SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
DIACONIA COOPERATIVA SOCIALE 0NLUS
La cooperativa sociale Diaconia nasce nel 2004 come ente gestore di
opere e sevizi della diocesi di Frosinone- Veroli- Ferentino, in
particolare dei centri di ascolto e di accoglienza Caritas promossi della
diocesi stessa. Si occupa inoltre di progetti che promuovono la giustizia
e la responsabilità sociale ,di inserimenti lavorativi protetti, e opera dal
2005 in collaborazione con la provincia di Frosinone per conoscere,
prevenire e intervenire sul fenomeno della violenza e dei maltrattamenti
contro le donne, dal 2011 promuove servizi di assistenza e ospitalità
per anziani. Tra gli aspetti statutari vanno menzionati: solidarietà e
sussidiarietà; etica cristiana e sociale, della Dottrina sociale della
Chiesa e dell'economia di comunione; mutualità senza finalità
speculative private e democraticità; perseguimento dell'interesse
generale della comunità alla promozione umana, all’integrazione
sociale dei cittadini, al miglioramento delle condizioni morali,
economiche, sociali e professionali dei propri Soci
L’Ente presso il quale devono essere indirizzate le domande per il presente
progetto è:
DIACONIA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS
Via Monti Lepini, 73
03100 Frosinone
Tel/fax 0775.839388
e-mail: [email protected]
Persona di riferimento: Marco Arduini
2) Codice di accreditamento:
NZ05252
3) Albo e classe di iscrizione:
REGIONALE
IV CLASSE
1
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
INSIEME AGLI ANZIANI_FR2014
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi
allegato 3):
Settore:
ASSISTENZA
Area di intervento: ANZIANI
Codice:
A01
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale
entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni
definite, rappresentate mediante indicatori misurabili;
identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
6.1 SOMMARIO
L’intento del progetto è quello di intervenire concretamente sul senso di
solitudine e inutilità che molti anziani vivono creando, oltre alla garanzia
di alti standard di qualità sui servizi di assistenza e di quelli a carattere
alberghiero, condizioni e opportunità di impegno, socialità e utilità
attraverso il loro sempre maggiore coinvolgimento in attività
“rigenerative”
6.2 ANALISI DEL TERRITORIO
Il progetto insiste nel territorio del distretto sociale B.
Il Distretto Sociale B presenta un’estensione
territoriale pari a 890,20 Kmq, con una
popolazione complessiva di 185.688 unità,
distribuita tra Comuni di piccole e medie
dimensioni, eterogenei tra loro in quanto a
storia e vocazione economico-sociale.
I 23 Comuni facenti parte del Distretto sono i
seguenti: Amaseno, Arnara, Boville Ernica,
Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano,
Falvaterra, Ferentino, Frosinone (Comune
Capofila), Fumone, Giuliano di Roma, Morolo,
Pastena, Patrica, Pofi, Ripi, Villa S. Stefano,
Strangolagalli, Supino, Torrice, Vallecorsa,
Veroli, S. Giovanni Incarico.
Gli ambiti territoriali indicati dalla Regione
Lazio per la costituzione dei Distretti SocioAssistenziali della Provincia di Frosinone
coincidono con i 4 Distretti Socio-Sanitari. Dal
momento che la dimensione del Distretto “B”
non consente un’ottimale gestione e fruizione dei servizi socio-assistenziali e
socio-educativi, si è ritenuto più funzionale suddividerlo in 5 sub-ambiti. I
criteri utilizzati per la loro individuazione sono stati i seguenti:
2
- la popolazione, con l’intento di non superare, ad eccezione del Comune
capoluogo, i 40.000 abitanti;
- la continuità delle esperienze intercomunali già maturate, avendo cura di
favorire nella gestione dei Servizi Sociali il processo aggregativo fra i Comuni,
mediante l’utilizzo di strumenti quali l’Accordo di Programma e gli Atti d’Intesa;
- la contiguità geografica e l’omogeneità socio-culturale.
(Fonte: Piano di zona 2011 del Distretto Sociale B)
6.3 IL PROBLEMA E LE SUE DIMENSIONI
Pianificare oggi una fitta e armonica rete di servizi in favore di anziani e delle
loro famiglie vuol dire evitare di creare un vuoto nelle politiche di assistenza
poi difficilmente recuperabile. In pochi anni la popolazione, visto il calo di
nascite, sarà prevalentemente anziana con la possibilità sempre ridotte da
parte dei familiari di occuparsi di loro. Urge pertanto una politica prospettica
rispetto alla creazione di un’adeguata rete di servizi sia domiciliari che
residenziali per la cura degli anziani. Il comune di Veroli conta 3703 anziani
(dato del distretto B aggiornato ad ottobre 2010) di cui 933 M e 965 F tra i 6574 anni, 718 M e 1087 F oltre i 75 anni. Il secondo rapporto sui servizi sociali
del Lazio indica inoltre che il 19,8% degli anziani presenti sul territorio hanno
problemi di autosufficienza e che le strutture e i servizi socio-assistenziali
della Provincia di Frosinone sono 119.
6.4 ANALISI DELLA DOMANDA E DELL'OFFERTA DI SERVIZI ANALOGHI
Sul territorio di Veroli opera come servizio residenziale per persone
autosufficienti e parzialmente non autosufficienti unicamente la casa di riposo
“don Luigi e Carolina Scaccia”. Gestita da codesta cooperativa. Esiste poi un
Centro anziani che aggrega anziani autosufficienti e organizza eventi per
coinvolgerli tra cui un soggiorno marino estivo. Si stima che un terzo degli
anziani residenti oltre i 75 anni (tra i 500/600) vivano attualmente
problematiche di abbandono e solitudine (Piano di zona distrettuale 2010).
Situazione queste che come è noto possono essere causa di stati depressivi
in grado di alterare le condizioni psico-fisiche dell’anziano accelerando
pesantemente il processo di invecchiamento.
SEDE 1 DIACONIA/CASA DI RIPOSO
(RIF. PUNTO 16 - COME DA ACCREDITAMENTO) Codice helios 116523
La Casa di riposo “don Luigi e Carolina Scaccia” è una struttura a ciclo
residenziale che presta servizi di natura socio-assistenziale finalizzati al
mantenimento ed al recupero dei livelli di autonomia di un numero massimo di
25 anziani e al sostegno delle loro famiglie, sulla base di un piano
personalizzato. Oltre alle prestazioni di tipo alberghiere vengono promossi
interventi culturali e ricreativi nonché servizi specifici a carattere socioassistenziale al fine di promuovere la partecipazione dell’anziano alla vita
sociale del territorio.
Dal monitoraggio di tutte le attività di animazione proposte sia dal
personale che dai volontari emerge che gli anziani risultano coinvolti in
attività di animazione (culturali e ricreative) per un numero medio di 2
ore giornaliere. Si rileva inoltre un tasso di partecipazione media
giornaliera da parte degli anziani alle attività proposte del 50%.
6.5 DESTINATARI E BENEFICIARI
Sono individuati come DESTINATARI DIRETTI DEL PROGETTO un target
complessivo di circa 60 individui tra anziani e loro familiari del territorio
di riferimento del progetto
3
BENEFICIARIO FAVORITO INDIRETTAMENTE DAL PROGETTO è
sicuramente il sistema di socio economico e di welfare locale
7) Obiettivi del progetto:
PREMESSA
la Cooperativa Diaconia intende promuovere una proposta di Servizio Civile
Nazionale come esperienza di formazione globale della persona.
