Provincia di Cremona
Relazione del Presidente
e della Giunta Provinciale
al Bilancio di previsione 2006
e al Bilancio Triennale 2006 - 2008
dicembre 2005
Provincia di Cremona
Indice
Relazione del Presidente sul Bilancio 2006
pag.
Relazione dell'Assessore alla Programmazione territoriale - Piano
Territoriale di Coordinamento Provinciale - Trasporti e mobilità
pag. 28 – 35
Relazione dell'Assessore a Ambiente ed ecologia - Parchi e valutazione
impatto ambientale - Energia - Sport.
pag. 36 – 40
Relazione dell'Assessore all’Educazione ambientale - Protezione civile Difesa del suolo - Percorsi ciclo-pedonali
pag. 41 – 45
Relazione dell'Assessore alle Grandi infrastrutture - Lavori pubblici Pianificazione e programmazione della viabilità - Progettazione e
direzione dei lavori delle nuove opere stradali - Programmazione e
sviluppo turistico
pag. 46 – 52
Relazione dell'Assessore all’Istruzione ed edilizia scolastica ed
universitaria - Politiche dell'inserimento scolastico - Educazione degli
adulti
pag. 53 – 56
Relazione dell'Assessore al Lavoro ed occupazione - Orientamento e
formazione professionale
pag. 57 – 61
Relazione dell'Assessore ai Servizi sociali - Problematiche degli anziani
e delle nuove povertà - Problematiche dell'integrazione - Volontariato Aree del disagio - Pari opportunità - Progetti di solidarietà internazionale
- Organizzazione e sviluppo no profit
pag. 62 – 72
2 - 27
Relazione dell'Assessore all’Economia - Semplificazione delle
procedure - Rapporti con il Consiglio provinciale - Statuto e regolamenti
pag. 73 – 75
Relazione dell'Assessore alla Cultura - Tempo libero - Politiche
giovanili - Promozione del territorio - Rapporti con i piccoli Comuni
pag. 76 – 95
Relazione dell'Assessore all’Agricoltura foreste ed alimentazione Caccia e Pesca
pag. 96 – 106
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
RELAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2006
on. Giuseppe Torchio
Presidente della Provincia di Cremona
______________________________________________________
Colleghi e Colleghe Assessori e Consiglieri,
adempio al rito della relazione al Bilancio con uno sguardo alla Finanziaria che il
Dott. Penco, già ragioniere capo del Sindaco Albertini e rappresentante dei
Comuni e Province alla Corte dei Conti ha definito la peggiore della sua
quarantennale esperienza negli Enti Locali.
Di ritorno da Napoli dove si è conclusa l’Assemblea delle Province, che, in
maniera ferma ed unitaria ha espresso la più forte inquietudine, mentre non è
giunta alcuna risposta da parte dello Stato. Noi tutti siamo rimasti allibiti da un
intervento del Ministro La Loggia che, francamente, ci fa rimpiangere Rognoni,
Napolitano, Enzo Bianco ma anche lo stesso Gava e tanti altri uomini di governo
anche della “prima Repubblica” che in occasioni analoghe avevano, almeno, la
capacità di fornire una risposta. Risposta che, oggi, non è giunta se si pensa che
dal “patto di stabilità” potranno essere stralciati soltanto i contributi comunitari,
quindi un decimo di quanto da noi percepito dall’Unione Europea, e cioè
duecentomila euro.
Da anni abbiamo fatto il possibile per rispettare, comunque, i parametri imposti
dal Governo ma, quest’anno, in tutta onestà credo non sarà possibile.
L’orizzonte del 2006 si presenta agli Enti Locali buio e denso di nubi che
oscurano, in larga misura, le trepidanti attese di riforma e di federalismo fiscale
fondate sui nuovi principi costituzionali.
Tra gli aspetti più sconcertanti, quello della disciplina del “Patto di stabilità
interno” ha assunto un carattere aberrante, degenerato in effetti distorsivi che
soffocano le autonomie locali
Il “patto”, sorto dall’esigenza di condividere con le Regioni, le Province ed i
Comuni i sacrifici derivanti al “trattato di Maastricht e dall’ingresso dell’Italia nei
Paesi dell’Euro, si è presto trasformato in una trappola micidiale di indebita
interferenza e di gravose limitazioni imposte dal governo nazionale con
conseguente compressione dei servizi essenziali erogati a livello locale.
La manovra proposta è infatti nel suo complesso vaga e inaccettabile.
A fronte di interventi di spesa dominati dall'esigenza di rientrare dallo sforamento
dei parametri di Maastricht e da misure di dubbio effetto sul terreno delle
politiche sociali, il reperimento dei mezzi di copertura è del tutto incerto e
improbabile.
Gli Enti Locali si confrontano con una Legge finanziaria che mina le possibilità di
autogoverno delle Regioni e delle Autonomie locali. Lo fa – inasprendo il trend
degli anni scorsi - escludendo qualsiasi concertazione rispetto alle incombenze
del Paese per il risanamento dei conti pubblici, il rilancio dell’economia, la difesa
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dello stato sociale. Taglia pesantemente i trasferimenti e viola quel poco di
autonomia finanziaria a Regioni ed Enti locali intesi come terminali di spesa dello
Stato centrale. Le tante prese di posizione di Anci ed Upi, indipendentemente dal
loro orientamento contro una violazione aperta di quei principi sanciti ad esempio
nell’art.114 della Costituzione sull’equiordinazione fra i livelli istituzionali che
concorrono a formare la Repubblica.
Occorre un’architettura della Repubblica che valorizzi in modo sussidiario i
Comuni, le Province e le Regioni, riconsiderando le politiche di sviluppo, fiscali e
sociali.
Chiediamo una centralità nuova delle funzioni collocate il più vicino ai cittadini e
alla domanda di servizi, di politiche pubbliche, nel quadro non di una più forte
unità del paese.
Con questa Finanziaria si va ad intaccare le fondamenta di ogni progetto
riformatore cha abbia questi obiettivi.
La Finanziaria 2005 prevede ulteriori sacrifici per gli Enti Locali, superiori di
gran lunga a quelli imposti dalle precedenti, al limite della sostenibilità, dei servizi
da rendere ai cittadini.
Devono obbligatoriamente essere effettuati tagli di spesa senza tenere conto delle
situazioni reali. Un modus operanti che, per quanto concerne la Finanziaria 2004 è
stato sonoramente bocciato dalla Corte Costituzionale. Un atto di tale gravità non
era mai accaduto nel nostro Paese. E di fronte al pronunciamento della Suprema
Corte, si finge che nulla sia accaduto. Una disposizione inverosimile riguarda
l'obbligo per ciascuno degli anni del triennio 2006/2008 e per tutti gli enti locali
indipendentemente dalle loro dimensioni, di contenere le spese di personale pari a
quanto sostenuto nel 2004 ridotto dell' 1%.
Si pensi ai problemi dei piccoli Comuni la cui dotazione organica non supera
talvolta le tre o quattro unità. Ma anche per i grandi nasceranno gravi problemi a
meno che non si voglia costringere a licenziamenti e alla riduzione di servizi.
Impropria e inadeguata appare l'ipotesi di ovviare alla riduzione con una ulteriore
contrazione delle indennità agli amministratori, in aggiunta alla diminuzione del
10% obbligatorio delle stesse introdotta da questa finanziaria, anche a chi, come
noi, non ha applicato il massimo. Contrazione che si aggiunge alla svalutazione,
un altro 10% circa essendo le stesse indennità bloccate da alcuni anni, e colpisce
indiscriminatamente anche i tanti amministratori che già si mantenevano al di
sotto dei tetti di legge.
Altro taglio è quello delle consulenze, indistintamente per tutti gli enti c’è
l'obbligo di una riduzione per un periodo di tre anni, del 50% ai contratti in essere
al 30 settembre 2005, ritenendoli inutili sperperi. Tale tipo di prestazione va
utilizzato con oculatezza, grave è la rigidità e l'entità di questo taglio. Spesso è
indispensabile servirsi di consulenze non potendo in particolare le piccole
comunità permettersi nell'organico determinate specializzazioni.
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Per quanto riguarda il nostro Ente, la spesa per consulenze esterne è diminuita in
due soli esercizi del 54%, con la valorizzazione delle professionalità interne ed il
ferreo controllo esercitato in ogni settore. L a spesa per consulenze per l’esercizio
2004 ha subito una contrazione del 22,3% rispetto al limite imposto dalla legge
(191/2004 –art.1 commi 9 e 11), e del 30,14% rispetto alla spesa media annua del
precedente periodo 2001/2003.
La medesima spesa impegnata a tutto il 26 settembre 2005 pari a € 697.674,
risulta abbattuta dell’ulteriore 34,7% rispetto all’anno 2004. Complessivamente in
soli due esercizi la riduzione operata, quindi, corrisponde al 54,4%. Analoghe
restrizioni hanno subito la rappresentanza istituzionale ed la comunicazione. Un
processo virtuoso, che abbiamo avviato due anni prima che a dircelo fosse il
Governo.
Colpisce, inoltre, il versamento al bilancio dello Stato entro gennaio 2006 di
almeno il 60% delle somme, di totale proprietà degli Enti locali, giacenti nelle
contabilità speciali presso la Banca d'Italia (tesoreria unica), non movimentate da
oltre un anno. Una sottrazione che impedirebbe in molti casi la realizzazione delle
opere pubbliche cui sono destinate.
Negativa l’estensione del Patto di Stabilità ai Comuni tra i 3.000 ed i 5.000
abitanti. I tagli ed i tetti previsti per la parte corrente e per gli investimenti
mettono a rischio servizi essenziali e impediscono persino l'utilizzo di risorse
proprie già disponibili per opere già programmate.
In piena intesa con le Province della Lombardia (ben sei sono guidate dal
centrodestra), abbiamo reso evidenti le pesanti ripercussioni della finanziaria 2006
sul bilancio 2006-2008 denunciandole in una apposita iniziativa tenuta ad
Assolombarda.
La normativa del Patto di stabilità interno produce una contrazione della spesa
corrente (al netto delle spese di personale, dei trasferimenti in favore di altre P .A.,
delle spese sociali) di oltre € 13.700.000 pari al 30% della corrispondente spesa
2005.
La decurtazione sugli stanziamenti 2006 taglia servizi istituzionali essenziali
anche a livello minimale di erogazione, non consentendo di confermare la
copertura delle obbligazioni assunte, con gravi immaginabili conseguenze sul
piano civilistico. Non meno gravi gli effetti sul versante degli investimenti, ove
per soggiacere al limite di in sessantaquattro milioni di euro, l'Amministrazione si
trova ad operare una decurtazione di diciotto milioni di euro. Per le suddette
ragioni la Provincia di Cremona, in piena sintonia con le altre Province, ha
chiesto:
-
Revisione delle norme del patto di stabilità interno stabilite dalla
finanziaria 2005, che escludano le spese di investimento dal calcolo del
patto stesso, in conformità a quanto proposto dall'Italia a livello europeo,
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-
Sospensione di sanzioni e di penalità alle province che non rispettano il
patto per il 2005, in termini di cassa in relazione alle spese di investimento
o, in alternativa, consentire il rispetto del patto di stabilità limitatamente
alla gestione di competenza, anche in considerazione al fatto che l'Unione
Europea non dovrebbe comminare all'Italia alcuna sanzione per il patto
2005;
-
Neutralizzazione delle spese sostenute per le funzioni trasferite e/o
delegate da Regione, Stato e dei trasferimenti dalla Unione Europea;
-
Neutralizzazione delle spese per gli interessi passivi - che le recenti
previsioni vogliono in aumento, anche in considerazione della positiva
dinamica degli investimenti -, in alcun modo contraibili.
La scure sugli enti locali, è insopportabile, perché si aggiunge ad una serie di
misure restrittive che, in nome del patto di stabilità interno, hanno segnato negli
ultimi anni, come si è visto, il crollo della finanza locale.
Il quadro è molto preoccupante per evidenti motivi: una disciplina così lesiva
dell'autonomia locale è divenuta stabile e si proietta senza chiarezza e di certezza
negli gli anni futuri esasperando la mancata attuazione della costituzione in
materia di federalismo fiscale. Inoltre, si tratta di un patto imposto per legge. Mi
pare legittimo chiedersi: “che patto è?”
Assomiglia sempre più al patto con il diavolo con il quale è davvero difficile fare i
conti non soltanto per la formazione del bilancio, ma soprattutto per governare
l'ente locale.
L'auspicio è che – già da prossimo anno - si possa tornare presto ad una visione
comune, equilibrata e concertata, degli interventi in modo che anche gli enti locali
possano, in un clima sereno di aperta collaborazione, contribuire al supera mento
della difficile situazione della finanza pubblica.
Il nostro Paese vive momenti particolarmente difficili. Per questo non capiamo ad
esempio perché nel dibattito sulla sostituzione del ministro Siniscalco con
Tremonti ci si sia avventurati in una descrizione rosea della situazione del paese.
Se è così come si dice, perché ci presentano una finanziaria di questo genere?
No, le cose per l’Italia non vanno bene e lo sappiamo, le ricette messe in campo
da questo governo senza il confronto e il consenso delle regioni e delle autonomie,
anzi spesso contro il loro esplicito parere, sembrano aver tutte fallito l’obiettivo
della crescita. Bisognerà pur dirlo, non per gratuita polemica ma perché è la verità
obiettiva, diversamente rischiamo di non capirci.
Il Pil non cresce, il rapporto deficit- pil sfora i parametri europei, è tornato a
crescere il debito pubblico, l’inflazione è al 2,2 % (ben superiore all’ 1,6%
programmato con gli effetti evidenti sulle autonomie e sulle regioni), c’è una
grave crisi del potere d’acquisto di salari e stipendi, si allarga la forbice fra la
parte ricca della società e quella povera, c’è una parte crescente di popolazione in
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particolare i giovani che vivono la flessibilità del lavoro in verità come precarietà
della vita, il ceto
medio è scivolato in una situazione di crescente incertezza, la quarta settimana sta
diventando un problema per molte famiglie, c’è una seria difficoltà a competere
da parte delle nostre imprese, anche di quei distretti fattore primario del
dinamismo economico, sono venuti al pettine ritardi strutturali come il sistema
formativo, l’innovazione tecnologica, la ricerca, la pubblica amministrazione
continua ad essere troppo lenta, farraginosa e costosa, è capitato anche a me di
trascorrere diverse ore a cercare di mettere d’accordo vari settori della Pubblica
Amministrazione per atti dovuti e, spesso, con scarso successo, abbiamo un deficit
nel sistema infrastrutturale e della logistica, e così via.
Sono aspetti di una crisi che per primi avvertiamo e per la quale ci vengono poste
domande pressanti di intervento.
Saggezza avrebbe voluto, già dagli anni scorsi, la ricerca da parte del Governo di
una stretta collaborazione interistituzionale per assumersi gli oneri e condividere
gli indirizzi. Non si è fatto, e si persevera, diabolicamente, chiedendo ad una parte
fondamentale del sistema istituzionale del paese, quello più esposto sulle politiche
sociali, dello sviluppo, ambientali, di condividere scelte fatte in modo
assolutamente verticistico da parte del Governo.
Non riesco, e lo dico con tutta sincerità, a capire il vantaggio politico del governo
ad un tale comportamento.
Assieme alla denuncia, al giudizio negativo, alla battaglia politica, rilanciamo
l’offensiva del confronto già proposta dalle Regioni e dalle altre realtà
rappresentative degli Enti Locali.
Il Paese ha bisogno della condivisione di alcune poche linee di azione comune,
dalle istituzioni deve giungere un messaggio di fiducia e non di scollamento e
divisione.
Non è certo mancato l’impegno per il rilancio del nostro territorio. La politica di
sviluppo locale è venuta assumendo, nell'ambito delle politiche regionali, europee
e nazionali, contorni più precisi, in termini di quantità di risorse destinate alle
misure di sviluppo locale della politica regionale europea, e di qualità ed
efficienza di tali misure.
Si avverte la necessità di rafforzare coerenza e organizzazione delle misure e delle
competenze. L'idea dello sviluppo si basa sulla sensibilizzazione delle società
locali che diventano responsabili, con processi di autogoverno, e valorizzazione
del patrimonio territoriale.
L'Ente territoriale è centrale nello sviluppo locale, insieme al nuovo ruolo
professionale degli attori privati. Si evidenzia la necessità di strumenti di
programmazione che garantiscano alla partnership una struttura solida, ed al
tempo stesso flessibile, per poter fornire una risposta reale all'evoluzione delle
esigenze locali.
In materia di programmazione negoziata, per dare un forte impulso allo sviluppo
locale, in termini soprattutto di occupazione, non è sufficiente l'attitudine
all'innovazione delle imprese e, in generale, del solo settore privato: è necessario,
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infatti, un coordinamento degli attori pubblici e privati per inventare interventi più
efficaci e risposte più dirette ad esigenze collettive per nulla, o poco, soddisfatte.
L'innovazione nella programmazione mobilita gli attori, sia pubblici, sia privati, la
collettività, combinando azioni di sviluppo del proprio territorio di riferimento.
Questa modalità di intervento può generare una cultura imprenditoriale vera e
propria che rende gli Enti Locali protagonisti non marginali dello sviluppo. E non
a caso emerge che il più forte dinamismo nel Paese a livello di innovazione,
agenzie dello sviluppo e d’area è per lo più in capo al sistema delle Province
d’intesa con il sistema camerale.
Essendo ogni territorio peculiare dal punto di vista degli attori che vi operano,
delle risorse e delle potenzialità, è indispensabile che gli Enti territoriali possano
appropriarsi dei programmi di sviluppo, modificandone l'indirizzo, per
trasformarli in progetti finalizzati ai bisogni e alle priorità delle persone, delle
organizzazioni e, in generale, della collettività interessata.
Questo approccio basato su un pluralismo di centri decisionali, partecipanti alla
definizione e alla gestione dei programmi, rappresenta il cuore della
programmazione negoziata.
Consentitemi un breve accenno alla situazione della economia, un quadro che esce
dalla esperienza di amministratori e da più di sessanta incontri avuti nei mesi
scorsi, e tutt’ora in corso, nell’ambito del “Patto per lo Sviluppo” di cui parlerò
più avanti: emerge un quadro ancora più preoccupante, più involuto in se stesso.
È utile, ora, una breve digressione sul metodo che abbiamo inteso affermare in
questo primo anno. Con il “Patto” – al riguardo voglio ringraziare pubblicamente
il Vicepresidente Agostino Alloni per l’impegno ed unirmi all’intero Consiglio
per esprimergli le più sentite condoglianze per la grave perdita della mamma abbiamo voluto testimoniare proprio la necessità di individuare insieme la
situazione attuale, condividerla nei suoi punti fondamentali e, da qui pensare lo
sviluppo del nostro territorio con progetti che uniscano le forze.
Da qui l’idea di patto, di affrontare la crisi insieme e di bussare, insieme, a tutte le
porte per far arrivare sul territorio gli aiuti necessari per innescare un circolo
virtuoso che ci faccia uscire da questa situazione di stallo.
Confortati dai risultati ottenuti vogliamo ribadire il nostro impegno per il
prossimo esercizio. Siamo animati da una grande volontà di fare perché pensiamo
che questo processo avrà successo solo se i nostri progetti riusciranno ad
innescare un circolo virtuoso.
C’è stata una prima fase del lavoro, quella dedicata all’ascolto, che comunque non
si esaurisce, ma che vuole rimanere un canale costantemente aperto con il mondo
associativo e produttivo abbiamo sottoscritto i primi protocolli con le forze
sindacali e con a Camera di Commercio e, solo pochi giorni fa, l’Accordo Quadro
(AQST) con la Regione.
La metodologia del patto non era solo uno slogan vuoto, quanto piuttosto un
passaggio diverso dal passato che ha già portato dando i suoi primissimi frutti.
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Vogliamo è una vera e propria mutazione culturale nel rapporto fra la politica e gli
altri corpi sociali di rappresentanza. Un’unità e un’armonia non di facciata, ma
che si misuri giorno dopo giorno su progetti concreti e verificabili.
Non esistono alternative. Bisogna intervenire subito, giocarsi il tutto per tutto.
Una cosa è certa: non ci sono più soldi per tutto, dobbiamo fare delle scelte e
concentrarci.
Vorrei anche dare però un messaggio positivo, per non abbatterci definitivamente.
Ripetiamo e sappiamo che l’andamento economico nazionale è stagnante. I
distretti d’eccellenza che avevano beneficiato degli aiuti per aree depresse, parlo
di Carpi, della nuova provincia di Prato, delle altre zone degli obiettivi 1 e 2, sono
in affanno. La difficoltà è estrema, la concorrenza globale li costringe a doversi
reinventare da capo.
Per Prato potrei aprire una parentesi sul tessile, in difficoltà anche qui da noi,
anche perché non possiamo beneficiare delle provvidenze che il ministro Maroni
ha previsto solo per l’area bergamasca e bresciana e del nord della Regione.
Ho partecipato alcune settimane fa ad un viaggio ufficiale in Cina e ho potuto
toccare con mano a cosa stiamo andando incontro nel campo del tessile, con un
costo del lavoro che è inferiore ad un quinto del valore della stoffa.
In questo quadro di crisi serissima Cremona - senza considerare i chiari di luna
della “Piacenza Rimorchi” e della vicenda “Tamoil - da oltre dieci anni esclusa
dalle aree depresse nella sua parte più interna della “bassa”, invece, secondo i dati
del Sies, ha fatto segnare nel manifatturiero (esclusi i settori in crisi come il
tessile) una crescita di circa il 4% nel 2003 in termini di valore aggiunto a fronte
della stagnazione di altre province italiane. Questo è un dato positivo pari alla
metà dello stesso dato per quanto riguarda lo sviluppo della Cina, ma si evidenzia
in un settore che il Regno Unito ha già quasi totalmente esternalizzato.
Siamo in completa controtendenza rispetto al sistema del nord-ovest italiano
nonostante tutti i dati sconfortanti che indicano un record regionale negativo nel
tasso di disoccupazione femminile e nella nascita di nuove imprese.
Siamo sì in crisi ma abbiamo dei settori d’eccellenza ai quali possiamo
appoggiarci per sperare in una crescita più convinta. Questo dato deve spingerci a
valorizzare le eccellenze del nostro distretto economico che distretto non è. A
puntare sui cavalli vincenti, passatemi l’espressione.
Faccio qui alcuni esempi per capirci: abbiamo fatto investimenti in mille ettari di
vivai del cremonese che insieme a quelli mantovani e bresciani assumono una
rilevanza regionale anche se per essi sembra non si riesca ad ottenere la qualifica
di distretto. Mentre “Santa Chiara” di Casalmaggiore, con il mondo universitario
lombardo, si è attivata per una ricerca sulle prospettive occupazionali ed
economiche di un settore industriale in crescita.
Così come va ribadito il nostro impegno per la costituzione dei distretti del latte e
dell’ortoflorovivaismo.
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Qualcosa si muove però nel settore della cosmesi e numerosi sono stati i contatti
con il mondo universitario per ottenere un corso di cosmetologia. Ma è
importante sicuramente recuperare tutte le potenzialità del distretto, ivi compreso
il valore aggiunto di imprenditori finora ai margini del processo di aggregazione.
Tuttavia noi rivendichiamo un ben diverso ruolo nei progetti che la Regione sta
varando con una precisa attenzione alle nostre realtà agro-alimentari-industriali.
Non si può infatti parlare di agro-alimentare in Lombardia senza pensare ad un
vero e proprio distretto agro-alimentare di tutta la “Bassa”, che ricalchi l’iniziativa
dei politici della regione che pensando in tempi non sospetti ad un vero e proprio
progetto della “Lombardia Sud-Orientale” furono portatori di importanti
realizzazioni quali ad esempio la “Ciuffo”, la Bertana, il Consorzio Casalasco del
Pomodoro, lo sviluppo della presenza cooperativistica e della stessa industria
privata nel comparto più forte e prestigioso del sistema lombardo. Vi parlo dei
primi macelli della regione e del centro di raccolta e di lavorazione di lavorazione
di un polo, il Cio, che raggruppa un quarto del pomodoro italiano.
Siamo preoccupati della serietà delle analisi da parte dell’Europa e di due rami del
Parlamento che hanno sviluppato importanti incontri, audizioni e commissioni di
indagine per accorgersi che sta franando tutta la politica delle opere pubbliche
statali con le minacce ai ponti anche per lo scavo abnorme e spesso abusivo dei
materiali litoidi, la rarefazione delle risorse irrigue per gli abusi dell’utenza a
monte, l’incisione sempre più profonda degli alvei a valle e l’assurdità di una
politica energetica spinta a standard fra i più inquinati a livello europeo.
Occorre infatti anche un ripensamento di una politica energetica sull’idroelettrico
e sulle biomasse: su quest’ultimo versante esistono investimenti di circa duecento
milioni di Euro a Cremona, provincia leader a livello regionale. Le nostre aziende
hanno ottenuto sostegno da bandi europei e, ora, anche della Fondazione Cariplo.
Ci sono poi impegni per il recupero ai fini ambientali, abitativi, culturali,
produttivi di un patrimonio enorme di cascine che diversamente tra alcuni anni
saranno definitivamente perdute. Esiste un progetto finalmente serio anche sulla
banda larga a livello provinciale.
Dobbiamo poi coordinare veramente il modo e la presenza delle sei Università
attive sul territorio, evitando dispersioni ed orientando una politica di alleanza e di
sinergia tra gli atenei e gli “Enti Locali”. Cremona non è né la terra di nessuno, né
il luogo del deserto culturale, per cui spetta a noi mettere a sistema, richiamando
ai propri doveri, un mondo universitario frammentato ma importante e che ha
sempre avuto il nostro appoggio concreto.
Dobbiamo infatti realizzare una “sinergia” tra le Università per assolvere ai
compiti legati alla ricerca, all’innovazione, alla cultura imprenditoriale ma anche
al restauro.
Ci sono molte partite aperte, come quella sul centro di eccellenza del restauro di
tutti gli strumenti musicali, quello sulla biochimica legata alla cosmesi, il
rafforzamento del ruolo di Agraria, delle arti e discipline mediche e del welfare
non trascurando le presenze da Cremona (Parco dei Monasteri), Casalmaggiore
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(Santa Chiara come college universitario), Crema con una vera e propria residenza
universitaria, utilizzando anche le finalità del bando della Fondazione Cariplo.
Occorre ora pensare poi a un programma vero di incentivi economici per gli
investimenti anche legati all’innovazione, alla ricerca ed alla sperimentazione.
In tal senso non saranno vani gli sforzi fatti per la Cattolica, per il Centro Ricerche
Biotecnologiche, per il potenziamento dell’Istituto Sperimentale di Porcellasco
ingiustamente escluso dal CRA di Roma con una decisione che il Ministro
Alemanno dovrebbe aver modificato nell’incontro di ieri nella Capitale. Domani
abbiamo convocato una riunione con i parlamentari eletti sul territorio e i
consiglieri regionali per affrontare la questione. Insieme dobbiamo superare la
pericolosa preferenza per Lodi che indebolirebbe il “sistema Cremona” che
comprende anche la sinergia con il Centro Spallanzani, che ha raggiunto un livello
di eccellenza su scala mondiale, con la filiera delle scuole delle aziende agricole
pubbliche, dall’Abbadia di Bettenesco, alla Fondazione Stanga, alla Cascina Stella
di Castelleone della Provincia quale centro di forte valenza agro-ambientale.
Esistono poi anche punti di eccellenza gestionale. Attraverso il Gal abbiamo
orientato una performance del 167% rispetto ai fondi inizialmente assegnati,
creando un esempio di come fare sistema di filiera con i privati. Ma stiamo anche
imprimendo a Reindustria, dopo il periodo di incertezza, una spinta
concentrandola sugli obiettivi necessari per un forte rilancio per la crescita del
territorio: il risanamento di quattrocentomila euro del bilancio, unito alla recente
apertura della sede cremonese nell’edificio della Camera di Commercio sono
ulteriori tasselli del progetto.
Che fare per il futuro?
In questo contesto diventa di fondamentale importanza favorire il sostegno
mediante accordi di programma con privati, Regione, Governo (Ice), Ministero,
Unione Europea di forti forme di presenza in grado di veicolare le risorse
significative anche in relazione alla riforma della politica europea per il periodo
2007/2013 con una più forte, determinante ed aggressiva azione nel marketing
territoriale interno ed esterno dell’area lombarda.
Possiamo poi contare su una fortissima potenzialità della nostra cultura musicale,
artistica, del patrimonio ambientale, storico, delle produzioni di qualità e del
marchio “made in Cremona”.
Ma il prodotto Cremona, così stimato a livello mondiale, dagli strumenti musicali
sino al salame, che da una settimana si fregia della IGP, ha bisogno di una
fortissima azione sul versante dell’eccellenza culturale, dall’Istituto per il restauro
degli strumenti musicali alla valorizzazione delle qualità del distretto
agroalimentare, all’elettronica ed al trasferimento tecnologico. Al riguardo è
veramente umiliante che nel primo distretto indiano per numero di immigrati si
faccia ridere il mondo negando a loro un vero e proprio tempio religioso, mentre
hanno salvato la nostra zootecnia e, senza di loro, non potremmo competere nel
settore microelettronico e dei semiconduttori. Dovremmo affrontare con gli Istituti
di ricerca indiani importanti possibilità di scambi ed integrazioni con la nostra
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Università informatica di Crema facendo come fa Londra che ha decentrato il
manifatturiero e punta tantissimo alle nuove tecnologie. Da noi infatti la
scommessa si chiama polo tecnologico e trasferimento delle conoscenze.
In questi mesi abbiamo partecipato a quattro riunioni in altrettanti Paesi euroasiatici, verificato criticità e possibilità di future aperture commerciali e accordi di
programma con Regioni, Ministeri e Istituto per il Commercio Estero.
Le recenti iniziative estere nate dalle sinergie con le università rispetto ai mercati
turco, ungherese, polacco, cinese dimostrano che è possibile fare molto di più
anche rispetto ai forti ritardi che abbiamo accumulato nel passato in questi settori.
La stessa questione del rilancio turistico-culturale non può prescindere da una più
forte sinergia con le varie agenzie di promozione presenti sul territorio. Con la
stessa Fiera di Cremona e del sistema fieristico provinciale per il quale abbiamo
speso tanto impegno e che sta dando importanti risultati nel campo
dell’internazionalizzazione.
Abbiamo dato una scossa vitale a tutta la provincia. Potrebbe sembrare
provocatorio, ma siamo sicuri che in questo difficile contesto economico, sia il
territorio a dover operare attivamente per il suo rilancio. Istituzioni, mondo
economico e privato devono fare sistema, condividere gli obiettivi e realizzarli
con determinazione. C’è un legame stretto tra l’economia, il welfare, i servizi al
cittadino e, più in generale l’attenzione alla persona e alla qualità della vita.
Ecco perché abbiamo immaginato il “Patto per lo sviluppo” come un progetto
composto da diverse fasi tra loro strettamente dipendenti:
- la costruzione delle relazioni tra gli attori del territorio,
- la condivisione delle analisi,
- la condivisione dei progetti su cui concentrare le risorse.
Nessuna di queste fasi può essere immaginata come più importante delle altre e i
soggetti decisivi per lo sviluppo del territorio devono attivamente partecipare alla
elaborazione di tutte le fasi. Ripeto: non avrebbe infatti senso che qualcuno
osservasse da fuori lasciando ad altri il compito di “fare”. Ribadisco ancora che
chi si pone fuori, accetta il rischio di stare fuori anche quando sarà il momento di
portare a casa i frutti di questo lavoro.
Le diverse fasi del nostro lavoro non sono nemmeno una susseguente all’altra:
sono un continuum, una di sostegno all’altra.
La prime due fasi del patto (relazioni ed analisi) sono già iniziate:
il protocollo d’intesa con i sindacati per il welfare, il lavoro e l’occupazione,
l’accordo operativo con la Camera di Commercio e l’Accordo Quadro con la
Regione , ottimi esempi di collaborazione.
Vorrei soffermarmi, pur brevemente su questi punti.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
La concertazione e la coesione sociale sono le vere forze per una provincia che
vuole crescere, che vuole andare oltre la situazione esistente. Il rilancio
dell’economia non va inteso semplicemente con la capacità di produrre reddito.
Vogliamo porre l’accento sulla funzione sociale delle imprese. Prima di tutto la
valorizzazione delle risorse umane, l’esaltazione della dignità dell’uomo, della sua
laboriosità e del suo ingegno. Sono temi cari alla nostra gente. Penso agli
insegnamenti di Giuseppe Barbiani, pioniere delle lotta dei lavoratori nelle terre
fra il mantovano e il cremonese alla fine del XIX secolo.
Con i Sindacati, che rappresentano oltre centomila lavoratori e famiglie su
trecentocinquantamila abitanti, abbiamo sottoscritto un accordo che getta le basi
di una maggiore coesione sui temi dello sviluppo. Sul tema del lavoro e
dell’occupazione, il protocollo individua alcune priorità: conoscenza del mercato
e delle sue dinamiche; formazione professionale; gestione concertata e preventiva
delle crisi aziendali; accompagnamento al lavoro; emersione del sommerso;
attenzione alle fasce svantaggiate ed al lavoro femminile. Per quanto concerne
l’ambito sociale, il documento pone particolare attenzione al mutamento delle
problematiche, con “nuove povertà” e, partendo dal riconoscimento e
valorizzazione della dimensione familiare, attiva politiche per rispondere ai
bisogni. Da qui l’accordo per l’avvio di interventi coordinati sulle politiche
abitative, l’accesso ai servizi sulla base di Ise (indicatori di reddito) omogenei,
nuove politiche per anziani e attenzione alle nuove emarginazioni, sinergia con il
vasto e proficuo mondo del “Terzo Settore.
L’accordo con la Camera di Commercio è un atto da cui discendono, con
chiarezza, attività precise, specifiche, che i due enti intendono intensificare e,
sempre più, realizzare con altri soggetti interni al territorio provinciale ed esterni,
con l’intento di migliorare l’efficacia del sostegno alla struttura produttiva
cremonese.
Per il rilancio della nostra provincia bisogna attirare a Cremona l’ammontare
maggiore possibile di fondi provenienti dall’esterno, attività che, da noi, per
diverse ragioni, non è mai stata svolta con particolare brillantezza. L’attrazione di
risorse, come è facile capire, non è un’attività semplice, richiede un forte
impegno e un altrettanto forte condivisione territoriale: ma il Protocollo
sottoscritto con la Camera di Commercio serve anche a questo.
È un accordo con un forte accento operativo: fare le cose da subito e nel modo
migliore possibile, vale a dire in modo ampiamente concertato e co-partecipato,
sottoponendo a valutazione gli interventi realizzati per un loro miglioramento
costante.
Una prima, importante. conseguenza dell’accordo è l’apertura finalmente anche a
Cremona, presso la Camera di Commercio, degli Uffici di Reindustria. Nel 2006,
poi, apriremo uno sportello anche a Casalmaggiore. In questo modo, almeno
fisicamente, Reindustria sarà presente su tutto il territorio provinciale, offrendo i
propri servizi – che andranno potenziati – al maggior numero possibile di
destinatari. Se è vero che l’intensificazione delle relazioni in un territorio porta ad
un miglioramento della sua operatività e della sua propensione ad innovare, credo
che questo accordo possa rappresentare un buon passo.
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Provincia di Cremona
La Camera di Commercio è stata coinvolta, insieme alla Provincia e ai tre
principali Comuni del territorio nell’Accordo quadro con la Regione. Il
documento, ancor più che in passato, saprà favorire e incoraggiare il
protagonismo “dal basso” di tutti i soggetti pubblici e privati interessati ai
problemi dello sviluppo territoriale”. Il tavolo dovrà raccogliere e mediare le
posizioni e gli interessi tra gli enti locali e gli attori che aderiscono al progetto
integrato di sviluppo territoriale.
I Progetti Integrati inseriti nell’ambito di Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale,
avranno priorità, ai fini del finanziamento, rispetto a tutti gli altri strumenti di
programmazione regionale afferenti ai temi dello sviluppo locale, si tratti di
programmi comunitari ovvero di programmi di sviluppo delle aree rurali,
interventi diretti a sostenere distretti produttivi piuttosto che misure dedicate alla
riqualificazione professionale ovvero finalizzate alla valorizzazione delle risorse
culturali e naturali del territorio regionale.
Un primo obiettivo è già stato raggiunto. All’inizio di novembre è stato
sottoscritto il protocollo per la realizzazione del polo industriale sovracomunale, a
Tencara. In questo modo si rilancerà il polo di Pizzighettone che è un’area di circa
un milione di metri quadrati. La Regione si è impegnata ufficialmente a sostenere
l’insediamento produttivo e logistico con una serie di disponibilità di carattere
economico. Pizzighettone sarà competitivo e porterà via utenza a Cremona.
Come si svilupperà il Patto nel corso del 2006?
Mentre noi lavoriamo anche gli altri non stanno fermi e così è, in particolare, per
il caso di Lodi che sta tentando di divenire, a livello lombardo, la capitale della
zootecnia e della ricerca applicata, strappando a Cremona uno storico patrimonio
di cultura e di conoscenza. La vicenda di Porcellasco, al richiesta di avere una
facoltà di medicina, lo sviluppo del polo tecnologico, non ci deve mettere in
affanno ma svegliare la nostra provincia. In questo senso Cremona si candida ad
un vero e proprio polo tecnologico che comprende residenze universitarie e
facoltà a Cremona, Crema e Casalmaggiore anche attraverso l’impegno della
Fondazione Cariplo che, per il 2006, pensa ad un bando in tale direzione.
Si avverte, ora, la necessità di altri protocolli, per esempio tra le Università
presenti in provincia di Cremona e i soggetti che le finanziano in modo da
concordare una nostra politica nei confronti di soggetti così rilevanti per lo
sviluppo di cui il nostro territorio ha bisogno. Occorrono poi accordi anche con
territori confinanti con la nostra provincia in modo da costruire un sistema di
alleanze anche esterne che ci permettano di evitare concorrenze e sprechi di
risorse inutili.
Il ruolo del Credito, delle Banche locali e delle Fondazioni bancarie sono elementi
di minore brillantezza e performance rispetto ai temi territoriali e finanche alle
modalità di promozione dei Gal (Gruppi di Azione Locale) nello sviluppo rurale:
potremmo enunciare una vasta serie di esempi di interventi che toccano solo
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
marginalmente Cremona, ma è nostra ferma volontà superare queste criticità e non
ci arrenderemo facilmente.
