NUMERO 11 NOVEMBRE 2012 - ANNO 54 L’onda blu invade Salerno GIOVANNI MORELLO PERIODICO MENSILE DEL MASCI (MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI) DI EDUCAZIONE PERMANENTE, PROPOSTA E CONFRONTO SPEDIZIONE IN A.P. 45% ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 DAL C.M.P. PADOVA EURO 2,00 LA COPIA EDITORE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITA’: Strade Aperte Soc. coop. a.R.L., Via Picardi, 6 - 00197 Roma, www.masci.it SOMMARIO IN ULTIMA PAGINA Prendiamo a prestito il suggestivo titolo di un quotidiano locale per titolare anche noi questa breve cronaca dell’incontro “Piazze, Trivi e Quadrivi”, tenutasi a Salerno dal 19 al 21 ottobre scorso. L’incontro “Piazze, Trivi e Quadrivi” è stato senza dubbio una interiore occasione di crescita per il nostro movimento. Il MASCI si è presentato, all’interno ed all’esterno, non come ripiegato su se stesso ma aperto verso il nuovo, gli altri, la Chiesa e la società in un rinnovato impegno di servizio e di educazione degli adulti. Abbiamo ascoltato, cantato, scambiato esperienze, amicizia e solidarietà: certamente siamo tornati nelle nostre Comunità non soltanto soddisfatti, ma anche arricchiti. Notevole l’impegno delle Regioni che hanno presentato nei Trivi, per le strade della città, i loro “Poli di eccellenza”, in cui abbiamo potuto constare la vitalità del movimento ed il suo impegno di “Cuore, Città, Creato”. I foulard blu del MASCI, e quelli più chiari, celesti, dell’organizzazione mondiale dell’ISGF, hanno colorato il lungomare e le strade del centro storico di Salerno: una città inondata di sole, di cordialità e accoglienza da parte dei cittadini e dell’Amministrazione comunale, di genero impegno da parte fratelli della Campania, a cui era affidata la complessa macchina organizzativa, supportata dal Comitato Esecutivo, che nel suo complesso ha funzionato a dovere. Le comunità campane ci hanno regalato anche le melodie coinvolgenti delle canzoni napoletane ed il sorriso, talora amaro, di testi significativi del suo teatro, nel colorato e divertente spettacolo della serata inaugurale, ma anche le meditate parole della Veglia della sera di sabato, accompagnata dalle belle musiche dell’orchestra giovanile della scuola media di Angri. Eravamo in tanti, per l’esattezza 750, più dei settecento preventivati, ma non siamo stati soli. Oltre ai cittadini di Salerno che si sono avvicinati agli stand dei Trivi, dei Quadrivi, delle Ambasciate, abbiamo avuto importanti compagni di strada che hanno trascorso con noi, in tutto o in parte, queste giornate, e che doverosamente ci sentiamo di ringraziare. In primo luogo il Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca e l’arcivescovo mons. Luigi Moretti, che sono stati più volte insieme a noi offrendoci testimonianze e riflessioni, ben accolte dai partecipanti. E poi ancora: Flavio Lotti, Presidente della Tavola della Pace, Cecilia Dall’Oglio, Coordinatrice FOCSIS, Paola Dal Toso, Segretaria Generale della Consulta delle Aggregazioni laicali della CEI, Giovanni Bachelet, Deputato al Parlamento, Carla Collicelli, Vice direttore CENSIS, Piero Badaloni, noto giornalista della RAI, Antonio M. Mira, di Avvenire, Francesco Marabotto, dell’Agenzia ANSA, Marisa Diana, molti di loro di provenienza scout, insieme agli ospiti e agli amici invitati dalle Regioni. Ben rappresentato il mondo scout con la Presidente dell’AGESCI, Marilina La Forgia, e Michele Pandolfelli, responsabile del Centro Documentazione AGESCI, insieme ai responsabili regionali dell’AGESCI e della FSE, Fabio Sassi D’Elia, responsabile nazionale Foulard Blanc, a Massimiliano Costa, Presidente del Centro Studi Mario Mazza, al Centro Studi “Esperienze e Progetti”, alla Compagnia di San Giorgio, alla Rete dei Centri Scout, ad “Eccomi”, a “Sala” e alle tante realtà, imprese e impegni di solidarietà che rendono viva la vita del MASCI. Da Salerno non portiamo via soltanto i ricordi e le testimonianze di vite significative, ma anche l’impegno di far fruttificare questa bella esperienza. Uno dei primi frutti sarà, lo speriamo ardentemente, la nascita di una Comunità MASCI a Salerno che è in fase di costituzione, ringraziando anche per questo Nico Mazzeo, che ci è stato assai vicino nella preparazione e nella realizzazione di “Piazze, Trivi e Quadrivi”, insieme a Carmine Zobel, Segretario regionale, e Pino Romeo, Consigliere nazionale, a cui era affidato l’impegnativo compito organizzativo. (Le foto di questo numero, che illustrano i momenti significativi di “Piazze, Trivi e Quadrivi”, sono di Lorena Accollettati, Carlo Bertucci, Ferdinando De Luca, Giovanni Morello, Lucio Nigro, Dora Gianpaolo, Andrea Tappa). NOVEMBRE 2012 Nuove Comunità Benvenuto alla Comunità di Ladispoli 2 La Comunità M.A.S.C.I. è nata da poco che abbiamo liberamente commentato - fare strada nella Città, cercando di a Ladispoli, ridente cittadina balneare ed in cui ci intendiamo identificare. dare un contributo al miglioramento vicino Roma, per iniziativa, dapprima, Recentemente quattro di noi hanno della vita sociale, politica e religiosa di alcuni fratelli scout dell’AGESCI ai rinnovato la propria Promessa, mentre della nostra città; quali si sono aggiunti genitori e altre altrettanti l’hanno pronunciata per la - fare strada nel Creato, aiutando in persone comunque vicine allo scauti- prima volta, nel Santuario della Ma- modo significativo a salvaguardare il smo. Attualmente è costituita da otto donna di Ceri, che abbiamo elevato a nostro ambiente; elementi, ritratti nella foto. nostra Protettrice, davanti all’Assisten- - fare strada nel Cuore, rafforzando la Apparteniamo alla grande famiglia del- te Ecclesiastico Don Giuseppe Colaci, nostra fede, poiché siamo fermamente lo scautismo e ci riconosciamo nei va- al Segretario Regionale del Lazio, Fe- convinti che ogni scout, così come ci lori espressi dalla Promessa e dalla Leg- derico Calcagnini, ed a Franco Nerbi, ha insegnato Baden-Powell, deve avere ge scout. Siamo convinti che la nostra nostro “pilota”. un rapporto speciale con Dio. proposta sia valida per ogni persona che Alla luce di queste prime esperienze, Per questo motivo ci rivolgiamo a tutti non consideri l’età’ adulta un punto di la nostra Comunità si augura di riu- coloro che, anche se si avvicinano per arrivo, ma voglia continuare a crescere scire, nel miglior modo possibile e, la prima volta allo scautismo da adulti, per dare senso alla vita ed operare per come diceva Baden-Powell, fondatore intendono impegnarsi spontaneamen- un mondo di pace, più libero e più giu- dello scautismo, “facendo del nostro te e gratuitamente, in forma personale sto. Nel corso dei nostri primi incontri meglio” ad incamminarci verso le tre comunitaria, a vivere e a testimoniare abbiamo preso visione dello Statuto, C del nostro metodo (cuore – creato - nella società gli ideali dello scautismo del Regolamento e del Patto Comu- città) che si fonda sul tripode del rove- e continuare a fare educazione perma- nitario che disciplinano il M.A.S.C.I., rismo (comunità, strada, servizio): nente. STRADE APERTE Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 Gli Adulti Scout del Masci: Chi, Quando, Perchè La meravigliosa avventura di Salerno mo le camicie sporche del sudore della sguardo di un bambino. è iniziata con degli interrogativi. Ogni strada e del servizio. Camicie stropic- E. L’Adulto Scout è una persona com- partecipante, appena giunto, poteva ciate dall’impegno e dalla responsa- petente per trasmettere il proprio sa- scegliere una busta di colore in cui era bilità. Con queste camicie scendiamo pere contenuta una domanda a cui dare oggi nelle Piazze, nei Trivi, nei Qua- È uno che sa stare insieme agli altri, una risposta. Le risposte sono state nu- drivi a percorrere e a testimoniare la prendendoli per mano merose e sparpagliate, ma tutte signifi- nostra strada. Uno che vive la storia con spirito di cative. Queste risposte, opportunamen- E. Noi non abbiamo segreti, perché servizio te elaborate da Ambra Cusin e Ernesto questi hanno il sapore della doppiezza Albanello, sono state poi presentate da- e dell’ipocrisia, hanno il senso del bi- A. È uno che crede nel futuro ed è se- gli stessi a tutti i partecipanti all’inizio sbigliato solo a pochi. Le verità invece gno di speranza della seduta di apertura dei lavori, in vanno urlate a tutti. I segreti segrega- Uno che non si sente mai arrivato forma dialogata. no mentre le verità liberano. Un vecchio sempre più vecchio, fuori Ecco alcune delle vostre risposte. dal contesto sociale … se tutto rimane E. Chi è l’Adulto Scout del domani ? come adesso ! A. Perché deve uscire allo scoperto ? CHI E. Quando questa trasformazione av- A. L’Adulto Scout è una donna e un E. È chi riesce ancora a meravigliarsi verrà ? uomo di pace: un uomo libero guardandosi intorno Una persona che ha il coraggio di an- È chi sa servire senza attendersi un A. Noi non abbiamo camicie bianche, dare “oltre” grazie non portiamo camicie intonse. Abbia- Uno che guarda il mondo con lo È un testimone dell’impegno verso gli STRADE APERTE 3 NOVEMBRE 2012 Piazze, Trivi, Quadrivi ultimi E. Avverrà quando ci sarà meno politi- sacrestia A. È una risorsa per la società futura ca e più umiltà A. Perché non deve esserci timore per E. ma anche speranza di cambiamento Il tempo si è fatto breve la critica Perché c’è bisogno di credenti credi- A. un tipo supertosto ? A. È già cominciato bili E. una persona attenta al cambiamento E. Spero nei miei nipoti Perché deve essere esempio di cittadi- dei tempi pronto ad essere profetico nanza attiva nel rispetto della legalità A. È un lungo cammino che non fini- A. Voglio essere io sce mai E. Perché deve vivere il mondo E. lo saranno i bambini di oggi E. la parola d’ordine è una sola: aper- Perché “Estote Parati” continua ad es- ma anche colui che esplora nuove stra- tura-ricambio generazionale sere di moda de A. Insomma rottamarsi ? Perché vogliamo che la gestione della E. deve esserci più coraggio ad esporsi nostra società cambi A. Che si mette continuamente in di- A. Sta già avvenendo decisamente e scussione, consapevole del suo ruolo lentamente A. Perché la società di oggi lo richiede nella società E. avviene quando riusciamo tutti ad E. Uscire allo scoperto è servizio E. Colui che guarda a Cristo come a essere più onesti e a dimostrare la no- colui che dà un senso alla vita stra identità Colui che della strada va una virtù A. Perché speriamo di portare alla luce qualcosa di pulito e vero A. Colui che si adopera attivamente A. Quando tutti prenderanno coscien- E. nella propria formazione za di essere inseriti in una realtà uni- gno di me che ho 76 anni che è capace di stupore e solidarietà versale E. Colui che continua a remare E. quando le galline faranno chicchi- A. Perché libertà è partecipazione richi E. Perché non puoi stare a guardare A. pur avendo la barca a motore Perché la missione è tra la gente nelle A. Spero molto presto QUANDO perché il mondo ha ancora biso- strade e tra le cose E. Quando ci crederemo veramente A. Ma Ernesto quando avverrà questa trasformazione ? E. Quando avremo coraggio di accet- A. Perché è tempo di essere attivi e A. Quando ci sarà un po’ meno di no- presenti stalgia Perché è tempo di essere testimoni vi- E. E un po’ più di apertura. sibili di speranza tare questa sfida E. Perché devi diventare protagonista Quando la Comunità sarà al centro del PERCHÉ Movimento E. Ma perché l’Adulto Scout deve Solo questa rivoluzione copernicana uscire allo scoperto ? A. Perché per passare alle cose ultime può portare visibilità e sviluppo A. Per testimoniare con la vita i valori E. Bisogna fare prima le penultime e non spettatore in cui crede 4 A. Penso che la trasformazione sia già Perché il MASCI non è un ghetto A. Perché noi non abbiamo peli sulla attiva, visto il gran numero di parteci- Per distinguersi dalla gente che non lingua panti a questo evento crede a niente E. e vogliamo continuare lo scautismo Mai !, dice qualcuno; a 69 anni o a 72 E. Per guardare attorno a sé e giocarsi in tutte le stagioni della vita per dimo- anni; dire: invece totalmente strare che non conta l’età anagrafica presto” Per essere semplicemente coerente con per continuare a giocare Forse avverrà questa trasformazione se stesso quando saremo pronti a dare a chi non Perché il laico, come dice il Concilio A. Perché questo è il MASCI ha Vaticano II, deve uscire e non stare in A.