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AssociAzione PAllAdium Productions
FloWer Film FestiVAl
Assisi, 16 / 18 luglio 2010
iV edizione
© 2010 Associazione Palladium Productions
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AssociAzione PAllAdium Productions
FloWer Film FestiVAl
Comitato Scientifico
Realizzazione premi
Vittoria Alliata
maria rita Parsi
elvio marchionni
italo moscati
Guido Pollice
emilio trabella
lamberto maggi
Immagini
roberto Bertazzon
Progetto Grafico
marco e serena cagnoni
Ideazione e Direzione artistica
Sito internet
Barbara cannata
nicola sirago
Direzione cinema
odetta ciancarelli
Curatore En regarde
Paolo spirito
Organizzazione e Accoglienza
serena cagnoni
Francesco Berardi
maurizia Berardi
Ufficio documentazione
serena cagnoni
Ufficio stampa
AVi news
AssociAzione PAllAdium Productions
SEdE LEgaLE: CorSo Mazzini, 14
06081 - aSSiSi, PErugia
SEdE SoCiaLE: Piazza dEL Pozzo,1
58040 MontEnEro d’orCia, groSSEto
Coordinamento proiezioni
Giacomo Bistocchi
[email protected]
www.flowerfilmfestival.it
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Si ringraziano
maria Pia Ammirati
luciano Barisone
rossella Bernuzzi
Gloria Bianchi
stefano cazora
cineteca di Bologna
Valeria dalle donne
simone Fittuccia
loredana Giannetta
Giancarlo Grande
ivan Grifi
erwin Houtenbrink
Pier Paolo iannone
Andrea Jengo
massimo magrì
maria cristina marcucci
mario martone
rosy mazzanti
carlo modica de mohac
Bepi nava
Guido Paglia
massimo Palombi
Gregorio Paonessa
stefano Pegorari
Pietro Pelliccione
chantal Personè
renzo rossellini
monia rossi
mario rubeo
Barbara scaramucci
Federica sciano
elisabetta sgarbi
roberto silvestri
Gerwin tamsma
rosanna timarco
ugo tozzi
elisa Vittozzi
Un ringraziamento speciale
alla Preside e ai ragazzi
dell’itCg “ruggero Bonghi”
di Assisi:
sandra spigarelli
Gian marco Aristei
erika caporali
rodolfo Guerrini
marta mattorre
Alesssandro medda
samanta orologio
Vanessa Palazzotto
luca ravizzone
laura rossetti
sabrina rossetti
Francesco taglioni
diego tordoni
cindy totori
michela zerbini
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indice
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ESiLE CroSta tErrEStrE, di Barbara Cannata
introduzionE aL fLowEr fiLM fEStivaL, di odetta Ciancarelli
En rEgardE - raSSEgna di fiLM E doCuMEntari SuLL’artE, di Paolo Spirito
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fLowErS2010
goLdEn fLowEr, tonino de Bernardi: PanE/Piazza dELLE CaMELiE
PLatinuM fLowEr, Luigi di gianni: Magia LuCana, naSCita E MortE nEL
MEridionE
PaLLadiuM fLowEr - K. Chukey, P. verni, M. Cussodoro: in MarCia vErSo iL tiBEt
ConCorSo SiLvEr fLowEr - La giuria
L’uoMo E La natura
aCqua inviSiBiLE - astrid Lima e andrea Palladino
BaSiLiCata CoaSt to CoaSt - rocco Papaleo
L’aquiLa BELLa Mè - Pietro Pelliccione e Mauro rubeo
Lo SPECChio - david Christensen
oiL - Massimiliano Mazzotta
StradE d’aCqua - augusto Contento
viEtato rESPirarE - ricky farina, Pietro Menditto, diego fabricio
La natura dELL’uoMo
C’ESt dEja L’EtE - Martijn Maria Smits
CordE - Marcello Sannino
fratELLi d’itaLia - Claudio giovannesi
iaCo’S taLE - gaia Ceriana
on thE road to tiBEt - Manfred Manera
thE virgin of PaLErMo - antonio guidi
En rEgardE
in riCordo di LuCiano EMMEr, di Paolo Spirito
Caravaggio, L’ErEdità di un rivoLuzionario - Massimo Magrì
Caravaggio, L’uLtiMo tEMPo - di Mario Martone
non ChiEdErCi La ParoLa - di Elisabetta Sgarbi
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faCtory artE - Serenella Lupparelli e Luca Costantini
iL CorPo forEStaLE dELLo Stato
La doLCE vita - filmati a cura di rai teche
i PrEMi dEL fLowEr fiLM fEStivaL - Lamberto maggi
CoMitato SCiEntifiCo
grEEnCroSS intErnationaL
daLtaM - EL CiBao
ConSorzio agrario ParMa
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esile crosta terrestre
Flower Film Festival
Barbara cannata
il flower film festival è un appuntamento estivo.
rotoloni di fieno e papaveri rossi,
serre sospese nel deserto assolato,
impercettibili suoni e vibrazioni della natura,
stanza di vetro sospesa nella celluloide
dove si osserva, ci si incanta, ci si meraviglia
dell’esile crosta terrestre uscita dal ventre, profondo
della terra,
dove magma e gas ribollono.
Sottile, mutevole crosta sopra fumi di lapilli,
nubi ardenti di vulcani eruttanti,
cordigliere di mare e di terra
dove esuli vite si dipanano sulla Pangea:
protozoi, licheni, fiori, anfibi, mammiferi, rettili,
esseri forieri di vita,
leggerissime anime cariche di ardori combattivi,
boschi e praterie poi città, e fragili umani desideri.
annichilente sviluppo nefasto, forzoso, violento.
rivoluzioni, guerre, deportazioni, genocidi.
impalpabili fiori nascono sulla fredda crosta magmatica.
Lento, imperterrito il flato vitale progredisce
e colpi di pinna
nel mare della coscienza irrompono,
colline di sapere cosciente
sorridono: pensieri, parole, immagini, forme
espressioni.
il flower film festival
leggero accoglie lieve,
propone lieve brezza di amicizia e di incontri.
Sottile e mercuriale il flower film festival,
sorride insieme a voi.
Con il cinema, l’arte, la musica, la natura ed il cibo
vi aspetta ad assisi
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introduzione al Flower Film Festival
odetta ciancarelli
Esistono numerosi festival al giorno d'oggi, ma pochi sono quelli che con coerenza e determinazione si fanno veicolo per la promozione di importanti temi sociali. il flower film festival
ha catturato la mia attenzione proprio per i temi che tratta e celebra: l'ambiente, la natura, il
dialogo interculturale.
Spero che anche voi come me ritroviate, in questa selezione di lavori, l'ispirazione di tali temi
portanti del festival. vi è rispecchiata la realtà di oggi in tutti i suoi aspetti... i momenti di
entusiasmo o di sconforto che ci sono stati. Sentimenti che vanno in parallelo ai film e ai loro
racconti.
Flower Film Festival
C’è l’ambiente come prima preoccupazione: come prova ad avvertirci oil, che parla della
relazione tra persone, governi e compagnie petrolifere, e non può non ricordarci la drammaticità di quello che sta accadendo nel golfo del Messico. acqua invisibile, un racconto che evidenzia le ingiustizie dovute alla privatizzazione dell’acqua in Brasile, è un film di inchiesta
importante e rigoroso. L'aquila bella mè, vietato respirare: anch’essi scrupolosi nel documentare corruzione e inefficienza di interessi lontani dalle nostre vite quotidiane.
C’è la natura di Lo specchio, Basilicata Coast to Coast e Strade d’acqua: ognuno a proprio
modo, ci ricordano il valore inestimabile del sole, dell'acqua, della terra... E pensando a iaco’s
tale: il valore di tutti gli esseri viventi e del reciproco rispetto umano.
E con iaco's tale siamo a La natura dell’uomo, rassegna voluta per esplorare anche la “natura” esistenziale: Corde e C’est déjà l’éte sono due film che esplorano l’essere umano nella
società; fratelli d’italia e the virgin of Palermo affrontano (anche se in modo molto diverso)
i temi dell'immigrazione e della multietnicità; the road to tibet e in marcia verso il tibet
(Palladium flower) infine, denunciano l'inumanità della repressione culturale dove la libertà
individuale e religiosa è oppressa. è un messaggio etico che richiede di esser messo a nostra
conoscenza, e una continua lotta.
abbiamo poi tonino de Bernardi (golden flower) con il suo sguardo rivoluzionario da regista underground e d’avanguardia, e la sua attenzione alla vita quotidiana, nel raccontare e
rendere spettacolari i particolari in tutti i minimi dettagli. E Luigi di gianni (Platinum
flower): una carriera ispirata dal suo interesse appassionato per l’antropologia, la storia e
l’arte.
finiamo con l’arte, quel viaggio che ci allontana finalmente da ogni regola, giudizio e limitatezza. uno spazio umano che è “più che umano” e che ci ricorda il meglio di noi, delle nostre
possibilità e della nostra possibile futura natura. ritorna la rassegna sulle forme d’arte, En
regarde, a cura di Paolo Spirito.
auguro un benvenuto ai registi e al pubblico e vi invito a celebrare con noi la proiezione di
questi lavori.
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en regarde - rassegna di Film e documentari sull’Arte
Flower Film Festival
Paolo spirito
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Lo scorso anno per la prima volta, accogliendo l’invito di Barbara Cannata, si decideva di istituire all’interno del flower film festival la sezione denominata En regarde, dedicata ai film
e cortometraggi sulle forme dell’arte. Sempre più negletti e dimenticati nei palinsesti televisivi delle reti generaliste, oggi i film e documentari sull’arte sembrano essere un genere obsoleto o tutt'al più per “palati fini”, e questo soprattutto perché ci stiamo disabituando, giorno
dopo giorno, a considerare l’arte come insostituibile necessità della comunicazione umana.
ha ancora un senso, allora, realizzare tali film e documentari? E poi, a chi e perché proiettarli?
E' per queste ragioni che ho accolto con grande piacere anche per questa Edizione 2010 del
flower film festival l’invito a curare la breve rassegna. quattro film, quattro autori, quattro
emozioni diverse ma in qualche modo complementari tra loro, che mi auguro possano provare anche i numerosi estimatori del flower.
Cosa unisce o cosa separa il genio di Caravaggio, riproposto in due diverse chiavi di lettura
da Mario Martone e da Massimo Magrì, dal pionieristico giotto del racconto di un affresco
di Luciano Emmer e dalle circa ottocento statue che compongono il gran teatro montano del
Sacro Monte di varallo nel film di Elisabetta Sgarbi? apparentemente, e con i dovuti distinguo, sembrerebbero scelte del tutto casuali. Ma così non è, almeno per me.
L’intera vita e la totalità dell’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio, di cui quest’anno
si celebrano i quattrocento anni dalla morte, sono un’affannata, tragica, spasmodica ricerca e
inveramento del Sacro, spesso perseguito attraverso la discesa ai più bassi livelli dell’abiezione (e quindi della negazione di sé), dove più forte è però l’emanazione del divino. Come
sostiene Claudio Strinati: “Caravaggio imparò che il pittore può pensare il buio ed essere, nel
contempo, uno che vede meglio di ogni altro. una sfida immane…”.
