Febbraio 2010 Reti diffuse L e associazioni sono un esempio di reti relazionali di cui il tessuto sociale è profondamente innervato. In un momento in cui vi è scarsità di risorse nonché una diffusa disillusione dei cittadini alla vita pubblica, le reti sociali sono considerate luoghi di coesione, la trama dei legami delle comunità. La politica è costretta a riconoscere che è dal basso che vanno delineandosi i nuovi modi di tutela, partecipazione e promozione, è lì che nascono nuove idee e nuove pratiche, dove forse si preparano le opzioni del futuro. "C'è dono e dono" di Roberto Segatori, Università di Perugia Intervista a Simona Carli direttore Centro Regionale Sangue La donazione tra responsabilità e competenza Intervista a Monica Focacci Il ciclo di seminari “La donazione fra responsabilità e competenza”, di cui diamo un resoconto in queste pagine, nasce dal lavoro di associazioni che, molto diverse fra loro, hanno iniziato un percorso comune di studio e confronto sul tema della donazione. Insieme a Cesvot e Centro regionale sangue le principali associazioni della donazione di sangue, organi e tessuti hanno approfondito questioni normative e legislative, i fondamenti dell’antropologia del dono, gli scenari europei di riferimento, gli strumenti di comunicazione più adatti. Dirigenti, responsabili e formatori hanno potuto confrontarsi su un terreno comune, oltre i confini del loro operare quotidiano. Da quest’anno Cesvot ha scelto infatti di lavorare anche con quelle reti che, oltre quelle tradizionali, operano in modo sempre più orizzontale e diffuso sul nostro territorio regionale. Patrizio Petrucci Presidente Cesvot La riflessione delle 6 associazioni toscane a margine del corso regionale Cesvot Oltre le differenze L’occasione del corso “La donazione tra responsabilità e competenza” è stata utile per una molteplicità di riflessioni, la prima sicuramente è che le associazioni sono riuscite a collaborare nella progettazione e nello svolgimento del corso in maniera efficace e più facilmente di quanto tutti noi prevedessimo. Troppe volte assorbiti dalla quotidianità e dall’emergenza, non abbiamo trovato il luogo e il momento per una riflessione ‘alta’ sulle politiche sociali e sanitarie. La routine ci ha assorbito a tal punto da rischiare di non avere occasioni sufficienti di formazione, confronto di buone prassi, costruzione di politiche di rete. I tempi erano maturi per una riflessione e un cambio di atteggiamento. Non ce ne eravamo resi conto, ma i bisogni di ognuna delle nostre associazioni erano diventati ogni giorno più simili. La consapevolezza che essere volontari non può costituire un alibi ci ha aiutato a pensare e a suggerire al Cesvot un percorso che sapesse superare differenze e specificità e contribuisse a farci sentire parte del sistema socio-sanitario nel quale tutti i giorni ci troviamo ad operare. C’era bisogno di una lettura condivisa dei cambiamenti avvenuti nella società e soprattutto di una riflessione sui temi della donazione in una scala nazionale ed europea. Vogliamo ringraziare il Cesvot per averci dato questa occa- sione di ‘contaminazione’. Ci auguriamo che il Centro Servizi voglia proseguire su questo percorso e ci sostenga nel costruire altre occasioni di confronto e di formazione ad alto livello. La partecipazione interessata e costante a tutti i seminari è la migliore dimostrazione che l’offerta è stata buona e rispondente alle reali esigenze delle associazioni, comprese quelle di più recente istituzione e quindi con minori esperienze e occasioni di lavoro in rete. Nessuno di noi singolarmente ha l’occasione di costruire percorsi di questo tipo, solo la sinergia con il Cesvot e la Regione Toscana ci ha fatto intravedere un modo nuovo di operare e riflettere. Adisco Toscana, Aido Toscana, Admo Toscana, Anpas Toscana, Avis Toscana, Fratres Nazionale PRIMO PIANO · Febbraio 2010 C’è dono e dono Un po’ di dati Solo quello tendenzialmente disinteressato, come la donazione di sangue o organi favorisce davvero