RELAZIONE
NUCLEO DI VALUTAZIONE
ANNO 2005
Dicembre 2006
INDICE ANALITICO
L’indice analitico che si propone è uno strumento di ausilio per una più rapida consultazione
della relazione del Nucleo di Valutazione dell’anno finanziario 2005 e dell’Anno
Accademico 2004/2005.
La presente relazione e gli allegati contenenti “Dati, Informazioni, Approfondimenti” sono
consultabili sul sito http://nucleo.unical.it e sul CD-ROM anno 2005 che il Nucleo
analogamente agli anni precedenti ha inteso fornire all’Ateneo per una più efficace ricerca
dei lavori eseguiti.
Per ciascuna voce vengono indicati il titolo e l’allegato di riferimento.
1. Introduzione
pag. 1
2. Sbocchi occupazionali
pag. 3
2.1. Introduzione
2.2. I risultati delle Facoltà
2.2.1. Facoltà di Economia
2.2.2. Facoltà di Ingegneria
2.2.3. Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
2.2.4. Facoltà di Lettere e Filosofia
2.2.5. Facoltà di Scienze Politiche
2.2.6. Facoltà di Farmacia
pag. 3
pag. 3
pag. 3
pag. 5
pag. 6
pag. 7
pag. 9
pag. 9
Allegato: CD-ROM anno 2005
3. Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
3.1. Premessa
3.2. Elementi conoscitivi sul management della struttura
(con esclusivo riferimento al settore della ricerca)
3.3. Mission
3.4. I finanziamenti dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale
3.5. I risultati del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della
Ricerca (CIVR)
3.6. Le Pubblicazioni On Line dell’Anagrafe Ricerca Scientifica
(POLARIS)
3.7. Le verifiche di coerenza e di risultato
3.8. Il Fondo di Finanziamento Ordinario per le Università (F.F.O.)
3.9. Le caratteristiche dei Corsi di Dottorato di Ricerca e la
produttività scientifica del personale in formazione
pag. 11
pag. 11
pag. 11
pag. 12
pag. 13
pag. 15
pag. 20
pag. 21
pag. 22
pag. 25
Allegato: CD-ROM anno 2005
i
4. Valutazione delle attività formative
4.1. Il sistema di valutazione
4.2. L’indagine sulla valutazione delle attività didattiche da parte
degli studenti
4.3. I risultati dell’indagine IVADIS sulla soddisfazione dei frequentanti
4.3.1. Il tasso di copertura dell’indagine
4.3.2. Il grado di partecipazione
4.3.3. Il livello di soddisfazione degli studenti frequentanti
4.4. I risultati dell’indagine AlmaLaurea sulla soddisfazione dei laureati
4.4.1. Gli obiettivi
4.4.2. L’universo di riferimento
4.4.3. L’andamento della rilevazione
4.4.4. La soddisfazione della didattica da parte di coloro che
concludono gli studi
4.5. Gli sbocchi occupazionali dei laureati ad un anno dalla Laurea
4.5.1. Caratteristiche della popolazione e del campione
4.5.2. Analisi degli sbocchi occupazionali dei laureati triennali
4.6. Il processo di analisi / intervento da parte delle Facoltà
4.6.1. Sintesi delle relazioni di Facoltà
4.6.2. Facoltà di Economia
4.6.3. Facoltà di Farmacia
4.6.4. Facoltà di Ingegneria
4.6.5. Facoltà di Lettere e Filosofia
4.6.6. Facoltà di Scienze Politiche
4.6.7. Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
4.6.8. Sintesi finale
4.7. La diffusione dei risultati
4.7.1. Gli studenti
4.7.2. I docenti
4.7.3. I Presidi di Facoltà
4.7.4. Presidenti di Corso di Studio
4.7.5. Ateneo
pag. 27
pag. 27
pag. 29
pag. 32
pag. 32
pag. 33
pag. 34
pag. 34
pag. 35
pag. 35
pag. 35
pag. 36
pag. 37
pag. 38
pag. 38
pag. 39
pag. 39
pag. 40
pag. 41
pag. 42
pag. 42
pag. 42
pag. 43
pag. 43
pag. 43
pag. 44
pag. 44
pag. 44
pag. 45
pag. 45
Allegato: CD-ROM anno 2005
5. Il diritto allo studio nell’ambito dell’attività del Centro Residenziale
5.1. I posti letto
5.2. I pasti erogati
5.3. Le borse di studio
5.4. Raccomandazioni finali del Nucleo di Valutazione
pag. 47
pag. 47
pag. 49
pag. 50
pag. 52
ii
6. L’attività dei Centri Comuni
6.1. Centro Arti Musica e Spettacolo (C.A.M.S.)
6.2. Centro Sportivo
6.3. Centro Editoriale e Librario
6.4. Centro Radio Televisivo e di Informazione
6.5. Centro Sanitario
6.6. Laboratorio Statistico Informatico
6.7. Centro Linguistico di Ateneo
pag. 53
pag. 53
pag. 53
pag. 54
pag. 54
pag. 55
pag. 55
pag. 55
Allegato: CD-ROM anno 2005
7. Analisi finanziaria 2005
7.1. Analisi del rendiconto finanziario dell’Ateneo - esercizio 2005
7.1.1. Premessa
7.1.2. Il criterio di classificazione dei conti dell’Ateneo
7.1.3. Analisi di composizione delle entrate
7.1.4. Analisi di composizione delle spese
7.1.5. Valutazione della spesa per la didattica e della spesa
per la ricerca scientifica
7.1.6. Analisi della gestione di competenza
7.1.6.1. Flusso netto di gestione
7.1.6.2. Indicatori di capacità previsionale ed amministrativa
7.1.7. La situazione amministrativa
7.2. Analisi del rendiconto finanziario del Centro Residenziale.
Esercizio 2005
7.2.1. Premessa
7.2.2. Analisi di composizione delle entrate
7.2.3. Analisi di composizione delle spese
7.2.4. Analisi della gestione di competenza
7.2.4.1. Flusso netto di gestione
7.2.4.2. Indicatori di capacità previsionale ed amministrativa
7.3. Analisi dei bilanci consuntivi dei Dipartimenti in autonomia
amministrativo - contabile. Anno 2005
7.3.1. Metodologia dell’analisi
7.3.2. I risultati dell’analisi
7.3.2.1. La ricerca scientifica
pag. 57
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pag. 57
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pag. 58
pag. 59
pag. 59
pag. 60
pag. 60
pag. 60
pag. 61
pag. 62
pag. 62
pag. 62
pag. 64
pag. 64
pag. 65
pag. 65
pag. 67
pag. 67
pag. 68
pag. 69
Allegato: CD-ROM anno 2005
8. La Gestione strategica dell’Ateneo
8.1. Linee programmatiche ed obiettivi di breve periodo
8.2. Posizionamento dell’Ateneo nel contesto universitario
8.3. Posizione dell’Ateneo nel Fondo di Funzionamento
Ordinario (FFO)
pag. 76
pag. 76
pag. 81
pag. 83
iii
8.4. Rapporti con il territorio
8.5. Attività di previsione di scenari futuri
8.6. Strategie di sviluppo: la didattica e la ricerca
8.7. Processi decisionali interni
8.7.1. Analisi dei processi decisionali formali
8.7.2. Analisi dello stato di attuazione di Statuto e Regolamenti
8.8. La valutazione dei Dirigenti
8.9. Commenti e suggerimenti del Nucleo di Valutazione
pag. 86
pag. 87
pag. 88
pag. 90
pag. 90
pag. 91
pag. 92
pag. 94
Allegato: CD-ROM anno 2005
9. Analisi statistica degli indicatori
9.1. Indicatori di risultato
9.2. Indicatori di risorse
9.3. Indicatori di processo
9.4. Indicatori di contesto
pag. 97
pag. 97
pag. 98
pag. 100
pag. 103
Allegato: CD-ROM anno 2005
10. Analisi multidimensionale degli indicatori
10.1. La mappa di posizionamento e l’evoluzione delle Facoltà nel
periodo 2001-2005
10.2. Le Facoltà nella valutazione degli studenti nel periodo 2002-2005
10.3. La capacità di attrazione di finanziamenti dei Dipartimenti e il
profilo della produzione scientifica nell’anno 2005
10.4. Uno strumento di benchmarking e di controllo
11. Considerazioni conclusive
pag. 105
pag. 105
pag. 108
pag. 110
pag. 112
pag. 113
iv
Introduzione
1. Introduzione.
Come si era anticipato nella relazione relativa al 2004, gli interventi legislativi degli ultimi
anni hanno prodotto già alcune rilevanti innovazioni nel corso del 2005 (si pensi alle
modificazioni nei requisiti per l’attivazione dei Corsi, o all’incidenza della valutazione
relativa ai Dottorati di ricerca), ma cambiamenti ancora più rilevanti sono ancora in corso e
faranno delle prossime relazioni annuali qualcosa di assolutamente diverso da questa, che
costituisce forse l’ultimo - o tutt’al più il penultimo - esempio di una valutazione costruita
sullo sperimentato modello che ha preso il via con la costituzione del CNVSU.
La Legge 262/2006, dando vita, con il suo art. 36, all’ANVUR - l’Agenzia Nazionale di
Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca - ha sostanzialmente modificato il
significato e le modalità della valutazione, anche se, in attesa del Regolamento previsto dal
comma 3, non è ancora agevole prevedere quali saranno la struttura e il funzionamento
dell’Agenzia, e come essa si metterà in rapporto con i gruppi di lavoro incaricati del
rilevamento e dell’elaborazione dei dati a livello locale.
Altri rilevanti cambiamenti conseguiranno dalle innovazioni nel campo del finanziamento
della ricerca, con l’unificazione di PRIN e FIRB nel nuovo FIRST e dalle nuove attribuzioni
al CUN dalla Legge di riordino che ha innovato composizione e funzioni, pur confermando,
opportunamente, il suo carattere di Organo rappresentativo del sistema universitario
legittimato in primo luogo dall’elezione diretta della maggior parte dei suoi componenti.
Anche l’effettiva applicazione della L. 230/2005, una volta definiti i Regolamenti
attualmente allo studio di Commissioni Ministeriali, e gli sviluppi a livello europeo delle
politiche di omogeneizzazione degli studi universitari non potranno non avere rilevanti
conseguenze in termini quantitativi e qualitativi.
In attesa di queste innovazioni, la relazione relativa al 2005 registra le principali
caratteristiche di quell’anno e i più significativi cambiamenti rispetto al 2004 e agli anni
precedenti. In particolare il tema degli sbocchi professionali si presta a importanti
considerazioni perché i dati raccolti attraverso AlmaLaurea sui laureati dell’Università della
Calabria consentono di verificare su risultanze quantificate gli esiti della riforma introdotta
con il DM 509/99, almeno a livello di Laurea (percorso triennale); i più significativi
confronti che dovranno essere operati fra Lauree cosiddette di vecchio ordinamento (ex L.
341/90) e le Lauree Magistrali del percorso quinquennale potranno essere effettuati solo
quando i laureati magistrali saranno in numero abbastanza alto da rendere significative le
analisi effettuate sulle loro situazioni occupazionali.
Il sistema dipartimentale e della ricerca è stato preso in esame soprattutto alla luce delle
valutazioni CIVR, che per la prima volta hanno fornito una preziosa serie di dati e di
classificazioni dei prodotti della ricerca, e dell’Anagrafe POLARIS, opportunamente
adottata dall’Ateneo, di cui non si può che auspicare l’efficace integrazione a livello
centrale con le banche dati CINECA, per consentire il trasferimento delle informazioni
dall’una alle altre e viceversa.
Si è ritenuto opportuno prestare un’attenzione particolare al cosiddetto terzo livello, dei
Dottorati di ricerca e in generale delle attività post-Laurea, nella convinzione che un sistema
universitario che voglia conservare il proprio ruolo di eccellenza non può non investire in
questo settore alto della formazione scientifica, che più di ogni altro consente di mettere a
frutto le competenze presenti nell’Università e di adempiere alla mission che compete agli
Atenei.
1
Introduzione
La valutazione della didattica, come ogni anno, è stata occasione per un ripensamento che
non riguarda solo le osservazioni degli studenti e i provvedimenti messi in atto dalle
strutture competenti per affrontare i problemi, ma ha anche previsto una serie di
considerazioni relative alle modalità stesse del rilevamento e al suo significato, alle
possibilità di perfezionare il significato dell’informazione raccolta e della sua presentazione,
per rendere sempre più efficace questa prioritaria incombenza dei Nuclei di Valutazione.
Per quanto riguarda il particolare significato che il Centro Residenziale ha per l’Università
della Calabria basti ricordare che la specificità del Campus di Arcavacata costituisce il più
forte elemento caratterizzante dell’Ateneo.
Si rinvia, poi, alla specifica trattazione nei punti 7 e 8 per l’analisi finanziaria e della
gestione strategica, e si sottolinea infine l’interesse degli indicatori riportati al punto 9, che
rispondono a quanto richiesto ai fini della valutazione dal CNVSU, e alla loro analisi
multidimensionale al punto 10, che consente un’immediata visione del posizionamento e
dell’evoluzione di Facoltà e Dipartimenti.
Il Nucleo di Valutazione dell’Università della Calabria
2
Sbocchi occupazionali
2. Sbocchi occupazionali.
2.1. Introduzione.
A differenza di quanto fatto nella relazione per il precedente anno, più che alle condizioni di
contorno e agli studi seguiti nel corso della Scuola Secondaria dagli studenti che accedono
all’Università della Calabria si prenderanno in esame i dati relativi alla situazione
occupazionale ad un anno dalla Laurea dei laureati sia nei Corsi ex Legge 341/90 (vecchio
ordinamento con Corsi di durata quadriennale o quinquennale, da qui in poi v.o.), sia in
quelli ex DM 509/99 (nuovo ordinamento, con Corsi di durata triennale, da qui in poi n.o.).1
Per la prima volta, infatti, i rilevamenti AlmaLaurea consentono questo confronto, che
dimostra l’utilità di uno strumento di cui opportunamente l’Università della Calabria ha
deciso di dotarsi, così come ha fatto per il programma POLARIS, rivelatosi prezioso ai fini
della valutazione dei Dottorati di ricerca, della selezione dei prodotti per la valutazione
CIVR e per varie altre incombenze connesse con le attività di ricerca e amministrative.
Inutile dire che i Corsi di Laurea v.o. e quelli n.o. non possono utilmente essere messi a
confronto come se avessero obiettivi omogenei e si proponessero risultati comparabili: si
tratta in entrambi i casi di Corsi che rilasciano titoli di Laurea, ma al di là della comune
denominazione sono profondamente differenti, come ha ampiamente dimostrato in questi
anni il mercato del lavoro, poco interessato a fatti nominali e attento alla sostanza delle
conoscenze e delle conseguenti capacità dei laureati allo scopo di determinare il valore del
lavoro di un laureato. Oltre questo, bisogna ancora una volta ricordare che la specificità
della Regione Calabria, quella in cui la situazione della disoccupazione si presenta nelle
forme più gravi riscontrate nel nostro Paese, toglie valore a possibili confronti con la
situazione occupazionale dei laureati di altre Regioni: per verificare il significato della
presenza dell’Università della Calabria ai fini del miglioramento delle condizioni di lavoro,
i laureati calabresi vanno confrontati con gli altri laureati della stessa Regione che hanno
conseguito il titolo presso le altre Università, o - meglio - le differenze fra le condizioni dei
giovani in possesso del titolo di Laurea e quelli che ne sono privi vanno confrontate con le
analoghe differenze nelle altre aree del Paese.
Ciò non toglie che, anche ai fini dell’adozione di misure capaci di correggere gli squilibri
più vistosi, possa essere utile passare in rassegna, Facoltà per Facoltà, dati quantitativi e
qualitativi che contribuiscano a definire il giudizio dei laureati sull’Università da essi
frequentata, il gradimento per gli studi effettuati, la valutazione delle differenze fra le
aspettative al momento dell’immatricolazione e i risultati nel momento in cui accedono al
mondo del lavoro per mettere a frutto quanto appreso negli anni di Università.
2.2. I risultati delle Facoltà.
2.2.1. Facoltà di Economia.
Il primo dato che testimonia della significativa continuità nella vita della Facoltà e della
positiva valutazione che ne viene data dagli studenti sta nell’altissima percentuale di laureati
che confermerebbero l’immatricolazione a suo tempo effettuata: come il 95% degli studenti
che hanno conseguito la Laurea nei Corsi di v.o. dichiarano di non avere motivo di pentirsi
della scelta fatta, così il 95% degli studenti laureati nei Corsi di n.o. si immatricolerebbero
1
I dati di dettaglio per Facoltà e Corso sono disponibili sul cd-rom dell’anno 2005 e sul sito web http://nucleo.unical.it.
3
Sbocchi occupazionali
alla Facoltà di Economia. Con questo giudizio coincide la scelta, assolutamente
maggioritaria (86%) da parte dei laureati di n.o., di proseguire gli studi presso l’Università
della Calabria; una percentuale che in due Corsi su tre sale addirittura al 90%.
All’interno di questa molteplice attestazione di gradimento, va anche rilevata la crescita
della percentuale di studenti che confermerebbero anche il Corso di Laurea: se nel v.o. quasi
un quarto dei laureati avrebbero scelto un diverso Corso, nel n.o. la percentuale cala al di
sotto di un quinto. È verisimile che l’aumento dell’offerta, da 3 a 6 Corsi di Laurea, abbia
consentito di adeguare in maniera migliore gli studi effettuati alle esigenze avvertite dagli
studenti, e che questa maggiore soddisfazione sia da considerare un positivo effetto
dell’introduzione del n.o..
Fra gli aspetti negativi va invece segnalato il crollo nella percentuale dei laureati in possesso
di occupazione ad un anno dalla Laurea: mentre il 43% dei laureati v.o. svolgono attività
lavorativa, di quelli del n.o. solo il 16,5% è in qualche modo occupato, anche in presenza di
una non altissima percentuale di laureati di n.o. che si sono iscritti alla Laurea Magistrale
allo scopo di completare il loro percorso di studio universitario (53%). I nuovi disoccupati
sono soprattutto maschi, la cui percentuale di occupati è calata da quasi la metà dei laureati
di v.o. a meno di un terzo dei laureati di n.o.. A conferma della diffusa opinione che il Corso
di Laurea di n.o. non si configuri come Corso in sé completo, si tenga presente che il 60%
degli studenti iscritti alle Lauree Magistrali ritiene che tale iscrizione sia una necessaria
prosecuzione dei propri studi, e più del 37% vede in essa una scelta obbligata ai fini di
un’efficace ricerca del lavoro. Peraltro più di un terzo dei laureati non immatricolati al
Corso di Laurea Magistrale segnala l’incompatibilità fra attività lavorativa e prosecuzione
degli studi dopo la Laurea: un dato in apparente contraddizione con l’aumento del numero
di studenti lavoratori nei Corsi di Laurea di n.o., per cui mentre solo 1/3 dei laureati di v.o.
lavorava prima della Laurea, più della metà dei laureati di n.o. ha svolto, nel corso del
triennio, attività lavorativa. La più probabile soluzione dell’aporia è che mentre gli studi
seguiti nel Corso di Laurea sono ritenuti compatibili con il lavoro, perché meno
impegnativi, quelli del Corso di Laurea Magistrale sono considerati più severi e faticosi, e
perciò tali da escludere la possibilità di svolgerli contemporaneamente ad un’attività di
lavoro.
Altro aspetto negativo che conferma l’impossibilità di confrontare il titolo di Laurea di v.o.
con quello di n.o. è la tipologia del lavoro trovato a un anno dalla Laurea e la sua
retribuzione: dall’84% di laureati di v.o. che trovano impiego nel settore privato si cala al
72,7% di quelli di n.o.; dal 36,2% dei lavori stabili per i laureati di v.o. si scende al 27,3%
per quelli di n.o.; dal 47,5% di atipici si sale al 50%; soprattutto il 9,9% di lavoro senza
contratto per i laureati di v.o. diviene addirittura il 22% per quelli di n.o.. Sarebbe
ingeneroso concludere che il n.o. costituisce un oggettivo stimolo alla crescita del lavoro in
nero, ma certamente la triplicazione dell’incidenza di questo preoccupante fenomeno trova
origine nella maggiore debolezza dei laureati di n.o. sul mercato del lavoro per la loro
complessiva minore qualificazione. A identiche conclusioni si giunge esaminando le
retribuzioni percepite: mentre il laureato di v.o. percepisce mediamente, a un anno dalla
Laurea, 915 Euro netti mensili, quello di n.o. si deve contentare di 712, e il calo è ancora più
vistoso per i laureati maschi, pagati in media 1.072 Euro se di v.o. e solo 725 Euro se di
n.o., una differenza che è addirittura superiore alla differenza di annualità di studio prevista
nei rispettivi curricula, quadriennale per il v.o. e triennale per il n.o..
Con queste retribuzioni non c’è da stupirsi se il giudizio sulla relazione esistente fra gli studi
compiuti e il lavoro svolto sia più negativa per il n.o.: a fronte di un 42,4% di laureati di v.o
4
Sbocchi occupazionali
che giudicano molto o abbastanza efficace il Corso seguito ai fini del proprio lavoro, per il
n.o. c’è solo un 23,8% che esprime analoga soddisfazione. In assoluta e positiva
controtendenza sono tuttavia le risposte dei - peraltro pochi - laureati di n.o. del Corso di
Diritto ed Economia, che danno una valutazione di 86,5/100 sulla propria attività lavorativa,
la più alta in assoluto fra quelle riportate dai Corsi di Laurea sia del v.o. sia del n.o.; ma
sono gli unici ad essere impiegati nel settore dell’istruzione, e gli unici fra i laureati di n.o. a
ricevere retribuzioni superiori ai 1.000 Euro.
Rientra infine fra le caratteristiche tipiche del mercato del lavoro in Calabria il fatto che
rimane assai alta, e superiore per i laureati di n.o. rispetto a quella dei laureati di v.o., la
percentuale di laureati che trovano lavoro per contratti conclusi su loro iniziativa personale,
non per chiamata da parte del datore di lavoro, per pubblici annunci, concorsi o segnalazioni
di terzi.
2.2.2. Facoltà di Ingegneria.
A differenza di quella di Economia, la Facoltà di Ingegneria era, a livello nazionale, meglio
predisposta ad accogliere le innovazioni introdotte dalla riforma didattica, costruita sulla
base delle esperienze maturate appunto in quelle Facoltà con l’introduzione dei Diplomi
universitari di durata triennale, che peraltro, diversamente dalle Lauree di n.o., si
svolgevano in parallelo rispetto ai Corsi di Laurea quinquennali, anziché in serie. Anche
qui, il sostanziale gradimento da parte degli studenti è evidente per l’alto numero dei
laureati che si iscriverebbero al medesimo Corso già frequentato: il 76,4% per il v.o. e, con
un incremento analogo a quello già registrato per Economia, l’89,4% per il n.o.. In questo
caso, peraltro, va anche segnalata la presenza di 3 Corsi sui 6 attivati nei quali i laureati che
si iscriverebbero nuovamente al medesimo Corso è del 100%, per un totale di 22 intervistati,
ma già uno dei Corsi di v.o. fa registrare il medesimo risultato; al contrario, uno dei Corsi di
v.o. presenta - ma su un numero molto basso di laureati, che difficilmente può costituire un
campione attendibile ai fini di una corretta valutazione - ben il 66,7% di laureati che non
ripeterebbero l’iscrizione. Anche per questa Facoltà, la positiva valutazione così rilevabile è
confermata dalla scelta effettuata dall’88,7% dei laureati di n.o. che si sono iscritti a Corsi di
Laurea Magistrale di proseguire i loro studi nell’Università della Calabria; non mancano
Corsi di Laurea che vedono tutti i propri laureati iscritti a Corsi di Laurea Magistrale in
sede, ma solo in un caso si verifica coincidenza con i tre Corsi sopra indicati, e per uno di
essi si deve anzi registrare la più rilevante percentuale di passaggi ad altra sede.
Il divario fra le condizioni occupazionali dei laureati di v.o. e di n.o. è comunque altissimo
anche nel caso della Facoltà di Ingegneria, anzi addirittura superiore rispetto a quello della
Facoltà di Economia: contro il 67,9% dei laureati di v.o. in possesso di un lavoro, solo il
27,3% di quelli di n.o. gode della medesima situazione, con un calo degli occupati di sesso
maschile dal 71,7% al 28,3%; ma il 68,2% dei laureati di n.o. è iscritto ai Corsi di Laurea
Magistrale, per la necessità che avverte di completare o arricchire la propria formazione
(83%) più che per altre motivazioni. A differenza di Economia, solo il 50% dei non iscritti
alle Magistrali motiva la propria scelta con la difficoltà di conciliare studio e lavoro.
Non si registra fra v.o. e n.o. una diversità delle tipologie di lavoro così rilevante come per
l’altra Facoltà, in particolare per la distribuzione degli occupati fra lavoro pubblico e lavoro
privato; assai positivo è il fatto che la percentuale di lavoro stabile è più alta per i laureati di
n.o. che per quelli di v.o. (ma la percentuale di studenti che lavoravano già prima del
conseguimento della Laurea è doppia per il n.o. rispetto al v.o.). Cresce purtroppo anche qui
5
Sbocchi occupazionali
il lavoro senza contratto, al 6,1% per il v.o. e al 16,6% per il n.o.; in crescita anche la ricerca
di lavoro su iniziativa personale, mentre scompaiono del tutto annunci e giornali, concorsi
pubblici, prosecuzione di stage e altre attività di formazione.
Discrete le retribuzioni, mediamente al di sopra - se pur di poco - dei 1.000 Euro netti
mensili, e senza molte differenze fra v.o. e n.o., se non per il pesante calo dei guadagni da
parte delle laureate di n.o., che fanno registrare una media di 675 Euro contro gli 816 delle
laureate di v.o., con punte negative di soli 200 Euro per le laureate di due Corsi di Laurea
(ma qui i dati AlmaLaurea suscitano dubbi e meriterebbero approfondimenti e precisazioni).
Poco rilevanti sono le differenze fra v.o. e n.o. anche nella valutazione della pertinenza degli
studi compiuti ai fini dell’attività lavorativa svolta, con una media di giudizi pienamente
positivi che supera il 70%.
2.2.3. Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.
Una fra le principali caratteristiche della Facoltà è la forte differenziazione fra i Corsi di
Laurea, in particolare per quanto riguarda gli sbocchi professionali; accanto Corsi che hanno
come esito privilegiato l’insegnamento nella Scuola Secondaria, altri formano al lavoro
nell’industria, altri ancora nel settore terziario e dell’informazione. Questa complessità
meriterebbe un’analisi differenziata per singolo Corso di Laurea che tenga conto delle
specificità di ciascuno di essi, ad esempio della necessità del conseguimento della
Specializzazione all’insegnamento, di durata biennale, che non permette ai laureati in
Matematica, Fisica etc. che si pongano questo obiettivo professionale di essere già occupati
ad un anno dalla Laurea, sia pure di v.o.: non a caso il 56,3% dei laureati di v.o. in
Matematica, il 30,8% di quelli in Fisica, il 25% di quelli in Chimica, il 17,6% di quelli in
Scienze Naturali, il 16% di quelli in Scienze Biologiche risultano appunto iscritti alla SSIS,
che con i suoi Corsi abilitanti costituisce l’accesso all’insegnamento e una sorta di
praticantato.
Per di più, va segnalata la crescita nel numero dei Corsi di Laurea, dai 6 del v.o. ai 9 del
n.o.. Questo incremento ha portato ad un numero assai esiguo di laureati per Corso di
Laurea (1 in Fisica, 1 in Chimica, 2 in Scienze Naturali etc.), e ad un ancor più esiguo
numero di occupati, complessivamente 10, di cui 4 in Matematica, 1 (con dati inutilmente
oscurati) in Scienze Biologiche, 3 in Informatica, 2 in Gestione dei Rischi Naturali, con
l’ovvia conseguenza della forte casualità del dato e della improbabilità delle considerazioni
che su di esso si volessero fondare.
A livello generale di Facoltà, pur con tutte le riserve sopra segnalate, va rilevato il diffuso
gradimento per i Corsi, dimostrato dal 93% di laureati fra v.o. e n.o. che si iscriverebbero
nuovamente, con una crescita al 98,6% per i laureati del n.o., che vede anche calare - come
di solito - il numero di laureati che nella nuova iscrizione modificherebbero Corso di Studio
dal 29,8% al 17,6%. A questo proposito va segnalato, perché in controtendenza, l’unanime
segnalazione dei due laureati di n.o. in Scienze Naturali e quella del 50% degli otto laureati
di n.o. in Matematica che cambierebbero Corso, con in più, nel caso di Matematica, di un
laureato che rinunzierebbe del tutto ad iscriversi.
A un anno dalla Laurea, è occupato il 29,1% dei laureati di v.o., con un ventaglio che va dal
13% dei laureati in Scienze Naturali al 45,5% dei laureati in Chimica; per il n.o. la
percentuale si è ridotta a poco più di un terzo, con un 10,8%, mentre gli iscritti alla Laurea
Magistrale sono il 78,4% dei laureati, convinti al 95% che si tratti di una scelta opportuna
per arricchire o completare la propria formazione e quasi obbligata per accedere al mondo
6
Sbocchi occupazionali
del lavoro. Va segnalato che, a differenza di quanto riscontrato per altre Facoltà, ma in
analogia con quanto avviene nella Facoltà di Lettere e Filosofia, la percentuale degli iscritti
alle Lauree Magistrali che hanno scelto l’Università della Calabria è inferiore al 60%, con
dati molto diversi da un Corso di Laurea all’altro: in particolare hanno cambiato Università
tutti i laureati in Scienze Naturali, più del 50% di quelli in Scienze Biologiche, il 20% di
Scienze Geologiche, il 16,7% di Matematica, mentre per Scienze e Tecniche per il Restauro
e per il Corso in Informatica tutti i laureati presso l’Università della Calabria proseguono i
loro Corsi nel medesimo Ateneo.
Il 68,3% dei 41 laureati di v.o. sono occupati e il 50% dei 10 di n.o. hanno iniziato a
lavorare dopo la Laurea; sono in crescita, da v.o. a n.o., i lavori atipici; sostanzialmente
stabili le retribuzioni delle laureate con lavoro, mentre quelle dei laureati di n.o. vedono una
rilevante crescita in conseguenza della buona retribuzione media di quelli del Corso di
Laurea in Gestione dei Rischi Naturali, per il quale la retribuzione ai maschi è tripla di
quella, invero assai esigua (375 Euro netti mensili) percepita dalle femmine. Poco rilevanti
anche gli spostamenti fra impiego pubblico e privato. Crescono, infine, l’efficacia della
Laurea ai fini del lavoro e la valutazione della qualità del lavoro svolto.
2.2.4. Facoltà di Lettere e Filosofia.
Come è per la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, anche quella di Lettere e
Filosofia comprende numerosi e assai differenziati Corsi di Laurea, che è difficile valutare
come un tutt’uno, soprattutto sul piano degli sbocchi professionali. Per di più, ai fini delle
occupazioni più frequenti, è necessario frequentare, dopo i Corsi di Laurea di v.o. o dopo
quelli di Laurea Magistrale, un biennio di Scuola di Specializzazione per accedere ai ruoli
dei professori presso il Ministero dell’Istruzione, o a quelli degli archeologi, storici
dell’arte, bibliotecari, archivisti presso il Ministero dei Beni Culturali. È pertanto pressoché
impossibile che ad un anno dal termine del percorso di Laurea di v.o., e più ancora di n.o.,
sussistano le condizioni per l’impiego a cui è finalizzata la formazione impartita nella
Facoltà: più del 25% dei laureati di v.o. frequenta le SSIS o le specializzazioni per i BBCC,
con punte del 40% dei laureati di v.o. in Conservazione dei Beni Culturali, del 38,1% dei
laureati in Lettere, del 23,1% in Filosofia, e se le percentuali non sono anche più alte ciò è
dovuto esclusivamente al fatto che i Corsi di Specializzazione sono a numero programmato,
con selettive prove d’accesso.
La specifica valutazione dei singoli Corsi è anche in questo caso resa praticamente
impossibile dall’esiguo numero di laureati in alcuni di essi, che non costituiscono campione
significativo ai fini dell’indagine (7 laureati in Storia v.o., 1 in Scienze dell’Educazione e 2
in DAMS n.o.), con un numero di occupati tra i laureati di n.o. (10, esattamente quanti in
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali) che rende assolutamente casuali i dati articolati per
Corso di Laurea, e fortemente aleatori anche quelli aggregati.
Relativamente alta anche per questa Facoltà è la percentuale dei laureati che dopo
l’esperienza fatta si iscriverebbero nuovamente all’Università: quasi il 95% fra i laureati di
v.o. e addirittura il 100% dei laureati di n.o., mentre l’intenzione di cambiare Corso subisce
notevoli cambiamenti fra v.o. e n.o.: i casi che vanno valutati con attenzione sono, per il
v.o., quello di Storia, con il 50% (nel n.o., evidentemente con qualche ragione, non è stato
attivato un Corso analogo); il 47,1% di Lingue e Letterature Straniere (confermato dal 50%
di Mediazione Linguistica del n.o.), il 42,9% di Conservazione dei Beni Culturali (passato
7
Sbocchi occupazionali
al 25% nel n.o.), il 41,4% di Lettere (ma 25% nel n.o.), il 40,7% del DAMS (non rilevabile
nel n.o.).
Dei laureati di v.o. svolge attività lavorativa il 39,5%, con punte vicine al 50% nei Corsi più
professionalizzanti, quello di Lingue e quello del DAMS, mentre i Corsi finalizzati
all’insegnamento si attestano poco al di sopra del 30%; nel n.o. la percentuale scende al
4,3%, concentrato in un solo Corso, mentre per altri si segnala la presenza di laureati che
uniscono all’attività lavorativa la frequenza ai Corsi di Laurea Magistrale.
Questi ultimi raccolgono oltre il 70% dei laureati, con motivazioni analoghe a quelle già
indicate per la Facoltà di Scienze: dei laureati in Lettere, il 100% ritiene che la scelta della
Laurea Magistrale sia pressoché obbligata per accedere al mondo del lavoro.
Le scelte della sede in cui proseguire gli studi sono anche in questo caso, e a volte più che in
altri, significative del gradimento per gli studi già effettuati: il 100% dei laureti in Lettere e
in Mediazione Linguistica ha scelto di frequentare i Corsi nell’Università della Calabria, e
lo stesso ha fatto l’85,7% dei laureati in Filosofia; ciò spinge a richiamare l’attenzione sui
casi in controtendenza, e in particolare sul 54,2% dei laureati di n.o. in Filosofia e Scienze
della Comunicazione e della Conoscenza e sul 50% di laureati di n.o. in Conservazione dei
Beni Culturali che hanno preferito cambiare sede.
Più di un terzo dei laureati di v.o. svolgeva attività lavorativa già prima della Laurea, mentre
oltre la metà ha iniziato a lavorare con la Laurea; anche per questa Facoltà la ricerca del
lavoro è stata prevalentemente effettuata con iniziativa personale. I dati sul n.o. sono troppo
esigui perché valga la pena di esaminarli in dettaglio. Il lavoro stabile, attestato al 30,5% per
i laureati di v.o., cala al 22,2% per quelli di n.o., mentre l’atipico sale rispettivamente dal
57,3% al 66,7% e i senza contratto subiscono una leggera contrazione, dal 12,2% all’11,1%.
Basse le retribuzioni, mediamente al di sotto dei 1.000 Euro netti mensili, con pochi casi in
controtendenza sia nel v.o. sia nel n.o., e una punta negativa di 375 Euro mensili per
laureate di v.o. e laureati di n.o.; quello della Facoltà di Lettere e Filosofia sembra essere
l’unico caso in cui significativamente il lavoro femminile può risultare meglio retribuito di
quello maschile (Filosofia v.o. e n.o., Conservazione dei Beni Culturali v.o., Filosofie e
Scienze della Comunicazione e della Conoscenza n.o.).
Non subisce particolari variazioni la distribuzione fra settori di attività, intorno al 40% di
pubblico e 60% di privato sia per il v.o. sia per il n.o.; come facilmente prevedibile, le punte
più alte di occupazione sono nell’istruzione e nella ricerca.
Solo il 28,9% dei laureati di v.o. e il 10% di quelli di n.o. che svolgono attività lavorativa
ritengono che gli studi effettuati siano pienamente coerenti con il loro lavoro; anche nella
valutazione dell’efficacia della Laurea ai fini dell’attività svolta i laureati di v.o. si dividono
in maniera piuttosto omogenea, un terzo che la ritiene pienamente efficace, un terzo che la
giudica abbastanza efficace, un terzo per cui è poco o per nulla efficace; i laureati di n.o.
tendono invece a dare la risposta mediana, ma senza trascurare le due estreme, di poco al di
sotto del 30%.
Il giudizio sulla qualità del lavoro svolto cala da una votazione di 56,6/100 per i laureati di
v.o. ad una votazione di 47,8/100 per quelli di n.o..
Meritano infine di essere segnalate alcune motivazioni della soddisfazione per l’attuale
lavoro dichiarate dai laureati di n.o., nonostante l’esiguità del campione, perché
verisimilmente coincidenti con quelle diffuse nel comune sentire: stabilità e sicurezza del
lavoro, indipendenza e tempo libero, ma in qualche caso anche il guadagno, costituiscono
spesso i punti di forza delle valutazioni.
8
Sbocchi occupazionali
2.2.5. Facoltà di Scienze Politiche.
Nel passaggio dal v.o. al n.o. la Facoltà ha visto passare il numero dei suoi Corsi di Laurea
da 1 a 3; questo consente di interpretare la risposta data da quasi la metà dei laureati di v.o.
che in caso di nuova iscrizione tornerebbero con piacere nella loro Facoltà ma
cambierebbero Corso nel senso di una preferenza nei riguardi dei Corsi di n.o.
successivamente attivati. Anche per uno dei Corsi di n.o. un 50% delle risposte va in
direzione di un cambiamento, ma questa percentuale corrisponde, in valore assoluto, ad una
sola unità e non si presta dunque a valutazioni non compromesse dall’assoluta casualità.
Meritevole di analisi appare la risposta dei 23 laureati di n.o. in Scienze del Servizio
Sociale, che hanno risposto all’intervista esprimendo il più alto indice di gradimento per il
proprio Corso (82,6%, contro una media di Facoltà del 59,4%), ma in maniera unanime
considerano inutilizzabili le competenze acquisite nell’Università ai fini dell’attuale lavoro e
ritengono poco o per nulla efficace la propria Laurea nel lavoro svolto, pur giudicando
all’80% non richiesto ma utile il titolo conseguito.
La percentuale degli occupati in possesso del titolo di Laurea v.o. è più che tripla rispetto a
quella dei laureati di n.o. (39,2% contro 12,2%; i maschi occupati sono scesi dal 40,6% al
14,3%), per questo più di un terzo degli iscritti ai Corsi di Laurea Magistrale giudica quasi
obbligata la sua scelta ai fini dell’accesso nel mondo del lavoro. Assai grave è il fatto che il
30% di quanti hanno rinunciato ad iscriversi alle Lauree Magistrali siano stati costretti a
questa decisione da motivi economici. Dei 9 occupati con Laurea di n.o. 4 lavoravano già
prima della Laurea, e 3 di loro proseguono l’attività in cui erano già precedentemente
impegnati. Si segnala un dato che - sia pure nell’esiguità del campione - risulta atipico ed
interessante: il 20% dei laureati di n.o. ha trovato lavoro a seguito di stage o altra attività
formativa effettuata durante il Corso di Laurea, mentre per il v.o. la percentuale per la
medesima tipologia era solo del 10,7%.
Poche le considerazioni positive che nascono dalle risposte sulle caratteristiche e la
retribuzione del lavoro: quello stabile è al 36,8% per il v.o. e cala al 22,2% per il n.o.;
l’atipico si mantiene sul 44%, quello senza contratto sale dal 18,4% al 22,2%; il guadagno
medio mensile netto cala dai 768,37 Euro dei laureati di v.o. ai 572,06 di quelli di n.o., con
punte negative di 340 per le laureate di uno dei Corsi di n.o.. L’occupazione nel settore
pubblico, al 34,2% nel v.o., si riduce all’11,1% nel n.o..
Naturale, in questa situazione, una certa insoddisfazione sul rapporto fra studi e
occupazione: solo poco più di un terzo dei laureati di v.o. giudica pienamente efficace la sua
Laurea ai fini del lavoro svolto, una quota che per il n.o. si riduce addirittura a poco più di
un decimo; i laureati di v.o. danno alla qualità del lavoro svolto un voto di 54,6/100, quelli
di n.o. di 42,9/100.
2.2.6. Facoltà di Farmacia.
Le specifiche caratteristiche, a livello nazionale e locale, della Facoltà di Farmacia rendono
difficile e poco significativo il confronto sia con le altre Facoltà dell’Ateneo, sia fra v.o. e
n.o.: la struttura a ciclo unico del Corso di Laurea più tradizionale è infatti presente,
nell’Università della Calabria, solo in questa Facoltà, mentre un motivato giudizio sulle
novità introdotte dalla riforma didattica sul piano dell’occupazione sarà possibile solo
quando saranno giunti alla Laurea a ciclo unico i primi studenti di n.o..
9
Sbocchi occupazionali
Al momento sono possibili solo poche e non correlate considerazioni, anche in
considerazione del ridotto numero di intervistati, 38 su due Corsi di Laurea, di cui uno a
ciclo unico, per il v.o., e solo 8 su due per il n.o., ma in realtà 7 su uno, perché le risposte
dell’unica laureata in Tossicologia dell’Ambiente non sono state esplicitate, forse per le
norme sulla salvaguardia dei dati personali, anche se - a dimostrazione dell’ingenuità di
certe procedure - sono facilmente ricavabili dal confronto fra le medie relative all’insieme
degli 8 laureati e quelle degli altri 7. Le risposte sembrano innanzitutto dimostrare qualche
difficoltà nell’orientamento per quanto riguarda l’iscrizione ai Corsi, dal momento che solo
il 60% di quelli di v.o. e addirittura solo il 37,5% di quelli di n.o. ripeterebbe la scelta di
Corso di Laurea, mentre decisamente favorevole è la complessiva valutazione degli studi
universitari, visto che si iscriverebbero nuovamente l’87,5% degli studenti di n.o. e ben il
93,3% di quelli di v.o..
Per il n.o. l’insoddisfazione verso il proprio Corso è abbastanza diffusa fra gli studenti di un
particolare Corso, dei quali solo il 28,6% confermerebbe la scelta a suo tempo effettuata,
mentre per il v.o. sembra evidente la propensione degli studenti del Corso più tradizionale,
quello a ciclo unico, verso altre esperienze di apprendimento. Un 40% degli studenti che
dopo la Laurea di n.o. in uno dei Corsi di Laurea attivati hanno rinunciato ad iscriversi a
Corsi di Laurea Magistrale motiva la propria decisione con la mancanza di Corsi nelle aree
di loro interesse.
Svolge già attività lavorative il 60% dei laureati di v.o., con più alte percentuali di occupate
fra le laureate che di occupati fra i laureati; di essi l’88,9% ha iniziato a lavorare dopo la
Laurea e ha trovato lavoro per iniziativa personale o per intervento di terzi. Per i laureati di
n.o., gli occupati complessivi sono il 25%, cioè due, entrambi atipici nel settore privato; di
essi uno svolge solo attività lavorativa e l’altro lavora e prosegue gli studi nei Corsi di
Laurea Magistrale.
I laureati di v.o. sono impegnati prevalentemente nel settore privato (88,9%); la metà di essi
gode di un impiego stabile, mentre un terzo è costituito di lavoratori atipici.
I laureati di n.o., percepiscono o meglio almeno uno di loro percepisce retribuzioni di tutto
rispetto, visto che la media del guadagno mensile netto è di 1.875,50 Euro, il doppio delle
retribuzioni medie dei laureati di v.o..
Nonostante questo, la qualità del lavoro svolto è valutabile solo con un 77/100 per i laureati
di n.o., che però giudicano entrambi pienamente efficace, ai fini del suo svolgimento, la
Laurea conseguita, mentre per quelli di v.o. il voto è di 78,4/100, con un 88,9% di piena
efficacia della Laurea.
Anche in questo caso i dati AlmaLaurea meriterebbero un approfondimento, visto che per
quanto riguarda le componenti che definiscono la soddisfazione per l’attuale lavoro, i
laureati di n.o. danno un 9,5/10, ma assegnano soltanto un 5,5/10 alla coerenza fra il lavoro
stesso e gli studi compiuti.
10
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
3. Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca.
3.1. Premessa.
L’Università della Calabria per l’organizzazione e la gestione delle attività di ricerca si
articola in Dipartimenti e per le attività scientifiche di rilevante impegno, connesse a
specifici progetti di durata almeno quinquennale, in cui sono coinvolti più Dipartimenti,
sono istituiti i Centri di Ricerca. Organo di coordinamento delle attività dipartimentali è il
Comitato di Coordinamento e Programmazione (CoCoP) di cui fanno parte tutti i Direttori
di Dipartimento. Per lo svolgimento dei compiti connessi alla ricerca applicata opera
nell’Ateneo il Liaison Office che svolge un ruolo di interfaccia con il territorio. Da
segnalare, inoltre, l’attivazione di n. 12 aree all’interno delle 20 aree previste dal Comitato
Universitario Nazionale (CUN), nonché l’attivazione di 3 aree speciali (15a, 15b, 15c),
all’interno delle 6 aree interdisciplinari specificatamente previste dal Comitato di Indirizzo
per la Valutazione della Ricerca (CIVR); la presenza di n. 3 Centri di Eccellenza e altri n. 3
Centri Scientifici di particolare rilevanza scientifica, operanti all’interno delle nuove aree
individuate, e l’attivazione nell’anno 2005 di n. 33 Dottorati di Ricerca e di n. 1 Scuola di
Dottorato.
