I padri non chiedono ai figli il permesso di farli nascere. Renzo Bossi non ha nessuna colpa. Ha fatto bene il Consiglio federale della Lega a espellere Rosi Mauro e Francesco Belsito, e a riconfermare l'irresponsabilità di Renzo, esposto crudelmente dal padre alla fisiognomica. DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 02 UNA STORIA L’AVVOCATO DI PASQUALE CHE IMPIEGÒ 8 MILIONI PER UNA CIPOLLA MENEGHINA avvocato Di Pasquale, nome L ’ vistosamente farlocco per celare l’identità di un principe del foro di Locri, oggi avanti negli anni anche se splendidamente portati, che fu ai tempi della Milano da bere uno dei difensori più amati e utilizzati dai malacarne calabresi in trasferta. I criminali di grido, e di abbondante saccoccia, si servivano della sua immensa capacità giuridica per sbaragliare le fumose accuse messe un tempo in campo dai facinorosi procuratori lombardi. Si era in tempi in cui gli uccelli canterini erano scarsi così come gli orecchi elettronici. La virulenza oratoria dell’avvocato locrese sfaldava senza tregua ipotesi accusatorie prive di basi potenti. Di Pasquale era famoso a Milano e conosciute e seguite erano le sue arringhe fascinose. E fascinoso, per la verità, lo era lui medesimo, che nelle numerose trasferte sue in terra non ancor padana, cadevano ai suoi piedi donne di bellezza provata oltre che giudici. Fu così che una sua giovane e recentissima conquista venne, per il primo appuntamento, invitata in un noto ristorante del centro. A fine cena, come d’abitudine, il principe chiese per chiudere una cipolla cruda. La donna inorridì e giudicò quel vezzo barbaro, affermando che mai avrebbe baciato l’avvocato dopo quel truce pasto. Di Pasquale, giurista purosangue si appassionò alla causa e la perorò con ardore. E infine vinse costringendo la damigella a capitolare sotto l’offerta di una pelliccia di visone, che lui avrebbe pagato sino al costo di lire ottomilioni. L’appresso giorno condusse la ritrosa conquista in un lussuoso emporio. La donna scelse una pelliccia che giusto giusto coprì il costo dell’impegno. Otto milioni pretese il mercante e la sera l’avvenente meneghina cedette alla cipolla e all’avvocato, che per parte sua da galantuomo vero tenne il segreto. Ma del fatto si seppe a Locri e a Milano, che il mercante oltre che tale era malacarne puro e cliente del Di Pasquale e il segreto non seppe trattenerlo. Anzi svelò che il visone tanto visone non era e all’avvocato suo nulla era costato, e solo qualche migliaio di lire sarebbe venuto al malacarne medesimo il giorno in cui avesse deciso di onorare i suoi debiti. ‘U deputatu GIUSEPPE MORABITO* La poesia, che di seguito pubblichiamo, è balzata dall’ardente testa di Giuseppe Morabito, principe dei poeti dialettali del Novecento, 26 anni fa e fa parte della raccolta “L’undata” (Reggio Calabria 1986). Noi non abbiamo dubbi. È il commento migliore- i poeti sono davvero precursori- alla procurata disgrazia del senatur Umberto Bossi. Pòviru patri! Assai si jastimava, ch’aviva un figghiu lòfriu, ritardàtu: non capisciva nenti, non sturiava, pariva ch’era sempri ‘ddurmentatu. Natura ‘ngrata comu lu criasti, vosi tri anni mi si ‘mbrizza l’asti! ‘St’affrittu patri ‘n cori soi sperava c’u so’ figghioli, maru sbinturatu, criscendu, armenu, un pocu migghiurava, ma la spiranza soi l’avìa ‘ngannatu. CARTOLINE PER LA PADANIA Criscìu comu ‘nu porcu ‘mbarzamatu! ‘Ssittàtu ‘nta poltrona s’annacava facendu ‘a vita di ‘nu spilettatu di la matina ‘a sira strangugghiava comu ‘nu rangutangu ‘mmaistratu. ‘Nta vita ‘stu ‘nimali ch’av’a ffari, rissi so’ patri, e cuminciau a pinzari: ‘Stu me’ figghiolu, pari ch’è purtatu mi mangia a sbafu, e sempri si latrìa ndi ‘sta poltrona russa sduvacatu, pigghia pì fissa a tutti e ssi fissìa. “Si ffaci chistu, è signu ch’è ‘ncrinàtu mi faci o Parlamentu ‘u deputatu!” LA COLONNA DI ERCOLE *Nasce a Reggio Calabria il 21 giugno 1928, qui muore il 9 luglio 2004. Esopo contemporaneo, ha rinnovato l’eterna giovinezza della favola che non può invecchiare come la poesia non può morire. Così Giuseppe Morabito in L’urtimu caminu: “Pigghiati l’ossa mia, / ti po’levari. / Mai versi chi scrivia / cu tantu amuri, / restanu sempri. / Ne’ po’ scancellari”. Forte è stata la sua denuncia,in chiave sfarzosamente sarcastica, della classe politica meridionale e calabrese.Opere: E cuntamila ru peri (Reggio Calabria 1982), L’undata (Ivi 1986), ‘A vita (Ivi 1988), Comu na fògghia (Ivi 1990), Favole (Ivi 1992). * SPETT SPETTACOLI Nino Racco al Teatro Gambaro di San Fili Si chiama "Ciao amore ciao" ed è lo spettacolo che il cantastorie Nino Racco proporrà domenica 15 aprile (alle 18) al teatro "Gambaro" di San Fili nell'ambito della rassegna Atto 1: transizioni" organizzata dalla compagnia "Teatro della Ginestra". Ciao amore ciao era la canzone che Tenco propose nel Festival di Sanremo del 1967. Per Nino Racco proprio il brano di quel Sanremo “Ciao amore ciao”, che dà anche il titolo a questo monologo con chitarra, è di per sé un inno contro quel mondo che sta cambiando e contro il consumismo. di Antonio Calabrò BOVA MARINA. Una baia a forma di culla per le creature marine. Un pugno di terra con antica torre, che ieri avvistava pirati ed oggi, muta, sorride ai bagnanti. La curva della terra che gira attorno ad emozioni salmastre, la scogliera in fondo, muraglia e covo d’innamorati appassionati, che affonda nello Jonio con la delicatezza di un sussurro. Lo specchio ovale del mare riflette i nostri occhi, e sono occhi luminosi di meraviglia. La Statua Sacra in cima guida una processione d’alberi e benedice la terra annunciando la bellezza ritrovata. Bova Marina, approdo in terra italica e porta di un incanto. VELE NERE SOPRA UN MARE DI OMBRE Aprile 1991, ore 21,40. Un traghetto bianco, leggero di bagagli, salpò il tirreno per il suo ultimo viaggio. A bordo del Moby Prince molti figli del mare. Tre di Siderno: Antonio Rodi e Francesco Crupi amici di quartiere, Luciano Barbaro gentile col mondo. Ore 21,50. Caronte prese il largo dai canali livornesi, con la prua risoluta nella calma piatta. Il becchino tirò a dritta nella rada oscura, ben oltre il tramonto su una zattera sconsacrata: vele nere spiegate spinte da raffiche funebri sopra un mare di ombre. Ore 22 in punto. La prima estate sarda, con i suoi mille smeraldi, era lontana una notte. La notte più lunga. Fumo eterno sopra la coperta. Sotto, un tragico conto alla rovescia. Boia e becchino, sentenza e fiamme. Ore 22,03. Il più grande cimitero del Mediterraneo tagliò il nastro, inaugurando gli abissi. 140 morti e mille mezze verità, senza l'amicizia di Antonio e Francesco e senza più il sorriso di Luciano. 10 DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 03 Parlando di... ATTUALITÀ NORDICI & SUDICI A POLAROID DI GIOACCHINO CRIACO Come si sta con la dispensa vuota? mmettetelo almeno a denti stretti. Quanti girate, nordici e sudici, senza l’assicurazione, quanti avete continuato a non pagare il canone rai, a nascondere in famiglia le multe per divieto di sosta? Quanti avete il conto in rosso, le rate del mutuo della casa o dell’auto in arretrato? Quanti siete con le spalle al muro di fronte a Equitalia? Dite di si almeno a voi stessi. E ditemi quante visite e quanti regali avete ricevuto per Pasqua, pochi eh? Si molti meno dell’anno scorso, come minori sono stati i presenti che avete fatto. Avete razionato persino le telefonate. Fatevi forza, la povertà non è una vergogna. Vergognoso è essersi dilapidato tutto nei tempi di vacche grasse, aver fatto le cicale convinti che l’inverno fosse sparito dalla penisola. Da stupidi è stato il non costruire qualcosa per il futuro dei propri figli. Si, in questo senso siete messi male. Voi ve la siete cavata non perché siete stati bravi, ma solo grazie a un sistema di prebende che adesso il conto lo presenterà ai vostri figli e il procreare benché sia un dovere cristiano potrà salvarvi l’anima per non aver disperso il seme, ma non vi lascerà indenne dalla condanna morale di non essere stati buoni padri. La dispensa è stata vuota per Pasqua, niente colombe da riciclare nelle colazioni dei mesi a venire. Nulla di nulla messo da parte e ora avete sentito della Grecia: quattrocentomila bambini denutriti, il tutto certificato negli asili e nelle scuole, mica le frottole che vi racconto io da due anni sulle quali vi siete fatti un sacco di risate. Adesso sapete che i sorrisi sono finiti. E qualche consiglio ve lo do ancora, tornate a fare i padri e insegnate ai vostri figli un mestiere. Vivete per come potete, ai matrimoni, ai battesimi, alle comunioni non ci andate se non avete la possibilità. Smettetela di vivere di apparenze e tornate alla sostanza che di questi periodi è terribilmente poca. Vi ripeto che la povertà non è una vergogna e finitela di andare ai mercatini del falso per dimostrare al mondo quanto siete fighi, tornate ai mercati paese e portate un po’ di companatico in dispensa. La sedia vuota. Aspettando Godot o Fuda? Rieccoli insieme a Catanzaro, alla Conferenza di presentazione del candidato sindaco dell’Udc, Agazio Loiero il Probo e Pasquale Tripodi il Reprobo. Sono sbilanciati da una sedia vuota. È riservata a Pietro Fuda. E a nessuno è cosentito riscaldarla. IL DITO NELL’OCCHIO DI RODERIGO DI CASTIGLIA L’infallibilità delle Commissioni d’accesso Peggio che una morìa di galline. Se continua così, dovremo ricorrere al pallottoliere per tenere dietro al numero di Consigli comunali sciolti per mafia nella provincia jonica. Eccoli, in brutta fila - stavo per scrivere bella: Roccaforte del Greco, Condofuri, Bova Marina, Careri, Sant'Ilario del Jonio, Samo, Gioiosa Marina, Bagaladi. Fatta eccezione per Misiti smarrito e ritrovato sulle pagine del Secolo XIX ROSARIO V. CONDARCURI vevamo perso di vista il deputato Aurelio Misiti. La fortuna, però, ci assiste e l’abbiamo ritrovato sulle pagine de “Il Secolo XIX” di Genova del 20 marzo. I nostri colleghi maggiori riferiscono di una intercettazione in possesso della Procura di Genova nella quale un Raffaele, non identificato, e il dr. Francesco Caldani, importantissimo tecnico del Provveditorato genovese, discorrono di come si impastano affari e promozioni. Questo il dialogo, che trascriviamo paro paro dal “Secolo XIX”. Raffaele: «Hai visto quel nostro collega [fanno con ogni pro- A Bova Marina, che s'adagia totalmente sul mare, come, del resto Gioiosa Marina, e per Condofuri, che ha la sua frazione più cospicua sulle onde del Jonio, tutti gli altri paesi sono distesi tra la collina e la montagna. Luoghi adatti per cospirare e tramare contro lo Stato democratico, essendo la campagna la fonte di ogni barbarie e la città il seme della civiltà. Non conosco la cultura dei commissari né quella del prefetto in partenza per Firenze né quella ancora del Ministro degli Interni. Ma mi pare di poter sospettare che siano tutti sotto la grave mole della scuola positivista e di uno dei suoi maggiori esponenti. Quell'Alfredo Niceforo che così scriveva: “La città rappresenta sempre, di fronte alla campagna, un grado di civiltà assai più elevata e maggiormente svilup- DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 04 la Riviera babilità riferimento a un ex presidente del Consiglio nazionale dei lavori pubblici che non viene mai nominato, ndr)? Che c… di personaggio». Caldani: «Ah mizziga…è una persona losca, non ha proprio dignità». Raffaele: «Prima è stato con Chiaravalloti (ex presidente della regione Calabria di Forza italia, ndr), poi con Loiero (suo successore di centrosinistra, ndr), poi con di Pietro e l’Idv…». Caldani: «Non ha dignità, ma chi lo prende ne ha meno di lui». Raffaele: «E’ un uomo indicibile, un cangia-bandiera, un professionista dell’opportunismo. Mi dicevi che quando c’era Di Pietro ministro dei lavori pubblici era lui (cioè il loro ex collega) che comandava?». caldani: «Comandava sì, la commissione del concorso mio l’ha pilotata lui…sono riuscito anche a farlo contattare, ma sai cosa mi hanno detto di quest’uomo?». Raffaele: «Eh…». Caldani: «Mi hanno detto: “Senti, ma tu cosa gli puoi dare? Puoi fare un lavoro per lui? [io gli ho detto] no…e [l’altro mi ha risposto]: “Allora scordatelo, chistu non fa niente per niente». Raffaele: «Mizziga…» Caldani: «[Devi] ricambiare i favori, fare qualcosa…Figurati che un altro collega nostro, all’Autoirtà portuale di Gioia Tauro, ce l’ha messo lui perché gli serviva lì». Caldani, che pure è indagato, si definisce schifato. «Io sto provando ad arrivare direttamente al ministro, cercando di farmi dare una mano pe’ diventà dirigente, ma alla fine non ce la farò nemmeno. Non ti dico schifezze che sto vedendo». I nostri colleghi maggiori nel pezzo di commento alla trascrizione del dialogo intercettato si domandano: “A chi si fa riferimento?”. Li aiutiamo noi: Aurelio Misiti. A prescindere dalla certezza dei fatti attribuitigli. pata. Si potrebbe dire, per questo, che la storia della civiltà delle nazioni non è che la storia delle loro città: le città sono, infatti, degli enormi produttori e riflettori di luce che proiettano intorno la loro aureola di luce” (in Italiani del Nord e Italiani del Sud, Bocca, Torino 1901, pag. 547). Non so davvero se il giovane sindaco di Bagaladi, Federico Curatola, nel rilasciare la sua giusta dichiarazione abbia tratto ispirazione dalla citata e rabbrividente frase del Niceforo, ma coglie bene quando in questo modo ragiona : “Ci sarebbe da riflettere, e tanto, su questa legge che sancisce lo scioglimento dei Comuni, che guarda caso, sono sempre Comuni piccoli o di modeste dimensioni. Ma se la ndrangheta fa pressioni sui piccoli che non gestiscono praticamente nulla, non sarà interessata a maggior ragione sui Comuni che appaltano di più, che gestiscono milioni e milioni di euro?”. Appunto, il comune di Reggio? È ormai regola certa che la Commissione d'accesso è l'anticamera dello scioglimento per mafia. Reggio farà eccezione? E intanto che ci interroghiamo, vogliamo rimarcare con nettezza che si sta formando un dogmatismo pericoloso, consistente in ciò: primo, la relazione della Commissione d'accesso è infallibile come le dodici tavole del Sinai; secondo, il Prefetto la fa propria e la rende più certa con la sua firma e la tra- smissione al Ministro degli Interni; terzo, il Ministro degli interni si inchina e la presenta al Consiglio dei Ministri, che, dovendo spennarci per bene, senza aprire un dibattito, scioglie i Consigli comunali. Chi potrebbe obiettare qualcosa a questa quadruplice infallibilità? I partiti sicuramente no: né di destra né di sinistra. Si può dubitare di tutto, anche dell'esistenza di Dio. Ma non si può dubitare della Commissione d'accesso, del Prefetto, del Ministro degli Interni, cioè del partito triforme dell'Antimafia. Da cui attendiamo una spiegazione: arrivano, prendono carte, decidono. Se ne vanno. E la 'ndrangheta fiorisce o si spegne? DIAVOLO NERO ANIME GEMELLE Il mito, la letteratura, la storia, danno conto di superbe anime gemelle: Oreste e Pilade, Achille e Patroclo, Eurialo e Niso, Alessandro Magno ed Efestone. Leone Trotsky, scuotendo molti nervi, considerò addirittura anime gemelle Giuseppe Stalin e Adolfo Hitler. Da qualche tempo di anime costrette a star da gemelle se n'era perso ricordo e, per dirla con Monti, tracciabilità. Nulla di più sbagliato. La Calabria è terra di meraviglie e non si sottrae ai miracoli. Essa ci offre due anime gemelle, che fanno tremare le vene e i polsi e fanno girare la testa. Tanto sembravano opposte. Queste due anime gemelle sono Giuseppe Scopelliti, il quale qui ci interessa come coordinatore regionale del Pdl, e Marco Minniti. Il Coordinatore regionale del Pdl ha una flessibile renitenza a dare la solidarietà a quanti dei suoi inciampano in qualche avviso di garanzia o in qualche ordine di cattura o, ancora, in qualche sentenza di condanna. C'è sempre l'eccezione, e abbiamo visto la flessibile renitenza far posto a larga solidarietà quando la graticola è toccata a Luigi Tuccio, nominato, subito dopo le dimissioni, responsabile del Dipartimento “Formazione Politica, Legalità e Giustizia” del Pdl reggino. Ma l'eccezione non è la regola. E, in effetti, il coordinatore regionale, radica vera di garantista a fisarmonica, è stato zitto quando agli arresti domiciliari non necessari - è andato il sindaco di Casignana, Pietro Crinò, ed è rimasto zitto pur quando Pietro Crinò è stato mandato libero dagli arresti domiciliari. Anche Marco Minniti è nel segno della flessibile renitenza. E anche lui, ottimo fisarmonicista, or tace, or parla. Sempre solidale - forse solo a parole - con una rinviata di lusso, non ha detto una sola parola sullo scioglimento del Consiglio comunale di Bagaladi e il suo giovane sindaco Curatola di area del Centrosinistra. L'unico sindaco, che ha meritato e merita il dono della sua parola, è l'ormai uscente sindaco di Melito, rag. Giuseppe Iaria. DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 05 DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 06 DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 07 Parlando di... Volo Reggio Venezia: dallo Stretto alla Laguna in poco più di un’ora Anche il presidente della Provincia Giuseppe Raffa è stato uno dei viaggiatori del volo Reggio – Venezia del nuovo collegamento aereo assicurato dalla compagnia iberica “Volotea”. Nel capoluogo veneto, Raffa, assieme agli assessori Domenico Giannetta e Giuseppe Pirrotta, ha incontrato il fondatore e presidente dellasocietà low – cost Carlos Munoz LO SPOT DI MONASTERACE Le dimissioni di Maria Lanzetta sono state un errore. Ed è nei voti che, ritirati gli accampamenti, a Monasterace non tocchi il marchio di infamia e alle minacciate di sostituire le vedove alla Camera dei Deputati Ma si è andati oltre ogni misura. E meno male che la Lanzetta ha rinunciato all’ultima scena dello spettacolo, ritirando le dimissioni senza attendere l’auspicato incontro con Giorgio Napolitano. Il quale, poiché riceve una sindaca minacciata, dovrebbe chiedere udienza, per far dritta la bilancia, al Papa per impetrare da Sua Santità di fare beato Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica, assassinato dalla camorra. Dobbiamo poi ancora dire che i sindaci della Locride non possono sciogliersi da ogni nali. Le dimissioni della Lanzetta non sono responsabilità, fare gli scaricabarile, cioè scauna tragedia nazionale. ricare i barili sullo Stato assente e lontano – Anche se è piacevole volare, rimettiamo i ma da Roma a Reggio c’è solo un’ora d’aepiedi per terra. reo - al quale spetta risolvere tutto: dalla E cominciamo con il dire che le umane questione criminale alla questione economidimissioni della Lanzetta, ora rientrate, dopo ca, mentre a loro solo il lustrante ufficio di un colloquio testa a testa con Bersani, hanno seguire con la fascia tricolore il Santo rappresentato una incrinatura nella lotta alla Patrono, portato in processione. Devono, ‘ndrangheta, dando segno inequivocabile invece, i sindaci essere loro, in prima persoche essa è invincibile e che, perciò, a nulla na - certo dentro la cornice della solidarietà vale combatterla. Anche don nazionale - a porre e risolvere i Panizza, il sacerdote di Lamezia, LA COPERTINA problemi dei territori amminiè stato più volte minacciato, ma è rimasto al strati, e ciò di frequente non fanno. Ma di suo posto. Chi intraprende un cammino con- frequente dai loro padrini