Il tema dei rifiuti è sicuramente uno degli argomenti che maggiormente occupano la nostra vita
quotidiana. Tutti noi abitanti della terra dobbiamo condividere l’impegno per una corretta
educazione ambientale e in particolare per la gestione e il riciclaggio dei rifiuti. Lo scopo di
questa nostra relazione, che riguarda un tema così delicato, un problema dei nostri giorni, è
imparare a tutelare la Terra, per una speciale convivenza tra ambiente e uomo.
1
1.
2.
3.
4.
DI CHE COSA SI OCCUPA L’ECOLOGIA?
FLUSSO DI ENERGIA NEGLI ECOSISTEMI
CATENA ALIMENTARE E RETE ALIMENTARE
PIRAMIDE ALIMENTARE
DI CHE COSA SI OCCUPA L’ECOLOGIA?
L’ecologia è la scienza che studia i rapporti che gli
organismi viventi stabiliscono tra di loro e con l’ambiente
che li circonda.
Un ecosistema è l’insieme formato da un
certo ambiente fisico e dalle forme di vita che
in esso coabitano.
Le caratteristiche fisiche e chimiche
dell’ambiente sono chiamate fattori abiotici,
che riguardano il mondo non vivente come ad
esempio:
il clima, dal quale dipendono
temperatura media e piovosità;
l'esposizione alla luce del sole;
il tipo di suolo;
la disponibilità di acqua e di sali
minerali.
Altre caratteristiche della comunità vivente
sono chiamate fattori biotici, che riguardano
la varietà e la qualità degli organismi e il
modo in cui interagiscono.
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FLUSSO DI ENERGIA NEGLI ECOSISTEMI
L’energia necessaria per consentire lo svolgersi di tutte le
funzioni vitali degli organismi proviene dal sole. Le
piante, grazie alla clorofilla presente nelle foglie,
riescono a catturarla tramite la fotosintesi e a convertirla
in energia chimica accumulata in varie sostanze
organiche indispensabili per la loro crescita. Grazie a
questa trasformazione operata dai “vegetali-produttori”,
l'energia solare incorporata in materia organica può
essere trasferita sotto forma di alimenti agli “animaliconsumatori”. Si stabilisce un flusso di energia che
attraversa un intero ecosistema. Quindi, gli scambi
alimentari possono considerarsi scambi di energia.
Il flusso di energia in un ecosistema si compie attraverso una serie di scambi alimentari tra:
organismi produttori
organismi consumatori
organismi decompositori
Tutti gli esseri viventi devono nutrirsi perché dal cibo ricavano l'energia necessaria per vivere. Le
piante sono i soli esseri viventi in grado di produrre il nutrimento per se stessi, perciò sono chiamati
produttori. Gli animali sono consumatori e si nutrono consumando del cibo: alcuni consumano
direttamente i vegetali (erbivori), altri mangiano altri animali (carnivori).
CATENA ALIMENTARE E RETE ALIMENTARE.
Gli organismi di un ecosistema possono essere, quindi, raggruppati in due grandi categorie
PRODUTTORI e CONSUMATORI, tra i quali esistono rapporti di tipo alimentare.
3
Un
LA RETE ALIMENTARE
Una rete alimentare è formata da tante catene alimentari
che si intrecciano l'una con l'altra. Se un animale della
rete alimentare scompare, ci può essere pericolo per
tutti gli altri, perché potrebbero morire di fame o
riprodursi enormemente, in quanto non più mangiati dai
consumatori terziari.
Nel nostro territorio la rete alimentare sta subendo delle trasformazioni:
Nei nostri boschi un tempo c'erano molte lepri e meno volpi, oggi invece ci sono molte volpi e
pochissime lepri; qualche anello della catena alimentare si è spezzato...
Sotto le grondaie una volta c'erano molti nidi di rondini e di balestrucci; oggi ce ne sono molti di
meno, ma sono aumentate le taccole: saranno state loro a contribuire alla riduzione delle rondini?
Comunque la causa maggiore della riduzione delle rondini è l'inquinamento: oggi nei campi si
danno troppi veleni alle coltivazioni. Non si vedono più i campi di grano con in mezzo papaveri e
fiordalisi! Gli agricoltori, con i diserbanti li hanno fatti sparire e con essi stanno scomparendo anche
gli uccelli!
Rete alimentare in un ambiente campestre non troppo disturbato dalla presenza umana.
Al suo vertice si trova la volpe.
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Le piramide ecologica
La struttura di un ecosistema può essere rappresentata schematicamente sotto forma di una piramide
alla base della quale si trovano i produttori e nei gradini successivi i consumatori.
