GENNAIO 1 2016 PER SAPERNE DI PIU’…….. ISTITUTO COMPRENSIVO L. STURZO - SAPPUSI 01/01/2016 1 1 Gennaio 2016 Giornata Mondiale della PACE umana, quali il fondamentalismo e i suoi massacri, le persecuzioni a causa della fede e dell’etnia, le violazioni della libertà e dei diritti dei popoli, lo sfruttamento e la schiavizzazione delle persone, la corruzione e il crimine organizzato, le guerre e il dramma dei rifugiati e dei migranti forzati. Tale opera di sensibilizzazione e formazione guarderà, nello stesso tempo, anche alle opportunità e possibilità per combattere questi mali: la maturazione di una cultura della legalità e l’educazione al dialogo e alla cooperazione sono, in questo contesto, forme fondamentali di reazione costruttiva. Papa Francesco annuncia il tema del Messaggio per la 49ª Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2016) «Vinci l’indifferenza e conquista la pace». Questo è il titolo del Messaggio per la 49ª Giornata Mondiale della Pace, la terza di Papa Francesco. L’indifferenza nei confronti delle piaghe del nostro tempo è una delle cause principali della mancanza di pace nel mondo. L’indifferenza oggi è spesso legata a diverse forme di individualismo che producono isolamento, ignoranza, egoismo e, dunque, disimpegno. L’aumento delle informazioni non significa di per sé aumento di attenzione ai problemi, se non è accompagnato da una apertura delle coscienze in senso solidale; e a tal fine è indispensabile il contributo che possono dare, oltre alle famiglie, gli insegnanti, tutti i formatori, gli operatori culturali e dei media, gli intellettuali e gli artisti. L’indifferenza si può vincere solo affrontando insieme questa sfida. Un campo in cui la pace si può costruire giorno per giorno vincendo l’indifferenza è quello delle forme di schiavitù presenti oggi nel mondo, alle quali era dedicato il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2015, «Non più schiavi ma fratelli». Bisogna portare avanti questo impegno, con accresciuta coscienza e collaborazione. La pace è possibile lì dove il diritto di ogni essere umano è riconosciuto e rispettato, secondo libertà e secondo giustizia. IlMessaggio del 2016 vuole essere uno strumento dal quale partire perché tutti gli uomini di buona volontà, in particolare coloro i quali operano nell’istruzione, nella cultura e nei media, agiscano ciascuno secondo le proprie possibilità e le proprie migliori aspirazioni per costruire insieme un mondo più consapevole e misericordioso, e quindi più libero e giusto. La pace va conquistata: non è un bene che si ottiene senza sforzi, senza conversione, senza creatività e confronto. Si tratta di sensibilizzare e formare al senso di responsabilità riguardo a gravissime questioni che affliggono la famiglia *** La Giornata Mondiale della Pace è stata voluta da Paolo VI e viene celebrata ogni anno il primo gennaio. Il Messaggio del Papa viene inviato alle cancellerie di tutto il mondo e traccia anche la linea diplomatica della Santa Sede per l’anno che si apre 2 2 1 gennaio Salviamo la costituzione La Costituzione è la legge fondamentale sulla quale si fonda lo Stato Italiano. Promulgata dall’allora capo dello stato Enrico De Nicola ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948, ha sancito il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica. L'Assemblea Costituente fu formata da molte e diverse forze politiche. La Costituzione, suddivisa in tre parti, enuncia i principi fondamentali, i diritti ed i doveri dei cittadini e l’ordinamento Repubblica. della Tra i Padri della Costituzione Italiana si ricordano, tra gli altri, don Giuseppe Dossetti, Pietro Calamandrei ed Achille Grandi, il fondatore delle Acli. La Carta è espressione della cultura e della storia del territorio italiano, la traduzione in norme dei valori a difesa dei quali hanno perso la vita e la libertà migliaia di uomini e donne. La Costituzione va quindi imparata, letta nelle scuole, spiegata ai più piccoli e difesa dai più grandi. L’art. 11 “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” mette in sintonia la Magna Carta con la Giornata mondiale della Pace, promossa dalla Chiesa Cattolica in questo stesso giorno. Cosa fare oggi? Impara la Costituzione! Accadde oggi: 1863: Abraham Lincoln dichiara il Proclama di Emancipazione che stabilisce l'abolizione della schiavitù. 1923: nasce Ousmane Sembène, scrittore e regista senegalese, uno dei più grandi cineasti della cultura africana, impegnato sui temi della politica e dei diritti delle minoranze. 1948: entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana. 1995: viene istituito il WTO (World Trade Organization) un'organizzazione internazionale creata allo scopo di supervisionare numerosi accordi commerciali tra gli stati membri. 2007: Ban Ki-Moon diventa Segretario Generale delle Nazioni Unite, subentrando a Kofi Annan. Giuseppe Dossetti Protagonista di due momenti cruciali nella storia d’Italia (il varo della Costituzione) e nella storia della Chiesa (il Concilio Vaticano II) , Giuseppe Dossetti (19131996) ha incarnato una radicalità cristiana concretizzata dapprima nell’impegno politico attivo, poi nella dimensione spirituale e quindi nell’attività culturale e civile. Resistente e partigiano, aderì giovanissimo alla Democrazia cristiana di cui divenne uno dei massimi esponenti. Venne eletto nel 1946 alla Costituente e fu uno dei protagonisti della stesura dei principi fondamentali della Costituzione del 1948. Successivamente, a causa di dissidi con l’impostazione pragmatica e filo atlantica di De Gasperi, si ritirò dalla vita politica nel 1951. Nel 1956 pronunciò alcuni voti religiosi e poi divenne sacerdote lavorando a Bologna presso un centro studi dedicato alla storia della Chiesa: consapevole della necessità di una riforma ecclesiale, Dossetti partecipò attivamente ai lavori del Concilio come assistente del Cardinale di Bologna. Ritiratosi poi nel monastero di Montesole presso la comunità della “Piccola famiglia dell’Annunziata”, da lui fondata, ebbe la sua ultima uscita pubblica con la creazione nel 1994 di comitati in difesa della Costituzione, minacciata da progetti legislativi che la volevano stravolgere. 