liguria il mare
non si considera un'opportunità di lavoro. L'Accademia Italiana
della Marina Mercantile, però, è sempre a caccia di ufficiali
i racconta qualcosa di questo mondo il dott. Davide
Stasi,
responsabile
dei
Servizi
Generali
dell'Accademia.
Il mare è storicamente una grande risorsa per Genova e la
Liguria. Oggi molti giovani tendono a sottovalutare l'importanza di quest'opportunità. Qual è il ruolo
dell'Accademia nel recuperare questo rapporto tra il mare
e la città?
L’Accademia ha un ruolo fondamentale nel far comprendere ai giovani l’importanza del mare in quanto risorsa economica e opportunità di lavoro. Non si deve dimenticare
che l’Accademia opera a livello nazionale – Accademia
Italiana della Marina Mercantile – e che i suoi allievi ufficiali provengono da tutta Italia, quindi il messaggio del
nostro istituto formativo è il mare come risorsa non solo
per Genova e la Liguria, ma per tutta l’Italia.
Quali sono i requisiti per entrare all'Accademia? E quali le
attitudini che si dovrebbero avere?
I requisiti fondamentali per poter accedere all’Accademia
sono i seguenti:
- avere cittadinanza italiana o di altro stato della comunità europea;
- essere in possesso di diploma nautico o di titolo rilasciato da corso di allineamento di 500 ore;
- avere al massimo 36 anni;
- essere iscritti alla Gente di Mare in 1^ categoria con titolo di Allievo Ufficiale di Macchina o di Coperta;
- essere in possesso di visita medica biennale in corso di
validità.
Per quanto riguarda le attitudini, sicuramente i ragazzi che
arrivano alle selezioni per accedere all’Accademia, data
anche, per la maggior parte dei casi, la loro giovane età
non hanno un’ “impostazione” da Ufficiale, cosa che viene
loro richiesta di acquisire durante la permanenza in
Accademia. Questo significa innanzitutto imparare comportarsi in maniera corretta e responsabile sia durante gli
imbarchi, sia in aula. Spesso i ragazzi sottovalutano l’importanza della formazione didattica prediligendo l’imbarco.
Al termine del percorso formativo gli allievi devono avere
acquisito coscienza del ruolo di grande responsabilità che
ricopriranno a bordo delle navi, una volta diventati Terzi
Ufficiali.
Come si articola la formazione che si riceve in Accademia?
Il percorso formativo in accademia ha durata biennale.
C
Durante i due anni si alternano mesi di aula e mesi di
imbarco, fino ad arrivare a un anno di lezioni e un anno di
imbarco come allievi ufficiali. Quest’ultimo è il periodo di
imbarco necessario per poter accedere all’esame da terzo
ufficiale presso la capitaneria di porto. Al termine del percorso formativo gli allievi avranno effettuato 3 imbarchi da
4 mesi ciascuno e avranno ottenuto i corsi STCW necessari per poter imbarcare (vengono fatti durante il primo
modulo di teoria) e gli attestati GMDSS, Radar Base, Radar
ARPA (necessari solo per gli allievi Ufficiai di Coperta).
Durante gli imbarchi gli allievi, pur essendo in formazione,
vengono contrattualizzati e retribuiti dalle compagnie
preso cui prestano il loro servizio. Alla fine dei due anni gli
allievi affrontano un esame finale a seguito del quale viene
rilasciato il titolo di Tecnico superiore per la conduzione di
navi mercantili – sez. coperta o sez. macchina.
Che cosa accade "dopo"? Quali sono gli sbocchi lavorativi? La richiesta di personale ufficiale navigante è alta in
Liguria? E in Italia?
Terminata l’Accademia, gli allievi hanno il bagaglio di esperienza e conoscenza necessario per affrontare l’esame in
Capitaneria di Porto e diventare terzi ufficiali. Le compagnie di navigazione con cui avevano fatto gli imbarchi
come allievi allora tendono ad assumerli, secondo la consolidata pratica della “fidelizzazione” dell’allievo alla compagnia. Il mercato di riferimento dell'Accademia è quello
del personale ufficiale della flotta mercantile in primo
luogo italiana e europea. La domanda in ingresso proviene da tutte le compagnie di navigazione per quanto riguarda gli ufficiali di navigazione e di macchina. Circa la quantità, esistono tuttora stime incerte e diverse, sebbene le
cifre del fabbisogno complessivo siano dell'ordine delle
migliaia per l'oggi e ancora più per il prossimo futuro.
Tuttavia le compagnie cercano il personale, anche gli ufficiali, in tutto il mondo, per cui non esiste una previsione
certa. Anche perché, se come è vero gli ufficiali italiani
sono tra i più apprezzati, la domanda è in buona sostanza condizionata dalla offerta. Negli ultimi anni, la crisi
quantitativa e qualitativa dell'offerta di allievi italiani unita
al venire meno degli incentivi statali ha ulteriormente
aggravato la situazione. La necessità annua stimata di
allievi ufficiali di navigazione e di macchina che le compagnie italiane possono soddisfare, si aggira intorno alle 150
unità.
PER INFORMAZIONI: Accademia Italiana della Marina Mercantile
via Oderico, 10 - 16145 Genova
tel. 0103622472 oppure 0103705606 fax 0103705599
e-mail [email protected]
sito internet: www.accademiamarinamercantile.it
Il lavoro
Dopo il diploma
28
Chi cerca trova
(anche un LAVORO)
In tempi di crisi mettersi sul mercato non è semplice. Trovare un
impiego, però, non è impossibile: l'importante è capire che cosa
possiamo offrire e di che cosa ha bisogno chi ci potrebbe
assumere. Anche sapersi porre è un’arte
ercare un lavoro è già di per sé un lavoro. Chi ha
appena concluso un percorso di studi e va a caccia
di un impiego spesso passa giornate intere a spedire curricula senza ottenere, in principio, nessun risultato. Cercare lavoro, però, è anche un'arte, e per trovare un impiego bisogna sapere come è meglio porsi e a
chi è giusto rivolgersi, per evitare di sprecare energie e
demoralizzarsi per gli apparenti fallimenti. Buona norma
sarebbe innanzitutto cercare di conoscere i fabbisogni
professionali della nostra realtà, senza dimenticare,
però, che la scelta del lavoro deve anche considerare le
proprie attitudini e competenze. Per questo è importante conoscere il più possibile il contesto che ci circonda
e andare “dritti alla meta” con determinazione e seguendo una certa logica. Niente candidature inviate a casaccio, quindi: studiamo bene la situazione, leggiamo gli
annunci, sui giornali e anche su internet, e inviamo curricula personalizzati. Insomma, non limitiamoci a iscriverci al Centro per l’impiego e ad aspettare passivamente la chiamata. Non disdegniamo di iniziare con un tiro-
C
UN POSTO DA “VINCERE”
Un'altra classica via per trovare lavoro
resta la preparazione di un concorso.
Per conoscere quelli banditi dagli enti
pubblici statali basta consultare la
Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana, l'organo ufficiale che pubblica i
bandi. Si trova nelle edicole il martedì e
il venerdì nella serie “Concorsi ed
esami”. Per i concorsi regionali
consultare invece il Bollettino Ufficiale
della Regione Liguria (B.u.r.l.). Qui non
ci sono trucchi da svelare: il numero di
candidati che si presenta solitamente è
alto e molto minore il numero dei posti
disponibili.
Perciò studiate, studiate, studiate!
cinio: se ci impegniamo e facciamo buona impressione
potremmo ottenere un contratto di lavoro. Infine, regola
fondamentale, non scoraggiamoci se il lavoro tarda ad
arrivare. Capita che un’azienda rispolveri il nostro curriculum a qualche mese di distanza e ci chiami per un colloquio quando meno ce lo aspettiamo. Nel frattempo,
prepariamoci al meglio seguendo qualche consiglio.
Andiamo per ordine.
I primi passi
A parte l’iscrizione al Centro per l’impiego, di cui parleremo più approfonditamente in seguito, la prima mossa
da fare è leggere gli annunci di lavoro sulle riviste specializzate e sulle apposite rubriche che molti quotidiani
dedicano all’argomento (ricordate di inserire sempre il
riferimento all’inserzione alla quale rispondete nella lettera di accompagnamento al curriculum). Ma siate cauti
e diffidate degli annunci troppo vaghi, di quelli che promettono facili guadagni o che chiedono soldi per iniziare un’attività a domicilio. Altre offerte di lavoro possono
essere consultate tramite la Borsa Continua Nazionale
del Lavoro. Provengono da numerosi soggetti pubblici e
privati e vengono pubblicate dal ministero del Lavoro. La
consultazione è libera, ma per rispondere ad un annuncio bisogna prima registrarsi. Vi si accede anche tramite
l’home page del sito www.iolavoroliguria.it. Su internet
si possono trovare anche altri siti con offerte di lavoro,
ma bisogna andarci cauti, difficilmente i gestori controllano la provenienza delle offerte come invece sono
obbligate a fare le agenzie pubbliche e private. Spesso
poi ci si imbatte in siti che non garantiscono la nostra
privacy, perciò, se non indichiamo espressamente il contrario, i nostri dati possono circolare in rete e finire in
mano a società diverse da quella a cui li abbiamo inviati. Precauzioni a parte, internet può essere un utile strumento di ricerca.
“ Niente candidature inviate a casaccio, ma
studiate bene la situazione, leggete gli annunci,
sui giornali e anche su internet, e inviate
curricula personalizzati e adatti alla richiesta”
Lavoro
29
CARTA E PENNA
Di sito in sito
Spieghiamo subito che esistono tre categorie di siti:
1. quelli dove potete leggere gli annunci delle aziende.
Generalmente non richiedono registrazione;
2. quelli in cui non sono visibili offerte di lavoro, ma è
possibile inserire il curriculum in una banca dati consultata dalle aziende. Spesso questi siti offrono servizi online come le newsletter, tramite le quali arrivano all’iscritto le segnalazioni delle offerte che corrispondono al profilo indicato;
3. infine, ci sono i siti delle singole aziende, spesso a
caccia di personale ( e-recruiting). Il visitatore compila
un form, a cui si accede di solito dall’home page, cliccando sulla sezione “Lavora con noi” o “Collabora con
noi”.
Vedremo più avanti, in un’apposita sezione, i principali
siti da consultare per offerte di lavoro e candidature. Se
né i giornali, né la rete offrono annunci interessanti, non
vi resta che l’autopromozione! Cosa vuol dire?
Semplicemente preparare un elenco di aziende che possono interessarvi e cercare di contattarle, anche se al
momento non sembrano alla ricerca di personale.
Prendete nota. Ecco dove potete trovare
un po' di annunci di lavoro: ad esempio, il
giovedì e la domenica sono pubblicati
nelle pagine del quotidiano “Il secolo XIX”,
sempre il giovedì nell'edizione spezzina
de “La Nazione”.
Ricordate
poi
il
settimanale
IolavoroNewsletter
pubblicato
dalla
Regione Liguria e distribuito gratuitamente
in Centri per l'impiego, scuole, università e
presso tutti gli operatori del settore.
Raccoglie in forma cartacea tutte le offerte
che vengono anche pubblicate sul portale.
Per essere costantemente aggiornati
restando a casa suggeriamo l'iscrizione
alla
Newsletter
personalizzata
di
IoLavoroLiguria, “Su misura per te”.
Permette di inserire fino a dieci diverse
sedi lavorative e fino a dieci diversi titoli di
studio per i quali il sistema provvede a
visualizzare i concorsi, sia finalizzati al
lavoro che alla ricerca. Arriva ogni sabato
sulla propria casella di posta elettronica.
