Anno IV - Numero 56 - Sabato 7 marzo 2015
Direttore: Francesco Storace
Roma, via Giovanni Paisiello n. 40
Politica
Esteri
Roma
Salvini e Tosi:
pace lontana
Altri siti culturali
distrutti dall’Isis
Termini-casbah:
degrado continuo
Traboni a pag. 3
Sarra a pag. 6
Di Giorgi a pag. 4
IL GOVERNO RENZI NON SA CHE PESCI PRENDERE E VIENE TRATTATO DALL’UE COME ACCATTONE. RIAPRIRE I DOSSIER DI BERLUSCONI, SCUCIRE MILIARDI PER FERMARE L’INVASIONE
di Francesco Storace
a soluzione è cosa nostra. No, non
la mafia che sugli immigrati ci
prospera, ma è la legislazione italiana che deve pensare con un
bel mucchio di denari a sconfiggere un orrendo traffico di esseri umani
che ogni giorno prende d’assalto le coste
nazionali. Scappano dalla fame e vengono
qui dove il cibo non lo trovano. Alle anime
belle del politicamente corretto vorrei chiedere che cavolo stanno facendo.
Fonti riservate del ministero degli Esteri
rivelano che i dati aggiornati a ieri mattina
parlavano di 1.147 persone sbarcate sulla
costa nelle ultime 24 ore. Un numero enorme
in una sola giornata. Dal primo gennaio
sono arrivati dal Nordafrica in 8.933. Nello
stesso periodo dello scorso anno erano
5.611, ora siamo oltre il cinquanta per cento
in più nel nostro colabrodo. E arrivano previsioni apocalittiche per l’anno in corso, da
cinquecentomila a un milione.
Pappagallescamente, i governanti italiani
ripetono che “l’Europa deve fare la sua
parte”. Ma, come nota una fine osservatrice,
Caterina Ronchieri, servirebbe semplicemente “un governo in grado di decidere e
di assumersi le proprie responsabilità”
(www.thechronicle.it/immigrazione-bastalagnarsi-con-la-ue/).
Già, perché non c’è una sola virgola dei
più orrendi trattati europei che fissi regole
sull’immigrazione: è competenza degli Stati
membri. E Renzi, anziché strillare come
un’oca solo quando non intravede la Merkel
- in quel caso si accuccia - deve prendere
Padoan e digli di darsi una regolata. È il
ministero dell’Economia che deve trovare
più di tre o quattro miliardi di euro per
aprire una trattativa con i libici - anche se
servirà l’intelligence per capire chi rappresenta chi - e bloccare da lì la partenza
dei natanti. Dal primo gennaio ad oggi è
dal mare di Tripoli che ne sono partiti 66, a
fronte dei cinque dalla Tunisia.
Il ministro dell’Economia - visto che il protettore delle coste, Alfano, è inutile allo
scopo - studi il dossier che aprirono Maroni,
Tremonti e Frattini nel governo Berlusconi.
Quella trattativa con Gheddafi costò all’Italia
3,5 miliardi di euro, ma risparmiammo tantissimo in sicurezza interna fino all’orrenda
L
COSA NOSTRA
Sull’immigrazione basta chiacchiere. Inutili appelli all’Europa. Ecco
i dati veri: in un anno clandestini dalla Libia oltre il 50% in più
fine del colonnello Gheddafi. Perché c’era
un governo che se ne fregava dei pruriti
americani, mentre Renzi ne è schiavo: e la
differenza sta tutta qui.
Nessuna voce ci rappresenta con dignità
nello scacchiere internazionale. Nelle scorse
settimane l’Europa ci ha rifilato una miseria
di tredici milioni di euro per “aiutare” il
L’analisi
L’allarme di Frontex
Basta lagnarsi
con l’Unione europea
In arrivo altri
500mila stranieri
Ronchieri a pag. 2
a pag. 2
nostro Paese nel quadro dei cinquecento
milioni che arriveranno in sei anni, dal 2014
al 2020. Una vergogna, un’elemosina, perché
ci trattano come accattoni.
È cosa nostra, quindi, trovare i quattrini e
andare a negoziare con le bande in guerra.
Ma se non lo facciamo noi, non lo fa nessuno.
E se non lo fa nessuno, i disperati arrivano
ogni giorno a migliaia. Non li possiamo
davvero ospitare tutti. E se non vogliamo
fare come greci, spagnoli, maltesi - che
sparano a tutela delle coste - dobbiamo
agire sul fronte economico. Senza perdere
tempo. E senza piagnistei.
LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DI MINISTRI E PARLAMENTARI
CON CINQUE MILIONI DELLA LEGA CALCIO
Ricchi, poveri e… Boschi
Parma, si gioca
a pag. 3
ABRUZZO: DANNI DEL MALTEMPO
Metanodotto
in fiamme
Capasso a pag. 8
n bosco (o meglio Boschi)
di conflitti di interessi. Piccoli, sicuramente, ma comunque evidenti. Che balzano
agli occhi nelle dichiarazioni
patrimoniali, dei redditi e delle
spese elettorali per l’anno 2014.
Presentate da deputati, senatori,
ministri, vice ministri, sottosegretari e dirigenti di partito
che saranno consultabili da lunedì. Con il ministro delle Riforme che ha dichiarato al Fisco
un reddito imponibile di 94.458
euro e 1.557 azioni di Banca
Etruria per un valore complessivo pari a 1.100 euro. Poca
roba insomma, ma la cifra non
deve ingannare. Perché nel
gennaio 2010, un’azione dell’istituto di credito – commissariato - che vede come vice-
U
presidente il papà della ministra
(il fratello è dipendente), valeva
ben 10,69 euro. Mentre il 12
gennaio scorso ha registrato il
minimo storico: 0,358 euro. Nonostante i vertici abbiano tentato
in tutti i modi di rivitalizzare il
gruppo e da Londra si facevano
registrare andamenti anomali
prima del 16 gennaio, data in
cui sono iniziati a circolare i
primi rumors sulla discussa riforma delle Popolari da parte
del governo. Con qualcuno –
siamo ancora in attesa di sapere
chi – che ha saputo prima dei
comuni mortali della riforma
e ha accumulato pacchi di azioni rivenduti qualche giorno
dopo incassando laute plusvalenze. Strani movimenti che
hanno fatto volare in Borsa proprio Banca Etruria, dopo mesi
di inesorabile declino.
Moralizzatore, anti-casta e ricco. Parliamo del milionario
Beppe Grillo, che ha dichiarato
un reddito di 147.351 euro. In
cui compaiono, così come in
quella dell’anno precedente,
ville e appartamenti: in Italia e
in Francia.
La sfida ai vertici delle Camere
se l’aggiudica Pietro Grasso,
che esce vittorioso dal duello
con il – pardon “la” – numero
uno della Camera Laura Boldrini. L’ex togato ha denunciato
316.018 euro, contro i 115.388
di Miss Montecitorio.
Tra i senatori a vita il paperon
dei paperoni è Carlo Azeglio
Ciampi con 669.115 euro segnalati.
Manca la dichiarazione di Giorgio Napolitano, ma c’è quella
di Renzi che ne ha dichiarati
quasi 99.000. Una media di
80.000 euro ciascuno per i 5
deputati grillini (Di Battista, Di
Maio, Fico, Siblia e Ruocco)
che fanno parte del direttorio
M5S e rientrano nella categoria
dei… diversamente ricchi.
Federico Colosimo
2
Sabato 7 marzo 2015
ATTUALITÀ
L’ANALISI - SERVONO DECISIONI POLITICHE, QUESTO GOVERNO SARÀ IN GRADO DI PRENDERLE?
Immigrazione, basta lagnarsi
con l’Unione europea
di Caterina Ronchieri
edo molta confusione in merito al
tema dell’ immigrazione, che giustamente da tempo cattura la nostra
attenzione. Il problema umanitario
e quello della sicurezza nazionale
si incrociano indissolubilmente, e sarebbero
necessarie delle decisioni politiche in merito,
che però mi pare tardino ad arrivare.
Personalmente non credo che il fenomeno
migratorio e quello terroristico siano da assimilare, e non credo che quei poveri disgraziati
che rischiano la vita per la vana speranza di
un futuro migliore sbarcheranno a Lampedusa
con i mitra pronti ad attaccare i pescatori che
li soccorrono. Certo, facendo passare chiunque
e senza alcun tipo di controllo può succedere
di tutto, ma non mi pare che questa sia la modalità “di lavoro” dei terroristi, ma semmai
quella dei trafficanti di esseri umani. Esatto,
traffico di esseri umani, perché di questo si
tratta ed è giusto chiamare le cose con il loro
nome. C’è una parte del mondo che vuole andar verso l’altra, scappando dalla fame, dalla
miseria, dalla mancanza di futuro e di prospettive, e questo è normale, lecito, legittimo,
è sempre accaduto ed è un fenomeno inarrestabile. Così come è sempre accaduto che i
paesi destinatari di questi flussi migratori tentassero di arginare il flusso di disperati in
arrivo. Sono problemi vecchi quasi quanto
l’umanità, si potrebbe tentare di attingere alle
esperienze del passato o di altri paesi per
trovare una soluzione. Ma occorre pragmatismo
e occorrono decisioni politiche serie. Servirebbe un Governo in grado di decidere e di
assumersi le proprie responsabilità.
infatti continuano a respingerli e ad espellerli.
L’unica cosa che possa fare la Commissione
è mettere a disposizione dell’Italia dei fondi
per contrastare il fenomeno, come ha fatto
nelle settimane scorse concedendo all’Italia
13,7 milioni di euro per affrontare il fenomeno
migratorio.
V
L’ITALIA NON SPARA, GLI ALTRI SÌ
Ci sono ragioni ben precise se gli sbarchi
continui avvengono sulle coste italiane e non
su quelle greche, spagnole o maltesi, altrettanto
vicine. La ragione è che loro, ben lungi dall’andare in mare a soccorrere gli immigrati (e
ci mancherebbe altro che non andassimo a
soccorrerli) di solito, semplicemente, sparano.
Non lasciano entrare gli immigrati irregolari
e non si sognano proprio di aiutare l’Italia
nella sua azione umanitaria, ben contenti del
fatto che ci facciamo da soli carico di questa
gravissima emergenza umanitaria. Al contrario,
chiedono la sospensione dei trattati di Shengen
per proteggere le loro frontiere da questi
flussi. In effetti, la differenza di trattamento
verso gli immigrati irregolari nei paesi europei
è notevole. E le norme sono così differenti
proprio perché la materia immigrazione, come
d’altra parte la sicurezza nazionale, è di stretta
competenza dei singoli Stati membri, e non
dell’Unione Europea. Anche la legislazione in
tema di immigrazione legale è piuttosto restrittiva, i meccanismi per avere un permesso
di soggiorno molto complessi, serve un contratto di lavoro addirittura prima di arrivare.
Ma qui parliamo di quella illegale.
Quello che proprio non riesco a capire è la
continua richiesta d’aiuto all’Europa (che
vuol dire, poi, Europa…) per fronteggiare il
problema. Cercando di fare un po’ di chiarezza
sulle competenze dell’Unione Europea, è ne-
cessario specificare che i trattati istitutivi e,
ad ultimo, il Trattato di Lisbona, prevedono
che le competenze della Commissione Europea siano divise per materia, i famosi (ignoti
ai più) 3 pilastri dell’Unione. Ci sono materie
che non sono affatto di competenza di, e di
queste la sicurezza nazionale è di certo al
primo posto, e pretendere un aiuto concreto
in merito a queste materie è cosa di inutilità
assoluta . La Commissione Europea semplicemente non è competente, come appunto
previsto dai trattati istitutivi. Il diritto comunitario è una cosa ben precisa che permette
poche approssimazioni. Le istituzioni comunitarie sono organismi sovra nazionali, a cui
manca il potere cogente tipico invece degli
Stati nazionali (delitto e conseguente castigo…). La Commissione Europea non dispone
di flotte navali né di eserciti, non potrebbe in
alcun modo né venirci in soccorso né imporre
agli Stati membri di mettere a nostra disposizione uomini e mezzi per contrastare il fenomeno. O tantomeno imporre che gli immigrati vengano divisi tra gli Stati membri, che
IL DIRETTORE DI FRONTEX: ALMENO 500MILA PERSONE, FORSE UN MILIONE, STANNO PER PARTIRE
Dalla Libia pronta
un’invasione verso l’Italia
Non esclusa neppure la presenza di terroristi - Ma il ministro Gentiloni minimizza
l direttore dell’agenzia
Frontex lancia un nuovo,
drammatico
allarme:
500mila persone, forse addirittura un milione, sono pronte
a prendere il mare dalla Liba
e, di fatto, ad invadere l’Italia.
"Nel 2015 dobbiamo essere
preparati ad affrontare una situazione più difficile dello scorso anno", ha detto Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di
Frontex, in un'intervista all'Ansa.
"A seconda delle fonti – ha aggiunto Leggeri - ci viene segnalato che ci sono tra i
500mila ed un milione di migranti pronti a partire dalla Libia. Dobbiamo essere coscienti
dei rischi. Ad ora non ho prove
per dire che hanno (i terroristi
islamici dell’Isis, ndr) la situazione dell'immigrazione illegale sotto controllo. Ma dobbiamo stare attenti. Abbiamo
I
prove che i migranti sono stati
forzati a salire sulle imbarcazioni con le armi. Non ho niente
per dire se fossero terroristi.
