GENNAIO
1
2016
PER SAPERNE DI PIU’……..
ISTITUTO COMPRENSIVO
L. STURZO - SAPPUSI
01/01/2016
1
1 Gennaio 2016
Giornata Mondiale della
PACE
umana, quali il fondamentalismo e i suoi massacri,
le persecuzioni a causa della fede e dell’etnia, le
violazioni della libertà e dei diritti dei popoli, lo
sfruttamento e la schiavizzazione delle persone, la
corruzione e il crimine organizzato, le guerre e il
dramma dei rifugiati e dei migranti forzati. Tale
opera di sensibilizzazione e formazione guarderà,
nello stesso tempo, anche alle opportunità e
possibilità per combattere questi mali: la
maturazione di una cultura della legalità e
l’educazione al dialogo e alla cooperazione sono,
in questo contesto, forme fondamentali di
reazione costruttiva.
Papa Francesco annuncia il tema del
Messaggio per la 49ª Giornata Mondiale
della
Pace
(1° gennaio 2016)
«Vinci l’indifferenza e conquista la pace».
Questo è il titolo del Messaggio per la
49ª Giornata Mondiale della Pace, la terza di Papa
Francesco. L’indifferenza nei confronti delle
piaghe del nostro tempo è una delle cause
principali della mancanza di pace nel mondo.
L’indifferenza oggi è spesso legata a diverse
forme
di
individualismo
che
producono
isolamento, ignoranza, egoismo e, dunque,
disimpegno. L’aumento delle informazioni non
significa di per sé aumento di attenzione ai
problemi, se non è accompagnato da una
apertura delle coscienze in senso solidale; e a tal
fine è indispensabile il contributo che possono
dare, oltre alle famiglie, gli insegnanti, tutti i
formatori, gli operatori culturali e dei media, gli
intellettuali e gli artisti. L’indifferenza si può
vincere solo affrontando insieme questa sfida.
Un campo in cui la pace si può costruire giorno
per giorno vincendo l’indifferenza è quello delle
forme di schiavitù presenti oggi nel mondo, alle
quali era dedicato il Messaggio per la Giornata
Mondiale della Pace del 2015, «Non più schiavi
ma fratelli». Bisogna portare avanti questo
impegno,
con
accresciuta
coscienza
e
collaborazione.
La pace è possibile lì dove il diritto di ogni essere
umano è riconosciuto e rispettato, secondo libertà
e secondo giustizia. IlMessaggio del 2016 vuole
essere uno strumento dal quale partire perché
tutti gli uomini di buona volontà, in particolare
coloro i quali operano nell’istruzione, nella cultura
e nei media, agiscano ciascuno secondo le proprie
possibilità e le proprie migliori aspirazioni per
costruire insieme un mondo più consapevole e
misericordioso, e quindi più libero e giusto.
La pace va conquistata: non è un bene che si
ottiene senza sforzi, senza conversione, senza
creatività e confronto. Si tratta di sensibilizzare e
formare al senso di responsabilità riguardo a
gravissime questioni che affliggono la famiglia
***
La Giornata Mondiale della Pace è stata voluta da
Paolo VI e viene celebrata ogni anno il primo
gennaio. Il Messaggio del Papa viene inviato alle
cancellerie di tutto il mondo e traccia anche la
linea diplomatica della Santa Sede per l’anno che
si apre
2
2
1 gennaio
Salviamo la costituzione
La Costituzione è la legge
fondamentale sulla quale
si fonda lo Stato Italiano.
Promulgata dall’allora capo
dello stato Enrico De Nicola
ed entrata in vigore il 1°
gennaio 1948, ha sancito il
passaggio dalla Monarchia
alla
Repubblica.
L'Assemblea Costituente fu
formata da molte e diverse
forze
politiche.
La
Costituzione, suddivisa in
tre parti, enuncia i principi
fondamentali, i diritti ed i
doveri dei cittadini e
l’ordinamento
Repubblica.
della
Tra i Padri della Costituzione
Italiana si ricordano, tra gli
altri, don Giuseppe Dossetti,
Pietro
Calamandrei
ed
Achille Grandi, il fondatore
delle
Acli.
La
Carta
è espressione
della
cultura e della storia del
territorio
italiano,
la
traduzione in norme dei
valori a difesa dei quali
hanno perso la vita e la
libertà migliaia di uomini e
donne. La Costituzione va
quindi imparata, letta nelle
scuole, spiegata ai più
piccoli e difesa dai più
grandi.
L’art. 11 “L'Italia ripudia la
guerra come strumento di
offesa alla libertà degli altri
popoli e come mezzo di
risoluzione
delle
controversie internazionali”
mette in sintonia la Magna
Carta
con
la Giornata
mondiale
della
Pace,
promossa
dalla
Chiesa
Cattolica in questo stesso
giorno.
Cosa fare oggi?
Impara la Costituzione!
Accadde oggi:

1863: Abraham Lincoln dichiara il Proclama di Emancipazione che stabilisce l'abolizione della
schiavitù.

1923: nasce Ousmane Sembène, scrittore e regista senegalese, uno dei più grandi cineasti della
cultura africana, impegnato sui temi della politica e dei diritti delle minoranze.

1948: entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana.

1995: viene istituito il WTO (World Trade Organization) un'organizzazione internazionale creata
allo scopo di supervisionare numerosi accordi commerciali tra gli stati membri.

2007: Ban Ki-Moon diventa Segretario Generale delle Nazioni Unite, subentrando a Kofi Annan.
Giuseppe Dossetti
Protagonista di due momenti
cruciali nella storia d’Italia (il
varo della Costituzione) e
nella storia della Chiesa (il
Concilio
Vaticano
II)
,
Giuseppe
Dossetti
(19131996) ha incarnato
una
radicalità
cristiana
concretizzata dapprima nell’impegno politico
attivo, poi nella dimensione spirituale e quindi
nell’attività culturale e civile. Resistente e
partigiano, aderì giovanissimo alla Democrazia
cristiana di cui divenne uno dei massimi
esponenti. Venne eletto nel 1946 alla
Costituente e fu uno dei protagonisti della
stesura dei principi fondamentali della
Costituzione del 1948. Successivamente, a
causa di dissidi con l’impostazione pragmatica
e filo atlantica di De Gasperi, si ritirò dalla vita
politica nel 1951. Nel 1956 pronunciò alcuni
voti
religiosi
e
poi divenne
sacerdote lavorando a Bologna presso un
centro studi dedicato alla storia della Chiesa:
consapevole della necessità di una riforma
ecclesiale, Dossetti partecipò attivamente ai
lavori del Concilio come assistente del
Cardinale di Bologna. Ritiratosi poi nel
monastero di Montesole presso la comunità
della “Piccola famiglia dell’Annunziata”, da lui
fondata, ebbe la sua ultima uscita pubblica
con la creazione nel 1994 di comitati in difesa
della Costituzione, minacciata da progetti
legislativi che la volevano stravolgere.
