Anno IV - Numero 56 - Sabato 7 marzo 2015 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Politica Esteri Roma Salvini e Tosi: pace lontana Altri siti culturali distrutti dall’Isis Termini-casbah: degrado continuo Traboni a pag. 3 Sarra a pag. 6 Di Giorgi a pag. 4 IL GOVERNO RENZI NON SA CHE PESCI PRENDERE E VIENE TRATTATO DALL’UE COME ACCATTONE. RIAPRIRE I DOSSIER DI BERLUSCONI, SCUCIRE MILIARDI PER FERMARE L’INVASIONE di Francesco Storace a soluzione è cosa nostra. No, non la mafia che sugli immigrati ci prospera, ma è la legislazione italiana che deve pensare con un bel mucchio di denari a sconfiggere un orrendo traffico di esseri umani che ogni giorno prende d’assalto le coste nazionali. Scappano dalla fame e vengono qui dove il cibo non lo trovano. Alle anime belle del politicamente corretto vorrei chiedere che cavolo stanno facendo. Fonti riservate del ministero degli Esteri rivelano che i dati aggiornati a ieri mattina parlavano di 1.147 persone sbarcate sulla costa nelle ultime 24 ore. Un numero enorme in una sola giornata. Dal primo gennaio sono arrivati dal Nordafrica in 8.933. Nello stesso periodo dello scorso anno erano 5.611, ora siamo oltre il cinquanta per cento in più nel nostro colabrodo. E arrivano previsioni apocalittiche per l’anno in corso, da cinquecentomila a un milione. Pappagallescamente, i governanti italiani ripetono che “l’Europa deve fare la sua parte”. Ma, come nota una fine osservatrice, Caterina Ronchieri, servirebbe semplicemente “un governo in grado di decidere e di assumersi le proprie responsabilità” (www.thechronicle.it/immigrazione-bastalagnarsi-con-la-ue/). Già, perché non c’è una sola virgola dei più orrendi trattati europei che fissi regole sull’immigrazione: è competenza degli Stati membri. E Renzi, anziché strillare come un’oca solo quando non intravede la Merkel - in quel caso si accuccia - deve prendere Padoan e digli di darsi una regolata. È il ministero dell’Economia che deve trovare più di tre o quattro miliardi di euro per aprire una trattativa con i libici - anche se servirà l’intelligence per capire chi rappresenta chi - e bloccare da lì la partenza dei natanti. Dal primo gennaio ad oggi è dal mare di Tripoli che ne sono partiti 66, a fronte dei cinque dalla Tunisia. Il ministro dell’Economia - visto che il protettore delle coste, Alfano, è inutile allo scopo - studi il dossier che aprirono Maroni, Tremonti e Frattini nel governo Berlusconi. Quella trattativa con Gheddafi costò all’Italia 3,5 miliardi di euro, ma risparmiammo tantissimo in sicurezza interna fino all’orrenda L COSA NOSTRA Sull’immigrazione basta chiacchiere. Inutili appelli all’Europa. Ecco i dati veri: in un anno clandestini dalla Libia oltre il 50% in più fine del colonnello Gheddafi. Perché c’era un governo che se ne fregava dei pruriti americani, mentre Renzi ne è schiavo: e la differenza sta tutta qui. Nessuna voce ci rappresenta con dignità nello scacchiere internazionale. Nelle scorse settimane l’Europa ci ha rifilato una miseria di tredici milioni di euro per “aiutare” il L’analisi L’allarme di Frontex Basta lagnarsi con l’Unione europea In arrivo altri 500mila stranieri Ronchieri a pag. 2 a pag. 2 nostro Paese nel quadro dei cinquecento milioni che arriveranno in sei anni, dal 2014 al 2020. Una vergogna, un’elemosina, perché ci trattano come accattoni. È cosa nostra, quindi, trovare i quattrini e andare a negoziare con le bande in guerra. Ma se non lo facciamo noi, non lo fa nessuno. E se non lo fa nessuno, i disperati arrivano ogni giorno a migliaia. Non li possiamo davvero ospitare tutti. E se non vogliamo fare come greci, spagnoli, maltesi - che sparano a tutela delle coste - dobbiamo agire sul fronte economico. Senza perdere tempo. E senza piagnistei. LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DI MINISTRI E PARLAMENTARI CON CINQUE MILIONI DELLA LEGA CALCIO Ricchi, poveri e… Boschi Parma, si gioca a pag. 3 ABRUZZO: DANNI DEL MALTEMPO Metanodotto in fiamme Capasso a pag. 8 n bosco (o meglio Boschi) di conflitti di interessi. Piccoli, sicuramente, ma comunque evidenti. Che balzano agli occhi nelle dichiarazioni patrimoniali, dei redditi e delle spese elettorali per l’anno 2014. Presentate da deputati, senatori, ministri, vice ministri, sottosegretari e dirigenti di partito che saranno consultabili da lunedì. Con il ministro delle Riforme che ha dichiarato al Fisco un reddito imponibile di 94.458 euro e 1.557 azioni di Banca Etruria per un valore complessivo pari a 1.100 euro. Poca roba insomma, ma la cifra non deve ingannare. Perché nel gennaio 2010, un’azione dell’istituto di credito – commissariato - che vede come vice- U presidente il papà della ministra (il fratello è dipendente), valeva ben 10,69 euro. Mentre il 12 gennaio scorso ha registrato il minimo storico: 0,358 euro. Nonostante i vertici abbiano tentato in tutti i modi di rivitalizzare il gruppo e da Londra si facevano registrare andamenti anomali prima del 16 gennaio, data in cui sono iniziati a circolare i primi rumors sulla discussa riforma delle Popolari da parte del governo. Con qualcuno – siamo ancora in attesa di sapere chi – che ha saputo prima dei comuni mortali della riforma e ha accumulato pacchi di azioni rivenduti qualche giorno dopo incassando laute plusvalenze. Strani movimenti che hanno fatto volare in Borsa proprio Banca Etruria, dopo mesi di inesorabile declino. Moralizzatore, anti-casta e ricco. Parliamo del milionario Beppe Grillo, che ha dichiarato un reddito di 147.351 euro. In cui compaiono, così come in quella dell’anno precedente, ville e appartamenti: in Italia e in Francia. La sfida ai vertici delle Camere se l’aggiudica Pietro Grasso, che esce vittorioso dal duello con il – pardon “la” – numero uno della Camera Laura Boldrini. L’ex togato ha denunciato 316.018 euro, contro i 115.388 di Miss Montecitorio. Tra i senatori a vita il paperon dei paperoni è Carlo Azeglio Ciampi con 669.115 euro segnalati. Manca la dichiarazione di Giorgio Napolitano, ma c’è quella di Renzi che ne ha dichiarati quasi 99.000. Una media di 80.000 euro ciascuno per i 5 deputati grillini (Di Battista, Di Maio, Fico, Siblia e Ruocco) che fanno parte del direttorio M5S e rientrano nella categoria dei… diversamente ricchi. Federico Colosimo 2 Sabato 7 marzo 2015 ATTUALITÀ L’ANALISI - SERVONO DECISIONI POLITICHE, QUESTO GOVERNO SARÀ IN GRADO DI PRENDERLE? Immigrazione, basta lagnarsi con l’Unione europea di Caterina Ronchieri edo molta confusione in merito al tema dell’ immigrazione, che giustamente da tempo cattura la nostra attenzione. Il problema umanitario e quello della sicurezza nazionale si incrociano indissolubilmente, e sarebbero necessarie delle decisioni politiche in merito, che però mi pare tardino ad arrivare. Personalmente non credo che il fenomeno migratorio e quello terroristico siano da assimilare, e non credo che quei poveri disgraziati che rischiano la vita per la vana speranza di un futuro migliore sbarcheranno a Lampedusa con i mitra pronti ad attaccare i pescatori che li soccorrono. Certo, facendo passare chiunque e senza alcun tipo di controllo può succedere di tutto, ma non mi pare che questa sia la modalità “di lavoro” dei terroristi, ma semmai quella dei trafficanti di esseri umani. Esatto, traffico di esseri umani, perché di questo si tratta ed è giusto chiamare le cose con il loro nome. C’è una parte del mondo che vuole andar verso l’altra, scappando dalla fame, dalla miseria, dalla mancanza di futuro e di prospettive, e questo è normale, lecito, legittimo, è sempre accaduto ed è un fenomeno inarrestabile. Così come è sempre accaduto che i paesi destinatari di questi flussi migratori tentassero di arginare il flusso di disperati in arrivo. Sono problemi vecchi quasi quanto l’umanità, si potrebbe tentare di attingere alle esperienze del passato o di altri paesi per trovare una soluzione. Ma occorre pragmatismo e occorrono decisioni politiche serie. Servirebbe un Governo in grado di decidere e di assumersi le proprie responsabilità. infatti continuano a respingerli e ad espellerli. L’unica cosa che possa fare la Commissione è mettere a disposizione dell’Italia dei fondi per contrastare il fenomeno, come ha fatto nelle settimane scorse concedendo all’Italia 13,7 milioni di euro per affrontare il fenomeno migratorio. V L’ITALIA NON SPARA, GLI ALTRI SÌ Ci sono ragioni ben precise se gli sbarchi continui avvengono sulle coste italiane e non su quelle greche, spagnole o maltesi, altrettanto vicine. La ragione è che loro, ben lungi dall’andare in mare a soccorrere gli immigrati (e ci mancherebbe altro che non andassimo a soccorrerli) di solito, semplicemente, sparano. Non lasciano entrare gli immigrati irregolari e non si sognano proprio di aiutare l’Italia nella sua azione umanitaria, ben contenti del fatto che ci facciamo da soli carico di questa gravissima emergenza umanitaria. Al contrario, chiedono la sospensione dei trattati di Shengen per proteggere le loro frontiere da questi flussi. In effetti, la differenza di trattamento verso gli immigrati irregolari nei paesi europei è notevole. E le norme sono così differenti proprio perché la materia immigrazione, come d’altra parte la sicurezza nazionale, è di stretta competenza dei singoli Stati membri, e non dell’Unione Europea. Anche la legislazione in tema di immigrazione legale è piuttosto restrittiva, i meccanismi per avere un permesso di soggiorno molto complessi, serve un contratto di lavoro addirittura prima di arrivare. Ma qui parliamo di quella illegale. Quello che proprio non riesco a capire è la continua richiesta d’aiuto all’Europa (che vuol dire, poi, Europa…) per fronteggiare il problema. Cercando di fare un po’ di chiarezza sulle competenze dell’Unione Europea, è ne- cessario specificare che i trattati istitutivi e, ad ultimo, il Trattato di Lisbona, prevedono che le competenze della Commissione Europea siano divise per materia, i famosi (ignoti ai più) 3 pilastri dell’Unione. Ci sono materie che non sono affatto di competenza di, e di queste la sicurezza nazionale è di certo al primo posto, e pretendere un aiuto concreto in merito a queste materie è cosa di inutilità assoluta . La Commissione Europea semplicemente non è competente, come appunto previsto dai trattati istitutivi. Il diritto comunitario è una cosa ben precisa che permette poche approssimazioni. Le istituzioni comunitarie sono organismi sovra nazionali, a cui manca il potere cogente tipico invece degli Stati nazionali (delitto e conseguente castigo…). La Commissione Europea non dispone di flotte navali né di eserciti, non potrebbe in alcun modo né venirci in soccorso né imporre agli Stati membri di mettere a nostra disposizione uomini e mezzi per contrastare il fenomeno. O tantomeno imporre che gli immigrati vengano divisi tra gli Stati membri, che IL DIRETTORE DI FRONTEX: ALMENO 500MILA PERSONE, FORSE UN MILIONE, STANNO PER PARTIRE Dalla Libia pronta un’invasione verso l’Italia Non esclusa neppure la presenza di terroristi - Ma il ministro Gentiloni minimizza l direttore dell’agenzia Frontex lancia un nuovo, drammatico allarme: 500mila persone, forse addirittura un milione, sono pronte a prendere il mare dalla Liba e, di fatto, ad invadere l’Italia. "Nel 2015 dobbiamo essere preparati ad affrontare una situazione più difficile dello scorso anno", ha detto Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex, in un'intervista all'Ansa. "A seconda delle fonti – ha aggiunto Leggeri - ci viene segnalato che ci sono tra i 500mila ed un milione di migranti pronti a partire dalla Libia. Dobbiamo essere coscienti dei rischi. Ad ora non ho prove per dire che hanno (i terroristi islamici dell’Isis, ndr) la situazione dell'immigrazione illegale sotto controllo. Ma dobbiamo stare attenti. Abbiamo I prove che i migranti sono stati forzati a salire sulle imbarcazioni con le armi. Non ho niente per dire se fossero terroristi. C'è preoccupazione tra gli Stati. Perchè se questo non accade ora potrebbe accadere in futuro. Se si vuole che Frontex faccia più operazioni, abbiamo bisogno di risorse e staff e dell'impegno degli Stati membri a rendere disponibili i loro mezzi. Frontex è una parte. Da solo non è sufficiente ad affrontare questo enorme problema. Ad esempio, la cooperazione con i Paesi terzi è molto importante. Ie autorità italiane hanno fatto passi per rafforzare la sicurezza e miti- gare il rischio, dopo le minacce di trafficanti armati durante un salvataggio vicino alle coste libiche. Non posso entrare nello specifico perché sono informazioni sensibili. Ma questo non significa che domani non ci siano incidenti. E' vicino alle coste libiche che c'è il rischio", ha aggiunto senza mezzi termini. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che fin qui si è… distinto per la pochezza in questo settore, prova ancora una volta a gettare acqua sul fuoco: "Non serve sollevare allarmi e allarmismi, si tratta di impegnarci di più, noi italiani e l'Europa, per fronteggiare il fenomeno delle migrazioni. Quello che chiediamo a Frontex è maggiore collaborazione", si è limitato ad aggiungere Rita Di Rosa Gentiloni. LA DELEGA ALL’IMMIGRAZIONE Quando sento i nostri politici continuare a tirare in ballo, e a gran voce, l’Europa, mi viene in mente che in pochi ricordano che l’Italia ha già avuto alla Commissione Europea, il cd Governo dell’Unione, proprio il portafogli immigrazione, e neanche tanto tempo fa, dal 2004 al 2008. All’epoca si chiamava Justice, Security and Freedom e l’Italia era titolare di quel Gabinetto e della Vice Presidenza della Commissione Europea con Franco Frattini. Per controllare il fenomeno si è molto cercata la collaborazione degli altri paesi europei, e anche l’implementazione dell’agenzia Frontex, che è l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione, creata dopo l’abbattimento di quelle interne con i trattati di Shengen. Fu un lavoro totalmente inutile, gli Stati non hanno mai fornito né navi né mezzi per un problema che, tutto sommato, viene visto dai nostri partner europei come nostro, semplificando al massimo:“se non riuscite a controllare le vostre frontiere sono affari vostri, noi ci riusciamo splendidamente” Non fu caso se, una volta finita l’esperienza europea e diventato ministro degli esteri, Frattini firmò accordi bilaterali (cioé Italia e paesi della sponda sud del mediterraneo) con i paesi d’origine per tentare (e in effetti ci era pure riuscito) di bloccare il traffico di esseri umani (il termine è forte ma proprio di questo si tratta). Servono decisioni politiche, il Governo deve decidere in autonomia e con serietà come intende affrontare il problema dei continui sbarchi di clandestini sulle nostre coste. Sarà il Governo in grado di capire che deve trovare da solo una soluzione ad un problema che è esclusivamente nostro? CIVILTÀ CATTOLICA I gesuiti provano a smorzare i toni: Jihad pacifico attuale escalation di violenza posta in essere di recente dai guerriglieri-terroristi dell’Isis (e simili) ha certamente poco a che vedere con la dottrina (classica e moderata) del ‘jihad’. Con le loro nefandezze, intendono semplicemente stupire in modo negativo l’opinione pubblica internazionale, generare terrore nella società e incertezza nelle cancellerie occidentali, a prescindere dalla veridicità di ciò che viene mostrato attraverso i social network”. Così La Civiltà Cattolica, la rivista dei gesuiti (l’Ordine cui appartiene Papa Bergoglio) in un pezzo sull’ultimo numero, a firma di padre Giovanni Sale. “In epoca moderna - aggiunge Sale - esistono due L’ orientamenti distinti, due modi differenti di intendere il ‘jihad’: uno, cosiddetto ‘rigorista’, ricalcato sulle fonti antiche, e in particolare sui testi coranici; l’altro, più liberale e ‘modernista’, che interpreta tale concetto sulla base di categorie moderne. Secondo quest’ultimo “il ‘jihad’ è totalmente pacifico e indica il combattimento spirituale del fedele per adeguare la propria vita ai precetti religiosi”. 3 Sabato 7 marzo 2015 ATTUALITÀ IL SINDACO DI VERONA SUL PUNTO DI LASCIARE, POI FA UNA PARZIALE MARCIA INDIETRO MA… Salvini-Tosi, la pace resta lontana Intanto il segretario della Lega ha visto il Cav: incontro interlocutorio sulle Regionali i fa sempre più ampio il solco, all’interno della Lega, tra il segretario Matteo Salvini e il sindaco di Verona, Flavio Tosi: “Se il Consiglio federale della Lega mantenesse la posizione del commissariamento valuterei le dimissioni da segretario della Liga Veneta. Poi a quel punto liberi tutti” ha detto ieri Tosi a Radio 24. “Se venisse portata avanti la linea del commissariamento la frattura sarebbe irreparabile - ha aggiunto Tosi - Spero che loro rivedano questa decisione presa, una decisione sbagliata. Io sono stato da sempre fin troppo leale e corretto, quindi ho sempre sostenuto la candidatura di Zaia. L'ho fatto anche lunedì scorso, salvo poi essere commissariato. Ora, se ci fosse una frattura ognuno poi deciderebbe liberamente. Ma se così fosse non avremmo certo provocato noi la situazione, noi abbiamo chiesto solo un diritto scritto nell'art. 39 dello Statuto della Lega, cioè fare le liste. Se loro portano avanti questa frattura, allora ognuno può fare quel che vuole. Posso rimanere sindaco, ritirarmi in seminario o anche candidarmi a governatore”. Tosi ha poi spiegato le ragioni per cui la Liga Veneta ha respinto il commissariamento: “Abbiamo deciso così a maggioranza per due motivi: uno è tecnico, perché serve un voto del Consiglio federale con maggioranza di tre quinti. Il problema sostanziale è il secondo: non è mai successo che la Liga Veneta venga commissariata a due mesi dal voto solo per fare le liste. E' S PATRON DI TISCALI ED EUROPARLAMENTARE PD Evasione milionaria per Soru: via al processo tra le polemiche enato Soru, patron di Tiscali e parlamentare europeo e segretario regionale Pd, è comparso in Tribunale a Cagliari per rispondere dell'accusa di un'evasione fiscale da quasi 10 milioni di euro. L'udienza davanti al giudice Sandra Lepore si è aperta con la deposizione di Antonio Uselli, colonnello della Guardia di Finanza che svolse la verifica fiscale nel 2010. Soru, per il tramite degli avvocati difensori Giuseppe Macciotta e Roberto Zannotti, ha chiesto e ottenuto che non venissero fatte foto e riprese in aula. Il giudice ha anche minacciato un'udienza a porte chiuse, dopo la protesta del pm Andrea Massidda sull'illegittimità di un processo celebrato senza pubblico. Il via libera ai giornalisti - come riporta il sito dell’Unione Sarda - è invece arrivato dopo, dallo stesso Soru, ma è rimasto il divieto per foto e riprese video. L'accusa ha poi ripercorso l'indagine, nata da un servizio della trasmissione televisiva "Anno Zero", di Michele Santoro, incentrato su R un atteggiamento irrispettoso, tanto vale che le realtà regionali vengano chiuse e si decide tutto a Milano. È una cosa profondamente scorretta”. Nel prosieguo della giornata di ieri, poi, Tosi è comunque parzialmente tornato sui suoi passi: “Sono d'accordo con Matteo Salvini: basta liti in Veneto. Nel mondo civile per evitare le liti hanno inventato le regole ed è sufficiente rispettarle. Sarebbe anche utile, per il rispetto delle regole, che qualcuno qui in Veneto si degnasse di incontrare i dirigenti della Liga”. Intanto, in vista delle regionali, lo stesso Salvini ha incontrato Silvio Berlusconi: “Io offro programmi e nomi, parlo di contenuti e non di accordi, di alleanze. Se qualcuno condivide i nostri contenuti, benvenuto, ma non mi interessano alchimie o capriole", ha detto il segretario della Lega dopo l’incontro con Silvio Berlusconi e a margine di una conferenza stampa con Giorgia Meloni, per poi aggiungere: “Se Forza Italia resta stabilmente all'opposizione del Governo Renzi dialoga con la Lega”. Sulle vicende interne della Lega, Salvini ha invece detto all’Ansa: “Non ci sarà nessun Consiglio federale lunedì. Per quel che riguarda il Veneto ho dato a tutti la possibilità di scegliere e ho lasciato tempo, anche troppo. La questione è chiusa, ora Igor Traboni si parte con Zaia”. una serie di operazioni finanziarie condotte da operatori italiani all'estero. I riflettori della Procura si erano così accesi su una società inglese, la Andalas Ldt, di proprietà di Soru e da lui dichiarata alla Consob, che vantava un credito nei confronti di Tiscali di 27 milioni di euro. Fra soldi prestati e restituiti sarebbe maturata - secondo l'accusa - un'evasione da 10 milioni di euro, di cui un milione e 700 mila di imposte non pagate all'erario. Dopo la contestazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, Soru aveva raggiunto un'intesa per restituire sette milioni di euro: un milione e 700mila come reale ammontare dell'evasione, il resto per effetto delle sanzioni. DALLA LEGA SERIE A L’OK AL PIANO TAVECCHIO, A CONDIZIONE CHE I GIALLOBLI GIOCHINO LE PROSSIME 2 PARTITE Il Parma (per adesso) è salvo Dopo l’udienza prefallimentare arriveranno 5 milioni di euro dal fondo multe - Blitz della Finanza nella sede del club e in Federcalcio, Leonardi indagato per bancarotta fraudolenta a Lega salva il Parma e la credibilità (oltre che la regolarità) del calcio italiano. I club di serie A, nonostante i molti dubbi avanzati da alcuni presidenti hanno dato l’ok (tutti tranne il Cesena) al piano presentato dal presidente della Figc Tavecchio. L’accordo è stato trovato ma la condizione posta affinché arrivino gli aiuti dalle altre società è che la squadra giochi le prossime due partite. Mentre da un punto di vista tecnico i soldi, ben 5 milioni di euro, arriveranno dal fondo multe alimentato dalle ammende L che ciascun club paga in seguito alle sanzioni comminate dal giudice sportivo. E verranno erogati dopo l’udienza prefallimentare prevista per il 19 marzo. Giorno del verdetto definitivo. Fumata bianca arrivata proprio nel recupero e una decisione che rischia di creare un pericoloso precedente. Ma decisamente saggia. Comunicata ai giocatori dal numero uno di via Allegri che subito dopo la riunione di Milano s’è recato nel centro sportivo di Collecchio per sottoporgli il piano. Che prevede appunto che i gialloblù scendano sul campo domani contro l’Atalanta e nel week-end successivo col Sassuolo, prima dell’udienza. Proprio in vista del “processo” la Guardia di Finanza ieri mattina su ordine della Procura di Parma ha fatto irruzione nel quartier generale dei ducali acquisendo e sequestrando documenti. Un blitz che ha riguardato anche la Figc e la Lega Serie A. Ma non finisce qui. Una situazione complicatissima, ricca di colpi di scena e capitoli amari. Con l’ex direttore generale dei crociati che è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta. Una vicenda triste che si arricchisce ogni giorno di nuovi aggiornamenti. Con la speranza che presto si torni a parlare solo ed esclusivamente di campo. E calcio. Quello giocato sul prato verde e non nei tribunali. Federico Colosimo Corretto e non falsato. REGIONE LOMBARDIA MESSA ALL’ANGOLO Via Giovanni Paisiello n.40 00198 Roma Tel. 06 85357599 - 06 84082003 Fax 06 85357556 email: [email protected] Monza perde il Gran Premio? Duro colpo per un’intera comunità l Governo boccia la possibilità di defiscalizzazione degli investimenti già previsti da Regione Lombardia e il Gran Premio di Monza questa volta sembra davvero vicino ad essere cancellato. Alla protesta dell’Assessore Fabrizio Sala e del consigliere regionale Paolo Grimoldi, contro la decisione della Commissione Finanze e Attività produttive della Camera, e che giorni fa avevano dichiarato «è evidente che la volontà è di impedire un investimento della Regione per salvare il Gran Premio d’Italia», si aggiunge ora Maria Teresa Baldini (Gruppo Misto): “Il governo non capisce l’importanza I del turismo e toglie ossigeno ad un intera comunità. Bocciare un emendamento in grado di salvare il Gran Premio di Formula 1 a Monza è un atto irresponsabile di un Governo che non capisce le esigenze dei territori”: così la Baldini, dopo l’ennesima doccia fredda arrivata da Roma per la Brianza. “Non salvaguardare un indotto di quasi 30 milioni di euro in un week-end significa togliere ossigeno a un’intera comunità – sostiene il consigliere – Renzi non capisce l’importanza del turismo e della bellezza a 360 gradi, non ci sono solo il David e il Duomo di Firenze ma anche ‘cattedrali’ come l’autodromo che sono veri e propri pezzi di storia contemporanea e dove Regione Lombardia vuole che la storia continui ad essere scritta. Il Gran Premio porta benessere dalla Brianza a Milano ed è l’evento sportivo più seguito che si svolge nella nostra regione – chiude Baldini – Monza va salvata per il bene di tutti i lombardi”. La situazione diventa ogni giorno più difficile, e la possibilità di salvare il GP di Monza si fa sempre più lontana. Non mancano certo le proteste anche sul territorio cittadino, dove è Massimiliano Meloni (La Destra) ad attaccare il governo sulla decisione: “Pare evidente che Renzi non voglia che il Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d’Italia Gran Premio resti a Monza, in Regione è stato varato un piano che avrebbe destinato i fondi ad autodromo e parco senza gravare sulle casse dello stato ma le motivazioni per cui tale opzione sia stata respinta sono assurde ed insensate, mi viene da pensare che ci sia qualcos’altro sotto, forse il GP d’Italia secondo Renzi starebbe meglio a Roma?”