3 2 Gennaio Non pago di leggere La biblioteca è uno dei luoghi fondamentali per la diffusione della cultura e dell’informazione. Essa contribuisce a dar nuovo risalto a libri di autori ed editori che, nelle librerie, trovano spazio solamente per pochi mesi dall’uscita del lavoro. Le biblioteche sono, inoltre,spazi per la condivisione di idee, opinioni, suggerimenti; investono in catalogazione e promozione di diversi tipi di opere. Da qualche anno, l’Unione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro alcuni Stati comunitari, tra i quali l’Italia, rei di non aver introdotto la remunerazione di autori ed editori per i prestiti dei libri in biblioteca. Vale a dire che, secondo l’Unione Europea, la presa in prestito di un libro, una rivista, un dvd in biblioteca, dovrebbe essere a pagamento. Più che un prestito, un noleggio. A pensarci bene, già le nuove tecnologie a supporto della diffusione di cultura ed informazione, come e-book, mp3, dvd, presuppongono di fatto un consumo di cultura “usa e getta”. Quante volte, infatti, il prodotto acquistato diventa negli anni inutilizzabile poiché cambia la tecnologia, il formato del lettore elettronico, il modello di computer e così via? La campagna europea d’informazione e mobilitazione “non pago di leggere” è stata avviata, con il supporto di bibliotecari, lettori e anche autori ed editori, per insistere sulla necessità della libera ed ampia diffusione della cultura, a portata di tutti. Cosa fare oggi? Stampa dal sito della campagna il tuo segnalibro con il logo “non pago di leggere” Giulio Einaudi Giulio Einaudi (1912-1999) fu un intellettuale italiano, fondatore nel 1933 dell’omonima casa editrice con sede a Torino. Democratico e antifascista, nipote del futuro presidente della Repubblica Luigi Einaudi, concepì il suo ruolo di editore come un impegno civile in favore degli ideali di giustizia e libertà, senza temere le censure, gli arresti e le minacce del regime fascista. Durante la seconda guerra mondiale, quando il suo amico e collaboratore Leone Ginzburg veniva ucciso in carcere, fu costretto alla fuga in Svizzera non dimenticando di pensare alla presente lotta di resistenza e liberazione, e ai futuri progetti editoriali. Dopo la guerra si circondò dei migliori intellettuali e artisti italiani (da Cesare Pavese a Italo Calvino fino a Norberto Bobbio) editando innumerevoli capolavori di scrittori del nostro paese e di tutto il mondo. Quando la casa editrice andò incontro negli anni ’80 a problemi economici, Einaudi mantenne sempre la sua linea attenta alla qualità e alle nuove sfide sociali e culturali, privilegiando una critica costruttiva e un impegno personale sincero e coerente, ispirato ai principi di un’etica laica, tollerante e aperto al confronto 4 4 7 Gennaio Campagna europea per la biodiversità Prima di tutto, la 5 definizione: con il termine biodiversità si intende la natura in tutte le sue forme, l’insieme di ogni organismo vivente, che rendono possibile la vita sulla terra. Quindi, gli ecosistemi, le piante, gli animali (compreso l’uomo), i microrganismi sono tutti parte della biodiversità. La ricchezza biodiversa è importante non solo per la bellezza che la natura sa offrire. Essa ci permette di mangiare, bere, vestirci, riscaldarci, curarci e di respirare aria pulita. Tutte funzioni che si danno per scontate e per dovute, al punto che si assiste oggi ad un iperconsumo delle risorse naturali. Coltivazioni intensive, disboscamenti, sprechi della risorsa acqua, immissione nell’aria di sostanze inquinanti, uccisione di animali, sono tutti fattori che stanno compromettendo l’ambiente e gli organismi che lo rendono ricco. In molti casi sono semplici attività quotidiane che contribuiscono a questa deturpazione. L’acquisto di prodotti con imballaggi in plastica, l’utilizzo di automobili, il mancato riciclo deirifiuti, solo per citarne alcuni. Sono, queste, pratiche “non sostenibili”. Ovvero che, se perpetrate, metto a rischio il rigenerarsi delle risorse naturali, patrimonio di tutti. La campagna europea per la biodiversità intende riflettere sul valore di questo patrimonio e su quali siano le misure a nostra disposizione per preservarlo. Maha Ghosananda “Dalla sofferenza giunge una grande compassione, la compassione genera un cuore pacifico”. Questo il lascito di Maha Ghosananda (1929-2007),monaco buddhista cambogiano, che durante e dopo il regime dei Khmer rossi operò per la riconciliazione nazionale e per la ricostruzione religiosa e civile del paese. Entrato in monastero fin da giovanissimo studiò nei principali centri del buddhismo theravada in Cambogia, India e Thailandia. Si trovava là quando, nel 1976, Pol Pot prese il potere: Maha Ghosananda scampò così al massacro che coinvolse la sua famiglia e moltissimi monaci. Nel 1979 uscì dal monastero per aiutare i profughi cambogiani ammassati al confine con la Thailandia. Negli anni successivi, quando nel paese infuriava la guerra civile, dall’esilio in Europa continuò a lavorare per un accordo di pace. Tornato in Cambogia nel 1992 diede vita a una grande marcia per la pace che da allora si ripete ogni anno. Venerato in patria come un punto di riferimento non soltanto religioso, più volte candidato come premio Nobel per la pace, il grande monaco buddhista è ricordato in tutto il mondo per la sua sapienza e il suo equilibrio. Cosa fare oggi? Conosci i parchi naturali della tua regione! 