SOMMARIO
pagina 2
pagina 3
pagina 4
Camera
di Commercio.
Ma quale riforma?
Vendite promozionali
e saldi: due linee
di pensiero
Reti d’Impresa:
in Lombardia
funzionano
pagina 5
pagina 6
pagina 8/14
La pubblicità
di MyShopping
diventa un premio
Tasse locali:
il livello resta
insostenibile
Legge di Stabilità
2016. Le novità
di fisco e lavoro
pagina 15/17
pagina 18
pagina 20/21
AscomSistemi: corsi
di formazione per
lavoratori e datori
Vietato l’uso del
carbone vegetale
nel pane e affini
50&PIU
Indennizzo 2016 per
cessazioni attività
pagina 22/25
pagina 28
pagina 30
50&PIU
Inps verifica redditi.
La pensione nel 2016
FNAARC
elezioni Enasarco
Accordo Uniascom FAI
con l’applicazione
MyShopping
pagina 31
I corsi di formazione
per titolari: contrasto
alla ludopadia
pagina 32
Scadenze Fiscali
Periodico mensile
Associazione Commercianti
VARESE
sede legale
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RICEVIMENTO ISPETTORE RAI
LE DATE PER IL 2016
Anche per il 2016 si rinnova l’appuntamento con il ricevimento dell’ispettore
Rai, Radio Televisione Italiana, presso la nostra sede di Varese. Il funzionario
riceve il pubblico, dalle ore 9 alle 12 senza appuntamento, presso la sede
Ascom Varese in via Valle Venosta 4 – info: tel. 0332.342011.
Le date di ricevimento: 8 marzo, 12 aprile, 10 maggio, 14 giugno 12
luglio, 13 settembre, 11 ottobre, 8 novembre, 13 dicembre.
PRESIDENTE Giorgio Angelucci
DIRETTORE Roberto Quamori Tanzi
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L’OPINIONE
n. 1 2016
Camera di Commercio.
Ma quale riforma?
L
e riforme in uno Stato importante - e l’Italia lo è dovrebbero servire a rendere più efficiente la
burocrazia con una diminuzione dei costi, dare chiare
indicazioni positive alle imprese e migliorare la qualità
della vita dei cittadini.
Purtroppo, in questi anni, non si sono notati questi
effetti, perché le difficoltà permangono e la crisi
economica, salvo gli “zero virgola”, “morde” ancora
parecchio.
Le riforme vere, quelle che cambiano la “faccia”
di uno Stato moderno, in realtà stanno ancora
languendo e chissà se vedremo mai la loro realizzazione.
Le Istituzioni hanno provveduto a “incasinare” non
poco le realtà locali, soprattutto quelle virtuose che se
la sono sempre cavata discretamente bene, come nel
caso della Provincia di Varese.
Ma si sa, lo Stato italiano proprio non conosce il
termine “perequazione” che sarà pure difficile da
comprendere ma, soprattutto, impossibile da mettere
in pratica. Si ha un bel dire che l’Italia è lunga e stretta,
ma la realtà è che la gestione della “cosa pubblica”
varia di molto nei vari territori.
La logica imprenditoriale prevede che l’azienda con
filiali dislocate in territori diversi tra loro, non applichi
mai un unico sistema per correggere le anomalie, ma
intervenendo laddove si registrano anomalie o problemi
di criticità.
Così non avviene per “l’azienda Italia” la quale
continua a perseguire una logica “orizzontale” uguale
per tutti, sia per i virtuosi che per gli inefficienti.
L’esempio sintomatico lo riscontriamo nella tanto
chiacchierata riforma delle Camere di commercio, enti
che sanno sostenersi da soli, grazie al contributo delle
aziende private che tiene in equilibrio i bilanci. Se è
pur vero che si tratta di enti ultracentenari, che
necessitano di un ammodernamento gestionale,
sarebbe bastato che il Governo sollecitasse i vertici di
Unioncamere nel porre determinati obblighi di
aggiornamento e il mantenimento di regole indispensabili per la concorrenza, oltre a tutta una serie di
iniziative importanti per il sostegno alle imprese. Non
ultimo, la gestione di centri congressi e strutture
espositive.
Nello scenario di questa riforma emerge la Camera
di Commercio varesina, con i suoi coefficenti di positività
nella conduzione efficiente al servizio delle imprese del
territorio.
Invece cosa sta succedendo? Che l’unico vero
provvedimento indirizzato nell’ambito della cosiddetta
“spending review”, e cioé la progressiva diminuzione
del contributo a carico delle imprese, fa risparmiare
alle stesse in media poche decine di euro all’anno,
mettendo così a rischio di sopravvivenza un sistema
radicato nel sistema imprenditoriale nazionale.
Ora si è in attesa del testo definitivo del quale si
hanno alcune anticipazioni che non sappiamo se saranno
applicate o meno, visto che il varo di questa legge
accusa il consueto ritardo che non prelude ad alcun
buon auspicio, come del resto l’andamento ondivago di
questo Paese che non ha certo imboccato la strada della
agognata ripresa, lasciandoci però con una certezza:
di essere i più tassati e tartassati d’Europa.
12 gennaio Comitato Direttori Uniascom
Sala Consiglio
22 gennaio Assemblea Regionale Fnaarc
Sala Convegni
la vetrina
FEDERMODA
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3
a cura di Giorgio Angelucci presidente provinciale Federmoda
LA NORMATIVA
sulle vendite promozionali e di fine stagione
divide la categoria dell’abbigliamento
Q
uando si parla di vendite promozionali e di saldi
gli operatori del settore abbigliamento, da diversi
anni ormai, si dividono in due linee di pensiero che
potremmo distinguere, in gergo politico, tra conservatori
e riformisti.
Da una parte chi vorrebbe si tornasse al passato
con l’inizio dei saldi verso la fine della stagionalità, come
del resto la logica suggerirebbe, dall’altra chi ritiene
che in un mercato senza più confini queste rigide
demarcazioni siano fuori dal tempo.
A chi dare ragione? Difficile a dirsi e difficile anche
capire perché imprese aventi le medesime caratteristiche arrivino a prendere posizioni sull’argomento
diametralmente opposte. In questo contesto giocano
probabilmente alcuni fattori che negli ultimi anni hanno
assunto sicuramente un peso rilevante.
Tra questi, in particolare, un fattore endogeno al
settore è la diffusione sempre maggiore di tessere
fedeltà o schede di registrazione attraverso le quali è
possibile raggiungere in qualsiasi momento il cliente
che abbia dato personale disponibilità a ricevere
proposte commerciali, bypassando i vincoli normativi
che vieterebbero le promozioni in alcuni periodi
dell’anno in riferimento a particolari prodotti
merceologici legati alla stagionalità o comunque alla
temporalità. Su questa prassi, consolidata soprattutto
nelle grandi strutture di vendita, ad oggi, non sono
state rinvenute prescrizioni di segno contrario nelle
pronunce della giurisprudenza di legittimità e
dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Un altro fattore, questa volta esogeno, è costituito
dall’aggressività dell’offerta commerciale di generi
merceologici diversi (prodotti tecnologici, turistici, per
la cura della persona, ecc.) in corrispondenza a periodi
temporali particolarmente sensibili dal punto di vista
commerciale, primo fra tutti quello natalizio, rispetto
ai quali il settore dell’abbigliamento risulta svantaggiato
proprio da quella norma di protezione che opera,
esclusivamente e con poca efficacia, all’interno del
settore medesimo. Anche l’individuazione di soluzioni
che prevedano l’istituzione di periodi “cuscinetto” non
è facilmente percorribile. Ad esempio la proposta “30
– 30 – 30” che avrebbe consentito le vendite
promozionali nei trenta giorni prima dei saldi nei limiti
del trenta per cento della merce esposta e del trenta
per cento di sconto, è stata cassata in base ai principi
di libera concorrenza.
Ma, forse, il problema sta da un’altra parte. Stiamo
assistendo, da una decina di anni a questa parte, a dei
veri e propri “cataclismi” in campo commerciale, prima
l’affermazione della grande distribuzione organizzata,
con i suoi ingenti mezzi finanziari e le nuove modalità
di vendita, e poi l’avvento della globalizzazione, con il
suo mercato online.
In questo processo di “selezione della specie”, con
cui tutte le imprese devono fare i conti, soltanto i
soggetti che hanno una maggiore capacità di
adattamento potranno non solo sopravvivere ma anche
avere successo.
Purtroppo, la rapidità dei cambiamenti in atto ha
colto e sta cogliendo impreparati buona parte degli
imprenditori. Il tempo è diventato un fattore
determinante. Non solo è fondamentale individuare
delle soluzioni adeguate ma è indispensabile farlo nei
tempi corretti, prima che sia troppo tardi. La lentezza
di reazione è sicuramente la causa principale della
scomparsa di migliaia di aziende che fino a poco tempo
fa si potevano definire solide e affermate.
E allora che fare? Forse rifarsi ai modelli di successo
può essere una soluzione. Anche se non è tutto oro
quello che luccica, molte aziende che si sono dimostrate
sensibili all’innovazione e alla fantasia sembra che stiano
soffrendo meno di altre. Quindi il confronto e il dialogo
tra imprenditori può favorire l’individuazione di nuove
modalità di approccio ad un mercato sempre più difficile,
ad un cliente sempre più esigente e preparato che non
pretende soltanto un servizio impeccabile ad un prezzo
competitivo, ma addirittura vuole essere stupito.
Questa sembra sia la chiave di volta per
conquistare il cliente del futuro e lo sforzo richiesto
alle imprese è altissimo. L’Associazione sta giocando
un ruolo importante in questo contesto favorendo
l’incontro tra imprenditori, finanziando percorsi
formativi innovativi e sostenendo progetti sperimentali,
come ad esempio MyShopping, che possono sfociare in
esperienze positive da replicare.
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4
FOOD AND WELLNESS
n. 1 2016
a cura di Giorgio Angelucci presidente provinciale
RETI D’IMPRESA: in Lombardia funzionano
Premiato il club di prodotto
Food and Wellness di Uniascom
L
unedì 15 febbraio nella sede milanese di Confcom
mercio si è svolto l’evento “Insieme, protagonisti
della ripresa. Storie di Reti del Terziario” sulle reti
di impresa organizzato da Confcommercio Lombardia
con la presentazione dell’indagine TradeLab commissionata dalla Confcommercio lombarda sulle aspettative
e i risultati delle imprese che hanno intrapreso percorsi
di aggregazione di rete.
Evento aperto da Carlo Sangalli, presidente di
Confcommercio e dal presidente di Regione Lombardia
Roberto Maroni.
Con la testimonianza di imprenditrici e imprenditori
della propria esperienza di rete, sono stati consegnati
riconoscimenti a 23 reti di impresa lombarde, tra cui il
nostro club di prodotto Varese Food & Wellness,
quale “rete integrata di imprese in grado di proporre a
turisti percorsi dedicati all’enogastronomia: veri e propri
itinerari alla scoperta del territorio, dei prodotti tipici e
dei sapori locali. Il club di prodotto propone al turista
una gamma di servizi basata su natura e cultura del
territorio, comunicando le identità varesine attraverso
gli usi alimentari”.
Ha ritirato il premio per Food and Wellness,
