CONSIGLIO PROVINCIALE DI CREMONA ADUNANZA DEL GIORNO 28 LUGLIO 2009 L’anno 2009, il giorno 28 del mese di luglio alle ore 15.00, nella sala delle adunanze del Consiglio Provinciale convocato nelle forme di legge e con appositi avvisi spediti a domicilio di ciascun Consigliere, si è oggi riunito il Consiglio Provinciale. Fatto l’appello risultano presenti: 1) Agazzi Antonio x 2) Alloni Agostino x 3) Araldi Massimo x 4) Barbati Filippo x 5) Benzoni Maurizio x 6) Biondi Giovanni x 7) Bonaventi Piergiacomo x 8) Borghetti Maurizio x 9) Castellani Vera x 10) Chioda Francesco x 11) Degani Fabrizio x 12) Doldi Andrea x 13) Dusi Giampaolo x 14) Gallina Gabriele x Pag. 1 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 15) Gelmini Manuel x 16) Ghidotti Carlalberto x 17) Ghillini Cesare x 18) Guerrini Giacomo Noris x 19) Losio Ivan x 20) Mainardi Cesare 21) Malvezzi Carlo 22) Mazzocco Franco x 23) Rossi Luca x 24) Salini Massimiliano x 25) Torchio Giuseppe x 26) Trespidi Giuseppe 27) Vailati Eugenio x 28) Virgilio Leonardo x 29) Zaghen Ernesto x 30) Zanacchi Maria Rosa x 31) Zanisi Giacomo x Sono altresì presenti gli Assessori: Bongiovanni Filippo, Capelletti Chiara, Fontanella Giuseppe, Lena Federico, Orini Paola, Pinotti Gianluca, Schiavi Silvia, Soccini Matteo. Assiste il Segretario Generale dell’Amministrazione Provinciale, dr. Giorgio Lovili. Dato atto che il numero dei presenti è legale per la validità delle deliberazioni, il Presidente del Consiglio, sig. Carlalberto Ghidotti, assume la presidenza e, dichiarata aperta la seduta, invita il Consiglio a deliberare sugli argomenti all’ordine del giorno. Pag. 2 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Il Presidente del Consiglio nomina scrutatori, ai sensi dell’art. 65 del Regolamento degli Organi Istituzionali, i Consiglieri Losio e Rossi per la maggioranza e il Consigliere Virgilio per la minoranza. Si dà atto che nel corso della seduta non si sono verificati movimenti fra i Sigg. Consiglieri: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Buongiorno, ci ha raggiunti il Presidente Salini, porto il mio saluto al Presidente, alla Giunta, a tutti i consiglieri, a tutto lo staff tecnico che ci permette oggi di realizzare questo incontro. Vi ringrazio per la puntualità, cedo subito la parola al Segretario Generale per svolgere l’appello. Il Segretario Generale procede all’appello. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Abbiamo verificato il numero legale per l’adunanza, dichiaro aperta la seduta. Nomino scrutatori i Cons.: Losio, Rossi e Virgilio. Oggetto n. 95232 di protocollo N. 1 dell’ordine del giorno PRESENTAZIONE LINEE PROGRAMMATICHE RELATIVE ALLE AZIONI E AI PROGETTI DA REALIZZARE NEL CORSO DEL MANDATO. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE In seguito a questa presentazione non vi sarà la discussione e neanche la votazione, oggi il Presidente e tutta la Giunta Provinciale si limitano a Pag. 3 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 presentare il programma, che verrà poi trattato, dibattuto e votato alla volta del prossimo Consiglio Provinciale in settembre. PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Limiterò al massimo le premesse perché ritengo che il contenuto, anche del discorso di insediamento possa essere considerato come un’utile premessa all’illustrazione delle linee generali programmatiche, mi limito, come anticipato dal Presidente del Consiglio Provinciale, a considerare, a osservare che, entro 45 giorni come previsto dalla normativa in argomento, dal primo Consiglio Provinciale, l’ultimo Consiglio Provinciale che abbiamo fatto, vi sarà notificato il testo definitivo delle linee programmatiche, peraltro mi permetto di proporre che questa notifica avvenga attraverso posta elettronica, in modo da favorire anche fisicamente la procedura sia di lettura che di verifica, che di eventuale proposta emendativa, quindi vi verrà notificato entro il 20/21 agosto, adesso i termini chiedo che vengano verificati dal punte del Consiglio Provinciale, oggi il sottoscritto e i colleghi della Giunta, illustreranno per sommi capi, quindi onorando la sintesi l’efficacia e l'essenzialità, i contenuti di queste linee programmatiche distinte settore per settore, purtroppo manca in questo momento un assessore, credo che mancherà anche al momento della discussione, segnatamente l’Ass. Leoni, eventualmente mi assumerò io l’onere di illustrare leggendo la nota che comunque mi aveva lasciato, i contenuti generali che riguardano le deleghe che gli sono state attribuite. Per quanto riguarda le premesse generali, faccio solo alcune precisazioni vacche ineriscono peraltro anche alle deleghe che mi sono attribuite riguardo al tema del bilancio e del personale. Richiamo l’attenzione, come già fatto in altre occasioni, sulla necessità di procedere a adeguare l’organizzazione interna di questa Amministrazione, a quanto la normativa in argomento propone, affinché sia onorata a pieno titolo l’efficienza delle macchine amministrative, vi sono norme in argomento, le Pag. 4 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 cito, i decreti legislativi in attuazione della legge delega N. 15 del 4 marzo 2009, Dpcm del Decreto Legge 112/08 convertito con modifiche nella legge 133/08 etc., etc., che hanno sostanzialmente, sarò molto breve, a cuore il tema innanzitutto della valutazione delle strutture, l’efficacia del loro operato, l’introduzione che a noi sta molto a cuore, della logica del risultato nell’interesse della collettività, come criteri fondanti l’approccio che noi riteniamo di dover fare nostro, nel rapporto con le strutture che ci sono messe a disposizione, peraltro è con orgoglio come cittadino che posso dire che effettivamente la struttura organizzativa, la macchina amministrativa della nostra Provincia, è una macchina amministrativa che è in grado di sostenere, di adempiere ai più alti compiti che si vogliono affidarle, il problema non è legato alla qualità degli uomini sulla quale stiamo constatando la possibilità di una grande collaborazione e la possibilità di proporci obiettivi ambiziosi, il problema è di tipo organizzativo, il problema è il nesso tra le strutture, tra i settori, il problema è caratterizzato dal metodo, ha normativa oltre che la mentalità, corre in nostro favore, adeguarci anche a questa normativa, consentirà di ottenere quei risultati che ci proponiamo. Tutto questo chiaramente adempiendo come dovuto, ma come è anche importante fare, è un’occasione per tutti noi che si procede in questa maniera, attraverso il confronto con il tavolo sindacale, avendo chiaramente sempre a cuore che vi è una chiara identificazione, distinzione dei ruoli, che vi è la necessità di una trasparenza assoluta nell’adempimento di questi obblighi e che l’obiettivo, anche nella relazione con i sindacati, è la qualità dei servizi che eroghiamo, niente altro è a tema se non la qualità dei servizi che eroghiamo, anche e soprattutto nella relazione ottica peraltro, realizzata in questi pochi giorni di amministrazione con le forze sindacali. Centralità verrà data e responsabilità crescente al nucleo di valutazione, anche perché è uno degli aspetti fondativi del nuovo approccio che la normativa ci propone e che intendiamo fare nostro in merito all’organizzazione interna Pag. 5 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 dell’Amministrazione, è definito e identificato nel rapporto con i dirigenti dell’Amministrazione. Tutto questo, come molte delle altre cose che verranno precisate dai colleghi della Giunta che seguiranno, tutto questo dovrà essere fatto con la consapevolezza che il nostro bilancio non è facilissimo da gestire. Abbiamo ristrettezze che ci derivano da un momento di crisi che oltre a ripercuotersi sulla vita delle famiglie, si ripercuote anche sui conti di un’amministrazione come la nostra, abbiamo un bilancio che è stato ipotizzato sull’anno in corso, prevedendo entrate superiori a quelle che effettivamente ci saranno, per cui abbiamo oltre 2 milioni di Euro di eccesso di ottimismo in chi ha previsto queste entrate, ci stiamo rimboccando le maniche, siamo certi che tutti noi qui presenti in Consiglio Provinciale, oltre che i membri della Giunta Provinciale, sono consapevoli di quanta responsabilità ci voglia per correggere questo errore di previsione, ma di errori di previsione se ne fanno tanti, quindi il problema non è stigmatizzare l’errore, ma è assumersi corresponsabilmente il compito di correggerlo, quindi correzione di un errore nella previsione di bilancio, consapevolezza che le entrate della nostra Amministrazione subiscono il contraccolpo di una crisi economica – finanziaria rilevantissima, con la quale dobbiamo fare i conti perché alle minori entrate di quest’anno, mettiamoci il cuore in pace, corrisponderanno minori entrate anche per l’anno prossimo, probabilmente maggiori rispetto a quelle attuali, vale a dire la previsione di sbilancio pari ai 2 milioni di Euro e notti di cui ho appena parlato, potrebbe trasformarsi in una previsione di sbilancio di minori entrate che raggiunga quasi i 3 milioni per l’anno prossimo, per cui grande responsabilità, grande competenza, grande senso del dovere e rigore affinché queste ristrettezze di bilancio e questa crisi che certamente non è stata generata da nessuno dei presenti, ma che incide sulla vita di tutti i presenti, anche come amministratori, ci costringe a assumere. Per cui fatte queste premesse e queste precisazioni anche in relazione alle mie deleghe, cedo la parola al Vicepresidente Lena. Pag. 6 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 ASS. LENA Come ha detto il Presidente cercherò di arrivare subito agli obiettivi che riguardano le deleghe che mi competono e parlo subito di Polizia locale. Per quanto riguarda Polizia locale gli obiettivi sono: una maggior formazione per il personale, una miglior dotazione strumentale, una sede operativa più idonea, visto che quella attuale non lo è, è un po’ concentrata in poco spazio, un’educazione stradale da fare, ma sui giovani, quindi andare nelle scuole, i pattugliamenti e i controlli verranno fatti in maniera non repressiva, possibilmente non repressiva, e faremo in modo che i nostri poliziotti possano in qualche modo essere presenti sul territorio all’interno dei piccoli comuni che sono quelli che soffrono di più la mancanza della presenza di forze dell’ordine, una revisione dei compiti all’interno della Polizia Municipale perché vedo che più sezioni fanno fare più cose alla Polizia provinciale, ma poi rivediamo queste cose, un numero di effettivi che potrà essere adeguato, visto che l’organico è fermo da circa 10 anni e manterremo una collaborazione sinergica con le altre forze dell’ordine. Per quanto riguarda la protezione civile, questo è un settore che deve essere un attimo rivisto, la nostra vuole essere una programmazione basata sulla programmazione e sulla prevenzione, investiremo sulla professionalità dei singoli, altro obiettivo è quello di poter mettere la protezione civile sotto l’egida della Polizia provinciale, così un po’ come avviene in Regione Lombardia. Per quanto riguarda i piani di emergenza comunale, dobbiamo cercare di sensibilizzare i nostri sindaci, specialmente quelli dei comuni più piccoli che sono quelli che hanno più difficoltà, questi piani di emergenza cerchiamo di averli possibilmente in versione informatica, perché questo ci porterà poi eventualmente un giorno ad avere un unico piano di emergenza provinciale. La protezione civile attiverà una collaborazione con il corpo dei Vigili del fuoco, perché la preparazione dei volontari, secondo me deve essere fatta Pag. 7 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 passando per i servizi che possono offrire i professionisti, solo i professionisti possono insegnare qualcosa, secondo me, ai nostri volontari. Passando ai rapporti con i piccoli comuni, considerando che i piccoli comuni, quindi quelli sotto i 15 mila abitanti sono il 90% del nostro totale, quindi 104 su 115 e di cui 40 comuni, quindi il 34% del totale sta sotto i mille abitanti, penso che questa sia una situazione abbastanza pesante da seguire, ovviamente i nostri sindaci avranno bisogno di un punto di ascolto e la raccolta di istanze da parte loro e penso a dei progetti legati alle innovazioni tecnologiche per poter in qualche modo soddisfare le loro esigenze. Pensiamo anche a una formazione, l’aggiornamento dei loro amministratori e dipendenti. Per quanto riguarda il turismo ci sarà un invito a tutti gli attori a unificare le forze e a condividere le strategie comuni, evitando sprechi in mille rivoli, cercheremo anche una forte connessione e sinergia con le altre forze complementari, ovvero con il commercio, cultura e ambiente. Individueremo una nuova strategia di mercato facendo leva sul mondo innovativo, sui punti di forza del territorio e della propria storia. Per quanto riguarda Expo, sappiamo che il tema è l’alimentazione del pianeta, in questo momento abbiamo due filoni: c’è l’accoglienza turistica da seguire, quindi preparare la Provincia all’Expo, la professionalità presente sul territorio e da formare sul territorio delle persone che verranno adibite a questa manifestazione, quindi ci sarà anche una preparazione culturale del territorio. Mentre le proposte progettuali sono 29, suddivise tra Provincia di Cremona, Comune di Cremona, Comune di Crema, Cremona Fiere e le biotecnologie. Per quanto riguarda invece le innovazioni tecnologiche, il progetto che mi sembra più sostenibile in questo momento che è un’eventuale visibilità delle finanze attuali, è un progetto che il Cnipa, che è un organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, non ha ammesso a finanziamento in passato alle aziende pubbliche territoriali e sono la Scrp, Padania Acque che erano coordinate dalla Provincia, che vuole dire mettere insieme i progetti Siscotel Pag. 8 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 che sono nati sul territorio per avere, sostanzialmente, un Siscotel unico, quindi poter distribuire sul territorio, poi avere le informazioni unificate sui valori Siscotel, tutto qui. ASS. FONTANELLA Il mio assessorato prevede patrimonio e servizi, ho avuto la possibilità in questo mese di fare una valutazione e non avrei mai pensato che la Provincia avesse un numero così di gente, di immobili, soprattutto di immobili scolastici che sono circa 44, che vuole dire che tutti hanno, chi più, chi meno, dei problemi. Sicuramente anche negli anni precedenti, penso siano state investite cifre anche di una certa rilevanza, però penso che nel prossimo bisogna arrivare a conclusione di mettere a norma tutte le scuole su antincendio, sicurezza, tutta una serie di problematiche. Soprattutto una particolare attenzione la avremo anche per quanto riguarda le caserme delle forze dell’ordine che ho trovate veramente in disordine e questo dà a noi un grande impegno. Non mi soffermo molto sui soggetti particolari che troverete nella relazione cartacea che vi verrà inviata e soprattutto il mio modo di operare è quello di cercare di evitare, il più possibile, gli affitti ingenti che in questi anni sono stati pagati dalla Provincia per poter avere un sistema scolastico, sistema scolastico che prevede circa 12 mila studenti che non sono pochi, quindi bisognerà secondo me adeguare di nuovo le sedi, seguire i dettagli e i programmi della nuova legge sulle iscrizioni e vedere, dove è possibile, di fare gli accorpamenti, conseguentemente fare di tutto questo un patrimonio della Provincia. Per quanto riguarda le dismissioni che la Provincia avrà, lo sappiamo tutti che la Provincia ha delle proprietà che da anni sono inservibili e devono essere comunque alienabili, penso che valorizzandole al massimo, queste proprietà Pag. 9 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 debbano essere alienate per risolvere un problema che magari non è solo della Provincia, ma che era anche quello di altri enti. Soprattutto quello che mi sta anche a cuore è il provveditorato, sono una base della holding di acquisto che era… non è più pensabile che in Provincia ci siano diversi modi di acquistare, ogni settore acquista in autonomia quello che gli serve, dobbiamo cercare di centralizzare tutti gli acquisti, dalle macchine, soprattutto avere un sistema di gestione, parlo degli automezzi della Provincia che sia una cosa centralizzata, non che ci siano macchine che, ho visto e ho potuto constatare, che hanno due anni, due mila chilometri e macchine che hanno 50 mila chilometri in due anni, quindi conseguentemente o queste girano troppo o queste sono praticamente ferme e ci sono sempre delle lamentele perché un dipendente che si deve spostare, si deve muovere non ha la macchina, vuole dire che alla base di tutto questo ci deve essere un’organizzazione alla quale uno accede attraverso il sistema telematico, la prenotazione della macchina, conseguentemente, penso che il servizio debba avere a disposizione questo. Questo è in sintesi e sarà più specificato nella relazione che avrete in maniera cartacea. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Pinotti. ASS. PINOTTI L’unificazione dei due assessorati agricoltura, caccia e pesca, e ambiente ci porta a individuare fin da subito due obiettivi da conseguire: 1) l’obiettivo interno, proprio organizzativo interno; 2) riguarda gli obiettivi che ci siamo preposti di perseguire nei 5 anni di governo del territorio. Per quanto riguarda il risultato interno, quello che si vuole condurre è un unico orizzonte sul quale articolare l’attività di chi vede l’ambiente come bene finito da tutelare, anche per le generazioni future, un territorio che viene eroso Pag. 10 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 quotidianamente dall’urbanizzazione, quindi integrare questa visione con chi invece utilizza l’ambiente per produrre reddito e mi riferisco all’agricoltura, un’agricoltura e qua passo a quelli che sono gli obiettivi che dobbiamo perseguire nella politica del territorio, un’agricoltura che qua non può e non deve essere un’agricoltura marginale, abbiamo da subito focalizzato il bersaglio della nostra attività nel cuore dell’azienda agricola e zootecnica in particolare della nostra Provincia, quindi ci occuperemo in maniera predominante di quello che chiamo il fusto dell’albero, ci occupiamo della chioma, solo quando il fusto è sano e non desta preoccupazione, tutti voi sapete che l’agricoltura sta attraversando, ormai da troppo tempo, una gravissima crisi, è veramente una tenaglia tra i costi di produzione e la bassa remunerazione dei prodotti della filiera agroalimentare. Quindi attraverso il piano di sviluppo rurale che consente alle province di gestire con una certa discrezionalità l’orientamento delle risorse, ci occuperemo di andare a sostenere l’azienda agricola in maniera particolare, abbiamo proprio questa visione di agricoltura non marginale, oggi dobbiamo, viste le ristrettezze delle risorse di cui disponiamo, focalizzare l’utilizzo delle risorse che sono messe a disposizione del mondo agricolo. Ricordiamo che il fatto di ritrovarsi ancora delle fonti di investimento non utilizzate dall’agricoltura, sono un campanello di allarme che non possiamo ignorare, vuole dire che l’agricoltore per l’eccesso di burocrazia, decide molto spesso di non accedere all’utilizzo delle risorse e poi anche il fatto che l’agricoltore è oggi così impegnato, così esposto economicamente per gli investimenti che vengono richiesti all’attività agricola per rimanere al passo con i tempi, ha il piato corto, non ha più la possibilità di impegnarsi ulteriormente. Questi risultati che sono certamente risultati ambiziosi, li possiamo conseguire se riusciamo a far valere la nostra pressione di coinvolgimento anche su quei livelli di governo superiori a quelli provinciale che incidono sul nostro territorio, ci siamo già attivati con l’assessorato all’agricoltura, ho già preso Pag. 11 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 contatti anche, ho rintracciato la possibilità di avere un contatto anche con il Ministero perché siamo consapevoli che non possiamo agire sul nostro territorio, sfruttando solamente il potermene marginale che ci viene assegnato per orientare i fondi che sono assegnati per il comparto agricolo. Queste sono scelte che entreranno nel piano agricolo triennale, qui ci sarà una previsione strategica, quella che è la nostra preoccupazione è di dare una prospettiva almeno a medio – lungo termine sull’agricoltura. Costi di produzione elevati e bassa valorizzazione dei prodotti della filiera agro- alimentare, questi riducono la competitività delle nostre aziende agricole, e è per questo che ci concentreremo anche sul mercato dei prodotti tipici, l’Expo ci verrà in aiuto, ci stiamo già muovendo in quella direzione, è l’obiettivo principale, è una vetrina che non possiamo eludere, che non possiamo fallire. Per quanto riguarda poi, ho fatto un accenno prima alla sburocratizzazione, ho già parlato con la Regione in maniera tale da ridurre gli adempimenti burocratici che l’agricoltore deve rispettare per poter accedere a delle fonti di finanziamento. Per quanto riguarda caccia e pesca proseguiremo in una strada di confronto che ho visto comunque già buona sul territorio, sempre tenendo presente che, al di là di una tutela dell’ambiente, il giusto equilibrio tra l’azione dell’uomo e la tutela dell’ambiente di cui dicevo prima, si fonda sulla bontà di questo rapporto. Passando all’ambiente, vorrei che poi in futuro non ci fossero più soluzioni di continuità nel giudicare le questioni, con i due dirigenti dei due settori ci siamo dati l’obiettivo di poter individuare fin da subito quelli che sono gli elementi dell’uno e dell’altro assessorato, che si intersecano per poter ridurre le “forme” di attrito, di attriti