. Sito web www.ilgiornaleditalia.org Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel. 335 6466624 - 06 37517187 mail: [email protected] -----------------Autorizzazione del Tribunale di Roma n° 286 del 19-10-2012 4 Sabato 7 marzo 2015 ESTERI DOPO IL MUSEO DI MOSUL, LA VIOLENZA FONDAMENTALISTA SI ABBATTE SULLE ROVINE DI NIMRUD Isis: con le ruspe contro la storia In previsione di futuri attacchi, il governo iracheno ha costruito una trincea attorno alla città santa di Karbala di Cristina Di Giorgi a guerra dell’Isis non si combatte solo con omicidi brutali e immagini choc diffuse on line. Lo Stato islamico infatti sta dando pessima prova di sé anche quanto alla distruzione del patrimonio culturale mondiale. La campagna dei fondamentalisti contro le vestigia del passato, che ha avuto ad oggetto opere d’arte, statue, bassorilievi antichi, libri rari e una parte della cinta muraria di Ninive (l’odierna Mosul), si è purtroppo “arricchita” della distruzione del sito archeologico di Nimrud (Iraq). Secondo quanto si è appreso da fonti ufficiali del governo di Baghdad, i miliziani jihadisti hanno raso al suolo le antiche rovine con dei bulldozer. La loro furia devastatrice, stando a quanto confermato da alcuni testimoni oculari, citati da una tv satellitare curda, si è questa volta abbattuta sull’antica città assira di Nimrud, a sud est di Mosul. “Elementi del L califfato, portandosi dietro grandi mezzi meccanici, hanno distrutto i monumenti e le rovine della città archeologica” ha dichiarato un uomo che ha assistito allo scempio. Anche il ministero del Turismo e delle Antichità iracheno, in un post sulla sua pagina facebook, ha dato notizia di quanto avvenuto: “l’opera di distruzione è iniziata ieri, dopo la preghiera di mezzogiorno. L’Isis con- PRESIDENTE CAMERA DI COMMERCIO DI PALERMO Tangente milionaria Helg ai domiciliari oberto Helg lascia la prigione e va ai domiciliari. Il Gip di Palermo Angela Gerardi ha concesso la misura meno afflittiva al carcere all’ormai ex presidente della Camera di Commercio e numero 2 della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto Falcone-Borsellino, finito in manette in flagranza mentre intascava una maxi tangente da 100 mila euro. Ragioni di età (ha 79 anni), problemi cardiaci, ma non solo. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta avanzata dalla difesa – rigettando quella della procura che aveva chiesto la conferma della carcerazione – perché reo confesso. Nel corso dell’interrogatorio per la convalida del fermo, che s’è svolto nella Casa Circondariale “Pagliarelli” di Palermo, Helg ha vuotato il sacco. Assumendosi tutte le responsabilità, sostenendo però di avere agito da R solo. Tesi che non convince in pieno la pubblica accusa che ipotizza invece una rete di complicità. Saranno il tempo e gli sviluppi dell’inchiesta a stabilire se è realmente esistito un “sistema Helg”, se accanto a lui c’erano complici o soltanto vittime che oggi si sentono tradite da un potente che faceva della legalità il suo motto mentre invece chiedeva il pizzo. La tentata estorsione al pasticcere Santi Palazzolo è un caso isolato o rientrava in un meccanismo consolidato dietro gli appalti dell’aeroporto di Punta Raisi? Questo il dilemma. Proprio lui che per anni era stato promotore di iniziative contro la corruzione è stato beccato con le mani in pasta. E davanti agli inquirenti s’è difeso dicendo di aver agito perché spinto dalle difficoltà economiche nate dal fallimento delle sue aziende. Marcello Calvo tinua a sfidare la volontà del mondo e dell’umanità” scrive l’ente governativo. Un’ulteriore conferma arriva anche dal responsabile media del Pkk (Partito democratico del Kurdistan), che ha affermato che “da circa una settimana i jihadisti stanno procedendo a radere al suolo i monumenti di Nimrud”. “Il profeta Maometto ha tirato giù con le sue mani gli idoli quando è andato alla Mecca. Il nostro Profeta ci ha ordinato di distruggere gli idoli e i compagni del Profeta lo hanno fatto quando hanno conquistato dei Paesi – afferma il miliziano che, in uno dei video diffusi nelle scorse settimane, spiega i piani dell’organizzazione – Quando Dio ci ordina di rimuoverli e distruggerli, per noi diventa semplice e non ci interessa che il loro valore sia di milioni di dollari”. Un annuncio questo che lascia ben pochi dubbi sul fatto che la devastazione andrà avanti: “il loro piano è distruggere il patrimonio iracheno un sito alla volta. Hatra sarà certamente il prossimo obiettivo” ha sostenuto un archeologo della Stony Brook University di New York riferendosi alla città situata nella provincia di Nineveh, patrimonio storico dell'Unesco. Ed in previsione dei probabili futuri attacchi, il governo iracheno ha deciso di deciso di costruire una trincea lunga 45 km per proteggere la città santa di Karbala, che ospita il santuario del venerato Imam Hussein. FONDI PER FINANZIARE LA CAMPAGNA ELETTORALE Soldi di Gheddafi a Sarkozy: fermato l’ex ministro Gueant laude Gueant, ex ministro dell’Interno francese e per circa 10 anni braccio destro di Nicolas Sarkozy, è stato fermato dalla polizia e interrogato a lungo, perché accusato di aver ottenuto dall'ex leader libico, Muammar Gheddafi, 500mila euro per finanziare la campagna elettorale del presidente francese. Gueant ha provato a difendersi, spiegando di aver avuto quella somma di denaro per la vendita a un avvocato malese di due dipinti fiamminghi, ma secondo l'accusa si tratterebbe di una transazione fittizia per trasferire fondi neri. Lo staff di Gueant ha confermato a Le Figaro la notizia del fermo e ha inoltre accusato i magistrati di aver adottato il provvedimento cautelare "per fini politici", con l'obiettivo di "danneggiare l'immagine di Nicolas Sarkozy", sostiene sempre l’entourage del politico, a tre settimane dalle elezioni amministrative in Francia, C che si terranno il 22 e il 29 marzo prossimi Il caso dei presunti finanziamenti di Gheddafi a Sarkozy era già finito sui giornali, non solo grancesi, durante la campagna per le presidenziali del 2012, vinte da Francois Hollande. L'ex presidente ha sempre sostenuto che i documenti pubblicati in esclusiva dal sito francese di giornalismo d'inchiesta Mediapart, fossero però dei falsi. 5 Sabato 7 marzo 2015 STORIA COMINCIA OGGI UN NUOVO VIAGGIO NELLA STORIA, ATTRAVERSO L'ESAME DI UN VOLUME DI LUIGI VICENTINI ESTREMAMENTE RARO DATATO 1924 Così il mondo guardava il Duce / 1 Un libro, dono di un lettore, si trasforma in uno speciale che ci farà compagnia per i prossimi giorni di Emma Moriconi e carte ingiallite del secolo scorso sono qualcosa di meraviglioso. C'è, lì dentro, la nostra storia più recente. Toccandole, leggendole, esaminandole si ha l'opportunità unica e preziosa di fare veri e propri viaggi. Quelle carte sono davvero una macchina del tempo, di quelle che molti di noi hanno sognato da piccoli, quando sugli schermi arrivarono i tre film di Ritorno al Futuro. Chi non ha mai immaginato di viaggiare nel tempo? Io l'ho fatto milioni di volte, e mi capita di farlo ancora, con minore fantasia certamente, e anzi attraverso i documenti. Quelli sono lì, nero su bianco, preziose testimonianze di un'epoca, di tutta un'epoca, non solo di una parte. Mi piacerebbe, per alcuni versi, scrivere le numerose mail che giungono dai lettori alla mia casella di posta elettronica, sono meravigliose. Non lo farò, però, per ragioni di privacy e anche perché, in fondo, sono messaggi di natura privata ed è bene che tali rimangano. Tuttavia in questo caso vorrei raccontare a chi legge un episodio, perché il tema di cui cominciamo oggi a parlare costituisce un altro viaggio che faremo con i nostri lettori. Ebbene, al ritorno in redazione da una delle nostre "peregrinazioni" alla ricerca di notizie da fornire attraverso Il Giornale d'Italia, trovo un piccolo pacco sulla mia scrivania. Proviene da Cosma Ambroselli, il lettore ricorderà la bella figura del padre Gaetano di cui abbiamo raccontato, L uno dei giovanissimi eroi di Bir el Gobi. Dentro c'è un volumetto antico e raro, si intitola "Mussolini veduto dall'estero", di Luigi Vicentini, anno 1924, A. Barion Editore, Milano. Per chi ama il periodo e la storia è qualcosa di preziosissimo. Ambroselli mi scrive che vuole donarmelo, lo possiede - mi racconta - dal 1972, da quando, ancora sedicenne, si "divertiva" a collezionare libri. "Sono sicuro che lo apprezzerà moltissimo - mi scrive ancora - ed io spero che possa esserle utile per le sue ricerche. Oltretutto è, per me, un modo per ringraziarla per aver speso il suo tempo a scrivere di mio padre". Gli rispondo che, certo, lo apprezzo moltissimo, gli sono anzi immensamente obbligata, certamente sarà utile per le nostre ricerche e anche per raccontare ancora qualcosa di bello e di raro ai nostri lettori, infine che, piuttosto, sono io a ringraziarlo per averci voluto rendere partecipi della storia d'onore e di coraggio di Gaetano, suo padre. E dunque eccoci qui, con il volumetto tra le mani, a raccontare ai nostri lettori un altro pezzo di storia nostra. Cominciamo seguendo, pagina dopo pagina, il percorso che l'autore fa: comincia scrivendo: "Benito Mussolini ha, ormai, intorno a sé, intessuta una copiosa letteratura. Scorci, profili, biografie non si contano più". Occorre sottolineare che quando Vicentini scrive queste parole siamo nel 1924. Sono trascorsi 90 anni e nel frattempo la letteratura che si è accumulata intorno al nome di Mussolini è diventata infinita. Eppure già allora, a soli due anni dalla Marcia su Roma, Vicentini scrive che le produzioni "non si contano più". Purtroppo non sempre è facile rinvenire le pubblicazioni dell'epoca, vi sono testi assolutamente eccezionali che non sono stati più ri- stampati da allora, come quello oggetto della nostra trattazione da oggi, come "L'Italia di Mussolini e gli Italiani nuovi", di cui abbiamo completato lo speciale due giorni fa. Quelli che riusciremo a scovare, dunque, nascosti tra la polvere, cercheremo di riportarli alla luce sulle colonne del nostro quotidiano. "Noto, quindi in Italia - scrive ancora Vicentini - è del pari conosciuto all'estero e il suo nome ha una larga risonanza in tutto il mondo". Per completezza di informazioni, è in libreria un volume di Emilio Gentile, "In Italia ai tempi di Mussolini - Viaggio in compagnia di osservatori stranieri", che tratta proprio di questo argomento. Ne faremo uso nel corso dello speciale, mantenendo l'attenzione però su questo di Vicentini del 1924, proprio per la sua caratteristica intanto di essere un prodotto del tempo, quindi preziosissimo anche in termini di linguaggio, e poi per la sua rarità. Eccone ancora un passo testuale: "Lo scopo del volume è chiarissimo: recare nell'ambito dell'opinione pubblica italiana, raccolti e coordinati, i giudizi pronunciati all'estero sul'uomo meraviglioso che regge le sorti del nostro Paese", ricalcando così il linguaggio proprio degli anni del consenso, in cui Benito Mussolini era immensamente amato dal popolo italiano. E prosegue con le note introduttive scrivendo: "Quanto al giudizio sull'uomo, il lettore vedrà da sé come le personalità più cospicue della politica, dell'economia, delle arti, di tutto il mondo, hanno giudicato Mussolini". "QUANDO RIPRENDE A PARLARE, DAGLI OCCHI SI SPRIGIONANO FAVILLE E DALLA BOCCA ESCONO FRASI CONCITATE E ROTTE NELLA PIENA DELLA PASSIONE E DELLA FOGA ORATORIA" Recuperare le atmosfere del tempo “È grande, è bello di quella bellezza che la superiorità dello spirito plasma nei visi degli apostoli e degli eroi” ella parte che segue l'autore fa una breve biografia di Benito Mussolini, ne ripercorre rapidamente l'infanzia e la prima giovinezza, riportiamo solo alcuni brevi passi: "Emigrò in Svizzera: voleva vedere, voleva studiare, voleva lavorare, voleva... buttare sottosopra mezzo mondo. E in Svizzera Mussolini lavorò; fece il manovale a £. 