DOCUMENTO PROGRAMMATICO REALIZZATO DALLE ORGANIZZAZIONI DI
VOLONTARIATO DEL DSS 42
PRESENTAZIONE
Le Associazioni di volontariato rappresentano una risorsa importante per i cittadini e per il Sistema Socio
Sanitario Regionale che occorre valorizzare e incentivare. Il loro impegno riguarda sia le attività di
assistenza, sia la realizzazione di servizi innovativi sia le attività culturali e socio-educative di promozione
umana nonché di coesione economica e sociale.
A tal proposito l’8 luglio 2008 è stata adottata dal Parlamento Europeo la dichiarazione per proclamare il
2011 Anno Europeo del Volontariato. Ciò rappresenta un riconoscimento importante da parte dei
Parlamentari Europei all’apporto che il Volontariato realizza sia per favorire il dialogo interculturale che per
sostenere la promozione di una cultura della pace. Il Volontariato, infatti, comporta la partecipazione
diretta dei cittadini allo sviluppo locale e può così svolgere un ruolo importante nel promuovere la società
civile e la democrazia.
La collaborazione del Volontariato con gli Enti Locali e con gli altri attori del territorio pertanto è ritenuta
fondamentale per favorire il raggiungimento dell'obiettivo principale, ossia contribuire all'accrescimento di
consapevolezza nei cittadini del loro essere attivi allo sviluppo sociale. La crescita di una comunità pertanto
è la messa in rete di tanti interventi che devono essere sinergici ed integrare risorse e strumenti. Questo è
lo spirito della Legge 328/2000, dove assume rilevanza strategica la pianificazione integrata, con il
superamento della programmazione settoriale, per intercettare i nuovi e diversi bisogni che derivano dai
mutamenti sociali, economici e culturali, nel quale il Volontariato ha un ruolo fondamentale nel
riconoscimento e nell’intercettazione delle nuove istanze e nella verifica del soddisfacimento di essi.
In realtà le Organizzazioni di Volontariato quotidianamente riscontrano difficoltà nel rapporto con le
Istituzioni, che rappresentano vincoli oggettivi alla realizzazione dell’auspicata integrazione socio-sanitaria
fra pubblico e privato e sono poco coinvolte nella programmazione delle politiche sociali e di sviluppo.
La “sovra-territorialità” comunale realizzata attraverso l’istituzione dei Distretti Socio Sanitari nella regione
Sicilia presenta non poche incongruenze. Da una attenta analisi territoriale e sociale, si evince come alcuni
Comuni per vicinanza culturale e territoriale dovrebbero avere la possibilità di programmare interventi
integrati.
Se i distretti tendono a risolvere le esigenze amministrativo-gestionali del territorio da un punto di vista
socio-sanitario, non poche invece sono le difficoltà da superare per l’integrazione di identità e servizi
relativi a realtà comunali alquanto distanti - talvolta geograficamente - talvolta sul piano dello sviluppo
economico e sociale.
La scarsa informazione e promozione dei tavoli di concertazione a livello territoriale rappresenta una
grossa difficoltà per avviare la costruzione del Welfare Community. La difficoltà nel monitorare e nel
verificare l’efficacia e l’efficienza dei servizi programmati rappresenta un permanere ad una logica
assistenzialista e di scarso coinvolgimento dei cittadini nei servizi.
Ciò che preme è rilevare e segnalare, con questo documento, dati di realtà relativi all’operatività delle
Organizzazioni di Volontariato e avviare un confronto duraturo nel tempo volto a superare gli ostacoli che
intralciano la reale programmazione partecipata delle Politiche Sociali e di Sviluppo.
Il presente documento nasce dalla volontà di presentare, le riflessioni e le proposte maturate negli anni di
attività associazionistica a sostegno dello sviluppo sociale. Per un reale confronto è necessario analizzare le
difficoltà che le Organizzazioni di Volontariato hanno riscontrato in questi anni di attività per giungere ad
1
una proposta reale di miglioramento e di ottimizzazione delle risorse. Segue pertanto una sintesi delle
principali difficoltà comuni alle associazioni ed una proposta.
