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Le leggi sulla stampa, ripristinate
da Pio IX d o p o il suo ritorno, nella
primavera del 1850, dall'esilio di
Gaeta, che vmtavano la pubblicazione di giornali senza previa autorizzazione del governo, provocarono in Roma il sorgere e il diffondersi della stampa clandestina. Incš
e sporadico, in un primo momento,
il fenomeno assunse insolita vivacit” agli inizi del 1861, in seguito alla
unificazione politica italiana.
Ultimo baluardo del Potere Temporale. Roma non poteva rimanere indifferente di fronte agli eventi che,
in uno spazio di tempo relativamente breve, avevano portato alla proclamazione dello stato unitario italiano. Ben presto si era formato nella citt” e aveva preso consistenza
un Partito Nazionale Romano, che in
stretta connessione alle direttive poliriche del governo italiano, propugnava la fine del dominio temporale
dei Papi e incitava i Romani a predisporre l'azione per fare di Roma la
Capitale del giovane Regno.
Indubbiamente la
censura
sulla
stampa, imposta da Pio IX, voleva
essere un freno ~*ii~ diffusione =lei
suo stato di idee cosž pericolose:
tanto pi 9 che, nella foga delle passioni, il dibattito sui principi sfociava non di rado, in aperta e conclamata avversione, nella satira feroce,
nel dileggio personale. Tuttavia giornali, opuscoli, proclami, manifesti,
stampati e diffusi clandestinamente
comparvero in Roma con relativa
frequenza per tutto il decennio dal
1861 al 1870. Certo, il fenomeno, non
assunse mai intensit” e proporzioni
allarmanti. Oltre ai rigori della censura, che prevedeva pene severissime per i trasgressori, c'era il problema della scarsit” dei mezzi finanziari. Sottoscrizioni di aderenti
e simpatizzanti del movimento nazionale riuscivano solo in parte a
far fronte alle spese necessarie; da
parte sua, il governo italiano contribuiva saltuariamente con rinvio di
notevoli sussidi, che per¢ venivano
assorbiti, per la m a g g i o r parte, da
esigenze interne del partito o nella
oroanizzazione
delle
clamorose
quanto dispendiose manifestazioni
di dissenso contro il Papato Temporale.
Ma pi 9 di ogni altra circostanza, si
rivelarono pregiudizievoli ad una
m a g g i o r e e pi 9 incisiva diffusione
della stampa patriottica romana, le
furibonda discordie che dividevano
l'ala moderata dei nazionalisti romani, dalla componente democratica di =spirazione mazzin=ana e garibaldina. E' abbastanza significativo,
in proposito, che nel 1865 i gruppi
moderati, travestiti da gendarmi pontifici, sequestrarono ripetutamente le
stamperie dei d e m o c r a t i c i del Par-
tifo d'Azione, Quali erano dunque i
motivi delle discordie tra i patrioti
romani? In linea di massima esse
riproducevano, su scala ridotta, il
contrasto tra le due anime che avevano animato il Risorgimento italiano - - quella monarchica moderata
e quella mazziniana d e m o c r a t i c a m
che, ind=rizzate dal genio politico
del Cavour, avevano portato a risultati prodigiosi. Nella particolare
circostanza romana, quel contrasto
appariva principalmente centrato sui
tempi e sui metodi della lotta contro il Potere Temporale.
Scrive in proposito il Lati che ,, r u n o
(il Comitato democratico) mirava con
mezzi forse inadeguati allo scioglimento prematuro della questione politica: raltro (il Comitato moderato)
indugiava troppo, tanto da non riuscire a risolvere n~ la questione politica nš la questione filosofica. L'uno voleva correre forse troppo rapido, mentre r a l t r o era soverchiamente prudente 87
Rilevato sinteticamente il quadro politico generale in cui si trov¢ ad operare la stampa nazionalista romana,
pass=amo senz'altro ad una ricognizione sommaria dei giornali clandestini romani, prima di prendere in
considerazione alcuni temi contenutistici. Agli inizi del 1861, gli esiliati politici romani si fecero promotori del giornale ,, L'Eco del Tevere 87di cui sono stati reperiti soltanto due numeri, tra le carte politiche riservate dell'Archivio di Stato.
A lato della testata il foglio speciricava: ,, Quantunque la pubblicazione sia provv=soriamente in Terni, la redazione ne ~ in R o m a 8 7
Quasi nello stesso periodo iniziava
le pubblicazioni il moderato ,, Italia
e Roma 87 certamente il migliore dei
giornali clandestini romani per impegno e preparazione. Nel sottotitolo si leggeva: y Periodico che tratta solo della questione romana e sua
discussione 87 Diretto da Giuseppe
Checchetelli, sm=se le pubblicazioni
dopo la fuga di questi a Torino,
avvenuta il 4 settembre 1862. Dal
giugno del 1863, i moderati romani
diffusero - Cronaca Romana 87 fino
al settembre del 1864. Quasi contemporaneamente essi stampavano
il . Don Pirlone R e d i v i v o . foglio in
litografia che riproduceva da un lato
grandi vignette caricaturali e sul retro brevi articoli satirici, accesamente anticlericali. Erede di y Cronaca
R o m a n a . di cui ricalcava temi e
programmi, y Roma dei Romani 87
stampato e diffuso gratuitamente, fu
r u l t i m a testata edita dai moderati
romani, e cess¢ le pubblicazioni il
10 giugno 1867, n e l r i m m i n e n z a di
Mentana. Organizzati nel C o m i t a t o
Nazionale Romano, che raccoglieva
la grande m a g g i o r a n z a del liberali-
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