NUMERO 11 NOVEMBRE 2012 - ANNO 54
L’onda blu invade
Salerno
GIOVANNI MORELLO
PERIODICO MENSILE DEL
MASCI (MOVIMENTO ADULTI
SCOUT CATTOLICI ITALIANI)
DI EDUCAZIONE PERMANENTE,
PROPOSTA E CONFRONTO
SPEDIZIONE IN A.P. 45%
ART. 2 COMMA 20/B LEGGE
662/96 DAL C.M.P. PADOVA
EURO 2,00 LA COPIA
EDITORE, AMMINISTRAZIONE
E PUBBLICITA’:
Strade Aperte
Soc. coop. a.R.L.,
Via Picardi, 6 - 00197 Roma,
www.masci.it
SOMMARIO IN ULTIMA PAGINA
Prendiamo a prestito il suggestivo titolo di un quotidiano
locale per titolare anche noi
questa breve cronaca dell’incontro “Piazze, Trivi e
Quadrivi”, tenutasi a Salerno dal 19 al 21 ottobre
scorso.
L’incontro “Piazze, Trivi e Quadrivi” è stato senza dubbio una interiore occasione di crescita per
il nostro movimento. Il MASCI si è presentato,
all’interno ed all’esterno, non come ripiegato su se
stesso ma aperto verso il nuovo, gli altri, la Chiesa
e la società in un rinnovato impegno di servizio e
di educazione degli adulti.
Abbiamo ascoltato, cantato, scambiato esperienze,
amicizia e solidarietà: certamente siamo tornati
nelle nostre Comunità non soltanto soddisfatti, ma
anche arricchiti. Notevole l’impegno delle Regioni
che hanno presentato nei Trivi, per le strade della
città, i loro “Poli di eccellenza”, in cui abbiamo
potuto constare la vitalità del movimento ed il suo
impegno di “Cuore, Città, Creato”.
I foulard blu del MASCI, e quelli più chiari, celesti,
dell’organizzazione mondiale dell’ISGF, hanno
colorato il lungomare e le strade del centro storico
di Salerno: una città inondata di sole, di cordialità e accoglienza da parte dei cittadini e dell’Amministrazione comunale, di genero impegno da
parte fratelli della Campania, a cui era affidata la
complessa macchina organizzativa, supportata dal
Comitato Esecutivo, che nel suo complesso ha
funzionato a dovere.
Le comunità campane ci hanno regalato anche le
melodie coinvolgenti delle canzoni napoletane ed
il sorriso, talora amaro, di testi significativi del suo
teatro, nel colorato e divertente spettacolo della
serata inaugurale, ma anche le meditate parole della Veglia della sera di sabato, accompagnata dalle
belle musiche dell’orchestra giovanile della scuola
media di Angri.
Eravamo in tanti, per l’esattezza 750, più dei settecento preventivati, ma non siamo stati soli. Oltre ai cittadini di Salerno che si sono avvicinati
agli stand dei Trivi, dei Quadrivi, delle Ambasciate, abbiamo avuto importanti compagni di strada
che hanno trascorso con noi, in tutto o in parte,
queste giornate, e che doverosamente ci sentiamo
di ringraziare. In primo luogo il Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca e l’arcivescovo mons. Luigi Moretti, che sono stati più volte insieme a noi
offrendoci testimonianze e riflessioni, ben accolte
dai partecipanti. E poi ancora: Flavio Lotti, Presidente della Tavola della Pace, Cecilia Dall’Oglio,
Coordinatrice FOCSIS, Paola Dal Toso, Segretaria
Generale della Consulta delle Aggregazioni laicali
della CEI, Giovanni Bachelet, Deputato al Parlamento, Carla Collicelli, Vice direttore CENSIS,
Piero Badaloni, noto giornalista della RAI, Antonio M. Mira, di Avvenire, Francesco Marabotto,
dell’Agenzia ANSA, Marisa Diana, molti di loro di
provenienza scout, insieme agli ospiti e agli amici
invitati dalle Regioni.
Ben rappresentato il mondo scout con la Presidente dell’AGESCI, Marilina La Forgia, e Michele
Pandolfelli, responsabile del Centro Documentazione AGESCI, insieme ai responsabili regionali
dell’AGESCI e della FSE, Fabio Sassi D’Elia, responsabile nazionale Foulard Blanc, a Massimiliano Costa, Presidente del Centro Studi Mario
Mazza, al Centro Studi “Esperienze e Progetti”,
alla Compagnia di San Giorgio, alla Rete dei Centri Scout, ad “Eccomi”, a “Sala” e alle tante realtà,
imprese e impegni di solidarietà che rendono viva
la vita del MASCI.
Da Salerno non portiamo via soltanto i ricordi e le
testimonianze di vite significative, ma anche l’impegno di far fruttificare questa bella esperienza.
Uno dei primi frutti sarà, lo speriamo ardentemente, la nascita di una Comunità MASCI a Salerno
che è in fase di costituzione, ringraziando anche
per questo Nico Mazzeo, che ci è stato assai vicino
nella preparazione e nella realizzazione di “Piazze, Trivi e Quadrivi”, insieme a Carmine Zobel,
Segretario regionale, e Pino Romeo, Consigliere
nazionale, a cui era affidato l’impegnativo compito
organizzativo.
(Le foto di questo numero, che illustrano i momenti
significativi di “Piazze, Trivi e Quadrivi”, sono di
Lorena Accollettati, Carlo Bertucci, Ferdinando De
Luca, Giovanni Morello, Lucio Nigro, Dora Gianpaolo, Andrea Tappa).
NOVEMBRE 2012
Nuove Comunità
Benvenuto alla Comunità
di Ladispoli
2
La Comunità M.A.S.C.I. è nata da poco
che abbiamo liberamente commentato
- fare strada nella Città, cercando di
a Ladispoli, ridente cittadina balneare
ed in cui ci intendiamo identificare.
dare un contributo al miglioramento
vicino Roma, per iniziativa, dapprima,
Recentemente quattro di noi hanno
della vita sociale, politica e religiosa
di alcuni fratelli scout dell’AGESCI ai
rinnovato la propria Promessa, mentre
della nostra città;
quali si sono aggiunti genitori e altre
altrettanti l’hanno pronunciata per la
- fare strada nel Creato, aiutando in
persone comunque vicine allo scauti-
prima volta, nel Santuario della Ma-
modo significativo a salvaguardare il
smo. Attualmente è costituita da otto
donna di Ceri, che abbiamo elevato a
nostro ambiente;
elementi, ritratti nella foto.
nostra Protettrice, davanti all’Assisten-
- fare strada nel Cuore, rafforzando la
Apparteniamo alla grande famiglia del-
te Ecclesiastico Don Giuseppe Colaci,
nostra fede, poiché siamo fermamente
lo scautismo e ci riconosciamo nei va-
al Segretario Regionale del Lazio, Fe-
convinti che ogni scout, così come ci
lori espressi dalla Promessa e dalla Leg-
derico Calcagnini, ed a Franco Nerbi,
ha insegnato Baden-Powell, deve avere
ge scout. Siamo convinti che la nostra
nostro “pilota”.
un rapporto speciale con Dio.
proposta sia valida per ogni persona che
Alla luce di queste prime esperienze,
Per questo motivo ci rivolgiamo a tutti
non consideri l’età’ adulta un punto di
la nostra Comunità si augura di riu-
coloro che, anche se si avvicinano per
arrivo, ma voglia continuare a crescere
scire, nel miglior modo possibile e,
la prima volta allo scautismo da adulti,
per dare senso alla vita ed operare per
come diceva Baden-Powell, fondatore
intendono impegnarsi spontaneamen-
un mondo di pace, più libero e più giu-
dello scautismo, “facendo del nostro
te e gratuitamente, in forma personale
sto. Nel corso dei nostri primi incontri
meglio” ad incamminarci verso le tre
comunitaria, a vivere e a testimoniare
abbiamo preso visione dello Statuto,
C del nostro metodo (cuore – creato -
nella società gli ideali dello scautismo
del Regolamento e del Patto Comu-
città) che si fonda sul tripode del rove-
e continuare a fare educazione perma-
nitario che disciplinano il M.A.S.C.I.,
rismo (comunità, strada, servizio):
nente.
STRADE APERTE
Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
Gli Adulti Scout del Masci:
Chi, Quando, Perchè
La meravigliosa avventura di Salerno
mo le camicie sporche del sudore della
sguardo di un bambino.
è iniziata con degli interrogativi. Ogni
strada e del servizio. Camicie stropic-
E. L’Adulto Scout è una persona com-
partecipante, appena giunto, poteva
ciate dall’impegno e dalla responsa-
petente per trasmettere il proprio sa-
scegliere una busta di colore in cui era
bilità. Con queste camicie scendiamo
pere
contenuta una domanda a cui dare
oggi nelle Piazze, nei Trivi, nei Qua-
È uno che sa stare insieme agli altri,
una risposta. Le risposte sono state nu-
drivi a percorrere e a testimoniare la
prendendoli per mano
merose e sparpagliate, ma tutte signifi-
nostra strada.
Uno che vive la storia con spirito di
cative. Queste risposte, opportunamen-
E. Noi non abbiamo segreti, perché
servizio
te elaborate da Ambra Cusin e Ernesto
questi hanno il sapore della doppiezza
Albanello, sono state poi presentate da-
e dell’ipocrisia, hanno il senso del bi-
A. È uno che crede nel futuro ed è se-
gli stessi a tutti i partecipanti all’inizio
sbigliato solo a pochi. Le verità invece
gno di speranza
della seduta di apertura dei lavori, in
vanno urlate a tutti. I segreti segrega-
Uno che non si sente mai arrivato
forma dialogata.
no mentre le verità liberano.
Un vecchio sempre più vecchio, fuori
Ecco alcune delle vostre risposte.
dal contesto sociale … se tutto rimane
E. Chi è l’Adulto Scout del domani ?
come adesso !
A. Perché deve uscire allo scoperto ?
CHI
E. Quando questa trasformazione av-
A. L’Adulto Scout è una donna e un
E. È chi riesce ancora a meravigliarsi
verrà ?
uomo di pace: un uomo libero
guardandosi intorno
Una persona che ha il coraggio di an-
È chi sa servire senza attendersi un
A. Noi non abbiamo camicie bianche,
dare “oltre”
grazie
non portiamo camicie intonse. Abbia-
Uno che guarda il mondo con lo
È un testimone dell’impegno verso gli
STRADE APERTE
3
NOVEMBRE 2012
Piazze, Trivi, Quadrivi
ultimi
E. Avverrà quando ci sarà meno politi-
sacrestia
A. È una risorsa per la società futura
ca e più umiltà
A. Perché non deve esserci timore per
E. ma anche speranza di cambiamento
Il tempo si è fatto breve
la critica
Perché c’è bisogno di credenti credi-
A. un tipo supertosto ?
A. È già cominciato
bili
E. una persona attenta al cambiamento
E. Spero nei miei nipoti
Perché deve essere esempio di cittadi-
dei tempi pronto ad essere profetico
nanza attiva nel rispetto della legalità
A. È un lungo cammino che non fini-
A. Voglio essere io
sce mai
E. Perché deve vivere il mondo
E. lo saranno i bambini di oggi
E. la parola d’ordine è una sola: aper-
Perché “Estote Parati” continua ad es-
ma anche colui che esplora nuove stra-
tura-ricambio generazionale
sere di moda
de
A. Insomma rottamarsi ?
Perché vogliamo che la gestione della
E. deve esserci più coraggio ad esporsi
nostra società cambi
A. Che si mette continuamente in di-
A. Sta già avvenendo decisamente e
scussione, consapevole del suo ruolo
lentamente
A. Perché la società di oggi lo richiede
nella società
E. avviene quando riusciamo tutti ad
E. Uscire allo scoperto è servizio
E. Colui che guarda a Cristo come a
essere più onesti e a dimostrare la no-
colui che dà un senso alla vita
stra identità
Colui che della strada va una virtù
A. Perché speriamo di portare alla luce
qualcosa di pulito e vero
A. Colui che si adopera attivamente
A. Quando tutti prenderanno coscien-
E.
nella propria formazione
za di essere inseriti in una realtà uni-
gno di me che ho 76 anni
che è capace di stupore e solidarietà
versale
E. Colui che continua a remare
E. quando le galline faranno chicchi-
A. Perché libertà è partecipazione
richi
E. Perché non puoi stare a guardare
A. pur avendo la barca a motore
Perché la missione è tra la gente nelle
A. Spero molto presto
QUANDO
perché il mondo ha ancora biso-
strade e tra le cose
E. Quando ci crederemo veramente
A. Ma Ernesto quando avverrà questa
trasformazione ?
E. Quando avremo coraggio di accet-
A. Perché è tempo di essere attivi e
A. Quando ci sarà un po’ meno di no-
presenti
stalgia
Perché è tempo di essere testimoni vi-
E. E un po’ più di apertura.
sibili di speranza
tare questa sfida
E. Perché devi diventare protagonista
Quando la Comunità sarà al centro del
PERCHÉ
Movimento
E. Ma perché l’Adulto Scout deve
Solo questa rivoluzione copernicana
uscire allo scoperto ?