Ai giovani che si avvicinano al Servizio Civile si chiede di pensare a questo anno non
come una “parentesi”nella loro vita, ma come un anno intenso, ricco di stimoli e di
sfide, un anno che raccoglie le memorie del passato e produce orientamenti per le
scelte future.
L’intenzione progettuale è di attingere dalla cultura cristiana del servizio, che ha radici
assai antiche e profonde, partendo dal cambiamento di sé per giungere ad un
cambiamento della società.
Le Cooperativa Diaconia si impegna a proporre un anno di formazione intesa come
competenza del servizio che si svolge, ma anche come momento di auto-riflessione,
di ripensamento e di scoperta. Un anno per mettersi alla prova, per conoscere se
stessi e fare nuove amicizie; per condividere con altri giovani i propri vissuti attraverso
la dimensione comunitaria e la sensibilizzazione. L’intento è quello di proporre
un’esperienza che cerchi e costruisca senso. Un’esperienza che davvero cambi.
Il Progetto si allinea ad alcuni obiettivi che mirano in particolare alla prevalente
funzione pedagogica del Servizio Civile, affermando l’impegno alla realizzazione delle
condizioni fondamentali affinché l’esperienza proposta abbia come finalità ultima
l’attenzione ai giovani coinvolti nel Progetto, ai bisogni del territorio in cui si inserisce,
all’impatto sulla società civile come sensibilizzazione alla testimonianza della Carità.
Queste finalità generali sono così riassumibili:
Educazione ai valori della solidarietà, gratuità attraverso azioni di animazione e
d’informazione per una cittadinanza attiva e responsabile.
Condivisione coi poveri e con gli altri partecipanti al progetto, riconoscendo e
promuovendo i diritti umani e sociali, per accompagnare le persone vittime di povertà
ed esclusione sociale in percorsi di liberazione.
Riflessione sulle proprie scelte di vita, vocazionali, professionali, sociali e possibilità
di approfondimento spirituale.
Creazione delle condizioni per l’incontro con nuove persone, per inventare nuove
professionalità in ambito sociale.
Coscientizzazione: approfondimento della cultura della pace, della nonviolenza e
della solidarietà.
Attenzione a tutto ciò che potrà incoraggiare un futuro volontariato inteso come stile
di vita nei giovani che verranno coinvolti nell’esperienza.
Difesa delle comunità in modo non armato e nonviolento in termini di: gestione e
superamento del conflitto, riduzione e superamento della violenza implicita e/o
esplicita, acquisizione e riconoscimento di diritti.
OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO
Ridurre i livelli di problematicità sociale legata a situazioni di abbandono e
solitudine di persone anziane potenziando da una parte la qualità delle
prestazioni di tipo alberghiero, dall’altro migliorando tutti quei servizi a
carattere socio-assistenziale e socio-sanitario nonché quelli a carattere
culturale e ricreativo per favorire l’autonomia personale dell’anziano nel
contesto di vita collettiva nel quale è inserito e per ridurre rischi di isolamento
e di emarginazione, nel rispetto della sua autodeterminazione.
4
Il progetto insiste sul territorio del Distretto Sociale B della Provincia di
Frosinone che comprende 23 comuni di cui Frosinone stessa ne è capofila.
→ OBIETTIVO SPECIFICO DEL PROGETTO
OB1 Potenziare la proposta complessiva di attività di animazione
Dal monitoraggio di tutte le attività di animazione proposte sia dal personale che dai volontari
emerge che gli anziani risultano coinvolti in attività di animazione (culturali e ricreative) per un
numero medio di 2 ore giornaliere. Si rileva inoltre un tasso di partecipazione media giornaliera da
parte degli anziani alle attività proposte del 50%.
INDICATORI
I1_OBS1 Aumentare del 100% il numero medio giornaliero di ore dedicate alla
proposta di attività di animazione. (da 2 a 4 ore al giorno)
I2_OBS1 Aumentare del 30% il tasso medio giornaliero di partecipazione degli
anziani alle attività di animazione (dal 50% all’ 80%)
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in
modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare
riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale,
nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che
quantitativo:
8.1 COMPLESSO DELLE ATTIVITÀ PREVISTE PER IL RAGGIUNGIMENTO
DEGLI OBIETTIVI
PREMESSA
La necessità di intervenire sul potenziamento delle attività di animazione è
strettamente connessa all’obiettivo di miglioramento o comunque di mantenimento
delle funzionalità cognitive e motorie delle persone anziane. La costante stimolazione
degli anziani sia sul piano cognitivo che motorio comporta benefici che vanno al di là
degli aspetti propriamente cognitivi e motori poiché investono la sfera emotiva. Il fare
e i relativi effetti concreti, il sentirsi coinvolti, il partecipare e concorrere ad un progetto,
mettersi in gioco nelle relazioni che tali attività inevitabilmente comportano,
rappresentano l’antidoto al rischio di isolamento, emarginazione e di conseguenti
prospettive depressive. L’attenzione alla stimolazione cognitiva, motoria ed emotiva
rappresenta un fattore determinante per il benessere psico-fisico dell’anziano ed
elemento di contrasto all’invecchiamento. Ad oggi vengono mediamente dedicate
all’animazione, anche con l’ausilio di volontari, 2 ore al giorno tra proiezioni di film,
proposte di letture, discussioni tematiche, proposte musicali, attiività neuro-motoria,
momenti ludico-ricreativi, attività esterne.
AREA DI INTERVENTO
INTERVENTI DI ANIMAZIONE NEL TERRITORIO
LE ATTIVITA' INDICATE E DESCRITTE VENGONO REALIZZATE NELLE SEDI:
SEDE 1 DIACONIA/CASA DI RIPOSO- Codice helios 116523
OBIETTIVO SPECIFICO (OB1)
Potenziare la proposta complessiva di attività di animazione
Azione Generale
Attività
Descrizione attività
5
AG1_Fase Preparatoria
A1_Mappatura e monitoraggio
delle risorse e delle necessità del
territorio rispetto al problema
dell’isolamento e della solitudine
degli anziani;progettazione e
svolgimento di attività di ricerca e
sperimentazione di nuove
proposte di risposta ai bisogni
emersi.
Si elaboreranno i dati di un dato
periodo, si esegue una prima
lettura dei dati e una stesura di un
dossier. A sostegno della stesura
del dossier si collaborerà con
l’Università degli Studi di Cassino
e del Lazio Meridionale, per
leggere ed interpretare i dati
estrapolati.
L’Università
contribuirà
nel
seguente modo:
Predisposizione di una griglia
nell’attività
di
ricerca
delle
informazioni per la mappatura ed il
monitoraggio delle risorse e delle
necessità del territorio rispetto al
problema dell’isolamento e della
solitudine degli anziani. Contributo
nell’elaborazione statistica dei dati
registrati nel servizio;
Collaborazione nella progettazione
e nello svolgimento delle attività di
ricerca/sperimentazione di nuove
risposte.
A2_Predisposizione equipe di
animazione
Il responsabile del servizio a
partire dalla lettura dei dati che ha
a disposizione,convoca in struttura
2
operatori
dipendenti
di
riferimento per l’area animazione e
un gruppo di operatori volontari per
un primo incontro informativo e
conoscitivo. Durante l'incontro
viene facilitata la conoscenza degli
operatori al fine di condividere
l’obiettivo generale che è quello di
potenziare
il
servizio
di
animazione, procedendo poi con
una prima proposta generale di
programmazione delle attività con
eventuali proposte di nuove
attività. Tali proposte vanno
sottoposte
all’attenzione delle
anziane per cercare di capire se le
proposte si incontrano con le loro
aspettative e coinvolgerle anche
su una loro proposta.