2,50 al giorno e per molto tempo [... ] Espulso dalla Svizzera si recò a Trento a coprire l'ufficio del Segretario del Lavoro e, successivamente, fu con Cesare Battisti in fraternità operosa alla Redazione del giornale Il Popolo". È del tutto superfluo, qui, riepilogare oltre le vicende degli anni giovanili di Mussolini, lo abbiamo fatto altre volte e continueremo a farlo, trattandosi peraltro di un periodo estremamente interessante della vita del futuro Duce. In questa sede ci preme invece proseguire con il resoconto dei contenuti del volume in ordine all'oggetto di cui esso si occupa. Andiamo dunque al dato attuale, e quindi a quel 1924: "Il suo nome N oggi - scrive l'autore - fa delirare le folle ed egli schiva le folle [poco prima riferisce infatti della sua "operosa e pensante solitudine selvaggia"]. Ha saputo colpire l'anima del popolo italiano ad una svolta pericolosa e l'ha salvata con tutte le sue tradizioni e con tutte le sue idealità. Mussolini, quindi, è il più popolare uomo politico d'Italia, il più amato e - perché no? - il più odiato. Egli è il più logico e il più paradossale; il più rettilineo e il più incoerente, il più inflessibile e il più arrendevole. Così quando parla come quando scrive. E scrive benissimo; perché la sua prosa è agli antipodi della prosa convenzionale, compassata, vuota e leccata, senza vertebre né sangue. Vi sono scritti di quella sua prosa, chiari, limpidi, precisi, rudi - talvolta - senza orchestrazione di parole, che sembrano una serie di formule algebriche nella loro precisa interdipendenza. E nel ritmo dei suoi periodi c'è il martellare continuo di una volontà implacabile, fattiva, sovrana che sola ha diritto di vincere". E ancora vi si trovano passaggi aulici, come quello che segue: "Mussolini - ed è intanto la sua potenza suggestiva che dà tono al fascismo - è come gli artisti, i quali effondono in una lirica o in un quadro uno stato d'animo; e poi vedono nella lirica o nel quadro, chiaro e oggettivato, il Dio oscuro che li agitava. La lirica o il quadro di Mussolini è l'Italia, come egli la sogna; la sua religione è per il nostro passato di grandezza". E ancora: "Negli scritti e nella parola di lui traspare sempre la fiamma del genio. La coltura vasta e profonda lo rendono padrone di quella proteiforme materia che è la politica. E l'intuizione sua ha non di rado la potenza d'un vaticinio che esprime con parole inspirate". A volte, e soprattutto in casi come il nostro di recupero delle atmosfere del tempo, riferire passaggi testuali è necessario: solo attraverso la lettura di essi, infatti, ci si può calare nel periodo, comprenderne gli umori, il contesto. Ancora un passo: "Quest'uomo Mussolini a Milano (Bundesarchiv Bild) interprete della passione del popolo è, del resto, un aristocratico nel senso più romano della parola. Signore delle assemblee segue, talora con apparente fissità dello sguardo, talora con apparente distrazione, i vari oratori, prendendo le pose più strane. Ma quando imprende a parlare e dagli occhi si sprigionano faville e dalla bocca escono frasi concitate e rotte nella piena della passione e della foga oratoria, è grande, è bello di quella bellezza che la superiorità dello spirito plasma nei visi degli apostoli e degli eroi". Parole dai toni aulici, come vediamo, perfettamente in linea con il tempo in cui vengono scritte e che ben sottolineano gli umori dell'epoca. Siamo ancora alle note introduttive, che completeremo nella prossima puntata. Il nostro nuovo viaggio nella storia, dunque, è appena iniziato. [email protected] 6 Sabato 7 marzo 2015 DA ROMA E DAL LAZIO L’OPERAZIONE DELLA POLIZIA L’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA ERA INIZIATA NELL’OTTOBRE 2012 False perizie per favorire boss, in carcere penalista Tre condanne e altrettante assoluzioni razie a false perizie, ottenute corrompendo medici compiacenti, garantiva a boss il ricovero in una clinica, anziché la detenzione in carcere. Riuscendo così a far apparire come incompatibili con il regime carcerario le condizioni di alcuni detenuti. Il principale imputato, l’avvocato penalista Marco Cavaliere, accusato di corruzione e falso, è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione dai giudici del tribunale di Roma. Il processo si è così concluso con quattro condanne e tre assoluzioni, a due anni dagli otto arresti del 12 febbraio 2013. Iniziata nell’ottobre 2012, l’attività di indagine ha verificato attentamente tutti i fatti accaduti. Secondo l’accusa dei pubblici ministeri, Carlo Lasperanza e Ilaria Calò, l’avvocato aveva cercato di fare apparire come incompatibili con il regime carcerario le condizioni di alcuni detenuti, attraverso la collaborazione dei periti del tribunale di Roma. I giudici, però, hanno accolto in parte le richieste della pubblica accusa, G Stazione Termini in balia delle bande di rapinatori seriali e misure messe in campo non sembrano aver sortito gli effetti sperati. Nonostante gli annunci, la stazione Termini resta in balia della delinquenza. Ed i sette arresti e le trenta denunce (per vari reati) della polizia in una settimana, testimoniano quanto sia radicata la micro criminalità all’interno dello scalo ferroviario. I fatti. Dopo una serie di appostamenti, gli agenti hanno arrestato il responsabile di diverse rapine commesse in concorso con due minori di sedici anni, che sotto la minaccia di un coltello, riuscivano a rubare i telefoni cellulari alle loro vittime. L’ultimo episodio è andato in scena nei giorni scorsi. Il capo della banda, un 19enne, unitamente ai due complici minorenni, aveva rapinato un passante minacciandolo con un coltello. Dopo accurate indagini, appostamenti e pedinamenti gli investigatori hanno individuato i tre, proceduto alla loro perquisizione personale e domiciliare. A casa di uno di loro, i poliziotti hanno sequestrato un coltello a serramanico dello stesso tipo L infliggendo pene inferiori. I giudici della VII sezione penale del tribunale di piazzale Clodio hanno condannato anche il medico dell’Asl Rm C, Arcangelo Italiano, e il trafficante di droga Mario Di Gregorio, entrambi a tre anni di reclusione. Un anno e sei mesi di carcere, invece, per il perito Valerio Di Tullio. Assolti il perito Alfonso Sestito (cardiologo), assieme ai detenuti Carmine Bongiorno e l’albanese Edmund Voli, già in carcere per omicidio. Il tribunale di Roma ha inflitto agli imputati anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Al medico della Asl Rm C, inoltre, i giudici hanno disposto la cessazione del rapporto di lavoro con la struttura sanitaria. utilizzato per la rapina, oltre ad alcuni cellulari e smartphone. Sono in corso ulteriori indagini da parte degli investigatori per verificare se i tre giovani siano gli autori di altre rapine consumate con lo stesso modus operandi. Ma non è finita qui. Sono scattate le manette anche per due eritrei. Le indagini sono partite dalla denuncia di un uomo al commissariato Viminale. Secondo il racconto, avrebbe subito una rapina lo scorso 5 febbraio nei pressi di piazza Indipendenza. Dopo averlo colpito al volto, ha ricostruito la vittima agli investigatori, tre eritrei lo avrebbero rapinato di oltre 200 euro. Il giorno successivo, l’esito dei servizi di osservazione ha dato esito positivo in quanto nelle adiacenze di via Curtatone da un palazzo è stata notata uscire una persona corrispondente alle descrizioni fornite dalla vittima della rapina. Fermato ed identificato l’uomo, T.M. eritreo di 40 anni, è stato condotto in commissariato. Riconosciuto, è stato arrestato per il reato di rapina in concorso. Poco dopo, le indagini dei po- GLI ANIMALISTI CONTRO IL SINDACO DELLA CAPITALE “Marino vergogna, traditore di questo scempio tu sei l’autore” R oma come New York: Marino “traditore” segua l’esempio di De Blasio.“Diciamo basta alle botticelle e soprattutto allo scempio delle ville storiche”. Questo il messaggio che gli Animalisti italiani, Ava- Associazione vegetariana animalista, AvcppAssociazione volontari canile di Porta Portese, Lav, Enpa e Oipa lanciano ieri a Roma, con un flash mob, una manifestazione non autorizzata ma pacifica proprio davanti alle contestate nuove scuderie di Villa Borghese, sulla collina del Pincio. Con teste di cavallo, fischietti, bandiere e magliette i manifestanti gridano “A Roma il denaro dei cittadini finisce in tasca ai vetturini”, “Marino vergogna traditore di questo scempio tu sei l’autore”. Il ‘servizio taxi a trazione animale’, come lo definiscono i fautori delle botticelle, “sofferenza e sfruttamento quotidiano dei cavalli e sperpero di soldi pubblici”, come lo definiscono gli animalisti, avrà presto sede proprio sulla collina del Pincio, due ettari di parco tra l'altro Sito di interesse comunitario. Pronte già le stalle dove i vetturini porteranno a breve i loro cavalli, ma gli animalisti sono pronti a riconversione delle licenze in altre attività di trasporto più green. Il sindaco Marino, ricorda Pier Paolo Cirillo (Animalisti italiani), “aveva fatto delle promesse durante la campagna elettorale di tutelare i cavalli ma ha tolto fondi per i canili di Roma e ha fatto costruire questo scempio. Siamo qui e torneremo per rivedere il Pincio come deve essere: un monumento prezioso per i turisti e per tutti i ro(Dire) mani”. Alla vista dei poliziotti, lo straniero ha cercato di scappare ma è stato subito bloccato. T.A., anch’esso cittadino eritreo di 30 anni, è stato accompagnato negli uffici del Commissariato dove, ultimate le indagini, è stato sottoposto a fermo. Anche lui dovrà scrollarsi di dosso l’accusa di rapina in concorso. Sono in corso le indagini per risalire anche al terzo complice. LIBRO “A MIO MODO VI AMO” Alessandra Amoroso incontra i fan a Romaest l 13 Marzo, alle ore 17:00, presso il Centro Commerciale Romaest, Via Collatina, 858, secondo piano, Ingresso Nord, Alessandra Amoroso incontrerà i fan e firmerà le copie del suo libro "A mio modo vi amo", edito Mondadori. Il libro di Alessandra Amoroso è scritto insieme alla sua 'Big Family', ovvero i suoi fan che da sempre la seguono con grandissimo affetto. La cantante salentina, attraverso un'iniziativa lanciata sui social network, ha coinvolto i suoi sostenitori chiedendo a tutti di condividere con lei le emozioni direttamente ispi- I dare battaglia a questa “sciagurata scelta” del sindaco Marino “costata quasi 1,5 milioni di euro”. Sono, infatti, già state raccolte le firme di oltre 10.000 cittadini romani per una ‘Delibera di iniziativa popolare’ già depositata in Campidoglio, rendendo di fatto possibile il voto dell'Assemblea capitolina. Una delibera che dice no alle botticelle per sia per motivi etici che economici, con un sì alla tutela dei cavalli e alla liziotti hanno permesso di individuare anche il secondo rapinatore all’interno di un bar di via Cernaia. rate dalla sua musica e i racconti e le sensazioni nate dallo speciale rapporto che li lega da più di sei anni. Il risultato è una raccolta delle lettere che i fan hanno inviato alla cantante negli scorsi mesi, un regalo sincero verso gli 'aficionados'. Tutti coloro che acquisteranno il libro da martedì 10 Marzo presso tutti i punti vendita d'Italia, troveranno all'interno del volume la speciale card Gold che permette l'iscrizione gratuita al fan club ufficiale di Alessandra Amoroso e dà diritto all'accesso esclusivo ai firmacopie con la cantante. 