A. Perché per passare alle cose ultime
può portare visibilità e sviluppo
A. Per testimoniare con la vita i valori
E. Bisogna fare prima le penultime
e non spettatore
in cui crede
4
A. Penso che la trasformazione sia già
Perché il MASCI non è un ghetto
A. Perché noi non abbiamo peli sulla
attiva, visto il gran numero di parteci-
Per distinguersi dalla gente che non
lingua
panti a questo evento
crede a niente
E. e vogliamo continuare lo scautismo
Mai !, dice qualcuno; a 69 anni o a 72
E. Per guardare attorno a sé e giocarsi
in tutte le stagioni della vita per dimo-
anni; dire: invece
totalmente
strare che non conta l’età anagrafica
presto”
Per essere semplicemente coerente con
per continuare a giocare
Forse avverrà questa trasformazione
se stesso
quando saremo pronti a dare a chi non
Perché il laico, come dice il Concilio
A. Perché questo è il MASCI
ha
Vaticano II, deve uscire e non stare in
A.-E. Se non ora quando ? Adesso !
“speriamo molto
STRADE APERTE
NOVEMBRE 2012
Piazze, Trivi, Quadrivi
“O voi tutti assetati,
venite all’acqua...”
RICCARDO DELLA ROCCA
Presidente Nazionale
“O voi tutti assetati, venite all’acqua,
….
….
voi che non avete denaro venite; com-
Questo è il compito dell’educazione.
La prima traccia alla quale abbiamo
prate e mangiate; venite comprate sen-
Questa sfida, questa situazione “antro-
lavorato è stata sullo Scautismo per
za denaro, senza pagare vino e latte”
pologica” rende sempre più evidente
adulti, ma oggi forse preferiremmo
(Isaia 55,1-3).
la centralità del tema dell’educazione
dire “Scautismo per tutta la vita”.
Da Alghero a Salerno, da Elia a Isaia,
degli adulti Dobbiamo, tutti noi adul-
Mentre riflettevamo, mentre ci accin-
un salto al di qua del mare, un salto di
ti, imparare a camminare sulle nostre
gevamo a scrivere la nostra traccia,
più di 150 anni, ma il tema è sempre
gambe, a rialzare la testa, a spezzare
mentre raccoglievamo i diversi contri-
lo stesso: “mangia” diceva l’angelo ad
le catene, a infrangere gli idoli che ci
buti ci diventava sempre più evidente
Elia, “mangiate” dice il profeta Isaia.
illudono, per noi credenti a proclama-
come la storia dello scautismo e del
Ma se l’invito ad Elia era a riprendere
re che solo Dio è il Signore. Ed è di
guidismo si intrecciasse intimamente
il cammino, l’invito di Isaia è alla con-
questo che vogliamo riflettere in que-
con gli snodi più significativi della sto-
divisione ed alla gratuità.
sti giorni.
ria della società e del mondo.
Ma non è solo la condivisione e la gra-
……
….
tuità dei beni materiali, è la condivi-
In questi due anni abbiamo lavorato
B-P nel pieno della seconda rivoluzio-
sione e la gratuità come atteggiamento
a queste tracce, le abbiamo condivise,
ne industriale intuisce l’importanza di
generale di vita e verso la storia.
oggi vogliamo offrirle ad un impegno
offrire ai giovani dei sobborghi delle
Solo la condivisione e la gratuità pos-
più vasto, per aprirci a nuove prospet-
città inglesi un ambiente dove valoriz-
sono offrire la speranza negli anni della
tive, per essere veramente “risorsa di-
zare la propria esistenza, dove trovare
crisi.
sponibile”.
strade per essere protagonisti e ricer-
Viviamo giorni difficili; in occasione
Questo è il senso di questa esperienza
care una felicità autentica, liberandoli
del centenario dello scautismo, riflet-
che oggi si apre, un’esperienza che non
così dall’alienazione, dalla subalternità
tendo sulla condizione degli adulti,
è solo “per noi” ma per tutti coloro
culturale, dal degrado; per questo offre
dicevamo che sembrava caratterizzata
che vorranno incontrarci, che vorran-
loro esperienze originali ed affascinan-
dalla precarietà, dall’insicurezza, dal
no fare un tratto di strada con noi, con
ti. Un’intuizione profetica. Come pro-
disorientamento.
quanti sono disponibili all’ascolto e al
fetici sono stati alcuni passaggi della
dialogo. Per questo l’abbiamo chiama-
storia dello scautismo e del guidismo
Oggi nel pieno della più grave crisi
ta Piazze, Trivi e Quadrivi.
cattolico italiano.
che l’occidente abbia conosciuto si ag-
Un esperienza che non è nel chiuso di
…..
giungono sentimenti profondi di im-
quattro mura ma nelle strade e nelle
Un cammino di più di 100 anni di in-
potenza e di sfiducia nel futuro.
piazze di questa città; piazze che ab-
tuizioni formidabili.
Abbiamo vissuto una lunga stagione
biamo voluto dedicare a donne e uo-
Oggi una nuova sfida attende lo scau-
segnata dall’individualismo, dalla ri-
mini che sono stati capaci di sognare e
tismo ed il guidismo italiano, una mis-
cerca del piacere, dal successo perso-
di realizzare i loro sogni e che per rea-
sione importante: lo “scautismo per
nale, spesso dall’egoismo, oggi occor-
lizzare questi sogni sono stati disposti
tutta la vita”.
re riscoprire la solidarietà contro ogni
a pagare prezzi altissimi fino al dono
Fino a non moltissimi anni fa la con-
individualismo.
della propria vita.
clusione dell’età evolutiva coincideva
STRADE APERTE
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Piazze, Trivi, Quadrivi
con l’inizio della vita adulta: la fine
presenza piena dello scautismo de-
mini che seguendo tracce faticosamen-
degli studi, il militare, il matrimonio
gli adulti, potrà addirittura nascere
te definite, sulla base di un programma
e cominciava una vita senza grandi
un’unica associazione che abbia al suo
per il presente e di un progetto per il
cambiamenti : il matrimonio era per
interno giovani e adulti, che non limiti
futuro offre una opportunità per gesti-
tutta la vita, si conservava non solo il
la presenza degli adulti a “risorsa per i
re il cambiamento.
lavoro ma “quel” posto di lavoro, per
giovani”, ma che, distinguendo netta-
Qui il senso della nostra missione di
lo più si votava sempre lo stesso parti-
mente gli ambienti giovanili da quelli
partecipare ad uno “scautismo per tut-
to,…Questo ha portato a credere che
adulti, sappia realizzare una proposta
ta la vita” con lo specifico dell’educa-
la funzione dell’educazione terminasse
di “educazione per tutta la vita”.
zione degli adulti; qui è la nostra iden-
con l’inizio della vita adulta, pensiamo
Siamo consapevoli che qualunque sia
tità e la nostra diversità, per questo ci
agli appassionati dibattiti della branca
la strada che verrà intrapresa sarà una
rivolgiamo a quanti sono disponibili
Rover sulla Partenza e sul suo signifi-
strada di grande cambiamento; per
ad assumere un compito per l’oggi ed
cato educativo.
parte nostra noi siamo disponibili a
una visione per il domani nella società
Oggi il mondo è cambiato: non è più
cambiare, siamo disponibili a cambia-
e nella chiesa italiana.
chiaro quando abbia inizio l’età adulta
re le nostre regole, le nostre strutture,
e questa stessa è comunque soggetta a
fedeli solo alla comune Legge e Pro-
continui cambiamenti.
messa.
(Il testo completo dell’intervento di Ric-
Se quindi l’educazione è “gestione con-
Il MASCI è oggi chiamato ad essere
cardo Della Rocca si trova sul sito www.
sapevole del cambiamento”, mai come
un’ampia comunità di donne e di uo-
masci.it)
oggi è necessario parlare di “educazione degli adulti” e soprattutto di “educazione per tutta la vita”.
Noi vogliamo mettere a disposizione dello scautismo italiano la nostra
esperienza e le nostre riflessioni; le
mettiamo a disposizione con la consapevolezza di essere “piccolo frammento”, le mettiamo a disposizione e con
modestia, ma con dignità e senza subalternità ci rivolgiamo a quanti sono
appassionati dello scautismo e del guidismo, ma ci rivolgiamo anche a tutte
le donne e gli uomini che incontriamo
nel nostro cammino.
Non vogliamo essere i “primi della
classe”, ma vogliamo partecipare ad
una nuova avventura, ad una nuova
missione.
Se questa missione sarà accolta, non
sappiamo quale futuro ci attende,
quale sarà l’esito di questo cammino,
alcuni di noi non lo vedranno: potrà
realizzarsi una più stretta collaborazione tra le realtà associative giovanili ed
adulte, potrà nascere una federazione
dello scautismo italiano che veda la
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NOVEMBRE 2012
STRADE APERTE
Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
Siamo insieme nella gioia della
fraternità e della preghiera
P. FRANCESCO COMPAGNONI, OP
appunto per rinfrescarmi le idee
sui valori che condividiamo:
perché noi non siamo un movimento di reduci.
Noi stiamo insieme, è vero, sul
ricordo ma sul ricordo di valori
che tanto ci hanno movimentaPrima di partire per queste riu- to l’adolescenza e la giovinezza
nioni mi prende spesso una sor- (senza magari esserne, allora,
te di depressione: questi incon- stati ben coscienti): valori che
tri possono essere noiosi, con con l’età scopriamo essere portanta gente che non conosco, e tatori di vita, di vita buona, per
con tutto quello che ho da fare noi, per i nostri cari ed amici, e
nella mia Università e nella mia per il nostro Paese
ONLUS…
Ma so che quando ripartirò
–come avviene sempre - sarò Il nostro Paese ha bisogno di
felice, soprattutto perché avrò sincerità, di far corrispondere il
incontrato persone con cui con- dire e il fare, di rispetto della legdivido valori non materiali: fra- ge (cose che secondo il socioloternità, impegno, autoeducazio- go tedesco Kaufmann mancano
ne anche da adulti, solidarietà, all’italianità…).
espressione della nostra speran- Non solo da parte dei nostri poza per il futuro di noi fratelli e litici.
Prima di tutto da parte di ognusorelle in Cristo.
no di noi, di noi della base, delle
società civile.
Inoltre incontro, a livello perso- Uno dei pensieri fondamentanale, (qualche volta anche pro- li dell’educazione cristiana è di
fondo) tante persone di ogni non dare proibito, primariamenparte d’Italia e questo è grade- te la colpa alle strutture, agli alvole, anzi gratificante, soprat- tri, agli errori del passato, … ma
tutto per chi vive in una grande di iniziare da noi stessi.
città dove si incontrano tanti
anonimi nelle strade, sugli autoL’altro giorno uno dei miei colbus, persino nelle chiese.
leghi di università, un politoloQuesti nostri incontri servono go lucano, mi diceva che questa
Perché noi del MASCI siamo
qui, oggi ?.
O meglio perché io, uno del
MASCI, sono qui e quali sono i
miei sentimenti dominanti.
corruzione diffusa è stata pienamente accettata da tanta gente
che ne ha approfittato.
E’ come la mafia:
se non ci fosse tanta gente che
indirettamente ne trae dei profitti, sarebbe molto più facile
isolarla e poi distruggerla.
Se non riusciamo a superare
questo sistema familistico e criminale, dove tutti sono amici di
tutti, tutto capiscono che ‘tutti tengono famiglia’ ecc., non
usciremo mai da questa crisi.
Dobbiamo partire dalla nostra
virtù personale, perseguire lo
scopo di educarci innanzi tutto
moralmente.
Non possiamo imitare quel mio
conoscente che mi diceva:
Ho preso una multa ed era giustificata.
Ma io il ricorso lo faccio lo stesso perché non si sa mai…
O come i ragazzi del mio ultimo
clan che, nell’anno della maturità, ad una domanda precisa risposero in grande maggioranza
che non avrebbero rifiutato una
raccomandazione per aver un
posto di lavoro…
Evidente erano il riflesso di
quanto sentivano in casa propria, lo assorbivano dall’ambiente che frequentavano…
STRADE APERTE
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Piazze, Trivi, Quadrivi
Di questo nostro cammino
umano e cristiano verso il pieno
fiorire della nostra umanità e la
trasparenza della nostra società
italiana, fa parte la preghiera.
Soprattutto la preghiera.
E’ essa che ci motiva, ci da la carica per essere noi stessi, ci mette
in comunicazione diretta con la
fonte e il fine della vita umana.
Pregare non è solo recitare formule.
Qualche volta le formule sono
utili e consolanti, ma la preghiera è essenzialmente e sostanzialmente mettersi davanti a Dio.
Mettersi a nudo davanti a lui.
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STRADE APERTE
NOVEMBRE 2012
Evitare di giocare la comme- stati da tanti anni di passività.
dia dell’auto giustificazione,
dell’auto commiserazione (mol- Spero di non essere stato troppo
‘tragico’ nel mio intervento, ma
to italiana direi…).
quanto a serietà anche Riccardo
E’ affidarsi a lui nella nostra re- non è stato da meno.
altà esistenziale, è chiedergli di
snidare il continuo doppio gioco che facciamo tra la nostra
coscienza e il nostro comporta- Vi auguro e mi auguro di giocare questo grande gioco di tre
mento.
giorni in questo spirito che il
Tra la nostra coscienza umana Presidente e l’Assistente Nazioe cristiana (che stiamo ben at- nale vi hanno proposto: di gioia
tenti a non formare e raffinare per un rinnovamento della notroppo,….potrebbe chiederci di stra fedeltà alla Legge di B-P,
cambiare qualche cosa nei nostri che è stato un uomo ed un cricomportamenti abituali !) e i stiano esemplare, nella gioia e
compromessi pianificati e incro- nella serietà.
Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
Scautismo per adulti:
quali adulti e quale società?
L’intervento del Vice Direttore del CENSIS nella piazza
“Giuliana di Carpegna”
CARLA COLLICELLI
La lettura del volume “Un’avventura che continua, lo scoutismo degli adulti” da parte di chi si occupa
di società e politiche pubbliche,
non può non rimandare ad alcune
domande di fondo, che discendono dai contenuti del volume e dal
raffronto con le tendenze sociali.
Quali adulti e quale condizione degli adulti oggi nella società italiana?
Quale cultura?
Quale educazione?
Quali risposte che aiutino ad essere
donne e uomini del nostro tempo?
Lo scarto che si percepisce tra
l’esperienza ed i valori descritti nel
volume e quelli che emergono dalla società italiana nel suo complesso è così evidente, da indurre a due
ordini di riflessioni: dapprima la
descrizione dei mali di una società
rattrappita (pars destruens), e poi
quella delle proposte positive che
emergono dalla esperienza scout
(pars costruens).
Molti dei problemi della società
dii oggi derivano dallo sviluppo
accelerato degli ultimi decenni, ed
in particolare da alcuni elementi
strutturali molto significativi che
hanno trovato condensazione nel
corso degli anni 90:
-
sviluppo tecnologico digitale, con
la trasformazione radicale del nostro modo di comunicare, lavorare,
viaggiare, decidere ed informarsi;
-
In ambito comunicativo,
l’evoluzione delle televisioni commerciali e dei formati televisivi
orientati al culto dell’immagine ed
alla spettacolarizzazione della vita
vissuta, sia quella privata che quella
dei personaggi pubblici;
-
In ambito sociale, il consolidarsi del trend di allungamento
della vita e le conseguenti speranza
di eternità e crisi del senso del limite dell’esistenza.
I tre elementi citati non sono di per
sé negativi.
Ciò che è mancato nei decenni
scorsi è la capacità della società di
attrezzarsi e rispondere con valori e
politiche capaci di “volgere al bene
collettivo” i cambiamenti e di farne
scaturire linee di crescita armonica
e umanistica della convivenza sociale.
In assenza di strategie e di azioni
di accompagnamento tempestivo
ed adeguato delle innovazioni di
cui sopra, la società le ha subite e
metabolizzate sotto forma di elementi di crisi ed indebolimento:
In ambito produttivo, lo
STRADE APERTE
9
Piazze, Trivi, Quadrivi
-
Una società sempre più
densa di soggettualità, ruoli e funzioni, oggetti di consumo, strumenti di comunicazione, messaggi,
ecc., ha prodotto una situazione di
stallo della mobilità, fisica, sociale,
ed anche ideologica e comportamentale;
-
Allo stallo ed assenza di
sani processi di sviluppo e mobilità
si affianca una accelerazione fibrillatoria nei tempi di lavoro, nella
attività di tempo libero, ma anche
nelle opinioni, nei gusti e nelle preferenze;
-
Fibrillazione e densità portano all’indebolimento dei legami
ed alla frammentazione sociale, da
cui il cosiddetto ciclo dell’individualismo egoistico;
-
La proliferazione degli oggetti di consumo, in tutti i campi,
genera un consumismo onnivoro
e sperimentale, stemperato nelle
quantità ma non nella qualità e nei
valori di riferimento dalla crisi economica (dall’”usa e getta” alla “libertà come moltiplicazione” e non
come scelta);
-
Il potere si verticalizza e
vengono meno i meccanismi di
rappresentanza e democrazia;
-
Crescono le distanze tra
strati sociali diversi della società e
si sviluppano le “nuove povertà”
(famiglie numerose, single, solitudine, mancanza di desiderio);
-
Si depotenzia la funzione
normativa, in quanto nel caos generale si indeboliscono, fino quasi a
scomparire, i valori di vita, le figure
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STRADE APERTE
educative, il padre, l’insegnante, le
norme collettive.
Per quanto riguarda in particolare
la cultura, viene meno il suo valore antropologico, e vengono meno
gli scambi tra soggetti diversi, primi fra tutti quelli di generazioni
differenti, che non si parlano quasi
più. La cultura è o cultura aulica,
per pochi addetti ai lavori, o comunicazione vuota e spettacolarizzata
dei vissuti.
L’educazione, di conseguenza,
slitta verso il formalismo nozionistico, da un lato, e la trasmissione
di competenze tecniche ad uso del
mercato del lavoro, dall’altro, con
separazione crescente tra manualità
e competenza teorica, e soprattutto con la estromissione del mondo
delle emozioni dal processo educativo (“L’epoca delle passioni tristi”).
Lo scoutismo potrebbe costituire
un buon viatico per l’avvio di una
stagione di ricomposizione delle
fratture descritte, e che emergono
dal lavoro degli analisti sociali delle
più varie tendenze ed orientamenti.
Dal volume “Un’avventura che
continua, lo scoutismo degli adulti” (edizioni scout Fiordaliso), presentato e discusso nell’incontro
Masci di Salerno sabato 20 ottobre
2012, emergono molti spunti positivi per la ricostruzione di un tessuto sociale più umano e più attento
ai risvolti ed ai necessari elementi
di contrasto delle distorsioni che
nascono dallo sviluppo accelerato
degli ultimi decenni:
-
Per gli scout e per gli scout
adulti l’educazione (auto- e etero) come processo di crescita con-
NOVEMBRE 2012
tinuata, di adattamento ai nuovi
contesti, di “movimento” continuo fino alla fine dei propri giorni,
non finisce mai;
-
La vita va accettata ed accolta con spirito di avventura, vale
a dire con apertura a ciò che sarà,
senza preclusioni né pregiudizi, e
piuttosto con lo sforzo di capire
l’altro ed il nuovo che viene dall’altro e dal diverso, e con il coinvolgimento emotivo nei confronti delle
situazioni sempre differenti che ci
troviamo ad affrontare;
-
Nello scoutismo si apprende il valore e l’importanza dello
spirito di squadra e della collaborazione di gruppo per il raggiungimento di risultati validi: da soli non
si va da nessuna parte, ed occorre
contrastare l’individualismo ed il
soggettivismo egoistico e narcisistico;
-
Nello scoutismo si impara il
valore della solidarietà concreta e di
tutti i giorni, “lo spezzare il proprio
corpo per gli altri “ (come si dice in
uno dei capitoli e come richiama la
simbologia dell’Eucarestia), e solo
una spinta genuina di condivisione
ed aiuto reciproco può permettere
di combattere l’idea di dominio e
di lavorare contro il potere arroccato e per la ricerca di una potenza
collettiva verso il bene.
Per mettere a frutto quanto di positivo vi è nella esperienza scout,
descritta e testimoniata nel libro,
occorre però uscire dall’intimismo
e dalla autoreferenzialità, per imparare a parlare al mondo intorno
a sé.
Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
Casa Rut: l’accoglienza oltre
l’assistenzialismo
La testimonianza di Suor Andreina di Casa Rut nella piazza “Don Giuseppe Diana” a Salerno
“Sono venuto perché tutti abbiano vita in ab-
Ed è stato l’inizio di una serie di incontri scon-
donne consacrate. Dall’apertura di Casa Rut ad
bondanza”. Sono stata colpita dal motivo di
volgenti. I loro volti, le loro storie hanno scon-
oggi sono passate più di 300 ragazze e sono nati
questo vostro incontro: “abitare la città dell’uo-
volto la nostra vita: non si poteva più far finta
50 bambini: hanno avuto perciò la possibilità di
mo”. Abitare la città, abitare la casa, la nostra
di niente, si doveva accogliere il Vangelo della
abitare questo spazio di amore trovando la for-
vita, abitare il nostro essere, per ascoltare i ritmi
liberazione per lenire quel grido di dolore. Ecco
za e il coraggio di riprendere il cammino. Qui
dei tempi, dei richiami dell’umanità, entrare così
si parte Dalla strada, luogo santo, dove abita
sulle nostre strade, violate, vengono ridotte a
nella storia – città degli uomini. La vita pullu-
Gesù, la strada del sacramento. Casa Rut: spa-
non sentirsi più persone, ma unicamente carne
la dalla strada o se volete nelle case e non nei
zio di accoglienza che contraddice alla radice
per il mercato del sesso. Le ragazze nigeriane,
palazzi. Il libro che oggi presentiamo porta il
altre immagini di equivoca solidarietà; non un
nella maggioranza, arrivano in Italia attraversan-
titolo: “con noi sulla strada” … La pedagogia
istituto, non una istituzione, non uno sopra e
do il deserto africano a piedi, poi sulle carrette
della strada racchiude una grande spiritualità e
l’altro sotto, non un dispensare dall’alto una ele-
del mare. Affrontano viaggi inimmaginabili che
questo nostro incontro potrebbe essere letto a
mosina. Dice essere alla pari tra chi ospita e chi
durano mesi, soffrendo fame, sete, sonno. Mol-
partire dall’immagine del vento: il vento dello
è ospitato, scambiarci affetto, pensieri, costruire
te muoiono, subiscono gravi violenze, abusi. E
Spirito, di cui Gesù diceva: non sai da dove viene
insieme il percorso di liberazione. Dice la voglia
arrivate tra noi vedono infrangersi i loro sogni,
e dove va. I documenti, le leggi sono prescritti-
di una casa anche per te, per il tuo futuro. Casa
le loro speranze. Ecco che possiamo legare il
vi, dicono dove devi rimanere, sottolineano la
Rut dice la voglia di una casa dove delle donne
cammino di queste ragazze a Casa Rut come
rigida appartenenza; il cuore, il vento invece fa
consacrate siano maestre di libertà e autonomia.
il ritorno dei discepoli di Emmaus, o il ritorno
sconfinare. La passione per il Vangelo, il corag-
Casa dove vuoi che l’altra fiorisca nei suoi colo-
del Buon Samaritano, colui che si prende cura
gio di osare ti fanno percorrere strade inverse.
ri e non nei tuoi. E dove l’altra l’immigrata, la
dell’altro. Casa Rut ha una prima accoglienza
Anche Casa Rut ha avuto il suo inizio percorren-
straniera, fa fiorire te. Casa Rut, segno, luogo
dove avviene il percorso di recupero, con un
do le strade della città e della periferia, soprat-
dove non succede che stai per un po’ e poi ti
percorso umano, psicologico, sanitario; l’acqui-
tutto in quei luoghi dove molte giovani sono
scaricano. Ricordate Rut, la Moabita della Scrit-
sizione dei documenti; l’apprendimento e mi-
costrette a vendere il loro corpo e queste gio-
tura, che dice alla suocera che non vorrebbe sra-
glioramento della lingua italiana; la formazione
vani di colore sono unicamente percepite come
dicarla dalla sua terra per portarla nella propria:
e l’addestramento al lavoro. Una seconda acco-
prostitute. A noi questo titolo non ci stava bene,
“Non insistere con me che ti abbandoni e torni
glienza di autonomia, dove le ragazze iniziano
è una definizione troppo offensiva della dignità
indietro, perché dove andrai tu andrò anch’io, e
un percorso puntando sulle proprie risorse,
umana; non ci bastava la risposta che da mon-
dove ti fermerai, mi fermerò”. Così è per queste
prendersi cura di se stesse, della casa, dei bambi-
do è mondo la prostituzione c’è sempre stata.
ragazze che si fermano per ritrovare la vita. Per
ni. Casa Rut è uno spazio aperto alla speranza:
Molti ci dicevano che era pericolo avvicinarle,
noi accogliere non è semplicemente organizza-
ma come dare speranza a queste giovani ?. Ecco
potevamo rischiare ritorsioni, minacce: ma noi,
re un servizio, offrire un posto letto, un luogo
nasce la cooperativa “New-Hope”. Il lavoro da
come donne, come religiose volevamo incon-
dove posare le proprie cose, ma è soprattutto
speranza a queste donne, che noi vogliano far
trare quei volti. Così suor Rita insieme ad altre
fare spazio dentro di noi, perché queste giova-
crescere in autonomia e non legate al mero as-
donne, amiche e volontarie, l’8 marzo 1997 ha
ni donne, violate nel corpo e nella loro dignità,
sistenzialismo. Ogni manufatto creato da queste
caricato la macchina di vasetti di primule per
possano trovare il calore di una casa, possano
ragazze, ha un valore immenso: è il racconto di
portarle come segno di amicizia, di vicinanza, di
abitare le nostre vite, i nostri sentimenti, pos-
una rinascita e del coraggio di una vita immersa
condivisione del loro dolore.
sano trovare spazio nel nostro cuore di donne,
nella speranza.
(Il testo non è stato rivisto dall’autrice. Per saperne di più: Rita Giaretta, Non più schiave, Edizioni Marlin, Napoli).
STRADE APERTE
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Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
Per amore del mio popolo
La testimonianza di Marina Diana nella piazza intitolata al nome
del fratello ucciso dalla camorra.
