I padri non chiedono ai figli il
permesso di farli nascere. Renzo
Bossi non ha nessuna colpa. Ha
fatto bene il Consiglio federale
della Lega a espellere Rosi
Mauro e Francesco Belsito, e a
riconfermare l'irresponsabilità di
Renzo, esposto crudelmente dal
padre alla fisiognomica.
DOMENICA
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
02
UNA STORIA
L’AVVOCATO DI PASQUALE
CHE IMPIEGÒ 8 MILIONI PER
UNA CIPOLLA MENEGHINA
avvocato Di Pasquale, nome
L
’
vistosamente farlocco per celare
l’identità di un principe del foro di
Locri, oggi avanti negli anni anche
se splendidamente portati, che fu ai
tempi della Milano da bere uno dei
difensori più amati e utilizzati dai
malacarne calabresi in trasferta. I
criminali di grido, e di abbondante
saccoccia, si servivano della sua
immensa capacità giuridica per sbaragliare le fumose accuse messe un
tempo in campo dai facinorosi procuratori lombardi. Si era in tempi in
cui gli uccelli canterini erano scarsi
così come gli orecchi elettronici. La
virulenza oratoria dell’avvocato
locrese sfaldava senza tregua ipotesi accusatorie prive di basi potenti.
Di Pasquale era famoso a Milano e
conosciute e seguite erano le sue
arringhe fascinose. E fascinoso, per
la verità, lo era lui medesimo, che
nelle numerose trasferte sue in terra
non ancor padana, cadevano ai suoi
piedi donne di bellezza provata
oltre che giudici. Fu così che una
sua giovane e recentissima conquista venne, per il primo appuntamento, invitata in un noto ristorante del centro. A fine cena, come d’abitudine, il principe chiese per chiudere una cipolla cruda. La donna
inorridì e giudicò quel vezzo barbaro, affermando che mai avrebbe
baciato l’avvocato dopo quel truce
pasto. Di Pasquale, giurista purosangue si appassionò alla causa e la
perorò con ardore. E infine vinse
costringendo la damigella a capitolare sotto l’offerta di una pelliccia di
visone, che lui avrebbe pagato sino
al costo di lire ottomilioni.
L’appresso giorno condusse la ritrosa conquista in un lussuoso emporio. La donna scelse una pelliccia
che giusto giusto coprì il costo dell’impegno. Otto milioni pretese il
mercante e la sera l’avvenente
meneghina cedette alla cipolla e
all’avvocato, che per parte sua da
galantuomo vero tenne il segreto.
Ma del fatto si seppe a Locri e a
Milano, che il mercante oltre che
tale era malacarne puro e cliente
del Di Pasquale e il segreto non
seppe trattenerlo. Anzi svelò che il
visone tanto visone non era e all’avvocato suo nulla era costato, e solo
qualche migliaio di lire sarebbe
venuto al malacarne medesimo il
giorno in cui avesse deciso di onorare i suoi debiti.
‘U deputatu
GIUSEPPE MORABITO*
La poesia, che di seguito pubblichiamo, è balzata dall’ardente testa di Giuseppe Morabito,
principe dei poeti dialettali del Novecento,
26 anni fa e fa parte della raccolta “L’undata”
(Reggio Calabria 1986). Noi non abbiamo
dubbi. È il commento migliore- i poeti sono
davvero precursori- alla procurata disgrazia
del senatur Umberto Bossi.
Pòviru patri! Assai si jastimava,
ch’aviva un figghiu lòfriu, ritardàtu:
non capisciva nenti, non sturiava,
pariva ch’era sempri ‘ddurmentatu.
Natura ‘ngrata comu lu criasti,
vosi tri anni mi si ‘mbrizza l’asti!
‘St’affrittu patri ‘n cori soi sperava
c’u so’ figghioli, maru sbinturatu,
criscendu, armenu, un pocu migghiurava,
ma la spiranza soi l’avìa ‘ngannatu.
CARTOLINE PER LA PADANIA
Criscìu comu ‘nu porcu ‘mbarzamatu!
‘Ssittàtu ‘nta poltrona s’annacava
facendu ‘a vita di ‘nu spilettatu
di la matina ‘a sira strangugghiava
comu ‘nu rangutangu ‘mmaistratu.
‘Nta vita ‘stu ‘nimali ch’av’a ffari,
rissi so’ patri, e cuminciau a pinzari:
‘Stu me’ figghiolu, pari ch’è purtatu
mi mangia a sbafu, e sempri si latrìa
ndi ‘sta poltrona russa sduvacatu,
pigghia pì fissa a tutti e ssi fissìa.
“Si ffaci chistu, è signu ch’è ‘ncrinàtu
mi faci o Parlamentu ‘u deputatu!”
LA COLONNA DI ERCOLE
*Nasce a Reggio Calabria il 21 giugno 1928,
qui muore il 9 luglio 2004. Esopo contemporaneo, ha rinnovato l’eterna giovinezza della favola
che non può invecchiare come la poesia non
può morire. Così Giuseppe Morabito in L’urtimu
caminu: “Pigghiati l’ossa mia, / ti po’levari. / Mai
versi chi scrivia / cu tantu amuri, / restanu sempri.
/ Ne’ po’ scancellari”. Forte è stata la sua denuncia,in chiave sfarzosamente sarcastica, della
classe politica meridionale e calabrese.Opere: E
cuntamila ru peri (Reggio Calabria 1982),
L’undata (Ivi 1986), ‘A vita (Ivi 1988), Comu na
fògghia (Ivi 1990), Favole (Ivi 1992).
*
SPETT
SPETTACOLI
Nino Racco al Teatro
Gambaro di San Fili
Si chiama "Ciao amore ciao" ed è lo spettacolo
che il cantastorie Nino Racco proporrà domenica 15 aprile (alle 18) al teatro "Gambaro" di San
Fili nell'ambito della rassegna Atto 1: transizioni"
organizzata dalla compagnia "Teatro della
Ginestra". Ciao amore ciao era la canzone che
Tenco propose nel Festival di Sanremo del 1967.
Per Nino Racco proprio il brano di quel
Sanremo “Ciao amore ciao”, che dà anche il
titolo a questo monologo con chitarra, è di per sé
un inno contro quel mondo che sta cambiando e
contro il consumismo.
di Antonio Calabrò
BOVA MARINA. Una baia a forma di
culla per le creature marine. Un pugno
di terra con antica torre, che ieri avvistava pirati ed oggi, muta, sorride ai
bagnanti. La curva della terra che gira
attorno ad emozioni salmastre, la scogliera in fondo, muraglia e covo d’innamorati appassionati, che affonda
nello Jonio con la delicatezza di un
sussurro. Lo specchio ovale del mare
riflette i nostri occhi, e sono occhi luminosi di meraviglia. La Statua Sacra in
cima guida una processione d’alberi e
benedice la terra annunciando la bellezza ritrovata. Bova Marina,
approdo in terra italica e porta
di un incanto.
VELE NERE SOPRA
UN MARE DI OMBRE
Aprile 1991, ore
21,40. Un traghetto
bianco, leggero di
bagagli, salpò il tirreno per il
suo ultimo viaggio. A bordo
del Moby Prince molti figli del
mare. Tre di Siderno: Antonio
Rodi e Francesco Crupi amici
di quartiere, Luciano Barbaro
gentile col mondo.
Ore 21,50. Caronte prese il
largo dai canali livornesi, con
la prua risoluta nella calma
piatta. Il becchino tirò a dritta
nella rada oscura, ben oltre il
tramonto su una zattera sconsacrata: vele nere spiegate
spinte da raffiche funebri
sopra un mare di ombre.
Ore 22 in punto. La prima
estate sarda, con i suoi mille
smeraldi, era lontana una
notte. La notte più lunga.
Fumo eterno sopra la coperta.
Sotto, un tragico conto alla
rovescia. Boia e becchino, sentenza e fiamme.
Ore 22,03. Il più grande cimitero del Mediterraneo tagliò il
nastro, inaugurando gli abissi.
140 morti e mille mezze verità,
senza l'amicizia di Antonio e
Francesco e senza più il sorriso di Luciano.
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DOMENICA
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LA RIVIERA
03
Parlando
di...
ATTUALITÀ
NORDICI & SUDICI
A
POLAROID
DI GIOACCHINO CRIACO
Come si sta con la dispensa vuota?
mmettetelo almeno a denti stretti.
Quanti girate, nordici e sudici, senza l’assicurazione, quanti avete
continuato a non pagare il
canone rai, a nascondere
in famiglia le multe per
divieto di sosta? Quanti
avete il conto in rosso, le
rate del mutuo della casa
o dell’auto in arretrato?
Quanti siete con le spalle
al muro di fronte a
Equitalia? Dite di si
almeno a voi stessi. E
ditemi quante visite e
quanti regali avete ricevuto per Pasqua, pochi
eh? Si molti meno dell’anno scorso, come
minori sono stati i presenti che avete fatto.
Avete razionato persino
le telefonate. Fatevi
forza, la povertà non è
una
vergogna.
Vergognoso è essersi
dilapidato tutto nei tempi
di vacche grasse, aver
fatto le cicale convinti
che l’inverno fosse sparito dalla penisola. Da stupidi è stato il non costruire qualcosa per il futuro
dei propri figli. Si, in
questo senso siete messi
male. Voi ve la siete
cavata non perché siete
stati bravi, ma solo grazie
a un sistema di prebende
che adesso il conto lo
presenterà ai vostri figli e
il procreare benché sia un
dovere cristiano potrà
salvarvi l’anima per non
aver disperso il seme, ma
non vi lascerà indenne
dalla condanna morale di
non essere stati buoni
padri. La dispensa è stata
vuota per Pasqua, niente
colombe da riciclare nelle
colazioni dei mesi a venire. Nulla di nulla messo
da parte e ora avete sentito della Grecia: quattrocentomila bambini denutriti, il tutto certificato
negli asili e nelle scuole,
mica le frottole che vi
racconto io da due anni
sulle quali vi siete fatti un
sacco di risate. Adesso
sapete che i sorrisi sono
finiti. E qualche consiglio
ve lo do ancora, tornate a
fare i padri e insegnate ai
vostri figli un mestiere.
Vivete per come potete,
ai matrimoni, ai battesimi, alle comunioni non ci
andate se non avete la
possibilità. Smettetela di
vivere di apparenze e tornate alla sostanza che di
questi periodi è terribilmente poca. Vi ripeto che
la povertà non è una vergogna e finitela di andare
ai mercatini del falso per
dimostrare al mondo
quanto siete fighi, tornate
ai mercati paese e portate
un po’ di companatico in
dispensa.
La sedia vuota.
Aspettando Godot o Fuda?
Rieccoli insieme a Catanzaro, alla
Conferenza di presentazione del
candidato sindaco dell’Udc, Agazio
Loiero il Probo e Pasquale Tripodi il
Reprobo. Sono sbilanciati da una
sedia vuota. È riservata a Pietro
Fuda. E a nessuno è cosentito
riscaldarla.
IL DITO NELL’OCCHIO
DI RODERIGO DI CASTIGLIA
L’infallibilità delle
Commissioni d’accesso
Peggio che una morìa di galline. Se continua
così, dovremo ricorrere al pallottoliere per
tenere dietro al numero di Consigli comunali
sciolti per mafia nella provincia jonica. Eccoli,
in brutta fila - stavo per scrivere bella:
Roccaforte del Greco, Condofuri, Bova
Marina, Careri, Sant'Ilario del Jonio, Samo,
Gioiosa Marina, Bagaladi. Fatta eccezione per
Misiti smarrito
e ritrovato
sulle pagine
del Secolo XIX
ROSARIO V. CONDARCURI
vevamo perso di vista il deputato Aurelio Misiti. La
fortuna, però, ci assiste e l’abbiamo ritrovato sulle
pagine de “Il Secolo XIX” di Genova del 20 marzo.
I nostri colleghi maggiori riferiscono di una intercettazione in possesso della Procura di Genova nella quale un
Raffaele, non identificato, e il dr. Francesco Caldani, importantissimo tecnico del Provveditorato genovese, discorrono
di come si impastano affari e promozioni. Questo il dialogo,
che trascriviamo paro paro dal “Secolo XIX”.
Raffaele: «Hai visto quel nostro collega [fanno con ogni pro-
A
Bova Marina, che s'adagia totalmente sul
mare, come, del resto Gioiosa Marina, e per
Condofuri, che ha la sua frazione più cospicua
sulle onde del Jonio, tutti gli altri paesi sono
distesi tra la collina e la montagna. Luoghi
adatti per cospirare e tramare contro lo Stato
democratico, essendo la campagna la fonte di
ogni barbarie e la città il seme della civiltà. Non
conosco la cultura dei commissari né quella del
prefetto in partenza per Firenze né quella
ancora del Ministro degli Interni. Ma mi pare
di poter sospettare che siano tutti sotto la
grave mole della scuola positivista e di uno dei
suoi maggiori esponenti. Quell'Alfredo
Niceforo che così scriveva: “La città rappresenta sempre, di fronte alla campagna, un grado di
civiltà assai più elevata e maggiormente svilup-
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
04
la Riviera
babilità riferimento a un ex presidente del Consiglio nazionale
dei lavori pubblici che non viene mai nominato, ndr)? Che c…
di personaggio».
Caldani: «Ah mizziga…è una persona losca, non ha proprio
dignità».
Raffaele: «Prima è stato con Chiaravalloti (ex presidente della
regione Calabria di Forza italia, ndr), poi con Loiero (suo successore di centrosinistra, ndr), poi con di Pietro e l’Idv…».
Caldani: «Non ha dignità, ma chi lo prende ne ha meno di lui».
Raffaele: «E’ un uomo indicibile, un cangia-bandiera, un professionista dell’opportunismo. Mi dicevi che quando c’era Di
Pietro ministro dei lavori pubblici era lui (cioè il loro ex collega)
che comandava?».
caldani: «Comandava sì, la commissione del concorso mio l’ha
pilotata lui…sono riuscito anche a farlo contattare, ma sai cosa
mi hanno detto di quest’uomo?».
Raffaele: «Eh…».
Caldani: «Mi hanno detto: “Senti, ma tu cosa gli puoi dare?
Puoi fare un lavoro per lui? [io gli ho detto] no…e [l’altro mi ha
risposto]: “Allora scordatelo, chistu non fa niente per niente».
Raffaele: «Mizziga…»
Caldani: «[Devi] ricambiare i favori, fare qualcosa…Figurati
che un altro collega nostro, all’Autoirtà portuale di Gioia Tauro,
ce l’ha messo lui perché gli serviva lì». Caldani, che pure è indagato, si definisce schifato. «Io sto provando ad arrivare direttamente al ministro, cercando di farmi dare una mano pe’ diventà
dirigente, ma alla fine non ce la farò nemmeno. Non ti dico schifezze che sto vedendo».
I nostri colleghi maggiori nel pezzo di commento alla trascrizione del dialogo intercettato si domandano: “A chi si fa riferimento?”. Li aiutiamo noi: Aurelio Misiti. A prescindere dalla certezza dei fatti attribuitigli.
pata. Si potrebbe dire, per questo, che la
storia della civiltà delle nazioni non è che
la storia delle loro città: le città sono, infatti, degli enormi produttori e riflettori di
luce che proiettano intorno la loro aureola
di luce” (in Italiani del Nord e Italiani del
Sud, Bocca, Torino 1901, pag. 547). Non so
davvero se il giovane sindaco di Bagaladi,
Federico Curatola, nel rilasciare la sua giusta dichiarazione abbia tratto ispirazione
dalla citata e rabbrividente frase del
Niceforo, ma coglie bene quando in questo
modo ragiona : “Ci sarebbe da riflettere, e
tanto, su questa legge che sancisce lo scioglimento dei Comuni, che guarda caso,
sono sempre Comuni piccoli o di modeste
dimensioni. Ma se la ndrangheta fa pressioni sui piccoli che non gestiscono praticamente nulla, non sarà interessata a maggior ragione sui Comuni che appaltano di
più, che gestiscono milioni e milioni di
euro?”. Appunto, il comune di Reggio?
È ormai regola certa che la Commissione
d'accesso è l'anticamera dello scioglimento
per mafia. Reggio farà eccezione? E intanto che ci interroghiamo, vogliamo rimarcare con nettezza che si sta formando un
dogmatismo pericoloso, consistente in ciò:
primo, la relazione della Commissione
d'accesso è infallibile come le dodici tavole
del Sinai; secondo, il Prefetto la fa propria
e la rende più certa con la sua firma e la tra-
smissione al Ministro degli Interni; terzo, il
Ministro degli interni si inchina e la presenta al Consiglio dei Ministri, che, dovendo
spennarci per bene, senza aprire un dibattito, scioglie i Consigli comunali.
Chi potrebbe obiettare qualcosa a questa
quadruplice infallibilità? I partiti sicuramente no: né di destra né di sinistra. Si può
dubitare di tutto, anche dell'esistenza di
Dio. Ma non si può dubitare della
Commissione d'accesso, del Prefetto, del
Ministro degli Interni, cioè del partito
triforme dell'Antimafia. Da cui attendiamo
una spiegazione: arrivano, prendono carte,
decidono. Se ne vanno. E la 'ndrangheta
fiorisce o si spegne?
DIAVOLO NERO
ANIME GEMELLE
Il mito, la letteratura, la storia,
danno conto di superbe anime
gemelle: Oreste e Pilade, Achille
e Patroclo, Eurialo e Niso,
Alessandro Magno ed Efestone.
Leone Trotsky, scuotendo molti nervi, considerò addirittura anime gemelle
Giuseppe Stalin e Adolfo Hitler. Da qualche tempo di anime costrette a star da
gemelle se n'era perso ricordo e, per dirla
con Monti, tracciabilità. Nulla di più sbagliato. La Calabria è terra di meraviglie e
non si sottrae ai miracoli. Essa ci offre due
anime gemelle, che fanno tremare le vene
e i polsi e fanno girare la testa. Tanto sembravano opposte. Queste due anime
gemelle sono Giuseppe Scopelliti, il quale
qui ci interessa come coordinatore regionale del Pdl, e Marco Minniti.
Il Coordinatore regionale del Pdl ha una
flessibile renitenza a dare la solidarietà a
quanti dei suoi inciampano in qualche avviso di garanzia o in qualche ordine di cattura o, ancora, in qualche sentenza di condanna. C'è sempre l'eccezione, e abbiamo
visto la flessibile renitenza far posto a larga
solidarietà quando la graticola è toccata a
Luigi Tuccio, nominato, subito dopo le
dimissioni, responsabile del Dipartimento
“Formazione Politica, Legalità e Giustizia”
del Pdl reggino. Ma l'eccezione non è la
regola. E, in effetti, il coordinatore regionale, radica vera di garantista a fisarmonica, è
stato zitto quando agli arresti domiciliari non necessari - è andato il sindaco di
Casignana, Pietro Crinò, ed è rimasto zitto
pur quando Pietro Crinò è stato mandato
libero dagli arresti domiciliari.
Anche Marco Minniti è nel segno della
flessibile renitenza. E anche lui, ottimo
fisarmonicista, or tace, or parla. Sempre
solidale - forse solo a parole - con una rinviata di lusso, non ha detto una sola parola
sullo scioglimento del Consiglio comunale
di Bagaladi e il suo giovane sindaco
Curatola di area del Centrosinistra. L'unico
sindaco, che ha meritato e merita il dono
della sua parola, è l'ormai uscente sindaco
di Melito, rag. Giuseppe Iaria.
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Parlando
di...
Volo Reggio Venezia: dallo Stretto alla Laguna in poco più di un’ora
Anche il presidente della Provincia Giuseppe Raffa è stato uno dei viaggiatori del volo Reggio – Venezia del nuovo collegamento aereo assicurato dalla compagnia iberica “Volotea”. Nel capoluogo veneto, Raffa,
assieme agli assessori Domenico Giannetta e Giuseppe Pirrotta, ha
incontrato il fondatore e presidente dellasocietà low – cost Carlos Munoz
LO SPOT DI MONASTERACE
Le dimissioni di Maria Lanzetta sono state un errore. Ed è nei voti che,
ritirati gli accampamenti, a Monasterace non tocchi il marchio di infamia e
alle minacciate di sostituire le vedove alla Camera dei Deputati
Ma si è andati oltre ogni misura. E meno
male che la Lanzetta ha rinunciato all’ultima
scena dello spettacolo, ritirando le dimissioni senza attendere l’auspicato incontro con
Giorgio Napolitano. Il quale, poiché riceve
una sindaca minacciata, dovrebbe chiedere
udienza, per far dritta la bilancia, al Papa per
impetrare da Sua Santità di fare beato
Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica, assassinato dalla camorra.