C'è preoccupazione tra gli
Stati. Perchè se questo non accade ora potrebbe accadere
in futuro. Se si vuole che Frontex
faccia più operazioni, abbiamo
bisogno di risorse e staff e
dell'impegno degli Stati membri a rendere disponibili i loro
mezzi. Frontex è una parte. Da
solo non è sufficiente ad affrontare questo enorme problema. Ad esempio, la cooperazione con i Paesi terzi è
molto importante. Ie autorità
italiane hanno fatto passi per
rafforzare la sicurezza e miti-
gare il rischio, dopo le minacce
di trafficanti armati durante
un salvataggio vicino alle coste libiche. Non posso entrare
nello specifico perché sono
informazioni sensibili. Ma questo non significa che domani
non ci siano incidenti. E' vicino
alle coste libiche che c'è il
rischio", ha aggiunto senza
mezzi termini.
Il ministro degli Esteri, Paolo
Gentiloni, che fin qui si è…
distinto per la pochezza in
questo settore, prova ancora
una volta a gettare acqua sul
fuoco: "Non serve sollevare allarmi e allarmismi, si tratta di
impegnarci di più, noi italiani
e l'Europa, per fronteggiare il
fenomeno delle migrazioni.
Quello che chiediamo a Frontex è maggiore collaborazione", si è limitato ad aggiungere
Rita Di Rosa
Gentiloni.
LA DELEGA ALL’IMMIGRAZIONE
Quando sento i nostri politici continuare a
tirare in ballo, e a gran voce, l’Europa, mi
viene in mente che in pochi ricordano che
l’Italia ha già avuto alla Commissione Europea,
il cd Governo dell’Unione, proprio il portafogli
immigrazione, e neanche tanto tempo fa, dal
2004 al 2008. All’epoca si chiamava Justice,
Security and Freedom e l’Italia era titolare di
quel Gabinetto e della Vice Presidenza della
Commissione Europea con Franco Frattini.
Per controllare il fenomeno si è molto cercata
la collaborazione degli altri paesi europei, e
anche l’implementazione dell’agenzia Frontex,
che è l’agenzia europea per il controllo delle
frontiere esterne dell’Unione, creata dopo
l’abbattimento di quelle interne con i trattati
di Shengen. Fu un lavoro totalmente inutile,
gli Stati non hanno mai fornito né navi né
mezzi per un problema che, tutto sommato,
viene visto dai nostri partner europei come
nostro, semplificando al massimo:“se non riuscite a controllare le vostre frontiere sono
affari vostri, noi ci riusciamo splendidamente”
Non fu caso se, una volta finita l’esperienza
europea e diventato ministro degli esteri,
Frattini firmò accordi bilaterali (cioé Italia e
paesi della sponda sud del mediterraneo)
con i paesi d’origine per tentare (e in effetti ci
era pure riuscito) di bloccare il traffico di
esseri umani (il termine è forte ma proprio di
questo si tratta).
Servono decisioni politiche, il Governo deve
decidere in autonomia e con serietà come intende affrontare il problema dei continui
sbarchi di clandestini sulle nostre coste. Sarà
il Governo in grado di capire che deve trovare
da solo una soluzione ad un problema che è
esclusivamente nostro?
CIVILTÀ CATTOLICA
I gesuiti provano
a smorzare i toni:
Jihad pacifico
attuale escalation di
violenza posta in essere di recente dai
guerriglieri-terroristi dell’Isis
(e simili) ha certamente poco
a che vedere con la dottrina
(classica e moderata) del ‘jihad’. Con le loro nefandezze,
intendono semplicemente
stupire in modo negativo
l’opinione pubblica internazionale, generare terrore nella
società e incertezza nelle
cancellerie occidentali, a prescindere dalla veridicità di
ciò che viene mostrato attraverso i social network”.
Così La Civiltà Cattolica, la
rivista dei gesuiti (l’Ordine
cui appartiene Papa Bergoglio) in un pezzo sull’ultimo
numero, a firma di padre Giovanni Sale.
“In epoca moderna - aggiunge Sale - esistono due
L’
orientamenti distinti, due
modi differenti di intendere
il ‘jihad’: uno, cosiddetto ‘rigorista’, ricalcato sulle fonti
antiche, e in particolare sui
testi coranici; l’altro, più liberale e ‘modernista’, che
interpreta tale concetto sulla
base di categorie moderne.
Secondo quest’ultimo “il ‘jihad’ è totalmente pacifico e
indica il combattimento spirituale del fedele per adeguare la propria vita ai precetti religiosi”.
3
Sabato 7 marzo 2015
ATTUALITÀ
IL SINDACO DI VERONA SUL PUNTO DI LASCIARE, POI FA UNA PARZIALE MARCIA INDIETRO MA…
Salvini-Tosi, la pace resta lontana
Intanto il segretario della Lega ha visto il Cav: incontro interlocutorio sulle Regionali
i fa sempre più ampio il solco, all’interno della Lega, tra il segretario
Matteo Salvini e il sindaco di Verona,
Flavio Tosi: “Se il Consiglio federale
della Lega mantenesse la posizione
del commissariamento valuterei le dimissioni da segretario della Liga Veneta. Poi a
quel punto liberi tutti” ha detto ieri Tosi a
Radio 24. “Se venisse portata avanti la linea
del commissariamento la frattura sarebbe
irreparabile - ha aggiunto Tosi - Spero che
loro rivedano questa decisione presa, una
decisione sbagliata. Io sono stato da sempre
fin troppo leale e corretto, quindi ho sempre
sostenuto la candidatura di Zaia. L'ho fatto
anche lunedì scorso, salvo poi essere commissariato. Ora, se ci fosse una frattura
ognuno poi deciderebbe liberamente. Ma
se così fosse non avremmo certo provocato
noi la situazione, noi abbiamo chiesto solo
un diritto scritto nell'art. 39 dello Statuto
della Lega, cioè fare le liste. Se loro portano
avanti questa frattura, allora ognuno può
fare quel che vuole. Posso rimanere sindaco,
ritirarmi in seminario o anche candidarmi
a governatore”.
Tosi ha poi spiegato le ragioni per cui la
Liga Veneta ha respinto il commissariamento: “Abbiamo deciso così a maggioranza per due motivi: uno è tecnico, perché
serve un voto del Consiglio federale con
maggioranza di tre quinti. Il problema sostanziale è il secondo: non è mai successo
che la Liga Veneta venga commissariata a
due mesi dal voto solo per fare le liste. E'
S
PATRON DI TISCALI ED EUROPARLAMENTARE PD
Evasione milionaria per Soru:
via al processo tra le polemiche
enato Soru, patron di Tiscali
e parlamentare europeo e
segretario regionale Pd, è
comparso in Tribunale a Cagliari
per rispondere dell'accusa di
un'evasione fiscale da quasi 10
milioni di euro.
L'udienza davanti al giudice Sandra
Lepore si è aperta con la deposizione di Antonio Uselli, colonnello
della Guardia di Finanza che svolse
la verifica fiscale nel 2010. Soru,
per il tramite degli avvocati difensori
Giuseppe Macciotta e Roberto
Zannotti, ha chiesto e ottenuto
che non venissero fatte foto e riprese in aula. Il giudice ha anche
minacciato un'udienza a porte
chiuse, dopo la protesta del pm
Andrea Massidda sull'illegittimità
di un processo celebrato senza
pubblico. Il via libera ai giornalisti
- come riporta il sito dell’Unione
Sarda - è invece arrivato dopo,
dallo stesso Soru, ma è rimasto il
divieto per foto e riprese video.
L'accusa ha poi ripercorso l'indagine, nata da un servizio della trasmissione televisiva "Anno Zero",
di Michele Santoro, incentrato su
R
un atteggiamento irrispettoso, tanto vale
che le realtà regionali vengano chiuse e si
decide tutto a Milano. È una cosa profondamente scorretta”.
Nel prosieguo della giornata di ieri, poi,
Tosi è comunque parzialmente tornato sui
suoi passi: “Sono d'accordo con Matteo
Salvini: basta liti in Veneto. Nel mondo
civile per evitare le liti hanno inventato le
regole ed è sufficiente rispettarle. Sarebbe
anche utile, per il rispetto delle regole,
che qualcuno qui in Veneto si degnasse di
incontrare i dirigenti della Liga”.
Intanto, in vista delle regionali, lo stesso
Salvini ha incontrato Silvio Berlusconi: “Io
offro programmi e nomi, parlo di contenuti
e non di accordi, di alleanze. Se qualcuno
condivide i nostri contenuti, benvenuto,
ma non mi interessano alchimie o capriole",
ha detto il segretario della Lega dopo l’incontro con Silvio Berlusconi e a margine
di una conferenza stampa con Giorgia
Meloni, per poi aggiungere: “Se Forza
Italia resta stabilmente all'opposizione del
Governo Renzi dialoga con la Lega”.
Sulle vicende interne della Lega, Salvini
ha invece detto all’Ansa: “Non ci sarà
nessun Consiglio federale lunedì. Per quel
che riguarda il Veneto ho dato a tutti la
possibilità di scegliere e ho lasciato tempo,
anche troppo. La questione è chiusa, ora
Igor Traboni
si parte con Zaia”.
una serie di operazioni finanziarie
condotte da operatori italiani all'estero. I riflettori della Procura si
erano così accesi su una società
inglese, la Andalas Ldt, di proprietà
di Soru e da lui dichiarata alla
Consob, che vantava un credito
nei confronti di Tiscali di 27 milioni
di euro. Fra soldi prestati e restituiti
sarebbe maturata - secondo l'accusa - un'evasione da 10 milioni
di euro, di cui un milione e 700
mila di imposte non pagate all'erario. Dopo la contestazione da
parte dell'Agenzia delle Entrate,
Soru aveva raggiunto un'intesa
per restituire sette milioni di euro:
un milione e 700mila come reale
ammontare dell'evasione, il resto
per effetto delle sanzioni.
DALLA LEGA SERIE A L’OK AL PIANO TAVECCHIO, A CONDIZIONE CHE I GIALLOBLI GIOCHINO LE PROSSIME 2 PARTITE
Il Parma (per adesso) è salvo
Dopo l’udienza prefallimentare arriveranno 5 milioni di euro dal fondo multe - Blitz della
Finanza nella sede del club e in Federcalcio, Leonardi indagato per bancarotta fraudolenta
a Lega salva il Parma e la credibilità (oltre
che la regolarità) del calcio italiano. I club
di serie A, nonostante i molti dubbi avanzati
da alcuni presidenti hanno dato l’ok (tutti tranne
il Cesena) al piano presentato dal presidente
della Figc Tavecchio. L’accordo è stato trovato
ma la condizione posta affinché arrivino gli aiuti
dalle altre società è che la squadra giochi le
prossime due partite. Mentre da un punto di
vista tecnico i soldi, ben 5 milioni di euro, arriveranno dal fondo multe alimentato dalle ammende
L
che ciascun club paga in seguito alle sanzioni
comminate dal giudice sportivo. E verranno erogati dopo l’udienza prefallimentare prevista per
il 19 marzo. Giorno del verdetto definitivo.
Fumata bianca arrivata proprio nel recupero e
una decisione che rischia di creare un pericoloso
precedente. Ma decisamente saggia. Comunicata
ai giocatori dal numero uno di via Allegri che
subito dopo la riunione di Milano s’è recato nel
centro sportivo di Collecchio per sottoporgli il
piano. Che prevede appunto che i gialloblù
scendano sul campo domani contro l’Atalanta e
nel week-end successivo col Sassuolo, prima
dell’udienza. Proprio in vista del “processo” la
Guardia di Finanza ieri mattina su ordine della
Procura di Parma ha fatto irruzione nel quartier
generale dei ducali acquisendo e sequestrando
documenti. Un blitz che ha riguardato anche la
Figc e la Lega Serie A.
Ma non finisce qui. Una situazione complicatissima,
ricca di colpi di scena e capitoli amari. Con l’ex
direttore generale dei crociati che è stato iscritto
nel registro degli indagati con l’accusa di concorso
in bancarotta fraudolenta. Una vicenda triste che
si arricchisce ogni giorno di nuovi aggiornamenti.
Con la speranza che presto si torni a parlare
solo ed esclusivamente di campo. E calcio.
Quello giocato sul prato verde e non nei tribunali.
Federico Colosimo
Corretto e non falsato.
REGIONE LOMBARDIA MESSA ALL’ANGOLO
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Monza perde il Gran Premio?
Duro colpo per un’intera comunità
l Governo boccia la possibilità di
defiscalizzazione degli investimenti
già previsti da Regione Lombardia
e il Gran Premio di Monza questa
volta sembra davvero vicino ad essere
cancellato.
Alla protesta dell’Assessore Fabrizio
Sala e del consigliere regionale Paolo
Grimoldi, contro la decisione della
Commissione Finanze e Attività produttive della Camera, e che giorni fa
avevano dichiarato «è evidente che
la volontà è di impedire un investimento della Regione per salvare il
Gran Premio d’Italia», si aggiunge ora
Maria Teresa Baldini (Gruppo Misto):
“Il governo non capisce l’importanza
I
del turismo e toglie ossigeno ad un
intera comunità. Bocciare un emendamento in grado di salvare il Gran
Premio di Formula 1 a Monza è un
atto irresponsabile di un Governo
che non capisce le esigenze dei territori”: così la Baldini, dopo l’ennesima
doccia fredda arrivata da Roma per
la Brianza.