la diffusione di una cultura della reciprocità L e società umane si costruiscono attraverso scambi in cui è fondamentale il concetto di reciprocità. Scrive l’antropologo Marshall Sahlins che esistono tre tipi di reciprocità: la reciprocità negativa (“se posso cerco di approfittarmi di te”), la reciprocità bilanciata (“ti do se tu mi ridai”) e la reciprocità generalizzata (“ti do e confido in te”). Nell’epoca attuale si ispirano alla reciprocità negativa le società a capitalismo spinto: quelle che sfruttano le fasce deboli nella divisione internazionale del lavoro, che mercificano tutte le componenti della vita (acqua, aria, salute, sessualità, informazione) e adottano criteri di razionalità (utilità) di breve periodo. È in queste società che la crisi dei legami comunitari è maggiore. Per ricreare davvero senso sociale condiviso è necessario cercare forme di reciprocità generalizzata e tornare al concetto della donazione. Nel celebre Saggio sul dono (1925), Marcel Mauss osserva che il dono è un fatto sociale totale, in quanto attraverso i tre momenti fondamentali del dare, ricevere (accettare) e ricambiare, crea e rinforza i legami sociali. Negli oggetti donati, sostiene Mauss, esiste un’anima che li lega all’autore e che, rendendoli un prolungamento degli individui, permette di tessere una rete di rapporti interpersonali, vero cemento della società. Ma anche nel concetto di dono si celano ambivalenze e asimmetrie. Se infatti la definizione di Mauss è onnicomprensiva, ad un’analisi più attenta si possono rilevare: a) doni che mirano a creare obblighi nel ricevente (es. fare un dono di valore con l’aspettativa di un ritorno); b) doni che mirano ad affermare la superiorità del donatore (es. il parente ricco che si fa bello col parente povero); c) doni tendenzialmente disinteressati (es. la maternità; donare sangue o organi). È evidente che, pur se tutti i tipi di dono concorrono a rafforzare i legami sociali in quanto creano vincoli difficilmente eludibili, solo il terzo tipo di dono favorisce una cultura di reciprocità generalizzata. Se, però, è vero che il dono della madre verso il figlio esprime un legame fortissimo tanto in senso istintivo ed emotivo quanto razionale, tuttavia non è detto che esso si estenda al di fuori dell’ambito familiare, che non diventi cioè particolaristico, senza allargarsi in senso universale all’intera società. Cosa diversa è il dono di sangue o di organi. Infatti, pur accompagnandosi talvolta all’aspettativa di piccoli vantaggi (in futuro potrei averne bisogno anch’io, ricevo analisi mediche gratuite, mi faccio ammirare dagli altri, ecc.), in questo caso le modalità della donazione (volontaria e anonima: senza cioè conoscere in anticipo il nome del destinatario, che potrebbe anche essere il mio nemico) ne fanno un fenomeno veramente solidaristico in senso universale. Roberto Segatori Università di Perugia In Toscana le donazioni di sangue sono in costante aumento: nel 2008 si sono registrate oltre 225mila donazioni (più 3,3% rispetto al 2007), mentre l’indice di donazione, cioè il numero di donazioni procapite è stato 1,86 ed i nuovi donatori sono aumentati del 6,3%. Questi dati collocano la Regione Toscana in quarta posizione in Italia. La Toscana è, invece, la regione italiana con la più alta percentuale di donatori di organi. Nel 2008 sono state 263 le segnalazioni e sono stati utilizzati gli organi di 114 donatori. I donatori effettivi per milione di popolazione sono 48, contro una media nazionale di 21,4. Il tasso di opposizione alla donazione si attesta al 28,6%, inferiore alla media nazionale del 30,3%. Nel 2009 sono stati effettuati in Toscana 230 trapianti: 97 di fegato, 104 di rene, 15 di cuore, 13 di pancreas-rene. Risultati importanti raggiunti anche grazie al lavoro e alla presenza capillare delle associazioni. In Toscana si contano ben 583 organizzazioni di volontariato attive nell'ambito della donazione, la gran parte delle quali raccolte in sei sigle: Adisco, Aido, Admo, Anpas, Avis, Fratres. Fonti: Regione Toscana, Cesvot MOTO DONATORIO. DONA E PASSAPAROLA. 