Dobbiamo poi ancora dire che i sindaci della
Locride non possono sciogliersi da ogni
nali. Le dimissioni della Lanzetta non sono responsabilità, fare gli scaricabarile, cioè scauna tragedia nazionale.
ricare i barili sullo Stato assente e lontano –
Anche se è piacevole volare, rimettiamo i ma da Roma a Reggio c’è solo un’ora d’aepiedi per terra.
reo - al quale spetta risolvere tutto: dalla
E cominciamo con il dire che le umane questione criminale alla questione economidimissioni della Lanzetta, ora rientrate, dopo ca, mentre a loro solo il lustrante ufficio di
un colloquio testa a testa con Bersani, hanno seguire con la fascia tricolore il Santo
rappresentato una incrinatura nella lotta alla Patrono, portato in processione. Devono,
‘ndrangheta, dando segno inequivocabile invece, i sindaci essere loro, in prima persoche essa è invincibile e che, perciò, a nulla na - certo dentro la cornice della solidarietà
vale combatterla. Anche don
nazionale - a porre e risolvere i
Panizza, il sacerdote di Lamezia, LA COPERTINA problemi dei territori amminiè stato più volte minacciato, ma è rimasto al strati, e ciò di frequente non fanno. Ma di
suo posto. Chi intraprende un cammino con- frequente dai loro padrini politici aspettano
tro la ‘ndrangheta non può e non deve riti- e invocano la manna dal cielo, come solo
rarsi. Mai, costi quel che costi. Io voglio bene accadde agli Ebrei, che, però, non erano sina Maria Lanzetta e, poiché “qui si convien daci.
lasciare ogni sospetto; ogni viltà convien che Mi auguro che dopo tanto affollamento a
qui sia morta”, dico che le sue dimissioni Monasterace per le dimissioni di Maria
sono state un errore e che l’ondata solidariz- Lanzetta, della quale neppure Plutarco
zante doveva avere a scopo soprattutto di saprebbe scrivere la vita eroica, non rimanfarle capire l’errore in cui era caduta, e che, ga al paese il marchio di infamia di capitale
in quell’errore perseverando, sarebbe stata della ‘ndrangheta, e che le minacciate sostimorta alla vita civile del suo paese e dintorni. tuiscano alla Camera le vedove di mafia.
Vennero, videro, non vinsero
PASQUINO CRUPI
oiché è di ‘ndrangheta e di lotta conseguente contro la ‘ndrangheta che
parliamo, dobbiamo mettere da
parte l’enfasi, che è nemica della
verità, e l’esagerazione, che è nemica della
realtà e la travolge nella caricatura.
Monasterace non è la Bastiglia parigina, che,
una volta caduta, lascia libero il passaggio
alle orde. Ma questa è l’impressione che se
ne trae. A Monasterace si sono precipitati i
sindaci della Locride - non tutti. È arrivata la
Commissione antimafia. S’è fatta viva l’Anci,
che - o meraviglia - ha il suo punto di riferimento nel sindaco Pino Varacalli. Ha fatto il
suo ingresso trionfale Pier Luigi Bersani,
accompagnato dai suoi e scortato da carabinieri e poliziotti in divisa e senza divisa.
Persino in Conferenza stampa. In caserma o
nella sala del Consiglio comunale. Sembra
che persino il Presidente della Repubblica
sia stato in vicinanza telefonica. Non è vero
che se cade Monasterace, la ‘ndrangheta ha
P
conquistato per sempre il suo trofeo barbarico di morte?
C’era la televisione, c’erano le televisioni a
Monasterace. E i sindaci non si sono fatta
sfuggire l’occasione per giocare un terno al
lotto della fulminea notorietà nazionale,
anche se alcuni di loro non sono particolarmente telegenici. La gara verbale è stata a
chi riusciva a sgangherare persino Tartarino
di Tarascona. C’è stato chi perorava le dimissioni in massa dei sindaci tricolori, e non si è
capito se per solidarietà con la Lanzetta o
per protesta contro lo Stato assente, che –
parliamoci chiaro - assente non è. È presente militarmente e repressivamente con le sue
caserme, con i suoi commissariati, con i suoi
tribunali. C’è stato ancora chi - e mi dispiace
che la cosa sia uscita dall’ardente testa di
Ilario Ammendolìa, intellettuale probo e
democratico - ha avanzato la proposta di
listare a lutto il prossimo venturo 25 aprile il
tricolore nazionale. Ciò che, in effetti, non è
istituzionalmente consentito se non al Capo
dello Stato, e in occasione di tragedie nazio-
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
08
la Riviera
Il comune di Reggio lascia le luci accese anche di giorno
Sondaggio: secondo voi è necessario che i lampioni illuminino il corso Garibaldi
anche di giorno? Risposte: Sì-no-forse-sono carini-spiego il perché. Postilla utile
alla riflessione: il Comune è moroso per centinaia di migliaia di euro con l'Enel
(debiti che pare siano scaricati sulle bollette dei cittadini). Sarà un modo per
dimostrare all'Ente che siamo comunque un Comune virtuoso...nel consumo???
LA RASSEGNA
Roba che costa poco
MIMMO GANGEMI*
el Municipio di Monasterace, una
trentina di Sindaci. Venticinque su
quarantadue, quelli della Locride.
Non l’en plein che ci sarebbe stato da aspettarsi ma una percentuale ragguardevole in
una terra dove grandina piombo.
Che finisse a nulla di fatto era nell’aria, ed è
apparso chiaro da subito, perché da subito
non si è riuscito a dare una paternità certa
all’idea delle dimissioni comparsa nella
stampa nazionale. Quasi che l’intento fosse
fiorito dal nulla, forse invenzione giornalistica, forse soffio di un vento senza nome,
come si conviene dove regna sovrana l’omertà. Il sindaco additato – sospettato,
meglio – estensore della proposta, tale non
doveva essere se ci ha tenuto al distinguo
che “dimettersi sarebbe un atto di viltà”, qui
riportata papale papale. Mantenendosi così
sulla stessa lunghezza d’onda della maggioranza dei colleghi, nelle cui parole le dimissioni “sarebbero state una sconfitta”, “devono essere l’extrema ratio”, “sono la risoluzione finale dopo aver esplorato le possibilità diverse”. Tradotto significa, dimissioni sì,
ma il mese di poi e il giorno di mai, per dirla
secondo un vecchio detto. Alcuni Sindaci
che le hanno proposte in verità ci sono stati.
Ma per i più è finita a solidarietà e a incitamenti alla Lanzetta ad andare avanti, a ritirare le sue, di dimissioni. Roba che costa
poco, non comporta rischi, mantiene i didietro su poltrone imbottite, non scomoda nessuno, non incattivisce nessuno, non toglie
voti, non taglia carriere.
Fin qui, l’uomo passionale, che ci tiene alla
sua terra, scelta per viverci. L’altro, quello
cinico, freddo, razionale, rileva invece che
non c’era da illudersi: difficile trovare certi
scatti d’orgoglio nei nostri politici, di oggi e
di ieri, del secolo scorso, e dell’altro ancora, *scrittore e opinionista della Stampa dove
sia che stiano seduti sullo scanno del questo articolo, qui riprodotto col consenso
Parlamento o nel posto a cassetta di un dell’autore, è stato pubblicato il 12 c.m.
N
Vi dimettete tutti? E quando?
ANTONELLA ITALIANO
al grido di “Dimettiamoci tutti” si è
aperta, lo scorso mercoledì 11 aprile, l'Assemblea dei Sindaci della
Locride, tenutasi a Monasterace. Si,
ma tutti chi? Sono tanti i primi cittadini che,
dinnanzi all'insolita proposta, trasmessa alla
stampa proprio da alcuni portavoce, sono
rimasti sbalorditi. Figuratevi noi giornalisti
nell'assistere alla scena. A chi dovremmo credere, dunque? Noi, che accogliamo ogni
giorno i politici e diamo loro il nostro tempo
e la nostra penna, per ritrovarci, all'indomani
delle dichiarazioni, comunque colpevoli. Si,
colpevoli, nonostante la cura con cui virgolettiamo gli articoli affinché le parti siano sempre chiare ai lettori. Noi non volevamo, quel
mercoledì a Monasterace, dimissioni a tutti i
costi, ma dichiarazioni unanimi e veritiere si.
Ci consola il fatto che i motivi che ci hanno
uniti a Monasterace, più volte ribaditi nel
corso dell'incontro, siano d'altro canto indiscutibili. Dopo la vicenda che ha coinvolto
Maria Carmela Lanzetta, primo cittadino del
comune reggino, un segnale allo Stato doveva pure arrivare. E sulla necessità di denunciare le difficoltà in cui, spesso, i nostri sindaci si trovano ad amministrare i Comuni
siamo tutti d'accordo. Non parliamo solo di
‘ndrangheta, ma anche di trasporti, sanità,
lavoro. Lo sappiamo. Le intimidazioni sono
E
episodi frequenti nella Locride, e frequenti
anche gli appelli dei calabresi, alcuni dei
quali passati alla storia. Ricordate? Era il
giugno del 1989 quando i Sindaci protestarono contro lo Stato, definendolo “latitante”.
Era il periodo di mamma Casella e dei
sequestri di persona. Tutti i Primi cittadini si
dimisero, ma i Consigli comunali, convocati
all’uopo, ne respinsero le dimissioni. Il 4 agosto dello stesso anno il Presidente della
Repubblica, Francesco Cossiga, ricevette i
Sindaci al Quirinale. Al termine dell'incontro
il socialista Paolo Catalano, presidente del
Comitato, riferì che Cossiga conosceva
molto bene la situazione della Calabria, e
tante furono le speranze in lui riposte. I
sequestri, infatti, finirono da lì a poco, ma
non fu merito né dello Stato, né delle Forze
dell'ordine. Furono i malviventi stessi a preferire altre attività. Anche questa è storia.
Non ci resta che volgere, ora, uno sguardo al
futuro. E cosa ci porta sul fronte democratico? Proteste corali e un nuovo appuntamento dell'Assemblea dei Sindaci fissato tra un
mese circa. Sarà allora che gli irriducibili
Primi Cittadini, per nulla turbati dalle dimissioni ringoiate, ribadiranno l’intenzione di
dimettersi? Oppure, come don Abbondio
nella notte degli imbrogli, diranno: Sarà per
un’altra volta. Vi chiediamo scusa, ma permetteteci di mantenere, come giornalisti, il
beneficio della certezza.
Consiglio Comunale; non c’è nel loro Dna,
e nemmeno in quello di noi comuni cittadini che li scegliamo, se siamo riusciti a ridurci in questo stato comatoso, se, per giungere
a Monasterace, già l’antica Kaulonìa della
Magna Grecia, ci vuole l’aiuto di Dio, dato
che s’impatta sulle peggiori sconfitte subite
dalla Calabria e mai riparate da chi chiede e
prende i voti, prima l’A3 ridotta a una
mulattiera, poi la Strada Grande
Comunicazione Ionio-Tirreno, dal nome
pretenzioso, ma che di grande ha solo il
numero dei poveracci che ci hanno lasciato
la vita, quindi l’altrettanto mortale Statale
106, che corre parallela a una ferrovia con
un solo binario e con lo scarto dei treni –
vanno a gasolio, fino a poco tempo fa a carbone, ancor prima forse a pedali, se non a
spinta.
Mi dicono che lo spettacolo di solidarietà
proseguirà: sono attesi leader nazionali, la
Commissione Antimafia. Sussurrano anche
di altri politici che verranno a lamentare la
cattiva pubblicità che sta derivando alla
Calabria dalla vicenda – dimentichi che più
scuro della mezzanotte… Speriamo non
rimproverino alla Lanzetta la colpa di
amministrare con rettitudine e di attirarsi
così gli attentati.
L’impressione è che si sia sprecata un’opportunità e che a questa terra toccheranno,
ancora e sempre, la cronaca, nera, e la condanna, e non le attenzioni. Aver rinunciato
alla fermezza rappresentata dalle dimissioni
di tutti, aver rinunciato a un forte atto di
denunzia e al tentativo di appropriarsi del
territorio e della civiltà che fu ed essersi limitati a sterili solidarietà non portano novità
capaci di far intravedere un futuro migliore.
Mostrano piuttosto la sconfitta e la rinuncia,
e forse la resa.
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
09
Parlando
di
Reggio: fate qualcosa per il parco giochi di via Siderno
In queste foto si vede l'asilo comunale di Via Siderno al Gebbione.
Questo asilo è accerchiato dall'immondizia, da panchine occupate da
poveri indigenti, con bottiglie e siringhe a terra. Con queste belle giornate
i bambini vengono portati a giocare nel giardino accanto a questa zona
pericolosa. Numerose le segnalazioni ma senza risposta, e pensare che i
genitori lasciano i propri figli senza sapere cosa c'è dietro quel centro.
PRIMO PIANO
Delinquenza giovanile
La rapina di Delianuova
La delinquenza giovanile è una piaga della società contemporanea, a questa
ferita non viene opposta alcuna cura. Ma bisognerebbe smetterla di fare figli
se non ci si vuole assumere la responsabilità di essere padri
Bravi cristiani e
padri evanescenti
FERNANDO SAGADO
on c’è l’intenzione di dare la croce
addosso alle famiglie dei giovanissimi coinvolti nella luttuosa rapina
di Delianuova conclusasi col tragico bilancio di due morti. Però c’è un problema educazionale che riguarda le famiglie, la
scuola e tutte le componenti sociali. C’è un
vuoto educativo che riguarda la società contemporanea nel suo complesso. Ogni
società, in tutte le epoche che ci hanno preceduto, l’ha avuto questo problema. Perché
non è mai esistita un’epoca d’oro delle giovani generazioni, né si è mai avuta una
società perfetta e ovviamente mai si potrà
averla. Il bene assoluto non dominerà mai
incontrastato sul mondo, però le società
sono migliorabile e questa è la molla che
deve animare i contesti sociali, altrimenti
privi di senso. Si tende spesso a dire che un
tempo tutto era diverso e, soprattutto in
campo giovanile, una volta i ragazzi erano
più educati. E’ un falso, i conflitti generazionali sono sempre esistiti, perché come dice
qualcuno i giovani hanno sempre un nemico
N
da abbattere e ai vecchi resta solo un mondo
da difendere. Non era meglio un tempo, né
si educavano in modo migliore i figli qualche
anno fa. Solo che, nei tempi passati, obiettivamente, per i figli si poteva fare meno. In
Calabria le
famiglie
erano troppo
numerose e il
lavoro,
la
miseria, le
diverse condizioni sociali
e culturali
lasciavano
poco spazio
all’educazione dei giovani. I padri
erano spesso
assenti perché emigrati o perché troppo
impegnati in lavori durissimi, le scuole venivano frequentate dai ragazzi solo per qualche anno e le strutture sociali con compiti di
ausilio a scuola e famiglia semplicemente
non esistevano. Questo, anche se non suffi-
ciente, almeno era un alibi. Tale giustificazione oggi non esiste, però scuola e famiglia
non formano. Quello che è successo a
Delianuova non è un fatto nuovo, è già
accaduto innumerevoli volte anche se tendiamo
a
rimuoverlo.
Tragici episodi di cronaca
nera,
con
protagonisti
giovanissimi,
si ripetono
con continuità
da
decenni,
stanno per
qualche giorno sui giornali e poi
spariscono quello che non sparisce è la mancanza di reazione, la resa totale agli eventi.
Eventi che accadono da noi come in tutti gli
altri paesi e città italiani, europei e occidentali. La delinquenza giovanile è una piaga
della società contemporanea, a questa ferita
non viene opposta alcuna cura. I ragazzi crescono da soli, senza padri non assenti per
lavoro o emigrazione ma spariti dalla famiglia per scelta o per egoismo o, più frequentemente, per inadeguatezza. I ragazzi sono
soli dentro le scuole, prive di sostegno economico e culturale, parcheggi per futuri
disoccupati e disadattati. La società non fornisce centri di aggregazione. La società,
ecco il problema, è un coacervo di egoismi,
di superficialità. Un mostro che i figli li divora, mollandoli dall’infanzia davanti a tv, pc,
cellulari, social forum. Potremmo continuare per centomila battute su questo tono, e
sarebbe inutile. La chiudiamo qui facendo
nostre le parole di De Andre: “feconda una
donna ogni volta che l’ami, cioè non disperdere il seme”. Beh se non si è cristiani il
seme lo si può disperdere senza problemi e
se si vuol essere bravi cattolici si può optare
per la castità per non rischiare l’inferno. Ma
bisognerebbe smetterla di fare figli se non ci
si vuole assumere la responsabilità di essere
padri. In questa società i figli sono cattivi
perché i padri sono evanescenti e molto più
immaturi della loro prole criminale.
DOMENICA
15
APRILE
2012
LA RIVIERA
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DOMENICA 15 APRILE
2012
LA RIVIERA
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Parlando
di...
RICICLARE I RIFIUTI, L’OBIETTIVO DEI BOVALINESI
Giovedì 12 aprile una delegazione di amministratori bovalinesi, accompagnati dall'assessore provinciale
alle Attività produttive, Domenico Giannetta, si è recata a Vedelago, provincia di Treviso, per visitare gli
impianti per il riciclo dei rifiuti solidi urbani. Il progetto sui “Poli produttivi verdi” è stato promosso con l'obiettivo di favorire la nascita di un distretto industriale dell'eccellenza ecologica. Impianti come quelli realizzati a Treviso, che invece di produrre spese per lo smaltimento producono ricchezza per enti e famiglie.
Una manna dal cielo per questo Comune che soffre da mesi il problema dei rifiuti.
Locride
SANT’ILARIO DELLO IONIO
Un Santo a
Condojanni
ANTONELLA ITALIANO
notte quando ci propongono di visitare il Casino di
Condojanni, ma non ci lasciamo pregare, e partiamo. Da
Bovalino percorriamo qualche chilometro di statale 106 e, in
prossimità di una stazione in disuso, svoltiamo verso Sant'Ilario. Il
paese sembra immobile, e sull'unica strada principale permane solo
la scia del nostro motore, poi più niente. Proseguiamo verso la frazione di Condojanni, su per l'Aspromonte. Le strade sterrate, dapprima percorribili, diventano improvvisamente curve e strettoie. Il
fuoristrada si arrampica per la collina, la divora, sale ancora.
Ringraziamo in cuor nostro le quattro ruote motrici che lasciano
ben poco al caso, e finalmente notiamo dei cartelli che stanno ad
indicare la presenza dei casini. Di tanti, ma non del nostro, quello è
È
ancora più lontano. La strada continua, nascosta dalla notte, quando il fuoristrada svolta all'improvviso, si immerge in campi fangosi
e il tracciato diviene solo un ricordo. Ed eccola la casa del 1855!
Maestosa, guarda la valle che ospita il paese, all'orizzonte il mare.
Accanto ad essa sta una piccola cappella ed è lì che, aprendo la
porta in legno con difficoltà, si
mostra l'Angelo in armatura.
La luce della torce lo colora
di porpora e oro. Ci osserva
stupito con dolcissimi occhi
azzurri, la spada stretta in
pugno, la testa castana leggermente inclinata per non perdere
d'occhio il dragon demonio ai suoi piedi.
I fiori, sul suo altare, sono freschi e ci stanno dei santini, degli opuscoli con preghiere,
delle candele. La Madonnina invece, alla sua
destra, è di cartapesta e malandata. A dire il
vero tutto è grigio attorno, tutto in mano al
decorrere del tempo. L'Arcangelo Michele,
invece, è una presenza reale. La percepiamo nella stanza, quasi come un monito per
la nostra invasione notturna. Ci stringe la
gola, mentre l'aria si fa pesante e, nel
silenzio, il racconto: «Altri visitatori, giunti prima di voi, si erano fatti allettare dal
pensiero di portare via il Santo. La porta è
aperta del resto, la zona raggiungibile. Ma,
nei vari tentativi effettuati, strani accadimenti li hanno poi convinti a lasciar
stare». Non sappiamo da quanto tempo
è in queste terre, capiamo però che
sono domande da non fare. Lui
appartiene all'Aspromonte, ai
misteri della gente, alla discrezione di chi l'ha potuto ammirare.
Lo fotografiamo con l'avidità dei
giornalisti, ma lo salutiamo con la
reverenza dei cristiani. E, quando il
pesante portone in legno si chiude
alle nostre spalle, ci assale la tristezza.
È chiaro che non lo rivedremo.
PORTIGLIOLA
Concerto
bagnato
L'atteso concerto di Portigliola
ha lasciato i vestiti zuppi e l'amaro in bocca. Perché, se
qualcuno per via del tempo vi
ha rinunciato, gli irriducibili
tarantellari hanno messo giù
gli ombrelli per ballare. Ad
aprire la manifestazione il
ritmo della chitarra battente
di Francesco Loccisano, poi
l'intramontabile Eugenio
Bennato. Alti livelli di musica
per l'artista campano, ma un
pubblico un po' campanilista
al suo cospetto. Così, accolto
da urla festanti, arriva il più
atteso, il portavoce del Sud:
“Mimmo”. Il nostro
Cavallaro, accompagnato
dal maestro Cosimo
Papandrea, si esibisce poco e tra
tanti inconvenienti. Concerto
interrotto. Troppo pericolosi i cavi
bagnati per i musicisti sul palco. Il
pubblico, invece, lo reclama, ma
rischiare la folgorazione è veramente troppo. Com'è finita? Si
sono rifatti il giorno dopo a
Siderno, tranquilli. Viva i fans!