che molto spesso possono uscire nei rapporti con il territorio. Condividiamo perfettamente con la struttura di poter definire questo orizzonte comune tra le due attività e dallo scioglimento di questo nodo che ritengo sia Pag. 12 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 solo un nodo, ma solo una definizione di modalità di procedere, si potrà vivere in maniera piena sia l’attività agricola che la tutela dell’ambiente. Per quanto riguarda la questione, 5 sono i filoni sui quali orienteremo la nostra attività: rifiuti, cave, aria, energia e risorse idriche. Per quanto riguarda i rifiuti, va da sé che la perfetta gestione dei rifiuti serve per poter produrre anche una consapevolezza da cittadini di aumentare la raccolta differenziata e di perseguire livelli di differenziazione dei rifiuti sempre più elevate, quindi un consumo consapevole. Per quanto riguarda invece il discorso delle cave, partiamo dal presupposto che non possiamo utilizzare a nostro piacimento il territorio, una programmazione con una condivisione di principi che ci consentirà di pianificare un utilizzo delle risorse che il territorio ci mette a disposizione. Per quanto riguarda l’aria, faremo una grande attenzione sugli atti autorizzativi, proprio per le emissioni in atmosfera di competenza della Provincia, partiamo dal presupposto che nella nostra Provincia, in particolar modo nella nostra Regione si concentra una grande quantità di attività produttive che, associate a uno scarso ricambio dei volumi d’aria, portano a focalizzare una grande attenzione su questo aspetto. Per quanto riguarda l’energia, abbiamo presente che ci deve essere una diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, nel piano energetico andremo a sfruttare tutte le capacità che il territorio ha, per produrre energia, proprio l’altro giorno in Regione mi dicevano che la Provincia di Cremona è leader nella produzione di bioenergia e questo nell’ambito di una differenziazione dell’approvvigionamento, è un risultato che cercheremo di perseguire. Ultima cosa, attenzione anche all’utilizzo delle risorse idriche, l’acqua è molto importante, teniamo presente che qua l’acqua viene anche utilizzata proprio per l’irrigazione, per le nostre produzioni, quindi grande attenzione sulla qualità delle nostre acque e anche sull’utilizzo, cercheremo di definire regole certe per l’utilizzo di questa risorsa. Pag. 13 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Ultimissima cosa, le aree inquinate, ci sono dei punti della nostra Provincia sui quali metteremo la lente di ingrandimento come mi piace dire e in maniera oggettiva faremo la nostra parte e individueremo con gli altri soggetti preposti dei percorsi per la restituzione alla comunità di questi ambiti. ASS. ORINI Cercherò quindi di sintetizzare il più possibile gli obiettivi legati a istruzione, formazione e lavoro, 3 settori che chiaramente sono strettamente connessi tra di loro e lo sono ancora di più nella situazione attuale con una crisi economica notevole, che ci vedrà molto impegnati nel campo delle politiche del lavoro, ma che metterà in evidenza come il settore dell’istruzione e della formazione professionale, in intesi nel senso più ampio del termine, possano essere molto importanti anche, per esempio, per una riqualificazione professionale e per un tentativo di reinserimento nel mondo del lavoro anche per chi, purtroppo, rischia di essere espulso da questo mondo a causa della crisi economica. E’ evidente anche comunque il valore intrinseco dei settori, se pensiamo come l’istruzione, la formazione professionale siano basilari per la formazione della persona e per il suo inserimento all’interno della società, inoltre ricordo che ultimamente alla Provincia sono stati riconosciuti dei ruoli, competenze sempre maggiori, sia a livello nazionale che a livello regionale, proprio in questi 3 campi, in particolare nel campo dell’istruzione, in seguito all’accordo tra il Presidente della Regione Lombardia e il Ministro della Pubblica istruzione e in relazione anche alla piena attuazione della riforma della scuola secondaria. Nel campo poi della formazione professionale, già da tempo per la verità, la Provincia ricopre un ruolo fondamentale, ma direi che questo ruolo dovrà essere incrementato ulteriormente sia perché la stessa riforma della scuola secondaria va verso un’integrazione sempre maggiore tra istruzione scolastica in senso stretto e tradizionale e formazione, sia perché la formazione, l’orientamento e anche il riorientamento professionale, appaiono come Pag. 14 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 fondamentali anche di fronte alla crisi economica e per il reinserimento lavorativo. Venendo in sintesi agli obiettivi che ci poniamo, noi vogliamo attuare una programmazione complessiva, progettata in stretta collaborazione con tutti i soggetti, in particolare con le istituzioni scolastiche formative e basata anche su una valutazione sia delle esigenze educative, sia delle necessità del mercato del lavoro. Vogliamo inoltre arrivare all’elaborazione di un’adeguata proposta relativa all’attuazione della riforma della scuola secondaria, articolata nei diversi indirizzi: liceali, tecnici e professionali previsti e basata anche su un’integrazione sempre più forte tra l’istruzione secondaria e la formazione professionale che pur nel riconoscimento delle diverse specificità, riconosca a ambedue questi canali, la loro dignità. Intendiamo anche dare un sostegno sempre più efficace all’offerta universitaria presente sul nostro territorio, è presente, direi, in maniera abbondante, è legata però a atenei diversi, 6, mi risulta e conseguentemente pur essendo molto importante, potrebbe, in futuro, secondo noi, essere caratterizzata da un’interrazione complessiva più coordinata e basata su un progetto comune che parta dal nostro stesso territorio, pur, anche in questo caso, salvaguardando la specificità dell’offerta delle diverse università. Perseguiremo anche lo sviluppo e il coordinamento degli interventi di orientamento e riorientamento relativi alla scuola secondaria di primo e secondo grado fatta ovviamente in collaborazione con i comuni e alla formazione professionale e in questo caso collegheremo la nostra azione a quella di sostegno all’occupazione, attraverso dei corsi di qualificazione, dei corsi di riqualificazione anche legati al sistema regionale della dote, che non siano semplicemente un passaggio burocratico, ma che diano, che cerchino di dare anche al lavoratore in cassa integrazione, delle competenze adeguate al mondo del lavoro, ovviamente in questo caso sarà importante anche una nostra azione di regia, di concertazione, di coordinamento con tutte le forze presenti Pag. 15 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 sul territorio, che dovrebbero anche segnalarci le reali esigenze economiche e produttive del territorio, a partire ovviamente dalle forze imprenditoriali, coinvolgendo gli enti locali e coinvolgendo anche le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori. Cercheremo, ovviamente come del resto le nostre competenze richiedono, di favorire e promuovere l’inserimento e la corretta integrazione all’interno sia del sistema scolastico e formativo, ma anche del sistema lavorativo, di soggetti svantaggiati, con particolare attenzione alle persone diversamente abili. Cercheremo nel complesso, sempre di più, di favorire un reale, concreto e proficuo rapporto tra il mondo scolastico e formativo e quello lavorativo, sia attraverso le azioni a cui prima ho accennato e in particolare l’azione di orientamento e riorientamento continuo perché la situazione richiede anche questa flessibilità, ma anche con eventualmente dei progetti specifici, che valorizzino le ricchezze del nostro territorio, sia nel settore ambientale e economico, sto pensando in particolare a istituti come quello di agraria, con la scuola casearia o altri istituti di tipo tecnico e professionale, sia valorizzando la tradizione culturale e artistica del nostro territorio che per esempio a Cremona ha un po’ il suo apice nell’arte liuteria e a Crema nell’arte organaria. ASS. BONGIOVANNI Il mio discorso va a completare le premesse accennate prima dal Presidente e le premesse che troverete poi nel documento cartaceo che vi verrà consegnato. Con le mie vogliamo incidere sul metodo di lavoro della nostra Giunta e sulla struttura organizzativa dell’ente. La riforma in senso federale dello Stato, l’applicazione del principio di sussidiarietà e la semplificazione della macchina burocratica – amministrativa, devono avere una diretta applicazione anche sul territorio, in aderenza alle modifiche normative che il governo centrale sta progressivamente attuando. L’obiettivo è quello di avere meno burocrazia, incidendo sulla semplificazione sia normativa che amministrativa, arrivando quindi a avere meno regole, ma le Pag. 16 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 più chiare possibili e una macchina amministrativa più snella e più efficiente con tempi di risposta brevi e efficienti. In questo ambito è doveroso rendere operativo il codice dell’Amministrazione digitale, utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, questo permetterà di dotare l’ente di un regolamento dei procedimenti con un catalogo aggiornato che definisca tempi certi e la loro conclusione e una razionalizzazione delle procedure, degli atti amministrativi e della modulistica. Per quanto riguarda la mia delega ai rapporti con il Consiglio, saranno garantite le migliori condizioni per un corretto e efficiente rapporto tra la Giunta e il Consiglio Provinciale e con le relative commissioni che saranno istituite affinché ogni organo provinciale possa svolgere democraticamente e nel migliore dei modi il proprio compito e con l’obiettivo della massima trasparenza e della massima partecipazione. Per quanto riguarda la mia delega allo Statuto e ai regolamenti, nel corso del mandato intendo attuare una generale ricognizione e una successiva revisione sia dello Statuto della Provincia, sia di tutti i regolamenti interni all’Ente, l’obiettivo è quello di semplificare il linguaggio, rendendo i testi normativi più chiari e comprensibili, ma anche quello di eliminare norme superflue e ripetitive, riducendo il più possibile le regole allo stretto necessario, all’interno di questo lavoro è previsto inoltre di monitorare e contenere i costi di funzionamento degli organi istituzionali di tutta la macchina organizzativa. ASS. CAPELLETTI Vi ringrazio per non avermi richiamato alla sintesi, visto che sul settore cultura diventa un po’ difficile essere sintetici, ma l’ho promesso ai Consiglieri provinciali che cercherò di essere molto sintetica. Parto dicendo che la situazione del settore cultura non è assolutamente facile, quello che mi è stato chiaro in questi primi giorni di lavoro nell’assessorato è che è necessario un cambiamento radicale, è necessario in realtà un rinnovamento vero che sia tempestivo e soprattutto molto appassionato. Pag. 17 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Credo di aver capito che è necessario avere visione e soprattutto dimostrare di saper fare sistema, collegando pubblico e privato con il comune obiettivo di rilanciare l’immagine della Provincia di Cremona e la volontà di ribadire il ruolo che la cultura, insieme al turismo, devono avere nell’economia e nello sviluppo. La Provincia deve promuovere la cultura come bene collettivo di coesione, di crescita sociale, di sviluppo e riequilibrio socio – economico come accesso alla bellezza dell’arte sviluppando progetti e eventi, ma per seguire tali obiettivi la Provincia deve provvedere a una radicale trasformazione del proprio ruolo, passando da come era, ente erogatore di patrocini e piccoli contributi a pioggia, a un autorevole ente gestore e coordinatore di uffici e centri di servizio in grado di sviluppare, ovviamente in accordo con Regione, comuni e associazioni e istituzioni culturali, una politica di coordinamento delle iniziative sul territorio, di produzione, distribuzione di eventi culturali, di promozione del territorio a livello locale, nazionale e internazionale, ovviamente la declinazione operativa di tutto questo è il distretto culturale. Siamo chiamati a concretizzare il lavoro svolto fino a ora su Crearte, però perfezionando le strategie e superando le criticità che già sono state rilevate. Dobbiamo affrontare il non facile passaggio dalle idee alle realtà, questa sfida però potrà essere raggiunta con successa solo se avremo una vera governance della cultura in grado di interesse un nuovo protagonismo in una logica sussidiaria, infatti l’esperienza dei distretti insegna che la cultura paga, in termini di sviluppo, soltanto se viene presa molto sul serio da parte di tutti gli operatori del sistema locale, con le conseguenti assunzioni di responsabilità e di rischio individuale che ciò comporta, Cremona, pur tra tante eccellenze gode innegabilmente di una grande considerazione a livello internazionale per la sua tradizione e più in generale musicale, non credo di dover ricordare a nessuno che qua è nato il violino e che qui per secoli sono stati costruiti i migliori strumenti a arco. Pag. 18 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Oggi abbiamo una prestigiosa scuola internazionale, dove giovani da tutto il mondo apprendono l’arte di Stradivari, ma è doveroso pensare anche alla tradizione organaria, ai compositori, agli esecutori e ambasciatori di Cremona sui palcoscenici di tutto il mondo, senza però dimenticare neanche la tradizione bandistica territoriale e l’arte corale che caratterizza la nostra terra, la musica può essere uno straordinario strumento per promuovere il nostro territorio nel mondo, il prossimo anno arriverà il riconoscimento della liuteria di Cremona come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco e a questo appuntamento non possiamo arrivare impreparati, ben consapevoli che la tradizione musicale, insieme alla tradizione agroalimentare, sarà tra i nostri elementi di forza e caratterizzanti per l’Expo 2015. Dal momento culturale nei mesi scorsi poi è arrivata la sollecitazione a dare vita al museo del violino e qui la Provincia agirà insieme al Comune di Cremona e alla Fondazione Stradivari per studiare questa possibilità e offrire un’altra occasione al territorio. Gli errori compiuti in passato, per esempio l’Apic devono essere di monito, ma non devono diventare una barriera insormontabile per la cultura, compatibilmente alle risorse disponibili, argomento sul quale evito ogni commento in questa sede, andranno sostenuti gli eventi di grande richiamo, così come andranno valutate le nuove strategie legate alle esposizioni, puntando su sinergie con altre importanti realtà europee riducendo e ottimizzando gli investimenti, serve oggi un’ulteriore spinta verso un approccio più ampio alle politiche culturali che consenta un salto vero di qualità, è una strada obbligata perché diversamente ci esporremmo al rischio di un localismo particolaristico e limitante, che finirebbe con l’avvolgere come una cappa tanti preziosi frammenti del nostro territorio. La Provincia deve saper svolgere un ruolo di incubatore di una nuova classe creativa, deve saper trovare spazi e occasioni di valorizzazione dei propri talenti, il nostro territorio ci chiede, questa è una sfida molto ambiziosa di non Pag. 19 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 ridurre l’impegno a una concezione unilaterale, ma ci sollecita a valorizzare a pieno la ricchezza identitaria che ci è stata consegnata. ASS. SCHIAVI Nella stesura del programma welfare abbiamo dovuto tenere conto di due importanti punti di rottura rispetto al passato, che sono la crisi economica che ha creato bisogni nuovi sia per tipologia che per numero e nel cambiamento che è stato espresso dagli elettori, quindi inteso come una volontà di avere un welfare meno compassionevole e più efficiente, per vicino ai bisogni concreti e al ruolo centrale della persona umana e della famiglia intesa come nucleo primario della società. Per questo ci siamo concentrati sul ruolo istituzionale della Provincia inteso come ente intermedio tra la Regione e il comune, in questo senso quindi svolgeremo questo ruolo sia dando attuazione alle numerose e importantissime deleghe regionali, ma anche mettendo un particolare focus sul nostro territorio, recuperando denaro in precedenza disperso e in iniziative di per sé notevolissime ma eccentriche rispetto allo scopo di una Provincia. Infine la intenderemo come collaborazione, coordinamento sinergico con tutti gli enti territoriali, con i comuni, le realtà del nostro territorio. Come lo faremo? Con un metodo nuovo Rispetto al passato, basato fondamentalmente sull’ascolto e quindi svilupperemo importanti strumenti di monitoraggio, dove già esistono, come l’osservatorio delle politiche sociali verranno potenziati e altrimenti ne creeremo ex novo, per esempio osservatori sulla condizione della persona anziana, oppure una consulta delle famiglie, tutto questo perché è nostra intenzione lavorare con il concetto di sussidiarietà, vorremmo mettere al centro di tutto la persona umana, noi crediamo che debba essere messa nella condizione di soddisfare liberamente quelli che sono i suoi bisogni, abbiamo rispetto per la razionalità delle persone e quindi della loro capacità di decidere in quale modo possono soddisfare meglio i propri bisogni, a titolo di esempio vi invito a pensare l’esperienza dei voucher, in questo modo i voucher di tipo Pag. 20 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 socio- sanitario, gli utilizzatori sono razionalmente portati a impiegarli presso l’operatore che massimizza i loro bisogno e in questo modo tra gli operatori viene stimolata la competizione di merito, ottenendo efficacia, risultato e efficienza, ottenendo che venga fatto bene, eliminiamo in un colpo solo la vecchia logica di statalismo e di spreco. Parallelamente a questo vogliamo lavorare con logica di accreditamento, noi dobbiamo riconoscere che il terzo settore esiste e fa molto bene, perciò non vogliamo sostituirci adesso, creando dei doppioni pubblici, costosi in aree già presidiate in maniera eccellente, ma vogliamo mettere gli operatori del terzo settore nella condizione di fare bene, non ostacolandoli, ma anzi favorendoli, l’unica cosa che dobbiamo fare è vigilare che ci siano condizioni di accesso paritarie e corrette e livelli di qualità adeguati e omogenei. Laddove invece non dovessero esistere realtà di terzo settore, cercheremo di favorirne la nascita, magari anche con collaborazioni pubblico privato. In quali aree interverremo lo scopriremo solo dopo che avremo ascoltare le esigenze del territorio, ma ovviamente abitiamo qui e quindi ci aspettiamo che ci siano aree prioritario, le aree di intervento prioritario che ci aspettiamo sono la famiglia con tutti i suoi bisogni, le persone anziane intese sia nella loro dimensione di malattie, ma anche come ricchezza culturale, lo diceva prima Chiara, il sostegno alle persone diversamente abili, nell’integrazione scolastica o lavorativa come diceva prima Paola, ma anche nella dimensione sociale, infine il sostegno alle persone sole, non autosufficienti o colpite da dipendenze. L’obiettivo finale in ogni caso sarà quello di porre le basi sociali per uno sviluppo economico e culturale omogeneo, scevro da pensioni sociali e che sia di aiuto a uno sviluppo vero! ASS. SOCCINI La risposta che, come Giunta Provinciale, ci poniamo di porre alla crisi economica, non può essere solo reattiva o di contenimento, ma dovrà essere Pag. 21 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 impostata e realizzata nell’immediato futuro, non solo badando alla difesa e al mantenimento degli standard attuali. La vera frontiera che dobbiamo porre per il sistema produttivo è tale che possa reggere l’impatto non solo del presente, ma anche di tutti i cambiamenti che stanno rapidamente avvenendo nel mondo produttivo e del lavoro, gettare le basi oggi per non vivere crisi economiche peggiori domani. Quanto fatto fino a oggi sarà esaminato con la dovuta attenzione al fine di intraprendere le debite azioni migliorative. Uno dei punti cardine sarà la semplificazione burocratica, il sistema imprenditoriale ha la necessità di una semplificazione che eviti alle imprese di disperdere tempi e energie non funzionali alla competitività del mondo produttivo, incentiveremo le azioni sistemiche per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, aprendo un sistema di e individuando nuove traiettorie di sviluppo settoriale, favorendo forme di aggregazione imprenditoriale in relazione a specifici progetti. Essenziale a tal fine è il ruolo dell’innovazione per lo sviluppo, favorendo più stretto e concreto collegamento tra il mondo della ricerca e il mondo produttivo. Un altro tema fondamentale per le imprese artigiane e non solo, è il mondo del credito e il rapporto con le banche, a tal fine cercheremo di coordinare iniziative o momenti di confronto un mondo creditizio, banche e confidi per agevolare e migliorare l’accesso al credito stesso da parte del mondo produttivo, fondamentale sarà la valorizzazione delle potenzialità strategiche legate allo sviluppo dei vari poli produttivi che siano della cosmesi, meccanica etc. che coinvolgono tutte le piccole e medie imprese del nostro territorio provinciale. L’artigianato e la piccola impresa rappresentano uno dei fattori di maggiore rilievo sotto il profilo economico e produttivo, oltre, ovviamente sotto il profilo occupazionale. Le imprese artigiane e microimprese rappresentano una grande risorsa in quanto sono in grado di assicurare flessibilità e rapidità nelle risposte alle esigenze del mercato e quindi le più adatte a sostenere l’impatto Pag. 22 