(Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: COMUNE DI BRESCIA 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NZ00351 Regione Lombardia 3 CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Assistenza – 01 (anziani) 6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: Il Comune di Brescia conta 194.464 abitanti al 31.12.2008. In linea con la realtà italiana si è assistito al progressivo invecchiamento della popolazione; questo fenomeno, con particolare riferimento all’aumentare dei “grandi vecchi” determina l’ampliamento della richiesta di servizi legati alla compromissione dell’autosufficienza. Da sottolineare che l’indice di vecchiaia di Brescia è superiore di ben 34,4 punti rispetto alla media nazionale. Un altro fenomeno da evidenziare è la presenza di 14.564 anziani ultrasessantacinquenni soli, pari a circa il 30% della popolazione anziana, che rappresenta un indicatore di fragilità. A ciò si aggiunge la progressiva riduzione dell’ampiezza delle reti familiari: il numero di componenti medi per famiglia è di 2,2 unità. La riduzione della rete familiare e l’aumento della popolazione anziana ha prodotto una maggiore richiesta ed intensità dei bisogni di cura domiciliare, semi residenziali e residenziale con una grossa pressione economica sulla famiglia e sulla finanza pubblica. (dati Istat al 31.12.2008). Analisi del trend di crescita della popolazione dal 2000 al 20091 (dati al 30.09.2009 dell’Ufficio di Diffusione Statistica del Comune di Brescia). Nel corso del periodo 2000-2008, la popolazione anziana residente a Brescia è sostanzialmente rimasta invariata, passando dalle 58.283 unità (2000) alle 57.858 (2008), evidenziando un decremento di 425 unità (- 0,7%). Nel corso del 2009, la popolazione anziana ha registrato una leggera crescita (+415 unità, +0,7%) rispetto all’anno precedente, raggiungendo a fine settembre le 58.273 unità (Tab. 1, Graf. 1) Tab.1 – La popolazione anziana residente a Brescia dal 2000 al 2009. Distribuzione per classi d’età Anno 2000 2003 2006 2008 2009 60-64 13009 12990 11923 12343 12364 65-69 12653 11843 12456 12075 11874 70-74 11920 10627 10366 10853 11091 75-79 9973 8532 9242 9237 9268 80-84 5297 5931 6898 7098 7219 85-89 3816 2995 3444 4277 4569 90-94 95-99 100 E+ TOTALE 58283 1346 248 21 54610 1391 280 21 56362 1566 410 57 57858 1442 471 62 58273 1330 491 67 Grafico 1 – Trend di crescita della popolazione anziana residente a Brescia (2000-2009) 59000 58000 58283 58273 57858 57000 56362 56000 55000 54610 54000 53000 52000 2000 2003 2006 2008 2009 1. La popolazione over 75 Il decremento sopra evidenziato non ha riguardato la popolazione ultra 75 che invece ha evidenziato un costante incremento nel corso dell’intero periodo osservato, passando dalle 20.701 unità nel 2000 alle 22.944 unità (Tab. 2, Graf. 2) a fine settembre 2009 (incremento + 2.243 unità, pari a + 10,8%). Tab. 2 – La popolazione over 75 residente a Brescia dal 2000 al 2009. Distribuzione per classi d’età Anno 2000 2003 2006 2008 2009 75-79 9973 8532 9242 9237 9268 80-84 5297 5931 6898 7098 7219 85-89 3816 2995 3444 4277 4569 90-94 1346 1391 1566 1442 1330 95-99 248 280 410 471 491 Totale 100 e+ over 75 20701 21 19150 21 21617 57 22587 62 22944 67 Tot. pop. anziana 58283 54610 56362 57858 58273 % di riga >75 sul Tot. pop. anziana 35,5 35,1 38,4 39,0 39,4 Nel corso del periodo considerato, la fascia della popolazione over 75 ha acquisito un’incidenza sempre più crescente, passando dal rappresentare il 35,5% nel 2000 al 39,4% a fine settembre 2009. Se osserviamo la popolazione ultraottantenne, si registra un incremento più netto di quello evidenziato nella popolazione over 75. Come evidenzia il Graf. 2, gli anziani over 80 sono passati dalle 10.728 unità nel 2000 alle 13.676 a fine settembre 2009 (incremento + 2.948, +27%). Graf. 2 – Trend di crescita della popolazione over 80 residente a Brescia (2000 – 2009) 16000 14000 13350 10000 13676 12375 12000 10728 10618 8000 6000 4000 2000 0 2000 2003 2006 2008 2009 2. Uno sguardo alle 5 circoscrizioni cittadine Nell’ambito del territorio cittadino, a fine settembre 2009 la circoscrizione più popolata da persone anziane era la NORD (14.325, pari al 24,6% sul totale), seguita dalla SUD (12.872, pari al 22,1% sul totale), dalla OVEST (12049, pari al 20,7% sul totale), dalla CENTRO (11.385, pari al 19,5% sul totale) e, infine, dalla EST (7.642, pari al 13,1% sul totale). (Tab.34) Tab. 3 – Incidenza della popolazione anziana residente nelle singole circoscrizioni sul totale. Anni 2000-2009 Circ. 2000 Nord 13058 Centro 18245 Sud 11982 Ovest 9750 Est 5248 Totale 58283 % di colonna 22,4 31,3 20,6 16,7 9,0 100,0 2003 13422 12236 12345 10835 5772 54610 % di colonna 24,6 22,4 22,6 19,8 10,6 100,0 2006 13950 11863 12871 11244 6434 56362 % di colonna 24,8 21,1 22,8 19,9 2008 14282 11337 12755 11986 11,4 100,0 7498 57858 % di colonna 24,7 19,6 % di colonna 24,6 2009 14325 19,5 11385 22,0 22,1 12872 20,7 20,7 12049 13,0 13,1 7642 100,0 58273 100,0 Come si può notare, nel periodo 2000-2009 tutte le circoscrizioni hanno registrato un incremento della popolazione anziana, tranne la Centro che ha subito un decremento sostanziale pari a 6.860 unità (- 37,6%). (Tab. 4, Graf. 3) Tab. 4 – La popolazione anziana residente nelle circoscrizioni cittadine dal 2000 