RASSEGNA STAMPA del 16/12/2010 Sommario Rassegna Stampa dal 15-12-2010 al 16-12-2010 L'Adige: Variante, 12,6 milioni per ogni chilometro.......................................................................................................... 1 L'Adige: FEDERICA PASSAMANI La situazione delle gallerie e dei sottopassi in Trentino, durante queste settimane.. 2 Alto Adige: rifiuti in campania: una situazione disastrosa a dispetto di berlusconi.......................................................... 4 L'Arena: Giorgetti: Già pronti i 300 milioni ...................................................................................................................... 5 L'Arena: Soccorso alpino autonomo Il Cai si riunisce a Verona ....................................................................................... 6 Corriere del Trentino: Tassullo «studia» le mura di Padova............................................................................................ 7 Corriere del Veneto (Ed. Padova): Arriva la neve, spargisale in azione Pronto il piano per il grande freddo............... 8 Corriere del Veneto (Ed. Verona): «Alluvione, dopo i soldi statali in arrivo la proroga alle tasse» .............................. 9 Corriere del Veneto (Ed. Vicenza): In cassa i soldi per i rimborsi, nuova corsa al rinvio delle tasse .......................... 11 L'Eco di Bergamo: Incendio in reparto Intossicati ad Arcene......................................................................................... 12 L'Eco di Bergamo: Valanghe, due lezioni per prestare soccorso .................................................................................... 13 Il Gazzettino: Alluvione, ecco i 300 milioni...................................................................................................................... 14 Il Gazzettino (Belluno): Protezione civile raccolta fondi ................................................................................................ 15 Il Gazzettino (Belluno): Maria Zampieri ......................................................................................................................... 16 Il Gazzettino (Treviso): VITTORIO VENETO - (l. a.) La crisi taglia i contributi comunali alle associazioni, ma no... 17 Il Gazzettino (Venezia): (A.B.) Stamane a Roma incontro tra i vertici del Governo e lo staff del nuovo capo della ..... 18 Il Gazzettino (Vicenza): Arriva la neve, scatta il Piano .................................................................................................. 19 Il Giornale della Protezione Civile: L'Italia nella morsa del gelo Temperature sotto lo zero........................................ 20 Il Giornale di Vicenza: La frana del Brustolè va sistemata in fretta ............................................................................... 21 Il Giornale di Vicenza: L'operazione "Alì" frutta 50 mila euro dopo l'esondazione ....................................................... 23 Il Giorno (Brianza): Protezione civile: esercitazione dei nuovi volontari....................................................................... 24 Il Giorno (Milano): L'assessore Moioli: «Ho 100 posti liberi per dormire al caldo» ..................................................... 25 Il Giorno (Milano): di ENRICO FOVANNA MILANO ALL'INDOMANI della morte in str............................................ 26 Il Giorno (Milano): Neve e gelo paralizzano l'Italia: ...................................................................................................... 27 Il Giorno (Sondrio): Tutti gli eventi del fine settimana.................................................................................................... 28 Il Mattino di Padova: iniziati ieri i lavori per rendere sicura la strada speronella - gianni biasetto............................. 29 Il Messaggero Veneto: camino, lavori anti-allagamento: menis interroga ..................................................................... 30 Il Messaggero Veneto: varmo, un incontro per preparare il piano d'emergenza in caso di nevicate ............................. 31 Il Messaggero Veneto: no a un impianto su quel tetto ..................................................................................................... 32 La Nuova Ferrara: l'allerta prorogata a domenica ......................................................................................................... 33 La Nuova Ferrara: due giorni per finanziare telethon .................................................................................................... 34 La Nuova Venezia: prime nevicate, bora, gelate così il veneziano va incontro alle giornate più fredde........................ 35 Il Piccolo di Trieste: protezione civile, presto la nuova sede ........................................................................................... 36 Il Piccolo di Trieste: gm gorizia, 2010 da incorniciare.................................................................................................... 37 Il Piccolo di Trieste: dal comune 500mila euro contro le frane a san mauro.................................................................. 38 Il Piccolo di Trieste: australia, naufraga barcone di migranti tra i morti anche donne e bambini................................. 39 Il Piccolo di Trieste: siamo tranquilli perché nel nostro gruppo nessuno ha cambiato idea sulla sfiducia .................... 40 La Provincia Pavese: in notturna di corsa beneficenza a voghera .................................................................................. 41 Quotidiano del Nord.com: Protezione Civile: trasferiti i fondi alluvione Veneto........................................................... 42 La Tribuna di Treviso: neve, scatta il piano e' annunciata domani................................................................................ 43 La Tribuna di Treviso: cison: paura in collina il gelo dilata la frana cede il muro di una casa - alberto della............ 44 Varesenews: Due tende riscaldate per i senzatetto........................................................................................................... 45 Data: L'Adige 16-12-2010 Variante, 12,6 milioni per ogni chilometro Adige, L' "" Data: 16/12/2010 Indietro Variante, 12,6 milioni per ogni chilometro La spesa finale ammonta a 58, 2 milioni PAOLO LISERRE [email protected] Alla fine, dicono tecnici e politici che l'hanno sempre sostenuta, cambierà sensibilmente viabilità e mobilità della città scaricando il traffico da alcune direttrici oggi interne al tessuto urbano e stracolme di auto e mezzi di trasporto in generale. «Una questione vitale» l'aveva definitiva un paio d'anni or sono l'allora sindaco e senatore di Riva Claudio Molinari. Una questione vitale che però pesa e non poco sulle casse (pubbliche) della Provincia. Perché ad oggi (e come insegna la storia le sorprese sono sempre in agguato) la spesa preventivata per l'intero tracciato della Variante alla 45bis è aggiornata a quota 58,2 milioni di euro. Qualcosa come 23 milioni in più rispetto alla cifra di partenza. Facendo due conti della serva si arriva a cifre a sei zeri che fanno venire i brividi. La Variante Ovest nel progetto esecutivo sarà lunga 4,6 chilometri, dalla rotatoria di via Monte Oro a quella d'innesto su viale Santa Caterina in zona S. Andrea. Il che significa che ogni chilometro del nuovo tracciato costa la ragguardevole cifra di 12,6 milioni di euro. Comprendendo nella somma finale, tanto per citare una curiosità, anche 20.000 di «spese di cancelleria». Cifre che si evincono dall'ultima determinazione del dirigente del dipartimento della protezione civile e infrastrutture della Provincia, quella che approva la 24ª variante di progetto per i lavori di costruzione della variante alla 45bis. Con queste cifre diventa utopistico pensare che la Provincia, soprattutto di questi tempi e con la prospettiva di dover tirare la cinghia ancor di più in futuro, possa prendere in considerazione l'ipotesi caldeggiata da più parte di prolungare il tunnel di via Monte Oro oltre la centrale dell'Enel, spostando di fatto l'uscita della galleria quasi in corrispondenza dell'imbocco di quella della Gardesana Occidentale. Intervento definito «un completamento logico e assolutamente condivisibile» ancora dall'ex sindaco Molinari. «Un obiettivo ragionale» lo aveva definito il presidente della Provincia Lorenzo Dellai due anni or sono, intervendo a Riva in campagna elettorale. Una prospettiva di fatto bocciata dai tecnici, come si può dedurre dallo studio sui flussi di traffico effettuato per conto della Provincia dalla «Tps» di Perugia e inserito nello progetto preliminare del collegamento viario tra l'Alto Garda e l'asta dell'Adige, attualmente alla Via. I tecnici affermano senza mezzi termini che ad opere concluse «il prolungamento del tratto in galleria della nuova Variante di Riva del Garda risulta superfluo in quanto l'attuale Gardesana occidentale non risulta congestionata e sono inoltre quasi nulli - prosegue la relazione - i traffici di attraversamento di Riva diretti o provenienti da essa». Non c'è bisogno di traduzioni di alcun genere: tecnicamente quel prolungamento (per il quale si sono versati fiumi d'inchiostro e vi sono state ore ed ore di dibattito consiliare) non regge. E se i tecnici dicono che è «superfluo», figuratevi voi se i politici si mettono a sindacare prevedendo spese di altre decine e decine di milioni di euro. 16/12/2010 Argomento: NORD Pag. 1 Data: 16-12-2010 L'Adige FEDERICA PASSAMANI La situazione delle gallerie e dei sottopassi in Trentino, durante queste settimane d'intense piogge e neve, ha destato preoccupazione fra gli automobilisti che Adige, L' "" Data: 16/12/2010 Indietro FEDERICA PASSAMANI La situazione delle gallerie e dei sottopassi in Trentino, durante queste settimane d'intense piogge e neve, ha destato preoccupazione fra gli automobilisti che hanno segnalato, in più punti, anomale infiltrazioni d'acqua dall'alto verso il fondo stradale FEDERICA PASSAMANI La situazione delle gallerie e dei sottopassi in Trentino, durante queste settimane d'intense piogge e neve, ha destato preoccupazione fra gli automobilisti che hanno segnalato, in più punti, anomale infiltrazioni d'acqua dall'alto verso il fondo stradale. È il caso, ad esempio, dei vecchi tunnel fra Pergine e Trento (i «Crozi»e le «Laste») mentre la scorsa settimana nelle gallerie sulla Gardesana, nel tratto fra Riva e Limone, alcuni frammenti di roccia si sono staccati cadendo al suolo senza per fortuna creare danni a persone o cose. Qual è lo stato di salute di queste architetture stradali nella nostra Provincia? Anzitutto, è utile ricordare che in Trentino esistono 150 gallerie, tutte costruite fra il 1910 e questo decennio, che si estendono complessivamente per poco oltre i 68 chilometri. Di queste, appena 18 hanno una lunghezza oltre i 1.000 metri (9 superano i 2 km), mentre la maggioranza si concentra nelle fasce fra i 125 e 500 metri (sono 44) e fra i 25 e 75 metri (altre 42). Sul territorio dei comuni di Trento, Riva del Garda e Canazei è presente il maggior numero «pro-capite» di tunnel (15, 14 e 12, rispettivamente) che si snodano per un totale di circa 19 km. Tuttavia, parlando di chilometri per comune, sono da segnalare le due gallerie di Mezzolombardo (7 km circa), la galleria Riva-Molina di Ledro (3,6 km), quella di Imer-Canal S.Bovo (3,3 km), quella di Ziano di Fiemme (2 km), le quattro di Mori (4, 4 km), Moena (1,5 km) e le due di Civezzano (2,8 km). È curioso notare che, dei 68,5 km totali, quasi la metà sono stati realizzati negli ultimi 10 anni: esattamente 38 gallerie, lunghe 31 chilometri circa, a cui si aggiungono le altre 28 (20 chilometri) costruite negli anni novanta. Fra quelle del secolo scorso, resistono attive ancora le 8 scavate negli anni '10 e altre 15 risalenti agli anni '30. «Il controllo dello stato di funzionamento e il coordinamento della manutenzione ordinaria e straordinaria di tutta l'impiantistica presente nelle gallerie trentine è affidato a uno specifico settore del servizio gestione strade denominato "settore impianti". Per la manutenzione degli impianti e la loro periodica verifica, il settore impianti si avvale di ditte manutentrici, selezionate mediante gara, che si occupano sia dei controlli periodici settimanali sia degli interventi di emergenza. Le ditte incaricate garantiscono la reperibilità per il pronto intervento, 24 ore su 24, ed eseguono settimanalmente i controlli necessari al buon funzionamento degli impianti presenti nelle gallerie». È quanto fa sapere Raffaele De Col, dirigente del dipartimento protezione civile e infrastrutture della Provincia di Trento, che precisa: «Con riferimento alle infiltrazioni segnalate, in particolare, nelle gallerie Laste e Ponte Alto sul vecchio tracciato della statale della Valsugana, si evidenzia come l'acqua rilevata sia presente solo in caso di forti precipitazioni, per la presenza di maggiori afflussi dai versanti. L'aspetto statico complessivo delle stesse e delle gallerie in Trentino è sotto controllo, in quanto le ispezioni visive di routine non evidenziano problematicità particolari. Casi di eventuali episodi di ammaloramento sono fronteggiati con interventi puntuali in collaborazione con il servizio geologico». Per deviare le infiltrazioni di acqua s'interviene solitamente mediante la posa in opera di rivestimenti fissati alla volta, generalmente metallici, al fine di convogliare le acque nelle canalette laterali. Negli anni, studi e monitoraggi del territorio da parte delle strutture tecniche competenti della Provincia hanno consentito la realizzazione d'interventi anche di tipo preventivo, al fine di conservare in efficienza la rete stradale di competenza. «Fenomeni come quello avvenuto sulla Gardesana - fanno sapere dal dipartimento - sono residuali e conseguenza anche del comportamento di canali idrogeologici secondari il cui grado di saturazione non è compiutamente prevedibile. In caso d'intense precipitazioni, la rete stradale è puntualmente e costantemente presidiata dai tecnici e operatori del servizio gestione strade, soprattutto nelle zone potenzialmente critiche». 