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 della crisi, se aiutate debitamente nell’accesso per esempio al credito e ai capitali di impresa. Sostenere le iniziative promosse da associazioni, comuni, centri di servizio alle imprese, per la realizzazione di azioni atte al mantenimento dello sviluppo delle attività legate all’economia locale, interventi a sostegno di progetti presentati da enti locali, centri di servizi, associazioni nell’ambito dei vari distretti industriali, commerciali e artigiani che vi sono e potranno nascere nel nostro territorio. Sarà altresì importante e cercheremo di attuarlo, favorire la messa in opera di reti tecnologiche telematiche, il tutto naturalmente nel rispetto dei criteri di miglioramento ambientale e di risparmio energetico! PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE L’Ass. Leoni oggi non ha potuto presenziare al Consiglio Provinciale, sintetizza così le linee del programma inerenti alla sua attività il Presidente Salini. PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Mi limito a leggere alcuni dei passaggi della relazione che mi è stata passata anche per rispetto dell’Assessore, quindi cercherei di ridurre al minimo l’interpretazione. Parliamo di territorio e di opere pubbliche. “La qualità di un territorio e la sua capacità di attrarre cittadini e imprese dipende soprattutto dai servizi che vengono assicurati in termini di qualità, quantità, continuità e tempi. Per quanto riguarda la pianificazione territoriale, le sottolineature dell’Assessore sono le seguenti: la nostra Provincia ha ottemperato alla Legge Regionale 12 e ha recentemente approvato la variante generale al Ptcp, fino al 31 maggio 2010 la Provincia sarà impegnata a affrontare e sostenere l’approvazione dei Pgt comunali, con tutte le problematiche connesse alle visioni di pianificazione urbana degli stessi, per la Pag. 23 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 durata del mandato amministrativo, al fine di migliorare il controllo e la gestione del nostro territorio. Sarà poi necessario iniziare un concreto percorso di realizzazione del sito provinciale, al quale i nostri comuni dovranno fare riferimento per non rischiare di vedere respinti i propri Pgt nella base di collaudo regionale. La Provincia si adopererà per la realizzazione dei corsi di formazione per i tecnici e liberi professionisti e comunali, per la conoscenza del Ptcp e dei Pgt. Per quanto riguarda le infrastrutture, determinazione del livello di competitività e di attrattività di un’area per i sistemi delle famiglie e delle imprese richiede un’adeguata dotazione di infrastrutture, infrastrutture economiche, fisiche e sociali. Per questo bisogna insistere nel migliorare la connessione sul territorio provinciale in termini di fattori fisici infrastrutturali, in modo strategico e efficace e tenendo presente la necessità di riequilibrare modalità del trasporto con un potenziamento delle infrastrutture, ammodernamento quindi della rete ferroviaria, maggiore navigabilità del fiume Po in qualsiasi momento dell’anno, creazione di spazi intermodali che sviluppino l’interscambio tra i diversi settori del ferro, dell’idrovia e della gomma, nonché potenziamento del sistema tecnologico e dell’informazione che evidenzia un grande divario territoriale tra le diverse aree geografiche della Provincia. Poi seguono una serie di sottolineature che evidentemente non costituiscono una novità eccezionale, semplicemente la novità o comunque l’impegno per noi sarà quello, in continuità con l’operato di chi ci ha preceduto, cercare se è possibile, di accelerare la loro realizzazione. Le cito velocemente: rete stradale, terzo ponte con tutte le opere connesse, autostrada Cremona – Mantova, l’inizio dei lavori della Tibre – che Dio ce la mandi buona – e il completamento della variante connessa a questo di Casal Maggiore. Realizzazione del tratto della nuova 591 Bergamo – Piacenza, nuovo ponte dell’Adda di Montodine fino alla Paulese e fino a Castelleone che consentirà Pag. 24 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 di dare risposte al maggior traffico generato dalla prossima apertura del ponte per il quale l’attuale strada provinciale 14 Montodine – Castelleone è, com’è noto, inadeguata e costituirà un importante asse di collegamento nord – sud che partendo dalla nuova autostrada Bre - Bemi Raggiungerà l’A1 e collegherà Piacenza tagliando la nostra Provincia. La nuova circonvallazione è di dovere e una serie di altre indicazioni. Sulla navigabilità abbiamo detto, per quanto riguarda le ferrovie emergono tra le altre le priorità costituite dal raddoppio della linea ferroviaria tra stazione di Cremona e quella di Cava Tigozzi con conseguente eliminazione di passaggi a livello e trasferimento dello scarico merci di Cremona nella stazione di Cava Tigozzi, il completamento dei magazzini raccordati del porto di Cremona con un terminal modale di interscambio e stoccaggio veloce nell’ambito della prevista integrazione delle attività intermodali del porto pubblico, con il futuro potenziamento dello scalo ferroviario di Cava Tigozzi. Comunque le sottolineature a questo riguardo sono note, in conclusione le opere pubbliche vanno sì realizzate e comunque vi saranno notificate, per cui vi vengo anche incontro e mi vengo incontro riducendo la lunghezza della relazione. Le opere pubbliche vanno sì realizzate, ma poi devono anche essere ben gestite e quindi vi sono anche delle sottolineature in tema di sicurezza e di manutenzione straordinaria e manutenzione ordinaria della rete stradale provinciale, ottimizzando la gestione del personale esterno e delle economie a questo connesse. Per cui in conclusione abbiamo individuato alcune priorità di contesto, priorità di contesto che riassumerei facendo riferimento innanzitutto al tema della crisi, quindi alla difficoltà a programmare che è connesso a questa grave crisi in cui ci troviamo. Altra priorità di contesto il federalismo, in particolare il tema del federalismo fiscale che ci fa porre due domande: quante risorse avremo a disposizione e quando le avremo e questo è un tema su cui saremo costretti Pag. 25 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 tutti a lavorare, domandando e ottenendo il più possibile sempre attraverso un’azione congiunta e corresponsabile. In terza battuta il Disegno di Legge sulle autonomie locali che attendiamo, la cui definizione definitiva è per noi di vitale importanza e il tema delle prossime elezioni regionali a cui è connessa, noi speriamo, la possibilità di addivenire a un governo della nostra Regione, sempre più attento ai territori, noi crediamo che a questo riguardo possano essere fatti notevoli passi in avanti. Da un punto di vista delle scelte di metodo quali sono le sottolineature, per concludere, la sussidiarietà, la semplificazione e il coinvolgimento, questo leggo tra le righe di quanto detto dai miei assessori e dai vostri assessori, in particolare il tema del coinvolgimento, i fatti recenti dimostrano che questo coinvolgimento riguarda soprattutto i nostri sindaci. Il Consiglio prende atto PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Grazie a tutta la Giunta Provinciale per la sintesi con cui hanno esposto il programma di mandato. Come concordato in ufficio di Presidenza possiamo passare al secondo punto iscritto all’ordine del giorno. Oggetto n. 95227 di protocollo RECESSO DALL’APIC N. 2 dell’ordine del giorno (ASSOCIAZIONE PROMOZIONE INIZIATIVE CULTURALI). PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Per esporre questa decisione cedo la parola al Presidente Salini. Pag. 26 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Precisazioni direi brevi, mi sembra doveroso e possibile essere breve a questo riguardo. La Provincia ha ritenuto opportuno recedere dalla condizione di socio dell’Apic non per ragioni connesse al dissesto economico - finanziario della stessa, dissesto che è all’attenzione di chi opportunamente ne se deve occupare, le ragioni di questo recesso sono legate all’impossibilità di comprendere e di valutare, di verificare la possibilità che l’Apic continui a mantenere la fedeltà al proprio oggetto sociale, abbiamo ritenuto non tanto di scappare da responsabilità che non abbiamo, le responsabilità connesse al tema economico – finanziario dell’Associazione, perché anche mantenendo alla condizione di soci, com’è noto non avremmo dovuto rispondere di alcunché. Il punto è, valutare come soci che l’Apic può essere ancora l’Apic, siccome le informazioni in nostro possesso ci fanno ritenere che questa associazione difficilmente potrà continuare a svolgere nel pieno titolo le proprie funzioni, abbiamo ritenuto doveroso manifestare questa volontà di recesso che peraltro ci risulta sia stata seguita da altri soci. E’ chiaro che nella valutazione che noi stiamo facendo, in prima battuta abbiamo a cuore, come mi risultano abbiano anche gli amministratori, bisogna dare atto di questo, la condizione di fornitori, vale a dire: abbiamo a cuore che in ogni modo si possano generare le condizioni affinché coloro che vantano legittimi diritti nei confronti di questa associazione, possano avere soddisfazione in qualche modo, per cui fatti questi chiarimenti, ritengo che possano considerarsi sufficientemente motivate le ragioni per cui si è ritenuto di procedere, entro i termini, entro il 30 giugno, al recesso dall’Apic. Tutto ciò premesso si propone al Consiglio l’adozione della seguente deliberazione. IL CONSIGLIO PROVINCIALE DELIBERA Pag. 27 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 1) di confermare e far propria la volontà di recedere dalla qualità di socio dall’Associazione Promozione Iniziative Culturali come da nota spedita in data 24.6.2009 (notificata con RR al Consiglio di Amministrazione APIC in data 26.6.2009) assunta dal Presidente con la nota in pari data; 2) di dare atto che sul presente provvedimento è stato espresso il parere previsto dal D.Lgs 267/00. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Sarà anche il nostro battesimo al voto, la prima votazione, la deliberazione va votata quindi… La parola al Cons. Virgilio. CONS. VIRGILIO Rispetto a questa scelta, che credo debba essere collocata all’interno di una prospettiva di politiche culturali, francamente ho apprezzato molto l’intervento dell’Ass. Capelletti perché credo sia stato l’unico intervento che abbia rinunciato a fare l’elenco della spesa o l’elenco di intenti, ma abbia dato un senso, un significato politico alle politiche culturali, a prescindere poi dalla condivisione o meno di questo senso politico. Credo che noi dobbiamo porci il problema, non dell’elenco della spesa, ma del “sì, ma come?” Come realizzare queste dichiarazioni di intenti. Rispetto alla questione delle politiche culturali e della scelta che noi sosterremo di uscire dall’Apic, questa scelta va collocata all’interno di un percorso, di un percorso che questa amministrazione eredita, quello del distretto, quello della nascita di Cre.ar.t.e. e questo perché, quando si parla di politiche culturali, il rischio è un po’ quello di fare retorica della valorizzazione, della sinergia, senza poi esserci né valorizzare concretamente e senza fare neanche sinergia, ecco perché una prima esigenza deve essere quella di misurare concretamente le ricadute nelle diverse specificità e nel complesso del territorio. Pag. 28 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Il nodo principale che noi abbiamo di fronte, è vero, è quello della frammentazione che rende poi difficile il reperimento delle risorse, così come il ritorno dell’investimento e una difficoltà di coordinamento tra le diverse tipologie di patrimonio e i soggetti delle attività che vi fanno riferimento, allora la scelta del distretto nasce anche da questa esigenza, dalla consapevolezza che stava per chiudersi un ciclo e quindi nasce questa nuova modalità di fare rete, capace di mettere in moto risorse come strumento efficace di governo, di gestione del patrimonio culturale, è quello di favorire un atteggiamento politico che consideri anche la cultura come tessuto connettivo e motore della crescita sociale e economica del territorio, attraverso l’integrazione tra politiche pubbliche e iniziativa privata, perché rispetto a questo ambito c’è un rapporto di complementarietà tra pubblico e privato ed è necessario coinvolgere il settore privato perché, si espandono e si ritraggono insieme, insieme crescono in questo settore e insieme arretrano, allora è sbagliato ed è questa la sfida dei prossimi anni. E’ sbagliato in questo ambito ritenere che lo Stato debba accollarsi tutto, dietro magari il paravento di una sorta di rete formale, quando poi l’ossatura progettuale è ancora per l’ennesima volta definita dal pubblico, però sbaglia anche chi ritiene che lo Stato si debba ritirare perché soltanto con una forte e intelligente presenza pubblica, si motivano le competenze, la creatività del privato a partecipare e quindi è qui che è necessaria una diversa capacità organizzativa dell’offerta culturale e anche una vera cultura di impresa, senza la logica delle chiusure, e noi nella prospettiva attenderemo questo percorso, abbiamo messo questo strumento nelle mani della nuova Amministrazione, questo credo che sul versante politico sia anche un atto di responsabilità, di volontà di vedere forse oltre, di volontà probabilmente non sempre attesa dalle diverse forze politiche. Vengo dall’assistenza del Consiglio Comunale di Cremona e ricordo che la scelta dell’attuale maggioranza era stata quella di astenersi di fronte alla proposta di Cre.ar.t.e. per motivazioni legate a questioni di tempistica o questioni di carattere metodologico, credo che fosse quello un approccio Pag. 29 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 abbastanza discutibile, certo eravamo sotto la campagna elettorale, eravamo anche nel bel mezzo di una polemica politica sui conti dell’Apic che a quanto pare, tolto il timer di quell’azione innescata nel bel mezzo di una campagna elettorale, dopo anni di apatia e di silenzio, poteva avere elementi di verità, serietà, però in ogni caso si preferì correlare le due vicende forzando la mano su questa correlazione. Dico questo perché dobbiamo scindere e distillare gli oggetti in questione, perché in questi ultimi mesi ci sono state azioni che sono state capaci di generare risorse e vorrei anche ribadire questo aspetto di una valutazione complessiva dell’eredità dell’Amministrazione precedente, valutiamo quello che la buona politica è riuscita a generare attraverso fatti concreti e fatti concreti sono il distretto culturale, la Provincia ha vinto un bando di concorso insieme a altre realtà, i fatti concreti sono che i soldi della Fondazione Cariplo, che questa fondazione mette a disposizione sono risorse ingenti e il fatto che si apre per questo territorio una prospettiva del tutto nuova, quindi è importante in questa fase valutare i buchi e da questo punto di vista le criticità le dobbiamo affrontare senza la logica dei supporter ma con intransigenza da parte di tutte le componenti politiche, però dobbiamo anche valutare le risorse che arriveranno e non solo mi riferisco alle politiche culturali, anche in altri ambiti. C’è quindi anche una considerazione politica più complessiva, non credo francamente che l’Apic sia stato un errore, lo diceva prima l’Ass. Capelletti, credo che la scelta dell’Apic, il cui percorso credo sia stato anche ampiamente condiviso e partecipato, anche dagli stessi esponenti che oggi fanno parte di questa Giunta, è un percorso che ha senza dubbio modificato l’offerta culturale di questo territorio, che ha agito in una logica di sburocratizzazione del rapporto tra enti che ha garantito una bella ambiziosa stagione delle grandi mostre, di eventi di grande richiamo coniugando anche le diverse esigenze delle politiche culturali, la logica della nicchia, della specificità territoriale, Pag. 30 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 fino a approdare anche a offerte che riguardano la fruibilità di un pubblico anche più vasto. Certo poi a un certo punto ci si rende conto che uno strumento del genere non è più all’altezza della situazione, che c’è l’esigenza di fare ancora più sistema, di rendere questa pratica di sistema ancora più intensa, che c’è la considerazione politica che a un certo punto è necessario individuare strumenti innovativi più efficaci e questo è quello che si è fatto. C’era anche la consapevolezza di una certa frammentazione: allora l’idea del distretto va all’interno di questa direzione e questo non toglie nulla all’esigenza di essere obiettivi e franchi rispetto a una vicenda molto poco chiara nella sua entità e nella sua gravità e noi partiamo dal presupposto che quando, però, si produce cultura, non è come dire che un’Amministrazione pubblica debba avere la pretesa di chiudere in avanzo, c’è sempre un disavanzo, almeno in relazione alle voci dirette della cultura ed è questa una dinamica generale, in particolare nel nostro territorio, dove difficilmente riesci ad andare a intercettare la generosità consistente di privati o di banche e poi in relazione a questa vicenda, è altro riferirsi a elementi poco chiari, sui quali il livello politico fa fatica a prendere atto della congruenza o meno dei crediti, a debiti forse collocati fuori bilancio e su questo credo sia necessario approfondire, indagare, accertare le diverse responsabilità e nello stesso tempo tutelare l’immagine e anche il grado di affidabilità degli enti che costituiscono l’Apic e soprattutto tenere conto delle difficoltà dei creditori e su questo poco possiamo per adesso dire, se non quello di confidare nella compiutezza delle indagini e delle valutazioni che si faranno, c’è stato un esposto puntuale in Procura presentato dal Presidente dell’Apic, ci sono e ci saranno degli accertamenti, credo che questa sia la fase della comprensione, nel senso che occorre capire bene cosa è successo, come è successo, perché è successo e naturalmente i livelli diversi di responsabilità. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Pag. 31 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 La parola al Cons. Dusi. CONS. DUSI Credo invece che per quanto è stato detto dal Presidente, che una considerazione sia da mettere in campo in modo chiaro, proprio perché questa Amministrazione che si è appena istituita non ha proprio responsabilità alcuna rispetto al tema che viene messo oggi in discussione e che naturalmente ha un procedimento giuridico in atto, che andrà a dare delle risposte, dovrà dare delle risposte, proprio per questo credo che in una fase di questo tipo dire: “noi ce ne andiamo” e non è questo quello che vuole dire il Presidente; ma poi per la gente comune, per chi è creditore, credo che una cosa sia il rispetto, proprio, di queste persone che naturalmente vogliono la verità e vogliono avere sentenziato un giudizio rispetto alla questione. Proprio per questo motivo, dico, non ci sono responsabilità da parte dell’Amministrazione, c’è la possibilità della creazione di un nuovo soggetto, di un nuovo distretto, c’è la possibilità di operare in modo nuovo e allora perché recedere oggi di fronte a una situazione di criticità? Credo che non si debba avere paura a affrontare l’argomento anche rimanendo dentro e lo dico anche in funzione delle dichiarazioni fatte dal Comune di Cremona e da quello di Casalmaggiore, credo che uscire oggi è un atto di debolezza forte rispetto a una situazione così gravosa, rispetto a delle responsabilità che sono oggettive e sono lì da vedere. Quindi lo dico anche perché in quella Giunta c’è qualche Assessore che conosce da anni, da decenni la situazione, non è che Torchio, il Presidente precedente ha preso in mano l’Associazione florida. L’Associazione aveva già oltre un milione di debiti quando è stata presa in mano dalla precedente Amministrazione, quindi parlo anche della Signora Orini che è lì presente, che quindi già a suo tempo queste criticità erano note. Quindi la ritengo una posizione debole quella di recedere e voterò contro a questa posizione, perché credo che oggi un’Amministrazione che ha le carte in regola per dire la sua Pag. 32 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 rispetto agli eventi che verranno, deve avere il carattere e la posizione di portare a termine, una situazione che oggi non chiara, e che l’aspetto giuridico che è in atto, naturalmente, dovrà chiarire. La mia posizione credo sia trasparente e voglio che sia fatto sotto l’aspetto politico e amministrativo anche dalla nuova Amministrazione. Credo che uscire oggi sia un errore. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Agazzi. CONS. AGAZZI Brevemente solo per dire che invece il nostro è un sostegno convinto rispetto all’indicazione di recesso dall’Apic e non perché questo fatto debba assumere una valenza politica, ha valenza politica, ma non nel senso che si voglia buttare la croce addosso a chicchessia. Il Presidente ha spiegato bene che le ragioni sono altre e non sono ragioni di una fuga. Semplicemente abbiamo visto che viene meno e lo certifichiamo in questa adunanza, uno strumento. Non viene meno come l’Assessore alla partita si è incaricata di spiegarlo egregiamente. L’ambizione di sostenere un’importante politica culturale in Provincia di Cremona, declinata in modo differente, viene avanti con uno strumento rispetto al quale la maggioranza precedente ha dato un contributo importante, quello del distretto, viene avanti anche con la necessità di razionalizzare, riorganizzare in modo da produrre iniziative culturali. Poi non sono tanto dell’idea che vada tanto sostenuta la teoria che le iniziative culturali debbono fatalmente produrre un disavanzo. Sono della teoria invece che qui si stia dando un segnale che va nella direzione di una logica di amministrazione buona, sana, oculata, che metta in campo le iniziative anche nel settore culturale che hanno una sostenibilità economica, che considera la cultura un investimento e non un costo, un investimento che può produrre Pag. 33 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 anche benefici di carattere economico, turistico rispetto a un territorio. Iniziative che riorganizzate attraverso una serie di uffici e di servizi possono produrre quella che l’Ass. Capelletti ha bene definito: la promozione dell’immagine di questa Provincia a livelli territoriali molto più ampi e superiori. Viene meno uno strumento, si approssima un nuovo strumento, una nuova modalità di gestione della politica culturale, all’insegna dell’oculatezza. Mi auguro che questo segnale che viene dato dalla Provincia di Cremona sia un segnale che travalichi il settore della gestione della politica culturale, ma che sia un segnale valido per tutte le istituzioni e gli enti di primo e di secondo livello, le aziende partecipate, tutto ciò che contribuisce all’Amministrazione dei vari settori della res publica, della cosa pubblica. E la cosa pubblica è talmente di tutti che va gestita con l’oculatezza con cui ciascuno di noi gestisce le proprie risorse all’interno del proprio nucleo familiare. Credo questa sia la logica, se questo è il segnale che la Provincia di Cremona vuole dare a livello complessivo, al di là della gestione del settore culturale, è un segnale confortante e rispetto al quale credo di poter dire, c’è la condivisione sicuramente del gruppo del Pdl, ma credo anche della maggioranza che sostiene questa Amministrazione provinciale. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Torchio. CONS. TORCHIO Intanto Signor Presidente la voglio ringraziare insieme ai colleghi che sono intervenuti, ma anche l’Assessore nella sua relazione iniziale per la misura, tono e la possibilità di sviluppare anche su questo segmento così delicato e decisivo un confronto positivo all’interno della nostra istituzione. Perché sono convinto che tante sono le potenzialità, al di là della vicenda presente e della sovraesposizione mediatica che ha determinato, perché Pag. 34 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 quando abbiamo affrontato la problematica in questo Consiglio, nella passata tornata dalla vicenda del distretto culturale, agli atti esistono indicazioni estremamente chiare e precise e lo stesso per quanto riguarda i passaggi nella Giunta Provinciale che indicano la necessità di uno stop and go rispetto alla situazione attuale. La preoccupazione che emerge nella relazione dell’Assessore, ma anche nelle brevi parole del Presidente, di un’unificazione rispetto all’eccessivo proliferare - è stato detto - o pluralismo eccessivo di enti, di istituzioni e di fondazioni, per quanto riguarda la specificità cremonese, ritengo che la dobbiamo sottoscrivere a chiare lettere tutti, al di là di quelli che sono i nostri ruoli, perché in effetti in passato vi è stato un eccesso di fantasia e di creatività. Questo era oltremodo appetito rispetto al traguardo del distretto culturale Cre.ar.t.e., che è stato realizzato in via del tutto sperimentale e primi in Lombardia, così com’è avvenuto per tante altre vicende, lo diceva prima, a proposito di energie alternative, di avere scoperto che siamo i primi, evidentemente non è stato per un compiacimento degli dei, ma per un lavoro che è stato sviluppato territorialmente e con grande fatica e lo stesso si potrebbe dire a livello urbanistico per il Ptcp se è vero che l’Ass. Boni, di orientamenti altri, è venuto a benedire quello che è stato il primo piano che è partito a livello regionale e lo stesso per il distretto culturale, perché dal prossimo settembre l’Ente si troverà la disponibilità di 4 milioni di Euro di risorse fresche, lo studio giuridico è stato affidato alla Cattolica, lo studio tecnico al Politecnico, si basano su statuti che non sono solo pezzi di carta come quelli dell’Apic che mettono a repentaglio la responsabilità personale e individuale, è stato scritto, degli amministratori, ma li mettono in una condizione nella quale un supporto di natura tecnico – scientifico – giuridica e culturale, potrà portare a nuovi obiettivi e a nuovi traguardi anche con il secondo step di 18 milioni di Euro, che è previsto per l’anno prossimo. Questo è all’interno di un disegno che noi abbiamo amato, cercato di portare avanti e di perseguire. Oggi non ho portato nessun libro in Tribunale, mi sono Pag. 35 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 recato dal Presidente del Tribunale per fare l’unico atto possibile rispetto a una giustificabile defezione di tutti i soci e sostanzialmente a chiedere la nomina di un commissario, che è il risultato di una sequenza che, il primo giorno che ho incontrato il Presidente Salini nel passaggio delle consegne, correttamente ho voluto declinargli e che si è completata qualche giorno dopo con l’esposto di denuncia alla Procura della Repubblica. Questo è il passaggio tra persone civili, tra persone che credono nel principio della continuità delle amministrazioni, nelle partite attive e nelle partite più difficili, perché noi non abbiamo mai amato, nella nostra vicenda, essere soltanto persone che tiravano i cassetti, abbiamo pensato che era meglio tirare avanti, tirare dritto, anche quando, rispetto al bilancio del 2004, ci siamo trovati 1.600.000 Euro di debiti e nella partita dei crediti, vi era una parte che poi i Revisori dei Conti nel 2007, hanno definito inesigibili. Quindi la vicenda non è nata e probabilmente si è conclusa con la mia esperienza e la mia vicenda amministrativa, perché ripercorre i 15 anni della storia di questo Ente e, non a caso, ho chiesto l’accesso agli atti per verificare tutte le sequenze, visto che anche adesso nel periodo successivo al termine della scadenza amministrativa del mio mandato di Presidente, sono arrivate fatture anche, mi si dice del 2003/2004 prima che io arrivassi, allora evidentemente vi era una situazione che durava nel tempo. Con la stessa serenità e la stessa chiarezza vorrei dire che proprio in questi momenti, vista la situazione culturale pregressa, il Presidente ha avuto l’onestà di dirmi che arriverà un milione di Euro per il magazzino carri per la finanziaria Arcos del Ministero dei Beni culturali, che noi abbiamo propiziato e spero che la sequenza complessiva e di Palazzo Stanga con i 900 mila in della Fondazione Cariplo, più il biennio delle autostrade e i 315 mila del fondo di rotazione regionale e ancora per la biblioteca di Agraria gli accordi fatti con la biblioteca statale, tutto il discorso del finanziamento della rete di eccellenza del distretto agroalimentare per questi temi, le azioni emblematiche maggiori con i 5 milioni della Cariplo per quanto non assegnate dalla Giunta uscente, Pag. 36 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 ma a disposizione per le giuste scelte che la Giunta entrante deciderà con le altre istituzioni di portare avanti. Il progetto Valle del Po con i 180 milioni complessivi delle 13 province dei fondi Fas che prevedono oltre a Palazzo Stanga il Mulino di Spiladesco e altri importanti giacimenti culturali, i progetti integrati d’area dell’Oglio e delle Isole Foreste, Adda e Po per altri 25 milioni sull’asse quarto del Fesr; le nostre richieste sono 5 e 5 milioni per ognuno dei 2 progetti integrati d’area e così tutta una serie di situazioni; vedano la possibilità che la mia Giunta ha posto nel momento del passaggio delle consegne, di fare una politica, se è consentito, face tu face con la nuova Amministrazione, per trasferire tutte le opportunità di un lavoro che avrà avuto, per l’amor del cielo, sul piano politico, tutte le lacune possibili, ma ha avuto anche dentro i segni di una grande passione civile che noi vorremmo, al di là dei nostri ruoli e delle nostre posizioni, trasferire a voi che avete ereditato e preso in mano le redini di questa situazione. E lo diciamo con grande affetto e con grande senso di responsabilità nei confronti dell’Ente. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Borghetti. CONS. BORGHETTI Non intervengo sul fatto che il mio gruppo vota l’uscita perché la riteniamo giustificata nei termini in cui ce l’ha proposta il Presidente Salini. L’ha già detto il Cons. Agazzi e quindi lo posso solo ribadire e basta. Vorrei però fare alcune considerazioni, anche avendo sentito interventi precedenti. Ho sentito il Presidente Torchio che ha ringraziato per l’ennesima volta la gestione precedente di Corada, la gestione precedente di Corada per una parte l’avevo vissuta perché ero consigliere provinciale, poi mi sono ritrovato, saltando 5 anni perché non mi ero presentato alle elezioni, a quelle Pag. 37 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 del Presidente Torchio, l’ha ringraziato perché gli ha detto: mi hai lasciato un mare di debiti, adesso addirittura mi arrivano dei pagamenti del 2003 che non c’entro niente, c’è una differenza però, mi mancano 4 o 5 anni, quelli che non ero presente, tra i due c’è una differenza che c’è sicuramente un’esposizione, un deficit c’era quando l’ha incontrato il Presidente Torchio e era dovuto alla gestione Corada, ma quest’ultima aveva svolto i grandi eventi per i quali l’Apic era nata, nella gestione Torchio degli ultimi 5 anni, questi grandi eventi non li ho visti ed è stato uno dei motivi, mi riferisco subito e così sgombriamo anche il campo, perché è stato detto velatamente in modo molto gentile dal Cons. Virgilio che ha svolto anche un intervento piuttosto moderato e per tanti versi anche condivisibile, di dire: come mai sono state dette alcune cose in campagna elettorale? Non è vero che proprio in campagna elettorale; eravamo all’inizio (d’altronde come consigliere dico quando riesco finalmente a ottenere i dati); perché nella gestione precedente sono state fatte tantissime commissioni, si è discusso di tantissimi argomenti, però negli ultimi due anni e mezzo, a differenza di quanto è stato detto in modo falso nel giornale su dichiarazioni sulla stampa, precedenti, 2007, 2008, 2009 (e questo ho verificato perché mi sono fatto dare tutti i verbali) non c’è stata una Commissione cultura né congiunta in cui c’entrasse la cultura, in cui il termine Apic risultasse da qualche parte. Quindi era evidente che per un consigliere, soprattutto di minoranza, ma credo anche di maggioranza, non era così facile poter vedere o giudicare quello che stava succedendo, perché si relazionava di tutto, si discuteva di tutto, ma l’Apic in due anni e mezzo, era diventato un tabù! Ho semplicemente fatto una domanda, alcune domande ma molto semplici, non certamente dal punto di vista tecnico. Alcune cose riguardano gli organismi competenti che sono i tribunali, la Guardia di Finanza, il Procuratore della Repubblica, noi non c’entriamo, noi facciamo una valutazione politica. Dico: c’è una situazione in cui abbiamo un deficit che a me risultava sostanziale, c’era una forte preoccupazione da parte di diversi Pag. 38 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 creditori. Eppure a me risultava che a fronte di un deficit del genere, c’erano dei trasferimenti della Provincia all’Apic per oltre 2 milioni di Euro, non noccioline, ho chiesto semplicemente: bisogna spiegarlo ai cittadini, sono soldi pubblici, è un’associazione che sta facendo, deve fare, grandi eventi culturali e non li fa da due anni e mezzo perché l’ultima era dei Dinosauri, ha un’esposizione debitoria che adesso risulta bene sui giornali che è di 2.250.000 Euro, non 500 mila come qualcuno aveva detto, mi trovo a chiedere conferma del fatto che ci sono trasferimenti dalla Provincia all’Apic per due anni e mezzo di 2 milioni di Euro, sarà pure corretto politicamente, non tecnicamente, ma non si vuole andare a spiegare ai cittadini, ai fornitori, come sono stati spesi questi soldi. Invece di rispondere, forse è per quello che è diventata più grande, ancora più grande, invece di rispondere mi è stato detto che erano stati approvati dei bilanci che invece non sono stati approvati, perché il bilancio 2008, nonostante il Presidente Torchio o l’ex Presidente Torchio continui a dire, il bilancio 2008 non è mai stato approvato, come non è mai stato approvato nel 2007, anche perché l’ultimo bilancio, con un bilancio 2007 così catastrofico, voglio vedere come poteva essere costruito un bilancio 2008, ma perché lo dico? Perché il Comune di Crema dove svolgo anche attività, ha chiesto i documenti e i documenti sono arrivati, ma non sono di un bilancio approvato, perché un bilancio approvato deve avere le sue firme, deve avere la firma del Comune di Crema che non ha mai approvato niente, deve avere una relazione al bilancio, ci deve essere una relazione dei Revisori dei Conti, questo è un bilancio approvato, non specificare solo alcune cifre. Quindi sono state dette tante cose non vere, tante cose comunque poco chiare, credo che da un punto di vista politico oggi come oggi, ed è questo il mio intervento, debba ancora e vada spiegato nei minimi termini, alla gente, agli elettori e forse il caso era proprio giusto, in campagna elettorale perché un’Amministrazione che esce deve rispondere soprattutto di quello che ha fatto, non tanto dei progetti futuri. Pag. 39 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Bene, in campagna elettorale, a tutti i cittadini nei minimi termini come e dove sono stati spesi questi soldi, non dico, se poi sono stati spesi bene ben venga, ma il dubbio rimane, perché non è stato risposto? Seconda cosa: a fronte di una cosa di questo genere c’è una dichiarazione che non mi piace e c’è una tendenza, capisco i fornitori, capisco benissimo, ha ragione il Cons. Virgilio nel dire questo, c’è da tenere presente che c’è gente che ha dei forti crediti, soprattutto in questo periodo, che non sono stati pagati, ma che oggi come oggi, mi si venga a dire che c’è una fondazione bancaria x, che in questo periodo di crisi con la gente che viene licenziata, con le banche che hanno chiuso tutti i rubinetti, con le banche che hanno chiuso i crediti, vuole spendere 4 milioni di Euro per andare a ripianare il debito dell’Apic, lo giuro a tutti, che dovesse succedere anche per molto meno, mi andrei a incatenare davanti a quella fondazione bancaria, perché la riterrei un’assoluta vergogna e la ritengo un’assoluta vergogna anche solo averlo detto! Sono abituato a parlare chiaro, non ci vado tanto per il sottile, però è evidente! Anche rispetto a chi il giorno dopo, poi mi presenta anche la mozione sulla crisi che bisogna trovare i crediti, allora l’Apic sarà una cosa di cui giustamente ne parleranno gli organismi competenti, si cercherà in tutti i modi di vedere di favorire i fornitori, ma non mi si venga a dire che adesso le fondazioni bancarie devono andare a ricoprire i debiti dell’Apic, perché sarebbe una vergogna! Ci tenevo a questo intervento che forse non avrei fatto se la cosa si chiudeva semplicemente nell’ambito dello scioglimento dell’uscita da parte della Provincia, perché così come ho condiviso quella del Comune di Crema, condivido quella della Provincia, ma ci tenevo a specificare queste cose affinché fossero molto chiare! PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Torchio. Pag. 40 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 CONS. TORCHIO Per l’Apic ho fatto l’esposto alla Procura della Repubblica come parte lesa. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Presidente della Provincia. PRESIDENTE DELLA PROVINCIA SALINI Prima della votazione mi permetto di fare una considerazione, la prima considerazione che faccio in onore anche, al di là del tono focoso che a me onestamente piace - ma questa è un’impressione personale - del Cons. Borghetti, le considerazioni fatte dal Cons. Borghetti e dagli altri che sono intervenuti, sono tutte considerazioni sostanziali e di merito, di questo ringrazio i consiglieri per una ragione molto semplice, che in questa aula non si fanno processi e questo è un dato che oggi è stato confermato con responsabilità da chi, pur considerata la drammaticità dell’oggetto della discussione, ha ritenuto di intervenire al riguardo. Non si fanno e si farà di tutto perché si evitino i processi, si valutano i dati quando è necessario valutarli, si prendono decisioni quando è il momento di prenderle, oggi siamo qua a prendere una decisione che riguarda un passato al riguardo della gestione della cultura operata da questo Ente attraverso gli enti a esso collegati e che prelude a uno stile per il futuro, una cultura che ha il modo di vedere del sottoscritto, non va prodotta, non si produce cultura come qualcuno ha voluto sostenere, rispetto gli interventi, ma non la si produce spendendo necessariamente danaro la cultura, la cultura la si riconosce perché c’è già e arriva prima di noi, non si fa cultura con gli eventi, si riconosce una cultura che già c’è sul territorio, perché così, solo così la cultura promossa anche dall’Amministrazione provinciale potrà essere finalmente e davvero una cultura popolare. La cultura è del popolo, come tale va riconosciuta, non necessariamente dedicando del danaro, ma dedicando passione, le ristrettezze del futuro ci Pag. 41 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 costringeranno spesso a guardare e a riconoscere più che a produrre e chiedo la corresponsabilità ancora una volta di tutti voi, affinché sia possibile farla anche in questo modo, discreto ma molto popolare, secondo me anche molto più autentico di quanto sia potuto accadere in passato. Non giudico gli atteggiamenti, tutt’al più mi inserisco sulle scelte. Una precisazione conclusiva. Alcuni hanno fatto riferimento alla partecipazione di alcuni assessori, in realtà di un assessore di questa Giunta Comunale alla storia dell’Apic; bene, lo posso confermare, tuttavia il riferimento va fatto a un periodo che va dal 1995 al 1999, quindi ben prima che si verificassero i fatti che sono oggetto della discussione sulla quale anche oggi siamo intervenuti. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Ci sono altri interventi? No, pongo in votazione. Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del Consiglio pone ai voti palesi, con sistema elettronico, la deliberazione in argomento ed accerta – con l’assistenza degli scrutatori – l’esito della votazione: presenti e votanti n. 28 Consiglieri; favorevoli n. 25; contrari n. 3 (Araldi, Dusi, Guerrini). La deliberazione è approvata a maggioranza. Il Presidente del Consiglio pone ora ai voti palesi, con sistema elettronico, l’immediata eseguibilità del presente provvedimento ed accerta – con l’assistenza degli scrutatori – l’esito della votazione: presenti e votanti n. 28 Consiglieri; favorevoli n. 27; contrari n. 1 (Guerrini). La deliberazione è immediatamente esecutiva. L’atto viene inserito al n. 88 del registro delle deliberazioni. Pag. 42 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Oggetto n. 93462 di protocollo N. 3 dell’ordine del giorno CRITERI GENERALI PER LA MODIFICA DEL REGOLAMENTO PER L’AFFIDAMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE AUTONOMA. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Presidente Salini. PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Il punto riguarda la modifica del regolamento per il conferimento di incarichi individuali di lavoro autonomo. Ho accennato al tema di cui trattiamo a questo punto nella trattazione nel primo punto all’ordine del giorno, quando con riferimento al tema della gestione del personale, richiamavo alcuni riferimenti normativi ai quali è necessario dare piena attuazione anche attraverso modifiche di natura regolamentare. Specificamente la modifica al regolamento rappresenta la risposta alla recente normativa, segnatamente all’art. 22, comma 2 della legge 69/2009 e, inoltre, come anticipato, consente di adeguarsi agli orientamenti interpretativi della Corte dei Conti della Lombardia che in particolare con il parere N. 37/2009 ha fornito linee direttive cui gli enti sono tenuti a ispirarsi con riferimento, in particolare - qui procedo con una breve sintesi - alle ipotesi di affidamento diretto di incarichi, alla necessità che la prestazione fornita all’Amministrazione sia altamente qualificata, alla necessità che rilevi l’esecuzione personale della prestazione in modo tale che gli incarichi in esame vengano nettamente distinti dall’appalto di servizi, alla necessità che anche le società in house si adeguino nel conferire gli incarichi di cui si tratta ai principi e agli obblighi cui sono soggetti gli enti ai quali appartengono e alla lettura, e questo è un tema rilevante, della corretta interpretazione della locuzione che fa riferimento alla “particolare e comprovata specializzazione Pag. 43 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 universitaria” come possesso di conoscenze specialistiche, equiparabili a quelle che si otterrebbero con un percorso di tipo universitario. Le modifiche che vengono proposte sono modifiche che in questo modo ho tentato di riassumere per sommi capi, spero di essere stato sufficientemente chiaro. Tutto ciò premesso si propone al Consiglio l’adozione della seguente deliberazione. IL CONSIGLIO PROVINCIALE Richiamato l’articolo 3, comma 56, della legge n. 244/07, come modificato dall’art.46, comma 3, D.L.112/, convertito con modifiche nella L.133/08, il quale dispone che con il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi sono fissati i limiti, i criteri e le modalità per l’attribuzione di incarichi esterni; Visto l’art. 7, comma 6, del D.Lgs. n. 165/01, come da ultimo modificato dall’art.22, comma 2, L.69/09; Visti i pareri della Corte dei Conti, sezione di controllo della Regione Lombardia, rilasciati nella presente materia e, in particolare, i pareri n. 37/2009 e n. 124/2009, con i quali sono state fornite indicazioni utili ad un’adeguata revisione del vigente regolamento per l’affidamento degli incarichi esterni; Visto il parere favorevole espresso ai sensi dell'art.49 comma 1 del D.Lgs. 267/00 dal Dirigente competente; D E L I B E RA - di stabilire le seguenti ulteriori direttive, oltre al recepimento di quanto previsto dall’art. 22 co.2 L. 69/09, ai fini della modifica del Regolamento per il conferimento degli incarichi individuali di lavoro autonomo, quale allegato al Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, che la Giunta andrà ad approvare: Pag. 44 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 • che vengano rivisti i casi in cui è possibile procedere all’affidamento diretto prescindendo dalla procedura comparativa; • che gli incarichi siano ricondotti al modello della locatio operis, in modo tale che rilevi la personalità della prestazione resa dall’esecutore e che, pertanto, restino concettualmente distinti gli appalti di servizi, aventi ad oggetto la prestazione imprenditoriale di un risultato, resa da soggetti con organizzazione strutturata e prodotta senza caratterizzazione personale; • che sia espressamente previsto l’obbligo in capo alle società in house di conformarsi ai principi ed agli obblighi fissati in materia dalla amministrazione cui appartengono; • che si recepiscano i criteri formulati dalla Corte dei conti per quanto attiene il significato da attribuire alla locuzione “ particolare e comprovata specializzazione universitaria” richiesta ai soggetti affidatari degli incarichi; - di dare atto che sul presente provvedimento sono stati espressi favorevolmente i pareri e le attestazioni previsti dall’art. 49 comma 1 del D.Lgs. 267/00. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Così come avveniva per la presentazione dei programmi, anche per la presentazione di questo oggetto i tempi sono raddoppiati, quindi per chiunque volesse intervenire, il tempo dell’intervento sale a 26 minuti. La parola al Cons. Alloni. CONS. ALLONI Sig. Presidente, credo, nel testo di deliberazione che ho avuto modo di leggere, che manchi il parere del Dirigente, mi interessava sapere se era stato sottoscritto il parere e qual è il Dirigente che l’ha sottoscritto. Pag. 45 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Non mi riferisco alla deliberazione di Giunta successiva naturalmente, ma mi riferisco alla deliberazione del Consiglio Provinciale di oggi. Poi la seconda domanda che formulo, ma non per un aspetto meramente formale, anche perché dietro c’è il ragionamento del perché di questa urgenza, è questa: la modifica di un regolamento non deve passare dalla Commissione consiliare? Non è obbligatorio? Quindi se non c’è, più che un parere del Presidente, mi aspetterei un parere legale, perché credo che la modifica di qualsiasi regolamento debba andare in Commissione consiliare e regolamenti, poi non so, so che state discutendo, quante commissioni saranno, quella credo sia obbligatoria, quindi la domanda mia è: perché c’è questa urgenza? Oppure se preferite, perché non si fa un passaggio in Commissione quando ci sarà la Commissione e poi in Consiglio Provinciale quando la Commissione avrà espresso il parere che a me pare obbligatorio? Poi ci sono due questioni di merito: la prima è relativa alla parte dove si dice che le ipotesi di affidamento diretto di incarico, senza preventiva effettuazione di procedura comparativa possono essere fatte, mi ricordo quando fu fatta quella legge, soprattutto la Lega, si disse finalmente non verranno più prodotte scelte finte, ma occorre quantomeno ci sia una comparazione, adesso invece si fatta una scelta… si torna indietro, si può fare anche senza comparazione e questo dal punto di vista del principio mi sembra sbagliato; il secondo passaggio di merito riguarda l’ultimo aspetto che ha letto poco fa il Presidente Salini, alla lettura della locuzione “particolare comprovata specializzazione universitaria, come il possesso di conoscenze specialistiche equiparabili a quelle che si otterrebbero con un percorso di tipo universitario”, la legge era chiara, diceva che lì poteva essere assunto solo chi aveva “particolare e comprovata specializzazione universitaria”, dire che uno è esperto del settore, quasi a volerlo comparare ad uno che ha fatto l’università, ce ne vuole, a me pare che i titoli non si comprano: o uno ha una particolare comprovata specializzazione universitaria, oppure non ce l’ha, quindi dei due l’una o si prende colui che ha partecipato e ha ottenuto il titolo universitario, oppure secondo me non sarebbe possibile. Pag. 46 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Ci viene incontro però la sentenza della Corte dei Conti, però a me risulta che non sono leggi queste, sono interpretazioni, per cui mi pare che la legge invece sia chiara, come si fa a dire che uno che non ha la laurea, solo per l’esperienza può essere collegato a una particolare comprovata specializzazione universitaria, a me pare impossibile, quindi le due questioni di metodo, prima e le due questioni di merito poi. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Presidente Salini. PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Faccio un’osservazione sulla questione di merito e poi dopo chiedo, come giustamente è stato chiesto dal Cons. Alloni di fare alcune precisazioni più di dettaglio al Segretario Generale. Per quanto riguarda il tema del passaggio in Consiglio Comunale prima che in Commissione, a onor del vero questa è una modifica che si potrebbe fare in Giunta e per onore della democrazia si è ritenuto di passare in Consiglio e non è neanche precisa la considerazione, in merito al fatto che sia necessario passare in Commissione, questo non è affatto vero, si passa in Commissione se la Commissione c’è e se lo si ritiene opportuno. Tuttavia ci fosse stata la Commissione, come siamo passati in Consiglio saremmo sicuramente passati in Commissione. Per quanto riguarda l’urgenza, non vi è urgenza, vi è una ragione di opportunità e in relazione anche a una serie di incarichi assegnati in passato che non sempre hanno tenuto conto della necessità della laurea, quindi è anche una sorta di intervento ad adiuvandum della precedente Amministrazione, rispetto alla quale ci sentiamo responsabili di consentire la continuità del lavoro che, con efficienza viene garantito da alcuni soggetti non dotati di laurea. Tuttavia preciso che l’interpretazione fornita dalla Corte dei Conti in ragione della quale la particolare e comprovata specializzazione universitaria (e questa Pag. 47 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 è una precisazione che arriva da una Giunta provinciale che vanta il maggior numero di laureati da anni all’interno di questa Amministrazione, media tenuta alta anche dai Consiglieri peraltro), la precisazione in merito all’interpretazione della Corte dei Conti è una precisazione che ritengo molto opportuna, tanto più che è stata seguita dalla maggior parte delle amministrazioni; non è un’interpretazione rispetto alla quale ritengo si possa essere superficiali, è un’interpretazione fondatissima, è un’interpretazione ben più autorevole della mia interpretazione, è un’interpretazione che ha costituito punto di riferimento per molte amministrazioni. Non si vede pertanto la ragione per cui il regolamento della nostra Amministrazione non debba adeguarsi come molti altri hanno fatto, a questo tipo di interpretazione, evidentemente basata sull’esperienza amministrativa, ma e questo mi corre l’obbligo di precisarlo, basata anche sull’esperienza comune, è noto ai più che vi è, spesso nascosta nelle pieghe della nostra società civile, la capacità di adempiere a obblighi anche amministrativi, attraverso il fondamento costituito da un personale con esperienza di altissimo livello, non necessariamente fornita da un titolo di studio con valore legale, magari è sufficiente un diploma. Cedo la parola al Segretario Generale per le ulteriori precisazioni che il Cons. Alloni aveva richiesto. SEGRETARIO GENERALE Mi rimane la questione delle procedure comparative. In realtà non è che si eviti l’affidamento con comparazione, si specifica e qui la deliberazione di domani è in Giunta che poi è quella della modifica reale del regolamento vigente, si sofferma su due particolari casistiche in cui l’affidamento diretto è possibile, al di fuori questo ovviamente non è possibile, è necessaria la comparazione. La procedura comparativa andata deserta, questo è il primo caso e l’unicità della prestazione sotto il profilo soggettivo; in questi due casi l’affidamento Pag. 48 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 potrebbe essere affidamento diretto, quindi senza una comparazione, quindi sono casi limitati, oltre a quelli già esistenti, la prosecuzione dell’incarico precedente e l’assoluta urgenza che determina fattori imprevedibili. Comunque già il comma vigente, il comma 6 richiamava la necessità dell’adeguata motivazione del dirigente. Quindi la comparazione esiste come regola e ci sono queste eccezioni che sono state aggiunte. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Gallina. CONS. GALLINA E’ chiaro che i regolamenti passano in Consiglio Provinciale tranne questo regolamento che va in Giunta Provinciale, per tranquillizzare un po’ tutti oggi stiamo per votare i criteri generali per la modifica del regolamento, poi il regolamento lo modificherà la Giunta Provinciale, poi se prima della modifica del regolamento di Giunta, magari è già costituita la Commissione, magari si farà un passaggio in Commissione, però possiamo andare tranquillamente al voto che è tutto tranquillo, poi come ha detto il nostro Presidente, è un’opportunità, riteniamo che questi criteri siano da inserire, questa è una scelta e sta al voto, tutto a posto, tutto regolare, la firma c’è, votiamo che va tutto bene! PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Alloni per dichiarazione di voto. CONS. ALLONI Se siete tranquilli voi, siamo tranquilli anche noi, noi ci asterremo, non voteremo questo regolamento, perché è vero che spetta alla Giunta provinciale approvare il regolamento, ma come dice lo Statuto e come è scritto nel dispositivo deliberativo di oggi, è il Consiglio che detta gli indirizzi e la Pag. 49 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Giunta poi dispone. Siamo così realisti che il Segretario mi ha mostrato la deliberazione di Giunta che domani va in Giunta Provinciale, quindi era già scontato che noi oggi l’avessimo approvato, questo è sano realismo! Non sono così tranquillo sugli aspetti di merito perché sostanzialmente si dà un colpo di spugna a delle procedure che secondo me, invece, andavano nella direzione di confermare atti in modo trasparente, gli amici degli amici si possono assumere solo se si fa una gara e si fa una comparazione, naturalmente rispetto ai temi che sono in discussione oggi nell’atto deliberativo, quindi… visto che non c’era nessuna urgenza - ho chiesto se c’era urgenza e non mi è stato risposto che c’era urgenza, mi è stato detto “non è necessario” - ritengo invece che sia necessario andare in Commissione, perché gli indirizzi regolamentari che la Giunta Provinciale poi deve disporre discendono da atti del Consiglio Provinciale e secondo me era legittimo che la Commissione, se vogliamo dare un senso alle Commissioni, fosse investita e coinvolta. “Non c’è urgenza”, ho sentito dire; non capisco perché non si possa aspettare un mese, un mese e mezzo, oppure si possa nominare il 30 la Commissione e si faccia la Commissione se c’è fretta! Non ne facciamo una questione di principio, ne abbiamo parlato in sede di gruppo, noi non votiamo questo atto, ci asteniamo, però l’invito che faccio è di stare un po’ attenti a queste situazioni, vogliamo svilire un Consiglio Provinciale che di fatto la legge già toglie delle competenze rispetto al passato? Se andiamo in questa direzione secondo me è sbagliato! PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Presidente della Provincia Salini. PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Sì, sicuramente credo che le osservazioni che sono state fatte al di là del fatto che sono basate sull’inevitabile necessità di proporsi all’interno di una discussione che inevitabilmente è avviata, è operativa, quindi comporta anche Pag. 50 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 passaggi di questo tipo nelle prime fasi di insediamento di una nuova Amministrazione, però colgo con il senso di responsabilità i suggerimenti che arrivano dal Cons. Alloni e ritengo che possono essere oggetto di paragone costruttivo per la nostra azione amministrativa, tuttavia mi corre l’obbligo di precisare che mal si attagliano alla situazione che è messa a voto in questo momento! PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Pongo in votazione. Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del Consiglio pone ai voti palesi, con sistema elettronico, la deliberazione in argomento ed accerta – con l’assistenza degli scrutatori – l’esito della votazione: presenti e votanti n. 28 Consiglieri; favorevoli n. 18; contrari n. 2 (Araldi e Dusi); astenuti n. 8 (Alloni, Biondi, Castellani, Guerrini, Torchio, Vailati, Virgilio, Zanacchi). La deliberazione è approvata a maggioranza. Il Presidente del Consiglio pone ora ai voti palesi, con sistema elettronico, l’immediata eseguibilità del presente provvedimento ed accerta – con l’assistenza degli scrutatori – l’esito della votazione: presenti n. 28 Consiglieri, votanti n. 26 (temporaneamente assenti Araldi e Castellani); favorevoli n. 18; contrari n. 8 (Alloni, Biondi, Dusi, Guerrini, Torchio, Vailati, Virgilio, Zanacchi). La deliberazione è immediatamente esecutiva. L’atto viene inserito al n. 89 del registro delle deliberazioni Oggetto n. 95223 di protocollo N. 4 dell’ordine del giorno COMUNICAZIONE EX ART. 166 DEL DECRETO LEGISLATIVO 267/2000. Pag. 51 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Per spiegare la comunicazione invito a parlare il Ragioniere Capo Antonioli. RAGIONE CAPO ANTONIOLI Si tratta del prelievo dal fondo di riserva della deliberazione giuntale 335 del 28 maggio 2009 relativa all’importo complessivo di 10 mila Euro, 5 mila sono stati trasferiti al Franco Agostino Teatro Festival e 5 mila alla banda musicale di Soncino per le manifestazioni del 2 giugno 2009. Si tratta di una semplice comunicazione che la Giunta Provinciale fa al Consiglio Provinciale come semplice presa d’atto. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Questa è solo una comunicazione e non va posta in votazione. Nessun Consigliere chiede di intervenire. Il Consiglio prende atto. L’atto viene inserito al n. 90 del registro delle deliberazioni. Oggetto n. 95221 di protocollo N. 5 dell’ordine del giorno NOMINA DEI RAPPRESENTANTI DELLA PROCURA IN SENO ALL’ASSEMBLEA DELL’UPL (UNIONE PROVINCE LOMBARDE). PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola all’Ass. Bongiovanni. ASS. BONGIOVANNI L’Upl è nata nel 1945, concorre alla definizione dell’attuazione degli indirizzi stabiliti dall’Unione nazionale. L’Upl promuove potenze all’attività delle Province lombarde sulla base degli indirizzi indicati dalla legislazione sulle autonomie locali. L’Unione Pag. 52 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 rappresenta nei confronti della Regione, delle sue amministrazioni periferiche le istanze politiche e programmatiche delle province lombarde, predisponendo anche le opportune azioni di collegamento con gli altri organismi rappresentativi degli enti locali lombardi. Ai sensi dell’Art. 3 dello Statuto sono organi dell’Upl l’Assemblea generale, il Consiglio direttivo, l’Ufficio di presidenza e il Presidente- L’assemblea generale ai sensi dell’Art. 4 dello Statuto è costituita da membri di diritto che sono i Presidenti delle Province lombarde e i Presidenti dei Consigli provinciali, inoltre come Provincia di Cremona spettano 4 rappresentanti del Consiglio Provinciale. Pertanto è necessario che il Consiglio Provinciale provveda a nominare i propri 4 rappresentanti in seno all’assemblea generale e si ricorda che possono essere votati i consiglieri provinciali o gli assessori in carica, questa è la condizione per poter far parte dell’Upl. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE A oggi è arrivato solamente il nome di un candidato che è Giuseppe Trespidi, quindi invito i capigruppo a far pervenire alla Presidenza i nomi dei candidati. CONS. BIONDI Propongo Maria Rosa Zanacchi. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Il gruppo del Pdl? CONS. BORGHETTI Il nostro gruppo propone Ernesto Zaghen e Giuseppe Trespidi. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Mazzocco. Pag. 53 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 CONS. MAZZOCCO Il nostro gruppo propone l’Ass. Lena. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Invito i 3 Consiglieri che ho nominato all’inizio della seduta come scrutatori a venire presso i nostri banchi per ricevere le schede e poi procedere alla votazione. Ricordo ai Consiglieri che sarà possibile esprimere un solo nominativo sulle schede che vi verranno proposte e in base alle quali verranno nominati i primi 4 consiglieri eletti. Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Sig. Presidente invita il Consiglio a procedere alla votazione per schede segrete (con voto limitato ad un nominativo) sulle nomine in trattazione, ricordando che risulteranno eletti i quattro candidati che hanno ottenuto il maggior numero dei voti. Raccolte le schede, il Presidente del Consiglio, con l’assistenza degli scrutatori, dichiara l’esito della votazione che di seguito si riporta: PRESENTI E VOTANTI N. 28 SCHEDE CONSEGNATE N. 28 HANNO OTTENUTO VOTI: LENA TRESPIDI ZAGHEN ZANACCHI n. 6 n. 6 n. 6 n. 8 Schede bianche n. 2 Dato l’esito della votazione; IL CONSIGLIO PROVINCIALE Pag. 54 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 DELIBERA - di nominare quali rappresentanti della Provincia in seno all’Assemblea Generale dell’Unione Province Lombarde i sigg.ri: - Federico Lena Giuseppe Trespidi Ernesto Zaghen Maria Rosa Zanacchi di dare atto che, ai sensi dell’art. 4, lettera c) dello Statuto dell’UPL, risulta di diritto componente dell’Assemblea generale il Presidente del Consiglio provinciale Carlalberto Ghidotti; - di dare atto, infine, che sul presente provvedimento è stato espresso il parere favorevole del dirigente competente previsto dall’art. 49 del D.Lgs. 267/2000. Il Presidente del Consiglio pone ora ai voti palesi, con sistema elettronico, l’immediata eseguibilità del presente provvedimento ed accerta – con l’assistenza degli scrutatori – l’esito della votazione: presenti n. 28 Consiglieri, votanti n. 26 (temporaneamente assenti Chioda e Ghillini); favorevoli n. 25; contrari n. 1 (Dusi). La deliberazione è immediatamente esecutiva. L’atto viene inserito al n. 91 del registro delle deliberazioni. Oggetto n. 92291 di protocollo INTERROGAZIONE DEL N. 6 dell’ordine del giorno CONS. ALLONI IN MERITO ALL’IMPIANTO DI COMBUSTIONE DI BIOMASSE A CONFINE COL COMUNE DI SONCINO. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Pag. 55 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Terremo come linea generale per tutti i 5 anni, quella di essere abbastanza regolari nell’esposizione, nella controbattuta delle interrogazioni. Il Regolamento provinciale prevede che per l’illustrazione siano concessi 7 minuti, per la replica da parte dell’Assessore siano concessi 5 minuti; per l’eventuale controreplica da parte del proponente sono 2 minuti, quindi vi prego veramente di stare attenti a queste regole. La parola al Cons. Alloni. CONS. ALLONI Il tema è quello della presenza nel territorio a confine con la Provincia di Cremona, in particolare con il Comune di Soncino, di un impianto di combustione di biomasse di, si dice, notevoli dimensioni. In verità la mia interrogazione voleva e vuole chiedere informazioni, perché io dell’argomento ne ero informato all’incirca due anni fa, come Assessore, però per due anni abbondanti, quasi 3, il tema non si è più posto. Da informazioni ufficiali che avevo, sembrava che l’impianto di biomasse (stiamo parlando di un impianto nel Comune di Fontanella in Provincia di Bergamo) prevedesse, almeno dalle notizie che sono riuscito a raccogliere, due situazioni diversificate: da una parte l’impianto stesso che dovrebbe essere collocato all’interno di un’area di proprietà privata in Fontanella, molto vicino all’abitato di Fontanella e che dovrebbe produrre proprio energia elettrica dal processo di utilizzo di biomasse; dall’altra, però, in località molto vicino alla frazione Gallignano e nelle immediate vicinanze di una risorgiva che si chiama Livrera, pare debba essere collocato il magazzino di stoccaggio, da quello che sono riuscito a conoscere e a sapere, dall’impianto stesso, tra l’altro quindi a distanza di tutto rispetto dall’impianto stesso. Tra l’altro dalle notizie che sono state raccolte nel Comune di Soncino, pare che l’area sia all’incirca di 60/70 mila metri quadrati; stiamo parlando di un’area da destinare a magazzino davvero notevole e quindi le voci che circolano in paese a Soncino (“paese piccolo la gente mormora”) sono quelle Pag. 56 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 che probabilmente dietro al progetto, non tanto dall’impianto che è collocato in Fontanella ed è un impianto tra l’altro di dimensioni limitate, ma di questo magazzino di stoccaggio, le voci che circolano è che probabilmente si sta pensando a qualcos’altro. Tra l’altro noi sappiamo che produrre energia elettrica attraverso un impianto che produce energia elettrica solo attraverso l’uso dei vegetali, diventa problematico, perché probabilmente non si riesce a rispettare il famoso discorso del chilometro zero, del reperire materiale nelle immediate vicinanze nell’impianto. Considerata la dimensione delle strade, considerate le cose che dicevo prima, che l’impianto è collocato in Fontanella mentre l’area da destinare a magazzino di stoccaggio è molto distante e ha quelle dimensioni che vi dicevo, le preoccupazioni degli abitanti di Soncino sono aumentate, quindi sostanzialmente la mia presente è proprio stata presentata per chiedere informazioni. La terza domanda che faccio è se non era il caso, in attesa che arrivassero queste informazioni precise che si possono anche ottenere perché penso che in Comune di Fontanella ci sia la concessione edilizia sia per l’impianto, ma è una cosa che ci preoccupa meno, sia per l’area da destinare a magazzino di stoccaggio, visto che la concessione edilizia ci sarà, di capire cosa succede e magari di rivolgersi direttamente ai colleghi della Provincia di Bergamo, che dovrebbero avere autorizzato l’impianto, analogamente a quanto facciamo noi per gli impianti che sono nati in questi anni, che stanno nascendo in questi mesi. La terza domanda era: se non valeva la piena chiedere, ai colleghi della Provincia di Bergamo, in via del tutto cautelare, quindi senza sparare giudizi, di sospendere il progetto e è questa essenzialmente la domanda che è dietro la mia richiesta di chiarimenti. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola all’Ass. Pinotti. Pag. 57 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 ASS. PINOTTI Ho chiesto agli uffici dell’assessorato all’ambiente di ricostruirmi un po’ la situazione. L’ultima Conferenza di servizi è del 17 marzo 2006, in corrispondenza della quale la Provincia di Cremona aveva valutato positivamente il progetto della centrale a biomasse; poi devo dire che reperire informazioni in merito a questo impianto non è stato semplice, perché nell’autorizzazione della Provincia di Bergamo era previsto un capannone annesso e gestito dalla stessa società proprio per alimentare questo impianto, mentre nulla si sapeva dell’altro, a due chilometri di distanza, tra l’altro abbiamo fatto fatica a reperire anche informazioni nel Comune di Fontanelle, il quale recentemente ci ha detto che quella è un’autorizzazione che hanno dato loro ed è per quello che la Provincia non conosceva questo secondo impianto che, verrebbe gestito da un soggetto agricolo, quindi non… si era creato un po’ questo equivoco che la Provincia di Bergamo pensava ci riferissimo al primo stoccaggio autorizzato, quindi il Comune di Fontanella ci ha detto che questo secondo punto di raccolta delle biomasse sarà gestito da un soggetto agricolo e verrà inquadrato come fornitore di biomasse alla centrale. L’autorizzazione risaliva a 3 anni fa ed era in scadenza, ma proprio recentemente il Comune di Fontanelle ci ha detto che la centrale è già avviata nella fase costruttiva e poi ci hanno detto che anche i lavori per questo secondo centro sono già in fase realizzativa. Ho detto agli uffici dell’assessorato di reperire tutta l’informazione in maniera tale da poter arrivare a un giudizio, visto che si sono creati dei vuoti informativi che ci hanno impedito di avere, fin da subito, una situazione chiara. Questo è l’impegno che ci siamo presi, ho chiesto agli uffici, una volta che abbiamo tutte le documentazioni, faremo le considerazioni del caso. Ho anche chiesto la tipologia delle biomasse che sarebbe stata stoccata nel secondo centro di raccolta ed erano biomasse umide, mi dicono e quindi anche lì ci sono valutazioni da fare. L’ufficio sulla sospensione non ha ritenuto di procedere, comunque sia dobbiamo per forza, proprio perché l’abbiamo Pag. 58 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 richiesto, avere tutta la documentazione e sulla base di quella oggettivamente prendere delle decisioni. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Alloni. CONS. ALLONI Sono soddisfatto della risposta anche perché se ho capito bene dall’Assessore appena arriverà la documentazione si farà il punto fermo della situazione. Quindi chiedo gentilmente all’Assessore che l’argomento magari venga posto all’attenzione della Commissione consiliare non appena sarà possibile averla riunita per affrontare l’argomento. Chiedo solo all’Assessore di non fidarsi del chiedere la documentazione per via telefonica, chiederei espressamente di fare una richiesta formale, perché lei concorderà con me che è perlomeno strano che venga individuata un’area di 60/70 mila metri quadrati per creare un magazzino di stoccaggio quando i costi della rottura di carico sono elevati, è molto difficile che si porti il materiale in un posto e poi lo si ricarichi un’altra volta per portarlo a qualche chilometro di distanza, quindi il rischio che lì si voglia fare qualcos’altro è forte e lo dico per gli abitanti di Soncino, ma lo dico anche per un atto di trasparenza nei nostri confronti, quindi sia nei confronti del Comune di Fontanella o comunque nei confronti dei colleghi di Bergamo, credo che sia necessario intervenire formalmente e chiedo che in Commissione consiliare, quando sarà il momento, possa essere visionata la documentazione. L’atto viene inserito al n. 92 del registro delle deliberazioni . Allegato 1 Relazione del Settore Ambiente Pag. 59 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Nell’anno 2005 la società RE.AL.EN. di Bolgare (BG) ha chiesto alla Provincia di Bergamo l’autorizzazione alla costruzione e l’esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica alimentato da biomassa legnosa (cippato di legno vergine o di scarti legnosi purché abbiano subito trattamenti esclusivamente meccanici) della potenza elettrica di circa 5 MW (circa un terzo di quello previsto a Solarolo Rainerio) nel comune di Fontanella. Su sollecitazione del Comune di Soncino e del Gruppo Acquaria, la Provincia di Cremona aveva chiesto e ottenuto di partecipare alla conferenza di servizi indetta per l’approvazione del progetto, ovviamente non in qualità di ente competente ma di soggetto potenzialmente interessato dagli impatti della centrale prevista poco oltre il confine comunale di Soncino. La conferenza del 17/3/2006 ha dato il via libera all’impianto, poi autorizzato in data 21/8/2006. Durante l’incontro si è preso atto che i possibili effetti “transprovinciali”, individuati principalmente nel mantenimento della continuità falda acquifera e nella garanzia di emissioni inquinanti (tipicamente ossidi di azoto, monossido di carbonio, carbonio organico totale e acido cloridrico) conformi ai limiti di legge, erano stati considerati e valutati positivamente. Da allora non si hanno più avuto notizie sino al mese scorso, quando sulla stampa locale sono apparse notizie riguardanti la realizzazione di un’opera funzionale alla centrale che consiste in un deposito per il conferimento e il pretrattamento meccanico della biomassa. Da informazioni reperite telefonicamente dall’amministrazione comunale di Soncino, dalla Provincia di Bergamo e dal Comune di Fontanella si può riferire quanto segue: - I lavori per la centrale sono iniziati (la Provincia di Bergamo ha autorizzato la proroga dei lavori in data 16/8/2007) - Nel progetto che è stato autorizzato nel 2006 era incluso un capannone per lo stoccaggio delle biomasse gestito dalla stessa società che esercirà la centrale, la Provincia di Bergamo non è al corrente di ulteriori stoccaggi necessari alla centrale Pag. 60 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 - Non è chiara se l’attività del nuovo stoccaggio biomasse prevista a circa un paio di chilometri dalla centrale sia correlabile a quest’ultima o sarà in capo a un altro gestore. Non risultano ricorsi amministrativi pendenti contro la centrale. E’ - verosimile che l’autorizzazione per il nuovo stoccaggio sia stata rilasciata dal solo Comune di Fontanella - Le preoccupazioni del Comune di Soncino per il nuovo stoccaggio riguardano soprattutto la viabilità e la vicinanza al deposito di un fontanile Oggetto n. 92294 di protocollo N. 7 dell’ordine del giorno INTERROGAZIONE DEL CONS. DUSI IN MERITO AL PIANO CAVE. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Dusi. CONS. DUSI Signor Presidente, Signori Assessori e Consiglieri, l’argomento che introduce questa mia interrogazione è uno di quelli che ha già avuto un iter di procedimento nella passata legislatura e ha avuto un iter che coloro che naturalmente sono nuovi non possono conoscere. Ha avuto un iter di discussione di circa 2 anni o forse anche più, naturalmente è uno degli argomenti che riguarda, in specifico, il Piano cave, il Piano cave che naturalmente è uno degli argomenti, dopo il Piano territoriale di coordinamento, forti del dibattito politico a livello consiliare e provinciale. Voglio segnalare innanzitutto che la mia interrogazione oggi in specifico chiede soltanto alcune questioni, ma che molto probabilmente nel prosieguo prossimo sarà trasformata in ordine del giorno, perché credo e penso che dovrà Pag. 61 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 essere un argomento che passerà alla discussione del tavolo di questo Consiglio Provinciale. Quindi nella parte finale di legislatura il Consiglio aveva deliberato nell’ultima stesura, e di portare a conoscenza ulteriore di tutti i soggetti del territorio l’argomento Piano cave, per poter adempiere in quella fase in ulteriori 30 giorni, ancora le osservazioni necessarie che potevano essere adempiute nell’ambito istituzionale, i 30 giorni sono trascorsi, so che non è stato adempiuto al completo iter di questo piano, non è stata fatta la pubblicazione, che era una delle direttive dell’ultima deliberazione di Consiglio, non è stata fatta la pubblicazione, quindi, venuto a conoscenza di questo, sono intervenuto con questa mia interrogazione per mettere a fuoco questo problema che è uno dei problemi importanti del territorio. Quindi credo che sia giusto che l’Assessore prenda in mano la situazione e gli chiedo se è a conoscenza del piano stesso e se ha avuto modo di poter conoscere in questo periodo di tutto l’iter procedimentale del piano, se ha avuto informazioni dal dirigente competente e visto che i tempi sono trascorsi e a fine di questa operazione il piano doveva poi venire in Consiglio Provinciale per l’adozione, se ritiene opportuno portarlo in adozione nel prossimo Consiglio Provinciale, oppure quali sono i procedimenti qualora il piano non arrivasse in Consiglio Provinciale che l’Assessore competente intende mettere in campo su un così importante problema del nostro territorio, ma non soltanto problema territoriale, ma anche problema per tutta una serie di problematiche che non sono strettamente collegate all’ambiente, ma poi sono collegate anche al territorio e a altre competenze di assessorato. Quindi interrogo su questa operazione, credo sia una cosa importante e ribadisco, questa operazione sarà trasformata in ordine del giorno in un prossimo Consiglio e in un prossimo periodo. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola all’Ass. Pinotti. Pag. 62 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 ASS. PINOTTI Gli uffici e il dirigente dell’assessorato all’ambiente mi ha perfettamente spiegato l’oggetto dell’interrogazione, qui stiamo parlando non di Piano cave, ma della revisione del Piano cave, della revisione quinquennale. Mi sono letto le relazioni che gli uffici mi hanno preparato, devo dire che c’è un equivoco nei 30 giorni, nel senso che la Dirigente mi ha detto che nella seduta di Consiglio Provinciale del 22 aprile non è mai stato deliberato di dare 30 giorni di tempo per osservazioni; è un termine che non è mai stato deliberato, non è mai stata pubblicata la revisione del piano, in buona sostanza c’è una revisione piano pronta che non ha mai affrontato la fase procedurale terminale che doveva essere applicata per potersi concludere. Per questo motivo abbiamo, come amministrazione, deciso di rivedere la revisione del Piano cave, di sottoporla ancora all’attenzione della Commissione ambiente e all’attenzione del Consiglio Provinciale, questo è l’iter che ci siamo proposti, qua ho la relazione della dirigente che mi dice: il Consiglio Provinciale nella seduta del 22 aprile non ha mai deliberato di dare ulteriori 30 giorni di tempo per terminare il completamento delle osservazioni. Poi sul fatto che sia sicuramente uno strumento molto delicato che ha un impatto sul nostro territorio non indifferente, di questo sono perfettamente a conoscenza e anche la relazione che gli uffici mi hanno fatto lo evidenzia. Abbiamo già deliberato, comunque, di confermare la revisione del piano cave e abbiamo mantenuto buona la valutazione ambientale strategica, non è stata una cassazione totale del lavoro fatto, per non vanificarlo, però riprendiamo il percorso e diamo ad esso tutta la linearità del caso! PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Dusi. CONS. DUSI Pag. 63 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Prospettavo che la risposta fosse in questi termini, la prospettavo perché già nella risposta stessa dice che non c’è scritto in deliberazione nulla in merito ai 30 giorni. Ma erano chiaramente stati esposti nella parte del dibattito ed espositiva perché questa revisione di piano aveva già avuto un iter di 60 giorni precedenti e quindi avendo già avuto quell’iter, questa era una compensazione a quell’iter, quindi i 30 giorni che venivano dati erano ulteriori, l’intento era questo. Dopodiché chiedo all’Assessore di farmi avere tutta la documentazione che gli ha fatto avere il dirigente, in modo da poter visionare questi procedimenti, anche se sono convinto che qualcosa che non quadra ci sia rispetto al procedimento proprio perché nel dibattito che c’è stato all’interno di questo Consiglio si era evidenziato che quello era un secondo passaggio procedimentale e quindi un’ulteriore tempistica per poter dare forma a nuove osservazioni; è per questo che la risposta che lei Assessore mi ha dato, mi dà la sensazione che me la sarei aspettata e quindi credo che sia positiva! ASS. PINOTTI La relazione che mi è stata fornita dagli uffici è questa, la revisione del Piano provinciale che mi sono letto per intero per poter valutare a che punto si era arrivati e i principi che sono stati seguiti, poi me lo sono già annotato, le fornirò una risposta scritta che è la breve nota sintetica che gli uffici mi hanno dato per illustrare quale era l’inghippo procedurale che si era creato. CONS. BIONDI Per chiarire il problema è meglio chiarire perché si è andati in Consiglio il 22 aprile, dovevano essere riaperti i termini e questo non è stato fatto ASS. PINOTTI No, infatti non esiste deliberazione su questo Pag. 64 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 CONS. BIONDI Non è una deliberazione ma c’è un verbale che dice che il Consiglio Provinciale richiamato etc., etc., col parere favorevole del dirigente del settore ambiente, ravvede la necessità della riapertura dei termini per la presentazione di nuove … ASS. PINOTTI Proprio perché c’è qualcosa che non funziona nella procedura e proprio perché su una cosa così importante dobbiamo essere chiari, lineari, tutto deve essere in ordine, è vero che allunghiamo leggermente i tempi, però rifacciamo alcuni passaggi e approviamo una cosa lineare… CONS. BIONDI Comunque mi pare di aver capito che c’è un impegno nel mese di settembre di incontrarci in Commissione su questo tema e poi eventualmente in Consiglio? ASS. PINOTTI Rifaremo tutti i passaggi con la Commissione e il Consiglio… certo abbiamo un cronoprogramma fatto. L’atto viene inserito al n. 93 del registro delle deliberazioni . Allegato 1 Relazione del Settore Ambiente A precisazione di quanto richiesto dal Consigliere Provinciale Dusi si chiarisce quanto segue: 1. in merito all’iter seguito fino ad oggi seguito relativamente alla Revisione del Piano Provinciale Cave: Pag. 65 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 − in data 9.09.2008 la Giunta Provinciale di Cremona ha deliberato, con atto n. 497, di avviare il procedimento di redazione della Revisione del Piano Cave Provinciale, ai sensi dell'art. 9 della L.R. 14 agosto 1998 e succ. modifiche, e, contestualmente, di avviare il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). − in data 31.10.2008 sono stati illustrati alla Consulta provinciale cave i criteri per la Revisione Piano Cave. − il giorno 12.11.2008 è stata fissata la prima Conferenza di Valutazione per la presentazione del Documento di Scoping. − con deliberazione n. 26 del 23.01.2009 la Giunta Provinciale ha presentato e trasmesso la documentazione riguardante la Proposta di Revisione del Piano Provinciale Cave (prima bozza) al Consiglio Provinciale che, nella seduta del 28.01.2009, con atto n. 16 ne ha preso atto. − la proposta sopraccitata è stata depositata il giorno 29.01.2009 presso la Segreteria Provinciale per un tempo previsto dall'art. 7 della L.R. 14/1998 pari a 60 gg. Entro tale periodo i soggetti interessati a qualsiasi titolo hanno presentato le opportune osservazioni. − di seguito vi è stato un adeguamento della Proposta di Revisione del Piano Provinciale Cave relativamente alle osservazioni pervenute. − successivamente è avvenuta una nuova modifica del testo di Proposta in funzione delle indicazioni pervenute da parte della Commissione consiliare ambiente (seduta del 19.03.2009). − in data 08.04.2009 sono state presentate e discusse in Consulta provinciale cave le osservazioni alla Proposta di Revisione di Piano provinciale delle cave. − il giorno 15.04.2009 è stata convocata la seconda Conferenza di Verifica e di Valutazione Strategica relativa alla Proposta di Revisione del Piano Provinciale Cave della Provincia di Cremona. Pag. 66 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 − con deliberazione n. 211 del 14.04.2009 la Giunta Provinciale ha inviato al Consiglio la Proposta di Revisione del Piano Provinciale Cave che, con delibera n. 72 del 22.04.2009, ha preso atto, ai sensi della L.R. 14/’98 e della D.G.R. 13.3.2007 VIII/351, della necessità della riapertura dei termini per la presentazione di nuove osservazioni che tengano conto delle risultanze del Piano Cave alla luce delle modifiche introdotte dopo la seduta della Commissione consiliare ambiente del 19.03.2009. 2. il Consiglio, nella seduta del 22.04.2009 (atto n. 72), non ha mai deliberato di dare ulteriori 30 giorni di tempo per determinare il completamento dalle osservazioni (periodo di tempo tra l’altro non previsto nel disposto dell’art. 7 della L.R. 14/98) ma è stata una “presa d’atto, ai sensi della L.R. 14/’98 e della D.G.R. 13.3.2007 VIII/351, della necessità della riapertura dei termini per la presentazione di nuove osservazioni che tengano conto delle risultanze del Piano Cave alla luce delle modifiche introdotte dopo la seduta consiliare del 19.03.2009”; 3. nella seduta del 22.07.2009 la Giunta ha deliberato di avviare un nuovo percorso di valutazione tecnica in merito alla Proposta di Revisione del Piano Cave Provinciale, ai sensi dell’art. 9 della L.R. 14 agosto 1998; 4. visto che l’adozione da parte del Consiglio provinciale è obbligatoria ai sensi dell’art. 7 della L.R. 14/98 ed in considerazione della decisione della Giunta Provinciale sopra esplicitata, non vi vede il motivo per cui la Revisione non debba essere sottoposta all’attenzione del Consiglio Provinciale. Si fa presente, inoltre, che è stata recentemente licenziata dalla Giunta Regionale p.d.l. , con deliberazione n. VIII/9827 del 15.07.2009, la nuova proposta di progetto di legge “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 agosto 1998, n. 14 “Nuove norme per la disciplina della coltivazione di sostanze minerali di cava”. Per quanto concerne il “Procedimento di approvazione dei piani provinciali” l’art. 7 della L.R. 14/98 è stato così modificato: Pag. 67 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 “1. Il piano è adottato dalla provincia sulla base dei criteri e delle direttive di cui all’articolo 5 e, entro i successivi quindici giorni, è depositato per un periodo di trenta giorni nella segreteria della provincia medesima; dell'avvenuto deposito è data comunicazione anche a mezzo stampa. In tale periodo i soggetti interessati a qualsiasi titolo possono presentare osservazioni. 2. La provincia, contestualmente al deposito di cui al comma 1, provvede a richiedere il parere dei comuni, dei soggetti competenti in materia di beni ambientali e degli altri enti pubblici territoriali competenti. Quando il piano prevede la possibilità di attività di cava in ambiti territoriali compresi nelle aree protette, di cui alla legislazione regionale vigente in materia, la provincia deve acquisire, sul piano depositato, anche il parere dell'ente gestore dell’area protetta in ordine alla compatibilità del piano con il regime di tutela dell'area protetta. 3. I pareri di cui al comma 2, fatti salvi quelli in materia di beni ambientali nonché quelli di cui al secondo periodo, sono espressi entro trenta giorni dalla richiesta; decorso tale termine la provincia può procedere indipendentemente dall’acquisizione dei pareri. 4. Entro i successivi trenta giorni, la provincia adotta il piano in via definitiva, pronunciandosi motivatamente in ordine alle osservazioni e ai pareri ricevuti; entro i successivi quindici giorni, il piano è trasmesso alla Giunta regionale, con la relativa documentazione. 5. Entro centoventi giorni dalla ricezione del piano, la Giunta regionale ne verifica la rispondenza ai criteri e ai settori merceologici di cui all’articolo 5, nonché la coerenza con la programmazione territoriale ed economicosociale della Regione, e lo restituisce alla provincia, evidenziando gli eventuali motivi di non rispondenza e le possibili soluzioni. 