A.I.
Le opere di Marò D’agostino
esposte ancora a Roma
“EroticaMente”, perché nulla accende i sensi più
della mente. Linee, forme e colori della sensualità per
la terza edizione della rassegna sull’eros inteso come
forza motrice della creatività artistica, che da giovedì
12 è aperta, nelle prestigiose sale della “Domus
Talenti”, a Roma. Amore, desiderio, passione, carnalità, dolore e ossessione: l’eros in tutte le sue declinazioni, spiegano gli organizzatori dell’evento curato da Eva
Czerkl. Pittura, scultura, installazioni, video, fotografia e arte
digitale si intrecciano, in un
allestimento dalle mille sfaccettature stilistiche ed emozionali, passando da forme simboliche e allusive per arrivare
alle rappresentazioni più esplicite e provocatorie. E i migliori
artisti italiani e stranieri sono
stati invitati ad esprimersi sul
tema, «ciascuno con la propria
visione di quel dio o demone
che porta dentro di sé amando». Tra loro, l’artista calabrese Marò D’Agostino, dotata di straordinario talento
creativo e dirompente originalità espressiva. Tre le sue
opere in mostra, per altrettante immagini che catturano l’eros più intimo nel sorprendente schiudersi di vellutati petali di rosa. «A dieci anni facevo, in un quaderno a righe, dei disegni erotici – scrive nella sua nota
per il catalogo di “EroticaMente - quasi un bisogno di
dare alla mia fantasia la possibilità di espandersi in un
territorio, quello della sessualità, enorme e già ricco di
stimoli e domande. Forse, una modalità precocemente intellettuale di agire l’eros. Per quel quaderno ho
ricevuto da mio padre il primo ed unico ceffone della
mia vita. Bambina d'indole spiccatamente ribelle, mi
convinsi che aveva sbagliato ma rispettai il suo gesto
con un sorriso un po’ beffardo che ancora mi vedo
addosso. Appena uno o due anni dopo, “maturai” la
decisione che, da grande, avrei
fatto l’architetto. Amo le rose.
Le coltivo con la stessa passione
profonda dei desideri, entrano
più del cemento nei miei progetti e, a volte, finanche lasciano il loro indescrivibile profumo nella quotidianità dei miei
committenti; di recente si sono
materializzate nel design di
alcuni oggetti che produco, trovando posto nelle ultime sperimentazioni visive. Come scrive
Franco Fortini, “le rose, si sa,
sono fatte per nascondere gli
abissi e, nel medesimo tempo,
per indicarli”». Artista versatile
ed estrema, sempre tesa alla ricerca del nuovo e dell’innovativo, Marò D’Agostino, titolare dello studio di
progettazione-galleria Arkè di Locri, è già stata ospite
della “Domus Talenti”, nel novembre scorso, per la
rassegna “CosmoGrafie, tra segno, materia e visione”,
con “Extra materiam naturalem”, la complessa installazione di pietre marine su fili di nylon che ha ricevuto
il particolare apprezzamento di pubblico e critica.
LR
BOVALINO
Il record
di Vanessa
ufficiale: il nuovo Guinness
World Record per il maggior
numero di parole pronunciate in
italiano in un minuto è 380. A
stabilirlo Vanessa Morabito di Bovalino.
“La ragazza ventenne - è scritto in una
nota - batte così il precedente record
appartenente al presentatore televisivo
Paolo Bonolis che lo stabilì nel 2010 infilando 332 termini in 60 secondi. La prova
si è tenuta lo scorso 8 febbraio, ma non
È
essendoci stati presenti giudici interni del
G.W.R., tutto il materiale, così come
richiesto dall'ente certificatore di Londra,
è stato registrato con una telecamera, alla
presenza di cronometristi e testimoni, uno
dei quali docente di lingua italiana. Al termine, registrazioni, relazioni e referti
redatti e controfirmati dai testimoni ufficiali sono stati inviati nella sede di Londra
dell'authority che certifica i primati. Lì il
Records Management Team, dopo aver
visionato il materiale, ha dato parere positivo validando 380 parole sulle 385 dette
in un minuto in uno dei tre tentativi a
disposizione della sfidante”. La performance è andata in scena all'interno del
parco commerciale "La Galleria" di
Bovalino (RC) e il testo sul quale si è svolta la prova è stato il celebre romanzo di
Alessandro Manzoni "I promessi sposi",
così come nel caso Bonolis.
DOMENICA
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
12
la Riviera
BENESTARE
In viaggio con i Rocca
CONTESSA LARA
Questa notte ho fatto un sogno. Passeggiavo per Benestare con il giovane sindaco Rosario Rocca e l’ex sindaco, oggi consigliere di minoranza, Enzo Rocca. La giornata è serena, loro di compagnia e, camminando lungo la strada comunale Tommaso Campanella, finiamo
nei pressi del campo di calcio, proprio alle spalle del paese. Una suggestiva discarica edilizia in pieno Aspromonte. Enzo si acciglia e fa
notare a Rosario che, circa due mesi fa, tra i rifiuti, c’erano anche delle
lastre di eternit. Rosario dal canto suo è tranquillo, nel sopralluogo
effettuato dai vigili il 14 febbraio, infatti, non è stato rinvenuto materiale tossico. Spazzini marziani? Tutto è possibile nel sogno. E, considerando che l’eternit necessita di procedure speciali per lo smaltimento, siamo a cavallo!
Dallo spazio proseguiamo, poi, per la località Pozzicello. Lavori in
corso. Per cosa? Chiediamo. E’ un ripetitore di telefonia mobile H3G,
concessione edilizia rilasciata dall’ufficio tecnico del Comune, con
tanto di benedizione dell’Arpacal. Peccato che, in corso d’opera, le
distanze del progetto non siano state rispettate e che una ben più
grave difformità sia stata riscontrata dai tecnici. Il punto più intenso di
campo magnetico, laddove è tollerabile la presenza di persone per
non più di quattro ore al giorno, ricade, infatti, sulle case popolari.
Lavori bloccati per colpa delle radiazioni, dunque. Ma dov’erano le
case popolari qualche mese fa? Dettagli da ingegnere. Continuiamo
il nostro viaggio fino a Belloro, interessante frazione benestarese. Il
LOCRI
FOTO NOTIZIA
La dea Persefone
In un gruppo di facebook dedicato alla dea
Persefone si diceva che se venissero trovate, a Locri, le mani della divinità non ci
sarebbero più problemi di attribuzione:
bene, penso che potrebbe essere più “facile” trovare, invece, il pezzo mancante del
Trono. Mi spiego meglio: una mano in
marmo potrebbe anche essere stata giudicata “appetibile” dai mercanti d'arte, mentre un anonimo “pezzo di lastra” potrebbe
anche essere in giro in qualche casa locrese, magari come sottovaso, o per arginare
una piccola “armacera”. Forse non sarebbe una cattiva idea farne un “identikit” e
andare un po' in giro con quella. Chissà
che le nostre piemontesi (che hanno
senz'altro l'occhio allenato, molto più dei
locresi, che, diciamolo, non è che poi
abbiano tutto questo feeling con le proprie
radici classiche) che, tra l'altro, “girano”
molto, non possano farci questo regalo.
centro è un’area in cemento armato dove, abbozzata con gradoni e ringhiere in ferro, sta una piazza. Rosario racconta che, per via di espropri poco
trasparenti avvenuti sei anni fa, il Comune è stato
condannato in questi giorni a pagare i danni ai
proprietari dei terreni. Con un rapido conteggio
concludo che, all’epoca, amministrava ancora
Enzo. Ma questi è ottimista, con qualche opera
accessoria infatti tutto sarà compiuto. Il Sindaco,
che si avvale di finanziamenti Pon destinati a
riqualificare gli spazi degradati, non è d’accordo.
Per completare la piazza servirà un campetto di
calcio, una costruzione in legno per le riunioni
delle associazioni e per il catechismo dei bambini,
lampioni, aiuole, parco giochi. Belloro sospira e
aspetta, ci auguriamo non più così a lungo. La
notte volge al termine e presto suonerà la sveglia.
Il nuovo giorno porterà via anche il sogno ma, prima di abbandonarlo del tutto, faccio un’ultima capatina con i Rocca sulla strada Zopà
che Enzo, quando era sindaco, grazie a fondi destinati ai Comuni danneggiati dall’alluvione del 2000, aveva fatto consolidare. Ma allora
perché sta franando? Aiuto. Siamo risucchiati dall’Aspromonte! Poi il
risveglio, improvviso, brusco, mi riscopre piacevolmente viva, e a casa.
Radiazioni, eternit, lavori pubblici sono stati solo un brutto sogno.
Dannati incubi.
Che meraviglia.
Certomà, sindaco di Roccella, e
l’on. Meduri esibiscono sorridenti “la Riviera”
sotto lo sguardo
di Amendolia.
Qualche volta
dobbiamo farli
piangere.
CAULONIA
Fontane
tossiche
Sono due le fontane pubbliche incriminate: quella di piazza municipio e quella di
via Brigida Postorino. La prima è meta dei
ragazzini del parco giochi, la seconda di
utenti che arrivano dai paesi vicini per fare
scorta d'acqua. Che strano scherzo del
destino. Fare tanti chilometri per una sana
acqua montana e poi restare intossicati.
Secondo il servizio di igiene pubblica
dell'Asp, infatti, le tracce di arsenico sarebbero di gran lunga superiori a quelle tollerate dalla normativa. I prelievi sono stati
effettuati martedì 3 aprile, l'informativa
pervenuta il 12 aprile. Ma alla gente il cartello con la dicitura “Acqua non potabile”
non può bastare. Ora, infatti, ci si chiede
se l'acqua dei rubinetti domestici presenti
le stesse problematiche. Il caso non può
essere chiuso in modo superficiale, servono indagini per stabilire cosa inquina le
falde acquifere. Come dire, risolverlo “alla
fonte”. E scusate il gioco di parole.
C.L.
SIDERNO
Nell’imbuto del cerchietto
P
ANTONELLA ITALIANO
er prima ci fu la sua casa. Via delle Querce era una
periferia tranquilla di Siderno, a due passi dal centro cittadino, ma lontana dal traffico e della frenesia
quotidiana. Ciò accadeva 23 anni fa. E Cosimo
Longo mai poteva pensare, pur intuendo che la prosperosa
cittadina ionica avrebbe guadagnato il centro della Locride,
che per raggiungere la sua abitazione gli sarebbe servito un
elicottero. Quando bussa alla nostra redazione è sconvolto.
È la seconda volta che ci contatta e finalmente, liberi dall'imminente impaginazione, possiamo ascoltarlo. Arriva
puntuale, come stabilito, per lui la stampa è l'ultima speranza. Per noi, invece, Cosimo è il volto di tanti cittadini anziani, troppo spesso non ascoltati, troppo spesso dimenticati. Il
problema nasce con la costruzione del campo di calcio,
circa cinque anni fa. La struttura sportiva è meta di bambi-
ni e adulti, tanti infatti sono gli atleti coinvolti in partite e
allenamenti, tanti i sostenitori che non se li vogliono perdere. Niente di strano fin qua, se non fosse per l'assoluta mancanza di spazi per il parcheggio. Così, tifosi e sportivi, si
arrangiano alla meno peggio tra strada e marciapiede e la
carreggiata, teoricamente a doppio senso di marcia, diviene
un budello pericoloso.
Chi deve passare è costretto, inevitabilmente, a fare i salti
mortali tra le auto. E se qualcuno nel senso inverso avanza
la stessa pretesa? Si lotta per chi deve effettuare la retromarcia. E che il vetro e gli specchietti siano ben puliti, o
mano alle assicurazioni! L'alternativa c'è, ma è un vicolo
cieco. La soluzione potrebbe essere quella di riaprirlo, o
adibire l'area adiacente al campo, di circa 2000 mq a parcheggio. È solo un'ipotesi, fatta dai giornalisti, a voi organi
competenti l'ardua sentenza.
DOMENICA
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
13
PROVINCIA
Piazza Italia, il grande bluff
MARIA GIOVANNA COGLIANDRO
Un regalo per i reggini. Un regalo da consegnare, o meglio riconsegnare, alla città
in occasione della Pasqua. Un regalo che
per confezionarlo ci sono voluti ben 12
anni. Ci eravamo abituati ormai a quella
sorta di zona del crimine nel pieno centro
della città, circondata da paletti e teloni
che ne annunciavano un progetto
avveniristico. Anni e anni col fiato sospeso, con una curiosità che si faceva sempre
più insaziabile. Giorno dopo giorno. Sarà
stata mica una trovata per incentivare il
turismo? Forse ci si aspettava che il giapponese venuto apposta a Reggio con la
sua Nikon al collo sarebbe tornato l'anno
dopo, illudendosi di poter finalmente catturare Piazza Italia risorta? Dodici anni di
viaggi a vuoto dal Paese del Sol
levante, ma alla fine me lo
immagino uno Shiro Takiki trionfante per essere riuscito a
portarsi a casa la foto tanto
agognata. Immagino anche la
delusione nel vedere una piazza tanto diversa da come l'immagine sui teloni prometteva.
ANTONIO CORMACI
ica. Ciò è dovuto senz'altro alle numerose un quadrupede, di un leone eseguito con tessere di
Piazza Italia è risorta, e lo ha
ricostruzioni che la città ha dovuto subire negli anni colore nero, e di un grifone. Il silenzio attorno a
fatto proprio sotto Pasqua.
La Reggio preterremoto era un'altra realtà: era una e non deve meravigliare che tutto questo patrimo- questa scoperta di importanza fondamentale è tutPeccato si tratti però di una rescittà attiva archeologicamente, una città cultural- nio artistico è stato scoperto in profondità poco tavia assordante: è evidente che in quel di Reggio la
urrezione a metà. È come se
mente fertile. Il terremoto del 1908, e ancor prima basse.
politica fa più chiasso dell'archeologia e gli scandalMaria Maddalena, scoperchiaquello del 1783, l'hanno privata di gran parte della Ma questo vantaggioso/svantaggioso “disordine istici articoli dei più quotati quotidiani reggini non
to il sepolcro, vi avesse trovato
sua tradizione storica e culturale, facendo sì che archeologico” nasconde nelle sue profondità un hanno aderenza sull'affascinante via della cultura.
non la tomba vuota ma il
non rimanesse nient'altro che il presente di una interesse ancor più velato dal mistero, ridestando Nell'attuale palazzo della prefettura è stato rinmezzo busto di Gesù, o le sole
città concepita troppo frettolosamente dall'ingegn- nel cuore degli studiosi la curiosità circa grandi venuto un frammento marmoreo di bastone, probgambe. Ve l'immaginate un
er De Nava all'indomani del sisma del primo nove- potenziali scoperte che aspettano ancora di essere abilmente un serpente di Asclepio - antichissimo
cristianesimo che ha come simcento. Ciò ha causato un “disordine” in ambito svelate. Un esempio di questa arte nascosta è ad un simbolo dell'arte medica. Il perimetro dell'antica
bolo un crocefisso a metà?
archeologico che ancora oggi affascina archeologi passo dalle nostre case: non molti sanno che in via struttura comprendeva piazza Italia, il palazzo della
Non avrebbe la stessa credibildi tutto il mondo. Infatti moltissime epoche sono Torrione, nelle adiacenze di Via Fata Morgana Prefettura, palazzo S.Giorgio e il complesso dell'ex
ità. Una sorpresa, dunque,
mescolate sotto i nostri piedi e gli scavi di piazza (quindi nei pressi del Teatro Cilea), è stato rinvenu- Hotel Miramare. Antichi scritti parlano di una sorpoco entusiasmante quella che
Italia forse sono la testimonianza più alta di questa to un grandioso mosaico di epoca tardo imperiale, gente sulfurea. Questa era - ed è - Reggio. Antica,
Arena e Scopelliti hanno risercommistione: in un fazzoletto di terra relativa- di circa 36 mq - dimensioni molto notevoli testimo- affascinante, inesplorata e che aspetta solo un cavvato ai loro concittadini. Una
mente “piccolo” abbiamo i resti di epoca ellenisti- nianza della presenza di una grande struttura, mag- aliere armato di speranze e, magari, martello e
piazza incompleta con un tapca, romana imperiale, medievale ed epoca borbon- ari un tempio - nel quale si individuano le figure di scalpello.
peto di erbetta sintetica della
più scarsa qualità, sistemato
alla meno peggio per coprire i buchi della
pavimentazione. La stessa erbetta riveste
POLISTENA: EMMANUEL BATTEZZATO A 14 ANNI
vasi dal design discutibile, posizionati qua
e là senza alcuna logica. Che dire poi degli
scavi ipogei, in questi giorni aperti al pubblico, ma non accessibili a chi ha problemi
di deambulazione, poiché raggiungibili
solo attraverso una scala non attrezzata.
Scavi archeologici più simili a cantieri, non
forniti neanche di pannelli descrittivi.
MARIA BOETI
della Cresima. E, quando don Antonio Scordo ha invitato un
Turisti e reggini che non sanno cosa stancomponente dell'assemblea ad essere il primo a fare gli auguri al
no visitando, che non fanno alcuna difquasi impossibile trovare parole che abbiano dolci battezzando, ad accorrere e ad abbracciarlo è stata la sig.ra
ferenza tra le ben undici fasi di edificadenze e descrivere il momento emozionante che tutta Montagnina dandogli il <benvenuto fra noi>. Presenti allo svolcazione, e che non hanno capito cosa ci
la comunità cristiana presente ha vissuto domenica di gimento del rito religioso anche genitori di neonati che riceveazzecchi Ferdinando I di Borbone se si
tratta di una polis greca. Si è scritto e parPasqua alla Chiesa della S.S. Immacolata, quando vano il sacramento Battesimale: Luigi, Veronica, Iara Maria.
lato di inaugurazione ma la piazza non è
Emmanuel ha ricevuto il Battesimo all'età di 14 anni. Purtroppo Partecipando, durante la Messa al Battesimo, il primo dei sette
stata ultimata. I lavori riprenderanno a
per una serie di motivi familiari i suoi genitori avevano sempre sacramenti della Chiesa Cattolica non solo avviene la purifibreve. L'opera è incompiuta. Perché allodovuto rimandare la celebrazione. Certo è, che trascorrere tanti cazione dal peccato originale per l' iniziato ma anche l'esorcismo.
ra tanta pubblicità? Perché tanto rumore?
anni senza questo sacramento è stato un rischio grande. Se per Naturalmente con una disposizione d'animo e un cuore senza
Forse per cercare di ripristinare l'immagun caso avverso gli fosse accaduto qualcosa si sarebbe dovuto macchie né peccati. Infatti, il sacerdote dell'Immacolata durante
ine di una politica in crisi? Per cercare di
affidare esclusivamente alla misericordia di Dio. Battesimo, che l' omelia ha sottolineato una frase dialettale spesso ricorrente,
salvare la faccia? Piazza Italia è stata in
ha cancellato il peccato originale associato all'agnello sacrificale, <aviri u malucori>. Purtroppo, tante sono le circostanze che
questi dodici anni e continuerà ad esserlo
questo il binomio che Emmanuel, il quale frequenta la terza portano ad essere vittime di malvagità altrui e di coloro che sono
un'opera allo spreco, al malgoverno, alla
clientela. L'ennesima opera appaltata pur
media alla Scuola Media Ierace, ha rappresentato. Vestito di una devoti a Satana, così, questi ultimi, accostandosi ai sacramenti,
sapendo che i soldi non ci sono. Uno sprelunga tunica bianca e con una semplicità innata è stato, suo mal- celebrano solo riti pagani. Ma a Dio nulla è impossibile e alla fine
co per la comunità, ma un regalo per il
grado, al centro dell' attenzione strappando lacrime di gioia, oltre in tutto riporta l' equilibrio. Emmanuel ora fa parte della comucliente. D'altra parte, come conferma il
che ai suoi familiari, anche a tutti i presenti. A fargli da precet- nità cristiana che l'ha accolto come un re e in lui l' Agnello ha trisito storico portato alla luce, la zona è
tore per un intero anno è stato il diacono Carmelo Vicari, che onfato il giorno della Resurrezione, chissà che da grande il
stata fin dal VII secolo a.C al centro delle
l'ha istruito inoltre a ricevere il sacramento dell' Eucarestia e Signore non lo chiami a lavorare nella sua vigna…
attività commerciali della città. Peccato
che adesso gli affari siano di diversa natura.
