N o t i z i e da l m ondo d e g l i an i m a l i
News
Anno 5 | numero 23 | edizione Ottobre -Dicembre 20 09
Pointer Inglese:
cane dalla
“ferma statuaria”
Fox Terrier:
un grande
abbaione!
Blu di Russia:
un gatto dal
fascino slavo
i
e
d
o
t
n
e
m
a
v
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l
L’al
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a
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t
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r
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gamb
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Zoomark, nell’intento di migliorare ed ottimizzare il sistema di
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2
Sommario
Parliamo di...
una volta...
7 C’era
animali
4
5
6
nelle favole
A
Pointer Inglese:
cane dalla
“ferma statuaria”
Fox Terrier:
un grande
abbaione!
Blu di Russia:
un gatto dal
fascino slavo
risposte
8 Ledell’addestratore
cinofilo
12 le nostre offerte
Editoriale
LANA DI CANE
E LUCERTOLE IN SALOTTO
Anche noi che, come sanno bene i nostri lettori, amiamo tutti gli animali a
volte riusciamo a stupirci di fronte a
certe notizie.
Su un sito neozelandese è possibile
acquistare on-line guanti, sciarpe e
maglie di lana di cane. Se invece avete la pazienza di raccogliere e conservare il pelo del vostro cane, potete
inviarlo alla Laine Canine, un’azienda
bretone che lo carderà e filerà e ve lo
rimanderà, per posta, in soffici gomitoli da lavorare ai ferri.
Sembra, poi, che l’ultima moda in fatto di animali da salotto sia una lucertola comunemente nota con il nome
di rock agama, conosciuta anche
come lucertola Spider-Man.
acquariofilia
14
Gli acquari dei nostri lettori
L’allevamento
dei gamberetti marini
alla scoperta di..
18
Rumori animali
o comunicazione animale?
rubriche
10 Foto
Gallery
amico
20 Un
chiamato cavallo
16
Risposte
ai lettori
22 Ledelnovità
mercato
17
La rubrica
del veterinario
e
24 Lagli bacheca
appuntamenti
Assomiglia a molte altre lucertole e
gechi ma ha una vivace livrea rosso
e blu, molto simile alla famosa tutina
dell’Uomo Ragno, che le dà un aspetto davvero bizzarro. Di notte o quando ha paura cambia colore e diventa
marrone scuro.
Sarà… ma noi siamo ancora affezionati a cani e gatti e preferiamo accarezzarli piuttosto che indossarli.
Lo Staff
BIELLA
3
A
Parliamo di...
Pointer Inglese
Caratteristiche fisiche
È un cane di taglia media che in ogni
parte del corpo rivela massima potenza unita alla grande facilità di movimenti. La testa presenta assi craniofacciali convergenti e la lunghezza del
cranio è pari a quella del muso, che è
quadrato ed ha il tartufo rialzato.
Ha stop molto marcato.
I suoi occhi sono grandi, rotondi e di
colore ocra scuro. Le orecchie sono
pendenti, morbide, sottili, di forma
quasi triangolare e piatte.
La taglia dei maschi varia da 63 a 69 cm. mentre quella delle femmine
deve essere compresa
tra i 61 e i 66 cm.
Origini e storia
È uno dei cani più famosi nel mondo ma c’è
molta incertezza sulle
sue origini.
Secondo alcuni potrebbe derivare dal Bracco
“tranquillo ma
energico sul lavoro”
Carattere e attitudini
Il collo è sinuoso, arcuato, lungo e leggero. Gli arti sono ben sviluppati e muscolosi, perfettamente in appiombo.
La coda è grossa alla radice e affusolata verso la punta. Ha pelo raso, liscio,
fine e lucente che è ammesso in varie
tonalità di colore: bianco, nero, nerofocato, fulvo, rosso, marrone, marrone bruciato; tutti i colori possono
essere uniti o con bianco.
Italiano, secondo altri, invece, da
quello Spagnolo (Bracco di Burgos) o
da quello portoghese.
È probabile che il Pointer (che significa “puntatore”) sia originario della
Francia, e che da lì, sia poi arrivato
in Inghilterra dove la sua selezione è
stata continuata e perfezionata.
Pare certo l’incrocio con il Foxhound.
È un cane dal carattere particolarmente tranquillo ma, allo stesso
tempo, estremamente energico sul
lavoro; è famoso per essere un cane
“da ferma” soprattutto per la sua velocità: infatti, caccia sempre al galoppo, mentre la sua ferma è statuaria.
Come cane da compagnia è ottimo:
molto dolce, educato ed equilibrato.
Alcuni esemplari possono essere un
po’ timidi con gli estranei. Vive in vera
e propria adorazione del padrone.
Salute
È molto robusto e non pone particolari problemi di salute. Irruento com’è
nella caccia, potrebbe però ferirsi con
una certa facilità.
dove e come tenerlo
Dovrebbe vivere in campagna o avere
la possibilità di uscire molto spesso a
fare lunghe galoppate, indispensabili
per il suo equilibrio psicofisico.
appunti e consigli
4
Il Pointer, insieme al Setter, è piaciuto
talmente tanto ai cacciatori Italiani
da arrivare a soppiantare completamente i nostri Bracchi e Spinoni che,
solo recentemente, sono riusciti a
rivalutarsi.
A
Parliamo di...
Fox Terrier
Caratteristiche fisiche
pezzature fuoco o nere.
Il Fox Terrier viene distinto in due raz- Per quanto riguarda la taglia, lo stanze solo in base alla differenza di pelo: dard indica solo il peso, che oscilla tra
esiste infatti quella a pelo liscio (smo- i 7,3 e gli 8,2 kg per i maschi e dai 6,8
oth) e quella a pelo ruvido (wire); è ai 7,7 kg per le femmine.
un cane attivissimo e vivace, che
racchiude forza e
“ha un coraggio senza pari
buona ossatura in
un piccolo volue un caratterino...
me, senza essere
tutto pepe!”
mai goffo o grossolano.
Il cranio è piatto,
moderatamente
stretto e si restringe verso gli occhi. Origini e storia
Lo stop è moderato, la mascella e la Quella del Fox Terrier è una razza anmandibola sono forti e muscolose.
tichissima che discende da diverse
Gli occhi, piccoli e scuri, devono es- varietà di Terrier che in passato erano
sere più rotondi possibile, con espres- diffuse più o meno in tutta l’Inghilsione intelligente. Le orecchie, pic- terra, generalmente adibite alla caccole, a forma di “V”, sono cadenti in cia alla volpe.
avanti vicino alle guance e si piegano La vera e propria selezione dei Terrier
al di sopra del livello del cranio.
da volpe iniziò durante i primi anni
Gli arti devono essere diritti e di forte del XIX secolo ad opera del reverendo
ossatura e non mostrare frontalmen- Jack Russell (“padre” di questa razza!)
te nessuna angolatura.
e fu continuata dagli amanti della
La coda è attaccata alta e portata al- caccia, mentre il Fox Terrier divenne
legramente, mai ricurva sul dorso né sempre più raffinato nella sua morarrotolata.
fologia per opera degli appassionati
Il colore predominante del pelo deve delle esposizioni.
essere il bianco, unicolore oppure con
Carattere e attitudini
Il Fox Terrier ha un coraggio senza pari
e un caratterino… “tutto pepe”!
