ANNO XLIX
numero 2
aprile 2006
Periodico della Fondazione Piccolo Rifugio
Poste italiane spa
spedizione in a. p. D. L. 353/03
(conv. L. 46/04) art. 1 comma 2,
DCB San Donà di Piave
FONDAZIONE
SAN DONA’
BRASILE
IL CINQUE
PER MILLE AL
PICCOLO RIFUGIO
INAUGURATO
IL NUOVO
CENTRO DIURNO
NUOVE VOCAZIONI
PER LE VOLONTARIE
DELLA CARITA’
editoriale
l’ more
ince
Dir. Amm.ne “Piccolo Rifugio”
Casella Postale n. 39
30027 S. Donà di Piave (VE)
Tel. 0421/330344
Conto Corrente Postale 14406375
Poste italiane spa
spedizione in a. p. D. L. 353/03
(conv. L. 46/04) art. 1 comma 2,
DCB San Donà di Piave
Aut. Tribunale di Treviso
n° 731 del 23-11-1988
Iscrizione al Registro Nazionale della
Stampa
n. 3193 Vol. 3 Foglio 737 del 09-05-’91
Redazione: Viale della Vittoria, 19
31029 Vittorio Veneto
Dir. Responsabile: Elena Suardi
Stampa: Grafiche DIPRO - Roncade (TV)
Una copia 0,10 euro
Garanzia di riservatezza per gli abbonati
Comunicazione ai sensi della legge 675/96 sulla
tutela dei dati personali.
La Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio,
editore della rivista “L’Amore Vince”, garantisce la
massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati
e la possibilità di richiederne gratuitamente la
rettifica o la cancellazione scrivendo a: Fondazione
di Culto e Religione Piccolo Rifugio, Via Dante
Alighieri, 7 - 30027 San Donà di Piave (Venezia).
Le informazioni custodite nel nostro archivio
elettronico verranno utilizzate al solo scopo di
inviare agli abbonati la nostra rivista e/o
informazioni od opuscoli inerenti la nostra opera.
2
l’Amore Vince
Due momenti di gioia si intersecano nelle pagine del
nostro periodico. Il primo è legato ad un fatto concreto. E’ l’inaugurazione della rinnovata struttura del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave, oggi diventata ancor
di più una confortevole residenza per le ospiti ed un
centro diurno moderno e logisticamente ben articolato. E’ impressionante, davanti all’imponente edificio,
pensare a quanta strada sia stata fatta, anche in questo
campo, meno spirituale ma certamente maggiormente
visibile, sulle orme tracciate da Lucia Schiavinato. Più di
settant’anni sono passati dal primo Piccolo Rifugio che
proprio a San Donà, in vicolo Nuovo, Mamma Lucia
aveva fondato. Tanta strada, dicevamo, e soprattutto il
forte sostegno della Provvidenza che in questi anni non
ha mai mancato, nelle sue differenti forme, di incentivare le opere della Fondazione.
Dal Brasile, poi, il secondo evento gioioso. Questa volta
è protagonista l’Istituto delle Volontarie della Carità.
Gli esercizi spirituali dello scorso febbraio, infatti, si sono chiusi in maniera straordinaria. Motivo di tanta
straordinarietà, i primi voti di due giovani bahiane, Marinêz e Iracema, i voti definitivi di Ana, Bené e Francisca, l’inizio del cammino di formazione di Jovelina e
Gabriel e di Lurdes Rodriguez e Lurdes Queiroz che desiderano associarsi all’Istituto. Un grande dono, che
conferma come i passi compiuti dall’Istituto in Brasile
non siano stati vani.
Due gioie che ci invitano a vivere ancora con maggior
entusiasmo il magnifico momento della Pasqua, carico,
come le storie sopra citate, di aspetti drammatici e difficili ma che si conclude con un grande rilancio della fede che è rappresentato dalla resurrezione.
Buona Pasqua a tutti i nostri lettori.
Michele Vidotto
aprile 2006
attualità
ELEZIONI
E SETTIMANA
SANTA
L
e elezioni politiche a ridosso
della Santa Pasqua hanno
praticamente creato la coincidenza di due
importanti momenti, diversi per natura, ma
entrambi da affrontare con preparazione e
serietà.
Come cristiani e cittadini, infatti, sentiamo
l’esigenza di vivere sia la Pasqua, con le sue
riflessioni ed i suoi richiami, sia la vita politica
con i dibattiti, i confronti, le inevitabili
tensioni. Il nostro dovere di cittadini delle due
città, civile e religiosa, è di essere attenti e di
prepararci per entrambi questi appuntamenti.
Purtroppo l’invadenza ed il frastuono della
politica oscurano e fanno dimenticare quanto
ci richiederebbe la nostra fede. Non che ci sia
Anche Lucia Schiavinato raccolse l'invito della Chiesa
ad interessarsi di politica
aprile 2006
una contrapposizione di esigenze, ma la
necessità che entrambe vengano rispettate,
visto che desideriamo essere sia buoni cristiani
che buoni cittadini, dando a Cesare quel che è
di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
E così, il clima di tensione e polemica in
ambito politico, non è certo l’ambiente ideale
per il raccoglimento, la preghiera, la
meditazione connaturate al tempo della
Pasqua.
Da sempre siamo convinti che è giusto che i
cristiani si impegnino non solo nel sociale,
ma anche nella politica. Tale convinzione è
confermata dallo studio della dottrina
sociale della Chiesa e dei documenti
ecclesiali, specialmente del Concilio
Ecumenico Vaticano II.
L’IMPEGNO IN POLITICA
DEI CRISTIANI
Tra le molte possibili, riportiamo alcune
affermazioni della dottrina sociale.
“La politica è una maniera esigente di vivere
l’impegno cristiano al servizio degli altri. Senza
certamente risolvere ogni problema, essa si
sforza di dare soluzione ai rapporti tra gli
uomini. La sua sfera è larga e
conglobante, ma non esclusiva.
Un atteggiamento invadente,
tendente a farne un assoluto,
costituirebbe un grave
pericolo” (Octogesima
Adveniens, 46).
