CONSIGLIO PROVINCIALE DI CREMONA
ADUNANZA DEL GIORNO 28 LUGLIO 2009
L’anno 2009, il giorno 28 del mese di luglio alle ore 15.00, nella sala delle
adunanze del Consiglio Provinciale convocato nelle forme di legge e con
appositi avvisi spediti a domicilio di ciascun Consigliere, si è oggi riunito il
Consiglio Provinciale.
Fatto l’appello risultano presenti:
1) Agazzi Antonio
x
2) Alloni Agostino
x
3) Araldi Massimo
x
4) Barbati Filippo
x
5) Benzoni Maurizio
x
6) Biondi Giovanni
x
7) Bonaventi Piergiacomo
x
8) Borghetti Maurizio
x
9) Castellani Vera
x
10) Chioda Francesco
x
11) Degani Fabrizio
x
12) Doldi Andrea
x
13) Dusi Giampaolo
x
14) Gallina Gabriele
x
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
15) Gelmini Manuel
x
16) Ghidotti Carlalberto
x
17) Ghillini Cesare
x
18) Guerrini Giacomo Noris
x
19) Losio Ivan
x
20) Mainardi Cesare
21) Malvezzi Carlo
22) Mazzocco Franco
x
23) Rossi Luca
x
24) Salini Massimiliano
x
25) Torchio Giuseppe
x
26) Trespidi Giuseppe
27) Vailati Eugenio
x
28) Virgilio Leonardo
x
29) Zaghen Ernesto
x
30) Zanacchi Maria Rosa
x
31) Zanisi Giacomo
x
Sono altresì presenti gli Assessori:
Bongiovanni Filippo, Capelletti Chiara, Fontanella Giuseppe, Lena Federico,
Orini Paola, Pinotti Gianluca, Schiavi Silvia, Soccini Matteo.
Assiste il Segretario Generale dell’Amministrazione Provinciale, dr.
Giorgio Lovili.
Dato atto che il numero dei presenti è legale per la validità delle deliberazioni,
il Presidente del Consiglio, sig. Carlalberto Ghidotti, assume la presidenza e,
dichiarata aperta la seduta, invita il Consiglio a deliberare sugli argomenti
all’ordine del giorno.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Il Presidente del Consiglio nomina scrutatori, ai sensi dell’art. 65 del
Regolamento degli Organi Istituzionali, i Consiglieri Losio e Rossi per la
maggioranza e il Consigliere Virgilio per la minoranza.
Si dà atto che nel corso della seduta non si sono verificati movimenti fra i
Sigg. Consiglieri:
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Buongiorno, ci ha raggiunti il Presidente Salini, porto il mio saluto al
Presidente, alla Giunta, a tutti i consiglieri, a tutto lo staff tecnico che ci
permette oggi di realizzare questo incontro.
Vi ringrazio per la puntualità, cedo subito la parola al Segretario Generale per
svolgere l’appello.
Il Segretario Generale procede all’appello.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Abbiamo verificato il numero legale per l’adunanza, dichiaro aperta la seduta.
Nomino scrutatori i Cons.: Losio, Rossi e Virgilio.
Oggetto n. 95232 di protocollo
N. 1 dell’ordine del giorno
PRESENTAZIONE LINEE PROGRAMMATICHE RELATIVE ALLE
AZIONI E AI PROGETTI DA REALIZZARE NEL CORSO DEL
MANDATO.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
In seguito a questa presentazione non vi sarà la discussione e neanche la
votazione, oggi il Presidente e tutta la Giunta Provinciale si limitano a
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
presentare il programma, che verrà poi trattato, dibattuto e votato alla volta del
prossimo Consiglio Provinciale in settembre.
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Limiterò al massimo le premesse perché ritengo che il contenuto, anche del
discorso di insediamento possa essere considerato come un’utile premessa
all’illustrazione delle linee generali programmatiche, mi limito, come
anticipato dal Presidente del Consiglio Provinciale, a considerare, a osservare
che, entro 45 giorni come previsto dalla normativa in argomento, dal primo
Consiglio Provinciale, l’ultimo Consiglio Provinciale che abbiamo fatto, vi
sarà notificato il testo definitivo delle linee programmatiche, peraltro mi
permetto di proporre che questa notifica avvenga attraverso posta elettronica,
in modo da favorire anche fisicamente la procedura sia di lettura che di
verifica, che di eventuale proposta emendativa, quindi vi verrà notificato entro
il 20/21 agosto, adesso i termini chiedo che vengano verificati dal punte del
Consiglio Provinciale, oggi il sottoscritto e i colleghi della Giunta,
illustreranno per sommi capi, quindi onorando la sintesi l’efficacia e
l'essenzialità, i contenuti di queste linee programmatiche distinte settore per
settore, purtroppo manca in questo momento un assessore, credo che mancherà
anche
al
momento
della
discussione,
segnatamente
l’Ass.
Leoni,
eventualmente mi assumerò io l’onere di illustrare leggendo la nota che
comunque mi aveva lasciato, i contenuti generali che riguardano le deleghe
che gli sono state attribuite.
Per quanto riguarda le premesse generali, faccio solo alcune precisazioni
vacche ineriscono peraltro anche alle deleghe che mi sono attribuite riguardo
al tema del bilancio e del personale.
Richiamo l’attenzione, come già fatto in altre occasioni, sulla necessità di
procedere a adeguare l’organizzazione interna di questa Amministrazione, a
quanto la normativa in argomento propone, affinché sia onorata a pieno titolo
l’efficienza delle macchine amministrative, vi sono norme in argomento, le
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
cito, i decreti legislativi in attuazione della legge delega N. 15 del 4 marzo
2009, Dpcm del Decreto Legge 112/08 convertito con modifiche nella legge
133/08 etc., etc., che hanno sostanzialmente, sarò molto breve, a cuore il tema
innanzitutto della valutazione delle strutture, l’efficacia del loro operato,
l’introduzione che a noi sta molto a cuore, della logica del risultato
nell’interesse della collettività, come criteri fondanti l’approccio che noi
riteniamo di dover fare nostro, nel rapporto con le strutture che ci sono messe
a disposizione, peraltro è con orgoglio come cittadino che posso dire che
effettivamente la struttura organizzativa, la macchina amministrativa della
nostra Provincia, è una macchina amministrativa che è in grado di sostenere,
di adempiere ai più alti compiti che si vogliono affidarle, il problema non è
legato alla qualità degli uomini sulla quale stiamo constatando la possibilità di
una grande collaborazione e la possibilità di proporci obiettivi ambiziosi, il
problema è di tipo organizzativo, il problema è il nesso tra le strutture, tra i
settori, il problema è caratterizzato dal metodo, ha normativa oltre che la
mentalità, corre in nostro favore, adeguarci anche a questa normativa,
consentirà di ottenere quei risultati che ci proponiamo.
Tutto questo chiaramente adempiendo come dovuto, ma come è anche
importante fare, è un’occasione per tutti noi che si procede in questa maniera,
attraverso il confronto con il tavolo sindacale, avendo chiaramente sempre a
cuore che vi è una chiara identificazione, distinzione dei ruoli, che vi è la
necessità di una trasparenza assoluta nell’adempimento di questi obblighi e
che l’obiettivo, anche nella relazione con i sindacati, è la qualità dei servizi
che eroghiamo, niente altro è a tema se non la qualità dei servizi che
eroghiamo, anche e soprattutto nella relazione ottica peraltro, realizzata in
questi pochi giorni di amministrazione con le forze sindacali.
Centralità verrà data e responsabilità crescente al nucleo di valutazione, anche
perché è uno degli aspetti fondativi del nuovo approccio che la normativa ci
propone e che intendiamo fare nostro in merito all’organizzazione interna
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
dell’Amministrazione, è definito e identificato nel rapporto con i dirigenti
dell’Amministrazione.
Tutto questo, come molte delle altre cose che verranno precisate dai colleghi
della Giunta che seguiranno, tutto questo dovrà essere fatto con la
consapevolezza che il nostro bilancio non è facilissimo da gestire. Abbiamo
ristrettezze che ci derivano da un momento di crisi che oltre a ripercuotersi
sulla vita delle famiglie, si ripercuote anche sui conti di un’amministrazione
come la nostra, abbiamo un bilancio che è stato ipotizzato sull’anno in corso,
prevedendo entrate superiori a quelle che effettivamente ci saranno, per cui
abbiamo oltre 2 milioni di Euro di eccesso di ottimismo in chi ha previsto
queste entrate, ci stiamo rimboccando le maniche, siamo certi che tutti noi qui
presenti in Consiglio Provinciale, oltre che i membri della Giunta Provinciale,
sono consapevoli di quanta responsabilità ci voglia per correggere questo
errore di previsione, ma di errori di previsione se ne fanno tanti, quindi il
problema non è stigmatizzare l’errore, ma è assumersi corresponsabilmente il
compito di correggerlo, quindi correzione di un errore nella previsione di
bilancio, consapevolezza che le entrate della nostra Amministrazione
subiscono il contraccolpo di una crisi economica – finanziaria rilevantissima,
con la quale dobbiamo fare i conti perché alle minori entrate di quest’anno,
mettiamoci il cuore in pace, corrisponderanno minori entrate anche per l’anno
prossimo, probabilmente maggiori rispetto a quelle attuali, vale a dire la
previsione di sbilancio pari ai 2 milioni di Euro e notti di cui ho appena
parlato, potrebbe trasformarsi in una previsione di sbilancio di minori entrate
che raggiunga quasi i 3 milioni per l’anno prossimo, per cui grande
responsabilità, grande competenza, grande senso del dovere e rigore affinché
queste ristrettezze di bilancio e questa crisi che certamente non è stata generata
da nessuno dei presenti, ma che incide sulla vita di tutti i presenti, anche come
amministratori, ci costringe a assumere.
Per cui fatte queste premesse e queste precisazioni anche in relazione alle mie
deleghe, cedo la parola al Vicepresidente Lena.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
ASS. LENA
Come ha detto il Presidente cercherò di arrivare subito agli obiettivi che
riguardano le deleghe che mi competono e parlo subito di Polizia locale.
Per quanto riguarda Polizia locale gli obiettivi sono: una maggior formazione
per il personale, una miglior dotazione strumentale, una sede operativa più
idonea, visto che quella attuale non lo è, è un po’ concentrata in poco spazio,
un’educazione stradale da fare, ma sui giovani, quindi andare nelle scuole, i
pattugliamenti e i controlli verranno fatti in maniera non repressiva,
possibilmente non repressiva, e faremo in modo che i nostri poliziotti possano
in qualche modo essere presenti sul territorio all’interno dei piccoli comuni
che sono quelli che soffrono di più la mancanza della presenza di forze
dell’ordine, una revisione dei compiti all’interno della Polizia Municipale
perché vedo che più sezioni fanno fare più cose alla Polizia provinciale, ma
poi rivediamo queste cose, un numero di effettivi che potrà essere adeguato,
visto che l’organico è fermo da circa 10 anni e manterremo una collaborazione
sinergica con le altre forze dell’ordine.
Per quanto riguarda la protezione civile, questo è un settore che deve essere un
attimo rivisto, la nostra vuole essere una programmazione basata sulla
programmazione e sulla prevenzione, investiremo sulla professionalità dei
singoli, altro obiettivo è quello di poter mettere la protezione civile sotto
l’egida della Polizia provinciale, così un po’ come avviene in Regione
Lombardia.
Per quanto riguarda i piani di emergenza comunale, dobbiamo cercare di
sensibilizzare i nostri sindaci, specialmente quelli dei comuni più piccoli che
sono quelli che hanno più difficoltà, questi piani di emergenza cerchiamo di
averli possibilmente in versione informatica, perché questo ci porterà poi
eventualmente un giorno ad avere un unico piano di emergenza provinciale.
La protezione civile attiverà una collaborazione con il corpo dei Vigili del
fuoco, perché la preparazione dei volontari, secondo me deve essere fatta
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
passando per i servizi che possono offrire i professionisti, solo i professionisti
possono insegnare qualcosa, secondo me, ai nostri volontari.
Passando ai rapporti con i piccoli comuni, considerando che i piccoli comuni,
quindi quelli sotto i 15 mila abitanti sono il 90% del nostro totale, quindi 104
su 115 e di cui 40 comuni, quindi il 34% del totale sta sotto i mille abitanti,
penso che questa sia una situazione abbastanza pesante da seguire, ovviamente
i nostri sindaci avranno bisogno di un punto di ascolto e la raccolta di istanze
da parte loro e penso a dei progetti legati alle innovazioni tecnologiche per
poter in qualche modo soddisfare le loro esigenze.
Pensiamo anche a una formazione, l’aggiornamento dei loro amministratori e
dipendenti.
Per quanto riguarda il turismo ci sarà un invito a tutti gli attori a unificare le
forze e a condividere le strategie comuni, evitando sprechi in mille rivoli,
cercheremo anche una forte connessione e sinergia con le altre forze
complementari, ovvero con il commercio, cultura e ambiente.
Individueremo una nuova strategia di mercato facendo leva sul mondo
innovativo, sui punti di forza del territorio e della propria storia.
Per quanto riguarda Expo, sappiamo che il tema è l’alimentazione del pianeta,
in questo momento abbiamo due filoni: c’è l’accoglienza turistica da seguire,
quindi preparare la Provincia all’Expo, la professionalità presente sul territorio
e da formare sul territorio delle persone che verranno adibite a questa
manifestazione, quindi ci sarà anche una preparazione culturale del territorio.
Mentre le proposte progettuali sono 29, suddivise tra Provincia di Cremona,
Comune di Cremona, Comune di Crema, Cremona Fiere e le biotecnologie.
Per quanto riguarda invece le innovazioni tecnologiche, il progetto che mi
sembra più sostenibile in questo momento che è un’eventuale visibilità delle
finanze attuali, è un progetto che il Cnipa, che è un organo della Presidenza
del Consiglio dei Ministri, non ha ammesso a finanziamento in passato alle
aziende pubbliche territoriali e sono la Scrp, Padania Acque che erano
coordinate dalla Provincia, che vuole dire mettere insieme i progetti Siscotel
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
che sono nati sul territorio per avere, sostanzialmente, un Siscotel unico,
quindi poter distribuire sul territorio, poi avere le informazioni unificate sui
valori Siscotel, tutto qui.
ASS. FONTANELLA
Il mio assessorato prevede patrimonio e servizi, ho avuto la possibilità in
questo mese di fare una valutazione e non avrei mai pensato che la Provincia
avesse un numero così di gente, di immobili, soprattutto di immobili scolastici
che sono circa 44, che vuole dire che tutti hanno, chi più, chi meno, dei
problemi.
Sicuramente anche negli anni precedenti, penso siano state investite cifre
anche di una certa rilevanza, però penso che nel prossimo bisogna arrivare a
conclusione di mettere a norma tutte le scuole su antincendio, sicurezza, tutta
una serie di problematiche.
Soprattutto una particolare attenzione la avremo anche per quanto riguarda le
caserme delle forze dell’ordine che ho trovate veramente in disordine e questo
dà a noi un grande impegno.
Non mi soffermo molto sui soggetti particolari che troverete nella relazione
cartacea che vi verrà inviata e soprattutto il mio modo di operare è quello di
cercare di evitare, il più possibile, gli affitti ingenti che in questi anni sono
stati pagati dalla Provincia per poter avere un sistema scolastico, sistema
scolastico che prevede circa 12 mila studenti che non sono pochi, quindi
bisognerà secondo me adeguare di nuovo le sedi, seguire i dettagli e i
programmi della nuova legge sulle iscrizioni e vedere, dove è possibile, di fare
gli accorpamenti, conseguentemente fare di tutto questo un patrimonio della
Provincia.
Per quanto riguarda le dismissioni che la Provincia avrà, lo sappiamo tutti che
la Provincia ha delle proprietà che da anni sono inservibili e devono essere
comunque alienabili, penso che valorizzandole al massimo, queste proprietà
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
debbano essere alienate per risolvere un problema che magari non è solo della
Provincia, ma che era anche quello di altri enti.
Soprattutto quello che mi sta anche a cuore è il provveditorato, sono una base
della holding di acquisto che era… non è più pensabile che in Provincia ci
siano diversi modi di acquistare, ogni settore acquista in autonomia quello che
gli serve, dobbiamo cercare di centralizzare tutti gli acquisti, dalle macchine,
soprattutto avere un sistema di gestione, parlo degli automezzi della Provincia
che sia una cosa centralizzata, non che ci siano macchine che, ho visto e ho
potuto constatare, che hanno due anni, due mila chilometri e macchine che
hanno 50 mila chilometri in due anni, quindi conseguentemente o queste
girano troppo o queste sono praticamente ferme e ci sono sempre delle
lamentele perché un dipendente che si deve spostare, si deve muovere non ha
la macchina, vuole dire che alla base di tutto questo ci deve essere
un’organizzazione alla quale uno accede attraverso il sistema telematico, la
prenotazione della macchina, conseguentemente, penso che il servizio debba
avere a disposizione questo.
Questo è in sintesi e sarà più specificato nella relazione che avrete in maniera
cartacea.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Pinotti.
ASS. PINOTTI
L’unificazione dei due assessorati agricoltura, caccia e pesca, e ambiente ci
porta a individuare fin da subito due obiettivi da conseguire: 1) l’obiettivo
interno, proprio organizzativo interno; 2) riguarda gli obiettivi che ci siamo
preposti di perseguire nei 5 anni di governo del territorio.
Per quanto riguarda il risultato interno, quello che si vuole condurre è un unico
orizzonte sul quale articolare l’attività di chi vede l’ambiente come bene finito
da tutelare, anche per le generazioni future, un territorio che viene eroso
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
quotidianamente dall’urbanizzazione, quindi integrare questa visione con chi
invece utilizza l’ambiente per produrre reddito e mi riferisco all’agricoltura,
un’agricoltura e qua passo a quelli che sono gli obiettivi che dobbiamo
perseguire nella politica del territorio, un’agricoltura che qua non può e non
deve essere un’agricoltura marginale, abbiamo da subito focalizzato il
bersaglio della nostra attività nel cuore dell’azienda agricola e zootecnica in
particolare della nostra Provincia, quindi ci occuperemo in maniera
predominante di quello che chiamo il fusto dell’albero, ci occupiamo della
chioma, solo quando il fusto è sano e non desta preoccupazione, tutti voi
sapete che l’agricoltura sta attraversando, ormai da troppo tempo, una
gravissima crisi, è veramente una tenaglia tra i costi di produzione e la bassa
remunerazione dei prodotti della filiera agroalimentare.
Quindi attraverso il piano di sviluppo rurale che consente alle province di
gestire con una certa discrezionalità l’orientamento delle risorse, ci
occuperemo di andare a sostenere l’azienda agricola in maniera particolare,
abbiamo proprio questa visione di agricoltura non marginale, oggi dobbiamo,
viste le ristrettezze delle risorse di cui disponiamo, focalizzare l’utilizzo delle
risorse che sono messe a disposizione del mondo agricolo.
Ricordiamo che il fatto di ritrovarsi ancora delle fonti di investimento non
utilizzate dall’agricoltura, sono un campanello di allarme che non possiamo
ignorare, vuole dire che l’agricoltore per l’eccesso di burocrazia, decide molto
spesso di non accedere all’utilizzo delle risorse e poi anche il fatto che
l’agricoltore è oggi così impegnato, così esposto economicamente per gli
investimenti che vengono richiesti all’attività agricola per rimanere al passo
con i tempi, ha il piato corto, non ha più la possibilità di impegnarsi
ulteriormente.
Questi risultati che sono certamente risultati ambiziosi, li possiamo conseguire
se riusciamo a far valere la nostra pressione di coinvolgimento anche su quei
livelli di governo superiori a quelli provinciale che incidono sul nostro
territorio, ci siamo già attivati con l’assessorato all’agricoltura, ho già preso
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
contatti anche, ho rintracciato la possibilità di avere un contatto anche con il
Ministero perché siamo consapevoli che non possiamo agire sul nostro
territorio, sfruttando solamente il potermene marginale che ci viene assegnato
per orientare i fondi che sono assegnati per il comparto agricolo.
Queste sono scelte che entreranno nel piano agricolo triennale, qui ci sarà una
previsione strategica, quella che è la nostra preoccupazione è di dare una
prospettiva almeno a medio – lungo termine sull’agricoltura.
Costi di produzione elevati e bassa valorizzazione dei prodotti della filiera
agro- alimentare, questi riducono la competitività delle nostre aziende
agricole, e è per questo che ci concentreremo anche sul mercato dei prodotti
tipici, l’Expo ci verrà in aiuto, ci stiamo già muovendo in quella direzione, è
l’obiettivo principale, è una vetrina che non possiamo eludere, che non
possiamo fallire.
Per quanto riguarda poi, ho fatto un accenno prima alla sburocratizzazione, ho
già parlato con la Regione in maniera tale da ridurre gli adempimenti
burocratici che l’agricoltore deve rispettare per poter accedere a delle fonti di
finanziamento.