Estremamente focoso, affettuosissimo
in famiglia, gioca volentieri con i bambini (purché lo rispettino) ma è geloso
e possessivo, può rivelarsi decisamente dispettoso ed è sempre pronto a
scagliarsi contro qualsiasi altro animale, compresi i cani di taglia molto più
grossa della sua.
È un grande abbaione!.
salute
Entrambe le varietà sono rustiche, robustissime e molto longeve.
Quella a pelo ruvido non ha problemi
di temperatura mentre quella a pelo
liscio può patire abbastanza il freddo.
dove e come tenerli
È preferibile tenerli in casa, specialmente se è a pelo liscio.
Bisogna sempre avere in mente che la
sua convivenza con altri cani è praticamente impossibile.
appunti e consigli
In Italia è più amato e conosciuto il
Fox Terrier a pelo ruvido che, una volta toelettato, ha un irresistibile aspetto “scolpito”.
La toelettatura è però piuttosto impegnativa! Se si sceglie un Fox come
animale da compagnia è bene non
limitarsi all’attrazione fisica, ma informarsi a fondo sul carattere
di questa razza.
5
Parliamo di...
A
Blu di Russia
Mantello di seta blu argentato,
fascino slavo e occhi
di un meraviglioso verde smeraldo
nebbia”. Questa rarissima varietà è
stata riconosciuta come nuova razza
solamente nel 1987.
Le origini della razza sono molto controverse. Probabilmente questo felino
dal mantello grigio-blu viveva nella
regione del porto di Arkhangelsk, sul
Mar Bianco.
Nel 1860 una nave mercantile inglese (o russa) importò questi soggetti
in Gran Bretagna dove furono esposti
nel 1871: oltre che “Blu di Russia” fu
chiamato anche “Russo a pelo corto”,
“Blu Arcangelo” e “Blu Foreign”.
Secondo altre ipotesi, il “Blu di Russia” sarebbe originario del bacino
mediterraneo, come il Certosino, da
cui i nomi di “Gatto di Malta”, “Blu di
Spagna”…
carattere e particolarità
Aspetto generale:
Taglia media; Peso tra 3 e 5,5 kg;
Corpo snello ed elegante;
Buona muscolatura
con scheletro
di media struttura.
Il nome “Blu di Russia” fu ufficializzato nel 1939. Dopo la Seconda Guerra
Mondiale, per salvare la razza, fu incrociato con il British Shorthair Blue e
soprattutto con il Siamese Blue Point.
La sua morfologia ricorda quella del
gatto orientale. Negli Anni ’60 in Europa – e specialmente in Inghilterra
– furono notati soggetti simili alla
tipologia orientale ma con corpo più
piccolo e un mantello più scuro.
Gli allevatori Americani ne perfezionarono la linea, dando origine ad un
gatto più snello, con la testa, il corpo
e le zampe più sottili e un colore più
chiaro. È un gatto diffuso negli Stati
Uniti e in Giappone, dove è addirittura venerato…!
Sempre negli Stati Uniti, negli Anni
’80, gli allevatori ottennero attraverso
vari incroci e selezioni, il “Blu di Russia” a pelo semilungo, chiamato “Nebelung”
o “Creatura della
6
È un gatto dal carattere leggermente… “ambiguo”. Infatti, è vivace, sportivo e giocherellone ma, nel contempo, calmo e tranquillo: non sopporta i
rumori e specialmente l’irrequietezza
dei bambini. Indipendente, prudente,
all’occorrenza coraggioso, non tollera alcuna costrizione. Socievole ma
riservato, non apprezza molto gli sconosciuti.
È un gatto sensibile e affettuoso:
emette un miagolio molto delicato
e sommesso durante il periodo degli
amori; può vivere tranquillamente in
appartamento anche se apprezza spazi più ampi, come una terrazza o un
giardino dato che comunque conserva l’indole da cacciatore.
È precoce dal punto di vista della maturità sessuale: i soggetti inglesi sono
più prolifici di quelli americani.
Deve essere spazzolato almeno una
volta a settimana.
È un gatto dal corpo snello ed elegante, il cui peso può variare da 3 a 5,5 kg.
La testa è corta, con la parte inferiore
del muso (che è di lunghezza media)
ben pronunciata. Il cranio e la fronte
sono piatti; il muso è diritto e senza
stop. Mento forte.
Le orecchie sono grandi, a base larga,
portate verticali e con punte leggermente arrotondate.
La scarsa presenza di peli all’interno
offre l’immagine della trasparenza.
Ha occhi grandi, distanziati, di forma leggermente ovale, orientali,
di colore verde smeraldo.
Nei gattini il colore varia dal
giallo al verde e si fissa dopo
il primo anno di età. Il collo è
lungo, sottile e diritto. Ha il
corpo lungo e snello, con lo
scheletro di media struttura
e dotato di buona muscolatura.
Le zampe sono lunghe e sottili con
muscolatura soda, piedi piccoli, rotondi ed ovali. La coda è relativamente lunga, liscia ed assottigliata.
Il mantello è costituito da pelo corto,
folto e molto sottile, leggermente rialzato. L’abbondante sottopelo conferisce al mantello il caratteristico e lucente colore blu-grigio con un riflesso
argentato.
L’esposizione prolungata al sole tende
a scurire il mantello.
Sono ammessi incroci con razze quali
il Nebelung, il Russo Bianco e quello
Nero.
È considerato “difettoso” il soggetto
che presenta la testa troppo larga o
troppo rotonda, di tipo siamese; gli
occhi tondi di colore giallastro; il
mento pronunciato; il corpo massiccio o tozzo.
C’era una volta
....animali nelle favole
A
Un vecchio mugnaio, ormai vicino
alla morte, decide di fare testamento
e chiama a sé, i suoi tre figli.
Il figlio maggiore ha in eredità il mulino e il secondogenito il mulo.
Al figlio minore viene lasciato il gatto.
Il ragazzo, triste e deluso si domanda:
‘Cosa me ne faccio di un gatto?’
Il giovane è seduto su una roccia,
pensieroso, quando il gatto gli si avvicina e dice: Non preoccuparti, insieme faremo fortuna.
Così, gatto e padrone si mettono in
viaggio in cerca di fortuna.
Il felino si dà subito da fare.
Riempie un sacco di crusca e lo porta
vicino ad un fiume.