Parlare di mio fratello a tanta gente per me non è facile, per motivi
facilmente intuibili. Quello che per
gli altri era don Giuseppe Diana
per me erra Pè, non c’era neanche
bisogno di finire la parola per dire
Peppe. Per lui io non ero Marisa, la
“ninnella”. Potete immaginare lo
sforzo grande che mi costa parlare
di mio fratello per i ricordi sempre
chiari, nitidi che mi vengono alla
mente e che mi si fanno presenti.
Rievocare mio fratello, il suo impegno, la sua attività, la sua azione per il cambiamento mi provoca
molte emozioni. Qualcuno crederà
che io stia a rievocare la memoria
di un morto, le azioni di una persona lontana che, quasi vent’anni
fa, è stata assassinata da alcuni camorristi. Chi pensa così, si sbaglia
di grosso. Mio fratello per me, e
credo per tutti i familiari, gli amici
veri, gli scout, per tutti quelli che
lo hanno conosciuto e gli hanno
voluto bene, è una presenza viva
ed attuale. Vi sembrerà strano, ma
nessuno di noi parla di Peppe come
di una persona che non c’è più.
Peppe era un uomo di fede ed un
sacerdote normale. Un parroco con
tutte le responsabilità che l’esercizio di questa incombenza richiede.
Quelli che hanno avuto modo di
conoscerlo e di lavorarci insieme ne
hanno potuto apprezzare l’0attivismo, la generosità e, soprattutto,
il coraggio. Vorrei però chiarire a
scanso di equivoci, che non stiamo
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STRADE APERTE
qui parlando del coraggio dell’eroe
che decide di immolarsi per gli altri. No !. Parliamo del coraggio
della normalità nel quotidiano, di
cui c’è tanto bisogno per vivere e
continuare la battaglia e la lotta per
il riscatto del nostro territorio e del
popolo che, oramai, anche i media
nazionali chiamano “casalesi”, con
un significato negativo. Casalese,
cittadina abitante di Casal di Principe sono anch’io, come mio fratello e come gli altri abitanti onesti
che non hanno niente a che vedere
con la matrice camorristica.
Siamo incompatibili !. Una minoranza criminale e camorristica non
può decidere il futuro e il destino
di un intero popolo, non possiamo
permetterlo per amore dei nostri
figli. “Per amore del mio popolo”
… come ha sostenuto mio fratello.
Peppe è diventato per me, il metro
di misura di una chiesa che adesso
pare risollevarsi. Per tanto tempo
la nostra non è stata una Chiesa
profetica, impegnata a fianco degli
emarginati, degli ultimi, delle vittime dell’ingiustizia, della camorra,
dei poteri forti. Per troppo tempo
la chiesa, dentro la quale siamo nati
e rimaniamo, è stata più di facciata
che di sostanza. I nostri pastori, i
nostri preti e noi stessi, come credenti, siamo stati testimoni tiepidi,
indecisi, spesso impauriti. Abbiamo preferito giocare in difesa, senza esporci. Blindati dentro i nostri
edifici di culto, le nostre grandi
chiese, belle e protettive.,
Dalle quali Peppe intendeva farci
uscire.
Aveva intuito, più di vent’anni fa,
che dovevamo rimboccarci le maniche e ai tanti baci, bacetti, genuflessioni dovevamo sostituire la
responsabilità, il lavoro, l’incontro
e la testimonianza fuori dalle sacrestie.
Per questo era molto impegnato
con i giovani, con i suoi scout ed
i movimenti, sia a livello locale che
nazionale.
“Per amore del mio popolo” fu divulgato nel Natale del 1991. Sono
passati ventuno anni ma vi invito
a rileggerlo oggi. Risulta ancora
attuale, fresco come se fosse stato
scritto ieri.
Le preoccupazioni di cui parla, più
o meno, sono rimaste le stesse.
C’è stato sì un impegno delle forze
dell’ordine e della magistratura che
hanno decapitato l’organizzazione camorristica, ma ciò che manca
ancora è innanzitutto una azione
culturale efficace e dirompente per
combattere il cosiddetto “brodo di
cultura”, che origina ed alimenta la
mentalità camorristica.
Per riattivare la dinamica della società c’è bisogno di concrete proposte di sviluppo che attivino meccanismi virtuosi e coinvolgenti i
quali portino all’occupazione e alla
possibilità di un lavoro, soprattutto
per i giovani, a cui è spesso rubato
il futuro.
Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
“Entra nella storia”:
la piazza dell’impegno sociale e
della politica
CARLO BERTUCCI, ANNA MARIA VOLPE
“Il nostro è dunque un tempo di tra-
mentare Giovanni Bachelet e da Gra-
dare buoni frutti”, così come il sinda-
sformazioni grandiose e continue.
zia Villa, presidente dell’associazione
co Vincenzo De Luca, nostro ospite, il
Tutto fluisce veloce e i punti stabili
La Rosa Bianca, un’associazione
di
quale si dice abbia ricevuto più di 200
di riferimento sono sempre di meno.
cattolici per l’educazione alla politica
atti intimidatori per la buona ammi-
Dobbiamo ritrovarli più dentro che
e alla democrazia che ha preso nome e
nistrazione della città di Salerno. “Sta
fuori di noi. Dobbiamo ritrovarli nella
ispirazione dal gruppo di studenti an-
cambiando qualcosa nel nostro Paese ?
nostra relazione con l’altro, scaccian-
tinazisti che si opposero in modo non
Questo è senz’altro un momento cru-
do le paure che ci rinchiudono in noi
violento al regime di Hitler, pagando
ciale di determinazione politica”.
stessi.”(Premessa al Quaderno di Stra-
con la vita questa scelta coraggiosa.
de Aperte n. 6 – Entra nella storia).
L’incontro, moderato dal giornalista
Il sindaco De Luca ha esposto con pas-
di Avvenire Toni Mira, ha offerto te-
sione l’impegno di un amministratore
Una delle “piazze” dell’evento di Sa-
stimonianze di partecipazione politica
locale di una terra non facile, dove
lerno si è svolta nell’ambiente sugge-
da diverse prospettive.
erano radicati atteggiamenti clientela-
stivo del complesso monumentale di
ri e opportunisti. Cambiare rotta non
Santa Sofia. La piazza era intitolata ad
Accogliendo i partecipanti Bruno Ma-
è stato facile perché il contesto locale
Angelo Vassallo, coraggioso sindaco
gatti ha affermato che oggi qui non vi-
è influenzato da famiglie o clan che,
di Pollica nel Cilento, ucciso da mano
viamo un inizio, né una fine, “ma solo
anche con comportamenti minacciosi
ignota qualche anno fa, noto come il
una tappa, cioè un punto di frontiera,
mirano a corrompere la gestione del
sindaco pescatore per il suo passato di
immagine di tutti noi e della nostra
territorio. I punti più importanti del
pescatore e per l’amore per il mare e la
storia, un luogo in cui si va attrezza-
suo intervento (più volte interrotto
terra, che nella sua attività di ammini-
ti per diventare uomini e donne che
dagli applausi degli ascoltatori) sono
stratore lo aveva sempre guidato,
sappiano vivere le problematiche che a
riassunti qui di seguito.
loro si presentano. Oggi qui imparereLa Piazza ha sviluppato un approfon-
mo a vivere la nostra frontiera insieme
Oggi è più che mai necessario testimo-
dimento sul tema “Entra nella sto-
ai nostri ospiti”.
niare i propri valori e poiché la politica
ria”, già trattato dal Quaderno n. 6 di
in un paese democratico vive di con-
Strade Aperte (lo trovate sul sito del
Toni Mira, inviato di “Avvenire”, fi-
sensi occorre cominciare dalla scelta
MASCI) che era stato un contributo
glio del non dimenticato Presiden-
dell’individuo che opera con la legge
sul servizio e sulla cittadinanza respon-
te del MASCI, Giuseppe Mira,
dei diritti e doveri e non con scelte
sabile degli adulti.. L’incontro, che è
voluto sottolineare come dopo cin-
clientelari.
stato coordinato da Bruno Magatti,
quant’anni dalla sua Promessa si tro-
Le amministrazioni funzionano bene
ha visto la partecipazione numerosa di
vava di nuovo fra i suoi fratelli scout
se si comprendono le necessità dei cit-
Adulti Scout che hanno riempito tutti i
nella piazza simbolicamente dedicata
tadini, se si è molto rigorosi conceden-
posti disponibili per ascoltare gli spun-
ad Angelo Vassallo “che è stato ucciso
do fondi in base ai risultati.
ti di riflessione proposti dal sindaco di
per la sua buona amministrazione, ma
Salerno è la prima città in Italia per
Salerno Vincenzo de Luca, dal parla-
il suo esempio continua anche oggi a
la raccolta differenziata dei rifiuti, la
ha
STRADE APERTE
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Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
quarta per asili nido e scuole materne,
la società. “Oggi qui viviamo l’emo-
l’unica in Italia che ha stretto un ac-
zione di condivisione degli ideali delle
cordo di ricerca in campo medico con
persone che sono morte prima di noi
le migliori Uiversità del mondo.
per testimoniare quello in cui tutte le
•
Occorre premiare gli enti locali che
persone giuste credono. Occorre ana-
ca quanto più è capace di raccogliere
danno risultati eccellenti, non tagliare
lizzare il pre ed il post di questo mo-
ogni contributo al bene comune, com-
i fondi allo stesso modo di chi sperpera
mento politico, nel pre siamo vissuti
prendendo il più piccolo ed il diverso.
il denaro pubblico.
di assenza di moralità esisteva solo ca-
•
Il più grosso problema italiano è la cri-
morra e mafia. Oggi siamo nel biennio
donne e uomini virtuosi cioè persone
si della democrazia che ha creato uno
del cambiamento, occorre sporcarsi le
senza interessi personali.
scollamento fra istituzioni e cittadini,
mani per cambiare il nostro futuro, ri-
•
perciò occorre che il cambiamento
conquistare il diritto al lavoro, alzare
conosciuto l’impegno e valorizzata la
operi in profondità, che interroghiamo
la voce e non aver paura di fare da me-
qualità delle prestazioni per il bene co-
le nostre coscienze e che trasmettiamo
gafono per costruire il futuro insieme
mune.
ai nostri figli la libertà, l’autonomia, la
ai giovani”.
•
dignità e non il ricatto, il servilismo.
pegno di ognuno:
Una società è tanto più ric-
La buona politica richiede
Ognuno dovrebbe vedere ri-
Tutti gli esseri umani senza
eccezione sono uguali in dignità.
Non ci ricordiamo più cosa significa
Non c’è stato tempo per un dibattito
•
decenza siamo diventati una grande
ma le testimonianze hanno conferma-
“sufficientissimo” ai suoi seguaci.
casa di tolleranza accettata pubblica-
to ai presenti la necessità di una parte-
•
mente con perdita di tutti i valori, de-
cipazione responsabile alla vita sociale
suno, è il luogo privilegiato per rico-
vastazione pubblica dei nostri principi
e politica. Come direbbe Padre Sorge
noscere realmente l’altro e la sua espe-
di correttezza e dignità.
“Uscire dal Tempio” e piantare nella
rienza.
Possiamo salvarci solamente facendo
terra arida i semi della speranza di un
•
nostri gli antichi valori dei padri.
futuro migliore.
mo come individuo ma come persona,
La virtù per se stessa è premio
La frontiera, una terra di nes-
I diritti riguardano non l’uo-
non solo l’uomo nella sua individualiGiovanni Bachelet ha esposto la sua
L’interesse partecipato degli AS era te-
tà ma inserito indissolubilmente nella
esperienza di parlamentare, non fa-
stimoniato dalle numerose scritte ver-
rete delle relazioni che lo coinvolgo-
cile per lui che fino a poco tempo fa
gate dai partecipanti, viatico per l’im-
no.
insegnava all’Università, ma che comunque consente un livello di partecipazione politica attiva,capace anche
di influenzare le decisioni fondamentali per la vita dello Stato. “Occorre
essere onesti ma occorre anche avere
la capacità di fare, infatti per molti la
Promessa scaut è stata determinante,
per altri no.
La politica è per eccellenza il luogo
dell’opinabilità, occorre discernere ed
avere il giusto equilibrio delle scelte
che occorre fare.”
Grazia Villa ha invitato tutti a scelte
coraggiose di partecipazione e a una
mobilitazione dal basso che possa portare a cambiamenti nella politica e nel-
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STRADE APERTE
Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
Di che colore è la pelle di Dio?
La piazza della “Mondialità”
LILLI MUSTARO
A voi che siete convenuti nella Piazza Aldo
piazza,
La pacatezza sorridente e convincente del
Capitini, sulla “Mondialità”.
permette di realizzare una breve ma inten-
coordinatore della Tavola della pace, av-
A voi che avete manifestato una gioiosa
sa rappresentazione, fatta di suoni e colori,
vince l’attenzione degli AS che recepisco-
partecipazione ad un momento importan-
che introduce il tema della Mondialità.
no il trasporto ideologico e la grande uma-
te e significativo dell’ evento “ Piazze, Tri-
Questo il contesto che accoglie gli ospiti,
nità delle sue parole.
vi e Quadrivi. “
che si presentano in modo discreto ma im-
Il messaggio è chiarissimo e ineludibile:
A voi che avete dimostrato interesse, at-
mediatamente amabile : Cecilia dall’Oglio,
dobbiamo educarci alla pace e operare per
tenzione, disponibilità, pazienza, compe-
Flavio Lotti, Piero Badaloni.
la pace, facendo pace nella nostra testa e
tenza negli interventi.
