DOCUMENTO PROGRAMMATICO REALIZZATO DALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO DEL DSS 42 PRESENTAZIONE Le Associazioni di volontariato rappresentano una risorsa importante per i cittadini e per il Sistema Socio Sanitario Regionale che occorre valorizzare e incentivare. Il loro impegno riguarda sia le attività di assistenza, sia la realizzazione di servizi innovativi sia le attività culturali e socio-educative di promozione umana nonché di coesione economica e sociale. A tal proposito l’8 luglio 2008 è stata adottata dal Parlamento Europeo la dichiarazione per proclamare il 2011 Anno Europeo del Volontariato. Ciò rappresenta un riconoscimento importante da parte dei Parlamentari Europei all’apporto che il Volontariato realizza sia per favorire il dialogo interculturale che per sostenere la promozione di una cultura della pace. Il Volontariato, infatti, comporta la partecipazione diretta dei cittadini allo sviluppo locale e può così svolgere un ruolo importante nel promuovere la società civile e la democrazia. La collaborazione del Volontariato con gli Enti Locali e con gli altri attori del territorio pertanto è ritenuta fondamentale per favorire il raggiungimento dell'obiettivo principale, ossia contribuire all'accrescimento di consapevolezza nei cittadini del loro essere attivi allo sviluppo sociale. La crescita di una comunità pertanto è la messa in rete di tanti interventi che devono essere sinergici ed integrare risorse e strumenti. Questo è lo spirito della Legge 328/2000, dove assume rilevanza strategica la pianificazione integrata, con il superamento della programmazione settoriale, per intercettare i nuovi e diversi bisogni che derivano dai mutamenti sociali, economici e culturali, nel quale il Volontariato ha un ruolo fondamentale nel riconoscimento e nell’intercettazione delle nuove istanze e nella verifica del soddisfacimento di essi. In realtà le Organizzazioni di Volontariato quotidianamente riscontrano difficoltà nel rapporto con le Istituzioni, che rappresentano vincoli oggettivi alla realizzazione dell’auspicata integrazione socio-sanitaria fra pubblico e privato e sono poco coinvolte nella programmazione delle politiche sociali e di sviluppo. La “sovra-territorialità” comunale realizzata attraverso l’istituzione dei Distretti Socio Sanitari nella regione Sicilia presenta non poche incongruenze. Da una attenta analisi territoriale e sociale, si evince come alcuni Comuni per vicinanza culturale e territoriale dovrebbero avere la possibilità di programmare interventi integrati. Se i distretti tendono a risolvere le esigenze amministrativo-gestionali del territorio da un punto di vista socio-sanitario, non poche invece sono le difficoltà da superare per l’integrazione di identità e servizi relativi a realtà comunali alquanto distanti - talvolta geograficamente - talvolta sul piano dello sviluppo economico e sociale. La scarsa informazione e promozione dei tavoli di concertazione a livello territoriale rappresenta una grossa difficoltà per avviare la costruzione del Welfare Community. La difficoltà nel monitorare e nel verificare l’efficacia e l’efficienza dei servizi programmati rappresenta un permanere ad una logica assistenzialista e di scarso coinvolgimento dei cittadini nei servizi. Ciò che preme è rilevare e segnalare, con questo documento, dati di realtà relativi all’operatività delle Organizzazioni di Volontariato e avviare un confronto duraturo nel tempo volto a superare gli ostacoli che intralciano la reale programmazione partecipata delle Politiche Sociali e di Sviluppo. Il presente documento nasce dalla volontà di presentare, le riflessioni e le proposte maturate negli anni di attività associazionistica a sostegno dello sviluppo sociale. Per un reale confronto è necessario analizzare le difficoltà che le Organizzazioni di Volontariato hanno riscontrato in questi anni di attività per giungere ad 1 una proposta reale di miglioramento e di ottimizzazione delle risorse. Segue pertanto una sintesi delle principali difficoltà comuni alle associazioni ed una proposta. SINTESI Alcune difficoltà inerenti il rapporto con le istituzioni accomunano la generalità delle OdV impegnate in ambito socio -sanitario. In particolare: • Un vissuto diffuso e molto forte è relativo alla “delega” realizzata dalle Istituzioni (Ospedali, ASL, organi politico-tecnici), relativamente alla presa in carico dei più deboli. Ciò che dovrebbe essere gestito direttamente dal pubblico viene spesso trascurato, con la conseguenza che le Organizzazioni di Volontariato si trovano a sostituire le istituzioni. • Le nuove emergenze sociali comportano la costituzione di realtà associazionistiche che come “meteore”, spesso sono costrette a interrompere il proprio impegno in ragione della “solitudine” in cui si trovano ad operare. Tale solitudine è conseguenza anche del suddetto vissuto di “delega” per cui la sofferenza operativa sfocia spesso nella rinuncia. • Le Organizzazioni di Volontariato, spesso già costituitesi in Comitati operativi o aggregatesi in organi di raccordo, evidenziano che è ancora un risultato lontano il reale confronto relativamente ai Piani di Zona previsti dalla legge 328/00, che costituirebbero invece un buon punto di partenza per l’integrazione pubblico-privato. • Si evidenzia la scarsa attenzione da parte degli EE.LL. alle forme di affidamento/cogestione dei servizi socioassistenziali insieme alle Organizzazioni di Volontariato, così come invece previsto dalla L. 328/2000. In tal modo si omette l’utilizzo di uno strumento che potrebbe risultare utile ed efficace soprattutto per i servizi a maggiore dimensione partecipativa e comunitaria. PROPOSTA Le difficoltà presentate possono essere superate da una logica reale di programmazione integrata, nella quale le Organizzazioni di Volontariato realmente hanno un ruolo attivo e riconosciuto. Consultate e rese partecipi sia in fase di programmazione che di monitoraggio e verifica dell’attuazione delle politiche sociali, valorizzando il ruolo già riconosciuto a livello europeo e nazionale. Le Organizzazioni di Volontariato si propongono quindi, avviando le iniziative relative, la costituzione di osservatori/coordinamenti provinciali e regionali dove il volontariato aggregato possa realmente avere un ruolo attivo nello sviluppo integrato del territorio ed incidere nella programmazione delle politiche sociali in raccordo e dialogo con il resto del Terzo Settore, acquisendo la giusta rappresentatività nei rapporti con gli EE.LL. Nello specifico le OdV afferenti ai tavoli : famiglia, minori, anziani, benessere e beni comuni del DSS 42 che in data 19/12/2009 si sono riunite per elaborare delle proposte specifiche da sottoporre alla pubblica amministrazione dopo il percorso succitato, hanno individuato come elemento fondamentale la costituzione di un coordinamento cittadino. Il neocoordinamento, dopo una fase di confronto per aree tematiche ha condiviso in plenaria le seguenti proposte: • • • • stimolare l’approvazione dello statuto comunale; istituzione di reti interistituzionali di circoscrizione sul modello di quelli già esistenti; istituzione della casa comune del volontariato; convenzioni o affidamenti diretti tra enti locali e OdV per i servizi leggeri; 2 • • • • • Facilitazione e chiarezza delle procedure burocratiche per l’iscrizione al registro regionale del volontariato legge 22/94 e di protezione civile; Trasparenza nelle procedure e nella concessione di contributi; Riforma della legislazione di settore (a titolo esemplificativo L. R. 14/98, Decreto presidenziale 12/2001); Recepimento delle normative di settore; Aggiornamento della mappatura completa dei servizi per i settori individuati dalla L. 328. ALLEGATI: ALL. 1 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO ANZIANI; ALL.2 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO FAMIGLIA; ALL.3 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO BENESSERE; ALL.4 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO MINORI; ALL.5 CONTRIBUTO TAVOLO TEMATICO BENI COMUNI. 