ANNO XLIX numero 2 aprile 2006 Periodico della Fondazione Piccolo Rifugio Poste italiane spa spedizione in a. p. D. L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 2, DCB San Donà di Piave FONDAZIONE SAN DONA’ BRASILE IL CINQUE PER MILLE AL PICCOLO RIFUGIO INAUGURATO IL NUOVO CENTRO DIURNO NUOVE VOCAZIONI PER LE VOLONTARIE DELLA CARITA’ editoriale l’ more ince Dir. Amm.ne “Piccolo Rifugio” Casella Postale n. 39 30027 S. Donà di Piave (VE) Tel. 0421/330344 Conto Corrente Postale 14406375 Poste italiane spa spedizione in a. p. D. L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 2, DCB San Donà di Piave Aut. Tribunale di Treviso n° 731 del 23-11-1988 Iscrizione al Registro Nazionale della Stampa n. 3193 Vol. 3 Foglio 737 del 09-05-’91 Redazione: Viale della Vittoria, 19 31029 Vittorio Veneto Dir. Responsabile: Elena Suardi Stampa: Grafiche DIPRO - Roncade (TV) Una copia 0,10 euro Garanzia di riservatezza per gli abbonati Comunicazione ai sensi della legge 675/96 sulla tutela dei dati personali. La Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio, editore della rivista “L’Amore Vince”, garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio, Via Dante Alighieri, 7 - 30027 San Donà di Piave (Venezia). Le informazioni custodite nel nostro archivio elettronico verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la nostra rivista e/o informazioni od opuscoli inerenti la nostra opera. 2 l’Amore Vince Due momenti di gioia si intersecano nelle pagine del nostro periodico. Il primo è legato ad un fatto concreto. E’ l’inaugurazione della rinnovata struttura del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave, oggi diventata ancor di più una confortevole residenza per le ospiti ed un centro diurno moderno e logisticamente ben articolato. E’ impressionante, davanti all’imponente edificio, pensare a quanta strada sia stata fatta, anche in questo campo, meno spirituale ma certamente maggiormente visibile, sulle orme tracciate da Lucia Schiavinato. Più di settant’anni sono passati dal primo Piccolo Rifugio che proprio a San Donà, in vicolo Nuovo, Mamma Lucia aveva fondato. Tanta strada, dicevamo, e soprattutto il forte sostegno della Provvidenza che in questi anni non ha mai mancato, nelle sue differenti forme, di incentivare le opere della Fondazione. Dal Brasile, poi, il secondo evento gioioso. Questa volta è protagonista l’Istituto delle Volontarie della Carità. Gli esercizi spirituali dello scorso febbraio, infatti, si sono chiusi in maniera straordinaria. Motivo di tanta straordinarietà, i primi voti di due giovani bahiane, Marinêz e Iracema, i voti definitivi di Ana, Bené e Francisca, l’inizio del cammino di formazione di Jovelina e Gabriel e di Lurdes Rodriguez e Lurdes Queiroz che desiderano associarsi all’Istituto. Un grande dono, che conferma come i passi compiuti dall’Istituto in Brasile non siano stati vani. Due gioie che ci invitano a vivere ancora con maggior entusiasmo il magnifico momento della Pasqua, carico, come le storie sopra citate, di aspetti drammatici e difficili ma che si conclude con un grande rilancio della fede che è rappresentato dalla resurrezione. Buona Pasqua a tutti i nostri lettori. Michele Vidotto aprile 2006 attualità ELEZIONI E SETTIMANA SANTA L e elezioni politiche a ridosso della Santa Pasqua hanno praticamente creato la coincidenza di due importanti momenti, diversi per natura, ma entrambi da affrontare con preparazione e serietà. Come cristiani e cittadini, infatti, sentiamo l’esigenza di vivere sia la Pasqua, con le sue riflessioni ed i suoi richiami, sia la vita politica con i dibattiti, i confronti, le inevitabili tensioni. Il nostro dovere di cittadini delle due città, civile e religiosa, è di essere attenti e di prepararci per entrambi questi appuntamenti. Purtroppo l’invadenza ed il frastuono della politica oscurano e fanno dimenticare quanto ci richiederebbe la nostra fede. Non che ci sia Anche Lucia Schiavinato raccolse l'invito della Chiesa ad interessarsi di politica aprile 2006 una contrapposizione di esigenze, ma la necessità che entrambe vengano rispettate, visto che desideriamo essere sia buoni cristiani che buoni cittadini, dando a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. E così, il clima di tensione e polemica in ambito politico, non è certo l’ambiente ideale per il raccoglimento, la preghiera, la meditazione connaturate al tempo della Pasqua. Da sempre siamo convinti che è giusto che i cristiani si impegnino non solo nel sociale, ma anche nella politica. Tale convinzione è confermata dallo studio della dottrina sociale della Chiesa e dei documenti ecclesiali, specialmente del Concilio Ecumenico Vaticano II. L’IMPEGNO IN POLITICA DEI CRISTIANI Tra le molte possibili, riportiamo alcune affermazioni della dottrina sociale. “La politica è una maniera esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri. Senza certamente risolvere ogni problema, essa si sforza di dare soluzione ai rapporti tra gli uomini. La sua sfera è larga e conglobante, ma non esclusiva. Un atteggiamento invadente, tendente a farne un assoluto, costituirebbe un grave pericolo” (Octogesima Adveniens, 46). “La Chiesa stima degna di lode e di considerazione l’opera di coloro che per servire gli uomini si dedicano al