L’Ateneo nell’ambito della pianificazione strategica di breve e medio periodo ha segnalato
come prioritario l’interesse a continuare la politica di ampliamento del personale docente
volta ad assicurare pariteticamente il rafforzamento delle attività formative ed il sostegno
agli investimenti in ricerca, con una costante attenzione rivolta all’adeguamento e alla
manutenzione delle strutture scientifiche.
La presentazione delle attività di ricerca svoltesi nell’anno 2005 prevede l’esame delle
seguenti aree:
 Risorse a disposizione dei Dipartimenti;
 Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN);
 I risultati del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR);
 Le Pubblicazioni On Line dell’Anagrafe Ricerca Scientifica (POLARIS);
 La verifica di coerenza e di risultato;
 Il Fondo di Finanziamento Ordinario per le Università (F.F.O.).
Il fine è quello di mettere in luce, da un lato, le potenzialità di sviluppo dei ricercatori in
termini di produttività scientifica, di multidisciplinarietà e di aggregazione intorno a
interessi scientifici comuni, dall’altro, le eventuali criticità per consentire, agli Organi di
Governo, di adeguare le politiche di intervento verso, sempre crescenti, standard di
efficienza ed efficacia delle attività di ricerca scientifica.
3.2. Elementi conoscitivi sul management della struttura (con esclusivo riferimento al
settore della ricerca). 2
Dal punto di vista della dotazione strutturale l’analisi è condotta in termini di verifica delle
risorse umane e finanziarie a disposizione di ciascuno dei 24 Dipartimenti esistenti che si
estendono su una superficie pari a 124.388 mq.
2
Per le tabelle si rinvia ai documenti allegati alla relazione dell’anno 2005 e disponibile in rete all’indirizzo
http://nucleo.unical.it.
11
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
Come risultato tangibile, nell’ultimo triennio 2003-2005, i Dipartimenti mostrano
complessivamente una evoluzione della dotazione organica del personale docente: il numero
di ricercatori delle strutture è, infatti, cresciuto del 19% passando da n. 591 unità al
31/12/2003 a n. 704 unità al 31/12/2005. Analogamente la propensione all’alta formazione
mostra un andamento crescente registrando un incremento del 9% nel numero di assegnisti
di ricerca e dottorandi. Se il dato del personale in formazione viene, inoltre, confrontato con
il dato dei docenti si osserva un valore medio nel triennio quasi pari all’unità (0,98) ciò a
dimostrazione di una crescente attenzione dell’Ateneo verso la valorizzare dell’attività di
ricerca scientifica anche attraverso l’impiego del personale in formazione.
Il personale tecnico - amministrativo mostra, contestualmente, una flessione del 2% con n.
228 unità, al 31/12/2005, rispetto alle 233 unità dell’anno 2003. Più propriamente il
personale di area tecnico scientifica, ed elaborazione dati risulta nell’anno 2005 pari a 105
unità.
Per quanto attiene alle risorse finanziarie, le ricerche svolte sono state oggetto di
finanziamento:
a) da parte dell’Ateneo;
b) da parte del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (PRIN e FIRB);
c) da Enti esterni per specifici progetti.
I fondi di Ateneo, destinati esclusivamente a progetti di ricerca scientifica, al netto della
decurtazione che alcuni Dipartimenti operano sui finanziamenti per l’acquisizione di
attrezzature, mostrano un aumento del 20% nell’anno 2005 rispetto all’anno 2004; i fondi
per la dotazione ordinaria, destinati al funzionamento delle strutture scientifiche, registrano
un andamento costante, mentre, i finanziamenti PRIN, destinati alla ricerca libera,
registrano, per lo stesso periodo, una flessione del 39%.3
Le entrate per ricerca scientifica4 provenienti da Enti esterni (dall’Unione Europea e da
Altre Istituzioni pubbliche e private italiane e straniere) rappresentano, invece, circa il 50%
dei finanziamenti totali. Il dato, tuttavia, non è comparabile con l’anno 2004, avendo i
Dipartimenti operato, nell’anno 2005, le registrazioni contabili per “competenza” e non più
per “cassa” e, pertanto, la verifica sulla consistenza dei suddetti fondi ha tenuto conto
dell’aggregato “entrate per ricerca provenienti da Enti esterni” sul “totale entrate per ricerca
scientifica”.5
3.3. Mission.
Il Nucleo sin dall’anno 2000 ha inteso sollecitare un processo di autovalutazione e di
definizione di una specificità di obiettivi, “la mission” da parte delle strutture decentrate,
che permettesse di comprendere e valorizzare:
 le potenzialità offerte dal processo di autonomia;
 la condivisione di scelte strategiche;
 i punti di forza e di debolezza, elementi essenziali per poter avviare un reale processo
di miglioramento.
Ciò per verificare come la ricerca scientifica fosse intesa a livello strategico sia per il
sostegno a programmi di rilevante interesse scientifico in grado di dar luogo a “reti di
eccellenza” su obiettivi e programmi comuni sia per favorire la competizione, e
3
Fonte: fondi PRIN da assegnazioni MIUR; Fondi Ateneo e dotazione ordinaria da Decreti Rettorali.
Si precisa che le entrate per ricerca sono calcolate al netto delle entrate per attività conto terzi.
5
Entrambe le variabili sono al netto delle entrate per attività in conto terzi.
4
12
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
l’integrazione costante fra Scienza, Tecnologia e Alta formazione. In particolare, la
valutazione si fonda su:
 crescita e valorizzazione del capitale umano;
 eccellenza e meritocrazia;
 concentrazione su punti di forza e su settori strategici;
 multidisciplinarietà e aggregazione su tematiche di interesse scientifico
comune;
 internazionalizzazione;
 collaborazione pubblico privato;
 trasferimento della tecnologia nell’industria;
 utilizzo di una pluralità di fondi e di meccanismi di finanziamento;
 mobilità del personale;
 capacità di reazione ai processi di valutazione.
Variegata si conferma la capacità e la volontà dei Dipartimenti di definire e di esprimere la
specificità della singola struttura: si passa da descrizioni di attività di tipo tradizionale e/o
istituzionali ad attività innovative e propositive di un convinto ruolo strategico nella
valorizzazione della ricerca in stretto collegamento con le esigenze del territorio, per
contribuire a partecipare al suo sviluppo competitivo, che trova riscontro in scelte concrete
di finalizzazione della ricerca in raccordo con gli Enti locali ed imprese e di attivazione di
specifici percorsi formativi.
In sintesi, si riportano gli obiettivi di ricerca di maggiore rilievo descritti nelle relazioni
delle strutture dipartimentali:
 potenziamento della ricerca di base, applicata e commissionata, anche in riferimento
al carattere interdisciplinare di alcuni settori di ricerca, da realizzare attraverso la
crescita e la valorizzazione del capitale umano, l’attivazione di collaborazioni
nazionali ed internazionali, le opportunità offerte da bandi nazionali (PON) e
regionali (POR) in tema di ricerca e attraverso un potenziamento dei programmi
dell’Unione Europea (UE) e nei programmi di iniziativa comunitaria (PIC);
 potenziamento della formazione post-lauream anche attraverso l’istituzione di
Dottorati interuniversitari;
 potenziamento della strumentazione scientifica;
 raccordo con gli Enti e le Istituzioni territoriali per una maggiore sinergia fra ricerca
e politiche dello sviluppo locali;
 raccordo con le piccole e medie imprese;
 coinvolgimento del capitale umano formato nei Corsi di Dottorato di ricerca;
 promozione e avvio di spin-off per lo sviluppo del trasferimento tecnologico e avvio
di nuove realtà imprenditoriali.
Sul sito Internet del Nucleo (http://nucleo.unical.it) è possibile rilevare le specificità di
ciascun Dipartimento nell’anno 2005.
3.4. I finanziamenti dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale.
Occorre evidenziare che i Fondi PRIN hanno sempre avuto il ruolo di finanziamenti dedicati
alla ricerca bottom up, priva, quindi, di restrizioni sulle tematiche da sviluppare, essendo
prefissate a priori nel bando, contribuendo ad ampliare le conoscenze scientifiche e tecniche
non connesse ad obiettivi industriali o commerciali.
Le valutazioni che seguono sono il risultato dell’analisi dei seguenti dati:
13
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
 il tasso di successo e di partecipazione negli anni 2004 e 2005;
 il rapporto tra la somma dei partecipanti finanziati negli ultimi due bienni (20032004 e 2004-2005) e la media dei relativi partecipanti potenziali;
 il rapporto tra la somma dei finanziamenti dei due anni e la media dei relativi
partecipanti potenziali;
 la verifica delle aree che hanno attratto maggiori finanziamenti MIUR;
 la verifica della “spesa per ricerca” secondo un criterio di ritorno finanziario;
 la verifica dei partecipanti non finanziati ma con giudizio positivo.
Nello specifico emerge che i programmi presentati, dall’Università della Calabria, nell’anno
2005, risultano incrementati dell’8%, rispetto all’anno prima, attestandosi a n. 106 progetti
di cui, tuttavia, soltanto 39 risultano finanziati 6, manifestando, un ridimensionamento nella
capacità di attrarre risorse rispetto al 2004. Ugualmente il tasso di partecipazione espresso
dal rapporto tra il numero dei partecipanti effettivi e il numero dei partecipanti potenziali,
alla data di scadenza del Bando (31/3/2005) mostra una flessione passando dal 53%
dell’anno 2004 al 47% dell’anno 2005 ed ancora il tasso di successo, espresso dal rapporto
tra i partecipanti finanziati e i partecipanti potenziali, conferma la tendenza di una minore
attenzione verso tale forma di finanziamento passando dal 25% ad appena il 17% dell’anno
2005. Tale contrazione di fatto emerge già nella comparazione dei dati del biennio
precedente (2003-2004 con 2004-2005) i quali mostrano un abbassamento del potenziale di
ricerca sia nella partecipazione (5%) che nell’ammontare dei finanziamenti ottenuti (15%).
In uno scenario di complessivo indebolimento della capacità di attrarre risorse PRIN,
positivo è stato, invece, nell’anno 2005, l’andamento delle aree scientifico-disciplinari, di
seguito indicate, che hanno ottenuto significativi finanziamenti, anche, rispetto alla media
nazionale delle rispettive aree:
 03 - Scienze Chimiche;
 08 - Ingegneria Civile ed Architettura;
 09 - Ingegneria Industriale e dell’Informazione;
 10 - Scienze dell’Antichità, Filologico-Letterarie e Storico-Artistiche;
 11 - Scienze Storiche, Filosofiche, Pedagogiche e Psicologiche;
 13 - Scienze Economiche e Statistiche;
 14 - Scienze Politiche e Sociali.
Una positiva capacità di attrarre fondi nazionali, negli anni 2003, 2004 e 2005 è, stata,
confermata dalle aree di seguito indicate:
1. Scienze Chimiche;
2. Ingegneria Civile ed Architettura;
3. Ingegneria Industriale e dell’Informazione.
Ulteriori approfondimenti sulla composizione della spesa per ricerca secondo un criterio di
ritorno finanziario che considera anche il 50% dello stipendio dei soggetti coinvolti nei
gruppi di ricerca, allo stesso modo dei criteri stabiliti dal MIUR nel calcolo
dell’assegnazione dei fondi di incentivazione per ricerca scientifica, mostrano per l’anno
2005, un valore medio per l’Ateneo pari al 19%7 con un intervallo di valori compresi tra il
10% dell’area 01 (Scienze Matematiche e Informatiche) e il 29% dell’area 03 (Scienze
Chimiche), e confermano, un lieve abbassamento rispetto all’anno 2004 dove si registrava
un valore medio per l’Ateneo pari al 20%.
6
Le informazioni di dettaglio sono riportate nella tabelle disponibili in rete all’indirizzo http://nucleo.unical.it.
In realtà l’area delle Scienze Giuridiche (area 12) per il 2005 non attrae finanziamenti ma è comunque considerata per
il calcolo del valore medio.
7
14
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
Per completezza di informazione occorre evidenziare che rilevante è stato, per l’Università
della Calabria, il numero dei partecipanti non finanziati ma valutati positivi che dal 2003 al
2005 ha visto più che raddoppiare il numero di progetti non accolti, per mancanza di fondi.
Ciò dovrebbe indurre l’Ateneo a considerare, analogamente a quanto avviene nel calcolo del
FFO, il peso di tali valori nella distribuzione interna di fondi in un’ottica di premialità e
sostegno di una progettualità che ha superato il vaglio di una valutazione nazionale.
3.5. I risultati del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR).
Con il DM n. 2206 del 16/12/2003 e sulla base delle Linee Guida elaborate dal Comitato di
Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (di seguito CIVR) è stato avviato il primo
esercizio di Valutazione Triennale della Ricerca (VTR), che ha riguardato 77 Università
(statali e legalmente riconosciute), 12 Enti pubblici di ricerca e 13 Istituzioni private di
ricerca.
Al Nucleo di Valutazione è stato attribuito il compito di certificare i dati e i prodotti
trasmessi nonché redigere un rapporto triennale secondo lo schema predisposto dal CIVR.
A valle della pubblicazione del CIVR sui “Risultati delle valutazioni dei Panel di Area”
relativo alla valutazione delle 14 aree tradizionali (aree CUN) e delle 6 aree speciali
multidisciplinari (aree CIVR) è stato possibile verificare il posizionamento dell’Università
della Calabria e pervenire alle successive valutazioni.
Preliminarmente occorre ricordare che l’Università della Calabria ha selezionato in
autonomia 141 prodotti realizzati nel triennio 2001-2003 calcolati in base al numero dei
ricercatori equivalenti a tempo pieno (ETP)8 nelle seguenti aree scientifico disciplinari: 01
(Scienze Matematiche e Informatiche), 02 (Scienze Fisiche), 03 (Scienze Chimiche), 04
(Scienze della Terra), 05 (Scienze Biologiche), 08 (Ingegneria Civile ed Architettura), 09
(Ingegneria Industriale e dell’Informazione), 10 (Scienze dell’Antichità, FilologicoLetterarie e Storico-Artistiche), 11 (Scienze Storiche, Filosofiche, Pedagogiche e
Psicologiche), 12 (Scienze Giuridiche), 13 (Scienze Economiche e Statistiche), 14 (Scienze
Politiche e Sociali), 15a (Scienze e Tecnologie per una Società dell’Informazione e della
Comunicazione), 15b (Scienze e Tecnologie per la Qualità e la Sicurezza degli Alimenti),
15c (Scienze e Tecnologie dei Nano/Microsistemi).
La selezione finale dei prodotti è stata effettuata dal Comitato di Ateneo sulla base dei criteri
definiti dal CIVR e dai Comitati d’Area, differenziando i criteri di scelta dei prodotti delle
aree scientifiche da quelli delle aree umanistiche e socio-economiche, complessivamente,
tenendo conto di quanto segue:
1. calcolo dell’Impact Factor sui prodotti censiti dall’I.S.I.;
2. originalità scientifica della soluzione prospettata;
3. ambito e prospettive internazionali;
4. presenza di un apparato bibliografico specifico del settore di ricerca tale da
qualificare il prodotto selezionato su di un livello che non fosse di natura
genericamente culturale;
5. grado di complessità dello sviluppo metodologico e teorico;
6. grado di completezza e sistematizzazione;
8
Nell’Università, essendo due i compiti istituzionali (ricerca e formazione), un ricercatore è assimilato a 0,5 ETP;
negli Enti di ricerca, invece, in considerazione dell’unicità del compito istituzionale (ricerca), ciascun ricercatore
corrisponde ad un ETP. In questo primo esercizio di valutazione, è stato concordato con la Comunità scientifica di
limitare il numero dei prodotti da presentare al 50% del numero di ETP che operano all’interno della struttura.
15
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
7. circuito distributivo internazionale, nazionale o locale e rilevanza scientifica della
sede editoriale;
8. numero e frequenza delle citazioni e/o recensioni.
Il CIVR nel valutare i prodotti si è avvalso dei Panel di Area composti da un numero di
Panelist compreso tra 5 e 17, in ragione della complessità disciplinare dell’area e della
numerosità dei prodotti trasmessi. I Panel si sono avvalsi di 6.661 esperti ai quali è stato
affidato il compito di esprimere un giudizio di merito sui prodotti in termini di qualità,
rilevanza, originalità/innovazione e internazionalizzazione e/o potenziale competitivo
internazionale. La valutazione di ogni prodotto è stata effettuata sulla base del
posizionamento nella scala di valore condivisa dalla Comunità scientifica internazionale
(scala da 0 a 100) e da un peso attribuito dal CIVR alle valutazioni:
1. Eccellente da 80 a 100 con peso 1;
2. Buono da 60 a 80 con peso 0,8;
3. Accettabile da 40 a 60 con peso 0,6;
4. Limitato da 0 a 40 con peso 0,2.
Alla fine è stato calcolato un Rating di Area dato dal rapporto fra il numero dei prodotti
pesati e il numero dei prodotti presentati.
In figura 1 è possibile osservare come il valore medio dei prodotti giudicati eccellenti dal
CIVR, nel primo esercizio di valutazione - triennio 2001/2003 - è pari al 26%.
Figura 1: Percentuale di prodotti valutati eccellenti nella procedura CIVR.
Valore medio di Ateneo
26%
15c - Sc. nano/microsistemi
15b - Sc. qualità e sicur. alimenti
15a - Sc. società dell'informazione
14 - Scienze politiche e sociali
13 - Scienze economiche e statistiche
12 - Scienze giuridiche
11 - Scienze storiche
10 - Scienze dell'antichità
09 - Ingegneria industriale e dell'informazione
08 - Ingegneria civile ed architettura
05 - Scienze biologiche
04 - Scienze della terra
03 - Scienze chimiche
02 - Scienze fisiche
01 - Scienze matematiche e informatiche
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione su dati http://vtr2006.cineca.it/.
Segue in tabella 1 il Rating per ogni area disciplinare e i relativi giudizi di merito ottenuti
dall’Università della Calabria sui prodotti presentati e i prodotti per ETP. Il valore medio
dei prodotti per ETP è risultato pari a 0,52.9
9
Tale dato è stato utilizzato per calcolare la sovra o sotto rappresentazione delle aree cioè valore medio prodotti per
ETP sottratto a prodotti per ETP.
16
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
Tabella 1: Risultati CIVR dell’Università della Calabria. Rating e giudizi di merito.
Aree scientifico-disciplinari
01 - Scienze matematiche e informatiche
02 - Scienze fisiche
03 - Scienze chimiche
04 - Scienze della Terra
05 - Scienze biologiche
06 - Scienze mediche
07 - Scienze agrarie e veterinarie
08 - Ingegneria civile ed Architettura
09 - Ingegneria industriale e dell'informazione
10 - Scienze dell'antichità
11 - Scienze storiche
12 - Scienze giuridiche
13 - Scienze economiche e statistiche
14 - Scienze politiche e sociali
15a - Scienze società dell'informazione
15b - Scienze qualità e sicurezza alimenti
15c - Scienze nano/microsistemi
TOTALE DI AREA
ETP
Prodotti Prodotti
medio Presentati per ETP
17,00
15,33
8,33
9,00
22,33
4,33
1,00
27,83
14,67
30,17
27,67
10,50
30,17
14,50
24,00
11,50
12,50
9
8
4
5
13
0
0
14
7
15
13
6
15
8
12
6
6
0,53
0,52
0,48
0,56
0,58
n.c.
n.c.
0,50
0,48
0,50
0,47
0,57
0,50
0,55
0,50
0,52
0,48
280,83
141
0,50
Sovra o sotto
rappresentazione
delle aree (diff. Rating E B A
L
rispetto alla
media)
0,01
0,76
3
3
2
1
0,00
0,90
4
4
0
0
-0,04
0,90
2
2
0
0
0,04
0,92
3
2
0
0
0,06
0,77
2
7
4
0
n.c.
n.c.
n.c.
n.c.
-0,02
0,64
1
5
6
2
-0,04
0,71
0
4
3
0
-0,02
0,80
5
5
5
0
-0,05
0,69
0
8
4
1
0,05
0,67
0
4
1
1
-0,02
0,67
1
7
5
2
0,03
0,78
0
7
1
0
-0,02
0,87
8
2
1
1
0,00
0,70
1
3
1
1
-0,04
0,90
3
3
0
0
-0,02
0,76
33
66
33
9
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione su dati http://vtr2006.cineca.it/.
Nella tabella 2 viene confrontato il Rating di ogni area disciplinare con quello medio delle
strutture di dimensione analoga, con quello nazionale e vengono calcolati gli scostamenti
registrati rispetto ai suddetti valori medi. Il posizionamento delle strutture è stato
determinato con riferimento al numero dei prodotti presentati (dimensioni analoghe) cioè:
1. Grandi strutture (25-74 prodotti);
2. Medie strutture (10-24 prodotti);
3. Piccole strutture (≤9 prodotti).
Tabella 2: Rating Ateneo, Rating di struttura e Rating nazionale.
Aree scientifico-disciplinari
04 - Scienze della Terra
03 - Scienze chimiche
02 - Scienze fisiche
15c - Scienze nano/microsistemi
15a - Scienze società dell'informazione
10 - Scienze dell'antichità
14 - Scienze politiche e sociali
05 - Scienze biologiche
01 - Scienze matematiche e informatiche
09 - Ingegneria industriale e dell'informazione
15b - Scienze qualità e sicurezza alimenti
11 - Scienze storiche
13 - Scienze economiche e statistiche
12 - Scienze giuridiche
08 - Ingegneria civile ed Architettura
Scostamento
Rating medio
Rating rispetto al rating Scostamento rispetto
Rating delle strutture
medio
medio delle
al rating medio
Ateneo di dimensione
nazionale
strutture
nazionale (%)
analoga
analoghe (%)
0,92
0,84
0,82
8
10
0,90
0,81
0,81
9
9
0,90
0,89
0,88
1
2
0,90
0,81
0,81
9
9
0,87
0,84
0,80
3
7
0,80
0,88
0,88
-8
-8
0,78
0,65
0,71
13
7
0,77
0,82
0,82
-5
-5
0,76
0,81
0,83
-5
-7
0,71
0,78
0,77
-7
-6
0,70
0,72
0,74
-2
-4
0,69
0,78
0,79
-9
-10
0,67
0,67
0,67
0
0
0,67
0,77
0,74
-10
-7
0,64
0,76
0,75
-12
-11
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione su dati http://vtr2006.cineca.it/.
Dalla tabella 2 si può osservare che le aree 04, 03, 02, 15c, 15a, 14 e 13 sono state ben
qualificate dal rapporto CIVR in confronto con le altre realtà italiane a conferma dei risultati
lusinghieri ottenuti dai docenti operanti nei SSD afferenti. Nella figura 2 vengono
17
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
raggruppati i prodotti giudicati eccellenti e buoni (valori percentuali sul totale prodotti
presentati - valutati).
Figura 2: Percentuale di prodotti valutati eccellenti e buoni nella procedura CIVR.
Valore medio di Ateneo 75%
15c - Sc. nano/microsistemi
15b - Sc. qualità e sicur. alimenti
15a - Sc. società dell'informazione
14 - Scienze politiche e sociali
13 - Scienze economiche e statistiche
12 - Scienze giuridiche
11 - Scienze storiche
10 - Scienze dell'antichità
09 - Ingegneria industriale e dell'informazione
08 - Ingegneria civile ed architettura
05 - Scienze biologiche
04 - Scienze della terra
03 - Scienze chimiche
02 - Scienze fisiche
01 - Scienze matematiche e informatiche
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
90%
100%
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione su dati http://vtr2006.cineca.it/.
In tabella 3 vengono presentati i giudizi di merito dei prodotti presentati dell’Università
della Calabria e degli Atenei del sud ed isole (valori percentuali).
Tabella 3: Giudizi di merito dell’Università della Calabria rispetto agli Atenei
dell’Italia ed Isole.
Università
Università della Calabria
Università di Reggio Cal.
Università di Catanzaro
Università di Messina
Università del Molise
Università Federico II - Napoli
Seconda Università di Napoli
Università degli Studi di NAPOLI "Parthenope"
Università degli Studi di NAPOLI "L'Orientale"
Università degli Studi del SANNIO di BENEVENTO
Università di Sassari
Università della Basilicata
Università di Salerno
Università di Cagliari
Università di Bari
Università di Lecce
Università di Foggia
Università di Palermo
Università di Catania
Eccellente
Accettabile
Buono (B)
(E)
(A)
23%
47%
23%
12%
39%
41%
19%
48%
26%
16%
47%
29%
13%
57%
28%
28%
49%
17%
27%
44%
21%
18%
24%
38%
49%
33%
15%
28%
47%
19%
19%
49%
28%
29%
53%
18%
25%
43%
23%
24%
49%
20%
25%
45%
23%
25%
45%
19%
16%
39%
29%
15%
43%
32%
19%
44%
24%
Limitato
(L)
6%
8%
7%
9%
2%
6%
8%
21%
3%
6%
4%
0%
8%
7%
7%
11%
16%
10%
13%
E+B
70%
51%
67%
63%
70%
77%
71%
42%
82%
75%
68%
82%
68%
73%
70%
70%
55%
58%
63%
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione su dati http://vtr2006.cineca.it/.
18
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
Nella tabella successiva i prodotti sono attribuiti ai Dipartimenti che li hanno presentati e
viene determinato il peso derivante dal giudizio finale e il Rating secondo il criterio CIVR.
Tabella 4: Giudizio e Rating per Dipartimento.
Numero
Prodotti
Punteggio
Rating
(peso CIVR)
Archeologia e Storia delle Arti
4
3,40
0,85
Biologia Cellulare
7
5,80
0,83
Chimica
9
8,00
0,89
Difesa del Suolo
5
2,80
0,56
Ecologia
4
2,80
0,70
Economia e Statistica
15
10,00
0,67
Elettronica, Informatica e Sistemistica
15
12,00
0,80
Farmaco-Biologico
3
2,00
0,67
Filologia
7
5,80
0,83
Filosofia
4
3,00
0,75
Fisica
8
7,20
0,90
Ingegneria Chimica e dei Materiali
8
6,00
0,75
Linguistica
4
3,00
0,75
Matematica
8
6,80
0,85
Meccanica
3
2,00
0,67
Organizzazione Aziendale e Amm.ne Pub.
6
4,00
0,67
Pianificazione Territoriale
2
0,80
0,40
Scienze della Terra
5
4,60
0,92
Scienze dell'Educazione
4
2,80
0,70
Sociologia e di Scienza Politica
8
6,20
0,78
Storia
5
3,00
0,60
Strutture
7
5,40
0,77
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione su dati http://vtr2006.cineca.it/.
Dipartimento
Figura 3: Percentuale Dipartimenti per valore di Rating.
9%
9%
27%
55%
% Dipartimenti con Rating ≥0,90
% Dipartimenti con 0,80≤Rating≤
0,89
% Dipartimenti con 0,60 ≤
Rating≤0,79
% Dipartimenti con Rating≤
0,59
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione su dati http://vtr2006.cineca.it/.
19
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
Nella figura 4 viene determinato per Dipartimento il grado di proprietà10 medio vale a dire
la media aritmetica dei gradi di proprietà di ogni singolo prodotto presentato/valutato.
Figura 4: Grado medio di proprietà dei prodotti per Dipartimento.
Valor medio 78%
Strutture
Storia
Socio
Sci_Edu
Sci_Ter
Pian_Ter
Org_Az
Mecc
Matem
Ling
Ing_Chim
Fisica
Filosofia
Filologia
Farm-Bio
DEIS
Econ_Stat
Ecologia
Difesa
Chimica
Bio_Cell
Archeologia
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
90%
100%
Grado di proprietà medio (%)
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione su dati http://vtr2006.cineca.it/.
3.6. Le Pubblicazioni On Line dell’Anagrafe Ricerca Scientifica (POLARIS).
Fin dal 2001 è stato implementato nell’Università della Calabria un sistema informativo
denominato “POLARIS” in grado di fornire una piattaforma di analisi sulla quale impostare
un sistema di autovalutazione e di verifica delle attività svolte.
Inizialmente il sistema permetteva la raccolta quantitativa delle informazioni. Oggi
POLARIS, alla luce delle indicazioni fornite dal Nucleo e dei rilevamenti richiesti dal
CIVR, ha raggiunto una elevata capacità nel fornire dati e informazioni di significativo
interesse per la comprensione anche qualitativa dei prodotti di ricerca divenendo il naturale
collettore dei prodotti e dei progetti di ricerca costituendo una vera e propria Anagrafe della
Ricerca.
Il tradizionale monitoraggio della produzione scientifica dell’Ateneo è stato svolto anche
quest’anno, in collaborazione con la totalità dei docenti che ha aggiornato nel sistema
POLARIS il numero delle pubblicazioni. Un ulteriore elemento di analisi è stato fornito,
inoltre, dalla verifica dei prodotti pubblicati su riviste con Impact Factor, in base al rapporto
tra le citazioni che, in un determinato anno, una rivista ottiene, per gli articoli pubblicati nei
due anni precedenti, e il numero totale degli articoli pubblicati. In sintesi i dati di maggiore
interesse, per l’anno 2005, sono di seguito riportati, rinviando alla relazione “long” del
10
Il grado di proprietà di un prodotto è dato dal rapporto tra il numero degli autori appartenenti alla Struttura (tenendo
anche conto di eventuali affiliazioni multiple) e il numero complessivo degli autori.
20
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
Nucleo, disponibile nell’apposito sito Internet del Nucleo, per gli approfondimenti ivi
riportati:
1. la rilevazione della produzione scientifica del personale strutturato (ordinari,
straordinari, associati, ricercatori ed incaricati) ha portato ad un aggiornamento
delle pubblicazioni mostrando che il 5% non ha realizzato alcuna forma di
prodotto scientifico nel triennio 2003- 2005;
2. un aumento della produzione scientifica, per Dipartimento, pari al 5% circa ed un
aumento dei prodotti scientifici, aggregati per area scientifico disciplinare, pari al
6% circa;
3. il numero dei prodotti per tipologia, cioè dei prodotti realizzati senza alcuna
duplicazione, è aumentato del 5% rispetto all’anno solare 2004;
4. il grado di proprietà relativo ai prodotti realizzati, senza alcuna duplicazione,
mostra che il 59% circa dei prodotti appartiene all’Università della Calabria;
5. il 23,9% dei prodotti11 è stato pubblicato su riviste con Impact Factor.12
Il Nucleo rileva in questa sezione l’importanza attribuita dall’Ateneo alla valutazione
della ricerca riconoscendone una funzione di ausilio per:
 la definizione e l’ottimizzazione della distribuzione delle risorse umane e
finanziarie;
 l’individuazione, delle aree scientifiche e dei Dipartimenti trainanti;
 l’introduzione di elementi di controllo quantitativo e qualitativo della produttività
scientifica.
Elementi necessari per stimolare gli Organi di Governo e i ricercatori per una rispettiva
attenzione verso politiche selettive o premiali nell’attribuzione delle risorse e verso il
buon impiego delle risorse disponibili e della qualità del prodotto da realizzare.
3.7. Le verifiche di coerenza e di risultato.
Al fine di verificare le linee di coerenza e di risultato tra le risorse impiegate e i risultati
raggiunti, di seguito, sono messe in relazione le risorse umane e finanziarie e i risultati
CIVR del primo esercizio di valutazione (2001-2003) per evidenziare i punti di forza e
quelli di debolezza del sistema dipartimentale.
Preliminarmente si osserva che:
 la definizione di prodotto di ricerca 13 comprende Applicazione software o prodotto
multimediale; Articolo o saggio pubblicato in atti di convegno; Articolo o saggio
pubblicato su rivista; Articolo o saggio pubblicato su volume miscellaneo; Brevetto;
Capitolo di libro; Edizione critica; Elenco o repertorio bibliografico, catalogo,
catalogo di mostra; Esposizioni, mostre e direzioni artistiche di eventi musicali;
Manuale; Manufatti ed opere d’arte; Monografia; Progetto, composizione, disegno e
design; Risultato di valorizzazione applicativa;
11
Sono considerati prodotti solo Articolo o saggio pubblicato su rivista, Recensione o scheda bibliografica, Nota a
sentenza.
12
L’Impact Factor calcolabile per Rivista, Categoria e Area è dato dal rapporto tra citazioni che in un determinato anno
una rivista ottiene per gli articoli pubblicati nei due anni precedenti e il numero totale degli articoli pubblicati.
13
Tipologia prodotti CIVR.
21
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
 sono utilizzati i giudizi del CIVR dell’esercizio triennale di ricerca (2001-2003) sulla
base dei 141 prodotti selezionati dall’Università della Calabria;
 la consistenza delle risorse umane e finanziarie è relativa all’esercizio 2005.
I risultati a cui si perviene mostrano che alla data del 31/12/2005:
 i prodotti censiti nell’Anagrafe delle Pubblicazioni di Ateneo (POLARIS), secondo la
tipologia di prodotto definita dal CIVR, risultano pari a 2.105 di cui il 58% realizzati
in collaborazione con altri autori italiani e stranieri e il restante 42%, con grado di
proprietà pari a 1, sono stati redatti esclusivamente da autori afferenti ai Dipartimenti
dell’Università della Calabria;
 gli “articoli o saggi” pubblicati su rivista14 sono pari a 866 di cui circa un quarto
pubblicati su riviste nazionali e internazionali con Impact Factor.
In media ogni Dipartimento ha realizzato circa n. 88 prodotti che potranno concorrere per la
selezione del prossimo esercizio di valutazione 2004-2006.
I Dipartimenti che risultano aver realizzato un numero di prodotti pari o superiore al
suddetto valore medio sono: Biologia Cellulare, Chimica, DEIS, Difesa del Suolo, Ecologia,
Filosofia, Fisica, Ingegneria Chimica e dei Materiali, Linguistica, Matematica, Meccanica e
Scienze Giuridiche.
Dei suddetti Dipartimenti quelli che confermano, anche, la loro posizione di “merito” in
relazione alla capacità di attrarre risorse finanziarie (UE, MIUR, Ateneo ed altri Enti
esterni), in media pari a 600.000,00 €sono i seguenti: Biologia Cellulare, Chimica, DEIS,
Difesa del Suolo, Ecologia, Fisica, Ingegneria Chimica e dei Materiali e Linguistica.
Correlando, inoltre, la variabile risorse umane15 alla produttività scientifica realizzata si
evidenzia che tra i Dipartimenti che si distinguono per un numero di prodotti, superiore al
valore medio, alcuni di essi, vale a dire Ecologia, Filosofia, Ingegneria Chimica e dei
Materiali, Linguistica, Meccanica e Scienze Giuridiche si sono dimostrati, anche, in grado
di realizzare una maggiore produttività in presenza di un minore numero di personale
strutturato e in formazione.
Si riporta, infine, in ordine decrescente, il “giudizio pesato sui prodotti” operato dal CIVR
nel precedente esercizio di valutazione per Dipartimento: Scienze della Terra (0,92), Fisica
(0,90), Chimica (0,89), Archeologia e Matematica (0,85), Biologia Cellulare e Filologia
(0,83), DEIS (0,80), Sociologia (0,78), Strutture (0,77), Filosofia, Ingegneria Chimica e
Linguistica (0,75), Ecologia e Scienze dell’Educazione (0,70), Economia e Statistica,
Farmaco-Biologico, Meccanica e Organizzazione Aziendale (0,67), Storia (0,60), Difesa del
Suolo (0,56) e Pianificazione Territoriale (0,40).
3.8. Il Fondo di Finanziamento Ordinario per le Università (F.F.O.).
Per l’esercizio finanziario 2005 le assegnazioni per il funzionamento ordinario (FFO) delle
Università sono state attribuite secondo i criteri indicati nel Decreto Ministeriale n.
139/2005.
In particolare con l’articolo 3 vengono stanziati €150.000.000,00 da distribuire in base ai
risultati della valutazione (peso standard di ciascun Ateneo) su tre indicatori che qualificano
l’attività degli Atenei: domanda di formazione, risultati del processo formativo e risultati
della ricerca scientifica.
14
15
Sono considerati esclusivamente i prodotti CIVR.
Si considera sia il personale strutturato che il personale in formazione.
22
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
I valori attribuiti a ciascuna dimensione vengono aggregati attribuendo a ciascuna il peso di
1/3.
Complessivamente l’Università della Calabria, con un valore medio pari all’1,56% ha
migliorato leggermente la propria posizione rispetto all’esercizio precedente (1,52%) e ha
guadagnato una posizione nell’ambito della graduatoria nazionale posizionandosi al 25°
posto raggiungendo l’Università di Salerno che per molti aspetti è simile (numero studenti,
mancanza della Facoltà di Medicina ecc.).
L’analisi per singola dimensione mette in luce altri aspetti e in particolare:
 il peggioramento, rispetto all’anno precedente, della dimensione domanda di
formazione che risulta pari a 1,74. Tale quota risente di due fattori correttivi,
rispettivamente la quota di Corsi che presentano i requisiti minimi e la quota di
Corsi che prevedono un presidio di qualità;
 il netto miglioramento della dimensione risultati che complessivamente si attesta
all’1,78%, risultante dal numero di crediti acquisiti e dal numero di laureati
dell’anno solare 2004 (a cui è attribuito un “peso” rispettivamente di 2/3 e 1/3);
 la diminuzione della dimensione ricerca il cui valore pari all’1,17% attribuisce il
33° posto nella graduatoria assoluta di tutte le Università.
Il nuovo modello di ripartizione16 nell’assegnare il 30% delle risorse sulla base della
valutazione della ricerca scientifica considera la seguente formula:
Potenziale ricercacorretto = F QR * Potric + RICFE
con:
 FQR (Fattore di “Qualità” della Ricerca) è calcolato come prodotto tra FPRIN (relativo
all’impegno dei docenti sui Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) 17 e FVI
(Fattore di Visibilità Internazionale dell’Ateneo) che è funzione delle citazioni a
pubblicazioni dei docenti dell’Ateneo18 ;
 Potric (Potenziale di Ricerca) ottenuto come somma dei docenti con peso 1, assegnisti
con peso 0,6, dottorandi dal XV ciclo in poi con peso 0,8 e personale tecnico
scientifico di ruolo, di qualifica D o EP, con peso 0,8;
 RIC FE (Ricercatori Equivalenti su Finanziamenti Esterni) indica il rapporto tra il
valore monetario delle risorse acquisite ed il costo unitario.19
Il Nucleo, nell’analisi dell’FPRIN quale fattore correttivo del potenziale di ricerca, ha
determinato l’incidenza delle diverse aree scientifiche dell’Università al fine di verificare in
che modo ciascuna di essa contribuisce all’attribuzione del finanziamento (vedi tabella 5).
16
Vedi Doc. 1/04 del CNVSU.
FPRIN è il tasso di successo nei bandi PRIN cioè il numero di docenti dell’Ateneo che hanno partecipato al PRIN con
progetti che sono stati valutati positivamente sul complesso dei docenti dell’Ateneo in un’area scientifica in relazione al
successo nazionale dell’area, il tutto misurato in mesi uomo (in prima applicazione solo numero partecipanti nel periodo
2002-2004 e non mesi impegno) e normalizzato cioè dividendolo per il valore medio nazionale registrato (in prima
applicazione 1,778).
18
Il Fattore di Visibilità Internazionale non è stato considerato in prima applicazione.
19
In pratica i fondi esterni alla ricerca sono stati rapportati al costo medio di un docente (50.000 €) per stabilire il
numero di ricercatori equivalenti.
17
23
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
Tabella 5: L’incidenza delle diverse aree sull’FPRIN. Università della Calabria.
Area Scientifico Disciplinare
Peso %
13 - Scienze Economiche e Statistiche
13,4
09 - Ingegneria Industriale e dell’Informazione
12,4
10 - Scienze dell’Antichità, Filologico-Letterarie e Storico-Artistiche
11,4
08 - Ingegneria Civile ed Architettura
8,5
11 - Scienze Storiche, Filosofiche, Pedagogiche e Psicologiche
7,8
06 - Scienze Mediche
7,7
14 - Scienze Politiche e Sociali
7,7
05 - Scienze Biologiche
7,3
01 - Scienze Matematiche e Informatiche
6,5
03 - Scienze Chimiche
5,8
02 - Scienze Fisiche
5,1
12 - Scienze Giuridiche
4,4
04 - Scienze della Terra
1,8
07 - Scienze Agrarie e Veterinarie
0,3
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione.
Nella tabella 6 è possibile osservare l’indicatore di partecipazione e valutazione positiva dei
PRIN dato dal rapporto tra la media dei docenti in progetti valutati positivamente e la media
dei docenti nel triennio 2002-200420 calcolato per area e confrontato con i dati medi
nazionali:
 i valori più elevati dell’indicatore si registrano per la classe 6 (Scienze Mediche) e per
le classi 3 (Scienze Chimiche) e 14 (Scienze Politiche e Sociali);
 il valore medio per area è pari a 31,47% (dato medio nazionale 31,55%);
 l’indice a livello di Ateneo è pari a 28,8% (dato medio nazionale pari a 29,7%).
Tabella 6: Indicatore di partecipazione e valutazione positiva (PRIN 2002-2004) per
area. Un confronto con i dati medi nazionali.
Area Scientifico Disciplinare
% Uni. Calabria
% Media Nazionale
06 - Scienze Mediche
83
19
03 - Scienze Chimiche
35
47
14 - Scienze Politiche e Sociali
35
25
07 - Scienze Agrarie e Veterinarie
33
37
09 - Ingegneria Industriale e dell’Informazione
33
37
13 - Scienze Economiche e Statistiche
30
26
05 - Scienze Biologiche
29
38
08 - Ingegneria Civile ed Architettura
28
35
01 - Scienze Matematiche e Informatiche
26
36
02 - Scienze Fisiche
24
35
10 - Scienze dell’Antichità, Filologico-Letterarie e Storico-Art.
23
23
12 - Scienze Giuridiche
23
21
11 - Scienze Storiche, Filosofiche, Pedagogiche e Psicologiche
19
27
04 - Scienze della Terra
18
35
Fonte: Elaborazioni Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione.
20
La media dei docenti 2002-2004 è la media dei docenti partecipanti potenziali (ordinari, associati e ricercatori). Per i
dati utilizzati nei calcoli si veda il sito http://datiprin.cineca.it/php4/generico/stat_partecipanti.php.
24
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
Per il calcolo dell’indice RIC FE sono stati utilizzati i dati relativi alle riscossioni per
finanziamento ricerca dell’anno 200321 e, complessivamente, i fondi riscossi rispetto al
2002 subiscono un decremento del 10,6% in particolare:
1. la voce trasferimenti correnti da Enti Pubblici subisce un decremento del
39,1% (nel 2002 da sola rappresenta il 31,7% delle entrate per ricerca);
2. i trasferimenti per investimenti da altri soggetti (da UE, Enti Pubblici, da
Soggetti Privati ecc.) subiscono una diminuzione del 54%.
Il peso percentuale dei risultati della ricerca nell’attribuzione del FFO è calcolato a
partire dal potenziale di ricerca e pertanto occorre perseverare nella politica di
incremento del personale docente, per adeguarsi agli standard nazionali e allo stesso
tempo continuare ad investire in dottorandi e assegnisti. Particolare attenzione è da
porre, inoltre, nella capacità di acquisire finanziamenti esterni, nell’aumentare il tasso di
partecipazione ai PRIN e la produttività dei ricercatori tenendo presente che a partire
dall’anno 2006 verranno utilizzati i dati CIVR per la valutazione dell’output della
ricerca.
3.9. Le caratteristiche dei Corsi di Dottorato di Ricerca e la produttività scientifica del
personale in formazione.
Nell’anno 2005, nell’Università della Calabria risultano attivi n. 33 Corsi di Dottorato di
ricerca, con un numero di dottorandi iscritti, nei cicli XVI, XVII, XVIII, XIX e XX pari a
565, con età media pari a 30 anni e con un numero di borse finanziate, pari a 377 su 589
vincitori. La tipologia di finanziamento delle borse mostra per il 76% l’erogazione di borse
MIUR/Ateneo, il 9% da Fondo Sociale Europeo e per il restante 15% da Enti esterni
pubblici e privati. Ulteriori risorse sono stanziate dai Dipartimenti o prelevate dai fondi di
ricerca assegnati ai docenti del Collegio al fine di sostenere il funzionamento delle attività
e/o l’incentivazione alla mobilità.
Il monitoraggio dei requisiti cosiddetti “minimi” mette in luce il fatto che il numero dei
professori e ricercatori del Collegio con produzione scientifica documentata non è, in alcun
caso, inferiore a 12 docenti e, più della metà dei Corsi, presenta un valore dell’indice
“docenti per dottorandi”, superiore all’unità. In generale tutti i Corsi, a livello di Ateneo,
hanno la disponibilità di adeguate strutture per l’attività di studi e ricerca identificabili in n.
24 Dipartimenti di ricerca, n. 3 Centri di Eccellenza, biblioteche, laboratori ed aule
attrezzate nonché banche dati, campi sperimentali, Centri di Calcolo, grafici, e di
riproduzioni con a disposizione spazi e strumenti utili per lo svolgimento della ricerca.
In attività consortile con altre Università risultano n. 7 Dottorati, di cui n. 6 con Università
del Centro e Sud Italia e n. 1 Dottorato in cooperazione internazionale. In evoluzione,
rispetto allo scorso anno, risulta, invece, l’intenzione di procedere verso forme di
accorpamento dei Corsi di Dottorato; difatti, il 62% dei Coordinatori dei Corsi di Dottorato
ha dichiarato di avviare iniziative di accorpamento. Da segnalare, al riguardo, nel corso
dell’anno 2005 la costituzione di una Scuola di Dottorato “Hard Science” tra i Corsi di
Dottorato in “Fisica”, “Metodologie Chimiche Inorganiche”, “Metodologie per lo Sviluppo
21
Le voci utilizzate sono state univocamente definite dal CNVSU nel DOC 1/04 e provengono dai bilanci consuntivi di
Ateneo (DM 5/12/2000). Per ulteriori approfondimenti si consulti il sito http://nuclei.cnvsu.it/bilanci.html.