Per quanto riguarda caccia e pesca proseguiremo in una strada di confronto
che ho visto comunque già buona sul territorio, sempre tenendo presente che,
al di là di una tutela dell’ambiente, il giusto equilibrio tra l’azione dell’uomo e
la tutela dell’ambiente di cui dicevo prima, si fonda sulla bontà di questo
rapporto. Passando all’ambiente, vorrei che poi in futuro non ci fossero più
soluzioni di continuità nel giudicare le questioni, con i due dirigenti dei due
settori ci siamo dati l’obiettivo di poter individuare fin da subito quelli che
sono gli elementi dell’uno e dell’altro assessorato, che si intersecano per poter
ridurre le “forme” di attrito, di attriti che molto spesso possono uscire nei
rapporti con il territorio.
Condividiamo perfettamente con la struttura di poter definire questo orizzonte
comune tra le due attività e dallo scioglimento di questo nodo che ritengo sia
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
solo un nodo, ma solo una definizione di modalità di procedere, si potrà vivere
in maniera piena sia l’attività agricola che la tutela dell’ambiente.
Per quanto riguarda la questione, 5 sono i filoni sui quali orienteremo la nostra
attività: rifiuti, cave, aria, energia e risorse idriche. Per quanto riguarda i
rifiuti, va da sé che la perfetta gestione dei rifiuti serve per poter produrre
anche una consapevolezza da cittadini di aumentare la raccolta differenziata e
di perseguire livelli di differenziazione dei rifiuti sempre più elevate, quindi un
consumo consapevole.
Per quanto riguarda invece il discorso delle cave, partiamo dal presupposto
che non possiamo utilizzare a nostro piacimento il territorio, una
programmazione con una condivisione di principi che ci consentirà di
pianificare un utilizzo delle risorse che il territorio ci mette a disposizione. Per
quanto riguarda l’aria, faremo una grande attenzione sugli atti autorizzativi,
proprio per le emissioni in atmosfera di competenza della Provincia, partiamo
dal presupposto che nella nostra Provincia, in particolar modo nella nostra
Regione si concentra una grande quantità di attività produttive che, associate a
uno scarso ricambio dei volumi d’aria, portano a focalizzare una grande
attenzione su questo aspetto.
Per quanto riguarda l’energia, abbiamo presente che ci deve essere una
diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, nel piano
energetico andremo a sfruttare tutte le capacità che il territorio ha, per produrre
energia, proprio l’altro giorno in Regione mi dicevano che la Provincia di
Cremona è leader nella produzione di bioenergia e questo nell’ambito di una
differenziazione dell’approvvigionamento, è un risultato che cercheremo di
perseguire.
Ultima cosa, attenzione anche all’utilizzo delle risorse idriche, l’acqua è molto
importante, teniamo presente che qua l’acqua viene anche utilizzata proprio
per l’irrigazione, per le nostre produzioni, quindi grande attenzione sulla
qualità delle nostre acque e anche sull’utilizzo, cercheremo di definire regole
certe per l’utilizzo di questa risorsa.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Ultimissima cosa, le aree inquinate, ci sono dei punti della nostra Provincia sui
quali metteremo la lente di ingrandimento come mi piace dire e in maniera
oggettiva faremo la nostra parte e individueremo con gli altri soggetti preposti
dei percorsi per la restituzione alla comunità di questi ambiti.
ASS. ORINI
Cercherò quindi di sintetizzare il più possibile gli obiettivi legati a istruzione,
formazione e lavoro, 3 settori che chiaramente sono strettamente connessi tra
di loro e lo sono ancora di più nella situazione attuale con una crisi economica
notevole, che ci vedrà molto impegnati nel campo delle politiche del lavoro,
ma che metterà in evidenza come il settore dell’istruzione e della formazione
professionale, in intesi nel senso più ampio del termine, possano essere molto
importanti anche, per esempio, per una riqualificazione professionale e per un
tentativo di reinserimento nel mondo del lavoro anche per chi, purtroppo,
rischia di essere espulso da questo mondo a causa della crisi economica.
E’ evidente anche comunque il valore intrinseco dei settori, se pensiamo come
l’istruzione, la formazione professionale siano basilari per la formazione della
persona e per il suo inserimento all’interno della società, inoltre ricordo che
ultimamente alla Provincia sono stati riconosciuti dei ruoli, competenze
sempre maggiori, sia a livello nazionale che a livello regionale, proprio in
questi 3 campi, in particolare nel campo dell’istruzione, in seguito all’accordo
tra il Presidente della Regione Lombardia e il Ministro della Pubblica
istruzione e in relazione anche alla piena attuazione della riforma della scuola
secondaria.
Nel campo poi della formazione professionale, già da tempo per la verità, la
Provincia ricopre un ruolo fondamentale, ma direi che questo ruolo dovrà
essere incrementato ulteriormente sia perché la stessa riforma della scuola
secondaria va verso un’integrazione sempre maggiore tra istruzione scolastica
in senso stretto e tradizionale e formazione, sia perché la formazione,
l’orientamento e anche il riorientamento professionale, appaiono come
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
fondamentali anche di fronte alla crisi economica e per il reinserimento
lavorativo.
Venendo in sintesi agli obiettivi che ci poniamo, noi vogliamo attuare una
programmazione complessiva, progettata in stretta collaborazione con tutti i
soggetti, in particolare con le istituzioni scolastiche formative e basata anche
su una valutazione sia delle esigenze educative, sia delle necessità del mercato
del lavoro.
Vogliamo inoltre arrivare all’elaborazione di un’adeguata proposta relativa
all’attuazione della riforma della scuola secondaria, articolata nei diversi
indirizzi: liceali, tecnici e professionali previsti e basata anche su
un’integrazione sempre più forte tra l’istruzione secondaria e la formazione
professionale che pur nel riconoscimento delle diverse specificità, riconosca a
ambedue questi canali, la loro dignità.
Intendiamo anche dare un sostegno sempre più efficace all’offerta
universitaria presente sul nostro territorio, è presente, direi, in maniera
abbondante, è legata però a atenei diversi, 6, mi risulta e conseguentemente
pur essendo molto importante, potrebbe, in futuro, secondo noi, essere
caratterizzata da un’interrazione complessiva più coordinata e basata su un
progetto comune che parta dal nostro stesso territorio, pur, anche in questo
caso, salvaguardando la specificità dell’offerta delle diverse università.
Perseguiremo anche lo sviluppo e il coordinamento degli interventi di
orientamento e riorientamento relativi alla scuola secondaria di primo e
secondo grado fatta ovviamente in collaborazione con i comuni e alla
formazione professionale e in questo caso collegheremo la nostra azione a
quella di sostegno all’occupazione, attraverso dei corsi di qualificazione, dei
corsi di riqualificazione anche legati al sistema regionale della dote, che non
siano semplicemente un passaggio burocratico, ma che diano, che cerchino di
dare anche al lavoratore in cassa integrazione, delle competenze adeguate al
mondo del lavoro, ovviamente in questo caso sarà importante anche una nostra
azione di regia, di concertazione, di coordinamento con tutte le forze presenti
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
sul territorio, che dovrebbero anche segnalarci le reali esigenze economiche e
produttive del territorio, a partire ovviamente dalle forze imprenditoriali,
coinvolgendo gli enti locali e coinvolgendo anche le organizzazioni sindacali
che rappresentano i lavoratori.
Cercheremo, ovviamente come del resto le nostre competenze richiedono, di
favorire e promuovere l’inserimento e la corretta integrazione all’interno sia
del sistema scolastico e formativo, ma anche del sistema lavorativo, di soggetti
svantaggiati, con particolare attenzione alle persone diversamente abili.
Cercheremo nel complesso, sempre di più, di favorire un reale, concreto e
proficuo rapporto tra il mondo scolastico e formativo e quello lavorativo, sia
attraverso le azioni a cui prima ho accennato e in particolare l’azione di
orientamento e riorientamento continuo perché la situazione richiede anche
questa flessibilità, ma anche con eventualmente dei progetti specifici, che
valorizzino le ricchezze del nostro territorio, sia nel settore ambientale e
economico, sto pensando in particolare a istituti come quello di agraria, con la
scuola casearia o altri istituti di tipo tecnico e professionale, sia valorizzando
la tradizione culturale e artistica del nostro territorio che per esempio a
Cremona ha un po’ il suo apice nell’arte liuteria e a Crema nell’arte organaria.
ASS. BONGIOVANNI
Il mio discorso va a completare le premesse accennate prima dal Presidente e
le premesse che troverete poi nel documento cartaceo che vi verrà consegnato.
Con le mie vogliamo incidere sul metodo di lavoro della nostra Giunta e sulla
struttura organizzativa dell’ente. La riforma in senso federale dello Stato,
l’applicazione del principio di sussidiarietà e la semplificazione della
macchina burocratica – amministrativa, devono avere una diretta applicazione
anche sul territorio, in aderenza alle modifiche normative che il governo
centrale sta progressivamente attuando.
L’obiettivo è quello di avere meno burocrazia, incidendo sulla semplificazione
sia normativa che amministrativa, arrivando quindi a avere meno regole, ma le
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
più chiare possibili e una macchina amministrativa più snella e più efficiente
con tempi di risposta brevi e efficienti. In questo ambito è doveroso rendere
operativo il codice dell’Amministrazione digitale, utilizzando con le modalità
più appropriate le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, questo
permetterà di dotare l’ente di un regolamento dei procedimenti con un
catalogo aggiornato che definisca tempi certi e la loro conclusione e una
razionalizzazione delle procedure, degli atti amministrativi e della modulistica.
Per quanto riguarda la mia delega ai rapporti con il Consiglio, saranno
garantite le migliori condizioni per un corretto e efficiente rapporto tra la
Giunta e il Consiglio Provinciale e con le relative commissioni che saranno
istituite affinché ogni organo provinciale possa svolgere democraticamente e
nel migliore dei modi il proprio compito e con l’obiettivo della massima
trasparenza e della massima partecipazione.
Per quanto riguarda la mia delega allo Statuto e ai regolamenti, nel corso del
mandato intendo attuare una generale ricognizione e una successiva revisione
sia dello Statuto della Provincia, sia di tutti i regolamenti interni all’Ente,
l’obiettivo è quello di semplificare il linguaggio, rendendo i testi normativi più
chiari e comprensibili, ma anche quello di eliminare norme superflue e
ripetitive, riducendo il più possibile le regole allo stretto necessario, all’interno
di questo lavoro è previsto inoltre di monitorare e contenere i costi di
funzionamento degli organi istituzionali di tutta la macchina organizzativa.
ASS. CAPELLETTI
Vi ringrazio per non avermi richiamato alla sintesi, visto che sul settore cultura
diventa un po’ difficile essere sintetici, ma l’ho promesso ai Consiglieri
provinciali che cercherò di essere molto sintetica.
Parto dicendo che la situazione del settore cultura non è assolutamente facile,
quello che mi è stato chiaro in questi primi giorni di lavoro nell’assessorato è
che è necessario un cambiamento radicale, è necessario in realtà un
rinnovamento vero che sia tempestivo e soprattutto molto appassionato.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Credo di aver capito che è necessario avere visione e soprattutto dimostrare di
saper fare sistema, collegando pubblico e privato con il comune obiettivo di
rilanciare l’immagine della Provincia di Cremona e la volontà di ribadire il
ruolo che la cultura, insieme al turismo, devono avere nell’economia e nello
sviluppo. La Provincia deve promuovere la cultura come bene collettivo di
coesione, di crescita sociale, di sviluppo e riequilibrio socio – economico
come accesso alla bellezza dell’arte sviluppando progetti e eventi, ma per
seguire tali obiettivi la Provincia deve provvedere a una radicale
trasformazione del proprio ruolo, passando da come era, ente erogatore di
patrocini e piccoli contributi a pioggia, a un autorevole ente gestore e
coordinatore di uffici e centri di servizio in grado di sviluppare, ovviamente in
accordo con Regione, comuni e associazioni e istituzioni culturali, una politica
di coordinamento delle iniziative sul territorio, di produzione, distribuzione di
eventi culturali, di promozione del territorio a livello locale, nazionale e
internazionale, ovviamente la declinazione operativa di tutto questo è il
distretto culturale.
Siamo chiamati a concretizzare il lavoro svolto fino a ora su Crearte, però
perfezionando le strategie e superando le criticità che già sono state rilevate.
Dobbiamo affrontare il non facile passaggio dalle idee alle realtà, questa sfida
però potrà essere raggiunta con successa solo se avremo una vera governance
della cultura in grado di interesse un nuovo protagonismo in una logica
sussidiaria, infatti l’esperienza dei distretti insegna che la cultura paga, in
termini di sviluppo, soltanto se viene presa molto sul serio da parte di tutti gli
operatori del sistema locale, con le conseguenti assunzioni di responsabilità e
di rischio individuale che ciò comporta, Cremona, pur tra tante eccellenze
gode innegabilmente di una grande considerazione a livello internazionale per
la sua tradizione e più in generale musicale, non credo di dover ricordare a
nessuno che qua è nato il violino e che qui per secoli sono stati costruiti i
migliori strumenti a arco.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Oggi abbiamo una prestigiosa scuola internazionale, dove giovani da tutto il
mondo apprendono l’arte di Stradivari, ma è doveroso pensare anche alla
tradizione organaria, ai compositori, agli esecutori e ambasciatori di Cremona
sui palcoscenici di tutto il mondo, senza però dimenticare neanche la
tradizione bandistica territoriale e l’arte corale che caratterizza la nostra terra,
la musica può essere uno straordinario strumento per promuovere il nostro
territorio nel mondo, il prossimo anno arriverà il riconoscimento della liuteria
di Cremona come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco e
a questo appuntamento non possiamo arrivare impreparati, ben consapevoli
che la tradizione musicale, insieme alla tradizione agroalimentare, sarà tra i
nostri elementi di forza e caratterizzanti per l’Expo 2015. Dal momento
culturale nei mesi scorsi poi è arrivata la sollecitazione a dare vita al museo
del violino e qui la Provincia agirà insieme al Comune di Cremona e alla
Fondazione Stradivari per studiare questa possibilità e offrire un’altra
occasione al territorio.
Gli errori compiuti in passato, per esempio l’Apic devono essere di monito,
ma non devono diventare una barriera insormontabile per la cultura,
compatibilmente alle risorse disponibili, argomento sul quale evito ogni
commento in questa sede, andranno sostenuti gli eventi di grande richiamo,
così come andranno valutate le nuove strategie legate alle esposizioni,
puntando su sinergie con altre importanti realtà europee riducendo e
ottimizzando gli investimenti, serve oggi un’ulteriore spinta verso un
approccio più ampio alle politiche culturali che consenta un salto vero di
qualità, è una strada obbligata perché diversamente ci esporremmo al rischio
di un localismo particolaristico e limitante, che finirebbe con l’avvolgere come
una cappa tanti preziosi frammenti del nostro territorio.
La Provincia deve saper svolgere un ruolo di incubatore di una nuova classe
creativa, deve saper trovare spazi e occasioni di valorizzazione dei propri
talenti, il nostro territorio ci chiede, questa è una sfida molto ambiziosa di non
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
ridurre l’impegno a una concezione unilaterale, ma ci sollecita a valorizzare a
pieno la ricchezza identitaria che ci è stata consegnata.
ASS. SCHIAVI
Nella stesura del programma welfare abbiamo dovuto tenere conto di due
importanti punti di rottura rispetto al passato, che sono la crisi economica che
ha creato bisogni nuovi sia per tipologia che per numero e nel cambiamento
che è stato espresso dagli elettori, quindi inteso come una volontà di avere un
welfare meno compassionevole e più efficiente, per vicino ai bisogni concreti
e al ruolo centrale della persona umana e della famiglia intesa come nucleo
primario della società.
Per questo ci siamo concentrati sul ruolo istituzionale della Provincia inteso
come ente intermedio tra la Regione e il comune, in questo senso quindi
svolgeremo questo ruolo sia dando attuazione alle numerose e importantissime
deleghe regionali, ma anche mettendo un particolare focus sul nostro territorio,
recuperando denaro in precedenza disperso e in iniziative di per sé
notevolissime ma eccentriche rispetto allo scopo di una Provincia.
Infine la intenderemo come collaborazione, coordinamento sinergico con tutti
gli enti territoriali, con i comuni, le realtà del nostro territorio. Come lo
faremo? Con un metodo nuovo Rispetto al passato, basato fondamentalmente
sull’ascolto e quindi svilupperemo importanti strumenti di monitoraggio, dove
già esistono, come l’osservatorio delle politiche sociali verranno potenziati e
altrimenti ne creeremo ex novo, per esempio osservatori sulla condizione
della persona anziana, oppure una consulta delle famiglie, tutto questo perché
è nostra intenzione lavorare con il concetto di sussidiarietà, vorremmo mettere
al centro di tutto la persona umana, noi crediamo che debba essere messa nella
condizione di soddisfare liberamente quelli che sono i suoi bisogni, abbiamo
rispetto per la razionalità delle persone e quindi della loro capacità di decidere
in quale modo possono soddisfare meglio i propri bisogni, a titolo di esempio
vi invito a pensare l’esperienza dei voucher, in questo modo i voucher di tipo
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
socio- sanitario, gli utilizzatori sono razionalmente portati a impiegarli presso
l’operatore che massimizza i loro bisogno e in questo modo tra gli operatori
viene stimolata la competizione di merito, ottenendo efficacia, risultato e
efficienza, ottenendo che venga fatto bene, eliminiamo in un colpo solo la
vecchia logica di statalismo e di spreco.
Parallelamente a questo vogliamo lavorare con logica di accreditamento, noi
dobbiamo riconoscere che il terzo settore esiste e fa molto bene, perciò non
vogliamo sostituirci adesso, creando dei doppioni pubblici, costosi in aree già
presidiate in maniera eccellente, ma vogliamo mettere gli operatori del terzo
settore nella condizione di fare bene, non ostacolandoli, ma anzi favorendoli,
l’unica cosa che dobbiamo fare è vigilare che ci siano condizioni di accesso
paritarie e corrette e livelli di qualità adeguati e omogenei.
Laddove invece non dovessero esistere realtà di terzo settore, cercheremo di
favorirne la nascita, magari anche con collaborazioni pubblico privato.
In quali aree interverremo lo scopriremo solo dopo che avremo ascoltare le
esigenze del territorio, ma ovviamente abitiamo qui e quindi ci aspettiamo che
ci siano aree prioritario, le aree di intervento prioritario che ci aspettiamo sono
la famiglia con tutti i suoi bisogni, le persone anziane intese sia nella loro
dimensione di malattie, ma anche come ricchezza culturale, lo diceva prima
Chiara, il sostegno alle persone diversamente abili, nell’integrazione scolastica
o lavorativa come diceva prima Paola, ma anche nella dimensione sociale,
infine il sostegno alle persone sole, non autosufficienti o colpite da
dipendenze.
L’obiettivo finale in ogni caso sarà quello di porre le basi sociali per uno
sviluppo economico e culturale omogeneo, scevro da pensioni sociali e che sia
di aiuto a uno sviluppo vero!
ASS. SOCCINI
La risposta che, come Giunta Provinciale, ci poniamo di porre alla crisi
economica, non può essere solo reattiva o di contenimento, ma dovrà essere
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
impostata e realizzata nell’immediato futuro, non solo badando alla difesa e al
mantenimento degli standard attuali.
La vera frontiera che dobbiamo porre per il sistema produttivo è tale che possa
reggere l’impatto non solo del presente, ma anche di tutti i cambiamenti che
stanno rapidamente avvenendo nel mondo produttivo e del lavoro, gettare le
basi oggi per non vivere crisi economiche peggiori domani.
Quanto fatto fino a oggi sarà esaminato con la dovuta attenzione al fine di
intraprendere le debite azioni migliorative. Uno dei punti cardine sarà la
semplificazione burocratica, il sistema imprenditoriale ha la necessità di una
semplificazione che eviti alle imprese di disperdere tempi e energie non
funzionali alla competitività del mondo produttivo, incentiveremo le azioni
sistemiche per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, aprendo un
sistema di e individuando nuove traiettorie di sviluppo settoriale, favorendo
forme di aggregazione imprenditoriale in relazione a specifici progetti.
Essenziale a tal fine è il ruolo dell’innovazione per lo sviluppo, favorendo più
stretto e concreto collegamento tra il mondo della ricerca e il mondo
produttivo. Un altro tema fondamentale per le imprese artigiane e non solo, è il
mondo del credito e il rapporto con le banche, a tal fine cercheremo di
coordinare iniziative o momenti di confronto un mondo creditizio, banche e
confidi per agevolare e migliorare l’accesso al credito stesso da parte del
mondo produttivo, fondamentale sarà la valorizzazione delle potenzialità
strategiche legate allo sviluppo dei vari poli produttivi che siano della cosmesi,
meccanica etc. che coinvolgono tutte le piccole e medie imprese del nostro
territorio provinciale.
L’artigianato e la piccola impresa rappresentano uno dei fattori di maggiore
rilievo sotto il profilo economico e produttivo, oltre, ovviamente sotto il
profilo occupazionale. Le imprese artigiane e microimprese rappresentano una
grande risorsa in quanto sono in grado di assicurare flessibilità e rapidità nelle
risposte alle esigenze del mercato e quindi le più adatte a sostenere l’impatto
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
della crisi, se aiutate debitamente nell’accesso per esempio al credito e ai
capitali di impresa.