bene della cosa pubblica ed assumono le relative responsabilità” (Gaudium et Spes, 75). Con queste premesse, si capisce l’invito ripetuto ed energico l’Amore Vince 3 attualità alla partecipazione attiva dei laici alla politica. “Per animare cristianamente l’ordine temporale, nel senso di servire la persona e la società, i fedeli laici non possono affatto abdicare alla partecipazione alla politica, ossia alla molteplice e varia azione economica, sociale, legislativa, amministrativa e culturale, destinata a promuovere organicamente ed istituzionalmente il bene comune” (Christifideles laici, 42). Ed ancora dalla “Octogesima Adveniens, al n. 48”: “Non basta ricordare i principi, affermare le intenzioni, sottolineare le stridenti ingiustizie e proferire denuncie profetiche: queste parole non avranno peso reale se non sono accompagnate in ciascuno da una presa di coscienza più viva della propria responsabilità e da una azione effettiva”. L’ESPERIENZA DI LUCIA In coerenza con questi richiami ecclesiali, anche la nostra fondatrice, Lucia Schiavinato, ha raccolto l’invito della Chiesa ad interessarsi di politica e per un periodo di qualche anno (quello della ricostruzione post-bellica) si è impegnata prima come assessore nel suo Comune e poi come consigliere provinciale. In seguito obbedì alla vocazione per altri compiti cui la chiamava il Signore, e lasciò definitivamente il campo politico per quello sociale e per la missione. Ben lontani, quindi, dal voler contrapporre l’impegno e l’attenzione alla vita politica alla vita spirituale e di fede, resta la concreta preoccupazione che il dibattito politico, specie dopo le elezioni, oscuri la celebrazione della Pasqua, evento fondante della Chiesa cristiana. Distratti dalle discussioni, dai proclami di vittoria, dalle analisi del voto e dalle enunciazioni dei programmi, saremo in grado di concentrarci sui grandi avvenimenti che la Chiesa ci invita a ricordare e celebrare? Li 4 l’Amore Vince vivremo con la dovuta intensità e partecipazione? IL SIGNIFICATO DELLA SETTIMANA SANTA Il Giovedì Santo, Gesù, oltre che darci l’esempio dell’autorità che si mette a servizio, ci offre il grande dono dell’Eucarestia, sostentamento del nostro cammino nelle difficoltà della vita. Il Venerdì Santo, Gesù ci mostra che “l’amore più grande è quello di dare la vita”. Essere capaci di accettare la sofferenza, anche quando si potrebbe evitarla, se questo fa parte di un progetto di redenzione e salvezza, oltretutto perdonando ai nostri persecutori. Il Sabato Santo è il giorno del silenzio, della desolazione, dell’amarezza per l’apparente vittoria della morte. Benedetto XVI, allora cardinal Ratzinger, disse che è “il giorno di noi moderni, il giorno dell’assenza di Dio”. Finalmente la Domenica di Pasqua esplode la nostra gioia: esultiamo perché la nostra speranza, “carica di immortalità”, è realizzata e siamo pronti a “renderne ragione”. Infatti “se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede”. Possiamo tornare alle nostre fatiche quotidiane con un altro spirito, con la sicurezza di un altro destino, in quanto “se speriamo in Cristo solo in questa vita”, se tutto cioè dovesse chiudersi entro i limitati orizzonti temporali, “saremmo da compiangere più di tutti gli uomini” (1 Cor. 15). Accettiamo quindi la tensione politica di questo periodo e partecipiamo con passione ed interesse. Ma non dimentichiamo le esigenze della fede cristiana perché, come dice Karl Barth, “se vogliamo che la nostra fede abbia un fondamento, dobbiamo aver visto e sentito gli angeli presso il sepolcro spalancato e vuoto”. Bruno Perissinotto aprile 2006 fondazione IL 5 PER MILLE AL PICCOLO RIFUGIO U no spicchio di Irpef a sostegno del volontariato e degli organismi di utilità sociale. E’ questa una delle novità contenute nell’ultima legge finanziaria, che consente al contribuente di decidere a chi destinare una somma di denaro, il 5 per mille dell’Irpef dovuta, senza pagare alcuna tassa in più. Un successivo decreto della presidenza del consiglio di fine gennaio ha stabilito che, quest’anno per la prima volta e in via sperimentale, organizzazioni come il Piccolo Rifugio potessero accreditarsi presso l’Agenzia delle Entrate e quindi proporsi come beneficiarie dell’ormai famoso 5 per mille. Dopo opportuna verifica l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’elenco definitivo degli enti che hanno titolo per ricevere tale contributo: tra gli oltre trentamila accreditati compare anche la Fondazione Piccolo Rifugio. LA SCELTA NEL CUD, 730 O UNICO Cosa potrà accadere concretamente? All’atto della presentazione del modello Cud, 730 o Modello Unico il contribuente può decidere di destinare alla solidarietà la quota del 5 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche, relativa al periodo di imposta 2005, apponendo la propria firma in uno degli appositi quattro riquadri che figurano all’interno dei modelli di dichiarazione ed indicando il numero di codice fiscale dell’ente beneficiario. Nel caso il contribuente volesse destinare il 5 aprile 2006 per mille alla Fondazione Piccolo Rifugio il riquadro interessato è il primo, quello che riporta la dicitura “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni”. NESSUN ONERE PER IL CONTRIBUENTE Ciò non comporterà alcun