ANNO 50 - NUOVA EDIZIONE - N. 15 OTTOBRE-NOVEMBRE 2001 INFORMATORE DELLA PARROCCHIA DI S. MARIA DEL ROSARIO - MILANO RITROVARE LA DIMENSIONE COMUNITARIA DELLA FEDE Carissimi Parrocchiani, la festa patronale della Beata vergine del Rosario da inizio al nuovo anno pastorale. Dopo le vacanze, almeno per quanti hanno potuto usufruire di questa possibilità, la ripresa é sempre un poco faticosa, anche se la volontà, rafforzata dal riposo, può essere più fresca e la programmazione più creativa ed incisiva. Già i primi appuntamenti sono importanti: la festa patronale come segno di devozione a Maria e prima ancora come occasione per ridire la gioia di appartenere a un cammino di Fede; nei giorni immediatamente successivi, gli esercizi spirituali sono un tempo significativo di confronto con la Parola ricordando che la Fede cresce nell’ascolto; domenica, 21 ottobre, saremo invitati ad eleggere i nuovi membri del consiglio pastorale chiamati da noi a pensare il volto del nostro essere Chiesa. Al di là dei singoli momenti e delle diverse iniziative di tutta la comunità o di ogni gruppo, mi pare importante ricordare alcuni punti fermi che ci permetteranno di vivere il nostro essere chiesa in modo cristianamente maturo superando facili e ingiustificate delusioni, abbandonando non plausibili pretese, fuggendo emotivi e non oggettivi giudizi e soprattutto portando tutti insieme e ciascuno secondo i carismi ricevuti un contributo costruttivo. 1. Credo sia sempre importante ricordare che cosa è la parrocchia. Ci aiuta, in questo obiettivo anche il progetto pastorale, approvato dal consiglio pastorale uscente, che viene riportato integralmente su questo stesso numero di LANTERNA. La comunità parrocchiale, l’abbiamo ripetuto più volte, non è un’agenzia di servizi vagamente religiosi o spesso soltanto di ordine socio-assistenziale in supplenza di altre responsabilità. Certamente non disdegniamo anche questo, ma ciò deve aiutarci a ricordare che la parrocchia è principalmente una comunità a servizio della Fede, il nostro rapporto con Dio. Sappiamo che la Fede adulta si fa carità e genera speranza. Negli orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000 i Vescovi italiani hanno scritto: “ci pare che compito assolutamente primario per la Chiesa, in un mondo che cambia e che cerca ragioni per gioire e sperare, sia e resti sempre la comunicazione della Fede, dalla vita in Cristo sotto la guida dello Spirito, della perla preziosa del Vangelo”. (C.E.I., Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, luglio 2001 n.4). LETTERA DEL PARROCO Nei numeri precedenti di LANTERNA, a più riprese, abbiamo indicato questo itinerario del nostro essere Chiesa. Dobbiamo dunque, come comunità cristiana, riqualificare la proposta ed educare la domanda tenendo indubbiamente presente ogni richiesta di senso e di speranza che viene dall’uomo di oggi facendo dell’ascolto la modalità iniziale dell’apertura del cuore e dell’intelligenza al mistero di Dio che è Cristo. 2. Proprio per questo, ancora una volta e con vigore nuovo, illuminati anche dal recente documento dei Vescovi, attraverso la Parola e i Sacramenti cercheremo di sintonizzare la nostra vita con Cristo: “solo il continuo e rinnovato ascolto del Verbo della Vita, solo la contemplazione costante del Suo volto permetteranno ancora una volta alla Chiesa di comprendere chi è il Dio vivo e vero, ma anche chi è l’uomo” (ibid.10). È dalla contemplazione del volto di Cristo che si apprende l’Amore con cui siamo amati e che si impara ad amare in maniera gratuita e fedele Dobbiamo dare spazio vero alla Liturgia come soglia dell’esperienza di Dio e in modo centrale alla Messa domenicale: “ci sembra fondamentale ribadire che la comunità cristiana potrà essere una comunità di servi del Signore soltanto se custodirà la centralità della domenica, giorno fatto dal Signore sal. 118,24, ‘pasqua settimanale’, con al centro la celebrazione dell’Eucaristia, e se custodirà nel contempo la parrocchia quale luogo -anche fisico- a cui la comunità stessa fa costante riferimento. Ci sembra molto fecondo recuperare la centralità della parrocchia e rileggere la sua funzione storica concreta a partire dall’Eucaristia.” (ibid.47). Mi permetto di insistere perché, con la Messa domenicale, non vengano disattesi tutti quegli appuntamenti di preghiera e di ascolto della Parola che ci fanno Chiesa convocata dall’Amore del Signore. 