3 ALL.1 CONTRIBUTO TAVOLO ANZIANI VOLONTARIATO E PROMOZIONE SOCIALE PER UN NUOVO AGIRE NEL TERRITORIO Le Associazioni proponenti di questo progetto avente per titolo gli “anziani, una risorsa”, oggi presenteranno un opuscolo alla cittadinanza e alle autorità civili, a cui diamo il benvenuto, ringraziandoli per la loro presenza, nel quale sono riportati i risultati del sondaggio effettuato presso i medici di base e tramite, anche, l’ascolto di diversi gruppi di anziani. Prima di proseguire in questa breve relazione, ritengo utile e doveroso ringraziare, per il loro lavoro svolto, la Coordinatrice dell’intero progetto Dott.ssa Marcella Silvestre; La Dott.ssa Claudia Cincotta che ha coordinato il piano di ricerca e formulato i quesiti delle interviste e del sondaggio; La psicologa Dott.ssa Lucia Torre; La Dott.ssa in scienze dell’educazione, Paola Natalìa; La psicologa Dott.ssa Caterina Caravello e infine la Dott.ssa in Servizi Sociali Arianna Barcia I motivi che ci hanno spinto a questa iniziativa sono molteplici e partiamo da quelli più semplici ed elementari. Abbiamo voluto, prima di tutto, iniziare a raccogliere una serie di testimonianze riguardanti disfunzioni, liste di attesa e quant’altro potessero fare emergere i reali bisogni delle fasce più deboli. Queste testimonianze raccolte e impaginate, oggi, li presentiamo alla cittadinanza e ai rappresentanti della pubblica amministrazione, intendendo dimostrare che il volontariato desidera collaborare e avere un dialogo permanente con le istituzioni, dando un contributo fattivo affinché si possa arrivare all’evoluzione dei servizi socio-sanitari, che ancora stentano a decollare. Per noi è fondamentale cercare di capire i reali problemi degli anziani, le loro difficoltà quotidiane e dal sondaggio effettuato si è rilevati che i bisogni sociali d’affrontare sono la solitudine, l’isolamento e la depressione. Questi tre disturbi sono interiorizzati da parte dell’anziano, come bisogno sanitario e, non avendo nessuna sponda istituzionale cui appoggiarsi, l’unico interlocutore privilegiato diventa il medico curante, il quale, non avendo nessuna possibilità di soddisfare i bisogni sociali, li affronta farmacologicamente, generando, involontariamente, un eccessivo consumo di farmaci. Tutto questo ci fa capire meglio quale strada bisogna intraprendere per affrontare le cause che determinano o favoriscono il disagio che portano oltre il limite del giusto consumo dei farmaci. Riteniamo che gli anziani abbiano bisogno di centri, se il caso distrettuale, socializzanti dove si possano svolgere attività motorie, laboratorio di lettura, cineforum, televisione, ricamo e cucito, musica e ballo, educazione alimentare e quant’altro possa risollevare il morale. Grazie, al Centro di Servizio per il Volontariato, per averci sostenuto moralmente ed economicamente, mettendoci nella condizione di effettuare il sondaggio dei bisogni, presso le otto circoscrizioni del Comune di Palermo, e il cui risultato oggi viene offerto alla politica con il fine di suggerire loro i correttivi d’apportare sia alle politiche pubbliche e alla pubblica amministrazione, in maniera da modificare se è il 4 caso il proprio agire decisionale, orientandolo, possibilmente, verso un sistema atto a superare le cause che generano sia abuso, nel nostro caso, di farmaci che costi sociali. Per quanto ci riguarda, ci sentiamo soddisfatti di avere messo in risalto obiettivi socialmente rilevanti per la collettività, in quanto, a nostro avviso, ai suddetti tre disturbi sociali, né le industrie, né la Stato darà mai la priorità. Invece, il volontariato, attraverso il sondaggio effettuato si rende complementare nel far rilevare questi tre bisogni sociali, perseguendo obiettivi che dovrebbero essere competenza dello Stato, il quale per forza di cose non sempre riesce a perseguire. L’interrogativo che il volontariato pone è come arrivare al dunque: la politica come intende affrontare la questione concernente, costi della sanità, ricoveri impropri, ingiustizie, liste di attesa e tutte quelle cose che rendono disumana la convivenza dei cittadini più deboli. Il Co.As.An. che ha trovato nel Centro di Servizio per il Volontariato di Palermo, un soggetto che ha stimolato in noi una passione civile, per la quale ci spinge in iniziative atte a contribuire sia ad una crescita sociale e culturale dei soggetti più deboli e svantaggiati, che anche all’assunzione di grande senso di responsabilità dei vari soggetti che ruotano nel mondo del volontariato, il quale, tra l’altro, è formato da cittadini che intendono partecipare ad una migliore organizzazione della vita sociale e per una crescita civile della cittadinanza. Quello su cui vogliamo porre l’accento è che il volontariato non difende interessi economici dei propri soci, ma delle persone più