“La Chiesa stima degna di lode
e di considerazione l’opera di
coloro che per servire gli uomini
si dedicano al bene della cosa
pubblica ed assumono le
relative responsabilità”
(Gaudium et Spes, 75).
Con queste premesse, si capisce
l’invito ripetuto ed energico
l’Amore Vince
3
attualità
alla partecipazione attiva dei laici alla politica.
“Per animare cristianamente l’ordine
temporale, nel senso di servire la persona e la
società, i fedeli laici non possono affatto
abdicare alla partecipazione alla politica, ossia
alla molteplice e varia azione economica,
sociale, legislativa, amministrativa e culturale,
destinata a promuovere organicamente ed
istituzionalmente il bene comune”
(Christifideles laici, 42).
Ed ancora dalla “Octogesima Adveniens, al n.
48”: “Non basta ricordare i principi, affermare
le intenzioni, sottolineare le stridenti
ingiustizie e proferire denuncie profetiche:
queste parole non avranno peso reale se non
sono accompagnate in ciascuno da una presa
di coscienza più viva della propria
responsabilità e da una azione effettiva”.
L’ESPERIENZA DI LUCIA
In coerenza con questi richiami ecclesiali,
anche la nostra fondatrice, Lucia Schiavinato,
ha raccolto l’invito della Chiesa ad interessarsi
di politica e per un periodo di qualche anno
(quello della ricostruzione post-bellica) si è
impegnata prima come assessore nel suo
Comune e poi come consigliere provinciale. In
seguito obbedì alla vocazione per altri compiti
cui la chiamava il Signore, e lasciò
definitivamente il campo politico per quello
sociale e per la missione.
Ben lontani, quindi, dal voler contrapporre
l’impegno e l’attenzione alla vita politica alla
vita spirituale e di fede, resta la concreta
preoccupazione che il dibattito politico, specie
dopo le elezioni, oscuri la celebrazione della
Pasqua, evento fondante della Chiesa cristiana.
Distratti dalle discussioni, dai proclami di
vittoria, dalle analisi del voto e dalle
enunciazioni dei programmi, saremo in grado
di concentrarci sui grandi avvenimenti che la
Chiesa ci invita a ricordare e celebrare? Li
4
l’Amore Vince
vivremo con la dovuta intensità e
partecipazione?
IL SIGNIFICATO
DELLA SETTIMANA SANTA
Il Giovedì Santo, Gesù, oltre che darci
l’esempio dell’autorità che si mette a servizio,
ci offre il grande dono dell’Eucarestia,
sostentamento del nostro cammino nelle
difficoltà della vita.
Il Venerdì Santo, Gesù ci mostra che “l’amore
più grande è quello di dare la vita”. Essere
capaci di accettare la sofferenza, anche
quando si potrebbe evitarla, se questo fa parte
di un progetto di redenzione e salvezza,
oltretutto perdonando ai nostri persecutori.
Il Sabato Santo è il giorno del silenzio, della
desolazione, dell’amarezza per l’apparente
vittoria della morte. Benedetto XVI, allora
cardinal Ratzinger, disse che è “il giorno di noi
moderni, il giorno dell’assenza di Dio”.
Finalmente la Domenica di Pasqua esplode la
nostra gioia: esultiamo perché la nostra
speranza, “carica di immortalità”, è realizzata
e siamo pronti a “renderne ragione”. Infatti
“se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la
nostra fede”. Possiamo tornare alle nostre
fatiche quotidiane con un altro spirito, con la
sicurezza di un altro destino, in quanto “se
speriamo in Cristo solo in questa vita”, se tutto
cioè dovesse chiudersi entro i limitati orizzonti
temporali, “saremmo da compiangere più di
tutti gli uomini” (1 Cor. 15).
Accettiamo quindi la tensione politica di
questo periodo e partecipiamo con passione
ed interesse. Ma non dimentichiamo le
esigenze della fede cristiana perché, come dice
Karl Barth, “se vogliamo che la nostra fede
abbia un fondamento, dobbiamo aver visto e
sentito gli angeli presso il sepolcro spalancato
e vuoto”.
Bruno Perissinotto
aprile 2006
fondazione
IL 5 PER MILLE
AL PICCOLO RIFUGIO
U
no spicchio di Irpef a
sostegno del volontariato e
degli organismi di utilità sociale.
E’ questa una delle novità contenute
nell’ultima legge finanziaria, che consente al
contribuente di decidere a chi destinare una
somma di denaro, il 5 per mille dell’Irpef
dovuta, senza pagare alcuna tassa in più.
Un successivo decreto della presidenza del
consiglio di fine gennaio ha stabilito che,
quest’anno per la prima volta e in via
sperimentale, organizzazioni come il Piccolo
Rifugio potessero accreditarsi presso
l’Agenzia delle Entrate e quindi proporsi
come beneficiarie dell’ormai famoso 5 per
mille. Dopo opportuna verifica l’Agenzia
delle Entrate ha pubblicato l’elenco
definitivo degli enti che hanno titolo per
ricevere tale contributo: tra gli oltre
trentamila accreditati compare anche la
Fondazione Piccolo Rifugio.
LA SCELTA NEL CUD, 730
O UNICO
Cosa potrà accadere concretamente? All’atto
della presentazione del modello Cud, 730 o
Modello Unico il contribuente può decidere
di destinare alla solidarietà la quota del 5
per mille della propria imposta sul reddito
delle persone fisiche, relativa al periodo di
imposta 2005, apponendo la propria firma in
uno degli appositi quattro riquadri che
figurano all’interno dei modelli di
dichiarazione ed indicando il numero di
codice fiscale dell’ente beneficiario.
Nel caso il contribuente volesse destinare il 5
aprile 2006
per mille alla Fondazione Piccolo Rifugio il
riquadro interessato è il primo, quello che
riporta la dicitura “Sostegno del
volontariato, delle organizzazioni non
lucrative di utilità sociale, delle associazioni
di promozione sociale, delle associazioni e
fondazioni”.