25
Il Sistema Dipartimentale e l’attività di ricerca
di Molecole di Interesse Farmacologico” e “Scienze e Tecnologie delle Mesofasi e dei
Materiali Molecolari”.
Positivo è il fatto che circa l’80% dei Corsi di Dottorato:
 provveda all’incentivazione della mobilità dei dottorandi (con contributi nelle spese
di viaggio e missioni);
 metta in atto collaborazioni con Enti, Organizzazioni e Istituzioni pubbliche e private
sia italiane che straniere;
 conduca una valutazione della produzione scientifica dei dottorandi.
È da segnalare, infine, l’implementazione della banca dati POLARIS con la raccolta della
produzione scientifica, oltre che dei componenti il Collegio dei docenti, anche del personale
in formazione.
Nel biennio 2004-2005 il numero complessivo dei dottorandi e/o assegnisti risulta pari a n.
1.305 di cui 715 (ossia il 54,78%) con circa n. 3 pubblicazioni per unità di personale.22
L’internazionalizzazione dei Corsi di Dottorato si attua attraverso:
 l’attrazione di studenti di altra nazionalità;
 varie forme di attività scientifica all’estero (stage, collaborazioni tesi in cotutela,
rilascio di titoli congiunti).
Il primo aspetto evidenzia la presenza di numero 25 allievi stranieri frequentanti i Corsi di
Dottorato di cui 2 del XVI ciclo, 7 del XVII, 3 del XVIII, 4 del XIX e 9 del XX.
Dalle altre forme di internazionalizzazione emergono n. 329 collaborazioni scientifiche
all’estero (58% degli iscritti), in particolare:
 le tesi in “cotutela” sono circa il 16%;
 meno dell’1% sono i titoli congiunti;
 il 67% attua collaborazioni con Atenei ed altri Enti stranieri;
 i soggiorni per periodi superiori a tre mesi in Paesi stranieri corrispondono al 15%
del totale.23
Il Nucleo nel continuare a raccomandare politiche di accorpamento dei Corsi di
Dottorato, laddove siano presenti similarità nel percorso e negli obiettivi formativi,
invita i Coordinatori dei Corsi a rafforzare l’attività consortile e i processi di
internazionalizzazione, soprattutto nelle forme delle tesi in cotutela, dei titoli congiunti
e degli stage all’estero consolidando, nello stesso tempo, i rapporti di collaborazione
con il territorio per favorire l’occupabilità dei dottori di ricerca in contesti produttivi e di
ricerca coerenti con la formazione acquisita.
22
23
Si veda la tabella n. 74 disponibile in allegato nel cd rom dell’anno 2005 e sul sito Internet http://nucleo.unical.it.
Si veda la tabella n. 74 disponibile in allegato nel cd rom dell’anno 2005 e sul sito Internet http://nucleo.unical.it.
26
Valutazione delle attività formative
4. Valutazione delle attività formative.
Si premette alla presente sezione che nel complesso le iniziative del Nucleo di Valutazione e
la risposta delle Facoltà permettono di sostenere che, per quanto riguarda la valutazione
delle opinioni degli studenti frequentanti e degli studenti che concludono gli studi, sono
presenti presso l’Università della Calabria alcuni elementi che, se ulteriormente coltivati,
potranno condurre a una sistematica azione di “assicurazione interna della qualità”.
Se si dovesse mirare a raggiungere la posizione più avanzata, e in linea con i requisiti
europei espressi da ENQA e adottati dagli stati membri CE 24 e integrati da scelte di progetto
coerenti con la definizione delle competenze obiettivo25, i punti di forza della attuale
posizione dell’Ateneo sarebbero:
 l’ottima organizzazione, altamente professionale, della rilevazione dell’analisi
centralizzata dei dati, relativi ai Corsi di Studio, che vengono forniti alle Facoltà in
modo unificato e certificabile,
 la presenza di azioni ormai sistematiche di interpretazione dei dati condotte dalla
maggior parte delle Facoltà,
mentre punti di debolezza sarebbero:
 il fatto che non tutte le Facoltà siano ancora pienamente in grado di monitorare e
documentare l’effetto delle azioni correttive dichiarate e intraprese a seguito delle
valutazioni degli anni precedenti,
 il fatto che l’Ateneo non persegua una esplicita politica di gestione in qualità; occorre
qui notare che lo stesso MUR non ha incoraggiato il sistema degli Atenei in questa
direzione.
4.1. Il sistema di valutazione.
L’Università della Calabria ha impostato un articolato sistema di valutazione della didattica
che comprende cinque attività che hanno raggiunto un diverso grado di evoluzione e
maturazione.
La prima fa riferimento all’analisi degli indicatori di processo e di risultato costruiti
seguendo lo schema26 utilizzato dal Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema
Universitario (CNVSU) - Nota MIUR prot. 319 del 16/2/2000.
La seconda è svolta dal Nucleo di Valutazione dell’Università della Calabria in attuazione
della Legge 19 ottobre 1999, n. 370, G.U. n. 252 del 26/10/1999.27
La terza riguarda il processo di valutazione dell’intero percorso di studi e si basa sull’analisi
delle opinioni degli studenti che concludono gli studi. Tali opinioni sono state raccolte a
partire dalla sessione di Laurea autunnale dell’anno solare 2003 attraverso il questionario
AlmaLaurea. Dal 1° gennaio 2004 il questionario è stato integrato con il set minimo di
24
L. 64/60 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea 4.3.2006, Raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio del 15 febbraio 2006 sul proseguimento della cooperazione europea in materia di certificazione della qualità
nell’istruzione superiore (2006/143/CE).
25
Commission of the European Communities, “Proposal for a Recommendation of the European Parliament and of the
Council on the establishment of the European Qualifications Framework for lifelong learning”, Brussels 5 sept. 2006,
COM (2006) 479 final, 2006/0163 (COD).
26
L. 370/99 art. 2, comma 1 lettera c).
27
Si ricorda che i Nuclei sono tenuti ad acquisire “…periodicamente, mantenendone l’anonimato, le opinioni degli
studenti frequentanti sulle attività didattiche…” (Legge 19 ottobre 1999, n. 370 (G.U. 252 del 26.10.1999), art. 1,
comma 2).
27
Valutazione delle attività formative
domande proposto dal CNVSU nel documento DOC 4/03. Nella presente relazione, al
paragrafo 4.4, sono riportati i risultati dell’indagine relativa all’anno solare 2005.
La quarta consiste nell’aver stimolato, da parte del Nucleo, un processo di analisi
approfondita delle Facoltà. Nel corso dell’Anno Accademico 2001/2002 il Nucleo di
Valutazione proponeva e il Rettore richiedeva che le Facoltà commentassero i dati della
valutazione 2000/2001 con un rapporto trasmesso in tempi utili (30 settembre del 2001)
affinché il Nucleo lo potesse valutare e inserire in appendice alla relazione da trasmettere
entro il 30 aprile 2002. Pervenivano allora i rapporti di tutte le Facoltà: Economia,
Farmacia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze Politiche, Scienze Matematiche Fisiche e
Naturali.
La quinta attività, a partire dal 2006, consiste nell’invio ai Presidi di Facoltà dell’analisi
degli sbocchi occupazionali ad un anno dalla Laurea provenienti dall’indagine
“AlmaLaurea” di cui si riporta un estratto nel paragrafo 4.5. Anche questi dati confluiscono
nella base informativa che i Presidi possono utilizzare per redigere la relazione del 30
settembre.
Si è, quindi, configurata la messa a sistema delle rilevazioni opinioni studenti, laureandi e
laureati (uno degli elementi essenziali di un Sistema di Gestione in Qualità), integrandola in
un processo di osservazione continua dell’andamento dei Corsi di Studio e di azioni sia
correttive sia di miglioramento. Un atto conseguente è stata la richiesta alle Facoltà e ai
Corsi di Studio di indicare quali azioni correttive fossero state intraprese a fronte delle
problematiche che le indagini hanno consentito di individuare. In seguito, attraverso atti
successivi descritti nelle relazioni annuali del Nucleo, si metteva questo processo di
autogoverno e di valutazione a regime, con la richiesta alle Facoltà e ai Corsi di Studio scadenza 30 settembre di ogni anno - del rapporto di autovalutazione basato sui dati
dell’Anno Accademico che sta terminando.
Tale processo si sostanzia in un’attività di riesame dell’andamento dei Corsi di Studio e
nell’attivazione di azioni sia correttive sia di miglioramento 28. Tale processo ora include
l’esame degli sbocchi occupazionali ad 1 anno dalla Laurea. In dettaglio, il sistema prevede
che entro il 30/09 di ogni anno venga predisposto da parte delle Facoltà un rapporto di
autovalutazione basato sui risultati dell’attività didattica appena terminata.
In tale rapporto devono essere trattate tematiche relative:
 agli effetti delle azioni correttive intraprese sulla base dei dati raccolti ed analizzati
per l’Anno Accademico precedente;
 all’analisi dei dati raccolti nel corrente Anno Accademico, descrivendo gli eventuali
indicatori calcolati, evidenziando le eventuali criticità presenti ed effettuando
opportuni confronti con i dati raccolti nel precedente Anno Accademico;
 alle azioni intraprese sulla base dell’analisi svolta sui dati relativi al corrente Anno
Accademico e la loro eventuale continuità con azioni intraprese nel precedente Anno
Accademico;
 al piano di pubblicizzazione delle analisi, azioni ed esiti tra docenti e studenti dei vari
Corsi di Studio.
28
Per l’approfondimento del processo di analisi - intervento si rimanda alla Relazione del Nucleo di Valutazione - Anno
2002 - http://nucleo.unical.it/pubblicazioni/short%20anno%202002.pdf.
28
Valutazione delle attività formative
4.2. L’indagine sulla valutazione delle attività didattiche da parte degli studenti.
La rilevazione delle opinioni degli studenti frequentanti mira essenzialmente ad accertare ed
a misurare le loro percezioni sulla funzionalità delle strutture, sull’organizzazione e sulla
qualità dell’attività didattica e delle lezioni svolte dai docenti. Dall’analisi degli aspetti che
più incidono sulla soddisfazione degli studenti frequentanti, gli Organi Istituzionali
dovrebbero delineare efficaci azioni volte al miglioramento delle interfacce
docente/studente e Istituzione/studente in sede di erogazione della didattica.
Alla luce dei cambiamenti introdotti dalla riforma i fattori che appaiono incidere
maggiormente sulla qualità della didattica erogata sono:
 l’adeguatezza del materiale didattico, indicato e fornito, allo studio della materia
dell’insegnamento;
 il carico di studio richiesto dall’insegnamento in relazione ai crediti formativi
assegnati;
 la valutazione dell’efficacia del docente e dell’organizzazione e del Corso di Studi e
dell’insegnamento;
 l’adeguatezza delle strutture e degli strumenti alle esigenze didattiche.
Sono stati, quindi, tralasciati tutti gli aspetti che in qualche modo sono collegati alla qualità
dei contenuti dell’insegnamento, sulla cui valutazione dovrebbero essere chiamati ad
esprimersi altre figure universitarie, meglio se in un processo di gestione della qualità da
parte del Corso di Studi e della Facoltà.
Per la pianificazione dell’indagine è stato costituito un gruppo di progettazione che ha
definito gli aspetti contenutistici ed implementativi. Il Nucleo di Valutazione ha dato
mandato al gruppo di progettazione, formato da un membro del Nucleo, dalla Commissione
permanente per la valutazione della didattica29 , dal Responsabile dell’Ufficio di Supporto al
Nucleo di Valutazione e da un consulente esterno esperto in progettazione e gestione di
indagini statistiche, di procedere alla definizione del piano di fattibilità dell’indagine sulla
base dei seguenti principi guida concordati collegialmente:
 garantire la massima comparabilità con i risultati delle indagini svolte negli anni
precedenti;
 promuovere la più elevata condivisione all’indagine da parte degli studenti;
29
Tale Commissione è formata da delegati nominati dai Presidi di tutte le Facoltà dell’Ateneo.
29
Valutazione delle attività formative
 restituire in tempi brevi i risultati delle valutazioni ai docenti;
 operare scelte metodologiche che garantiscano la massima comparabilità dei risultati
sia a livello locale, tra le varie Facoltà, che a livello nazionale, tra i vari Atenei;
 studiare efficaci forme di divulgazione dei risultati tra tutte le parti interessate
(Organi Accademici, Presidenti di Corso di Laurea e di Diploma, docenti,
rappresentanti degli studenti, studenti);
 favorire la segnalazione di eventuali problemi o suggerimenti da parte dei docenti e
degli studenti all’impianto dell’indagine.
Per garantire la massima confrontabilità dei risultati dell’indagine a livello nazionale anche
per l’A.A. 2004/2005 il Nucleo ha deciso di adottare il questionario proposto dal CNVSU
nel documento DOC 9/02. Non sono state aggiunte altre domande rispetto al set minimo di
domande richieste.
Da un punto di vista operativo, l’indagine si articola in 11 macrofasi, ognuna delle quali è
composta da più microfasi. Vista la sua natura ciclica, si mette in evidenza che per ogni
ciclo di rilevazione di ciascuna Facoltà, si ripetono tutte le macrofasi che attengono alla
preparazione delle rilevazioni, alla raccolta dei questionari in aula, all’acquisizione dei dati
tramite lettura ottica, alle attività di spoglio, revisione ed elaborazione dei dati ed infine alla
trasmissione dei risultati ai Presidi di Facoltà (nello schema seguente si riporta la struttura
delle fasi dell’indagine).
Grazie alla costante attività di verifica sulla qualità dell’indagine è stato possibile migliorare
alcune procedure inerenti le varie fasi dell’indagine.
In particolare, è stato realizzato un modulo aggiuntivo del software utilizzato nella gestione
informatizzata delle fasi di rilevazione, che consente di monitorare l’andamento delle
rilevazioni, e di registrare le mancate rilevazioni e le relative cause. Questo strumento è
30
Valutazione delle attività formative
stato realizzato grazie ad una precedente analisi delle tipologie di problema riscontrato
durante la fase di rilevazione e alla loro classificazione. L’utilizzo del software ha
consentito l’implementazione di procedure correttive per minimizzare la frequenza delle
mancate rilevazioni.
Inoltre, sono state implementate alcune migliorie, mirate a minimizzare la possibilità di
commettere errori nella fase di caricamento in banca dati dei codici associati ai moduli da
valutare e delle informazioni inerenti l’esito della rilevazione.
È stata predisposta la lista di verifica30 dell’indagine “IVADIS” che contiene, in forma
strutturata, tutte le informazioni sulle scelte effettuate in fase di progettazione e di
esecuzione dell’indagine evidenziando, in particolare, le strategie adottate per il controllo
dell’errore non campionario.
Particolare attenzione è stata posta dal gruppo di progettazione nella definizione della
“tempificazione” delle varie attività e delle risorse da utilizzare mentre al consulente esterno
è stato affidato il compito di predisporre il piano di esecuzione delle fasi operative
dell’indagine.
Le principali attività, nonché gli organismi/gruppi di lavoro preposti e le scadenze temporali
sono indicate in tabella 1 disponibile in allegato nel cd rom.
Al termine della rilevazione vengono diffusi i risultati dell’indagine secondo modalità e
contenuti che si differenziano in relazione alle diverse tipologie di destinatari.
Per gli studenti vengono predisposti report periodici contenenti i risultati del periodo
didattico precedente disaggregati a livello di Corso di Studio, indicatori su come la Facoltà
di afferenza utilizza i risultati della valutazione, eventuale documentazione pubblicata sia in
forma cartacea che on-line. Gli studenti interessati possono prenderne visione direttamente
in aula nel corso della rilevazione.
Ai docenti si restituisce al termine della rilevazione la busta contenente le schede compilate
dei commenti personali. Tale prassi è particolarmente efficace poiché consente ai docenti di
avere un riscontro tempestivo delle opinioni degli studenti.
Inoltre, si trasmettono ai docenti che ne fanno richiesta, entro cinque giorni lavorativi, i
risultati delle valutazioni espresse dagli studenti. Le elaborazioni riguardano il calcolo di
frequenze semplici, frequenze percentuali e di un indice che esprime la percentuale di
valutazioni positive registrate. Al docente è data la possibilità di verificare il suo
posizionamento rispetto al Corso di Studi e alla Facoltà. È anche indicata la composizione
della classe in termini di Corso di Studio di appartenenza degli studenti frequentanti. Nella
documentazione restituita al docente viene data evidenza ad alcune misure di qualità dei dati
raccolti (numero questionari bianchi, numero questionari senza risposte mancanti, ecc.).
Ai Presidi di Facoltà i risultati vengono inviati entro quindici giorni lavorativi dalla
conclusione del periodo didattico rilevato. Pertanto i risultati sono disponibili prima
dell’inizio del nuovo periodo didattico. I Presidi di Facoltà ricevono dei report, in formato
excel, disaggregati a livello di singolo modulo relativi al calcolo dell’IVP per ogni item del
questionario. L’IVP è anche disponibile a livello di Corso di Studio e di Facoltà al fine di
consentire utili confronti. All’interno delle tabelle sono evidenziate le situazioni di
particolare criticità e positività. Sono trasmessi anche dati inerenti l’andamento della
rilevazione corredati da valutazioni sui controlli di qualità effettuati.
30
La lista di verifica è l’applicazione dello strumento sviluppato dai ricercatori ISTAT per supportare i progettisti ed i
responsabili della gestione delle fasi operative di un’indagine statistica, avente lo scopo di favorire l’omogeneità della
documentazione per i processi produttivi, permettendo di migliorare le caratteristiche di coerenza e confrontabilità dei
dati prodotti. L’adozione di tale strumento agevola la trasparenza dei dati nei confronti degli utenti finali
dell’informazione; cfr. http://www.sistan.it/strum/docum.html.
31
Valutazione delle attività formative
Ai Presidenti di Corso di Studio, che ne fanno richiesta, vengono trasmessi i risultati
dell’indagine entro cinque giorni lavorativi successivi alla richiesta. I report elaborati
contengono le frequenze semplici, le frequenze percentuali e l’IVP disaggregato a livello di
singolo modulo.
Per ogni modulo è, inoltre, possibile confrontare il valore dell’IVP con quello registrato per
il Corso di Studio e per la Facoltà ed infine, conoscere il Corso di Studio di appartenenza
degli studenti frequentanti. Sono, altresì, trasmesse le informazioni relative all’andamento
della rilevazione al numero di questionari annullati, numero di questionari bianchi, numero
di questionari interamente compilati.
Per gli Organi di Governo dell’Ateneo è disponibile il datawarehouse dell’orientamento. In
merito al datamart AlmaLaurea:
 è stato rilasciato il modello logico;
 sono state testate le procedure di aggiornamento dei dati, pur se non completamente
automatizzate, e sono stati caricati i dati relativi all’anno solare 2004;
 sono stati predisposti diversi report che consentono l’analisi dei dati inseriti dagli
studenti nei questionari nonché‚ l’incrocio di queste informazioni con i dati relativi
alle carriere.
In merito al datamart IVADIS:
 è stato rilasciato il modello logico;
 sono state testate le procedure di aggiornamento, pur se non completamente
automatizzate, solo in fase di start-up. I dati non sono aggiornati;
 non è stato predisposto alcun report. È necessario definire delle specifiche per la
realizzazione dei report.
La disponibilità di tale strumento consentirà non solo di migliorare l’accesso e quindi la
diffusione dei risultati delle due indagini sulle valutazioni degli studenti (IVADIS ed
AlmaLaurea) ma, anche, di effettuare approfondite analisi su altre importanti dimensioni
che incidono sulla qualità della didattica in relazione alle caratteristiche degli studenti
(Scuola Superiore di provenienza, voto di Diploma, performance universitaria, ecc.).
4.3. I risultati dell’indagine IVADIS sulla soddisfazione dei frequentanti.
Di seguito si riportano le statistiche sulla rilevazione e le sintesi dei risultati organizzati per
Ateneo e per Facoltà.
4.3.1. Il tasso di copertura dell’indagine.
Durante l’A.A. 2004/2005 sono stati valutati 2.347 moduli su un totale di 2.382 valutabili.
Gli insegnamenti/moduli attivati da una Facoltà in un periodo didattico sono definiti
“valutabili” se rispondono alle seguenti caratteristiche:
 siano articolati in almeno 24 ore di lezione;
 facciano conseguire almeno 3 crediti formativi;
 l’attività didattica non sia svolta prevalentemente in un Laboratorio;
 l’attività didattica prevalente non sia costituita da esercitazioni, seminari e/o altre
attività integrative.
Agli insegnamenti strutturati su due o più moduli in due periodi didattici diversi, tenuti dal
medesimo docente e seguiti dagli stessi studenti per l’intera durata dei moduli, corrisponde
32
Valutazione delle attività formative
un’unica rilevazione; identica situazione si configura per gli insegnamenti ed i moduli
mutuati o attivati contemporaneamente da più Corsi di Laurea.
Gli insegnamenti/moduli sono definiti “valutati” se per essi si possiede una scheda di
rilevazione.
Per il calcolo del tasso di copertura a livello di Facoltà è stata utilizzata la seguente formula:
valutati
TFac  
*100
valutabili
In conformità a queste definizioni si ottiene a livello di Ateneo il tasso di copertura del
98,5% (vedi tabella 2 in allegato).
Nella voce “Interfacoltà” si considerano i “Corsi attivati con il concorso di più Facoltà”31; in
particolare per quanto riguarda l’Università della Calabria sono attivati i seguenti Corsi di
Studio Interfacoltà:
 Scienze Turistiche, Laurea di primo livello (attivato con il concorso delle Facoltà di
Economia e Lettere e Filosofia);
 Scienze della Formazione Primaria, Laurea di primo livello (attivato con il concorso
delle Facoltà di Lettere e Filosofia e SMFN);
 Scienze Geo-Topo-Cartografiche, Territoriali, Estimative ed Edilizie, Laurea di
primo livello (attivato con il concorso delle Facoltà di SMFN, Ingegneria ed
Economia).
Nella tabella 3 in allegato vengono messi a confronto i risultati relativi alle rilevazioni
effettuate durante le cinque indagini (IVADIS1 - A.A. 2000/2001, IVADIS2 - A.A.
2001/2002, IVADIS3 - A.A. 2002/2003, IVADIS4 - A.A. 2003/2004, IVADIS5 - A.A.
2004/2005) fino ad ora svolte.
Anche per l’Anno Accademico 2004/2005 è stato effettuato il calcolo del tasso di copertura
non solo a livello di Facoltà, ma anche a livello di Corso di Studio. La modalità di calcolo
tra i due tassi si differenzia, in quanto cambia la definizione di insegnamento/modulo
valutabile. Tale diversità è dovuta alla presenza delle “mutuazioni” che in questo caso
vengono trattate come insegnamenti attivi, in quanto costituiscono l’offerta formativa del
Corso di Studio.
4.3.2. Il grado di partecipazione.
Nell’Anno Accademico in esame sono stati compilati dagli studenti frequentanti 82.762
questionari, con un decremento dello 0,22% rispetto all’Anno Accademico precedente; va
tuttavia notato come il numero di questionari validi sia rimasto pressoché costante.
Il tasso di partecipazione, calcolato come rapporto tra numero di questionari raccolti e
numero di iscritti regolari ai Corsi di Studio interessati dalla rilevazione è pari al 4,8% (vedi
tabella 4 in allegato). Nella tabella 4 si riportano i totali dei questionari raccolti nelle diverse
Facoltà e il totale dei questionari ritenuti validi ai fini dell’elaborazione, rispettivamente per
gli Anni Accademici 2000/2001, 2001/2002, 2002/2003, 2003/2004 e 2004/2005.
Si precisa, inoltre, che ai fini del calcolo del tasso di partecipazione sono stati considerati
anche gli insegnamenti con frequenza di studenti inferiore a 2, mentre le fasi di lettura ed
elaborazione hanno interessato tutti gli insegnamenti su cui abbiano espresso la loro
valutazione almeno due studenti.
31
Cfr. http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/0029Determ_cf2.htm.
33
Valutazione delle attività formative
4.3.3. Il livello di soddisfazione degli studenti frequentanti.
La tabella 5, in allegato, riporta per tutte le domande le frequenze assolute e percentuali
calcolate a livello di Ateneo.
Si precisa che il criterio utilizzato per l’individuazione delle criticità/positività32 è stato il
seguente:
 le criticità sono state evidenziate in grassetto per le domande del questionario che
hanno ottenuto un giudizio negativo cumulato (“Più NO che SI” e “Decisamente
NO”) superiore al 33%;
 le positività sono state evidenziate in corsivo per le domande del questionario che
hanno ottenuto un giudizio positivo cumulato (“Più SI che NO” e “Decisamente SI”)
superiore all’80%.
Per analizzare il livello di soddisfazione degli studenti frequentanti sono state effettuate
elaborazioni non solo a livello di Ateneo ma anche a livello di Facoltà. L’output prodotto è
costituito da un serie di tabelle e grafici disponibili sul cd rom allegato.
Si vede chiaramente che le aree critiche da segnalare all’attenzione delle politiche d’Ateneo,
sono quelle individuate dalle domande A1, A2, B1, C1, C4, D1, D2 (segnalate dal carattere
grassetto), relative all’accettabilità del carico di studi, all’organizzazione complessiva, alla
dichiarazione delle modalità d’esame, alla sufficienza delle conoscenze preliminari, alla
proporzionalità dei crediti rispetto al carico di studio, all’adeguatezza delle aule e
all’adeguatezza dei locali e delle attrezzature per le attività integrative.
Invece, di particolare rilevanza positiva sono le risposte (segnalate dal carattere corsivo) alle
domande B2 (relativa al rispetto della durata delle lezioni da parte del docente) ed alla
domanda E1 (relativa all’interesse verso la disciplina).
Nella tabella 6 si riporta la graduatoria delle percentuali di risposte positive per tutte le
domande. Si fornisce, inoltre, il dettaglio di tutte le modalità di risposta. All’interno della
tabella è riportato, per fini comparativi, il dato percentuale sulle modalità di risposta
registrate a livello di Ateneo.
La tabella 7 mostra le percentuali di risposte positive per ogni domanda, suddivise per
Facoltà. Vengono, inoltre, riportate le percentuali registrate a livello di Ateneo.
4.4. I risultati dell’indagine AlmaLaurea sulla soddisfazione dei laureati.
Nel presente paragrafo sono riportati i principali risultati dell’indagine svolta in
collaborazione con il Consorzio AlmaLaurea sulle opinioni degli studenti che hanno
concluso gli studi nell’anno solare 2005 relativamente all’esperienza universitaria. La
raccolta delle valutazioni è avvenuta utilizzando il set minimo di domande, proposto
nell’aprile 2003 dal CNVSU, inserito nel questionario AlmaLaurea che l’Ateneo
somministra dal settembre 2003 ai propri laureandi. Per una descrizione dettagliata della
metodologia adottata si rimanda alla pubblicazione Doc. 4/03 ed al volume, “Profilo dei
Laureati 2005” edito dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea. Appare necessario
precisare che la compilazione del questionario non è obbligatoria e che pertanto si sono
attivate numerose iniziative volte alla sensibilizzazione dei laureandi.
L’esigenza di monitorare e raccogliere le opinioni degli studenti che concludono gli studi
nasce dalla consapevolezza di dover rendere disponibile agli Organi di Governo
dell’Ateneo, alle Commissioni didattiche ed al Settore Orientamento, una documentazione
32
Vedi tabella 6 e 7 in allegato.
34
Valutazione delle attività formative
rigorosa, tempestiva e confrontabile, volta a favorire una migliore conoscenza delle capacità
formative dell’Ateneo, il miglioramento dei processi decisionali e della programmazione
delle attività, con particolare riferimento a quelle didattiche e di servizio destinate al mondo
studentesco.
Il paragrafo è organizzato in obiettivi della ricerca, l’universo di riferimento, l’andamento
della rilevazione e le opinioni degli studenti che concludono gli studi.
4.4.1. Gli obiettivi.
L’obiettivo principale dell’indagine è quello di disporre di elementi che consentano agli
Organi Decisionali dell’Ateneo di adottare strategie volte ad aumentare l’efficacia del
servizio formativo offerto.
In particolare l’indagine si propone di cogliere le valutazioni dell’esperienza universitaria da
parte degli studenti che concludono gli studi sull’adeguatezza delle principali infrastrutture
didattiche, sulle attività didattiche (carico di studio, materiale didattico, organizzazione
esami, modalità di conduzione degli esami, prova finale), sulla qualità del sostegno fornito
dall’Ateneo in riferimento allo studio all’estero ed allo stage/tirocinio, sul riconoscimento
dei crediti per coloro che hanno attuato il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento e sul
livello di soddisfazione generale rispetto al Corso di Studio seguito.
Nel questionario è, inoltre, prevista una domanda inerente le aspirazioni future dei laureandi
al fine di trarre utili indicazioni su quali iniziative intraprendere per facilitare l’inserimento
nel mondo del lavoro dei neolaureati.
4.4.2. L’universo di riferimento.
Dai dati amministrativi desunti dalla Segreteria Studenti sono state costruite le tabelle
numerate da 8 a 17 (consultabili sul cd rom allegato) che mostrano il profilo dei laureati in
esame. Il numero di coloro che hanno terminato il Corso di Studi nel periodo considerato è
pari a 5.323 unità.
La tabella 8 mostra la distribuzione dei laureati per Facoltà e tipo di Laurea conseguita.
Ingegneria risulta l’unica Facoltà in cui la percentuale di laureati maschi supera il 50%
raggiungendo infatti il valore di 73,6% in leggera diminuzione rispetto all’anno solare 2004.
Da segnalare la percentuale di laureate registrato per la Facoltà di Lettere e Filosofia che
anche per l’anno solare in esame si attesta su un valore superiore al 75%.
Le tabella 9 riguarda l’analisi per Facoltà dell’età alla Laurea, della durata media degli studi,
del punteggio medio agli esami e del voto medio di Laurea dei rispondenti considerando la
tipologia di titolo conseguito. Si precisa che per i diplomati non sono ancora disponibili i
dati certificati per il calcolo dell’età media alla Laurea (il valore mancante è indicato nella
tabella come N.P.).
4.4.3. L’andamento della rilevazione.
Le informazioni relative al “Profilo dei laureati” nascono dall’integrazione delle
informazioni fornite dalla Segreteria Studenti con i dati desunti dai questionari AlmaLaurea
compilati dagli studenti al momento della presentazione della domanda di Laurea.
La tabella 10 mostra, a livello di Facoltà, il numero effettivo di questionari compilati sul
totale dei laureati nel periodo in esame.
35
Valutazione delle attività formative
Dalla tabella si evince che il 5,5% dei laureati ha deciso di non voler compilare il
questionario. Il dato risulta migliorato se confrontato con l’andamento della rilevazione
dell’anno solare 2004 in cui la percentuale dei questionari non compilati era dell’11,6%.
Il tasso di risposta (numero dei questionari compilati sul numero dei laureati) risulta pari a
94,5%.
La suddivisione per Facoltà consente di osservare come il tasso di risposta più alto riguardi
la Facoltà di Ingegneria (97,6%) e comunque per l’anno solare 2005 il tasso di risposta è
superiore al 90% per ogni Facoltà. Registrano un miglioramento rispetto all’anno solare
2004 le Facoltà di Farmacia e Scienze Politiche (intorno ai 20 punti percentuali in più).
Le valutazioni saranno basate sulle opinioni date dai 5.028 laureati che hanno compilato il
questionario, inoltre, date le caratteristiche dell’indagine è necessario prendere in esame
anche la distribuzione delle risposte date alla domanda “Quanti insegnamenti, tra quelli
previsti dal suo Corso di Studi, ha frequentato regolarmente?” e pertanto verranno
considerate le valutazioni espresse dai laureati che rispondono di avere frequentato
regolarmente almeno il 25% degli insegnamenti previsti dal loro Corso di Studi, eliminando
anche coloro che non hanno risposto al quesito.
Il campione così ottenuto è composto da 4.949 laureati. L’analisi degli scostamenti tra
popolazione e campione non evidenzia particolari condizioni di criticità pertanto si può
ritenere che il campione dei rispondenti sia sufficientemente rappresentativo.
4.4.4. La soddisfazione della didattica da parte di coloro che concludono gli studi.
Di seguito si riportano le valutazioni positive espresse dai laureati, al netto delle mancate
risposte relativamente:
1. all’adeguatezza delle principali infrastrutture didattiche e al loro
utilizzo nell’arco del percorso di studio (tabelle 12 e 13);
2. alla didattica che è stata loro erogata (carico di studio, materiale
didattico, organizzazione esami, modalità di conclusione degli esami,
prova finale)33;
3. alle attività di supporto fornite dall’Ateneo in riferimento a due attività
significative dell’esperienza di studio: studio all’estero e stage/tirocinio.
Inoltre si è analizzata l’opinione riguardo al riconoscimento dei crediti
di coloro i quali hanno attuato il passaggio dal vecchio al nuovo
ordinamento (tabella 16 in allegato);
4. al giudizio complessivo sull’esperienza universitaria appena conclusa,
gli eventuali ripensamenti e le prospettive future in relazione alle
possibili scelte di prosecuzione di attività lavorative già in corso, di
ricerca di impiego, di proseguimento degli studi universitari in un
Corso di livello superiore (vedi tabella 17).
Dalle tabelle 12 e 13 si evince come i laureati dichiarino adeguate le aule e gli altri luoghi in
cui si sono svolte attività didattiche, premiano la biblioteca come luogo di supporto allo
studio mentre solo il 31,6% dichiara adeguati i luoghi (diversi dalle biblioteche) dediti allo
studio individuale.
Infine risulta che il 60,9% dei rispondenti dichiara di ritenere non adeguato il numero delle
postazioni informatiche presenti.
33
Vedi tabelle 14 e 15 in allegato.
36
Valutazione delle attività formative
I laureati (tabella 14) esprimono piena soddisfazione per il materiale didattico, infatti il
93,3% lo ritiene adeguato quasi sempre o per più della metà degli esami. Elevato è il grado
di soddisfazione anche per l’organizzazione degli esami, il 77,4% dei rispondenti è, infatti,
soddisfatto quasi sempre o per più della metà degli esami.
Riguardo alla sostenibilità del carico di studio necessario per sostenere gli esami, l’87,3%
esprime valutazioni positive e solo l’1,4% dei rispondenti lo ritiene decisamente
insostenibile.
Per quanto riguarda invece un punto cruciale ed essenziale dell’attività di formazione, ossia
se l’effettiva preparazione acquisita rispecchi i risultati ottenuti agli esami, il 46,2%,
dichiara che per più della metà degli esami la loro preparazione rifletta verosimilmente i
risultati ottenuti e per il 32,5% questa preparazione è sempre stata riconosciuta in sede
d’esame.
Altrettanta soddisfazione si ritrova relativamente alla supervisione della prova finale (vedi
tabella 15) dove il 47,1% dichiara decisamente positiva l’attività di coordinamento della
prova finale di Laurea preparata.
Positive anche le valutazioni sul Corso di Studio.
Il 90% degli intervistati si dichiara, infatti, complessivamente soddisfatto del Corso di
Studio frequentato.
A conferma e a controllo di quanto appena affermato si vedano i risultati relativi alla
domanda “Se potesse tornare indietro, si iscriverebbe di nuovo all’Università” in cui
troviamo che il 69,3% dei rispondenti se potesse tornare indietro si iscriverebbe allo stesso
Corso di Laurea di questo Ateneo, mentre è decisamente bassa la percentuale dei
rispondenti che si iscriverebbe ad un altro Ateneo (solo il 15,9%).
La domanda finale (tabella 17) intende rilevare le aspirazioni future degli studenti che
concludono un Corso di Studi: si evince come la maggioranza dei rispondenti intenda
adoperarsi alla ricerca di un’occasione di lavoro (45,1%).
4.5. Gli sbocchi occupazionali dei laureati ad un anno dalla Laurea.
Nel presente paragrafo vengono riportati i risultati emersi dall’indagine condotta in
collaborazione con il Consorzio AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati
dell’Ateneo: i dati sono stati raccolti mediante questionario somministrato tramite intervista
telefonica, ad un anno dal conseguimento del titolo, a coloro che avevano già compilato il
questionario on-line al momento della Laurea. 34
Si ricorda che, nel nostro Ateneo, il servizio AlmaLaurea è partito dal settembre 2003,
pertanto i primi laureati che l’indagine AlmaLaurea poteva coinvolgere sono gli studenti che
hanno conseguito il titolo nel periodo maggio-agosto 200435 e che, quindi, nell’ottobre 2005
erano in possesso della Laurea da un anno.
L’obiettivo primario che questa indagine si pone è quello di valutare le esperienze di lavoro
e di formazione intraprese dai laureati nel loro percorso post-universitario ad uno, tre, e
successivamente, cinque anni dalla Laurea.
34
Fonte: http://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione04/note_metodologiche.shtml.
L’analisi della sola sessione estiva riduce, da un lato, il collettivo in esame ma dall’altro garantisce l’effettiva identità
dell’intervallo di tempo trascorso tra Laurea ed intervista. AlmaLaurea ha effettuato specifici approfondimenti che
hanno consentito di verificare la sostanziale rappresentatività dei laureati delle sessioni estive rispetto al complesso
della popolazione dell’anno solare.
35
37
Valutazione delle attività formative
La necessità di verificare l’efficacia dell’esperienza universitaria su coloro che hanno avuto
carriere di studio regolari, ci ha portato alla scelta di condurre l’analisi degli sbocchi
occupazionali esclusivamente sui laureati che si sono immatricolati ed hanno conseguito la
Laurea triennale al nuovo ordinamento che per comodità si definiscono “puri” 36.
I risultati di seguito presentati ci offrono certamente spunti di riflessione per un primo
bilancio sulla riforma universitaria.
Il paragrafo è organizzato in due parti, la prima relativa alla popolazione oggetto d’indagine,
la seconda relativa all’analisi dei risultati ottenuti.
4.5.1. Caratteristiche della popolazione e del campione.
La tabella 18 in allegato mostra la distribuzione dei 1.781 laureati del periodo maggioagosto 2004 che avevano compilato il questionario AlmaLaurea in sede di Laurea: i dati
sono organizzati per Facoltà, genere e tipo di Laurea conseguita.
La tabella 19 riporta l’analisi, per Facoltà e per tipologia di titolo conseguito, della durata
media degli studi, dell’età alla Laurea, del voto medio agli esami e del voto medio di Laurea
dei laureati.
I 1.781 laureati pur non essendo la totalità dei laureati dell’Ateneo nell’anno solare 2004
possono essere considerati un campione abbastanza rappresentativo, infatti dall’analisi delle
variabili sopra riportate, confrontate con quelle dell’intera popolazione dei laureati 37 non
emergono scostamenti significativi tali da evidenziare particolari situazioni di criticità.
L’indagine sugli sbocchi occupazionali ad un anno dalla Laurea ha coinvolto 329 laureati
triennali e 1.262 laureati pre-riforma con un tasso di partecipazione pari al 93,5% per i
triennali e dell’88,3% per i laureati vecchio ordinamento. Il confronto fra i laureati “puri”
dell’intero anno solare e quelli del campione preso in esame evidenzia alcune sensibili
differenze fra i due collettivi spiegabili con la peculiarità dei periodi considerati. Infatti
nell’anno solare 2004 non può essere ancora considerata a regime per gli Atenei italiani la
riforma del nuovo ordinamento. In sostanza per le Facoltà di Economia e Lettere e Filosofia
si prendono in considerazione i primi laureati e per le restanti Facoltà si sono considerati
laureati che al massimo potevano aver concluso gli studi con un anno di ritardo. Comunque,
la particolarità della popolazione di riferimento è confermata dai risultati dell’analisi che
mostrano una elevatissima proporzione di laureati che proseguono negli studi.
Nella tabella 20 si riporta la distribuzione dei laureati “puri” che hanno costituito il
campione di riferimento per l’analisi.
4.5.2. Analisi degli sbocchi occupazionali dei laureati triennali.
Al momento dell’intervista soltanto il 13,7% degli intervistati (28 laureati) si dichiara
occupato, tra i non occupati quelli che manifestano l’intenzione di cercare attivamente un
lavoro sono il 36,3% (74 laureati) mentre il 50,0% (102 laureati) dichiara di non lavorare e
36
Si precisa che la denominazione qui utilizzata di “puro” differisce da quella definita nel VII Rapporto AlmaLaurea
sulla condizione occupazionale contenuto nel volume “Lavorare dopo la Laurea Caratteristiche e percorsi
occupazionali” edito da “Il Mulino”. Infatti in tale rapporto si considera il laureato “puro” come lo studente giunto in
corso ed in età canonica alla Laurea non gravato da operazioni di passaggio dal vecchio ordinamento o da altre
trasformazioni di precedenti percorsi formativi.
37
Cfr. capitolo 3 “La valutazione della didattica da parte degli studenti che concludono gli studi” - Relazione del
Nucleo di Valutazione - Università della Calabria - Aprile 2005.
38
Valutazione delle attività formative
non cercare lavoro. Ne emerge un quadro occupazionale che può essere meglio
rappresentato nella figura 1 contenuta nel cd rom allegato.
Nella tabella 21 è riportata la distribuzione degli occupati per Facoltà di appartenenza,
genere e natura giuridica del lavoro svolto.
Il dato maggiormente significativo è quello relativo a coloro che decidono di proseguire la
formazione universitaria iscrivendosi ad un Corso di Laurea Specialistica (83,7% del
campione analizzato). Tra questi il 54,9% dichiara di non cercare attualmente lavoro, l’8,2%
risponde di studiare e lavorare contemporaneamente, mentre il restante 36,9% è alla ricerca
di un lavoro.
Nella tabella 22 si mostra la distribuzione per Facoltà ed Ateneo presso cui gli intervistati
dichiarano di continuare gli studi.
Con riferimento ai laureati iscritti alla Laurea Specialistica si osserva (vedi tabella 23 in
allegato) che il 93,4% in sede di conseguimento del titolo si erano espressi favorevolmente
nei confronti dell’ipotesi di proseguire gli studi. Si registra una coerenza perfetta per i
laureati della Facoltà di Ingegneria.
Un dato altrettanto significativo è quello relativo alla soddisfazione complessiva percepita
dai rispondenti sulla esperienza universitaria vissuta (vedi tabella 24).
È evidente, da questa tabella, che l’84,3% dei laureati “puri” al momento del conseguimento
del titolo è soddisfatto complessivamente di come si è svolta la sua esperienza universitaria.
Infine, si riportano le risposte alla domanda, contenuta nel questionario somministrato ad un
anno dalla Laurea, “Se potesse tornare indietro si iscriverebbe di nuovo all’Università?”, in
cui si conferma, sostanzialmente, la valutazione positiva per la propria esperienza
universitaria visto che il 76,0% del campione analizzato rifarebbe la scelta di iscriversi allo
stesso Ateneo (vedi tabella 25 in allegato).
4.6. Il processo di analisi / intervento da parte delle Facoltà.
4.6.1. Sintesi delle relazioni di Facoltà.
L’esame compiuto in questa sezione riguarda le relazioni presentate dalle Facoltà per l’A.A.
2004/2005, e inviate al Nucleo per la data di riferimento del 30 settembre 2006.
Viene aggiunto un commento riguardante le relazioni presentate per l’A.A. 2005/2006,
volto a mettere in luce eventuali variazioni importanti rispetto alle relazioni 2004/2005.
Per l’esame completo di tutte le singole relazioni si rimanda al testo completo delle
medesime depositato presso l’Ufficio di Supporto al Nucleo di Valutazione.
L’esame delle relazioni compiuto dal Nucleo ai fini della presente relazione non verte sui
contenuti ma sulle procedure, sui metodi e sulle azioni descritte dalle Facoltà nonché sulle
indicazioni oggettive prese a base delle valutazioni da parte delle stesse.
Ai fini di una sintesi efficace, l’analisi è articolata sulla base del soddisfacimento dei
“requisiti” indicati in tabella 26 in allegato.
L’esame comparativo delle diverse relazioni di Facoltà nel corso degli ultimi anni mostra
alcuni notevoli progressi, e l’assestamento di alcune eccellenze, nelle modalità di
presentazione dei dati, di analisi, di verifica degli effetti delle azioni intraprese.
Considerate le migliori esperienze emerse nel corso di questi ultimi quattro anni sarebbe ora
tecnicamente possibile unificare a livello d’Ateneo le modalità di redazione delle relazioni
annuali e di dichiarazione/controllo delle azioni correttive, o per lo meno incoraggiare
modalità di redazione più facilmente comparabili e uniformi nel tempo. Nel suo insieme, ciò
39
Valutazione delle attività formative
costituirebbe una porta d’ingresso per l’introduzione di appropriate azioni di “riesame” in
linea con quanto auspicato dai criteri di assicurazione della qualità.
Nel complesso le iniziative del Nucleo e la risposta delle Facoltà permettono di sostenere
che, per quanto riguarda la valutazione delle opinioni degli studenti frequentanti e degli
studenti che concludono gli studi, sono presenti presso l’Università della Calabria
importanti ed essenziali elementi che aprono la strada verso una sistematica assicurazione
della qualità.
È importante sottolineare che tali elementi rappresentano segnali importanti di un’attività di
monitoraggio, ma che l’assicurazione della qualità richiede in più un impegno a tenere sotto
sistematico controllo la progettazione, la messa in opera e il miglioramento del Corso di
Studio.