SINTESI
Alcune difficoltà inerenti il rapporto con le istituzioni accomunano la generalità delle OdV impegnate in
ambito socio -sanitario. In particolare:
•
Un vissuto diffuso e molto forte è relativo alla “delega” realizzata dalle Istituzioni (Ospedali, ASL,
organi politico-tecnici), relativamente alla presa in carico dei più deboli. Ciò che dovrebbe essere gestito
direttamente dal pubblico viene spesso trascurato, con la conseguenza che le Organizzazioni di
Volontariato si trovano a sostituire le istituzioni.
•
Le nuove emergenze sociali comportano la costituzione di realtà associazionistiche che come
“meteore”, spesso sono costrette a interrompere il proprio impegno in ragione della “solitudine” in cui si
trovano ad operare. Tale solitudine è conseguenza anche del suddetto vissuto di “delega” per cui la
sofferenza operativa sfocia spesso nella rinuncia.
•
Le Organizzazioni di Volontariato, spesso già costituitesi in Comitati operativi o aggregatesi in
organi di raccordo, evidenziano che è ancora un risultato lontano il reale confronto relativamente ai Piani di
Zona previsti dalla legge 328/00, che costituirebbero invece un buon punto di partenza per l’integrazione
pubblico-privato.
•
Si evidenzia la scarsa attenzione da parte degli EE.LL. alle forme di affidamento/cogestione dei
servizi socioassistenziali insieme alle Organizzazioni di Volontariato, così come invece previsto dalla L.
328/2000. In tal modo si omette l’utilizzo di uno strumento che potrebbe risultare utile ed efficace
soprattutto per i servizi a maggiore dimensione partecipativa e comunitaria.
PROPOSTA
Le difficoltà presentate possono essere superate da una logica reale di programmazione integrata, nella
quale le Organizzazioni di Volontariato realmente hanno un ruolo attivo e riconosciuto.
Consultate e rese partecipi sia in fase di programmazione che di monitoraggio e verifica dell’attuazione
delle politiche sociali, valorizzando il ruolo già riconosciuto a livello europeo e nazionale.
Le Organizzazioni di Volontariato si propongono quindi, avviando le iniziative relative, la costituzione di
osservatori/coordinamenti provinciali e regionali dove il volontariato aggregato possa realmente avere un
ruolo attivo nello sviluppo integrato del territorio ed incidere nella programmazione delle politiche sociali in
raccordo e dialogo con il resto del Terzo Settore, acquisendo la giusta rappresentatività nei rapporti con gli
EE.LL. Nello specifico le OdV afferenti ai tavoli : famiglia, minori, anziani, benessere e beni comuni del DSS
42 che in data 19/12/2009 si sono riunite per elaborare delle proposte specifiche da sottoporre alla
pubblica amministrazione dopo il percorso succitato, hanno individuato come elemento fondamentale la
costituzione di un coordinamento cittadino. Il neocoordinamento, dopo una fase di confronto per aree
tematiche ha condiviso in plenaria le seguenti proposte:
•
•
•
•
stimolare l’approvazione dello statuto comunale;
istituzione di reti interistituzionali di circoscrizione sul modello di quelli già esistenti;
istituzione della casa comune del volontariato;
convenzioni o affidamenti diretti tra enti locali e OdV per i servizi leggeri;
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•
•
•
•
•
Facilitazione e chiarezza delle procedure burocratiche per l’iscrizione al registro regionale del
volontariato legge 22/94 e di protezione civile;
Trasparenza nelle procedure e nella concessione di contributi;
Riforma della legislazione di settore (a titolo esemplificativo L. R. 14/98, Decreto presidenziale
12/2001);
Recepimento delle normative di settore;
Aggiornamento della mappatura completa dei servizi per i settori individuati dalla L. 328.