Un moto di orgoglio è inevitabile e si è
nel nostro cuore.
La Piazza, nella sua configurazione fisica,
percepisce, chiaro e forte, un sentimento
Cecilia Dall’Oglio, forse inconsapevol-
è perfetta per l’idea che noi della Commis-
di piacere e di benessere che ha, poi, con-
mente ma in modo affascinante, colpisce
sione Denti, ne avevamo quando l’abbia-
notato fortemente l’incontro.
l’assemblea con la sua sensibilità di donna
mo pensata e progettata:
Un breve video sulla figura di Aldo Capi-
responsabile di tante azioni volte ad affron-
-
lo spazio delimitato da quattro
tini, filosofo, politico antifascista, poeta ed
tare situazioni di drammatico malessere.
rigogliose palme, le due eleganti scalinate
educatore del XX secolo, crea il presup-
Ci invita, in modo discreto ma deciso ad
tondeggianti a formare una specie di “ ab-
posto emotivo alle numerose sollecitazioni
iniziative che abbiano grande impatto ed
braccio “ per l’ingresso alla Chiesa dell’Ad-
alla riflessione, provenienti dagli interven-
efficacia perché possa maturare un reale
dolorata, suggestiva e accogliente,
ti impeccabili di Flavio Lotti e di Cecilia
cambiamento.
-
Dall’Oglio.
Quando alla Piazza Aldo Capitini è stato
il piano rialzato, rispetto alla
STRADE APERTE
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Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
destinato come moderatore Piero Badaloni, il primo pensiero è andato alla sua professionalità e questo bastava ad assicurarci il
successo dell’incontro.
Ma siamo andati oltre ogni aspettativa.
Le
competenze di giornalista della Rai
sono state “ sublimate “ dalla sua grande
passione, dalla simpatia della persona e dalle sue convinzioni ideologiche, chiaramente enunciate e condivise dall’assemblea.
Gli AS sono, infine, intervenuti per raccontare la propria esperienza, per esprimere
opinioni e pareri che sono stati poi ripresi,
per il commento finale, da Cecilia,
Flavio e Piero.
Ogni intervento è stato ” acceso “ simbolicamente da un bellissimo cero ( dono
del generoso Pino Romeo ) che al centro
di un grande cuore formato, sul pavimento della chiesa, da tanti piccoli lumicini, ha
illuminato con la sua luce, la riflessione e
la partecipazione sollecitata dalle preziose
testimonianze dei tre illustri ospiti.
Le due ore dell’incontro sono volate…
sono già le 12,30 .
L’applauso affettuoso e riconoscente suggella la fine dell’incontro.
Si va via, portando nel cuore e nella mente
visi sorridenti, emozioni e sentimenti…ma
soprattutto
la consapevolezza, per mol-
ti rafforzata, per alcuni conquistata, di un
nuovo coraggio e di nuove energie.
Il messaggio, sempre rinnovato, é quello
di “ non avere paura “ ad andare controcorrente.
Precisazione.
Nella concitazione della pubblicazione del Quaderno della mondialità si
sono verificate delle imprecisioni. Ne
segnaliamo alcune.
La riflessione sulla immigrazione, a p.
27, è di Elisabetta Mercuri. Alle pp.
101.103 il contributo è di Francesco De Falchi,; quello di Gianfranco
Sica è relativo alla presentazione di
“Eccomi
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STRADE APERTE
Non basta parlare di pace
Franco Vecchiocattivi
“Non basta parlare di Pace, occorre anche crederci!” Questa
affermazione, fatta da Flavio Lotti ha scosso fortemente le coscienze dei
partecipanti alla Piazza Aldo Capitini. Così è stata chiamata la discussione
sulla Mondialità che si è svolta a Salerno, nella splendida sala del complesso monumentale di Santa Sofia. Piero Badaloni, noto giornalista della
RAI, scout e che in passato è stato anche impegnato quale Presidente della
Regione Lazio, ha moderato un dibattito in cui sono intervenuti come relatori Flavio Lotti, Presidente della Tavola della Pace, e Cecilia dall’Oglio,
coordinatrice dell’attività italiana della FOCSIV (Federazione Organismi
Cristiani Servizio Internazionale Volontario).
Il nome che è stato dato alla “piazza” ricorda il filosofo della
non violenza Aldo Capitini che organizzò nel 1961, per la prima volta, la
Marcia della Pace da Perugia ad Assisi. Tale evento si ripete ormai regolarmente da molti anni. Piero Badaloni ha esordito salutando un adulto
scout di Perugia, Paolo Serafini, che era lì presente, e che, allora allievo
di Aldo Capitini, nel 1961 aveva partecipato a quella prima Marcia della
Pace, rappresentando così un filo di unione del movimento della pace e
dello scautismo fino ad oggi. Tutti e tre gli ospiti hanno parlato partendo
dalle impressioni che hanno ricavato dalla lettura dell’ultimo Quaderno
del MASCI dedicato proprio al tema della Mondialità dal titolo “Di che
colore è la pelle di Dio”, curato dalla commissione Denti del Consiglio
Nazionale, la cui presidente, Lilli Mustaro, aveva introdotto l’evento.
Flavio Lotti ha parlato del movimento della Pace nel Mondo,
dei progressi e delle difficoltà che nelle coscienze stanno affrontando le
aspirazioni di una umanità che vorrebbe rifiutare la violenza. In questo ha
riconosciuto un ruolo importante al MASCI, nella sua funzione educativa
dell’adulto, sottolineando che occorre prima di tutto educare noi stessi alla
Pace, perché spesso se ne parla troppo, ma nella realtà quotidiana si è poi
lontani da vere ed incisive azioni concrete.
Cecilia dall’Oglio ha portato la sua testimonianza sul ruolo
dell’educazione alla cittadinanza mondiale e del contributo da parte della
solidarietà internazionale in questo momento di crisi generale dell’attuale
modello di sviluppo. Di come i paesi occidentali debbano proseguire sulla
strada per passare dal colonialismo alla cooperazione allo sviluppo e di
quale possa essere il ruolo dello scautismo in questo processo di solidarietà
internazionale.
Piero Badaloni ha ricordato contro quanti pregiudizi e falsi miti
occorre combattere per far affermare i diritti civili ed umani dei cittadini e
quanto risulti spesso negativo il ruolo dei mezzi d’informazione, in particolare quello del servizio pubblico che rinuncia ad un suo specifico ruolo
di formazione ed educazione per privilegiare aspetti commerciali.
Ne è seguita una serie di interessantissimi interventi dei presenti, che hanno portato la loro testimonianza di esperienze sul tema della
discussione, in particolare sul ruolo dei media e sulle imprese di collaborazione internazionale. A questo proposito è stato anche ricordato quale
ruolo positivo possano avere le imprese di aiuto e cooperazione internazionale come quelle portate avanti dal MASCI attraverso la Onlus ECCOMI.
Durante la discussione sulla Mondialità, è stata lanciata una
proposta di aiuto concreto per gli adulti scout dei paesi in via di sviluppo.
Molti di questi paesi, hanno serie difficoltà a pagare il censimento allo
ISGF, la fratellanza internazionale delle organizzazioni degli adulti scout
nel mondo. È stata lanciata una raccolta di fondi per aiutare questi paesi a
pagare il censimento. Il giorno dopo, entrando in duomo per la S. Messa,
gli adulti scout del MASCI hanno raccolto più di mille euro come contributo per il censimento delle organizzazioni di adulti scout di Zambia,
Burkina Faso, Haiti, Bangladesh, Sri Lanka, Benin e Costa d’Avorio.
Un’ottima conclusione per una discussione sulla mondialità scout.
Piazze, Trivi, Quadrivi
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Immagini
da
Salerno
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Piazze, Trivi, Quadrivi
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A spasso per i trivi
CARLO BERTUCCI
In un pomeriggio caldo ma ventoso
i fazzolettoni azzurri hanno invaso
il lungomare di Salerno e passanti
incuriositi ci hanno rivolto domande e visitato i nostri gazebo regionali. Ne abbiamo visitati alcuni.
Il Lazio ha organizzato un piccolo spettacolo sui diritti di cittadinanza degli immigrati. Al termine
tutti gli attori indossano un giubbotto e usano la ramazza per pulire
simbolicamente e materialmente la
nostra società perché diventi più
accogliente. L’iniziativa si chiama
Ramazza Arcobaleno e viene proposto alle comunità del MASCI
delle altre regioni di realizzare,
anch’esse, un evento simile insieme
agli immigrati per i quali si chiede
più facile accesso ai diritti di cittadinanza. Il Trentino Alto Adige presenta l’educazione morale e
civile della nostra società. Ciascuna comunità della regione ha sviluppato un argomento su questo
tema. Una comunità, ad esempio
ha analizzato la prima parte della Costituzione italiana. Un’altra
comunità ha trattato della formazione etica in politica. Un’altra, la
famiglia e in particolare il rapporto
genitori figli. E poi il ruolo dei laici, popolo di Dio nella Chiesa, la
figura educativa dell’anziano, come
educare alla raccolta differenziata.
La Liguria presenta il lavoro svolto
nello scorso biennio sull’educazione degli adulti, con un occhio particolare all’etica personale e l’etica
delle istituzioni. Il tema è stato lanciato durante la Festa di Primavera
del 2011 A ottobre 2011 è stato
organizzato un convegno aperto
al pubblico dove il prof. Magatti
della Cattolica di Milano e padre
Gamberini, direttore della rivista di
teologia italiana, hanno presentato
alle comunità e ai cittadini le linee
guida di una riflessione sull’etica.
Le comunità poi hanno scelto degli
argomenti che hanno sviluppato e
sono stati presentati in un convegno finale cui è intervenuto anche
il Presidente Riccardo Della Rocca.
Sono state sviluppate anche proposte operative presentate al Consiglio Regionale.
La Sardegna ha proposto una riflessione sulla legge scout analizzando ogni articolo e lanciando
una caccia al tesoro in cui, dopo
aver raccolto una serie di indizi
presso gli altri stand, bisognava associare un personaggio a un articolo della legge.
La Calabria, con sottofondo di
canzoni calabresi, ha aperto un
mercato e ai visitatori sono stati
consegnati tappi che rappresentavano monete che servivano per
comprare gli impegni. Per quanto riguarda la Città, il servizio alla
mensa dei poveri, resistenza contro
le mafie e combattere contro le centrali a carbone. Per il Cuore il banco solidarietà o il centro di ascolto.
Per il Creato sono stati presentati
i sapori della regione. La Lucania
ha presentato la propria attività in
supporto alla Associazione Fibrosi
Cistica Lucana, che lotta conto la
fibrosi cistica, malattia genetica che
colpisce i bambini, di cui non è stata trovata alcuna cura ma solo rimedi antidolorifici Hanno cominciato
20 anni fa finanziando l’ospedale
di Potenza e continuano nella loro
opera pagando un infermiere e un
fisioterapista presso l’ospedale per
non costringere i malati ad allontanarsi verso altre località.
L’ Emilia Romagna ha proposto
tutti i progetti sviluppati dalle regione sulla Solidarietà internazionale e hanno preparato nello stand,
per adulti e bambini, un simpatico
spettacolo con pupazzi simili ai
“muppet”. Il Piemonte ha presentato il lavoro sulla tradizione e
sul servizio svolto dalle comunità
della Regione. Nello stand hanno
presentano anche alcuni opuscoli
sulla bellezza della regione, dove si
terrà la prossima assemblea, precisamente a Bardonecchia, per l’elezione del nuovo Presidente e del
Segretario Nazionale. Nello stand
della Lombardia troviamo al lavoro la redazione di “In Cammino”,
rivista del MASCI lombardo. Presentano il lavoro svolto negli ultimi
anni sulla cittadinanza responsabile
e consapevole. Hanno inviato redattori in giro per intervistare i cittadini di Salerno sui temi del lavoro, dell’ambiente (anche cittadino)
e famiglia.
Questi e altri stand hanno contribuito a animare la città in un clima
di gioia e fraternità e ci auguriamo
di aver lasciato un caro ricordo ai
cittadini di Salerno. Anche noi non
li dimenticheremo.
STRADE APERTE
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Piazze, Trivi, Quadrivi
Sorridiamo...
20
STRADE APERTE
NOVEMBRE 2012
Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
Sintesi dei Trivi della Regione
Veneto e della Regione Sardegna
SINTESI DEL TRIVIO DELLA
REGIONE VENETO
IL Veneto ha animato il proprio
“Trivio”, relativo al Polo di Eccellenza, “Il coraggio di vivere la
speranza. Imparare a vivere uniti
rispettandoci diversi”, portando in
piazza i valori dello scautismo rispetto all’attuale cultura individualistica e consumistica.
Abbiamo chiamato la parte della
Villa comunale che ci era stata assegnata, “Giardino della Speranza”.