onere aggiuntivo per il contribuente in questione, e non interferirà con l’eventuale ulteriore destinazione del più noto 8 per mille. Per l’ente indicato, invece, potrà essere l’occasione per ricevere un sostegno significativo a seconda del numero di persone che saranno disponibili a destinargli il contributo. E se non si firma per il 5 per mille? Il contribuente non guadagna né risparmia nulla e i fondi del 5 per mille andranno direttamente allo Stato. Nonostante il poco tempo a disposizione anche il Piccolo Rifugio ha deciso di cogliere questa opportunità predisponendo i materiali informativi e facendoli recapitare nel più breve tempo possibile ai mezzi di comunicazione ed alle persone amiche. La speranza è poi che queste ultime possano, a loro volta, farsi promotrici dell’iniziativa ed estendere l’invito a quanti sono disponibili a condividere e a sostenere lo spirito di solidarietà che caratterizza il Piccolo Rifugio. 00717020234: è il numero di codice fiscale che andrà indicato e che farà la differenza. l’Amore Vince 5 da San Donà UNA TAPPA STORICA U n’avventura cominciata nel Natale del 1935, ha vissuto sabato 11 marzo un’altra tappa fondamentale della sua storia. E’ la storia del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave, la prima casa di accoglienza per le persone disabili fondata da Lucia Schiavinato che ha presentato, con una grande cerimonia, i recenti lavori di ampliamento e ristrutturazione della struttura. “I lavori per portare da quindici a venti i posti letto per i disabili residenti ed ampliare il centro diurno frequentato da una ventina di ragazze disabili con handicap anche gravissimi - ha ricordato il direttore amministrativo della Fondazione, Francesco Facci - sono partiti con un primo lotto nel 1999 e si sono conclusi oggi, grazie al generoso contributo di molti”. Oltre alla Regione, che ha assicurato un sostanzioso contributo, l’ingente sforzo finanziario, oltre un milione di euro, è stato affrontato interamente dalla Fondazione Piccolo Rifugio con risorse proprie, in parte giunte anche da lasciti. Da qui l’intitolazione del nuovo centro diurno all’ingegner Angelo Girardi. Molte le autorità presenti, l’assessore provinciale ai servizi sociali, Rita Zanutel, il presidente della Conferenza dei sindaci del Veneto orientale nonché sindaco di Noventa di Piave, Loris Merli, i sindaci dei vicini comuni di Musile, Valter Menazza, di Fossalta, Bruno Perissinotto, e di Ceggia, Massimo Beraldo. Presente in forze anche la famiglia del 1935: in questa casa sorse il primo Piccolo Rifugio Piccolo Rifugio, giunta in massa dalle vicine case di Verona, Vittorio Veneto e Trieste. A tutti i convenuti il presidente della Fondazione, Carlo Barosco, ha voluto ricordare i momenti di riflessione importanti affrontati prima di intraprendere l’impegnativa opera di ristrutturazione delle strutture. Lavori e cantieri sono infatti aperti anche in quel di Ferentino, nel Lazio, ed a Vittorio Veneto, per un impegno finanziario di circa sei milioni di euro. “Prima di intraprendere tale opera di ammodernamento - ha riferito Barosco - la Fondazione ha compiuto una verifica, si è chiesta se la sua storia dovesse avere un seguito o fosse necessario un momento di riflessione, di sospensione. La risposta è stata il rilancio, l’accettare la sfida posta dalle nuove esigenti legislazioni in tema di strutture residenziali per disabili. Il tutto con INAUGURATI I RECENTI LAVORI DI AMPLIAMENTO E RISTRUTTURAZIONE DEL RIFUGIO 6 l’Amore Vince aprile 2006 da San Donà l’obiettivo ben preciso di dare un seguito agli insegnamenti spirituali di Mamma Lucia”. Che il Piccolo Rifugio goda di stima per la meritoria opera che con competenza svolge in favore dei disabili del territorio, lo ha testimoniato il direttore dei servizi sociali dell’Ulss 10, Luigi Casagrande, che ha ricordato come “il Piccolo Rifugio sia stato per anni l’unica esperienza di residenzialità per i disabili del territorio, altrimenti costretti al ricovero in strutture distanti dalla loro famiglia. Lo stesso dicasi per il centro diurno, la cui convenzione con l’Ulss risale addirittura al 1988, anni in cui tali servizi erano agli inizi della loro esperienza”. Testimonianze che ribadiscono, quindi, il carattere anticipatore del pensiero e dell’azione della fondatrice dei Piccoli Rifugi, Lucia Schiavinato. Ed è proprio a lei che il Vescovo di Treviso, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, nel benedire la struttura, ha voluto nemmeno tanto velatamente rivolgere il suo pensiero. “Il Piccolo Rifugio - ha affermato con forza il Vescovo - è un luogo di santità e qui ogni giorno si vive in concreto la santità”. Parole che hanno riacceso nei presenti la speranza per una rapido riavvio della causa di beatificazione della Serva di Dio Lucia Schiavinato. La struttura è stata inaugurata con il consueto taglio del nastro ad opera del sindaco di San Donà di Piave, Francesca Zaccariotto, e di una delle più anziane ospiti del Piccolo Rifugio sandonatese, Marcella Boeretto. Un piccolo aneddoto a conferma di come il Piccolo Rifugio rappresenti anche la storia del volontariato sandonatese: alla cerimonia era presente pure Gianna Prata, una delle maestre che, cinquant’anni fa, aiutò Lucia Schiavinato nel primo corso di manualità