La partecipazione
a Reggio
Emilia
Comune di Reggio Emilia
Area Pianificazione Strategica
Servizio Decentramento, Partecipazione
e Processi deliberativi
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C IP A R E
Analisi delle esperienze
e definizione di criteri guida
per la realizzazione dei processi
partecipativi a Reggio Emilia
Reggio Emilia
città
delle persone
Documento a cura del
Servizio Decentramento, Partecipazione
e Processi deliberativi
(Ufficio “ReggioSostenibile”)
-
Roberto Montagnani (Dirigente Servizio)
Susanna Ferrari (Responsabile Ufficio)
Lisa Baricchi
Paola De Grazia
Mara Torreggiani
Claudia Viappiani
Documento realizzato nel periodo 2006-2008 e stampato nel gennaio 2009
INDICE
Premessa ........................................................................................... pag. 5
Il progetto “Riordino delle politiche di partecipazione e delle modalità
di gestione dei processi” ....................................................................... pag. 7
Il documento ...................................................................................... pag. 9
1. Condivisione e confronto interno ........................................................ pag. 11
2. Analisi dei principali processi partecipativi realizzati .............................. pag. 13
2.1 Le principali metodologie utilizzate ................................................... pag. 13
2.2 Analisi degli stakeholder.................................................................. pag. 18
2.3 Analisi delle istanze emerse ............................................................. pag. 23
2.4 Le schede dei principali processi realizzati ......................................... pag. 32
3. Criteri guida per i processi partecipativi .............................................. pag. 73
3.1 I risultati dell’analisi ....................................................................... pag. 73
3.2 La proposta di criteri guida: la direttiva ............................................. pag. 77
3
PREMESSA
Nell’ultimo decennio il Comune di Reggio Emilia ha avviato numerosi processi partecipativi
per coinvolgere i suoi cittadini e le varie organizzazioni operanti sul territorio nei processi
decisionali. L’avvio di tali processi si è reso sempre più necessario per una serie di motivi:
la crisi della democrazia rappresentativa che spinge a ripensare i meccanismi di relazione
sociale, civile e politica tra cittadini e tra cittadini e istituzioni; la consapevolezza che alcune
politiche possono essere realizzate concretamente solo attraverso il contributo attivo dei
cittadini; il diffondersi di pratiche di mobilitazione della comunità locale che, attraverso la
costituzione di comitati spontanei e l’organizzazione di proteste, si pongono in maniera
ostile verso progetti di interesse generale percepiti come “minacciosi”.
Il Comune di Reggio Emilia è stato tra i primi enti locali italiani ad avviare, nel 1999,
insieme alla Provincia, un processo di Agenda 21 Locale a scala territoriale. Ha esteso poi
questa esperienza anche in ambito scolastico attivando percorsi di “Agenda 21 a scuola”,
sia alle elementari che alle superiori sul tema della mobilità casa-scuola, e a scala di
quartiere avviando processi di “Agenda 21 di quartiere” nella 7^ Circoscrizione e in Centro
Storico.
Successivamente, a partire dal 2004, sono stati realizzati numerosi percorsi di
progettazione partecipata inerenti programmi di riqualificazione urbana o aree verdi
pubbliche inserite in Piani Particolareggiati.
Negli ultimi anni le esperienze di processi partecipativi strutturati si sono estese
ulteriormente nell’ambito di piani strategici quali il Piano Urbano della Mobilità e il Piano
Strutturale Comunale che sono stati accompagnati da percorsi di ascolto e dialogo con i
cittadini.
Altre esperienze significative di partecipazione realizzate negli ultimi anni dal Comune
di Reggio Emilia sono state il Piano Giovani Partecipato, il Piano Sociale di Zona, la
sperimentazione del Bilancio Partecipativo nella 8^ Circoscrizione e la recente esperienza
del “patto per la convivenza” in zona Stazione.
Il ventaglio di esperienze realizzate è stato quindi molto ampio e diversificato. Come
tutti i percorsi innovativi e sperimentali queste esperienze hanno mostrato luci ed ombre.
Sicuramente tutte hanno portato un valore aggiunto in termini di contributi specifici alla
progettazione e realizzazione di opere, di crescita della cultura della partecipazione, di
confronto strutturato, di ascolto e dialogo tra punti di vista diversi. A tali aspetti positivi
si associano tuttavia anche delle criticità. In tutti i processi è stato infatti molto difficile
intercettare in modo uniforme le varie categorie di stakeholder: infatti alcune categorie
non hanno voluto partecipare per delegittimare il processo e/o perché preferivano tavoli
bilaterali con l’Amministrazione. Spesso poi l’Amministrazione ha avviato i processi senza
riflettere sufficientemente sul necessario processo di inclusione delle istanze emerse dai
processi partecipativi nelle politiche e nei programmi dell’Ente. Il processo partecipativo è
stato quindi visto come un elemento “esterno”, realizzato più per informare i cittadini o per
limitarne il dissenso piuttosto che per condividere veramente le scelte. Dal punto di vista
più tecnico inoltre è mancata quasi sempre l’importantissima fase del monitoraggio e della
rendicontazione sull’attuazione delle azioni/progetti nate dai percorsi partecipativi. Tutte
queste considerazioni possono portare alla facile conclusione che i processi partecipativi
“siano serviti a poco”.
In realtà noi crediamo che ciò non sia affatto vero per cui, a dieci anni dall’avvio delle
prime esperienze, abbiamo sentito l’esigenza di analizzare in modo strutturato le principali
esperienze di partecipazione realizzate per interrogarci su come far sì che i processi
partecipativi “servano di più”, su come ottimizzarne i risultati. Tale riflessione ha riguardato
5
non solo gli aspetti più tecnici dei processi ma anche i presupposti di carattere politico
portando a riflettere su quali debbano essere le condizioni indispensabili per poter avviare
e condurre in modo ottimale un percorso di partecipazione.
Questo documento è il frutto del lavoro di analisi e riflessione tecnica condotto dal Servizio
Decentramento, Partecipazione e Processi Partecipativi – Ufficio “ReggioSostenibile”. Si è
trattato di un lavoro lungo e indubbiamente difficile, di analisi delle esperienze principali fatte
ma soprattutto di “riordino delle idee” sul complesso tema della democrazia partecipativa
e del suo rapporto con la democrazia deliberativa.
Il percorso di lavoro ci ha portato alla fine non solo a formulare proposte operative relative
alla gestione dei processi partecipativi, ma soprattutto a definire principi e criteri generali
su cui poter fondare i processi partecipativi che l’Ente deciderà di avviare permettendo così
un vero “riordino” della politica della partecipazione del Comune di Reggio Emilia.