Già al mattino abbiamo consegnato nelle diverse “piazze”, dove si
svolgevano gli incontri, volantini
d’invito a visitare il nostro “giardino della speranza” insieme a delle
cartoline che potevano ricevere il
timbro dell’annullo postale, visitando il nostro “trivio”.
I passanti e gli Adulti scout delle altre regioni sono invitati a visitare il
nostro giardino, attraverso un gioco molto semplice: viene consegnato loro un frutto di uno dei quattro alberi del nostro giardino della
speranza, corrispondente a quattro
parole chiave (melo = accoglienza,
pero = solidarietà, vite = identità,
pesco = perdono).
Il gioco prevedeva che ogni visitatore individuasse l’albero giusto relativo al frutto ricevuto.
Una volta appeso il suo frutto
all’albero, veniva invitato dalle due
maschere tipiche veneziane, Arlec-
chino e Colombina, a scrivere su un
post-it un suo pensiero da portare
all’angolo dei “nostri frutti”, dove
erano proiettati alcuni video relativi
alle attività delle nostre Comunità e
visitare la mostra sul tema del perdono.
Sono stati circa quaranta i contributi dei visitatori al nostro “giardino
della speranza”. Tra quelli più significativi vogliamo segnalare: “Accogliere l’altro è accogliere un’altra
parte di se stesso … Per quanto piccolo, ognuno ha un dono, scopriamolo !”, “La speranza è quel filo che
parte dalla conoscenza della Parola
e si traduce nella testimonianza”,
“Solidarietà è non chiudere il cuore agli altri”, “Quanto sei ricco di
esperienza passa il testimone a chi
è ricco di talenti”, “Accogliere chi
è perduto e ha bisogno di ritrovare
identità e voce”, “Dobbiamo sapere osare !”, “Il perdono è la speranza per rendere migliore il rapporto
tra gli uomini”.
SINTESI DEL TRIVIO DELLA
REGIONE SARDEGNA
La Sardegna, in occasione dei “Trivi”, ha organizzato una “Caccia al
Tesoro”, nella quale coinvolgere gli
A.S. delle altre Regioni presenti a
Salerno. Scopo del gioco era indovinare il nome di un personaggio
famoso della storia, della letteratura
o della vita sociale contraddistinto-
si, nel bene o nel male, per le sue
opere.
Ogni Regione aveva a disposizione
un indizio iniziale e altri tre da raggiungere nelle varie postazioni dei
Trivi in cui erano essere custoditi.
Ogni indizio rimandava a quello
successivo e al gazebo della Regione in cui ritirarlo.
L’ultimo indizio invitava i partecipanti a recarsi nella postazione della
Sardegna per comunicare il nome
indovinato. Qui i giocatori venivano invitati ad associare al nome del
personaggio uno degli articoli della
Legge Scout e a spiegare il motivo
della scelta, prima di aprire il forziere e trovare la pergamena contenente i 10 articoli della Legge: il
meritato “Tesoro”! Un modo giocoso per riflettere ulteriormente e
insieme, su valori e ideali di vita che
condividiamo!
L’invito a camminare per le vie di
Salerno e a incontrare “i fratelli”
delle altre Regioni, pur nelle postazioni più lontane dalla propria, era
un altro scopo del gioco.
“Ci scusiamo perché in una prima
fase iniziale, non siamo riusciti a
trovare tempi e luoghi adeguati per
la spiegazione esauriente del gioco e
ciò può aver causato qualche difficoltà ai partecipanti. Grazie invece
per l’entusiasmo dimostrato e per lo
spirito di fratellanza con cui avete
comunque giocato!”
STRADE APERTE
21
Piazze, Trivi, Quadrivi
Esperienza Salerno
Ho vissuto questa esperienza come una lavagna vuota pronta ad assorbire tutte le parole e tutte le
emozioni che mi sono state offerte.
Ho lasciato molti passi alle spalle, ma una domanda mi sorge spontanea quanti passi posso ancora
fare? quanta strada e quanti incontri mi offrirà la vita?.
Oggi ho scoperto che insieme a tutti voi posso fare ancora tanti passi, oggi ho ri-scoperto la voglia
di trovare la strada insieme a voi, ho bisogno della vostra esperienza, delle vostre parole, dei vostri
sorrisi per vivere la nostra storia ma soprattutto per fare la differenza nel nostro quotidiano.
A questo proposito vorrei fare mia la poesia di Gandhi perché è esattamente quello che sento dopo
questo evento di Salerno.
“Scopri l’Amore”
prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto.
prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte.
scopri una sorgente, fà bagnare che vive nel fango.
prendi un lacrima, posala sul volto di chi non ha pianto.
prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla.
prendi la speranza e vivi nella sua luce.
prendi la bontà e donala a chi non sa donare.
scopri l’amore e fallo conoscere al mondo.
Caterina FO12
A proposito di globalizzazione
All’apertura della piazza “Aldo Capitini”, Piero Badaloni ha letto questa poesia di un immigrato
senegalese. Molti dei partecipanti ci hanno chiesto di pubblicarla.
Il tuo Cristo è giudeo.
La tua auto è giapponese,
la tua pizza è italiana e il tuo couscous è algerino.
La tua democrazie è greca.
Il tuo caffè è brasiliano,
il tuo orologio svizzero,
la tua camicia è indiana,
la tua radio è coreana.
I numeri sono arabi, la scrittura è latina.
E tu … rimproveri al tuo vicino
di essere uno straniero !.
In realtà la terra è un villaggio:
sta a noi renderlo più giusto e più vivibile.
Roma, 23 aprile 2005.
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STRADE APERTE
NOVEMBRE 2012
LE COMUNITA’ PRESENTI
ABRUZZO (15 partecipanti)
Avezzano 1, Pescara, Teramo, Vasto
BASILICATA (15 partecipanti)
Potenza 1, Triepi di Filiano
CALABRIA (62 partecipanti)
Belvedere 1, Lamezia Terme 2, Lamezia Terme
3, Locri FB, Reggio Calabria 1, Reggio Calabria
4, Reggio Calabria 5, Scilla, Villa S. Giovanni 1,
Villa S. Giovanni 2.
CAMPANIA (65 partecipanti)
Afragola 1, Angri, Aversa 2, Battipaglia 2, Benevento, Capua, Casalnuovo, Castellamare di Stabia
1, Cercola 1, Ercolano 1, Gragnano, Napoli 8,
Portici, Pozzuoli 1, Scafati 2, Torre del Greco,
Torre del Greco 2.
EMILIA ROMAGNA (51 partecipanti)
Bologna 12, Carpi 1, Cesena 2, Crevalcore, Faenza, Faenza 1, Forlì 6, Forlì 12, Meldola 1, Noceto
1, Piacenza 4, Pontenure 1, Rimini 2, Rimini 4,
Rimini 5, San Marino 1.
FRIULI VENEZIA GIULIA (22 partecipanti)
Maniago, Pradamano, San Vito 1, Sacile, Trieste,
Udine.
LAZIO (67 partecipanti)
Guidonia, Roma 4, Roma 5, Roma 6, Roma 8,
Roma 9, Roma 10, Roma 11, Roma 12, Roma
13, Roma 14, Roma 15, Roma 16, Roma 17,
Roma 19, Roma 20, Roma Fiumicino.
LIGURIA (36 partecipanti)
Genova Castello, Genova Centro, Genova Città,
Genova Levante, Genova Pegli, Genova Sestri,
Genova 56, La Spezia, Tigullio, Valpocevera.
LOMBARDIA (36 partecipanti)
Cassina de Pecch, Como, Cremona 1, Desenzano,
Germignaga, Legnano, Lodi 1, Magenta, Milano
3, Milano 4, Milano 6, Pavia.
MARCHE (14 partecipanti)
Ancona 2, Ascoli Piceno, Fabriano, Falconara, Jesi
2, Pesaro 3, Senigallia 1
MOLISE (2 partecipanti)
Campobasso
PIEMONTE (45 partecipanti)
Alessandria, Araba Fenice, Buttigliera Alta,
Druento, Leumann, Regina Margherita 1, Rivoli,
Rivoli 1, San Francesco 1, Settimo Torinese, Torino 2, Torino 3, Trecate, Valsusa.
PUGLIA (49 partecipanti)
Bari 2, Ginosa, Gravina 1, Massafra, Molfetta,
Molfetta 2, Rutigliano 2, Taranto, Triggiano.
SARDEGNA (19 partecipanti)
Alghero 1, Nuoro 1, Olbia 1, Sassari 1, Tempio
1.
SICILIA (69 partecipanti)
Acireale, Caltagirone 1, Cefalù, Gravina di Catania, Licata, Messina Il Faro, Modica, Palermo,
Riposto 1, Scicli, Siracusa, Trapani
TOSCANA (15 partecipanti)
Arezzo, Grosseto, Livorno, Prato, S. Giovanni
Valdarno.
TRENTINO ALTO ADIGE (16 partecipanti)
Carisolo, Merano, Mori 1, Strigno, Trento 4,
UMBRIA (31 partecipanti)
Foligno, Foligno 2, Perugia, Spoleto
VAL D’AOSTA (3 partecipanti)
Aosta
VENETO (88 partecipanti)
Bassano del Grappa, Belluno, Caldiero, Cavaso,
Dueville, Dueville 2, Mestre 3, Mirano, Murano,
Padova 1, Padova 5, Padova S. Francesco, Robegano, Rovigo, S. Donà di Piave, Santorso, Sarmeola di R., Sarthi, Schio, Scorzè, Spresiano 1,
Tencarola, Treviso 2,.Venezia 2, Venezia Grison,
Venezia Lido, Venezia RS, Vicenza 1, Villafranca
D.O.
Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
Tra Piazze Trivi e Quadrivi
STRADE APERTE
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Piazze, Trivi, Quadrivi
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STRADE APERTE
NOVEMBRE 2012
Piazze, Trivi, Quadrivi
NOVEMBRE 2012
STRADE APERTE
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Piazze, Trivi, Quadrivi
IL NOSTRO MESSAGGIO,
IL NOSTRO IMPEGNO
Al Sindaco di Salerno
Vincenzo De Luca
Noi, uomini e donne, che sperimentiamo lo smarrimento e
l’inquietudine dell’oggi e che, tuttavia, crediamo possibile
operare scelte capaci di segnare in modo decisivo il quotidiano di tutti e orientare la società intera alla condivisione dei
beni comuni, ad iniziare dal lavoro, dalla conoscenza e dalla
pace, siamo pronti a mettere a disposizione il nostro impegno, il nostro vissuto e le nostre speranze.
Riconosciamo nell’incontro con l’altro il fondamento di un
nuovo modo di abitare la terra.
Sentiamo la necessità di condividere e promuovere un cambiamento di stile di vita, che sappiamo potenzialmente eversivo, nel suo essere profetico.
Siamo disposti a metterci sulla strada con coloro che sentono, come noi, liberante e giusto:
•
esercitare le virtù civili come onestà, sobrietà, soli darietà e rispetto
•
agire nella legalità
•
praticare la giustizia
•
accogliere l’altro e l’altra
•
vivere la terra come bene che ci appartiene ma da trasmettere alle generazioni future
•
affiancare le situazioni di fragilità
•
vivere la propria vita da protagonisti ponendo i propri carismi a servizio degli altri
Egregio signor Sindaco,
desidero ringraziarla a nome di tutto il nostro Movimento
per la bellissima accoglienza che la città di Salerno ha voluto offrire al nostro incontro “Piazze Trivi e Quadrivi”.
La ringrazio in primo luogo per gli spazi, le opportunità,
i servizi che ci ha voluto mettere a disposizione, ma sopratutto per il cuore ed il calore con cui la vostra città e i
cittadini di questa città hanno saputo accoglierci, la disponibilità all’incontro e la capacità di coinvolgersi.
Desidero inoltre ringraziarla personalmente per le riflessioni che lei ci ha voluto offrire al momento dell’apertura e
per la testimonianza che ci ha voluto portare nell’aula del
complesso di Santa Sofia dove noi riflettevamo per l’impegno ad una cittadinanza attiva e responsabile.
Per noi sono stati tre giorni importanti dove abbiamo avuto modo di confrontarci e confermare la nostra missione al
servizio dell’educazione degli adulti; un tema che interpella oggi in modo importante tutta la società italiana
Nel ringraziarla di cuore mi auguro che avremo ulteriori
occasioni per riflettere insieme.
Distinti saluti
Riccardo Della Rocca
Presidente Nazionale
Non sappiamo che cosa potrà accadere domani, ma siamo
convinti che se andremo verso il futuro, senza arroccamenti
su posizioni superate dalla storia, con coraggio, energie nuove e gioiose speranze, avremo fatto fino in fondo la nostra
parte.
NOVEMBRE 2012
A Sua Eccellenza mons. Luigi Moretti
Arcivescovo di Salerno
Carissimo don Luigi,
desideriamo ringraziarti a nome di tutto il nostro movimento per la bellissima accoglienza che la tua diocesi ha
voluto offrire al nostro incontro “Piazze, Trivi e Quadrivi”.
Ti ringraziamo in primo luogo per gli spazi, le opportunità, i servizi che hai voluto metterci a disposizione, ma
sopratutto per il cuore ed il calore con cui la vostra città e i
cittadini di questa città hanno saputo accoglierci, la disponibilità all’incontro e la capacità di coinvolgersi.