deboli, non intende essere un tappabuchi, ma un cittadino solidale. Il Co.as.an. che è un Coordinamento di Associazioni che rappresentano Anziani, il cui intento è quello di lavorare insieme per il bene comune della collettività, annovera tra i suoi soci: 1) L’A.D.A., che è una associazione di volontariato per i Diritti degli Anziani; 2) L’AGE, Associazione Genitori; 3) L’ALMA, Associazione per la lotta alla malattia di Alzheimer; 4) L’ANCESCAO, Associazione Nazionale Centri Sociali Comitati Anziani e Orti; 5) L’ANTEAS, Associazione Nazionale per la Terza Età attiva; 6) L’ASAIDA, Associazione Sostegno Assistenza Integrata Disabili Anziani; 7) L’AUSER Autogestione Servizi: Associazione di volontariato e di promozione sociale, comprensorio di Palermo; 8) Il CENTRO ASCOLTO DON ORIONE che è un’associazione di volontariato; 9) Le DONNEUROPEE FEDERCASALINGHE; 10) La FEDER.S.P.EV., Federazione di Sanitari Pensionati e Vedove, Medici, Farmacisti e Veterinari; 11) FIOCCO VERDE, Associazione culturale a carattere volontario. 5 Con questa sintetica elencazione delle singole associazioni, vogliamo finire col dire che intendiamo interloquire con le istituzioni con spirito di reciproca collaborazione sociale per diffondere la cultura della legalità, del dovere e soprattutto della responsabilità per far prendere coscienza che con la partecipazione di tutti si potrà ottenere la crescita del bene comune. Siamo perfettamente convinti che tutti abbiamo bisogno degli altri: del Gruppo, della Comunità, delle Istituzioni, per una civile convivenza all’interno di una società più evoluta, ma soprattutto per partecipare insieme, al miglioramento del Sistema in cui tutte le parti hanno relazioni e dipendenza reciproca. Onde evitare che questo incontro, con i rappresentanti delle Istituzioni, oggi qua presenti, non produca i risultati da noi auspicati, chiedono sin da ora se ci sono spazi e la volontà di raggiungere gli obiettivi sopradetti e come si può iniziare a interloquire con Voi. RingraziandoVi per il tempo che ci avete dedicato sperando che lo possiate investire al meglio nel cammino del Vostro mandato, finisco l’intervento dicendovi in nome del Co.as.an. 6 ALL.2 CONTRIBUTO TAVOLO FAMIGLIA PREMESSA AL DOCUMENTO Nel corso dei lavori del Tavolo tematico permanente della famiglia – costituitosi con il supporto del CeSVoP nel distretto socio-sanitario 42, le organizzazioni di volontariato del settore hanno sentito la necessità di esplorare la realtà della famiglia nel distretto e hanno progettato una ricerca sociale sociale che monitorasse la situazione dei servizi rispetto alle reali esigenze presenti sul territorio. In fase di attuazione, sono stati scelti due quartieri di Palermo (Libertà e Brancaccio-Sperone) e una zona nel territorio di Monreale (Villaciambra) con lo scopo di rilevare le richieste delle famiglie e l’offerta erogata dai servizi disponibili (promossi o gestiti dalle amministrazioni e dalle aziende pubbliche, da enti ecclesiastici, dal volontariato e dalle altre realtà del Terzo settore e del privato sociale). Le associazioni afferenti sono AGE, CAV e MPV, CERCHI DI VITA, LIBELLULA, GVV, VIVERE DONNA, CUORE CHE VEDE, ANOLF e sono presenti in uno spaccato della città vario rappresentativo dei territori di Monreale, Villaciambra, Brancaccio, Corso Tukory, Noce-Perpignano-Zisa, Albergheria ma per lo più estendono i loro servizi a tutto il territorio cittadino. ANALISI PROBLEMATICHE E TEMATICHE • Mancanza di uffici e servizi pubblici/privati/commerciali/privato sociale (es. farmacie, uffici postali, asili nido, guardie mediche); • Difficoltà di collegamento viario con i servizi pubblici (ASL, consultori, ecc.); • Eccesso di richieste per i servizi pubblici • Problematiche di accesso ai servizi (ubicazione e orari) • Rapporto “popolazione/num. servizi” inadeguato rispetto alla domanda e comunque rispetto agli standard di legge; • Non conoscenza dei servizi (sia pubblici che del privato sociale) • Insufficienza dei luoghi di aggregazione nei territori • “Solitudine” delle famiglie nelle situazioni critiche (povertà, familiare ammalato, ecc.) per assenza di ammortizzatori sociali Richieste specifiche Rispetto e applicazione della normativa già esistente (L. 22/1994, 328/2000, Legge sui consultori (L. 405/1975) PROPOSTE 