Dichiarazione Ambientale
Aggiornamento dati a Giugno 2013
2014 - 2016
Secondo i requisiti del Regolamento CE 1221/2009 (EMAS)
IMPIANTO DI TERMOVALORIZZAZIONE SAN LAZZARO Viale della Navigazione Interna, 34 - PADOVA
I dati di seguiti riportati sono riferiti a giugno 2013 quando la ragione sociale dell’azienda era AcegasAps.
Dal 1 luglio 2014 la ragione sociale è cambiata in AcegasApsAmga.
Numero Registro IT-000089
Dichiarazione Ambientale
2014 – 2016
Aggiornamento dati a Giugno 2013
- Secondo i requisiti del Regolamento CE 1221/2009 (EMAS) -
IMPIANTO DI TERMOVALORIZZAZIONE SAN LAZZARO
Viale della Navigazione Interna, 34 - PADOVA
Approvata da
Ing. Massimo Giacomini _______________________________
Ing. Sebastiano Pinat
Rev. 2 del 18/12/2013
_______________________________
INDICE
Pag.
1
Oggetto della registrazione Emas (Reg. CE 1221/09)
5
2
Politica per la qualità, la sicurezza e l’ambiente di AcegasAps
6
3
Politica per la qualità, la sicurezza e l’ambiente dei termovalorizzatori
di AcegasAps
7
4
Introduzione ad AcegasAps – società del Gruppo Hera
9
4.1 Bilancio integrato
9
4.2 Storia e sviluppi di AcegasAps
10
5
13
ACEGAS-APS S.p.A: dati salienti
5.1 Struttura Organizzativa di AcegasAps
14
5.2 Struttura organizzativa Direzione Servizi Ambientali
15
6
Comunicazione con l’esterno
18
7
Informazioni sul sito
20
7.1 Storia del termovalorizzatore di Padova
20
7.2 Vincoli ambientali
21
7.3 Inquadramento urbanistico – territoriale
22
7.4 Inquadramento geologico e idrogeologico
23
7.5 Inquadramento meteorologico
23
8
26
L’impianto di termovalorizzazione
8.1 Accettazione rifiuti
26
8.2 Schema impianto di termovalorizzazione
26
8.3 Descrizione processo di termovalorizzazione
30
8.3.1 Incenerimento rifiuti
31
8.3.2 Recupero energetico
32
8.3.3 Depurazione fumi
33
8.4 Sistemi di monitoraggio delle emissioni in atmosfera - SME
35
8.5 Trattamento reflui
37
8.6 Monitoraggio e controllo ambientale
38
9
39
Aspetti/impatti ed emergenze ambientali
9.1 Individuazione e valutazione degli aspetti/impatti ambientali
39
9.2 Individuazione e valutazione delle emergenze ambientali
41
9.3 Aspetti e impatti ambientali diretti
42
9.3.1 Emissioni in atmosfera impianto
9.3.1.1 Superamenti dei valori limite di emissione
43
50
9.3.2 Risorse idriche e scarichi nelle acque
51
9.3.2.1 Acque di raffreddamento
56
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
9.3.3 Rifiuti conferiti e trattati dall’impianto
57
9.3.4 Rifiuti prodotti dall’impianto
59
9.3.5 Risorse energetiche
60
9.3.5.1 Efficienza energetica
62
9.3.6 Consumi di reagenti
63
9.3.7 Biodiversità
64
9.3.8 Rumore
65
9.4 Aspetti e impatti ambientali indiretti
69
9.4.1 Raccolta, trasporto e conferimento rifiuti all’impianto
69
9.4.2 Ricaduta dei microinquinanti emessi in atmosfera
70
9.4.3 Comportamenti ambientali degli appaltatori, subappaltatori e fornitori
72
9.5 Sicurezza ed emergenze ambientali
73
9.5.1 Sicurezza
73
9.5.2 Emergenze
77
9.6 Obiettivi, traguardi e programmi ambientali di miglioramento
79
9.6.1 Aggiornamento stato avanzamento obiettivi di miglioramento
79
9.6.2 Obiettivi di miglioramento per il triennio 2014 – 2016
81
10
Il Sistema di Gestione Ambientale
83
11
Aggiornamento legislativo
84
12
Formazione e addestramento del personale
84
13
Convalida della Dichiarazione Ambientale
86
Allegato 1: Dati di esercizio e formule
87
Allegato 2: Termini e definizioni
90
Allegato 3: Elenco principali leggi applicabili alla data di convalida e
provvedimenti autorizzativi di riferimento connessi con la trattazione degli aspetti
ambientali
93
1 Oggetto della registrazione EMAS (Reg. CE 1221/09)
“Trattamento e smaltimento dei rifiuti e produzione di energia
elettrica”
La Dichiarazione Ambientale è lo strumento che fornisce al pubblico e ad altri soggetti interessati
informazioni sugli impatti e sulle prestazioni ambientali dell’organizzazione nonché sul continuo
miglioramento delle stesse.
Il presente documento, convalidato secondo il Regolamento (CE) 1221/09 “EMAS” e relativo
alla registrazione IT-000089, costituisce il quarto rinnovo della Dichiarazione Ambientale
relativa all’impianto di termovalorizzazione San Lazzaro di Padova, composto da tre linee di
smaltimento. La prima registrazione EMAS per le Linee 1 e 2 è stata ottenuta il 7 giugno 2002;
l’estensione alla Linea 3, entrata in esercizio nel mese di maggio 2010, è stata ottenuta nel
mese di dicembre 2010.
La validazione da parte dell’Ente terzo dei dati contenuti nella presente Dichiarazione
Ambientale è avvenuta nel mese di dicembre 2013.
I dati relativi al sito sono i seguenti:
Sede Impianto Termovalorizzazione
Viale Navigazione Interna n. 34 – 35127 Padova
Settore di appartenenza:
Trattamento e smaltimento dei rifiuti e produzione
di energia elettrica
Codice NACE rev.2:
38.21 - 38.22 - 35.11
N° dipendenti Impianto di Termovalorizzazione
56
Il percorso per ottenete la prima Registrazione EMAS del termovalorizzatore fu intrapreso nel 2001
dalla Direzione dell’allora APS SpA. Esisteva, infatti, una particolare sensibilità ambientale verso
l’impianto sia per la sua posizione, nella prima zona industriale della città, sia perché era l’unico
impianto percepito come critico tra le attività dell’Azienda.
Da allora sono rimasti immutati l’impegno e la radicata sensibilità verso le tematiche sociali e
ambientali che hanno contribuito a mantenere e rinnovare la Registrazione EMAS.
La Politica per la Qualità, la Sicurezza e l’Ambiente di AcegasAps e in particolare la Politica
Ambientale specifica per il termovalorizzatore di Padova evidenziano chiaramente quali sono gli
obiettivi ambientali che l’Azienda si pone per il sito.
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GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
2 Politica per la qualità, la sicurezza e l’ambiente di AcegasAps
La Direzione di AcegasApa e il Consiglio di Amministrazione hanno preso condiviso la nuova Politica
per la qualità, la Sicurezza e l’Ambiente che sarà approvata nel prossimo CdA previsto per il 10
dicembre 2013.
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3
Politica per la qualità, la sicurezza
termovalorizzatori di AcegasAps
e
l’ambiente
dei
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GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
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8
4 Introduzione ad AcegasAps - società del Gruppo Hera
Il sito che viene registrato EMAS ha la gestione delle proprie attività nell’ambito di un’attività ben più
ampia, che è quella di AcegasAps, società del Gruppo Hera dal 1° gennaio 2013.
AcegasAps era nata il 19 dicembre 2003 a seguito dell’operazione di scissione totale mediante
trasferimento dell’intero patrimonio di Azienda Padova Servizi S.p.A. alla triestina Acegas S.p.A. ed
alla Finanziaria APS S.p.A., secondo quanto stabilito dalle rispettive assemblee degli azionisti.
Con l’aggregazione fra AcegasAps ed Hera, operativa dal 1° gennaio 2013, nasce la seconda
multi utility italiana per dimensioni e fatturato, una realtà industriale caratterizzata da
peculiarità territoriali e socio-culturali, ma allo stesso tempo animata da una forte
propensione allo sviluppo economico e dalla sensibilità alle tematiche sociali e ambientali.
La sostenibilità ambientale si esplica attraverso il rispetto per l’equilibrio ambientale, la gestione
sostenibile delle risorse e l’impegno a ridurre l’impatto ambientale delle attività dell’Azienda. La
salvaguardia dell’ambiente diventa la linea politica strategicamente prioritaria per puntare ad uno
sviluppo aziendale che implichi, al contempo, una crescita economica compatibile.
L'attenzione continua all'ambiente non è però un generico principio di orientamento.
Per ciascuna delle Direzioni che fanno capo ad AcegasAps, la responsabilità ambientale trova la sua
realizzazione concreta nelle azioni di monitoraggio e analisi degli aspetti ambientali delle attività e,
principalmente, nel costante lavoro di controllo, manutenzione e rinnovo degli impianti,
nell'applicazione di tecnologie innovative e nell'impiego di materiali di prima qualità, al fine di ridurre
il grado di impatto ambientale e garantire la buona gestione delle risorse.
In questo contesto appare naturale la certificazione ambientale ISO 14001 conseguita per tutti i
servizi di AcegasAps sia per la sede di Trieste sia per la sede di Padova, contesto in cui si inserisce
la Registrazione EMAS dell’impianto di termovalorizzazione San Lazzaro.
4.1 Bilancio integrato
Nel mese di aprile 2013 il Gruppo AcegasAps ha rinnovato il suo impegno di trasparenza nei
confronti dei propri stakeholder, pubblicando un unico documento, il Bilancio integrato, per divulgare
i risultati annuali del proprio operato relativo al 2012 sia fornendo una rendicontazione economicofinanziaria, sia conducendo un’attenta analisi di sostenibilità ambientale e sociale evidenziando il
cosiddetto Capitale Intangibile (capitale umano, capitale relazionale, capitale strutturale). La storia
della più importante pubblicazione aziendale coincide con un percorso evolutivo iniziato con la
pubblicazione del Bilancio sociale 2001, proseguito con il primo Bilancio di sostenibilità 2003, con
una sezione specifica dedicata alla “Sostenibilità ambientale”, ed evolutosi nel Bilancio integrato
2005.
Il Bilancio integrato 2011 di AcegasAps S.p.A. ha vinto l’Oscar di Bilancio 2012 nella categoria
“Società e grandi imprese quotate”. Il prestigioso riconoscimento, promosso e gestito da Ferpi
(Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), è stato consegnato nel corso di una cerimonia svoltasi il
3 dicembre 2012 a Milano, a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, alla presenza dei
rappresentanti economico-finanziari e della comunicazione delle principali aziende italiane.
La giuria ha assegnato l’Oscar ad AcegasAps con la seguente motivazione: “La Società presenta da
sette anni il Bilancio integrato, composto dal Bilancio consolidato e dal Bilancio della Capogruppo
con vari allegati, che evidenzia con chiarezza il profilo dell’impresa, la missione e i valori del Gruppo,
l’organizzazione, i rischi e le incertezze. Diretto a tutti gli stakeholder fornisce un’informativa
completa anche sugli aspetti non-finanziari e connessi al capitale intellettuale, con una esaustiva
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9
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
rendicontazione su comunità interna, comunità esterna e sostenibilità ambientale. Al Bilancio
integrato è allegato un fascicolo di sintesi”.
4.2 Storia e sviluppi di AcegasAps
1864 Nasce la municipalizzata che eroga i principali servizi pubblici nel Comune di Trieste (Gas
illuminante).
1888 Messa in funzione della prima condotta che porta acqua dalle sorgenti di Dueville (VI) a
Padova.
1891 Il Comune di Padova gestisce direttamente il servizio idrico.
1896 Il Comune costituisce l’Azienda Comunale del gas di Padova.
1898 Avvio della produzione di energia elettrica a Trieste.
1910 Il Comune di Trieste istituisce il “Servizio Comunale Acquedotti”.
1913 Entra in funzione il primo termovalorizzatore di rifiuti a Trieste (allora impero austro-ungarico)
che permette la produzione di energia elettrica utilizzata per la rete di tram.
1923 Le attività connesse alla fornitura di energia elettrica di Trieste assumono un carattere
predominante e l’azienda cambia nome in “Azienda Comunale Elettricità e Gas” (ACEG).
1929 Viene inglobata in ACEG l’azienda degli acquedotti.
1934 Viene assorbito anche il servizio tranviario di Trieste e L’Azienda assume la denominazione di
ACEGAT
1958 Inaugurazione del secondo acquedotto di Padova.
1962 Viene realizzato a Padova uno dei primi termovalorizzatori in Italia e in Europa.
1972 Viene completato il piano di metanizzazione che permette di trasformare la rete patavina da
gas-città a gas-metano.
1976 Viene costituita l’AMNIUP - Azienda Municipalizzata Nettezza e Igiene Urbana di Padova - che
sin dal 1977 introduce la raccolta differenziata e progressivamente estende i servizi di igiene
urbana ai comuni dell’hinterland.
1977 Scorporo a Trieste del settore trasporti. La società, con la denominazione di ACEGA, assume
sostanzialmente il suo assetto attuale (acqua, elettricità e metano).
1984 Le aziende acqua e gas di Padova si fondono dando vita all’AMAG. Attivazione a Padova del
servizio chimico-ambientale di AMNIUP ed estensione dello smaltimento ai rifiuti tossiconocivi.
1994 ACEGA entra nel novero delle aziende produttrici di energia elettrica.
1997 ACEGA diventa ACEGAS e cambia la sua forma giuridica in società per azioni a prevalente
capitale pubblico (Comune di Trieste 99%), con la possibilità, a partire dal 2001, di cedere fino
al 49% del suo capitale anche a soggetti privati.
Pagina 10
1999 Viene inaugurato il terzo acquedotto di Padova. Dalla fusione di AMNIUP, AMAG e ACAP, le
tre distinte società che operavano rispettivamente nei servizi per l’ambiente, l’energia e la
mobilità nasce Azienda Padova Servizi - APS.
2001 ACEGAS mette in atto uno “scambio” azionario con AMGA di Udine e AMG di Gorizia ponendo
le basi per società di business regionali. Nel mese di febbraio si conclude il processo di
quotazione alla Borsa di Milano: il Comune di Trieste cede ai nuovi azionisti il 45% delle quote
in proprio possesso. Importanti gruppi finanziari nazionali e internazionali acquisiscono quote
di rilievo entrando a far parte della compagine sociale.
19 dicembre 2003 Viene ufficializzata la fusione tra ACEGAS e APS; l’operazione, nata con lo
scopo di creare un polo d’attrazione per altre società di servizi del Nord Est, colloca la neonata
AcegasAps nella cerchia delle più grandi multiutility d’Italia. AcegasAps, in questo, è stata
pioniera di un “nuovo corso” nel panorama delle ex municipalizzate, uno scenario che si è
evoluto rapidamente verso le grandi aggregazioni, verso la sintesi tra globale e locale.
2005 Viene completata la terza linea del termovalorizzatore di Errera a Trieste e della centrale di
cogenerazione per la produzione di energia elettrica di Elettrogorizia.
2006 Vengono avviate le attività estere con RilaGas AD, società con sede a Sofia (Bulgaria), e viene
costituita Naonis Energia per la costruzione di un termovalorizzatore in provincia di
Pordenone.
2007 Vengono consolidate le attività estere attraverso la costituzione di SIGas d.o.o. destinata a
sviluppare le reti di distribuzione e la successiva vendita del gas in Serbia. Viene ceduto il
49% di EstEnergy al fine di consolidare il settore delle utilities del Triveneto. Nel mese di
ottobre viene incorpaorata APGA – Azienda Piovese Gestione Acque –
S.p.a., società
operante nella gestione del servizio idrico integrato per i comuni della Saccisica, area territoriale di Padova. Dopo l’allestimento del cantiere vengono avviati i lavori relativi alla terza linea
dell’impianto di termovalorizzazione di Padova. Nel mese di ottobre il Gruppo AcegasAps crea
NestAmbiente, società partecipata al 100% da AcegasAps, per offrire soluzioni efficaci ed
efficienti rispetto alle sempre più emergenti problematiche di carattere ambientale.
2008 Proseguono regolarmente i lavori per la realizzazione della terza linea del termovalorizzatore
di Padova. Vengono consolidate le attività estere. La controllata Bulgara RilaGas avvia la
realizzazione delle opere di metanizzazione e la costruzione della rete di distribuzione e
fornitura del gas naturale nella Regione di Zapad in Bulgaria.
2009 Viene perfezionato l’acquisto del restante 49% di Sinergie S.p.a., società già partecipata da
AcegasAps S.p.A. al 51%, detenuto da Cofatech S.p.a.. Viene costituita la società AdriaLink,
partecipata in ugual misura da Enel Produzione S.p.a., Trafigura Electricity Italia S.r.l. (ora Tei
S.p.a.) e AcegasAps S.p.A. per la realizzazione ed esercizio di due linee di interconnessione
merchant interrate tra Italia e Slovenia. Viene perfezionato
con Costruzioni Dondi S.p.a.
l’acquisto del restante 48% di RilaGas AD, società con sede a Sofia (Bulgaria), già partecipata
al 52% da AcegasAps S.p.A.
2010 Nel mese di maggio viene inaugurata la terza linea del termovalorizzatore di Padova, la cui
costruzione è iniziata nel 2007. Viene acquisita dal socio Friulia una partecipazione dello 0,5%
della partecipata ElettroGorizia S.p.a arrivando così a detenere il 33%. Viene sottoscritto con
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GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Eni di un contratto per l’acquisizione delle attività energetiche di IRIS S.p.a. (Isontina Reti
Integrate e Servizi), multiutility operante nel territorio della provincia di Gorizia (operazione alla
quale corrisponde un equity value di 73 milioni di euro con una base clienti complessiva di
circa 60 mila nel gas e più di 20 mila nell’energia elettrica. La controllata RilaGas prosegue la
costruzione in Bulgaria della rete di distribuzione con la posa di circa 34 km di infrastruttura in
media e bassa pressione e la realizzazione di circa 900 allacciamenti. Nell’ultima parte del
2010 viene avviata l’erogazione di gas alle principali utenze industriali.
2011 Costituzione, in accordo con Eni, di Est Più, che ha acquisito i rami energetici dell’ex Iris
Gorizia. Completato il terzo acquedotto con il tratto di attraversamento del fiume Tesina e
della roggia Cavaggiara nel Comune di Torri di Quartesolo (Vi) con un’opera di alta ingegneria
idraulica che porta l’acqua da Dueville (Vi) a Padova.
2012 Nel mese di giugno iniziano le operazioni di aggregazione tra il Gruppo AcegasAps e il Gruppo
Hera.
1 gennaio 2013 Perfezionamento della fusione per incorporazione di AcegasAps Holding S.r.l. in
Hera S.p.A.. Con l’aggregazione fra AcegasAps ed Hera nasce la seconda multiutility italiana
per dimensioni e fatturato, nonché la ventesima realtà industriale del nostro Paese. Per
Trieste e Padova si tratta di una grande opportunità che mantiene inalterato il livello
occupazionale, rafforza il rapporto con il territorio, contiene e razionalizza maggiormente costi
e impieghi, potenzia l’investimento della e per la collettività innalzando il livello dei servizi
forniti.
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5 ACEGAS-APS S.p.A.: dati salienti
Sede Legale:
Via Del Teatro 5 – 34121 TRIESTE
Sede Amministrativa di Trieste:
Via Del Teatro 5 – 34121 TRIESTE
Sede Amministrativa di Padova:
Corso Stati Uniti, 5/a – 35127 PADOVA
Consiglio di amministrazione
Presidente
BORGNA Giovanni
Vice-Presidente
TOMMASI DI VIGNANO Tomaso
Amministratore Delegato
PILLON Cesare
Consiglieri
BARILLI Roberto
CHIARINI Maurizio
COSTA Domenico
MALAGUTI Massimo
MORONI Luca
VENIER Stefano
Collegio Sindacale
Presidente
Sindaci Effettivi
BOSCOLO Pompeo
SANTI Sergio
VENTURINI Antonio
Società di revisione di bilancio
PRICEWATERHOUSECOOPERS S.p.A.
Via Monte Rosa, 91
20100 MILANO (MI)
Direttore Generale
GASPARETTO Roberto
Direttore Direzione Servizi
Ambientali
DAL MASO Paolo
Responsabile Qualità, Sicurezza
e Ambiente
PINAT Sebastiano
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5.1 Struttura organizzativa di AcegasAps
GESTIONE AMBIENTALE
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La definizione di ruoli e responsabilità del personale delle funzioni è stabilita dalla Direzione
Generale attraverso comunicazioni interne (ordini di servizio, comunicazioni al personale
interessato).
L’attuale assetto funzionale di AcegasAps è:
L’organigramma evidenzia come la struttura di AcegasAps sia suddivisa in:

servizi di staff al Presidente (Internal Auditing)

Servizi di staff all’Amministratore Delegato (Relazioni Esterne, Legale e Societario,
Amministrazione, Finanza e Controllo)

Servizi di staff al Direttore Generale (RSPP, Personale e Organizzazione, Sistemi Informativi,
Corporate Social Responsability, Pianificazione, Controllo Operativo e Integrazione, Acquisti,
Logistica e Servizi Generali, Qualità, Sicurezza e Ambiente)

Direzioni operative (Servizi Ambientali, Acqua, Energia, Illuminazione Pubblica).
Infine Il Direttore Generale ha anche la funzione di Gestore Indipendente, la figura che rappresenta
il soggetto a cui AcegasAps affida l’amministrazione delle attività di distribuzione e misura
dell’energia elettrica e del gas in ottemperanza a quanto previsto dalla Delibera n. 11/07
dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas in materia di Unbundling.
L’impianto di Termovalorizzazione fa parte della Direzione Servizi Ambientali.
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5.2 Struttura organizzativa Direzione Servizi Ambientali
L’organigramma della Direzione Servizi Ambientali emesso dalla Direzione Personale e
Organizzazione è di seguito riportato.
L’organigramma specifico per l’impianto di termovalorizzazione di Padova è il seguente:
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GESTIONE AMBIENTALE
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Le attività di gestione dell’impianto di termovalorizzazione si possono così suddividere:
A. Responsabile Impianti Direzione Servizi Ambientali;
B. Responsabile Tecnico Impianto Termovalorizzazione;
C. Responsabile Impianto Termovalorizzazione;
D. Responsabile Gestione e Controllo Flussi;
E. Responsabile Sviluppo e Manutenzione Impianti;
F. Gestione ambientale;
G. Gestione amministrativa.
A. Responsabile Impianti Direzione Servizi Ambientali
La responsabilità della gestione, del funzionamento e della manutenzione nonché degli
adempimenti degli obblighi relativi alla sicurezza del lavoro dell’impianto di termovalorizzazione è
attribuita al Responsabile Impianti Direzione Servizi Ambientali.
B. Responsabile Tecnico Impianto Termovalorizzazione
Il Responsabile Tecnico è responsabile delle scelte di natura tecnica, progettuale e gestionale, le
quali devono garantire il rispetto delle norme a tutela ambientale e sanitaria, con particolare
riferimento alla qualità del prodotto e della prestazione realizzata e del mantenimento dell’idoneità
dei beni strumentali utilizzati. Il Responsabile Tecnico, in collaborazione con il Responsabile
Qualità, Sicurezza e Ambiente di AcegasAps e il Direttore della Direzione Servizi Ambientali,
riferisce all’Alta Direzione sulle prestazioni ambientali dell’impianto e coordina le comunicazioni e i
rapporti con gli Enti di Controllo.
C. Responsabile Impianto Termovalorizzazione
Il Responsabile Impianto ha la responsabilità della gestione tecnica che consiste nella conduzione
dell’impianto e nella sua manutenzione ordinaria e straordinaria, ovvero nella gestione del
processo di termovalorizzazione dei rifiuti, dall’accettazione e combustione degli stessi fino alla
depurazione dei fumi e delle acque, e comprende la gestione della sicurezza. La gestione tecnica
riguarda la gestione di tutti quei documenti che sono richiesti dalla legislazione vigente (ad
esempio registri di carico/scarico, formulari di trasporto o documenti equivalenti, MUD, ecc.).
I Coordinatori conduzione/esercizio, manutenzione, presidio di processo e pesa riferiscono al
Responsabile Impianto le attività svolte nell’impianto e le eventuali anomalie riscontrate.
Il personale di conduzione/esercizio e manutenzione è organizzato in turni consecutivi e
avvicendati di 8 ore (3 turni/ giorno).
Il Coordinatore della Pesa verifica l’aggiornamento delle autorizzazioni per il trasporto e/o lo
smaltimento dei rifiuti, gestisce i documenti amministrativi (formulario, registro di carico/scarico) e
coordina gli addetti alla pesa.
Il Coordinatore del Presidio di Processo monitora l’andamento le concentrazioni di inquinanti nelle
emissioni a camino e negli scarichi idrici.
D. Responsabile Gestione e Controllo Flussi
Il Responsabile Gestione e Controllo Flussi pianifica i conferimenti dei rifiuti a seguito della
contrattualizzazione offerte a cura del Servizio Strategie e sviluppo Commerciale.
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E. Responsabile Sviluppo e Manutenzione Impianti
Il Responsabile Sviluppo e Manutenzione Impianti pianifica, in collaborazione con il Responsabile
Impianto, gli interventi di manutenzione e di sviluppo e coordina e armonizza politiche manutentive
e di sviluppo.
F. Gestione Ambientale
Le attività di gestione ambientale sono in capo al Responsabile Qualità, Sicurezza e Ambiente di
AcegasAps che dipende direttamente dal Direttore Generale e riferisce all’Alta Direzione sul grado
di attuazione, di efficacia e di efficienza del sistema di gestione al fine di consentirne il
miglioramento, in conformità alla propria politica ambientale, agli obiettivi e traguardi ambientali
fissati.
La Direzione Qualità, Sicurezza e Ambiente sviluppa e mantiene attivo il Sistema di Gestione
Ambientale e verifica, sia dal punto di vista gestionale che da quello operativo, la gestione
dell’impianto. Tale attività consiste nel:

svolgere un costante controllo e monitoraggio degli aspetti/impatti ambientali tramite gli
indicatori ambientali;

valutare le prestazioni ambientali dell’impianto di termovalorizzazione in collaborazione con
il Responsabile Impianto, e il Direttore della Direzione Servizi Ambientali;

monitorare lo stato di avanzamento dei programmi ambientali di miglioramento;

eseguire audit periodici a tutte le funzioni coinvolte.
G. Gestione Amministrativa
La gestione amministrativa consiste nel controllo operativo di tutti gli aspetti amministrativi e
contabili, nonché della gestione del personale e degli strumenti informatici.
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6 Comunicazione con l’esterno
GESTIONE AMBIENTALE
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Oltre alla pubblicazione e alla divulgazione annuale del Bilancio Integrato, AcegasAps, tramite il
Servizio Relazioni Esterne, avvia periodiche campagne di sensibilizzazione dei cittadini relative
alla raccolta differenziata dei rifiuti e al corretto utilizzo dell’acqua attraverso opuscoli informativi,
cortometraggi e spot pubblicitari.
Inoltre, all’interno del periodico trimestrale “iServizi” distribuito alle utenze, è riservato un apposito
spazio per la comunicazione ambientale di dati, innovazione tecnologica e processi sperimentali.
Particolare attenzione è riservata alle scuole, per le quali vengono organizzate visite guidate agli
impianti dell’Azienda, tra i quali l’impianto di termovalorizzazione, seguendo un calendario fissato
dall’Assessorato all’Istruzione, Soprattutto per i bambini delle scuole elementari e medie vengono
inoltre messi a disposizione “I Quaderni” e le schede didattiche che contribuiscono in maniera
divertente a diffondere tra i giovani cittadini una mentalità ecologicamente responsabile,
diffondendo informazioni per un uso intelligente e rispettoso delle risorse dell’ambiente in cui
viviamo,
L’importanza attribuita dall’intera Azienda alla comunicazione con il pubblico si concretizza anche
nell’attivazione e mantenimento di una serie di modalità operative finalizzate a raccogliere
segnalazioni ed eventuali reclami provenienti dall’esterno tramite call center, fax, lettera o posta
elettronica e a darne risposta nel più breve tempo possibile, come descritto nelle specifiche
procedure.
Nel 2012 il maggior numero dei reclami ricevuti riguardano i servizi di Raccolta a seguito dell’avvio
del servizio porta a porta che necessita inevitabilmente di un periodo di rodaggio.
Per quanto riguarda il termovalorizzatore di Padova, sul sito internet, sono consultabili le Relazioni
Trimestrali e la Relazione Annuale previste dal Piano di Monitoraggio e Controllo, oltre ad altra
documentazione di interesse tra cui la “Dichiarazione Ambientale” che viene aggiornata
annualmente e che riporta dati ambientali non più vecchi di sei mesi.
Dal 2011 è inoltre disponibile una pagina web in cui sono pubblicati in tempo reali i valori delle
emissioni a camino per ciascuna linea di combustione dei parametri monitorati confrontandoli con i
limiti previsti dalla normativa (D. Lgs. 133/2005) e dall’Autorizzazione Integrata Ambientale in
vigore. I dati monitorati 24 ore su 24 dai sistemi di controllo presenti diventano così facilmente
consultabili da parte di chiunque, con rapidità ed in qualsiasi momento. Tale strumento informativo
contribuisce alla trasparenza gestionale, esprime l'attenzione all'innovazione tecnologica e
conferma, su base oggettiva, il rispetto della normativa che tutela l'ambiente.
A seguito dell’avvio della terza linea dell’impianto, al fine di rispondere ai quesiti dei cittadini, sono
stati indetti degli incontri aperti al pubblico nei quali la Direzione di AcegasAps ha mostrato le
modalità di gestione e conduzione dell’impianto. Allo scopo di intraprendere quindi un “dialogo
aperto” con i cittadini è stato istituito un Osservatorio Ambientale sull’impianto, formalizzato da un
Protocollo d’Intesa tra il Comune di Padova, il Comune di Noventa Padovana e AcegasAps. Tale
Osservatorio ha la finalità di:

raccogliere dati, studi, relazioni, indagini, compresi gli esiti del monitoraggio delle ricadute
dell’impianto di termovalorizzazione;

esaminare tali dati;

favorire la divulgazione più ampia possibile dei dati in forma accessibile e comprensibile a
tutto il pubblico;
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
indagare la fattibilità di una rete di teleriscaldamento che utilizzi in parte il calore ricavabile
dalla combustione dei rifiuti.
Ulteriori informazioni sono disponibili alle seguenti pagine del sito www.acegas-aps.it:

progetto della Linea 3 Padova: http://www.acegas-aps.it/cms.php?sz=650

pagina emissioni: http://www.gruppo.acegas-aps.it/cms.php?sz=786 dove sono accessibili al
pubblico i seguenti dati:
 dati emissioni medie dell’ultimo giorno per ogni linea di incenerimento;
 dati emissioni medie dell’ultima mezzora per ogni linea di incenerimento;
 tutti i report trimestrali e annuali, nonchè le dichiarazioni ambientali a partire dall’anno
2010
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VERIFICATA IT-000089
7 Informazioni sul sito
7.1 Storia del termovalorizzatore di Padova
L’impianto di termovalorizzazione si trova nella zona industriale di Padova, in Viale della
Navigazione Interna, a circa 2 Km di distanza dalla sede centrale di AcegasAps, area territoriale di
Padova, situata in Corso Stati Uniti.
L’impianto fu realizzato nel quartiere San Lazzaro negli anni ’50 e messo in funzione nel 1962.
Fu il primo impianto italiano a provvedere anche al recupero energetico. La potenzialità nominale
del forno era di 140 t/giorno e la caldaia con relativo termogruppo generava 1,4 MW. Sul finire degli
anni ’60 fu costruita la seconda linea di combustione da 150 t/giorno, dotata di un forno nuovo, che
operò fino al 3 aprile 1986 producendo vapore e bruciando mediamente 110-120 t/giorno di rifiuti.
L’impianto, nel corso degli anni, ha subito costanti lavori, sia per l’adeguamento a normative
sempre più restrittive riguardanti la riduzione delle emissioni inquinanti che per il potenziamento,
l’ultimo dei quali ha riguardato il revamping della Linea 1, che ha comportato la sostituzione
dell’elettrofiltro con un filtro a maniche, effettuata nell’agosto del 2005.
Nel 1998 iniziarono i lavori di rifacimento della Linea 2, costruttivamente simile alla Linea 1, ma
caratterizzata da un maggior grado di automazione e provvista di più efficienti e moderni dispositivi
per il trattamento dei fumi. Nella primavera del 1999 rientrò in funzione consentendo di duplicare la
quantità di rifiuti trattata giornalmente.
La linea 2 si differenziava dalla prima essenzialmente per il sistema di trattamento fumi (costituito
da abbattimento non catalitico degli NOx (SNCR), elettrofiltro, abbattimento con bicarbonato e
carbone attivo per il mercurio, filtro a maniche in fibra di vetro rinforzato in PTFE) .
Nel 1998, data la necessità di ampliamento dell’impianto, l’Ente di Bacino Padova 2 diede l’incarico
all’allora Azienda Municipalizzata del Comune di Padova, AMNIUP, di predisporre il progetto per la
realizzazione della Linea 3 dell’impianto di termovalorizzazione. Il progetto, come progetto – guida
per l’esperimento dell’appalto – concorso, è stato poi approvato con delibera della giunta regionale
n.119 del 18 gennaio 2000.
Il 7 novembre 2003 la Regione ha approvato il progetto definitivo della Linea 3 fornito dalla ditta
vincitrice della gara d'appalto.
Nel dicembre 2006 è stata effettuata la formale consegna dei lavori alla ditta TERMOKIMIK di
Milano e nel marzo del 2007 sono iniziati i lavori di realizzazione.
Contestualmente ai lavori di costruzione della Linea 3 sono iniziati i lavori di realizzazione delle
modifiche migliorative delle Linee 1 e 2 previsti dal progetto approvato dalla Direzione Generale.
Nel corso del 2008 è stato presentato inoltre alla Regione Veneto lo Studio di Impatto Ambientale
relativo all’intero impianto: le due linee esistenti ed in esercizio più la terza linea. Nel settembre
2009 è stata sottoscritta una convenzione con il Comune di Padova per la realizzazione di alcuni
interventi mitigativi-compensativi a cui si sta dando corso in accordo con l’Amministrazione
Comunale (sistemazione viabilità viale Navigazione Interna, ponte ciclabile S. Gregorio, piste
ciclabili Piovego, passerella ciclopedonale lungo argine sinistro Piovego). Nel dicembre 2009 la
Regione ha emesso il parere favorevole di compatibilità ambientale (VIA) e ha emesso
l’Autorizzazione Integrata Ambientale provvisoria (AIA) con Decreto di Giunta Regionale n. 4139.
Alla fine di aprile 2010 sono stati ultimati i lavori di realizzazione della Linea 3 e il 10 maggio è
iniziato il conferimento dei ririuti.
Pagina 20
Attualmente l’impianto è quindi costituito da tre linee di trattamento per una capacità effettiva di
rifiuti smaltiti pari a circa 600 t/giorno.
Dopo un anno di “gestione monitorata” da parte della ditta costruttrice Termokimik, nel mese di
maggio 2011 la gestione della Linea 3 è passata in capo ad AcegasAps.
Nel corso del 2011 sono stati anche ultimati gli interventi di adeguamento sulle Linee 1 e 2.
Nel 2012 sono stati completati i collaudi funzionali sia sulla Linea 3, sia sui lavori di adeguamento
delle Linee 1 e 2. Il 04/10/2012 è stato inviato alla Regione il Collaudo Tecnico-Amministrativo
eseguito dall’apposita Commissione Regionale di Collaudo e il 14/11/2012 è stata presentata alla
Regione la domanda per l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) definitiva.
L’istruttoria per l’emissione dell’Autorizzazione definitiva è in corso e in data 28 giugno 2013 sono
state presentate ulteriori integrazioni richieste.
7.2 Vincoli ambientali
L’Azienda, sulla base di studi e ricerche sulla compatibilità ambientale del sito in oggetto, ha
attestato che:

il sito è al di fuori delle aree sottoposte a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. 3267/1923,
delle aree a rischio sismico (legge n. 64 del 2/2/74 e D.M. 3/3/75), delle aree esondate per
alluvioni e mareggiate, delle aree soggette a subsidenza, dell’area tributaria della laguna di
Venezia, dell’area di pianura a scolo meccanico ed è a valle della fascia di ricarica degli
acquiferi e delle risorgive;

il sito è al di fuori delle aree di tutela paesaggistica, ai sensi ai sensi della Legge n.
42/2004, degli ambiti naturalistici di livello regionale (art. 19 del Piano Territoriale
Regionale di Coordinamento (P.T.R.C.), art. 18 del Piano Territoriale di Coordinamento
Provinciale (P.T.C.P.), delle zone umide naturali (art. 21 P.T.R.C., art. 18 P.T.C.P.), delle
aree ad alta naturalità già sottoposte o da sottoporre a regime di protezione (art. 18
P.T.P.C.) e delle macchie boscate (art. 18 P.T.C.P.);

il sito non rientra in zone di protezione di pozzi attivi ad uso acquedottistico ai sensi del
D.Lgs 31/01;

l’area in cui ricade il sito è classificata nell’ambito del Piano Regolatore Generale
Comunale (P.R.G.C.) di Padova come ambito di compromessa integrità e quindi di non
grande pregio agronomico;

l’area non è interessata da nessun itinerario di valenza storica ed archeologica né
ambientale ovvero il sito non è soggetto a vincoli archeologici (Legge n. 431/85); nella
zona si trovano inoltre numerosi insediamenti industriali;

il sito ricade al di fuori delle aree segnalate nel P.R.G.C. come parchi.
Nel territorio provinciale di Padova sono presenti 13 aree individuate come Siti di Interesse
Comunitario (SIC) e/o Zone di Protezione Speciale (ZPS), facenti parte della Rete Natura 2000.
I SIC-ZPS più prossimi all’area dell’inceneritore sono:

SIC-ZPS IT3260017 “Colli Euganei-Monte Lozzo-Monte Ricco”, che comprende il territorio
del Parco Regionale dei Colli Euganei e si estende in diversi comuni a Sud-Ovest di
Padova tra i quali i comuni di Teolo, Montegrotto e Torreglia, che risultano i più vicini in
linea d’aria dall’impianto AcegasAps. La distanza in linea d’aria di tale area protetta
dall’impianto AcegasAps è di circa13, 5 Km.
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
SIC-ZPS IT3260018 “Grave e zone umide della Brenta”, costituito dall’asta fluviale e dalle
sue pertinenze per il tratto che si sviluppa a monte dal Comune di Tezze sul Brenta, fino al
Comune di Vigodarzere, alle porte di Padova. La distanza in linea d’aria del SIC
dall’impianto AcegasAps è di circa 6,2 Km.
La valutazione d’incidenza ambientale effettuata si è fermata alla fase di screening in quanto è
stato rilevato che non ci sono incidenze significative tra l’impianto di termovalorizzazione e i siti
Natura 2000 analizzati.
7.3 Inquadramento urbanistico – territoriale
Il sito dove sorge l’impianto di termovalorizzazione è localizzato in Via Navigazione Interna 34, a
Padova, in area destinata ad uso prevalentemente industriale ad un’altitudine media di 12 m sul
livello del mare. La sede del sito si trova, con il lato sud, a poche decine di metri dall’argine sinistro
del canale Piovego, nelle vicinanze del punto di immissione del canale San Gregorio nel Piovego
stesso. Quest’ultimo, poi, continua il suo percorso verso Noventa Padovana, per immettersi infine
nel Brenta all’altezza del confine di Noventa con Strà (VE). L’area prospetta verso nord con via
Navigazione Interna, dalla quale avviene l’accesso all’impianto, mentre verso est confina con altre
aree produttive private.
Sotto il profilo viabilistico, l’impianto si trova a poche centinaia di metri dallo svincolo di accesso
alla Tangenziale sud – est di Padova, a circa un chilometro dal Casello Autostradale di Padova Est
della A4 “Milano Venezia” e a circa tre chilometri dal Casello Interporto, lungo l’Autostrada A13
“Padova Bologna”.
Si riporta nella figura 1 la localizzazione dell’impianto (estratto della Carta Tecnica Regionale,
quadrante 126 SE, Padova nord).
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7.4 Inquadramento geologico e idrogeologico
L’origine dei terreni che costituiscono il territorio del comune di Padova deriva principalmente dalla
deposizione delle alluvioni dei due principali fiumi che ne caratterizzano il territorio: il Bacchiglione
ed il Brenta.
Le caratteristiche stratigrafiche del sottosuolo sono state investigate nel corso dell’indagine
geognostica, eseguita nel giugno del 1998, per la
progettazione della Linea 3 del
termovalorizzatore. Nel corso dell’indagine sono stati eseguiti 4 sondaggi a carotaggio continuo
spinti fino alla profondità di –40 m dal p.c. e 9 prove penetrometriche statiche spinte fino ad una
profondità di circa -30 m dal p.c.
Il sottosuolo risulta costituito da una copertura di terreno di riporto sabbioso - ghiaioso al quale
segue un livello di argilla limosa di colore grigio che si spinge fino ad una profondità di circa –4/-5
m dal p.c.. A maggiore profondità si trovano terreni prevalentemente sabbiosi con presenza di
frazioni limose più o meno abbondanti e caratterizzati da un basso grado di addensamento.
Localmente, sono state individuate delle intercalazioni argilloso-limose e limoso argillose di colore
grigio.
Dal punto di vista idrogeologico il sottosuolo è caratterizzato da una falda superficiale e poco
profonda ricaricata prevalentemente da acque meteoriche e indirettamente dagli apporti dei corsi
d’acqua presenti nel territorio. Il suo livello statico, sulla base delle misurazioni effettuate nel giugno
1998, si colloca ad una profondità compresa tra –2 e –2.5 m dal p.c..
La permeabilità della sabbia è stata investigata mediante delle prove in sito le quali hanno fornito
valori di permeabilità dell’ordine di 10-3 cm/s classificando il materiale come “terreno permeabile”.
7.5 Inquadramento meteorologico
Climatologia
Il clima del Veneto, pur rientrando nella tipologia mediterranea, presenta proprie peculiarità, dovute
principalmente al fatto di trovarsi in una posizione di transizione e quindi subisce varie influenze:
l’azione mitigatrice del Mediterraneo, l’effetto orografico della catena alpina e la continentalità
dell’area centro-europea.
La Pianura Veneta si distingue per un carattere tipicamente continentale caratterizzato da
un’estate con deboli gradienti, ma con circolazioni di brezza con frequenti fenomeni temporaleschi
dovuti alla disomogeneità termica tra le montagne e il mare. Per il resto dell’anno si manifestano
forti venti locali, di tipo Bora, associati a precipitazioni intense, soprattutto in primavera e in
autunno, come conseguenza dinamica dell’ostacolo costituito dalle Alpi alle circolazioni sinottiche.
L’orografia della zona, inoltre, determina incanalamenti di correnti fredde provenienti dal Brennero
e da Trieste. La Pianura Padana è quindi caratterizzata da correnti locali costituite da circolazioni
anemologiche di brezza con periodicità diurna che possono causare problemi di intrappolamento e
trasporto di inquinanti. Talvolta la brezza diurna appare da Sud-Est per poi trasformarsi in brezza
proveniente da Sud-Ovest. Anche la circolazione notturna presenta un andamento complesso:
esistono infatti due distinte brezze notturne che si possono alternare anche nel corso della stessa
notte, una da Nord - Est e l’altra da Nord - Ovest.
A causa della chiusura del Po tra le catene Alpina e Appenninica, la Pianura Padana è
caratterizzata da un’elevata umidità che rende afosa l’estate e dà origine, nei mesi freddi, al
fenomeno della nebbia: tale fenomeno è però in evidente diminuzione in risposta all’aumento delle
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temperature minime. Le condizioni di nebbia possono essere critiche per il raggiungimento dei
valori limite di concentrazione degli inquinanti in atmosfera poiché ne impediscono la diffusione
verticale.
A Padova si riscontra, in linea con quanto sta accadendo su scala mondiale, una progressiva
crescita dei valori termici. In particolare l’andamento delle temperature massime evidenzia,
nell’ultimo quarantennio, un generale aumento, più frequente nei mesi invernali e nella prima parte
dell’autunno. L’andamento delle temperature minime è in generale aumento in quasi tutti i mesi
dell’anno (Fonte: Studio di Impatto Ambientale – anno 2007)
Temperatura
L’andamento della temperatura mostra i valori massimi nel mese di luglio con valori medi di 27°C,
mentre i valori minimi si presentano nel mese di gennaio con una media di valori medi di 5°C.
Piovosità
Le precipitazioni nel Veneto sono distribuite abbastanza uniformemente durante l’anno, ad
eccezione dell’inverno che risulta la stagione più secca: nelle stagioni intermedie prevalgono le
perturbazioni atlantiche, mentre in estate vi sono temporali assai frequenti e spesso grandigeni.
Nella tabella seguente vengono riportati i dati di temperatura e precipitazioni di Padova dal 2006 al
2012 (Fonte: Meteo Padova):
T minima
assoluta (°C)
T massima Media delle T Media delle T Precipitazioni
assoluta (°C)
min (°C)
max (°C)
(mm)
2006
-5,9
37,5
10,2
19,8
778,1
2007
-2,9
39,2
10,9
20,1
587
2008
-3,1
35,2
dati mancanti
dati mancanti
1.124,7
2009
-8,8
dati mancanti
dati mancanti
dati mancanti
832,7
2010
-5,5
36,8
14,1
23,4
1.344
2011
-2,9
37,7
12
20,4
703,2
2012
-7,1
37,8
10,5
20,1
719,5
Inversione termica
L’inversione termica, cioè l’inversione dell’andamento del gradiente di temperatura dell’atmosfera
rispetto all’altezza dal suolo, comincia a formarsi tra i 100 e i 250 m circa un’ora prima del tramonto
e perdura quasi fino alle 10.00 del mattino.
Il fenomeno dell’erosione dell’inversione può presentarsi ad ore diverse e non dipende da una
variazione della direzione del vento.
Stabilità atmosferica
Le condizioni diverse di stabilità atmosferica influenzano la dispersione degli inquinanti prodotti in
città dalle diverse fonti:

emissioni da attività industriali a quote elevate (da ciminiere);

emissioni dai camini delle abitazioni a quote medie;

emissioni dovute al traffico veicolare a livello del suolo.
Pagina 24
In condizioni di stabilità le emissioni tendono a rimanere sempre alla stessa quota, quindi le
emissioni delle ciminiere non raggiungono il suolo, ma allo stesso tempo le emissioni al suolo non
vengono disperse.
In condizioni di instabilità, e quindi con forte rimescolamento, gli effluenti emessi in prossimità del
suolo vengono facilmente dispersi, mentre quelli emessi da ciminiere possono venire abbattuti al
suolo. Ne consegue che l’impatto di ogni sorgente non è definibile in modo univoco, ma dipende
dalle condizioni di stabilità atmosferica e dalle frequenze dei venti associati a quelle classi di
stabilità.
La stabilità atmosferica di Padova presenta le seguenti caratteristiche:
a) Mesi Estivi: dominano le condizioni di instabilità forte nelle ore centrali della giornata e di
stabilità forte nelle ore notturne più spesso serene.
b) Mesi Invernali: predominano le condizioni di neutralità, di stabilità forte e di nebbia.
Dalla distribuzione statistica del vento in funzione della classe stabile si deduce che:

in condizioni di stabilità sono più esposte alle ricadute delle emissioni dell’impianto
le zone più lontane in direzione Sud - Ovest, poiché i venti spirano da Nord o da
Est;

in condizioni di instabilità le zone più esposte sono quelle in prossimità del sito
sempre a Sud - Ovest, perché i venti provengono da Nord - Est e da Sud - Est;

in condizioni neutre i venti provengono da Nord - Est o da Nord - Ovest e quindi la
ricaduta avverrà a Sud.
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8 L’impianto di termovalorizzazione
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8.1 Accettazione rifiuti
L’impianto di Termovalorizzazione smaltisce i rifiuti considerati dall’articolo 1 del D.M. 503 del
19/11/1997 e cioè:
1. rifiuti urbani: provenienti da attività domestiche del Bacino di Padova Due, conferiti
nell’impianto sia dagli automezzi di raccolta di AcegasAps che da terzi (D. Lgs. 152/06);
2. rifiuti speciali non pericolosi: provenienti da attività produttive e commerciali senza
distinzione territoriale, conferiti nell’impianto dagli stessi produttori o da trasportatore
autorizzato;
3. rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: provenienti da attività ospedaliere e che non
presentino tra i costituenti le sostanze pericolose elencate nell’allegato 2 della Direttiva
91/689/CEE e nel D.P.R. 254/03.
4. farmaci: provenienti da attività ospedaliere.
La compatibilità del rifiuto speciale con i criteri di accettazione viene attestata dal produttore con
analisi chimiche effettuate da specifico laboratorio possibilmente accreditato. È facoltà di
AcegasAps eseguire controlli specifici sulla rispondenza dei rifiuti a quanto dichiarato dal
produttore.
È in funzione un portale radiometrico attraverso il quale devono transitare tutti i rifiuti in ingresso
all’impianto al fine di verificare o meno la presenza di sorgenti radioattive. Nel caso in cui si
riscontri un’anomalia radiometrica dovuta a radionuclidi di origine medicale, con emivita inferiore a
75 giorni, o a radionuclidi di origine non medicale contenuti in oggetti quali bussole, vecchi
quadranti di orologi ecc, si procede secondo l’istruzione operativa “Gestione delle anomalie
radiometriche presenti nei rifiuti in ingresso al termovalorizzatore”. Questa procedura prevede
l’intervento di un Esperto Qualificato che, una volta identificata la sorgente radioattiva, provvede
all’opportuna bonifica del carico di rifiuti.
8.2 Schema impianto di termovalorizzazione
Di seguito si riporta lo schema dell’impianto di termovalorizzazione con indicate le fasi del processo
di termodistruzione.
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8.3 Descrizione processo di termovalorizzazione
Accanto alle due linee preesistenti è stata realizzata una terza linea di trattamento di rifiuti solidi per consentire di
pervenire alla completa autonomia di smaltimento dei rifiuti del Bacino Padova 2, con la finalità, anche, di
produrre energia da fonti rinnovabili tramite la termovalorizzazione di RSU, RSUA (Rifiuti Solidi Urbani Assimilati),
frazioni degli stessi e rifiuti speciali non pericolosi.
La nuova linea di termovalorizzazione ha una potenzialità di 300 t/giorno, pari a 12.500 kg/h, per 24 h/giorno,
riferita ad un rifiuto in ingresso con un potere calorifico inferiore (P.C.i.) mediamente pari a circa 3.000 kcal/kg.
La tabella di seguito riporta un confronto fra i principali parametri operativi delle tre linee, dal quale emerge come
la terza linea abbia una potenzialità pari alla somma delle potenzialità delle Linee 1 e 2 e una produzione di
energia pari a più del doppio di quella delle linee preesistenti.
Parametri
Linea 1
Linea 2
Linea 3
150
150
300
2.500
2.500
3.000
24
25,5
62,5
Volume camera di combustione (m )
104
106
250
Produzione di vapore surriscaldato utilizzato in turbina per
18
18
51
Potenzialità (t/g)
P.c.i. di riferimento (kcal/kg)
2
Superficie griglia (m )
3
produzione energia elettrica (t/h)
I processi di termovalorizzazione si sviluppano secondo i seguenti sub-processi:
Incenerimento rifiuto:

Alimentazione impianto.