Desideriamo inoltre ringraziarti personalmente per il tuo
coinvolgimento, per le riflessioni che ci hai voluto offrire
al momento dell’apertura, per la testimonianza che ci hai
voluto portare nella Sala degli Stemmi dove noi riflettevamo sull’impegno per la spiritualità e la catechesi degli
adulti, e per la bella omelia durante la celebrazione eucaristica.
Per noi sono stati tre giorni importanti dove abbiamo avuto modo di confrontarci e confermare la nostra missione
al servizio dell’educazione degli adulti; un tema che interpella oggi in modo importante tutta la società italiana e
sopratutto la Chiesa italiana impegnata nei prossimi anni
su nuovi sentieri dell’educazione
Nel ringraziarti di cuore ci auguriamo che avremo ulteriori occasioni per riflettere insieme
Un caro saluto e un abbraccio
Riccardo Della Rocca, Presidente Nazionale
p. Francesco Compagnoni op, Assistente Ecclesiastico Nazionale
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STRADE APERTE
Commento alle scritture
NOVEMBRE 2012
Custodire e meditare le parole
del Vangelo
Commento ai testi liturgici delle domeniche di Avvento
DON LUCIO GRIDELLI
Dicembre significa Natale e, prima,
tutti i santi giorni.
l’Avvento. Iniziamo un nuovo anno li-
Quando sentirete di guerre e di rivolu-
turgico. Avevo scritto un anno fa:
zioni, non vi terrorizzate, perché prima
Nella festa dell’Immacolata, nella quar-
«Penso che a tutti sia nota la pedagogia
devono avvenire queste cose, ma non è
ta domenica d’Avvento e nelle prime
ciclica che la Chiesa realizza con l’anno
subito la fine. Si solleverà nazione contro
due messe di Natale ascolteremo 1,26-
liturgico. Una pedagogia che si svilup-
nazione e regno contro regno, e vi saran-
45, l’annunciazione e la visita di Ma-
pa con un andamento a spirale o, per i
no in diversi luoghi terremoti, carestie e
ria a Elisabetta, e 2,1-20, la nascita di
più precisi, a elica cilindrica o conica.
pestilenze; …
Gesù e la visita dei pastori.
Ogni anno riviviamo gli stessi avveni-
Gesù preannuncia che vivremo in si-
Ne traggo alcuni spunti.
menti della vita di Gesù e gli stessi mi-
tuazioni difficili e impegnative. In
L’angelo le disse: «Non temere, Maria,
steri della salvezza, ogni anno sperabil-
queste situazioni, e non in altre, ideali,
perché hai trovato grazia presso Dio. Ed
mente a un livello più alto, ogni anno
dobbiamo dare la nostra testimonianza
ecco, concepirai un figlio, lo darai alla
con maggiore maturità, con un miglio-
cristiana.
luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e
re inserimento di tralcio nella vite o di
Risollevatevi e alzate il capo. Il cristiano
verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il
membro di quel corpo del quale Cristo
è uno che cammina coi piedi ben pian-
Signore Dio gli darà il trono di Davi-
è il capo».
tati per terra, ma con gli occhi al cielo.
de suo padre e regnerà per sempre sulla
Da anni lontani la prima domenica
Impegnato nel presente, ma lungo la
casa di Giacobbe e il suo regno non avrà
d’Avvento presenta un brano del “di-
strada che porta al futuro, il futuro di
fine». Allora Maria disse all’angelo:
scorso escatologico” di Gesù, ricol-
Dio.
«Come avverrà questo, poiché non cono-
legandosi così all’anno precedente.
State attenti a voi stessi, che i vostri
sco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spi-
È insieme la proposta ad un esame di
cuori non si appesantiscano in dissipa-
rito Santo scenderà su di te e la potenza
coscienza per il passato e l’invito ad un
zioni, ubriachezze e affanni della vita
dell’Altissimo ti coprirà con la sua om-
rilancio per il futuro.
e che quel giorno non vi piombi addosso
bra. Perciò colui che nascerà sarà santo e
Il discorso è contenuto nel capitolo 21
all’improvviso.
sarà chiamato Figlio di Dio. … nulla è
di Luca. Leggetelo per intero. La fine
Ubriachezze probabilmente no, ma
impossibile a Dio».
di Gerusalemme e la fine della storia
gli affanni della vita quanto spesso ci
La realizzazione della promessa comu-
umana si appiattiscono una sull’altra
travolgono e non ci lasciano il tempo
nicata da Natan a Davide (2 Sam 7), la
creando difficoltà di comprensione. Il
per pensare e per pregare. Eppure il Si-
divinità di Gesù, la verginità di Maria.
testo che si legge nella liturgia è 25-28
gnore ci raccomanda: Vegliate in ogni
A fronte di tutto questo, la disponibi-
e 34-36.
momento pregando, perché abbiate la
lità di Maria, modello per ciascuno di
forza … di comparire davanti al Figlio
noi.
dell’uomo.
«Ecco la serva del Signore: avvenga per
Quando cominceranno ad accadere
queste cose, risollevatevi e alzate il capo,
***
perché la vostra liberazione è vicina.
Questo il punto di arrivo. Ma Luca ci
Ma queste cose accadono, purtroppo,
presenta, nel “vangelo dell’infanzia”,
anche il punto di partenza.
me secondo la tua parola».
Nella notte santa l’angelo dice ai pasto-
STRADE APERTE
27
Commento alle scritture
ri «Non temete: ecco, vi annuncio una
Dobbiamo custodirle e meditarle …
Al principio c’era colui che è “la Paro-
grande gioia, che sarà di tutto il popolo:
portarle davanti al Signore nella pre-
la”.
oggi, nella città di Davide, è nato per voi
ghiera.
Egli era con Dio.
un Salvatore, che è Cristo Signore. Que-
Fammi capire … donami la tua luce …
Egli era Dio.
sto per voi il segno: troverete un bambino
mandami il tuo Spirito!
Colui che è “la Parola” è diventato
avvolto in fasce, adagiato in una man-
***
giatoia». E subito apparve con l’angelo
Le domeniche seconda e terza danno
ed ha vissuto in mezzo a noi uomini.
una moltitudine dell’esercito celeste, che
voce a Giovanni il Battista (Lc 3, 1-6
E noi abbiamo contemplato il suo splen-
lodava Dio e diceva:
e 10-18).
dore divino.
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla
Giovanni, voi lo sapete, prepara la
Venne ad abitare, ha vissuto … Il greco
terra pace agli uomini, che egli ama».
strada alla manifestazione pubblica di
è più bello: eskenosen, ha posto la tenda,
I pastori vanno, senza indugio, a Bet-
Gesù, ma la liturgia se ne serve per dar-
nomade fra nomadi come noi in cam-
lemme, trovano il bambino adagiato
ci dei suggerimenti validi per un avven-
mino verso la patria.
nella mangiatoia e riferiscono il mes-
to di conversione, per una preparazione
saggio degli angeli.
prossima alla vicina festa di Natale. Ne
In lui era la vita e la vita era la luce
Tutti quelli che udivano si stupirono
avevamo parlato nel novembre scorso.
degli uomini; la luce splende nelle tene-
delle cose dette loro dai pastori. Maria,
Aggiungo solo che Luca inizia con
bre e le tenebre non l’hanno vinta. Vita
da parte sua, custodiva tutte queste cose,
un’introduzione solenne: Nell’anno
e luce, i due filoni che si svolgono nei
meditandole nel suo cuore. I pastori se
quindicesimo dell’impero di Tiberio Ce-
primi 12 capitoli di Giovanni.
ne tornarono, glorificando e lodando
sare, … Egli vuole collocare la manife-
Dio per tutto quello che avevano udito e
stazione di Gesù in un punto preciso
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno
della storia.
accolto. A quanti però lo hanno accolto
visto, com’era stato detto loro.
uomo
***
ha dato potere di diventare figli di Dio:
Ho evidenziato in grassetto alcuni ver-
La liturgia natalizia ci porta su un al-
a quelli che credono nel suo nome, i qua-
bi che potrebbero suggerirci altrettanti
tro piano. Il vangelo della terza messa
li, non da sangue né da volere di carne
propositi natalizi.
di Natale è il “prologo” di Giovanni
né da volere di uomo, ma da Dio sono
Siamo ancora capaci di stupirci delle
(1,1-18). È un piano di alta teologia,
stati generati.
meraviglie che il Signore ha operato e
un piano di contemplazione.
La nuova nascita che genera una nuova
opera per ciascuno di noi? In particola-
Vorrei presentarvelo con una partico-
vita. Il diventare figli!
re, le celebrazioni liturgiche sono degli
lare disposizione grafica, ma penso che
È un tema centrale del vangelo. Lo
incontri vitali con Dio e con i fratelli
la struttura della pagina in tre colon-
riprende la prima lettera di Giovanni
o solamente delle buone abitudini da
ne della rivista non lo consenta. Allora
(3,1-3): Vedete quale grande amore ci
conservare? E se riusciamo a stupirci,
mi limito a dirvi che il prologo è visto
ha dato il Padre per essere chiamati fi-
allora la preghiera di lode e di adora-
come un inno in versi e in strofe con
gli di Dio, e lo siamo realmente! … noi
zione è un gesto spontaneo. Soprat-
due inserti in prosa (6-9 e 15-18). Evi-
fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che
tutto Maria, però, ancora una volta ci
denzio alcuni punti.
saremo non è stato ancora rivelato. Sap-
fa da modello. Che cosa aveva capito
dell’“annunciazione”,
28
NOVEMBRE 2012
questa
umile
piamo però che quando egli si sarà maIn principio era il Verbo,
nifestato, noi saremo simili a lui, perché
fanciulla palestinese? E delle rivelazioni
e il Verbo era presso Dio
lo vedremo così come egli è.
dei pastori? E noi che cosa compren-
e il Verbo era Dio.
Perché finora, mentre siamo in cammi-
diamo non tanto dei grandi misteri
E il Verbo si fece carne
no, Dio, nessuno lo ha mai visto: il Fi-
della fede, quanto del susseguirsi del-
e venne ad abitare in mezzo a noi;
glio unigenito, che è Dio ed è nel seno del
le nostre vicende quotidiane, di quelle
e noi abbiamo contemplato la sua glo-
Padre, lui lo ha rivelato.
positive, ma soprattutto di quelle nega-
ria,
Gesù è il rivelatore del Padre. E per
tive? Che senso hanno lungo la strada
O, se preferite, col linguaggio della
arrivare alla casa del Padre è lui che ci
della vita?
T.I.L.C.
apre la strada.
STRADE APERTE
Vita Associativa
NOVEMBRE 2012
La giornata del creato:
ricordando don Ottavio Ruta
PIPPO SORRENTINO
Anche se non ce ne siamo accorti, perché in
i motivi di questa lapide. Dalle sue parole traia-
Ma gli adulti scout avevano preso un impegno: la
tutt’altre faccende affaccendati, è passato più di
mo il sentimento di gratitudine ed affetto degli
partecipazione all’incontro nazionale che si terrà
un anno dalla nascita al Cielo di don Paolo Ruta,
scout verso don Paolo. Parole che raggiungono
a Salerno dal 19 al 21 Ottobre.
l’indimenticabile assistente regionale del MASCI
il cuore e che sono state condivise da tutti i pre-
Ed allora subito a provare, all’ombra delle fron-
(Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani),
senti appartenenti a diverse Comunità della Sici-
de di noci secolari e con il sottofondo musicale
uomo semplice e di grande bontà, che sapeva
lia: Acireale, Avola, Carlentini, Gravina, Lentini,
del gorgoglio dell’acqua che scorreva nel vicino
trasmettere ed infondere amore e comprensione,
Modica 1, Modica 2, Palermo Riposto, Scicli e
ruscello, il nostro intervento a Salerno: la “fila-
che nutriva rispetto e ammirazione per le cose,
Siracusa. Carmelo dopo avere ricordato le scel-
strocca del cantastorie” della Comunità di Aci-
che sapeva ritrovare in ogni angolo della natura
ta non casuale dell’UNESCO sul Val di Noto,
reale, parole e musica di Nino Leotta; la cantata
la presenza di Dio. Il tempo passato non ha fatto
punta dritto al ricordo di don Paolo: “Se oggi,
“S. Giorgio cavaliere” della Comunità di Ripo-
cadere tutto nell’oblio, semmai ha addolcito i ri-
abbiamo la possibilità di vivere, in un luogo, direi
sto, parole di Pippo Lo Cicero, musica di Orazio
cordi su padre Paolo che ha saputo vivere buona
quasi magico, impregnato di quella magia silente,
Strano; il “Duetto sulla Sicilia” della Comunità
parte della sua esistenza in totale e pieno contat-
che solo un orecchio o un occhio bene allenato,
di Porto Empedocle, testi di Ficarra e Picone
to con la natura, vivendola pienamente in tutte
può percepire, dobbiamo ringraziare il signore
adattati per l’occasione da Enzo Baldacchino.
e tre le parti della sua umanità: quella di uomo
che l’ha donato a noi sue misere creature, ma più
Non eravamo degli attori, e non lo diventeremo
comune, di sacerdote di montagna e, per ultimo,
di tutti dobbiamo dire un grazie di vero cuore
mai, ma rileggendo le parole dei tre testi viene
ma non meno importante, quella di scout.
a don Paolo che è riuscito a tutelare ed a sal-
fuori lo spaccato della società attuale, con tanti
Questa consapevolezza, questa convinzione,
vaguardare una parte anche se apparentemente
pregi ma con tanti difetti che, da scout, tentia-
questo ricordo, hanno portato gli adulti scout
piccola di creato, affinché noi scout e altri po-
mo di eliminare ingaggiando una lotta che va
siciliani del MASCI a dedicargli una lapide ad
tessimo godere della magia spirituale aleggiante
oltre ogni ragionevole limite: “lasciate il mondo
imperitura memoria di quell’uomo che con la
di questo luogo”. La giornata del Creato poteva
migliore di come l’avete trovato” disse Baden-
sua cultura e la sua spontaneità aveva saputo for-
dirsi conclusa.