6. La provincia approva il piano entro sessanta giorni dalla restituzione dello stesso da parte della Regione, apportando le modifiche e integrazioni evidenziate ai sensi del comma 5, e provvede a trasmetterlo alla Giunta regionale entro i successivi quindici giorni. Pag. 68 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 7. Il piano approvato è pubblicato, previa verifica da parte della Giunta regionale in ordine alla corrispondenza delle modifiche ed integrazioni, apportate dalla provincia ai sensi del comma 6, rispetto a quelle indicate dalla Giunta ai sensi del comma 5, entro sessanta giorni dalla sua trasmissione, nel Bollettino Ufficiale della Regione ed ha effetto dalla data di pubblicazione. 8. I piani provinciali dei singoli settori merceologici possono essere adottati, verificati e approvati anche singolarmente, indipendentemente dai piani degli altri settori merceologici, con le procedure previste dal presente articolo. Oggetto n. 92295 di protocollo N. 8 dell’ordine del giorno INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI TORCHIO, ALLONI E VAILATI SULL’UTILIZZO DEI CONTRIBUTI DI 600 MILIONI PER LO SVILUPPO DELLA BANDA LARGA NELLE AREE RURALI. PRESIDENTE CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Torchio. CONS. TORCHIO Chiedo scusa preliminarmente per dire al Cons. Borghetti che non esiste limite ai poteri del sindacato ispettivo anche all’interno degli enti locali, al punto che li abbiamo avuti quasi tutti dalla maggioranza, in particolare da un collega verde nella passata tornata amministrativa, con riferimento al tema, mi rifaccio sicuramente ai contenuti positivi per la breve relazione del Vicepresidente Lena, che a proposito delle tematiche rurali o dei piccoli comuni, ma più in generale delle reti, ha anticipato nel programma di azione del prossimo quinquennio, alcune linee che ritengo estremamente significative e che si Pag. 69 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 collegano anche alla diffusione del sistema Voip, immagino, con grandi risparmi per le pubbliche amministrazioni. Ma proprio in questo filone, per poter valorizzare quella che è stata una fatica, perché mettere insieme, ne sa qualcosa anche il Presidente per i suoi precedenti aziendali, le aziende pubbliche cremonesi nel portare avanti un disegno coeso su tutto il territorio, eravamo agli albori, è stato abbastanza difficile. Però qualche risultato si è ottenuto, mi sembra che con un deficit complessivamente di qualche decina di migliaia di Euro caricati sui vari enti, siamo riusciti tra i primi a arrivare a un obiettivo, l’obiettivo è quello della connessione veloce sui 115 comuni che è cosa fatta, il problema adesso sul futuro è quello delle dorsali, come poter recuperare risorse sulle dorsali, vi è un progetto autostradale sulla Cremona – Mantova di iniziativa autostradale telematica, vi è un progetto altrettanto forte che abbiamo preteso di inserire sulla Paulese, vi è un progetto a cura di Tiranti sulla questione, fatta da lui nella sua azienda immagino, per quanto riguarda le ferrovie. Come è possibile in questa politica delle reti che anche il commercio ci chiede, che tutti i settori ci chiedono, poter implementare rispetto ai piani organizzativi che vogliono andare sui 100 MB su tutte le dorsali, ho letto con grande attrazione queste notizie che provengono dal Governo, ci sono delle risorse aggiuntive? E’ sempre l’eterna domanda, il Vicepresidente ha parlato del Cnipa per la pubblica amministrazione di Siscotel, ma cosa possiamo fare realmente? Qui, e concludo velocemente, abbiamo, secondo me, un’opportunità formidabile per le aree rurali che è rappresentata da questo pacchetto europeo, a cui molti si riferiscono ed è un’opportunità che per deficit complessivo, non ce l’ho con questo o con quel governo, è difficile che Roma sia nelle condizioni di avere la celerità di cogliere tutti i passaggi, quindi non è una motivazione di natura politica o di critica che voglio fare ideologica, assolutamente, è un problema di opportunità da cogliere e è per questo che pongo il problema, perché so che si stanno esaurendo i tempi, per poter Pag. 70 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 recuperare questa risorsa che ritengo estremamente positiva. Si tratta complessivamente di un pacchetto di 600 milioni, la metà di un pacchetto complessivo sul quale viaggiano sicuramente tutta una serie di opportunità, tra cui la banda larga. Si fa dell’ironia: nella sequenza storica delle reti di questa Provincia, si è lavorato molto per quelle telefoniche, per quelle elettriche nelle zone rurali, per la dotazione dei servizi minimali per le campagne, per le strade – bus per dare la possibilità di collegamento anche alle frazioni e alle cascine. Questa è oggi la sfida da cogliere e per questo mi sono permesso di chiedere, di fronte a scadenze imminenti, se una sollecitazione in questo senso, partirà dal nostro ente che è tra i primi o forse l’unico ad avere ormai realizzato il sistema Wi-fi di interconnessione veloce su tutti i comuni; se non sia possibile per questo livello di eccellenza che si è realizzato, supportare anche, essendo completamente zona rurale l’89% del territorio secondo il Ptcp, Alloni ce l’aveva detto, i progetti, in particolare delle società già esistenti a livello territoriale, che hanno a livello di Governance, anche la guida diretta del Presidente della Provincia rispetto al sistema delle aziende che sono state a suo tempo identificate e unite in questo disegno. In questo senso si chiede se la Regione e il Governo possono in qualche maniera darci una risposta soddisfacente. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola all’Ass. Lena. ASS. LENA L’oggetto dell’interrogazione è sull’utilizzo del contributo UE di 600 milioni di Euro per lo sviluppo della banda larga nelle aree rurali. Ho avuto il supporto del Responsabile del settore informativo per poterle dare questa risposta. Nell’introduzione dell’argomento è prioritario il richiamo al Regolamento della comunità europea, N. 1698/2005, il Consiglio del 20 settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del fondo europeo Pag. 71 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 agricolo per lo sviluppo rurale che si chiama Feas, per il periodo 2007/2013 articolato sui seguenti 3 assi: 1) miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale; 2) miglioramento dell’ambiente dello spazio rurale; 3) miglioramento della qualità della vita delle zone rurali e di diversificazione dell’economia rurale. Sul punto B, alle azioni chiave, punto 4 cito testualmente “l’obiettivo è incoraggiare l’adozione e la diffusione delle tecnologie di informazione e comunicazione, è indubbio il ritardo dell’intero settore agroalimentare nell’adozione delle tecnologie e delle informazioni e della comunicazione, in particolare nel caso delle piccole imprese. L’adozione delle applicazioni, del commercio elettronico permane bassa se si eccettua le grandi multinazionali e i loro principali fornitori. Il fondo per lo sviluppo rurale dovrebbe pertanto completare le future iniziative della Commissione nel campo del commercio elettronico, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, nell’acquisizione di competenze digitali, quindi dell’apprendimento in linea e-learning; in questo quadro dove il 56% della popolazione vive nelle zone rurali (qui si parla sempre di Europa) che occupano il 91% del territorio della comunità, si giustifica l’attenzione e la ripresa dei temi ai vari livelli di governo. A questo riguardo il Ministero delle politiche agricole – alimentari e forestali ha varato un piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale, il 31 ottobre 2006, che all’asse 1 contempla l’obiettivo del potenziamento delle dotazioni fisiche e telematiche infrastrutturali, seppur a fronte di un loro mancato inserimento nell’analisi SWOT fra i punti di debolezza e con la precisazione nel testo che la carenza è nelle dotazioni aziendali. Il programma di sviluppo rurale 2007/2013 approvato dalla Regione Lombardia, con un intervento di complessivi 9.899.000 a fronte di un finanziamento a Firs di complessivi quasi 396 milioni, non contempla sull’asse 1 specifici interventi e misure per rendere accessibile a tutti la società dell’informazione, come dimostrato dal quadro di coerenza relativo e Pag. 72 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 dall’elenco degli obiettivi generali prioritari, specifici nel piano e operativi di misura dell’asse 1, nonostante nelle premesse sa contemplato il rilevante tasso di digital divide dalle zone rurali della Lombardia. Dai procedimento di rilevazione di conformità operanti sui piani regionali della Comunità europea, quale ente finanziatore, è emerso con evidenza che a cascata sulle programmazioni nazionali e regionali l’asse 1 e la misura del digital divide e sulle reti a banda larga quali infrastrutture necessariamente da realizzare o da potenziare, non sono state recepite a livello di significative priorità e qui si arriva al punto dell’interrogazione. Da qui la decisione del Consiglio europeo 25 maggio 2009, sostegno comunitario allo sviluppo rurale, Art. 69 parte 1, che prevede 1.020.000.000 Euro agli stati membri, attraverso il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, per sviluppare l’accesso a Internet a banda larga nelle zone rurali, dei quali 600 milioni di Euro nel 2009 e 420 nel 2010. Dovrebbero essere messi a disposizione con meccanismo di compensazione in sede di concertazione della procedura di bilancio. In questo ultimo testo appare pertanto assai evidente il verbo è al condizionale, il “dovrebbero” che la decisione del Consiglio è subordinata alla concertazione di bilancio e attraverserà le fasi della ripartizione degli stati membri e all’interno di questi, le suddivisioni per regioni, quindi l’attualità dell’argomento è quindi rinviata a tempi tecnici e politici insieme, nonché alle modalità per le quali la Regione Lombardia deciderà di scegliere soggetti e tipologie di intervento. Nel contempo si sottolinea che non essendo stata stanziata alcuna risorsa a riguardo al bilancio della Provincia e questo nell’ultimo triennio, i tempi di decisione scontano anche tutti gli interrogativi sugli spazi e sui margini delle risorse in essere. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Torchio. Pag. 73 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 CONS. TORCHIO Per quanto riguarda le risorse che noi abbiamo messo a disposizione, sicuramente sono all’interno della diffusione della banda larga ai 115 comuni, frazioni, cascine e anche utenza agricola, quindi in termini positivi la partecipazione degli enti locali, delle società pubbliche alla diffusione, alla divulgazione e al superamento del digital divide è stato un fatto concretamente positivo. La parte del bicchiere mezzo pieno nel senso propositivo di un’azione finanziaria che non ha potuto godere di queste risorse, ma che può avvenire in cofinanziamento, quindi rispetto agli agganci politici regionali e nazionali la raccomandazione è, anche rispetto all’annuncio del Presidente Formigoni che è stato dato recentemente all’assemblea regionale agricola che si è tenuta alla fiera di Cremona, che dovrebbero essere disponibili le risorse legate alle politiche agricole, comunitarie, alla Pac, già a partire dal prossimo ottobre, faccio presente che in Francia pagano sempre a settembre in vista anche delle prossime scadenze amministrative della primavera per le regionali, se non sia possibile anticipare quell’iniziativa del meccanismo di concertazione di bilancio, proprio all’anticipo del pagamento della Pac e segnatamente ricordare come le linee ex Sip, ora Tim, non vengono riparate da anni e rappresentano l’unica dorsale presente nella Provincia di Cremona attualmente, al di fuori della questione delle tecnologie innovative che sono state individuate prima attraverso la diffusione del wi-fi. Quindi in questo senso colgo positivamente lo sforzo del settore, dell’Assessore, Vicepresidente e spero che questa iniziativa, questa sinergia possa essere spinta in direzione del mantenimento di quel primato che penso non ci faccia poi dispiacere! L’atto viene inserito al n. 94 del registro delle deliberazioni . Allegato 1 Relazione del Settore Sistemi informativi e URP Pag. 74 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Nell'introdurre l'argomento è prioritario il richiamo al Regolamento (CE) n.1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) per il periodo 2007/2013, articolato sui seguenti 3 assi: a) miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale; b) miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale; c) miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell'economia rurale. Sul punto b), alle azioni chiave, punto IV) l'obiettivo è incoraggiare l'adozione e la diffusione delle tecnologie d'informazione e comunicazione (TIC). È indubbio il ritardo dell'intero settore agroalimentare nell'adozione delle tecnologie e dell'informazione e della comunicazione, in particolare nel caso delle piccole imprese. L'adozione delle applicazioni del commercio elettronico permane bassa se si eccettuano le grandi multinazionali e i loro principali fornitori. Il Fondo per lo sviluppo rurale dovrebbe pertanto completare le future iniziative della Commissione, come la 2010, nel campo del commercio elettronico (con particolare riguardo alle piccole e medie imprese), dell'acquisizione di competenze digitali (e-skills) e dell'apprendimento in linea (e-learning). In questo quadro, dove il 56% della popolazione vive nelle zone rurali che occupano il 91% del territorio della comunità, si giustifica l'attenzione e la ripresa dei temi ai vari livelli di governo. A questo riguardo il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha varato il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale il 31 ottobre 2006 che all'asse I contempla l'obiettivo del potenziamento delle dotazioni fisiche e telematiche infrastrutturali seppure a fronte di un loro mancato inserimento nell'analisi swot dei punti di debolezza e con la precisazione nel testo che la carenza è nelle dotazioni aziendali. Il Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, approvato dalla Regione Lombardia con un intervento di complessivi 899.756.700,00 Euro a fronte di Pag. 75 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 un finanziamento FEASR di complessivi 395.949.000,00 Euro, non contempla sull'Asse I specifici interventi e misure per rendere accessibile a tutti la società dell'informazione, come dimostrato al quadro di coerenza relativo e dall'elenco degli obiettivi generali prioritari, specifici del Piano e operativi di misura dell'Asse I, nonostante nelle premesse sia contemplato il rilevante tasso di digital divide delle zone rurali della Lombardia. Dai procedimenti di rilevazione di conformità operati sui piani regionali dalla Comunità Europea quale ente finanziatore, è emerso con evidenza che, a cascata sulle programmazioni nazionali e regionali, l'Asse I e la misura sul digital divide e sulle reti a banda larga quali infrastrutture necessariamente da realizzare/potenziare, non sono stati recepiti a livello di significative priorità. Da qui la decisione del Consiglio 25 maggio 2009, sostegno comunitario allo sviluppo rurale (FEASR art. 69 par. I) che prevede i 1.020 milioni di Euro agli stati membri attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale per sviluppare l'accesso a Internet a banda larga nelle zone rurali, dei quali 600 milioni di Euro nel 2009 e 420 nel 2010 dovrebbero essere messi a disposizione con meccanismo di compensazione in sede di concertazione della procedura di bilancio. In questo ultimo testo appare pertanto assai evidente dal verbo al condizionale che l'esecuzione della decisione del Consiglio è subordinata alla concertazione di bilancio e attraverserà la fase delle ripartizione per Stati membri e, all'interno di questi, di suddivisione per Regioni. L'attualità dell'argomento è quindi rinviata a tempi tecnici e politici insieme, nonché alle modalità con le quali la Regione Lombardia deciderà di scegliere soggetti e tipologie di intervento. Nel contempo si sottolinea che non essendo stata stanziata alcuna risorsa al riguardo nel bilancio della Provincia e questo nell'ultimo triennio, i tempi di decisione scontano anche tutti gli interrogativi sugli spazi e sui margini delle risorse in essere. Pag. 76 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Oggetto n. 92296 di protocollo N. 9 dell’ordine del giorno INTERROGAZIONE DEL CONS. TORCHIO SULLA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE E SULLE MISURE PER AFFRONTARE LA GRAVE CRISI. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Torchio. CONS. TORCHIO Secondo il fascicolo che ci è stato presentato oggi dal Sies noi abbiamo, ahimè, un incremento di una situazione che non è per niente simpatica, quando si parla di un’inoccupazione dell’11 %, la troviamo a pag. 10 del fascicolo, situazione che oggi determina una serie di apprensioni. Rispetto ai tempi di presentazione dell’interrogazione, la Giunta ha assunto tutta una serie di iniziative nel frattempo, come il Consiglio o la Giunta aperta a Castelleone e anche il colloquio con le parti sociali che è già stato avviato, a cura sia del Presidente che degli assessori al merito. Quindi in parte la vicenda è ricomposta,. Nello scusarmi se vi è stata un’eccessiva sintesi anche nella scrittura che ha mangiato gli spazi, nello stesso tempo volevo porre una questione: le sinergie che sono state individuate e che noi avevamo in parte anticipato mettendo anche a disposizione una parziale copertura, non solo per i fondi dell’innovazione tecnologica e anche per i fondi per i consorzi fidi a favore delle imprese, ma anche più specificatamente sulla parte congiunturale della crisi occupazionale - e purtroppo si annuncia, secondo lo studio della C.I.S.L. che è stato presentato nei giorni scorsi, una situazione ancora più grave di circa 3 mila unità che uscirebbero del circuito produttivo al traguardo del 31 dicembre 2009 - , se questi dati evidentemente fossero veri, ci troviamo in una fase non più congiunturale ma strutturale, una fase nella quale gli ammortizzatori sociali che sono previsti per i periodi della ordinarietà, vengono sfondati dalla Pag. 77 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 straordinarietà e poi dalla necessità di una copertura delle misure successive, perché noi abbiamo coperto onestamente, questo è anche un limite legato alla vicenda nostra solo il periodo della cassa integrazione ordinaria, ma il periodo successivo, laddove diventa più difficile, richiedeva un passaggio di concertazione sociale che estendesse sostanzialmente queste misure iniziali tra gli enti locali, la Camera di Commercio, il sistema economico, i lavoratori e le banche, a una fase successiva. Soccorre l’iniziativa regionale che nel frattempo è riuscita a ottenere l’attribuzione nazionale, soprattutto sulla questione dei cosiddetti ammortizzatori in deroga e la nascita di una specifica azione legata a questo intervento. E’ stata annunciata con un valore complessivo, integrativo ritengo al nostro che poteva contare sui 7/8 mila Euro di anticipo di circa 350 Euro, se non erro, sul valore massimo per ognuno dei mesi di sospensione del lavoro. La mia preoccupazione rispetto a tutte queste vicende e anche alla questione successiva della nascita di iniziative specifiche collegate con il tema dei meta distretti e con i temi anche legati ai fondi Jeremy, i fondi made in Lombardy e ai fondi che sono segnati dalla necessità di sostenere l’innovation divide che viene individuato nel nostro territorio, era di capire se questa serie di politiche che vengono portate avanti, possa contare anche sul piano formativo, su uno specifico apporto nel cambiamento dei piani che la Giunta precedente, la nostra, aveva predisposto anche come trasferimento di risorse per la formazione professionale. Nell’arco degli anni, infatti, sotto la spinta anche degli enti gestori, si era andati a privilegiare tutta una serie di attività: attività che riguardano in un momento di grave, estrema crisi i settori industriali dell’industria manifatturiera o pesante che dir si voglia a seconda delle definizioni, che richiedevano corsi specifici per il riavviamento e la rioccupazione di quella parte di esuberi, come per la Saco, e non in tutti i casi è possibile, da parte della disponibilità del gruppo Arvedi, di poter fare riferimento a un bacino Pag. 78 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 occupazionale all’interno del proprio territorio, ma c’è bisogno di questa riqualificazione. In questo campo si era detto che la parte meccanica, ma anche la parte legata per esempio all’assistenza agli anziani o alla presenza della numerosità di case di cura e di riposo in Provincia di Cremona, poteva essere uno degli strumenti per la rioccupazione, un settore che oggi dà lavoro a sicuramente migliaia e migliaia di addetti. In questo caso, quindi, poiché è stato annunciato nel progetto complessivo della Giunta un’attenzione anche alle attività che sono a corredo dei servizi sociali dell’assistenza agli anziani, una politica attiva del tavolo degli anziani, come sia possibile a proposito di formazione professionale di misure che sono connesse alla nostra attività istituzionale, anche fornire uno start up rispetto alle situazioni che avevamo iniziato e portato avanti; in questo caso quindi chiediamo se vi sia stato il trasferimento delle risorse a suo tempo stanziate per il fondo di solidarietà e delle misure connesse a una nuova iniziativa di collegamento con le parti sociali, bancarie e economiche che erano state individuate a suo tempo e ringrazio per l’attenzione. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola all’Ass. Orini. ASS. ORINI Il Cons. Torchio ha toccato chiaramente un tema molto importante. Rispondendo all’interrogazione da prima in senso generale e complessivo, devo ribadire che senza dubbio l’attuale Amministrazione provinciale considera in questa problematica fase economica e in questo periodo di crisi, prioritari sia gli interventi a favore dei lavoratori, le cosiddette politiche per il lavoro, sia l’elaborazione di una strategia più generale che possa incentivare anche con nuove ipotesi di lavoro, di produzione, il rilancio economico del territorio. Pag. 79 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Venendo a rispondere più nel particolare, parto dalla parte che riguarda anche la formazione professionale cui avevo accennato anche nella presentazione del programma. Sicuramente nell’attuale fase va ripensato il comparto dell’istruzione, formazione professionale e il collegamento con il mondo del lavoro è, direi, decisamente non solo auspicabile. Quindi è chiaro che ci deve essere un ripensamento che collega sia i corsi di formazione professionale tout court, sia quei corsi legati alla cosiddetta dote e che quindi hanno più specificatamente un legame con il mondo del lavoro e con l’attuale fase di crisi; vanno ripensati e collegati anche alle esigenze del territorio e quindi alla possibilità che essi possono avere di dare una preparazione o una anche riqualificazione importante per l’inserimento nel mondo del lavoro. E’ chiaro che per individuare questi percorsi è importante l’apporto di tutti i soggetti che possono essere coinvolti, quindi gli enti locali, a partire chiaramente dai Comuni, quindi le associazioni di categoria, gli imprenditori stessi che ci possono indicare i bisogni e le associazioni sindacali che rappresentano i lavoratori, un po’ da concertazione, da uno studio e da una progettualità di questo tipo, possono nascere dei percorsi che sicuramente potranno rivelarsi molto utili anche per il reinserimento del lavoratore. Venendo agli altri punti, riguardo al fondo di solidarietà che vede concorrere la Provincia e la Camera di Commercio per la costituzione del fondo, si è detto prima parlando del bilancio che noi stiamo adesso esaminando un bilancio che non dà molte possibilità di manovra; è chiaro che però una delle priorità per noi è proprio l’aiuto ai lavoratori e devo anche sottolineare che lo scorso 9 luglio qui in Provincia vi è stato un incontro tra il Presidente della Provincia, il Vicepresidente della Regione, nonché assessore anche al lavoro oltre che all’istruzione e formazione Gianni Rossoni, ero presente anche io, poi i Segretari provinciali di C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L..Durante l’incontro, che ha affrontato vari temi legati al lavoro, si è toccato comunque anche il tema del fondo di solidarietà, con l’intesa di riprendere il discorso e definirne e precisarne ulteriormente l’uso, l’utilizzo. Pag. 80 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 Riguardo poi al necessario collegamento con le banche, anche questo è sicuramente molto importante perché sappiamo che l’indennità legata alla Cassa integrazione arriva a volte con molto ritardo e quindi una famiglia non può aspettare 7 mesi per averla. E’ vero che ho recentemente incontrato il Direttore dell’Inps con le nuove domande telematiche che giungono in Regione, barrando la casella che indica l’anticipo, l’Inps si dice in grado entro un mese, un mese e mezzo di far arrivare l’indennità, però può essere che l’azienda non barri per motivazioni varie la casella, può essere che ci siano dei problemi di natura burocratica o di vario tipo, quindi è sicuramente importantissimo questo accordo con le banche locali, banche di credito cooperativo e banche popolari che permette l’anticipo dell’indennità, poi ovviamente l’Inps provvede a liquidarla. Dico subito che è già in programma, proprio questa settimana, un incontro con le banche per definire meglio anche i particolari tecnici perché nonostante l’accordo magari qualcosa a livello pratico non va, riguardo a questo e poi anche la possibilità di riprendere un tema che era già stato affrontato ma non del tutto definito, l’anticipazione del trattamento di fine rapporto, quindi discuteremo di questo come anche di un altro punto che già si era progettato nell’accordo, la possibilità di sospensione del mutuo: sono tutti temi che riprenderemo. Non escludiamo poi la possibilità di ampliare ad altre banche, magari non locali l’intesa e magari non solo per questo importantissimo aiuto ai lavoratori, ma anche per un intervento di rilancio anche dell’economia, quindi di tipo produttivo. Finisco solo dicendo che riguardo al terzo punto, quello un po’ della cabina di regia che ovviamente non riguarda solo il mio assessorato, ma anche l’assessorato del collega Soccini e tutta la Giunta in generale, in primis il Presidente che lo ha particolarmente a cuore, può darsi che cambino le modalità rispetto al passato, ma sicuramente vorrei sottolineare che per la Provincia è importante definire un proprio progetto di intervento, è importante mantenere un dialogo serrato con il territorio e con tutte le forze, i soggetti Pag. 81 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 presenti nel territorio stesso, per definire non solo gli interventi immediati, ma anche le strategie future, perché una cosa c’è molto chiara, pure in questa situazione di crisi che non è importante solo elaborare interventi emergenziali che pure ci devono essere, ma affrontare anche la situazione nel suo complesso con una visione sistemica e strategica per il futuro. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Presidente Salini. PRESIDENTE DELLA PROVINCIA SALINI Una battuta che mi sembra però possa dare un quadro confortante in relazione alle osservazioni che sono appena state fatte, è di oggi, di poco fa, non ho potuto dare notizia all’Assessore, quindi lo riferisco io, come sapete l’accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga determinò lo stanziamento di 8 miliardi di Euro a livello nazionale da parte del Ministro Sacconi, un 1,5 miliardo di Euro di questi 8 miliardi destinati dalla Regione Lombardia, 70 milioni di Euro stanziati e già spesi, ieri sono stati stanziati altri 250 milioni e quindi questa mi sembra sia una bella notizia, di cui ho avuto conferma in questo momento dal Vicepresidente Rossoni e quindi mi sembrava doveroso, visto il contenuto dell’interrogazione, renderla nota ai consiglieri. CONS. TORCHIO Telegraficamente anche ringraziando per le informazioni che sono or ora giunte, e dicendo come forse non mai dagli anni 80 la situazione sta precipitando, quindi l’analisi e l’impegno e le misure che vengono assunte, sono la dimostrazione che non è un’invenzione e che i percorsi che abbiamo fatto reciprocamente nei territori anche qualche mese fa, ci hanno portato a una identificazione penso coesa e coerente di strumenti e di iniziative. Ha detto l’Assessore che si tratta di iniziative strutturali, quindi non più congiunturali ed è lì lo snodo, perché è evidente che noi possiamo fare una Pag. 82 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 parte, ma non siamo i titolari anche degli ammortizzatori sociali in termini di risorse economiche e finanziarie, perché abbiamo una competenza che va al collocamento, alla formazione, ma non va a una misura diretta di bilancio, quindi le iniziative che abbiamo fatto ai livelli congiunturali e anche ai livelli dell’innovazione, devono trovare delle risorse di sistema del concerto complessivo stato, regioni e comunque livelli di governo altri. Su questo ritengo che sia molto importante anche il lavoro di estensione che state facendo, che era già stato ipotizzato, il mutuo casa non è una variabile indipendente, esiste, quindi all’interno della fascia erogativa, insieme alla questione di fine rapporto che può aiutare a sopperire per qualche tempo, in attesa della nuova occupazione, concludo quindi dicendo che sarei disponibile all’attivazione insieme ai colleghi di dare una mano anche per tutta la parte relativa alla riformulazione di tutte le questioni legate alla formazione professionale, non dimenticando che anche primarie imprese del territorio, hanno dato la disponibilità a intervenire economicamente in termini di compartecipazione, discorsi che erano ancora allo stato iniziale, che secondo me rispetto alle esigenze dell’imprese di una maggiore qualifica anche tecnologia per ridurre il livello degli infortuni sul lavoro che in alcuni casi è a due cifre, possono trasferirsi anche in termini di risorse economiche. L’atto viene inserito al n. 95 del registro delle deliberazioni . Oggetto n. 92250 di protocollo N. 10 dell’ordine del giorno PUNTO N. 10 ALL’ORDINE DEL GIORNO: INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI BIONDI E TORCHIO IN MERITO AI GRAVI DANNI SUBITI DALLE COLTIVAZIONI DI MAIS A CAUSA DELLA DIABROTICA. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Biondi. Pag. 83 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 CONS. BIONDI Questa è un’interrogazione che ho presentato insieme al Cons. Torchio e riguarda un tema noto, un tema che si è discusso molto in questi ultimi tempi ed è stato fortemente sollecitato anche dalle associazioni di categoria del mondo agricolo. Si parlava prima dell’incidenza della realtà agricola del nostro territorio e quindi quando si presentano situazioni così problematiche, è giusto che anche un organismo come il nostro venga investito; peraltro, c’è stata proprio questa sollecitazione al coinvolgimento degli enti territoriali da parte delle associazioni di categoria. Sono stati evidenziati una serie di elementi problematici, la diminuzione delle rese, incrementi notevoli nei costi di produzione a causa dei trattamenti, un livello di inquinamento atmosferico da pesticidi, una serie di elementi che in qualche modo condizionano in maniera negativa la realtà agricola del nostro territorio, quindi noi interroghiamo il Presidente o l’Assessore per conoscere quali iniziative intendano assumere e per fornire una risposta alle richieste inoltrate e se non ritenga di procedere per ottenere la delimitazione delle aree colpite dal grave evento denunciato e quali provvedimenti voglia adottare riguardo all’uso, sempre più richiesto da alcuni settori del mondo agricolo, di presidi biotecnologici o di altra natura, compatibilmente con i costi. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola all’Ass. Pinotti. ASS. PINOTTI Conosciamo bene il problema, lo conoscevo bene anche prima per averne sentito parlare in casa mia, so per certo gli agricoltori sono molto preoccupati per la presenza di questo parassita. Devo dire che abbiamo ricevuto le sollecitazioni dai Sindaci che hanno raccolto delle firme per sensibilizzarci, però le firme così raccolte servono a Pag. 84 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 poco perché non consentono una fotografia attendibile della diffusione di questo parassita, sono delle mere raccolte di firma, allora abbiamo proceduto per gradi. Prima dell’insediamento della Giunta il Presidente Salini ha scritto a Regione Lombardia chiedendo strumenti per il monitoraggio e la distribuzione delle trappole cromotrope che consentono di avere una fotografia, di quantificare la presenza di questo parassita, poi un’iniziativa di accompagnamento e di analisi presso le aziende agricole per poter individuare delle strategie precise; poi abbiamo chiesto se i danni causati dalla diabrotica fossero danni risarcibili e se potevano essere risarciti anche i trattamenti supplementari, trattamenti con fitofarmaci; in seguito abbiamo chiesto la possibilità di reintrodurre almeno la concia del seme, con un antiparassitario, trattato in maniera tale che in fase di distribuzione non si disperda nell’ambiente e vada a danneggiare le api. Anche qua il mondo scientifico è molto diviso sul reale impatto della concia sulla popolazione delle api. In sede di tavolo tecnico poi ci siamo mossi in questo senso: oltre a queste richieste abbiamo chiesto di poter avere degli strumenti che consentissero una quantificazione azienda per azienda del problema; allora sul nostro sito Internet abbiamo messo un prospetto che l’agricoltore può compilare e indicare i campi, gli ettari danneggiati, in maniera tale che si possa poi eventualmente intervenire per una quantificazione reale del danno. Sulla risarcibilità del danno, qua al momento attuale non c’è possibilità, perché è un danno non risarcibile e secondo me (mi permetto di mettere questa parentesi) la prudenza è dettata dal fatto che effettivamente non si conoscono in maniera precisa i confini dei danni causati da diabrotica. Però abbiamo già chiesto la possibilità di avere una fotografia della distribuzione non solo dell’insetto ma anche dei danni; inoltre abbiamo già chiesto alla Regione di poter distribuire queste trappole non a un campione di agricoltori, ma a tutti gli agricoltori. Queste sono state le nostre richieste, anche perché non possiamo tenere presente dell’impatto negativo che la Pag. 85 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 distribuzione di fitofarmaci praticata quest’anno sugli insetti adulti ha avuto sull’ambiente, è stato un impatto non trascurabile. Per quanto riguarda invece l’utilizzo dei presidi biotecnologici, quindi parliamo di Ogm, qua sappiamo che il mondo scientifico è diviso, non solo, ma anche le rappresentanze agricole sono divise, ma porto una mia posizione personale: penso che di fronte a questi confini della scienza non si possa chiudere, non ci si possa chiudere; certo ci vogliono tutte le prudenze del caso, ricordo che ho fatto esplicitamente una domanda, un paio di settimane fa a un convegno organizzato da Confagricoltura in Fiera; c’era un americano, e ho chiesto se l’introduzione delle coltivazioni Ogm può essere considerata una soluzione o comunque uno strumento per contenere il parassita e giustamente ha risposto che non è la soluzione, l’Ogm non è la soluzione, tant’è vero che negli Stati Uniti una parte viene ancora coltivata con mais attaccabile dal parassita per non creare forme di resistenza. Queste sono competenze che esulano dalla Provincia, noi operiamo con le regole che l’Unione Europea e ogni stato nazionale dà in proposito. Quindi le richieste che abbiamo fatto sono quelle che l’attuale legislazione ci consente di fare, quindi monitoraggio, eventuale risarcibilità e reintroduzione della concia, sui presidi, sugli Ogm poi ci sarà l’Unione Europea che si esprimerà. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE La parola al Cons. Biondi. CONS. BIONDI Sono soddisfatto della risposta, mi pare che la questione sia stata affrontata e approfondita con attenzione e con celerità, condivido molte delle cose che sono state dette, faccio solo alcune puntualizzazioni: questa esigenza sicuramente di avere un monitoraggio della situazione è giusta perché la quantificazione del problema è il primo passo per capire esattamente quale può Pag. 86 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 essere poi l’entità della risposta. Certamente credo che bisogna fare qualcosa per arrivare a un risarcimento, trovare le condizioni affinché il danno, qualora venisse poi accertato, venga in qualche modo risarcito come succede su altre questioni. Quindi valutare la possibilità di introdurre alcuni elementi legati alla calamità naturale o qualche richiesta di questo tipo, credo che debbano essere approfonditi proprio perché l’obiettivo è quello che si diceva. Sulla questione degli Ogm non sono in grado di dire se questa è la risposta migliore a questo problema, credo però che si debba avere un approccio molto laico, molto oggettivo e aprire una discussione, un confronto per capire se effettivamente questa può essere una risposta alle esigenze del mondo agricolo sia nei casi come questi in cui emergono delle difficoltà, sia nella gestione ordinaria delle nostre aziende. L’atto viene inserito al n. 96 del registro delle deliberazioni . Allegato 1 Relazione del Settore Agricoltura, Caccia e Pesca La Provincia, attraverso il Settore Agricoltura Caccia e Pesca, dal 2003 collabora con la Regione Lombardia D.G. Agricoltura, con il Servizio Fitosanitario oggi in capo ad Ersaf e con l’Associazione allevatori per sensibilizzare gli agricoltori e monitorare un campione di aziende (il più numeroso in Regione) attraverso l’uso di trappole cromotropiche e l’assistenza di tecnici in campo. L’insetto in pochi anni si è diffuso in tutto il territorio provinciale senza tuttavia causare danni evidenti sul mais, che risulta essere la coltura su cui l’insetto può arrecare danni notevoli. Nel 2009 più cause concomitanti (fattori climatici, densità di popolazione, divieto di impiego di trattamenti di concia del seme) hanno determinato un aumento evidente della popolazione di diabrotica. Ciò, oltre a poter Pag. 87 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 potenzialmente produrre danni sulla coltura, soprattutto in termini di resa, (da verificare a fine stagione produttiva), ha determinato la necessità di effettuare degli interventi fitosanitari aggiuntivi e generato un clima di apprensione e disagio nel “mondo agricolo” accompagnato da iniziative da parte dei sindaci non sempre giustificate. In data 26 giugno u.s. è stato organizzato un incontro (il primo sul nostro territorio) presso il Teatro Monteverdi in collaborazione con le Associazioni agricole e il Servizio Fitosanitario regionale, che ha registrato un’ inaspettata presenza di agricoltori (circa 250). Nel corso della riunione il coordinatore regionale della lotta alla diabrotica, dr. Boriani, ha spiegato l’entità del fenomeno, le sue cause, gli strumenti e le opportune tecniche da adottare per combattere efficacemente l’insetto evitando o contenendone i possibili danni. La settimana successiva è stata inviata una lettera, a firma del Presidente della Provincia, all’Assessore regionale Ferrazzi, alle Associazioni agricole, ai referenti di misura, al Servizio Fitosanitario, in cui venivano evidenziate le proposte della Provincia di Cremona sul tema; contemporaneamente si è reso disponibile, mediante la pubblicazione sul sito web dell’Ente, un opuscolo divulgativo sulla diabrotica realizzato nel 2004 dall’Amministrazione provinciale in collaborazione con l’APA che risulta essere ancora attuale sia nei contenuti tecnici che nelle proposte operative per gli agricoltori. In sintesi si è ritenuto di dover: • intervenire sull’emergenza richiedendo l’attivazione di uno specifico piano di intervento regionale, che preveda la concessione di indennizzi alle imprese agricole che hanno effettuato trattamenti antiparassitari aggiuntivi e subito un danno alle produzioni quantificabile a fine campagna; Pag. 88 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 • richiedere la non reiterazione del provvedimento di sospensione dell’uso di neodicotinoidi nella concia dei semi di mais promuovendo tuttavia l’adozione di soluzioni tecniche innovative che evitino la dispersione delle polveri in fase di semina onde evitare danni alle popolazioni di insetti impollinatori e all’avifauna selvatica. • Attivare il meccanismo della maggiorazione delle assegnazioni di carburante agevolato attraverso gli uffici UMA per sostenere gli interventi aggiuntivi (trattamenti fitosanitari e irrigazioni di soccorso) a causa della Diabrotica. E’ stata poi proposta in sede di tavolo tecnico, la stesura di un modulo di segnalazione dei danni (attualmente presente sul sito della Provincia) da adottare su tutto il territorio lombardo e l’attivazione, per il prossimo anno, della fornitura gratuita delle trappole per tutte le aziende provinciali, affiancando la distribuzione ad un programma di formazione degli agricoltori finalizzato alla gestione diretta del monitoraggio aziendale. Questo consentirà di intervenire con i trattamenti in pieno campo solo quando si verifica il superamento della soglia di attenzione e di evitare interventi inutili con indubbi vantaggi sia dal punto di vista economico che di tutela ambientale. Gli uffici del Settore Agricoltura Caccia e Pesca stanno provvedendo alla raccolta delle segnalazioni che verranno successivamente inviate in Regione entro il 31 di Agosto. E’ stao reso disponibile il modulo di segnalazione sul sito della Provincia. Si è inoltre provveduto al costante aggiornamento degli uffici della Prefettura. Infine, il numero 2/2009 della Sentinella Agricola, periodico del Settore che raggiunge la quasi totalità delle aziende agricole, contiene un inserto interamente dedicato alla Diabrotica, che racchiude tutte le informazioni tecniche e le indicazioni sugli adempimenti amministrativi per la corretta Pag. 89 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009 segnalazione dei danni. Non è al momento possibile sapere se e quale strumento risarcitorio verrà attivato dalla Regione Lombardia (dipenderà dall’entità effettiva delle segnalazioni). PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Siete stati bravissimi, oggi, nel rispetto dei tempi, nella moderazione degli interventi. Sono le 18,45, democraticamente propongo: possiamo affrontare la mozione presentata dai Consiglieri Mainardi, Zanacchi e Virgilio in merito all’ipotesi dell’insediamento delle società nucleari o preferiamo interrompere vista l’estate, il caldo… mi rimetto alla vostra… Vi ringrazio oggi per essere intervenuti, per la correttezza degli interventi, per il rispetto dei tempi che non è cosa da poco, ringrazio anche tutto lo staff che ci ha aiutato nella redazione della giornata, tutta la Giunta Provinciale e il Presidente, ci diamo appuntamento in settembre in data da destinarsi, verrete comunque attivati e verrà comunicato attraverso i canali della mail la comunicazione, grazie buone vacanze e buona estate! La seduta è tolta alle ore 18.50 Pag. 90 Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009