-E. Se non ora quando ? Adesso ! “speriamo molto STRADE APERTE NOVEMBRE 2012 Piazze, Trivi, Quadrivi “O voi tutti assetati, venite all’acqua...” RICCARDO DELLA ROCCA Presidente Nazionale “O voi tutti assetati, venite all’acqua, …. …. voi che non avete denaro venite; com- Questo è il compito dell’educazione. La prima traccia alla quale abbiamo prate e mangiate; venite comprate sen- Questa sfida, questa situazione “antro- lavorato è stata sullo Scautismo per za denaro, senza pagare vino e latte” pologica” rende sempre più evidente adulti, ma oggi forse preferiremmo (Isaia 55,1-3). la centralità del tema dell’educazione dire “Scautismo per tutta la vita”. Da Alghero a Salerno, da Elia a Isaia, degli adulti Dobbiamo, tutti noi adul- Mentre riflettevamo, mentre ci accin- un salto al di qua del mare, un salto di ti, imparare a camminare sulle nostre gevamo a scrivere la nostra traccia, più di 150 anni, ma il tema è sempre gambe, a rialzare la testa, a spezzare mentre raccoglievamo i diversi contri- lo stesso: “mangia” diceva l’angelo ad le catene, a infrangere gli idoli che ci buti ci diventava sempre più evidente Elia, “mangiate” dice il profeta Isaia. illudono, per noi credenti a proclama- come la storia dello scautismo e del Ma se l’invito ad Elia era a riprendere re che solo Dio è il Signore. Ed è di guidismo si intrecciasse intimamente il cammino, l’invito di Isaia è alla con- questo che vogliamo riflettere in que- con gli snodi più significativi della sto- divisione ed alla gratuità. sti giorni. ria della società e del mondo. Ma non è solo la condivisione e la gra- …… …. tuità dei beni materiali, è la condivi- In questi due anni abbiamo lavorato B-P nel pieno della seconda rivoluzio- sione e la gratuità come atteggiamento a queste tracce, le abbiamo condivise, ne industriale intuisce l’importanza di generale di vita e verso la storia. oggi vogliamo offrirle ad un impegno offrire ai giovani dei sobborghi delle Solo la condivisione e la gratuità pos- più vasto, per aprirci a nuove prospet- città inglesi un ambiente dove valoriz- sono offrire la speranza negli anni della tive, per essere veramente “risorsa di- zare la propria esistenza, dove trovare crisi. sponibile”. strade per essere protagonisti e ricer- Viviamo giorni difficili; in occasione Questo è il senso di questa esperienza care una felicità autentica, liberandoli del centenario dello scautismo, riflet- che oggi si apre, un’esperienza che non così dall’alienazione, dalla subalternità tendo sulla condizione degli adulti, è solo “per noi” ma per tutti coloro culturale, dal degrado; per questo offre dicevamo che sembrava caratterizzata che vorranno incontrarci, che vorran- loro esperienze originali ed affascinan- dalla precarietà, dall’insicurezza, dal no fare un tratto di strada con noi, con ti. Un’intuizione profetica. Come pro- disorientamento. quanti sono disponibili all’ascolto e al fetici sono stati alcuni passaggi della dialogo. Per questo l’abbiamo chiama- storia dello scautismo e del guidismo Oggi nel pieno della più grave crisi ta Piazze, Trivi e Quadrivi. cattolico italiano. che l’occidente abbia conosciuto si ag- Un esperienza che non è nel chiuso di ….. giungono sentimenti profondi di im- quattro mura ma nelle strade e nelle Un cammino di più di 100 anni di in- potenza e di sfiducia nel futuro. piazze di questa città; piazze che ab- tuizioni formidabili. Abbiamo vissuto una lunga stagione biamo voluto dedicare a donne e uo- Oggi una nuova sfida attende lo scau- segnata dall’individualismo, dalla ri- mini che sono stati capaci di sognare e tismo ed il guidismo italiano, una mis- cerca del piacere, dal successo perso- di realizzare i loro sogni e che per rea- sione importante: lo “scautismo per nale, spesso dall’egoismo, oggi occor- lizzare questi sogni sono stati disposti tutta la vita”. re riscoprire la solidarietà contro ogni a pagare prezzi altissimi fino al dono Fino a non moltissimi anni fa la con- individualismo. della propria vita. clusione dell’età evolutiva coincideva STRADE APERTE 5 Piazze, Trivi, Quadrivi con l’inizio della vita adulta: la fine presenza piena dello scautismo de- mini che seguendo tracce faticosamen- degli studi, il militare, il matrimonio gli adulti, potrà addirittura nascere te definite, sulla base di un programma e cominciava una vita senza grandi un’unica associazione che abbia al suo per il presente e di un progetto per il cambiamenti : il matrimonio era per interno giovani e adulti, che non limiti futuro offre una opportunità per gesti- tutta la vita, si conservava non solo il la presenza degli adulti a “risorsa per i re il cambiamento. lavoro ma “quel” posto di lavoro, per giovani”, ma che, distinguendo netta- Qui il senso della nostra missione di lo più si votava sempre lo stesso parti- mente gli ambienti giovanili da quelli partecipare ad uno “scautismo per tut- to,…Questo ha portato a credere che adulti, sappia realizzare una proposta ta la vita” con lo specifico dell’educa- la funzione dell’educazione terminasse di “educazione per tutta la vita”. zione degli adulti; qui è la nostra iden- con l’inizio della vita adulta, pensiamo Siamo consapevoli che qualunque sia tità e la nostra diversità, per questo ci agli appassionati dibattiti della branca la strada che verrà intrapresa sarà una rivolgiamo a quanti sono disponibili Rover sulla Partenza e sul suo signifi- strada di grande cambiamento; per ad assumere un compito per l’oggi ed cato educativo. parte nostra noi siamo disponibili a una visione per il domani nella società Oggi il mondo è cambiato: non è più cambiare, siamo disponibili a cambia- e nella chiesa italiana. chiaro quando abbia inizio l’età adulta re le nostre regole, le nostre strutture, e questa stessa è comunque soggetta a fedeli solo alla comune Legge e Pro- continui cambiamenti. messa. (Il testo completo dell’intervento di Ric- Se quindi l’educazione è “gestione con- Il MASCI è oggi chiamato ad essere cardo Della Rocca si trova sul sito www. sapevole del cambiamento”, mai come un’ampia comunità di donne e di uo- masci.it) oggi è necessario parlare di “educazione degli adulti” e soprattutto di “educazione per tutta la vita”. Noi vogliamo mettere a disposizione dello scautismo italiano la nostra esperienza e le nostre riflessioni; le mettiamo a disposizione con la consapevolezza di essere “piccolo frammento”, le mettiamo a disposizione e con modestia, ma con dignità e senza subalternità ci rivolgiamo a quanti sono appassionati dello scautismo e del guidismo, ma ci rivolgiamo anche a tutte le donne e gli uomini che incontriamo nel nostro cammino. Non vogliamo essere i “primi della classe”, ma vogliamo partecipare ad una nuova avventura, ad una nuova missione. Se questa missione sarà accolta, non sappiamo quale futuro ci attende, quale sarà l’esito di questo cammino, alcuni di noi non lo vedranno: potrà realizzarsi una più stretta collaborazione tra le realtà associative giovanili ed adulte, potrà nascere una federazione dello scautismo italiano che veda la 6 NOVEMBRE 2012 STRADE APERTE Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 Siamo insieme nella gioia della fraternità e della preghiera P. FRANCESCO COMPAGNONI, OP appunto per rinfrescarmi le idee sui valori che condividiamo: perché noi non siamo un movimento di reduci. Noi stiamo insieme, è vero, sul ricordo ma sul ricordo di valori che tanto ci hanno movimentaPrima di partire per queste riu- to l’adolescenza e la giovinezza nioni mi prende spesso una sor- (senza magari esserne, allora, te di depressione: questi incon- stati ben coscienti): valori che tri possono essere noiosi, con con l’età scopriamo essere portanta gente che non conosco, e tatori di vita, di vita buona, per con tutto quello che ho da fare noi, per i nostri cari ed amici, e nella mia Università e nella mia per il nostro Paese ONLUS… Ma so che quando ripartirò –come avviene sempre - sarò Il nostro Paese ha bisogno di felice, soprattutto perché avrò sincerità, di far corrispondere il incontrato persone con cui con- dire e il fare, di rispetto della legdivido valori non materiali: fra- ge (cose che secondo il socioloternità, impegno, autoeducazio- go tedesco Kaufmann mancano ne anche da adulti, solidarietà, all’italianità…). espressione della nostra speran- Non solo da parte dei nostri poza per il futuro di noi fratelli e litici. Prima di tutto da parte di ognusorelle in Cristo. no di noi, di noi della base, delle società civile. Inoltre incontro, a livello perso- Uno dei pensieri fondamentanale, (qualche volta anche pro- li dell’educazione cristiana è di fondo) tante persone di ogni non dare proibito, primariamenparte d’Italia e questo è grade- te la colpa alle strutture, agli alvole, anzi gratificante, soprat- tri, agli errori del passato, … ma tutto per chi vive in una grande di iniziare da noi stessi. città dove si incontrano tanti anonimi nelle strade, sugli autoL’altro giorno uno dei miei colbus, persino nelle chiese. leghi di università, un politoloQuesti nostri incontri servono go lucano, mi diceva che questa Perché noi del MASCI siamo qui, oggi ?. O meglio perché io, uno del MASCI, sono qui e quali sono i miei sentimenti dominanti. corruzione diffusa è stata pienamente accettata da tanta gente che ne ha approfittato. E’ come la mafia: se non ci fosse tanta gente che indirettamente ne trae dei profitti, sarebbe molto più facile isolarla e poi distruggerla. Se non riusciamo a superare questo sistema familistico e criminale, dove tutti sono amici di tutti, tutto capiscono che ‘tutti tengono famiglia’ ecc., non usciremo mai da questa crisi. Dobbiamo partire dalla nostra virtù personale, perseguire lo scopo di educarci innanzi tutto moralmente. Non possiamo imitare quel mio conoscente che mi diceva: Ho preso una multa ed era giustificata. Ma io il ricorso lo faccio lo stesso perché non si sa mai… O come i ragazzi del mio ultimo clan che, nell’anno della maturità, ad una domanda precisa risposero in grande maggioranza che non avrebbero rifiutato una raccomandazione per aver un posto di lavoro… Evidente erano il riflesso di quanto sentivano in casa propria, lo assorbivano dall’ambiente che frequentavano… STRADE APERTE 7 Piazze, Trivi, Quadrivi Di questo nostro cammino umano e cristiano verso il pieno fiorire della nostra umanità e la trasparenza della nostra società italiana, fa parte la preghiera. Soprattutto la preghiera. E’ essa che ci motiva, ci da la carica per essere noi stessi, ci mette in comunicazione diretta con la fonte e il fine della vita umana. Pregare non è solo recitare formule. Qualche volta le formule sono utili e consolanti, ma la preghiera è essenzialmente e sostanzialmente mettersi davanti a Dio. Mettersi a nudo davanti a lui. 8 STRADE APERTE NOVEMBRE 2012 Evitare di giocare la comme- stati da tanti anni di passività. dia dell’auto giustificazione, dell’auto commiserazione (mol- Spero di non essere stato troppo ‘tragico’ nel mio intervento, ma to italiana direi…). quanto a serietà anche Riccardo E’ affidarsi a lui nella nostra re- non è stato da meno. altà esistenziale, è chiedergli di snidare il continuo doppio gioco che facciamo tra la nostra coscienza e il nostro comporta- Vi auguro e mi auguro di giocare questo grande gioco di tre mento. giorni in questo spirito che il Tra la nostra coscienza umana Presidente e l’Assistente Nazioe cristiana (che stiamo ben at- nale vi hanno proposto: di gioia tenti a non formare e raffinare per un rinnovamento della notroppo,….potrebbe chiederci di stra fedeltà alla Legge di B-P, cambiare qualche cosa nei nostri che è stato un uomo ed un cricomportamenti abituali !) e i stiano esemplare, nella gioia e compromessi pianificati e incro- nella serietà. Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 Scautismo per adulti: quali adulti e quale società? L’intervento del Vice Direttore del CENSIS nella piazza “Giuliana di Carpegna” CARLA COLLICELLI La lettura del volume “Un’avventura che continua, lo scoutismo degli adulti” da parte di chi si occupa di società e politiche pubbliche, non può non rimandare ad alcune domande di fondo, che discendono dai contenuti del volume e dal raffronto con le tendenze sociali. Quali adulti e quale condizione degli adulti oggi nella società italiana? Quale cultura? Quale educazione? Quali risposte che aiutino ad essere donne e uomini del nostro tempo? Lo scarto che si percepisce tra l’esperienza ed i valori descritti nel volume e quelli che emergono dalla società italiana nel suo complesso è così evidente, da indurre a due ordini di riflessioni: dapprima la descrizione dei mali di una società rattrappita (pars destruens), e poi quella delle proposte positive che emergono dalla esperienza scout (pars costruens). Molti dei problemi della società dii oggi derivano dallo sviluppo accelerato degli ultimi decenni, ed in particolare da alcuni elementi strutturali molto significativi che hanno trovato condensazione nel corso degli anni 90: - sviluppo tecnologico digitale, con la trasformazione radicale del nostro modo di comunicare, lavorare, viaggiare, decidere ed informarsi; - In ambito comunicativo, l’evoluzione delle televisioni commerciali e dei formati televisivi orientati al culto dell’immagine ed alla spettacolarizzazione della vita vissuta, sia quella privata che quella dei personaggi pubblici; - In ambito sociale, il consolidarsi del trend di allungamento della vita e le conseguenti speranza di eternità e crisi del senso del limite dell’esistenza. I tre elementi citati non sono di per sé negativi. Ciò che è mancato nei decenni scorsi è la capacità della società di attrezzarsi e rispondere con valori e politiche capaci di “volgere al bene collettivo” i cambiamenti e di farne scaturire linee di crescita armonica e umanistica della convivenza sociale. In assenza di strategie e di azioni di accompagnamento tempestivo ed adeguato delle innovazioni di cui sopra, la società le ha subite e metabolizzate sotto forma di elementi di crisi ed indebolimento: In ambito produttivo, lo STRADE APERTE 9 Piazze, Trivi, Quadrivi - Una società sempre più densa di soggettualità, ruoli e funzioni, oggetti di consumo, strumenti di comunicazione, messaggi, ecc., ha prodotto una situazione di stallo della mobilità, fisica, sociale, ed anche ideologica e comportamentale; - Allo stallo ed assenza di sani processi di sviluppo e mobilità si affianca una accelerazione fibrillatoria nei tempi di lavoro, nella attività di tempo libero, ma anche nelle opinioni, nei gusti e nelle preferenze; - Fibrillazione e densità portano all’indebolimento dei legami ed alla frammentazione sociale, da cui il cosiddetto ciclo dell’individualismo egoistico; - La proliferazione degli oggetti di consumo, in tutti i campi, genera un consumismo onnivoro e sperimentale, stemperato nelle quantità ma non nella qualità e nei valori di riferimento dalla crisi economica (dall’”usa e getta” alla “libertà come moltiplicazione” e non come scelta); - Il potere si verticalizza e vengono meno i meccanismi di rappresentanza e democrazia; - Crescono le distanze tra strati sociali diversi della società e si sviluppano le “nuove povertà” (famiglie numerose, single, solitudine, mancanza di desiderio); - Si depotenzia la funzione normativa, in quanto nel caos generale si indeboliscono, fino quasi a scomparire, i valori di vita, le figure 10 STRADE APERTE educative, il padre, l’insegnante, le norme collettive. Per quanto riguarda in particolare la cultura, viene meno il suo valore antropologico, e vengono meno gli scambi tra soggetti diversi, primi fra tutti quelli di generazioni differenti, che non si parlano quasi più. La cultura è o cultura aulica, per pochi addetti ai lavori, o comunicazione vuota e spettacolarizzata dei vissuti. L’educazione, di conseguenza, slitta verso il formalismo nozionistico, da un lato, e la trasmissione di competenze tecniche ad uso del mercato del lavoro, dall’altro, con separazione crescente tra manualità e competenza teorica, e soprattutto con la estromissione del mondo delle emozioni dal processo educativo (“L’epoca delle passioni tristi”). Lo scoutismo potrebbe costituire un buon viatico per l’avvio di una stagione di ricomposizione delle fratture descritte, e che emergono dal lavoro degli analisti sociali delle più varie tendenze ed orientamenti. Dal volume “Un’avventura che continua, lo scoutismo degli adulti” (edizioni scout Fiordaliso), presentato e discusso nell’incontro Masci di Salerno sabato 20 ottobre 2012, emergono molti spunti positivi per la ricostruzione di un tessuto sociale più umano e più attento ai risvolti ed ai necessari elementi di contrasto delle distorsioni che nascono dallo sviluppo accelerato degli ultimi decenni: - Per gli scout e per gli scout adulti l’educazione (auto- e etero) come processo di crescita con- NOVEMBRE 2012 tinuata, di adattamento ai nuovi contesti, di “movimento” continuo fino alla fine dei propri giorni, non finisce mai; - La vita va accettata ed accolta con spirito di avventura, vale a dire con apertura a ciò che sarà, senza preclusioni né pregiudizi, e piuttosto con lo sforzo di capire l’altro ed il nuovo che viene dall’altro e dal diverso, e con il coinvolgimento emotivo nei confronti delle situazioni sempre differenti che ci troviamo ad affrontare; - Nello scoutismo si apprende il valore e l’importanza dello spirito di squadra e della collaborazione di gruppo per il raggiungimento di risultati validi: da soli non si va da nessuna parte, ed occorre contrastare l’individualismo ed il soggettivismo egoistico e narcisistico; - Nello scoutismo si impara il valore della solidarietà concreta e di tutti i giorni, “lo spezzare il proprio corpo per gli altri “ (come si dice in uno dei capitoli e come richiama la simbologia dell’Eucarestia), e solo una spinta genuina di condivisione ed aiuto reciproco può permettere di combattere l’idea di dominio e di lavorare contro il potere arroccato e per la ricerca di una potenza collettiva verso il bene. Per mettere a frutto quanto di positivo vi è nella esperienza scout, descritta e testimoniata nel libro, occorre però uscire dall’intimismo e dalla autoreferenzialità, per imparare a parlare al mondo intorno a sé. Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 Casa Rut: l’accoglienza oltre l’assistenzialismo La testimonianza di Suor Andreina di Casa Rut nella piazza “Don Giuseppe Diana” a Salerno “Sono venuto perché tutti abbiano vita in ab- Ed è stato l’inizio di una serie di incontri scon- donne consacrate. Dall’apertura di Casa Rut ad bondanza”. Sono stata colpita dal motivo di volgenti. I loro volti, le loro storie hanno scon- oggi sono passate più di 300 ragazze e sono nati questo vostro incontro: “abitare la città dell’uo- volto la nostra vita: non si poteva più far finta 50 bambini: hanno avuto perciò la possibilità di mo”. Abitare la città, abitare la casa, la nostra di niente, si doveva accogliere il Vangelo della abitare questo spazio di amore trovando la for- vita, abitare il nostro essere, per ascoltare i ritmi liberazione per lenire quel grido di dolore. Ecco za e il coraggio di riprendere il cammino. Qui dei tempi, dei richiami dell’umanità, entrare così si parte Dalla strada, luogo santo, dove abita sulle nostre strade, violate, vengono ridotte a nella storia – città degli uomini. La vita pullu- Gesù, la strada del sacramento. Casa Rut: spa- non sentirsi più persone, ma unicamente carne la dalla strada o se volete nelle case e non nei zio di accoglienza che contraddice alla radice per il mercato del sesso. Le ragazze nigeriane, palazzi. Il libro che oggi presentiamo porta il altre immagini di equivoca solidarietà; non un nella maggioranza, arrivano in Italia attraversan- titolo: “con noi sulla strada” … La pedagogia istituto, non una istituzione, non uno sopra e do il deserto africano a piedi, poi sulle carrette della strada racchiude una grande spiritualità e l’altro sotto, non un dispensare dall’alto una ele- del mare. Affrontano viaggi inimmaginabili che questo nostro incontro potrebbe essere letto a mosina. Dice essere alla pari tra chi ospita e chi durano mesi, soffrendo fame, sete, sonno. Mol- partire dall’immagine del vento: il vento dello è ospitato, scambiarci affetto, pensieri, costruire te muoiono, subiscono gravi violenze, abusi. E Spirito, di cui Gesù diceva: non sai da dove viene insieme il percorso di liberazione. Dice la voglia arrivate tra noi vedono infrangersi i loro sogni, e dove va. I documenti, le leggi sono prescritti- di una casa anche per te, per il tuo futuro. Casa le loro speranze. Ecco che possiamo legare il vi, dicono dove devi rimanere, sottolineano la Rut dice la voglia di una casa dove delle donne cammino di queste ragazze a Casa Rut come rigida appartenenza; il cuore, il vento invece fa consacrate siano maestre di libertà e autonomia. il ritorno dei discepoli di Emmaus, o il ritorno sconfinare. La passione per il Vangelo, il corag- Casa dove vuoi che l’altra fiorisca nei suoi colo- del Buon Samaritano, colui che si prende cura gio di osare ti fanno percorrere strade inverse. ri e non nei tuoi. E dove l’altra l’immigrata, la dell’altro. Casa Rut ha una prima accoglienza Anche Casa Rut ha avuto il suo inizio percorren- straniera, fa fiorire te. Casa Rut, segno, luogo dove avviene il percorso di recupero, con un do le strade della città e della periferia, soprat- dove non succede che stai per un po’ e poi ti percorso umano, psicologico, sanitario; l’acqui- tutto in quei luoghi dove molte giovani sono scaricano. Ricordate Rut, la Moabita della Scrit- sizione dei documenti; l’apprendimento e mi- costrette a vendere il loro corpo e queste gio- tura, che dice alla suocera che non vorrebbe sra- glioramento della lingua italiana; la formazione vani di colore sono unicamente percepite come dicarla dalla sua terra per portarla nella propria: e l’addestramento al lavoro. Una seconda acco- prostitute. A noi questo titolo non ci stava bene, “Non insistere con me che ti abbandoni e torni glienza di autonomia, dove le ragazze iniziano è una definizione troppo offensiva della dignità indietro, perché dove andrai tu andrò anch’io, e un percorso puntando sulle proprie risorse, umana; non ci bastava la risposta che da mon- dove ti fermerai, mi fermerò”. Così è per queste prendersi cura di se stesse, della casa, dei bambi- do è mondo la prostituzione c’è sempre stata. ragazze che si fermano per ritrovare la vita. Per ni. Casa Rut è uno spazio aperto alla speranza: Molti ci dicevano che era pericolo avvicinarle, noi accogliere non è semplicemente organizza- ma come dare speranza a queste giovani ?. Ecco potevamo rischiare ritorsioni, minacce: ma noi, re un servizio, offrire un posto letto, un luogo nasce la cooperativa “New-Hope”. Il lavoro da come donne, come religiose volevamo incon- dove posare le proprie cose, ma è soprattutto speranza a queste donne, che noi vogliano far trare quei volti. Così suor Rita insieme ad altre fare spazio dentro di noi, perché queste giova- crescere in autonomia e non legate al mero as- donne, amiche e volontarie, l’8 marzo 1997 ha ni donne, violate nel corpo e nella loro dignità, sistenzialismo. Ogni manufatto creato da queste caricato la macchina di vasetti di primule per possano trovare il calore di una casa, possano ragazze, ha un valore immenso: è il racconto di portarle come segno di amicizia, di vicinanza, di abitare le nostre vite, i nostri sentimenti, pos- una rinascita e del coraggio di una vita immersa condivisione del loro dolore. sano trovare spazio nel nostro cuore di donne, nella speranza. (Il testo non è stato rivisto dall’autrice. Per saperne di più: Rita Giaretta, Non più schiave, Edizioni