al 2009. Incremento 2008-2009 e 2000-2009 Circ. Nord Centro Sud Ovest Est Totale 2000 13058 18245 11982 9750 5248 58283 2003 13422 12236 12345 10835 5772 54610 2006 13950 11863 12871 11244 6434 56362 2008 14282 11337 12755 11986 7498 57858 2009 14325 11385 12872 12049 7642 58273 Increm. v.a. 2000-09 Increm. % 2000-09 Increm. v.a. 2008-09 Increm. % 2008-09 + 1.267 - 6.860 + 890 + 2.299 + 2.394 - 10 + 9,7 - 37,6 + 7,4 + 23,5 + 45,6 - 0,02 + 43 + 48 + 117 + 63 + 144 + 415 + 0,3 + 0,4 + 0,9 + 0,5 + 1,9 + 0,7 Nel corso del decennio in esame, la circoscrizione che ha acquisito un maggior numero di residenti anziani è stata la circ. Est (+2.394 unità, +45,6%), seguita dalla circ. Ovest (+2.299 unità, +23,3%), dalla Nord (+ 1.267 unità, +9,7%) e, infine, dalla circ. Sud (+ 890 unità, + 7,4%). L’organizzazione dei Servizi Per far fronte ai fenomeni rilevati, il Comune ha attrezzato un’offerta per gli anziani molto articolata, organizzata secondo un modello “a rete” e finalizzata alle esigenze generali di sostegno dell’autonomia della persona. Tale organizzazione dei servizi vuole essere coerente con l’obiettivo di garantire una elevata qualità di vita all’anziano in stato di bisogno, garantendo, nei limiti del possibile, la sua permanenza nell’abituale contesto familiare, sociale ed ambientale. In quest’ottica i principali servizi domiciliari risultano essere: √ √ √ √ il servizio di assistenza domiciliare (SAD) con le sue attività di cura della casa, cura ed igiene della persona. Il SAD è un servizio complesso deputato a promuovere la domiciliarità e ad integrarsi con i diversi caregivers che a vario titolo intervengono sul caso. Nel corso degli anni il servizio si è rivolto sempre più a persone non autosufficienti che presentano difficoltà a permanere nel proprio nucleo familiare senza aiuto; fondamentale quindi è la collaborazione con l’Asl, in particolare con l’Unità di Continuità Assistenziale Multidimensionale (UCAM), che fornisce il proprio intervento infermieristico a domicilio; il servizio di telesoccorso; altri interventi a sostegno del mantenimento della persona presso il domicilio (pasti a domicilio, lavanderia ecc.); l’erogazione di contributi economici a sostegno delle famiglie per l’affido dell’anziano. Si tratta di un sostegno economico destinato a famiglie che mantengono l’anziano non autosufficiente nel proprio contesto, svolgendo in prima persona le prestazioni socio assistenziali. E’ un beneficio automatico erogato in base al reddito. Altre forme di sostegno economico vengono erogate, inoltre, a chi garantisce l’assistenza al familiare anziano non autosufficiente attraverso l’ausilio della “badante”. Inoltre vi sono servizi sostitutivi al contesto di vita dell’anziano quali centri diurni integrati, comunità alloggio, mini alloggi protetti, residenze sanitarie assistenziali, nonché servizi a carattere preventivo (centri diurni) a forte contenuto di socializzazione. L’organizzazione dei servizi sopraccitati è imperniata sui centri sociali quali sedi decentrate dei servizi sociali. I centri sociali si identificano come luoghi privilegiati a cui i cittadini fanno riferimento per trovare risposte adeguate ai loro bisogni spesso complessi, in una prospettiva di aiutare la comunità territoriale a tessere nuovi legami di socialità, intercettare il bisogno prima che diventi emergenza, sostenere le vecchie e nuove fragilità. Rappresentano le strutture principali dedicate all’accoglienza e all’orientamento del cittadino in condizione di difficoltà. Sono ubicati in ciascuna circoscrizione cittadina e, in seguito alla riduzione delle circoscrizioni da 9 a 5, anche i centri sociali subiranno nel breve periodo il medesimo accorpamento. Nei centri sociali sono presenti i servizi rivolti a: √ anziani √ disabilità-emarginazione grave √ minori. In essi operano Assistenti Sociali responsabili della rete dei servizi per anziani (coordinamento decentrato di assistenza domiciliare, centri diurni, centri aperti, alloggi protetti), Assistenti Sociali responsabili di caso, personale amministrativo e ausiliari socioassistenziali (addetti all’assistenza domiciliare). Il Centro Sociale è organizzato per fornire un aiuto attraverso la consulenza, l’informazione e, se necessario, l’attivazione di prestazioni o servizi adeguati ai bisogni del cittadino. Il Territorio viene ad assumere il significato di contesto ambientale specifico che può divenire ambito privilegiato e destinatario in quanto tale di un intervento, con valenza soprattutto preventiva. Inoltre è considerato come luogo di produzione di risorse, di potenzialità, di disponibilità e capacità da parte della popolazione di farsi carico dei problemi; non solo consumatore d’offerta ma luogo ricco della presenza di soggetti in grado di identificare ed assumere problemi e bisogni, dare origine ad esperienze di intervento e produrre saperi e competenze. L’impiego di volontari in servizio civile nazionale consentirebbe di incrementare i bisogni espressi dalla popolazione anziana in stato di fragilità potenziando il PROGETTO DI BUON VICINATO E ANAGRAFE DELLA FRAGILITA’. Tale progetto (attivo da giugno 2004) ha come destinatari elettivi gli anziani fragili maggiori di 75 anni senza figli residenti a Brescia. Si articola nell’analisi e monitoraggio, da parte delle 