la signora Maria Vittoria Ferreani (foto) alla
presenza del presidente della Regione Lombardia
Roberto Maroni, del presidente nazionale di Conf-
commercio, Carlo Sangalli, e del vice presidente
confederale, Renato Borghi. “Il nostro club di prodotto
è il frutto del lavoro e dell’impegno di chi preferisce
fare e non dire – ha commentato Giordano Ferrarese,
presidente dei Ristoratori - di chi concretizza e non
vende aria, di chi è capace di lavorare insieme e guarda
al futuro con occhi di sognatore che realizza i propri
sogni; questo è il presente e il futuro degli imprenditori
della nostra provincia”.
“Con la diffusione delle reti di impresa il terziario
sta dimostrando nei fatti – ha affermato Carlo Sangalli,
presidente di Confcommercio Milano e Lombardia - la
volontà di trovare nuove vie di cambiamento e di
crescita. In una fase ancora debole e incerta
dell’economia le reti rappresentano una grande
opportunità per rafforzare il sistema delle nostre piccole
e medie imprese. Queste alleanze rendono le aziende
più competitive sul mercato”.
Nel 2015 in Lombardia sono state circa 500 le
imprese lombarde che hanno stipulato un contratto di
rete portando a 2.435 il numero complessivo delle
imprese in rete (sulle 13mila italiane: la Lombardia è
la prima Regione per numero di imprese in rete,
doppia quasi l’Emilia Romagna). Dopo l’agricoltura
(+35%) è il settore dei servizi (+24%) ad aver
registrato la crescita più intensa dei contratti di rete.
la vetrina
MY SHOPPING
pagina
5
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
La pubblicità di
MyShopping
diventa un premio
U
niascom della provincia di Varese e il quotidiano
La Provincia di Varese lanciano il Premio
“MyShopping Comunica”. Un’idea pensata per
sostenere, diffondere e valorizzare la cultura della
comunicazione pubblicitaria nel mondo delle piccole e
medie imprese, presentata lunedì 22 febbraio nella
nostra sede.
Il Premio nasce a sostegno di MyShopping App,
l’applicazione che rappresenta una valida guida agli
acquisti delle attività commerciali della provincia,
riservando numerose promozioni per i fruitori di questo
strumento.
Partner dell’iniziativa è Ubi Banca Popolare di
Bergamo, che ha creato myShopping Card, una carta
prepagata e ricaricabile che dà diritto a offerte speciali.
Dopo un anno dal lancio, in circolazione ci sono già più
di cinquemila carte.
aziende della provincia – ha aggiunto Michele Lo Nero,
editore de La Provincia di Varese - Vogliamo essere un
quotidiano sempre più attento alle esigenze del territorio
e delle realtà produttive e commerciali che ogni giorno
con il proprio lavoro contribuiscono a rendere la nostra
provincia sempre più competitiva”.
Il monte premi è di 26 mila euro e verrà destinato
alle imprese vincitrici che presentano annunci sui canali
di comunicazione de La Provincia di Varese. I premi
saranno suddivisi tra le imprese che realizzeranno una
campagna pubblicitaria in proprio, o che si faranno
supportare da un’agenzia di comunicazione. Le iscrizioni
si apriranno l’8 marzo e si chiuderanno il 30 settembre,
data entro la quale dovranno pervenire tutti gli elaborati,
siano slogan, foto, banner animati e video.
A valutare i lavori sarà una giuria tecnica composta
dai creativi Pasquale Diaferia e Michelangelo Collitorti
Foto VARESEPRESS
“Con queste iniziative lo shopping entra nel mondo
della comunicazione – ha detto Giorgio Angelucci,
presidente di Uniascom Confcommercio provincia
di Varese - L’opportunità di fare marketing attraverso
il canale myShopping App e di poter svolgere questa
iniziativa in collaborazione con un giornale giovane e
dinamico come La Provincia di Varese è un’occasione
unica per tutti i nostri associati, che hanno la possibilità
di sviluppare campagne di marketing innovative e
moderne sfruttando gli strumenti dell’era 3.0”.
“Siamo orgogliosi di poter sostenere questa
iniziativa volta a dare un concreto aiuto e visibilità alle
e dall’esperto di Marketing Mattia Bogianchino, affiancati
da una giuria d’onore composta dal presidente di
Uniascom Giorgio Angelucci, dall’editore della Provincia
di Varese Michele Lo Nero e dalla giornalista e
conduttrice televisiva Maria Teresa Ruta. La proclamazione dei vincitori e la relativa premiazione
avverranno nel corso di una cerimonia pubblica che si
terrà nel mese di ottobre. Come ha concluso il sindaco
di Varese Attilio Fontana, intervenuto alla presentazione
dell’iniziativa: “parlare con entusiasmo di pubblicità dà
speranza, e non è un caso che lo si faccia a Varese”.
Info: AscomPoint Varese tel. 0332.342113
pagina
FISCO
6
n. 1 2016
n.a 2cura2013n.
2 Xxxxxxx
2013n.xxxxxxxxxxxxxxxxxx
2 2013
di Xxxxxx
Tasse locali, il livello resta insostenibile
L
Ricerca Confcommercio-Cer
sul rapporto tra spesa
pubblica e pressione fiscale:
tra il 1995 e il 2015
le tasse locali sono cresciute
del 248% arrivando
l’anno scorso al 15%
dell’imposizione diretta.
Solo l’eliminazione
della tassazione
sulla prima casa ha interrotto
questa corsa senza freni.
’eliminazione della tassazione sulla prima casa ha sì interrotto
l’aumento del livello delle imposte locali che imperversava da quindici
anni, ma ciò non toglie che la pressione fiscale riconducibile alle
Amministrazioni locali resti al massimo storico.
E’ una realtà facilmente verificabile grazie ai dati della ricerca “La
legge di stabilitá 2016 e le prospettive della tassazione locale in
Italia”, realizzata dal Cer in collaborazione con Confcommercio.
Ebbene, negli ultimi venti anni (1995-2015) le tasse locali sono passate
da 30 a 103 miliardi di euro (+248%), mentre nello stesso periodo di
tempo le tasse centrali sono cresciute del 72% da 228 miliardi a 393
miliardi. Di più: se nel 1998 meno del 9% dell’imposizione diretta era
riconducibile alle Amministrazioni locali a fine 2014 tale quota è salita al
15%. Entrando nel particolare dell’analisi, si scopre che dal 2011 al 2015
le imposte sugli immobili sono cresciute del 143%, passando da 9,8 miliardi
a 23,9 miliardi di euro (ma nel 2016 ci sarà un calo del 19% su 2015
grazie alla riduzione sulla prima casa) e che la tassa sui rifiuti è cresciuta
del 50%. Nell’anno in corso, infine, le imposte sugli immobili e sui
rifiuti cresceranno complessivamente dell’80% rispetto al 2011,
passando da 15,4 miliardi a 27,8 miliardi di euro. Notevoli anche le
differenze territoriali: un contribuente romano con imponibile Irap e Irpef
pari a 50mila euro paga oltre 2mila euro l’anno in più di un “collega”
trentino, mille euro in più di un milanese e 1.550 in più di un fiorentino.
Quanto alle prospettive, nel 2016-17 la tassazione locale dovrebbe
scendere al 5,5% del Pil, sempre grazie alla decisione governativa di
eliminare l’imposizione sulla prima casa. Il peso delle imposte dirette locali
resterebbe invece fermo al suo livello massimo (2,2% del Pil) per tutto il
2016, per scendere di due decimi solo nel 2017. Per quanto concerne
infine la spesa pubblica, il responsabile dell’Ufficio Studi Confcommercio,
Mariano Bella, ha sottolineato che “sarebbe scorretto negare che non si
sia fatto nulla negli ultimi tempi, ma una vera e propria riduzione non c’è
ancora”.
Sangalli: “La ricetta è meno spesa pubblica e meno tasse”
“Anche se la spesa pubblica corrente si è finalmente ridotta nel 2015, gli sforzi fatti non sono
sufficienti. La crescita della pressione fiscale indebolisce il nostro sistema produttivo, già stremato
da una crisi durissima”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha commentato
i dati della ricerca realizzata insieme al Cer, sottolineando che “ridurre il carico fiscale su
imprese e famiglie è prioritario. “Le nostre imprese, quelle del commercio, del turismo, dei
servizi e dei trasporti non vogliono e non possono più pagare il conto di enti pubblici inefficienti. E
soprattutto non vogliono subire trattamenti discriminatori e penalizzanti nel pagamento delle tasse
locali: una piccola impresa può pagare anche 2.200 euro in più tra Irpef e Irap solo per il fatto di
risiedere in un Comune piuttosto che in un altro”.
Per Sangalli, “la via è una e obbligata: controllo serrato della spesa in generale, applicazione
rigorosa del criterio dei fabbisogni e dei costi standard, maggiore coordinamento tra i vari livelli di
governo. Meno spesa pubblica e meno tasse è la ricetta per un Paese più dinamico e più equo che
vuole tornare a crescere e che vuole scongiurare definitivamente il ricorso alle clausole di salvaguardia”.
Quanto alle prospettive economiche per il 2016, Sangalli ha detto che “sarà un anno difficile e
pieno di sfide, anche per il dato deludente dell’ultimo trimestre del 2015. L’Italia ha però tutte le
carte in regola per crescere, a patto che la legge di stabilità esplichi in pieno i suoi effetti espansivi”.
ASCOM INFORMA
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
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FISCO
8
n. 1 2016
n. 2 2013n.
2 2013n.
2013
a cura di Alberto
Solari capoarea
servizi2fiscali
e contabilità
Legge di Stabilità 2016
legge n. 208 del 28.12.2015
La Legge di Stabilità
2016 è stata pubblicata
in Gazzetta Ufficiale.
Come sempre contiene
numerose disposizioni di
carattere fiscale, di seguito si riepilogano le
novità principali tra le
quali:
L’esenzione TASI delle unità immobiliari non di lusso adibite ad abitazione principale
 Riduzione TASI immobili locati a canone concordato
 Novità IMU immobili in comodato ai parenti
 Revisione/aggiornamento rendite catastali - categoria D - E
 Nuovo requisito prima casa
 La proroga al 31.12.2016 delle detrazioni 50%-65%, Bonus mobili/elettrodomestici
L’aumento da Euro 1.000 a Euro 3.000 del limite di utilizzo del denaro contante
 Estensione pagamenti elettronici
 Rivalutazione terreni e partecipazioni
 Riduzione aliquota Ires
La possibilità di dedurre maggiori ammortamenti per i beni strumentali nuovi;
L’aumento del limite dei ricavi/compensi ai fini dell’applicazione del regime
forfetario
 La riproposizione dell’assegnazione/cessione agevolata di immobili ai soci,
compresa la trasformazione in società semplice
La riproposizione dell’estromissione agevolata dell’immobile dell’imprenditore
individuale
 Rinvio aumento aliquote Iva
L’introduzione di nuovi termini ai fini dell’accertamento (applicabili dagli
accertamenti 2016 e anni successivi)
La riammissione alla rateazione dei contribuenti decaduti dal beneficio nei 36
mesi antecedenti il 15.10.2015
Aliquota gestione separata INPS 2016
NOVITA’ TASI
1.
ESENZIONE ABITAZIONE PRINCIPALE
È confermata la modifica del comma 669, Finanziaria
2014, a seguito della quale l’esenzione TASI già
riconosciuta per i terreni agricoli è estesa alle unità
immobiliari adibite ad abitazione principale, escluse
quelle di lusso (A/1, A/8 e A/9). Conseguentemente
sono modificati anche:

il comma 639, che ora individua nel possessore
e nell’utilizzatore i soggetti passivi TASI con esclusione
delle unità immobiliari destinate ad abitazione principale
dall’uno o dall’altro nonché dal relativo nucleo familiare;

il comma 681, il quale ora dispone che, nei casi
in cui l’immobile costituisca abitazione principale per il
detentore, la TASI è dovuta soltanto dal proprietario,
nella percentuale fissata dal Comune o nella misura
del 90% se il regolamento / delibera comunale non
disciplina tale aspetto.
Tali disposizioni non trovano applicazione per le
abitazioni principali di lusso per le quali, in base alla
disciplina “generale” TASI, l’imposta è dovuta e, in
presenza di un proprietario e di un detentore, la stessa
è versata da ciascuno nella percentuale fissata dal
Comune ovvero nella misura fissata dalla norma
nazionale.
2.
FABBRICATI “BENI MERCE”
Per i fabbricati costruiti e destinati alla vendita
dall’impresa costruttrice, l’aliquota TASI è ridotta allo
0,1% fintanto che permanga tale destinazione e gli
stessi non siano locati. I Comuni possono aumentare
detta aliquota fino allo 0,25% ovvero diminuirla fino
ad azzerarla.
3.
INVIO DELIBERE E REGOLAMENTI
DA PARTE DEI COMUNI
Il termine ultimo entro il quale i Comuni sono tenuti ad
inviare telematicamente al portale del Federalismo
fiscale le delibere ed i regolamenti TASI, affinché
l’efficacia degli stessi decorra dalla data di pubblicazione, è fissato al 14 ottobre (anziché al 21 ottobre).
Resta fermo al 28 ottobre il termine entro il quale
dette delibere e regolamenti devono risultare pubblicati
sul sito Internet del MEF per trovare applicazione a
decorrere dall’anno di pubblicazione.
4.
MAGGIORAZIONE ALIQUOTE
In sede di approvazione è stato stabilito che per il 2016,
la vetrina
FISCO
pagina
9
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
con riferimento agli immobili non esenti, il Comune può
mantenere le maggiorazioni TASI nella stessa misura
applicata per il 2015.
Si ricorda che il Comune può determinare l’aliquota
rispettando il vincolo in base al quale la somma delle
aliquote TASI e IMU per ciascuna tipologia di immobile
non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla
legge statale per l’IMU al 31.12.2013, fissata al 10,6‰
e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse
tipologie di immobile. Per il 2014 e 2015 tale aliquota
massima non può eccedere il 2,5‰. Detti limiti possono
essere maggiorati di un ulteriore 0,8‰ a condizione
che siano finanziate, relativamente alle abitazioni
principali e alle unità immobiliari ad esse equiparate,
detrazioni d’imposta o altre misure, tali da generare
effetti sul carico d’imposta TASI equivalenti o inferiori
a quelli determinatisi con riferimento all’IMU
relativamente alla stessa tipologia di immobili.
RIDUZIONE TASI IMMOBILI LOCATI
A CANONE CONCORDATO
Analogamente a quanto previsto ai fini IMU, anche ai
fini TASI è introdotta una riduzione dell’imposta dovuta
per gli immobili locati a canone concordato di cui alla
Legge n. 431/98.
In particolare, al comma 768, Finanziaria 2014 è
aggiunto un nuovo periodo in base al quale “per gli
immobili locati a canone concordato … l’imposta,
determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune
… è ridotta al 75 per cento”.
NOVITA’ IMU:
IMMOBILI IN COMODATO A PARENTI
Per le unità immobiliari, escluse quelle “di lusso” (A/1,
A/8 e A/9), concesse in comodato ad un parente in
linea retta entro il primo grado che la utilizza come
abitazione principale la base imponibile IMU è ridotta
del 50% a condizione che:
 il contratto di comodato sia registrato;
 il comodante possieda un solo immobile in Italia,
oltre all’abitazione principale non di lusso sita nel
Comune in cui è ubicato l’immobile concesso in
comodato;
 risieda anagraficamente e dimori abitualmente nello
stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso
in comodato.
Al fine di poter fruire di tale agevolazione il comodante
deve presentare la dichiarazione IMU per attestare il
possesso dei requisiti richiesti. Di conseguenza, alla
luce delle modifiche legislative, la regolamentazione
dell’imposizione Imu relativa agli immobili concessi in
comodato ai parenti non rientra quindi più nella potestà
regolamentare del Comune.
REVISIONE/AGGIORNAMENTO RENDITE
CATASTALI IMMOBILI CATEGORIA D/E
Dal 1.1.2016 la rendita catastale degli immobili a
destinazione speciale e particolare, di cui alle categorie
catastali D ed E, va determinata tramite stima diretta
“tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché
degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne
accrescono la qualità e l’utilità, nei limiti dell’ordinario
apprezzamento”.
Dalla stima diretta volta alla quantificazione della
rendita catastale vanno esclusi i macchinari, i congegni,
le attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico
processo produttivo. Da ciò consegue che non risultano
più assoggettati ad IMU gli impianti ed i macchinari
“imbullonati”.
È possibile presentare atti di aggiornamento per
la rideterminazione della rendita catastale degli immobili
già censiti (procedura DOCFA), in base a dette nuove
modalità.
Solo per il 2016, se l’atto di aggiornamento è
presentato entro il 15.6.2016, la rendita catastale
rideterminata ha effetto dall’1.1.2016.
NUOVO REQUISTITO PRIMA CASA
In materia di agevolazioni “prima casa”, è stata
modificata la normativa previgente per cui un soggetto
già proprietario della “prima casa” può acquistare la
“nuova prima casa” applicando le relative agevolazioni
anche se risulta ancora proprietario del primo immobile
a condizione che lo stesso sia venduto entro un anno
dal nuovo acquisto.
Se entro detto termine annuale la “vecchia prima
casa” non viene venduta, vengono meno le condizioni
che consentono l’applicazione delle agevolazioni.
DETRAZIONI RECUPERO EDILIZIO E RISPARMIO ENERGETICO 50% 65% - BONUS MOBILI
Sono state prorogate anche per il 2016 alle medesime
condizioni previste per il 2015, sia la detrazione per gli
interventi di recupero del patrimonio edilizio che per
quelli di riqualificazione energetica. In particolare, per
le spese sostenute fino al 31.12.2016 (anziché fino al
31.12.2015) la detrazione:
 per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio
è riconosciuta nella misura del 50%, su un importo
massimo di spesa pari a Euro 96.000;
 per gli interventi di risparmio e riqualificazione
energetica, inclusi i nuovi interventi introdotti dal
2015 (schermature solari e impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori
di calore alimentati da biomasse combustibili), è
riconosciuta nella misura del 65%.
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10
FISCO
n. 1 2016
n. 2 2013n. 2 2013n. 2 2013
Le detrazioni per gli interventi di risparmio e
riqualificazione energetica sono ora fruibili anche dagli
Istituti autonomi per le case popolari (IACP) comunque
denominati, per le spese sostenute dall’1.1 al
31.12.2016, per interventi realizzati sugli immobili di
loro proprietà e adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
Pure confermata la proroga della detrazione IRPEF
del 50% su una spesa massima di Euro 10.000,
riconosciuta ai soggetti che sostengono spese per
l’acquisto di mobili e/o grandi elettrodomestici rientranti
nella categoria A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo
dell’immobile oggetto di interventi di recupero del
patrimonio edilizio per il quale si fruisce della detrazione
IRPEF (alle stesse condizioni previste per il 2015).
La detrazione è riconosciuta per le spese sostenute
fino al 31.12.2016 (anziché fino al 31.12.2015).
LIMITE UTILIZZO DEL CONTANTE
Il limite previsto per il trasferimento di denaro contante
/libretti di deposito bancari o postali al portatore/titoli
al portatore in euro o in valuta estera è aumentato da
Euro 1.000 a Euro 3.000.
In sede di approvazione è stato previsto che
relativamente al servizio di rimessa di denaro (“Money
transfer”) la soglia rimane pari a Euro 1.000.
Sono state abrogate le seguenti disposizioni:
 l’obbligo di pagare i canoni di locazione di unità
abitative in forme e modalità diverse dal contante e
che assicurino la relativa tracciabilità;
 l’obbligo da parte dei soggetti della filiera
dell’autotrasporto di pagare il corrispettivo delle
prestazioni di trasporto di merci su strada,
utilizzando strumenti elettronici di pagamento,
ovvero il canale bancario, e comunque ogni altro
strumento idoneo a garantire la tracciabilità delle
operazioni, indipendentemente dall’ammontare
dell’importo dovuto.
ESTENSIONE
DEI PAGAMENTI ELETTRONICI
L’obbligo di “accettare” i pagamenti tramite POS da
parte dei soggetti esercenti l’attività di vendita / servizi
è stato esteso alle carte di credito ed opera a prescindere
dall’importo (è stato eliminato il riferimento agli importi
minimi). Il predetto obbligo può essere disatteso in caso
di “oggettiva impossibilità tecnica”.
Un apposito Decreto Ministeriale fisserà oltre alle
modalità attuative anche le sanzioni applicabili in caso
di violazione del predetto obbligo.
RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI
Per effetto della modifica dell’art. 2, comma 2, DL n.
282/2002, è riproposta la possibilità di rideterminare il
costo d’acquisto di:
 terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di
proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;
 partecipazioni non quotate in mercati regolamentati,
possedute a titolo di proprietà e usufrutto; alla data
dell’1.1.2016, non in regime d’impresa, da parte di
persone fisiche, società semplici e associazioni
professionali, nonché di enti non commerciali.
Entro il 30.6.2016 si dovrà provvedere alla redazione
ed all’asseverazione della perizia di stima ed al
versamento dell’imposta sostitutiva (prima delle 3 rate
annuali, o versamento in soluzione unica).
In sede di approvazione è stata “unificata” all’8%
la misura dell’imposta sostitutiva dovuta per le
partecipazioni qualificate/non qualificate e per terreni
(non è più prevista l’aliquota “agevolata” del 4% con
riferimento alle partecipazioni non qualificate).
RIDUZIONE ALIQUOTA IRES
A partire dal 1.1.2017, con effetto per i periodi d’imposta
successivi a quello in corso al 31.12.2016, l’aliquota
IRES è fissata nella misura del 24% (anziché 27,5%).
Conseguentemente:
 dalla stessa data, è fissata all’1,20% la misura della
ritenuta a titolo d’imposta sugli utili corrisposti a
società ed enti soggetti ad un’imposta sul reddito
delle società in uno Stato UE / SEE (Spazio
Economico Europeo) di cui all’art. 27, comma 3-ter,
DPR n. 600/73;
 è demandata ad un apposito DM la rideterminazione
della percentuale di concorrenza al reddito imponibile
di dividendi e plusvalenze, ora fissata nella misura
del 49,72%, nonché di quella relativa agli utili
percepiti dagli enti non commerciali (ora pari al
77,74%).
Al fine di evitare che tali modifiche comportino
l’aumento della quota imponibile per i soggetti di cui
all’art. 5, TUIR (società di persone e soggetti equiparati)
le nuove percentuali non trovano applicazione con
riferimento a detti soggetti.
MAXI AMMORTAMENTI
A favore delle imprese e dei lavoratori autonomi che
effettuano investimenti in beni strumentali nuovi nel
periodo 15.10.2015 – 31.12.2016, al solo fine di
determinare le quote di ammortamento e i canoni di
leasing, il costo di acquisizione è incrementato del 40%
(così, ad esempio, un cespite acquistato per Euro 10.000
rileva per il calcolo degli ammortamenti per Euro
14.000).
Tale incremento di costo non rileva ai fini
dell’applicazione degli studi di settore (maggiori
la vetrina
FISCO
pagina
11
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
ammortamenti e maggiori valori beni strumentali).
Per gli acquisti di veicoli nuovi effettuati nel
predetto periodo, oltre all’incremento del 40% del costo
di acquisizione, è previsto l’aumento nella medesima
misura (40%) dei limiti di deducibilità di cui all’art. 164,
comma 1, lett. b), TUIR (così, ad esempio, il limite di
Euro 18.075,99 passa a Euro 25.306,39).
Sono esclusi dall’incremento gli investimenti in beni
materiali strumentali per i quali il DM 31.12.88 stabilisce
un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%; in
fabbricati e costruzioni; nei beni ricompresi i particolari
gruppi: es: ferrovie, trasporti aerei, marittimi, lacuali,
fluviali e lagunari.
REGIME FORFETARIO
AUMENTO DEL LIMITE DEI RICAVI/COMPENSI
La Legge di Stabilità dello scorso anno ha introdotto un
nuovo regime agevolato riservato alle persone fisiche
esercenti attività di impresa/lavoro autonomo con ricavi/
compensi non superiori a quelli individuati in un’apposita
classificazione, differenziati in relazione all’attività
esercitata.
Tale regime può essere usufruito solo se il
contribuente presenta una serie di requisiti e si
caratterizza da una serie di agevolazioni fiscali. Da più
parti si era auspicato un innalzamento della soglie dei
ricavi/compensi, per rendere più amplia la platea dei
contribuenti interessati.
A tali richieste viene incontro la Finanziaria 2016 che
ha stabilito:
 L’aumento degli attuali livelli di ricavi di 10.000 euro
per tutti tranne che per i professionisti, per i quali
l’aumento sarà di 15.000 euro, per questi ultimi il
limite dei compensi sale dagli attuali 15.000 a 30.000
euro.
 Ritorno per artigiani e commercianti dei contributi
Inps minimi, ma sul reddito forfettario determinato
la contribuzione dovuta ai fini previdenziali viene
ridotta del 35%.
 Estensione della possibilità di accesso al regime
agevolato per i soggetti che nell’anno precedente
abbiano avuto redditi di lavoro dipendente /
assimilato (compreso il reddito da pensione) non
superiore a 30.000 euro.
 Riduzione dell’aliquota al 5% (in luogo dell’aliquota
ordinaria del 15%) per i primi 5 anni per i
contribuenti che rispettano i requisiti “Start Up”.
ASSEGNAZIONE AGEVOLATA
BENI D’IMPRESA
Riproposta l’assegnazione / cessione agevolata di beni
immobili / mobili ai soci. È infatti consentito alle società
di persone / capitali di assegnare / cedere ai soci gli
immobili, diversi da quelli strumentali per destinazione,
o mobili iscritti in Pubblici registri non utilizzati come
beni strumentali.
L’assegnazione / cessione va effettuata entro il
30.9.2016 a condizione che tutti i soci risultino iscritti
nel libro dei soci, se prescritto, alla data del 30.9.2015,