4.6.2. Facoltà di Economia.
La relazione 2004/2005 è complessivamente impostata, articolata e redatta in modo chiaro,
sintetico, efficace.
La relazione 2002/03 iniziava con un’utile presentazione dei Corsi di Studio attivi e dei loro
obiettivi formativi.
Per il 2003/04, questa presentazione era stata significativamente migliorata, e mantiene lo
stesso schema anche per il 2004/05.
La relazione 2005/2006, paragonata a quella per il 2004/2005, mostra un’analisi puntuale e
attenta. Vengono ammesse con chiarezza situazioni critiche e viene sottolineata la presenza
di valutazioni negative, ricercandone la causa.
L’analisi dei dati mostra un’attenzione notevole da parte della Presidenza ai fattori e inoltre
il miglioramento in alcuni settori a seguito di interventi intrapresi.
Si ritiene quindi che per l’A.A. 2005/2006, e per quanto riguarda l’azione di controllo e
regolazione da parte della Presidenza sull’insieme dei Corsi di Studio, il giudizio sui
ambedue i punti A2 e A3 possa essere aumentato a un valore intermedio tra 2 e 3.
Parimenti, il giudizio sugli interventi (fattore B1, sempre e livello complessivo sulla
Facoltà) può essere alzato al livello 2. 38
Non sono segnalate iniziative autonome all’interno dei singoli Corsi di Laurea. Tuttavia,
mentre alcuni continuano a mantenere forti criticità specialmente per la voce
“organizzazione del Corso”, altri vedono un significativo miglioramento.
Un capitolo “conclusioni”, non presente l’Anno Accademico 2004/2005, mette in evidenza
per il 2005/2006 interventi e miglioramenti:
Le risposte a livello di singoli Corsi di Studio, pur con alcune differenziazioni,
confermano che la criticità più rilevante riguarda l’organizzazione del Corso di
Studio (accettabilità o meno del carico di studio complessivo degli insegnamenti
previsti nel periodo di riferimento, accettabilità o meno dell’organizzazione
complessiva -orari, esami ecc.- degli insegnamenti nel periodo di riferimento).
Questa criticità, che era emersa anche nelle rilevazioni degli scorsi anni, è stata
oggetto di riflessione in tutti gli Organi Decisionali della Facoltà, determinando
proposte operative che hanno riguardato il calendario accademico, la distribuzione
degli insegnamenti nei vari periodi didattici, la distribuzione delle sedute di Laurea
nel corso dell’anno, l’orario dei Corsi. Tutto ciò ha contribuito a far ridurre la
38
Vedi tabella 27 disponibile nel cd rom allegato alla presente relazione e consultabile sul sito Internet del Nucleo di
Valutazione (http://nucleo.unical.it).
40
Valutazione delle attività formative
percentuale delle risposte negative rispetto allo scorso anno, anche se non in misura
rilevante. La Presidenza nel portare a conoscenza i risultati della presente
rilevazione nei vari Organi della Facoltà stimolerà le necessarie riflessioni affinché
questa criticità venga ulteriormente ridotta.
Per quel che concerne l’organizzazione dell’insegnamento si segnala un
miglioramento della soddisfazione degli studenti sia per quanto riguarda il rispetto
degli orari di svolgimento della didattica sia per quanto riguarda la reperibilità dei
professori per chiarimenti e spiegazioni. Si coglie ancora insoddisfazione da parte
degli intervistati sulle definizioni delle modalità degli esami. Per quest’ultimo
problema la Presidenza continuerà ad intervenire in maniera più incisiva affinché le
modalità di esame siano stabilite all’atto della programmazione didattica e ne
monitorerà l’osservanza.
I giudizi sulla valutazione dell’attività didattica e di studio sono largamente positivi:
è aumentata la percentuale di studenti che reputa sufficienti le conoscenze
preliminari, ma ancora in molti non considerano adeguate le attività didattiche
integrative utili ai fini dell’apprendimento. La Facoltà per migliorare questo dato,
nonostante le difficoltà di budget, opererà affinché ai Corsi di Laurea sia assicurato
il necessario supporto.
Sulle infrastrutture le risposte sono spesso contrastanti, sia per quanto riguarda
l’adeguatezza delle aule in cui viene svolta la lezione sia dei locali e delle
attrezzature per le attività didattiche integrative. La Facoltà, come già ribadito nelle
precedenti relazioni, ha pochi margini di manovra per quanto riguarda
l’adeguatezza delle aule (si vede, si sente, si trova posto), stante la carenza di aule di
grandi dimensioni, mentre monitora costantemente lo stato delle attrezzature ed
interviene per migliorarne l’efficienza.
Infine, risulta elevata la soddisfazione degli studenti per gli insegnamenti ed anche
elevato è il loro interesse per gli argomenti impartiti.
I risultati della rilevazione saranno diffusi nei vari Organi della Facoltà (Consiglio
di Presidenza, Consiglio di Facoltà e Consigli di Corsi di Laurea).
4.6.3. Facoltà di Farmacia.
Per il 2002/03 sono presenti tabelle che sintetizzano i risultati dell’indagine opinioni
studenti a livello di Facoltà. Ciò si ripete identicamente per gli A.A. fino al 2005/06. Si
verifica nel tempo un costante ed assai significativo aumento dei questionari raccolti (tasso
di copertura).
Per il 2005/2006 vengono evidenziati miglioramenti rispetto all’anno precedente (soglia del
50% delle risposte non negative su organizzazione complessiva del CdS e carico degli
studi). A tale risultato hanno contribuito anche le Commissioni formate da docenti con lo
scopo di programmare le propedeuticità, la trimestralizzazione degli insegnamenti e gli orari
dei Corsi per tutti i CdS della Facoltà.
Il giudizio emesso relativamente al punto B1 per il 2004/2005 deve essere oggi corretto
portando la valutazione al valore di 2, almeno per gli interventi descritti a livello
centralizzato di Presidenza e Commissione di Facoltà.39
39
Vedi tabella 28 disponibile nel cd rom allegato alla presente relazione e consultabile sul sito Internet del Nucleo di
Valutazione (http://nucleo.unical.it).
41
Valutazione delle attività formative
Resta da notare che l’impianto di valutazione è complessivo (livello aggregato di Facoltà) e
manca un’analisi per Corso di Studi; questa è una caratteristica costante di questa Facoltà
nel corso degli ultimi anni. Un’analisi specifica disaggregata per Corso di Studi
permetterebbe un’analisi più puntuale, specialmente indicando dove le azioni abbiano avuto
successo e dove invece non siano state sufficienti, e per quale motivo.
4.6.4. Facoltà di Ingegneria.
La già eccellente relazione 2002/03 era stata migliorata nella versione 2003/04, che
diventava un documento di riferimento.
Nel complesso, già la relazione 2003/04 forniva molti elementi convincenti che indicavano
un forte e consapevole controllo delle attività didattiche e dei servizi ad esse collegati.
Per il 2004/05: relazione articolata in modo eccellente, con una modalità di redazione molto
efficace.
Per il 2005/2006 la relazione si riconferma eccellente. La documentazione prodotta
fornisce evidenze convincenti che i Corsi di Laurea della Facoltà di Ingegneria sono tenuti
sotto controllo in maniera appropriata. 40
4.6.5. Facoltà di Lettere e Filosofia.
La relazione 2003/04 era estremamente succinta, e riguardava, in sostanza, solo una sintesi
delle azioni correttive o interventi della Facoltà.
Paragonando le relazioni 2002/03 e 2003/04 con quella del 2001/02, si era concluso che la
relazione di questa Facoltà non stesse evolvendo nel tempo a un formato stabile, e
sembrasse invece mostrare una tendenza a una sintesi esasperata.
La situazione è decisamente migliorata nella relazione 2004/05.
Nella relazione 2005/2006 la sezione di analisi dei dati è preceduta da due nuove sezioni:
1. descrizioni degli obiettivi formativi dei Corsi di Studio della Facoltà;
2. politiche di miglioramento.
Alla luce della relazione 2005/2006 si ritiene di poter portare la valutazione dei punti B1 e
B2 al valore 2.41
4.6.6. Facoltà di Scienze Politiche.
La Facoltà prosegue in una sua chiara politica di forte attenzione alle azioni migliorative,
come d’altro canto era già avvenuto in precedenza e dimostrato già dalla relazione del
2000/01.
Nei quattro anni le relazioni mostrano una crescita in articolazione e contenuti; in
particolare la relazione 2003/2004 già aveva un apparato documentario ed esplicativo che la
poneva a un livello ancora superiore rispetto alla relazione dell’A.A. precedente.
Il risultato, allo stadio attuale di queste relazioni, si può considerare di assoluta eccellenza
per quanto riguarda la finissima analisi critica dei dati per singolo CdS; è piuttosto strano, in
questo contesto, che non sia presente quanto è lecito attendersi, e cioè un impianto di azioni
40
Vedi tabella 29 disponibile nel cd rom allegato alla presente relazione e consultabile sul sito Internet del Nucleo di
Valutazione (http://nucleo.unical.it).
41
Vedi tabella 30 disponibile nel cd rom allegato alla presente relazione e consultabile sul sito Internet del Nucleo di
Valutazione (http://nucleo.unical.it).
42
Valutazione delle attività formative
correttive e una corrispondente analisi degli effetti di azioni intraprese negli anni
precedenti. 42
Per il 2005-2006 si conferma il punto di forza della metodologia di analisi dei dati.
La relazione 2005-06 segna un ulteriore cambiamento rispetto al 2004/2005 e agli anni
precedenti. Infatti, per l’analisi 2004/2005, ad ogni Corso di Studi era accompagnata una
tabella recante indicazioni sulle singole voci: modalità di esame, orari delle lezioni,
reperibilità docente, conoscenze preliminari, docente motiva interesse, docente chiaro,
carico di studio proporzionato, materiale didattico adeguato, interesse per argomento Corso,
soddisfazione per il Corso. In compenso compare un’analisi delle due dimensioni “giudizio
sul docente - giudizio sulle diverse discipline e sulla loro organizzazione”. Viene inoltre
utilmente eliminata una appendice di tabelle di difficile lettura.
In ogni caso non viene eliminato il punto debole già rilevato riguardante le azioni correttive.
4.6.7. Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.
Relazione chiara e ben supportata dai dati, espressi a loro volta in forma efficace. Poco
convincente tuttavia l’analisi degli effetti delle azioni correttive intraprese negli anni
precedenti (di fatto, nel 2003/2004).43
La relazione 2005/2006 va letta in congiunzione con quella per l’A.A. precedente: infatti
nell’ultima compare una più convincente esposizione degli effetti delle misure correttive
intraprese nell’anno precedente. Rafforzata inoltre la parte delle azioni da intraprendere.
4.6.8. Sintesi finale.
L’esame complessivo dei punteggi ottenuti in base alla griglia di valutazione qui proposta,
 pur con tutte la cautele dovute quando si cerca di semplificare la complessità di una
valutazione su aspetti così delicati,
 e pur con tutto il riconoscimento dell’incapacità di una classificazione “rozza” di
dare il giusto riconoscimento al notevole sforzo che le Facoltà hanno prodotto nel
quadriennio passato,
consente tuttavia di farsi una prima idea del punto d’arrivo nella direzione di sviluppo di
adeguati sistemi di elaborazione e commento del dato e di adeguate iniziative di riesame del
Corso di Studio.
Le indicazioni più alte (extra - 3 punti) invitano a una lettura delle rispettive sezioni dei
documenti e a una incorporazione delle migliori pratiche a livello di Ateneo.44
4.7. La diffusione dei risultati.
I risultati dell’indagine vengono diffusi secondo modalità e contenuti che si differenziano in
relazione alle diverse tipologie di destinatari.
42
Vedi tabella 31 disponibile nel cd rom allegato alla presente relazione e consultabile sul sito Internet del Nucleo di
Valutazione (http://nucleo.unical.it).
43
Vedi tabella 32 disponibile nel cd rom allegato alla presente relazione e consultabile sul sito Internet del Nucleo di
Valutazione (http://nucleo.unical.it).
44
Vedi tabella 33 in allegato disponibile su cd rom.
43
Valutazione delle attività formative
4.7.1. Gli studenti.
Le Associazioni degli studenti sono state coinvolte nel processo di produzione dei dati e
pertanto hanno accesso diretto a tutta la documentazione prodotta ad esclusione degli
elenchi delle codifiche dei docenti e degli insegnamenti.
Per gli studenti vengono predisposti report periodici contenenti:
 i risultati del periodo didattico precedente disaggregati a livello di Corso di Studio;
 indicatori su come la Facoltà di afferenza utilizza i risultati della valutazione;
 eventuale documentazione pubblicata sia in forma cartacea che on-line.
Gli studenti interessati possono prenderne visione direttamente in aula nel corso della
rilevazione.
4.7.2. I docenti.
Ai docenti si restituisce al termine della rilevazione la busta contenente le schede compilate
dei commenti personali. Tale prassi è particolarmente efficace poiché consente ai docenti di
avere un riscontro tempestivo delle opinioni degli studenti che espresse in forma libera
hanno il vantaggio di essere più articolate e di riferirsi, il più delle volte, ad aspetti specifici
della didattica erogata per quel particolare modulo o Corso di Studio.
Inoltre si trasmettono ai docenti che ne fanno richiesta, entro cinque giorni lavorativi, i
risultati delle valutazioni espresse dagli studenti.
Le elaborazioni riguardano il calcolo di frequenze semplici, frequenze percentuali e di un
indice che esprime la percentuale di valutazioni positive registrate. Al docente è data la
possibilità di verificare il suo posizionamento rispetto al Corso di Studi e alla Facoltà. È
anche indicata la composizione della classe in termini di Corso di Studio di appartenenza
degli studenti frequentanti. Nella documentazione restituita al docente viene data evidenza
ad alcune misure di qualità dei dati raccolti (numero questionari bianchi, numero questionari
senza risposte mancanti, ecc.).
Come evidenziato nella precedente relazione è ancora molto basso il numero di docenti che
richiedono l’invio dei risultati contestualmente alla rilevazione. Tale numero è più
apprezzabile se si considera un arco temporale più esteso.
Si segnala l’iniziativa della Facoltà di Scienze Politiche che ha richiesto l’elaborazione e la
restituzione dei risultati dell’indagine ad ogni docente che ha tenuto un
modulo/insegnamento rilevato durante l’Anno Accademico 2004/2005.
4.7.3. I Presidi di Facoltà.
Ai Presidi di Facoltà i risultati vengono inviati entro quindici giorni lavorativi dalla
conclusione del periodo didattico rilevato. Pertanto i risultati sono disponibili prima
dell’inizio del nuovo periodo didattico. I Presidi di Facoltà ricevono dei report, in formato
excel, disaggregati a livello di singolo modulo relativi al calcolo dell’IVP per ogni item del
questionario. L’IVP è anche disponibile a livello di Corso di Studio e di Facoltà al fine di
consentire utili confronti. All’interno delle tabelle sono evidenziate le situazioni di
particolare criticità e positività. Sono trasmessi anche dati inerenti l’andamento della
rilevazione corredati da valutazioni sui controlli di qualità effettuati.
Alcune Facoltà dell’Università della Calabria hanno dedicato una sezione specifica del loro
sito Internet all’indagine.
44
Valutazione delle attività formative
In particolare si segnala che:
 la Facoltà di Ingegneria nell’area organizzazione, inserisce la sezione Comitato
Paritetico per la Didattica45 nella quale è possibile visionare i risultati dell’indagine;
il rapporto di autovalutazione dove si mostra la politica di miglioramento adottata
dalla Facoltà, ed il questionario sulla qualità della didattica utilizzato sia in questo
Anno Accademico, sia nei precedenti;
 la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali (SMFN) nella propria home page
inserisce la sezione IVADIS 46, nella quale si trovano i risultati dell’indagine per i
vari Anni Accademici, la descrizione dell’Indice di Valutazione Positiva e copia del
questionario utilizzato sia in questo Anno Accademico, sia nei precedenti.
4.7.4. Presidenti di Corso di Studio.
Ai Presidenti di Corso di Studio, che ne fanno richiesta, vengono trasmessi i risultati
dell’indagine entro cinque giorni lavorativi successivi alla richiesta.
I report elaborati contengono le frequenze semplici, le frequenze percentuali e l’IVP
disaggregato a livello di singolo modulo. Per ogni modulo è, inoltre, possibile confrontare il
valore dell’IVP con quello registrato per il Corso di Studio e per la Facoltà ed infine,
conoscere il Corso di Studio di appartenenza degli studenti frequentanti.
Sono, altresì, trasmesse le informazioni relative all’andamento della rilevazione al numero
di questionari annullati, numero di questionari bianchi, numero di questionari interamente
compilati.
Alcuni Corsi di Studio dell’Università della Calabria hanno dedicato una sezione specifica
del loro sito Internet all’indagine. In particolare si segnala che:
 i Corsi di Laurea in Economia ed Economia e Commercio riportano, per l’Anno
Accademico 2004/2005, i risultati dell’IVP47 , per ciascun modulo con l’associazione
del cognome del docente titolare;
 il Corso di Laurea in Metodi Quantitativi per l’Economia e la Gestione delle Imprese
pubblica i rapporti di autovalutazione predisposti sui dati dell’A.A. 2001/2002 48 e
dell’A.A. 2002/2003.49
4.7.5. Ateneo.
Per gli Organi di Governo dell’Ateneo è disponibile il datawarehouse dell’orientamento.
In merito al datamart AlmaLaurea:
 è stato rilasciato il modello logico;
 sono state testate le procedure di aggiornamento dei dati, pur se non completamente
automatizzate, e sono stati caricati i dati relativi all’anno solare 2004;
 sono stati predisposti diversi report che consentono l’analisi dei dati inseriti dagli
studenti nei questionari nonché‚ l’incrocio di queste informazioni con i dati relativi
alle carriere.
In merito al datamart IVADIS:
45
Cfr. http://www.ingegneria.unical.it/webingegneria/comitatoparitetico/index.asp.
Cfr. http://www.smfn.unical.it/news.php?nargid=1.
47
Cfr. http://www.economia.unical.it/aa0304/avvisi/val_std_0304.xls.
48
Cfr. http://www.economia.unical.it/statistica/RappAutoVal0102.pdf.
49
Http://www.economia.unical.it/statistica/Documenti/Rapporto%20di%20Autovalutazione/Microsoft%20Word%20%20Rapporto%20di%20autovalutazione%2002_03.pdf.
46
45
Valutazione delle attività formative
 è stato rilasciato il modello logico;
 sono state testate le procedure di aggiornamento, pur se non completamente
automatizzate, solo in fase di start-up. I dati non sono aggiornati;
 non è stato predisposto alcun report. È necessario definire delle specifiche per la
realizzazione dei report.
La disponibilità di tale strumento consentirà non solo di migliorare l’accesso e quindi la
diffusione dei risultati delle due indagini sulle valutazioni degli studenti (IVADIS ed
AlmaLaurea) ma, anche, di effettuare approfondite analisi su altre importanti dimensioni
che incidono sulla qualità della didattica in relazione alle caratteristiche degli studenti
(Scuola Superiore di provenienza, voto di Diploma, performance universitaria, ecc.).
46
Il diritto allo studio nell’ambito dell’attività del Centro Residenziale
5. Il diritto allo studio nell’ambito dell’attività del Centro Residenziale.
La gestione di tutte le attività ed i servizi residenziali offerti dall’Università della Calabria
agli studenti, nel rispetto del diritto allo studio, è anche per l’Anno Accademico 2004/2005,
funzione istituzionale e primaria del Centro Residenziale.
In quest’ottica, il Centro Residenziale dovrà continuare a svolgere il proprio ruolo di
“intermediario di programmazione della quotidianità e di erogatore di servizi” in una
duplice direzione: la prima, dal basso, migliorando la capacità istituzionale di audit delle
aspettative e delle esigenze degli utenti (in primo luogo degli studenti); la seconda, dall’alto,
ossia sforzandosi, attraverso i propri Organi di rappresentanza, di interloquire costantemente
con le Autorità locali e regionali aventi responsabilità nella tutela del diritto allo studio con
l’obiettivo di favorire un miglioramento complessivo dell’offerta erogata alla popolazione
destinataria dei servizi residenziali dell’Università della Calabria.
5.1. I posti letto.
Nel 2005 il totale degli alloggiati è di 2.979 unità: la stragrande maggioranza è
rappresentata ovviamente dagli studenti (circa il 92%), il 7% circa da personale tecnico
amministrativo e docente, circa l’1%, infine, dai nuclei familiari del personale e dei docenti
(vedi tabella 1 e grafico 1).
Tabella 1: Disponibilità posti letto per tipologia di utenti. Serie storica.
Categoria
Anno
Studenti
Servizio Foresteria (per docenti e personale tecnico amm.vo)
Servizio Alberghiero Residenza Socrates (per docenti e personale tecnico amm.vo)
Alloggi di servizio (per nuclei familiari di docenti e personale tecnico amm.vo)
TOTALE
2001
2.741
72
63
62
2.938
Totale
2002 2003 2004 2005
2.828 2.828 2.828 2.738
109 124 124 124
70
74
74
74
52
47
47
43
3.059 3.073 3.073 2.979
Fonte: Elaborazioni Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
Grafico 1: Distribuzione degli alloggiati per categoria. Anno 2005.
7%
1%
92%
studenti
docenti/pe rsonale amm.vo
non docenti
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
Rispetto al numero di posti letto complessivi, offerti agli studenti, nell’Anno Accademico
2004/05, pari a 2.738, 1.710 risultano “in residenze di proprietà” dell’Ateneo, mentre le
rimanenti 1.028 risultano “in fitto”.
47
Il diritto allo studio nell’ambito dell’attività del Centro Residenziale
Tabella 2: Disponibilità posti letto per studenti. A.A. 2004/2005.
Totale posti letto per studenti
2.738
Nr. Posti letto in residenze di proprietà
1.710
Nr. Posti letto in residenze in fitto
1.028
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
Dei n. 241 posti letto messi a disposizione dal Servizio Alberghiero Residenza Socrates
(foresterie e alloggi di servizio), n. 234 risultano “in residenze di proprietà” dell’Ateneo
(97%), n. 7 risultano in “residenze in fitto” (3%).
Grafico 2: Disponibilità posti alloggio Residenza Socrates. A.A. 2004/2005.
3%
97%
Posti letto di proprietà
Posti letto in fitto
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
I dati mettono ulteriormente in evidenza, la scelta dell’Amministrazione di puntare
principalmente alla realizzazione di alloggi e residenze.
In particolare, alloggi e residenze destinate agli studenti, sono attualmente distribuiti nei
seguenti complessi residenziali:
1. Quartiere Arcavacata, posti letto disponibili n. 604.
2. Quartiere Chiodo (Residence Martensson), posti letto disponibili n. 637, suddivisi
in n. 93 appartamenti.
3. Quartiere San Gennaro, posti letto disponibili n. 140, suddivisi in n. 40
appartamenti.
4. Quartiere Molicelle, posti letto disponibili n. 172, suddivisi in n. 43 appartamenti.
5. Località Quattromiglia di Rende (Residence Matrangolo, Residence Nervoso,
Residence FIN.IM.), posti letto disponibili n. 564.
6. Località Commenda di Rende (Residence Martire, Residence Laratta, Residence
Pranno), posti letto disponibili n. 395.
7. Località Roges di Rende, (Residence Zicarelli), posti letto disponibili n. 116.
8. Località S. Agostino di Rende, Residence “Ville Orrico”, posti letto disponibili n.
110.
In totale si hanno a disposizione 2.738 posti letto, suddivisi in appartamenti con camere
singole, doppie e triple, soggiorno, cucina e servizi.
48
Il diritto allo studio nell’ambito dell’attività del Centro Residenziale
Tabella 3: Tipologia posti letto A.A. 2004/2005 per residenze.
Residenze
PP.LL in PP.LL in PP.LL in
Stanza
Stanza
Stanza TOTALI
Singola Doppia
Tripla
Maisonnettes
60
544
604
Martensson
183
448
6
637
San Gennaro
12
128
140
Molicelle
86
86
172
Matrangolo
7
86
54
147
Nervoso
258
39
297
Fin.Im
14
106
120
Martire
22
200
18
240
Laratta
1
68
3
72
Pranno
9
32
42
83
Zicarelli
23
78
15
116
Ville Orrico
110
110
TOTALI
417
2.144
177
2.738
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
5.2. I pasti erogati.
Un indicatore utile alla valutazione del diritto allo studio è rappresentato, inoltre, dal
numero di pasti mensa erogati nel corso dell’Anno Accademico 2004/2005 (vedi tabella 4).
Nel periodo considerato, il numero di pasti erogati agli studenti passa da 927.299 a 929.037,
mentre il numero di pasti erogati al personale docente e tecnico amministrativo passa da
55.347 a 51.639.
Tabella 4: Pasti mensa erogati per tipologia di utenti. Dall’A.A. 1996/97 al 2004/05.
Studenti alloggiati Personale docente
Totale
/ non
/ tecnico amm.vo
1996/1997
842.125
21.976
864.101
1997/1998
540.686
25.844
566.530
1998/1999
839.964
29.005
868.969
1999/2000
909.317
35.230
944.547
2000/2001
816.316
58.477
874.793
2001/2002
888.661
59.910
948.571
2002/2003
936.972
66.347
1.003.319
2003/2004
927.299
55.347
982.646
2004/2005
929.037
51.639
980.676
Totale
7.630.377
403.775
8.034.152
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
Anno Accademico
Nell’A.A. 2004/2005 i pasti erogati per gli studenti rappresentano il 94,7% del totale, in
aumento rispetto al precedente anno, mentre per il personale docente e non docente i pasti
erogati rappresentano il 5,3% del totale, in leggero ribasso rispetto all’anno precedente (vedi
tabella 5).
49
Il diritto allo studio nell’ambito dell’attività del Centro Residenziale
Tabella 5: Pasti mensa erogati. Valori percentuali.
Studenti alloggiati Personale docente
Totale
/ non
/ tecnico amm.vo
1996/1997
97,5
2,5
100
1997/1998
95,4
4,6
100
1998/1999
96,7
3,3
100
1999/2000
96,3
3,7
100
2000/2001
93,3
6,7
100
2001/2002
93,7
6,3
100
2002/2003
93,4
6,6
100
2003/2004
94,4
5,6
100
2004/2005
94,7
5,3
100
Totale
95,0
5,0
100
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
Anno Accademico
Il costo unitario del pasto per l’Anno Accademico 2004/05 è pari a Euro 5,27 più IVA al
4%, per un totale di Euro 5,48.
Il contributo dovuto dal personale docente e tecnico amministrativo, per singolo pasto, è,
invece, pari a Euro 1,83.
Per l’applicazione del prezzo ridotto per pasto agli studenti, le fasce di reddito,
rappresentano un indicatore della situazione economica equivalente per il diritto allo studio
(vedi tabella 6).
Tabella 6: Contributo per ogni pasto dovuto dagli studenti per
fascia di reddito equivalente.
Fasce di reddito equivalente
Contributo
Da 0 ad Euro 6.000,00
Euro 1,13
Da Euro 6.000,01 ad Euro 9.000,00
Euro 1,69
Da Euro 9.000,01 ad Euro 12.000,00
Euro 2,25
Oltre Euro 12.000,01
Euro 2,82
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
5.3. Le borse di studio.
Altro valido indicatore del diritto allo studio è rappresentato dal numero di borse di studio
assegnate, in relazione alla domanda delle stesse (vedi tabella 7).
Tabella 7: Borse di studio divise per nr. domande presentate e nr. vincitori.
Anno Accademico 1997-98 1998-99 1999-00 2000-01 2001-02 2002-03 2003-04
Nr. domande
1.473
6.060
6.291
7.277
5.766
8.905
Nr. vincitori
401
733
1.009
1.078
2.080
3.452
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
10.206
3.718
2004-05
10.200
3.433
Nell’A.A. 2004/05 il numero delle domande per le borse di studio si è tenuto
sostanzialmente stabile, con un ribasso nel numero dei vincitori di 285 unità.
Delle 10.200 domande presentate per usufruire delle borse di studio, 943 provengono da
studenti in sede, 1.456 da studenti pendolari, 7.801 da studenti fuori sede: sul totale, quelle
richieste da studenti portatori di handicap incidono per lo 0,71%.
50
Il diritto allo studio nell’ambito dell’attività del Centro Residenziale
I vincitori risultano essere n. 307 studenti in sede, n. 489 studenti pendolari, n. 2.637
studenti fuori sede e sul totale n. 17 sono state assegnate a studenti portatori di handicap;
prevale con n. 2.245 su 3.433 idonei il sesso femminile (vedi grafico 3).
Le risorse assegnate per l’A.A. 2004/05, ammontano ad Euro 11.800.000,00: di questi,
Euro 2.680.000,00 (il 22,7% delle risorse) sono destinati a studenti iscritti al primo anno
(vedi tabelle 8 e 9).
Grafico 3: Assegnatari di borsa A.A. 2004/05 per sesso.
35%
65%
Femmine
Maschi
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
Tabella 8: Borse di studio 1997 - 2005 per Anno Accademico (valori in Euro).
Anno Accademico
Primo anno
%
Anni successivi
%
Totale
1997 – 1998
254.355 47,7
278.800 52,3
533.155
1998 – 1999
1.013.650 51,6
951.190 48,4
1.964.840
1999 – 2000
739.600 20,0
2.958.270 80,0
3.697.870
2000 – 2001
662.820 20,1
2.638.060 79,9
3.300.880
2001 – 2002
1.316.006 20,2
5.198.224 79,8
6.514.230
2002 – 2003
2.302.800 20,0
9.211.198 80,0 11.513.998
2003 – 2004
2.696.442 29,3
6.497.674 70,7
9.194.116
2004 – 2005
2.680.000 22,7
9.120.000 77,3 11.800.000
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
Tabella 9: Borse di studio 2005 per Facoltà (anni successivi al primo).
Facoltà
Risorse distribuite
Valori percentuali
Economia
24,65
2.248.250,96
Farmacia
842.919,66
9,24
1.964.951,80
Ingegneria
21,55
Lettere e Filosofia
2.507.360,37
27,49
785.236,42
S.M.F.N.
8,61
Scienze Politiche
771.280,79
8,46
Totale
9.120.000,00
100,00
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su dati del Centro Residenziale.
La distribuzione delle risorse è risultata proporzionale al numero degli iscritti in regolare
corso a ciascuna Facoltà (dati al 30/06/2004).
51
Il diritto allo studio nell’ambito dell’attività del Centro Residenziale
5.4. Raccomandazioni finali del Nucleo di Valutazione.
Un giudizio positivo, è espresso dal Nucleo di Valutazione, in merito all’attività svolta dal
Centro Residenziale. In particolare, degno di nota, è l’incremento delle risorse finanziarie
destinate alle borse di studio e i risultati dell’indagine condotta dal Consorzio AlmaLaurea
che colloca l’Università della Calabria e l’Università di Bolzano prime, a livello nazionale,
tra i servizi offerti agli studenti.
Nell’ultimo decennio, tuttavia, le profonde trasformazioni sul piano culturale e legislativo
stanno sollecitando la Pubblica Amministrazione a garantire una risposta sempre più
adeguata all’evoluzione dei bisogni della cittadinanza, tramite una gestione più razionale
delle risorse, in una logica di promozione e valorizzazione della società civile. Si è, quindi,
affermata l’esigenza di nuovi criteri di gestione degli Enti - equità, efficacia, efficienza - e
nuovi principi di relazione con i cittadini - sussidiarietà, trasparenza, fiducia.
Questo nuovo scenario richiede una rinnovata capacità gestionale e comunicativa. In
particolare, è necessario che si affermi la logica della valutazione per comprendere e
rappresentare, all’interno e all’esterno, l’operato dell’Ente e i risultati di fatto conseguiti.
Affinché l’attività di un’Amministrazione sia misurata e descritta in modo adeguato, è
necessario implementare forme di controllo e di reporting, come il Bilancio Sociale
coerenti con le caratteristiche e le finalità proprie del settore pubblico secondo le indicazioni
della Direttiva del 17/02/2006 del Dipartimento della Funzione Pubblica.
In questo contesto, quindi, sembra auspicabile la stesura di un Bilancio Sociale del
Campus che si configura come un documento non obbligatorio, ma che si affianca al
rendiconto consuntivo del Centro Residenziale con l’obiettivo in primo luogo di fornire un
quadro sintetico, chiaro e trasparente dell’attività, mettendo in evidenza l’impatto delle
azioni realizzate e la rete di relazioni con i diversi stakeholders (i portatori di interessi), cioè
di tutti coloro che hanno un interesse permanente e duraturo nella vita del Campus (utenti,
studenti, docenti, non docenti etc.), rendicontando le risorse che sono state destinate ad
ognuno di essi.
Il Bilancio Sociale muove da una volontà politico-istituzionale degli Enti interessati per far
meglio comprendere la complessità del proprio ambito operativo e di rendere
sistematicamente disponibili le informazioni necessarie all’utenza per esercitare i propri
diritti.
Il Nucleo di Valutazione nel prendere atto della politica di Ateneo volta a garantire
elevati standard di servizi auspica una maggiore attenzione verso la valorizzazione del
Campus nell’attrazione di studenti stranieri.
52
L’attività dei Centri Comuni
6. L’attività dei Centri Comuni.
Nell’Anno Accademico 2004/05, i Centri Servizi Interdipartimentali e i Centri Comuni di
Servizio50 dell’Università della Calabria hanno inteso offrire il miglior supporto a studenti e
non, attraverso Facoltà e Dipartimenti, nell’interesse della didattica e di un iter socioculturale sempre più avanzato.
Qui di seguito si riporta brevemente l’attività delle strutture svolta nell’anno.
6.1. Centro Arti Musica e Spettacolo (C.A.M.S.).
Il C.A.M.S., da anni ormai, promuove eventi in tutti i settori delle arti (musica classica, jazz,
moderna, teatro, poesia, mostre, cinema).
Vengono infatti rappresentati concerti e manifestazioni teatrali, allestite mostre e stage,
organizzati incontri con gli autori.
Nonostante una programmazione che, per problemi legati alla erogazione dei fondi, spesso
inizia in periodi che non sempre coincidono con l’anno solare, la “Stagione Universitaria”
consiste in un insieme di numerosi appuntamenti predisposti per tempo e pubblicizzati con
largo anticipo, che si svolgono in una struttura nell’area del Polifunzionale, di circa 700 mq
e in un vasto teatro all’aperto dedicato agli spettacoli estivi.
Gli appuntamenti, caratterizzati da un’alta affluenza di pubblico, sono stati, anche questo
anno, di alta qualità artistica:
 20 proiezioni rassegna “American Tabloid”;
 15 proiezioni rassegna “Pasoliniana”;
 5 proiezioni rassegna “Le città del cinema”;
 Mostra fotografica di R. Maiolino e gli studenti DAMS;
 5 mostre della rassegna “Filobus”;
 musica “l’Amico di Cordoba” con B. Servillo;
 Serata con Ennio Morricone;
 Serate con Mariella Nava e con Tullio De Piscopo;
 “Gli standard del Jazz” (2 serate) e l’Accademia del jazz (3 serate);
 Coro dell’Università della Calabria con il Coro di Tor Vergata.
6.2. Centro Sportivo.
Le attività che si sono svolte nella stagione sportiva 2004/2005 hanno coinvolto 2.671
praticanti tra studenti, docenti, personale tecnico amministrativo, loro familiari e altri.
Nella loro programmazione sia il Centro Sportivo che il CUS, per promuovere lo sport,
hanno creato un ampio ventaglio di attività, da quelle promozionali, amatoriali e socioricreative a quelle più impegnative quali le attività agonistiche, culturali e psico-fisiche:
 Il “Laboratorio del Benessere”, allo scopo di sperimentare tecniche efficaci per
rafforzare le basi della salute fisica, mentale ed emozionale.
 La 13^ edizione del progetto “Apollo 2005”, una manifestazione ricca di eventi
sportivi, culturali ed artistici, che ha coinvolto circa 6.000 persone, tra atleti
50
Per le relazioni originali si rinvia ai documenti allegati alla relazione nel cd rom anno 2005 e disponibili anche sul
sito Internet http://nucleo.unical.it.
53
L’attività dei Centri Comuni
provenenti da ogni parte d’Italia, Dirigenti, tecnici e accompagnatori, appassionati di
sport, curiosi e tanto pubblico.
 Il “Raduno Auto Storiche”, con la partecipazione di 28 macchine d’epoca, che dopo
aver sfilato nel campus universitario si sono cimentate in una prova di abilità e
regolarità tenutasi nel piazzale che si trova davanti la sede del Centro Sportivo.
 Il “3° Trofeo Calcio Xerox”, un quadrangolare di calcio con le rappresentative
dell’Università della Calabria, degli avvocati, del gruppo sportivo “Xerox Chianello
Copiers” nonché del C.U.S. Cosenza femminile.
In questo anno di intenso lavoro si sono accumulati importanti successi riscontrabili dalle
tante medaglie e coppe segno di conquiste di primi posti nei diversi campionati e tornei che
si sono svolti a carattere regionale, interregionale, nazionale e internazionale.
6.3. Centro Editoriale e Librario.
La disponibilità di sussidi didattici cartacei che raccolgono e sintetizzano la didattica dei
Corsi e delle esercitazioni e soprattutto il risultato delle ricerche che si svolgono all’interno
del proprio Ateneo è un momento essenziale, non solo per la crescita culturale dello
studente, ma per dare più visibilità all’operosità scientifica dell’Università della Calabria.
Il Centro Editoriale si è mosso su questa direttiva, venendo incontro alle esigenze
economiche degli studenti, assegnando alle proprie edizioni un prezzo politico e
promuovendo una cultura del libro e soddisfacendo le aspettative dei giovani ricercatori e
anche dei docenti che trovano difficoltà nel mercato editoriale, soprattutto in Calabria.
Attualmente ha 9 collane: Collana di Albanistica, di Italianistica, di Filosofia del
Linguaggio, di Archivistica e Documentazione, d’Ingegneria Edile e Architettura, Quaderni
del Dipartimento di Linguistica, Quaderni del Dipartimento di Scienze dell’Educazione,
Collana del Centro Radio-Televisivo, Collana di supporto didattico.
In questi anni la produzione libraria è aumentata notevolmente, infatti il Centro pubblica in
media 17 testi l’anno.
L’ottima qualità dei testi stampati dal Centro, sia dal punto di vista grafico che dal punto di
vista scientifico, ha proiettato all’esterno il Centro Editoriale che viene invitato a presentare
le sue edizioni nelle maggiori mostre del libro di carattere nazionale ed internazionale
(mostra internazionale del libro di Torino, Francoforte, Bologna, Roma, Napoli e Palermo).
6.4. Centro Radio Televisivo e di Informazione.
Le attività svolte nell’anno 2005 dal C.R.T. hanno riguardato i settori della documentazione
video degli eventi generali d’Ateneo, dell’orientamento, della promozione culturale e
scientifica, dei laboratori didattici, della documentaristica e del cortometraggio d’autore.
Tra questi se ne segnalano alcuni:
o Inaugurazione dell’Anno Accademico con Lectio Magistralis del Prof. Stefano
Rodotà sul tema “La persona nell’età tecnologica”;
o Conferenza del Prof. Umberto Eco sul tema “Riflessioni illustrate sulla bellezza”;
o Seminario del Prof. George Steiner sul tema “Perché rileggere i classici”;
o Le “Lezioni di Campus”, dove sono state presentate brevi realizzazioni sotto forma di
servizi promozionali, tratti da materiale di repertorio e dai video promozionali.
Inoltre sono state presentate alcune delle produzioni del Centro;
54
L’attività dei Centri Comuni
o La produzione e riproduzione del video di presentazione delle attività del progetto
“Oracolo”.
Con riferimento ai servizi didattici, il C.R.T. sta operando in stretta relazione con il Corso di
Laurea in “DAMS” e con il Corso di Laurea in “Filosofie e Scienze della Comunicazione e
della Conoscenza”, fornendo supporto tecnico ai Corsi del settore “spettacolo” e del settore
“multimediale”. Il C.R.T., come sempre, ha garantito un servizio di mediateca a studenti e
docenti dell’Ateneo con una biblioteca specializzata nel campo del cinema, teatro e
televisione fornendo il relativo servizio e attivando i Laboratori del settore della televisione,
del cinema e della radiofonia per il Corsi di Laurea in FSCC e in DAMS.
6.5. Centro Sanitario.
Il Centro Sanitario è un centro di servizi dotato di un laboratorio di chimica-clinica e
tossicologia e di un laboratorio di microbiologia convenzionati con l’A.S. n. 4 di Cosenza
(D.G.R. n. 1363 del 15/03/1995). Il laboratorio eroga, inoltre, un servizio in ambito
seminologico per la diagnostica di patologie che possono causare ipofertilità di coppia.
Il Centro Sanitario è uno dei Centri regionali di riferimento per la diagnosi e la terapia del
nanismo ipofisario (D.R. n. 533 del 17/01/1990). L’approccio clinico-laboratoristico
prevede oltre all’esame obiettivo anche indagini dinamiche volte a valutare i deficit
endocrini responsabili della bassa statura.
6.6. Laboratorio Statistico Informatico.
Il Laboratorio fornisce agli studenti iscritti, le conoscenze necessarie sui Package Statistici
attualmente in uso.
Nell’anno 2005 sono state svolte le seguenti attività:
 La seconda edizione del Master “Manager delle politiche di sviluppo e coesione”
realizzato congiuntamente dal Dipartimento di Economia e Statistica dell’Università
della Calabria e dalla Facoltà di Economia dell’Università di Parma.
 Il seminario sul tema: “La ricerca bibliografica: nuovi sistemi”, rivolto ai Dottorandi
della Facoltà di Economia.
 Corso di formazione professionale sul tema: “Progetto Rete Campus-Accountant”.
 Corso di formazione professionale sul tema: “I.V.A.: Aggiornamenti sulla normativa
e innovazioni organizzative”.
Nelle ore di apertura del Laboratorio è stato consentito l’accesso a tutti gli studenti
dell’Ateneo interessati sia all’utilizzo di specifici programmi applicativi che alla semplice
navigazione in Internet, purché in presenza di un responsabile didattico.
Il Laboratorio ha provveduto all’acquisto dei pacchetti statistici SPSS, Statgraphics,
Statistica, S-Plus, MatLab, ArchView e del linguaggio di programmazione Gauss. Inoltre, il
Dipartimento di Economia e Statistica ha concesso al Laboratorio l’utilizzo del pacchetto
econometrico Eviews.
6.7. Centro Linguistico di Ateneo.
Il Centro ha le seguenti finalità:
 Collaborare con le Facoltà e i Dipartimenti mettendo a disposizione le proprie
strutture, le attrezzature e il personale, per lo svolgimento delle attività didattiche.
55
L’attività dei Centri Comuni
 Promuovere la ricerca scientifica nell’ambito della didattica linguistica.
 Offrire servizi all’esterno dell’Università della Calabria.
Il Centro svolge attività presso la SEDE A (Cubo 17A), con prevalente attività rivolta agli
studenti dei Corsi di Laurea delle 6 Facoltà dell’Ateneo e la SEDE B (Palazzina
Amministrazione Biblioteca), con prevalente attività rivolta ai Corsi di formazione ed
approfondimento, organizzati nell’ambito di progetti speciali.
Presso il Centro, le aule e i laboratori computer e video, vengono utilizzati per le
esercitazioni relative ai Corsi di base di lingua delle Facoltà dell’Ateneo.
Nell’anno 2005 sono state svolte le seguenti attività:
 Fase conclusiva del Progetto “CampusOne”, relativo all’Azione di Ateneo
Certificazione della Lingua Inglese.
 Servizio di Certificazione Cambridge (PET Level).
 Ricatalogazione di tutto il materiale librario.
 Produzione, attraverso sofware Perception, di materiale didattico da utilizzare online.
 Aggiornamento di un sito web dedicato interamente al Centro Linguistico, gestito
autonomamente tramite l’utilizzo di una username e di una password, all’indirizzo
Internet www.cla.unical.it.
56
Analisi finanziaria 2005
7. Analisi finanziaria 2005.
7.1. Analisi del rendiconto finanziario dell’Ateneo - esercizio 2005.
7.1.1. Premessa.
La presente relazione ha ad oggetto l’esame della gestione finanziaria dell’Università della
Calabria relativamente all’esercizio 2005.
In accordo con i criteri per l’omogenea redazione dei conti consuntivi delle Università, ex
Decreto Interministeriale 5 dicembre 2000, l’Ateneo ha adottato il nuovo piano dei conti,
che supera la tradizionale distinzione delle entrate e delle uscite finanziarie in correnti e in
conto capitale, e classifica le risorse finanziarie in base alla loro provenienza e le spese in
relazione alla destinazione.
Pertanto la presente relazione sarà articolata in modo differente rispetto alle relazioni degli
anni precedenti. Infatti la nuova classificazione rende non immediato il confronto degli
importi a consuntivo dell’anno 2005 con quelli degli anni precedenti. Di conseguenza,
l’analisi contenuta nei paragrafi seguenti riguarda prevalentemente i risultati a consuntivo
dell’esercizio in esame effettuando, solo dove possibile e significativo, il raffronto con i dati
degli esercizi precedenti. 51
La relazione al rendiconto finanziario del 2005, dopo aver illustrato e commentato
brevemente il nuovo piano dei conti, avrà ad oggetto:
1. l’analisi di composizione delle entrate;
2. l’analisi di composizione delle spese;
3. l’analisi di correlazione entrate-spese;
4. la valutazione della spesa per la didattica e della spesa per la ricerca scientifica;
5. l’analisi della gestione di competenza;
6. la situazione amministrativa.
Occorre inoltre premettere che non avendo ancora a disposizione il bilancio consolidato
dell’Ateneo, l’analisi è stata effettuata separatamente sul conto consuntivo dell’Ateneo, e
sui conti consuntivi dei centri autonomi di spesa, ovvero del Centro Residenziale e dei
Dipartimenti.