organizzato al Rifugio. In quell’occasione, una delle allieve fu proprio Marcella Boeretto. Dopo l’inaugurazione, le autorità ed in particolare il Vescovo di Treviso, monsignor Mazzocato, si sono amichevolmente intrattenuti con le ospiti e gli amici del Piccolo Rifugio all’interno della nuova struttura, in un inatteso ed apprezzato momento di vicinanza e particolare cordialità. Michele Vidotto Le autorità e gli amici del Piccolo Rifugio presenti alla cerimonia di inaugurazione aprile 2006 l’Amore Vince 7 da San Donà Il corpo di fabbrica che ospita al piano terra le nuove camere ed al primo piano il nuovo centro diurno NEL SOLCO DELL’OPERA C’ è una vecchia storiella che gira attorno ai Piccoli Rifugi ossia che, come per altri enti come il nostro, quando si mettono le mani per sistemare le cose, o le case, vecchie, non puoi sapere quando finirai. Così è stato per il Piccolo Rifugio di Ferentino e per quello di San Donà di Piave. Sabato 11 marzo si è svolta la cerimonia di inaugurazione e la benedizione dei nuovi locali del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave. L’ITER DEI LAVORI I lavori del primo lotto sono iniziati nel 2001, e riguardavano la ristrutturazione e l’ammodernamento delle camere e dei servizi esistenti. Dopo la pausa di un anno, nel luglio del 8 l’Amore Vince 2004, iniziavano i lavori del secondo lotto. Grazie al contributo della Regione Veneto, essi riguardavano un intervento edilizio con opere consistenti trattandosi dell’attuazione di un ampliamento dell’attuale edificio residenziale esistente con la realizzazione di un corpo di fabbrica nuovo aggiuntivo. Tale ampliamento comprende, al piano terra, cinque camere a due posti letto con bagno annesso, un bagno attrezzato con vasca per disabili, un locale tecnico, un’area relax, due ascensori e vari locali accessori; la ristrutturazione della zona lavorazione e cottura cibi, della sala da pranzo e delle dispense. Al secondo piano la realizzazione degli spogliatoi con servizi per il personale, ed il nuovo Centro Diurno comprendente due ampie sale occupazionali, un aprile 2006 da San Donà Per la somma restante la Fondazione ha fatto ricorso ad un cospicuo mutuo bancario, ma non è mancata la mano benevola e generosa della Provvidenza. SODDISFAZIONE GENERALE Il discorso inaugurale del presidente della Fondazione, Carlo Barosco laboratorio per il materiale didattico, una sala di riabilitazione, una sala relax, un’area attrezzata per la cottura di cibi ad uso educativo-formativo, un ufficio direzionale. In totale si tratta di nuovi 670 metri quadri calpestabili. La soddisfazione oggi è di poter godere di una struttura moderna ed efficiente che garantisce un elevato standard di funzionalità, di confort e di benessere ambientale per i residenti del Piccolo Rifugio e del nuovo Centro Diurno. Con questi interventi la Fondazione, oltre ad aver dato una chiara risposta alle nuove esigenze legislative che disciplinano le strutture residenziali per persone con handicap fisico, ritiene di poter sostenere con maggior vigore e maggior ragione il concetto ed il clima di famiglia insito nei principi originari e nei valori proposti dai Piccoli Rifugi. Carlo Barosco Presidente Fondazione Piccolo Rifugio IMPREVISTI IN CORSO D’OPERA L’ultimazione dei lavori era prevista nel luglio del 2005. Nel corso dei lavori, però, sono purtroppo emerse situazioni di emergenza strutturale del tetto della vecchia residenza; pertanto si è dovuto intervenire con ulteriori opere non preventivate di risanamento, consolidamento e rifacimento del tetto, prolungando sensibilmente i tempi e lievitando notevolmente i costi. L’onere complessivo per i lavori del Piccolo Rifugio di San Donà ammonta a quasi un milione e duecentomila euro (circa due miliardi e quattrocento milioni di vecchie lire), affrontato dalla Fondazione con una disponibilità iniziale del 30% circa. aprile 2006 Il Vescovo di Treviso, monsignor Mazzocato, benedice la struttura l’Amore Vince 9 da San Donà ANCHE IN QUESTO EVENTO IMPORTANTE ED IMPONENTE,COSI’ COME IN TUTTA LA STORIA DEI RIFUGI,E’LA PROVVIDENZA LA VERA PROTAGONISTA I lavori sono stati finanziati anche attraverso lasciti e donazioni ESSERE FEDELI AL CARISMA ORIGINARIO I l giorno dell’inaugurazione del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave, all’indomani della conclusione dei lavori di ristrutturazione, il sole splendente ed una vera giornata di primavera ci hanno permesso di realizzare quest’evento all’aperto. Non possiamo fare a meno, innanzitutto, di ringraziare il Signore anche per questo piccolo regalo. Erano presenti autorità civili e religiose, ospiti e Volontarie della Carità, non solo di San Donà, ma anche dei vari Rifugi, operatori e, come sempre fedeli, tantissimi amici. Dopo l’intervento delle autorità civili, il presidente della Fondazione, Carlo Barosco, ha illustrato brevemente il cammino e gli sforzi affrontati per raggiungere questa meta. Il Vescovo di Treviso, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, infine ha benedetto quanti erano presenti e la nuova struttura. Ringraziamo il Signore di tutto. 