Marlin, Napoli). STRADE APERTE 11 Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 Per amore del mio popolo La testimonianza di Marina Diana nella piazza intitolata al nome del fratello ucciso dalla camorra. Parlare di mio fratello a tanta gente per me non è facile, per motivi facilmente intuibili. Quello che per gli altri era don Giuseppe Diana per me erra Pè, non c’era neanche bisogno di finire la parola per dire Peppe. Per lui io non ero Marisa, la “ninnella”. Potete immaginare lo sforzo grande che mi costa parlare di mio fratello per i ricordi sempre chiari, nitidi che mi vengono alla mente e che mi si fanno presenti. Rievocare mio fratello, il suo impegno, la sua attività, la sua azione per il cambiamento mi provoca molte emozioni. Qualcuno crederà che io stia a rievocare la memoria di un morto, le azioni di una persona lontana che, quasi vent’anni fa, è stata assassinata da alcuni camorristi. Chi pensa così, si sbaglia di grosso. Mio fratello per me, e credo per tutti i familiari, gli amici veri, gli scout, per tutti quelli che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene, è una presenza viva ed attuale. Vi sembrerà strano, ma nessuno di noi parla di Peppe come di una persona che non c’è più. Peppe era un uomo di fede ed un sacerdote normale. Un parroco con tutte le responsabilità che l’esercizio di questa incombenza richiede. Quelli che hanno avuto modo di conoscerlo e di lavorarci insieme ne hanno potuto apprezzare l’0attivismo, la generosità e, soprattutto, il coraggio. Vorrei però chiarire a scanso di equivoci, che non stiamo 12 STRADE APERTE qui parlando del coraggio dell’eroe che decide di immolarsi per gli altri. No !. Parliamo del coraggio della normalità nel quotidiano, di cui c’è tanto bisogno per vivere e continuare la battaglia e la lotta per il riscatto del nostro territorio e del popolo che, oramai, anche i media nazionali chiamano “casalesi”, con un significato negativo. Casalese, cittadina abitante di Casal di Principe sono anch’io, come mio fratello e come gli altri abitanti onesti che non hanno niente a che vedere con la matrice camorristica. Siamo incompatibili !. Una minoranza criminale e camorristica non può decidere il futuro e il destino di un intero popolo, non possiamo permetterlo per amore dei nostri figli. “Per amore del mio popolo” … come ha sostenuto mio fratello. Peppe è diventato per me, il metro di misura di una chiesa che adesso pare risollevarsi. Per tanto tempo la nostra non è stata una Chiesa profetica, impegnata a fianco degli emarginati, degli ultimi, delle vittime dell’ingiustizia, della camorra, dei poteri forti. Per troppo tempo la chiesa, dentro la quale siamo nati e rimaniamo, è stata più di facciata che di sostanza. I nostri pastori, i nostri preti e noi stessi, come credenti, siamo stati testimoni tiepidi, indecisi, spesso impauriti. Abbiamo preferito giocare in difesa, senza esporci. Blindati dentro i nostri edifici di culto, le nostre grandi chiese, belle e protettive., Dalle quali Peppe intendeva farci uscire. Aveva intuito, più di vent’anni fa, che dovevamo rimboccarci le maniche e ai tanti baci, bacetti, genuflessioni dovevamo sostituire la responsabilità, il lavoro, l’incontro e la testimonianza fuori dalle sacrestie. Per questo era molto impegnato con i giovani, con i suoi scout ed i movimenti, sia a livello locale che nazionale. “Per amore del mio popolo” fu divulgato nel Natale del 1991. Sono passati ventuno anni ma vi invito a rileggerlo oggi. Risulta ancora attuale, fresco come se fosse stato scritto ieri. Le preoccupazioni di cui parla, più o meno, sono rimaste le stesse. C’è stato sì un impegno delle forze dell’ordine e della magistratura che hanno decapitato l’organizzazione camorristica, ma ciò che manca ancora è innanzitutto una azione culturale efficace e dirompente per combattere il cosiddetto “brodo di cultura”, che origina ed alimenta la mentalità camorristica. Per riattivare la dinamica della società c’è bisogno di concrete proposte di sviluppo che attivino meccanismi virtuosi e coinvolgenti i quali portino all’occupazione e alla possibilità di un lavoro, soprattutto per i giovani, a cui è spesso rubato il futuro. Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 “Entra nella storia”: la piazza dell’impegno sociale e della politica CARLO BERTUCCI, ANNA MARIA VOLPE “Il nostro è dunque un tempo di tra- mentare Giovanni Bachelet e da Gra- dare buoni frutti”, così come il sinda- sformazioni grandiose e continue. zia Villa, presidente dell’associazione co Vincenzo De Luca, nostro ospite, il Tutto fluisce veloce e i punti stabili La Rosa Bianca, un’associazione di quale si dice abbia ricevuto più di 200 di riferimento sono sempre di meno. cattolici per l’educazione alla politica atti intimidatori per la buona ammi- Dobbiamo ritrovarli più dentro che e alla democrazia che ha preso nome e nistrazione della città di Salerno. “Sta fuori di noi. Dobbiamo ritrovarli nella ispirazione dal gruppo di studenti an- cambiando qualcosa nel nostro Paese ? nostra relazione con l’altro, scaccian- tinazisti che si opposero in modo non Questo è senz’altro un momento cru- do le paure che ci rinchiudono in noi violento al regime di Hitler, pagando ciale di determinazione politica”. stessi.”(Premessa al Quaderno di Stra- con la vita questa scelta coraggiosa. de Aperte n. 6 – Entra nella storia). L’incontro, moderato dal giornalista Il sindaco De Luca ha esposto con pas- di Avvenire Toni Mira, ha offerto te- sione l’impegno di un amministratore Una delle “piazze” dell’evento di Sa- stimonianze di partecipazione politica locale di una terra non facile, dove lerno si è svolta nell’ambiente sugge- da diverse prospettive. erano radicati atteggiamenti clientela- stivo del complesso monumentale di ri e opportunisti. Cambiare rotta non Santa Sofia. La piazza era intitolata ad Accogliendo i partecipanti Bruno Ma- è stato facile perché il contesto locale Angelo Vassallo, coraggioso sindaco gatti ha affermato che oggi qui non vi- è influenzato da famiglie o clan che, di Pollica nel Cilento, ucciso da mano viamo un inizio, né una fine, “ma solo anche con comportamenti minacciosi ignota qualche anno fa, noto come il una tappa, cioè un punto di frontiera, mirano a corrompere la gestione del sindaco pescatore per il suo passato di immagine di tutti noi e della nostra territorio. I punti più importanti del pescatore e per l’amore per il mare e la storia, un luogo in cui si va attrezza- suo intervento (più volte interrotto terra, che nella sua attività di ammini- ti per diventare uomini e donne che dagli applausi degli ascoltatori) sono stratore lo aveva sempre guidato, sappiano vivere le problematiche che a riassunti qui di seguito. loro si presentano. Oggi qui imparereLa Piazza ha sviluppato un approfon- mo a vivere la nostra frontiera insieme Oggi è più che mai necessario testimo- dimento sul tema “Entra nella sto- ai nostri ospiti”. niare i propri valori e poiché la politica ria”, già trattato dal Quaderno n. 6 di in un paese democratico vive di con- Strade Aperte (lo trovate sul sito del Toni Mira, inviato di “Avvenire”, fi- sensi occorre cominciare dalla scelta MASCI) che era stato un contributo glio del non dimenticato Presiden- dell’individuo che opera con la legge sul servizio e sulla cittadinanza respon- te del MASCI, Giuseppe Mira, dei diritti e doveri e non con scelte sabile degli adulti.. L’incontro, che è voluto sottolineare come dopo cin- clientelari. stato coordinato da Bruno Magatti, quant’anni dalla sua Promessa si tro- Le amministrazioni funzionano bene ha visto la partecipazione numerosa di vava di nuovo fra i suoi fratelli scout se si comprendono le necessità dei cit- Adulti Scout che hanno riempito tutti i nella piazza simbolicamente dedicata tadini, se si è molto rigorosi conceden- posti disponibili per ascoltare gli spun- ad Angelo Vassallo “che è stato ucciso do fondi in base ai risultati. ti di riflessione proposti dal sindaco di per la sua buona amministrazione, ma Salerno è la prima città in Italia per Salerno Vincenzo de Luca, dal parla- il suo esempio continua anche oggi a la raccolta differenziata dei rifiuti, la ha STRADE APERTE 13 Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 quarta per asili nido e scuole materne, la società. “Oggi qui viviamo l’emo- l’unica in Italia che ha stretto un ac- zione di condivisione degli ideali delle cordo di ricerca in campo medico con persone che sono morte prima di noi le migliori Uiversità del mondo. per testimoniare quello in cui tutte le • Occorre premiare gli enti locali che persone giuste credono. Occorre ana- ca quanto più è capace di raccogliere danno risultati eccellenti, non tagliare lizzare il pre ed il post di questo mo- ogni contributo al bene comune, com- i fondi allo stesso modo di chi sperpera mento politico, nel pre siamo vissuti prendendo il più piccolo ed il diverso. il denaro pubblico. di assenza di moralità esisteva solo ca- • Il più grosso problema italiano è la cri- morra e mafia. Oggi siamo nel biennio donne e uomini virtuosi cioè persone si della democrazia che ha creato uno del cambiamento, occorre sporcarsi le senza interessi personali. scollamento fra istituzioni e cittadini, mani per cambiare il nostro futuro, ri- • perciò occorre che il cambiamento conquistare il diritto al lavoro, alzare conosciuto l’impegno e valorizzata la operi in profondità, che interroghiamo la voce e non aver paura di fare da me- qualità delle prestazioni per il bene co- le nostre coscienze e che trasmettiamo gafono per costruire il futuro insieme mune. ai nostri figli la libertà, l’autonomia, la ai giovani”. • dignità e non il ricatto, il servilismo. pegno di ognuno: Una società è tanto più ric- La buona politica richiede Ognuno dovrebbe vedere ri- Tutti gli esseri umani senza eccezione sono uguali in dignità. Non ci ricordiamo più cosa significa Non c’è stato tempo per un dibattito • decenza siamo diventati una grande ma le testimonianze hanno conferma- “sufficientissimo” ai suoi seguaci. casa di tolleranza accettata pubblica- to ai presenti la necessità di una parte- • mente con perdita di tutti i valori, de- cipazione responsabile alla vita sociale suno, è il luogo privilegiato per rico- vastazione pubblica dei nostri principi e politica. Come direbbe Padre Sorge noscere realmente l’altro e la sua espe- di correttezza e dignità. “Uscire dal Tempio” e piantare nella rienza. Possiamo salvarci solamente facendo terra arida i semi della speranza di un • nostri gli antichi valori dei padri. futuro migliore. mo come individuo ma come persona, La virtù per se stessa è premio La frontiera, una terra di nes- I diritti riguardano non l’uo- non solo l’uomo nella sua individualiGiovanni Bachelet ha esposto la sua L’interesse partecipato degli AS era te- tà ma inserito indissolubilmente nella esperienza di parlamentare, non fa- stimoniato dalle numerose scritte ver- rete delle relazioni che lo coinvolgo- cile per lui che fino a poco tempo fa gate dai partecipanti, viatico per l’im- no. insegnava all’Università, ma che comunque consente un livello di partecipazione politica attiva,capace anche di influenzare le decisioni fondamentali per la vita dello Stato. “Occorre essere onesti ma occorre anche avere la capacità di fare, infatti per molti la Promessa scaut è stata determinante, per altri no. La politica è per eccellenza il luogo dell’opinabilità, occorre discernere ed avere il giusto equilibrio delle scelte che occorre fare.” Grazia Villa ha invitato tutti a scelte coraggiose di partecipazione e a una mobilitazione dal basso che possa portare a cambiamenti nella politica e nel- 14 STRADE APERTE Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 Di che colore è la pelle di Dio? La piazza della “Mondialità” LILLI MUSTARO A voi che siete convenuti nella Piazza Aldo piazza, La pacatezza sorridente e convincente del Capitini, sulla “Mondialità”. permette di realizzare una breve ma inten- coordinatore della Tavola della pace, av- A voi che avete