Sostenere le iniziative promosse da associazioni, comuni, centri di servizio
alle imprese, per la realizzazione di azioni atte al mantenimento dello sviluppo
delle attività legate all’economia locale, interventi a sostegno di progetti
presentati da enti locali, centri di servizi, associazioni nell’ambito dei vari
distretti industriali, commerciali e artigiani che vi sono e potranno nascere nel
nostro territorio. Sarà altresì importante e cercheremo di attuarlo, favorire la
messa in opera di reti tecnologiche telematiche, il tutto naturalmente nel
rispetto dei criteri di miglioramento ambientale e di risparmio energetico!
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
L’Ass. Leoni oggi non ha potuto presenziare al Consiglio Provinciale,
sintetizza così le linee del programma inerenti alla sua attività il Presidente
Salini.
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Mi limito a leggere alcuni dei passaggi della relazione che mi è stata passata
anche per rispetto dell’Assessore, quindi cercherei di ridurre al minimo
l’interpretazione.
Parliamo di territorio e di opere pubbliche.
“La qualità di un territorio e la sua capacità di attrarre cittadini e imprese
dipende soprattutto dai servizi che vengono assicurati in termini di qualità,
quantità, continuità e tempi. Per quanto riguarda la pianificazione territoriale,
le sottolineature dell’Assessore sono le seguenti: la nostra Provincia ha
ottemperato alla Legge Regionale 12 e ha recentemente approvato la variante
generale al Ptcp, fino al 31 maggio 2010 la Provincia sarà impegnata a
affrontare e sostenere l’approvazione dei Pgt comunali, con tutte le
problematiche connesse alle visioni di pianificazione urbana degli stessi, per la
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
durata del mandato amministrativo, al fine di migliorare il controllo e la
gestione del nostro territorio.
Sarà poi necessario iniziare un concreto percorso di realizzazione del sito
provinciale, al quale i nostri comuni dovranno fare riferimento per non
rischiare di vedere respinti i propri Pgt nella base di collaudo regionale.
La Provincia si adopererà per la realizzazione dei corsi di formazione per i
tecnici e liberi professionisti e comunali, per la conoscenza del Ptcp e dei Pgt.
Per quanto riguarda le infrastrutture, determinazione del livello di
competitività e di attrattività di un’area per i sistemi delle famiglie e delle
imprese richiede un’adeguata dotazione di infrastrutture, infrastrutture
economiche, fisiche e sociali. Per questo bisogna insistere nel migliorare la
connessione sul territorio provinciale in termini di fattori fisici infrastrutturali,
in modo strategico e efficace e tenendo presente la necessità di riequilibrare
modalità
del
trasporto
con
un
potenziamento
delle
infrastrutture,
ammodernamento quindi della rete ferroviaria, maggiore navigabilità del
fiume Po in qualsiasi momento dell’anno, creazione di spazi intermodali che
sviluppino l’interscambio tra i diversi settori del ferro, dell’idrovia e della
gomma, nonché potenziamento del sistema tecnologico e dell’informazione
che evidenzia un grande divario territoriale tra le diverse aree geografiche
della Provincia.
Poi seguono una serie di sottolineature che evidentemente non costituiscono
una novità eccezionale, semplicemente la novità o comunque l’impegno per
noi sarà quello, in continuità con l’operato di chi ci ha preceduto, cercare se è
possibile, di accelerare la loro realizzazione.
Le cito velocemente: rete stradale, terzo ponte con tutte le opere connesse,
autostrada Cremona – Mantova, l’inizio dei lavori della Tibre – che Dio ce la
mandi buona – e il completamento della variante connessa a questo di Casal
Maggiore.
Realizzazione del tratto della nuova 591 Bergamo – Piacenza, nuovo ponte
dell’Adda di Montodine fino alla Paulese e fino a Castelleone che consentirà
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
di dare risposte al maggior traffico generato dalla prossima apertura del ponte
per il quale l’attuale strada provinciale 14 Montodine – Castelleone è, com’è
noto, inadeguata e costituirà un importante asse di collegamento nord – sud
che partendo dalla nuova autostrada Bre - Bemi Raggiungerà l’A1 e collegherà
Piacenza tagliando la nostra Provincia.
La nuova circonvallazione è di dovere e una serie di altre indicazioni.
Sulla navigabilità abbiamo detto, per quanto riguarda le ferrovie emergono tra
le altre le priorità costituite dal raddoppio della linea ferroviaria tra stazione di
Cremona e quella di Cava Tigozzi con conseguente eliminazione di passaggi a
livello e trasferimento dello scarico merci di Cremona nella stazione di Cava
Tigozzi, il completamento dei magazzini raccordati del porto di Cremona con
un terminal modale di interscambio e stoccaggio veloce nell’ambito della
prevista integrazione delle attività intermodali del porto pubblico, con il futuro
potenziamento dello scalo ferroviario di Cava Tigozzi.
Comunque le sottolineature a questo riguardo sono note, in conclusione le
opere pubbliche vanno sì realizzate e comunque vi saranno notificate, per cui
vi vengo anche incontro e mi vengo incontro riducendo la lunghezza della
relazione.
Le opere pubbliche vanno sì realizzate, ma poi devono anche essere ben
gestite e quindi vi sono anche delle sottolineature in tema di sicurezza e di
manutenzione straordinaria e manutenzione ordinaria della rete stradale
provinciale, ottimizzando la gestione del personale esterno e delle economie a
questo connesse.
Per cui in conclusione abbiamo individuato alcune priorità di contesto, priorità
di contesto che riassumerei facendo riferimento innanzitutto al tema della crisi,
quindi alla difficoltà a programmare che è connesso a questa grave crisi in cui
ci troviamo. Altra priorità di contesto il federalismo, in particolare il tema del
federalismo fiscale che ci fa porre due domande: quante risorse avremo a
disposizione e quando le avremo e questo è un tema su cui saremo costretti
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
tutti a lavorare, domandando e ottenendo il più possibile sempre attraverso
un’azione congiunta e corresponsabile.
In terza battuta il Disegno di Legge sulle autonomie locali che attendiamo, la
cui definizione definitiva è per noi di vitale importanza e il tema delle
prossime elezioni regionali a cui è connessa, noi speriamo, la possibilità di
addivenire a un governo della nostra Regione, sempre più attento ai territori,
noi crediamo che a questo riguardo possano essere fatti notevoli passi in
avanti.
Da un punto di vista delle scelte di metodo quali sono le sottolineature, per
concludere, la sussidiarietà, la semplificazione e il coinvolgimento, questo
leggo tra le righe di quanto detto dai miei assessori e dai vostri assessori, in
particolare il tema del coinvolgimento, i fatti recenti dimostrano che questo
coinvolgimento riguarda soprattutto i nostri sindaci.
Il Consiglio prende atto
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Grazie a tutta la Giunta Provinciale per la sintesi con cui hanno esposto il
programma di mandato.
Come concordato in ufficio di Presidenza possiamo passare al secondo punto
iscritto all’ordine del giorno.
Oggetto n. 95227 di protocollo
RECESSO
DALL’APIC
N. 2 dell’ordine del giorno
(ASSOCIAZIONE
PROMOZIONE
INIZIATIVE CULTURALI).
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Per esporre questa decisione cedo la parola al Presidente Salini.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Precisazioni direi brevi, mi sembra doveroso e possibile essere breve a questo
riguardo.
La Provincia ha ritenuto opportuno recedere dalla condizione di socio
dell’Apic non per ragioni connesse al dissesto economico - finanziario della
stessa, dissesto che è all’attenzione di chi opportunamente ne se deve
occupare, le ragioni di questo recesso sono legate all’impossibilità di
comprendere e di valutare, di verificare la possibilità che l’Apic continui a
mantenere la fedeltà al proprio oggetto sociale, abbiamo ritenuto non tanto di
scappare da responsabilità che non abbiamo, le responsabilità connesse al tema
economico – finanziario dell’Associazione, perché anche mantenendo alla
condizione di soci, com’è noto non avremmo dovuto rispondere di alcunché.
Il punto è, valutare come soci che l’Apic può essere ancora l’Apic, siccome le
informazioni in nostro possesso ci fanno ritenere che questa associazione
difficilmente potrà continuare a svolgere nel pieno titolo le proprie funzioni,
abbiamo ritenuto doveroso manifestare questa volontà di recesso che peraltro
ci risulta sia stata seguita da altri soci. E’ chiaro che nella valutazione che noi
stiamo facendo, in prima battuta abbiamo a cuore, come mi risultano abbiano
anche gli amministratori, bisogna dare atto di questo, la condizione di
fornitori, vale a dire: abbiamo a cuore che in ogni modo si possano generare le
condizioni affinché coloro che vantano legittimi diritti nei confronti di questa
associazione, possano avere soddisfazione in qualche modo, per cui fatti questi
chiarimenti, ritengo che possano considerarsi sufficientemente motivate le
ragioni per cui si è ritenuto di procedere, entro i termini, entro il 30 giugno, al
recesso dall’Apic.
Tutto ciò premesso si propone al Consiglio l’adozione della seguente
deliberazione.
IL CONSIGLIO PROVINCIALE DELIBERA
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
1) di confermare e far propria la volontà di recedere dalla qualità di socio
dall’Associazione Promozione Iniziative Culturali come da nota spedita in
data 24.6.2009 (notificata con RR al Consiglio di Amministrazione APIC
in data 26.6.2009) assunta dal Presidente con la nota in pari data;
2) di dare atto che sul presente provvedimento è stato espresso il parere
previsto dal D.Lgs 267/00.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Sarà anche il nostro battesimo al voto, la prima votazione, la deliberazione va
votata quindi…
La parola al Cons. Virgilio.
CONS. VIRGILIO
Rispetto a questa scelta, che credo debba essere collocata all’interno di una
prospettiva di politiche culturali, francamente ho apprezzato molto l’intervento
dell’Ass. Capelletti perché credo sia stato l’unico intervento che abbia
rinunciato a fare l’elenco della spesa o l’elenco di intenti, ma abbia dato un
senso, un significato politico alle politiche culturali, a prescindere poi dalla
condivisione o meno di questo senso politico.
Credo che noi dobbiamo porci il problema, non dell’elenco della spesa, ma del
“sì, ma come?” Come realizzare queste dichiarazioni di intenti. Rispetto alla
questione delle politiche culturali e della scelta che noi sosterremo di uscire
dall’Apic, questa scelta va collocata all’interno di un percorso, di un percorso
che questa amministrazione eredita, quello del distretto, quello della nascita di
Cre.ar.t.e. e questo perché, quando si parla di politiche culturali, il rischio è un
po’ quello di fare retorica della valorizzazione, della sinergia, senza poi esserci
né valorizzare concretamente e senza fare neanche sinergia, ecco perché una
prima esigenza deve essere quella di misurare concretamente le ricadute nelle
diverse specificità e nel complesso del territorio.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Il nodo principale che noi abbiamo di fronte, è vero, è quello della
frammentazione che rende poi difficile il reperimento delle risorse, così come
il ritorno dell’investimento e una difficoltà di coordinamento tra le diverse
tipologie di patrimonio e i soggetti delle attività che vi fanno riferimento,
allora la scelta del distretto nasce anche da questa esigenza, dalla
consapevolezza che stava per chiudersi un ciclo e quindi nasce questa nuova
modalità di fare rete, capace di mettere in moto risorse come strumento
efficace di governo, di gestione del patrimonio culturale, è quello di favorire
un atteggiamento politico che consideri anche la cultura come tessuto
connettivo e motore della crescita sociale e economica del territorio, attraverso
l’integrazione tra politiche pubbliche e iniziativa privata, perché rispetto a
questo ambito c’è un rapporto di complementarietà tra pubblico e privato ed è
necessario coinvolgere il settore privato perché, si espandono e si ritraggono
insieme, insieme crescono in questo settore e insieme arretrano, allora è
sbagliato ed è questa la sfida dei prossimi anni. E’ sbagliato in questo ambito
ritenere che lo Stato debba accollarsi tutto, dietro magari il paravento di una
sorta di rete formale, quando poi l’ossatura progettuale è ancora per
l’ennesima volta definita dal pubblico, però sbaglia anche chi ritiene che lo
Stato si debba ritirare perché soltanto con una forte e intelligente presenza
pubblica, si motivano le competenze, la creatività del privato a partecipare e
quindi è qui che è necessaria una diversa capacità organizzativa dell’offerta
culturale e anche una vera cultura di impresa, senza la logica delle chiusure, e
noi nella prospettiva attenderemo questo percorso, abbiamo messo questo
strumento nelle mani della nuova Amministrazione, questo credo che sul
versante politico sia anche un atto di responsabilità, di volontà di vedere forse
oltre, di volontà probabilmente non sempre attesa dalle diverse forze politiche.
Vengo dall’assistenza del Consiglio Comunale di Cremona e ricordo che la
scelta dell’attuale maggioranza era stata quella di astenersi di fronte alla
proposta di Cre.ar.t.e. per motivazioni legate a questioni di tempistica o
questioni di carattere metodologico, credo che fosse quello un approccio
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
abbastanza discutibile, certo eravamo sotto la campagna elettorale, eravamo
anche nel bel mezzo di una polemica politica sui conti dell’Apic che a quanto
pare, tolto il timer di quell’azione innescata nel bel mezzo di una campagna
elettorale, dopo anni di apatia e di silenzio, poteva avere elementi di verità,
serietà, però in ogni caso si preferì correlare le due vicende forzando la mano
su questa correlazione.
Dico questo perché dobbiamo scindere e distillare gli oggetti in questione,
perché in questi ultimi mesi ci sono state azioni che sono state capaci di
generare risorse e vorrei anche ribadire questo aspetto di una valutazione
complessiva dell’eredità dell’Amministrazione precedente, valutiamo quello
che la buona politica è riuscita a generare attraverso fatti concreti e fatti
concreti sono il distretto culturale, la Provincia ha vinto un bando di concorso
insieme a altre realtà, i fatti concreti sono che i soldi della Fondazione Cariplo,
che questa fondazione mette a disposizione sono risorse ingenti e il fatto che si
apre per questo territorio una prospettiva del tutto nuova, quindi è importante
in questa fase valutare i buchi e da questo punto di vista le criticità le
dobbiamo affrontare senza la logica dei supporter ma con intransigenza da
parte di tutte le componenti politiche, però dobbiamo anche valutare le risorse
che arriveranno e non solo mi riferisco alle politiche culturali, anche in altri
ambiti.
C’è quindi anche una considerazione politica più complessiva, non credo
francamente che l’Apic sia stato un errore, lo diceva prima l’Ass. Capelletti,
credo che la scelta dell’Apic, il cui percorso credo sia stato anche ampiamente
condiviso e partecipato, anche dagli stessi esponenti che oggi fanno parte di
questa Giunta, è un percorso che ha senza dubbio modificato l’offerta culturale
di questo territorio, che ha agito in una logica di sburocratizzazione del
rapporto tra enti che ha garantito una bella ambiziosa stagione delle grandi
mostre, di eventi di grande richiamo coniugando anche le diverse esigenze
delle politiche culturali, la logica della nicchia, della specificità territoriale,
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
fino a approdare anche a offerte che riguardano la fruibilità di un pubblico
anche più vasto.
Certo poi a un certo punto ci si rende conto che uno strumento del genere non
è più all’altezza della situazione, che c’è l’esigenza di fare ancora più sistema,
di rendere questa pratica di sistema ancora più intensa, che c’è la
considerazione politica che a un certo punto è necessario individuare strumenti
innovativi più efficaci e questo è quello che si è fatto. C’era anche la
consapevolezza di una certa frammentazione: allora l’idea del distretto va
all’interno di questa direzione e questo non toglie nulla all’esigenza di essere
obiettivi e franchi rispetto a una vicenda molto poco chiara nella sua entità e
nella sua gravità e noi partiamo dal presupposto che quando, però, si produce
cultura, non è come dire che un’Amministrazione pubblica debba avere la
pretesa di chiudere in avanzo, c’è sempre un disavanzo, almeno in relazione
alle voci dirette della cultura ed è questa una dinamica generale, in particolare
nel nostro territorio, dove difficilmente riesci ad andare a intercettare la
generosità consistente di privati o di banche e poi in relazione a questa
vicenda, è altro riferirsi a elementi poco chiari, sui quali il livello politico fa
fatica a prendere atto della congruenza o meno dei crediti, a debiti forse
collocati fuori bilancio e su questo credo sia necessario approfondire,
indagare, accertare le diverse responsabilità e nello stesso tempo tutelare
l’immagine e anche il grado di affidabilità degli enti che costituiscono l’Apic e
soprattutto tenere conto delle difficoltà dei creditori e su questo poco possiamo
per adesso dire, se non quello di confidare nella compiutezza delle indagini e
delle valutazioni che si faranno, c’è stato un esposto puntuale in Procura
presentato dal Presidente dell’Apic, ci sono e ci saranno degli accertamenti,
credo che questa sia la fase della comprensione, nel senso che occorre capire
bene cosa è successo, come è successo, perché è successo e naturalmente i
livelli diversi di responsabilità.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
La parola al Cons. Dusi.
CONS. DUSI
Credo invece che per quanto è stato detto dal Presidente, che una
considerazione sia da mettere in campo in modo chiaro, proprio perché questa
Amministrazione che si è appena istituita non ha proprio responsabilità alcuna
rispetto al tema che viene messo oggi in discussione e che naturalmente ha un
procedimento giuridico in atto, che andrà a dare delle risposte, dovrà dare
delle risposte, proprio per questo credo che in una fase di questo tipo dire: “noi
ce ne andiamo” e non è questo quello che vuole dire il Presidente; ma poi per
la gente comune, per chi è creditore, credo che una cosa sia il rispetto, proprio,
di queste persone che naturalmente vogliono la verità e vogliono avere
sentenziato un giudizio rispetto alla questione.
Proprio per questo motivo, dico, non ci sono responsabilità da parte
dell’Amministrazione, c’è la possibilità della creazione di un nuovo soggetto,
di un nuovo distretto, c’è la possibilità di operare in modo nuovo e allora
perché recedere oggi di fronte a una situazione di criticità? Credo che non si
debba avere paura a affrontare l’argomento anche rimanendo dentro e lo dico
anche in funzione delle dichiarazioni fatte dal Comune di Cremona e da quello
di Casalmaggiore, credo che uscire oggi è un atto di debolezza forte rispetto a
una situazione così gravosa, rispetto a delle responsabilità che sono oggettive e
sono lì da vedere.
Quindi lo dico anche perché in quella Giunta c’è qualche Assessore che
conosce da anni, da decenni la situazione, non è che Torchio, il Presidente
precedente ha preso in mano l’Associazione florida. L’Associazione aveva già
oltre un milione di debiti quando è stata presa in mano dalla precedente
Amministrazione, quindi parlo anche della Signora Orini che è lì presente, che
quindi già a suo tempo queste criticità erano note. Quindi la ritengo una
posizione debole quella di recedere e voterò contro a questa posizione, perché
credo che oggi un’Amministrazione che ha le carte in regola per dire la sua
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
rispetto agli eventi che verranno, deve avere il carattere e la posizione di
portare a termine, una situazione che oggi non chiara, e che l’aspetto giuridico
che è in atto, naturalmente, dovrà chiarire.
La mia posizione credo sia trasparente e voglio che sia fatto sotto l’aspetto
politico e amministrativo anche dalla nuova Amministrazione. Credo che
uscire oggi sia un errore.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Agazzi.
CONS. AGAZZI
Brevemente solo per dire che invece il nostro è un sostegno convinto rispetto
all’indicazione di recesso dall’Apic e non perché questo fatto debba assumere
una valenza politica, ha valenza politica, ma non nel senso che si voglia
buttare la croce addosso a chicchessia. Il Presidente ha spiegato bene che le
ragioni sono altre e non sono ragioni di una fuga.
Semplicemente abbiamo visto che viene meno e lo certifichiamo in questa
adunanza, uno strumento. Non viene meno come l’Assessore alla partita si è
incaricata di spiegarlo egregiamente. L’ambizione di sostenere un’importante
politica culturale in Provincia di Cremona, declinata in modo differente, viene
avanti con uno strumento rispetto al quale la maggioranza precedente ha dato
un contributo importante, quello del distretto, viene avanti anche con la
necessità di razionalizzare, riorganizzare in modo da produrre iniziative
culturali.
Poi non sono tanto dell’idea che vada tanto sostenuta la teoria che le iniziative
culturali debbono fatalmente produrre un disavanzo. Sono della teoria invece
che qui si stia dando un segnale che va nella direzione di una logica di
amministrazione buona, sana, oculata, che metta in campo le iniziative anche
nel settore culturale che hanno una sostenibilità economica, che considera la
cultura un investimento e non un costo, un investimento che può produrre
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
anche benefici di carattere economico, turistico rispetto a un territorio.