10 l’Amore Vince LA PROVVIDENZA PROTAGONISTA Come responsabile attuale dell’Istituto delle Volontarie della Carità, mi sta a cuore ricordare gli inizi di questa realtà, quando la Provvidenza guidava ogni passo. E’ stata la Provvidenza a suscitare in Mamma Lucia la forte spinta ad andare incontro alle necessità urgenti dei tempi difficili del primo dopoguerra, soccorrendo e accogliendo persone disabili bisognose e abbandonate, per alleviarne le sofferenze ed elevarle in dignità. E’ stata la Provvidenza a suscitare le giovani che hanno affiancato Mamma Lucia dando inizio al gruppo delle Volontarie della Carità, riconosciuto più avanti come Istituto secolare. Facciamo memoria della semplicità con cui è nata quest’opera, affrontando con notevole spirito di adattamento disagi e non piccole difficoltà. Tutto è stato superato con fede incrollabile e speranza nella aprile 2006 da San Donà Un’altra immagine dell’ampliamento del Piccolo Rifugio di San Donà Provvidenza, che non è mai mancata, arrivando nei momenti estremi con veri e propri miracoli. Oggi la Provvidenza interviene in modo diverso, tanto da permetterci di vedere la conclusione della grandiosa struttura che abbiamo inaugurato. Le esigenze delle nuove normative in materia impongono adeguamenti strutturali per rendere l’ambiente più funzionale e accogliente, sia conoscere e mantenere vivo lo spirito col per gli ospiti che per coloro che vi operano. quale i Piccoli Rifugi hanno avuto inizio, restando fedeli al carisma affidato da FEDELTA’ AL CARISMA Mamma Lucia. Ringraziamo il Signore e tutte le persone che Il Signore e Mamma Lucia ci benedicano e ci hanno collaborato per questa realizzazione accompagnino in questa missione di carità. e, soprattutto, impegniamoci tutti, Felicita Casti Volontarie, responsabili, ospiti, operatori e Presidente Istituto Volontarie quanti vivono intorno a quest’opera, a della Carità All'inaugurazione erano presenti ospiti, Volontari ed amici dai diversi Piccoli Rifugi aprile 2006 l’Amore Vince 11 da Verona Un momento dello spassoso spettacolo di Carnevale offrire al Signore le gioie e le sofferenze di ogni giorno e per proclamare e trasmettere amore. Si va all’amore, si porta amore, si sorride amore passando prima davanti a Gesù Eucarestia. … Il modo di vivere al Piccolo Rifugio delle ospiti e dei volontari è come vivere l’insegnamento di Gesù ascoltato, accolto e depositato nel nostro cuore e che diventa esperienza di vita”. CANTE E POESIE CANTE, POESIE E… CORIANDOLI E’ stata una bella sorpresa la visita del coro “La negritella” nella nostra casa. Una telefonata, un appuntamento ed ecco che il coro femminile ha fatto irruzione in mezzo alle ospiti e ai volontari. La negritella è l’unico coro veronese formato da sole donne e prende il nome da un fiore rarissimo e profumato che cresce sulle cime del Monte Baldo, a duemila metri, di fronte al lago di Garda. Il coro ha voluto animare la santa Messa celebrata dal nostro parroco, don Mario, che all’omelia ha parlato di Mamma Lucia, del suo insegnamento e del suo amore per Gesù Eucarestia. “E’ dall’Eucarestia presente ed esposta nei Piccoli Rifugi - ha detto tra l’altro don Mario - che ospiti e Volontarie traggono la forza e l’aiuto per 12 l’Amore Vince L’incontro è continuato allietato dalle cante del coro, eseguite con maestria e con quell’arietta “baldense” che non manca mai e che fa sognare. Un repertorio ricco e bellissimo che spazia dai canti della montagna ai canti dialettali di casa nostra. Ad arricchire ancor di più la giornata, le poesie dialettali di due poeti veronesi, amici del Piccolo Rifugio da lunga data: Paolo Feriani, con le sue poesie sulla vita vissuta di un tempo ormai dimenticato, impregnato di religiosità, bontà e gustose scenette domestiche, e di Luisa Comerlato (pure del coro Negritella), con poesie inerenti alle cante e allo stare insieme in felice amicizia. La struggente e sommessa canta del “Signore delle Cime” ha posto termine ad una giornata meravigliosa, vissuta in serena amicizia e allegria. MANZONI COME GOLDONI! Ben altro tono ha assunto invece il pomeriggio dell’ultima domenica di carnevale. La maschera era d’obbligo anche per gli invitati. Alla presenza di molti amici e parenti, le ospiti della casa di Verona si sono cimentate con una commedia estremamente allegra: la parodia dei Promessi Sposi in stile goldoniano, messa in scena da Roberta e Francesca, compresa la regia, la scenografia ed i costumi d’epoca manzoniana. Presentatrici Chiara e Adelina, mentre le due aprile 2006 da Verona volontarie del servizio civile, Alessia e Martina, sono state le mattatrici con canti e recite. Non mancava nemmeno il fotografo Renato e un cameraman per le riprese. Tutte le ospiti hanno partecipato alla recita ricevendo tantissimi battimani; addirittura Chiarella, che passa per una persona seriosa, ha suonato la pianola e cantato in maschera. Emilia, un’amica del Piccolo Rifugio e volontaria, ha recitato un monologo coinvolgendo gli spettatori. Con il canto finale di “Amico è” e “Viva la Gente”, condito da scroscianti applausi, è terminata la recita. Una scena della commedia che ha entusiasmato i presenti Sulla medesima festa di Carnevale pubblichiamo anche il contributo di un’amica del Rifugio Per i grandi eventi teatrali e cinematografici si sarebbe detto che molta gente era accorsa per assistere ad un determinato spettacolo. Ebbene si, questo lo possiamo dire anche noi per la parodia musicata e