3
2 Gennaio
Non pago di leggere
La biblioteca è uno dei luoghi fondamentali per la diffusione
della cultura e dell’informazione. Essa contribuisce a dar
nuovo risalto a libri di autori ed editori che, nelle librerie, trovano
spazio solamente per pochi mesi dall’uscita del lavoro. Le
biblioteche sono, inoltre,spazi per la condivisione di idee,
opinioni, suggerimenti; investono in catalogazione e promozione di diversi tipi di opere. Da qualche
anno, l’Unione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro alcuni Stati comunitari, tra i
quali l’Italia, rei di non aver introdotto la remunerazione di autori ed editori per i prestiti dei libri in
biblioteca. Vale a dire che, secondo l’Unione Europea, la presa in prestito di un libro, una rivista, un
dvd in biblioteca, dovrebbe essere a pagamento. Più che un prestito, un noleggio. A pensarci
bene, già le nuove tecnologie a supporto della diffusione di cultura ed informazione, come e-book,
mp3, dvd, presuppongono di fatto un consumo di cultura “usa e getta”. Quante volte, infatti, il
prodotto acquistato diventa negli anni inutilizzabile poiché cambia la tecnologia, il formato del
lettore elettronico, il modello di computer e così via?
La campagna europea d’informazione e
mobilitazione “non pago di leggere” è stata avviata, con il supporto di bibliotecari, lettori e anche
autori ed editori, per insistere sulla necessità della libera ed ampia diffusione della cultura, a portata
di tutti.
Cosa fare oggi?
Stampa dal sito della campagna il tuo segnalibro con il logo “non pago di
leggere”
Giulio Einaudi
Giulio Einaudi (1912-1999) fu un intellettuale italiano, fondatore nel 1933
dell’omonima casa editrice con sede a Torino. Democratico e antifascista,
nipote del futuro presidente della Repubblica Luigi Einaudi, concepì il suo ruolo
di editore come un impegno civile in favore degli ideali di giustizia e libertà,
senza temere le censure, gli arresti e le minacce del regime fascista. Durante
la seconda guerra mondiale, quando il suo amico e collaboratore Leone
Ginzburg veniva ucciso in carcere, fu costretto alla fuga in Svizzera non
dimenticando di pensare alla presente lotta di resistenza e liberazione, e ai
futuri progetti editoriali. Dopo la guerra si circondò dei migliori intellettuali e artisti italiani (da
Cesare Pavese a Italo Calvino fino a Norberto Bobbio) editando innumerevoli capolavori di
scrittori del nostro paese e di tutto il mondo. Quando la casa editrice andò incontro negli anni
’80 a problemi economici, Einaudi mantenne sempre la sua linea attenta alla qualità e alle
nuove sfide sociali e culturali, privilegiando una critica costruttiva e un impegno personale
sincero e coerente, ispirato ai principi di un’etica laica, tollerante e aperto al confronto
4
4
7 Gennaio
Campagna europea per la biodiversità
Prima
di
tutto,
la
5
definizione:
con
il
termine biodiversità si intende la natura in tutte le
sue forme, l’insieme di ogni organismo vivente, che
rendono
possibile
la
vita
sulla
terra.
Quindi,
gli
ecosistemi, le piante, gli animali (compreso l’uomo), i
microrganismi sono tutti parte della biodiversità. La
ricchezza biodiversa è importante non solo per la
bellezza che la natura sa offrire. Essa ci permette di
mangiare, bere, vestirci, riscaldarci, curarci e di respirare aria pulita. Tutte funzioni che si
danno per scontate e per dovute, al punto che si assiste oggi ad un iperconsumo delle risorse
naturali. Coltivazioni intensive, disboscamenti, sprechi della risorsa acqua, immissione nell’aria di
sostanze inquinanti,
uccisione di animali, sono tutti fattori che stanno compromettendo
l’ambiente e gli organismi che lo rendono ricco. In molti casi sono semplici attività quotidiane
che contribuiscono a questa deturpazione. L’acquisto di prodotti con imballaggi in plastica, l’utilizzo
di automobili, il mancato riciclo deirifiuti, solo per citarne alcuni. Sono, queste, pratiche “non
sostenibili”. Ovvero che, se perpetrate, metto a rischio il rigenerarsi delle risorse naturali,
patrimonio di tutti. La campagna europea per la biodiversità intende riflettere sul valore di
questo patrimonio e su quali siano le misure a nostra disposizione per preservarlo.
Maha Ghosananda
“Dalla
sofferenza
giunge
una
grande
compassione, la compassione genera un cuore
pacifico”.
Questo
il
lascito
di
Maha
Ghosananda (1929-2007),monaco buddhista
cambogiano, che durante e dopo il regime dei
Khmer rossi operò per la riconciliazione
nazionale e per la ricostruzione religiosa e
civile del paese. Entrato in monastero fin da
giovanissimo studiò nei principali centri del
buddhismo theravada in Cambogia, India e
Thailandia. Si trovava là quando, nel 1976,
Pol Pot prese il potere: Maha Ghosananda
scampò così al massacro che coinvolse la sua
famiglia e moltissimi monaci. Nel 1979 uscì
dal monastero per aiutare i profughi
cambogiani ammassati al confine con la
Thailandia. Negli anni successivi, quando nel
paese infuriava la guerra civile, dall’esilio in
Europa continuò a lavorare per un accordo di
pace. Tornato in Cambogia nel 1992 diede
vita a una grande marcia per la pace che da
allora si ripete ogni anno. Venerato in patria
come un punto di riferimento non soltanto
religioso, più volte candidato come premio
Nobel per la pace, il grande monaco buddhista
è ricordato in tutto il mondo per la sua
sapienza e il suo equilibrio.
Cosa fare oggi?
Conosci i parchi naturali della tua regione!
5
7 Gennaio
Festa del Tricolore
La Festa del Tricolore è anche conosciuta, in maniera ufficiale, come "Giornata Nazionale della Bandiera", ed è
una festività italiana durante la quale si rende omaggio e si celebra il tricolore e la sua importanza per tutta la
nazione.
Questa ricorrenza cade ogni anno agli inizi di gennaio, e più precisamente il 7 gennaio, data che ricorda la
nascita del tricolore, così come ufficializzato a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. La ricorrenza, invece, è stata
istituita in tempi ben più recenti, per la precisione, nel dicembre del 1996.