Roberto Montagnani
Dirigente del Servizio Decentramento
Partecipazione e Processi Deliberativi del
Comune di Reggio Emilia
6
IL PROGETTO “RIORDINO DELLE POLITICHE DI PARTECIPAZIONE E
DELLE MODALITÀ DI GESTIONE DEI PROCESSI”
Dopo circa dieci anni di esperienze partecipative di vario genere, da processi di tipo
strategico (quali ad esempio le esperienze di Agenda 21 Locale) a processi tematicosettoriali (ad esempio le esperienze di urbanistica partecipata), l’Amministrazione ha deciso
di intraprendere un percorso interno all’Ente volto a fare il punto sulle esperienze fatte,
analizzandole in una visione d’insieme e mettendone a fuoco i punti di forza e di debolezza
per giungere infine ad una riflessione, sia tecnica che politica, in grado di portare ad un
“riordino” delle politiche di partecipazione e delle modalità di gestione dei processi. Tutto
ciò al fine di rendere sempre più la partecipazione uno strumento per la governance e per
il buon governo della città.
Tale volontà si è tradotta in un progetto, avviato nel 2006, con l’obiettivo ambizioso di
giungere alla definizione della “politica della partecipazione” del Comune di Reggio Emilia
attraverso l’elaborazione di una serie di indirizzi e “criteri guida” a cui fare riferimento e da
applicare ogni qualvolta si vuole coinvolgere i cittadini attraverso un percorso strutturato.
Ovviamente tale lavoro è partito da un’analisi attenta delle principali esperienze già
realizzate (in particolar modo di quelle direttamente seguite dall’Ufficio ReggioSostenibile),
delle metodologie utilizzate, degli stakeholder coinvolti, nonché delle principali istanze
emerse. E’ stato poi indispensabile realizzare un percorso di confronto politico e tecnico
interno all’Ente sul tema della partecipazione, percorso realizzato principalmente
attraverso incontri specifici con i dirigenti, i presidenti di Circoscrizione e interviste agli
amministratori.
Tutto ciò ha permesso di giungere a definire una serie di regole, di principi da tenere
presenti prima di avviare un processo partecipativo e durante il suo svolgimento. Tali
principi sono contenuti nella “Direttiva della Giunta comunale sull’attivazione e gestione
dei processi partecipativi del Comune di Reggio Emilia” approvata il 15 ottobre 2008.
Questo percorso si è svolto in diverse fasi di lavoro, riportate nel seguente schema.
Marzo 2006
OBIETTIVI
FASE 1
CONDIVISIONE
FASE 2
ANALISI PROCESSI
FASE 3
RIFLESSIONE POLITICA
FASE 4
Ottobre 2008
PRINCIPI E CRITERI GUIDA
FASE 5
DIRETTIVA PARTECIPAZIONE
• Condivisione del progetto
all’interno dell’Ente
• Confronto sulle esperienze
già realizzate
ATTIVITÀ
• Workshop direzione d’area
• Direttivo presidenti di circoscrizione
Analisi dei principali processi
partecipativi realizzati
• Analisi metodologie
• Analisi stakeholder
• Analisi istanze emerse e stato di
attuazione
• Realizzazione schede di analisi dei
principali processi partecipativi realizzati
Riflessione politica sulla
partecipazione e rilevazione
esigenze dei vari assessorati
• Interviste agli assessori
Elaborazione di indirizzi e
criteri guida per i processi
partecipativi
Approvazione in giunta di una
direttiva sulla partecipazione
• Predisposizione tecnica dei principi e
delle regole per i processi partecipativi
• Elaborazione direttiva sulla
partecipazione
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IL DOCUMENTO
Il presente documento è articolato in 3 sezioni che riportano i principali risultati emersi
dalle varie fasi in cui si è sviluppato il progetto “Riordino delle politiche di partecipazione e
delle modalità di gestione dei processi”.
1. Condivisione e confronto interno
Tale sezione contiene una sintesi della prima fase del progetto inerente un primo confronto
e una prima riflessione con i dirigenti dell’Area Pianificazione Strategica sulla partecipazione
e sulle esperienze di processi partecipativi realizzate.
2. Analisi dei principali processi partecipativi realizzati
Questa ampia sezione contiene un’analisi di dettaglio di alcuni dei principali processi
partecipativi realizzati dal Comune di Reggio Emilia (in particolar modo di quelli seguiti
direttamente dall’Ufficio ReggioSostenibile). Tale sezione contiene:
- un approfondimento sulle metodologie e le tecniche adottate;
- un’analisi degli stakeholder;
- un’analisi delle istanze emerse (con una loro riclassificazione in base alle Linee
Strategiche in cui si articola il Piano di lavoro dell’Area Pianificazione Strategica e lo stato
di attuazione);
- le schede di sintesi dei principali processi realizzati, contenenti una breve descrizione del
processo ed un’analisi tecnica dello stesso.
3. Criteri guida per i processi partecipativi
Tale sezione contiene i risultati del complesso lavoro di analisi e confronto realizzato. In
particolare essa riporta una tabella di analisi comparata dei principali punti di forza e
di debolezza dei vari processi e il testo integrale della direttiva approvata dalla Giunta
Comunale contenente i principi e le regole della partecipazione per poter avviare e realizzare
“con successo” un processo partecipativo.
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1. CONDIVISIONE E CONFRONTO INTERNO
La prima fase del progetto ha visto la sua condivisione all’interno dell’Ente. A tal fine
nel mese di marzo 2006 è stato organizzato un apposito workshop di direzione d’area
all’interno del quale è stato presentato a tutti i dirigenti dell’Area Pianificazione Strategica
del Comune il progetto di “riordino delle politiche della partecipazione” con l’obiettivo di
definire insieme il percorso di lavoro e, al tempo stesso, condividere obiettivi e modalità di
lavoro. L’occasione dell’incontro ha permesso inoltre di effettuare un primo confronto e una
prima riflessione con i dirigenti sulle loro esperienze di processi partecipativi e verificare il
livello di sensibilità e maturazione di tali temi all’interno della struttura.
All’interno del workshop dopo una breve presentazione della prima bozza di progetto
è stata rivolta ai dirigenti una serie di domande chiave al fine di avviare il confronto e
strutturare la discussione:
- Quali processi partecipativi avete attuato?
- In base alla vostra esperienza quali criticità e quali suggerimenti?
- Quando è importante secondo voi attivare processi partecipativi?
- Quali prospettive di processi partecipati per il 2006-2007?
Di seguito si riportano due tabelle: la prima contiene una sintesi dei contributi dati
dai dirigenti, la seconda riporta le risposte alle stesse domande date, in una seconda
battuta, dall’Ufficio ReggioSostenibile che da diversi anni cura e realizza i principali processi
partecipativi dell’Ente.