ALLEGATI:
ALL. 1 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO ANZIANI;
ALL.2 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO FAMIGLIA;
ALL.3 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO BENESSERE;
ALL.4 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO MINORI;
ALL.5 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO BENI COMUNI.
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ALL.1
CONTRIBUTO TAVOLO ANZIANI
VOLONTARIATO E PROMOZIONE SOCIALE PER UN NUOVO AGIRE NEL TERRITORIO
Le Associazioni proponenti di questo progetto avente per titolo gli “anziani, una risorsa”, oggi
presenteranno un opuscolo alla cittadinanza e alle autorità civili, a cui diamo il benvenuto, ringraziandoli
per la loro presenza, nel quale sono riportati i risultati del sondaggio effettuato presso i medici di base e
tramite, anche, l’ascolto di diversi gruppi di anziani.
Prima di proseguire in questa breve relazione, ritengo utile e doveroso ringraziare, per il loro lavoro svolto,
la Coordinatrice dell’intero progetto Dott.ssa Marcella Silvestre; La Dott.ssa Claudia Cincotta che ha
coordinato il piano di ricerca e formulato i quesiti delle interviste e del sondaggio; La psicologa Dott.ssa
Lucia Torre; La Dott.ssa in scienze dell’educazione, Paola Natalìa; La psicologa Dott.ssa Caterina Caravello e
infine la Dott.ssa in Servizi Sociali Arianna Barcia
I motivi che ci hanno spinto a questa iniziativa sono molteplici e partiamo da quelli più semplici ed
elementari.
Abbiamo voluto, prima di tutto, iniziare a raccogliere una serie di testimonianze riguardanti disfunzioni,
liste di attesa e quant’altro potessero fare emergere i reali bisogni delle fasce più deboli.
Queste testimonianze raccolte e impaginate, oggi, li presentiamo alla cittadinanza e ai rappresentanti della
pubblica amministrazione, intendendo dimostrare che il volontariato desidera collaborare e avere un
dialogo permanente con le istituzioni, dando un contributo fattivo affinché si possa arrivare all’evoluzione
dei servizi socio-sanitari, che ancora stentano a decollare.
Per noi è fondamentale cercare di capire i reali problemi degli anziani, le loro difficoltà quotidiane e dal
sondaggio effettuato si è rilevati che i bisogni sociali d’affrontare sono la solitudine, l’isolamento e la
depressione.
Questi tre disturbi sono interiorizzati da parte dell’anziano, come bisogno sanitario e, non avendo nessuna
sponda istituzionale cui appoggiarsi, l’unico interlocutore privilegiato diventa il medico curante, il quale,
non avendo nessuna possibilità di soddisfare i bisogni sociali, li affronta farmacologicamente, generando,
involontariamente, un eccessivo consumo di farmaci.
Tutto questo ci fa capire meglio quale strada bisogna intraprendere per affrontare le cause che
determinano o favoriscono il disagio che portano oltre il limite del giusto consumo dei farmaci.
Riteniamo che gli anziani abbiano bisogno di centri, se il caso distrettuale, socializzanti dove si possano
svolgere attività motorie, laboratorio di lettura, cineforum, televisione, ricamo e cucito, musica e ballo,
educazione alimentare e quant’altro possa risollevare il morale.
Grazie, al Centro di Servizio per il Volontariato, per averci sostenuto moralmente ed economicamente,
mettendoci nella condizione di effettuare il sondaggio dei bisogni, presso le otto circoscrizioni del Comune
di Palermo, e il cui risultato oggi viene offerto alla politica con il fine di suggerire loro i correttivi
d’apportare sia alle politiche pubbliche e alla pubblica amministrazione, in maniera da modificare se è il
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caso il proprio agire decisionale, orientandolo, possibilmente, verso un sistema atto a superare le cause
che generano sia abuso, nel nostro caso, di farmaci che costi sociali.