cantata della commedia de “I promessi sposi”, andata in scena domenica 26 febbraio aprile 2006 Alessia, che terminava il suo servizio civile al Piccolo Rifugio, ha ringraziato commossa invitando altri giovani a seguire il suo “modesto” esempio perché “è molto più quello che ho ricevuto dalle ospiti che quello che ho dato in questo meraviglioso anno”. Il tutto poi è finito in gloria con dolci, “grustoli” e frittelle fatte dagli amici presenti. E’ stato proprio un bel termine di carnevale trascorso in serena allegria condita da tanta amicizia. Queste due feste hanno messo in risalto la forte amicizia ed il senso di servizio che esiste tra molte persone giovani e meno giovani con la realtà delle ospiti del Piccolo Rifugio. Mamma Lucia diceva: “E’ molto più quello che si riceve in termini di amicizia, sorrisi e preghiere, che quello che si dà: una risposta di vita senza timori e senza remore”. Renato Marini nell’accogliente salone del Piccolo Rifugio di via Vivaldi, a Verona. La rappresentazione è stata organizzata per trascorrere insieme, in allegria, un pomeriggio di fine carnevale, voluta e interpretata con maestria dalle ragazze ospiti. Le peripezie di Enzo Tramaglino e Lucia Mondella, i costumi, le musiche, hanno fatto divertire molto il pubblico intervenuto; le risate si sono alternate ai numerosi battimani ed una telecamera amatoriale ha immortalato l’evento. Al termine dello spettacolo è stato offerto un rinfresco a tutte le persone presenti. Il merito di quanto si è potuto realizzare lo dobbiamo alle educatrici, alle ospiti tutte e al volontariato. A loro va il nostro grazie per l’amore, la pazienza, la disponibilità date sempre a piene mani, non solo in questo giorno ma durante tutto l’anno. Arrivederci all’anno prossimo! Un’amica presente in sala l’Amore Vince 13 da Ferentino MISS PICCOLO RIFUGIO “M Dalla “sala costumi” (stanza della fisioterapia) e dalla “sala trucco” (bagno attrezzato) echeggiavano fragorose risate lungo tutto il corridoio delle camere da letto. Lo spettacolo si è articolato in estemporanea ed i ragazzi sono stati molto bravi e spiritosi nell’improvvisare le risposte. Gli invitati si sono divertiti e complimentati per gli addobbi realizzati dai ragazzi, per le loro performance e per i travestimenti: li hanno definiti “bellissime”! Alcuni amici hanno collaborato ad organizzare la serata ed hanno contribuito al successo ottenuto. Anche gli operatori si sono mascherati per sentirsi parte integrante di questa banda di mattacchioni: presentatore coatto (Stefano), valletta e fidanzata del presentatore (Maurizio), tecnica audio-video (Massimiliano), stiliste figlie dei fiori (Barbara, Claudia e Maria). Vincitrice della sfilata è stata Maria de Filippi, alias Pino Salemme, eletta da una masnada di bambini vivaci, felicissimi dell’incarico loro affidato. La festa si è conclusa, tanto per cambiare, con un appetitoso Maria De Filippi, alias Pino Salemme, eletta Miss Piccolo Rifugio 2006 rinfresco. iss Piccolo Rifugio? Semmai mister!”. “Eh no, proprio miss!”. Quest’anno i ragazzi di Ferentino, in occasione del carnevale, hanno pensato di prendersi in giro e di mascherarsi imitando donne famose del mondo dello spettacolo. E che donne: Naomi Campbell (Ernesto), Antonella Clerici (Domenico), Sofia Loren (Giuseppe), la moglie di Drupi (Marco Ponzi), Pamela Prati (Franco), Maria De Filippi (Pino), le sorelle Lecciso (Paola e Rossana), Valeria Marini (Cosimo), Dolcenera (Filippo), Tatiana (Marco Palombo), Raffaella Carrà (Emanuele), Manuela Arcuri (Luigi S.), Gina Lollobrigida (Luigi D.), Michelle Hunziker (Rocco). Ci siamo divertiti tutti, sia al momento dell’ideazione della sfilata sia durante la preparazione e l’attuazione della stessa. 14 l’Amore Vince aprile 2006 dal Brasile L'entrata di Benè ed Ana OGNI STORIA E’STORIA D’AMORE P artecipare alla Santa Messa conclusiva di un corso di esercizi è sempre una esperienza gioiosa: la lode al Signore per la grazia elargita si intreccia con un profondo senso di gratitudine, nella consapevolezza che i doni ricevuti devono portare ad un impegno maggiore nel servizio ai fratelli. Ma quest’anno, il ritiro a Salvador Bahia è stato particolarmente speciale, non solo per il predicatore, padre Sergio, un sacerdote bahiano innamorato e capace di far innamorare della Parola e dell’Eucaristia, ma anche per il gruppo di Volontarie e Associati che ha partecipato: varietà di età, di razze, di colori, di esperienze, di stati di vita. A colorire e animare maggiormente il clima di festa, c’è stato l’inaspettato arrivo di un folto gruppo di persone di Conceição do aprile 2006 Almeida, parrocchia di Bené, con il suo Parroco, una rappresentanza della parrocchia di Massaranduba-Salvador, alcuni parenti, tra questi, per la prima volta in Brasile, le mamme di tre volontarie, e tanti amici. Molteplice il motivo di tanta straordinarietà: i primi voti di due giovani bahiane, Marinêz e Iracema, i voti definitivi di Ana, Bené e Francisca, l’inizio del cammino di formazione di Jovelina e Gabriel (il giovane che accoglie anziani soli e abbandonati) e di Lurdes Rodriguez e Lurdes Queiroz che desiderano associarsi all’Istituto. La celebrazione dell’Eucaristia è stata un’esplosione di gioia, come il popolo bahiano sa esprimere. Ma è stato difficile