politici aspettano tro la ‘ndrangheta non può e non deve riti- e invocano la manna dal cielo, come solo rarsi. Mai, costi quel che costi. Io voglio bene accadde agli Ebrei, che, però, non erano sina Maria Lanzetta e, poiché “qui si convien daci. lasciare ogni sospetto; ogni viltà convien che Mi auguro che dopo tanto affollamento a qui sia morta”, dico che le sue dimissioni Monasterace per le dimissioni di Maria sono state un errore e che l’ondata solidariz- Lanzetta, della quale neppure Plutarco zante doveva avere a scopo soprattutto di saprebbe scrivere la vita eroica, non rimanfarle capire l’errore in cui era caduta, e che, ga al paese il marchio di infamia di capitale in quell’errore perseverando, sarebbe stata della ‘ndrangheta, e che le minacciate sostimorta alla vita civile del suo paese e dintorni. tuiscano alla Camera le vedove di mafia. Vennero, videro, non vinsero PASQUINO CRUPI oiché è di ‘ndrangheta e di lotta conseguente contro la ‘ndrangheta che parliamo, dobbiamo mettere da parte l’enfasi, che è nemica della verità, e l’esagerazione, che è nemica della realtà e la travolge nella caricatura. Monasterace non è la Bastiglia parigina, che, una volta caduta, lascia libero il passaggio alle orde. Ma questa è l’impressione che se ne trae. A Monasterace si sono precipitati i sindaci della Locride - non tutti. È arrivata la Commissione antimafia. S’è fatta viva l’Anci, che - o meraviglia - ha il suo punto di riferimento nel sindaco Pino Varacalli. Ha fatto il suo ingresso trionfale Pier Luigi Bersani, accompagnato dai suoi e scortato da carabinieri e poliziotti in divisa e senza divisa. Persino in Conferenza stampa. In caserma o nella sala del Consiglio comunale. Sembra che persino il Presidente della Repubblica sia stato in vicinanza telefonica. Non è vero che se cade Monasterace, la ‘ndrangheta ha P conquistato per sempre il suo trofeo barbarico di morte? C’era la televisione, c’erano le televisioni a Monasterace. E i sindaci non si sono fatta sfuggire l’occasione per giocare un terno al lotto della fulminea notorietà nazionale, anche se alcuni di loro non sono particolarmente telegenici. La gara verbale è stata a chi riusciva a sgangherare persino Tartarino di Tarascona. C’è stato chi perorava le dimissioni in massa dei sindaci tricolori, e non si è capito se per solidarietà con la Lanzetta o per protesta contro lo Stato assente, che – parliamoci chiaro - assente non è. È presente militarmente e repressivamente con le sue caserme, con i suoi commissariati, con i suoi tribunali. C’è stato ancora chi - e mi dispiace che la cosa sia uscita dall’ardente testa di Ilario Ammendolìa, intellettuale probo e democratico - ha avanzato la proposta di listare a lutto il prossimo venturo 25 aprile il tricolore nazionale. Ciò che, in effetti, non è istituzionalmente consentito se non al Capo dello Stato, e in occasione di tragedie nazio- DOMENICA 01 APRILE 2012 LA RIVIERA 08 la Riviera Il comune di Reggio lascia le luci accese anche di giorno Sondaggio: secondo voi è necessario che i lampioni illuminino il corso Garibaldi anche di giorno? Risposte: Sì-no-forse-sono carini-spiego il perché. Postilla utile alla riflessione: il Comune è moroso per centinaia di migliaia di euro con l'Enel (debiti che pare siano scaricati sulle bollette dei cittadini). Sarà un modo per dimostrare all'Ente che siamo comunque un Comune virtuoso...nel consumo??? LA RASSEGNA Roba che costa poco MIMMO GANGEMI* el Municipio di Monasterace, una trentina di Sindaci. Venticinque su quarantadue, quelli della Locride. Non l’en plein che ci sarebbe stato da aspettarsi ma una percentuale ragguardevole in una terra dove grandina piombo. Che finisse a nulla di fatto era nell’aria, ed è apparso chiaro da subito, perché da subito non si è riuscito a dare una paternità certa all’idea delle dimissioni comparsa nella stampa nazionale. Quasi che l’intento fosse fiorito dal nulla, forse invenzione giornalistica, forse soffio di un vento senza nome, come si conviene dove regna sovrana l’omertà. Il sindaco additato – sospettato, meglio – estensore della proposta, tale non doveva essere se ci ha tenuto al distinguo che “dimettersi sarebbe un atto di viltà”, qui riportata papale papale. Mantenendosi così sulla stessa lunghezza d’onda della maggioranza dei colleghi, nelle cui parole le dimissioni “sarebbero state una sconfitta”, “devono essere l’extrema ratio”, “sono la risoluzione finale dopo aver esplorato le possibilità diverse”. Tradotto significa, dimissioni sì, ma il mese di poi e il giorno di mai, per dirla secondo un vecchio detto. Alcuni Sindaci che le hanno proposte in verità ci sono stati. Ma per i più è finita a solidarietà e a incitamenti alla Lanzetta ad andare avanti, a ritirare le sue, di dimissioni. Roba che costa poco, non comporta rischi, mantiene i didietro su poltrone imbottite, non scomoda nessuno, non incattivisce nessuno, non toglie voti, non taglia carriere. Fin qui, l’uomo passionale, che ci tiene alla sua terra, scelta per viverci. L’altro, quello cinico, freddo, razionale, rileva invece che non c’era da illudersi: difficile trovare certi scatti d’orgoglio nei nostri politici, di oggi e di ieri, del secolo scorso, e dell’altro ancora, *scrittore e opinionista della Stampa dove sia che stiano seduti sullo scanno del questo articolo, qui riprodotto col consenso Parlamento o nel posto a cassetta di un dell’autore, è stato pubblicato il 12 c.m. N Vi dimettete tutti? E quando? ANTONELLA ITALIANO al grido di “Dimettiamoci tutti” si è aperta, lo scorso mercoledì 11 aprile, l'Assemblea dei Sindaci della Locride, tenutasi a Monasterace. Si, ma tutti chi? Sono tanti i primi cittadini che, dinnanzi all'insolita proposta, trasmessa alla stampa proprio da alcuni portavoce, sono rimasti sbalorditi. Figuratevi noi giornalisti nell'assistere alla scena. A chi dovremmo credere, dunque? Noi, che accogliamo ogni giorno i politici e diamo loro il nostro tempo e la nostra penna, per ritrovarci, all'indomani delle dichiarazioni, comunque colpevoli. Si, colpevoli, nonostante la cura con cui virgolettiamo gli articoli affinché le parti siano sempre chiare ai lettori. Noi non volevamo, quel mercoledì a Monasterace, dimissioni a tutti i costi, ma dichiarazioni unanimi e veritiere si. Ci consola il fatto che i motivi che ci hanno uniti a Monasterace, più volte ribaditi nel corso dell'incontro, siano d'altro canto indiscutibili. Dopo la vicenda che ha coinvolto Maria Carmela Lanzetta, primo cittadino del comune reggino, un segnale allo Stato doveva pure arrivare. E sulla necessità di denunciare le difficoltà in cui, spesso, i nostri sindaci si trovano ad amministrare i Comuni siamo tutti d'accordo. Non parliamo solo di ‘ndrangheta, ma anche di trasporti, sanità, lavoro. Lo sappiamo. Le intimidazioni sono E episodi frequenti nella Locride, e frequenti anche gli appelli dei calabresi, alcuni dei quali passati alla storia. Ricordate? Era il giugno del 1989 quando i Sindaci protestarono contro lo Stato, definendolo “latitante”. Era il periodo di mamma Casella e dei sequestri di persona. Tutti i Primi cittadini si dimisero, ma i Consigli comunali, convocati all’uopo, ne respinsero le dimissioni. Il 4 agosto dello stesso anno il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, ricevette i Sindaci al Quirinale. Al termine dell'incontro il socialista Paolo Catalano, presidente del Comitato, riferì che Cossiga conosceva molto bene la situazione della Calabria, e tante furono le speranze in lui riposte. I sequestri, infatti, finirono da lì a poco, ma non fu merito né dello Stato, né delle Forze dell'ordine. Furono i malviventi stessi a preferire altre attività. Anche questa è storia. Non ci resta che volgere, ora, uno sguardo al futuro. E cosa ci porta sul fronte democratico? Proteste corali e un nuovo appuntamento dell'Assemblea dei Sindaci fissato tra un mese circa. Sarà allora che gli irriducibili Primi Cittadini, per nulla turbati dalle dimissioni ringoiate, ribadiranno l’intenzione di dimettersi? Oppure, come don Abbondio nella notte degli imbrogli, diranno: Sarà per un’altra volta. Vi chiediamo scusa, ma permetteteci di mantenere, come giornalisti, il beneficio della certezza. Consiglio Comunale; non c’è nel loro Dna, e nemmeno in quello di noi comuni cittadini che li scegliamo, se siamo riusciti a ridurci in questo stato comatoso, se, per giungere a Monasterace, già l’antica Kaulonìa della Magna Grecia, ci vuole l’aiuto di Dio, dato che s’impatta sulle peggiori sconfitte subite dalla Calabria e mai riparate da chi chiede e prende i voti, prima l’A3 ridotta a una mulattiera, poi la Strada Grande Comunicazione Ionio-Tirreno, dal nome pretenzioso, ma che di grande ha solo il numero dei poveracci che ci hanno lasciato la vita, quindi l’altrettanto mortale Statale 106, che corre parallela a una ferrovia con un solo binario e con lo scarto dei treni – vanno a gasolio, fino a poco tempo fa a carbone, ancor prima forse a pedali, se non a spinta. Mi dicono che lo spettacolo di solidarietà proseguirà: sono attesi leader nazionali, la Commissione Antimafia. Sussurrano anche di altri politici che verranno a lamentare la cattiva pubblicità che sta derivando alla Calabria dalla vicenda – dimentichi che più scuro della mezzanotte… Speriamo non rimproverino alla Lanzetta la colpa di amministrare con rettitudine e di attirarsi così gli attentati. L’impressione è che si sia sprecata un’opportunità e che a questa terra toccheranno, ancora e sempre, la cronaca, nera, e la condanna, e non le attenzioni. Aver rinunciato alla fermezza rappresentata dalle dimissioni di tutti, aver rinunciato a un forte atto di denunzia e al tentativo di appropriarsi del territorio e della civiltà che fu ed essersi limitati a sterili solidarietà non portano novità capaci di far intravedere un futuro migliore. Mostrano piuttosto la sconfitta e la rinuncia, e forse la resa. DOMENICA 01 APRILE 2012 LA RIVIERA 09 Parlando di Reggio: fate qualcosa per il parco giochi di via Siderno In queste foto si vede l'asilo comunale di Via Siderno al Gebbione. Questo asilo è accerchiato dall'immondizia, da panchine occupate da poveri indigenti, con bottiglie e siringhe a terra. Con queste belle giornate i bambini vengono portati a giocare nel giardino accanto a questa zona pericolosa. Numerose le segnalazioni ma senza risposta, e pensare che i genitori lasciano i propri figli senza sapere cosa c'è dietro quel centro. PRIMO PIANO Delinquenza giovanile La rapina di Delianuova La delinquenza giovanile è una piaga della società contemporanea, a questa ferita non viene opposta alcuna cura. Ma bisognerebbe smetterla di fare figli se non ci si vuole assumere la responsabilità di essere padri Bravi cristiani e padri evanescenti FERNANDO SAGADO on c’è l’intenzione di dare la croce addosso alle famiglie dei giovanissimi coinvolti nella luttuosa rapina di Delianuova conclusasi col tragico bilancio di due morti. Però c’è un problema educazionale che riguarda le famiglie, la scuola e tutte le componenti sociali. C’è un vuoto educativo che riguarda la società contemporanea nel suo complesso. Ogni società, in tutte le epoche che ci hanno preceduto, l’ha avuto questo problema. Perché non è mai esistita un’epoca d’oro delle giovani generazioni, né si è mai avuta una società perfetta e ovviamente mai si potrà averla. Il bene assoluto non dominerà mai incontrastato sul mondo, però le società sono migliorabile e questa è la molla che deve animare i contesti sociali, altrimenti privi di senso. Si tende spesso a dire che un tempo tutto era diverso e, soprattutto in campo giovanile, una volta i ragazzi erano più educati. E’ un falso, i conflitti generazionali sono sempre esistiti, perché come dice qualcuno i giovani hanno sempre un nemico N da abbattere e ai vecchi resta solo un mondo da difendere. Non era meglio un tempo, né si educavano in modo migliore i figli qualche anno fa. Solo che, nei tempi passati, obiettivamente, per i figli si poteva fare meno. In Calabria le famiglie erano troppo numerose e il lavoro, la miseria, le diverse condizioni sociali e culturali lasciavano poco spazio all’educazione dei giovani. I padri erano spesso assenti perché emigrati o perché troppo impegnati in lavori durissimi, le scuole venivano frequentate dai ragazzi solo per qualche anno e le strutture sociali con compiti di ausilio a scuola e famiglia semplicemente non esistevano. Questo, anche se non suffi- ciente, almeno era un alibi. Tale giustificazione oggi non esiste, però scuola e famiglia non formano. Quello che è successo a Delianuova non è un fatto nuovo, è già accaduto innumerevoli volte anche se tendiamo a rimuoverlo. Tragici episodi di cronaca nera, con protagonisti giovanissimi, si ripetono con continuità da decenni, stanno per qualche giorno sui giornali e poi spariscono quello che non sparisce è la mancanza di reazione, la resa totale agli eventi. Eventi che accadono da noi come in tutti gli altri paesi e città italiani, europei e occidentali. La delinquenza giovanile è una piaga della società contemporanea, a questa ferita non viene opposta alcuna cura. I ragazzi crescono da soli, senza padri non assenti per lavoro o emigrazione ma spariti dalla famiglia per scelta o per egoismo o, più frequentemente, per inadeguatezza. I ragazzi sono soli dentro le scuole, prive di sostegno economico e culturale, parcheggi per futuri disoccupati e disadattati. La società non fornisce centri di aggregazione. La società, ecco il problema, è un coacervo di egoismi, di superficialità. Un mostro che i figli li divora, mollandoli dall’infanzia davanti a tv, pc, cellulari, social forum. Potremmo continuare per centomila battute su questo tono, e sarebbe inutile. La chiudiamo qui facendo nostre le parole di De Andre: “feconda una donna ogni volta che l’ami, cioè non disperdere il seme”. Beh se non si è cristiani il seme lo si può disperdere senza problemi e se si vuol essere bravi cattolici si può optare per la castità per non rischiare l’inferno. Ma bisognerebbe smetterla di fare figli se non ci si vuole assumere la responsabilità di essere padri. In questa società i figli sono cattivi perché i padri sono evanescenti e molto più immaturi della loro prole criminale. DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 10 DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 11 Parlando di... RICICLARE I RIFIUTI, L’OBIETTIVO DEI BOVALINESI Giovedì 12 aprile una delegazione di amministratori bovalinesi, accompagnati dall'assessore provinciale alle Attività produttive, Domenico Giannetta, si è recata a Vedelago, provincia di Treviso, per visitare gli impianti per il riciclo dei rifiuti solidi urbani. Il progetto sui “Poli produttivi verdi” è stato promosso con l'obiettivo di favorire la nascita di un distretto industriale dell'eccellenza ecologica. Impianti come quelli realizzati a Treviso, che invece di produrre spese per lo smaltimento producono ricchezza per enti e famiglie. Una manna dal cielo per questo Comune che soffre da mesi il problema dei rifiuti. Locride SANT’ILARIO DELLO IONIO Un Santo a Condojanni ANTONELLA ITALIANO notte quando ci propongono di visitare il Casino di Condojanni, ma non ci lasciamo pregare, e partiamo. Da Bovalino percorriamo qualche chilometro di statale 106 e, in prossimità di una stazione in disuso, svoltiamo verso Sant'Ilario. Il paese sembra immobile, e sull'unica strada principale permane solo la scia del nostro motore, poi più niente. Proseguiamo verso la frazione di Condojanni, su per l'Aspromonte. Le strade sterrate, dapprima percorribili, diventano improvvisamente curve e strettoie. Il fuoristrada si arrampica per la collina, la divora, sale ancora. Ringraziamo in cuor nostro le quattro ruote motrici che lasciano ben poco al caso, e finalmente notiamo dei cartelli che stanno ad indicare la presenza dei casini. Di tanti, ma non del nostro, quello è È ancora più lontano. La strada continua, nascosta dalla notte, quando il fuoristrada svolta all'improvviso, si immerge in campi fangosi e il tracciato diviene solo un ricordo. Ed eccola la casa del 1855! Maestosa, guarda la valle che ospita il paese, all'orizzonte il mare. Accanto ad essa sta una piccola cappella ed è lì che, aprendo la porta in legno con difficoltà, si mostra l'Angelo in armatura. La luce della torce lo colora di porpora e oro. Ci osserva stupito con dolcissimi occhi azzurri, la spada stretta in pugno, la testa castana leggermente inclinata per non perdere d'occhio il dragon demonio ai suoi piedi. I fiori, sul suo altare, sono freschi e ci stanno dei santini, degli opuscoli con preghiere, delle candele. La Madonnina invece, alla sua destra, è di cartapesta e malandata. A dire il vero tutto è grigio attorno, tutto in mano al decorrere del tempo. L'Arcangelo Michele, invece, è una presenza reale. La percepiamo nella stanza, quasi come un monito per la nostra invasione notturna. Ci stringe la gola, mentre l'aria si fa pesante e, nel silenzio, il racconto: «Altri visitatori, giunti prima di voi, si erano fatti allettare dal pensiero di portare via il Santo. La porta è aperta del resto, la zona raggiungibile. Ma, nei vari tentativi effettuati, strani accadimenti li hanno poi convinti a lasciar stare». Non sappiamo da quanto tempo è in queste terre, capiamo però che sono domande da non fare. Lui appartiene all'Aspromonte, ai misteri della gente, alla discrezione di chi l'ha potuto ammirare. Lo fotografiamo con l'avidità dei giornalisti, ma lo salutiamo con la reverenza dei cristiani. E, quando il pesante portone in legno si chiude alle nostre spalle, ci assale la tristezza. È chiaro che non lo rivedremo. PORTIGLIOLA Concerto bagnato L'atteso concerto di Portigliola ha lasciato i vestiti zuppi e l'amaro in bocca. Perché, se qualcuno per via del tempo vi ha rinunciato, gli irriducibili tarantellari hanno messo giù gli ombrelli per ballare. Ad aprire la manifestazione il ritmo della chitarra battente di Francesco Loccisano, poi l'intramontabile Eugenio Bennato. Alti livelli di musica per l'artista campano, ma un pubblico un po' campanilista al suo cospetto. Così, accolto da urla festanti, arriva il più atteso, il portavoce del Sud: “Mimmo”. Il nostro Cavallaro, accompagnato dal maestro Cosimo Papandrea, si esibisce poco e tra tanti inconvenienti. Concerto interrotto. Troppo pericolosi i cavi bagnati per i musicisti sul palco. Il pubblico, invece, lo reclama, ma rischiare la folgorazione è veramente troppo. Com'è finita? Si sono rifatti il giorno dopo a Siderno, tranquilli. Viva i fans! A.I. Le opere di Marò D’agostino esposte ancora a Roma “EroticaMente”, perché nulla accende i sensi più della mente. Linee, forme e colori della sensualità per la terza edizione della rassegna sull’eros inteso come forza motrice della creatività artistica, che da giovedì 12 è aperta, nelle prestigiose sale della “Domus Talenti”, a Roma. Amore, desiderio, passione, carnalità, dolore e ossessione: l’eros in tutte le sue declinazioni, spiegano gli organizzatori dell’evento curato da Eva Czerkl. Pittura, scultura, installazioni, video, fotografia e arte digitale si intrecciano, in un allestimento dalle mille sfaccettature stilistiche ed emozionali, passando da forme simboliche e allusive per arrivare alle rappresentazioni più esplicite e provocatorie. E i migliori artisti italiani e stranieri sono stati invitati ad esprimersi sul tema, «ciascuno con la