100 associazioni di volontariato aderenti al progetto, della popolazione anziana fragile target, per verificarne le necessità e per avviare un’azione di supporto. Il progetto trae la sua forza dalla stretta collaborazione delle diverse realtà (medici di base, servizi sociali comunali, associazioni di volontariato e protezione civile), ma si mantiene in vita grazie al lavoro capillare dei volontari che operano a livello di quartiere e circoscrizione. L’opera dei volontari si è qualificata in primo luogo nei contatti (diretti/indiretti) di tutte le persone presenti nell’elenco degli anziani loro assegnato, affinché attivassero interventi di monitoraggio delle situazioni a rischio, quali “sentinelle di quartiere” in affiancamento ai servizi sociali territoriali e all’ASL. Il progetto si è in seguito arricchito con i dati pervenuti dall’ASL, che ha fornito (su indicazione dei medici di base) una banca dati di soggetti a rischio sanitario, che è stata incrociata a sua volta con quella del settore servizi sociali e con il dato anagrafico. Inoltre i volontari hanno provveduto a compilare due schede (scheda contatto e scheda intervento), che raccolgono informazioni circa l’autonomia della persona e la sua capacità di relazionarsi con l’esterno e di disporre di aiuti e protezioni. L’elaborazione dei dati ha consentito di classificare gli anziani in base a “semafori di fragilità”, di effettuare una fotografia delle diverse classi di rischio presenti sul territorio e di individuare il fabbisogno distinto per quartieri. Nel corso del biennio 2008-2009 il progetto ha avuto un ulteriore sviluppo: è stato introdotto un nuovo sistema di “scrematura” dei soggetti veramente fragili, che necessitano di una forte protezione da parte dei volontari. Sono stati individuati dei criteri di valutazione tesi a definire i rischi di isolamento socio familiare indipendentemente dalla classe semaforica di appartenenza. Ciò consente di selezionare la popolazione anziana che presenta un bisogno di protezione e monitoraggio di tipo continuativo. Questo progetto è rappresentativo del ruolo del Comune di valorizzare la comunità locale nel suo ruolo promozionale, solidaristico e di prossimità. Destinatari: Anziani “fragili” della città. Beneficiari: rete familiare, quartiere, associazioni di volontariato e non da ultimo la rete dei servizi sociali e sanitari che hanno la possibilità di intercettare tempestivamente i bisogni dell’anziano, in modo da evitare interventi di natura “riparativa” dettati dall’urgenza. 7) Obiettivi del progetto: Il Comune di Brescia intende proseguire con il servizio di vigilanza attiva, su parte del territorio cittadino, traendo spunto dall’esperienza del Custode socio-sanitario. Tale modello, che è in fase di sperimentazione dal gennaio 2010 grazie all’assegnazione al Comune di Brescia di 2 volontari del servizio civile nazionale, si propone di fornire assistenza agli anziani fragili nonchè di prendersi cura dei bisogni della comunità le cui reti di aiuto sociali, socio-sanitarie e sanitarie, formali e informali vengono attivate con l’obiettivo di fornire risposte tempestive alle persone che necessitano di protezione. Il progetto ha dunque la finalità di intercettare sul territorio i bisogni espressi (e soprattutto quelli inespressi) della popolazione anziana in stato di fragilità, “in un continuum” con quanto già sperimentato dall“Anagrafe della fragilità e buon vicinato”. Sono state quindi previste presso alcuni quartieri periferici e nel centro storico, 4 postazioni di “portierato sociale” che fanno capo alle 4 Assistenti Sociali responsabili dei servizi territoriali, denominate “custodi sociali”. Le 4 postazioni di portierato sociale trovano ospitalità presso i Centri Sociali della Circoscrizione Nord, della Circoscrizione Centro, della Circoscrizione Est e della Circoscrizione Ovest. Il portierato sociale è gestito da volontari di associazioni di volontariato (che con il Comune di Brescia hanno contribuito alla realizzazione del progetto “Anagrafe della fragilità e buon vicinato”), in collaborazione con le assistenti sociali coordinatrici del servizio anziani territoriale e i giovani del servizio civile nazionale. Ogni postazione svolge un’attenta e sistematica azione di identificazione e monitoraggio dei bisogni, della criticità e di sorveglianza delle situazioni a rischio degli anziani destinatari del progetto. Modello organizzativo POPOLAZIONE ANZIANA PORTIERE SOCIALE VOLONTARI SCN CUSTODE SOCIO-SANITARIO VOLONTARI RETE SERVIZI L’ambizione è quella di creare una comunità solidale ed attenta per favorire la diffusione di un welfare comunitario che stabilisca legami, con e fra i cittadini e supporti gli interventi previsti dalla rete istituzionale. Indicatori (a titolo esemplificativo): 1. Accrescere il tempo dedicato alla cura e alla relazione con l’anziano incrementando le visite domiciliari, le iniziative estemporanee, piccole commissioni o gli accompagnamenti; 2. Migliorare la qualità dell’informazione rivolta alla cittadinanza anziana e in particolare agli anziani “fragili”; 3. Accrescere i contatti e le collaborazioni con le realtà presenti nel territorio in cui vive l’anziano; 4. Favorire la conoscenza tempestiva di situazioni potenzialmente a rischio e fornire interventi che prevengano il degenerare delle stesse. 