Combustione.

Post combustione.

Raffreddamento scorie.
Recupero energetico

Produzione di Vapore

Utilizzo di turbine a vapore per la produzione di Energia Elettrica

Cessione Energia Elettrica a una società esterna

Sistema di ricircolo fumi (solo per le Linee 1 e 2)
Depurazione fumi

Sistema SNCR di denitrificazione non catalitica (Denox)

Primo stadio a secco: reattore in linea con iniezione calce idrata e carbone attivo; 1° filtro a maniche.

Secondo stadio a secco: reattore Venturi con iniezione di bicarbonato di sodio e carbone attivo; 2° filtro a
maniche.

Sistema di preriscaldo dei fumi mediante scambiatore fumi-vapore (solo per le Linee 2 e 3).

Sistema di denitrificazione catalitica (SCR), che per la Linea 1 è integrato nel 2° filtro a maniche.

Sistema di recupero energetico finale con scambiatore fumi-condense.

Torre a carbone attivo (solo per la Linea 1).
Camino
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8.3.1 Incenerimento rifiuti
ALIMENTAZIONE IMPIANTO
All’ingresso dell’impianto gli automezzi di conferimento vengono pesati, controllati, registrati e quindi indirizzati ad
uno degli 8 punti di scarico della fossa di ricevimento RSU, della capacità complessiva di circa 14.000 m3,
comune a tutte e tre le linee di incenerimento. La fossa è tenuta in depressione utilizzando l’aria aspirata come
aria primaria. Per la movimentazione e l’alimentazione dei rifiuti alle linee di termodistruzione, la nuova fossa
rifiuti è attrezzata con due sistemi carroponte/benna operanti su un unico livello di vie di corsa di alimentazione
della Linea 3 e di travaso dei rifiuti nella fossa dedicata alle linee 1 e 2, posta immediatamente a lato. Le Linee 1
e 2 sono alimentate con un altro sistema di carroponte. I rifiuti prelevati dalla fossa vengono introdotti nella
tramoggia di carico e tramite un condotto verticale entrano nel forno. Questo condotto/pozzo deve essere tenuto
sempre pieno di rifiuti in quanto funge da tenuta tra l’esterno e la camera di combustione che viene tenuta in
depressione. Il pozzo della Linea 3 è termostatato mediante una camicia di raffreddamento ad acqua che lo
preserva da eventuali surriscaldamenti e da un clapet di chiusura, normalmente in posizione aperta, che viene
tenuto chiuso però durante l’avviamento del forno e quando il canale di alimentazione è vuoto, nonché durante le
fermate tecniche.
COMBUSTIONE
La camera di combustione dei forni è equipaggiata con un sistema a griglia dotato di meccanismi fissi e mobili
che determinano l’avanzamento del rifiuto lungo la griglia e il costante rivoltamento del materiale in combustione.
La griglia mobile, leggermente inclinata, si muove secondo un moto alternativo orizzontale provocando lo
spostamento dei rifiuti verso il basso.
La griglia della Linea 3, in considerazione dell’alto potere calorifico, è stata realizzata con il raffreddamento ad
acqua nelle prime due zone; il calore ricavato dal raffreddamento delle piastre è utilizzato per preriscaldare l’aria
primaria di combustione in modo da limitare le perdite di calore dalla zona della combustione.
La temperatura nelle camere di combustione è mantenuta in un intervallo compreso tra 950°C e 1.200°C. Il
controllo delle camere di combustione, dei sistemi di insufflaggio dell’aria e dei parametri caratteristici (quali ad
esempio temperatura, pressione, percentuale di ossigeno) è centralizzato in una sala quadri costantemente
presidiata.
POSTCOMBUSTIONE
All’uscita dalla camera di combustione i gas vengono convogliati nella camera di post -combustione dove avviene
il completamento delle reazioni di ossidazione iniziate precedentemente e che non si sono concluse nella camera
di combustione. I fumi vengono mantenuti nel post-combustore per un tempo superiore ai 2 sec ad una
temperatura superiore agli 850°C, che assicura la termodistruzione dei microinquinanti organici (es. PCDD e
PCDF).
RAFFREDDAMENTO SCORIE
I materiali fini che filtrano attraverso la griglia vengono raccolti in trasportatori a catena sottostanti operanti in
bagno d’acqua per il loro raffreddamento e per assicurare, attraverso la guardia idraulica, la tenuta dei condotti di
scarico delle tramogge rispetto all’ambiente esterno. Il materiale incombusto (scorie) che raggiunge invece il
termine della griglia cade su un “pozzo scorie” dove avviene il suo spegnimento. Le scorie spente vengono quindi
inviate, tramite nastri o trasportatori mobili, alle specifiche zone di stoccaggio. In seguito le scorie vengono
avviate alle operazioni di recupero e, in minima parte, allo smaltimento.
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8.3.2 Recupero energetico
PRODUZIONE DI VAPORE
I fumi provenienti dal post-combustore ad una temperatura tra i 950°C e i 1000°C, entrano nel generatore di
vapore, costituito da uno scambiatore di calore a fascio tubiero a circolazione naturale e disposizione verticale, il
cui fluido di scambio è l’acqua demineralizzata.
2
L’acqua viene vaporizzata e surriscaldata a 380  390°C con una pressione di 42  -45 Kg/cm , mentre la
temperatura dei fumi si abbassa fino a 180  200°C.
PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA
Il vapore prodotto alimenta le turbine che funzionamento mettono in funzione alternatori sincroni trifase per la
produzione di energia elettrica. L’energia prodotta, depurata degli autoconsumi, viene immessa in rete nazionale.
Il vapore di scarico delle turbine viene condensato in scambiatori a fascio tubiero che utilizzano l’acqua del vicino
canale Piovego quale fluido refrigerante. L’acqua condensata viene riutilizzata rientrando nel degasatore.
Potenza nominale erogata
Linea 1
Linea 2
Linea 3
3,3 MW
3,3 MW
11,3 MW
Potenza totale erogata in rete (anno 2012)
29.269 MWh
69.550 MWh
Potenza totale erogata in rete (I semestre 2013)
13.102 MWh
34.291 MWh
DEMINERALIZZAZIONE
L’acqua in uso nelle caldaie viene prodotta in impianti di demineralizzazione che, alimentati con acqua di
3
acquedotto, forniscono una portata di acqua deionizzata di circa 10 m /ora. La demineralizzazione avviene
tramite un processo di osmosi inversa: tramite la membrana osmotica è possibile infatti rimuovere i sali, gli ioni
dei metalli pesanti, i composti organici ed anche eventuali pesticidi e batteri. Periodicamente la membrana viene
rigenerata tramite un ciclo di lavaggio.
SISTEMA DI RICIRCOLO FUMI
Il sistema di ricircolo dei fumi, realizzato per Linee 1 e 2, ha lo scopo di termostatare la camera di combustione a
valori di temperatura ottimali e di garantire il recupero termico e una migliore qualità dei fumi in uscita.
Per evitare i problemi legati alle polveri i fumi vengono prelevati a valle del primo filtro a maniche. I forni delle
linee 1 e 2 sono di tipo adiabatico e, rispetto alle caldaia ad irraggiamento (come quella installata nella linea 3), i
fumi in uscita al camino presentano un calore sensibile più alto del 25-30%. Facendo riciclare una portata di fumi
tale da mantenere il tenore di ossigeno nei fumi in uscita al camino al 7-8%, i forni adiabatici raggiungono il
medesimo rendimento delle caldaie ad irraggiamento. Il risultato è quindi una sensibile riduzione della portata dei
fumi a camino, con margini notevoli sulla ventilazione e sulla depurazione dei fumi. A lungo termine il ricircolo dei
fumi avrà anche effetti positivi sulla durata dei refrattari del forno, grazie alla riduzione dei picchi di temperatura
ed al mantenimento della temperatura stessa al di sotto del punto di fusione delle polveri.
Pagina 32
8.3.3 Depurazione fumi
DeNOx SNCR – Abbattimento NOx con sistema non catalitico
Il sistema di denitrificazione SNCR è analogo per le tre Linee e consiste nell’iniezione di urea o ammoniaca nella
camera di post-combustione. Questo sistema viene messo in servizio in casi di emergenza, in fase di avviamento
dell’impianto, a seguito di una fermata, o quando il sistema SCR descritto in seguito risulta fuori servizio.
PRIMO STADIO A SECCO – Reattore in linea a calce idrata e carboni attivi
I fumi in uscita dalla caldaia entrano in un reattore in linea dove vengono a contatto con la calce idrata ed il
carbone attivo, che vengono iniettati a secco, separatamente nella Linea 3 e miscelati come sorbalite nelle Linee
1 e 2, nella corrente dei fumi.
La calce idrata consente una prima neutralizzazione degli inquinanti acidi. Il carbone attivo consente
l’abbattimento di sostanze inquinanti quali diossine (PCDD), furani (PCDF) e metalli pesanti. Nelle condizioni
operative previste per il primo stadio a secco, la quasi totalità della reazione tra gas acidi e reagente basico
avviene sullo strato di polvere (cake) che si forma sulle maniche del filtro. La funzione del reattore in linea è
essenzialmente quella di assicurare un’efficace miscelazione tra reagenti e fumi, lasciando al filtro a maniche il
ruolo di vero e proprio reattore chimico.
Le sostanze organiche e i metalli pesanti in forma gassosa vengono adsorbiti dal carbone attivo che viene a sua
volta captato dal filtro a maniche, unitamente ai metalli pesanti condensati sotto forma di particelle submicroniche.
PRIMO FILTRO A MANICHE
I gas uscenti dal reattore in linea entrano nel filtro a maniche dove prosegue l’abbattimento. Il principio di
filtrazione si basa sulla formazione di un sottile strato di polvere sulla superficie delle maniche che costituisce
l’effettivo elemento filtrante. Tale strato si forma dopo alcune ore di lavoro del filtro e permane anche dopo la
pulizia periodica delle maniche. Il tessuto filtrante adottato è il teflon che consente di ottimizzare in tal senso
l’efficienza di filtrazione, riducendo al minimo il passaggio di particolato. Il filtro è costituito da due semisezioni
ognuna suddivisa in quattro compartimenti: i fumi provenienti dal reattore entrano nella parte inferiore del corpo di
ogni compartimento, perdono velocità e turbolenza, si distribuiscono su tutta la superficie soprastante le
tramogge e quindi risalgono verso l’alto tra le file di maniche, attraversandole dall’esterno verso l’interno e
depositando le polveri sulla superficie esterna delle maniche stesse. La pulizia delle maniche viene effettuata
alimentando ciclicamente con aria compressa gli ugelli sistemati sull’asse di ogni manica. Il getto di aria
compressa induce altra aria all’interno della manica provocandone una repentina espansione con conseguente
distacco e caduta della polvere in tramoggia. La logica del sistema di pulizia è di tipo “on-line” e quindi prevede
che il lavaggio delle maniche avvenga mentre le stesse sono interessate dal flusso del gas che le attraversa. Le
polveri captate e cadute nelle tramogge sono scaricate nel trasportatore a catena posto sotto le tramogge del
filtro a maniche; dette polveri, contenenti ancora calce non reagita (PCR – Prodotti Calcici Residui), in parte
vengono ricircolate al reattore in linea e in parte vengono scaricate ad un sistema di trasporto, che provvede a
convogliarle, insieme alle ceneri volanti, al sistema stoccaggio dedicato. Il ricircolo delle polveri ha lo scopo di
migliorare l’efficienza di abbattimento del sistema ed eventualmente contenere i consumi di reagente.
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GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
SECONDO STADIO A SECCO – Reattore Venturi a bicarbonato di sodio e carboni attivi
I fumi in uscita dal primo stadio entrano in un reattore Venturi di assorbimento a secco, dove vengono a contatto
con i reagenti, costituiti da bicarbonato di sodio e carbone attivo. Il bicarbonato di sodio permette di completare le
reazioni di neutralizzazione degli inquinanti acidi residui iniziate nel primo stadio. Il carbone attivo svolge le stesse
funzioni descritte al primo stadio. Il reattore è dotato di sezione venturi, camera di espansione ed inversione del
flusso allo scopo di favorire l’intima miscelazione tra fumi e reagenti ed il necessario tempo di contatto.
SECONDO FILTRO A MANICHE
I gas uscenti dal reattore a secco entrano nel filtro a maniche dove proseguono le reazioni sopra descritte. Il filtro
a maniche, fatta eccezione per le maniche che sono realizzate in tessuto GORETEX per conferire loro una
maggiore efficienza, è del tutto analogo a quello descritto precedentemente per il primo stadio a secco.
Le polveri captate, costituite per la maggior parte da prodotti reazione sodici residui (PSR), sono scaricate nel
trasportatore a catena posto sotto le tramogge del filtro a maniche e successivamente consegnate ad un sistema
di trasporto, che provvede a convogliarle allo stoccaggio dedicato.
RIDUZIONE CATALITICA NOx (Solo Linea 1)
Il secondo filtro a maniche della Linea 1 è dotato di speciali maniche filtranti (ancora in fase di sviluppo) aventi
capacità di riduzione catalitica degli ossidi di azoto. Tali maniche, sviluppate dalla ditta GORE e impiegate per la
prima volta nell’impianto di Padova, svolgono un’azione del tutto analoga ai tradizionali sistemi SCR. Per la
riduzione degli ossidi di azoto viene iniettata ammoniaca in soluzione acquosa al 24% a monte del secondo filtro
a maniche. Anche questo sistema risulta efficace nella riduzione di microinquinanti organici quali diossine
(PCDD) e furani (PCDF).
SISTEMA DI PRE-RISCALDAMENTO DEI FUMI (Solo per le Linee 2 e 3)
A valle del secondo filtro a maniche e a monte del reattore catalitico è previsto uno scambiatore fumi/vapore che
ha la funzione di riscaldare i fumi prima del loro ingresso nel sistema di riduzione catalitica. Lo scambiatore è
costituito da una batteria che viene installata in linea sulla tubazione che collega il filtro a maniche del secondo
stadio con il reattore catalitico. Lo scambiatore è alimentato a vapore surriscaldato. Le condense in uscita sono
inviate al degasatore.
DeNOx SCR – Abbattimento NOx con sistema catalitico (Solo per le Linee 2 e 3)
In uscita dal pre-riscaldatore i fumi vengono inviati ad un sistema di denitrificazione di tipo catalitico.
L’abbattimento degli NOx (NO ed NO2), realizzato con un sistema SCR, prevede un processo di trattamento gas
a secco mediante l’iniezione di ammoniaca (NH 3) come agente riducente. L’ammoniaca (NH3), in soluzione
acquosa al 24% in peso, è aggiunta ai gas di combustione a monte di un catalizzatore e reagisce con gli NOx sul
letto catalitico producendo azoto (N2) e acqua (H2O).
La quantità di ammoniaca, fornita al sistema SCR, è dosata in maniera tale che la concentrazione di NOx nei gas
a valle del sistema rimanga sempre entro i limiti di emissione richiesti.
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L’ulteriore effetto ottenibile, nel passaggio dei fumi sul letto catalitico, è l’abbattimento finale dell’eventuali tracce
di PCDD e PCDF ancora presenti nei fumi.
RAFFREDDAMENTO FUMI
I fumi sono portati ad una temperatura di circa 140 °C grazie al recupero energetico in uscita, ottenuto mediante il
preriscaldamento delle condense in alimentazione al degasatore. Nelle Linee 2 e 3 i fumi sono quindi inviati al
camino tramite ventilatore indotto ed emessi in atmosfera ad un’altezza di 80 metri.
TORRE A CARBONE ATTIVO (Solo per Linea 1)
La Linea 1 è dotata di un sistema di trattamento dei fumi consistente in una filtrazione su letti fissi di carbone
attvo. Questo stadio fornisce un’ulteriore riduzione di icroinquinanti organici. Da qui i fumi vengono inviati al
camino, come per le Linee 2 e 3, tramite ventilatore indotto ed emessi in atmosfera ad un’altezza di 80 metri.
8.4 Sistemi di monitoraggio delle emissione in atmosfera - SME
Il monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera è eseguito mediante un sistema SME (composto da
FT.IR, FID, polverometro e misuratore di mercurio) posto nel camino di ciascuna delle tre Linee e che provvede a
misurare, acquisire, elaborare e registrare i dati relativi alle emissioni HCl, NH3, HF, CO, NOX, SOX, H2O, CO2,
O2, Hg, COT e polveri. Gli SME delle tre linee sono conformi alla normativa in vigore.
Negli schemi seguenti viene indicata la posizione degli strumenti del sistema di monitoraggio.
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GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
SME L1
Misuratore
HCl (laser)
FT.IR
I filtro a
maniche
Linea 1
Camino
Linea 1
DMS
II filtro a
maniche
Torre a carbone
attivo
SME L1 e L2
Backup
Camino
Linea 2
SME L2
Misuratore
HCl (laser)
FT.IR
I filtro a
maniche
Linea 1
DMS
II filtro a
maniche
DeNOx
SCR
SME L3
Camino
Linea 3
SME L3 Backup
DMS
FT.IR
Linea 3
FT.IR
I filtro a
maniche
II filtro a
maniche
DeNOx SRC
Pagina 36
8.5 Trattamento reflui
Le acque di spegnimento delle scorie, le acque di dilavamento dei piazzali e i reflui provenienti dalla
rigenerazione delle resine sono soggette ad un processo depurativo.
Al termine dei trattamenti depurativi le acque vengono scaricate nella rete fognaria municipale, mentre i fanghi
filtropressati vengono avviati alle opportune operazioni di recupero e/o smaltimento.
Le acque in uscita dal depuratore dell’impianto sono convogliate nella rete fognaria come autorizzato dal DGR
Veneto n. 4139 del 29 dicembre 2009 (AIA).
I parametri degli scarichi sono monitorati in continuo per pH, temperatura, portata e conducibilità e, mensilmente,
da laboratorio chimico qualificato e devono rispettare i limiti fissati dal D. Lgs. 152/06, allegato 5, tab. 3, colonna
scarico in acque superficiali.
Sulla base dei controlli effettuati alle acque di scarico, si è potuto rilevare che i valori dei parametri monitorati
rispettano i limiti di legge.
Nella tabella sottostante si riportano i dati medi di qualità delle acque in uscita riferiti al periodo 2010 – I semestre
2013, per i parametri ritenuti significativi. Tutti i parametri dei controlli analitici condotti rispettano i limiti previsti
dal D.Lgs 152/06.
Anno rif
Azoto
Cloruri Solfati
Nitrati Nitriti
ammoniacale
(mg/l) (mg/l)
(mg/l) (mg/l)
(mg/l)
Cr tot
(mg/l)
Fe
Mn
(mg/l) (mg/l)
Hg
Ni
Cu
Pb
Cr VI
Conducibilità
(mg/l) (mg/l) (mg/l) (mg/l) (mg/l)
pH
Limiti di legge
D.Lgs. 152/06
All.5 tab.3
1.200
1.000
15,00
20,00
0,60
2,00
2,00
2,00
Anno 2010
313
269
6,15
0,9
0,11
0,03
0,23
0,055 0,0003 0,006 0,006 0,005 0,025
1.596
7,5
Anno 2011
321
532
4,64
1,6
0,27
0,03
0,36
0,075 0,0005 0,006 0,008 0,005 0,018
2.116
7,3
Anno 2012
333
534
1,76
1,9
0,27
0,05
0,25
0,107 0,0004 0,008 0,013 0,005 0,015
2.040
7,1
I semestre
2013
324
267
1,48
2,2
0,29
0,02
0,06
0,012 0,0001 0,005 0,009 0,005 0,010
1.702
7,0
0,01
2,00
0,10
0,200 0,200
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GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
8.6 Monitoraggio e controllo ambientale
In sede di rilascio dell’autorizzazione all’esercizio (AIA provvisoria DGR n. 4139 del 29 dicembre 2009) è stato
approvato il “Piano di Monitoraggio e Controllo” redatto ai sensi della L. Reg. Veneto 3/2000 (art. 26 comma 7) al
fine di garantire che:

tutte le sezioni impiantistiche assolvano alle funzioni per le quali sono progettate in tutte le condizioni
operative previste;

vengano adottati tutti gli accorgimenti per ridurre i rischi per l'ambiente ed i disagi per la popolazione;

venga assicurato un tempestivo intervento in caso di imprevisti;

venga garantito l'addestramento costante del personale impiegato nella gestione;

venga garantito l'accesso ai principali dati di funzionamento nonché ai risultati delle campagne di
monitoraggio.
All'esecuzione del programma si provvede tramite l’impiego di personale qualificato ed indipendente.
In particolare, i controlli ambientali previsti sono eseguiti da parte:

del personale dell’impianto di termovalorizzazione;

di strutture esterne qualificate a cui è affidato l’incarico sia della verifica della corretta applicazione del
“Programma di Controllo” sia dell’esecuzione di analisi quali ad esempio le diossine nelle emissioni;

di laboratori accreditati.
La corretta attuazione del processo di termovalorizzazione è garantita sia da un sistema di controllo automatico
dei più importanti parametri di processo sia dalla supervisione diretta degli operatori secondo quanto definito dal
sistema di procedure ed istruzioni del Sistema di Gestione Ambientale.
L’impianto, inoltre, è dotato di un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni al camino (SME) che
segnala agli operatori in tempo reale il valore delle concentrazioni di inquinanti in emissione.
Vengono effettuate misurazioni periodiche per verificare la presenza di metalli, diossine ed idrocarburi policiclici
aromatici (IPA), come previsto dal D.Lgs 133/05 allegato 1 lettera D.
Tale impianto di monitoraggio permette non solo il controllo in continuo degli inquinanti emessi, ma ottimizza il
processo di depurazione fumi intervenendo automaticamente con la regolazione dell’immissione di bicarbonato
su entrambe le linee.
L’efficacia del processo di termovalorizzazione e la corretta attuazione di quanto previsto sia dal “Piano di
Monitoraggio e Controllo” approvato dalla Provincia di Padova con provvedimento DGR n. 4139 del 29 dicembre
2009, sia dalle procedure/istruzioni, sia dalla normativa vigente viene verificato con:

verifiche
periodiche
(almeno
trimestrali)
da
parte
del
Controllore
Indipendente
dell’efficacia
e
dell’adeguatezza del “Piano di Monitoraggio e Controllo”;

verifiche effettuate dalle Autorità di controllo (ultima verifica effettuata dall’ARPAV in data 25 settembre
2013);

audit ambientali e qualità (almeno annuali) secondo le modalità previste dalle norme ISO 14001, ISO 9001 e
dal Regolamento EMAS.
Ogni tre mesi viene redatto un rapporto di verifica da parte del Controllore Indipendente che contiene le
valutazioni sul rispetto delle normative di legge vigenti e sull’efficienza tecnica e ambientale dell’impianto di
termovalorizzazione; inoltre, in tale ambito, sono formulate proposte di intervento per il miglioramento
complessivo della gestione d’impianto.
Pagina 38
9 Aspetti/impatti ed emergenze ambientali
9.1 Individuazione e valutazione degli aspetti/impatti ambientali
L’Azienda ha applicato un metodo di individuazione e valutazione degli aspetti/impatti diretti e delle potenziali
emergenze ambientali correlati alle proprie attività e servizi tramite la procedura “Identificazione e valutazione
degli aspetti ambientali significativi”.
Sono presi in considerazione i seguenti aspetti diretti:
Emissioni in atmosfera
Scarichi nelle acque
Limitazione, riciclaggio,
riutilizzo, trasporto,
smaltimento rifiuti
Uso delle risorse naturali e
delle materie prime
Uso e contaminazione del
suolo, sottosuolo e falda
Emissioni atmosferiche convogliate
Emissioni atmosferiche diffuse
Sostanze lesive della fascia di ozono o gas florurati ad effetto serra
Scarichi idrici
Rifiuti in ingresso
Produzione di rifiuti
Consumo di risorse idriche
Consumo di energia
Consumo di materie prime, materiali e imballaggi
Stoccaggio e deposito di sostanze pericolose/ Reagenti
PCB - PCT
Rumore
Vibrazioni
Elettrosmog/Campi elettromagnetici
Questioni locali
Sorgenti radioattive
Impatto visivo
Odori
Polveri
Richiamo animali e insetti
Altro
Amianto e fibre ceramiche
Questioni di trasporto
Traffico
Effetti sulla biodiversità
Biodiversità
Rischio di incidenti ambientali e di impatti sull’ambiente conseguenti o potenzialmente conseguenti a
incidenti e situazioni di potenziale emergenza
E i seguenti aspetti indiretti:

aspetti ambientali dei servizi gestiti da ACEGAS-APS correlabili all’impianto;

ricaduta dei microinquinanti emessi in atmosfera;

comportamenti ambientali degli appaltatori, subappaltatori e dei fornitori;
AcegasAps ha elaborato un sistema di classificazione della significatività di tali aspetti, al fine di determinare i
livelli di priorità di intervento per individuare i possibili obiettivi ambientali.
Pagina 39
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Nella determinazione del livello di significatività dei diversi aspetti ambientali intervengono i seguenti elementi di
valutazione:
A.
Conformità legislativa
B.
Intensità dell’impatto ambientale (per gli aspetti diretti e indiretti)
C.
Sensibilità ambientale (per gli aspetti diretti e indiretti)
D.
Controllo del processo (solo per gli aspetti diretti)
E.
Livello di controllo gestionale (solo per gli aspetti ambientali indiretti)
A ciascun parametro viene attribuito un valore all’interno di una “scala di valori” compreso tra 1 e 4, laddove 1
rappresenta la situazione migliore e 4 la situazione peggiore. Di seguito il fattore ambientale è calcolato come
media di tutti i parametri sopra indicati.
Tutti gli elementi, ove possibile, sono definiti su base annua.
Per la classificazione degli aspetti ambientali i fattori di valutazione degli aspetti ambientali vengono considerati in
situazioni di funzionamento:
 Normale
(N)
 Emergenza (E) (ad esempio scoppi, incendi, sversamenti, etc.) (ove applicabile)
Il Parametro di Significatività di ogni aspetto ambientale è calcolato per ogni situazione (normale, anomala e di
emergenza, ove applicabile).
Il procedimento di valutazione si conclude con il calcolo del Parametro di significatività (PS) relativo all’aspetto
ambientale considerato che scaturisce dal prodotto tra gli indicatori A – B – C – D per la classificazione degli
aspetti ambientali diretti, dal prodotto tra gli indicatori A – B – C – E per quella degli aspetti ambientali indiretti.
Tale parametro di significatività (PS) è classificabile secondo la seguente tabella:
Parametro di Significatività
(PS)
Valutazione
Azioni
NON
SIGNIFICATIVO
Determina la necessità di formalizzare una o
più procedure/istruzioni/piani di controllo
16 < PS < 81
SIGNIFICATIVO
Determina la necessità di definire uno o più
obiettivi di miglioramento
81 < PS < 256 (valore max
possibile 256)
CRITICO
Determina la necessità di definire un’azione
correttiva/preventiva immediata
PS
< 16
Si considerano significativi gli aspetti ambientali che hanno un parametro di significatività > 16.
Si evidenzia che comunque gli aspetti ambientali diretti che hanno almeno un fattore con valore 4 (ovvero > 3 per
la conformità legislativa) devono essere attentamente valutati per individuare possibili obiettivi ambientali e/o
apposite procedure gestionali anche se il PS non risulta significativo/critico.
Saranno prioritariamente valutati gli aspetti ambientali indiretti con il ”Controllo gestionale” pari a 4, anche se con
PS non significativo/critico, al fine di individuare i possibili obiettivi ambientali.
Si precisa che eventuali aspetti ambientali non conformi alla legge sono considerati CRITICI e richiedono
un intervento immediato.
Pagina 40
Gli aspetti ambientali individuati diretti ed indiretti e la valutazione degli impatti ambientali, che permettono di
definire la significatività di ciascun aspetto ambientale, sono riportati sul "Registro Aspetti/Impatti Ambientali". A
ciascun aspetto ambientale è associato un indicatore ambientale.
In ogni caso gli aspetti valutati come “non significativi” sottoposti a vincoli di legge sono tenuti sotto controllo
tramite procedure/istruzioni operative, controlli strumentali/analitici e azioni di sorveglianza: questo fa in modo che
tutti gli aspetti ambientali relativi all’impianto siano sotto controllo.
9.2 Individuazione e valutazione delle emergenze ambientali
Una procedura di valutazione analoga alla precedente è stata adottata anche per le emergenze ambientali.
Le emergenze possibili che sono state riscontrate nel caso dell’impianto di Termovalorizzazione sono state
suddivise in:
 emergenze per cause naturali (terremoti, esondazioni ecc.);
 emergenze di origine tecnica (fuori servizio del filtro a maniche, blocco del ventilatore, incendio ecc.).
La significatività dell’emergenza viene valutata tramite il fattore di Rischio (R) che è il prodotto dei seguenti fattori:


Parametro di probabilità o di accadimento (P);
Parametro di Gravità (G);
R=PxG
Tanto più elevato l’indice di rischio tanto più specifici sono gli accorgimenti tecnici e di controllo nelle sezioni di
impianto e tanto più dettagliate le istruzioni operative per le fasi di lavoro correlate e la formazione del personale.
I dati e le conclusioni della valutazione permettono alla Direzione, in sede di Riesame di:
- identificare le priorità di intervento;
- orientare la politica ambientale dell’organizzazione;
- approvare gli obiettivi e i traguardi ambientali;
- approvare i programmi ambientali, i Piani Operativi di Emergenza (POE) e/o le Istruzioni operative di intervento.
Pagina 41
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
9.3 Aspetti e impatti ambientali diretti
A seguito dell’analisi svolta secondo la Procedura “Identificazione e valutazione degli aspetti ambientali
significativi” sono stati individuati i seguenti aspetti significativi e quindi con un Parametro di Significatività (PS)
maggiore di 16.
ASPETTO
Emissioni in atmosfera
D/I
N/E
LIVELLO DI
SIGNIFICATIVITÀ
3
D
E
significativo
mg/Nm
3
D
E
significativo
HCl
mg/Nm
3
D
E
significativo
IMPATTO
INDICATORI
CO
mg/Nm
COT
Emissioni
atmosferiche
convogliate
Limitazione,
riciclaggio, riutilizzo,
trasporto, smaltimento
rifiuti
Rifiuti in
ingresso
Tipologia e
quantità
t
D
E
significativo
Questioni locali
Rumore
Rumore
ambientale
al perimetro
dB
D
E
significativo
D
E
significativo
Rischio di incidenti ambientali e di
impatti sull’ambiente conseguenti o
potenzialmente conseguenti a
incidenti e situazioni di potenziale
emergenza
Incendio o
terremoto (o
grandi
catastrofi)
Sulla base dei criteri espressi all’interno della procedura “Identificazione e valutazione degli aspetti e impatti
ambientali significativi”, gli aspetti ambientali sono stati valutati:

“NON PRESENTI” (PCB/PCT, amianto e fibre ceramiche);

“NON SIGNIFICATIVI” (emissioni in atmosfera (eccetto il CO, COT e l’HCl in condizioni di emergenza), gli
scarichi nelle acque, i rifiuti prodotti, l’uso di risorse naturali e materie prime, l’uso e contaminazione del
suolo, sottosuolo e falda, questioni locali (eccetto il rumore in condizioni di emergenza), questioni di
trasporto e gli effetti sulla biodiversità.);

“SIGNIFICATIVI” (emissioni in atmosfera di CO, COT e HCl, rifiuti in ingresso e rumore in condizioni
emergenza e il rischio di incidenti ambientali e di impatti sull’ambiente conseguenti o potenzialmente
conseguenti a incidenti e situazioni di potenziale emergenza ).
Gli aspetti classificati come “significativi” sono tenuti sotto controllo tramite procedure operative, controlli
strumentali/analitici e azioni di sorveglianza.
Si riporta di seguito l’andamento dei principali indicatori chiave che consentono di comprendere il processo e
valutare i principale aspetti ambientali presenti, quali emissioni in atmosfera, scarichi idrici, produzione di rifiuti,
consumi di risorse naturali ed energetiche, rumore, consumi di reattivi e biodiversità.
Pagina 42
Si precisa che non ci sono, alla data del presente documento, in materia ambientale, né procedimenti legali in
corso né altri provvedimenti delle Autorità (diffide, sanzioni, avvisi di garanzia) a carico dell’impianto di
termovalorizzazione.
9.3.1 Emissioni in atmosfera
Sulla base di quanto previsto dalle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e da quanto indicato nel
D. Lgs. 133/2005, è stata predisposta la Procedura gestionale “Gestione situazioni a rischio di superamento limiti
di emissione” che definisce i criteri, le soglie di preallarme e le manovre da eseguire nella conduzione dell’impianto
in situazioni a rischio di superamento dei valori limite di emissione. Il personale tecnico che gestisce gli SME
provvede quotidianamente alla validazione informatica dei valori semiorari e giornalieri delle emissioni. Tutti i dati
sono quindi comunicati per via telematica all’ARPAV. Nel caso di superamento della media semioraria o
giornaliera, il Responsabile Tecnico dell’impianto predispone la comunicazione da inviare alle Autorità Competenti
indicando la tipologia e le cause del superamento.
Nei grafici “Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale rispetto al limite” vengono riportati i
dati delle emissioni dell’impianto relativi alle 3 Linee di termovalorizzazione registrati dal 2010 al I semestre 2013,
confrontati con i limiti imposti dalla normativa ambientale applicabile per le principali sostanze inquinanti rilevate
(CO, COT, HCl, NH3, NOx, SO2, HF, Hg, Polveri). Nei grafici i dati sono espressi in percentuale rispetto al valore
limite di legge, che durante il normale esercizio dell’impianto deve essere sempre rispettato, mentre nelle relative
tabelle si riportano le concentrazioni delle sostanze espresse come media annuale (o semestrale per il 2013) di
tutte le medie giornaliere rilevate dai sistemi di monitoraggio in continuo (SME).
I valori delle emissioni risultano al di sotto dei limiti di legge (D. Lgs 133/2005).
Si ricorda che la Linea 3 è stata avviata nel mese di maggio 2010. Per l’anno 2011 si riportano i valori dei primi tre
trimestri separatamente dai valori del quarto trimestre: dal mese di ottobre 2011, infatti, l’impianto marcia in
configurazione finale, avendo completato le modifiche impiantistiche previste dall’autorizzazione, tra cui la
separazione dei camini delle Linee 1 e 2.
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Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale
rispetto al limite
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Concentrazione media sostanze emesse (CO, COT, HCl) espressa in percentuale rispetto al limite
100%
90%
Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale
rispetto al limite
80%
70%
100%
60%
90%
50%
80%
40%
70%
30%
60%
20%
50%
10%
40%
0%
30%
Linea1 + Linea2
Linea1
Linea2
Linea3
2010 2011 2012 2013
2013
(Isem)2012
2011
(Isem)
CO
2010
20%
2010
2011
2012
2010 Isemestre
2011 2013
2012
COT
CO
2010
2013
(Isem)
2011
2012
2010Isemestre
2011 2013
2012
HCl
COT
2013
(Isem)
HCl
10%
0%
3
2010
2010
2011
2012
I semestre
2013
CO (mg/Nm )
2011
Limite 2012 2010
50
CO
L1+L2
2,1
3
COT (mg/Nm )
2011
COT
2012
2010
10
1,9
3
HCl (mg/Nm )
2011 102012
HCl
2,7
L3
25,6
0,6
1,8
I – III tr
L1+L2
3,1
0,14
0,25
IV tr L1
4,9
1,3
2,1
IV tr L2
10,5
1,2
0,9
L3
11,8
0,4
1,1
L1
5,0
1,0
0,9
L2
5,5
0,6
0,7
L3
7,4
0,4
1,6
L1
4,5
1,1
1,1
L2
5,2
0,6
0,4
L3
8,8
0,5
1,5
Come si può vedere anche dal grafico, nel 2011 la concentrazione di CO nei fumi della Linea 3 si è abbassata in
quanto, completate le fasi di avviamento e messa a punto peculiari di un nuovo impianto, si è raggiunta una
situazione di combustione ottimale. Analizzando sempre il parametro CO, si nota un’apparente peggioramento per
la Linea 1 e la Linea 2; i valori registrati nel 2012 sono però tipici dell’assetto dell’impianto ottenuto con le modifiche
migliorative: la maggior concentrazione di CO è infatti compensata da una minore portata di effluente emesso e dai
maggiori rendimenti delle linee.
Pagina 44
Concentrazione media sostanze emesse espressa
inmedia
percentuale
rispetto(NH
al3,limite
Concentrazione
sostanze emesse
NOx, SO2) espressa in percentuale rispetto al
limite
100%
Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale
rispetto al limite
90%
80%
70%
100%
Linea1 + Linea2
60%90%
Linea1
50%80%
40%70%
Linea2
30%60%
Linea3
20%50%
10%40%
0%30%
20%2010
2011
2012
2013
(Isem)
2010
NH3
10%
0%
3
(mg/Nm
)
2011 NH32012
2010
CO
Limite
50
2011
2012
2013
(Isem)
2010
NOx
2010
2010
2011
2011
2012
SO2
3
NOx (mg/Nm
)
2011
2012 2010
COT 200
3
(mg/Nm )
2011 SO22012
HCl
50
L1+L2
5,1
138,5
1,5
L3
2,1
62,1
2,5
I – III tr
L1+L2
7,7
134,7
2,1
IV tr L1
0,6
106,5
0,2
IV tr L2
1,5
70,9
1,7
L3
0,3
70,0
0,6
L1
1,8
91,4
0,1
L2
0,6
65,4
1,0
L3
0,3
64,9
0,8
L1
2,4
81,7
0,6
L2
0,8
64,0
0,3
L3
0,3
70,8
0,6
2012
I
semestre
2013
2013
(Isem)
La Linea 1, nonostante non sia provvista di un reattore catalitico SCR per l’abbattimento degli ossidi di azoto,
consegue comunque risultati confrontabili con le Linee 2 e 3. Questi risultati sono ottenuti grazie ad un sistema
sperimentale, impiegato per la prima volta nell’impianto di Padova, che utilizza per i filtri speciali maniche
catalitiche che consentono l’abbattimento degli NOx e delle diossine (prescrizioni VIA nr. 5).
L’obiettivo di allineare le emissioni di ammoniaca delle Linee 1 e 2 ai valori previsti dalle BAT europee (limite pari a
3
10 mg/Nm ) è stato ampiamente conseguito.
Per la Linea 3 i parametri relativi a NH3, NOx e SO2 si attestano su valori molto rassicuranti e con un andamento
piuttosto costante.
Pagina 45
Concentrazione media sostanze emesse espressa
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Concentrazione media sostanze emesse (HF, Hg, Polveri) espressa in percentuale rispetto al
in percentuale rispetto al limite
limite
Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale
rispetto al limite
100%
90%
80%
100%
Linea1 + Linea2
70%90%
60%80%
Linea1
50%70%
Linea2
40%60%
Linea3
30%50%
20%40%
10%30%
0%20%
2010
10%
0%
2011
2012
2013
(Isem)
2010
2011
HF
2010
2011
2012
I
semestre
2013
2013
(Isem)
2010
Hg
2011
CO
Limite
2010
2012
2012 2010
3
2011
HF (mg/Nm )COT
2011
2012
2013
(Isem)
Polveri
2012 2010
3
Hg (mg/Nm )
2011
2012
3
Polveri
(mg/Nm )
HCl
1
0,05
10
L1+L2
0,02
0,005
0,5
L3
0,05
0,0005
1,3
I – III tr
L1+L2
0,03
0,0010
0,6
IV tr L1
0,10
0,0004
0,1
IV tr L2
0,01
0,0001
0,1
L3
0,10
0,0004
0,6
L1
0,10
0,0006
0,1
L2
0,01
0,00001
0,3
L3
0,10
0,0002
0,7
L1
0,01
0,0009
1,6
L2
0,0
0,00001
0,6
L3
0,1
0,0003
0,7
Nel I semestre 2013 si assiste ad un leggero aumento delle concentrazioni di polveri della Linea 1 causato dal
deterioramento delle maniche filtranti, che pertanto sono state sostituite nel mese di giugno 2013.
Tra i metalli monitorati come previsto nell’allegato 1 paragrafo 3 del Decreto Legislativo n. 133, al mercurio è
dedicata particolare attenzione ed è per questo che dal 2010 viene misurato in continuo. Il completamento delle
modifiche impiantistiche apportate alle Linee 1 e 2 ha migliorato ulteriormente le prestazioni nell’abbattimento del
mercurio grazie al doppio stadio di filtrazione in serie.
Pagina 46
Concentrazione media di PCDD/PCDF emessi
Concentrazione media PCDD/PCDF emessi
Limite D.Lgs.133/2005: 0,1 ng/Nm3
Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale
rispetto al limite
0,05
100%
0,04
Linea1 + Linea2
3
ng/Nm
ng/Nm3
90%
Linea1
80%
0,03
70%
Linea2
0,02
60%
Linea3
50%
0,01
40%
30%
0,00
20%
2010
10%
0%
2010
2011
2011
2012
PCDD/PCDF
2012
2013(Isem)
2013 (I semestre)
PCDD/PCDF
2010
2010
2011
2012
I semestre
2013
2011
CO
2012 2010
2011
2012 2010
2011
3
PCDD/PCDF (ng/Nm )
COT
HCl
2012
0,011
L1+L2
L3
0,0020
I – III tr L1+L2
0,012
IV tr L1
0,0018
IV tr L2
0,0007
L3
0,0008
L1
0,0025
L2
0,0010
L3
0,0019
L1
0,0025
L2
0,0015
L3
0,0013
Nel grafico “Concentrazione media di PCDD e PCDF emessi” sono rappresentati gli andamenti delle
concentrazioni medie registrate al camino delle 3 Linee dal 2010 al 2012 relativamente ai parametri dei
Policlorodibenzodifenili (PCDD) e dei Policlorodibenzofurani (PCDF) rilevati sulla base di campionamenti
trimestrali al camino della durata di otto ore e di analisi effettuate da un laboratorio di analisi chimiche accreditato
ISO 17025.
Nel grafico viene indicato il limite imposto dal D.Lgs. 133/05 per i PCDD (Policlorodibenzodifenili) e PCDF
3
(Policlorodibenzofurani) ossia 0,1 ng/Nm (nanogrammi/Normalmetrocubo) e i valori rilevati dalle analisi effettuate,
che risultano nettamente inferiori attestandosi a livelli del fondo ambientale.
Pagina 47
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
È importante evidenziare che i valori dei microinquinanti si mantengono sotto il limite di legge con ampi margini di
sicurezza. Inoltre, dall’ultimo trimestre del 2011 si nota un ulteriore abbassamento delle concentrazioni di PCDD e
PCDF a seguito dei lavori di adeguamento delle Linee 1 e 2 già descritti precedentemente. Tali concentrazioni si
confermano 2012.
Nei grafici “Quantità sostanze emesse (kg) per tonnellate di rifiuti trattati” si riportano i fattori di emissione relativi ai
parametri COT, HCl, polveri, Hg e NOx per tonnellata di rifiuto trattato che si considerano rappresentativi delle
emissioni dell’impianto. Tali dati sono stati desunti moltiplicando la media delle concentrazioni delle sostanze
3
emesse, espresse in kg/Nm , per la relativa portata oraria e per i giorni di funzionamento rapportando il prodotto
ottenuto alle tonnellate di rifiuti trattati.
LeQuantità
quantità di di
rifiuti
smaltiti in tonnellate
i giorni
di funzionamento
sono riportatedinell’allegato
dostanze
emesse e(CO,
COT,
HCl) per tonnellata
rifiuti 1.
trattato
Quantità sostanze emesse (CO, COT, HCl) per tonnellata di rifiuti trattati
0,100
Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale
rispetto al limite
100%0,080
Linea1 + Linea2
90%
Linea1
Kg/t
kg/t
80%0,060
Linea2
70%
0,040
Linea3
60%
50%
0,020
40%
30%
0,000
20%
010
2011
2013
(Isem)
2010
CO
10%
0%
2012
2010
2011
CO
2010
2011
2012
I semestre
2013
2012
2013
(Isem)
2010
COT
CO (kg/t)
2012 2010
L1+L2
2011
2011
0,010
COT
2011
2012
HCl
COT (kg/t)
2012 2010
0,009
2011
HCl
HCl (kg/t)
2012
0,013
0,209
0,005
I – III tr
L1+L2
0,013
0,006
0,011
IV tr L1
0,029
0,008
0,012
IV tr L2
0,064
0,007
0,005
L3
0,104
0,004
0,009
L1
0,034
0,007
0,006
L2
0,031
0,003
0,004
L3
0,058
0,003
0,013
L1
0,031
0,008
0,008
L2
0,029
0,003
0,002
L3
0,064
0,003
0,011
L3
2013
(Isem)
0,015
Pagina 48
Quantità di sostanze emesse (Polveri, SO2, Hg) per tonnellata di rifiuti
Quantità sostanze emesse (Polveri, SO2, Hg)
per tonnellata di rifiuti trattati
tattati
0,025
Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale
rispetto al limite
100%
0,020
Linea1 + Linea2
90%
Linea1
80%
0,015
Linea2
0,010
60%
Linea3
Kg/t
kg/t
70%
50%
0,005
40%
30%
0,000
20%
10%
0%
2010
2011
2012
2013
(Isem)
2010
2011
Polveri
2010
2010
2011
2012
I semestre
2013
2011
CO
2012
2013
(Isem)
2010
2011
SO2
2012 2010
2011
COT
2012
2013
(Isem)
Hg
2012 2010
2011
HCl
2012
Polveri (kg/t)
SO2 (kg/t)
L1+L2
0,024
0,007
0,000014
L3
0,011
0,020
0,000004
I – III tr
L1+L2
0,0023
0,009
0,000004
IV tr L1
0,0006
0,001
0,000002
IV tr L2
0,001
0,010
0,000001
L3
0,006
0,006
0,000004
L1
0,0006
0,001
0,000004
L2
0,0017
0,005
0,0000001
L3
0,005
0,006
0,000002
L1
0,0108
0,004
0,000006
L2
0,0034
0,002
0,0000001
L3
0,005
0,004
0,000002
Hg (kg/t)
Pagina 49
Quantità di sostanze emesse (NOx) per tonnellata di rifiuto trattato
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Quantità sostanze emesse (NOx) per tonnellata di rifiuti trattati
0,800
Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale
rispetto al limite
0,600
100%
Linea1 + Linea2
kg/t
Kg/t
90%
0,400
Linea1
80%
70%
Linea2
60%
Linea3
0,200
50%
0,000
40%
2010
30%
2011
2012
NOx
20%
NOx (kg/t)
10%
0%
2013 (I semestre)
2010
2010
0,640
L1+L2
L3
2011
2012 2010
COI – III tr
L1+L2
2011
2012
I semestre
2013
2011
COT
0,508
2012 2010
0,572
IV tr L1
0,620
IV tr L2
0,431
L3
0,619
L1
0,627
L2
0,367
L3
0,506
L1
0,569
L2
0,357
L3
0,517
2011
HCl
2012
9.3.1.1 Superamenti dei valori limite di emissione
In tema di superamento dei valori limite di emissione, la durata cumulativa del funzionamento dell’impianto in
condizione di superamento dei valori limite di emissione deve essere inferiore a 60 ore all’anno. La durata di
sessanta ore si applica alle linee dell'intero impianto che sono collegate allo stesso dispositivo di abbattimento
degli inquinanti dei gas di combustione (D. Lgs. 133/05, art. 16, comma 3).
Nel 2012 si sono verificati 17 superamenti semiorari, 5 per il COT (Linea 1) e 12 per l’HCl (1 sulla Linea 1 e 11
sulla Linea 3), per un totale di 8,5 ore.
Nel I semestre 2013 si sono verificati 10 superamenti semiorari, 2 per il CO (Linea 1), 2 per il COT (1 sulla Linea 1
e 1 sulla Linea 2), 2 per l’HF (Linea 2) e 4 per l’HCl (3 sulla Linea 2 e 1 sulla Linea 3).
A ciascun evento di superamento è seguita idonea comunicazione alle Autorità competenti.
Pagina 50
9.3.2 Risorse idriche e scarichi nelle acque
Per quanto riguarda gli usi e gli scarichi delle acque si riporta una rappresentazione semplificata del ciclo delle
acque di processo e meteoriche.
L’approvvigionamento idrico è di tipo misto:



acqua di acquedotto (è utilizzata per la demineralizzazione e integra un serbatoio industriale);
acqua di pozzo (è utilizzata per il riempimento del serbatoi industriale che viene utilizzato per le acque di
processo);
acque superficiali (utilizzate per il raffreddamento dei condensatori).
Gli scarichi si suddividono in:
1) scarichi domestici in fognatura (a cui affluiscono le acque dei servizi igienici);
2) scarico produttivo in fognatura (a cui affluiscono, dopo essere state depurate, le acque di processo, meteoriche
e di dilavamento);
3) scarico in acque superficiali (a cui affluiscono le acque di raffreddamento).
Gli scarichi in uscita dall’impianto di depurazione vengono immessi nella fognatura comunale della Zona
3
Industriale. La portata media dello scarico in fognatura è di 300 m /giorno (tale parametro aumenta in caso di
condizioni meteorologiche avverse).
Nel grafico seguente “Consumo risorse idriche suddivise per tipologia” si riportano i quantitativi relativi ai consumi
di risorsa idrica suddivisi per fonte di approvvigionamento nel periodo compreso tra il 2010 e il I semestre 2013.
Pagina 51
centrazione media annua sostanze scaricate espressa in
Non sono riportate le acque prelevate dal canale Piovego per il raffreddamento dei condensatori, poiché esse
percentuale rispetto al limite
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
vengono inviate allo scarico in acque superficiali immutate per qualità e quantità.
Consumo risorse idriche
Consumo di risorse idriche suddivise per tipologia
199.381
168.928
106.837
anno
2011
anno
20122012
I
semestre
I semestre
20132013
0
50.000
anno
2010
30.453
100.000
45.192
67.113
150.000
2010
2011
106.837
156.109
m3
200.000
162.279
250.000
201.301
229.392
300.000
0
Acquedotto (m3)
Falda (m3)
Totale (m3)
I consumi di risorse idriche nel 2012 si mantengono allineati a quelli degli anni precedenti, evidenziando una
leggera diminuzione grazie all’ottimizzazione dei cicli.
Cloruri
Solfati
Nel 2013 l’emungimento dell’acqua di falda è stato interrotto, utilizzando al suo posto l’acqua di spurgo derivante
dai processi di produzione dell’acqua demineralizzata.
Il grafico seguente mostra inoltre come il consumo specifico per tonnellata di rifiuto trattato non subisca marcate
variazioni grazie ad una maggiore efficienza dell’impianto.
Consumo
risorse di
idriche
Consumo specifico di risorse idriche
per tonnellata
rifiuto trattato
4,00
3,50
2,50
1,15
1,50
1,08
1,17
2,00
1,57
m3/t
3,00
1,00
0,50
0,00
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre 2013
Pagina 52
Le acque in uscita dal depuratore dell’impianto di termovalorizzazione vengono convogliate nella fognatura
pubblica.
Nei grafici “Concentrazione media annua sostanze scaricate espressa in percentuale rispetto al limite” si riportano
le concentrazioni medie annue (o semestrali per il 2013) dei parametri che maggiormente caratterizzano la
oncentrazione
media
annua
sostanze
scaricate
espressa
in
tipologia di scarico
dell’acqua
dell’impianto
di depurazione
nel sistema
fognario: cloruri,
ammoniacale,percentuale
nitriti, nitrati, cromo totale,
ferro, manganese,
nichel, mercurio.
rispetto
al limite
I valori di concentrazione
risultano almedia
di sotto dei
limiti imposti
dal D.Lgs
152/06.
Concentrazione
annua
sostanze
scaricate
percentuale rispetto al limite
solfati, azoto
espressa in
Concentrazione media annua sostanze scaricate (cloruri, solfati) espressa in percentuale rispetto
al limite
100%
90%
80%
2010
2010
70%
2011
2011
2012
60%
2012
I semestre
50%
I2013
semestre
2013
40%
30%
20%
10%
0%
Cloruri
Limite di legge
Cloruri 2010
Solfati
Cloruri (mg/L)
Solfati (mg/L)
1200
1000
313
Solfati
269
2011
321
532
2012
333
534
I semestre 2013
324
267
Pagina 53
oncentrazione media annua sostanze scaricate espressa in
percentuale rispetto al limite
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Concentrazione media annua sostanze scaricate espressa in
percentuale rispetto al limite
Concentrazione media annua sostanze scaricate (Azoto ammoniacale, nitriti, nitrati) espressa in
percentuale rispetto al limite
100%
90%
80%
2010
70%
2011
60%
2012
50%
I semestre
2013
40%
30%
20%
10%
0%
Azoto ammoniacale
Cloruri
Limite di legge
Nitrati
Azoto ammoniacale
(mg/L)
15
Nitriti
Nitrati (mg/L)
Solfati
20
Nitriti (mg/L)
0,6
2010
6,15
0,9
0,11
2011
4,64
1,6
0,27
2012
1,76
1,9
0,27
I semestre 2013
1,48
2,2
0,29
A seguito degli interventi di manutenzione al depuratore, terminati nel mese di febbraio 2010, le concentrazione di
sostanze scaricate sono in genere notevolmente diminuite.
Il conseguente processo di ottimizzazione nella gestione del depuratore ha comportato una marcata riduzione di
acido solforico.
Pagina 54
Concentrazione media annua sostanze scaricate espressa in
percentuale rispetto al limite
Concentrazione media annua sostanze scaricate espressa in
percentuale rispetto al limite
Concentrazione media annua sostanze scaricate (Cromo totale, ferro, manganese, nichel,
mercurio) espressa in percentuale rispetto al limite
100%
90%
80%
2010
70%
2011
60%
50%
2012
40%
I semestre
2013
30%
20%
10%
0%
Fe
Mn
Ni
Hg
Cr tot
(mg/L)
Fe (mg/L)
Mn (mg/L)
Ni (mg/L)
Hg (mg/L)
2
2
2
2
0,005
2010
0,03
0,23
0,055
0,006
0,0003
2011
0,03
0,36
0,075
0,006
0,0005
2012
0,05
0,25
0,107
0,008
0,0004
I semestre
2013
0,02
0,06
0,012
0,005
0,0001
Limite di
Cloruri
legge
Cr tot
Solfati
I controlli, eseguiti con cadenza mensile da un laboratorio accreditato, hanno sempre rispettato quanto previsto
dalla normativa di riferimento. Dai dati gestionali dell’impianto risulta che i limiti di attenzione non sono mai stai
raggiunti e/o superati, a dimostrazione della costanza delle prestazione in termini di efficienza dell’impianto di
depurazione.
Pagina 55
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Per Cloruri, Azoto ammoniacale e Nitriti vengono di seguito riportati, su scala logaritmica, i valori dell’indicatore
che esprime la quantità media rilevata allo scarico, risultante dal prodotto tra la media annuale in uscita allo
Concentrazione
media annua sostanze scaricate espressa in
scarico e i litri totali scaricati in fognatura, rapportata alla quantità totale di rifiuti inceneriti durante l’anno preso in
percentualemedia
rispetto
limite scaricate per tonnellata di
Concentrazione
annuaal
sostanze
esame.
rifiuto trattato
Concentrazione media annua sostanze scaricate per tonnellata di rifiuto trattato
1.000
239
174
191
196
145 157
172
2010
80
100
2011
2012
10
I semestre
2013
5
3
1
1
Cloruri (g/ton)
1
Azoto ammoniacale (g/ton)
9.3.2.1 Acque di raffreddamento
Cloruri
Nitriti (mg/ton)
Solfati
Le acque di raffreddamento prelevate dal Canale Piovego vengono restituite con caratteristiche non peggiorate e
senza maggiorazione di portata ad eccezione della temperatura che rispetta i limiti del D. Lgs. 152/06, allegato 5,
tab. 3, colonna scarico in acque superficiali, così come prescritto nell’Autorizzazione Integrata Ambientale.
Il D. Lgs. 152/06 prevede che la variazione massima tra temperature medie di qualsiasi sezione del corso d'acqua
a monte e a valle del punto di immissione non deve superare i 3°C e che su almeno la metà di qualsiasi sezione a
valle tale variazione non deve superare 1°C.
Nel mese di ottobre 2012 è stato condotto un rilievo idrometrico sui canali Piovego e San Gregorio in prossimità
dell’impianto di termovalorizzazione.
Le analisi hanno dimostrato che le medie di riferimento a monte e a valle sono rispettivamente di 16,81°C e
17,20°C, e quindi la variazione è pari a 0,39°C, largamente inferiore al limite di 3°C consentito.
Inoltre, il valore superiore ad 1°C viene riscontrato solo su una sezione analizzata e quindi inferiore alla metà delle
sezioni considerate per un totale di 12 sezioni.
Pertanto le condizioni previste dalla normativa sono ampiamente rispettate.
Pagina 56
9.3.3 Rifiuti conferiti e trattati dall’impianto
All’impianto di termovalorizzazione di Padova viene conferita la frazione secca non riciclabile del rifiuto urbano,
rifiuti speciali non pericolosi, rifiuti ospedalieri e farmaci. Nel grafico seguente vengono riportate le quantità di rifiuti
conferiti all’impianto dal 2010 al I semestre 2013 suddivise per tipologia e desunte dal registro di carico/scarico
razionedell’impianto.
media annua sostanze scaricate espressa in
percentuale rispetto al limite
t 125.000
100.000
184.182
172.846
148.701
anno 2011
96.667
150.000
anno 2010
2010
96.012
175.000
146.857
200.000
170.781
225.000
182.842
Quantità e tipologia di rifiuti conferiti all’impianto
anno 2012
2011
I semestre 201
2012
I semestre
2013
75.000
0
Rifiuti urbani+
speciali
Cloruri
Rifiuti sanitari
pericolosi a rischio
infettivo
4
49
176
267
651
1.291
25.000
1.888
1.578
50.000
Farmaci
Totale
Solfati
L’unità di misura delle prestazioni dell’impianto è la quantità di rifiuti trattati.
Il grafico seguente si riferisce ai dati rilevati nell’intervallo di tempo compreso tra il 2010 e il I semestre 2013.
I rifiuti trattati vengono desunti dal sistema si pesatura delle benne che alimentano le tramogge delle tre Linee.
A seguito dell’avvio della terza linea, avvenuto il 28 maggio 2010, con inizio del conferimento dei rifiuti in fossa il
10 maggio, nel 2010 sono stati trattati circa 146.000 tonnellate di rifiuti con un incremento di circa l’81% rispetto
all’anno precedente. Dal 2011 la Linea 3 marcia a regime e sono quindi ulteriormente aumentati i rifiuti smaltiti
nell’impianto, arrivando a quasi 173.000 tonnellate nel 2011 e a circa 184.000 tonnellate nel 2012, dato che si
riconfermerà anche nel 2013.
Pagina 57
Quantità di rifiuti trattati dall’impianto
Quantità di rifiuti trattati nell'impianto
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
184.297
200.000
172.661
180.000
146.565
160.000
140.000
t
120.000
92.893
100.000
80.000
60.000
40.000
20.000
0
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre 2013
Tonnellate di rifiuti trattati al giorno
Tonnellate di rifiuti trattati al giorno
569
556
561
583
600
500
t/gg
400
300
200
100
0
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre 2013
Pagina 58
9.3.4 Rifiuti prodotti dall’impianto
Attualmente, dall’attività di termovalorizzazione, l’impianto di Padova ha prodotto le seguenti tipologie di rifiuti:
 scorie derivanti dal processo di combustione (CER 190112 – rifiuto non pericoloso) inviate al recupero
presso terzi;
 ceneri (polveri, PSR e PCR) derivanti dal processo di depurazione fumi (CER 190113* – rifiuto pericoloso)
inviate allo smaltimento o a recupero presso terzi;
 fanghi da depurazione (CER 190107* – rifiuto pericoloso) inviati allo smaltimento presso terzi.
Le modalità della corretta gestione di tali rifiuti sono espresse all’interno di specifiche procedure e istruzioni
operative del Sistema di Gestione Ambientale. Le quantità di rifiuti prodotti sono desunte dal registro di
Concentrazione
media annua sostanze scaricate espressa in
carico/scarico dell’impianto.
Rifiuti prodotti/Rifiuti trattati
percentuale rispetto
al limite
Rifiuti prodotti/Rifiuti trattati
0,209
0,206
0,206
0,250
0,199
0,300
2010
0,200
anno 2010
t/t
2011
anno 2011
0,150
2012
0,100
I semestre
2013
0,000
Scorie
ceneri, polveri, PSR, PCR
0,001
0,001
0,050
0,001
0,001
0,048
0,051
0,050
0,048
anno 2012
fanghi
Come si può evincere dal grafico “Rifiuti prodotti/rifiuti trattati”, le modifiche impiantistiche realizzate negli ultimi tre
anni hanno comportato l’utilizzo della calce idrata per l’abbattimento dei gas acidi; la calce, più economica del
Cloruri ma meno reattiva è caratterizzata da un pesoSolfati
bicarbonato,
molecolare più alto e quindi incide sui rifiuti prodotti
aumentandone la quantità.
Per completezza di informazione il grafico relativo alle tonnellate di rifiuti prodotti su rifiuti trattati riporta anche i
fanghi da depurazione, sebbene siano un impatto non significativo.
Pagina 59
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
9.3.5 Risorse energetiche
Il bilancio energetico offre una sintesi dell’andamento della produzione e del consumo di risorse energetiche degli
impianti di termovalorizzazione negli ultimi anni. In particolare il bilancio energetico consente di confrontare il
contributo (in MWh) delle diverse risorse impiegate e di valutare quindi la produzione netta di energia elettrica per
la cessione a una società di intermediazione che provvede poi a vendere l’energia al pubblico mercato. I fattori di
Concentrazione
media
annua
scaricate
espressa
in n. 219/F del
conversione sono
desunti dalla
circolare sostanze
del Ministero dell’Industria,
del Commercio
e dell’Artigianato
2/03/1992.
percentuale rispetto al limite
Bilancio energetico (MWh)
Bilancio energetico (MWh) - impianto di Padova
75.988
Produzione lorda di Energia
Elettrica (MWh)
115.019
123.198
59.313
-16.247
Energia elettrica -22.334
consumata (MWh) -25.034
-12.302
2010
2011
Gasolio (MWh)
-554
-407
0
-8
Metano (MWh)
-186
-150
-247
-109
2012
I semestre
2013
59.001
Produzione netta di energia
(sottratti i consumi di gasolio,
metano, EE) (MWh)
-40.000
46.894
-20.000
0
20.000
40.000
60.000
80.000
92.128
97.917
100.000 120.000 140.000
L’avviamento
della produzione di energia e dell’efficienza globale
Cloruri della Linea 3 ha contribuito ad un aumentoSolfati
dell’impianto. Anche le modifiche impiantistiche apportate alle Linee 1 e 2 hanno comportato un ulteriore aumento
delle prestazioni, ancora più evidente nel corso del 2012. I lavori di adeguamento delle Linee 1 e 2 hanno inoltre
portato all’eliminazione dei bruciatori a gasolio, come sostegno alla combustione, in favore dei bruciatori a metano.
Il consumo di gasolio registrato nel I semestre 2013 è dovuto all’entrata in funzione del gruppo elettrogeno a
seguito di un black out della linea Enel 20kV che ha causato la fermata di emergenza delle Linee 1 e 2.
Pagina 60
Produzione di energia elettrica per tonnellata di rifiuto trattato
Produzione specifica di energia elettrica per tonnellata di rifiuto trattato
0,800
0,666
0,668
0,639
0,700
0,600
0,518
MWh/t
0,500
0,400
0,300
0,200
0,100
0,000
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre 2013
Cessione di energia elettrica per tonnellata di rifiuto trattato
Cessione specifica di energia elettrica per tonnellata di rifiuto trattato
0,800
0,700
0,541
0,600
0,510
0,408
MWh/t
0,500
0,536
0,400
0,300
0,200
0,100
0,000
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre 2013
Pagina 61
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Consumi di risorse energetiche per tonnellata di rifiuto trattato
Consumo specifico di risorse energetiche per tonnellata di rifiuto trattato
0,800
0,700
0,600
MWh/t
0,500
0,400
0,300
0,200
0,137
0,133
0,116
0,134
0,100
0,000
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre 2013
9.3.5.1 Efficienza energetica
Per gli impianti di incenerimento, la Direttiva Europea 2008/98/CE (Direttiva quadro sui rifiuti) ha introdotto e
regolamentato il concetto di Efficienza Energetica. La determinazione di tale efficienza identifica il comportamento
virtuoso dell’impianto e permette un confronto rispetto alle altre realtà. Sono stati quindi fissati dei valori di soglia al
di sopra dei quali gli impianti di incenerimento possono essere legittimamente definiti impianti di “recupero”.
Per gli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani tali soglie minime sono:

0,60 per gli impianti funzionanti e autorizzati in conformità della normativa comunitaria applicabile
anteriormente al 1 gennaio 2009,

0,65 per gli impianti autorizzati dopo il 31 dicembre 2008.
Con l’emanazione del Decreto Ministeriale del 7 agosto 2013, è stato introdotto un fattore che tiene conto della
collocazione geografica dell’impianto e misura l’influenza della situazione climatica. È stato infatti dimostrato che
climi più rigidi, tipicamente nordici, contribuiscono a favorire l’incremento delle rese energetiche. È quindi ora
possibile confrontare gli impianti di termovalorizzazione di tutta l’Europa, indipendentemente dalla loro latitudine.
Durante il collaudo funzionale eseguito sull’impianto di Padova è stata determinata l’Efficienza globale pari a 0,62
che moltiplicata per il fattore climatico (pari a 1,382) risulta essere uguale a 0,86.
L’impianto di Padova è pertanto largamente superiore alle soglie minime; è in fase di predisposizione l’integrazione
alla richiesta, già inviata all’Ente competente (con lettera prot. n. 48594 del 28/06/2013), che l’impianto venga
autorizzato anche al Recupero di rifiuti (classificato con codice R1 = Utilizzazione principalmente come
combustibile o come altro mezzo per produrre energia) oltre che allo smaltimento di rifiuti (classificato con codice
D10).
Pagina 62
9.3.6 Consumi di reagenti
Di seguito si riportano i dati relativi al consumo di reagenti dal 2010 al I semestre 2013 desunti dalle bolle di
consegna merci.
Reagenti per depurazione
fumi (kg)
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre 2013
Bicarbonato
1.699.620
1.253.100
1.784.440
794.820
Carbone attivo
158.110
227.370
147.958
45.960
Urea
228.260
194.980
41.360
138.780
Calce
1.278.000
2.480.850
1.718.010
707.130
235.100
264.510
369.390
178.480
-
82.720
1.435.250
283.140
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre 2013
Acido solforico
49.310
98.600
138.040
33.610
Idrossido di sodio
57.812
97.670
112.670
43.340
Acido cloridrico
3.860
6.890
-
-
Cloruro ferrico
26.536
18.420
9.700
2.740
Ipoclorito di sodio
164.970
303.630
303.570
101.280
Solfato ferroso
44.387
47.210
21.850
20.700
Acido sulfammico
43.500
47.090
49.630
30.220
Ammoniaca 24%
Sorbalit
Reagenti per depurazione
acque (kg)
Dal 2012 è stato dismesso l’uso di acido cloridrico in quanto per demineralizzare l’acqua si utilizza un impianto a
osmosi inversa e non più un impianto a resine a scambio ionico.
Dal IV trimestre 2011, a seguito delle modifiche impiantistiche apportate, nelle Linee 1 e 2 viene utilizzato un nuovo
reagente costituito da una miscela di calce e carbone attivo (sorbalit), che ha comportato una riduzione del
consumo di bicarbonato. Inoltre, avendo messo in esercizio il reattore SCR sulla Linea 2 e il filtro con maniche
catalitiche sulla Linea 1, dal IV trimestre 2011 si nota una notevole riduzione del consumo di urea per
l’abbattimento degli ossidi di azoto. Attualmente l’urea è impiegata nella Linea 1 per effettuare una pre-riduzione
del NOx nello stadio SNCR. Nella Linea 2 e per la correzione finale nella Linea 1, viene impiegata la stessa
soluzione di ammoniaca utilizzata per la Linea 3.
Dal 2012 si nota un aumento del consumo di NH3 e un primo valore significativo nel consumo di sorbalit.
Il continuo perfezionamento degli assetti degli impianti di depurazione fumi, nella ricerca dell’ottimizzazione delle
performance tecnico-economiche, ha comportato nel I semestre 2013 un’ulteriore riduzione dei consumi dei
reagenti bicarbonato, calce carbone attivo e sorbalit.
Per contenere la concentrazione di solfati nello scarico delle acque del depuratore, provenienti esclusivamente
dall’utilizzo del reagente acido solforico, dal I semestre 2013 si è cercato di ridurre il consumo di quest’ultimo. Per
garantire le stesse performance del depuratore chimico-fisico, si è aumentato il consumo di acido sulfammico in
sostituzione al solforico.
Nel I semestre 2013 è iniziata la sperimentazione di un diverso reagente caustico in sostituzione alla calce idrata
®
standard. Questo reagente (Sorbacal SP ) (marchio registrato) costituisce un’evoluzione tecnologica delle normali
calci per la depurazione fumi. Si sono notati dei benefici in termini di consumi del reagente. Sono ancora in fase di
valutazione gli effettivi benefici economici derivanti da questo nuovo reagente.
Pagina 63
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
9.3.7 Biodiversità
Per biodiversità s’intende l’insieme di tutte le forme viventi geneticamente dissimili e degli ecosistemi ad
esse correlati.
Ai fini della tutela della biodiversità europea, espressa attraverso la conservazione delle specie animali e
vegetali di interesse comunitario e degli habitat naturali, è stata istituita la Rere Natura 2000, costituita dalle
Zone a Protezione Speciale (ZPS) e dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), regolamentati rispettivamente
dalle Direttive Comunitarie 79/409/CEE (Direttiva Uccelli) e 92/43/CEE (Direttiva Habitat)
Il termovalorizzatore san Lazzaro, localizzato a circa 13,5 Km in linea d’aria dal sito SIC e ZPS IT3260017
“Colli Euganei – Monte Lozzo – Monte Ricco” e a circa 6,2 Km dal SIC-ZPS IT3260018 “Grave e zone umide
del Brenta”, risulta essere distante dalle zone appartenenti alla Rete Natura 2000, ma nelle immediate
adiacenze del Canale Piovego. Quest’ultimo viene segnalato come “corridoio ecologico principale” nel
P.T.C.P. della Provincia di Padova (2006) e confluisce nel Fiume Brenta nel Comune di Noventa Padovana,
ove il corso del Brenta stesso non risulta rientrare nelle aree tutelate provinciali, ma viene individuato come
“Ambito naturalistico di interesse regionale” e risulta anch’esso segnalato come “corridoio ecologico
principale”.
La città di Padova risulta circondata da una rete idrica che è stata regimentata in modo da permettere uno
scolo ottimale delle acque che salvaguardasse il centro storico da eventuali esondazioni.
Gli ecosistemi riconoscibili per l’area in esame sono quindi:

corsi d’acqua, fiumi e canali: costituiti dal Canale Piovego, dal San Gregorio e dal Canale Roncaiette
e dalla vegetazione ripariale e formazioni golenali presenti lungo i corsi;