A2_2° Incontro dell'equipe
Viene realizzata una riunione che
ha come obiettivo sulla scia anche
delle aspettative delle anziane
intervistate quello di organizzare
operativamente
l’attività
di
animazione dividendola in sotto
aree (attività culturali, attività
motorie, attività ludico-ricreative,
attività esterne) e di stilare una
programmazione settimanale sia
invernale che estiva.
A3_3° Incontro dell’equipe
Viene presentato e condiviso il
programma
dettagliato
6
specificando le risorse umane e
materiali necessarie, tempi e
metodi per attuare il programma.
Si individua quindi chi fa che cosa
e gli strumenti necessari per
attuare la proposta. Viene inoltre
predisposta
una
scheda
di
monitoraggio
per
misurare
all’inizio, dopo 6 mesi e dopo 12
mesi: il livello di capacità cognitive
e
motorie,
il
livello
di
partecipazione, eventuali variazioni
delle capacità cognitive e motorie
relative agli anziani. Si specifica
che anche il non peggioramento è
indicatore
positivo
di
mantenimento
delle
capacità
residuali dell’anziano.
AG2_Fase operativa
AG4_Fase conclusiva
A4_Attivazione sperimentale del
servizio animazione con
attuazione del programma
settimanale
Il gruppo di animazione avvia la
proposta sperimentalmente per un
mese, secondo il programma
predisposto,
A5_attività ordinaria,
adeguamento e monitoraggio
Dopo
il
primo
mese
di
sperimentazione l’equipe di lavoro
si incontra per fare una prima
analisi per analizzare il feed-back
degli anziani rispetto alle attività
proposte e valutare eventuali
aggiustamenti
dopodichè
è
possibile partire con l’attività
ordinaria.
A6_Incontro conclusivo e
valutazione finale
L’equipe di lavoro si incontra dopo
6 mesi e poi alla conclusione del
percorso di animazione (dopo 12
mesi) per analizzare 1) il feed back
finale degli anziani cercando di
carpire eventuale soddisfazione o
insoddisfazione
rispetto
alle
attività, 2) le valutazione delle
condizioni cognitive e motorie degli
anziani, 3) eventuali riscontri e
percezioni da parte dei parenti
sulle attività. 4) valutazione sul
numero di anziani che hanno
partecipato alle attività
7
CRONOGRAMMA DELLE
ATTIVITÀ’
1
2
3
4
5
6
MESI
7
8
9
10
11
12
11
12
OBIETTIVO SPECIFICO (OB1)
Potenziare la proposta complessiva di attività di animazione
AG1_Fase Preparatoria
1
A1_ Mappatura e monitoraggio delle
risorse e delle necessità del territorio
rispetto al problema dell’isolamento e
della solitudine degli
anziani;progettazione e svolgimento di
attività di ricerca e sperimentazione di
nuove proposte di risposta ai bisogni
emersi.
2
X
3
4
5
X X
A1_Predisposizione equipe di
animazione
X
A2_2° Incontro dell'equipe
X
A3_3° Incontro dell’equipe
6
7
8
9
10
X X
X
X
AG2_Fase operativa
1
2
A4_Attivazione sperimentale del
servizio animazione con attuazione
del programma settimanale
A5_attività ordinaria adeguamento e
monitoraggio
AG4_Fase conclusiva
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12 12
X X
X X X X X X X X X X X X X X X X X
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
A6_Incontro conclusivo e valutazione
finale
ATTIVITA'
12 12
X
8.2 RISORSE UMANE COMPLESSIVE NECESSARIE PER
L’ESPLETAMENTO DELLE ATTIVITÀ PREVISTE, CON LA SPECIFICA
DELLE PROFESSIONALITÀ IMPEGNATE E LA LORO ATTINENZA CON
LE PREDETTE ATTIVITÀ.
SEDE 1
QUANTITA' E FUNZIONE DELLE
FIGURE
A1_ Mappatura e
monitoraggio
delle
risorse
e
delle
X
TITOLI,
QUALIFICHE,COMPETENZE
R1=Responsabile
Laurea magistrale in scienze
dell’educazione, master universitario di
2° livello “organizzazione gestione di
servizi socio-educativi”
O 1.1=Operatore
Dipendente OSS referente per
l’animazione
O 1.2=Operatore
Dipendente OSS referente di supporto
per l’animazione
O 1.3=Operatore
Animatore volontario (esperienze
scout)
O 1.4=Operatore
Animatore volontario (laureato in
scienze politiche, esperienza
lavorativa in biblioteca)
O1.5=Operatore
Laureato in Scienze statistiche
R1 (2 ore)
O1.5=volontario(2 ore)
8
necessità
del
territorio rispetto al
problema
dell’isolamento
e
della solitudine degli
anziani;progettazione
e svolgimento di
attività di ricerca e
sperimentazione di
nuove proposte di
risposta ai bisogni
emersi.
A2_Predisposizione
equipe di animazione
R1 (2 ore)
O 1.1 (2 ore)
O 1.2 (2 ore)
O 1.3 (2 ore)
O 1.4 (2 ore)
A2_2° Incontro
dell'equipe
R1 (2 ore)
O 1.1 (2 ore)
O 1.2 (2 ore)
O 1.3 (2 ore)
O 1.4 (2 ore)
A3_3° Incontro
dell’equipe
R1 (2 ore)
O 1.1 (2 ore)
O 1.2 (2 ore)
O 1.3 (2 ore)
O 1.4 (2 ore)
A4_Attivazione
sperimentale del
servizio animazione
con attuazione del
programma
settimanale
R1 (10 ore)
O 1.1 (6 ore)
O 1.2 (6 ore)
O 1.3 (6 ore)
O 1.4 (6 ore)
A5_attività ordinaria,
adeguamento e
monitoraggio
R1 (20 ore)
O 1.1 (60 ore)
O 1.2 (60 ore)
O 1.3 (60 ore)
O 1.4 (60 ore)
A6_Incontro
conclusivo e
valutazione finale
R1 (3 ore)
O 1.1 (2 ore)
O 1.2 (2 ore)
O 1.3 (2 ore)
O 1.4 (2 ore)
8.3 RUOLO ED ATTIVITÀ PREVISTE PER I VOLONTARI NELL’AMBITO
DEL PROGETTO.
PREMESSA:
I giovani in servizio civile saranno posti a integrazione del personale sia dipendente
che volontario operante nelle sedi al fine di dare un valore aggiunto ai servizi proposti
9
sulla base di quella che è la dimensione dei servizi che il progetto si propone di
implementare (vedi obiettivo specifico)
La casa di riposo (sede di progetto) funziona in maniera continuativa durante tutto
l'anno pertanto l'orario di servizio dei giovani sarà concordato con i responsabili
mensilmente.
OBIETTIVI, AZIONI GENERALI E ATTIVITA'
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA' E DEL RUOLO
DEI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE
AG1_Fase Preparatoria
A1_ Mappatura e monitoraggio delle risorse e delle
necessità del territorio rispetto al problema
dell’isolamento e della solitudine degli
anziani;progettazione e svolgimento di attività di
ricerca e sperimentazione di nuove proposte di
risposta ai bisogni emersi.