“Non salvaguardare un indotto di quasi
30 milioni di euro in un week-end significa togliere ossigeno a un’intera
comunità – sostiene il consigliere –
Renzi non capisce l’importanza del
turismo e della bellezza a 360 gradi,
non ci sono solo il David e il Duomo
di Firenze ma anche ‘cattedrali’ come
l’autodromo che sono veri e propri
pezzi di storia contemporanea e dove
Regione Lombardia vuole che la storia
continui ad essere scritta. Il Gran Premio porta benessere dalla Brianza a
Milano ed è l’evento sportivo più seguito che si svolge nella nostra regione
– chiude Baldini – Monza va salvata
per il bene di tutti i lombardi”.
La situazione diventa ogni giorno più
difficile, e la possibilità di salvare il
GP di Monza si fa sempre più lontana.
Non mancano certo le proteste anche
sul territorio cittadino, dove è Massimiliano Meloni (La Destra) ad attaccare
il governo sulla decisione: “Pare evidente che Renzi non voglia che il
Direttore responsabile
Francesco Storace
Amministratore
Roberto Buonasorte
Capo Redattore
Igor Traboni
Progetto grafico
Raffaele Di Cintio
Società editrice
Amici del Giornale d’Italia
Gran Premio resti a Monza, in Regione
è stato varato un piano che avrebbe
destinato i fondi ad autodromo e parco
senza gravare sulle casse dello stato
ma le motivazioni per cui tale opzione
sia stata respinta sono assurde ed insensate, mi viene da pensare che ci
sia qualcos’altro sotto, forse il GP
d’Italia secondo Renzi starebbe meglio
a Roma?”.
Sito web
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-----------------Autorizzazione del Tribunale di Roma
n° 286 del 19-10-2012
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Sabato 7 marzo 2015
ESTERI
DOPO IL MUSEO DI MOSUL, LA VIOLENZA FONDAMENTALISTA SI ABBATTE SULLE ROVINE DI NIMRUD
Isis: con le ruspe contro la storia
In previsione di futuri attacchi, il governo iracheno ha costruito una trincea attorno alla città santa di Karbala
di Cristina Di Giorgi
a guerra dell’Isis
non si combatte
solo con omicidi
brutali e immagini
choc diffuse on
line. Lo Stato islamico infatti
sta dando pessima prova di
sé anche quanto alla distruzione del patrimonio culturale mondiale. La campagna
dei fondamentalisti contro
le vestigia del passato, che
ha avuto ad oggetto opere
d’arte, statue, bassorilievi
antichi, libri rari e una parte
della cinta muraria di Ninive
(l’odierna Mosul), si è purtroppo “arricchita” della distruzione del sito archeologico di Nimrud (Iraq).
Secondo quanto si è appreso
da fonti ufficiali del governo
di Baghdad, i miliziani jihadisti hanno raso al suolo le
antiche rovine con dei bulldozer. La loro furia devastatrice, stando a quanto
confermato da alcuni testimoni oculari, citati da una
tv satellitare curda, si è questa volta abbattuta sull’antica
città assira di Nimrud, a sud
est di Mosul. “Elementi del
L
califfato, portandosi dietro
grandi mezzi meccanici,
hanno distrutto i monumenti
e le rovine della città archeologica” ha dichiarato
un uomo che ha assistito
allo scempio.
Anche il ministero del Turismo e delle Antichità iracheno, in un post sulla sua
pagina facebook, ha dato
notizia di quanto avvenuto:
“l’opera di distruzione è iniziata ieri, dopo la preghiera
di mezzogiorno. L’Isis con-
PRESIDENTE CAMERA DI COMMERCIO DI PALERMO
Tangente milionaria
Helg ai domiciliari
oberto Helg lascia la prigione e va ai domiciliari.
Il Gip di Palermo Angela
Gerardi ha concesso la misura
meno afflittiva al carcere all’ormai ex presidente della
Camera di Commercio e numero 2 della Gesap, la società
che gestisce l’aeroporto Falcone-Borsellino, finito in manette in flagranza mentre intascava una maxi tangente da
100 mila euro.
Ragioni di età (ha 79 anni),
problemi cardiaci, ma non
solo. Il giudice per le indagini
preliminari ha accolto la richiesta avanzata dalla difesa
– rigettando quella della procura che aveva chiesto la conferma della carcerazione –
perché reo confesso. Nel corso
dell’interrogatorio per la convalida del fermo, che s’è svolto
nella Casa Circondariale “Pagliarelli” di Palermo, Helg ha
vuotato il sacco. Assumendosi
tutte le responsabilità, sostenendo però di avere agito da
R
solo. Tesi che non convince in
pieno la pubblica accusa che
ipotizza invece una rete di
complicità.
Saranno il tempo e gli sviluppi
dell’inchiesta a stabilire se è
realmente esistito un “sistema
Helg”, se accanto a lui c’erano
complici o soltanto vittime che
oggi si sentono tradite da un
potente che faceva della legalità il suo motto mentre invece chiedeva il pizzo. La tentata estorsione al pasticcere
Santi Palazzolo è un caso isolato o rientrava in un meccanismo consolidato dietro gli
appalti dell’aeroporto di Punta
Raisi? Questo il dilemma.
Proprio lui che per anni era
stato promotore di iniziative
contro la corruzione è stato
beccato con le mani in pasta.
E davanti agli inquirenti s’è
difeso dicendo di aver agito
perché spinto dalle difficoltà
economiche nate dal fallimento
delle sue aziende.
Marcello Calvo
tinua a sfidare la volontà del
mondo e dell’umanità” scrive l’ente governativo. Un’ulteriore conferma arriva anche dal responsabile media
del Pkk (Partito democratico
del Kurdistan), che ha affermato che “da circa una settimana i jihadisti stanno procedendo a radere al suolo i
monumenti di Nimrud”.
“Il profeta Maometto ha tirato giù con le sue mani gli
idoli quando è andato alla
Mecca. Il nostro Profeta ci
ha ordinato di distruggere
gli idoli e i compagni del
Profeta lo hanno fatto quando hanno conquistato dei
Paesi – afferma il miliziano
che, in uno dei video diffusi
nelle scorse settimane, spiega i piani dell’organizzazione – Quando Dio ci ordina
di rimuoverli e distruggerli,
per noi diventa semplice e
non ci interessa che il loro
valore sia di milioni di dollari”. Un annuncio questo
che lascia ben pochi dubbi
sul fatto che la devastazione
andrà avanti: “il loro piano
è distruggere il patrimonio
iracheno un sito alla volta.
Hatra sarà certamente il
prossimo obiettivo” ha sostenuto un archeologo della
Stony Brook University di
New York riferendosi alla
città situata nella provincia
di Nineveh, patrimonio storico dell'Unesco. Ed in previsione dei probabili futuri
attacchi, il governo iracheno
ha deciso di deciso di costruire una trincea lunga 45
km per proteggere la città
santa di Karbala, che ospita
il santuario del venerato
Imam Hussein.
FONDI PER FINANZIARE LA CAMPAGNA ELETTORALE
Soldi di Gheddafi a Sarkozy:
fermato l’ex ministro Gueant
laude Gueant, ex ministro
dell’Interno francese e per
circa 10 anni braccio destro
di Nicolas Sarkozy, è stato fermato
dalla polizia e interrogato a lungo,
perché accusato di aver ottenuto
dall'ex leader libico, Muammar
Gheddafi, 500mila euro per finanziare la campagna elettorale
del presidente francese.
Gueant ha provato a difendersi,
spiegando di aver avuto quella
somma di denaro per la vendita
a un avvocato malese di due dipinti fiamminghi, ma secondo l'accusa si tratterebbe di una transazione fittizia per trasferire fondi
neri. Lo staff di Gueant ha confermato a Le Figaro la notizia del
fermo e ha inoltre accusato i magistrati di aver adottato il provvedimento cautelare "per fini politici",
con l'obiettivo di "danneggiare
l'immagine di Nicolas Sarkozy",
sostiene sempre l’entourage del
politico, a tre settimane dalle elezioni amministrative in Francia,
C
che si terranno il 22 e il 29 marzo
prossimi
Il caso dei presunti finanziamenti
di Gheddafi a Sarkozy era già
finito sui giornali, non solo grancesi, durante la campagna per le
presidenziali del 2012, vinte da
Francois Hollande. L'ex presidente
ha sempre sostenuto che i documenti pubblicati in esclusiva dal
sito francese di giornalismo d'inchiesta Mediapart, fossero però
dei falsi.
5
Sabato 7 marzo 2015
STORIA
COMINCIA OGGI UN NUOVO VIAGGIO NELLA STORIA, ATTRAVERSO L'ESAME DI UN VOLUME DI LUIGI VICENTINI ESTREMAMENTE RARO DATATO 1924
Così il mondo guardava il Duce / 1
Un libro, dono di un lettore, si trasforma in uno speciale che ci farà compagnia per i prossimi giorni
di Emma Moriconi
e carte ingiallite del secolo
scorso sono qualcosa di
meraviglioso. C'è, lì dentro,
la nostra storia più recente.
Toccandole, leggendole,
esaminandole si ha l'opportunità
unica e preziosa di fare veri e
propri viaggi. Quelle carte sono
davvero una macchina del tempo,
di quelle che molti di noi hanno
sognato da piccoli, quando sugli
schermi arrivarono i tre film di Ritorno al Futuro. Chi non ha mai immaginato di viaggiare nel tempo?
Io l'ho fatto milioni di volte, e mi
capita di farlo ancora, con minore
fantasia certamente, e anzi attraverso
i documenti. Quelli sono lì, nero su
bianco, preziose testimonianze di
un'epoca, di tutta un'epoca, non solo
di una parte.
Mi piacerebbe, per alcuni versi,
scrivere le numerose mail che giungono dai lettori alla mia casella di
posta elettronica, sono meravigliose.
Non lo farò, però, per ragioni di
privacy e anche perché, in fondo,
sono messaggi di natura privata ed
è bene che tali rimangano. Tuttavia
in questo caso vorrei raccontare a
chi legge un episodio, perché il
tema di cui cominciamo oggi a parlare costituisce un altro viaggio che
faremo con i nostri lettori. Ebbene,
al ritorno in redazione da una delle
nostre "peregrinazioni" alla ricerca
di notizie da fornire attraverso Il
Giornale d'Italia, trovo un piccolo
pacco sulla mia scrivania. Proviene
da Cosma Ambroselli, il lettore ricorderà la bella figura del padre
Gaetano di cui abbiamo raccontato,
L
uno dei giovanissimi eroi di Bir el
Gobi. Dentro c'è un volumetto antico
e raro, si intitola "Mussolini veduto
dall'estero", di Luigi Vicentini, anno
1924, A. Barion Editore, Milano. Per
chi ama il periodo e la storia è
qualcosa di preziosissimo. Ambroselli mi scrive che vuole donarmelo,
lo possiede - mi racconta - dal 1972,
da quando, ancora sedicenne, si
"divertiva" a collezionare libri. "Sono
sicuro che lo apprezzerà moltissimo
- mi scrive ancora - ed io spero che
possa esserle utile per le sue ricerche. Oltretutto è, per me, un
modo per ringraziarla per aver speso il suo tempo a scrivere di mio
padre".
Gli rispondo che, certo, lo apprezzo
moltissimo, gli sono anzi immensamente obbligata, certamente sarà
utile per le nostre ricerche e anche
per raccontare ancora qualcosa di
bello e di raro ai nostri lettori, infine
che, piuttosto, sono io a ringraziarlo
per averci voluto rendere partecipi
della storia d'onore e di coraggio
di Gaetano, suo padre.
E dunque eccoci qui, con il volumetto tra le mani, a raccontare ai
nostri lettori un altro pezzo di storia
nostra. Cominciamo seguendo, pagina dopo pagina, il percorso che
l'autore fa: comincia scrivendo: "Benito Mussolini ha, ormai, intorno a
sé, intessuta una copiosa letteratura.
Scorci, profili, biografie non si contano più". Occorre sottolineare che
quando Vicentini scrive queste parole siamo nel 1924. Sono trascorsi
90 anni e nel frattempo la letteratura
che si è accumulata intorno al nome
di Mussolini è diventata infinita. Eppure già allora, a soli due anni dalla
Marcia su Roma, Vicentini scrive
che le produzioni "non si contano
più". Purtroppo non sempre è facile
rinvenire le pubblicazioni dell'epoca, vi sono testi assolutamente eccezionali che non sono stati più ri-
stampati da allora, come quello oggetto della nostra trattazione da
oggi, come "L'Italia di Mussolini e
gli Italiani nuovi", di cui abbiamo
completato lo speciale due giorni
fa. Quelli che riusciremo a scovare,
dunque, nascosti tra la polvere, cercheremo di riportarli alla luce sulle
colonne del nostro quotidiano.
"Noto, quindi in Italia - scrive ancora
Vicentini - è del pari conosciuto
all'estero e il suo nome ha una
larga risonanza in tutto il mondo".