Origini della Bandiera Italiana
Le origini della bandiera italiana così come la conosciamo oggi sono piuttosto recenti. Essa è, così come i
colori ci lasciano intuire, liberamente ispirata a quella francese, nella quale il verde non è presente. Al suo
posto
troviamo
invece
il
blu
scuro.
La bandiera transalpina nacque durante la Rivoluzione Francese: i suoi tre colori rappresentano la monarchia
e i colori della città di Parigi. Anni dopo la rivoluzione, la bandiera francese arrivò in Italia al seguito
di Napoleone, durante la sua"campagna italica". Il blu, in Italia, venne sostituito dal verde, che era il colore
delle divise della Guardia Civica Milanese.
In seguito, la bandiera italiana divenne il simbolo più importante della Restaurazione, in quanto richiamava la
sovranità del popolo e la libertà della nazione. Al tempo stesso, non era più un emblema legato ad una
famiglia reale o ad una dinastia, per cui fu uno dei simboli più diffusi e genuini dell'Unità d'Italia.
Perché gli italiani sono anche conosciuti come "gli azzurri"?
Il colore azzurro non è presente nella bandiera, sebbene sia spesso associato all'Italia, soprattutto in ambito
sportivo. I nostri giocatori di calcio, ad esempio, sono conosciuti con il soprannome di "azzurri", ma tale
colore
non
è
presente
nella
bandiera
italiana.
Da
dove
arriva,
dunque?
In origine, il colore azzurro era il colore distintivo della famiglia reale dei Savoia e, durante i primi anni dopo
l'Unità d'Italia e fino alla proclamazione della Repubblica Italiana, tale colore fu associato al Regno d'Italia. In
seguito, quando la famiglia Savoia venne esiliata a seguito della proclamazione della Repubblica, il colore
azzurro sparì ufficialmente dalla Costituzione, per rimanere presente solo nell'affetto del popolo e come
valore collettivo. Tuttoggi, la Costituzione Italiana dispone che i colori della bandiera italiana siano tre:
bianco, rosso e verde, disposti a bande verticali larghe, di uguali dimensioni.
Come si festeggia la Festa del Tricolore in Italia?
La festa del tricolore o della bandiera italiana è una ricorrenza civile ricca di fascino. Le festività si svolgono in
forma solenne e avvengono presso il Palazzo del Quirinale, che ha sede nella capitale - Roma. I protagonisti
della cerimonia sono iCorazzieri, che svolgono il Cambio della Guardia in forma solenne, ovvero inossando le
alte uniformi, o uniformi di gala. Si tratta dello stesso rito che si ripete anche il 2 giugno, ovvero durante la
festa della Repubblica. A presenziare, ci sono le maggiori cariche politiche dello Stato, fra cui il Presidente
della Repubblica in carica.
6
12 Gennaio
Salute, acqua e istruzione
per tutti
Istruzione, salute ed
accesso
all’acqua sono condizioni
necessarieper una vita dignitosa e per porre le basi a
qualsivoglia forma di sviluppo economico e sociale. Sono, allo
stesso tempo, diritti negati in buona parte del mondo. Ottanta milioni di bambini e minori non
possono ricevere un’istruzione primaria di base, poiché costretti a lavorare o per la mancanza di
insegnanti e scuole; un elevato numero di persone non è mai andata a scuola ed è
tutt’ora analfabeta. La mancanza di medici qualificati ed ospedali, l’elevato prezzo di alcuni
medicinali, la scarsa educazione sanitaria, unita a standard minimi d’igiene non rispettati
condannano milioni di individui ad infermità e morte premature, per malattie che potrebbero essere
facilmente curabili. Ogni giorno 1.400 madri muoiono durante il parto. L’accesso a fonti di acqua
potabile e sicura è una chimera in tanti villaggi dei sud del mondo. La risorsa acqua scarseggia e
negli ultimi anni numerose guerre sono sorte per l’approvvigionamento di questo bene primario.
Acqua, istruzione e salute sono correlati tra loro, poiché spesso la mancanza di uno di questi
elementi provoca la negazione degli altri due. Per questo motivo la campagna “Salute, acqua e
istruzione per tutti” ha formato un movimento globale per richiamare governi e istituzioni
internazionali ad una maggiore attenzione per il rispetto di questi diritti umani fondamentali.
Cosa fare oggi?
Non sprecare l’acqua e non sciupare i libri.
Prayudh Payutto
Uno dei monaci e pensatori buddhisti più significativi dell’epoca moderna,
grande codificatore del canone Pali, dopo anni di controversie nel
buddhismo thailandese, Prayudh Payutto (1938) è una figura molto amata
nel paese ma anche premiata a livello internazionale per la sua attività in
campo educativo. Nato in una cittadina della Thailandia, entra
giovanissimo in monastero e raggiunge in breve tempo il più alto grado
degli studi nonostante fosse affetto da vari disturbi fisici che lo accompagneranno per tutta la
vita. Nel 1971 pubblica il volume enciclopedico “Buddhadhamma”, nel quale presenta una
sintesi della sua prospettiva filosofico/religiosa che trova una applicazione concreta nel deciso
rifiuto della violenza e in uno sguardo cosmopolita aperto alla diversità. Negli anni successivi
svolge il ruolo di mediatore e di pacificatore durante vari episodi di contestazione studentesca
dei vari regimi al potere nel paese, in nome della più genuina tradizione buddhista. Dopo aver
rifiutato per motivi di saluti prestigiose cariche, Prayudh Payutto continua a svolgere la sua
missione di maestro non soltanto per i monaci ma anche per quanti sono sinceramente in
ricerca.
7
Stop al consumo di territorio – 14 Gennaio
Il Belpaese. Così è
Questo pone a rischio risorse esauribili come
anche conosciuta la
la
penisola
sull’equilibrio
italiana.
Una
definizione
terra,
la
flora
tra
e
l’acqua,
uomo
e
incidendo
territorio.
La
cosiddetta “impronta ecologica”, ovvero la
dovuta all’immenso patrimonio artistico e
relazione
naturalisticoche l’Italia può offrire. Eppure,
naturali e la capacità della terra di rigenerarle,
soprattutto
sta
dal
lato
naturalistico,
tra
superando
consumo
i
livelli
umano
di
di
risorse
guardia.