Prima di presentarvi, però, prendete il maggior numero
di informazioni sull’azienda, che troverete sicuramente
su internet, e - qui arriva il difficile - cercate di individuare la persona che può visionare la vostra candidatura. Un buon metodo per riuscire a scoprire qualcosa è
verificare se abbia scritto degli articoli o partecipato a
qualche conferenza. Il passo successivo a questo punto
potrebbe essere una telefonata in cui si dice, ad esempio, di aver letto il suo articolo (ma dev'esser vero, altrimenti tutti i nostri buoni propositi andrebbero velocemente in fumo!). Se vi sembra che occorra troppa faccia
tosta, potete comunque mandare alla sua
attenzione il vostro curriculum con relativa
lettera di accompagnamento.
30
Dopo il diploma
Il biglietto da visita per il primo impiego
SCRIVERE IL
CURRICULUM
Qualche consiglio e indicazione
su come superare questo primo
ostacolo ed entrare con il piede
giusto nel mondo del lavoro
l mondo del lavoro oggi richiede sempre più capacità
di adattamento, intraprendenza e doti di versatilità.
Questi sono anche gli elementi che devono trasparire
dal vostro curriculum vitae.
Soprattutto per i giovani alla prima esperienza lavorativa,
la compilazione di un curriculum può apparire un ostacolo: è complesso riassumere tutta una vita in poche pagine e stabilire quali siano gli elementi che possano davvero attirare l’attenzione del potenziale datore di lavoro.
Partiamo dalla lunghezza: è conveniente che il vostro curriculum non superi le tre pagine, per non rischiare di
annoiare il lettore. Per questo, sia che abbiate molte esperienze, lavorative e non, sia che stiate appena mettendo
piede nel mondo del lavoro, è necessario presentare tutti
gli elementi che meglio possano caratterizzarvi e colpire
l'attenzione di chi leggerà il curriculum. Non escludete i
primi lavoretti (baby sitter, volantinaggio...), i vostri hobby
e i vostri interessi, perché anche questi sono elementi che
possono risultare interessanti, soprattutto quando riflettono le vostre doti di adattamento in ogni situazione.
Tenete sempre presente che spesso chi seleziona il personale è abituato a leggere centinaia di curricula: perché
il vostro possa rimanergli impresso, dovete essere chiari,
sintetici e diretti. Senza dimenticare gli elementi fondamentali!
In un curriculum dovete sempre inserire:
- dati anagrafici e personali (nome e cognome; indirizzo
del domicilio/residenza; numeri telefonici; indirizzo di
posta elettronica);
- istruzione e formazione (titolo, istituto, anno di conseguimento e votazione);
- eventuali esperienze lavorative (si consiglia di indicare il
nome della società con qualche spiegazione sul settore.
Poi il periodo, il ruolo ricoperto, l’attività svolta);
- lingue conosciute (dichiarate il livello di padronanza: sufficiente, discreto, buono, ottimo, e distinguete tra
capacità di espressione e comprensione scritta e orale);
- competenze informatiche (specificate i software che
sapete utilizzare, come Word, Excel ecc., i sistemi operativi e i linguaggi di programmazione, indicandone il
grado di conoscenza);
- competenze relazionali, organizzative e tecniche (tenete
conto che ai giovani si richiedono soprattutto: capacità di
ascolto e comunicazione, di apprendimento e di adatta-
I
mento; desiderio di crescita personale, orientamento ai
rapporti interpersonali, capacità organizzative e di lavoro
in gruppo);
- altre informazioni utili a definire la vostra personalità.
Dopodiché aggiungete la data, firmate il curriculum e,
importantissimo, date il consenso al trattamento dei
vostri dati. Esempio: “autorizzo al trattamento dei dati
personali in conformità alla legge 196/03 sulla privacy”.
Il curriculum deve fornire tutte le informazioni possibili su
di voi, ma in modo assolutamente asettico.
Ricordatevene, quando imposterete lo stile e la forma:
niente caratteri speciali, ghirigori o cornici! Per una presentazione un poco più personale (ovviamente nel contenuto, e non nello stile grafico), ricordatevi di inviare anche
una lettera di presentazione ad integrazione e corredo.
IMPORTANTE!
Non dovete mai scrivere cose che non
potreste sostenere in un colloquio, come
lingue che dichiarate di conoscere alla
perfezione quando le masticate solo un
po' o programmi informatici di cui sapete
appena il nome. Sappiate valorizzare, però, le vostre esperienze, considerando
che il selezionatore tenderà a ridimensionarle. Se, ad esempio, avete aiutato i vostri genitori in un negozio, non scrivetelo
così. Meglio dire: collaborazione ad un
esercizio commerciale con compiti di seguire le relazioni con la clientela, la contabilità ecc. Suona molto meglio, no?
Lavoro
31
Il curriculum che arriva
D A L L’ E U R O PA
Potete scaricarlo da internet scrivendo “curriculum europeo” in
qualsiasi motore di ricerca. Quello che segue è solo un fac-simile,
a cui potete aggiungere numerose altre informazioni
FORMATO EUROPEO
PER IL CURRICULUM VITAE
INFORMAZIONI PERSONALI
Nome
Indirizzo
Telefono
E-mail
Nazionalità
Data di nascita
ESPERIENZA LAVORATIVA
Date (da – a)
Nome e indirizzo del datore di lavoro
Tipo di azienda o settore
Tipo di impiego
Principali mansioni e responsabilità
ISTRUZIONE E FORMAZIONE
Date (da – a)
Nome e tipo di istituto di istruzione o
formazione
Principali materie / abilità professionali
oggetto dello studio
Qualifica conseguita
Date (da – a)
Nome e tipo di istituto di istruzione o
formazione
CAPACITÀ E COMPETENZE PERSONALI
MADRELINGUA
ALTRE LINGUE
Capacità di lettura
Capacità di scrittura
Capacità di espressione orale
ALTRE CAPACITÀ E COMPETENZE
PATENTE O PATENTI
ROSSI MARIA
Via Nazionale 2, 00100 Roma - Italia
0039-06/11111111 +39-333/1111111
[email protected]
italiana
31/01/1990
Da maggio 2009 a settembre 2009
Centro studi “Cento e lode”, via del Boschetto 14, Roma
Settore amministrativo
Stage come assistente amministrativo
Gestione della documentazione contabile, relazioni con la clientela
Da marzo 2009 a luglio 2009
European Social Group
Corso in Leadership e Sviluppo personale per le attività sociali
Attestati di frequenza
Diploma di maturità conseguito nell’anno scolastico 2007/2008
con votazione 96/100
Liceo scientifico statale “Pitagora”, via Napoli 93, Roma
ITALIANO
INGLESE
Buono
Elementare
Eccellente
FRANCESE
Eccellente
Buono
Eccellente
Patente europea del computer (Ecdl). Buona conoscenza del sistema
operativo Mac e del programma Quarxpress.
Capacità di scrittura perfezionate per mezzo del corso di scrittura creativa
“Lettere in libertà” (corso seguito presso l’Accademia della lingua di Roma).
B (automunita)
32
Dopo il diploma
Caro Direttore...
mi assuma!
Quando si invia un curriculum, è buona norma accompagnarlo
sempre da una lettera che illustri le nostre motivazioni nel
rivolgerci proprio a quell'azienda. In questo modo potremo
anche dilungarci un po’ a spiegare chi siamo, quali sono le
nostre attitudini e perché quel lavoro ci interessa
nche la lettera di accompagnamento, come il curriculum, richiede attenzione e cura prima di essere
inviata. Spesso il selezionatore si basa già su quella per decidere se aprire o meno il curriculum del candidato. Ecco qualche suggerimento per essere accattivanti
e non noiosi.
Prima regola fondamentale: la lettera di accompagnamento deve essere personalizzata per ciascuna azienda
a cui viene inviata e per questo è bene raccogliere in
anticipo il maggior numero possibile di informazioni su
di essa. Proprio perché si affianca al curriculum, dovreste evitare di farne una sua versione più estesa e completa, e dovreste invece cercare di utilizzarla come un
mezzo per integrare in modo più personale le informazioni fornite sinteticamente nel curriculum. È meglio
piuttosto aggiungere qualcosa di nuovo e cercare di stimolare con essa l’interesse dell’interlocutore. Il punto
essenziale è trovare un filo conduttore tra le vostre esperienze e il ruolo o il settore aziendale per il quale state
inviando la vostra candidatura. Per questo nella lettera
di presentazione è bene mettere in evidenza gli aspetti
della vostra carriera che più si accordano con il tipo di
lavoro per cui vi proponete. Tutto il resto - da non sottovalutare - sarà già stato elencato nel curriculum.
Ecco qualche consiglio per scriverla:
- siate precisi nell’impostazione, non dimenticate nessuno dei vostri dati personali (nome e cognome, indirizzo
e riferimenti per essere contattati), né i dati del destinatario, e inserite sempre luogo, data e oggetto. Per quest’ultimo, mettete il riferimento o codice numerico della
posizione ricercata se rispondete ad un’inserzione, mentre se si tratta di un’autocandidatura potete semplicemente scrivere “invio cv” o “proposta di collaborazione”;
- presentatevi per quello che siete, senza vantare capacità che non possedete, ma mettendo bene in risalto le
vostre competenze. Non parlate in terza persona, ma
sempre in prima;
- evidenziate le caratteristiche che possono darvi qualche chance in più, come la disponibilità ad orari flessibili o a viaggiare. Lasciate perdere, invece, l’esposizione
delle vostre capacità relazionali o di risolvere le situazioni: queste verranno valutate in sede di colloquio;
A
- spiegate perché avete deciso di rivolgervi proprio a
quella azienda, mostrando entusiasmo e disponibilità. È
bene esporre sinteticamente gli obiettivi professionali
che vi ponete a breve e a medio-lungo termine e spiegare perché e come pensate di poterli raggiungere nell’azienda a cui vi proponete;
- ricordate che lo stile deve essere chiaro e non troppo
formale. Chi leggerà la vostra lettera di presentazione
valuterà anche la vostra capacità di impostare una lettera, scrivere in italiano corretto, essere chiari, sintetici e
precisi. Per questo, mi raccomando, niente pasticci o
errori di ortografia. Non solo: se vi capiterà di inviare più
candidature nello stesso periodo, state bene attenti a
non sbagliare a scrivere i riferimenti dell’azienda o, peggio, a confondere i destinatari. Può capitare, ma non
sarebbe certo il miglior modo di presentarsi!
DA RICORDARE
1 - Firmate sempre, a mano ovviamente, la
lettera di presentazione, a meno che non sia
inviata via e-mail. In tal caso, inseritela
semplicemente nel testo dell'e-mail, e non
inviate un file a parte, ma allegate soltanto il
curriculum.
2 - Per stamparla, usate lo stesso tipo di
carta che avete usato per il curriculum: foglio
A4 bianco, lasciate perdere fogli colorati o
carta molto leggera o troppo spessa.
3 - Non scrivete più di 15 righe di testo.
4 - Non dimenticatevi il riferimento esatto se
indicato nell'annuncio.
5 - Rileggete sempre la lettera e fatela
leggere anche ad un amico o un parente
prima di spedirla: un occhio esterno nota più
facilmente errori, imprecisioni e stonature.
Lavoro
33
La sfida del
COLLOQUIO
L'ultimo ostacolo da superare per ottenere l'impiego che volete.
Dovrete dimostrare quali sono le vostre capacità: qualche
piccolo accorgimento che può fare la differenza
l colloquio è il passo finale e più importante nella
vostra ricerca di lavoro. Superata la fase della selezione tramite curriculum e lettera di presentazione,
sarete adesso voi stessi a dover interagire in prima persona col datore di lavoro per conquistarvi un posto
nella sua azienda.
Pur essendo un momento per voi di grande tensione, non
pensate di dovervi confrontare con un'Idra a tre teste: un
colloquio non è uno scontro, ma deve configurarsi come
un dialogo proficuo per entrambe le parti. Ciò non vuol
dire presentarsi impreparati e affidarsi esclusivamente alle
proprie doti caratteriali e all'improvvisazione.