5 7 Gennaio Festa del Tricolore La Festa del Tricolore è anche conosciuta, in maniera ufficiale, come "Giornata Nazionale della Bandiera", ed è una festività italiana durante la quale si rende omaggio e si celebra il tricolore e la sua importanza per tutta la nazione. Questa ricorrenza cade ogni anno agli inizi di gennaio, e più precisamente il 7 gennaio, data che ricorda la nascita del tricolore, così come ufficializzato a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. La ricorrenza, invece, è stata istituita in tempi ben più recenti, per la precisione, nel dicembre del 1996. Origini della Bandiera Italiana Le origini della bandiera italiana così come la conosciamo oggi sono piuttosto recenti. Essa è, così come i colori ci lasciano intuire, liberamente ispirata a quella francese, nella quale il verde non è presente. Al suo posto troviamo invece il blu scuro. La bandiera transalpina nacque durante la Rivoluzione Francese: i suoi tre colori rappresentano la monarchia e i colori della città di Parigi. Anni dopo la rivoluzione, la bandiera francese arrivò in Italia al seguito di Napoleone, durante la sua"campagna italica". Il blu, in Italia, venne sostituito dal verde, che era il colore delle divise della Guardia Civica Milanese. In seguito, la bandiera italiana divenne il simbolo più importante della Restaurazione, in quanto richiamava la sovranità del popolo e la libertà della nazione. Al tempo stesso, non era più un emblema legato ad una famiglia reale o ad una dinastia, per cui fu uno dei simboli più diffusi e genuini dell'Unità d'Italia. Perché gli italiani sono anche conosciuti come "gli azzurri"? Il colore azzurro non è presente nella bandiera, sebbene sia spesso associato all'Italia, soprattutto in ambito sportivo. I nostri giocatori di calcio, ad esempio, sono conosciuti con il soprannome di "azzurri", ma tale colore non è presente nella bandiera italiana. Da dove arriva, dunque? In origine, il colore azzurro era il colore distintivo della famiglia reale dei Savoia e, durante i primi anni dopo l'Unità d'Italia e fino alla proclamazione della Repubblica Italiana, tale colore fu associato al Regno d'Italia. In seguito, quando la famiglia Savoia venne esiliata a seguito della proclamazione della Repubblica, il colore azzurro sparì ufficialmente dalla Costituzione, per rimanere presente solo nell'affetto del popolo e come valore collettivo. Tuttoggi, la Costituzione Italiana dispone che i colori della bandiera italiana siano tre: bianco, rosso e verde, disposti a bande verticali larghe, di uguali dimensioni. Come si festeggia la Festa del Tricolore in Italia? La festa del tricolore o della bandiera italiana è una ricorrenza civile ricca di fascino. Le festività si svolgono in forma solenne e avvengono presso il Palazzo del Quirinale, che ha sede nella capitale - Roma. I protagonisti della cerimonia sono iCorazzieri, che svolgono il Cambio della Guardia in forma solenne, ovvero inossando le alte uniformi, o uniformi di gala. Si tratta dello stesso rito che si ripete anche il 2 giugno, ovvero durante la festa della Repubblica. A presenziare, ci sono le maggiori cariche politiche dello Stato, fra cui il Presidente della Repubblica in carica. 6 12 Gennaio Salute, acqua e istruzione per tutti Istruzione, salute ed accesso all’acqua sono condizioni necessarieper una vita dignitosa e per porre le basi a qualsivoglia forma di sviluppo economico e sociale. Sono, allo stesso tempo, diritti negati in buona parte del mondo. Ottanta milioni di bambini e minori non possono ricevere un’istruzione primaria di base, poiché costretti a lavorare o per la mancanza di insegnanti e scuole; un elevato numero di persone non è mai andata a scuola ed è tutt’ora analfabeta. La mancanza di medici qualificati ed ospedali, l’elevato prezzo di alcuni medicinali, la scarsa educazione sanitaria, unita a standard minimi d’igiene non rispettati condannano milioni di individui ad infermità e morte premature, per malattie che potrebbero essere facilmente curabili. Ogni giorno 1.400 madri muoiono durante il parto. L’accesso a fonti di acqua potabile e sicura è una chimera in tanti villaggi dei sud del mondo. La risorsa acqua scarseggia e negli ultimi anni numerose guerre sono sorte per l’approvvigionamento di questo bene primario. Acqua, istruzione e salute sono correlati tra loro, poiché spesso la mancanza di uno di questi elementi provoca la negazione degli altri due. Per questo motivo la campagna “Salute, acqua e istruzione per tutti” ha formato un movimento globale per richiamare governi e istituzioni internazionali ad una maggiore attenzione per il rispetto di questi diritti umani fondamentali. Cosa fare oggi? Non sprecare l’acqua e non sciupare i libri. Prayudh Payutto Uno dei monaci e pensatori buddhisti più significativi dell’epoca moderna, grande codificatore del canone Pali, dopo anni di controversie nel buddhismo thailandese, Prayudh Payutto (1938) è una figura molto amata nel paese ma anche premiata a livello internazionale per la sua attività in campo educativo. Nato in una cittadina della Thailandia, entra giovanissimo in monastero e raggiunge in breve tempo il più alto grado degli studi nonostante fosse affetto da vari disturbi fisici che lo accompagneranno per tutta la vita. Nel 1971 pubblica il volume enciclopedico “Buddhadhamma”, nel quale presenta una sintesi della sua prospettiva filosofico/religiosa che trova una applicazione concreta nel deciso rifiuto della violenza e in uno sguardo cosmopolita aperto alla diversità. Negli anni successivi svolge il ruolo di mediatore e di pacificatore durante vari episodi di contestazione studentesca dei vari regimi al potere nel paese, in nome della più genuina tradizione buddhista. Dopo aver rifiutato per motivi di saluti prestigiose cariche, Prayudh Payutto continua a svolgere la sua missione di maestro non soltanto per i monaci ma anche per quanti sono sinceramente in ricerca. 7 Stop al consumo di territorio – 14 Gennaio Il Belpaese. Così è Questo pone a rischio risorse esauribili come anche conosciuta la la penisola sull’equilibrio italiana. Una definizione terra, la flora tra e l’acqua, uomo e incidendo territorio. La cosiddetta “impronta ecologica”, ovvero la dovuta all’immenso patrimonio artistico e relazione naturalisticoche l’Italia può offrire. Eppure, naturali e la capacità della terra di rigenerarle, soprattutto sta dal lato naturalistico, tra superando consumo i livelli umano di di risorse guardia. La questopatrimonio ambientale sta in parte Campagna “Stop al consumo di territorio” scomparendo Negli chiede una moratoria dei piani regolatori e ultimi sessant’anni un’area grande come il delle lottizzazioni ai vari Comuni Italiani, al nord dal fine che si costruisca esclusivamente su aree cemento, ad un ritmo di 250mila ettari già urbanizzate, con una mappatura di case l’anno. Piani urbanistici scellerati, speculazioni sfitte a fini speculativi e capannoni industriali edilizie, grandi opere spesso inutili