Due conigli affamati notano il sacco
ed entrano per mangiare.
Il gatto, svelto, svelto, chiude il sacco.
Il giovane è stupito e non riesce a ca-
pire a cosa servano i due conigli ma il gatto senza dare
spiegazioni infila un paio di
stivali magici che con ogni
passo gli fanno percorrere
sette leghe e corre al palazzo
del re.
Alle guardie che lo fermano
spiega: ‘Ho due conigli per il
re; sono un dono del mio padrone, il marchese di Carabàs’.
Il giorno dopo, il gatto porta al re della cacciagione fresca e ancora dice
che il dono è da parte del marchese di
Carabàs. Poi il gatto gira per le campagne e convince i contadini a dire
che le terre che stanno coltivando
sono del marchese di Carabàs.
Quando il re decide di fare una passeggiata per il suo regno e chiede ai
contadini di chi siano quelle terre
così ben coltivate si sente rispondere in coro: ‘Sono del Marchese
di Carabàs’.
Al sentire ancora il nome del
marchese di Carabàs, il re diventa curioso di conoscere questo
misterioso, generoso ma anche
sconosciuto marchese e decide di
invitarlo al castello.
Il giovane però, ha solo i poveri abiti che indossa. Come potrà
presentarsi al castello?
Il gatto sa cosa fare!
Dice al ragazzo di buttarsi in acqua e dire di essere stato aggredito e derubato dei suoi abiti.
Il piano funziona e il giovane viene portato al castello e rivestito
di abiti eleganti. Qui conosce la
principessa e i due giovani si innamorano subito l’uno dell’altra.
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Il gatto con gli stivali
Ma i problemi non sono finiti.
Il re vuole andare a pranzo nel castello del Marchese ma il castello non c’è.
Ancora una volta è il gatto a trovare la
soluzione. Passeggiando, vede un castello molto bello dove, però, vive un
orco che uccide chiunque osi sfidarlo.
Il gatto si presenta al suo cospetto
e gli chiede se è veramente potente
come si dice. Per tutta risposta, l’orco
si trasforma in un feroce leone.
Il gatto finge paura e sorpresa poi lo
provoca dicendo: ‘È facile trasformarsi in un grosso animale ma scommetto che non sei capace di trasformarti
in qualcosa di piccolo’. L’orco cade
nel tranello e si trasforma in un topolino... che il gatto facilmente uccide.
Così, il giovane diviene il nuovo padrone del castello e di tutte le sue terre.
Il re ammirato delle ricchezze del
‘marchese’ gli offre in sposa sua figlia. Il giovane accetta felice e così diventa davvero un principe. E il gatto?
Il gatto con i suoi stivali magici diventa un nobile cacciatore, che caccia i
topi solo per divertimento.
Morale: ‘Chi trova un amico (il gatto)
trova un tesoro’ e anche ‘Non importa quello che hai, importa quello che
ne fai.’
Un po’ di buonumore
•Un cane chiede ad un altro: “Come ti chiami?” “Lessi, e tu?” “Scrissi…”
•Il colmo per un cane: avere una gatta da pelare.
• Due topi alla cassiera di un cinema: “C’è molta gente?”, “No, quattro gatti!”
• Cosa ci fa un gallo in mezzo al mare: galleggia.
• Di che razza è un cane davanti al semaforo? Un incrocio.
7
Parliamo di...
Le risposte dell’addestratore cinofilo
A
Come ci dobbiamo comportare quando
incontriamo un cane sconosciuto?
a cura della
A.S. Cinofila
Sono tante le situazioni ed i luoghi
dove possiamo incontrare un cane
sconosciuto: camminando per strada, a casa di conoscenti, facendo
footing al parco, dal veterinario, ad
esposizioni. Possiamo incontrare cani
a passeggio col proprietario o lasciati
legati, fuori da un negozio o nel parcheggio di un centro commerciale: in
questi casi è molto naturale aver voglia di accarezzarli.
Possiamo, anche, entrare tranquillamente nel giardino di una villa privata
dopo che ci è stato aperto il cancello
a distanza e scoprire che il proprietario si è dimenticato di legare il cane...
e fuori c’è scritto: ‘ATTENTI AL CANE’.
In questi casi che cosa fa il cane?
Può fare tre cose: può ignorarci, può
abbaiare oppure può avvicinarsi amichevolmente agitando la coda.
Come dobbiamo comportarci, allora?
Poiché i cani si esprimono e leggono
soprattutto il linguaggio corporeo, è
8
fondamentale comunicare loro le nostre intenzioni amichevoli con alcuni
atteggiamenti fisici.
Durante il nostro primo incontro
con un cane, conviene in generale:
- non avvicinare il cane frontalmente
né alle spalle, ma lateralmente.
- non guardare il cane negli occhi: lui
interpreterebbe il nostro sguardo
fisso nel suo come un gesto di sfida.
- non accarezzare mai i cani sulla testa o sul collo.
Testa e collo sono infatti le parti del
corpo che i cani attaccano di solito
quando lottano.
- non assumere posture rigide ma restare rilassati e calmi.
- aspettare che sia lui ad avvicinarsi
a noi.
Se il cane si avvicina, scodinzolando:
- rimanere con le braccia rilassate e
lasciargli odorare la nostra mano
e ogni altra parte di noi lui voglia
ispezionare: i cani percepiscono,
conoscono e riconoscono la realtà
soprattutto attraverso il suo odore.
Non dimentichiamolo mai.
Gli esseri umani sono prevalentemente visivi, i cani olfattivi.
- se il proprietario è presente, chiedere sempre il permesso di accarezzare il cane. In genere la risposta è “sì”
ma è meglio essere prudenti.
- quando il cane ha cominciato a scodinzolare, si può accarezzarlo sullo
sterno e sulle spalle.
Sono zone in cui la nostra mano resta per lui visibile e questo gli permette di tenerla sotto controllo e,
quindi, di non temerla.
Parliamo di...
Se il cane mostra aggressività, abbaia
o ringhia:
- assolutamente non scappare perché
questo potrebbe scatenare in lui
l’istinto predatorio.
- non urlare, non fare movimenti bruschi, restare fermi e non guardarlo
negli occhi.
- se si viene inseguiti da un cane mentre si è in bicicletta, bisogna fermarsi e continuare a piedi.
Se il cane è legato o lo si incontra in
un ambiente chiuso:
Nei cani l’istinto di difesa quando
sono legati o quando si trovano in un
ambiente in cui le porte sono chiuse,
aumenta notevolmente.
Ciò accade perché il cane, in tali circostanze, si sente impotente: sa che
non potrà scappare in nessun caso.
Non potendo scappare, la sua sola
chance resta quella di difendersi, aggredendo.