Pertanto le valutazioni sulle risorse finanziarie assorbite dalle attività istituzionali
dell’Ateneo, dalla ricerca scientifica e dall’attività didattica risentono di questo limite, cioè
del fatto di non avere a disposizione il dato complessivo ovvero consolidato, ma dati
parziali riferiti cioè ai tre Centri (Amministrazione, Centro Residenziale, Dipartimenti).
7.1.2. Il criterio di classificazione dei conti dell’Ateneo.
Il nuovo piano dei conti adottato dall’Ateneo prevede una nuova ripartizione delle entrate e
delle spese. Le entrate sono classificate in entrate proprie, entrate da trasferimenti e altre
entrate; le uscite si ripartiscono in risorse umane, risorse per il funzionamento, interventi a
favore degli studenti e dei laureati, oneri finanziari e tributari, altre spese correnti,
acquisizione e valorizzazione dei beni durevoli, spese per estinzione mutui e prestiti,
trasferimenti ed assegnazioni.
51
Si precisa che le tabelle e i grafici a cui si fa riferimento nella presente relazione sono disponibili nel cd rom allegato
e sul sito Internet del Nucleo di Valutazione all’indirizzo http://nucleo.unical.it.
57
Analisi finanziaria 2005
Rispetto al criterio classificatorio precedente, sotto il profilo delle entrate, si evidenziano
due macro aggregati: le entrate proprie e le entrate da trasferimenti, in luogo della
distinzione tra entrate correnti ed entrate in c/capitale, con il risultato immediato di rilevare
l’autonomia finanziaria dell’Ateneo in un’accezione ampia, in quanto sono considerate
entrate proprie anche i prestiti.
Per quanto riguarda le spese l’attenzione è posta non più sulla evidenziazione di quelle
correnti rispetto a quelle in c/capitale, ma sulle spese assorbite dalle risorse umane, rispetto
a quelle assorbite per il funzionamento, per gli interventi a favore di studenti e laureati e
quindi dagli investimenti.
Nelle tabelle n. 1 e 2, disponibili sul cd rom allegato e sul sito Internet
http://nucleo.unical.it, sono riportate le entrate e le spese secondo i due diversi criteri
classificatori.
7.1.3. Analisi di composizione delle entrate.
Come si evince dalla tabella 3 e dal grafico 1, complessivamente le entrate aumentano nel
2005 del 2,38% rispetto al 2004.52
Rispetto al consuntivo dell’anno precedente è possibile verificare in termini comparativi
l’andamento delle entrate contributive, e si può osservare una lieve riduzione delle stesse (0,69%), infatti nel 2004 sono state accertate €13.665.061,21 mentre nel 2005 le entrate
contributive sono state pari a €13.569.509,46. Un’altra entrata che si può confrontare con
l’esercizio precedente sono i trasferimenti correnti da parte dello Stato, i quali subiscono un
incremento del 7,90% rispetto all’esercizio precedente in quanto passano da €
96.492.929,86 a €104.114.671,82.
Permane, pertanto, la considerazione già fatta negli esercizi precedenti circa la natura di
Ente a finanza derivata del nostro Ateneo, nonostante il regime autonomistico imposto dalla
legislazione vigente. Infatti anche nel 2005 i trasferimenti di provenienza statale
rappresentano la più importante fonte di finanziamento dell’Ateneo, costituendo l’84,16%
del totale delle entrate (al netto delle partite di giro), mentre le entrate proprie rappresentano
l’11,79% del totale entrate (al netto delle partite di giro).53
Per quanto riguarda il peso dei titoli e delle categorie di entrata e di spesa si osserva quanto
segue.
Nell’ambito delle entrate proprie le entrate contributive pesano per l’89,35%; la vendita di
beni e prestazioni di servizi il 5,05%; le entrate finalizzate da attività convenzionate per il
3,40%.
Hanno peso bassissimo o nullo le altre categorie.54
Le entrate da trasferimenti sono costituite per il 92,77% dai trasferimenti correnti dello
Stato, per il 3,85% dai trasferimenti dello Stato per investimenti, e per il 2,34% da
trasferimenti da altri soggetti.
Le altre categorie pesano per valori nulli o prossimi allo zero.55
Le altre entrate sono costituite prevalentemente da poste correttive e compensative
rappresentate da recuperi spese varie e rimborsi diversi (vedi grafico 5).
52
Le tabelle e i grafici sono disponibili nel cd rom allegato e sul sito Internet http://nucleo.unical.it.
Vedi tabella 4.
54
Vedi grafico 3.
55
Vedi grafico 4.
53
58
Analisi finanziaria 2005
7.1.4. Analisi di composizione delle spese.
Come si evince dalla tabella n. 5, le spese complessive risultano aumentate del 6,84%
rispetto all’esercizio precedente. Non è possibile fare altre valutazioni comparative con
l’esercizio precedente sotto il profilo delle spese in quanto c’è una diversa distribuzione
delle stesse nell’ambito dei titoli di bilancio.
Se si analizza la spesa media per studente si osserva che nel 2005 aumenta rispetto
all’esercizio precedente di €457,66 e in termini relativi del 6,15%, mentre il numero
complessivo di iscritti aumenta dello 0,65% corrispondenti a 198 unità.
La spesa complessiva (al netto delle partite di giro) è costituita: per il 61% dalla spesa per le
risorse umane; l’11% per il funzionamento; il 7% per interventi a favore di studenti e
laureati; il 10% da acquisizione di beni durevoli; il 9% da trasferimenti ed assegnazioni;
altre spese correnti e gli oneri finanziari e tributari pesano per l’1% e non ci sono spese per
estinzione mutui e prestiti (vedi grafico 7).
7.1.5. Valutazione della spesa per la didattica e della spesa per la ricerca scientifica.
Le risorse destinate alla didattica e alla ricerca, quali attività caratteristiche dell’Ateneo,
sono illustrate rispettivamente nelle tabelle 7 e 10.
Il calcolo delle spese sostenute per la didattica del 2005 risente evidentemente del nuovo
piano dei conti, che ha previsto una categoria ad hoc nell’ambito delle risorse umane,
definita “supporto alla didattica” che tuttavia comprende soltanto una parte delle spese per
la didattica; in particolare comprende i capitoli elencati in tabella 6.
Per poter effettuare una analisi in termini comparativi con l’esercizio precedente, alla
suddetta categoria sono stati aggiunti capitoli di spesa considerati come per il passato fattori
produttivi impiegati per la didattica.
Il valore complessivo della spesa per la didattica è riportato nella tabella 7, e, come si evince
anche dal grafico 15, nel 2005 la stessa è aumentata del 3,12% rispetto all’esercizio
precedente, nel quale tuttavia si era registrata una riduzione dell’11,88% rispetto al 2003,
perciò le risorse complessive destinate alla didattica nel 2005 sono ancora minori rispetto a
quanto destinato nel 2003.
Inoltre occorre osservare che sarebbe necessario monitorare il livello quali-quantitativo dei
servizi finalizzati alla didattica, allo scopo di valutare se l’aumento delle spese per la
didattica registrato nel 2005, a fronte di un lievissimo aumento del numero totale degli
iscritti (0,65%) e addirittura di una diminuzione del numero degli immatricolati (13,4%), è
dovuto ad un incremento della qualità e/o della quantità dei servizi erogati per la didattica
oppure se si tratta di una perdita in termini di efficienza nell’erogazione dei medesimi.
Relativamente alla spesa per la ricerca scientifica la categoria di bilancio relativa comprende
i capitoli riportati nella tabella 8.
Per poter comparare gli impegni di spesa per ricerca scientifica del 2005 con quelli
dell’esercizio precedente occorre aggiungere alla suddetta categoria i capitoli riportati in
tabella 9.
Pertanto la spesa complessiva per la ricerca scientifica risulta essere pari a €7.706.739,82
(tabella 10).
Come si evince dalla tabella n. 11 le spese per la ricerca scientifica hanno subito un
incremento rispetto all’esercizio precedente (+38,25%).
Il trend è illustrato nel grafico 16.
59
Analisi finanziaria 2005
7.1.6. Analisi della gestione di competenza.
L’analisi della gestione di competenza viene effettuata analizzando sia il flusso netto di
gestione, quale risultato prodotto dall’Ateneo per lo svolgimento delle sue attività, sia la
capacità dell’Ateneo di dare attuazione alle previsioni, attraverso la costruzione di indicatori
di capacità previsionale ed amministrativa.
7.1.6.1. Flusso netto di gestione.
Per aumentare il potere informativo dell’analisi sulla gestione di competenza, l’esame dei
rendiconti finanziari dell’Ateneo è stato effettuato riclassificando secondo il criterio
economico-funzionale le fonti e gli impieghi della gestione, al netto delle partite di giro.
Il risultato gestionale di competenza finanziaria prodotto dall’Ateneo nell’ambito della sua
attività è illustrato nelle tabelle n. 12, 13 e 14.56
Il primo risultato, il flusso netto di gestione corrente, è dato dalla differenza tra fonti ed
impieghi della gestione corrente. Il secondo risultato è invece costituito dalla differenza tra
fonti ed impieghi della gestione in c/capitale, ovvero dalla differenza tra le fonti di
finanziamento durevoli e gli investimenti, e prende il nome di flusso netto di gestione in
conto capitale. La somma algebrica dei due flussi netti parziali fornisce il flusso netto
complessivo.
Nel 2005 il flusso netto complessivo è negativo (- 6.339.832,05 €) ed è costituito da un
flusso di gestione corrente positivo (9.344.069,56 €
) e da un flusso di gestione in c/capitale
negativo (- 15.683.901,61 €), il che significa che la gestione in c/capitale (nel cui aggregato
è compresa la spesa per la ricerca scientifica) ha assorbito tutto il surplus di risorse
finanziarie prodotte dalla gestione corrente (che è un indice finanziario positivo) ma anche
l’Avanzo di Amministrazione prodotto nell’esercizio precedente.
7.1.6.2. Indicatori di capacità previsionale ed amministrativa.
La capacità dell’Ateneo di dare attuazione alle decisioni prese in sede di programmazione
aumenta lievemente rispetto al 2004 sul versante delle spese, mentre diminuisce rispetto alle
entrate. Infatti nel 2005 è stato impegnato l’85,96% di quanto previsto (nel 2004 era stato
impegnato l’85,39% degli stanziamenti), ed è stato accertato il 101,92% delle previsioni di
entrata (rispetto al 104,64% dell’esercizio precedente).
Per quanto riguarda i pagamenti in c/competenza rispetto agli impegni, nel 2005 è stato
pagato il 74,50% di quanto impegnato, mentre nel 2004 è stato pagato il 74,26%
dell’impegnato. Aumentano invece le riscossioni in c/competenza passando dal 16,55%
dell’accertato nel 2004 al 20,54% del 2005 (i valori non elevati sono legati al ritardo con cui
il Ministero consente la riscossione dei trasferimenti).57
Complessivamente permane una non piena capacità dell’Amministrazione di impegnare
tutto quello stanziato.
Per quanto concerne la gestione dei residui (tabella 16) si osserva un miglioramento rispetto
al 2004 poiché diminuiscono sia i residui passivi finali che quelli attivi finali. Aumenta
inoltre, anche se di poco, la percentuale dei pagamenti e delle riscossioni in c/residui.
56
Si ricorda che le tabelle e i grafici a cui si fa riferimento nella presente relazione sono disponibili nel cd rom allegato
e sul sito Internet del Nucleo di Valutazione all’indirizzo http://nucleo.unical.it.
57
Vedi tabella 15.
60
Analisi finanziaria 2005
7.1.7. La situazione amministrativa.
La situazione amministrativa al 31/12/2005 evidenzia un Avanzo di Amministrazione di €
27.701.213,60. Esso risulta contabilmente dai seguenti valori:
Avanzo di amministrazione anno 2005
+ Accertamenti 2005
- Impegni di gestione 2004
+ Minori residui passivi
- Minori residui attivi
Avanzo di amministrazione al 31/12/05
€31.273.030,44
€237.207.705,61
€243.547.537,21
€3.030.713,47
€262.698,71
€27.701.213,60
Tale Avanzo è stato determinato:
 da maggiori accertamenti di:
o tasse e contributi universitari;
o redditi e proventi patrimoniali;
o trasferimenti dello Stato sia correnti che in c/capitale;
o trasferimenti di Regione, Provincia e Comune;
o altre entrate;
 Diminuzione di residui passivi;
 Economie di spesa relativamente alle seguenti voci:
o “risorse umane”;
o “interventi a favore degli studenti e dei laureati”;
o “oneri finanziari e tributari”;
o “altre spese correnti”;
o “acquisizione e valorizzazione beni durevoli”;
o “spese per estinzione mutui e prestiti”;
o “trasferimenti ed assegnazioni”.
L’Avanzo di Amministrazione diminuisce rispetto al 2004 dell’11,42% (tabella 17).
Esso risulta essenzialmente generato, come per gli anni precedenti, da economie di spesa
per le “risorse umane”, ovvero concorsi non ancora conclusi.
Tale risparmio, che trova origine negli anni passati, rende possibili una serie di attività ed
iniziative che possono essere sostenute da un punto di vista finanziario.
Tuttavia, quando verranno concluse le procedure concorsuali ed impegnati i fondi stanziati,
è ragionevolmente ipotizzabile una riduzione dell’Avanzo; se a ciò si aggiunge la graduale
ma inesorabile riduzione delle risorse finanziarie effettive che lo Stato mette a disposizione
dell’istruzione e della ricerca scientifica, si comprende bene che diventa fondamentale la
ricerca di nuove risorse finanziarie, diverse da quelle tradizionali, attraverso il
coinvolgimento delle sedi Ministeriali, o di Enti pubblici e privati nazionali e stranieri.
In particolare per l’Ateneo calabrese assumono una scarsa importanza, in termini
quantitativi, i finanziamenti derivanti da convenzioni con Enti privati.
Occorre inoltre osservare che, come risulta dalla relazione al conto consuntivo del 2005, una
parte dell’Avanzo prodotto nel 2005 è destinato a coprire spese del 2006 che hanno per lo
più natura corrente.
61
Analisi finanziaria 2005
Da un punto di vista squisitamente finanziario tale politica di bilancio genera delle
perplessità, nel senso che destinare l’Avanzo di Amministrazione al finanziamento di spese
correnti non è indice di una corretta gestione finanziaria.
In realtà l’Avanzo costituisce una fonte di finanziamento straordinaria e pertanto dovrebbe
essere interamente utilizzata per spese di investimento e non per spese ricorrenti e ripetitive.
7.2. Analisi del rendiconto finanziario del Centro Residenziale. Esercizio 2005.
7.2.1. Premessa.
Il Centro Residenziale è la struttura preposta alla realizzazione del diritto allo studio
nell’Università della Calabria. Le principali attività del Centro sono i servizi residenziali per
studenti e personale e le attività assistenziali fornite agli studenti.58 Il Centro, in quanto
centro autonomo di spesa59 è chiamato a redigere annualmente un proprio bilancio
previsionale ed un conto consuntivo.60
Le considerazioni fatte per il rendiconto finanziario dell’Ateneo, in relazione all’adozione di
un nuovo piano dei conti e alle conseguenti difficoltà nel fare un’analisi comparativa con gli
esercizi precedenti, valgono evidentemente anche per il Centro Residenziale.
La gestione del Centro verrà analizzata con riferimento alla composizione delle entrate, alla
composizione delle spese, al flusso netto di gestione complessivo, e alla capacità di
programmazione e di gestione delle entrate e delle uscite del Centro.
7.2.2. Analisi di composizione delle entrate.
In base al nuovo piano dei conti le entrate del Centro Residenziale, come si evince dal
grafico 17, sono costituite da trasferimenti per il 65,75%, da entrate proprie per il 26,19%,
da altre entrate per lo 0,53% e per il resto da partite di giro.61
Le entrate proprie sono costituite da entrate derivanti dalla vendita di beni e prestazioni di
servizi per il 67,29%, da entrate contributive per il 32,02%, da redditi e altri proventi
patrimoniali per lo 0,69% (vedi grafico 18).
I trasferimenti sono tutti di natura corrente, e sono erariali per il 35,18%,
dall’Amministrazione per il 18,40%, e da altri soggetti (la Regione prevalentemente) per il
46,42%.62
Le Altre Entrate sono costituite da poste correttive e compensative per attività a terzi per il
97,04%, e da entrate non classificabili in altre voci per il 2,96%.63
58
Il Centro Residenziale organizza ed eroga i seguenti servizi e benefici: borse di studio, alloggi, ristorazione, buoni di
servizio, sovvenzioni straordinarie, contributi per viaggi di studio e di ricerca all’estero, interscambi culturali con
Università italiane e straniere, attività di collaborazione part-time, attività ricreative culturali e sportive, interventi a
favore di studenti portatori di handicap.
59
“Il Centro Residenziale dell’Università è un centro autonomo di spesa che dispone delle risorse assegnategli
annualmente dal Consiglio di Amministrazione oltre che degli eventuali fondi assegnati con specifica finalizzazione
all’Università da Enti pubblici e privati”. Art. 6.1 dello Statuto. Il Centro Residenziale si autogoverna per mezzo di un
Consiglio di Amministrazione, di un Presidente, di un Direttore Amministrativo e di un Comitato di Garanzia.
60
Il conto consuntivo si compone del rendiconto finanziario, della situazione amministrativa, del conto economico,
della situazione patrimoniale, della situazione relativa alla gestione residui e della relazione del Collegio dei Revisori.
61
Si ricorda che le tabelle e i grafici a cui si fa riferimento nella presente relazione sono disponibili nel cd rom allegato
e sul sito Internet del Nucleo di Valutazione all’indirizzo http://nucleo.unical.it.
62
Vedi grafico 19.
63
Vedi grafico 20.
62
Analisi finanziaria 2005
Le entrate correnti sono aumentate nel 2005 del 19,05% rispetto all’esercizio precedente;
occorre analizzare nel dettaglio tale aumento in quanto le entrate del Centro Residenziale
sono soltanto di natura corrente.64
L’analisi delle entrate correnti si concentra sull’esame dei tre titoli che le compongono
(contributive, da trasferimenti diversi e altre entrate), al netto delle partite di giro.
Le “entrate contributive”, alimentate esclusivamente dal capitolo “tassa per il diritto allo
studio universitario (Leggi 390/91-549/95)”, rilevano un leggero aumento rispetto al dato
2004 del 2,77%; nel suddetto capitolo vi confluiscono le somme pagate dagli studenti per il
diritto allo studio universitario ed interamente finalizzate all’erogazione di borse di studio
agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi.
Le entrate derivanti da trasferimenti correnti rilevano un aumento in valore assoluto
(+17,10%) ma una riduzione del peso sul totale delle entrate correnti rispetto allo scorso
esercizio (passando dal 72,30% al 71,10%).65
I suddetti trasferimenti sono costituiti dal contributo ordinario del MIUR 66, (il cui importo è
invariato rispetto allo scorso esercizio), dal contributo dell’Amministrazione Centrale (che
rileva un +61,34%), dal trasferimento della Regione Calabria per il diritto allo studio67 (che
è aumentato del 5,24%), e dal fondo integrativo Statale che individua il trasferimento
concesso dal MIUR in modo premiale sulla base della qualità e quantità dei servizi erogati e
in modo direttamente proporzionale al grado di copertura68 (aumentato anch’esso del
27,00%). Occorre evidenziare che questi ultimi due capitoli di entrata sono finalizzati, ex
Leggi n. 549/95 e 662/96, all’erogazione di borse di studio agli studenti capaci e meritevoli
privi di mezzi.
Il titolo “Entrate diverse”69 registra un incremento del 37,18% da imputare prevalentemente
al capitolo “recuperi servizi erogati alloggi e mensa”, che rappresenta sostanzialmente le
entrate proprie del Centro, relative alla gestione caratteristica dello stesso quale azienda di
servizi, ed accoglie l’incasso dei corrispettivi pagati dagli studenti e dai dipendenti per i
servizi di alloggio e mensa. 70 Tale capitolo è positivamente correlato con lo stanziamento
per borse di studio: maggiore è lo stanziamento, maggiore sarà il numero dei vincitori di
borsa che potranno scegliere di usufruire dei servizi del Centro (mensa; mensa ed
alloggio).71 Da segnalare inoltre un’entrata da proventi finanziari pari a €56.686,13,
rappresentata da interessi attivi maturati sulle giacenze presso l’istituto tesoriere, rese
possibili dal superamento della tesoreria unica.72
64
Vedi tabella 18 e grafico 21.
Vedi tabella 19.
66
Il contributo per varie forme di assistenza è erogato direttamente dal MIUR al Centro Residenziale a seguito di una
specifica richiesta avanzata qualche anno fa dall’Università al Ministero. Fonte: Relazione tecnica al Conto Consuntivo
del Centro Residenziale, anno finanziario 2004.
67
La Regione Calabria eroga un contributo ai sensi dell’art. 4 della convenzione, stipulata in ottemperanza alla Legge
Regionale sul diritto allo studio del 10/12/01 n. 34. Fonte: Relazione del Presidente al Conto Consuntivo 2004.
68
Tale trasferimento è formalmente distribuito dalla Regione Calabria ad integrazione delle borse di studio da erogare
agli studenti ai sensi della Legge n. 662 del 23/12/96. Dall’Anno Accademico 2002/03 il Centro incassa direttamente i
relativi trasferimenti, senza farli transitare dal bilancio di Ateneo. Fonte: Relazione tecnica al Conto Consuntivo del
Centro Residenziale, anno finanziario 2003.
69
Vedi tabella 20.
70
Va tuttavia sottolineato che il Centro è tenuto ad erogare gratuitamente tali servizi agli idonei al di sotto di una certa
soglia di reddito, in ottemperanza alla normativa 390/91 sulle borse di studio (e successivi DPCM).
71
Va tuttavia sottolineato che il Centro è tenuto ad erogare gratuitamente tali servizi agli idonei alla borsa, in
ottemperanza alla normativa 390/91 sulle borse di studio (e successivi DPCM), nel caso in cui i vincitori di borsa
decidono di non usufruire dell’alloggio presso il Centro.
72
Il superamento della tesoreria unica ha comportato l’accreditamento presso l’istituto tesoriere dei contributi
Ministeriali e Regionali, e il riconoscimento di un maggior tasso creditore sulle giacenze.
65
63
Analisi finanziaria 2005
La proporzione tra finanziamenti derivanti dall’esterno (entrate contributive e le entrate
derivanti da trasferimenti correnti) e le entrate proprie del Centro rimane chiaramente a
favore delle fonti esterne, con una netta prevalenza dei trasferimenti; tuttavia nel 2005
aumenta il peso delle entrate proprie (dal 17,20% del 2004 al 19,83%) e diminuisce quello
delle fonti esterne (dall’82,80% dello scorso esercizio all’80,17%).
7.2.3. Analisi di composizione delle spese.
L’analisi delle spese totali mostra un aumento del 3,54%; tale aumento è dovuto
prevalentemente alle maggiori spese in c/capitale rilevate nel 2005 (+59,93%), rappresentate
da interventi edilizi, acquisizione di beni durevoli e di beni mobili, e da trasferimenti ed
assegnazioni.
Le spese correnti (classificate diversamente rispetto agli esercizi precedenti) sono aumentate
dell’1,16%, e comprendono le spese sostenute per l’erogazione dei servizi offerti dal
Centro, ovvero servizi relativi alle attività assistenziali agli studenti (erogazione borse di
studio) e servizi residenziali per studenti e personale (alloggio e mensa).73
L’analisi di composizione delle spese totali al netto delle partite di giro mostra che la voce
di spesa più importante per il Centro Residenziale è rappresentata dagli interventi per
studenti e laureati (44,45%), seguita dalle risorse per il funzionamento (33,81%), quindi
dalle risorse umane (11,74%); incidono meno le acquisizioni di beni durevoli (6,09%), gli
oneri finanziari e tributari (2,32%), le altre spese correnti (1,42%), ed i trasferimenti ed
assegnazioni (0,18%).74
Appare interessante osservare il trend dei capitoli di spesa corrente più significativi.75
Come si evince dalla tabella n. 22, nel 2005 si è registrata una riduzione delle spese per fitto
locali e spese condominiali e delle spese per la gestione della mensa studenti. È aumentato
invece l’importo erogato per borse di studio.
L’analisi di composizione della spesa per titoli rileva che nell’ambito delle risorse umane la
spesa per il personale tecnico amministrativo assorbe la percentuale più alta di risorse76; le
spese per il funzionamento sono costituite per il 65,90% da acquisti di beni di consumo e
servizi, per il 14,41% da locazioni passive, da utenze e canoni per il 10,04%, e dalla
manutenzione e gestione delle strutture per l’8,34%; hanno un peso molto minore le altre
voci di spesa. 77
Le spese per gli interventi a favore degli studenti sono rappresentate quasi esclusivamente
dalle borse di studio erogate agli studenti (vedi grafico 25). La composizione dei rimanenti
titoli di spesa è illustrata nei grafici n. 26, 27 e 28 disponibili sul cd rom allegato e sul sito
Internet http://nucleo.unical.it.
7.2.4. Analisi della gestione di competenza.
L’analisi della gestione di competenza viene effettuata analizzando sia il flusso netto di
gestione quale risultato prodotto dal Centro per lo svolgimento delle sue attività, sia la
73
Vedi tabella 21.
Vedi grafico 22.
75
Non si può monitorare il trend delle risorse umane in quanto nella precedente classificazione le stesse non
costituivano un titolo delle spese in bilancio.
76
Vedi grafico 23.
77
Vedi grafico 24.
74
64
Analisi finanziaria 2005
capacità nell’attuazione delle previsioni, attraverso la costruzione di indicatori di capacità
previsionale ed amministrativa.
7.2.4.1. Flusso netto di gestione.
Per aumentare il potere informativo dell’analisi sulla gestione di competenza, l’esame dei
rendiconti finanziari del Centro Residenziale è stato effettuato riclassificando secondo il
criterio economico-funzionale le fonti e gli impieghi, al netto delle partite di giro, sulla base
della gestione caratteristica del Centro quale “azienda di servizi”.
Per valutare a consuntivo la gestione di competenza del Centro Residenziale è stato
calcolato il “flusso netto di gestione”, dato dalla differenza tra fonti ed impieghi totali del
Centro.
Tale margine si può ottenere sommando al “flusso netto di gestione corrente”, dato dalla
differenza tra fonti ed impieghi correnti, il “flusso netto di gestione in c/capitale”, dato dalla
differenza tra fonti ed impieghi in c/capitale.
Il margine sul quale si concentra l’attenzione è il “flusso netto di gestione corrente”, dal
momento che le entrate in conto capitale non esistono78 , per cui il “flusso netto della
gestione in conto capitale” del Centro viene di fatto a coincidere con le spese in conto
capitale.
Da ciò deriva anche che, perché il flusso totale di gestione sia positivo, le entrate correnti
dovrebbero coprire anche gli impieghi in c/capitale.
Come risulta dalla tabella 2379 e dal grafico 29, nel 2003 le entrate correnti coprono le uscite
correnti ma non quelle in conto capitale, originando un flusso netto di gestione corrente
positivo ed un flusso netto di gestione totale negativo; nel 2004 le entrate correnti non
coprono le spese correnti, originando un flusso netto di gestione corrente ed un flusso totale
di gestione negativi, mentre nel 2005 sono positivi sia il flusso netto corrente che quello
totale.80
Il flusso netto totale di gestione nell’anno 2005 risulta positivamente influenzato dalla
gestione in conto corrente che si è dimostrata in grado di attrarre risorse finanziarie per circa
il 30% in più rispetto all’anno prima.
7.2.4.2. Indicatori di capacità previsionale ed amministrativa.
La capacità del Centro di dare attuazione alle decisioni prese in sede di programmazione
viene misurata attraverso indicatori di capacità previsionale, che mettono a confronto gli
stanziamenti con gli impegni e gli accertamenti, rispettivamente per le spese e per le entrate,
ed indicatori di capacità amministrativa che rapportano impegni e accertamenti con
pagamenti e riscossioni.
Dagli indicatori di capacità amministrativa (calcolati prendendo a riferimento i totali di
bilancio al netto delle partite di giro) si evince la formazione dei residui attivi e passivi
dell’esercizio.
78
Le entrate in conto capitale relative a finanziamenti per spese di investimento non compaiono nel rendiconto
finanziario del Centro perché sono inserite direttamente nel bilancio di Ateneo, dal momento che gli immobili del
Centro (art. 6.7 Statuto) sono di proprietà dell’Università.
79
Per le fonti, i dati riportati sono i totali accertati, per gli impieghi i totali impegnati.
80
Dal punto di vista contabile, il margine “flusso netto totale” di gestione corrisponde al risultato di competenza
dell’esercizio, poiché mette a confronto accertamenti ed impegni di competenza.
65
Analisi finanziaria 2005
L’analisi dei residui sposta l’ottica del controllo dalla gestione di competenza alla gestione
della cassa, per cui viene presa in considerazione la capacità dell’Ente di riscuotere le
entrate accertate e di pagare le somme impegnate 81 .
Per determinare il valore dei residui alla fine dell’esercizio, ai residui derivanti dalla
gestione di competenza devono essere aggiunti i residui derivanti dagli esercizi precedenti
non ancora pagati o riscossi nell’esercizio (gestione residui).
L’analisi pertanto evidenzierà il valore dei residui finali come somma di tali due
componenti, trattando prima i residui attivi, poi i residui passivi.
La capacità del Centro di dare attuazione alle decisioni prese in sede di programmazione
può essere misurata rapportando gli impegni alle previsioni sotto il profilo delle spese, e gli
accertamenti alle previsioni sotto il profilo delle entrate (vedi tabella 24).
Entrambi i rapporti risultano elevati (93,67% per le spese, 98,32% per le entrate); per
quanto riguarda le spese l’indicatore di capacità previsionale è migliorato rispetto
all’esercizio precedente del 7,96%; lo stesso trend, in misura inferiore, si registra per le
entrate, il cui indicatore di capacità previsionale aumenta dello 0,98%.
Gli indicatori di capacità amministrativa misurano la capacità del Centro di completare
entro la fine dell’esercizio l’iter giuridico delle fasi di spesa e di entrata (vedi tabella 24).
Sotto questo profilo i pagamenti in c/competenza sono aumentati del 4,19% rispetto al 2004,
e le riscossioni del 12,50%.
Tuttavia i pagamenti in c/competenza sono il 64,28% degli impegni, con un piccolo
incremento rispetto al 2004 (+0,63%), mentre le riscossioni in c/competenza rappresentano
il 79,68% degli accertamenti, segnando una riduzione del 5,50% rispetto all’esercizio
precedente.
La differenza fra pagamenti in c/competenza e impegni genera residui passivi, i quali
aumentano del 2,39% rispetto al 2004. La differenza fra riscossioni in c/competenza ed
accertamenti genera residui attivi, i quali aumentano del 54,25% rispetto al 2004.
L’analisi della gestione dei residui 82 evidenzia che i residui attivi che si formano alla fine
dell’esercizio vengono riscossi quasi interamente nell’esercizio successivo. Infatti le
riscossioni in c/residui sono il 96,62% il 2004 e l’89,56% il 2005. Per i residui passivi
invece la percentuale di estinzione è minore, infatti sono stati pagati il 77,73% dei residui
passivi iniziali nel 2004, ed il 79,89% nel 2005. Dall’analisi comparativa con l’esercizio
precedente emerge inoltre che nel 2005 è sensibilmente minore l’entità di residui attivi
iniziali (-62,41%), mentre è maggiore quella dei residui attivi finali (+50,10%).
A fine esercizio, il risultato differenziale dei residui attivi e passivi, sommato al fondo cassa
iniziale, origina un Avanzo di Amministrazione pari ad €4.319.041,77 (+80,63% rispetto al
dato 2004), già destinato per €212.911,12 all’erogazione di borse di studio.
L’Avanzo di Amministrazione trae origine dalle seguenti operazioni:
 €1.867.631,16 economie di gestione realizzate sui capitoli “servizio mensa studenti”,
“gasolio per il riscaldamento”, e nell’ambito del titolo “altre spese correnti” sul
capitolo “accantonamento fondo di riserva”; quest’ultima economia deriva
dall’applicazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del
30/09/02 che ha imposto la riduzione dei capitoli del 10%, e dal disposto della Legge
246/2002; 83
81
I residui attivi rappresentano entrate accertate e non riscosse nell’esercizio, mentre i residui passivi indicano spese
impegnate e non pagate nell’esercizio.
82
Vedi tabella 25.
83
Fonte: Relazione del Presidente al Conto Consuntivo 2005.
66
Analisi finanziaria 2005
 -€1.895.435,19 maggiori accertamenti sul capitolo relativo alla riscossione dei
corrispettivi pagati dagli studenti e dai dipendenti per i servizi di alloggio e mensa;
 -€30.269,74 minori residui attivi, e €586.245,16 minori residui passivi.
7.3. Analisi dei bilanci consuntivi dei Dipartimenti in autonomia amministrativo contabile. Anno 2005.
7.3.1. Metodologia dell’analisi.
I Dipartimenti si collocano in una posizione differenziata rispetto a quella degli altri
Organismi universitari.
Ad essi, infatti, è riconosciuta autonomia amministrativa84 e di gestione, considerato il fatto
che il bilancio di previsione e il conto consuntivo, entrambi approvati dal Consiglio di
Dipartimento, sono allegati al bilancio di Ateneo per consentire il consolidamento
dell’intero bilancio universitario.
Il bilancio dell’Università è redatto secondo il criterio della competenza.
Il bilancio di competenza ha lo scopo di registrare le somme per le quali è sorto o sorgerà il
diritto alla riscossione (detto accertamento) o l’obbligo giuridico di pagamento (detto
impegno).
È importante sottolineare, ai fini dell’analisi in oggetto, che a partire dall’esercizio
amministrativo 2005 la redazione del bilancio dei Dipartimenti è avvenuta per competenza.
Ai fini dell’analisi per ciascuno dei 24 Dipartimenti sono state considerate sia le entrate in
relazione ai totali accertati e sia le spese in relazione ai totali impegnati.
Per quanto riguarda le entrate sono stati elaborati indicatori atti ad evidenziare il rapporto
tra:
 la composizione dell’aggregato relativo alle “entrate”;
 il totale delle entrate del Dipartimento, suddiviso nei diversi titoli, e l’ammontare
complessivo delle entrate del relativo titolo di tutti i Dipartimenti.
Analogo procedimento è stato adottato per le spese; gli indicatori, pertanto, evidenziano il
rapporto tra:
 la composizione dell’aggregato relativo alle “spese”;
 il totale delle spese del Dipartimento, suddiviso nei diversi titoli, e l’ammontare
complessivo delle spese del relativo titolo di tutti i Dipartimenti.
Infine con esclusivo riferimento alla ricerca sono stati elaborati indicatori atti ad
evidenziare:
 il rapporto tra le fonti di finanziamento e gli impieghi di ciascun Dipartimento e
l’ammontare complessivo delle entrate e delle spese di tutti i Dipartimenti al fine di
verificare l’attrattività delle risorse e la correlata capacità di spesa;
 l’incidenza delle entrate interne rispetto alle entrate esterne al fine di evidenziare la
capacità della singola struttura di approvvigionamento da fonti diverse da quelle di
Ateneo.
84
L’autonomia amministrativa consiste nel “potere di emettere provvedimenti amministrativi, affidato dalla norma ad
un soggetto diverso dallo Stato, nelle materie che ne costituiscono l’attribuzione delle funzioni”; l’autonomia contabile
consiste “nel potere conferito agli Organi Ordinatori di erogare direttamente certe spese al di fuori del rigido sistema dei
controlli contabili”. La forma più tipica di autonomia contabile è rappresentata dalla possibilità di redigere un bilancio
autonomo (Anelli C.- Izzi F.- Talice C., Contabilità Pubblica, Giuffrè, Milano, 1996).
67
Analisi finanziaria 2005
7.3.2. I risultati dell’analisi.
Nell’anno 2005 le spese totali sono inferiori alle entrate totali (vedi grafico 30). 85
Le entrate totali, per ciascun Dipartimento, si suddividono nei seguenti titoli:
 entrate proprie;
 entrate da trasferimenti;
 altre entrate;
 partite di giro.
L’analisi condotta evidenzia una maggiore incidenza delle entrate da trasferimenti
(53,99%), seguita dalle entrate proprie (34,89%), dalle partite di giro (8,56%) e, infine, dalle
altre entrate (2,57%)86 .
Per le entrate proprie si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del titolo, in
termini percentuali, nel Dipartimento di Linguistica (20,59%) e il valore più basso in quello
di Filosofia (0,01%).
Per le entrate da trasferimenti si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del titolo,
in termini percentuali, nel Dipartimento di Chimica (14,66%) e il valore più basso in quello
di Archeologia e Storia delle Arti (0,70%).
Per le altre entrate si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del titolo, in termini
percentuali, nel Dipartimento DEIS (27,01%) e il valore più basso in quelli di Biologia
Cellulare, Scienze Farmaceutiche, Scienze Giuridiche e Storia (0,00%).
Per le partite di giro, infine, si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del titolo,
in termini percentuali, nel Dipartimento di Difesa del Suolo (14,91%) e il valore più basso
in quello Storia (0,31%).
Le spese totali, per ciascun Dipartimento, si suddividono nei seguenti titoli:
 risorse umane;
 risorse per il funzionamento;
 interventi per studenti e laureati;
 oneri finanziari e tributari;
 altre spese correnti;
 acquisizione beni durevoli;
 spese per estinzione mutui e prestiti;
 trasferimenti ed assegnazioni;
 partite di giro.
L’analisi condotta evidenzia una maggiore incidenza del titolo acquisizione beni durevoli
(56,11%), seguito da risorse per il funzionamento (26,29%), dalle partite di giro (8,72%), da
interventi per studenti e laureati (4,38%), altre spese correnti (2,91%), risorse umane
(1,49%), trasferimenti ed assegnazioni (0,07%), oneri finanziari e tributari (0,04%), spese
per estinzione mutui e prestiti (0,00%).87
Per le risorse umane si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del titolo, in
termini percentuali, nel Dipartimento DEIS (42,72%) e il valore più basso in quello di
Sociologia (0,70%).
85
Si ricorda che le tabelle e i grafici a cui si fa riferimento nella presente relazione sono disponibili nel cd rom allegato
e sul sito Internet del Nucleo di Valutazione all’indirizzo http://nucleo.unical.it.
86
Vedi grafico 31.
87
Vedi grafico 32.
68
Analisi finanziaria 2005
Per le risorse per il funzionamento si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del
titolo, in termini percentuali, nel Dipartimento di Linguistica (26,78%) e il valore più basso
in quello di Farmaco-Biologico (0,35%).
Per gli interventi per studenti e laureati si registra il valore maggiore, sul totale complessivo
del titolo, in termini percentuali, nel Dipartimento di Strutture (15%) e il valore più basso in
quelli di Ecologia, DEIS, Scienze della Terra, Scienze dell’Educazione (0%).
Per gli oneri finanziari e tributari si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del
titolo, in termini percentuali, nel Dipartimento di Scienze dell’Educazione (86,2%) e il
valore più basso in quelli di Archeologia e Storia delle Arti, Chimica, DEIS, Difesa del
Suolo, Ecologia, Economia e Statistica, Farmaco-Biologico, Filologia, Fisica, Ingegneria
Chimica e dei Materiali, Linguistica, Matematica, Meccanica, Pianificazione Territoriale,
Scienze Aziendali, Scienze Giuridiche, Storia e Strutture (0,00%).
Per le altre spese correnti si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del titolo, in
termini percentuali, nel Dipartimento di Ecologia (14,19%) e il valore più basso in quello di
Filologia (0,06%).
Per le acquisizioni di beni durevoli si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del
titolo, in termini percentuali, nel Dipartimento di Chimica (12,69%) e il valore più basso in
quello di Archeologia e Storia delle Arti (0,38%).
Per i trasferimenti ed assegnazioni si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del
titolo, in termini percentuali, nel Dipartimento di Scienze della Terra (36,19%) seguito da
quelli di Filologia (30,19%), Fisica (28,48%), Linguistica (5,13%); nei restanti Dipartimenti
si registra valore nullo.
Per le partite di giro, infine, si registra il valore maggiore, sul totale complessivo del titolo,
in termini percentuali, nel Dipartimento di Difesa del Suolo (14,91%) e il valore più basso
in quello di Storia (0,31%).
7.3.2.1. La ricerca scientifica.
Relativamente alle entrate sono state considerate le voci riportate nelle tabelle n. 26, 27 e 28
disponibili sul cd rom allegato e sul sito Internet http://nucleo.unical.it.
Relativamente alle spese sono state considerate le voci riportate nelle tabelle n. 29 e 30. 88
La presente analisi pone l’attenzione sull’andamento della ricerca scientifica propriamente
detta al netto, cioè, del conto terzi coerentemente alle indicazioni del Comitato Nazionale
per la Valutazione del Sistema Universitario.
Nell’anno 2005 le spese totali (€ 13.511.040,36) sono inferiori alle entrate totali
(14.819.614,00). 89
Tale tendenza generale è confermata nel 54% delle strutture dipartimentali (vedi grafico 34)
mentre i restanti Dipartimenti provvedono alla copertura delle spese per ricerca scientifica
mediante l’impiego di ulteriori forme di finanziamento (dotazione ordinaria, fondo riserva
ecc.) al fine di sostenere le esigenze scientifiche.
88
89
Vedi cd rom allegato e/o consulta il sito del Nucleo di Valutazione di Ateneo all’indirizzo http://nucleo.unical.it.
Vedi grafico 33.
69
Analisi finanziaria 2005
Grafico 33: Entrate e spese totali per ricerca al netto conto terzi. Valori assoluti (€).
15.000.000,00
14.800.000,00
14.600.000,00
14.400.000,00
14.200.000,00
14.000.000,00
13.800.000,00
13.600.000,00
13.400.000,00
13.200.000,00
13.000.000,00
12.800.000,00
Totale entrate per ricerca al netto conto terzi
Totale uscite per ricerca al netto conto terzi
Fonte: Elaborazione Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo su conti consuntivi dei Dipartimenti. Anno 2005.
Grafico 34: Distribuzione delle entrate e delle spese per ricerca scientifica per
Dipartimento. Anno 2005. Valori assoluti.
1.800.000,00
1.600.000,00
1.400.000,00
1.200.000,00
1.000.000,00
800.000,00
600.000,00
400.000,00
200.000,00
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A
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Entrate
Spese
Fonte: Elaborazione Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo su conti consuntivi dei Dipartimenti. Anno 2005.
70
Analisi finanziaria 2005
Il Dipartimento in cui si registrano le maggiori entrate è il DEIS, mentre il Dipartimento di
Chimica registra le maggiori spese e Archeologia e Storia delle Arti registra sia le minori
entrate che le minori spese in termini percentuali (vedi grafico 35).
Grafico 35: Distribuzione delle entrate e delle spese per ricerca scientifica per
Dipartimento. Anno 2005. Valori percentuali sui totali.
14,00%
12,00%
10,00%
8,00%
Entrate
Uscite
6,00%
4,00%
2,00%
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Fonte: Elaborazione Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo su conti consuntivi dei Dipartimenti. Anno 2005.
Approfondendo l’analisi per ciascuno dei Dipartimenti in esame si osserva che le entrate per
ricerca scientifica derivanti da fonti interne assumono maggiore incidenza (51%).
71
Analisi finanziaria 2005
Grafico 36: Entrate per ricerca scientifica interne ed esterne per Dipartimento. Anno
2005. Analisi al netto del conto terzi.
1.600.000,00
1.400.000,00
1.200.000,00
1.000.000,00
800.000,00
600.000,00
400.000,00
200.000,00
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A
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0,00
Entrate interne
Entrate esterne
Fonte: Elaborazione Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo su conti consuntivi dei Dipartimenti. Anno 2005.
Mediamente l’attrazione di fondi esterni per Dipartimento è pari a circa €303.000,00 annue;
i Dipartimenti che si collocano nettamente al di sopra di tale valore medio sono Chimica,
DEIS, Ecologia e Linguistica; seguono i Dipartimenti di Biologia Cellulare, Fisica e Scienze
Giuridiche con una attrazione di fondi, comunque, superiore alla media mentre i restanti
evidenziano una minore capacità di approvvigionamento di risorse esterne.
Nel prosieguo della presente analisi si considerano le entrate e le spese totali per ricerca
inclusi i valori finanziari derivanti dal conto terzi90 e si conferma come le entrate siano
superiori alle spese.91
Il DEIS continua a presentare le maggiori entrate e il Dipartimento di Archeologia e Storia
delle Arti sia le minori entrate che le minori spese in termini percentuali sui relativi
aggregati di entrate e spese per ricerca del sistema dipartimentale.
90
Vedi tabelle 28 e 30 disponibili sul cd rom allegato e/o consultabili on-line sul sito Internet del Nucleo di Valutazione
di Ateneo all’indirizzo http://nucleo.unical.it.
91
Vedi grafico 37.
72
Analisi finanziaria 2005
Grafico 37: Entrate e spese per ricerca scientifica incluso attività conto terzi. Anno
2005.
18.069.037,16
18.200.000,00
18.000.000,00
17.800.000,00
17.600.000,00
17.037.988,49
17.400.000,00
17.200.000,00
17.000.000,00
16.800.000,00
16.600.000,00
16.400.000,00
Entrate per ricerca
Spese per ricerca
Fonte: Elaborazione Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo su conti consuntivi dei Dipartimenti. Anno 2005.
Grafico 38: Distribuzione delle entrate e delle spese per ricerca scientifica per
Dipartimento. Anno 2005. Valori assoluti.