L'arte nascosta di Reggio
A Dio nulla è impossibile
È
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POLIZIOTTI E DELINQUENTI: È POLEMICA TRA A. PUPA E BENJAMIN BOWSON
Questo mondo non ha più un verso, gira a casaccio senza rispettare l'ordine naturale delle cose. E' per spirito di categoria che mi
lamento, dacché anche noi bravi ragazzi ci siamo organizzati per
tutelare i nostri interessi. Questa è l'epoca delle regole e dei suoi
sacerdoti, così anche noi fuorilegge ci siamo adeguati, vogliamo
doveri e diritti e diciamo che non ci sta bene, col codice in mano,
quanto va accadendo in giro. Una volta erano i banditi, e solo loro,
a essere belli e maledetti e solo loro si spupazzavano le bambole
prima di cederle sull'altare a un fesso che ci avrebbe costruito intorno una famiglia. Su di noi si facevano i film, si tessevano le leggende. Eravamo icone sexy, modelli ambiti se non da imitare. Tutti
facevano strada al nostro arrivo e nell'entrare nei saloon le teste si
abbassavano e i bicchieri si riempivano. Questo un tempo, perché
oggi se non sei un capitano o un commissario, o almeno un appuntato un soggetto, una sceneggiatura, una fiction non te la dedica
L’articolo sotto accusa
Gli sbirri al posto
dei bravi ragazzi
nessuno. Ora nei bar a bere con le pupe ci stanno loro, loro attaccano alla fronte lo scontrino col conto al proprietario del saloon.
Girano in gruppo, hanno la pistola al fianco e lo sguardo maledetto in volto. Sono loro i nuovi bravi ragazzi, gli uomini in legge che
nell'armadio tengono la divisa e sfidano il mondo senza rischio di
galera. Hanno sempre qualcuno da salvare, un buono da protegge-
re e corrono a duecento all'ora sulle strade del giorno e della notte,
e tutti a fargli strada. Ti fulminano con lo sguardo macho, oggi sono
loro i bravi ragazzi ed è giusto così, perché è l'epoca delle regole e
della legalità. E ben gli sta a tutta questa brava gente che vuole solo
giudici prediche e sermoni. Saranno felici, e immagino la gioia nel
mezzo di una sana scopata vedersi i volti di un Caselli, un Ciotti o
un Napolitano che ti dettano le regole del coito, ti contano gli spasimi e ti consigliano, per il dopo, un cilicio catartico. Ma ora che
anche noi ci stiamo organizzando le regole le faremo rispettare e ci
faremo ridare indietro pupe e saloon, com'era un tempo quando il
mondo girava nel verso normale e un bullo o uno sbirro lo distinguevi a un quarto di miglio.
*questo articolo è stato pubblicato la scorsa domenica a pagina 31
all’interno della rubrica di Benjamin Bowson “la verita dell’iride”
«Bowson, da lei nemmeno un caffè»
I poliziotti sono principi. Lei Mister Bowson ha mai conosciuto una pupa, che non abbia, almeno una volta nella vita, lanciato un s.o.s.
A ciascuno il suo, quindi. Noi pupe vogliamo essere salvate dai poliziotti e non dai banditi, dai gentilomini e non dai delinquenti
a categoria cui appartengo ha da sempre prediletto la divisa. Ufficiali e sottufficiali gen- galanteria e per conformità al galateo (a ciascuno il suo codice) non si ostenta mai di fronte
tiluomini hanno, fin dalla notte dei tempi, avuto un ruolo da protagonisti nei sogni di alla propria donna. In secondo luogo sulla strada è difficile vederli sfrecciare a duecento l'ora.
ogni fanciulla. Anfibi, cappelli, giacche e pistole vere, non come le vostre detenute ille- Pur avendo definito qualche rigo più in su veloci e scattanti le loro gazzelle sappia che tali
galmente e riposte in cantina o in un sottotetto perché nessuno le scopra. Armi da esibire con aggettivi non corrispondono a realtà.
disinvoltura, lucide e sempre pronte all'uso. Che brivido, come resistere! Con riguardo al sin- Le vetture in questione sembrano un po' malandate, probabilmente per via del fatto che si
dacato di cui sono autorevole esponente, quello delle giovani-e-belle-donzelle-in-difficoltà, preferisce investire in auto blu. Se di tanto in tanto le è capitato di sfogliare un quotidiano
posso permettermi di includere in tale novero ogni donna che si definisca tale. Ha mai avrà di certo avuto modo di scorgere molteplici articoli dove si denuncia la penuria di fondi
conosciuto una pupa che non abbia, almeno una volta nella sua vita, lanciato uno s.o.s.? Con destinati alle forze di polizia, le “tasche” sono così vuote da rendere difficile fare anche un
questo non intendo rinnegare anni e anni di lotte per le
pieno di benzina.
rivendicazioni della parità dei diritti uomo/donna. Provi a
Ho appena regalato al mio uomo in divisa l'ultimo libro
vestire i nostri panni: essere salvate è una sensazione terdi Caselli, ogni volta che ci baceremo, riceveremo la sua
ribilmente piacevole. Pensa che Biancaneve o
benedizione. Nel segreto del suo covo sotterraneo lei corCenerentola non ce l'avrebbero fatta da sole? Orsù, la
rerà il rischio di divenire cieco al cospetto di una foto di
prima aveva cucinato tutto il giorno per i sette nani che
Totò Riina?
rientravano dalla miniera, non aveva sicuramente fame,
Chiudo dicendo che, miopia a parte (che correggo inforper cui avrebbe potuto non addentare quella mela intrisa
cando un bel paio di occhiali), distinguo un bravo ragazdi veleno. La seconda avrebbe potuto recidere alla radice
zo (nel senso letterale del termine, lei ne fa un uso assoil problema impugnando il testamento. In queste, come
lutamente improprio) da un delinquente anche a un km
in migliaia di altre situazioni, invocare l'aiuto di un bel
di distanza. Avverto l'odore traffico di stupefacenti. Mi
principe è la soluzione che preferiamo adottare. C'è un
tagliano il viso le lacrime di quei genitori i cui figli avete
anche un codice deontologico che disciplina la questione.
condannato a morte. Vedo saltare in aria le auto di tanti
“A ciascuno il suo”, direbbe Sciascia. Tornando al
“sbirri” come-li-chiama-lei che io preferisco definire
principe-delle-favole è bene precisare che i tempi son
servitori dello Stato. Leggo le carte di appalti truccati,
cambiati. Si è sostituito il bianco destriero con una veloce
sento il puzzo di soldi sporchi.
e scattante gazzella, la spada con un mitra e l'armatura
Tutto questo riesco a percepirlo a una distanza maggiore
con una divisa scura (adatta a ogni tipo di carnagione e di
di un quarto di miglio. Non ha mai avuto pupe e mai le
Il fascino della divisa alla festa della Polizia di Stato
taglia, è noto che i colori di quella tonalità “sfinino”). Ora
avrà e qualora dovessimo incontrarci in un bar, non le
converrà con me che non ci è mai passato di mente di
permetterò di offrirmi nemmeno un caffè.
essere salvate da un bandito. Ha mai visto un western americano? Se la sua risposta è afferCon disprezzo
mativa, la prego di rimangiarsi le ultime righe del suo accorato appello. Nei saloon le apparteA.Pupa.
nenti alla mia categoria non vi mettevano piede, se solo l'avessero fatto, vi avrebbero scartato da loro carnet di appuntamenti per via dell'olezzo. Le uniche signorine che sostavano da P.S.: (che equivale a post scriptum e non a pubblica sicurezza) Quello di esprimere liberaquelle parti siglavano con lei un contratto (quello di meretricio) che secondo il nostro codice mente il proprio pensiero è un diritto e non un obbligo. Non si può, nel nome di un pluralis(vale sempre la regola “A ciascuno il suo”) è inequivocabilmente nullo. Pertanto, non le ver- mo malato, permettersi di pubblicare ogni baggianata che perviene all'indirizzo di posta eletsavano da bere per scelta, si trattava di lavoro. Mi preme poi chiarire un altro paio di cosette. tronica. Sappiate, per il futuro, circondarvi di collaboratori/direttori degni al pari di quelli che
Tanto per cominciare lo scontrino è immediatamente riposto in tasca, per una questione di un tempo hanno saputo dar lustro a questo giornale.
L
«Quanta tristezza miss A. Pupa»
Basta leggere i giornali per scoprire che la questura è nella bufera: arresti, rapine, estorsioni, abusi sessuali. Chieda, Miss A. Pupa, al suo
ufficiale, ovviamente anche gentiluomo, le spiegherà nonostante lei ha la superbia di appartenere di diritto all’esercito del bene
o la sua lettera non l'avrei pubblicata, non solo per evitarmi questa stupida risposta. autori di quei misfatti erano poliziotti, i fratelli Savi e altri. Spinosa sostiene che c'erano
Non le avrei dato spazio perché in essa c'è la protervia di chi è assolutamente certo di molti altri uomini in divisa, complici, che l'hanno fatta franca. E l'ufficio volanti della quesaver scritto una cosa memorabile, alla quale solo
tura felsinea continua oggi a riservare tragiche sorpdegli ingiusti omuncoli non avrebbero potuto conrese. Basta leggersi i giornali per scoprire che la quescedere la luce dovuta. La superbia di essere di diritto
tura è nella bufera, diversi poliziotti arrestati, altri indaun'appartenente dell'esercito del bene le ha cucito le
gati per rapine, estorsioni, abusi sessuali e una ferita
palpebre, non facendole vedere che la mia rubrica, che
mai guarita che si riapre con un ufficio volanti nel miricompie giusto un anno a maggio, altro non è se non un
no di giudici e ministro dell'interno. Chieda, miss
gioco letterario che sta quasi totalmente immersa nella
A.Pupa, al suo ufficiale, ovviamente anche gentiluofantasia di un personaggio da fumetto, con rare e parmo, le spiegherà. Non si immetta nelle piste di un
ticolari escursioni nella realtà in sintonia con la bizzarra
deserto che l'ha portata al miraggio. Soprattutto se
personalità di un protagonista inventato, tra l'altro in
vuol rappresentare una Calabria migliore, non odi e
divisa perché io B.B., Mister B o Benjamin Bowson
non disprezzi. Si è migliori di quelli che sbagliano non
sono un capitano dell'esercito americano. Tra le escursolo perché si rispettano le regole ma anche perché si
sioni nel reale, la rubrica qualche settimana fa si era
hanno sentimenti diversi dai loro. Lasci stare
occupata dell'ufficio volanti della questura di
Benjamin, sta nei libri e soffre abbastanza della conBologna(dalla pantera nera alla uno bianca) e la settidizione a cui l'ha costretto uno scrittore sadico. E mi
mana scorsa B. è ritornato sull'argomento perché c'è
dia retta se vuole occuparsi di letteratura abbia vedute
nelle librerie (lo cerchi nello scaffale della sua) un libro
più aperte, come mi sembra le abbia il suo illustre
del dottor Spinosa, il pubblico ministero che ha diretto Fleury-Merogis la prigione francese dove è detunuto Bowson padre. E il suo fidanzato in divisa lo baci dopo aver
le indagini sui crimini della uno bianca, che afferma
letto Proust, le riuscirà meglio. Non si senta migliore di
quanto non si sia fatta piena luce su quegli avvenimenti orribili, una cinquantina di morti nessuno, nemmeno di un delinquente come Bowson.
tra cui i ragazzi dell'Arma trucidati al Pilastro e 15 anni di terrore in Emilia e dintorni. Gli
Mister B
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I
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Francesca Rappoccio, Mario
Labate, Franco Crinò, Marco
Andronaco, Isabella Galimi ,Maria
Teresa D’Agostino, Giovanna
Mangano.
Lettere, note e schermaglie
CRONACHE DAL NORD di VINCENZO CARROZZA
Razza Padana,
razza ladrona
Qui al nord è metà aprile e nevica. I
fiocchi sono grossi come le bugie di
Natale, i nostri dolci della festa. Ma
non è l'unica, fresca, novità del nord.
Avrei voluto che Nicola Zitara fosse
ancora in vita per godersi questo
momento. Per godersi quello che lui
già conosceva: i Ladri stanno al nord.
Al sud, invece, i morti di fame, i cornuti e mazziati, i leccasederi del potere.
La lega ladrona era, per Nicola, nella
natura delle cose. Una logica conseguenza della storia di questa Nazione.
Ernesto Galli “Delle Logge”, a questo
proposito, scrive sul Corriere della
Sera dell' 8/04/2012: “Parte della classe
dirigente del nord ha fallito nel
suo compito di guida de
Paese”. Parte ? “Delle
Logge” cerca di salvare il
Piemonte e la sua
classe dirigente nel
giudizio. Come se il
Piemonte fosse guidato
da Obama e non da un
leghista. Come se la Fiat,
che ha succhiato decine di
miliardi di soldi pubblici da
Roma, per poi delocalizzare le
fabbriche, e infine dissolversi,
mandando a casa migliaia
d'operai, non fosse di
Torino. Come se Torino
non fosse la patria, per
ultimo, di quel cinghiale a
nome Crosetto.
Deputato, dopo travasi
multipli, del PDL che
ha dichiarato pubblicamente: “Io
in
Calabria non scendo neanche per i
convegni di partito. Lì non sai mai se
chi ti siede accanto è uno “ndranghetista.” I camerieri calabresi del PDL
(con tutti i riguardi per i camerieri)
hanno calato le braghe e sono rimasti
in silenzio, invece di chiedere a gran
voce la cacciata, dal partito dei miliardari, dell'imbecille. Da Radio Londra,
la barba del risorto Giuliano Ferrara,
dice: “In Italia non esiste più una
migrazione sud - nord. L'Italia è un
paese d'immigrazione e non più d'emigrazione. ”Evidentemente il pachiderma vive nell'etere, o sul pianeta
Papalla. Ignorante come un “porc”,
direbbe un mio amico di Modena.
Perché mai uno così sia considerato,
sia a destra, sia a sinistra, un fine intellettuale, è uno dei misteri di questo
Paese. Il pachiderma con la barba
difende Bossi: “Diamogli almeno l'onore delle armi”. Ma diamogli un calcio nelle P. a Bossi, mettiamolo in una
casa di riposo e mostriamogli il medio
a lui tanto caro. Dall'Unità d'Italia a
oggi, la “supposta” classe dirigente del
nord ha solo fottuto soldi e futuro al
meridione e ai
meridionali.
Dispiace che
ci siano
ancora tanti
sudici ignoranti e
camerieri, e
“fratelli”
coltelli con
tutte e due gli
occhi serrati, per
convenienza,
credo.
LEGA E BOSSI: MAI DIRE MAI
ue mila anni fa Gesù disse alla gente
e ai suoi fedeli “scagli la prima pietra
chi di voi è senza peccato” e tutti
rimasero fermi, immobili ed impietriti. Così fino a pochi giorni fa le uniche persone che avrebbero disobbedito a quel monito erano i leghisti. Infatti, dopo più
di vent'anni dalla sua nascita come movimento e
partito politico - durante i quali ci hanno detto e
fatto credere e, anche, imparare a memoria che ha
cuore, pensiero e casse pulite-, abbiamo scoperto
che la Lega ed i leghisti sono dei peccatori incalliti.
Tutto questo è sintomo, non di un rapporto isolato
o casuale, ma di una gestazione cercata e voluta da
quel sistema ben delineato e consolidato dell'Italia
degli anni '90 e della c.d. Prima Repubblica, che
lungi dall'essere sconfitto, per come si sforza di ribadire, ogni anno all'atto dell'inaugurazione dell'Anno
Giudiziario, il Presidente della Corte dei Conti.
Le riflessioni sono due.
La prima quella più ovvia e spontanea è che nessuno - con un po' di sale in testa - poteva pensare e credere che solo la Lega e i suoi vertici erano immuni
dal modus operandi dilagante nella politica dei partiti in Italia.
Infatti, la ruvidezza e l'ipocrisia politica ed istituzionale delle ideologie e dei programmi della Lega
D
denotavano e, per alcuni versi, ancor oggi denotano,
un'indole maligna e pericolosa del proprio pensiero
che certamente non poteva sfociare dal nulla, se
non da un basso profilo da peccatore. La seconda
riflessione, che più interessa, evidenzia quanto
tempo e non solo (!) abbiamo perso come Calabresi
e, soprattutto, come meridionalisti dietro ad alcuni
partiti e movimenti che hanno stretto alleanze programmatiche ed elettorali proprio con la Lega.
Cosa diranno ed escogiteranno la prossima volta i
partiti alleati, anche al Sud, della Lega ladrona, che
odiava e bistrattava il Sud e i suoi cittadini?
Cosa faranno gli elettori, nel momento in cui
dovranno dare fiducia ai propri rappresentanti parlamentari, prenderanno finalmente coscienza che si
sono fatti ingiuriare, etichettare come inefficienti,
incapaci ed in alcuni casi come ignoranti, da un partito che predicava bene e razzolava male o, piuttosto, continueranno a far finta di non vedere, sentire
e capire, e a votarlo per mezzo dei partiti alleati?
Alla fine ci rimane, senza dubbio, il dato più triste e
desolante per la politica ed i politici calabresi aver
sostenuto, seppur in maniera indiretta, le idee e i
programmi secessionisti ed ipocriti di un partito che
si sta dimostrando degno figlio del mostro che l'ha
partorito!
Elpidos
AFRICOVECCHIO
SCORCI
d’
Aspromonte
I PIDOCCHIOSI DELLA LEGA E GLI
INGUARIBILI DELLE NUOVE REGOLE
SAVERIO ZAVETTIERI*
L'inchiesta giudiziaria che investe la Lega Nord ed il suo leader maximo certifica il fallimento di un sistema politico e della seconda repubblica basato su partiti personali privi di
consenso ma dotati di abnormi poteri di nomina, persino dei Parlamentari, e di risorse
pubbliche straordinarie da usare a loro piacimento e senza controllo alcuno.
Sbalordisce il tentativo maldestro di come innanzi a casi di siffatta gravità, che riguardano
tutti i partiti -dalla Lega all' IdV, dalla Margherita-PD all'UDC ad An-PDL- di ridurre il
tutto a “responsabilità personale” di singoli per nascondere così la gravità della situazione
perdendo l'occasione di avviare una profonda riforma dei partiti non più rinviabile onde
evitare il collasso del sistema democratico e delle residue capacità di ripresa economica e
sociale del Paese.
Se anche un partito, come la Lega, con un affermato gruppo dirigente, radicato sul territorio e che ha fatto della lotta alla corruzione e di Roma ladrona la sua bandiera, non
sfugge a certe logiche perverse, questo significa che la crisi ha raggiunto un punto di non
ritorno e si impongono misure urgenti e drastiche a partire dalla abolizione del finanziamento pubblico ed alla adozione di regole certe che garantiscano il diritto alla partecipazione democratica dei cittadini e l'agibilità interna ai partiti eliminando alla radice la
commistione tra politica ed economia, che si sta rivelando come il male incurabile della
nostra democrazia repubblicana.
Il Presidente della Camera, sedicente campione di legalità, anziché esercitarsi nel gioco del
cerino, invocando improbabili decreti del Governo e altrettanto improbabili scelte di
autoriforma dei partiti, dinnanzi a gravi violazioni di legge, irregolarità e reati comprovati e
comprovabili nei bilanci di tutti i partiti, dovrebbe ricorrere al potere di cui dispone e
sospendere l'erogazione dei rimborsi elettorali inviando gli atti alla Procura della
Repubblica. Per questo al Presidente della Camera, nonchè leader di Fli, in vista della rata
di erogazione della rata di Luglio dico: se ci sei batti un colpo!
* Segretario nazionale dei Socialisti Uniti
DOMENICA
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LA RIVIERA
20
HANNO COLLABORATO
Francesco Laddarina, Ian
Zimirri, Giuseppe Patamia,
Alessandra Bevilacqua,Bruno
Gemelli, Carmelo Carabetta,
Valentina Elia, Antonio
Cormaci, Mario Labate,
Giulio Romeo, Ilario
Ammendolia, Sara
Caccamo, Giuseppe
Fiorenza, Daniele Mangiola,
Sara Caccamo.
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LETTERE AL DIRETTORE il direttore
KAPPADUE di RUGGERO CALVANO
Siderno: Posta per il sindaco Ritorto
Signor sindaco Riccardo Ritorto,
io sottoscritta Teresa Fazzolari, residente a Siderno, le
scrivo questa lettera per informare Lei e tutti i concittadini di Siderno riguardo all'ennesimo episodio - con
alcune tristi aggravanti - che ancora una volta testimonia
il livello di degrado e decadenza della vita civile in questo nostro paese, con particolare riferimento alla condizione dei disabili e ai loro diritti sempre più calpestati e
derisi. L'episodio in questione è avvenuto nella giornata
di mercoledì 4 aprile 2012, di mattina, sul corso della
Repubblica. Arrivata sul posto con l'autovettura munita
di apposito contrassegno, verificavo che come al solito,
posti auto riservati alle persone disabili non esitsono.
Poco dopo, mentre ero ancora sul corso senza la possibilità di collocare l'auto da nessuna parte, vedo un posto
libero vicino alla banca, proprio dove dovevo recarmi
prima di andare in farmacia (con a bordo mia figlia disabile). Una volta parcheggiata e fatta scendere mia figlia,
al mio rientro trovo sul parabrezza dell'auto un verbale
di 80.00 euro. Il giorno dopo mio marito si reca presso il
comando dei Vigili Urbani di Siderno per protocollare
una lettera di Bruzzese, che gli chiede chiarimenti sull'operato dei Vigili sulle circostanze sopra lette. Lo stesso
Comandante risponde: «Che le sembra che sua moglie
solo perché è in possesso dell'apposito contrassegno può
parcheggiare dove vuole?”.