In ogni passaggio da un livello all'altro, una parte della materia viene eliminata come scoria e una
parte dell'energia viene trasformata in calore e non può essere utilizzata dagli organismi. Di
conseguenza la biomassa (quantità in peso di animali e vegetali) diminuisce mano a mano che dal
basso si sale verso l'alto. In questo modo si mantiene l'ambiente in equilibrio biologico fra gli esseri
viventi. Se rappresentiamo graficamente la biomassa dei vari ambienti otteniamo la piramide
ecologica. Ha una base larga, costituita dalla grande quantità dei produttori, e un numero di
consumatori minore. La piramide ecologica non tiene conto dei decompositori, in quanto sono
piccolissimi e sia per la velocità con sui si riproducono, è impossibile contarli.
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IN SINTESI
L'ECOLOGIA
studia gli
ECOSISTEMI
ciascuno dei quali è un
INSIEME
formato da
un
AMBIENTE
FISICO
e da un
HABITAT
Forma
te da
FATTORI
BIOTICI
che riguardano le
CATENE
ALIMENTARI
attraverso le quali
avviene il
FATTORI
ABIOTICI
che riguardano le sue
CARATTERISTIC
HE DEGLI
ORGANISMI
e le loro
FLUSSO DI
ENERGIA E DI
ALIMENTI
necessari alla
CARATTERISTICHE
FISICHE E
CHIMICHE
RELAZIONI
VITA DEI SINGOLI
INDIVIDUI
contraddistinto da
1.
2.
3.
4.
5.
una
COMUNITA'
VIVENTE
contraddistinta da
POPOLAZIONI DI
ORGANISMI
collegati tra loro da
cicli della materia organica e inorganica
ciclo dell’azoto
ciclo dell’ossigeno
ciclo dell’anidride carbonica
ciclo dell’acqua
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I CICLI DELLA MATERIA ORGANICA E
INORGANICA
I cicli della materia rappresentano il percorso
seguito in natura da ogni singola sostanza
essenziale alla vita. Essi coinvolgono sia le
componenti non viventi della biosfera come
l’atmosfera, la litosfera e l’idrosfera, sia quelle
viventi garantendo quindi un continuo passaggio
dei nutrienti dal mondo abiotico a quello biotico e
viceversa. Per questo motivo i cicli della materia
vengono anche chiamati “cicli biogeochimici” dove
il prefisso “bio” si riferisce proprio agli organismi
viventi che ad essi partecipano, e quello “geo” alle
rocce, all’aria e all’acqua del nostro pianeta.
Il ciclo dell'azoto è un ciclo biogeochimico con il quale l'azoto si muove principalmente tra
l'atmosfera, il terreno e gli esseri viventi. L'importanza del ciclo per gli organismi viventi è dovuta
alla loro necessità di assimilare azoto per la formazione di composti organici vitali, quali le proteine
e gli acidi nucleici, ma, ad eccezione di particolari batteri, l'azoto atmosferico non può essere
direttamente assorbito dagli organismi. Le piante, però, possono assimilare l'azoto tramite
l'assorbimento di alcuni composti azotati e sali che, disciolti nell'acqua, giungono fino alle radici.
L'azoto viene quindi trasferito agli organismi eterotrofi, come gli animali, mediante la catena
alimentare. La decomposizione dei resti organici restituisce al terreno l'elemento, che può ritornare
nell'atmosfera grazie all'azione di alcuni batteri specializzati.
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IL CICLO DELL'OSSIGENO
Il ciclo dell'ossigeno consiste nel processo di
continua trasformazione dell'ossigeno in
anidride carbonica e dell'anidride carbonica in
ossigeno. L'ossigeno è l'elemento più diffuso in
natura: è presente sia libero nell'atmosfera che
combinato nell'acqua, nella maggior parte dei
sali e in molti composti organici. Esso viene
consumato
continuamente
attraverso
la
respirazione animale e vegetale e attraverso le
combustioni che avvengono sulla terra, come le
eruzioni vulcaniche, i processi industriali, gli
incendi, le ciminiere. Attraverso il processo di
fotosintesi clorofilliana, per il quale le piante
trasformano l'anidride carbonica in ossigeno,
esso viene costantemente prodotto e restituito
all'atmosfera, dove ricomincia il suo ciclo.
Ciclo dell’anidride carbonica
L’anidride carbonica - CO2 - é la principale causa dell'effetto serra, ma è anche indispensabile per
la sopravvivenza della vita sulla Terra. Se non ci fosse anidride carbonica nell'atmosfera, la
temperatura media della Terra sarebbe di qualche decina di gradi sotto lo zero e renderebbe di fatto
impossibile l'evolversi di qualunque forma di vita. D'altro canto un eccesso di CO2 provocherebbe
un aumento della temperatura media con conseguenze negative per la biologia terrestre che non
sarebbe in grado di rispondere
rapidamente a questi cambiamenti perché "progettata" per
variazioni lente .