La
questopatrimonio ambientale sta in parte
Campagna “Stop al consumo di territorio”
scomparendo
Negli
chiede una moratoria dei piani regolatori e
ultimi sessant’anni un’area grande come il
delle lottizzazioni ai vari Comuni Italiani, al
nord
dal
fine che si costruisca esclusivamente su aree
cemento, ad un ritmo di 250mila ettari
già urbanizzate, con una mappatura di case
l’anno. Piani urbanistici scellerati, speculazioni
sfitte a fini speculativi e capannoni industriali
edilizie, grandi opere spesso inutili e dannose,
non utilizzati. Molti comuni stanno reagendo
zone industriali e residenziali abbandonate
all’abusivismo edilizio ma serve la voce della
senza piani di riconversione, condoni edilizi
società
hanno
del
nel
perché poco
Paese
tempo
è
tutelato.
stata seppellita
deturpato
il
civile
per
fermare
le
ruspe.
territorio
nazionale.
Cosa fare oggi?
Invita il tuo sindaco a ristrutturare anziché occupare nuovo territorio.
Albert Schweitzer
Con la sua lunga vita, il medico franco-tedesco Albert Schweitzer (18751965), premio Nobel per la pace nel 1952, ha attraversato le tragedie della
storia europea da un particolare punto di vista, quello del “missionario” nell’allora
Africa Equatoriale Francese (oggi Gabon). Figlio di un pastore luterano, compì gli
studi di filosofia e di teologia a Strasburgo mostrando anche grandi capacità come
suonatore di organo. Nel 1904 la svolta della sua vita: rispondendo a un appello di
una società missionaria francese che cercava medici per l’Africa, decise di
intraprendere gli studi di medicina specializzandosi in malattie tropicali. Nel 1913,
insieme alla moglie, giunse alla missione di Lambaréné, dove superò la
diffidenza degli abitanti grazie alla sua abilità professionale e alle sue doti umane.
Lo scoppio della prima guerra mondiale fu un elemento di rottura: perché di passaporto tedesco i
coniugi Schweitzer furono fatti prigionieri e trasferiti in un campo di lavoro in Francia. Soltanto nel
1924 poterono tornare in Africa riprendendo quel lavoro non solo di assistenza ma anche di
educazione che li rese celebri nel mondo. Ma Albert era anche un pacifista convinto attivandosi,
nell’ultima parte della sua vita, per la sospensione dei test atomici. Autore di numerosi scritti, ha
anticipato un’idea di cooperazione internazionale che non fosse mera “civilizzazione” degli indigeni.
8
Mangia, bevi e muoviti - 21 Gennaio
energia e si fa un po' di
futuro. La campagna invita
esercizio. Questi sono solo
a
alcuni dei piccoli consigli
frutta
da
merendine confezionate. A
mettere
in
pratica
tutti i giorni.
Europea ci
Fragole a natale e arance a
sono
ferragosto? Costano di più,
bambini
sono meno buone e meno
milioni dei quali sono obesi
nutritive
o
e
la
loro
commercializzazione
ha
22
milioni
sovrappeso,
rischiano
il
diabete
di
5
e
disturbi vascolari.Frutta e
un impatto
verdura di stagione, latte
ambientale maggiore.
e latticini, esercizio fisico
Scale o ascensore? Quando
quotidiano
possibile, meglio le scale,
necessari sin da piccoli
così
per evitare problemi in
si
consuma
meno
a
moltissima
scuola
e
poche
casa inviata a consumare
Nell'Unione
circa
consumare
sono
molti latticini che sono ricchi
di sostanze nutritive come
calcio, vitamine e proteine.
Ma soprattutto, accanto ad
un
occhio
per
la nutrizione,
invita
spegnere
tutti
i
video
cellulare,
Tv,
Pc
–
a
–
per
muoversi all’aria aperta.
Cosa fare oggi?
No alla gazzosa, si ad un frullato di frutta!
Pinstrup Andersen
Economista
e
pensatore
politico
danese, ha da sempre
concentrato
la
sua
attenzione nel campo
dell’agricoltura,
dell’alimentazione
e
della distribuzione del
cibo,
basandosi
sull’idea
che
il
problema della fame
sia
una
questione
economico/politica
piuttosto
che
un
problema di produzione. Pinstrup Andersen
(1939), nel corso di una lunga carriera
accademica cominciata negli anni ’70, ha
potuto insegnare in molte università del
mondo dalla Colombia, ai Paesi Bassi fino
agli Stati Uniti, dove in particolare è stato
direttore
di
un
centro
di
ricerca
sull’economia dell’alimentazione presso la
Cornell University di New York. Per anni ha
guidato l’International Food Policy Research
Institute di
Washington
impegnandosi
soprattutto nella campagna “cibo per
educazione” volta a mettere in relazione,
nei paesi impoveriti, la produzione dei beni
primari con una generale scolarizzazione
dei ragazzi. Nel 2001 è stato insignito del
World Food Price, un riconoscimento della
sua attività di ricerca nell’ambito della
sicurezza alimentare.
9
25 Gennaio
Giornata mondiale per i malati di lebbra
“Vi sono delle malattie di cui non v’è traccia in Occidente e,
quindi,
non
v’è
un mercato
farmaceutico. Colpiscono
soprattutto le persone più povere, non interessano. La lebbra è
una di queste”. Così viene descritta la malattia della lebbra dai
rappresentanti
dell’AIFO(Associazione
Italiana
Amici
di
Raoul Follereau). Lo stesso Follerau (poeta e giornalista
francese che alla lotta alla lebbra dedicò la sua vita) sosteneva
che chi è colpito da lebbra si porta appresso una doppia
malattia, spesso dimenticata: da una parte quella legata al germe, dall’altra la “malattia”
dell’emarginazione, dell’esclusione sociale e del pregiudizio. La lebbra è una malattia da cui oggi
si può guarire ma, riguardando soprattutto contesti di povertà estrema (le percentuali più elevate
si registrano in India, Brasile, Repubblica Dominicana, Congo e Nepal), di fatto molte delle persone
affette non ricevono le necessarie cure. Chi contrae questa malattia (che colpisce la pelle ed i nervi
periferici) deve anche fare i conti con l’emarginazione e l’indifferenza. Negli anni “lebbroso” è
diventato sinonimo di persona da discriminare ed allontanare. Per questo, lottare contro la lebbra
significa anche lottare contro povertà, violenza, indifferenza ed egoismo.
Cosa fare oggi?
Leggi “Allo specchio e altri racconti”, di Laura Badaracchi, Edizioni Infinito.
Raoul Follereau
È ormai impossibile disgiungere la figura di Raoul Follereau (1903-1977)
dalla sua battaglia in favore dei malati di lebbra, soprattutto in Africa.
Giornalista francese, venne mandato nel 1935 per il quotidiano La Nation
in Africa occidentale sulle orme del missionario Charles de Foucauld: fu in
quest’occasione che incontrò la drammatica realtà dei lebbrosi, che
vivevano emarginati da tutti in una condizione di estrema indigenza.