Et fiat Lux, allora! Luce come quella che rende possibile un avvicinamento progressivo e
appassionante all’opera d’arte: costante di tutti i film realizzati da Luciano Emmer, fedeli al
principio che se c’è un modo scientifico di filmare le opere, ce n’è anche uno che “potremmo
definire poetico” e che ci ammette ad una intimità con loro altrimenti non sperimentabile.
quella stessa Luce che rende animate e parlanti le statue del gran teatro montano del Sacro
Monte di varallo Sesia, che raccontando la vita di Cristo, dio fattosi uomo, inevitabilmente
finiscono con il raccontare le loro storie. “ardono intorno le fiaccole. E fanno vibrare volti e
narici”.
qui da assisi, dove si irradia il Messaggio di francesco al mondo intero, queste testimonianze di arte, e aggiungo di fede, possano aiutare le nostre opere e i nostri giorni a ritrovare la
dignità e la sacralità dell’uomo, oggi così spesso violata e ferita, contro ogni fanatismo e oscurantismo.
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FloWers 2010
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Golden FloWer
FloWers 2010
tonino de Bernardi - Pane/Piazza delle camelie
PanE / Piazza dELLE CaMELiE
italia, 2008, 96'
Soggetto, Sceneggiatura, fotografia e regia tonino de Bernardi
Montaggio Silvia Palermo
Montaggio Suono gianluca Stazi
Musica véronique Bouteille + Mozart
Cast Chiara Pauluzzi, fulvio Baglivi, Chiara e Carlo Cocolini, véronique Bouteille,
Cristina Brugnano, giulietta de Bernardi, Pia de Silvestris e adamo vergine, tessi Cate -tommy Momo
Segretaria Produzione Mariella navale
Produzione Lontane Province film
a gorgiti, paesino montano in toscana, i panai Carlo e grazia fanno tutte le notti il pane
nel forno a legna, per i rivenditori: è lavoro di tradizione famigliare. a Centocelle, periferia romana, oltre Piazza delle Camelie, alcuni giovani percorrono momenti delle loro
traiettorie di vita.
Sono esistenze parallele in universi lontani e differenti tra loro nell’italia di oggi, opposti
nel passaggio generazionale; si direbbero inconciliabili. Così il film alterna,
oppone/fonde due linguaggi del cinema: documentario e finzione.
tonino de Bernardi nasce a Chivasso nel 1937. Si laurea in Storia della Musica
all'università di torino discutendo con Massimo Mila una tesi su igor Stravinskij. vicino
agli ambienti artistici dell'arte Povera e della neoavanguardia, realizza nel 1967 insieme
al pitttore Paolo Menzio il suo primo film il mostro verde, cui segue, lo stesso anno, vaso
etrusco. Si inaugura così una prima stagione artistica di film girati in 8 mm e super8, legata ai circuiti del cinema underground e in gran parte ancora inesplorata dalla critica, che
arriva ai primi anni ottanta con donne – super8 di dodici ore.della sua produzione successiva, una fitta filmografia che vede il regista costantemente presente sulla scena inter-
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nazionale dei festival di cinema, si ricordano Elettra (1987, Menzione Speciale al festival
Cinema giovani di torino), viaggio a Sodoma (1988, Primo Premio al world wide video
festival, ex aequo con Puissance de la parole di godard), Piccoli orrori (1994, con anna
Bonaiuto, iaia forte e roberto de francesco, Menzione Speciale al taormina film
festival di quell'anno), appassionate (1999, film in concorso alla Mostra del Cinema di
venezia 1999), rosatigre, (con cui è nuovamente a venezia, per la Sezione nuovi
territori, così come con farelavita nel 2001 e Medee Miracle nel 2007 - distribuito in
francia, india e ucraina).
fino al '92 de Bernardi ha vissuto con la propria famiglia nella campagna di
Casalborgone (torino), insegnando Lettere alle Scuole Medie. “globetrotter instancabile” e “appassionato del vivere irrequieto”, “filmaker indipendente e per lo più autarchico” amante “delle forme semplici della vita e di quelle complicate dell'espressione”, ha
poi iniziato, per il cinema, a spostarsi continuamente per l'italia ed il mondo.
ama ora molto filmare chi fa lavori manuali, “non sapendo lui usare le proprie”.
di Pane/Piazza delle Camelie dice:
“film sulle cose primarie tramandate (fare il pane) e su altre
che non lo sono. da un lato fare il pane come nell’antico,
nella campagna... il film ne fa una cronaca con i reali protagonisti. dall’altro, la città e i giovani, (...). il film è un tentativo di esplorare l’oggi, il nostro presente e alcune delle sue
contraddizioni, nella contrapposizione tra antico e nuovo,
da una generazione all’altra. ritengo artificiosa la distinzione tra documentario e fiction; nel mio essere “borderline”,
capita che vada sovente alla ricerca di possibili sconfinamenti. dedico il film ai miei genitori (amati e traditi) e a chi
è giovane (con fedeltà)”.
PlAtinum FloWer
luigi di Gianni
Luigi di gianni è laureato in filosofia. diplomato in regia presso il Centro
Sperimentale di Cinematografia di roma nel 1954, vi ha insegnato come docente di
regia - Cinema documentario dal 1977 al 1997. nel febbraio 2006 gli è stata attribuita
dall’università di tubinga in germania la Laurea honoris Causa per Meriti nel campo
cinematografico di ispirazione antropologica, e sarà istituita presso la stessa università
una fondazione per la conservazione e la diffusione dei suoi film documentari.
oltre ad aver realizzato numerosi corto e medio metraggi d'ispirazione antropologica,
sociale, storica e turistico-culturale, documentari sull'arte, sul cinema e corto - medio
metraggi di finzione, di gianni ha svolto una lunga e importante attività di docente in
numerosi atenei e scuole di cinema italiane: è stato docente a contratto di tecniche e
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Metodologie degli audiovisivi applicati alle Scienze antropologiche presso la facoltà di
Magistero dell'università di Palermo dal 1982 al 1984; dal 1994 al 2004 ha insegnato
istituzioni di regia presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'università della Calabria,
dove nel 2005 e nel 2006 ha diretto un laboratorio teorico-pratico sul Cinema documentario. dal 1998 al 2004 è stato docente di regia e membro della Commissione didatticoculturale presso la nuCt (nuova università del Cinema e della televisione) in roma,
docente di antropologia visuale presso la facoltà di Lettere – Beni Culturali
dell'università di Lecce, docente di Storia e regia del Cinema documentario presso
l'accademia dell'immagine de L'aquila dove ha curato, fra l'altro, la supervisione di un
documentario dal titolo Santi e pastori, realizzato dagli allievi.
Molti suoi film sono stati presentati all'interno di importanti rassegne internazionali,
come quelle organizzate presso il Centre Pompidou di Parigi (nel 1980 in onore del
festival dei Popoli e nel 1994 nell'ambito della rassegna Cinéma du réel) e all'università
di tubinga (1994). Su invito del film forum è stata inoltre presentata alla Berlinale 2002,
con successo di pubblico e di critica, una retrospettiva di cinque documentari dal titolo
der Kult der Steine (il culto delle pietre), proiettato in varie sedi del festival. un notevole intervento di pubblico ha contraddistinto anche un altro programma retrospettivo berlinese, presentato alla volksbuhne.
numerose rassegne personali su Luigi di gianni si sono inoltre tenute presso gli istituti
italiani di Cultura: a vienna, Monaco, Colonia, amburgo, Copenhaghen, Stoccolma,
helsinki e Barcellona. ampia la retrospettiva (dai documentari al film il tempo dell'inizio) realizzata nell'aprile 2002 presso il teatro f.Stabile di Potenza, in occasione della presentazione del libro tra Magia e realtà - il Meridione nell'opera cinematografica di Luigi
di gianni.
della ricchissima produzione di documentarista e regista cinematografico ricordiamo: il
mediometraggio L'arresto (da il Processo di Kafka), realizzato nell'ambito del C.S.C. e
presentato fuori concorso al festival del Cinema di venezia nel 1954; la collaborazione
con zavattini nel 1963 in qualità di regista al film i misteri di roma e al Cinegiornale della
pace; il film il tempo dell'inizio (1974, lungometraggio a soggeto), presentato in numerosi festival internazionali di cinema e vincitore del nastro d'argento nel 1975.
anche in ambito televisivo di gianni ha realizzato numerosi programmi, tra cui il
Processo (1978; con Paolo graziosi,
roberto herlitzka, Mario Scaccia, Piera
degli Esposti, Milena vukotic, Leopoldo
trieste) e il Cancelliere Krelher (1972, con
gianrico tedeschi, teresa albani, Paolo
Bonacelli, Milena vukotic).
ricordiamo inoltre, tra i progetti più
recenti, la realizzazione del documentario
ailano, la tradizione (2005) sponsorizzato
dalla giovanni Malinconico Spa, e il film
documentario La Madonna in cielo, la
“matre” in terra (2006, produzione di
gianni-Ethnos).
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Magia LuCana
1958; 35 mm, B/n, Mediometraggio
i Premio del documentario al festival di venezia 1958
realizzato con la consulenza scientifica di Ernesto de Martino, tratta della sopravvivenza di antiche forme magiche in Basilicata.
naSCita E MortE nEL MEridionE
(San Cataldo)
35 mm, B/n da colore, Cortometraggio
Premio Puccini Senigallia 1959; diploma di merito nastro d’argento 1960; Segnalazione
festival di oberhausen.
il film rappresenta, in termini essenziali ed emblematici, la vita precaria di un piccolo
paese a trentacinque chilometri da Potenza.
in mArciA Verso il tiBet
Parte seconda, 23';
Breizh Productions
francia, 2009
FloWers 2010
PAllAdium FloWer
KArmA cHuKey, Piero Verni, mArio cuccodoro
in mArciA Verso il tiBet
dal marzo all’agosto 2008, cinque organizzazioni non governative di esuli tibetani hanno
dato vita alla “Marcia verso il tibet”. un lungo e difficile cammino, più volte interrotto
dalla polizia indiana, che si è drammaticamente concluso ai confini con il tibet che le
autorità di delhi non hanno consentito ai profughi di varcare. Karma Chukey ha partecipato fin dall’inizio a questa epica “Marcia” e ne ha filmato le fasi salienti. il film che presentiamo, diviso in due parti distinte, è quindi la cronaca fedele di quello che può essere
considerato il più importante avvenimento politico nella storia della diaspora tibetana.
un documento di estremo interesse per comprendere la condizione politica del tibet a 50
anni dall’invasione cinese del tetto del Mondo.
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Karma chukey, documentarista e giornalista tibetana, è nata in esilio a dharamsala
(india). attualmente vive tra zurigo, Milano e la regione indo-himalayana. da molti anni
è impegnata nel filmare la condizione del popolo tibetano sia all’esterno sia all’interno
del tibet.
Piero Verni è giornalista, scrittore e documentarista. vive tra la Bretagna e l’italia. da
oltre trent’anni dedica la maggior parte del suo lavoro alla conoscenza della civiltà tibetana e delle culture dell'himalaya cui ha dedicato numerosi reportages, libri e documentari.