16/12/2010 Argomento: NORD Pag. 2 Data: 16-12-2010 L'Adige FEDERICA PASSAMANI La situazione delle gallerie e dei sottopassi in Trentino, durante queste settimane d'intense piogge e neve, ha destato preoccupazione fra gli automobilisti che Argomento: NORD Pag. 3 Data: 15-12-2010 Alto Adige rifiuti in campania: una situazione disastrosa a dispetto di berlusconi Al netto della propaganda dei mesi scorsi Una gestione collusa impedisce di fare il salto di qualità che il quadro generale richiederebbe in tempi brevi Nessuno più di lui. In 65 anni di storia repubblicana, Berlusconi ha governato l'Italia più di chiunque. 16 anni: più della somma dei 10 governi Andreotti, Cossiga e De Mita. Eppure si spaccia per “il nuovo”, per l'estraneo al teatrino della politica. Così tenta di smarcarsi da qualsivoglia responsabilità. Prendiamone una che, invece, trasforma in vanto: i rifiuti della Campania. Con quelli ha fatto cadere Prodi e creato la B&B, il binomio della provvidenza: Berlusconi & Bertolaso. Così ha vinto, nell'ordine, le elezioni politiche, provinciali, regionali. Non a caso sono tornati i rifiuti in strada, la tensione in piazza e la B&B in città. Eppure, dal 1994 ad oggi, per non far nulla, sono stati spesi 3 miliardi e 548 milioni di euro. Sono state emesse 25 ordinanze emergenziali. Ma l'emergenza è ancora lì, come le cataste di rifiuti in putrefazione per strada. Non si è ottenuto nulla, né con gli interventi onerosi, dagli effetti a venire, né con quelli a costo zero, dagli effetti immediati. Né con la raccolta differenziata, né con i termovalorizzatori. Non si sono ridotti gli imballaggi delle merci e neppure gli articoli usa e getta che, da soli, rappresentano - rispettivamente - il 60% e il 10% del volume e la metà del peso complessivo dei rifiuti accumulati in città. Non si è provveduto al riciclo dei materiali di cui sono composti i rifiuti e neanche al recupero dell'energia ottenuta bruciando le frazioni combustibili residue, magari gassificando i resti organici e portando in discarica solo le minime parti che rappresentano gli avanzi di una gestione virtuosa dei rifiuti. Nulla. Perché, nei consorzi di gestioni, sono stipati LSU e camorristi infiltrati. 25 mila addetti: quattro volte quelli necessari. Ai vertici sempre i soliti parassiti del sistema politico-malavitoso, proliferato all'ombra dell'imprenditoria parassitaria e stracciona. Un fiume di denaro e un mare di debiti, con tanti crediti inesigibili e troppi addetti, con enti di gestione e consulenti collusi con una protezione civile che non sa proteggere il Paese, quello civile per davvero, ma genera sempre cortocircuiti sociali dei quali disconosce le responsabilità e non sana gli effetti. Intanto, 6 milioni di ecoballe, con rifiuti indifferenziati, sono disseminate nelle campagne campane. Da loro sgorgano due fiumi carsici. Uno, quello del percolato, scorre nel sottosuolo fino ad avvelenare le falde acquifere e immettere tossico in tutta la catena alimentare e nell'aria. L'altro è un fiume economico. Nasce con la locazione dei suoli e si trasforma in autentico vitalizio occulto per quella camorra che si disobbliga garantendo l'appoggio elettorale all'attuale esecutivo. E pensare che la Campania è una delle regioni europee più fornite di impianti per la separazione meccanica dei rifiuti, addirittura superiori al fabbisogno. Peccato siano utilizzati solo come frullini per mescolare umido e secco prima di mandare il tutto in discarica o nel solo termovalorizzatore di Acerra. Sì, proprio quello aperto per l'inaugurazione con tripudio di Berlusconi e, subito dopo, fermato per riparazione. Infine richiuso per cattiva progettazione. Poi riaperto, per rompersi - spesso - in toto o in parte, per funzionare - comunque - poco e male. In sintesi, il vero tripudio è dei cumuli e dei miasmi da prelievi mancati e discariche urbane inadatte e nocive. Argomento: NORD Pag. 4 Data: 16-12-2010 L'Arena Estratto da pagina: 25 Giorgetti: Già pronti i 300 milioni Giovedì 16 Dicembre 2010 PROVINCIA DOPO L'ALLUVIONE. Il sottosegretario all'economia risponde ai sindaci e assicura che la Protezione civile ha ricevuto lo stanziamento previsto Giorgetti: «Già pronti i 300 milioni» Il Fondo Concordia ha toccato quota 500mila euro e dalla prossima settimana gli aiuti diventeranno denaro concreto per le famiglie di Monteforte Aiuti a quota mezzo milione: a tanto ammonta il saldo del Fondo Concordia andato ad arricchirsi, proprio nelle ultime ore, dei 300 mila euro svincolati dalla Fondazione Cariverona. E stasera torna a riunirsi a Monteforte il Comitato di gestione del Fondo che venne aperto da parrocchia e Comune all'indomani dell'alluvione: la prossima settimana gli aiuti saranno denaro concreto per gli alluvionati che hanno chiesto di accedere all'assegno di solidarietà. Sono 300 le famiglie che hanno consegnato in Comune la domanda per beneficiare del sostegno attraverso il Fondo Concordia. Nemmeno la metà delle 800 colpite dall'alluvione, e le motivazioni di una richiesta così contenuta si spiegano: «Il sostegno sociale è stato pensato proprio per le famiglie disagiate che non hanno mezzi per ripartire», spiega il vice sindaco Roberto Costa, «e per questo i moduli di richiesta erano molto dettagliati e andavano ad approfondire i danni, ma anche la composizione dei nuclei familiari, i redditi, le proprietà». Ci sono anche altri due motivi, che a ben guardare sono gli stessi che hanno tenuto tanti montefortiani lontani dal dispensario approntato dalla parrocchia all'ex teatro parrocchiale: «C'è chi non ha presentato la domanda, e non l'ha fatto nemmeno per accedere ai contributi statali, perché ritiene di aver subito danni minimi o non risarcibili», e il riferimento è in particolar modo a quanto per una persona costituisce il «baule dei ricordi», «ma anche perché in molti reputano che i contributi statali debbano andare a chi ha perso tutto». E poi c'è il pudore, la dignità, per qualcuno l'orgoglio. E nella lista, infine, ci sono quelli che all'arrivo dei contributi non ci crede. «Il commissario delegato per l'emergenza, il governatore del Veneto Luca Zaia, ha già fatto scattare il cosiddetto piano B. In sostanza», spiega Costa, «Zaia ha mobilitato le banche tesoriere perché provvedano all'erogazione dell'anticipazione, cioè degli acconti sui contributi agli alluvionati in attesa della disponibilità dei 300 milioni statali». Si tratterebbe, dunque, di giorni per la prima tranche di 100 milioni, annunciata martedì dallo stesso Zaia. E sul punto il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, ribadendo che gli impegni assunti dal Governo saranno mantenuti, precisa che «la Protezione civile, sul cui fondo sono stati destinati i 300 milioni di euro destinati dal decreto ministeriale del 18 novembre, conferma di aver ricevuto lo stanziamento e ha assicurato le somme in disponibilità alla contabilità speciale presso la Banca d'Italia dall'11 dicembre». Insomma, i soldi ci sono già, bisogna solo passare alla fase dell'assegnazione. Tornando al Fondo Concordia, come detto la Fondazione Cariverona ha liquidato al Comune i 300 mila euro che, grazie a un ribasso d'asta con l'assegnazione dei lavori, non si erano più rivelati necessari per il completamento del blocco cucine della Casa di riposo. «La cifra è stata inserita sia in entrata che in uscita nel bilancio del Comune», spiega il sindaco Carlo Tessari, «e grazie alla grande collaborazione della filiale montefortiana dell'Unicredit, è stata girata sul Fondo Concordia. Avevo chiesto formalmente alla nostra tesoreria di derogare dalla data di chiusura, fissata al 13 dicembre, e devo ringraziare la banca per l'estrema disponibilità dimostrata a favore delle famiglie e imprese alluvionate». Stasera, dunque, il parroco don Alessandro Bonetti, il sindaco Carlo Tessari e la commissione del Fondo (che riunisce anche i rappresentanti delle minoranze consiliari) visioneranno le richieste pervenute e comporranno l'elenco dei beneficiari degli aiuti. E' possibile che alla fine il ragionamento sarà su 500 mila euro, «perché il Comune di Verona», aggiunge Tessari, «attraverso il sindaco Flavio Tosi, ha deciso di donare a Monteforte 30 mila euro e la stessa cifra a Soave. Così il Fondo Concordia raggiungerà il traguardo del mezzo milione di euro». Argomento: NORD Pag. 5 Data: 16-12-2010 L'Arena Estratto da pagina: 15 Soccorso alpino autonomo Il Cai si riunisce a Verona Giovedì 16 Dicembre 2010 CRONACA MONTAGNA. La decisione nel vertice nazionale che si terrà domenica in sala Verdi della Fiera Soccorso alpino autonomo Il Cai si riunisce a Verona Sono 700 i delegati da tutta Italia per l'assemblea straordinaria Bresaola: «Da soggetto privato a ente con maggiori potenzialità» Verona capitale dell'alpinismo. Si terrà, infatti, domenica, alle 10, nell'auditorium della sala Verdi in Fiera, l'assemblea nazionale straordinaria del Club Alpino Italiano. Saranno 700 i delegati provenienti da tutta Italia, con diritto di voto, che parteciperanno all'importante assise scaligera e che servirà ad aggiornare, nel senso di un'eventuale modifica sostanziale, lo statuto per il riconoscimento di un'altra specifica sezione del Cai, oltre a quelle autonomamente già costituite. In pratica la possibilità per il soccorso alpino di diventare, qualora i soci del Cai in questa sessione straordinaria di Verona approvino la modifica statutaria all'ordine del giorno, soggetto deputato, a tutti gli effetti, alla stipula di accordi e convenzioni in piena autonomia, trasformandosi da struttura tecnica in soggetto giuridico aggregato al Cai. Spiega il presidente del Cai di Verona, Piero Bresaola: «La presenza di un notaio servirà a suggellare questo atto di modifica statutaria, se la mozione del cambiamento registrerà la presenza di almeno il 50 per cento più 1 degli aventi diritto al voto, per garantire dignità giuridica negli interventi di salvataggio, nelle zone di pertinenza. La proposta di modifica vedrà la luce se otterrà la maggioranza dei voti di quel 50 per cento più uno dei delegati. Sino ad oggi, infatti non molti sanno che il raggruppamento del soccorso alpino in questione ha operato e sta operando come soggetto di ambito territoriale privato volontario, con responsabilità individuali dei componenti che intervengono nelle varie operazioni di salvataggio. Con l' eventuale modifica si vuole evitare questo aggravio di responsabilità individuale, dotando il soccorso alpino di dignità giuridica, togliendo singole responsabilità e la possibilità di operare in stretta simbiosi con la stessa protezione civile, come avviene in molte parte d'Italia». L'unica finalità è «salvare vite umane». E Bresaola prosegue nella sua analisi: «Vale la pena ricordare come anche nel nostro territorio nelle ultime settimane, sul Monte Baldo per citare qualche esempio, siano state portate a termine delle brillanti operazioni di salvataggio da parte del soccorso alpino, che hanno impegnato i volontari, in quel caso, per circa dodici ore. Una testimonianza di quanto peculiare sia questo tipo di apporto dei volontari, i cui tecnici risultano in costante collegamento con il 118». Presente alla manifestazione di Verona sarà anche il presidente nazionale, il bassanese Umberto Martini, in carica da sei mesi. Vale la pena evidenziare alcuni dati che riguardano il Cai di Verona che risulta la quinta provincia italiana per numero di iscritti: seimilacinquecento. Il raggruppamento dei volontari del soccorso alpino scaligero sono, invece, trenta. Infine un dato che sottolinea la passione degli italiani per la montagna, ma anche per questa associazione meritoria è che gli iscritti al Cai in Italia sono trecentoventimila e che l'aggregazione per riconciliare uomo e natura rappresenta in continuo aumento. Argomento: NORD Pag. 6 Data: 16-12-2010 Corriere del Trentino Tassullo «studia» le mura di Padova 16 dic 2010 Trentino TRENTO Dopo l'Arena di Verona, la Tassullo si occuperà del restauro anche degli undici chilometri di mura rinascimentali che circondano Padova. L'azienda ha firmato un accordo con il comune e l'università di Padova per un progetto di ricerca che durerà due anni. L'obiettivo è la manutenzione programmata dell'opera, analizzandone porzioni e individuandone materiali adatti. L'affidamento del restauro vero e proprio a una ditta arriverà anche in funzione delle indicazioni della Tassullo, che potrà fornire i materiali. L'impegno padovano arriva dopo Verona, ma anche dopo il colonnato del Bernini in S. Pietro a Roma e dopo la messa in sicurezza e il restauro del Forte Spagnolo e di diverse chiese a L'Aquila