Workshop di direzione dell’Area Strategica sui processi partecipativi attuati
Le risposte dei dirigenti
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CRITICITA’ – SUGGERIMENTI
Deve esserci il mandato politico iniziale
Distinguere processi partecipativi “veri” a quelli volti solo alla costruzione del consenso
Processi “faticosi” (richiedono molto lavoro e risorse) ma utili
Distinguere processi progettuali da quelli di condivisione di obiettivi/strategie
Chi partecipa deve rappresentare, deve essere portatore di interessi multipli e non solo il singolo cittadino
con solo i suoi interessi personali
Opportuno l’affidamento della facilitazione dei processi a soggetti esterni più ”neutri”
Criticità: scarsa presenza politica …. Processi non sufficientemente legittimati politicamente
Solo se strettamente necessari e non in presenza di forti tensioni
Nella realtà dei processi … o vengono i cittadini o le associazioni di rappresentanza
Spesso nei processi passati si è data l’idea ai partecipanti che …… possono chiedere di tutto all’Ente
Processi partecipativi esclusivi … per scelta! Nessun processo partecipativo è stato attuato nell’area cultura
… ma una serie di iniziative per l’ascolto attraverso dibattiti pubblici aperti ai cittadini
Problema politico di coordinamento dei vari Piani
processi che fanno capo ad assessorati diversi
Le scuole sono troppo sollecitate da richieste di collaborazione e partecipazione
Occorre capire meglio quanto esce dai vari percorsi in atto
Difficoltà: dare continuità ai processi per attuare le richieste
Difficoltà: integrare le indicazioni contenute nei diversi piani in riferimento alle politiche per i giovani (Piano
Giovani, PSZ, Consulta giovani ...)
Importante la partecipazione “interna”
Manca il riconoscimento del Piano Sociale di Zona all’interno dell’Ente
Le indicazioni che scaturiscono dai processi non sempre sono facilmente traducibili in azioni
Occorre tenere conto dei vari livelli e momenti decisionali ed integrarli
Occorre meglio comunicare il lavoro del PSZ anche agli altri attori coinvolti dalle azioni messe in campo
In alcuni casi è difficile arrivare ad una sintesi delle varie posizioni contrapposte
Il processo del PSZ è molto complesso e problematico
In sintesi: I processi partecipativi, pur nella loro onerosità, sono molto importanti ma va particolarmente
presidiata la "coerenza" tra tutti quelli avviati (spesso i partecipanti sono gli stessi...e sembrano smarrirsi tra
tutti i tavoli, gruppi ecc. avviati dal Comune); siamo consapevoli che gli esiti sono lenti, e che l'importante è
la massima attenzione al processo più ancora che al prodotto....
11
QUANDO ATTIVARE PROCESSI PARTECIPATIVI?
• Quando c’è bisogno!
• Subito!
• Quando è assolutamente necessario!
• All'inizio della progettazione e non per giustificare scelte già fatte
• Mai … siamo per i processi esclusivi!
• Quando ce n’è bisogno veramente
• Attivare processi sul tema dell’immigrazione è molto importante in quanto più difficile fare sentire la voce
degli immigrati
Le risposte dell’Ufficio “ReggioSostenibile”
CRITICITA’ - SUGGERIMENTI
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I RISULTATI POSITIVI
Di processo
Ag 21 (locale e di quartiere): adesioni elevate e alta partecipazione attiva di alcuni attori
Ag 21 (locale e di quartiere): piani di azione di “qualità”
Ag 21 (locale): passaggio rapido alla fase di definizione dei piani operativi
Processi vari: attivazione di progetti in partnership e numerosi progetti collegati
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Di coinvolgimento degli stakeholder
Educazione” alla partecipazione
Maggiore consapevolezza della complessità dei problemi e delle soluzioni
Creazione di una maggiore co-responsabilità
Costruzione di nuove “alleanze” e partnership tra gli attori
Per l’ente
• L’esperienza del processo di Ag 21 ha rappresentato una “svolta” importante (culturale,gestionale,
strategia):
• ha introdotto la cultura dei processi partecipati nell’Ente Pubblico
• ha costituito la prima esperienza pratica dei principi spesso auspicati ma raramente applicati della
partecipazione attiva, del coinvolgimento responsabile, del confronto, della negoziazione, della condivisione
delle informazioni
• ha accelerato il passaggio ad una visione intersettoriale dei problemi e delle soluzioni
• ha permesso di iniziare a “pensare” ad una strategia globale ed integrata dell’Amministrazione rispetto alle
tematiche di sviluppo sostenibile
• ha consentito di trovare idee, soluzioni, e sviluppare azioni in modo partecipato e condiviso su temi
specifici
• ha iniziato a fare comprendere che processi condivisi sono più lunghi ma più efficaci nel lungo termine
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In particolare i processi di quartiere o di progettazione partecipata hanno permesso di:
migliorare l’ascolto e il dialogo tra residenti, Circoscrizione e Comune sulle problematiche del quartiere;
superare le fasi di conflitto e stallo
definire soluzioni/progetti condivisi per la qualità e vivibilità dei quartieri
avere una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini delle scelte fatte, della complessità delle
implicazioni tecniche, degli interessi diversi, nonché delle responsabilità condivise
• avviare esperienze concrete di innovazione nei processi decisionali (governance).
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I LIMITI
Tempi lunghi
Complessità della gestione organizzativa (impegno elevato del personale interno)
Partecipazione attiva “limitata” a fronte di un’alta adesione formale
Discontinuità dell’impegno e dell’entusiasmo da parte dei partecipanti
Conflittualità e diffidenza di alcune categorie di attori
Scarsa partecipazione/coinvolgimento di alcuni attori importanti: scuole, università, amministratori, forze
politiche, media, funzionari e dirigenti degli Enti pubblici, associazioni categoria, associazioni ambientaliste
Iniziative “confinate” spesso nelle competenze dell’Assessorato Ambiente o alle competenze dei singoli
assessorati
Scarso coinvolgimento della “città” nei processi (limiti della comunicazione)
Scarsa integrazione e recepimento degli obiettivi e delle azioni indicate dai processi negli strumenti di
programmazione e gestione dell’Ente
Difficoltà a completare la realizzazione delle azioni
QUANDO ATTIVARE PROCESSI PARTECIPATIVI?