e dannose, non utilizzati. Molti comuni stanno reagendo zone industriali e residenziali abbandonate all’abusivismo edilizio ma serve la voce della senza piani di riconversione, condoni edilizi società hanno del nel perché poco Paese tempo è tutelato. stata seppellita deturpato il civile per fermare le ruspe. territorio nazionale. Cosa fare oggi? Invita il tuo sindaco a ristrutturare anziché occupare nuovo territorio. Albert Schweitzer Con la sua lunga vita, il medico franco-tedesco Albert Schweitzer (18751965), premio Nobel per la pace nel 1952, ha attraversato le tragedie della storia europea da un particolare punto di vista, quello del “missionario” nell’allora Africa Equatoriale Francese (oggi Gabon). Figlio di un pastore luterano, compì gli studi di filosofia e di teologia a Strasburgo mostrando anche grandi capacità come suonatore di organo. Nel 1904 la svolta della sua vita: rispondendo a un appello di una società missionaria francese che cercava medici per l’Africa, decise di intraprendere gli studi di medicina specializzandosi in malattie tropicali. Nel 1913, insieme alla moglie, giunse alla missione di Lambaréné, dove superò la diffidenza degli abitanti grazie alla sua abilità professionale e alle sue doti umane. Lo scoppio della prima guerra mondiale fu un elemento di rottura: perché di passaporto tedesco i coniugi Schweitzer furono fatti prigionieri e trasferiti in un campo di lavoro in Francia. Soltanto nel 1924 poterono tornare in Africa riprendendo quel lavoro non solo di assistenza ma anche di educazione che li rese celebri nel mondo. Ma Albert era anche un pacifista convinto attivandosi, nell’ultima parte della sua vita, per la sospensione dei test atomici. Autore di numerosi scritti, ha anticipato un’idea di cooperazione internazionale che non fosse mera “civilizzazione” degli indigeni. 8 Mangia, bevi e muoviti - 21 Gennaio energia e si fa un po' di futuro. La campagna invita esercizio. Questi sono solo a alcuni dei piccoli consigli frutta da merendine confezionate. A mettere in pratica tutti i giorni. Europea ci Fragole a natale e arance a sono ferragosto? Costano di più, bambini sono meno buone e meno milioni dei quali sono obesi nutritive o e la loro commercializzazione ha 22 milioni sovrappeso, rischiano il diabete di 5 e disturbi vascolari.Frutta e un impatto verdura di stagione, latte ambientale maggiore. e latticini, esercizio fisico Scale o ascensore? Quando quotidiano possibile, meglio le scale, necessari sin da piccoli così per evitare problemi in si consuma meno a moltissima scuola e poche casa inviata a consumare Nell'Unione circa consumare sono molti latticini che sono ricchi di sostanze nutritive come calcio, vitamine e proteine. Ma soprattutto, accanto ad un occhio per la nutrizione, invita spegnere tutti i video cellulare, Tv, Pc – a – per muoversi all’aria aperta. Cosa fare oggi? No alla gazzosa, si ad un frullato di frutta! Pinstrup Andersen Economista e pensatore politico danese, ha da sempre concentrato la sua attenzione nel campo dell’agricoltura, dell’alimentazione e della distribuzione del cibo, basandosi sull’idea che il problema della fame sia una questione economico/politica piuttosto che un problema di produzione. Pinstrup Andersen (1939), nel corso di una lunga carriera accademica cominciata negli anni ’70, ha potuto insegnare in molte università del mondo dalla Colombia, ai Paesi Bassi fino agli Stati Uniti, dove in particolare è stato direttore di un centro di ricerca sull’economia dell’alimentazione presso la Cornell University di New York. Per anni ha guidato l’International Food Policy Research Institute di Washington impegnandosi soprattutto nella campagna “cibo per educazione” volta a mettere in relazione, nei paesi impoveriti, la produzione dei beni primari con una generale scolarizzazione dei ragazzi. Nel 2001 è stato insignito del World Food Price, un riconoscimento della sua attività di ricerca nell’ambito della sicurezza alimentare. 9 25 Gennaio Giornata mondiale per i malati di lebbra “Vi sono delle malattie di cui non v’è traccia in Occidente e, quindi, non v’è un mercato farmaceutico. Colpiscono soprattutto le persone più povere, non interessano. La lebbra è una di queste”. Così viene descritta la malattia della lebbra dai rappresentanti dell’AIFO(Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau). Lo stesso Follerau (poeta e giornalista francese che alla lotta alla lebbra dedicò la sua vita) sosteneva che chi è colpito da lebbra si porta appresso una doppia malattia, spesso dimenticata: da una parte quella legata al germe, dall’altra la “malattia” dell’emarginazione, dell’esclusione sociale e del pregiudizio. La lebbra è una malattia da cui oggi si può guarire ma, riguardando soprattutto contesti di povertà estrema (le percentuali più elevate si registrano in India, Brasile, Repubblica Dominicana, Congo e Nepal), di fatto molte delle persone affette non ricevono le necessarie cure. Chi contrae questa malattia (che colpisce la pelle ed i nervi periferici) deve anche fare i conti con l’emarginazione e l’indifferenza. Negli anni “lebbroso” è diventato sinonimo di persona da discriminare ed allontanare. Per questo, lottare contro la lebbra significa anche lottare contro povertà, violenza, indifferenza ed egoismo. Cosa fare oggi? Leggi “Allo specchio e altri racconti”, di Laura Badaracchi, Edizioni Infinito. Raoul Follereau È ormai impossibile disgiungere la figura di Raoul Follereau (1903-1977) dalla sua battaglia in favore dei malati di lebbra, soprattutto in Africa. Giornalista francese, venne mandato nel 1935 per il quotidiano La Nation in Africa occidentale sulle orme del missionario Charles de Foucauld: fu in quest’occasione che incontrò la drammatica realtà dei lebbrosi, che vivevano emarginati da tutti in una condizione di estrema indigenza. Dopo la seconda guerra mondiale (durante la quale fu imprigionato per la sua attività anti-nazista) cominciòun’incessante campagna sulla lebbra per informare, scuotere le coscienze, raccogliere fondi e energie: nel 1953 aprì in Costa d’Avorio una “cittadella dei lebbrosi” in cui ridiede dignità a migliaia di malati offrendo loro cure ma anche prospettive di lavoro e di educazione. Negli anni ’60 questo impegno si moltiplicò raggiungendo una rilevanza internazionale quando Raoul Follereau chiese a USA e URSS di devolvere il denaro necessario per una giornata di guerra in Vietnam, in favore degli emarginati della terra. Ora a distanza di più di trent’anni dalla morte dell’“avvocato dei lebbrosi” in tutto il mondo sono sorti centri Raoul Follereau che continuano l’opera del fondatore. 