dopo il terremoto. Ieri l'azienda è stata visitata da monsignor Luigi Bressan, che è stato accolto dall'amministratore delegato Stefano Odorizzi e dal presidente Friedrich Pattis (nella foto). La Tassullo ha 5 stabilimenti, 230 dipendenti e nel 2009 ha chiuso il bilancio con un fatturato di 55 milioni. RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 7 Data: 16-12-2010 Corriere del Veneto (Ed. Padova) Arriva la neve, spargisale in azione Pronto il piano per il grande freddo 16 dic 2010 PadovaRi.Ba. RIPRODUZIONE RISERVATA PADOVA - E' prevista per domani mattina, forse già stasera, la prima nevicata dell'anno in città. Per quanto riguarda invece le gelate notturne, la stragrande maggioranza dei padovani ci convive ormai da giorni. Questa notte il termometro è sceso a meno 5. Stanno scaldando i motori gli otto mezzi spargisale e gli otto spalaneve (la metà di proprietà del Comune l'altra in convenzione con i privati) pronti a partire in caso la questione maltempo si presentasse più seria del previsto. Ad implementare l'offensiva «anti-neve» ci sono poi altri otto mezzi messi a disposizione dall'Aps. E poi 20 mila euro di sale per ridurre il ghiaccio sulle strade e un esercito di dipendenti comunali e volontari della Protezione civile. Di pari passo prosegue anche la riposta della Croce Rossa al grande freddo di questi giorni. La scorsa settimana, in accordo con il Comune, è stato attivato il piano di «Accoglienza invernale» per i senza tetto e le persone in difficoltà. Un ambulatorio mobile della Cri è presente inoltre nei pressi della stazione ferroviaria dalle 20.30 alle 22.30, dal lunedì al giovedì. Attive anche vere e proprie squadre di volontari che distribuiscono per tutta la notte bevande e generi alimentari caldi e ad alto contenuto energetico. L'attività proseguirà fino alla prima settimana di marzo. Per quanto riguarda invece i «normali» cittadini l'appello di Palazzo Moroni, ed in particolare dell'assessore alle Manutenzioni Andrea Micalizzi, è andato alla prudenza per chi si mette alla guida in questi giorni, soprattutto in orario notturno. In caso di nevicate sostanziose, ha poi aggiunto, «è necessaria la collaborazione di tutti». I mezzi spazzaneve e spargisale saranno impegnati primariamente nelle rotatorie, cavalcavia e sottopassi di tangenziali e strade di grande affluenza. Priorità massima sarà data anche a luoghi «sensibili» come scuole, ospedali e stazione ferroviaria. Ai cittadini spetterà, per loro preciso dovere civico (precisato anche dalla legge), il compito di spalare la neve dal tratto di marciapiede davanti alla propria abitazione. Tutti pronti quindi a rimboccarsi le maniche. Argomento: NORD Pag. 8 Data: 16-12-2010 Corriere del Veneto (Ed. Verona) «Alluvione, dopo i soldi statali in arrivo la proroga alle tasse» 16 dic 2010 VeronaAntonio Spadaccino RIPRODUZIONE RISERVATA Giorgetti: «Pagamento nel 2011, il mese si saprà in base alle risorse» Fini? Non ho condiviso la sua scelta né la manfrina sulla fiducia. Resta l'amicizia Compravendita di voti? Smascherai il governo Prodi E poi parlare non è un reato VERONA La prima cosa che ha fatto ieri mattina Alberto Giorgetti, sottosegretario all'Economia del sopravvissuto governo Berlusconi, è stata quella di mettersi davanti a un computer e scrivere una nota relativa alla destinazione di risorse statali ai Comuni alluvionati del Veneto: «Il ministero dell'Economia ha destinato il del 18 novembre scorso e registrato alla Corte dei Conti il 24 novembre, 300 milioni di euro che hanno integrato il fondo della Protezione civile. La stessa conferma di aver ricevuto lo stanziamento e ha assicurato le somme in disponibilità alla contabilità speciale presso la Banca d'Italia dall'11 dicembre». Tutto questo per dire cosa, Giorgetti? «Per rassicurare i sindaci dei Comuni colpiti dall'alluvione e il governatore Luca Zaia sul completamento delle procedure per la destinazione delle risorse da parte del governo». Monteforte Scene di un'alluvione che non può essere dimenticata Però lunedì 20 dicembre scade la proroga alle tasse. Non è che la bagarre politica di questi giorni vi abbia fatto dimenticare che avete promesso un decreto ad hoc per far slittare il pagamento all'erario nel 2011? «In effeti non è semplice gestire tutto contemporaneamente». Ma gli alluvionati dovranno pagare? «No, l'ulteriore proroga è in agenda. I pagamenti slitteranno sicuramente al 2011. Ma non so dirle a quale mese perché tutto dipende dalle risorse che saremo certi di possedere». Il decreto lo firmate prima del 20 dicembre? «In teoria dovrebbe essere così. In pratica può anche succedere che si ratifichi dopo. L'importante è che venga fatto». Gli alluvionati possono stare tranquilli? «Sì, ribadisco la volontà di dar loro un'altra proroga al pagamento delle tasse». Veniamo alla politica. Come esce il Pdl dal caos sulla fiducia al governo? « A livello nazionale si è confermata la maggioranza a Camera e Senato. In terra veneta, abbiamo recuperato la Polidori, che si è staccata da Futuro e libertà, perdendo tre parlamentari anziché quattro (restano con Fini Saia, Bellotti e Conte, ndr). Ora è in atto il tentativo di far entrare nell'esecutivo l'Udc. C'è il sì di Bossi...». Bossi è bravo a fare le rovesciate... E' anche quello che chiamava «Berluskaiser» il premier prima di diventare il suo miglior sodale. Crede che Casini sia disposto a dimenticare tutti gli attacchi che gli ha rivolto? «Non lo so. Posso però dire che tutti gli uomini dell'Udc vogliono l'accordo». E nel caso il partito di Casini accettasse ci sarebbero ripercussioni anche sul governo della Regione? «Non credo proprio. In Veneto abbiamo un mandato ampio e non c'è motivo di allargare la maggioranza». L'impressione, dopo il voto di fiducia, è che il Pdl sia destinato a essere sempre più ostaggio della Lega... «Il rischio è sempre presente in tutti i partiti. Ma devo dire che negli ultimi due mesi il rapporto con la Lega, in Veneto, è molto migliorato. E alle prossime amministrative abbiamo già deciso di andare assieme». Giorgetti, sinceramente, cosa pensa di Gianfranco Fini? «Non ho voglia di parlarne». Qualcosa deve dire... «Non ho condiviso la sua scelta. Ho ritenuto inopportuna la creazione di un nuovo partito, tanto quanto la manfrina sulla fiducia. Io sono rimasto con Berlusconi, ma non dò giudizi politici su un uomo, Fini appunto, che ha dato una svolta alla destra italiana. Di questa cosa ho parlato spesso con lui, mal'unica cosa che è rimasta intatta è l'amicizia nei suoi confronti». Ma siamo sicuri che il ritorno alle urne sia scongiurato? «I numeri devo dire che non garantiscono una tenuta a lungo termine. Ampliare la maggioranza è alla base della fase 2 del governo Berlusconi». Cosa rischia di perdere il Veneto se cade il governo? Argomento: NORD Pag. 9 Data: 16-12-2010 Corriere del Veneto (Ed. Verona) «Alluvione, dopo i soldi statali in arrivo la proroga alle tasse» «Federalismo, infrastrutture - dalla Tirreno-Brennero all'Alta velocità solo per fare due esempi - e tutta la riforma fiscale che stiamo mettendo in atto». E all'onorevole-imprenditore Massimo Calearo, eletto nelle fila del Pd, cosa arriverà in cambio del suo sì al governo Berlusconi? «E' un tema che compete al premier, non certo ame. Io posso dire che Calearo ha fatto una scelta coraggiosa, che lui ha chiamato di responsabilità. Non credo abbia interessi personali. Se poi non sarà così, lo vedremo presto». Ma c'è stata la compravendita di voti? «La faceva anche il centrosinistra. Io ed altri li abbiamo smascherati su Pallaro e la Levi Montalcini». Quindi c'è stata... «Non è un reato parlare...». Argomento: NORD Pag. 10 Data: 16-12-2010 Corriere del Veneto (Ed. Vicenza) Estratto da pagina: 1 In cassa i soldi per i rimborsi, nuova corsa al rinvio delle tasse 16 dic 2010 VicenzaR.P. RIPRODUZIONE RISERVATA Arrivati i 300 milioni del governo. Il sottosegretario all'Economia assicura: «Imposte prorogate al 2011» Alberto Giorgetti gli alluvionati stiano tranquilli, l'ulteriore proroga dei pagamenti all'Erario è in agenda Da VENEZIA Ci sono i soldi per i risarcimenti, si attende un nuovo provvedimento del governo per prorogare ulteriormente il pagamento delle tasse degli alluvionati, per ora fissato al 20 dicembre. La prima cosa che ha fatto ieri mattina Alberto Giorgetti, sottosegretario all'Economia del sopravvissuto governo Berlusconi, è stata quella di mettersi davanti al computer per scrivere una specifica relativa alla destinazione delle risorse statali ai Comuni alluvionati del Veneto: «Il ministero dell'Economia ha destinato con decreto ministeriale del 18 novembre scorso e registrato alla Corte dei Conti il 24 novembre, 300 milioni di euro che hanno integrato il fondo della Protezione civile. La Protezione civile conferma di aver ricevuto lo stanziamento e ha assicurato le somme in disponibilità alla contabilità speciale presso la Banca d'Italia dall'11 dicembre». Da ieri, i famosi 300 milioni sono nelle casse del c ommissario per l ' e mergenza alluvione, che poi sarebbe il presidente della Regione Luca Zaia. Però lunedì 20 dicembre scade la proroga alle imposte, concessa in un primo momento (e in due riprese) dal ministero dell'Economia. Il dubbio era che la bagarre politica di questi giorni avesse fatto dimenticare la promessa di un decreto ad hoc per far slittare i pagamento all'Erario al 2011. Giorgetti rassicura: «In effetti non è semplice gestire tutto contemporaneamente, ma l'ulteriore proroga delle imposte per gli alluvionati è in agenda. I pagamenti slitteranno sicuramente al 2011. Ma non so dire ancora a quale mese dell'anno prossimo, perché tutto dipende dalle risorse che saremo certi di avere in cassa». Il decreto sarà firmato prima del 20 dicembre? «In teoria - è la risposta del sottosegretario all'Economia - dovrebbe essere così. In pratica può anche succedere che si ratifichi dopo. L'importante è che venga fatto». Tornando al fronte dei risarcimenti, l'arrivo dei 300 milioni nelle casse del commissario ha dato l'avvio all'iter per l'accreditamento dei soldi ai Comuni colpiti. Per esplicità volontà di Zaia, infatti, saranno i sindaci a gestire le somme e a decidere i destinatari e le quantità dei rimborsi. «Sono già state avviate le procedure - conferma Zaia - per poter erogare al più presto gli acconti ai sindaci, che poi utilizzeranno in piena autonomia e secondo le esigenze delle rispettive comunità la prima quota che verrà loro assegnata. Nella disgrazia che ci ha colpiti - ha ricordato Zaia, ringraziando il governo e tutti coloro che si sono adoperati per raggiungere il risultato - abbiamo realizzato tempi da record rispetto a qualunque altro precedente analogo nell'adottare le decisioni politiche e amministrative necessarie e nell'attivare gli interventi finalizzati al ritorno alla normalità per il territorio, le famiglie e le imprese disastrate». Dal primo giorno della disastrosa alluvione, è trascorso esattamente un mese e mezzo. Argomento: NORD Pag. 11 Data: 16-12-2010 L'Eco di Bergamo Estratto da pagina: 36 Incendio in reparto Intossicati ad Arcene Incendio in reparto Intossicati ad Arcene Scintilla scatena le fiamme nella ditta Brill Futura Tre operai ricoverati per i fumi None Giovedì 16 Dicembre 2010 PROVINCIA, e-mail print I vigili del fuoco intervenuti per spegnere l´incendio nella ditta di Arcene foto Cesni Arcene Patrik Pozzi Tre operai lievemente intossicati e macchinari e impianti danneggiati: è il bilancio dell'incendio scoppiato ieri mattina ad Arcene, nell'azienda Brill Futura, specializzata nella pulitura e lucidatura di materiale metallico. Inizialmente si erano temute conseguenze peggiori, visto che all'interno dell'azienda di via Fermi si è udito un forte scoppio. Ad innescarlo, una scintilla finita all'interno del tubo dell'aspiratore di un macchinario industriale che avrebbe generato uno scoppio. Le fiamme, però, fortunatamente non hanno investito nessuno. L'incendio ha comunque causato la combustione di alcune sostanze chimiche inalate dai tre operai rimasti intossicati, per i quali è stato ritenuto necessario il trasferimento in ospedale per controlli, ma le cui condizioni non destano preoccupazioni. Una scintilla la causa Tutto è accaduto intorno alle 10. In quel momento, nel reparto lucidatura e pulitura che si trova al piano seminterrato dell'azienda, era in funzione un macchinario con il quale viene effettuata la lucidatura del metallo attraverso una spazzola, a quanto risulta in tessuto. Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, effettuata dai vigili del fuoco di Treviglio intervenuti per spegnere l'incendio, dalla spazzola sarebbe scaturita una scintilla che è stata poi aspirata dal tubo dell'aspiratore del macchinario largo circa 50 centimetri. A questo punto la scintilla, venendo a contatto con alcune delle sostanze chimiche in polvere utilizzate nell'operazione della lucidatura, avrebbe causato lo scoppio e quindi l'incendio. Le fiamme hanno subito intaccato oltre al tubo anche il macchinario, producendo fumi che hanno velocemente invaso tutto il capannone. Tre intossicati Dato all'allarme sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco di Treviglio e anche di Dalmine che sono riusciti in poco tempo a domare l'incendio. Necessario anche l'intervento dei mezzi di soccorso del 118: tre degli operai che si trovavano nel reparto pulitura e lucidatura non sono riusciti a fuggire in tempo dal capannone e sono rimasti lievemente intossicati. Per i controlli del caso sono stati trasportati al Policlinico San Marco di Zingonia. Le loro condizioni a quanto risultano non destano preoccupazione. I fumi che hanno inalato, a quanto riferito anche dall'azienda, sarebbero stati prodotti dalla combustione di polveri di alluminio e magnesio, oltre che di piccole quantità di solventi. Sostanze che, nella modalità e nella quantità inalate, non sono state ritenute pericolose, nemmeno dal centro antiveleni degli Ospedali Riuniti di Bergamo interessato del caso. Danni da quantificare Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri della caserma di Verdello, gli agenti della polizia locale di Arcene e i tecnici del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell'Asl di Bergamo i quali, prima di effettuare i rilievi, hanno dovuto attendere che i vigili del fuoco completassero le loro operazioni. I pompieri hanno dovuto lavorare più di due ore: dopo aver spento l'incendio hanno effettuato tutte le verifiche del caso. A quanto risulta dai loro rilievi il quadro dei danni sarebbe più ampio. A rimanere danneggiati a causa delle fiamme, ma anche del calore prodotto, oltre al macchinario utilizzato per la lucidatura sarebbero infatti anche l'impianto elettrico, idraulico e quello di condizionamento del capannone. L'ammontare dei danni non è ancora stato quantificato. Argomento: NORD Pag. 12 Data: 16-12-2010 L'Eco di Bergamo Estratto da pagina: 39 Valanghe, due lezioni per prestare soccorso Valanghe, due lezioni per prestare soccorso Giovedì 16 Dicembre 2010 PROVINCIA, e-mail print Clusone Due giornate, domani e sabato, finalizzate alla formazione di personale in grado di fare fronte agli incidenti causati dalle valanga. I due appuntamenti sono aperti a tutti e vengono organizzati dalla sezione Cai «Rino Olmo» di Clusone, in collaborazione con il Soccorso alpino bergamasco. Gli incontri saranno gestiti da un un esperto in tema di valanghe e soccorso, la guida alpina Giancarlo Morandi, che è un istruttore nazionale del Soccorso alpino. Il programma prevede alle 21 di domani una lezione teorica, che si terrà nell'auditorium delle scuole elementari di Clusone, sulle tecniche di ricerca in valanga e utilizzo dell'Artva (apparecchio ricerca travolti da valanga). Ma alla teoria farà seguito la pratica e sabato è prevista una lezione sul campo: il luogo e l'ora di ritrovo verranno concordati nel corso della lezione teorica. E. V. Argomento: NORD Pag. 13 Data: 16-12-2010 Il Gazzettino Alluvione, ecco i 300 milioni MALTEMPO Prima del dibattito il Parlamento il commissario Zaia aveva già annunciato l'arrivo dei fondi «» Ma è giallo alla Camera. Il ministro Vito risponde a De Poli: «Gli uffici stanno provvedendo» Giovedì 16 Dicembre 2010, Ci sono o non ci sono? Stando al governatore-commissario Luca Zaia i 300 milioni di euro stanziati dal Governo per far fronte ai danni causati dall'alluvione sono già arrivati a Venezia. L'ha comunicato lo stesso Zaia, attraverso l'ufficio stampa di Palazzo Balbi, ieri mattina: «Sono già nel conto del commissario per l'emergenza i primi 300 milioni di euro per il rimborso dei danni. E sono già state avviate le procedure per poter erogare al più presto gli acconti ai sindaci». Ma qualche ora dopo, nel primo pomeriggio, i soldi risultavano ancora in "viaggio". Nel corso del question time alla Camera dei deputati, rispondendo a una interrogazione dell'onorevole Antonio De Poli (Udc) che chiedeva se c'erano o non c'erano i 300 milioni per gli alluvionati, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha riassunto la vicenda in questi termini: il ministero dell'Economia in data 10 dicembre ha integrato di 300 milioni il Fondo per la Protezione civile e nella stessa data il Dipartimento della Protezione civile ha inoltrato la somma all'Ufficio Bilancio e Ragione «che provvederà a renderlo esecutivo nei prossimi giorni». Può darsi che sia solo una questione burocratica, in fin dei conti era stato proprio Zaia a dire che si rischia di essere sommersi dalle carte («Semo in Italia, tosàti»). Oppure il ministro Vito, al momento di rispondere a De Poli a Montecitorio, non era stato avvertito che la somma stanziata dal ministero dell'Economia e girata alla Protezione civile nel frattempo poche ore prima era uscita dall'ufficio Bilancio e Ragioneria alla volta di Venezia. Tant'è, Zaia ha detto che i soldi ci sono e ha ringraziato «il Governo e tutti coloro che si sono adoperati per questo importante risultato, che evidenzia la rapidità con la quale sta procedendo anche la parte burocratica della questione»: «Nella disgrazia che ci ha colpiti – ha commentato il governatore-commissario – abbiamo realizzato tempi da record rispetto a qualunque altro precedente analogo nell'adottare le decisioni politiche e amministrative necessarie e nell'attivare gli interventi finalizzati al ritorno alla normalità per il territorio, le famiglie e le imprese disastrate». Ieri al Balbi stavano predisponendo la lista dei Comuni per l'erogazione dei contributi. E, soprattutto, sono stati accantonati i 500mila euro che dovevano servire per pagare gli interessi alle banche nel caso si fosse ricorsi al "piano B", ossia il prestito di 100 milioni da chiedere agli istituti di credito. Ma il ministro Vito ieri alla Camera ha detto anche dell'altro e cioè che sono in arrivo «56 milioni dal ministero dell'Ambiente per interventi di prevenzione del rischio idrogeologico». In tal senso sarà «stipulato un accordo di programma con la Regione Veneto». Un acconto? Giusto martedì Zaia ha parlato di opere necessarie per evitare di finire ancora sott'acqua per oltre un miliardo di euro. © riproduzione riservata Argomento: NORD Pag. 14 Data: 16-12-2010 Il Gazzettino (Belluno) Protezione civile raccolta fondi Protezione civile raccolta fondi Giovedì 16 Dicembre 2010, Domenica a Lamon gli alpini del Gruppo Cima Campo di Italo Poletti raccolgono fondi per l'attività della Protezione Civile sezionale e solidarietà alpina. Sulla piazza principale lamonese, le penne nere offriranno al cuore della gente "un fiore per aiutare". Argomento: NORD Pag. 15 Data: 16-12-2010 Il Gazzettino (Belluno) Maria Zampieri Giovedì 16 Dicembre 2010, Giunte a questo punto, le famiglie evacuate a Farra d'Alpago a causa della frana di Buscole dovranno trascorrere il Natale fuori casa. Sono quattro le persone alle quali, con ordinanza del sindaco, era stato vietato di rimanere nelle loro abitazioni minacciate dal terreno che si era messo in movimento a causa delle piogge d'inizio novembre. Era una colata di fango, più che una frana, perciò difficile da controllare. Subito era stata posizionata una torre faro, ora sostituita da quattro fari che si accendono con l'illuminazione pubblica. Nelle settimane di maggiore allarme Provincia, Comune e Servizi forestali avevano monitorato costantemente il movimento, grazie anche all'aiuto dei volontari del nucleo della protezione civile degli alpini sia alpagoti e sia di altri gruppi della provincia. «Adesso la situazione è migliorata - riferisce il sindaco, Floriano De Pra - e l'area della frana è controllata da sensori che mettono in moto meccanismi di allarme al minimo movimento. I Servizi forestali regionali hanno eseguito i rilievi e la Provincia ha già predisposto un progetto per disboscare la zona interessata e per realizzare una strada di penetrazione che permetterà di portare via la melma. All'inizio della primavera pensiamo di realizzare i lavori di bonifica e di consolidamento del terreno». I sensori posti nel terreno della frana danno due allarmi: il primo di preavviso alle ditta che in gestione il meccanismo e il secondo, qualora il movimento dovesse persistere, mette in funzione le sirene. Se la colata fosse tale da raggiungere la strada comunale scatterebbero due semafori. Sempre in caso di allarme sarebbero informati automaticamente via telefono gli amministratori comunali e le famiglie evacuate. L'allarme era scattato in occasione dell'ultima nevicata quando il peso della neve aveva premuto sui meccanismi. © riproduzione riservata Argomento: NORD Pag. 16 Data: 16-12-2010 Il Gazzettino (Treviso) VITTORIO VENETO - (l. a.) La crisi taglia i contributi comunali alle associazioni, ma no... Giovedì 16 Dicembre 2010, VITTORIO VENETO - (l. a.) La crisi «taglia» i contributi comunali alle associazioni, ma non del tutto. Nei giorni scorsi la giunta Da Re ha stabilito di erogare, con successivi provvedimenti dirigenziali, alcuni contributi ad associazioni operanti nel settore della protezione civile, della cultura, dell'istruzione e del volontariato. Ecco i beneficiari: alla onlus Prealpi Soccorso andranno 1.500 euro, così come all'Avab. Cinquecento euro saranno messi a disposizione dell'Ari (radioamatori italiani), altrettanti ai Carabinieri in congedo. Passando a cultura e volontariato, il Comune erogherà 200 euro all'associazione Dorothy per il concorso fotografico «Le donne viste dalle donne»; 250 euro all'associazione «Macedonia» per un progetto teatrale per disabili; 500 al locale comitato Chernobyl per il soggiorno in Italia di 14 bambini della località ucraina e dei loro assistenti; 250 all'istituto comprensivo di Sarmede per la stampa dell'opuscolo «Le voci della scuola» e mille al Museo dell'arte bambina per la realizzazione di una mostra d'arte. Il 2 dicembre la Giunta ha deciso di assegnare 10mila euro alla Treviso-Marathon e 6550 euro ad associazioni sportive e culturali del territorio. Argomento: NORD Pag. 17 Data: 16-12-2010 Il Gazzettino (Venezia) (A.B.) Stamane a Roma incontro tra i vertici del Governo e lo staff del nuovo capo della Protezione ... Giovedì 16 Dicembre 2010, (A.B.) Stamane a Roma incontro tra i vertici del Governo e lo staff del nuovo capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, per decidere l'importo da destinare a Pellestrina, a risarcimento dei danni subiti con la tromba d'aria, che si è abbattuta sull'isola il 23 luglio scorso. Bertolaso, all'epoca capo e sottosegretario della Protezione Civile, giunto sul posto con una task-force governativa tre giorni dopo il disastro, mentre era già partita la richiesta di calamità naturale da parte del Comune e della Regione, aveva garantito lo stanziamento dei rimborsi tra fine settembre ed ottobre. Ed'stato proprio questo ritardo, unito alle proteste dei residenti, che si sono già pagati i lavori di tasca propria, ad insospettire qualcuno. «Vuoi vedere che a Pellestrina non arriva nulla?» si è detto il consigliere comunale Alessandro Scarpa, che è partito all'attacco con una serie di telefonate per avere delle comunicazioni in merito. Anche il presidente della Muncipalità Giorgio Vanello, ha cercato delle risposte attraverso l'onorevole Corrado Callegari. Ora, pare, si sia arrivati alla soluzione; l'incontro che determinerà i fondi. Sul tavolo, 500 domande di risarcimento danni, con relativi preventivi e fatture. Unica cosa che non è ancora stata fatta, i conteggi per determinare gli importi di spesa esatti. Inizialmente si era parlato di danni per 5 milioni di euro, saliti con il passar dei giorni a 7. Ma questo rimane ancora un'incognita. Argomento: NORD Pag. 18 Data: 16-12-2010 Il Gazzettino (Vicenza) Arriva la neve, scatta il Piano MALTEMPO L'Arpav prevede l'arrivo di una nuova perturbazione. Il Comune si è dotato di mezzi speciali dotati anche di gps Giovedì 16 Dicembre 2010, BASSANO - (B.T.) "Probabilità di nevicate diffuse, più significative nella seconda parte della giornata". Recita così il bollettino emesso dall'Arpav che annuncia l'arrivo di una nuova perturbazione tra oggi, giovedì, e domani venerdì. In vista del ritorno del maltempo la macchina comunale ha già rispolverato il Piano neve, lo stesso messo in atto con successo nell'ultimo fine settimana di novembre, quando, in anticipo rispetto agli ultimi anni, sono scesi i primi fiocchi. «Il Piano neve è già stato testato il mese scorso - conferma l'assessore alla Viabilità, Dario Bernardi - e rispetto allo scorso inverno ci sono alcune conferme e delle novità». Innanzitutto è stata confermata la convenzione con sette ditte, in grado di fornire al comune uomini e mezzi, e che si vanno ad aggiungere alla struttura di via Matteotti, agli operatori di Etra e Sis, oltre al gruppo di volontari di Protezione civile delle colline bassanesi, prevalentemente impegnati in territorio di Valrovina. Confermata la "forza lavoro", la vera novità arriva dall'introduzione della tecnologia Gps. «Tutti i mezzi a disposizione, spazzaneve e spargisale, pubblici e privati - spiega Bernardi - sono dotati di un sistema gps in grado di comunicare direttamente con la centrale operativa al Magazzino comunale. In ogni istante è così possibile sapere con esattezza dove si trova ciascun mezzo e, in caso di necessità, deviarlo nelle situazioni più difficili». Per l'inverno 2010-2011 il Comune si è dotato di un nuovo mezzo ma le ristrettezze economiche attuali hanno impedito di acquistare un ulteriore strumento. «Per ora purtroppo resta solamente un sogno - continua l'assessore - ma spero che nei prossimi anni si trovino le risorse per acquistare un silos speciale per caricare sale sugli appositi camion, così da togliere alcuni operai dai lavori di riempimento e magari mandarli sulle strade». Intanto, in attesa della neve, per la quale la Regione ha emesso un preallarme, gli operai comunali sono alle prese con il ghiaccio. Il