NESSUN ONERE
PER IL CONTRIBUENTE
Ciò non comporterà alcun onere aggiuntivo
per il contribuente in questione, e non
interferirà con l’eventuale ulteriore
destinazione del più noto 8 per mille. Per
l’ente indicato, invece, potrà essere
l’occasione per ricevere un sostegno
significativo a seconda del numero di
persone che saranno disponibili a
destinargli il contributo.
E se non si firma per il 5 per mille? Il
contribuente non guadagna né risparmia
nulla e i fondi del 5 per mille andranno
direttamente allo Stato.
Nonostante il poco tempo a disposizione
anche il Piccolo Rifugio ha deciso di cogliere
questa opportunità predisponendo i
materiali informativi e facendoli recapitare
nel più breve tempo possibile ai mezzi di
comunicazione ed alle persone amiche. La
speranza è poi che queste ultime possano, a
loro volta, farsi promotrici dell’iniziativa ed
estendere l’invito a quanti sono disponibili a
condividere e a sostenere lo spirito di
solidarietà che caratterizza il Piccolo
Rifugio.
00717020234: è il numero di codice fiscale
che andrà indicato e che farà la differenza.
l’Amore Vince
5
da San Donà
UNA TAPPA STORICA
U
n’avventura cominciata nel
Natale del 1935, ha vissuto
sabato 11 marzo un’altra tappa
fondamentale della sua storia. E’ la storia
del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave, la
prima casa di accoglienza per le persone
disabili fondata da Lucia Schiavinato che ha
presentato, con una grande cerimonia, i
recenti lavori di ampliamento e
ristrutturazione della struttura.
“I lavori per portare da quindici a venti i
posti letto per i disabili residenti ed
ampliare il centro diurno frequentato da
una ventina di ragazze disabili con handicap
anche gravissimi - ha ricordato il direttore
amministrativo della Fondazione, Francesco
Facci - sono partiti con un primo lotto nel
1999 e si sono conclusi oggi, grazie al
generoso contributo di molti”.
Oltre alla Regione, che ha assicurato un
sostanzioso contributo, l’ingente sforzo
finanziario, oltre un milione di euro, è stato
affrontato interamente dalla Fondazione
Piccolo Rifugio con risorse proprie, in parte
giunte anche da lasciti. Da qui l’intitolazione
del nuovo centro diurno all’ingegner
Angelo Girardi.
Molte le autorità presenti, l’assessore
provinciale ai servizi sociali, Rita Zanutel, il
presidente della Conferenza dei sindaci del
Veneto orientale nonché sindaco di Noventa
di Piave, Loris Merli, i
sindaci dei vicini comuni di
Musile, Valter Menazza, di
Fossalta, Bruno Perissinotto,
e di Ceggia, Massimo
Beraldo. Presente in forze
anche la famiglia del
1935: in questa casa sorse il primo Piccolo Rifugio
Piccolo Rifugio, giunta in massa dalle vicine
case di Verona, Vittorio Veneto e Trieste.
A tutti i convenuti il presidente della
Fondazione, Carlo Barosco, ha voluto
ricordare i momenti di riflessione importanti
affrontati prima di intraprendere
l’impegnativa opera di ristrutturazione delle
strutture. Lavori e cantieri sono infatti
aperti anche in quel di Ferentino, nel Lazio,
ed a Vittorio Veneto, per un impegno
finanziario di circa sei milioni di euro.
“Prima di intraprendere tale opera di
ammodernamento - ha riferito Barosco - la
Fondazione ha compiuto una verifica, si è
chiesta se la sua storia dovesse avere un
seguito o fosse necessario un momento di
riflessione, di sospensione.
La risposta è stata il rilancio,
l’accettare la sfida posta
dalle nuove esigenti
legislazioni in tema di
strutture residenziali per
disabili. Il tutto con
INAUGURATI I
RECENTI LAVORI
DI AMPLIAMENTO
E RISTRUTTURAZIONE
DEL RIFUGIO
6
l’Amore Vince
aprile 2006
da San Donà
l’obiettivo ben preciso di dare un seguito
agli insegnamenti spirituali di Mamma
Lucia”.
Che il Piccolo Rifugio goda di stima per la
meritoria opera che con competenza svolge
in favore dei disabili del territorio, lo ha
testimoniato il direttore dei servizi sociali
dell’Ulss 10, Luigi Casagrande, che ha
ricordato come “il Piccolo Rifugio sia stato
per anni l’unica esperienza di residenzialità
per i disabili del territorio, altrimenti
costretti al ricovero in strutture distanti
dalla loro famiglia. Lo stesso dicasi per il
centro diurno, la cui convenzione con l’Ulss
risale addirittura al 1988, anni in cui tali
servizi erano agli inizi della loro
esperienza”.
Testimonianze che ribadiscono, quindi, il
carattere anticipatore del pensiero e
dell’azione della fondatrice dei Piccoli
Rifugi, Lucia Schiavinato. Ed è proprio a lei
che il Vescovo di Treviso, monsignor Andrea
Bruno Mazzocato, nel benedire la struttura,
ha voluto nemmeno tanto velatamente
rivolgere il suo pensiero.
“Il Piccolo Rifugio - ha affermato con forza il
Vescovo - è un luogo di santità e qui ogni
giorno si vive in concreto la santità”.
Parole che hanno riacceso nei presenti la
speranza per una rapido riavvio della causa
di beatificazione della Serva di Dio Lucia
Schiavinato. La struttura è stata inaugurata
con il consueto taglio del nastro ad opera
del sindaco di San Donà di Piave, Francesca
Zaccariotto, e di una delle più anziane ospiti
del Piccolo Rifugio sandonatese, Marcella
Boeretto. Un piccolo aneddoto a conferma
di come il Piccolo Rifugio rappresenti anche
la storia del volontariato sandonatese: alla
cerimonia era presente pure Gianna Prata,
una delle maestre che, cinquant’anni fa,
aiutò Lucia Schiavinato nel primo corso di
manualità organizzato al Rifugio. In
quell’occasione, una delle allieve fu proprio
Marcella Boeretto.