Sindaco Ritorto, troppe volte negli ultimi tempi mi sono
trovata di fronte alle risposte evasive e insoddisfacenti
dei vari funzionari da me interpellati in proposito; sono
stanca e non accetto più di essere presa in giro.
Questa lettera che Le scrivo è l'ultima dimostrazione
della residua fiducia nelle Sue volontà e possibilità di
intervenire con autorevolezza ed efficacia per rimettere
a posto le cose. Le preannuncio già che sono pronta a
mettere in atto forme di protesta ben più eclatanti di
una lettera aperta come questa e non esiterò un solo
istante. Sindaco Ritorto, troppe volte negli ultimi tempi
mi sono trovata di fronte alle risposte evasive e insoddisfacenti dei vari funzionari da me interpellati in proposito; sono stanca e non accetto più di essere presa in giro.
Questa lettera che Le scrivo è l'ultima dimostrazione
della residua fiducia nelle Sue volontà e possibilità di
intervenire con autorevolezza ed efficacia per rimettere
a posto le cose. Le preannuncio già che sono pronta a
mettere in atto forme di protesta ben più eclatanti di
una lettera aperta come questa e non esiterò un solo
istante.
Teresa Fazzolari
Ritratti *
di Diego Cataldo
MINO
REITANO
Cantante.
E’ stato tra i calabresi più
conosciuti della canzone
italiana. Personalità ricca di
vitalità e nel contempo sensibile e umile, caratteristica
che appartiene ai grandi,
Mino Reitano si è distinto
nelle vetrine più importanti
della musica italiana.
Personaggio televisivo
ricercato, è stato anche
attore in diversi film ed ha
scritto testi e collaborato
con importanti cantautori
della musica italiana.
Vendesi
Bar Caffetteria
sito a Roccella J.
in via Roma
info: 3683630731
IL BRIZZOLATO
IO HO INVENTATO
L’ALBERGHO DIFFUSO
Senza saperlo per giunta. E ora
che la cosa sta prendendo piede,
in giro c'è un sacco di gente a
millantare prime geniture. Ma
qua in bassa Italia temo ancora
non ne siate a conoscenza.
L'albergo diffuso è la ricezione
in case recuperate in borghi
abbandonati e sparse al suo
interno. Si ospitano i clienti in
centri montani totalmente o parzialmente abbandonati, destinati
alla rovina irreversibile. Il recupero delle case deve essere fatto
con materiali di risulta ed è vietata la costruzione di nuovi edifici. Gli ospiti sono tenuti a una
presenza non invasiva ma integrante che li trasforma in abitanti del posto. Si soggiorna e si
mangia in armonia con la natura
e nel rispetto assoluto dell'ambiente circostante.
La pratica sta prendendo sempre più piede ed è considerata
parecchio in, tanto che a essa
vengono continuamente dedicati
articoli su quotidiani e riviste,
servizi televisivi. Ma non ci fosse
la buona e vecchia Riviera nessuno saprebbe che l'albergo diffuso è figlio mio e che Kampusa
City è la sua patria.
Ci ho speso decenni per creare
la colonia penale, ho passato
anni a convincere i fetenti a
darmi man forte. Da noi non
solo le case sono secondo natura, lo è l'agricoltura, il cibo, il
caldo, l'acqua. Produciamo biologico, mangiamo senza l'ausilio
della chimica e ristrutturiamo
con quello che ci offre l'ambiente. L'avessero altrove un progetto come il nostro se ne farebbero
vanto e si scannerebbero per
finanziarlo e promuoverlo. Noi
si va avanti a olio di gomito, a
soldi di tasca e con l'aiuto di
qualche istituzione illuminata. E
i sacrifici, le difficoltà, ogni ostacolo tutto mi sta bene. Però date
il merito ai miei fetenti che loro
sono stati tra i primi a iniziare.
Portateci anche loro sui giornali,
e portateceli anche per cose
belle. L'Aspromonte è un covo
di borghi incantati abbandonati.
Potrebbe ospitare e vivere di un
turismo buono, intelligente che
cerca una dimensione accettabile per l'uomo moderno. Se avete
soldi da buttare, che in
Aspromonte non saranno mai
buttati, portateli in montagna
invece di darci carbone o gas. La
bomba non la costruite a Saline
o a Gioia. L'Aspromonte è un
grande, meraviglioso albergo diffuso.
Venite ora che avete qualche
euro da spendere. Perché se ci
verrete quando avrete fame, qua
di carità non ne troverete.
di RUGGERO BRIZZI
L’Ikea, colosso multinazionale
L'IKEA, colosso multinazionale dell'arredamento, ha deciso di spostare parti delle sue produzioni dalla Cina all'Italia.
Non so se sia più opportuno essere felici o aprire una riflessione sulle
motivazioni che spingono gli svedesi a quest'investimento, pensando
alla condizione del lavoratore italico degli ultimi anni e ai tempi della
burocrazia di casa nostra.
Questo processo di delocalizzazione al contrario, è quello per cui si
battono i tecnici che ci governano. I famosi “investimenti dei produttori stranieri”, per i quali ci stiamo prostituendo, sono le “cose che servono” al nostro paese per risollevarsi.
Esattamente come il lavoro più vecchio del mondo, in condizioni di
disgrazia siamo pronti a tutto pur di poter sopravvivere, ed esattamente come le bocche di rosa della modernità lo facciamo con eleganza,
cercando di mantenere stile e design.
Da Luglio 2013 la Croazia (paese in cui vi sono molti investimenti italiani) e la Turchia entreranno in Europa. Attualmente le due nazioni
vivono, nonostante la crisi mondiale, un momento di economia fiorente basata su pesca e turismo per i primi e siderurgia e artigianato
per i secondi. I loro governatori spingono per l'ingresso tra indifferenze e resistenze dei cittadini.
In Turchia si guadagnano di media 1000 euro al mese, in Croazia 700.
L'esperienza italiana, spagnola, portoghese e greca insegnano che
l'Europa non è affatto unita, ma sta tutta nei palazzi tedeschi, rivestendo un ruolo politico misero di fronte all'economia dei grandi nessuno.
Un'Europa dalla personalità contraddittoria e affascinante, mai soddisfatta, che rimane sulla strada a cercar clienti tra cinesi e americani,
con due nuove svergognate turche e croate da non dover lasciare
morire di fame.
DOMENICA
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
21
ELEZIONI COMUNALI
Con Ammendolia temporaneamente fuorigioco saranno Domenico Mercuri
e Giovanni Riccio a contendersi la poltrona di primo cittadino di Caulonia.
Siamo andati ad incontrarli per presentarli ai lettori de “la Riviera”.
Caulonia, candidati
sindaci a confronto
PROFILI
Domenico Mercuri (avvocato), carismatico, a tratti irruento, deciso nell’esporre le sue idee; Giovanni Riccio
(medico) iassessore uscente, pacato, riflessivo, convincente. Entrambi si dichiarano certi della vittoria ma
a registratore spento riconoscono che la sfida sarà dura e il risultato aperto.
Riccio: «Ammedolia ha acceso i riflettori su Caulonia»
Giovanni Riccio, come è nata la sua candidatura?
È nata da una riflessione all’interno della maggioranza.
Stimo tantissimo Ammendolia ma nel momento in cui
sono sorti dei problemi interni, di fronte al rischio della
frantumazione del gruppo, c’è stata sia la mia disponibilità
sia l’alto senso di responsabilità mostrato da Ammendolia.
Con la mia candidatura la squadra è rimasta compatta.
Sento il peso di questo ruolo, perché Ammendolia non è
stato uno qualsiasi, ha acceso i riflettori su Caulonia, ma
farò del mio meglio come al solito, non mi piace la mediocrità.
Se vincerete, Ammendolia avrà un ruolo nella futura
amministrazione?
Qualcuno già mi ha detto che Ilario Ammendolia starà dietro le quinte. Ma così non è. Ammendolia è in prima linea
con noi, è l’anima del progetto che abbiamo messo in
campo, è quello che ci ha creduto più di tutti, come per
esempio sui progetti di accoglienza.
Parliamo di questo. L’accoglienza continuerà?
Non ci sono dubbi. È stata una grande sfida per il paese.
Possiamo riflettere su come è stata gestita, dobbiamo colmare delle lacune ma ha dato grande visibilità a Caulonia,
nonostante ci fossero persone che affermavano che i
migranti andassero gettati in mare. A Caulonia è cresciuto
il partito dell’odio soffiando su alcune situazioni critiche ma
trattandosi di un progetto complesso alcune cose andavano
messe in conto. È stato emozionante vedere alcuni migranti cristiani partecipare con noi ai riti pasquali. Su questo
tema al tempo si aprì una discussione nella maggioranza ed
io da buon cattolico fui subito favorevole. Non faremo passi
indietro, anzi lavoreremo per migliorare. Di sicuro vogliamo che venga gestita a Caulonia da cauloniesi.
Cosa pensa di Mercuri?
Credo che il nostro paese meriti una campagna elettorale
corretta. Stimo Mercuri. Se dovesse vincere, anche se mi
sembra difficile, riconoscerò che è una persona degna di
amministrare. Ma mi inquieta la coalizione che gli sta dietro. Alcune anime hanno già dimostrato instabilità politica.
Lei crede che se vinceranno non dureranno?
Esatto. Con le situazioni di bilancio attuali, coi tagli, nessun
comune può rischiare instabilità. Sarebbe disastroso. La
nostra amministrazione, anche se ha perso qualche pezzo
per strada, ha dato grande prova di stabilità. Ripeto che
alcune anime della coalizione di Mercuri mi suscitano
inquietudine proprio perché le ho viste al’opera.
Lei è convinto di vincere?
I cittadini hanno capito l’importanza di questa tornata elettorale. Il progetto che abbiamo messo in campo è sotto gli
occhi di tutti. Non vincerò io ma il nostro progetto, quella
che Ilario Ammendolia ha chiamato “Primavera di
Caulonia”
Giovanni Maiolo
Mercuri: «Con il danaro si fa l’accoglienza. E senza?»
Domenico Mercuri, perché ha deciso di candidarsi a sindaco?
Mi è stato chiesto da alcune componenti politiche e dalla
società civile, la richiesta è venuta dal basso, altrimenti
non ci avrei mai pensato.
La sua è una grande coalizione che va da Campisi a
Tucci. In caso di vittoria crede di riuscire a tenerli insieme?
Noi stiamo insieme perché vogliamo il bene di Caulonia,
non siamo uniti da ideologie politiche o credi partitici, è
una lista civica. Altrimenti non ci sarebbe stato nessun
senso logico a tenere unite persone di diversi partiti.
Cosa pensa dell’Amministrazione Ammendolia?
Se avessero operato bene non avremmo creato la nostra
lista. Siccome i problemi non sono stati risolti ci siamo
attivati. Da 30 anni la politica cauloniese è una politica
personalizzata e così si è perso l’obiettivo, cioè fare crescere il paese. In pochi hanno monopolizzato la politica.
Di chi parla? Ammendolia? Tucci?
Loro sanno chi sono. Qualcuno è stato anche mio compagno di partito. Non ho mai chiesto a questi signori un
favore. Rivolgo un appello ai giovani: non chiedete favori, rivendicate diritti.
Alcuni anonimi, probabilmente suoi sostenitori, utilizzano i social network per diffamare gratuitamente e in
maniera falsa i suoi avversari politici. Non crede che
questi vigliacchi, incapaci di prendere posizioni
mostrando il loro volto, la danneggino?
Io non so chi siano, uso internet solo per lavoro, non ho
mai letto queste cose. Credo che la politica non debba
essere basata sull’insulto, demonizzare l’avversario non è
utile. Deve cambiare tutto a Caulonia, non si deve aggredire l’avversario. Sai quando si usa l’insulto verso il proprio contraddittore? Quando non si hanno argomenti.
Cosa pensa di Riccio?
È una persona per bene.
E politicamente?
Ha le sue idee, sono onorato di averlo come avversario.
Credo che le politiche dell’accoglienza siano state la
novità degli ultimi anni. Con Mercuri sindaco continueranno?
Si, ma diversamente.
Cioè?
Serve la partecipazione attiva dei cittadini. Tutto deve
partire dal basso. Con il denaro si fa l’accoglienza, senza
il denaro cosa succede? Io non sono contrario a qualcosa solo perché l’ha fatta Ammendolia. Tutto quello che è
“anti” ci danneggia. Dobbiamo rilanciare lo sviluppo economico di Caulonia. Non si fa sviluppo con l’accoglienza.
Se Monti chiude i rubinetti non si fa accoglienza se nella
gente non passa il principio della solidarietà.
Tempo fa lancia una proposta dalle colonne de “la
Riviera” ad alcuni esponenti politici cauloniesi. Nessuno
rispose. La ripropongo a lei: perché non fare un programma per i prossimi cinque anni ad edilizia zero, considerato che non ci servono altri casermoni ma che
dovremmo puntare a recuperare l’esistente?
Sono d’accordo. Vogliamo cambiare Caulonia o amministrare come si faceva 30 anni fa? Dicevano i latini
“Quello che è consentito a Giove non è consentito ai
buoi”. Giove è la classe politica di questi ultimi decenni,
i buoi siamo stati noi. Io mi spenderò perché si cambi
all’insegna della cittadinanza attiva.
Come sarà la sua campagna elettorale?
Dirò le cose come stanno, non prometterò neanche un
posto di lavoro, farlo sarebbe da sciacalli perché i comuni sono in crisi a causa dei tagli.
Giovanni Maiolo
DOMENICA 01 APRILE 2012
LA RIVIERA
22
la Riviera
LA LETTERA
Africo, addio «Caulonia, vai avanti»
DI ILARIO AMMENDOLIA
er la conquista del
comune ad Africo scendono in campo tre liste: la
prima è capeggiata da
Domenico Versaci, sindaco
uscente, la seconda da Pepé
Maviglia, che fu già sindaco e
continua ad avere nostlgia di
don Stilo, la terza da Francesco
Criaco, che guida una lista di
giovani e già questo è un segno
di novità, anche di speranza.
Decidernno gli elettori se il
vecchio è più forte del nuovo.
Se i ritorni di fiamma, come
quello di Pepé Maviglia, saranno capaci di stenebrare il
paese, che nessuna classe locale dirigente, trane quella rappresentatta dai vecchi comunisti, tipo Rosario Bruzzaniti, è
riuscita a staccare dal marchio
infamante di paese interamente di mafia.
Ma ciò che ci ha spinto a stendere questa notarella non è la
geografia delle liste in gioco.
Noi siamo stati fortemente colpiti e nauseati dall’assenza dei
comunisti di Diliberto e dei
comunisti di Ferrero dalla consultazione elettorale di maggio.
Non compiaono in alleanza
con nessuna delle tre liste e
non sono stati capaci di presentare una loro lista autonoma.
Da quando il paese Africoanni cinquanta del Novecento-
P
fu ricostruito in faccia la mare
Jonio, i comunisti sono stati
sempre presenti con una loro
lista nella battaglia elettorale
che li vide costantamente
antagonisti della lista a varietà
democristiana, sostenuta da
don Stilo, il quale si interessava
più di voti alla sua compagine
che di voti ai santi della Chiesa.
E ne uscirono più volte vittoriosi, e pagarono le loro vittorie
con discriminazioni, persecuzioni, ingiuste condanne al
confino. Ma non si arresero
mai. Se non tutti, quasi tutti
quei combattenti ardenti per
Africo, bel suol d’amore, son
morti.
Come in uno dei più grandiosi
racconti di Leonida Répaci,
quei morti la notte lasciano le
loro fosse onorate e ritornano
alle loro famiglie, poiché nel
cuore ce le hanno sempre. In
questo aprile hanno avuto una
sorpesa. Hanno bussato e nessuno ha loro aperto. Le hanno
trovate vuote. Le case. I loro
figli per la vergogna del tradimento degli ideali e dei sacrifici dei loro padri e delle loro
madri, che inghiottivano saliva
per nutrirsi, s’eran sparsi per
le campagne.
In compagnia dei gufi, che li
accoglievano al canto di bandiera rossa.
IN ALTO comune di Africo Nuovo e la piazza
Nicola Plermo dove ha sede il municipio cittadino
A PAGINA 18 una panoramica di Caulonia
siperiore e i candidati a sindaco Giovanni Riccio
e Domenico Mercuri
VIAGGIO NELLE AMMINISTRATIVE GROTTERESI TRA NOVITÀ E PERVICACIA
Raffaele Maria tra i due litiganti
Raffaele Maria Lupis, lo si evince dal doppio nome, appartiene ad una delle famiglie più “titolate” della storia di Grotteria,
anche se economicamente decadute. A
renderci edotti sono i suoi due cugini ,
Domenico e Marco, che con le loro ricerche storico-araldiche sostengono, con
diritto, che i loro avi approdarono da queste parti tra la fine del 1400 e gli inizi del
1500, un bel lasso di tempo. I suoi “avi”
erano proprietari e feudatari, vissuti con
la terra, ma non solo; e si può dire che
senza ombra di esagerazione che a
Grotteria sono stati secondi solo ai
Carafa , che notoriamente sono stati titolari della Contea di Grotteria sino alle
leggi “ eversive” del 1806. Finita la feudalità, anche loro come tanti altri ex feudatari, “investirono nelle “ professioni” e da li
vennero alla luce, medici, avvocati, farmacisti e funzionari della pubblica amministrazione. Suo padre Giovanni Battista
per l’appunto ( avvocato) e suo zio Oreste
ne sono l’ultimo esempio, almeno per
quanto riguarda il ramo rimasto a
Grotteria. Raffaele Maria , figlio di
Giovanni Battista Lupis come è d’obbligo
presso le famiglie “titolate” ha frequentato le scuole più qualificate della provincia,
il liceo classico “Ivo Oliveti” di Locri e
crediamo con un buon profitto. In seguito
si iscrive all’Università, forse giurisprudenza oppure architettura, non sappiamo
esattamente in quale città , ma durante
quegli anni piuttosto che frequentare
l’Università lo vediamo impegnato nella
vita politica locale a tempo pieno. Non si
laurea, ma questo non è certamente esiziale, lo hanno fatto abbondantemente i
suoi antenati. E poi c’è da dire che i laureati ed i professionisti in genere, a
Grotteria, non hanno avuto molta fortuna, nel senso che gli ultimi settant’anni
sono stati un via vai di sindaci ed assessori
e tra i più qualificati figurava un “ maestro
elementare” anche se di vecchio stampo.
Non sappiamo se Raffaele Maria Lupis ci
tenesse al titolo di laurea, però crediamo
che, tutto sommato, non gliene importasse più di tanto. Per contro il cugino si fregia del titolo di “avvocato”, così lo chiamano nel paese, ma non ha mai redarguito né
corretto nessuno..
Dommage !
Per quanto nasca “titolato” Raffaele
Maria è un uomo molto semplice, persino
umile. In politica lo abbiamo incontrato
sin dalla giovinezza ( periodo universitario) e da più di vent’anni a questa parte,
ìoccupa i banchi del consiglio comunale e
si occupa dei problemi della gente di cui sa
farsi buon interprete. Politicamente,
nasce come “moderato di Destra” in un
comune tradizionalmente di Sinistra, principalmente nelle campagne che sono
numerose. Come i moderati di Destra vive
tutte le trasformazioni che questa formazione politica ha vissuto: l’approdo alla
democrazia; l’entrata e la confluenza nel
PDL. La crescita “qualitativa” di Raffaele
Maria è marcata dal divorzio con l’altro
leader di Destra, che è il cugino. Tra i due
non ci sono più “convergenze parallele”
ma parallele molto contrapposte. Ed arriviamo al dato attuale, Raffaele Maria
Lupis fa una lista proprio contrapposta
alla Coalizione (Salvatore Leoncini) di cui
il cugino, a quanto si dice, se dovesse vin-
cere sarà come minimo “vice-sindaco” ed
a Nicola Andrianò che sappiamo all’ultimo momento abbia sostituito Salvatore
Lombardo detto Lissandru. La cosa certa
è che Raffaele Maria è riuscito a guadagnarsi la simpatia non solo di quelli che
sono rimasti nel “centro storico” ma anche
di altre persone. Dai molti, anche dagli
avversari è visto come un ragazzo “serio”,
anche se ormai ha superato i quarant’anni; la sua lista, oltre che avere creato un’emorragia devastante all’interno della
Coalizione, presenta dei candidati di “tutto
rispetto”, a parte un vecchio “ camaleonte- riciclato” che, quando sembra sia
morto, rinasce sempre: Rocco Vincenzo
Bruzzese detto u Pupù, del quale molti
erano convinti di essersene liberati ma
che, ahinoi, è ritornato alla carica e più
agguerrito di prima. Comunque sia, la lista
di Raffaele Maria non è data per vincente,
ma dal momento che la politica è una
scienza probabile, non si mai.