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CICLO DELL’ACQUA
Il ciclo dell'acqua consiste nella circolazione dell'acqua all'interno dell'idrosfera terrestre,
includendo i cambiamenti di stato fisico dell'acqua tra la fase liquida, gassosa e solida.
COME ERANO I RIFIUTI NEL PASSATO?
All’inizio della sua vita sulla Terra, l’uomo non aveva problemi con i rifiuti: essenzialmente
cacciatore, si cibava di animali senza produrre nulla ed era nomade. Agli albori della civiltà, l'uomo
preistorico abbandonava nelle grotte - rifugio temporaneo o abitazione - i residui ossei dei pasti
uniti ai resti della combustione. Più tardi, negli insediamenti protostorici dell'età del Bronzo e
dell'età del Ferro caratterizzati da forme più articolate di vita associativa, i rifiuti venivano gettati
negli anfratti naturali o più frequentemente riutilizzati nella stesura o nel rifacimento di piani d'uso
delle aree scoperte, interne ai grandi aggregati abitativi. Una volta divenuto sedentario e
agricoltore, però, il problema cominciò a porsi: l’attività di coltivare i campi, cominciata nel
Neolitico, prevedeva una presenza fissa in un luogo. Inevitabile, dunque, l’accumulo di rifiuti e
scarti.
Col passare degli anni, i rifiuti divennero qualcosa da allontanare dalle città, scaricandoli (e
dimenticandoli) il più lontano possibile. Al tempo dei nostri nonni si producevano pochi rifiuti ed
erano soprattutto organici o costituiti da ferro, carta e vetro; i cibi di scarto erano pochi e venivano
riutilizzati come pasto per gli animali domestici. La carta veniva utilizzata per accendere il fuoco, le
bottiglie di vetro venivano usate come contenitori per altri alimenti; il ferro veniva raccolto e rifuso;
gli abiti dopo essere stati rattoppati o "ripassati" ai più piccoli, quando erano logori venivano
raccolti e barattati con altra merce (questa poteva essere considerata una prima forma di raccolta
differenziata e di riciclaggio). La spazzatura veniva raccolta solo nei secchi in casa, poi passava lo
"scopino" che la portava via con il suo carrettino.
-Non esistevano i contenitori di plastica, polistirolo, lattine…
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L’Emilia Romagna: pioniere ambientale
E’ solo negli ultimi anni che in tutto il mondo si è diffusa una coscienza “ecologista”, che ha
iniziato a occuparsi della difesa dell’ambiente. Le filiere produttive sono cambiate e il tema dello
smaltimento dei rifiuti è ora sotto gli occhi di tutti.
Un’intuizione che in Italia ha avuto un importante pioniere: l’Emilia Romagna. Qui, già
dagli anni ’70, le allora aziende municipalizzate hanno cominciato a raccogliere in modo
differenziato i rifiuti, anticipando le norme della Comunità Europea
Che cos'è il rifiuto?
Un rifiuto per legge è qualsiasi sostanza od
oggetto di cui il proprietario si liberi
spontaneamente o obbligatoriamente; nella
vita quotidiana, quando decidiamo che un
oggetto non ci serve più lo gettiamo nella
spazzatura, trasformandolo in rifiuto.
L'Unione Europea definisce i rifiuti
"qualsiasi sostanza ad oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o
l'obbligo di disfarsi".
Esistono diverse tipologie di rifiuti che a seconda delle loro caratteristiche devono essere raccolti e
smaltiti in maniera differente:
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Sono Rifiuti Urbani:
·
I rifiuti domestici anche ingombranti;
·
I rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
·
I rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche;
·
I rifiuti vegetali provenienti dalle aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali.
Sono Rifiuti Speciali:
·
I rifiuti da lavorazioni industriali;
·
I rifiuti da attività commerciali;
·
I rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla
potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque, dalla depurazione delle acque reflue e da
abbattimento di fumi;
·
I rifiuti derivanti da attività sanitarie;
·
I macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
·
I veicoli a motore, i rimorchi e simili fuori uso e loro parti.
I Rifiuti Urbani Pericolosi sono costituiti da tutta quella serie di rifiuti che, pur avendo un'origine
civile contengono al loro interno un'elevata dose di sostanze pericolose e che quindi devono essere
gestiti diversamente dal flusso dei rifiuti urbani normali. Vi si riconoscono:
·
Le pile;
·
I medicinali scaduti;
·
I frigoriferi;
·
Le batterie.