o che vengano iscritti entro il 30.1.2016 in forza di un
titolo di trasferimento avente data certa anteriore
all’1.10.2015.
E’ previsto il pagamento di un’imposta sostitutiva
delle imposte sui redditi e IRAP pari all’8% (10,50% se
la società risulta non operativa in almeno 2 dei 3 periodi
d’imposta precedenti l’assegnazione/cessione) calcolata
sulla differenza tra il valore dei beni assegnati ed il
costo fiscalmente riconosciuto.
In mancanza di uno specifico riferimento alla
“sostituzione” dell’IVA, quest’ultima va applicata con
le regole ordinarie. Per le assegnazioni/cessioni soggette
a imposta di registro è prevista la riduzione alla metà
delle relative aliquote e l’applicazione delle imposte
ipocatastali in misura fissa.
Il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta va
effettuato nella misura del 60% entro il 30.11.2016; il
rimanente 40% entro il 16.6.2017.
ESTROMISSIONE IMMOBILI
PER IMPRENDITORE INDIVIDUALE
Riproposta anche la possibilità per gli imprenditori
individuali di estromettere in forma agevolata gli
immobili strumentali dall’attività dell’impresa. Tale
estromissione comporterà il pagamento di un’imposta
sostitutiva pari all’8% sulla differenza tra il valore
normale dell’immobile ed il valore fiscalmente
riconosciuto.
Pertanto, gli imprenditori individuali, che alla data
del 31 ottobre 2015 possiedono immobili strumentali,
potranno tornare ad avvalersi dell’opzione dell’estromissione agevolata degli stessi beni riferiti all’attività
d’impresa, trasferendoli contestualmente alla sfera
privata.
L’estromissione potrebbe essere conveniente
soprattutto per quegli imprenditori individuali in procinto
di chiusura dell’attività, in quanto talvolta la cessazione
dell’attività sotto il profilo fiscale è impedita dall’onere
troppo elevato dell’Irpef sulla plusvalenza del fabbricato
strumentale.
Per le altre regole si rimanda a quanto già stabilito
dall’art. 9 della Legge di Stabilità relativo all’assegnazione dei beni immobili ai soci: per quanto riguarda
il versamento dell’imposta sostitutiva viene previsto il
pagamento in due rate: il 60% dell’importo dovuto entro
il 30 novembre 2016; il restante 40% entro il entro il
30 giugno 2017.
Inoltre, vi è la possibilità di applicare l’imposta
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FISCO
n. 1 2016
n.a 2cura2013n.
2 Xxxxxxx
2013n.xxxxxxxxxxxxxxxxxx
2 2013
di Xxxxxx
sostitutiva, in luogo del valore normale, sul valore
determinato dalla rendita catastale degli immobili,
rivalutata del 5% e moltiplicata con i seguenti
coefficienti:
-- Prima casa: 110
-- Tutti gli altri fabbricati appartenenti
ai gruppi catastali A e C
(escluse A/10 e C/1): 120
-- Fabbricati del gruppo B: 140
-- Fabbricati A/10 e D: 60
-- Fabbricati C/1 e E: 40,80.
RINVIO AUMENTO ALIQUOTE IVA
È confermato il rinvio dell’aumento dell’IVA contenuto
nel comma 718, Finanziaria 2015, prevedendo:
 l’aumento al 13% dell’aliquota IVA del 10% a
decorrere dal 2017;
 l’aumento al 24% a decorrere dal 2017 (in luogo
del 25%) e del 25% dal 2018 (in luogo del25,5%)
dell’aliquota IVA del 22%.
NUOVI TERMINI PER L’ACCERTAMENTO
Sono stati allungati i termini di accertamento in capo
all’Agenzia delle Entrate ai fini IVA / Imposte Dirette
come segue:
 entro il 31.12 del quinto anno successivo a quello di
presentazione della dichiarazione (in luogo
dell’attuale quarto);
 entro il 31.12 del settimo anno successivo a quello
in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere
presentata (in luogo dell’attuale quinto), in caso di
omessa dichiarazione.
NUOVA RATEAZIONE CARTELLE
I contribuenti decaduti nei 36 mesi antecedenti il
15.10.2015 dal beneficio della rateazione delle somme
dovute a seguito di accertamento con adesione, rinuncia
all’impugnazione, è riconosciuta la possibilità di essere
riammessi alla rateazione, secondo il piano originario,
limitatamente alle imposte dirette purché riprendano il
versamento della prima delle rate scadute entro il
31.5.2016.
A tal fine, entro 10 giorni successivi al versamento
il soggetto interessato deve trasmettere copia della
relativa quietanza all’Ufficio che dispone la sospensione
delle somme eventualmente iscritte a ruolo, anche se
rateizzate ex art. 19, DPR n. 602/73; l’Ufficio provvede
al ricalcolo delle rate dovute considerando tutti i
pagamenti effettuati anche a seguito di iscrizione a
ruolo, imputandole alle analoghe voci del piano di
rateazione originario e, una volta verificato il
versamento delle rate residue, provvede allo sgravio
delle somme iscritte a ruolo.
In caso di mancato pagamento di 2 rate, anche
non consecutive, il contribuente decade dal piano di
rateazione al quale è stato riammesso, senza ulteriori
proroghe.
La rateazione non è concessa se è richiesta dopo
una segnalazione ex art. 48-bis, DPR n. 602/73
(inadempimento del contribuente al pagamento di
somme iscritte a ruolo di importo pari o superiore a
Euro 10.000), limitatamente agli importi oggetto della
stessa.
ALIQUOTA DELLA GESTIONE SEPARATA
INPS 2016
L’aliquota contributiva dovuta alla Gestione separata
INPS da parte dei lavoratori autonomi, titolari di partita
IVA, privi di altra Cassa previdenziale o non pensionati
per il 2016 è confermata nella misura prevista per il
2014, pari al 27%; inoltre va aggiunto un ulteriore
0,72%, che serve per finanziare agli iscritti le tutele
relative a maternità, ANF Assegni per il nucleo familiare,
Degenza ospedaliera, Malattia e Congedo parentale;
pertanto l’aliquota contributiva 2016 è quindi pari al
27,72%.
I Viaggi di Pasqua
BERLINO con Norimberga e Ratisbona
24 - 28 Marzo
Euro 620
VIENNA e SALISBURGO
”I Mercatini di Pasqua”
24 - 28 Marzo
Euro 620
ISTRIA e i Laghi di Plitvice
25 - 28 Marzo
Euro 490
NAVIGAZIONE del RENO
26 - 28 Marzo
Euro 390
NORIMBERGA e la Strada Romantica
”I Mercatini di Pasqua”
26 - 28 Marzo
Euro 360
TOSCANA - Firenze, Arezzo e Siena
26 - 28 Marzo
Euro 370
la vetrina
FISCO
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13
a cura di Nadia Pinton capoarea servizi gestione del personale
Le novità
in materia di lavoro per il 2016
REGIME FISCALE
DEI PREMI DI PRODUTTIVITÀ
Il comma 182 rende strutturale, dopo un anno di
scopertura, l’incentivo fiscale per la detassazione dei
premi di produttività, introdotto per la prima volta nel
2008 e di anno in anno prorogato, ad eccezione del
2015.
In buona sostanza, salvo espressa rinuncia del
datore di lavoro, le somme corrisposte ai lavoratori per
incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza
ed innovazione nonché le somme erogate sotto forma
di partecipazione agli utili dell’impresa sono assoggettati, fino ad un importo complessivo lordo di 2.000
Euro, ad un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative
addizionali pari al 10%.
Viene, inoltre, stabilito che ai fini della determinazione dei premi di produttività, è computato il
periodo obbligatorio di congedo di maternità.
Le somme ed i valori che, ai sensi del comma 2
dell’art. 51 del TUIR, non concorrono alla formazione
del reddito di lavoro dipendente (ad esempio, contributi
previdenziali e da assistenziali versati in ottemperanza
di legge, somministrazione di vitto, servizio di trasporto
per la generalità dei dipendenti, azioni offerte alla
generalità dei dipendenti) non sono soggetti, nel rispetto
dei limiti indicati nel citato art. 51, all’imposta sostitutiva
in esame, anche nell’eventualità in cui gli stessi siano
fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto
o in parte, delle somme erogate come premi di
produttività.
Le disposizioni contenute nei succitati commi
trovano applicazione per il settore privato e con
riferimento ai titolari di reddito da lavoro dipendente di
importo non superiore, nell’anno precedente quello di
percezione delle somme a euro 50.000 (nel 2014 il limite
era di 40.000 euro). Il limite dei 2000 euro può essere
aumentato fino ad un importo non superiore a 2.500
euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i
lavoratori nell’organizzazione del lavoro. I premi di
produzione, inoltre, devono essere erogati in esecuzione
dei contratti aziendali o territoriali di cui all’art. 51 del
D.Lgs 15 giugno 2015, n. 81.
Spetterà ad un decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di stabilità, stabilire le modalità attuative delle suddette
disposizioni.
MODIFICHE AL REGIME FISCALE
DEL REDDITO DI LAVORO DIPENDENTE
Il comma 190 modifica la disciplina di talune somme e
valori che non concorrono alla formazione del reddito
di lavoro dipendente, contenuta nell’art. 51, lett. f ed
f-bis del TUIR. In particolare, la modifica normativa
stabilisce che le somme, i servizi e le prestazioni erogate
dal datore di lavoro ai dipendenti o a categorie di
dipendenti per la fruizione dei servizi di educazione ed
istruzione, anche in età prescolare, compresi i servizi
integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la
frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali, per
le borse di studio a favore dei medesimi familiari e per
la fruizione dei servizi di assistenza agli anziani e a
soggetti non autosufficienti, non concorrono alla
formazione del reddito di lavoro dipendente. Per familiari
si intendono i soggetti indicati nell’art. 12 del TUIR.
Inoltre, viene stabilito che l’erogazione di beni,
prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro
possa anche avvenire mediante documenti di
legittimazione, in formato cartaceo o elettronico,
riportanti un valore nominale.
NO-TAX AREA PENSIONATI
Dal 2017 scatta, per i pensionati, un aumento della
“no-tax area”. In particolare, la no-tax area per gli over
75enni passa da 7.500 euro a 8.000 euro, mentre per
i pensionati sotto i 75 anni la no-tax area aumenta da
7.500 euro a 7.750 euro.
PROROGA ESONERO CONTRIBUTIVO
PER ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO
Ai datori di lavoro del settore privato, per le nuove
assunzioni con contratto a tempo indeterminato
decorrenti dall’1.1.2016 e stipulate entro il
31.12.2017, è riconosciuto l’esonero parziale del 40%
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n. 1 2016
n.a2cura
2013n.
2 Xxxxxxx
2013n.xxxxxxxxxxxxxxxxxx
2 2013
di Xxxxxx
del versamento dei contributi previdenziali a loro carico,
per un massimo di 24 mesi. L’ agevolazione è concessa
entro il limite di esonero di 3.250 euro annui.
Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni
pensionistiche; pertanto, i lavoratori interessati non
subiran14no penalizzazioni connesse all’esonero
contributivo.
I premi INAIL sono comunque dovuti. Sono esclusi
dall’agevolazione: i lavoratori agricoli, i domestici,
gli apprendisti, i lavoratori con un contratto a tempo
indeterminato presso qualsiasi datore nei sei mesi
precedenti, i lavoratori per i quali il beneficio è stato
già utilizzato in un precedente rapporto a tempo
indeterminato, i lavoratori che nei 3 mesi precedenti
avevano un contratto a tempo indeterminato con lo
stesso datore (comprese società controllate, collegate
o facenti capo allo stesso soggetto).
L’agevolazione non spetta inoltre per i lavoratori
per i quali il presente beneficio sia già stato usufruito o
sia in fruizione in relazione a precedente assunzione a
tempo indeterminato effettuata nel 2015 in base alla
legge di stabilità 2015.
L’esonero contributivo in esame non è cumulabile
con altri esoneri o riduzioni di aliquote attualmente
previste.
Il datore di lavoro che subentra nella fornitura di
servizi in appalto e che assume, ancorché in attuazione
di un obbligo preesistente, stabilito per legge o dalla
contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il
datore di lavoro cessante fruisce dell’esonero
contributivo, preserva il diritto alla fruizione dell’esonero
contributivo medesimo nei limiti della durata e della
misura che residua computando, a tal fine, il rapporto
di lavoro con il datore di lavoro cessante.
PART-TIME LAVORATORI ANZIANI
I lavoratori dipendenti con contratto a tempo pieno ed
indeterminato che maturino il diritto alla pensione di
vecchiaia, in base alla riforma Fornero, entro il
31.12.2018 ed in possesso del prescritto requisito
contributivo, sulla base di un accordo individuale con il
datore di lavoro, potranno trasformare il rapporto di
lavoro in part-time con un orario ridotto dal 40% al
60%, per un periodo non superiore al periodo
intercorrente tra la data di accesso al beneficio e la
data di maturazione del requisito anagrafico. Il datore
di lavoro corrisponderà al lavoratore, nella busta paga,
l’ammontare equivalente ai contributi che il datore di
lavoro avrebbe versato sull’orario a tempo pieno e la
contribuzione figurativa sarà posta a carico dello Stato.
Tale importo non concorre alla formazione del reddito
e non è imponibile ai fini contributivi.
Il datore di lavoro, d’intesa con il lavoratore che
intende accedere al tempo parziale, deve dare
comunicazione all’INPS e alla Direzione Territoriale del
lavoro della stipulazione del contratto e della relativa
cessazione secondo le modalità stabilite da un decreto
attuativo.
CONGEDO OBBLIGATORIO PER IL PADRE
Vengono prorogati sperimentalmente per l’anno 2016
per il padre lavoratore dipendente il congedo
obbligatorio (da fruire entro i cinque mesi dalla nascita
del figlio) e quello facoltativo (da utilizzare in alternativa
alla madre che si trovi in astensione obbligatoria,
sempre entro i cinque mesi dalla nascita del figlio). La
misura del congedo obbligatorio è ora di due giorni,
fruibili anche non continuativamente.
FONDI DI SOLIDARIETÀ
Per i lavoratori interessati da riduzione stabile di orario
di lavoro, con conseguente riduzione della retribuzione,
i datori di lavoro, gli enti bilaterali o i fondi di solidarietà
possono versare i contributi che non siano riconosciuti
dall’Inps e relativi alla quota di retribuzione oraria persa.
INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE COLLABORATORI COORDINATI E CONTINUATIVI
L’istituto dell’indennità di disoccupazione per lavoratori
con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa
(DIS COLL) è stato prorogato anche per il 2016, per gli
eventi che si verificano dal 1 gennaio 2016 al 31
dicembre 2016, l’Inps riconosce il beneficio in base
all’ordine cronologico di presentazione delle domande.
D.LGS 81/2008
Testo unico in materia di salute
e Sicurezza nei luoghi di Lavoro
REG. CE 852/2004 e L.R. 33/2009
Normativa in materia di Igiene
e Sicurezza degli alimenti