7 Sabato 7 marzo 2015 DA ROMA E DAL LAZIO LA SCOMPARSA DAL CAMPIDOGLIO OSTIA, L’INDAGINE DI CONFCOMMERCIO È morto Alberto Rossi, fondatore dei Volontari nazionali Ztl: Marino sforna la nuova delibera e conferma gli aumenti Allarme degli imprenditori: “Economia in calo, flop del municipio” n altro pezzo della storia del Movimento sociale è passato oltre. Alberto Rossi, fondatore e anima dei Volontari nazionali (lo storico gruppo da lui creato con funzione di autodifesa servizio d’ordine del partito) è scomparso all’età di 88 anni. Classe 1927, militante conosciuto e appassionato, Rossi diede vita ai Volontari in occasione della morte del generale Graziani, per rendergli gli onori che lo Stato italiano non gli aveva tributato. La sua scomparsa ha destato grane dolore e commozione in tutto l’ambiente della militanza di destra. “Lo ricordiamo sempre in prima linea, con i suoi Volontari nazionali, a difendere il diritto del Msi a manifestare. Ai suoi congiunti vada l'abbraccio affettuoso della comunità de La Destra” ha dichiarato Francesco Storace, segretario nazionale de a Destra e vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio. U orzatura. Malgrado la bocciatura del Tar del Lazio, la giunta Marino ha approvato una nuova delibera sulle tariffe per l’accesso ai varchi ztl del centro storico, lasciando invariati gli aumenti ma approfondendo la parte istruttoria con un documento di 30 pagine. L’assessore alla Mobilità, Guido Improta, è convito così che la nuova delibera inciderà sulla riduzione del 16% dei permessi rilasciati, sull’inquinamento e sugli incidenti, incrementando la velocità commerciale del trasporto pubblico locale di oltre il 3%. Un’immagine che dovrà rispondere alla realtà. Intanto, per effetto della sentenza del Tar che ha sospeso la vecchia delibera, 400 F cittadini, che avevano il permesso in scadenza dal 3 marzo, giorno della sospensiva, all’8 marzo pagheranno le vecchie tariffe. Potranno rinnovare così i propri tagliandi per l’accesso ai varchi del centro storico al costo di 94 euro e non di 1.016. La nuova delibera, infatti, avrà effetto solo da dopodomani. Ma Improta alza il tiro e critica la sentenza della magistratura contabile: “Credo che sospendere per natura formale la delibera sia stato un po’ eccessivo da parte del Tar”. Dura presa di posizione da parte dell’opposizione.“L’arroganza dell’amministrazione Marino non ha limiti, ora pretendono di sostituirsi al Tar e di dare lezioni ai giudici”, attacca Fratelli d’Italia. stia ko. Peggiora di anno in anno l’andamento economico delle imprese del commercio e dei pubblici esercizi nel X Municipio. E’ l’allarme lanciato dal 53,5% delle 400 piccole e medie imprese che hanno partecipato all’indagine di Confcommercio Roma. Solo per il 7% la situazione è migliorata, mentre per il 39,5 per cento è rimasta invariata. Il futuro? Gli imprenditori restano pessimisti. Per il 2015, infatti, il 12,5 % ritiene che l’andamento economico della propria impresa migliorerà. Il 68,5 delle pmi, invece, non ha dubbi: il trend sarà quello del 2014. Il 19% delle imprese, dal canto loro, sono convinte che peggiorerà ancora. Se il futuro non sarà roseo, le previsioni per i ricavi (2014 su 2013: -44; 2015 su 2014: 11) non possono essere che negative, come del resto il fabbisogno finanziario delle imprese (2014 su 2013: -55,5; 2015 su 2014: -23,5) e gli ordini e l’andamento della domanda (2014 su 2013: -45; 2015 su 2014: -18). Sono piovute critiche anche nei confronti dell’amministrazione municipale, che - se- O Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio condo il 90% delle imprese non offre un supporto concreto riguardo le esigenze delle imprese. Gli imprenditori hanno bocciato anche le politiche del turismo: l’82 per cento del campione pensa che non siano stati attivati tutti gli strumenti possibili per incentivare i flussi sul territorio, che riguarda molti aspetti: dalla scarsa promozione ai trasporti pubblici, fino alla mancanza di collegamenti. Un turismo sul quale hanno inciso anche il meteo e, soprattutto, la crisi economica. Male anche la sicurezza, peggiorata negli ultimi due anni. Il 69 per cento del campione intervistato valuta che il territorio non sia adeguatamente presidiato, con un aumento delle estorsioni per il 33,8% delle imprese, dell’usura (32,5 per cento), dei furti per il 59% e delle rapine (51,3). 8 Sabato 7 marzo 2015 DALL’ITALIA IL MALTEMPO CONTINUA A FLAGELLARE L'ITALIA, SPOSTANDOSI UN PO’ A SUD E NELLE REGIONI ADRIATICHE Traliccio su metanodotto in Abruzzo, tragedia sfiorata Disagi per raffiche di vento in Toscana, Marche e Campania; scuole chiuse nel Molise di Chantal Capasso l maltempo continua a colpire l'Italia. Bufere di neve in Abruzzo, e a Teramo è esploso un metanodotto provocando, fortunatamente solo alcuni intossicati e feriti non gravi. Mentre Toscana, Marche e Molise ancora in ginocchio: scuole chiuse e si contano i danni: migliaia di interventi dei vigili del fuoco. Ieri mattina a Teramo, per uno smottamento del terreno causato dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi, è caduto un traliccio dell'alta tensione che si è abbattuto su una condotta del metano a Mutignano, frazione collinare di Pineto. L’incidente è avvenuto intorno alle 7, 30 di stamattina. Le scintille dell’alta tensione hanno innescato un incendio e le esplosioni hanno provocato un rogo che si è disteso lungo tutta la zona limitrofa al cedimento. Le fiamme, alte diversi metri, erano visibili dall'autostrada. L'incidente è avvenuto stamane intorno alle 7,30. Sono tre le esplosioni che hanno provocato il vasto rogo nella frazione di Mutignano nel comune di Pineto. Da una prima ricostruzione , sembra che lo scoppio abbia investito, oltre il metanodotto, tre abitazioni; quella più vicina al punto in cui si e' verificata l'esplosione dista appena 10 metri. La deflagrazione ha smembrato parte delle case danneggiando anche le auto in sosta. Gli occupanti delle altre abitazioni limitrofe sono state fatte evacuare cautelativamente. Alcune donne non appena hanno avvertito l'esplosione si sono allontanate mettendosi al sicuro. Non appena saranno consegnate le prime relazioni sull'incidente la procura della Repubblica di Teramo aprirà un fascicolo. I carabinieri si sono attivati per soccorrere anziani e persone in difficoltà e che necessitano medicinali, dato l’isolamento di alcune zone colpite da blackout. Ieri il tracciato dell'A24 è stato completamente riaperto, anche se c'è codice giallo per vento forte tra la Valle del Salto e Teramo. Resta chiusa la A25 tra Pratola e Celano. Come rife- I L’incendio causato dall’esplosione del metanodotto risce Trenitalia: da stamani la circolazione ferroviaria è sospesa in tratti della linea Avezzano-Roccasecca e della linea Pescara-Sulmona a causa della caduta di alberi provocata dal vento. "Poteva essere una tragedia - ha commentato il sindaco di Pineto, Robert Verrocchio - I vigili del fuoco sono riusciti a spegnere le fiamme e la condotta è stata chiusa. Tutta da verificare la causa dell'incidente. Quello che posso dire è che si propende per lo smottamento del terreno dovuto alle incessanti piogge. Ci sono un tratto di condotta di 10 metri completamente aperto e due tralicci a terra. Ringrazio davvero forze dell'ordine e squadre di pronto intervento per la rapidità con cui hanno affrontato la situazione". Anche l'Alto Adige è stato colpito da forti raffiche di vento . Giovedì notte sulla Dannelspitz, nella zona di Fundres, sono stati raggiunti ben 137 chilometri orari. Per colpa del Foehn scoperchiati i tetti e alberi abbattuti su strade e auto. All’alba del giorno dopo, i vigili del fuoco, circa 150 volontari sono stati impegnati nello spegnimento di un incendio di grandi dimensioni a Oris, piccola frazione della Val Venosta. Nemmeno la Toscana è stata risparmiata, sempre nella notte tra il 5 e il 6 marzo è proseguita l'attività di soccorso da parte dei vigili del fuoco di tutti i comandi della regione: una forza operativa di 150 squadre. Alle 8 di venerdì mattina erano stati effettuati circa 2000 interventi. La direzione regionale dei vigili del fuoco per la Toscana, che sta effettuando il coordinamento a livello regionale, sta continuamente monitorando la situazione. Un'altra notte d'inferno, anche nelle Marche a causa del vento forte che ha abbattuto alberi e grossi rami un po' in tutta la regione, e che ieri, a Urbino, ha provocato una vittima. Le temperature della notte hanno favorito le gelate. Un'altra criticità è rappresentata dai distacchi di energia elettrica. Nel Molise scuole chiuse, paesi isolati, mezzi pesanti di traverso sulle strade, collegamenti marittimi cancellati e arterie allagate. Nella notte, a Campobasso, sono caduti circa cinquanta cm di neve, ma la situazione più difficile si registra nei comuni interni della provincia di Isernia sepolti dal manto bianco che sfiora i due metri. Traffico paralizzato sulla statale 650 che da Isernia porta alla costa: tra Sessano del Molise e Pescolanciano da ieri sera sono bloccati alcuni Tir, che impediscono il transito. I centri adriatici devono fare i conti, invece, con allagamenti e violente mareggiate. Cancellate, come ieri, le corse con le isole Tremiti. A causa del forte vento una impalcatura è ceduta in via Cesario Console a Napoli rovinando su numerose auto in sosta. Per fortuna non ci sono feriti. Pesanti le ripercussioni per il traffico veicolare. Una violenta bufera di vento si è abbattuta su Capri: sono fermi, causa maltempo, tutti i mezzi di linea diretti all'isola. LA GUARDIA DI FINANZA DI TREVISO HA SCOPERTO UNA BANDA CRIMINALE DEDITA AL TRAFFICO ILLECITO DI MEZZI PROVENIENTI DALL’ESTERO Truffa allo Stato sul commercio d’auto di lusso Per non pagare l’Iva sui veicoli importati utilizzavano bolle doganali alterate e timbri falsi e fiamme gialle di Treviso, coadiuvata con la polizia stradale di Vicenza, ha sgominato un’organizzazione che commercializzava auto d’importazione ai danni dello Stato. Con otto arresti e un sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di un milione di euro si è conclusa l’operazione “Checkpoint”. La banda di truffatori era formata da 15 persone di cui otto si trovano agli arresti domiciliari e i restanti sono stati denunciati, dedita al commercio di auto e finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e al falso in atto pubblico e in pubblici sigilli. Le attività articolate e complesse, partono da lontano, precisamente due anni fa. Le lungaggini delle indagini sono dipese del fatto che i componenti dell’associazione a de- L linquere si servivano di prestanome sia in Italia che all’estero, con l’obiettivo di non pagare l’Iva derivante dall’immatricolazione nazionale dei mezzi. Per ovviare i controlli il gruppo utilizzava bolle doganali alterate e timbri falsi dell’Agenzia delle dogane. La guardia di finanza ha, inoltre, scoperto anche l’utilizzo di false autocertificazioni che attestavano l’avvenuto pagamento dei diritti di confine e dell’Iva per un milione e 200mila euro. Durante gli accertamenti delle fiamme gialle, si è scoperto che il sodalizio criminale, con base in Germania, acquistava veicoli di lusso in Svizzera e li trasportava a Cremona e a Salerno, per poi rivenderli nel nord Italia tramite una società fittizia intermedia. Le auto di lusso accertate dalle forze dell’ordine sarebbero circa 130 fra cui Audi, Bmw, Bentley e Mercedes. Durante le indagini si è sco- perto che i componenti della banda, a seconda del ruolo rivestito percepivano uno specifico compenso. Nel dettaglio , c’era chi procurava le auto dall’estero le immatricolava attraverso fittizie intestazioni riconducibili ad altri membri della banda, tra i quali spicca una famiglia di trevigiani, genitori e due figli, e chi provvedeva a rivenderle sul mercato nazionale evadendo l’imposta sul valore aggiunto. La guardia di finanza ha sequestrato beni per 1,2 milioni di euro, tra cui 288mila euro dai conti correnti. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dalla magistratura trevigiana. Arrestata una famiglia di Treviso, composta da una coppia entrambi 61enne e figli di 46 e 39, una donna veronese di 51 anni e un compaesano di 36, un veneziano di 42, un bresciano di 33, un pordenonese di 44, due persone di Cremona - un 65enne e un 47enne - e anche per un udinese di 43. Altre sette persone sono state denunciate. Elvira Mami 9 8 Sabato 7 marzo 2015 DALL’ITALIA MILANO: IL SINDACO “ARANCIONE” SI AVVIA VERSO LA RINUNCIA ALLA CANDIDATURA Appare sempre più probabile l’addio di Pisapia a palazzo Marino Il primo cittadino per ora prende tempo: l’annuncio ufficiale forse prima dell’inaugurazione dell’Expo di Cristina Di Giorgi tando alle voci non ancora ufficiali che si stanno diffondendo in queste ore, Giuliano Pisapia non avrebbe intenzione di ricandidarsi alla carica di primo cittadino di Milano. Sembra infatti che l’attuale discusso sindaco della città meneghina abbia deciso di abbandonare definitivamente Palazzo Marino. Il diretto interessato per ora prende tempo. Molto probabilmente rilascerà un comunicato ufficiale prima dell’inaugurazione dell’Expo, ma le sue intenzioni, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sembrano già piuttosto chiare: non ci sarà. “Come leggere altrimenti – scrive il quotidiano di via Solferino - quello che lo stesso sindaco ha sindaco ha detto ai microfoni di Radio24 tracciando i confini entro cui dovrà essere individuato un nuovo candidato? Due paletti: primarie e stesso perimetro dell'alleanza (senza però Rifondazione). Insomma, il modello arancione che ha portato Pisapia alla vittoria del 2011”. Come se non bastasse, il primo cittadino ha poi concluso dicendo: “qualora non mi candidassi, mi batterei affinché si facciano le primarie. E alle primarie non sempre il Pd vince”. S Parole queste che di sicuro avranno provocato più di qualche mal di pancia all’interno di un partito che, secondo alcune indiscrezioni, avreb- MOLFETTA (BARI) be già pronti alcuni candidati per la corsa al Municipio. Alla base della scelta dell’attuale sindaco di Milano secondo il Cor- riere ci sarebbe “l’enorme fatica di reggere una città metropolitana pronta ad inabissasi a causa dei buchi di bilancio”. Oltretutto la data MARSALA (TRAPANI) di apertura di Expo 2015 si avvicina sempre più e l’avanzamento dei cantieri non corre veloce come il tempo che manca all’apertura: stando alle ultime rilevazioni infatti, solo il 18% dei lavori è stato completato, mentre il 74% è ancora in corso; senza contare che secondo le previsioni alcune opere saranno completate addirittura due mesi dopo l’inaugurazione. E non è tutto: basta leggere le cronache dell’ultimo periodo per capire che nella metropoli lombarda, solo per citare alcuni dei suoi numerosi problemi, c’è molta preoccupazione quanto alla questione della sicurezza. E c’è anche parecchio malcontento tra i cittadini per come la giunta attualmente in carica ha gestito la città fino ad oggi. Se a tutto questo – che già di per sé farebbe tremare qualunque poltrona – si aggiunge poi l’importanza della conquista di Milano nell’ambito degli equilibri politici interni al centro sinistra, la rinuncia di Pisapia alla corsa per la rielezione diventa assai più che probabile. Se così sarà, come sembra, molto probabilmente saranno parecchi i milanesi che gioiranno dello scampato pericolo per aver evitato un secondo quinquennio di amministrazione “arancione”. MONTEBELLUNA (TREVISO) Rapina con mannaia: Falso e truffa: arrestati Professore licenziato per incastrato dal Dna poliziotti e carabinieri “incapacità d’insegnare” Le tracce di sangue hanno portato il Ris dei CC all’identità del responsabile n pregiudicato di ventidue anni, Nicola Silecchia, è stato arrestato in quanto ritenuto colpevole di rapina. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nei suoi confronti dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, è stata eseguita dai carabinieri. L’episodio del quale è accusato è avvenuto nel marzo dello scorso anno in un supermercato della cittadina di Molfetta (un provincia di Bari). Il giovane, con il volto nascosto da un cappello e da una sciarpa, ha fatto irruzione nell’esercizio commerciale, dove in quel momento sembra si trovassero diversi clienti (compresi alcuni bambini). Incurante della loro presenza Silecchia, brandendo una mannaia, si era diretto verso la cassa e aveva minacciato l’impiegata addetta per farsi consegnare l’incasso (circa 500 euro in contanti) ed era poi riuscito a fuggire, dileguandosi rapidamente nelle vie circostanti. U I presunti responsabili, incastrati dalle intercettazioni ambientali, hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini a procura della Repubblica di Marsala (Trapani) ha notificato ieri mattina ad otto persone l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per una serie di ipotesi di reato che, a vario titolo, coinvolgono gli indagati, tutti funzionari pubblici (tra loro ci sono infatti cinque poliziotti, due carabinieri e un funzionario della prefettura di Palermo). L’indagine, coordinata dal pubblico ministero di Marsala Alberto Di Pisa e dal sostituto procuratore Antonella Trainito, si basa su alcune importanti rivelazioni e risultanze documentali tra cui – riferiscono i quotidiani locali – una relazione stilata con l’intento di scagionare due colleghi, il mancato sequestro di uno scooter al figlio di un sovrintendente (fermato perché senza casco), l’annullamento di una multa per eccesso di velocità elevata ad un commissario capo L Durante le concitate fasi della rapina però, il giovane si ferì ad una mano, lasciando sulla porta di ingresso del negozio alcune macchie di sangue, prontamente repertate dalle forze dell’ordine intervenute. Ed è proprio grazie all’analisi scientifica e agli accertamenti compiuti su quei residui ematici che, con la collaborazione dei carabinieri del Raggruppamento Indagini Scientifiche (Ris) di Roma, gli inquirenti sono riusciti ad estrarre dai campioni a disposizione il Dna del rapinatore, grazie al quale l’uomo è stato possibile risalire all’identità dell’uomo. Già schedato nelle banche dati delle forze dell’ordine, Silecchia è stato quindi arrestato ed in seguito condotto presso la casa CL circondariale di Trani. dichiaratosi in servizio mentre invece non era di turno. Sono dunque diverse le ipotesi di reato contestate, che vanno dal favoreggiamento alla rivelazione di segreto d’ufficio, passando per la truffa, la calunnia, la falsa testimonianza, il falso materiale e ideologico in atto pubblico abuso d’ufficio e comunicazione di false informazioni al pm. I destinatari del provvedimento sono stati incastrati, a quanto sembra, in seguito ad una serie di accertamenti ed intercettazioni ambientali grazie alle quali gli inquirenti sono riusciti a ricostruire le fasi di una vicenda complessa quanto a ipotesi di reato e responsabilità delle persone coinvolte. Che non manca di suscitare più di qualche polemica a causa del fatto che i presunti colpevoli operano nelle file di chi la legge dovrebbe farla riCdG spettare. Caso rarissimo in Italia. Riguarda un docente di tecnica denunciato da alunni e genitori l preside dell’Istituto superiore Einaudi-Scarpa di Montebelluna, in provincia di Treviso, ha licenziato uno dei professori di ruolo nella scuola da lui diretta in quanto “incapace di insegnare”. Il caso, rarissimo nella storia della scuola italiana, è iniziato in conseguenza delle ripetute proteste di alunni e genitori contro il docente di educazione tecnica. Nelle varie denunce presentate, si sosteneva che l’uomo – di ruolo dal 2007 – non era in grado di dare valutazioni corrette alle verifiche e sbagliava nel dare i voti, assegnando punteggi bassi ai compiti corretti e alti a quelli sbagliati. In seguito a tali segnalazioni, l’Ufficio scolastico regionale ha avviato un’indagine (durata sei mesi) sull’insegnante e sulle sue capacità di insegnamento. Al termine della valutazione, confermata anche dagli ispettori del Ministero, il professore è stato ritenuto incapace di insegnare ed è stato quindi disposto il suo licenziamento. Dispensa dal servizio per in- I capacità professionale: questa la definizione tecnica di quanto accaduto. Nella sostanza il caso del prof di Montebelluna, che inizialmente poteva sembrare l’ennesimo episodio di docente contestato (altri episodi simili si erano in passato conclusi con il trasferimento del docente o con la riduzione delle sue ore di lezione), è divenuto invece un raro esempio di licenziamento “per imperizia” e non, come succede nella maggior parte dei casi, per motivi disciplinari (comportamenti scorretti o assenze ingiustificate). Per trovarne un altro bisogna infatti risalire al 1987, quando una professoressa di Padova perse il lavoro CdG per lo stesso motivo. 10 Sabato 7 marzo 2015 DALL’ITALIA FORLÌ: FERMATA UNA BABY GANG, ORGANIZZAVA INCONTRI HARD ED ESTORCEVA DENARO ALLE VITTIME CONOSCIUTE IN CHAT Adescavano adulti, ricattandoli per pedofilia Denunciate le “prede” per atti sessuali con minori, l’indagine è partita da una 15enne, complice della banda l lavoro degli inquirenti, coordinato dalla Procura distrettuale di Bologna, ha mosso i primi passi all'inizio dell'estate scorsa, quando una quindicenne, su consiglio dei genitori, si è presentata in Questura Una sconvolgente vicenda di pedofilia, dove le vittime sono gli stessi carnefici. La paradossale vicenda è avvenuta a Forlì. La squadra mobile locale, coordinata dal dirigente Claudio Cagnini ha scovato una baby gang che adescava adulti sui social network, organizzando incontri sessuali in un albergo di Forlì. Tre le vittime, a loro volta denunciate a piede libero. Una volta fissato l’appuntamento scattavano i ricatti, se la vittima non pagava rischiava la denuncia per pedofilia. Le attività investigative, coordinate dalla Procura distrettuale di Bologna, sono partite la scorsa estate. Quando una minorenne, dietro consiglio dei genitori, sporgeva denuncia in Questura dichiarando di aver compiuto atti sessuali (non un rapporto completo) con un uomo, poco più che trentenne proveniente da fuori regione, insieme ad una coetanea in un albergo della città mercuriale, ottenendo in cambio iphone e biancheria intima. Grazie agli accertamenti tecnici, le I intercettazioni ambientali e pedinamenti, quelo che gli investigatori hanno scoperto è stato sconcertante. Le “reali” vittime erano gli adulti adescati, dai minorenni della banda, su Facebook e successivamente ricattati: “paga o ti denunciamo per pedofilia. Abbiamo prove compro- mettenti”. A capo della cricca vi era una ragazzina di 15 anni, la stessa che si trovava in albergo con la coetanea che ha sporto denuncia avviando le indagini. La baby gang era composta da dodici ragazzini, solo due neo maggiorenni. Cinque erano femmine, tutte poco più che quindicenni. Dalla ricostruzione degli inquirenti è emerso, che i minorenni erano stati costruiti dei falsi profili sui social network per incastrare le vittime. Avevano architettato un piano semplice ed efficace. In molti dei casi dietro ai fake si nascondevano anche i maschi del sodalizio, che inviavano scatti compromettenti di ragazzine (presi sul web) alla preda, che a sua volta ricambiava con immagini delle proprie parti intime. Dopo di che, dopo aver fissato l’incontro, la banda