propria visione di quel dio o demone che porta dentro di sé amando». Tra loro, l’artista calabrese Marò D’Agostino, dotata di straordinario talento creativo e dirompente originalità espressiva. Tre le sue opere in mostra, per altrettante immagini che catturano l’eros più intimo nel sorprendente schiudersi di vellutati petali di rosa. «A dieci anni facevo, in un quaderno a righe, dei disegni erotici – scrive nella sua nota per il catalogo di “EroticaMente - quasi un bisogno di dare alla mia fantasia la possibilità di espandersi in un territorio, quello della sessualità, enorme e già ricco di stimoli e domande. Forse, una modalità precocemente intellettuale di agire l’eros. Per quel quaderno ho ricevuto da mio padre il primo ed unico ceffone della mia vita. Bambina d'indole spiccatamente ribelle, mi convinsi che aveva sbagliato ma rispettai il suo gesto con un sorriso un po’ beffardo che ancora mi vedo addosso. Appena uno o due anni dopo, “maturai” la decisione che, da grande, avrei fatto l’architetto. Amo le rose. Le coltivo con la stessa passione profonda dei desideri, entrano più del cemento nei miei progetti e, a volte, finanche lasciano il loro indescrivibile profumo nella quotidianità dei miei committenti; di recente si sono materializzate nel design di alcuni oggetti che produco, trovando posto nelle ultime sperimentazioni visive. Come scrive Franco Fortini, “le rose, si sa, sono fatte per nascondere gli abissi e, nel medesimo tempo, per indicarli”». Artista versatile ed estrema, sempre tesa alla ricerca del nuovo e dell’innovativo, Marò D’Agostino, titolare dello studio di progettazione-galleria Arkè di Locri, è già stata ospite della “Domus Talenti”, nel novembre scorso, per la rassegna “CosmoGrafie, tra segno, materia e visione”, con “Extra materiam naturalem”, la complessa installazione di pietre marine su fili di nylon che ha ricevuto il particolare apprezzamento di pubblico e critica. LR BOVALINO Il record di Vanessa ufficiale: il nuovo Guinness World Record per il maggior numero di parole pronunciate in italiano in un minuto è 380. A stabilirlo Vanessa Morabito di Bovalino. “La ragazza ventenne - è scritto in una nota - batte così il precedente record appartenente al presentatore televisivo Paolo Bonolis che lo stabilì nel 2010 infilando 332 termini in 60 secondi. La prova si è tenuta lo scorso 8 febbraio, ma non È essendoci stati presenti giudici interni del G.W.R., tutto il materiale, così come richiesto dall'ente certificatore di Londra, è stato registrato con una telecamera, alla presenza di cronometristi e testimoni, uno dei quali docente di lingua italiana. Al termine, registrazioni, relazioni e referti redatti e controfirmati dai testimoni ufficiali sono stati inviati nella sede di Londra dell'authority che certifica i primati. Lì il Records Management Team, dopo aver visionato il materiale, ha dato parere positivo validando 380 parole sulle 385 dette in un minuto in uno dei tre tentativi a disposizione della sfidante”. La performance è andata in scena all'interno del parco commerciale "La Galleria" di Bovalino (RC) e il testo sul quale si è svolta la prova è stato il celebre romanzo di Alessandro Manzoni "I promessi sposi", così come nel caso Bonolis. DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 12 la Riviera BENESTARE In viaggio con i Rocca CONTESSA LARA Questa notte ho fatto un sogno. Passeggiavo per Benestare con il giovane sindaco Rosario Rocca e l’ex sindaco, oggi consigliere di minoranza, Enzo Rocca. La giornata è serena, loro di compagnia e, camminando lungo la strada comunale Tommaso Campanella, finiamo nei pressi del campo di calcio, proprio alle spalle del paese. Una suggestiva discarica edilizia in pieno Aspromonte. Enzo si acciglia e fa notare a Rosario che, circa due mesi fa, tra i rifiuti, c’erano anche delle lastre di eternit. Rosario dal canto suo è tranquillo, nel sopralluogo effettuato dai vigili il 14 febbraio, infatti, non è stato rinvenuto materiale tossico. Spazzini marziani? Tutto è possibile nel sogno. E, considerando che l’eternit necessita di procedure speciali per lo smaltimento, siamo a cavallo! Dallo spazio proseguiamo, poi, per la località Pozzicello. Lavori in corso. Per cosa? Chiediamo. E’ un ripetitore di telefonia mobile H3G, concessione edilizia rilasciata dall’ufficio tecnico del Comune, con tanto di benedizione dell’Arpacal. Peccato che, in corso d’opera, le distanze del progetto non siano state rispettate e che una ben più grave difformità sia stata riscontrata dai tecnici. Il punto più intenso di campo magnetico, laddove è tollerabile la presenza di persone per non più di quattro ore al giorno, ricade, infatti, sulle case popolari. Lavori bloccati per colpa delle radiazioni, dunque. Ma dov’erano le case popolari qualche mese fa? Dettagli da ingegnere. Continuiamo il nostro viaggio fino a Belloro, interessante frazione benestarese. Il LOCRI FOTO NOTIZIA La dea Persefone In un gruppo di facebook dedicato alla dea Persefone si diceva che se venissero trovate, a Locri, le mani della divinità non ci sarebbero più problemi di attribuzione: bene, penso che potrebbe essere più “facile” trovare, invece, il pezzo mancante del Trono. Mi spiego meglio: una mano in marmo potrebbe anche essere stata giudicata “appetibile” dai mercanti d'arte, mentre un anonimo “pezzo di lastra” potrebbe anche essere in giro in qualche casa locrese, magari come sottovaso, o per arginare una piccola “armacera”. Forse non sarebbe una cattiva idea farne un “identikit” e andare un po' in giro con quella. Chissà che le nostre piemontesi (che hanno senz'altro l'occhio allenato, molto più dei locresi, che, diciamolo, non è che poi abbiano tutto questo feeling con le proprie radici classiche) che, tra l'altro, “girano” molto, non possano farci questo regalo. centro è un’area in cemento armato dove, abbozzata con gradoni e ringhiere in ferro, sta una piazza. Rosario racconta che, per via di espropri poco trasparenti avvenuti sei anni fa, il Comune è stato condannato in questi giorni a pagare i danni ai proprietari dei terreni. Con un rapido conteggio concludo che, all’epoca, amministrava ancora Enzo. Ma questi è ottimista, con qualche opera accessoria infatti tutto sarà compiuto. Il Sindaco, che si avvale di finanziamenti Pon destinati a riqualificare gli spazi degradati, non è d’accordo. Per completare la piazza servirà un campetto di calcio, una costruzione in legno per le riunioni delle associazioni e per il catechismo dei bambini, lampioni, aiuole, parco giochi. Belloro sospira e aspetta, ci auguriamo non più così a lungo. La notte volge al termine e presto suonerà la sveglia. Il nuovo giorno porterà via anche il sogno ma, prima di abbandonarlo del tutto, faccio un’ultima capatina con i Rocca sulla strada Zopà che Enzo, quando era sindaco, grazie a fondi destinati ai Comuni danneggiati dall’alluvione del 2000, aveva fatto consolidare. Ma allora perché sta franando? Aiuto. Siamo risucchiati dall’Aspromonte! Poi il risveglio, improvviso, brusco, mi riscopre piacevolmente viva, e a casa. Radiazioni, eternit, lavori pubblici sono stati solo un brutto sogno. Dannati incubi. Che meraviglia. Certomà, sindaco di Roccella, e l’on. Meduri esibiscono sorridenti “la Riviera” sotto lo sguardo di Amendolia. Qualche volta dobbiamo farli piangere. CAULONIA Fontane tossiche Sono due le fontane pubbliche incriminate: quella di piazza municipio e quella di via Brigida Postorino. La prima è meta dei ragazzini del parco giochi, la seconda di utenti che arrivano dai paesi vicini per fare scorta d'acqua. Che strano scherzo del destino. Fare tanti chilometri per una sana acqua montana e poi restare intossicati. Secondo il servizio di igiene pubblica dell'Asp, infatti, le tracce di arsenico sarebbero di gran lunga superiori a quelle tollerate dalla normativa. I prelievi sono stati effettuati martedì 3 aprile, l'informativa pervenuta il 12 aprile. Ma alla gente il cartello con la dicitura “Acqua non potabile” non può bastare. Ora, infatti, ci si chiede se l'acqua dei rubinetti domestici presenti le stesse problematiche. Il caso non può essere chiuso in modo superficiale, servono indagini per stabilire cosa inquina le falde acquifere. Come dire, risolverlo “alla fonte”. E scusate il gioco di parole. C.L. SIDERNO Nell’imbuto del cerchietto P ANTONELLA ITALIANO er prima ci fu la sua casa. Via delle Querce era una periferia tranquilla di Siderno, a due passi dal centro cittadino, ma lontana dal traffico e della frenesia quotidiana. Ciò accadeva 23 anni fa. E Cosimo Longo mai poteva pensare, pur intuendo che la prosperosa cittadina ionica avrebbe guadagnato il centro della Locride, che per raggiungere la sua abitazione gli sarebbe servito un elicottero. Quando bussa alla nostra redazione è sconvolto. È la seconda volta che ci contatta e finalmente, liberi dall'imminente impaginazione, possiamo ascoltarlo. Arriva puntuale, come stabilito, per lui la stampa è l'ultima speranza. Per noi, invece, Cosimo è il volto di tanti cittadini anziani, troppo spesso non ascoltati, troppo spesso dimenticati. Il problema nasce con la costruzione del campo di calcio, circa cinque anni fa. La struttura sportiva è meta di bambi- ni e adulti, tanti infatti sono gli atleti coinvolti in partite e allenamenti, tanti i sostenitori che non se li vogliono perdere. Niente di strano fin qua, se non fosse per l'assoluta mancanza di spazi per il parcheggio. Così, tifosi e sportivi, si arrangiano alla meno peggio tra strada e marciapiede e la carreggiata, teoricamente a doppio senso di marcia, diviene un budello pericoloso. Chi deve passare è costretto, inevitabilmente, a fare i salti mortali tra le auto. E se qualcuno nel senso inverso avanza la stessa pretesa? Si lotta per chi deve effettuare la retromarcia. E che il vetro e gli specchietti siano ben puliti, o mano alle assicurazioni! L'alternativa c'è, ma è un vicolo cieco. La soluzione potrebbe essere quella di riaprirlo, o adibire l'area adiacente al campo, di circa 2000 mq a parcheggio. È solo un'ipotesi, fatta dai giornalisti, a voi organi competenti l'ardua sentenza. DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 13 PROVINCIA Piazza Italia, il grande bluff MARIA GIOVANNA COGLIANDRO Un regalo per i reggini. Un regalo da consegnare, o meglio riconsegnare, alla città in occasione della Pasqua. Un regalo che per confezionarlo ci sono voluti ben 12 anni. Ci eravamo abituati ormai a quella sorta di zona del crimine nel pieno centro della città, circondata da paletti e teloni che ne annunciavano un progetto avveniristico. Anni e anni col fiato sospeso, con una curiosità che si faceva sempre più insaziabile. Giorno dopo giorno. Sarà stata mica una trovata per incentivare il turismo? Forse ci si aspettava che il giapponese venuto apposta a Reggio con la sua Nikon al collo sarebbe tornato l'anno dopo, illudendosi di poter finalmente catturare Piazza Italia risorta? Dodici anni di viaggi a vuoto dal Paese del Sol levante, ma alla fine me lo immagino uno Shiro Takiki trionfante per essere riuscito a portarsi a casa la foto tanto agognata. Immagino anche la delusione nel vedere una piazza tanto diversa da come l'immagine sui teloni prometteva. ANTONIO CORMACI ica. Ciò è dovuto senz'altro alle numerose un quadrupede, di un leone eseguito con tessere di Piazza Italia è risorta, e lo ha ricostruzioni che la città ha dovuto subire negli anni colore nero, e di un grifone. Il silenzio attorno a fatto proprio sotto Pasqua. La Reggio preterremoto era un'altra realtà: era una e non deve meravigliare che tutto questo patrimo- questa scoperta di importanza fondamentale è tutPeccato si tratti però di una rescittà attiva archeologicamente, una città cultural- nio artistico è stato scoperto in profondità poco tavia assordante: è evidente che in quel di Reggio la urrezione a metà. È come se mente fertile. Il terremoto del 1908, e ancor prima basse. politica fa più chiasso dell'archeologia e gli scandalMaria Maddalena, scoperchiaquello del 1783, l'hanno privata di gran parte della Ma questo vantaggioso/svantaggioso “disordine istici articoli dei più quotati quotidiani reggini non to il sepolcro, vi avesse trovato sua tradizione storica e culturale, facendo sì che archeologico” nasconde nelle sue profondità un hanno aderenza sull'affascinante via della cultura. non la tomba vuota ma il non rimanesse nient'altro che il presente di una interesse ancor più velato dal mistero, ridestando Nell'attuale palazzo della prefettura è stato rinmezzo busto di Gesù, o le sole città concepita troppo frettolosamente dall'ingegn- nel cuore degli studiosi la curiosità circa grandi venuto un frammento marmoreo di bastone, probgambe. Ve l'immaginate un er De Nava all'indomani del sisma del primo nove- potenziali scoperte che aspettano ancora di essere abilmente un serpente di Asclepio - antichissimo cristianesimo che ha come simcento. Ciò ha causato un “disordine” in ambito svelate. Un esempio di questa arte nascosta è ad un simbolo dell'arte medica. Il perimetro dell'antica bolo un crocefisso a metà? archeologico che ancora oggi affascina archeologi passo dalle nostre case: non molti sanno che in via struttura comprendeva piazza Italia, il palazzo della Non avrebbe la stessa credibildi tutto il mondo. Infatti moltissime epoche sono Torrione, nelle adiacenze di Via Fata Morgana Prefettura, palazzo S.Giorgio e il complesso dell'ex ità. Una sorpresa, dunque, mescolate sotto i nostri piedi e gli scavi di piazza (quindi nei pressi del Teatro Cilea), è stato rinvenu- Hotel Miramare. Antichi scritti parlano di una sorpoco entusiasmante quella che Italia forse sono la testimonianza più alta di questa to un grandioso mosaico di epoca tardo imperiale, gente sulfurea. Questa era - ed è - Reggio. Antica, Arena e Scopelliti hanno risercommistione: in un fazzoletto di terra relativa- di circa 36 mq - dimensioni molto notevoli testimo- affascinante, inesplorata e che aspetta solo un cavvato ai loro concittadini. Una mente “piccolo” abbiamo i resti di epoca ellenisti- nianza della presenza di una grande struttura, mag- aliere armato di speranze e, magari, martello e piazza incompleta con un tapca, romana imperiale, medievale ed epoca borbon- ari un tempio - nel quale si individuano le figure di scalpello. peto di erbetta sintetica della più scarsa qualità, sistemato alla meno peggio per coprire i buchi della pavimentazione. La stessa erbetta riveste POLISTENA: EMMANUEL BATTEZZATO A 14 ANNI vasi dal design discutibile, posizionati qua e là senza alcuna logica. Che dire poi degli scavi ipogei, in questi giorni aperti al pubblico, ma non accessibili a chi ha problemi di deambulazione, poiché raggiungibili solo attraverso una scala non attrezzata. Scavi archeologici più simili a cantieri, non forniti neanche di pannelli descrittivi. MARIA BOETI della Cresima. E, quando don Antonio Scordo ha invitato un Turisti e reggini che non sanno cosa stancomponente dell'assemblea ad essere il primo a fare gli auguri al no visitando, che non fanno alcuna difquasi impossibile trovare parole che abbiano dolci battezzando, ad accorrere e ad abbracciarlo è stata la sig.ra ferenza tra le ben undici fasi di edificadenze e descrivere il momento emozionante che tutta Montagnina dandogli il <benvenuto fra noi>. Presenti allo svolcazione, e che non hanno capito cosa ci la comunità cristiana presente ha vissuto domenica di gimento del rito religioso anche genitori di neonati che riceveazzecchi Ferdinando I di Borbone se si tratta di una polis greca. Si è scritto e parPasqua alla Chiesa della S.S. Immacolata, quando vano il sacramento Battesimale: Luigi, Veronica, Iara Maria. lato di inaugurazione ma la piazza non è Emmanuel ha ricevuto il Battesimo all'età di 14 anni. Purtroppo Partecipando, durante la Messa al Battesimo, il primo dei sette stata ultimata. I lavori riprenderanno a per una serie di motivi familiari i suoi genitori avevano sempre sacramenti della Chiesa Cattolica non solo avviene la purifibreve. L'opera è incompiuta. Perché allodovuto rimandare la celebrazione. Certo è, che trascorrere tanti cazione dal peccato originale per l' iniziato ma anche l'esorcismo. ra tanta pubblicità? Perché tanto rumore? anni senza questo sacramento è stato un rischio grande. Se per Naturalmente con una disposizione d'animo e un cuore senza Forse per cercare di ripristinare l'immagun caso avverso gli fosse accaduto qualcosa si sarebbe dovuto macchie né peccati. Infatti, il sacerdote dell'Immacolata durante ine di una politica in crisi? Per cercare di affidare esclusivamente alla misericordia di Dio. Battesimo, che l' omelia ha sottolineato una frase dialettale spesso ricorrente, salvare la faccia? Piazza Italia è stata in ha cancellato il peccato originale associato all'agnello sacrificale, <aviri u malucori>. Purtroppo, tante sono le circostanze che questi dodici anni e continuerà ad esserlo questo il binomio che Emmanuel, il quale frequenta la terza portano ad essere vittime di malvagità altrui e di coloro che sono un'opera allo spreco, al malgoverno, alla clientela. L'ennesima opera appaltata pur media alla Scuola Media Ierace, ha rappresentato. Vestito di una devoti a Satana, così, questi ultimi, accostandosi ai sacramenti, sapendo che i soldi non ci sono. Uno sprelunga tunica bianca e con una semplicità innata è stato, suo mal- celebrano solo riti pagani. Ma a Dio nulla è impossibile e alla fine co per la comunità, ma un regalo per il grado, al centro dell' attenzione strappando lacrime di gioia, oltre in tutto riporta l' equilibrio. Emmanuel ora fa parte della comucliente. D'altra parte, come conferma il che ai suoi familiari, anche a tutti i presenti. A fargli da precet- nità cristiana che l'ha accolto come un re e in lui l' Agnello ha trisito storico portato alla luce, la zona è tore per un intero anno è stato il diacono Carmelo Vicari, che onfato il giorno della Resurrezione, chissà che da grande il stata fin dal VII secolo a.C al centro delle l'ha istruito inoltre a ricevere il sacramento dell' Eucarestia e Signore non lo chiami a lavorare nella sua vigna… attività commerciali della città. Peccato che adesso gli affari siano di diversa natura. L'arte nascosta di Reggio A Dio nulla è impossibile È DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 14 DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 16 DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 17 DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 18 POLIZIOTTI E DELINQUENTI: È POLEMICA TRA A. PUPA E BENJAMIN BOWSON Questo mondo non ha più un verso, gira a casaccio senza rispettare l'ordine naturale delle cose. E' per spirito di categoria che mi lamento, dacché anche noi bravi ragazzi ci siamo organizzati per tutelare i nostri interessi. Questa è l'epoca delle regole e dei suoi sacerdoti, così anche noi fuorilegge ci siamo adeguati, vogliamo doveri e diritti e diciamo che non ci sta bene, col codice in mano, quanto va accadendo in giro. Una volta erano i banditi, e solo loro, a essere belli e maledetti e solo loro si spupazzavano le bambole prima di cederle sull'altare a un fesso che ci avrebbe costruito intorno una famiglia. Su di noi si facevano i film, si tessevano le leggende. Eravamo icone sexy, modelli ambiti se non da imitare. Tutti facevano strada al nostro arrivo e nell'entrare nei saloon le teste si abbassavano e i bicchieri si riempivano. Questo