Dopo la seconda guerra mondiale (durante la quale fu imprigionato per la
sua attività anti-nazista) cominciòun’incessante campagna sulla
lebbra per informare, scuotere le coscienze, raccogliere fondi e energie:
nel 1953 aprì in Costa d’Avorio una “cittadella dei lebbrosi” in cui ridiede dignità a migliaia di malati
offrendo loro cure ma anche prospettive di lavoro e di educazione. Negli anni ’60 questo impegno si
moltiplicò raggiungendo una rilevanza internazionale quando Raoul Follereau chiese a USA e URSS
di devolvere il denaro necessario per una giornata di guerra in Vietnam, in favore degli emarginati
della terra. Ora a distanza di più di trent’anni dalla morte dell’“avvocato dei lebbrosi” in tutto il
mondo sono sorti centri Raoul Follereau che continuano l’opera del fondatore.
10
27 Gennaio
Giornata della memoria delle vittime della
Shoah
Il termine Shoah (dall’ebraico “distruzione totale”) fa
riferimento al genocidio compiuto dalla Germania
nazista a danno di persone ed etnie ritenute inferiori,
indegne ed indesiderabili dal regime: omosessuali, ebrei,
oppositori politici, zingari, disabili, testimoni di Geova e altre
ancora. Le popolazioni Rom e Sinte, anche esse vittime di
persecuzioni, fanno riferimento agli stessi avvenimenti con il
nome di Porajmos (grande divoramento). L'idea drammatica
che stava alla base delle persecuzioni che il regime di Adolf
Hitler attuò negli anni tra il 1935 e il 1945, consisteva nella
superiorità della razza ariana sulle altre. Anche in Italia, il regime fascista in quei decenni
mise in atto una vera e propria politica antisemita e di odio razziale. Il 27 gennaio del
1945, l’offensiva russa contro Berlino portò alla scoperta del campo di concentramento polacco di
Auschwitz, all’interno del quale la follia nazista uccise oltre un milione di persone. Questa data è
oggi fissata a memoria di quanto successe, in onore alle milioni di vittime e incarcerati, ai loro
familiari e a quanti si batterono in opposizione al progetto di sterminio. La giornata della memoria
serve anche a rendere coscienti e solidali le nuove generazioni, affinché tengano sempre vivo il
ricordo di chi fu vittima del delirio umano e si impegnino in prima persona contro ogni forma di neo
nazismo ancora attivo in Europa.
Cosa fare oggi?
Informati sul Memoriale della Shoah di Milano (Binario 21).
Elie Wiesel
L’aver acceso una piccola luce nella notte di Auschwitz e dello sterminio degli
ebrei (e non solo) perpetrato dai nazisti è il merito di molti testimoni
sopravvissuti: Elie Wiesel (1928),premio Nobel per la pace nel 1986, è una
delle voci più potenti e autorevoli che hanno raccontato la tragica esperienza
del lager. Nato al confine tra Romania e Ungheria da una famiglia di piccoli
commercianti ebrei ortodossi, giovanissimo nel 1944, venne deportato al
campo di sterminio di Auschwitz da cui si salvò a stento, unico di parenti e
amici. Finito successivamente in un orfanotrofio di Parigi comincia a lavorare
come giornalista: soltanto negli anni ’60 però inizia a scrivere sulla Shoah, un ruscello di memoria che
diventerà un fiume in piena per raggiungere il maggior numero di persone e far comprendere a quali
livelli di orrore può arrivare l’uomo. Trasferitosi negli Stati Uniti, di cui ha assunto il passaporto, Wiesel ha
contribuito alla nascita di molte istituzioni della memoria: cittadino del mondo, la sua vita stessa è un
ammonimento sulla storia ma anche la prova che i valori della libertà e della dignità umana, benché
sempre sull’orlo della barbarie, possono alla fine resistere e vincere.
11
Giorno della Memoria: la Shoah
raccontata ai bambini e ai
ragazzi
Shoah è un termine ebraico che significa «tempesta devastante», e indica lo sterminio del popolo ebraico durante il
Secondo conflitto mondiale. Lo si preferisce alla parola Olocausto, termine di origine greca che significa «sacrificio
tramite il fuoco», perché non è stato un sacrificio!
È una commemorazione internazionale che ricorda il giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche arrivarono
ad Auschwitz e scoprirono l’orrore del campo di concentramento con i pochi sopravvissuti.
«La
Repubblica
italiana
riconosce
il
giorno 27
gennaio,
data
dell'abbattimento
dei
cancelli
di
Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali,
la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché
coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita
hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».
La memoria delle terribili storie, ci deve aiutare a costruire un futuro migliore. Un futuro in cui quelle atrocità non si
ripetano mai più! Parliamone ai nostri bambini, raccontiamo con delicatezza ma con fermezza quanto può essere cattivo
l’uomo, ma anche come si possa salvare non commettendo più gli stessi terribili errori.
Le atrocità si possono raccontare anche attraverso la bellezza, quella delle immagini di libri che, come tutti quelli
illustrati da Roberto Innocenti, io considero dei classici per tutte le età: la bellezza non ha confini anagrafici.
Rosa Bianca
Christophe Gallaz
illustrazioni
di
Roberto
Innocenti
Edizioni C’era una volta..., 1990
La Margherita Edizioni, 2005
Rosa Bianca vive in un paese tedesco e nazista. Vede passare tanti camion mentre va a scuola, finché un giorno, dopo aver
visto un bambino che tenta di scappare ma che viene subito riacciuffato, decide di scoprire dove vanno. Nel bosco, al di là
di un filo spinato...
«… Dietro il filo c’erano dei bambini, immobili come il legno. Rosa Bianca non li conosceva. Un bimbo piccolissimo le
disse che aveva fame …»
Storia di amicizia senza confini e senza pregiudizi, come solo i bambini sanno creare.
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La storia di Erika
Ruth Vander Zee
illustrazioni di Roberto Innocenti,
Edizioni C'era una volta..., 2003
La Margherita Edizioni, 2013
«Io sono nata intorno al 1944.
Non so esattamente quando.
Non so neanche il mio vero nome.
Non so da dove vengo.
Non so se avevo fratelli o sorelle.
L'unica cosa che so, è che avevo solo pochi mesi, quando fui strappata all'Olocausto».
Un binario, un treno, un vagone pieno di ebrei che stanno per andare verso l’ultima destinazione: da uno di quei carri fu
lanciata Erika.
È la storia vera di una neonata salvata dalla sua mamma con un gesto di disperazione e di dolore incredibile:
«Nel suo viaggio verso la morte, mia madre mi scaraventò dentro la vita».
Un fagottino rosa che trionfa sulla vita nel grigio della morte, una vita lanciata verso la speranza.