Sono Rifiuti Speciali Pericolosi:
I Rifiuti Speciali Pericolosi sono quei rifiuti che contengono al loro interno una elevata
concentrazione di sostanze inquinanti, devono quindi essere sottoposti ad un trattamento che ne
riduca drasticamente la pericolosità. Sono tali rifiuti:
·
Derivanti da industria chimica, metallurgica, fotografica, conciaria e tessile;
·
Derivanti da raffinazione del petrolio;
·
Provenienti da ospedali, case di cura e affini;
·
Oli esauriti e solventi;
·
Derivanti da raffinazione del petrolio.
11
INDICE:
1. Il porta a porta a Poviglio , la raccolta differenziata e il
compost.
2. classificazione dei rifiuti
3. Riciclaggio, riuso e riduzione
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1. RACCOLTA DIFFERENZIATA: IL PORTA A PORTA
La raccolta differenziata è il primo strumento per un futuro sostenibile, ma non è una cosa semplice
da gestire, infatti capita che i prodotti che acquistiamo non siano sempre dotati delle indicazioni
necessarie per gettarli in modo corretto. Grazie al progetto della S.A.BA.R della raccolta
differenziata dei rifiuti Porta a porta, iniziato nel comune di Poviglio da luglio 2012, il nostro paese
è diventato sempre più “differenziato”, perché molti conoscono la raccolta differenziata e, il
domiciliare nel nostro comune è un passo ulteriore: ogni cittadino già in casa divide i rifiuti in
differenti categorie e dunque in differenti contenitori. Dopo un periodo di sperimentazione, grazie
al Porta a porta si sono raggiunti risultati straordinari, ben oltre le aspettative. Nonostante il quadro
positivo, rimangono ancora alcuni problemi legati ai comportamenti non consoni di cittadini che
non seguono correttamente la differenziazione dei rifiuti, annullando anche gli sforzi di coloro che
si dimostrano interessati all’iniziativa. Per facilitare le operazione della raccolta differenziata e per
un paese sempre più organizzato in campo di smaltimento e riciclaggio, la S.A.BA.R e il comune di
Poviglio istituiscono assemblee pubbliche e corpose campagne informative per il completo
successo.
La S.A.BA.R raccoglie rifiuti a Poviglio tre volte a settimana, evitando così l’accumulare di rifiuti e
alcune tipologie di rifiuto vengono raccolte direttamente nell’abitazione. Il cittadino deve esporre i
rifiuti nei pressi dell’abitazione o del condominio nei giorni o negli orari prestabiliti. La S.A.BA.R
si occupa di ritirare il secco e l’organico. Vi presentiamo il modo corretto di differenziare questi due
tipi di rifiuti:
Organico: i rifiuti organici sono tutte le sostanze di natura vegetale e animale, quindi gli avanzi
alimentari e gli scarti del giardino e dell’orto.
.
- scarti di frutta e verdura
- fondi di caffè e filtri di tè
- gusci di uovo
- fiori recisi e piante domestiche
- tovagliolini, salviette, fazzoletti di carta
- ceneri di legna spente e tappi di sughero
- piccole quantità d’erba, foglie e potature
- scatoloni della pizza molto
- scatoloni della pizza molto sporchi




- vetro
- metalli
- plastica
- pile
- farmaci
- tessuti colorati
- oli
- vernici
- detersivi
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Secco: i rifiuti domestici generici, cioè quelli che non rientrano attualmente nelle tipologie a
raccolta differenziata, per ragioni igieniche devono essere raccolti dentro sacchetti di plastica.
- collant
- spugne, piatti e tazze rotte in ceramica
- posateria in plastica usa e getta
- lampadine ad incandescenza
- penne, pennarelli, giochi e oggetti in plastica
- sacchi per aspirapolvere, oggetti e tubi in gomma
- spazzolini, rasoi in plastica
-pannolini
- materiali ingombranti (elettrodomestici, mobili,
materassi ecc. )
- legno
- metalli
- imballaggi puliti
- rottami
- pneumatici
- scarpe e vestiti
Dove mettere gli altri rifiuti? La S.A.BA.R ha lasciato a disposizione per i cittadini di Poviglio i
cassonetti della carta, della plastica e del vetro, per garantire la corretta divisione dei rifiuti e lo
smaltimento.
Ecco come differenziare:
collant, spugne, piatti e tazze rotte in ceramica
posateria in plastica usa e getta, lampadine ad
Plastica: differenziare la plastica dagli altri rifiuti è molto importante perché oltre alla possibilità di
ottenere con il riciclaggio materiali con caratteristiche identiche a quelle iniziali, si presta anche al
riciclaggio energetico, infatti è il materiale a più alto potere calorifico.