manifestato una gioiosa sa rappresentazione, fatta di suoni e colori, vince l’attenzione degli AS che recepisco- partecipazione ad un momento importan- che introduce il tema della Mondialità. no il trasporto ideologico e la grande uma- te e significativo dell’ evento “ Piazze, Tri- Questo il contesto che accoglie gli ospiti, nità delle sue parole. vi e Quadrivi. “ che si presentano in modo discreto ma im- Il messaggio è chiarissimo e ineludibile: A voi che avete dimostrato interesse, at- mediatamente amabile : Cecilia dall’Oglio, dobbiamo educarci alla pace e operare per tenzione, disponibilità, pazienza, compe- Flavio Lotti, Piero Badaloni. la pace, facendo pace nella nostra testa e tenza negli interventi. Un moto di orgoglio è inevitabile e si è nel nostro cuore. La Piazza, nella sua configurazione fisica, percepisce, chiaro e forte, un sentimento Cecilia Dall’Oglio, forse inconsapevol- è perfetta per l’idea che noi della Commis- di piacere e di benessere che ha, poi, con- mente ma in modo affascinante, colpisce sione Denti, ne avevamo quando l’abbia- notato fortemente l’incontro. l’assemblea con la sua sensibilità di donna mo pensata e progettata: Un breve video sulla figura di Aldo Capi- responsabile di tante azioni volte ad affron- - lo spazio delimitato da quattro tini, filosofo, politico antifascista, poeta ed tare situazioni di drammatico malessere. rigogliose palme, le due eleganti scalinate educatore del XX secolo, crea il presup- Ci invita, in modo discreto ma deciso ad tondeggianti a formare una specie di “ ab- posto emotivo alle numerose sollecitazioni iniziative che abbiano grande impatto ed braccio “ per l’ingresso alla Chiesa dell’Ad- alla riflessione, provenienti dagli interven- efficacia perché possa maturare un reale dolorata, suggestiva e accogliente, ti impeccabili di Flavio Lotti e di Cecilia cambiamento. - Dall’Oglio. Quando alla Piazza Aldo Capitini è stato il piano rialzato, rispetto alla STRADE APERTE 15 Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 destinato come moderatore Piero Badaloni, il primo pensiero è andato alla sua professionalità e questo bastava ad assicurarci il successo dell’incontro. Ma siamo andati oltre ogni aspettativa. Le competenze di giornalista della Rai sono state “ sublimate “ dalla sua grande passione, dalla simpatia della persona e dalle sue convinzioni ideologiche, chiaramente enunciate e condivise dall’assemblea. Gli AS sono, infine, intervenuti per raccontare la propria esperienza, per esprimere opinioni e pareri che sono stati poi ripresi, per il commento finale, da Cecilia, Flavio e Piero. Ogni intervento è stato ” acceso “ simbolicamente da un bellissimo cero ( dono del generoso Pino Romeo ) che al centro di un grande cuore formato, sul pavimento della chiesa, da tanti piccoli lumicini, ha illuminato con la sua luce, la riflessione e la partecipazione sollecitata dalle preziose testimonianze dei tre illustri ospiti. Le due ore dell’incontro sono volate… sono già le 12,30 . L’applauso affettuoso e riconoscente suggella la fine dell’incontro. Si va via, portando nel cuore e nella mente visi sorridenti, emozioni e sentimenti…ma soprattutto la consapevolezza, per mol- ti rafforzata, per alcuni conquistata, di un nuovo coraggio e di nuove energie. Il messaggio, sempre rinnovato, é quello di “ non avere paura “ ad andare controcorrente. Precisazione. Nella concitazione della pubblicazione del Quaderno della mondialità si sono verificate delle imprecisioni. Ne segnaliamo alcune. La riflessione sulla immigrazione, a p. 27, è di Elisabetta Mercuri. Alle pp. 101.103 il contributo è di Francesco De Falchi,; quello di Gianfranco Sica è relativo alla presentazione di “Eccomi 16 STRADE APERTE Non basta parlare di pace Franco Vecchiocattivi “Non basta parlare di Pace, occorre anche crederci!” Questa affermazione, fatta da Flavio Lotti ha scosso fortemente le coscienze dei partecipanti alla Piazza Aldo Capitini. Così è stata chiamata la discussione sulla Mondialità che si è svolta a Salerno, nella splendida sala del complesso monumentale di Santa Sofia. Piero Badaloni, noto giornalista della RAI, scout e che in passato è stato anche impegnato quale Presidente della Regione Lazio, ha moderato un dibattito in cui sono intervenuti come relatori Flavio Lotti, Presidente della Tavola della Pace, e Cecilia dall’Oglio, coordinatrice dell’attività italiana della FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario). Il nome che è stato dato alla “piazza” ricorda il filosofo della non violenza Aldo Capitini che organizzò nel 1961, per la prima volta, la Marcia della Pace da Perugia ad Assisi. Tale evento si ripete ormai regolarmente da molti anni. Piero Badaloni ha esordito salutando un adulto scout di Perugia, Paolo Serafini, che era lì presente, e che, allora allievo di Aldo Capitini, nel 1961 aveva partecipato a quella prima Marcia della Pace, rappresentando così un filo di unione del movimento della pace e dello scautismo fino ad oggi. Tutti e tre gli ospiti hanno parlato partendo dalle impressioni che hanno ricavato dalla lettura dell’ultimo Quaderno del MASCI dedicato proprio al tema della Mondialità dal titolo “Di che colore è la pelle di Dio”, curato dalla commissione Denti del Consiglio Nazionale, la cui presidente, Lilli Mustaro, aveva introdotto l’evento. Flavio Lotti ha parlato del movimento della Pace nel Mondo, dei progressi e delle difficoltà che nelle coscienze stanno affrontando le aspirazioni di una umanità che vorrebbe rifiutare la violenza. In questo ha riconosciuto un ruolo importante al MASCI, nella sua funzione educativa dell’adulto, sottolineando che occorre prima di tutto educare noi stessi alla Pace, perché spesso se ne parla troppo, ma nella realtà quotidiana si è poi lontani da vere ed incisive azioni concrete. Cecilia dall’Oglio ha portato la sua testimonianza sul ruolo dell’educazione alla cittadinanza mondiale e del contributo da parte della solidarietà internazionale in questo momento di crisi generale dell’attuale modello di sviluppo. Di come i paesi occidentali debbano proseguire sulla strada per passare dal colonialismo alla cooperazione allo sviluppo e di quale possa essere il ruolo dello scautismo in questo processo di solidarietà internazionale. Piero Badaloni ha ricordato contro quanti pregiudizi e falsi miti occorre combattere per far affermare i diritti civili ed umani dei cittadini e quanto risulti spesso negativo il ruolo dei mezzi d’informazione, in particolare quello del servizio pubblico che rinuncia ad un suo specifico ruolo di formazione ed educazione per privilegiare aspetti commerciali. Ne è seguita una serie di interessantissimi interventi dei presenti, che hanno portato la loro testimonianza di esperienze sul tema della discussione, in particolare sul ruolo dei media e sulle imprese di collaborazione internazionale. A questo proposito è stato anche ricordato quale ruolo positivo possano avere le imprese di aiuto e cooperazione internazionale come quelle portate avanti dal MASCI attraverso la Onlus ECCOMI. Durante la discussione sulla Mondialità, è stata lanciata una proposta di aiuto concreto per gli adulti scout dei paesi in via di sviluppo. Molti di questi paesi, hanno serie difficoltà a pagare il censimento allo ISGF, la fratellanza internazionale delle organizzazioni degli adulti scout nel mondo. È stata lanciata una raccolta di fondi per aiutare questi paesi a pagare il censimento. Il giorno dopo, entrando in duomo per la S. Messa, gli adulti scout del MASCI hanno raccolto più di mille euro come contributo per il censimento delle organizzazioni di adulti scout di Zambia, Burkina Faso, Haiti, Bangladesh, Sri Lanka, Benin e Costa d’Avorio. Un’ottima conclusione per una discussione sulla mondialità scout. Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 Immagini da Salerno STRADE APERTE 17 Piazze, Trivi, Quadrivi 18 STRADE APERTE NOVEMBRE 2012 Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 A spasso per i trivi CARLO BERTUCCI In un pomeriggio caldo ma ventoso i fazzolettoni azzurri hanno invaso il lungomare di Salerno e passanti incuriositi ci hanno rivolto domande e visitato i nostri gazebo regionali. Ne abbiamo visitati alcuni. Il Lazio ha organizzato un piccolo spettacolo sui diritti di cittadinanza degli immigrati. Al termine tutti gli attori indossano un giubbotto e usano la ramazza per pulire simbolicamente e materialmente la nostra società perché diventi più accogliente. L’iniziativa si chiama Ramazza Arcobaleno e viene proposto alle comunità del MASCI delle altre regioni di realizzare, anch’esse, un evento simile insieme agli immigrati per i quali si chiede più facile accesso ai diritti di cittadinanza. Il Trentino Alto Adige presenta l’educazione morale e civile della nostra società. Ciascuna comunità della regione ha sviluppato un argomento su questo tema. Una comunità, ad esempio ha analizzato la prima parte della Costituzione italiana. Un’altra comunità ha trattato della formazione etica in politica. Un’altra, la famiglia e in particolare il rapporto genitori figli. E poi il ruolo dei laici, popolo di Dio nella Chiesa, la figura educativa dell’anziano, come educare alla raccolta differenziata. La Liguria presenta il lavoro svolto nello scorso biennio sull’educazione degli adulti, con un occhio particolare all’etica personale e l’etica delle istituzioni. Il tema è stato lanciato durante la Festa di Primavera del 2011 A ottobre 2011 è stato organizzato un convegno aperto al pubblico dove il prof. Magatti della Cattolica di Milano e padre Gamberini, direttore della rivista di teologia italiana, hanno presentato alle comunità e ai cittadini le linee guida di una riflessione sull’etica. Le comunità poi hanno scelto degli argomenti che hanno sviluppato e sono stati presentati in un convegno finale cui è intervenuto anche il Presidente Riccardo Della Rocca. Sono state sviluppate anche proposte operative presentate al Consiglio Regionale. La Sardegna ha proposto una riflessione sulla legge scout analizzando ogni articolo e lanciando una caccia al tesoro in cui, dopo aver raccolto una serie di indizi presso gli altri stand, bisognava associare un personaggio a un articolo della legge. La Calabria, con sottofondo di canzoni calabresi, ha aperto un mercato e ai visitatori sono stati consegnati tappi che rappresentavano monete che servivano per comprare gli impegni. Per quanto riguarda la Città, il servizio alla mensa dei poveri, resistenza contro le mafie e combattere contro le centrali a carbone. Per il Cuore il banco solidarietà o il centro di ascolto. Per il Creato sono stati presentati i sapori della regione. La Lucania ha presentato la propria attività in supporto alla Associazione Fibrosi Cistica Lucana, che lotta conto la fibrosi cistica, malattia genetica che colpisce i bambini, di cui non è stata trovata alcuna cura ma solo rimedi antidolorifici Hanno cominciato 20 anni fa finanziando l’ospedale di Potenza e continuano nella loro opera pagando un infermiere e un fisioterapista presso l’ospedale per non costringere i malati ad allontanarsi verso altre località. L’ Emilia Romagna ha proposto tutti i progetti sviluppati dalle regione sulla Solidarietà internazionale e hanno preparato nello stand, per adulti e bambini, un simpatico spettacolo con pupazzi simili ai “muppet”. Il Piemonte ha presentato il lavoro sulla tradizione e sul servizio svolto dalle comunità della Regione. Nello stand hanno presentano anche alcuni opuscoli sulla bellezza della regione, dove si terrà la prossima assemblea, precisamente a Bardonecchia, per l’elezione del nuovo Presidente e del Segretario Nazionale. Nello stand della Lombardia troviamo al lavoro la redazione di “In Cammino”, rivista del MASCI lombardo. Presentano il lavoro svolto negli ultimi anni sulla cittadinanza responsabile e consapevole. Hanno inviato redattori in giro per intervistare i cittadini di Salerno sui temi del lavoro, dell’ambiente (anche cittadino) e famiglia. Questi e altri stand hanno contribuito a animare la città in un clima di gioia e fraternità e ci auguriamo di aver lasciato un caro ricordo ai cittadini di Salerno. Anche noi non li dimenticheremo. STRADE APERTE 19 Piazze, Trivi, Quadrivi Sorridiamo... 