Per quanto ci riguarda, ci sentiamo soddisfatti di avere messo in risalto obiettivi socialmente rilevanti per la
collettività, in quanto, a nostro avviso, ai suddetti tre disturbi sociali, né le industrie, né la Stato darà mai la
priorità.
Invece, il volontariato, attraverso il sondaggio effettuato si rende complementare nel far rilevare questi tre
bisogni sociali, perseguendo obiettivi che dovrebbero essere competenza dello Stato, il quale per forza di
cose non sempre riesce a perseguire.
L’interrogativo che il volontariato pone è come arrivare al dunque: la politica come intende affrontare la
questione concernente, costi della sanità, ricoveri impropri, ingiustizie, liste di attesa e tutte quelle cose che
rendono disumana la convivenza dei cittadini più deboli.
Il Co.As.An. che ha trovato nel Centro di Servizio per il Volontariato di Palermo, un soggetto che ha
stimolato in noi una passione civile, per la quale ci spinge in iniziative atte a contribuire sia ad una crescita
sociale e culturale dei soggetti più deboli e svantaggiati, che anche all’assunzione di grande senso di
responsabilità dei vari soggetti che ruotano nel mondo del volontariato, il quale, tra l’altro, è formato da
cittadini che intendono partecipare ad una migliore organizzazione della vita sociale e per una crescita civile
della cittadinanza.
Quello su cui vogliamo porre l’accento è che il volontariato non difende interessi economici dei propri soci,
ma delle persone più deboli, non intende essere un tappabuchi, ma un cittadino solidale.
Il Co.as.an. che è un Coordinamento di Associazioni che rappresentano Anziani, il cui intento è quello di
lavorare insieme per il bene comune della collettività, annovera tra i suoi soci:
1) L’A.D.A., che è una associazione di volontariato per i Diritti degli Anziani;
2) L’AGE, Associazione Genitori;
3) L’ALMA, Associazione per la lotta alla malattia di Alzheimer;
4) L’ANCESCAO, Associazione Nazionale Centri Sociali Comitati Anziani e Orti;
5) L’ANTEAS, Associazione Nazionale per la Terza Età attiva;
6) L’ASAIDA, Associazione Sostegno Assistenza Integrata Disabili Anziani;
7) L’AUSER Autogestione Servizi: Associazione di volontariato e di promozione sociale, comprensorio di
Palermo;
8) Il CENTRO ASCOLTO DON ORIONE che è un’associazione di volontariato;
9) Le DONNEUROPEE FEDERCASALINGHE;
10) La FEDER.S.P.EV., Federazione di Sanitari Pensionati e Vedove, Medici, Farmacisti e Veterinari;
11) FIOCCO VERDE, Associazione culturale a carattere volontario.
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Con questa sintetica elencazione delle singole associazioni, vogliamo finire col dire che intendiamo
interloquire con le istituzioni con spirito di reciproca collaborazione sociale per diffondere la cultura della
legalità, del dovere e soprattutto della responsabilità per far prendere coscienza che con la partecipazione
di tutti si potrà ottenere la crescita del bene comune.
Siamo perfettamente convinti che tutti abbiamo bisogno degli altri: del Gruppo, della Comunità, delle
Istituzioni, per una civile convivenza all’interno di una società più evoluta, ma soprattutto per partecipare
insieme, al miglioramento del Sistema in cui tutte le parti hanno relazioni e dipendenza reciproca.
Onde evitare che questo incontro, con i rappresentanti delle Istituzioni, oggi qua presenti, non produca i
risultati da noi auspicati, chiedono sin da ora se ci sono spazi e la volontà di raggiungere gli obiettivi
sopradetti e come si può iniziare a interloquire con Voi.
RingraziandoVi per il tempo che ci avete dedicato sperando che lo possiate investire al meglio nel cammino
del Vostro mandato, finisco l’intervento dicendovi in nome del Co.as.an.