• I processi partecipativi devono essere l’eccezione e non la regola
• Quando:
- si ha bisogno degli altri
- c’è un conflitto potenziale
• Solo se c’è:
- volontà politica condivisa
- chiarezza su obiettivi, garanzie e “paletti”
- garanzia di inclusione all’interno del processo decisionale dell’ente e negli strumenti gestionali e operativi
dei singoli servizi
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2. ANALISI DEI PRINCIPALI PROCESSI PARTECIPATIVI REALIZZATI
2.1 Le principali metodologie utilizzate
Questo capitolo contiene un breve approfondimento sulle principali metodologie e sulle
tecniche adottate per gestire i processi partecipativi realizzati dal Comune di Reggio Emilia;
tali metodologie sono state scelte, di volta in volta, in base alle caratteristiche del processo
partecipativo da attuare, agli obiettivi che si intendevano raggiungere nonché agli indirizzi
metodologici proposti a livello internazionale ed europeo e alla volontà di sperimentazione
dell’Ente.
Occorre sottolineare che la necessità di favorire la partecipazione attiva e strutturata dei
cittadini nei processi decisionali e nell’attuazione delle scelte che ne scaturiscono approda
fortemente sulla scena internazionale a partire dalla Conferenza Mondiale dell’ONU su
Ambiente e Sviluppo tenutasi nel 1992 a Rio de Janeiro. Durante tale conferenza 180 Governi
di tutto il mondo, fra cui l’Italia, hanno sottoscritto il documento di indirizzo strategico
denominato Agenda 21, contenente gli intenti e gli obiettivi programmatici su ambiente,
economia e società con specifico riferimento alla necessità di avviare “processi partecipati
in ambito locale per giungere ad un consenso tra tutti i settori e attori della comunità per
elaborare Piani di Azione Locali” al fine di dare concreta attuazione agli obiettivi espressi a
Rio de Janeiro nell’ottica del “pensare globalmente e agire localmente”.
Partendo quindi dalle esperienze di processi partecipativi nell’ambito delle Agende 21
Locali maturate dal 2000 dal nostro Ente, hanno successivamente avuto impulso altre
esperienze di partecipazione su temi specifici, favorite sia dall’introduzione nella normativa
di settore di tale approccio inclusivo nei percorsi di redazione di Piani (quali ad esempio il
Piano Sociale di Zona, il PSC, ecc…) sia da un progressivo incremento dei conflitti a livello
locale, nonché della difficoltà della loro gestione attraverso gli strumenti tradizionali della
democrazia rappresentativa.
Il metodo
La gestione dei processi partecipativi realizzati a Reggio Emilia ha seguito in gran parte
le modalità e le indicazioni metodologiche proposte a livello internazionale per i processi
di Agenda 21 Locale.
I punti fermi di tale metodologia sono fondamentalmente i seguenti:
• individuazione e coinvolgimento di tutti i portatori di interesse rilevanti per un
determinato processo;
• strutturazione del percorso in varie fasi;
• presenza di un facilitatore;
• verbalizzazione e reportistica degli incontri e del processo;
• presentazione pubblica dei risultati.
I processi partecipativi realizzati a Reggio Emilia hanno avuto soprattutto l’obiettivo
di analizzare alcuni temi coinvolgendo il più ampio numero di portatori di interesse al
fine di confrontare i vari punti di vista, di giungere a soluzioni condivise e di stimolare la
corresponsabilità nell’attuazione delle azioni proposte.
I processi sono stati strutturati per lo più, soprattutto nelle prime esperienze, in modo
da ottenere non solo un semplice ascolto ma una partecipazione propositiva e attiva per il
raggiungimento di risultati concreti, in base al seguente schema:
1.analisi dello stato di fatto con particolare riferimento all’individuazione dei problemi (fase
di analisi);
2.elaborazione delle possibili soluzioni per tali problemi, con l’individuazione di obiettivi e
azioni di miglioramento (fase del Piano d’Azione);
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3. individuazione dei responsabili dell’attuazione delle varie azioni e realizzazione delle
stesse (fase di attuazione).
Per lo svolgimento dei processi partecipativi, spesso i portatori di interesse si sono
costituiti in “Forum”, articolati in sottogruppi di lavoro tematici, all’interno dei quali gli
stakeholder si sono confrontati tra di loro e con i rappresentanti dell’Amministrazione.
I Forum, nelle esperienze maturate a Reggio Emilia, sono stati spesso coordinati da
un facilitatore con il ruolo di favorire e guidare la discussione in modo strutturato ed
equilibrato, eventualmente con il supporto di esperti.
Seguendo quindi la logica dei processi di Agenda 21, il lavoro compiuto dai portatori di
interesse, suddivisi nei gruppi tematici, è stato finalizzato alla definizione per ciascun tema
affrontato:
• dell’analisi dello stato di fatto;
• degli obiettivi di miglioramento;
• delle priorità e azioni da attuare;
• dei tempi e degli attori responsabili delle azioni da realizzare.
I risultati dei processi partecipativi sono stati quasi sempre sintetizzati in documenti
finali (denominati “Piani d’Azione” o “Report finali”) sottoposti alla valutazione generale
del Forum e/o della cittadinanza in incontri pubblici di presentazione, realizzati al termine
di ogni processo.
Questi report, elaborati al termine dei vari processi partecipativi attivati dal Comune di
Reggio Emilia, sono documenti di riferimento sia per gli amministratori locali promotori del
processo (per definire le politiche ed i progetti da mettere in campo) sia per gli stakeholder
che hanno partecipato alla definizione dei report stessi.
Una fase molto importante dei processi partecipativi strutturati, prevista anche nei
processi di Agenda 21 Locale, è lo svolgimento periodico di momenti di verifica e di
monitoraggio delle azioni in corso. Tale fase però nelle esperienze di Reggio Emilia spesso
non è stata realizzata o comunque è stata “trascurata”. Nella maggior parte dei casi infatti
i processi sono stati “interrotti” dopo l’elaborazione del Piano d’azione e non sono seguiti
alcun monitoraggio e alcuna rendicontazione, almeno secondo schemi strutturati.
Le tecniche
Per la gestione dei processi partecipativi si possono utilizzare strumenti e tecniche
differenti, selezionando quelli maggiormente adatti al processo da realizzare (in base a
finalità, risultati da raggiungere, caratteristiche degli stakeholder, …).
Di seguito si illustrano alcune delle principali tecniche sperimentate dal Comune di Reggio
Emilia nelle varie esperienze di partecipazione realizzate.
L’EASW (European Awareness Scenario Workshop)
L’avvio ufficiale del processo di Agenda 21 a Reggio Emilia è stato preceduto da una
lunga fase preparatoria che ha visto anche lo svolgimento di un “Workshop di simulazione
(EASW)”, svoltosi a Reggio Emilia il 24 marzo 2000.