10 27 Gennaio Giornata della memoria delle vittime della Shoah Il termine Shoah (dall’ebraico “distruzione totale”) fa riferimento al genocidio compiuto dalla Germania nazista a danno di persone ed etnie ritenute inferiori, indegne ed indesiderabili dal regime: omosessuali, ebrei, oppositori politici, zingari, disabili, testimoni di Geova e altre ancora. Le popolazioni Rom e Sinte, anche esse vittime di persecuzioni, fanno riferimento agli stessi avvenimenti con il nome di Porajmos (grande divoramento). L'idea drammatica che stava alla base delle persecuzioni che il regime di Adolf Hitler attuò negli anni tra il 1935 e il 1945, consisteva nella superiorità della razza ariana sulle altre. Anche in Italia, il regime fascista in quei decenni mise in atto una vera e propria politica antisemita e di odio razziale. Il 27 gennaio del 1945, l’offensiva russa contro Berlino portò alla scoperta del campo di concentramento polacco di Auschwitz, all’interno del quale la follia nazista uccise oltre un milione di persone. Questa data è oggi fissata a memoria di quanto successe, in onore alle milioni di vittime e incarcerati, ai loro familiari e a quanti si batterono in opposizione al progetto di sterminio. La giornata della memoria serve anche a rendere coscienti e solidali le nuove generazioni, affinché tengano sempre vivo il ricordo di chi fu vittima del delirio umano e si impegnino in prima persona contro ogni forma di neo nazismo ancora attivo in Europa. Cosa fare oggi? Informati sul Memoriale della Shoah di Milano (Binario 21). Elie Wiesel L’aver acceso una piccola luce nella notte di Auschwitz e dello sterminio degli ebrei (e non solo) perpetrato dai nazisti è il merito di molti testimoni sopravvissuti: Elie Wiesel (1928),premio Nobel per la pace nel 1986, è una delle voci più potenti e autorevoli che hanno raccontato la tragica esperienza del lager. Nato al confine tra Romania e Ungheria da una famiglia di piccoli commercianti ebrei ortodossi, giovanissimo nel 1944, venne deportato al campo di sterminio di Auschwitz da cui si salvò a stento, unico di parenti e amici. Finito successivamente in un orfanotrofio di Parigi comincia a lavorare come giornalista: soltanto negli anni ’60 però inizia a scrivere sulla Shoah, un ruscello di memoria che diventerà un fiume in piena per raggiungere il maggior numero di persone e far comprendere a quali livelli di orrore può arrivare l’uomo. Trasferitosi negli Stati Uniti, di cui ha assunto il passaporto, Wiesel ha contribuito alla nascita di molte istituzioni della memoria: cittadino del mondo, la sua vita stessa è un ammonimento sulla storia ma anche la prova che i valori della libertà e della dignità umana, benché sempre sull’orlo della barbarie, possono alla fine resistere e vincere. 11 Giorno della Memoria: la Shoah raccontata ai bambini e ai ragazzi Shoah è un termine ebraico che significa «tempesta devastante», e indica lo sterminio del popolo ebraico durante il Secondo conflitto mondiale. Lo si preferisce alla parola Olocausto, termine di origine greca che significa «sacrificio tramite il fuoco», perché non è stato un sacrificio! È una commemorazione internazionale che ricorda il giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz e scoprirono l’orrore del campo di concentramento con i pochi sopravvissuti. «La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». La memoria delle terribili storie, ci deve aiutare a costruire un futuro migliore. Un futuro in cui quelle atrocità non si ripetano mai più! Parliamone ai nostri bambini, raccontiamo con delicatezza ma con fermezza quanto può essere cattivo l’uomo, ma anche come si possa salvare non commettendo più gli stessi terribili errori. Le atrocità si possono raccontare anche attraverso la bellezza, quella delle immagini di libri che, come tutti quelli illustrati da Roberto Innocenti, io considero dei classici per tutte le età: la bellezza non ha confini anagrafici. Rosa Bianca Christophe Gallaz illustrazioni di Roberto Innocenti Edizioni C’era una volta..., 1990 La Margherita Edizioni, 2005 Rosa Bianca vive in un paese tedesco e nazista. Vede passare tanti camion mentre va a scuola, finché un giorno, dopo aver visto un bambino che tenta di scappare ma che viene subito riacciuffato, decide di scoprire dove vanno. Nel bosco, al di là di un filo spinato... «… Dietro il filo c’erano dei bambini, immobili come il legno. Rosa Bianca non li conosceva. Un bimbo piccolissimo le disse che aveva fame …» Storia di amicizia senza confini e senza pregiudizi, come solo i bambini sanno creare. 12 La storia di Erika Ruth Vander Zee illustrazioni di Roberto Innocenti, Edizioni C'era una volta..., 2003 La Margherita Edizioni, 2013 «Io sono nata intorno al 1944. Non so esattamente quando. Non so neanche il mio vero nome. Non so da dove vengo. Non so se avevo fratelli o sorelle. L'unica cosa che so, è che avevo solo pochi mesi, quando fui strappata all'Olocausto». Un binario, un treno, un vagone pieno di ebrei che stanno per andare verso l’ultima destinazione: da uno di quei carri fu lanciata Erika. È la storia vera di una neonata salvata dalla sua mamma con un gesto di disperazione e di dolore incredibile: «Nel suo viaggio verso la morte, mia madre mi scaraventò dentro la vita». Un fagottino rosa che trionfa sulla vita nel grigio della morte, una vita lanciata verso la speranza. Imprescindibile, quando si parla della Shoah, è la figura di Lia Levi, l’autrice italiana che da sempre, con semplicità e tanta passione, racconta le persecuzioni, le discriminazioni, le deportazioni e lo sterminio degli ebrei. Utilissimo Che cos'è l'antisemitismo? Per favore rispondete, un piccolo manuale costruito dalla scrittrice sulla sua esperienza nel contatto diretto con i bambini a scuola, per approcciarsi in maniera semplice, attraverso domande e risposte, a un tema da sempre considerato “difficile”. Che cos'è l'antisemitismo? Per favore rispondete Lia Levi Mondadori 2001 Piemme 2006 La storia di un bambino che vive con la sua mamma in un tristissimo periodo e di una portinaia, Apollonia, che sembra una strega. La svolta della storia insegna che il pregiudizio ci fa diffidare di chi, in realtà, potrebbe riservarci piacevoli sorprese. 