Nozioni che i bambini devono assolutamente conoscere:
Il vocabolario dei segnali corporei
e comportamentali, semplice ma
ferreo, va insegnato soprattutto ai
bambini che, a causa dell’entusiasmo che suscita in loro la vista di un
cane, infrangono inconsapevolmente
in un sol colpo tutte le regole della
sua segnaletica: gli corrono incontro,
lo chiamano a voce alta, lo approcciano bruscamente, lo guardano negli occhi, lo accarezzano sulla testa,
scappano se lui abbaia o ringhia e,
come se non bastasse, sono piccoli di
statura quindi non incutono nel cane
nemmeno quella potenziale soggezione suscitata dall’individuo dominante
che gli adulti, in parte, esercitano su
di lui per il solo fatto di essere più alti.
La più bassa statura dei bambini fa
anche sì che i loro occhi incontrino
quelli del cane in modo ancora più
netto e ravvicinato, facendolo dubitare ancor meno del fatto che “quello di
fronte a lui” lo stia proprio sfidando.
Va inoltre detto che i cani non sono
tutti uguali: ognuno ha un suo carattere ed un suo vissuto.
Sarebbe quindi opportuno cercare di
comprendere dal suo atteggiamento
se anche a lui, fa piacere fare la nostra conoscenza.
Quanto scritto fin ad ora, sono consi-
gli che si trovano nella maggior parte dei manuali o libri che parlano di
cani, oltre che in internet.
Vorrei, però, fare una precisazione
molto importante, che spesso i libri
non lo riportano, o se lo fanno, è solo
in maniera approssimativa: i cani
sono animali domestici da migliaia di
anni e sono, in assoluto, gli animali
che più si sono adattati alla convivenza con l’uomo; questo ha fatto svilup-
A
pare in loro una capacità di lettura
dei segnali umani.
Quando si dice di non guardare il cane
negli occhi perché lo interpreta come
una sfida, ciò è vero solo in parte!
Quello che conta è come guardate il
cane!
Se avete un cane sconosciuto di fronte, evitate di guardarlo fisso negli
occhi per dieci secondi ma alternate
lo sguardo dagli occhi alle altre parti fondamentali del corpo (orecchie,
bocca, coda, postura del corpo).
Solo così potrete scorgere le intenzioni del cane!
Ricordatevi che ogni soggetto usa
una mimica corporea propria che può
essere genetica (caratteristica della razza) o appresa (individuale) ma
gli occhi non potranno mai mentirvi
dunque guardate pure negli occhi i
cani, ma sempre in maniera rilassata!
Un’altra cosa da ricordare: si dice di
non accarezzare il cane in testa o nel
collo perché può interpretarlo come
un’aggressione ma anche questo è
vero in minima parte!
Un cane viene abituato, fin da cucciolo, ad essere accarezzato sulla testa e
questa esperienza gli insegna ad accettare di buon grado le manifestazioni di affetto da parte degli umani.
Quello che cambia nel cane adulto è il
grado di confidenza che può dare ad
uno sconosciuto.
Indipendentemente dal fatto che accetti o tolleri una dimostrazione amichevole, non la leggerà mai come una
minaccia, al limite nel caso non gli sia
gradita potrà semplicemente andar
via o girare la testa, allontanandola
da voi.
Solitamente distoglie anche lo sguardo; cani particolarmente aggressivi
potrebbero manifestare dei comportamenti poco simpatici come ringhio,
abbaio, sguardo fisso.
Concludo dicendo che alla fine i CANI
sono gli unici animali che ci sopportano, che condividono la nostra vita
ma, soprattutto, che ci “amano” incondizionatamente!
Se avete curiosità o domande
continuate a scrivere
a [email protected]
9
Foto Gallery
10
Miciotto di Paolo e Gloria (Camburzano)
Nikita di Piera e Marcello (Biella)
Pigghy di Paola e Alessandro (Sandigliano)
Arwen di Marco e Giovy (Biella)
Bizzy di Marco e Giovy (Biella)
Cindy di Gloria e Federico (Cossato)
Merlino di Sara e Daniele (Biella)
Pepe di Elisa e Mirko (Biella)
Collabora con noi, inviaci le foto del tuo amico a 4 zampe e non solo!
Chico di Manu e Eddie (Biella)
Nike e Pitt di Lorenzo e Giulia (Vigliano)
Otto di Franca (Vigliano B.se)
Charlie di Francesco e Irene (Vigliano B.se)
Zoomark non risponde di eventuali errori dei nomi o delle foto pubblicate.
Foto Gallery
Scusate ma i nostri umani ci ritengono talmente unici
da aver dimenticato di scrivere il nostro nome
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Acquariofilia
Gli acquari dei
nostri lettori
In questo numero di “Zoomark News”
descriviamo la realizzazione di un acquario marino dalle buone dimensioni e con accessori tecnici specifici per
una vasca REEF.
Le dimensioni dell’acquario sono cm
90x45x60 di altezza con una capienza
di 240 litri lordi.
Il sistema di filtraggio prevede una
prima zona a percolazione realizzata
nell’angolo destro che contiene della
fibra di perlon (filtraggio meccanico),
del carbone attivo (filtraggio chimico
assorbente) ed alcune sfere di materiale plastico.
L’acqua passa poi all’interno del mobile e quindi alla “sump” dove è presente lo schiumatoio, il riscaldatore e
la pompa di risalita dell’acqua.
Altre 2 pompe sono poste internamente alla vasca ed hanno solo funzione di movimento dell’acqua.
L’impianto di illuminazione include
una plafoniera “Dupla” con lampada HQI 150 watt da 10.000 °K ed una
lampada al neon blu attinica, il tutto
comandato da 2 timer per creare l’effetto alba/tramonto.
Chrysiptera Hemicyanea
sciolini, tutto proveniente da un altro
acquario marino. Dato che si tratta di
un acquario “in allestimento”, cioè
realizzato da pochi giorni, non ospita
ancora la quantità di pesci e di invertebrati (coralli) che potrà contenere
nell’immediato futuro.
Attualmente sono presenti alcuni
esemplari di Chrysiptera Hemicyanea
e di Dascyllus Melanurus, entrambe le
specie sono particolarmente facili da
allevare, hanno colorazione vistosa e,
nonostante la taglia ridotta (massimo
8 cm), hanno un carattere forte e a
volte aggressivo verso gli esemplari
della stessa specie.
Lampada UQI da 150 watt
L’arredamento è costituito prevalentemente da rocce vive, poca sabbia
per la copertura del fondo e alcuni pe-
Dascyllus Melanurus
offerta
sulle plafoniere a sospensione per acquario
Modello da 80 cm con 8 lampade ad alta efficienza
T5 comprese, € 199.00. Disponibili anche altre misure.
14
Acquariofilia
L’allevamento
dei gamberetti
marini
La varietà di gamberetti marini presenti nei mari tropicali è veramente
notevole e le specie più colorate ed
appariscenti sono facilmente allevabili nei nostri acquari di barriera.