3. E’ estremamente importante dire poi la propria appartenenza attraverso una attenzione costante al cammino della comunità cercando di conoscere le diverse iniziative e soprattutto di cogliere la loro finalità evitando una presenza saltuaria che non permette di individuare come, al di là di quella proposta, c’è un progetto ed un programma. Uno spirito di autentico e disinteressato servizio è il modo più vero di sottoscrivere la propria appartenenza al cammino della parrocchia. Ognuno di noi ha ricevuto dei doni particolari dello Spirito: non sono per la nostra gloria personale, ma per l’utilità di tutti ricordando che gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente dobbiamo dare. 4. In una parrocchia di grosse dimensioni come la nostra la partecipazione alla vita di qualche gruppo è il modo più normale per “respirare” gli itinerari proposti dalla comunità cristiana. Tanti parrocchiani già in questo modo esprimono la loro adesione. Questo però non deve distogliere dal cammino globale del nostro vivere insieme. I gruppi non sono una parrocchia a sé stante sempre autoreferenziale, ma un modo per entrare nel vissuto di tutta la comunità. In questo senso é importante agevolare il compito di chi è chiamato ad esercitare il ministero della sintesi: penso in modo particolare ai presbiteri e al consiglio pastorale. Ci sono degli appuntamenti che per se stessi domandano la dimensione comunitaria. Penso in modo particolare alla celebrazione dell’Eucaristia e dei sacramenti, ma penso anche alla formazione cristiana che, se in alcuni casi giustamente deve essere differenziata (iniziazione cristiana, adolescenti, fidanzati...), in altri casi (esercizi spirituali, scuola della Parola, formazione culturale ...) é significativo che ci si trovi insieme ad ascoltare e a confrontarci. Potrei offrire certamente tanti altri suggerimenti... credo sia opportuno trovare altre occasioni per individuare ulteriori percorsi di riflessione. Tutto questo però si fa ora preghiera, attraverso l’intercessione della Madonna del Rosario, per chiedere allo Spirito la luce e la forza per percorrere il cammino secondo la volontà del Signore. Buon anno pastorale! 2 - LANTERNA Il Vostro Parroco don Fausto Gilardi SULLA TUA PAROLA Il Vicario generale sottolinea il carattere personale e quasi intimistico del testo del cardinale Martini, non privo però di concrete ricadute operative riguardo la vita e l’attività della Diocesi, che vede ribadite le sue priorità d’impegno Da un bisogno del cuore la missione di una Chiesa La lettera pastorale “sulla tua parola”, che costituisce il messaggio del nostro Arcivescovo per l’anno di attività della Diocesi, ha elementi di somiglianza e elementi di novità rispetto alle lettere pastorali da lui proposte negli scorsi anni. In continuità con gli insegnamenti degli anni passati, la lettera pastorale di quest’anno intende portare l’attenzione dei fedeli su ciò che costituisce il centro della vita cristiana: il primato di Dio e l’importanza di impegnare tutta la vita per l’annuncio del Vangelo. È nuovo in essa invece il coinvolgirnento personale dello scrivente: si tratta di un testo che ci, trasmette le riflessioni del Vescovo che prende la parola in mezzo alla comunità, e parla di sé, e racconta del suo modo di vivere da credente la vicenda umana sua e nostra di questi anni. Quali le ragioni di uno stile diverso, e in certa misura inatteso? Il Vescovo apre un dialogo personale, si fa presente alla nostra attenzione di credenti seguendo l’indicazione del Papa nella “Novo millennio ineunte”. Giovanni Paolo Il ci ha scritto: «Prendete il largo», e ha voluto così invitarci a riprendere, come comunità di credenti, nuovo slancio nel cammino di evangelizzazione. Il Vescovo ci parla con accenti personali per comunicare la sintesi del suo percorso di credente che ha accompagnato una comunità cristiana vivendo l’esperienza di pastore. All’origine della lettera pastorale di quest’anno vi è dunque un bisogno del cuore. Per ventidue anni il Vescovo ha parlato alla sua comunità diocesana, e i temi che hanno formato l’oggetto del dialogo tra pastore e credenti hanno manifestato le priorità che il pastore suggerisce, alla luce del Vangelo, perché sia buona nel presente la vita del credente, e dunque credibile la sua testimonianza nell’oggi. La