le aree urbanizzate: che comprendono gli insediamenti produttivi e gli stabilimenti dirigenzialicommeciali della zona industriale, oltre alle aree residenziali caratterizzate da un abitato denso;
 i sistemi agrari: che comprendono gli appezzamenti agricoli produttivi e il tessuto residenziale sparso
ad essi connessi.
L’impianto San Lazzaro, costituito da tre linee di termovalorizzazione dei rifiuti, occupa una superficie
2
2
2
complessiva di 30.528 m , che comprende aree coperte (12.540 m ) e aree scoperte (17.988 m ).
Per quanto riguarda gli effetti degli impatti ambientali del termovalorizzatore sulla biodiversità degli
ecosistemi si rimanda a quanto rilevato dallo studio di ricerche farmacologiche condotto dall’Istituto Mario
Negri le cui conclusioni sono riportate al paragrafo 9.4.2.
Pagina 64
9.3.8 Rumore
Come definito nella delibera DG ARPAV n. 3 del 29/01/2013, così come previsto dal Piano di Monitoraggio e
Controllo, allegato al DGRV 4139 del 29/12/2009 (AIA), sono stati valutati i livelli sonori nei punti
dell’impianto di seguito indicati:
1. sommità arginale sud-ovest, nelle vicinanze del manufatto consorzio;
2. lato sud, piazzale confluenza rifiuti, di fronte la fossa Linee 1 e 2;
3. punto interno, tra spigolo nord-ovest ciminiere e struttura vecchi uffici;
4. estremità ovest, limitrofo al cancello di ingresso secondario posteriore;
5. estremità nord, limitrofo al cancello di ingresso dipendenti;
6. lato sud, piazzale di confluenza mezzi per scarico rifiuti, di fronte le fosse
7. lato est, inizio rampa di accesso piazzale fossa rifiuti.
Le misure sono state eseguite dal 7 al 18 dicembre 2012, esclusi i weekend, con un tempo di
campionamento di 24 ore per ciascun punto, da un tecnico competente che ha elaborato i dati rilevati
redigendo un documento intitolato “Elaborazione e successiva valutazione delle misure fonometriche
introdotte con il piano di monitoraggio e controllo dell’impianto di termovalorizzazione di S. Lazzaro Padova”.
Di seguito si riporta la tabella riepilogativa dei risultati delle misure effettuate, sottolineando che sono tutte
affette dal contributo esterno che, in varia misura, interagisce con le sorgenti tipiche dell’impianto.
P1
P2
P3
P4
P5
P6
P7
Diurno
67,1
63,9
71,4
57,9
69,5
72,2
65,7
Notturno
63,9
59,9
68,0
54,9
61,6
59,3
61,3
Si ricorda che l’impianto è inserito nella classe V della zonizzazione acustica.
Al fine di valutare la situazione acustica in prossimità dei recettori più vicini all’area del termovalorizzatore
San Lazzaro in assenza di misure dirette (in programma per i prossimi mesi) è stato necessario procedere
alla modellazione previsionale utilizzando uno specifico programma di calcolo che ha elaborato le misure
appena riportate.
Per una corretta stima dei valori di rumore ai recettori si è prima di tutto utilizzato un modello morfologico
territoriale quando più simile a quello realmente esistente, tenendo quindi in considerazione che le attività di
revamping delle Linee hanno notevolmente modificato lo stato di fatto delle strutture impiantistiche e quindi
l’ambiente acustico. Successivamente sono stati presi in considerazione il rumore di fondo dell’area
residenziale posta a sud-ovest dell’impianto (Quartiere S. Gregorio, via Rosso di San Secondo) inserendo
sorgenti lineari in modo da non influenzare le misure reali e sono state simulate le sorgenti di rumore
provenienti dall’impianto. La sorgente proveniente dalla linea del treno che collega la stazione di Padova alla
zona Interporto non è stata considerata dal momento che è stato possibile escluderla dalle tracce
fonometriche campionate.
Infine è stato lanciato il calcolo previsionale che ha considerato i tre aspetti normativi vigenti:
-
limiti di immissione diurno (sorgenti di fondo, sorgenti impianto, sorgenti esterne – strade)
-
limiti di immissione notturno (sorgenti di fondo, sorgenti impianto, sorgenti esterne – strade)
Pagina 65
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
-
limiti differenziali (solo per Linea 3 in quanto le linee 1 e 2 non sono soggette al calcolo del
differenziale perché costruite prima dell’entrata in vigore di tale normativa) che consistono nella
differenza di livello sonoro ai recettori tra il valore di immissione di tutto l’impianto attivo e il valore di
clima acustico senza la Linea 3.
Di seguito si riporta la l’elenco dei recettori individuati, la loro ubicazione e la distanza (in metri) dalle
principali sorgenti rumorose dell’impianto:
Inoltre nell’immagine seguente si indicano le classi acustiche in cui ricade l’intero progetto:
Pagina 66
I valori presunti ai recettori in dB(A) sono riportati nella tabella seguente:
Punto di immissione
NOME
Classe
acustica
IMMISSIONE DIURNO
IMMISSINONE NOTTURNO
Tutte le sorgenti attive
Tutte le sorgenti attive
Limite
Lr
discrepanza
Limite
Lr
discrepanza
R1 Nord
V
70
68,9
-1,1
60
59,5
-0,5
R2 Nord
V
70
68,2
-1,8
60
58,4
-1,6
Uffici Mizar
V
70
58,9
-11,1
60
54,8
-5,2
R1 Sud
V
70
52,7
-17,3
60
47,6
-12,4
Campo Nomadi
III
60
54,9
-5,1
50
45,4
-4,6
R1 Sud-Ovest
III
60
54,5
-5,5
50
49,8
-0,2
R2 Sud-Ovest
III
60
53,6
-6,4
50
48,4
-1,6
R3 Sud-Ovest
III
60
52,4
-7,6
50
48,5
-1,5
R4 Sud-Ovest
III
60
51,7
-8,3
50
47,0
-3,0
R2 Sud
III
60
53,9
-6,1
-
-
-
Di seguito si inserisce una tabella riepilogativa dei valori differenziali presunti ai recettori in dB(A):
IMMISSIONE
Punto di immissione
NOME
Classe
acustica
DIURNO
RESIDUO DIURNO
Tutte le sorgenti
L1 L2 attive
attive
L3 disattiva
LIMITE
DIFFERENZIALE
DIURNO
Lr dB(A)
Lr dB(A)
differenziale
R1 Nord
V
68,9
68,9
0,0
R2 Nord
V
68,2
68,1
0,1
Uffici Mizar
V
58,9
58,5
0,4
R1 Sud
V
52,7
52,7
0,0
Campo Nomadi
III
54,9
54,9
0,0
R1 Sud-Ovest
III
54,5
54,5
0,0
R2 Sud-Ovest
III
53,6
53,6
0,0
R3 Sud-Ovest
III
52,4
52,4
0,0
R4 Sud-Ovest
III
51,7
51,7
0,0
R2 Sud
III
53,9
53,9
0,0
dB(A)
5
Pagina 67
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
IMMISSIONE
Punto di immissione
NOME
Classe
acustica
NOTTURNO
RESIDUO NOTTURNO
Tutte le sorgenti
L1 L2 attive
attive
L3 disattiva
LIMITE
DIFFERENZIALE
NOTTURNO
Lr dB(A)
Lr dB(A)
differenziale
R1 Nord
V
59,5
59,4
0,1
R2 Nord
V
58,4
58,2
0,2
Uffici Mizar
V
54,8
53,8
1,0
R1 Sud
V
47,6
47,4
0,2
Campo Nomadi
III
45,4
45,4
0,0
R1 Sud-Ovest
III
49,8
49,7
0,1
R2 Sud-Ovest
III
48,4
48,3
0,1
R3 Sud-Ovest
III
48,5
48,4
0,1
R4 Sud-Ovest
III
47,0
46,9
0,1
R2 Sud
III
-
-
-
dB(A)
3
I valori restituiti dai modelli acustici previsionali, elaborati a partire da misure reali eseguite nei punti indicati
dal Piano di Monitoraggio e Controllo e confrontati con i limiti normativi vigenti, hanno evidenziato il rispetto
di questi ultimi, per quanto concerne i limiti di immissione, sia nel periodo diurno che nel periodo notturno.
Pagina 68
9.4 Aspetti e impatti ambientali indiretti
L’Azienda ha individuato gli aspetti ambientali indiretti cioè quegli aspetti/impatti correlati alle attività, prodotti
e servizi su cui l’organizzazione non ha un diretto controllo. In caso di aspetti ambientali indiretti il criterio per
definire la significatività si basa sul controllo che l’azienda ha su di essi.
La tabella seguente riporta la capacità di controllo da parte dell’azienda.
Impatto parzialmente sotto controllo.
A
Non tutto il processo decisionale è sotto il controllo dell’azienda, tuttavia l’azienda
può intervenire sulle modalità operative o nei processi.
B
Impatto non sotto controllo.
L’azienda può esercitare la sua funzione di controllo esclusivamente sugli aspetti classificati come A. Le
azioni intraprese possono essere:
1. predisposizione di documentazione (presenza/assenza dei documenti contrattuali, procedure
interne);
2. possibilità di esercitare una sorveglianza;
3. attività di comunicazione (ad esempio predisposizione di campagne di sensibilizzazione, ecc.)
Gli aspetti e impatti ambientali indiretti dell’impianto di termovalorizzazione valutati sono connessi a:
1. raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti all’impianto;
2. ricaduta dei microinquinanti emessi in atmosfera;
3. comportamenti ambientali degli appaltatori, subappaltatori e dei fornitori;
Non sono stati individuati aspetti ambientali indiretti che abbiano un impatto non sottocontrollo da parte
dell’azienda.
9.4.1 Raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti all’impianto
AcegasAps, in accordo con i principi e gli obiettivi del D. Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale", è
impegnata nel ridurre la produzione di rifiuti, nell’incrementarne il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero e
nell’assicurarne lo smaltimento finale più adeguato dal punto di vista ambientale.
Il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, destinati allo smaltimento presso l’impianto di
termovalorizzazione, nei Comune di Padova e dei Comuni di Abano Terme, Noventa Padovana, Ponte San
Nicolò e Saonara, è gestito dalla Direzione Servizi Ambientali di AcegasAps. Per garantire un continuo
miglioramento ambientale di tali impatti, l’Azienda ha deciso di attuare un Sistema di Gestione Ambientale
conforme alla norma UNI EN ISO 14001 non solo per l’impianto di termovalorizzazione, ma anche per tutte
le attività svolte presso la Sede sita in Corso Stati uniti di Padova, ivi inclusi i servizi di trasporto e raccolta
rifiuti e il servizio di manutenzione automezzi. In particolare sono state attivate le seguenti azioni per il
miglioramento ambientale:

controllo delle emissioni in atmosfera sugli automezzi dediti alla raccolta e trasporto dei rifiuti;

pianificazione ed esecuzione di una corretta manutenzione per mantenere in piena efficienza gli
automezzi;

rinnovo del parco automezzi.
Pagina 69
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
La movimentazione dei mezzi AcegasAps o di ditte terze in entrata e in uscita all’impianto ha i seguenti
impatti indiretti:

Emissioni in atmosfera degli automezzi;

Consumo di gasolio;

Produzione di rifiuti derivante dall’attività di manutenzione;

Aumento del traffico nella viabilità ordinaria.
Per tenere sotto controllo il traffico e la viabilità, con l’avvio della terza Linea, l’ingresso all’impianto è stato
spostato in viale della Navigazione Interna, una strada industriale a doppia corsia, mentre l’accesso dal
Lungargine San Lazzaro è concesso solo al Genio Civile per la manutenzione dell’argine.
I percorsi di avvicinamento all’impianto sono principalmente dalle direzioni est ed ovest. In particolare la
viabilità di accesso da est principalmente impegnata è Corso Argentina, Viale dell’Industria e Viale della
Navigazione Interna mentre la viabilità di accesso da ovest, ossia i mezzi che provengono dalla raccolta
rifiuti del comune di Padova, utilizzano via Longhin, viale dell’Elettrotecnica, via San Crispino.
I mezzi in entrata all’impianto hanno lo spazio per accodarsi nel piazzale di accesso senza creare
incolonnamenti lungo viale della Navigazione Interna e, previa pesatura, possono accedere al piazzale di
scarico in fossa.
I mezzi in uscita sono ulteriormente pesati (il sistema di doppia pesa consente una più scorrevole viabilità
dei mezzi all’interno dell’impianto) ed escono dall’impianto tramite un percorso di immissione diretta su viale
della Navigazione Interna.
L’ingresso delle auto dei visitatori e dei dipendenti avviene da un altro accesso sempre su viale della
Navigazione Interna.
La viabilità di tutti i mezzi è regolata da adeguata segnaletica orizzontale e verticale.
9.4.2 Ricaduta dei microinquinanti emessi in atmosfera
AcegasAps ha installato e messo in esercizio nel 2001 due centraline collocate in posizioni prefissate dalla
Provincia: centralina “Internato Ignoto” e centralina “Giotto”, gestite da ARPAV, che raccolgono i dati via
modem. Per la rilevazione dei dati dell'aria viene utilizzato anche un mezzo mobile appositamente
attrezzato.
Nel 2011 è stato rinnovato l’accordo a scadenza biennale, stipulato nel 2001, con l’Agenzia Regionale per la
Protezione e la Prevenzione Ambientale del Veneto (ARPAV), il Comune e la Provincia di Padova e il
Comune di Noventa Padovana con il quale AcegasAps si è impegnata a monitorare gli inquinanti tradizionali
(SO2, NOx, CO, O3) in modo continuativo e a monitorare il PM10/PM2.5 con metodo automatico
(assorbimento beta) avvalendosi delle due stazioni fisse e di quella mobile sopra citate di proprietà di
AcegasAps.
L’accordo, valido fino al 31 dicembre 2013, ma in fase di rinnovo, stabilisce che è compito di ARPAV
eseguire sui campioni di PM10/PM2.5 le analisi dei metalli pesanti (As, Ni, Cd, Hg, Pb), degli idrocarburi
policiclici aromatici (IPA), secondo quanto previsto dal D. Lgs. n. 155 del 13 agosto 2010, e della
componente ionica.
ARPAV inoltre si impegna ad effettuare, sui terreni di quattro siti individuati con Comune e Provincia, le
analisi dei metalli pesanti, degli idrocarburi policiclici aromatici e dei PCDF, PCDD e PCB e ad eseguire
misure di rumore ambientale in almeno cinque postazioni individuate dal Comune di Padova, tenendo conto
Pagina 70
anche di eventuali esposti trasmessi dalla cittadinanza. Gli oneri per le prove rumore sono a carico di
AcegasAps.
La stazione mobile viene impegnata per 100 giorni complessivi all’anno, da distribuire nel periodo invernale
e nel periodo estivo, posizionandola, secondo un piano di localizzazione definito da ARPAV, nel Comune di
Padova, nel Comune di Noventa Padovana e nei comuni limitrofi interessati dalle ricadute del
termovalorizzatore.
I dati in continuo, compresi quelli dei misuratori automatici di PM10/PM2.5, acquisiti da AcegasaAps, sono
giornalmente validati da ARPAV con le stesse modalità seguite per la propria rete di monitoraggio,
garantendo quindi la piena confrontabilità dei dati prodotti.
AcagasAps e ARPAV si impegnano a fornire al Comune tutti i dati ambientali a loro disposizione al fine di
soddisfare le richieste dell’Osservatorio ambientale, istituito presso il CdQ3, per la produzione, raccolta e
divulgazione dei dati relativi alle emissioni dell’impianto di incenerimento.
Le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria sono costituite da cabine prefabbricate per il contenimento
della strumentazione la quale prevede:

sistema di campionamento per i gas: sonda di prelievo degli inquinanti gassosi;

sistemi di campionamento per le polveri e VOC di tipo sequenziale gestito da un microprocessore;

strumentazione di misura in continuo per parametri chimici;

strumentazione di misura in continuo per parametri meteo – climatici;

dispositivi per la calibrazione automatica degli strumenti;

unità di gestione locale dei dati;

sistema di alimentazione elettrica;

impianto di climatizzazione;

impianto antincendio.
La validazione dei dati e la pubblicazione sul sito Internet sono a carico di ARPAV che provvederà a
predisporre un documento di valutazione modellistica relativa ai dati rilevati dalle centraline.
Il modello di diffusione ha fornito la stima su base oraria delle ricadute al suolo e del deposito di inquinanti
emessi dall’inceneritore di AcegasAps per i diversi recettori.
I parametri statistici rappresentativi delle medie di breve periodo (percentile 99,8° delle concentrazioni orarie
nell’anno; massima concentrazione giornaliera) hanno valori più significativi in un raggio di circa 5000 m
dall’impianto, con massimi territoriali localizzati su due direzioni prevalenti, allineate sull’asse NEE-SO, con
valori di picco in direzione SO a distanza dell’ordine dei 1500 m dall’impianto.
I valori di concentrazione e deposizione rappresentativi delle medie di lungo periodo (concentrazione media
annuale; deposizione annuale) hanno un andamento marcatamente orientato in direzione SO, coerente con
la rosa dei venti locale.
Mentre i picchi di concentrazione annuale si verificano a circa 1500 m di distanza, le curve di isodeposizione
annuale assumono valori massimi in prossimità della sorgente di emissione (tra 0 e 300 m), a causa della
prevalenza dei fenomeni di deposizione umida, e pennacchio allungato in direzione SO rappresentativo
dell’andamento dei fenomeni di deposizione secca.
In adempimento alle prescrizioni di cui alla deliberazione di Giunta Regionale 4139/2009 (in particolare
punto 28 prescrizioni VIA) è stato commissionato all’Istituto Mario Negri di Milano un primo studio sulla
qualità dell’aria. Detto documento, trasmesso a tutti gli Enti competenti, ha evidenziato che il contributo
percentuale delle emissioni calcolato dall’Istituto e sostanzialmente inferiore all’1%.
Una sintesi di detto studio è stata presentata nell’ambito della riunione dell’Osservatorio Ambientale del 6
marzo 2012.
Pagina 71
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Nel corso di tale riunione è stato presentato anche il programma di valutazione dell’impatto sanitario del
2012 suddiviso nei seguenti punti:

piano di monitoraggio dei potenziali effetti sulla salute dei livelli di inquinamento dell’aria nella
popolazione residente nell’area dell’ULSS16;

piano per la modellizzazioni delle emissioni da fonti industriali, da impianti termici e da traffico per
definire i contributi di tutte le fonti.

biomonitoraggio mediante analisi condotte su api (polline, miele) allevate in prossimità dell’impianto.
Nel febbraio 2013 l’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri ha pubblicato la “Valutazione dello stato di
qualità della componente aria nel comune di Padova e nel comune di Noventa Padovana e relativo
contributo dell’emissioni aeriformi immesse nell’ambiente dall’impianto acegasAps di Padova” dalla quale
risulta che il l’impianto contribuisce al’’inquinamento atmosferico in quantità generalmente comprese tra 10-9
3
3
ng/m e 25 µg/m , valori che sono relativamente bassi rispetto ai valori ambientali riscontrati dai monitoraggi
di qualità dell’aria, incidendo in percentuali mediamente inferiori al 2%.
9.4.3 Comportamenti ambientali degli appaltatori, subappaltatori e dei fornitori
AcegasAps si riserva la facoltà di eseguire audit di seconda per verificare i comportamenti ambientali dei
proprio appaltatori, subappaltatori e fornitori.
Il 6 agosto 2013 è stato eseguito un audit di seconda parte in collaborazione con Hera al Consorzio CEREA,
trasportatore e smaltitore dei rifiuti prodotti dal Termovalorizzatore, in cui si sono verificate le modalità di
trattamento di tali rifiuti e le autorizzazioni in essere.
Pagina 72
9.5 Sicurezza ed emergenze ambientali
9.5.1 Sicurezza
L’Azienda applica ed esegue un monitoraggio costante nell’applicazione dei requisiti delle norme sulla salute, sulla
sicurezza dei lavoratori e sulla prevenzione incendi (valutazione dei rischi, valutazione del rischio chimico e
certificato di prevenzione incendi).
L’impianto di termovalorizzazione S. Lazzaro è registrato come impianto soggetto a Certificato Prevenzione Incendi
con pratica n. 7928 rilasciata dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Padova in data 11/08/2010 con
validità fino al 10/08/2013 e successiva Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio presentata in
data 13/08/2013 che sposta la validità del CPI alla data del 10/08/2018.
Con riferimento al CPI con validità dal 11/08/2010 fino al 10/08/2013, l’impianto era caratterizzato dalle attività di
Forno Inceneritore corrispondente al n.91 dell’elenco di cui al previgente D.M. 16 febbraio 1982 e comprendente
anche le attività indicate nel decreto medesimo ai nn. 15-17-63-64-95.
Con riferimento all’Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio, presentata in data 13/08/2013 con
scadenza10/08/2018, l’impianto risulta caratterizzato dalle attività di Forno Inceneritore corrispondente al n.74
dell’elenco di cui al vigente DPR 1 agosto 2011 e comprendente anche le attività indicate nel decreto medesimo ai
nn. 12-48-49.
Si riportano di seguito, in tabella riepilogativa, i riferimenti numerici delle attività presenti, indicandone a fianco i
valori massimi effettivi delle rispettive grandezze significative, per le quali sono previsti valori di soglia:
Att.
n.
15
DM 16 febbraio1982
15 - Depositi di liquidi infiammabili
e/o combustibili per uso
industriale, agricolo, artigianale e
privato:
- per capacità geometrica
complessiva da 0,5 a 25 mc.
- per capacità geometrica
complessiva superiore a 25 mc
Att.
n.
12
DPR 1 agosto 2011
Descrizione installazione
Depositi e/o rivendite di liquidi
infiammabili e/o combustibili e/o
oli lubrificanti, diatermici, di
qualsiasi derivazione, di
capacità geometrica
complessiva superiore a 1 m3
serbatoio combustibile (gasolio) a
servizio del bruciatore di
avviamento forno inceneritore della
3
capacità di m 15 (linea 1 e 2): e’
stato svuotato e dichiarato non piu’
in esercizio, in quanto le linee 1 e 2
sono attualmente alimentate a gas
di rete.
15
15 - Depositi di liquidi infiammabili
e/o combustibili per uso
industriale, agricolo, artigianale e
privato:
- per capacità geometrica
complessiva da 0,5 a 25 mc.
- per capacità geometrica
complessiva superiore a 25 mc
12
Depositi e/o rivendite di liquidi
infiammabili e/o combustibili e/o
oli lubrificanti, diatermici, di
qualsiasi derivazione, di
capacità geometrica
complessiva superiore a 1 m3
serbatoio di gasolio per autotrazione
a servizio del gruppo elettrogeno
3
con capacità massima di 2,5 m
(linea 3);
15
15 - Depositi di liquidi infiammabili
e/o combustibili per uso
industriale, agricolo, artigianale e
privato:
- per capacità geometrica
complessiva da 0,5 a 25 mc.
- per capacità geometrica
complessiva superiore a 25 mc
12
Depositi e/o rivendite di liquidi
infiammabili e/o combustibili e/o
oli lubrificanti, diatermici, di
qualsiasi derivazione, di
capacità geometrica
complessiva superiore a 1 m3
Att. n. 15: serbatoio di gasolio per
autotrazione a servizio del gruppo
elettrogeno con capacità massima
3
di 2 m (linea 1 e 2);
17
Depositi e/o rivendite di oli
lubrificanti, di oli diatermici e simili
per capacità superiore ad 1 mc
12
Depositi e/o rivendite di liquidi
infiammabili e/o combustibili e/o
oli lubrificanti, diatermici, di
qualsiasi derivazione, di
capacità geometrica
complessiva superiore a 1 m3
depositi oli lubrificanti con quantità
3
complessiva inferiore a 25 m .
Pagina
73
Att.
n.
63
Centrali termoelettriche
Att.
n.
48
63
Centrali termoelettriche
64
DM 16 febbraio1982
DPR 1 agosto 2011
Descrizione installazione
Centrali termoelettriche,
macchine elettriche fisse con
presenza di liquidi isolanti
combustibili in quantitativi
superiori a 1 m3
impianto
di
trasformazione
dell’energia termica con produzione
di energia elettrica della potenzialità
massima di 3.280 kW (linea 1 e 2);
48
Centrali termoelettriche,
macchine elettriche fisse con
presenza di liquidi isolanti
combustibili in quantitativi
superiori a 1 m3
impianto
di
trasformazione
dell’energia termica con produzione
di energia elettrica con potenzialità
di 11.100 kW (linea 3);
Gruppi per la produzione di
energia elettrica sussidiaria con
motori endotermici di potenza
complessiva superiore a 25 kW
49
Gruppi per la produzione di
energia elettrica sussidiaria con
motori endotermici ed impianti di
cogenerazione di potenza
complessiva superiore a 25 kW.
gruppo elettrogeno con motore
endotermico con potenzialità totale
massima di 800 kW (linea 1 e 2);
64
Gruppi per la produzione di
energia elettrica sussidiaria con
motori endotermici di potenza
complessiva superiore a 25 kW
49
Gruppi per la produzione di
energia elettrica sussidiaria con
motori endotermici ed impianti di
cogenerazione di potenza
complessiva superiore a 25 kW.
Att. n. 64: gruppo elettrogeno con
motore endotermico con potenzialità
nominale di 900 kW (linea 3);
91
Impianti per la produzione del
calore alimentati a combustibile
solido, liquido o gassoso con
potenzialità superiore a 100.000
Kcal/h
74
Impianti per la produzione di
calore alimentati a combustibile
solido, liquido o gassoso con
potenzialità superiore a 116 kW
forno inceneritore di rifiuti solidi
urbani ed ospedalieri (linea 1) con
potenzialità massima di 12.500.000
Kcal/h;
91
Impianti per la produzione del
calore alimentati a combustibile
solido, liquido o gassoso con
potenzialità superiore a 100.000
Kcal/h
74
Impianti per la produzione di
calore alimentati a combustibile
solido, liquido o gassoso con
potenzialità superiore a 116 kW
forno inceneritore di rifiuti solidi
urbani ed ospedalieri (linea 2) con
potenzialità massima di 12.500.000
Kcal/h;
91
Impianti per la produzione del
calore alimentati a combustibile
solido, liquido o gassoso con
potenzialità superiore a 100.000
Kcal/h
74
Impianti per la produzione di
calore alimentati a combustibile
solido, liquido o gassoso con
potenzialità superiore a 116 kW
forno inceneritore di rifiuti solidi
urbani ed ospedalieri (linea 3) con
potenzialità
massima
pari
a
37.500.000 kcal/h;
91
Impianti per la produzione del
calore alimentati a combustibile
solido, liquido o gassoso con
potenzialità superiore a 100.000
Kcal/h
74
Impianti per la produzione di
calore alimentati a
combustibile solido, liquido o
gassoso con
potenzialità superiore a 116 kW
caldaia con funzionamento a
gasolio per riscaldamento della
palazzina uffici – servizi posta di
fronte all’impianto inceneritore linea
2, con potenzialità termica di 152,9
kW;
95
Vani di ascensori e montacarichi
in servizio privato, aventi corsa
sopra il piano terreno maggiore di
20 m installati in edifici civili aventi
altezza in gronda maggiore di 24
m e quelli installati in edifici
industriali di cui all’art. 9 del DPR
29 maggio 1963, n. 1497
/
(*) L’attività “vani di ascensori”
non rientra piu’ nell’Elenco e non
richiede piu’ l’autorizzazione da
parte dei VVF
ascensori a servizio del corpo uffici
e servizi (quota sbarco più alto a
26,25 m), del locale forno/caldaia
linea 3 (quota sbarco più alto a
32,60 m) e della torre camini (quota
sbarco più alto a 33,00m);
In data 06/08/2013 è stata presentata, ai fini di regolarizzare una situazione “de facto” esistente, Richiesta di
Valutazione Progetto per l’Attività n. 2 (insediamento nuova Attività non contemplata dal vecchio CPI) e per
l’Attività n. 74 (modifica attività esistente: alimentazione dei bruciatori a combustibile gassoso –metano- in luogo
del combustibile liquido –gasolio- delle Linee di smaltimento 1 e 2).
Pagina
74
Att.
n.
2
DM 16 febbraio1982
Impianti di compressione o di
decompressione dei gas
combustibili e comburenti con
potenzialità superiore a 50 Nmc/h
Att.
n.
2
DPR 1 agosto 2011
Descrizione installazione
Impianti di compressione o di
decompressione dei gas
infiammabili e/o comburenti con
potenzialità superiore a 50 Nm3/h,
con esclusione dei sistemi di
riduzione del gas naturale inseriti
nelle reti di distribuzione con
pressione di esercizio non
superiore a 0,5 MPa
Cabina secondaria di riduzione
della pressione del gas (12-0,5
bar), erogante portata max 4.500
stmc/h
Per quanto riguarda l’applicazione del D.Lgs. 334/99 "Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei
pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose", nell’impianto di termovalorizzazione
sono presenti sostanze pericolose inferiori a quelle indicate nell'allegato I di tale decreto. Pertanto è applicabile
solo l’art. 5 comma 2 della suddetta normativa che prevede l’integrazione del documento di valutazione dei rischi
(Testo Unico 81/2008).
In data 20 dicembre 2013, i Vigili del Fuoco hanno rilasciato il provvedimento di conformità positivo condizionato
del progetto relativo al CPI ai sensi dell’art. n. 3 del D.P.R. n. 51/2011. In tale documento sono contenute
prescrizioni che l’Azienda ha recepito nella seguente tabella, in cui sono stati indicati i responsabili dell’esecuzione
delle attività e le scadenze.
ATTIVITÀ
Anche per quanto non specificato in dettaglio nel progetto
o non direttamente deducibile dalla documentazione
presentata, si richiama l’obbligo dell’integrale rispetto delle
vigenti norme e criteri tecnici in materia di sicurezza
antincendio
Contestualmente
all’eventuale
presentazione
di
Segnalazione Certificata di inizio attività, ai sensi dell’art.4
del DPR 151/2011, dovranno esere allegate le
certificazioni e le dichiarazioni attestanti la conformità
delle attività dio cui all’Allegato 1 alla normativa di
prevenzione incendi , ai sensi del comma 4 dell’articolo 16
del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139
Essendo l’attività nel suo complesso inquadrabile come
luogo di lavoro, si rimanda al rispetto integrale del Dlgs
81/08 e s.m.i. e dei decreti applicativi , con particolare
riferimento al DM 10/03/98.
RESPONSABILE
ATTIVITÀ
SCADENZA
NOTE