1. Creazione di servizi sociali di ascolto specifico per le famiglie con apertura h 24 che offrano segretariato sociale tramite operatori competenti e smistamento ai servizi, riconoscendo alle OdV il giusto ruolo di polo di ascolto per l’individuazione dei bisogni e delle proposte (almeno nelle fasi della programmazione e della valutazione); 2. Mappatura specifica, capillare e completa per territori dei servizi esistenti, aumentando le modalità di diffusione (non solo cartacea); 3. OdV come agente di attività produttiva (es. ass. “Libera” di Don Ciotti); 7 ALL.3 CONTRIBUTO DALLE ODV AFFERENTI AL TAVOLO BENESSERE Le Associazioni di volontariato rappresentano una risorsa importante per i cittadini e per il sistema sanitario regionale che occorre valorizzare e incentivare. Il loro impegno riguarda sia le attività di assistenza, sia la realizzazione di servizi innovativi sia le attività culturali e socio-educative di promozione della salute. La collaborazione con l'Assessorato può senz'altro favorire il raggiungimento dell'obiettivo principale che è quello di contribuire all'accrescimento di consapevolezza nei cittadini riguardo al bene primario “Salute” e all’uso appropriato dei servizi dell’ istituzione “Sanità”. Le odv operanti in ambito sanitario riscontrano quotidianamente difficoltà nel rapporto con le istituzioni che costituiscono vincoli oggettivi alla realizzazione dell’auspicata integrazione socio-sanitaria fra pubblico e privato. L’attribuzione di responsabilità di questo stato di cose non è certamente argomento di questo incontro e vige in tutti la consapevolezza che i partners sociali sono sempre parimenti coinvolti nella determinazione dello status quo. Ciò che ci preme in questa sede è rilevare e segnalare dati di realtà relativi all’operatività delle organizzazioni e avviare un confronto duraturo nel tempo volto a superare gli ostacoli che intralciano gli iter diagnostici, terapeutici e organizzativi. Il presente documento nasce dalla volontà di consegnare ai tecnici in possesso del mandato sociale e istituzionale nonché delle competenze specifiche, le riflessioni e le proposte maturate negli anni di attività associazionistica a sostegno della salute. Segue pertanto una sintesi delle principali difficoltà comuni alle associazioni, alla quale vengono allegate le relazioni dettagliate pervenute da parte delle singole realtà. SINTESI Alcune difficoltà inerenti il rapporto con le istituzioni accomunano la generalità delle odv impegnate in ambito sanitario. In particolare: 1. Un vissuto diffuso e molto forte è relativo alla delega realizzata ad opera delle istituzioni (ospedali, ASL, organi politico-tecnici), relativamente al carico di gestione dei malati e dei loro familiari. Ciò che dovrebbe essere gestito direttamente dal pubblico viene spesso trascurato, con la conseguenza che le odv se ne fanno carico. 2. La crescente motivazione presente nella cittadinanza porta alla costituzione di realtà associazionistiche meteore, spesso costrette a interrompere il proprio impegno in ragione della “solitudine” in cui si trovano ad operare. Tale solitudine è conseguenza anche del suddetto vissuto di delega per cui la sofferenza operativa sfocia spesso nella rinuncia. 3. Le odv segnalano che i previsti Piani di Salute Partecipati stentano a decollare in Sicilia rispetto ad altre regioni già adeguatesi, con conseguenti ritardi nell’attuazione delle leggi nazionali a tutela del cittadino malato e a promozione della reale integrazione fra soggetti pubblici e privati. 4. Le organizzazioni di volontariato, spesso già costituitesi in comitati operativi o aggregatesi in organi di raccordo, evidenziano che è ancora un risultato lontano il reale confronto relativamente ai Piani di Zona previsti dalla legge 328/00, che costituirebbero un buon banco di partenza per l’integrazione pubblicoprivato. 