descrizione delle prove e delle gioie vissute dal Vescovo, che egli coraggiosamente espone, dicono anche le ragioni e lo stile del suo credere. Egli condivide ciò che di più prezioso un credente ha nel cuore: la fede e la sua testimonianza. È spontaneo domandarsi come un documento, per certi aspetti così personale, e quindi da leggere quasi sottovoce per rispetto al profondo coinvolgimento dell’estensore, può diventare testo di riferimento per la vita delle nostre comunità. La lettera si raccomanda per una personale meditazione e una revisione del nostro modo di vivere la comunità cristiana. Raccogliamo anzitutto un primo messaggio: il Vescovo vive la sua missione di pastore non solo predicando il Vangelo e le sue conseguenze per la vita della nostra comunità. Egli intende essere con noi fratello, perché si è fatto ascoltatore in mezzo a noi della Parola. Così ci 3 - LANTERNA SULLA TUA PAROLA dà testimonianza di quale sia il modo - semplice e alla portata di tutti - di essere responsabile della fede dei fratelli che appartengono alla comunità cristiana. Quali sono i punti di riferimento della lettera pastorale? L’Arcivescovo, ritornando sulle pagine affascinanti della lettera con cui ci ha presentato il Sinodo diocesano, ci indica l’importanza fondamentale della contemplazione del volto di Cristo. Questa sia la scelta, nuovamente in sintonia con gli insegnamenti di Giovanni Paolo II, che qualifica il nostro ingresso nel nuovo millennio. E accogliere pienamente il Signore Gesù in noi significa renderlo vivo e visibile a coloro che ancora non lo conoscono. Contemplare il Signore è possibile solo se vi è l’ascolto attento e disponibile della Parola. A questo proposito il Vescovo dice di sè e della consolazione che ha avuto dalla Parola di Dio fin dall’inizio del suo apostolato tra noi. Egli ricorda tutte le altre occasioni nelle quali, durante i ventidue anni del suo apostolato, ha potuto constatare che la Parola si apriva una strada nel cuore sia dei credenti, sia di coloro che non conoscono il Signore o non credono in Dio. Appare nel racconto dell’Arcive-scovo, a proposito del cammino spirituale che egli ha vissuto tra noi, quanto siano determinanti alcuni atteggiamenti suggeriti dal Vangelo, primo tra tutti la coscienza del proprio limite, che è semplicità del cuore, e che propizia una apertura serena e fiduciosa alla volontà del Padre. Solo il riconoscere chi noi siamo, alla luce dell’amore di Dio, ci rende capaci di accogliere nella verità e nella pace i nostri fratelli. L’Arcivescovo raccomanda il senso della gratitudine, descrivendolo presente e attivo nella ESERCIZI SPIRITUALI Lunedì 8 Ottobre ore 21,00 Martedì 9 Ottobre ore 21,00 Mercoledì 10 Ottobre ore 21,00 sua vita di pastore. Lo sguardo che si posa sugli altri e sulla vita, come pure su noi stessi, riconosce il bene, presente sempre per il sostegno del Dio creatore e redentore. Quali risvolti per la comunità? Come questa lettera pastorale può aiutare le persone a vivere la comunità parrocchiale o diocesana? Alcuni passaggi molto intensi della lettera pastorale descrivono come l’Arcivescovo ha vissuto la sua responsabilità di pastore con i preti, e poi nell’incontro con le persone credenti e non. Un’avvertenza così delicata per i sentimenti, le richieste e addirittura le pretese degli altri è certamente inattesa nella riflessione di un Vescovo. Il sentirlo esprimersi così ci invita a guardare con molta attenzione al modo con cui noi ci rapportiamo agli altri, e ci incita a fare maggiore chiarezza circa i sentimenti che nutriamo nei loro confronti. Può essere che scopriremo degli atteggiamenti di pretesa, di superiorità, di insofferenza, mentre ci è sempre sembrato di vivere in maniera passabile l’incontro con l’altro, soprattutto se fratello nella fede, se commensale della Eucaristia. Il fatto però che la lettera pastorale sia scritta dal nostro Pastore, come serena e fiduciosa consegna di se stesso ai suoi diocesani, pone dunque al centro di questo anno pastorale la domanda: la nostra comunità vive in modo concreto e generoso la condivisione della fede? Ci aiutiamo a dare oggi testimonianza del Vangelo? La migliore risposta all’invito del Vescovo sarà fare un passo verso la realizzazione di una comunità radunata dallo Spirito sotto la luce della Parola. Siamo invitati dall’Arcivescovo a rispondere come Pietro: «Sulla