13 UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE A Buchenwald nel corso della guerra mondiale, come in altri campi di sterminio, vennero uccisi molti bambini. Questa poesia li ricorda. C'è un paio di scarpette rosse numero ventiquattro quasi nuove: sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica Schulze Monaco c'è un paio di scarpette rosse in cima a un mucchio di scarpette infantili a Buchenwald più in là c'è un mucchio di riccioli biondi di ciocche nere e castane a Buchenwald servivano a far coperte per i soldati non si sprecava nulla e i bimbi li spogliavano e li radevano prima di spingerli nelle camere a gas c'è un paio di scarpette rosse di scarpette rosse per la domenica a Buchenwald erano di un bimbo di tre anni forse di tre anni e mezzo chi sa di che colore erano gli occhi bruciati nei forni ma il suo pianto lo possiamo immaginare si sa come piangono i bambini anche i suoi piedini li possiamo immaginare scarpa numero ventiquattro per l'eternità perché i piedini dei bambini morti non crescono c'è un paio di scarpette rosse a Buchenwald quasi nuove perché i piedini dei bambini morti non consumano le suole... JOYCE LUSSU 14 CAMPI DI CONCENTRAMENTO Dachau, Mauthausen Auschwitz, Chelmno, Ravensbruck, Fossoli furono nomi uguali agli altri sulle carte e sulle guide turistiche. In realtà, come accadde per migliaia di città, villaggi e regioni dell'Europa nazista e fascista dal I933 al I945, essi nascosero un orribile segreto: campi di lavoro forzato, di tortura e di morte nei quali scomparvero milioni di esseri umani e tra essi bambini e ragazzi. Oppositori del nazismo o del fascismo di ogni nazionalità, zingari o ebrei giovani che furono prigionieri dei lager e dei ghetti, seppero a volte più degli adulti combattere e resistere fino all' ultimo. Molti di loro sono scomparsi dalla faccia della terra senza lasciare traccia e nemmeno il nome; di altri ci resta un frammento di storia o una fotografia sbiadita. Pochi sono i sopravvissuti. Inseguendo le vicende e la breve esistenza di otto di loro questa sezione vuole ricostruire la vita quotidiana di alcuni dei maggiori luoghi di internamento o di annientamento che le dittature nazista e fascista istituirono in Europa contro i civili a tutela della «razza pura e padrona» che si proponeva di eliminare tutti i diversi. Bambini e bambine, ragazzi e ragazze che lottano, di cui colpisce sempre la vitalità e il desiderio di futuro, ma che fin da subito subirono una violenza senza eguale: la distruzione della loro giovinezza. Nei lager e nei ghetti dopo soltanto alcune ore di prigionia per chiunque veniva meno la possibilità di riconoscersi come essere umano: spogliati di tutto, rasati, privati di ogni effetto personale, unico legame rimasto con il passato, gli internati erano sottoposti ad attese snervanti cariche di incertezza, a insulti, percosse e a una serie di trattamenti più o meno logoranti ,la ricerca spasmodica del cibo sempre insufficiente, le latrine comuni, la sporcizia... Chi reagiva ai maltrattamenti o cercava di prestare aiuto a un compagno veniva picchiato selvaggiamente. Fin da subito i prigionieri si rendevano conto della loro totale impotenza a fronte di una completa dipendenza da un potere assoluto che incombeva minaccioso sul loro fisico e sulla loro anima. Il primo atto di violenza subito, il primo colpo ricevuto facevano crollare anche negli uomini e nelle donne più forti l' idea della invulnerabilità del proprio corpo e la speranza di trovare aiuto nel momento del bisogno. I figli venivano separati dalle madri e dai padri, i ragazzi e le ragazze dai fratelli, dalle sorelle e dagli amici. Tutto era possibile e tutto poteva accadere inaspettato e senza motivo. La morte era a pochi passi e a ogni istante faceva sentire il suo gelido alito sui corpi martoriati dei prigionieri. A noi che oggi ne ripercorriamo la storia i protagonisti di questa sezione non sembrano bambini o ragazzi, piuttosto uomini e donne immersi in un oceano di sofferenza e di dolore. Non giocano non sanno più come fare a divertirsi, hanno dimenticato ogni curiosità e ogni slancio tipici della primavera della vita. Pensano il più delle volte a sopravvivere e a resistere e sanno che mai potranno trovare un farmaco o un chirurgo capace di estirpare dal loro cuore il male che hanno subito e visto. 15 I racconti sono stati tratti dal libro per ragazzi: "Sotto il cielo d'Europa" di Frediano Sessi "Einaudi Ragazzi". Si consiglia la lettura a bambini dagli 11 anni in poi con la presenza di un adulto. Paura sotto le stelle Mi chiamo Hélène e adesso sono quasi una vecchia signora. Quando io non ci sarò più, chi si ricorderà di Lydia? E' per questo che voglio raccontarvi la nostra storia. Nel 1942 il nord della Francia era occupato dall'esercito tedesco che l'aveva invaso. Lydia ed io, Hélène, avevamo otto anni e mezzo e nè la guerra, nè l'esercito tedesco ci impedivano di andare a scuola, di giocare, di litigare e di fare la pace come tutte le amiche di questo mondo. Un giorno, mentre stavamo giocando da lei, la mamma di Lydia si è messa a cucire una stella gialla sulle loro giacche. - E' carina, quella stella,- ho detto io. - Carina o meno, non si può scegliere, tutti gli ebrei devono portarla, è la nuova legge,mi ha risposto la mamma di Lydia. La mamma di Lydia ha finito di cucire la stella, poi ha detto: - Il posto delle stelle è in cielo, quando gli uomini le strappano dal cielo per cucirle sui loro vestiti, questo non può che portare disgrazia. Ha spezzato con un secco colpo di denti il filo bianco dicendo:- Stella del mattino, dispiacere vicino, stella della sera, speranza che si avvera... allora, speriamo. Ho capito che quella stella la preoccupava molto, allora ho cambiato