Esiste poi la difficoltà della situazione economica nazionale e locale, anche se
alcuni dati recenti mostrano lievi segni di ripresa anche nella situazione
cremonese che ha avuto performance migliori di altre aree lombarde, così come
per alcune aziende cremonesi in crisi che mostrano segni di miglioramento che
vanno colti e sostenuti, come accade per Ametek.
Esiste poi la richiesta, da parte dei soggetti esterni al nostro territorio (Regione
Lombardia, Governo statale, Unione Europea) di produrre, a fronte di domande di
finanziamento, accordi locali di programma e disponibilità locali al cofinanziamento.
Altre Province lombarde hanno già definito, o lo stanno facendo, procedure
negoziali simili (Lecco, Pavia e Lodi) e sono forti concorrenti nostre nel recupero
di finanziamenti.
Abbiamo poi l’esempio di altre Province confinanti con noi (Piacenza per
esempio) che nelle scorse settimane hanno presentato idee di sviluppo (Piacenza
2020).
La nostra struttura produttiva ha le caratteristiche che tutti sappiamo ed è di
evoluzione lenta.
E’ una struttura che comunque ha permesso, salvo alcuni settori in crisi come il
tessile, il raggiungimento di risultati produttivi discreti e, in qualche caso ottimi
ma le dimensioni ridotte delle istituzioni locali e loro conseguente scarsa capacità
di impatto interno ed esterno è un dato di fatto sul panorama nazionale e
internazionale.
L’inizio della procedura per la definizione dell’Accordo Quadro per lo Sviluppo
Territoriale previsto dalla legge della Regione Lombardia n 2/2003 che ha, ed
avrà, innumerevoli e importantissimi punti di contatto con il “Patto per lo
sviluppo” è un dato quasi epocale per il nostro territorio.
Colleghe e Colleghi, Assessori e Consiglieri,
questa relazione è lo strumento che mettiamo a disposizione per “leggere” la
contabilità dell’Ente in maniera chiara, non solo attraverso i numeri di un bilancio
d’esercizio, ma con spiegazioni che consentono di capire meglio cosa produrrà la
nostra azione.
Avvertiamo forte il bisogno di un confronto continuo, che non si limiti alle forze
partitiche ma interessi tutta la comunità. Non è, la nostra, una semplice
dichiarazione d’intenti. Proprio per questo, anche grazie ai privati abbiamo
distribuito in tutte le famiglie – ed è la prima volta che avviene – la “Guida ai
Servizi”. E, nelle prossime settimane, sarà consegnata capillarmente, anche la
rivista “Provincia Nuova”, aperta al contributo di tutti i gruppi consiliari, con una
rinnovata veste grafica che, più che in passato, servirà ad informare i cittadini del
nostro operato.
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Provincia di Cremona
Poniamo, per queste ragioni la massima attenzione al bilancio, che diventa
strumento privilegiato per una visione trasparente della strategia dell’Ente. Vorrei
fossero chiare le modalità di coinvolgimento delle altre Istituzioni e delle forze
produttive e verificare anche il modo in cui gli investimenti sono stati suddivisi
sulle varie aree del territorio provinciale.
Tutti gli Assessori – ai quali esprimo sensi di sincera e profonda riconoscenza per
la serietà dell’impegno e la disponibilità nel far fronte ai gravosi incarichi –
presentano relazioni dettagliate del proprio operato.
Mi limiterò, dunque, anche per non sottrarre troppo tempo al dibattito, a segnalare
le questioni di fondo del nostro Bilancio e ad evidenziare come l’Ente abbia
cercato il giusto equilibrio tra le diverse voci di spesa, abbia saputo “fare
sistema”, assicurando una gestione ben equilibrata delle diverse esigenze del
territorio per migliorare la qualità della vita e promuoverne lo sviluppo.
Vorrei sottolineare, come prima cosa, la valutazione della nobiltà dell’ordinaria
amministrazione e dell’ordinaria manutenzione. Fare bene il proprio dovere,
fornire ai cittadini ed alla società tutti servizi che ci competono: questo per noi
significa nobilitare il lavoro di tutti i giorni. Spesso si ignora quanto tutto ciò sia
indispensabile. Tanto per i servizi, che devono essere garantiti, ma anche per le
strutture.
Ci troviamo nella necessità di intervenire con molta forza e con moltissimo denaro
per recuperare situazioni che oggi – proprio a causa di quella carenza - diventano
indispensabili.
E a sostenere questa affermazione bastino degli esempi a noi davvero vicini. Per il
consolidamento strutturale del ponte di Casalmaggiore, dove per ammissione
pubblica degli attuali dirigenti ANAS, non si è fatta vera manutenzione per
cinquant’anni!
A settembre le Regioni e le Province si sono fatte carico dei cinque milioni di
Euro che avrebbero dovuto essere finanziati dall’ANAS che, in questo modo
avrebbe concorso alla metà dei costi che, invece, graveranno per intero sugli Enti
Locali.
E anche per la tangenziale di Soncino e il Ponte di Montodine non mancano le
difficoltà.
È un esempio che può essere assunto come emblematico di una situazione
generalizzata. Le strutture viarie oggi richiedono interventi faticosi e dispendiosi.
Senza considerare gli innumerevoli disagi che derivano ai cittadini dal non
poterne godere appieno.
Il patrimonio di strade, di ponti ereditato dall’ANAS è in condizioni disastrose. E
interventi analoghi, anche se di minor impegno economico, sono programmati per
conservare e migliorare la rete viabilistica.
Il tutto senza che ci siano state trasferite risorse economiche e finanziarie
adeguate. Ristrettezze che, in misura diversa, interessano tutti i settori.
Finanziaria, mancato finanziamento delle deleghe e blocco delle assunzioni ci
costringono a fare di necessità virtù, e a profondere ogni sforzo per evitare che
questa situazione si ripercuota sui fruitori del servizio: vale a dire la nostra gente.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
Il nostro impegno è diversificato e riguarda tutti i settori della vita di una
comunità. Sto pensando alla questione dell’edilizia scolastica e della messa in
sicurezza degli istituti superiori, che appaiono quasi completamente riqualificati e
in grado di assecondare appieno le norme di sicurezza. Solo poche altre realtà, in
Italia, hanno raggiunto risultati analoghi e hanno rispettato al nostro pari le
indicazioni normative, guadagnando il riconoscimento di eccellenza in agricoltura
e nel risparmio energetico con il più ampio riscontro dei media nazionali.
Sto pensando all’intero comparto dell’agricoltura, di così fondamentale
importanza per l’economia del nostro territorio, che dai prossimi mesi vedrà
l’assessore Toscani presiedere gli undici colleghi della Lombardia.
Per quanto riguarda il comparto lattiero, il lavoro che stiamo compiendo con la
Conferenza Permanente sulla Filiera Lattiero-casearia ha fatto un importante
passo avanti.
Nelle settimane passate la Commissione tecnica ha iniziato ad affrontare il tema
assai importante dell’indicizzazione del prezzo del latte. Obiettivo finale è trovare
un meccanismo per legare l’andamento del prezzo del latte crudo alla stalla alle
dinamiche dei prezzi dei prodotti derivati.
La Commissione ha incentrato questa prima fase di lavori sui principi di base;
elementi propedeutici essenziali per comprendere verso quale modello di
indicizzazione si vuole andare. Ne sono uscite indicazioni interessanti e,
speriamo, incoraggianti per il prosieguo dei lavori. È stata condivisa la proposta di
creare più indici, in funzione della destinazione del latte favorendo un certo
dinamismo del mercato: uno degli elementi essenziali per combattere la crisi
attuale. In secondo luogo le parti hanno convenuto sulla necessità, nell’ambito
della costruzione degli indici, di identificare meccanismi che possano legare
l’andamento dei prezzi alla produzione con i movimenti dei prezzi al consumo.
L’altro passo avanti consiste sull’opportunità condivisa di rivedere, una volta
raggiunta un’intesa complessiva sull’indicizzazione, i meccanismi del pagamento
latte-qualità.
Si tratta di questioni importanti, ed è rilevante che siano stati fatti passi avanti in
questa direzione. Non dobbiamo però dimenticarci che la strada per raggiungere
un accordo complessivo è ancora lunga e molto difficile.
Cambiando fronte ma rimanendo su un tema di grande rilevanza per la nostra
agricoltura parliamo dell’acqua. In sede di Tavolo provinciale, voluto dalla
Provincia di Cremona e al quale partecipano tutti gli organismi che si interessano
del problema, è stato raggiunto un obiettivo rimarchevole: la Regione Lombardia
ha attivato il gruppo di lavoro che dovrà dare risposte concrete su due aspetti
basilari: la quantificazione dei danni causati dalla siccità della scorsa estate e
l’identificazione degli interventi strutturali da porre in essere per evitare, o almeno
limitare il più possibile, che altri fenomeni siccitosi che possiamo aspettarci nel
futuro possano nuovamente avere forte impatto negativo sulle produzioni agricole.
Trovare e attuare insomma quelle azioni di programmazione e di investimento in
strutture che affrontino una volta per tutte il problema irrigazione. Peraltro,il
tavolo provinciale continuerà a riunirsi regolarmente per tenere monitorata la
situazione e informare il mondo agricolo cremonese. Altra questione affrontata
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
dalla Provincia riguarda il settore avicolo. In questo ambito ci siamo attivati per
assicurare al consumatore, allarmato dalle notizie sull’influenza dei polli,
un’informazione accurata: i nostri allevamenti sono sicuri e continuamente
controllati. È stata attivata una collaborazione con i servizi veterinari dell’Asl, in
uno spirito di piena cooperazione tra le istituzioni.
I problemi che vive la nostra agricoltura sono molteplici e complessi, contiamo
però di dare risposte concrete al comparto agricolo cremonese, consci del rilievo
che ha nel territorio.
Rilanciare il territorio significa favorire il miglioramento complessivo della
qualità della vita e, per questo, della qualità dell’ambiente nel quale viviamo.
Sono obiettivi che stiamo perseguendo con ostinazione e determinazione già oggi.
Già ho parlato dell’università. Vorrei qui ribadire come la didattica, la presenza
delle scuole, di ogni ordine e grado, fino alle università ed alla formazione
professionale siano, per noi, voce di primaria importanza. Se è pur vero che
quanto più alto sarà il livello qualitativo delle nostre scuole, tanto più saremo in
grado di produrre innovazione a tutti i livelli parimenti non va dimenticata la
funzione dell’istruzione per la crescita civile. La scuola, infatti, è in grado di
accogliere e di formare potrà essere il luogo privilegiato dell’integrazione sociale,
della definizione dei diritti di cittadinanza per tutti, aspetti fondamentali per uno
sviluppo che non escluda nessuno e che superi le disuguaglianze.
EDILIZIA SCOLASTICA
La gestione dell'edilizia scolastica è, certamente, tra gli adempimenti più onerosi
per l'Amministrazione Provinciale, proprio per il consistente impegno finanziario,
con riferimento alle competenze collegate alla Legge 23/96, con cui la Provincia
ha assunto la gestione delle scuole superiori del territorio.
Questi anni hanno visto un grosso impegno per la messa a norma delle strutture.
Molto è stato fatto ma occorrono, per completare questo progetto, ancora ingenti
finanziamenti.
La fase di progettazione è ultimata. La realizzazione degli interventi verrà
cadenzata in base alle possibilità di spesa con la volontà di giungere al termine del
mandato al completamento del lavoro, consegnando quindi ai docenti e agli
studenti delle scuole edifici sicuri e a norma.
Per il 2006 è stata programmata la realizzazione della seconda tranche che
prevede investimenti per oltre 3 milioni di euro, ulteriore passo di un investimento
complessivo di oltre 11 milioni di euro per rispondere a tutte le necessità per una
definitiva messa a norma delle scuole che sarà portato a termine prima della
conclusione le mandato.
Nel corso dei prossimi dodici mesi realizzeremo:
- il recupero e la definitiva messa a norma dell’ex media Campi di Cremona,
- il secondo lotto del rifacimento dei tetti dell’ITIS di Cremona,
- la progettazione per la messa a norma dell’edificio che contiene il Liceo
Classico e il Liceo scientifico di Crema,
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Provincia di Cremona
-
la progettazione per la messa a norma dell’edificio che contiene il
Vacchelli,il Beltrami e l’Aselli di Cremona
- interventi per la sicurezza della scuola di Agraria di Cremona.
Si tratta di uno sforzo economico ingente che dovrebbe essere supportato da
investimenti statali e regionali adeguati, se non si vuole che le scadenze definite
per la messa a norma degli edifici scolastici (l’ultima prevedeva come data il
31.12.04) rimangano sulla carta.
Come in questi anni, apriremo inoltre cantieri per potenziare le sedi esistenti.
Il 2006 sarà un anno importante per l’edilizia scolastica del nostro territorio.
Infatti giungeranno a termine il lavori di ampliamento del Polo Romani di
Casalmaggiore e sarà consegnata la nuova sede dello “Sraffa” di Crema.
Nel primo caso la scuola disporrà di 18 aule in più per rispondere ai bisogni della
propria utenza e per meglio organizzare la propria offerta formativa. Nel secondo
caso un edificio completamente nuovo garantirà allo “Sraffa” spazi adeguati alle
proprie necessità e permetterà all’Amministrazione provinciale un risparmio di
350.000 euro annui di affitto.
Per quanto riguarda l’università partiranno i cantieri per il recupero del monastero
di Santa Monica a sede della facoltà di Musicologia, per l’ampliamento del
Politecnico di via Sesto a Cremona e del polo informatico dell’Università degli
studi di Milano a Crema. Le tre residenze universitarie di Crema, Cremona e
Casalmaggiore, la specializzazione di cosmetologia a Crema, medicina a Crema e
Caslamaggiore, il centro internazionale per gli strumenti musicali a Cremona con
experise del Ministero dei Beni Culturali.
Ancora superiori sono gli investimenti per la viabilità che rappresentano la voce
principale del nostro bilancio. La Lombardia, negli ultimi anni, ha accumulato un
pesante ritardo per quanto concerne la realizzazione di infrastrutture territoriali
che investe, in modo particolare, l'adeguamento e il perfezionamento delle
principali reti stradali e autostradali e le reti ferroviarie. Determinando, nei fatti,
una situazione di collasso del sistema della mobilità, con pesanti ricadute sociali
ed economiche su quanti, per ragioni di lavoro o di studio, si muovono ogni
giorno nel territorio lombardo. Occorrrono, dunque,interventi precisi per invertire
questa tendenza.
VIABILITA’ SU GOMMA
Finalmente sarà appaltato il primo lotto della Paullese che interessa il tratto
Crema-Dovera e pe ril quale saranno investiti circa centotrenta milioni di Euro.
Con la Regione, infine, abbiamo avviato un confronto per ottenere il secondo lotto
dei lavori (dalla rotatoria di Dovera fino a Spino).
L’Ufficio tecnico completerà la progettazione delle circonvallazioni di
Casalmorano e di Montodine, mentre saranno assegnati i lavori per quelle di
Piadena e Casalmaggiore. Appare risolta anche la questione relativa a S. Giovanni
in Croce, dove lo spostamento dl traffico fuori dal centro abitato è inserito nelle
opere collegate alla Ti.Bre. (che ha superato la Confernza dei Servizi ed è
prossima al progetto esecutivo.)
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Per quanto riguarda la messa in sicurezza delle strade sono finanziate ( e quindi
saranno realizzate le rotatorie di Campagnola Cremasca, Vicobellignano,
Baracchino (in Comune di Sesto e S. Lornzo Picenardi mentre abbiamo
completato la progettazione e attendiamo un cofinanziamento per quelle di
S.Daniele, Palazzo Pignano e Credera
Alle infrastrutture noi affidiamo un ruolo assolutamente decisivo, perché esse
devono facilitare la messa in rete del nostro territorio non solo con le zone
adiacenti, ma con il Paese e l’intera Europa. La nostra attenzione, in proposito, è
ancora superiore a quanto potrebbe emergere dalla semplice lettura contabile.
INTERMODALITA’
La domanda di servizi di trasporto per le merci e le persone é in continua
espansione in tutti i Paesi industrializzati. In seno all'Unione Europea, nell'arco
dei vent'anni tra il 1975 ed il 1995, la richiesta di servizi é pressocché raddoppiata
e manterrà lo stesso indice di crescita fino al 2025.
L’obiettivo strategico è indirizzare una parte del traffico passeggeri e merci verso
il trasporto ferroviario o fluviale, che risponde meglio alle esigenze di sostenibilità
ambientale. A tal fine sono necessari investimenti strategici che coinvolgano
Regione, Governo e autonomie locali, consentendo l’integrazione con le grandi
reti. Mi riferisco al "corridoio 5" in progetto e con le linee di media-breve
percorrenza per quanto riguarda il trasporto su ferro e al collegano con il mare
adriatico per le vie d’acqua.
Un’azione, dunque, che non mira ad imporre la scelta di un modo, ma permette un
migliore utilizzo di ferrovie, vie navigabili e trasporti marittimi che di per sé non
consentono la consegna porta a porta. L'intermodalità è complementare alle altre
politiche dei trasporti, in particolare per quanto concerne: l'apertura dei mercati; lo
sviluppo delle reti transeuropee (TEN) e dei sevizi di trasporto pubblico offerti
localmente, la promozione di una tariffazione equa ed efficiente.
Occorre identificare nuove esigenze di sviluppo nella logica dell’intermodalità,
promuovendo i trasporti fluviali, marittimi, aerei e su rotaia.
Mettere in rete, infatti, il trasporto fluviale, marittimo, ferroviario, aereo e su
gomma, con un’adeguata infrastrutturazione di interporti, è un’occasione vitale
per fare del settore un’industria che produca servizi efficienti per lo sviluppo
dell’economia nazionale e per il miglioramento della qualità della vita.
Nel corso dell’anno sono stati avviati confronti positivi con Rfi e con la regione
Lombardia che saranno concretizzati nei prossimi mesi.
In particolare verrà finalmente sottoscritta la convenzione per la riqualificazione
del nodo di interscambio della stazione di Cremona. È pronto il progetto
preliminare per la realizzazione del raccordo ferroviario fino a CasalmaggioreViadana-Pomponesco e quello esecutivo per il nuovo scalo merci di
Casalmaggiore
TRASPORTO FERROVIARIO
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Provincia di Cremona
Il treno oggi in Lombardia intercetta solo il 5,1% della mobilità, diventando
sempre più marginale e questo è dovuto,innanzitutto alla bassa qualità del
servizio. Il nostro territorio,poi, è certamente ai primi posti per disservizi. Penso,
in particolare ai collegamenti con il capoluogo regionale. Occorre invertire questa
tendenza, con azioni e finanziamenti adeguati.
Tanto più che la domanda di mobilità pendolare in Lombardia supera le 500 mila
unità giornaliere e il traffico è composto per il 74% da abbonati. A fronte di questi
numeri imponenti, il servizio ferroviario regionale è davvero insufficiente. Un
sistema inefficace scarica costi economici ed ambientali sull’intero territorio
sempre più onerosi.
La mancata puntualità e il rischio di soppressione delle corse rappresentano
un’incognita quotidiana per il pendolare cremonese. Sulla rete regionale il
materiale utilizzato da Trenitalia per svolgere il servizio è composto da
locomotori di cui il 60% ha un’età superiore ai 45 anni e materiale rotabile con età
media che oscilla intorno ai 30 anni.
Quello del potenziamento del trasporto ferroviario è per noi una priorità assoluta,
per dare dignità ai pendolari ma anche ad un territorio per troppo tempo
abbandonato da politiche regionali che hanno favorito il nord Lombardia. Senza
trascurare la logica dei trasporti delle merci nella convinzione che una stessa linea
può servire entrambe le utenze. Occorre insistere sulla TI.BRE ferroviaria,
sull’Asse Medio Padano che dovrà essere potenziato nella tratta TortonaPiacenza-Cremona-Mantova-Monselice, oggi usato anche dalle merci con tracce
concesse a privati; sulla Gronda Sud per potenziare la rete ferroviaria del nostro
territorio. La Gronda ideata per bypassare il nodo di Milano collega a sud il centro
intermodale di Novara e continua verso Mortara, Pavia, Casalpusterlengo,
Codogno, Pizzighettone; qui la linea con un nuovo tracciato, che dovrà
dimostrarsi sostenibile anche a livello ambientale, arriverà a Castelleone e
raddoppiando il binario dovrà proseguire verso Crema e Treviglio. Tale nuova
infrastruttura, proposta dalle ferrovie, è pensata per le merci e collegando i
corridoi dell’alta capacità intorno a Milano costituisce l’anello di congiunzione
del Corridoio 5 ferroviario.
Se lo studio di fattibilità perverrà ad una conclusione positiva, gli Enti Locali
interessati (la Provincia in primo luogo) dovranno ridefinire con la Regione e con
RFI il nuovo servizio pubblico locale sulla tratta Cremona-Treviglio; a quel punto
infatti dovrebbe rimanere a semplice binario solo il tratto Olmeneta-Castelleone;
su di un nuovo collegamento ferroviario posto a nord del territorio provinciale che
colleghi Crema a Milano e che vada al servizio di quella utenza che oggi è
costretta ad utilizzare solo la Paullese in quanto non servita da nessuna rete
ferroviaria. Va affrontato e risolto anche il problema della tratta Codogno –
Milano, maglia nera della regione con raddoppi selettivi, così come richiesto a
gran voce anche dai pendolari, dalle forze economiche, dai sindacati e dalle
Istituzioni.
Va risolto il problema della connessione con la rete nazionale e il problema del
binario unico. Vanno rete cremonese.
IL PO
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Provincia di Cremona
Il 2005 è stato l’anno del Po. Vanno ricordati, in proposito due momenti
particolarmente significativi: il documento sottoscritto a Mantova il 27 maggio
scorso da tutte le Province e le Regioni rivierasche e, nelle scorse settimane la
“Terza Conferenza Padana”.
Nel corso degli incontri sono state analizzate le problematiche connesse al fiume
Po e al suo bacino, ma anche discutere e delineare nuove linee di sviluppo per
questa importante area.
È stato raggiunto un obiettivo ambizioso: definire una strategia condivisa tra tutti i
soggetti coinvolti nella gestione delle risorse idriche del Po, finalizzato a costruire
un vero e proprio governo di bacino che, soprattutto in risposta alle svariate
problematiche che insistono in generale sul fiume Po, si ponga come priorità la
mitigazione del rischio di dissesto, la valorizzazione del territorio e delle fasce
fluviali, la protezione delle acque e il sostegno allo sviluppo locale e al
miglioramento della qualità di vita.
Troppo spesso, infatti, si è parlato di questo fiume in merito ad eventi negativi
come la siccità estiva, le inondazioni o le attività abusive di pesca e di estrazione
di sabbia mentre il Po è soprattutto un traino per l’economia padana, che ha
contribuito in maniera sostanziosa, nel passato, allo sviluppo economico che ha
portato questa area a raggiungere un tenore di vita tra i più alti non solo in Italia,
ma in Europa.
L’obbiettivo di questa conferenza era dunque quello di trovare accordi che
consentano la salvaguardia e la promozione di un area che coinvolge anche le aree
degli affluenti, per attuare uno sviluppo sostenibile.
È stato ribadito anche come occorra passare dall’emergenza alla pianificazione
ordinaria e dare corso attuazione del Piano stralcio di assetto idrogeologico.
Una piena del Po, in termini economici, si porta via un’intera Finanziaria, per cui
occorre agire prima che si arrivi a questo. L’incontro di Parma, in quest’ottica,
appare come un primo tassello di un percorso condiviso da tutti i soggetti
interessati per fare sistema attorno al Po.
Per dare piena attuazione ai progetti è stato auspicato un maggior impegno a
livello istituzionale, capace di concedere maggiore autonomia agli Enti Locali.
Vanno inoltre convogliati a questa area finanziamenti europei attraverso il
riconoscimento del bacino del Po quale Distretto fluviale europeo.
Per ribadire la necessità di fare sistema, gli intervenuti si sono impegnati a
definire, entro il 2007, un “Patto per il Po”.
Nell’immediato va ribadita la lotta alle escavazioni abusive. Il Po non può essere
saccheggiato da una asportazione dissennata di materiale litoide, perché, in questo
modo si distruggono l’alveo e le infrastrutture e si disgregano gli argini.
Appare tuttavia inderogabile passare da un recupero parziale – incentrato
solamente sul tema ambientale – ad un recupero complessivo – collegato alla
multifunzionalità del fiume.
Una sfida che si deve sviluppare su due linee: la convergenza di tutti i tradizionali
“portatori di interesse” che già operano sul fiume (produttori di energia elettrica –
agricoltori – navigatori – enti locali - ambientalisti) e la proposizione di nuove
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Provincia di Cremona
idee e nuovi progetti, che sappiano coniugare l’assetto del fiume con le politiche
di sviluppo e l’economia del territorio.
È prioritario un progetto di sistemazione del tratto medio-inferiore del Po basato
su una regimazione delle portate – affrontato in modo innovativo rispetto agli
approcci degli anni ’80”.
Unanime, infine, è parsa la condanna del nuovo schema di Decreto Legislativo in
materia ambientale, che prevede la soppressione delle Autorità di Bacino che,
insieme al Comitato di Consultazione, alle parti sociali, sta sviluppando un
interessante lavoro per la valorizzazione del Po.
NAVIGAZIONE INTERNA
A Cremona abbiamo una risorsa particolare: la via d’acqua. E’ necessario che
Stato e Regione migliorino ulteriormente la navigabilità del Po ed intervengano
finanziariamente per risolvere il problema della nuova Conca del Porto di
Cremona. E poi che la Regione chiarisca la sua effettiva volontà circa il
trasferimento della delega relativa alla Azienda Porti alle Province. Da parte
nostra già oggi stiamo investendo sul tema della navigazione. Con la Compagnia
del Rodano abbiamo realizzato uno studio che non solo favorirebbe la
veicolazione delle merci ma avrebbe positive ricadute per la nostra agricoltura, la
produzione energetica pulita - preferendo questa soluzione alla costruzioni di
centrali a turbogas - e la sicurezza dal punto di vista dell’assetto idrogeologico.
E’ importante - come si propone di fare lo studio - che il fiume Po sia navigabile
in ogni momento dell’anno e che venga incentivato l’armamento di navi, che
senza rotture di carico fra navigazione marittima e fluviale, permettano il trasporto
di merci dal “Corridoio Adriatico” alle regioni interne, alleggerendo le strade dai
numerosi Tir che le rendono inadeguate e insicure, a cominciare da quelli che
trasportano carichi pericolosi.
E’ necessario creare una rete di porti interni al servizio dei territori e delle varie
aree industriali; infatti, solo se i poli attrattori di traffico fluviale saranno numerosi
e faranno sistema potranno determinare quelle condizioni che fino ad ora non
sono partite ed hanno mantenuto bloccato il settore. Vanno ribadite le priorità
cremonesi all’interno della applicazione dell’intesa interregionale della
navigazione interna, realizzando il terminal del canale a Pizzighettone.
AMBIENTE
Le scelte dalla amministrazione sottoscrivono appieno i principi di sviluppo
ecosostenibile. Si deve trovare un compromesso efficace che permetta di
coniugare esigenze economiche ed ambientali. Occorrono dunque investimenti
materiali ma anche la capacità di creare una nuova sensibile e attenta
responsabilità verso queste tematiche.
La Provincia ha sostenuto questa linea di pensiero ormai da tempo. Sono tanti i
progetti che, in questi anni, possono testimoniare il nostro impegno nello studio
delle ricchezze ambientali presenti sul nostro territorio.
Sui temi più importanti di carattere ambientale, poi, è stato seguito il principio che
vede nella Provincia l’Ente collettore di tutto il territorio. È stato dunque istituito
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Provincia di Cremona
un ufficio di Agenda 21 che si occupa di perseguire, sugli obiettivi di sviluppo
sostenibile presenti nelle politiche attive del Settore, il continuo coinvolgimento
dei portatori di interesse: sociali, ambientali ed economici, ai quali devono essere
aggiunti i 115 Comuni del nostro bacino territoriale.
I Forum tematici e territoriali di Agenda 21 Locale, attivati in questi ultimi anni,
sono ormai numerosi. Ricordiamo, fra gli altri:
-
il Forum Rifiuti;
il Forum Cave;
il Forum Energia;
i Forum della Mobilità (merci, viabilità, sicurezza, ecc.);
i numerosi Forum territoriali.
Al centro dell’impegno la politica dei Parchi, come momento di interpretazione
delle complesse esigenze ambientali e del mondo produttivo.
SERVIZI ALLA PERSONA
L'attenzione alla persona, nella sua individualità e nelle relazioni che definiscono
il tessuto sociale, è un tema caro al cuore ed alla ragione. Il grado di civiltà, di
democrazia, di libertà di una comunità possa e debba essere giudicato soprattutto,
guardando alla situazione che vivono le donne e gli uomini che la compongono.
Credo sia compito di ogni amministrazione garantire l’universalità ed esigibilità
dei diritti sociali; cercando di scongiurare l’emarginazione delle fasce più deboli,
di evitare l’affermarsi di fattori di nuove povertà e, infine, favorendo
l’integrazione sociale come risposta ai rischi di conflittualità e situazioni di
disagio.
In questi ultimi anni abbiamo assistito a nuovi processi di frammentazione
sociale, all’aumento delle povertà e delle disuguaglianze, all’estensione della
“vulnerabilità sociale”; basti pensare a quest’ultimo riguardo alle crisi aziendali,
all’aumento dei prezzi, all’irrigidimento del sistema abitativo e alla nuova
domanda di cura, soprattutto da parte degli anziani.
Un tema fondamentale della nostra agenda di governo è dunque quello
dell’identificazione di azioni, progetti e sperimentazioni che riprendano appieno le
esperienze dello stato sociale, ma anche le caratteristiche storiche del modello
ambrosiano di welfare e della sua consolidata attenzione alle fasce deboli.
La legge non attribuisce compiti diretti e gestionali alle Province in campo
assistenziale, ma come sappiamo definisce un ruolo di indirizzo, di
coordinamento, promozione che può essere finalizzato all’avvio di progetti per la
costruzione di un sistema veramente integrato anche nel campo dei servizi
sociali.
La Provincia procederà pertanto a raccogliere le conoscenze ed i dati sui bisogni
e sulle risorse disponibili dai Comuni e dagli altri soggetti istituzionali presenti in
ambito provinciale per concorrere all'attuazione del sistema informativo dei
servizi sociali.
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Provincia di Cremona
Ciò consentirà di avviare iniziative di finanziamento per sviluppare progetti in
collaborazione con i Comuni che riguardino in particolare interventi di supporto
ai cittadini immigrati, misure di contrasto alla grave emarginazione, servizi
territoriali coordinati per le donne a rischio di povertà, supporto a comunità
protette da offrire come risorsa per ragazzi in stato di disagio, servizi innovativi
di supporto alla vita adulta dei disabili.
In questo ambito vi sarà anche la possibilità di riconoscimento e di
valorizzazione del volontariato e di quel “privato sociale” che costituisce una dei
punti di eccellenza del sistema di welfare cremonese.
CULTURA
La cultura ha una funzione di primaria importanza per lo sviluppo sociale,
economico e civile del territorio. Le politiche più illuminate e di maggior successo
hanno sempre puntato su cultura, innovazione, formazione e ricerca - cioè sul
fattore qualità - per rilanciare stabilmente lo sviluppo. Da parte nostra intendiamo
garantire, compatibilmente con i limiti imposti dalla finanziaria investimenti di
risorse adeguati in questa direzione. Ma occorre che anche gli altri livelli
istituzionali mostrino la stessa sensibilità. Da parte nostra ci impegniamo, sin
d’ora, a farci portavoce del ricco mondo culturale della provincia. Come ragione
di metodo, invece, svilupperemo ulteriormente la logica dei sistemi, strumento
efficace per incoraggiare e sostenere il pluralismo delle espressioni culturali e la
libera competizione delle idee.
Vogliamo attuare azioni di consolidamento delle strutture che favoriscono la
collaborazione tra le realtà territoriali e, nel contempo, non mancherà il nostro
supporto alla progettazione di eventi di particolare rilievo che fungano da
“volano” per lo sviluppo turistico e culturale e per una crescita complessiva della
civiltà e del sapere.
Per questi motivi la Provincia considera la cultura come un potente fattore di
sviluppo sociale concorrendo a dare il massimo impulso alla produzione culturale
del territorio e al sistema dello spettacolo, alla vivacità e alla qualità delle sue più
prestigiose istituzioni e al rilancio ideativo e produttivo dei soggetti del territorio.
Per realizzare questi importanti obbiettivi interverremo per favorire lo sviluppo
policentrico delle strutture e delle attività culturali. Rafforzeremo perciò la
cooperazione tra Comuni per creare poli e sistemi culturali locali forti, capaci di
dare vita a manifestazioni, attività, servizi e di conservare e promuovere i beni
culturali e ambientali dei territori, valorizzando le identità locali e territoriali
senza chiusure localistiche.
Occorre armonizzare l'investimento con una strategia promozionale capace di
creare opportunità e ricadute anche economiche (turismo, commercio ecc.).
Cremona ha una tradizione che muove proprio in questa direzione: fino ad ora
abbiamo voluto perseguire entrambi questi obiettivi, solo in apparenza antitetici,
di tutela, da un lato, e di valorizzazione, dall'altro. Penso ai tanti progetti,
realizzati con grande impegno, che abbiamo proposto alle nostre comunità.
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Per il 2006 l’Apic ha inoltrato alla Regione Lombardia ex L.R. 9/1993 richiesta di
contributo per la realizzazione di una importante mostra dedicata a “Giovanni
Carnovali”, una tra le figure più significative dell’Ottocento pittorico che, proprio
a Cremona trascorse l’ultimo periodo della sua vita.
In sinergia con le Fondazione bancarie ed utilizzando risorse proprie derivanti
dalla alienazione delle cantoniere garantendo interventi per la tutela del
patrimonio artistico del territorio.
Abbiamo proseguito nella riorganizzazione dei sistemi bibliotecario, museale e
teatrale per trasformarli, sempre più, in luoghi di produzione e divulgazione
culturale. I risultati sono confortanti e testimoniano quanto, in questi anni, la
frequentazione di questi luoghi sia andata progressivamente aumentando. Uguale
attenzione, infine, è stata rivolta al variegato mondo dei giovani attraverso il
sostegno, la promozione e la valorizzazione della loro cultura: più ascolto, più
opportunità, più partecipazione alla vita sociale della provincia.
Colleghe e Colleghi, Assessori e Consiglieri
come ho detto, e come potrete approfondire seguendo e leggendo le relazioni degli
Assessori, l’Amministrazione propone per il Bilancio prossimo una forte proposta
di investimenti per far fronte alle giuste esigenze che animano l’intero territorio.
Sono investimenti che, in parte, vedono coinvolto direttamente il nostro Ente e
che, in altra parte, richiedono sostegno di altre realtà istituzionali – lo Stato
centrale, la Regione ecc - per i quali avanziamo forti richieste ed auspici.
Disponibili ad operare sforzi ingenti, ma altrettanta buona volontà deve essere
messa in campo dagli altri livelli istituzionali.
La nostra comunità e la dignità stessa di questa Assemblea aspettano da noi una
risposta alta, impegnativa, che non si sottragga dalle responsabilità. Una esigenza
emerge in maniera sempre più pressante dalla comunità: veder operare le
istituzioni con efficacia, determinazione e, nello stesso tempo, in piena serenità e
pacatezza.
Dobbiamo continuare a confrontarci sugli obiettivi da raggiungere e sugli
strumenti necessari per concretizzarli.
In una logica democratica è legittimo e rispettabile che su qualche specifica
questione, vi siano opinioni diverse. Sottoscriviamo nuovamente la logica del
dialogo e del confronto, nel segno del pluralismo che è indice di ricchezza, ma al
di fuori degli scontri preconcetti e nel pieno rispetto dei ruoli che, a ciascuno di
noi, sono stati assegnati. Il confronto è tanto più efficace quanto più è basato sul
rapporto personale. Occorre evitare di erigere barricate, di usare i giornali come
cassa di risonanza delle proprie posizioni. In questo modo si rischia di creare,
anche nei cittadini che ci hanno accordato la loro fiducia, inutili e infondati
allarmismi.
È necessario lavorare per continuare nella piena unità del centro sinistra pur nella
piena autonomia di ciascuna componente individuale od organizzata che alla
coalizione ha dato l’adesione.
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Provincia di Cremona
Va lasciata alle nostre spalle ogni tentazione di divisione e di particolarismo.
Occorre esprimere una grande forza organizzata, capace di dare piena attuazione
al programma di mandato.
Tutti vogliamo contribuire al successo pieno a questo mandato amministrativo.
E’ ormai diventato irrinunciabile restituire reale vivacità democratica al dibattito
sulle idee ed i programmi all’interno di ogni forza politica.
Occorre insistere sul confronto e sulla verifica di esperienze nella società e nel
mondo del lavoro, dello studio, della ricerca. Questo è il dialogo capace di
modificare i convincimenti di ognuno, realizzando nuovi e più avanzati livelli di
consapevolezza e responsabilità. Niente e nulla sono immutabili, se non nei rigidi
schematismi in cui ognuno può chiudersi.
L’invito che voglio rivolgere a tutti voi Consiglieri - sia che sediate tra i banchi
della minoranza sia che facciate parte delle forze che esprimono il governo del
nostro Ente – è il seguente: non rinunciate mai a portare le vostre osservazioni, a
dare un contributo prezioso, formulate proposte, manifestate dubbi e proponete
soluzioni. Dobbiamo essere aperti al confronto - anche aspro, quando occorre purché volto a costruire le migliori soluzioni, nell’esclusivo interesse della nostra
cittadinanza.
Il rispetto di tutte le posizioni, purchè argomentate, è presupposto irrinunciabile di
ogni Istituzione democratica. Ma è anche, la miglior garanzia di aver operato per
perseguire il bene dei territorio. Anche in questo caso – se me lo concedete – la
concorrenza può affinare le migliori risposte. Anche questo è la democrazia.
Noi dobbiamo dare una risposta all’altezza delle attese del nostro territorio. La
gente non crede più alle promesse astratte: per questo dobbiamo dirgli come
stanno le cose e quali saranno i futuri provvedimenti. Dobbiamo dare un
messaggio politico, un messaggio di fiducia: la provincia di Cremona deve essere
certa che noi opereremo con competenza, equità ed etica per rilanciare lo sviluppo
e promuovere la crescita sociale e civile.