Il primo passo è la raccolta di informazioni. Conoscere quante più cose
riguardanti l'azienda, i loro obiettivi e
come le vostre aspettative possano
conciliarsi con la mansione che vi
viene offerta, così da dimostrare il
vostro interesse verso il posto di lavoro e le vostre competenze in materia.
Ma un colloquio si basa soprattutto su
una serie di domande che l'esaminatore vi porrà non solo riguardo la
vostra formazione, ma anche riguardo
la vostra personalità a lavoro. Il vostro
interlocutore potrà chiedere i vostri
punti deboli, o le vostre aspirazioni, o
le motivazioni che vi hanno indotto a
presentarvi per quel determinato
impiego. Preparazione quindi, ma non
mero studio mnemonico delle risposte
da dare. Dovete tenere presente che
saranno la vostra personalità e sicurezza a poter incidere sull'esito.
È per questo che anche l'atteggiamento è un aspetto da curare con particolare attenzione; dimostratevi sicuri,
per cominciare, e ostentate quanta più
calma per poter dare il meglio di voi.
Non presentatevi quindi troppo seriosi
o musoni, né esageratamente tranquilli, per evitare di dare l'idea di essere
persone troppo nervose o, per contro,
troppo superficiali o poco interessate.
I
Un trucco in più è l'uso di parole particolari, di termini tecnici (ma non troppo) che abbiano a che fare col lavoro
dell'azienda, così da dimostrarvi preparati e attenti. Non
cercate però di usare termini che non conoscete realmente; se non capite una parola, abbiate il coraggio di chiederne il significato.
Ricordatevi di non mostrarvi timorosi e non sentitevi in
soggezione davanti al vostro esaminatore. E' nell'interesse di entrambi che il colloquio abbia esito positivo.
Mettete alla prova le vostre capacità, la sfida è con se
stessi!
34
Dopo il diploma
Il Centro per
L’ I M P I E G O
Il luogo in cui domanda e offerta si incontrano. Qui potrete
trovare tutte le informazioni e l'aiuto che vi servono per
entrare nel mondo del lavoro con il piede giusto
n importante canale attraverso cui trovare lavoro è
il centro per l'impiego. Tradizionalmente questa è
la banca dati che registra i disoccupati che dichiarano di essere immediatamente disponibili a lavorare.
I centri per l'impiego gestiscono a livello provinciale il
mercato del lavoro,monitorandolo, e offrendosi come
strumento per favorire l'incontro tra domanda e offerta
del lavoro.
In queste strutture vi potranno offrire materiale e consigli utili, per approfondire le competenze relative all'impiego che state cercando, e indirizzi su come continuare
la vostra formazione.
U
Servizio di informazione. Al Centro per l’impiego trovate materiale e notizie sui corsi di formazione, sui concorsi pubblici, sulla legislazione e la contrattualistica
del lavoro, sui profili professionali, sul mercato del
lavoro locale, sul lavoro all’estero.
Servizi di orientamento. Al Centro per l’impiego potete
anche sostenere colloqui di orientamento e realizzare il
cosiddetto “bilancio di competenze”, un utile strumen-
to per ricostruire le proprie capacità e attitudini e valorizzarle in vista dell’ingresso nel mondo del lavoro.
Preselezione. Consiste nella realizzazione di un colloquio individuale con l’operatore per identificare competenze,
disponibilità ed aspirazioni da inserire nel curriculum e
nella segnalazione di candidature alle imprese in cerca
di personale, in modo da incrociare le disponibilità. Per
iscriversi al Centro per l’impiego occorre presentarsi
presso la sede del centro competente e portare con sé
un documento d’identità valido e il codice fiscale. Per
chi intende inserire nella scheda ulteriori notizie è bene
munirsi anche di curriculum vitae, eventuali titoli di
studio e attestati di corsi di formazione e di qualifica.
Le informazioni vengono inserite in una banca dati e
poi riportate su una scheda anagrafica personale consegnata ad ogni nuovo iscritto.
L’INTERMEDIAZIONE PRIVATA
Chi è in cerca di un'occupazione può rivolgersi anche alle Agenzie per il lavoro. Si
tratta di soggetti autorizzati dallo Stato che
svolgono attività di: somministrazione di lavoro (il lavoratore è dipendente dell'agenzia di somministrazione, ma lavora presso
un altro soggetto); intermediazione (consiste nella mediazione tra domanda e offerta
di lavoro realizzata anche attraverso raccolta dei curricula e attività di orientamento); ricerca e selezione del personale (si
occupano di ricercare e individuare il lavoratore più idoneo a soddisfare le esigenze
di un'impresa); supporto alla ricollocazione
professionale (si occupano di ricollocare un
lavoratore o un gruppo di lavoratori nel
mercato grazie ad attività di formazione e
affiancamento).
Lavoro
35
Una FIRMA qui, prego
Ce l'abbiamo fatta: dopo tanta fatica, eccoci al contratto di
lavoro! Attenzione però al tipo di impegno che prendiamo e
alle clausole che sottoscriviamo; ogni impiego comporta
diritti e doveri, sia per noi che per l'azienda che ci assume
rima o poi il lavoro arriva davvero. Finita la trafila di
invio del curriculum, colloqui, selezioni, concorsi, è
arrivato il momento di firmare il vostro primo contratto di lavoro. Ma i contratti non sono tutti uguali, e
quando si prende un impegno come questo bisogna sapere bene cosa comporta: ciò che vi verrà richiesto e ciò a cui
vi darà diritto. Rispetto a qualche decennio fa, la situazione economica è molto cambiata. Si parla tanto di “flessibilità” per indicare, più che la capacità di adattamento di una
persona, il suo status contrattuale. Il contratto di lavoro
subordinato, solitamente a tempo pieno e indeterminato
(cioè per l’intera giornata lavorativa e senza scadenza), se
non è ancora una chimera è comunque piuttosto difficile da
ottenere, almeno al primo impiego. Oggi il mercato del
lavoro prevede diverse altre forme contrattuali, che è bene
impariate a conoscere. Prima di dare una rapida occhiata
alle principali, un’avvertenza: magari non sarà una lettura
proprio scorrevole, ma ricordate che non potete far rispettare i vostri diritti se voi stessi non li conoscete. E per
saperne di più vi consigliamo di fare un salto proprio ai
Centri per l’Impiego di cui abbiamo appena parlato. Ecco,
intanto, qualche definizione base da cui partire.
P
PART-TIME
Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere:
- di tipo orizzontale, quando la riduzione di orario riguarda la giornata di lavoro (ad es. 4 ore al giorno invece di
un orario normale di 8 ore);
- di tipo verticale, quando l’attività lavorativa è svolta a
tempo pieno, ma solo per predeterminati periodi (ad es.
3 giorni di 8 ore lavorative in una settimana; 6 mesi a
tempo pieno in un anno);
- di tipo misto, risultato dalla combinazione di part-time
orizzontale e part-time verticale.
Il contratto stipulato per iscritto ai fini della prova deve
contenere: durata della prestazione; indicazioni di orario,
giorno, settimana, mese, anno.
TEMPO DETERMINATO
Può essere stipulato quando ragioni di ordine tecnico,
produttivo, organizzativo o sostitutivo richiedono un
incremento di manodopera per un periodo di tempo limitato. Il lavoratore a tempo determinato ha diritto allo
stesso trattamento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato che svolgano la stessa attività, in proporzione
al periodo di lavoro prestato.
CONTRATTO DI INSERIMENTO
Sostituisce, ai sensi del D.Lgs. 276/2003 (nota come
legge Biagi), il contratto di formazione e lavoro nel set-
“ Ricordate che non potete far rispettare i vostri
diritti se voi stessi non li conoscete ”
36
Dopo il diploma
TRA STAGE E TIROCINI
Di queste forme di inserimento nel mondo
del lavoro abbiamo già parlato a pagina 22.
Vale la pena ribadire, però, che il tirocinio
non è un lavoro. Il tirocinio è un'esperienza di formazione che si svolge in un'azienda per ampliare le proprie conoscenze o
aggiornare quelle che già si possiedono.
Non sottovalutiamo quindi l'aspetto formativo degli stage, che possono essere un'ottima strada per imparare una professione.
tore privato. È stipulato in forma scritta e tende all’inserimento o al reinserimento del lavoratore nel mercato del
lavoro mediante un progetto individuale di adattamento
delle competenze professionali del soggetto a un determinato contesto lavorativo. Per quanto riguarda i giovani, possono essere assunti con questo tipo di contratto
dai 18 ai 29 anni. L’inserimento non può durare meno di
9 mesi e non oltre i 18. In caso di assunzione di lavoratori affetti da handicap la durata può essere estesa fino
a 36 mesi. La categoria di inquadramento del lavoratore
non può essere inferiore di due livelli a quella con riferimento al Contratto collettivo nazionale di lavoro.
SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO
Il D.lgs. 276/2003 lo ha introdotto in sostituzione del
cosiddetto lavoro interinale. Il contratto di lavoro coinvolge tre soggetti: il somministratore, l’utilizzatore e il
lavoratore.
Il lavoratore è assunto dal somministratore, ma viene
inviato a svolgere la propria attività presso l’utilizzatore.
Tra somministratore e utilizzatore si stipula un contratto
di fornitura di manodopera.
LAVORO A PROGETTO
È un contratto di collaborazione coordinata e continuativa che deve essere riconducibile ad uno o più progetti
specifici. Il lavoratore svolge la sua attività in funzione
del risultato (seppure nel rispetto del coordinamento con
l’organizzazione del committente) e indipendentemente
dal tempo impiegato. Non è un lavoro subordinato, quindi il lavoratore ha un elevato grado di autonomia rispetto al datore di lavoro nello stabilire tempi e modi per raggiungere il risultato concordato. Per sua natura è temporaneo e il compenso per il lavoratore deve essere proporzionato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto
(tenendo conto di quanto normalmente versato da quella azienda per prestazioni analoghe di lavoro autonomo).
LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE
Prestazione di lavoro autonomo priva del requisito di
continuità e di subordinazione senza collegamento funzionale con l’attività del committente. Per quanto riguarda la durata, non può superare i 30 giorni di durata e i
5000 euro di compenso nello stesso anno e con lo stesso committente.
LAVORO AUTONOMO CON PARTITA IVA
È un particolare modo di svolgere la prestazione lavorativa e di ottenere il relativo compenso che ha una differente gestione retributiva, fiscale e contributiva. Si può
riferire a diverse categorie di lavoratori autonomi: liberi
professionisti, consulenti e collaboratori. La partita Iva
va aperta presso l’Ufficio delle Entrate competente per
territorio.
SE QUALCOSA NON VA
Non sempre tutto va per il verso giusto.
Può capitare che il vostro datore di lavoro
vi richieda cose a cui non sareste tenuti o
ricorra ad un contratto anziché ad un altro.
Per fare chiarezza potete rivolgervi alle organizzazioni sindacali.
Ecco le principali:
Cgil: www.cgil.it; www.liguria.cgil.it
Cisl: www.cisl.it; www.genova-liguria.cisl.it
Uil: www.uil.it; www.uilliguria.it
Lavoro
37
Imparare lavorando:
L’APPRENDISTATO
Iniziare a lavorare non significa rinunciare a formarsi:
mentre lo si fa si può acquisire una qualifica professionale
on si smette mai di imparare... neppure quando
ormai si è smesso di studiare! L’apprendistato esiste già da molti anni, anche se recentemente è
stato rinnovato nella disciplina.