20 STRADE APERTE NOVEMBRE 2012 Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 Sintesi dei Trivi della Regione Veneto e della Regione Sardegna SINTESI DEL TRIVIO DELLA REGIONE VENETO IL Veneto ha animato il proprio “Trivio”, relativo al Polo di Eccellenza, “Il coraggio di vivere la speranza. Imparare a vivere uniti rispettandoci diversi”, portando in piazza i valori dello scautismo rispetto all’attuale cultura individualistica e consumistica. Abbiamo chiamato la parte della Villa comunale che ci era stata assegnata, “Giardino della Speranza”. Già al mattino abbiamo consegnato nelle diverse “piazze”, dove si svolgevano gli incontri, volantini d’invito a visitare il nostro “giardino della speranza” insieme a delle cartoline che potevano ricevere il timbro dell’annullo postale, visitando il nostro “trivio”. I passanti e gli Adulti scout delle altre regioni sono invitati a visitare il nostro giardino, attraverso un gioco molto semplice: viene consegnato loro un frutto di uno dei quattro alberi del nostro giardino della speranza, corrispondente a quattro parole chiave (melo = accoglienza, pero = solidarietà, vite = identità, pesco = perdono). Il gioco prevedeva che ogni visitatore individuasse l’albero giusto relativo al frutto ricevuto. Una volta appeso il suo frutto all’albero, veniva invitato dalle due maschere tipiche veneziane, Arlec- chino e Colombina, a scrivere su un post-it un suo pensiero da portare all’angolo dei “nostri frutti”, dove erano proiettati alcuni video relativi alle attività delle nostre Comunità e visitare la mostra sul tema del perdono. Sono stati circa quaranta i contributi dei visitatori al nostro “giardino della speranza”. Tra quelli più significativi vogliamo segnalare: “Accogliere l’altro è accogliere un’altra parte di se stesso … Per quanto piccolo, ognuno ha un dono, scopriamolo !”, “La speranza è quel filo che parte dalla conoscenza della Parola e si traduce nella testimonianza”, “Solidarietà è non chiudere il cuore agli altri”, “Quanto sei ricco di esperienza passa il testimone a chi è ricco di talenti”, “Accogliere chi è perduto e ha bisogno di ritrovare identità e voce”, “Dobbiamo sapere osare !”, “Il perdono è la speranza per rendere migliore il rapporto tra gli uomini”. SINTESI DEL TRIVIO DELLA REGIONE SARDEGNA La Sardegna, in occasione dei “Trivi”, ha organizzato una “Caccia al Tesoro”, nella quale coinvolgere gli A.S. delle altre Regioni presenti a Salerno. Scopo del gioco era indovinare il nome di un personaggio famoso della storia, della letteratura o della vita sociale contraddistinto- si, nel bene o nel male, per le sue opere. Ogni Regione aveva a disposizione un indizio iniziale e altri tre da raggiungere nelle varie postazioni dei Trivi in cui erano essere custoditi. Ogni indizio rimandava a quello successivo e al gazebo della Regione in cui ritirarlo. L’ultimo indizio invitava i partecipanti a recarsi nella postazione della Sardegna per comunicare il nome indovinato. Qui i giocatori venivano invitati ad associare al nome del personaggio uno degli articoli della Legge Scout e a spiegare il motivo della scelta, prima di aprire il forziere e trovare la pergamena contenente i 10 articoli della Legge: il meritato “Tesoro”! Un modo giocoso per riflettere ulteriormente e insieme, su valori e ideali di vita che condividiamo! L’invito a camminare per le vie di Salerno e a incontrare “i fratelli” delle altre Regioni, pur nelle postazioni più lontane dalla propria, era un altro scopo del gioco. “Ci scusiamo perché in una prima fase iniziale, non siamo riusciti a trovare tempi e luoghi adeguati per la spiegazione esauriente del gioco e ciò può aver causato qualche difficoltà ai partecipanti. Grazie invece per l’entusiasmo dimostrato e per lo spirito di fratellanza con cui avete comunque giocato!” STRADE APERTE 21 Piazze, Trivi, Quadrivi Esperienza Salerno Ho vissuto questa esperienza come una lavagna vuota pronta ad assorbire tutte le parole e tutte le emozioni che mi sono state offerte. Ho lasciato molti passi alle spalle, ma una domanda mi sorge spontanea quanti passi posso ancora fare? quanta strada e quanti incontri mi offrirà la vita?. Oggi ho scoperto che insieme a tutti voi posso fare ancora tanti passi, oggi ho ri-scoperto la voglia di trovare la strada insieme a voi, ho bisogno della vostra esperienza, delle vostre parole, dei vostri sorrisi per vivere la nostra storia ma soprattutto per fare la differenza nel nostro quotidiano. A questo proposito vorrei fare mia la poesia di Gandhi perché è esattamente quello che sento dopo questo evento di Salerno. “Scopri l’Amore” prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto. prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte. scopri una sorgente, fà bagnare che vive nel fango. prendi un lacrima, posala sul volto di chi non ha pianto. prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare. scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla. prendi la speranza e vivi nella sua luce. prendi la bontà e donala a chi non sa donare. scopri l’amore e fallo conoscere al mondo. Caterina FO12 A proposito di globalizzazione All’apertura della piazza “Aldo Capitini”, Piero Badaloni ha letto questa poesia di un immigrato senegalese. Molti dei partecipanti ci hanno chiesto di pubblicarla. Il tuo Cristo è giudeo. La tua auto è giapponese, la tua pizza è italiana e il tuo couscous è algerino. La tua democrazie è greca. Il tuo caffè è brasiliano, il tuo orologio svizzero, la tua camicia è indiana, la tua radio è coreana. I numeri sono arabi, la scrittura è latina. E tu … rimproveri al tuo vicino di essere uno straniero !. In realtà la terra è un villaggio: sta a noi renderlo più giusto e più vivibile. Roma, 23 aprile 2005. 22 STRADE APERTE NOVEMBRE 2012 LE COMUNITA’ PRESENTI ABRUZZO (15 partecipanti) Avezzano 1, Pescara, Teramo, Vasto BASILICATA (15 partecipanti) Potenza 1, Triepi di Filiano CALABRIA (62 partecipanti) Belvedere 1, Lamezia Terme 2, Lamezia Terme 3, Locri FB, Reggio Calabria 1, Reggio Calabria 4, Reggio Calabria 5, Scilla, Villa S. Giovanni 1, Villa S. Giovanni 2. CAMPANIA (65 partecipanti) Afragola 1, Angri, Aversa 2, Battipaglia 2, Benevento, Capua, Casalnuovo, Castellamare di Stabia 1, Cercola 1, Ercolano 1, Gragnano, Napoli 8, Portici, Pozzuoli 1, Scafati 2, Torre del Greco, Torre del Greco 2. EMILIA ROMAGNA (51 partecipanti) Bologna 12, Carpi 1, Cesena 2, Crevalcore, Faenza, Faenza 1, Forlì 6, Forlì 12, Meldola 1, Noceto 1, Piacenza 4, Pontenure 1, Rimini 2, Rimini 4, Rimini 5, San Marino 1. FRIULI VENEZIA GIULIA (22 partecipanti) Maniago, Pradamano, San Vito 1, Sacile, Trieste, Udine. LAZIO (67 partecipanti) Guidonia, Roma 4, Roma 5, Roma 6, Roma 8, Roma 9, Roma 10, Roma 11, Roma 12, Roma 13, Roma 14, Roma 15, Roma 16, Roma 17, Roma 19, Roma 20, Roma Fiumicino. LIGURIA (36 partecipanti) Genova Castello, Genova Centro, Genova Città, Genova Levante, Genova Pegli, Genova Sestri, Genova 56, La Spezia, Tigullio, Valpocevera. LOMBARDIA (36 partecipanti) Cassina de Pecch, Como, Cremona 1, Desenzano, Germignaga, Legnano, Lodi 1, Magenta, Milano 3, Milano 4, Milano 6, Pavia. MARCHE (14 partecipanti) Ancona 2, Ascoli Piceno, Fabriano, Falconara, Jesi 2, Pesaro 3, Senigallia 1 MOLISE (2 partecipanti) Campobasso PIEMONTE (45 partecipanti) Alessandria, Araba Fenice, Buttigliera Alta, Druento, Leumann, Regina Margherita 1, Rivoli, Rivoli 1, San Francesco 1, Settimo Torinese, Torino 2, Torino 3, Trecate, Valsusa. PUGLIA (49 partecipanti) Bari 2, Ginosa, Gravina 1, Massafra, Molfetta, Molfetta 2, Rutigliano 2, Taranto, Triggiano. SARDEGNA (19 partecipanti) Alghero 1, Nuoro 1, Olbia 1, Sassari 1, Tempio 1. SICILIA (69 partecipanti) Acireale, Caltagirone 1, Cefalù, Gravina di Catania, Licata, Messina Il Faro, Modica, Palermo, Riposto 1, Scicli, Siracusa, Trapani TOSCANA (15 partecipanti) Arezzo, Grosseto, Livorno, Prato, S. Giovanni Valdarno. TRENTINO ALTO ADIGE (16 partecipanti) Carisolo, Merano, Mori 1, Strigno, Trento 4, UMBRIA (31 partecipanti) Foligno, Foligno 2, Perugia, Spoleto VAL D’AOSTA (3 partecipanti) Aosta VENETO (88 partecipanti) Bassano del Grappa, Belluno, Caldiero, Cavaso, Dueville, Dueville 2, Mestre 3, Mirano, Murano, Padova 1, Padova 5, Padova S. Francesco, Robegano, Rovigo, S. Donà di Piave, Santorso, Sarmeola di R., Sarthi, Schio, Scorzè, Spresiano 1, Tencarola, Treviso 2,.Venezia 2, Venezia Grison, Venezia Lido, Venezia RS, Vicenza 1, Villafranca D.O. Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 Tra Piazze Trivi e Quadrivi STRADE APERTE 23 Piazze, Trivi, Quadrivi 24 STRADE APERTE NOVEMBRE 2012 Piazze, Trivi, Quadrivi NOVEMBRE 2012 STRADE APERTE 25 Piazze, Trivi, Quadrivi IL NOSTRO MESSAGGIO, IL NOSTRO IMPEGNO Al Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca Noi, uomini e donne, che sperimentiamo lo smarrimento e l’inquietudine dell’oggi e che, tuttavia, crediamo possibile operare scelte capaci di segnare in modo decisivo il quotidiano di tutti e orientare la società intera alla condivisione dei beni comuni, ad iniziare dal lavoro, dalla conoscenza e dalla pace, siamo pronti a mettere a disposizione il nostro impegno, il nostro vissuto e le nostre speranze. Riconosciamo nell’incontro con l’altro il fondamento di un nuovo modo di abitare la terra. Sentiamo la necessità di condividere e promuovere un cambiamento di stile di vita, che sappiamo potenzialmente eversivo, nel suo essere profetico. Siamo disposti a metterci sulla strada con coloro che sentono, come noi, liberante e giusto: • esercitare le virtù civili come onestà, sobrietà, soli darietà e rispetto • agire nella legalità • praticare la giustizia • accogliere l’altro e l’altra • vivere la terra come bene che ci appartiene ma da trasmettere alle generazioni future • affiancare le situazioni di fragilità • vivere la propria vita da protagonisti ponendo i propri carismi a servizio degli altri Egregio signor Sindaco, desidero ringraziarla a nome di tutto il nostro Movimento per la bellissima accoglienza che la città di Salerno ha voluto offrire al nostro incontro “Piazze Trivi e Quadrivi”. La ringrazio in primo luogo per gli spazi, le opportunità, i servizi che ci ha voluto mettere a disposizione, ma sopratutto per il cuore ed il calore con cui la vostra città e i cittadini di questa città hanno saputo accoglierci, la disponibilità all’incontro e la capacità di coinvolgersi. Desidero inoltre ringraziarla personalmente per le riflessioni che lei ci ha voluto offrire al momento dell’apertura e per la testimonianza che ci ha voluto portare nell’aula del complesso di Santa Sofia dove noi riflettevamo per l’impegno ad una cittadinanza attiva e responsabile. Per noi sono stati tre giorni importanti dove abbiamo avuto modo di confrontarci e confermare la nostra missione al servizio dell’educazione degli adulti; un tema che interpella oggi in modo importante tutta la società italiana Nel ringraziarla di cuore mi auguro che avremo ulteriori occasioni per riflettere insieme. Distinti saluti Riccardo Della Rocca Presidente Nazionale Non sappiamo che cosa potrà accadere domani, ma siamo convinti che se andremo verso il futuro, senza arroccamenti su posizioni superate dalla storia, con coraggio, energie nuove e gioiose speranze, avremo fatto fino in fondo la nostra parte. NOVEMBRE 2012 A Sua Eccellenza mons. Luigi Moretti Arcivescovo di Salerno Carissimo don Luigi, desideriamo ringraziarti a nome di tutto il nostro movimento per la bellissima accoglienza che la tua diocesi ha voluto offrire al nostro incontro “Piazze, Trivi e Quadrivi”. Ti ringraziamo in primo luogo per gli spazi, le opportunità, i servizi che hai voluto metterci a disposizione, ma sopratutto per il cuore ed il calore con cui la vostra città e i cittadini di questa città hanno saputo accoglierci, la