I giovani in SC, opportunamente istruiti, partecipano
alla realizzazione della mappatura ed al monitoraggio
delle risorse.
A2_Predisposizione equipe di animazione
I giovani del SC partecipano alla riunione dando il
loro contributo in termini di proposte nella fase di
preparazione delle attività
A3_2° Incontro dell'equipe
I giovani del SC partecipano alla riunione dando il
loro contributo in termini di proposte nella fase di
preparazione delle attività
A4_3° Incontro dell’equipe
I giovani del SC partecipano alle riunioni dei tavoli
dando il loro contributo in termini di proposte nella
fase di preparazione delle attività
AG2_Fase operativa
I giovani del SC supportano gli operatori nella fase
sperimentale del progetto ossia attività di animazione
A4_Attivazione sperimentale del servizio animazione quali: proiezioni di film, proposte di letture,
con attuazione del programma settimanale
discussioni tematiche, proposte musicali, attività
neuro-motoria, momenti ludico-ricreative e
laboratoriali, attività esterne
A5_attività ordinaria adeguamento e monitoraggio
I giovani del SC supportano gli operatori nella fase di
svolgimento ordinario delle attività quali: proiezioni di
film, proposte di letture, discussioni tematiche,
proposte musicali, attività neuro-motoria, momenti
ludico-ricreative e laboratoriali, attività esterne
AG3_Fase conclusiva
A6_Incontro conclusivo e valutazione finale
I giovani del SC partecipano all'incontro conclusivo
offrendo il loro contributo nella valutazione delle
attività condotte.
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
4
10) Numero posti con vitto e alloggio:
N. posti: 0
Modalità di fruizione del vitto e dell’alloggio:
10
Sedi di attuazione indicate alla voce 16 dove sono collocati i posti con vitto e alloggio
(indicare il codice sede e il numero di posti con V/A):
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
4
12) Numero posti con solo vitto:
N. posti: 0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore
annuo:
monte ore annuo complessivo: 1400
numero minimo di ore settimanali: 12
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
6
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di
servizio:
Disponibilità alla partecipazione ai momenti formativi e di verifica e monitoraggio
anche se svolti di sabato e di domenica o in altri giorni festivi.
Disponibilità al trasferimento temporaneo della sede in caso di:
eventi di formazione e sensibilizzazione (ad. esempio partecipazione Incontro
nazionale dei giovani in servizio civile in occasione di San Massimiliano martire 12
marzo).
11
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato
Nominativi degli Operatori Locali di
Progetto
Sede di
attuazione del
progetto
DIACONIA/CASA
DI RIPOSO
Comune
VEROLI
Indirizzo
VIA ROMA
Cod.
ident. sede
116523
Cognome e
nome
Pietro
Pirri
Data di
nascita
C.F.
Nominativi dei Responsabili Locali di Ente
Accreditato
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
16/06/ PRRPTR71H
1971
16D810T
12
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
La campagna permanente di promozione del servizio civile da parte dell’ente proponente si pone come
obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica ai valori della solidarietà, della pace, della nonviolenza e
della mondialità e in particolare alle possibilità offerte dal servizio civile e/o altre forme di impegno civile dei
giovani.
ATTIVITA’ PERMANENTI DI PROMOZIONE E SENSIBILIZZAZIONE A LIVELLO NAZIONALE
Progetto di promozione del servizio civile in collaborazione con l’Azione Cattolica Italiana, presso i gruppi
giovanile delle Azioni Cattoliche diocesane.
Stampa di pieghevoli, poster sul servizio civile.
Incontro nazionale dei giovani in servizio civile in occasione di San Massimiliano martire (12 marzo).
Promozione del servizio civile alla Giornata Diocesana della Gioventù con la partecipazione di alcuni giovani
in servizio civile.
ATTIVITA’ DI PROMOZIONE E SENSIBILIZZAZIONE A LIVELLO LOCALE SVOLTE PRIMA
DELL’AVVIO DEL PROGETTO










Incontri di sensibilizzazione con i giovani (presso scuole,oratori,gruppi scout e altri gruppi giovanili)
Realizzazione di un opuscolo informativo con attenzione alla capillare diffusione
Coinvolgimento delle parrocchie e dei parroci rispetto alla pubblicizzazione del progetto
Pubblicizzazione del progetto sui giornali locali (“Ciociaria oggi”, “La Provincia”, “Il Messaggero”)
Pubblicizzazione del progetto sul quotidiano “Avvenire_Lazio 7”
Pubblicizzazione sui siti www.diaconia.it e www.equopoint.it
Pubblicizzazione del progetto sul sito della diocesi www.diocesifrosinone.com
Pubblicizzazione del progetto tramite emittenti radio locali.
Manifesti fuori le parrocchie e luoghi di aggregazione giovanile.
Collaborazione “ufficio scuola diocesano” e “pastorale giovanile diocesana”
Il target dell’azione promozionale
In particolare l’azione di promozione è rivolta a:
 la popolazione giovanile nel suo insieme;
 i Vescovi e in particolare la Conferenza Episcopale Italiana;
 gli operatori pastorali diocesani;
 i movimenti e le associazioni di carattere culturale ed educativo;
 le scuole e gli istituti di formazione.
Principali canali di promozione
La promozione del progetto è realizzata attraverso gli strumenti informativi della Caritas Italiana:
 giornale diocesano “La Parola che corre”
 stampa locale
 manifestazioni ed eventi del territorio che hanno come tema “i giovani” e il “volontariato”
 incontri nelle scuole
Inoltre, a cura della Cooperativa Diaconia
 Sportelli informativi per il servizio civile volontario presso gli uffici e le sedi della cooperativa
 Sperimentazione informativa relativa al servizio civile utilizzando i canali di “informagiovani” e “Banca
del tempo”
Totale ore dedicate prima dell’avvio del progetto: 15
13
ATTIVITA’ DI PROMOZIONE E SENSIBILIZZAZIONE A LIVELLO LOCALE SVOLTE DURANTE LO
SVOLGIMENTO DEL PROGETTO


Testimonianze dei volontari in occasioni pubbliche e comunitarie di sensibilizzazione (parrocchie,
centri di aggregazione giovanili, gruppi scout,associazioni giovanili)
Partecipazione dei volontari ad eventi di promozione dei servizi della Cooperativa Diaconia
Totale ore dedicate durante il servizio civile: 25
Totale complessivo ore di promozione e sensibilizzazione: 40
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del
progetto:
Monitoraggio fornito da CARITAS ITALIANA COD.ENTE NZ01752 (ente di 1^classe). In allegato il relativo
sistema accreditato.
Inoltre per quanto concerne il monitoraggio, la verifica e la valutazione dell’esperienza dei volontari in
servizio civile si prevedono alcuni momenti di incontro con tutti i giovani partecipanti al progetto:
incontro di metà servizio (al 5°-6° mese) di alcune giornate
incontri periodici (quindicinali o mensili) di alcune ore ciascuno svolti a livello diocesano
incontro di fine servizio (al 12° mese) di alcune giornate residenziali
Durante gli incontri verranno proposte attività di gruppo finalizzate alla verifica e alla rilettura dell’esperienza.
Durante gli stessi momenti a metà e a fine servizio, verrà distribuito un questionario come previsto dal
sistema di monitoraggio accreditato.