Si configura come un contratto di lavoro con una doppia valenza di formazione e lavoro (definito per questo
a causa mista), pensato particolarmente per l’attuazione del diritto alla formazione dei giovani e al loro inserimento nel lavoro. In questo tipo di contratto, infatti,
l’impresa si impegna
a fornire all’apprendista la formazione professionale
all’interno del rapporto di lavoro.
Tre le tipologie previste:
Apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di
istruzione e formazione
È rivolto a giovani che abbiano compiuto i 16 anni di
età ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica
professionale.
Apprendistato professionalizzante
Permette di ottenere una qualifica attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale. È rivolto a soggetti di età compresa tra i 18 (17
se in possesso di qualifica professionale) e i 29 anni.
Apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per
percorsi di alta formazione
Anche questo è rivolto a soggetti di età compresa tra i
18 (17 se in possesso di qualifica professionale) e i 29
anni. Consente di conseguire un titolo di studio di livello secondario, universitario o di alta formazione e per la
specializzazione tecnica superiore. A partire dal 2008
trova applicazione anche per i dottorati di ricerca.
N
In tutti e tre i casi:
- il contratto di apprendistato può essere utilizzato in
tutti i settori di attività;
- è stipulato in forma scritta ai fini della prova;
- il numero complessivo di apprendisti assunti da un
datore di lavoro non può superare il 100% delle maestranze specializzate e qualificate presenti in azienda;
- deve essere predisposto un progetto formativo individuale;
- la categoria di inquadramento dell’apprendista non
può essere inferiore per più di due livelli alla categoria
spettante ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che
richiedano qualificazioni corrispondenti a quelle al cui
conseguimento è finalizzato il contratto;
- in corso di rapporto, il datore di lavoro non può recedere dal contratto in assenza di giusta causa o di giustificato motivo.
Durante il suo percorso l’apprendista viene seguito da
un tutor aziendale che, naturalmente, deve essere in
possesso di specifici requisiti e competenze per consentire la qualificazione dell’apprendista sul lavoro. La
formazione, prevista in funzione della qualifica professionale,
viene registrata nel libretto formativo e costituisce credito formativo per i percorsi di istruzione e di
formazione professionale. Agli apprendisti non spettano
le integrazioni salariali (né cassa ordinaria né straordinaria), ma, in via sperimentale, per il triennio 2009 –
2011 è previsto un trattamento
economico pari all’indennità ordinaria con requisiti normali in caso di sospensione per crisi aziendale o occupazionale ovvero in caso di licenziamento, a condizione
che il contratto sia in atto al 29 novembre 2008 e l’apprendista, all’atto del licenziamento o sospensione,
abbia almeno tre mesi di anzianità presso l’azienda
interessata dalla crisi.
38
Dopo il diploma
Per conto PROPRIO
Se quel che sognate è realizzare una vostra idea imprenditoriale
del tutto personale, forse il lavoro dipendente non è quello che
fa per voi. C'è un'alternativa: mettersi in proprio. Il percorso
non è semplice, ma possiamo usufruire di aiuti ed incentivi per
veder decollare ed avverarsi il nostro progetto
etter su un’impresa è davvero un’impresa, un’attività rischiosa per definizione. Però, se il vostro
sogno è avere qualcosa di “vostro”, non dovete
lasciarvi abbattere dalle prime difficoltà. E soprattutto,
fatevi trovare preparati: è molto importante, ad esempio, prendere informazioni sul mercato e riflettere bene
su come organizzare la propria attività, analizzando gli
aspetti logistici, le risorse umane da utilizzare, dove far
nascere la vostra impresa e come lanciare il vostro prodotto o servizio. Naturalmente, poi, l’ostacolo più difficile da superare è riuscire a recuperare le risorse finanziarie per avviare l’attività. Ma procediamo per gradi. La
prima tappa da seguire è rivolgersi a Enti, sportelli
informativi, commercialisti, che sappiano analizzare la
vostra idea e vi possano dare preziosi consigli. Con le
informazioni necessarie potete iniziare a preparare il
vostro business plan. Di cosa si tratta? Del piano d’impresa necessario per ottenere prestiti e finanziamenti.
Un documento da compilare bene, dunque, perché gli
istituti di credito e gli enti delegati dello Stato si baseranno proprio sulla sua attendibilità per concedere contributi. Per questo, più è ricco di particolari e curato e
più avrà possibilità di successo (va inserito nome e tipo
di impresa, genere di affari, informazioni commerciali e
M
personale dipendente; molto importante è indicare l’economicità della azienda, la novità di ciò che offrite e in
cosa la vostra idea si differenzia da quella dei vostri
concorrenti). Il business plan aiuta anche ad evidenziare difficoltà e problemi prima che si verifichino ed è
utile per monitorare come sta andando l’attività nei suoi
primi anni di vita.
Proprio per l’importanza che riveste, vi consigliamo di
chiedere informazioni e supporto ai Centri per l’impiego, alle Camere di Commercio, a Sviluppo Italia Liguria.
In particolare, poi, nel caso di attività commerciali può
essere utile rivolgersi alle sedi locali delle associazioni
di categoria come l’Ascom e la Confesercenti; nel caso
di attività artigianali, invece, è consigliabile visitare gli
uffici della Confederazione nazionale dell’artigianato e
delle piccole imprese, della Confartigianato o della
Confederazione autonoma sindacati artigiani.
La cooperazione fa la forza
Il modo più semplice di realizzare un’idea è condividerla con qualcun altro. La cooperativa è un’associazione
di almeno 3 persone (piccole cooperative) che nasce
per ottenere dalla gestione in comune di un’attività condizioni più vantaggiose. I soci soddisfano i propri biso-
Lavoro
gni economici, sociali e culturali creando un’impresa a
proprietà comune, controllata democraticamente. Chi
vuole crearne una può rivolgersi alle centrali cooperative, cioè gli organi di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo e delle imprese sociali.
Qui si possono chiedere informazioni su come costituire la società, redigere un business plan, accedere ai
finanziamenti, avviare l’impresa. Un particolare tipo di
cooperativa è la cooperativa sociale, che gode di speciali agevolazioni e sgravi fiscali. Il suo scopo sociale
persegue un interesse generale della collettività, perché
fornisce servizi socio-sanitari ed educativi o perché
intende inserire al lavoro persone svantaggiate.
Per avere maggiori informazioni sulle cooperative, potete contattare le sedi locali della Confcooperative o della
Lega delle Cooperative.
Partire dal “nome”: il franchising
I ragazzi che hanno voglia di avviare un’impresa, difficilmente hanno già grandi capitali da investire. Per questo molti di loro decidono di sfruttare i vantaggi dell’affiliazione ad un marchio riconoscibile, pubblicizzato
e da tempo sul mercato. Si chiama franchising ed è un
accordo di collaborazione tra un’azienda con una for-
39
mula commerciale consolidata (franchisor) e una società o una persona fisica (franchisee) che aderisce a questa formula. L’azienda "madre" concede il proprio marchio, assistenza tecnica e consulenza sui metodi di lavoro. In cambio, il franchisee paga una cifra come diritto
di ingresso e delle royalties periodiche, impegnandosi a
rispettare standard e modelli di gestione e produzione
stabiliti dall’azienda “madre”. Per informazioni:
www.assofranchising.it, www.fif-franchising.it.
C'è chi ci dà una mano
A questo punto avete qualche idea sulla forma da dare
alla vostra impresa, ma siete a corto di fondi per realizzarla. Non disperate, spesso i giovani vengono aiutati da leggi statali e regionali ad ottenere agevolazioni
per la creazione dell’impresa (anche le donne, indipendentemente dall’età). Un importante aiuto può arrivare,
ad esempio, da Sviluppo Italia Liguria (Bic Liguria), che
offre l’opportunità di usufruire di diverse misure di
sostegno per l’autoimpiego e la creazione di piccole e
medie imprese. Per ottenere le agevolazioni ci sono dei
vincoli da rispettare, ad esempio, il proseguimento dell’attività per un periodo minimo di cinque anni. I finanziamenti per l'investimento consistono in contributi a
fondo perduto e mutui a tasso agevolato concessi entro
i limiti stabiliti dall'Unione europea. Strumenti operativi
di Sviluppo Italia Liguria sono i vari incubatori d’impresa presenti a Genova, Savona e La Spezia. Al loro interno gli aspiranti imprenditori ricevono assistenza nella
fase di studio e sperimentazione della propria idea
imprenditoriale, oltre alla possibilità di trovare facilmente la prima sede aziendale. Sono a disposizione
anche postazioni di lavoro attrezzate e servizi di consulenza per preparare l’imprescindibile business plan.
Sviluppo Italia Liguria è inoltre partner di “Erasmus per
Giovani Imprenditori”, progetto di mobilità internazionale dell’Unione europea coordinato da Eurochambres,
l’Associazione europea delle Camere di Commercio e
Industria. Il programma offre ai nuovi imprenditori l’occasione di imparare cose nuove da un imprenditore già
affermato che gestisce una piccola e media impresa
(Pmi) in un altro Paese dell’Ue, collaborando per un
periodo della durata massima di sei mesi.
CONTATTI E SEDI
Per informazioni sulle agevolazioni per la
creazione dʼimpresa consultate direttamente gli uffici di Sviluppo Italia Liguria
(Bic Liguria) :
- Genova: Via Greto di Cornigliano, 6r, Infopoint Tel 010 6563470
- La Spezia: Via Privata Oto, 3/5,
Tel. 0187 50801
- Savona: Palazzina ex Omsav, Area portuale, Tel. 019 8337701
- Imperia: c/o CCIAA di Imperia, Viale
Matteotti, 48 Tel. 0183 793260
www.sviluppoitalialiguria.it
Le opportunità
Opportunità
41
Io lavoro in
EUROPA
Non si va all'estero solo per studiare. C'è anche la possibilità di
andare in un Paese straniero a lavorare. Le opportunità sono
moltissime per chi non si spaventa all’idea di partire!
artire alla volta di un paese sconosciuto, di una città
che diventerà, per qualche mese, la nostra casa. Ne
avreste il coraggio? Molti ce l'hanno: fanno le valigie
e tornano con un'esperienza professionale e una lingua
straniera in più da scrivere nel curriculum e da sfruttare nei
propri progetti. Arricchimento culturale, nuovi contatti, tante opportunità che si aprono: un periodo di lavoro all'estero non è solo formazione professionale, è anche occa-
P
sione di crescita personale.
Francesco, ad esempio, a Londra è andato dopo il diploma dell’istituto alberghiero. Ha iniziato come cameriere,
ma dopo qualche mese era già maître di sala. Una bella
soddisfazione, no?