disponibilità all’incontro e la capacità di coinvolgersi. Desideriamo inoltre ringraziarti personalmente per il tuo coinvolgimento, per le riflessioni che ci hai voluto offrire al momento dell’apertura, per la testimonianza che ci hai voluto portare nella Sala degli Stemmi dove noi riflettevamo sull’impegno per la spiritualità e la catechesi degli adulti, e per la bella omelia durante la celebrazione eucaristica. Per noi sono stati tre giorni importanti dove abbiamo avuto modo di confrontarci e confermare la nostra missione al servizio dell’educazione degli adulti; un tema che interpella oggi in modo importante tutta la società italiana e sopratutto la Chiesa italiana impegnata nei prossimi anni su nuovi sentieri dell’educazione Nel ringraziarti di cuore ci auguriamo che avremo ulteriori occasioni per riflettere insieme Un caro saluto e un abbraccio Riccardo Della Rocca, Presidente Nazionale p. Francesco Compagnoni op, Assistente Ecclesiastico Nazionale 26 STRADE APERTE Commento alle scritture NOVEMBRE 2012 Custodire e meditare le parole del Vangelo Commento ai testi liturgici delle domeniche di Avvento DON LUCIO GRIDELLI Dicembre significa Natale e, prima, tutti i santi giorni. l’Avvento. Iniziamo un nuovo anno li- Quando sentirete di guerre e di rivolu- turgico. Avevo scritto un anno fa: zioni, non vi terrorizzate, perché prima Nella festa dell’Immacolata, nella quar- «Penso che a tutti sia nota la pedagogia devono avvenire queste cose, ma non è ta domenica d’Avvento e nelle prime ciclica che la Chiesa realizza con l’anno subito la fine. Si solleverà nazione contro due messe di Natale ascolteremo 1,26- liturgico. Una pedagogia che si svilup- nazione e regno contro regno, e vi saran- 45, l’annunciazione e la visita di Ma- pa con un andamento a spirale o, per i no in diversi luoghi terremoti, carestie e ria a Elisabetta, e 2,1-20, la nascita di più precisi, a elica cilindrica o conica. pestilenze; … Gesù e la visita dei pastori. Ogni anno riviviamo gli stessi avveni- Gesù preannuncia che vivremo in si- Ne traggo alcuni spunti. menti della vita di Gesù e gli stessi mi- tuazioni difficili e impegnative. In L’angelo le disse: «Non temere, Maria, steri della salvezza, ogni anno sperabil- queste situazioni, e non in altre, ideali, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed mente a un livello più alto, ogni anno dobbiamo dare la nostra testimonianza ecco, concepirai un figlio, lo darai alla con maggiore maturità, con un miglio- cristiana. luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e re inserimento di tralcio nella vite o di Risollevatevi e alzate il capo. Il cristiano verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il membro di quel corpo del quale Cristo è uno che cammina coi piedi ben pian- Signore Dio gli darà il trono di Davi- è il capo». tati per terra, ma con gli occhi al cielo. de suo padre e regnerà per sempre sulla Da anni lontani la prima domenica Impegnato nel presente, ma lungo la casa di Giacobbe e il suo regno non avrà d’Avvento presenta un brano del “di- strada che porta al futuro, il futuro di fine». Allora Maria disse all’angelo: scorso escatologico” di Gesù, ricol- Dio. «Come avverrà questo, poiché non cono- legandosi così all’anno precedente. State attenti a voi stessi, che i vostri sco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spi- È insieme la proposta ad un esame di cuori non si appesantiscano in dissipa- rito Santo scenderà su di te e la potenza coscienza per il passato e l’invito ad un zioni, ubriachezze e affanni della vita dell’Altissimo ti coprirà con la sua om- rilancio per il futuro. e che quel giorno non vi piombi addosso bra. Perciò colui che nascerà sarà santo e Il discorso è contenuto nel capitolo 21 all’improvviso. sarà chiamato Figlio di Dio. … nulla è di Luca. Leggetelo per intero. La fine Ubriachezze probabilmente no, ma impossibile a Dio». di Gerusalemme e la fine della storia gli affanni della vita quanto spesso ci La realizzazione della promessa comu- umana si appiattiscono una sull’altra travolgono e non ci lasciano il tempo nicata da Natan a Davide (2 Sam 7), la creando difficoltà di comprensione. Il per pensare e per pregare. Eppure il Si- divinità di Gesù, la verginità di Maria. testo che si legge nella liturgia è 25-28 gnore ci raccomanda: Vegliate in ogni A fronte di tutto questo, la disponibi- e 34-36. momento pregando, perché abbiate la lità di Maria, modello per ciascuno di forza … di comparire davanti al Figlio noi. dell’uomo. «Ecco la serva del Signore: avvenga per Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, *** perché la vostra liberazione è vicina. Questo il punto di arrivo. Ma Luca ci Ma queste cose accadono, purtroppo, presenta, nel “vangelo dell’infanzia”, anche il punto di partenza. me secondo la tua parola». Nella notte santa l’angelo dice ai pasto- STRADE APERTE 27 Commento alle scritture ri «Non temete: ecco, vi annuncio una Dobbiamo custodirle e meditarle … Al principio c’era colui che è “la Paro- grande gioia, che sarà di tutto il popolo: portarle davanti al Signore nella pre- la”. oggi, nella città di Davide, è nato per voi ghiera. Egli era con Dio. un Salvatore, che è Cristo Signore. Que- Fammi capire … donami la tua luce … Egli era Dio. sto per voi il segno: troverete un bambino mandami il tuo Spirito! Colui che è “la Parola” è diventato avvolto in fasce, adagiato in una man- *** giatoia». E subito apparve con l’angelo Le domeniche seconda e terza danno ed ha vissuto in mezzo a noi uomini. una moltitudine dell’esercito celeste, che voce a Giovanni il Battista (Lc 3, 1-6 E noi abbiamo contemplato il suo splen- lodava Dio e diceva: e 10-18). dore divino. «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla Giovanni, voi lo sapete, prepara la Venne ad abitare, ha vissuto … Il greco terra pace agli uomini, che egli ama». strada alla manifestazione pubblica di è più bello: eskenosen, ha posto la tenda, I pastori vanno, senza indugio, a Bet- Gesù, ma la liturgia se ne serve per dar- nomade fra nomadi come noi in cam- lemme, trovano il bambino adagiato ci dei suggerimenti validi per un avven- mino verso la patria. nella mangiatoia e riferiscono il mes- to di conversione, per una preparazione saggio degli angeli. prossima alla vicina festa di Natale. Ne In lui era la vita e la vita era la luce Tutti quelli che udivano si stupirono avevamo parlato nel novembre scorso. degli uomini; la luce splende nelle tene- delle cose dette loro dai pastori. Maria, Aggiungo solo che Luca inizia con bre e le tenebre non l’hanno vinta. Vita da parte sua, custodiva tutte queste cose, un’introduzione solenne: Nell’anno e luce, i due filoni che si svolgono nei meditandole nel suo cuore. I pastori se quindicesimo dell’impero di Tiberio Ce- primi 12 capitoli di Giovanni. ne tornarono, glorificando e lodando sare, … Egli vuole collocare la manife- Dio per tutto quello che avevano udito e stazione di Gesù in un punto preciso Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno della storia. accolto. A quanti però lo hanno accolto visto, com’era stato detto loro. uomo *** ha dato potere di diventare figli di Dio: Ho evidenziato in grassetto alcuni ver- La liturgia natalizia ci porta su un al- a quelli che credono nel suo nome, i qua- bi che potrebbero suggerirci altrettanti tro piano. Il vangelo della terza messa li, non da sangue né da volere di carne propositi natalizi. di Natale è il “prologo” di Giovanni né da volere di uomo, ma da Dio sono Siamo ancora capaci di stupirci delle (1,1-18). È un piano di alta teologia, stati generati. meraviglie che il Signore ha operato e un piano di contemplazione. La nuova nascita che genera una nuova opera per ciascuno di noi? In particola- Vorrei presentarvelo con una partico- vita. Il diventare figli! re, le celebrazioni liturgiche sono degli lare disposizione grafica, ma penso che È un tema centrale del vangelo. Lo incontri vitali con Dio e con i fratelli la struttura della pagina in tre colon- riprende la prima lettera di Giovanni o solamente delle buone abitudini da ne della rivista non lo consenta. Allora (3,1-3): Vedete quale grande amore ci conservare? E se riusciamo a stupirci, mi limito a dirvi che il prologo è visto ha dato il Padre per essere chiamati fi- allora la preghiera di lode e di adora- come un inno in versi e in strofe con gli di Dio, e lo siamo realmente! … noi zione è un gesto spontaneo. Soprat- due inserti in prosa (6-9 e 15-18). Evi- fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che tutto Maria, però, ancora una volta ci denzio alcuni punti. saremo non è stato ancora rivelato. Sap- fa da modello. Che cosa aveva capito dell’“annunciazione”, 28 NOVEMBRE 2012 questa umile piamo però che quando egli si sarà maIn principio era il Verbo, nifestato, noi saremo simili a lui, perché fanciulla palestinese? E delle rivelazioni e il Verbo era presso Dio lo vedremo così come egli è. dei pastori? E noi che cosa compren- e il Verbo era Dio. Perché finora, mentre siamo in cammi- diamo non tanto dei grandi misteri E il Verbo si fece carne no, Dio, nessuno lo ha mai visto: il Fi- della fede, quanto del susseguirsi del- e venne ad abitare in mezzo a noi; glio unigenito, che è Dio ed è nel seno del le nostre vicende quotidiane, di quelle e noi abbiamo contemplato la sua glo- Padre, lui lo ha rivelato. positive, ma soprattutto di quelle nega- ria, Gesù è il rivelatore del Padre. E per tive? Che senso hanno lungo la strada O, se preferite, col linguaggio della arrivare alla casa del Padre è lui che ci della vita? T.I.L.C. apre la strada. STRADE APERTE Vita Associativa NOVEMBRE 2012 La giornata del creato: ricordando don Ottavio Ruta PIPPO SORRENTINO Anche se non ce ne siamo accorti, perché in i motivi di questa lapide. Dalle sue parole traia- Ma gli adulti scout avevano preso un impegno: la tutt’altre faccende affaccendati, è passato più di mo il sentimento di gratitudine ed affetto degli partecipazione all’incontro nazionale che si terrà un anno dalla nascita al Cielo di don Paolo Ruta, scout verso don Paolo. Parole che raggiungono a Salerno dal 19 al 21 Ottobre. l’indimenticabile assistente regionale del MASCI il cuore e che sono state condivise da tutti i pre- Ed allora subito a provare, all’ombra delle fron- (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani), senti appartenenti a diverse Comunità della Sici- de di noci secolari e con il sottofondo musicale uomo semplice e di grande bontà, che sapeva lia: Acireale, Avola, Carlentini, Gravina, Lentini, del gorgoglio dell’acqua che scorreva nel vicino trasmettere ed infondere amore e comprensione, Modica 1, Modica 2, Palermo Riposto, Scicli e ruscello, il nostro intervento a Salerno: la “fila- che nutriva rispetto e ammirazione per le cose, Siracusa. Carmelo dopo avere ricordato le scel- strocca del cantastorie” della Comunità di Aci- che sapeva ritrovare in ogni angolo della natura ta non casuale dell’UNESCO sul Val di Noto, reale, parole e musica di Nino Leotta; la cantata la presenza di Dio. Il tempo passato non ha fatto punta dritto al ricordo di don Paolo: “Se oggi, “S. Giorgio cavaliere” della Comunità di Ripo- cadere tutto nell’oblio, semmai ha addolcito i ri- abbiamo la possibilità di vivere, in un luogo, direi sto, parole di Pippo Lo Cicero, musica di Orazio cordi su padre Paolo che ha saputo vivere buona quasi magico, impregnato di quella magia silente, Strano; il “Duetto sulla Sicilia” della Comunità parte della sua esistenza in totale e pieno contat- che solo un orecchio o un occhio bene allenato, di Porto Empedocle, testi di Ficarra e Picone to con la natura, vivendola pienamente in tutte può percepire, dobbiamo ringraziare il signore adattati per l’occasione da Enzo Baldacchino. e tre le parti della sua umanità: quella di uomo che l’ha donato a noi sue misere creature, ma più Non eravamo degli attori, e non lo diventeremo comune, di sacerdote di montagna e, per ultimo, di tutti dobbiamo dire un grazie di vero cuore mai, ma rileggendo le parole dei tre testi viene