L’EASW appartiene alle tecniche basate sulla costruzione di scenari. Esse si propongono
di favorire riflessioni strutturate sulle evoluzioni future di un contesto – ambientale,
urbano, sociale, ecc... – da parte dei principali attori che lo compongono. La costruzione di
scenari dà vita ad un dialogo che ha per oggetto il futuro, in cui gli interessi particolari e le
contrapposizioni immediate perdono almeno un po’ del loro rilievo. Attraverso il confronto
tra i tecnici e i cittadini si avvia un processo di apprendimento reciproco che contribuisce
a generare nuove soluzioni e ipotesi alternative.
Obiettivo generale di un Workshop EASW è identificare e chiarire le differenti combinazioni
di tecnologia, politica pubblica e azioni promosse da privati e dalla società per creare una
vita urbana sostenibile nei prossimi decenni.
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I Focus Group
Molti processi partecipativi realizzati dall’Ente (Agenda 21 Locale, Centro Storico,
Circoscrizione 7^, PRU del Compagnoni, PRU di Ospizio e Parco delle Acque Chiare, il
Piano della Mobilità, il Piano Giovani Partecipato, il Piano Strutturale Comunale e la Reggia
di Rivalta) sono stati strutturati, prevalentemente o in parte, attraverso Focus Group
tematici.
Il Focus Group appartiene alle tecniche dell’ascolto attivo e consiste in un piccolo gruppo
di persone (generalmente da 4 a 12) che discute su uno specifico tema. Si ricorre a
questa tecnica quando si ha la necessità di mettere a fuoco (da qui il nome Focus Group)
un fenomeno o indagare in profondità su uno specifico argomento. Gli stakeholder sono
selezionati con attenzione in modo da poter contribuire, da diversi punti di vista, alla
focalizzazione della questione.
Il confronto all’interno dei Focus Group è condotto da un facilitatore che gestisce la
discussione e stimola l’interazione tra i partecipanti. Nelle esperienze realizzate dal Comune
di Reggio Emilia la discussione è stata impostata in modo strutturato: approccio orientato
al risultato; rispetto delle diversità di opinione; condivisione delle decisioni/proposte;
approccio intersettoriale (implicazioni ambientali, sociali ed economiche); rispetto dei tempi
e dell’agenda dei lavori previsti; equilibrio numerico e di settore; concisione e rilevanza
degli interventi. Tutte le informazioni emerse nel corso degli incontri sono state riportate
in un verbale (che consiste per lo più in una sintesi della discussione) che viene distribuito
a tutti i partecipanti.
Questa tecnica di ascolto attivo è molto flessibile ed è adatta ad affrontare qualsiasi
tema oggetto di confronto, per questo motivo è stata utilizzata per la maggior parte dei
processi partecipativi attuati dal Comune di Reggio Emilia.
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Le Camminate di Quartiere
Un’altra tecnica di ascolto attivo sono le Camminate di Quartiere, utilizzate nell’“Agenda
21 di Quartiere - Circoscrizione 7^” e nel processo di “Urbanistica partecipata sul Parco
delle Acque Chiare”. La tecnica si basa sul fatto che progettisti, urbanisti e altri specialisti
di solito lavorano prevalentemente su carte e dati mentre ci sono molti aspetti che solo
chi vive in un luogo conosce e che gli specialisti non possono cogliere. La Camminata di
Quartiere è quindi un metodo che aiuta a superare questo ostacolo. Consiste in una (o
più) passeggiate per il quartiere, in cui piccoli gruppi di residenti (da 10 a 30) guidano
i professionisti in un giro per l’area interessata e/o, viceversa, i tecnici illustrano aspetti
specifici agli abitanti. Mentre il gruppo cammina si incrociano osservazioni, domande,
apprezzamenti, desideri, in modo libero e rilassato, e si raccolgono impressioni, stralci
di storia del quartiere, problemi, esperienze, ricordi. La Camminata di solito finisce in un
luogo di riunione nel quale viene offerto un piccolo rinfresco ed è l’occasione per continuare
la conversazione, per scambiarsi le impressioni e fissare alcuni punti.
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L’OST (Open Space Technology)
Per terminare l’analisi delle principali tecniche adottate dal Comune di Reggio Emilia per
condurre i processi partecipativi attuati, resta da analizzare l’ultima esperienza condotta
in ordine temporale: l’OST sulla Reggia di Rivalta (utilizzato anche nella fase finale del
processo partecipativo per il Piano della Mobilità).
L’OST (Open Space Technology) è una tecnica basata sulla spontaneità, creata a metà
degli anni ´80 da un esperto americano di scienza delle organizzazioni, Harrison Owen,
che si rese conto che le persone che partecipavano alle sue conferenze apprezzavano
(e soprattutto utilizzavano per scambi di opinioni) più di ogni altra cosa i coffee break.
I seminari organizzati secondo la metodologia OST non hanno relatori invitati a parlare,
programmi predefiniti o espedienti organizzativi ma i partecipanti, seduti in un ampio cerchio,
apprendono nell’arco della prima mezz’ora come faranno a creare la propria conferenza.
Chiunque intende proporre un tema per il quale prova sincero interesse, si alza in piedi e lo
annuncia al gruppo e così facendo si assume la responsabilità di seguire la discussione e di
scriverne il resoconto. Quando tutti gli interessati hanno proposto i propri temi, viene dato
avvio alla prima sessione di lavoro. Alla fine della giornata viene distribuito ai partecipanti
il resoconto (instant report) di tutte le discussioni svolte. All’interno dell’OST vengono
riconosciuti comportamenti che tutti tendiamo ad assumere in situazioni collettive, ma
in un contesto in cui le buone maniere sono temporaneamente ribaltate: non è scortese
spostarsi da un luogo all’altro, anche mentre qualcuno sta parlando, e non lo è allontanarsi
da un gruppo di lavoro se ci si vuole intrattenere con qualcuno. In sintesi, nell’OST gli
unici responsabili di un evento noioso o poco stimolante sono i suoi stessi partecipanti e
questa consapevolezza rende i lavori più intensi, appassionati e produttivi. È presente un
facilitatore, ma con un ruolo molto diverso rispetto ai Focus Group: ha solo il compito di
coordinare i vari momenti in cui si articola la giornata di lavoro.
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2.2 Analisi degli stakeholder
Se si considerano i principali processi partecipativi realizzati in questi anni dal Comune
di Reggio Emilia, oggetto di questo studio, si può calcolare che a questi abbiano hanno
aderito complessivamente oltre 1.900 persone (dati aggiornati al 30/04/2008).