L’Eures
La via più agevole per trovare lavoro all’estero è ricorrere
all’Eures. È una rete dei servizi pubblici all’impiego che, coordinati dalla Commissione europea, promuove e sostiene
OLTRECONFINE: EURAZUR
la mobilità geografica ed occupazionale dei cittadini che desiderano laChi risiede in una zona di confine può ricercare opportunità di
vorare in un Paese europeo. Si avvaimpiego nel Paese vicino, senza cambiare residenza né abitule di oltre 700 consulenti distribuiti
sull’intero territorio: i 27 Stati membri
dini. Come punto di riferimento per guidare la scelta professiodell’Unione più Norvegia, Islanda e
nale e avere tutte le informazioni legate alla mobilità specifica
Lichtenstein – definiti nell’insieme
delle regioni di frontiera sono stati istituiti gli Eures TransfrontaSpazio economico europeo – a cui si
lieri. Queste strutture di cooperazione riuniscono, oltre alla
aggiunge la Svizzera, grazie ad accorCommissione europea, i servizi pubblici dell'impiego, le assodi bilaterali. Il suo sito rappresenta
ciazioni imprenditoriali e sindacali, le collettività territoriali e gli
per tutti i navigatori un vero e proprio
altri soggetti istituzionali che si occupano dei problemi del lavomotore di ricerca che consente di inro e della formazione professionale nelle regioni di frontiera. Euviare il proprio curriculum ed essere
razur è l'Eures Trasfrontaliero che copre il territorio della Regiocostantemente aggiornati sulle offerne Liguria, sul versante italiano, e la Regione Provenza-Alpi-Cote di lavoro in tutto il continente. Costa Azzurra, sul lato francese; la zona più interessata dal lavoro
me si legge sul sito, “La rete Eures ha
frontaliero è costituita dalla Provincia di Imperia e dal Dipartilo scopo di fornire servizi ai lavoratomento delle Alpi Marittime. L'obiettivo principale di Eurazur è fari e ai datori di lavoro nonché a tutti
cilitare la mobilità geografica e professionale delle persone neli cittadini che desiderano avvalersi
le due regioni, individuando e fornendo ai lavoratori e alle imdel principio della libera circolazione
prese informazioni specifiche sulla realtà del territorio: posti di
delle persone”.
lavoro disponibili, condizioni di vita e di lavoro, previdenza soI servizi prestati sono di tre tipi: inciale, trattamento fiscale e modalità di disoccupazione. Tali indiformazione, consulenza e assunziocazioni sono divulgate puntualmente dai consiglieri Eurazur,
ne/collocamento (incontro domanche per la loro preparazione ed esperienza svolgono un ruolo
da/offerta). Eures si rivolge a cittadini
fondamentale nella promozione della libera circolazione e sono
comunitari maggiorenni ed offre un
punti di riferimento e orientamento importanti per il mercato del
servizio di:
- consulenza gratuita sulle condizioni
lavoro locale e d'oltre confine. Sito web: www.eures-eurazur.org
di vita e lavoro (legislazione, cultura,
42
Dopo il diploma
L’EURES IN RETE
Paesi aderenti, sito Eures: ec.europa.eu/eures
Ministero del Lavoro, sito Eures –coordinamento nazionale:
www.lavoro.gov.it/Lavoro/eures
Regione Liguria, sito Eures:
www.lavoro.gov.it/Lavoro/eures/personale/Eures+Liguria
costo della vita, informazioni sul mercato del lavoro);
- orientamento (definizione del progetto professionale, motivazioni e caratteristiche personali, tecnica di ricerca attiva nel lavoro);
- informazioni sull’espatrio;
- incrocio domanda-offerta di lavoro e sessioni di reclutamento.
Le offerte di lavoro a vocazione comunitaria normalmente
richiedono un certo grado di qualificazione, la conoscenza
non scolastica della lingua del Paese in cui è presente l’offerta, un’esperienza professionale in merito. Sul portale
della Commissione europea (ec.europa.eu/eures) è possibile inserire il proprio curriculum vitae on-line con i dettagli del lavoro che state cercando. Potete consultare tutte
le offerte a vocazione comunitaria nei diversi Stati specificando più parametri: il profilo professionale, il Paese d’interesse, la tipologia contrattuale, parole-chiave. A questo
punto, se siete interessati a qualche offerta, potete inoltrare direttamente la vostra candidatura oppure ricevere in
tempo reale (via e-mail) le offerte di lavoro aderenti al vostro profilo ogni qual volta queste vengono inserite.
Qualche consiglio
Ecco qualche suggerimento pescato direttamente dal portale dell’Eures.
Quali aspetti pratici vanno presi in considerazione prima di
cercare un lavoro?
Vivere e lavorare in un altro Paese europeo può presenta-
re alcune difficoltà, come la necessità di adattarsi ad una
nuova cultura, di lavorare in una lingua straniera e di familiarizzare con sistemi fiscali e di previdenza sociale sconosciuti. Per prepararsi nel modo migliore occorre essere
ben informati sul Paese scelto. Anche le qualità personali
e la determinazione, come naturalmente le qualifiche professionali e la conoscenza di lingue straniere, sono fattori
di importanza decisiva nella ricerca di un lavoro. Va ricor-
I TIROCINI DI LEONARDO
Se avete i giusti requisiti, invece di partire al buio, potete sfruttare un'altra importante risorsa
per lavorare all'estero: il programma settoriale Leonardo da Vinci, realizzato dall'Unione Europea e coordinato in Italia dal ministero del Lavoro e dal ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. Il programma ha lo scopo di migliorare le competenze professionali di chi ne usufruisce,
favorendone l'inserimento nel mondo del lavoro attraverso stage e tirocini. L'esperienza formativa e lavorativa può essere svolta in uno dei 27 Paesi membri dell'Ue, ma anche in Islanda,
Lichtenstein e Norvegia (Stati dello Spazio economico europeo) e in Turchia. Per partecipare è
necessario rivolgersi agli organismi che attuano progetti di mobilità internazionale approvati dal
programma ed è indispensabile essere residenti in Italia. La borsa Leonardo da Vinci finanzia
direttamente i costi del viaggio, dell'assicurazione e del soggiorno. Vi si accede gratuitamente.
Per quanto riguarda i giovani, Leonardo prevede progetti di tirocinio e stage diversi a seconda
delle condizioni:
- se siete in formazione o istruzione professionale iniziale (apprendista, alunno in formazione
professionale o tirocinante eccetto quello in istruzione superiore) potrete fare domanda per
frequentare un tirocinio da svolgere in imprese o in istituti di formazione professionale (i corsi
formativi sono sempre accompagnati da ore di esperienza lavorative svolte in azienda).
La durata di questi tirocini può variare dalle 2 alle 39 settimane.
- se siete giovani lavoratori, neolaureati o vi state inserendo nel mercato del lavoro avrete la
possibilità di fare tirocinio in un'impresa o in un istituto come nel caso precedente, ma la durata può andare dalle 2 alle 26 settimane.
Opportunità
dato comunque che esistono notevoli differenze di opportunità di lavoro fra le regioni dello Spazio economico europeo e che la situazione può cambiare molto rapidamente.
Come iniziare a cercare?
Per facilitare la ricerca di un lavoro è bene, prima di partire:
- Visitare il portale internet Eures sulla mobilità professionale, dove si trovano offerte di lavoro, informazioni sulle
condizioni di vita e di lavoro, sul mercato del lavoro e link
per altre informazioni utili. Vi si potrà inserire anche il proprio curriculum affinché possano prenderne conoscenza i
potenziali datori di lavoro di tutta Europa.
- Contattare per informazioni un ufficio di collocamento locale o regionale. Se vi opera un consigliere Eures, questi
può fornire consigli più personalizzati.
- Consultare le offerte di lavoro nei giornali del Paese di
destinazione (disponibili normalmente nelle maggiori biblioteche).
- Contattare il servizio pubblico per l’impiego del Paese di
destinazione.
43
Il curriculum e il colloquio
Occorre verificare che il proprio curriculum vitae sia chiaro e ben strutturato, adatto all’impiego desiderato. Esso
deve anche essere tradotto nella lingua del Paese d’accoglienza. L’Ue ha adottato un modello europeo comune
di curriculum, adatto sia a chi dispone di un diploma
professionale sia a chi ha un diploma universitario che
permette di stabilire con precisione le attitudini e le
competenze di un candidato. Il modello è scaricabile sul
sito dell’Eures. Per quanto riguarda il colloquio, come
nel proprio paese d’origine, è necessario prepararsi seriamente, assicurandosi di avere le informazioni principali sull’azienda e di essere pronti a fare domande su di
essa e su aspetti particolari del lavoro. Bisogna dimostrare la padronanza della lingua del paese d’accoglienza ed illustrare come le proprie competenze principali e
il proprio profilo corrispondano alle esigenze del datore
di lavoro per quel particolare posto.
SIAMO PREVIDENTI
Di sicuro avete già sufficientemente maturato la consapevolezza che vantare un'esperienza all'estero può fare la differenza
in una selezione tra un candidato e l'altro e
può rappresentare un'utile occasione per
dimostrare le proprie doti personali: dinamismo, intraprendenza, autonomia, adattabilità (capacità e spirito di adattamento),
flessibilità (curiosità). Ma una domanda
che non dovete trascurare di porvi è: che
tipo di trattamento previdenziale mi spetterà? Se un giorno mi ammalo, il mio datore
di lavoro potrà impunemente licenziarmi?
Per fortuna no, in tutti i Paesi dell'Unione
europea vigono norme di previdenza sociale e i lavoratori stranieri sono sottoposti
ad esse al pari dei cittadini del Paese ospitante. Importante è sapere che i contributi
accumulati durante un periodo all'estero
non vanno persi, poiché tutti i Paesi dell'Ue tengono conto dei periodi trascorsi negli altri Stati membri nel calcolo delle prestazioni.
PARTECIPARE
A LEONARDO
Se l'istituto o l'ente presso il quale studiate o lavorate non aderisce al programma Leonardo da Vinci potete provare a rivolgervi agli altri organismi che hanno aderito.
Consultate il sito www.programmaleonardo.net/llp per avere tutte le informazioni che cercate. I
bandi per le borse di studio sono pubblicati dai singoli organismi e riportano tutti i requisiti richiesti
che variano da progetto a progetto. Nella sezione Mobilità transnazionale del sito si trova un alert,
“se sei interessato a una borsa Leonardo da Vinci clicca qui!”, che rimanda a un file contenente
l'elenco delle borse destinate a persone disponibili sul mercato del lavoro.
44
Dopo il diploma
Il fascino della
DIVISA
Per chi si vede in uniforme e
non teme disciplina e rigore
A
nche le Forze armate offrono possibilità formative e
lavorative per i giovani diplomati, attraverso l’ingresso in una scuola sottufficiali o in un’accademia
militare. In particolare le accademie sono istituti militari di
studi superiori a carattere universitario. Al loro interno si
possono seguire corsi finalizzati, ad esempio, al conseguimento di lauree in Giurisprudenza, Ingegneria, Medicina e
Veterinaria, a seconda dell’accademia in cui provate ad entrare. Oltre alle classiche materie di studio ve ne sono alcune più specifiche e molto tempo è dedicato anche alle attività fisiche. Attenzione però, essere affascinati dalla divisa non è sufficiente; determinazione e propensione alla disciplina sono indispensabili, insieme a precise doti fisiche.
Per questo se sognate di essere come Tom Cruise in Top
Gun valutate prima bene gli ostacoli che incontrerete.
Tutti i particolari relativi alle modalità di ammissione ai diversi Corpi sono pubblicati di volta in volta dai Ministeri
competenti che fissano i requisiti necessari e le modalità di
svolgimento dei concorsi. Per avere informazioni precise è
comunque possibile rivolgersi direttamente alle sedi dei vari Corpi, ai Distretti militari provinciali e alle locali Stazioni
dei Carabinieri.
Le Accademie
Accademia dell’Aeronautica (Pozzuoli) – Per diventare ufficiali è necessario superare un concorso (bandito annualmente tra la fine di dicembre e gli inizi di gennaio) e, successivamente, iscriversi ai corsi di: Scienze Militari, Ruolo
delle Armi, Ingegneria, Ruolo di Commissariato. L’età massima per entrare è di 22 anni.
Info: www.aeronautica.difesa.it
Accademia militare dell’Esercito (Modena) – L’Accademia
militare di Modena è l’unico istituto di formazione di base
per gli ufficiali in servizio permanente dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri. Gli esami da sostenere variano a seconda dell’indirizzo scelto.
Info: www.esercito.difesa.it
Accademia navale (Livorno) – È possibile conseguire titolo
di laurea in tutte le facoltà previste dalla Forza armata. I
corsi hanno la durata minima di 4 anni, esclusa la specializzazione. L’età massima per entrare è di 22 anni.
Info: www.marina.difesa.it
Polizia di Stato. Oltre all'area operativa (il poliziotto
“classico”, come lo conosciamo tutti), esiste quella
tecnica o professionale (per gli appassionati di
laboratori), e una per gruppi sportivi e banda musicale.