discorso. Per molto tempo non ci ho più pensato. Fino a quel giorno. Era il 15 luglio 1942. Ero molto felice perchè l'indomani, 16 luglio, avrei compiuto nove anni. Per l'occasione Lydia aveva avuto il permesso di dormire da me. Era sera ed eravamo sole in casa. I miei genitori tornavano a casa verso mezzanotte; lavoravano in un bar per gente allegra, dove papà suonava il pianoforte perchè i clienti potessero ballare e la mamma faceva la cameriera. Doveva sempre sorridere, per rallegrare i clienti; alla sera la bocca le faceva male! Allora ci chiedeva il permesso di fare il broncio, tanto per cambiare; faceva il broncio come i bambini piccoli e mi faceva morir dal ridere. Quella sera io e Lydia eravamo da sole nel mio letto e ci raccontavamo a vicenda delle terribili storie di fantasmi per vedere se riuscivamo a farci rizzare i capelli. Era estate, l'indomani avrei compiuto nove anni e la notte era chiara e stellata. Improvvisamente, abbiamo sentito dei passi per le scale. Strano, a quell' ora, abitualmente erano tutti a letto. I passi si sono fermati sul mio pianerottolo; Lydia ed io avevamo un gran batticuore. Mi sono alzata e Lydia mi ha seguita. Abbiamo subito controllato che ci fosse il catena alla porta: c'era, meno male. Allora ho guardato attraverso il buco della serratura. C'era una signora, sul pianerottolo e invece di bussare grattava piano sulla 16 porta, come potrebbe fare un gatto. Diceva: - Aprite, sono la signora delle undici, aprite, sono la signora delle undici!Ho guardato l'orologio a pendolo, erano le undici meno un quarto. - E' in anticipo,- ha detto Lydia. - Aprite, sono la signora delle undici, continuava a dire la strana signora. Nessuno le apriva; avevo sempre l'occhio incollato al buco della serratura. - Che cosa sta facendo?- ha sussurrato Lydia. - Niente, - ho risposto, - ha la tua stessa stella addosso, la sta cincischiando. Sembra che non sappia cosa fare... Nuovamente, abbiamo sentito dei passi per le scale. La signora delle undici si è precipitata di corsa verso l'ultimo piano. - Chissà cos' avrà mai fatto per scappare così! - ho detto io. Lydia ha mormorato: - Forse ha solo tanta paura... I passi si sono nuovamente fermati sul mio pianerottolo. Ho lasciato che fosse Lydia a guardare attraverso il buco della serratura: - C'è un uomo grande e grosso, con i capelli rossi, ha sussurrato, - sta guardando la nostra porta. Abbiamo fatto qualche passo indietro, ci sentivamo un poco inquiete. L'uomo ha bussato leggermente alla porta, dicendo a bassa voce: - Aprite, aprite subito, sono io, il fantasma di mezzanotte... lo e Lydia non osavamo nemmeno respirare. L'uomo continuava: - Aprite! Non mi riconoscete? Sono io, il fantasma di mezzanotte. Non aveva certo l'aria di essere un fantasma... Perchè allora diceva così? Lydia ed io eravamo immobili, a piedi nudi, con un gran batticuore. Improvvisamente, altro rumore di passi per le scale; Lydia mi ha guardata molto spaventata ma io mi sono sentita rassicurata perchè avevo riconosciuto i passi dei miei genitori: - Svelta, a letto, - ho detto a Lydia, - se ci trovano qui ci sgridano! Mamma è entrata per prima: fingevamo di dormire così bene che ci ha credute addormentate. Ma, mentre stava per uscire dalla stanza, Lydia non ha retto e fingendo di svegliarsi ha esclamato: - Ah, siete voi, credevo che fosse la signora delle undici! Allora anch'io ho finto di svegliarmi all'improvviso e ho gridato guardando papà: - Oh, il fantasma di mezzanotte! Papà e mamma si sono messi a ridere: - Le furfantelle! - ha detto la mamma. - Hanno di nuovo giocato a farsi paura! Ho protestato: - No, esistono veramente, la signora delle undici e il fantasma di mezzanotte: sono per le scale! Papà e mamma si sono guardati perplessi. Papà ha detto: - Vado a vedere che cosa succede. Poco dopo è tornato, insieme alla signora delle undici, che era molto pallida. Giocherellava con la sua stella e diceva: - Mi dispiace disturbarvi, il vostro vicino di casa aveva promesso di aiutarmi, l'avevo anche pagato per questo... Ma lui non c'è e io non posso tornare a casa mia, la polizia mi troverà e mi arresterà. Hanno già cominciato. Stanno arrestando tutti quelli come me... Poi ha aggiunto timidamente: - Sono la signora Keller. - Perchè non l'avete detto prima? - ho domandato io, - perchè dicevate: sono la signora delle undici? - Oh! - ha spiegato la signora Keller, - eravamo d'accordo, era un nome in codice, tutte persone che il vostro vicino di casa doveva aiutare ne avevano uno, un nome in codice era un'ora, l'ora in cui dovevamo venire... Ma il vostro vicino se n'è andato... Adesso era tutto chiaro: il «fantasma di mezzanotte» era un nome in codice, aveva bussato da noi perchè aveva sbagliato porta! Ho detto a papà: C'è ancora il fantasma di mezzanotte per le scale! - No, - mi ha risposto papà, - non c'è più nessuno, sono sicurissimo, ho guardato molto bene. Allora il fantasma di mezzanotte era forse un vero fantasma, perchè era scomparso; ho guardato Lydia con aria interrogativa, volevo sapere cosa ne pensava lei. Ma Lydia non mi stava guardando; stava fissando la stella gialla della signora delle undici. Poi ha spostato lo sguardo sulla mamma e le ha chiesto qualcosa che non mi aspettavo da lei - Vorrei tornare a casa, - ha mormorato. 