Processo Partecipativo
Aderenti
Agenda 21 Locale
224
Ag 21 a scuola:”Mobilità sostenibile dei poli scolastici di via Makalle’ e via XX Settembre”
55
Ag 21 a scuola:“A Scuola da Soli in Sicurezza”
25
Ag 21 di quartiere Circoscrizione 7^:
- aderenti prima fase
- aderenti fase monitoraggio
80
54
Forum “Progetti per il Centro Storico”
122
Urbanistica partecipata PRU Compagnoni
42
Urbanistica partecipata PRU Ospizio (1 fase)
37
Urbanistica partecipata Parco Acque Chiare:
- aderenti prima fase
38
- aderenti seconda fase
46
Processo partecipato Piano mobilità
185
Piano Giovani partecipato
108
Processo partecipato per la riqualificazione della Reggia di Rivalta
148
Laboratori di partecipazione Piano Strutturale Comunale (1 fase)
170
Piano Sociale di Zona
101
Gruppo di Lavoro partecipato Area Mauriziano
15
Bilancio Partecipativo Circoscrizione 8^
256
Patto per la convivenza, le regole, la responsabilità in Zona Stazione
180
Viale Umberto I
35
Totale
1.921
Nella fase iniziale di analisi delle principali esperienze si è cercato di eseguire uno studio
di dettaglio sulle liste di aderenti ai processi partecipativi al fine di esplorare le tipologie
prevalenti di stakeholder presenti e condurre riflessioni di carattere generale supportate
da un’analisi statistica.
Tale studio di dettaglio non ha potuto comprendere, per vari motivi, tutti i processi
partecipativi ma soltanto le liste di partecipanti ai seguenti processi: Agenda 21 Locale,
Ag21 di quartiere Circoscrizione 7^, Forum “Progetti per il Centro Storico”, Urbanistica
partecipata PRU Compagnoni, Urbanistica partecipata PRU Ospizio (1 fase), Urbanistica
partecipata Parco Acque Chiare, Processo partecipato Piano mobilità, Piano Giovani
partecipato, Laboratori di partecipazione Piano Strutturale Comunale (1 fase).
È stato comunque esaminato un campione significativo di stakeholder pari a 931
soggetti.
18
Di seguito è riportata l’analisi di dettaglio di tali stakeholder e una classificazione in
base alle seguenti categorie: Agenzia di Controllo, Agenzia Pubblici Servizi, Associazione
Ambientalista, Associazione Cittadini-Comitati, Associazione Consumatori, Associazione
Culturale, Associazione Economica, Associazione Sociale, Associazione Sportiva, Associazioni
Varie, Attività Economica/Professionale, Circoscrizione, Cittadino, Consigliere, Ente parco,
Istruzione, Libero professionista, Ordini e collegi professionali, Parrocchia, Partiti Politici,
Pubblica Amministrazione, Sanità, Sindacati, Varie.
Nella tabella e nei grafici seguenti sono riportate le ripartizioni numeriche e percentuali
relative alle categorie individuate, dalla più rappresentata alla meno rappresentata.
Categorie
Numero
%
Categorie
Numero
%
Pubblica Amministrazione
178
19,1%
Sindacati
26
2,8%
Cittadino
129
13,9%
Sanità
24
2,6%
Associazione Ambientalista
64
6,9%
Ordini e collegi professionali
22
2,4%
Istruzione
64
6,9%
Varie
20
2,1%
Associazione Sociale
56
6,0%
Consigliere
19
2,0%
Associazione Economica
55
5,9%
Libero professionista
14
1,5%
Attività Economica/Professionale
50
5,4%
Associazione Sportiva
11
1,2%
Associazione Cittadini/Comitati
43
4,6%
Agenzia di Controllo
10
1,1%
Associazione Culturale
36
3,9%
Parrocchia
9
1,0%
Associazioni Varie
35
3,8%
Associazione Consumatori
8
0,9%
Agenzia Pubblici Servizi
30
3,2%
Ente parco
1
0,1%
Circoscrizione
26
2,8%
Partiti Politici
1
0,1%
Sindacati
2,8%
Varie
2,1%
Agenzia di Controllo
1,1%
Agenzia Pubblici
Servizi
3,2%
Associazione
Cittadini/Comitati
4,6%
Sanità
2,6%
Associazione
Consumatori
0,9%
Pubblica
Amministrazione
19,1%
Associazione Culturale
3,9%
Associazione
Economica
5,9%
Partiti Politici
0,1%
Parrocchia
1,0%
Associazione Sociale
6,0%
Ordini e collegi
professionali
2,4%
Associazione Sportiva
1,2%
Libero professionista
1,5%
Istruzione
6,9%
Associazione
Ambientalista
6,9%
Ente parco
0,1%
Associazioni Varie
3,8%
Consigliere
2,0%
Cittadino
13,9%
Circoscrizione
2,8%
Attività Economica Professionale
5,4%
19
200
180
178
160
140
129
120
100
80
64
55
50
43
40
36
35
30
26
26
24
22
20
20
19
14
11
10
9
8
1
1
Ente parco
56
Partiti Politici
64
60
Parrocchia
Associazione Consumatori
Agenzia di Controllo
Libero professionista
Associazione Sportiva
Varie
Consigliere
Sanità
Ordini e collegi professionali
Sindacati
Circoscrizione
Associazioni Varie
Agenzia Pubblici Servizi
Associazione Culturale
Associazione Cittadini/Comitati
Associazione Economica
Attività Economica - Professionale
Istruzione
Associazione Sociale
Cittadino
Associazione Ambientalista
Pubblica Amministrazione
0
Infine sono riportati, a titolo esemplificativo, alcuni grafici tratti dai report conclusivi di alcuni
processi che mostrano in dettaglio i dati relativi alla partecipazione effettiva agli incontri di lavoro
dai quali emerge come nel corso dei processi partecipativi, soprattutto per quelli che si svolgono in
un arco di tempo più lungo, sia fisiologico un calo delle presenze.