Per completezza di informazioni,
è in libreria un volume di Emilio
Gentile, "In Italia ai tempi di Mussolini - Viaggio in compagnia di
osservatori stranieri", che tratta
proprio di questo argomento. Ne
faremo uso nel corso dello speciale,
mantenendo l'attenzione però su
questo di Vicentini del 1924, proprio per la sua caratteristica intanto
di essere un prodotto del tempo,
quindi preziosissimo anche in termini di linguaggio, e poi per la
sua rarità. Eccone ancora un passo
testuale: "Lo scopo del volume è
chiarissimo: recare nell'ambito dell'opinione pubblica italiana, raccolti
e coordinati, i giudizi pronunciati
all'estero sul'uomo meraviglioso
che regge le sorti del nostro Paese",
ricalcando così il linguaggio proprio degli anni del consenso, in
cui Benito Mussolini era immensamente amato dal popolo italiano.
E prosegue con le note introduttive
scrivendo: "Quanto al giudizio sull'uomo, il lettore vedrà da sé come
le personalità più cospicue della
politica, dell'economia, delle arti,
di tutto il mondo, hanno giudicato
Mussolini".
"QUANDO RIPRENDE A PARLARE, DAGLI OCCHI SI SPRIGIONANO FAVILLE E DALLA BOCCA ESCONO FRASI CONCITATE E ROTTE NELLA PIENA DELLA PASSIONE E DELLA FOGA ORATORIA"
Recuperare le atmosfere del tempo
“È grande, è bello di quella bellezza che la superiorità dello spirito plasma nei visi degli apostoli e degli eroi”
ella parte che segue
l'autore fa una breve biografia di Benito Mussolini, ne ripercorre rapidamente
l'infanzia e la prima giovinezza, riportiamo solo alcuni brevi passi: "Emigrò in Svizzera:
voleva vedere, voleva studiare,
voleva lavorare, voleva... buttare sottosopra mezzo mondo.
E in Svizzera Mussolini lavorò;
fece il manovale a £. 2,50 al
giorno e per molto tempo [...
] Espulso dalla Svizzera si
recò a Trento a coprire l'ufficio
del Segretario del Lavoro e,
successivamente, fu con Cesare Battisti in fraternità operosa alla Redazione del giornale Il Popolo". È del tutto superfluo, qui, riepilogare oltre
le vicende degli anni giovanili
di Mussolini, lo abbiamo fatto
altre volte e continueremo a
farlo, trattandosi peraltro di
un periodo estremamente interessante della vita del futuro
Duce. In questa sede ci preme
invece proseguire con il resoconto dei contenuti del volume in ordine all'oggetto di
cui esso si occupa. Andiamo
dunque al dato attuale, e quindi a quel 1924: "Il suo nome
N
oggi - scrive l'autore - fa delirare le folle ed egli schiva le
folle [poco prima riferisce infatti della sua "operosa e pensante solitudine selvaggia"].
Ha saputo colpire l'anima del
popolo italiano ad una svolta
pericolosa e l'ha salvata con
tutte le sue tradizioni e con
tutte le sue idealità. Mussolini,
quindi, è il più popolare uomo
politico d'Italia, il più amato e
- perché no? - il più odiato.
Egli è il più logico e il più paradossale; il più rettilineo e il
più incoerente, il più inflessibile e il più arrendevole. Così
quando parla come quando
scrive. E scrive benissimo;
perché la sua prosa è agli
antipodi della prosa convenzionale, compassata, vuota e
leccata, senza vertebre né
sangue. Vi sono scritti di quella
sua prosa, chiari, limpidi, precisi, rudi - talvolta - senza orchestrazione di parole, che
sembrano una serie di formule algebriche nella loro
precisa interdipendenza. E
nel ritmo dei suoi periodi c'è
il martellare continuo di una
volontà implacabile, fattiva,
sovrana che sola ha diritto di
vincere".
E ancora vi si trovano passaggi
aulici, come quello che segue:
"Mussolini - ed è intanto la
sua potenza suggestiva che
dà tono al fascismo - è come
gli artisti, i quali effondono in
una lirica o in un quadro uno
stato d'animo; e poi vedono
nella lirica o nel quadro, chiaro
e oggettivato, il Dio oscuro
che li agitava. La lirica o il
quadro di Mussolini è l'Italia,
come egli la sogna; la sua religione è per il nostro passato
di grandezza".
E ancora: "Negli scritti e nella
parola di lui traspare sempre
la fiamma del genio. La coltura
vasta e profonda lo rendono
padrone di quella proteiforme
materia che è la politica. E
l'intuizione sua ha non di rado
la potenza d'un vaticinio che
esprime con parole inspirate".
A volte, e soprattutto in casi
come il nostro di recupero
delle atmosfere del tempo,
riferire passaggi testuali è necessario: solo attraverso la
lettura di essi, infatti, ci si può
calare nel periodo, comprenderne gli umori, il contesto.
Ancora un passo: "Quest'uomo
Mussolini a Milano (Bundesarchiv Bild)
interprete della passione del
popolo è, del resto, un aristocratico nel senso più romano della parola. Signore
delle assemblee segue, talora
con apparente fissità dello
sguardo, talora con apparente
distrazione, i vari oratori, prendendo le pose più strane. Ma
quando imprende a parlare
e dagli occhi si sprigionano
faville e dalla bocca escono
frasi concitate e rotte nella
piena della passione e della
foga oratoria, è grande, è
bello di quella bellezza che
la superiorità dello spirito plasma nei visi degli apostoli e
degli eroi".
Parole dai toni aulici, come
vediamo, perfettamente in linea con il tempo in cui vengono scritte e che ben sottolineano gli umori dell'epoca.
Siamo ancora alle note introduttive, che completeremo
nella prossima puntata. Il nostro nuovo viaggio nella storia,
dunque, è appena iniziato.
[email protected]
6
Sabato 7 marzo 2015
DA ROMA E DAL LAZIO
L’OPERAZIONE DELLA POLIZIA
L’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA ERA INIZIATA NELL’OTTOBRE 2012
False perizie per favorire boss,
in carcere penalista
Tre condanne e altrettante assoluzioni
razie a false perizie, ottenute
corrompendo
medici compiacenti,
garantiva a boss il ricovero in una clinica,
anziché la detenzione
in carcere. Riuscendo
così a far apparire
come incompatibili
con il regime carcerario le condizioni di alcuni
detenuti. Il principale imputato,
l’avvocato penalista Marco Cavaliere, accusato di corruzione
e falso, è stato condannato a
tre anni e quattro mesi di reclusione dai giudici del tribunale di Roma. Il processo si è
così concluso con quattro condanne e tre assoluzioni, a due
anni dagli otto arresti del 12
febbraio 2013. Iniziata nell’ottobre 2012, l’attività di indagine
ha verificato attentamente tutti
i fatti accaduti.
Secondo l’accusa dei pubblici
ministeri, Carlo Lasperanza e
Ilaria Calò, l’avvocato aveva
cercato di fare apparire come
incompatibili con il regime
carcerario le condizioni di alcuni detenuti, attraverso la collaborazione dei periti del tribunale di Roma. I giudici, però,
hanno accolto in parte le richieste della pubblica accusa,
G
Stazione Termini in balia
delle bande di rapinatori seriali
e misure messe in
campo non sembrano
aver sortito gli effetti
sperati. Nonostante gli
annunci, la stazione Termini
resta in balia della delinquenza.
Ed i sette arresti e le trenta denunce (per vari reati) della polizia in una settimana, testimoniano quanto sia radicata la
micro criminalità all’interno
dello scalo ferroviario.
I fatti. Dopo una serie di appostamenti, gli agenti hanno arrestato il responsabile di diverse
rapine commesse in concorso
con due minori di sedici anni,
che sotto la minaccia di un coltello, riuscivano a rubare i telefoni cellulari alle loro vittime.
L’ultimo episodio è andato in
scena nei giorni scorsi. Il capo
della banda, un 19enne, unitamente ai due complici minorenni, aveva rapinato un passante minacciandolo con un
coltello. Dopo accurate indagini,
appostamenti e pedinamenti
gli investigatori hanno individuato i tre, proceduto alla loro
perquisizione personale e domiciliare.
A casa di uno di loro, i poliziotti
hanno sequestrato un coltello
a serramanico dello stesso tipo
L
infliggendo pene inferiori.
I giudici della VII sezione penale del tribunale di piazzale
Clodio hanno condannato anche il medico dell’Asl Rm C,
Arcangelo Italiano, e il trafficante di droga Mario Di Gregorio, entrambi a tre anni di
reclusione. Un anno e sei mesi
di carcere, invece, per il perito
Valerio Di Tullio.
Assolti il perito Alfonso Sestito
(cardiologo), assieme ai detenuti Carmine Bongiorno e
l’albanese Edmund Voli, già
in carcere per omicidio.
Il tribunale di Roma ha inflitto
agli imputati anche la pena
accessoria dell’interdizione
dai pubblici uffici per cinque
anni.
Al medico della Asl Rm C,
inoltre, i giudici hanno disposto la cessazione del rapporto
di lavoro con la struttura sanitaria.
utilizzato per la rapina, oltre
ad alcuni cellulari e smartphone. Sono in corso ulteriori indagini da parte degli investigatori per verificare se i tre
giovani siano gli autori di altre
rapine consumate con lo stesso
modus operandi.
Ma non è finita qui. Sono scattate le manette anche per due
eritrei. Le indagini sono partite
dalla denuncia di un uomo al
commissariato Viminale. Secondo il racconto, avrebbe subito una rapina lo scorso 5 febbraio nei pressi di piazza Indipendenza. Dopo averlo colpito
al volto, ha ricostruito la vittima
agli investigatori, tre eritrei lo
avrebbero rapinato di oltre 200
euro.
Il giorno successivo, l’esito dei
servizi di osservazione ha dato
esito positivo in quanto nelle
adiacenze di via Curtatone da
un palazzo è stata notata uscire
una persona corrispondente
alle descrizioni fornite dalla
vittima della rapina.
Fermato ed identificato l’uomo,
T.M. eritreo di 40 anni, è stato
condotto in commissariato. Riconosciuto, è stato arrestato
per il reato di rapina in concorso.
Poco dopo, le indagini dei po-
GLI ANIMALISTI CONTRO IL SINDACO DELLA CAPITALE
“Marino vergogna, traditore
di questo scempio tu sei l’autore”
R
oma come New York:
Marino “traditore” segua l’esempio di De
Blasio.“Diciamo basta alle
botticelle e soprattutto allo
scempio delle ville storiche”. Questo il messaggio
che gli Animalisti italiani,
Ava- Associazione vegetariana animalista, AvcppAssociazione volontari canile di Porta Portese, Lav,
Enpa e Oipa lanciano ieri
a Roma, con un flash mob,
una manifestazione non
autorizzata ma pacifica
proprio davanti alle contestate nuove scuderie di
Villa Borghese, sulla collina del Pincio.
Con teste di cavallo, fischietti, bandiere e magliette i
manifestanti gridano “A
Roma il denaro dei cittadini
finisce in tasca ai vetturini”,
“Marino vergogna traditore
di questo scempio tu sei
l’autore”.
Il ‘servizio taxi a trazione animale’,
come lo definiscono i fautori delle
botticelle, “sofferenza e sfruttamento
quotidiano dei cavalli e sperpero di
soldi pubblici”, come lo definiscono
gli animalisti, avrà presto sede proprio
sulla collina del Pincio, due ettari di
parco tra l'altro Sito di interesse comunitario. Pronte già le stalle dove i
vetturini porteranno a breve i loro cavalli, ma gli animalisti sono pronti a
riconversione delle licenze in altre
attività di trasporto più green.
Il sindaco Marino, ricorda Pier Paolo
Cirillo (Animalisti italiani), “aveva fatto
delle promesse durante la campagna
elettorale di tutelare i cavalli ma ha
tolto fondi per i canili di Roma e ha
fatto costruire questo scempio. Siamo
qui e torneremo per rivedere il Pincio
come deve essere: un monumento
prezioso per i turisti e per tutti i ro(Dire)
mani”.
Alla vista dei poliziotti, lo straniero ha cercato di scappare
ma è stato subito bloccato.
T.A., anch’esso cittadino eritreo
di 30 anni, è stato accompagnato negli uffici del Commissariato dove, ultimate le indagini, è stato sottoposto a fermo.
Anche lui dovrà scrollarsi di
dosso l’accusa di rapina in concorso. Sono in corso le indagini
per risalire anche al terzo complice.
LIBRO “A MIO MODO VI AMO”
Alessandra Amoroso
incontra i fan a Romaest
l 13 Marzo, alle ore 17:00,
presso il Centro Commerciale Romaest, Via
Collatina, 858, secondo piano,
Ingresso Nord, Alessandra
Amoroso incontrerà i fan e
firmerà le copie del suo libro
"A mio modo vi amo", edito
Mondadori.
Il libro di Alessandra Amoroso è scritto insieme alla
sua 'Big Family', ovvero i suoi
fan che da sempre la seguono con grandissimo affetto.