Info: www.poliziadistato.it
Polizia penitenziaria. Chi fa parte di questo corpo
deve garantire ordine e sicurezza all'interno degli
istituti di prevenzione e pena e partecipa alle attività
di trattamento rieducativo dei detenuti.
Info: www.polizia-penitenziaria.it
Il corpo dei Vigili del fuoco. Ha tra i suoi compiti
quello di intervenire in occasione di incendi, frane,
alluvioni o altra pubblica calamità e contro i rischi
derivanti dall'impiego dell'energia nucleare e dall'uso
di sostanze batteriologiche, chimiche e radiologiche.
Info: www.vigilfuoco.it
Il Corpo forestale dello Stato. Si dedica, tra le
altre attività, alle operazioni di antincendio boschivo,
sicurezza in montagna, protezione civile, polizia
ambientale e forestale.
Info: www.corpoforestale.it
Accademia della Guardia di finanza (Bergamo) – Per diventare ufficiali della Guardia di finanza è necessario superare un concorso (bandito annualmente tra la fine di
gennaio e gli inizi di febbraio) e, successivamente, iscriversi al corso di studi ad indirizzo unico della durata di 5
anni. A conclusione del percorso di studi è obbligatoria la
permanenza di dieci anni nel Corpo.
Info: www.gdf.gov.it
Opportunità
45
Un'opportunità
per aiutare gli altri
e per crescere
IL SERVIZIO
CIVILE
Moltissime le possibilità per
chi voglia dedicare un anno
ad un’attività di utilità sociale
ufficialmente riconosciuta
iovanni, che da sempre è molto sensibile nei confronti del prossimo, quest'anno ha compiuto diciott'anni. Da quando è maggiorenne ha pensato di
poter fare di più per aiutare chi ha bisogno. Così si è informato sul servizio civile, seguendo le indicazioni di un suo
amico, ed è finito a lavorare in una cooperativa sociale
dove si organizzano corsi per persone diversamente abili.
L’impegno è tanto, ma a Giovanni non pesa e questo lo fa
sentire realizzato. Inoltre, gli è stato proposto di continuare a prestare servizio nella struttura con un regolare
contratto, una volta terminata la sua esperienza. Il servizio civile non nasce certo con finalità occupazionali, ma
nel suo caso, la passione e l’impegno dimostrato hanno
portato anche a questo risultato.
Il servizio civile si svolge su base esclusivamente volontaria, è un’occasione per i giovani tra i 18 e i 28 anni che
hanno così l’opportunità di dedicare un anno della propria
vita a favore di un impegno solidaristico, ricevendo un
compenso di 433,80 euro netti mensili per 30 ore settimanali. L’esperienza si svolge nell’arco di dodici mesi e
per usufruirne occorre presentare la domanda, che è sempre legata al progetto preferito, presso gli enti di servizio
civile accreditati che hanno visto i loro progetti approvati
ed inseriti, quindi, nel bando nazionale che viene annualmente promosso.
I giovani che superano le selezioni presso gli enti dove è
stata presentata la domanda potranno operare, quindi, in
organizzazioni non governative, associazioni no-profit ed
enti pubblici, nei settori dell’assistenza, della protezione
civile, della tutela ambientale, della preservazione del
patrimonio artistico e culturale, dell’educazione e promozione del senso civico.
È possibile anche svolgere il servizio civile all’estero.
G
Carta etica: diritti e doveri del volontario
Principio fondamentale che compare sulla Carta di impegno etico del Servizio è “imparare facendo”, metodo di
lavoro “a fianco di persone più esperte in grado di trasmettere il loro saper fare ai giovani, lavorandoci insieme,
CLESC: I PROGETTI
PIÙ “VICINI” A VOI
Clesc sta per Conferenza ligure enti servizio civile ed è un'associazione senza fine di lucro che opera in collaborazione
con la Regione Liguria per la promozione del servizio civile sul territorio regionale. Sono soci della Clesc alcuni tra i
più importanti enti del terzo settore impegnati nell'ambito del servizio civile, i cosiddetti enti di prima classe. Tra gli obiettivi dell'organizzazione, anche quello di
ricercare un confronto stabile con la Regione Liguria e le associazioni degli enti
locali e quello di favorire l'integrazione
delle politiche nazionali e regionali finalizzata al migliore sviluppo del Servizio
civile. Sul sito della Clesc sono pubblicati i progetti per il servizio civile nazionale
(ogni anno in Liguria ne sono accettati
circa 180) che possono riguardare vari
campi d'azione, da quello educativo a
quello associativo, da quello assistenziale a quello ambientale; per candidarsi a
tali progetti è necessario compilare il modulo apposito, che trovate sul sito
www.clesc.it insieme ai bandi per la selezione di volontari e dovrà essere consegnato all'ente di servizio civile che propone il progetto prescelto.
“ Con il servizio civile si aiutano gli altri e si
migliora se stessi”
46
Dopo il diploma
facendoli crescere in esperienza e capacità, valorizzando
al massimo le risorse personali di ognuno”.
L’Ufficio nazionale per il servizio civile, le Regioni e gli enti
che partecipano si impegnano a far sì che la richiesta
“avvenga in modo non equivoco, dichiarando cosa al giovane si propone di fare e cosa il giovane potrà apprendere durante l’anno di servizio civile presso l’ente, in
modo da metterlo nelle migliori condizioni per valutare
l’opportunità della scelta”. Come volontari avete il diritto
di essere pienamente coinvolti nelle diverse fasi del progetto; l’organizzazione non può impegnarvi per il suo
esclusivo beneficio. Anche voi volontari però avete dei
doveri: vi impegnate ad apprendere, farvi carico delle finalità del progetto, partecipare responsabilmente alle attività dell’ente indicate nel progetto, “esprimendo nel rapporto con gli altri il meglio delle proprie energie, delle proprie capacità, della propria intelligenza, disponibilità e
sensibilità”, valorizzando anche le proprie doti personali,
le competenze e le conoscenze acquisite.
Ricordate che…
- I progetti prevedono un orario di attività non inferiore
alle 30 ore settimanali né superiori alle 36, per un monte
ore annuo complessivo minimo di 1400.
- Per chi sceglie di svolgere il servizio civile all’estero, al
compenso mensile sarà aggiunta un’indennità estera giornaliera ed una per vitto e alloggio.
- Per alcuni progetti le singole università e facoltà possono riconoscere crediti formativi.
- L’attività svolta non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro e non comporta sospensione o cancellazione dalle liste di collocamento o di mobilità.
- L’anno di servizio civile è riconosciuto valido per l’inquadramento economico e la determinazione dell'anzianità lavorativa ai fini del trattamento previdenziale del settore pubblico e privato.
LEZIONI DI SERVIZIO CIVILE
Il servizio civile in Liguria continua ad andare a scuola. L'educazione deve iniziare
anche tra i banchi. È sulla base di questo
presupposto che la Regione Liguria ha
pubblicato il quarto bando del servizio civile regionale, unico nel suo genere. L'iniziativa, lanciata in via sperimentale relativo all'anno scolastico 2007/2008 e proseguita negli anni, prevede che gli enti di
servizio civile nazionale accreditati nell'Albo regionale seconda parte, sezione I
e II possano presentare i loro progetti in
collaborazione con le scuole. L'obiettivo è
sensibilizzare i giovani e promuovere la
cultura della pace e della cittadinanza attiva partendo dai banchi di scuola: i progetti devono infatti coinvolgere ragazze e
ragazzi tra i 16 e i 18 anni, ma anche
maggiorenni, purché frequentino le superiori. Ogni progetto, che può prevedere la
partecipazione di un minimo di 25 a un
massimo di 60 studenti, beneficia di un
budget a sostegno e promozione dell'attività. Agli studenti possono essere concessi crediti scolastici per la loro partecipazione. I temi trattati sono moltissimi:
pace, solidarietà, gestione dei conflitti e,
più in generale, argomenti che possano
essere ricondotti alla convivenza civile e
alla partecipazione attiva dei cittadini.
Opportunità
47
Imparare
L’ARTE…
Anche la creatività ha bisogno di acquisire un metodo per
esprimersi. Ecco le scuole che insegnano come utilizzare al
meglio il proprio talento artistico, in tutti i campi
i sono diplomati che a numeri e parole preferiscono tele e note. A loro le istituzioni Afam (Alta formazione artistica musicale) offrono titoli accademici equiparati alla laurea universitaria (diploma accademico di primo livello per i corsi triennali e di secondo livello per il biennio di specializzazione). Iscriversi ad essi
spesso non significa rinunciare ad esperienze che si considerano tipicamente universitarie, come il progetto
Erasmus o il tirocinio pratico. Inoltre, per molti di questi
corsi sono disponibili borse di studio destinate agli
iscritti.
C
LA NOTA GIUSTA
Chi vuole esprimere il proprio talento musicale, parallelamente o alternativamente al percorso di studi universitario, può provare ad accedere al prestigioso
Conservatorio Paganini di Genova. Una curiosità: la storia di questa scuola inizia più di 160 anni fa, con l’annuncio sulla “Gazzetta di Genova” del 12 dicembre 1829
che il 2 gennaio successivo avrebbe cominciato a funzionare una “scuola gratuita di canto”.
L’ammissione ai corsi avviene attraverso un esame. Una
volta ammessi, la frequenza è obbligatoria.
Conservatorio di musica “Niccolò Paganini” - via Albaro,
38 16145 Genova (Ge) Tel. 010/3620747
Sito web: www.conservatoriopaganini.org
Un altro valido conservatorio è il Puccini, e si trova alla
Spezia. Anche in questo caso si accede dopo il superamento di un esame di ammissione e la frequenza è
obbligatoria.
Conservatorio di musica “Giacomo Puccini” - via XX settembre, 34 19121 La Spezia (Sp) Tel. 0187/770333
Sito web: www.conservatoriopuccini.com
IMMAGINI E COLORI
Se volete fare del vostro amore per le arti visive una professione potete puntare all’Accademia ligustica di belle
arti di Genova, storico istituto genovese nato nel 1751
nell’ambito della riforma “illuministica” degli istituti di
formazione artistica, che rilascia diplomi di primo livello
in: pittura, scultura, decorazione, scenografia, grafica,
grafica d’arte; e diplomi di secondo livello (pittura, scultura, decorazione, scenografia, grafica). L’ammissione è
subordinata al superamento di una prova selettiva che
in genere si svolge agli inizi di ottobre.
Accademia Ligustica di Belle Arti - Palazzo
dell’Accademia, Largo Pertini, 4 16121 Genova
Tel. 010/560131 Sito web: www.accademialigustica.it
Un’altra Accademia di belle arti si trova a Sanremo.
Rilascia diplomi di primo livello in pittura, grafica e illustrazione, scenografia e architettura d’interni e design.
L’ammissione, subordinata in genere all’esito di una
prova, è però automatica per chi è in possesso di maturità artistica o di un diploma d’arte applicata.
Accademia di belle arti di Sanremo - Via Corradi, 46
18038 Sanremo (IM)
Tel. 0184/514955 Cell. 392 1988751
Sito web: www.accademiabelleartisanremo.it
FUORI DALLA LIGURIA
Tra gli istituti d'Alta formazione artistica
e musicale non presenti in Liguria segnaliamo l'Accademia nazionale di danza, presente solo a Roma, che rilascia titoli di primo e secondo livello in danza
classica e didattica della danza
(www.accademianazionaledanza.it). C'è
poi l'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'Amico, sempre a Roma,
che ha corsi di recitazione e di regia
(www.silviodamico.it). Infine esistono gli
Istituti superiori per le industrie artistiche
che formano designer, graphic designer
ed esperti di comunicazione visiva; sono
quattro e si trovano a Faenza, Firenze,
Roma e Urbino.