Dopo l’inaugurazione, le autorità ed in
particolare il Vescovo di Treviso, monsignor
Mazzocato, si sono amichevolmente
intrattenuti con le ospiti e gli amici del
Piccolo Rifugio all’interno della nuova
struttura, in un inatteso ed apprezzato
momento di vicinanza e particolare
cordialità.
Michele Vidotto
Le autorità e gli amici del Piccolo Rifugio presenti alla cerimonia di inaugurazione
aprile 2006
l’Amore Vince
7
da San Donà
Il corpo di fabbrica che ospita al piano terra le nuove camere ed al primo piano il nuovo centro diurno
NEL SOLCO DELL’OPERA
C’
è una vecchia storiella che
gira attorno ai Piccoli
Rifugi ossia che, come per altri enti come il
nostro, quando si mettono le mani per
sistemare le cose, o le case, vecchie, non
puoi sapere quando finirai.
Così è stato per il Piccolo Rifugio di
Ferentino e per quello di San Donà di Piave.
Sabato 11 marzo si è svolta la cerimonia di
inaugurazione e la benedizione dei nuovi
locali del Piccolo Rifugio di San Donà di
Piave.
L’ITER DEI LAVORI
I lavori del primo lotto sono iniziati nel
2001, e riguardavano la ristrutturazione e
l’ammodernamento delle camere e dei
servizi esistenti.
Dopo la pausa di un anno, nel luglio del
8
l’Amore Vince
2004, iniziavano i lavori del secondo lotto.
Grazie al contributo della Regione Veneto,
essi riguardavano un intervento edilizio con
opere consistenti trattandosi
dell’attuazione di un ampliamento
dell’attuale edificio residenziale esistente
con la realizzazione di un corpo di fabbrica
nuovo aggiuntivo.
Tale ampliamento comprende, al piano
terra, cinque camere a due posti letto con
bagno annesso, un bagno attrezzato con
vasca per disabili, un locale tecnico, un’area
relax, due ascensori e vari locali accessori; la
ristrutturazione della zona lavorazione e
cottura cibi, della sala da pranzo e delle
dispense. Al secondo piano la realizzazione
degli spogliatoi con servizi per il personale,
ed il nuovo Centro Diurno comprendente
due ampie sale occupazionali, un
aprile 2006
da San Donà
Per la somma restante la Fondazione ha
fatto ricorso ad un cospicuo mutuo bancario,
ma non è mancata la mano benevola e
generosa della Provvidenza.
SODDISFAZIONE GENERALE
Il discorso inaugurale del presidente
della Fondazione, Carlo Barosco
laboratorio per il materiale didattico, una
sala di riabilitazione, una sala relax, un’area
attrezzata per la cottura di cibi ad uso
educativo-formativo, un ufficio direzionale.
In totale si tratta di nuovi 670 metri quadri
calpestabili.
La soddisfazione oggi è di poter godere di
una struttura moderna ed efficiente che
garantisce un elevato standard di
funzionalità, di confort e di benessere
ambientale per i residenti del Piccolo Rifugio
e del nuovo Centro Diurno.
Con questi interventi la Fondazione, oltre ad
aver dato una chiara risposta alle nuove
esigenze legislative che disciplinano le
strutture residenziali per persone con
handicap fisico, ritiene di poter sostenere
con maggior vigore e maggior ragione il
concetto ed il clima di famiglia insito nei
principi originari e nei valori proposti dai
Piccoli Rifugi.
Carlo Barosco
Presidente Fondazione Piccolo Rifugio
IMPREVISTI IN CORSO D’OPERA
L’ultimazione dei lavori era prevista nel
luglio del 2005. Nel corso dei lavori, però,
sono purtroppo emerse situazioni di
emergenza strutturale del tetto della vecchia
residenza; pertanto si è dovuto intervenire
con ulteriori opere non preventivate di
risanamento, consolidamento e rifacimento
del tetto, prolungando sensibilmente i tempi
e lievitando notevolmente i costi.
L’onere complessivo per i lavori del Piccolo
Rifugio di San Donà ammonta a quasi un
milione e duecentomila euro (circa due
miliardi e quattrocento milioni di vecchie
lire), affrontato dalla Fondazione con una
disponibilità iniziale del 30% circa.
aprile 2006
Il Vescovo di Treviso, monsignor Mazzocato,
benedice la struttura
l’Amore Vince
9
da San Donà
ANCHE IN
QUESTO EVENTO
IMPORTANTE ED
IMPONENTE,COSI’
COME IN TUTTA
LA STORIA DEI
RIFUGI,E’LA
PROVVIDENZA
LA VERA
PROTAGONISTA
I lavori sono stati finanziati anche attraverso lasciti e donazioni
ESSERE FEDELI
AL CARISMA ORIGINARIO
I
l giorno dell’inaugurazione
del Piccolo Rifugio di San
Donà di Piave, all’indomani della conclusione
dei lavori di ristrutturazione, il sole
splendente ed una vera giornata di primavera
ci hanno permesso di realizzare quest’evento
all’aperto. Non possiamo fare a meno,
innanzitutto, di ringraziare il Signore anche
per questo piccolo regalo.
Erano presenti autorità civili e religiose, ospiti
e Volontarie della Carità, non solo di San
Donà, ma anche dei vari Rifugi, operatori e,
come sempre fedeli, tantissimi amici.
Dopo l’intervento delle autorità civili, il
presidente della Fondazione, Carlo Barosco,
ha illustrato brevemente il cammino e gli
sforzi affrontati per raggiungere questa
meta.
Il Vescovo di Treviso, monsignor Andrea
Bruno Mazzocato, infine ha benedetto quanti
erano presenti e la nuova struttura.
Ringraziamo il Signore di tutto.
10
l’Amore Vince
LA PROVVIDENZA
PROTAGONISTA
Come responsabile attuale dell’Istituto delle
Volontarie della Carità, mi sta a cuore
ricordare gli inizi di questa realtà, quando la
Provvidenza guidava ogni passo.
E’ stata la Provvidenza a suscitare in Mamma
Lucia la forte spinta ad andare incontro alle
necessità urgenti dei tempi difficili del primo
dopoguerra, soccorrendo e accogliendo
persone disabili bisognose e abbandonate,
per alleviarne le sofferenze ed elevarle in
dignità.