-
-
Tiberio
31 marzo
Nell’impianto vengono
integralmente rispettate
le vigenti norme e criteri
tecnici in materia di
sicurezza antincendio

Attività in corso
RWTE
15 marzo

Attività in corso

-
-
Viene rispettato il D.
Lgs 81/08 e s.m.i e
decreti applicativi, con
particolare riferimento a
DM 10 marzo 1998.
Pagina
75
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
RESPONSABILE
SCADENZA
NOTE
-
-

Si provveda ad una idonea mitigazione degli scenari di
incendio in orario lavorativo, operando in particolare sulla
minimizzazione delle frequenze di principio d’incendio
(attualmente stimata in 12 occ/anno) , ritardo d’intervento
e ritardo del rilievo, al fine di ottenere una frequenza finale
di scenario comparabile con i valori accreditati in
letteratura per le frequenze di taglio(ordine di grandezza
10E(-6) occ/anno); al riguardo si evidenzia come detta
mitigazione potrà essere ottenuta , fra l’altro, ricorrendo a
implementazione di idonea formazione suppletiva in caso
di evento anomalo, automatizzazione dei sistemi di
intervento(es. impianto a diluvio) ed idoneo incremento
delle frequenze dei controlli sui sistemi stessi;
SPP
31 gennaio

Si provveda a completare e/o validare la valutazione del
rischio d’impianto alla luce della nuova classificazione
delle sostanze pericolose (Regolamento Reach CLP),
considerato che il presente atto autorizzativo deve
intendersi valido anche al termine del periodo transitorio di
coesistenza delle attuali classificazioni delle sostanze
pericolose.
SPP
Si provveda a completare tutti gli interventi di cui al
documento sulla protezione da atmosfere esplosive
(ATEX) datato dicembre 2013, da intendersi sostitutivo di
quello datato giugno 2013, con la prescrizione che nel
transitorio di completamento degli interventi del piano di
miglioramento (termine 1 marzo 2014) ai fini dell’esercizio
dell’attività dovranno essere implementate idonee misure
gestionali, sotto la diretta responsabilità del titolare
dell’attività, atte a garantire la sussistenza di un livello di
rischio non superiore a quello che si otterrebbe con
l’attuazione di tutti i provvedimenti del suddetto piano.
SPP/RWTE
Si provveda alla corretta registrazione dei controlli
impiantistici (visivi, strumentali, ecc) , nell’ambito del
sistema di gestione sicurezza sul lavoro (SGSL) di cui al
D,Lgs. n. /2008 ovvero, qualora non previsto, nell’ambito
dell’apposito registro dei controlli.
RWTE
ATTIVITÀ
La rete gas dovrà essere idoneamente protetta da urti
accidentali lungo il suo sviluppo fuori terra ed in
particolare nella zona a livello del piano di campagna,
considerata la movimentazione di automezzi e macchine
operatrici a servizio dell’attività nel suo complesso
Resta inteso che, per quanto attiene la linea di adduzione
gas, la cabina decompressione e gli impianti termici
presenti nel complesso produttivo dovranno essere
attuate tutte le misure di cui alla vigente normativa tecnica
di prevenzione incendi, anche per quanto attiene ai
dettagli esecutivi.
ATTIVITÀ
Attività in corso
31 gennaio

Attività in corso
31 gennaio

Attività in corso
15 febbraio

Attività in corso
-
-

Pagina
76
AcegasAps ha provveduto all'informazione, alla formazione, all'addestramento e all'equipaggiamento di coloro che
lavorano all’impianto come previsto anche dal decreto del Ministro dell'ambiente del 16 marzo 1998.
9.5.2 Emergenze
Le emergenze ambientali sono classificate in base alla loro origine in:
1. Emergenze per cause naturali;
2. Emergenze di origine tecnica o di processo;
Appartengono alla prima categoria le emergenze che derivano da situazioni eccezionali di carattere naturale e che,
data la loro caratteristica di imprevedibilità, rendono spesso i loro effetti di difficile valutazione (ad esempio
l’esondazione del canale Piovego avvenuta nel mese di novembre 2010).
Le emergenze di origine tecnica o di processo sono invece derivanti da avarie o malfunzionamenti dell’impianto: è
pertanto possibile prevederne le cause e i relativi impatti sull’ambiente. Sulla base di queste distinzioni sono state
definite modalità gestionali e operative, sia per evitare l’insorgenza di tali situazioni, sia per rispondere alle stesse
in modo efficace e tempestivo e ridurre al minimo gli effetti negativi sull’ambiente. Ad esempio sono state
predisposte procedure per la gestione in caso di rotture o malfunzionamenti di parti di impianto che possono
provocare fuoriuscite non controllate di aeriformi e che richiedono interventi tempestivi tra cui, se questi non
fossero efficaci, la fermata dell’impianto.
È stata inoltre predisposta una procedura di comunicazione delle emergenze che interessano il termovalorizzatore
o l’area di Corso Stati Uniti agli Enti competenti (Comune e Provincia di Padova e ARPAV) e vengono redatte
relazioni che vengono inviate alle Autorità di Controllo.
Nel mese di marzo 2012 si sono verificati all’impianto di termovalorizzazione alcuni incidenti di origine tecnica: il 17
marzo si è verificato un principio di incendio in fossa dovuto alla fuoriuscita di materiale incandescente dal condotto
di carico della Linea 3 causata da un’esplosione in camera di combustione; il 19 marzo si è verificata una rottura
improvvisa del generatore di vapore della Linea 3 che ha comportato l’immissione in camera di combustione di una
massiva quantità d’acqua e il conseguente spegnimento dei rifiuti in combustione. Il vapore generato si è liberato in
atmosfera attraverso la ciminiera; il 25 marzo si è verificata l’anomala chiusura della valvola di intercettazione del
secondo filtro a maniche della Linea 2 che ha impedito l’aspirazione e l’espulsione dei fumi attraverso la ciminiera.
Si è quindi verificata la fuoriuscita di fumo attraverso la tramoggia di carico del forno 2 verso la fossa rifiuti.
Sul posto sono sempre intervenuti i Vigili del Fuoco, per monitorare la situazione, e i tecnici dell’ARPAV, che non
hanno riscontrato danni ambientali.
Tutte le anomalie e gli immediati interventi volti a ripristinare le condizioni normali di funzionamento dell’impianto
sono stati tempestivamente comunicati alla Regione Veneto, Provincia di Padova, Comune di Padova e ARPAV.
Quando è stato possibile accedere alla camera di combustione per eseguire un’ispezione più approfondita, è stato
possibile accertare la reale entità del danno, che è stata comunicata, con una nota tecnica, ad ARPAV.
L’esplosione del 17 marzo aveva causato il distacco e il crollo del refrattario di protezione della camera di
combustione esponendo così ampie parti di caldaia alla fiamma e il conseguente cedimento strutturale di un tubo
di caldaia. La rottura del tubo ha lasciato entrare in camera di combustione l’enorme massa d’acqua che ha
generato tutto il vapore uscito dalla ciminiera. Ulteriori indagini hanno portato alla riparazione o sostituzione di altri
15 tubazioni adiacenti. Si è provveduto poi a ripristinare i refrattari e le altre apparecchiature che avevano subito
danni a seguito della brusca fermata.
La riparazione della caldaia è stata quindi completata il 25 marzo e il forno è stato riavviato a rifiuti il 28 marzo.
Pagina
77
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Il 3 settembre 2012 si è sviluppato un incendio di modesta entità nella fossa rifiuti, in prossimità di una porta di
scarico, probabilmente causato da qualche brace presente nei carichi conferiti. L’evento è stato gestito con i
sistemi antincendio interni: attivazione sistemi a diluvio (sprinkler), collegamento e utilizzo idrante-manichetta,
spostamento e smaltimento del rifiuto interessato. Non è stato necessario l’intervento dei VVFF, non ci sono state
ripercussioni nell’ambiente esterno e non è stata necessaria la fermata dell’impianto. È da segnalare che durante
le attività di spegnimento c’è stato lo scoppio di una manichetta che ha inondato di acqua non potabile il Capo
Turno senza comunque conseguenze rilevanti. Sono stati comunque avvertiti il SPP e il medico competente.
Il 21 settembre 2013 si è verificato un principio di incendio dalla tramoggia di carico alla fossa attraverso un nastro
di stoffa/plastica; i rilevatori di fumo si sono attivati e il capoturno ha azionato il sistema sprinkler e bloccato
I'alimentazione. II principio di incendio si fermato ma I'aria di fossa aspirata al forno ha abbassato drasticamente la
temperatura e di conseguenza la produzione di energia; il consumo di energia ha richiesto I'importazione da rete e
nello stacco la rete di alimentazione alla fossa è saltata bloccando il carroponte e l’ impianto di illuminazione. Data
la mancanza di illuminazione, il capoturno ha allertato i VVF per contenere eventuali residui di incendio; i VVF
hanno verificato I'assenza di focolai e mantenuto la situazione sotto controllo. Non si sono verificate emergenze
ambientali.
In sede di riesame della direzione sono state valutate le potenziali emergenze e programmate le modalità di
simulazione delle emergenze individuate come critiche. Le procedure di risposta alle emergenze vengono provate
periodicamente.
Nel mese di luglio 2012 è stata effettuata presso l’impianto di termovalorizzazione una simulazione di emergenza
relativamente all’incendio fossa rifiuti con attività di formazione preliminare al personale durante la quale si è
provveduto all’illustrazione della sequenza operativa, all’utilizzo dell’autorespiratore e dei presidi antincendio
(schiumogeno, sprinkler). È programmata per la fine di novembre una prova di evacuazione generale con una
simulazione di incendio nel locale turbina Linea 1 e 2.
Il flusso logico seguito per la gestione delle emergenze ambientali nell’impianto di termovalorizzazione è illustrato
nello specifico diagramma di flusso.
RACCOLTA DATI
Rapporto di Analisi Amb.;
Scheda Ambientale;
Check-list emergenza amb.
Valutazione dei Rischi;
Altri documenti di riferimento
INDIVIDUAZIONE dei potenziali
incidenti ed emergenze ambientali
(simulazione incendio fossa e
sversamenti di sostanze pericolose)
REGISTRAZIONE:
di
Incidenti/
Emergenze
Ambientali verificatesi
delle simulazioni
VALUTAZIONE analitica del
potenziale incidente e/o delle
emergenze ambientali
PREPARAZIONE/AGGIORNAMENTO
di
piani di emergenza e/o di Istruzioni operative
di intervento e risposta adeguate alla gravità
dell’impatto correlato all’incidente e/o
all’emergenza ambientale.
Pagina
78
9.6 Obiettivi, traguardi e programmi ambientali di miglioramento
La Direzione Servizi Ambientali definisce annualmente specifici obiettivi di miglioramento ambientale, il cui
raggiungimento viene garantito dalla predisposizione di dettagliati programmi ambientali in cui si definiscono le
azioni, le responsabilità, i tempi e le risorse umane e finanziarie necessarie per il conseguimento degli stessi.
Dal 2007 l’Azienda ha effettuato numerosi investimenti sull’impianto di termovalorizzazione, a partire dalla
costruzione della terza linea, la cui gestione dal 29 aprile 2011 è passata dalla ditta costruttrice Termokimik ad
AcegasAps, fino alle attività di revamping delle Linee 1 e 2. Sono inoltre stati realizzati gli interventi previsti
dall’Autorizzazione Integrata Ambientale, come per esempio la separazione dei punti di emissione delle Linee 1 e 2
e la conversione dei bruciatori a gasolio in bruciatori a metano e gli interventi di mitigazione e compensazione
ambientali riportati nella tabella seguente con il relativo importo di spesa:
N.
Importo (€)
Descrizione
1
Realizzazione di una passerella ciclopedonale sul Canale San Gregorio
820.000
2
Nuova configurazione viaria dell’asse via Longhin-Viale della Navigazione Interna
660.000
3
Realizzazione di percorsi ciclopedonali arginali ai Canali Piovego e San Gregorio
399.000
4
Realizzazione del percorso ciclabile San Lazzaro
370.000
5
Riqualificazione del percorso ciclabile dal Comune di Noventa Padovana al
Comune di Padova lungo l’argine sinistro del Canale Piovego.
300.000
L’Azienda continua quindi ad impegnarsi per mantenere elevati standard qualitativi dell’impianto nel rispetto delle
normative e delle autorizzazioni vigenti e del Sistema di Gestione adottato.
Di seguito si riporta l’aggiornamento dello stato di avanzamento degli obiettivi di miglioramento in essere. Gli
obiettivi già conseguiti, relativi al triennio precedente, non vengono richiamati.
9.6.1 Aggiornamento stato avanzamento obiettivi di miglioramento
Aspetto
ambientale
Emissioni in
atmosfera
Obiettivo
Soluzione Prevista
Entro Quando
Resp.
1. Diminuzione delle 1.1 Verifica della fattibilità per dopo collaudo
emissioni in atmosfera rendere
operativo
il definitivo della
dagli
impianti
di teleriscaldamento.
Linea 3
riscaldamento
dei
quartieri limitrofi.
1.2.
Attivazione
del Entro 3 anni dal Dir. Amb.+
teleriscaldamento per almeno
collaudo
Resp. Imp.+
1/3 della potenzialità massima definitivo della Dir. Div. Gas
di spillamento di vapore dalla
Linea 3
turbina cogenerativa della
terza linea.
1.3. Teleriscaldamento esteso
ad
almeno
2/3
della
potenzialità massima di vapore
Ambientale.
Costo
Stato
Da
definirsi

Entro 10 anni
dal collaudo
definitivo della
Linea 3
Pagina
79
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Revisione a dicembre 2013: Con sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, n. 2396 del 2 maggio 2013, il
Legislatore nazionale qualifica giuridicamente il servizio di Teleriscaldamento quale Servizio Pubblico Locale. È
quindi compito dell’Ente Locale individuare il soggetto erogatore con le modalità delle procedure ad evidenza
pubblica, garantendo una gestione concorrenziale e pienamente liberalizzata dei servizi pubblici. Pertanto
AcegasAps conferma la disponibilità a cedere alle condizioni proprie di mercato il calore prodotto dagli impianti di
termovalorizzazione al soggetto che dovesse aggiudicarsi il servizio stesso. Tale operazione sarà a carico non
della Direzione Servizi Ambientali, di cui il termovalorizzatore fa parte, ma della Direzione Energia di AcegasAps
che valuterà, congiuntamente alla Direzione Generale la fattibilità del progetto. Per questi motivi la prossima
Dichiarazione Ambientale non riporterà più lo stato di avanzamento del presente obiettivo.
Aspetto
ambientale
Risorse
naturali ed
energetiche
Obiettivo
Soluzione Prevista
Entro Quando
Resp.
Costo
2. Linea 2: aumento
dell’efficienza energetica
e dell’energia elettrica
lorda prodotta.
Indicatore: MWh di
energia elettrica lorda
prodotta rapportata alle
tonnellate di rifiuto
trattato.
Incremento del 4%
dell’energia elettrica
prodotta.
2.1 Modifica della caldaia della
linea 2, installazione di un
nuovo surriscaldatore con tubi
in orizzontale; installazione
economizzatori; Installazione
del sistema di pulizia
meccanica dei serpentini
dell’economizzatore.
Dicembre 2009
Dir. Amb.
Pd
Resp. Tec.
Imp.
Euro
800.000
2.2 Monitoraggio dell’efficienza
energetica
Dicembre 2010
2.3 Mantenimento
dell’efficienza energetica.
Dicembre 2011
Stato

Revisione a dicembre 2013: l’installazione degli economizzatori e del sistema di pulizia meccanica in Linea 2 è
stata eseguita nel mese di ottobre 2011. I dati di collaudo hanno confermato l’aumento di efficienza energetica
degli impianti con conseguente aumento dell’energia elettrica prodotta. L’incremento di potenza specifica (energia
elettrica prodotta per tonnellata di rifiuto trattato) nel 2012 è pari al 17 % rispetto al 2011. Nella prossima
Dichiarazione Ambientale questo obiettivo non sarà più riportato in quanto il mantenimento dell’efficienza
energetica verrà utilizzato come indicatore.
Aspetto
ambientale
Emissioni in
atmosfera
Obiettivo
3. Riduzione emissioni in
atmosfera degli NOx –
Adempimento alla
prescrizione VIA n. 5
Soluzione Prevista
Entro Quando
Resp.
Costo
3.1 Abbattimento degli NOx
attraverso disgregazione
catalitica su speciali maniche
catalitiche poste nel II filtro a
maniche della Linea 1
Dicembre 2014
Resp.
Impianti
Termoval.
Aziendali
Costo
investime
nto:
Euro
100.000
Resp.
Impianto
Termoval.
Padova
Stato

In corso
Royalties
a GORE:
Euro
30.000
Revisione a dicembre 2013: le maniche catalitiche, installate a ottobre 2011 sono in fase di sperimentazione; i
risultati analitici finora riscontrati sono allineati a quelli previsti in fase di progettazione. Gli ossidi di azoto hanno
3
raggiunto una concentrazione media di circa 80-90 mg/Nm , in linea con quanto indicato dalle migliori tecnologie
disponibili applicabili all’impianto (BAT). È in fase di verifica la capacità di tali maniche di disgregare anche diossine
e furani al pari di un sistema SCR (installato nelle Linee 2 e 3). La prossima Dichiarazione Ambientale non riporterà
più questo obiettivo in quanto mirato all’adempimento di una prescrizione autorizzativa.
Pagina
80
9.6.2 Obiettivi di miglioramento per il triennio 2014 – 2016
Aspetto
ambientale
Emissioni
sonore
Obiettivo
1. Riduzione emissioni
sonore
Soluzione Prevista
Entro Quando
Resp.
Costo
1.1 interventi di
insonorizzazione sulle
valvole di scarico di
emergenza delle caldaie
delle linee 1 e 2
Giugno 2014
Resp.
Impianti
Termoval.
Aziendali
Costo
investime
nto:
Euro
50.000
Resp.
Impianto
Termoval.
Padova
1.2 intervento di
insonorizzazione del
condotto di collegamento
delle fosse stoccaggio rifiuti
Aspetto
ambientale
Emissioni
odorigene
Obiettivo
2. Riduzione emissioni
odori
Soluzione Prevista
Entro Quando
Resp.
Costo
2.1 Intervento di
tamponamento del condotto
di collegamento delle fosse
stoccaggio rifiuti
Giugno 2014
Resp.
Impianti
Termoval.
Aziendali
Costo
investime
nto:
Euro
10.000
Resp.
Impianto
Termoval.
Padova
Aspetto
ambientale
Obiettivo
Consumo di 3.Riduzione del consumo
di reagenti
reagenti Ottimizzazione
processi
Soluzione Prevista
3.1 Riduzione del consumo di
reagenti utilizzati per la
depurazione fumi e
conseguentemente dei rifiuti
prodotti attraverso
l’ottimizzazione del sistema di
dosaggio e la sperimentazione di
reagenti alternativi. Si stima una
riduzione dei rifiuti prodotti pari a
5 kg/t di rifiuto trattato. 1) analisi
dei potenziali fornitori e delle
caratteristiche dei reagenti; 2)
Definizione periodi di prova; 3)
valutazione dei risultati ottenuti
nella sperimentazione; 4)
confronto con dati storici ed
eventuale avvio a regime
Entro
Quando
Dicembre
2014
Resp.
Costo
Resp.
Impianti
Termoval.
Aziendali
Costo
investime
nto:
Euro
Stato
Stato
Stato
Resp.
Impianto
Termoval.
Padova
Pagina
81
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Aspetto
ambientale
Emissioni
diffuse
Obiettivo
Soluzione Prevista
4. Riduzione polveri diffuse
4.1 Estensione a linea 3 e
Completamento del sistema di
aspirazione centralizzata delle
polveri
Entro
Quando
Dicembre
2015
Resp.
Costo
Resp.
Impianti
Termoval.
Aziendali
Costo
investime
nto:
Euro
250.000
Resp.
Impianto
Termoval.
Padova
Aspetto
ambientale
Emissioni in
atmosfera
Obiettivo
Soluzione Prevista
5. Definizione di protocollo 5.1 Valutazione dell’eventuale
volontario per il
impatto delle emissioni del WTE
monitoraggio delle ricadute sulla qualità dell'aria del territorio
circostante mediante una
pluralità di verifiche previste in
un accordo volontario di
monitoraggio ambientale siglato
con ARPAV, Comune di Padova,
provincia di Padova e Comune di
Noventa Padovana che prevede:
1) Monitoraggio della qualità
dell’aria attraverso due
centraline fisse; 2) Monitoraggio
della qualità dell’aria attraverso
una stazione mobile utilizzata
per 100 giorni all’anno; 3)
Monitoraggio delle ricadute al
suolo dei POP’s ; 4) redazione di
una relazione annuale sulla
qualità dell’aria della zona di
ricaduta dell’impianto
Entro
Quando
Dicembre
2016
Resp.
Costo
Resp.
Impianti
Termoval.
Aziendali
Costo
investimento:
Euro
300.000
Resp.
Impianto
Termoval.
Padova
Stato
Stato
10 Il Sistema di Gestione Ambientale
Il Sistema di Gestione Ambientale implementato dall’Azienda per l’impianto di termovalorizzazione è in accordo ai
requisiti espressi dalla norma UNI EN ISO 14001 “Sistemi di gestione ambientale - Requisiti e guida per l’uso”
(edizione dicembre 2004) e dal Regolamento (CE) n. 1221/2009 – EMAS.
Il Sistema di Gestione Ambientale implementato è supportato dai seguenti documenti:






Analisi Ambientale Iniziale
Manuale del Sistema di Gestione Ambientale
Procedure
Istruzioni Operative
Registrazioni
Dichiarazione Ambientale
Analisi Ambientale
Iniziale
Miglioramento
continuo
Politica
ambientale
Riesame
della direzione
Dichiarazione
Ambientale
Pianificazione
Controlli e
azioni correttive
Attuazione e
funzionamento
Il Manuale è strutturato in diverse sezioni che inquadrano le tematiche ambientali dell’attività di
termovalorizzazione. Tutte le funzioni sono state coinvolte in prima persona per la stesura dell’Analisi Ambientale
Iniziale, per l’attuazione nel proprio settore delle procedure ambientali e delle istruzioni operative e per il loro
costante aggiornamento.
Il Sistema di Gestione ambientale si rivolge anche ai fornitori di AcegasAps, giudicati critici dal punto di vista
ambientale in relazione all’attività svolta, con adeguate procedure di qualifica e controllo.
Il Sistema di Gestione Ambientale utilizza i dati generati dal monitoraggio dei processi attivi presso l’impianto di
termovalorizzazione per la formulazione di indicatori di prestazione al fine di fornite informazioni chiare e immediate
sulla performance ambientale complessiva dell’impianto e di consentire un feedback sulle azioni intraprese per il
miglioramento continuo.
Le modalità di raccolta dei dati provenienti dal sistema di monitoraggio ambientale e le modalità di gestione dei dati
stessi per la formulazione dei relativi indicatori sono descritte all’interno della specifica istruzione operativa
“Termovalorizzatore di Padova: raccolta, validazione e gestione dei dati e redazione della Dichiarazione
Ambientale”.
Pagina
83
11 Aggiornamento legislativo
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
L’identificazione, l’accesso, l’aggiornamento, e la distribuzione delle prescrizioni legali in materia di ambiente,
correlate alle proprie attività e servizi, sono eseguite dal Servizio Analisi normative autorizzative di AcegasAps.
Ciascun Responsabile di Funzione, dopo aver individuato le disposizioni legislative inerenti alle attività produttive
svolte, provvede a comunicarle alla Direzione Qualità, Sicurezza e Ambiente che si impegnerà ad aggiornare il
portale “Raccolta Normativa Ambientale”, che permette la consultazione delle leggi da tutte le postazioni aziendali.
I Responsabili di Funzione, in collaborazione con il Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale, verificano la
conformità dell’attività/servizi nei confronti delle nuove disposizioni normative mediante:

controlli di processo (comitati di Direzione, programmi di monitoraggio e controllo secondo la legge 3/2000,
analisi chimiche di processo, rispetto prescrizioni autorizzative);

audit interni.
12 Formazione e addestramento del personale
La
Direzione
Servizi
Ambientali
dell’Azienda
provvede
a
qualificare
il
personale
dell’impianto
di
termovalorizzazione in base alle esigenze richieste dalla mansione da svolgere, come riportato nella procedura
“Formazione e addestramento del personale”.
Vista la natura dei compiti e delle responsabilità, nonché la complessità dell’impianto di termovalorizzazione e del
potenziale impatto sull’ambiente che presenta, tutte le funzioni sono ritenute critiche dal punto di vista ambientale.
Per tale motivo si esegue una continua formazione e sensibilizzazione per tutto il personale operante all’interno
dell’impianto di termovalorizzazione relativamente a:
-
apparecchiature e impianti;
-
controlli ambientali;
-
salute e sicurezza.
Nel corso del 2012 e del primo semestre 2013 sono state effettuate 22 tipologie di corsi di formazione, per un
totale di 1853,75 ore partecipate, che, come si evince dalla tabella seguente, hanno riguardato principalmente
l’aspetto sicurezza e prevenzione.
Argomento
Titolo
Sicurezza nei lavori elettrici - sotto e fuori tensione
in prossimità AT e BT
Formazione e addestramento sugli ambienti
Sicurezza/Prevenzione
confinati (D. Lgs 177/11)
Addetti ai lavori elettrici Livello 1A e 2A norma CEI
Sicurezza/Prevenzione
11/27 - parte teorica
Sicurezza/Prevenzione
Obblighi a carattere generale - DPI - Vie
Sicurezza/Prevenzione Respiratorie - Maschere a filtro combinato,
autorespiratore MSA
Uso strumentazione MSA in ambienti confinati
presso TMV di Padova
Manutenzione e sicurezza: gestione e permessi di
Sicurezza/Prevenzione
lavoro
Sicurezza/Prevenzione
Sicurezza/Prevenzione Antincendio - Rischio elevato
Sicurezza/Prevenzione
Formazione generale lavoratori (Art. 36-37 D. Lgs.
81/08)
Durata
Part.
Ore
Part.
16
3
48
3,5
12
42
16
3
48
3
29
87
1,25
5
6,25
8
1
8
16
44
692
2
4
8
Pagina
84
Durata
Part.
Sicurezza/Prevenzione Ambienti confinati o a rischio inquinamento
8
3
Ore
Part.
24
Sicurezza/Prevenzione Obblighi a carattere generale
4
1
4
16
17
272
16
2
32
10
6
60
4
3
12
100
1
100
Atmosfere esplosive ATEX, prevenzione e
Sicurezza/Prevenzione protezione dell'esplosioni e Piano di Emergenza
TMW
4
49
196
Tematiche ambientali
8
1
8
Sicurezza/Prevenzione Abilitazione uso Piattaforma Aerea
16
4
64
Amministrativo/
gestionale/legale
2,5
45
112,5
Argomento
Titolo
Addetti ai lavori elettrici - conoscenze teoriche livelli 1^ e 2^ della norma CEI 11-27
Evento AcegasAps - Sfida sportiva per la visione
Manageriale
di gruppo 2013
Addetti alla conduzione di macchine movimento
Sicurezza/Prevenzione
terra - operatrici "pala meccanica"
Sicurezza/Prevenzione
Sicurezza/Prevenzione Obblighi a carattere generale
Manageriale
Master Sviluppo Potenziali
Tecnologie e tendenze per il recupero da rifiuti
Roadshow - Incontro personale con alta dirigenza
Gruppo Hera
Manageriale
Incontro Dirigenti e Quadri con Hera
4
2
8
Tematiche ambientali
Gestione delle emergenze ambientali simulazione su sversamenti di sostanze
4
4
16
Linguistico
Corso inglese - base - QUADRI
24
1
6
Pagina
85
13 Convalida della Dichiarazione Ambientale
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
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86
Allegato 1: Dati di esercizio e formule
Dati di esercizio 2010 – 2011 – 2012 – I semestre 2013
RIFIUTI TRATTATI
Linea 1 (t)
Linea 2 (t)
Linea 3 (t)
Totale impianto (t)
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre
2013
40.743
41.959
63.863
146.565
39.099
37.900
95.662
172.661
39.263
44.802
100.232
184.297
18.476
21.498
52.920
92.893
N.B.: il dato relativo ai rifiuti trattati dalle Linee 1 e 2 dell’impianto è calcolato sulla base del carico giornaliero e dei giorni di
funzionamento delle linee. La quantità dei rifiuti trattata dalla Linea 3 deriva invece dal sistema di pesatura della benna che
carica la Linea 3.
anno 2010
anno 2011
anno 2012
I semestre
2013
Linea 1
324
289
327
154
Linea 2
329
278
323
154
Linea 3
Ton rifiuti trattati / gg di esercizio TOT impianto
202
336
332
164
569
556
561
583
BILANCIO ENERGETICO PADOVA
anno 2010
anno 2011
anno 2012
Produzione lorda di Energia Elettrica (MWh)
75.988
115.019
123.198
I semestre
2013
59.313
Cessione Energia Elettrica ENEL (MWh)
59.742
93.484
98.820
47.394
Autoconsumo Energia Elettrica interno impianto (MWh)
16.247
22.334
25.0334
12.302
52.241
42.107
69.359
30.664
143.000
105.000
0
5.000
Metano (MWh)
-193
-155
-256
-109
Gasolio (MWh)
-591
-434
0
-8
Energia elettrica consumata (MWh)
-16.247
-22.334
-25.034
-12.302
Consumi totali di risorse (MWh)
-17.030
-22.923
-25.290
-12.419
58.958
92.096
97.908
46.894
0,518
0,666
0,668
0,639
0,116
0,133
0,137
0,134
0,408
0,541
0,536
0,510
anno 2010
anno 2011
anno 2012
29.144
7.091
156
36.391
35.642
8.664
166
44.473
37.986
9.475
117
47.578
GIORNI DI ESERCIZIO
Consumo risorse energetiche
3
Metano (m )
Gasolio (l)
Produzione netta di energia
Produzione netta di energia
(tolti i consumi di gasolio, metano, EE) (MWh)
Produzione specifica di energia elettrica
(MWh/t rifiuto trattato)
Consumo specifico di risorse energetiche
(MWh/t rifiuto trattato)
Cessione specifica di energia elettrica
(MWh/t rifiuto trattato)
RIFIUTI PRODOTTI
Scorie (t)
ceneri (polveri, PSR, PCR) (t)
fanghi (t)
Totale (t)
I semestre
2013
19.395
4.418
58
23.871
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GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
SCARICO IN FOGNATURA
anno 2011
anno 2012
111.884
93.450
105.858
anno 2010
I – III trim
2011
IV trim
2011
anno 2012
I semestre
2013
48.817
47.032
34.265
32.455
98.160
34.933
32.530
98.334
Scarico in fognatura (L)
PORTATA FUMI
I semestre
2013
56.102
anno 2010
Linea 1
Linea 2
Linea 3
107.676
34.483
36.684
104.972
Formule per il calcolo degli indicatori chiave
Ciascun indicatore chiave si compone di:

un dato A che indica il consumo/impatto totale annuo in un campo definito (emissioni in atmosfera, scarichi
idrici, rifiuti prodotti, consumo di risorse energetiche, consumo di risorse idriche ecc);

un dato B che corrisponde alle tonnellate di rifiuto trattato all’anno;

un dato R che rappresenta il rapporto A/B.
Per gli indicatori non composti dal solo dato A o B o dal loro rapporto, si utilizzano le formule di seguito elencate:
Concentrazione media sostanze emesse espressa in percentuale rispetto al limite: (%)
 mg 
Concentazione
3 
 Nm  100
 mg 
Limite
3 
 Nm 
Quantità sostanze emesse per tonnellata di rifiuti trattati: (kg/t)
 Nm3   h 
 mg   k g 
  



  GiorniEsercizioday
Concentazione
PortataFum
i


3  
6

 Nm   10 mg 
 h   day 
RifiutiTrattatit 
Concentrazione media annua sostanze scaricate espressa in percentuale rispetto al limite: (%)
 mg 
Concentazione

 L  100
 mg 
Limite

 L 
Concentrazione media annua sostanze scaricate per tonnellata di rifiuto trattato: (g/t)
 mg   g 
  ScaricoFognaturaL 
Concentazione
   3
 L   10 mg 
RifiutiTrattatit 
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Fattori conversione dell’energia
Dalla circolare del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’.Artigianato n. 219/F del 2/03/1992
Gasolio
1t = 1,08 tep
Poiché il peso specifico del gasolio = 0,85 kg/dm3
1L = (0,85/1000 x 1,08) tep
Metano
3
1000 Nm = 0,82 tep
3
1Nm = 0,82/1000 tep
Energia elettrica:
1 MWhe = 0,23 tep (MT/AT)
1 tep = 1/0,23 MWhe
Formula per il calcolo dell’Efficienza Energetica
Dal Decreto Ministeriale del 7 agosto 2013
Efficienza energetica = {(Ep – (Ef + Ei))/(0,97 × (Ew + Ef))}* KC
Dove:
Ep = energia annua prodotta sotto forma di energia termica o elettrica. E' calcolata moltiplicando l’energia sotto
forma di elettricità per 2,6 e l’energia termica prodotta per uso commerciale per 1,1 (GJ/anno)
Ef = alimentazione annua di energia nel sistema con combustibili che contribuiscono alla produzione di vapore
(GJ/anno)
Ew = energia annua contenuta nei rifiuti trattati calcolata in base al potere calorifico netto dei rifiuti (GJ/anno)
Ei = energia annua importata, escluse Ew ed Ef (GJ/anno)
0,97 = fattore corrispondente alle perdite di energia dovute alle ceneri pesanti (scorie) e alle radiazioni.
KC è il valore del fattore di correzione corrispondente all’area climatica nella quale insiste.
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Allegato 2: Termini e definizioni
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
AIA
Autorizzazione Integrata Ambientale
Ambiente
Quel contesto in cui l’organizzazione opera con le sue attività, prodotti e servizi, comprendente l’aria, l’acqua, il terreno, le risorse naturali, la
flora, la fauna, gli esseri umani, e le loro inter-relazioni.
Analisi ambientale
Un’esauriente analisi iniziale degli aspetti, degli impatti e delle prestazioni ambientali connessi alle attività, ai prodotti o ai servizi di
un’organizzazione
Aspetto ambientale
Un elemento delle attività, dei prodotti o dei servizi di un’organizzazione che ha, o può avere, un impatto sull’ambiente
Audit del sistema di gestione ambientale
Verifica puntuale, sistematica e documentata che permette di conoscere e valutare oggettivamente se il sistema di gestione ambientale di
un’organizzazione è conforme ai criteri definiti dalla norma UNI EN ISO 14001 e dal regolamento EMAS.
Azione correttiva
Azione intrapresa per eliminare le cause di esistenti non conformità, difetti o altre situazioni indesiderate al fine di prevenirne il ripetersi
Azione preventiva
Azione intrapresa per eliminare le cause di potenziali non conformità, difetti o altre situazioni indesiderate, al fine di prevenirne il verificarsi.
Fattore di emissione
Il fattore di emissione rappresenta l’emissione riferita all'unità di attività della sorgente, espressa ad esempio come quantità di inquinante
emesso per unità di prodotto processato, o come quantità di inquinante emesso per unità di combustibile consumato, ecc.
FID (flame ionizator detector)
Sensore a fiamma ionizzata per la misurazione del COT (carbonio organico totale)
FT.IR (spettrofotometro infrarosso a trasformata di Fourier)
Analizzatore multiparametrico per il monitoraggio delle emissioni in aria.
Impatto ambientale
Qualunque modifica dell’ambiente, negativa o positiva, derivante in tutto o in parte dalla attività, dai prodotti o dai servizi di
un’organizzazione.
Impianto di termovalorizzazione
Impianto per smaltimento dei rifiuti il cui processo di combustione è accompagnato da recupero energetico.
Indicatore di Performance Ambientale (IPA)
Espressione che fornisce informazioni sulla performance ambientale di un’organizzazione, sugli sforzi per influenzare questa performance e
sulle condizioni dell’ambiente.
mg/Nmcs 11% O2
parametri espressi in milligrammi per normal metro cubo secco normalizzati all’11% di O2.
Manuale del Sistema di Gestione Ambientale
Documento che enuncia la Politica Ambientale e descrive il Sistema di Gestione Ambientale di un’organizzazione.
Miglioramento Continuo
Processo di accrescimento del sistema di gestione ambientale per ottenere miglioramenti della prestazione ambientale complessiva in
accordo con la politica ambientale dell’organizzazione (Nota: Il processo non necessariamente deve essere applicato simultaneamente a
tutte le aree di attività).
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Non conformità
Non soddisfacimento di un requisito specificato nella norma UNI EN ISO 14001, nei documenti del Sistema di Gestione Ambientale
(Manuale del SGA, Procedure, Istruzioni operative), nelle prescrizioni legali ambientali applicabili, nei contratti con i clienti e con i
fornitori/appaltatori.
Obiettivo ambientale
Un fine ambientale complessivo, per quanto possibile quantificato, conseguente alla politica ambientale, che l’organizzazione decide di
perseguire.
Organizzazione
Un gruppo, una società, un’azienda, un’impresa, un’autorità o un’istituzione, ovvero loro parti o combinazioni, in forma associata o meno,
pubblica o privata, situata all’interno o all’esterno della Comunità, che abbia una propria struttura funzionale e amministrativa.
Parametri :
CO: monossido di carbonio.
NH3: ammoniaca.
SOx: Ossidi di zolfo.
NOx: Ossidi di azoto.
HCl: Acido cloridrico.
HF: Acido fluoridrico.
COT: carbonio organico totale.
PCDD: policlorodibenzodiossine.
PCDF: policlorodibenzofurani.
Hg: Mercurio.
Cr: Cromo.
Fe: Ferro.
Mn: Manganese.
Ni: Nichel.
Cd: Cadmio
Parte interessata
Individuo o gruppo coinvolto o influenzato dalla prestazione ambientale di una organizzazione.
P.C.I. Potere Calorifico Inferiore
Frazione di energia che un combustibile libera durante il processo di combustione ed impiegata per l'evaporazione dell'acqua presente nel
combustibile.
PCR
Prodotti Calcici Residui derivanti dalla combustione dei rifiuti.
Politica ambientale
Le intenzioni e l’orientamento generali di un’organizzazione rispetto alla propria prestazione ambientale, così come espressa formalmente
dall’Alta Direzione, ivi compresi il rispetto di tutti i pertinenti obblighi normativi in materia di ambiente e l’impegno a un miglioramento
continuo delle prestazioni ambientali. Tale politica fornisce un quadro di riferimento per gli interventi e per stabilire gli obiettivi e i traguardi
ambientali.
Prestazione ambientale
I risultati misurabili della gestione dei propri aspetti ambientali da parte di un’organizzazione.
Prevenzione dell’inquinamento
Impegno sull’uso di processi (procedimenti), prassi, materiali o prodotti per controllare e ridurre l’inquinamento, compreso il riciclaggio, il
trattamento, i cambiamenti di processo, i sistemi di controllo, l’utilizzazione efficiente delle risorse e la sostituzione di materiali.
Programma ambientale
Una descrizione delle misure, delle responsabilità e dei mezzi adottati o previsti per raggiungere obiettivi e traguardi ambientali e delle
scadenze per il conseguimento di tali obiettivi e traguardi.
PSR
Prodotti Sodici Residui derivanti dalla combustione dei rifiuti.
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Revamping
Intervento di riqualificazione ed innovazione di un impianto.
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
Riesame da parte della Direzione (Adattata per il Sistema di Gestione Ambientale)
Valutazione formale effettuata dall’alta direzione circa lo stato e l’ adeguatezza del Sistema di Gestione Ambientale in relazione alla Politica
Ambientale e ai relativi obiettivi
Sistema di gestione ambientale (EMS = environmental management system)
La parte del sistema complessivo di gestione comprendente la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le
pratiche, le procedure, i processi e le risorse per sviluppare, mettere in atto, realizzare, riesaminare e mantenere la politica ambientale e per
gestire gli aspetti ambientali.
SME
Sistema informatico di monitoraggio delle emissioni
Traguardo ambientale
Un requisito di prestazione dettagliato, conseguente agli obiettivi ambientali, applicabile ad un’organizzazione o ad una sua parte, che
occorre fissare e realizzare al fine di raggiungere tali obiettivi.
Trattamento di una Non Conformità
Azione da intraprendere nei riguardi di un’entità non conforme al fine di risolvere la “non conformità”
UNI CEI EN ISO 17025
Norma relativa a “Requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e di taratura”.
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Allegato 3: Elenco delle principali leggi applicabili alla data di convalida e provvedimenti
autorizzativi di riferimento connessi con la trattazione degli aspetti ambientali
AUTORIZZAZIONE
INTEGRATA
AMBIENTALE
Provvedimento DGR Autorizzazione all’esercizio dell’impianto di smaltimento mediante termodistruzione di
n. 4139 del 29/12/2009 rifiuti urbani, speciali non pericolosi, sanitari.
SCARICHI IDRICI E
ACQUE
Decreto Legislativo
del Governo
03/04/2006, n.152
Norme in materia ambientale
SCARICHI IDRICI E
ACQUE
Decreto 06/11/2003
n.367
Regolamentazione concernente la fissazione di standards di qualità nell’ambiente
acquatico per le sostanze pericolose
ACQUA
Deliberazione n. 107
del 5 novembre 2009
Consiglio regionale
Veneto
Approvazione, ai sensi dell'art. 121 del D.Lgs 152/2006 del
ACQUA
D.Lgs. n. 31
31/02/2001
Attuazione della direttiva 98/83/ CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo
umano
EMISSIONI IN
ATMOSFERA
Decreto del Ministero
dell’Ambiente
10/03/1999
Proroga dei termini per la dismissione di gas halons
EMISSIONI IN
ATMOSFERA
Decreto Ministeriale
25/08/2000
Aggiornamento dei metodi di campionamento, analisi e valutazione degli inquinanti, ai
sensi del D.P.R. 24/05/1988, n.203
EMISSIONI IN
ATMOSFERA
D. Lgs. 11.5.2005, n.
133,
Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti
RUMORE
Legge Quadro
26/10/1995, n.447
Legge Quadro sull’inquinamento acustico
RUMORE
D.M. (Ambiente)
11/12/1996
Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo
RUMORE
Decreto del
Presidente del
Consiglio dei Ministri
14/11/1997
Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore
RUMORE
Decreto Ministeriale
16/03/1998
Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico
RIFIUTI
Decreto Legge n. 101
31/08/2013
RIFIUTI
Decreto Ministeriale
17/12/2009
RIFIUTI
Decreti
Ministerialeiregolame
ntari relativi al SISTRI
(2010-2013)
RIFIUTI
Decreto Legislativo
del Governo
03/04/2006, n.152
Norme in materia ambientale
RIFIUTI
Decreto del Ministero
dell’Ambiente
23/04/1999
Modificazione al Decreto Ministeriale 8/10/1996 recante: ”Modalità di prestazione delle
garanzie finanziarie a favore dello Stato da parte delle imprese esercenti attività di
trasporto dei rifiuti”
Piano di Tutela delle Acque (PTA), e in particolare le relative Norme Tecniche di
Attuazione (NTA
Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche
amministrazioni. (Decreto del Fare)
Istituzione del sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti, ai sensi dell'art. 189 del
decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'art. 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009.
Proroghe e modifiche del sistema di controllo della tracciabilità dei rifuti.
D.G.R.V. n. 1543/2012, Modalità di prestazione delle Garanzie finanziarie a copertura dell’attività di
smaltimento e recupero di rifiuti
RIFIUTI
Con D.G.R.V. n. 346,
del 19 marzo 2013
ulteriori modifiche alla DGRV 1543/2012
RIFIUTI
Delibera di Giunta
regionale 12 agosto
2013, n. 1489
Sono stati prorogati i termini, già fissati dalla DGRV 346/2013 al 21.08.2013, per
l’adeguamento delle garanzie finanziarie per gli impianti che effettuano operazioni
di recupero e smaltimento di rifiuti. Nuovo termine 31/01/2013
RIFIUTI
Legge Regione
Veneto n°3/2000
Legge Regionale n° 3 del 21/01/2000 Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti.
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GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
RIFIUTI
DGR 242 dd 09
febbraio 2010
RIFIUTI
DPR 15/07/2003 n. 254 Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari
RIFIUTI
Legge Ordinaria del
Parlamento
25/01/1994, n.70
Norme per la semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e di
sicurezza pubblica, nonché per l’attuazione del sistema di ecogestione e di audit
ambientale
INQUINAMENTO
ELETTROMAGNETICO
Legge 22/02/2001,
n.36
Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettromagnetici, elettrici e
magnetici
SOSTANZE
PERICOLOSE
Decreto
Interministeriale
6/08/2013
Recepimento della direttiva 2009/161/UE della Commissione del 17 dicembre 2009 che
definisce il Terzo elenco di valori indicativi di esposizione professionale in attuazione
della direttiva 98/24/CE del Consiglio e che modifica la direttiva 2009/39/CE della
Commissione
SOSTANZE
PERICOLOSE
Decreto Legislativo
del Governo
03/02/1997, n.52
Attuazione della Direttiva CEE concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura
delle sostanze pericolose
SOSTANZE
PERICOLOSE
Decreto Legislativo
del Governo
16/07/1998 n.285
SOSTANZE
PERICOLOSE
Decreto Legislativo
n.65 del 14/03/2003
Attuazione di Direttive Comunitarie in materia di classificazione, imballaggio ed
etichettatura dei preparati pericolosi, a norma dell’art.38 della legge n.128 del
24/04/1998
Attuazione delle direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE relative alla classificazione,
all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi - S.O.G.U. n° 61/L del
14/04/2003
SOSTANZE
PERICOLOSE
Regolamento
1907/2006 (CE) n.del
Parlamento Europeo
e del Consigliodel 18
dicembre 2006
TRASPORTO ADR
Circolare 06/03/2000 D.L. 04/02/2000, n.40, attuazione della direttiva 96/35/CEE, consulenti per la sicurezza
prot.513/4915/10
dei trasporti di merci pericolose
TRASPORTO ADR
Decreto Ministeriale Recepimento della direttiva 2004/111/CE e della direttiva 94/55/CE relativa al trasporto
DEL 02/08/05
di merci pericolose su strada
SICUREZZA
Legge 123 del 3/08/07
SICUREZZA
D.Lgs.
81
09/04/2008
SICUREZZA
D.Lgs 334/99
IPPC
D. Lgs 152/06 – Parte Procedure per la valutazione di impatto ambientale stategica (VAS), per la valutazione di
II
impatto ambientale (VIA)e per l’autorizzazione integrata ambientale (AIA)
IPPC
DGRV nr. 668 del D.lgs 18 febbraio 2005 nr. 59 – Autorizzazione ambientale per la prevenzione e
20/03/2007
riduzione integrate dell’inquinamento
SITO
Legge 8 agosto 1985, Conversione in legge con modificazioni del decreto legge 27 giugno
n. 431 (Galasso)
1985, n. 312 concernente disposizioni urgenti per la tutela delle zone di
particolare interesse ambientale
SITO
D M. del 3/3/75
Rischi sismico
SITO
Legge 2.2.74 n. 64
“Provvedimenti per le costruzioni con particolari per le zone sismiche”
SITO
Legge 29 giugno
1939, n. 1497
Regio decreto-legge
30 dicembre 1923, n.
3267
Protezione delle bellezze naturali
D.M. del 16/02/1982
Modificazioni del Decreto ministeriale 27 settembre 1965 concernente la determinazione
delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi.
SITO
PREVENZIONE
INCENDI
Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC) per gli impianti di cui al punto 5 - Gestione dei
rifiuti, dell'allegato I al D. Lgs. 59/2005; Programma di Sorveglianza e Controllo (PSC) di
cui al D. Lgs. 36/2003, Programma di Controllo (PC) e Piano di Sicurezza (PS) di cui
all'art. 26 e all'art. 22 della Legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3, s. m. ed i. Indicazioni
operative
Regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la
restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea per le
sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento
(CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione,
nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione
91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE
Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per
il riassetto e la riforma della normativa in materia
del Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, nr. 123 in materia di tutela della
salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro
Attuazione della direttiva 98/62/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti
connessi con determinate sostanze pericolose
Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani
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94
PREVENZIONE
INCENDI
D.P.R. del 29/07/1982
Approvazione del regolamento concernente l’espletamento dei servizi di prevenzione e
di vigilanza antincendi
PREVENZIONE
INCENDI
Legge 7 dicembre
1984 n.818
Nullaosta provvisorio per le attività soggette ai controlli di prevenzione incend, modifica
degli articoli 2 e 3 della legge 4 marzo 1982 n.66 e norme integrative dell’ordinamento
del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
PREVENZIONE
INCENDI
Legge 5 marzo 1990
n.46
Norme per la sicurezza degli impianti
PREVENZIONE
INCENDI
D.P.R. del 06/12/1991
n. 447
Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990 n.46 in materia di sicurezza degli
impianti
PREVENZIONE
INCENDI
D.P.R. del 12/01/1998
n. 37
Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi
PREVENZIONE
INCENDI
D.M. del 10/03/1998
Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di
lavoro
Decreti regolamentari SISTRI

DM Ambiente 20 marzo 2013 (Termini di riavvio progressivo del Sistri)

DM Ambiente 17 ottobre 2012, n. 210 (Modifiche al Dm 52/2011 cd. "Tu Sistri" — Sospensione contributi
2012)

DM Ambiente 25 maggio 2012, n. 141 (Ulteriori modifiche al regolamento recante istituzione del sistema di
controllo della tracciabilità dei rifiuti — cd. "Tu Sistri")

DM Ambiente 10 novembre 2011, n. 219 (Modifiche e integrazioni al Dm del 18 febbraio 2011, n. 52)

DM Ambiente 12 novembre 2011 (Dichiarazione Sistri — cd. "Mudino" — Proroga dei termini)

DM Ambiente 18 febbraio 2011, n. 52 (Regolamento recante istituzione del sistema di controllo della
tracciabilita' dei rifiuti — cd. "Tu Sistri")
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DM Ambiente 26 maggio 2011 (Sistri — Proroga del termine di cui all'articolo 12, comma 2, del decreto 17
dicembre 2009)

DM Ambiente 17 dicembre 2009 (Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti — Sistri)
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DM Ambiente 15 febbraio 2010 (Sistri — Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009)
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DM Ambiente 9 luglio 2010 (Sistri — Modifiche e integrazioni al Dm 17 dicembre 2009)
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DM Ambiente 28 settembre 2010 (Sistri — Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009)
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DM Ambiente 22 dicembre 2010 (Sistri — Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009)
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95
GESTIONE AMBIENTALE
VERIFICATA IT-000089
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Dichiarazione Ambientale 2014 - 2016