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ALL.2
CONTRIBUTO TAVOLO FAMIGLIA
PREMESSA AL DOCUMENTO
Nel corso dei lavori del Tavolo tematico permanente della famiglia – costituitosi con il supporto del CeSVoP
nel distretto socio-sanitario 42, le organizzazioni di volontariato del settore hanno sentito la necessità di
esplorare la realtà della famiglia nel distretto e hanno progettato una ricerca sociale sociale che
monitorasse la situazione dei servizi rispetto alle reali esigenze presenti sul territorio. In fase di attuazione,
sono stati scelti due quartieri di Palermo (Libertà e Brancaccio-Sperone) e una zona nel territorio di
Monreale (Villaciambra) con lo scopo di rilevare le richieste delle famiglie e l’offerta erogata dai servizi
disponibili (promossi o gestiti dalle amministrazioni e dalle aziende pubbliche, da enti ecclesiastici, dal
volontariato e dalle altre realtà del Terzo settore e del privato sociale).
Le associazioni afferenti sono AGE, CAV e MPV, CERCHI DI VITA, LIBELLULA, GVV, VIVERE DONNA, CUORE
CHE VEDE, ANOLF e sono presenti in uno spaccato della città vario rappresentativo dei territori di
Monreale, Villaciambra, Brancaccio, Corso Tukory, Noce-Perpignano-Zisa, Albergheria ma per lo più
estendono i loro servizi a tutto il territorio cittadino.
ANALISI PROBLEMATICHE E TEMATICHE
•
Mancanza di uffici e servizi pubblici/privati/commerciali/privato sociale (es. farmacie, uffici postali,
asili nido, guardie mediche);
•
Difficoltà di collegamento viario con i servizi pubblici (ASL, consultori, ecc.);
•
Eccesso di richieste per i servizi pubblici
•
Problematiche di accesso ai servizi (ubicazione e orari)
•
Rapporto “popolazione/num. servizi” inadeguato rispetto alla domanda e comunque rispetto agli
standard di legge;
•
Non conoscenza dei servizi (sia pubblici che del privato sociale)
•
Insufficienza dei luoghi di aggregazione nei territori
•
“Solitudine” delle famiglie nelle situazioni critiche (povertà, familiare ammalato, ecc.) per assenza di
ammortizzatori sociali
Richieste specifiche
Rispetto e applicazione della normativa già esistente (L. 22/1994, 328/2000, Legge sui consultori (L.
405/1975)
PROPOSTE
1.
Creazione di servizi sociali di ascolto specifico per le famiglie con apertura h 24 che offrano
segretariato sociale tramite operatori competenti e smistamento ai servizi, riconoscendo alle OdV il giusto
ruolo di polo di ascolto per l’individuazione dei bisogni e delle proposte (almeno nelle fasi della
programmazione e della valutazione);
2.
Mappatura specifica, capillare e completa per territori dei servizi esistenti, aumentando le modalità
di diffusione (non solo cartacea);
3.