Non posso concludere questo mio intervento introduttivo senza rivolgere un
ringraziamento particolare al nostro Ragioniere Capo, Franco Sanasi. Un
ringraziamento per la gestione di questo Bilancio davvero redatto ed elaborato in
una situazione di particolare difficoltà. E’ stato un compito arduo, che ha
coinvolto l’intero settore della nostra Ragioneria, al quale voglio rinnovare sentiti
ringraziamenti. Con loro ringrazio il Collegio dei Revisori dei Conti, per la
preziosa azione svolta. Ed il personale tutto dell’Ufficio Giunta e Consiglio, che
con tanta solerzia e capacità opera, permettendoci di assolvere al meglio al nostro
compito
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Provincia di Cremona
Voglio poi rivolgere un augurio sincero a tutti – agli Assessori, ai Consiglieri, al
Direttore Generale, ai Dirigenti ed a tutto il personale della nostra
amministrazione, sempre disponibile ad operare con tanta dedizione ricavandone,
spesso, gratificazioni scarse - di riuscire ad esprimersi al meglio nella propria
attività, con onestà ed equilibrio ed in piena libertà, con efficienza ed intelligenza,
mossi dalla comune volontà di servire i cittadini e le Istituzioni.
Cremona, Consiglio Provinciale
Giovedì 1 dicembre 2005
on. Giuseppe Torchio
Presidente della Provincia di Cremona
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI AGOSTINO ALLONI
Assessore Provinciale alla Programmazione territoriale –
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - Trasporti e mobilità
___________________________________________________________
“La rinuncia al migliore dei mondi
non è la rinuncia ad un mondo migliore”.
Questa bellissima frase di Edgar Morin racchiude la filosofia dell’agire quotidiano
dell’Assessorato al Territorio e alla Mobilità. Significa che oggi non ci sono
ancora le condizioni economiche e culturali e neppure la piena consapevolezza
politica della necessità di perseguire una svolta significativa nella direzione di uno
“sviluppo sostenibile” ma che non per questo non si debba lavorare e spingere con
forza in tale prospettiva.
Ogni azione intrapresa, ogni risultato conseguito, costituiscono un tassello
importante, un percorso che non ha alternativa. Occorre sapere coniugare lo
sviluppo economico e produttivo, senza il quale è difficile uscire dalla crisi
strutturale che ha colpito anche la nostra provincia, con la salvaguardia
dell’ambiente e delle risorse naturali che, ormai è chiaro, hanno bisogno di una
maggiore considerazione.
Servono azioni concrete, c’è bisogno di investire risorse adeguate, vanno
utilizzate le migliori intelligenze se vogliamo dare un senso compiuto al
protocollo di Kyoto, agli accordi di Alborg e a tutti i ragionamenti legati ad
“Agenda 21”.
Una delle emergenze ambientali che ci toccano più da vicino riguarda la presenza
massiccia di sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera. Ciò ha comportato la
chiusura delle città al traffico automobilistico. Non è certo questa la soluzione da
perseguire, occorrono decisioni di tipo strutturale che incidano sulla riduzione,
drastica, dell’uso del mezzo privato a favore del trasporto pubblico; serve uno
sviluppo territoriale (residenze, attività produttive e commerciali) che faccia
sistema con la realizzazione delle principali infrastrutture di collegamento,
anzitutto pubblico ma anche privato. Occorre una programmazione, una
pianificazione territoriale, su vasta area, che esca dai ristretti confini comunali,
che sostituisca il PRG (oggi PGT) con strumenti tipo i piani d’area, i piani
strategici o i piani di servizio. C’è inoltre bisogno di una grande concertazione e
condivisione delle scelte strategiche da operare.
Vanno individuati i punti critici e le potenzialità del nostro territorio; tutte le
elaborazioni e le ricerche esistenti, grazie alle quali definire alcuni progetti
prioritari e attorno a questi attirare risorse anche al di fuori della nostra provincia.
Gli strumenti da mettere in campo sono già stati individuati e, mi pare, sostenuti
da un larghissimo schieramento di forze politiche, istituzionali, economiche e
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sociali. Sto parlando del “Patto per lo Sviluppo” e dell’AQST (Accordo Quadro di
Sviluppo Territoriale ai sensi della Legge Regionale n. 2 del 2003).
PATTO PER LO SVILUPPO
Lo scorso 26 ottobre è stata presentata, grazie ad una iniziativa pubblica, l’attività
svolta nei mesi scorsi che è consistita nella definizione di una “fase di ascolto”
con tutte le istituzioni interessate, gli Enti Locali, le Associazioni di categoria, i
Sindacati e le altre rappresentanze sociali, il sistema creditizio e le Università. Lo
scopo era quello di condividere un percorso, una metodologia, un processo di
condivisione dello strumento “del Patto”.
L’idea è quella di sostenere un progetto che metta insieme, a livello di provincia,
tutte le energie migliori al fine di individuare i migliori progetti, quelli strategici
per il rilancio economico dell’intero territorio.
Il processo del “Patto per lo Sviluppo” è una rottura drastica rispetto al lavoro del
passato; si tratta di mettere in campo “una discontinuità forte” che deve favorire
un lavoro di squadra, capace di svilupparsi trasversalmente all’interno della
struttura ma, nello stesso tempo, deve saper consolidarsi all’esterno, contaminarsi
con gli altri attori territoriali fino a creare una salda “cabina di regia” e una
“squadra operativa” capaci di muoversi e agire come un’unica testa e un solo
corpo.
I progetti strategici oltre che confrontarsi con le criticità e assecondare tutte le
potenzialità del nostro territorio, dovranno rispondere ad alcuni valori da
condividere.
L’obiettivo è quello di razionalizzare e concentrare le energie disponibili
localmente, attirando nel contempo tutte le risorse possibili attraverso il sostegno
della Regione, le disposizioni nazionali e le opportunità offerte dall’Unione
Europea. In particolare attraverso il Tavolo Territoriale Regionale, coopresieduto
da Torchio e Rossoni, sta per essere definito un “Accordo Quadro di Sviluppo
Territoriale” che, quanto prima, verrà recepito dalla Giunta Lombarda.
Il “Patto per lo Sviluppo” e “l’AQST” diventeranno gli strumenti principali di
pianificazione negoziata e di definizione di obiettivi condivisi che potranno
facilitare la realizzazione di importanti opere infrastrutturali e progetti strutturali
di rilancio dell’intera Provincia.
Nel corso del 2006 entrambi i processi si svilupperanno intrecciandosi con tutta
una serie di confronti interni ed esterni all’amministrazione provinciale.
PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE – PTCP
Nel prossimo anno l’attività principale si articolerà lungo due percorsi ben
definiti:
1. L’adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ai
contenuti della cosiddetta “Legge Moneta” (n. 12/2005);
2. L’attuazione dei contenuti dello stesso PTCP attraverso i Piani Strategici
intercomunali.
1.
ADEGUAMENTO AI SENSI DELLA L.R. N. 12.
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Provincia di Cremona
a) Definizione dei criteri relativi alla valutazione ambientale strategica (VAS)
come completamento di un lavoro già avviato che porterà alla redazione di
un “Rapporto ambientale” con l’inserimento di un capitolo relativo alla
valutazione degli impatti e uno sul monitoraggio. Questa impostazione
consentirà di valutare le trasformazioni in atto sul territorio provinciale dal
punto di vista dell’uso delle risorse territoriali con una verifica della
contabilità anche fisica ed economica. La VAS consentirà, nel corso del
tempo, di monitorare la congruità delle scelte strategiche del PTCP, le
modifiche del territorio ed eventualmente apportare tutti quegli
aggiustamenti, anche di natura strutturale, che si vorranno adottare.
b) Individuazione delle cosiddette “aree agricole”. È un obbligo introdotto
dalla Legge 12 che impone alla Provincia un lavoro preliminare, a
carattere generale, sull’intero territorio e che poi a ricaduta deve essere
recepito dai Comuni all’interno dei propri PGT.
c) Revisione della Carta delle Compatibilità Ambientali. È uno strumento
fondamentale per la VAS e per l’elaborazione della nuova strumentazione
urbanistica da parte dei Comuni. Il lavoro si inserisce all’interno del
processo di costante aggiornamento della base conoscitiva del PTCP.
d) Completamento del SIT. Sempre la Legge n. 12 chiede un impegno
importante alla Provincia nella definizione del “Sistema Informativo
Territoriale” che parta dall’ambito comunale e arrivi a coprire l’intera
Lombardia.
2.
ATTUAZIONE DEL PTCP.
a) Realizzazione del Polo Industriale Strategico di Pizzighettone. Nel corso
del 2006 si procederà alla definizione del progetto urbanistico, alla
costituzione della SPA pubblico-privata. Il Piano decollerà grazie al
sostegno della Regione Lombardia che dovrà rispondere positivamente al
“Protocollo d’Intesa” sottoscritto dal territorio interessato. L’area
produttiva farà “sistema” con l’intermodalità del trasporto su ferro-acquagomma.In particolare il progetto si pone l’obiettivo di far decollare il
“Porto di Pizzighettone” e di realizzare la cosiddetta “Pedegronda” delle
merci che dalla linea FS Milano-Codogno-Casalpusterlengo dovrebbe
collegarsi con quella che da Cremona-Castelleone-Crema arriva fino a
Treviglio e da qui si collega con tutte le direzioni internazionali.
b) Piano d’area del Cremonese. Insieme agli amministratori del capoluogo e
con quelli del territorio circostante si è finalmente trovata la necessaria
intesa per far decollare questo strumento di pianificazione di area vasta.
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Provincia di Cremona
c) Piano di servizi del Casalasco (ACI 13). Il lavoro di indagine e di studio
sulle criticità e sulle potenzialità è già stato presentato ai comuni
interessati (Cingia De’ Botti, Gussola, Motta Baluffi, San Giovanni in
Croce, San Martino del Lago, Scandolara Ravara, Solarolo Rainerio,
Torricella del Pizzo e Voltido). Nel 2006 si arriveranno a formulare alcune
proposte strategiche di sviluppo territoriale.
d) Piano d’area del Cremasco. Sono oltre 20 i comuni interessati. Lo studio è
già stato presentato. Si sta definendo un nuovo incarico professionale per
la fase successiva.
e) Piano di Sviluppo Strategico del Soresinese. Ad essere coinvolti sono 15
Comuni (tra cui Castelleone). Il lavoro verrà seguito dal Politecnico di
Milano e arriverà ad una scala tale da poter essere utilizzato dagli stessi
comuni per l’elaborazione di una parte dei rispettivi PGT.
f) Piano di Sviluppo dei territori di confine con province limitrofe. L’idea è
quella di provare a partire con il territorio provinciale posto a nord a
confine con la Provincia di Bergamo (Treviglio-Caravaggio). Nelle aree
limitrofe a Vailate, Capralba etc., si stanno sviluppando progetti che
riguardano le infrastrutture e le attività produttive e terziarie che vanno
monitorate e valutate con lo scopo di affrontare per tempo le ricadute, non
sempre positive, che tale scelte comportano.
g) Promozione di aree industriali di interesse sovracomunale. Si tratta di
sviluppare una politica di sostegno e di “accompagnamento” alle proposte
che man mano emergono in diverse parti del territorio provinciale.
RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE
Due sono i percorsi che si stanno sviluppando:
1) Accordo con Aler per i centri storici e per il patrimonio rurale;
2) Protocollo d’intesa con la Sovrintendenza ai monumenti per gli edifici
storici.
1) La bozza d’accordo con l’Aler è gia stata predisposta, ma le difficoltà
attraversate dall’ex IACP in questa fase hanno rallentato il percorso
individuato. L’idea è quella di assegnare all’Ufficio Tecnico dell’Aler il
compito di predisporre progetti di recupero edilizio, individuati insieme ai
Comuni interessati. Il progetto dovrebbe servire per ricercare le necessarie
risorse pubbliche e private per realizzare l’intervento che dovrà sempre
riservare soprattutto abitazioni da assegnare in affitto a particolari
categorie sociali che di volta in volta verranno individuate.
2) Il secondo progetto riguarda un “Protocollo” da sottoscrivere insieme alla
Sovrintendenza di Brescia con lo scopo di individuare alcuni edifici (6-7,
non di più) storici, molto ammalorati dal punto di vista strutturale e che
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Provincia di Cremona
hanno bisogno di un intervento urgente di messa in sicurezza. L’accordo
dovrebbe fornire successivamente la ricerca delle necessarie risorse
ministeriali grazie al sostegno della competente Sovrintendenza ai
monumenti.
MOBILITA’ E TRASPORTI – SERVIZIO PUBBLICO SU STRADA
Abbiamo incontrato in questi giorni l’Assessore regionale alla Mobilità. Gli
abbiamo chiesto un impegno importante nel campo del trasporto pubblico locale
(TPL). Nel corso del 2005 siamo riusciti ad acquisire n. 30 autobus AGI, LINE E
STAR (oltre ai 15 già immessi nel 2° semestre 2004 - AGI, LINE, STAR, KM) che
già hanno consentito di migliorare il servizio, sia dal punto di vista della
puntualità che degli standard qualitativi. Occorre proseguire lungo questo
percorso. Ciò non è sufficiente. Ad un anno di distanza dall’avvio del servizio a
chiamata “Stradibus” nella zona di Piadena, i risultati conseguiti sono davvero
straordinari. C’è stato un aumento da 400 a 1.400 del numero di utenti trasportati,
un incremento notevole delle fermate e dell’orario di svolgimento del servizio.
Questi dati ci inducono ad insistere affinché nel corso dei primi sei mesi del
nuovo anno i “servizi flessibili” del TPL possano partire per la zona del
Soresinese e del Castelleonese (ben 13 Comuni); nella seconda parte del 2006
verrà verificata la possibilità per iniziare lo Stradibus anche per il Pizzighettonese.
Se a queste nuove aree aggiungiamo la volontà del Comune di Cremona di
iniziare tale attività nell’ambito cittadino e che dal 1° gennaio si partirà anche con
l’urbano di Crema, otteniamo una copertura che supera abbondantemente il 50%
del territorio provinciale. Un risultato davvero importante e che porta la nostra
Provincia a superare ogni altra esperienza avviata in altre Regioni italiane.
Nel corso del 2006 l’Assessorato, in collaborazione con ATAF Firenze, valuterà
le possibilità di istituire servizi di integrazione tra l’urbano e l’extraurbano,
nonché la possibilità di sperimentare le figure del Mobility Manager con l’idea di
sostenere con forza altre attività di trasporto cosiddette flessibili, a partire da
quello casa-lavoro.
Si sta inoltre valutando la possibilità di mettere a disposizione, per particolare
categorie sociali, tessere per il trasporto gratuite.
Infine andrà verificata l’opportunità di acquisire da parte della Provincia, quote di
proprietà delle maggiori società di trasporto private attive sul nostro territorio.
MOBILITÀ – INTERMODALITÀ RETE E SERVIZIO FERROVIARIO
Dopo le iniziative pubbliche del 17 novembre 2004 a Cremona e del 20/04/05 a
Castelleone, si sta lavorando per un incontro di verifica del percorso sviluppato
nel quale coinvolgere direttamente il Consiglio Provinciale e le Commissioni.
Indispensabile la presenza attiva di RFI e Trenitalia.
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Nel corso del 2005 sono state investite risorse, pari a circa 11 milioni di
euro, soprattutto per aumentare la velocità d’ingresso nelle stazioni FF.SS.
della linea Codogno-Cremona-Mantova (da 30 a 60 km orari), nella
realizzazione di sottopassi pedonali, per consentire il transito
contemporaneo di due treni e l’allargamento dei marciapiedi tra due binari.
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Nel 2006 verrà pronto il progetto esecutivo per la realizzazione del
raddoppio selettivo del binario fino a Olmeneta. Occorre insistere nei
confronti di Regione e RFI perché vengano previste le necessarie risorse
(circa 18 milioni di euro).
Entro il 2005 verrà finalmente sottoscritta la convenzione fra Provincia,
Comune e Ferrovie per la riqualificazione del nodo di interscambio della
stazione di Cremona.
È pronto il progetto preliminare per la realizzazione del raccordo
ferroviario fino a Casalmaggiore-Viadana-Pomponesco. Ci sono stati
numerosi incontri con i comuni interessati, con la Regione, con la
Provincia di Mantova e con le aziende coinvolte nel trasporto dei carrelli
ferroviari che oggi intasano le strade del territorio casalasco. Nel corso del
2006 dovrebbe partire la gara pubblica di interesse europeo per individuare
il soggetto che attiverà l’intervento (attraverso il sistema di appaltoconcessione previsto dalla legge Merloni).
RFI sta predisponendo anche il progetto esecutivo per lo spostamento dello
scalo merci di Casalmaggiore in un’area più idonea, all’interno della quale
creare una sorta di polo logistico delle merci. Nell’attuale struttura si pensa
di realizzare il deposito Autobus KM.
Per la linea Cremona-Crema-Treviglio RFI e Trenitalia stanno realizzando
alcuni dei progetti necessari al potenziamento della stazione di Crema
(d’accordo con il Comune) e dei raddoppi selettivi dei binari fino a
Treviglio, dove si stanno per concludere i lavori di quadruplicamento per
Milano.
Dopo l’eliminazione dei passaggi a livello nel Comune di Piadena si sta
lavorando con la Regione e RFI per trovare altre risorse per l’eliminazione
di altri PP.LL tra quelli inclusi nel Piano provinciale.
Con le Province di Brescia, Bergamo e Mantova stiamo sviluppando un
progetto d’intermodalità che cominceremo a definire più in dettaglio nei
prossimi mesi e i cui obiettivi sono stati definiti in un “protocollo
d’intesa”, elaborato nei mesi scorsi. Il progetto vede coinvolte Regione
Lombardia, Regione di Stoccarda, Alta Austria e Pannonia occidentale
ungherese nonché la CESTEL SPA, che è un centro lombardo per lo
sviluppo tecnologico e produttivo dell’artigianato e delle piccole imprese.
L’idea è quella di definire un Modello di Agenzia Locale per lo sviluppo,
la promozione e la gestione dei nodi di trasporto e logistica delle merci e
dei relativi strumenti che vuole essere candidato al finanziamento da parte
del progetto quadro Regins (Comunità Europea); i progetti di studio
finanziabili sono propedeutici alle scelte attuative di interventi in materia
di trasporti e logistica delle merci, da effettuare a livello locale. Il periodo
di elaborazione del progetto va dal 1/12/2005 al 31/09/2006.
Entro marzo del 2006 verrà inaugurato il completamento dei lavori di
costruzione del raccordo ferroviario merci tra la Tamoil e il binario della
linea Milano-Cremona (Cavatigozzi), che permetterà di eliminare ogni
anno dalle strade circa 3.000 automezzi pesanti.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
NAVIGAZIONE INTERNA
- Nei mesi scorsi è stata presentata alla Regione Lombardia (Committente)
la prima parte dello studio AIPO per la sistemazione a corrente libera del
tratto di Po tra Cremona e foce Mincio. Nella seconda parte dello studio è
previsto il progetto vero e proprio delle opere di navigazione e
l’abbassamento dei pennelli (si prevede la realizzazione di nuovi interventi
puntuali e l’adeguamento di alcune opere esistenti). Per la valutazione
dello studio è stato istituito un gruppo di lavoro tecnico di cui fanno parte
tutte le REGIONI dell’Intesa, l’Autorità di Bacino e l’ARNI. Nella prima
parte dello studio c’è anche una analisi sulla opzione bacinizzazione in
alternativa totale o parziale alla sistemazione a corrente libera.
- La Provincia chiederà che la prima parte dello studio venga presentata
ufficialmente anche alle Province e ad tutti i soggetti interessati. Nel corso
del 2006 si richiederanno i necessari approfondimenti per la revisione
dello studio SIMPO (anni 70-80) alla luce delle modificazioni intercorse
riguardanti il fiume (abbassamento dell’alveo di magra e inaridimento
conseguente delle fasce spondali), gli usi dell’acqua (maggiori richieste di
utilizzo a fronte di un decremento delle precipitazioni medie annue sul
bacino), lo sviluppo sostenibile (l’idroelettrico e la navigazione – se pur
settori marginali – sono da riconsiderare nella prospettiva di un aumento
dei costi energetici ormai ritenuto irreversibile). Inoltre dovremo
sviluppare quelle azioni politiche necessarie per costruire le giuste
alleanze, anche in settori tradizionalmente ostili o comunque freddi nei
confronti della navigazione interna.
- Entro i prossimi mesi del 2006 andrà recepita la prima parte dello studio
AIPO; lo stesso documento andrà valutato e bisognerà elaborare una prima
opzione circa la sistemazione proposta. Andranno, inoltre, valutati ulteriori
approfondimenti sull’argomento con studi specialistici, valutazioni di tipo
ambientale e analisi costi/benefici – Meglio ancora sarebbe se la Regione
Lombardia (già committente dello studio AIPO) integrasse l’incarico con
questa ulteriore valutazione.
- Andranno organizzate iniziative mirate con soggetti istituzionali e
rappresentanti del mondo economico-politico, in collaborazione con la
Commissione Consiliare Provinciale su alcune tematiche già pronte e
spendibili:
- visita al tratto a monte di Isola Serafini dove il Po è bacinizzato
da oltre 40 anni e discussione sui benefici ambientali indotti
all’habitat fluviale;
- visita al sistema mantovano ed in particolare al canale Fissero Tartaro (esempio di fiume minore bacinizzato e navigabile):
discussione sulla efficienza di un corso d’acqua regolato.
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Provincia di Cremona
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Entro la primavera 2006 andrà acquisita la seconda parte dello studio
AIPO con modellazione e progettazione delle opere di navigazione a
corrente libera.
Nel frattempo verrà reso pubblico il già preannunciato Programma della
Commissione Europea specifico sulla navigazione interna che andrà
valutato a livello locale.
A seguito della mozione approvato dal Consiglio Provinciale si
organizzerà a Cremona un’iniziativa sulla navigazione con temi strategici
di portata internazionale che si potrebbe snodare attorno a questi
argomenti:
- Programma UE 2007-2013 – Con rappresentante UE a
illustrare il programma ed esperienze estere significative;
- Ruolo del Po e del Corridoio Adriatico nello scenario della UE
allargata;
- Sistemazione del PO: illustrazione dei progetti AIPO e opzione
Bacinizzazione;
- Navigazione e usi del fiume: la voce delle Categorie
economiche;
- Riorganizzazione del Sistema nell’ottica della Sussidiarietà
(Intesa – Aziende – Province).
Infine, in vista della realizzazione di queste ipotesi di lavoro, si è
proceduto a costituire una sorta di Ufficio “Per la Navigazione Interna”.
L’obiettivo non è solo quello di avere a disposizione delle energie esterne
ma di costruire una vero e proprio settore interno, certo in prospettiva, per
un progetto troppo importante per la nostra provincia.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI GIOVANNI BIONDI
Assessore Provinciale all’Ambiente ed ecologia –
Parchi e valutazione impatto ambientale - Energia - Sport.
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Il lavoro dei prossimi anni pur condizionato da gravi ristrettezze di bilancio si
pone nell’atto della continuità rispetto al passato esercizio. Il settore sta crescendo
con un ruolo sempre più rafforzato da nuovi compiti e importanti responsabilità.
Il presente programma si riferisce alle competenze provinciali relative alla
prevenzione ambientale (vigilanza e controllo), al contenimento e riduzione delle
principali matrici dell’inquinamento (emissioni gassose, scarichi in acqua, rifiuti)
ed alla gestione sostenibile delle principali risorse (energia, acque, suolo aria). In
queste attività la Provincia vedrà nel triennio 2006/2008, la continuazione della
collaborazione con l’ARPA nonché con i Comuni oggi ancor più coinvolti, grazie
al progressivo decentramento normativo, nella gestione del territorio.
Si è poi perfezionato un metodo di lavoro, quello di Agenda 21 Locale, che è stato
applicato ai singoli progetti, alle pianificazioni del Settore, ed è diventato un
riferimento anche per il Piano per lo sviluppo.
La Provincia dal 2000 ha, infatti, aderito ad “Agenda 21 Locale”, cioè al
protocollo istituito durante il Summit di Rio che è stato adottato da centinaia di
istituzioni italiane ed internazionali.
Dopo tale adesione, nel Settore Ambiente, è stato istituito un ufficio di Agenda 21
che si occupa di perseguire, sugli obiettivi di sviluppo sostenibile presenti nelle
politiche attive del Settore, il continuo coinvolgimento dei portatori di interesse:
sociali, ambientali ed economici, ai quali devono essere aggiunti i 115 Comuni del
nostro bacino territoriale; importante in questo senso anche l’adesione
recentissima del Comune di Cremona.
La Provincia di Cremona, sempre nell’ambito di Agenda 21 dopo aver sottoscritto
gli Aalborg Commitments, e dopo aver portato a termine un enorme lavoro di
pianificazione settoriale adottando il Piano Rifiuti, Piano Cave e Piano Energia ha
portato un grande lavoro di attuazione di questi importanti direttive.
Per il 2006 è prevista la prosecuzione anche dell’attività di applicazione e
promozione dei contenuti della pianificazione attraverso:
- la realizzazione dei Forum attivati in questi ultimi anni, quali: ad esempio
il Forum Rifiuti, il Forum Cave, il Forum energia, diversi Forum
Territoriali;
- la realizzazione del Piano d’azione locale, in cui ci sarà la presentazione
del rapporto sullo stato dell’ambiente per i ragazzi e la verifica degli
indicatori ambientali aggiornati dal RSA.
Nel filone Sviluppo Sostenibile, diversi sono stati, negli anni scorsi, i progetti
presentati e attuati dal Settore Ecologia e finanziati dal Ministero dell’Ambiente o
dalla Comunità Europea, fra questi:
- i corsi rivolti agli Amministratori comunali,
- le cento idee sullo Sviluppo Sostenibile,
- lo stato dell’Ambiente in Provincia di Cremona,
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Provincia di Cremona
- il sito “Agenda 21 Locale” della Provincia di Cremona,
- l’Eco-Museo del bacino cremasco,
- il manifesto Ambientale,
- Occhio all’imballo,
Per il riferimento dei dati nella produzione dei rifiuti avviati allo smaltimento o
alla raccolta differenziata è stato istituito l’Osservatorio Provinciale dei Rifiuti. I
dati raccolti da tale Osservatorio all’ultima rilevazione relativa al 2004 sono i
seguenti:
- Aumento del 4% della Raccolta Differenziata = 53%;
- Riduzione del 18% del rifiuto avviato a discarica;
- Produzione Tot. 505 Kg\ab anno, di cui 237 Kg\ab a smaltimento.
- La rete degli acquisti verdi delle pubbliche amministrazioni, iniziato nel
2002 (in conclusione nel 2004), denominato “GPP-NET” che proseguirà
con la diffusione dei relativi principi ai 115 Comuni e la sua applicazione.
- Per il 2006 si attuerà il Progetto Europeo DEEP (Disseminazione delle
pratiche di efficienza energetica negli edifici pubblici).
AMBIENTE NATURALE
Elemento qualificante della Tutela dell’Ambiente rimane la tutela dell’ambiente
naturale. che proseguirà con le attività intraprese nel passato che sono sempre di
notevole rilevanza quali il Museo del paesaggio padano, l’Ecomuseo, la gestione
di nuove risorse naturali istituite dalla Regione Lombardia, la prosecuzione delle
azioni e dei lavori iniziati con il progetto LIFE-natura e l’acquisizione di nuove
aree per meglio tutelare le ricchezze ambientali presenti, proteggerle e svilupparle.
La Provincia partecipa alla gestione dei parchi regionali dell’Adda Sud, del Serio
e del Parco dell’Oglio Nord finanziariamente mediante una quota annua, con la
nomina di un proprio rappresentante, esprimendo pareri esercitando verifiche di
competenza, e condividendo la promozione di iniziative.
ACQUA
Il territorio della provincia di Cremona presenta un reticolo idrico, sotterraneo e di
superficie, ricco e importante; la nostra risorsa si presenta però inquinata, sia
dall’attività umana presente sul nostro territorio, si a soprattutto dalle aree
limitrofe e montane che inquinando le falde ed i corsi d’acqua a monte si
consegnano, già all’ingresso del bacino provinciale, acque inquinate che poi
riverseranno in Po.
Particolare rilevanza rivestono quindi gli studi che saranno effettuati per la
conoscenza e la gestione della risorsa idrica, oramai quasi completamente in capo
alla Provincia in virtù delle nuove deleghe, nella consapevolezza che solo una
pianificazione delle risorse idriche possa garantire una loro effettiva tutela.
E’ proprio questo convincimento a richiedere che le attività amministrative in
materia di demanio idrico debbano essere svolte nel modo migliore e garantire un
uso sostenibile delle risorse idriche provinciali. L’attività autorizzativi degli
scarichi di acque reflue rappresenta uno strumento di tutela preventivo, affidato
alla Provincia dalla Legge, che concorre alla formazione di una forte sensibilità
ambientale presso la pubblica opinione; la vigilanza, anch’essa attribuita alla
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
Provincia dalla normativa vigente, è necessaria per rendere efficace l’attività
autorizzativi.
E’ ovvio che relativamente alle autorizzazioni già rilasciate dal Genio Civile, è
necessario che venga finito il lavoro di informatizzazione, già iniziato dagli uffici
e che i pozzi vengano geo-referenziati sulla pianta del territorio provinciale; solo
in questo modo si potrà arrivare al controllo sulle denunce annuali previsto per
legge, ma soprattutto vi potrà essere una conoscenza più concreta del fenomeno:
della quantità, dell’utilizzo, della collocazione e concentrazione territoriale dei
pozzi esistenti, cioè la conoscenza di tutte quelle informazioni che sono essenziali
per il rilascio delle nuove autorizzazioni.
Rispetto agli interventi diretti di eliminazione dell’inquinamento da idrocarburi,
posti dalla Legge sotto la Responsabilità della Provincia, si assicura una pronta
reazione alle emergenze, che circoscriva al minimo l’area soggetta a danni
ambientali.
ENERGIA
Dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, la competenza a legiferare in
campo energetico è concorrente tra lo Stato e le Regioni. Nonostante ciò il
cosiddetto Decreto “Marzano “ ha accentrato sullo Stato le competenze
autorizzatorie relative alle nuove centrali termo-elettriche, proposte dopo la
liberalizzazione del settore, provocando la rivendicazione di un ruolo decisionale
da parte delle Regioni.
La Regione Lombardia ha approvato negli anni scorsi il proprio Piano Regionale
Energetico sul quale la nostra Provincia ha avanzato critiche: sia perché troppo
legato alle fonti energetiche tradizionali e poco spinto sulle risorse alternative, sia
anche perché le ultime centrali da approvare sul territorio regionale dovrebbero
,secondo il Piano, essere collocate tutte ne bacini meno energivori del sud e quindi
secondo il Piano, essere collocate tutte nei bacini energivori del sud e quindi,
rispetto ai parametri enunciati, finire tutte sul territorio della nostra Provincia.
La Provincia di Cremona già dal 2003 si è dotata di un Piano Energetico
Provinciale Ambientale molto avanzato sulle proposte per ottenere energia dalle
fonti rinnovabili disponibili nel territorio provinciale. Negli ultimi tempi le
proposte contenute nel citato piano hanno avuto accoglienza favorevole da parte
di imprese e aziende che, come è emerso anche in un recente e seguitissimo
incontro presso il teatro del Comune di Castelleone promosso da questo
Assessorato, si stanno attivando per realizzare impianti, in particolare a biomassa
e a biogas.
Relativamente alla produzione ed al consumo di energia, è chiaro che hanno un
rilevantissimo impatto sulla realtà economica ed ecologica del territorio
provinciale, devono essere affrontati secondo i principi dello sviluppo sostenibile
per non produrre danni ambientali inaccettabili; le funzioni autorizzative e
istruttorie sono esplicitamente previste dalle relative normative, mentre la
pianificazione energetica è prevista dal P.T.C.P.
In particolare, le funzioni autorizzative , così come previste dalla Legge,
costituiscono un efficace strumento di monitoraggio del comparto energetico
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Provincia di Cremona
locale e di razionale localizzazione degli impianti di produzione di energia
elettrica e termica sul territorio provinciale.
La partecipazione alle istruttorie ministeriali, pur avendo il carattere consultivo
stabilito dalla Legge, permette di rappresentare all’autorità statale decidente il
punto di vista delle realtà locali relativo ai progetti presentati, oltre alle eventuali
osservazioni tecniche.
L’ottimale allocazione delle scarse risorse finanziarie disponibili in materia di uso
delle fonti energetiche rinnovabili, peraltro prevista dalla normativa in materia, è
una funzione strategica per la Provincia che, per le condizioni atmosferiche del
territorio è scarsamente vocata ad ospitare impianti termoelettrici convenzionali.
Una consapevole politica energetica locale non può prescindere da una visione
sistemica dei problemi legati al risparmio, alla produzione e al consumo di energia
elettrica e termica; l’attuazione di una programmazione energetica
scientificamente rigorosa e basata su azioni concretizzabili e misurabili nei loro
effetti, elaborata nel rispetto dei principi di Agenda 21 locale, costituisce un
approccio insostituibile per un efficiente e condiviso governo della materia.
Infatti il Settore è impegnato nella realizzazione del Paino Strategico per lo
sviluppo locale, nella realizzazione del Patto per lo sviluppo e nel Progetto
Europeo DEEP (disseminazione delle pratiche di efficienza energetica negli
edifici pubblici).
RIFIUTI
Le competenze provinciali in materia di rifiuti sono molteplici e riguardano:
- L’organizzazione dello smaltimento rifiuti a seguito dell’adozione della 1^
revisione del Piano Rifiuti Provinciale e dell’applicazione della L.R.
26/03;
- L’organizzazione dei sistemi di controllo relativa ai siti inquinati in
applicazione del D.lgs 22/97 ne del D.M. 471/99;
- Mediante l’attività educativa il miglioramento dell’azione d’informazione,
educazione e promozione per iniziative svolte tra la popolazione un
comportamento sempre più cosciente e corretto;
- La tutela del registro ditte mediante la ricezione delle comunicazioni delle
ditte che intendono avviare attività di recupero rifiuti non pericolosi
(determinandone le relative attività di recupero) da ammettere alle
procedure semplificate e per le quali detta comunicazione diviene “ex
lege” autorizzazione implicita decorsi 90 giorni dal ricevimento;
- L’organizzazione del riutilizzo dei rifiuti in agricoltura provvedono al
controllo, sia amministrativo che sul campo, dello smaltimento dei fanghi;
- L’attività di protezione ambientale finalizzata alla incentivazione della
riduzione della produzione dei rifiuti, la valorizzazione ed il recupero di
materie ed energia;
- Interventi per la protezione del suolo, tendenti a garantire sempre di più la
legittimità dell’azione amministrativa nel rispetto della normativa della
nuova L.R. 26/03.
- Si continua pertanto, mediante gli adempimenti su indicati, nella
pianificazione dell’organizzazione dei rifiuti urbani, incentrando l’attività
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
sulla gestione integrata. Il Piano Provinciale Rifiuti Urbani ha comunque
posto la Provincia di Cremona, per i risultati ottenuti nella raccolta, ai
primi posti a livello nazionale.
LA PROVINCIA PER LO SPORT
Il 2005 è stato una anno importante per lo sport locale con risultati davvero
significativi. Abbiamo cercato di sostenere e accompagnare moltissime iniziative
presenti nel territorio, sia di grandi che di piccole società.
Tutto ciò è confermato dalla crescente attenzione che le varie società sportive
dimostrano nei confronti della nostra istituzione, cercando nuove e positive
collaborazioni.
Finalità degli interventi programmati è contribuire a favorire lo sviluppo della
pratica delle attività motorie sportivo-ricreative sotto il profilo della funzione
sociale, della educazione e della formazione della persona, della prevenzione di
malattie e disturbi fisici e della tutela della salute dei cittadini, dello sviluppo delle
relazioni sociali, del miglioramento degli stili di vitae del conseguente impulso
all’economia.
L’attività dell’Assessorato per l’anno 2006 si articolerà in tre filoni di intervento:
- il sostegno all’attività sportiva locale sulla base di progetti di
valorizzazione e integrazione;
- la partecipazione all’attuazione della legge n. 26 dell’8 ottobre 2002
“Norme per lo sviluppo dello sport e delle professioni sportive in
Lombardia” che vede la Provincia coinvolta nel processo di definizione da
parte della Giunta Regionale dei Piani-programma che individuano le aree
di intervento, gli obiettivi qualitativi e quantitativi nel settore
dell’impiantistica e delle attrezzature sportive, le priorità settoriali e
territoriali d’intervento per la promozione e valorizzazione della pratica
dello sport, per la sicurezza delle attività sportive e del tempo libero e per
la diffusione delle iniziative di supporto alla tutela sanitaria e motoria
degli utenti;
- l’educazione allo sport nelle scuole e la promozione dello sport locale e di
una corretta pratica sportiva attraverso le TV locali e la programmazione
di iniziative portatrici di esperienze significative.
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI FULVIO GUARNERI
Assessore Provinciale all’Educazione ambientale –
Protezione civile - Difesa del suolo - Percorsi ciclo-pedonali
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PROTEZIONE CIVILE
Le funzioni della Protezione civile, per quanto riguarda il compito della provincia,
consistono del controllo e verifica della congruità dei “Piani comunali di
previsione e prevenzione” e “Piani comunali di emergenza”, nella stesura di
“Piani provinciali di previsione e prevenzione” e “Piani provinciali d’emergenza”,
nel coordinamento e la tenuta dell’albo provinciale del Volontariato di PC, dei
suoi adempimenti e del coordinamento, dei rapporti con gli altri soggetti deputati
alla PC (Prefettura, Aipo, Regione Lombardia, VVF)
Non avendo spese d’investimento, nell’ambito del bilancio Provinciale le spese di
questo settore ricadono nella partita corrente dove la congiuntura attuale, oltre a
quella dell’anno passato, hanno prodotto riduzioni e costretto l’Assessorato a
rivedere gli obiettivi e le scelte.
Il raddoppio del contributo regionale a sostegno del volontariato ( passato da €
16.000 a € 31.500) non può che mitigare gli effetti dei tagli concordati in sede di
giunta per mantenere gli equilibri di bilancio ( da € 98.000 ad € 25.000) e quindi
sarà necessario, una volta accertata l’entità delle entrate, ristabilire un corretto
finanziamento durante il corso dell’anno, anche alla luce delle convenzioni in
essere con le associazioni iscritte all’albo nazionale (CRI, ANA, Fir. ser) in
scadenza nell’autunno 2006 ed alle necessità di materiali sia di consumo che di
sicurezza.