FloWers 2010
mario cuccodoro, da diverso tempo nel settore del montaggio video, è il responsabile
tecnico (editing e compositing dei filmati) dei documentari prodotti da Breizh Productions
Sarl.
concorso silVer FloWer
lA GiuriA
Enzo Lavagnini
autore, organizzatore e produttore di cinema e di televisione. ha
lavorato con italo Moscati, Enrico vanzina, giorgio fabris, Luigi di
gianni, tonino zangardi, vittorio Barattolo, Stefania Casini,
Claudio Bonivento, vince tempera, Laura Betti, alex Ponti ed altri.
il suo documentario Pasolini: un uomo fioriva è stato premiato al
festival di Salerno e presentato in tre continenti. Per l'associazione
fondo Pasolini ha svolto una serie di conferenze in diversi paesi
europei e in nord america. ha fatto parte del comitato scientifico
del festival Libero Bizzarri di San Benedetto del tronto.
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Consulente del Multiplex Melies e del teatro accademia, entrambi
di Conegliano. responsabile della Società di produzione alias, con
anabasis (Los angeles) ha prodotto il film Soldier of god, premiato al deep Ellum film festival, allo Stratford upon avon
international film festival e al Berkeley film and video festival.
Luigi franchi
FloWers 2010
giornalista e consulente editoriale, inizia la propria carriera negli
anni ottanta come fotografo; i paesaggi e i prodotti da lui fotografati vengono pubblicati su alcune delle più importanti testate nazionali e in alcune pubblicazioni.
Come giornalista è direttore responsabile di terre verdiane news,
bimestrale di cultura, turismo, territorio tra Parma, Piacenza e
Cremona. Collabora inoltre con alcune testate italiane del food.
tra le sue pubblicazioni: la prima edizione della guida al turismo
del vino in italia (1997), i parchi e il turismo enogastronomico
(2004), il marketing delle Strade del vino (2005) atlante alimentare
Piacentino, (2007), Piacenza alla radio (2007), La collina in bocca
(2009), “cuo chi, due anime in cucina”, (2009), dalle terre traverse
al Po (2010). è il curatore, fin dalla prima edizione, della guida ai
ristoranti certificati di cucina tradizionale piacentina, uno dei primi
esempi di guida al territorio elaborata attraverso le tipicità locali,
di cui sono state realizzate finora quattro edizioni (dal 2003 al 2008).
fernando ferrigno
da molti anni giornalista rai, ha avuto la fortuna di seguire i più
grandi avvenimenti che, nel bene o nel male, hanno caratterizzato
la storia del nostro Patrimonio Culturale, incontrando persone
meravigliose come Margherita guarducci, antonio Cederna, giulia
Crespi, vittorio Emiliani e tantissimi giovani appassionati che
hanno lottato e lottano per proteggere il nostro paesaggio, gli angoli incredibili della nostra bella italia. E' stato a contatto con grandi
storici dell'arte quali federico zeri, giulio Carlo argan, andrè
Chastel, giuliano Briganti, denis Mahon e a loro ha preso, rubato
idee. altri, restauratori come gianluigi Colalucci, fabrizio
Mancinelli, Pippo Basile, li ha conosciuti, visti all’opera, sulle
impalcature, mentre facevano rivivere affreschi, mentre recuperavano sculture antiche. ad assisi, dai paesi sconvolti dal terremoto
del 1997, ha cercato di trasmettere ciò che vedeva e di fare con passione il cronista.
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l’uomo e lA nAturA
rAsseGnA di Film
sull’AmBiente e i territori
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Andrea Palladino e Astrid lima
AcquA inVisiBile
regia andrea Palladino e astrid Lima
Produzione: Boker Media agency &
Liblab (uK/ita)
durata 58’
formato dvd PaL 16:9 stereo
andrea Palladino ha studiato regia e sceneggiatura a roma e a Parigi. Si è formato
come documentarista presso ipotesi Cinema di Ermanno olmi. ha realizzato diversi
documentari in italia e in Brasile, dove ha fatto parte dell'associazione Brasiliana di
video Popolare.
l’uomo e lA nAturA
Manaus è la capitale geografica e culturale dell'amazzonia brasiliana. Si affaccia sull'incontro del rio negro con il rio amazonas, che formano il maggior bacino d'acqua
dolce del mondo. a Manaus 300.000 persone stanno vivendo da anni una paradossale
emergenza idrica: la distribuzione dell'acqua (privatizzata nel 2000) raggiunge solo i
quartieri centrali e residenziali, e l'acqua potabile costa più che in Europa.
il finale è un atto d'accusa al modello europeo di gestione privata dell'acqua.
astrid Lima, brasiliana, ha condotto, prodotto e diretto diversi programmi televisivi in
Brasile. nel 1992 ha vinto il Premio Professionisti dell'anno della rete globo (Brasile),
il gallo d'oro al festival di gramado (Brasile) e il Leone di bronzo all'international
advertising festival di Cannes (francia) con lo spot Burning flag sulla distruzione
della foresta amazzonica.
rocco Papaleo
BAsilicAtA coAst to coAst
regia rocco Papaleo
Cast artistico alessandro gassman, Max gazzè, rocco Papaleo, giovanna
Mezzogiorno, Claudia Potenza, MicheLa andreozzi
Soggetto e Sceneggiatura valter Lupo, rocco Papaleo
fotografia fabio olmi
Scenografie Sonia Peng, Elio Maiello
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l’uomo e lA nAturA
Montaggio Christian Lombardi
Suono francesco Liotard
Costumi Claudio Cordaro
Casting e aiuto regia Livio Bordone
Segretaria d’edizione viviana grimaldi
direttore di produzione francesco
ruggeri
Musiche rita Marcotulli
Produttore Musicale Pasquale Minieri
organizzatore generale Massimo
Monachini
una produzione realizzata da isabella Cocuzza, arturo Paglia
Prodotto da Paco Cinematografica, Eagle Pictures, ipotesi Cinematografia
durata 105’
Basilicata coast to coast è una commedia musicale, un viaggio denso di imprevisti e di
incontri inaspettati che porta una combriccola di musicisti a mettersi in viaggio per partecipare al festival del teatro-canzone di Scanzano jonico, attraversando a piedi la
Basilicata, dal tirreno allo ionio, lungo il tragitto che dà il titolo al film. il viaggio avrà
per tutti un valore terapeutico.
della sua prima opera registica, rocco Papaleo ha dichiarato: “in quanto alla questione
di propormi come regista, ci tengo a dire che sono diversi anni che cova dentro di me
questo desiderio, (...) il mio intento è fare un film sul Sud da cui provengo, cosi come lo
guardavo da giovane, con la sua capacita di fare ed inseguire sogni, la voglia e la possibilità di cercare un cambiamento, la leggerezza poetica di cui è capace.
Mi piacerebbe che questa storia si proponesse come specchio in cui i miei conterranei
possano guardarsi e scoprirsi diversi da come una certa filmografia, che per altro
apprezzo tantissimo, giustamente ci dipinge. Sento che la gente ha bisogno di essere stimolata dalla poesia per uscire da una depressione che l’attanaglia e ne inibisce le potenzialità. Ecco qua, ci ho provato a dire che per me è giunto il momento di fare qualcosa
di più per me e per gli altri.”
rocco Papaleo nato a Lauria il 16 agosto 1958, si trasferisce per gli studi universitari a
roma, dove entra a contatto con il mondo dello spettacolo e muove i suoi primi passi
come cabarettista, musicista e attore di teatro. il suo esordio come attore teatrale è del
1985 in Sussurri rapidi di Salvatore di Mattia, ma i ruoli con cui si è maggiormente attirato l'affetto e stima del grande pubblico, nonché della critica, sono quelli legati alla televisione e al cinema. tra i più popolari, il rocco Melloni della serie tv Classe di ferro
(1989-91) e il rocco de i laureati di Leonardo Pieraccioni (1995).
nel 2010 ha diretto Basilicata coast to coast.
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Pietro Pelliccione e mauro rubeo
l’AquilA BellA mè
regia Pietro Pelliccione e Mauro rubeo
Scritto da Pietro Pelliccione e daniele vicari
fotografia Marco d’antonio
Montaggio Luca gasparini e alberto Masi
Musiche originali vega’s
una Produzione vivo film, Minollo film e relief
Con il sostegno di arci, ucca, roma Lazio film Commission,
abruzzo film Commission
in collaborazione con the Blog tv e woolrich
durata 80’
anno 2009
l’uomo e lA nAturA
L’italia intera, nelle ore e nei giorni successivi la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, ha assistito commossa e incredula alla tragedia del terremoto dell’aquila, che ha colpito 46 comuni, ucciso 308 persone, provocato decine di migliaia di sfollati, innescato difficili processi sociali, economici e politici e cambiato per sempre la vita di una comunità. Per sempre,
al di là e ben oltre le ore di televisione che sono state dedicate alle conseguenze di questo “lieve moto” della terra.
quello che prima non era nemmeno pensabile, oggi fa parte dell’esperienza e della
memoria di ogni aquilano; quello che prima c’era, oggi non c’è più, è stato spazzato via
nel giro di un minuto, o meglio nel tempo che è servito a rendersi conto della catastrofe.
non basta un giorno per ricostruire, ci vogliono anni; forse lo stesso tempo necessario
per sentirsi a casa in una terra straniera. E in questo tempo possono accadere infiniti fatti,
più o meno privati, più o meno eclatanti, che alla fine comporranno una raccolta di ricordi, un diario di come si è potuti arrivare dall’istante stesso del crollo ad una nuova, seppur diversa, normalità.
L’aquila bella mé (titolo di una canzone popolare) nasce soprattutto dal desiderio di
mostrare questo tempo, così distante da quello della cronaca e dell’attualità. Ma nasce
anche dall’esigenza di raccontare una storia alternativa rispetto a quella della messa in
scena ufficiale e spettacolare del lutto, della gestione dell’emergenza e dell’attuazione dei
programmi governativi. una storia narrata da un punto di vista totalmente interno alla
città, che della città documenti senza filtri le emozioni, la rabbia, i pensieri, il lento mutare. a volte i due racconti, i due punti di vista si integrano, a volte cozzano brutalmente.
i giovani cineasti Pietro Pelliccione e Mauro rubeo, originari dell’aquila e di avezzano,
coadiuvati da altri che all’aquila sono nati e cresciuti o che qui hanno studiato cinema (la
responsabile di produzione francesca tracanna, gli operatori flavio Paolilli treonze e
Michele Buo, il fotografo Marco d’antonio, gli autori della colonna sonora originale, i
vega’s) già dal 7 aprile 2009 hanno iniziato a filmare questo loro diario della ricostruzione, che è durato circa un anno e che continuerà nelle settimane e nei mesi a venire.