tua Parola calerò le reti». Così, animata dalla passione per l’annuncio del Vangelo, cresce una Chiesa che è composta da uomini e donne che vivono la semplicità del cuore convertito, ed essa è il luogo in cui il Signore è presente, la sua Pasqua risplende, la verità dell’uomo si manifesta per una testimonianza al mondo. Giovanni Giudici Vicario generale della Diocesi 4 - LANTERNA PROGETTO PASTORALE PROGETTO PASTORALE PARROCCHIALE Dopo l’anno giubilare la comunità parrocchiale di S. Maria del Rosario rivede e aggiorna il suo Progetto Pastorale per meglio rispondere ai nuovi segni dei tempi. Questo significa da un lato mantenere e realizzare quanto è stato creato nel corso della sua storia e dall’altro apportare quella attualizzazione che concretizza una aderenza alle esigenze attuali. E viva la consapevolezza che il progetto deve offrire le linee fondamentali che aiutino la parrocchia ad essere segno del “mistero di comunione” che è la Chiesa. Proprio per questo, in un tempo successivo, ogni commissione dovrà dare il suo apporto per un programma a scadenza da determinare in sintonia con quanto viene indicato dal Vescovo. 5 - LANTERNA PROGETTO PASTORALE Tra i diversi interventi sul tema della parrocchia pare significativo riferirsi al Sinodo diocesano che definisce la parrocchia “la comunità dei credenti in Gesù Cristo che rende visibile l’essenza e la missione della Chiesa nella città che vive ed opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale nelle sue aspirazioni e nei suoi drammi” (SD 47.136). Riteniamo compito del PROGETTO PASTORALE PARROCCHIALE individuare le modalità e i percorsi per giungere ad attualizzare quanto è così definito ed indicato dal Sinodo diocesano. La comunità dei credenti in Gesù Cristo 1. Elemento qualificante della comunità cristiana è il riferimento a Cristo come rivelazione del mistero di Dio e dei mistero dell’uomo. Accogliendo l’invito del Papa vogliamo trovare un itinerario di novità “ripartendo da Cristo” (Novo millennio ineunte). 2. Credere significa strutturare il proprio vissuto dentro una esperienza che è chiamata e risposta. La chiamata conosce la gratuità dell’Amore, la risposta vuole essere coerente all’Amore contemplato. Solo così si può parlare di esperienza religiosa: accoglienza di un Assoluto cui tutto diventa relativo, di esperienza credente: l’Assoluto si rivela e l’uomo ad Esso presta accoglienza fatta di stupore e di impegno, esperienza cristiana: l’Assoluto che si rivela è Gesù Cristo: a lui si offre l’obbedienza del credere e in Lui tutto si ricapitola. 3. La viva percezione della presenza del Signore è data dall’Annuncio e dai Sacramenti come “segni efficaci della Grazia” che Gesù ha istituito per la nostra comunione con Lui: la Parola e i Sacramenti ci permettono di far crescere in noi il volto del discepolo e quindi di individuare due criteri fondamentali di scelta: • ogni iniziativa, anche concreta, deve sempre essere tesa all’incontro con Gesù da vivere con gioia nella comunità, • ogni iniziativa , anche concreta, deve tendere ad indicare a chi accosta la comunità la presenza viva di Gesù come l’Assoluto di Dio posto nella storia degli uomini per aprirla alla Luce dell’Amore di Dio. 4. Sarà compito del programma, conseguente al progetto, individuare: i percorsi e le modalità di annuncio nella pastorale ordinaria e negli eventi straordinari avendo presente, insieme alla evangelizzazione, la necessità della preevangelizzazione in un contesto fortemente secolarizzato. • Lo stile di un celebrato che dica il vissuto e lo informi sempre di più attorno alla presenza viva del Signore Risorto. • Le modalità opportune perchè la fede informi la pratica religiosa e questa sia segno di Fede e cammino verso la maturità della Fede. In questo ambito una precisa programmazione interessa in modo particolare: - gruppo liturgico - gruppo catechesi-formazione che deve coinvolgere ogni fascia di età - consiglio dell’oratorio Rendere visibile l’essenza e la missione della Chiesa 1. E’ viva la consapevolezza che l’essenza della Chiesa è la Comunione. Che la missione della Chiesa è quella di essere, per ogni uomo, “sacramento“ nell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen Gentium, 1). Da questa consapevolezza sgorgano due ambiti di vasto impegno: • Ad intra: favorendo tutte quelle risorse 6 - LANTERNA PROGETTO PASTORALE che celebrano il dono della comunione • Ad extra: individuando tutti quegli impegni che introducono a Cristo portando i discepoli del Signore a vivere la gioiosa responsabilità di essere “Iuce del mondo”, “sale della terra”, “città posta sulla montagna”. 