OdV come agente di attività produttiva (es. ass. “Libera” di Don Ciotti);
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ALL.3
CONTRIBUTO DALLE ODV AFFERENTI AL TAVOLO BENESSERE
Le Associazioni di volontariato rappresentano una risorsa importante per i cittadini e per il sistema sanitario
regionale che occorre valorizzare e incentivare. Il loro impegno riguarda sia le attività di assistenza, sia la
realizzazione di servizi innovativi sia le attività culturali e socio-educative di promozione della salute. La
collaborazione con l'Assessorato può senz'altro favorire il raggiungimento dell'obiettivo principale che è
quello di contribuire all'accrescimento di consapevolezza nei cittadini riguardo al bene primario “Salute” e
all’uso appropriato dei servizi dell’ istituzione “Sanità”. Le odv operanti in ambito sanitario riscontrano
quotidianamente difficoltà nel rapporto con le istituzioni che costituiscono vincoli oggettivi alla
realizzazione dell’auspicata integrazione socio-sanitaria fra pubblico e privato. L’attribuzione di
responsabilità di questo stato di cose non è certamente argomento di questo incontro e vige in tutti la
consapevolezza che i partners sociali sono sempre parimenti coinvolti nella determinazione dello status
quo. Ciò che ci preme in questa sede è rilevare e segnalare dati di realtà relativi all’operatività delle
organizzazioni e avviare un confronto duraturo nel tempo volto a superare gli ostacoli che intralciano gli iter
diagnostici, terapeutici e organizzativi. Il presente documento nasce dalla volontà di consegnare ai tecnici in
possesso del mandato sociale e istituzionale nonché delle competenze specifiche, le riflessioni e le proposte
maturate negli anni di attività associazionistica a sostegno della salute. Segue pertanto una sintesi delle
principali difficoltà comuni alle associazioni, alla quale vengono allegate le relazioni dettagliate pervenute
da parte delle singole realtà.
SINTESI
Alcune difficoltà inerenti il rapporto con le istituzioni accomunano la generalità delle odv impegnate in
ambito sanitario. In particolare:
1.
Un vissuto diffuso e molto forte è relativo alla delega realizzata ad opera delle istituzioni (ospedali,
ASL, organi politico-tecnici), relativamente al carico di gestione dei malati e dei loro familiari. Ciò che
dovrebbe essere gestito direttamente dal pubblico viene spesso trascurato, con la conseguenza che le odv
se ne fanno carico.
2.
La crescente motivazione presente nella cittadinanza porta alla costituzione di realtà
associazionistiche meteore, spesso costrette a interrompere il proprio impegno in ragione della “solitudine”
in cui si trovano ad operare. Tale solitudine è conseguenza anche del suddetto vissuto di delega per cui la
sofferenza operativa sfocia spesso nella rinuncia.
3.
Le odv segnalano che i previsti Piani di Salute Partecipati stentano a decollare in Sicilia rispetto ad
altre regioni già adeguatesi, con conseguenti ritardi nell’attuazione delle leggi nazionali a tutela del
cittadino malato e a promozione della reale integrazione fra soggetti pubblici e privati.
4.
Le organizzazioni di volontariato, spesso già costituitesi in comitati operativi o aggregatesi in organi
di raccordo, evidenziano che è ancora un risultato lontano il reale confronto relativamente ai Piani di Zona
previsti dalla legge 328/00, che costituirebbero un buon banco di partenza per l’integrazione pubblicoprivato.
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ALL.4
CONTRIBUTO DALLE ODV AFFERENTI AL TAVOLO MINORI
Associazioni presenti al momento della stesura del documento:Associazione AGE; Associazione LA
LIBELLULA; Associazione AGEDO; Associazione SANTA CHIARA.
Tutte le associazioni lavorano a livello locale con minori.
PREMESSA AL DOCUMENTO
I dati della ricerca condotta dall’esperto del Tavolo Minori sulla percezione della diversità rivolta ai ragazzi
che hanno partecipato ai laboratori promossi dalle associazioni, hanno evidenziato la presenza di un senso
di solitudine, povertà affettiva, culturale e valoriale che si traduce in mancanza di appartenenza alla
comunità e atteggiamenti aggressivi, vissuta dalle nuove generazioni che si evince nella risposta principale
di sentirsi “diverso” rispetto a tutto il proprio contesto (io rispetto alla mia famiglia, ai miei amici, ecc).
Da qui si sono sviluppate le proposte che di seguito vengono riportate che mirano a facilitare la costruzione
del senso di comunità nei giovani attraverso strumenti di comunicazione contemporanei prediletti dagli
stessi.