Iniziative che riorganizzate attraverso una serie di uffici e di servizi possono
produrre quella che l’Ass. Capelletti ha bene definito: la promozione
dell’immagine di questa Provincia a livelli territoriali molto più ampi e
superiori.
Viene meno uno strumento, si approssima un nuovo strumento, una nuova
modalità di gestione della politica culturale, all’insegna dell’oculatezza. Mi
auguro che questo segnale che viene dato dalla Provincia di Cremona sia un
segnale che travalichi il settore della gestione della politica culturale, ma che
sia un segnale valido per tutte le istituzioni e gli enti di primo e di secondo
livello, le aziende partecipate, tutto ciò che contribuisce all’Amministrazione
dei vari settori della res publica, della cosa pubblica. E la cosa pubblica è
talmente di tutti che va gestita con l’oculatezza con cui ciascuno di noi
gestisce le proprie risorse all’interno del proprio nucleo familiare.
Credo questa sia la logica, se questo è il segnale che la Provincia di Cremona
vuole dare a livello complessivo, al di là della gestione del settore culturale, è
un segnale confortante e rispetto al quale credo di poter dire, c’è la
condivisione sicuramente del gruppo del Pdl, ma credo anche della
maggioranza che sostiene questa Amministrazione provinciale.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Torchio.
CONS. TORCHIO
Intanto Signor Presidente la voglio ringraziare insieme ai colleghi che sono
intervenuti, ma anche l’Assessore nella sua relazione iniziale per la misura,
tono e la possibilità di sviluppare anche su questo segmento così delicato e
decisivo un confronto positivo all’interno della nostra istituzione.
Perché sono convinto che tante sono le potenzialità, al di là della vicenda
presente e della sovraesposizione mediatica che ha determinato, perché
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
quando abbiamo affrontato la problematica in questo Consiglio, nella passata
tornata dalla vicenda del distretto culturale, agli atti esistono indicazioni
estremamente chiare e precise e lo stesso per quanto riguarda i passaggi nella
Giunta Provinciale che indicano la necessità di uno stop and go rispetto alla
situazione attuale.
La preoccupazione che emerge nella relazione dell’Assessore, ma anche nelle
brevi parole del Presidente, di un’unificazione rispetto all’eccessivo proliferare
- è stato detto - o pluralismo eccessivo di enti, di istituzioni e di fondazioni,
per quanto riguarda la specificità cremonese, ritengo che la dobbiamo
sottoscrivere a chiare lettere tutti, al di là di quelli che sono i nostri ruoli,
perché in effetti in passato vi è stato un eccesso di fantasia e di creatività.
Questo era oltremodo appetito rispetto al traguardo del distretto culturale
Cre.ar.t.e., che è stato realizzato in via del tutto sperimentale e primi in
Lombardia, così com’è avvenuto per tante altre vicende, lo diceva prima, a
proposito di energie alternative, di avere scoperto che siamo i primi,
evidentemente non è stato per un compiacimento degli dei, ma per un lavoro
che è stato sviluppato territorialmente e con grande fatica e lo stesso si
potrebbe dire a livello urbanistico per il Ptcp se è vero che l’Ass. Boni, di
orientamenti altri, è venuto a benedire quello che è stato il primo piano che è
partito a livello regionale e lo stesso per il distretto culturale, perché dal
prossimo settembre l’Ente si troverà la disponibilità di 4 milioni di Euro di
risorse fresche, lo studio giuridico è stato affidato alla Cattolica, lo studio
tecnico al Politecnico, si basano su statuti che non sono solo pezzi di carta
come quelli dell’Apic che mettono a repentaglio la responsabilità personale e
individuale, è stato scritto, degli amministratori, ma li mettono in una
condizione nella quale un supporto di natura tecnico – scientifico – giuridica e
culturale, potrà portare a nuovi obiettivi e a nuovi traguardi anche con il
secondo step di 18 milioni di Euro, che è previsto per l’anno prossimo.
Questo è all’interno di un disegno che noi abbiamo amato, cercato di portare
avanti e di perseguire. Oggi non ho portato nessun libro in Tribunale, mi sono
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
recato dal Presidente del Tribunale per fare l’unico atto possibile rispetto a una
giustificabile defezione di tutti i soci e sostanzialmente a chiedere la nomina di
un commissario, che è il risultato di una sequenza che, il primo giorno che ho
incontrato il Presidente Salini nel passaggio delle consegne, correttamente ho
voluto declinargli e che si è completata qualche giorno dopo con l’esposto di
denuncia alla Procura della Repubblica. Questo è il passaggio tra persone
civili, tra persone che credono nel principio della continuità delle
amministrazioni, nelle partite attive e nelle partite più difficili, perché noi non
abbiamo mai amato, nella nostra vicenda, essere soltanto persone che tiravano
i cassetti, abbiamo pensato che era meglio tirare avanti, tirare dritto, anche
quando, rispetto al bilancio del 2004, ci siamo trovati 1.600.000 Euro di debiti
e nella partita dei crediti, vi era una parte che poi i Revisori dei Conti nel
2007, hanno definito inesigibili.
Quindi la vicenda non è nata e probabilmente si è conclusa con la mia
esperienza e la mia vicenda amministrativa, perché ripercorre i 15 anni della
storia di questo Ente e, non a caso, ho chiesto l’accesso agli atti per verificare
tutte le sequenze, visto che anche adesso nel periodo successivo al termine
della scadenza amministrativa del mio mandato di Presidente, sono arrivate
fatture anche, mi si dice del 2003/2004 prima che io arrivassi, allora
evidentemente vi era una situazione che durava nel tempo.
Con la stessa serenità e la stessa chiarezza vorrei dire che proprio in questi
momenti, vista la situazione culturale pregressa, il Presidente ha avuto l’onestà
di dirmi che arriverà un milione di Euro per il magazzino carri per la
finanziaria Arcos del Ministero dei Beni culturali, che noi abbiamo propiziato
e spero che la sequenza complessiva e di Palazzo Stanga con i 900 mila in
della Fondazione Cariplo, più il biennio delle autostrade e i 315 mila del fondo
di rotazione regionale e ancora per la biblioteca di Agraria gli accordi fatti con
la biblioteca statale, tutto il discorso del finanziamento della rete di eccellenza
del distretto agroalimentare per questi temi, le azioni emblematiche maggiori
con i 5 milioni della Cariplo per quanto non assegnate dalla Giunta uscente,
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
ma a disposizione per le giuste scelte che la Giunta entrante deciderà con le
altre istituzioni di portare avanti.
Il progetto Valle del Po con i 180 milioni complessivi delle 13 province dei
fondi Fas che prevedono oltre a Palazzo Stanga il Mulino di Spiladesco e altri
importanti giacimenti culturali, i progetti integrati d’area dell’Oglio e delle
Isole Foreste, Adda e Po per altri 25 milioni sull’asse quarto del Fesr; le
nostre richieste sono 5 e 5 milioni per ognuno dei 2 progetti integrati d’area e
così tutta una serie di situazioni; vedano la possibilità che la mia Giunta ha
posto nel momento del passaggio delle consegne, di fare una politica, se è
consentito, face tu face con la nuova Amministrazione, per trasferire tutte le
opportunità di un lavoro che avrà avuto, per l’amor del cielo, sul piano
politico, tutte le lacune possibili, ma ha avuto anche dentro i segni di una
grande passione civile che noi vorremmo, al di là dei nostri ruoli e delle nostre
posizioni, trasferire a voi che avete ereditato e preso in mano le redini di
questa situazione.
E lo diciamo con grande affetto e con grande senso di responsabilità nei
confronti dell’Ente.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Borghetti.
CONS. BORGHETTI
Non intervengo sul fatto che il mio gruppo vota l’uscita perché la riteniamo
giustificata nei termini in cui ce l’ha proposta il Presidente Salini. L’ha già
detto il Cons. Agazzi e quindi lo posso solo ribadire e basta.
Vorrei però fare alcune considerazioni, anche avendo sentito interventi
precedenti. Ho sentito il Presidente Torchio che ha ringraziato per l’ennesima
volta la gestione precedente di Corada, la gestione precedente di Corada per
una parte l’avevo vissuta perché ero consigliere provinciale, poi mi sono
ritrovato, saltando 5 anni perché non mi ero presentato alle elezioni, a quelle
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
del Presidente Torchio, l’ha ringraziato perché gli ha detto: mi hai lasciato un
mare di debiti, adesso addirittura mi arrivano dei pagamenti del 2003 che non
c’entro niente, c’è una differenza però, mi mancano 4 o 5 anni, quelli che non
ero presente, tra i due c’è una differenza che c’è sicuramente un’esposizione,
un deficit c’era quando l’ha incontrato il Presidente Torchio e era dovuto alla
gestione Corada, ma quest’ultima aveva svolto i grandi eventi per i quali
l’Apic era nata, nella gestione Torchio degli ultimi 5 anni, questi grandi eventi
non li ho visti ed è stato uno dei motivi, mi riferisco subito e così sgombriamo
anche il campo, perché è stato detto velatamente in modo molto gentile dal
Cons. Virgilio che ha svolto anche un intervento piuttosto moderato e per tanti
versi anche condivisibile, di dire: come mai sono state dette alcune cose in
campagna elettorale?
Non è vero che proprio in campagna elettorale; eravamo all’inizio (d’altronde
come consigliere dico quando riesco finalmente a ottenere i dati); perché nella
gestione precedente sono state fatte tantissime commissioni, si è discusso di
tantissimi argomenti, però negli ultimi due anni e mezzo, a differenza di
quanto è stato detto in modo falso nel giornale su dichiarazioni sulla stampa,
precedenti, 2007, 2008, 2009 (e questo ho verificato perché mi sono fatto dare
tutti i verbali) non c’è stata una Commissione cultura né congiunta in cui
c’entrasse la cultura, in cui il termine Apic risultasse da qualche parte. Quindi
era evidente che per un consigliere, soprattutto di minoranza, ma credo anche
di maggioranza, non era così facile poter vedere o giudicare quello che stava
succedendo, perché si relazionava di tutto, si discuteva di tutto, ma l’Apic in
due anni e mezzo, era diventato un tabù!
Ho semplicemente fatto una domanda, alcune domande ma molto semplici,
non certamente dal punto di vista tecnico. Alcune cose riguardano gli
organismi competenti che sono i tribunali, la Guardia di Finanza, il
Procuratore della Repubblica, noi non c’entriamo, noi facciamo una
valutazione politica. Dico: c’è una situazione in cui abbiamo un deficit che a
me risultava sostanziale, c’era una forte preoccupazione da parte di diversi
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
creditori. Eppure a me risultava che a fronte di un deficit del genere, c’erano
dei trasferimenti della Provincia all’Apic per oltre 2 milioni di Euro, non
noccioline, ho chiesto semplicemente: bisogna spiegarlo ai cittadini, sono soldi
pubblici, è un’associazione che sta facendo, deve fare, grandi eventi culturali e
non li fa da due anni e mezzo perché l’ultima era dei Dinosauri, ha
un’esposizione debitoria che adesso risulta bene sui giornali che è di 2.250.000
Euro, non 500 mila come qualcuno aveva detto, mi trovo a chiedere conferma
del fatto che ci sono trasferimenti dalla Provincia all’Apic per due anni e
mezzo di 2 milioni di Euro, sarà pure corretto politicamente, non
tecnicamente, ma non si vuole andare a spiegare ai cittadini, ai fornitori, come
sono stati spesi questi soldi.
Invece di rispondere, forse è per quello che è diventata più grande, ancora più
grande, invece di rispondere mi è stato detto che erano stati approvati dei
bilanci che invece non sono stati approvati, perché il bilancio 2008, nonostante
il Presidente Torchio o l’ex Presidente Torchio continui a dire, il bilancio
2008 non è mai stato approvato, come non è mai stato approvato nel 2007,
anche perché l’ultimo bilancio, con un bilancio 2007 così catastrofico, voglio
vedere come poteva essere costruito un bilancio 2008, ma perché lo dico?
Perché il Comune di Crema dove svolgo anche attività, ha chiesto i documenti
e i documenti sono arrivati, ma non sono di un bilancio approvato, perché un
bilancio approvato deve avere le sue firme, deve avere la firma del Comune di
Crema che non ha mai approvato niente, deve avere una relazione al bilancio,
ci deve essere una relazione dei Revisori dei Conti, questo è un bilancio
approvato, non specificare solo alcune cifre.
Quindi sono state dette tante cose non vere, tante cose comunque poco chiare,
credo che da un punto di vista politico oggi come oggi, ed è questo il mio
intervento, debba ancora e vada spiegato nei minimi termini, alla gente, agli
elettori e forse il caso era proprio giusto, in campagna elettorale perché
un’Amministrazione che esce deve rispondere soprattutto di quello che ha
fatto, non tanto dei progetti futuri.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Bene, in campagna elettorale, a tutti i cittadini nei minimi termini come e dove
sono stati spesi questi soldi, non dico, se poi sono stati spesi bene ben venga,
ma il dubbio rimane, perché non è stato risposto? Seconda cosa: a fronte di
una cosa di questo genere c’è una dichiarazione che non mi piace e c’è una
tendenza, capisco i fornitori, capisco benissimo, ha ragione il Cons. Virgilio
nel dire questo, c’è da tenere presente che c’è gente che ha dei forti crediti,
soprattutto in questo periodo, che non sono stati pagati, ma che oggi come
oggi, mi si venga a dire che c’è una fondazione bancaria x, che in questo
periodo di crisi con la gente che viene licenziata, con le banche che hanno
chiuso tutti i rubinetti, con le banche che hanno chiuso i crediti, vuole
spendere 4 milioni di Euro per andare a ripianare il debito dell’Apic, lo giuro a
tutti, che dovesse succedere anche per molto meno, mi andrei a incatenare
davanti a quella fondazione bancaria, perché la riterrei un’assoluta vergogna e
la ritengo un’assoluta vergogna anche solo averlo detto!
Sono abituato a parlare chiaro, non ci vado tanto per il sottile, però è evidente!
Anche rispetto a chi il giorno dopo, poi mi presenta anche la mozione sulla
crisi che bisogna trovare i crediti, allora l’Apic sarà una cosa di cui
giustamente ne parleranno gli organismi competenti, si cercherà in tutti i modi
di vedere di favorire i fornitori, ma non mi si venga a dire che adesso le
fondazioni bancarie devono andare a ricoprire i debiti dell’Apic, perché
sarebbe una vergogna!
Ci tenevo a questo intervento che forse non avrei fatto se la cosa si chiudeva
semplicemente nell’ambito dello scioglimento dell’uscita da parte della
Provincia, perché così come ho condiviso quella del Comune di Crema,
condivido quella della Provincia, ma ci tenevo a specificare queste cose
affinché fossero molto chiare!
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Torchio.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
CONS. TORCHIO
Per l’Apic ho fatto l’esposto alla Procura della Repubblica come parte lesa.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Presidente della Provincia.
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA SALINI
Prima della votazione mi permetto di fare una considerazione, la prima
considerazione che faccio in onore anche, al di là del tono focoso che a me
onestamente piace - ma questa è un’impressione personale - del Cons.
Borghetti, le considerazioni fatte dal Cons. Borghetti e dagli altri che sono
intervenuti, sono tutte considerazioni sostanziali e di merito, di questo
ringrazio i consiglieri per una ragione molto semplice, che in questa aula non
si fanno processi e questo è un dato che oggi è stato confermato con
responsabilità da chi, pur considerata la drammaticità dell’oggetto della
discussione, ha ritenuto di intervenire al riguardo.
Non si fanno e si farà di tutto perché si evitino i processi, si valutano i dati
quando è necessario valutarli, si prendono decisioni quando è il momento di
prenderle, oggi siamo qua a prendere una decisione che riguarda un passato al
riguardo della gestione della cultura operata da questo Ente attraverso gli enti
a esso collegati e che prelude a uno stile per il futuro, una cultura che ha il
modo di vedere del sottoscritto, non va prodotta, non si produce cultura come
qualcuno ha voluto sostenere, rispetto gli interventi, ma non la si produce
spendendo necessariamente danaro la cultura, la cultura la si riconosce perché
c’è già e arriva prima di noi, non si fa cultura con gli eventi, si riconosce una
cultura che già c’è sul territorio, perché così, solo così la cultura promossa
anche dall’Amministrazione provinciale potrà essere finalmente e davvero una
cultura popolare.
La cultura è del popolo, come tale va riconosciuta, non necessariamente
dedicando del danaro, ma dedicando passione, le ristrettezze del futuro ci
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
costringeranno spesso a guardare e a riconoscere più che a produrre e chiedo la
corresponsabilità ancora una volta di tutti voi, affinché sia possibile farla
anche in questo modo, discreto ma molto popolare, secondo me anche molto
più autentico di quanto sia potuto accadere in passato. Non giudico gli
atteggiamenti, tutt’al più mi inserisco sulle scelte.
Una
precisazione
conclusiva.
Alcuni
hanno
fatto
riferimento
alla
partecipazione di alcuni assessori, in realtà di un assessore di questa Giunta
Comunale alla storia dell’Apic; bene, lo posso confermare, tuttavia il
riferimento va fatto a un periodo che va dal 1995 al 1999, quindi ben prima
che si verificassero i fatti che sono oggetto della discussione sulla quale anche
oggi siamo intervenuti.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Ci sono altri interventi? No, pongo in votazione.
Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del
Consiglio pone ai voti palesi, con sistema elettronico, la deliberazione in
argomento ed accerta – con l’assistenza degli scrutatori – l’esito della
votazione: presenti e votanti n. 28 Consiglieri; favorevoli n. 25; contrari n. 3
(Araldi, Dusi, Guerrini).
La deliberazione è approvata a maggioranza.
Il Presidente del Consiglio pone ora ai voti palesi, con sistema elettronico,
l’immediata eseguibilità del presente provvedimento ed accerta – con
l’assistenza degli scrutatori – l’esito della votazione: presenti e votanti n. 28
Consiglieri; favorevoli n. 27; contrari n. 1 (Guerrini).
La deliberazione è immediatamente esecutiva.
L’atto viene inserito al n. 88 del registro delle deliberazioni.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Oggetto n. 93462 di protocollo
N. 3 dell’ordine del giorno
CRITERI GENERALI PER LA MODIFICA DEL REGOLAMENTO
PER L’AFFIDAMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE
AUTONOMA.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Presidente Salini.
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Il punto riguarda la modifica del regolamento per il conferimento di incarichi
individuali di lavoro autonomo. Ho accennato al tema di cui trattiamo a questo
punto nella trattazione nel primo punto all’ordine del giorno, quando con
riferimento al tema della gestione del personale, richiamavo alcuni riferimenti
normativi ai quali è necessario dare piena attuazione anche attraverso
modifiche di natura regolamentare.
Specificamente la modifica al regolamento rappresenta la risposta alla recente
normativa, segnatamente all’art. 22, comma 2 della legge 69/2009 e, inoltre,
come anticipato, consente di adeguarsi agli orientamenti interpretativi della
Corte dei Conti della Lombardia che in particolare con il parere N. 37/2009 ha
fornito linee direttive cui gli enti sono tenuti a ispirarsi con riferimento, in
particolare - qui procedo con una breve sintesi - alle ipotesi di affidamento
diretto
di
incarichi,
alla
necessità
che
la
prestazione
fornita
all’Amministrazione sia altamente qualificata, alla necessità che rilevi
l’esecuzione personale della prestazione in modo tale che gli incarichi in
esame vengano nettamente distinti dall’appalto di servizi, alla necessità che
anche le società in house si adeguino nel conferire gli incarichi di cui si tratta
ai principi e agli obblighi cui sono soggetti gli enti ai quali appartengono e alla
lettura, e questo è un tema rilevante, della corretta interpretazione della
locuzione che fa riferimento alla “particolare e comprovata specializzazione
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
universitaria” come possesso di conoscenze specialistiche, equiparabili a
quelle che si otterrebbero con un percorso di tipo universitario.
Le modifiche che vengono proposte sono modifiche che in questo modo ho
tentato di riassumere per sommi capi, spero di essere stato sufficientemente
chiaro.
Tutto ciò premesso si propone al Consiglio l’adozione della seguente
deliberazione.
IL CONSIGLIO PROVINCIALE
Richiamato l’articolo 3, comma 56, della legge n. 244/07, come
modificato dall’art.46, comma 3, D.L.112/, convertito con modifiche nella
L.133/08, il quale dispone che con il regolamento sull’ordinamento degli
uffici e dei servizi sono fissati i limiti, i criteri e le modalità per l’attribuzione
di incarichi esterni;
Visto l’art. 7, comma 6, del D.Lgs. n. 165/01, come da ultimo
modificato dall’art.22, comma 2, L.69/09;
Visti i pareri della Corte dei Conti, sezione di controllo della Regione
Lombardia, rilasciati nella presente materia e, in particolare, i pareri n.