repentino abbassamento delle temperature, infatti, ha costretto ad avviare lo spargimento di sale sulle principali arterie cittadine. E proprio il freddo appare oggi la principale preoccupazione per il Bassanese. Argomento: NORD Pag. 19 Data: 15-12-2010 Il Giornale della Protezione Civile L'Italia nella morsa del gelo Temperature sotto lo zero Tutto il Paese è interessato da un'ondata di gelo: nevica, anche a basse quote, su molte regioni italiane. Disagi e rallentamenti a causa del ghiaccio Mercoledi 15 Dicembre 2010 - Attualità Ad una settimana dall'inizio dell'inverno, tutto il Paese è nella morsa del gelo. Per oggi sono attese pioggia e neve, anche a basse quote, in particolare su Sicilia, Calabria, Sardegna, Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. L'ondata di freddo, di origine artica, sta provocando anche un sensibile calo delle temperature: i valori minimi sono scesi sotto allo zero al centro-nord e sulle zone interne del sud. Nella notte si sono registrati picchi di gelo ad Aosta (-12), Verona (-8), Udine e L'Aquila (-7), Milano e Firenze (-6), Bologna (-4), Lecce e Perugia (-3); la temperatura più bassa è stata registrata ad Asiago (-17). In generale si tratta di valori minimi al di sotto della media stagionale. Da ieri nevica nelle Marche, in Abruzzo, in Molise e in Puglia. A causa di neve e ghiaccio si sono verificati rallentamenti sulla A14 Bologna-Taranto, sulla A24 Roma-L'Aquila-Teramo e sulla A25 Torino-Pescara; la circolazione è stata comunque garantita dall'azione dei mezzi spargisale e spazzaneve, che operano con continuità sui tratti interessati dalle forti nevicate. Scuole chiuse in moltissimi Comuni in Molise e Abruzzo, tra cui Pescara, Teramo, Montesilvano e Giulianova. Neve e gelo in Puglia, soprattutto nelle Province di Bari e Foggia e sulle zone più alte e interne del Gargano. Primi fiocchi anche in Calabria: ieri ha nevicato a Catanzaro, a Lamezia Terme, sulle montagne della Sila catanzarese e crotonese, sull'Aspromonte e in molti comuni dell'interno sopra i 450 metri di quota. Le temperature sono scese sensibilmente sotto lo zero anche in Emilia-Romagna, dove la Protezione Civile ha attivato la fase di allerta da ieri fino alle 12 di venerdì. Nelle aree collinari e montane si prevedono temperature comprese tra -8 e -12, e tra oggi pomeriggio e domani mattina sono previste nevicate di debole intensità che interesseranno i rilievi romagnoli e la pianura riminese. Venerdì l'ondata di maltempo colpirà tutta la regione, con precipitazioni nevose che arriveranno fino alla costa. Già ieri la Romagna è stata interessata da forti nevicate e il ghiaccio ha creato disagi al traffico. Il gelo ha già causato la prima vittima. Martedì, a Milano, una donna rumena di 48 anni è stata trovata senza vita nei giardini a Porta Venezia. Per proteggere i senza tetto la Protezione Civile ha posizionato due tende riscaldate alla Stazione centrale, aperte dalle 20 alle 7. Redazione Argomento: NORD Pag. 20 Data: 16-12-2010 Il Giornale di Vicenza Estratto da pagina: 25 La frana del Brustolè va sistemata in fretta Giornale di Vicenza, Il "" Data: 16/12/2010 Indietro VELO D'ASTICO. L'appello lanciato dal geologo Antonio Dal Prà dell'università di Padova «La frana del Brustolè va sistemata in fretta» Karl Zilliken Presentati progetti di contrasto ai piedi del movimento franoso, nell'alveo del Posina e una serie di drenaggi. Ma i costi sono alti Giovedì 16 Dicembre 2010 PROVINCIA, e-mail print La frana del Brustolè scrutata da attenti spettatori. ARCHIVIO «Bisogna agire in fretta e senza badare a spese per sistemare la frana del Brustolè». L'appello arriva da Antonio Dal Prà, geologo dell'università di Padova ora in pensione. INCARICO. Era stato incaricato dalla Regione Veneto di effettuare alcuni studi per individuare adeguate e realizzabili contromosse che contrastassero i movimenti della grande frana, che incombe sul torrente Posina. Il professore si è occupato anche di altri grandi dissesti vicentini. È il caso, ad esempio, di quello del Rotolon a Recoaro Terme, che nei giorni dell'alluvione di inizio novembre ha creato apprensione per i continui crolli a ridosso delle contrade Parlati e Turcati e per la scivolamento di una crepa montuosa che è arrivata al metro e 30 di ampiezza. Tutti interventi di ripristino, questi, considerati troppo costosi per le casse regionali. Per questo, infatti, sono stati accantonati. PROGETTI. «Il progetto che ci era stato commissionato è stato consegnato nel 1989 -spiega Antonio Dal Prà-. Si è avvalso di numerose prove e misurazioni sperimentali, come sondaggi profondi, piezometri, indagini sismiche ed elettriche, prove geotecniche e calcoli di stabilità. Abbiamo suggerito soluzioni progettuali che prevedono un massiccio contrasto di controspinta al piede della frana da realizzare nell'alveo del Posina, assieme ad una serie di drenaggi del corpo franoso. Si tratta di interventi molto costosi che la Regione ha ritenuto di non poter realizzare». VIA. «Recentemente, la “Ricomposizioni Ambientali" di Vicenza ha presentato alla Regione un progetto autofinanziato per la stabilizzazione dell'area -continua il geologo di Padova-. Il piano prevede la diminuzione della forza peso che tende a destabilizzare l'ammasso. Il risultato si potrebbe ottenere scaricando la sommità della frana con prelievo di circa 4 milioni di metri cubi di materiale in 15 anni. Questo progetto è all'esame della Commissione Regionale “Via"». AZIONE. «Qualunque sia la soluzione da adottare, bisogna intervenire subito senza lasciar passare ancora anni con nuovi studi e progetti -chiude Dal Prà- Dobbiamo sperare che la grande frana del Brustolè se ne stia tranquilla e non decida di risvegliarsi». © RIPRODUZIONE RISERVATA La grande frana del Brustolè è un antico dissesto che si trova sul fianco destro della valle del Posina. È in corrispondenza della stretta degli Stancari, nel territorio comunale di Velo d'Astico al confine con il territorio di Arsiero. Si tratta di un grande accumulo di massi e blocchi rocciosi dolomitici di origine preistorica, stimato in un volume di circa 20 milioni di mc, che tende a scivolare a valle rimettendosi periodicamente in movimento in occasione di precipitazioni intense e durature. L'imponente dissesto iniziale è certamente antichissimo ed appartiene ai profondi mutamenti morfologici seguiti all'ultimo ritiro dei ghiacciai dalle valli prealpine. Molti insigni studiosi veneti si sono interessati in tempi passati di questa estesa area instabile a partire dagli ultim decenni dell'800. Notizie documentate e riportate nelle bibliografia specialistica indicano movimenti rilevanti e riattivazioni del dissesto avvenuti nel 1882 , nel 1889 e nel 1966. L'avvenimento del 1966, ha arrecato gravi danni alla cartiera “Rossi" di Arsiero -ancora oggi posizionata nell'alveo del torrente Posina-.K.Z. Argomento: NORD Pag. 21 Data: 16-12-2010 Il Giornale di Vicenza Estratto da pagina: 25 La frana del Brustolè va sistemata in fretta Argomento: NORD Pag. 22 Data: Il Giornale di Vicenza 16-12-2010 Estratto da pagina: 23 L'operazione "Alì" frutta 50 mila euro dopo l'esondazione Giornale di Vicenza, Il "" Data: 16/12/2010 Indietro SOLIDARIETÀ. Raccolta dei supermercati L'operazione “Alì” frutta 50 mila euro dopo l'esondazione L'assegno consegnato a Schneck «Servirà per le situazioni colpite» Giovedì 16 Dicembre 2010 CRONACA, e-mail print Dopo l'alluvione ancora tanta solidarietà nel Vicentino. Ieri la catena di supermercati Alì ha consegnato un assegno da cinquantamila euro a favore delle vittime dell'esondazione. La consegna è avvenuta a Camisano Vicentino nelle mani del presidente della Provincia Attilio Schneck e del vice Dino Secco, frutto della raccolta fondi ideata dall'azienda e chiusa domenica scorsa. «Per la nostra comunità - sottolineano i vertici di Palazzo Nievo - è un altro importante segno di attenzione, la somma sarà ben presto messa a disposizione e contribuirà ad affrontare la situazione di disagio che si continua a vivere in alcune zone». Veneti per i veneti e questo diventa ancor più evidente di fronte alla presenza di un altro assegno, sempre da 50mila euro, consegnato invece a Maserà per gli alluvionati padovani. «L'iniziativa - commenta Francesco Canella, presidente del Gruppo Alì - si è chiamata non a caso “Insieme si riparte” ed ha visto impegnati non solo i nostri clienti, che hanno contribuito con un euro ogni 100 punti della Carta Fedeltà, ma anche l'azienda stessa che ha triplicato l'importo a 3 euro raggiungendo così l'obiettivo dei 100 mila euro. E non vanno dimenticati i nostri dipendenti che si sono impegnati concretamente con un piccolo gesto al sostenimento del progetto». Intanto dallo Sportello Mutui della Provincia di Vicenza novità importanti per chi ha acceso contratti nelle zone colpite dalla calamità. Per maggiori informazioni contattare lo 0444-908560 ([email protected]). Argomento: NORD Pag. 23 Data: 16-12-2010 Il Giorno (Brianza) Protezione civile: esercitazione dei nuovi volontari DESIO BOVISIO pag. 11 BOVISIO MASCIAGO BOVISIO MASCIAGO ALLA VISTA era tutto spettacolare, con tanto di elicotteri e cittadini con il naso all'insù, preoccupati che stesse succedendo qualcosa di grave. Quanto è accaduto qualche giorno fa in via Bertacciola 100, tuttavia, aveva un fine pratico: gli uomini della Protezione civile erano infatti impegnati nelle esercitazioni contro gli incendi boschivi. L'addestramento, in realtà, era già iniziato il 30 novembre con la sola teoria. Tre incontri di formazione in cui i 55 volontari presenti, provenienti dalla provincia di Monza e di Como, hanno ricevuto preziosi insegnamenti riguardo a procedure operative, combustione, comportamento da tenere, nozioni di idraulica, conoscenza della cartografia. Poi le prove pratiche al campo di addestramento con l'utilizzo di elicotteri. «E' stato un momento importante anche per noi - commenta Giovanni Sartori, assessore alla Sicurezza - perché questa esercitazione conferma la validità del nostro centro di addestramento, struttura unica in tutta Italia a detta degli stessi addetti ai lavori. È stata un'esercitazione molto spettacolare. Con la nostra ospitalità speriamo di aver dato il nostro piccolo contributo nella lotta contro il fenomeno degli incendi boschivi che ogni anno colpisce in modo pesante diverse regioni mettendo spesso a rischio l'incolumità dei cittadini». Veronica Todaro Argomento: NORD Pag. 24 Data: 16-12-2010 Il Giorno (Milano) L'assessore Moioli: «Ho 100 posti liberi per dormire al caldo» MILANO ATTUALITA' pag. 4 I SERVIZI SOCIALI MILANO «È DAL 18 OTTOBRE che stiamo raccogliendo le richieste di accoglienza per il piano freddo, partito già il 15 novembre. I posti a disposizione ci sono, anzi, sono 100 quelli ancora liberi». Così l'assessore Moioli commenta l'impegno del suo assessorato per i senzatetto. «Provo molta riconoscenza - dice poi - per la disponibilità e l'impegno di tutti gli enti che collaborano con noi, tra cui Protezione Civile, Caritas, Fratelli di San Francesco, Croce Rossa, Ronda della Carità, City Angels, Medici Volontari, Fondazione Cuore Immacolato di Maria, Banco Alimentare e Farmaceutico, Exodus e Suore francescane», continua. Grazie a una nuova convenzione sono attive sul territorio 6 Unità Mobili notturne e 2 unità mobili diurne che hanno il compito di monitorare il territorio urbano e raggiungere il bisogno laddove si manifesta, ovvero sulla strada. Le Unità Mobili sono gestite dalla Fondazione Fratelli di San Francesco d'Assisi, Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Milano, City Angels e Ronda della Carità e Solidarietà. Ma c'è anche l'unità mobile psichiatrica istituita da Enti Privati in collaborazione col Settore Salute Comunale e quella di Assistenza Sanitaria dei Medici Volontari Italiani, che garantisce lo screening diagnostico per essere ammessi nei Centri di Accoglienza. Collaborano al progetto anche l'unità mobile della Caritas Ambrosiana «Strada facendo», l'Unità mobile della Comunità di Sant'Egidio, il Centro di Accoglienza di Suor Teresa (ex Fratel Ettore) che può accogliere fino a 80 uomini e 50 donne e la Casa Silvana dei City Angels. LA DISTRIBUZIONE delle derrate alimentari alle Strutture di accoglienza notturna e agli Enti che accolgono persone in stato di grave emarginazione e senza dimora è stata affidata al Banco Alimentare, quella dei farmaci al Banco Farmaceutico. Da ricordare l'enorme lavoro del «Pane Quotidiano», che ogni giorno fornisce migliaia di pacchi alimentari nelle due sedi di viale Toscana e viale Monza. Da tempo è poi iniziata, in modo trasversale, la distribuzione di sacchi a pelo, coperte di lana e biancheria intima. Dal 15 novembre 2011 sono state inviate 810 persone ad effettuare visita medica presso l'Unità Mobile dei Medici Volontari Italiani, 560 persone a Villa Marelli per effettuare il Test Mantoux e 600 persone nelle Strutture di Accoglienza Notturna. E.F. Argomento: NORD Pag. 25 Data: 16-12-2010 Il Giorno (Milano) di ENRICO FOVANNA MILANO ALL'INDOMANI della morte in str.... MILANO ATTUALITA' pag. 5 di ENRICO FOVANNA MILANO ALL'INDOMANI della morte in str... di ENRICO FOVANNA MILANO ALL'INDOMANI della morte in strada di una senzatetto ucraina, prima vittima dell'inverno a Milano, il sindaco Letizia Moratti ha riunito ieri in viale Treves (sede dell'assessorato alle Politiche Sociali di Mariolina Moioli) le associazioni