2.500.000,00
2.000.000,00
1.500.000,00
1.000.000,00
500.000,00
0,00
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entrate
spese
Fonte: Elaborazione Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo su conti consuntivi dei Dipartimenti. Anno 2005.
73
Analisi finanziaria 2005
Dal grafico 38 si osserva come circa i due terzi dei Dipartimenti abbiano le entrate maggiori
delle spese per ricerca mentre le seguenti strutture (Biologia Cellulare, Difesa del Suolo,
Filosofia, Meccanica, Scienze Giuridiche, Scienze della Terra e Strutture)92 finanziano la
ricerca anche con altre fonti interne. 93
Grafico 39: Distribuzione delle entrate e delle spese per ricerca scientifica per
Dipartimento. Anno 2005. Valori percentuali sui totali.
12,00
10,00
8,00
6,00
4,00
2,00
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entrate
spese
Fonte: Elaborazione Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo su conti consuntivi dei Dipartimenti. Anno 2005.
Per ciascuno dei Dipartimenti in esame, infine, è stato calcolato il rapporto tra le entrate per
la ricerca scientifica derivanti da trasferimenti interni e le entrate esterne per ricerca al lordo
del conto terzi.
Dall’analisi condotta emerge che le entrate per ricerca scientifica derivanti da trasferimenti
esterni rappresentano il 58,25% mentre le entrate interne sono il restante 41,75% (vedi
grafico 40).
Il Dipartimento in cui si osserva la maggiore attrazione di risorse esterne è Linguistica
mentre Filosofia registra i valori più bassi (vedi grafico 41).
92
93
Si ricorda che in tale analisi è considerato anche il conto terzi.
Le ulteriori fonti impiegate fanno riferimento alla dotazione ordinaria, al fondo di riserva ecc..
74
Analisi finanziaria 2005
Grafico 41: Entrate per ricerca scientifica interne ed esterne per Dipartimento. Anno
2005.
1.600.000,00
1.400.000,00
1.200.000,00
1.000.000,00
800.000,00
600.000,00
400.000,00
200.000,00
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Entrate interne
Entrate esterne
Fonte: Elaborazione Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo su conti consuntivi dei Dipartimenti. Anno 2005.
75
La Gestione strategica dell’Ateneo
8. La Gestione strategica dell’Ateneo.
Oggetto di valutazione da parte del Nucleo sono stati gli obiettivi definiti in sede di
pianificazione e i processi messi in atto per raggiungerli. È stato inoltre analizzato il
posizionamento competitivo dell’Ateneo, anche in relazione ai fondi Ministeriali, ai rapporti
con il territorio, alle capacità di programmazione degli Organi Decisionali, alle strategie di
sviluppo seguite ed ai processi decisionali utilizzati. L’analisi della gestione strategica è
stata effettuata tenendo in considerazione il carattere residenziale dell’Università della
Calabria94 , che le conferisce un carattere di unicità rispetto agli altri Atenei italiani e ne
rappresenta la peculiarità più importante.
8.1. Linee programmatiche ed obiettivi di breve periodo.
Dall’esame delle linee programmatiche seguite nella predisposizione del bilancio di
previsione per l’esercizio finanziario 200595 emerge, a fronte di una oggettiva situazione di
sottofinanziamento dell’Ateneo, dovuto in massima parte al sottodimensionamento del
finanziamento MIUR96 e alle basse entrate per tasse anche a causa dell’applicazione del
DPCM del 9/04/200197, la ferma volontà di mantenere costanti gli investimenti in ricerca e
didattica, pena la dequalificazione dell’Ateneo nel suo complesso.98
Gli Organi di Governo dell’Ateneo hanno deliberato di utilizzare la massima parte della
differenza positiva tra il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) assegnato per il 2004 e
quello previsto per il 2005 per l’incremento del personale di ruolo dell’Ateneo. 99 Tale scelta
si colloca nell’ambito di una politica consapevolmente perseguita dall’Ateneo fin dal 1997,
che ha portato il corpo docente (professori e ricercatori), nell’arco di otto anni, ad un
incremento del 77%, con l’obiettivo di incrementare la produzione scientifica e didattica
dell’Ateneo e mantenere a livelli adeguati l’indicatore studenti/docenti.100 Da sottolineare
come l’enorme sforzo finanziario conseguente a tale scelta,101 l’inadeguatezza delle risorse,
94
Il carattere residenziale dell’Università della Calabria è riconosciuto dalla sua Legge istitutiva (Legge 12 marzo 1968,
n. 422).
95
A norma dell’art. 2.2 lett. i) dello Statuto, è il Rettore a predisporre il bilancio di previsione, sentiti il Comitato di
Coordinamento e Programmazione (Co.Co.P.) ed il Consiglio degli Studenti, bilancio che deve essere approvato dal
Consiglio di Amministrazione (C.d.A.), sentito il Senato Accademico (S.A.).
96
I meccanismi di riequilibrio del MIUR non hanno completamento corrisposto alla notevole crescita della popolazione
studentesca, aumentata dell’84% nel periodo 1997-2004. Fonte: Relazione Rettorale al bilancio di previsione 2005.
97
Il DPCM 09/04/2001 sul diritto allo studio ha prodotto un aumento del numero di iscritti assegnatari di borse di
studio, i quali non sono tenuti a versare la quota di iscrizione, e degli immatricolati idonei, per i quali deve essere
previsto il rimborso della prima rata versata. Va tenuto peraltro in considerazione che il MIUR non ha mai tenuto conto,
come disposto nell’ambito dello stesso DPCM, di tale circostanza nell’ambito dei criteri che regolano l’assegnazione
del F.F.O..
98
Fonte: verbale del S.A. del 2/12/2004.
99
In sede di assestamento il S.A. ha deliberato (ed il C.d.A. ha poi approvato) di finalizzare a tale obiettivo l’80% della
differenza tra FFO assegnato 2004 e l’FFO previsto 2005. In particolare, il 68% (di cui il 13% destinato al personale
tecnico amministrativo e l’87% destinato all’incremento del personale docente) è stato utilizzato per l’incremento del
personale di ruolo dell’Ateneo ed il 32% per la copertura dei maggiori oneri dovuti all’adeguamento stipendiale del
personale e per coprire le spese per il rinnovo del contatto CCNL di comparto per il biennio 2002/2003. Fonte: verbale
del S.A. del 14/09/2004 e verbale del C.d.A. del 26/10/2004.
100
Il secondo obiettivo è peraltro stato solo parzialmente raggiunto, dato che il notevole incremento della popolazione
studentesca per il periodo considerato (84%), ha assestato il rapporto docenti/studenti su un valore di 25, superiore al
dato medio nazionale pari a 17. Fonte: Relazione Rettorale al bilancio di previsione 2005.
101
I costi corrispondenti all’incremento del corpo docente hanno subito per lo stesso periodo un aumento del 120%, il
FFO solo del 69%, segno evidente che tali costi sono stati coperti mediante un differente mix delle voci di bilancio.
Fonte: Relazione Rettorale al bilancio di previsione 2005.
76
La Gestione strategica dell’Ateneo
la necessità di mantenere le spese consolidate e di natura ricorrenti e l’esigenza di garantire
il pareggio di bilancio abbiano impedito agli Organi di Governo di dare corso a nuovi
programmi, penalizzando ad esempio gli investimenti per spese di natura infrastrutturali,
volte a mantenere e garantire la qualità del servizio di Ateneo, pure sulla carta tra le linee
programmatiche da perseguire. 102
La definizione degli obiettivi di breve periodo da perseguire a cura degli Organi di Governo
di Ateneo ha pertanto dovuto fare i conti con l’inadeguatezza delle risorse a disposizione,
peraltro troppo poco diversificate per fonte di provenienza, con un assai rilevante peso del
finanziamento MIUR, un peso poco rilevante delle entrate da tasse e contributi, anche a
causa dell’impatto del DPCM 9/04/2001 sul diritto allo studio e la mancanza di significativi
contributi da parte di Enti che operano sul territorio.
Per garantire il pareggio tra entrate ed uscite è stato pertanto necessario utilizzare per intero
l’Avanzo di Amministrazione 2004, costituito per la parte preponderante dalle economie
stipendiali relative alle procedure concorsuali in itinere ed in corso di perfezionamento.103
Date tali premesse, in un’ottica di continuità con gli anni precedenti, gli Organi di Governo
hanno individuato i seguenti obiettivi 104da perseguire nel corso del 2005:
a) continuare, compatibilmente con le disposizioni normative in merito alla possibilità
di procedere alle assunzioni, la politica di incremento delle unità di personale
docente per adeguarsi agli standard nazionali, obiettivi già individuati in sede di
assestamento 2004;
b) dare attuazione alla riorganizzazione degli Uffici con riferimento alla
programmazione triennale del fabbisogno;
c) garantire un’azione di supporto all’adeguamento degli ordinamenti didattici alle
nuove disposizioni normative;
d) proseguire nelle attività che favoriscono la promozione dell’Ateneo;
e) garantire con le risorse disponibili una manutenzione delle strutture anche con
l’ausilio dei fondi a ciò finalizzati dal MIUR e intraprendere nuove misure
organizzative dirette allo scopo;
f) continuare le attività in itinere per la sicurezza nell’area universitaria;
g) potenziare la presenza di giovani laureati qualificati attraverso l’erogazione di borse
di Dottorato e di assegni di ricerca razionalizzando i relativi percorsi formativi;
h) sostenere la spesa per la ricerca scientifica anche attraverso la razionalizzazione
delle azioni di cofinanziamento.
102
Fonte: Programma del Rettore per il quadriennio 2003-2007. Sono inoltre rimaste inevase le richieste di maggiori
finanziamenti per l’Area Risorse Mobiliari ed Immobiliari (ARMI), per le Biblioteche, per Assegni di ricerca, per le
Facoltà. Fonte: verbale del Senato Accademico del 2/12/2004.
103
Fonte: Relazione Rettorale al bilancio di previsione 2005. L’analisi dettagliata della composizione delle entrate e
delle spese del bilancio di Ateneo è oggetto di specifico capitolo della presente relazione del Nucleo, al quale si rinvia.
104
Fonte: Relazione Rettorale al bilancio di previsione 2005.
77
La Gestione strategica dell’Ateneo
In relazione all’obiettivo a) incremento delle unità di personale docente, a tale obiettivo
sono stati destinati, in fase di previsione, €4.385.419, pari all’80% della differenza tra FFO
previsto 2005 ed FFO assegnato 2004, nonché, in sede di assestamento, un ammontare di €
1.197.791,00, relativo agli interventi FFO 2005 finalizzati all’incremento del corpo
docente. 105
A fine anno il personale docente risultava incrementato di n. 69 docenti, pari ad un
incremento dell’11% rispetto al dato 2004. 106
In relazione all’obiettivo b) dare attuazione alla riorganizzazione degli Uffici in attuazione
della programmazione triennale del fabbisogno, nel 2005 sono state portate a termine 13
procedure concorsuali per l’assunzione di personale tecnico-amministrativo e sono state
portate a termine le procedure programmate per l’anno 2005 per la gestione del personale
tecnico-amministrativo con contratto a tempo determinato (n. 73 unità) ed indeterminato (n.
722 unità).107
In relazione all’obiettivo c) garantire un’azione di supporto all’adeguamento degli
ordinamenti didattici alle nuove disposizioni normative, da sottolineare che nel 2005 il
63% dei Corsi attivi appartiene al nuovo ordinamento (+15% rispetto al 2004). 108
Inoltre, in considerazione degli impatti organizzativi della nuova riforma in materia di
ordinamenti didattici, alle Facoltà è stato riassegnato il budget storico, per un importo pari
ad €5.955.000,00, nonostante fosse prevista una decurtazione dei budget delle Facoltà, i cui
fondi erano stati prelevati ai fini dello stanziamento per concorsi del corpo docente. 109
Per avere un quadro completo dei fondi impegnati per la didattica, ai fondi erogati alle
Facoltà vanno aggiunti i fondi erogati in bilancio e finalizzati alla didattica, che registrano a
consuntivo un incremento del 51%. 110
In relazione all’obiettivo d) potenziamento delle iniziative che favoriscono la promozione
dell’Ateneo, nel corso del 2005, il Servizio Orientamento, Comunicazione e Promozione
dell’Immagine di Ateneo, istituito nel 2004 con DR n. 3187, è stato organizzato in quattro
unità operative: Comunicazione, Promozione dell’Immagine ed Eventi, Centro
Orientamento e Segreteria tecnico amministrativa.111
105
Si tratta di fondi finalizzati, erogati per incentivi mobilità docenti e assunzioni in deroga, comprensivi anche di
alcune quote 2004 non iscritte in bilancio perché comunicate in corso d’anno. Fonte: delibera del C.d.A. del
26/09/2005. Si rinvia alla tabella 9 in allegato.
106
In particolare, l’incremento del personale è stato dovuto in massima parte all’incremento nella categoria ricercatori
(+22%). Si rinvia alla tabella n. 1 in allegato. Va inoltre sottolineato che sono in itinere le valutazioni comparative per il
reclutamento di n. 103 docenti, di cui 18 in prima fascia, 24 in seconda fascia, 61 ricercatori. Per un’analisi dettagliata
della composizione del corpo docente, si rinvia alla Relazione Rettorale al conto consuntivo 2005.
107
Nel dettaglio è stata data attuazione agli istituti previsti dal CCNL comparto Università, quadriennio normativo
a
2002/05, biennio economico 2002/03 e sono stati posti in essere tutti i procedimenti necessari per consentire la II
progressione orizzontale di n. 254 unità di personale tecnico-amministrativo. Fonte: Relazione Rettorale al conto
consuntivo 2005.
108
Si veda tabella 2 in allegato.
109
I fondi erogati direttamente alle Facoltà sono stati utilizzati per finanziare le seguenti tipologie di spesa: contratti con
esperti per attività di supporto alla didattica, professori a contratto, retribuzioni supplenze docenti, retribuzioni
supplenze ricercatori, spese per attività di supporto alla didattica, incentivi per attività didattica professori universitari e
ricercatori, spese di investimento per la didattica. Fonte: Relazione Rettorale al conto consuntivo 2005.
110
Il nuovo piano dei conti del bilancio di Ateneo aggrega nella categoria 3 le spese per supporto alla didattica,
comprensive di stipendi ed oneri per collaboratori ed esperti linguistici, personale di supporto all’apprendimento delle
lingue straniere, progetti per la realizzazione dell’autonomia didattica, contratti con tutor, esercitatori e tecnici, spese
per Corsi di Laurea finanziate da Enti e per attività di preliminary english test. Per tali spese, a fronte di una previsione
di €2.703.600,00, sono stati impegnati €4.085.314,27. Fonte: Conto consuntivo di Ateneo 2005. Per approfondimenti si
rinvia alla sezione della relazione dedicata all’analisi del conto consuntivo di Ateneo.
111
DR n. 1346 del 19/04/2005. Fonte: Relazione annuale 2005 del Servizio Orientamento, Comunicazione e
Promozione dell’Immagine di Ateneo.
78
La Gestione strategica dell’Ateneo
Il Centro Orientamento attua il coordinamento delle attività svolte dagli Uffici che si
occupano dell’orientamento in ingresso, in itinere ed in uscita, che nel corso del 2005 hanno
svolto numerosi eventi e manifestazioni.112 Il Centro Comunicazione, gestito in una logica
di supporto all’orientamento, ha l’obiettivo di presentare l’offerta didattica dell’Ateneo a
studenti del territorio locale e dell’intero meridione e aumentarne la visibilità sul
territorio. 113 Il capitolo dedicato al finanziamento delle spese di promozione, orientamento e
comunicazione ha registrato un incremento rispetto al preventivo del 38%.114
In relazione agli obiettivi e) garantire una manutenzione delle strutture ed f) continuare le
attività in itinere per la sicurezza, il programma di intervento per il 2005 ha dato attuazione
a gran parte dei progetti individuati a preventivo. 115 Le richieste dell’Area Risorse Mobiliari
ed Immobiliari (ARMI) hanno trovato risposta in sede di assestamento, nel momento in cui
è stata attribuita la quota MIUR per l’edilizia, pari ad €1.564.000,00. 116 Gli interventi
edilizi hanno registrato un incremento rispetto al preventivo del 394%. 117
In relazione all’obiettivo g) potenziare la presenza di giovani laureati qualificati attraverso
l’erogazione di borse di Dottorato e assegni di ricerca, il numero di borse per assegni di
112
Tra le iniziative di orientamento in ingresso , da citare “Lezioni di Campus”, la settimana di orientamento ex-ante
giunta alla sua settima edizione, cui hanno partecipato 25.000 studenti degli ultimi anni delle Scuole Medie Superiori
(SMS) della Calabria, Sicilia, Campania e Basilicata; “Scendere in Campus”, manifestazione che ha l’obiettivo di
diffondere informazioni e conoscenza sulle specificità dell’offerta didattica dell’Ateneo ai Dirigenti scolastici delle
SMS, che hanno partecipato in numero di 140 dalla Calabria e da Regioni limitrofe; “Unical ti presento Campus”,
manifestazione svoltasi in occasione della presentazione delle domande di ammissione all’Ateneo, con l’obiettivo di
fornire alle aspiranti matricole chiarimenti su metodi ed obiettivi dei diversi Corsi di Studio; la partecipazione a fiere
dell’orientamento, annualmente condotta in occasione delle fiere sull’orientamento di Sapri, Brindisi, Napoli, Reggio
Calabria, Bari, Palermo; la partecipazione a convegni sull’orientamento e la pubblicazione della guida dello studente.
Tra le iniziative di orientamento in itinere, l’invio e la realizzazione della “Newsletter di Ateneo”; il “monitoraggio
delle carriere studenti”, realizzata dall’Area Informatica, dall’Area Didattica e dall’Ufficio Statistico; la manutenzione
ed aggiornamento del “Portale dell’Orientamento”; la realizzazione di numerose attività di “Counselling”, volte ad
aiutare gli studenti iscritti a vivere in modo positivo la propria esperienza e a completare il percorso formativo nei tempi
e modi previsti, prevenendo abbandoni e ritardi; il “Peer Tutoring”, l’utilizzo cioè di un rapporto alla pari per un
proficuo inserimento dello studente nel percorso universitario; “Il Management e Tutorato didattico”; “L’orientamento
per studenti diversamente abili”. Le ultime quattro attività sono state condotte utilizzando fondi residui del progetto
Oracolo, giunto al termine. Tra le iniziative di orientamento in uscita, la partecipazione a fiere dell’orientamento
(placement) di Milano e di Verona e il convegno sui Direttori del personale di Abano Terme e l’opuscolo “Il laureato
Unical”, rivolto ai responsabili del reclutamento di imprese ed Enti pubblici. Fonte: Relazione annuale 2005 del
Servizio Orientamento, Comunicazione e Promozione dell’Immagine di Ateneo.
113
L’attività del portavoce si è estrinsecata anche nella cura e rilancio della Newsletter di Ateneo, nell’individuazione
delle modalità organizzative e dei contatti con il relatore della manifestazione di inaugurazione dell’Anno Accademico,
nella fase di impostazione e redazione dei relativi testi della nuova brochure dell’Università. Un’intensa attività di
comunicazione a sostegno della presentazione dell’offerta didattica alle famiglie è stata inoltre realizzata allegando
opuscoli informativi sui principali settimanali nazionali (Venerdì di Repubblica) e mediante uscite su quotidiani
regionali nel periodo estivo. Fonte: Relazione rettorale al conto consuntivo 2005.
114
Per le spese di comunicazione, orientamento e promozione dell’immagine di Ateneo, a fronte di una previsione per €
390.000,00, sono stati impegnati €539.980,15. Fonte: Conto consuntivo di Ateneo 2005.
115
Tra le attività di manutenzione si ricordano la sistemazione a verde di nuove aree, la costruzione di nuove aule per la
Facoltà di Ingegneria (400 studenti), la ristrutturazione e l’arredamento delle aule Caldora, aula Magna ed University
Club, l’arredo dei laboratori didattici per i Dipartimenti di Scienze Farmaceutiche e Farmaco-Biologico, l’attuazione del
programma di manutenzione straordinario di tutte le aule di tutte le Facoltà, la progettazione esecutiva di nuovi uffici
del Centro Residenziale, l’inizio della costruzione di ulteriori strade di collegamento con l’area universitaria. Tra le
attività di sicurezza l’esecuzione della mappatura dei rischi nel luogo di lavoro (fonte: Relazione 2005 del Servizio di
Prevenzione e Protezione), l’entrata in funzione del servizio di videosorveglianza basato sull’impiego di 500
telecamere, la presentazione di atti presso le Autorità competenti per l’acquisizione della certificazione di sicurezza ed
agibilità. Per un elenco dettagliato, si veda la Relazione Rettorale al conto consuntivo 2005.
116
Capitolo 1 e 4 della categoria 8, Titolo II del nuovo conto consuntivo di Ateneo.
117
Nella categoria degli interventi edilizi sono riepilogati la ricostruzione, ripristino, trasformazione e messa a norma di
immobili finanziati dal bilancio, manutenzione straordinaria di immobili ed impianti, spese che rientrano nel parco
progetti. Fonte: Conto consuntivo dell’Ateneo 2005.
79
La Gestione strategica dell’Ateneo
ricerca ha subito un aumento rispetto al 2004 del 41%, quello di borse per Dottorati un
decremento del 7%, per un incremento complessivo del 6%.118
Le spese relative all’avviamento alla ricerca (assegni e Dottorati di ricerca) risultano in
aumento nel 2005 del 23%. 119
Da rilevare che per gli assegni di ricerca gli Atenei ricevono in sede di attribuzione del FFO
una assegnazione, pari per l’Ateneo calabrese per il 2005 a €218.276,00.
Da sottolineare come per il 2005 risulti stabile la dotazione ordinaria ai Dipartimenti, che si
fanno carico delle spese di funzionamento dei Dottorati di ricerca.
In relazione all’obiettivo h) sostenere la spesa per la ricerca scientifica, nel 2005 il totale
delle spese per la ricerca scientifica di Ateneo aumenta dell’81% rispetto al dato a
preventivo.120
Ritornando all’analisi dell’obiettivo b) dare attuazione alla riorganizzazione degli Uffici,
sono state inoltre svolte attività relative alla formazione professionale sulla base del Piano
Triennale di Formazione 2004-2006 sia in sede (n. 18 Corsi cui hanno partecipato n. 321
unità di personale) sia fuori sede (n. 38 Corsi che hanno coinvolto n. 68 unità di
personale). 121
In sede di assestamento hanno poi trovato risposta istanze che erano state temporaneamente
accantonate in sede di bilancio preventivo e relative a tematiche quali la copertura degli
oneri del rinnovo contrattuale del personale tecnico-amministrativo, la conservazione del
patrimonio, le biblioteche, il servizio informatico di Ateneo. 122
Con riferimento agli obiettivi di breve periodo, l’Università della Calabria si è mostrata
capace di dare attuazione agli obiettivi definiti in sede di programmazione finanziaria.
Da considerare tuttavia che il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi programmati si
è realizzato per il consistente incremento del FFO e dell’Avanzo di Amministrazione,
resi noti in sede di assestamento.
118
Si veda tabella 3 in allegato. Nelle borse per Dottorati, sono riepilogate sia le borse finanziate da bilancio che quelle
finanziate da altri Enti.
119
I capitoli relativi ai Dottorati di ricerca e agli assegni di ricerca sono stati finanziati, rispettivamente, per un
ammontare di €3.560.615,00 ed €1.625.000,00 a preventivo, e per €1.824.514,49 ed €4.532.475,63 a consuntivo.
Fonte: Conto consuntivo dell’Ateneo 2005.
120
Nelle spese per ricerca scientifica sono riepilogati: le spese per la ricerca universitaria finanziata dal bilancio e il
cofinanziamento dei programmi nazionali ed internazionali (gestiti direttamente dai Dipartimenti); le spese per i Centri
di Eccellenza finanziati dal MIUR; i progetti di ricerca giovani ricercatori; le spese per la ricerca finanziate da Enti
pubblici e privati e da Ministeri e le spese per il trasferimento tecnologico. A fronte di una previsione per €
3.963.000,00, sono stati impegnati per la ricerca €7.166.079,38. Fonte: Conto consuntivo dell’Ateneo 2005. Per
approfondimenti si rinvia alla sezione della relazione dedicata all’analisi del conto consuntivo di Ateneo.
121
Fonte: Relazione Rettorale al conto consuntivo 2005.
122
Le ultime istanze individuano due strumenti essenziali all’attività didattica e di ricerca. In particolare, i capitoli
relativi al sistema bibliotecario (acquisto materiale bibliografico e dotazione ordinaria) sono stati finanziati per €
2.540.000,00 in sede di preventivo (+7% rispetto al 2004), cui si è aggiunto, in sede di assestamento, un ulteriore
finanziamento per €300.000. In merito al potenziamento del sistema informatico, per il quale in sede di assestamento
sono stati impegnati €250.000,00, sono state portate avanti le seguenti attività: Uniwex, che consentirà alle Facoltà che
vorranno operare in tal senso di eliminare lo statino cartaceo; la realizzazione del datawarehouse della didattica e
dell’orientamento; la possibilità di registrare i piani di studio on line; il sistema di gestione dei bandi integrato con la
procedura di Segreteria Studenti SISS; il progetto servizi on line ai dipendenti; il progetto contabilità, che ha richiesto
l’adattamento tecnologico per l’introduzione della contabilità di competenza per i Dipartimenti e il piano dei conti
unico per l’intero Ateneo; la sicurezza informatica; la realizzazione della rete di Ateneo e dei nuovi portali di Ateneo e
dell’orientamento. Fonte: Relazione Rettorale al conto consuntivo 2005.
80
La Gestione strategica dell’Ateneo
8.2. Posizionamento dell’Ateneo nel contesto universitario.
Il posizionamento dell’Università della Calabria nel contesto universitario è stato valutato in
base alla capacità di attrazione dell’Ateneo nei confronti della popolazione studentesca,
fermando l’attenzione sulla composizione del bacino d’utenza dell’Ateneo, che dà una
prima misura della visibilità ed attrattività dell’Ateneo nei confronti degli studenti di altre
Regioni dell’Italia e dell’estero.
Il primo indicatore della capacità di attrazione dell’Ateneo nei confronti degli studenti
(residenti ed extra-regione) è l’andamento del numero degli immatricolati, in diminuzione
per l’Ateneo nell’A.A. 2004/05 del 13% rispetto al dato dell’anno precedente. 123
L’analisi non può esimersi dal considerare alcuni importanti aspetti:
1. l’Ateneo risulta attrattivo per coloro che scelgono di continuare gli studi
nella Regione di residenza;
2. l’attrattività nei confronti degli studenti provenienti da altre Regioni è una
delle più basse a livello nazionale;
3. l’accesso agli studi dell’Università della Calabria è a numero
programmato.124
In relazione al punto 1, l’analisi del dato mostra un peso rilevante per gli studenti residenti
nella Regione rispetto agli studenti extraregione (altre Regioni d’Italia ed estero), pari al
97,7% (98,1% il dato del 2004).
In relazione al punto 2, il peso che la categoria degli immatricolati extraregionali ha sul
totale degli immatricolati all’Università della Calabria risulta pari al 2,3%, in crescita
rispetto al dato 2004 (1,9%).125
In relazione al punto 3, nel 2005 si è registrato un incremento del numero di domande di
immatricolazione rispetto all’anno precedente (+12%), domande che non sono state accolte
in quanto superiori al numero programmato dalle Facoltà. 126
Anche in termini di mobilità degli studenti in ingresso ed in uscita,127 l’Ateneo si segnala
come Ateneo soprattutto locale, con un peso degli studenti in uscita sul totale iscritti pari
allo 0,5%; l’incidenza degli studenti in entrata sul totale iscritti è pari allo 0,2%.
123
Si veda la tabella 4 in allegato per un esame della scomposizione dei dati degli immatricolati all’Ateneo calabrese
per Facoltà.
124
Tale numero è fissato dai Consigli di Facoltà (e poi ratificato dal Senato Accademico) sulla base delle disponibilità
di risorse edilizie, residenziali e didattiche, ai sensi della Legge istitutiva del 12/3/68, n. 442 e del nuovo Statuto di
Ateneo (D.R. del 28/02/1997 n. 450).
125
Si veda la tabella 4 in allegato.
126
La tabella 5 in allegato mostra come, su 10.043 domande di immatricolazione, ben 3.668, pari al 37% non hanno
trovato accoglimento.
127
Al fine di favorire la mobilità studentesca in ingresso ed in uscita, l’Università della Calabria promuove forme di
collaborazione con Atenei sul territorio nazionale ed internazionale nelle forme di convenzioni con Università europee
aderenti ai progetti Socrates/Erasmus e Leonardo da Vinci, nonché convenzioni con Università straniere al di fuori della
Comunità Europea. Tali programmi sono rivolti a studenti dal secondo anno di Università in corso e neolaureati fino a
18 mesi dalla Laurea e prevedono l’approvazione ex-ante da parte del responsabile SOCRATES degli esami che gli
studenti dovranno sostenere all’estero, per cui deve esistere una stretta corrispondenza tra gli insegnamenti erogati
dall’Università della Calabria e gli insegnamenti erogati dalle Università partner. Questo comporta una elevata rigidità
del programma che agisce come deterrente alla mobilità in ingresso ed in uscita.
81
La Gestione strategica dell’Ateneo
Il dato è tuttavia in aumento rispetto al dato 2004 (+163% il dato relativo agli studenti in
uscita, +17% il dato relativo agli studenti in entrata).128
L’Ateneo persegue una attiva politica di marketing per aumentare l’attrattività del territorio,
nonché una attiva politica di orientamento in ingresso, in itinere, come testimoniano servizi
importanti forniti agli studenti quali le attività poste in essere dall’Ufficio che si occupa
degli studenti disabili e le attività poste in essere dal Centro Qualità della Vita, dal Centro
Sanitario, dal Centro Arti Musica e Spettacolo (CAMS), dal Centro Sportivo, dirette ad
incoraggiare iniziative di aggregazione tra i residenti del Campus universitario, ed in
uscita. 129
Anche grazie a tali attività, il 2005 ha registrato un tasso di abbandono dopo il primo anno
pari al 15%, stesso valore del 2004130 ed un incremento nel numero degli studenti iscritti
(+1%) e dei laureati (+22%). 131
L’attrattività della didattica va valutata anche in relazione agli studenti che svolgono attività
di didattica avanzata, iscritti cioè alle Scuole di Specializzazione (SSIS)132, ai Corsi di
Master133 ed ai Corsi di Dottorato di Ricerca.
L’attrattività relativamente agli studenti iscritti ai Corsi di Dottorato è soprattutto locale:
l’incidenza degli studenti stranieri iscritti al primo anno di Dottorato è pari al 2% (4% il
dato riferito agli iscritti a tutti i cicli di Dottorato attivi per il 2005), il 20% degli studenti di
Dottorato provengono da altre Università nazionali, nonostante il 70% dei responsabili di
Corsi di Dottorato adotti iniziative per accrescere l’attrattività a livello nazionale. 134
In relazione al tema della internazionalizzazione della didattica, si segnala la mancanza di
un Ufficio Internazionale, che dovrebbe fungere da collettore del totale delle iniziative di
mobilità da e verso l’Ateneo, Ufficio peraltro la cui esigenza è avvertita dagli Organi di
Governo almeno dal 2003.135
128
Si veda tabella 6 in allegato. La maggior parte delle borse assegnate sono borse di studio Erasmus-Socrates. Vanno
tuttavia ricordati in quest’ambito le convenzioni con le Università canadesi di York e Waterloo, che consente ad 11
studenti dell’Ateneo di studiare in Canada; l’Università Italo-Russa in collaborazione con l’Università di Nizhi
Novgorod fondata nel 1996 grazie al programma TEMPUS-TACI della Comunità Europea che consente il
conseguimento da parte degli studenti della doppia Laurea; il progetto Tempus finanziato nel 2003 per la realizzazione
del master “Analytical master for improved economic expertise” che vede coinvolti l’Università di Nizhi Novgorod,
l’Università di Roskilde (Danimarca) e l’Università della Calabria; la doppia Laurea promossa dalla Facoltà di
Ingegneria dell’Università della Calabria con la Facoltà di Ingegneria di Bochum (Germania); gli accordi promossi dalla
Facoltà di Farmacia con il Centro Internazionale per lo Scambio Didattico di Dongfang di Beijing (Cina); il Progetto
Magellano, teso a favorire le esperienze internazionali degli studenti.
129
Si rinvia al paragrafo 8.1 di questa relazione, nonché alla Relazione del Servizio Orientamento, Comunicazione e
Promozione dell’Immagine di Ateneo anno 2005.
130
Fonte: Ufficio di Supporto all’attività del Nucleo di Valutazione su dati Ufficio Statistico di Ateneo.
131
Si veda tabella 7 in allegato.
132
Si veda la tabella 8 in allegato per l’analisi degli studenti iscritti alle Scuole di Specializzazione.
133
Questo l’elenco dei Master dell’Università della Calabria: Biotecnologie; Cartografia Tematica per la Gestione del
Territorio; Criminalità, Devianza e Sistema Penitenziario; Culture e Scienze Letterarie; Diritto e Management Sanitario;
Formazione Esperto in Radioprotezione e DOSimetria; Ingegneria Clinica; Lingue Straniere per il Turismo;
Management dei Sistemi di Trasporto; Mediazione e Gestione del Patrimonio Culturale in Europa; Esperto dei Mercati
Sensibili e dei Diritti del Consumatore; Imprenditorialità HIGH-TECH; Modellazione Matematica di Catastrofi
Idrogeologiche; Manager delle Politiche di Sviluppo e Coesione; Esperto in Net Banking e Finanza Innovativa; Quality
Control Manager della Filiera di Produzione; Agroalimentare Biologica e Biotecnologica; Analisi, Progettazione e
Controllo delle Strutture Antisismiche.
134
Fonte: Relazione Dottorato di Ricerca anno 2005, Nucleo di Valutazione.
135
Fonte: Programma per il quadriennio 2003-2007.
82
La Gestione strategica dell’Ateneo
In un quadro competitivo nazionale deve essere citato il rapporto CENSIS - La Repubblica,
che attribuisce all’Università della Calabria, con un punteggio di 94,8, il secondo posto tra
gli Atenei di media grandezza dopo l’Ateneo di Siena.136
In relazione al suo posizionamento, l’Ateneo, le cui immatricolazioni sono diminuite del
13% rispetto all’A.A. 2003/04, manifesta un elevato tasso di attrattività nei confronti
della popolazione regionale studentesca (il 97,7% degli immatricolati è residente), ma
evidenzia una scarsa visibilità al di fuori dell’ambito territoriale limitrofo, con bassi
tassi di attrattività extraregionale e di mobilità studentesca in entrata ed in uscita.
8.3. Posizione dell’Ateneo nel Fondo di Funzionamento Ordinario (FFO).
In base all’art. 5 della Legge 537/93, dal 1994 tutte le spese relative al funzionamento
istituzionale delle Università vengono finanziate tramite il Fondo di Funzionamento
Ordinario (FFO), costituito fino al 2003 da una quota distribuita tra le Università su base
storica, ossia nelle stesse proporzioni dell’anno precedente, la parte restante (quota di
riequilibrio) assegnata sulla base di criteri che tengono conto di taluni indicatori di
efficienza ed efficacia.137 Negli ultimi anni, congiuntamente alle assegnazioni della quota di
riequilibrio, sono stati adottati interventi incentivanti per il raggiungimento di specifiche
finalità (Legge 370/1999), nonché interventi di “accelerazione” finalizzati ad ottenere in
tempi più rapidi una maggiore omogeneità delle condizioni di finanziamento e ripartiti in
proporzione alla distanza percentuale dalla situazione di equilibrio. Diversi i modelli
utilizzati per l’assegnazione della quota di riequilibrio.138
136
Questa la graduatoria 2005 della categoria Università medie: Siena, Calabria (Cosenza), Trieste, Pavia, Urbino,
Cagliari, Perugia, Genova, Lecce, Parma, Milano Bicocca, Verona, Salerno, Roma 2 Tor Vergata, Messina, Roma 3
Terza Università, Chieti, Napoli 2. Fonte: La Repubblica, lunedì 11 luglio 2005. Le Università italiane sono state
suddivise dal CENSIS in cinque categorie: i superlicei (13 Atenei con meno di 10.000 iscritti), le piccole Università (17
Atenei tra 10 e 20 mila iscritti), le Università medie (13 Atenei tra 20 e 40 mila iscritti), le mega-Università (11 Atenei
con più di 40.000 iscritti) e i Politecnici. Nell’ambito di ogni categoria, sono state classificate le Università secondo una
media di quattro indicatori: i servizi offerti agli studenti (in termini di alloggi, pasti mensa ed impianti sportivi), le borse
di studio e di lavoro, la qualità del sito Internet e la media dei punteggi ottenuti dalle singole Facoltà in termini di
produttività (capacità della Facoltà di mantenere in corso i propri iscritti e farli laureare in tempi brevi), l’attrazione
(peso della Facoltà nel contesto nazionale e la capacità di reclutare nuovi iscritti anche fuori Regione), la didattica
(considerata sia nella sua qualità che varietà), la ricerca e i rapporti internazionali.
137
In pratica ad ogni Università viene assegnata la quota base dell’anno precedente al netto di una quota calcolata in
base ad una determinata percentuale, stabilita con DM (le riduzioni annuali della quota base sono state le seguenti: 1,5%
nel 1995, 3,5% nel 1996, 7,0% nel 1997, 7,5% nel 1998, 8,0% nel 1999 e 2000, 8,5% nel 2001, 9,0% nel 2002, 9,5%
nel 2003). Il Ministero cumula tutte le quote così accantonate in un fondo di riequilibrio che viene ridistribuito alle
Università nel seguente modo: le Università che hanno raggiunto determinati valori degli indicatori di efficienza ed
efficacia previsti a livello Ministeriale vengono premiate, nel senso che viene riassegnata loro la quota sottratta ed
anche una quota aggiuntiva, in proporzione alla differenza esistente il FFO che è stato loro effettivamente erogato ed il
FFO che avrebbe dovuto essere loro erogato se tutto il FFO fosse stato calcolato in base al modello utilizzato per la
ridistribuzione della quota di riequilibrio.
138
Negli anni 1995, 1996 e 1997, la quota di riequilibrio è stata assegnata con il criterio di penalizzare le Università con
costi medi effettivi più elevati di quelli medi standard (modello elaborato dalla CTSP); per il periodo dal 1998 al 2002 il
MURST, recependo le proposte dell’Osservatorio, ha utilizzato la seguente formula per determinare la percentuale di
quota di riequilibrio spettante al generico Ateneo: 0,7 x Domanda di Formazione + 0,3 x Risultati del Processo di
Formazione. Il primo termine della formula è misurato dal numero di studenti in corso per l’Anno Accademico per
ognuna delle cinque macro aree disciplinari presenti nell’Ateneo, pesato per il costo standard stimato per ogni macro
area sul numero di studenti in corso in tutte le Università italiane, relativi all’area disciplinare in esame. Il secondo
termine è rappresentato dal numero degli studenti equivalenti, calcolati come rapporto tra il numero totale di esami
superati in corso e fuori corso ed il numero medio di esami previsti dall’ordinamento per conseguire il titolo di studio.
83
La Gestione strategica dell’Ateneo
Il 2005 costituisce il secondo dei tre anni di sperimentazione del nuovo modello predisposto
dal Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (CNVSU), che è
entrato in vigore nel 2004.
Tale modello a regime prevede la seguente distribuzione del FFO ordinario:
 30% sulla domanda di formazione, misurabile in termini di studenti iscritti
(considerando anche le loro caratteristiche);
 30% risultati dei processi di formazione misurabili annualmente in termini di
crediti (Cfu) acquisiti;
 30% risultati delle attività di ricerca scientifica;
 10% incentivi specifici.
Tabella 1: Struttura del nuovo modello di valutazione.
Componente
Fattore
Variabili
Iscritti (FTE) nella durata normale a
Corsi di Studio in possesso dei
Domanda
Iscritti
requisiti minimi pesati in funzione
della classe del Corso di Studi
CFU acquisiti/CFU richiesti
Risultati dei processi formativi Regolarità
Numero di laureati
Potenziale di ricerca
Numero di ricercatori
Ricerca
PRIN
Finanziamenti alla ricerca
Finanziamenti esterni
Fonte: CNVSU, Il modello, febbraio 2005.
Per il 2005 a tutte le Università è stato assegnato il FFO dell’anno precedente (su base
“storica”), mentre l’ammontare dei fondi da destinare strettamente al riequilibrio (€
150.000.000), quello dei fondi da destinare ad accelerazione (€127.000.000) e quello dei
fondi da destinare ad incentivi (€35.000.000) sono stati fissati dal DM MIUR del 24
maggio 2005. 139
Tuttavia, mentre la ripartizione dei fondi per l’accelerazione continua a seguire il “vecchio”
modello (quello del Comitato del 1998), i fondi per il riequilibrio sono redistribuiti in base
al nuovo modello CNVSU-CRUI.
Nel complesso il Fondo di Funzionamento Ordinario consolidato assegnato all’Ateneo
nell’anno 2005, comprensivo della quota di riequilibrio, ha avuto un incremento dell’8%
rispetto al dato 2004.140
A titolo di accelerazione di riequilibrio l’Ateneo ha ottenuto fondi per €3.831.656, pari al
3,02% del totale dei fondi a disposizione, perché presentava una distanza percentuale tra la
quota teorica del FFO che gli spettava e quella effettiva attribuitagli superiore al 5%; a titolo
di riequilibrio, l’Ateneo con il nuovo modello si è visto attribuire €2.281.987 in base alla
quota teorica che gli spetterebbe, pari all’1,56%.
139
Il DM del 24/05/2005 ha anche definito gli interventi a copertura di obbligazioni precedentemente assunte per
interventi di mobilità dei docenti, gestione e potenziamento della rete GARR, cofinanziamento dei maggiori oneri
connessi all’adeguamento contrattuale degli assegni di ricerca, somme dovute ai collaboratori linguistici e interventi di
sostegno agli studenti portatori di handicap (€61.332.993), gli interventi a copertura dei maggiori oneri nel 2005 per il
trattamento economico dei ricercatori non confermati (€13.400.000), l’utilizzazione di studiosi ed esperti italiani o
stranieri residenti all’estero (€15.000.000), interventi per le Istituzioni universitarie ad ordinamento speciale (€
6.000.000), iniziative per sostenere le azioni per il miglioramento della qualità dell’offerta formativa (€7.200.000),
ulteriori interventi (43,2 milioni di Euro) quali ad es. Atenei di nuova istituzione e motivate e straordinarie esigenze.
140
Si veda tabella 9 in allegato.
84
La Gestione strategica dell’Ateneo
Tabella 2: Peso percentuale dell’Università della Calabria sull’FFO da modello 2004.
%
%
%
% Media
Domanda Risultati Ricerca
2004
1,87
1,38
1,31
1,52
2005
1,74
1,78
1,17
1,56
Fonte: www.miur.it/università/finanziamenti.
Anno
Fondi totali
Finanziamento
MIUR
(media * fondi totali)
29.000.000,00
440.800,00
150.000.000,00
2.281.987,00
Nel complesso, aumenta l’ammontare di fondi attribuiti a titolo di riequilibrio dal Ministero;
per l’Università della Calabria, l’incidenza dei fondi ottenuti a titolo di riequilibrio sul totale
FFO consolidato è pari al 2,4% (0,5% il dato 2004).
La domanda di formazione è costituita dagli iscritti da due e da tre anni ai Corsi di Studio
del nuovo ordinamento moltiplicati per la durata normale del Corso di Studio. Tali iscritti
devono quindi essere pesati per un coefficiente, definito in base al numero di Corsi di Studio
in possesso dei requisiti minimi, quindi gli iscritti pesati per il coefficiente che tiene conto
dei requisiti minimi devono essere pesati per un fattore che tiene conto della qualità dei
Corsi. Rispetto al modello precedente tale variabile, che sostituisce la variabile studenti
pesati, tiene conto di due parametri di natura qualitativa: il rispetto dei requisiti minimi e
l’accreditamento di qualità. L’Ateneo della Calabria, nel momento in cui entrano in gioco i
fattori correttivi (requisiti minimi e qualità dei Corsi) diminuisce il proprio peso percentuale
sul totale, da 2,06% ad 1,74%. Tale dato mostra un peggioramento rispetto al dato 2004
(1,87%).
I risultati dei processi formativi sono calcolati in base a due fattori: i crediti formativi
superati dagli studenti ed il numero di laureati, pesati per il ritardo e la durata del Corso
(peso 1 per i laureati in corso, ridotto del 30% per ogni anno di ritardo). Tali valori sono
aggregati e pesati in maniera differente: 2/3 per i crediti, 1/3 per i laureati. Rispetto al
modello precedente tale variabile, che sostituisce la variabile studenti equivalenti, tiene
conto anche della grandezza laureati. Per tale variabile l’Ateneo presenta un valore
dell’1,78% (1,68% il dato relativo ai crediti, 1,97% il dato relativo ai laureati pesati). Tale
dato mostra un miglioramento rispetto al dato 2004 (1,38%).
L’Ateneo migliora la propria performance quando si passa dalla valutazione della domanda
di formazione (1,74%) alla valutazione dei risultati del processo di formazione (1,78%).
I risultati della ricerca in realtà valutano il potenziale della ricerca, tendendo in
considerazione anche alcuni parametri qualitativi. L’incidenza per l’Ateneo del potenziale di
ricerca, ottenuto come somma del numero di docenti e ricercatori presenti in Ateneo (il peso
per tutti è pari ad 1), degli assegnisti di ricerca (peso 0,6) e degli iscritti ai Dottorati di
Ricerca (peso 0,8) è pari a 1,12%. Tale fattore, corretto in funzione del tasso di successo nei
bandi PRIN (F-PRIN), quindi per un secondo correttivo che tiene conto della capacità di
catturare finanziamenti esterni (FIN EST), porta ad un risultato della ricerca pari a 1,17%.141
Tale dato mostra un peggioramento rispetto al dato 2004 (1,31%).