37/2009 e n. 124/2009, con i quali sono state fornite indicazioni utili ad
un’adeguata revisione del vigente regolamento per l’affidamento degli
incarichi esterni;
Visto il parere favorevole espresso ai sensi dell'art.49 comma 1 del
D.Lgs. 267/00 dal Dirigente competente;
D E L I B E RA
- di stabilire le seguenti ulteriori direttive, oltre al recepimento di quanto
previsto dall’art. 22 co.2 L. 69/09, ai fini della modifica del Regolamento per
il conferimento degli incarichi individuali di lavoro autonomo, quale allegato
al Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, che la Giunta
andrà ad approvare:
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
• che vengano rivisti i casi in cui è possibile procedere all’affidamento
diretto prescindendo dalla procedura comparativa;
• che gli incarichi siano ricondotti al modello della locatio operis, in
modo tale che rilevi la personalità della prestazione resa dall’esecutore
e che, pertanto, restino concettualmente distinti gli appalti di servizi,
aventi ad oggetto la prestazione imprenditoriale di un risultato, resa da
soggetti
con
organizzazione
strutturata
e
prodotta
senza
caratterizzazione personale;
• che sia espressamente previsto l’obbligo in capo alle società in house di
conformarsi ai principi ed agli obblighi fissati in materia dalla
amministrazione cui appartengono;
• che si recepiscano i criteri formulati dalla Corte dei conti per quanto
attiene il significato da attribuire alla locuzione “ particolare e
comprovata specializzazione universitaria” richiesta ai soggetti
affidatari degli incarichi;
- di dare atto che sul presente provvedimento sono stati espressi
favorevolmente i pareri e le attestazioni previsti dall’art. 49 comma 1 del
D.Lgs. 267/00.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Così come avveniva per la presentazione dei programmi, anche per la
presentazione di questo oggetto i tempi sono raddoppiati, quindi per chiunque
volesse intervenire, il tempo dell’intervento sale a 26 minuti.
La parola al Cons. Alloni.
CONS. ALLONI
Sig. Presidente, credo, nel testo di deliberazione che ho avuto modo di leggere,
che manchi il parere del Dirigente, mi interessava sapere se era stato
sottoscritto il parere e qual è il Dirigente che l’ha sottoscritto.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Non mi riferisco alla deliberazione di Giunta successiva naturalmente, ma mi
riferisco alla deliberazione del Consiglio Provinciale di oggi. Poi la seconda
domanda che formulo, ma non per un aspetto meramente formale, anche
perché dietro c’è il ragionamento del perché di questa urgenza, è questa: la
modifica di un regolamento non deve passare dalla Commissione consiliare?
Non è obbligatorio? Quindi se non c’è, più che un parere del Presidente, mi
aspetterei un parere legale, perché credo che la modifica di qualsiasi
regolamento debba andare in Commissione consiliare e regolamenti, poi non
so, so che state discutendo, quante commissioni saranno, quella credo sia
obbligatoria, quindi la domanda mia è: perché c’è questa urgenza? Oppure se
preferite, perché non si fa un passaggio in Commissione quando ci sarà la
Commissione e poi in Consiglio Provinciale quando la Commissione avrà
espresso il parere che a me pare obbligatorio? Poi ci sono due questioni di
merito: la prima è relativa alla parte dove si dice che le ipotesi di affidamento
diretto di incarico, senza preventiva effettuazione di procedura comparativa
possono essere fatte, mi ricordo quando fu fatta quella legge, soprattutto la
Lega, si disse finalmente non verranno più prodotte scelte finte, ma occorre
quantomeno ci sia una comparazione, adesso invece si fatta una scelta… si
torna indietro, si può fare anche senza comparazione e questo dal punto di
vista del principio mi sembra sbagliato;
il secondo passaggio di merito
riguarda l’ultimo aspetto che ha letto poco fa il Presidente Salini, alla lettura
della locuzione “particolare comprovata specializzazione universitaria, come il
possesso di conoscenze specialistiche equiparabili a quelle che si otterrebbero
con un percorso di tipo universitario”, la legge era chiara, diceva che lì poteva
essere assunto solo chi aveva “particolare e comprovata specializzazione
universitaria”, dire che uno è esperto del settore, quasi a volerlo comparare ad
uno che ha fatto l’università, ce ne vuole, a me pare che i titoli non si
comprano: o uno ha una particolare comprovata specializzazione universitaria,
oppure non ce l’ha, quindi dei due l’una o si prende colui che ha partecipato e
ha ottenuto il titolo universitario, oppure secondo me non sarebbe possibile.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Ci viene incontro però la sentenza della Corte dei Conti, però a me risulta che
non sono leggi queste, sono interpretazioni, per cui mi pare che la legge invece
sia chiara, come si fa a dire che uno che non ha la laurea, solo per l’esperienza
può essere collegato a una particolare comprovata specializzazione
universitaria, a me pare impossibile, quindi le due questioni di metodo, prima
e le due questioni di merito poi.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Presidente Salini.
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Faccio un’osservazione sulla questione di merito e poi dopo chiedo, come
giustamente è stato chiesto dal Cons. Alloni di fare alcune precisazioni più di
dettaglio al Segretario Generale.
Per quanto riguarda il tema del passaggio in Consiglio Comunale prima che in
Commissione, a onor del vero questa è una modifica che si potrebbe fare in
Giunta e per onore della democrazia si è ritenuto di passare in Consiglio e non
è neanche precisa la considerazione, in merito al fatto che sia necessario
passare in Commissione, questo non è affatto vero, si passa in Commissione se
la Commissione c’è e se lo si ritiene opportuno.
Tuttavia ci fosse stata la Commissione, come siamo passati in Consiglio
saremmo sicuramente passati in Commissione. Per quanto riguarda l’urgenza,
non vi è urgenza, vi è una ragione di opportunità e in relazione anche a una
serie di incarichi assegnati in passato che non sempre hanno tenuto conto della
necessità della laurea, quindi è anche una sorta di intervento ad adiuvandum
della precedente Amministrazione, rispetto alla quale ci sentiamo responsabili
di consentire la continuità del lavoro che, con efficienza viene garantito da
alcuni soggetti non dotati di laurea.
Tuttavia preciso che l’interpretazione fornita dalla Corte dei Conti in ragione
della quale la particolare e comprovata specializzazione universitaria (e questa
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
è una precisazione che arriva da una Giunta provinciale che vanta il maggior
numero di laureati da anni all’interno di questa Amministrazione, media tenuta
alta
anche
dai
Consiglieri
peraltro),
la
precisazione
in
merito
all’interpretazione della Corte dei Conti è una precisazione che ritengo molto
opportuna, tanto più che è stata seguita dalla maggior parte delle
amministrazioni; non è un’interpretazione rispetto alla quale ritengo si possa
essere superficiali, è un’interpretazione fondatissima, è un’interpretazione ben
più autorevole della mia interpretazione, è un’interpretazione che ha costituito
punto di riferimento per molte amministrazioni. Non si vede pertanto la
ragione per cui il regolamento della nostra Amministrazione non debba
adeguarsi come molti altri hanno fatto, a questo tipo di interpretazione,
evidentemente basata sull’esperienza amministrativa, ma e questo mi corre
l’obbligo di precisarlo, basata anche sull’esperienza comune, è noto ai più che
vi è, spesso nascosta nelle pieghe della nostra società civile, la capacità di
adempiere a obblighi anche amministrativi, attraverso il fondamento costituito
da un personale con esperienza di altissimo livello, non necessariamente
fornita da un titolo di studio con valore legale, magari è sufficiente un
diploma.
Cedo la parola al Segretario Generale per le ulteriori precisazioni che il Cons.
Alloni aveva richiesto.
SEGRETARIO GENERALE
Mi rimane la questione delle procedure comparative.
In realtà non è che si eviti l’affidamento con comparazione, si specifica e qui
la deliberazione di domani è in Giunta che poi è quella della modifica reale del
regolamento vigente, si sofferma su due particolari casistiche in cui
l’affidamento diretto è possibile, al di fuori questo ovviamente non è possibile,
è necessaria la comparazione.
La procedura comparativa andata deserta, questo è il primo caso e l’unicità
della prestazione sotto il profilo soggettivo; in questi due casi l’affidamento
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
potrebbe essere affidamento diretto, quindi senza una comparazione, quindi
sono casi limitati, oltre a quelli già esistenti, la prosecuzione dell’incarico
precedente e l’assoluta urgenza che determina fattori imprevedibili.
Comunque già il comma vigente, il comma 6 richiamava la necessità
dell’adeguata motivazione del dirigente. Quindi la comparazione esiste come
regola e ci sono queste eccezioni che sono state aggiunte.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Gallina.
CONS. GALLINA
E’ chiaro che i regolamenti passano in Consiglio Provinciale tranne questo
regolamento che va in Giunta Provinciale, per tranquillizzare un po’ tutti oggi
stiamo per votare i criteri generali per la modifica del regolamento, poi il
regolamento lo modificherà la Giunta Provinciale, poi se prima della modifica
del regolamento di Giunta, magari è già costituita la Commissione, magari si
farà un passaggio in Commissione, però possiamo andare tranquillamente al
voto che è tutto tranquillo, poi come ha detto il nostro Presidente, è
un’opportunità, riteniamo che questi criteri siano da inserire, questa è una
scelta e sta al voto, tutto a posto, tutto regolare, la firma c’è, votiamo che va
tutto bene!
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Alloni per dichiarazione di voto.
CONS. ALLONI
Se siete tranquilli voi, siamo tranquilli anche noi, noi ci asterremo, non
voteremo questo regolamento, perché è vero che spetta alla Giunta provinciale
approvare il regolamento, ma come dice lo Statuto e come è scritto nel
dispositivo deliberativo di oggi, è il Consiglio che detta gli indirizzi e la
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Giunta poi dispone. Siamo così realisti che il Segretario mi ha mostrato la
deliberazione di Giunta che domani va in Giunta Provinciale, quindi era già
scontato che noi oggi l’avessimo approvato, questo è sano realismo!
Non sono così tranquillo sugli aspetti di merito perché sostanzialmente si dà
un colpo di spugna a delle procedure che secondo me, invece, andavano nella
direzione di confermare atti in modo trasparente, gli amici degli amici si
possono assumere solo se si fa una gara e si fa una comparazione,
naturalmente rispetto ai temi che sono in discussione oggi nell’atto
deliberativo, quindi… visto che non c’era nessuna urgenza - ho chiesto se
c’era urgenza e non mi è stato risposto che c’era urgenza, mi è stato detto “non
è necessario” - ritengo invece che sia necessario andare in Commissione,
perché gli indirizzi regolamentari che la Giunta Provinciale poi deve disporre
discendono da atti del Consiglio Provinciale e secondo me era legittimo che la
Commissione, se vogliamo dare un senso alle Commissioni, fosse investita e
coinvolta. “Non c’è urgenza”, ho sentito dire; non capisco perché non si possa
aspettare un mese, un mese e mezzo, oppure si possa nominare il 30 la
Commissione e si faccia la Commissione se c’è fretta!
Non ne facciamo una questione di principio, ne abbiamo parlato in sede di
gruppo, noi non votiamo questo atto, ci asteniamo, però l’invito che faccio è di
stare un po’ attenti a queste situazioni, vogliamo svilire un Consiglio
Provinciale che di fatto la legge già toglie delle competenze rispetto al
passato? Se andiamo in questa direzione secondo me è sbagliato!
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Presidente della Provincia Salini.
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Sì, sicuramente credo che le osservazioni che sono state fatte al di là del fatto
che sono basate sull’inevitabile necessità di proporsi all’interno di una
discussione che inevitabilmente è avviata, è operativa, quindi comporta anche
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
passaggi di questo tipo nelle prime fasi di insediamento di una nuova
Amministrazione, però colgo con il senso di responsabilità i suggerimenti che
arrivano dal Cons. Alloni e ritengo che possono essere oggetto di paragone
costruttivo per la nostra azione amministrativa, tuttavia mi corre l’obbligo di
precisare che mal si attagliano alla situazione che è messa a voto in questo
momento!
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Pongo in votazione.
Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Presidente del
Consiglio pone ai voti palesi, con sistema elettronico, la deliberazione in
argomento ed accerta – con l’assistenza degli scrutatori – l’esito della
votazione: presenti e votanti n. 28 Consiglieri; favorevoli n. 18; contrari n. 2
(Araldi e Dusi); astenuti n. 8 (Alloni, Biondi, Castellani, Guerrini, Torchio,
Vailati, Virgilio, Zanacchi).
La deliberazione è approvata a maggioranza.
Il Presidente del Consiglio pone ora ai voti palesi, con sistema
elettronico, l’immediata eseguibilità del presente provvedimento ed accerta –
con l’assistenza degli scrutatori – l’esito della votazione: presenti n. 28
Consiglieri, votanti n. 26 (temporaneamente assenti Araldi e Castellani);
favorevoli n. 18; contrari n. 8 (Alloni, Biondi, Dusi, Guerrini, Torchio, Vailati,
Virgilio, Zanacchi).
La deliberazione è immediatamente esecutiva.
L’atto viene inserito al n. 89 del registro delle deliberazioni
Oggetto n. 95223 di protocollo
N. 4 dell’ordine del giorno
COMUNICAZIONE EX ART. 166 DEL DECRETO LEGISLATIVO
267/2000.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Per spiegare la comunicazione invito a parlare il Ragioniere Capo Antonioli.
RAGIONE CAPO ANTONIOLI
Si tratta del prelievo dal fondo di riserva della deliberazione giuntale 335 del
28 maggio 2009 relativa all’importo complessivo di 10 mila Euro, 5 mila sono
stati trasferiti al Franco Agostino Teatro Festival e 5 mila alla banda musicale
di Soncino per le manifestazioni del 2 giugno 2009.
Si tratta di una semplice comunicazione che la Giunta Provinciale fa al
Consiglio Provinciale come semplice presa d’atto.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Questa è solo una comunicazione e non va posta in votazione.
Nessun Consigliere chiede di intervenire. Il Consiglio prende atto.
L’atto viene inserito al n. 90 del registro delle deliberazioni.
Oggetto n. 95221 di protocollo
N. 5 dell’ordine del giorno
NOMINA DEI RAPPRESENTANTI DELLA PROCURA IN SENO
ALL’ASSEMBLEA DELL’UPL (UNIONE PROVINCE LOMBARDE).
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola all’Ass. Bongiovanni.
ASS. BONGIOVANNI
L’Upl è nata nel 1945, concorre alla definizione dell’attuazione degli indirizzi
stabiliti dall’Unione nazionale.
L’Upl promuove potenze all’attività delle Province lombarde sulla base degli
indirizzi indicati dalla legislazione sulle autonomie locali. L’Unione
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
rappresenta nei confronti della Regione, delle sue amministrazioni periferiche
le istanze politiche e programmatiche delle province lombarde, predisponendo
anche le opportune azioni di collegamento con gli altri organismi
rappresentativi degli enti locali lombardi.
Ai sensi dell’Art. 3 dello Statuto sono organi dell’Upl l’Assemblea generale, il
Consiglio direttivo, l’Ufficio di presidenza e il Presidente- L’assemblea
generale ai sensi dell’Art. 4 dello Statuto è costituita da membri di diritto che
sono i Presidenti delle Province lombarde e i Presidenti dei Consigli
provinciali, inoltre come Provincia di Cremona spettano 4 rappresentanti del
Consiglio Provinciale. Pertanto è necessario che il Consiglio Provinciale
provveda a nominare i propri 4 rappresentanti in seno all’assemblea generale e
si ricorda che possono essere votati i consiglieri provinciali o gli assessori in
carica, questa è la condizione per poter far parte dell’Upl.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
A oggi è arrivato solamente il nome di un candidato che è Giuseppe Trespidi,
quindi invito i capigruppo a far pervenire alla Presidenza i nomi dei candidati.
CONS. BIONDI
Propongo Maria Rosa Zanacchi.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Il gruppo del Pdl?
CONS. BORGHETTI
Il nostro gruppo propone Ernesto Zaghen e Giuseppe Trespidi.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Mazzocco.
Pag. 53
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
CONS. MAZZOCCO
Il nostro gruppo propone l’Ass. Lena.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Invito i 3 Consiglieri che ho nominato all’inizio della seduta come scrutatori a
venire presso i nostri banchi per ricevere le schede e poi procedere alla
votazione.
Ricordo ai Consiglieri che sarà possibile esprimere un solo nominativo sulle
schede che vi verranno proposte e in base alle quali verranno nominati i primi
4 consiglieri eletti.
Nessun altro Consigliere chiede di intervenire per cui il Sig. Presidente invita
il Consiglio a procedere alla votazione per schede segrete (con voto limitato ad
un nominativo) sulle nomine in trattazione, ricordando che risulteranno eletti i
quattro candidati che hanno ottenuto il maggior numero dei voti.
Raccolte le schede, il Presidente del Consiglio, con l’assistenza degli
scrutatori, dichiara l’esito della votazione che di seguito si riporta:
PRESENTI E VOTANTI N. 28
SCHEDE CONSEGNATE N. 28
HANNO OTTENUTO VOTI:
LENA
TRESPIDI
ZAGHEN
ZANACCHI
n. 6
n. 6
n. 6
n. 8
Schede bianche
n. 2
Dato l’esito della votazione;
IL CONSIGLIO PROVINCIALE
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
DELIBERA
-
di nominare quali rappresentanti della Provincia in seno all’Assemblea
Generale dell’Unione Province Lombarde i sigg.ri:
-
Federico Lena
Giuseppe Trespidi
Ernesto Zaghen
Maria Rosa Zanacchi
di dare atto che, ai sensi dell’art. 4, lettera c) dello Statuto dell’UPL,
risulta di diritto componente dell’Assemblea generale il Presidente del
Consiglio provinciale Carlalberto Ghidotti;
-
di dare atto, infine, che sul presente provvedimento è stato espresso il
parere favorevole del dirigente competente previsto dall’art. 49 del D.Lgs.
267/2000.
Il Presidente del Consiglio pone ora ai voti palesi, con sistema
elettronico, l’immediata eseguibilità del presente provvedimento ed accerta –
con l’assistenza degli scrutatori – l’esito della votazione: presenti n. 28
Consiglieri, votanti n. 26 (temporaneamente assenti Chioda e Ghillini);
favorevoli n. 25; contrari n. 1 (Dusi).
La deliberazione è immediatamente esecutiva.
L’atto viene inserito al n. 91 del registro delle deliberazioni.
Oggetto n. 92291 di protocollo
INTERROGAZIONE
DEL
N. 6 dell’ordine del giorno
CONS.
ALLONI
IN
MERITO
ALL’IMPIANTO DI COMBUSTIONE DI BIOMASSE A CONFINE
COL COMUNE DI SONCINO.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Pag. 55
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Terremo come linea generale per tutti i 5 anni, quella di essere abbastanza
regolari
nell’esposizione,
nella
controbattuta
delle
interrogazioni.
Il
Regolamento provinciale prevede che per l’illustrazione siano concessi 7
minuti, per la replica da parte dell’Assessore siano concessi 5 minuti; per
l’eventuale controreplica da parte del proponente sono 2 minuti, quindi vi
prego veramente di stare attenti a queste regole.
La parola al Cons. Alloni.
CONS. ALLONI
Il tema è quello della presenza nel territorio a confine con la Provincia di
Cremona, in particolare con il Comune di Soncino, di un impianto di
combustione di biomasse di, si dice, notevoli dimensioni. In verità la mia
interrogazione voleva e vuole chiedere informazioni, perché io dell’argomento
ne ero informato all’incirca due anni fa, come Assessore, però per due anni
abbondanti, quasi 3, il tema non si è più posto. Da informazioni ufficiali che
avevo, sembrava che l’impianto di biomasse (stiamo parlando di un impianto
nel Comune di Fontanella in Provincia di Bergamo) prevedesse, almeno dalle
notizie che sono riuscito a raccogliere, due situazioni diversificate: da una
parte l’impianto stesso che dovrebbe essere collocato all’interno di un’area di
proprietà privata in Fontanella, molto vicino all’abitato di Fontanella e che
dovrebbe produrre proprio energia elettrica dal processo di utilizzo di
biomasse; dall’altra, però, in località molto vicino alla frazione Gallignano e
nelle immediate vicinanze di una risorgiva che si chiama Livrera, pare debba
essere collocato il magazzino di stoccaggio, da quello che sono riuscito a
conoscere e a sapere, dall’impianto stesso, tra l’altro quindi a distanza di tutto
rispetto dall’impianto stesso.
Tra l’altro dalle notizie che sono state raccolte nel Comune di Soncino, pare
che l’area sia all’incirca di 60/70 mila metri quadrati; stiamo parlando di
un’area da destinare a magazzino davvero notevole e quindi le voci che
circolano in paese a Soncino (“paese piccolo la gente mormora”) sono quelle
Pag. 56
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
che probabilmente dietro al progetto, non tanto dall’impianto che è collocato
in Fontanella ed è un impianto tra l’altro di dimensioni limitate, ma di questo
magazzino di stoccaggio, le voci che circolano è che probabilmente si sta
pensando a qualcos’altro. Tra l’altro noi sappiamo che produrre energia
elettrica attraverso un impianto che produce energia elettrica solo attraverso
l’uso dei vegetali, diventa problematico, perché probabilmente non si riesce a
rispettare il famoso discorso del chilometro zero, del reperire materiale nelle
immediate vicinanze nell’impianto.