Destinatari: tutte le ditte individuali con dipendenti e tutte le società
(comprese associazioni di diversa natura) sono tenute ad adottare le misure
necessarie per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Destinatari: tutti gli addetti operanti a diverso titolo nel settore alimentare
sono soggetti a formazione obbligatoria periodica a seconda di quanto
definito nel manuale di autocontrollo aziendale.
CALENDARIO CORSI
per la sicurezza nei luoghi di lavoro, igiene e sicurezza alimentare
MARZO 2016
Corso:
Data:
Orari:
Sede:
Aggiornamento per addetti al Settore Alimentare
16 marzo
dalle ore 14,30 alle ore 17,30
Ascomgest Varese Srl - via Valle Venosta, 4
APRILE 2016
Corso:
Data:
Orari:
Sede:
Aggiornamento per addetti al Settore Alimentare
11 aprile
dalle ore 14,30 alle ore 17,30
Ascomgest Varese Srl - via Valle Venosta, 4
Corso:
Data:
Orari:
Sede:
Aggiornamento triennale per addetti al Primo Soccorso
13 aprile
dalle ore 14 alle ore 18
Ascomgest Varese Srl - via Valle Venosta, 4
Corso:
Data:
Orari:
Sede:
Aggiornamento addetti Prevenzione Incendi - medio rischio
14 aprile
dalle ore 8.45 alle ore 13.45
Ascomgest Varese Srl - via Valle Venosta, 4
Corso:
Data:
Orari:
Sede:
Aggiornamento addetti Prevenzione Incendi - basso rischio
18 aprile
dalle ore 9 alle ore 11
Ascomgest Varese Srl - via Valle Venosta, 4
L’obbligo di formazione per i lavoratori
(art. 37 del D.Lgs. 81/2008 e accordo Stato-Regioni del 21/12/2012)
PER I LAVORATORI IN CARICO ASSUNTI DA TEMPO
e che ancora non hanno ricevuto adeguata formazione il
datore di lavoro dovrà provvedere quanto prima
all’iscrizione a specifici corsi.
PER LE NUOVE ASSUNZIONI l’obbligo di formazione
deve essere assolto entro 60 gg dall’assunzione del
lavoratore.
Prossime date in calendario:
Formazione Generale:
23 Marzo 2016
dalle ore 8.45 alle ore 12.45
2 Maggio 2016
dalle ore 8.45 alle ore 12.45
10 Marzo 2016
dalle ore 8.45 alle ore 12.45
27 Aprile 2016
dalle ore 8.45 alle ore 12.45
pubblici esercizi
18 Aprile 2016
dalle ore 14
operai generici commercio
31 Marzo 2016
dalle ore 8.45 alle ore 12.45
10 Maggio 2016
dalle ore 8.45 alle ore 12.45
Formazione Specifica:
commessi e impiegati
N.B.
alle ore 18
I CORSI DI FORMAZIONE LAVORATORI POTRANNO ESSERE ORGANIZZATI
ANCHE PRESSO LA PROPRIA SEDE AZIENDALE
per informazioni e iscrizioni ai corsi:
tel. 0332/342160
fax 0332.334408 - [email protected]
Entro il giorno 11/01/2017 tutti i DATORI DI LAVORO con incarico di RSPP (responsabile del
servizio di prevenzione e protezione) che hanno effettuato la formazione base a partire dal 1997,
HANNO L’OBBLIGO di frequentare un corso di aggiornamento della durata minima di 6 ore.
Si comunica che coloro che non provvederanno ad adempiere, nei termini previsti, all’obbligo formativo
e saranno soggetti a ispezione, potranno essere sanzionati come previsto dalla legge in vigore con:
- arresto da 3 a 6 mesi o Ammenda da € 2.740,00 a € 7.014,00
I successivi aggiornamenti saranno da svolgersi con cadenza quinquennale come indicato nella tabella:
Classe di rischio
ore
Attività a basso rischio
Attività a medio rischio
Attività ad alto rischio
6
10
14
Per i RSPP che in precedenza hanno frequentato il corso base di 16 ore (uguale per tutte le classi di
rischio) dovranno frequentare il corso di aggiornamento corrispondente al livello di rischio, identificato
mediante la classificazione del codice ATECO relativo all’attività.
In caso di inizio nuova attività il datore di lavoro con incarico di Rspp dovrà provvedere a completare il
percorso formativo entro 90 gg dalla data di inizio secondo la tabella sotto riportata:
Classe di rischio
ore
Attività a basso rischio
Attività a medio rischio
Attività ad alto rischio
16
32
48
DATE PREVISTE PER L’AGGIORNAMENTO:
Mercoledì
6
Aprile
dalle ore 8.45 alle ore 15.45
Lunedì
4 Luglio
dalle ore 8.45 alle ore 15.45
Lunedì
12 Settembre
dalle ore 8.45 alle ore 15.45
Lunedì
5 Dicembre
dalle ore 8.45 alle ore 15.45
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ASCOM INFORMA
n. 1 2016
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
VIETATO L’USO
del carbone vegetale
nel pane e affini
A
lla luce di quanto recentemente avvenuto riguardo
i sequestri comminati dal Corpo Forestale dello
Stato presso alcuni panifici pugliesi, Assipan,
l’associazione di categoria dei panifici aderente a
Confcommercio, precisa alcune normative in merito
all’uso del carbone vegetale.
La materia è regolata dai due regolamenti
comunitari il 1333/2008 e il 1129/2011 nei quali si fa
espresso divieto di utilizzo del carbone
vegetale nel pane e nei prodotti simili
come la pizza, la focaccia, il pane pizza,
permettendone però l’utilizzo in quelli che
vengono definiti Prodotti da Forno Fini.
La normativa prevede, infatti, il
divieto assoluto di utilizzo di coloranti e
additivi nel pane e nei prodotti simili ed,
essendo il carbone vegetale inteso come
un colorante, (E153) ne è vietato l’uso.
Al contrario, riguardo i Prodotti da
Forno Fini, che includono principalmente
prodotti di pasticceria e alcuni prodotti
salati, è possibile l’utilizzo del carbone
vegetale sulla base della formula del
“quanto basta”.
SIAE comunica che, per assecondare il lancio del suo nuovo portale
dedicato alla Musica d’Ambiente, ha deciso di prorogare il termine
ultimo di pagamento degli abbonamenti Siae per musica
d’ambiente al 18 marzo, per consentire l’avvio del nuovo portale
web della Siae.
Proroga
del pagamento
al 18 marzo
Il portale in questione, in questa prima fase, si affiancherà alle
modalità di pagamento consuete (MAV e uffici territoriali) per il
solo rinnovo degli abbonamenti.
Info: AscomPoint tel. 0332.342113
ASCOM INFORMA
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
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20
50&PIU ENASCO
n. 1 2016
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
COMMERCIANTI:
previsto anche quest’anno
l’indennizzo a chi cessa l’attività
Se si cessa definitivamente l’attività commerciale e si resta in attesa
della pensione è prevista anche quest’anno la possibilità di ottenere
un indennizzo pari a poco più di 502 euro mensili. Il beneficio, già
previsto dal 1996 e di cui la categoria ha potuto usufruire fino al 31
dicembre 2011, è stato ripristinato con la legge di stabilità 2014 (legge
n. 147 del 2013, comma 490).
Un atto fortemente voluto dalla Confcommercio, vista la persistente
crisi del settore. La prestazione funziona come un ammortizzatore
sociale, per accompagnare fino alla pensione coloro che lasciano
definitivamente l’attività.
L’opportunità è stata nuovamente prevista fino al 31 dicembre 2016 e
le istanze possono presentarsi fino al 31 gennaio 2017. Non è
assistenza a carico dello Stato, ma autogestione. La concessione
dell’indennizzo viene finanziata – fino al 31 dicembre 2018 – con la
maggiorazione dello 0,09% dell’aliquota contributiva prevista per i
commercianti in attività iscritti all’Inps.
DESTINATARI
Sono tutti coloro che esercitano, titolari o collaboratori,
l’attività commerciale al minuto in sede fissa o
ambulante, i gestori di bar e ristoranti, gli agenti e
rappresentanti di commercio.
REQUISITI E CONDIZIONI
E’ necessario che gli interessati che hanno cessato o
cesseranno l’attività entro il 31 dicembre 2016, abbiano
più di 62 anni di età, se uomini, o più di 57 anni, se
donne, e vantino un’iscrizione al momento della
cessazione dell’attività per almeno 5 anni, in qualità di
titolari o collaboratori, nella gestione degli esercenti
attività commerciali istituita presso l’Inps. Sono
necessari altresì:
 La cessazione definitiva dell’attività;
 La riconsegna dell’autorizzazione per l’attività di
somministrazione al pubblico di alimenti e bevande
(nel caso in cui quest’ultima sia esercitata con
l’attività di commercio al minuto);
 La cancellazione del titolare dell’attività dal
Registro delle Imprese;
 La cancellazione del titolare dal Registro degli
Esercenti il Commercio per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
 La cancellazione dal ruolo provinciale degli Agenti
e Rappresentanti di Commercio.
INCOMPATIBILITÀ DEL BENEFICIO
L’indennizzo è incompatibile con attività di lavoro
autonomo o subordinato e la corresponsione del
beneficio termina dal primo giorno del mese successivo
a quello in cui sia stata ripresa l’attività lavorativa,
la vetrina
50&PIU ENASCO
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21
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
dipendente o autonoma. Il beneficiario deve comunicare
all’Inps la ripresa dell’attività entro 30 giorni dal suo
verificarsi. A sua volta l’Inps deve effettuare i controlli
sul rispetto della norma.
MISURA, DURATA E MODALITÀ DI EROGAZIONE
L’indennizzo compete dal primo giorno del mese
successivo a quello di presentazione della domanda e
fino al momento in cui si potrà percepire la pensione
di vecchiaia. Ciò significa che, rispetto al passato,
l’indennizzo avrà una durata superiore ai tre anni, visto
che l’assegno viene erogato fino al momento di
compimento della nuova età pensionabile, adeguata agli
incrementi della speranza di vita (vedi riquadro).
L’importo – pari quest’anno a 502 euro mensili –
è identico al trattamento minimo di pensione concesso
dall’Inps ai commercianti iscritti alla gestione.
L’Istituto ritiene che la titolarità di un trattamento
pensionistico non impedisca la concessione dell’indennizzo. In una situazione del genere potrebbero trovarsi
i titolari di assegno di invalidità, di pensione di anzianità,
nonché le vedove ed i vedovi che hanno una rendita di
reversibilità.
Per ottenere la prestazione occorre inoltrare
all’Inps un’apposita domanda. I periodi in cui viene
riscosso l’assegno si considerano come lavorati ai fini
della pensione.
Attenzione però: la contribuzione figurativa si
somma a quella di lavoro solo per raggiungere il diritto,
in quanto lo scopo della prestazione è di evitare che il
commerciante con pochi versamenti possa restare senza
reddito e pensione.
LA DOMANDA,
PER “NUOVI” E “VECCHI” COMMERCIANTI
La legge di stabilità 2014 non ha solo riattivato
l’incentivo per chi matura i requisiti e le condizioni dal
1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016; ha pure riaperto
i termini per le “vecchie” chiusure, ossia per quelle
avvenute entro il 31 dicembre 2011 da parte di coloro
che hanno maturato i requisiti tra il 1° gennaio 2009 al
31 dicembre 2011.
Pertanto, attualmente può presentare domanda
di indennizzo:
 chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2016;
 chi, pur avendo maturato i requisiti nel periodo
dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2011, non aveva
presentato domanda o gli era stata rigettata perchè
presentata oltre il termine ultimo (era fissato al 31
gennaio 2012).
Attenzione: l’Inps ha precisato che, in ogni caso
(ai “nuovi” e/o ai “vecchi”), la decorrenza dell’indennizzo non può essere antecedente al 1° febbraio 2014,
primo giorno del mese successivo all’entrata in vigore
della legge e, comunque, l’indennizzo viene concesso
dal 1° giorno del mese successivo alla presentazione
della domanda.
Si consiglia, data la non semplice procedura, di
rivolgersi agli uffici del Patronato 50&Più Enasco i
quali, gratuitamente, dopo un’attenta verifica dei
requisiti, possono provvedere alla predisposizione
dell’apposita domanda e all’inoltro presso l ’Inps.
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22
50&PIU ENASCO
n. 1 2016
Verifica dei redditi
invito ai pensionati
E
’ in corso da parte dell’Inps la seconda fase della
verifica della situazione reddituale per tutti quei
pensionati che percepiscono trattamenti economici
legati, per legge, al rispetto di precisi limiti di reddito e
che nel 2015 non hanno provveduto a trasmettere
all’Istituto le informazioni richieste.
Un controllo a tappeto che l’Inps è tenuto a fare
ogni anno tramite appositi modelli (RED, RED/EST,
ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS) a circa 7 milioni e mezzo di
pensionati, per avere conferma che le prestazioni legate
al reddito siano corrisposte a tutti coloro che ne hanno
diritto.
Come già nel 2014 anche per il 2015 l’Inps ha
seguito la modalità di raccolta delle informazioni
reddituali con la collaborazione dei Caaf (Centri
Autorizzati di Assistenza Fiscale) e attraverso l’utilizzo
dei servizi on-line accessibili dal portale www.Inps.it.
Oltre al 2015 la verifica riguarda anche i redditi
posseduti nel 2013 e 2014 per coloro che per tali anni
non hanno risposto all’invito.
Detti modelli debbono essere restituiti all’Inps
entro e non oltre il 20 febbraio 2016 tramite i
consueti canali telematici.
E’ evidente che la mancanza di comunicazione
diretta provoca dimenticanze che i pensionati rischiano
di pagare care. La non presentazione della dichiarazione, infatti, può comportare la sospensione di tali
prestazioni.
Districarsi nella compilazione non è agevole né
piacevole. E’ per questo, come già previsto negli anni
precedenti, che gli interessati possono avvalersi
dell’assistenza dei Caaf che sono da sempre autorizzati
a tali operazioni attraverso l’apposita convenzione con
l’Istituto previdenziale.
E’ importante ricordare che per non incorrere in
errori nell’autodenuncia del reddito, che potrebbe
portare a spiacevoli conseguenze e per tutti i chiarimenti
del caso, negli uffici di 50&Più Caaf e del patronato
50&Più Enasco, presenti in ciascuna provincia, è
stato previsto un apposito SERVIZIO GRATUITO
con esperti operatori che provvedono alla
predisposizione dei modelli e a svolgere tutte le
eventuali ed ulteriori pratiche necessarie.
Naturalmente andando agli uffici è importante
portare con sé tutti i documenti che attestino il possesso
dei redditi richiesti.
Va evidenziato, che anche i pensionati residenti
all’estero, che non hanno già trasmesso le informazioni
richieste, stanno ricevendo la comunicazione cartacea
(Modello REDEST), da compilare e restituire all’Inps
sempre entro il 20 febbraio 2016.
Quali redditi
Sia per la pensione minima che per la maggiorazione
sociale, e’ il caso di ricordare che l’Inps considera tutti
i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o
tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i
rendimenti da Bot e altri titoli.
Nel computo rientrano anche le rendite Inail e gli
assegni assistenziali.
In altre parole bisogna denunciare tutto con la
sola eccezione dei redditi provenienti da:




la casa di abitazione
le pensioni di guerra
l’assegno di accompagno
i trattamenti di famiglia
i sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere
continuità.
di
50&PIU ENASCO
la vetrina
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a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
In pensione più tardi da quest’anno
Oltre alla stretta sull’età di accesso alla pensione, prevista dalla riforma “Fornero”
(Legge 214/2011) c’è anche per il 2016 l’aumento di 4 mesi per tutti legato alla
speranza di vita (Legge 122/2012 D.M. dicembre 2014) e la revisione periodica dei
coefficienti di trasformazione del montante contributivo, prevista dalla riforma “Dini”
del 1995.
Ma vediamo cosa succede da quest’anno sia per la pensione di vecchiaia che per la
prestazione anticipata (ex anzianità).
PENSIONE DI VECCHIAIA
Per le donne dipendenti del settore privato l’età di
uscita per vecchiaia passa dai 63 anni e 9 mesi
del 2015 a 65 anni e 7 mesi (compreso l’innalzamento
di 4 mesi della speranza di vita), mentre le autonome
possono prendere l’assegno solo dopo aver
compiuto 66 anni e un mese.
La classe di età più penalizzata è quella delle
lavoratrici nate nel 1953 che si ritroveranno ad
attendere la pensione fino al 2020, visto che nel 2018
è previsto un nuovo scalino per l’età di vecchiaia cioè a
67 anni e 7 mesi e nel 2019 ci sarà un nuovo aumento
della speranza di vita.
Da quest’anno invece gli uomini del settore privato
(dipendenti e autonomi) e quelli del pubblico impiego
insieme alle donne dello stesso settore vanno in
pensione a 66 anni e 7 mesi.
Sempre quest’anno sono scattati anche i nuovi
coefficienti di trasformazione del montante contributivo
previsti dalla riforma “Dini” a partire dal 1996 (revisione
finora triennale e dal 2019 biennale). La sola quota
contributiva dell’importo pensionistico, a parità di età
in uscita, risulterà più bassa perché sarà moltiplicata
per un coefficiente inferiore.
Se si tiene conto, infatti, della revisione in questi
anni dal 1996 ad oggi l’importo della pensione calcolato
con il sistema contributivo è diminuito del 13%. Per i
requisiti si veda Tab A.
PENSIONE ANTICIPATA (EX ANZIANITÀ)
Vediamo adesso quali sono i requisiti per ottenere la
pensione anticipata da quest’anno. Sempre la riforma
“Fornero” del 2011, già a decorrere dal 2012 in poi, ha
previsto nei confronti di coloro che maturano i requisiti
per questa prestazione non più una doppia possibilità
e cioè: 35 anni di contribuzione minima insieme all’età
e quota oppure il solo requisito contributivo minimo di
40 anni, ma il solo requisito più elevato di contribuzione
senza quote né finestre (si veda Tab. B).
Tale nuova applicazione riguarda tutte le categorie
di lavoratori che appartengono a tutti i regimi
previdenziali dell’Inps (dipendenti, autonomi, ex
Inpdap, ex Enpals, gestione separata ecc.).
Anche per questa prestazione vale da quest’anno
l’aumento di 4 mesi legato alla speranza di vita e i
nuovi coefficienti di trasformazione del montante
contributivo.