E’ stata la Provvidenza a suscitare le giovani
che hanno affiancato Mamma Lucia dando
inizio al gruppo delle Volontarie della Carità,
riconosciuto più avanti come Istituto
secolare. Facciamo memoria della semplicità
con cui è nata quest’opera, affrontando con
notevole spirito di adattamento disagi e non
piccole difficoltà. Tutto è stato superato con
fede incrollabile e speranza nella
aprile 2006
da San Donà
Un’altra immagine dell’ampliamento del Piccolo Rifugio di San Donà
Provvidenza, che non è mai
mancata, arrivando nei
momenti estremi con veri e
propri miracoli.
Oggi la Provvidenza interviene
in modo diverso, tanto da
permetterci di vedere la
conclusione della grandiosa
struttura che abbiamo
inaugurato. Le esigenze delle
nuove normative in materia
impongono adeguamenti
strutturali per rendere
l’ambiente più funzionale e accogliente, sia
conoscere e mantenere vivo lo spirito col
per gli ospiti che per coloro che vi operano.
quale i Piccoli Rifugi hanno avuto inizio,
restando fedeli al carisma affidato da
FEDELTA’ AL CARISMA
Mamma Lucia.
Ringraziamo il Signore e tutte le persone che
Il Signore e Mamma Lucia ci benedicano e ci
hanno collaborato per questa realizzazione
accompagnino in questa missione di carità.
e, soprattutto, impegniamoci tutti,
Felicita Casti
Volontarie, responsabili, ospiti, operatori e
Presidente Istituto Volontarie
quanti vivono intorno a quest’opera, a
della Carità
All'inaugurazione erano presenti ospiti, Volontari ed amici dai diversi Piccoli Rifugi
aprile 2006
l’Amore Vince
11
da Verona
Un momento dello spassoso spettacolo di Carnevale
offrire al Signore le gioie e le sofferenze di
ogni giorno e per proclamare e trasmettere
amore. Si va all’amore, si porta amore, si
sorride amore passando prima davanti a Gesù
Eucarestia. … Il modo di vivere al Piccolo
Rifugio delle ospiti e dei volontari è come
vivere l’insegnamento di Gesù ascoltato,
accolto e depositato nel nostro cuore e che
diventa esperienza di vita”.
CANTE E POESIE
CANTE,
POESIE E…
CORIANDOLI
E’
stata una bella sorpresa la
visita del coro “La
negritella” nella nostra casa. Una telefonata,
un appuntamento ed ecco che il coro
femminile ha fatto irruzione in mezzo alle
ospiti e ai volontari. La negritella è l’unico
coro veronese formato da sole donne e
prende il nome da un fiore rarissimo e
profumato che cresce sulle cime del Monte
Baldo, a duemila metri, di fronte al lago di
Garda. Il coro ha voluto animare la santa
Messa celebrata dal nostro parroco, don
Mario, che all’omelia ha parlato di Mamma
Lucia, del suo insegnamento e del suo amore
per Gesù Eucarestia. “E’ dall’Eucarestia
presente ed esposta nei Piccoli Rifugi - ha
detto tra l’altro don Mario - che ospiti e
Volontarie traggono la forza e l’aiuto per
12
l’Amore Vince
L’incontro è continuato allietato dalle cante
del coro, eseguite con maestria e con
quell’arietta “baldense” che non manca mai e
che fa sognare. Un repertorio ricco e
bellissimo che spazia dai canti della montagna
ai canti dialettali di casa nostra.
Ad arricchire ancor di più la giornata, le poesie
dialettali di due poeti veronesi, amici del
Piccolo Rifugio da lunga data: Paolo Feriani,
con le sue poesie sulla vita vissuta di un tempo
ormai dimenticato, impregnato di religiosità,
bontà e gustose scenette domestiche, e di
Luisa Comerlato (pure del coro Negritella), con
poesie inerenti alle cante e allo stare insieme
in felice amicizia. La struggente e sommessa
canta del “Signore delle Cime” ha posto
termine ad una giornata meravigliosa, vissuta
in serena amicizia e allegria.
MANZONI COME GOLDONI!
Ben altro tono ha assunto invece il
pomeriggio dell’ultima domenica di carnevale.
La maschera era d’obbligo anche per gli
invitati. Alla presenza di molti amici e parenti,
le ospiti della casa di Verona si sono cimentate
con una commedia estremamente allegra: la
parodia dei Promessi Sposi in stile
goldoniano, messa in scena da Roberta e
Francesca, compresa la regia, la scenografia
ed i costumi d’epoca manzoniana.
Presentatrici Chiara e Adelina, mentre le due
aprile 2006
da Verona
volontarie del servizio civile, Alessia e
Martina, sono state le mattatrici con canti e
recite. Non mancava nemmeno il fotografo
Renato e un cameraman per le riprese.
Tutte le ospiti hanno partecipato alla recita
ricevendo tantissimi battimani; addirittura
Chiarella, che passa per una persona seriosa,
ha suonato la pianola e cantato in maschera.
Emilia, un’amica del Piccolo Rifugio e
volontaria, ha recitato un monologo
coinvolgendo gli spettatori. Con il canto
finale di “Amico è” e “Viva la Gente”,
condito da scroscianti applausi, è terminata
la recita.
Una scena della commedia che ha entusiasmato i presenti
Sulla medesima festa di
Carnevale pubblichiamo
anche il contributo di
un’amica del Rifugio
Per i grandi eventi teatrali e
cinematografici si sarebbe
detto che molta gente era
accorsa per assistere ad un
determinato spettacolo.
Ebbene si, questo lo possiamo
dire anche noi per la parodia
musicata e cantata della
commedia de “I promessi
sposi”, andata in scena
domenica 26 febbraio
aprile 2006
Alessia, che terminava il suo servizio civile al
Piccolo Rifugio, ha ringraziato commossa
invitando altri giovani a seguire il suo
“modesto” esempio perché “è molto più
quello che ho ricevuto dalle ospiti che quello
che ho dato in questo meraviglioso anno”.