- bottiglie in plastica
- contenitori di detersivi
- flaconi di cosmetici e detergenti liquidi
- imballaggi in plastica per alimenti (lavati e puliti)
- confezioni e contenitori di alimenti in plastica o polistirolo per uova,
alimenti e oggetti vari
- involucri, film e pellicole
- sacchi per il confezionamento di abiti, borse e sacchetti per la spesa
- vasi per vivaisti e cassette
- imballaggi in polistirolo
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- Bicchieri
- piatti
- sacchetti
- giocattoli
- tubetti di dentifricio
- grucce appendiabiti
- tubi
- cellophane
- posate di plastica usa e getta
- scarpe, ciabatte e stivali
Carta: riciclare la carta non significa solo risparmiare alberi. Il processo di riciclaggio consente
anche di risparmiare energia elettrica e acqua rispetto alla trasformazione della cellulosa vergine.
Inoltre riciclare carta, cartone permette di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra.
- giornali e riviste
- vecchi quaderni
- opuscoli
- sacchetti di carta
- fotocopie e moduli
- scatole e scatoloni in cartone
- libri
- cartoni per pizza non sporchi
- cartoni per imballaggio
- scatole per alimenti
- contenitori per bevande in brik
Nei comuni S.A.BA.R i contenitori in brik Tetra Pak vanno raccolti insieme alla carta e il cartone.
Un semplice gesto consente il loro recupero e riciclo e ognuno fa la sua parte: i cittadini separano
questi materiali dal resto dei rifiuti e li gettano con carta e cartone, S.A.BA.R provvede alla
raccolta differenziata e ne garantisce l’avvio al riciclo. La carta usata per realizzare i cartoni per
bevande è di ottima qualità, con fibra molto lunga, omogenea e prodotta con cellulosa vergine.
Questi contenitori per bevande sono riciclabili e permettono di recuperare valore da un imballaggio
anche dopo il suo utilizzo.
- polistirolo
- imballaggi accoppiati con altri materiali
- carta con residui di colla o altre sostanze
- carta chimica dei fax
- carta copiativa
- piatti e bicchieri di carta
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Vetro: riciclare il vetro significa ottenere un doppio risparmio, di risorse e di energia. Di
risorse perché consente di limitare l’estrazione delle materie prime necessarie alla produzione
del vetro. Di energia perché la fusione dei cocci riciclati richiede temperature più basse rispetto
a quelle necessarie per produrre vetro con le materie prime.
- bottiglie in vetro
- vasetti e contenitori in vetro
- lattine e barattoli in alluminio
- contenitori in banda stagnola per alimenti e prodotti di igiene personale
- tappi ,coperchi metallici
- carta stagnola e vaschette in alluminio pulite
- lampadine o neon
- ceramica
- terracotta e porcellana (piatti rotti, ecc…)
- specchi
- tazzine da caffè
Vi suggeriamo alcuni consigli per migliorare la vostra raccolta differenziata.
- Per la raccolta dei rifiuti organici non devono essere utilizzati sacchetti di plastica
- Esporre i sacchi nel giorno e nell’orario prestabilito
- Nei giorni di raccolta esporre i sacchi e i contenitori su suolo pubblico avendo cura di non
intralciare il passaggio
- Per garantire l’ordine urbano del vostro quartiere, riposizionate il contenitore, dopo la
vuotatura, all’interno della vostra proprietà.
IL COMPOSTAGGIO
Il materiale organico raccolto viene recuperato e riciclato come ottimo compost, cioè terriccio
fertilizzante da impiegare in orticoltura, giardinaggio e anche in agricoltura.
Il processo di compostaggio è molto semplice ed è molto utile. È possibile avere il compost anche
nel giardino, basta una semplice compostiera e qualche scarto di cibo. La compostiera si può
acquistare nei negozi di giardinaggio ma si può anche realizzare manualmente garantendo
comunque un ottimo risultato. Si procede prendendo una cassetta di legno aperta sia sul fondo che
sopra. Sulla base basta mettere dei rametti spezzati, scarti dell’umido, foglie secche, potature e
segatura e lasciare che il tutto si accumuli.
Il compost, una volta ottenuto, è un ottimo modo per smaltire i rifiuti umidi.
Ecco uno schema che riassume il ciclo del compostaggio.
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Scarti di ortaggi
Scarti di ortaggi
Nuove
piante
Scarti accumulati
nella compostiera
Compost
In un mondo che produce sempre più rifiuti, non sappiamo
più come fare a sbarazzarcene: eppure la Terra ha
provveduto, per miliardi di anni, a smaltire "da sola" i
rifiuti prodotti, senza arrecare alcun danno all'ambiente. Ma
fino a che ciò non sarà possibile, dobbiamo abituarci a
valorizzare, anziché gettare, i rifiuti che produciamo.