L’opzione donna
La legge di stabilità 2016 (n. 208/2015) ha prorogato
la cosiddetta “opzione donna” fino al 31 dicembre 2015.
E’ questa la possibilità offerta alle lavoratrici donne di
andare in pensione anticipata cioè con almeno 35 anni
di contributi e un età non inferiore a 57 anni e 3 mesi
(58 anni e tre mesi se lavoratrice autonoma) optando
per il solo calcolo contributivo della pensione.
Tale calcolo risulta sicuramente meno vantaggioso
e può comportare una perdita in termini di pensione
stimabile, per la sola quota di trasformazione attorno
al 20-25 % (si veda apposito articolo sulla rivista 50&Più
di dicembre 2015).

L’accredito dal 1996
Per coloro il cui primo accredito contributivo decorre
dal 1° gennaio 1996, l’adeguamento alla speranza di
vita deve applicarsi al requisito anagrafico previsto dalla
riforma “Fornero” (art. 24, comma 11, legge 214/2011)
che dal 2016 è di 63 anni e 7 mesi, che consente
l’accesso alla pensione anticipata con almeno 20 anni
di contribuzione effettiva (si veda Tab. B – seconda
possibilità: doppio requisito).

L’anticipata prima dei 62 anni
Per coloro che accedono alla pensione anticipata ad
un’età inferiore a 62 anni era stata prevista una
riduzione percentuale del trattamento pensionistico, pari
all’1% per ciascun anno mancante ai 62 anni in caso di
pensionamento all’età di 60 e 61 anni; pari al 2% per
ogni anno ulteriore di anticipo per chi acceda al
pensionamento con un’età inferiore a 60 anni.
La legge di stabilità per il 2015, n. 190/2014, ha
tuttavia previsto che, dal 1° gennaio 2015, le pensioni
anticipate non saranno soggette ad alcuna penalizzazione, anche nell’ipotesi in cui l’accesso a tali
trattamenti avvenga con meno di 62 anni di età.
In particolare ciò vale per tutti coloro che maturano
il requisito di anzianità entro il 31 dicembre 2017.
La legge di stabilità 2016, n. 208/2015, ha reso
retroattiva l’abolizione del taglio previsto dalla riforma
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50&PIU ENASCO
n. 1 2016
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
“Fornero” su detta pensione anticipata, riconoscendo il
trattamento pieno anche ai lavoratori ritiratisi prima
dal lavoro, nel periodo 2012-2014.
In altre parole, tutti coloro che sono titolari di
pensione con decorrenza compresa nel periodo dal 1°
gennaio 2012 al 31 dicembre 2014, a partire dal 1°
gennaio 2016, avranno diritto ad un trattamento
pensionistico più alto, non più decurtato in base all’età
in cui si sono ritirati; cioè, le pensioni saranno ricalcolate
senza decurtazione e, dal 1° gennaio 2016, messe in
pagamento con l’importo senza penalizzazione.

I requisiti per entrambe le prestazioni
Come già detto, per ottenere la pensione di vecchiaia
è necessario avere l’età e almeno 20 anni di contributi
versati. I requisiti differiscono a seconda che i richiedenti
siano o meno in possesso di contributi versati alla data
del 31 dicembre 1995, data questa che rappresenta lo
spartiacque tra pensioni in regime “retributivo o misto”
e pensioni in regime “contributivo”. La pensione, previa
domanda dell’interessato, decorre dal primo giorno del
la vetrina
50&PIU ENASCO
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a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
mese successivo a quello nel quale il lavoratore ha
compiuto l’età di pensione ovvero, nel caso in cui a
tale data non risultino soddisfatti i requisiti di anzianità
contributiva, dal primo giorno del mese successivo a
quello in cui i requisiti suddetti vengono raggiunti.
Poiché la liquidazione della pensione avviene sempre
su richiesta dell’interessato, ove questa venga prodotta
nel tempo dopo la maturazione dei requisiti, avverrà
dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale
è stata presentata la domanda.
Per il conseguimento della pensione, infine, è
richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.
Non è invece richiesta la cessazione dell’attività di
lavoratore autonomo.
La pensione anticipata ha la particolarità di
consentirne l’accesso nel tempo prima rispetto all’età
prevista per la pensione di vecchiaia, perché si basa
solo sul requisito contributivo (cioè non occorre
attendere un’età minima). Anche per la pensione
anticipata valgono poi gli stessi requisiti già indicati
per la pensione di vecchiaia (si legga sopra).
Il Governo starebbe studiando in questi giorni
nuovi provvedimenti di legge per le pensioni nel 2016,
che si reggono sui pilastri della pensione anticipata,
con la possibilità di ottenere la prestazione a 63 anni e
7 mesi congiuntamente ad un minimo di 20 anni di
contributi. La penalizzazione, relativa ai versamenti
calcolati con il sistema retributivo, ammonterebbe al
10% circa (soglia massima).
Per ogni eventuale approfondimento sugli argomenti
trattati (possibili scelte e, tra queste, le più giuste
e convenienti) si consiglia di rivolgersi al nostro
Patronato 50&PiùEnasco che, con esperti
operatori, assiste da sempre GRATUITAMENTE,
su tutto il territorio nazionale, per ottenere ulteriori
chiarimenti e l’assistenza necessaria per la
presentazione della domanda on-line all’Inps.
ASCOM INFORMA
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
ASCOM INFORMA
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CREDITO: a Varese cresce il risparmio
Nei primi nove mesi del 2015 ha toccato quota 18 miliardi, il +4,8% rispetto all’anno prima.
Tutti i dati disponibili su OsserVa, portale statistico della Camera di Commercio
A
ncora una volta per gli italiani la crisi fa rima
con risparmio. E i varesini non fanno eccezione: siamo oltre quota 18 miliardi a fine
settembre 2015, con un +4,8% rispetto all’anno
precedente. Nello stesso periodo in Lombardia si
registra un +5,9% e in Italia un +4,6%. L’analisi
condotta dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di
Commercio conferma come il protrarsi delle difficoltà
congiunturali e il continuo rinvio del segno + sul
prodotto interno lordo spinga i risparmiatori a mettere
denaro da parte.
Nel medio periodo, ossia dal III trimestre
2011 allo stesso periodo del 2015, i varesini hanno
accantonato quasi 3 miliardi di euro: +17,5% in
quattro anni. Intanto, dopo la lieve ripresa dei prestiti
alle imprese di metà anno, scendono di nuovo gli
impieghi alla fine del III trimestre (-0,6% rispetto a
fine giugno 2015), tuttavia in miglioramento rispetto a
un anno fa +1,2%.
Da settembre 2011 a settembre 2015, i prestiti
all’economia sono passati da 22 a 20,6 miliardi di euro
perdendo il 6,5% e quasi 1 miliardo e mezzo in valore
assoluto.
Se allarghiamo però lo sguardo e osserviamo il
fenomeno nel suo complesso si avvertono piccoli
segnali di miglioramento del clima finanziario:
l’andamento dei prestiti bancari, pur restando volatile,
sembra aver cambiato direzione a partire da novembre
2014, imboccando un percorso di risalita; inoltre, a fine
settembre 2015 lo stock degli impieghi ha toccato livello
20 miliardi e 614milioni di euro. Si tratta di quasi 300
milioni in più rispetto a un anno prima. Di questi 20
miliardi, circa 8 sono quelli destinati alle imprese
private, dato in miglioramento rispetto al 2014. In
leggera ripresa anche gli impieghi destinati alle famiglie.
Infine, ancora negativo il quadro riferito alle
sofferenze, risultate a giugno 2015 (ultimo dato
disponibile), pari a quasi 2 miliardi con 16mila affidati,
mentre il rapporto con gli impieghi è del 9,4% (8,8%
un anno prima; 5,7% a metà 2011). Gli approfondimenti
sul credito sono disponibili su OsserVa, portale statistico
della Camera di Commercio varesina.
#FAILASCELTAGIUSTA: quale scuola per quale lavoro
Una pubblicazione destinata alle ragazze e ai ragazzi delle scuole medie varesine
N
ell’ambito della sua attività volta a far sempre
meglio incontrare il mondo della formazione e
quello dell’economia, la Camera di Commercio pubblica
online la prima edizione di un’agile guida intitolata
“#Failasceltagiusta: quale scuola per quale
lavoro”.
Grazie a una proficua sinergia con la Provincia di
Varese, si sono così allineate le informazioni su
economia e mercato del lavoro con quelle sugli indirizzi
scolastici superiori descritti nella “Guida PerCorsi per
la Formazione/Istruzione”.
L’opuscolo “#Failasceltagiusta: quale scuola per
quale lavoro”, edito dalla Camera di Commercio,
garantisce allora una complementarietà d’informazione
con quello dell’ente di Villa Recalcati: l’obiettivo è di
permettere alle famiglie di avere un quadro
preciso non solo degli istituti superiori presenti
sul territorio con le caratteristiche dei piani di
studio, ma anche delle opportunità che si aprono
sul mercato del lavoro legate a ciascun indirizzo
scolastico.
In una logica attenta alle esigenze delle ragazze e
dei ragazzi tra i 13 e i 14 anni, la guida della Camera di
Commercio offre infatti gli strumenti per comprendere
il mercato del lavoro sul nostro territorio e i fabbisogni
professionali in alcuni tra i principali ambiti economici:
dall’Abbigliamento e Moda alla Meccanica, il Turismo e
la Ristorazione, il Commercio, i Trasporti e la Logistica,
l’Edilizia, il mondo dell’Elettricità e dell’Elettronica,
l’Informatica e le Telecomunicazioni oltre all’Amministrazione d’Ufficio. Un’analisi che permettere di cogliere
quali, in ciascun ambito, siano i profili richiesti dalle
imprese, le competenze necessarie e le prospettive di
sviluppo.
pagina
28
FNAARC - AGENTI RAPPRESENTANTI
n. 1 2016
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
Per la prima volta agenti, rappresentanti di commercio e ditte mandanti saranno chiamati a scegliere
direttamente i nuovi organi di vertice della Fondazione Enasarco. La scelta avverrà attraverso
l’elezione diretta dell’Assemblea dei Delegati che a sua volta nominerà il Consiglio di Amministrazione
della Fondazione.
Le elezioni sono una tappa essenziale nel cammino fatto di autodisciplina e trasparenza intrapreso ormai
da tempo da Enasarco e culminato con l’approvazione del nuovo Statuto il 14 maggio 2015.
LE ELEZIONI PER LA COSTITUZIONE
DELL’ASSEMBLEA DEI DELEGATI
si svolgeranno:
da venerdì 1 aprile 2016 a giovedì 14 aprile 2016
Si potrà votare dalle ore 9.00 alle ore 18.00 nei giorni dal lunedì al venerdì
e dalle ore 9.00 alle ore 20.00 nei giorni di sabato e domenica.
Per informazioni su come procedere alla votazione vi invitiamo a visitare il sito www.enasarco.it
o contattare direttamente il nostro ufficio di Varese al numero 0332-342146.
ALLE ELEZIONI PARTECIPERANNO APPOSITE LISTE
ELETTORALI IN GRADO DI GARANTIRE UN NUMERO
DI CANDIDATI CHE SIANO L’ESPRESSIONE DI UNA
PLURALITÀ DI CATEGORIE E SETTORI MERCEOLOGICI
E DI ALMENO 6 REALTÀ REGIONALI DIVERSE.
Per garantire una presenza attiva e tutelare i propri soci, F.N.A.A.R.C. e CONFCOMMERCIO,
insieme alle altre principali sigle sindacali, hanno costituito l’ampia coalizione “Insieme per
Enasarco”.
All’interno di questa coalizione c’a anche la Lista Elettorale “Agenti per Enasarco” avente al
suo interno i rappresentanti di F.N.A.A.R.C. tra cui il nostro presidente provinciale Sig.
Franco Iemmallo.
Per conoscere i contenuti del programma della Lista Insieme per Enasarco vi invitiamo a visitare il sito
www.insiemeperenasarco.it. o a contattare direttamente il nostro ufficio di Varese tel. 0332-342146
L’INVITO A TUTTI GLI AGENTI E CASE MANDANTI
è quello di partecipare al voto per il futuro di Enasarco e quindi per il loro futuro.
Si rinnova anche per il 2016 l’accordo con la Concessionaria Volvo Time Motors di Viale Valganna, 130.
La convenzione garantisce a tutti i Soci Confcommercio Varese le seguenti percentuali di sconto:
MODELLI
sconto convenzioni su listino
al pubblico anno 2016
V40
15%
V40 Cross Country
15%
SERIE 60 (S/V/XC/Cross Country)
17%
SERIE 70 (V/XC)
17%
S80
17%
NUOVA XC90 Versione Kinetic
NUOVA XC90 Altre Versioni
8%
10%
La presente griglia sconti non è cumulabile con altre iniziative in corso
pagina
30
ACCORDO UNIASCOM - FAI
n. 1 2016
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
My Shopping fa rima con cultura
grazie all’accordo con il Fondo
per l’Ambiente Italiano
U
n’unione tra lo shopping e l’arte: è quello cui tende
l’accordo tra Uniascom e Fai, attraverso l’applicazione
MyShopping.
“Una iniziativa commerciale ma anche culturale” come
ha spiegato il presidente Uniascom Giorgio Angelucci. “Il
rinnovo di un incontro con la cultura che l’unione commercianti
aveva già siglato quasi 20 anni fa, collaborando alla
ristrutturazione di una delle sale di villa Panza” ha ricordato
Lino Gallina di Uniascom. L’accordo prevede la possibilità di
acquistare una serie di biglietti prevenduti per uno dei tre
beni Fai della provincia, (Villa Panza, Villa Della Porta Bozzolo,
Monastero di Torba) che potranno essere ricollocati attraverso
l’applicazione MyShopping.
Con questo accordo Uniascom entrerà a far parte dei
partner Fai, da una parte attraverso l’accesso nel portale Fai,
dall’altra potendo “offrire cultura” ai propri clienti, in varie
forme, per mezzo dell’applicazione Uniascom MyShopping.
“L’applicazione MyShopping interpreta straordinariamente, in chiave locale, quella che è una decisa tendenza
dei nuovi consumatori” ha sottolineato la property Manager
di Fai Elena Ambrosoli. “E siamo curiosi di sapere come verrà
declinata da questa opportunità, dalla fantasia imprenditoriale
dei commercianti”. L’applicazione permette già alle imprese
aderenti di proporre dei coupon con i quali utilizzare la
convenzione Fai/Uniascom a favore dei consumatori.
L’accordo prevede inoltre – per chi acquista i pacchetti
prepagati di biglietti da rivendere o omaggiare attraverso
MyShopping – anche sconti per l’utilizzo di sale Fai come
location di eventi: un’occasione in più per coniugare il business
varesino con la grande arte a chilometro zero.
La presentazione
a Villa Panza dell’accordo
Fai/My Shopping
Biglietti Fai acquistabili
in pacchetti e vendibili
esclusivamente
dall’app MyShopping:
è il nucleo dell’accordo
che promuove
una partnership più stretta
tra commercio e cultura
ASCOM INFORMA
a cura di Xxxxxx Xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx
La Regione Lombardia con la legge regionale n. 8/2013 ha varato una serie di
disposizioni per i titolari degli esercizi commerciali dove si trovano installati apparecchi per
il gioco d’azzardo, introducendo l’obbligo di uno specifico percorso formativo per la gestione
delle situazioni di criticità da parte della clientela, che potrebbero presentarsi durante l’uso
dei suddetti apparecchi (slot e giochi similari).
La Regione, infatti, ritiene indispensabile che i titolari abbiano le adeguate conoscenze e la
giusta preparazione per affrontare tutte le problematiche legate al gioco d’azzardo nel proprio
locale, vale a dire la consapevolezza del rischio di ludopatia del cliente, intervenendo, quando
opportuno, nel rispetto della legalità e dell’ordine pubblico.
Confcommercio Ascom Varese si è attivata, in collaborazione con i medici specialisti
e gli psicologi dell’Asl di Varese, per organizzare un servizio formativo composto da
corsi strutturati come richiesto dal legislatore, al fine di assolvere all’obbligo di legge nel
contrasto della ludopatia. Tali corsi costituiscono anche un’occasione di aggiornamento
formativo obbligatorio per i gestori dei locali interessati.
Vista l’importanza dell’adempimento, sia per valorizzare la professionalità degli operatori
che per evitare le pesanti sanzioni previste dalla Regione (da 1000 a 5000 euro), invitiamo
gli associati a contattarci per la pre-iscrizione al corso. I dettagli del programma del corso
sono pubblicati su www.confcommerciovarese.it/formazione.
Ricordiamo che la prima data dei seminari formativi
sarà la seguente:
mercoledì 8 giugno 2016
dalle ore 9 alle ore 13
presso la sede Ascom Varese
(Sala Maestri)
via Valle Venosta 4 – Varese
pagina
CALENDARIO SCADENZE PER LE AZIENDE
32
n. 1 2016
n. 2 2013n.
2 2013n.
2013
a cura di Alberto
Solari capoarea
servizi2fiscali
e contabilità
MARZO 2016