Si rammenta che sul territorio operano 25 associazioni o gruppi comunali
suddivise in 4 associazioni iscritte all’albo nazionale/regionale ( CRI , ANA ,
ARI, FIR-SER ), 6 gruppi comunali di cui 4 di nuova costituzione( Gomito,
Casaletto Cer., Piadena, Casalmaggiore, Rivolta, Sospiro), 15 associazioni di cui
una di nuova costituzione (Atlante, Anai , Nibbio, Cremona, Stagno, Pieve,
Aquile, Golena, Padus, Artiglieri, Quadrifoglio, Ostiano, Croce Verde, CB,
Sommozzatori,) con un totale di oltre 800 volontari di cui 512 iscritti all’albo
Provinciale.
La provincia fornisce contributi per Dispositivi di Protezione Individuale e divise,
materiali di investimento (pompe, barche, motoseghe, ecc), materiali di consumo (
sacchetti,ecc ) , organizza corsi di formazione ( nello scorso anno per unità
cinofila, formazione di primo grado antincendio, primo soccorso, ecc.) coordina
esercitazioni e contribuisce alle spese (pasti, benzina), acquista in proprio
materiali che da in comodato d’uso (tende, stufe).
Le scarse risorse disponibili saranno utilizzate per:
€ 5.000 nella formazione del Volontariato. Saranno proposte alla Consulta del
Volontariato 2 esercitazioni interforze con VVF e Prefettura. La prima sarà una
esercitazione sovracomunale nei Comuni di Cremona e Spinadesco, sul rischio
chimico nella zona di massima concentrazione di industrie a rischio di incedente
rilevante (Tamoil, Abibes,Sol) nella primavera 2006, la seconda,
in
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Provincia di Cremona
collaborazione con la Provincia di Lodi, sul rischio idrogeologico del fiume Adda
in zona da concordare.
Con i rimanenti € 20.000 si fornirà un contributo alle Associazioni per la gestione
ordinaria e , per quanto sarà possibile, si continuerà ad aprire il bando di
cofinanziamento per i materiali necessari in caso di emergenza per fornire un
contributo
Diventa in questa situazione finanziari impossibile pensare ad un potenziamento
del sistema salvo:
- ricerca e finanziamento da parte della Regione Lombardia di un CPE (
Centro Polifunzionale dell’Emergenza) gestito dal Volontariato. Secondo
le indicazioni della Regione dovrà avere una superficie di alemno 1500 mq
coperti più 3000 mq di magazzini e spazi di movimentazione mezzi.
- ricerca di sinergie con il dipartimento di PC nazionale. Il possibile arrivo
sul territorio di moduli abitativi rientranti dal terremoto in Umbria
potrebbero risolvere, in minima parte, l’esigenza di sedi per i gruppi di
volontariato.
Si rammenta che nel corso dell’anno il personale dell’ufficio si è distinto negli
incontri avvenuti sul territorio (9 incontri coinvolgendo 70 tra Sindaci , Assessori
e tecnici) per la divulgazione della cultura della protezione civile, degli obblighi e
le responsabilità dei Sindaci e propedeutici alla stesura dei Piani Comunali di PC,
negli incontri con alcuni Istituti scolastici anche in preparazione delle
esercitazioni di PC.
DIFESA DEL SUOLO
Nel corso del 2005, per studi ed approntamento dei Piani di previsione e
prevenzione o d’emergenza, sono stadi introitati dalla Regione Lombardia €
50.000 suddivisi in:
piano d’emergenza per rischio chimico industriale
€ 15.000
approfondimento piano rischio idrogeologico
€ 35.000
si prevede che per il 2006 il contributo regionale verrà dimezzato ed utilizzato per
un geologo a disposizione per gli approfondimenti dei PGT e della difesa del
suolo oltre che per seguire i progetti inseriti nell’accordo di programma siglato
dalle 13 Province del Po.
In base alle indicazioni del Consiglio Provinciale ( mozione d’indirizzo) , al
progetto di PC della Regione Lombardia (fiumi sicuri), al tavolo concertativo
dell’UPL, alle indicazioni del Presidente del Consiglio (direttiva), alla consulta
del Volontariato di PC, si sta componendo uno scenario generale per l’utilizzo dei
Volontari della PC in un sistema di controllo e manutenzione ordinaria del
reticolo idrico minore. Non si nasconde la difficoltà a concertare un progetto
collettivo stante le innumerevoli competenze che coincidono in questi ambiti e la
scarsità di risorse a disposizione per un settore che potrebbe generare enormi
risparmi prevenendo danni che ricadono sul sistema globale per i risarcimenti.
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Provincia di Cremona
PISTE CICLABILI
Nell’anno 2005 si sono spese per la manutenzione circa € 50.000 dei quali €
9.843 per convenzioni in essere con 2 agricoltori (pista Città Murate), con 1
consorzio (pista Golena del Po) ed 1 agricoltore (pista Antica Regina)
Si ritiene per l’anno in corso di ricorrere al personale interno (uno specialista è
giunto nel settore nel mese di settembre) per le piccole manutenzioni delle
strutture. Per gli sfalci dell’erba e le manutenzioni verranno stanziati, in prima
stesura € 25.000.
Si sta concludendo l’iter di un accordo quadro generale con la Regione Lombardia
che vedrà coinvolti vari settori (Territorio, Agricoltura, Turismo, Cultura) per il
completamento della rete ciclo turistica su due progetti :
- VIATER – progetto che prevede la realizzazione di ciclabili lungo il
reticolo idrico minore connettendo i vari capoluoghi delle province
lombarde. Una prima inaugurazione si è attuata con la ciclabile Cremona –
Casalbuttano che dovrà proseguire verso le Tombe Morte di Genivolta, già
obiettivo fondamentale nel progetto “Il territorio come Ecomuseo”,
collegandosi con la ciclabile del canale Vacchelli e proseguendo a nord in
direzione di Bergamo e del Parco del Serio.
- REVERMED – progetto europeo di collegamento ciclabile da Barcellona
ad Atene. L’attraversamento nel nostro territorio seguirà l’asta del Po su
cui la provincia ha già realizzato ed investito molto. Saranno necessari
raccordi nel tratto Pizzighettone, Crotta d’Adda, Spinadesco, Cremona per
il completamento del percorso completo. Si rammenta che questo obiettivo
coincide con il primo Sistema Turistico “Po di Lombardia”, di cui la
nostra provincia è capofila, di valorizzazione del territorio concordato con
la Consulta delle province lombarde che si affacciano sul Po e che ha già
trovato finanziamenti per la navigabilità fluviale e gli attracchi.
EDUCAZIONE AMBIENTALE
Una delega specifica inserita nel settore ambiente ha bisogno di tempo ed energie
per crescere, anche se già molto, in passato, è stato fatto. Condividere i principi di
Agenda 21 e gli Aalborg Commitments significa anche impegnarsi ad assumersi
la piena responsabilità per la protezione, la conservazione e la disponibilità per
tutti delle risorse naturali comuni. La Provincia si impegna quindi a lavorare per:
- ridurre il consumo di energia primaria e incrementare la quota delle
energie rinnovabili;
- migliorare la qualità dell’acqua e utilizzarla in modo più efficiente” (degli
Aalborg Commitments) e in quest’ottica a “educare le future generazioni
allo sviluppo sostenibile”;
- ridurre il consumo di acqua ed energia nelle scuole della provincia
educando allo “sviluppo sostenibile”.
Nasce quindi l’idea di realizzare progetti in collaborazione con altri settori
dell’Ente (Economato, Edilizia) e soprattutto con le scuole per la promozione del
risparmio idrico ed energetico. In questo progetto di Educazione Ambientale
Continua si tenderà sempre di più a incentivare e valorizzare quei progetti che
saranno in grado di coinvolgere più Enti (Comuni, privati, famiglie) per
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diffondere la cultura del risparmio energetico, della lotta all’inquinamento, del
valore del minor impatto ambientale.
L’ufficio Agenda 21 promuove autonomamente, attraverso i suoi forum, progetti
di educazione ambientale volti alla formazione degli insegnanti, all’elaborazione
da parte delle scuole o di singole classi di progetti di risparmio energetico e in
generale risparmio di risorse (Progetto Scuola Sostenibile).
Un obiettivo sarà un progetto integrato con l’Ufficio Ambiente - Servizio
Energia, l’Ufficio Tecnico – Edilizia scolastica e gli Istituti Tecnici della
provincia per analizzare, monitorare e quantificare le possibilità di risparmio
energetico e/o produzione di energia da fonti rinnovabili all’interno delle strutture
scolastiche, così come indicato nel Piano Energetico Provinciale approvato dal
Consiglio Provinciale nella passata Amministrazione.
Per queste iniziative sarà fondamentale la ricerca di finanziamenti esterni
attraverso i bandi regionali e/o nazionali o in attuazione del Programma Nazionale
“Tetti fotovoltaici”.
Attraverso il versamento di una quota associativa, la Provincia di Cremona
aderisce al CIDIEP insieme alle Province di Parma e Piacenza.
Un comitato tecnico d’alto livello analizza o definisce i progetti didattici
ambientali promossi dalle scuole, collaborando con la sezione Agenda 21 che si
occupa della promozione di politiche di sostenibilità ambientale.
Progetto complesso che richiede energie sinergiche è invece “Il Territorio come
Ecomuseo”, valorizzazione di aree particolarmente importanti, habitat specifici da
salvaguardare, recupero di aree compromesse o di strutture-memorie del nostro
passato.
Su questo progetto collaborano i settori Ambiente, Piste ciclabili, Cultura e
Promozione del Territorio.
Inoltre, al sostentamento dei siti di educazione ambientale (Cascina Stella e Bosco
didattico di Castelleone) e del Centro di Documentazione Ambientale viene
riservata una parte importante. A conclusione della ristrutturazione della Cascina
Stella per la realizzazione del “Museo del Paesaggio Padano”si accompagna il
mantenimento del Bosco didattico, che viene visitato annualmente da molte
scolaresche anche non della nostra provincia. Viene mantenuto il vivaio di piante
autoctone utile per la fornitura al territorio di piante e cespugli, spesso argomento
di approfondimento didattico.
Relativamente al Centro di Documentazione Ambientale, esso continuerà a
rappresentare un eccellente punto di riferimento sia ai ricercatori che ai singoli
appassionati che vogliono materiale bibliografico e multimediale di consultazione
o in prestito. Risulta sempre importante la produzione di pubblicazioni o
monografie naturalistiche oltre che della rivista “Pianura”.
Rimangono salvaguardati (e se possibile potenziati) gli studi naturalistici volti alla
conoscenza e monitoraggio delle specie animali o arboree a rischio e delle
situazioni ambientali particolarmente sensibili.
Inoltre verrà realizzato e presentato il Rapporto sullo Stato dell’Ambiente per i
ragazzi e si svilupperanno i progetti di riqualificazione ambientale quali ad
esempio la creazione di orti all’interno dei cortili delle scuole (progetto
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ORTINSCUOLA), sul ciclo dei rifiuti o sul risparmio energetico negli edifici
scolastici.
Per l’anno in corso gli obiettivi saranno :
- Bando ScuolaSostenibile e supporto alle scuole per la realizzazione dei
progetti;
- Brochure informativa ScuolaSostenibile;
- Collaborazione con il CIDIEP;
- Partecipazione alla Commissione Educazione Ambientale del Comune di
Cremona;
- Forum di Educazione Ambientale;
- Presentazione del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente per i ragazzi;
- Ecomuseo;
- Cascina Stella;
- CDA.
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RELAZIONE DI FIORELLA LAZZARI
Assessore Provinciale alle Grandi infrastrutture - Lavori pubblici Pianificazione e programmazione della viabilità - Progettazione e direzione
dei lavori delle nuove opere stradali - Programmazione e sviluppo turistico
___________________________________________________________
VIABILITA’ PRIMARIA
Nel 2006 è finalmente terminata la V.I.A. della Paullese cioè la lunghissima
procedura amministrativa di approvazione, da parte del Ministero dell’Ambiente,
della Valutazione d’Impatto Ambientale, che è durata dal settembre 2000
all’agosto 2005.
Entro quest’anno il progetto definitivo sarà modificato come da prescrizioni
Ministeriali e nel 2006 dopo:
- la conferenza di servizio con tutti i soggetti interferiti,
- la procedura di evidenza pubblica con la pubblicazione del progetto in tutti
i Comuni interessati all’opera,
- e l’acquisizione dei terreni necessari alla realizzazione del progetto,
si potrà procedere alla gara di appalto per l’assegnazione dei lavori del primo lotto
funzionale che collega Crema alla rotatoria di Dovera.
Il costo dell’intera opera, che partiva con un progetto del ’97 pre-Merloni, ha
subito tutti gli aumenti di costo: dei materiali, della nuova legge sugli espropri ed
in particolare quelli relativi alle prescrizioni ambientali e paesistiche imposte dalla
V.I.A. Al progetto sono state aggiunte inoltre molte strade di servizio richieste dai
Comuni e utili non solo per la viabilità locale ma per la gestione del traffico in
fase di costruzione della strada. Il costo da circa 90 milioni di euro è salito per
queste regioni a 130. Abbiamo tutto il tempo però, con la Regione, di cercare le
risorse mancanti sul secondo lotto che partirà immediatamente dopo l’arrivo della
riqualificazione alla rotatoria di Dovera.
Nel 2005 sono continuati i lavori di altre due strade ex statali, attesi dai territori da
decenni e finalmente assegnati alle imprese costruttrici, dopo concertazioni
lunghissime, nel novembre del 2004:
- la ex SS.591 da Offanengo a Ricengo,
- il Peduncolo che collega, a nord-ovest di Cremona, la Paullese alla
Codognese.
I lavori per entrambe le opere dovrebbero essere terminati, dopo i ritardi iniziali
dovuti alla mancanza di inerti, nell’autunno del 2006.
Nel prossimo anno l’ufficio tecnico della Provincia sarà inoltre occupato nella
progettazione definitiva ed esecutiva delle circonvallazioni di Casalmorano e di
Montodine, i cui preliminari sono attualmente in Regione per la verifica VIA.
I corridoi delle due opere, che in passato sono stati oggetto di accordi di
programma tra la Provincia, i Comuni e i Parchi interessati per territorio, prima
della progettazione, hanno bisogno degli ulteriori approfondimenti richiesti dalla
Regione. Per questo motivo si pensa di poter eseguire la gara ed assegnare i lavori
nel 2007.
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La circonvallazione di Piadena e quella di Casalmaggiore cioè le due ex statali
collocate nel territorio casalasco sono invece molto più avanti nelle procedure
burocratico-amministrative e progettuali tanto che per l’opera che interessa
Casalmaggiore siamo all’assegnazione dei lavori da parte del Comune, al quale gli
enti cofinanziatori, fra i quali la nostra Provincia, hanno assegnato nel 2005, per il
primo lotto, risorse economiche per un ammontare di € 5.681.000
Per quanto riguarda invece il secondo lotto, per il quale la Provincia di Mantova
sta predisponendo il progetto definitivo, il contributo a nostro carico è allocato nel
2007 ed ammonta ad € 1.800.000 mentre il costo complessivo dell’opera è di €
9.300.000.
Ricordiamo a questo proposito che il collegamento tra la circonvallazione di
Casalmaggiore e l’Asolana e l’ampliamento dell’Asolana fino a S.Giovanni è a
carico del progetto TI.BRE e sarà costruito con l’autostrada.
A settembre di quest’anno abbiamo concertato i Comuni, in occasione del parere
che la Regione, la Provincia e tutti gli Enti interferiti ed interessati per territorio
dovevano portare nella seconda conferenza dei servizi sul progetto; tale
concertazione, iniziata nell’ormai lontano 1996, oltre alle opere stradali
sopraccitate ha ottenuto la costruzione della variante alla “Bassa di
Casalmaggiore” da Gussola al casello posto a Sud di S.Giovanni,
la
circonvallazione est di Calvatone e due milioni di euro che saranno utilizzati dalla
nostra Provincia per la continuazione della Giuseppina ad est dell’abitato e la
soppressione di un passaggio a livello.
Relativamente invece alla costruzione della circonvallazione sud di Piadena, la
nostra amministrazione, che si è impegnata nella progettazione dell’opera
finalizzata oltre che a togliere il traffico dall’interno del centro abitato anche alla
soppressione di tre passaggi a livello, è riuscita a rispettare il cronoprogramma,
programmato sul finire dello scorso anno, tanto che il progetto è in gara ed i lavori
saranno assegnanti, come richiesto dalle ferrovie, entro l’aprile del 2006.
PONTI
Mentre dovremo aspettare ancora qualche anno prima di vedere l’apertura di
alcuni ponti, quali quello di Montodine (ANAS) e quello di Calvatone, gestito
dalla Provincia di Mantova, per il quale è in corso un check-up che ci porterà a
valutare i lavori di consolidamento da mettere in atto, per altri ponti quali quello
di Cremona sul Po il lungo e tormentato percorso di consolidamento è arrivato al
termine consegnandoci una infrastruttura classificata di prima categoria e quindi
aperta ai mezzi leggeri, a quelli pesanti ed alle biciclette che ora possono
transitare su una comoda passerella che collega le due sponde e che corre lungo
tutto il ponte.
Mentre per il ponte di S.Daniele sono già state stanziate, dalle due Province, le
risorse (circa 1.600.000 euro) per attuare il primo stralcio del necessario
consolidamento che continuerà nei prossimi mesi, per quanto concerne invece il
ponte di Casalmaggiore, dopo i primi lavori che ne hanno permesso la riapertura
ora si sta valutando come continuare nel consolidamento dell’infrastruttura
valutato indispensabile dai tecnici per ovviare ai danni causati dalla mancata
manutenzione straordinaria dell’ANAS. Ricordiamo a tal proposito
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l’inqualificabile comportamento dell’ANAS che, dopo averci consegnato un ponte
pericoloso per la mancanza di stabilità, ci ha negato, qualche mese fa, il
cofinanziamento promesso e sottoscritto con un protocollo d’intesa nel quale si
sanciva un accordo che impegnava oltre all’ANAS le due Regioni che si
assumevano il rimanente importo necessario per le opere.
Relativamente allo scorretto comportamento ANAS si ricorda, inoltre, che, anche
sul completamento della circonvallazione di Soncino, il Decreto Legislativo, che
regolava il passaggio delle strade alle Amministrazioni Provinciali, imputava
all’ANAS il completamento dei cantieri non terminati. Nonostante ciò e tutte le
promesse degli scorsi anni, anche su quest’opera l’ANAS si è ritirata lasciando i
costosi problemi da risolvere alla Provincia ed alla Regione.
L’unica consolazione che ci resta è che in futuro non dovremo più avere rapporti
con questo Ente assolutamente inaffidabile, visto che tutte le strade ora sono nel
demanio della Provincia.
SICUREZZA
Mentre siamo in attesa che vengano confermate dallo Stato le risorse già
assegnate dal bando sulla sicurezza stradale per le rotatorie di:
- S.Daniele,
- Palazzo Pignano,
- Credera.
per le quali gli uffici provinciali hanno già terminato la progettazione, nel
prossimo anno sono state stanziate risorse per:
- la rotatoria di Campagnola Cremasca;
- la riqualificazione dell’intersezione tra la Codognese e la strada comunale
di Sesto, in località Baracchino;
- la riqualificazione dell’intersezione tra le ex SS.n.10 con la strada
comunale per S.Lorenzo Picenardi in Comune di Torre dè Picenardi;
- la riqualificazione dell’intersezione, in Comune di Casalmaggiore, fra la
ex SS. Asolana con la strada comunale in località Vicobellignano ed il
semaforo in località Roncadelle.
Nel 2007, invece, è prevista la riqualificazione della strada provinciale che collega
Annicco a Pozzaglio, attualmente problematica per le banchine che cedono in
continuazione ed il contributo al Comune di Monte Cremasco finalizzato
all’allargamento della strada provinciale n.73 che collega l’abitato a Crespiatica.
Per quanto riguarda invece la rotatoria di Pozzaglio, dopo il ricorso di un privato
che ci ha fatto perdere moltissimo tempo, ora dovremo procedere agli espropri,
non potendo acquisire bonariamente i terreni necessari per l’opera e
successivamente indire la gara per l’assegnazione dei lavori.
Relativamente invece all’allargamento di un tratto della Postumia nei comuni di
Derovere e Ca’ d’Andrea, si informa che dopo il lunghissimo percorso di
concertazione fra i Comuni ed in seguito con gli agricoltori interessati all’opera
siamo ora in grado di procedere alla progettazione che sarà eseguita nel 2006 e
messa in gara nel 2007.
Infine nel 2008 sono allocate nel nostro bilancio ed in quello della Regione le
risorse per:
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-
la circonvallazione di Dovera,
il collegamento tra la circonvallazione di Montodine e la Paullese (nuovo
tracciato della 591),
- prosecuzione della Giuseppina verso est fino alla S.p. n.9.
Nel prossimo anno oltre a continuare nel lavoro di manutenzione straordinaria
della ex SS.235 con ripristino dei manufatti e messa in sicurezza della strada, sono
programmati gli ultimi lavori di consolidamento strutturale della circonvallazione
di Crema che rispetto a come ci era stata consegnata dall’ANAS è stata
completamente risanata. In questo modo la Provincia ha dimostrato, ancora una
volta, che la cura delle strade primarie, cedute dallo Stato, è molto migliorata da
quando sono sotto la sua gestione.
TURISMO
Il 2005 per il Settore del Turismo della Provincia è stato un anno nel quale il
nuovo personale e le attività dell’ex APT hanno consolidato la loro
organizzazione all’interno di quella burocratico-amministrativa più ampia della
Provincia.
Ora il settore è suddiviso fra il Servizio di Promozione Turistica (ex APT) e il
Servizio Turismo, che si occupa delle deleghe regionali che ormai da anni sono di
competenza provinciale e che sono relative:
- alla classificazione degli alberghi, dei campeggi e delle aree attrezzate
all’aria aperta;
- ad attività di controllo sui Bed and Breakfast;
- alle autorizzazioni per le Agenzie di viaggio;
- agli esami di abilitazione per: guide, accompagnatori turistici e Direttori
tecnici di agenzie di viaggi;
alle quali si sono aggiunte le competenze statistiche, precedentemente svolte
dall’ex APT, fra le quali ad esempio: la raccolta, presso le strutture ricettive della
provincia, dei dati relativi ai flussi turistici.
Relativamente a tali incombenze, Recentemente è stato assegnato un incarico, ad
un professionista, finalizzato ad organizzare, presso la Provincia, un Osservatorio
sul Turismo che avrà lo scopo fra le molte finalità:
- di leggere i dati oggi troppo aggregati per essere interpretati in modo
attendibile,
- di monitorare le ricadute economiche dei flussi turistici.
L’attività dell’Osservatorio dovrà essere indirizzata anche al monitoraggio delle
tantissime manifestazioni folcloristiche, culturali, ricreative, sportive organizzate
nei nostri comuni al fine di individuare gli effettivi eventi turistici, cioè quegli
eventi che richiamando visitatori che soggiornano sul territorio, creano ricchezza.
Solo conoscendo ciò avremo modo di selezionare e concentrare i nostri sforzi
organizzativi su manifestazioni che effettivamente hanno finalità turistiche.
Si ricorda a tal proposito che quest’anno la Regione Lombardia ha assegnato alle
Province le risorse economiche che in passato distribuiva direttamente alle ProLoco. Il risultato del nostro bando, finalizzato ad assegnare i contributi, non è
stato molto esaltante infatti le manifestazioni, per le quali le Pro-Loco hanno
richiesto i pochi contributi che la Regione ci aveva assegnato (€.18.000), potevano
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essere considerate importanti momenti locali di socializzazione ed animazione,
ma solo poche di esse avevano le caratteristiche per attrarre turisti ed offrire i
servizi ricettivi necessari al loro soggiorno.
Nel prossimo anno quindi organizzeremo, per i volontari delle Pro-Loco, momenti
formativi, ma saremo più selettivi nella distribuzione delle risorse regionali.
E’ ovvio che il nostro territorio, per essere sempre più attrattivo, dovrà in futuro
offrire più servizi al turista e soprattutto servizi di qualità e specializzati per un
turismo di nicchia come quello che interessa la nostra provincia.
In questo ambito si inquadra il progetto che ci vede collaborare con la CCIAA per
la certificazione di qualità di circa una trentina di ristoranti del territorio.
Certificazione che, basandosi sulla trasparenza dei prezzi, sul rispetto ambientale,
sulla qualità dei servizi offerti ecc, consegnerà al cliente una garanzia di qualità
controllata e certificata da una Agenzia qualificata, su mandato della Camera di
Commercio e della Provincia.
Relativamente alla promozione turistica, l’S.P.T., cioè il Servizio di Promozione
Turistica della Provincia, continua nell’attività di coordinamento (svolta in
passato dall’APT) fra i vari Enti pubblici e soggetti privati che finanziano le varie
iniziative di settore quali ad esempio:
- le tre rassegne gastronomiche che si sono basate anche per il 2005:
sul pesce di acqua dolce (in primavera),
sul melone (in estate),
sui piatti tipici (in autunno).
Le rassegne sono da confermare per il prossimo anno, ma dovranno essere
rinnovate nella formula, in modo da consolidare ed ampliare gli ottimi
risultati già ottenuti.
- Il progetto delle città murate e castellate a cui partecipano oltre alla
Provincia, i Comuni e le Pro-Loco di Crema, Pizzighettone, Soncino,
Pandino, e Castelverde. Relativamente a questo settore turistico, che ha
visto quest’anno una rinnovata veste promozionale, che è stata indirizzata
soprattutto al turismo scolastico, abbiamo ritenuto di assegnare un incarico
ad un esperto del settore, finalizzato ed ampliare il numero delle località
murate e castellate da proporre ai turisti. L’obiettivo è quindi il
rafforzamento e l’arricchimento dell’offerta indirizzato a fare sistema su
tutto il territorio della provincia. L’Associazione “La Strada del Gusto”,
promossa dal Settore Agricoltura e costituitasi tra istituzioni pubbliche
(Comuni e Provincia) e soggetti privati. Per tale Associazione, il Servizio
di Promozione Turistica oggi garantisce il lavoro organizzativo di
segreteria.
- Le tantissime fiere a cui il personale del Servizio partecipa in
rappresentanza del nostro territorio, delle sue ricchezze naturali, delle sue
bellezze artistiche e dei suoi prodotti tipici (a cominciare dalla B.I.T. che
è la prima dell’anno) per le quali è sempre necessario concertare la
presenza dei vari Enti pubblici ed operatori privati che finanziano o
partecipano prestando la propria attività professionale o i propri prodotti
tipici. Nel 2005 si è garantita l’organizzazione e la gestione dello stand
della Provincia anche a diverse fiere locali, come da programmazione
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della Consulta Fiere Provinciale. Nel prossimo anno si ritiene di
continuare ad utilizzare, dove possibile, lo stand della Regione sia in
alcune fiere nazionali sia in altre organizzate all’estero.
- Le numerose iniziative e rassegne che coinvolgono il territorio provinciale
ed il capoluogo, fra le quali:
“Sweet Torrone” che ha visto quest’anno caricare sulla Provincia
un lavoro molto rigoroso sulla gara per l’assegnazione dell’incarico
di organizzazione della festa. Ormai la città di Cremona è
riconosciuta quale capitale del torrone, ed in futuro i tre Enti
pubblici promotori dell’evento (Comune, CCIAA e Provincia)
dovranno impegnarsi ad arricchire sempre più
l’aspetto
commerciale e quello culturale della manifestazione, in modo da
renderla ancor più attrattiva e contemporaneamente occasione di
promozione sia della città che del territorio.
“Un Po per tutti” – giornata sul fiume che tiene insieme molte
manifestazioni sportive, come la Voga Lunga, ed altri momenti,
culturali, ricreativi ed enogastronomici organizzati dai Comuni e da
gruppi ed Associazioni locali. Gli eventi tesi a valorizzare il fiume
e la sua fruizione si tengono nel bellissimo ambiente golenale del
Po e vengono organizzati in concomitanza con altri lungo tutto il
fiume: da Torino alla foce.
“Il Grande fiume” – rassegna di spettacoli culturali che interessano
le sponde del fiume nei comuni cremonesi, piacentini e della
provincia di Parma.
“Terra e Fuoco” - spettacoli teatrali itineranti nei comuni della
Provincia.
Con l’Azienda di Promozione Turistica la Regione ha passato come competenza
locale anche lo IAT, cioè lo sportello di informazione turistica collocato nel
capoluogo, per la cui gestione nel prossimo anno si dovranno sottoscrivere accordi
sia con il Comune di Cremona che con la CCIAA.
Lo IAT che richiede conoscenze e professionalità molto elevate, oggi è gestito con
personale precario e necessita di materiale promozionale, oggi in gran parte
mancante, per attrarre i visitatori e guidarli nei vari itinerari turistici offerti dal
territorio.
Il regolamento degli IAT, approvato in novembre del corrente anno dal Consiglio
Regionale, prevede che lo sportello provinciale coordini tutti quelli insediati sul
territorio. L’attività futura, quindi, non sarà facile tenendo conto che tali sportelli
turistici sono cinque e molti fra questi avranno difficoltà a rispondere ai requisiti
fissati dalla Regione.
Il personale, il materiale promozionale ed il coordinamento saranno quindi i
campi sui quali intervenire nel 2006.
Il 2005 ha visto un calo dei flussi turistici nelle tradizionali località italiane, che
basano la propria economia sui soggiorni marini e montani, al contrario, nelle città
d’arte e nelle aree che richiamano un turismo di nicchia, aumenta il numero dei
visitatori.
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Questo dato, oltre a farci ben sperare per il futuro turistico del nostro territorio, ci
deve però far riflettere sull’assoluta mancanza di una identità turistica presente
all’interno di un territorio di area vasta, quale quello provinciale, che va da Spino
d’Adda a Casalmaggiore, e quindi al lungo percorso ancora da compiere con gli
operatori del settore, tenendo conto che oltre al territorio provinciale dovremo
contemporaneamente sentirci parte del territorio del Sistema turistico “Po di
Lombardia”.
E’ infatti dall’inizio del 2004 che la nostra Provincia coordina tale Sistema esteso
sul territorio delle quattro province lombarde del Po: Pavia, Lodi, Cremona e
Mantova.
I Sistemi Turistici, previsti dalle leggi nazionali e regionali, sono ambiti non
limitati dai confini amministrativi delle istituzioni locali ma estesi ai territori che
hanno una vocazione turistica simile.
Il Sistema Turistico Po di Lombardia è stato approvato nell’agosto del 2005 ed è il
primo approvato dalla Regione.
Il 16 dicembre scade il bando regionale sui finanziamenti destinati ai Sistemi
Turistici e le Province del nostro Sistema si trovano in una ovvia condizione di
vantaggio rispetto a molte altre del territorio lombardo.
Siamo convinti quindi di essere assegnatari di risorse economiche che, sul
territorio del Sistema, potranno essere destinate a progetti infrastrutturali delle
Province dei Comuni e dei privati. Tali contributi dovranno essere integrati da un
co-finanziamento locale che per quanto riguarda il nostro Ente dovrà essere
eventualmente reperito sugli assestamenti di bilancio.
Si ricorda che anche nel 2004 il nostro Sistema è stato assegnatario di contributi
da destinare ad infrastrutture turistiche, per un ammontare di €. 2.400.000; di
questi €.831.000.000 sono stati assegnati ai Comuni cremonesi situati lungo il Po.
Nel 2005 gli uffici dell’Assessorato sono stati impegnati a sottoscrivere protocolli
d’intesa finalizzati a definire i rapporti con i soggetti destinatari delle risorse ed a
controllare la prosecuzione dei progetti finanziati.
Il Sistema Turistico, oltre ad essere diventato un ricettore di risorse economiche
da assegnare a progetti coerenti con il proprio Piano triennale di Sviluppo, sta
portando avanti una importante attività di promozione da destinare sia all’ Italia
che all’estero.
In questo ambito:
- si sta lavorando con la Regione per la creazione di un portale del Sistema,
collegato con i siti turistici provinciali e finanziato con fondi dello Stato;
- si sta realizzando materiale relativo all’enogastronomia, alla navigazione,
al cicloturismo ecc. del Sistema;
- si sta collaborando con le Agenzie di Viaggio per la presentazione di
pacchetti turistici incoming.
In campo turistico fare sistema con altre Province e presentarci, non più con le
sole nostre attrattive ma, con le eccellenze di un territorio più ampio e quindi
necessariamente più ricco di appeal, è il futuro che abbiamo scelto e che siamo
convinti ci possa dare maggiori opportunità rispetto al passato.
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RELAZIONE DI PIETRO MORINI
Assessore Provinciale all’Istruzione ed edilizia scolastica ed universitaria Politiche dell'inserimento scolastico - Educazione degli adulti
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Se, come è giusto, il tema di fondo che sottende ai progetti di questa
amministrazione è il “Patto per lo sviluppo” inteso come un complesso di scelte
concertate con il territorio e con i cittadini in grado di definire un modello
sostenibile capace, attraverso progettualità ed innovazione, di ridare slancio
all’economia della nostra provincia, allora il tema della formazione, del suo
livello di qualità risulta centrale.
Le scuole, le università, i luoghi della formazione permanente degli adulti sono
fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo proposti. Più alto
sarà il livello qualitativo delle nostre scuole, più saremo in grado di produrre
innovazione a tutti i livelli. Più le nostre Università sapranno lavorare insieme al
servizio del territorio, più saremo in grado di trovare soluzioni adeguate ai
problemi dello sviluppo.
Una scuola in grado di accogliere e di formare potrà essere il luogo privilegiato
dell’integrazione sociale, della definizione dei diritti di cittadinanza per tutti,
aspetti fondamentali per uno sviluppo che non escluda nessuno e che superi le
disuguaglianze.
In questo senso assumono importanza centrale i compiti dell’Amministrazione
provinciale nel rendere possibile un’offerta formativa capace di rispondere a
questi bisogni e nel mettere in comunicazione i vari agenti formativi, dalle scuole
alle università. C’è un bisogno estremo di lavoro comune, di progettazione
condivisa, di definire tavoli di consultazione permanenti nei quali definire
interventi condivisi.
Per tutto questo sono importanti anche i luoghi fisici in cui la formazione avviene,
gli edifici, gli spazi, le palestre, i laboratori, i luoghi di ricerca.
Stiamo lavorando in un periodo scarso di risorse e di chiarezza. Ad un anno di
distanza dalla stesura del primo bilancio di questa giunta il futuro della riforma
scolastica è ancora incerto. Se si sa qualcosa in più del sistema liceale, pochissimo
si sa dell’istruzione professionale ed è quindi quasi impossibile programmare e
governare i cambiamenti che dovrebbero determinarsi a partire dall’anno
scolastico 2007/2008.
Le risorse per l’edilizia scolastica continuano ad essere scarsissime, il peso degli
interventi è praticamente a totale carico delle casse provinciali messe a dura prova
da una finanziaria penalizzante ed iniqua.
Le proposte programmatiche per il 2006 nascono quindi da un giudizio condiviso
sulla centralità del settore, ma in quadro generale incerto e scarso di risorse che
rallenta le realizzazioni concrete di progetti già definiti.
MESSA A NORMA DEGLI EDIFICI SCOLASTICI
Tutti i lavori per la messa a norma degli edifici scolastici sono stati inseriti in una
programmazione quinquennale che porterà nel 2009 al raggiungimento
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dell’obiettivo di avere scuole a norma e senza barriere architettoniche in tutto il
territorio provinciale (ovviamente le scuole superiori che sono di competenza
dell’Amministrazione Provinciale).
Nel 2005 è stata realizzata compiutamente la prima parte di questo piano, nel
2006 è stata programmata la realizzazione della seconda tranche che prevede
investimenti per oltre 3 milioni di euro. Tali interventi riguarderanno:
- il recupero e la definitiva messa a norma dell’ex media Campi di
Cremona,
- il secondo lotto del rifacimento dei tetti dell’ITIS di Cremona,
- la progettazione per la messa a norma dell’edificio che contiene il Liceo
Classico e il Liceo scientifico di Crema,
- la progettazione per la messa a norma dell’edificio che contiene il
Vacchelli,il Beltrami e l’Aselli di Cremona,
- interventi per la sicurezza della scuola di Agraria di Cremona.
La realizzazione di questi progetti va nella direzione di consegnare agli studenti,
ai docenti e ai dirigenti scolastici del nostro territorio edifici sicuri, senza barriere
architettoniche e maggiormente in grado di rispondere ai bisogni e alle necessità
della didattica e della formazione.
La progettazione di questi interventi prevede in futuro, con finanziamenti appositi,
anche l’inserimento di tecnologie in grado di puntare al risparmio energetico e alla
produzione di energia pulita (fotovoltaico).
EDILIZIA SCOLASTICA
Il 2006 sarà un anno importante per l’edilizia scolastica del nostro territorio.
Infatti giungeranno a termine il lavori di ampliamento del Polo Romani di
Casalmaggiore e sarà consegnata la nuova sede dello “Sraffa” di Crema.
Nel primo caso la scuola disporrà di 18 aule in più per rispondere ai bisogni della
propria utenza e per meglio organizzare la propria offerta formativa.
Nel secondo caso un edificio completamente nuovo garantirà allo “Sraffa” spazi
adeguati alle proprie necessità e permetterà all’Amministrazione provinciale un
risparmio di 350.000 euro annui di affitto.
Nel corso del 2005 sono continuati gli incontri con l’amministrazione comunale di
Pandino per definire in modo esaustivo le caratteristiche progettuali del nuovo
convitto della scuola casearia.
Ad accordo raggiunto partirà la progettazione e quindi la realizzazione dell’opera.
Tuttavia per determinare una situazione ottimale nell’ambito dell’edilizia
scolastica sono stati individuati come obiettivi da realizzare in presenza di risorse
adeguate:
- completamento del campus scolastico di via Libero Comune di Crema con
la realizzazione della pista di atletica, dell’aula magna, di una palestra e di
un nuovo edificio per il completamento del Liceo Artistico;
- Costruzione a Crema della nuova sede del Liceo Classico, Liceo
linguistico e Liceo Psicopedagogico. La realizzazione di questo progetto
permetterebbe, oltre al risparmio di consistenti affitti, la riunificazione in
un unico edificio del Liceo Scientifico. A questo proposito sono stati
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
effettuati incontri con l’amministrazione di Crema che hanno permesso
l’individuazione dell’area in cui verrà costruita la scuola.