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Il progetto si propone di realizzare un servizio di vigilanza attiva sul territorio rivolto ad anziani fragili attraverso le proprie 4 postazioni di “portierato sociale” in collaborazione con le associazioni sottoelencate: Centri Sociali Individuati per il portierato sociale Associazione che collabora al progetto CENTRO SOCIALE CIRCOSCRIZIONE NORD ASSOCIAZIONE CAMMINANDO INSIEME ASSOCIAZIONE INSIEME NELLA TERZA ETA’ ASSOCIAZIONE 6 ... IN COMPAGNIA CENTRO SOCIALE CIRCOSCRIZIONE OVEST CENTRO SOCIALE CIRCOSCRIZIONE EST CENTRO SOCIALE CIRCOSCRIZIONE CENTRO ASSOCIAZIONE DON BENEDINI ASSOCIAZIONE AUSER Poiché il tessuto associativo della città è piuttosto articolato e propositivo si ritiene, in aggiunta alle 5 associazioni capofila, di consentire anche ad altre Associazioni – previa sottoscrizione di apposito accordo - di poter aderire al progetto anche in corso d’opera. In ognuna delle quattro zone individuate è presente un assistente sociale responsabile di servizio (custode socio-sanitario) che rappresenta il principale interlocutore al quale i volontari (sia delle associazioni individuate che di servizio civile nazionale) si interfacciano e che pertanto assume un ruolo di coordinamento organizzativo. Il progetto verrà realizzato con le seguenti modalità: Prima fase: ACCOGLIENZA E FORMAZIONE √ L’accoglienza dei volontari sarà seguita dall’erogazione ai medesimi della formazione generale e specifica. Seconda fase: REALIZZAZIONE √ inserimento graduale dei volontari nelle attività previste dal progetto √ Attività di tutoring dei volontari; √ Monitoraggio del progetto, degli obiettivi individuati e delle attività svolte; √ Messa in atto di eventuali azioni correttive; Terza fase: VALUTAZIONE √ Valutazione finale del progetto, raggiungimento degli obiettivi. con Cronogramma specifico riferimento al MESE ATTIVITÀ 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Formazione generale e specifica Attività di centralino e ascolto delle richieste Registro delle segnalazioni Attività informativa Visite domiciliari e accompagnamenti Sostegno vita di relazione Stesura dei report delle attività Tutoring Monitoraggio Valutazione/verifica finale Nel dettaglio il progetto si articola come segue: Prima fase: ACCOGLIENZA E FORMAZIONE All’avvio del progetto i volontari saranno accolti e presentati agli operatori locali di progetto di riferimento. Inizieranno da subito la formazione generale (che si svilupperà nei primi 5 mesi) e quella specifica che ha lo scopo di fornire i fondamenti teorici e di base riferiti al progetto. Seconda fase: REALIZZAZIONE Durante il primo mese i giovani del SCN verranno inseriti gradualmente nelle sedi di progetto, al fine di facilitare la conoscenza del contesto organizzativo e dei servizi offerti. In questo modo si ritiene di facilitare una presa di contatto con gli obiettivi e le azioni del progetto, con la possibilità di poterne riflettere nel gruppo della formazione. Al termine del percorso di formazione specifica i giovani possiederanno gli strumenti necessari per realizzare le diverse attività del progetto. In questa fase i volontari saranno inseriti nelle diverse articolazioni del progetto le cui attività vengono di seguito elencate: - Realizzare contatti con anziani in difficoltà e famiglie per ascolto dei bisogni; Effettuare accompagnamenti presso servizi pubblici e sanitari; Compiere visite domiciliari; Effettuare segnalazioni e controllo di situazioni a rischio (condizioni climatiche avverse, epidemie influenzali, accertamento stati depressivi); Gestire iniziative estemporanee, concordate con referente (acquisto farmaci, sostituzione lampadina, spesa, ecc.); - Gestire attività di centralino e ascolto delle richieste degli anziani; Mantenere i rapporti con gli anziani e promuovere la loro partecipazione alla vita del quartiere; Fornire informazioni e notizie utili. I giovani del SCN dovranno inoltre curare la registrazione dei contatti e delle segnalazioni ad altri attori, per consentire gli interventi del caso, nonché predisporre la stesura di report sulle attività svolte. Gli attori coinvolti nella realizzazione del progetto effettueranno periodiche verifiche e una puntuale attività di monitoraggio. Per quanto riguarda le attività di monitoraggio previste al box 20, il responsabile del monitoraggio nonché gli OLP, elaboreranno un calendario che prevederà tre incontri durante i quali verrà analizzato lo stato di avanzamento del progetto. Nell’anno di servizio civile i giovani volontari avranno degli incontri trimestrali con il tutor, finalizzati a mettere a disposizione uno spazio di confronto per verificare l’andamento dei singoli obiettivi di ciascuno e se necessario individuare eventuali azioni correttive. Terza fase: VALUTAZIONE Nell’ultimo mese di servizio verrà effettuata la valutazione finale del progetto. In particolare verrà rilevato il raggiungimento degli obiettivi nonchè il grado di soddisfazione del volontario e dell’Operatore Locale di Progetto. Si procederà quindi alla stesura della certificazione delle competenze acquisite da ciascun volontario. 