La cantante salentina, attraverso un'iniziativa lanciata sui
social network, ha coinvolto
i suoi sostenitori chiedendo
a tutti di condividere con lei
le emozioni direttamente ispi-
I
dare battaglia a questa “sciagurata
scelta” del sindaco Marino “costata
quasi 1,5 milioni di euro”. Sono, infatti,
già state raccolte le firme di oltre
10.000 cittadini romani per una ‘Delibera di iniziativa popolare’ già depositata in Campidoglio, rendendo di
fatto possibile il voto dell'Assemblea
capitolina.
Una delibera che dice no alle botticelle
per sia per motivi etici che economici,
con un sì alla tutela dei cavalli e alla
liziotti hanno permesso di individuare anche il secondo rapinatore all’interno di un bar
di via Cernaia.
rate dalla sua musica e i racconti e le sensazioni nate
dallo speciale rapporto che
li lega da più di sei anni. Il
risultato è una raccolta delle
lettere che i fan hanno inviato
alla cantante negli scorsi
mesi, un regalo sincero verso
gli 'aficionados'.
Tutti coloro che acquisteranno
il libro da martedì 10 Marzo
presso tutti i punti vendita
d'Italia, troveranno all'interno
del volume la speciale card
Gold che permette l'iscrizione gratuita al fan club ufficiale di Alessandra Amoroso
e dà diritto all'accesso esclusivo ai firmacopie con la cantante.
7
Sabato 7 marzo 2015
DA ROMA E DAL LAZIO
LA SCOMPARSA
DAL CAMPIDOGLIO
OSTIA, L’INDAGINE DI CONFCOMMERCIO
È morto
Alberto Rossi,
fondatore
dei Volontari
nazionali
Ztl: Marino sforna
la nuova delibera
e conferma gli aumenti
Allarme degli imprenditori:
“Economia in calo,
flop del municipio”
n altro pezzo della storia
del Movimento sociale è
passato oltre. Alberto Rossi, fondatore e anima dei Volontari nazionali (lo storico gruppo da lui creato con funzione di
autodifesa servizio d’ordine del
partito) è scomparso all’età di
88 anni. Classe 1927, militante
conosciuto e appassionato, Rossi
diede vita ai Volontari in occasione della morte del generale
Graziani, per rendergli gli onori
che lo Stato italiano non gli
aveva tributato.
La sua scomparsa ha destato
grane dolore e commozione in
tutto l’ambiente della militanza
di destra. “Lo ricordiamo sempre
in prima linea, con i suoi Volontari
nazionali, a difendere il diritto
del Msi a manifestare. Ai suoi
congiunti vada l'abbraccio affettuoso della comunità de La
Destra” ha dichiarato Francesco
Storace, segretario nazionale de
a Destra e vicepresidente del
Consiglio regionale del Lazio.
U
orzatura. Malgrado la bocciatura del
Tar del Lazio, la giunta Marino ha
approvato una nuova delibera sulle
tariffe per l’accesso ai varchi ztl del
centro storico, lasciando invariati gli aumenti
ma approfondendo la parte istruttoria con
un documento di 30 pagine.
L’assessore alla Mobilità, Guido Improta, è
convito così che la nuova delibera inciderà
sulla riduzione del 16% dei permessi rilasciati, sull’inquinamento e sugli incidenti,
incrementando la velocità commerciale
del trasporto pubblico locale di oltre il
3%.
Un’immagine che dovrà rispondere alla
realtà.
Intanto, per effetto della sentenza del Tar
che ha sospeso la vecchia delibera, 400
F
cittadini, che avevano il permesso in scadenza dal 3 marzo, giorno della sospensiva,
all’8 marzo pagheranno le vecchie tariffe.
Potranno rinnovare così i propri tagliandi
per l’accesso ai varchi del centro storico
al costo di 94 euro e non di 1.016. La nuova
delibera, infatti, avrà effetto solo da dopodomani.
Ma Improta alza il tiro e critica la sentenza
della magistratura contabile: “Credo che
sospendere per natura formale la delibera
sia stato un po’ eccessivo da parte del
Tar”.
Dura presa di posizione da parte dell’opposizione.“L’arroganza dell’amministrazione
Marino non ha limiti, ora pretendono di
sostituirsi al Tar e di dare lezioni ai giudici”,
attacca Fratelli d’Italia.
stia ko. Peggiora di anno
in anno l’andamento
economico delle imprese del commercio e dei
pubblici esercizi nel X Municipio. E’ l’allarme lanciato
dal 53,5% delle 400 piccole
e medie imprese che hanno
partecipato all’indagine di
Confcommercio Roma.
Solo per il 7% la situazione è
migliorata, mentre per il 39,5
per cento è rimasta invariata.
Il futuro? Gli imprenditori restano pessimisti. Per il 2015,
infatti, il 12,5 % ritiene che
l’andamento economico della
propria impresa migliorerà.
Il 68,5 delle pmi, invece, non
ha dubbi: il trend sarà quello
del 2014. Il 19% delle imprese, dal canto loro, sono
convinte che peggiorerà ancora.
Se il futuro non sarà roseo, le
previsioni per i ricavi (2014
su 2013: -44; 2015 su 2014: 11) non possono essere che
negative, come del resto il
fabbisogno finanziario delle
imprese (2014 su 2013: -55,5;
2015 su 2014: -23,5) e gli ordini e l’andamento della domanda (2014 su 2013: -45;
2015 su 2014: -18).
Sono piovute critiche anche
nei confronti dell’amministrazione municipale, che - se-
O
Agenzia Regionale per lo Sviluppo
e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio
condo il 90% delle imprese non offre un supporto concreto riguardo le esigenze
delle imprese. Gli imprenditori hanno bocciato anche le
politiche del turismo: l’82 per
cento del campione pensa
che non siano stati attivati tutti
gli strumenti possibili per incentivare i flussi sul territorio,
che riguarda molti aspetti:
dalla scarsa promozione ai
trasporti pubblici, fino alla
mancanza di collegamenti.
Un turismo sul quale hanno
inciso anche il meteo e, soprattutto, la crisi economica.
Male anche la sicurezza, peggiorata negli ultimi due anni.
Il 69 per cento del campione
intervistato valuta che il territorio non sia adeguatamente
presidiato, con un aumento
delle estorsioni per il 33,8%
delle imprese, dell’usura (32,5
per cento), dei furti per il
59% e delle rapine (51,3).
8
Sabato 7 marzo 2015
DALL’ITALIA
IL MALTEMPO CONTINUA A FLAGELLARE L'ITALIA, SPOSTANDOSI UN PO’ A SUD E NELLE REGIONI ADRIATICHE
Traliccio su metanodotto
in Abruzzo, tragedia sfiorata
Disagi per raffiche di vento in Toscana, Marche e Campania; scuole chiuse nel Molise
di Chantal Capasso
l maltempo continua a colpire l'Italia.
Bufere di neve in Abruzzo, e a Teramo è
esploso un metanodotto provocando,
fortunatamente solo alcuni intossicati e
feriti non gravi. Mentre Toscana, Marche
e Molise ancora in ginocchio: scuole chiuse e
si contano i danni: migliaia di interventi dei
vigili del fuoco.
Ieri mattina a Teramo, per uno smottamento
del terreno causato dalle abbondanti piogge
dei giorni scorsi, è caduto un traliccio dell'alta
tensione che si è abbattuto su una condotta
del metano a Mutignano, frazione collinare di
Pineto. L’incidente è avvenuto intorno alle 7,
30 di stamattina. Le scintille dell’alta tensione
hanno innescato un incendio e le esplosioni
hanno provocato un rogo che si è disteso
lungo tutta la zona limitrofa al cedimento.
Le fiamme, alte diversi metri, erano visibili
dall'autostrada. L'incidente è avvenuto stamane
intorno alle 7,30. Sono tre le esplosioni che
hanno provocato il vasto rogo nella frazione
di Mutignano nel comune di Pineto. Da una
prima ricostruzione , sembra che lo scoppio
abbia investito, oltre il metanodotto, tre abitazioni; quella più vicina al punto in cui si e' verificata l'esplosione dista appena 10 metri. La
deflagrazione ha smembrato parte delle case
danneggiando anche le auto in sosta. Gli occupanti delle altre abitazioni limitrofe sono
state fatte evacuare cautelativamente. Alcune
donne non appena hanno avvertito l'esplosione
si sono allontanate mettendosi al sicuro.
Non appena saranno consegnate le prime
relazioni sull'incidente la procura della Repubblica di Teramo aprirà un fascicolo. I carabinieri si sono attivati per soccorrere anziani
e persone in difficoltà e che necessitano medicinali, dato l’isolamento di alcune zone
colpite da blackout.
Ieri il tracciato dell'A24 è stato completamente
riaperto, anche se c'è codice giallo per vento
forte tra la Valle del Salto e Teramo. Resta
chiusa la A25 tra Pratola e Celano. Come rife-
I
L’incendio causato dall’esplosione del metanodotto
risce Trenitalia: da stamani la circolazione ferroviaria è sospesa in tratti della linea Avezzano-Roccasecca e della linea Pescara-Sulmona
a causa della caduta di alberi provocata dal
vento.
"Poteva essere una tragedia - ha commentato
il sindaco di Pineto, Robert Verrocchio - I vigili
del fuoco sono riusciti a spegnere le fiamme
e la condotta è stata chiusa. Tutta da verificare
la causa dell'incidente. Quello che posso dire
è che si propende per lo smottamento del
terreno dovuto alle incessanti piogge. Ci sono
un tratto di condotta di 10 metri completamente
aperto e due tralicci a terra. Ringrazio davvero
forze dell'ordine e squadre di pronto intervento
per la rapidità con cui hanno affrontato la situazione".
Anche l'Alto Adige è stato colpito da forti raffiche di vento . Giovedì notte sulla Dannelspitz,
nella zona di Fundres, sono stati raggiunti ben
137 chilometri orari. Per colpa del Foehn scoperchiati i tetti e alberi abbattuti su strade e
auto. All’alba del giorno dopo, i vigili del
fuoco, circa 150 volontari sono stati impegnati
nello spegnimento di un incendio di grandi
dimensioni a Oris, piccola frazione della Val
Venosta.
Nemmeno la Toscana è stata risparmiata, sempre nella notte tra il 5 e il 6 marzo è proseguita
l'attività di soccorso da parte dei vigili del
fuoco di tutti i comandi della regione: una
forza operativa di 150 squadre. Alle 8 di venerdì
mattina erano stati effettuati circa 2000 interventi. La direzione regionale dei vigili del
fuoco per la Toscana, che sta effettuando il coordinamento a livello regionale, sta continuamente monitorando la situazione.
Un'altra notte d'inferno, anche nelle Marche a
causa del vento forte che ha abbattuto alberi
e grossi rami un po' in tutta la regione, e che
ieri, a Urbino, ha provocato una vittima. Le
temperature della notte hanno favorito le
gelate. Un'altra criticità è rappresentata dai
distacchi di energia elettrica.
Nel Molise scuole chiuse, paesi isolati, mezzi
pesanti di traverso sulle strade, collegamenti
marittimi cancellati e arterie allagate. Nella
notte, a Campobasso, sono caduti circa cinquanta cm di neve, ma la situazione più difficile
si registra nei comuni interni della provincia
di Isernia sepolti dal manto bianco che sfiora
i due metri.
Traffico paralizzato sulla statale 650 che da
Isernia porta alla costa: tra Sessano del Molise
e Pescolanciano da ieri sera sono bloccati
alcuni Tir, che impediscono il transito. I centri
adriatici devono fare i conti, invece, con allagamenti e violente mareggiate. Cancellate,
come ieri, le corse con le isole Tremiti.
A causa del forte vento una impalcatura è ceduta in via Cesario Console a Napoli rovinando
su numerose auto in sosta. Per fortuna non ci
sono feriti. Pesanti le ripercussioni per il traffico
veicolare. Una violenta bufera di vento si è
abbattuta su Capri: sono fermi, causa maltempo,
tutti i mezzi di linea diretti all'isola.
LA GUARDIA DI FINANZA DI TREVISO HA SCOPERTO UNA BANDA CRIMINALE DEDITA AL TRAFFICO ILLECITO DI MEZZI PROVENIENTI DALL’ESTERO
Truffa allo Stato sul commercio d’auto di lusso
Per non pagare l’Iva sui veicoli importati utilizzavano bolle doganali alterate e timbri falsi
e fiamme gialle di Treviso, coadiuvata con la
polizia stradale di Vicenza, ha sgominato un’organizzazione che commercializzava auto d’importazione
ai danni dello Stato.
Con otto arresti e un sequestro
di beni mobili ed immobili
per un valore di un milione
di euro si è conclusa l’operazione “Checkpoint”. La banda
di truffatori era formata da 15
persone di cui otto si trovano
agli arresti domiciliari e i restanti sono stati denunciati,
dedita al commercio di auto
e finalizzata alla truffa ai danni
dello Stato e al falso in atto
pubblico e in pubblici sigilli.
Le attività articolate e complesse, partono da lontano,
precisamente due anni fa. Le
lungaggini delle indagini sono
dipese del fatto che i componenti dell’associazione a de-
L
linquere si servivano di prestanome sia in Italia che all’estero, con l’obiettivo di non
pagare l’Iva derivante dall’immatricolazione nazionale dei
mezzi. Per ovviare i controlli
il gruppo utilizzava bolle doganali alterate e timbri falsi
dell’Agenzia delle dogane.