Imprescindibile, quando si parla della Shoah, è la figura di Lia Levi, l’autrice italiana che da
sempre, con semplicità e tanta passione, racconta le persecuzioni, le discriminazioni, le
deportazioni e lo sterminio degli ebrei.
Utilissimo Che cos'è l'antisemitismo? Per favore rispondete, un piccolo manuale costruito dalla
scrittrice sulla sua esperienza nel contatto diretto con i bambini a scuola, per approcciarsi in
maniera semplice, attraverso domande e risposte, a un tema da sempre considerato “difficile”.
Che cos'è l'antisemitismo? Per favore rispondete
Lia Levi
Mondadori 2001
Piemme 2006
La storia di un bambino che vive con la sua mamma in un tristissimo periodo e di una portinaia, Apollonia, che sembra
una strega. La svolta della storia insegna che il pregiudizio ci fa diffidare di chi, in realtà, potrebbe riservarci piacevoli
sorprese.
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UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE
A Buchenwald nel corso della guerra mondiale, come in altri campi di sterminio,
vennero uccisi molti bambini. Questa poesia li ricorda.
C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole...
JOYCE LUSSU
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CAMPI DI CONCENTRAMENTO
Dachau, Mauthausen Auschwitz, Chelmno, Ravensbruck, Fossoli furono nomi
uguali agli altri sulle carte e sulle guide turistiche. In realtà, come accadde per migliaia
di città, villaggi e regioni dell'Europa nazista e fascista dal I933 al I945, essi nascosero
un orribile segreto: campi di lavoro forzato, di tortura e di morte nei quali scomparvero
milioni di esseri umani e tra essi bambini e ragazzi. Oppositori del nazismo o del
fascismo di ogni nazionalità, zingari o ebrei giovani che furono prigionieri dei lager e dei
ghetti, seppero a volte più degli adulti combattere e resistere fino all' ultimo. Molti di
loro sono scomparsi dalla faccia della terra senza lasciare traccia e nemmeno il
nome; di altri ci resta un frammento di storia o una fotografia sbiadita. Pochi sono i
sopravvissuti. Inseguendo le vicende e la breve esistenza di otto di loro questa sezione
vuole ricostruire la vita quotidiana di alcuni dei maggiori luoghi di internamento o di
annientamento che le dittature nazista e fascista istituirono in Europa contro i civili a
tutela della «razza pura e padrona» che si proponeva di eliminare tutti i diversi.
Bambini e bambine, ragazzi e ragazze che lottano, di cui colpisce sempre la vitalità e il
desiderio di futuro, ma che fin da subito subirono una violenza senza eguale: la
distruzione della loro giovinezza.
Nei lager e nei ghetti dopo soltanto alcune ore di prigionia per chiunque veniva meno la
possibilità di riconoscersi come essere umano: spogliati di tutto, rasati, privati di ogni
effetto personale, unico legame rimasto con il passato, gli internati erano sottoposti ad
attese snervanti cariche di incertezza, a insulti, percosse e a una serie di trattamenti più
o meno logoranti ,la ricerca spasmodica del cibo sempre insufficiente, le latrine comuni,
la sporcizia... Chi reagiva ai maltrattamenti o cercava di prestare aiuto a un compagno
veniva picchiato selvaggiamente. Fin da subito i prigionieri si rendevano conto della loro
totale impotenza a fronte di una completa dipendenza da un potere assoluto che
incombeva minaccioso sul loro fisico e sulla loro anima. Il primo atto di violenza subito,
il primo colpo ricevuto facevano crollare anche negli uomini e nelle donne più forti l'
idea della invulnerabilità del proprio corpo e la speranza di trovare aiuto nel momento
del bisogno. I figli venivano separati dalle madri e dai padri, i ragazzi e le ragazze dai
fratelli, dalle sorelle e dagli amici. Tutto era possibile e tutto poteva accadere
inaspettato e senza motivo. La morte era a pochi passi e a ogni istante faceva sentire il
suo gelido alito sui corpi martoriati dei prigionieri. A noi che oggi ne ripercorriamo la
storia i protagonisti di questa sezione non sembrano bambini o ragazzi, piuttosto uomini
e donne immersi in un oceano di sofferenza e di dolore. Non giocano non sanno più
come fare a divertirsi, hanno dimenticato ogni curiosità e ogni slancio tipici della
primavera della vita. Pensano il più delle volte a sopravvivere e a resistere e sanno che
mai potranno trovare un farmaco o un chirurgo capace di estirpare dal loro cuore il
male che hanno subito e visto.
15
I racconti sono stati tratti dal libro per ragazzi: "Sotto il cielo
d'Europa" di Frediano Sessi "Einaudi Ragazzi". Si consiglia la
lettura a bambini dagli 11 anni in poi con la presenza di un
adulto.
Paura sotto le stelle
Mi chiamo Hélène e adesso sono quasi una vecchia signora. Quando io non ci sarò più,
chi si ricorderà di Lydia? E' per questo che voglio raccontarvi la nostra storia. Nel 1942
il nord della Francia era occupato dall'esercito tedesco che l'aveva invaso. Lydia ed io,
Hélène, avevamo otto anni e mezzo e nè la guerra, nè l'esercito tedesco ci impedivano
di andare a scuola, di giocare, di litigare e di fare la pace come tutte le amiche di
questo mondo. Un giorno, mentre stavamo giocando da lei, la mamma di Lydia si è
messa a cucire una stella gialla sulle loro giacche. - E' carina, quella stella,- ho detto io.
- Carina o meno, non si può scegliere, tutti gli ebrei devono portarla, è la nuova legge,mi ha risposto la mamma di Lydia. La mamma di Lydia ha finito di cucire la stella, poi
ha detto: - Il posto delle stelle è in cielo, quando gli uomini le strappano dal cielo per
cucirle sui loro vestiti, questo non può che portare disgrazia. Ha spezzato con un secco
colpo di denti il filo bianco dicendo:- Stella del mattino, dispiacere vicino, stella della
sera, speranza che si avvera... allora, speriamo.