ANALISI DELLE PROBLEMATICHE E TEMATICHE
•
Povertà affettiva dei minori
•
Mancanza del senso di responsabilità genitoriale (il ruolo che si riveste nei confronti del bambino)
•
Povertà valoriale del contesto in cui i minori sono immersi
•
Mancanza di una rete di riferimento nella comunità
•
Quali sono i bisogni degli operatori che lavorano con i minori e chi sono gli interlocutori istituzionali
con cui interfacciarsi? (la risposta al punto seguente).
SINTESI E PROPOSTE
Rilevazione e diffusione dei dati statistici per una lettura profonda e puntuale delle realtà locali
(quartieri del comune di Palermo);
Stimolare i servizi territoriali comunali a promuovere l’ampliamento delle reti inter-istituzionali sul
modello di quelle già esistenti;
Sollecitare gli enti locali per il rispetto dell’erogazione dei finanziamenti a favore delle associazioni
impegnate nello sviluppo del territorio, in quanto questa emergenza economica mette letteralmente in
ginocchio soprattutto le piccole realtà associative presenti nel territorio;
-
Potenziare il Progetto Giovani Palermo:
rendere accessibile internet a quei giovani che insistono nei quartieri svantaggiati attraverso la
realizzazione di postazioni gratuite presso luoghi in cui i giovani ad oggi si aggregano (associazioni già
presenti sul territorio) e attraverso il potenziamento della loro capacità di navigare su internet;
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avvalersi dell’esperienza del volontariato per arricchire le opportunità di incontro dei giovani con il
territorio per promuovere lo sviluppo del senso di comunità (OdV e servizi specifici rivolti ai giovani);
diffondere la mappatura che il P.G. ha realizzato rispetto alla fascia adolescenti con la possibilità di
aggiornarla;
potenziare il servizio di info del P.G. per le esperienze lavorative e formative rivolte ai giovani anche
rispetto al territorio europeo.
PROPOSTE INTERNE CHE IL TAVOLO MINORI SI FA
1) Costituzione di un coordinamento locale, provinciale e regionale delle associazioni che diventi un
soggetto per l’interfaccia e il dialogo con le istituzioni;
2) Realizzazione di una mappa dei servizi aggiornata con quelle preesistenti per la fascia di età (0-18
anni).
3) Realizzare un’indagine conoscitiva sul senso di comunità vissuto degli adolescenti
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ALL.5
CONTRIBUTO DALLE ODV AFFERENTI AL TAVOLO BENI COMUNI
Associazioni presenti al momento della stesura del documento: CONGEAV (Tutela e promozione ambientale
ed azioni di protezione civile); ARCHEOCLUB D’ ITALIA PALERMO (Tutela e promozione beni cultuali ed
ambientali); ASS. LA ROCCA (Tutela e promozione ambientale e attività sociali); ANVAS (Risposta ad
emergenze ed azioni di protezione civile, assistenza e soccorso sanitario);Ospite: Cav e Mpv Monreale e
Federazione Regionale Mpv e CAV di Sicilia.
PROBLEMATICHE/RISCHI INTERNI AL MONDO DEL VOLONTARIATO:
Rischio di perdita dei valori di solidarietà e gratuità del volontariato di protezione civile, rispetto ad
un preoccupante meccanismo di visione dello stesso quale parcheggio illusorio di prima occupazione, tra
l’altro senza sentire un impegno che dovrebbe basarsi sui valori principe dell’azione volontaria, orientata
alla formazione del volontariato.
Banalizzazione del ruolo del volontariato di protezione civile sempre più interessato dalle autorità
ad una distorto e minoritario compito (feste, sagre e manifestazioni d’ogni genere), perdendo così il ruolo
che la normativa nazionale ha riconosciuto a tale fondamentale tassello del sistema centrale di protezione
civile.
Scarsa coscienza dell’importanza di un’ azione comune rispetto contatti singoli Odv con
interlocutore pubblico, fattore da cui scaturiscono rapporti ambigui e poco costruttivi rispetto la crescita
del senso più alto di cittadinanza attiva alla base dell’azione volontaria orientata la benessere comune.