organizzava il ricatto, come rivelato dalle intercettazioni. Le richieste variavano: dai regali costosi, come i-phone di ultima generazione, somme di denaro da 500 euro in su, ricariche telefoniche e biancheria intima. La squadra mobile forlivese è riuscita a bloccare due tentativi di estorsione ai danni di due ragazzi, 25enni, del luogo. Colto in flagranza un trentenne mentre pagava per l’incontro hard, quest’ultimo è stato denunciato a piede libero con l’accusa dia atti sessuali con minori. Le abitazione delle “vittime” sono state perquisite, portando al sequestro di materiale pedopornografico. I dodici ragazzini sono stati denunciati a piede libero, in corso, a vario titolo, per estorsione, tentata estorsione e tentata rapina. Alcuni componenti della baby gang dovranno rispondere anche dell'accusa di furto aggravato, per aver derubato tre compagni di classe del loro portafogli con poche deChantal Capasso cine di euro. PORTATA A TERMINE DALLA GUARDIA FORESTALE DI STATO UN’OPERAZIONE ANTIFRODE DI PRODOTTI AGROALIMENTARI Verona: vino da tavola spacciato per “pregiato” Sequestrata un’ingente quantità di articoli con etichette che attestavano falsamente la loro provenienza ino rosso generico da tavola, privo di denominazioni di origine o indicazioni geografiche, spacciato come prodotto di maggior pregio con etichette ingannevoli. “È la punta dell''iceberg di una serie di illeciti a carico di una nota ditta del veronese”, illeciti emersi dall''attività congiunta del Corpo forestale dello Stato di Verona e dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) NordEst di Susegana (Treviso) con- V dotta in seguito a una segnalazione pervenuta all''ispettorato. Sottoposte a sequestro amministrativo 19.680 bottiglie di vino da 0,75 litri per un valore all''ingrosso di circa 35.000 euro per violazione di una norma che stabilisce disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento comunitario relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, imputando alla ditta di aver utilizzato nella presentazione del prodotto delle indicazioni atte a trarre in inganno l''ac- quirente sull''origine dello stesso. La ditta del veronese avrebbe venduto ad una catena di supermercati danese, vino generico da tavola spacciandolo per vino realizzato con uve locali di pregio: Corvina, Rondinella, Cabernet Sauvignon e Croatina. Mentre il CabernetSauvignon è un vitigno internazionale di cui è largamente diffusa la coltivazione; la Corvina la Croatina e la Rondinella sono vitigni autoctoni della provincia di Verona, dai quali vengono ricavati pregiati vini della Valpolicella. Il personale dei Comandi Stazione Forestali di Tregnago e della sede staccata di Verona dell’ Icqrf e si sono recati presso la ditta per verificare la tracciabilità di tale vino ed hanno individuato il lotto, poi sequestrato, che dai prescritti registri di cantina risultava essere stato realizzato con un taglio di vino acquistato da cantine ubicate in provincia di Oristano e in provincia di Brindisi, pertanto non prodotto con le uve indicate in etichetta. Nei giorni succes- sivi, la Procura della Repubblica di Verona, ha iscritto nel registro degli indagati il titolare dell''azienda per presunta frode in commercio e ha disposto anche il sequestro penale delle 19.680 bottiglie già oggetto di sequestro amministrativo, oltre che di numerosa documentazione pertinente al caso e rinvenuta nel corso della perquisizione della cantina. Sono in corso verifiche anche su altri lotti venduti nel corso del 2014 dalla ditta veronese in Dani(Dire) marca. IN MANETTE CARMELO 'NINO' GULLACE INCASTRATO PER USURA, LEGATO ALLA COSCA RASO-GULLACE-ALBANESE LA DONNA SCOMPARSA A GENNAIO 2012 Savona: boss della ’ndrangheta in manette Prosciolto il marito di Roberta Ragusa rrestato, ieri mattina a Savona, Carmelo "Nino" Gullace, 64 anni, residente a Toirano, ma originario della Calabria, personaggio di spicco ritenuto dagli inquirenti appartenente alla cosca "Raso-GullaceAlbanese" di Cittanova. Nell’operazione "Real Time, oltre ad ammanettare il boss, sono state denunciate tre persone a piede libero, tra cui la moglie, Giulia Lazzari, e Fabrizio Accame, ex segretario della Margherita di Albenga. Contestualmente all'arresto, sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro. A capo delle indagini, il coman- A dante del nucleo investigativo, Francesco Bianco che ha dichiarato che l’attività investigativa è partita dall’estate scorsa. Le accuse pendenti su Carmelo “Nino” Gullace sono per i reati di usura, estorsione, intestazione fittizia di beni ed esercizio abusivo della professione creditizia. Sono tre le vittime dell’usuraio, imprenditori che avrebbero chiesto soldi “a strozzo” somme dai 50 ai 150 mila euro. Gullace, secondo quanto raccontato dai Carabinieri e dalla DIA, li avrebbe sempre incontrati direttamente di persona in luoghi pubblici quali giardini, piazzole di sosta, evitando contatti telefonici e prestando sempre le massime cautele. Prima di ogni incontro l’uomo sorveglia attentamente il luogo del ritrovo. Una volta caduti nella trappola, Gullace li metteva in soggezione con il suo atteggiamento intimidatorio, che partivano con allu- sioni pesanti fino a vere e proprie visite presso l’abitazione. In un caso si sarebbe infatti presentato a casa di una delle vittime, in un momento di assenza, e avrebbe lasciato un messaggio alla figlia. "Credo che sia importante sottolineare la rilevanza dell'operazione di oggi - ha detto il colonnello Sandro Sandulli, capocentro della Dia di Genova - Si parla spesso della presenza della 'ndrangheta in Liguria, e ancorché oggi non siano contestati fatti specifici di mafia, il pedigree del personaggio è di spessore. E' ritenuto, per frequentazioni e parentela, inserito nella cosca Raso-Gullace-AlbaC.Ch. nese". eri pomeriggio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa, Giuseppe Laghezza, ha deciso per il non luogo a procedere nei confronti di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua abitazione di San Giuliano Terme nella notte fra il 13 e il 14 gennaio 2012. L’uomo, che era arrivato in mattinata in aula, ha lasciato il tribunale di Pisa scortato dai suoi avvocati uscendo dall’ingresso principale e affrontando le telecamere senza far trapelare nulla, poi ha raggiunto l’auto, parcheggiata sul retro del palazzo di giustizia. Il suo difensore, I Roberto Cavani, ha dichiarato un semplice “no comment”. Quello a carico del Logli è un processo indiziario: mancano infatti prove schiaccianti a conferma dell’accusa, mentre ci sono numerosi testimoni che hanno raccontato più volte e con diverse versioni, ciò che successe la notte della scomparsa della moglie. I figli della coppia, un ragazzo di 18 anni e una ragazza di 14, non si sono costituiti parte civile. Il giudice per le indagini preliminari ha già ammesso tutte le parti civili, tra cui i parenti di Roberta e l’associazione Penelope. 11 Sabato 7 marzo 2015 MEDICINA NELLA GIORNATA MONDIALE “INTERNATIONAL EAR CARE DAY 2015” CONSIGLI SU COME LIMITARE L’USO SMODATO DELLE CUFFIETTE Allarme Oms: “ Volume troppo alto, si perde l’udito” I giovani la categoria più a rischio: musica assordante nelle discoteche, nei lettori mp3 e negli smartphone di Chantal Capasso timpani degli adolescenti e dei giovanissimi sono messi a dura prova : discoteche con musica a tutto volume, rumori assordanti allo stadio, per non parlare delle cuffiette collegate a smartphone o lettori mp3, tutte abitudini che mettono a rischio l’udito. Un pericolo da non sottovalutare, considerando che coinvolge ben 1,1 miliardi di individui dai 12 ai 35 anni. Questo l’allarme lanciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) , giorni fa all'International Ear Care Day 2015, durante la celebrazione della Giornata mondiale per la salute dell'udito per sensibilizzare i giovani e renderli coscienti dei rischi che corrono mentre si godono la propria musica preferita o si divertono in discoteca. 'Make listening safe', questo è il nome dell’iniziativa lanciata, in occasione della giornata, dall’Oms che promuove comportamenti più sani salva-udito, rendere l’ascolto sicuro limitando le ore di ascolto di musica con cuffie o indossare protezioni auricolari mentre si è negli stadi o nelle discoteche. Passare molto tempo in pub rumorosi, ascoltare i suoni assordanti nelle discoteche o la musica nelle cuffiette, sono passatempi dagli effetti collaterali nocivi per il nostro udito. Lo ha spiegato Antonio Cesarani, Direttore dell'Unità operativa complessa di audiologia Fondazione Irccs Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Il problema sorge soprattutto quando la musica raggiunge i I 120 decibel superando oltremodo la soglia del rumore, provocando gravi danni uditivi. "Per salvaguardare l'udito - sottolinea - è sufficiente qualche piccolo accorgimento, ad esempio abbassare il volume del proprio smartphone e limitare l'uso di lettori MP3 a non più di 2 ore di seguito al giorno. Inoltre in discoteca o in un locale rumoroso, adottare la 'regola dell'In&out', prendendosi una pausa di un quarto d'ora ogni 90 minuti". A questo si aggiungono i dati allarmanti dell’Oms: circa un individuo su due tra gli adolescenti e i giovani adulti (età compresa tra 12 e 35 anni) è esposto a suoni a volume pericoloso per l'uso sempre più sconsiderato di smartphone, generalmente di tutti gli ap- parecchi per l'ascolto di musica mediante cuffie; inoltre circa il 40% di loro è esposto a livelli sonori potenzialmente dannosi in luoghi di divertimento come le discoteche. È da considerarsi pericolosa l'esposizione per otto ore consecutive a rumori superiori a 85 decibel e l'esposizione per appena 15 minuti a 100 decibel. Proiettando i dati nel mondo ci sono circa 360 milioni di individui che hanno problemi di udito da moderati a gravi. A farne le spese sono i più giovani, un numero sempre maggiore si sottopone la rischi di perdere l’udito, come spiega Etienne Krug dell'Oms. "Dovrebbero divenire consapevoli che la perdita di udito è un processo irreversibile e che adottando semplici azioni preventive ci si può continuare a divertire senza rischi per il proprio udito". I consigli dell’Oms per non incorrere ai problemi sopracitati sono: autolimitarsi nell’uso nell'uso prolungato di dispositivi con cuffiette, sarebbe preferibile non più di un’ora al giorno e scaricare app che monitorino il volume del proprio smartphone e lo regolino in modo sicuro, inoltre è bene sottoporsi a un semplice esame audiometrico periodico, qualora si avvertono fastidi. UNA SCOPERTA RIVOLUZIONARIA DALL’AUSTRALIA LE ASSOCIAZIONI MEDICHE: METTERE IN GUARDIA I CITTADINI Una dieta ricca di proteine assicura fertilità e longevità Il fumo fa male e gli italiani non lo sanno Per gli studiosi dell’Università di Sydney sono da preferire la carne, il pesce e le uova, veri toccasana no studio promosso da australiani, pubblicato sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences”, spiega come una dieta ricca di proteine aiuta non solo a vivere più a lungo ma garantisce la prosecuzione della specie, ossia influisce positivamente sulla fertilità. La responsabile della ricerca Samantha Solon-Biet del Centro Charles Perkins dell'Università di Sydney, in merito ai risultati consiglia le donne che presentano problemi, non rilevanti, sulla capacità riproduttiva di cambiare stile alimentare ed evitare di ricorrere a tecniche invasive: il consiglio è quindi cambiare i tassi di macronutrienti alimentari per migliorare la fecondità. Questo eviterebbe la necessità di interventi medici tranne che nei casi più gravi. I ricercatori australiani, i U cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista sopra citata, hanno effettuato l'esperimento su 858 topi con 25 diete con diversi livelli di proteine, carboidrati, grassi e contenuti energetici. Dopo soltanto 15 mesi gli scienziati hanno misurato le funzioni riproduttive dei topi maschi e femmine ed è stato riscontrato che la durata di vita era molto