Il riciclaggio, nato negli anni 50 per smaltire i
rifiuti e per ridurre i consumi energetici, è il
processo di trasformazione dei rifiuti in materiali
riutilizzabili, previene lo spreco di materiali utili e
riduce il consumo di materie prime.
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NON SONO RICICLABILI:
Per riflettere …
Per salvaguardare l’ ambiente è importante ridurre gli sprechi, acquistare solo il necessario e usare sempre
meno borse di plastica, carta da imballaggio ….
Bisogna pensare che le materie prime non dureranno per sempre!
RIDURRE, ABBASSARE, RICICLARE E CAMMINARE:
QUESTI, I COMPORTAMENTI DA OSSERVARE PER CONTRIBUIRE
A RIDURRE LE EMISSIONI INQUINANTI E I CONSUMI ENERGETICI.
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Qui incomincia il viaggio dei rifiuti...
INDICE:
1) smaltimento rifiuti
2) la discarica
TRATTAMENTO E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
Una volta gettati nel cestino, cassonetto, ecc.., i rifiuti possono avere varie destinazioni:
o La discarica
o L'inceneritore
o Centri di raccolta differenziata dei rifiuti
I rifiuti prodotti annualmente in tutto il mondo sono circa 4 miliardi di tonnellate.
Il 70% dei rifiuti urbani è ancora conferito in discarica, l’11% prende la strada del
recupero energetico, il 19% viene riciclato o gestito con trattamento meccanico o
biologico.
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Il trattamento dei rifiuti consiste nell'insieme di tecniche volte ad assicurare che i rifiuti,
qualunque sia la loro sorte, abbiano il minimo impatto sull'ambiente. Le pratiche di trattamento
dei rifiuti sono diverse tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, tra città e campagna e a
seconda che i produttori siano residenziali, industriali o commerciali
LA DISCARICA CONTROLLATA
La discarica è una grande area in cui i rifiuti vengono raccolti in grandi buche oppure ammassati a
formare delle collinette. Quando le discariche sono piene vengono ricoperte di terra. La discarica
può provocare l'inquinamento dei fiumi,
delle sorgenti e dei mari. Inoltre può
essere dannosa all'uomo e agli animali:
infatti alcuni animali, come topi, gatti,
gabbiani mangiano spesso rifiuti ricchi
di microrganismi (batteri) che possono
causare malattie.
L’Unione europea prevede severe prescrizioni tecniche per le discariche, al fine di prevenire e
ridurre, per quanto possibile, le ripercussioni negative sull’ambiente, in particolare sulle acque
superficiali e freatiche, sul suolo, sull’atmosfera e sulla salute umana.
21
Indice:
1.
2.
3.
4.
come funziona un inceneritore
tecnologie di inceneritori
abbattimento delle polveri
effetti dannosi degli inceneritori
1. Come funziona
Gli inceneritori sono impianti principalmente utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti mediante un
processo di combustione ad alta temperatura (incenerimento) che dà come prodotti finali ceneri e
polveri. Negli impianti più moderni, il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene
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recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica o
come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento). Questi impianti con tecnologie per il
recupero vengono indicati col nome di inceneritori con recupero energetico, o più
comunemente termovalorizzatori.
2. Tecnologie di inceneritore
Gli inceneritori più diffusi in Europa sono del tipo "a griglie". Trattandosi sostanzialmente di
impianti che sfruttano il calore sviluppato dalla combustione, non è importante solo il tonnellaggio
di combustibile (i rifiuti), ma anche il suo potere calorifico, ovvero il calore sviluppato durante la
combustione (in genere pari a circa 9000-13000 MJ/t).
Il funzionamento di un "termovalorizzatore" a griglie può essere suddiviso in sei fasi fondamentali:
Arrivo dei rifiuti — Provenienti dagli impianti di selezione dislocati sul territorio (ma anche
direttamente dalla raccolta del rifiuto), i rifiuti sono conservati in un'area dell'impianto
dotato di sistema di aspirazione, per evitare il disperdersi di cattivi odori. Con
un carroponte i materiali sono depositati nel forno attraverso una tramoggia.
Combustione —Una corrente d'aria forzata viene inserita nel forno per apportare la
necessaria quantità di ossigeno che permetta la migliore combustione, mantenendo alta
la temperatura. Accanto a una camera di combustione primaria viene associata una camera
di combustione secondaria (camera di post-combustione), con lo scopo di completare la
combustione dei fumi nel miglior rispetto della normativa vigente.
Produzione del vapore surriscaldato.
Produzione di energia elettrica — Il vapore generato mette in movimento una turbina che
trasforma l'energia termica in energia elettrica.