Le tre famiglie più interessanti dal
punto di vista acquariofilo sono:
‘Hippolidae’ che comprende Lysmata
Debelius - Amboinensis - Grabhami Wurdemanni,
‘Rhynchocinetidae’ con la specie
Rhyncocinetes Uritai,
‘Stenopoidae’ con la specie Stenopus
Hispidus e simili.
Rhyncocinetes Uritai
Le loro abitudini comportamentali
sono per alcuni aspetti simili ma le
varie specie hanno delle peculiarità che caratterizzano molto il loro
modo di interagire con gli altri ospiti
dell’acquario.
Innanzi tutto parliamo del loro allevamento. I gamberetti tropicali sono
animali piuttosto semplici da mantenere in salute perché non necessitano
di un acquario specifico ed anche i valori chimici dell’acqua devono essere
buoni ma con una certa tolleranza
che semplifica le cose. Quindi l’attrezzatura tecnica può essere semplice e un acquario con filtro biologicoriscaldatore e modesta illuminazione
fa già al caso nostro. Anche le dimensioni della vasca possono essere medio-piccole. Per un singolo esempla-
re (più pochi pesci) è
sufficiente un acquario
da 50 litri mentre per
ospitare più varietà in
diversi esemplari è da
preferirne uno dalle
dimensioni adeguate
a creare molti ‘territori’ che verranno scelti e spesso difesi dai
gamberetti come da
Stenopus Hispidus che
è quello più aggressivo verso i conspecifici
(stessa specie).
Stenopus Hispidus
altrimenti potrebbe decomporsi proL’habitat ideale prevede rocce e diverse vocando un’infezione.
grotte dove, di solito, rimangono appesi alle pareti verticali o sul soffitto. In cambio, a volte, ricevono protePossono vivere in acquari di comuni- zione ed una specie di ‘immunità’
tà con moltissime specie di pesci an- poiché non vengono predati dai loro
che se ovviamente non nemici naturali. Lysmata Wurdemanvanno tenuti con pesci ni ha invece, un’altra capacità molto
predatori quali pesci apprezzata; è divenuto famoso per la
balestra e pesci palla.
particolarità di cibarsi degli anemoni
Tutti i gamberetti sono di vetro (Aiptasie) che possono essere
onnivori e mangiano un vero flagello per gli appassionati
quasi tutto, accettano di invertebrati e coralli. Alcuni esemcibo in scaglie o gra- plari introdotti in acquario riescono
ni, alimenti surgelati a mantenere sotto controllo la prodi varia natura e sono liferazione di questo parassita condegli ottimi detrivori, tribuendo notevolmente al mantenicioè mantengono puli- mento in salute dei nostri “reef”.
to l’acquario cibandosi
di detriti e avanzi di In conclusione consigliamo a tutti
cibo, ‘spiluccando’ sul- gli acquariofili, anche quelli alle prile rocce e nella sabbia. me armi, di allevare nel loro acquario
Un’altra caratteristica affascinante e marino uno o più gamberetti a seconutilissima che accomuna le specie ap- da dello spazio a disposizione.
partenenti alla famiglia Hippolidae è Sicuramente avranno molte soddisfala loro funzione di “dottore” dei pesci; zioni e anche l’ecosistema dell’acquain modo particolare Lysmata Grabla- rio ne gioverà.
mi pulisce dai parassiti
(ad esempio Linfocisti
e vermi Turbellari) i
pesci che spesso si recano nei pressi della
tana dei gamberetti per
sottoporsi ad una sorta
di “trattamento terapeutico e di bellezza”.
I gamberetti puliscono
anche le branchie e i
denti degli altri pesci
(ad esempio delle grosse murene) da avanzi
Lysmata Debelius
di cibo bloccato che
15
Risposte ai lettori
Riceviamo dai nostri clienti alcuni interessanti quesiti
a cui cercheremo di rispondere in modo esauriente
* Sono la mamma di due bimbi di
7 e 10 anni. In famiglia tutti amano
gli animali e penso sia arrivato il momento di acquistarne uno. Che razza
di cane mi consigliate, considerando
che dovrà vivere in appartamento?
Io adoro anche i gatti, cosa ritenete
sia meglio per i miei figli? Grazie .
Francesca, Gaglianico
* Da oltre un mese ho acquistato
un cucciolo di cocker e non riesco
insegnargli dove fare i suoi bisogni:
come dovrei comportarmi?
Marco, Lessona
Innanzitutto dovrà armarsi di tanta
pazienza. Il consiglio che Le possiamo
dare è quello di usare i pannoloni per
Credo dobbiate fare una riunione di
famiglia e decidere innanzitutto se
scegliere un cane o un gatto.
Se la scelta cadrà sul cane, certamente dovrà essere di taglia medio-piccola. Consigliare una razza specifica mi
sembra inopportuno; tutte le razze da
compagnia possono essere indicate
per le vostre esigenze. Consideri anche l’opportunità di adottare un cucciolo abbandonato in canile.
Se preferite un gatto, optate per quei
soggetti che tradizionalmente sono
considerati tranquilli, tuttavia se
dovrà vivere prettamente in casa, è
consigliato procedere alla sua sterilizzazione. Si ricordi che l’arrivo di un
nuovo piccolo amico sarà quasi come
avere un terzo figlio, avrà quindi bisogno del vostro affetto, di cure e di
molte attenzioni. In bocca al lupo!
Guide sui disturbi
del comportamento
Un cucciolo paffuto può fare tenerezza e, certamente,
sorridiamo quando lo sentiamo mentre cerca di fare
la ‘voce grossa’. Poi il cucciolo cresce e, allora, è tutta
un’altra storia. Se mangia troppo e diventa obeso cominciano, per lui, problemi di salute. Se, invece, il nostro cane s’innamora della propria voce e proprio non
ce la fa a non abbaiare, allora, i problemi cominciano
con i vicini di casa.
In questo numero Zoomark presenta due nuove guide
che offrono suggerimenti per una corretta alimentazione e per la rieducazione dei cani rumorosi.
Disponibili presso Zoomark - Biella
16
cani, sono delle traversine ovattate
con un alto potere di assorbimento.
Localizzato in casa un angolino adatto, dovrà posizionare il pannolone.
I primi giorni asciugherà la pipì del
suo cane con lo stesso pannolone,
così che il cucciolo venga attratto dal
suo odore.
In questo modo, dovrebbe facilmente abituarsi a sporcare nel luogo prescelto. Si ricordi di premiarlo e gratificarlo ogni volta che farà bene e porti
il suo cucciolo a passeggio due/tre
volte al giorno: vedrà che crescendo imparerà naturalmente a fare i suoi bisogni all’aperto.