Di certo “fastidi” seri alla Coalazione , ne
darà ; come ne darà anche al candidato
dato per vincente, Nicola Andrianò .
Il grande appiglio degli avversari poggia
chiaramente sul fatto che Raffaele Maria
Lupis rimane sempre e comunque “un
politico di professione” nel senso che nessuno lo ha mai visto lavorare se non in
politica. Noi che dobbiamo sudarci la
pagnotta ogni giorno alzandoci alle sette e
rincasando alle cinque di pomeriggio un
“pizzico” di invidia nei suoi confronti lo
nutriamo. Che sia sempre valido quel
detto calabrese che du camatri Diu c’’è
patri?
Carmelo Carabetta
ono stati cinque anni di lavoro intenso
ed impegnativo.Cinque anni senza
ferie, né riposo. Abbiamo cambiato il Paese
realizzando ciò che sembrava impossibile.
Non abbiamo lavorato alla giornata ma la
nostra stella polare è stata il “Progetto
Caulonia” intriso di valori pregnanti ,
capace di mettere in moto lo sviluppo,
creare opportunità di lavoro, stimolare la
coesione sociale.
Aver realizzato in cinque anni più lavori
pubblici di quanti non si siano realizzati in
25 anni non è per noi il solo motivo di orgoglio.
La nostra bandiera è stata il disinteresse
personale, l’onestà praticata, la politica di
solidarietà, l’attenzione verso gli ultimi.
Dopo cinque anni mi sento gratificato, ed
orgoglioso del lavoro fatto ma anche molto
stanco.
Proprio per questo avevo chiesto con lettera scritta a tutti i consiglieri di maggioranza
di consentirmi di fare un passo indietro a
patto che il progetto Caulonia continuasse
a vivere ed a produrre frutti per il Paese.
Nell’Unione democratica s’è sviluppato un
dibattito , a volte teso, ma sempre civile che
ha portato ad individuare nell’assessore
alla cultura, Ninni Riccio il candidato a
sindaco . Si tratta di una persona seria,
riflessiva che ha sempre dato prova di equilibrio e di saggezza. Accanto a Lui quasi
tutti gli assessori ed i consiglieri che sono
stati accanto a me in questi cinque anni.
Toccherà a loro continuare e migliorare un
lavoro già in fase avanzata.
L’Unione democratica non è una lista incolore ed informe ma un raggruppamento
politico che ha alle spalle un progetto paese
ed una radice storica ben definita. E’ vero
che Giovanni Riccio non ha mai avuto tessere di partito ma è vero pure che il nostro
progetto poggia su valori come l’uguaglianza, la democrazia, il rispetto verso la persona umana, il disinteresse. Questi valori
sono la vera essenza di una politica di
“sinistra” e valgono più di mille tessere di
partito .
Ho sempre sentito intorno a me l’affetto ed
il sostegno della parte più consapevole dell’opinione pubblica così come ho avvertito
l’ostilità di un “ceto politico” diffuso chiuso
in asfittici orizzonti paesani, incapace di
pensare ad un progetto, privo di storia e di
valori, sempre riverso a tutelare interessi
personali e di gruppo senza alcuna attenzione per il Paese. I trasformismi ed giochi
di potere di questi giorni sono la riprova di
quanto ho detto.
Auguro a Ninni Riccio ed alla Unione
Democratica ogni successo ed auguro al
mio paese ed alla mia gente che il “Progetto
Caulonia” non conosca interruzione alcuna.
Da parte mia non sarò sindaco, ma questo
non mi porterà a dimettermi dall’unico
partito a cui mi sento legato: il partito del
riscatto degli ultimi, della solidarietà
umana, del reciproco rispetto, del riscossa
della Calabria.
S
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
23
A proposito
di...
PRIMA GIORNATA BIANCOAZZURRA. TUTTI ALLO STADIO!
La società A.C.D. Siderno 1911 comunica che domenica 15 aprile 2012, ore 14.30, presso lo stadio comunale “F. Raciti” di
Siderno avrà luogo la prima “speciale giornata biancoazzurra”. La manifestazione è stata organizzata e coordinata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con la Pro Loco di Siderno. La società invita tutta la cittadinanza a partecipare. Per l’occasione le donne di qualsiasi età e i bambini di età non superiore a 13 anni hanno diritto d’ingresso gratuito allo
stadio. Sono stati invitati ufficialmente, mediante circolare comunale, gli alunni delle scuole primarie e secondarie. Il prezzo
del biglietto d’ingresso è stato fissato a soli 5 euro da considerarsi come contributo verso la squadra, sospesi gli abbonamenti.
Sport
Milan - Juve
ECCELLENZA
Continua il testa a testa
Il Montalto con il paradiso in tasca
fa visita al purgatorio di Roccella
A sei giornate dal termine, il duello Milan-Juve si fa
sempre più serrato e dopo il Milan ieri, oggi tocca alla
Juve impegnata a Cesena con i romagnoli fanalino di
coda. Nel calcio non esiste niente di scontato, certo è
che al “Dino Manuzzi” la Juve si presenta nel ruolo di
assoluta favorita: al di là del notevole vantaggio di
punteggio in classifica, è troppo ampio il divario di
valori per immaginare una Juve in difficoltà al cospetto di un Cesena che quasi mai in stagione è riuscito ha
mantenere costanza, solidità e identità di squadra. Sul
piano tecnico, qualunque saranno le scelte di Conte,
in casa Juve si punterà a mantenere il carattere e la
brillantezza di gioco dell'ultimo periodo, per il resto
occhio ad Alex Del Piero, in rampa di lancio per un
posto da titolare nel migliore momento della stagione
sia a livello personale che per la qualità complessiva
dei risultati ottenuti dalla squadra. Sugli altri campi,
a tenere banco sono gli ultimi due posti utili della
stagione, quello valido per la prossima
Champions e l'altro buono per la salvezza.
La sconfitta della Lazio a Torino e quella contemporanea dell'Udinese a Roma,
hanno riaperto i giochi per la volata
europea, con gli uomini di Reja
sempre leggermente avvantaggiati ma tutt'altro che sicuri della qualificazione. I biancazzurri saranno impegnati a Novara in un'altra trasferta piemontese, questa
volta il rango dell'avversario
sarà però ben diverso da
quello
della
Juventus ultima
antagonista: il
Novara
di
Tesser si trova
al penultimo posto
in classifica e la permanenza in Serie
A, turno dopo
turno, è un
miraggio che
ormai sta svanendo del
tutto. Per la
Lazio di con-
seguenza è difficile ipotizzare un passo falso odierno,
qualche rischio in più lo correranno invece Roma e
Napoli, due delle inseguitrici al terzo posto
Champions, reduci da risultati antitetici: i giallorossi
battendo l'Udinese mercoledì nel turno infrasettimanale si sono rilanciati in classifica e nel morale, i partenopei invece incappando nell'ennesimo ruzzolone
stagionale al San Paolo hanno pregiudicato in parte,
se non del tutto, le speranze di un finale di stagione
con qualche patema di classifica in meno nella corsa
al terzo posto. Oggi la Roma (in casa) e il Napoli (in
trasferta) sfideranno rispettivamente la Fiorentina e il
Lecce, due squadre accomunate nell'obiettivo, ovvero
la salvezza, ma con una sostanziale differenza: per i
salentini fin da questa estate era preventivabile un
campionato di bassa classifica, dalla Fiorentina sarebbe invece stato lecito attendersi qualcosa in più.
Proprio per questo, ora ha trovarsi maggiormente in
difficoltà potrebbero essere i viola, non abituati al
“pane duro” del fondo classifica rispetto a un
Lecce più avvezzo a questo genere di situazioni,
oltreché in condizioni di forma entusiasmanti: sintetizzando, fossimo nei panni di Mazzarri e dei napoletani, saremmo tutt'altro che tranquilli. Il quadro
della giornata è completato da Atalanta-Chievo,
Palermo-Parma, Siena-Bologna e, infine, da
Cagliari-Catania, domani sera alla 20:45. Tra
queste squadre, Catania e Chievo sono
quelle messe meglio in classifica, con
un vantaggio che sul piano puramente
aritmetico non da garanzie di salvezza, ma che in termini concreti assicura comunque più tranquillità rispetto a chi è alle
spalle. Ecco
perché una vittoria oggi finirebbe per valere doppio e probabilmente risultare decisiva
per siciliani e clivensi, molto di
più potrebbe
esserlo per il
resto della compagnia. Buon campionato a tutti.
Angelo Letizia
Il sorpasso
Avete presente la memorabile scena de “Il sorpasso”, quando
Gasman su una decappottabile fa il segno delle corna all'autista sorpassato? Beh, mi sembra l'immagine eclatante di queste due ultime
giornate di Campionato: mettete Antonio Conte al posto di
Vittorio Gasman e il gioco è fatto. Allora, facciamo un po' di ordine. Alcuni valori sono mutati, sia in testa, sia in zona Europa e perfino in coda; sembra di assistere a tre mini campionati, uno più
bello e avvincente dell'altro. Partiamo dalla lotta scudetto. E' da
mesi oramai che il tricolore è un affare tra Milan e Juve. Fino a
dieci giorni fa era primo il Milan, poi il doppio passo falso con
Catania e Fiorentina e la Juventus, l'indomabile Vecchia Signora (a
proposito, che bravo quel “ragazzino” di nome Alessandro Del
Piero!) scavalca i rossoneri grazie alle vittorie su Palermo e Lazio.
Per stato di forma psicofisica, favorita per lo scudetto oggi è proprio
la squadra di Conte, ma, occhio alle coronarie, da qui al 13 maggio
nulla è scontato. Un gradino più in basso c'è una lotta per un piazzamento in Europa talmente incerta come non accadeva da anni:
Lazio, Udinese, Roma, Napoli e Inter a contendersi il famigerato
terzo posto. Sembra tagliata fuori la squadra di Stramaccioni, non
tanto per i quarantotto punti, quanto piuttosto perché si trova in
svantaggio negli scontri diretti. Tutte davanti dovrebbero fare
Mancano 270 minuti alla fine
del campionato d'Eccellenza e si
può dire che i giochi sono fatti. Il
Montalto si accinge ad assaporare il tanto agognato salto di
categoria e con molta probabilità potrà festeggiare già questa
domenica, a meno che l'orgoglio
del Roccella non obblighi la
capolista a festeggiare in casa
propria davanti ai suoi sostenitori. Il Roccella. Che dire di
questa squadra? Partita con dei
propositi che nulla hanno a che
vedere con un quinto posto.
Anzi la differenza di punti tra la
seconda e la quinta, che segna in
classifica oltre 10 lunghezze,
sbatte in faccia la dura realtà: la
squadra di mister Figliomeni, se
le cose dovessero restare così,
non parteciperà agli spareggi.
Un vero peccato, perché
all'inizio del campionato sembrava, e molti, tanti “allenatori
nel pallone”, erano d'accordo,
che la società avesse allestito,
senza badare a spese, una vera
corazzata. Il campo ha smentito
i miraggi. Il Roccella il prossimo
anno dovrà pesare i presunti
fuoriclasse più col bilancino dell'orefice che non con il bilico del
grossista. L'avevamo scritto la
scorsa
settimana:
il
Brancaleone,
nonostante
manchi ancora la certezza
matematica, è quasi fuori dall'incubo play out. Mister Brando
tiene la squadra molto concentrata, il combattivo Guardavalle
che sarà di scena domenica al V.
Galletta è sempre una minaccia.
Quest'ultima dopo aver detto
addio ai play off perdendo
domenica scorsa tra le proprie
mura contro il Roccella e dopo
aver disputato un'ottima prima
parte di campionato nelle vette
alte dell'Eccelelnza, non vuol
finire questa stagione dando,
dopo averli illusi, ulteriori delusione ai propri tifosi. Quindi
attento Brancaleone. Nella
quasi medesima posizione del
Brancaleone si trova anche il
KARATE
Ancora un successo
per gli allievi del
maestro Ursino
harakiri e i nerazzurri vincerle tutte: impossibile. Per il terzo posto
continuo a votare Lazio. L' Udinese sembra appannata, la Roma sarebbe la vera scommessa, ma la formazione di Luis Enrique è capace di vincere 4 a 0
con l'Inter e perdere a Lecce per 4 a 2, troppo
discontinua. Il Napoli dopo l'eliminazione in
Champions si è smarrito, un solo punto nelle ultime
quattro partite. E oggi va a Lecce, che grazie alla vittoria di mercoledì a Catania, si è rilanciata prepotentemente nella lotta salvezza. A soli due
punti dal Genoa e a tre dalla Fiorentina, i
Cosmi boys hanno acceso la lotta per non
retrocedere. Cesena e Novara sembrano
ormai spacciate, dal Siena a quota 39, in
giù, ci sono sette squadre, tutte in piena
bagarre salvezza. Fiorentina e Genoa
rischiano tanto, non per il tasso tecnico,
ma perché sembra di rivedere il campionato dello scorso anno della Sampdoria,
quando la paura divenne determinante
nella retrocessione dei blucerchiati.
Malesani e Rossi devono correre ai ripari, se non vogliamo assistere ad un'altra
eccellente retrocessione. Mai come quest'anno l'incertezza sarà il fil rouge fino a
metà maggio. E poi dicono che il nostro
non è il campionato più bello. Mah!
Massimo Petrungaro
Ogni volta in crescita il
Campionato Regionale di
KARATE C.S.A.In.-C.O.N.I.
segno tangibile della ottima organizzazione, della qualità del lavoro svolto dalla Commissione
Regionale, ma soprattutto della
grande passione , del senso di
aggregazione, dell'amicizia,
della collaborazione, del dare
senza nulla pretendere nel
volontariato, nel credere
nell'Associazione e nello spirito C.S.A.In. che mai viene a
mancare. Raggiante la
dott.ssa. Maria LABATE,
Presidente Provinciale dell'
Ente di Promozione Sportiva
riconosciuto dal C.O.N.I., che
ha organizzato la gara in modo
egregio grazie anche alla preziosa collaborazione del M°
DOMENICA
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
24
la Riviera
IN BREVE
SERIE D
Siderno. De Leo e compagni
nelle due settimane di sosta si
sono allenati bene sotto gli occhi
attenti di mister La Face. Al
“Raciti” arriva l'ormai retrocesso Real San Marco, ma questo
non significa che i biancazzurri
debbono rilassarsi. In questo
campionato nessuno ti regala
niente, anche se le motivazioni
sono diverse. La Bovalinese: la
vera depressione del campionato 2011-2012. Dopo essere partita male e finita peggio.
L'abbandono del presidente
Ferrigno è stato fatale e i successori non sono stati all'altezza di
allestire una squadra degna di
questo nome. I costi eccessivi
sono risultati intolleranti. Sul
versante opposto allo Jonio reggino troviamo Gioiese e
Palmese. La prima è nella terra
di nessuno, fuori da ogni lotta, a
metà classifica per tutto l'arco
della stagione e a velocità da
crociera: senza infamia e senza
lode. Non possiamo dire lo stesso della Palmese. Nessuno si
aspettava una fine di campionato totalmente deludente, dopo
una prima che l'aveva vista
lottare per le prime posizioni. Se
finisce nell'imbuto dei play out la
delusione è di quelle che lasceranno il segno nel prossimo
futuro.
Franco Criaco
Vincenzo Ursino vero Deux es
machina ed al Comune di
Siderno che ha dato il suo
Patrocinio grazie all'impegno del
Dott. Maurizio Baggetta,
Assessore allo Sport della ridente
cittadina locridea. Due giorni di
gara (27 e 30 Marzo) nei quali si
sono confrontati un centinaio di
atleti in diverse categorie di varie
specialità come i KATA individuali, KATA a squadre, e COMBATTIMENTI. Mattatore dell'evento il CENTRO STUDI
KARATE del M° Vincenzo
URSINO prima società classificata grazie ai numerosissimi
podii conquistati. Protagonisti di
questo risultato sono stati
FIGLIOMENI LUCA, GULLONI MATTIA, FIGLIOMENI
VINCENT, ANGILLETTA
DOMENICO, SCRUCI VINCENZO, URZINO DANIELE e
FIGLIOMENI TOMMASO che
hanno conquistato il titolo di
Campione Regionale nelle varie
specialità. Da ricordare anche i
nomi di CORDI' DOMENICO,
MACRI' DOMENICO, MUIA'
VINCENZO, GUARNACCIA
ALBERTO, ERCOLANI CARMELO, GUTTA' VINCENZO,
MITTICA JACOPO, AVANTARIO CRISTIAN, PANETTA
DAVIDE, GURNARI ANTONIO, GUARNACCIA RICCARDO, BIZZANTINI GIUSEPPE,
ERCOLANI GIORGIO, MINICI NICOLA, SEMINARA
DANILO, URZINO MANUEL
E COMMISSO ROCCO che con
i loro piazzamenti hanno contribuito a portare il CENTRO
STUDI KARATE sul gradino
più alto del podio.
Ora è veramente più difficile per l'Hinterreggio, dopo
aver condotto in testa quasi
tutta la stagione, dopo aver
dilapidato i tanti punti di
vantaggio dalle inseguitrici,
si trova adesso a non sbagliare più se vuole veramente vincere il campionato. Il
distacco sulla seconda adesso è di tre punti, e a quattro
partite dalla fine possono
essere tanti, ma possono
essere pochi, sapendo che
l'inseguitrice si chiama
Cosenza. In coda alla classifica troviamo l'Interpiana e
la Valle Grecanica. La squadra della piana si è ormai
rassegnata alla retrocessione, al contrario i Grecanici
hanno ancora qualche possibilità di disputare i play-out.
F.C.
PROMOZIONE
Catona o Bocale?
È’ ormai una lotta a due nel campionato di Promozione girone B,
dove si contendono il salto di categoria il Catona e il Bocale.
Domenica tutte e due hanno un compito non facile: centrare l'obiettivo massimo superando due squadre antiche, come la
Rizziconese, che si reca a Catona, sperando di fare risultato, mentre ad Oppido la Mamer ospita il lanciatissimo Bocale. Il Marina di
Gioiosa deve battere il forte San Calogero, per tenersi aggrappato
alla corsa play-off, poiché è ad un punto dalla Taurianovese, quinta in classifica. Mister Caridi ci crede, e per questo nel periodo
delle feste pasquali ha fatto lavorare la squadra per non farle perdere la concentrazione. L'altra Gioiosa è ormai concentrata a quello che farà il prossimo anno, poiché, dopo buona parte del campionato navigava nei bassi fondi della classifica, con il cambio di allenatore è riuscita a tirarsi fuori dai guai, facendo un girone di ritorno all'altezza dell'organico che possedeva, allestito per altri obiettivi.
F.C.
KARATE
Teresa Bruzzì è vice campionessa italiana di MMA Ligth (Kickjitsu)
Con l'ottimo piazzamento agli italiani di Genova, la pluricampionessa italiana Teresa Bruzzì, cittanovese di sedici anni, si conferma una delle regine
nazionali della kickboxing Alla finale in terra ligure, con la partecipazione
di oltre 1200 atleti, sotto l'egidia della FIKBMS, l'unica federazione italiana di kicckboxing e arti marziali affini riconosciuta dal CONI, e presieduta dal
dottore Ennio Falsoni, imbattuto campione di karate degli anni '80, la giovane atleta dell'Accademia
del professore Giuseppe Cavallo, ha conquistato il
titolo di vice campionessa d'Italia. Dopo aver vinto
la medaglia di bronzo agli europei di Croazia ed
essere stata una delle punte di diamante della nazionale azzurra di light contact, il combattimento continuo della kickboxing, la giovane tigre cittanovese ha
dimostrato il proprio valore affrontando, con coraggio e determinazione un'atleta della categoria superiore nella finale per l'oro italiano. La sua tenace
prestazione e il livello tecnico dimostrato hanno
spèinto, per questo, il CT della nazionale senior, il
maestro Patrizio Rizzoli, a convocarla in maglia azzurra anche nel settore
delle arti marziali miste, dove pochi hanno le qualità per poter competere.
Cresciuta alla scuola del professore Giuseppe Cavallo, con questa vittoria,
che arricchisce il suo già abbondante palmares Teresa Bruzzì diventa la
prima atleta italiana a vestire la maglia azzurra, in più discipline. Cintura
nera 2° grado di kickboxing, oltre che di kung fu e karate, Teresa, seguita
dai suoi inseparabili genitori, Silvana Franco e Girolamo
Bruzzì, si prepara a vivere questa nuova straordinaria
avventura, sempre assistita tecnicamente, quale sua
pupilla dal professore Cavallo, specialista mondiale di
difesa personale, oltre che responsabile tecnico nazionale
del settore giovanile MMA. Teresa si allena nelle palestre di Polistena, (scuola media Salvemini), Siderno
(scuola elementare Donisi) e Caulonia Marina (scuola
elementare) ed è anche pluricampione nazionale nella
lotta a terra e nella kickboxing. Da segnalare, sempre nel
settore MMA, la buona prestazione di Matteo
Santacroce, classificatosi al quinto posto. Ai giovani campioni del maestro Cavallo sono pervenuti i complimenti
dei dirigenti della FIKBMS, a partire dal direttore tecnico nazionale, gran maestro Patrizio Rizzoli, dal vice presidente federale, professore Giorgio Lico, dal commissario calabrese, professor Salvatore Romano, dal presidente Depaim
Sgambelluri, dal presidente del centro di Polistena, Franco Garelli e dal
direttore sportivo Osvaldo Cavallo.