ma non meno importante, quella di scout. a don Paolo che è riuscito a tutelare ed a sal- fuori lo spaccato della società attuale, con tanti Questa consapevolezza, questa convinzione, vaguardare una parte anche se apparentemente pregi ma con tanti difetti che, da scout, tentia- questo ricordo, hanno portato gli adulti scout piccola di creato, affinché noi scout e altri po- mo di eliminare ingaggiando una lotta che va siciliani del MASCI a dedicargli una lapide ad tessimo godere della magia spirituale aleggiante oltre ogni ragionevole limite: “lasciate il mondo imperitura memoria di quell’uomo che con la di questo luogo”. La giornata del Creato poteva migliore di come l’avete trovato” disse Baden- sua cultura e la sua spontaneità aveva saputo for- dirsi conclusa. Powell, fondatore dello scautismo. giare generazioni di giovani scout ma anche uno stuolo di adulti scout che si erano sentiti attratti dalla sua fede e dalla sua affabilità. Domenica 7 Ottobre 2012 il MASCI Sicilia a Bibbinello, in quel di Palazzolo Acreide, dopo la S. Messa al campo, celebrata da don Ottavio Ruta, proprio la dove Paolo aveva profuso tutte le sue energie, cullati dal mormorio del ruscello che scorreva vicino ai nostri piedi e lo stormire delle fronde che si erano unite alle nostre preghiere per farci sentire un tutt’uno con la natura incantata che ci circondava a lode del nostro Creatore, è stata scoperta, benedetta da don Ottavio, una lapide in ricordo di don Paolo. Carmelo Maiorca della Comunità di Siracusa, custode operoso della base, ha voluto illustrare STRADE APERTE 29 NOVEMBRE 2012 Vita Associativa Tre Promesse nell’emergenza “Con l’aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio… ...per aiutare gli altri in ogni circostanza…” VANDA SANSOVINI Da questo momento in poi, faccio parte potere meglio servire. Insieme alla Comu- era previsto il suo turno di servizio. Con della grande famiglia degli scout, ho pre- nità hanno iniziato un veloce percorso per il senso di ESTOTE PARATI, essa ha co- so un impegno, ho scelto una strada e un pronunciare anche la Promessa. L’idea di munque pronunciato la sua Promessa ad modo di essere che mi accomuna a tanti prestare servizio in Protezione Civile nelle Osteria Grande (Bo), dove erano presenti altri ... Ho promesso di adoperarmi sempre tendopoli le ha motivate a compiere anche il suo magister, gli AS della comunità, il con tutto ciò che è in mio potere… di met- questo grande passo e offrire la loro Pro- parroco di Osteria Grande Don Arnaldo tere il massimo dell’impegno …di “fare del messa, una “Promessa dell’emergenza” e il parroco di Mirabello (Mo) in loco per mio meglio” appunto! “Gioca, non stare a come l’ha definita il loro magister Salvatore partecipare ad una raccolta di fondi per la guardare” dice B-P: quale miglior occasio- Isidoro. ricostruzione dell’oratorio della sua parroc- ne di mettersi in gioco andando nelle zone Quelle di Antonietta e Patrizia sono state chia andata distrutta insieme alla sua chie- colpite dal sisma in Emilia Romagna. Por- accolte da Marcello Benini, coordinatore sa. Porterà il suo fazzolettone scout anche tare un aiuto materiale, mettere a disposi- della zona Masci di Cesena e Capo Scout nella missione sudamericana dove svolge zione le proprie forze, essere accoglienti Gilwell, nel cortile della tendopoli di Ca- periodicamente servizio gratuito come con solidarietà ed empatia verso le persone vezzo, alla presenza di Augusta, Roberto, medico chirurgo. Hanno scelto di prestare che il terremoto ha privato o degli affet- Gabriella e Vanda. servizio “da scout” mettendosi con gene- ti o dei beni materiali. Diceva una signo- Clara non è riuscita a vivere l’esperienza rosità e semplicità al servizio di chi ha biso- ra ospite della tendopoli di Cavezzo (Mo) insieme alle altre, non essendo assegnata a gno di aiuto, di accoglienza o di una parola, “non ci rendiamo conto di quanto le nostre quel turno, poi, la tendopoli è stata chiu- confermando che il senso di “essere scout” “cose” ci siano care fino a quando non ne sa anticipatamente il 4 agosto data in cui è nella Legge. siamo privati”. Fortunatamente il numero delle vittime e dei feriti è contenuto, anche se le persone che s’incontrano sono provate psicologicamente e sul volto hanno le tracce della paura. Il bilancio del sisma è grave comunque: ingenti sono i danni subiti dagli edifici, dal patrimonio artistico e dalle attività produttive. Fare servizio con la Protezione Civile, allora, è importante, è giusto mettersi a disposizione, insieme a tanti altri adulti, appartenenti alle più svariate associazioni, condividere il lavoro, la fatica, l’impegno ma anche una risata… un sorriso… un grazie! Forse, è stato questo il pensiero di Antonietta Mancini, Clara Aldimari e Patrizia Poli che conoscono gli adulti scout della comunità M.A.S.C.I..di Castel San Pietro Terme (Bo) e che hanno espressamente chiesto di essere accolti per 30 STRADE APERTE Vita Associativa NOVEMBRE 2012 Marche: giornata dello spirito ALBERTO GUIDELLI Anche il Masci regionale delle Marche, in Santa Messa concelebrata con l’Assistente debolezza, andando non di rado contro occasione dell’annuale Giornata dello Spi- Ecclesiastico del Masci delle Marche, don corrente, ma sempre nella speranza che rito, ha scelto, come argomento di medita- Isidoro Lucconi, presso la cappella del alimenta quella fede che mi salva. E quella zione, “L’anno della fede”. La giornata è Centro; riflessioni di gruppo, confronto as- fede “va riscoperta, rimotivata, purificata e stata organizzata dalla Comunità di Osimo sembleare e conclusioni di padre Lorenzo. testimoniata nella carità”. 2, e si è tenuta domenica 30 settembre, L’anno della fede vuole condurre alla risco- Dopo aver ascoltato padre Lorenzo, gli presso il Centro Giovanile Giovanni Paolo perta della fede come dono di Dio e rispo- adulti scouts marchigiani si sono divisi in II° di Montorso (Loreto), dove si sono dati sta dell’uomo a Dio che si rivela in Cristo; la gruppi di lavoro in cui si è riflettuto e di- appuntamento un centinaio di iscritti delle fede “è dire sì con tutte le sue conseguenze; scusso sui punti focali della coinvolgente 14 comunità operanti in regione. un sì totale, come l’”Eccomi” di Abramo relazione. E’ seguito il confronto assem- Dopo la recita delle Lodi, i lavori sono stati e di Maria; è l’”Amen” che pronunciamo bleare vivamente partecipato. Il canto Ma- introdotti dalla Magistra della Comunità di nella liturgia e nelle nostre personali pre- donna degli scout ha concluso la giornata. Osimo 2 Isabella Vaccarini Stramentinoli e ghiere”. Da sottolineare la confortevole e fraterna dal Segretario regionale del Masci Gaetano Dio irrompe nella mia vita di uomo e io, accoglienza della Comunità di Osimo 2. Buttafarro. La giornata si è incentrata su tre nella mia libertà, cerco di risponderGli fi- A metà mattina, durante una breve pausa momenti principali: relazione da parte del dandomi e affidandomi; ascolto la “Parola” dei lavori, è stata graditissima, anche se bre- benedettino padre Lorenzo Sena, Priore e m’impegno a viverla in comunione con i ve, la visita del direttore di “Strade Aper- del Monastero di San Silvestro di Fabriano; miei “fratelli”, accettando la mia e l’altrui te”. STRADE APERTE 31 NOVEMBRE 2012 Controcorrente I peccati del mondo Mi è capitato di ascoltare una messa domenicale alla radio, una modalità che fa concentrare sulle parole che si pronunciano. E così, pur avendola sentita migliaia di volte, mi ha colpito quella parte dell’Agnus Dei in cui si parla dei “peccati del mondo”. Formula medievale (o forse ancora più antica) che, comunque, fa parte dell’Ordo Missae scritto (1197) dall’allora cardinale Lotario dei Conti di Segni, poi papa con il nome di Innocenzo III (1198-1216). Lo stesso che scrisse il trattato “De miseria conditionis humanae”. Il mondo, dunque, come luogo di colpa, “pericoloso da frequentare”, come si legge nell’Imitazione di Cristo” il libro più letto nel medio evo e nei secoli immediatamente successivi; da disprezzarsi come scrisse fra Bartolomeo da Pisa nel 1397 nel suo “De contemptu mundi”. Davvero un pessimismo cosmico riscattato solo dal radicalismo evangelico del “rinnegare sé stessi” e “prendersi la croce”. Un pessimismo che è diventato materia poetica anche in chi, in apparenza o per davvero, si è sentito estraneo alla fede. Come Francois Villon il poeta dei bassi parigini dell’autunno del medio evo “tutto taverne e puttane” quando, già temendo l’impiccagione, scrive che “il mondo non è che un’ illusione” ed esorta i compagni a pregare perché “Iddio ci voglia assolvere”. Ancora una volta al centro è il peccato; la “natura matrigna” di Leopardi che gli fa concludere che “è funesto a chi nasce il dì natale”. Quel male che Pascoli chiama “atomo opaco” e che persuade il pur credente Ungaretti a scrivere che “la morte si sconta vivendo”. Possibile, mi sono chiesto, che dopo tanti secoli questa formula che richiama tanto da vicino quella “paura” di cui ha mirabilmente scritto Jean Delumeau, resti ancora nel cuore della messa? Davvero questo mondo nella sua corsa negli spazi siderali, lascia dietro di sé una scia così percepibile di male, di delitti, di dolore e di pena? Questa antichissima devozione dell’Agnus Dei (nei secoli XVII e XVIII quasi al limite della superstizione) con le sue parole ribadite nell’ordinario della riforma conciliare del messale, sembrerebbe confermare questo giudizio negativo del mondo e, a prima vista, in contrasto con tanti altri atteggiamenti di apertura e positivi. Ma - questa è la conclusione - proprio per questo la religione non è una teoria razionale: essa rimanda al mistero di una croce alle cui ombra il male del mondo impallidisce e scompare. Ed è la speranza del nostro “miserere”. Pio Cerocchi Sommario L’onda blu invade Salerno Giovanni Morello Benvenuto alla Comunità di Ladispoli Piazze, Trivi e Quadrivi Gli Adulti Scout del Masci: Chi, Quando, Perchè “O voi tutti assetati, venite all’acqua...” Riccardo Della Rocca Siamo insieme nella gioia della fraternità e della preghiera p. Francesco Compagnoni, op Scautismo per adulti: quali adulti e quale società Carla Collicelli Casa Rut: l’accoglienza oltre l’assistenzialismo Suor Andreina Per amor del mio popolo Marisa Diana “Entra nella storia”: la piazza dell’impegno sociale e della politica Carlo Bertucci e Anna Maria Volpe Di che colore è la pelle di Dio Lilli Mustaro Non basta parlare di pace Franco Vecchiocattivi Fotocronoca A spasso per Trivi Carlo Bertucci Sorridendo... Alberto Rustichelli Sintesi Trivi Veneto e Sardegna Esperienza Salerno, Le Comunità presenti Caterina Forlì 12 Fotocronaca Il messaggio conclusivo Custodire e meditare le parole del Vangelo d. Lucio Gridelli La giornata del Creato Pippo Sorrentino Tre Promesse nell’emergenza Vanda Sansovini Marche: Giornata dello Spirito Alberto Guidelli Controcorrente: I peccati del mondo Pio Cerocchi 32 STRADE APERTE 1 2 3 5 7 9 11 12 13 15 16 17 19 20 21 22 23 26 27 29 30 31 32 STRADE APERTE N° 11 . Anno 54 2012 SCRITTO AL TRIBUNALE DI ROMA Al n°. 6920/59 del 30/05/1959 PERIODICO MENSILE DEL MASCI (MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI) DI EDUCAZIONE PERMANENTE, PROPOSTA E CONFRONTO PRESIDENTE NAZIONALE: Riccardo della Rocca SEGRETARIO NAZIONALE: Alberto Albertini DIRETTORE RESPONSABILE: Pio Cerocchi DIRETTORE: Giovanni Morello Via Ludovico Micara, 34 00165 Roma Tel. 06. 68193064 Fax 06. 68131673 Cell. 320. 5723138 - 339. 6541518 e-mail: [email protected] COLLABORANO IN REDAZIONE Giorgio Aresti Carlo Bertucci Paola Busato Bertagnolio Matteo Caporale Gaetano Cecere Carla Collicelli Paola Dal Toso Maurizio de Stefano Romano Forleo Dora Giampaolo Mario Maffucci Franco Nerbi Mario Sica Sergio Valzania Anna Volpe REDAZIONE Via Picardi, 6 - 00197 Roma STAMPA T. Zaramella Real. Graf. s.n.c. Caselle di Selvazzano (PD) E-mail: [email protected] EDITORE, AMMINISTRATORE E PUBBLICITÀ: Strade Aperte Soc. coop. a.r.l. 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