che fanno capo alla rete di assistenza ai senza fissa dimora, per fare il punto sugli interventi più urgenti. «Il Piano anti freddo dice il sindaco - avviato il 15 novembre, prevede 6 unità mobili e due tende montate in Stazione Centrale». Il sindaco definisce le associazioni, «sentinelle preziose per capire le esigenze e gestirle insieme a noi. . In questo momento non abbiamo problemi di posti, ce ne sono 100 liberi nelle strutture d'accoglienza. Purtroppo le tragedie accadono anche perché ci sono persone che non vogliono essere accolte». Accoglienza, distribuzione di derrate alimentari e farmaci, sacchi a pelo e coperte di lana, screening diagnostico, visite mediche, tende riscaldate e una banca dati condivisa dei bisognosi sono i principali interventi previsti nel Piano anti-freddo, che si sta intensificando in questi giorni. Oltre agli 80 posti ancora disponibili nelle diverse case di accoglienza convenzionate con il Comune di Milano e si è pensato di predisporne altri 40 nel caso di un ulteriore aggravamento del meteo. A Milano il Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana per l'emergenza freddo ha aumentato a 3 le Unità di Strada Cri impiegate nelle ore notturne. Verrà, inoltre, potenziato il Centro di Aiuto della Stazione Centrale e si costituirà una banca dati condivisa da tutti gli enti sulle persone che accedono ai servizi di accoglienza. IN STAZIONE Centrale l'assistenza di Protezione Civile e Cavalieri di Malta . Da martedì sera, sono presenti due tende riscaldate aperte dalle ore 20 alle 7 del mattino e vigilate dalla Polizia Locale. Un servizio che si aggiunge al lavoro di 7 unità mobili notturne presenti sul territorio. La gestione e il filtro delle richieste di accoglienza da parte di senza tetto e persone di difficoltà vengono effettuati dal Centro Aiuto Stazione Centrale (Via Ferrante Apporti 3), mentre l'accoglienza notturna viene garantita dalla Casa dell'Accoglienza di Viale Ortles 69 che ha incrementato di oltre 150 posti la capienza abituale di 400. Altri 550 posti sono stati convenzionati e messi a disposizione nelle Strutture della Fondazione San Francesco, mentre la Fondazione Cuore Immacolato di Maria (ex Fratel Ettore) e altri portano la disponibilità totale a 1500 posti. L'accoglienza diurna viene garantita da Enti del Privato Sociale convenzionati col Comune quali Caritas Ambrosiana, Fondazione Exodus e Opera Cardinal Ferrari le cui strutture accolgono 140 persone ogni giorno. Image: 20101216/foto/3928.jpg Argomento: NORD Pag. 26 Data: 16-12-2010 Il Giorno (Milano) Neve e gelo paralizzano l'Italia: CRONACHE pag. 14 Gaeta, affonda motoscafo con tre persone: recuperato un cadavere. ROMA TEMPERATURE sotto lo zero. Neve non solo in montagna, ma anche in pianura fino al mare. Prime vittime per assideramento e sciagure in mare. La morsa del gelo che da giorni stringeva l'Europa dell'Est, dove ha causato decine e decine di vittime, ora sta prendendo di mira l'Italia. E solo sabato concederà una pausa, con le temperature che torneranno a essere meno rigide e la neve che cesserà di imperversare da Nord a Sud. Disagi, traffico paralizzato nelle città e sulle autostrade per alcuni tratti, allarme per gli anziani e per i senza tetto fanno da contraltare allo spettacolo della coltre bianca caduta dove raramente è attesa. Fiocchi lungo la dorsale adriatica attraversando Romagna, Marche, Abruzzo e persino Puglia fino alla Calabria. Solo ad Ancona nevica, praticamente senza sosta, da martedì scorso. Sull'altro versante del Belpaese, invece, il vento e il mare grosso potrebbero essere state le cause dell'incidente a un motoscafo con tre persone a bordo, affondato al largo di Gaeta (Latina). Una donna, Concilia Iodice, 73 anni, è morta, mentre due uomini, fino a ieri sera, erano dispersi. Si tratta di Leo Mancuso e Fulvio Castaldo, 77 e 41 anni. Tutti originari di Pompei. Erano partiti intorno alle 5.30 da Castellammare di Stabia con un'imbarcazione da diporto, modello Giannetti 48, di 14 metri, per raggiungere un cantiere di Viareggio. ALL'ALTEZZA di Gaeta la chiamata di soccorso alla Capitaneria perché il natante imbarcava acqua. Poi è sparito. Solo dopo alcune ore è stato ripescato il cadavere della donna. Tragedie si sono verificate anche a Foggia, dove Antonio Caterino, 47 anni, di Manfredonia, è stato trovato morto assiderato fuori dall'ospedale. Ma letemperature sono scese sotto lo zero un po' ovunque: meno 8 gradi a Novara e Verona. Record ad Asiago e in Ciociaria, meno 17. La Croce Rossa, su tutto il territorio nazionale, ha deciso di potenziare le proprie attività di assistenza ai senza fissa dimora. A Parma, un pensionato ha perso la vita scivolando con lo scooter su una lastra di ghiaccio. Proprio in Emilia Romagna si sono avuti i maggiori disagi per il gelo e la neve che hanno causato rallentamenti al traffico autostradale e qualche incidente: code fino a 12 chilometri nel tratto Castel San Pietro-Ravenna. L'allerta meteo è stata prorogata fino a domenica, mentre sulle Marche è prevista almeno fino alla mezzanotte di oggi. Scuole chiuse anche oggi ad Ancona e in diversi altri comuni. L'aeroporto di Falconara è stato chiuso fino a mezzogiorno, poi riaperto e quindi ancora chiuso in serata per ghiaccio. A SUD, invece, la regione più colpita dalla neve è stata la Calabria. Bufera di neve in Sicilia, sul Messinese. Mentre anche in Sardegna le temperature sono scese in picchiata. Lorenzo Moroni Argomento: NORD Pag. 27 Data: 16-12-2010 Il Giorno (Sondrio) Tutti gli eventi del fine settimana SONDRIO pag. 7 SONDRIO LE FESTIVITÀ NATALIZIE entrano nel vivo e il prossimo week-end sono in programma molte manifestazioni a Sondrio. Si comincia sabato con lo spettacolo itinerante della banda cittadina a partire dalle 16.30, mentre la sera si esibirà il Coro Cai al Policampus; due gli appuntamenti sportivi: il «Meeting Libertas» presso la piscina e «Sondrio street climbing» per le vie del centro storico. Domenica invece il tradizionale appuntamento con «È Natale...Ulemes ben» di «Quelli che ... alle volte», ma anche il falò dei volontari della Protezione civile in piazza Teresina Tua Quadrio e i concerti degli allievi dell'Accademia musicale Lamotta e della Banda cittadina. Argomento: NORD Pag. 28 Data: 16-12-2010 Il Mattino di Padova Estratto da pagina: 30 iniziati ieri i lavori per rendere sicura la strada speronella - gianni biasetto - Provincia Iniziati ieri i lavori per rendere sicura la strada Speronella Costano all'incirca 80 mila euro i danni causati dalle piogge GIANNI BIASETTO TEOLO. Sono iniziati ieri mattina i lavori di messa in sicurezza della strada provinciale «Speronella», interessata da circa un anno da un pericoloso fronte di frana di una trentina di metri appena fuori il centro abitato di Teolo. Il cedimento verso valle si era accentuato in occasione delle ultime piogge e aveva interessato anche la sede stradale che una decina di giorni fa, per precauzione, era stata ristretta con una vistosa transennatura. I lavori di sistemazione della frana, affidati dalla Provincia alla Costruzioni Carlo Broetto, consistono nella messa in sicurezza dell'area mediante il tamponamento del sottofondo stradale eroso dall'acqua con calcestruzzo e materiale arido tipo stabilizzato. Questa prima fase, che si concluderà la prossima settimana, consentirà anche l'accesso più sicuro ad un paio di abitazioni vicine alla zona smottata. La definitiva sistemazione subito dopo le feste di Natale. Sul fronte di frana sarà posta una «berlinese» in cemento armato di una trentina di metri, ancorata alla roccia con tiranti in acciaio inseriti orizzontalmente nel terreno per una lunghezza di circa 20 metri. L'importo del progetto non è ancora stato del tutto quantificato. L'assessore provinciale alla Difesa del suolo, Domenico Riolfatto, intervenuto ieri mattina alla consegna dei lavori, ha ipotizzato una spesa vicina agli 80 mila euro. Le abbondanti piogge dell'autunno hanno creato problemi in più parti sul fondo della strada «Speronella». Nel tratto Castelnuovo-Torreglia, ad esempio, si sono riaperte vecchie crepe che con l'andar del tempo, a causa delle infiltrazioni dell'acqua e del ghiaccio, potrebbero compromettere la stabilità della sede viaria. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 29 Data: 16-12-2010 Il Messaggero Veneto Estratto da pagina: 11 camino, lavori anti-allagamento: menis interroga - Udine CAMINO AL TAGLIAMENTO. I lavori per la difesa dalle alluvioni in Comune di Camino al Tagliamento sono all'attenzione del Consiglio regionale. Sull'argomento, infatti, ha presentato un'interrogazione il consigliere regionale Paolo Menis (Pd). Sono contestati i termini con cui l'intervento è descritto: espressioni che a parere di Menis risultano inadeguate. Come annuncia il consigliere nella più recente delle newsletter che condivide con aderenti e simpatizzanti, «Partono proprio in questi mesi molti dei lavori di manutenzione dopo le alluvioni dell'estate scorsa. Spesso si tratta di interventi di messa in sicurezza, eseguiti a seguito di perizie della Protezione Civile, eppure non mancano sorprese. Una di queste riguarda Camino al Tagliamento, per cui, a seguito delle segnalazioni ricevute dai cittadini, ho presentato un'interrogazione. Essi hanno contattato i nostri referenti locali perché rimasti letteralmente a bocca aperta nell'ascoltare l'intervento con cui l'assessore Riccardi ha dato il via ai lavori, facendo esplicito riferimento al «crollo di parte delle sponde del Varmo, che hanno causato esondazioni proprio nel centro del paese». Dalle testimonianze sembra però che, nella realtà, nulla di tutto questo sia accaduto, spiega Menis nell'interrogazione: la stessa delibera di Giunta, con cui si autorizza l'intervento, parla infatti di «rischio di crollo» delle opere spondali. «C'è differenza - prosegue il democratico - tra l'effettivo crollo di un'opera e il rischio che esso accada, poiché nel primo caso sarebbe provata l'inadeguatezza delle opere precedentemente svolte. Il che espone a differenti conseguenze chi quell'opera ha fatto eseguire, anche dal punto di vista politico, penso ad esempio a quanto fatto dalla precedente amministrazione. Che si possa fare meglio per aumentare i livelli di sicurezza è auspicabile, ma non deve diventare motivo di attacco immotivato». «Non vorrei – conclude Menis - che l'assessore Riccardi si sia fatto prendere un po' la mano: dunque mi è sembrato opportuno, per ristabilire chiarezza, chiedere copia della relazione tecnica della Protezione Civile, salvo che l'assessore non voglia chiarire la vicenda direttamente in Aula». Paola Beltrame ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 30 Data: 16-12-2010 Il Messaggero Veneto Estratto da pagina: 11 varmo, un incontro per preparare il piano d'emergenza in caso di nevicate - Udine VARMO. Si è svolto lunedì in municipio a Varmo l'incontro per il piano emergenza neve fra l'amministrazione comunale e i 12 volontari che con senso civico hanno risposto positivamente all'appello. Ai presenti è stato proposto un funzionale piano emergenza neve da applicare sul territorio vamense. Per la logistica si è cercato di interpellare referenti locali e ad ognuno è stato affidato un determinato percorso su cui intervenire per sgombero neve sulle strade. Su apposite cartine sia del capoluogo suddiviso in tre aree e sia delle frazioni è stata focalizzata la pianificazione tecnica. Nel caso di necessità operativa sarà direttamente il Sindaco Sergio Michelin, referente alla Portezione civile a comunicare ai volontari l'avvio dei lavori. Presentato su depliant il recente acquisto: il nuovo spargisale. In questo modo il sindaco con e l'assessore comunale Gianni Ferro e tutta l'amministrazione, memori dei pessimi eventi atmosferici dell'anno scorso, hanno ritenuto opportuno organizzare gli interventi in anticipo in caso di eventuale neve o ghiaccio. Inoltre il sindaco chiederà collaborazione ai cittadini con una specifica ordinanza sulla pulizia delle entrate e marciapiedi adiacenti di privati. In talune circostanze particolari (in presenza di anziani, indigenti o malati) segnalate da enti sociali o in accordo con la locale Protezione civile, si provvederà allo sgombero neve anche singolarmente. I volontari in questi giorni perlustreranno le vie principali del comune. Il meteo farà pure le bizze ma nel frattempo a Varmo la macchina organizzativa nell'eventualità di precipitazioni nevose o in caso di ghiaccio è attrezzata. Monia Andri Argomento: NORD Pag. 31 Data: 16-12-2010 Il Messaggero Veneto no a un impianto su quel tetto Brugnera. Proposta la conversione dell'edificio a sede per attività socio-culturali «» Minoranza contro il fotovoltaico nel magazzino comunale BRUGNERA. La minoranza di “Insieme per Brugnera” è contro l'installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto del magazzino comunale. La giunta Moras ha recentemente reso noti gli investimenti che nel corso del 2011 saranno messi in atto per installare alcuni impianti fotovoltaici sui tetti di diversi edifici pubblici. L'operazione sarà divisa in due stralci: nel secondo rientrerà l'installazione di un impianto sul magazzino comunale della potenza di 42 chilowatt. La minoranza si è schierata contro l'opera. Spiega il capogruppo Renato Piccinato: «Non siamo contro gli impianti fotovoltaici, ma riteniamo che il progetto non debba includere il magazzino comunale. Da tempo noi chiediamo che l'edificio, in pieno centro cittadino, sia convertito ad altra destinazione socio-culturale. Si trova in un punto strategico, perciò riteniamo che il magazzino comunale dovrebbe essere spostato e l'edificio convertito ad altro uso». Il progetto prevede due interventi da 395 mila euro ciascuno per la realizzazione di diversi impianti fotovoltaici. Il primo stralcio coprirà la scuola media di Brugnera, con un impianto da 73 chilowatt e la sede della Protezione civile con uno da 13,50. Il secondo stralcio coprirà invece la scuola elementare di Maron con un impianto da 32 chilowatt e l'annessa palestra per ulteriori 11, oltre al già annunciato impianto sul magazzino comunale da 42. L'investimento sarà garantito da un mutuo stipulato con la Cassa depositi e prestiti. Con questo investimento la giunta Moras intende abbattere significativamente i costi per l'energia elettrica e le emissioni di anidride carbonica. Nelle previsioni gli impianti dovrebbero entrare in funzione la prossima estate. (c.st.