- Costruzione a Cremona della nuova sede dell’Einaudi, scuola che oggi è
divisa in quattro sedi sparpagliate per la città. La realizzazione di questo
progetto permetterebbe all’amministrazione provinciale una più razionale
utilizzazione degli edifici scolastici di via Palestro. Nel 2006 occorrerà su
questo tema aprire un confronto con il Comune di Cremona per
l’individuazione dell’area.
Come si può vedere un piano complessivo di intervento che punta alla definizione
di una situazione ottimale per quanto riguarda l’edilizia scolastica del nostro
territorio e che va letto come progetto a lungo termine, la cui realizzazione andrà
certamente oltre il limite di questo mandato amministrativo.
MANUTENZIONE E ARREDO DEGLI EDIFICI SCOLASTICI
Il 2006 sarà un anno impegnativo sul fronte degli arredi degli edifici scolastici.
L’apertura delle nuove aule del Polo Romani di Casalmaggiore e l’inaugurazione
della nuova sede dello “Sraffa” di Crema richiederanno investimenti consistenti
per consegnare agli studenti aule e laboratori attrezzati in modo efficiente. Questo
lavoro straordinario si affiancherà alla normale programmazione che ogni anno
garantisce risorse per l’ammodernamento degli arredi, per la organizzazione dei
nuovi laboratori che la didattica richiede.
Lo stesso discorso riguarda la manutenzione degli edifici, fondamentale per
conservare l’esistente e per mantenere l’efficienza delle strutture. E’ un impegno
complessivo di circa 700.000 euro attraverso il quale, oltre ai lavori di muratura,
tinteggiatura, sistemazioni degli impianti, si sperimenteranno sistemi di risparmio
energetico in collaborazione con le scuole.
Vorrei infine ricordare che le spese di manutenzione hanno come obiettivo di
fondo quello di mantenere alti i livelli di sicurezza degli edifici scolastici.
UNIVERSITÀ
L’impegno dell’Amministrazione provinciale nei confronti delle Università
presenti nel territorio sta assumendo una centralità strategica all’interno di quello
che abbiamo definito come “patto per lo sviluppo”. E’ evidente che la ricerca e
l’innovazione sono essenziali per il rilancio del nostro territorio ed in questo
ambito la presenza e la collaborazione con le università risultano fondamentali. Si
tratta di superare una certa frammentazione ed una difficoltà a costruire un unico
tavolo di confronto che raggruppi Enti Locali, Università e tutti i soggetti pubblici
e privati interessati ad una discussione sull’offerta formativa universitaria nel
nostro territorio, sui bisogni e le richieste che il mondo produttivo evidenzia, sulla
necessità e gli ambiti di un lavoro di ricerca che supporti i progetti di innovazione
tecnologica e produttiva. La necessità è quella di creare sistema attraverso scelte
condivise e funzionali ai bisogni territoriali e alla necessità di elevare al massimo i
livelli qualitativi dell’offerta universitaria.
A supporto della presenza universitaria l’amministrazione provinciale nel 2006
conferirà in maniera diretta od indiretta(fondi CARIPLO)finanziamenti ingenti
(circa 5 milioni di euro) per l’edilizia scolastica.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
Partiranno i cantieri per il recupero del monastero di Santa Monica a sede della
facoltà di Musicologia, per l’ampliamento del Politecnico di via Sesto a Cremona
e del polo informatico dell’Università degli studi di Milano a Crema. Come si
vede un programma di investimenti significativo che darà alle università presenti
nel nostro territorio sedi dignitose e funzionali.
SERVIZIO ISTRUZIONE
Per il 2006 si confermano le linee programmatiche del 2005 con la volontà di
proseguire in quelle iniziative capaci di mettere in rete le scuole del territorio.
Sta arrivando a compimento il progetto FSE in collaborazione col Comune di
Cremona teso a creare un sistema per l’accoglienza e l’integrazione degli studenti
stranieri nelle scuole superiori del nostro territorio. L’esperienza sta dando
risultati significativi, ha coinvolto tutte le scuole e più di un centinaio di docenti.
Si tratterà nel corso dell’anno di dare stabilità a questa esperienza in modo da
garantire un servizio permanente sia a Crema che a Cremona che a
Casalmaggiore.
L’amministrazione sta inoltre finanziando interventi tesi ad affrontare
l’abbandono scolastico, privilegiando i progetti che vedono le scuole costituirsi in
rete.
La ristrettezza delle risorse affidate alle singole scuole dà alla Provincia la
responsabilità di intervenire in modo sussidiario per garantire interventi in grado
di migliorare od integrare l’offerta formativa superando la logica
dell’estemporaneità e della parcellizzazione.
Si tratta quindi di individuare, in collaborazione con le scuole, quei settori in cui è
necessario un intervento coordinato, di mettere le scuole in rete e di ottimizzare le
risorse umane e finanziarie.
In questo senso è fondamentale che l’ufficio istruzione continui, come sta facendo
con grande professionalità, ad essere punto di sintesi e di proposta, in uno stretto
rapporto con i vari settori dell’amministrazione e le scuole del territorio. In
riferimento al Piano di dimensionamento scolastico non si prevedono per il 2006
significative modificazioni in attesa di definizioni più precise della riforma
Moratti.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI MANUELA PILONI
Assessore Provinciale al Lavoro ed occupazione, Orientamento
e formazione Professionale
___________________________________________________________
Innovazione, ricerca e capitale umano sono le leve fondamentali su cui è
necessario agire per riprendere lo sviluppo economico del Paese.
Il Settore II ha come epicentro della sua attività proprio il capitale umano che si
indirizza in due filoni strettamente integrati: il mercato del lavoro e la formazione
professionale.
Il mondo del lavoro è caratterizzato da cambiamenti collettivi e individuali, a
mutazioni delle forme lavorative che sempre più spesso conducono a livelli di
precarietà degli ambiti lavorativi che si riflettono poi pesantemente su quelli di
vita, ingenerando insicurezza e difficoltà.
La definizione di “società dell’incertezza” (Z. Bauman) mi sembra possa dare
un’efficace immagine e sintesi della difficoltà di costruire o di consolidare, per
gruppi e individui, progetti di vita coerenti con i valori sociali condivisi (libertà,
democrazia, benessere, uguaglianza).
E’ facendo riferimento a questa premessa che è nostra grande responsabilità
individuare indirizzi e politiche pubbliche per conciliare sviluppo e qualità del
lavoro e della vita ponendo la massima attenzione alla tutela delle fasce deboli .
Mi sembra quindi importante fornire un quadro generale in ordine alla realtà
economica provinciale che, insieme ai principali indicatori socio economici,
vengono elaborati e trasmessi dal SIES (il Servizio di Informazione Economico–
sociale dell’Università Cattolica di cui fanno parte, oltre alla Provincia, altri enti
locali, le organizzazioni rappresentanti le realtà produttive e le parti sociali).
Questo aspetto di rilevazione è già di per sé un elemento operativo, costitutivo
delle attività del settore di cui mi occupo.
SINTESI DEI DATI RELATIVI AL MERCATO DEL LAVORO
CREMONESE
I dati ISTAT sulle forze lavoro rilevano, nel 2004, un calo del tasso di
occupazione (rapporto tra “occupati” e “popolazione in età lavorativa”) passato
dal 65,3 % al 64,5% .
L’andamento negativo è confermato dall’aumento del tasso di disoccupazione
passato dal 2,7% del 2003 al 4,3% del 2004 .
Gli studi del SIES evidenziano, inoltre, che la crescita del tasso di disoccupazione
(rapporto tra “persone in cerca di occupazione “ e “forze lavoro”) registrato nel
territorio è in linea con i dati relativi alla Lombardia , mentre è in controtendenza
rispetto al trend nazionale (Italia 8,0%).
I dati SIES evidenziano, nel 2004, la crescita del tasso di disoccupazione
femminile che dal 4,6% nel 2003 è passato al 6,5%.
Nel 2004 a Cremona il tasso di disoccupazione femminile è superiore a quanto
registrato in Lombardia (5,6%).Anche in regione il dato relativo al 2004 risulta in
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
aumento rispetto a quanto rilevato nel 2003 ( 5,2%). A livello nazionale, invece,
la disoccupazione femminile continua a calare.
Significativo è anche il confronto tra il tasso di disoccupazione femminile e quello
maschile : il dato femminile è più del doppio rispetto a quello maschile con una
forbice del 3,7%: tasso di disoccupazione donne 6,5 % - uomini 2,8 %
Sicuramente utili all’analisi risultano i dati dei Centri per l’Impiego relativi agli
avviamenti e cessazioni nel periodo gennaio 2004 –dicembre 2004 .
Il saldo tra avviamenti e cessazioni che è indicativo dell’ammontare di nuovi
posti di lavoro è pari a 5.045 di cui il 40,34 % è coperto da donne e il 59,66% da
uomini.
Di questi nuovi posti di lavoro il 57,7% è a tempo determinato mentre il 36% è a
tempo indeterminato.
Anche i dati rilevati dai centri per l’impiego confermano una maggiore difficoltà
delle donne nell’inserimento del mercato del lavoro locale e denotano che la
componente femminile è il segmento che più degli altri risente di questo momento
negativo dell’occupazione.
Alla componente femminile dovrà pertanto essere riservata una priorità nelle
politiche per l’occupazione.
Per completare il quadro di riferimento si deve segnalare innanzitutto che nel
primo trimestre 2004 la produzione dell’industria cremonese ha registrato una
significativa contrazione .
Il settore artigiano in particolare, preponderante per numero di imprese e di addetti
(il 90% è rappresentato da unità con un massimo di 5 addetti che diventa il 98%
se si considerano le unità produttive fino a 20 addetti, solo lo 0.07 è rappresentato
da aziende che occupano più di 250 dipendenti) ha evidenziato segnali ancor più
negativi rispetto a quelli dell’industria.
Pur non sottovalutando la pesante situazione occupazionale in cui si è venuto a
trovare il settore metalmeccanico che, soprattutto nell’ambito del territorio
cremasco ha visto un preoccupante incremento del ricorso alla Cassa integrazione
Guadagni Straordinaria e delle procedure di mobilità dei lavoratori (n 15 crisi
aziendali conosciute nel periodo 2003 /2005 ), si deve prendere atto che la più
grave crisi che si è verificata nel territorio provinciale ha interessato, nell’ultimo
periodo, il comparto tessile .
Si evidenzia a tal fine che nel periodo 2004-2005 :
- n 16 aziende artigiane hanno definitivamente cessato l’attività
coinvolgendo n. 125 addetti
- n 37 aziende artigiane hanno, durante l’anno in corso, sospeso l’attività
coinvolgendo n. 208 addetti
- n 5 aziende artigiane hanno fatto ricorso al contratto di solidarietà ,
coinvolgendo n 29 addetti
- n 11 aziende con più di 15 dipendenti hanno richiesto la CIGO per n. 162
addetti
- n. 4 aziende di medie e grandi dimensioni hanno chiesto la CIGS per un
totale di 300 addetti , con successiva apertura delle procedure di mobilità
del personale
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
La realtà territoriale più colpita è quella casalasca, in particolare le comunità di
Isola Dovarese e di Rivarolo del Re ed uniti, sedi di importanti realtà produttive
per un totale di 150 lavoratori.
Questo quadro di crisi, che non si preveda possa esaurirsi a breve anche si devono
evidenziare i deboli segni di ripresa, impone, anche per il prossimo anno, il
perseguimento dei seguenti obiettivi:
- rafforzamento delle politiche attive del lavoro proseguendo la linea degli
interventi di ricollocamento intrapresa con le azioni previste dai progetti
per i quali si è strutturata l’Unità per le Politiche Attive del Lavoro
(UPAL) in stretta collaborazione con l’Agenzia regionale per il lavoro. Il
lavoro di raccordo tra i diversi soggetti (sindacati, associazioni di categoria
e Agenzia Regionale) ha permesso interventi sulle situazioni di crisi
aziendali che si sono concretizzate nei progetti di ricollocamento operativi
anche per il 2006 che sono:
Ricolloca
Alamo
Filo (in corso di approvazione);
- consolidamento della rete dei servizi all’impiego messo in campo dal
settore pubblico e privato per rafforzare l’occupazione;
- sostegno all’inserimento delle fasce deboli nel mercato del lavoro con il
progetto sperimentale Dall’esclusione all’inclusione proposto dall’Agenzia
Regionale e che vede il coinvolgimento di altre tre Province: Como,
Bergamo e Brescia nonché il Programma Equal Koinè che si rivolge, in
specifico, agli immigrati.
- valorizzazione dei CPI provinciali rafforzando, oltre che i servizi per i
lavoratori, anche i servizi per le imprese.
Il lavoro di rete ha permesso di rafforzare l’organizzazione del mercato del lavoro
al fine di favorire e semplificare l’incontro tra domanda e offerta, così come
declinato - seppure in forma incompleta e imperfetta dalla cd. Riforma Biagi prevede, anche per il prossimo anno, il monitoraggio della qualità dei servizi
all’impiego ovvero: il mantenimento della più ampia gamma di servizi su tutto il
territorio senza creare concentrazioni solo sulle aree più convenienti per gli
operatori.
Fanno parte della rete, oltre ai CPI della Provincia, altri soggetti pubblici tra cui
Camera di Commercio - per la parte riguardante l’auto-imprenditorialità - le
scuole, i Comuni con i servizi di Informagiovani e Orientagiovani, i soggetti
privati ed anche le agenzie di lavoro interinale.
Inoltre, il lavoro di rete, nel suo complesso, ha facilitato importanti intese,
scaturite dalle preoccupazioni condivise con i principali attori del sistema socioeconomico, tese al rafforzamento del tessuto occupazionale e produttivo.
Ci si riferisce a:
- protocollo d’intesa con i Sindacati su Welfare. Lavoro e Occupazione,
- protocollo d’intesa con le Parti sociali per la gestione delle crisi aziendali,
- accordo operativo con la Camera di Commercio per il sostegno dello
sviluppo economico.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
A livello nazionale – ma i dati trovano riscontro anche a livello locale - i CPI sono
ancora poco conosciuti e prevale il ricorso a canali informali per la ricerca del
lavoro (passaparola e reti familiari).
I dati riguardanti il funzionamento dei CPI parlano di un miglioramento generale
della situazione, ovvero di un incremento dell’operatività degli stessi anche se in
modo non uniforme nel Paese.
E’ vero che gli utenti si rivolgono ancora ai CPI per richiedere informazioni o
sbrigare pratiche amministrative ma bisogna dire che migliorano i servizi resi in
termini di colloqui di orientamento, progettazione di percorsi formativi e
professionali coerenti con l’offerta del territorio e la domanda di professionalità
delle imprese.
I CPI svolgono un buon lavoro rispetto alle fasce deboli (disoccupati di lunga
durata, disabili, stranieri , over 50) dove si registrano i migliori risultati..
Di norma, anche le imprese utilizzano in modo limitato i CPI per avere
informazioni e scambi di tipo amministrativo.
Questo trend si sta modificando ed anche le aziende cominciano ad utilizzare i
CPI nella ricerca di personale.
La sfida dei prossimi anni sarà quella di promuovere i servizi rivolti alle aziende
in termini di:
- ricerca e preselezione del personale,
- consulenza per l’utilizzo delle forme contrattuali anche sperimentali,
- marketing e promozione dei servizi.
Questo ambizioso obiettivo sarà raggiungibile anche in virtù delle azioni di
formazione e di orientamento del personale che risulta essere l’investimento più
importante dei CPI oltre che il rinnovamento logistico di cui anche l’ultimo CPI ,
quello di Soresina , ha beneficiato.
Inoltre dal 1° dicembre sarà operativo il sistema SINTESI, fondamentale per la
qualità dei servizi alle aziende perché permette lo scambio di dati e delle attività
di certificazione on-line eliminando parte della presenza fisica allo sportello.
ATTIVITÀ PER L’INSERIMENTO DI DISABILI AI SENSI DELLA
LEGGE 68/99 SUL COLLOCAMENTO MIRATO
Le azioni in questo settore puntano al rafforzamento quantitativo e qualitativo
dell’inserimento lavorativo dei disabili.
Oltre alle attività ordinarie dell’ufficio (tenuta elenchi, graduatorie, rilascio
certificati di ottemperanza), vengono svolte:
- attività attraverso organismi ad hoc (nucleo operativo, comitato tecnico) pe
la definizione di progetti personalizzati,
- monitoraggio degli avviamenti e delle assunzioni,
- diffusione dello strumento della convenzione per i datori di lavoro pubblici
e privati,
- trasferimenti alle aziende,
- programmazione e gestione delle azioni finanziate dal fondo regionale ex
art. 14 L.68/99.
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Provincia di Cremona
Nel corso del 2006 si intende consolidare l’attività nonchè sperimentare
l’introduzione di alcuni strumenti innovativi previsti dalla recente legislazione
(Legge Biagi).
FORMAZIONE PROFESSIONALE
Il sistema della F.P. è strategico per coniugare le esigenze di professionalità delle
aziende alla offerta del mercato del lavoro.
Il processo di delega delle attività di programmazione e monitoraggio all Province
ha permesso la realizzazione di un offerta di formazione omogenea sul territorio
cremonese che se pure affiancato da notevoli risorse, senza le quali il bilancio del
settore sarebbe risibile, non è ancora completato.
Alla Provincia sono state delegate le attività di programmazione e di gestione dei
bandi per la realizzazione sul territorio dei corsi di formazione e la gestione dei
due CFP di Cremona e Crema.
Per questi ultimi sta proseguendo il percorso di trasformazione in azienda speciale
così come viene esplicitamente richiesto dalle direttive regionali in materia.
Le Province lombarde proseguono un serrato confronto, in sede di UPL, per
ottenere risorse congrue e certe e rafforzare il loro ruolo nei processi di
programmazione e pianificazione.
Tale ruolo si configura sempre più come quello di ente intermediario e si
richiede che non venga ridotto solo alla programmazione di formazione dei
giovani in diritto-dovere di istruzione, ma anche alla formazione superiore,
continua e permanente.
Oggi il sistema della F.P. in Lombardia è “stressato” da diversi fattori di criticità
.le provincie di fatto sono ridotto ad occuparsi in modo quasi esclusivo dei giovani
in diritto-dovere di istruzione e formazione ed agli interventi che riguardano gli
apprendisti.
Le criticità sono da imputarsi principalmente a:
- intesa della Regione alla linea di riforma “Moratti”,
- aumento indiscriminato dei soggetti accreditati e conseguente
finanziamento a pioggia,
- esaurimento dei fondi comunitari che sono stati l’unica fonte di risorse per
il finanziamento delle attività di F.P. e che hanno gonfiato enormemente
l’offerta formativa, non sempre di qualità,
- incertezza e sicura riduzione delle risorse FSE per gli anni 2007/2013.
Queste criticità hanno inoltre portato al collasso alcuni enti storici di formazione
tale che diversi hanno dichiarato lo stato di crisi del personale che in Regione
riguarda circa 200 persone e per le quali è stato richiesto il sostegno della Regione
e delle Province.
Inoltre, anche il settore di eccellenza artistica riconosciuto al CFP della Provincia
a Cremona non riesce a far decollare tutti i suoi tradizionali corsi per la mancata
risposta da parte della Regione circa il finanziamento degli stessi , pur
riconoscendo la loro eccellenza.
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI ANNA ROZZA
Assessore Provinciale a Servizi Sociali, Problematiche degli Anziani e delle
Nuove Povertà, Volontariato, Aree del disagio, Pari Opportunità, Progetti di
Solidarietà Internazionale, Organizzazione e sviluppo no profit.
__________________________________________________________________
All’interno dell’Amministrazione Provinciale, le Politiche Sociali costituiscono
l’area di attività e progetti chiamata a svolgere il ruolo di garante delle pari
opportunità per i cittadini, in quanto guarda a fasce sociali caratterizzate da diversi
livelli di fragilità.
Lavorare in favore del rispetto dei diritti di cittadinanza per tutti, avendo quindi
sempre presente l’obiettivo dell’inclusione e della coesione sociale, prevede
l’esistenza di una cultura diffusa in tutta l’Amministrazione che si riconosce in un
progetto politico attento ai mutamenti in atto e che li sa interpretare cercando le
risposte più adeguate.
Far parte di quest’Amministrazione, consente quindi a questo Settore, al di là
delle difficoltà economiche che hanno costretto ad eliminare voci a sostegno di
progetti significativi, di riuscire a svolgere a pieno titolo il proprio ruolo nella
parte che ha ricadute dirette sui cittadini senza rinunciare ai propri obiettivi
strategici quali quello di migliorare ulteriormente il livello d’equità nella
distribuzione di risorse e competenze nell’ambito del territorio provinciale e nei
criteri d’accesso ai servizi.
Ciò ha comportato, e continua a comportare, un forte lavoro di tessitura di nuove
relazioni e di consolidamento delle precedenti al fine di esercitare quello che per
noi è il dovere principale: dedicarsi a questo territorio attraverso un’attenta lettura
dei bisogni nella loro articolata complessità; fornire agli attori locali impegnati
nella programmazione sociale tutti quegli strumenti necessari ad una
programmazione e progettazione territoriale condivisa, a partire dal diretto
coinvolgimento dei Comuni, degli Ambiti distrettuali, ma anche valorizzando la
partecipazione attiva di tutte le Organizzazioni sociali e le realtà della società
civile che esprimono istanze e/o erogano servizi integrati nel campo delle
politiche sociali. In tale contesto vanno individuati i bisogni prioritari e
conseguentemente condivisi interventi coerenti ad un Sistema di politiche di
welfare locale.
Questo è naturalmente un obiettivo a scadenza medio-lunga che però ci ha già
visti protagonisti di alcuni processi concreti tra cui la firma di un Protocollo
d’intesa con le OO.SS. che supporterà gli altri confronti istituzionali e non, che,
anche lì, sono previsti.
Le competenze della Provincia quale Ente di secondo livello quindi non chiamato
all’erogazione diretta di servizi, sono regolate principalmente, dal dgl.112/98,
dalla l..328/2000, dal dgl.267/2000, dalla L.R.1/2000, tutti provvedimenti che la
chiamano a svolgere un ruolo di supporto, ricerca ed elaborazione dati,
promozione e coordinamento di attività in collaborazione con i Comuni.
La Provincia svolge inoltre un importante funzione di connessione tra Comuni e
Regione e di ciò abbiamo avuto dimostrazione concreta in occasione degli ultimi
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
passaggi di deleghe. Nonostante ciò abbiamo assistito ad una complessiva
debolezza dell’UPL e ad una ingiustificabile disattenzione della Regione al
mantenimento degli equilibri di bilancio degli Enti.
OSSERVATORIO PROVINCIALE DELLE POLITICHE SOCIALI
La natura stessa dell’Osservatorio delle Politiche Sociali, si sta man mano
ampliando attraverso una nuova e più puntuale lettura dei dati rilevati, finalizzata
alla promozione di collegamenti tra soggetti, funzioni e contesti tradizionalmente
separati, a supporto della programmazione dei servizi nei tre distretti.
Ampliare il numero degli interlocutori al fine di sollecitare, nell’intera Provincia,
politiche il più possibile condivise e socialmente “allargate”, sempre più attente ad
una società dai mutamenti rapidi e che quindi esprime bisogni poco
standardizzabili, è divenuta una necessità se si vuole dare all’Osservatorio anche
una funzione culturale, come luogo di promozione d’iniziative. Le informazioni
raccolte e le relazioni attivate dall’Osservatorio/laboratorio, mantenendone ferma
l’articolazione per aree, sono stimoli di qualità per la promozione e la
programmazione di politiche a livello locale. Questo prevede che l’attività
dell’Osservatorio sia accompagnata da tavoli tematici composti dagli attori che
esprimono competenze specifiche nei confronti dei temi trattati.
Forte sarà la relazione tra Osservatorio e tavoli distrettuali in virtù di una
programmazione sociale territoriale che sappia riflettere sulla propria adeguatezza
nei confronti dei bisogni del territorio.
Si fa inoltre pregnante l’esigenza di affrontare in maniera più sistematica i
problemi legati alle nuove povertà e ad un disagio sociale sempre più diffuso ed
in continuo mutamento.
Si prevede l’avvio di una collaborazione con l’Ufficio Statistica ed il Settore
Territorio per realizzare un “sistema informativo geografico sociale” in grado di
analizzare i dati relativi a bisogni ed offerta di servizi disaggregati per Distretti e
Comuni.
Al fine di definire un’agenda di azioni e progetti che la Provincia di Cremona può
svolgere nel promuovere il proprio ruolo attivo e di supporto nei confronti dei
comuni, anche in forma associata, delle realtà no-profit e degli enti privati attivi
nel campo delle politiche sociali si svilupperà nei primi mesi dell’anno un
percorso di collaborazione con il Politecnico di Milano – Laboratorio di Politica
Sociale - con la supervisione del prof. Costanzo Ranci.
Si sta predisponendo una modalità d’intervento delle Politiche Sociali nel nostro
territorio, che non le vede come pura gestione di problemi di marginalità, ma
come possibile motore di sviluppo economico attraverso nuove forme
d’investimento sociale che tutelino e favoriscano ulteriormente le esigenze di
coesione che consentano di affrontare con maggiore energia, la questione
abitativa, l’inserimento lavorativo ed abitativo della popolazione immigrata, lo
sviluppo delle pari opportunità per anziani, minori, disabili, donne, minori,
famiglie in difficoltà.
E’ naturalmente salvaguardato il lavoro iniziato di supporto ai Piani di Zona
attraverso progetti formativi riguardanti le nuove funzioni di autorizzazione e
accreditamento attribuite agli Uffici di Piano, l’attività legata alla raccolta ed
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Provincia di Cremona
elaborazione dei dati relativi alla spesa sociale, alla cartella sociale, alla
valutazione dei progetti “leggi di settore”.
Si procederà all’Istituzionalizzazione del Tavolo Interdistrettuale quale luogo
costante di confronto tecnico-politico dove, nel reciproco rispetto dei ruoli, si
procederà a verificare i percorsi intrapresi.
AREE OSSERVATORIO
AREA ANZIANI
Lo sviluppo dell’Osservatorio Anziani richiede un’operatività continuativa, sia sul
fronte delle iniziative sia su quello dei raccordi istituzionali con i servizi e le forze
sociali, sia sul fronte della formazione degli operatori.
Nell’intento di favorire la capacità degli Enti Locali e delle strutture di
accoglienza deputate a fornire risposte adeguate e sostenibili, si provvederà a
sistematizzare ulteriormente la raccolta e il flusso informativo. Inoltre, attraverso
la convocazione del “Tavolo territoriale sulla condizione anziana” si intende
rinnovare il confronto necessario ad affrontare i nodi critici emersi tanto sul piano
tecnico/organizzativo quanto su quello politico, contemperando le potenzialità
espresse dal territorio stesso. Solo attraverso un’ampia concertazione delle parti
afferenti al tavolo, sarà possibile infatti definire percorsi di integrazione tra il
sistema sociale e il sistema sanitario, sperimentare un’ ulteriore diversificazione
dei servizi alla persona così da raggiungere l’obiettivo di ottimizzare l’offerta.
L’Osservatorio, finanze permettendo, potrebbe occuparsi inoltre dell’analisi del
problema dell’aumento del costo della vita in rapporto alle pensioni, con
l’obiettivo di rendere evidente in quale misura sia possibile la tenuta economica
delle famiglie anziane. La scelta di approfondire tale tematica deriva anche dai
dati allarmanti provenienti dall’ Osservatorio Nazionale della terza età che
possono essere così sintetizzati: i rincari fanno sparire oltre un mese e mezzo di
pensione; il 12,3% del reddito mensile medio (l’8,7% nel 2005) verrà bruciato dal
carovita proprio nei settori legati alle esigenze vitali.
Costruire un quadro provinciale dell’economia delle famiglie anziane, potrebbe
essere strumento utile ai Distretti per la programmazione d’interventi mirati di
sostegno.
AREA DISABILITA’
Per l’anno 2006 l’attività dell’Osservatorio Disabilità prevede:
- Costruzione e sviluppo di uno stabile sistema di raccolta dati e di
informazioni e di una serie di ‘indicatori’ relativi alle condizioni dei
disabili nel territorio provinciale.
- Lettura e analisi del fenomeno nel territorio provinciale, sia sul versante
dei bisogni e delle problematiche, sia sul lato della rete di servizi presenti e
delle azioni messe in campo dai diversi soggetti pubblici e del privato
sociale.
E’ inoltre all’attenzione di questa Amministrazione il problema del raccordo tra i
diversi soggetti, istituzionali e non, che spendono risorse ed energie sul territorio
provinciale a favore di un pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza delle
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Provincia di Cremona
persone diversamente abili. A questo proposito, sono allo studio forme possibili di
coinvolgimento e partecipazione per giungere alla costruzione di un progetto
condiviso che sappia affrontare anche i problemi della rappresentanza di un
mondo così variegato.
AREA DIPENDENZE
I tagli al bilancio, inibiscono sviluppi dell’attività di questo settore, esiste inoltre
la volontà della Provincia di partecipare a progetti che abbiano carattere
veramente provinciale evitando la parcellizzazione delle poche risorse disponibili
su progetti che investono solo porzioni, anche significative del territorio. E’
pertanto prevista la Prosecuzione del Progetto denominato “progetto strada di
Cremona: intervento rivolto a tossicodipendenti attivi con unità di strada”,
promosso dalla Cooperativa Sociale di Bessimo, a valere sui finanziamenti ex
legge 45/99 (anno 2005-2006): responsabilità scientifica dell’Osservatorio
Provinciale delle Politiche Sociali rispetto al progetto, partecipazione alle attività
di coordinamento e monitoraggio del progetto, valutazione dei risultati
dell’annualità di riferimento (2005-2006) ai fini di una ri-progettazione e di una
rinnovata partecipazione della Provincia di Cremona - supervisione e
collaborazione da parte del Gruppo Abele di Torino
Questo progetto, per la prima annualità, prevede azioni diffuse su tutto il territorio
provinciale.
E’ prevista la prosecuzione dei progetti in atto che si concludono nel 2006 e che si
avvalgono della collaborazione del Gruppo Abele di Torino oltre alla
partecipazione ai lavori promossi dall’Osservatorio Dipendenze dell’Azienda
Sanitaria Locale della provinciale di Cremona – tavolo tecnico di coordinamento.
AREA MINORI E FAMIGLIA
Dichiarare che il mondo giovanile non è un problema ma una ricchezza non è
sufficiente a leggerne le contraddizioni ed i mutamenti repentini. L’attenzione,
spesso esasperata, che si rivolge ai giovani oggi e che riguarda essenzialmente le
loro relazioni familiari, può far perdere di vista l’obiettivo vero: riconoscere ai
giovani spazi di elaborazione e di confronto autonomi e che appartengono alla
loro storia, al loro presente, ai loro bisogni, ai loro desideri, al loro futuro sempre
più incerto, alla forma, spesso provocatoria che essi scelgono per dichiarare la
loro esistenza. Serve pertanto che, attraverso una relazione più mirata con i
Comuni, si sollecitino progetti che restituiscano ai giovani la certezza che loro,
nelle forme concordate, e nella libertà della singola amministrazione, sono gli
interlocutori veri di progetti che non solo li riguardano, ma li devono vedere
protagonisti attivi. In questo percorso, si include, a supporto l’attività
dell’Osservatorio Minori e Famiglia, che per l’anno 2006 prevede:
- Aggiornamento e sviluppo del sistema di raccolta dati e di informazioni e
di una serie di indicatori relativi alle condizioni dell’infanzia e
dell’adolescenza nel territorio provinciale;
- Lettura e analisi del fenomeno nel territorio provinciale, sia sul versante
dei bisogni e delle problematiche, sia sul lato della rete di servizi presenti e
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Provincia di Cremona
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delle azioni messe in campo dai diversi soggetti pubblici e del privato
sociale;
Aggiornamento annuale del ‘Rapporto provinciale sull’infanzia e
l’adolescenza’;
Conclusione del Progetto di ricerca “Mutamenti sociali e molteplicità della
famiglia oggi: instabilità e nuovi equilibri delle famiglie cremonesi;
redazione del rapporto di ricerca e costruzione di un
evento/seminario/convegno conclusivo del percorso; valutazione finale del
progetto ed eventuale ri-progettazione con i Distretti;
Prosecuzione del Progetto denominato “Giovani protagonisti per una
comunità che cambia. Seconda annualità”, promosso dal Comune di
Cremona, dai Comuni e dagli Istituti d’Istruzione Superiore del Distretto
di Cremona, a valere sui finanziamenti ex legge 285/97 (anno 2005-2006):
apporto specifico sull’elaborazione dei dati derivanti dai questionari
d’indagine da parte dell’Osservatorio Provinciale delle Politiche Sociali,
partecipazione alle attività di coordinamento e monitoraggio del progetto,
valutazione dei risultati dell’annualità di riferimento (2005-2006) ai fini di
una ri-progettazione e di una rinnovata partecipazione della Provincia di
Cremona;
AREA IMMIGRAZIONE
Il dibattito politico ha raggiunto nei confronti dell’immigrazione, anche nella
nostra provincia, toni eccessivamente forti, utili solo a creare allarmismi e ad
aumentare il livello di diffidenza tra i cittadini.
E’ compito delle istituzioni guardare al fenomeno migratorio cogliendone i
molteplici lati positivi che possono arricchire ed aumentare il grado complessivo
di civiltà.
Per rispondere, almeno in parte, a questo obiettivo è stato aperto il Centro
Interculturale frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto tra la Provincia, il
Comune di Cremona, l’Associazione Centro Studi e ricerca sulla Condizione
Giovanile e il Disagio Sociale, Il Forum del Terzo Settore, la Caritas Diocesana di
Cremona, la Pastorale Migrantes di Cremona.
Il centro oggi, è attivo attraverso un tavolo informale nel quale si stanno
elaborando le strategie operative e si cerca di coordinare le diverse iniziative che i
vari soggetti, a diverso titolo, mettono in campo, in prospettiva di
un’organizzazione maggiormente strutturata.
Oltre ai soggetti promotori sono coinvolti i livelli di rappresentanza degli
immigrati, le cooperative di mediatori, le rappresentanze delle associazioni che si
occupano di immigrazione e altri soggetti che intendano aderirvi.
L’impegno preponderante, sarà rivolto alla costruzione di occasioni atte a
coinvolgere i cittadini cremonesi che devono trovare, anche lì, l’occasione di
misurarsi con le diversità e creare, insieme, le basi per una vera integrazione che
accompagni la strutturazione di una vera e civile società multietnica.
La nostra partecipazione al tavolo di coordinamento della Prefettura ha sollecitato
la necessità di istituire tavoli tematici che abbiano come oggetto l’inserimento
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abitativo e lavorativo degli immigrati e la Provincia, insieme alla prefettura, è
titolare del loro coordinamento.
Si è inoltre avviato un confronto con le rappresentanze datoriali che hanno
evidenziato il bisogno di usufruire di mediatori formati, in maniera specifica sulle
tematiche inerenti il mondo del lavoro. Questa richiesta è alla nostra attenzione
per verificarne la fattibilità.
Per quanto riguarda l’osservatorio immigrazione l’ esperienza è maturata nel
corso degli anni attraverso la costituzione di una banca dati, la creazione di una
rete di fornitori di dati sempre più fitta, la realizzazione di ricerche tematiche e la
creazione di un rapporto annuale sull’integrazione degli immigrati, nonché la
realizzazione di attività complementari quali la formazione e aggiornamento degli
operatori, corsi di formazione per mediatori linguistico culturali, seminari, eventi,
iniziative di intercultura, progetti inerenti i diritti di cittadinanza.
Sempre di più l’osservatorio si sta connotando quale strumento a favore dei
soggetti pubblici e privati che si occupano di programmazione delle politiche
territoriali, in particolare dei Distretti per la redazione dei Piani di Zona istituiti
dalla legge 328/2000 e per il monitoraggio e verifica.
L’osservatorio è anche strumento prezioso per quanti compiono ricerche, studi e
approfondimenti inerenti l’immigrazione. Costituisce sicuramente una fonte di
conoscenza significativa per molti studenti universitari ai quali vengono assegnate
tesi di laurea sui vari aspetti dell’immigrazione.
L’osservatorio non rappresenta solamente uno strumento tecnico, ma anche un
luogo di sperimentazione di progettualità mirate a produrre processi di
promozione di cittadinanza, in condivisione con una pluralità di soggetti che a
vario titolo si occupano di immigrazione, praticando la trasversalità come metodo
che consente di ottimizzare le risorse e favorire l’integrazione tra i diversi settori
che su un territorio concorrono a mettere in campo scelte di politiche sociali.
Azioni previste:
Indagini monotematiche.
Dopo tre anni di sperimentazione dei progetti di mediazione linguistico culturale
nei servizi (rete di sportelli, ospedali, Questura, scuole, servizi sociali e,
nell’ultimo anno anche nei Centri per l’impiego e presso alcune organizzazioni
sindacali), la Provincia intende promuovere un’indagine sull’impatto nella rete dei
servizi di questa sperimentazione, al fine di orientare le politiche di intervento e la
formazione e riqualificazione degli operatori e mediatori.
La rappresentanza.
In collaborazione con il Forum Provinciale del Terzo Settore, proseguirà il
progetto dedicato alla rappresentanza dei cittadini stranieri, allo scopo di creare
punti di riferimento stabili dentro i gruppi di cittadini stranieri, ma nel contempo
cominciare a creare spazi dentro gli enti locali e negli organismi del privato
sociale.
L’attività proseguirà più concretamente con il rapporto con i comuni capo
Distretto per estendere a tutti i comuni le informazioni e la consulenza per
iniziative di promozione sui diritti e sulla cittadinanza sociale.
Prosegue la rassegna “Mondinsieme” che, oltre alle iniziative finalizzate alla
promozione della conoscenza delle diverse culture ospiterà nel programma
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convegni, rassegne, e manifestazioni promosse direttamente dal Comitato
Immigrati e dal Forum Provinciale del Terzo Settore, con il quale la Provincia
collabora in merito all’organizzazione della manifestazione, o da associazioni che
collaborano alla realizzazione della stessa.
Per il futuro è previsto un programma sempre più decentrato delle iniziative con
maggiore coinvolgimento sia dei comuni che delle associazioni del territorio.
POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA
E’ garantito, per il 2006, il finanziamento dei progetti 2005 presentati dai Comuni
secondo regolamento in atto.