Ho capito che quella stella la preoccupava molto, allora ho
cambiato discorso. Per molto tempo non ci ho più pensato. Fino
a quel giorno. Era il 15 luglio 1942. Ero molto felice perchè
l'indomani, 16 luglio, avrei compiuto nove anni. Per l'occasione
Lydia aveva avuto il permesso di dormire da me. Era sera ed
eravamo sole in casa. I miei genitori tornavano a casa verso
mezzanotte; lavoravano in un bar per gente allegra, dove papà
suonava il pianoforte perchè i clienti potessero ballare e la
mamma faceva la cameriera. Doveva sempre sorridere, per rallegrare i clienti; alla sera
la bocca le faceva male! Allora ci chiedeva il permesso di fare il broncio, tanto per
cambiare; faceva il broncio come i bambini piccoli e mi faceva morir dal ridere. Quella
sera io e Lydia eravamo da sole nel mio letto e ci raccontavamo a vicenda delle terribili
storie di fantasmi per vedere se riuscivamo a farci rizzare i capelli. Era estate,
l'indomani avrei compiuto nove anni e la notte era chiara e stellata. Improvvisamente,
abbiamo sentito dei passi per le scale. Strano, a quell' ora, abitualmente erano tutti a
letto. I passi si sono fermati sul mio pianerottolo; Lydia ed io avevamo un gran
batticuore. Mi sono alzata e Lydia mi ha seguita. Abbiamo subito controllato che ci fosse
il catena alla porta: c'era, meno male. Allora ho guardato attraverso il buco della
serratura. C'era una signora, sul pianerottolo e invece di bussare grattava piano sulla
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porta, come potrebbe fare un gatto. Diceva: - Aprite, sono la signora delle undici,
aprite, sono la signora delle undici!Ho guardato l'orologio a pendolo, erano le undici
meno un quarto. - E' in anticipo,- ha detto Lydia. - Aprite, sono la signora delle undici, continuava a dire la strana signora. Nessuno le apriva; avevo sempre l'occhio incollato
al buco della serratura. - Che cosa sta facendo?- ha sussurrato Lydia. - Niente, - ho
risposto, - ha la tua stessa stella addosso, la sta cincischiando. Sembra che non sappia
cosa fare... Nuovamente, abbiamo sentito dei passi per le scale. La signora delle undici
si è precipitata di corsa verso l'ultimo piano. - Chissà cos' avrà mai fatto per scappare
così! - ho detto io. Lydia ha mormorato: - Forse ha solo tanta paura... I passi si sono
nuovamente fermati sul mio pianerottolo. Ho lasciato che fosse Lydia a guardare
attraverso il buco della serratura: - C'è un uomo grande e grosso, con i capelli rossi, ha sussurrato, - sta guardando la nostra porta. Abbiamo fatto qualche passo indietro, ci
sentivamo un poco inquiete. L'uomo ha bussato leggermente alla porta, dicendo a
bassa voce: - Aprite, aprite subito, sono io, il fantasma di mezzanotte... lo e Lydia non
osavamo nemmeno respirare. L'uomo continuava: - Aprite! Non mi riconoscete? Sono
io, il fantasma di mezzanotte. Non aveva certo l'aria di essere un fantasma... Perchè
allora diceva così? Lydia ed io eravamo immobili, a piedi nudi, con un gran batticuore.
Improvvisamente, altro rumore di passi per le scale; Lydia mi ha guardata molto
spaventata ma io mi sono sentita rassicurata perchè avevo riconosciuto i passi dei miei
genitori: - Svelta, a letto, - ho detto a Lydia, - se ci trovano qui ci sgridano! Mamma è
entrata per prima: fingevamo di dormire così bene che ci ha credute addormentate. Ma,
mentre stava per uscire dalla stanza, Lydia non ha retto e fingendo di svegliarsi ha
esclamato: - Ah, siete voi, credevo che fosse la signora delle undici! Allora anch'io ho
finto di svegliarmi all'improvviso e ho gridato guardando papà: - Oh, il fantasma di
mezzanotte! Papà e mamma si sono messi a ridere: - Le furfantelle! - ha detto la
mamma. - Hanno di nuovo giocato a farsi paura! Ho protestato: - No, esistono
veramente, la signora delle undici e il fantasma di mezzanotte: sono per le scale! Papà
e mamma si sono guardati perplessi. Papà ha detto: - Vado a vedere che cosa succede.
Poco dopo è tornato, insieme alla signora delle undici, che era molto pallida.
Giocherellava con la sua stella e diceva: - Mi dispiace disturbarvi, il vostro vicino di casa
aveva promesso di aiutarmi, l'avevo anche pagato per questo... Ma lui non c'è e io non
posso tornare a casa mia, la polizia mi troverà e mi arresterà. Hanno già cominciato.
Stanno arrestando tutti quelli come me... Poi ha aggiunto timidamente: - Sono la
signora Keller. - Perchè non l'avete detto prima? - ho domandato io, - perchè dicevate:
sono la signora delle undici? - Oh! - ha spiegato la signora Keller, - eravamo d'accordo,
era un nome in codice, tutte persone che il vostro vicino di casa doveva aiutare ne
avevano uno, un nome in codice era un'ora, l'ora in cui dovevamo venire... Ma il vostro
vicino se n'è andato... Adesso era tutto chiaro: il «fantasma di mezzanotte» era un
nome in codice, aveva bussato da noi perchè aveva sbagliato porta! Ho detto a papà: C'è ancora il fantasma di mezzanotte per le scale! - No, - mi ha risposto papà, - non c'è
più nessuno, sono sicurissimo, ho guardato molto bene. Allora il fantasma di
mezzanotte era forse un vero fantasma, perchè era scomparso; ho guardato Lydia con
aria interrogativa, volevo sapere cosa ne pensava lei. Ma Lydia non mi stava
guardando; stava fissando la stella gialla della signora delle undici. Poi ha spostato lo
sguardo sulla mamma e le ha chiesto qualcosa che non mi aspettavo da lei - Vorrei
tornare a casa, - ha mormorato.
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Ho subito pensato che la mamma avrebbe detto
di no, che l'avrebbe rimandata a letto con me,
dato che era ormai mezzanotte passata e lei era
stata invitata per festeggiare il mio compleanno!
Tutto questo era semplicemente un capriccio, e
un capriccio da bambina maleducata, per di più!
La mamma si è rivolta al papà: - Cosa ne pensi?
Lydia insisteva: - Voglio tornare a casa, per
favore portatemi subito a casa! - ed aveva
cominciato a rivestirsi. Noi la guardavamo in
silenzio. La signora Keller ha detto timidamente: Forse bisognerebbe avvisare la sua famiglia di
quanto sta accadendo... Papà era piuttosto
perplesso: - Così tardi?.. Mah, forse avete ragione
voi, la riaccompagnerò a casa. Vieni Lydia,
andiamo. Mi sono arrabbiata moltissimo; ho
gridato a Lydia: - Cosa c'è che non va? E' il mio
compleanno, lo stai dimenticando? Lydia aveva un' aria confusa. Mi ha messo in mano
un pacchettino dicendo: - No, no, non lo dimentico; ecco il tuo regalo, l'ho fatto io,
spero che ti piacerà. E senza più guardarmi è uscita con papà. La mamma l'ha baciata.
lo no. Ero così furibonda, così arrabbiata per essere stata lasciata sola dalla mia
migliore amica il giorno del mio compleanno che mi sono messa a urlare per le scale: Non me ne importa niente, non sei più mia amica! E sono rientrata in casa sbattendo la
porta. Perché le ho detto che non era più mia amica quando invece l'amavo tantissimo?