2. La comunione viene da Dio e Cristo è venuto a ricostruire ciò che l’uomo aveva infranto con l’esperienza del peccato: ha ristabilito la comunione con Dio indicandone i percorsi e ha riunito gli uomini sottolineando la legge dell’Amore. • La carità di Dio, contemplata nella vicenda singolare di Gesù di Nazaret, è forza che plasma la carità come stile della comunione mediante itinerari di gratuità, di fedeltà e di fecondità (vive il dono della comunione chi si accorge di essere amato ed esprime questa “scoperta” quotidiana nel solco di un fare gratuito, di un impegno fedele, di una disponibilità feconda). • “Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo” (Novo millennio ineunte, 43). • I programmi, successivi al progetto devono proporre: * itinerari di gratuità (volontariato, servizio...) * strumenti di educazione concreta alla fedeltà (è in questo ambito che si può collocare significativa e irrinunciabile l’educazione dei giovani all’amore e l’aiuto alle famiglie per vivere la stabilità e l’unità al di là di una cultura tesa all’edonismo e alla frammentazione) * ambiti di apertura nel pensiero e nella concretezza del vissuto (uno spazio di apertura culturale e di impegno attivo come modalità di appartenenza). 3. Quando la comunità vive il mistero della comunione avverte irrinunciabile la missione, non tesa al proselitismo, quanto piuttosto desiderosa di accogliere ogni uomo, di ascoltare ogni lamento e di presentare, con la concretezza di ogni tipo di carità operosa, il volto accogliente del Padre nel mistero di Cristo. La comunità cristiana vive lo stile della carità quando: • Si rende attenta all’uomo, sa ascoltare con passione ogni percorso ed ogni reale bisogno, non è visitata dalla tentazione del giudizio o della chiusura nei propri parametri spesso angusti ed autoreferenziali. • Sa dialogare con prudenza, franchezza, mitezza e fiducia. (L’educazione al dialogo dovrebbe essere attenzione qualificante nel vissuto odierno). • Sa inventare gesti, strutture, ambiti concreti nella convinzione che la carità delle opere assicura una forza inequivocabile alla carità delle parole” (Novo millennio ineunte, 50) • Fa della testimonianza un’espressione concreta di chi, raggiunto dalla verità dell’Amore, non può tacere la Risposta trovata al senso della vita e ai grandi perchè dell’esistenza umana. Il punto vertice della testimonianza è il vivere con generosità la propria vocazione, conosciuta nella vita di comunità, alimentata dal vivere fraterno e gestita come modalità sorgiva del proprio essere testimoni. Una programmazione particolare attende: - commissione famiglia - commissione caritas e i diversi gruppi caritativi: gruppo missionario - gruppo S. Vincenzo - gruppo bip - centro di ascolto - centro culturale. 7 - LANTERNA PROGETTO PASTORALE 3 Nella città 1. E’ in questa città e in questo preciso momento storico che noi vogliamo • Essere la comunità dei discepoli • Che rende visibile l’essenza e la missione della Chiesa Per questo vogliamo farci carico delle aspirazioni e dei drammi di quanti in famiglia, sul lavoro, nella scuola, nelle relazioni sociali ogni giorno incontriamo. 2. Il primo modo per essere segno e offrire il proprio contributo è quello dell’ascolto e della lettura il più possibile oggettiva del vissuto dell’uomo che è a Mlano mediante l’aiuto di un gruppo di parrocchiani (commissione socio-politica) che • Sa interpretare le attese manifeste o no, i diritti fondamentali, le prospettive irrinunciabili • Vive un approfondimento della dottrina sociale della Chiesa come autorevole aiuto per servire l’uomo e la società nelle prospettive del Vangelo. • Offre a tutti un contributo “pensato” per una testimonianza coerente e coraggiosa in ambiti a volte disattesi (es. Scuola, lavoro, sanità, tempo libero, politica). 