Powell, fondatore dello scautismo.
giare generazioni di giovani scout ma anche uno
stuolo di adulti scout che si erano sentiti attratti
dalla sua fede e dalla sua affabilità. Domenica 7
Ottobre 2012 il MASCI Sicilia a Bibbinello, in
quel di Palazzolo Acreide, dopo la S. Messa al
campo, celebrata da don Ottavio Ruta, proprio
la dove Paolo aveva profuso tutte le sue energie,
cullati dal mormorio del ruscello che scorreva
vicino ai nostri piedi e lo stormire delle fronde
che si erano unite alle nostre preghiere per farci
sentire un tutt’uno con la natura incantata che
ci circondava a lode del nostro Creatore, è stata
scoperta, benedetta da don Ottavio, una lapide
in ricordo di don Paolo.
Carmelo Maiorca della Comunità di Siracusa,
custode operoso della base, ha voluto illustrare
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NOVEMBRE 2012
Vita Associativa
Tre Promesse nell’emergenza
“Con l’aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio…
...per aiutare gli altri in ogni circostanza…”
VANDA SANSOVINI
Da questo momento in poi, faccio parte
potere meglio servire. Insieme alla Comu-
era previsto il suo turno di servizio. Con
della grande famiglia degli scout, ho pre-
nità hanno iniziato un veloce percorso per
il senso di ESTOTE PARATI, essa ha co-
so un impegno, ho scelto una strada e un
pronunciare anche la Promessa. L’idea di
munque pronunciato la sua Promessa ad
modo di essere che mi accomuna a tanti
prestare servizio in Protezione Civile nelle
Osteria Grande (Bo), dove erano presenti
altri ... Ho promesso di adoperarmi sempre
tendopoli le ha motivate a compiere anche
il suo magister, gli AS della comunità, il
con tutto ciò che è in mio potere… di met-
questo grande passo e offrire la loro Pro-
parroco di Osteria Grande Don Arnaldo
tere il massimo dell’impegno …di “fare del
messa, una “Promessa dell’emergenza”
e il parroco di Mirabello (Mo) in loco per
mio meglio” appunto! “Gioca, non stare a
come l’ha definita il loro magister Salvatore
partecipare ad una raccolta di fondi per la
guardare” dice B-P: quale miglior occasio-
Isidoro.
ricostruzione dell’oratorio della sua parroc-
ne di mettersi in gioco andando nelle zone
Quelle di Antonietta e Patrizia sono state
chia andata distrutta insieme alla sua chie-
colpite dal sisma in Emilia Romagna. Por-
accolte da Marcello Benini, coordinatore
sa. Porterà il suo fazzolettone scout anche
tare un aiuto materiale, mettere a disposi-
della zona Masci di Cesena e Capo Scout
nella missione sudamericana dove svolge
zione le proprie forze, essere accoglienti
Gilwell, nel cortile della tendopoli di Ca-
periodicamente servizio gratuito come
con solidarietà ed empatia verso le persone
vezzo, alla presenza di Augusta, Roberto,
medico chirurgo. Hanno scelto di prestare
che il terremoto ha privato o degli affet-
Gabriella e Vanda.
servizio “da scout” mettendosi con gene-
ti o dei beni materiali. Diceva una signo-
Clara non è riuscita a vivere l’esperienza
rosità e semplicità al servizio di chi ha biso-
ra ospite della tendopoli di Cavezzo (Mo)
insieme alle altre, non essendo assegnata a
gno di aiuto, di accoglienza o di una parola,
“non ci rendiamo conto di quanto le nostre
quel turno, poi, la tendopoli è stata chiu-
confermando che il senso di “essere scout”
“cose” ci siano care fino a quando non ne
sa anticipatamente il 4 agosto data in cui
è nella Legge.
siamo privati”. Fortunatamente il numero
delle vittime e dei feriti è contenuto, anche se le persone che s’incontrano sono
provate psicologicamente e sul volto hanno
le tracce della paura. Il bilancio del sisma è
grave comunque: ingenti sono i danni subiti dagli edifici, dal patrimonio artistico e
dalle attività produttive. Fare servizio con
la Protezione Civile, allora, è importante,
è giusto mettersi a disposizione, insieme a
tanti altri adulti, appartenenti alle più svariate associazioni, condividere il lavoro, la
fatica, l’impegno ma anche una risata… un
sorriso… un grazie! Forse, è stato questo
il pensiero di Antonietta Mancini, Clara
Aldimari e Patrizia Poli che conoscono gli
adulti scout della comunità M.A.S.C.I..di
Castel San Pietro Terme (Bo) e che hanno
espressamente chiesto di essere accolti per
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STRADE APERTE
Vita Associativa
NOVEMBRE 2012
Marche: giornata dello spirito
ALBERTO GUIDELLI
Anche il Masci regionale delle Marche, in
Santa Messa concelebrata con l’Assistente
debolezza, andando non di rado contro
occasione dell’annuale Giornata dello Spi-
Ecclesiastico del Masci delle Marche, don
corrente, ma sempre nella speranza che
rito, ha scelto, come argomento di medita-
Isidoro Lucconi, presso la cappella del
alimenta quella fede che mi salva. E quella
zione, “L’anno della fede”. La giornata è
Centro; riflessioni di gruppo, confronto as-
fede “va riscoperta, rimotivata, purificata e
stata organizzata dalla Comunità di Osimo
sembleare e conclusioni di padre Lorenzo.
testimoniata nella carità”.
2, e si è tenuta domenica 30 settembre,
L’anno della fede vuole condurre alla risco-
Dopo aver ascoltato padre Lorenzo, gli
presso il Centro Giovanile Giovanni Paolo
perta della fede come dono di Dio e rispo-
adulti scouts marchigiani si sono divisi in
II° di Montorso (Loreto), dove si sono dati
sta dell’uomo a Dio che si rivela in Cristo; la
gruppi di lavoro in cui si è riflettuto e di-
appuntamento un centinaio di iscritti delle
fede “è dire sì con tutte le sue conseguenze;
scusso sui punti focali della coinvolgente
14 comunità operanti in regione.
un sì totale, come l’”Eccomi” di Abramo
relazione. E’ seguito il confronto assem-
Dopo la recita delle Lodi, i lavori sono stati
e di Maria; è l’”Amen” che pronunciamo
bleare vivamente partecipato. Il canto Ma-
introdotti dalla Magistra della Comunità di
nella liturgia e nelle nostre personali pre-
donna degli scout ha concluso la giornata.
Osimo 2 Isabella Vaccarini Stramentinoli e
ghiere”.
Da sottolineare la confortevole e fraterna
dal Segretario regionale del Masci Gaetano
Dio irrompe nella mia vita di uomo e io,
accoglienza della Comunità di Osimo 2.
Buttafarro. La giornata si è incentrata su tre
nella mia libertà, cerco di risponderGli fi-
A metà mattina, durante una breve pausa
momenti principali: relazione da parte del
dandomi e affidandomi; ascolto la “Parola”
dei lavori, è stata graditissima, anche se bre-
benedettino padre Lorenzo Sena, Priore
e m’impegno a viverla in comunione con i
ve, la visita del direttore di “Strade Aper-
del Monastero di San Silvestro di Fabriano;
miei “fratelli”, accettando la mia e l’altrui
te”.
STRADE APERTE
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NOVEMBRE 2012
Controcorrente
I peccati del mondo
Mi è capitato di ascoltare una messa domenicale
alla radio, una modalità che fa concentrare sulle
parole che si pronunciano. E così, pur avendola sentita migliaia di volte, mi ha colpito quella
parte dell’Agnus Dei in cui si parla dei “peccati
del mondo”.
Formula medievale (o forse ancora più antica)
che, comunque, fa parte dell’Ordo Missae scritto (1197) dall’allora cardinale Lotario dei Conti
di Segni, poi papa con il nome di Innocenzo III
(1198-1216). Lo stesso che scrisse il trattato
“De miseria conditionis humanae”. Il mondo,
dunque, come luogo di colpa, “pericoloso da
frequentare”, come si legge nell’Imitazione di
Cristo” il libro più letto nel medio evo e nei secoli immediatamente successivi; da disprezzarsi
come scrisse fra Bartolomeo da Pisa nel 1397
nel suo “De contemptu mundi”. Davvero un
pessimismo cosmico riscattato solo dal radicalismo evangelico del “rinnegare sé stessi” e
“prendersi la croce”.
Un pessimismo che è diventato materia poetica
anche in chi, in apparenza o per davvero, si è
sentito estraneo alla fede. Come Francois Villon
il poeta dei bassi parigini dell’autunno del medio evo “tutto taverne e puttane” quando, già
temendo l’impiccagione, scrive che “il mondo
non è che un’ illusione” ed esorta i compagni a
pregare perché “Iddio ci voglia assolvere”. Ancora una volta al centro è il peccato; la “natura
matrigna” di Leopardi che gli fa concludere che
“è funesto a chi nasce il dì natale”.
Quel male che Pascoli chiama “atomo opaco” e
che persuade il pur credente Ungaretti a scrivere
che “la morte si sconta vivendo”.
Possibile, mi sono chiesto, che dopo tanti secoli questa formula che richiama tanto da vicino
quella “paura” di cui ha mirabilmente scritto
Jean Delumeau, resti ancora nel cuore della
messa? Davvero questo mondo nella sua corsa
negli spazi siderali, lascia dietro di sé una scia
così percepibile di male, di delitti, di dolore e di
pena? Questa antichissima devozione dell’Agnus
Dei (nei secoli XVII e XVIII quasi al limite della
superstizione) con le sue parole ribadite nell’ordinario della riforma conciliare del messale,
sembrerebbe confermare questo giudizio negativo del mondo e, a prima vista, in contrasto con
tanti altri atteggiamenti di apertura e positivi.
Ma - questa è la conclusione - proprio per questo la religione non è una teoria razionale: essa
rimanda al mistero di una croce alle cui ombra il
male del mondo impallidisce e scompare.
Ed è la speranza del nostro “miserere”.
Pio Cerocchi
Sommario
L’onda blu invade Salerno Giovanni Morello
Benvenuto alla Comunità di Ladispoli
Piazze, Trivi e Quadrivi
Gli Adulti Scout del Masci: Chi, Quando, Perchè
“O voi tutti assetati, venite all’acqua...” Riccardo Della Rocca
Siamo insieme nella gioia della fraternità
e della preghiera p. Francesco Compagnoni, op
Scautismo per adulti: quali adulti e quale società Carla Collicelli
Casa Rut: l’accoglienza oltre l’assistenzialismo Suor Andreina
Per amor del mio popolo Marisa Diana
“Entra nella storia”: la piazza dell’impegno sociale e della politica
Carlo Bertucci e Anna Maria Volpe
Di che colore è la pelle di Dio Lilli Mustaro
Non basta parlare di pace Franco Vecchiocattivi
Fotocronoca
A spasso per Trivi Carlo Bertucci
Sorridendo... Alberto Rustichelli
Sintesi Trivi Veneto e Sardegna
Esperienza Salerno, Le Comunità presenti Caterina Forlì 12
Fotocronaca
Il messaggio conclusivo
Custodire e meditare le parole del Vangelo d. Lucio Gridelli
La giornata del Creato Pippo Sorrentino
Tre Promesse nell’emergenza Vanda Sansovini
Marche: Giornata dello Spirito Alberto Guidelli
Controcorrente: I peccati del mondo Pio Cerocchi
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STRADE APERTE
N° 11 . Anno 54 2012
SCRITTO AL TRIBUNALE DI ROMA
Al n°. 6920/59 del 30/05/1959
PERIODICO MENSILE DEL MASCI
(MOVIMENTO ADULTI SCOUT
CATTOLICI ITALIANI) DI EDUCAZIONE
PERMANENTE, PROPOSTA E
CONFRONTO
PRESIDENTE NAZIONALE:
Riccardo della Rocca
SEGRETARIO NAZIONALE:
Alberto Albertini
DIRETTORE RESPONSABILE:
Pio Cerocchi
DIRETTORE:
Giovanni Morello
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00165 Roma
Tel. 06. 68193064
Fax 06. 68131673
Cell. 320. 5723138 - 339. 6541518
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COLLABORANO IN REDAZIONE
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Chiuso in redazione il 30 ottobre 2012
QUESTO NUMERO È STATO SPEDITO
DALL’ UFFICIO POSTALE DI PADOVA
CENTRALE IN DATA
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SA novembre 2012