La rubrica del veterinario
Snack e prelibatezze canine
Dott.ssa Sabrina Dominio, Medico Veterinario - Nutrizionista
Passeggiando fra gli scaffali di un negozio per animali vi sarà certamente capitato di notare come, negli ultimi anni,
siano aumentati i prodotti dedicati ai
nostri amici pelosi. Tra questi troviamo
un’incredibile varietà di snack e prelibatezze che vanno dai classici ossi per cani
ai pasticcini aromatizzati al tartufo.
Dal punto di vista tecnico, questi prodotti sono indicati come ‘mangimi
complementari’ che si differenziano dai
completi, ossia crocchette e scatolette,
per il fatto che non sono bilanciati e non
possono costituire l’unico elemento della dieta.
Nella maggior parte dei casi, questi articoli sono acquistati dai proprietari di
cani e gatti per dimostrare loro
il proprio affetto ed amore e non
hanno una vera e propria utilità
dal punto di vista nutrizionale.
È, quindi, scontato che questi
prodotti non possono sostituire il pasto a base di crocchette
o scatolette ma devono essere
utilizzati come ‘spezza-fame’,
da somministrare nelle occasioni ‘speciali’.
La maggior parte degli amici a
quattro zampe gradisce molto questi bocconcini, perché
l’appetibilità è molto alta ed
anche la forma è appositamente studiata per invogliarne il consumo.
Questi prodotti sono per il
cane l’analogo di caramelle e
merendine per i bambini ed i
nostri amici pelosi ne vanno matti, tanto
da fare i ‘capricci’ e rifiutarsi di mangiare l’alimento abituale.
Come tutti i peccati di gola, questi prodotti somministrati nelle quantità adeguate, non danno nessun tipo di problema e possono rafforzare il rapporto
fra uomo e animale, specie se utilizzati
durante l’addestramento, come premio
per la buona condotta del cane.
Il proprietario responsabile, quindi, deve
evitare d’incorrere nel principale errore di trattare l’amico a quattro zampe
come un essere umano o somministrargli questi snack per farsi ‘perdonare’ le
ore in cui lo lascia solo od in sostituzione
di una bella passeggiata all’aria aperta.
Questi snack forniscono molte calorie
e bisogna assolutamente tenerne conto, riducendo di conseguenza la dose
dell’alimento abituale. Secondo gli ulti-
mi studi, infatti, i soggetti che assumono
regolarmente ed in quantità eccessive
gli snack hanno il doppio delle probabilità di diventare obesi. Se il vostro animale
è allergico e ha sviluppato un’intolleranza alimentare, è tassativamente vietato
somministrare snack e bocconcini che
contengono ingredienti sospettati di
provocare la reazione allergica perché,
anche se assunti in piccole quantità,
questi prodotti possono vanificare il successo della dieta ipoallergenica.
Ma niente paura, potete viziare anche
il vostro cane allergico, perché ultimamente sono usciti degli snack studiati
apposta per loro, a base di pesce, senza
additivi e aromatizzanti artificiali.
I prodotti ‘utili’
Accanto ai bocconcini ed ai fuoripasto
propriamente detti, esistono alcuni prodotti studiati per garantire l’igiene orale
del vostro animale che sfruttano la naturale tendenza dei carnivori a masticare.
L’efficacia è scientificamente dimostrata
nel cane, mentre il gatto, forse a causa
delle differenti origini, è poco propenso
ad utilizzare questi prodotti, perché mastica poco l’alimento.
I prodotti utili a garantire l’igiene orale
sono numerosi e tra i principali troviamo
sicuramente gli ossi di pelle di bufalo, le
orecchie di suino essiccate ed i bastoncini masticabili. L’ulteriore vantaggio di
questi prodotti è che contengono pochissime calorie, in quanto costituiti da
proteine non digeribili e possono essere
somministrati a volontà anche in quei
cani con qualche chilo di troppo.
La maggior parte della loro efficacia si
basa sull’abrasione meccanica degli accumuli di placca e dei residui di cibo
presenti su denti e gengive, in modo da
simulare l’azione di uno spazzolino da
denti. In genere, si frantumano in piccoli
pezzetti di tessuto elastico che non provocano rischi di ostruzioni intestinali.
Naturalmente, è assolutamente scorretto pensare che dare al cane gli ossi avanzati dalla nostra tavola sia la stessa cosa!
Questi ultimi sono composti di tessuto
mineralizzato molto duro che potrebbe provocare la frattura dei denti o ferire gengive e palato ma, soprattutto,
rischierebbe di frantumarsi in piccole
schegge che, se deglutite, potrebbero
ledere la delicata mucosa dell’apparato
digerente od ostruire il tratto intestinale. Quelli tassativamente
da evitare sono gli ossi di pollo
ed altri volatili e del coniglio,
ma sarebbe preferibile eliminare
anche gli altri. Oltre agli snack
dentali tradizionali, sono sempre
più diffusi prodotti che, oltre a
stimolare l’animale a masticare,
contengono sostanze in grado
di deodorare l’alito e detergere il
cavo orale.
…E per farlo giocare
Anche in questo caso, non avete
che l’imbarazzo della scelta ma ricordatevi che molti giocattoli per
cani devono essere utilizzati sotto
la stretta sorveglianza del proprietario e mai lasciati a completa disposizione dell’animale. È il caso dei
giochi in gomma che soprattutto il cucciolo ama rosicchiare ed ingerire.
Essendo costituiti da materiali indigeribili, nella migliore delle ipotesi l’organismo li espellerà con le feci o tramite il
vomito ma il rischio che possano ostruire l’intestino o lo stomaco è sempre in
agguato. Evitate anche di giocare con il
vostro cane con le classiche palline da
tennis. Il materiale di cui sono rivestite,
infatti, ha un’intensa azione abrasiva
sulla superficie dei denti che, a lungo
andare, arriva a consumare lo smalto ed
esporre la radice del dente. Inoltre, il tessuto è scarsamente lavabile e rappresenta un vero e proprio ricettacolo di germi
e batteri che potrebbero contaminare
le eventuali ferite presenti nel
cavo orale o sulle gengive.
17
Alla scoperta di...
Rumori animali o comunicazione animale?
Dott.ssa Roberta Piccolo, Medico Veterinario
Per gli esseri umani i suoni del linguaggio sono abbastanza arbitrari.
Suoni differenti in lingue diverse possono voler dire la stessa cosa.
Ad esempio parole come perro, chien,
hung, dog e cane hanno uguale significato anche se di fatto non hanno alcun legame sonoro.
I suoni, invece, che usano gli animali
per comunicare tra di loro sono più
uniformi. Ogni specie ne possiede di
propri ed alcuni fanno parte di quello
che potremmo definire un ‘linguaggio universale’.