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 32 Data: 16-12-2010 La Nuova Ferrara l'allerta prorogata a domenica PROTEZIONE CIVILE E' stata aggiornata fino a mezzogiorno di domenica (era prevista in un primo momento fino alle 12 di domani) l'allerta meteo della Protezione civile in Emilia-Romagna per neve e gelo, con qualche difficoltà prevista anche per il vento. Da domani mattina si prevede un nuovo marcato peggioramento che interesserà tutta la regione, compresa la pianura, con nevicate diffuse, più intense sulle province centro-orientali. I quantitativi previsti saranno sui 15-20 centimetri per le province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e oscilleranno attorno ai 5-10 cm per le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Le nevicate tenderanno ad attenuarsi nella notte tra venerdì e sabato, con residui fenomeni sulla costa. Argomento: NORD Pag. 33 Data: 16-12-2010 La Nuova Ferrara due giorni per finanziare telethon Vigarano Mainarda. Sabato e domenica prossimi banchetti e gadget per la ricerca VIGARANO MAINARDA. Presso la residenza municipale, il referente provinciale, Claudio Benvenuti, e quello locale Marcello Fortini, hanno presentato ieri la “Due giorni pro Telethon” in programma questo fine settimana. Una iniziativa che ha mobilitato una vera e propria task force formata dalle Pro Civitate di Mainarda e Pieve, dai parroci don Raffaele Benini e don Graziano Donà, Protezione Civile, gruppi organizzati, oltre a sindaco, giunta e consiglio comunale che hanno già deliberato di devolvere l'importo del gettone di presenza nell'ultimo consiglio comunale. «Il nostro obiettivo - ha spiegato Fortini - è di superare l'importo di euro 1.031 che lo scorso anno abbiamo devoluto a Telethon». Benvenuti ha invece sottolineato come il Comune di Vigarano sia tra i più attivi per far arrivare contributi a favore di Telethon. Grazie alla disponibilità della direzione Conad s'inizierà sabato prossimo dove, all'interno del supermercato sarà presente un banchetto con l'offerta dei gadget Telethon in cambio di una offerta. Sempre sabato (ore 21, palestra comunale) ci sarà una serata musicale tutta particolare con un concerto benefico del gruppo “Nuova fase teorica”. Questo gruppo musicale sarà integrato con una rappresentanza istituzionale formata dal sindaco Daniele Palombo e l'assessore Barbara Paron (voci) e il consigliere comunale Massimo Desiderà (voce e chitarra). L'ingresso è ad offerta libera, pro scuola materna Sacro Cuore, ma ci sarà anche il banchetto con i gadget Telethon. Tutto dedicato ai bambini, e a Telethon, il pomeriggio di domenica (ore 14): all'interno della palestra grandi gonfiabili per i bambini. Argomento: NORD Pag. 34 Data: 16-12-2010 La Nuova Venezia Estratto da pagina: 3 prime nevicate, bora, gelate così il veneziano va incontro alle giornate più fredde - Primo Piano L'Arpav: stamane litorale forse già imbiancato. Protezione civile in preallarme Mezzi spargisale pronti a uscire, a Mestre accorgimenti per i binari del tram VENEZIA. Una spruzzata sulla costa da Venezia a Chioggia, fino al Delta del Po, già questa mattina. E poi domani precipitazioni con accumuli consistenti a terra. Neve, quindi, annunciata dal centro meteo Arpav di Teolo e preallarme della Protezione Civile che invita i comuni e gli enti locali vari a prepararsi ad affrontare l'eventuale emergenza con i propri «piani neve». Poi sabato la coda della perturbazione che arriva dal nord Europa, lascerà le nostre zone e ci sarà tempo soleggiato con temperature che resteranno sotto la media stagionale. Gelate garantite. Non è facile fare il previsore anche se oggigiorno ci sono diversi strumenti che aiutano in questo lavoro. Spesso il previsore si sente come un arbitro in uno stadio di calcio: insulti e contestazioni garantite. Roberta Racca è un previsore del centro meteo di Teolo. È lei che ieri ha parlato con la protezione civile annunciando cosà accadrà sui nostri cieli da oggi e fino a sabato. «Già domani mattina (oggi ndr) ci saranno deboli precipitazioni nevose sulla costa meridionale del Veneto, da Venezia a Chioggia, fin giù sul Delta del Po. In serata poi soffieranno venti di bora, soprattutto lungo la costa». Una situazione non collegata a quanto ci aspetta già ad inziare da questa notte. Sempre Racca spiega: «La perturbazione che sta arrivando da nord porterà neve su tutta la regione. Le precipitazioni saranno diffuse e consistenti. E i venti di bora che soffieranno anche sull'entroterra faranno aumentare la sensazione di freddo. Sabato ci saranno leggere precipitazioni dovute ai residui della perturbazione». Protezione Civile ed enti locali sono stati allertati. Quindi comuni, Anas, Società Autostrade e Provincia sono in pre-allarme. Decine i camion spazzaneve sono pronti ad uscire sia per prevenire la formazione di ghiaccio sia per pulire il manto stradale. A Mestre, poi, da quest'anno c'è il problema delle rotaie del tram. L'impresa che ha in appalto la pulizia delle strade cittadine dovrà usare mezzi e metodi d'intervento diversi per evitare di danneggiare o addirittura bloccare le rotaie. (c.m.) © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 35 Data: 16-12-2010 Il Piccolo di Trieste Estratto da pagina: 11 protezione civile, presto la nuova sede - Gorizia La struttura sorgerà in borgo Trevisan, nei pressi del deposito dell'Apt Cinque volontari cittadini premiati per il lavoro compiuto in Veneto GRADISCA Nuove sul fronte della Protezione Civile: i volontari gradiscani sono stati in prima linea nei soccorsi al Veneto colpito dall'alluvione e si avvicina la nuova sede. Cinque volontari della Fortezza (Cesare Patti, Maurizio Fuser, Fabio Parovel, Giacomo Bressan, Andrea Zucchi) hanno operato nel Vicentino fianco a fianco della popolazione locale nell'ambito del piano d'intervento predisposto dalla Protezione Civile regionale seguito al gravissimo maltempo dello scorso novembre. In particolare, la mini-squadra ha collaborato fianco a fianco di altri volontari provenienti da tutto il Nord Italia nel Comune di Dueville, che nei giorni scorsi ha voluto consegnare un riconoscimento agli uomini del coordinatore Adriano Valle. «Quanto fatto in Veneto dai nostri ragazzi merita il dovuto riconoscimento – ha voluto sottolineare il sindaco Franco Tommasini –, tanto quanto il loro lavoro durante l'alluvione del 2009 e ancora nel Salet, ultima zona a rischio di Gradisca. Siamo convinti che, grazie alla procedura agevolata garantitaci dalla Protezione Civile regionale – ha chiarito il sindaco – i lavori di riassetto idrogeologico possano partire entro la prossima primavera». Già ieri pomeriggio è arrivato il decisivo passaggio dell'approvazione da parte del consiglio comunale che accellererà ulteriormente l'iter. Intanto, sempre in merito alla locale compagine di Protezione Civile, il sindaco Tommasini si è sbottonato sulla questione della nuova sede. «È forse l'unica promessa che abbiamo fatto in campagna elettorale: trovare una base operativa ai nostri volontari (dopo lo “sfratto” dall'ex Irfop ndr). Che siano da 4 anni senza una sede è francamente una vergogna – ha ammesso Tommasini -. Ora posso annunciare che finalmente ci siamo». La nuova base operativa sorgerà in borgo Trevisan, nelle vicinanze del deposito corriere Apt. Il progetto per la nuova sede è stato realizzato dall'Ufficio tecnico comunale con la consulenza dei volontari stessi. I soldi vanno spesi entro l'anno, dal momento che la possibilità di attingere al finanziamento della Protezione civile regionale (due tranche da 100mila euro integrati da 50mila prelevati dalla casse comunali) è stata prorogata sino a dicembre. «La somma permetterà la realizzazione della struttura – ha avvisato Tommasini – ma per renderla decorosa e completa servirà quasi sicuramente un ulteriore finanziamento cui contiamo di accedere nel 2011». (l.m.) Argomento: NORD Pag. 36 Data: 16-12-2010 Il Piccolo di Trieste gm gorizia, 2010 da incorniciare ATLETICA LEGGERA. ECCEZIONALE IL BILANCIO DI FINE ANNO Tanti titoli vinti nelle gare, grande successo in fase organizzativa GORIZIA «Un anno da incorniciare». È stato così, usando le parole del presidente Emiliano Feleppa, il 2010 del Gruppo Marciatori Gorizia, che nei giorni scorsi ha vissuto la consueta festa di Natale. Sono stati ospiti della serata l'assessore allo sport della Provincia Sara Vito, i rappresentanti della Protezione Civile e dell'As Pontoni e la presidente della Fidal provinciale Laura Revini Borghes, che hanno assistito alla consegna dei riconoscimenti a chi si è particolarmente distinto nel corso della stagione. È stato un anno speciale sia dal punto di vista dello stato di salute del sodalizio goriziano, sia da quello dei risultati sportivi, che non sono davvero mancati. Per prima cosa c'è da dire dei numeri, a partire dalla conferma degli iscritti, 175, dei quali ben 128 agonisti. I portacolori del Gm Gorizia hanno preso parte poi ad alcune tra le più importanti manifestazioni internazionali, come le maratone di Roma, Trieste, Firenze, Venezia, Milano e Torino, oltre a quelle internazionali di San Pietroburgo, Toronto e Lubiana. Grande novità del 2010 è stata la presenza alla famosa 100 chilometri del Passatore (con la squadra composta da Furlan, Donda e Interbartolo), mentre ormai è un appuntamento abituale la suggestiva manifestazione internazionale Euro - Palio di Montebelluna, che il Gruppo Marciatori ha corso in rappresentanza della Provincia di Gorizia ottenendo un eccellente quarto posto finale. In campo regionale il sodalizio guidato da Emiliano Feleppa si è confermato realtà di assoluto vertice, conquistando titoli a ripetizione in varie categorie, e ben figurando ai Trofei Provincia di Gorizia ed ai trofei Città di Udine e Città di Trieste. Tante anche le manifestazioni nazionali e internazionali che hanno visto alla ribalta i portacolori goriziani: tra i tantissimi risultati (davvero impossibile citarli tutti) spicca il secondo gradino del podio ottenuto da Elena Simsig ai Campionati Mondiali di 100 chilometri a squadre nazionali in quel di Gibilterra. Sempre in campo femminile, Sara Bradaschia ha ottenuto alla maratona di Venezia il nuovo record sociale, mentre tra gli uomini, insieme al solito Daniele Ambrosi da citare anche l'inossidabile Fabio Borghes, che con oltre 740 chilometri e 60 gare disputate nell'anno che si sta per chiudere è stato tra i migliori su tutte le strade del Friuli e Slovenia. Il vero recordman del 2010 è stato però Oliviero Furlan, con oltre 860 chilometri percorsi solamente in gara, che con gli allenamenti superano il totale di 2mila. Tra le curiosità, poi, anche la crescita costante dell'assessore comunale all'Ambiente di Gorizia Francesco Del Sordi, podista appassionato. Altrettanto intensa, però, è stata la stagione del Gruppo Marciatori Gorizia anche per quanto riguarda l'attività organizzativa, che è valsa nel 2010 al sodalizio la Medaglia di Bronzo al Merito Sportivo da parte del presidente del Coni Gianni Petrucci. Come sempre, il fiore all'occhiello per Feleppa e soci è stata la Maratonina Città di Gorizia, appuntamento ormai diventato di valore internazionale. Quest'anno sono stati 1.100 i partecipanti, arrivati un po' da tutto il mondo, che hanno corso la gara competitiva o la stracittadina amatoriale. Marco Bisiach Argomento: NORD Pag. 37 Data: 16-12-2010 Il Piccolo di Trieste Estratto da pagina: 4 dal comune 500mila euro contro le frane a san mauro - Gorizia La giunta spera di ottenere i fondi entro l'anno prossimo e di concludere nel 2013 Accelerare la stabilizzazione delle zone franose in località San Mauro. È un imperativo categorico quello del Comune di Gorizia, se è vero che l'intervento è parte integrante del Piano triennale delle opere pubbliche. La giunta Romoli ha messo in calendario come priorità due interventi con un investimento complessivo di 500mila euro. Il progetto si intitola ”Stabilizzazione di diverse zone franose in località San Mauro”. Il Comune prevede, infatti, di intervenire per ”stabilizzare” diverse zone franose a San Mauro. «Il territorio della località di San Mauro - si legge nella scheda progettuale - è soggetto a fenomeni di cedimento e marcato degrado idrogeologico. L'acuirsi in questi ultimi anni di fenomeni atmosferici estremi, dovuti alle modificazioni climatiche in atto, comporta notevoli problemi di stabilità dei versanti