L’Università della Calabria con un valore dell’1,56%, determinato dalla media dei risultati
raggiunti nelle tre componenti, migliora la propria posizione rispetto al 2004, anno nel
quale presentava un valore sul modello teorico utilizzato pari ad 1,52%.
141
Il correttivo F-PRIN è calcolato in base al numero di docenti che partecipano ai PRIN con progetti valutati
positivamente sul complesso dei docenti (il tutto misurato in mesi uomo e in relazione allo scarto di ciascuna area CUN
all’interno dell’Ateneo rispetto al corrispondente valore medio nazionale). Il correttivo FIN EST è dato dall’ammontare
di finanziamenti esterni ottenuti dall’Ateneo per la ricerca diviso il costo medio di un docente (50.000 €) ed esprime un
numero di ricercatori equivalenti che vengono sommati al potenziale di ricerca. Per ulteriori approfondimenti
sull’incidenza dei risultati della ricerca sul finanziamento Ministeriale, si veda il capitolo 3 della presente relazione.
85
La Gestione strategica dell’Ateneo
Se compariamo l’Ateneo calabrese con l’Università di Lecce, che costituisce l’Università
più simile in termini di numero di iscritti e numero di docenti per l’assenza della Facoltà di
Medicina, e con altre realtà universitarie che operano sulla stessa area geografica
(Università di Catanzaro e di Reggio Calabria), possiamo verificare una migliore
performance dell’Ateneo calabrese in tutte e tre le aree. 142
Nel 2005 l’Ateneo conferma e migliora rispetto al 2004 i risultati positivi ottenuti con
l’applicazione del nuovo modello, tuttavia va sottolineato che il miglioramento della
posizione dell’Ateneo è essenzialmente dovuto all’incremento della variabile “risultati”,
dal momento che sono peggiorati i valori ottenuti dalle variabili “domanda” e “ricerca”.
8.4. Rapporti con il territorio.
L’analisi dei rapporti con l’esterno può essere condotta attraverso una analisi delle
convenzioni che l’Ateneo pone in essere con i soggetti dell’ambiente esterno.
L’analisi risulta tuttavia più complessa del previsto, in considerazione del fatto che l’Ufficio
Servizio Legale, che dovrebbe fungere da collettore del totale delle convenzioni stipulate
dall’Università della Calabria, accoglie quasi esclusivamente convenzioni per conto terzi,
mentre le convenzioni stipulate dall’Ateneo con le imprese che accolgono gli studenti che
devono effettuare lo stage (obbligatorio per alcuni Corsi di Laurea) sono disponibili presso
l’Ufficio Contratti e Ricerca Comunitaria.
Inoltre esistono diverse strutture che possono autonomamente stipulare convenzioni (tra cui
ad esempio i Dipartimenti).143
Tutto questo si traduce in una oggettiva difficoltà da parte del Nucleo a condurre un’analisi
complessiva del totale delle convenzioni in essere.
Nel 2005 l’Ufficio Legale di Ateneo ha curato la stipula di 28 convenzioni disciplinanti le
attività in conto terzi.144
L’analisi delle convenzioni stipulate dall’Ufficio Contratti e Ricerca Comunitaria dalle
Facoltà di Ateneo con le imprese per il 2005 mette in evidenza la stipula di 297 convenzioni
di tirocinio e stage che hanno avviato n. 600 tra studenti e neolaureati presso Enti pubblici e
privati.145
Se esaminiamo i rapporti dell’Ateneo con il territorio tramite una analisi delle voci di
bilancio previste a preventivo, 146 si segnala la mancanza fra le entrate previste, di
significativi contributi da parte di Enti che operano sul territorio.
L’analisi dei rapporti che l’Ateneo intrattiene con il territorio mostra una predominanza
di convenzioni stipulate con attori locali, legate per lo più a finalità di natura didattica. È
peraltro sottolineata, dall’Organo di Vertice dell’Università, la mancanza di significativi
contributi da parte di Enti che operano sul territorio.
142
Si veda tabella 10 in allegato.
Si veda tabella 11 in allegato. Per approfondimenti si rinvia alla sezione della relazione dedicata all’analisi dei
bilanci dei Dipartimenti.
144
Fonte: dati forniti dall’Ufficio Legale di Ateneo, Area Attività Negoziali.
145
Fonte: Relazione al conto consuntivo di Ateneo, 2005.
146
Fonte: Relazione Rettorale al bilancio preventivo 2005.
143
86
La Gestione strategica dell’Ateneo
8.5. Attività di previsione di scenari futuri.
Allo stato attuale manca un’attività formalizzata di previsione degli scenari futuri a lungo
raggio; va tuttavia citato il programma per il quadriennio 2003-2007, fruibile on line, nel
quale il Rettore traccia un bilancio del quadriennio precedente e fornisce degli spunti
previsionali in materia di didattica, ricerca, personale, edilizia, visibilità e relazioni ed
evoluzione del contesto. 147 Attività previsionali di breve periodo vengono effettuate
regolarmente in sede di redazione del bilancio preventivo di Ateneo.
Previsioni di breve periodo in relazione alla domanda di formazione vengono effettuate in
occasione della determinazione del numero di immatricolati da accogliere. La crescita del
numero di immatricolati è frutto di una politica degli Organi di Governo tesa ad aumentare
la visibilità dell’Ateneo sul territorio, come dimostra l’inserimento delle politiche di
promozione dell’Ateneo tra gli obiettivi di breve.
La variabile personale docente e non docente costituisce da diversi anni la principale linea
programmatica del Senato Accademico, che ha l’obiettivo di portare il rapporto
studenti/docenti, attualmente uguale a 25, pari quello medio nazionale, uguale a 17. 148
Nel 2005 è continuata la politica di incremento del personale di ruolo, docente e non
docente, destinando risorse in tal senso sia in sede di previsione che in sede di assestamento.
Per il carattere di residenzialità che le è proprio, l’Università della Calabria assegna un
valore strategico, di obiettivo da perseguire nel breve, ai propri fabbisogni edilizi. Anche per
il 2005 l’Ateneo si è posto come obiettivo l’acquisizione di nuovi spazi da adibire a
foresteria, Uffici, spazi per la didattica e durante l’anno ha dato corso a tale finalità,
utilizzando precipuamente i fondi erogati a tale scopo dal MIUR.
La previsione dei fabbisogni finanziari avviene in sede di redazione del bilancio preventivo
di Ateneo. Causa l’impossibilità di finanziare tutti i programmi nella loro interezza, sono
state individuate alcune aree di intervento prioritario, per l’esame delle quali si rinvia al
paragrafo 8.1. Sono stati comunque esclusi da riduzioni di spesa i programmi direttamente
rivolti alla gestione della didattica e della ricerca ed è stato da subito garantito il
perseguimento dell’obiettivo di rafforzamento del personale docente e non docente,
rinviando in sede di assestamento il pieno soddisfacimento delle istanze considerate
prioritarie dagli Organi di Governo di Ateneo.149
147
Ad esempio, per la didattica vengono posti come obiettivi: l’aumento della capacità di attrazione nei confronti degli
studenti bravi provenienti dalla Calabria e da tutto il bacino del Mediterraneo utilizzando come leva il Centro
Residenziale; l’incremento delle quantità degli studenti in entrata ed in uscita; l’istituzione di un Centro stabile
d’Ateneo per l’orientamento (in ingresso, in itinere, expost); la riduzione del numero di abbandoni e degli anni necessari
al conseguimento di un titolo di studio. Sul fronte dei servizi il miglioramento della viabilità da e per l’Ateneo mentre
sul fronte della ricerca la focalizzazione sul trasferimento tecnologico attraverso il Liaison Office per innescare un
processo di sviluppo della Regione, la costruzione di una partnership sul territorio sia con le Istituzioni locali che con
aziende locali e non, l’intercettazione delle risorse disponibili a livello regionale (es. POR), nazionale (PON, FIRB,
PRIN) e comunitario (VI programma quadro), la valutazione della ricerca (POLARIS), lo stimolo alla creazione di
gruppi di ricerca che interagiscano con gruppi nazionali ed europei. Sul fronte del personale il significativo incremento
del personale di ruolo (docente e non), la riorganizzazione degli Uffici amministrativi e l’automazione dei servizi. Sul
fronte dell’edilizia l’adozione di una politica di ricerca di soluzioni definitive e la gestione del completamento delle
strutture finanziate. Sul fronte della visibilità l’aumento della visibilità dell’Ateneo attraverso iniziative quali
l’inaugurazione dell’A.A., l’invito di personalità, le iniziative dedicate all’orientamento. Fonte: Programma per il
quadriennio 2003-2007, disponibile on line su http://www.unical.it/portale/ateneo/organi/rettore.
148
Fonte: verbale del S.A. del 23/12/2004.
149
Nella seduta del 02/12/2004, il S.A. nel prendere atto dell’inadeguatezza delle risorse in relazione alle esigenze di
Ateneo, ha raccomandato al Rettore di escludere da eventuali riduzioni di spesa i programmi direttamente rivolti alla
gestione della didattica e della ricerca, per evitare che tali attività vengano a risentirne in termini di qualità e livello
dell’offerta formativa.
87
La Gestione strategica dell’Ateneo
8.6. Strategie di sviluppo: la didattica e la ricerca.
La didattica e la ricerca costituiscono le due principali finalità istituzionali di ogni Ateneo,
dal cui sviluppo dipende in ultima analisi lo sviluppo dell’Ateneo. Gli Organi di Governo
sono consapevoli della rilevanza di una gestione di tipo strategico di tali attività,
direttamente correlata al grado di attrattività dell’Ateneo e al livello di finanziamenti erogati
dal MIUR e perseguono una strategia di sviluppo a lungo termine nel campo della didattica
e della ricerca, assicurando nel breve il mantenimento, anche in situazioni di risorse
inadeguate, degli investimenti effettuati, pena la dequalificazione dell’Ateneo nel suo
complesso.150
Lo sviluppo dell’attività didattica risponde ad una strategia di medio-lungo periodo di
potenziamento dell’offerta didattica.151 Nel 2005 l’attività didattica è stata inoltre finalizzata
a proseguire l’azione di adeguamento degli ordinamenti didattici alle nuove disposizioni
normative, in termini di Laurea triennale e Laurea Specialistica. Nel 2005 sono state
attivate le Lauree Specialistiche delle Facoltà di Economia, Lettere e Filosofia, Scienze
Matematiche Fisiche e Naturali e della Facoltà di Scienze Politiche. 152
Da citare l’indagine sulla valutazione della didattica da parte degli studenti (IVADIS),
che realizza le indicazioni della Legge 370/99. Durante l’A.A. 2004/2005, per il 5° anno
consecutivo, sono stati valutati, sotto il profilo della funzionalità delle strutture,
dell’organizzazione e della qualità dell’attività didattica e delle lezioni svolte dai docenti,
2.347 moduli su un totale di 2.382 valutabili. Nell’A.A. in esame sono stati compilati dagli
studenti frequentanti 82.762 questionari, per un tasso di partecipazione pari al 4,8%. In
particolare gli studenti segnalano nel 53,27% dei casi di essere sottoposti ad un carico di
lavoro eccessivo e nel 53,13% di non godere di un’organizzazione complessiva del proprio
Corso di Studi accettabile. Elevato è invece il livello di soddisfazione sulla qualità della
didattica erogata (70,35%).
La rilevazione è stata condotta, per il terzo anno, anche su neolaureati che hanno concluso
gli studi nel 2005, in collaborazione con il consorzio AlmaLaurea. La rilevazione, che ha
avuto un tasso di risposta del 94,5%, ha evidenziato un elevato tasso di soddisfazione per il
Corso di Studio frequentato (90%). 153 Per il primo anno è stata inoltre condotta un’indagine,
in collaborazione con AlmaLaurea, sulla condizione occupazionale degli studenti che hanno
conseguito la Laurea triennale al nuovo ordinamento dell’Ateneo nel periodo maggio-agosto
2004 seguendo un percorso di studi regolare.154 L’indagine IVADIS prevede una ricaduta in
termini di autovalutazione da parte dei Corsi di Facoltà e diffusione dei risultati.
Interessante gli effetti della valutazione: in seguito alla conoscenza dei risultati
dell’indagine condotta tramite il nuovo questionario studenti CNVSU, le Facoltà sono
150
L’offerta didattica è portata avanti dalle sei Facoltà dell’Ateneo: Economia, Lettere e Filosofia, Farmacia, Scienze
Matematiche Fisiche e Naturali, Ingegneria, Scienze Politiche.
151
Fonti: Relazione Rettorale al bilancio preventivo 2005, Programma per il quadriennio 2003-07.
152
Si veda tabella 12 in allegato.
153
Il 72,4% considera adeguate le aule della Facoltà, l’88,8% le biblioteche, mentre il 60,9% non ritiene adeguato il
numero delle postazioni informatiche presenti. Il 93,3% dei laureati ritiene adeguato il materiale didattico, il 77,4% è
soddisfatto degli esami, l’87,3% ritiene sostenibile il carico di studi. Per approfondimenti si rinvia al paragrafo 4.4 della
presente relazione e alle tabelle allegate disponibili sul sito Internet http://nucleo.unical.it.
154
Nell’ambito del campione considerato, solo il 13,7% degli intervistati si dichiara occupato, il 36,3% cerca un lavoro,
il 50,0% ha deciso di proseguire la propria formazione universitaria iscrivendosi ad un Corso di Laurea Specialistica.
Per ulteriori approfondimenti si consulti il paragrafo 4.5.2 della presente relazione.
88
La Gestione strategica dell’Ateneo
intervenute sull’organizzazione del Corso di Studi, sull’organizzazione dell’insegnamento e
sui punti critici segnalati relativamente alle attività didattiche ed alle infrastrutture.155
Nel 2005 è stata inoltre effettuata dal Nucleo di Valutazione un’indagine sulla qualità della
didattica avanzata dei dottorandi di ricerca frequentanti il terzo anno di Dottorato, dalla
quale è emerso un elevato grado di soddisfazione dei dottorandi.156
Relativamente alla ricerca, l’incremento dello stanziamento per la ricerca è alla base delle
linee programmatiche di redazione del bilancio ed è uno degli obiettivi di breve periodo
della gestione.157 Gli investimenti per ricerca sono costantemente aumentati, sia a livello di
ricerca finanziata dal bilancio, sia le entrate ottenute in modo competitivo prevalentemente
dal MIUR attraverso il finanziamento dei progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN).
Da non dimenticare che una buona performance sui fondi PRIN ha un effetto moltiplicatore
su altri versanti come il FFO. Relativamente ai progetti PRIN, nel 2005 sono stati
cofinanziati n. 39 progetti, di cui n. 4 Coordinatori nazionali, con un tasso di successo del
17%.158
Da citare l’ottenimento per l’Ateneo, fin dal 2001, di tre centri di ricerca di eccellenza: il
Centro di Eccellenza Cemif.Cal per le nanotecnologie, il Centro di Eccellenza per il Calcolo
ad Alte Prestazioni ed il Centro di Eccellenza in Economia e Gestione Conoscenza.
Come per la didattica, anche per la ricerca la scarsa internazionalizzazione è uno dei punti
deboli, per cui gli Organi di Governo di Ateneo hanno inserito nella programmazione
universitaria per il triennio 2004-06 la promozione di azioni di internazionalizzazione per
consentire all’Ateneo di competere per i fondi destinati a tale obiettivo dal MIUR. 159 Sono
stati presentati al Co.Co.P, chiamato a valutarne 12, n. 40 progetti di ricerca internazionale
da parte dei docenti (n. 2 presentati nel 2004). Il MIUR ha approvato 6 progetti presentati
dall’Ateneo su un totale di 296 progetti approvati, per un tasso di successo pari al 2%.
La ricerca svolta nell’Università ha ottenuto positivi apprezzamenti dall’estero, ma quello
che rimane debole è il collegamento del mondo universitario con il mondo dell’impresa,
nonostante il lavoro svolto in questi anni dal Liaison Office (LIO), costituito proprio al fine
di favorire il trasferimento tecnologico e realizzare un collegamento tra Università e mondo
industriale, con l’obiettivo finale di far leva sul trasferimento tecnologico per innescare un
processo di sviluppo economico della Regione Calabria.
Nel corso del 2005 il Liaison Office ha realizzato una serie di attività afferenti alle seguenti
aree:
 comunicazione ed help desk, con la realizzazione di 69 numeri della newsletter
telematica e di 7 numeri del magazine mensile LIO e l’aggiornamento della pagina
web del sito Liaison Office;
 progettazione (supporto a 9 proposte progettuali presentate da docenti dell’Ateneo
nell’ambito del 6° programma quadro e 46 proposte progettuali presentate su altri
progetti nazionali ed internazionali);
155
Fonte: Relazione finale IVADIS A.A. 2004-05.
Il 90% dei dottorandi valuta positivamente aspetti tecnici come l’informazione messa in atto dall’Ateneo o il
calendario scelto per le prove e fattori culturalmente più significativi, come i contenuti delle prove stesse; l’80% è
soddisfatto per i servizi e gli strumenti disponibili ai fini dello svolgimento delle attività. Fonte: Relazione Dottorato di
Ricerca anno 2005, Nucleo di Valutazione.
157
Fonti: Relazione Rettorale al bilancio preventivo 2005, Programma per il quadriennio 2003-07.
158
Si veda la tabella 13 in allegato.
159
Si tratta di €15.000.000,00 per il triennio 2004-06 in regime di cofinanziamento fino al 50% dei costi in base al DM
5 agosto 2004, pubblicato nella G.U. n. 277 del 25/11/2004. Fonte: Verbale del Comitato di Coordinamento e
Programmazione del 25 gennaio 2005.
156
89
La Gestione strategica dell’Ateneo
 networking - rapporti con le imprese ed il territorio. Per il 2005 il Liaison Office ha
stipulato una convenzione con 11 Dipartimenti dell’Ateneo, una con la Confindustria
Calabria e l’Unioncamere Calabria, una convenzione con la Camera di Commercio di
Reggio Calabria;
 valorizzazione dei prodotti di ricerca. Nel 2005 sono stati depositati n. 5 brevetti a
livello nazionale;
 generazione di imprese innovative e spin off. Nel corso del 2005 si è proceduto al
riconoscimento di n. 13 società spin-off ai sensi del Regolamento di Ateneo per la
valorizzazione dei risultati della ricerca e del trasferimento tecnologico, che si sono
aggiunte alle due riconosciute negli anni precedenti.
Fin dal 2001 è stato inoltre implementato un sistema informatico in via di ulteriore
espansione, denominato POLARIS, che consente di raccogliere in modo sistematico e
corretto tutte le informazioni sulla produzione scientifica che si realizza nell’Università. In
tal modo i risultati della valutazione derivanti dall’applicazione del sistema POLARIS,
diventano la base per orientare la distribuzione interna delle risorse per la ricerca. Nel 2005,
per la determinazione dei fondi di ricerca ex 60% ai Dipartimenti, il Co.Co.P.160 ha
deliberato di non attribuire alcun peso a professori e ricercatori che nel triennio oggetto di
valutazione della ricerca ai fini CIVR (2001-03) figuravano privi di produzione scientifica e
di desumere tale dato dalla banca dati POLARIS.161
8.7. Processi decisionali interni.
8.7.1. Analisi dei processi decisionali formali.
L’analisi dei processi decisionali interni è stata effettuata sui processi decisionali formali e
sullo stato di attuazione del nuovo Statuto e dei Regolamenti. La struttura decisionale
centrale dell’Università della Calabria si fonda sull’interazione principale di quattro Organi:
il Rettore, il Direttore Amministrativo, il Consiglio di Amministrazione ed il Senato
Accademico, chiamati nell’esercizio delle loro responsabilità decisionali, ad interagire tra
loro. L’analisi degli Organi Decisionali Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione
è stata effettuata sulla base delle delibere emanate nel 2005. Al Senato Accademico spetta il
compito di programmare lo sviluppo dell’Università, fornendo indicazioni al C.d.A. per la
predisposizione del bilancio di previsione e alle strutture dell’Università per i rispettivi piani
di attività; 162 al Consiglio di Amministrazione spetta la gestione amministrativo-contabile
dell’Università.163
Il lavoro svolto è consistito nell’analizzare le delibere emanate da tali Organi evidenziando:
le linee programmatiche per l’esercizio 2005, le delibere intraprese per attuare gli obiettivi
definiti in sede di bilancio preventivo, le delibere intraprese in sede di assestamento di
bilancio, le delibere intraprese per attuare il grado di attuazione dello Statuto e dei
160
Il Comitato di Coordinamento e Programmazione (Co.Co.P.) è Organo istruttorio permanente costituito dai Direttori
di Dipartimento dotati di autonomia amministrativa o da loro delegati permanenti, chiamato ad esprimere parere
obbligatorio al Senato Accademico su una serie di argomenti definiti dall’art 2.6 dello Statuto, tra cui la distribuzione
del personale tecnico-amministrativo, le modifiche di Regolamento Generale di Ateneo, Regolamento Didattico di
Ateneo e altri Regolamenti interni universitari, l’attivazione e disattivazione di strutture universitarie, l’adesione e il
recesso dell’Ateneo da Centri Interuniversitari e Consorzi, l’elaborazione del piano poliennale di sviluppo.
161
Fonte: Verbale del Comitato di Coordinamento e Programmazione del 25 gennaio 2005.
162
Articolo 2.3 dello Statuto.
163
Articolo 2.4 dello Statuto.
90
La Gestione strategica dell’Ateneo
Regolamenti interni di Ateneo, le convenzioni attivate sul territorio, i progetti di Ateneo in
tema di didattica e ricerca. 164
Sono state inoltre esaminate le delibere relative al 2005 del Comitato di Coordinamento e
Programmazione, Organo istruttorio permanente chiamato a fornire parere obbligatorio al
Senato Accademico sulle tematiche definite dall’articolo 2.6 dello Statuto, in relazione ai
seguenti argomenti chiave: programmazione dell’internazionalizzazione del sistema
universitario, criteri di ripartizione dei fondi tra le strutture di Ateneo.165
Relativamente all’Organo Decisionale Direttore Amministrativo, la cui mission principale
consiste nel presidio e nell’attività di cambiamento dell’organizzazione gestionale di
Ateneo, è pervenuta al Nucleo di Valutazione una relazione sui risultati conseguiti nel 2005,
nella quale vengono riassunte le attività realizzate per il 2005. 166 Il 2005 è stato testimone di
una accelerazione dei processi organizzativi, di un potenziamento delle strutture interne e di
una semplificazione dei procedimenti amministrativi mediante il ricorso alla rete Internet
attuate da tutte le Aree dell’Amministrazione dell’Ateneo, dal Centro Residenziale, e dai
servizi Interateneo nella gestione dei rapporti con i propri utenti. Nel corso del 2005 la
Direzione Amministrativa, al di là di quelli che sono i suoi compiti di ordinaria routine,167 è
stata chiamata a gestire due passaggi di particolare rilievo per la vita dell’Ateneo:
l’affidamento ad un’altra banca del servizio tesoreria e l’avvio dell’iter procedurale relativo
agli espropri; è stata inoltre chiamata a far parte di un “tavolo tecnico” appositamente
costituito per una corretta allocazione delle risorse al personale tecnico-amministrativo e al
gruppo di lavoro CO.ECO., al quale è stato affidato il compito di programmare e coordinare
il passaggio dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico-patrimoniale di Ateneo.
8.7.2. Analisi dello stato di attuazione di Statuto e Regolamenti.
L’analisi dello stato di attuazione dello Statuto e dei Regolamenti è stata effettuata
esaminando le delibere del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione per
l’emanazione/le modifiche a Regolamenti e ordinamenti, le delibere del Senato
Accademico Integrato per le modifiche allo Statuto di Ateneo.
Il nuovo Statuto di Ateneo, emanato con D.R. del 28/02/97 n. 450, e pubblicato nella G.U.
del 25/3/97 n. 70, è tuttora in fase di attuazione.
Dall’analisi delle delibere del Senato Accademico per il 2005 sono state estrapolate le
modifiche al Regolamento Didattico di Ateneo, le approvazioni/modifiche ai Regolamenti
164
Le delibere di S.A. e C.d.A. relative all’A.A. 2004/05 sono state esaminate per individuare l’oggetto in relazione alle
seguenti tematiche: bilancio di previsione 2005, Consorzi e convenzioni, Regolamenti, Statuto, FFO, ricerca, didattica,
previsione dei fabbisogni, obiettivi definiti in sede di Relazione Rettorale al bilancio preventivo, quindi le informazioni
ed i dati analizzati per gruppi di argomento sono stati utilizzati nella stesura della relazione sulla gestione strategica di
Ateneo.
165
Il verbale del Co.Co.P. del 25 gennaio 2005 ha deliberato sui criteri di ripartizione tra i Dottorati dei fondi per borse
di Dottorato, tra i Dipartimenti dei fondi di dotazione ordinaria e dei fondi di ricerca ex 60%, tra le tre biblioteche
costituenti il Sistema Bibliotecario di Ateneo dei fondi per le biblioteche.
166
Fonte: Relazione del Direttore Amministrativo, anno 2005.
167
Tra questi ricordiamo la registrazione dei Decreti Rettorali e Direttoriali, la gestione del protocollo informatico, il
coordinamento delle attività e degli atti di competenza dell’Amministrazione Centrale necessari per lo svolgimento
delle sedute di C.d.A. e S.A., il coordinamento delle attività e degli atti di competenza dell’Amministrazione Centrale
necessari per lo svolgimento delle sedute di contrattazione decentrata, il coordinamento delle attività inerenti
l’elaborazione e la predisposizione del Contratto Integrativo di Ateneo, la gestione delle relazioni esterne inerenti al
Project Financing, la collaborazione con l’Ufficio di Gabinetto del Rettore per le attività di collegamento con la CRUI,
il MIUR e la Regione Calabria, l’attività di supporto all’Ufficio Elettorale, l’organizzazione di giornate di studio e
seminari. Fonte: Relazione del Direttore Amministrativo, anno 2005.
91
La Gestione strategica dell’Ateneo
per Corsi di Laurea, Facoltà e Dipartimenti, le modifiche al Regolamento per il
Finanziamento di Progetti di Ricerca proposti dai giovani ricercatori. 168
Dall’analisi delle delibere del C.d.A. per il 2005 emergono le modifiche ai Regolamenti
sulla disciplina delle attività per conto terzi e delle attività assimilate, al Regolamento
Cofinanziamento di Progetti di Ricerca ed Alta Formazione a valere sui fondi di bilancio
dell’Ateneo, al Regolamento per le Associazioni Studentesche.169
8.8. La valutazione dei Dirigenti.
La valutazione della Dirigenza nell’Ateneo calabrese e il conseguente sistema premiante
definito dai Contratti Nazionali si realizzano come di seguito indicato:
1. l’indennità di posizione viene attribuita secondo i meccanismi indicati dal
CCNL Area 1 1998/2001 comparto Università;
2. l’indennità di risultato viene attribuita mediante provvedimenti Direttoriali
sui risultati conseguiti dal Dirigente nell’ambito dello svolgimento del
proprio compito tenendo conto di quanto è stabilito dall’art. 44 c. 4 del
CCNL del personale Dirigente dell’Area 1 (pubblicato sulla G.U. del
28/4/2001 n. 98): “L’importo annuo individuale della componente di
risultato di cui al presente art. non può in nessun caso essere inferiore al
20% del valore annuo della retribuzione di posizione in atto percepita nei
limiti delle risorse disponibili, ivi comprese quelle derivanti
dall’applicazione del principio dell’onnicomprensività”.
Nell’anno 2005 l’Area Dirigenziale dell’Ateneo si componeva di 13 unità, di cui 12
Dirigenti e un Direttore Amministrativo.
Per quanto riguarda l’attribuzione delle posizioni organizzative (relativa ai Dirigenti e non
al Direttore Amministrativo), che viene assegnata dal Direttore Amministrativo sulla base
dei compiti e delle responsabilità del ruolo ricoperto, ad un Dirigente è stata attribuita la
posizione apicale, ed a sei Dirigenti è stata attribuita una posizione intermedia.
Il Contratto stabilisce che l’indennità di posizione varia da un minimo di €8.779,77 ad un
massimo di €42.349,465.
Tenuto conto di ciò alla posizione apicale è stato attribuito come indennità di posizione il
massimo importo, ed alle posizioni intermedie un importo pari a €20.658,27.
Al Direttore Amministrativo è stata attribuita un’indennità di risultato pari al 20% del
trattamento economico così come previsto dal Contratto.
Sulla base di quanto stabilito dall’art. 44 c. 4 del CCNL ai Dirigenti l’indennità di risultato è
stata assegnata come diretta conseguenza dell’indennità di posizione.
Infatti considerata la scarsità delle risorse finanziarie a disposizione è stato assegnato il
minimo attribuibile, pari al 20% dell’indennità di posizione corrispondente a €8.469,89 per
il Dirigente con posizione organizzativa apicale ed €4.131,65 per i Dirigenti con posizione
organizzativa intermedia.
L’indennità di risultato è assegnata mediante i provvedimenti citati in tabella 3.
168
169
Si vedano le tabelle 14 e 15 in allegato.
Fonte: Relazione del Direttore Amministrativo, anno 2005.
92
La Gestione strategica dell’Ateneo
Tabella 3: Decreti Rettorali di attribuzione delle indennità di posizione e di risultato.
Decreto Rettorale di attribuzione
Indennità di Indennità di
dell'Indennità di Risultato
posizione
risultato
Direttore
1639 del 29.05.06
26.226,33
Dirigente
1640 del 29.05.06*
42.349,465
6.352,42
""
1642 del 29.05.06**
1.962,50
Dirigente
1643 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1644 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1645 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1646 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1647 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1648 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1649 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1650 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1651 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1652 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Dirigente
1653 del 29.05.06
20.658,270
4.131,65
Note:* relativa al per. 01/01/2005 - 30/09/2005, quest’ultima data di collocamento a riposo per raggiunti limiti di età.
** in qualità di Dirigente a tempo determinato (Contratto di lavoro n. 1476 del 2/10/2005) relativamente al periodo
02/10/2005 - 31/12/2005; l’indennità di risultato prevista dal Contratto di specie è pari a €7.850,00, pertanto la
quota di competenza del 2005 è in proporzione al servizio prestato, ovvero i 3/12 dell’intero importo (€7.850,00 *
3/12).
Fonte: Elaborazione Nucleo di Valutazione su Decreti del Rettore.
Qualifica
Ai fini dell’attribuzione della indennità di risultato, la valutazione dei Dirigenti, in base alle
disposizioni del Contratto Collettivo Nazionale dei Dirigenti stessi, dipende esclusivamente
dall’Organo di Vertice della Dirigenza. Nel caso dell’Università, dal Direttore
Amministrativo.
Nei Decreti Rettorali si legge che l’indennità di risultato viene riconosciuta a ciascun
Dirigente in osservanza delle disposizioni contrattuali, sulla base della relazione annuale che
il Dirigente medesimo redige sulle proprie attività svolte durante l’esercizio, ed accertata la
qualità della prestazione individuale da parte del Direttore Amministrativo.
In merito a quest’ultimo punto si osserva che il Direttore Amministrativo esprime delle
valutazioni sulle attività svolte per settore ma non per Dirigente, e tali valutazioni sono
contenute nella Relazione del Direttore Amministrativo sui risultati dell’anno.
Il dato che emerge dalla relazione è che la valutazione si basa sulla correttezza
amministrativa con cui sono state svolte le attività di ogni settore e per ogni area.
Dell’anomalia di questo sistema di valutazione si era discusso in sede di Consiglio di
Amministrazione già nella seduta del 24 marzo del 2004, nell’ambito della quale il
Consiglio dava mandato alla Commissione Attività Generali di Gestione e
Regolamentazione dell’Ateneo di elaborare una metodologia di valutazione dei Dirigenti.
La proposta della Commissione individuava i seguenti criteri da utilizzare come base del
modello:
a) capacità di progettazione coerente con le risorse finanziare dell’Ateneo;
b) capacità propositiva, progettuale e di controllo;
c) apertura alle innovazioni;
d) capacita di direzione;
e) trasparenza , obiettività e disponibilità con gli Organi di Governo.
Il modello proposto, veniva osservato criticamente, difettava per i seguenti aspetti:
 la mancanza di un budget e di risorse umane e logistiche per i Dirigenti sulla
cui gestione essere valutati;
93
La Gestione strategica dell’Ateneo
 la mancanza di criteri in tal senso nello Statuto.
La conseguenza fu che non divenne mai operativo.
Nella seduta del 5 maggio 2005 il C.d.A. ha riproposto il problema del sistema di
valutazione dei Dirigenti dell’Ateneo dando mandato alla Commissione Attività Generali di
Gestione e Regolamentazione di dedicare una riunione interamente alla discussione sulla
valutazione, aperta al contributo di tutti i Consiglieri di Amministrazione. Al momento tale
riunione non ha ancora avuto luogo.
Come evidenziato dalla Corte dei Conti nella relazione del 21 giugno 2006, sul risultato
dell’indagine concernente “La gestione degli incarichi dirigenziali nello Stato dopo la Legge
n. 145 del 2002”, in un’Amministrazione moderna orientata ad una logica di risultato,
sarebbe opportuno valorizzare le risorse destinate ad incentivare il raggiungimento degli
obiettivi, diversamente da quanto finora accaduto nella maggior parte delle
Amministrazioni. Nella relazione si ricorda come la riforma delle Dirigenza pubblica, nella
ratio del D.lg. n. 165/2001, faccia perno sul merito, sulla professionalità e sulla
responsabilità del sistema di Governo della Dirigenza. Da qui l’invito alle Amministrazioni
a dotarsi di criteri di conferimento degli incarichi e di sistemi di valutazione e controllo
interno reali ed efficaci.
Della stessa guisa il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica
Amministrazione, il quale nella Direttiva n. 4 del 26/6/2006 emanata dal Dipartimento della
Funzione Pubblica Presidenza del Consiglio dei Ministri, inviata agli Enti di ricerca, ai
Nuclei di Valutazione, agli Organi di Controllo Interno e p.c. all’ARAN e alla Scuola
Superiore della Pubblica Amministrazione, ai fini di una efficiente gestione delle risorse
pubbliche (come rammentato dall’art. 34 del D.L. 223/06 per il rilancio economico e
sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica) invita le Pubbliche
Amministrazioni a rivedere il sistema di attribuzione delle voci accessorie della retribuzione
Dirigenziale, nonché ad inviare all’Ufficio per il Personale delle Pubbliche Amministrazioni
del Dipartimento dell’Amministrazione Generale del Personale e all’Ispettorato Generale
per gli Ordinamenti del Personale (IGOP) del Dipartimento della Ragioneria Generale dello
Stato la copia dei contratti individuali ed una relazione complessiva dalla quale emergano le
valutazioni in base alle quali sono stati determinati i trattamenti economici accessori.
Da queste comunicazioni istituzionali si evince che il monito a rivedere i sistemi di
valutazione delle prestazioni dirigenziali collegati all’attribuzione della retribuzione
accessoria assume carattere ufficiale. In funzione di ciò il Nucleo di Valutazione ribadisce
quanto osservato nelle relazioni degli esercizi precedenti e cioè che il modello di
valutazione dirigenziale attualmente utilizzato non risulta essere appropriato rispetto alle
esigenze di managerializzazione dell’Ateneo.
8.9. Commenti e suggerimenti del Nucleo di Valutazione.
Se misuriamo il grado di efficacia degli Organi Decisionali dell’Università della Calabria
per l’anno 2005, mediante un confronto tra gli obiettivi definiti in sede preventiva e i
risultati raggiunti, possiamo concludere che, con riferimento al breve periodo, l’Università
della Calabria si è mostrata capace di dare attuazione agli obiettivi definiti in sede di
programmazione finanziaria.
Va tuttavia evidenziato che l’inadeguatezza delle risorse, insufficienti per le esigenze
dell’Ateneo, ha costretto gli Organi di Governo a ridimensionare gli obiettivi in sede di
preventivo, e che il raggiungimento degli stessi si è reso possibile anche in virtù
94
La Gestione strategica dell’Ateneo
dell’incremento del FFO (per l’assegnazione della parte relativa agli interventi di
valutazione del riequilibrio e accelerazione) e dell’Avanzo di Amministrazione (alimentato
in massima parte dall’economia scaturita dalla mancata definizione dell’iter procedurale dei
concorsi del personale docente) di cui si è avuta contezza in sede di assestamento. In ogni
caso, a detta degli stessi Organi di Governo di Ateneo,170 si tratta di una disponibilità
finanziaria eccezionale di tipo congiunturale su cui non si potrà fare affidamento nei
prossimi anni.
L’Ateneo risulta fortemente dipendente dal finanziamento MIUR (75% del totale entrate al
netto delle partite di giro), con una bassa incidenza delle entrate da tasse di iscrizione (4%
del totale entrate al netto delle partite di giro), dovute alle condizioni socioeconomiche del
tessuto sul quale insiste l’Ateneo e all’applicazione della Legge sul diritto allo studio, che fa
sì che ad un aumento del numero degli studenti immatricolati non corrisponda un
proporzionale aumento di tasse e contributi, circostanza di cui il MIUR non tiene conto
nell’erogazione del FFO. Da rilevare la mancanza di significativi contributi da parte di Enti
che operano sul territorio. Se è vero che tale carenza risulta in parte da imputare al contesto
socio-economico di riferimento, è anche vero che gli Organi di Governo di Ateneo non
hanno ritenuto opportuno portare avanti alcuna strategia per incrementare l’ammontare dei
trasferimenti esterni. Il Nucleo suggerisce di investire sulla costruzione di una rete di
relazioni con il territorio di riferimento, anche assumendo un atteggiamento attivo, e cioè
dando seguito alla politica di trasferimento tecnologico per innescare un processo di
sviluppo economico della Regione ed averne in futuro un ritorno in termini di
finanziamenti.
L’Università della Calabria si caratterizza quale Ateneo locale, con un’utenza costituita per
il 97,7% (dato in leggero miglioramento rispetto al 2004) da studenti residenti nella Regione
Calabria, segno di una scarsa visibilità al di fuori del territorio limitrofo; questo dato è da
leggere unitamente ad una scarsa mobilità in ingresso da parte di studenti extra-Regione ed
estero. Tuttavia il sostegno alle iniziative di marketing è stata una delle linee
programmatiche prioritarie del S.A. e le iniziative preposte ad aumentare la visibilità sul
territorio dell’Ateneo, a cura del Servizio Orientamento, Comunicazione e Promozione
dell’Immagine di Ateneo, sono state reiterate anche per il 2005. Il Nucleo suggerisce di
continuare la politica di marketing già intrapresa in quanto foriera di risultati e di investire
sulla visibilità dell’Ateneo a livello nazionale ed internazionale (da citare il rapporto
CENSIS che colloca l’Ateneo al secondo posto tra le Università di medie dimensioni),
attraverso un rafforzamento delle politiche di internazionalizzazione già in essere. Potrebbe
inoltre essere sfruttata in chiave strategica (quale elemento di unicità) la principale
peculiarità dell’Ateneo, e cioè il Centro Residenziale, non solo per attrarre tutti gli studenti
calabresi più capaci, ma anche per far venire gli studenti provenienti dalle Regioni limitrofe
e dall’estero, per esempio dal bacino del Mediterraneo.
Sono state inoltre approvate iniziative atte a favorire la mobilità aziendale in entrata ed in
uscita degli studenti, stante la crescente rilevanza della tematica dell’internazionalizzazione
come uno dei criteri premiali di attribuzione dei fondi agli Atenei. A questo proposito il
Nucleo segnala la difficoltà incontrata nel delineare un quadro complessivo della mobilità
da e verso l’Ateneo, stante la frammentazione e dispersione delle informazioni e la
mancanza di un Ufficio Internazionale che funga da collettore di tutte le iniziative in merito.
L’utilizzo del modello CNVSU-CRUI per la ripartizione della quota di riequilibrio, entrato
in vigore nel 2004, ha consentito di verificare che l’Ateneo migliora la propria posizione
170
Fonte: Verbale del C.d.A. del 26/09/2005.
95
La Gestione strategica dell’Ateneo
nel 2005: nel 2004 il peso dell’Ateneo sul modello teorico è pari all’1,52%, nel 2005 sale
all’1,56%.
Il modello CNVSU-CRUI assegna gli interventi di riequilibrio sulla base di tre variabili
(domanda, risultati e ricerca) e per il 2005, nonostante il miglioramento del peso
dell’Ateneo sul modello, si deve sottolineare il peggioramento degli indicatori della
didattica (dovuto ad un minore numero di Corsi di Studio in possesso dei requisiti minimi) e
della ricerca (dovuto ad una incidenza del potenziale di ricerca inferiore rispetto al 2004 e
ad un più basso tasso di successo sui bandi PRIN). Entrambe le variabili risentono di una
ancora inadeguata consistenza del personale docente, nonostante l’incremento del corpo
docente sia da diversi anni la linea strategica primaria degli Organi di Governo (cosa che ha
consentito un incremento in termini di docenti nel periodo che va dal 1997 ad oggi pari al
77%). Il Nucleo pertanto non può fare altro che suggerire di continuare le azioni di
riequilibrio a livello di Ateneo affinché l’organico effettivo si avvicini a quello di
riequilibrio.
In particolare, relativamente alla ricerca, per la quale l’Ateneo registra il valore più basso
(ed in calo rispetto al valore 2004), l’Ateneo dovrebbe inoltre continuare la politica seguita
di incremento dei fondi per assegnisti e dottorandi, dovrebbe migliorare il tasso di successo
sui PRIN incrementando il trasferimento ai Dipartimenti, mentre i Dipartimenti dovrebbero
incentivare la propria capacità di autofinanziamento, incrementando il flusso delle entrate da
Enti esterni.
Il Nucleo suggerisce inoltre all’Ateneo di non trascurare e di investire su altre variabili
ritenute critiche per il modello e che costituiscono ancora per l’Ateneo punti di debolezza,
quali ad esempio il rafforzamento dei rapporti con il mondo imprenditoriale (locale e non),
con le Organizzazioni professionali e di categoria e con le aziende sul territorio sia ai fini
di incrementare la propria capacità di autofinanziamento che a quelli di valutare i
fabbisogni del sistema imprenditoriale di riferimento; la messa a regime e l’utilizzo di un
sistema informativo di Ateneo che consenta la condivisione delle informazioni tra gli Uffici
(il Nucleo ha peraltro evidenziato nella relazione gli evidenti problemi incontrati nel dare
quadro d’insieme dell’Ateneo in relazione a variabili quali la mobilità e le convenzioni con
il territorio), renda operativo il progetto per un sistema di contabilità economica di Ateneo
e consenta di monitorare le iscrizioni, i percorsi di carriera degli studenti e l’analisi delle
collocazioni dei laureati nel mondo del lavoro; l’impiego dei risultati delle attività di
valutazione (su didattica, ricerca, progetti), ai fini di una più equa ridistribuzione interna
delle risorse.
96
Analisi statistica degli indicatori
9. Analisi statistica degli indicatori.
Gli indicatori proposti dal CNVSU (risultato, risorse, processo e contesto) sono calcolati
utilizzando i dati relativi all’Anno Accademico 2004/2005 (iscritti, dotazione di strutture) e
all’anno solare 2005 (personale, laureati e diplomati, dati finanziari) con lo scopo di fornire
al lettore dati quantitativi e qualitativi per valutare l’efficacia dell’Università della Calabria
nel realizzare gli obiettivi strategico - pubblici dichiarati: per la didattica vengono calcolati
per Corso di Studio, Facoltà e Ateneo171; per la ricerca le dimensioni analizzate sono i
Dipartimenti, le Facoltà e l’Ateneo.172
9.1. Indicatori di risultato.
1.1: Tasso di Laurea/Diploma.
Numeratore: Laureati e diplomati nell’anno solare 2005. 173
Denominatore: Iscritti al I anno N+2 A.A. prima dell’Anno Accademico 2004/2005.174
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Studio, Facoltà, Ateneo. Il dato di Ateneo è in
crescita di circa 29 punti percentuali.
A livello di Facoltà, in particolare, i tassi di Laurea più elevati si registrano a Ingegneria e a
Lettere e Filosofia.
1.2: Tasso di Laurea/Diploma in corso. 175
Numeratore: Laureati e diplomati in corso nell’anno solare 2005.
Denominatore: Iscritti al I anno N A.A. prima dell’Anno Accademico 2004/2005.
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Studio, Facoltà, Ateneo.
Il dato di Ateneo è in crescita di oltre 3 punti percentuali. I risultati migliori a livello di
Facoltà per Scienze Politiche (22%) e per Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (21%).
1.3: Indicatore di valutazione della didattica: l’indicatore è sospeso per l’anno 2005.
1.4: Tasso di partecipazione alla valutazione della didattica.
Numeratore: Numero di questionari per la didattica raccolti nell’A.A. 2004/2005.
Denominatore: Iscritti in corso nell’A.A. 2004/2005.
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Studio, Facoltà, Ateneo.
L’indicatore a livello di Ateneo è in aumento: ogni studente in corso ha compilato
mediamente circa 5 questionari176 con i risultati migliori per le Facoltà di Scienze
Matematiche Fisiche e Naturali e Ingegneria (6 questionari per studente in corso).
171
Si vedano tabelle da 1 a 4 in allegato contenenti l’analisi relativa sia al vecchio che al nuovo ordinamento.
Si veda tabella 5 in allegato.
173
Si precisa che il dato è comprensivo dei laureati già in possesso di titolo di studio e quindi anche dei laureati afferenti
ai Corsi di Studio Magistrali.