reprimere l’emozione quando le due giovani sono state invitate a venire all’altare. Maria l’Amore Vince 15 dal Brasile Rosa, che le ha accompagnate nel cammino di formazione iniziale, ha presentato brevemente la loro storia. Marinêz è una ragazza di Humilde, un piccolo paese all’interno della Bahia. Il suo lavoro di agente de saude (operatore sanitario) la porta a visitare con molta frequenza le famiglie del paese e dei villaggi circostanti, che accompagna dal punto di vista sanitario. Ha conosciuto la povertà comune ad ogni famiglia dell’interno, perciò tanti sacrifici per studiare, trovare un lavoro e anche tante difficoltà di realizzare quella che capiva essere la chiamata del Signore per una donazione totale, da vivere nel proprio ambiente, nell’ordinarietà della vita di ogni uomo. Iracema è la prima vocazione di Massaranduba, dopo circa quarant’anni di Benè durante la cerimonia 16 l’Amore Vince presenza delle Volontarie nel bairro degli alagados. È nata in una palafitta, ha giocato tra i ponticelli traballanti (una lunga cicatrice su una gamba è il ricordo delle sue cadute nella maré). È cresciuta con il quartiere, la sua storia è legata a quella degli alagados. Da diversi anni, una bella casetta, piccola ma accogliente, ha preso il posto della palafitta, la strada asfaltata ha sostituito i ponticelli poco stabili e Iracema non è più la bambina gracile, con un futuro molto incerto: oggi è “una ragazza forte, coraggiosa e battagliera”, come dice la mamma. Continua a vivere a Massaranduba e insegna informatica in una scuola elementare del quartiere, il centro sociale dei padri gesuiti a Mangueira. Ognuno ha la sua storia ed ogni storia è grande perché è la storia che il Signore tesse in ognuno di noi: storia dell’Amore di Dio per ogni uomo. Nella cappella della celebrazione, in un angolo era collocato un poster di Mamma Lucia, l’unica fotografia che la mostra con gli occhiali chiari. Con il suo sguardo e il suo sorriso sembrava compiacersi di quanto si stava celebrando. Lei certamente non sarebbe riuscita a trattenere le lacrime per l’emozione e per la gioia di vedere giovani ancora capaci di giocarsi in questa avventura di amare l’Eucaristia e di porsi a servizio dei fratelli più poveri ed emarginati. E noi, più vecchie, ricordando la storia di questi anni, le lotte e le conquiste, le sconfitte e le vittorie, la gente incontrata, …potremmo dire che tanti passi non sono stati inutili e potremmo ripetere con Mamma Lucia, che tanto amò questa terra brasiliana, che “aprirsi alla missione e andare in Brasile è una grande grazia anche per l’Istituto”. Teresa D’Oria aprile 2006 dal Brasile DIO E’ IL VIAGGIO, IO L’AUTISTA, ED I FRATELLI, I PASSEGGERI Una delle protagoniste della cerimonia conclusiva degli esercizi spirituali tenuti in terra di missione è Iracema, la giovane che insieme a Marinêz ha intrapreso ufficialmente il suo cammino nell’Istituto delle Volontarie della Carità con la pronuncia dei primi voti. La sua testimonianza può aiutarci a capire il percorso di fede fatto durante il periodo di preparazione e le emozioni del momento. Salvador, 28 febbraio 2006 S ono stati tre anni di formazione e attesa. Durante questo periodo mi sono sentita come una sposa che prepara il suo corredo per il matrimonio. Corredo, questo, che andava formandosi e diventando più bello ad ogni incontro, ad ogni corso di studio, ad ogni ritiro, che mi portava ad avere maggiori conoscenze e a crescere umanamente e spiritualmente. Il 12 febbraio 2006, in Mar Grande, arriva il grande giorno. Il matrimonio! La consegna totale al nostro Abbà. Non so raccontare con molte parole quello che ho sentito in quel giorno, ma so che la gioia, l’amore e l’emozione erano molto più forti di me. In quel momento ho sentito che non ero più io, ma piuttosto Dio dentro di me. Presa da questi sentimenti, io desidero proseguire nella missione affidatami ed essere fedele a questo Amore divino, che è Cristo Eucaristia. Il giorno 8 febbraio, in uno dei momenti di riflessione del ritiro, padre Sergio ci ha lasciato questa frase: “Entrare nel mistero dell’Eucaristia è cominciare un viaggio dove Dio è l’autista ed io quella che approfitta del passaggio”. Il giorno 12 febbraio, sentendomi completamente abbandonata nell’intimità di Dio Padre, ho osato capovolgere questa frase per me: “Entrare nel mistero dell’Eucaristia è aprile 2006 cominciare un viaggio, dove Dio è il viaggio, io l’autista e i miei fratelli quelli che approfittano del passaggio”. Ed è con questi sentimenti, di appartenenza a Dio e ai fratelli, che io lodo e ringrazio Dio nostro Abbà per avermi scelta, chiamata e affidato il servizio nel suo Regno. Ringrazio mia madre, che è stata presente in ogni momento della mia vita, e in questo momento particolare. Ringrazio Mariarosa e Francisca che sono state le fondamenta della mia formazione e tutti gli amici del Brasile e dell’Italia che mi hanno accompagnata con la preghiera durante questi tre anni. Un grazie a tutti! E in maniera particolare: Grazie Gesù! Iracema Iracema l’Amore Vince 17 spiritualità QUANDO E’TEMPO DI SABATO SANTO N ella lettera al direttore spirituale, scritta il giorno di Pasqua 1939, Lucia si chiede: “Gustato l’alleluia? Sì, ma oramai l’anima non ha che un’aspirazione: dar la vita per gli