Le ristrettezze economiche in cui ci troviamo oggi ad operare, se confermate nel
2006, potrebbero costringere a valutare diverse modalità d’impegno delle risorse
qui allocate. Questa eventualità, già oggetto di breve confronto con la
Commissione Consiliare che, nel caso, verrà senz’altro coinvolta, sarà valutata
con i Distretti della provincia.
Sono garantite le attività di supporto alle programmazioni di zona, nell’ambito
delle problematiche legate alla famiglia.
INZIATIVE A FAVORE DI SITUAZIONI DI DISAGIO - CARCERE
La Provincia di Cremona partecipa, a partire dagli anni Novanta, al Comitato
Carcere – Territorio, organismo non formalizzato, coordinato dal Comune di
Cremona, che intende, mediante la collaborazione ed il confronto
interistituzionale (Pubblico e Privato Sociale):
- costituire una rete che possa fungere da collegamento, coordinamento ed
integrazione tra le iniziative promosse dall’istituzione penitenziaria
cremonese, dalle istituzioni e dai servizi territoriali, dal non profit e dalle
realtà sociali ed economiche presenti sul territorio;
- realizzare uno strumento di lavoro, condiviso e permanente, nonché un
luogo di confronto tra le diverse realtà operanti nel settore penitenziario
cremonese;
- promuovere informazione e sensibilizzare il territorio relativamente alle
problematiche nel settore carcerario;
- valorizzare le iniziative di scambio tra la realtà penitenziaria e il territorio,
promuovendo la partecipazione della società civile, con particolare
riguardo agli enti di formazione, al volontariato, al privato sociale,
all’azione di rieducazione e ri-socializzazione dei detenuti.
Qualora venga finanziato dalla Regione Lombardia, è prevista l’implementazione
del Progetto denominato “La città nelle mura – Diritti, cultura, cittadinanza dentro
e fuori dal carcere”, ai sensi della DGR n. 18409 del 30.07.2004, già finanziato
con DDG n. 21846 del 2.12.2004 e DDG n. 22224 del 3.12.2004), che prevede
azioni rivolte alla messa a norma del teatro interno alla Casa Circondariale di
Cremona e alla realizzazione di attività socio-culturali per i detenuti.
A questo proposito si ritiene di sottolineare la necessità di relazioni maggiormente
costruttive da parte della Direzione del Carcere, tali da consentire lo svolgimento
dell’attività del Comitato “Carcere territorio” attraverso un’interlocuzione più
costante.
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SOSTEGNO ALL'ATTIVITA' DI ENTI ED ASSOCIAZIONI OPERANTI
IN CAMPO SOCIALE
L’Associazione Centro Studi e Ricerca sulla Condizione Giovanile e il Disagio
Sociale è un centro di documentazione dotato di una biblioteca specializzata nelle
tematiche sociali; dispone inoltre di uno scaffale multiculturale con volumi in
diverse lingue. In quanto centro di documentazione unico in tutta la Regione
Lombardia, costituisce un patrimonio per tutti gli operatori del territorio, per le
scuole, per gli enti pubblici, le associazioni, gli studenti, i ricercatori, i privati
cittadini.
L’adesione al Centro Studi, da parte della Provincia, si sta rivelando infatti sempre
più produttiva, man mano che viene coinvolta in collaborazioni dirette con il
nostro Ente, contribuendo a dare carattere culturale documentato, alle iniziative
che vi si svolgono. E’ determinante l’apporto creativo qualitativo che da due anni
offre all’interno delle iniziative rivolte all’integrazione sociale.
ATTIVITA’
NEL
CAMPO
DELLA
COOPERAZIONE
INTERNAZIONALE E DELLA PACE
Cooperazione internazionale e pace, sono due voci inscindibili per
un’amministrazione che, nel rispetto dei principi costituzionali, vuole contribuire
alla diffusione della cultura del dialogo e del confronto, in contrapposizione alla
cultura delle armi. Per farlo, serve che si proponga come interlocutore fra i
comuni della provincia affinché le risorse di ognuno, vengano finalizzate a
progetti concordati che sappiano coinvolgere le associazioni presenti sul territorio.
La parcellizzazione degli impegni economici e professionali, ci sta portando
all’erogazione di contributi troppo esigui per l’attuazione di azioni che abbiano
ricadute significative.
Il Progetto “Sostenere le comunità. Costruire solidarietà. Solidarietà e
cooperazione internazionale nel territorio della provincia di Cremona , avviato nel
corso del 2005, in collaborazione con ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà
(ONG nazionale), volto al rafforzamento del ruolo della Provincia nel campo della
cooperazione internazionale, vuole:
- Incentivare e sviluppare l'attenzione e la partecipazione dei Comuni, delle
associazioni, delle organizzazioni sociali, delle istituzioni cremonesi alle
attività di cooperazione internazionale;
- Fornire servizi per la creazione di un Coordinamento provinciale e di un
punto informativo per la solidarietà e la cooperazione internazionale, con
una specifica figura professionale incaricata.
La Provincia di Cremona ha aderito all’ELSAD “Coordinamento Enti Locali per il
Sostegno a Distanza” per
- contribuire a stimolare la solidarietà internazionale attraverso lo strumento
del sostegno a distanza
- per mettere in contatto domanda e offerta di solidarietà
- per rafforzare comportamenti socialmente positivi
- per utilizzare lo strumento del sostegno a distanza con finalità educative.
Per il 2006, è prevista la partecipazione al tavolo nazionale in cui concordare
iniziative locali funzionali al progetto.
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ASSOCIAZIONE AMBASCIATA PER LA DEMOCRAZIA LOCALE A
ZAVIDOVICI.
E’ garantita l’adesione annuale ordinaria della Provincia di Cremona in qualità di
socio fondatore; sono garantite inoltre sia l’attività di supporto dell’Ufficio alle
iniziative che territorialmente l’Associazione promuove con i soggetti locali
(associazioni, sindacati, volontariato, scuole, ecc), sia la partecipazione ai
Consigli Direttivi e alle Assemblee dell’Associazione; la Provincia supporta
inoltre, per quanto nelle proprie possibilità, e partecipa a progetti di partenariato
più ampio sviluppate dall’Associazione in ambito nazionale ed europeo.
Attraverso la prosecuzione del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace è
garantita l’adesione annuale della Provincia di Cremona al suddetto
Coordinamento Nazionale e alle iniziative che di volta in volta vengono
programmate. E’ inoltre previsto l’avvio di un percorso di coordinamento, da
parte della Provincia di Cremona, rivolto ai Comuni della provincia per
un’adesione più ampia al suddetto Coordinamento Nazionale. La partecipazione al
Coordinamento Enti locali per la Pace prevede inoltre un sempre maggiore
coinvolgimento nel progetto “Ospita una persona – Adotta un popolo” che già nel
2005 ha coinvolto alcuni comuni della nostra provincia in incontri e dibattiti
pubblici che hanno prodotto riflessioni importanti, sia sulla riforma dell’ONU e
quindi sul ruolo al suo interno, dei “Paesi Poveri”, sia sulla cancellazione del
debito pubblico per i paesi in via di sviluppo, sia sulle molteplici possibilità di
relazioni basate prevalentemente su trasposizioni di competenze tecnologiche e
professionali.
ATTUAZIONE DELLE DELEGHE REGIONALI NELL’AREA DELLA
SICUREZZA SOCIALE
Per l’anno 2006, coerentemente con l’art. 4, 1° comma lett. F), l.r.n° 34/2004,
gl’interventi in favore dell’infanzia – minori riconosciuti da un solo genitore ed ex
ONMI con nucleo a rischio di disgregazione sociale, verranno attuati tramite
convenzione con i distretti della provincia in rappresentanza dei comuni, titolari
delle funzioni.
La nostra Provincia infatti ha scelto – forse unica oggi in Lombardia – di
proseguire l’erogazione ai Comuni di contributi destinati a minori e famiglie
rientranti nelle tipologie di cui sopra, attraverso una convenzione con i distretti.
L’erogazione dei contributi, avverrà dietro presentazione di progetti d’aiuto
mirati, costruiti dagli operatori dei Servizi Sociali dei Comuni e inviati ai distretti
di competenza.
I progetti saranno valutati mensilmente da un commissione coordinata dal
funzionario titolare del servizio della Provincia.
In materia di Autorizzazioni al funzionamento sono in atto, da parte della R.L.
modifiche sostanziali che prevedono il trasferimento ai Comuni delle funzioni
oggi in carico alla Provincia in materia socio-assistenziale. Sono previsti
protocolli d’intesa per l’anno 2006 che sostengano i Comuni nel passaggio di
competenze.
In materia di formazione degli operatori sociali e socio-sanitari, la nostra
Provincia è impegnata nella costruzione di un piano formativo in grado di
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rispondere alle esigenze dei distretti coerentemente con il bisogno di affrontare, da
parte degli operatori, le tematiche sociali emergenti.
La l.r. 6/2005 ha modificato le competenze in ordine alla iscrizione e vigilanza
delle Organizzazioni di volontariato e delle Associazioni ma non sono ancora stati
emessi provvedimenti attuativi.
AREA PARI OPPORTUNITA’
La Provincia sostiene e valorizza il principio di pari opportunità, proponendosi di
incidere sulle situazioni che tuttora rappresentano un ostacolo alla piena
realizzazione della parità e dell’uguaglianza di opportunità tra donne e uomini,
attraverso un quadro organico di azioni positive volte a favorire la promozione e
l’applicazione delle pari opportunità in modo trasversale anche all’interno
dell’Ente, in attuazione con i principi stabiliti dalla conferenza mondiale di
Pechino, in linea con gli indirizzi comunitari e in coerenza con le indicazioni
nazionali e regionali e con la modifica dell’art. 51 della Costituzione.
Con l’obiettivo di giungere ad una società più equilibrata in tutti i suoi aspetti e in
continuità con le finalità perseguite in questi anni, l’area delle pari opportunità
continua ad implementare, attraverso progetti di sistema finanziati dalla Comunità
Europea, un processo di sviluppo e conoscenza che stimoli anche nell’ambito
provinciale, un’azione culturale di valorizzazione delle politiche di genere. Sono
attualmente in corso i seguenti nuovi progetti:
Progetto Comunitario Equal “Conpiùtempo- la rete delle città per la
conciliazione”
Il progetto si pone l’obiettivo di contribuire a ridurre le disuguaglianze che
colpiscono le persone, e in particolare le donne, nei processi di inserimento
lavorativo e di permanenza nel mercato del lavoro originate da responsabilità
familiari e di cura (di minori e anziani) e da situazioni di precarietà occupazionale.
La presenza di
problemi di conciliazione tra responsabilità familiari
particolarmente gravose (nuclei familiari monoparentali, presenza di persone non
autosufficienti) e impegni lavorativi aumenta infatti considerevolmente i rischi di
emarginazione lavorativa e sociale.
La partecipazione femminile al mercato del lavoro è strutturalmente cambiata in
Italia e in Europa e necessita di un modello paritario ed equilibrato di divisione
sociale del lavoro all’interno dei nuclei familiari per le attività di cura e supportato
dal sistema dei servizi e delle organizzazioni lavorative.
I dati statistici relativi riportati dall’Unione Europea e dalle recenti indagini Istat
evidenziano la copresenza di indicatori relativi a calo della fecondità,
invecchiamento della popolazione e permanenza delle donne nel mercato del
lavoro quali fattori che concorrono a ridurre il numero di potenziali prestatrici di
cura e aumentare il bisogno di tempi di cura delle famiglie.
I cambiamenti intervenuti nei modelli, nelle forme e nei rapporti di lavoro
possono produrre una precarizzazione delle condizioni di lavoro per le persone
con responsabilità di cura, in particolare le donne.
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PROGETTO “ FUSI ORARI”
Obiettivo generale del progetto “Fusi Orari”, è quello di predisporre un Piano
territoriale degli orari al fine di definire e sperimentare politiche, strategie e linee
d’azione per promuovere il coordinamento dei tempi e degli orari degli uffici
pubblici del comprensorio Cremasco.
Coerentemente con l’art. 4 della l.r.28/2004 il progetto intende promuovere in
particolar modo azioni e pratiche finalizzate al miglioramento:
- dell’accessibilità e fruibilità temporale dei servizi pubblici e privati,
promuovendo il coordinamento tra orari e localizzazione dei servizi e
favorendo la pluralità di offerta;
- il coordinamento degli orari di lavoro dentro le imprese e gli enti, la
promozione di pari opportunità tra uomo e donna per favorire l’equilibrio
tra le responsabilità familiari e professionali e una migliore ripartizione di
tali responsabilità all’interno della famiglia.
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RELAZIONE DI AGOSTINO SAVOLDI
Assessore Provinciale all’Economia - Semplificazione delle procedure Rapporti con il Consiglio provinciale - Statuto e regolamenti
__________________________________________________________________
Gli interventi previsti nel Programma 2006/2008 per le Attività produttive
proseguono seguendo le linee delineate nei precedenti documenti programmatici
approvati dalla Provincia, vale a dire:
- concertazione degli interventi con i soggetti interni ed esterni al territorio
provinciale,
di volta in volta interessati, in modo da ottenere
un’elaborazione e una realizzazione più efficaci;
- concentrazione delle risorse su determinati assi di azione ritenuti prioritari;
- ricorso diffuso ai finanziamenti esterni (regionali, statali e comunitari)
mediante la promozione sul territorio delle condizioni che possono
sostenere tale capacità.
In esecuzione di tali linee, nel corso del 2005, sono stati approvati:
- l’accordo operativo con la Camera di Commercio, con cui i due enti
concordano nel collaborare per la realizzazione di interventi nell’ambito
della innovazione, dell’esportazione, per il sostegno della struttura
produttiva provinciale, coinvolgendo, in proposito, le parti sociali,
Università, Centri di ricerca e agenzie di intervento;
- il protocollo con CGIL, CISL e UIL relativo a welfare, lavoro e
occupazione con cui, per quanto di competenza dell’Assessorato, le parti
assumono, soprattutto, l’impegno di armonizzare il sostegno alle aziende
con la qualità del lavoro da queste realizzato;
- il protocollo con le parti sociali per la gestione coordinata delle crisi
aziendali con cui i soggetti firmatari si impegnano alla informazione
reciproca e a realizzare quanto di loro competenza per la migliore gestione
delle situazioni di crisi;
- il protocollo con Camera di Commercio, Comuni di Cremona, Crema,
Casalmaggiore per la promozione dell’Accordo Quadro di Sviluppo
Territoriale, previsto dalla legge regionale 2/2003, con cui i soggetti
firmatari concordano su una sintetica analisi del territorio e si impegnano
ad elaborare e sottoporre alla Regione Lombardia un documento di
interventi prioritari per il territorio.
Questi protocolli sono sicuramente importanti e anche propedeutici
all’elaborazione del Patto per lo sviluppo previsto dalle “Linee programmatiche
relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato”, Patto che,
nel corso del 2005, ha conosciuto alcuni momenti rilevanti.
Gli interventi elaborati per il programma futuro tengono, ovviamente, conto di
quanto emerso nei molteplici incontri effettuati, tra aprile e ottobre 2005,
nell’ambito della procedura consultiva per il Patto per lo sviluppo, con le forze
sociali (Associazioni di categoria, Organizzazioni sindacali, Università, Aziende
di credito, Organizzazioni sociali etc.).
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
Tengono conto, altresì, degli studi e delle analisi effettuate nel corso del 2005 e
presentate, in incontri pubblici e non, organizzati da diversi soggetti.
Riguardo a tali analisi, si può ricordare la sintetica previsione per il 2005/2008
contenuta nel documento statistico presentato dalla Camera di Commercio alla
“Terza giornata dell’economia”.
In tale previsione, elaborata dal Centro Studi Unioncamere per il quadriennio
2005/2008, si afferma che vi sono “elementi che disegnano un quadro non certo
confortante per la provincia di Cremona e soprattutto vanno a ritoccare al ribasso
le previsioni formulate in precedenza”.
Nelle ultime settimane è stato registrata qualche lieve inversione di tendenza,
peraltro non ancora confermata e, soprattutto, non in grado di controbilanciare gli
andamenti significativamente negativi dei mesi scorsi.
Tra gli elementi maggiormente negativi si deve sottolineare che, nell’ultimo anno,
circa 75 aziende, soprattutto di piccole dimensioni, sono entrate in crisi ricorrendo
agli strumenti previsti dalla legge (Cassa integrazione guadagni, contratti di
solidarietà, mobilità etc.) coinvolgendo più di 800 persone.
I settori maggiormente in crisi appaiono il metalmeccanico e il tessile, mentre
l’area provinciale più coinvolta è quella casalasca (nonostante alcune importanti
situazioni di crisi in area cremonese e cremasca).
Gli interventi del programma sono stati quindi elaborati sulla scorta di queste
situazioni, di queste analisi e nella convinzione che sia sempre più necessario
seguire le linee prima illustrate.
Le azioni sono concentrate nei seguenti ambiti:
- innovazione produttiva, organizzativa e commerciale del sistema
produttivo cremonese nonché sostegno alla ricerca;
- miglioramento
della
propensione
all’esportazione
e
alla
internazionalizzazione delle aziende cremonesi;
- sostegno all’agenzia provinciale di intervento (Reindustria);
- recupero produttivo di aree caratterizzate da crisi aziendali che abbiano
determinato estromissioni di manodopera;
- interventi di ricollocamento di lavoratori provenienti da aziende in crisi;
- accesso al credito;
- conoscenza della struttura produttiva provinciale e dei connessi sistemi del
lavoro e della formazione.
L’innovazione, nel senso esteso del termine, sarà l’ambito in cui concentrare i
nostri maggiori sforzi.
Nel corso del 2006 verrà elaborato e realizzato, al riguardo, un intervento
coordinato con la Camera di Commercio, frutto dell’accordo operativo stipulato
tra i due enti. L’intervento dovrà essere il più possibile modulato prevedendo
sostegni diretti alle imprese e azioni sulle condizioni che possono favorire la loro
propensione alla innovazione.
L’iniziativa costituirà una sfida per tutti i soggetti: enti promotori e soggetti
destinatari. Non si tratterà certo di un progetto una tantum, ma di un’azione che
dovrà essere ripetuta, costantemente rimodellata in base alle necessità verificate e
affiancata da altri interventi (per esempio, l’accesso al credito) che diano forza
operative all’azione.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
Altro ambito in cui la provincia di Cremona ha sempre dimostrato, per vari
motivi, una scarsa propensione è quello dell’esportazione.
Come nel caso dell’innovazione, anche per l’esportazione non è facile modificare
atteggiamenti radicati nel tempo. Ciononostante, è un impegno di questo
Assessorato insistere, anche in assenza di risultati immediati, su progetti che
aiutino il sistema a migliorare le proprie performances esportative.
L’Agenzia provinciale di intervento (Reindustria) sarà strumento operativo per
diverse iniziative di sostegno alla struttura produttiva sia su richiesta diretti dei
soggetti interessati che a seguito di propria decisione.
La Provincia, in specifico, spingerà affinché Reindustria migliori la sua
operatività sostenendo, in proposito, l’incremento delle risorse personali e
strumentali. Inoltre, dopo l’apertura della sede a Cremona messa a disposizione
dalla Camera di Commercio, ci sarà l’apertura di una sede anche a Casalmaggiore
presso il Palazzo provinciale.
Gli interventi di ricollocamento del personale proveniente da crisi aziendali e gli
interventi di recupero produttivo sono le due facce della stessa medaglia.
Con il primo intervento si cerca di attenuare l’impatto sociale delle crisi aziendali
sostenendo i lavoratori nella ricerca di una nuova occupazione, mentre con il
secondo si cerca di evitare che le singole crisi aziendali si traducano in un danno
per l’intera rete produttiva provinciale cercando di avviare nuove attività o
rinforzarne altre già esistenti.
L’ultimo punto del programma (la conoscenza della situazione economicosociale) è propedeutico a tutti gli altri interventi. Nonostante che spesso si affermi
che della provincia di Cremona si sa già tutto e che è ora di passare all’azione, non
è difficile constatare coma la conoscenza dei fenomeni socio-economici appaia di
frequente generica, fondata su convinzioni raramente verificate e, quindi, come sia
scarsa la qualità del dibattito sulle possibili soluzioni alternative e sulle
conseguenze, positive e negative, delle diverse scelte.
Rispetto alle due precedenti affermazioni, si può concordare con la seconda
(necessità di passare all’azione), ma sicuramente non sulla prima. Semmai sarà
necessario elaborare forme più efficaci di diffusione delle analisi e dei dati.
COMMERCIO:
Gli interventi dell'assessorato al commercio per l'esercizio 2006 comprendono:
- Studio e Pianificazione del settore della distribuzione per la costruzione di
un piano che non valuti in modo esclusivo gli elementi della grande
distribuzione, ma tenga conto della rete attuale di vendita nelle strutture
medie e di vicinato;
- Progetto Piccoli Comuni. Progetto già presente nell'esercizio 2005 ma che
non ha visto i risultati sperati, pertanto con le associazioni di categoria e
Camera di Commercio che partecipa al progetto si apporteranno modifiche
tali da rendere lo stesso fruibile dagli esercenti interessati per garantire il
servizio (soprattutto generi alimentari) nei piccoli comuni fino a 1000
abitanti.
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI DENIS SPINGARDI
Assessore Provinciale a Cultura, Tempo libero, Politiche giovanili,
Promozione del Territorio, Rapporti con i piccoli Comuni.
________________________________________________________________
La cultura è valore collettivo per il benessere delle comunità locali. L’insieme del
patrimonio culturale è un bene comune inalienabile. Il suo pieno godimento da
parte dei cittadini è un diritto da ascrivere tra quelli indispensabili, come il diritto
alla salute, al lavoro, all’educazione; la sua funzione genera il turismo culturale
che ha come connotazione principale l’obiettivo di far viaggiare per conoscere,
per accrescere il sapere individuale, per costruire relazioni con altre culture, per
promuovere il turismo e creare nuove opportunità di sviluppo economico. In una
società sempre più globalizzata, basata sull’informazione e sul mercato, le
politiche culturali si propongono con maggiore evidenza quali artefici dei
cambiamenti delle città, dei territori e degli stili di vita.
In questo scenario fortemente innovativo e condiviso si situa il ruolo importante
degli Enti Locali: Comuni, Province e Regioni, che devono sempre più acquisire
la consapevolezza che le politiche culturali sono una parte non secondaria della
sfera della programmazione pubblica, delle strategie di welfare e di quelle per lo
sviluppo economico locale, riaffermando anche il legame inscindibile tra i beni
culturali e il territorio in una direzione che riscopre la territorialità come fattore di
crescita.
Nella dimensione locale è possibile, oggi, riconoscere il potenziale strategico per
lo sviluppo del territorio e individuare quegli elementi fondamentali su cui
costruire la sua competitività, attraveso un gioco di squadra fra gli attori pubblici
(le amministrazioni locali) e gli attori privati (le imprese, le associazioni, ecc..)
non trascurando l’innovazione, la ricerca e l’Università. Partendo dai beni
Culturali è possibile darsi un marchio di qualità. Nei nostri Comuni il marchio più
prezioso è dato dai beni e dai giacimenti della nostra storia e della nostra
memoria: i centri antichi, i castelli, i palazzi, le ville, i musei, le biblioteche e poi
ancora, le feste, le tradizioni, i dialetti senza dimenticare la cultura enogastronomica, i parchi sovracomunali, gli eco-musei ecc…
Un marchio di qualità basato sui giacimenti culturali può diventare l’indice
positivo del livello della qualità della vita e anche il fattore di attrattività per una
città o per un intero territorio. Questo non solo in senso stretto, cioè più turismo
culturale, ma anche in senso lato, vale a dire, più aziende del terziario avanzato,
più sviluppo economico e produttivo, più ricchezza, il tutto in un circuito virtuoso
in cui ricchezza vuol dire più servizi e quindi più Beni Culturali da conservare e
da valorizzare.
La Provincia di Cremona, nel suo ruolo di soggetto di programmazione e di
coordinamento di area vasta, di attuazione delle politiche di sviluppo locale, con
funzioni amministrative anche nel campo dei beni culturali, ha avviato da anni un
percorso di integrazione e di messa in rete delle risorse culturali, attraverso la
costituzione dei Sistemi Bibliotecari, del Sistema Teatrale Cremonese, del
Sistema Museale Provinciale, e di un Coordinamento Provinciale in diversi ambiti
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
(Attività Musicali di Base, progetti territoriali coordinati con i Comuni e le
Associazioni), da ripensare oggi nell’ottica di un marketing territoriale strategico
e in direzione della costituzione del Distretto Culturale.
Il cardine di questa nuova strategia risiede in una forte integrazione tra le
componenti del settore culturale e la dimensione territoriale (patrimonio
archeologico ed architettonico, centri storici, servizi alla fruizione, attività di
conservazione e recupero, ecc…), e quelle dei settori ad esso connessi: il turismo,
la comunicazione museale, lo spettacolo, la promozione della lettura, il marketing,
la ricerca scientifica, l’educazione scolastica specialistica e quella universitaria, la
formazione professionale, la produzione specializzata e l’artigianato, il sistema
fieristico.
L’obiettivo che ci proponiamo di conseguire è complesso, il percorso appare
lungo e impegnativo, ma sicuramente vincente perché integrato.
Sistema, distretto culturale sono oggi qualcosa in più che parole chiave, di moda,
sono i termini di un fermento di sperimentazione verso un rafforzamento della
dimensione territoriale concreta, profonda, articolata, radicata nella storia e
protesa verso il futuro dello sviluppo locale inteso come crescita nello scenario
globale a partire dall’identità dei luoghi.
SETTORI DI INTERVENTO
BIBLIOTECHE
Con delibera del Consiglio Regionale lombardo n. 961 del 17 febbraio 2004 è
stato approvato il «Programma pluriennale regionale 2004-2006 in materia di
biblioteche ed archivi storici di enti locali o di interesse locale» di cui all’art. 22
della L.R. 81/1985.
Il Programma 2004-2006, in un’ottica di continuità con i precedenti programmi, si
pone l’obiettivo di potenziare e consolidare i risultati conseguiti dalla rete
bibliotecaria lombarda, di facilitare e favorire l’accesso di tutti i cittadini alle
risorse documentarie della biblioteca e di promuovere l’offerta di nuovi servizi in
sintonia con i bisogni informativi della società contemporanea.
Il 27 aprile 2005 il Consiglio Provinciale ha approvato il Programma triennale
2004-2006 in materia di biblioteche, con i seguenti obiettivi da perseguire nel
triennio:
- consolidamento della rete sistemica (sono oggi attivi sul territorio 2
sistemi bibliotecari: il Casalasco-Cremonese e il Cremasco-Soresinese,
mentre un terzo Sistema, quello urbano di Cremona, è ancora allo studio);
- rinnovamento qualitativo e incremento del patrimonio documentario;
- integrazione e coordinamento dei servizi centralizzati con 3 interventi
strategici: trasformazione dell’architettura informatica del Servizio
bibiotecario provinciale con un unico software Sebina centrale,
completamento del catalogo collettivo, potenziamento del servizio di
prestito interbibliotecario.
Il programma triennale della Provincia prevede la possibilità di cofinanziare, per
un importo massimo del 50%, i progetti presentati dai Sistemi bibliotecari e
rientranti nelle seguenti tipologie d’intervento:
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Provincia di Cremona
-
progetti di rinnovamento del patrimonio con contestuali programmi di
nuovo acquisto che per valore e quantità non devono essere inferiori a
quelli dei documenti da scartare;
- progetti di incremento, riqualificazione di specifiche tipologie di
documenti;
- progetti per lo sviluppo del prestito interbibliotecario e della catalogazione
retrospettiva.
Questi i principali risultati attesi:
- raddoppio del numero di biblioteche che beneficiano dei servizi del Centro
Catalografico (oggi le biblioteche servite sono 34 e i documenti catalogati
sono 175.000);
- inserimento di almeno 150.000 documenti cremonesi nel Catalogo
interprovinciale;
- incremento annuo del 20% dei prestiti interbibliotecari;
- consistente riduzione dei tempi di consegna dei documenti richiesti
dall’utenza con il prestito interbibliotecario;
- eliminazione, per i biliotecari, del tempo/lavoro dedicato alla
manutenzione e implementazione dei signoli cataloghi.
È indispensabile proporsi obiettivi innovativi e sempre più avanzati per
consolidare l’esistente, conseguire altri risultati e assicurare una gestione dei
servizi bibliotecari secondo criteri di qualità, efficacia, efficienza, e massima
economicità. In altre parole è prioritario incentivare ancora di più la cooperazione
per la gestione condivisa dei servizi, delle risorse informative, documentarie
(fisiche/virtuali) e professionali, specialmente per quanto riguarda il personale
specializzato.
Attenzione particolare deve essere rivolta a determinate fasce d’utenza quali:
anziani, ragazzi e portatori di handicap, anche attraverso l’attivazione di specifici
programmi di alfabetizzazione tecnologica, con attenzione alla multiculturalità.
Inoltre, poiché le biblioteche costituiscono l’infrastruttura culturale più diffusa sul
territorio e rappresentano un importante e talvolta l’unico veicolo di promozione,
recupero e valorizzazione delle tradizioni, della memoria e delle identità locali, è
opportuno prevedere, nei programmi e nei piani attuativi dei soggetti coinvolti,
interventi mirati allo sviluppo e al potenziamento delle sezioni di storia locale.
SISTEMA TEATRALE CREMONESE
Nella speranza che i pesanti tagli e le limitazioni alla finanza locale ce lo
consentano e che possa venir ridimensionato il disastro economico che si è
abbattuto sul FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) − che, diversamente, nel 2006
metterà in ginocchio tantissimi teatri in Italia −, non vogliamo demordere
dall’impegno per la costruzione del nostro futuro culturale, per noi fatto primario
e dal quale la nostra provincia non può prescindere.
Vogliamo trovare il modo di fare proposte e progetti che investano la sfera della
trasmissione culturale e artistica, del benessere immateriale come irrinunciabile, di
una forte immagine del bello, di una forte capacità inventiva e creativa.
La musica, il teatro o l'arte in generale, ma anche la scuola e i momenti educativi
sono questioni di interesse pubblico e contribuiscono a costruire la nostra identità.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
Senza capacità di approfondimenti, e quindi senza capacità di godere di beni
immateriali, resta una cosa sola: il mercato e il business. Questi sono i valori ai
quali la nostra società oggi si riferisce, ma che nulla hanno a che vedere con la
qualità della vita, con un benessere essenziale al quale si deve poter accedere nelle
fasce più ampie di popolazione.
In una situazione sempre più incerta e precaria, da parte dell’Assessorato
Provinciale alla Cultura è in corso, d’intesa con la competente Commissione
Consiliare, una ricognizione della situazione esistente ed è stato avviato un
confronto a livello politico-isituzionale per la definizione di un nuovo assetto del
Sistema Teatrale Cremonese, con nuove finalità e modalità organizzative, più
adeguate al mutato panorama (dal 1994 ad oggi) delle strutture e degli spazi
teatrali in provincia di Cremona: trasformazione giuridica di teatri esistenti,
ristrutturazione e apertura di nuovi teatri, possibilità di fruizione di nuovi spazi,
eccetera (si pensi alla trasformazione in Fondazione del Teatro Ponchielli di
Cremona, alla nascita della Fondazione San Domenico a Crema, al sorgere di altre
realtà teatrali significative sul territorio: Ostiano, Sospiro, San Giovanni in
Croce).
Il Sistema Teatrale Cremonese è attualmente costituito da un organismo – basato
su intese annuali fra la Provincia di Cremona e i Comuni gestori dei teatri aderenti
(Comunale di Casalmaggiore, Sociale di Soresina, «Galileo Galilei» di
Romanengo e «Vincenzo Bellini» di Casalbuttano) e fra la Provincia di Cremona
e la Fondazione Teatro «Amilcare Ponchielli» di Cremona – che, nel rispetto delle
autonomie progettuali e artistiche di ciascun teatro, ne coordina l’attività
promozionale, offrendo a tutti, tramite il Ponchielli, un supporto di consulenza
tecnica ed operativa. Cuore del Sistema è il Comitato di Coordinamento,
presieduto dall’Assessore Provinciale alla Cultura e composto dai direttori o
responsabili tecnico-artistici dei cinque teatri aderenti, che offrono oggi una
capienza complessiva di oltre 2.400 posti.
L’idea della costituzione del Sistema risale alla fine degli anni ’80 quando, a
seguito del passaggio del Teatro Ponchielli dalla proprietà condominiale a quella
comunale, venne avviato un vasto progetto di interventi per renderlo agibile,
dotarlo di tecnologie avanzate, restituirgli l’originario fastoso aspetto: sulla base
di questo esempio, altri centri della provincia in cui esistevano strutture teatrali
diedero vita ad interessanti interventi di recupero alla pubblica fruibilità, avviando
apprezzabili stagioni teatrali programmate con continuità e con originalità di
progetto artistico.
La Provincia si propose, quindi, quale elemento di coagulo, di coordinamento e di
sostegno anche finanziario di questa realtà ricca di strutture e di attività,
chiamando tutti a far parte del Sistema Teatrale Cremonese.
Nonostante qualche difficoltà iniziale, i Comuni aderenti hanno ben compreso lo
spirito del progetto: offrire un servizio, dando nel contempo alle singole realtà
teatrali tutto lo spazio di un’autonomia vera ad ogni livello e la forza di un
coordinamento per migliori opportunità in sede regionale e statale. Attraverso una
preziosa esperienza di lavoro comune si è affermata una logica di sistema che ha
visto moltiplicarsi l’offerta culturale e di spettacolo per i cremonesi e per gli ospiti
che, sempre più numerosi, raggiungono i nostri teatri da tutta la Lombardia e dalle
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Provincia di Cremona
regioni limitrofe. Di più, i cinque teatri hanno dato vita a cartelloni coordinati:
«Circuiti Teatrali Lombardi», rassegna di teatro alternativo; «Oltreibanchi»,
rassegna di teatro per ragazzi; «Progetto Jazz». Per impulso della Provincia,
hanno inoltre saputo raccordarsi fra loro e con il San Domenico di Crema per
l’attivazione di un tipico servizio di sistema: la biglietteria informatizzata, con
prevendita on-line (www.charta.it).
Un futuro assetto del Sistema potrà prevedere livelli diversi di partecipazione da
parte dei teatri, in dipendenza dei diversi livelli di programmazione artistica, dei
diversi bacini di utenza e dell’entità dell’investimento finanziario dei soggetti
gestori.
Tanta ricchezza di fermenti richiede oggi un riconoscimento regionale, soprattutto
perché al Sistema siano assegnati i mezzi necessari per un salto di qualità
dell’azione promozionale.
SISTEMA MUSEALE PROVINCIALE
Al «Sistema Museale della Provincia di Cremona» aderiscono oggi 27 Musei e
Raccolte museali, pubbliche e private, del territorio. Pur nella limitatezza delle
disponibilità finanziarie e nella consapevolezza delle difficoltà del quotidiano
operare di tanti appassionati e competenti direttori e conservatori, il Sistema
Provinciale porta oggi a ritenere che l’insieme dei musei e delle raccolte museali
cremonesi possa davvero proporsi, anche in ambito regionale, come esempio di un
comune percorso conoscitivo, dove le esperienze e le risorse trovano il momento
stimolante del confronto e della collaborazione.
Attraverso questo organismo di coordinamento e con il sostegno anche finanziario
che la Provincia di anno in anno garantisce, si vuole che l’idea del museo come
luogo di deposito, estraneo alla vita quotidiana, possa contrastare e completarsi
con l’attribuzione di un valore che vive nell’attualità, nell’attività possibile: la
didattica, la ricerca, la presentazione di oggetti culturalmente ricollegati al loro
originario contesto.
In applicazione della L.R. 1/2000, ai fini di un corretto e puntuale esercizio delle
funzioni attribuite alla Provincia in materia di attività e sviluppo dei Sistemi
Museali Locali, si è costituito un gruppo di lavoro provinciale, formato dai
direttori e conservatori dei musei, ove presenti, da operatori culturali e
amministratori civici negli altri casi. Le direttrici di lavoro del gruppo proseguono
nelle attività già avviate in questi ultimi anni con l’obiettivo di potenziare la
qualità dei servizi secondo linee di indirizzo che ben si associano al
raggiungimento dei requisiti minimi richiesti per la classificazione regionale dei
musei. Al riguardo, il problema principale del sistema dei musei del nostro
territorio è quello della frammentazione: le ridotte dimensioni di molti dei
Comuni proprietari non garantiscono modelli di gestione capaci di produrre
servizi efficienti.
La Regione Lombardia, con delibera di Giunta del 4 giugno 2002 n. 939 ha, fra
l’altro, fornito indicazioni per lo sviluppo dei Sistemi Museali Locali e ha
individuato la gestione associata come la modalità ottimale per migliorare la
economicità e la qualità dei servizi museali e sperimentare l’integrazione con altri
servizi culturali.
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Provincia di Cremona
Accanto alle iniziative di valorizzazione delle raccolte, il nuovo «Sistema Museale
della Provincia di Cremona» persegue, prioritariamente, i seguenti obiettivi
generali:
- promuovere politiche di cooperazione per migliorare la qualità, la quantità
e le modalità di accesso dei servizi culturali offerti al pubblico, in una
logica di sistema che consideri il museo come presidio culturale del
territorio e strumento di crescita e di sviluppo per la collettività;
- operare per una gestione coordinata di funzioni e di servizi culturali che
realizzi economie di scala e che consenta ai Musei e alle Raccolte museali
il graduale raggiungimento degli standard di cui al Decreto Ministeriale 10
maggio 2001 «Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli
standard di funzionamento e sviluppo dei musei», ripresi dalla D.G.R. 20
dicembre 2002 n. 7/11643 «Criteri e linee guida per il riconoscimento dei
musei e delle raccolte museali in Lombardia, nonché linee guida sui profili
professionali degli operatori dei musei e delle raccolte museali in
Lombardia ai sensi della L.R. 5 gennaio 2000, n. 1, commi 130-131»;
- assicurare ai soggetti aderenti al Sistema prestazioni e servizi analoghi, in
termini di efficacia, qualità e tipologia, per favorire la crescita complessiva
dell’offerta culturale dei beni culturali territoriali;
- favorire l’interscambio di dati, informazioni, materiali e la promozione di
itinerari culturali e turistici;
- assicurare un grado di flessibilità tale da permettere ai Musei e alle
Raccolte museali del territorio diversi livelli di partecipazione al Sistema e
consentire l’ingresso di nuovi soggetti;
- rendere i singoli Musei e Raccolte museali corresponsabili delle scelte di
politica culturale dell’intero Sistema provinciale;
- collaborare con la Provincia per il coordinamento delle attività in campo
museale dalla stessa gestite o promosse sul territorio;
- rappresentare politicamente l’insieme dei Musei e delle Raccolte museali
cremonesi nei rapporti con la Regione Lombardia e con i Ministeri
competenti.