8 ALL.4 CONTRIBUTO DALLE ODV AFFERENTI AL TAVOLO MINORI Associazioni presenti al momento della stesura del documento:Associazione AGE; Associazione LA LIBELLULA; Associazione AGEDO; Associazione SANTA CHIARA. Tutte le associazioni lavorano a livello locale con minori. PREMESSA AL DOCUMENTO I dati della ricerca condotta dall’esperto del Tavolo Minori sulla percezione della diversità rivolta ai ragazzi che hanno partecipato ai laboratori promossi dalle associazioni, hanno evidenziato la presenza di un senso di solitudine, povertà affettiva, culturale e valoriale che si traduce in mancanza di appartenenza alla comunità e atteggiamenti aggressivi, vissuta dalle nuove generazioni che si evince nella risposta principale di sentirsi “diverso” rispetto a tutto il proprio contesto (io rispetto alla mia famiglia, ai miei amici, ecc). Da qui si sono sviluppate le proposte che di seguito vengono riportate che mirano a facilitare la costruzione del senso di comunità nei giovani attraverso strumenti di comunicazione contemporanei prediletti dagli stessi. ANALISI DELLE PROBLEMATICHE E TEMATICHE • Povertà affettiva dei minori • Mancanza del senso di responsabilità genitoriale (il ruolo che si riveste nei confronti del bambino) • Povertà valoriale del contesto in cui i minori sono immersi • Mancanza di una rete di riferimento nella comunità • Quali sono i bisogni degli operatori che lavorano con i minori e chi sono gli interlocutori istituzionali con cui interfacciarsi? (la risposta al punto seguente). SINTESI E PROPOSTE Rilevazione e diffusione dei dati statistici per una lettura profonda e puntuale delle realtà locali (quartieri del comune di Palermo); Stimolare i servizi territoriali comunali a promuovere l’ampliamento delle reti inter-istituzionali sul modello di quelle già esistenti; Sollecitare gli enti locali per il rispetto dell’erogazione dei finanziamenti a favore delle associazioni impegnate nello sviluppo del territorio, in quanto questa emergenza economica mette letteralmente in ginocchio soprattutto le piccole realtà associative presenti nel territorio; - Potenziare il Progetto Giovani Palermo: rendere accessibile internet a quei giovani che insistono nei quartieri svantaggiati attraverso la realizzazione di postazioni gratuite presso luoghi in cui i giovani ad oggi si aggregano (associazioni già presenti sul territorio) e attraverso il potenziamento della loro capacità di navigare su internet; 9 avvalersi dell’esperienza del volontariato per arricchire le opportunità di incontro dei giovani con il territorio per promuovere lo sviluppo del senso di comunità (OdV e servizi specifici rivolti ai giovani); diffondere la mappatura che il P.G. ha realizzato rispetto alla fascia adolescenti con la possibilità di aggiornarla; potenziare il servizio di info del P.G. per le esperienze lavorative e formative rivolte ai giovani anche rispetto al territorio europeo. PROPOSTE INTERNE CHE IL TAVOLO MINORI SI FA 1) Costituzione di un coordinamento locale, provinciale e regionale delle associazioni che diventi un soggetto per l’interfaccia e il dialogo con le istituzioni; 2) Realizzazione di una mappa dei servizi aggiornata con quelle preesistenti per la fascia di età (0-18 anni). 3) Realizzare un’indagine conoscitiva sul senso di comunità vissuto degli adolescenti 10 ALL.5 CONTRIBUTO DALLE ODV AFFERENTI AL TAVOLO BENI COMUNI Associazioni presenti al momento della stesura del documento: CONGEAV (Tutela e promozione ambientale ed azioni di protezione civile); ARCHEOCLUB D’ ITALIA PALERMO (Tutela e promozione beni cultuali ed ambientali); ASS. LA ROCCA (Tutela e promozione ambientale e attività sociali); ANVAS (Risposta ad emergenze ed azioni di protezione civile, assistenza e soccorso sanitario);Ospite: Cav e Mpv Monreale e Federazione Regionale Mpv e CAV di Sicilia. PROBLEMATICHE/RISCHI INTERNI AL MONDO DEL VOLONTARIATO: Rischio di perdita dei valori di solidarietà e gratuità del volontariato di protezione civile, rispetto ad un preoccupante meccanismo di visione dello stesso quale parcheggio illusorio di prima occupazione, tra l’altro senza sentire un impegno che dovrebbe basarsi sui valori principe dell’azione volontaria, orientata alla formazione del volontariato. Banalizzazione del ruolo del volontariato di protezione civile sempre più interessato dalle autorità ad una distorto e minoritario compito (feste, sagre e manifestazioni d’ogni genere), perdendo così il ruolo che la normativa nazionale ha riconosciuto a tale fondamentale tassello del sistema centrale di protezione civile. Scarsa coscienza dell’importanza di un’ azione comune rispetto contatti singoli Odv con interlocutore pubblico, fattore da cui scaturiscono rapporti ambigui e poco