Si chiama “Rocco Scirocco” la mascotte ufficiale dell'unica tappa italiana della Professional
Windsurfers Association (PWA) World
Tour Cup che si terrà in riva allo Stretto dal
19 al 24 aprile. Presentato nel corso di un incontro con gli operatori dell'informazione, il 'simbolo' di questa importante kermesse internazionale
(che vede Reggio Calabria inserita in un circuito di prestigiose località windsurfistiche
internazionali) è stato realizzato da Emanuele De Luca e Valeria Mendolia del corso di scenografia
dell'Accademia di Belle Arti, per l'occasione rappresentata dai docenti Giovanna Mandalari e Piero Sacchetti.
Sotto la guida della professoressa Antonella Scordo, gli allievi hanno voluto creare una mascotte che richiamasse il pescespada e prendesse il nome da uno dei venti più frequenti sui nostri mari. Un chiaro riferimento, quindi, al Mediterraneo ed alle sue tipicità. Un appuntamento molto partecipato, tenutosi a “La Luna
Ribelle”, che ha visto protagonisti tutti gli attori territoriali che hanno sposato la manifestazione, fortemente
voluta dal comitato organizzatore locale, dal circolo Windsurf Surf dello Stretto, dalla Wevents, dalla
Regione, dalla Provincia e dal Comune.
E’ Rocco Scirocco
la mascotte del campionato
mondiale di windsurf
DOMENICA
15 APRILE 2012
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DOMENICA
15 APRILE 2012
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la Riviera
CIAO MERAVIGLIOSO PAPÀ
Ieri sera una nuova stella ha brillato nel cielo e il mio passato è andato via con lui ,e il mio cuore
si e svuotato di un amore incolmabile. Purtroppo la vita ci riserva delle sorprese che non ci aspettiamo, ma ci consoliamo al ...pensiero che dopo la morte c'è un mondo dove si finisce di soffrire
e senza più' dolori, ci riuniamo con i nostri cari defunti ,e per te papà sarà la gioia più grande
riabbracciare tuo figlio. Nostro fratello. Veglia su di noi e riposa in pace solo questo riesciamo ha
dirti con gli occhi pieni di lacrime e il cuore distrutto. Ti vogliamo bene Ciao meraviglioso papà.
Biblioteca meridionalista
voluttuosamente il pasto d’erba tenerella, interrompendosi solo per ragliare di tanto in tanto ai quattro venti la
propria beatitudine. Gli uccelli volarono via subito , scandalizzati.
Per questo il titolo del libro è pertinente . Delfino, proprio perchè non si
è mai curato delle consuetudini, per
tutta la vita ha sempre scandagliato la
notizia alle origini per carpirne i
reconditi segreti che ai più sfuggivano
e spesso scandalizzava i benpensanti
e le farisaiche istituzioni. Parlavamo
spesso dei vecchi Capi-società aspromintani, dei cugini di sangue platiesi,
dei celebri ladri sanlucoti, di ‘Ntoni
Macrì e delle varie guerre di mafia.
Aveva una memoria storica esatta e
pertinente che si abbeverava all’archivio che curava con certosina pazienza,
ritagliando i pezzi più interessanti di
tutte le testate nazionali.
Spesso sentivo dal mio balcone il ticchettio della sua Olivetti lettera 22 e
sapevo che l’indomani sarebbe uscito
un suo pezzo che, poi, puntualmente
mi passava in fotocopia. Conosceva
Totò
ricorda tanto il suo maestro Mimmo
Zappone “assetato di libertà e di sapere” . All’unisono per decenni, spesso
insieme su una vecchia seicento bianca, “hanno spezzato il pane della
scienza e la davano senza tessera alle
masse affamamte”.
Totò Delfino ama visceralmente
l’Aspomonte e nella sua vecchia Platì
incastona i suoi più bei racconti, restituendoci personaggi straordinariamente vivi , ricchi d’umanità. La rilettura del mito e della mitologia classica è fatta con grande fantasia da Don
Pompeo “ con alle spalle anni ed anni
di seminario ed una dura prigionia in
Africa. Conosceva tutti i dei
dell’Olimpo, compresa Minerva, la
dea della saggezza, nata dalla testa di
Giove. Con leggerezza narrativa ,
mista ad amara ironia, Delfino descrive la mutazione genetica del suo vecchio paese dove, una “ mala jenia” (è
il titolo di un bellissimo racconto compreso ne “La nave della ‘ndrangheta”)
ha ormai preso il sopravvento con la
“ ricchezza del paese che ebbe altri
Delfino
cantore della musica interiore
della civiltà ASPOMONTANA
di GIANNI CARTERI
Negli ultimi anni della sua esistenza
terrena, Totò Delfino, mio dirimpettaio, amava chiamarmi all’imbrunire
per parlare- da veri compagni di processione- oltre che della sua malattia,
dei suoi pezzi storici, della sua vecchia,
indimenticabile Platì. Era consapevole che sorella morte fosse dietro l’angolo, che per tutti avesse uno sguardo,
ma faceva di tutto per ghermirla: con
coraggio, assaporando i profumi primaverili delle piante e dei fiori del suo
curatissimo giardino e accarezzando
con affetto smisurato la sua adoratissima nipotina Francesca.
Negli ultimi mesi gli erano sempre
accanto i figli , soprattutto Peppe, il
più grande, che non lo mollava mai un
istante e quando i nostri sguardi si
incrociavano leggevo nei suoi occhi
una tristezza infinita. Riprendo spesso
tra le mani l’ultimo suo omaggio “Il
raglio dell’asino” e sorrido per la sua
dedica, scritta con la consueta stilo blu
“A Gianni con affetto e con un raglio
prolungato”.
Ogni volta mi risento bambino, in
compagnia della nostra asina che mi
faceva girare per viottoli di campagna
e inerpicarmi sui selciati che portavano al mio vecchio borgo brancaleonese dentro una cofina dal ventre rigonfio. La salita era dura e mio padre preferiva sapermi al sicuro. Facevo da
contrappeso all’altra cofina dov’era
sistemata “la spesa” per due-tre settimane: pesate di pasta da cinque chili
avvolta nella mitica carta azzurrina,
sale e zucchero barattati con patate,
ficandiani di rocca e noci nei magazzini Praticò della civile marina. Come
Delfino, che del paziente animale
aveva appese alle pareti dello studiopensatoio alcune foto bellissime, per
l’asino “provo un affetto materno”.
C’è una bella favola di Giovanni
Capasso, giudicato da Mario La Cava,
che l’ha scoperto, il maggiore scrittore di favole che abbia avuto l’Italia
moderna, che, forse, dà l’idea di cosa
spingeva Delfino a narrare , a scavare
dentro la notizia da angolature non
comuni e usuali ai più . Nella favola
“L’asino nel seminato” si legge che
“veduto un asino che lavorava di
mascelle nel seminato, gli uccelli tentarono di persuaderlo a non distruggere così le speranze della futura messe:
“Anche la parte tua “ dissero. “Puh!”
fece l’asino: “la paglia!” e continuò
bene la simbologia mafiosa che per lui
era metafora. Amava ripetere che “
diventa allegoria quando attinge al
mondo animale per mandare messaggi, avvertimenti oscuri ed allusivi”.
Cambiava volto quando nominava
qualche giudice, tirando fuori aneddoti che raccontava come un autentico
contastorie.
Su questo aspetto non vado oltre.
Spesso avevamo idee diverse. Gli
ripetevo che i troppi tragediatori sull’uno e l’altro campo potessero talora
far scadere in un moralismo strabico e
fazioso, senza accorgersene. Lui
annuiva, disperato, perché non diventavo suo complice.
Preferisco ancora oggi il Totò Delfino
professore di geografia. “Itinerari silani” che aprono l’ultima sua fatica è un
pezzo da antologia così come “Amo
l’Aspromonte” che apre e dà il titolo
ad un altro suo libro. Una montagna
dove lui “fu cullato dal mormorio
sommesso della fiumara che scorreva
dolce e lenta, incassata nella roccia, a
pochi passi da casa”. Sua madre lo “
allevò con latte di capra che il capraio
mungeva davanti alla porta, tra lo
scampanio del gregge.
Ma su tutti prevale il narratore, che
DOMENICA
padroni. Degli autori calabresi amava
su tutti Alvaro. Amava raccontare del
padre Antonio inediti e succulenti
racconti segreti. Citava a memoria
passi
intriganti
dell’onorato
Previtocciolo Don Luca Asprea, al
secolo Carmine Ragno. Dice bene
Giuseppe Lezzi nella partecipe presentazione all’ultima fatica di Delfino:
“Alcuni racconti sono avviati a diventare classici, piccoli gioielli dell’aspromonte”. Una montagna che “è un
mondo a parte nel mondo, che ha un
suo linguaggio. Che deriva dalla tradizione e dalla natura.
Di questo mondo Totò Delfino è stato
l’insostituibile memoria storica, il
magico cantore della sua musica interiore.
Non dimenticherò le tante camminate
nelle prime serate primaverili sul
nostro viale Papa Giovanni, quando si
fermava di colpo, mi fissava con il suo
sorriso ironico , ripetendomi , citando
Tomasi di Lampedusa, lo scrittore da
lui più amato insieme a Leonardo
Sciascia, che il Risorgimento “ fu una
rumorosa, romantica commedia con
qualche macchiolina di sangue nella
veste buffonesca”.
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
27
A proposito
Cultura e società
MAMMOLA INCANTA I GIOVANI FRANCESI
Musaba ci ha
lasciati di stucco!
Il rock duro degli Aerosmith ha radici calabresi
Il trasgressivo Steven
Tyler, padre dell'attrice
Liv, all'anagrafe è
Steven Victor Talarico.
Scambio tra Liceo Artistico Mattia Preti (RC) e il Lycée Aragon d’Héricout (France) un gruppo di 44 studenti e 8 docenti hanno trascorso una giornata nel Parco Museo
Laboratorio. La prof.essa Sandrine FONT ha inviato l'articolo su MUSABA tradotto,
per noi, dalla collega Giulia MAGGI, prof.essa di lingua italiana in Francia,
Ci avevano detto: domenica faremo una
gita nella natura e vedremo delle opere
d’arte.
Per quanto mi riguarda, avevo immaginato
un sentiero frecciato con alcuni totemi di
legno, non vedevo bene a cosa tutto ciò
poteva somigliare.
Immaginate la mia sorpresa, quando mi
trovai di fronte ad una gigantesca lucertola
dai denti aguzzati alta quanto un
dinosauro, che non era senza ricordare la
salamandra di Gaudì del Parco Guell a
Barcellona, ma molto più impressionate,
meno liscio, meno consensuale. Un po’ più
in là, trovammo una sfera ricoperta di
mosaici variopinti, che in realtà era composta da due mezze sfere, ma la loro disposizione era fatta in modo così ingegnoso
che al visitatore sembrava, a primo impatto, di vedere una sfera intera. Ma non avevamo ancora visto tutte le sculture di basso
rilievo scolpite nel muro e che rappresentavano vari personaggi, animali o mostri.
Provammo molto piacere a scovarle e, mi
resi conto in seguito, che il fascino del sito
era anche dovuto molto a questo: la sorpresa, il piacere della scoperta, perché in
ogni luogo si trovava qualcosa di nuovo, in
La piccola comunità di Cotronei è fiera che un suo concittadino
partito alla fine dell'Ottocento sia il nonno di una star della musica internazionale e vuole tributare a Steven e alla figlia Liv la cittadinanza onoraria.“Finalmente” afferma con orgoglio l'assessore al turismo del piccolo comune silano “stiamo arrivando alla
conclusione della fase preparatoria di quello che considero un
progetto di elevato spessore artistico, culturale e promozionale
consistente nell'assegnazione della cittadinanza onoraria alla
rock star mondiale Steven Tyler. Dopo aver avuto la dritta di un
suo cugino che si chiama Alfonso, prima, e di un altro suo cugiA partire dal giorno 14 aprile 2012
no Nino, in un secondo tempo, mi sono sin da subito adoperato
nella chiesa monumentale di San
per riuscire a fare qualcosa di concreto per tentare di attirare il
Domenico a Stilo, sarà allestita una
noto artista nel paese dove è nato suo nonno”. Nino, cugino di
mostra temporanea dei reperti
Steven è stato delegato dai parenti a rappresentarli nell'iter che
archeologici, rinvenuti nell' attuale
porterà al conferimento della cittadinanza al cantante. Questa
centro, che ne documentano le fasi
“sfida” coinvolge non solo l'assessore, Nino e la sorella Tina ma
storiche dall'età greca fino al
anche giornalisti, produttori esponenti istituzionali e fans di
Settecento. L'inaugurazione, fissata
Steven e della figlia Liv. La macchina organizzativa è partita e
per le 17.30, segna l'apertura della
Cotronei conta di avere presto Steven e Liv. Sarà un'occasione
“Settimana della cultura” a cura del
Ministero per i Beni Culturali.
da non perdere per i due Talarico-Tyler che potranno conoscere
Mentre il 20 aprile 2012 alle ore
il paese e la casa da dove l'avo Giovanni partì per raggiungere
18.00 si terrà un seminario legato ai
l'America.
temi della mostra, ospitato sempre
Tutto comincia con una storia di emigrazione: Giovanni
nella chiesa San Domenico.
Talarico, nonno di Steven, lascia il paese di Cotronei in provincia di Crotone insieme a tre fratelli per
raggiungere gli Stati Uniti. È la fine Archivio Pratesi – Inedito 1882
dell'Ottocento e Giovanni è un giovane
musicista in cerca di fortuna. In America si
sposa e trasmette la sua passione musicale
al figlio Vittorio, che crea una piccola
band e diventa insegnante di pianoforte.
La musica gli fa incontrare a Vic, così lo
chiamano gli amici, l'anima gemella e si
innamora di Susan Blanche, nativa americana Cherokee e insegnante di musica.
Insieme vivono ad Harlem, non lontano
dal teatro Apollo. Da questa unione
Mario Pratesi (1842-1921), lo scrittore toscano al quale si rivolse la marchesa Clelia Pellicano (1876-1923) per
nascono Lynda Hasz e Steven. Vittorio,
avere una recensione al suo libro di novelle calabresi (v. altro articolo), per qualche anno insegnò Lettere al Regio
veterano della seconda Guerra Mondiale
Istituto Tecnico di Reggio Calabria, il cui preside al tempo era un veneto. Nell’Archivio Pratesi presso la Victoria
si spegne a settembre del 2011 nella casa
University Library di Toronto abbiamo trovato la minuta di una lettera datata Reggio 9 marzo 1882, inviata dal
di cura di Nashua nel New Hampshire, a
professore a Emilia Toscanelli Peruzzi (1826-1900), nobile personalità libertaria, moglie del Gonfaloniere di
Firenze Ubaldino Peruzzi, mecenate di giovani scrittori e animatrice di un salotto culturale (il «Salotto Rosso») frenovantacinque anni. La primogenita
quentato dai più importanti letterati dell’epoca. Dalla missiva, qui riprodotta per concessione della Victoria
Lynda diventa insegnante, mentre il
University Library, esce un quadro desolante della condizione della borghesia e della plebe di Reggio nella seconsecondogenito dei Talarico, nato il 26
da metà dell’800; lo sguardo sofferente di Pratesi si posa sulla città, registrandone i mali e i vizi atavici, aggravati
marzo del 1948, è un ragazzo un pò ribeldopo l’Unità, per trarne un giudizio spietato, del resto condiviso da altri osservatori coevi. Pratesi salva invece la
le che non ama studiare, sogna di diventagente della provincia allora quasi del tutto rurale: «Le campagne benché affamate sono sicurissime, e vi vive una
re guardia forestale e si diverte ascoltando
classe d’agricoltori industriosi onesti e robusti; ciò che prova che la razza in fondo sarebbe buona, e che il mare suonando musica. Quando Steven ha
cio è tutto nella città». Ma Pratesi è anche guardingo verso i «destri speculatori» calati a Reggio dal Nord Italia:
quattro anni i coniugi Talarico si trasferi«una gente, che per certi rispetti, è anche peggiore di chi è nato in questa provincia, dove in mezzo a tanto
scono nel Bronx.
ozio fanno buoni affari». Ecco ampi brani di questa lettera, finora inedita. (F.D.C.)
Ubaldo Sgambellone
Stilo: Settimana della cultura
«Il marcio è tutto a Reggio, in
provincia invece vive gente industriosa»
DOMENICA
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
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NERO-VINILE: IL SUCCESSO DI RADIO VENERE
la Riviera
“Nero-Vinile”, la manifestazione promossa e organizzata dallo staff di Radio Venere, si
è svolta a Bovalino dal 4 e 5 aprile. Una mostra attiva, grazie alla quale il pubblico, proveniente da tutta la Locride, ha potuto scegliere tra centinaia di 33 e 45 giri. Individuato
il brano arriva anche la diretta e l'emozione di discuterlo insieme agli speaker. Un plauso
dunque allo staff, per l'accoglienza che ha saputo riservare agli intervenuti. Un plauso
alla radio bovalinese, che ha fiutato fin da subito la forza del progetto, creando, ne siamo
certi, un appuntamento che crescerà con gli anni.
una maniera o in uno stile originale.
Dopo, la nostra guida ci portò verso la
donna-fontana, figura molto particolarmente con le braccia a forma di seni, e tutta
la truppa fu divertita dalla rappresentazione scolpita sul muro, in disparte, di un
uomo dotato di un enorme fallo. Rallegrati
da queste prime scoperte, non dubitavamo
della ricchezza artistica in presenza della
quale ci saremmo ben presto trovati:
arrivati in cima ad una collina, scoprimmo
una veduta su un insieme di casette attaccate le une alle altre e decorate da mosaici
dai colori vivaci sulle quali sembrava veg-
liare un gigante metallico in cammino, che
non era senza ricordare l’opera di
Giacometti. Poi penetrammo in una chiesa
moderna dalle vetrate colorate che ci fece
subito venir in mente la cappella di
Ronchamp di Le Corbusier: la volta era
ricoperta da vari dipinti che rappresentavano dei corpi e che ricordavano alcuni
espressionisti tedeschi, come Schiele o
Kokoschka. Era veramente impressionante
trovarsi di fronte a tutta questa profusione
artistica, come se un uomo fosse stato
capace di dipingere e di scolpire alla
maniera di tutti i suoi contemporanei e di
trovare il proprio stile grazie a questa
padronanza eccezionale. Tutto ciò dava
impressione un po’ irreale.
Poi, gli alunni si esercitarono al mosaico
grazie ai dipinti preparati da Nik Spatari,
solido uomo barbuto dallo sguardo lontano, le cui mani avevano realizzato tutti
questi prodigi e sembravano ancora pronte
a finalizzare gli innumerevoli progetti che ci
aveva presentati la guida. Per coronare il
tutto, l’artista e sua moglie ci invitarono a
mangiare in un quadro eccezionale, il pittore ci fece il ritratto con due tratti di
pennarello, era talmente accessibile nonostante la sua età e il suo statuto, e questo ci
procurò un immenso piacere. Fu quasi con
rammarico che salutammo i nostri ospiti
promettendo loro di fare conoscere questo
sito eccezionale e, pieni di riconoscenza per
i colleghi italiani che ci avevano fatto scoprire questo posto, raggiungemmo il nostro
autobus.
Locri: Piazza dei Martiri
Il tuo mercatino
L’Associazione Socio-Culturale Anthesterie in
collaborazione con l’assessore alle Attività
Produttive del Comune di Locri, Michele
Ratuis, organizza a Locri in Piazza dei Martiri
“Il tuo mercatino”, tutte le terze domeniche
del mese. Un mercatino dell’Artigianato,
Sapori ed Arti della Nostra Terra.
Un’occasione stabile per artigiani, artisti e
produttori di poter esporre i loro manufatti al
pubblico. Esporranno i loro prodotti e
mostreranno le loro arti artisti, produttori di
miele, vino, gastronomia, dolci tipici. In
Piazza dei Martiri, con un loro punto espositivo, anche alcune associazioni impegnate nel
volontariato e non, presenti nel territorio, per
comunicare la loro presenza, per divulgare il
loro materiale promozionale ed i loro prodotti. L’iniziativa nasce dall’esigenza riscontrata
sul territorio di maggiori appuntamenti fieristici e di momenti d’incontro con il grande
pubblico al fine di riscoprire, per entrambi le
parti, venditori e clienti, le potenzialità e le
risorse autoctone della regione. Chiunque
voglia esprimere e comunicare la propria
maestria, o un associazione o ente che voglia
comunicare la propri esistenza è il benvenuto.