un tempo, perché oggi se non sei un capitano o un commissario, o almeno un appuntato un soggetto, una sceneggiatura, una fiction non te la dedica L’articolo sotto accusa Gli sbirri al posto dei bravi ragazzi nessuno. Ora nei bar a bere con le pupe ci stanno loro, loro attaccano alla fronte lo scontrino col conto al proprietario del saloon. Girano in gruppo, hanno la pistola al fianco e lo sguardo maledetto in volto. Sono loro i nuovi bravi ragazzi, gli uomini in legge che nell'armadio tengono la divisa e sfidano il mondo senza rischio di galera. Hanno sempre qualcuno da salvare, un buono da protegge- re e corrono a duecento all'ora sulle strade del giorno e della notte, e tutti a fargli strada. Ti fulminano con lo sguardo macho, oggi sono loro i bravi ragazzi ed è giusto così, perché è l'epoca delle regole e della legalità. E ben gli sta a tutta questa brava gente che vuole solo giudici prediche e sermoni. Saranno felici, e immagino la gioia nel mezzo di una sana scopata vedersi i volti di un Caselli, un Ciotti o un Napolitano che ti dettano le regole del coito, ti contano gli spasimi e ti consigliano, per il dopo, un cilicio catartico. Ma ora che anche noi ci stiamo organizzando le regole le faremo rispettare e ci faremo ridare indietro pupe e saloon, com'era un tempo quando il mondo girava nel verso normale e un bullo o uno sbirro lo distinguevi a un quarto di miglio. *questo articolo è stato pubblicato la scorsa domenica a pagina 31 all’interno della rubrica di Benjamin Bowson “la verita dell’iride” «Bowson, da lei nemmeno un caffè» I poliziotti sono principi. Lei Mister Bowson ha mai conosciuto una pupa, che non abbia, almeno una volta nella vita, lanciato un s.o.s. A ciascuno il suo, quindi. Noi pupe vogliamo essere salvate dai poliziotti e non dai banditi, dai gentilomini e non dai delinquenti a categoria cui appartengo ha da sempre prediletto la divisa. Ufficiali e sottufficiali gen- galanteria e per conformità al galateo (a ciascuno il suo codice) non si ostenta mai di fronte tiluomini hanno, fin dalla notte dei tempi, avuto un ruolo da protagonisti nei sogni di alla propria donna. In secondo luogo sulla strada è difficile vederli sfrecciare a duecento l'ora. ogni fanciulla. Anfibi, cappelli, giacche e pistole vere, non come le vostre detenute ille- Pur avendo definito qualche rigo più in su veloci e scattanti le loro gazzelle sappia che tali galmente e riposte in cantina o in un sottotetto perché nessuno le scopra. Armi da esibire con aggettivi non corrispondono a realtà. disinvoltura, lucide e sempre pronte all'uso. Che brivido, come resistere! Con riguardo al sin- Le vetture in questione sembrano un po' malandate, probabilmente per via del fatto che si dacato di cui sono autorevole esponente, quello delle giovani-e-belle-donzelle-in-difficoltà, preferisce investire in auto blu. Se di tanto in tanto le è capitato di sfogliare un quotidiano posso permettermi di includere in tale novero ogni donna che si definisca tale. Ha mai avrà di certo avuto modo di scorgere molteplici articoli dove si denuncia la penuria di fondi conosciuto una pupa che non abbia, almeno una volta nella sua vita, lanciato uno s.o.s.? Con destinati alle forze di polizia, le “tasche” sono così vuote da rendere difficile fare anche un questo non intendo rinnegare anni e anni di lotte per le pieno di benzina. rivendicazioni della parità dei diritti uomo/donna. Provi a Ho appena regalato al mio uomo in divisa l'ultimo libro vestire i nostri panni: essere salvate è una sensazione terdi Caselli, ogni volta che ci baceremo, riceveremo la sua ribilmente piacevole. Pensa che Biancaneve o benedizione. Nel segreto del suo covo sotterraneo lei corCenerentola non ce l'avrebbero fatta da sole? Orsù, la rerà il rischio di divenire cieco al cospetto di una foto di prima aveva cucinato tutto il giorno per i sette nani che Totò Riina? rientravano dalla miniera, non aveva sicuramente fame, Chiudo dicendo che, miopia a parte (che correggo inforper cui avrebbe potuto non addentare quella mela intrisa cando un bel paio di occhiali), distinguo un bravo ragazdi veleno. La seconda avrebbe potuto recidere alla radice zo (nel senso letterale del termine, lei ne fa un uso assoil problema impugnando il testamento. In queste, come lutamente improprio) da un delinquente anche a un km in migliaia di altre situazioni, invocare l'aiuto di un bel di distanza. Avverto l'odore traffico di stupefacenti. Mi principe è la soluzione che preferiamo adottare. C'è un tagliano il viso le lacrime di quei genitori i cui figli avete anche un codice deontologico che disciplina la questione. condannato a morte. Vedo saltare in aria le auto di tanti “A ciascuno il suo”, direbbe Sciascia. Tornando al “sbirri” come-li-chiama-lei che io preferisco definire principe-delle-favole è bene precisare che i tempi son servitori dello Stato. Leggo le carte di appalti truccati, cambiati. Si è sostituito il bianco destriero con una veloce sento il puzzo di soldi sporchi. e scattante gazzella, la spada con un mitra e l'armatura Tutto questo riesco a percepirlo a una distanza maggiore con una divisa scura (adatta a ogni tipo di carnagione e di di un quarto di miglio. Non ha mai avuto pupe e mai le Il fascino della divisa alla festa della Polizia di Stato taglia, è noto che i colori di quella tonalità “sfinino”). Ora avrà e qualora dovessimo incontrarci in un bar, non le converrà con me che non ci è mai passato di mente di permetterò di offrirmi nemmeno un caffè. essere salvate da un bandito. Ha mai visto un western americano? Se la sua risposta è afferCon disprezzo mativa, la prego di rimangiarsi le ultime righe del suo accorato appello. Nei saloon le apparteA.Pupa. nenti alla mia categoria non vi mettevano piede, se solo l'avessero fatto, vi avrebbero scartato da loro carnet di appuntamenti per via dell'olezzo. Le uniche signorine che sostavano da P.S.: (che equivale a post scriptum e non a pubblica sicurezza) Quello di esprimere liberaquelle parti siglavano con lei un contratto (quello di meretricio) che secondo il nostro codice mente il proprio pensiero è un diritto e non un obbligo. Non si può, nel nome di un pluralis(vale sempre la regola “A ciascuno il suo”) è inequivocabilmente nullo. Pertanto, non le ver- mo malato, permettersi di pubblicare ogni baggianata che perviene all'indirizzo di posta eletsavano da bere per scelta, si trattava di lavoro. Mi preme poi chiarire un altro paio di cosette. tronica. Sappiate, per il futuro, circondarvi di collaboratori/direttori degni al pari di quelli che Tanto per cominciare lo scontrino è immediatamente riposto in tasca, per una questione di un tempo hanno saputo dar lustro a questo giornale. L «Quanta tristezza miss A. Pupa» Basta leggere i giornali per scoprire che la questura è nella bufera: arresti, rapine, estorsioni, abusi sessuali. Chieda, Miss A. Pupa, al suo ufficiale, ovviamente anche gentiluomo, le spiegherà nonostante lei ha la superbia di appartenere di diritto all’esercito del bene o la sua lettera non l'avrei pubblicata, non solo per evitarmi questa stupida risposta. autori di quei misfatti erano poliziotti, i fratelli Savi e altri. Spinosa sostiene che c'erano Non le avrei dato spazio perché in essa c'è la protervia di chi è assolutamente certo di molti altri uomini in divisa, complici, che l'hanno fatta franca. E l'ufficio volanti della quesaver scritto una cosa memorabile, alla quale solo tura felsinea continua oggi a riservare tragiche sorpdegli ingiusti omuncoli non avrebbero potuto conrese. Basta leggersi i giornali per scoprire che la quescedere la luce dovuta. La superbia di essere di diritto tura è nella bufera, diversi poliziotti arrestati, altri indaun'appartenente dell'esercito del bene le ha cucito le gati per rapine, estorsioni, abusi sessuali e una ferita palpebre, non facendole vedere che la mia rubrica, che mai guarita che si riapre con un ufficio volanti nel miricompie giusto un anno a maggio, altro non è se non un no di giudici e ministro dell'interno. Chieda, miss gioco letterario che sta quasi totalmente immersa nella A.Pupa, al suo ufficiale, ovviamente anche gentiluofantasia di un personaggio da fumetto, con rare e parmo, le spiegherà. Non si immetta nelle piste di un ticolari escursioni nella realtà in sintonia con la bizzarra deserto che l'ha portata al miraggio. Soprattutto se personalità di un protagonista inventato, tra l'altro in vuol rappresentare una Calabria migliore, non odi e divisa perché io B.B., Mister B o Benjamin Bowson non disprezzi. Si è migliori di quelli che sbagliano non sono un capitano dell'esercito americano. Tra le escursolo perché si rispettano le regole ma anche perché si sioni nel reale, la rubrica qualche settimana fa si era hanno sentimenti diversi dai loro. Lasci stare occupata dell'ufficio volanti della questura di Benjamin, sta nei libri e soffre abbastanza della conBologna(dalla pantera nera alla uno bianca) e la settidizione a cui l'ha costretto uno scrittore sadico. E mi mana scorsa B. è ritornato sull'argomento perché c'è dia retta se vuole occuparsi di letteratura abbia vedute nelle librerie (lo cerchi nello scaffale della sua) un libro più aperte, come mi sembra le abbia il suo illustre del dottor Spinosa, il pubblico ministero che ha diretto Fleury-Merogis la prigione francese dove è detunuto Bowson padre. E il suo fidanzato in divisa lo baci dopo aver le indagini sui crimini della uno bianca, che afferma letto Proust, le riuscirà meglio. Non si senta migliore di quanto non si sia fatta piena luce su quegli avvenimenti orribili, una cinquantina di morti nessuno, nemmeno di un delinquente come Bowson. tra cui i ragazzi dell'Arma trucidati al Pilastro e 15 anni di terrore in Emilia e dintorni. Gli Mister B DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 19 I La www.larivieraonline.com gerenza [email protected] [email protected] Tel 0964/383478 la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri COLLABORATORI Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Direttore Editoriale E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, DOMENICO M ACRÌ, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO, A NTONELLA I TALIANO Editorialista: G IOACCHINO C RIACO Art Director: P AOLA D ’ ORSA Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Ruggero Brizzi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Marco Andronaco, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino, Giovanna Mangano. Lettere, note e schermaglie CRONACHE DAL NORD di VINCENZO CARROZZA Razza Padana, razza ladrona Qui al nord è metà aprile e nevica. I fiocchi sono grossi come le bugie di Natale, i nostri dolci della festa. Ma non è l'unica, fresca, novità del nord. Avrei voluto che Nicola Zitara fosse ancora in vita per godersi questo momento. Per godersi quello che lui già conosceva: i Ladri stanno al nord. Al sud, invece, i morti di fame, i cornuti e mazziati, i leccasederi del potere. La lega ladrona era, per Nicola, nella natura delle cose. Una logica conseguenza della storia di questa Nazione. Ernesto Galli “Delle Logge”, a questo proposito, scrive sul Corriere della Sera dell' 8/04/2012: “Parte della classe dirigente del nord ha fallito nel suo compito di guida de Paese”. Parte ? “Delle Logge” cerca di salvare il Piemonte e la sua classe dirigente nel giudizio. Come se il Piemonte fosse guidato da Obama e non da un leghista. Come se la Fiat, che ha succhiato decine di miliardi di soldi pubblici da Roma, per poi delocalizzare le fabbriche, e infine dissolversi, mandando a casa migliaia d'operai, non fosse di Torino. Come se Torino non fosse la patria, per ultimo, di quel cinghiale a nome Crosetto. Deputato, dopo travasi multipli, del PDL che ha dichiarato pubblicamente: “Io in Calabria non scendo neanche per i convegni di partito. Lì non sai mai se chi ti siede accanto è uno “ndranghetista.” I camerieri calabresi del PDL (con tutti i riguardi per i camerieri) hanno calato le braghe e sono rimasti in silenzio, invece di chiedere a gran voce la cacciata, dal partito dei miliardari, dell'imbecille. Da Radio Londra, la barba del risorto Giuliano Ferrara, dice: “In Italia non esiste più una migrazione sud - nord. L'Italia è un paese d'immigrazione e non più d'emigrazione. ”Evidentemente il pachiderma vive nell'etere, o sul pianeta Papalla. Ignorante come un “porc”, direbbe un mio amico di Modena. Perché mai uno così sia considerato, sia a destra, sia a sinistra, un fine intellettuale, è uno dei misteri di questo Paese. Il pachiderma con la barba difende Bossi: “Diamogli almeno l'onore delle armi”. Ma diamogli un calcio nelle P. a Bossi, mettiamolo in una casa di riposo e mostriamogli il medio a lui tanto caro. Dall'Unità d'Italia a oggi, la “supposta” classe dirigente del nord ha solo fottuto soldi e futuro al meridione e ai meridionali. Dispiace che ci siano ancora tanti sudici ignoranti e camerieri, e “fratelli” coltelli con tutte e due gli occhi serrati, per convenienza, credo. LEGA E BOSSI: MAI DIRE MAI ue mila anni fa Gesù disse alla gente e ai suoi fedeli “scagli la prima pietra chi di voi è senza peccato” e tutti rimasero fermi, immobili ed impietriti. Così fino a pochi giorni fa le uniche persone che avrebbero disobbedito a quel monito erano i leghisti. Infatti, dopo più di vent'anni dalla sua nascita come movimento e partito politico - durante i quali ci hanno detto e fatto credere e, anche, imparare a memoria che ha cuore, pensiero e casse pulite-, abbiamo scoperto che la Lega ed i leghisti sono dei peccatori incalliti. Tutto questo è sintomo, non di un rapporto isolato o casuale, ma di una gestazione cercata e voluta da quel sistema ben delineato e consolidato dell'Italia degli anni '90 e della c.d. Prima Repubblica, che lungi dall'essere sconfitto, per come si sforza di ribadire, ogni anno all'atto dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, il Presidente della Corte dei Conti. Le riflessioni sono due. La prima quella più ovvia e spontanea è che nessuno - con un po' di sale in testa - poteva pensare e credere che solo la Lega e i suoi vertici erano immuni dal modus operandi dilagante nella politica dei partiti in Italia. Infatti, la ruvidezza e l'ipocrisia politica ed istituzionale delle ideologie e dei programmi della Lega D denotavano e, per alcuni versi, ancor oggi denotano, un'indole maligna e pericolosa del proprio pensiero che certamente non poteva sfociare dal nulla, se non da un basso profilo da peccatore. La seconda riflessione, che più interessa, evidenzia quanto tempo e non solo (!) abbiamo perso come Calabresi e, soprattutto, come meridionalisti dietro ad alcuni partiti e movimenti che hanno stretto alleanze programmatiche ed elettorali proprio con la Lega. Cosa diranno ed escogiteranno la prossima volta i partiti alleati, anche al Sud, della Lega ladrona, che odiava e bistrattava il Sud e i suoi cittadini? Cosa faranno gli elettori, nel momento in cui dovranno dare fiducia ai propri rappresentanti parlamentari, prenderanno finalmente coscienza che si sono fatti ingiuriare, etichettare come inefficienti, incapaci ed in alcuni casi come ignoranti, da un partito che predicava bene e razzolava male o, piuttosto, continueranno a far finta di non vedere, sentire e capire, e a votarlo per mezzo dei partiti alleati? Alla fine ci rimane, senza dubbio, il dato più triste e desolante per la politica ed i politici calabresi aver sostenuto, seppur in maniera indiretta, le idee e i programmi secessionisti ed ipocriti di un partito che si sta dimostrando degno figlio del mostro che l'ha partorito! Elpidos AFRICOVECCHIO SCORCI d’ Aspromonte I PIDOCCHIOSI DELLA LEGA E GLI INGUARIBILI DELLE NUOVE REGOLE SAVERIO ZAVETTIERI* L'inchiesta giudiziaria che investe la Lega Nord ed il suo leader maximo certifica il fallimento di un sistema politico e della seconda repubblica basato su partiti personali privi di consenso ma dotati di abnormi poteri di nomina, persino dei Parlamentari, e di risorse pubbliche straordinarie da usare a loro piacimento e senza controllo alcuno. Sbalordisce il tentativo maldestro di come innanzi a casi di siffatta gravità, che riguardano tutti i partiti -dalla Lega all' IdV, dalla Margherita-PD all'UDC ad An-PDL- di ridurre il tutto a “responsabilità personale” di singoli per nascondere così la gravità della situazione perdendo l'occasione di avviare una profonda riforma dei partiti non più rinviabile onde evitare il collasso del sistema democratico e delle residue capacità di ripresa economica e sociale del Paese. Se anche un partito, come la Lega, con un affermato gruppo dirigente, radicato sul territorio e che ha fatto della lotta alla corruzione e di Roma ladrona la sua bandiera, non sfugge a certe logiche perverse, questo significa che la crisi ha raggiunto un punto di non ritorno e si impongono misure urgenti e drastiche a partire dalla abolizione del finanziamento pubblico ed alla adozione di regole certe che garantiscano il diritto alla partecipazione democratica dei cittadini e l'agibilità interna ai partiti eliminando alla radice la commistione tra politica ed economia, che si sta rivelando come il male incurabile della nostra democrazia repubblicana. Il Presidente della Camera, sedicente campione di legalità, anziché esercitarsi nel gioco del cerino, invocando improbabili decreti del Governo e altrettanto improbabili scelte di autoriforma dei partiti, dinnanzi a gravi violazioni di legge, irregolarità e reati comprovati e comprovabili nei bilanci di tutti i partiti, dovrebbe ricorrere al potere di cui dispone e sospendere l'erogazione dei rimborsi elettorali inviando gli atti alla Procura della Repubblica. Per questo al Presidente della Camera, nonchè leader di Fli, in vista della rata di erogazione della rata di Luglio dico: se ci sei batti un colpo! * Segretario nazionale dei Socialisti Uniti DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 20 HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo. Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili. PUBBLICITÀ la Riviera Per richieste di pubblicità rivolgersi a: PI GRECO Comunication srl info 0964342679 G LI INSERZIONISTI sono responsabili dei marchi e dei loghi pubblicitari nei loro spazi, l’Editore non risponde per eventuali dichiarazioni, violazioni di diritti, malintesi, ecc... Tutti i marchi riportati sono registrati dai legittimi proprietari. STAMPA: Master Printing S.r.l. - Modugno (BA) DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J. EDITORE - La Riviera S.r.l. Sede legale - Via dei Tigli, 27 - 89048 Siderno (RC) 0964383478 ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane LETTERE AL DIRETTORE il direttore KAPPADUE di RUGGERO CALVANO Siderno: Posta per il sindaco Ritorto Signor sindaco Riccardo Ritorto, io sottoscritta Teresa Fazzolari, residente a Siderno, le scrivo questa lettera per informare Lei e tutti i concittadini di Siderno riguardo all'ennesimo episodio - con alcune tristi aggravanti - che ancora una volta testimonia il livello di degrado e decadenza della vita civile in questo nostro paese, con particolare riferimento alla condizione dei disabili e ai loro diritti sempre più calpestati e derisi. L'episodio in questione è avvenuto nella giornata di mercoledì 4 aprile 2012, di mattina, sul corso della Repubblica. Arrivata sul posto con l'autovettura munita di apposito contrassegno, verificavo che come al solito, posti auto riservati alle persone disabili non esitsono. Poco dopo, mentre ero ancora sul corso senza la possibilità di collocare l'auto da nessuna parte, vedo un posto libero vicino alla banca, proprio dove dovevo recarmi prima di andare in farmacia (con a bordo mia figlia disabile). Una volta parcheggiata e fatta scendere mia figlia, al mio rientro trovo sul parabrezza dell'auto un verbale di 80.00 euro. Il giorno dopo mio marito si reca presso il comando dei Vigili Urbani di Siderno per protocollare una lettera di Bruzzese, che gli chiede chiarimenti sull'operato dei Vigili sulle circostanze sopra lette. Lo stesso Comandante risponde: «Che le sembra che sua moglie solo perché è in possesso dell'apposito contrassegno può parcheggiare dove vuole?”