All’interno di questo ‘codice universale’, che facilita l’interazione tra le
specie, si possono individuare tre regole comuni:
1.Tonalità
2.Durata
3.Frequenza e velocità
della ripetizione
Prendiamo in considerazione la variazione di tonalità.
Il ringhio, l’abbaio ed altri versi, se
emessi a bassa intonazione, solitamente indicano minaccia, rabbia e dunque la possibilità di un’aggressione.
In parole povere vogliono dire ‘stammi lontano’.
I suoni ad alta intonazione, al contra-
18
rio, tendono ad indicare eccitazione e
gioia.
Uno studio fatto sulla modalità di
linguaggio degli esseri umani ha rivelato le medesime caratteristiche,
cioè, quando è presente la rabbia o
la minaccia, la voce umana tende ad
abbassarsi. Al contrario, quando si invita qualcuno ad avvicinarsi, usando
un tono amichevole, la voce si alza.
Per capire meglio l’importanza dell’intonazione nel linguaggio è bene soffermarsi un attimo sulla legge fisica
della risonanza, la quale afferma che
più le cose sono grandi più il suono
emesso è basso.
Ad esempio, se prendiamo due bicchieri uno grande ed uno piccolo, e
proviamo a dare un colpetto con un
cucchiaio prima all’uno e poi all’altro, i suoni emessi saranno differenti.
Il bicchiere più grande produrrà un
suono più basso, simile a quello della
canna lunga di un organo.
Ecco che l’evoluzione e lo sviluppo
della comunicazione iniziano ad infondere la loro magia.
Supponete di essere un animale che
vuol mandare dei segnali agli altri
animali nei paraggi. Se volete che un
animale scappi, stia lontano dal vostro territorio, invierete dei segnali a
bassa intonazione, come un ruggito,
facendo intendere di essere grandi e
pericolosi.
Al contrario, usando un segnale ad
alta intonazione, come un piagnucolio, inviterete l’altro ad avvicinarsi.
L’intonazione, perciò, non è sempre
proporzionata alla mole somatica ma
è spesso legata ad una particolare circostanza. Resta comunque vantaggioso, ai fini della sopravvivenza, evitare
un animale che ruggisce a bassa tonalità, sia che si tratti di un animale
di notevole mole somatica, sia che si
tratti di un animaletto con un cattivo
carattere e pronto all’attacco.
Denti piccoli in una bocca arrabbiata
possono causare molte ferite.
Alla scoperta di...
Prendiamo in considerazione il ringhiare del cane.
Il ringhio è considerato, generalmente, come un invito a modificare il
comportamento di un simile.
Per la precisione ringhiare significa
avvisare qualcuno di stare lontano.
Se un cane ringhia ed il destinatario
dell’avvertimento non indietreggia,
tale sonorità può cessare ma non
vuol dire che le ostilità siano finite.
Spesso l’animale si rende conto che
il suo avvertimento non è stato sufficiente e che, quindi, l’unica alternativa è la lotta.
Ricordate: la maggior parte delle volte, quando un cane decide di attaccare lo fa in perfetto silenzio; a questo
punto gli unici segnali che possiamo
cogliere prima dell’attacco sono legati esclusivamente alla sua postura.
Se vi è capitato di vedere una dimostrazione di come lavora un cane
poliziotto, avrete sicuramente notato che, quando gli viene dato il
segnale di attaccare il finto criminale in fuga, il cane si mette a correre
in un silenzio spettrale, raggiunge
l’individuo e gli serra il braccio imbottito tra i denti. Una volta iniziata la lotta è possibile che il cane
riprenda a ringhiare per avvisare il
suo avversario che se vuole può interrompere la lotta ed andarsene.
“quando un cane
decide di attaccare lo fa
in perfetto silenzio”
Anche un cane impaurito che intravede come unica alternativa di salvezza
la fuga, scapperà in assoluto in silenzio. In entrambi i casi che si tratti di
ira o di paura, nel momento in cui i
suoni emessi non sono utili come ‘linguaggio sociale’, vengono automaticamente interrotti.
Possiamo quindi capire quanto queste caratteristiche comuni siano importanti e come interagiscano tra di
loro. Ci possono servire da chiave di
lettura per migliorare la relazione con
i nostri animali, permettendoci di capire maggiormente le loro varie vocalizzazioni, come l’abbaio, l’ululato o il
piagnucolio.
La seconda regola del ‘linguaggio universale degli animali’ è la durata del
suono.
Fondamentalmente, i suoni
brevi sono associati alla
paura, al dolore o ad
una necessità molto intensa. Prendendo sempre in considerazione
il ringhio del cane, se
siamo di fronte ad un
cane dominante che
ha tutte le intenzioni
di difendere il suo territorio e di non cedere,
il suo ringhio oltre ad
essere di bassa intonazione sarà sicuramente
lungo ed intenso.
Se, invece, è un ringhiare a scoppi brevi
e corti, indica che vi è
un elemento di paura e
che il cane è preoccupato
perché non sa se attaccando riuscirà a scamparla.
La terza regola è il ritmo ripetitivo.
Suoni che si ripetono spesso, ad un
ritmo veloce, indicano un grado di
eccitamento o di bisogno pressante.
Suoni distanziati, non ripetitivi, di
solito denotano un basso livello di
eccitamento. Un cane che davanti ad
una finestra fa uno o due abbai occasionali, mostra poco interesse per ciò
che vede. Mentre se vuole invitarvi a
giocare, emetterà suoni ripetitivi ad
alta tonalità.
19
Un amico chiamato cavallo
Il salto ostacoli
di
Luisa Colombino
Nello scorso articolo sono state accennate le molteplici attività che si
possono svolgere con il cavallo; ora
mi soffermerei per una descrizione
più dettagliata, partendo dal salto
ostacoli, una disciplina dell’equitazione che vede impegnato il binomio uomo-cavallo, nell’interpretazione e risoluzione di un percorso ad ostacoli.
In questa disciplina il cavallo, guidato
dal suo cavaliere deve percorrere un
tracciato caratterizzato dalla presenza di ostacoli la cui forma e dimensione possono variare a seconda della
categoria. Una caratteristica necessaria, ma non sufficiente, per poter praticare questa disciplina è il rapporto
di fiducia che s’instaura tra uomo e
animale, che permette loro di affrontare insieme le difficoltà e superarle:
un solo movimento del cavaliere, infatti, induce una risposta ben precisa
del cavallo e più c’è conoscenza e rispetto nel binomio, più gli aiuti possono essere efficaci.
Questo rapporto di fiducia, però,
come detto in precedenza, non è sufficiente per affrontare un percorso: ci
vogliono tecnica, dedizione, allenamento costante e motivazione.
La tecnica consente al cavaliere di
indirizzare all’ostacolo il suo “partner” nel modo più efficace possibile, eliminando nell’animale dubbi ed
esitazioni nell’affrontare la barriera;
la dedizione e l’allenamento consentono, come in tutti gli altri sport, di
perfezionare la tecnica, di migliorare
l’affiatamento del binomio e di creare
le condizioni fisiche necessarie.