Considerata la dimensione delle strade, considerate le cose che dicevo prima,
che l’impianto è collocato in Fontanella mentre l’area da destinare a
magazzino di stoccaggio è molto distante e ha quelle dimensioni che vi dicevo,
le preoccupazioni degli abitanti di Soncino sono aumentate, quindi
sostanzialmente la mia presente è proprio stata presentata per chiedere
informazioni. La terza domanda che faccio è se non era il caso, in attesa che
arrivassero queste informazioni precise che si possono anche ottenere perché
penso che in Comune di Fontanella ci sia la concessione edilizia sia per
l’impianto, ma è una cosa che ci preoccupa meno, sia per l’area da destinare a
magazzino di stoccaggio, visto che la concessione edilizia ci sarà, di capire
cosa succede e magari di rivolgersi direttamente ai colleghi della Provincia di
Bergamo, che dovrebbero avere autorizzato l’impianto, analogamente a quanto
facciamo noi per gli impianti che sono nati in questi anni, che stanno nascendo
in questi mesi.
La terza domanda era: se non valeva la piena chiedere, ai colleghi della
Provincia di Bergamo, in via del tutto cautelare, quindi senza sparare giudizi,
di sospendere il progetto e è questa essenzialmente la domanda che è dietro la
mia richiesta di chiarimenti.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola all’Ass. Pinotti.
Pag. 57
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
ASS. PINOTTI
Ho chiesto agli uffici dell’assessorato all’ambiente di ricostruirmi un po’ la
situazione. L’ultima Conferenza di servizi è del 17 marzo 2006, in
corrispondenza della quale la Provincia di Cremona aveva valutato
positivamente il progetto della centrale a biomasse; poi devo dire che reperire
informazioni in merito a questo impianto non è stato semplice, perché
nell’autorizzazione della Provincia di Bergamo era previsto un capannone
annesso e gestito dalla stessa società proprio per alimentare questo impianto,
mentre nulla si sapeva dell’altro, a due chilometri di distanza, tra l’altro
abbiamo fatto fatica a reperire anche informazioni nel Comune di Fontanelle,
il quale recentemente ci ha detto che quella è un’autorizzazione che hanno
dato loro ed è per quello che la Provincia non conosceva questo secondo
impianto che, verrebbe gestito da un soggetto agricolo, quindi non… si era
creato un po’ questo equivoco che la Provincia di Bergamo pensava ci
riferissimo al primo stoccaggio autorizzato, quindi il Comune di Fontanella ci
ha detto che questo secondo punto di raccolta delle biomasse sarà gestito da un
soggetto agricolo e verrà inquadrato come fornitore di biomasse alla centrale.
L’autorizzazione risaliva a 3 anni fa ed era in scadenza, ma proprio
recentemente il Comune di Fontanelle ci ha detto che la centrale è già avviata
nella fase costruttiva e poi ci hanno detto che anche i lavori per questo
secondo centro sono già in fase realizzativa.
Ho detto agli uffici dell’assessorato di reperire tutta l’informazione in maniera
tale da poter arrivare a un giudizio, visto che si sono creati dei vuoti
informativi che ci hanno impedito di avere, fin da subito, una situazione
chiara. Questo è l’impegno che ci siamo presi, ho chiesto agli uffici, una volta
che abbiamo tutte le documentazioni, faremo le considerazioni del caso. Ho
anche chiesto la tipologia delle biomasse che sarebbe stata stoccata nel
secondo centro di raccolta ed erano biomasse umide, mi dicono e quindi anche
lì ci sono valutazioni da fare. L’ufficio sulla sospensione non ha ritenuto di
procedere, comunque sia dobbiamo per forza, proprio perché l’abbiamo
Pag. 58
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
richiesto, avere tutta la documentazione e sulla base di quella oggettivamente
prendere delle decisioni.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Alloni.
CONS. ALLONI
Sono soddisfatto della risposta anche perché se ho capito bene dall’Assessore
appena arriverà la documentazione si farà il punto fermo della situazione.
Quindi chiedo gentilmente all’Assessore che l’argomento magari venga posto
all’attenzione della Commissione consiliare non appena sarà possibile averla
riunita per affrontare l’argomento.
Chiedo solo all’Assessore di non fidarsi del chiedere la documentazione per
via telefonica, chiederei espressamente di fare una richiesta formale, perché lei
concorderà con me che è perlomeno strano che venga individuata un’area di
60/70 mila metri quadrati per creare un magazzino di stoccaggio quando i
costi della rottura di carico sono elevati, è molto difficile che si porti il
materiale in un posto e poi lo si ricarichi un’altra volta per portarlo a qualche
chilometro di distanza, quindi il rischio che lì si voglia fare qualcos’altro è
forte e lo dico per gli abitanti di Soncino, ma lo dico anche per un atto di
trasparenza nei nostri confronti, quindi sia nei confronti del Comune di
Fontanella o comunque nei confronti dei colleghi di Bergamo, credo che sia
necessario intervenire formalmente e chiedo che in Commissione consiliare,
quando sarà il momento, possa essere visionata la documentazione.
L’atto viene inserito al n. 92 del registro delle deliberazioni .
Allegato 1
Relazione del Settore Ambiente
Pag. 59
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Nell’anno 2005 la società RE.AL.EN. di Bolgare (BG) ha chiesto alla
Provincia di Bergamo l’autorizzazione alla costruzione e l’esercizio di un
impianto per la produzione di energia elettrica alimentato da biomassa legnosa
(cippato di legno vergine o di scarti legnosi purché abbiano subito trattamenti
esclusivamente meccanici) della potenza elettrica di circa 5 MW (circa un
terzo di quello previsto a Solarolo Rainerio) nel comune di Fontanella. Su
sollecitazione del Comune di Soncino e del Gruppo Acquaria, la Provincia di
Cremona aveva chiesto e ottenuto di partecipare alla conferenza di servizi
indetta per l’approvazione del progetto, ovviamente non in qualità di ente
competente ma di soggetto potenzialmente interessato dagli impatti della
centrale prevista poco oltre il confine comunale di Soncino. La conferenza del
17/3/2006 ha dato il via libera all’impianto, poi autorizzato in data 21/8/2006.
Durante l’incontro si è preso atto che i possibili effetti “transprovinciali”,
individuati principalmente nel mantenimento della continuità falda acquifera e
nella garanzia di emissioni inquinanti (tipicamente ossidi di azoto, monossido
di carbonio, carbonio organico totale e acido cloridrico) conformi ai limiti di
legge, erano stati considerati e valutati positivamente.
Da allora non si hanno più avuto notizie sino al mese scorso, quando sulla
stampa locale sono apparse notizie riguardanti la realizzazione di un’opera
funzionale alla centrale che consiste in un deposito per il conferimento e il
pretrattamento
meccanico
della
biomassa.
Da
informazioni
reperite
telefonicamente dall’amministrazione comunale di Soncino, dalla Provincia di
Bergamo e dal Comune di Fontanella si può riferire quanto segue:
-
I lavori per la centrale sono iniziati (la Provincia di Bergamo ha
autorizzato la proroga dei lavori in data 16/8/2007)
-
Nel progetto che è stato autorizzato nel 2006 era incluso un capannone
per lo stoccaggio delle biomasse gestito dalla stessa società che
esercirà la centrale, la Provincia di Bergamo non è al corrente di
ulteriori stoccaggi necessari alla centrale
Pag. 60
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
-
Non è chiara se l’attività del nuovo stoccaggio biomasse prevista a
circa un paio di chilometri dalla centrale sia correlabile a quest’ultima
o sarà in capo a un altro gestore.
Non risultano ricorsi amministrativi pendenti contro la centrale. E’
-
verosimile che l’autorizzazione per il nuovo stoccaggio sia stata
rilasciata dal solo Comune di Fontanella
-
Le preoccupazioni del Comune di Soncino per il nuovo stoccaggio
riguardano soprattutto la viabilità e la vicinanza al deposito di un
fontanile
Oggetto n. 92294 di protocollo
N. 7 dell’ordine del giorno
INTERROGAZIONE DEL CONS. DUSI IN MERITO AL PIANO
CAVE.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Dusi.
CONS. DUSI
Signor Presidente, Signori Assessori e Consiglieri, l’argomento che introduce
questa mia interrogazione è uno di quelli che ha già avuto un iter di
procedimento nella passata legislatura e ha avuto un iter che coloro che
naturalmente sono nuovi non possono conoscere.
Ha avuto un iter di discussione di circa 2 anni o forse anche più, naturalmente
è uno degli argomenti che riguarda, in specifico, il Piano cave, il Piano cave
che naturalmente è uno degli argomenti, dopo il Piano territoriale di
coordinamento, forti del dibattito politico a livello consiliare e provinciale.
Voglio segnalare innanzitutto che la mia interrogazione oggi in specifico
chiede soltanto alcune questioni, ma che molto probabilmente nel prosieguo
prossimo sarà trasformata in ordine del giorno, perché credo e penso che dovrà
Pag. 61
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
essere un argomento che passerà alla discussione del tavolo di questo
Consiglio Provinciale.
Quindi nella parte
finale di legislatura il Consiglio aveva deliberato
nell’ultima stesura, e di portare a conoscenza ulteriore di tutti i soggetti del
territorio l’argomento Piano cave, per poter adempiere in quella fase in
ulteriori 30 giorni, ancora le osservazioni necessarie che potevano essere
adempiute nell’ambito istituzionale, i 30 giorni sono trascorsi, so che non è
stato adempiuto al completo iter di questo piano, non è stata fatta la
pubblicazione, che era una delle direttive dell’ultima deliberazione di
Consiglio, non è stata fatta la pubblicazione, quindi, venuto a conoscenza di
questo, sono intervenuto con questa mia interrogazione per mettere a fuoco
questo problema che è uno dei problemi importanti del territorio.
Quindi credo che sia giusto che l’Assessore prenda in mano la situazione e gli
chiedo se è a conoscenza del piano stesso e se ha avuto modo di poter
conoscere in questo periodo di tutto l’iter procedimentale del piano, se ha
avuto informazioni dal dirigente competente e visto che i tempi sono trascorsi
e a fine di questa operazione il piano doveva poi venire in Consiglio
Provinciale per l’adozione, se ritiene opportuno portarlo in adozione nel
prossimo Consiglio Provinciale, oppure quali sono i procedimenti qualora il
piano non arrivasse in Consiglio Provinciale che l’Assessore competente
intende mettere in campo su un così importante problema del nostro territorio,
ma non soltanto problema territoriale, ma anche problema per tutta una serie di
problematiche che non sono strettamente collegate all’ambiente, ma poi sono
collegate anche al territorio e a altre competenze di assessorato.
Quindi interrogo su questa operazione, credo sia una cosa importante e
ribadisco, questa operazione sarà trasformata in ordine del giorno in un
prossimo Consiglio e in un prossimo periodo.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola all’Ass. Pinotti.
Pag. 62
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
ASS. PINOTTI
Gli uffici e il dirigente dell’assessorato all’ambiente mi ha perfettamente
spiegato l’oggetto dell’interrogazione, qui stiamo parlando non di Piano cave,
ma della revisione del Piano cave, della revisione quinquennale.
Mi sono letto le relazioni che gli uffici mi hanno preparato, devo dire che c’è
un equivoco nei 30 giorni, nel senso che la Dirigente mi ha detto che nella
seduta di Consiglio Provinciale del 22 aprile non è mai stato deliberato di dare
30 giorni di tempo per osservazioni; è un termine che non è mai stato
deliberato, non è mai stata pubblicata la revisione del piano, in buona sostanza
c’è una revisione piano pronta che non ha mai affrontato la fase procedurale
terminale che doveva essere applicata per potersi concludere.
Per questo motivo abbiamo, come amministrazione, deciso di rivedere la
revisione del Piano cave, di sottoporla ancora all’attenzione della
Commissione ambiente e all’attenzione del Consiglio Provinciale, questo è
l’iter che ci siamo proposti, qua ho la relazione della dirigente che mi dice: il
Consiglio Provinciale nella seduta del 22 aprile non ha mai deliberato di dare
ulteriori 30 giorni di tempo per terminare il completamento delle osservazioni.
Poi sul fatto che sia sicuramente uno strumento molto delicato che ha un
impatto sul nostro territorio non indifferente, di questo sono perfettamente a
conoscenza e anche la relazione che gli uffici mi hanno fatto lo evidenzia.
Abbiamo già deliberato, comunque, di confermare la revisione del piano cave
e abbiamo mantenuto buona la valutazione ambientale strategica, non è stata
una cassazione totale del lavoro fatto, per non vanificarlo, però riprendiamo il
percorso e diamo ad esso tutta la linearità del caso!
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Dusi.
CONS. DUSI
Pag. 63
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Prospettavo che la risposta fosse in questi termini, la prospettavo perché già
nella risposta stessa dice che non c’è scritto in deliberazione nulla in merito ai
30 giorni. Ma erano chiaramente stati esposti nella parte del dibattito ed
espositiva perché questa revisione di piano aveva già avuto un iter di 60 giorni
precedenti e quindi avendo già avuto quell’iter, questa era una compensazione
a quell’iter, quindi i 30 giorni che venivano dati erano ulteriori, l’intento era
questo.
Dopodiché chiedo all’Assessore di farmi avere tutta la documentazione che gli
ha fatto avere il dirigente, in modo da poter visionare questi procedimenti,
anche se sono convinto che qualcosa che non quadra ci sia rispetto al
procedimento proprio perché nel dibattito che c’è stato all’interno di questo
Consiglio si era evidenziato che quello era un secondo passaggio
procedimentale e quindi un’ulteriore tempistica per poter dare forma a nuove
osservazioni; è per questo che la risposta che lei Assessore mi ha dato, mi dà
la sensazione che me la sarei aspettata e quindi credo che sia positiva!
ASS. PINOTTI
La relazione che mi è stata fornita dagli uffici è questa, la revisione del Piano
provinciale che mi sono letto per intero per poter valutare a che punto si era
arrivati e i principi che sono stati seguiti, poi me lo sono già annotato, le
fornirò una risposta scritta che è la breve nota sintetica che gli uffici mi hanno
dato per illustrare quale era l’inghippo procedurale che si era creato.
CONS. BIONDI
Per chiarire il problema è meglio chiarire perché si è andati in Consiglio il 22
aprile, dovevano essere riaperti i termini e questo non è stato fatto
ASS. PINOTTI
No, infatti non esiste deliberazione su questo
Pag. 64
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
CONS. BIONDI
Non è una deliberazione ma c’è un verbale che dice che il Consiglio
Provinciale richiamato etc., etc., col parere favorevole del dirigente del settore
ambiente, ravvede la necessità della riapertura dei termini per la presentazione
di nuove …
ASS. PINOTTI
Proprio perché c’è qualcosa che non funziona nella procedura e proprio perché
su una cosa così importante dobbiamo essere chiari, lineari, tutto deve essere
in ordine, è vero che allunghiamo leggermente i tempi, però rifacciamo alcuni
passaggi e approviamo una cosa lineare…
CONS. BIONDI
Comunque mi pare di aver capito che c’è un impegno nel mese di settembre di
incontrarci in Commissione su questo tema e poi eventualmente in Consiglio?
ASS. PINOTTI
Rifaremo tutti i passaggi con la Commissione e il Consiglio… certo abbiamo
un cronoprogramma fatto.
L’atto viene inserito al n. 93 del registro delle deliberazioni .
Allegato 1
Relazione del Settore Ambiente
A precisazione di quanto richiesto dal Consigliere Provinciale Dusi si
chiarisce quanto segue:
1. in merito all’iter seguito fino ad oggi seguito relativamente alla
Revisione del Piano Provinciale Cave:
Pag. 65
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
− in data 9.09.2008 la Giunta Provinciale di Cremona ha deliberato, con
atto n. 497, di avviare il procedimento di redazione della Revisione del
Piano Cave Provinciale, ai sensi dell'art. 9 della L.R. 14 agosto 1998 e
succ. modifiche, e, contestualmente, di avviare il procedimento di
Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
− in data 31.10.2008 sono stati illustrati alla Consulta provinciale cave i
criteri per la Revisione Piano Cave.
− il giorno 12.11.2008 è stata fissata la prima Conferenza di Valutazione
per la presentazione del Documento di Scoping.
− con deliberazione n. 26 del 23.01.2009 la Giunta Provinciale ha
presentato e trasmesso la documentazione riguardante la Proposta di
Revisione del Piano Provinciale Cave (prima bozza) al Consiglio
Provinciale che, nella seduta del 28.01.2009, con atto n. 16 ne ha preso
atto.
− la proposta sopraccitata è stata depositata il giorno 29.01.2009 presso la
Segreteria Provinciale per un tempo previsto dall'art. 7 della L.R.
14/1998 pari a 60 gg. Entro tale periodo i soggetti interessati a qualsiasi
titolo hanno presentato le opportune osservazioni.
− di seguito vi è stato un adeguamento della Proposta di Revisione del
Piano Provinciale Cave relativamente alle osservazioni pervenute.
− successivamente è avvenuta una nuova modifica del testo di Proposta in
funzione delle indicazioni pervenute da parte della Commissione
consiliare ambiente (seduta del 19.03.2009).
− in data 08.04.2009 sono state presentate e discusse in Consulta
provinciale cave le osservazioni alla Proposta di Revisione di Piano
provinciale delle cave.
− il giorno 15.04.2009 è stata convocata la seconda Conferenza di Verifica
e di Valutazione Strategica relativa alla Proposta di Revisione del Piano
Provinciale Cave della Provincia di Cremona.
Pag. 66
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
− con deliberazione n. 211 del 14.04.2009 la Giunta Provinciale ha inviato
al Consiglio la Proposta di Revisione del Piano Provinciale Cave che,
con delibera n. 72 del 22.04.2009, ha preso atto, ai sensi della L.R.
14/’98 e della D.G.R. 13.3.2007 VIII/351, della necessità della riapertura
dei termini per la presentazione di nuove osservazioni che tengano conto
delle risultanze del Piano Cave alla luce delle modifiche introdotte dopo
la seduta della Commissione consiliare ambiente del 19.03.2009.
2. il Consiglio, nella seduta del 22.04.2009 (atto n. 72), non ha mai
deliberato di dare ulteriori 30 giorni di tempo per determinare il
completamento dalle osservazioni (periodo di tempo tra l’altro non
previsto nel disposto dell’art. 7 della L.R. 14/98) ma è stata una “presa
d’atto, ai sensi della L.R. 14/’98 e della D.G.R. 13.3.2007 VIII/351, della
necessità della riapertura dei termini per la presentazione di nuove
osservazioni che tengano conto delle risultanze del Piano Cave alla luce
delle modifiche introdotte dopo la seduta consiliare del 19.03.2009”;
3. nella seduta del 22.07.2009 la Giunta ha deliberato di avviare un nuovo
percorso di valutazione tecnica in merito alla Proposta di Revisione del
Piano Cave Provinciale, ai sensi dell’art. 9 della L.R. 14 agosto 1998;
4. visto che l’adozione da parte del Consiglio provinciale è obbligatoria ai
sensi dell’art. 7 della L.R. 14/98 ed in considerazione della decisione
della Giunta Provinciale sopra esplicitata, non vi vede il motivo per cui
la Revisione non debba essere sottoposta all’attenzione del Consiglio
Provinciale.
Si fa presente, inoltre, che è stata recentemente licenziata dalla Giunta
Regionale p.d.l. , con deliberazione n. VIII/9827 del 15.07.2009, la nuova
proposta di progetto di legge “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8
agosto 1998, n. 14 “Nuove norme per la disciplina della coltivazione di
sostanze minerali di cava”. Per quanto concerne il “Procedimento di
approvazione dei piani provinciali” l’art. 7 della L.R. 14/98 è stato così
modificato:
Pag. 67
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
“1. Il piano è adottato dalla provincia sulla base dei criteri e delle direttive di cui
all’articolo 5 e, entro i successivi quindici giorni, è depositato per un periodo di
trenta giorni nella segreteria della provincia medesima; dell'avvenuto deposito è data
comunicazione anche a mezzo stampa. In tale periodo i soggetti interessati a
qualsiasi titolo possono presentare osservazioni.
2. La provincia, contestualmente al deposito di cui al comma 1, provvede a
richiedere il parere dei comuni, dei soggetti competenti in materia di beni
ambientali e degli altri enti pubblici territoriali competenti. Quando il piano
prevede la possibilità di attività di cava in ambiti territoriali compresi nelle
aree protette, di cui alla legislazione regionale vigente in materia, la
provincia deve acquisire, sul piano depositato, anche il parere dell'ente
gestore dell’area protetta in ordine alla compatibilità del piano con il regime
di tutela dell'area protetta.
3. I pareri di cui al comma 2, fatti salvi quelli in materia di beni ambientali
nonché quelli di cui al secondo periodo, sono espressi entro trenta giorni
dalla richiesta; decorso tale termine la provincia può procedere
indipendentemente dall’acquisizione dei pareri.
4.
Entro i successivi trenta giorni, la provincia adotta il piano in via
definitiva, pronunciandosi motivatamente in ordine alle osservazioni e ai
pareri ricevuti; entro i successivi quindici giorni, il piano è trasmesso alla
Giunta regionale, con la relativa documentazione.