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david christensen
l’uomo e lA nAturA
lo sPeccHio
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regia david Christensen
Scritto da david Christensen e annalisa Schillaci
Suono gianluca Costamagna
fotografia Patrick McLaughlin
Montaggio annalisa Schillaci e Luca gasparini
formato Beta digital 16/9 anamorfico
Produzione vivo film (italia), in coproduzione
con agitprop films (Canada), e con il sostegno di
Piemonte doc film fund
Prodotto da Marta donzelli e gregorio Paonessa
per vivo film, da d. Christensen per agitprop
films
anno 2009
durata 85’
in un remoto angolo del Piemonte, in una tranquilla valle dominata da picchi innevati ed
erte montagne, sorge il piccolo borgo di viganella. un paesino semiabbandonato, ormai
abitato quasi soltanto da anziani, dove gli “under 40” si contano sulla punta delle dita di
una mano. nei prossimi quindici anni la popolazione potrebbe scendere da cento a meno
di trenta elementi. il sindaco di viganella, Pierfranco Midali (franco), lo sa. a quarant’anni suonati è uno dei più giovani abitanti del paesino e non vuole affatto vederlo scomparire. Per questo prova a realizzare il suo “folle” sogno: far rinascere la comunità costruendo un enorme specchio sulla montagna dietro al villaggio, in modo che la piazza centrale, il cuore di viganella, riceva la sua luce riflessa. da novembre fino a febbraio, infatti,
viganella è sempre all’ombra. Le montagne a sud del paese schermano il fioco sole invernale e per quasi tre mesi all’anno non c’è neanche un vicolo che riceva luce diretta. da un
millennio a questa parte gli abitanti hanno sempre saputo che i loro inverni sarebbero trascorsi all’ombra.
Lo specchio è un documentario sul sogno di illuminare un posto sperduto e lontano da
tutto, e su come quest’idea straordinaria penetri le vite delle persone che popolano il villaggio e la valle. una storia vera, che presenta tutti i tratti della favola.
Per un anno abbiamo seguito franco nel difficile percorso di costruzione dello specchio,
fino alla la sua inaugurazione che ha attratto a viganella i media di tutto il mondo, persino al jazeera e la televisione giapponese… Ma in uno specchio, si sa, ognuno può vedere ciò che vuole: speranze, desideri, paure e frustrazioni della piccola valle antrona si
intrecciano in questa storia straordinaria e un po’ folle.
Commovente, bizzarro, Lo specchio parla della luce e del buio e di ciò che c’è tra i due
estremi.un documentario su persone fuori dall’ordinario, e sui loro straordinari sogni di
luce.
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david Christensen, canadese, è produttore, regista e sceneggiatore. La sua società,
agitprop films, produce film documentari e di finzione dal 1997. tra le sue più recenti
produzioni documentarie: war hospital, un film di finzione del genere cinéma-vérité
sull’ospedale da campo più grande del mondo, presentato in anteprima al festival
internazionale del Cinema di vancouver del 2005 ed è invitato a una proiezione speciale
al MoMa di new york. il suo primo lungometraggio di finzione, Six figures, tratto dall’omonimo romanzo di fred Leebron, è stato presentato in anteprima nel 2005 al festival
del Cinema di toronto. il film è stato nominato per un genie award, per esser inserito in
numerose top ten cinematografiche nel 2006.
david Christensen è attualmente Executive Producer per il national film Board del
north west Centre in Canada.
massimiliano mazzotta
oil
l’uomo e lA nAturA
regia Massimiliano Mazzotta
aiuto regia Monica assari
fotografia francesco e Massimiliano
Mazzotta
Montaggio Massimiliano Mazzotta
operatori francesco e Massimiliano
Mazzotta, Massimiliano Sulis
Musiche fotokrafie, jed, johnny Melfi e
riccardo albuzzi
Sound effects fotokrafie.com Sarroch (Ca)
(agosto/novembre 2007 Marzo/Luglio
2008)
interpreti gli abitanti di Sarroch, rappresentanti istituzionali, dirigenti gruppo SaraS
Produzione Massimiliano Mazzotta
durata 75’
in viaggio, in vacanza, a molte persone capita di attraversare, velocemente e tappandosi
il naso, paesi come Sarroch. Com’è vivere e lavorare qui?
avendo come vicino di casa un’industria a forte impatto ambientale, respirando per 365
giorni all’anno quello che esce attraverso la fiamma perenne delle fiaccole e dalle numerose ciminiere? anidride carbonica, ossido di azoto, biossido di zolfo, acido solfidrico: la
loro emissione è da pochi anni monitorata da centraline aventi gestori diversi.
dal 2000 le scorie di raffineria sono considerate fonti “assimilate” alle rinnovabili. i
dipendenti del gruppo Saras e di PolimeriEuropa ricevono un’adeguata formazione in
materia di tutela e sicurezza sul lavoro ed esiste un efficiente piano di emergenza interno, mentre i dipendenti esterni di nuova assunzione ricevono una formazione della durata di due ore e direttamente sul luogo di lavoro, in base alla mansione da svolgere. Per
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gli abitanti di Sarroch non esiste un piano di sicurezza con corsi e prove di evacuazione.
La tendenza riscontrata negli ultimi anni ad effettuare un ritorno all’agricoltura (coltivazioni in serra) e la volontà di rilanciare l’industria turistica, hanno subito una riduzione
del loro spazio di attività anche per l’assenza totale di garanzie sulla qualità dei prodotti.
gli abitanti di Sarroch non chiedono la chiusura della raffineria ma la difesa della salute di chi lavora dentro e di chi vive fuori.
Massimiliano Mazzotta vive e lavora a Milano. i suoi interessi sono da sempre rivolti alla
fotografia. ha realizzato campagne pubblicitarie e cataloghi. La passione per il reportage fotografico lo ha portato a sviluppare brevi storie riprese con video camera digitale.
La maggior parte dei suoi cortometraggi vanno in onda su Sky Planet (atlantide tv).
Augusto contento
l’uomo e lA nAturA
strAde d’AcquA
direction, Screenplay and
Cinematography by augusto Contento
Produced by augusto Contento,
giancarlo grande
interviews and assistant director Kênya
zanatta
film Editing by Mascia Calamandrei,
augusto Contento
Sound Mix and Soundscape Paolo Segat
graphic artist gabriele gianni
original Music Composed by Ken
vandermark (twenty first Mobile Music/aSCaP)
Performed by Predella group, jeb Bishop trombone, jaimie Branch trumpet, tim daisy
percussion, fred Lonberg-holm cello, nate McBride bass, jeff Parker guitar, Ken
vandermark reeds;
Strade d'acqua è un “western fluviale” girato nella regione equatoriale amazzonica.
Con spirito epico, il film del regista augusto Contento investiga la condizione sociale e
psicologia di tutto un popolo, e il modo in cui la natura la determina e insieme rispecchia.
viaggiare attraverso i suoi occhi sul rio delle amazzoni e i suoi affluenti, circondati dalla
misteriosa e pagana monumentalità del paesaggio, è come tornare indietro nel tempo ed
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esplorare i sentieri del far west, attraversando terre senza legge e viaggiando su barche
che sembrano veri convogli ancora pieni di coloni in cerca di una vita migliore, in un
posto che non esiste.
i protagonisti arrivano e partono come le correnti del fiume, un montaggio originale
ramifica la narrazione orizzontalmente riproducendo in questo modo la mappa fuviale
del bacino amazzonico.
il film è condotto dalle composizioni originali del musicista jazz Ken vandermark, la cui
musica aggiunge al film una nota struggente che continua a risuonare nello spirito dello
spettatore molto dopo i titoli di coda.
ricky Farina, Pietro menditto, diego Fabricio
l’uomo e lA nAturA
augusto Contento è nato nel 1973 a Lanciano (Chieti) e vive a Parigi dal 2000. onibus, il
suo primo documentario (2006), è stato presentato al Museo dell’immagine e del Suono
di San Paolo in Brasile, e inserito nel programma dei seminari as dimensões imaginárias
da natureza presieduto dal sociologo Michel Maffesoli. Pluripremiato, tra gli altri premi
è stato vincitore della vela d’oro al festival di Bellaria, e di due ovidio d’argento per la
Migliore regia e film, al festival internazionale di Sulmona.
dopo onibus ha realizzato tramas, (2007) e Strade trasparenti (2008) entrambi selezionati al festival di Locarno. nel 2004 è stato tra i fondatori della produzione indipendente Cineparallax/hobo Shibumi, società francese basata a Parigi, e del 2009 è il suo terzo
film documentario Strade d'acqua prodotto da Cineparalleli hobo Shibumi in collaborazione con l’instituto Cultural amazônia Brasil.
diario di bordo (2010) è l'ultimo film realizzato.
VietAto resPirAre
documentario, italia, 2008
durata 30'
Produzione Chisciotte
Cast artistico i cittadini di napoli, Pianura,
Monteruscello
regia ricky farina, Pietro Menditto, diego
fabricio,
fotografia Pietro Menditto,
Montaggio diego fabricio.,
interviste di Piero ricca.
formato di ripresa : minidv
i problemi ambientali possono essere classificati come locali, regionali o globali... il
Commissario Europeo all'ambiente Stavros dimas ha detto: “i cumuli di immondizia
nelle strade della Campania illustrano le conseguenze di una pessima gestione dei rifiu-
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ti sull'ambiente e sulla salute dei cittadini”. vietato respirare racconta la drammatica
crisi dei rifiuti di napoli e della regione Campania: un problema locale dei rifiuti, esploso nella sua dimensione globale.
ricky farina è laureato in filosofia. debutta come regista con il cortometraggio traum
l'illusionista (2003) a cui è seguito il Palombaro (2004). nel 2004 ha lavorato come assistente alla regia sul set di nikebe di Charlie owens.
ha diretto i documentari radio foppa (2006), alda (2008) e vietato respirare.
l’uomo e lA nAturA
Pietro Menditto ha vissuto da bohémien lavorando nel campo della moda per diversi
anni e al momento si dedica in particolare alla fotografia e al video.
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diego fabricio (Milano, 1986) si avvicina al videomaking con le webtv di cronaca giornalistica. Continua la sua esperienza di videoinformazione fondando l'associazione qui
Milano Libera con Piero ricca, Elia Mariano e franz Baraggino. da questo gruppo nasce
alza la testa! , dvd con libro edito da Chiarelettere (novembre, 2008).
nel gennaio 2008, insieme al regista ricky farina, realizza un documentario sull'emergenza dei rifiuti a napoli dal titolo vietato respirare. questo partecipa al napoli film
festival e al Cineambiente di torino. nel settembre 2008 vince il concorso Memoria e
Libertà con una piccola intervista ad onorina Brambilla Pesce, vedova del partigiano
giovanni Pesce. attualmente frequenta la Scuola Civica di Cinema a Milano.
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lA nAturA dell’uomo
rAsseGnA di Film
sull’uomo e lA società
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martijn maria smits
c’est deJA l’ete
lA nAturA dell’uomo
regia Martijn Maria Smits
Sceneggiatura Bastiaan Kroeger, M. Maria Smits
direttore della fotografia Benito Strangio
Montaggio axel Skovdal roelofs, M. Maria Smits
Musica Ernst reijseger
Suono jaap hermans
ingegnere del suono hein verhoeven
formato hdCam/35mm Colore
Cast Patrick descamps, Benjamin willem, julie
anson
Produttore annemiek van gorp e rené goossens
Produzione de Productie, rotterdam, netherlands
durata 85’, anno 2010, Lingua francese con sottotitoli in inglese
La storia parla di jean e dei suoi figli adolescenti: Marie, diciottenne, madre da pochi
mesi, e Benjamin, quattordici anni, carattere scontroso e introverso. dopo aver perso il
posto di lavoro nell'acciaieria del paese - la piccola città industriale di Seraign, in Belgio
- jean non trova il coraggio di dirlo a nessuno. La moglie lo ha lasciato e i figli sembrano
non capirlo, lui continua ad uscire di casa ogni mattina come se andasse al lavoro.
trascurati, Benjamin e Mary cadranno in balia dei propri problemi, andando incontro a
tragiche conseguenze.