9dcVgZhVc\jZhVakVbdaiZk^iZ/Va^bZciVZY^[[dcY^^abdidYdcVidg^d# AV[dgoVY^X]^YdcVbjdkZVcX]ZiZ# FjZhiV[dgoVh^Vbdcd^/YdcVZeVhhVeVgdaV mmm$Wl_i$_j%jeiYWdW Introdotte nel 2002 le linee guida sui rischi per i donatori Donazione e trapianti di organi, più sicurezza e qualità D al 2005 la Regione Toscana ha avviato e consolidato la collaborazione tra il Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza dei Pazienti (Grc) e l’Organizzazione Toscana Trapianti (Ott), al fine di promuovere lo sviluppo di iniziative specifiche per la sicurezza dei pazienti all’interno dei percorsi di donazione e trapianto di organi e tessuti. L’evento ‘sentinella’ del trapianto di organi da donatore affetto da Hiv avvenuto nel febbraio del 2007 ha rafforzato ed accelerato la collaborazione tra i due organismi, consentendo una gestione tempestiva ed efficace delle conseguenze dell’evento. L’attività trapiantologica è caratterizzata da elevati livelli di complessità e di integrazione tra parti diverse del sistema sanitario: elevata complessità in quanto ogni attore svolge molti compiti specifici ed intrattiene relazioni a vari livelli con altri soggetti del sistema sanitario; elevata integrazione in quanto per il successo e la sicurezza del trapianto è necessario che ogni attore garantisca una prestazione efficace in tempi brevi per consentire l’attivazione delle fasi successive del percorso. La complessità richiede un’attenta gestio- ne dei rischi, tanto più in una realtà come quella toscana in cui, grazie al lavoro dell’Ott, c’è stato un notevole aumento qualitativo e quantitativo della donazione di organi, tessuti e cellule staminali, che ha consentito di restituire la salute ad un numero sempre maggiore di pazienti negli ultimi anni. Peraltro, le problematiche relative alla sicurezza e qualità dei trapianti hanno già trovato una prima risposta mediante l’introduzione nel 2002 delle linee guida sui livelli di rischio del donatore: l’idoneità del donatore è sempre relativa alle condizioni cliniche del ricevente, mediante un’attenta valutazione dei rischi potenziali della donazione a fronte dei benefici prevedibili per i pazienti trapiantati. L’attuazione di tale processo di valutazione e minimizzazione dei rischi ha consentito in questi anni la crescita costante dell’attività trapiantologica ed il miglioramento della qualità della vita dei pazienti trapiantati. Tommaso Bellandi Regione Toscana Centro Gestione Rischio Clinico .: LIBRI & LINK :. Perché donare?, Crs-Regione Toscana 2009 (disponibile in 8 lingue su: www.cesvot.it >pubblicazioni>altre pubblicazioni). L’altro in me. Dono del sangue e immigrazione fra culture, pratiche e identità, a cura di A. Fantuzzi, Avis 2008. Condividere la vita. Donazione e trapianto di organi e tessuti. Conoscenze, opinioni, vissuti psicologici, a cura di G. Trabucco e G. Verlato, Cortina 2005. www.trapianti.ministerosalute.it www.salute.toscana.it www.trapianto-giornatanazionale.it www.donareilsangue.it www.associazioni.prato.it/adisco/ www.admo.it www.fratres.toscana.it www.anpastoscana.eu www.avis.it/toscana www.aido.it INTERVISTA A Simona Carli, direttore Crs-Centro Regionale Sangue “Un modello di rete omogeneo e integrato con le istituzioni e il volontariato” Il ruolo strategico delle associazioni nella promozione della donazione, nella fidelizzazione, tutela e creazione di coscienza civica Che cosa è il Crs? Il Sistema Trasfusionale Toscano costituisce un modello di rete i cui nodi principali sono rappresentati da strutture trasfusionali, associazioni di volontariato e aziende sanitarie. Il Crs, che fa parte del settore Governo clinico della Regione Toscana, è il fulcro della rete e ne rappresenta lo strumento di governance. Con i servizi trasfusionali e le associazioni programmiamo la raccolta di sangue e plasma, in modo da soddisfare le necessità in un’ottica di autosufficienza: quello che conta non è che il “mio ospedale” abbia abbastanza sangue ma