Estrazione delle ceneri — Le componenti dei rifiuti non combustibili vengono raccolte in
una vasca piena d'acqua posta a valle dell'ultima griglia. Le scorie, raffreddate in questo
modo, sono quindi estratte e smaltite in discariche speciali. Le ceneri sono classificate come
rifiuti speciali non pericolosi, mentre le polveri fini (circa il 4% del peso del rifiuto in
ingresso) intercettate dai sistemi di filtrazione sono classificate come rifiuti speciali
pericolosi. Entrambe sono smaltite in discariche per rifiuti speciali.
Trattamento dei fumi — Dopo la combustione i fumi caldi passano in un sistema multistadio di filtraggio, per l'abbattimento del contenuto di agenti inquinanti sia chimici che
solidi. Dopo il trattamento e il raffreddamento i fumi vengono rilasciati in atmosfera a circa
140 °C
- Inceneritore a griglie
Questi inceneritori possiedono un grosso focolare, con
griglie metalliche normalmente a gradini formate da
barre o rulli paralleli. La griglia può essere mobile o fissa
e in diverse zone vengono raggiunte differenti
temperature
-Inceneritore a letto fluido
La combustione a letto fluido è ottenuta inviando dal
basso un forte getto di aria attraverso un letto di sabbia.
Il letto quindi si solleva, mentre le particelle si
mescolano e sono sotto continua agitazione. A questo
punto vengono introdotti i rifiuti e il combustibile.
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-Inceneritore a forno rotativo
Gli impianti a forno rotativo hanno utilizzo nell'ambito dello
smaltimento dei rifiuti industriali e speciali, ma possono anche
essere utilizzati per i RSU. Si hanno due camere di combustione:
la camera di combustione primaria consiste in un tubo cilindrico
costruito in materiale refrattario e inclinato di 5-15°, il cui
movimento attorno al proprio asse di rotazione viene trasmesso ai
rifiuti.
-Inceneritore a focolare multi-step
Il nome di questa tecnologia è legato al passaggio su più focolari
del materiale da trattare. I rifiuti vengono trasportati attraverso la
fornace muovendo una dentatura meccanica che fa parte di
braccia agitanti montate su un asse centrale rotante che si estende
a una certa altezza dal focolare. I rifiuti in entrata vengono caricati da una estremità, mentre i
residui della combustione vengono asportati dall'altra estremità.
3. Abbattimento delle polveri
Come tutti sappiamo gli inceneritori sono molto utili per lo smaltimento dei rifiuti. Il problema però
è che gli inceneritori bruciando i rifiuti rilasciano nell’aria delle polveri dannose per noi, per
l’ambiente e per tutte le cose che ci circondano. La pericolosità delle polveri prodotte da un
inceneritore è estremamente elevata. Questo è confermato dai limiti particolarmente severi imposti
dalla normativa per i fumi.
4 Effetti dannosi degli inceneritori
Agente
Effetto cancerogeno
Arsenico
Berillio
Cadmio
Cromo
Nickel
Mercurio
Piombo
Benzene
Idrocarburi policiclici
Cloroformio
Clorofenoli
Tricloroetilene
TCDD
pelle, polmone, fegato, vescica, rene, colon
polmone
polmone, prostata
polmone
polmone
polmone, pancreas, colon, prostata, encefalo, rene
polmone, vescica, rene, gastroenterica
leucemia
fegato, polmone, leucemia
vescica, rene, encefalo, linfoma
sarcomi tessuti molli, linfomi Hodgkin e non Hodgkin
fegato, linfomi non Hodgkin
linfomi non Hodgkin, sarcomi
Quanto immettiamo nell’inceneritore e quanto ne esce:
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Il mondo può essere salvato
solo se ognuno di noi si impegna
a ridurre il proprio impatto sull’ambiente.
ALTERNATIVA AI CASSONETTI
Per motivi ambientali, igienici e per “decorare le strade” c'è la tendenza da parte delle
organizzazioni più sensibili verso le tematiche ambientali all’eliminazione dei cassonetti stradali,
procedendo alla raccolta dei rifiuti porta a porta. In questo caso è fondamentale costruire delle
piattaforme o delle isole ecologiche, dove le persone possono portare i rifiuti.
Un'isola ecologica è un'area attrezzata per la raccolta differenziata di rifiuti che non possono
essere smaltiti attraverso la raccolta differenziata porta a porta. La sua funzione è
importantissima perché aiuta a non costruire numerose discariche e a prevenire l'inquinamento
di sostanze molto dannose.
In ogni isola ecologica è possibile collocare gratis molti rifiuti che non servono o che non si
utilizzano più, ad esempio :
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Elettrodomestici (lavatrici, cucine, frigoriferi, lavastoviglie, congelatori, computer, televisori ecc..)
Oggetti sanitari:(lavabi, WC, vasche da bagno) e detriti risultanti da piccole ristrutturazioni domestiche
Materiali di legno che non servono: mobili, scrivanie, tavoli, credenze, librerie, tavolini, letti, comò, comodini,
armadi ecc….