Martijn Maria Smits è olandese. ha studiato arte audiovisiva e fotografia ad antwerp,
Belgio. nel 2006 si è laureato in regia all’accademia olandese di Cinematografia con il
cortometraggio premiato otzenrath. nel 2009 ha vinto il golden Calf per Miglior film
drammatico al festival olandese di utrecht con il suo corto metraggio anvers (Sg).
attualmente vive a Buenos aires, dove sta lavorando al suo prossimo progetto.
marcello sannino
corde
Scritto, fotografato e diretto da Marcello
Sannino
Prodotto da antonella di nocera
(italia, 2009, 55')
Ciro è un giovane pugile di napoli, dell’antico quartiere ventaglieri, situato nel
centro storico della città. La sua storia è
quella di un mite che pratica uno sport di
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sfida cruenta e che, nella parte di mondo in cui gli è toccato di vivere, aggredisce le difficoltà della vita con tenerezza e silenziosa tenacia, da campione leale. il film racconta i
silenzi, il respiro, i corpi, i ring, le urla dei tifosi-bambini, la tenerezza di Ciro in forte contrasto con la rudezza del mondo della boxe, il rapporto che ha con la madre, con la fidanzata annarita e con i suoi due mentori: geppino Silvestri (uno dei più grandi maestri italiani di pugilato) e suo figlio Lino, che hanno cominciato a prendersi cura di lui fin da tredicenne.
il suo è un vero atto di resistenza alla condizione di solitudine in cui ci si può trovare
quando si ricevono responsabilità premature e si vive in uno Stato che non ti conosce e
non ti riconosce. nonostante tutto Ciro vuole farcela. Si avvilisce, si chiude, poi trova la
forza e riparte.
claudio Giovannesi
FrAtelli d’itAliA
lA nAturA dell’uomo
Marcello Sannino (Portici, napoli, 1971) ha realizzato alcuni documentari tra cui decroux
e il mimo corporeo (2003, Etienn decroux raccontato da alcuni suoi allievi); La Passione
Suessana (2004, sulla ritualità del canto polifonico a tre voci durante la settimana della
Passione); L’ultima treves (2007 - Menzione speciale al napoli film festival 2007, presentato al festival dei diritti umani di Buenos aires 2009 - sull'atto di resistenza di una
libreria storica sotto sfratto); humanitas (documentario, 2008). attualmente è impegnato
nella realizzazione di un documentario su gerardo Marotta, presidente dell’istituto
italiano per gli Studi filosofici e uomo molto amato nel mondo per la sua attività culturale.
regia Claudio giovannesi
Montatore giuseppe trepiccione
direttore della fotografia ferran Paredes
rubio e andrea Spalletti Panzieri
Musiche Claudio giovannesi, arrangiate e
dirette da Enrico Melozzi
Produttore delegato ines vasilijevic
Produttore giorgio valente
Cast artistico alin delbaci, Masha
Carbonetti, nader Sarhan
durata 90'
anno 2009
nader, immigrato di seconda generazione, nato a roma da genitori egiziani: la sua storia è il conflitto, vissuto all’interno delle mura domestiche, con la propria cultura; il confronto tra il suo sangue egiziano e il suo essere italiano. da una dichiarazione del regista:
“ho provato a considerare il concetto di integrazione al di là della sua astrattezza utopica, ma calandolo all’interno della realtà. Mi sono accorto che l’integrazione, anche quando è fortemente desiderata, non sempre è realizzabile: è un percorso di esperienza e di
formazione che non ha termine, e che necessita una difficile e responsabile ridefinizione
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dell’identità, in uguale misura da entrambe le parti, quella autoctona e quella straniera”.
Claudio giovannesi (roma 1978) si è laureato in Lettere Moderne nel 2002; si è diplomato in regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di roma nel 2005; ha studiato chitarra jazz presso il Saint Louis Music Center di roma. dal 2001 al 2004 ha lavorato
per il programma Blob (rai tre). nel 2008 termina il suo primo lungometraggio, La casa
sulle nuvole, con adriano giannini, Emanuele Bosi e Paolo Sassanelli, di cui realizza
anche la colonna sonora (Edizioni warner Chappell). il film, che ha ottenuto il riconoscimento di interesse culturale e il finanziamento per le opere prime dal Ministero per i Beni
e le attività Culturali, è prodotto da rai Cinema, istituto Luce e Shooting Stars. dal 2002
ha realizzato video, cortometraggi e documentari, tra i quali: Caino (2002), La banda
(2003), i gabbiani (2004), L'uomo del sottosuolo (2005), welcome Bucarest (2007).
Gaia ceriana
lA nAturA dell’uomo
iAco’s tAle
iaCo’S taLE - Beyond arunachal Pradesh
italia, 2009, col. 66’, versione originale inglese
Scritto e diretto da gaia Ceriana
Montaggio Luca onorati
fotografia tommaso d’Elia, gaia Ceriana, Pietroarco
franchetti
indoroman with Paneikon Productions
arunachal Pradesh: una delle regioni meno accessibili
dell’himalaya orientale, vegetazione tropicale vicina alle
nevi perenni. Siamo nella cittadina di tawang, 3.500 metri
di altitudine, sorta attorno ad uno dei monasteri del buddismo tibetano più antichi dell’india, situato sulla frontiera
indiana con il tibet orientale (ora Cina).
il film racconta di un viaggio e dell’incontro tra una ragazza occidentale, iacobella, che viaggia da sola e vuole conoscere il buddismo, ed un bambino di etnia Monpa (buddista) di nome tenzin, orfano e un po’ visionario, che dice di
poter “visitare il cosmo” e di avere la missione di farlo vedere agli altri bambini. tra il
reale e l’immaginario il viaggio procede alla ricerca di una buona scuola, che iacobella
vuole trovare per garantire un futuro al suo piccolo amico.
il film trae ispirazione dalle storie dei “bambini indaco” o starchildren, dotati di straordinari poteri mentali. i proventi derivanti dalla sua vendita in india saranno interamente devoluti all’orfanotrofio di Manjushree a tawang, mentre di quelli derivanti da altri
mercati ne sarà devoluta una quota.
gaia Ceriana franchetti è nata a Buonconvento (Siena). Si è laureata in filosofia presso
l’università La Sapienza di roma. negli anni Settanta lavora nel cinema e nella pubblicità come assistente casting director e assistente alla regia in produzioni americane a
roma. ha realizzato i seguenti documentari: Ladakh centro dei passi (1977; sul buddi-
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smo tibetano e la città di Leh); Le crisalidi (1981, quattro puntate da 60’ sulle donne islamiche del Maghreb); video diario di viaggio con lettera (1983; un viaggio attraverso
uSa, Carabi e Brasile tra amicizia e amore); ora che non siamo più bambini (1991-96; otto
importanti artisti contemporanei lavorano, ognuno per un giorno, con i bambini nella
scuola elementare comunale L. franchetti a roma); Xinjiang nodo dell’asia, realizzato
nel 1999 per L’università La Sapienza - Studi orientali e presentato al festival del
Cinema asiatico a roma. (nov. 2005); gaia in india (2004; riprese di viaggio con un montaggio realizzato dal video-artista theo Eshetu); Safari tessile (2005; un viaggio alla ricerca delle varietà tessili artigianali del gujarat e del rajasthan, india nord- ovest). dal 1985
al 1993 è presidente dell’associazione italia-india, e nel 1995 crea indoroman per la raccolta e l’utilizzo delle stoffe ancora prodotte con telaio manuale tra il Mediterraneo e
l’india; un’eredità da difendere e diffondere.
manfred manera
on tHe roAd to tiBet
i tibetani di tutto il mondo ricordano il 10 Marzo
1959 come uprising day (giorno dell'insurrezione). allora il popolo tibetano si sollevò contro
l'oppressione dell'esercito occupante cinese. in
quella data nel 2008, un gruppo di tibetani in esilio, composto di monaci e laici, ha cominciato una marcia di ritorno in tibet, ponendo innanzi a sé i ritratti del dalai Lama e del
Mahatma gandhi. Si trattava di un atto simbolico avente l'obiettivo di rafforzare i legami tra gli esiliati e la loro madre patria. La marcia si basava sui principi della non violenza e dell'autogoverno (swaraj) professati da ghandi, intrecciandoli all'idea di compassione del buddhismo e ai principi della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
il film ha seguito questa marcia sullo sfondo della saga irrisolta dei tibetani in esilio:
“Eravamo con i marciatori quando furono fermati e arrestati ai confini tra gli Stati indiani. abbiamo seguito i dimostranti quando si avvicinavano all'ambasciata Cinese di
Kathmandu, ascoltato le loro invocazioni. Potrebbe essere la storia di chiunque abbia
perso la propria casa, il proprio paese.
il nostro film documenta il dramma del tibet in esilio , una ferita ancora aperta che invoca giustizia ad un mondo volentieri distratto dai legami d'affari con il regime di
Pechino”.
lA nAturA dell’uomo
regia Manfredi Manera e ankur roy
Chowdhury
Produzione Manfredi Manera, venetian
Multiversal academy Productions (vienna venice)
Manfredi Manera è nato a venezia il 17 maggio 1966. ha studiato Scienze Politiche e
filosofia a venezia e Parigi. dal 2007 presiede la venetian Multiversal academy n.g.o con
sede a vienna, impegnata nella promozione della biodiversità nelle attivita`umane.
giornalista Pubblicista dal 2001, collabora a testate italiane (L'indipendente, diario,
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L'unità, Libero, abitare) ed estere (Burlington Magazine, newsweek).
nel 2003 e nel 2007 ha realizzato reportage video per La7 e per orf2, la tv di Stato
austriaca. nel 2005 ha partecipato alla Biennale architettura di venezia con una mostra
fotografica e con il documentario the indians of Europe. E' del 2008 il documentario on
the road to tibet, presentato al festival di vienna this human world (2008) e allo
himalayan film festival di amsterdam (2009).