48
Dopo il diploma
Tutti in SCENA!
Per chi si sente un attore nato ed ama stare sotto i riflettori,
ma con l'adeguata preparazione: la Scuola di Recitazione del
Teatro Stabile di Genova è la palestra migliore
rovare l'emozione di stare sul palco mentre il sipario si apre, immedesimarsi nei personaggi, sperare
negli applausi... Le emozioni che prova l'attore tra
una battuta e l'altra sono davvero uniche. La carriera
dello spettacolo attira moltissimi, ma richiede grande
determinazione e un'ottima preparazione che solo poche
scuole sanno dare. Una è quella del Teatro Stabile di
Genova, ormai un'istituzione a livello nazionale.
P
Avete presente Tullio Solenghi? O Luca Bizzarri e Paolo
Kessisoglu? O Elisabetta Pozzi, Andrea Liberovici, Valerio
Binasco, Massimo Mesciulam, Giorgio Scaramuzzino...?
Ebbene, sono tutti ex allievi della prestigiosa Scuola di
Recitazione del Teatro Stabile di Genova. Se il vostro
sogno è calcare il palcoscenico, questa potrebbe essere
la strada che fa per voi. Con molta buona volontà e una
grande costanza, la vostra preparazione sarà davvero
d'eccellenza. Per entrare, però, dovete “studiare” già da
prima... I posti nella scuola infatti sono molto ambiti da
aspiranti attori di tutta Italia, e per entrare è necessario
superare una selezione.
Attualmente la Scuola si articola in due sezioni:
- Corso di Orientamento per Attori, della durata di un
anno (oltre 700 ore da ottobre-maggio), a totale carico
del Teatro Stabile di Genova. È un corso propedeutico
che offre l'occasione di saggiare le proprie attitudini alla
scena. Al termine del Corso viene rilasciato un Attestato
di Frequenza. Questo Attestato non dà automaticamente
diritto ad accedere al Corso superiore di Qualificazione
Professionale.
- Corso di Qualificazione Professionale per Attori, della
durata di 1600 ore suddivise su due anni (da ottobre a
maggio per il primo anno e da settembre ad aprile per
il secondo), finanziato dalla Provincia di Genova. Per
accedere a questo corso può presentarsi non solo chi ha
ottenuto l’Attestato di Frequenza al Corso di
Orientamento ma chiunque sia in possesso di una solida preparazione di base. È riservato a un minimo di 8 e
a un massimo di 12 persone. Si conclude con un esame
di fronte ad una Commissione nominata dalla Provincia
che rilascia un Attestato di Qualifica Professionale di
Attore (cod. ISTAT 256107).
I due Corsi, come in passato, sono completamente gratuiti. Non è richiesta nessuna tassa di iscrizione. Non si
danno borse di studio. La frequenza è obbligatoria. Un
allievo che supera il 20% di assenze sul totale delle
lezioni, viene allontanato d’autorità dalla scuola.
L'ammissione ad ambedue i corsi è subordinata a prove
eliminatorie.
Le audizioni per il Corso di Orientamento si tengono in
settembre, quelle per il Corso di Qualificazione si tengono in giugno. I bandi per ambedue i corsi vengono pubblicati in primavera.
Teatro Stabile di Genova
Piazza Borgo Pila 42 - 16129 Genova
Tel. 010 53421
Sito web: www.teatrostabilegenova.it
Appunti
50
Dopo il diploma
Orientarsi
con qualche
CLICK
Internet può essere un’ottima fonte per cercare notizie
sull’università, sulla formazione, sul mondo del lavoro e per
trovare altre informazioni utili. Ecco qualche indirizzo per
pescare in rete quelle giuste navigando di sito in sito
ell’era di internet è quasi impensabile prescindere
dalla rete per cercare in modo rapido ed efficace tutte le informazioni che vi occorrono per fare le vostre
scelte per il futuro. Una ricerca che, però, necessita di una
certa attenzione perché anche il web ha le sue insidie. Qui
sotto trovate un elenco di siti, istituzionali e non, utili al
vostro scopo. Buona lettura e buona navigazione!
europass.cedefop.europa.eu
www.cercalavoro.it
www.gioventu.gov.it
è un ampio database dove inserire il proprio curriculum
il sito del ministero della Gioventù
cercauniversita.cineca.it
www.handimpresa.it
è un servizio che aggrega le ricerche possibili che
riguardano l’università, dai corsi di laurea ai
finanziamenti, dai docenti agli studenti universitari, dai
bandi alle statistiche
riceve i curricula di persone disabili e li inserisce in
un’apposita banca dati
N
www.cliccalavoro.it
permette di individuare l’opportunità professionale più
adeguata in base alle proprie competenze ed
esperienze di formazione
sito da cui è possibile scaricare il curriculum europeo
ec.europa.eu/eures
il sito della rete Eures contiene le offerte d’impiego
aggiornate in tempo reale in 31 Paesi europei e le
informazioni necessarie per vivere e lavorare all’estero
www.ilsole24ore.com
ha una sezione dedicata a chi cerca lavoro, in cui si
trovano offerte di impiego, di corsi o di master
www.informagiovani-italia.com
informazioni utili su università, formazione e lavoro,
volontariato e molto altro ancora
www.concorsi.it
mette a disposizione un motore di ricerca per
individuare i concorsi pubblici in base alla regione e al
settore di interesse
www.jobadvisor.it
propone un’ampia panoramica per il primo impiego con
opportunità di stage
Internet
www.jobrapido.it
è un motore di ricerca di offerte di lavoro
www.jobtel.it
è un portale dell’orientamento al lavoro che contiene
informazioni utili divise per categorie: “studenti”,
“universitari”, “donne”, “disabili”, “lavoratori
svantaggiati”
www.lavoricreativi.com
è un sito specializzato in lavori “da creativo”: dal
copywriter al giornalista, dal grafico alle public relation,
al web designer
www.lavoro.gov.it
il sito del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali
LA LIGURIA NELLA RETE
www.lavoro.gov.it/lavoro/europalavoro
www.regione.liguria.it
è la sezione dedicata al Fondo sociale europeo in Italia
il portale della vostra Regione
www.lavoro.org
www.iostudioliguria.it
sito con offerte di lavoro aggiornate e possibilità di
inserire il curriculum
il portale con notizie e focus sul mondo
scolastico ligure e in generale sugli sviluppi del
mondo della scuola
www.programmallp.it
le pagine web dell’Agenzia nazionale LLP: Comenius,
Erasmus, Grundtvig, Visite di Studio, che gestisce e
coordina il “Programma d’apprendimento permanente”
www.istruzione.it e www.miur.it
i siti del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca
www.iolavoroliguria.it
il portale con informazioni sulle opportunità
professionali in Liguria, il barometro delle
professioni più richieste, dati sulla domanda e
l’offerta di posti di lavoro, concorsi e borse di
studio
www.unige.it
www.serviziocivile.gov.it
il sito dell’Università degli Studi di Genova
il sito con tutte le informazioni e i contatti sul Servizio
civile nazionale
www.arssu.liguria.it
www.sportellostage.it
il sito dell’Azienda regionale per i servizi
scolastici e universitari
è un servizio pubblico gratuito che offre ai giovani dai
18 ai 32 anni la possibilità di effettuare stage presso
aziende italiane ed estere
www.sviluppoitalialiguria.it
il portale per conoscere le agevolazioni alla
creazione d’impresa nella tua regione
www.stepstone.it
ha una delle più vaste banche dati dove inserire
curricula
www.lig.camcom.it
il sito dell’Unione delle camere di commercio
liguri
universo.miur.it
è il sito del ministero dell’Università e della Ricerca,
realizzato per orientare i ragazzi nella scelta del corso
di studi ovvero all’accesso ai corsi di Istruzione e
formazione tecnica superiore (Ifts) o all’inserimento nel
mondo del lavoro. Qui trovate anche tutti gli indirizzi
dei siti web delle università
www.clesc.it
il sito della Conferenza ligure enti servizio civile
www.accademiamarinamercantile.it
il sito dell’Accademia italiana marina mercantile
con informazioni e bandi di selezione
51
52
Dopo il diploma
Memorandum
del neodiplomato
Fuori dalla scuola è tutto un altro mondo... e un altro lessico!
Per orizzontarci tra le diverse possibilità e confrontarci con le
nuove esperienze è innanzitutto necessario comprenderle a
fondo. Partendo dalla corretta terminologia. Ecco qualche
appunto utile a fugare i dubbi e le perplessità più frequenti!
on sempre il linguaggio della burocrazia è chiaro
e limpido. Eppure il gergo utilizzato da enti e
istituzioni nasconde spesso informazioni che tutti
i neodiplomati dovrebbero conoscere, utili sia per chi
sceglie di iscriversi all’università sia per chi si mette
subito in cerca di un lavoro. Alcune delle definizioni che
troverete in questa sezione le avete già incontrate nelle
pagine precedenti, altre vi suoneranno nuove. Scorrete
con attenzione.
N
ANNO ACCADEMICO: indica il periodo entro cui vengono
svolti i corsi e si sostengono gli esami. Prende il via
generalmente ad ottobre o all’inizio di novembre (anche
se le lezioni di alcuni corsi iniziano già nel mese di
settembre) e termina nell’autunno dell’anno successivo.
ATTIVITÀ FORMATIVE: Sono le attività organizzate o
previste dalle università necessarie per conseguire il
titolo (corsi di insegnamento, seminari, esercitazioni,
laboratori, tirocini, progetti, attività di studio
individuale, ecc.).
ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA: associazioni tra
imprenditori costituite con il fine di rappresentare e
tutelare i rispettivi interessi e fornire servizi collettivi.
AULAWEB: è il portale per la didattica online
dell'Ateneo che può essere utilizzato sia a supporto
delle lezioni in presenza sia per l’erogazione di corsi
completamente a distanza. La piattaforma è organizzata
in un sito principale da cui si possono raggiungere le
pagine dedicate ai singoli Corsi di Studio attivati. In
AulaWeb è possibile consultare e scaricare documenti
relativi alle lezioni frontali, approfondimenti, dispense,
lucidi, ma anche entrare nei forum e partecipare alle
discussioni oppure eseguire i test, i compiti e le attività
elaborate dai docenti, individualmente o in gruppo. Per
consultare la parte pubblica può accedere ad AulaWeb
chiunque disponga di una connessione Internet,
utilizzando le stesse credenziali di accesso (username e
password) usate per leggere la posta elettronica
all'indirizzo fornito dall’ateneo.
AUTOIMPIEGO: la libera professione, la creazione di
microimprese o altre forme di lavoro autonomo; in
pratica tutto ciò che è alternativo al lavoro dipendente.
BILANCIO DI COMPETENZE: è un documento, redatto da
un orientatore, che mette a fuoco le conoscenze
teoriche, pratiche, professionali e le caratteristiche
personali: motivazioni, necessità, sogni, valori. Può
essere utile per fare una scelta professionale e/o
formativa consapevole.
BORSE DI STUDIO: il Diritto allo studio prevede
strumenti di supporto economico per gli studenti
particolarmente meritevoli e/o in condizioni economiche
disagiate. Ogni anno gli atenei, gli enti e le aziende
regionali mettono a concorso – per reddito e per merito
– borse di studio, posti alloggio, borse di lavoro parttime, contributi monetari per studenti in sede, fuorisede
e pendolari.
BUSINESS PLAN: in italiano “piano d’impresa”, consiste
nella presentazione organica del progetto
imprenditoriale.
CAMERE DI COMMERCIO: enti economici che
rappresentano e difendono gli interessi delle varie
categorie economiche. Oltre a offrire consulenze
svolgono funzioni amministrative come la tenuta del
registro della ditta e il rilascio dei certificati.