. Sindaco Ritorto, troppe volte negli ultimi tempi mi sono trovata di fronte alle risposte evasive e insoddisfacenti dei vari funzionari da me interpellati in proposito; sono stanca e non accetto più di essere presa in giro. Questa lettera che Le scrivo è l'ultima dimostrazione della residua fiducia nelle Sue volontà e possibilità di intervenire con autorevolezza ed efficacia per rimettere a posto le cose. Le preannuncio già che sono pronta a mettere in atto forme di protesta ben più eclatanti di una lettera aperta come questa e non esiterò un solo istante. Sindaco Ritorto, troppe volte negli ultimi tempi mi sono trovata di fronte alle risposte evasive e insoddisfacenti dei vari funzionari da me interpellati in proposito; sono stanca e non accetto più di essere presa in giro. Questa lettera che Le scrivo è l'ultima dimostrazione della residua fiducia nelle Sue volontà e possibilità di intervenire con autorevolezza ed efficacia per rimettere a posto le cose. Le preannuncio già che sono pronta a mettere in atto forme di protesta ben più eclatanti di una lettera aperta come questa e non esiterò un solo istante. Teresa Fazzolari Ritratti * di Diego Cataldo MINO REITANO Cantante. E’ stato tra i calabresi più conosciuti della canzone italiana. Personalità ricca di vitalità e nel contempo sensibile e umile, caratteristica che appartiene ai grandi, Mino Reitano si è distinto nelle vetrine più importanti della musica italiana. Personaggio televisivo ricercato, è stato anche attore in diversi film ed ha scritto testi e collaborato con importanti cantautori della musica italiana. Vendesi Bar Caffetteria sito a Roccella J. in via Roma info: 3683630731 IL BRIZZOLATO IO HO INVENTATO L’ALBERGHO DIFFUSO Senza saperlo per giunta. E ora che la cosa sta prendendo piede, in giro c'è un sacco di gente a millantare prime geniture. Ma qua in bassa Italia temo ancora non ne siate a conoscenza. L'albergo diffuso è la ricezione in case recuperate in borghi abbandonati e sparse al suo interno. Si ospitano i clienti in centri montani totalmente o parzialmente abbandonati, destinati alla rovina irreversibile. Il recupero delle case deve essere fatto con materiali di risulta ed è vietata la costruzione di nuovi edifici. Gli ospiti sono tenuti a una presenza non invasiva ma integrante che li trasforma in abitanti del posto. Si soggiorna e si mangia in armonia con la natura e nel rispetto assoluto dell'ambiente circostante. La pratica sta prendendo sempre più piede ed è considerata parecchio in, tanto che a essa vengono continuamente dedicati articoli su quotidiani e riviste, servizi televisivi. Ma non ci fosse la buona e vecchia Riviera nessuno saprebbe che l'albergo diffuso è figlio mio e che Kampusa City è la sua patria. Ci ho speso decenni per creare la colonia penale, ho passato anni a convincere i fetenti a darmi man forte. Da noi non solo le case sono secondo natura, lo è l'agricoltura, il cibo, il caldo, l'acqua. Produciamo biologico, mangiamo senza l'ausilio della chimica e ristrutturiamo con quello che ci offre l'ambiente. L'avessero altrove un progetto come il nostro se ne farebbero vanto e si scannerebbero per finanziarlo e promuoverlo. Noi si va avanti a olio di gomito, a soldi di tasca e con l'aiuto di qualche istituzione illuminata. E i sacrifici, le difficoltà, ogni ostacolo tutto mi sta bene. Però date il merito ai miei fetenti che loro sono stati tra i primi a iniziare. Portateci anche loro sui giornali, e portateceli anche per cose belle. L'Aspromonte è un covo di borghi incantati abbandonati. Potrebbe ospitare e vivere di un turismo buono, intelligente che cerca una dimensione accettabile per l'uomo moderno. Se avete soldi da buttare, che in Aspromonte non saranno mai buttati, portateli in montagna invece di darci carbone o gas. La bomba non la costruite a Saline o a Gioia. L'Aspromonte è un grande, meraviglioso albergo diffuso. Venite ora che avete qualche euro da spendere. Perché se ci verrete quando avrete fame, qua di carità non ne troverete. di RUGGERO BRIZZI L’Ikea, colosso multinazionale L'IKEA, colosso multinazionale dell'arredamento, ha deciso di spostare parti delle sue produzioni dalla Cina all'Italia. Non so se sia più opportuno essere felici o aprire una riflessione sulle motivazioni che spingono gli svedesi a quest'investimento, pensando alla condizione del lavoratore italico degli ultimi anni e ai tempi della burocrazia di casa nostra. Questo processo di delocalizzazione al contrario, è quello per cui si battono i tecnici che ci governano. I famosi “investimenti dei produttori stranieri”, per i quali ci stiamo prostituendo, sono le “cose che servono” al nostro paese per risollevarsi. Esattamente come il lavoro più vecchio del mondo, in condizioni di disgrazia siamo pronti a tutto pur di poter sopravvivere, ed esattamente come le bocche di rosa della modernità lo facciamo con eleganza, cercando di mantenere stile e design. Da Luglio 2013 la Croazia (paese in cui vi sono molti investimenti italiani) e la Turchia entreranno in Europa. Attualmente le due nazioni vivono, nonostante la crisi mondiale, un momento di economia fiorente basata su pesca e turismo per i primi e siderurgia e artigianato per i secondi. I loro governatori spingono per l'ingresso tra indifferenze e resistenze dei cittadini. In Turchia si guadagnano di media 1000 euro al mese, in Croazia 700. L'esperienza italiana, spagnola, portoghese e greca insegnano che l'Europa non è affatto unita, ma sta tutta nei palazzi tedeschi, rivestendo un ruolo politico misero di fronte all'economia dei grandi nessuno. Un'Europa dalla personalità contraddittoria e affascinante, mai soddisfatta, che rimane sulla strada a cercar clienti tra cinesi e americani, con due nuove svergognate turche e croate da non dover lasciare morire di fame. DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 21 ELEZIONI COMUNALI Con Ammendolia temporaneamente fuorigioco saranno Domenico Mercuri e Giovanni Riccio a contendersi la poltrona di primo cittadino di Caulonia. Siamo andati ad incontrarli per presentarli ai lettori de “la Riviera”. Caulonia, candidati sindaci a confronto PROFILI Domenico Mercuri (avvocato), carismatico, a tratti irruento, deciso nell’esporre le sue idee; Giovanni Riccio (medico) iassessore uscente, pacato, riflessivo, convincente. Entrambi si dichiarano certi della vittoria ma a registratore spento riconoscono che la sfida sarà dura e il risultato aperto. Riccio: «Ammedolia ha acceso i riflettori su Caulonia» Giovanni Riccio, come è nata la sua candidatura? È nata da una riflessione all’interno della maggioranza. Stimo tantissimo Ammendolia ma nel momento in cui sono sorti dei problemi interni, di fronte al rischio della frantumazione del gruppo, c’è stata sia la mia disponibilità sia l’alto senso di responsabilità mostrato da Ammendolia. Con la mia candidatura la squadra è rimasta compatta. Sento il peso di questo ruolo, perché Ammendolia non è stato uno qualsiasi, ha acceso i riflettori su Caulonia, ma farò del mio meglio come al solito, non mi piace la mediocrità. Se vincerete, Ammendolia avrà un ruolo nella futura amministrazione? Qualcuno già mi ha detto che Ilario Ammendolia starà dietro le quinte. Ma così non è. Ammendolia è in prima linea con noi, è l’anima del progetto che abbiamo messo in campo, è quello che ci ha creduto più di tutti, come per esempio sui progetti di accoglienza. Parliamo di questo. L’accoglienza continuerà? Non ci sono dubbi. È stata una grande sfida per il paese. Possiamo riflettere su come è stata gestita, dobbiamo colmare delle lacune ma ha dato grande visibilità a Caulonia, nonostante ci fossero persone che affermavano che i migranti andassero gettati in mare. A Caulonia è cresciuto il partito dell’odio soffiando su alcune situazioni critiche ma trattandosi di un progetto complesso alcune cose andavano messe in conto. È stato emozionante vedere alcuni migranti cristiani partecipare con noi ai riti pasquali. Su questo tema al tempo si aprì una discussione nella maggioranza ed io da buon cattolico fui subito favorevole. Non faremo passi indietro, anzi lavoreremo per migliorare. Di sicuro vogliamo che venga gestita a Caulonia da cauloniesi. Cosa pensa di Mercuri? Credo che il nostro paese meriti una campagna elettorale corretta. Stimo Mercuri. Se dovesse vincere, anche se mi sembra difficile, riconoscerò che è una persona degna di amministrare. Ma mi inquieta la coalizione che gli sta dietro. Alcune anime hanno già dimostrato instabilità politica. Lei crede che se vinceranno non dureranno? Esatto. Con le situazioni di bilancio attuali, coi tagli, nessun comune può rischiare instabilità. Sarebbe disastroso. La nostra amministrazione, anche se ha perso qualche pezzo per strada, ha dato grande prova di stabilità. Ripeto che alcune anime della coalizione di Mercuri mi suscitano inquietudine proprio perché le ho viste al’opera. Lei è convinto di vincere? I cittadini hanno capito l’importanza di questa tornata elettorale. Il progetto che abbiamo messo in campo è sotto gli occhi di tutti. Non vincerò io ma il nostro progetto, quella che Ilario Ammendolia ha chiamato “Primavera di Caulonia” Giovanni Maiolo Mercuri: «Con il danaro si fa l’accoglienza. E senza?» Domenico Mercuri, perché ha deciso di candidarsi a sindaco? Mi è stato chiesto da alcune componenti politiche e dalla società civile, la richiesta è venuta dal basso, altrimenti non ci avrei mai pensato. La sua è una grande coalizione che va da Campisi a Tucci. In caso di vittoria crede di riuscire a tenerli insieme? Noi stiamo insieme perché vogliamo il bene di Caulonia, non siamo uniti da ideologie politiche o credi partitici, è una lista civica. Altrimenti non ci sarebbe stato nessun senso logico a tenere unite persone di diversi partiti. Cosa pensa dell’Amministrazione Ammendolia? Se avessero operato bene non avremmo creato la nostra lista. Siccome i problemi non sono stati risolti ci siamo attivati. Da 30 anni la politica cauloniese è una politica personalizzata e così si è perso l’obiettivo, cioè fare crescere il paese. In pochi hanno monopolizzato la politica. Di chi parla? Ammendolia? Tucci? Loro sanno chi sono. Qualcuno è stato anche mio compagno di partito. Non ho mai chiesto a questi signori un favore. Rivolgo un appello ai giovani: non chiedete favori, rivendicate diritti. Alcuni anonimi, probabilmente suoi sostenitori, utilizzano i social network per diffamare gratuitamente e in maniera falsa i suoi avversari politici. Non crede che questi vigliacchi, incapaci di prendere posizioni mostrando il loro volto, la danneggino? Io non so chi siano, uso internet solo per lavoro, non ho mai letto queste cose. Credo che la politica non debba essere basata sull’insulto, demonizzare l’avversario non è utile. Deve cambiare tutto a Caulonia, non si deve aggredire l’avversario. Sai quando si usa l’insulto verso il proprio contraddittore? Quando non si hanno argomenti. Cosa pensa di Riccio? È una persona per bene. E politicamente? Ha le sue idee, sono onorato di averlo come avversario. Credo che le politiche dell’accoglienza siano state la novità degli ultimi anni. Con Mercuri sindaco continueranno? Si, ma diversamente. Cioè? Serve la partecipazione attiva dei cittadini. Tutto deve partire dal basso. Con il denaro si fa l’accoglienza, senza il denaro cosa succede? Io non sono contrario a qualcosa solo perché l’ha fatta Ammendolia. Tutto quello che è “anti” ci danneggia. Dobbiamo rilanciare lo sviluppo economico di Caulonia. Non si fa sviluppo con l’accoglienza. Se Monti chiude i rubinetti non si fa accoglienza se nella gente non passa il principio della solidarietà. Tempo fa lancia una proposta dalle colonne de “la Riviera” ad alcuni esponenti politici cauloniesi. Nessuno rispose. La ripropongo a lei: perché non fare un programma per i prossimi cinque anni ad edilizia zero, considerato che non ci servono altri casermoni ma che dovremmo puntare a recuperare l’esistente? Sono d’accordo. Vogliamo cambiare Caulonia o amministrare come si faceva 30 anni fa? Dicevano i latini “Quello che è consentito a Giove non è consentito ai buoi”. Giove è la classe politica di questi ultimi decenni, i buoi siamo stati noi. Io mi spenderò perché si cambi all’insegna della cittadinanza attiva. Come sarà la sua campagna elettorale? Dirò le cose come stanno, non prometterò neanche un posto di lavoro, farlo sarebbe da sciacalli perché i comuni sono in crisi a causa dei tagli. Giovanni Maiolo DOMENICA 01 APRILE 2012 LA RIVIERA 22 la Riviera LA LETTERA Africo, addio «Caulonia, vai avanti» DI ILARIO AMMENDOLIA er la conquista del comune ad Africo scendono in campo tre liste: la prima è capeggiata da Domenico Versaci, sindaco uscente, la seconda da Pepé Maviglia, che fu già sindaco e continua ad avere nostlgia di don Stilo, la terza da Francesco Criaco, che guida una lista di giovani e già questo è un segno di novità, anche di speranza. Decidernno gli elettori se il vecchio è più forte del nuovo. Se i ritorni di fiamma, come quello di Pepé Maviglia, saranno capaci di stenebrare il paese, che nessuna classe locale dirigente, trane quella rappresentatta dai vecchi comunisti, tipo Rosario Bruzzaniti, è riuscita a staccare dal marchio infamante di paese interamente di mafia. Ma ciò che ci ha spinto a stendere questa notarella non è la geografia delle liste in gioco. Noi siamo stati fortemente colpiti e nauseati dall’assenza dei comunisti di Diliberto e dei comunisti di Ferrero dalla consultazione elettorale di maggio. Non compiaono in alleanza con nessuna delle tre liste e non sono stati capaci di presentare una loro lista autonoma. Da quando il paese Africoanni cinquanta del Novecento- P fu ricostruito in faccia la mare Jonio, i comunisti sono stati sempre presenti con una loro lista nella battaglia elettorale che li vide costantamente antagonisti della lista a varietà democristiana, sostenuta da don Stilo, il quale si interessava più di voti alla sua compagine che di voti ai santi della Chiesa. E ne uscirono più volte vittoriosi, e pagarono le loro vittorie con discriminazioni, persecuzioni, ingiuste condanne al confino. Ma non si arresero mai. Se non tutti, quasi tutti quei combattenti ardenti per Africo, bel suol d’amore, son morti. Come in uno dei più grandiosi racconti di Leonida Répaci, quei morti la notte lasciano le loro fosse onorate e ritornano alle loro famiglie, poiché nel cuore ce le hanno sempre. In questo aprile hanno avuto una sorpesa. Hanno bussato e nessuno ha loro aperto. Le hanno trovate vuote. Le case. I loro figli per la vergogna del tradimento degli ideali e dei sacrifici dei loro padri e delle loro madri, che inghiottivano saliva per nutrirsi, s’eran sparsi per le campagne. In compagnia dei gufi, che li accoglievano al canto di bandiera rossa. IN ALTO comune di Africo Nuovo e la piazza Nicola Plermo dove ha sede il municipio cittadino A PAGINA 18 una panoramica di Caulonia siperiore e i candidati a sindaco Giovanni Riccio e Domenico Mercuri VIAGGIO NELLE AMMINISTRATIVE GROTTERESI TRA NOVITÀ E PERVICACIA Raffaele Maria tra i due litiganti Raffaele Maria Lupis, lo si evince dal doppio nome, appartiene ad una delle famiglie più “titolate” della storia di Grotteria, anche se economicamente decadute. A renderci edotti sono i suoi due cugini , Domenico e Marco, che con le loro ricerche storico-araldiche sostengono, con diritto, che i loro avi approdarono da queste parti tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500, un bel lasso di tempo. I suoi “avi” erano proprietari e feudatari, vissuti con la terra, ma non solo; e si può dire che senza ombra di esagerazione che a Grotteria sono stati secondi solo ai Carafa , che notoriamente sono stati titolari della Contea di Grotteria sino alle leggi “ eversive” del 1806. Finita la feudalità, anche loro come tanti altri ex feudatari, “investirono nelle “ professioni” e da li vennero alla luce, medici, avvocati, farmacisti e funzionari della pubblica amministrazione. Suo padre Giovanni Battista per l’appunto ( avvocato) e suo zio Oreste ne sono l’ultimo esempio, almeno per quanto riguarda il ramo rimasto a Grotteria. Raffaele Maria , figlio di Giovanni Battista Lupis come è d’obbligo presso le famiglie “titolate” ha frequentato le scuole più qualificate della provincia, il liceo classico “Ivo Oliveti” di Locri e crediamo con un buon profitto. In seguito si iscrive all’Università, forse giurisprudenza oppure architettura, non sappiamo esattamente in quale città , ma durante quegli anni piuttosto che frequentare l’Università lo vediamo impegnato nella vita politica locale a tempo pieno. Non si laurea, ma questo non è certamente esiziale, lo hanno fatto abbondantemente i suoi antenati. E poi c’è da dire che i laureati ed i professionisti in genere, a Grotteria, non hanno avuto molta fortuna, nel senso che gli ultimi settant’anni sono stati un via vai di sindaci ed assessori e tra i più qualificati figurava un “ maestro elementare” anche se di vecchio stampo. Non sappiamo se Raffaele Maria Lupis ci tenesse al titolo di laurea, però crediamo che, tutto sommato, non gliene importasse più di tanto. Per contro il cugino si fregia del titolo di “avvocato”, così lo chiamano nel paese, ma non ha mai redarguito né corretto nessuno.. Dommage ! Per quanto nasca “titolato” Raffaele Maria è un uomo molto semplice, persino umile. In politica lo abbiamo incontrato sin dalla giovinezza ( periodo universitario) e da più di vent’anni a questa parte, ìoccupa i banchi del consiglio comunale e si occupa dei problemi della gente di cui sa farsi buon interprete. Politicamente, nasce come “moderato di Destra” in un comune tradizionalmente di Sinistra, principalmente nelle campagne che sono numerose. Come i moderati di Destra vive tutte le trasformazioni che questa formazione politica ha vissuto: l’approdo alla democrazia; l’entrata e la confluenza nel PDL. La crescita “qualitativa” di Raffaele Maria è marcata dal divorzio con l’altro leader di Destra, che è il cugino. Tra i due non ci sono più “convergenze parallele” ma parallele molto contrapposte. Ed arriviamo al dato attuale, Raffaele Maria Lupis fa una lista proprio contrapposta alla Coalizione (Salvatore Leoncini) di cui il cugino, a quanto si dice, se dovesse vin- cere sarà come minimo “vice-sindaco” ed a Nicola Andrianò che sappiamo all’ultimo momento abbia sostituito Salvatore Lombardo detto Lissandru. La cosa certa è che Raffaele Maria è riuscito a guadagnarsi la simpatia non solo di quelli che sono rimasti nel “centro storico” ma anche di altre persone. Dai molti, anche dagli avversari è visto come un ragazzo “serio”, anche se ormai ha superato i quarant’anni; la sua lista, oltre che avere creato un’emorragia devastante all’interno della Coalizione, presenta dei candidati di “tutto rispetto”, a parte un vecchio “ camaleonte- riciclato” che, quando sembra sia morto, rinasce sempre: Rocco Vincenzo Bruzzese detto u Pupù, del quale molti erano convinti di essersene liberati ma che, ahinoi, è ritornato alla carica e più agguerrito di prima. Comunque sia, la lista di Raffaele Maria non è data per vincente, ma dal momento che la politica è una scienza probabile, non si mai. Di certo “fastidi” seri alla Coalazione , ne darà ; come ne darà anche al candidato dato per vincente, Nicola Andrianò . Il grande appiglio degli avversari poggia chiaramente sul fatto che Raffaele Maria Lupis rimane sempre e comunque “un politico di professione” nel senso che nessuno lo ha mai visto lavorare se non in politica. Noi che dobbiamo sudarci la pagnotta ogni giorno alzandoci alle sette e rincasando alle cinque di pomeriggio un “pizzico” di invidia nei suoi confronti lo nutriamo. Che sia sempre valido quel detto calabrese che du camatri Diu c’’è patri? Carmelo Carabetta ono stati cinque anni di lavoro intenso ed impegnativo.Cinque anni senza ferie, né riposo. Abbiamo cambiato il Paese realizzando ciò che sembrava impossibile. Non abbiamo lavorato alla giornata ma la nostra stella polare è stata il “Progetto Caulonia” intriso di valori pregnanti , capace di mettere in moto lo sviluppo, creare opportunità di lavoro, stimolare la coesione sociale. Aver realizzato in cinque anni più lavori pubblici di quanti non si siano realizzati in 25 anni non è per noi il solo motivo di orgoglio. La nostra bandiera è stata il disinteresse personale, l’onestà praticata, la politica di solidarietà, l’attenzione verso gli ultimi. Dopo cinque anni mi sento gratificato, ed orgoglioso del lavoro fatto ma anche molto stanco. Proprio per questo avevo chiesto con lettera scritta a tutti i consiglieri di maggioranza di consentirmi di fare un passo indietro a patto che il progetto Caulonia continuasse a vivere ed a produrre frutti per il Paese. Nell’Unione democratica s’è sviluppato un dibattito , a volte teso, ma sempre civile che ha portato ad individuare nell’assessore alla cultura, Ninni Riccio il candidato a sindaco . Si tratta di una persona seria, riflessiva che ha sempre dato prova di equilibrio e di saggezza. Accanto a Lui quasi tutti gli assessori ed i consiglieri che sono stati accanto a me in questi cinque anni. Toccherà a loro continuare e migliorare un lavoro già in fase avanzata. L’Unione democratica non è una lista incolore ed informe ma un raggruppamento politico che ha alle spalle un progetto paese ed una radice storica ben definita. E’ vero che Giovanni Riccio non ha mai avuto tessere di partito ma è vero pure che il nostro progetto poggia su valori come l’uguaglianza, la democrazia, il rispetto verso la persona umana, il disinteresse. Questi valori sono la vera essenza di una politica di “sinistra” e valgono più di mille tessere di partito . Ho sempre sentito intorno a me l’affetto ed il sostegno della parte più consapevole dell’opinione pubblica così come ho avvertito l’ostilità di un “ceto politico” diffuso chiuso in asfittici orizzonti paesani, incapace di pensare ad un progetto, privo di storia e di valori, sempre riverso a tutelare interessi personali e di gruppo senza alcuna attenzione per il Paese. I trasformismi ed giochi di potere di questi giorni sono la riprova di quanto ho detto. Auguro a Ninni Riccio ed alla Unione Democratica ogni successo ed auguro al mio paese ed alla mia gente che il “Progetto Caulonia” non conosca interruzione alcuna. Da parte mia non sarò sindaco, ma questo non mi porterà a dimettermi dall’unico partito a cui mi sento legato: il partito del riscatto degli ultimi, della solidarietà umana, del reciproco rispetto, del riscossa della Calabria. S DOMENICA 01 APRILE 2012 LA RIVIERA 23 A proposito di... PRIMA GIORNATA BIANCOAZZURRA. TUTTI ALLO STADIO! La società A.C.D. Siderno 1911 comunica che domenica 15 aprile 2012, ore 14.30, presso lo stadio comunale “F. Raciti” di Siderno avrà luogo la prima “speciale giornata biancoazzurra”. La manifestazione è stata organizzata e coordinata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con la Pro Loco di Siderno. La società invita tutta la cittadinanza a partecipare. Per l’occasione le donne di qualsiasi età e i bambini di età non superiore a 13 anni hanno diritto d’ingresso gratuito allo stadio. Sono stati invitati ufficialmente, mediante circolare comunale, gli alunni delle scuole primarie e secondarie. Il prezzo del biglietto d’ingresso è stato fissato a soli 5 euro da considerarsi come contributo verso la squadra, sospesi gli abbonamenti. Sport Milan - Juve ECCELLENZA Continua il testa a testa Il Montalto con il paradiso in tasca fa visita al purgatorio di Roccella A sei giornate dal termine, il duello Milan-Juve si fa sempre più serrato e dopo il Milan ieri, oggi tocca alla Juve impegnata a Cesena con i romagnoli fanalino di coda. Nel calcio non esiste niente di scontato, certo è che al “Dino Manuzzi” la Juve si presenta nel ruolo di assoluta favorita: al di là del notevole vantaggio di punteggio in classifica, è troppo ampio il divario di valori per immaginare una Juve in difficoltà al cospetto di un Cesena che quasi mai in stagione è riuscito ha mantenere costanza, solidità e identità di squadra. Sul piano tecnico, qualunque saranno le scelte di Conte, in casa Juve si punterà a mantenere il carattere e la brillantezza di gioco dell'ultimo periodo, per il resto occhio ad Alex Del Piero, in rampa di lancio per un posto da titolare nel migliore momento della stagione sia a livello personale che per la qualità complessiva dei risultati ottenuti dalla squadra. Sugli altri campi, a tenere banco sono gli ultimi due posti utili della stagione, quello valido per la prossima Champions e l'altro buono per la salvezza. La sconfitta della Lazio a Torino e quella contemporanea dell'Udinese a Roma, hanno riaperto i giochi per la volata europea, con gli uomini di Reja sempre leggermente avvantaggiati ma tutt'altro che sicuri della qualificazione. I biancazzurri saranno impegnati a Novara in un'altra trasferta piemontese, questa volta il rango dell'avversario sarà però ben diverso da quello della Juventus ultima antagonista: il Novara di Tesser si trova al penultimo posto in classifica e la permanenza in Serie A, turno dopo turno, è un miraggio che ormai sta svanendo del tutto. Per la Lazio di con- seguenza è difficile ipotizzare un passo falso odierno, qualche rischio in più lo correranno invece Roma e Napoli, due delle inseguitrici al terzo posto Champions, reduci da risultati antitetici: i giallorossi battendo l'Udinese mercoledì nel turno infrasettimanale si sono rilanciati in classifica e nel morale, i partenopei invece incappando nell'ennesimo ruzzolone stagionale al San Paolo hanno pregiudicato in parte, se non del tutto, le speranze di un finale di stagione con qualche patema di classifica in meno nella corsa al terzo posto. Oggi la Roma (in casa) e il Napoli (in trasferta) sfideranno rispettivamente la Fiorentina e il Lecce, due squadre accomunate nell'obiettivo, ovvero la salvezza, ma con una sostanziale differenza: per i salentini fin da questa estate era preventivabile un campionato di bassa classifica, dalla Fiorentina sarebbe invece stato lecito attendersi qualcosa in più. Proprio per questo, ora ha trovarsi maggiormente in difficoltà potrebbero essere i viola, non abituati al “pane duro” del fondo classifica rispetto a un Lecce più avvezzo a questo genere di situazioni, oltreché in condizioni di forma entusiasmanti: sintetizzando, fossimo nei panni di Mazzarri e dei napoletani, saremmo tutt'altro che tranquilli. Il quadro della giornata è completato da Atalanta-Chievo, Palermo-Parma, Siena-Bologna e, infine, da Cagliari-Catania, domani sera alla 20:45. Tra queste squadre, Catania e Chievo sono quelle messe meglio in classifica, con un vantaggio che sul piano puramente aritmetico non da garanzie di salvezza, ma che in termini concreti assicura comunque più tranquillità rispetto a chi è alle spalle. Ecco perché una vittoria oggi finirebbe per valere doppio e probabilmente risultare decisiva per siciliani e clivensi, molto di più potrebbe esserlo per il resto della compagnia. Buon campionato a tutti. Angelo Letizia Il sorpasso Avete presente la memorabile scena de “Il sorpasso”, quando Gasman su una decappottabile fa il segno delle corna all'autista sorpassato? Beh, mi sembra l'immagine eclatante di queste due ultime giornate di Campionato: mettete Antonio Conte al posto di Vittorio Gasman e il gioco è fatto. Allora, facciamo un po' di ordine. Alcuni valori sono mutati, sia in testa, sia in zona Europa e perfino in coda; sembra di assistere a tre mini campionati, uno più bello e avvincente dell'altro. Partiamo dalla lotta scudetto. E' da mesi oramai che il tricolore è un affare tra Milan e Juve. Fino a dieci giorni fa era primo il Milan, poi il doppio passo falso con Catania e Fiorentina e la Juventus, l'indomabile Vecchia Signora (a proposito, che bravo quel “ragazzino” di nome Alessandro Del Piero!) scavalca i rossoneri grazie alle vittorie su Palermo e Lazio. Per stato di forma psicofisica, favorita per lo scudetto oggi è proprio la squadra di Conte, ma, occhio alle coronarie, da qui al 13 maggio nulla è scontato. Un gradino più in basso c'è una lotta per un piazzamento in Europa talmente incerta come non accadeva da anni: Lazio, Udinese, Roma, Napoli e Inter a contendersi il famigerato terzo posto. Sembra tagliata fuori la squadra di Stramaccioni, non tanto per i quarantotto punti, quanto piuttosto perché si trova in svantaggio negli scontri diretti. Tutte davanti dovrebbero fare Mancano 270 minuti alla fine del campionato d'Eccellenza e si può dire che i giochi sono fatti. Il Montalto si accinge ad assaporare il tanto agognato salto di categoria e con molta probabilità potrà festeggiare già questa domenica, a meno che l'orgoglio del Roccella non obblighi la capolista a festeggiare in casa propria davanti ai suoi sostenitori. Il Roccella. Che dire di questa squadra? Partita con dei propositi che nulla hanno a che vedere con un quinto posto. Anzi la differenza di punti tra la seconda e la quinta, che segna in classifica oltre 10 lunghezze, sbatte in faccia la dura realtà: la squadra di mister Figliomeni, se le cose dovessero restare così, non parteciperà agli spareggi. Un vero peccato, perché all'inizio del campionato sembrava, e molti, tanti “allenatori nel pallone”, erano d'accordo, che la società avesse allestito, senza badare a spese, una vera corazzata. Il campo ha smentito i miraggi. Il Roccella il prossimo anno dovrà pesare i presunti fuoriclasse più col bilancino dell'orefice che non con il bilico del grossista. L'avevamo scritto la scorsa settimana: il Brancaleone, nonostante manchi ancora la certezza matematica, è quasi fuori dall'incubo play out. Mister Brando tiene la squadra molto concentrata, il combattivo Guardavalle che sarà di scena domenica al V. Galletta è sempre una minaccia. Quest'ultima dopo aver detto addio ai play off perdendo domenica scorsa tra le proprie mura contro il Roccella e dopo aver disputato un'ottima prima parte di campionato nelle vette alte dell'Eccelelnza, non vuol finire questa stagione dando, dopo averli illusi, ulteriori delusione ai propri tifosi. Quindi attento Brancaleone. Nella quasi medesima posizione del Brancaleone si trova anche il KARATE Ancora un successo per gli allievi del maestro Ursino harakiri e i nerazzurri vincerle tutte: impossibile. Per il terzo posto continuo a votare Lazio. L' Udinese sembra appannata, la Roma sarebbe la vera scommessa, ma la formazione di Luis Enrique è capace di vincere 4 a 0 con l'Inter e perdere a Lecce per 4 a 2, troppo discontinua. Il Napoli dopo l'eliminazione in Champions si è smarrito, un solo punto nelle ultime quattro partite. E oggi va a Lecce, che grazie alla vittoria di mercoledì a Catania, si è rilanciata prepotentemente nella lotta salvezza. A soli due punti dal Genoa e a tre dalla Fiorentina, i Cosmi boys hanno acceso la lotta per non retrocedere. Cesena e Novara sembrano ormai spacciate, dal Siena a quota 39, in giù, ci sono sette squadre, tutte in piena bagarre salvezza. Fiorentina e Genoa rischiano tanto, non per il tasso tecnico, ma perché sembra di rivedere il campionato dello scorso anno della Sampdoria, quando la paura divenne determinante nella retrocessione dei blucerchiati. Malesani e Rossi devono correre ai ripari, se non vogliamo assistere ad un'altra eccellente retrocessione. Mai come quest'anno l'incertezza sarà il fil rouge fino a metà maggio. E poi dicono che il nostro non è il campionato più bello. Mah! Massimo Petrungaro Ogni volta in crescita il Campionato Regionale di KARATE C.S.A.In.-C.O.N.I. segno tangibile della ottima organizzazione, della qualità del lavoro svolto dalla Commissione Regionale, ma soprattutto della grande passione , del senso di aggregazione, dell'amicizia, della collaborazione, del dare senza nulla pretendere nel volontariato, nel credere nell'Associazione e nello spirito C.S.A.In. che mai viene a mancare. Raggiante la dott.ssa. Maria LABATE, Presidente Provinciale dell' Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal C.O.N.I., che ha organizzato la gara in modo egregio grazie anche alla preziosa collaborazione del M° DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 24 la Riviera IN BREVE SERIE D Siderno. De Leo e compagni nelle due settimane di sosta si sono allenati bene sotto gli occhi attenti di mister La Face. Al “Raciti” arriva l'ormai retrocesso Real San Marco, ma questo non significa che i biancazzurri debbono rilassarsi. In questo campionato nessuno ti regala niente, anche se le motivazioni sono diverse. La Bovalinese: la vera depressione del campionato 2011-2012. Dopo essere partita male e finita peggio. L'abbandono del presidente Ferrigno è stato fatale e i successori non sono stati all'altezza di allestire una squadra degna di questo nome. I costi eccessivi sono risultati intolleranti. Sul versante opposto allo Jonio reggino troviamo Gioiese e Palmese. La prima è nella terra di nessuno, fuori da ogni lotta, a metà classifica per tutto l'arco della stagione e a velocità da crociera: senza infamia e senza lode. Non possiamo dire lo stesso della Palmese. Nessuno si aspettava una fine di campionato totalmente deludente, dopo una prima che l'aveva vista lottare per le prime posizioni. Se finisce nell'imbuto dei play out la delusione è di quelle che lasceranno il segno nel prossimo futuro. Franco Criaco Vincenzo Ursino vero Deux es machina ed al Comune di Siderno che ha dato il suo Patrocinio grazie all'impegno del Dott. Maurizio Baggetta, Assessore allo Sport della ridente cittadina locridea. Due giorni di gara (27 e 30 Marzo) nei quali si sono confrontati un centinaio di atleti in diverse categorie di varie specialità come i KATA individuali, KATA a squadre, e COMBATTIMENTI. Mattatore dell'evento il CENTRO STUDI KARATE del M° Vincenzo URSINO prima società classificata grazie ai numerosissimi podii conquistati. Protagonisti di questo risultato sono stati FIGLIOMENI LUCA, GULLONI MATTIA, FIGLIOMENI VINCENT, ANGILLETTA DOMENICO, SCRUCI VINCENZO, URZINO DANIELE e FIGLIOMENI TOMMASO che hanno conquistato il titolo di Campione Regionale nelle varie specialità. Da ricordare anche i nomi di CORDI' DOMENICO, MACRI' DOMENICO, MUIA' VINCENZO, GUARNACCIA ALBERTO, ERCOLANI CARMELO, GUTTA' VINCENZO, MITTICA JACOPO, AVANTARIO CRISTIAN, PANETTA DAVIDE, GURNARI ANTONIO, GUARNACCIA RICCARDO, BIZZANTINI GIUSEPPE, ERCOLANI GIORGIO, MINICI NICOLA, SEMINARA DANILO, URZINO MANUEL E COMMISSO ROCCO che con i loro piazzamenti hanno contribuito a portare il CENTRO STUDI KARATE sul gradino più alto del podio. Ora è veramente più difficile per l'Hinterreggio, dopo aver condotto in testa quasi tutta la stagione, dopo aver dilapidato i tanti punti di vantaggio dalle inseguitrici, si trova adesso a non sbagliare più se vuole veramente vincere il campionato. Il distacco sulla seconda adesso è di tre punti, e a quattro partite dalla fine possono essere tanti, ma possono essere pochi, sapendo che l'inseguitrice si chiama Cosenza. In coda alla classifica troviamo l'Interpiana e la Valle Grecanica. La squadra della piana si è ormai rassegnata alla retrocessione, al contrario i Grecanici hanno ancora qualche possibilità di disputare i play-out. F.C. PROMOZIONE Catona o Bocale? È’ ormai una lotta a due nel campionato di Promozione girone B, dove si contendono il salto di categoria il Catona e il Bocale. Domenica tutte e due hanno un compito non facile: centrare l'obiettivo massimo superando due squadre antiche, come la Rizziconese, che si reca a Catona, sperando di fare risultato, mentre ad Oppido la Mamer ospita il lanciatissimo Bocale. Il Marina di Gioiosa deve battere il forte San Calogero, per tenersi aggrappato alla corsa play-off, poiché è ad un punto dalla Taurianovese, quinta in classifica. Mister Caridi ci crede, e per questo nel periodo delle feste pasquali ha fatto lavorare la squadra per non farle perdere la concentrazione. L'altra Gioiosa è ormai concentrata a quello che farà il prossimo anno, poiché, dopo buona parte del campionato navigava nei bassi fondi della classifica, con il cambio di allenatore è riuscita a tirarsi fuori dai guai, facendo un girone di ritorno all'altezza dell'organico che possedeva, allestito per altri obiettivi. F.C. KARATE Teresa Bruzzì è vice campionessa italiana di MMA Ligth (Kickjitsu) Con l'ottimo piazzamento agli italiani di Genova, la pluricampionessa italiana Teresa Bruzzì, cittanovese di sedici anni, si conferma una delle regine nazionali della kickboxing Alla finale in terra ligure, con la partecipazione di oltre 1200 atleti, sotto l'egidia della FIKBMS, l'unica federazione italiana di kicckboxing e arti marziali affini riconosciuta dal CONI, e presieduta dal dottore Ennio Falsoni, imbattuto campione di karate degli anni '80, la giovane atleta dell'Accademia del professore Giuseppe Cavallo, ha conquistato il titolo di vice campionessa d'Italia. Dopo aver vinto la medaglia di bronzo agli europei di Croazia ed essere stata una delle punte di diamante della nazionale azzurra di light contact, il combattimento continuo della kickboxing, la giovane tigre cittanovese ha dimostrato il proprio valore affrontando, con coraggio e determinazione un'atleta della categoria superiore nella finale per l'oro italiano. La sua tenace prestazione e il livello tecnico dimostrato hanno spèinto, per questo, il CT della nazionale senior, il maestro Patrizio Rizzoli, a convocarla in maglia azzurra anche nel settore delle arti marziali miste, dove pochi hanno le qualità per poter competere. Cresciuta alla scuola del professore Giuseppe Cavallo, con questa vittoria, che arricchisce il suo già abbondante palmares Teresa Bruzzì diventa la prima atleta italiana a vestire la maglia azzurra, in più discipline. Cintura nera 2° grado di kickboxing, oltre che di kung fu e karate, Teresa, seguita dai suoi inseparabili genitori, Silvana Franco e Girolamo Bruzzì, si prepara a vivere questa nuova straordinaria avventura, sempre assistita tecnicamente, quale sua pupilla dal professore Cavallo, specialista