ATTIVITA’ CULTURALI
EDUCAZIONE AI LINGUAGGI ESPRESSIVI
Da anni molto apprezzate sono le attività promosse dalla Provincia, in
collaborazione con le singole scuole e Comuni del territorio, nel campo
dell’educazione ai linguaggi espressivi (musica, pittura, drammatizzazione,
animazione corporea, ecc.): «Teatro-Scuola» è, in tal senso, il progetto di maggior
prestigio ed efficacia.
Gli ottimi risultati ottenuti nelle precedenti edizioni hanno indotto a riproporre
anche per l’anno scolastico 2005-2006 la formula dell’interazione fra il progetto
«TeatroScuola» e i grandi eventi culturali del territorio.
Preziosa, in quest’ottica, l’occasione offerta dalla mostra «Tesori di
Capodimonte» (Cremona, Museo civico Ala Ponzone, 29 ottobre 2005-5 febbraio
2006) organizzata dall’Associazione Promozione Iniziative Culturali di Cremona
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Provincia di Cremona
in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano,
il Museo di Capodimonte e il Museo civico Ala Ponzone.
Al fine di far conoscere ed apprezzare ai ragazzi i dipinti, gli oggetti, e le preziose
porcellane provenienti dalla Collezione di Capodimonte, il Progetto
«TeatroScuola» 2005-2006 propone un iter didattico in tre momenti per
coinvolgere e motivare gli alunni alla comprensione delle opere esposte, offrendo
loro anche l’occasione per esprimersi in modo creativo su uno dei temi della
mostra: la decorazione della ceramica. Gli insegnanti che aderiranno con la classe
all’iniziativa potranno avvalersi del seguente percorso:
- Tesori in classe
- Osserviamo i Tesori
- Speedylab, Laboratorio di decorazione della ceramica.
Un insieme variegato di idee e di proposte, impegnative ma allettanti, che fa di
questa nuova edizione di «Teatro-Scuola» non solo un ulteriore tassello di un
progetto importante, promosso dalla Provincia e consolidato negli anni dal lavoro
entusiasta di migliaia di insegnanti e alunni, ma anche un riferimento sicuro per
futuri interventi in un ambito decisivo per la crescita culturale ed umana dei nostri
ragazzi.
PROGETTO «GIOCO ARTE LETTURA»
-
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-
Le conferenze ( a cura della Casa delle Arti e del Gioco di Drizzona)
Il ciclo di incontri (“Il gioco dal punto di vista didattico- pedagogico”,
“L’arte del bambino”), per educatori, genitori, bibliotecari, operatori
scolastici e per tutti coloro che sono interessati a conoscere la cultura del
bambino, propone il tema della conoscenza e dell’uso creativo dei
linguaggi fondamentali di ogni civiltà: il gioco come scoperta del mondo
fisico, la rappresentazione grafica della realtà, la parola che con i libri apre
gli orizzonti infiniti della cultura umana.
La mostra.
La Scienza in Altalena, mostra di «Giocattoli Scientifici», a cura della
Casa delle Arti e del Gioco di Drizzona.
La lettura.
Il bambino nei primi tre anni di vita impara da solo a parlare e a
comunicare con gli altri. La scuola, con la lettura e la scrittura, allarga
l’orizzonte delle conoscenze rispettando le sue esigenze di socialità
creativa. Come creare un laboratorio critico di libri belli.
ATTIVITÀ CULTURALI COMPARTECIPATE DALLA PROVINCIA
Accanto alle attività più direttamente rivolte alla scuola, verranno costruiti e
realizzati in collaborazione con i Comuni e soggetti del territorio qualificati
progetti culturali (ricerche, convegni, rassegne di teatro, musica, ecc.) ed iniziative
specifiche, nella consapevolezza dell’importanza della promozione e della
valorizzazione dei beni e delle attività culturali: con una nuova responsabilità e
una nuova coscienza a carico della Provincia, che assume un ruolo di
coordinamento nell’ambito della programmazione culturale su area vasta.
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Provincia di Cremona
Si stanno rivedendo i rapporti con i 115 Comuni della Provincia, per favorire
un’aggregazione culturale dei Comuni sul territorio onde permettere anche alle
piccole realtà di poter emergere, nell’ambito di progetti intersettoriali (cultura,
turismo, ambiente).
PROGETTI CULTURALI
Da sempre cultura e tradizione sono prodromi irrinunciabili dei progetti culturali
della Provincia. Le iniziative progettate di anno in anno con grande attenzione,
mirano a dar vita ad un disegno il più completo possibile, senza confini di tempo e
di luogo, mantenendo fede all’obiettivo primario di porre la cultura far i
protagonisti dello sviluppo sociale e civile della nostra provincia. Anche
quest’anno la nostra azione manterrà fede all’impegno che sta alla base della
nostre stessa sensibilità amministrativa: spingerci oltre il singolo evento per
trasformare un progetto in un momento propulsore si valori culturali per
l’individuo e per la crescita dell’intera collettività, in un ideale dialogo – ogni
volta cercato e corrisposto – fra cittadino ed Ente pubblico. Ed in questo vediamo
un indicatore significativo per misurare l’efficacia di una amministrazione, la
quale accompagnando, come un moltiplicatore di energie una fase della vita del
territorio in cui pur in presenza di difficoltà – soprattutto in campo occupazionale
ed economico – può far prevalere la voglia di fare, di investire, di progettare il
futuro connotandolo con una fondamentale scelta metodologica: quella di
un’azione comune, condivisa dai cittadini e sviluppata nel concerto di tutti i
soggetti istituzionali, economici, culturali che hanno un ruolo e un’influenza reale
nella vita della città.
In questo contesto si situano i progetti culturali, che già lo scorso anno hanno
riscosso ampio successo e che saranno ulteriormente potenziati coinvolgendo tutto
il territorio provinciale:
- Rassegne di concerti «Bel Canto a Cremona e provincia»: «Bel Canto
sotto le stelle», «I luoghi del Bel Canto», «Musica nei borghi storici».
- Premio «Ugo Tognazzi - Città di Cremona»: quest’anno sono state avviate
le celebrazioni del quindicesimo anniversario della morte di Ugo
Tognazzi, grande e poliedrico attore cremonese (Cremona 1922 - Roma
1990), una tra le icone più significative della commedia all’italiana. La
Provincia di Cremona, in collaborazione con il Comune di Cremona, la
Camera di Commercio e CremonaFiere, e d’intesa con l’Associazione
Tognazzi, ha riproposto l’iniziativa con un’edizione speciale del Premio,
articolata in due sezioni (la sezione «Cabaret» in collaborazione con Zelig,
concorso per giovani cabarettisti, e la sezione «Tognazzi e Gourmet»,
riedizione di ricettari e libri di cucina di Tognazzi, con gara ai fornelli
nell’ambito della Fiera gastronomica «Il Bontà» a CremonaFiere) e che
verrà potenziata nel 2006 con la costituzione di un Comitato d’Onore per il
lancio del «Premio alla Commedia all’Italiana» e con la proposta di
realizzazione di un «Festival Internazionale del Cinema Ugo Tognazzi»
legato al film comico.
- Odissea, Festival della Valle dell’Oglio Serate per spettatori sensibili. Il
Festival, giunto alla sua quinta edizione, nel 2005 è stato realizzato dalla
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Provincia di Cremona
-
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-
Compagnia «Piccolo Parallelo» in collaborazione con la Regione
Lombardia, la Provincia di Cremona con i Comuni di Isola Dovarese,
Ostiano, Soncino, Romanengo; la Provincia di Brescia con i Comuni di
Borgo San Giacomo, Orzinuovi, Villachiara, Rudiano, Verolanuova,
Verolavecchia; la Provincia di Bergamo con i Comuni di Pumenengo,
Torre Pallavicina; il Parco Oglio Nord e il Parco Oglio Sud. Il progetto,
che è tradizione e rinnovamento, dialetti e accademia, poesie e racconto,
lirica ed epica al quale la Provincia di Cremona annette un importante
ruolo culturale e di promozione del territorio, verrà sostenuto anche nel
2006.
La Donna è Mobile. Rassegna di Arte di Strada al Femminile. Anche nel
2006 questo progetto di respiro internazionale, che riscuote sempre un
ampio consenso di pubblico, sarà ampiamente sostenuto dalla Provincia di
Cremona in collaborazione con il Comune di Crema. Gli spettacoli oltre a
divertire il pubblico, hanno il pregio di promuovere e valorizzare le
bellezze architettonicheb e artistiche della città di Crema, offrendo al
visitatore scorci inediti.
La Valle del Serio Morto - Arte, Natura, Storia, Cultura. Progetto
interassessorile Cultura-Ambiente, in collaborazione con i Comuni di
Cappella Cantone, Castelleone, Madignano, Pizzighettone, Ripalta Arpina,
San Bassano e gli Istituti Comprensivi di Castelleone, Offanengo,
Pizzighettone, San Bassano. Il progetto, pluriennale, si pone l’obiettivo di
promuovere una parte del territorio che presenta una varietà di ambienti, di
paesaggi e di modelli insediativi che ne fanno un sistema straordinario, per
ricchezza naturalistica, storico-artistica ed antropologica. Le forme del
paesaggio, le architetture, i luoghi di culto, gli usi locali, la toponomastica
testimoniano una complessità che, salvaguardata nel suo insieme, deve
mantenere, nel contempo, il carattere di continuità e di distinzione territoriale tra i diversi ambiti. Inoltre si vuole stimolare curiosità storicoambientali-culturali per scoprire, conoscere e valorizzare quel tratto
dell’antico corso del Serio che va sotto la denominazione di “Serio Morto”
e che comprende i comuni sopracitati.
Laboratorio della memoria. 1° Festival Nazionale «Città e Paesi in
racconto. Narratori per diletto». Dal 2 al 4 settembre 2005 la Provincia ha
partecipato al 1° Festival Nazionale «Città e Paesi in racconto. Narratori
per diletto», che si è tenuto ad Anghiari (AR). In rappresentanza della
Provincia di Cremona, che ha allestito uno stand con la presentazione di
opere edite o sostenute negli anni dalla Provincia stessa, con l’obiettivo di
sostenere e promuovere i laboratori della memoria che sono attivi sul
territorio provinciale (area cremonese, cremasca e casalasca), che ha visto
nascere in diverse forme il culto delle memorie individuali e collettive in
campo antropologico ed etnografico, storico e sociale, autobiografico ed
educativo.
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Provincia di Cremona
ATLANTE TOPONOMASTICO DELLA PROVINCIA DI CREMONA
Da anni la nostra Amministrazione ha in corso il progetto denominato «Atlante
Toponomastico della provincia di Cremona» concepito come campo di ricerca,
affidato alle scuole dell’obbligo, che, oltre ad essere nuovo ed inconsueto, viene
ritenuto adatto ad affinare nel ricercatore la capacità di correlazione, il senso
critico e la verifica metodologica, avendo oltretutto il merito di saper coinvolgere,
oltre che gli studenti, le famiglie e parte della popolazione residente nelle singole
località, con implicazioni di tipo sociale alquanto interessanti. Lo scopo di tale
lavoro è stato prevalentemente quello di stimolare e coinvolgere la popolazione
delle singole località perché possa riprendere possesso di un sapere di cui è ancora
in parte l’unica depositaria e che va scomparendo repentinamente senza lasciare
traccia di sé e di operare una raccolta dettagliata dei toponimi viventi ancora sul
territorio, che sovente rimangono l’unico elemento in grado di indicare una traccia
storica, fisica, antropologica di una determinata regione geografica, registrandoli
in forma duratura tramite documenti cartografici, nonché ricercandone
l’etimologia per poterne interpretare la nascita e l’esistenza. In un secondo
momento si potrà poi pensare ad un esame più specialistico del materiale raccolto,
con ricerche d’archivio ed analisi di fonti scritte o cartografiche.
Ad oggi sono stati pubblicati i primi nove volumi dell’Atlante Toponomastico e
numerosi altri sono pronti per la stampa. L’obiettivo, da raggiungere con la
necessaria gradualità (in un arco pluriennale compatibile con i tempi di lavoro
richiesti e con le risorse disponibili), è di pubblicare in volume la toponomastica
di tutti i comuni della provincia.
L’auspicio è che la Regione possa considerare la novità di questa proposta (a
quanto ci risulta, il nostro è fra i primi progetti del genere in Lombardia e fra i
pochissimi altri in Italia) anche per riproporla in altri contesti: puntare alla
realizzazione, nel tempo, di un Atlante Toponomastico della Lombardia ci sembra
una scommessa culturale molto importante, sulla quale far convergere da parte
della Regione attenzione e risorse significative.
CENTRO CULTURALE DI SAN VITALE
Prosegue l’attività per la gestione del Centro Culturale di San Vitale. Come da
apposito regolamento, si provvederà a porre in essere tutti gli adempimenti
amministrativi per la concessione in uso della Sala polivalente. Alla data del 31
agosto 2005 la sala è stata utilizzata prevalentemente per l’allestimento di mostre
promosse dalla Provincia, nonché da soggetti interni ed esterni per convegni di
vario genere.
CONSULTA PROVINCIALE DELLE ATTIVITÀ MUSICALI DI BASE
La Provincia di Cremona, nel quadro delle proprie funzioni di promozione e
sviluppo della cultura, concorre alla diffusione della musica favorendo e
sostenendo le iniziative dirette a sviluppare, nell’ambito del proprio territorio, la
conoscenza della musica fra i cittadini ed a favorire la loro partecipazione attiva
alla vita musicale.
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Provincia di Cremona
A tal fine l’Assessorato alla Cultura e la Commissione Consiliare «Cultura,
Scuola e Servizi Sociali» in ripetuti incontri hanno sottolineato l’opportunità di
procedere all’istituzione di un organismo ad hoc denominato «Consulta
Provinciale delle Attività Musicali di Base», che raggruppasse i complessi e le
associazioni bandistiche, strumentali non bandistiche e corali amatoriali della
provincia di Cremona, con i seguenti scopi generali:
- coordinare le attività e incentivare la collaborazione fra i soggetti che
promuovono sul territorio provinciale iniziative musicali e fra gli stessi e
la Provincia;
- esaminare e/o proporre eventi e progetti culturali riguardanti la musica e
l’educazione musicale sul territorio.
Il 27 aprile 2005 la Consulta è stata formalmente istituita dal Consiglio
Provinciale ed ha avviato la propria attività.
Stagione Concertistica
In collaborazione con i Comuni interessati, il Coordinamento Provinciale delle
Bande Musicali e (dal 2005) la «Consulta Provinciale delle Attività Musicali di
Base», ogni anno la Provincia offre al territorio una Stagione Concertistica ricca e
importante, che vede i migliori complessi bandistici cremonesi esibirsi con perizia
ed entusiasmo per un pubblico come sempre attento e partecipe. Nel 2005 un
numero di concerti quasi doppio rispetto allo scorso anno ha permesso di
soddisfare le 23 richieste avanzate dai Comuni, da noi sempre più coinvolti nella
programmazione provinciale di settore. Nel 2006, compatibilmente con le risorse
di bilancio, saranno potenziati i concerti richiesti dai Comuni.
Scuola di Musica per Bandisti
Verrà confermato l’impegno per la Scuola di Musica per Bandisti organizzata dal
Coordinamento Provinciale delle Bande Musicali.
Leggi Regionali di settore
Agli stanziamenti della Provincia vengono ad aggiungersi le risorse annualmente
assegnate dalla Regione Lombardia ai sensi della L.R. 75/78 «Interventi
promozionali della Regione Lombardia in campo musicale» e della L.R. 10/2005
«Promozione delle attività culturali di orientamento musicale di tipo bandistico e
corale».
Si auspica un potenziamento delle risorse erogate dalla Regione Lombardia per
quanto concerne il settore musicale e bandistico.
Nel campo della musica corale vengono sostenute, ogni anno, specifiche iniziative
coordinate fra Provincia e Associazioni di settore: Coro Polifonico Cremonese,
Coro Ponchielli-Vertova, Associazione Studi di Canto Gregoriano ecc., in
collaborazione con i Comuni del territorio.
INIZIATIVE PER LA CONSERVAZIONE E LA VALORIZZAZIONE
DEL PATRIMONIO ORGANARIO DELLA PROVINCIA DI CREMONA:
progetto in corso di definizione.
Nella diocesi di Cremona, che conta 223 parrocchie, sono stati censiti quasi 200
organi a canne storici; nella diocesi di Crema, dove manca un analogo
censimento, si può stimare che le proporzioni siano simili. In queste poche cifre si
possono già leggere l'importanza e la diffusione capillare del patrimonio organario
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
della nostra provincia, che vanta anche un artigianato di eccellenza. Si tratta di
strumenti di ogni epoca - dal XVI al XX secolo - spesso di grande importanza
storica, artistica e organologica, dove l'importanza dello strumento non sempre
corrisponde a quella della chiesa che lo ospita: capita infatti di trovare gli
strumenti più preziosi in sperdute chiesette di campagna, dove la carenza di mezzi
e di risorse umane determina talora una particolare difficoltà nella conservazione
di questo patrimonio. La conservazione di quel patrimonio, dunque è tassello
indispensabile per la conservazione e la promozione della cultura musicale. La
Provincia di Cremona si sta impegnando ad assumere ed analizzare i censimenti
del patrimonio organario delle chiese della provincia già compiuti, e ove
necessario promuoverne ex novo. E’ stato istituito un tavolo comune con
organisti, organari, associazioni culturali e rappresentanti delle Diocesi di
Cremona e Crema, al fine di realizzare un piano complessivo di intervento per il
restauro e la salvaguardia del patrimonio organario.
IL PATRIMONIO ARTISTICO-MONUMENTALE DELLA PROVINCIA
DI CREMONA: PROGETTO “CARTA DEL RISCHIO”
II progetto di catalogazione dei beni architettonici della provincia di Cremona, in
collaborazione con il Politecnico di Milano, si colloca nell’ambito del progetto
«Carta del Rischio» della Regione Lombardia. L’obiettivo è integrare e di
approfondire alcuni aspetti del progetto regionale, al fine di produrre un inventario
del patrimonio edilizio in grado, grazie ai dati raccolti e attraverso la sua promozione, di concretizzare interventi di tutela. E’ iniziata la catalogazione dei beni
della provincia con l’avvio dell’analisi e dello studio di circa 1.100 beni vincolati
che, seppure con modalità differenti, sono distribuiti su tutto il territorio, costituito
da 115 comuni; circa la metà dei beni vincolati si concentra nei tre grandi centri
urbani della provincia: Cremona, Crema e Casalmaggiore. Occorre tuttavia
precisare che in diversi comuni, soprattutto di piccole e medie dimensioni, paiono
rari i beni architettonici di indubbio interesse.
L’INVENTARIAZIONE DEI BENI CULTURALI NELLA PROVINCIA DI
CREMONA
Il progetto, denominato SIRBeC (Sistema Informativo Regionale sui Beni
Culturali), è cofinanziato dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Cremona,
cui è pure affidata l’organizzazione e la realizzazione dei lavori.
Con questo progetto si intende realizzare un monitoraggio puntuale del territorio,
con una duplice valenza:
- da un lato la conoscenza per esteso il nostro patrimonio culturale,
premessa indispensabile per ulteriori approfondimenti scientifici;
- dall’altro la documentazione fotografica e la raccolta di tutti i dati che
concorrono ad identificare il bene, che costituiscono di per sé la più
efficace strategia di prevenzione dei furti e l’indispensabile strumento
d’indagine qualora il bene venga trafugato.
Questo complesso e capillare lavoro di indagine e di studio del territorio ha
interessato finora una porzione cospicua del territorio provinciale, ad oggi sono
stati schedati e fotografati circa 45.000 beni.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
CONCESSIONE DI CONTRIBUTI A COMUNI, ENTI, GRUPPI ED
ASSOCIAZIONI CULTURALI PER INIZIATIVE DI PROMOZIONE
EDUCATIVA E CULTURALE
La Regione Lombardia, con la L.R. 26.2.1993 n. 9, ha inteso riorganizzare, dopo
l’esperienza della precedente L.R. 53/1983, il settore della promozione educativa
e culturale, definendo con maggiore precisione i contenuti, le modalità procedurali
e le competenze proprie e degli enti cointeressati. Per il 2006 la Provincia intende,
in particolare:
- promuovere e sostenere eventi culturali, con prioritaria attenzione per
quelli direttamente promossi dalla Provincia stessa, quali ad esempio
mostre, rassegne, festival e convegni, con lo scopo di incrementare la
fruizione culturale e di valorizzare il patrimonio storico-artisticoetnografico e culturale di particolare interesse;
- sostenere progetti di formazione e sensibilizzazione dei giovani alla
cultura in tutti i suoi aspetti, anche attraverso l’attivazione di percorsi
didattici e di iniziative di aggiornamento degli insegnanti tenendo conto,
per quanto di competenza, dei nuovi programmi scolastici;
- promuovere iniziative di studio, ricerca e documentazione attinenti i beni e
le attività culturali per avvalorare la storia, la cultura e le tradizioni e
analizzare i fenomeni, le dinamiche, le politiche in ambito culturale con
particolare riferimento alla domanda e all’offerta di cultura in Lombardia;
- sostenere lo sviluppo di progetti nel campo delle nuove tecnologie e in
particolare della multimedialità attinenti ai beni e attività culturali;
- promuovere attività di formazione e aggiornamento degli operatori
culturali, da attuarsi in coerenza con gli standard vigenti, anche in
cooperazione con le Università ed altre istituzioni pubbliche deputate alla
formazione e all’istruzione;
- promuovere azioni di informazione e comunicazione per la promozione di
progetti, eventi e attività culturali anche attraverso supporti editoriali, reti e
sistemi informativi al fine di aumentare la visibilità e riconoscibilità
dell’attività della Regione Lombardia in ambito culturale.
SOSTEGNO A PROGETTI COORDINATI CON I COMUNI
PROGETTI IN CORSO DI DEFINIZIONE
ITINERARIO DELLA CULTURA EBRAICA
La Provincia di Cremona, sulla base dell’esperienza e dell’attività della «Casa
degli Stampatori», che costituisce oggi un centro di riferimento per la cultura
ebraica nella nostra provincia e nella Regione Lombardia, ed in collaborazione
con il Comune di Soncino, sta definendo il progetto “itinerario ebraico”. Si tratta
di un progetto pilota che, partendo da Soncino (Comune che si distingue per il
numero e la qualità delle ricchezze artistiche e storiche e per l'impianto
urbanistico di borgo medioevale murato, oltre che per un flusso turistico che si
aggira sui centomila visitatori all'anno, di cui più di cinquantamila documentati
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
con biglietti di accesso alla Casa degli Stampatori e alla Rocca Sforzesca), si
propone come intervento culturale di promozione del territorio, collegando realtà
operanti (musei e beni culturali) e testimonianze riconoscibili nel tessuto urbano
(presenze di edifici o tracce evidenti): cimiteri ebraici, attestazioni epigrafiche,
lapidi, materiali tipografici e documentali. In questo modo si dovrebbe riuscire ad
interessare sia i cultori della storia della presenza ebraica (in primo luogo le
comunità in Italia e all'estero) sia gli appassionati di storia e dell’arte, sia il
pubblico delle arti tipografiche della stampa. L'itinerario cercherà di approntare
un'offerta articolata sul versante del turismo culturale, collegando fra loro realtà in
ogni caso dotate di testimonianze evidenti – se non addirittura visitabili –
all'interno della provincia di Cremona, in primo luogo, ma proponendo inoltre
un'estensione a luoghi di altre province lombarde ed emiliane.
PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA: PROGETTI AVVIATI
- Restauro e il recupero dell’ala sud-ovest di «Palazzo Diotti» in
Casalmaggiore per spazi da adibire a Galleria d’Arte Moderna (intervento
oggetto di specifico Accordo di programma tra Regione Lombardia,
Provincia di Cremona e il Comune di Casalmaggiore).
- Cofinanziamento dell’«Accordo di programma tra il Comune di
Casalmaggiore e l’Amministrazione Provinciale di Cremona per
l’attuazione di interventi di valorizzazione e pieno utilizzo di beni culturali
nell’ex Collegio Barnabiti di Casalmaggiore»
- Cofinanziamento dell’Accordo di programma tra la Provincia di Cremona
e il Comune di Paderno Ponchielli per la ristrutturazione e il recupero
funzionale della casa-museo Amilcare Ponchielli”.
- Cofinanziamento dell’Accordo di programma fra Regione Lombardia,
Provincia di Cremona e Comune di Crema per il progetto «La Cittadella
della Cultura: una città laboratorio dentro la città» a Crema. L’iniziativa si
pone come ulteriore tassello di un percorso complesso già in atto che
prevede la piena valorizzazione del centro storico di Crema come luogo
privilegiato per la collocazione ed il radicamento di servizi culturali
integrati. In tale prospettiva sono stati realizzati gli importanti interventi
che negli scorsi anni hanno permesso il recupero di una prima parte dell’ex
convento di San Domenico quale sede del nuovo Teatro cittadino ed il
recupero di Palazzo Benzoni che dal 2002 è divenuto nuova sede della
Biblioteca Comunale di Crema. Con gli interventi già realizzati e, in
particolare, con l’acquisizione di nuovi spazi, dovuti allo spostamento
della biblioteca dal Centro Culturale Sant’Agostino alla sede di Palazzo
Benzoni, si sono aperti significativi scenari di rilancio dell’intero
complesso del Sant’Agostino e degli attigui ex magazzini comunali per la
costituzione di un sistema di offerta fondato sulla Biblioteca, sul Teatro
San Domenico e sul Museo Civico Cittadino.
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Provincia di Cremona
PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA: PROGETTI IN CORSO DI
DEFINIZIONE
PALAZZO STANGA A CREMONA: PROSECUZIONE DEL RESTAURO
DELLE SALE NOBILI
Il Palazzo, dal 1467 di proprietà degli Stanga, all’epoca famiglia nobile tra quelle
più in vista di Cremona, fu oggetto di diverse modifiche nel tempo, non sempre di
facile attribuzione. Il valore storico-artistico del Palazzo è evidente negli eleganti
ambienti del piano terra e del piano primo verso il giardino (dove oggi vengono
allestite mostre temporanee), caratterizzati da volte affrescate e pavimenti in
seminato alla veneziana (in alcune stanze del primo piano). Spicca, tra questi
ambienti, la “Stanza preziosa” o “di Napoleone” (la sua denominazione deriva da
un suo presunto utilizzo per una notte da parte dell’Imperatore Napoleone III). In
essa sono conservati gli arredi originali, tra cui un prezioso letto a baldacchino. Di
grande interesse anche l’imponente scalone settecentesco del Rodi.
I primi lavori di restauro, conclusi nel marzo 2004, hanno portato al recupero
funzionale di buona parte dei locali posti al primo piano verso il giardino. La
stanza di Napoleone è stata oggetto di un intervento di recupero complessivo
(affreschi, decorazioni, pavimentazione, arredi) da parte della Scuola di Restauro
del Centro di Formazione Professionale della Provincia di Cremona.
Il restauro ha permesso di recuperare tutti i pavimenti presenti in origine,
soprattutto quelli in seminato alla veneziana e in cotto, oltre al recupero dei
serramenti in legno. L’intervento ha anche riguardato il giardino storico e, in
particolare, l’ottocentesco tempietto che lo sovrasta.
L’auspicio è di poter avviare, nel corso del 2006, con il concorso della Regione
Lombardia, il restauro e il recupero funzionale delle altre sale nobili poste al
primo piano e non interessate, per carenza di risorse, dal primo intervento. A tal
fine l’Ufficio Tecnico Provinciale ha già predisposto uno studio di massima.
PALAZZO PIGNANO: «TEATRO NEL VERDE»
Il progetto, per la cui realizzazione risulta indispensabile l’apporto della Regione
Lombardia, intende riqualificare l’area circostante l’Antiquarium di Palazzo
Pignano (realizzato in convenzione fra Soprintendenza Archeologica della
Lombardia, Provincia di Cremona e Comune di Palazzo Pignano), creando un
impianto teatrale che ben si inserisca nel contesto storico-naturalistico presente,
ma che allo stesso tempo soddisfi le esigenze tecniche tipiche di una struttura
teatrale.
La zona del teatro vuole rispettare la dominanza dell'elemento prato e verde, e
inserirsi in un contesto naturalistico; per questo per la realizzazione della platea si
è pensato di costruire una collinetta che farà da appoggio alle gradinate e sedute
semicircolari da realizzarsi in legno, così da renderla simile ad un teatro antico.
Il circostante spazio a verde sarà suddiviso in due zone: nella parte principale
verrà realizzato un brolo antico a frutteto per farlo divenire laboratorio di materie
prime, ultimo baluardo di un sapere antico quasi dimenticato (è prevista la messa
a dimora di piante di varie specie fruttifere appartenenti a culture antiche e ormai
desuete, a rischio di estinzione).
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Provincia di Cremona
L'edificio dell'Antiquarium risulterà inserito in questo contesto verde e sarà
raggiungibile tramite un percorso da realizzarsi con pietrisco.
La restante area verde farà da contorno alla struttura del teatro: prato con alberi e
arbusti fioriti faranno da quinta naturale agli edifici e segneranno il perimetro dei
percorsi che portano al teatro. L’intento è quello di far coincidere la nuova
realizzazione con una rinascita della vita sociale e culturale di questa località.
Il Comune di Palazzo Pignano ospita già da tre anni, durante il periodo estivo, una
rassegna di spettacoli teatrali di cultura greco-latina e, considerato il crescente
interesse da parte del pubblico accreditato da una presenza sempre maggiore di
anno in anno e la partecipazione di attori di fama nazionale, sia come protagonisti
che come ospiti, ha intenzione di realizzare uno spazio più adatto a tale affluenza
di persone, permettendo anche una migliore rappresentazione degli spettacoli.
Allo stesso tempo si avrà una struttura utilizzabile anche per scopi didattici,
coinvolgendo le scuole su progetti legati all’attività dell’Antiquarium e della
vicina area archeologica.
II Teatro sarebbe unico nel suo genere nel nord Italia e valorizzerebbe una
comunità attiva e culturalmente creativa: dal 2004 Palazzo Pignano è entrato a far
parte di un circuito teatrale interregionale costituito dal «Plautus Festival» di
Sarsina (FO), dalla rassegna «Teatro ed Archeologia» nella zona archeologica di
Veleia (PC) e dal Festival «Chi è di scena» di Battipaglia (SA).
ISTITUZIONE DI UN POLO CULTURALE NELLE MURA STORICHE
DI PIZZIGHETTONE
Il Progetto che coinvolgerebbe Regione Lombardia, Agenzia del Demanio Filiale
della Lombardia, Direzione Generale per i Beni culturali e paesaggistici della
Lombardia, Provincia di Cremona, Parco Adda-Sud, Curia vescovile di Cremona,
Gruppo Volontari Mura, Centro di Formazione Professionale, Camera di
Commercio, Industria e Artigianato e Agricoltura di Cremona, Comune di
Pizzighettone, si situa nel vasto programma di riqualificazione del centro storico di
Pizzighettone. La città è dotata di una cerchia muraria tra le meglio conservate in
Lombardia, caratterizzata da ambienti ampi e suggestivi, che una volta riadattati
permetterebbero la costituzione del nuovo polo culturale in una sede storica e
garantendo, al tempo stesso, il l’utilizzo pubblico di spazi altrimenti non utilizzati.
L’istituzione di un nuovo polo culturale prevederebbe la realizzazione di nuova
Biblioteca, di un Museo delle Mura e di botteghe artigianali e di formazione di
artigianato d’arte.
PROGETTI CULTURALI COMPLESSI: APIC E GRANDI MOSTRE
La cultura è da sempre al centro di ogni sviluppo sociale, è l’unico strumento che
permette di fare progetti con uno spettro temporale ben più ampio di quello della
contingenza. Molto è stato fatto in questo settore dalla Provincia di Cremona,
mostrando come la cultura possa divenire anche un importante motore economico e
di sviluppo.
In quest’ottica viene confermato l’impegno nella politica dei Grandi Eventi, che
attraverso la felice intuizione dell’Apic (Associazione Promozione Iniziative
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
Culturali) ha inserito Cremona in un circuito internazionale di grande prestigio e
che rimane uno dei cardini della nostra proposta culturale.
Da un lato, i Grandi Eventi costituiscono un sicuro volano per una politica di
valorizzazione turistico culturale che si intende potenziare; volano in grado di
produrre anche benefici economici rilevanti. Dall’altro, essi portano con sé un
approfondimento culturale e scientifico cui non può sottrarsi chi crede
nell’importanza della Cultura come fattore di crescita e sviluppo della conoscenza
a beneficio della collettività.
Queste le iniziative in corso e in programma:
- Tesori di Capodimonte. Dipinti, disegni, oggetti lombardi e porcellane dal
Museo di Capodimonte (Cremona, Museo civico Ala Ponzone, 25 ottobre
2005 - 5 febbraio 2006).
- Per il 2006 l’Apic ha inoltrato alla Regione Lombardia ex L.R. 9/1993
richiesta di contributo per la realizzazione di una importante mostra dal
titolo: «Giovanni Carnovali detto il Piccio, un pittore lombardo
nell’Europa dell’Ottocento» (Cremona, Museo civico Ala Ponzone e
Casalmaggiore, Santa Chiara, 23 settembre 2006 - 7 gennaio 2007).
- Mostra «Luigi Manini. Tradizione, Immaginario e Metodo» (Sintra,
Cascais e Lisbona, sedi diverse, novembre 2005-dicembre 2006; Crema,
Museo Civico di Crema e del Cremasco, autunno/inverno 2006-2007).
LE POLITICHE GIOVANILI
Le problematiche legate alla condizione giovanile, ed in particolare quelle
connesse al passaggio alla vita adulta, alle scelte scolastiche e all’inserimento nel
mondo del lavoro, diventano sempre più ampie e complesse, con un conseguente
interesse diffuso ed una molteplicità di iniziative che evidenziano l’esigenza di un
maggior raccordo e programmazione degli interventi
Nell’ottica di una programmazione concertata degli interventi Provincia e
Comune di Cremona hanno approvato una convenzione per l’impianto, dall’anno
1998, di una «Rete Provinciale di Servizi Informagiovani», con lo scopo di
collegare i Comuni interessati ad aderirvi, attivando in ognuno di essi un servizio
informativo, ossia un punto di raccolta e di smistamento di una mole notevole di
informazioni riguardanti tutte le attività e gli interventi rivolti ai giovani, in una
sinergia di lavoro in rete con gli altri servizi e le altre istituzioni.
L’attuazione della convenzione e l’esperienza maturata in questi anni
costituiranno un prezioso supporto decisionale per futuri interventi nel settore.
I giovani sono un referente importante per questa Provincia e lo si deduce
dall’attenzione che il settore cultura a loro riservato con iniziative di spessore e
con il sostegno alle proposte culturali delle Consulte dei giovani presenti nei
Comuni del territorio provinciale.
COMITATO PROVINCIALE PER LA DIFESA E LO SVILUPPO DELLA
DEMOCRAZIA
Intensa nella molteplicità dei progetti e sorretta da forte tensione ideale,
proseguirà anche nel 2006 l’attività del Comitato Provinciale per la Difesa e lo
Sviluppo della Democrazia che in questi anni ha saputo sviluppare iniziative di
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Provincia di Cremona
alto valore educativo e civile: un’attività che guarda al passato per immaginare il
futuro, un futuro che sia di pace, di giustizia e di rispetto della dignità degli
uomini. Nell’ambito del proprio progetto «Il futuro ha una memoria», finalizzato,
come ogni anno, alla promozione e alla diffusione fra le giovani generazioni dei
principi di libertà e di democrazia posti a fondamento della Costituzione, il
Comitato Provinciale per la difesa e lo sviluppo della Democrazia ha avviato, per
l’anno scolastico 2005-2006, un percorso di studio e di approfondimento sul tema
della Costituzione: «I 60 anni della Repubblica, da sudditi a cittadini.
Democrazia, Pace e Giustizia nella Costituzione».
In particolare il progetto 2005-2006 sarà dedicato al sessantesimo anniversario
della nascita della Repubblica Italiana e dell’elezione dell’Assemblea Costituente,
per iniziare una riflessione su alcuni principi fondamentali della nostra
Costituzione quale quelli elencati nel titolo.
PROMOZIONE DEL TERRITORIO E RAPPORTO CON I PICCOLI
COMUNI
I Comuni più piccoli sono una realtà di grande valore per il Paese, una risorsa
dove il tessuto della rappresentanza democratica trova il più forte radicamento,
dove la tutela e il governo del territorio hanno un controllo sociale significativo,
dove in sostanza si esalta un modello di autogoverno e di partecipazione che sta
sempre più entrando in crisi nei sistemi della grande politica. Ma è anche il luogo
nel quale, pur con grandi differenze che caratterizzano il nostro Paese, si
manifestano in modo più stridente le contraddizioni e i limiti di una
organizzazione e gestione delle funzioni amministrative e dei servizi che scontano
la carenza di economie di scala, della disponibilità di strumenti tecnologici e
professionali, e di risorse, con il risultato di penalizzare i cittadini che in queste
comunità vivono rimanendo spesso al margine delle opportunità di crescita e di
sviluppo del Paese.
Se i piccoli Comuni rappresentano oggettivamente l’anello debole della catena
istituzionale, è anche vero che essi sono una grande risorsa per il Paese, il
simbolo, per le popolazioni interessate, della possibilità di uno sviluppo e di una
qualità della vita diversi da quelli veicolati dalle città ed anche occasione di una
crescita economica e produttiva diffusa, legata ai valori e ai patrimoni presenti sul
territorio.
Se in Lombardia su 1546 Comuni, 1152 sono definiti “piccoli” e ben 14 Comuni
lombardi compaiono nella lista dei 100 più piccoli d’Italia, nella nostra provincia
su 115 Comuni ve ne sono 13 con meno di 500 abitanti, 28 con popolazione
residente fra 500 e 1000 abitanti e 39 fra 1000 e 2000. La nostra è una realtà
molto frammentata che necessita appunto di attente e lungimiranti politiche di
sostegno, dall’assistenza alla scuola, dalla sicurezza allo sviluppo industriale.