SPESOMETRO Contribuenti con IVA mensile
-
comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate

INVIO CU 2016 termine per l’invio telematico
delle cessioni/acquisti di beni e le prestazioni di
all’Agenzia delle Entrate della Certificazione Unica
servizi rese/ricevute rilevanti ai fini IVA (Elenchi
2016
clienti/fornitori e operazioni in deroga utilizzo
contante da parte dei cittadini extra UE, operazioni

VERSAMENTO ANNUALE IVA relativa all’anno 2015

VERSAMENTO UNITARIO DELLE IMPOSTE
con soggetti residenti in paesi BLACK LIST)

CONTRIBUTI DIRIGENTI DI AZIENDE COMMERCIALI - versamento relativo al 1° trimestre 2016
(LAVORO DIPENDENTE – ritenute – iva contribuenti
mensili – imposte sostitutive) e dei contributi dovuti

CONTRIBUTI COLF E BADANTI Versamento
relativo al 1° trimestre 2016
all’INPS (contributi previdenziali ed assistenziali –
Gestione Separata) relativi al mese precedente

ISI E IVA APPARECCHI DA INTRATTENIMENTO
APRILE 2016
versamento dell’ISI (codice tributo 5123) e dell’IVA
forfetaria (codice tributo 6729) dovute per il 2016
relativamente agli apparecchi da divertimento.



(LAVORO DIPENDENTE – ritenute – iva contribuen-
Versamento tassa annuale per la tenuta dei libri
ti mensili – imposte sostitutive) e dei contributi dovuti
contabili e sociali delle Società di Capitali.
all’INPS (contributi previdenziali ed assistenziali –
FONDO EST (fondo assistenza sanitaria integrativa
Gestione Separata) relativi al mese precedente
commercio turismo servizi e settori affini) versamento


VERSAMENTO FONDO PENSIONE FONTE – 1°
TRIMESTRE 2016
relativo al mese di febbraio

VERSAMENTO UNITARIO DELLE IMPOSTE
TASSA ANNUALE LIBRI CONTABILI SOCIALI
EBCM (Ente Bilaterale Commercio e Servizi)

FONDO EST (Fondo assistenza sanitaria
versamento relativo al mese di febbraio
integrativa commercio turismo, servizi e settori
EBTU (Ente Bilaterale Settore Alberghiero
affini) - versamento relativo al mese di marzo
Pubblici Esercizi) versamento relativo al mese di

EBCM (Ente Bilaterale Commercio e Servizi) versamento relativo al mese di marzo
febbraio (scadenza valida esclusivamente per le
Aziende aderenti agli Enti Bilaterali della Provincia

EBTU (Ente Bilaterale Settore Alberghiero
Pubblici Esercizi) - versamento relativo al mese di
di Varese)
marzo (scadenza valida esclusivamente per le

IVA COMUNITARIA - presentazione esclusivamente
Aziende aderenti agli Enti Bilaterali della Provincia
in via telematica degli elenchi INTRASTAT mensili –
di Varese)
mese di febbraio




INVIO TELEMATICO MODELLO UNI - EMENS -
telematica all’Agenzia delle Entrate delle cessioni/
denuncia retribuzioni erogate ai dipendenti nel mese
acquisti di beni e le prestazioni di servizi rese/ricevute
di febbraio
rilevanti ai fini IVA (Elenchi clienti/fornitori e
ENASARCO FIRR – termine per il versamento del
operazioni in deroga utilizzo contante da parte dei
contributo annuale al fondo indennità risoluzione
cittadini extra UE, operazioni con soggetti residenti
rapporto di agenzia – anno 2015
in paesi BLACK LIST
ACQUISTI DA SAN MARINO - invio telematico della
comunicazione degli acquisti con operatori economici

SPESOMETRO (Altri Soggetti) – comunicazione

IVA COMUNITARIA - presentazione esclusivamente
aventi sede a San Marino, annotati nel mese
in via telematica degli elenchi INTRASTAT mensili –
precedente
mese di marzo e Trimestrali – 1° trimestre
COMUNICAZIONE LAVORI USURANTI - comu-

MUD – denuncia annuale rifiuti – anno 2015 –
nicazione alla Direzione Prov. del Lavoro dei
termine ultimo per la presentazione. (salvo
nominativi dei lavoratori soggetti alla normativa
valutazione SITRI)
Periodo di Riferimento
Contratti
Periodo di
Riferimento ISTAT
Contratti Affitto Stipulati
dopo Aprile 1985
Contratti Affitto uso diverso dall'abitazione
principale stipulati prima dell'Aprile 85
Mese
Anno
Mese
Anno
% ISTAT
% App. (75%)
Biennio
% ISTAT
% App. (75%)
genn/febbr.
201
dicembre
201
0,
*****
1/1
0,
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