5.
Entro centoventi giorni dalla ricezione del piano, la Giunta regionale
ne verifica la rispondenza ai criteri e ai settori merceologici di cui all’articolo
5, nonché la coerenza con la programmazione territoriale ed economicosociale della Regione, e lo restituisce alla provincia, evidenziando gli
eventuali motivi di non rispondenza e le possibili soluzioni.
6.
La provincia approva il piano entro sessanta giorni dalla restituzione
dello stesso da parte della Regione, apportando le modifiche e integrazioni
evidenziate ai sensi del comma 5, e provvede a trasmetterlo alla Giunta
regionale entro i successivi quindici giorni.
Pag. 68
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
7.
Il piano approvato è pubblicato, previa verifica da parte della Giunta
regionale in ordine alla corrispondenza delle modifiche ed integrazioni,
apportate dalla provincia ai sensi del comma 6, rispetto a quelle indicate
dalla Giunta ai sensi del comma 5, entro sessanta giorni dalla sua
trasmissione, nel Bollettino Ufficiale della Regione ed ha effetto dalla data di
pubblicazione.
8.
I piani provinciali dei singoli settori merceologici possono essere
adottati, verificati e approvati anche singolarmente, indipendentemente dai
piani degli altri settori merceologici, con le procedure previste dal presente
articolo.
Oggetto n. 92295 di protocollo
N. 8 dell’ordine del giorno
INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI TORCHIO, ALLONI E
VAILATI SULL’UTILIZZO DEI CONTRIBUTI DI 600 MILIONI PER
LO SVILUPPO DELLA BANDA LARGA NELLE AREE RURALI.
PRESIDENTE CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Torchio.
CONS. TORCHIO
Chiedo scusa preliminarmente per dire al Cons. Borghetti che non esiste limite
ai poteri del sindacato ispettivo anche all’interno degli enti locali, al punto che
li abbiamo avuti quasi tutti dalla maggioranza, in particolare da un collega
verde nella passata tornata amministrativa, con riferimento al tema, mi rifaccio
sicuramente ai contenuti positivi per la breve relazione del Vicepresidente
Lena, che a proposito delle tematiche rurali o dei piccoli comuni, ma più in
generale delle reti, ha anticipato nel programma di azione del prossimo
quinquennio, alcune linee che ritengo estremamente significative e che si
Pag. 69
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
collegano anche alla diffusione del sistema Voip, immagino, con grandi
risparmi per le pubbliche amministrazioni.
Ma proprio in questo filone, per poter valorizzare quella che è stata una fatica,
perché mettere insieme, ne sa qualcosa anche il Presidente per i suoi
precedenti aziendali, le aziende pubbliche cremonesi nel portare avanti un
disegno coeso su tutto il territorio, eravamo agli albori, è stato abbastanza
difficile.
Però qualche risultato si è ottenuto, mi sembra che con un deficit
complessivamente di qualche decina di migliaia di Euro caricati sui vari enti,
siamo riusciti tra i primi a arrivare a un obiettivo, l’obiettivo è quello della
connessione veloce sui 115 comuni che è cosa fatta, il problema adesso sul
futuro è quello delle dorsali, come poter recuperare risorse sulle dorsali, vi è
un progetto autostradale sulla Cremona – Mantova di iniziativa autostradale
telematica, vi è un progetto altrettanto forte che abbiamo preteso di inserire
sulla Paulese, vi è un progetto a cura di Tiranti sulla questione, fatta da lui
nella sua azienda immagino, per quanto riguarda le ferrovie.
Come è possibile in questa politica delle reti che anche il commercio ci chiede,
che tutti i settori ci chiedono, poter implementare rispetto ai piani
organizzativi che vogliono andare sui 100 MB su tutte le dorsali, ho letto con
grande attrazione queste notizie che provengono dal Governo, ci sono delle
risorse aggiuntive? E’ sempre l’eterna domanda, il Vicepresidente ha parlato
del Cnipa per la pubblica amministrazione di Siscotel, ma cosa possiamo fare
realmente?
Qui,
e
concludo
velocemente,
abbiamo,
secondo
me,
un’opportunità formidabile per le aree rurali che è rappresentata da questo
pacchetto europeo, a cui molti si riferiscono ed è un’opportunità che per deficit
complessivo, non ce l’ho con questo o con quel governo, è difficile che Roma
sia nelle condizioni di avere la celerità di cogliere tutti i passaggi, quindi non è
una motivazione di natura politica o di critica che voglio fare ideologica,
assolutamente, è un problema di opportunità da cogliere e è per questo che
pongo il problema, perché so che si stanno esaurendo i tempi, per poter
Pag. 70
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
recuperare questa risorsa che ritengo estremamente positiva. Si tratta
complessivamente di un pacchetto di 600 milioni, la metà di un pacchetto
complessivo sul quale viaggiano sicuramente tutta una serie di opportunità, tra
cui la banda larga. Si fa dell’ironia: nella sequenza storica delle reti di questa
Provincia, si è lavorato molto per quelle telefoniche, per quelle elettriche nelle
zone rurali, per la dotazione dei servizi minimali per le campagne, per le strade
– bus per dare la possibilità di collegamento anche alle frazioni e alle cascine.
Questa è oggi la sfida da cogliere e per questo mi sono permesso di chiedere,
di fronte a scadenze imminenti, se una sollecitazione in questo senso, partirà
dal nostro ente che è tra i primi o forse l’unico ad avere ormai realizzato il
sistema Wi-fi di interconnessione veloce su tutti i comuni; se non sia possibile
per questo livello di eccellenza che si è realizzato, supportare anche, essendo
completamente zona rurale l’89% del territorio secondo il Ptcp, Alloni ce
l’aveva detto, i progetti, in particolare delle società già esistenti a livello
territoriale, che hanno a livello di Governance, anche la guida diretta del
Presidente della Provincia rispetto al sistema delle aziende che sono state a suo
tempo identificate e unite in questo disegno. In questo senso si chiede se la
Regione e il Governo possono in qualche maniera darci una risposta
soddisfacente.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola all’Ass. Lena.
ASS. LENA
L’oggetto dell’interrogazione è sull’utilizzo del contributo UE di 600 milioni
di Euro per lo sviluppo della banda larga nelle aree rurali.
Ho avuto il supporto del Responsabile del settore informativo per poterle dare
questa risposta. Nell’introduzione dell’argomento è prioritario il richiamo al
Regolamento della comunità europea, N. 1698/2005, il Consiglio del 20
settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del fondo europeo
Pag. 71
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
agricolo per lo sviluppo rurale che si chiama Feas, per il periodo 2007/2013
articolato sui seguenti 3 assi: 1) miglioramento della competitività del settore
agricolo e forestale; 2) miglioramento dell’ambiente dello spazio rurale; 3)
miglioramento della qualità della vita delle zone rurali e di diversificazione
dell’economia rurale.
Sul punto B, alle azioni chiave, punto 4 cito testualmente “l’obiettivo è
incoraggiare l’adozione e la diffusione delle tecnologie di informazione e
comunicazione, è indubbio il ritardo dell’intero settore agroalimentare
nell’adozione delle tecnologie e delle informazioni e della comunicazione, in
particolare nel caso delle piccole imprese. L’adozione delle applicazioni, del
commercio elettronico permane bassa se si eccettua le grandi multinazionali e
i loro principali fornitori.
Il fondo per lo sviluppo rurale dovrebbe pertanto completare le future
iniziative della Commissione nel campo del commercio elettronico, con
particolare riguardo alle piccole e medie imprese, nell’acquisizione di
competenze digitali, quindi dell’apprendimento in linea e-learning; in questo
quadro dove il 56% della popolazione vive nelle zone rurali (qui si parla
sempre di Europa) che occupano il 91% del territorio della comunità, si
giustifica l’attenzione e la ripresa dei temi ai vari livelli di governo.
A questo riguardo il Ministero delle politiche agricole – alimentari e forestali
ha varato un piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale, il 31 ottobre
2006, che all’asse 1 contempla l’obiettivo del potenziamento delle dotazioni
fisiche e telematiche infrastrutturali, seppur a fronte di un loro mancato
inserimento nell’analisi SWOT fra i punti di debolezza e con la precisazione
nel testo che la carenza è nelle dotazioni aziendali.
Il programma di sviluppo rurale 2007/2013 approvato dalla Regione
Lombardia, con un intervento di complessivi 9.899.000 a fronte di un
finanziamento a Firs di complessivi quasi 396 milioni, non contempla sull’asse
1 specifici interventi e misure per rendere accessibile a tutti la società
dell’informazione, come dimostrato dal quadro di coerenza relativo e
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
dall’elenco degli obiettivi generali prioritari, specifici nel piano e operativi di
misura dell’asse 1, nonostante nelle premesse sa contemplato il rilevante tasso
di digital divide dalle zone rurali della Lombardia.
Dai procedimento di rilevazione di conformità operanti sui piani regionali
della Comunità europea, quale ente finanziatore, è emerso con evidenza che a
cascata sulle programmazioni nazionali e regionali l’asse 1 e la misura del
digital divide e sulle reti a banda larga quali infrastrutture necessariamente da
realizzare o da potenziare, non sono state recepite a livello di significative
priorità e qui si arriva al punto dell’interrogazione.
Da qui la decisione del Consiglio europeo 25 maggio 2009, sostegno
comunitario allo sviluppo rurale, Art. 69 parte 1, che prevede 1.020.000.000
Euro agli stati membri, attraverso il fondo europeo agricolo per lo sviluppo
rurale, per sviluppare l’accesso a Internet a banda larga nelle zone rurali, dei
quali 600 milioni di Euro nel 2009 e 420 nel 2010.
Dovrebbero essere messi a disposizione con meccanismo di compensazione in
sede di concertazione della procedura di bilancio. In questo ultimo testo
appare pertanto assai evidente il verbo è al condizionale, il “dovrebbero” che
la decisione del Consiglio è subordinata alla concertazione di bilancio e
attraverserà le fasi della ripartizione degli stati membri e all’interno di questi,
le suddivisioni per regioni, quindi l’attualità dell’argomento è quindi rinviata a
tempi tecnici e politici insieme, nonché alle modalità per le quali la Regione
Lombardia deciderà di scegliere soggetti e tipologie di intervento.
Nel contempo si sottolinea che non essendo stata stanziata alcuna risorsa a
riguardo al bilancio della Provincia e questo nell’ultimo triennio, i tempi di
decisione scontano anche tutti gli interrogativi sugli spazi e sui margini delle
risorse in essere.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Torchio.
Pag. 73
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
CONS. TORCHIO
Per quanto riguarda le risorse che noi abbiamo messo a disposizione,
sicuramente sono all’interno della diffusione della banda larga ai 115 comuni,
frazioni, cascine e anche utenza agricola, quindi in termini positivi la
partecipazione degli enti locali, delle società pubbliche alla diffusione, alla
divulgazione e al superamento del digital divide è stato un fatto concretamente
positivo. La parte del bicchiere mezzo pieno nel senso propositivo di
un’azione finanziaria che non ha potuto godere di queste risorse, ma che può
avvenire in cofinanziamento, quindi rispetto agli agganci politici regionali e
nazionali la raccomandazione è, anche rispetto all’annuncio del Presidente
Formigoni che è stato dato recentemente all’assemblea regionale agricola che
si è tenuta alla fiera di Cremona, che dovrebbero essere disponibili le risorse
legate alle politiche agricole, comunitarie, alla Pac, già a partire dal prossimo
ottobre, faccio presente che in Francia pagano sempre a settembre in vista
anche delle prossime scadenze amministrative della primavera per le regionali,
se non sia possibile anticipare quell’iniziativa del meccanismo di
concertazione di bilancio, proprio all’anticipo del pagamento della Pac e
segnatamente ricordare come le linee ex Sip, ora Tim, non vengono riparate
da anni e rappresentano l’unica dorsale presente nella Provincia di Cremona
attualmente, al di fuori della questione delle tecnologie innovative che sono
state individuate prima attraverso la diffusione del wi-fi.
Quindi in questo senso colgo positivamente lo sforzo del settore,
dell’Assessore, Vicepresidente e spero che questa iniziativa, questa sinergia
possa essere spinta in direzione del mantenimento di quel primato che penso
non ci faccia poi dispiacere!
L’atto viene inserito al n. 94 del registro delle deliberazioni .
Allegato 1
Relazione del Settore Sistemi informativi e URP
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Nell'introdurre l'argomento è prioritario il richiamo al Regolamento (CE)
n.1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo
rurale da parte del fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) per
il periodo 2007/2013, articolato sui seguenti 3 assi:
a) miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale;
b) miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale;
c) miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione
dell'economia rurale.
Sul punto b), alle azioni chiave, punto IV) l'obiettivo è incoraggiare l'adozione
e la diffusione delle tecnologie d'informazione e comunicazione (TIC). È
indubbio il ritardo dell'intero settore agroalimentare nell'adozione delle
tecnologie e dell'informazione e della comunicazione, in particolare nel caso
delle piccole imprese. L'adozione delle applicazioni del commercio elettronico
permane bassa se si eccettuano le grandi multinazionali e i loro principali
fornitori. Il Fondo per lo sviluppo rurale dovrebbe pertanto completare le
future iniziative della Commissione, come la 2010, nel campo del commercio
elettronico (con particolare riguardo alle piccole e medie imprese),
dell'acquisizione di competenze digitali (e-skills) e dell'apprendimento in linea
(e-learning).
In questo quadro, dove il 56% della popolazione vive nelle zone rurali che
occupano il 91% del territorio della comunità, si giustifica l'attenzione e la
ripresa dei temi ai vari livelli di governo.
A questo riguardo il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
ha varato il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale il 31 ottobre
2006 che all'asse I contempla l'obiettivo del potenziamento delle dotazioni
fisiche e telematiche infrastrutturali seppure a fronte di un loro mancato
inserimento nell'analisi swot dei punti di debolezza e con la precisazione nel
testo che la carenza è nelle dotazioni aziendali.
Il Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, approvato dalla Regione
Lombardia con un intervento di complessivi 899.756.700,00 Euro a fronte di
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
un finanziamento FEASR di complessivi 395.949.000,00 Euro, non contempla
sull'Asse I specifici interventi e misure per rendere accessibile a tutti la società
dell'informazione, come dimostrato al quadro di coerenza relativo e dall'elenco
degli obiettivi generali prioritari, specifici del Piano e operativi di misura
dell'Asse I, nonostante nelle premesse sia contemplato il rilevante tasso di
digital divide delle zone rurali della Lombardia.
Dai procedimenti di rilevazione di conformità operati sui piani regionali dalla
Comunità Europea quale ente finanziatore, è emerso con evidenza che, a
cascata sulle programmazioni nazionali e regionali, l'Asse I e la misura sul
digital divide e sulle reti a banda larga quali infrastrutture necessariamente da
realizzare/potenziare, non sono stati recepiti a livello di significative priorità.
Da qui la decisione del Consiglio 25 maggio 2009, sostegno comunitario allo
sviluppo rurale (FEASR art. 69 par. I) che prevede i 1.020 milioni di Euro agli
stati membri attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale per
sviluppare l'accesso a Internet a banda larga nelle zone rurali, dei quali 600
milioni di Euro nel 2009 e 420 nel 2010 dovrebbero essere messi a
disposizione con meccanismo di compensazione in sede di concertazione della
procedura di bilancio.
In questo ultimo testo appare pertanto assai evidente dal verbo al condizionale
che l'esecuzione della decisione del Consiglio è subordinata alla concertazione
di bilancio e attraverserà la fase delle ripartizione per Stati membri e,
all'interno di questi, di suddivisione per Regioni.
L'attualità dell'argomento è quindi rinviata a tempi tecnici e politici insieme,
nonché alle modalità con le quali la Regione Lombardia deciderà di scegliere
soggetti e tipologie di intervento.
Nel contempo si sottolinea che non essendo stata stanziata alcuna risorsa al
riguardo nel bilancio della Provincia e questo nell'ultimo triennio, i tempi di
decisione scontano anche tutti gli interrogativi sugli spazi e sui margini delle
risorse in essere.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Oggetto n. 92296 di protocollo
N. 9 dell’ordine del giorno
INTERROGAZIONE DEL CONS. TORCHIO SULLA SITUAZIONE
OCCUPAZIONALE E SULLE MISURE PER AFFRONTARE LA
GRAVE CRISI.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Torchio.
CONS. TORCHIO
Secondo il fascicolo che ci è stato presentato oggi dal Sies noi abbiamo,
ahimè, un incremento di una situazione che non è per niente simpatica, quando
si parla di un’inoccupazione dell’11 %, la troviamo a pag. 10 del fascicolo,
situazione che oggi determina una serie di apprensioni.
Rispetto ai tempi di presentazione dell’interrogazione, la Giunta ha assunto
tutta una serie di iniziative nel frattempo, come il Consiglio o la Giunta aperta
a Castelleone e anche il colloquio con le parti sociali che è già stato avviato, a
cura sia del Presidente che degli assessori al merito.
Quindi in parte la vicenda è ricomposta,. Nello scusarmi se vi è stata
un’eccessiva sintesi anche nella scrittura che ha mangiato gli spazi, nello
stesso tempo volevo porre una questione: le sinergie che sono state individuate
e che noi avevamo in parte anticipato mettendo anche a disposizione una
parziale copertura, non solo per i fondi dell’innovazione tecnologica e anche
per i fondi per i consorzi fidi a favore delle imprese, ma anche più
specificatamente sulla parte congiunturale della crisi occupazionale - e
purtroppo si annuncia, secondo lo studio della C.I.S.L. che è stato presentato
nei giorni scorsi, una situazione ancora più grave di circa 3 mila unità che
uscirebbero del circuito produttivo al traguardo del 31 dicembre 2009 - , se
questi dati evidentemente fossero veri, ci troviamo in una fase non più
congiunturale ma strutturale, una fase nella quale gli ammortizzatori sociali
che sono previsti per i periodi della ordinarietà, vengono sfondati dalla
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
straordinarietà e poi dalla necessità di una copertura delle misure successive,
perché noi abbiamo coperto onestamente, questo è anche un limite legato alla
vicenda nostra solo il periodo della cassa integrazione ordinaria, ma il periodo
successivo, laddove diventa più difficile, richiedeva un passaggio di
concertazione sociale che estendesse sostanzialmente queste misure iniziali tra
gli enti locali, la Camera di Commercio, il sistema economico, i lavoratori e le
banche, a una fase successiva.
Soccorre l’iniziativa regionale che nel frattempo è riuscita a ottenere
l’attribuzione
nazionale,
soprattutto
sulla
questione
dei
cosiddetti
ammortizzatori in deroga e la nascita di una specifica azione legata a questo
intervento.
E’ stata annunciata con un valore complessivo, integrativo ritengo al nostro
che poteva contare sui 7/8 mila Euro di anticipo di circa 350 Euro, se non erro,
sul valore massimo per ognuno dei mesi di sospensione del lavoro. La mia
preoccupazione rispetto a tutte queste vicende e anche alla questione
successiva della nascita di iniziative specifiche collegate con il tema dei meta
distretti e con i temi anche legati ai fondi Jeremy, i fondi made in Lombardy e
ai fondi che sono segnati dalla necessità di sostenere l’innovation divide che
viene individuato nel nostro territorio, era di capire se questa serie di politiche
che vengono portate avanti, possa contare anche sul piano formativo, su uno
specifico apporto nel cambiamento dei piani che la Giunta precedente, la
nostra, aveva predisposto anche come trasferimento di risorse per la
formazione professionale.
Nell’arco degli anni, infatti, sotto la spinta anche degli enti gestori, si era
andati a privilegiare tutta una serie di attività: attività che riguardano in un
momento di grave, estrema crisi i settori industriali dell’industria
manifatturiera o pesante che dir si voglia a seconda delle definizioni, che
richiedevano corsi specifici per il riavviamento e la rioccupazione di quella
parte di esuberi, come per la Saco, e non in tutti i casi è possibile, da parte
della disponibilità del gruppo Arvedi, di poter fare riferimento a un bacino
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
occupazionale all’interno del proprio territorio, ma c’è bisogno di questa
riqualificazione.
In questo campo si era detto che la parte meccanica, ma anche la parte legata
per esempio all’assistenza agli anziani o alla presenza della numerosità di case
di cura e di riposo in Provincia di Cremona, poteva essere uno degli strumenti
per la rioccupazione, un settore che oggi dà lavoro a sicuramente migliaia e
migliaia di addetti.
In questo caso, quindi, poiché è stato annunciato nel progetto complessivo
della Giunta un’attenzione anche alle attività che sono a corredo dei servizi
sociali dell’assistenza agli anziani, una politica attiva del tavolo degli anziani,
come sia possibile a proposito di formazione professionale di misure che sono
connesse alla nostra attività istituzionale, anche fornire uno start up rispetto
alle situazioni che avevamo iniziato e portato avanti; in questo caso quindi
chiediamo se vi sia stato il trasferimento delle risorse a suo tempo stanziate per
il fondo di solidarietà e delle misure connesse a una nuova iniziativa di
collegamento con le parti sociali, bancarie e economiche che erano state
individuate a suo tempo e ringrazio per l’attenzione.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola all’Ass. Orini.