La Provincia di Cremona nell’ambito del PTCP ha incentivato i Comuni alla
gestione associata dei servizi (polizia municipale, sportello unico per le imprese,
biblioteche, ufficio tecnico ecc.). I risultati sono andati oltre le aspettative. Oggi la
Provincia ha la delega ai piccoli Comuni che permette un rapporto diretto con il
territorio, più immediato di interlocuzione e cooperazione con il piccolo Comune.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
La Provincia nel suo ruolo di coordinamento di area vasta e di attuazione delle
politiche di sviluppo locale è l’organo chiamato a svolgere iniziative di sostegno e
di sussidiarietà verso i Comuni di minore dimensione demografica e di più fragile
struttura operativa e gestione di servizi.
Pertanto l’intesa tra la Provincia di Cremona e i piccoli Comuni si può
concretizzare attraverso:
- La progettazione di opere pubbliche in collaborazione con l’Ufficio
Tecnico provinciale;
- La formazione dei nuovi quadri amministrativi e dei funzionari dei
Comuni attraverso il braccio operativo CISAL;
- La pianificazione urbanistica, a cominciare dai piani territoriali di
coordinamento;
- La raccolta e il coordinamento delle proposte avanzate dai Comuni ai fini
della programmazione economica, territoriale e ambientale della Regione;
- Il coordinamento dell’attività programmatoria dei Comuni;
- La raccolta ed elaborazione dei dati e l’assistenza tecnica;
- La collaborazione con l’Ufficio del Difensore Civico;
- Lo sviluppo del marketing territoriale attraverso la valorizzazione delle
produzioni locali e di itinerari o sistemi unici di percorrenza e la
promozione del borgo antico del patrimonio rurale;
- La sinergia presso la Regione e il Governo nella valorizzazione delle IGP
DOP e le certificazioni d’origine dei prodotti tipici e internazionali,
l’interrelazione con la Regione, lo Stato e l’Istituto per il Commercio
Estero per la promozione di pacchetti turistici legati alle risorse naturali.
Per consentire la necessaria attività di coordinamento, l’Ufficio Progetti Speciali
avrà funzione d’interfaccia tra Provincia e piccoli Comuni e di veicolo
informativo, in sinergia con l’Ufficio di Presidenza, il CISAL ed in
collaborazione/relazione con i Settori dell’Amministrazione.
L’Ufficio costituirà il punto di raccolta delle istanze relative alle esigenze
manifestate dai piccoli Comuni, provvedendo a smistarle agli amministratori ed ai
dirigenti competenti per specifiche materie; avrà la funzione di coordinamento
operativo degli incontri con i piccoli Comuni che coinvolgono più Settori
provinciali, predisponendo relazioni di sintesi e comunicazioni per la Giunta.
In ambito progettuale è previsto un programma pilota, supportato da Ancitel
Lombardia, articolato in primo luogo su corsi d’aggiornamento, finanziati dal
FSE, rivolti a funzionari e tecnici comunali e più complessivamente sul Progetto
Provincia & Piccoli Comuni. Tale progetto prevede una prima area d’intervento
inerente la fornitura di servizi d’informazione di base su temi di specifico
interesse mediante il Portale Provinciale dei Piccoli Comuni, una newsletter e
attività convegnistica.
In particolare, il Portale Provinciale dei Piccoli Comuni (da attuare in sinergia con
l’ esistente Portale dei Comuni della RUP) rappresenta uno strumento che utilizza
le potenzialità di internet per realizzare la diffusione d’informazioni e lo scambio
opinioni, cardine del sistema di collaborazione provinciale.
Una seconda area d’intervento è relativa alla realizzazione di gruppi di lavoro su
temi di attualità ed interesse generale.
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Provincia di Cremona
Altri progetti finalizzati alla valorizzazione delle specificità del territorio
provinciale potranno essere realizzati in relazione alle necessità.
Le attività di promozione territoriale si avvarranno anche di nuove sinergie e
concertazioni pubbliche - private con alcuni organismi quali:
- La Consulta delle Fiere provinciali che sarà il motore del costituendo
sistema fieristico provinciale;
- L’Osservatorio per i piccoli comuni, che potrebbe essere attivato in
parallelo al CISAL, a supporto delle attività previste nel programma
amministrativo;
- L’Ufficio Europa per il monitoraggio e la diffusione di informazioni sulle
politiche dei programmi europei e i relativi bandi, nonché sugli eventi
organizzati dalle Istituzioni Comunitarie.
La metodologia di approccio alla tematica della promozione del territorio e dei
piccoli Comuni continuerà ad essere multidisciplinare e coinvolgerà più
Assessorati che lavoreranno in sinergia: Cultura, Territorio, Ambiente, Turismo,
Economia e Agricoltura.
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Provincia di Cremona
RELAZIONE DI GIORGIO TOSCANI
Assessore Provinciale all’Agricoltura, foreste ed alimentazione,
Caccia e Pesca.
__________________________________________________________________
La realtà economica della provincia di Cremona è strettamente connessa alla sua
vocazione agricola e di produzione quanti-qualitativa di commodities e di prodotti
alimentari ad elevato valore aggiunto.
Oltre agli indicatori economico-finanziari a confermare ciò vi è la constatazione
che il mondo dell’indotto è decisamente ramificato esteso e complesso. Solo sul
versante industriale basterebbe citare la mangimistica, la meccanica,
l’agroalimentare caseario, il comparto ortofrutticolo, il settore della
trasformazione delle carni, della produzione degli oli e dei grassi vegetali e
animali, l’industria vinicola e dell’aceto, i pastifici, la produzione dolciaria, voci
che nelle statistiche difficilmente vengono accorpate all’agricolo-agroalimentare:
pensiamo ai servizi connessi alla produzione agricola e agroalimentare in
provincia di Cremona (associazioni, sindacati, contoterzisti, sistema fieristico,
associazioni di razza e del sistema allevatoriale) o al sistema universitario e della
ricerca che ruota attorno al settore.
Scopriremmo che l’economia cremonese ruota ancora attorno al settore primario.
Così come scopriamo che la provincia di Cremona, grazie alla consistenza del
settore primario nei decenni ha portato sino ai giorni nostri un territorio molto ben
conservato rispetto all’urbanizzazione selvaggia di altri territori della regione e di
altre realtà italiane. L’obiettivo principale della Provincia attraverso l’operato del
Settore Agricoltura, Caccia e Pesca è l’agroalimentare per sostenere quello che si
ritiene essere il settore economico più importante in un momento di oggettiva
difficoltà.
Occorre quindi guidare gli imprenditori della filiera agro-alimentare nel saper
produrre beni e prodotti di qualità, sviluppando nel contempo un ruolo di
prestatore di servizi all’interno del cosiddetto sistema rurale.
Occorre aiutare il comparto agroalimentare investendo in politiche di espansione
dei nostri prodotti sui mercati non solo interni ma anche esteri. Aumentare le
quote di esportazione di Grana e Provolone significa sostenere il prezzo del latte
per i nostri produttori, lo stesso vale per la carne e per i prodotti insaccati.
Questi obiettivi sono perseguibili attraverso:
- la realizzazione di un’attività di sostegno ed indirizzo alle aziende
agricole;
- il controllo del mercato delle produzioni animali e vegetali;
- la valorizzazione e la promozione dei prodotti locali;
- l’adesione a progetti di internazionalizzazione e cooperazione a favore
delle imprese agroalimentari cremonesi;
- l’incentivazione delle azioni di salvaguardia dell’ambiente attraverso
l’applicazione delle misure agroambientali, faunistiche, forestali e di
riutilizzo agronomico dei reflui zootecnici;
- l’incentivazione della multifunzionalità e della diversificazione del reddito
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Provincia di Cremona
agricolo;
- la gestione faunistico-venatoria e piscatoria.
In questo senso le linee di progetto che interessano direttamente il Bilancio
dell'Ente riguardano esclusivamente le materie trasferite alle Province, in
particolare il miglioramento della competitività aziendale, la meccanizzazione
agricola e forestale, la miglior gestione ambientale dei reflui zootecnici, gli
interventi in materia di forestazione, caccia e pesca, la promozione dei prodotti
tipici.
Su questi filoni l'entità delle risorse disponibili è provvisoria e suscettibile di
modificazioni che dipendono dagli assestamenti del Bilancio Regionale.
La restante parte delle attività riguarda gli interventi dovuti attualmente alla
applicazione dei programmi comunitari che fanno riferimento al Regolamento
1257/99 e alla revisione di medio termine (Reg. 1782/2003), con la conseguente
gestione delegata delle misure contenute nel Piano di Sviluppo Rurale.
A ciò si aggiungono le attività connesse alla progettazione rivolta all’accesso ai
fondi derivanti dalle bandi comunitari (EQUAL, LIFE), e le attività di
cooperazione rivolte all’internazionalizzazione delle imprese (progetto IFADBOSNIA, Progetto Agricoltura CUBA).
PROGRAMMAZIONE: PIANO AGRICOLO TRIENNALE E PROGETTO
PILOTA DEL PATTO PER LO SVILUPPO
L’agricoltura rappresenta l’unico settore in cui le politiche europee si sviluppano
compiutamente e in cui è possibile realizzare le politiche di coesione della UE.
In questo senso, si tratta di un comparto in cui la programmazione è forte e investe
dal livello comunitario a quello locale (Province), passando dai livelli intermedi,
rispettivamente nazionale e regionale. I regolamenti comunitari, le norme di
recepimento nazionale e regionale, l’attuazione delle deleghe a livello provinciale
si confrontano inoltre con un mondo agricolo e con una filiera agroalimentare
fortemente organizzati e strutturati.
In ogni provincia esistono tavoli agroalimentari o tavoli di confronto sulle diverse
tematiche agricole, mentre a livello regionale sono istituiti per legge il Tavolo
Tecnico, che riunisce i dirigenti dei settori agricoltura provinciali e il Tavolo
Istituzionale che riunisce gli assessori all’agricoltura provinciali e i presidenti di
comunità montana.
La forma di programmazione prevista dalla legge delega è rappresentata dai Piani
Agricoli Triennali Regionali e dai Piani Agricoli Triennali Provinciali.
Il processo di trasformazione dell’agricoltura appare poi fortemente influenzato
dalla crescente capacità del mercato, ossia della domanda, di orientare la
produzione. Una capacità che deriva dal ruolo dominante oggi assunto dal
consumatore e dalle nuove esigenze della distribuzione moderna e dell’industria
alimentare.
A seguito dei cambiamenti nella struttura socio-economica delle economie
sviluppate, in particolar modo a causa dell’aumento del reddito individuale, il
consumatore è oggi sempre più esigente.
Ciò che il consumatore dei paesi sviluppati chiede al prodotto alimentare è di
consentirgli di soddisfare un numero crescente di bisogni che vanno ben al di là
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Provincia di Cremona
della semplice nutrizione: in particolare i bisogni di corrispondere ai suoi gusti ed
alle sue preferenze, di conservargli la salute, di assicurargli un aspetto fisico
piacevole, di fargli provare nuove sensazioni, di permettergli di stare tranquillo, di
facilitare le occasioni di incontro sociale, di accrescere il tempo disponibile per le
attività preferite. Una tipica testimonianza di questa evoluzione della domanda del
consumatore finale è offerta dal crescente sviluppo degli acquisti di alimenti già
pronti o quasi pronti per il consumo. Sta inoltre rapidamente crescendo, specie
nelle economie più sviluppate, sia l’importanza dei pasti consumati fuori casa che
il numero delle strutture che offrono pasti completamente preparati e confezionati
da asportare e consumare a casa.
Da questa nuova situazione emergono diverse conseguenze di importanza cruciale
per le imprese del sistema agro-alimentare. Innanzitutto emerge una nuova idea di
qualità: nel linguaggio corrente l’espressione “qualità” viene abitualmente usata
per indicare di un prodotto il livello superiore, l’eccellenza, specie in rapporto alle
caratteristiche organolettiche. Nella nuova realtà dominata dall’esigenza di
adeguare l’offerta alla domanda, il concetto di qualità è invece più ampio e tende
ad assumere una dimensione fortemente soggettiva perché serve a specificare un
prodotto in rapporto ai bisogni che è chiamato a soddisfare. La qualità può cioè
essere definita come l’attitudine di un prodotto a soddisfare i bisogni espressi o
potenziali del consumatore. La seconda conseguenza è il netto declino del mercato
di massa e lo sviluppo di un processo di segmentazione del mercato che in molti
casi si traduce nella creazione di nicchie di mercato.
Ma soprattutto significativa come indice dei nuovi bisogni è la crescente
inquietudine del consumatore per i rischi che possono derivare alla propria salute
sia dalla presenza negli alimenti di residui di prodotti antiparassitari, di farmaci ad
uso veterinario e di sostanze anabolizzanti, sia dall’impiego di additivi alimentari
e di organismi geneticamente modificati, sia infine dalla non corretta
conservazione degli alimenti.
Una sintomatica manifestazione di questa forma di angoscia alimentare è
rappresentata dal caso del pollo alla diossina e la crisi della vacca pazza, in altri
termini, l’emergere della consapevolezza di un rischio sanitario per il quale
vengono espressi giudizi contrastanti o che gli esperti confessano di non sapere
valutare, una dubbiosa incertezza riguardo a certe tecniche agricole e
dell’industria alimentare, l’impossibilità di ritrovare la traccia esatta dei vari
passaggi del circuito produttivo della maggior parte degli alimenti.
Tutto questo, associato all’incoerenza e alla cattiva gestione mediatica che ha
caratterizzato queste crisi a livello internazionale, ha rafforzato nell’opinione
pubblica i dubbi circa la qualità degli alimenti che vengono consumati. Oggi la
storia si ripete con il problema dell’influenza aviaria.
PERCHÉ L’AGROALIMENTARE COME PROGETTO PILOTA IN
PROVINCIA DI CREMONA
Il territorio cremonese è connotato da una grande vocazionalità in campo agricolo,
questo non è una novità. Esistono ragioni storiche, di tradizione economica che
hanno lasciato sempre più spazio a dati in grado di dimostrare una evoluzione del
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Provincia di Cremona
settore costante ed in controtendenza rispetto alla gran parte del territorio
nazionale.
Il peso dell’agricoltura espresso in valore aggiunto sul totale dell’economia
provinciale rappresenta il 7,5% rispetto ad un dato nazionale del 2,2% e regionale
dell’1,5%. Aggiungendo a questo dato una stima prudente del valore aggiunto
dell’industria agroalimentare cremonese il dato che emerge supera il 12,5%
rispetto ad un dato nazionale del 4,4%. Anche il tasso di occupazione agricola
provinciale risulta essere ben oltre le medie nazionali. Sul versante strettamente
agricolo, la professionalità degli operatori, lo sviluppo delle tecniche e
l'introduzione dell’innovazione tecnologica a tutti i livelli hanno consentito
all’agricoltura cremonese di raggiungere risultati produttivi di eccellenza. La
produzione lorda vendibile (PLV) riferita alle sole produzioni agricole ammonta a
circa 1000 milioni di € pari al 17% del totale regionale (il 23% se si considera il
solo comparto latte); l’84% deriva dalle produzioni zootecniche ed il 16% da
quelle vegetali. Risulta evidente la spiccata vocazione zootecnica.
La produttività è elevatissima: l’agricoltura cremonese è tra le prime in Italia se si
confrontano i dati di valore aggiunto per ettaro e per occupato. Gli addetti al
settore agricolo sono circa 10.000.
La superficie agricola utilizzata per la coltivazione (SAU) è di 136.034 ettari, cui
si aggiungono circa 7.000 ettari ad arboricoltura e boschi, per un totale di
superficie agraria e forestale di 143.034 ettari (81% del territorio provinciale
Le aziende sono 5.483, con una dimensione media di 25 ettari, ben oltre la media
nazionale.
Di queste 2051 (38%) sono con allevamento. La nostra provincia presenta il 46%
delle delle aziende di tipo professionale rispetto ad una media regionale che si
attesta al 26%, segno di vitalità del settore e di capacità di investimento. Tornando
all’agroalimentare in senso stretto, sommando il valore della produzione delle
imprese del sistema cooperativo provinciale a quello delle prime 6 imprese private
dell’industria alimentare, si arriva ad una stima per difetto del fatturato
complessivo dell’industria alimentare provinciale pari a 1500 Ml.ni di Euro. Se si
tiene conto che a livello nazionale l’INEA ha stimato una dimensione economica
del comparto agroalimentare nazionale in misura pari al 15,4% del PIL, a livello
provinciale si può ragionevolmente dedurre, considerando il rapporto di 1:3 tra i
dati economici nazionale e i dati provinciali, che l’agroalimentare a Cremona è di
gran lunga il settore più importante (includendo industria mangimistica, prodotti
chimici, macchine agricole, servizi, assicurazioni, credito agrario, investimenti
industriali, trasporti, commercio, distribuzione).
Non è da trascurare la massa di contributi che sul comparto giungono da UE, Stato
e Regione al territorio provinciale. Si parla di una media annua di contributi pari a
circa 65 Ml.ni di Euro a sostegno di investimenti pari a circa 150 Ml.ni di
Euro/anno.
Quattro sono gli elementi strategici:
- la qualificazione e la capacità produttiva basata sulla professionalità e
l’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di ottenere un livello adeguato
di reddito ;
- il rapporto tra produttori agricoli e consumatori;
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Provincia di Cremona
- la valorizzazione del territorio e le esternalità dell’agricoltura;
- la nuova frontiera dello sviluppo rurale
Il primo punto ci richiama alla necessità di non perdere di vista che l’agricoltura è
una attività innanzi tutto rivolta alla produzione soprattutto laddove esiste
vocazionalità alla produzione. L’agricoltura “senza agricoltura” forse può
sussistere in alcune nicchie territoriali di particolare pregio e valore turisticoambientale ma il rischio altrove è che la “non agricoltura” significhi morte delle
aree rurali con tutti i problemi che ne conseguono. Esiste inoltre il pericolo della
perdita delle produzioni locali e della dipendenza alimentare da altri paesi. Un
forte settore primario è la base dello sviluppo economico di un paese.
Il secondo elemento ci riconduce al nesso prodotto-territorio che quanto più forte
e visibile è, tanto più è tutelato il prodotto e tanto più sono forti i produttori
agricoli. Se si spezza questo nesso, il prodotto diventa indifferenziato, perde
valore così come perdono forza i produttori di quel determinato territorio.
A proposito del territorio, questo è lo spazio dove si incontrano lo sviluppo rurale
e la multifunzionalità, ovvero la capacità dell’agricoltura di sviluppare una
molteplicità di attività e di funzioni anche sociali: produttive di qualità, territoriali
(cura del territorio, conservazione del paesaggio, gestione idrogeologica), sociali
(vitalità delle aree rurali, freno allo spopolamento), ambientali (biodiversità,
produzione di bioenergia, conservazione della fertilità), culturali (mantenimento e
recupero delle tradizioni e dei saperi locali).
Infine lo sviluppo rurale inteso come sviluppo integrato di un territorio rurale che,
pur avendo come perno l’agricoltura e l’azienda agricola, crei sinergie e sviluppo
(nuove professionalità, creazione di nuova occupazione) con tutti gli altri attori
del territorio.
Va sottolineato anche che, in un probabile ampliamento dei compiti attribuiti alle
Province, sarà utile, prima di ulteriori elaborazioni, la sperimentazione che le
stesse possono fare nell’ambito dei distretti. La politica di distretto ha tenuto
conto dell’esperienza Leader. Questa è stata utile per creare l’interrelazione tra i
soggetti pubblici e privati indispensabile
ad una politica integrata e lo stesso effetto si spera di ottenere dalla
sperimentazione dei distretti.
Le indicazioni fornite dalla Commissione europea affidano alla programmazione
integrata e alle metodologie progettuali di sviluppo di Leader un ruolo di rilievo.
Questo rafforza l’importanza di estendere l’esperienza delle politiche distrettuali
anche all’ambito rurale.
SOSTEGNI ALLO SVILUPPO AZIENDALE
l'attuale quadro comunitario del comparto agricolo, con le politiche legate
all'applicazione di Agenda 2000, per il periodo 2000-2006, e a seguito della
revisione di medio termine il settore sarà interessato da una riduzione ulteriore dei
livelli di protezione dei produttori agricoli rispetto alla competitività dei mercati
mondiali, il mantenimento nel contempo di alcuni tetti produttivi nonché una
particolare attenzione agli aspetti ambientali.
A seguito dell’aumento di fondi sul secondo pilastro si creeranno le condizioni per
sostenere gli investimenti delle imprese agricole rivolte al miglioramento
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Provincia di Cremona
strutturale e delle dotazioni nella direzione di una miglior efficienza gestionale, di
una riduzione dei costi di produzione, di un miglioramento qualitativo della
produzione in funzione delle esigenze di mercato, accompagnate da un rispetto
ambientale che si può tradurre in una corretta gestione dei reflui zootecnici
adottando opportune strutture di stoccaggio ed adeguati calendari di utilizzo.
Esiste altresì una motivazione legata alla necessità di migliorare, in talune
condizioni, gli aspetti igienico-sanitari degli allevamenti e le condizioni di vita e
di lavoro degli operatori del settore.
La PAC risponde alle necessità di riorganizzazione del mercato agricolo
proponendo finanziamenti alle aziende agricole ed alle industrie di trasformazione
al fine di:
- migliorare l’efficienza delle strutture agricole;
- integrare il reddito agricolo e migliorare l'efficienza, minimizzando i costi
e rispettando l’ambiente;
- garantire un adeguato livello di prezzo dei prodotti, premiando la qualità
nel settore dei vegetali trasformati.
La realtà cremonese , essendo di elevato livello imprenditoriale e ad alto tasso
tecnologico, si sta in questi ultimi anni orientando decisamente verso tali obiettivi.
In particolare, dopo alcuni anni di avvio stentato, stanno prendendo piede forme di
organizzazione aziendale basate sulla Lotta integrata, la riduzione dell'impatto
chimico, l'estensivizzazione e l'abbandono della monocoltura, la ricerca di mercati
di nicchia, quali il biologico, che rispettino maggiormente l'ambiente ed abbiano
maggiore facilità di penetrazione del mercato. In aggiunta, si punta alla
diversificazione colturale tramite la forestazione e la destinazione naturalisticoambientale. Anche l'agricoltura tradizionale ha recepito le indicazioni comunitarie
in materia di qualità, soprattutto nell'ambito dei vegetali da industria (patata e
pomodoro).
Infine, la tendenza al progressivo invecchiamento dell'universo imprenditoriale
agricolo ha portato a introdurre incentivi per favorire il ricambio generazionale.
Questo fenomeno è presente anche su un territorio come quello della provincia di
Cremona a spiccata vocazione agricola.
Favorire l'insediamento di un giovane alla guida di una impresa agricola significa,
nella maggior parte, dei casi introdurre elementi di maggior sensibilità
all'innovazione, innalzare il livello formativo della classe imprenditoriale agricola,
creare le condizioni per il passaggio da una fase di conservazione ad una fase di
investimento dell'impresa e, in definitiva, per una gestione più efficiente e
moderna dell'impresa stessa
FORESTAZIONE E ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI
L'analisi della realtà lombarda ha evidenziato carenze strutturali di legname e la
necessità di riqualificare l'ambiente rurale ed urbano favorendo piantumazioni a
filare e a pieno campo.
Pertanto si intende promuovere azioni di miglioramento ambientale,
razionalizzare i cantieri di lavoro e sopperire alle necessità di verde fruibile,
contribuendo alla pianificazione e gestione del territorio da parte degli enti locali e
di implementare la professionalità degli operatori del settore primario.
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Provincia di Cremona
Si vogliono raggiungere tali obiettivi anche tramite il supporto fornito dai
consorzi forestali operanti sul territorio provinciale e pertanto risulta opportuno
prevedere adeguate fonti di finanziamento.
Al fine di coadiuvare gli operatori del settore si vuole apportare un miglioramento
dei cantieri di lavoro tramite un aiuto all’acquisto di nuove attrezzature che
abbiano l’effetto di ridurre i tempi di lavorazione, i costi di produzione e nel
contempo garantiscano una migliore sicurezza delle attività.
Si intende fornire un supporto di indirizzo tecnico nel settore della pianificazione
e gestione forestale del territorio provinciale.
Si intende incentivare l’introduzione di modalità di gestione agronomica a minor
impatto ambientale come l’agricoltura integrata e biologica. Inoltre viene
incentivato il mantenimento di filari, siepi, fasce boscate e la produzione di
biomassa a fini energetici.
Con riguardo alla realizzazione impianti energetici da fonti rinnovabili, l’attività
degli uffici si concretizza nell’erogazione di contributi a favore di aziende
agricole, aziende di trasformazione di prodotti agricoli o imprese che operano nel
settore energetico che stipulino accordi di filiera con i produttori agricoli per
investimenti per produzione ed utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili,
quali realizzazione di impianti di produzione e sfruttamento di biogas o impianti
di combustione di biomasse vegetali (legnose o reflui zoootecnici);
SVILUPPO ZOOTECNICO
- Erogazione di contributi per interventi di miglioramento e potenziamento
zootecnico;
- Contributi per smaltimento carcasse animali;
- Verifica e valutazione, di livello provinciale, del Servizio di Assistenza
Tecnica agli allevamenti, e conseguente stesura della relazione tecnica
annuale
- Verifica e valutazione, di livello provinciale, del Servizio di tenuta dei
Libri genealogici da parte dell’APA provinciale;
- Verifica e valutazione, di livello provinciale, dei controlli funzionali
effettuati dall’APA provinciale;
- Effettuazione attività di accertamento e controllo richiesta da A.G.E.A. e/o
Regione Lombardia in materia di interventi di mercato nel comparto dei
prodotti agroalimentari di origine zootecnica (lattiero-caseari);
- Effettuazione attività di accertamento e controllo richiesta da A.G.E.A. e/o
Regione Lombardia in materia di interventi di mercato nel settore di
foraggi essiccati
- Effettuazione attività di accertamento e controllo richiesta da A.G.E.A. e/o
Regione Lombardia in materia di sostegni al comparto zootecnico
(ammassi carni bovine e suine);
- Effettuazione attività di accertamento e controllo richiesta da A.G.E.A. e/o
Regione Lombardia in materia di quote latte;
- Gestione a livello provinciale dell’archivio produttori tramite istruttoria,
validazione e inserimento in banca dati A.G.E.A. delle richieste di
attribuzione di quota aggiuntiva, delle richieste di mobilità
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Provincia di Cremona
consegne/vendite dirette, delle comunicazioni di avvenuto trasferimento
di quota latte e/o mutamento di titolarità di azienda dotata di quota latte;
SERVIZI E INIZIATIVE PER LO SVILUPPO AGRICOLO
L’EDUCAZIONE ALIMENTARE E PROMOZIONE PRODOTTI TIPICI
- Servizi di supporto tecnico: programma annuale attività di assistenza tecnica e
informazione – divulgazione.
- Piano agricolo provinciale: attività di divulgazione e completamento del piano
agricolo provinciale, approfondimento tematico anche con organizzazione di
convegni e tavole rotonde.
- Contributi per servizi di sviluppo agricolo e ad enti vari per attività in campo
agricolo. Rilascio;
- Rilascio di un parere di utilizzazione agronomica dei reflui zootecnici previsto
dalla L.R. 37;
- Programma di comunicazione ed educazione alimentare: progetto di
educazione alimentare nelle scuole, corsi teorico pratici per docenti e alunni.
- Partecipazione a fiere nel Settore Agroalimentare con finalità divulgative e
promozionali di prodotti Cremonesi..
- Attività di sperimentazione (concept farm- On farm).
- Attività di supporto agricolo, con particolare riferimento al rilascio certificati
provvisori e definitivi per la formazione e l’arrotondamento della piccola
proprietà coltivatrice; applicazione delle norme relative ai contratti agrari
relativamente al trasferimento di fondi rustici.
Gli interventi sono relativi ad attività di coordinamento tecnico-operativo, relative
ai servizi e ai supporti tecnici attivati a livello provinciale nell'ambito
dell'assistenza tecnica, della divulgazione e della formazione.
Le attività di assistenza tecnica saranno incentrate, sulla realizzazione di campi
dimostrativi.
Sarà data priorità alle tematiche inerenti i rapporti tra agricoltura ed ambiente
attraverso la sperimentazione di tecniche di agricoltura conservativa.
Le attività divulgative troveranno riscontro in incontri pubblici (convegni,
seminari ecc.), partecipazione alla Fiera di Cremona, nonché nella realizzazione di
documenti e pubblicazioni.
Proseguirà la pubblicazione del trimestrale “La Sentinella Agricola”.
E’ prevista l’approvazione e la divulgazione del Piano Agricolo Provinciale
triennale ai sensi della L.R. 11/98.
Sarà effettuata la procedura amministrativa correlata alle istanze relative alle
misure del Piano di Sviluppo Rurale inerenti i servizi di sviluppo agricolo
(Assistenza tecnica, Informazione e Formazione).
Si provvede inoltre, si richiesta dei Comuni, al rilascio del parere agronomico sui
piani di utilizzazione dei reflui zootecnici.
Sulla base delle risorse finanziarie attribuite si compartecipa all'organizzazione di
fiere, mostre, convegni, seminari e stages di aggiornamento tecnico di interesse
agricolo e forestale, anche in relazione alla loro influenza sui comparti artigianalicommerciali-industriali della provincia, con rilevanza provinciale, regionale,
sovraregionale
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Provincia di Cremona
Nell'ambito di un programma interregionale finanziato dalla Regione verrà
effettuato il programma di comunicazione/educazione alimentare
“Lo
Spaventapasseri” mediante corsi, incontri, azioni informative - divulgative, attività
didattiche nelle scuole, visite guidate ad aziende agricole, momenti di attività
pratiche.
E’ prevista inoltre la partecipazione a fiere agroalimentari per divulgare l’attività
condotta dell’Ente e per promuovere i prodotti tradizionali e tipici.
Le attività di supporto agricolo fanno riferimento alle materie conferite dalla
Regione Lombardia e di specifica competenza provinciale. Sono previste attività
che non prevedono spese, relative ad agriturismo, statistica agraria, indagini
campionarie di carattere strumentale, formazione e consolidamento della proprietà
coltivatrice, conciliative in materia di contratti agrari.
Agriturismo: comprende sessioni d’esame, controlli di certificati di
complementarità.
ATTIVITÀ FAUNISTICHE VENATORIE
Alla base della gestione faunistico-venatoria vi è lo studio delle consistenze e
delle dinamiche della popolazione che, unitamente allo studio degli habitat,
consente di elaborare modelli matematici e statistici capaci di esprimere il grado
di vocazione e le potenzialità faunistiche del territorio, nelle sue diverse
specificità provinciali, indicando gli obiettivi di programmazione faunisticovenatoria e le priorità di azione. Tutto ciò è contenuto nel Piano faunistico
venatorio approvato a settembre 2005; il PFV 2005/2010 è lo strumento di
programmazione quinquennale del territorio agro-silvo-pastorale redatto in
ottemperanza a quanto disposto dalla legislazione nazionale e regionale sulla
tutela della fauna selvatica e sull’attività venatoria, il piano di settore assume
un’importanza strategica per la tutela della fauna selvatica attraverso l’utilizzo
razionale del territorio e l’uso delle risorse naturali e la disciplina del prelievo
venatorio.
A questo strumento si aggiungono inoltre i piani di controllo delle specie nutria e
piccione torraioli oltre che della cornacchia grigia: attraverso questi strumenti
sono normati i tempi e modalità di intervento stabiliti per raggiungere l’obiettivo
di controllo, seppure nel rispetto delle colture agricole, della sicurezza collettiva,
delle caratteristiche ecologiche della specie bersaglio e delle altre specie di fauna
selvatica.
La Provincia è tenuta a dare attuazione alla normativa vigente regionale e
nazionale in materia di gestione faunistico-venatoria, assolvendo a compiti
amministrativi e di gestione nell’ambito delle risorse assegnate.
L’Ente è tenuto a risarcire, nell'ambito del fondo regionale assegnato, agli
imprenditori agricoli i danni arrecati alla selvaggina negli istituti di tutela
"provinciali" (L.R. 26/93 art. 47).
Si prevede la liquidazione dei danni 2005; inoltre eroga contributi agli
imprenditori agricoli che effettuano miglioramenti ambientali a favore della fauna,
in relazione alle misure ed ai fondi disponibili (L.R. 26/93 artt. 15 e 36).
Sono anche previsti contributi per la gestione delle zone di tutela del Piano
Faunistico Venatorio Provinciale e per le convenzioni volte a garantire una
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Provincia di Cremona
gestione ottimale degli istituti di tutela (oasi, ecc.) e spese per l'attuazione del
piano faunistico-venatorio finanziabili con contributi regionali.
Si occupa della realizzazione e attuazione dei piani di controllo delle specie
selvatiche o domestiche inselvatichite tramite il coinvolgimento dei soggetti
interessati sul territorio provinciale (piano di contenimento della nutria, del
piccione, dei corvidi, ecc.).
Il Settore Agricoltura, Caccia e Pesca è attivo in campo faunistico intervenendo
anche nella pianificazione del territorio e a tutela della fauna selvatica, rilascia
autorizzazioni e concessioni, concede contributi, esercita attività di controllo e
programmazione nei confronti di quei soggetti per cui la legge attribuisce tali
compiti.
Si prevedono altresì spese per attività divulgativa, gestione istituti di tutela,
consulenze a supporto dell'ufficio.
Le attività amministrative prioritarie attribuite al settore possono essere così
elencate:
- Gestione del Piano Faunistico e relative revisioni;
- Convocazione Consulta Faunistico Venatoria;
- Interventi per risarcimento danni da selvaggina ed altre specie a colture
agricole;
- Rilascio concessioni ad aziende venatorie;
- Rilascio autorizzazioni allevamenti;
- Rilascio autorizzazioni per gare cinofile;
- Rilascio autorizzazioni per zone addestramento cani;
- Rilascio tesserini venatori regionali;
- Rilascio autorizzazioni appostamenti fissi;
- Integrazioni Provinciali al Calendario Venatorio Regionale e divulgazione
opuscolo;
- Esami di abilitazione venatoria, ed esame per selecontrollori;
- Controllo popolazioni di corvidi, nutrie, piccioni torraioli, daini;
- Controllo Istituti faunistici/venatori (zone addestramento cani, Az.
faunistico/venatorie, A.T.C.);
- Vigilanza provinciale volontaria, coordinamento e realizzazione attività di
previste dal regolamento di funzionamento approvato;
- E’ previsto infine un’attività di divulgazione delle attività del Servizio
tramite realizzazione di pubblicazioni, anche periodiche, e attraverso
interventi didattici.
ATTIVITÀ ITTICHE
Nel settembre 2005 è stato approvato il nuovo Piano Ittico Provinciale. Il
problema più grande in questo caso è stato quello di rendere omogeneo il sistema
della pianificazione a livello interprovinciale per i corsi d’acqua che sono area di
confine. Fare in modo, cioè, che non ci siano misure e limitazioni diverse
passando da una sponda all’altra di un corso d’acqua. La gestione del patrimonio
ittico rimane comunque difficile a causa dei molteplici aspetti caratterizzanti gli
ecosistemi acquatici e delle diverse destinazioni d’uso delle acque, nonché il
repentino variare delle condizioni ambientali.
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Provincia di Cremona
Nella nostra provincia la fitta rete irrigua costituisce il vero polmone per lo
sviluppo e la conservazione delle specie ittiche. Stagioni estive sempre più
siccitose e il deficit idrico degli ultimi anni crea gravi difficoltà in questo senso,
insieme al degrado e alle continue modificazioni degli ambienti ripari che non
riescono più a svolgere le loro funzioni nei processi autodepurativi delle acque.
A questo si aggiunge la carenza di substrati idonei alla frega di talune specie,
nonché le frequenti e repentine asciutte.
La Provincia procede nella gestione delle attività ittiche e faunistiche, in modo
particolare perquanto riguarda la pesca è attiva nelle funzioni di pianificazione,
nel rilascio di autorizzazioni,nella concessione di contributi, nella tutela e
sviluppo della fauna ittica.
Provvede alla gestione delle attività di pianificazione ittica tramite la divulgazione
dell Piano ittico e della Carta delle Vocazioni Ittiche, opera ripopolamenti anche
attraverso l’attività del proprio incubatoio.
Procede al monitoraggio delle acque e incentiva l’attività dilettantistica anche
tramite progetti di recupero e potenziamento di particolari aree.
Provvede a definire le modalità per l’assolvimento degli obblighi ittiogenici.
Interviene nell’organizzazione di momenti ed iniziative didattico-divulgative nelle
materie di competenza.
Procede al riconoscimento ed al coordinamento della vigilanza in materia di
pesca; il servizio provvede alla realizzazione di corsi ed esami per l’abilitazione e
aggiornamento dei vigili volontari ittici.
Saranno assegnati, se richiesti e secondo disponibilità finanziarie, contributi a
pescatori di professione, associazioni piscatorie e acquacoltori per acquisti,
dotazioni strumentali e per ripopolamenti, anche con riferimento a contributi
SFOP.
Saranno sostenute spese per tabellatura, per la gestione dei recuperi in caso di
asciutte, per la stesura e divulgazione del nuovo Piano Ittico.
Segue e realizza le attività previste dal progetto Life Storione.
Si provvederà all’affidamento ed alla gestione di incarichi professionali a
supporto delle attività dell'ufficio.
Inoltre a partire dal 2006 il servizio Caccia e Pesca è impegnato anche
nell’attività di coordinamento dell’istituendo corpo di vigilanza volontaria in
materia ittica e venatoria, mentre prosegue l’attività di organizzazione dei corsi di
formazione e aggiornamento per guardie volontarie ittiche e venatorie oltre
all’attività di rinnovo e riconoscimento della qualifica di guardia particolare
giurata ai fini della vigilanza ittica e venatoria.
Nel corso del 2005 il servizio in collaborazione con la Regione Lombardia è stato
impegnato nella individuazione delle Zone di Protezione Speciale per la fauna ai
sensi della Direttiva Uccelli. La classificazione delle ZPS provinciali avvenuta nel
settembre del 2005 vedrà il servizio impegnato nel corso del 2006 nella redazione
dei Piani di Gestione previsti dalla normativa vigente.
Relazione al bilancio di previsione 2006 e al bilancio triennale 2006 - 2008
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Relazione della Giunta