L’Associazione ringrazia in modo particolare
l’Assessore Ratuis per la disponibilità e l’entusiasmo dimostrati in merito l’iniziativa.
Primo appuntamento sarà Domenica 15
Aprile dalle ore 9,00 alle ore 13,00.
CERIMONIA DEGLI ADDII
Miriam Mafai ha preso congedo dai suoi numerosi lettori
il 9 aprile, lunedì dell'Angelo. Aveva 86 anni e la sua
splendida giovinezza mise al servizio della lotta contro il
nazifascismo, partigiana con la tessera comunista.
Comunista si confermò per sempre, ma bevendo il calice
amaro della fine della dolce illusione di un romunsmo,
realizzatore dell'umanesimo integrale. Dal 1962 sì era
legata sentimentalmente a uno dei dirigenti più preziosi e luenti del PCI, Giancarlo Pajetta, e, come lui, non amò
Enrico Berlinguer al quale scrisse un libro funebre, dal significativo titolo Dimenticare Berlinguer (1986). Giornalista
di polso, s'era fatte le ossa sulle pagine della stampa comunista, su “l'Unità” e su “Paese Sera”. È stata direttore di “Noi
donne”, settimanale del PCI, oggi circondata da un sapore di clandestinità. Raggiunse il successo con la collaborazione
a “Repubblica”. Grande giornalista e grande saggista. Tra le sue opere, che non tramontano, ricordiamo: L'uomo che
sognava la lotta armata (1984), Pane Nero. Donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale (1987), Il lungo
freddo. Storia di Bruno Pontecorvo, lo scienziato che scelse l'Urss (1992), Botteghe Oscure addio. Com'eravamo comunisti (Premio Cimitile 1996), Gli straordinari anni del miracolo economico 1958-1963 (1997), Il silenzio dei comunisti
(2002)- scritto insieme a Vittorio Foa e Alfredo Reichlin, Diario italiano 1976-2006 ( 2008).
Miriam Mafai
Reggio, 9 Marzo 1882
Ottima Signora
[…] è giustissimo ciò
che Ella dice di questa
gente del mezzodì. –
Se volete potete! – essi
vi dicono e v’è sottinteso che voi potete quando non abbiate scrupolo di mancare al vostro
dovere, e di commettere un’ingiustizia. Abituati a raggiungere i
loro intenti per vie traverse e illegali, non v’è
gente più abile nell’arte di scansare l’ostacolo della legge e di scapolarla con una disinvoltura amicabile e sfrontata. Ciò si nota
ancora nei giovani, addestrati a quest’arte
antica dalle famiglie e dai caporioni che
hanno le mani in pasta, e tutto possono
quando vogliono, e tutto fanno per mantenersi un potente elettore fedele. […]
Qui non si ha sete di riforma, ma ne’ borghesi grassi è cupidigia di godimenti, onori e
guadagni; e da essi si precipita giù nella
plebe più servile e miserabile e ignorante;
una poveraglia orrenda che empie la strada
affamata. Ozio beato poi dappertutto, e l’accattonaggio anch’esso una speculazione, alla
quale si fanno servire i bambini che le madri
danno in prestito a un’altra accattona onde
possa meglio intenerire la gente mostrando
quelle creature nude, cadaveriche e con l’erba verde e cruda tra i denti. Questi sono gli
spettacoli quotidiani delle pubbliche vie.
Dove pure sono quantità di ragazzi col pretesto di vendere i giornali, vi s’accostano
palesando un’altra loro industria nefanda.
Pochissime le botteghe dove s’esercitino
mestieri faticosi, ma ad ogni posto un salone, che così chiamano le botteghe de’ parrucchieri, e quando anche la bottega sia
appena capace di contenere quattro persone, essa è sempre un salone, e saloniere è
detto il barbiere; moltissimi anche i sarti, i
salumai, le botteghe di modiste, e i dolcieri
(pasticcieri) con vetrine e ori da capitale. Ma
il paese vizioso e ozioso è poverissimo; nelle
case manca ogni idea direttrice di saggia
economia domestica; sono pieni di debiti
generalmente, e chi è costretto a starsene a
camere ammobiliate sa purtroppo che gli è
impossibile sottrarsi ai ladri domestici che vi
danneggiano coi piccoli furti e agli insetti.
Questo deplorevole stato delle famiglie è
dovuto alla donna strettamente educata, e
tenuta ignorantissima e sotto gelosa tutela.
Sono prive affatto d’ogni idea che non
riguardi le più stolte superstizioni; bigotte e
fanatiche in religione, spietate con le serve
che tengono lacere, sudicie, scalze; in tanta
miseria morale ostentano un orgoglio non
so se moresco o spagnolo, ma che forse partecipa dei due sangui. Escono di rado, in
casa per lo più stanno oziose, né è loro permesso d’uscire senza essere accompagnate
dal marito. Insomma più che europee si possono dire saracene o musulmane cristianizzate; e turco, ebraico e arabo è il loro tipo
fisico, non latino né italico certamente.
Queste cose io le ho osservate per la via,
perché nelle case non s’entra, a meno che
non abbiano qualche loro figliuola da mari-
LE NOTE
di MARA RECHICHI
É certo che non più
Arrivo a scrivervi all’ultimo
momento questa settimana,
tante sono state le “cose”,
gli argomenti, a frullarmi
per la testa. Solo che mettevo a fuoco una e dopo un
po’ non era più valida. Ne prendevo
un’altra, stessa fine. E così per diverse
altre “cose”. Alla fine ho capito qual è il
problema. E’ che ci hanno cresciuto
parlandoci di punti fermi. Stiamo crescendo i nostri figli parlando di punti
fermi. La pedagogia suggerisce punti
fermi. La psicologia ci spiega l’importanza dei punti fermi: nelle relazioni, se
uno oscilla, l’altro deve star fermo: per il
benessere di entrambi. Vorremmo, ci
piacerebbe, noi stessi, essere dei punti
fermi. Punto. Fermo. Eppure, quest’ultima settimana, in particolare, mi pare
che ci stia mostrando come sia difficilissimo trovare punti fermi e certezze. Si,
lo so, il dubbio è il fondamento della
scienza, dal dubbio nascono le ipotesi e
le tesi. Sta di fatto, invece, che in questa
settimana, di punti fermi, di certezze,
non ne abbiamo viste. Basta prendere
un quotidiano qualsiasi, sfogliare e leggere. Si troverà che molte cose in cui
crediamo, in realtà, vacillano di brutto.
Credevamo che il male potesse cercare
dimora solo in determinate case: non
più. Ce lo hanno dimostrato i fatti di (la
mia) Delianuova. Credevamo che abusare del proprio ruolo all’interno di un
partito fosse prerogativa soltanto di
alcuni partiti: non più. Anche la Lega
s’è mostrata ladrona, e pure terrona,
forse ingenua (e qui il dubbio è lecito).
Credevamo che i colossali centri commerciali fossero invincibili ed eterni:
non più. Il centro commerciale a noi più
vicino è tristemente parzialmente spento (non certo per creare un’atmosfera
soft). Abbiamo anche creduto per qualche decina di ore che la Locride non
avrebbe più avuto gli attuali Sindaci
(sparpagliati), ma li avrebbe avuti tutti
uniti nel manifestare pesantemente il
forte disagio che vivono gli amministratori da queste parti (pure il Vescovo
s’era convinto): non è così. E in fondo
c’era d’aspettarselo, altrimenti anche
quella certa certezza sarebbe svanita.
tare e in questo caso se non volete sottomettervi ai loro forti o goffi avviluppamenti, e
lusingare la loro intuizione, è bene ritirarsi a
tempo. È notevole anche che mentre son
destri ai piccoli furti, ai grossi non trascorrono mai, e sono rarissimi i ferimenti.
Le campagne benché affamate sono sicurissime, e vi vive una classe d’agricoltori industriosi onesti e robusti; ciò che prova che la
razza in fondo sarebbe buona, e che il marcio è tutto nella città. Tale è questo paese
dove m’ha condotto la mia fortuna, né posso
trovare un compenso nella compagnia forestiera, perché anche dalle alte punte d’Italia
cala una gente, che per certi rispetti, è anche
peggiore di chi è nato in questa provincia,
dove in mezzo a tanto ozio fanno buoni affari, i destri speculatori. Sicché vivo solo, né ho
altro rifugio che la mia stanza, dalla quale
godo la bella vista degli aranceti e del canale
dall’imboccatura sino all’Etna. […]
Mario Pratesi
DOMENICA
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
29
CINEMA NUOVO
Siderno,info:0964/ 342776
Immortals (in 3D)/
18.00 - 20.00
Solo per vendetta/ 22.00
CINEMA GOLDEN
Roccella J,info:333/ 7672151
E’nata una star/
18.00 - 20.00 - 22.00
CINEMA VITTORIA
Locri,info:339/7153696
Titanic (in 3D)/
17.00 - 21.00
Parlando
di
CINEMA GARIBALDI
Polistena,info:0966/ 932622
E’nata una star/
16.30 - 19.30 - 22.00
CINEMA POLITEAMA
Gioia T.,info:0966/ 51498
Quasi amici/ 18.00 - 21.00
CINEMA ODEON
NUOVA PERGOLA
Reggio C.,info:0965/ 21515
Diaz,non pulire questo
sangue/
18.15 - 20.30 - 22.45
sabato e domenica anche alle 16.00
MULTISALA LUMIERE
Reggio C.,info:0965/ 51036
Sala De Curtis
Titanic (in 3D)/
18.00 - 21.40
George Harrison,living in
the material world/ 19 aprile
ore 21.00,di Martin Scorsese
The avengers in 3D/
Reggio C.,info:0965/ 898168
Buona giornata/
18.00 - 20.00 - 22.00
CINEMA AURORA
Reggio C.,info:0965/ 45373
Biancaneve/
16.00 - 18.10 - 20.20 - 22.30
24 aprile ore 22.00
anteprima mondiale,spettacolo
unico,prevendita aperta
Sala Sordi
Bottle ship/
17.45 - 20.15 - 22.45
Sala De Sica
Romanzo di una strage/
17.30 - 20.00 - 22.30
Sala Mastroianni
Pirati! Briganti da strapazzo (in 35 mm)/
17.30 - 19.15
Act of valor/ 21.00 - 23.00
AL
CINEMA
Cinema
OROSCOPO
IL PESCE D’APRILE DI
ILOSOFIA
REGGINA
ARIETE
dal 21 marzo
al 20 aprile
Approfondire i rapporti con le
persone vicine. Questa primavera porta novità inaspettate e
piacevoli soprattutto per quanto riguarda i sentimenti: cercate di stare sempre all’erta.
IL SINDACO ARENA FA CASSA
Il lungomare di
Reggio Calabria in
mano ai veronesi
TORO
dal 21 aprile
al 20 maggio
Fonti attendibili riferiscono che il sindaco Arena in un recente
viaggio nel nord est avrebbe chiuso un importante accordo circa la
gestione del lungomare Falcomatà da parte di un promoter turistico con sede a Verona (pare si tratti di una s.p.a. addirittura quotata in borsa) .
Un modo di fare cassa in un momento veramente disastroso dal
punto di vista economico e politico che però ci lascia perplessi ed
attoniti. Ma entriamo nel dettaglio prima di fare le considerazioni finali. Il progetto prevede la cessione a titolo oneroso dell'intero lungomare dal mese di maggio ad agosto (settembre è rimasto
fuori perché pare che il sindaco, in occasione delle feste patronali, voglia rientrare in possesso del “salotto buono” di Reggio) a
fronte di un sostanzioso “affitto” che il promoter verserà anticipatamente nelle casse comunali. Sull'entità dello stesso vige il massimo riserbo ma pare che grazie a questo il comune risolverà un
bel po' di problemi.
Per l'utenza reggina non cambierà molto, anzi il promoter si renderà garante circa l'implementazione dei servizi come ad esempio
La vostra situazione attuale evolve in meglio.
Cercate di essere elastici
ed aperti a tante delle possibilità che vi verranno
offerte
GEMELLI
dal 21 maggio
al 21 giugno
La routine quotidiana
potrebbe talvolta risultare
noiosa, ma la vostra lungimiranza vi porterà spesso a
pianificare progetti a lungo
termine. Si realizzeranno.
disseminare il lungomare di distributori di acqua minerale (a
pagamento), potenziare il noleggio di biciclette. Sarà previsto,
inoltre, un obolo d'ingresso pari a 50cent a persona (bambini sotto
i 10 anni gratis).
Ma l'aspetto più importante, è che tutte le attività che riconducono al lungomare verranno interamente gestite dal promoter veronese, sia sotto l'aspetto burocratico/amministrativo che da quello
economico. I permessi e licenze dei lidi, Rtl, eventi, bancarelle e
quant'altro. Tutto passerà dal promoter. Il comune incassa i soldi
e cede in toto il lungomare ai veronesi!
Non so i lettori, ma noi abbiamo sentimenti contrastanti: da un
lato ci sentiamo affranti e sconfitti, cedere il nostro lungomare in
mani nordiche è un'offesa al nostro amor proprio, ma siamo sicuri che sia tutto un male? Magari vediamo come si comporta il promoter, magari crea occupazione locale, magari rilancerà il nostro
lungomare, o magari è l'ennesima boccata amara che dobbiamo
mandare giù. Reazioni? Aspettiamo l'ufficialità e valuteremo il da
farsi.
CANCRO
Doppia tessera per Tallini
dal 22 giugno
al 22 luglio
State cercando una svolta ma
dovrete mettere da parte la
fretta che caratterizza gli ultimi vostri movimenti e le
vostre mosse. Pazientate.
DAL SITO BRIGANTI
E mentre la Lega Nord affonda, coperta di vergogna,
l'on. Domenico Tallini, Assessore alla Regione
Calabria nonchè Capogruppo del Pdl al Comune di
Catanzaro scrive una lettera di stima a Bossi per la
sua opposizione al governo Monti. Ecco il testo della
lettera aperta inviata dall'assessore calabrese a Bossi
e ad Alfano:
«On. Bossi, chi Le scrive è Assessore della Regione
Calabria e Capogruppo del Pdl al Comune di
Catanzaro. Sento il bisogno e il dovere di esprimerle
tutta la mia ammirazione per la coerenza, la lealtà, il
coraggio con cui la Lega Nord ha detto no a quello
che molti osservatori hanno definito un autentico
golpe contro la democrazia italiana. Debbo dare atto,
da meridionale, che solo Lega Nord ha assunto una
posizione netta contro il commissariamento della
politica e della democrazia da parte dei poteri forti.
Cancellando con un colpo di spugna il voto popolare
del 2008 e negando agli italiani il diritto di tornare
alle urne, il Governo Monti consegna le chiavi
dell'Italia democratica alle banche e ai Paesi europei
LEONE
dal 23 luglio
al 23 agosto
Non siate troppo pignoli con
gli altri e cercate di moderare
le pretese quando eccessive. La
riflessione tiene occupato gran
parte del vostro tempo.
VERGINE
dal 24 agosto
al 22 settembre
Lo spirito è quello giusto e il
buon umore caratterizza gran
parte delle vostre giornate:
non trascurate però i piccoli
problemi, risolveteli piuttosto.
che non fanno mistero della loro anti-italianità. Solo
la Lega Nord si è posta come baluardo contro lo
strapotere delle borse e dei loro alleati, unica a difendere la sovranità italiana e gli interessi reali dei cittadini del nostro Paese. Troppo supinamente il PdL ha
accettato l'ipotesi Monti ed subìto la gogna mediatica
a cui è stato sottoposto il Presidente Berlusconi.
Pertanto, nel confermare la mia adesione al PdL,
sperando che il Segretario Angelino Alfano assuma
un'iniziativa forte per risollevare quello che resta il
primo partito italiano in Parlamento, sento il dovere
di rendere onore al merito alla Lega Nord e al suo
Segretario politico. Anche se le norme statutarie dei
due partiti forse non lo consentono, chiedo ugualmente la doppia tessera, quella del PdL e quella
della Lega Nord, invitando tutti gli iscritti del Popolo
della Libertà a fare altrettanto, allo scopo di saldare
l'unico baluardo democratico in un'Italia in cui la sinistra arriva al Governo sempre allo stesso modo, cioè
evitando il ricorso alle urne: abbattendo gli avversari
grazie ai poteri oscuri e mai con le armi della democrazia. Grazie on. Bossi».
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI
dal 23 settembre
al 22 ottobre
dal 23 ottobre
al 22 novembre
dal 23 novembre
al 21 dicembre
dal 22 dicmbre
al 20 gennaio
dal 21 gennaio
al 19 febbraio
dal 20 febbraio
al 20 marzo
Rafforzerete le vostre posizioni e i legami con le persone
che vi stanno vicino. Abbiate
cura di voi stessi e non trascurate gli stress fisici. Solo così
sarete sempre in forma.
Siete spesso propensi a cercare lo scontro con tutte le persone che vi stanno attorno, e
di far valere con decisione le
vostre posizioni. Usate moderazione nei metodi.
Cercate il diaologo con chi
vi sta attorno, ma spesso
siete anche troppo diplomatici. Non abbiate il timore di
far valere le vostre posizioni
quando è giusto.
Il vostro carattere brillante
illumina queste vostre giornate. Cercate di moderare
la vostra esuberanza quando questa potrebbe risultare eccessiva e fuori luogo.
La predisposizione all’aria
aperta e allo svago vi sta
portando a tenere in poco
conto gli impegni e compiti da sbrigare. Cercate
di conciliare tutto.
DOMENICA
Rilassate le tensioni che fino a
poco tempo fa hannoturbato
la vostra quiete. Dedicatevi a
voi stessi senza badare troppo
a quello che terzi potrebbero
pensare sul vostro conto.
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
30
la Riviera
Blob of the week
I futuri infermieri
Ymca Siderno anni ‘80
in alto da sx Giuliano Barillaro e Giuliano Carrozza in basso da sx Cosimo Reale, Andrea Lombardo - Michelangelo
Pascuzzi.
Benvenuta Giulia !!!
Dal tuo fratellone
Tanti auguri Giuseppe per i
tuoi 8 anni !!!
Salvatore
ed il nuovo taglio di capelli
I belli del Ravel sono tornati !!!
Sei la nostra storia d’ amore, nel
vederti ci batte il cuore, sei graziosa e
ancor di pù carina. Tanti auguri alla
piccola Martina.
Papà Mario e mamma Ilenia
Bolognesi a Siderno
o sidernesi a Bologna ???
In giro per “La Riviera”
La verità dell’Iride
Il copione si ripete, come per Natale, sono tornato da voi, fra l'heracleio e il cocynthum,
davanti allo zefiro. Perché come vi ho già detto solo in questo tratto di mare è possibile adadi Benjamin Bowson giarsi su una tavola d'acqua in pieno inverno e anche in primavera. Da qui vi ho guardato
nuovamente, stavolta
per le feste pasquali. Ho
sbirciato ancora dentro
le vostre vite, nelle case
piene di gente raccolta
intorno alle tavole. Ho riprovato invidia per voi, perché da lontano sembrate così felici, nonostante le ristrettezze dettate dalla crisi capirete
prima o poi quanto sia più facile una vita semplice, quanto sia più bella un'esistenza tranquilla che si accontenta di poco. Perché è di poco in
realtà che avete bisogno. Quanto state meglio voi di me, e di quelli come me, che abbiamo rincorso tutto e acciuffato tutto. Che ci siamo affannati e scannati, credendo che bisognava avere i soldi, essere importanti per ritenersi felici. Lo so che è banale quello che vi sto per dire. Ma
non ho più nemmeno l'orgoglio. A questo punto della vita non mi resta niente da conservare, se non questa carcassa di corpo che ha solo
bisogno di riposare. Si meglio le vostre insulse e banali vite. Molto meglio della mia e di quelle che brillano nei posti di lusso che voi anelereste abitare. Lo so che a Natale, come l'anno scorso, per le feste vi ho fatto lo stesso discorso, più o meno. Ma voi siete talmente stupidi che
già l'avrete scordato, forse vi siete addirittura dimenticati di me, di quel vecchio tossico di mister B, che è evaso da un supercarcere parigino
un anno fa e gira il mondo su un panfilo a vela di ventiquattro metri, spendendo e spandendo. Si in tanti vi sarete scordati di tante cose. Ma
quest'anno non scrivo per tutti, solo ad alcuni di voi è indirizzata questa lettera. A quelli che hanno i cuori gonfi di dolore e gli occhi lustri di
lacrime. Loro lo sanno cosa vorrei dirgli, non avrebbero bisogno di parole, anzi sono loro che ve lo dicono:Tenetevele care le vostre vite noiose, alla fine non avrete niente da ricordare, ma per le feste potete stare insieme ai vostri cari. Io e quei pochi non abbiamo nessuno, i soldi, la
barca non ci scaldano il cuore e ogni angolo del buio potrebbe nascondere uno dei ceffi che mi cercano per farmi la pelle o una buca che faccia sprofondare i pochi che vivono di sentimenti.
Di nuovo solo nella Locride al buio
DOMENICA
15 APRILE 2012
LA RIVIERA
31
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