ASS. ORINI
Il Cons. Torchio ha toccato chiaramente un tema molto importante.
Rispondendo all’interrogazione da prima in senso generale e complessivo,
devo ribadire che senza dubbio l’attuale Amministrazione provinciale
considera in questa problematica fase economica e in questo periodo di crisi,
prioritari sia gli interventi a favore dei lavoratori, le cosiddette politiche per il
lavoro, sia l’elaborazione di una strategia più generale che possa incentivare
anche con nuove ipotesi di lavoro, di produzione, il rilancio economico del
territorio.
Pag. 79
Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Venendo a rispondere più nel particolare, parto dalla parte che riguarda anche
la formazione professionale cui avevo accennato anche nella presentazione del
programma. Sicuramente nell’attuale fase va ripensato il comparto
dell’istruzione, formazione professionale e il collegamento con il mondo del
lavoro è, direi, decisamente non solo auspicabile. Quindi è chiaro che ci deve
essere un ripensamento che collega sia i corsi di formazione professionale tout
court, sia quei corsi legati alla cosiddetta dote e che quindi hanno più
specificatamente un legame con il mondo del lavoro e con l’attuale fase di
crisi; vanno ripensati e collegati anche alle esigenze del territorio e quindi alla
possibilità che essi possono avere di dare una preparazione o una anche
riqualificazione importante per l’inserimento nel mondo del lavoro.
E’ chiaro che per individuare questi percorsi è importante l’apporto di tutti i
soggetti che possono essere coinvolti, quindi gli enti locali, a partire
chiaramente dai Comuni, quindi le associazioni di categoria, gli imprenditori
stessi che ci possono indicare i bisogni e le associazioni sindacali che
rappresentano i lavoratori, un po’ da concertazione, da uno studio e da una
progettualità di questo tipo, possono nascere dei percorsi che sicuramente
potranno rivelarsi molto utili anche per il reinserimento del lavoratore.
Venendo agli altri punti, riguardo al fondo di solidarietà che vede concorrere
la Provincia e la Camera di Commercio per la costituzione del fondo, si è detto
prima parlando del bilancio che noi stiamo adesso esaminando un bilancio che
non dà molte possibilità di manovra; è chiaro che però una delle priorità per
noi è proprio l’aiuto ai lavoratori e devo anche sottolineare che lo scorso 9
luglio qui in Provincia vi è stato un incontro tra il Presidente della Provincia, il
Vicepresidente della Regione, nonché assessore anche al lavoro oltre che
all’istruzione e formazione Gianni Rossoni, ero presente anche io, poi i
Segretari provinciali di C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L..Durante l’incontro, che ha
affrontato vari temi legati al lavoro, si è toccato comunque anche il tema del
fondo di solidarietà, con l’intesa di riprendere il discorso e definirne e
precisarne ulteriormente l’uso, l’utilizzo.
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
Riguardo poi al necessario collegamento con le banche, anche questo è
sicuramente molto importante perché sappiamo che l’indennità legata alla
Cassa integrazione arriva a volte con molto ritardo e quindi una famiglia non
può aspettare 7 mesi per averla. E’ vero che ho recentemente incontrato il
Direttore dell’Inps con le nuove domande telematiche che giungono in
Regione, barrando la casella che indica l’anticipo, l’Inps si dice in grado entro
un mese, un mese e mezzo di far arrivare l’indennità, però può essere che
l’azienda non barri per motivazioni varie la casella, può essere che ci siano dei
problemi di natura burocratica o di vario tipo, quindi è sicuramente
importantissimo questo accordo con le banche locali, banche di credito
cooperativo e banche popolari che permette l’anticipo dell’indennità, poi
ovviamente l’Inps provvede a liquidarla.
Dico subito che è già in programma, proprio questa settimana, un incontro con
le banche per definire meglio anche i particolari tecnici perché nonostante
l’accordo magari qualcosa a livello pratico non va, riguardo a questo e poi
anche la possibilità di riprendere un tema che era già stato affrontato ma non
del tutto definito, l’anticipazione del trattamento di fine rapporto, quindi
discuteremo di questo come anche di un altro punto che già si era progettato
nell’accordo, la possibilità di sospensione del mutuo: sono tutti temi che
riprenderemo.
Non escludiamo poi la possibilità di ampliare ad altre banche, magari non
locali l’intesa e magari non solo per questo importantissimo aiuto ai lavoratori,
ma anche per un intervento di rilancio anche dell’economia, quindi di tipo
produttivo. Finisco solo dicendo che riguardo al terzo punto, quello un po’
della cabina di regia che ovviamente non riguarda solo il mio assessorato, ma
anche l’assessorato del collega Soccini e tutta la Giunta in generale, in primis
il Presidente che lo ha particolarmente a cuore, può darsi che cambino le
modalità rispetto al passato, ma sicuramente vorrei sottolineare che per la
Provincia è importante definire un proprio progetto di intervento, è importante
mantenere un dialogo serrato con il territorio e con tutte le forze, i soggetti
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
presenti nel territorio stesso, per definire non solo gli interventi immediati, ma
anche le strategie future, perché una cosa c’è molto chiara, pure in questa
situazione di crisi che non è importante solo elaborare interventi emergenziali
che pure ci devono essere, ma affrontare anche la situazione nel suo complesso
con una visione sistemica e strategica per il futuro.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Presidente Salini.
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA SALINI
Una battuta che mi sembra però possa dare un quadro confortante in relazione
alle osservazioni che sono appena state fatte, è di oggi, di poco fa, non ho
potuto dare notizia all’Assessore, quindi lo riferisco io, come sapete l’accordo
sugli ammortizzatori sociali in deroga determinò lo stanziamento di 8 miliardi
di Euro a livello nazionale da parte del Ministro Sacconi, un 1,5 miliardo di
Euro di questi 8 miliardi destinati dalla Regione Lombardia, 70 milioni di
Euro stanziati e già spesi, ieri sono stati stanziati altri 250 milioni e quindi
questa mi sembra sia una bella notizia, di cui ho avuto conferma in questo
momento dal Vicepresidente Rossoni e quindi mi sembrava doveroso, visto il
contenuto dell’interrogazione, renderla nota ai consiglieri.
CONS. TORCHIO
Telegraficamente anche ringraziando per le informazioni che sono or ora
giunte, e dicendo come forse non mai dagli anni 80 la situazione sta
precipitando, quindi l’analisi e l’impegno e le misure che vengono assunte,
sono la dimostrazione che non è un’invenzione e che i percorsi che abbiamo
fatto reciprocamente nei territori anche qualche mese fa, ci hanno portato a
una identificazione penso coesa e coerente di strumenti e di iniziative.
Ha detto l’Assessore che si tratta di iniziative strutturali, quindi non più
congiunturali ed è lì lo snodo, perché è evidente che noi possiamo fare una
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parte, ma non siamo i titolari anche degli ammortizzatori sociali in termini di
risorse economiche e finanziarie, perché abbiamo una competenza che va al
collocamento, alla formazione, ma non va a una misura diretta di bilancio,
quindi le iniziative che abbiamo fatto ai livelli congiunturali e anche ai livelli
dell’innovazione, devono trovare delle risorse di sistema del concerto
complessivo stato, regioni e comunque livelli di governo altri.
Su questo ritengo che sia molto importante anche il lavoro di estensione che
state facendo, che era già stato ipotizzato, il mutuo casa non è una variabile
indipendente, esiste, quindi all’interno della fascia erogativa, insieme alla
questione di fine rapporto che può aiutare a sopperire per qualche tempo, in
attesa della nuova occupazione, concludo quindi dicendo che sarei disponibile
all’attivazione insieme ai colleghi di dare una mano anche per tutta la parte
relativa alla riformulazione di tutte le questioni legate alla formazione
professionale, non dimenticando che anche primarie imprese del territorio,
hanno dato la disponibilità a intervenire economicamente in termini di
compartecipazione, discorsi che erano ancora allo stato iniziale, che secondo
me rispetto alle esigenze dell’imprese di una maggiore qualifica anche
tecnologia per ridurre il livello degli infortuni sul lavoro che in alcuni casi è a
due cifre, possono trasferirsi anche in termini di risorse economiche.
L’atto viene inserito al n. 95 del registro delle deliberazioni .
Oggetto n. 92250 di protocollo
N. 10 dell’ordine del giorno
PUNTO N. 10 ALL’ORDINE DEL GIORNO: INTERROGAZIONE DEI
CONSIGLIERI BIONDI E TORCHIO IN MERITO AI GRAVI DANNI
SUBITI DALLE COLTIVAZIONI DI MAIS A CAUSA DELLA
DIABROTICA.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Biondi.
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CONS. BIONDI
Questa è un’interrogazione che ho presentato insieme al Cons. Torchio e
riguarda un tema noto, un tema che si è discusso molto in questi ultimi tempi
ed è stato fortemente sollecitato anche dalle associazioni di categoria del
mondo agricolo. Si parlava prima dell’incidenza della realtà agricola del
nostro territorio e quindi quando si presentano situazioni così problematiche, è
giusto che anche un organismo come il nostro venga investito; peraltro, c’è
stata proprio questa sollecitazione al coinvolgimento degli enti territoriali da
parte delle associazioni di categoria.
Sono stati evidenziati una serie di elementi problematici, la diminuzione delle
rese, incrementi notevoli nei costi di produzione a causa dei trattamenti, un
livello di inquinamento atmosferico da pesticidi, una serie di elementi che in
qualche modo condizionano in maniera negativa la realtà agricola del nostro
territorio, quindi noi interroghiamo il Presidente o l’Assessore per conoscere
quali iniziative intendano assumere e per fornire una risposta alle richieste
inoltrate e se non ritenga di procedere per ottenere la delimitazione delle aree
colpite dal grave evento denunciato e quali provvedimenti voglia adottare
riguardo all’uso, sempre più richiesto da alcuni settori del mondo agricolo, di
presidi biotecnologici o di altra natura, compatibilmente con i costi.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola all’Ass. Pinotti.
ASS. PINOTTI
Conosciamo bene il problema, lo conoscevo bene anche prima per averne
sentito parlare in casa mia, so per certo gli agricoltori sono molto preoccupati
per la presenza di questo parassita.
Devo dire che abbiamo ricevuto le sollecitazioni dai Sindaci che hanno
raccolto delle firme per sensibilizzarci, però le firme così raccolte servono a
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poco perché non consentono una fotografia attendibile della diffusione di
questo parassita, sono delle mere raccolte di firma, allora abbiamo proceduto
per gradi.
Prima dell’insediamento della Giunta il Presidente Salini ha scritto a Regione
Lombardia chiedendo strumenti per il monitoraggio e la distribuzione delle
trappole cromotrope che consentono di avere una fotografia, di quantificare la
presenza di questo parassita, poi un’iniziativa di accompagnamento e di analisi
presso le aziende agricole per poter individuare delle strategie precise; poi
abbiamo chiesto se i danni causati dalla diabrotica fossero danni risarcibili e se
potevano essere risarciti anche i trattamenti supplementari, trattamenti con
fitofarmaci; in seguito abbiamo chiesto la possibilità di reintrodurre almeno la
concia del seme, con un antiparassitario, trattato in maniera tale che in fase di
distribuzione non si disperda nell’ambiente e vada a danneggiare le api.
Anche qua il mondo scientifico è molto diviso sul reale impatto della concia
sulla popolazione delle api. In sede di tavolo tecnico poi ci siamo mossi in
questo senso: oltre a queste richieste abbiamo chiesto di poter avere degli
strumenti che consentissero una quantificazione azienda per azienda del
problema; allora sul nostro sito Internet abbiamo messo un prospetto che
l’agricoltore può compilare e indicare i campi, gli ettari danneggiati, in
maniera tale che si possa poi eventualmente intervenire per una
quantificazione reale del danno.
Sulla risarcibilità del danno, qua al momento attuale non c’è possibilità, perché
è un danno non risarcibile e secondo me (mi permetto di mettere questa
parentesi) la prudenza è dettata dal fatto che effettivamente non si conoscono
in maniera precisa i confini dei danni causati da diabrotica.
Però abbiamo già chiesto la possibilità di avere una fotografia della
distribuzione non solo dell’insetto ma anche dei danni; inoltre abbiamo già
chiesto alla Regione di poter distribuire queste trappole non a un campione di
agricoltori, ma a tutti gli agricoltori. Queste sono state le nostre richieste,
anche perché non possiamo tenere presente dell’impatto negativo che la
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Verbale del Consiglio Provinciale 28 luglio 2009
distribuzione di fitofarmaci praticata quest’anno sugli insetti adulti ha avuto
sull’ambiente, è stato un impatto non trascurabile.
Per quanto riguarda invece l’utilizzo dei presidi biotecnologici, quindi
parliamo di Ogm, qua sappiamo che il mondo scientifico è diviso, non solo,
ma anche le rappresentanze agricole sono divise, ma porto una mia posizione
personale: penso che di fronte a questi confini della scienza non si possa
chiudere, non ci si possa chiudere; certo ci vogliono tutte le prudenze del caso,
ricordo che ho fatto esplicitamente una domanda, un paio di settimane fa a un
convegno organizzato da Confagricoltura in Fiera; c’era un americano, e ho
chiesto se l’introduzione delle coltivazioni Ogm può essere considerata una
soluzione o comunque uno strumento per contenere il parassita e giustamente
ha risposto che non è la soluzione, l’Ogm non è la soluzione, tant’è vero che
negli Stati Uniti una parte viene ancora coltivata con mais attaccabile dal
parassita per non creare forme di resistenza.
Queste sono competenze che esulano dalla Provincia, noi operiamo con le
regole che l’Unione Europea e ogni stato nazionale dà in proposito.
Quindi le richieste che abbiamo fatto sono quelle che l’attuale legislazione ci
consente di fare, quindi monitoraggio, eventuale risarcibilità e reintroduzione
della concia, sui presidi, sugli Ogm poi ci sarà l’Unione Europea che si
esprimerà.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
La parola al Cons. Biondi.
CONS. BIONDI
Sono soddisfatto della risposta, mi pare che la questione sia stata affrontata e
approfondita con attenzione e con celerità, condivido molte delle cose che
sono state dette, faccio solo alcune puntualizzazioni: questa esigenza
sicuramente di avere un monitoraggio della situazione è giusta perché la
quantificazione del problema è il primo passo per capire esattamente quale può
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essere poi l’entità della risposta. Certamente credo che bisogna fare qualcosa
per arrivare a un risarcimento, trovare le condizioni affinché il danno, qualora
venisse poi accertato, venga in qualche modo risarcito come succede su altre
questioni.
Quindi valutare la possibilità di introdurre alcuni elementi legati alla calamità
naturale o qualche richiesta di questo tipo, credo che debbano essere
approfonditi proprio perché l’obiettivo è quello che si diceva. Sulla questione
degli Ogm non sono in grado di dire se questa è la risposta migliore a questo
problema, credo però che si debba avere un approccio molto laico, molto
oggettivo e aprire una discussione, un confronto per capire se effettivamente
questa può essere una risposta alle esigenze del mondo agricolo sia nei casi
come questi in cui emergono delle difficoltà, sia nella gestione ordinaria delle
nostre aziende.
L’atto viene inserito al n. 96 del registro delle deliberazioni .
Allegato 1
Relazione del Settore Agricoltura, Caccia e Pesca
La Provincia, attraverso il Settore Agricoltura Caccia e Pesca, dal 2003
collabora con la Regione Lombardia D.G. Agricoltura, con il Servizio
Fitosanitario oggi in capo ad Ersaf e con l’Associazione allevatori per
sensibilizzare gli agricoltori e monitorare un campione di aziende (il più
numeroso in Regione) attraverso l’uso di trappole cromotropiche e l’assistenza
di tecnici in campo. L’insetto in pochi anni si è diffuso in tutto il territorio
provinciale senza tuttavia causare danni evidenti sul mais, che risulta essere la
coltura su cui l’insetto può arrecare danni notevoli.
Nel 2009 più cause concomitanti (fattori climatici, densità di popolazione,
divieto di impiego di trattamenti di concia del seme) hanno determinato un
aumento evidente della popolazione di diabrotica. Ciò, oltre a poter
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potenzialmente produrre danni sulla coltura, soprattutto in termini di resa, (da
verificare a fine stagione produttiva), ha determinato la necessità di effettuare
degli interventi fitosanitari aggiuntivi e generato un clima di apprensione e
disagio nel “mondo agricolo” accompagnato da iniziative da parte dei sindaci
non sempre giustificate.
In data 26 giugno u.s. è stato organizzato un incontro (il primo sul nostro
territorio) presso il Teatro Monteverdi in collaborazione con le Associazioni
agricole e il Servizio Fitosanitario regionale, che ha registrato un’ inaspettata
presenza di agricoltori (circa 250). Nel corso della riunione il coordinatore
regionale della lotta alla diabrotica, dr. Boriani, ha spiegato l’entità del
fenomeno, le sue cause, gli strumenti e le opportune tecniche da adottare per
combattere efficacemente l’insetto evitando o contenendone i possibili danni.
La settimana successiva è stata inviata una lettera, a firma del Presidente della
Provincia, all’Assessore regionale Ferrazzi, alle Associazioni agricole, ai
referenti di misura, al Servizio Fitosanitario, in cui venivano evidenziate le
proposte della Provincia di Cremona sul tema; contemporaneamente si è reso
disponibile, mediante la pubblicazione sul sito web dell’Ente, un opuscolo
divulgativo sulla diabrotica realizzato nel 2004 dall’Amministrazione
provinciale in collaborazione con l’APA che risulta essere ancora attuale sia
nei contenuti tecnici che nelle proposte operative per gli agricoltori.
In sintesi si è ritenuto di dover:
•
intervenire
sull’emergenza
richiedendo
l’attivazione
di
uno
specifico piano di intervento regionale, che preveda la concessione
di indennizzi alle imprese agricole che hanno effettuato trattamenti
antiparassitari aggiuntivi e subito un
danno alle produzioni
quantificabile a fine campagna;
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•
richiedere la non reiterazione del provvedimento di sospensione
dell’uso di neodicotinoidi nella concia dei semi di mais
promuovendo tuttavia l’adozione di soluzioni tecniche innovative
che evitino la dispersione delle polveri in fase di semina onde
evitare danni alle popolazioni di insetti impollinatori e all’avifauna
selvatica.
•
Attivare il meccanismo della maggiorazione delle assegnazioni di
carburante agevolato attraverso gli uffici UMA per sostenere gli
interventi aggiuntivi (trattamenti fitosanitari e irrigazioni di
soccorso) a causa della Diabrotica.
E’ stata poi proposta in sede di tavolo tecnico, la stesura di un modulo di
segnalazione dei danni (attualmente presente sul sito della Provincia) da
adottare su tutto il territorio lombardo e l’attivazione, per il prossimo anno,
della fornitura gratuita delle trappole per tutte le aziende provinciali,
affiancando la distribuzione ad un programma di formazione degli agricoltori
finalizzato alla gestione diretta del monitoraggio aziendale. Questo consentirà
di intervenire con i trattamenti in pieno campo solo quando si verifica il
superamento della soglia di attenzione e di evitare interventi inutili con
indubbi vantaggi sia dal punto di vista economico che di tutela ambientale. Gli
uffici del Settore Agricoltura Caccia e Pesca stanno provvedendo alla raccolta
delle segnalazioni che verranno successivamente inviate in Regione entro il 31
di Agosto. E’ stao reso disponibile il modulo di segnalazione sul sito della
Provincia. Si è inoltre provveduto al costante aggiornamento degli uffici della
Prefettura.
Infine, il numero 2/2009 della Sentinella Agricola, periodico del Settore che
raggiunge la quasi totalità delle aziende agricole, contiene un inserto
interamente dedicato alla Diabrotica, che racchiude tutte le informazioni
tecniche e le indicazioni sugli adempimenti amministrativi per la corretta
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segnalazione dei danni. Non è al momento possibile sapere se e quale
strumento risarcitorio verrà attivato dalla Regione Lombardia (dipenderà
dall’entità effettiva delle segnalazioni).
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Siete stati bravissimi, oggi, nel rispetto dei tempi, nella moderazione degli
interventi. Sono le 18,45, democraticamente propongo: possiamo affrontare la
mozione presentata dai Consiglieri Mainardi, Zanacchi e Virgilio in merito
all’ipotesi dell’insediamento delle società nucleari o preferiamo interrompere
vista l’estate, il caldo… mi rimetto alla vostra…
Vi ringrazio oggi per essere intervenuti, per la correttezza degli interventi, per
il rispetto dei tempi che non è cosa da poco, ringrazio anche tutto lo staff che
ci ha aiutato nella redazione della giornata, tutta la Giunta Provinciale e il
Presidente, ci diamo appuntamento in settembre in data da destinarsi, verrete
comunque attivati e verrà comunicato attraverso i canali della mail la
comunicazione, grazie buone vacanze e buona estate!
La seduta è tolta alle ore 18.50
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