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività con la specifica delle professionalità impegante e la loro attinenza con le predette attività TABELLA RIASSUNTIVA Risorse umane Unità Assistente Sociale del Comune di Brescia rivestente il ruolo di Responsabile dei servizi territoriali 4 Assistenti Sociali del Comune di Brescia operanti nel servizio anziani responsabili di caso 17 Operatori Socio Assistenziali (RAD) dipendenti del Comune di Brescia 4 Volontari delle 5 Associazioni che hanno sottoscritto l’accordo di portierato sociale 8 Volontari delle Associazioni che 45 collaborano con i centri sociali Amministrativi dipendenti del Comune di Brescia in servizio presso i Centri Sociali 8.3 4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto I volontari saranno impegnati a supporto dell’assistente sociale - individuato quale “custode socio-sanitario” -, riceveranno indicazioni operative dal medesimo, collaboreranno con i volontari delle Associazioni coinvolte nella realizzazione del progetto che svolgeranno il ruolo di “portieri sociali”. In particolare le attività svolte dai giovani in SCN sono: - Tenuta di un registro delle segnalazioni ricevute o fatte ad altri attori; - Collaborazione nell’ascolto e nella raccolta dei bisogni della popolazione fragile; - Realizzazione di visite domiciliari per: √ verificare le condizioni di salute degli anziani, √ offrire compagnia, √ accompagnare o sostituire l’anziano nelle piccole commissioni (ritiro ricette, acquisto farmaci, lavanderia, spese); √ accompagnare o sostituire l’anziano nella gestione di pratiche presso gli uffici pubblici (es. Ufficio invalidi, INPS, ecc.); √ gestire con o per conto degli anziani alcuni problemi “pratici” (piccole manutenzioni domestiche, presenza in casa quando viene chiamato idraulico, elettricista, ecc.); √ segnalare e controllare situazioni a rischio (condizioni climatiche avverse, epidemie influenzali, accertamento stati depressivi); - Sostegno agli anziani per il mantenimento dei rapporti sociali e/o per promuovere la loro partecipazione alla vita del quartiere (accompagnamento in chiesa, al cimitero, in biblioteca, al cinema, a teatro, alle iniziative delle associazioni o servizi presenti sul territorio); - Rilascio di informazioni e notizie utili sui servizi e sulle iniziative promosse dal territorio; - Collaborazione alle verifiche e alle attività di monitoraggio; - Realizzazione dei report delle attività. Durante le assenze dei volontari in servizio civile (malattia, permessi, ecc.) la continuità dell’attività sarà garantita dal personale dipendente dell’ente o dai volontari delle quattro Associazioni 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: n. 1 n. 1 n. 1 n. 1 volontario per volontario per volontario per volontario per Centro Sociale Centro Sociale Centro Sociale Centro Sociale Circoscrizione Circoscrizione Circoscrizione Circoscrizione 4 Centro Est Nord Ovest 10) Numero posti con vitto e alloggio: 0 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 0 12) Numero posti con solo vitto: 4 I volontari assegnati ai Centri Sociali accederanno ai ristori convenzionati per la fornitura dei pasti ai dipendenti dell’Ente. L’articolazione oraria dei volontari prevede una pausa mensa di 30-60 minuti che non consentirebbe loro di raggiungere la propria abitazione qualora, peraltro, residenti in città. 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 1.400 Impegno minimo settimanale di 12 ore 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 5 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: Ai candidati viene richiesta una buona capacità relazionale, di osservazione e di pazienza che consenta loro di saper adottare modalità comunicative diversificate al fine di rispondere a persone con particolari difficoltà; Disponibilità ed abilitazione alla guida di automezzi 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: Sede di attuazione del progetto Comune 1 COMUNE DI BRESCIA Brescia Via Borgondio n. 29 86970 1 2 COMUNE DI BRESCIA Brescia Vill. Ferrari n. 8 87000 1 3 COMUNE DI BRESCIA Brescia Via Riccardi n. 12/a 86946 1 4 COMUNE DI BRESCIA Brescia Via dei Paganini n. 1 86952 1 N. 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Indirizzo Cod. N. vol. ident. sede per sede Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Cognome e nome Megni Francesca Pasini Raffaella Cominardi Rosangela Parma Marilena Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato Data di nascita C.F. Cognom Data di e e nome nascita 15/07/1964 MGNFNC64L55B157F Pisano Nunzio 16.04.66 PSNNNZ66D16B157K 07/10/1955 PSNRFL55R47B157W Pisano Nunzio 16.04.66 PSNNNZ66D16B157K 10/11/1953 CMNRNG53S56B157E Pisano Nunzio 16.04.66 PSNNNZ66D16B157K 21/05/1956 PRMMLN56E61H176A Pisano Nunzio 16.04.66 PSNNNZ66D16B157K C.F. 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: Campagna di diffusione del Servizio Civile Nazionale Stand del Servizio Civile Volontario nell’ambito di iniziative di orientamento scolastico o di promozione sociale promosse dal Comune di Brescia (Informagiovani, Casa Associazioni, altri settori) (6 ore); In occasione dell’uscita dei bandi di selezione: Festa del Servizio Civile Nazionale (del Comune di Brescia) da realizzare in uno dei parchi pubblici cittadini con il coinvolgimento di gruppi musicali giovanili (1 giornata per un totale di almeno 6 ore); Organizzazione di seminari di presentazione dei progetti approvati (4 ore); Realizzazione di volantini e manifesti che illustrino sinteticamente i progetti (3 ore); Predisposizione di schede riassuntive inerenti a ciascun progetto finanziato; Organizzazione di una conferenza stampa per la promozione dei progetti finanziati (2 ore); Stesura di comunicati stampa ai quotidiani locali (1,30 ore). Attività ordinaria: Gestione di un account di posta elettronica destinato al Servizio Civile del Comune di Brescia ([email protected]) attraverso il quale i giovani possono richiedere informazioni. 