che nessun cittadino si veda negata una terapia per mancanza di sangue. Il Crs è anche la competent authority per la donazione di sangue del cordone ombelicale. Della donazione di organi e tessuti si occupa, invece, l’Organizzazione Toscana Trapianti (Ott), anch’essa all’interno del Governo Clinico e articolata sul territorio con un governo regionale. Quali sono le politiche regionali per quanto riguarda la donazione? Come dicevo, la politica sanitaria regionale si basa sui concetti di rete e collaborazione. In tema di donazione ciò ha significato passare da eccellenze cliniche regionali ad un sistema che svolge un ruolo ‘sovraziendale’, trasparente ed omogeneo, integrato con le istituzioni, i professionisti e con il mondo In prima pagina la copertina dell'opuscolo Perché donare? pubblicata dalla Regione Toscana. La foto a pagina 4 ritrae un momento del corso "La donazione tra responsabilità e competenza". dei donatori attraverso le loro associazioni. Questo modello, seguito sia per il sangue che per i trapianti, ha portato la Toscana a raggiungere ottimi risultati assicurando le cure necessarie ed alti livelli di sicurezza e qualità per donatori e riceventi, anche se ovviamente abbiamo ancora molto da fare. E il ruolo delle associazioni di volontariato? Le associazioni rappresentano un insostituibile punto di forza. Rivestono un ruolo strategico nella promozione della donazione e, nel caso del sangue, nella fidelizzazione e tutela dei donatori, nel contributo attivo e responsabile alla programmazione delle attività di raccolta. Garantiscono donatori volontari, anonimi, gratuiti, consapevoli e periodici. Le associazioni sono inoltre uno strumento fondamentale per creare coscienza civica e capitale sociale. Da pochi giorni si è concluso il corso “La donazione tra responsabilità e competenza”. Come valuta questa esperienza? Molto interessante fin dalla sua ideazione. E’ stato molto costruttivo confrontarci sul ‘perché’ di questo corso. Personalmente sentivo l’esigenza di un momento di confronto tra le associazioni su temi condivisi nella speranza che, pur nella differenza, trovassero un terreno comune di azione facilitando il lavoro di tutti. Inoltre è stato importante che i rappresentanti delle associazioni abbiano avuto modo di entrare nei meccanismi di funzionamento e organizzazione sanitaria. Anche per noi è stata un’esperienza formativa perché abbiamo potuto vedere il nostro lavoro “dalla parte di là”, un “di là” informato e partecipe, sempre più alleato e attore del sistema. Cristina Galasso Settore Comunicazione Cesvot Il sostegno di Cesvot e le iniziative delle associazioni toscane Il futuro della donazione? Giovani e immigrati O tto lingue per spiegare a tutti i cittadini Perché donare. Questo il titolo della guida alla donazione di sangue pubblicata da Crs e Regione Toscana in collaborazione con Avis, Anpas, Fratres e Adisco. Tradotta grazie all’idea e al contributo della Delegazione Cesvot di Prato, la guida è consultabile anche su www.cesvot.it. Sempre a Prato la Delegazione Cesvot, in collaborazione con numerose associazioni, ha organizzato lo scorso ottobre una due giorni sulla cultura del dono e la donazione come atto consapevole. La donazione in una società multiculturale è stato anche il tema del- l’iniziativa “Il sangue non ha colore: insieme per donare” promossa il 5 dicembre dalla Delegazione Cesvot di Empoli in collaborazione con Avis, Anpas, Fratres. Avis sia a livello regionale che locale promuove da tempo iniziative a favore della donazione dei cittadini stranieri. La più recente è “Il legame del sangue senza confini”, due incontri promossi con il sostegno di Cesvot e in collaborazione con l’Associazione Donatori del Marocco e la Federazione Internazionale Organizzazioni dei Donatori del Sangue. Dal 2004 ad og- gi, invece, cinque sezioni provinciali di Admo hanno partecipato al progetto “Scuola e Volontariato”, promosso da Cesvot e realizzato da Cnv. A Pistoia, Grosseto, Livorno, Massa-Carrara e Pisa i volontari