Antonio Guidi
lA nAturA dell’uomo
tHe VirGin oF PAlermo
regia antonio guidi
Sceneggiatura antonio guidi
direttore della fotografia Sudheer Palsane
Montaggio ulrike tortora
Musica Compagnia ditirammu
formato 35mm, B&w
durata 82’
anno 2005
Produttore Evi Stangassinger, nathalie
gräfin Lambsdorff
Produzione hff München e a. guidi
the virgin of Palermo parla delle storie, leggende e canzoni che circondano la figura di
Santa rosalia, eremita e patrona della città di Palermo. Le storie si celano nei più scuri
angoli della città e sopravivono nei piccoli e grandi palcoscenici teatrali da secoli. il
“festino”, una festa dedicata alla Santa dove tutti gli abitanti e gli immigrati di altre culture partecipano con temperamento mediterraneo, è il culmine della vita quotidiana
palermitana ed è celebrata con profonda devozione e in pompa magna. Crogiuolo di
influenze culturali europee, nord africane e asiatiche, Palermo è un esempio di integrazione e unione di culture e religioni straniere, pur continuando ad essere tanto arcaica
quanto lo era durante la vita della Santa. il film è un documento su riti e tradizioni che
riguardano Santa rosalia e ci racconta del popolo di Palermo, che tiene viva la leggenda
con le canzoni di trionfo, con il teatro delle marionette, con i pensieri ed emozioni. Chi
era in realtà Santa rosalia? in questo film ciascuno ha una propria personale risposta a
questa domanda.
antonio guidi è nato nei dintorni di roma nel 1964. dal 1983 al 1986 ha studiato
all’università di firenze agricoltura tropicale e Subtropicale e successivamente, dal 1988
al 1990, ha frequentato l’istituto Superiore di fotografia di roma. ha svolto un tirocinio
professionale come direttore della fotografia alla Scuola di Cinema e televisione di
roma dal 1990 al 1991, e ha studiato all’accademia di televisone e film di Monaco –
germania - dal 1993 al 2005. antonio ha lavorato come fotografo freelance per vari giornali italiani sin dal 1987, come attore in film e spettacoli, come regista e fotografo. alcuni
suoi lavori sono: Perdido (1991), il Cerchio (1994), Pier Paolo, gigion e gli altri (1995),
Mitosis (1996), Prapto (1997), e wenn worte fehlen (2000, tv broadcast).
ha anche lavorato come direttore della fotografia per das gute im Menschen (1994),
terremoto (1997), alles wieder Still (1998), freibad (1999) e Battle and Poetry (2004).
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en reGArde
rAsseGnA
di
Film
Forme dell’Arte
A cura di Paolo spirito
sulle
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in ricordo di luciano
en reGArde
Paolo spirito
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Classe 1918 e sempre animato dall’entusiasmo e dall’esuberanza creativa di un trentenne, Luciano Emmer è stato, come ricordava fabio ferzetti su il Messaggero all’indomani
della sua scomparsa: “uno dei registi più imitati e corteggiati del cinema italiano - malgrè lui - eppure la sua carriera si consuma in dieci anni esatti e in un pugno di titoli, con
una bizzarra coda in età avanzata”.
regista di film, finissimo documentarista e ritrattista dell’italia del sociale e inventore del
mitico Carosello televisivo, Luciano Emmer realizza i suoi primi documentari d’arte
negli anni del secondo dopoguerra quando, ancora studente universitario, fonda con il
suo amico Enrico gras una piccola casa di produzione cinematografica.
un grande amore quello di Emmer per l’arte, una costante di tutta la sua vita che lo ha
portato a incontrare giotto, goya, Bosch, Picasso, La Leggenda di Sant’orsola e i magici
colori di napoli (per citare solo alcuni tra i titoli più celebri e “richiesti” non solo dal pubblico degli addetti ai lavori) raccontando le opere dei grandi maestri in un modo molto
originale, quasi a volerle sezionare e poi riassemblare nell’unicità della propria creazione artistica.
a Luciano Emmer si è in genere portati ad associare la definizione di “maestro del neorealismo rosa”, pensando soprattutto al suo famoso una domenica d’agosto (1950).
anche se di rosa quel film aveva assai poco, come ebbe a capire, recensendolo, Ennio
flaiano che scrisse: “nell’implacabile fotografia di Emmer, ostia ricorda più i campi di
concentramento che il lido felice dove sbarcò Enea: e in quel correre furioso dei bagnanti verso la spiaggia (…) c’è già il pauroso avvertimento di una condanna tanto più grave
perché sollecitata come un premio dagli imputati stessi”.
Malgrado l’importanza dei suoi film, Parigi è sempre Parigi (1951), Le ragazze di Piazza
di Spagna (1952), terza Liceo (1953), Camilla (1954), Emmer è citato raramente accanto
ai leoni della commedia all’italiana. tutti si ricordano sempre di risi, Monicelli,
Comencini; di Emmer meno: troppo frammentarie le sue storie, troppo ambiguo il suo
sguardo, si dice. Eppure è sua la sceneggiatura di roma città aperta, scritta con Sergio
amidei.
Così scriveva all’indomani della sua scomparsa Carlo Lizzani, nel commosso ricordo di
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un’amicizia nata nel 1942 all’epoca dei primi documentari d’arte del Cine guf romano,:
“oggi il cinema italiano perde un protagonista che ha saputo esplorare con acutezza,
garbo e sensibilità la vita quotidiana della piccola borghesia di quell’italia che rinasceva
dalle macerie della guerra. Emmer, attraverso i suoi film, ha ritratto la microfisionomia
di un Paese proiettato in avanti, perfino ottimista”.
il Premio alla Memoria del Maestro Luciano Emmer, che sarà consegnato ad assisi venerdi 16 luglio 2010 al figlio, Prof. Michele Emmer, vuol essere un sentito, partecipe ringraziamento alla sua arte Cinematografica, al suo continuo sperimentare nuove forme e
nuovi linguaggi per raccontare, sempre con garbo innato e divertente ironia, fatti e
misfatti del nostro tempo.
massimo magrì
cArAVAGGio, l’eredità di un riVoluzionArio
Massimo Magrì ripercorre vita, opere e misteri di Michelangelo Merisi da Caravaggio,
identificandone l’influsso su molti aspetti dell’arte contemporanea.
nomi prestigiosi - tra i quali il pluripremiato oscar per la fotografia vittorio Storaro, che
illustra la modernità degli studi di luce compiuti dall’artista e l’importanza che questi
hanno avuto per i suoi lavori cinematografici – accompagnano lo spettatore in questo
viaggio: giornalisti, critici, artisti e studiosi d’arte come nicola Spinosa, Mina gregori,
Claudio Strinati, timothy verdon, angela vettese, Marco Carminati, hermann nitsch,
Philippe daverio, Carlos Besualdo, francesca Cappelletti, filippo Maggia e Philip Lorca
di Corcia. il film si avvale inoltre del prezioso intervento del premio oscar per la fotografia Peter Suschitzky, che ha ricreato in studio la celebre Cena in Emmaus della Pinacoteca
nazionale di Brera, ricorrendo all’aiuto di comparse e descrivendo l’uso della luce utilizzato da Caravaggio con l’ausilio delle luci del cinema.
girato oltre che a roma e napoli (dove Caravaggio ha vissuto e lasciato molte sue opere)
anche nella venezia sede della Biennale d'arte Contemporanea, il film costituisce un
momento di attenta riflessione sull’attualità dell’opera dell’artista e sulla sua indiscussa
contemporaneità nello specifico dei linguaggi cinematografico e televisivo.
en reGArde
regia Massimo Magrì
Scritto da Massimo Magrì e valentina torti
fotografia giovanni Pitcheider
una Produzione Polivideo Sa
con tSi, Srg-SSr idèe Suisse, arte, in associazione con La 7
durata 54’
anno 2008
Massimo Magrì è nato a Milano nel 1940. E' critico teatrale, editore, produttore, regista di
documentari e filmati commerciali. dal 1968 al 1992 è stato Presidente della Casa di
Produzione Politecne cinematografia, da lui fondata.
docente allo iuav di venezia presso il corso di Laurea in arti visive e dello Spettacolo
ha prodotto, tra gli altri, il primo film di giacomo Battiato (La casa della vecchia signora, 1973) e il primo film di gabriele Salvatores (Sogno di una notte di mezza estate 1983).
ha inoltre diretto come regista cortometraggi, documantari industriali e film pubblicitari, ottenendo numerosi riconoscimenti in italia e all'estero.
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mario martone
cArAVAGGio, l’ultimo temPo
en reGArde
regia di Mario Martone
Con danio Manfredini
fotografia Cesare accetta e renaud Personnaz
Montaggio ilaria de Laurentis
Suono Silvia Moraes
una Produzione associazione Culturale Pav
con il sostegno della regione Campania e del Polo Speciale Museale regione Campania
e Banca intesa
durata 41’
anno 2004
a quattrocento anni dalla morte dei Michelangelo Merisi da Caravaggio il film di Mario
Martone è un’originale ricostruzione visuale della vita del grande artista, raccontata
attraverso una serie di tableaux vivants che rimandano direttamente ai quadri del pittore. non una biografia, ma una rilettura della sua opera: un ritratto di napoli (dai quartieri popolari alle periferie) attraverso le suggestioni che si sprigionano dai dipinti del
periodo napoletano del Caravaggio, mentre una voce fuori campo accompagna le immagini, leggendo i bellissimi testi scritti da Enzo Moscato.
un’esistenza borderline quella del Merisi, che ritroviamo nella sua pittura: il forte contrasto luce/ombra, il realismo dei personaggi e delle storie raccontate nelle sue tele
immortali, ne hanno fatto da sempre un autore cinematografico per eccellenza.
naturale, quindi, il fascino esercitato su registi e attori, che da decenni provano a raccontare la vita e l’opera di uno dei geni indiscussi dell’arte di tutti i tempi.
Mario Martone (napoli, 1959) nel 1979 fonda la compagnia teatrale falso Movimento con
cui mette in scena un discreto numero di pièce di repertorio classico e contemporaneo. è
stato direttore artistico del teatro argentina di roma per il triennio 1999-2001. Esordisce
alla regia cinematografica nel 1980 con il cortometraggio foresta nera. nel 1992 gira il
suo primo lungometraggio Morte di un matematico napoletano, che vince il Premio speciale della giuria a venezia. nel 1995 il suo secondo film, L'amore molesto, partecipa in
concorso a Cannes e vince un david di donatello. nel 1997 ha girato insieme ad alcuni
giovani registi napoletani il film a episodi i vesuviani e, nel 1998, ha diretto teatro di
guerra.
elisabetta sgarbi
non cHiederci lA PArolA
non chiederci la parola - il gran teatro montano del Sacro Monte di varallo
regia Elisabetta Sgarbi
aiuto regia Eugenio Lio
fotografia daniele Baldacci
Scenografia Luca volpatti
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Post-produzione Luciano Marenzoni (multivideo)
Musiche (a cura di) frank B. right e franco Battiato
testi Edward Carey, giovanni testori, juan de la Cruz, vittorio Sgarbi, umberto Eco,
Sebastiano vassalli
con la voce di toni Servillo
una Produzione Betty wrong, fondazione Crt, Comune di varallo
durata 67’
anno 2008
en reGArde
Come scrive Sebastiano vassalli “C’è a varallo il Sacro Monte ufficiale, diurno, che fu
pensato dall’abate Bernardino Caimi... Ma c’è anche a varallo un altro Sacro Monte, che
nessuno mai ha voluto o potuto imitare e che appartiene soltanto a questi luoghi e alla
realtà di questa valle. E’ la storia della valsesia, rivissuta nella storia di Cristo… è l’armata di terracotta delle ottocento statue che, di cappella in cappella, raccontano la passione e morte di nostro Signore, ma raccontano anche se stesse e le loro storie… ogni
tanto, capita che quella folla silenziosa si risvegli. di notte, quando i pellegrini arrivati
con i pullman dormono negli alberghi e non si celebrano funzioni nella basilica… può
accadere che un orecchio esercitato a cogliere i rumori del tempo riesca a percepire, all’interno delle singole cappelle e tra una cappella e l’altra, le voci delle persone che si riconoscono, si chiamano e dialogano tra di loro”.
E’ una storia sacra tutta umana quella che il Sacro Monte di varallo, nei capolavori di
gaudenzio ferrari, di tanzio, di Morazzone, del Ceranino, ci consegna - e che lo sguardo del cinema, come in una salita, si affanna a voler cogliere.