mondiale di difesa personale, oltre che responsabile tecnico nazionale del settore giovanile MMA. Teresa si allena nelle palestre di Polistena, (scuola media Salvemini), Siderno (scuola elementare Donisi) e Caulonia Marina (scuola elementare) ed è anche pluricampione nazionale nella lotta a terra e nella kickboxing. Da segnalare, sempre nel settore MMA, la buona prestazione di Matteo Santacroce, classificatosi al quinto posto. Ai giovani campioni del maestro Cavallo sono pervenuti i complimenti dei dirigenti della FIKBMS, a partire dal direttore tecnico nazionale, gran maestro Patrizio Rizzoli, dal vice presidente federale, professore Giorgio Lico, dal commissario calabrese, professor Salvatore Romano, dal presidente Depaim Sgambelluri, dal presidente del centro di Polistena, Franco Garelli e dal direttore sportivo Osvaldo Cavallo. Si chiama “Rocco Scirocco” la mascotte ufficiale dell'unica tappa italiana della Professional Windsurfers Association (PWA) World Tour Cup che si terrà in riva allo Stretto dal 19 al 24 aprile. Presentato nel corso di un incontro con gli operatori dell'informazione, il 'simbolo' di questa importante kermesse internazionale (che vede Reggio Calabria inserita in un circuito di prestigiose località windsurfistiche internazionali) è stato realizzato da Emanuele De Luca e Valeria Mendolia del corso di scenografia dell'Accademia di Belle Arti, per l'occasione rappresentata dai docenti Giovanna Mandalari e Piero Sacchetti. Sotto la guida della professoressa Antonella Scordo, gli allievi hanno voluto creare una mascotte che richiamasse il pescespada e prendesse il nome da uno dei venti più frequenti sui nostri mari. Un chiaro riferimento, quindi, al Mediterraneo ed alle sue tipicità. Un appuntamento molto partecipato, tenutosi a “La Luna Ribelle”, che ha visto protagonisti tutti gli attori territoriali che hanno sposato la manifestazione, fortemente voluta dal comitato organizzatore locale, dal circolo Windsurf Surf dello Stretto, dalla Wevents, dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune. E’ Rocco Scirocco la mascotte del campionato mondiale di windsurf DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 25 DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 26 la Riviera CIAO MERAVIGLIOSO PAPÀ Ieri sera una nuova stella ha brillato nel cielo e il mio passato è andato via con lui ,e il mio cuore si e svuotato di un amore incolmabile. Purtroppo la vita ci riserva delle sorprese che non ci aspettiamo, ma ci consoliamo al ...pensiero che dopo la morte c'è un mondo dove si finisce di soffrire e senza più' dolori, ci riuniamo con i nostri cari defunti ,e per te papà sarà la gioia più grande riabbracciare tuo figlio. Nostro fratello. Veglia su di noi e riposa in pace solo questo riesciamo ha dirti con gli occhi pieni di lacrime e il cuore distrutto. Ti vogliamo bene Ciao meraviglioso papà. Biblioteca meridionalista voluttuosamente il pasto d’erba tenerella, interrompendosi solo per ragliare di tanto in tanto ai quattro venti la propria beatitudine. Gli uccelli volarono via subito , scandalizzati. Per questo il titolo del libro è pertinente . Delfino, proprio perchè non si è mai curato delle consuetudini, per tutta la vita ha sempre scandagliato la notizia alle origini per carpirne i reconditi segreti che ai più sfuggivano e spesso scandalizzava i benpensanti e le farisaiche istituzioni. Parlavamo spesso dei vecchi Capi-società aspromintani, dei cugini di sangue platiesi, dei celebri ladri sanlucoti, di ‘Ntoni Macrì e delle varie guerre di mafia. Aveva una memoria storica esatta e pertinente che si abbeverava all’archivio che curava con certosina pazienza, ritagliando i pezzi più interessanti di tutte le testate nazionali. Spesso sentivo dal mio balcone il ticchettio della sua Olivetti lettera 22 e sapevo che l’indomani sarebbe uscito un suo pezzo che, poi, puntualmente mi passava in fotocopia. Conosceva Totò ricorda tanto il suo maestro Mimmo Zappone “assetato di libertà e di sapere” . All’unisono per decenni, spesso insieme su una vecchia seicento bianca, “hanno spezzato il pane della scienza e la davano senza tessera alle masse affamamte”. Totò Delfino ama visceralmente l’Aspomonte e nella sua vecchia Platì incastona i suoi più bei racconti, restituendoci personaggi straordinariamente vivi , ricchi d’umanità. La rilettura del mito e della mitologia classica è fatta con grande fantasia da Don Pompeo “ con alle spalle anni ed anni di seminario ed una dura prigionia in Africa. Conosceva tutti i dei dell’Olimpo, compresa Minerva, la dea della saggezza, nata dalla testa di Giove. Con leggerezza narrativa , mista ad amara ironia, Delfino descrive la mutazione genetica del suo vecchio paese dove, una “ mala jenia” (è il titolo di un bellissimo racconto compreso ne “La nave della ‘ndrangheta”) ha ormai preso il sopravvento con la “ ricchezza del paese che ebbe altri Delfino cantore della musica interiore della civiltà ASPOMONTANA di GIANNI CARTERI Negli ultimi anni della sua esistenza terrena, Totò Delfino, mio dirimpettaio, amava chiamarmi all’imbrunire per parlare- da veri compagni di processione- oltre che della sua malattia, dei suoi pezzi storici, della sua vecchia, indimenticabile Platì. Era consapevole che sorella morte fosse dietro l’angolo, che per tutti avesse uno sguardo, ma faceva di tutto per ghermirla: con coraggio, assaporando i profumi primaverili delle piante e dei fiori del suo curatissimo giardino e accarezzando con affetto smisurato la sua adoratissima nipotina Francesca. Negli ultimi mesi gli erano sempre accanto i figli , soprattutto Peppe, il più grande, che non lo mollava mai un istante e quando i nostri sguardi si incrociavano leggevo nei suoi occhi una tristezza infinita. Riprendo spesso tra le mani l’ultimo suo omaggio “Il raglio dell’asino” e sorrido per la sua dedica, scritta con la consueta stilo blu “A Gianni con affetto e con un raglio prolungato”. Ogni volta mi risento bambino, in compagnia della nostra asina che mi faceva girare per viottoli di campagna e inerpicarmi sui selciati che portavano al mio vecchio borgo brancaleonese dentro una cofina dal ventre rigonfio. La salita era dura e mio padre preferiva sapermi al sicuro. Facevo da contrappeso all’altra cofina dov’era sistemata “la spesa” per due-tre settimane: pesate di pasta da cinque chili avvolta nella mitica carta azzurrina, sale e zucchero barattati con patate, ficandiani di rocca e noci nei magazzini Praticò della civile marina. Come Delfino, che del paziente animale aveva appese alle pareti dello studiopensatoio alcune foto bellissime, per l’asino “provo un affetto materno”. C’è una bella favola di Giovanni Capasso, giudicato da Mario La Cava, che l’ha scoperto, il maggiore scrittore di favole che abbia avuto l’Italia moderna, che, forse, dà l’idea di cosa spingeva Delfino a narrare , a scavare dentro la notizia da angolature non comuni e usuali ai più . Nella favola “L’asino nel seminato” si legge che “veduto un asino che lavorava di mascelle nel seminato, gli uccelli tentarono di persuaderlo a non distruggere così le speranze della futura messe: “Anche la parte tua “ dissero. “Puh!” fece l’asino: “la paglia!” e continuò bene la simbologia mafiosa che per lui era metafora. Amava ripetere che “ diventa allegoria quando attinge al mondo animale per mandare messaggi, avvertimenti oscuri ed allusivi”. Cambiava volto quando nominava qualche giudice, tirando fuori aneddoti che raccontava come un autentico contastorie. Su questo aspetto non vado oltre. Spesso avevamo idee diverse. Gli ripetevo che i troppi tragediatori sull’uno e l’altro campo potessero talora far scadere in un moralismo strabico e fazioso, senza accorgersene. Lui annuiva, disperato, perché non diventavo suo complice. Preferisco ancora oggi il Totò Delfino professore di geografia. “Itinerari silani” che aprono l’ultima sua fatica è un pezzo da antologia così come “Amo l’Aspromonte” che apre e dà il titolo ad un altro suo libro. Una montagna dove lui “fu cullato dal mormorio sommesso della fiumara che scorreva dolce e lenta, incassata nella roccia, a pochi passi da casa”. Sua madre lo “ allevò con latte di capra che il capraio mungeva davanti alla porta, tra lo scampanio del gregge. Ma su tutti prevale il narratore, che DOMENICA padroni. Degli autori calabresi amava su tutti Alvaro. Amava raccontare del padre Antonio inediti e succulenti racconti segreti. Citava a memoria passi intriganti dell’onorato Previtocciolo Don Luca Asprea, al secolo Carmine Ragno. Dice bene Giuseppe Lezzi nella partecipe presentazione all’ultima fatica di Delfino: “Alcuni racconti sono avviati a diventare classici, piccoli gioielli dell’aspromonte”. Una montagna che “è un mondo a parte nel mondo, che ha un suo linguaggio. Che deriva dalla tradizione e dalla natura. Di questo mondo Totò Delfino è stato l’insostituibile memoria storica, il magico cantore della sua musica interiore. Non dimenticherò le tante camminate nelle prime serate primaverili sul nostro viale Papa Giovanni, quando si fermava di colpo, mi fissava con il suo sorriso ironico , ripetendomi , citando Tomasi di Lampedusa, lo scrittore da lui più amato insieme a Leonardo Sciascia, che il Risorgimento “ fu una rumorosa, romantica commedia con qualche macchiolina di sangue nella veste buffonesca”. 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 27 A proposito Cultura e società MAMMOLA INCANTA I GIOVANI FRANCESI Musaba ci ha lasciati di stucco! Il rock duro degli Aerosmith ha radici calabresi Il trasgressivo Steven Tyler, padre dell'attrice Liv, all'anagrafe è Steven Victor Talarico. Scambio tra Liceo Artistico Mattia Preti (RC) e il Lycée Aragon d’Héricout (France) un gruppo di 44 studenti e 8 docenti hanno trascorso una giornata nel Parco Museo Laboratorio. La prof.essa Sandrine FONT ha inviato l'articolo su MUSABA tradotto, per noi, dalla collega Giulia MAGGI, prof.essa di lingua italiana in Francia, Ci avevano detto: domenica faremo una gita nella natura e vedremo delle opere d’arte. Per quanto mi riguarda, avevo immaginato un sentiero frecciato con alcuni totemi di legno, non vedevo bene a cosa tutto ciò poteva somigliare. Immaginate la mia sorpresa, quando mi trovai di fronte ad una gigantesca lucertola dai denti aguzzati alta quanto un dinosauro, che non era senza ricordare la salamandra di Gaudì del Parco Guell a Barcellona, ma molto più impressionate, meno liscio, meno consensuale. Un po’ più in là, trovammo una sfera ricoperta di mosaici variopinti, che in realtà era composta da due mezze sfere, ma la loro disposizione era fatta in modo così ingegnoso che al visitatore sembrava, a primo impatto, di vedere una sfera intera. Ma non avevamo ancora visto tutte le sculture di basso rilievo scolpite nel muro e che rappresentavano vari personaggi, animali o mostri. Provammo molto piacere a scovarle e, mi resi conto in seguito, che il fascino del sito era anche dovuto molto a questo: la sorpresa, il piacere della scoperta, perché in ogni luogo si trovava qualcosa di nuovo, in La piccola comunità di Cotronei è fiera che un suo concittadino partito alla fine dell'Ottocento sia il nonno di una star della musica internazionale e vuole tributare a Steven e alla figlia Liv la cittadinanza onoraria.“Finalmente” afferma con orgoglio l'assessore al turismo del piccolo comune silano “stiamo arrivando alla conclusione della fase preparatoria di quello che considero un progetto di elevato spessore artistico, culturale e promozionale consistente nell'assegnazione della cittadinanza onoraria alla rock star mondiale Steven Tyler. Dopo aver avuto la dritta di un suo cugino che si chiama Alfonso, prima, e di un altro suo cugiA partire dal giorno 14 aprile 2012 no Nino, in un secondo tempo, mi sono sin da subito adoperato nella chiesa monumentale di San per riuscire a fare qualcosa di concreto per tentare di attirare il Domenico a Stilo, sarà allestita una noto artista nel paese dove è nato suo nonno”. Nino, cugino di mostra temporanea dei reperti Steven è stato delegato dai parenti a rappresentarli nell'iter che archeologici, rinvenuti nell' attuale porterà al conferimento della cittadinanza al cantante. Questa centro, che ne documentano le fasi “sfida” coinvolge non solo l'assessore, Nino e la sorella Tina ma storiche dall'età greca fino al anche giornalisti, produttori esponenti istituzionali e fans di Settecento. L'inaugurazione, fissata Steven e della figlia Liv. La macchina organizzativa è partita e per le 17.30, segna l'apertura della Cotronei conta di avere presto Steven e Liv. Sarà un'occasione “Settimana della cultura” a cura del Ministero per i Beni Culturali. da non perdere per i due Talarico-Tyler che potranno conoscere Mentre il 20 aprile 2012 alle ore il paese e la casa da dove l'avo Giovanni partì per raggiungere 18.00 si terrà un seminario legato ai l'America. temi della mostra, ospitato sempre Tutto comincia con una storia di emigrazione: Giovanni nella chiesa San Domenico. Talarico, nonno di Steven, lascia il paese di Cotronei in provincia di Crotone insieme a tre fratelli per raggiungere gli Stati Uniti. È la fine Archivio Pratesi – Inedito 1882 dell'Ottocento e Giovanni è un giovane musicista in cerca di fortuna. In America si sposa e trasmette la sua passione musicale al figlio Vittorio, che crea una piccola band e diventa insegnante di pianoforte. La musica gli fa incontrare a Vic, così lo chiamano gli amici, l'anima gemella e si innamora di Susan Blanche, nativa americana Cherokee e insegnante di musica. Insieme vivono ad Harlem, non lontano dal teatro Apollo. Da questa unione Mario Pratesi (1842-1921), lo scrittore toscano al quale si rivolse la marchesa Clelia Pellicano (1876-1923) per nascono Lynda Hasz e Steven. Vittorio, avere una recensione al suo libro di novelle calabresi (v. altro articolo), per qualche anno insegnò Lettere al Regio veterano della seconda Guerra Mondiale Istituto Tecnico di Reggio Calabria, il cui preside al tempo era un veneto. Nell’Archivio Pratesi presso la Victoria si spegne a settembre del 2011 nella casa University Library di Toronto abbiamo trovato la minuta di una lettera datata Reggio 9 marzo 1882, inviata dal di cura di Nashua nel New Hampshire, a professore a Emilia Toscanelli Peruzzi (1826-1900), nobile personalità libertaria, moglie del Gonfaloniere di Firenze Ubaldino Peruzzi, mecenate di giovani scrittori e animatrice di un salotto culturale (il «Salotto Rosso») frenovantacinque anni. La primogenita quentato dai più importanti letterati dell’epoca. Dalla missiva, qui riprodotta per concessione della Victoria Lynda diventa insegnante, mentre il University Library, esce un quadro desolante della condizione della borghesia e della plebe di Reggio nella seconsecondogenito dei Talarico, nato il 26 da metà dell’800; lo sguardo sofferente di Pratesi si posa sulla città, registrandone i mali e i vizi atavici, aggravati marzo del 1948, è un ragazzo un pò ribeldopo l’Unità, per trarne un giudizio spietato, del resto condiviso da altri osservatori coevi. Pratesi salva invece la le che non ama studiare, sogna di diventagente della provincia allora quasi del tutto rurale: «Le campagne benché affamate sono sicurissime, e vi vive una re guardia forestale e si diverte ascoltando classe d’agricoltori industriosi onesti e robusti; ciò che prova che la razza in fondo sarebbe buona, e che il mare suonando musica. Quando Steven ha cio è tutto nella città». Ma Pratesi è anche guardingo verso i «destri speculatori» calati a Reggio dal Nord Italia: quattro anni i coniugi Talarico si trasferi«una gente, che per certi rispetti, è anche peggiore di chi è nato in questa provincia, dove in mezzo a tanto scono nel Bronx. ozio fanno buoni affari». Ecco ampi brani di questa lettera, finora inedita. (F.D.C.) Ubaldo Sgambellone Stilo: Settimana della cultura «Il marcio è tutto a Reggio, in provincia invece vive gente industriosa» DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 28 NERO-VINILE: IL SUCCESSO DI RADIO VENERE la Riviera “Nero-Vinile”, la manifestazione promossa e organizzata dallo staff di Radio Venere, si è svolta a Bovalino dal 4 e 5 aprile. Una mostra attiva, grazie alla quale il pubblico, proveniente da tutta la Locride, ha potuto scegliere tra centinaia di 33 e 45 giri. Individuato il brano arriva anche la diretta e l'emozione di discuterlo insieme agli speaker. Un plauso dunque allo staff, per l'accoglienza che ha saputo riservare agli intervenuti. Un plauso alla radio bovalinese, che ha fiutato fin da subito la forza del progetto, creando, ne siamo certi, un appuntamento che crescerà con gli anni. una maniera o in uno stile originale. Dopo, la nostra guida ci portò verso la donna-fontana, figura molto particolarmente con le braccia a forma di seni, e tutta la truppa fu divertita dalla rappresentazione scolpita sul muro, in disparte, di un uomo dotato di un enorme fallo. Rallegrati da queste prime scoperte, non dubitavamo della ricchezza artistica in presenza della quale ci saremmo ben presto trovati: arrivati in cima ad una collina, scoprimmo una veduta su un insieme di casette attaccate le une alle altre e decorate da mosaici dai colori vivaci sulle quali sembrava veg- liare un gigante metallico in cammino, che non era senza ricordare l’opera di Giacometti. Poi penetrammo in una chiesa moderna dalle vetrate colorate che ci fece subito venir in mente la cappella di Ronchamp di Le Corbusier: la volta era ricoperta da vari dipinti che rappresentavano dei corpi e che ricordavano alcuni espressionisti tedeschi, come Schiele o Kokoschka. Era veramente impressionante trovarsi di fronte a tutta questa profusione artistica, come se un uomo fosse stato capace di dipingere e di scolpire alla maniera di tutti i suoi contemporanei e di trovare il proprio stile grazie a questa padronanza eccezionale. Tutto ciò dava impressione un po’ irreale. Poi, gli alunni si esercitarono al mosaico grazie ai dipinti preparati da Nik Spatari, solido uomo barbuto dallo sguardo lontano, le cui mani avevano realizzato tutti questi prodigi e sembravano ancora pronte a finalizzare gli innumerevoli progetti che ci aveva presentati la guida. Per coronare il tutto, l’artista e sua moglie ci invitarono a mangiare in un quadro eccezionale, il pittore ci fece il ritratto con due tratti di pennarello, era talmente accessibile nonostante la sua età e il suo statuto, e questo ci procurò un immenso piacere. Fu quasi con rammarico che salutammo i nostri ospiti promettendo loro di fare conoscere questo sito eccezionale e, pieni di riconoscenza per i colleghi italiani che ci avevano fatto scoprire questo posto, raggiungemmo il nostro autobus. Locri: Piazza dei Martiri Il tuo mercatino L’Associazione Socio-Culturale Anthesterie in collaborazione con l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Locri, Michele Ratuis, organizza a Locri in Piazza dei Martiri “Il tuo mercatino”, tutte le terze domeniche del mese. Un mercatino dell’Artigianato, Sapori ed Arti della Nostra Terra. Un’occasione stabile per artigiani, artisti e produttori di poter esporre i loro manufatti al pubblico. Esporranno i loro prodotti e mostreranno le loro arti artisti, produttori di miele, vino, gastronomia, dolci tipici. In Piazza dei Martiri, con un loro punto espositivo, anche alcune associazioni impegnate nel volontariato e non, presenti nel territorio, per comunicare