costruttivi rispetto la crescita del senso più alto di cittadinanza attiva alla base dell’azione volontaria orientata la benessere comune. Scarsa coscienza della fondamentale esigenza di formazione del volontariato di protezione civile, il coordinamento servirebbe anche per trovare un vocabolario comune e condiviso per richieste più forti e rispondenti alle reali esigenze lette dall’analisi del territorio. Da tali lacune interne al mondo del volontariato deriva un tentativo di coordinamento di odv di prot. civile di tipo tecnico col Dipartimento Regionale, poco chiaro, scarsamente partecipato e caratterizzato da sistemi elettivi non democratici. Ed un tentativo di costituzione ed avvio di un coordinamento cittadino politico, che dopo un iniziale cammino, oggi sembra si sia arenato. PROBLEMATICHE/RISCHI ESTERNI AL MONDO DEL VOLONTARIATO, MA CHE NE RENDONO PROBLEMATICA L’AZIONE: Scarsa trasparenza pubblica nella concessione di contributi da parte dell’autorità competente di protezione civile; 11 Complicate ed ambigue procedure burocratiche per l’iscrizione al registro regionale del volontariato di protezione civile e in generale per l’accesso ai canali di sostegno regionali previsti per il volontariato. Non riconoscimento di un ruolo centrale programmatico del volontariato all’interno del sistema di protezione civile e al sistema di valorizzazione e fruizione dei beni monumentali ed ambientali. SINTESI Sostegno del CeSVoP,considerando i limiti del proprio ruolo non rappresentativo, nel convocare il neonato coordinamento cittadino delle odv di protezione civile. per valutarne il rilancio facendo un punto sulla reale capacità e voglia di seguire tale percorso partecipato, e su proposte concrete ed azioni comuni. RICHIESTE SPECIFICHE DEL TAVOLO DA SOTTOPORRE ALL’ATTENZIONE DEI POLITICI Facilitazione e chiarezza delle procedure burocratiche per l’iscrizione al registro regionale del volontariato di protezione civile e in generale per l’accesso ai canali di sostegno regionali previsti per il volontariato. - Trasparenza nelle procedure e nella concessione di contributi. Riconoscimento di un ruolo centrale programmatico del volontariato all’interno del sistema di protezione civile e al sistema di valorizzazione e fruizione dei beni monumentali ed ambientali, con conseguenti azioni di coinvolgimento/collaborazione nell’erogazione di servizi leggeri, con il vantaggio dato dal volontariato di poter apportare un servizio flessibile e personalizzato, caso esemplificativo di mancanza servizio pubblico recente inaugurazione riapertura Palazzo Abattelis . Si sottolinea concetto di servizi leggeri in contrapposizione ad eventuali bandi pubblici di affidamento servizi strutturati che il mondo del volontariato per propria natura non può portare avanti. Riforma della legislazione di settore ( a titolo esemplificativo L. R. 14/98, Decreto presidenziale 12/2001). Recepimento delle normative di settore , si consideri il decreto 5 ottobre 2009 sui dispositivi lampeggianti. PROPOSTE DA CONDIVIDERE CON GLI ALTRI TAVOLI TEMATICI Importante è la nascita di un coordinamento provinciale/regionale delle odv L. 266/91 e protezione civile, per una risposta olistica alle emergenze locali, nonché il rilancio di un coordinamento cittadino tematico delle odv che si occupano di protezione civile e beni comuni. 12 FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Organizzazione di volontariato Referente 13 Firma FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Organizzazione di volontariato Referente 14 Firma FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Organizzazione di volontariato Referente 15 Firma FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Organizzazione di volontariato Referente 16 Firma FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Organizzazione di volontariato Referente 17 Firma FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Organizzazione di volontariato Referente 18 Firma FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Organizzazione di volontariato Referente 19 Firma FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Organizzazione di volontariato Referente 20 Firma FIRME DEI REFERENTI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Organizzazione di volontariato Referente 21 Firma