Ci si avvicina là, dove gli occhi del visitatore non possono arrivare: oltre le grate, i vetri,
i confini che proteggono e allontanano questi statue/dipinti/persone. Ci si confonde tra
di essi, abitando le loro case/cappelle e incontrando ad uno ad uno tutti i personaggi di
questa folla pietrificata.
nevica. Ma quella neve sembra cadere proprio nel momento in cui quelle statue/persone ci svelano di essere vive, colme di passione ed emozione.
“ardono intorno le fiaccole. E fanno vibrare volti e narici”.
Elisabetta Sgarbi è direttore Editoriale della Casa Editrice Bompiani. ha curato la pubblicazione di ressurga da la tumba di Pietro andrea de’ Bassi (1986), del frasario essenziale (per passare inosservati in società) di Ennio flaiano (1986) e degli Scritti dispersi di
Savinio (1989). nel 1999 esordisce alla regia. nel novembre del 2000, il suo cortometraggio this is my Chocky Message, partecipa al London film festival.
nel 2002 realizza La notte che si sposta – gianfranco ferroni, selezionato alla 59a Mostra
del Cinema di venezia. del 2003 è il medio metraggio fantasmi di voce – antonio
Stagnoli, presentato alla 60a Mostra del Cinema di venezia. il suo primo lungometraggio, notte senza fine (tratto dai testi di amin Maalouf, tahar Ben jelloun, hanif Kureishi
e con galatea ranzi, toni Servillo, Laura Morante, anna Bonaiuto), viene presentato in
concorso al torino film festival nel 2004. del 2005 è il film Palladio, la luce della ragione, edito da rizzoli, con un testo di vittorio Sgarbi.
nel 2006 realizza apparizioni – Mathias grünewald, selezionato al torino film festival,
e tresigallo, dove il marmo è zucchero, selezionato alla 59a edizione del festival del film
di Locarno. nel 2007 gira Le nozze nascoste o La Primavera di Sandro Botticelli, nello
stesso anno il pianto della statua, un film sui compianti in terracotta in Emilia romagna.
nel 2008 dirige non chiederci la parola – il gran teatro montano del Sacro Monte di
varallo.
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FActory
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Factory Arte
serenellA luPPArelli
Serenella Lupparelli è nata a foligno nel 1965, dove attualmente vive e lavora. ha studiato Pittura alll'accademia di
Belle arti di Brera a Milano, dove si è diplomata con
Luciano fabro. Partecipe del fervente clima culturale milanese di quegli anni, vi rimane legata nelle sue esperienze
espositive. una profonda riflessione sul rapporto tra pittura e scultura la conduce alla realizzazione di opere nelle
quali il colore è portatore di una dimensione temporale, e si
rapporta a quella spaziale dei materiali per l'installazione.
tra le sue mostre, ricordiamo quella del 1994 con Luca
Costantini alla fondazione Marguerite arp di Solduno
(Locarno) a cura di Erica Kessler, e la sua partecipazione,
nel 2008, alla Xv quadriennale di roma, (Palazzo delle
Esposizioni) a cura di gino agnese.
FloWer Film FestiVAl
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Factory Arte
FloWer Film FestiVAl
lucA costAntini
Luca Costantini nasce a Siena nel 1963. vive e
lavora a Perugia.
della sua attività espositiva ricordiamo le molte
partecipazioni in mostre curate da Bruno Corà
(die himmelskurven, graz, 1983; Lavori,
associazione culturale per le arti visive, Perugia,
1992; flumina, Messina, 1993; forme presenti da
luogo, Como, 1994). ricordiamo inoltre:
1994, fondazione Marguerite arp (Locarno),
mostra curata da Maria ausilia Binda;
1995, Città - Siena, Cappella guidotti;
1995, Città rovescia - università di gent facoltà
di Lettere e filosofia , a cura di Marc Poriau;
1999, opere in forma di libro - Mantova,
Museo, a cura di aldo iori;
2000, il pensiero dell’arte – Perugia, Centro
espositivo rocca Paolina, a cura di antonio
Carlo Ponti;
2004, appetizers – deruta, Spazio espositivo
contemporaneo, a cura di aldo iori;
2006, accueil, roma, Studio Schomber, a cura
di aldo iori.
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il corPo ForestAle dello stAto
FloWer Film FestiVAl
Come per l’edizione 2009, il Corpo forestale dello Stato, con l’ufficio territoriale per la
Biodiversità di assisi e gli annessi uffici dipendenti, si fonde con la cultura cinematografica naturalistica promossa dal flower film festival.
tre giorni presso le storiche mura di Porta San giacomo ad assisi per creare un binomio
indissolubile tra natura e Comunicazione, sensibilizzando cittadini, critici, turisti e fedeli alle importanti tematiche ambientali.
il C.f.S. prende parte con uno stand interattivo e un diorama relativo al bosco per permettere ai visitatori di immergersi in un’atmosfera bucolica lontana dai rumori delle
automobili e dai fumi densi delle industrie.
Si parla sempre più spesso dell’importanza della Biodiversità: l’u.t.B. di assisi sceglie
una scuola a cielo aperto per aiutarci a definire al meglio questo termine, che indica la
varietà delle forme viventi che popolano la terra. Si organizzano, per tutta la durata della
manifestazione, laboratori didattici e attività divulgative per bambini e per tutti coloro
che vogliono misurarsi con le proprie conoscenze e capacità.
il viaggio virtuale per i sentieri del bosco è guidato dal personale specializzato del Corpo
forestale che spiega quali e quanti sono i delicati equilibri di questa nostra natura in
continua evoluzione.
è consultabile, presso lo stand, una vasta documentazione sulle molteplici attività che il
C.f.S. ricopre in tutto il territorio nazionale. Sono disponibili opuscoli, brochure, poster e
gadget per sottolineare quanto sia prezioso il nostro ambiente e per ricordare che la
natura è di tutti e per tutti.
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rAi tecHe
La doLCE vita
MoMEnti, iMMagini, intErviStE Ed iMPrESSioni
di un’itaLia Mondana E SognantE
FloWer Film FestiVAl
a cura di rai teche
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La dolce vita: un insieme di sapori tutti italiani per definire un fenomeno culturale ed
economico.
Sono gli anni del “boom” di un’italia che uscita dalla guerra ha voglia di rinnovamento,
gioia di vivere, leggerezza ed incontri.nascono nuovi miti, la televisione, il cinema, la
mondanita; si affollano i locali, i bar, le strade, si importano le mode e si crea la dolce vita
italiana.
Pur essendo vissuta da star, intellettuali e potenti del momento, a tutte le classi sociali
appartiene questa voglia di riscatto e tutti, proprio tutti escono, ballano, si divertono.
L’industria propone televisori, vespe, lambrette, utilitarie, i primi elettrodomestici… un
cambiamento radicale che consente maggiore tempo libero e genera nuovi modelli culturali e stili di vita.
nei filmati di rai teche si incontrano tutti questi fermenti ed i personaggi che hanno vissuto tale epoca, in un divertente repertorio che ci fa scoprire un’italia non sempre conosciuta.
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lAmBerto mAGGi
i Premi del FloWer Film FestiVAl
FloWer Film FestiVAl
lamberto maggi è musicista, attore e commediografo. Le sue specifiche e approfondite competenze musicali e teatrali rivolte alla prima infanzia, lo hanno portato agli
incarichi di formatore in numerosi corsi per docenti. nel 1995 fonda la theamus,
un’associazione Culturale che opera nella didattica musicale e teatrale nonché nella
promozione di eventi artistici e culturali. da sempre affascinato dalle inesauribili
forme d’arte che la natura perpetua oltre ogni possibile immaginazione, si ritaglia dei
momenti di rapporto concreto con alcuni elementi di base: legno, pietra, metallo e,
combinandoli creativamente fra loro, realizza dei manufatti che definisce “pezzi della
sua terra”. da questo nasce la collaborazione con il flower film festival che lo vede
impegnato come realizzatore dei Premi per le varie categorie in concorso.
nell’edizione 2008 si trattava di elementi floreali in metallo e legno incastonati in
lastre di Pietra Serena dei colli Martani. Per l’edizione 2009 ha utilizzato la pregiata
Pietra rosa del monte Subasio.
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comitAto scientiFico
vittoria aLLiata
Eclettica studiosa dei problemi mediorientali, fervida scrittrice e giornalista internazionale, agguerrita libera pensatrice, Presidente della Panaria film. Esperta di cinema, conduce da anni battaglie sull'ambiente e a sostegno dei diritti umani e sociali.
FloWer Film FestiVAl
Maria rita ParSi
Svolge le sue attività tra roma, Milano e la Svizzera italiana. fondatrice nel 1985 della
Società italiana di Psicoanimazione (SiPa), ne è tuttora la direttrice. è membro della SiPS
(Società italiana di Psicologia), fa parte dell’ istituto riza e scrive sulle riviste riza
Psicosomatica e riza Scienze. nel 1991 ha dato il via alla fondazione Movimento
Bambino onlus che si occupa della tutela giuridica, sociale e culturale dei bambini e dei
ragazzi. Si occupa anche di attività didattiche all’interno di istituti privati e nelle università italiane. dal 1995 insegna psicoanimazione, terapia a mediazione creativo-corporea
(metodologia da lei ideata) in qualità di Cultrice della materia presso la cattedra di
Psicologia Sociale della facoltà di Psicologia dell'università di firenze e dal 1997 è
docente del Corso di Perfezionamento sulle Perizie (insegnamento di Psicopatologia
forense) presso l'università degli Studi di roma La Sapienza. in qualità di docente è
membro attivo e collabora all'associazione armonia (Svizzera italiana) per la tutela delle
donne e dei bambini maltrattati.
ELvio MarChionni
nato a Spello nel gennaio 1944, frequenta l'istituto d'arte Bernardino di Betto di Perugia
dove approfondisce le tecniche pittoriche medievali, in particolare l'affresco e il mosaico.
Le sue opere appaiono come frammenti di pittura murale, "strappi" di affreschi e di
memorie, filtrati e consumati dal tempo. La sua ricerca fonde la lezione della maniera pittorica tradizionale con le esigenze di una moderna sensibilità estetica.
itaLo MoSCati
Critico teatrale e cinematografico, scrittore e autore televisivo ricco di intuizioni letterarie, scrupoloso e attento conoscitore dei costumi sociali del popolo italiano e raffinato
scopritore delle altrui società, raccoglie importanti documenti filmati realizzando poetici
film televisivi.
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comitAto scientiFico
guido PoLLiCE
E' grande ufficiale al Merito della repubblica italiana per l'attività in campo ambientale. E’ vicepresidente di green Cross italia (costola italiana dell'associazione ambientalista green Cross international, fondata nel 1992 da Mikhail gorbaciov) della quale è stato
un fondatore. Presidente e fondatore dell'associazione nazionale verdi ambiente e
Società. Socio della Editoriale verde ambiente, editrice dal 1991 del periodico bimestrale verde ambiente. Membro del Comitato dei garanti di amico treno, periodico delle
ferrovie dello Stato. Promotore di campagne nazionali e internazionali: Petizione
Convenzione quadro sull'acqua; Prevenzione incendi; diritti al Mare; Moratoria
transgenica; Bastamianto; no ai Pesticicidi.
ha pubblicato articoli e saggi su: il giorno, avanti, L'unità, il Manifesto, Edizioni Erirai, angeli, Edizione verde ambiente.
viene dalla scuola di Minoprio ma la sua lunga strada è nella natura: botanico di fama
internazionale collabora a progetti per la salvaguardia della natura e dell’ambiente.