Il tutto poi è finito in gloria con dolci,
“grustoli” e frittelle fatte dagli amici
presenti. E’ stato proprio un bel termine di
carnevale trascorso in serena allegria condita
da tanta amicizia.
Queste due feste hanno messo in risalto la
forte amicizia ed il senso di servizio che
esiste tra molte persone giovani e meno
giovani con la realtà delle
ospiti del Piccolo Rifugio.
Mamma Lucia diceva: “E’
molto più quello che si
riceve in termini di amicizia,
sorrisi e preghiere, che
quello che si dà: una risposta
di vita senza timori e senza
remore”.
Renato Marini
nell’accogliente salone del
Piccolo Rifugio di via Vivaldi,
a Verona. La
rappresentazione è stata
organizzata per trascorrere
insieme, in allegria, un
pomeriggio di fine carnevale,
voluta e interpretata con
maestria dalle ragazze ospiti.
Le peripezie di Enzo
Tramaglino e Lucia Mondella,
i costumi, le musiche, hanno
fatto divertire molto il
pubblico intervenuto; le risate
si sono alternate ai numerosi
battimani ed una telecamera
amatoriale ha immortalato
l’evento.
Al termine dello spettacolo è
stato offerto un rinfresco a
tutte le persone presenti. Il
merito di quanto si è potuto
realizzare lo dobbiamo alle
educatrici, alle ospiti tutte e al
volontariato. A loro va il
nostro grazie per l’amore, la
pazienza, la disponibilità date
sempre a piene mani, non
solo in questo giorno ma
durante tutto l’anno.
Arrivederci all’anno prossimo!
Un’amica presente in sala
l’Amore Vince
13
da Ferentino
MISS PICCOLO RIFUGIO
“M
Dalla “sala costumi” (stanza della
fisioterapia) e dalla “sala trucco” (bagno
attrezzato) echeggiavano fragorose risate
lungo tutto il corridoio delle camere da
letto. Lo spettacolo si è articolato in
estemporanea ed i ragazzi sono stati molto
bravi e spiritosi nell’improvvisare le
risposte.
Gli invitati si sono divertiti e complimentati
per gli addobbi realizzati dai ragazzi, per le
loro performance e per i travestimenti: li
hanno definiti “bellissime”!
Alcuni amici hanno collaborato ad
organizzare la serata ed hanno contribuito
al successo ottenuto.
Anche gli operatori si sono mascherati per
sentirsi parte integrante di questa banda di
mattacchioni: presentatore coatto (Stefano),
valletta e fidanzata del presentatore
(Maurizio), tecnica audio-video
(Massimiliano),
stiliste figlie dei
fiori (Barbara,
Claudia e Maria).
Vincitrice della
sfilata è stata
Maria de Filippi,
alias Pino Salemme,
eletta da una
masnada di
bambini vivaci,
felicissimi
dell’incarico loro
affidato. La festa si
è conclusa, tanto
per cambiare, con
un appetitoso
Maria De Filippi, alias Pino Salemme, eletta Miss Piccolo Rifugio 2006
rinfresco.
iss Piccolo Rifugio?
Semmai mister!”.
“Eh no, proprio miss!”.
Quest’anno i ragazzi di Ferentino, in
occasione del carnevale, hanno pensato di
prendersi in giro e di mascherarsi imitando
donne famose del mondo dello spettacolo.
E che donne: Naomi Campbell (Ernesto),
Antonella Clerici (Domenico), Sofia Loren
(Giuseppe), la moglie di Drupi (Marco
Ponzi), Pamela Prati (Franco), Maria De
Filippi (Pino), le sorelle Lecciso (Paola e
Rossana), Valeria Marini (Cosimo),
Dolcenera (Filippo), Tatiana (Marco
Palombo), Raffaella Carrà (Emanuele),
Manuela Arcuri (Luigi S.), Gina Lollobrigida
(Luigi D.), Michelle Hunziker (Rocco).
Ci siamo divertiti tutti, sia al momento
dell’ideazione della sfilata sia durante la
preparazione e l’attuazione della stessa.
14
l’Amore Vince
aprile 2006
dal Brasile
L'entrata di Benè ed Ana
OGNI STORIA
E’STORIA D’AMORE
P
artecipare alla Santa Messa
conclusiva di un corso di
esercizi è sempre una esperienza gioiosa: la
lode al Signore per la grazia elargita si
intreccia con un profondo senso di
gratitudine, nella consapevolezza che i doni
ricevuti devono portare ad un impegno
maggiore nel servizio ai fratelli.
Ma quest’anno, il ritiro a Salvador Bahia è
stato particolarmente speciale, non solo per
il predicatore, padre Sergio, un sacerdote
bahiano innamorato e capace di far
innamorare della Parola e dell’Eucaristia, ma
anche per il gruppo di Volontarie e Associati
che ha partecipato: varietà di età, di razze,
di colori, di esperienze, di stati di vita.
A colorire e animare maggiormente il clima
di festa, c’è stato l’inaspettato arrivo di un
folto gruppo di persone di Conceição do
aprile 2006
Almeida, parrocchia di Bené, con il suo
Parroco, una rappresentanza della
parrocchia di Massaranduba-Salvador, alcuni
parenti, tra questi, per la prima volta in
Brasile, le mamme di tre volontarie, e tanti
amici.
Molteplice il motivo di tanta straordinarietà:
i primi voti di due giovani bahiane, Marinêz
e Iracema, i voti definitivi di Ana, Bené e
Francisca, l’inizio del cammino di formazione
di Jovelina e Gabriel (il giovane che accoglie
anziani soli e abbandonati) e di Lurdes
Rodriguez e Lurdes Queiroz che desiderano
associarsi all’Istituto.
La celebrazione dell’Eucaristia è stata
un’esplosione di gioia, come il popolo
bahiano sa esprimere. Ma è stato difficile
reprimere l’emozione quando le due giovani
sono state invitate a venire all’altare. Maria
l’Amore Vince
15
dal Brasile
Rosa, che le ha accompagnate nel cammino
di formazione iniziale, ha presentato
brevemente la loro storia.