La guardia di finanza ha, inoltre, scoperto anche l’utilizzo
di false autocertificazioni che
attestavano l’avvenuto pagamento dei diritti di confine e
dell’Iva per un milione e
200mila euro.
Durante gli accertamenti delle
fiamme gialle, si è scoperto
che il sodalizio criminale, con
base in Germania, acquistava
veicoli di lusso in Svizzera e
li trasportava a Cremona e a
Salerno, per poi rivenderli
nel nord Italia tramite una società fittizia intermedia. Le
auto di lusso accertate dalle
forze dell’ordine sarebbero
circa 130 fra cui Audi, Bmw,
Bentley e Mercedes.
Durante le indagini si è sco-
perto che i componenti della
banda, a seconda del ruolo
rivestito percepivano uno specifico compenso. Nel dettaglio , c’era chi procurava le
auto dall’estero le immatricolava attraverso fittizie intestazioni riconducibili ad altri
membri della banda, tra i
quali spicca una famiglia di
trevigiani, genitori e due figli,
e chi provvedeva a rivenderle
sul mercato nazionale evadendo l’imposta sul valore
aggiunto. La guardia di finanza
ha sequestrato beni per 1,2
milioni di euro, tra cui 288mila
euro dai conti correnti.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dalla
magistratura trevigiana. Arrestata una famiglia di Treviso,
composta da una coppia entrambi 61enne e figli di 46 e
39, una donna veronese di
51 anni e un compaesano di
36, un veneziano di 42, un
bresciano di 33, un pordenonese di 44, due persone di
Cremona - un 65enne e un
47enne - e anche per un udinese di 43. Altre sette persone
sono state denunciate.
Elvira Mami
9
8
Sabato 7 marzo 2015
DALL’ITALIA
MILANO: IL SINDACO “ARANCIONE” SI AVVIA VERSO LA RINUNCIA ALLA CANDIDATURA
Appare sempre più probabile
l’addio di Pisapia a palazzo Marino
Il primo cittadino per ora prende tempo: l’annuncio ufficiale forse prima dell’inaugurazione dell’Expo
di Cristina Di Giorgi
tando alle voci non ancora
ufficiali che si stanno diffondendo in queste ore, Giuliano Pisapia non avrebbe
intenzione di ricandidarsi
alla carica di primo cittadino di Milano. Sembra infatti che l’attuale discusso sindaco della città meneghina
abbia deciso di abbandonare definitivamente Palazzo Marino.
Il diretto interessato per ora prende
tempo. Molto probabilmente rilascerà un comunicato ufficiale prima
dell’inaugurazione dell’Expo, ma le
sue intenzioni, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sembrano già piuttosto chiare: non ci
sarà. “Come leggere altrimenti –
scrive il quotidiano di via Solferino
- quello che lo stesso sindaco ha
sindaco ha detto ai microfoni di Radio24 tracciando i confini entro cui
dovrà essere individuato un nuovo
candidato? Due paletti: primarie e
stesso perimetro dell'alleanza (senza
però Rifondazione). Insomma, il modello arancione che ha portato Pisapia alla vittoria del 2011”. Come
se non bastasse, il primo cittadino
ha poi concluso dicendo: “qualora
non mi candidassi, mi batterei affinché si facciano le primarie. E alle
primarie non sempre il Pd vince”.
S
Parole queste che di sicuro avranno
provocato più di qualche mal di
pancia all’interno di un partito che,
secondo alcune indiscrezioni, avreb-
MOLFETTA (BARI)
be già pronti alcuni candidati per
la corsa al Municipio.
Alla base della scelta dell’attuale
sindaco di Milano secondo il Cor-
riere ci sarebbe “l’enorme fatica
di reggere una città metropolitana
pronta ad inabissasi a causa dei
buchi di bilancio”. Oltretutto la data
MARSALA (TRAPANI)
di apertura di Expo 2015 si avvicina
sempre più e l’avanzamento dei
cantieri non corre veloce come il
tempo che manca all’apertura: stando alle ultime rilevazioni infatti,
solo il 18% dei lavori è stato completato, mentre il 74% è ancora in
corso; senza contare che secondo
le previsioni alcune opere saranno
completate addirittura due mesi
dopo l’inaugurazione. E non è tutto:
basta leggere le cronache dell’ultimo periodo per capire che nella
metropoli lombarda, solo per citare
alcuni dei suoi numerosi problemi,
c’è molta preoccupazione quanto
alla questione della sicurezza. E c’è
anche parecchio malcontento tra i
cittadini per come la giunta attualmente in carica ha gestito la città
fino ad oggi.
Se a tutto questo – che già di per
sé farebbe tremare qualunque poltrona – si aggiunge poi l’importanza
della conquista di Milano nell’ambito degli equilibri politici interni
al centro sinistra, la rinuncia di Pisapia alla corsa per la rielezione
diventa assai più che probabile. Se
così sarà, come sembra, molto probabilmente saranno parecchi i milanesi che gioiranno dello scampato
pericolo per aver evitato un secondo
quinquennio di amministrazione
“arancione”.
MONTEBELLUNA (TREVISO)
Rapina con mannaia: Falso e truffa: arrestati Professore licenziato per
incastrato dal Dna
poliziotti e carabinieri “incapacità d’insegnare”
Le tracce di sangue hanno portato il Ris
dei CC all’identità del responsabile
n pregiudicato di
ventidue anni, Nicola Silecchia, è
stato arrestato in quanto
ritenuto colpevole di
rapina. L’ordinanza di
custodia cautelare in
carcere, emessa nei
suoi confronti dal giudice per le indagini preliminari
del Tribunale di Trani, è stata
eseguita dai carabinieri.
L’episodio del quale è accusato
è avvenuto nel marzo dello
scorso anno in un supermercato della cittadina di Molfetta
(un provincia di Bari). Il giovane, con il volto nascosto da
un cappello e da una sciarpa,
ha fatto irruzione nell’esercizio
commerciale, dove in quel
momento sembra si trovassero
diversi clienti (compresi alcuni
bambini). Incurante della loro
presenza Silecchia, brandendo
una mannaia, si era diretto verso la cassa e aveva minacciato
l’impiegata addetta per farsi
consegnare l’incasso (circa
500 euro in contanti) ed era
poi riuscito a fuggire, dileguandosi rapidamente nelle
vie circostanti.
U
I presunti responsabili, incastrati dalle
intercettazioni ambientali, hanno ricevuto
l’avviso di conclusione delle indagini
a procura della Repubblica di Marsala
(Trapani) ha notificato
ieri mattina ad otto persone
l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per
una serie di ipotesi di reato
che, a vario titolo, coinvolgono gli indagati, tutti funzionari pubblici (tra loro ci
sono infatti cinque poliziotti,
due carabinieri e un funzionario della prefettura di
Palermo).
L’indagine, coordinata dal
pubblico ministero di Marsala Alberto Di Pisa e dal
sostituto procuratore Antonella Trainito, si basa su alcune importanti rivelazioni
e risultanze documentali
tra cui – riferiscono i quotidiani locali – una relazione
stilata con l’intento di scagionare due colleghi, il
mancato sequestro di uno
scooter al figlio di un sovrintendente (fermato perché senza casco), l’annullamento di una multa per
eccesso di velocità elevata
ad un commissario capo
L
Durante le concitate fasi della
rapina però, il giovane si ferì
ad una mano, lasciando sulla
porta di ingresso del negozio
alcune macchie di sangue,
prontamente repertate dalle
forze dell’ordine intervenute.
Ed è proprio grazie all’analisi
scientifica e agli accertamenti
compiuti su quei residui ematici che, con la collaborazione
dei carabinieri del Raggruppamento Indagini Scientifiche
(Ris) di Roma, gli inquirenti
sono riusciti ad estrarre dai
campioni a disposizione il Dna
del rapinatore, grazie al quale
l’uomo è stato possibile risalire
all’identità dell’uomo. Già schedato nelle banche dati delle
forze dell’ordine, Silecchia è
stato quindi arrestato ed in seguito condotto presso la casa
CL
circondariale di Trani.
dichiaratosi in servizio
mentre invece non era di
turno.
Sono dunque diverse le
ipotesi di reato contestate,
che vanno dal favoreggiamento alla rivelazione di
segreto d’ufficio, passando
per la truffa, la calunnia, la
falsa testimonianza, il falso
materiale e ideologico in
atto pubblico abuso d’ufficio e comunicazione di false informazioni al pm.
I destinatari del provvedimento sono stati incastrati,
a quanto sembra, in seguito
ad una serie di accertamenti ed intercettazioni ambientali grazie alle quali
gli inquirenti sono riusciti
a ricostruire le fasi di una
vicenda complessa quanto
a ipotesi di reato e responsabilità delle persone coinvolte. Che non manca di
suscitare più di qualche polemica a causa del fatto
che i presunti colpevoli
operano nelle file di chi la
legge dovrebbe farla riCdG
spettare.
Caso rarissimo in Italia. Riguarda un docente
di tecnica denunciato da alunni e genitori
l preside dell’Istituto superiore Einaudi-Scarpa di
Montebelluna, in provincia
di Treviso, ha licenziato uno
dei professori di ruolo nella
scuola da lui diretta in quanto
“incapace di insegnare”. Il
caso, rarissimo nella storia
della scuola italiana, è iniziato
in conseguenza delle ripetute
proteste di alunni e genitori
contro il docente di educazione
tecnica. Nelle varie denunce
presentate, si sosteneva che
l’uomo – di ruolo dal 2007 –
non era in grado di dare valutazioni corrette alle verifiche
e sbagliava nel dare i voti, assegnando punteggi bassi ai
compiti corretti e alti a quelli
sbagliati.
In seguito a tali segnalazioni,
l’Ufficio scolastico regionale
ha avviato un’indagine (durata
sei mesi) sull’insegnante e
sulle sue capacità di insegnamento. Al termine della valutazione, confermata anche dagli ispettori del Ministero, il
professore è stato ritenuto incapace di insegnare ed è stato
quindi disposto il suo licenziamento.
Dispensa dal servizio per in-
I
capacità professionale: questa
la definizione tecnica di quanto
accaduto. Nella sostanza il caso
del prof di Montebelluna, che
inizialmente poteva sembrare
l’ennesimo episodio di docente contestato (altri episodi
simili si erano in passato conclusi con il trasferimento del
docente o con la riduzione
delle sue ore di lezione), è divenuto invece un raro esempio
di licenziamento “per imperizia” e non, come succede
nella maggior parte dei casi,
per motivi disciplinari (comportamenti scorretti o assenze
ingiustificate). Per trovarne un
altro bisogna infatti risalire al
1987, quando una professoressa di Padova perse il lavoro
CdG
per lo stesso motivo.
10
Sabato 7 marzo 2015
DALL’ITALIA
FORLÌ: FERMATA UNA BABY GANG, ORGANIZZAVA INCONTRI HARD ED ESTORCEVA DENARO ALLE VITTIME CONOSCIUTE IN CHAT
Adescavano adulti, ricattandoli per pedofilia
Denunciate le “prede” per atti sessuali con minori, l’indagine è partita da una 15enne, complice della banda
l lavoro degli inquirenti, coordinato dalla Procura distrettuale di Bologna, ha mosso i
primi passi all'inizio dell'estate
scorsa, quando una quindicenne, su consiglio dei genitori, si
è presentata in Questura
Una sconvolgente vicenda di pedofilia, dove le vittime sono gli stessi
carnefici. La paradossale vicenda è
avvenuta a Forlì. La squadra mobile
locale, coordinata dal dirigente Claudio Cagnini ha scovato una baby
gang che adescava adulti sui social
network, organizzando incontri sessuali in un albergo di Forlì. Tre le
vittime, a loro volta denunciate a
piede libero.
Una volta fissato l’appuntamento
scattavano i ricatti, se la vittima non
pagava rischiava la denuncia per
pedofilia. Le attività investigative,
coordinate dalla Procura distrettuale
di Bologna, sono partite la scorsa
estate. Quando una minorenne, dietro consiglio dei genitori, sporgeva
denuncia in Questura dichiarando
di aver compiuto atti sessuali (non
un rapporto completo) con un uomo,
poco più che trentenne proveniente
da fuori regione, insieme ad una
coetanea in un albergo della città
mercuriale, ottenendo in cambio iphone e biancheria intima.
Grazie agli accertamenti tecnici, le
I
intercettazioni ambientali e pedinamenti, quelo che gli investigatori
hanno scoperto è stato sconcertante.
Le “reali” vittime erano gli adulti
adescati, dai minorenni della banda,
su Facebook e successivamente ricattati: “paga o ti denunciamo per
pedofilia. Abbiamo prove compro-
mettenti”. A capo della cricca vi
era una ragazzina di 15 anni, la
stessa che si trovava in albergo con
la coetanea che ha sporto denuncia
avviando le indagini.
La baby gang era composta da dodici ragazzini, solo due neo maggiorenni. Cinque erano femmine,
tutte poco più che quindicenni. Dalla
ricostruzione degli inquirenti è
emerso, che i minorenni erano stati
costruiti dei falsi profili sui social
network per incastrare le vittime.