Lunga la sua esperienza nel campo del ripristino ambientale e per la tutela del territorio.
FloWer Film FestiVAl
EMiLio traBELLa
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FloWer Film FestiVAl
Green cross
dAltAminternAtionAl
- el ciBAo
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green Cross italia è la filiale italiana di green Cross
international, l’organizzazione non governativa ambientalista
fondata da Mikhail gorbaciov.
riconosciuta dall’onu, dal Consiglio d’Europa e stretta collaboratrice di unesco, uneped ed altre agenzie delle nazioni unite,
green Cross agisce attraverso una rete di organizzazioni affiliate in 31 paesi per la prevenzione dei conflitti legati all’uso delle
risorse naturali e del degrado ambientale, e fornisce assistenza
alle popolazioni colpite dalle conseguenze delle guerre e dei
conflitti.
assi principali di lavoro attengono le risorse idriche, le energie
rinnovabili, il cambiamento climatico, il disarmo. allo stesso
modo particolare attenzione viene rivolta ai campi dell’educazione, informazione e sensibilizzazione, sia dei decisori che del
complesso della società civile.
Presieduta a livello onorario dalla professoressa rita Levi
Montalcini, green Cross è guidata da Elio Pacilio (Presidente) e
da guido Pollice (Chairman). i vice presidenti sono gianni
Cervetti e Mariapia garavaglia mentre, tra i consiglieri, si vantano le presenze di antonio rubbi, antonio rusconi, Claudia
Cardinale, Ezio todini, francesco Piro, franco danieli, Luigi
zanda, Marianna Madìa, Maurizio Paffetti, nicola arnone, rino
formica, Settimio arazzini, Silvano Miniati, Stefano Lucchini,
valerio Calzolaio e walter ganapini.
green Cross italia è una ong riconosciuta dal Ministero degli
affari Esteri, con cui collabora su iniziative legate al disarmo,
con particolare attenzione all’applicazione degli accordi internazionali richiamati dalla global Partnership, così come in progetti di sviluppo in africa, asia e america del Sud.
in collaborazione con il Ministero dell’ambiente, da cui è riconosciuta quale associazione nazionale di Protezione ambientale,
realizza progetti di sensibilizzazione ambientale nel mondo della
scuola sui temi delle risorse idriche delle energie rinnovabili.
Significativa anche la collaborazione con le regioni, in particolar
modo con Emilia romagna, Lazio e Sicilia, e con il mondo dell’impresa sensibile ed impegnata concretamente per lo sviluppo
sostenibile.
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dAltAm - el ciBAo
FloWer Film FestiVAl
L’Europa sta dentro i suoi Caffè: dalla Salisburgo musicale alla
trento conciliare; da Kobenhaven a trieste. altrove, quei luoghi
e quel ritmico mescolare di zuccheri disciolti nei neri aromi del
caffè non esistono. né in america, né in russia, né in asia. il tintinnio leggero e non invadente del cucchiaino che crea cremosi
gorghi nella tazzina distingue l’Europa tutta dal resto del
mondo. ormai da secoli.
il caffè allora non è una bevanda, un vizio, un gusto del palato,
un’abitudine. il caffè è l’Europa.
attorno alle mille sfumature dei suoi sapori, dei suoi profumi, di
quel lento ribollire dell’acqua che diventa altro, dentro un processo misterioso e che tutti avvolge in un abbraccio di sensazioni plurali, si snoda infatti tutta la storia del vecchio Continente; una storia che el cibao ha preso per mano per farle fare un ulteriore
passo nel futuro. non si tratta solo di impresa. non è questione
d’affari. el cibao va infatti oltre. dalle tradizioni austere del
trentino alle assolate colline di Santo domingo: una passione
muove questo viaggio. una passione di fare il caffè, di fare el
cibao, per fare un piccolissimo pezzo di mondo nuovo e anche
più solidale. dai Caraibi alle dolomiti: in un globale dove vince il
locale. direttamente. Senza alcuna mediazione dei mercati e delle
lavorazioni. il Caffè: un sentimento che è difficile raccontare, perché el cibao nasce da un’idea ardita e un po’ pazza. Come tutte
le idee di quei pionieri che sono gli uomini d’impresa. Soprattutto
quando sono giovani e divorano il domani, rischiando in proprio,
senza aiuti, ma forti solo delle loro convinzioni e consapevoli che
dietro una tazzina di caffè non c’è il vuoto, ma una storia e un
modo di essere dell’Europa intera.
davanti alla porcellana candida, che sola sa custodire sensazioni e sapori sempre nuovi e sempre diversi come quelli di el
cibao, sulle contrade europee si è via via costruito il moderno,
il presente e il futuro. ogni incontro d’affari, d’amicizia, di piacere, d’amore, di vita quotidiana, di cose importanti e di fatti
minori ha il sapore del caffè; un sapore che non può omologarsi
e perdersi nelle anonime produzioni industriali, dove tutto
diventa uguale e piatto, ma deve saperci restituire fragranze ricche e stimoli diversi. Ecco perché el cibao. un caffè che si rinnova a ogni sorso, grazie alla sapienza antica e faticosa dei coltivatori; alla passione e alla scienza dei produttori; al legame che
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dAltAm - el ciBAo
FloWer Film FestiVAl
scivola, complice e sornione, fra questo mondiale caffè trentino e noi che lo assaporiamo,
fermando, per un attimo, il tempo che attorno ci ruota. el cibao, che viene prodotto e
lavorato secondo regole biologiche e di commercio equo e solidale, è insomma un compagno caldo e affettuoso; una storia che sa di trentino e che si colora di universale; una
scommessa del consumatore con sé stesso, perché volersi bene – e trattarsi di conseguenza – è un atto di intelligenza.
questo è el cibao. non un semplice caffè. el cibao. una storia nella Storia che coniuga
mondi lontani fra loro e genti diverse. una manciata di secondi che sconfigge la frenesia
irruente di questo tempo segnato dalle crescenti velocità. el cibao. un caffè che si racconta a ogni lento sorso; un sorso che si infila dentro i nostri giorni, rendendoli più soffici. el cibao. un caffè che dipinge giorni più lievi. el cibao. il caffè.
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La società daltam con sede in trento è operativa dal 1979 nel commercio e nella rappresentanza di prodotti alimentari.
il suo attuale responsabile, Sig. dallago Maurizio, nel 1999 assieme al dott. Matteo
franzinelli, laureato in agricoltura tropicale, cittadino italiano residente nella
repubblica dominicana, ha creato un’azienda locale che, con strumenti e macchinari italiani di proprietà, si occupa della raccolta, lavorazione, tostatura, macinatura e confezionamento di caffè 100% arabica convenzionale e da agricoltura Biologica, proveniente
esclusivamente da Cooperative di Piccoli Produttori della Cordigliera Centrale e
Settentrionale della repubblica dominicana.
La torrefazione del caffè è un lavoro molto delicato, per il quale il dott. franzinelli ha
effettuato diverse prove e svariati test fino ad ottenere una tostatura amabile ma nello
stesso tempo aromatica ed accattivante per il mercato italiano.
L’azienda daltam è autorizzata dal Ministero delle Politiche agricole e forestali di roma
all’importazione di caffè e zucchero da agricol-tura Biologica, e certificata dall’organismo di controllo Suolo e Salute srl, con sede in fano (italia) per l’etichettatura del prodotto. quindi il caffè viene importato dalla daltam e poi distribuito in tutta Europa.
in questo modo, essendo tutto l’iter produttivo sotto nostro controllo, e mantenendo il
contatto ininterrottamente con gli 800 Piccoli Produttori delle tre Cooperative locali, è
possibile garantire sempre la qualità del nostro caffè, che sarà permanentemente 100%
arabica con tostatura all’italiana, sia per il prodotto da agricoltura biologica che per quello convenzionale. a richiesta la daltam è disponibile anche a fornire il prodotto confezionato con marchio personalizzato.
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consorzio AGrArio PArmA
FloWer Film FestiVAl
fondato oltre cento anni fa, il Consorzio agrario di Parma
è interprete di una politica all’insegna del sostegno e dello
sviluppo delle aziende e delle produzioni agricole. La straordinaria affidabilità commerciale, unita ad una solida
capacità imprenditoriale, lo rendono uno dei complessi più
avanzati d’italia. non a caso rappresenta una delle principali realtà aziendali parmensi: 136 milioni di euro di fatturato, 1.800 soci e 20mila clienti, un ingente patrimonio
immobiliare, 12 market alimentari, centinaia di addetti tra collaboratori, dipendenti ed
agenti, magazzini e stabilimenti, produzione e commercio di prodotti a livello nazionale
ed internazionale.
nel corso della sua storia, il Consorzio agrario è rimasto fedele ai punti programmatici
fissati nel suo statuto datato 1893: punti programmatici che vanno, oggi come ieri, dall’assistenza tecnica al sostegno finanziario agli agricoltori, dalla gestione degli ammassi
all’attività di ricerca e sperimentazione, dalla valorizzazione delle produzioni agricole
alla fornitura degli strumenti e dei mezzi necessari alle coltivazioni ed agli allevamenti;
macchine e attrezzature agricole, concimi, sementi, fitofarmaci, mangimi, il tutto tenendo presente le esigenze dettate dalla particolare vocazione agroalimentare di Parma.
nella mission aziendale il Controllo della qualità è una costante della filiera produttiva. nei propri magazzini cura direttamente la delicata fase di stagionatura e selezione
delle forme di Parmigiano-reggiano non prima di aver fornito la tecnologia, l’assistenza e criteri razionali di coltivazione, al fine di ottenere un allevamento di mandrie ad
alto valore genetico, selezionate per la produzione tipica del “re dei formaggi”.
dal burrificio, situato all’interno del complesso industriale, esce il famoso burro
valparma da oltre quarant’anni prodotto esclusivamente con le panne del “Parmigiano”.
La divisione agroparma fornisce mezzi ed assistenza tecnica per le coltivazioni; può contare di 14 impianti di ammasso cereali, tre dei quali di ultimissima generazione con una
capacità di ritiro di oltre 700mila quintali. Con le sementi di propria produzione e la linea
dei tappeti erbosi la divisione si colloca direttamente in rapporto con il consumatore
Concessionario per Parma e reggio Emilia di Cnh, leader mondiale nelle trattrici, il
Consorzio, con la sua divisione macchine, si colloca tra i meglio organizzati d’italia,
potendo contare su di una qualificata officina. il marchio che contraddistingue il settore
macchine industriali è gEoMaC.
all’interno del complesso industriale in Parma è situato l’importante impianto di produzione mangimistica del Consorzio agrario, che colloca l’impresa in posizione di leader
nella zona di produzione del parmigiano reggiano. il marchio EMiLCaP, gestito in
società consortile con i Consorzi agrari di Piacenza, reggio Emilia e Bologna-Modena
è, di fatto, il brand della linea mangimistica.
il Consorzio agrario è inoltre da sempre l’agente generale fata assicurazione.
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