3. Sembra importante fare riferimento a quanto Giovanni Paolo Il ha richiamato nel contesto del pellegrinaggio diocesano il 4 novembre 2000 parlando di “sfide” che interrogano il nostro essere cristiani in questa città. • La sfida del consumismo: “la vostra regione si trova inserita in una realtà di benessere; la ricerca dei beni superflui non prenda mai il sopravvento e non faccia mai dimenticare i bisogni dei più poveri”. • La sfida della secolarizzazione: “da tanti ambiti della vita, Dio sembra ormai definitivamente escluso. Importante e urgente è, pertanto, l’impegno di evangelizzare animando la realtà in cui vivete con i valori cristiani e offrendo a tutti occasioni di incontro con la parola di Dio e con la persona di Cristo” • La sfida della multietnicità: “a voi è chiesto di non serrare le porte del vostro cuore a chi chiede a voi ospitalità, nella convinzione che l’accoglienza è una via privilegiata per parlare di Gesù a coloro che non lo conoscono”. Qui sono chiamati ad una programmazione: - centro di ascolto come rilevazione dei bisogni - gruppo sociopolitico - centro culturale CONCLUSIONI: 1. Il progetto è solo un insieme di linee di possibili percorsi, ritenuti irrinunciabili, per essere Chiesa in questo preciso contesto. 2. La programmazione affidata alle commissioni o ai gruppi deve avvertire alcune importanti attenzioni: • Fare riferimento alle linee di fondo tracciate nel progetto • Impegnarsi nella concretizzazione di programmi e di metodi di lavoro • Non disattendendo un cammino di sintesi che è affidato ai presbiteri e al consiglio pastorale parrocchiale. 3. E’ evidente che alcuni ambiti coinvolgono più di un gruppo ed è proprio questa capacità di scambio e di attenzione che favorisce la crescita nella consapevolezza che la Chiesa è “mistero di comunione”: il gruppo non corre il rischio di chiudere il cuore e gli occhi sul bene che c’è attorno a noi e sulla necessità di essere “nomadi per amore” uscendo da un ambito ristretto per conoscere le strade del mondo e quelle del cuore di ogni uomo. 8 - LANTERNA CRONACA ATTIVITA’ ESTIVE In diversi modi, la parrocchia ha pensato all’estate dei nostri ragazzi e giovani. Dopo l’esperienza dell’oratorio feriale con più di centocinquanta ragazzi e un buon gruppo di responsabili, a gruppi sono state organizzate vacanze comunitarie per ragazzi e adolescenti... di tutti i gruppi pubblichiamo una foto mentre segnaliamo che sul sito della parrocchia è possibile ammirare una più completa documentazione fotografica. 4 - 5 Elementare I Media II - III Media Adolescenti ORARI DEI GRUPPI DI CATECHESI 2000-2001 - PRIMO ANNO (terza elementare): - SECONDO ANNO (quarta elementare): - TERZO ANNO (quinta elementare): - QUARTO ANNO (prima media): - II e III MEDIA: giovedì dalle 17,00 alle 18,15 dall’11 ott. mercoledì dalle 17,00 alle 18,15 dal 10 ott. lunedì dalle 17,00 alle 18,15 dall’8 ott. martedì dalle 17,30 alle 18,30 dal 9 ott. martedì dalle 17,30 9 - LANTERNA CRONACA 5-12 SETTEMBRE - PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE SULLE ORME DI S. PAOLO La parrochia del Rosario, guidata dal nostro Don Fausto, non finisce di stupire: dopo i due precedenti viaggi in Terra d’Israele ed in Egitto e Giordania sulle “orme di Mosé”, quest’anno ha programmato il terzo pellegrinaggio in territorio turco sulle “orme di Paolo”. I partecipanti, in larga parte afeccionados degli scorsi pellegrinaggi, puntuali alle prime ore del mattino, si sono trasfriti all’aeroporto di Orio al Serio (BG). Là hanno trovato, inaspettatamente, uno sparutissimo guppo di pellegrini genovesi capeggiati da ben due sacerdoti (caso inconsueto fratelli) che si sono affiancati alla più nutrita compagine del “Rosario”. Con l’atterragio avvenuto regolarmente ad Istambul, ha avuto inizio l’impegnativo pellegrinaggio sotto la protezione di ben tre parroci. Senza averne merito ci è stata assegnata un’eccellente e giovane guida nativa: Bayan (signora) Scilla, che si è dimostrata il non plus ultra. Garbata, affabile, gentile, disponibile, competente, preparatissima, profonda conoscitrice del Vangelo (indubbiamente in grado superiore a noi pellegrini laici), anche se professante una convinta fede musulmana. Per tutti i 2000 Km percorsi in Turchia, ci ha fornito notizie di carattere religioso, storico, archeologico, l’andamento economico,socio-politico del paese senza alcun trionfalismo o faziosità. È stata la miglio- re guida sin qui avuta! È impossibile in queste brevi note riportare tutto ciò che abbiamo visto e vissuto negli otto giorni trascorsi. Ci limiteremo ad alcuni veloci cenni. Dal punto di vista religioso,che era lo scopo precipuo del nostro viaggio, è indubbio