hanno incontrato gli studenti delle scuole superiori per informarli sulla donazione del midollo osseo e promuovere il volontariato in questo ambito. Al progetto partecipa fin dal 2003 anche Adisco Toscana che a livello nazionale ha lanciato un concorso per il miglior progetto sull’attività di raccolta del sangue cordonale. Scadenza 28 feb- braio 2010. Ai giovani era dedicato anche il “Dai Sangue Day” di Anpas Toscana che, per la prima volta nella nostra regione, ha organizzato a novembre una raccolta straordinaria di sangue presso l’Università di Firenze. Numerosi, infine, i progetti di formazione realizzati con il sostegno di Cesvot, come quello per reclutatori di nuovi donatori inaugurato il 15 gennaio dalla Fratres di Monsummano Terme e “Saper fare, saper essere”, il corso regionale che Aido Toscana lancerà nei prossimi mesi. ESPERIENZA · Febbraio 2010 La donazione tra responsabilità e competenza Intervista a Monica Focacci, una delle partecipanti al corso regionale I l 23 gennaio si è concluso il corso regionale “La donazione tra responsabilità e competenza”, promosso da Cesvot con le associazioni regionali di Adisco, Admo, Aido, Anpas, Avis e Fratres, in collaborazione con la Regione Toscana. Tra i 70 partecipanti al corso, rivolto ai dirigenti delle associazioni di volontariato, c’era Monica Focacci, alla quale abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza e le sue impressioni: 43 anni, impiegata in una ditta di spedizioni internazionali, vive a Calenzano e nel tempo libero si dedica al volontariato e al teatro. Temi e numeri del corso zio sanitario regionale, nazionale ed europeo. Mi sono resa conto di quanto sia fondamentale e necessario il ruolo delle associazioni di volontariato in questo ambito. Sebbene abbia già partecipato a numerosi corsi di formazione, da questo corso ho appreso tante informazioni utili e nuove che credo mi aiuteranno ad ampliare il mio raggio d’azione all’interno dell’associazione. Perché hai deciso di partecipare al corso? Ho deciso di partecipare al corso, nonostante l’impegno a lungo termine, perché sembrava molto interessante. Nella mia associazione, che si occupa di donazione del sangue, era più volte emersa l’esigenza di una Il corso è stato organizzato “speciale” formazione, un bisograzie alla collaborazione gno di “istruzione” che potesse di sei associazioni regionali migliorare e rendere più costrutattive nell’ambito della dotive le nostre azioni di volontari, nazione. Come valuti questo che sono dettate da molta buona aspetto? volontà ma talvolta da poca organizzazione e consapevolezza. E’ stato un aspetto molto inteIl corso è andato anche al di là ressante che ci ha messo anche delle mie aspettative: si è rivealla prova, soprattutto durante il lato d’altissima qualità sia nei ‘lavoro’ pomeridiano in gruppi. contenuti sia nella preparazione Il fatto di aver partecipato ad CAMPAGNA NAZIONALE DI COMUNICAZIONE dei docenti che sono stati semaltre esperienze in cui forte era DONAZIONE E TRAPIANTO DI ORGANI pre molto chiari ed efficaci pur il lavoro in rete mi ha facilitato, toccando temi delicati e comnon era infatti il solito corso plessi. cui si partecipa passivamente. Il confronto è stato utile e importante perché eravaQuali aspetti ti sono sembrati più interessanti mo persone provenienti da esperienze e associazioni e utili? diverse ma allo stesso tempo tra ‘pari’. Insomma è Nella mia associazione ricopro la carica di tesoriere stata un’esperienza molto formativa che sono certa e per due mandati ho fatto parte del Collegio dei avrà una ricaduta anche nell’attività delle singole Revisori, quindi anche per il tipo di attività che svol- associazioni. go ho trovato particolarmente interessante la parte dedicata all’organizzazione sanitaria, alle politiche Cristina Galasso sanitarie, al quadro normativo e finanziario del servi- Settore Comunicazione Cesvot Donazione: pregiudizi e poca informazione C osa pensano gli italiani della donazione di sangue e di organi? A questa domanda ha