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: Verranno adottati i criteri elaborati dall’UNSC e definiti con determinazione del Direttore Generale del 30 maggio 2002. 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): no 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: Il piano di monitoraggio prevede due tipologie di azione: 1. monitoraggio dei progetto; 2. tutoring dei volontari. Saranno oggetto di verifica gli obiettivi, le attività del progetto e l’effettiva realizzazione, la formazione specifica, le attività svolte, l’acquisizione di capacità, le conoscenze, gli atteggiamenti dei volontari coinvolgendo nel processo tutti i soggetti attivi del progetto. MONITORAGGIO DELLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: Nel corso dell’anno sono previsti tre incontri e un incontro di verifica finale che coinvolgeranno il responsabile del progetto, il responsabile del monitoraggio nonchè gli operatori locali di progetto e i volontari di servizio civile. Gli incontri sono finalizzati a rilevare l’andamento del progetto attraverso la verifica del raggiungimento degli obiettivi prefissati (indicatori di progetto), le criticità del medesimo nonché le difficoltà incontrate dai volontari e dagli operatori locali di progetto. TUTORING DEI VOLONTARI: FINALITA’ Rilevare il grado di soddisfazione del volontario; Favorire e sostenere la capacità di affrontare eventuali situazioni critiche che emergano nella realizzazione del progetto; Attuare interventi specifici volti al contenimento dell’abbandono del SCN. OBIETTIVI 1. Favorire la condivisione e il confronto delle esperienze di SCN con volontari che operano nei diversi progetti; 2. Fornire un terreno “neutrale” di lettura della propria esperienza; 3. Favorire la capacità di valutazione del percorso di SCN in vista di un orientamento formativo e professionale. 4. Favorire la capacità di analisi dei contesti organizzativi di riferimento, la capacità di lavorare in gruppo; 5. Approfondire tematiche inerenti ai contesti del SCN (comunicazione, gestione del conflitto, ecc.). MODALITA’ DI SVOLGIMENTO INCONTRI TRIMESTRALI DI GRUPPO I volontari dei diversi progetti verranno suddivisi in gruppi eterogenei. Si prevede 1 incontro TRIMESTRALE per ciascun gruppo della durata di 3 ore presso la sede del Servizio Formazione. INCONTRI INDIVIDUALI CON IL TUTOR Si prevede la possibilità di organizzare incontri individuali su richiesta del volontario. In base al grado di criticità della situazione esposta, il tutor stenderà una relazione per il responsabile del settore personale (delegato dal Sindaco in materia di servizio civile nazionale). 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: Ai candidati viene richiesta una buona capacità relazionale, di osservazione e di pazienza che consenta loro di saper adottare modalità comunicative diversificate al fine di raggiungere e rispondere a persone con particolari difficoltà. Costituiranno titolo preferenziale: Il possesso del diploma di scuola media superiore; La frequenza a corsi universitari in ambito sociale, educativo o umanistico; Il possesso della patente B nonché la disponibilità ad utilizzare gli automezzi dell’Ente. 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Il Comune di Brescia ha previsto - all’interno delle previsioni di Bilancio - due capitoli specificatamente destinati ai volontari in servizio civile, mirati, in particolare, a rispondere ai bisogni formativi dei volontari nonchè alla promozione del servizio civile nazionale. Non si è in grado di fornire la previsione di spesa per il 2010 in quanto il bilancio dell’Ente non è ancora stato adottato. Nel 2009 l’importo complessivo stanziato per i due capitoli è stato di 23.500 Euro. Il Comune di Brescia investe nel progetto: Risorse umane per affiancare, monitorare, sostenere e formare i volontari €. 2.080 (OLP €. 1.600 – tutor €. 480); Risorse economiche: la formazione specifica dei volontari comporterà un costo di €. 2.280 per il pacchetto formativo; Promozione del Servizio Civile Nazionale (Festa del Comune di Brescia): € 3.600 da ripartirsi tra i progetti finanziati (I progetti presentati per l’anno 2010 sono 6, qualora venga finanziato un solo progetto l’intero importo ricadrà su quest’ultimo, al contrario qualora venissero approvati più progetti la quota verrà ripartita tra i progetti finanziati). Risorse strumentali e tecniche €. 3.430 Euro €. 800: materiale di consumo; €. 300: manifesti e volantini ecc.; €. 830 Spese di ammortamento per il materiale messo a disposizione dei volontari (computers, stampanti, fax, telefoni); €. 1.500: abbonamenti annuali alla rete urbana. 