Marinêz è una ragazza di Humilde, un
piccolo paese all’interno della Bahia. Il suo
lavoro di agente de saude (operatore
sanitario) la porta a visitare con molta
frequenza le famiglie del paese e dei villaggi
circostanti, che accompagna dal punto di
vista sanitario. Ha conosciuto la povertà
comune ad ogni famiglia dell’interno, perciò
tanti sacrifici per studiare, trovare un lavoro
e anche tante difficoltà di realizzare quella
che capiva essere la chiamata del Signore per
una donazione totale, da vivere nel proprio
ambiente, nell’ordinarietà della vita di ogni
uomo.
Iracema è la prima vocazione di
Massaranduba, dopo circa quarant’anni di
Benè durante la cerimonia
16
l’Amore Vince
presenza delle Volontarie nel bairro degli
alagados. È nata in una palafitta, ha giocato
tra i ponticelli traballanti (una lunga cicatrice
su una gamba è il ricordo delle sue cadute
nella maré). È cresciuta con il quartiere, la
sua storia è legata a quella degli alagados.
Da diversi anni, una bella casetta, piccola ma
accogliente, ha preso il posto della palafitta,
la strada asfaltata ha sostituito i ponticelli
poco stabili e Iracema non è più la bambina
gracile, con un futuro molto incerto: oggi è
“una ragazza forte, coraggiosa e
battagliera”, come dice la mamma. Continua
a vivere a Massaranduba e insegna
informatica in una scuola elementare del
quartiere, il centro sociale dei padri gesuiti a
Mangueira.
Ognuno ha la sua storia ed ogni storia è
grande perché è la storia che il Signore tesse
in ognuno di noi: storia dell’Amore di Dio
per ogni uomo.
Nella cappella della celebrazione, in un
angolo era collocato un poster di Mamma
Lucia, l’unica fotografia che la mostra con gli
occhiali chiari. Con il suo sguardo e il suo
sorriso sembrava compiacersi di quanto si
stava celebrando. Lei certamente non
sarebbe riuscita a trattenere le lacrime per
l’emozione e per la gioia di vedere giovani
ancora capaci di giocarsi in questa avventura
di amare l’Eucaristia e di porsi a servizio dei
fratelli più poveri ed emarginati.
E noi, più vecchie, ricordando la storia di
questi anni, le lotte e le conquiste, le
sconfitte e le vittorie, la gente incontrata,
…potremmo dire che tanti passi non sono
stati inutili e potremmo ripetere con
Mamma Lucia, che tanto amò questa terra
brasiliana, che “aprirsi alla missione e andare
in Brasile è una grande grazia anche per
l’Istituto”.
Teresa D’Oria
aprile 2006
dal Brasile
DIO E’ IL VIAGGIO, IO L’AUTISTA,
ED I FRATELLI, I PASSEGGERI
Una delle protagoniste della cerimonia conclusiva degli esercizi spirituali tenuti in terra
di missione è Iracema, la giovane che insieme a Marinêz ha intrapreso ufficialmente il
suo cammino nell’Istituto delle Volontarie della Carità con la pronuncia dei primi voti. La
sua testimonianza può aiutarci a capire il percorso di fede fatto durante il periodo di
preparazione e le emozioni del momento.
Salvador, 28 febbraio 2006
S
ono stati tre anni di formazione e attesa.
Durante questo periodo mi sono sentita
come una sposa che prepara il suo corredo
per il matrimonio. Corredo, questo, che
andava formandosi e diventando più bello ad
ogni incontro, ad ogni corso di studio, ad
ogni ritiro, che mi portava ad avere maggiori
conoscenze e a crescere umanamente e
spiritualmente.
Il 12 febbraio 2006, in Mar Grande, arriva il
grande giorno. Il matrimonio! La consegna
totale al nostro Abbà.
Non so raccontare con molte parole quello che
ho sentito in quel giorno, ma so che la gioia,
l’amore e l’emozione erano molto più forti di
me. In quel momento ho sentito che non ero
più io, ma piuttosto Dio dentro di me.
Presa da questi sentimenti, io desidero
proseguire nella missione affidatami ed
essere fedele a questo Amore divino, che è
Cristo Eucaristia.
Il giorno 8 febbraio, in uno dei momenti di
riflessione del ritiro, padre Sergio ci ha
lasciato questa frase: “Entrare nel mistero
dell’Eucaristia è cominciare un viaggio dove
Dio è l’autista ed io quella che approfitta del
passaggio”.
Il giorno 12 febbraio, sentendomi
completamente abbandonata nell’intimità di
Dio Padre, ho osato capovolgere questa frase
per me: “Entrare nel mistero dell’Eucaristia è
aprile 2006
cominciare un viaggio, dove Dio è il viaggio,
io l’autista e i miei fratelli quelli che
approfittano del passaggio”.
Ed è con questi sentimenti, di appartenenza a
Dio e ai fratelli, che io lodo e ringrazio Dio
nostro Abbà per avermi scelta, chiamata e
affidato il servizio nel suo Regno.
Ringrazio mia madre, che è stata presente in
ogni momento della mia vita, e in questo
momento particolare. Ringrazio Mariarosa e
Francisca che sono state le fondamenta della
mia formazione e tutti gli amici del Brasile e
dell’Italia che mi hanno accompagnata con la
preghiera durante questi tre anni. Un grazie
a tutti! E in maniera particolare: Grazie Gesù!
Iracema
Iracema
l’Amore Vince
17
spiritualità
QUANDO E’TEMPO
DI SABATO SANTO
N
ella lettera al direttore
spirituale, scritta il giorno
di Pasqua 1939, Lucia si chiede: “Gustato
l’alleluia? Sì, ma oramai l’anima non ha che
un’aspirazione: dar la vita per gli amici. La
glorificazione stessa del Risorto, ne è
motivo: troppe anime sono lontane dalla
Luce e siedono ancora tra le tenebre di
morte. Una moltitudine sterminata da
addurre alla Croce impedisce di posare e di
dilatarsi nel canto. Bisogna riprendere
subito il cammino, quasi con lo sgomento di
incrociare ad ogni istante coi passi del
Maestro, come Pietro, e di sentirsi dire:
ritorno sul Golgota ad essere crocifisso
un’altra volta”.