Agenda 21 del Comune e della Provincia di Reggio Emilia:
Numero presenti e assenti per ogni incontro dei gruppi di lavoro
20
Agenda 21 di quartiere: Circoscrizione 7:
Presenze dei partecipanti nei gruppi
25
21
20
20
19
17
17
16
16
16
15
Mobilità
14
Coesione Sociale
13
12
Identità futura
10
10
5
0
1° Incontro
2° Incontro
3° Incontro
4° Incontro
Forum Progetti Centro Storico:
Presenze dei partecipanti nei gruppi durante il processo partecipato
40
36
35
30
25
23
23
21
20
20
18
18
16
14
15
14
13
12
10
10
9
7
5
0
1° Incontro
2° Incontro
3° Incontro
4° Incontro
Accessibilità
Attività imprenditoriali, culturali e sociali
5° Incontro
Cura del Centro
21
Laboratorio di Progettazione partecipata – Quartiere Compagnoni:
Affluenza agli incontri di lavoro
30
Numero di partecipanti
25
25
20
16
13
15
10
5
0
Primo incontro
Secondo incontro
Terzo incontro
Percorso di progettazione partecipata del nuovo centro di quartiere
PRU di Ospizio:
Affluenza agli incontri di lavoro
30
27
Numero dei partecipanti
25
21
20
17
15
15
10
5
0
primo incontro
22
secondo incontro
terzo incontro
quarto incontro
2.3 Analisi delle istanze emerse
Questo capitolo contiene un’analisi approfondita, condotta nei primi mesi del 2007, delle
istanze (obiettivi e azioni) emerse da alcuni processi partecipativi in relazione alle Linee
Strategiche dell’Ente. In particolar modo i processi partecipativi le cui istanze sono state
oggetto di tale analisi sono: Agenda 21 Locale, Agenda 21 di quartiere Circoscrizione
7^, Centro Storico, Piano Giovani Partecipato, Piano Sociale di Zona. Non sono quindi
compresi in tale analisi i percorsi di Ag 21 a scuola, quelli relativi alla Reggia di Rivalta,
al Mauriziano, al Bilancio Partecipativo, al Patto Zona Stazione, a Viale Umberto I, ciò
in quanto o realizzati dopo il 30/06/2007 o contenenti indicazioni non sufficientemente
dettagliate e/o concrete per poter essere oggetto di un’analisi di dettaglio.
In particolare il capitolo contiene l’analisi delle azioni emerse dai processi partecipativi
rispetto alle 4 Linee Strategiche e alle relative Politiche procedendo ad una riclassificazione
di tutte le azioni/obiettivi contenute nei Piani d’Azione dei processi partecipativi sopra
citati.
L’analisi fornisce prima una panoramica complessiva della distribuzione delle istanze
relativamente alle 4 Linee Strategiche, poi analizza, all’interno di ogni Linea Strategica, la
ripartizione delle istanze per politiche. Tale analisi fornisce quindi un quadro completo di
“ciò che hanno detto” gli stakeholder per ogni Politica che l’Amministrazione deve portare
avanti.
Si specifica che, nel riclassificare le azioni, è emerso il sovrapporsi di alcune di esse su
più Linee Strategiche: come criterio di selezione è stato adottato quello della prevalenza
dell’intenzione espressa dai partecipanti.
Il capitolo contiene anche una verifica dello stato di attuazione/realizzazione delle
istanze emerse dai suddetti processi, realizzata con l’aiuto dei dirigenti dell’Ente. Si tratta
di un’analisi di massima che vuole avere solo l’obiettivo di valutare l’inclusione di quanto
emerso nei processi partecipativi nelle politiche dell’Ente.
Un ulteriore documento riporta gli elenchi degli obiettivi/azioni emersi dai processi
partecipativi riclassificati per Linee Strategiche e per Politiche per un esame di dettaglio
da parte dei Dirigenti di Policy. Esso contiene inoltre le azioni emerse dai processi di
urbanistica partecipata del PRU del Compagnoni, PRU di Ospizio, Parco delle Acque. È
possibile scaricare il documento dal sito “Dire Fare Partecipare” www.direfarepartecipare.
comune.re.it (nella sezione Documentazione).
Nella pagina seguente è riportato lo schema delle 4 Linee Strategiche e dei relativi
obiettivi sulla base del quale è stata effettuata l’analisi. Si può notare che molti dei
principali progetti individuati come “strategici” sono anche stati accompagnati da uno
specifico processo partecipativo
23
Progetti accompagnati da un processo di
partecipazione strutturato
24
Riclassificazione e livello di attuazione delle istanze emerse dai processi
partecipativi relativamente alle quattro Linee Strategiche
Si riportano di seguito i risultati dell’analisi della distribuzione delle istanze emerse dai
processi partecipativi esaminati ottenuti riclassificando tutte le azioni contenute nei Piani
d’Azione e nei documenti finali dei processi sulla base delle 4 Linee Strategiche e delle
relative politiche.
Successivamente si riporta la percentuale di attuazione (al 2006) delle istanze emerse
dai processi partecipativi esaminati.
Distribuzione istanze emerse dai processi partecipativi
relativamente alle 4 Linee Strategiche
Azioni
Linee Strategiche
Percentuale
Numero
1. Reggio città di qualità
70%
509
2. Reggio città plurale e solidale
17%
127
3. Reggio città della cultura, dello sport e del turismo
4%
31
4. Reggio città della formazione, della ricerca e
dell’innovazione
9%
65
100%
732
Totale:
Reggio città della
cultura, dello
sport e del
turismo
4%
Reggio città della
formazione, della
ricerca e
dell'innovazione
9%
Reggio città
plurale e solidale
17%
Reggio città di
qualità
70%
25
Distribuzione istanze emerse dai processi partecipativi relativamente
alle Politiche di tutte le Linee Strategiche
Politiche per i
giovani,per la
formazione,la ricerca e
l'innovazione
4%
Politiche per diffondere
la conoscenza e l'uso
delle nuove tecnologie
1%
Politiche per
valorizzare il
patrimonio storico,
artistico e culturale
0%
Politiche per
l'innovazione e lo
sviluppo economico
4%
Politiche per rinnovare
e riqualificare la città
2%
Politiche per
valorizzare la città
storica
10%
Politiche per
promuovere la
rigenerazione delle
frazioni extra urbane
1%
Politiche per la
promozione turistica
della città
4%
Politiche per
l'integrazione,
l'inclusione e la
convivenza
8%
Politiche per la
coesione sociale
9%
Politiche per migliorare
la qualità ambientale e
del vivere
23%
Politiche per
promuovere nuove
forme di mobilità
sostenibile
34%
Percentuale di attuazione delle istanze emerse
Attuato
23%
Competenza
non Comunale
18%
Non attuato non in
programma
15%
In corso parzialmente
attuato
44%
26
Analisi delle istanze relative ad ogni Linea Strategica
Questo paragrafo contiene l’analisi delle istanze emerse dai processi partecipativi per ogni
Linea Strategica.
Per ogni Linea Strategica si riporta:
• la riclassificazione delle istanze emerse dai processi partecipativi per politiche;
• la percentuale di attuazione di tali azioni.