amici. La glorificazione stessa del Risorto, ne è motivo: troppe anime sono lontane dalla Luce e siedono ancora tra le tenebre di morte. Una moltitudine sterminata da addurre alla Croce impedisce di posare e di dilatarsi nel canto. Bisogna riprendere subito il cammino, quasi con lo sgomento di incrociare ad ogni istante coi passi del Maestro, come Pietro, e di sentirsi dire: ritorno sul Golgota ad essere crocifisso un’altra volta”. QUO VADIS? Forse nacque allora in Lucia il desiderio di porre un segno concreto dell’accoglienza del Cristo sofferente, proprio la dove Pietro fuggì un giorno dalla sofferenza. Infatti, alcuni anni dopo, nel 1955, fu presso la chiesa del “Quo vadis”, all’inizio della via Appia, che avvenne il primo tentativo di aprire un “rifugio” a Roma. Anche se il progetto non si realizzò, tutta l’azione di Lucia fu sempre segnata dall’ansia di non allontanarsi dai passi del Cristo che le veniva incontro in tante situazioni di sofferenza. Quella lettera scritta alla vigilia della seconda guerra mondiale rivela in Lucia la forte percezione che l’umanità stava per salire il più terribile calvario della storia. Al Cristo, che tornava ad essere crocifisso, 18 l’Amore Vince Lucia sentiva di dover offrire “il rifugio” di prolungate veglie notturne dove accompagnare Gesù nelle ore desolate del Getsemani. Come, in anni lì vicini, Madre Teresa di Calcutta avrebbe avvertito “la sete” di Gesù abbandonato nei più poveri dei poveri, così l’assistente sociale Lucia non si fermava a curare solo corpi sofferenti, ma partecipava alla sofferenza di quanti si allontanavano dall’amore di Cristo. DENTRO L’INCREDULITA’ A distanza di tanti anni, ci è dato forse di “gustare l’alleluia” senza avvertire anche noi l’acuta sofferenza per “troppe anime lontane dalla luce che siedono tra le tenebre di morte”? Verrebbe quasi da affermare che “la moltitudine sterminata” da condurre ai piedi del crocifisso si è fatta ancor più vasta. E non occorre guardare lontano, perché avvertiamo che l’indifferenza verso Dio e la fede è attorno a noi ed entra anche dentro di noi. “L’incredulità - ci hanno ricordato i nostri vescovi - è tentazione che attraversa anche il nostro cuore”. Di fronte a tanto male e dolore che sembra investire il mondo come uno “tsunami”, verrebbe da sottoscrivere l’ultima lettera che un soldato tedesco spedì durante la seconda guerra mondiale dall’inferno della battaglia di Stalingrado: “Caro padre, se proprio ci deve essere un Dio, è solo presso di voi, nei libri dei salmi e delle preghiere, nelle pie parole dei preti, nel suono delle campane e nell’incenso. Ma a Stalingrado no!”. aprile 2006 spiritualità VIVERE LA PASQUA CON GESU’ Quasi più che ad un venerdì santo, il nostro tempo assomiglia ad un sabato santo della storia. Non possiamo dimenticare, nel Giubileo del 2000, la prolungata sosta silenziosa di Giovanni Paolo II davanti al santo sepolcro, poco prima della sua partenza dalla Terra Santa. Leggevamo in quel muto raccoglimento un nostro comune sentire di fronte a quell’assenza di Dio che tante volte segna il nostro tempo. Come un giorno Maddalena dinanzi alla tomba vuota di Gesù, così anche Lucia ci ricorda che la fede avanza nella capacità di “restare”saldi nell’attesa orante. Anche se come nel Getsemani non ci sarà data risposta all’invocazione, verrà il giorno in cui Lui ci chiamerà per nome. Scopriremo allora che il Signore non si era mai allontanato da noi. Con stupore lo riconosceremo presente proprio nei tempi dell’assenza, nascosto nelle vesti di ogni crocifisso della terra. Si chiedeva frere Roger: “Qual è, per tutti, il rischio maggiore proposto da quell’ ’Umile di cuore’? E’ ’vivere la Pasqua con Gesù’. Con Lui attraversare i passaggi dalla morte alla vita; accompagnarlo talvolta nell’agonia per tutta la famiglia umana; e, ogni giorno, cominciare a risuscitare con Lui”. don Antonio Guidolin IN AGOSTO ESERCIZI SPIRITUALI La chiesetta del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave ed il suo tabernacolo, tante volte luogo dell'attesa orante di Lucia aprile 2006 L’Istituto Secolare Volontarie della Carità e la Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio organizzano un corso di esercizi spirituali a Camposampiero (PD) dal 21 al 26 agosto 2006. Il predicatore sarà don Antonio Guidolin, che guiderà i presenti “Sulle orme di Mamma Lucia” Il corso è aperto a quanti desiderino conoscere o approfondire la spiritualità della Serva di Dio Lucia Schiavinato. Per informazioni, inviare una mail a [email protected] oppure scivere a Teresa D’Oria c/o Piccolo Rifugio via A. Pettorini, 100/A 03013 Ferentino tel. 0775 24 40 51 l’Amore Vince 19 5 per mille: un regalo che vale molto A CHI HAI DECISO DI ASSEGNARE IL TUO “5 PER 1000”? Da quest’anno puoi fare un regalo che a te costa solo una firma e che per la nostra comunità vale molto La recente legge finanziaria (L. 266 del 23.12.2005) stabilisce che, oltre all’otto per mille, ogni contribuente (persona fisica) può scegliere a chi destinare il cinque per mille dell’Irpef per sostenere il volontariato o le organizzazioni di utilità sociale (senza che ciò comporti oneri fiscali aggiuntivi oltre a quelli già dovuti) PER MAGGIORI INFORMAZIONI PUOI TELEFONARE ALLO 0421.330344 O INVIARE UNA MAIL A: [email protected]