della frazione che spesso viene interessata da smottamenti, erosioni e frane. Risulta, pertanto, utile provvedere ad un organico intervento di sistemazione e stabilizzazione delle zone interessate dai dissesti idrogeologici». Il Comune farà di tutto per individuare le risorse entro il 2011: in caso di ottenimento dei fondi necessari, si può ipotizzare che la fase progettuale possa concludersi nel 2012 e la realizzazione nel 2012-2013 relativamente al primo lotto. Nei giorni scorsi, a causa di una nuova frana era stata chiusa una strada. Ad essere interdetta al traffico è l'arteria che dalla piazza di Piuma conduce a San Mauro. La causa? Un movimento franoso che si era verificato in seguito alle copiose e persistenti precipitazioni dei giorni scorsi. Lo smottamento ha una larghezza del fronte di una ventina di metri, «ma non ci sono pericoli per le abitazioni», ci tengono a specificare i tecnici della Protezione civile, il sindaco Romoli e l'assessore comunale Del Sordi che - nonostante fosse fuori Gorizia in quei giorni - si era tenuto in costante contatto con la squadra comunale. Al termine di un accurato sopralluogo si era deciso di procedere con la chiusura della strada. La frana, infatti, si era verificata nei pressi della Piumizza con il fronte rivolto proprio verso l'arteria che conduce dalla piazza di Piuma a San Mauro. Erano intervenuti i vigili del fuoco e la Protezione civile con un geologo. Argomento: NORD Pag. 38 Data: 16-12-2010 Il Piccolo di Trieste australia, naufraga barcone di migranti tra i morti anche donne e bambini I SOCCORRITORI HANNO RECUPERATO 27 CADAVERI SYDNEY Un barcone di legno stipato di profughi, fra cui donne e bambini, si è schiantato mercoledì mattina nel mare in tempesta su una scogliera ai margini del remoto territorio australiano di Christmas Island, nell'Oceano indiano, spaccandosi in due e lanciando in acqua e sugli scogli donne e bambini, sotto gli occhi atterriti dei residenti dell'isola accorsi sul promontorio sovrastante. I soccorritori hanno recuperato i corpi di 27 persone e ne hanno tratte in salvo 41, di cui molte in gravi condizioni, mentre un uomo è riuscito a nuotare fino a riva. Non è noto il numero di dispersi, ma secondo i sopravvissuti vi erano a bordo fra 70 e 80 persone, principalmente curdi iraniani e iracheni. Le operazioni di soccorso, ostacolate dal maltempo, sono state interrotte con il calare del buio e riprenderanno all'alba. Due eliambulanze restano pronte a decollare da Perth, nell' Australia occidentale, con a bordo medici e infermieri per supplire ai servizi di emergenza impegnati nelle operazioni di soccorso, ma si teme che il maltempo renda difficile l'atterraggio. La premier australiana Julia Gillard ha interrotto le vacanze estive per seguire gli sviluppi e ha avvertito che ci vorrà del tempo prima che possa emergere un quadro completo della tragedia. «La priorità assoluta del governo è nel salvataggio, recupero e trattamento dei feriti», ha assicurato. Foto e video pubblicati sui siti dei giornali mostrano il barcone di circa 9 metri, con una cabina coperta da un telo di plastica, urtare gli scogli e spaccarsi, e corpi sballottati dalle onde fra i rottami. Testimoni hanno detto di essere stati svegliati dalle grida dei migranti e di aver assistito impotenti alla tragedia mentre corpi esanimi e rottami venivano scaraventati dalla furia delle onde contro le scogliere. «Abbiamo visto persone morire davanti ai nostri occhi e non c'era nulla che potessimo fare per salvarle», ha detto alla radio Abc il consigliere comunale di Christmas Island, Kamar Ismail. Argomento: NORD Pag. 39 Data: 16-12-2010 Il Piccolo di Trieste siamo tranquilli perché nel nostro gruppo nessuno ha cambiato idea sulla sfiducia RISCHIO DEFEZIONI Il Terzo Polo resisterà, da noi nessun soccorso a questo esecutivo Carra (Udc): «Non siamo finiti» L'INTERVISTA/2 ROMA «Non voglio dare un giudizio moralistico. Ma certamente, le scene a cui abbiamo assistito alla Camera durante le votazioni per la mozione di sfiducia a Berlusconi, sono di due gradi sotto la cifra del paese. Non so se definirle più ridicole o più disgustose». Il deputato Udc Enzo Carra, classe 1943, non nasconde il suo biasimo per le performaces a cui ha assistito a Montecitorio. Per lui, democristiano e forlaniano di ferro negli anni Ottanta, fra i fondatori della Margherita, eletto nel 2008 con il Pd e passato alla costituente di centro di Casini nel 2010, certi comportamenti, le risse, i cori, sono a dir poco inconcepibili, disdicevoli. Però, nonostante tutto, Berlusconi ha vinto. E annuncia lo sgretolamento del Terzo Polo. Penso proprio che si sbagli di grosso. Il Terzo Polo non è finito. Come non credo sia finito Berlusconi, per ora. Del resto, se il premier dovesse uscire dalla politica, potrebbe accadere che anche il Terzo Polo non abbia più ragione di esistere. In fondo nasce per una necessità di resistenza all'attuale situazione messa in campo da Berlusconi. Pensa che le sirene berlusconiane tenteranno anche qualche altro deputato di Fli, o magari dell'Udc, scontenti della linea del loro partito? Berlusconi vuole costituire una nuova legislazione straniera. Evidentemente ci ha preso gusto e crede che incentivando fughe dagli altri partiti, magari sollecitando vanità e ambizioni personali, possa costituire una nuova maggioranza costituita da parlamentari transfughi. Voi dell'Udc vi sentite a rischio? Siamo più che tranquilli. Il nostro gruppo parlamentare non ha avuto defezioni e ha convintamente votato per la mozione di sfiducia che aveva liberamente sottoscritto. Quindi ha corrisposto in modo del tutto lineare alle intenzioni del documento di sfiducia senza nessuna perplessità. Dopo averne discusso liberamente siamo andati avanti compatti. Se il governo non riuscisse ad allargare la sua maggioranza e si trovasse in difficoltà lei sarebbe favorevole ad un esecutivo di unità nazionale o propende per le elezioni? Berlusconi si è assunto la responsabilità di andare avanti. Ha fatto di tutto pur di avere una maggioranza. Adesso che l'ha ottenuta, seppure molto risicata, ha il dovere di governare. Se si dovesse stabilire che non non può più farlo, si dovrebbe aprire una discussione nel Parlamento e poi nel Paese. E l'Udc che farebbe a quel punto? Se l'esecutivo non resta in sella non andremo certo in soccorso del vincitore di ieri. Si assuma Berlusconi la responsabilità di portare il paese alle elezioni. Ripeto: chi ha voluto la maggioranza ora ha il dovere di governare. Fini si deve dimettere da Presidente della Camera? So che ci sono molte pressioni in questo senso. Anche da parte del ministro Bondi. Ma a quanto mi consta ci sono anche moltissime pressioni per le dimissioni dello stesso Bondi. In ogni caso, stante che le dimissioni del Presidente della Camera sono un caso non previsto, non abbiamo motivo per chiederle, né pensiamo che questa richiesta sia politicamente corretta. (Ma. Ne.) Argomento: NORD Pag. 40 Data: 16-12-2010 La Provincia Pavese in notturna di corsa beneficenza a voghera Iniziativa con gli esperti Galanzino e Figini VOGHERA. In concomitanza con le giornate Telethon a favore della ricerca, domani sera appuntamento a Voghera con Francesco Galanzino e Katia Figini, due famosi ultrarunner, autori di imprese estreme in giro per il mondo. L'incontro con i due atleti sarà preceduto dalla Corritelethon Night, allenamento collettivo benefico in notturna di circa sette chilometri e mezzo con partenza dalla sede della Banca Nazionale del Lavoro di Via Emilia, per poi percorrere alcune vie periferiche. E' consigliato l'uso di pila o lampada frontale, mentre i partecipanti potranno scegliere se correre o camminare (il percorso è ben segnalato e sarà presente la Protezione civile). Al termine verrà offerta una risottata seguita dall'incontro moderato da Maurizio Scorbati. A tutti i partecipanti verrà offerta la maglietta personalizzata della manifestazione ed il costo dell'iscrizione è fissato in 10 euro. L'appuntamento è per le 18,45 la partenza è alle 19,15. Argomento: NORD Pag. 41 Data: 15-12-2010 Quotidiano del Nord.com Protezione Civile: trasferiti i fondi alluvione Veneto Mercoledì 15 Dicembre 2010 20:24 Notizie - Veneto e Nord-Est (Sesto Potere) - Venezia - 15 dicembre 2010 - Si rende noto che in data 10 dicembre 2010, a seguito del provvedimento di assegnazione da parte del Ministero delle Finanze, le risorse previste dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 novembre 2010 n. 3906, per i primi interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio della Regione Veneto nello scorso mese di novembre, sono affluite nel bilancio del Dipartimento della Protezione Civile. Tali risorse, pari a 300 milioni di euro, sono state in pari data trasferite, nonostante la chiusura dell'esercizio finanziario in corso, al Commissario Delegato Presidente della Regione Veneto. Pertanto si conferma, che all'esito delle ulteriori procedure ‘contabili', entro il 16 dicembre le somme saranno disponibili per i pagamenti conseguenti all'emergenza. Argomento: NORD Pag. 42 Data: 16-12-2010 La Tribuna di Treviso neve, scatta il piano e' annunciata domani PROTEZIONE CIVILE Scatta oggi il piano neve della Protezione Civile provinciale. Domani le previsioni meteo annunciano nevicate consistenti anche nel nostro territorio, con accumuli significativi, fino a 10-15 centimetri. L'assessore provinciale alla Protezione Civile Mirco Lorenzon, anticipa il piano: «Saranno circa 200 i mezzi spargisale impiegati sulle strade della nostra provincia - spiega - è una forma di prevenzione, perché spargere il sale quando la neve è già sulla strada serve a poco». La Protezione Civile invita i comuni a emulare l'intervento sulle strade di competenza comunale. Secondo le previsioni, il bel tempo tornerà nella tarda mattinata di sabato: ma persisteranno il freddo e possibili ghiacciate. (r.z.) Argomento: NORD Pag. 43 Data: 16-12-2010 La Tribuna di Treviso Estratto da pagina: 36 cison: paura in collina il gelo dilata la frana cede il muro di una casa alberto della giustina - Provincia Cison: paura in collina il gelo dilata la frana Cede il muro di una casa ALBERTO DELLA GIUSTINA CISON. Dopo la pioggia, il gelo è il nuovo incubo per le famiglie di via Vittorio Veneto, in località Belvedere, che dai primi di novembre si trovano con la collina che rischia di franare contro le case. Dopo le piogge torrenziali, le temperature rigide rischiano di far dilatare ulteriormente le spaccature nel terreno. Un muro di contenimento in cemento armato si è spostato di cinque centimetri. Le famiglie Buffon, Petterle e Casagrande sono state sfollate per oltre una settimana, ai primi di novembre, il pericolo che il fronte franoso di quasi 200 metri potesse rovinare a valle travolgendo le loro abitazioni era troppo alto. Da metà novembre il rientro a casa, le piogge continue fino ai primi di dicembre e poi il gelo di questi giorni non hanno però consentito di rimanere sereni. Si sa, l'acqua congelando aumenta di volume e questo potrebbe dilatare le crepe nel terreno. Inoltre un muro di contenimento in cemento armato, posizionato sul retro della casa della famiglia Casagrande, spostata sulla sinistra rispetto al fronte di frana, presenta un cedimento di circa 5 centimetri verso l'interno, probabilmente avvenuto pochi giorni fa. Insomma, ci sono segnali che non aiutano a stare calmi. Nel frattempo continuano i monitoraggi da parte dell'apposita task-force, che non conosce tregua da novembre. «Il gelo di questi giorni non aiuta per niente. Per prima cosa impedisce il processo di drenaggio e asciugatura del terreno, indispensabile per poter procedere poi al consolidamento. Questo significa che gli interventi sono ritardati da questa temperatura rigida. Inoltre il gelo potrebbe far dilatare le crepe nel terreno - spiega il sindaco Cristina Pin - Anche con gli ultimi giorni di pioggia la quantità d'acqua che percolava attorno alla collina era altissima. A casa della famiglia Casagrande, circa una settimana fa, il muro di contenimento sul retro ha ceduto verso l'interno di circa 5 centimetri. L'acqua drenava persino attraverso quel muro, dall'incasso ricavato per il contatore della corrente». I monitoraggi continuano, gli interventi di consolidamento potranno essere eseguiti solo in primavera, a terreno asciutto e stabilizzato. Argomento: NORD Pag. 44 Data: 15-12-2010 Varesenews Due tende riscaldate per i senzatetto Dopo la morte di una donna senza fissa dimora, il Comune ha varato il piano antifreddo. Alla stazione centrale l'accoglienza dalle 20 alle 7 | Stampa | Invia | Scrivi Due tende riscaldate sono state allestite dalla Protezione civile di Milano alla stazione Centrale per i senza tetto in questi giorni di forte freddo. Una cinquantenne è stata trovata morta assiderata vicino ai giardini di porta Venezia in un giaciglio di fortuna ricavato in un distributore benzina. La vittima si tratta, probabilmente, di una donna ucraina badante senza più un alloggio dove dormire. Il Comune di Milano ha allestito un piano antifreddo. Le tende della Stazione Centrale, che si aggiungono alle 6 unità mobili notturne e alle 2 diurne che hanno il compito di monitorare il territorio cittadino e raggiungere chi ha bisogno direttamente sulla strada, saranno aperte dalle 20 alle 7 del mattino. Esclusi dal piano, per il momento, i mezzanini della metropolitana. 15/12/2010 Argomento: NORD Pag. 45