la loro presenza, per divulgare il loro materiale promozionale ed i loro prodotti. L’iniziativa nasce dall’esigenza riscontrata sul territorio di maggiori appuntamenti fieristici e di momenti d’incontro con il grande pubblico al fine di riscoprire, per entrambi le parti, venditori e clienti, le potenzialità e le risorse autoctone della regione. Chiunque voglia esprimere e comunicare la propria maestria, o un associazione o ente che voglia comunicare la propri esistenza è il benvenuto. L’Associazione ringrazia in modo particolare l’Assessore Ratuis per la disponibilità e l’entusiasmo dimostrati in merito l’iniziativa. Primo appuntamento sarà Domenica 15 Aprile dalle ore 9,00 alle ore 13,00. CERIMONIA DEGLI ADDII Miriam Mafai ha preso congedo dai suoi numerosi lettori il 9 aprile, lunedì dell'Angelo. Aveva 86 anni e la sua splendida giovinezza mise al servizio della lotta contro il nazifascismo, partigiana con la tessera comunista. Comunista si confermò per sempre, ma bevendo il calice amaro della fine della dolce illusione di un romunsmo, realizzatore dell'umanesimo integrale. Dal 1962 sì era legata sentimentalmente a uno dei dirigenti più preziosi e luenti del PCI, Giancarlo Pajetta, e, come lui, non amò Enrico Berlinguer al quale scrisse un libro funebre, dal significativo titolo Dimenticare Berlinguer (1986). Giornalista di polso, s'era fatte le ossa sulle pagine della stampa comunista, su “l'Unità” e su “Paese Sera”. È stata direttore di “Noi donne”, settimanale del PCI, oggi circondata da un sapore di clandestinità. Raggiunse il successo con la collaborazione a “Repubblica”. Grande giornalista e grande saggista. Tra le sue opere, che non tramontano, ricordiamo: L'uomo che sognava la lotta armata (1984), Pane Nero. Donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale (1987), Il lungo freddo. Storia di Bruno Pontecorvo, lo scienziato che scelse l'Urss (1992), Botteghe Oscure addio. Com'eravamo comunisti (Premio Cimitile 1996), Gli straordinari anni del miracolo economico 1958-1963 (1997), Il silenzio dei comunisti (2002)- scritto insieme a Vittorio Foa e Alfredo Reichlin, Diario italiano 1976-2006 ( 2008). Miriam Mafai Reggio, 9 Marzo 1882 Ottima Signora […] è giustissimo ciò che Ella dice di questa gente del mezzodì. – Se volete potete! – essi vi dicono e v’è sottinteso che voi potete quando non abbiate scrupolo di mancare al vostro dovere, e di commettere un’ingiustizia. Abituati a raggiungere i loro intenti per vie traverse e illegali, non v’è gente più abile nell’arte di scansare l’ostacolo della legge e di scapolarla con una disinvoltura amicabile e sfrontata. Ciò si nota ancora nei giovani, addestrati a quest’arte antica dalle famiglie e dai caporioni che hanno le mani in pasta, e tutto possono quando vogliono, e tutto fanno per mantenersi un potente elettore fedele. […] Qui non si ha sete di riforma, ma ne’ borghesi grassi è cupidigia di godimenti, onori e guadagni; e da essi si precipita giù nella plebe più servile e miserabile e ignorante; una poveraglia orrenda che empie la strada affamata. Ozio beato poi dappertutto, e l’accattonaggio anch’esso una speculazione, alla quale si fanno servire i bambini che le madri danno in prestito a un’altra accattona onde possa meglio intenerire la gente mostrando quelle creature nude, cadaveriche e con l’erba verde e cruda tra i denti. Questi sono gli spettacoli quotidiani delle pubbliche vie. Dove pure sono quantità di ragazzi col pretesto di vendere i giornali, vi s’accostano palesando un’altra loro industria nefanda. Pochissime le botteghe dove s’esercitino mestieri faticosi, ma ad ogni posto un salone, che così chiamano le botteghe de’ parrucchieri, e quando anche la bottega sia appena capace di contenere quattro persone, essa è sempre un salone, e saloniere è detto il barbiere; moltissimi anche i sarti, i salumai, le botteghe di modiste, e i dolcieri (pasticcieri) con vetrine e ori da capitale. Ma il paese vizioso e ozioso è poverissimo; nelle case manca ogni idea direttrice di saggia economia domestica; sono pieni di debiti generalmente, e chi è costretto a starsene a camere ammobiliate sa purtroppo che gli è impossibile sottrarsi ai ladri domestici che vi danneggiano coi piccoli furti e agli insetti. Questo deplorevole stato delle famiglie è dovuto alla donna strettamente educata, e tenuta ignorantissima e sotto gelosa tutela. Sono prive affatto d’ogni idea che non riguardi le più stolte superstizioni; bigotte e fanatiche in religione, spietate con le serve che tengono lacere, sudicie, scalze; in tanta miseria morale ostentano un orgoglio non so se moresco o spagnolo, ma che forse partecipa dei due sangui. Escono di rado, in casa per lo più stanno oziose, né è loro permesso d’uscire senza essere accompagnate dal marito. Insomma più che europee si possono dire saracene o musulmane cristianizzate; e turco, ebraico e arabo è il loro tipo fisico, non latino né italico certamente. Queste cose io le ho osservate per la via, perché nelle case non s’entra, a meno che non abbiano qualche loro figliuola da mari- LE NOTE di MARA RECHICHI É certo che non più Arrivo a scrivervi all’ultimo momento questa settimana, tante sono state le “cose”, gli argomenti, a frullarmi per la testa. Solo che mettevo a fuoco una e dopo un po’ non era più valida. Ne prendevo un’altra, stessa fine. E così per diverse altre “cose”. Alla fine ho capito qual è il problema. E’ che ci hanno cresciuto parlandoci di punti fermi. Stiamo crescendo i nostri figli parlando di punti fermi. La pedagogia suggerisce punti fermi. La psicologia ci spiega l’importanza dei punti fermi: nelle relazioni, se uno oscilla, l’altro deve star fermo: per il benessere di entrambi. Vorremmo, ci piacerebbe, noi stessi, essere dei punti fermi. Punto. Fermo. Eppure, quest’ultima settimana, in particolare, mi pare che ci stia mostrando come sia difficilissimo trovare punti fermi e certezze. Si, lo so, il dubbio è il fondamento della scienza, dal dubbio nascono le ipotesi e le tesi. Sta di fatto, invece, che in questa settimana, di punti fermi, di certezze, non ne abbiamo viste. Basta prendere un quotidiano qualsiasi, sfogliare e leggere. Si troverà che molte cose in cui crediamo, in realtà, vacillano di brutto. Credevamo che il male potesse cercare dimora solo in determinate case: non più. Ce lo hanno dimostrato i fatti di (la mia) Delianuova. Credevamo che abusare del proprio ruolo all’interno di un partito fosse prerogativa soltanto di alcuni partiti: non più. Anche la Lega s’è mostrata ladrona, e pure terrona, forse ingenua (e qui il dubbio è lecito). Credevamo che i colossali centri commerciali fossero invincibili ed eterni: non più. Il centro commerciale a noi più vicino è tristemente parzialmente spento (non certo per creare un’atmosfera soft). Abbiamo anche creduto per qualche decina di ore che la Locride non avrebbe più avuto gli attuali Sindaci (sparpagliati), ma li avrebbe avuti tutti uniti nel manifestare pesantemente il forte disagio che vivono gli amministratori da queste parti (pure il Vescovo s’era convinto): non è così. E in fondo c’era d’aspettarselo, altrimenti anche quella certa certezza sarebbe svanita. tare e in questo caso se non volete sottomettervi ai loro forti o goffi avviluppamenti, e lusingare la loro intuizione, è bene ritirarsi a tempo. È notevole anche che mentre son destri ai piccoli furti, ai grossi non trascorrono mai, e sono rarissimi i ferimenti. Le campagne benché affamate sono sicurissime, e vi vive una classe d’agricoltori industriosi onesti e robusti; ciò che prova che la razza in fondo sarebbe buona, e che il marcio è tutto nella città. Tale è questo paese dove m’ha condotto la mia fortuna, né posso trovare un compenso nella compagnia forestiera, perché anche dalle alte punte d’Italia cala una gente, che per certi rispetti, è anche peggiore di chi è nato in questa provincia, dove in mezzo a tanto ozio fanno buoni affari, i destri speculatori. Sicché vivo solo, né ho altro rifugio che la mia stanza, dalla quale godo la bella vista degli aranceti e del canale dall’imboccatura sino all’Etna. […] Mario Pratesi DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 29 CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Immortals (in 3D)/ 18.00 - 20.00 Solo per vendetta/ 22.00 CINEMA GOLDEN Roccella J,info:333/ 7672151 E’nata una star/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Titanic (in 3D)/ 17.00 - 21.00 Parlando di CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 E’nata una star/ 16.30 - 19.30 - 22.00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Quasi amici/ 18.00 - 21.00 CINEMA ODEON NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Diaz,non pulire questo sangue/ 18.15 - 20.30 - 22.45 sabato e domenica anche alle 16.00 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala De Curtis Titanic (in 3D)/ 18.00 - 21.40 George Harrison,living in the material world/ 19 aprile ore 21.00,di Martin Scorsese The avengers in 3D/ Reggio C.,info:0965/ 898168 Buona giornata/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Biancaneve/ 16.00 - 18.10 - 20.20 - 22.30 24 aprile ore 22.00 anteprima mondiale,spettacolo unico,prevendita aperta Sala Sordi Bottle ship/ 17.45 - 20.15 - 22.45 Sala De Sica Romanzo di una strage/ 17.30 - 20.00 - 22.30 Sala Mastroianni Pirati! Briganti da strapazzo (in 35 mm)/ 17.30 - 19.15 Act of valor/ 21.00 - 23.00 AL CINEMA Cinema OROSCOPO IL PESCE D’APRILE DI ILOSOFIA REGGINA ARIETE dal 21 marzo al 20 aprile Approfondire i rapporti con le persone vicine. Questa primavera porta novità inaspettate e piacevoli soprattutto per quanto riguarda i sentimenti: cercate di stare sempre all’erta. IL SINDACO ARENA FA CASSA Il lungomare di Reggio Calabria in mano ai veronesi TORO dal 21 aprile al 20 maggio Fonti attendibili riferiscono che il sindaco Arena in un recente viaggio nel nord est avrebbe chiuso un importante accordo circa la gestione del lungomare Falcomatà da parte di un promoter turistico con sede a Verona (pare si tratti di una s.p.a. addirittura quotata in borsa) . Un modo di fare cassa in un momento veramente disastroso dal punto di vista economico e politico che però ci lascia perplessi ed attoniti. Ma entriamo nel dettaglio prima di fare le considerazioni finali. Il progetto prevede la cessione a titolo oneroso dell'intero lungomare dal mese di maggio ad agosto (settembre è rimasto fuori perché pare che il sindaco, in occasione delle feste patronali, voglia rientrare in possesso del “salotto buono” di Reggio) a fronte di un sostanzioso “affitto” che il promoter verserà anticipatamente nelle casse comunali. Sull'entità dello stesso vige il massimo riserbo ma pare che grazie a questo il comune risolverà un bel po' di problemi. Per l'utenza reggina non cambierà molto, anzi il promoter si renderà garante circa l'implementazione dei servizi come ad esempio La vostra situazione attuale evolve in meglio. Cercate di essere elastici ed aperti a tante delle possibilità che vi verranno offerte GEMELLI dal 21 maggio al 21 giugno La routine quotidiana potrebbe talvolta risultare noiosa, ma la vostra lungimiranza vi porterà spesso a pianificare progetti a lungo termine. Si realizzeranno. disseminare il lungomare di distributori di acqua minerale (a pagamento), potenziare il noleggio di biciclette. Sarà previsto, inoltre, un obolo d'ingresso pari a 50cent a persona (bambini sotto i 10 anni gratis). Ma l'aspetto più importante, è che tutte le attività che riconducono al lungomare verranno interamente gestite dal promoter veronese, sia sotto l'aspetto burocratico/amministrativo che da quello economico. I permessi e licenze dei lidi, Rtl, eventi, bancarelle e quant'altro. Tutto passerà dal promoter. Il comune incassa i soldi e cede in toto il lungomare ai veronesi! Non so i lettori, ma noi abbiamo sentimenti contrastanti: da un lato ci sentiamo affranti e sconfitti, cedere il nostro lungomare in mani nordiche è un'offesa al nostro amor proprio, ma siamo sicuri che sia tutto un male? Magari vediamo come si comporta il promoter, magari crea occupazione locale, magari rilancerà il nostro lungomare, o magari è l'ennesima boccata amara che dobbiamo mandare giù. Reazioni? Aspettiamo l'ufficialità e valuteremo il da farsi. CANCRO Doppia tessera per Tallini dal 22 giugno al 22 luglio State cercando una svolta ma dovrete mettere da parte la fretta che caratterizza gli ultimi vostri movimenti e le vostre mosse. Pazientate. DAL SITO BRIGANTI E mentre la Lega Nord affonda, coperta di vergogna, l'on. Domenico Tallini, Assessore alla Regione Calabria nonchè Capogruppo del Pdl al Comune di Catanzaro scrive una lettera di stima a Bossi per la sua opposizione al governo Monti. Ecco il testo della lettera aperta inviata dall'assessore calabrese a Bossi e ad Alfano: «On. Bossi, chi Le scrive è Assessore della Regione Calabria e Capogruppo del Pdl al Comune di Catanzaro. Sento il bisogno e il dovere di esprimerle tutta la mia ammirazione per la coerenza, la lealtà, il coraggio con cui la Lega Nord ha detto no a quello che molti osservatori hanno definito un autentico golpe contro la democrazia italiana. Debbo dare atto, da meridionale, che solo Lega Nord ha assunto una posizione netta contro il commissariamento della politica e della democrazia da parte dei poteri forti. Cancellando con un colpo di spugna il voto popolare del 2008 e negando agli italiani il diritto di tornare alle urne, il Governo Monti consegna le chiavi dell'Italia democratica alle banche e ai Paesi europei LEONE dal 23 luglio al 23 agosto Non siate troppo pignoli con gli altri e cercate di moderare le pretese quando eccessive. La riflessione tiene occupato gran parte del vostro tempo. VERGINE dal 24 agosto al 22 settembre Lo spirito è quello giusto e il buon umore caratterizza gran parte delle vostre giornate: non trascurate però i piccoli problemi, risolveteli piuttosto. che non fanno mistero della loro anti-italianità. Solo la Lega Nord si è posta come baluardo contro lo strapotere delle borse e dei loro alleati, unica a difendere la sovranità italiana e gli interessi reali dei cittadini del nostro Paese. Troppo supinamente il PdL ha accettato l'ipotesi Monti ed subìto la gogna mediatica a cui è stato sottoposto il Presidente Berlusconi. Pertanto, nel confermare la mia adesione al PdL, sperando che il Segretario Angelino Alfano assuma un'iniziativa forte per risollevare quello che resta il primo partito italiano in Parlamento, sento il dovere di rendere onore al merito alla Lega Nord e al suo Segretario politico. Anche se le norme statutarie dei due partiti forse non lo consentono, chiedo ugualmente la doppia tessera, quella del PdL e quella della Lega Nord, invitando tutti gli iscritti del Popolo della Libertà a fare altrettanto, allo scopo di saldare l'unico baluardo democratico in un'Italia in cui la sinistra arriva al Governo sempre allo stesso modo, cioè evitando il ricorso alle urne: abbattendo gli avversari grazie ai poteri oscuri e mai con le armi della democrazia. Grazie on. Bossi». BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO CAPRICORNO ACQUARIO PESCI dal 23 settembre al 22 ottobre dal 23 ottobre al 22 novembre dal 23 novembre al 21 dicembre dal 22 dicmbre al 20 gennaio dal 21 gennaio al 19 febbraio dal 20 febbraio al 20 marzo Rafforzerete le vostre posizioni e i legami con le persone che vi stanno vicino. Abbiate cura di voi stessi e non trascurate gli stress fisici. Solo così sarete sempre in forma. Siete spesso propensi a cercare lo scontro con tutte le persone che vi stanno attorno, e di far valere con decisione le vostre posizioni. Usate moderazione nei metodi. Cercate il diaologo con chi vi sta attorno, ma spesso siete anche troppo diplomatici. Non abbiate il timore di far valere le vostre posizioni quando è giusto. Il vostro carattere brillante illumina queste vostre giornate. Cercate di moderare la vostra esuberanza quando questa potrebbe risultare eccessiva e fuori luogo. La predisposizione all’aria aperta e allo svago vi sta portando a tenere in poco conto gli impegni e compiti da sbrigare. Cercate di conciliare tutto. DOMENICA Rilassate le tensioni che fino a poco tempo fa hannoturbato la vostra quiete. Dedicatevi a voi stessi senza badare troppo a quello che terzi potrebbero pensare sul vostro conto. 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 30 la Riviera Blob of the week I futuri infermieri Ymca Siderno anni ‘80 in alto da sx Giuliano Barillaro e Giuliano Carrozza in basso da sx Cosimo Reale, Andrea Lombardo - Michelangelo Pascuzzi. Benvenuta Giulia !!! Dal tuo fratellone Tanti auguri Giuseppe per i tuoi 8 anni !!! Salvatore ed il nuovo taglio di capelli I belli del Ravel sono tornati !!! Sei la nostra storia d’ amore, nel vederti ci batte il cuore, sei graziosa e ancor di pù carina. Tanti auguri alla piccola Martina. Papà Mario e mamma Ilenia Bolognesi a Siderno o sidernesi a Bologna ??? In giro per “La Riviera” La verità dell’Iride Il copione si ripete, come per Natale, sono tornato da voi, fra l'heracleio e il cocynthum, davanti allo zefiro. Perché come vi ho già detto solo in questo tratto di mare è possibile adadi Benjamin Bowson giarsi su una tavola d'acqua in pieno inverno e anche in primavera. Da qui vi ho guardato nuovamente, stavolta per le feste pasquali. Ho sbirciato ancora dentro le vostre vite, nelle case piene di gente raccolta intorno alle tavole. Ho riprovato invidia per voi, perché da lontano sembrate così felici, nonostante le ristrettezze dettate dalla crisi capirete prima o poi quanto sia più facile una vita semplice, quanto sia più bella un'esistenza tranquilla che si accontenta di poco. Perché è di poco in realtà che avete bisogno. Quanto state meglio voi di me, e di quelli come me, che abbiamo rincorso tutto e acciuffato tutto. Che ci siamo affannati e scannati, credendo che bisognava avere i soldi, essere importanti per ritenersi felici. Lo so che è banale quello che vi sto per dire. Ma non ho più nemmeno l'orgoglio. A questo punto della vita non mi resta niente da conservare, se non questa carcassa di corpo che ha solo bisogno di riposare. Si meglio le vostre insulse e banali vite. Molto meglio della mia e di quelle che brillano nei posti di lusso che voi anelereste abitare. Lo so che a Natale, come l'anno scorso, per le feste vi ho fatto lo stesso discorso, più o meno. Ma voi siete talmente stupidi che già l'avrete scordato, forse vi siete addirittura dimenticati di me, di quel vecchio tossico di mister B, che è evaso da un supercarcere parigino un anno fa e gira il mondo su un panfilo a vela di ventiquattro metri, spendendo e spandendo. Si in tanti vi sarete scordati di tante cose. Ma quest'anno non scrivo per tutti, solo ad alcuni di voi è indirizzata questa lettera. A quelli che hanno i cuori gonfi di dolore e gli occhi lustri di lacrime. Loro lo sanno cosa vorrei dirgli, non avrebbero bisogno di parole, anzi sono loro che ve lo dicono:Tenetevele care le vostre vite noiose, alla fine non avrete niente da ricordare, ma per le feste potete stare insieme ai vostri cari. Io e quei pochi non abbiamo nessuno, i soldi, la barca non ci scaldano il cuore e ogni angolo del buio potrebbe nascondere uno dei ceffi che mi cercano per farmi la pelle o una buca che faccia sprofondare i pochi che vivono di sentimenti. Di nuovo solo nella Locride al buio DOMENICA 15 APRILE 2012 LA RIVIERA 31