Glossario
53
CENTRI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE: sono
strutture dove si svolgono corsi di formazione
professionale, al termine dei quali viene rilasciato un
attestato di qualifica professionale, di qualificazione, di
specializzazione o di aggiornamento.
CLASSI DELLE LAUREE E DELLE LAUREE MAGISTRALI:
raggruppano corsi di studio dello stesso livello e
ambito disciplinare; i corsi che vengono istituiti
all’interno delle classi condividono gli stessi obiettivi
formativi qualificanti e quindi le attività formative
indispensabili per conseguirle.
CONTRATTI ATIPICI: sono i contratti parasubordinati
con cui non si costituisce un rapporto di lavoro
dipendente, bensì si instaura una collaborazione
“autonoma”. Ne è un esempio l’apprendistato.
CCNL: sono i Contratti collettivi nazionali di lavoro,
stipulati tra sindacati e associazioni dei datori di
lavoro. Fissano le condizioni economiche e
organizzative in cui si svolge l’attività lavorativa di un
determinato settore.
CREDITO FORMATIVO UNIVERSITARIO: è un’unità di
misura convenzionale dell’impegno complessivo di
apprendimento di uno studente impegnato a tempo
pieno; ad un credito corrispondono 25 ore di lavoro
(studio individuale, attività formative, tirocini ecc.). Il
credito formativo non sostituisce in alcun modo il voto.
DEBITO FORMATIVO: indica la mancanza delle
conoscenze e delle abilità di base previste per
l'accesso a uno specifico corso di laurea. I regolamenti
didattici di ogni corso ne stabiliscono le modalità di
recupero e verifica.
EURES: una rete costituita per favorire la cooperazione
tra i servizi pubblici dell’impiego presenti sul territorio
dello Spazio economico europeo e incoraggiare la
mobilità dei lavoratori.
Tra i suoi obiettivi, la diffusione di informazioni sulle
condizioni di vita e di lavoro nei Paesi membri; favorire
l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro in
Europa; fornire consigli specifici e orientamento
professionale ai lavoratori e agli imprenditori
transfrontalieri.
ENTI PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLO STUDIO:
Sono strutture regionali che hanno come obiettivo la
tutela del diritto allo studio. Inoltre, svolgono diverse
attività rivolte agli studenti universitari, tra le quali
informazione, consulenza orientativa, erogazione delle
borse regionali, gestione delle case dello studente e
delle mense.
EURODESK: è la struttura del programma comunitario
“Gioventù in azione” dedicata all’informazione e
all’orientamento sui programmi in favore della
gioventù promossi dall'Unione europea e dal Consiglio
d’Europa. Le attività di informazione e orientamento sul
programma sono svolte in diretta collaborazione con
l’Agenzia nazionale per i giovani. Eurodesk fornisce
informazioni e orientamento sui programmi europei
rivolti ai giovani nell’ambito della cultura, della
formazione, della mobilità, dei diritti e del volontariato.
ERASMUS: Il programma Erasmus sostiene
principalmente la mobilità degli studenti, sviluppando e
sostenendo l’istruzione superiore, fino al dottorato. Lo
scambio studentesco ha una durata compresa tra i 3 e
i 12 mesi durante i quali è accordato un sostegno
finanziario, variabile da Paese a Paese e in relazione
ad altri elementi. Il periodo trascorso all’estero sarà
riconosciuto come parte integrante del percorso
universitario.
FONDO SOCIALE EUROPEO: è lo strumento attraverso
il quale l’Unione europea promuove interventi per lo
sviluppo delle risorse umane e del mercato del
lavoro. Il Fse finanzia, in ogni Stato membro, misure
volte a prevenire e a combattere la disoccupazione
nonché a sviluppare le risorse umane e l’integrazione
sociale nel mercato del lavoro. Le sue attività
rientrano nel settore dell’istruzione, della formazione
professionale e dell’orientamento.
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Dopo il diploma
FORMAZIONE PROFESSIONALE SUPERIORE: con questa
espressione si intende l’insieme degli strumenti
finalizzati all’acquisizione di conoscenze teoriche e
pratiche per l’inserimento diretto nel mercato del
lavoro con specifici ruoli professionali. Le attività
vengono svolte da strutture pubbliche o da strutture
convenzionate. Ne fanno parte anche i corsi di
Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) e i corsi
finanziati dal Fondo sociale europeo (Fse).
FREQUENZA: indica la partecipazione dello studente a
tutte le attività didattiche previste per i diversi corsi di
studio. Può essere "libera" oppure "obbligatoria", in
quest’ultimo caso per poter sostenere l’esame lo
studente dovrà frequentare un determinato numero di
ore di lezione.
IDONEITÀ: si intendono quegli esami del piano di
studio che rilasciano i crediti ad essi associati ma non
attribuiscono una valutazione in trentesimi.
IFTS: sono i corsi di Istruzione e formazione tecnica
superiore, finalizzati a un rapido inserimento nel
mondo del lavoro e destinati a giovani e adulti,
occupati e disoccupati che, dopo il diploma, intendono
specializzarsi. Fanno parte della Formazione integrata
superiore post-secondaria a carattere non universitario.
Vengono organizzati secondo standard nazionali sulla
base di fabbisogni territoriali e prevedono stage e
tirocini nei luoghi di lavoro.
IMMATRICOLAZIONE: è la procedura amministrativa da
seguire quando ci si iscrive per la prima volta ad un
corso universitario.
IMPRENDITORIA FEMMINILE: rientrano nei casi di
imprenditoria femminile quelle aziende individuali
gestite da donne o quelle società e cooperative in cui
l’organico è costituito al 60% da donne.
INFORMAGIOVANI: sono strutture generalmente
promosse dagli enti locali che svolgono
prevalentemente attività di informazione per i giovani
su opportunità formative, professionali, vita sociale,
cultura, tempo libero, sport e vacanze in Italia e
all’estero.
INOCCUPATO: persona che non ha mai svolto attività
lavorativa ed è in cerca della prima occupazione.
LAVORO NERO: quando il rapporto di lavoro non è
regolato dalle normative vigenti.
LIFELONG LEARNING PROGRAMME (LLP): è stato
istituito con decisione del Parlamento europeo e del
Consiglio il 15 novembre 2006 e riunisce tutte le
iniziative di cooperazione europea nell'ambito
dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013. Ha
sostituito, integrandoli in un unico programma, i
precedenti Socrates e Leonardo, attivi fino al 2006.
MANIFESTO DEGLI STUDI: è il documento pubblicato
annualmente dalle facoltà contenente le informazioni
relative agli insegnamenti, piani di studio, esami di
profitto, verifica delle conoscenze, calendario delle
lezioni e altre indicazioni utili.
NO PROFIT: gli organismi no profit sono quelli costituiti
con lo scopo di produrre beni o servizi senza fini di
Glossario
lucro. Chi lavora in queste attività può ricevere un reddito
purché questo non sia distribuito sotto forma di utili.
PARI OPPORTUNITÀ: è un concetto che esprime
l’intento di garantire uguali condizioni e prospettive
di vita a tutti i cittadini, attraverso politiche e
iniziative finalizzate alla rimozione degli ostacoli che
impediscono un’effettiva parità. In ambito comunitario
il termine indica principalmente le azioni volte a
ridurre le disparità tra uomini e donne.
PIANO DI STUDIO: è compilato da ciascuno studente
sulla base di alcune norme-guida consultabili
principalmente nel Manifesto degli studi di facoltà, in
modo da organizzare ed elencare nel dettaglio le
attività formative (obbligatorie e a scelta),
suddividendole per ogni anno accademico. Lo
studente è tenuto a presentare il proprio piano di
studi all’inizio di ogni anno accademico.
PORTALE STUDENTI: è lo spazio sul sito Internet
dell’Università degli Studi di Genova rivolto agli
studenti. Vi si accede all'indirizzo:
www.studenti.unige.it.
Attraverso il Portale Studenti è possibile, tra l’altro:
avere informazioni di carattere generale e sull’offerta
formativa; svolgere test di orientamento online;
verificare la carriera universitaria, la situazione delle
tasse, la media degli esami; compilare il piano di
studio; prenotarsi agli esami.
SEMESTRE: è l'arco di tempo in cui vengono tenute le
lezioni; di norma un singolo anno di corso si articola
in due semestri.
SOCIETÀ: il contratto con cui due o più persone (i
soci) conferiscono beni o servizi per intraprendere
l’esercizio di un’attività economica comune di cui
divideranno gli utili.
SPORTELLO DELLO STUDENTE: è una struttura
dislocata nella sede di ciascuna facoltà. Permette agli
studenti iscritti di reperire informazioni specifiche sui
corsi di studio della facoltà, sui vari insegnamenti e i
relativi programmi (orario lezioni/calendario esami),
sui passaggi da un corso di studio all’altro, sulle
ammissioni con altro titolo di studio e sul
riconoscimento di titoli di studio, informazioni e ritiro
dei piani di studio; di adempiere ad alcune pratiche
quali presentazione della domanda di laurea e
deposito del titolo della tesi, di ritirare pubblicazioni
e opuscoli informativi e altro ancora.
STAGE: è un’esperienza di avvicinamento al mondo
del lavoro, con una durata variabile da tre settimane
a quattro mesi, che consente di non interrompere gli
studi. Permette di agevolare le scelte formative e
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professionali attraverso l’esperienza diretta del lavoro.
Durante lo stage non è prevista necessariamente una
retribuzione, infatti non si viene assunti con un
contratto di lavoro. Alla fine dell’esperienza, lo
stagista riceve un attestato.
TASSE UNIVERSITARIE: l’importo annuale delle tasse
è suddiviso nella misura di due rate.
La prima rata è uguale per tutti gli studenti mentre la
seconda rata è differenziata in base al valore della
certificazione ISEE/ISEEU e al corso scelto (nel caso
in cui non si sia presentata la certificazione
ISEE/ISEEU,
secondo le scadenze stabilite, le tasse sono
automaticamente calcolate nella misura più elevata).
TESSERINO MAGNETICO (BADGE): viene consegnato al
momento della conferma dell'immatricolazione
secondo le scadenze previste (per consultare le date
aggiornate www.studenti.unige.it).
Il tesserino magnetico (badge) contiene la foto, il
nome e cognome, il numero di matricola e la facoltà
di appartenenza. Serve per accedere alle attività
formative, per beneficiare degli sconti presso il
servizio ristorazione (le mense universitarie) e per
godere delle promozioni rivolte agli studenti
universitari presso gli esercizi convenzionati (palestre,
cinema e teatri, parcheggi ecc.). In caso di
smarrimento può esserne richiesto un duplicato
presso il Dipartimento Studenti di via Bensa, 1.
TEST D’ACCESSO O DI AMMISSIONE: alcuni corsi di
laurea prevedono il numero programmato per
l’ingresso. In questo caso le aspiranti matricole
devono superare un esame selettivo, denominato
“test d’accesso” o “d’ammissione”. Il test
d’ammissione vale come verifica delle conoscenze di
base.
TRASFERIMENTO: con questo termine si indica il
passaggio di uno studente proveniente da un corso
di laurea di un ateneo ad un corso di laurea di un
altro ateneo.
TUTOR: è una figura indicata dalle strutture
universitarie per supportare gli studenti durante la
loro vita universitaria. Offre infatti agli iscritti dei
punti di riferimento utili per reperire informazioni su
orari, date degli appelli d’esame, libri di testo, piano
di studio, e su tutto ciò che concerne
l’organizzazione e la programmazione dello studio,
compresa la scelta degli esami da preparare.
ZAI.NET: Il punto di vista delle giovani generazioni
sul mondo, da tredici anni sul magazine, sul web e
on air. Sul sito www.zai.net troverete anche alcuni
estratti di questa guida.
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Dopo il diploma