il fascino esercitato dai luoghi che abbiamo visitato ove sono vissuti gli Apostoli Paolo,Giovanni Evagelista, Barnaba, Policarpo,i Padri Cappàdoci. Ad Efeso, in cui si suppone che la Vergine Maria abbia dimorato dove ebbe luogo l’omonimo Concilio, abbiamo sostato nella “Casa della Madonna” partecipando alla mensa eucaristica e poi ammirata l’imponente zona archeologica ritenuta la più vasta del mondo. Nelle celebrazioni eucaristiche siamo stati facilitati dal prezioso opuscolo predisposto con cura dal nostro Parroco: ogni giorno del pellegrinaggio erano previste letture e commenti specifici. I sacerdoti genovesi sono stati d’aiuto come concelebranti. La rappresentanza dei gruppi liturgico e corale della Parrocchia ha animato con canti le funzioni religiose. Evidenziamo in particolar modo le S. Messe: a) ad Istambul quella svoltasi il primo giorno nella sala da pranzo dell’Hotel (luogo inconsueto che con un po’ di fantasia si poteva configurare come Cenacolo); 10 - LANTERNA CRONACA b) a Tpesidelik Hon presso il caravanserraglio dimesso (si riannodava alla funzione avvenuta lo scorso anno nella vallata di Wadi Rum); c) a Konya nella cappella di S.Paolo, ove abbiamo incontratato due giovani e coraggiose sorelle laiche provenienti dalla Diocesi di Trento; ci riferirono, fra l’altro, che in tutta la città (di intonazione molto integralistica) il numero complessivo dei cristiani non supera le dita di una mano; d) ad Izmir (Smirne) nella Chiesa di S. Policarpo ove è intervenuto per un breve saluto l’attuale Vescovo (in semplice abito civile), lieto che siano i pellegrini più che i turisti a visitare il tempio, testimoniando così la fede. Fra le molteplici località rivestenti motivi di rilevante interesse ci limitiamo a segnalare: 1) la città sotterranea di Kaimakli costituita da tufo friabile ed articolata in 8 diversi livelli di cui solo 4 visitabili. I passaggi di accesso sono molto angusti constringendo a procedere con fatica curvando ripetutamente la schiena. Ci si meraviglia che abbiano potuto vivere comunità di persone in quelle caverne, adibite come silos, cappelle, case d’abitazione, ecc. 2) la Valle dei camini delle fate in Cappadocia in cui l’erosione di terreni tufacei ha originato spettacolari strutture, specialmente a forma di coni, sormontate da blocchi di basalto (rocce neovulcaniche) che si presentano come cappelli. Questa zona può essere annoverata fra le meraviglie del mondo! 3) le cascate pietrificate di Hierapolis (Pamukkale) formazioni calcaree che nel corso dei secoli hanno dato origine a rupi frastagliate e dentellate, bianche scogliere, con susseguirsi di terrazze sovrapposte: un fenomeno indescrivibile. Quanto esposto nei punti 2) e 3) non è per nulla opera dell’uomo, ma della natura e queste indimenticabili bellezze ci richiamano alla potenza creatrice di Dio. Nella caleidoscopica successione degli eventi stavamo per dimenticare l’interessante viaggio effettuato da Istambul col battello sul Mar di Marmara verso lo stretto del Bosforo che si collega col Mar Nero. Riguardo alle strutture alberghiere e di ristoro che Brevivet ha previsto nel corso del viaggio, il giudizio complessivo è soddisfacente. Ovviamente non potevamo pretendere che esse fossero tutte al livello del “Princess Hotel” di Smirne (5 stelle) in cui siamo stati alloggiati nell’ultimo giorno; nel menù erano incluse le bevande analcooliche, cosicché abbiamo potuto risparmiare qualche milione (di lire turche)! Questo viaggio in Turchia, attraversata in passato, fra l’altro dai Selgiuchidi coi mamelucchi, gli Ottomani coi loro giannizzeri, ecc, ci ha mostrato un Paese ponte tra Europa e l’Asia - che tende a modernizzarti. Dispone di una superficie due volte e mezzo l’Italia, con una popolazione di oltre 60 milioni. Abbiamo notato una febbrile attività nel settore edile, l’impiego di mezzi meccanici in agricoltura, uno sviluppo impressionante nel campo turistico-alberghiero: le strutture di accoglienza che consentiranno un sempre maggior afflusso di persone di svariate nazionalità, potranno contribuire ad una migliore comprensione fra i popoli. Per chiudere, le persone del gruppo sono sempre state attente a tuti gli eventi, puntuali e disponibili. Un elogio particolare a Carlo (omesso il cognome per la privacy) per le sue doti innate di animatore e per la dedizione completa offerta in ripetute