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
Monitoraggio fornito da CARITAS ITALIANA COD.ENTE NZ01752 (ente di 1^classe). In allegato il
relativo sistema accreditato.
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
NO
23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione
del progetto:
Il progetto prevede l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive destinate:
1.
alla copertura della quota-parte che il personale dipendente di cui alla voce 8.2 dedica al progetto;
14
2.
3.
4.
alle attività di formazione specifica previste alla voce 39 e 40;
alle risorse tecniche e strumentali dedicate al progetto previste alla voce 25;
alle attività di promozione di cui alla voce 17;
secondo la seguente ripartizione:
Voci di spesa in quota parte del personale retribuito (cfr voce 8.2)
n. 1 responsabile (R1) (quota parte 2,5%)
n 1 operatore (O1.1) (quota parte 4.7%)
n 1 operatore (O1.2) (quota parte 4.7%)
Risorse finanziarie
€ 555,00
€ 705,00
€ 705,00
Totale spesa
Voci di spesa formazione specifica
Formatori volontari
Totale spesa
1965,00
Risorse finanziarie
€ -
Voci di spesa risorse tecniche e strumentali (come da voce 25)
Risorse finanziarie
AG1_Fase Preparatoria
-
A1_Predisposizione equipe di animazione
A2_2° Incontro dell'equipe
A3_3° Incontro dell’equipe
AG2_Fase operativa
A4_Attivazione sperimentale del servizio animazione con attuazione del
programma settimanale
-
A5_attività ordinaria adeguamento e monitoraggio
AG4_Fase conclusiva
-
A6_Incontro conclusivo e valutazione finale
Totale spesa
Voci di spesa promozione del progetto (come da voce 18)
Risorse finanziarie
Totale spesa
-
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE: € 1.695,00
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
ENTI PROFIT:
Nuova Stampa Di Caramitti Maurizio E C S.N.C cod.fiscale 01411920604
Nuova Stampa Di Caramitti Maurizio E C S.N.C mette a disposizione del progetto :
la realizzazione di materiale informativo di cui al punto 8.1 OB12 AG_1- STAMPA DI DOSSIER
ENTI NON PROFIT:
Parrocchia S. Antonio Abate in Ferentino cod.fisc. 94000060601
La Parrocchia S. Antonio mette a disposizione del progetto: 1 ANIMATORE VOLONTARIO CON
ESPERIENZA SCOUT 8.1 OB1 – AG_1 , A_2 PREDISPOSIZIONE EQUIPE DI ANIMAZIONE
15
UNIVERSITA’
Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale- Dipartimento di Scienze Umane, sociali e
della salute. Laboratorio per la diffusione della cultura scientifica SEZIONE DI ANTROPOLOGIA
STORICO VISUALE
P.IVA 01730470604 COD. FISCALE 81006500607.
L’Università mette a disposizione del progetto:
- la predisposizione di una griglia nell’attività di ricerca delle informazioni per la mappatura ed il
monitoraggio delle risorse del territorio di cui al punto 8.1 OB1 AG1
- -la collaborazione nella progettazione e nello sviluppo delle attività di ricerca e/o sperimentazione di
nuove proposte di cui al punto 8.1 OB1 AG1.
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
PREMESSA:
Il presente progetto è realizzabile per la maggior parte delle attività previste attraverso risorse tecniche e
strumentali ordinarie (carta, pc, fotocopiatrice, fax, stampante, connessione veloce ad internet) già in
possesso e utilizzate da parte dell'ente proponente per l'attività ordinaria dei servizi. Vengono di seguito
indicate quelle risorse ulteriori necessarie per la realizzazione del progetto.
OBIETTIVI, AZIONI E ATTIVITA'
RISORSE TECNICHE E STRUMENTALI
NECESSARIE PER L'ATTUAZIONE DEL
PROGETTO
AG1_Fase Preparatoria
A1_Predisposizione equipes di lavoro
Strumentazione già in possesso dell'ente
A2_Incontro dell'equipe
Strumentazione già in possesso dell'ente
A3_Incontro sui contenuti da veicolare attraverso gli
sportelli
Strumentazione già in possesso dell'ente
AG2_Fase operativa
A5_Attivazione dello sportello “consumi critici”
presso la sede 1 sui
Strumentazione già in possesso dell'ente
AG4_Fase conclusiva
A6_Incontro conclusivo delle equipe dei 2 sportelli
Strumentazione già in possesso dell'ente
16
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
NO
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
NO
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Per tutti coloro che concludono il Servizio Civile è previsto il rilascio di un attestato da parte della Caritas
diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino in cui vengono riportate la tipologia del servizio svolto e le
competenze che vengono conseguite durante il servizio.
La cooperativa sociale Diaconia rilascia –su richiesta dell’interessato e per gli usi consentiti dalla leggeulteriore documentazione più dettagliata e particolareggiata.
Le stesse competenze sono riconosciute e certificate mediate il rilascio di un attestato da parte della
Caritas diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino.
Il progetto consente l'acquisizione delle seguenti competenze riconosciute e certificate da Caritas
diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino
COMPETENZE TRASVERSALI
- Adottare stili di comportamento propositivi, improntati alla cordialità e alla cortesia
- Collaborare con i professionisti coinvolti nel progetti, in relazione ai propri compiti e ai risultati da
raggiungere
- Integrarsi con altre figure/ruoli professionali e non
- Adeguarsi al contesto: linguaggio e atteggiamenti, rispetto delle regole e orari
- Gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità
- Controllare la propria emotività rispetto alla sofferenza
- Lavorare in team per produrre risultati collettivi
- Assumere le necessarie decisioni gestionali in sufficiente autonomia, seppur nell’ambito di sistemi e
procedure già calibrati e condivisi
COMPETENZE SPECIFICHE
Per tutti coloro che concludono il Servizio Civile è previsto il rilascio di un attestato da parte della Caritas
diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino in cui vengono riportate la tipologia del servizio svolto e le
competenze che vengono conseguite durante il servizio
La cooperativa sociale Diaconia rilascia –su richiesta dell’interessato e per gli usi consentiti dalla leggeulteriore documentazione più dettagliata e particolareggiata.
Le stesse competenze sono riconosciute e certificate mediate il rilascio di un attestato da parte della
Caritas diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino come da convenzione allegata.
Tutti i progetti presentati dalla Cooperativa Diaconia consentono l'acquisizione delle seguenti competenze
-
Capacità di integrazione con altre figure/ruoli professionali e non
Lavorare in team per raggiungere risultati collettivi
Assumere le necessarie decisioni gestionali in sufficiente autonomia, seppur nell’ambito di sistemi e
procedure già calibrati.
17
-
Capacità di riconoscere il ruolo e le funzioni principali delle istituzioni pubbliche e dei relativi servizi
correlati al progetto di servizio civile
Capacità di riconoscere il ruolo e funzioni principali di organismi del terzo settore, distinguendo fra
volontariato, associazionismo, cooperazione sociale
Capacità di collaborare a identificare metodologie di intervento e alla costruzione della rete relazionale
con servizi ed istituzioni competenti per territorio
Capacità di applicazione di tecniche di animazione, socializzazione e di gioco per favorire l’integrazione
dei singoli e dei gruppi.
Utilizzare le tecniche specifiche di animazione, attività di intrattenimento, attività culturali, supporto alle
attività scolastiche
Collaborare con il personale dell’ente e con i colleghi coinvolti nei progetti, in relazione ai propri compiti e
ai risultati da raggiungere
Integrarsi con altre figure/ruoli professionali e non
Adeguarsi al contesto:linguaggio e atteggiamenti, rispetto delle regole e orari
Gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità.