Ingombranti misti: poltrone, divani, soprammobili.
Ingombranti metallici: letti, reti da letto, scaffali, schedari, ecc.
Batterie al piombo, batterie esauste di auto, moto e camion ecc……
Lampadine e oggetti luminosi : tubi al neon, lampade alogene, lampade fluorescenti, a basso consumo ecc…
Vernici e solventi: pitture, vernici, sigillanti, sverniciatori, collanti, lucidanti, ecc.
Prodotti chimici che si utilizzano in casa: detersivi, bombolette spray, insetticidi, disinfettanti, prodotti per lucidare,
concimi chimici, acidi ecc..
Alcuni olii: olio da cucina, olio da motore ecc…
Sviluppo Sostenibile!
Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo economico in grado di soddisfare i bisogni delle
generazioni presenti senza compromettere le possibilità per le generazioni future di soddisfare i
propri bisogni.
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Il termine sviluppo sostenibile diventa popolare nel 1987 con la pubblicazione del Rapporto
Brundtland (noto anche come Our Common Future).
Lo sviluppo sostenibile consiste in uno sviluppo economico compatibile con l'equità sociale e con
l'ecosistema ambientale. Al centro dell'attenzione non è la tutela ambientale come valore a sé, bensì
la tutela del diritto delle generazioni future di godere dell'ambiente e delle risorse naturali al pari
delle generazioni correnti. Dunque si basa su tre aspetti:
sviluppo economico
equità
ambiente
Nascita del concetto
Nel 1973 un grave avvenimento scosse l’economia mondiale: la crisi petrolifera. Infatti, a seguito
della guerra fra Israele e Paesi arabi, questi ultimi decisero di diminuire le esportazioni di petrolio
verso l’Occidente e di aumentarne il prezzo per fare pressioni sugli Stati Uniti e l’Europa in favore
della causa palestinese. Diversi Paesi del mondo si trovarono ad affrontare una grave crisi
finanziaria; infatti come conseguenza dell’aumento del costo del petrolio aumentarono i costi
dell’energia e quindi l’inflazione. La crisi petrolifera rappresentò per l’Occidente un’occasione di
riflessione sull’uso delle fonti rinnovabili che vennero per la prima volta prese in considerazione in
alternativa ai combustibili fossili come il petrolio. La crisi, dunque, portò i paesi occidentali a
interrogarsi per la prima volta riguardo ai fondamenti della civiltà industriale e riguardo alla
problematicità del suo rapporto con le risorse limitate del pianeta.
Cosa si intende per cultura della sostenibilità?
«Una cultura basata su una prospettiva di sviluppo durevole di cui possano beneficiare tutte le
popolazioni del pianeta, presenti e future, e in cui le tutele di natura sociale, quali la lotta alla
povertà, i diritti umani, la salute vanno ad integrarsi con le esigenze di conservazione delle risorse
naturali e degli ecosistemi trovando sostegno reciproco.»
Un’equa distribuzione delle risorse:
preferiamo il bene comune alla miseria di molti
e al lusso di pochi.
S.A.BA.R. spa nasce per volontà di 8 comuni della bassa reggiana (Boretto, Brescello,
Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo) che hanno deciso di dare vita
ad una grande impresa per affrontare per tempo ed in modo intelligente la gestione dei
rifiuti ed è un simbolo di una scelta di trasparenza verso i cittadini e di massima
collaborazione con paesi locali e organi di vigilanza. S.A.BA.R. spa dedica un impegno
costante al rispetto delle risorse naturali, al miglioramento delle qualità dell’ambiente e del
territorio.
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Ringraziamo di cuore la ditta S.A.BA.R anche
per i contributi che annualmente elargisce alla
nostra scuola, che permettono di aggiornare i
laboratori e di migliorare la didattica per
favorire il nostro apprendimento.
Non dimentichiamo però che…
La terra è casa nostra !!!
Rispettiamola … altrimenti un giorno potremmo
pentircene!
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Elena Bellia
Marianna Benevento
Ayoub Billouche
Enrico Bonini
Oumaima Ennamli
Simone Gilioli
Nicolas Grande Aracri
Maria Mancuso
Manuel Maraia
Jacopo Mocerino
MariaFrancesca Moreni
Gloria Mori
Chiara Morini
Mirko Pendolino
Francesco Ruggiero
MariaRosaria Sarnacchiaro
Gurdeep Singh
Rupinder Singh
Paride Taurino
Erika Ventura
con la collaborazione della prof. Mariella Ferroni
Anno scolastico 2012-2013
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Per un futuro migliore - Istituto Comprensivo Poviglio e Brescello