migliorata con una dieta ricca di carboidrati e bassa di proteine, mentre, con una dieta alta di proteine ma bassa di carboidrati, era migliorata la riproduzione e la fertilità. Da questo risultato gli scienziati hanno, quindi, dedotto che solo con una dieta a base proteine è in grado di garantire un equilibrio ideale per aumentare la durata della vita. Lo studio è da considerarsi rivoluzionario perchè mette in discussione la teoria, ormai consolidata, secondo cui gli animali devono fare una scelta fra riproduzione e longevità quando le risorse sono limitate, mentre, ora si scopre che gli animali non devono scegliere fra alta fecondità e vita lunga. Attraverso la gestione della dieta lungo il ciclo vitale, possono essere soddisfatte entrambe le esigenze, come spiega Solon-Biet. Le proteine sono contenute: nelle uova , quest’ultime possono essere considerate una fonte completa di proteine, in esse si trovano anche aminoacidi essenziali e vitamina E, un uovo intero contiene circa 6 – 7 grammi di proteine, prodotti caseari ossia latte e derivati, siero del latte, carni bovine, carne di pollo e tacchino, carne di maiale (tagli magri), pesce e uova di pesce, frutta secca, in particolare le arachidi, legumi come lenticchie e fagioli, zucca Ch.C. e suoi semi. Anche l’inalazione passiva è nociva per il nostro organismo: bambini, 1 su 5 ha problemi respiratori on sembra siano sufficienti gli slogan antifumo impresse sui pacchetti di sigarette, televisioni e giornali da sempre indicano il fumo come altamente nocivo per la nostra salute e che è del tutto indifferente se passivo o attivo: fa male, porta il cancro, moltissimi problemi cardiaci, polmonari e coinvolge anche la sfera sessuale ma, nonostante gli effetti collaterali devastanti legate alle “bionde” sembra che 8 italiani su 10 non lo sappiano. O, forse, fingono di non saperlo. Ed ecco che le istituzioni attraverso l`Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) insieme a WALCE (Women Against Lung Cancer in Europe) e alla Fondazione Insieme contro il Cancro scendono in campo per mettere in guardia i cittadini, organizzando il primo tour nazionale di sensibilizzazione sui danni del fumo passivo. Il progetto della campagna antifumo prevede la distribuzione di opuscoli, sondaggi fra medici, cittadini e pazienti oltre a un tour di incontri pubblici in 8 regioni italiane. Il 25% della popolazione italiana è esposto ai pericoli del fumo passivo. Secondo i dati rivelati dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), il 71% fuma regolarmente in luoghi chiusi. A questo si aggiunge una ricerca dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma dal quale è emerso che un N bambino su 5 tra quanti accedono agli ambulatori per problemi respiratori, tosse o broncospasmo, ha problemi legati al fumo passivo. Il prof. Francesco Cognetti presidente della Fondazione “Insieme contro il Cancro” e Direttore Dipartimento Oncologia Medica Istituto Nazionale Regina Elena: "Il cancro al polmone si caratterizza da un forte stigma sociale. Il 59% degli intervistati ritiene che chi è colpito dalla patologia, soprattutto se si tratta di un tabagista, sia ‘colpevole’ della sua condizione. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi. Tuttavia come risulta dal sondaggio, troppi cittadini ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Il bisogno di informazione è, infatti, molto alto: l’89% degli intervistati vorrebbe ricevere maggiori notizie sulla malattia e per il 72% servono più campagne di Elvira Mami prevenzione”. 12 Sabato 7 marzo 2015 SOCIETA’ INVIARE OTTO MESSAGGI DI POSTA ELETTRONICA È COME PERCORRERE UN CHILOMETRO IN AUTO Le e-mail inquinano l’ambiente Lo rivela uno studio dell’Agenzia francese Ademe. Un semplice click manda in tilt il nostro Pianeta di Chantal Capasso coperta incredibile, sembra che le e-mail siano inquinanti. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata da Ademe, l’Agenzia per l’Ambiente e la Gestione dell’Energia. Dal dettagliato studio risulta che otto e-mail emettono tanta CO2 quanto quella prodotta da un’auto che percorre 1 km. Ed ancora: si calcola che un’azienda con 100 dipendenti che inviano in media 33 messaggi di posta al giorno per circa 220 giorni all’anno, si producano all’incirca 13,6 tonnellate di CO2, equivalenti a 13 viaggi andata e ritorno da Parigi a New York. Insomma anche internet diventa uno dei maggiori nemici dell’ambiente. Anche se non è un novità circa il ruolo determinante nel bilancio globale delle emissioni prodotte sulla Terra, ciò che ancora rimane ancora da chiarire è che l’utilizzo, a volte incontrollato, della posta elettronica possa incidere sul consumo di energia e, di conseguenza, su inquinamento ed emissione di gas a effetto serra. A fugare i nostri dubbi ci ha pensato l’agenzia francese che si occupa di ambiente ed energia, Ademe. Entriamo nel dettaglio e capiamo cosa accade durante l’invio di posta elettronica. Il dato che emerge S è davvero sorprendente ma anche allarmante. Si calcola infatti che una mail da 1megabyte emette circa 19 g. di CO2, tenendo conto sia del consumo energetico del pc che di quello dei server coinvolti nel traffico. Se da sempre per noi esseri umani è evidente che se andiamo in auto si bruciano combustibili e che que- sti inquinano l’aria, un po’ più difficile è comprendere come una (apparentemente) banale e-mail possa risultare nociva per l’ambiente. Quando clicchiamo “ invio” dopo aver scritto sul web è come se lasciassimo un’impronta ambientale, ossia una nostra traccia. Prima di raggiungere i vari destinatari, le nostre mail vengono copiate, più o meno 10 volte, dai vari server che hanno poi il compito di trasmetterle all’indirizzo di posta digitato. Praticamente tutti questi passaggi richiedono l’utilizzo di energia elettrica e quindi producono emissioni di CO2. Insomma, pigiando “invio”, un gesto apparentemente innocuo, si nasconderebbe un danno per il nostro Pianeta. Per limitare i danni ,Tessa Gelisio, ambientalista e presidente di ForPlanet Onlus, ha lanciato dal suo blog Ecocentrica.tv un vademecum per rispettare l’ambiente ed evitare inutili sprechi. Queste le otto semplici regole "per risparmiare tempo e inquinamento": 1-Pensare prima di scrivere; 2- Rileggere prima di spedire; 3- Evitare i CC inutili; 4- Usare le mailing list con intelligenza; 5- Evitare le mail non conclusive; 6- Organizzare un meeting; 7- Svuotare la mailbox; 8Ricordare l'allegato. La fretta di scrivere e, a volte, la sbadataggine fa si che dimentichiamo l’allegato nelle nostra mail con la conseguenza di dare il via ad un ulteriore scambio di invii con il nostro destinatario. Per mandare la posta usiamo un piccione viaggiatore … Ma inquinerebbe anche lui. “RAMCIP”, PROGETTO LANCIATO E FINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA WASHINGTON POST: È LA SETTIMA CAUSA DI MORTE SOTTO I CINQUE ANNI Bella la vita da vecchi con il nuovo robot maggiordomo Morbillo killer: uccide più bambini di hiv e incidenti Gli automi dovranno fornire assistenza incidendo positivamente sulla quotidianità degli anziani Nei Paesi dove la vaccinazione è prassi diffusa si assiste a un calo della diffusione di malattie infettive breve nelle nostre case arriveranno i robot-maggiordomo, ma non confondiamoci con il divertente film di Alberto Sordi “Io e Caterina” del (lontano) 1980. Il robot in questione non farà solo le faccende domestiche ma sarà utile per fornire assistenza domiciliare in modo discreto, sicuro per persone anziane affette da quello che viene definito “deterioramento cognitivo lieve”. Per rendere migliore la qualità della vita e il livello di autonomia. Questo è l’obiettivo di “Ramcip” ( “Robotic Assistant for Mci Patients at home) un progetto di ricerca triennale lanciato e finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 con 4 milioni di euro. A rappresentare il nostro Paese sarà la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Partecipano al progetto anche la Technische Universitat di Monaco (Gemania), la Fondazione per la ricerca e tecnologia Greca, l’Universita’ Medica di Lublino (Polonia), la Fondazione Ace (Spagna) e due piccole-medie imprese polacca e inglese. Compito dei robot-maggior- l morbillo non è assolutamente una malattia da sottovalutare. Nel 2013 ha ucciso nel mondo più bambini sotto i 5 anni degli incidenti stradali e dell'Hiv. La notizia è stata pubblicata, mesi fa su "Lancet" che ha diffuso quanto elaborato dal "Washington Post" basandosi sui dati del Global Burden of Diseases. I calcoli effettuati danno stime preoccupanti: sarebbero oltre 82mila i decessi imputabili al morbillo per il solo 2013. Nel dettaglio è emerso che il morbillo risulta essere la settima causa di morte globale per i bambini al di sotto dei 5 anni, preceduta da infezioni respiratorie, malaria, diarrea, carenze nutrizionali, difetti congeniti e meningite. Recentemente c'è stato un caso anche in Europa, a Berlino dove una bambina è morta di morbillo. I bambini sotto i 5 anni rappresentano la metà dei decessi totali per questa malattia, che in alcune aree del mondo raggiunge il 10% di mortalità. Queste cifre allarmanti potrebbero diminuire ricorrendo ad un maggiore utilizzo dei vaccini, come spiega il "Washin- A domo di nuova generazione sarà non solo quello di fornire assistenza, ma anche rendere più confortevole la vita quotidiana, compresa la preparazione dei cibi alla gestione della casa. Ed ancora dovranno aiutare il (paziente) utente a mantenere un buon livello cognitivo e fisico. “Ramcip”, si legge in un nota della Scuola Sant’Anna, “prevede, in particolare, che la capacita’ fisica sia parte integrante dei comportamenti quotidiani dei nuovi sistemi robotici e una delle sfide consiste nel fornire la possibilita’ di spingere l’utente a compiere questo esercizio, benefico per il mantenimento delle proprie capacita’ psichiche e fisiche, in maniera velata, evitando che la persona si senta in obbligo”. Sara’ dunque sviluppato un nuovo sistema robotico che abbia anche funzioni cognitive, basate sul monitoraggio avanzato della persona e dell’ambiente casalingo, lasciando all’automa la decisione su quando e come assistere, agendo in maniera autonoma e in cooperazione con la persona a cui presta ausilio. Per la comunicazione tra uomo robot saranno adottate interfacce che permettano una comunicazione empatica con la visualizzazione dei comandi secondo le tecniche di realta’ aumentata. È la prima volta,chiude la nota della Sant’Anna, che “viene applicata nella robotica di servizio in ambiente domestico la ‘capacita’ di manipolazione avanzata’, abile e sicura, per garantire la presa e la manipolazione di numerosi oggetti domestici, oltre all’interazione uomo-robot fisica”. Elvira Mami I gton Post" e questo vale anche per i paesi occidentali. Negli Usa è tornata la paura per il morbillo dove la malattia era stata dichiarata eliminata nel 2000. "Vaccinare un bambino costa circa un dollaro - sottolinea l'articolo - ma un singolo caso negli Usa ne costa 11mila in trattamenti". In tal senso, anche il Alfredo Vilani, vicepresidente della società italiana di Pediatria ha così commentato: "I numeri parlano chiaro, il morbillo può avere conseguenze gravissime. È vero che la maggior parte dei bambini quando lo prende non sviluppa effetti gravi, ma non si può svantaggiare chi è più debole, e ha magari qual- che problema che lo rende vulnerabile. È importante che tutti si proteggano, e che anche i pediatri contribuiscano a sensibilizzare le famiglie". Tuttavia l'aumento di casi di malattie infettive che fino a pochi anni fa venivano ritenute sotto controllo o comunque non particolarmente pericolose, potrebbe essere dovuto alla diffusione di movimenti anti-vaccino che ostacolano la pratica vaccinale impedendo una immunizzazione efficace verso queste patologie infettive. Mentre nei Paesi in cui invece la vaccinazione è prassi diffusa non si osserva un aumento di casi relativi alle malattie infettive. Chantal Capasso