occasioni. Il felice ritorno in Italia ha fatto dimenticare l’oscuro giorno della vigilia per i tragici fatti avvenuti negli Stati Uniti. Cesare Frigerio P.S.: Abbiamo ripercorso un limitato tratto dei diversi viaggi effettuati da Paolo. Ci prenotiamo per il prossimo pellegrinaggio verso Damasco (Siria) ove avvenne la conversione dell’Apostolo? RICORDATE LA LETTERA: “PARLIAMO DELLA NOSTRA FEDE” ? L’appello lanciato su queste pagine qualche mese fa è stato raccolto da diverse persone, che si sono già incontrate alcune volte. Come era nelle premesse, abbiamo parlato della nostra fede e del modo di viverla, qui e oggi: in principio con un po’ di imbarazzo, poi sciogliendoci e scaldandoci, a mano a mano che ci si conosceva meglio e ci si affidava reciprocamente. Anche questo graduale aprirsi è stato un atto di fede, una parte non secondaria del cammino. Ora vogliamo ritrovarci dopo le vacanze, in autunno, e ci auguriamo di avere anche altri “compagni di viaggio”. Gli argomenti toccati? La carita’, la speranza, la gioia alla luce della fede. Quelli futuri? Gli stessi, e in piu tutti i punti di incontro, e di scontro, fra la fede e la vita di ogni giorno: per fare solo un esempio, come rendere più “cristiano” e meno commerciale il Natale. In particolare, il mio intento nel lanciare questo appello era di capire meglio come si può essere cristiani, oggi, al di là della “mattina della domenica”: in altre parole, di avere delle conferme alla convinzione che non si può incontrare Dio e poi continuare a vivere come prima. Certo, è una ricerca senza fine, come senza fine è il mistero del rapporto fra la creatura e il suo Dio. Ma è l’unica ricerca che valga la fatica che costa. Se volete unirvi a questo piccolo gruppo, mettetevi in contatto con don Fausto; gli incontri si tengono in parrocchia, una volta al mese. (Lettera firmata, come la precedente) 11 - LANTERNA CALENDARIO PARROCCHIALE OTTOBRE 2001 Domenica 7 SOLENNITA’ DELLA BEATA VERGINE DEL ROSARIO Ore 11,30 S. Messa solenne con supplica Ore 12,30 pranzo comunitario PARROCCHIA S. MARIA DEL ROSARIO Via Solari, 22 - MILANO Tel. 02-4234109 Raccolta a Gesù povero per i poveri che sono tra noi Lunedì 8 ore 21,00 ESERCIZI SPIRITUALI Martedì.9 ore 21,00 ESERCIZI SPIRITUALI Mercoledì 10 ore 21,00 ESERCIZI SPIRITUALI Venerdì 12 ore 21,00 Catechesi prebattesimale Martedì 17 ore 21,00 Corso Fidanzati Venerdì 19 ore 21,00 Catechesi prebattesimale Sabato 20 domenica 21 SANTE MESSE FESTIVE ore: 8,30 - 10,00 - 11,30 - 17,30 - 19,00 SANTE MESSE FERIALI ore: 7,30 - 9,00 - 18,00 ELEZIONI NUOVO CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE Domenica 21 ore 16,00 S.Battesimo Mercoledì 24 Corso Fidanzati ore 21,00 Ogni prima domenica del mese: ore 16,00 esposizione dell’Eucaristia per l’adorazione personale ore 17,00 Vesperi Sabato 27 Veglia missionaria Domenita 28 GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE Martedì 30 ore 10,00 S.Messa con mandato ai catechisti ore 21,00 Corso fidanzati Ogni terza domenica del mese: ore 16,00 S. Battesimo Ogni giorno feriale: ore 8,00 Lodi ore 17,30 Rosario NOVEMBRE 2001 Giovedì 1 SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI Sante Messe secondo l’orario festivo Venerdì 2 COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI Sante confessioni: Si consiglia di confessarsi nei giorni feriali dalle 8,00 alle 9,30 dalle 17,00 alle 18,30 Sante Messe ore 7,30-9,00-18,00-21,00 Domenica 4 ore 16,00 Adorazione eucaristica ore 17,00 Vesperi www.smrosario.it Raccolta a Gesù povero per i poveri che sono tra noi Lunedì 12 ore 21,00 SCUOLA DELLA PAROLA Mercoledì 14 ore 21,00 Corso fidanzati Venerdì 16 ore 21,00 Catechesi prebattesimale La SEGRETERIA PARROCCHIALE è aperta tutti i giorni feriali Dalle 10,00 alle 12,00 Dalle 16,00 alle 18,00 per la prenotazione delle Sante Messe e per documenti di archivio Domenica 18 I DOMENICA DI AVVENTO Ore 14,00 Pellegrinaggio decanale Mercoledì 21 ore 21,00 Corso fidanzati Venerdì 23 ore 21,00 Catechesi prebattesimale IL CENTRO DI ASCOLTO è aperto Lunedì, mercoledì, venerdì Dalle 10,00 alle 12,00 Domenica 25 Il DOMENICA DI AVVENTO Mercoledí 28 ore 16,00 S. Battesimo ore 21,00 Corso Fidanzati LANTERNA - Aut. Trib. di Milano del 10.05.1951 n. 2348 - Direttore Responsabile: Don Fausto Gilardi Stampa: Right System - Via Solari, 50 - Milano - Tel. 0248955356 12 - LANTERNA