Corso di aggiornamento obbligatorio per collaboratori di studio Progetto MedicAsl Febbraio 2009 – Aprile 2009 L’ASSISTENTE DI STUDIO E SITUAZIONI “CRITICHE” L’ESPERIENZA IN UNA SALA D’ATTESA Maddalena Libardi L’ASSISTENTE DI STUDIO DIFFICILE DARE UNA DEFINIZIONE PRECISA FIGURA NON ISTITUZIONALIZZATA E’ ANCHE SEGRETARIA (comunic.telef.; appuntamenti; contabilità; ecc..) E’ ANCHE INFERMIERA ( aiuta i pz. per una visita; sterilizza e prepara gli strumenti per piccoli interventi; assiste il medico; ecc…) L’ASSISTENTE DI STUDIO E’ un Collaboratore del Medico che, in modo autonomo, svolge attività operative non strettamente mediche e attività gestionali degli aspetti non medici e di natura burocratica-amministrativa. Tale professione nasce dal bisogno del MMG di “appropriarsi” del proprio ruolo medico: attività clinica. In questo modo il MMG ha migliorato la qualità del servizio offerto fornendo prestazioni aggiuntive ai propri pazienti. TEAM DI LAVORO: Medico e Assistente Obiettivo comune: migliorare la qualità di vita dei pazienti, salvaguardando e promuovendo la loro “salute”. L’Assistente di Studio costituisce l’altra metà dello studio medico, un punto di riferimento per tutti gli assistiti a cui rivolgere svariate domande, chiedere consigli e fare confidenze. ASSISTENTE DI STUDIO E SITUAZIONI “CRITICHE” L’Assistente di Studio trovandosi quotidianamente ad interagire con diverse tipologie di pazienti è esposta ad una serie di situazioni “critiche”. Rientrano nell’ambito di situazioni critiche tutti quegli eventi che inducono nell’individuo un sentimento di inefficacia relativo alla diminuzione e alla perdita di controllo nella gestione complessiva del lavoro. ASSISTENTE DI STUDIO E SITUAZIONI “CRITICHE” Le situazioni “critiche” più frequenti sono relative ad alcune reazioni dell’utenza (atteggiamenti irrispettosi, di prevaricazione, di impazienza e di pretese, ecc..) collegate alla difficoltà di accettare le regole che governano l’ambulatorio del MMG. SITUAZIONI “CRITICHE” AFFOLLAMENTI DELLA SALA D’ATTESA DINIEGO ALLA PRESCRIZIONE DI FARMACI su richiesta del pz. per motivi sostanziali e formali (non mutuabili; incoerenti rispetto alle caratteristiche della malattia e del pz) DINIEGO ALLA COMPILAZIONE DI RICETTE PER V. SPECIALISTICHE O ESAMI EMATOCHIMICI O ESAMI STRUMENTALI STRESS E SITUAZIONI “CRITICHE” Lo stress: risposta (generale) aspecifica a qualsiasi richiesta proveniente dall’ambiente (Selye,1974). Il termine “aspecifica” evidenza il fatto che la risposta che un individuo dà in seguito ad una stimolazione dipende dal valore personale che l’individuo attribuisce a quello stimolo. STRESS E SITUAZIONI “CRITICHE” Ciò vuol dire che identiche situazioni possono essere vissute dalle persone in modo totalmente diverso,per cui una stessa situazione può essere piacevolmente stimolante per qualcuno e terribilmente ansiogena per un altro. In entrambi i casi però si tratta di situazioni che inducono “stress” (inteso come reazione e risposta) nell’organismo. STRATEGIE DI COPING Per poter fronteggiare situazioni “stressanti” l’individuo in genere ricorre a strategie di coping. In ambito psicologico, il coping è definito come l’insieme degli sforzi comportamentali e cognitivi orientati alla gestione di specifiche richieste esterne e/o interne percepite dal soggetto come eccessivamente gravose ed eccedenti le risorse personali (Lazarus e Folkman, 1984). COME GESTIRE LE SITUAZIONI “CRITICHE” Nell’ambito specifico dell’Assistente di Studio un modo per gestire e fronteggiare le situazioni critiche è quello di ricorrere ad un atteggiamento comunicativo/relazionale efficace e persuasivo. Una comunicazione è efficace quando è in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati. Una comunicazione è persuasiva quando è in grado di convincere e dissuadere, quando influenza il comportamento dell’altro. STILE COMUNICATIVO ASSERTIVO Modello di comunicazione efficace: l’assertività. Comunicare usando uno stile assertivo permette di agire una comunicazione che sviluppa la fiducia in se stessi, permette di affermare le proprie idee, salvaguardando in ogni situazione relazionale, con fermezza e senza aggressività, i propri valori e convinzioni nel rispetto dei valori e delle idee dell’interlocutore. STILE COMUNICATIVO ASSERTIVO L’ Assistente di Studio che usa uno stile comunicativo assertivo con gli utenti ha la capacità di accogliere feedback, anche se scomodi, e la capacità di dare feedback costruttivi e specifici sempre nel rispetto dell’interlocutore. ALTRI STILI COMUNICATIVI Mentre altre modalità comunicative (per es. aggressività e passività) generano basse perfomance perché creano le condizioni che favoriscono la conflittualità o riducono la disponibilità delle persone a collaborare. Infatti, l’ individuo che assume uno stile comunicativo aggressivo impone i suoi diritti violando quelli altrui e suscita così sentimenti di offesa e umiliazione nell’altro; l’individuo che assume uno stile comunicativo passivo tende a non esprimere le proprie idee e a subire tacitamente prevaricazioni e richieste irragionevoli. COMUNICAZIONE PERSUASIVA La comunicazione dell’Assistente di Studio per poter gestire le persone, deve anche essere “persuasiva” cioè orientata a convincere, a dissuadere e quindi ad influenzare “positivamente” il comportamento dell’altro. Una principale variabile correlata con l’efficacia persuasiva di chi comunica è l’ATTENDIBILITA’. COMUNICAZIONE PERSUASIVA Un soggetto è attendibile se: - è degno di fiducia; - se è credibile (cioè se costituisce una fonte di informazioni corrispondenti alla realtà); - se è informato - se possiede una competenza specifica pertinente al messaggio in questione (Gergen e Gergen, 1985). COMUNICAZIONE PERSUASIVA Psicologia Sociale: ha mostrato che molti fattori paralinguistici (velocità del linguaggio e stile del discorso) sono associati con la credibilità e la persuasività di chi comunica. La velocità di esposizione aumenta l’effetto persuasivo e migliora il giudizio sull’attendibilità della fonte; Stile comunicativo “debole” (con pause vocalizzate, interruzioni, ecc.) influenza negativamente il giudizio sulla credibilità e sulla competenza della fonte, dunque, l’accettazione del messaggio. CONCLUSIONE Se l’Assistente di Studio sviluppa o migliora maggiormente le sue competenze comunicative, può avere un maggiore controllo delle situazioni “critiche” traendone enormi vantaggi in termini di self-efficacy (Bandura,1997), soddisfazione personale e sensazioni positive provate.