Saper leggere le risorse dal territorio attraverso un’attenta analisi e farne bene comune
Essere in grado di mantenere ed esercitare il proprio ruolo educante nei confronti dell’utenza
Riconosce il ruolo e le funzioni delle Autonomie Locali e dei loro organi di governo
Riconosce il ruolo dell’Istituzione regionale e dei suoi organi di governo
Riconosce i principali costituenti di un calcolatore e le sue funzioni più comuni
Riconosce i principali costituenti di un calcolatore e lo stato di collegamento delle periferiche
Sa attivare i programmi (informatici) e verificarne lo stato
Sa produrre testi in formato elettronico
Utilizza i principali sistemi di collegamento tra calcolatori
Conosce le procedure (macro) tecnico/amministrative dell’Ente per quanto concerne le attività correlate
ai lavori pubblici.
Interagire con i tecnici e le maestranze impegnate nell’assistenza socio-sanitaria
Trasferire/mediare agli operatori professionali le specifiche richieste degli utenti
Fronteggiare situazioni di emergenza/imprevisti.
18
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
La formazione generale sarà localizzata presso la sede della Cooperativa sociale Diaconia in via Monti
Lepini, 73 - 03100 – Frosinone.
30) Modalità di attuazione:
Formazione fornita da CARITAS ITALIANA COD.ENTE NZ01752 (ente di 1^classe). In allegato il relativo
sistema accreditato.
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
Formazione fornita da CARITAS ITALIANA COD.ENTE NZ01752 (ente di 1^classe). In allegato il relativo
sistema accreditato.
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
A partire dai contenuti previsti per la formazione generale nella circolare “Linee guida per la formazione
generale dei volontari”, ed il sistema di formazione verificato in sede di accreditamento, il percorso di
formazione generale si attua con le seguenti tecniche e metodologie.

Metodologia
Per ogni obiettivo formativo viene considerato:
- la coscientizzazione: essere/divenire consapevoli di sé, dell’altro, del mondo
- dalla conoscenza della realtà al saper comunicare la realtà
- dal sapere di essere nella realtà al saper stare nella realtà
- dal saper fare al saper fare delle scelte
- dallo stare insieme al cooperare
ed in relazione a questi livelli la dimensione:
- individuale della persona
- la famiglia, il gruppo, la comunità di appartenenza
- la società, il mondo
attraverso:
- lezioni frontali (non meno del 30% delle 42 ore);
- elaborazione dei vissuti personali e di gruppo, simulazioni, lavori in gruppo e riflessioni personali (non
meno del 40% delle 42 ore);
- testimonianze e/o visite ad esperienze significative

Articolazione della proposta di formazione previste;
totale nei primi sei mesi dall’avvio del progetto: 42 ore.
La proposta è articolata in un percorso di formazione caratterizzato da:
19
-
corso di inizio servizio di alcune giornate nel primo mese di servizio.
incontri di formazione permanente di alcune ore o al massimo di 1-2 giornate ciascuno nei mesi
successivi.
Inoltre durante i momenti di verifica di metà e fine servizio e periodici dal 5° al 12° mese (vedi il piano di
monitoraggio interno descritto alla voce 21), verranno proposti anche degli approfondimenti tematici a partire
dalla verifica dell’esperienza svolta nell’incontro di monitoraggio.

Numero verifiche previste e relativi strumenti utilizzati anche per la misurazione dei livelli di
apprendimento raggiunti;
Durante il servizio civile: valutazione attraverso scheda di verifica a conclusione dei singoli moduli
formativi. Successive condivisioni e confronti in gruppo.
33) Contenuti della formazione:
A partire dai contenuti previsti per la formazione generale nella circolare “Linee guida per la formazione
generale dei volontari”, ed il sistema di formazione verificato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio
Civile Nazionale in sede di accreditamento, si propone una formazione generale che preveda due fasi:
una prima fase di 36 ore circa che tiene conto delle indicazioni delle “Linee guida per la formazione generale
dei volontari” in cui presentare ad un primo livello i singoli argomenti che saranno poi, dove necessario,
approfonditi a partire dalle esigenze del gruppo.
Verranno unificate alcune tematiche all’interno dei momenti previsti e verrà dedicato il primo periodo
all’aspetto formativo istituzionale (una giornata settimanale).
La tempistica verrà modulata secondo la tabella sottostante:
Moduli Linee Guida
L’identità del gruppo in formazione e
patto formativo
Dall’obiezione di coscienza al servizio
civile nazionale.
Il dovere di difesa della Patria -difesa
civile non armata e nonviolenta
La normativa vigente e la Carta di
impegno etico
Moduli Caritas
Sostenere l’esperienza e la sua
rielaborazione.
Favorire l’attenzione alla cura delle
relazioni.
Sostenere la motivazione.
Sostenere l’orientamento per il futuro.
Comprendere il significato di concorrere alla
difesa della patria
Conoscere il sistema del Servizio Civile
Nazionale
Tempistica
6
Modalità (1)
6i
2
2f
4
3f – 1i
2
1f – 1i
La formazione civica
Le forme di cittadinanza
La protezione civile
Favorire l’educazione alla solidarietà, alla
cittadinanza attiva, alla pace e alla
responsabilità ambientale
3
3
3
2f – 1i
2f – 1i
2f – 1i
La rappresentanza dei volontari nel
servizio civile
Presentazione dell’ente
Il lavoro per progetti
Conoscere il sistema del Servizio Civile
Nazionale
Conoscere la Caritas come ente
Conoscere il sistema del Servizio Civile
Nazionale
Conoscere il sistema del Servizio Civile
Nazionale
Conoscere il sistema del Servizio Civile
Nazionale
Promuovere la prosocialità.
Sostenere l’esperienza e la sua
rielaborazione.
Favorire l’attenzione alla cura delle relazioni.
Sostenere la motivazione.
1
1i
3
2
2f – 1i
1f – 1i
2
2f
2
2f
3
3i
36
20f – 17i
L’organizzazione del servizio civile e le
sue figure
Disciplina dei rapporti tra enti e
volontari del servizio civile nazionale
Comunicazione interpersonale e
gestione dei conflitti
(1) f: lezione frontale; I:dinamiche non formali
20
Fermo restando le ore complessive di formazione ed i temi, l’articolazione della proposta sarà adattata in
base al gruppo dei volontari in formazione.
Al termine della prima fase verranno proposti alcuni strumenti per verificare il gradimento e l’interesse dei
giovani rispetto a tutte le tematiche presentate, in modo da programmare il restante percorso formativo.
Una seconda fase di 6 ore circa dove sarà possibile dedicare più attenzione e tempo ad alcune tematiche
rispetto ad altre partendo dalle esigenze e dalle risorse dei giovani e delle realtà locali. Si approfondiranno
gli stessi contenuti affrontati nella prima fase e si individueranno altre tematiche in base alle esigenze ed alla
situazione del gruppo particolare di volontari.
Inoltre durante i momenti di verifica di metà e fine servizio (vedi il piano di monitoraggio interno descritto alla
voce 21), verranno proposti anche degli approfondimenti tematici, inerenti ai contenuti di formazione
generale, a partire dalla verifica dell’esperienza svolta.