Avevano architettato un piano semplice ed efficace. In molti dei casi
dietro ai fake si nascondevano
anche i maschi del sodalizio, che
inviavano scatti compromettenti di
ragazzine (presi sul web) alla preda,
che a sua volta ricambiava con immagini delle proprie parti intime.
Dopo di che, dopo aver fissato l’incontro, la banda organizzava il ricatto, come rivelato dalle intercettazioni.
Le richieste variavano: dai regali
costosi, come i-phone di ultima generazione, somme di denaro da 500
euro in su, ricariche telefoniche e
biancheria intima.
La squadra mobile forlivese è riuscita a bloccare due tentativi di
estorsione ai danni di due ragazzi,
25enni, del luogo. Colto in flagranza
un trentenne mentre pagava per
l’incontro hard, quest’ultimo è stato
denunciato a piede libero con l’accusa dia atti sessuali con minori.
Le abitazione delle “vittime” sono
state perquisite, portando al sequestro di materiale pedopornografico.
I dodici ragazzini sono stati denunciati a piede libero, in corso, a
vario titolo, per estorsione, tentata
estorsione e tentata rapina. Alcuni
componenti della baby gang dovranno rispondere anche dell'accusa di furto aggravato, per aver
derubato tre compagni di classe
del loro portafogli con poche deChantal Capasso
cine di euro.
PORTATA A TERMINE DALLA GUARDIA FORESTALE DI STATO UN’OPERAZIONE ANTIFRODE DI PRODOTTI AGROALIMENTARI
Verona: vino da tavola spacciato per “pregiato”
Sequestrata un’ingente quantità di articoli con etichette che attestavano falsamente la loro provenienza
ino rosso generico da
tavola, privo di denominazioni di origine o indicazioni geografiche, spacciato
come prodotto di maggior pregio con etichette ingannevoli.
“È la punta dell''iceberg di una
serie di illeciti a carico di una
nota ditta del veronese”, illeciti
emersi dall''attività congiunta
del Corpo forestale dello Stato
di Verona e dell'Ispettorato
centrale della tutela della qualità
e repressione frodi dei prodotti
agroalimentari (Icqrf) NordEst di Susegana (Treviso) con-
V
dotta in seguito a una segnalazione pervenuta all''ispettorato. Sottoposte a sequestro
amministrativo 19.680 bottiglie
di vino da 0,75 litri per un valore all''ingrosso di circa 35.000
euro per violazione di una norma che stabilisce disposizioni
sanzionatorie in applicazione
del regolamento comunitario
relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo,
imputando alla ditta di aver
utilizzato nella presentazione
del prodotto delle indicazioni
atte a trarre in inganno l''ac-
quirente sull''origine dello stesso. La ditta del veronese avrebbe venduto ad una catena di
supermercati danese, vino generico da tavola spacciandolo
per vino realizzato con uve locali di pregio: Corvina, Rondinella, Cabernet Sauvignon e
Croatina. Mentre il CabernetSauvignon è un vitigno internazionale di cui è largamente
diffusa la coltivazione; la Corvina la Croatina e la Rondinella
sono vitigni autoctoni della provincia di Verona, dai quali vengono ricavati pregiati vini della
Valpolicella.
Il personale dei Comandi Stazione Forestali di Tregnago e
della sede staccata di Verona
dell’ Icqrf e si sono recati presso
la ditta per verificare la tracciabilità di tale vino ed hanno
individuato il lotto, poi sequestrato, che dai prescritti registri
di cantina risultava essere stato
realizzato con un taglio di vino
acquistato da cantine ubicate
in provincia di Oristano e in
provincia di Brindisi, pertanto
non prodotto con le uve indicate
in etichetta. Nei giorni succes-
sivi, la Procura della Repubblica
di Verona, ha iscritto nel registro
degli indagati il titolare
dell''azienda per presunta frode
in commercio e ha disposto
anche il sequestro penale delle
19.680 bottiglie già oggetto di
sequestro amministrativo, oltre
che di numerosa documentazione pertinente al caso e rinvenuta nel corso della perquisizione della cantina. Sono in
corso verifiche anche su altri
lotti venduti nel corso del 2014
dalla ditta veronese in Dani(Dire)
marca.
IN MANETTE CARMELO 'NINO' GULLACE INCASTRATO PER USURA, LEGATO ALLA COSCA RASO-GULLACE-ALBANESE
LA DONNA SCOMPARSA A GENNAIO 2012
Savona: boss della ’ndrangheta in manette
Prosciolto il marito
di Roberta Ragusa
rrestato, ieri mattina a Savona, Carmelo "Nino" Gullace, 64 anni, residente a
Toirano, ma originario della Calabria, personaggio di spicco ritenuto dagli inquirenti appartenente alla cosca "Raso-GullaceAlbanese" di Cittanova.
Nell’operazione "Real Time, oltre
ad ammanettare il boss, sono
state denunciate tre persone a
piede libero, tra cui la moglie,
Giulia Lazzari, e Fabrizio Accame,
ex segretario della Margherita di
Albenga. Contestualmente all'arresto, sono stati sequestrati beni
per un valore complessivo di
circa 2 milioni di euro.
A capo delle indagini, il coman-
A
dante del nucleo investigativo,
Francesco Bianco che ha dichiarato che l’attività investigativa è
partita dall’estate scorsa.
Le accuse pendenti su Carmelo
“Nino” Gullace sono per i reati
di usura, estorsione, intestazione
fittizia di beni ed esercizio abusivo
della professione creditizia.
Sono tre le vittime dell’usuraio,
imprenditori che avrebbero chiesto soldi “a strozzo” somme dai
50 ai 150 mila euro. Gullace, secondo quanto raccontato dai Carabinieri e dalla DIA, li avrebbe
sempre incontrati direttamente
di persona in luoghi pubblici
quali giardini, piazzole di sosta,
evitando contatti telefonici e prestando sempre le massime cautele. Prima di ogni incontro l’uomo sorveglia attentamente il luogo del ritrovo.
Una volta caduti nella trappola,
Gullace li metteva in soggezione
con il suo atteggiamento intimidatorio, che partivano con allu-
sioni pesanti fino a vere e proprie
visite presso l’abitazione. In un
caso si sarebbe infatti presentato
a casa di una delle vittime, in un
momento di assenza, e avrebbe
lasciato un messaggio alla figlia.
"Credo che sia importante sottolineare la rilevanza dell'operazione
di oggi - ha detto il colonnello
Sandro Sandulli, capocentro della
Dia di Genova - Si parla spesso
della presenza della 'ndrangheta
in Liguria, e ancorché oggi non
siano contestati fatti specifici di
mafia, il pedigree del personaggio
è di spessore. E' ritenuto, per
frequentazioni e parentela, inserito
nella cosca Raso-Gullace-AlbaC.Ch.
nese".
eri pomeriggio, il giudice per le
indagini preliminari del Tribunale
di Pisa, Giuseppe Laghezza, ha
deciso per il non luogo a procedere
nei confronti di Antonio Logli,
marito di Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua abitazione di San
Giuliano Terme nella notte fra il
13 e il 14 gennaio 2012. L’uomo,
che era arrivato in mattinata in
aula, ha lasciato il tribunale di
Pisa scortato dai suoi avvocati
uscendo dall’ingresso principale
e affrontando le telecamere senza
far trapelare nulla, poi ha raggiunto
l’auto, parcheggiata sul retro del
palazzo di giustizia. Il suo difensore,
I
Roberto Cavani, ha dichiarato un
semplice “no comment”. Quello
a carico del Logli è un processo
indiziario: mancano infatti prove
schiaccianti a conferma dell’accusa, mentre ci sono numerosi
testimoni che hanno raccontato
più volte e con diverse versioni,
ciò che successe la notte della
scomparsa della moglie. I figli
della coppia, un ragazzo di 18
anni e una ragazza di 14, non si
sono costituiti parte civile. Il giudice
per le indagini preliminari ha già
ammesso tutte le parti civili, tra
cui i parenti di Roberta e l’associazione Penelope.
11
Sabato 7 marzo 2015
MEDICINA
NELLA GIORNATA MONDIALE “INTERNATIONAL EAR CARE DAY 2015” CONSIGLI SU COME LIMITARE L’USO SMODATO DELLE CUFFIETTE
Allarme Oms: “ Volume
troppo alto, si perde l’udito”
I giovani la categoria più a rischio: musica assordante nelle discoteche, nei lettori mp3 e negli smartphone
di Chantal Capasso
timpani degli adolescenti e dei giovanissimi sono messi a dura prova :
discoteche con musica a tutto volume,
rumori assordanti allo stadio, per non
parlare delle cuffiette collegate a
smartphone o lettori mp3, tutte abitudini
che mettono a rischio l’udito. Un pericolo
da non sottovalutare, considerando che coinvolge ben 1,1 miliardi di individui dai 12 ai
35 anni.
Questo l’allarme lanciato dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità (Oms) , giorni fa all'International Ear Care Day 2015, durante
la celebrazione della Giornata mondiale
per la salute dell'udito per sensibilizzare i
giovani e renderli coscienti dei rischi che
corrono mentre si godono la propria musica
preferita o si divertono in discoteca.
'Make listening safe', questo è il nome dell’iniziativa lanciata, in occasione della giornata, dall’Oms che promuove comportamenti
più sani salva-udito, rendere l’ascolto sicuro
limitando le ore di ascolto di musica con
cuffie o indossare protezioni auricolari mentre si è negli stadi o nelle discoteche.
Passare molto tempo in pub rumorosi, ascoltare i suoni assordanti nelle discoteche o la
musica nelle cuffiette, sono passatempi dagli
effetti collaterali nocivi per il nostro udito.
Lo ha spiegato Antonio Cesarani, Direttore
dell'Unità operativa complessa di audiologia
Fondazione Irccs Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Il problema sorge
soprattutto quando la musica raggiunge i
I
120 decibel superando oltremodo la soglia
del rumore, provocando gravi danni uditivi.
"Per salvaguardare l'udito - sottolinea - è
sufficiente qualche piccolo accorgimento,
ad esempio abbassare il volume del proprio
smartphone e limitare l'uso di lettori MP3 a
non più di 2 ore di seguito al giorno. Inoltre
in discoteca o in un locale rumoroso, adottare
la 'regola dell'In&out', prendendosi una
pausa di un quarto d'ora ogni 90 minuti".
A questo si aggiungono i dati allarmanti
dell’Oms: circa un individuo su due tra gli
adolescenti e i giovani adulti (età compresa
tra 12 e 35 anni) è esposto a suoni a volume
pericoloso per l'uso sempre più sconsiderato
di smartphone, generalmente di tutti gli ap-
parecchi per l'ascolto di musica
mediante cuffie; inoltre circa
il 40% di loro è esposto a livelli
sonori potenzialmente dannosi
in luoghi di divertimento come
le discoteche. È da considerarsi
pericolosa l'esposizione per
otto ore consecutive a rumori
superiori a 85 decibel e l'esposizione per appena 15 minuti
a 100 decibel.
Proiettando i dati nel mondo
ci sono circa 360 milioni di individui che hanno problemi di
udito da moderati a gravi. A
farne le spese sono i più giovani, un numero sempre maggiore si sottopone la rischi di
perdere l’udito, come spiega
Etienne Krug dell'Oms. "Dovrebbero divenire consapevoli
che la perdita di udito è un
processo irreversibile e che
adottando semplici azioni preventive ci si può continuare a
divertire senza rischi per il
proprio udito". I consigli dell’Oms per non incorrere ai problemi sopracitati sono: autolimitarsi nell’uso
nell'uso prolungato di dispositivi con cuffiette,
sarebbe preferibile non più di un’ora al
giorno e scaricare app che monitorino il
volume del proprio smartphone e lo regolino
in modo sicuro, inoltre è bene sottoporsi a
un semplice esame audiometrico periodico,
qualora si avvertono fastidi.
UNA SCOPERTA RIVOLUZIONARIA DALL’AUSTRALIA
LE ASSOCIAZIONI MEDICHE: METTERE IN GUARDIA I CITTADINI
Una dieta ricca di proteine
assicura fertilità e longevità
Il fumo fa male
e gli italiani non lo sanno
Per gli studiosi dell’Università di Sydney sono da preferire
la carne, il pesce e le uova, veri toccasana
no studio promosso
da australiani, pubblicato sulla rivista
"Proceedings of the National Academy of Sciences”,
spiega come una dieta ricca di proteine aiuta non
solo a vivere più a lungo
ma garantisce la prosecuzione della specie, ossia
influisce positivamente sulla fertilità.
La responsabile della ricerca Samantha Solon-Biet
del Centro Charles Perkins
dell'Università di Sydney,
in merito ai risultati consiglia le donne che presentano problemi, non rilevanti, sulla capacità riproduttiva di cambiare stile
alimentare ed evitare di
ricorrere a tecniche invasive: il consiglio è quindi
cambiare i tassi di macronutrienti alimentari per migliorare la fecondità. Questo eviterebbe la necessità
di interventi medici tranne
che nei casi più gravi.