17 Ho subito pensato che la mamma avrebbe detto di no, che l'avrebbe rimandata a letto con me, dato che era ormai mezzanotte passata e lei era stata invitata per festeggiare il mio compleanno! Tutto questo era semplicemente un capriccio, e un capriccio da bambina maleducata, per di più! La mamma si è rivolta al papà: - Cosa ne pensi? Lydia insisteva: - Voglio tornare a casa, per favore portatemi subito a casa! - ed aveva cominciato a rivestirsi. Noi la guardavamo in silenzio. La signora Keller ha detto timidamente: Forse bisognerebbe avvisare la sua famiglia di quanto sta accadendo... Papà era piuttosto perplesso: - Così tardi?.. Mah, forse avete ragione voi, la riaccompagnerò a casa. Vieni Lydia, andiamo. Mi sono arrabbiata moltissimo; ho gridato a Lydia: - Cosa c'è che non va? E' il mio compleanno, lo stai dimenticando? Lydia aveva un' aria confusa. Mi ha messo in mano un pacchettino dicendo: - No, no, non lo dimentico; ecco il tuo regalo, l'ho fatto io, spero che ti piacerà. E senza più guardarmi è uscita con papà. La mamma l'ha baciata. lo no. Ero così furibonda, così arrabbiata per essere stata lasciata sola dalla mia migliore amica il giorno del mio compleanno che mi sono messa a urlare per le scale: Non me ne importa niente, non sei più mia amica! E sono rientrata in casa sbattendo la porta. Perché le ho detto che non era più mia amica quando invece l'amavo tantissimo? Si dicono talvolta delle cose che non si pensano veramente e che si rimpiangono a lungo. Adesso sono una vecchia signora e le rimpiango ancora. Perché non ho mai più rivisto Lydia. Dopo che Lydia se n'era andata, quella sera, mamma ha detto alla signora delle undici , coricatevi nel letto della bambina, domani troveremo un modo per aiutarvi. Questo era veramente il colmo! La mamma faceva dormire nel mio letto una signora ricercata dalla polizia! E io allora? Dove avrei dormito io? -Tu, - ha detto la mamma, - tu dormirai nel lettone con me e con papà. Ah bene! Finalmente qualcosa di bello! Non mi era mai stato permesso di dormire tra papà e mamma, allora quella sera stava veramente accadendo qualcosa di assolutamente insolito e strano! Papà è rientrato quasi subito, Lydia non abitava lontano: - Bene, - ha detto, - ho riaccompagnato Lydia e ho avvisato i suoi genitori. Mamma e papà si sono coricati: un bacio a destra alla mamma, un bacio a sinistra a papà, mi sono addormentata in mezzo a loro due, esausta. Quando mi sono svegliata, mi sono immediatamente ricordata che era il giorno del mio o compleanno. Papà e mamma erano già alzati: era molto presto, ma nella strada c'era un gran rumore, grida, gente che camminava, i fischietti della polizia. C'erano anche dei rumori in casa, qualcuno bussava con forza alla porta di fronte. Nessuno andava ad aprire. Mi sono messa a correre e ho raggiunto papà nell'ingresso, avevo paura. Hanno bussato alla nostra porta. Papà ha aperto: era un poliziotto francese e ha chiesto: - Non c'è nessuno nell'alloggio di fronte? - No, nessuno, - ha risposto papà. - Non è esattamente quello che ci era stato detto, - ha bofonchiato il poliziotto. Ha dato un colpo d'occhio in casa nostra, dal vano della porta, senza però entrare. La signora delle undici era sempre nel mio letto; dalla porta il poliziotto non vedeva altro che i suoi capelli sparsi sul cuscino. - Ah! - ha esclamato, che bella cosa essere giovani! I bambini, loro dormono anche sotto i bombardamenti, e se n'è andato. Appena il poliziotto se n'è andato, sono corsa alla finestra e passando 18 accanto al mio letto ho visto che la signora delle undici che faceva finta di dormire, come facevo io quando non volevo che qualcuno mi disturbasse. Fuori il rumore stava aumentando. Nella strada c'era un lungo corteo di gente con delle valige, scortati da poliziotti francesi. Perchè? Non avevano certo l'aria di essere dei criminali... Poi mi sono accorta che molti di loro portavano, come Lydia, una stella gialla. Stella del mattino dispiacere vicino... Avevo il cuore stretto dall' angoscia: - Mamma, - ho gridato, - dov' è Lydia? - Vestiti subito, - ha detto la mamma, andiamo a cercarla. Ero pronta in un batter d'occhio. Ma siamo arrivate troppo tardi. Non c'era più nessuno nell' appartamento di Lydia e la portinaia non ne sapeva niente. La famiglia di Lydia era stata arrestata? Era riuscita a fuggire? Mistero. Avevo un nodo di pianto in gola, ho detto alla mamma: - Lydia non è proprio nata sotto una buona stella... La mamma si è fermata, mi ha guardata e mi ha detto con decisione: - Le disgrazie, Hélène, raramente vengono dal cielo, e in ogni caso non questa disgrazia. Le disgrazie, sfortunatamente, vengono dagli uomini, dalla cattiveria di alcuni, dalla debolezza di altri... Com'è difficile vivere insieme... Mi ha presa per mano e siamo tornate a casa. Nessuno pensava più al mio compleanno, anch'io me n'ero dimenticata. Papà aveva condotto in qualche posto sicuro la signora delle undici, mamma le aveva dato una sua giacca, senza stella. Quando papà è rientrato gli ho detto con tristezza: - Lydia è sparita. Si è seduto sul letto ed era molto abbattuto. Mamma ha detto: - Forse non avremmo dovuto riportarla a casa... - Forse avremmo dovuto... - ha risposto papà, ma non ha finito la frase. Nessuno di noi aveva più niente da dire, nessuno sapeva cosa avremmo dovuto fare. Sul mio letto, ho trovato il regalo che mi aveva lasciato Lydia; con il cuore gonfio di angoscia, ho aperto il pacchettino. Dentro c'era una bambolina di cartone che lei aveva disegnato per me; al posto della testa, aveva incollato il suo viso ritagliato da una fotografia: aveva anche disegnato e ritagliato per la bambola tanti vestitini, gonne, camicette, scarpe, una piccola giacca su cui spiccava la sua stella gialla. Dietro la bambolina ho scritto: «Lydia» Per molto tempo ho aspettato il ritorno di Lydia per giocare nuovamente con lei e dirle che era sempre la mia migliore amica. Ma la guerra è finita e Lydia non è tornata e per molto tempo ho avuto una sorta di rancore verso le stelle. Adesso sono ormai una vecchia signora e spero con tutto il cuore che Lydia sia diventata, come me, una nonnina in qualche paese di questo mondo. Mi piace immaginare che lei, un giorno, leggerà questa storia alla sua nipotina, riconoscerà la sua storia, si ricorderà di me. E allora si precipiterà al telefono e mi chiamerà: - Pronto, Hélène?... Sono io, sono Lydia... Udire la sua voce mi riempirebbe di una tale gioia... Allora io continuo a sperare. Stella del mattino dispiacere vicino, stella della sera speranza che si avvera. 19 I tre giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio: 29, 30 e 31 oppure gli ultimi due giorni di gennaio e il primo di febbraio. Sempre secondo la tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell'anno. 20 ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO! Questo opuscolo vuole essere solo un piccolo contributo per segnalare ai colleghi del nostro Istituto avvenimenti e articoli di interesse umano, culturale e sociale ed una sitografia utile per il nostro lavoro. Realizzato da Giovanna Torre, Funzione Strumentale Area 2 21