34) Durata:
Il progetto prevede un percorso formativo generale di 42 ore
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
La formazione specifica sarà localizzata presso la sede della Cooperativa sociale Diaconia in via Monti
Lepini, 73 - 03100 – Frosinone.
36) Modalità di attuazione:
Fornita da CARITAS ITALIANA COD.ENTE NZ01752 (ente di 1^classe). In allegato il relativo sistema
accreditato.
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
Eugenio Biordi nato a Sora FR il 19/09/1980 BRDGNE80P19I838
Marco Toti nato a Frosinone il 24/04/1979 cod.fisc. TTOMRC70D25D810Z
Pietro Pirri nato a Frosinone il 16/06/1971 cod.fisc PRRPTR71H16D810T
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Modulo formativo 1:
Rischi generici:
- Normative antincendio;
- Primo soccorso;
- Modalità di evacuazione e vie di fuga;
- Norme di comportamento
Rischi specifici:
- conoscenza dei luoghi in cui sarà inserito il giovane con
spiegazione di apposite procedure di funzionamento dei
COMPETENZE SPECIFICHE FORMATORI
Eugenio Biordi nato a Sora FR il 19/09/1980
BRDGNE80P19I838R
Laureato in Scienze Politiche - indirizzo
Economico-Politico, master Interfacoltà sulle
Amministrazioni Pubbliche,
Presidente
dell’Associazione Volontaria di Protezione
Civile “CIVILMONTE” operante sul territorio
della Provincia di Frosinone. Ha esperienza
pluriennale nell’ambito della protezione civile e
21
servizi
- rischi specifici legati al rapporto con i bambini:
valutazione del soggetto con cui ci si rapporta in modo tale
da poter prevenire eventuali momenti di difficoltà.
nell’ambito della formazione sulla prevenzione
degli incidenti nei luoghi di lavoro.
Modulo formativo 2:
Il dott. Marco Toti è laureato in Scienze
Statistiche ed Economiche, ha un’esperienza
pluriennale nella formazione e coordinamento
degli operatori della Caritas diocesana di
Frosinone
Veroli
Ferentino
e
della
Delegazione regionale Caritas Lazio sui temi
relativi alla mondialità , al consumo e agli stili
di vita responsabili
Il dottor Pietro Pirri è laureato in Servizio
Sociale, ha un’esperienza pluriennale
nell’ambito del coordinamento,
nell’animazione, nella gestione dei conflitti e
dei gruppi di lavoro nel sociale. Ha inoltre
un’esperienza pluriennale come assistente
sociale.
Ha conseguito un attestato di qualifica
professionale come “responsabile servizio
prevenzione e protezione –prevenzione
incendi basso rischio-addetto primo soccorso.
_La realizzazione della mappa delle risorse e delle
povertà. Metodologia di lavoro .
-L’elaborazione dei dati statistici, le fonti e i metodi di
realizzazione e sintesi dei dati.
-L’analisi delle necessità formative e le risposte da dare ad
esse.
Modulo formativo 3: Competenze tecnico-professionali
- individuare e attivare le risorse dei singoli e dei gruppi
- stimolare, motivare e favorire la partecipazione dei
singoli e dei gruppi
- svolgere colloqui per l'esame delle situazioni individuali e
di gruppo
- pianificare, programmare e realizzare attività di
animazione
- gestire e coordinare attività di animazione per
l'attivazione dei processi di comunicazione e di
integrazione sociale
- utilizzare in maniera appropriata le tecniche di
animazione
- gestire i conflitti
- osservare e registrare comportamenti individuali e di
gruppo
- svolgere attività di studio, ricerca e documentazione
finalizzata al potenziamento della funzione animativa
- applicare e trasmettere le metodologie di prevenzione
sulla sicurezza della salute ed applicare pratiche di pronto
soccorso
Modulo formativo 4: Competenze traversali
- instaurare e mantenere adeguati rapporti con gruppi,
aggregazioni, comunità
- favorire le dinamiche di gruppo e le rivelazione dei
bisogni
- predisporre strumenti per la rilevazione dei bisogni
- valutare l'efficacia degli interventi
- collaborare con altre figure professionali o servizi dei
diversi ambiti di competenza per sostenere attività in rete
Il dottor Pietro Pirri è laureato in Servizio
Sociale, ha un’esperienza pluriennale
nell’ambito del coordinamento,
nell’animazione, nella gestione dei conflitti e
dei gruppi di lavoro nel sociale. Ha inoltre
un’esperienza pluriennale come assistente
sociale.
Ha conseguito un attestato di qualifica
professionale come “responsabile servizio
prevenzione e protezione –prevenzione
incendi basso rischio-addetto primo soccorso.
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Formazione fornita da CARITAS ITALIANA COD.ENTE NZ01752 (ente di 1^classe). In allegato il relativo
sistema accreditato.
La metodologia che si adotterà nell’erogazione della formazione specifica risponderà al doppio
obiettivo di trasferire ai volontari in servizio civile conoscenze pratiche e utili alle funzioni che essi
eserciteranno all’interno del progetto, colmando i fabbisogni formativi che scaturiscono
direttamente dall’effettuazione del servizio secondo la sua programmazione, e di offrire ai
volontari un’istruzione utile anche al proseguo delle loro carriere personali e professionali.
22
Pertanto la formazione oscillerà tra didattica tradizionale, educazione non formale e formazione
d’aula frontale, anche in relazione alla diversa tipologia e contenuti dei vari moduli formativi.
In particolare le metodologie che saranno utilizzate per i diversi moduli formativi saranno le
seguenti:
Moduli
Tecniche e metodologie
Modulo formativo 1:
Rischi generici:
- Normative antincendio;
- Primo soccorso;
- Modalità di evacuazione e vie di fuga;
- Norme di comportamento
Rischi specifici:
- conoscenza dei luoghi in cui sarà inserito il giovane con
spiegazione di apposite procedure di funzionamento dei
servizi
- rischi specifici legati al rapporto con i bambini:
valutazione del soggetto con cui ci si rapporta in modo
tale da poter prevenire eventuali momenti di difficoltà
Modulo formativo 2:
_La realizzazione della mappa delle risorse e delle
povertà. Metodologia di lavoro .
-L’elaborazione dei dati statistici, le fonti e i metodi di
realizzazione e sintesi dei dati.
-L’analisi delle necessità formative e le risposte da dare
ad esse.
-
Modulo formativo 3 : Competenze tecnicoprofessionali
-
- individuare e attivare le risorse dei singoli e dei
gruppi
- stimolare, motivare e favorire la partecipazione dei
singoli e dei gruppi
- svolgere colloqui per l'esame delle situazioni
individuali e di gruppo
- pianificare, programmare e realizzare attività di
animazione
- gestire e coordinare attività di animazione per
l'attivazione dei processi di comunicazione e di
integrazione sociale
- utilizzare in maniera appropriata le tecniche di
animazione
- gestire i conflitti
- osservare e registrare comportamenti individuali e
di gruppo
- svolgere attività di studio, ricerca e
documentazione finalizzata al potenziamento della
funzione animativa
- applicare e trasmettere le metodologie di
prevenzione sulla sicurezza della salute ed applicare
pratiche di pronto soccorso
-
-
Formazione d’aula mediante didattica
frontale, con uso di slide e screenshot;
Esercitazioni in gruppo;
Formazione non formale e informale, con
effettuazione di dinamiche, simulate e role
playing tratte dalla metodologia del TGroup.