I ricercatori australiani, i
U
cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista sopra
citata, hanno effettuato
l'esperimento su 858 topi
con 25 diete con diversi
livelli di proteine, carboidrati, grassi e contenuti
energetici. Dopo soltanto
15 mesi gli scienziati hanno
misurato le funzioni riproduttive dei topi maschi e
femmine ed è stato riscontrato che la durata di vita
era molto migliorata con
una dieta ricca di carboidrati e bassa di proteine,
mentre, con una dieta alta
di proteine ma bassa di
carboidrati, era migliorata
la riproduzione e la fertilità.
Da questo risultato gli
scienziati hanno, quindi,
dedotto che solo con una
dieta a base proteine è in
grado di garantire un equilibrio ideale per aumentare
la durata della vita.
Lo studio è da considerarsi
rivoluzionario perchè
mette in discussione la
teoria, ormai consolidata,
secondo cui gli animali
devono fare una scelta fra
riproduzione e longevità
quando le risorse sono limitate, mentre, ora si scopre che gli animali non
devono scegliere fra alta
fecondità e vita lunga. Attraverso la gestione della
dieta lungo il ciclo vitale,
possono essere soddisfatte entrambe le esigenze,
come spiega Solon-Biet.
Le proteine sono contenute: nelle uova , quest’ultime possono essere considerate una fonte completa di proteine, in esse
si trovano anche aminoacidi essenziali e vitamina
E, un uovo intero contiene
circa 6 – 7 grammi di proteine, prodotti caseari ossia
latte e derivati, siero del
latte, carni bovine, carne
di pollo e tacchino, carne
di maiale (tagli magri),
pesce e uova di pesce,
frutta secca, in particolare
le arachidi, legumi come
lenticchie e fagioli, zucca
Ch.C.
e suoi semi.
Anche l’inalazione passiva è nociva per il nostro
organismo: bambini, 1 su 5 ha problemi respiratori
on sembra siano sufficienti gli
slogan antifumo impresse sui pacchetti di sigarette, televisioni e
giornali da sempre indicano il fumo
come altamente nocivo per la nostra
salute e che è del tutto indifferente se
passivo o attivo: fa male, porta il cancro,
moltissimi problemi cardiaci, polmonari
e coinvolge anche la sfera sessuale ma,
nonostante gli effetti collaterali devastanti
legate alle “bionde” sembra che 8 italiani
su 10 non lo sappiano. O, forse, fingono
di non saperlo.
Ed ecco che le istituzioni attraverso
l`Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) insieme a WALCE (Women
Against Lung Cancer in Europe) e alla
Fondazione Insieme contro il Cancro
scendono in campo per mettere in
guardia i cittadini, organizzando il primo
tour nazionale di sensibilizzazione sui
danni del fumo passivo.
Il progetto della campagna antifumo
prevede la distribuzione di opuscoli,
sondaggi fra medici, cittadini e pazienti
oltre a un tour di incontri pubblici in 8
regioni italiane. Il 25% della popolazione
italiana è esposto ai pericoli del fumo
passivo. Secondo i dati rivelati dall'Associazione italiana di oncologia medica
(Aiom), il 71% fuma regolarmente in
luoghi chiusi. A questo si aggiunge
una ricerca dell'Ospedale Bambino Gesù
di Roma dal quale è emerso che un
N
bambino su 5 tra quanti accedono agli
ambulatori per problemi respiratori,
tosse o broncospasmo, ha problemi
legati al fumo passivo. Il prof. Francesco
Cognetti presidente della Fondazione
“Insieme contro il Cancro” e Direttore
Dipartimento Oncologia Medica Istituto
Nazionale Regina Elena: "Il cancro al
polmone si caratterizza da un forte
stigma sociale. Il 59% degli intervistati
ritiene che chi è colpito dalla patologia,
soprattutto se si tratta di un tabagista,
sia ‘colpevole’ della sua condizione. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie
e altrui, determina il 90% del totale dei
decessi. Tuttavia come risulta dal sondaggio, troppi cittadini ignorano le regole
fondamentali della prevenzione. Il bisogno di informazione è, infatti, molto
alto: l’89% degli intervistati vorrebbe
ricevere maggiori notizie sulla malattia
e per il 72% servono più campagne di
Elvira Mami
prevenzione”.
12
Sabato 7 marzo 2015
SOCIETA’
INVIARE OTTO MESSAGGI DI POSTA ELETTRONICA È COME PERCORRERE UN CHILOMETRO IN AUTO
Le e-mail inquinano l’ambiente
Lo rivela uno studio dell’Agenzia francese Ademe. Un semplice click manda in tilt il nostro Pianeta
di Chantal Capasso
coperta incredibile, sembra che le e-mail siano inquinanti. E’ quanto emerge
da una ricerca realizzata
da Ademe, l’Agenzia per
l’Ambiente e la Gestione dell’Energia. Dal dettagliato studio risulta
che otto e-mail emettono tanta
CO2 quanto quella prodotta da
un’auto che percorre 1 km. Ed ancora: si calcola che un’azienda con
100 dipendenti che inviano in media 33 messaggi di posta al giorno
per circa 220 giorni all’anno, si
producano all’incirca 13,6 tonnellate di CO2, equivalenti a 13 viaggi
andata e ritorno da Parigi a New
York. Insomma anche internet diventa uno dei maggiori nemici
dell’ambiente.
Anche se non è un novità circa il
ruolo determinante nel bilancio
globale delle emissioni prodotte
sulla Terra, ciò che ancora rimane
ancora da chiarire è che l’utilizzo,
a volte incontrollato, della posta
elettronica possa incidere sul consumo di energia e, di conseguenza,
su inquinamento ed emissione di
gas a effetto serra. A fugare i
nostri dubbi ci ha pensato l’agenzia
francese che si occupa di ambiente ed energia, Ademe.
Entriamo nel dettaglio e capiamo
cosa accade durante l’invio di posta elettronica. Il dato che emerge
S
è davvero sorprendente ma anche
allarmante. Si calcola infatti che
una mail da 1megabyte emette
circa 19 g. di CO2, tenendo conto
sia del consumo energetico del
pc che di quello dei server coinvolti nel traffico.
Se da sempre per noi esseri umani
è evidente che se andiamo in auto
si bruciano combustibili e che que-
sti inquinano l’aria, un po’ più difficile è comprendere come una (apparentemente) banale e-mail possa
risultare nociva per l’ambiente.
Quando clicchiamo “ invio” dopo
aver scritto sul web è come se lasciassimo un’impronta ambientale,
ossia una nostra traccia. Prima di
raggiungere i vari destinatari, le
nostre mail vengono copiate, più
o meno 10 volte, dai vari server
che hanno poi il compito di trasmetterle all’indirizzo di posta digitato. Praticamente tutti questi
passaggi richiedono l’utilizzo di
energia elettrica e quindi producono emissioni di CO2. Insomma,
pigiando “invio”, un gesto apparentemente innocuo, si nasconderebbe un danno per il nostro Pianeta. Per limitare i danni ,Tessa
Gelisio, ambientalista e presidente
di ForPlanet Onlus, ha lanciato dal
suo blog Ecocentrica.tv un vademecum per rispettare l’ambiente
ed evitare inutili sprechi.
Queste le otto semplici regole "per
risparmiare tempo e inquinamento":
1-Pensare prima di scrivere; 2- Rileggere prima di spedire; 3- Evitare
i CC inutili; 4- Usare le mailing list
con intelligenza; 5- Evitare le mail
non conclusive; 6- Organizzare un
meeting; 7- Svuotare la mailbox; 8Ricordare l'allegato. La fretta di scrivere e, a volte, la sbadataggine fa
si che dimentichiamo l’allegato nelle nostra mail con la conseguenza
di dare il via ad un ulteriore scambio
di invii con il nostro destinatario.
Per mandare la posta usiamo un
piccione viaggiatore … Ma inquinerebbe anche lui.
“RAMCIP”, PROGETTO LANCIATO E FINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA
WASHINGTON POST: È LA SETTIMA CAUSA DI MORTE SOTTO I CINQUE ANNI
Bella la vita da vecchi
con il nuovo robot maggiordomo
Morbillo killer: uccide
più bambini di hiv e incidenti
Gli automi dovranno fornire assistenza incidendo
positivamente sulla quotidianità degli anziani
Nei Paesi dove la vaccinazione è prassi diffusa
si assiste a un calo della diffusione di malattie infettive
breve nelle nostre case
arriveranno i robot-maggiordomo, ma non confondiamoci con il divertente
film di Alberto Sordi “Io e
Caterina” del (lontano) 1980.
Il robot in questione non farà
solo le faccende domestiche
ma sarà utile per fornire assistenza domiciliare in modo
discreto, sicuro per persone
anziane affette da quello che
viene definito “deterioramento
cognitivo lieve”. Per rendere
migliore la qualità della vita
e il livello di autonomia. Questo è l’obiettivo di “Ramcip” (
“Robotic Assistant for Mci Patients at home) un progetto
di ricerca triennale lanciato
e finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del
programma Horizon 2020 con
4 milioni di euro.
A rappresentare il nostro Paese
sarà la Scuola Superiore
Sant’Anna di Pisa. Partecipano
al progetto anche la Technische Universitat di Monaco
(Gemania), la Fondazione per
la ricerca e tecnologia Greca,
l’Universita’ Medica di Lublino
(Polonia), la Fondazione Ace
(Spagna) e due piccole-medie
imprese polacca e inglese.
Compito dei robot-maggior-
l morbillo non è assolutamente una malattia da sottovalutare. Nel 2013 ha ucciso nel mondo più bambini
sotto i 5 anni degli incidenti
stradali e dell'Hiv.
La notizia è stata pubblicata,
mesi fa su "Lancet" che ha diffuso quanto elaborato dal "Washington Post" basandosi sui
dati del Global Burden of Diseases.
I calcoli effettuati danno stime
preoccupanti: sarebbero oltre
82mila i decessi imputabili al
morbillo per il solo 2013. Nel
dettaglio è emerso che il morbillo risulta essere la settima
causa di morte globale per i
bambini al di sotto dei 5 anni,
preceduta da infezioni respiratorie, malaria, diarrea, carenze nutrizionali, difetti congeniti e meningite. Recentemente c'è stato un caso anche
in Europa, a Berlino dove una
bambina è morta di morbillo.
I bambini sotto i 5 anni rappresentano la metà dei decessi
totali per questa malattia, che
in alcune aree del mondo raggiunge il 10% di mortalità.
Queste cifre allarmanti potrebbero diminuire ricorrendo ad
un maggiore utilizzo dei vaccini, come spiega il "Washin-
A
domo di nuova generazione
sarà non solo quello di fornire
assistenza, ma anche rendere
più confortevole la vita quotidiana, compresa la preparazione dei cibi alla gestione
della casa. Ed ancora dovranno aiutare il (paziente)
utente a mantenere un buon
livello cognitivo e fisico.
“Ramcip”, si legge in un nota
della Scuola Sant’Anna, “prevede, in particolare, che la capacita’ fisica sia parte integrante dei comportamenti
quotidiani dei nuovi sistemi
robotici e una delle sfide consiste nel fornire la possibilita’
di spingere l’utente a compiere
questo esercizio, benefico per
il mantenimento delle proprie
capacita’ psichiche e
fisiche, in maniera velata, evitando che la
persona si senta in obbligo”. Sara’ dunque
sviluppato un nuovo
sistema robotico che
abbia anche funzioni
cognitive, basate sul
monitoraggio avanzato
della persona e dell’ambiente casalingo,
lasciando all’automa la
decisione su quando
e come assistere,
agendo in maniera autonoma
e in cooperazione con la persona a cui presta ausilio. Per
la comunicazione tra uomo
robot saranno adottate interfacce che permettano una comunicazione empatica con la
visualizzazione dei comandi
secondo le tecniche di realta’
aumentata.
È la prima volta,chiude la nota
della Sant’Anna, che “viene
applicata nella robotica di servizio in ambiente domestico
la ‘capacita’ di manipolazione
avanzata’, abile e sicura, per
garantire la presa e la manipolazione di numerosi oggetti
domestici, oltre all’interazione
uomo-robot fisica”.
Elvira Mami
I
gton Post" e questo vale anche
per i paesi occidentali. Negli
Usa è tornata la paura per il
morbillo dove la malattia era
stata dichiarata eliminata nel
2000. "Vaccinare un bambino
costa circa un dollaro - sottolinea l'articolo - ma un singolo
caso negli Usa ne costa 11mila
in trattamenti".
In tal senso, anche il Alfredo
Vilani, vicepresidente della società italiana di Pediatria ha
così commentato: "I numeri
parlano chiaro, il morbillo può
avere conseguenze gravissime.
È vero che la maggior parte
dei bambini quando lo prende
non sviluppa effetti gravi, ma
non si può svantaggiare chi è
più debole, e ha magari qual-
che problema che lo rende
vulnerabile. È importante che
tutti si proteggano, e che anche
i pediatri contribuiscano a sensibilizzare le famiglie".
Tuttavia l'aumento di casi di
malattie infettive che fino a pochi anni fa venivano ritenute
sotto controllo o comunque
non particolarmente pericolose, potrebbe essere dovuto
alla diffusione di movimenti
anti-vaccino che ostacolano la
pratica vaccinale impedendo
una immunizzazione efficace
verso queste patologie infettive.
Mentre nei Paesi in cui invece
la vaccinazione è prassi diffusa
non si osserva un aumento di
casi relativi alle malattie infettive.
Chantal Capasso
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