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): Accordo di collaborazione alla realizzazione del progetto sottoscritto dalle Associazioni Camminando Insieme, Insieme nella terza età, Don Benedini, Auser, 6 ... in compagnia (vedasi accordi allegati) 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: Automezzi dell’Ente; biciclette; Abbonamenti ai mezzi pubblici di trasporto; Telefoni, Fax, computers, stampanti; Materiale di cancelleria; Biglietti del cinema, del teatro; Materiale informativo sui servizi comunali nonchè sulle attività ricreative promosse dal Comune e dalle associazioni o organismi presenti sul territorio; CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: no 27) Eventuali tirocini riconosciuti : no 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Il Servizio civile aiuterà il volontario a migliorare la conoscenza del valore delle persone, a riflettere sulla centralità della figura umana e sul concetto di dignità di ogni cittadino. A conclusione del progetto si ritiene che i volontari abbiano acquisito le seguenti competenze,: Competenze di base capacità di: √ svolgere la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità; √ adeguarsi al contesto: linguaggio, atteggiamenti, rispetto delle regole e degli orari; √ riconoscere il ruolo e le funzioni dei servizi alla persona e delle diverse professionalità in essi presenti; √ organizzare i propri impegni sotto il profilo dei tempi, dei mezzi e delle risorse; √ fronteggiare le situazioni impreviste. Competenze tecnico-professionali: capacità di: √ riconoscere le problematiche specifiche legate alla tipologia d’utenza; √ calibrare la propria relazione d’aiuto in rapporto ai bisogni dell’utente; √ trasferire agli operatori professionali le specifiche richieste degli utenti; √ collaborare alla progettazione di interventi finalizzati alla costruzione di rapporti relazionali; √ riconoscere le figure professionali operanti nel servizio, i loro ruoli specifici e le competenze nonchè collaborare con le stesse. Le competenze sopradescritte verranno certificate con un attestato rilasciato dal Comune. Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: La sede di realizzazione della formazione è scelta sulla base del posizionamento geografico delle sedi di attuazione del progetto: è pertanto previsto che i corsi di formazione generale siano tenuti nella seguente sede: Servizio Formazione del Settore Personale del Comune di Brescia V.lo Borgondio n. 29 - Brescia 30) Modalità di attuazione: In proprio, presso l’Ente avvalendosi del proprio formatore del servizio civile nonché di personale dipendente con provata esperienza nelle materie oggetto del programma formativo. I docenti sono individuati dal servizio formazione che ha istituito un elenco di formatori interni preparati e formati. 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: no 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Metodologia mista, cioè le lezioni conterranno tecniche sia frontali sia metodologie attive (lavori di gruppo, brainstorming, giochi di ruolo, discussioni aperte, momenti di autovalutazione, simulazioni, problem solving, …) 33) Contenuti della formazione: Nei moduli formativi di seguito elencati verranno trattati gli argomenti previsti dalla determina del Direttore Generale UNSC 04.04.2006 n. prot. 18593/i - Linee guida per la formazione generale dei giovani in SCN - e precisamente: Modulo 1 (4 ore): L’identità del gruppo in formazione; Modulo 2 (6 ore): L’identità individuale come volontario in servizio civile nazionale rispetto alla scelta progettuale; Modulo 3 (3 ore): Presentazione del Comune di Brescia e dei suoi Servizi; Modulo 4 (3 ore): La normativa vigente e la Carta di impegno etico Modulo 5 (4 ore): Diritti e doveri del volontario del servizio civile; Modulo 6 (3 ore): Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà; Modulo 7 (3 ore): Il dovere di difesa della Patria; Modulo 8 (3 ore): La difesa civile non armata e nonviolenta; Modulo 9 (4 ore): La solidarietà e le forme di cittadinanza Modulo 10 (3 ore): Servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato Modulo 11 (4 ore): Il lavoro per progetti Modulo 12 (3 ore): La protezione civile. 34) Durata: 43 ore Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: Servizio Formazione del Settore Personale del Comune di Brescia e sedi disponibili nell’Ente 36) Modalità di attuazione: La formazione specifica è effettuata in proprio, presso l’ente avvalendosi di personale dipendente con provata esperienza nelle materie oggetto del programma formativo. A tale proposito si precisa che i docenti sono individuati dal servizio formazione, che ha istituito un elenco di formatori interni preparati e formati. 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: 1. Megni Francesca – nata a Brescia il 15.07.1964 2. Parolini Luciano - nato a Orzinuovi il 29.03.1961 3. Marchetti Lucia - nata a Botticino il 21.03.1965 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: 1. Assistente Sociale – Responsabile del Servizio di Assistenza Domiciliare di Zona; 2. Assistente Sociale – Responsabile di caso; 3. Operatore socio-assistenziale. 