174
La variabile tiene conto anche dell’iscrizione al primo anno degli studenti già in possesso di un titolo di studio.
175
Il numeratore e denominatore dell’indicatore tengono dei laureati già in possesso di titolo di studio (anche Lauree
Magistrali) e della relativa data di iscrizione al primo anno.
176
L’anno precedente i questionari compilati mediamente da uno studente circa 4.
172
97
Analisi statistica degli indicatori
1.5: Tasso di partecipazione ai programmi di ricerca.
Numeratore: Docenti afferenti alla struttura che risultano tra i partecipanti nelle domande
dei PRIN (ex 40%) dell’anno 2005.
Denominatore: Docenti afferenti al 31/03/2005.
L’indicatore è stato calcolato per Facoltà, Dipartimento, Ateneo. I partecipanti ai progetti
del bando dell’anno 2005, che rivestono posizioni di ruolo nell’Ateneo, rappresentano il
47% dei docenti complessivi dell’Ateneo.
Il dato di Ateneo è in diminuzione di 5 punti percentuali rispetto al bando dell’anno 2004.
Valore massimo dell’indice per la Facoltà di Ingegneria (53%) seguita da Scienze
Matematiche Fisiche e Naturali (52%).
1.6: Tasso di successo nella partecipazione ai programmi di ricerca.
Numeratore: Docenti afferenti alla struttura che figurano nei progetti finanziati dei PRIN
dell’anno 2005.
Denominatore: Docenti afferenti al 31/03/2005.
L’indicatore è stato calcolato per Facoltà, Dipartimento, Ateneo.
I docenti di ruolo dell’Ateneo finanziati sono stati il 17% del personale docente
complessivo. L’indicatore per l’Ateneo è in diminuzione di circa nove punti percentuali
rispetto all’anno precedente.
A livello di Facoltà, in particolare, i risultati migliori a Ingegneria (22%) insieme a
Farmacia e Lettere e Filosofia (19%).
Gli indicatori di risultato danno informazioni sul raggiungimento degli obiettivi
perseguiti dall’Ateneo e, nel 2005:
1. i laureati totali (vecchio e nuovo ordinamento) registrano un incremento
rispetto al 2004 pari al 21,6%;
2. i laureati in corso superano le 1.000 unità;
3. il 47% dei docenti strutturati ha partecipato al bando PRIN;
4. il finanziamento pro-capite PRIN per docente strutturato è pari a €1.213,12.
9.2. Indicatori di risorse.
2.1: Dotazione di spazi per studente in corso.
Numeratore: Posti in aula - Orario di utilizzazione settimanale (A.A. 2004/2005 situazione
al 31/12/2005).
Denominatore: Iscritti in corso nell’A.A. 2004/2005.
Il numeratore, per ipotesi, presenta un orario di utilizzo settimanale pari alla media dei
valori massimi registrati nei periodi didattici, e sono state considerate esclusivamente le aule
superiori o uguali ai 20 posti.
L’indicatore è stato calcolato per Facoltà e Ateneo: viene assicurata la disponibilità media di
circa 49 ore settimanali per studente in corso. A livello di Facoltà, in particolare, i risultati
migliori per Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze Politiche.
98
Analisi statistica degli indicatori
2.2: Dotazione di docenti per studente in corso.
Numeratore: Docenti afferenti alla Facoltà al 31/12/2005.
Denominatore: Iscritti in corso nell’A.A. 2004/2005.
L’indicatore è stato calcolato per Facoltà e Ateneo.
Nel periodo in esame il dato di Ateneo è in crescita attestandosi circa al rapporto di un
docente ogni ventiquattro studenti in corso.177
A livello di Facoltà in particolare, la più affollata è Farmacia (40 studenti per docente)
mentre a Scienze Matematiche Fisiche e Naturali si registrano circa 10 studenti in corso
per docente.
2.3: Spesa corrente per studente in corso.
Numeratore: Spese correnti totali - anno finanziario 2005.
Denominatore: Iscritti in corso nell’A.A. 2004/2005.
L’indicatore è stato calcolato per l’Ateneo e mostra una spesa corrente per studente in corso
pari a €8.428,60.
Si rileva che l’indicatore tiene conto delle spese correnti dei Dipartimenti in autonomia, del
Centro Residenziale e dell’Amministrazione Centrale.178
2.4: Entrate per la ricerca per docente.
Numeratore: Entrate correnti e in conto capitale per la ricerca - anno finanziario 2005.
Denominatore: Docenti afferenti al 31/12/2005.
L’indicatore è stato calcolato per Dipartimento e Ateneo al netto delle entrate derivanti da
attività conto terzi.
A livello di Dipartimento l’entrata pro-capite per docente è pari a €21.050,59 che sale fino
a € 27.745,06 considerando le entrate per ricerca che transitano nel bilancio
dell’Amministrazione.
2.5: Dotazione di personale tecnico amministrativo per docente.
Numeratore: Personale tecnico amministrativo afferente ai Dipartimenti al 31/12/2005.
Denominatore: Docenti afferenti al 31/12/2005.
L’indicatore è stato calcolato per Dipartimento e Ateneo.
Il dato di Ateneo è stabile nel periodo di riferimento attestandosi a circa una unità di
personale tecnico amministrativo di ruolo per docente.
L’analisi per Dipartimento, in particolare, mostra valori più elevati per Ingegneria Chimica
e dei Materiali (55%) e per Difesa del Suolo e Pianificazione Territoriale (53%).
177
Nel 2003/2004 circa un docente ogni 30 studenti.
Nel calcolo delle spese correnti sono state considerate le voci di bilancio relative ai seguenti titoli: Titolo 01 (Risorse
Umane), Titolo 02 (Risorse per il funzionamento), Titolo 03 (Interventi a favore degli studenti e dei laureati), Titolo 04
(Oneri finanziari e tributari), Titolo 05 (Altre spese correnti), Titolo 08 (Trasferimenti ed assegnazioni) categoria 36
capitolo 03 e categoria 37 tutti i capitoli.
178
99
Analisi statistica degli indicatori
2.6: Incidenza del personale tecnico amministrativo sanitario.
L’indicatore non è calcolato perché risulta solo una unità di personale di ruolo afferente
all’area Socio-Sanitaria. Nessuna unità afferisce all’area Medico-Odontoiatrica.
2.7: Fruibilità delle biblioteche.
Numeratore: Posti in biblioteca moltiplicati per il numero di ore settimanali di apertura
nell’A.A. 2004/2005.
Denominatore: Iscritti in totale (Anno Accademico 2004/2005).
L’indicatore è stato calcolato per Facoltà, Dipartimento, Ateneo.
Per determinare l’orario di utilizzo settimanale di Ateneo è stata fatta una media aritmetica
delle strutture bibliotecarie rilevate con a disposizione l’orario. Il dato di Ateneo è in lieve
aumento: viene assicurata una disponibilità di 1,19 ore posto lettura per studente iscritto. A
livello di Facoltà le disponibilità migliori per Lettere e Filosofia (2,82) e Scienze Politiche
(2,16).
2.8: Fruibilità delle aule informatiche.
Numeratore: Posti in laboratori informatici (con più di 10 postazioni connesse in rete)
moltiplicato per il numero di ore settimanali di accessibilità nell’A.A. 2004/2005.
Denominatore: Iscritti in totale (A.A. 2004/2005).
L’indicatore è stato calcolato per Facoltà, Dipartimento, Ateneo. Il dato di Ateneo è in
aumento del 16,1%. A livello di Facoltà, in particolare, le disponibilità migliori per
Scienze Politiche (2,04) ed Economia (1,75).
Gli indicatori di risorse permettono di avere un quadro articolato di quanto si investe e
di quanto si dispone per svolgere la propria funzione e nel 2005 si segnala che: i posti a
sedere nelle aule censite e disponibili per studenti sono 18.825; i docenti crescono del
10,7%; è stata implementata la sperimentazione ed attivazione di servizi wireless nelle
aule didattiche delle Facoltà mirati primariamente all’utilizzo dei servizi informatici di
supporto alla didattica (ad esempio prenotazione e verbalizzazione elettronica degli
esami, piani di studio on-line, portale d’Ateneo, servizi bibliotecari, materiale didattico,
piattaforma e-campus, forum, aree docenti); le entrate totali per ricerca sono superiori ai
19 milioni di Euro (al netto delle entrate per attività conto terzi).
9.3. Indicatori di processo.
3.1: Tempo medio di Laurea.
Numeratore: Somma degli anni di iscrizione dei laureati nell’anno solare 2005.
Denominatore: Laureati nell’anno solare 2005.
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Studio, Facoltà, Ateneo.
Il dato di Ateneo è in diminuzione del 4,7%: mediamente uno studente acquisisce un titolo
di studio in 5,82 anni. A livello di Facoltà si passa dal valore minimo di 5,31 anni di
Scienze Politiche al valore massimo di Farmacia (6,70).
100
Analisi statistica degli indicatori
3.2: Quota di studenti che abbandonano dopo il I anno.
Numeratore: Iscritti al I anno nell’A.A. precedente (2003/2004), che non si sono iscritti al II
anno nell’A.A. 2004/2005.
Denominatore: Iscritti al I anno nell’A.A. precedente (2003/2004). 179
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Studio, Facoltà e Ateneo.
Nel periodo in esame il dato di Ateneo è stabile (15 studenti abbandonano su 100).
A livello di Facoltà in particolare, a Economia abbandonano 9 studenti su 100 mentre a
Lettere e Filosofia circa 21 studenti.
Per singolo Corso di Studio si segnala l’82% di abbandono per Scienza dei Materiali
(classe 25) contro il 2% di Scienze del Servizio Sociale (classe 6 sede di Rende).
3.3: Quota di studenti fuori corso.
Numeratore: Iscritti da un numero di anni superiore alla durata legale.
Denominatore: Iscritti in totale (A.A. 2004/2005).
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Studio, Facoltà, Ateneo.
Nel periodo in esame la percentuale di fuoricorso (44%) è a livello di Ateneo in aumento
di 6 punti percentuali.
L’analisi per Facoltà mostra come valore minimo Farmacia (28%).
3.4: Quota di docenti afferenti ai Dipartimenti.
Numeratore: Docenti afferenti ai Dipartimenti al 31/12/2005.
Denominatore: Docenti afferenti all’Ateneo al 31/12/2005.
Nel periodo in esame la totalità dei docenti afferisce ai Dipartimenti per cui l’indicatore di
Ateneo è pari al 100%.
3.5: Finanziamento esterno della ricerca per docente.
Numeratore: Entrate correnti e in conto capitale per la ricerca provenienti da finanziamenti
esterni (esclusi cofinanziamenti MIUR) - anno 2005.
Denominatore: Docenti afferenti ai Dipartimenti al 31/12/2005.
L’indicatore è stato calcolato per Dipartimento e Ateneo.
L’indicatore tiene conto delle entrate per ricerca scientifica provenienti da Enti esterni (Altri
Ministeri, Unione Europea, CNR, Enti Locali, Regioni, Province, Comuni ecc.) al netto
delle entrate per attività conto terzi.
A livello di Dipartimento le entrate esterne pro-capite per docente sono pari a €10.334,24
che aumentano fino a €14.990,44 considerando le entrate per ricerca esterna che transitano
nel bilancio dell’Amministrazione Centrale.
3.6: Autosufficienza finanziaria.
Numeratore: Entrate correnti totali al netto del FFO - esercizio finanziario 2005.
Denominatore: Entrate correnti totali - esercizio finanziario 2005.
179
Si precisa che il calcolo è al netto degli iscritti alle Lauree Magistrali.
101
Analisi statistica degli indicatori
L’indicatore è stato calcolato considerando le entrate correnti dell’Amministrazione, del
Centro Residenziale e dei Dipartimenti.180
Dal calcolo dell’indicatore si rileva che le entrate correnti totali al netto dell’FFO incidono
per il 35% sulle entrate correnti totali.
3.7: Tasso di completamento degli studi.
Numeratore: Studenti equivalenti in corso - anno solare 2004.
Denominatore: Iscritti in corso (A.A. 2003/2004).
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Studio, Facoltà e Ateneo con riferimento alle
annualità superate (crediti acquisiti) dagli studenti iscritti in corso181 nell’anno solare 2004.
Il dato aggregato di Ateneo, relativo al nuovo ordinamento, mostra una crescita di 9 punti
percentuali nel periodo in esame.
A livello di Facoltà il valore massimo dell’indice per Scienze Matematiche Fisiche e
Naturali (65%).
3.8: Incidenza delle spese per assegni fissi sul FFO.
Numeratore: Spese per assegni fissi al personale di ruolo nell’anno finanziario 2005.
Denominatore: FFO consolidato dell’anno 2005.
L’indicatore calcolato complessivamente per l’Ateneo si attesta all’88% rispettando il
vincolo di finanza pubblica del 90%.
3.9: Interventi finanziari a favore degli studenti pro capite.
Numeratore: Spese per interventi finanziari diretti a favore degli studenti nell’esercizio
finanziario 2005.
Denominatore: Iscritti A.A. 2004/2005.
L’indicatore tiene conto dei valori rilevati dal Titolo 3 dei bilanci dell’Amministrazione, del
Centro Residenziale e dei Dipartimenti.
Si rileva che la somma pro-capite per studente impegnata è pari a €746,04.
Gli indicatori di processo danno informazioni sui modi di funzionamento dell’Ateneo,
sia sul versante dell’acquisizione di fondi che sull’organizzazione del loro utilizzo ai fini
della produzione di didattica e di ricerca.
Per il processo didattico, nell’anno solare 2005:
1. il tempo medio di Laurea è di 5,8 anni a fronte di un’età media di 25,7;
2. le mancate reiscrizioni degli immatricolati sono del 15,3%;
3. la percentuale di immatricolati che non hanno acquisito crediti è del 16,7%.
Per la ricerca il grado di attrazione di risorse esterne è pari a €14.990,44 per docente (al
netto delle entrate per attività conto terzi).
180
In particolare nel calcolo delle entrate correnti totali sono stati considerati il Titolo 01, il Titolo 02 (solo le categorie
7, 9 e 12) ed il Titolo 03. L’FFO totale è stato determinato considerando l’FFO dell’Amministrazione (Titolo 2
categoria 7 capitolo 1) e l’FFO del Centro Residenziale (Titolo 2 categoria 7 capitolo 2) come riportati nei bilanci
consuntivi dell’anno finanziario 2005.
181
Nel calcolo vengono conteggiati anche i crediti (annualità) conseguiti all’estero dagli studenti in corso
relativamente alla loro data di prima immatricolazione nel Sistema Universitario.
102
Analisi statistica degli indicatori
9.4. Indicatori di contesto.
4.1: Indice di dimensione.
Numeratore: Iscritti in corso (A.A. 2004/2005).182
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Studio, Facoltà, Ateneo (i Corsi riguardano sia il
vecchio che il nuovo ordinamento).
Il dato complessivo di Ateneo è in decremento del 9%: a livello di Facoltà, in particolare,
Farmacia registra un incremento del 14,5% e Scienze Matematiche Fisiche e Naturali del
10%.
4.2: Indice di rilevanza locale.
Numeratore: Iscritti in corso (A.A. 2004/2005).
Denominatore: Popolazione 19-25 anni nella Regione Calabria all’1/1/2005.
L’indicatore calcolato per Ateneo è in lieve diminuzione (meno di un punto percentuale).
4.3: Indice di attrazione studenti migliori.
Numeratore: Iscritti al I anno (A.A. 2004/2005) con voto di licenza secondaria pari o
superiore a 90 su 100. 183
Denominatore: Iscritti al I anno (A.A. 2004/2005).
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Studio, Facoltà e Ateneo.
Il dato aggregato di Ateneo è in crescita di circa 2 punti percentuali.
A livello di Facoltà, in particolare, il valore massimo per Ingegneria (53%) seguita da
Scienze Politiche (48%).
4.4: Indice di attrazione liceali.
Numeratore: Iscritti al I anno (A.A. 2004/2005) provenienti dai Licei classico e
scientifico. 184
Denominatore: Iscritti al I anno (A.A. 2004/2005).
L’indicatore è stato calcolato per Corso di Laurea, Facoltà, Ateneo.
Il dato di Ateneo è in diminuzione di un punto percentuale.
A livello di Facoltà in particolare, valori massimi dell’indice per Ingegneria (51%) e
Farmacia (48%).
4.5: Quota docenti area “scientifica”.
Numeratore: Docenti aree scientifico-disciplinari al 31/12/2005.
Denominatore: Docenti afferenti all’Ateneo al 31/12/2005.
L’indicatore è stato calcolato per Facoltà e Ateneo.
182
Si precisa che per numero 10 studenti non è stato possibile risalire all’anno di conseguimento del titolo della Scuola
Secondaria di secondo grado.
183
Si precisa che il dato esclude numero 59 studenti in possesso di titolo straniero.
184
Si precisa che il dato esclude numero 59 studenti in possesso di titolo straniero.
103
Analisi statistica degli indicatori
A livello di Ateneo il valore massimo di docenti si registra nell’area 09, Ingegneria
Industriale e dell’Informazione, con un valore vicino al 14%.
Il dato disaggregato per Facoltà evidenzia i livelli più elevati a Ingegneria (28%) e a
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (25%).
4.6: Indice di attrazione extra-regionale.
Numeratore: Iscritti al I anno (A.A. 2004/2005) provenienti da altre Regioni e dall’estero.
Denominatore: Iscritti al I anno (A.A. 2004/2005).
L’indicatore è stato calcolato per Facoltà e Ateneo.
Il dato di Ateneo è in lieve aumento nel periodo in esame superando di poco il 2%.
Il valore massimo dell’indice si registra per la Facoltà di Farmacia (6%).
Gli indicatori di contesto permettono di valutare l’Ateneo in relazione alle sue
caratteristiche strutturali e alla realtà nella quale è inserito. Nel 2005 si segnala:
1. un aumento del 247,3% degli iscritti alle Lauree di secondo livello (al netto
delle Magistrali a ciclo unico che prevedono l’immatricolazione);
2. una diminuzione degli immatricolati (13,4%);
3. la propensione all’immatricolazione in rapporto al numero dei diciannovenni
della Regione Calabria è pari al 20,3% (nel 2004 era pari al 22,8%);
4. gli immatricolati per la prima volta all’Università della Calabria che hanno
conseguito il Diploma di maturità nello stesso anno di immatricolazione
rappresentano l’84,9% di quelli totali (il 79,9% nel 2004) segno che un
numero minore di giovani diplomati ha deciso di intraprendere un’attività
lavorativa.
104
Analisi multidimensionale degli indicatori
10. Analisi multidimensionale degli indicatori.
La grande massa di dati presentati in questo rapporto, ai fini di una loro valutazione
d’assieme richiede il ricorso ad adeguate metodologie di analisi statistica dei dati. Con
questo obiettivo, in queste note conclusive faremo ricorso ai metodi di analisi
multidimensionale dei dati, che, in un ottica di tipo sistemico, consentono di visualizzare in
semplici paesaggi statistici, detti mappe fattoriali, l’insieme delle relazioni tra i diversi
indicatori analizzati nel corso del presente rapporto con particolare riferimento alle Facoltà e
ai Dipartimenti dell’Università della Calabria.
Partendo dal presupposto che i dati si possono immaginare come elementi di uno spazio a
più dimensioni, in funzione dell’elevato numero di indicatori a nostra disposizione, si
utilizzano metodi che, a scapito di una approssimazione minima rispetto ai dati originali,
offrono rappresentazioni grafiche di facile interpretazione e ricche di elementi conoscitivi
non facilmente individuabili nelle tabelle dei dati e con metodi tradizionali. In proposito, i
padri delle rappresentazioni grafiche in statistica - oggi nell’era dei computer si parla di
visualizzazione dei dati - hanno da sempre sostenuto che l’uomo è un animale geometrico
che percepisce molto meglio forme e distanze tra oggetti che dati numerici, spesso
presentati in tabelle di grosse dimensioni o memorizzati in archivi digitali (data base).
È proprio su semplici regole geometriche basate sulle prossimità tra indicatori o unità
statistiche (Facoltà, Dipartimenti), che vogliamo basare queste brevi note conclusive,
laddove la prossimità tra indicatori (o gli angoli quando questi sono rappresentati da
segmenti orientati) è sinonimo di una forte correlazione tra gli stessi, così come la
prossimità tra due o più unità statistiche esprime la somiglianza dei loro profili per un
insieme comune di indicatori.
Le chiavi di lettura dei grafici presentati in seguito saranno di volta in volta esplicitate con
semplici esempi, volti ad evidenziare in maniera sintetica i principali elementi di
conoscenza e approfondimento che le tecniche di analisi multidimensionale dei dati
adducono al nostro rapporto.
10.1. La mappa di posizionamento e l’evoluzione delle Facoltà nel periodo 2001-2005.
Al fine di delineare sinteticamente i principali elementi strutturali e di dinamica delle
Facoltà dell’Università della Calabria nel quinquennio 2001-2005 si è fatto ricorso al
metodo delle componenti principali di Hotelling a partire da 16 indicatori selezionati tra
quelli di risultato, di processo, di risorse e di contesto presentati nelle pagine precedenti.
Il paesaggio statistico che ne deriva è di facile lettura a partire dalle seguenti regole:
- Posizione delle Facoltà: Ogni Facoltà è identificata sulla mappa dal suo nome e dall’Anno
Accademico di riferimento (2001-02, … , 2004-05). L’origine degli assi rappresenta la
media dell’Ateneo nel periodo in studio. Facoltà vicine all’origine degli assi (es. Scienze
Politiche 03-04) sono prossime alla media dell’Ateneo. Due o più Facoltà vicine sulla
mappa (es. Scienze Politiche 01-02 e Economia 01-02) hanno caratteristiche strutturali
simili per il complesso degli indicatori; due Facoltà distanti sono tra loro molto diverse (es.
Lettere 01-02 e Ingegneria 01-02);
- Posizione degli indicatori: rappresentati sul grafico dal simbolo della freccia, permettono
di interpretare la posizione delle Facoltà. Ossia le Facoltà che si allontanano dal centro del
grafico nella direzione indicata dalla freccia sono maggiormente caratterizzate
dall’indicatore corrispondente (es. laureati in corso alto per Scienze Politiche 04-05), e tale
105
Analisi multidimensionale degli indicatori
indicatore è tanto più caratterizzante quanto maggiore è la distanza dall’origine del punto
Facoltà (es. Scienze Politiche 04-05 rispetto a Economia 04-05). Una Facoltà posizionata
nella direzione opposta a quella della freccia evidenzia carenze per quell’indicatore (es.
Scienze Politiche 01-02 rispetto a rapporto docenti/studenti). Si noti inoltre che due (più
indicatori) vicini, sono espressione di una forte correlazione positiva tra gli stessi. Si noti ad
esempio la forte correlazione tra il maggior numero di docenti per iscritto e la
partecipazione degli studenti alla valutazione ad evidenziare come quest’ultimo indicatore
migliora quando si può instaurare un più diretto rapporto docente studente. Indicatori a
distanza elevata (es. abbandoni al 1° anno e docenti per studente) evidenziano una
correlazione inversa (negativa) nel senso che al crescere dell’uno diminuisce l’altro. Infine
indicatori a distanza media (frecce quasi perpendicolari) sono sinonimo di debole
correlazione tra gli indicatori (es. tasso di partecipazione a ricerche e completamento degli
studi), indicando come al variare dell’uno l’altro non ne risulta influenzato.
Il piano individuato dalle prime due componenti principali evidenzia lungo il primo asse il
trend verso cui muovono la maggior parte delle Facoltà nel periodo in esame (ad eccezione
della Facoltà di Farmacia), che si caratterizza per il miglioramento di molti degli indicatori
dell’Ateneo da un lato (es. rapporto docente per studente elevato, completamento degli
studi, fruibilità laboratori di informatica, attrazione degli studenti migliori, ecc.) e riduzione
di indicatori come il tasso di abbandono al 1° anno. Il secondo asse contrappone le Facoltà
con migliori risultati nella ricerca (elevati tassi di partecipazione e successo nella ricerca) a
quelle che ottengono migliori risultati nella didattica (maggior numero di laureati in corso e
laureati per iscritto). Il posizionamento delle Facoltà e la loro dinamica risultano, come si è
detto, facilmente interpretabili sulla base dei 16 indicatori anch’essi rappresentati sul
diagramma. Le direttrici tracciate sul grafico dagli indicatori consentono a ben vedere di
definire due chiavi di lettura quella del successo ma anche dell’attrazione, per gli indicatori
che la caratterizzano, e quella del disagio. Nella prima a destra del grafico troviamo
tipicamente le Facoltà di Scienze e Ingegneria nell’intero arco di tempo. L’area del disagio,
collocata a cavallo tra il 3° e il 4° quadrante, è caratterizzata dal maggior numero di laureati
fuoricorso e di abbandoni dopo il primo anno. Questa sembra essere tipica delle Facoltà
Umanistiche (Lettere, Scienze Politiche ed Economia) specialmente tra il 2001 e il 2003 che
però presentano un netto miglioramento nell’ultimo periodo e in particolare le ultime due
come si evince dalla loro posizione sulla mappa negli ultimi anni. Lungo il secondo asse per
contro emerge una diversa attitudine alla ricerca, con una più alta partecipazione dei docenti
alle ricerche finanziate a livello nazionale e il maggiore tasso di successo per progetti
finanziati da un lato, e alla didattica dall’altro che vede la contrapposizione tra le Facoltà di
Ingegneria e Farmacia (semi asse positivo) e quelle umanistiche assieme a SMFN (semi
asse negativo) che presentano migliori indicatori di risultato per la didattica. Ne consegue
una ulteriore suddivisione delle Facoltà.
L’area del 1° quadrante si caratterizza oltre che per la ricerca anche per l’attrazione dei
migliori studenti e dei liceali particolarmente per Ingegneria mentre il secondo sembra
caratterizzarsi per le Facoltà dove si studia meglio per il più alto rapporto docente studente e
i più ampi spazi, ma anche per i migliori risultati in termini di laureati in corso e di laureati
per iscritto.
Le Facoltà che si collocano in quest’area sono SMFN nell’intero periodo e nell’ultimo anno
anche Scienze Politiche ed Economia.
La dinamica delle Facoltà sul piano fattoriale nei quattro anni oggetto di studio consente di
cogliere interessanti elementi evolutivi dell’Ateneo. Tutte le Facoltà presentano traiettorie
106
Analisi multidimensionale degli indicatori
che tendono al secondo quadrante evidenziando così un miglioramento generale in termini
di indicatori di risultato (meno abbandoni, più laureati in corso e per iscritto) quale
conseguenza degli effetti positivi della riforma del 3+2 ma anche degli interventi strutturali
dell’Ateneo (aumento spazi per studente, aule informatiche ma anche crescita del corpo
docente). Tra le Facoltà più dinamiche, come si evince dalla lunghezza delle rispettive
traiettorie, troviamo nell’ordine Scienze Politiche, Economia ed Ingegneria. La stessa
Facoltà di Lettere più statica nel triennio 2001-03 manifesta qualche segno di ripresa
puntando tendenzialmente all’area dell’attrazione e dei migliori risultati. Gli unici risultati
in contro tendenza sembrano quelli della Facoltà di Farmacia che una volta a regime dopo il
periodo iniziale di avviamento, mostra segni di difficoltà specie per gli abbandoni e per il
ritardo dei propri laureati, forse a causa di un corpo docente non ancora sufficiente e di
strutture ancora inadeguate.
Evoluzione del profilo delle Facoltà nel quinquennio 2001-2005: Analisi in Componenti Principali
Farm acia 03-04
Farm acia 02-03
Farm acia 01-02
3.0
La Ricerca
Farm acia 04-05
1.5
Ingegneria 01-02
succ-ric
attraz-lic
part-ricerche
Econom ia 02-03
Ingegneria 03-04
Ingegneria 02-03
attraz-migl
Ingegneria 04-05
Scienze Politiche 03-04
attraz-extraReg
partecip-valutaz
SMFN 01-02doc/stu
I RISULTATI MIGLIORI
Econom ia 03-04
fruib.inform
Scienze Politiche 01-02
abbandoni 1°a
SMFN 03-04
spazi/stud
Econom ia 01-02
iscr.incorso
completam.studi
Lettere 02-03
fuoricorso
laudip/Iscr
Lettere 03-04
laudipCorso
Lettere 01-02
fruib.biblio
0
Econom ia 04-05
-1.5
Scienze Politiche 02-03
SMFN 04-05
SMFN 02-03
La Didattica
-3.0
Lettere 04-05
-1.5
0
Scienze Politiche 04-05
1.5
3.0
107
Analisi multidimensionale degli indicatori
10.2. Le Facoltà nella valutazione degli studenti nel periodo 2002-2005.
L’analisi delle componenti principali sui giudizi di gradimento degli studenti rispetto ad una
serie di aspetti didattici e strutturali delle Facoltà negli Anni Accademici 2002-03, 2003-04
e 2004-2005, consente di leggere la posizione delle stesse sul primo asse, definito a partire
da una valutazione positiva per tutti gli indicatori, in termini di Livello di Gradimento
Globale. Le Facoltà con i maggiori indici di gradimento risultano Scienze Politiche e
Lettere, mentre quelle con livelli più bassi Ingegneria e Farmacia.
Dalla direzione delle traiettorie sulla mappa si evince il regresso consistente dell’indice per
le Facoltà di Economia e Farmacia. Un certo progresso lo si osserva anche per l’Interfacoltà
e Scienze Politiche, mentre sono sostanzialmente stabili le posizioni di mezza classifica di
Scienze e di fanalino di coda di Ingegneria.
Il secondo asse consente di discriminare tra Facoltà con giudizi positivi rispetto ad aspetti
organizzativi (reperibilità docenti, rispetto orari) e strutturali (adeguatezza attrezzatura e
qualità aule) rispetto a quelli didattici (interesse dei Corsi, materiali).
Sul primo versante troviamo Scienze, Economia e Ingegneria e si osservano i miglioramenti
di Scienze Politiche, per converso sul secondo l’interesse dei Corsi, il livello non elevato di
conoscenze preliminari premiano la Facoltà di Lettere.
Le valutazioni degli studenti per l’Anno Accademico 2004-2005, sono state analizzate
anche mediante l’analisi delle corrispondenze di Benzecrì che meglio si presta allo studio di
dati omogenei come quelli relativi ai giudizi espressi dagli studenti rispetto alla didattica
erogata e alle caratteristiche strutturali delle Facoltà. Il posizionamento dei giudizi e delle
Facoltà sulla mappa fattoriale consente di leggere in maniera chiara le valutazioni degli
studenti.
108
Analisi multidimensionale degli indicatori
La rappresentazione grafica ottenuta con questo metodo consente di interpretare le
prossimità (distanze) quale espressione di elementi di somiglianza (dissomiglianza) nel
gradimento delle Facoltà.
Allo stesso tempo la vicinanza (lontananza) tra giudizi e Facoltà consente di evidenziarne
punti di forza e punti di debolezza.
Si noti in primo luogo come l’area della soddisfazione maggiore espressa dagli studenti sia
quella del 1° quadrante supportata da un forte giudizio positivo per l’interesse suscitato dai
docenti e per la chiarezza delle lezioni unite alla buona qualità dei materiali e conoscenze
preliminari sostenibili.
In questa particolare analisi fattoriale un punto Facoltà è baricentrico rispetto all’insieme
delle valutazioni avvicinandosi a quella che maggiormente ne caratterizza il profilo secondo
gli studenti nell’anno considerato.
Le maggiori preferenze complessive degli studenti vengono attribuite a Lettere e
all’Interfacoltà.
In posizione più eccentrica Scienze Politiche che si fa apprezzare per i progressi realizzati
nelle strutture (qualità delle aule e delle attrezzature) seguita da Scienze.
La reperibilità dei docenti, il rispetto degli orari e le modalità di esame sono una
prerogativa di Economia e Ingegneria, quest’ultima anche di Scienze. Farmacia si distingue
per l’interesse dei Corsi erogati mentre non è entusiastica la sua valutazione per le aule e le
attrezzature.
109
Analisi multidimensionale degli indicatori
10.3. La capacità di attrazione di finanziamenti dei Dipartimenti e il profilo della
produzione scientifica nell’anno 2005.
L’analisi delle componenti principali è stata qui impiegata per valutare la capacità di
attrazione di finanziamenti da parte dei Dipartimenti.
Il grafico seguente rappresenta le correlazioni tra gli indicatori e tra questi ultimi e i fattori
strutturali che caratterizzano le fonti di finanziamento.
In particolare angoli piccoli (minori di 30 gradi) o prossimità tra indicatori esprimono una
forte interdipendenza tra gli stessi, mentre angoli via via maggiori esprimono una minore
correlazione fino all’indipendenza tra gli indicatori (angoli dell’ordine di 90°).
I finanziamenti dei Dipartimenti nel 2005: Analisi in Componenti Principali
Linguistica 2005
8
Ecologia 2005
Tipologia dei finanziamenti
Pianificazione Territoriale 2005
Scienze Giuridiche 2005
4
Biologia Cellulare 2005
Tot entrate esterne ricerca /doc
Entrate esterne per ricerca
Storia 2005
Farm aco-Biologico 2005
Ingegneria Chim ica e dei Materiali 2005
.
Tot entrate per ricerca / doc
Totale entrate per ricerca
Chim ica 2005
Matem atica 2005
Econom ia e Statistica 2005
0
Archeologia e Storia delle Arti 2005
Sociologia e di Scienza Politica 2005
Strutture 2005
Scienze Aziendali. 2005
Scienze Farm aceutiche 2005
Filologia 2005
Scienze dell'Educazione 2005
-4
Livello globale dei finanziamenti
Valori patrimoniali attrezzature scientifiche
Giudizio sui prodotti -CIVR
Dotazione Ordinaria
Partecip-ric
Ex 60%
Finanziamento Nazionale
Successi-ric
DEIS 2005
Scienze della Terra 2005
Filosofia 2005
Fisica 2005
Meccanica 2005 Difesa del Suolo 2005
7.5
0
-7.5
-15.0
L’asse orizzontale risulta essere espressione del livello globale dei finanziamenti in quanto é
fortemente correlato alle entrate esterne, ai finanziamenti nazionali (incluso il Cofin) e
locali. Si noti come quest’indicatore di sintesi della capacità di attrarre finanziamenti risulti
correlato positivamente al giudizio ponderato sui prodotti espresso dal CIVR.
Il secondo asse (asse verticale) dipende invece dalla tipologia dei finanziamenti
contrapponendo la capacità di attrarre finanziamenti esterni (semi-asse positivo) a quella di
attrarre finanziamenti nazionali e locali.
Il posizionamento dei Dipartimenti lungo le direttici evidenziate da questi due assi consente
così di evidenziare non solo gli aspetti quantitativi (ammontare) dei finanziamenti ottenuti
ma anche la tipologia delle fonti. Al fine di valutare l’importanza di ogni indicatore
considerato nel profilo del singolo Dipartimento va osservata la sua distanza dall’origine
rispetto alla direzione tracciata dall’indicatore.
Un punto che si allontana dall’origine degli assi esprimerà valori maggiori della media se lo
spostamento è nella direzione di un particolare indicatore, minori della media se si colloca
in direzione opposta a questo ultimo. L’effetto è tanto maggiore quanto più un punto
Dipartimento è distante dall’origine degli assi.
110
Analisi multidimensionale degli indicatori
La posizione dell’indicatore del finanziamento totale rispetto all’asse orizzontale conferma
l’interpretazione di questo asse come espressione della maggiore o minore capacità di un
Dipartimento di trovare finanziamenti per finanziare la propria ricerca.
In particolare le coordinate dei Dipartimenti sul primo asse principale, rappresentano uno
strumento di scoring che consente di misurare la capacità complessiva di un Dipartimento a
trovare finanziamenti. Così un Dipartimento che ha una coordinata molto positiva su questo
asse presenta un elevato ammontare totale di finanziamenti. Troviamo tra le prime posizioni
al 2005 nell’ordine secondo la coordinata sul primo asse: Chimica, DEIS, Fisica, Ecologia.
Un Dipartimento collocato sul fronte opposto manifesta una capacità di attrarre
finanziamenti inferiore alla media e così tutti i Dipartimenti collocati sulla sinistra del
grafico. Alle ultime posizioni del 2005, per capacità di attrarre finanziamenti, troviamo i
Dipartimenti di Storia, Archeologia, Filosofia e Scienze dell’Educazione.
È evidente che queste graduatorie sono soggette a cambiamenti da un anno all’altro
soprattutto per quei Dipartimenti che attingono ad una sola tipologia, specie a quella dei
Cofin. Dipartimenti che presentano fonti di finanziamento più bilanciate sono destinati a
mantenere queste posizioni es. Chimica e DEIS.
L’asse delle ordinate, sulla base della posizione assunta dagli indicatori, consente di mettere
in evidenza più che aspetti quantitativi, aspetti qualitativi del tipo di finanziamento.
Su questa mappa è possibile così riconoscere l’importanza che i finanziamenti Ministeriali
hanno avuto, rispetto al totale, per i Dipartimenti di Difesa del Suolo, Meccanica, Fisica ma
anche Filosofia e Scienze della Terra. I finanziamenti esterni hanno caratterizzato
maggiormente, in termini relativi, il profilo dei Dipartimenti di Linguistica, Ecologia,
Scienze Giuridiche e Biologia Cellulare.
Va sottolineato che gli indicatori considerati in questa sezione sono riferiti talora al numero
dei docenti/ricercatori o al numero dei prodotti, per cui nella tabella della graduatoria, oltre
alla capacità di attrazione sono implicitamente riflessi aspetti relativi all’efficacia e
all’efficienza nell’utilizzo dei finanziamenti ricevuti. I prodotti qui considerati sono le
pubblicazioni realizzate nei diversi Dipartimenti. Può essere interessante approfondire quale
pubblicazioni caratterizzino maggiormente il profilo dei diversi Dipartimenti specialmente
perché diventa spesso difficile effettuare confronti tra gli stessi che dipendono da tradizioni
molto differenti. La mappa seguente ottenuta mediante l’analisi delle corrispondenze
consente, secondo il principio baricentrico illustrato in precedenza, di evidenziare le
tipologie di pubblicazione che caratterizzano i diversi Dipartimenti.
I risultati consentono di individuare tre aree prodotto/Dipartimento abbastanza separate.
La maggioranza dei Dipartimenti di Ingegneria (DEIS, Meccanica, Ingegneria Chimica,
Strutture, Difesa del Suolo) ma anche alcuni di Scienze (Scienze della Terra e Biologia
Cellulare) pubblicano i risultati delle proprie ricerche su atti di convegni scientifici.
Articoli su riviste e contributi a convegni, questi ultimi non sempre oggetto di una vera e
propria pubblicazione, caratterizzano la produzione dei Dipartimenti di Scienze (Chimica,
Fisica, Ecologia).
Alcuni Dipartimenti di tipo umanistico (Archeologia, Scienze Giuridiche e Scienze
dell’Educazione) si orientano verso articoli e saggi su volumi miscellanei, ed altri come
quelli di Filosofia, Filologia e Storia sono piuttosto orientati a lavori monografici, a capitoli
di libri. Allo stesso tipo di pubblicazioni ricorrono in prevalenza i Dipartimenti dell’area
economica e socio politica (Economia e Statistica, Scienze Aziendali, Sociologia e di
Scienza Politica). In una posizione, sostanzialmente intermedia tra i tre gruppi identificati in
111
Analisi multidimensionale degli indicatori
precedenza, tendenzialmente attorno all’origine degli assi si ritrova il Dipartimento di
Scienze Farmaceutiche.
Lavori minori come rapporti di ricerca/working paper, manuali didattici posizionati
nell’intorno dell’origine degli assi, non costituiscono elementi tipici di alcun Dipartimento.
Le pubblicazioni dei Dipartimenti 2005: Anallisi delle Corrispondenze
Archeologia e Storia delle Arti 2005
Art. o saggio pubbl. su vol. miscellaneo
0.50
Scienze dell'Educazione 2005
Scienze Giuridiche 2005
Pianificazione Territoriale 2005
Difesa del Suolo 2005
Strutture 2005
Linguistica 2005
0.25
Econom ia e Statistica 2005
Sociologia e Scienza Politica 2005
Meccanica 2005
Ingegneria Chim ica e dei Materiali 2005
Working paper
Filologia 2005
Monografia
Filosofia 2005
Storia 2005
Biologia Cellulare
Art.
2005
o saggio pubbl. in atti di conv.
Manuale didattico
DEIS 2005
Rapporto di ricerca (project report)
Capitolo di libro
0
Scienze Farm aceutiche 2005
Scienze Aziendali 2005
Scienze
Matemdella
aticaTerra
2005 2005
Farm aco-Biologico 2005
Articolo o saggio pubblicato su rivista
-0.25
Fisica 2005
Contributo conv./conf. senza pubbl.atti
-0.50
Chim ica 2005
Ecologia 2005
-0.8
-0.4
0
0.4
Guardando alla dinamica della tipologia delle pubblicazioni per Dipartimento rispetto al
precedente rapporto, si osserva una sostanziale stabilità del profilo evidenziato in
precedenza.
Questa suddivisione abbastanza netta della collocazione delle produzioni scientifiche in 3
macroaree conferma la difficoltà di confrontare la ricerca dei Dipartimenti negli esercizi di
valutazione.
10.4. Uno strumento di benchmarking e di controllo.
Una lettura dettagliata delle mappe fattoriali presentate in questa sezione del rapporto esula
dai nostri obbiettivi, né vuole sostituire l’informazione numerica presentata nelle diverse
tavole riportate nelle precedenti sezioni. Piuttosto, sulla base degli esempi che abbiamo
fornito, si può concludere come gli strumenti di analisi dei dati multidimensionale, che
offrono una vista generale e sistemica dei singoli indicatori e delle loro interrelazioni,
possano costituire un valido ausilio sia nelle realizzazioni di benchmarking per le Facoltà
come per i Dipartimenti, sia per la definizione di strategie gestionali alternative e per il
controllo degli output nell’ottica della qualità e del miglioramento continuo.
112
Considerazioni conclusive
11. Considerazioni conclusive.
La presente relazione vede concludere un decennio di attività di valutazione presso questo
Ateneo (1995-2005) insieme al completamento dei lavori dell’attuale Nucleo.
Essa rappresenta, pertanto, un importante riferimento per fare un bilancio dei risultati
raggiunti sia in termini quantitativi che qualitativi dell’articolato sistema di valutazione che
prevede, con un differenziato livello di approfondimento, lo svolgimento di numerose
attività:
 valutazione dell’attività formative;
 analisi dello stato occupazionale dei dottori di ricerca e dei laureati;
 valutazione della produttività scientifica realizzata dal personale docente e in
formazione (dottorandi e assegnisti) nonché il posizionamento dell’Ateneo calabrese
nel rating di area stabilito dal CIVR (Comitato di Indirizzo per la Valutazione della
Ricerca);
 valutazione delle attività messe in atto per assicurare l’erogazione dei servizi del
Centro Residenziale di Ateneo;
 analisi finanziaria e gestione strategica dell’Ateneo per evidenziare i punti di forza e
di debolezza del sistema universitario nel suo insieme;
 analisi multidimensionale degli indicatori in ottica sistemica al fine di visualizzare le
relazioni intercorrenti tra i diversi indicatori analizzati.
Complessivamente emerge, da un lato, la sensibilità delle strutture didattiche e scientifiche
ad avviare processi di autovalutazione insieme ad una elevata capacità professionale
dell’Amministrazione Centrale nella conduzione di indagini, dall’altro, emerge una
difficoltà diffusa a definire una esplicita azione di assicurazione interna della qualità ed una
esplicita politica di gestione premiale dei risultati raggiunti pur non mancando realtà ove
tale sforzo è stato reso possibile e concreto.
Sull’idea che sia necessario introdurre elementi di valutazione qualitativa nella ripartizione
dei fondi destinati alle Università si è creato, negli ultimi anni, un consenso diffuso al punto
che il modello di ripartizione del F.F.O. (Fondo di Finanziamento Ordinario) nella nuova
formulazione adotta criteri in grado di tradurre in risorse tangibili i risultati della attività
didattica e scientifica. In tale ottica è necessario che l’Ateneo calabrese consolidi percorsi
virtuosi verificando se all’incremento del personale docente e in formazione (dottorandi e
assegnisti) si accompagni un aumento del potenziale di ricerca, quindi, una maggiore
partecipazione del personale medesimo ai Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale nonché
una maggiore capacità degli stessi ad attrarre risorse dalla Comunità Europea e dal mondo
produttivo.
A livello di Ateneo si rende necessario, inoltre, associare alla maggiore attrazione di
finanziamenti esterni anche una maggiore ripartizione delle risorse interne incentivando le
varie forme di internazionalizzazione e di mobilità del personale.
Il potenziamento dei progetti formativi e di ricerca integrati in ambito europeo e
internazionale apre infatti l’Ateneo ad un aumento della produttività dei ricercatori e nel
contempo crea nuovi spazi di occupabilità per i propri laureati e i propri dottori di ricerca.
Tale attività, peraltro, è di estremo interesse anche in vista dell’utilizzo dei dati del Comitato
di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) che, a partire dall’anno 2006, verranno
utilizzati per la valutazione dell’output della ricerca da far valere sul F.F.O..
Ulteriori considerazioni di sintesi non possono, infine, non evidenziare il fatto che il
processo autonomistico delle Università potrà ritenersi concretamente avviato nel momento
113
Considerazioni conclusive
in cui l’Ateneo riesca gradualmente ad aumentare il peso delle entrate proprie sulle entrate
complessive insieme ad una transazione verso sistemi contabili di tipo economicopatrimoniali in grado di verificare l’impiego dei mezzi produttivi in relazione alle risorse
acquisite per l’erogazione dei servizi universitari.
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relazione nucleo di valutazione anno 2005