Scarsa coscienza della fondamentale esigenza di formazione del volontariato di protezione civile, il
coordinamento servirebbe anche per trovare un vocabolario comune e condiviso per richieste più forti e
rispondenti alle reali esigenze lette dall’analisi del territorio.
Da tali lacune interne al mondo del volontariato deriva un tentativo di coordinamento di odv di prot. civile
di tipo tecnico col Dipartimento Regionale, poco chiaro, scarsamente partecipato e caratterizzato da
sistemi elettivi non democratici.
Ed un tentativo di costituzione ed avvio di un coordinamento cittadino politico, che dopo un iniziale
cammino, oggi sembra si sia arenato.
PROBLEMATICHE/RISCHI ESTERNI AL MONDO DEL VOLONTARIATO, MA CHE NE RENDONO
PROBLEMATICA L’AZIONE:
Scarsa trasparenza pubblica nella concessione di contributi da parte dell’autorità competente di
protezione civile;
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Complicate ed ambigue procedure burocratiche per l’iscrizione al registro regionale del
volontariato di protezione civile e in generale per l’accesso ai canali di sostegno regionali previsti per il
volontariato.
Non riconoscimento di un ruolo centrale programmatico del volontariato all’interno del sistema di
protezione civile e al sistema di valorizzazione e fruizione dei beni monumentali ed ambientali.
SINTESI
Sostegno del CeSVoP,considerando i limiti del proprio ruolo non rappresentativo, nel convocare il neonato
coordinamento cittadino delle odv di protezione civile.
per valutarne il rilancio facendo un punto sulla reale capacità e voglia di seguire tale percorso partecipato, e
su proposte concrete ed azioni comuni.
RICHIESTE SPECIFICHE DEL TAVOLO DA SOTTOPORRE ALL’ATTENZIONE DEI POLITICI
Facilitazione e chiarezza delle procedure burocratiche per l’iscrizione al registro regionale del
volontariato di protezione civile e in generale per l’accesso ai canali di sostegno regionali previsti per il
volontariato.
-
Trasparenza nelle procedure e nella concessione di contributi.
Riconoscimento di un ruolo centrale programmatico del volontariato all’interno del sistema di
protezione civile e al sistema di valorizzazione e fruizione dei beni monumentali ed ambientali, con
conseguenti azioni di coinvolgimento/collaborazione nell’erogazione di servizi leggeri, con il vantaggio dato
dal volontariato di poter apportare un servizio flessibile e personalizzato, caso esemplificativo di mancanza
servizio pubblico recente inaugurazione riapertura Palazzo Abattelis .
Si sottolinea concetto di servizi leggeri in contrapposizione ad eventuali bandi pubblici di affidamento
servizi strutturati che il mondo del volontariato per propria natura non può portare avanti.
Riforma della legislazione di settore ( a titolo esemplificativo L. R. 14/98, Decreto presidenziale
12/2001).
Recepimento delle normative di settore , si consideri il decreto 5 ottobre 2009 sui dispositivi
lampeggianti.
PROPOSTE DA CONDIVIDERE CON GLI ALTRI TAVOLI TEMATICI
Importante è la nascita di un coordinamento provinciale/regionale delle odv L. 266/91 e protezione civile,
per una risposta olistica alle emergenze locali, nonché il rilancio di un coordinamento cittadino tematico
delle odv che si occupano di protezione civile e beni comuni.
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FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Organizzazione di volontariato
Referente
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Firma
FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Organizzazione di volontariato
Referente
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Firma
FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Organizzazione di volontariato
Referente
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FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Organizzazione di volontariato
Referente
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FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Organizzazione di volontariato
Referente
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FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Organizzazione di volontariato
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FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Organizzazione di volontariato
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FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Organizzazione di volontariato
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FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO
Organizzazione di volontariato
Referente
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