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Lezioni frontali con l’obiettivo di far conoscere le principali problematiche sociali e le diverse modalità di aiuto nonché condividere linguaggi e significati delle diverse modalità di intervento. Tecniche di formazione attiva (role play – analisi di casi – storie di vita): i volontari saranno invitati ad esprimere i propri vissuti relativamente alla diversità ed alla disabilità, i propri dubbi i propri pregiudizi; Esplicitazione di “storie possibili”: saranno ricostruiti i percorsi e le vicende di una persona anziana, gli incontri, gli aiuti, le barriere, i rifiuti ecc., al fine di entrare in contatto con una realtà non conosciuta, con le risorse e le opportunità presenti ed attive nella città. Laboratori esperienziali: simulazione di intervento in cui i volontari avranno la possibilità di misurarsi con le attività pratiche che verranno espletate durante l’anno di servizio. Tale attività verrà svolta all’interno dei centri diurni, con il compito di osservare - utilizzando specifiche griglie – e o sperimentare alcune attività precedentemente individuate. Successivamente l’esperienza raccolta verrà rielaborata in aula. 40) Contenuti della formazione: LA RELAZIONE DI AIUTO: L’incontro con l’altro non è mai un’esperienza neutra: la differenza; Amicizia e amicalità nella relazione d’aiuto; Il dialogo e la comprensione con l’altro; Fiducia e costruzione dei legami; L’astensione dal giudizio: la pedagogia dell’accoglienza; Il concetto di empatia; La complementarietà funzionale; Il concetto di autonomia dipendente. COMUNICAZIONE E ASCOLTO Elementi principali della comunicazione; Gli stili comunicativi; Il contenuto della comunicazione; La capacità di far domande invece che affermazioni; La comunicazione consapevole; La comunicazione non verbale. IL LAVORO DI GRUPPO L’identità personale e l’identità di gruppo: la metodologia dell’implicito, esplicito e condiviso; Il lavoro esecutivo ed il lavoro responsabilizzato; Il lavoro di gruppo come strumento di appartenenza; Gli elementi costitutivi del gruppo di lavoro; Le relazioni interpersonali nel gruppo; I comportamenti del gruppo di lavoro. L’ORGANIZZAZIONE Concetto di Sistema aperto e di interazione; I fattori ambientali; Gli elementi costitutivi; Il mandato istituzionale. IL CONCETTO DI TERRITORIO Riflettere sul significato di territorio come risorsa e luogo di relazioni. LA RETE DEI SERVIZI PER FAMIGLIE, ANZIANI, DISABILI ED EMARGINAZIONE GRAVE Conoscere i servizi socio sanitari a favore delle diverse tipologie di “utenza” dei servizi IL CAREGIVER I protagonisti: operatori e familiari, quali differenze tra lavoro di cura e delega; Il lavoro di cura come valore sociale LE CATEGORIE DI BISOGNO Gli anziani, la persona con handicap, la persona con disagio psichico: caratteristiche generali l’attivazione del processo di sostegno per le diverse tipologie di utenza Approfondimento relativi a situazioni di disagi particolari legati a condizioni sociali e di salute. Elaborazione e sensibilizzazione del concetto di malattia e di morte. LABORATORI Durante la formazione saranno organizzati alcuni laboratori. Al loro interno verranno proposte attività che consentiranno ai volontari di servizio civile di sperimentarsi direttamente attraverso l’analisi di alcune situazioni operative e la realizzazione di specifici progetti. Tale metodologia favorisce il diretto coinvolgimento dei partecipanti che in prima persona attuano alcune metodologie ed interventi che vengono realizzati all’interno di servizi in cui svolgeranno la propria attività. Alcuni esempi: Riflettere su specifiche situazioni/casi di utenti, lavorare in un gruppo professionale, realizzare un oggetto di lavoro, condividere un compito operativo, operare in termini di responsabilità autonoma e condivisa, attuare processi comunicativi e di relazione. In questo percorso i volontari di servizio civile apprenderanno i significati ed i valori che sottendono ai diversi contenuti teorici trattati, che i ragazzi riusciranno a tradurre nel loro agire quotidiano solo se rielaborati e quindi interiorizzati. Verrà realizzato un opuscolo in cui saranno raccolte storie di vita di alcuni utenti dei servizi. 41) Durata: 72 ore Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Il piano di monitoraggio della formazione (generale e specifica) è finalizzato a verificare: l’adeguatezza dei contenuti proposti in relazione alla realizzazione del progetto; la validità del metodo formativo adottato; i risultati ottenuti con la formazione in relazione alle conoscenze acquisite dai volontari. 1) Per la realizzazione del piano di monitoraggio si prevede la somministrazione di questionari (sia al termine della formazione generale che di quella specifica) Il modello di questionario è in uso presso il servizio formazione del Comune e prende in considerazione i seguenti elementi: pianificazione formativa, aspettative e bisogni attesi, obiettivi formativi, contenuti, articolazione del corso, metodologia, conduzione e docenza, organizzazione e grado di soddisfazione. 2) Incontro finale con il gruppo dei volontari, il tutor ed il responsabile del monitoraggio, per una verifica complessiva della formazione che favorisca l’acquisizione di consapevolezza sulle conoscenze e competenze acquisite, sui valori trasmessi, sulle modalità individuali di relazionarsi con il contesto; 3) E’ prevista la possibilità di colloqui individuali con il tutor a richiesta del singolo volontario. Brescia, li 03.03.2010 Il delegato del Sindaco in materia di Servizio Civile Nazionale (Dr. Claudio Reboni)