QUO VADIS?
Forse nacque allora in Lucia il desiderio di
porre un segno concreto dell’accoglienza
del Cristo sofferente, proprio la dove Pietro
fuggì un giorno dalla sofferenza. Infatti,
alcuni anni dopo, nel 1955, fu presso la
chiesa del “Quo vadis”, all’inizio della via
Appia, che avvenne il primo tentativo di
aprire un “rifugio” a Roma. Anche se il
progetto non si realizzò, tutta l’azione di
Lucia fu sempre segnata dall’ansia di non
allontanarsi dai passi del Cristo che le
veniva incontro in tante situazioni di
sofferenza.
Quella lettera scritta alla vigilia della
seconda guerra mondiale rivela in Lucia la
forte percezione che l’umanità stava per
salire il più terribile calvario della storia. Al
Cristo, che tornava ad essere crocifisso,
18
l’Amore Vince
Lucia sentiva di dover offrire “il rifugio” di
prolungate veglie notturne dove
accompagnare Gesù nelle ore desolate del
Getsemani. Come, in anni lì vicini, Madre
Teresa di Calcutta avrebbe avvertito “la
sete” di Gesù abbandonato nei più poveri
dei poveri, così l’assistente sociale Lucia non
si fermava a curare solo corpi sofferenti, ma
partecipava alla sofferenza di quanti si
allontanavano dall’amore di Cristo.
DENTRO L’INCREDULITA’
A distanza di tanti anni, ci è dato forse di
“gustare l’alleluia” senza avvertire anche noi
l’acuta sofferenza per “troppe anime
lontane dalla luce che siedono tra le tenebre
di morte”? Verrebbe quasi da affermare che
“la moltitudine sterminata” da condurre ai
piedi del crocifisso si è fatta ancor più vasta.
E non occorre guardare lontano, perché
avvertiamo che l’indifferenza verso Dio e la
fede è attorno a noi ed entra anche dentro
di noi.
“L’incredulità - ci hanno ricordato i nostri
vescovi - è tentazione che attraversa anche il
nostro cuore”.
Di fronte a tanto male e dolore che sembra
investire il mondo come uno “tsunami”,
verrebbe da sottoscrivere l’ultima lettera che
un soldato tedesco spedì durante la seconda
guerra mondiale dall’inferno della battaglia
di Stalingrado: “Caro padre, se proprio ci
deve essere un Dio, è solo presso di voi, nei
libri dei salmi e delle preghiere, nelle pie
parole dei preti, nel suono delle campane e
nell’incenso. Ma a Stalingrado no!”.
aprile 2006
spiritualità
VIVERE LA PASQUA CON GESU’
Quasi più che ad un venerdì santo, il nostro
tempo assomiglia ad un sabato santo della
storia. Non possiamo dimenticare, nel
Giubileo del 2000, la prolungata sosta
silenziosa di Giovanni Paolo II davanti al
santo sepolcro, poco prima della sua
partenza dalla Terra Santa. Leggevamo in
quel muto raccoglimento un nostro comune
sentire di fronte a quell’assenza di Dio che
tante volte segna il nostro tempo.
Come un giorno Maddalena dinanzi alla
tomba vuota di Gesù, così anche Lucia ci
ricorda che la fede avanza nella capacità di
“restare”saldi nell’attesa orante. Anche se
come nel Getsemani non ci sarà data risposta
all’invocazione, verrà il giorno in cui Lui ci
chiamerà per nome. Scopriremo allora che il
Signore non si era mai allontanato da noi.
Con stupore lo riconosceremo presente
proprio nei tempi dell’assenza, nascosto
nelle vesti di ogni crocifisso della terra.
Si chiedeva frere Roger: “Qual è, per tutti, il
rischio maggiore proposto da quell’ ’Umile di
cuore’? E’ ’vivere la Pasqua con Gesù’. Con
Lui attraversare i passaggi dalla morte alla
vita; accompagnarlo talvolta nell’agonia per
tutta la famiglia umana; e, ogni giorno,
cominciare a risuscitare con Lui”.
don Antonio Guidolin
IN AGOSTO
ESERCIZI SPIRITUALI
La chiesetta del Piccolo Rifugio di San Donà
di Piave ed il suo tabernacolo, tante volte luogo
dell'attesa orante di Lucia
aprile 2006
L’Istituto Secolare Volontarie della
Carità e la Fondazione di Culto e
Religione Piccolo Rifugio organizzano
un corso di esercizi spirituali a
Camposampiero (PD) dal 21 al 26 agosto
2006.
Il predicatore sarà don Antonio
Guidolin, che guiderà i presenti
“Sulle orme di Mamma Lucia”
Il corso è aperto a quanti desiderino
conoscere o approfondire la spiritualità
della Serva di Dio Lucia Schiavinato.
Per informazioni, inviare una mail a
[email protected]
oppure scivere a
Teresa D’Oria c/o Piccolo Rifugio
via A. Pettorini, 100/A
03013 Ferentino
tel. 0775 24 40 51
l’Amore Vince
19
5 per mille: un regalo che vale molto
A CHI HAI DECISO
DI ASSEGNARE
IL TUO “5 PER 1000”?
Da quest’anno puoi fare un regalo
che a te costa solo una firma
e che per la nostra comunità vale molto
La recente legge finanziaria
(L. 266 del 23.12.2005)
stabilisce che, oltre all’otto
per mille, ogni contribuente
(persona fisica) può scegliere
a chi destinare il cinque per
mille dell’Irpef per sostenere
il volontariato o le
organizzazioni di utilità
sociale (senza che ciò
comporti oneri fiscali
aggiuntivi oltre a quelli già
dovuti)
PER MAGGIORI INFORMAZIONI PUOI TELEFONARE ALLO 0421.330344
O INVIARE UNA MAIL A: [email protected]
Scarica

L`AV aprile 2006 - Piccolo Rifugio