Formazione d’aula, con uso di slide e
consegna di dispense.
Formazione d’aula mediante didattica
frontale, con uso di slide e lavagna a fogli
mobili;
23
Modulo formativo 4: Competenze traversali
- instaurare e mantenere adeguati rapporti con
gruppi, aggregazioni, comunità
- favorire le dinamiche di gruppo e le rivelazione dei
bisogni
- predisporre strumenti per la rilevazione dei bisogni
- valutare l'efficacia degli interventi
- collaborare con altre figure professionali o servizi
dei diversi ambiti di competenza per sostenere
attività in rete
Si rinvia alle tecniche e metodologie di realizzazione previste nel sistema di formazione verificato dall’Ufficio
Nazionale per il Servizio Civile in sede di accreditamento in particolare:
Questo aspetto viene curato in collaborazione con le sedi di attuazione del progetto ed ha come obiettivo un
positivo inserimento nel contesto di servizio in modo da garantire la tutela sia dei volontari in servizio civile
che dell’utente dello stesso servizio.
Metodologia
- accompagnamento ed affiancamento personale stabile
- formazione sul campo
Ai volontari verrà proposto un percorso formativo complessivo comprendente:
 incontro di accoglienza iniziale: presentazione della sede di realizzazione del progetto, delle attività
svolte, del ruolo e delle responsabilità richieste al volontario;
 incontri settimanali: verifica e programmazione insieme agli operatori della sede di realizzazione del
progetto al fine di confrontarsi sui casi, confrontarsi sulle difficoltà incontrate e per trasmettere i
contenuti formativi affinché il volontario possa raggiungere gli obiettivi previsti;
 incontri di supervisione mensile: fornire al volontario la possibilità di esternare il proprio vissuto
emotivo in ordine al rapporto con gli utenti e con gli operatori del centro;
 incontri specifici di approfondimento tematico su argomenti relativi al progetto;
 possibile partecipazione a eventi formativi rivolti agli operatori dei centri;
24

incontro di bilancio finale per effettuare una valutazione condivisa dell’esperienza del volontario;
presentazione da parte dei volontari di una relazione di “fine servizio” per una “restituzione”
dell’esperienza
40) Contenuti della formazione:
Descrizione del profilo professionale che attraverso il progetto si vuole delineare:L’animatore sociale
L'Animatore Sociale è un operatore che, nell'ambito dei servizi socio - educativo - culturali, svolge
un'attività finalizzata allo sviluppo delle potenzialità delle persone o dei gruppi e alla promozione di processi
di prevenzione del disagio, inserimento e partecipazione sociale. L'animatore progetta e gestisce attività di
carattere educativo, culturale e di intrattenimento a diretto contatto con: bambini, adolescenti, anziani,
portatori di handicap, soggetti con disturbi psichiatrici, ecc… Gli ambiti di intervento fanno riferimento a tre
principali aree: - area socio-culturale, all'interno di progetti e servizi di carattere culturale, espressivo,
comunicativo; - area socio-educativa, all'interno di progetti e servizi di carattere educativo, espressivo,
ludico; - area assistenziale e sanitaria, all'interno di servizi residenziali e semiresidenziali e nell'ambito di
progetti di prevenzione, cura, riabilitazione ed assistenza. L'animatore opera in stretta collaborazione con
altre figure professionali e con i servizi del territorio.
Contesti operativi
L'animatore trova collocazione in istituzioni pubbliche e private in cui si svolgono attività finalizzate alla
promozione delle potenzialità individuali e collettive, alla prevenzione delle marginalità e del disagio sociale,
alla integrazione e partecipazione sociale: - servizi residenziali e territoriali per anziani (strutture protette,
case di riposo, centri diurni); - servizi domiciliari di assistenza e di socializzazione; - servizi per l'infanzia e
l'adolescenza (case di vacanza, centri ricreativi, centri di aggregazione giovanile, comunità per minori,
ludoteche); - servizi per soggetti con disabilità psichiatriche; - servizi di animazione in strada; - servizi di
prevenzione primaria nell'ambito della tossicodipendenza; - servizi indirizzati ad utenza adulta con disabilità
psico-fisica.
Modulo formativo 1: (10 ore)
Rischi generici:
- Normative antincendio;
- Primo soccorso;
- Modalità di evacuazione e vie di fuga;
- Norme di comportamento
Rischi specifici:
- conoscenza dei luoghi in cui sarà inserito il giovane con spiegazione di apposite procedure di
funzionamento dei servizi
- rischi specifici legati al rapporto con i bambini: valutazione del soggetto con cui ci si rapporta in modo
tale da poter prevenire eventuali momenti di difficoltà
Modulo formativo 2: (10 ore)
_La realizzazione della mappa delle risorse e delle povertà. Metodologia di lavoro .
-L’elaborazione dei dati statistici, le fonti e i metodi di realizzazione e sintesi dei dati.
-L’analisi delle necessità formative e le risposte da dare ad esse.
25
Modulo formativo 3: Competenze tecnico-professionali (40 ore)
- individuare e attivare le risorse dei singoli e dei gruppi
- stimolare, motivare e favorire la partecipazione dei singoli e dei gruppi
- svolgere colloqui per l'esame delle situazioni individuali e di gruppo
- pianificare, programmare e realizzare attività di animazione
- gestire e coordinare attività di animazione per l'attivazione dei processi di comunicazione e di
integrazione sociale
- utilizzare in maniera appropriata le tecniche di animazione
- gestire i conflitti
- osservare e registrare comportamenti individuali e di gruppo
- svolgere attività di studio, ricerca e documentazione finalizzata al potenziamento della funzione
animativa
- applicare e trasmettere le metodologie di prevenzione sulla sicurezza della salute ed applicare
pratiche di pronto soccorso
Modulo formativo 4: Competenze traversali (12 ore)
- instaurare e mantenere adeguati rapporti con gruppi, aggregazioni, comunità
- favorire le dinamiche di gruppo e le rivelazione dei bisogni
- predisporre strumenti per la rilevazione dei bisogni
- valutare l'efficacia degli interventi
- collaborare con altre figure professionali o servizi dei diversi ambiti di competenza per
sostenere attività in rete
41) Durata:
72 ore
26
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Monitoraggio della formazione fornito da CARITAS ITALIANA COD.ENTE NZ01752 (ente di 1^classe). In
allegato il relativo sistema accreditato.
43) Valorizzazione del percorso di volontariato
La cooperativa Diaconia fonda la sua ragion d'essere, ed è quanto si evince dai principi statutari, sulla
valorizzazione del volontariato come risorsa necessaria. Peraltro la cooperativa condivide con il suo
principale stake holder la Caritas il patrimonio di esperienze e di metodo sul tema del volontariato stesso.
Nello specifico del progetto i giovani del servizio civile vengono affiancati, come si evince dal punto 8.3, da
6 volontari (4 nella sede 1, e 2 nella sede 2). A dimostrazione dell'investimento motivazionale sulla figura del
volontario si evidenzia che spesso i volontari assumono nei servizi ruoli di responsabilità (vd sede 1).
44) Valorizzazione del percorso formativo
La Caritas Diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino riconosce (come da accordo fra le parti) il percorso
formativo previsto dal progetto
45) Eventuali collegamenti con il mondo del lavoro
Nessun accordo previsto
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Data 24 luglio 2014
Marco Arduini, presidente
di Diaconia Coopertiva Sociale ONLUS
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progetto diaconia