cercato di rispondere Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, con due inchieste condotte nel 2008 e 2009. Riguardo alla donazione di sangue, su 2131 persone intervistate, donatori e non, la metà ha dichiarato che non si presterà mai ad una trasfusione, il 30% afferma esplicitamente per pigrizia. Tra le altre ragioni indicate per non donare: paura delle siringhe o di contrarre una malattia. Sorprese anche sul fronte delle motivazioni che spingono a farlo: il 14% per migliorare la propria autostima, il 18% per curiosità, il 24% per fare le analisi del sangue. Il 59% perché è una buona causa. Per il 74% dei donatori intervistati la carenza d’informazione è alla base della scarsa partecipazione di chi non ha mai donato. E poi solo il 47% degli intervistati sa che si può donare anche solo una parte del sangue (plasma, piastrine). Uno su tre è a conoscenza del fatto che il gruppo 0 è il più diffuso in Italia, poco più di uno su cinque sa che il gruppo sanguigno più raro è l’AB. Per ciò che riguarda la donazione degli organi, due italiani su tre si dichiarano favorevoli: la più alta percentuale in Europa. Il 32% si dichiara donatore ma ancora pochi lo mettono per iscritto e chi lo fa non porta quasi mai con sé il documento che attesta questa volontà. Come nel caso del sangue, anche per la donazione di organi rimangono comunque timori (come la paura di non essere morti al momento dell’espianto o l’incertezza sulla volontà dei propri cari) e disinformazione. Il 45% degli intervistati denuncia, infatti, una lacuna informativa sull’argomento. Le due inchieste sono consultabili su www.altroconsumo.it Il corso regionale “La donazione tra responsabilità e competenza” (Firenze, 17 ottobre 2009-23 gennaio 2010) si è aperto con un seminario dedicato al quadro normativo, alle politiche sanitarie in ambito regionale, nazionale ed europeo e al ruolo del volontariato in ambito socio-sanitario. Relatori Aldo Ancona della Conferenza Stato Regioni e Andrea Salvini dell’Università di Pisa. Il secondo seminario si è concentrato sui percorsi regionali di donazione e trapianto e sui temi della qualità e della sicurezza. Sono intervenuti Riccardo Tartaglia e Sara Albolino del Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza della Regione Toscana e Simona Carli del Centro Regionale Sangue. Agli aspetti etici, sociali e psicologici della donazione era, invece, dedicata la terza giornata condotta da Roberto Segatori dell’Università di Perugia. Come comunicare in modo efficace la cultura della donazione? Questo l’interrogativo che ha mosso l’ultima giornata del corso, con visione di filmati a cura dell’associazione Adee e laboratori condotti da Andrea Volterrani dell’Università Tor Vergata di Roma e Gaia Peruzzi dell’Università La Sapienza di Roma. Oltre ai seminari, il corso prevedeva laboratori e lavori di gruppo ed ha registrato un alto numero di partecipanti provenienti da tutte le realtà associative partner del progetto formativo: 70 gli iscritti, 36 uomini e 34 donne, 50 anni l’età media (7 gli iscritti dell’associazione Adisco, 8 di Admo, 14 di Aido, 10 di Anpas, 16 di Avis, 14 di Fratres). Gli atti del corso, con immagini e interviste, verranno presto diffusi in forma cartacea e dvd. Per ulteriori informazioni: Cesvot - Settore Formazione, email: [email protected], tel. 0552717354. Inserto redazionale di Aut&Aut Via Ricasoli, 9 - 50122 - FIRENZE Tel. 055.271731 - Fax 055.214720 E-mail: [email protected] Direttore Marcello Bucci Comitato di redazione Patrizio Petrucci, Cristiana Guccinelli, Cristina Galasso, Rosa Rovini, Maria Teresa Capecchi, Olivia Bongianni, Osman Hallulli Progetto grafico Rodolfo Marinaro Redazione Comunica srl viale Giovine Italia, 17 - 50122 FIRENZE Tel. 055.2645261 - Fax 055.2645277 e-mail: [email protected] Prodotto realizzato nell’ambito di un sistema di gestione certificato alle norme ISO 9001: 2000 da Cisqcert con certificato n. 04.1035 Compila il questionario di soddisfazione su www.cesvot.it (AREA 'PUBBLICAZIONI')