Un altro importante requisito è appunto la motivazione che è uno degli
“ingredienti” indispensabili per praticare tutti gli sport, e in particolar
modo l’equitazione, che richiede la
partecipazione e quindi motivazione
non solo del cavaliere, ma anche del
suo cavallo; questo elemento non è
però associato solo all’agonismo
ma al lavoro di tutti i giorni:
come in molti altri sport, è
20
necessario prefissarsi degli obiettivi e cercare di raggiungerli in modo
costruttivo, senza esagerare con le richieste (sia al cavallo che a sé stessi)
o rinunciare all’“impresa” prima ancora di averci provato.
È la motivazione, inoltre, che aiuta
a superare i momenti di crisi in cui,
nonostante l’impegno, non si riesce
a trasmettere al cavallo quello che
si vorrebbe: questi momenti possono capitare a tutti e la maggior parte
delle volte sono causati da pensieri
negativi del cavaliere, trasmessi involontariamente al cavallo.
cisare che essa non è fine a se stessa
o ha come unico scopo il raggiungimento di un certo risultato, ma costituisce quel qualcosa in più che induce
il cavallo a fidarsi ciecamente del suo
compagno e a eseguire ogni sua richiesta; è proprio la sensibilità innata
del nostro animale che gli permette
di percepire questa nostra attitudine.
Il salto ostacoli costituisce una disciplina agonistica che vede persone
di tutte le età (da otto fino anche a
sessant’anni) gareggiare per ottenere il miglior risultato. Come in tutti
gli sport esistono varie categorie che
“...induce il cavallo
a fidarsi ciecamente
del suo compagno...”
Ciò testimonia come il cavallo possa percepire l’umore, le sensazioni e
le emozioni del cavaliere, solamente
avendolo sulla groppa: una persona
tesa o impaurita per un ostacolo che
deve affrontare, si irrigidisce e trasmette inconsciamente al cavallo la
sua tensione.
Questo aspetto del rapporto cavallouomo ha, però, anche esempi positivi: si è parlato prima di motivazione
del cavaliere; al riguardo bisogna pre-
dipendono dall’età del cavallo, dall’altezza degli ostacoli, dalle difficoltà di
percorso e, in alcuni casi, dall’età del
cavaliere; ogni categoria, a sua volta,
può essere di vari tipi: per esempio
nelle gare a tempo vince chi completa il percorso senza errori nel minor
tempo possibile, oppure nelle gare a
barrage vince chi, completato un primo percorso senza errori, esegue correttamente e nel minor tempo possibile un secondo percorso più breve, e
Un amico chiamato cavallo
così via. Ovviamente la tipologia del
percorso, le altezze degli ostacoli, le
difficoltà,… sono decise da un regolamento, che ogni cavaliere dovrebbe
conoscere e che è riconosciuto a livello internazionale. L’agonismo è un
aspetto divertente del salto ostacoli
ma che racchiude in sé molti aspetti
negativi, quali il doping oppure l’insensibilità del cavaliere nei confronti
del suo compagno solo per raggiungere determinati scopi. Sul doping
non mi soffermo molto perché è un
problema comune a tutti gli sport,
l’unica differenza dell’equitazione è
che la droga non la si somministra a
sé stessi ma al cavallo e, molte volte,
per migliorare le prestazioni non viene usata solo questa: molte persone,
purtroppo, utilizzano finimenti non
a regola (con magari qualche puntina inserita a contatto con gli arti del
cavallo) per fare in modo che esso,
sentendo male, alzi maggiormente le
gambe e quindi non tocchi la barriera; per questo motivo ad ogni gara in
cui è richiesta una prestazione non da
poco, ci sono moltissimi controlli sia
delle urine che dei finimenti utilizzati (principalmente le protezioni delle gambe). L’altro aspetto negativo,
come ho detto, è l’insensibilità del cavaliere: questo termine esprime quel
concetto di indifferenza che molte
volte caratterizza anche i più giovani
cavalieri che, accecati dalla voglia di
vincere e di “sfondare”, non si curano
delle condizioni fisiche e mentali del
cavallo, sottoponendolo a sforzi non
indifferenti. Appena il cavallo si fa
male o si spaventa o si impunta a non
fare o a fare determinate cose, questo
tipo di persone non esita a cambiarlo,
anziché cercare di risolvere il problema alle radici.
Questo non vuol dire che cambiare
cavallo sia una cosa sbagliata, anche
perché molte volte rappresenta una
scelta obbligata, per esempio per la
crescita del cavaliere, per la vecchiaia
del cavallo, per la mancanza di mezzi del cavallo, ecc; se, però, il cambio
avviene per le motivazioni sbagliate,
rappresenta solo una fuga dai problemi e non una soluzione.
Anche nei giovanissimi cavalieri a
volte si nota una tendenza all’insen-
sibilità verso il compagno: un esempio classico è quando un ragazzino,
uscendo dal campo gara, accusa il
suo cavallo di aver commesso errori
anziché assumersi le sue responsabilità (bisogna sapere, infatti, che il 95%
degli errori commessi in percorso
sono causati dal cavaliere e non dal
cavallo anche se, a volte, non ce ne si
rende conto).
Nonostante questi aspetti negativi, il
salto ostacoli e l’agonismo racchiudono in sé un fascino travolgente
che appassiona moltissimi cavalieri:
l’adrenalina della gara, la sensazione
che si prova davanti ad un ostacolo
quando si sente il cavallo che aspetta
solo un nostro gesto per saltare e che
allo stesso tempo vuole andare perché si fida di noi, l’emozione che si
prova superando il salto e il sollievo e
l’eccitazione che ne seguono quando
si “atterra” sono esperienze uniche
che fanno innamorare di questa disciplina; quando a tutto ciò, poi, si aggiunge la soddisfazione di aver fatto
un percorso insieme al cavallo, di essere cresciuti e migliorati insieme e di
essere riusciti a raggiungere mete che
prima sembravano lontanissime, allora si può apprezzare veramente questo sport e questa disciplina fino in
fondo, senza contare che molte volte
le soddisfazioni emotive vengono ripagate dai premi vinti in concorso.
Se avete curiosità o domande
potete scrivere a
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21
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piccolo amico si avvicini a Magic Box
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In questo modo si evita che il cibo
possa essere contaminato da parassiti
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condizione può portarli a:
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per una ridotta attività motoria che
per una maggiore ingestione di cibo
dovuta all’assenza degli ormoni sessuali.
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degli zuccheri.
•Calcolosi con formazione di calcoli
di struvite, dovuta prevalentemente
all’alcalinizzazione del pH urinario.
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l`allevamento dei gamberetti marini