Si dicono talvolta delle cose che non si pensano veramente e che si rimpiangono a
lungo. Adesso sono una vecchia signora e le rimpiango ancora. Perché non ho mai più
rivisto Lydia. Dopo che Lydia se n'era andata, quella sera, mamma ha detto alla signora
delle undici , coricatevi nel letto della bambina, domani troveremo un modo per
aiutarvi. Questo era veramente il colmo! La mamma faceva dormire nel mio letto una
signora ricercata dalla polizia! E io allora? Dove avrei dormito io? -Tu, - ha detto la
mamma, - tu dormirai nel lettone con me e con papà. Ah bene! Finalmente qualcosa di
bello! Non mi era mai stato permesso di dormire tra papà e mamma, allora quella sera
stava veramente accadendo qualcosa di assolutamente insolito e strano! Papà è
rientrato quasi subito, Lydia non abitava lontano: - Bene, - ha detto, - ho
riaccompagnato Lydia e ho avvisato i suoi genitori. Mamma e papà si sono coricati: un
bacio a destra alla mamma, un bacio a sinistra a papà, mi sono addormentata in mezzo
a loro due, esausta. Quando mi sono svegliata, mi sono immediatamente ricordata che
era il giorno del mio o compleanno. Papà e mamma erano già alzati: era molto presto,
ma nella strada c'era un gran rumore, grida, gente che camminava, i fischietti della
polizia. C'erano anche dei rumori in casa, qualcuno bussava con forza alla porta di
fronte. Nessuno andava ad aprire. Mi sono messa a correre e ho raggiunto papà
nell'ingresso, avevo paura. Hanno bussato alla nostra porta. Papà ha aperto: era un
poliziotto francese e ha chiesto: - Non c'è nessuno nell'alloggio di fronte? - No,
nessuno, - ha risposto papà. - Non è esattamente quello che ci era stato detto, - ha
bofonchiato il poliziotto. Ha dato un colpo d'occhio in casa nostra, dal vano della porta,
senza però entrare. La signora delle undici era sempre nel mio letto; dalla porta il
poliziotto non vedeva altro che i suoi capelli sparsi sul cuscino. - Ah! - ha esclamato, che bella cosa essere giovani! I bambini, loro dormono anche sotto i bombardamenti, e se n'è andato. Appena il poliziotto se n'è andato, sono corsa alla finestra e passando
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accanto al mio letto ho visto che la signora delle undici che faceva finta di dormire,
come facevo io quando non volevo che qualcuno mi disturbasse. Fuori il rumore stava
aumentando. Nella strada c'era un lungo corteo di gente con delle valige, scortati da
poliziotti francesi. Perchè? Non avevano certo l'aria di essere dei criminali...
Poi mi sono accorta che molti di loro portavano,
come Lydia, una stella gialla. Stella del mattino
dispiacere vicino... Avevo il cuore stretto dall'
angoscia: - Mamma, - ho gridato, - dov' è
Lydia? - Vestiti subito, - ha detto la mamma, andiamo a cercarla. Ero pronta in un batter
d'occhio. Ma siamo arrivate troppo tardi. Non
c'era più nessuno nell' appartamento di Lydia e
la portinaia non ne sapeva niente. La famiglia di
Lydia era stata arrestata? Era riuscita a fuggire?
Mistero. Avevo un nodo di pianto in gola, ho
detto alla mamma: - Lydia non è proprio nata
sotto una buona stella... La mamma si è
fermata, mi ha guardata e mi ha detto con
decisione: - Le disgrazie, Hélène, raramente
vengono dal cielo, e in ogni caso non questa disgrazia. Le disgrazie, sfortunatamente,
vengono dagli uomini, dalla cattiveria di alcuni, dalla debolezza di altri... Com'è difficile
vivere insieme... Mi ha presa per mano e siamo tornate a casa. Nessuno pensava più al
mio compleanno, anch'io me n'ero dimenticata. Papà aveva condotto in qualche posto
sicuro la signora delle undici, mamma le aveva dato una sua giacca, senza stella.
Quando papà è rientrato gli ho detto con tristezza: - Lydia è sparita. Si è seduto sul
letto ed era molto abbattuto. Mamma ha detto: - Forse non avremmo dovuto riportarla
a casa... - Forse avremmo dovuto... - ha risposto papà, ma non ha finito la frase.
Nessuno di noi aveva più niente da dire, nessuno sapeva cosa avremmo dovuto fare.
Sul mio letto, ho trovato il regalo che mi aveva lasciato Lydia; con il cuore gonfio di
angoscia, ho aperto il pacchettino. Dentro c'era una bambolina di cartone che lei aveva
disegnato per me; al posto della testa, aveva incollato il suo viso ritagliato da una
fotografia: aveva anche disegnato e ritagliato per la bambola tanti vestitini, gonne,
camicette, scarpe, una piccola giacca su cui spiccava la sua stella gialla.
Dietro la bambolina ho scritto: «Lydia» Per molto
tempo ho aspettato il ritorno di Lydia per giocare
nuovamente con lei e dirle che era sempre la mia
migliore amica. Ma la guerra è finita e Lydia non è
tornata e per molto tempo ho avuto una sorta di
rancore verso le stelle. Adesso sono ormai una
vecchia signora e spero con tutto il cuore che
Lydia sia diventata, come me, una nonnina in
qualche paese di questo mondo. Mi piace
immaginare che lei, un giorno, leggerà questa storia alla sua nipotina, riconoscerà la
sua storia, si ricorderà di me. E allora si precipiterà al telefono e mi chiamerà: - Pronto,
Hélène?... Sono io, sono Lydia... Udire la sua voce mi riempirebbe di una tale gioia...
Allora io continuo a sperare. Stella del mattino dispiacere vicino, stella della sera
speranza che si avvera.
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I tre giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio: 29,
30 e 31 oppure gli ultimi due giorni di gennaio e il primo di febbraio. Sempre secondo la
tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell'anno.
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ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO!
Questo opuscolo vuole essere solo un piccolo contributo per segnalare ai colleghi del nostro
Istituto avvenimenti e articoli di interesse umano, culturale e sociale ed una sitografia utile per il
nostro lavoro.
Realizzato da Giovanna Torre, Funzione Strumentale Area 2
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Vedi Documento - Istituto Comprensivo Luigi Sturzo