Linea Strategica 1 - Reggio città di qualità
Distribuzione delle azioni emerse dai processi partecipativi
relativamente alla linea strategica:
Azioni
Obiettivi della linea strategica
Obiettivo 1: Politiche per rinnovare e riqualificare la città
Obiettivo 2: Politiche per valorizzare la città storica
%
N°
3%
15
15%
76
Obiettivo 3: Politiche per promuovere e rigenerare le frazioni extra urbane
1%
5
Obiettivo 4: Politiche per promuovere nuove forme di mobilità sostenibile
48%
246
Obiettivo 5: Politiche per migliorare la qualità ambientale e del vivere
Totale:
33%
167
100%
509
Grafico della distribuzione delle azioni emerse
dai processi partecipativi relativamente alla linea strategica:
Politiche per
rinnovare e
riqualificare la città
3%
Politiche per
migliorare la
qualità ambientale
e del vivere
33%
Politiche per
valorizzare la città
storica
15%
Politiche per
promuovere la
rigenerazione
delle frazioni extra
urbane
1%
Politiche per
promuovere nuove
forme di mobilità
sostenibile
48%
27
Distribuzione percentuale dei livelli di attuazione delle istanze emerse:
Attuato
26%
In corso parzialmente
attuato
41%
Competenza
non Comunale
22%
Non attuato non in
programma
11%
Linea Strategica 2 - Reggio città plurale e solidale
Distribuzione delle azioni emerse dai processi partecipativi
relativamente alla linea strategica:
Azioni
Obiettivi della linea strategica
%
N°
Obiettivo 1: Politiche per la coesione sociale
54%
69
Obiettivo 2: Politiche per l’integrazione, l’inclusione e la convivenza
46%
58
100%
127
Totale:
Grafico della distribuzione delle azioni emerse dai processi
partecipativi relativamente alla linea strategica:
Politiche per
l'integrazione,
l'inclusione e la
convivenza
46%
28
Politiche per la
coesione sociale
54%
Distribuzione percentuale dei livelli di attuazione delle istanze emerse:
Attuato
22%
Competenza
non Comunale
11%
Non attuato non in
programma
13%
In corso parzialmente
attuato
54%
Linea strategica 3 - Reggio città della cultura, dello sport e del turismo
Distribuzione delle azioni emerse dai processi partecipativi
relativamente alla linea strategica:
Azioni
Obiettivi della linea strategica
%
N°
Obiettivo 1: Politiche per la promozione turistica della città
90%
28
Obiettivo 2: Politiche per valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale
10%
3
100%
31
Totale:
Grafico della distribuzione delle azioni emerse dai processi
partecipativi relativamente alla linea strategica:
Politiche per
valorizzare il
patrim onio s torico,
artis tico e culturale
10%
Politiche per la
prom ozione
turis tica della città
90%
29
Distribuzione percentuale dei livelli di attuazione delle istanze emerse:
Competenza
non Comunale
25%
Attuato
47%
Non attuato non in
programma
21%
In corso parzialmente
attuato
7%
Linea strategica 4 - Reggio città della formazione, della ricerca e
dell’innovazione
Distribuzione delle azioni emerse dai processi partecipativi
relativamente alla linea strategica:
Azioni
Obiettivi della linea strategica
%
N°
Obiettivo 1 : Politiche per i giovani, per la formazione, la ricerca e l’innovazione
48%
31
Obiettivo 2 : Politiche per diffondere la conoscenza e l’uso delle nuove tecnologie
12%
8
Obiettivo 3 : Politiche per l’innovazione e lo sviluppo economico
40%
26
100%
65
Totale:
Grafico della distribuzione delle azioni emerse dai processi
partecipativi relativamente alla linea strategica:
Politiche per
l'innovazione e lo
sviluppo
economico
40%
Politiche per
diffondere la
conoscenza e l'uso
delle nuove
tecnologie
12%
30
Politiche per i
giovani,per la
formazione,la
ricerca e
l'innovazione
48%
Distribuzione percentuale dei livelli di attuazione delle istanze emerse:
Attuato
17%
In corso parzialmente
attuato
37%
Competenza
non Comunale
37%
Non attuato non in
programma
9%
31
2.4 LE SCHEDE DEI PRINCIPALI PROCESSI PARTECIPATIVI REALIZZATI
Questa sezione contiene le schede di sintesi dei principali processi partecipativi realizzati
dal Comune di Reggio Emilia, in particolare:
1. Agenda 21 Locale
2. Ag 21 a scuola:”Mobilità sostenibile dei poli scolastici di via Makalle’ e via XX
Settembre”
3. Ag 21 a scuola:“A Scuola da Soli in Sicurezza”
4. Ag21 di quartiere Circoscrizione 7^
5. Forum “Progetti per il Centro Storico”
6. Urbanistica partecipata PRU Compagnoni
7. Urbanistica partecipata PRU Ospizio (1 fase)
8. Urbanistica partecipata Parco Acque Chiare
9. Processo partecipato Piano mobilità
10.Processo partecipato per la riqualificazione della Reggia di Rivalta
11.Laboratori di partecipazione Piano Strutturale Comunale (1 fase)
12.Gruppo di Lavoro partecipato Area Mauriziano
13.Piano Sociale di Zona
14.Piano Giovani partecipato
15.Bilancio Partecipativo Circoscrizione 8^
16.Viale Umberto I
17.Patto per la convivenza, le regole, la responsabilità in Zona Stazione
Le schede contengono una breve descrizione del processo, la sua localizzazione, il logo
e i temi affrontati e, successivamente, un’analisi tecnica del processo stesso.
Tale analisi è stata realizzata sulla base di alcune “questioni chiave”, prendendo in parte
spunto dall’analisi svolta dal Prof. Luigi Bobbio nel libro “Amministrare con i cittadini.
Viaggio tra le politiche di partecipazione in Italia” (Rubbettino, 2007).
Le questioni chiave sulla base delle quali sono state analizzate le esperienze di
partecipazione a Reggio Emilia possono riassumersi così:
• Chi ha promosso inizialmente il processo?
• Che tipo di impegni ha assunto l’Ente all’avvio del processo? Gli amministratori hanno
dichiarato in modo esplicito e vincolante quali impegni intendevano assumersi o l’impegno
anche se esplicito aveva natura meno stringente? Oppure l’impegno era indeterminato e
poco chiaro?
• Quali erano i risultati attesi? Lo scopo principale del processo era quello di condividere
con la comunità locale una “vision” o era la condivisione di un progetto?
•
Con quali criteri sono stati selezionati i partecipanti? La partecipazione era aperta
a tutti (autoselezione) o è stata fatta una selezione mirata cercando di coinvolgere
tutti gli interessi ed i punti di vista rilevanti? Oppure è stato “sorteggiato” un campione
rappresentativo della popolazione?
32
•
Chi ha partecipato effettivamente al processo? Si tratta di cittadini “competenti” abituati
a partecipare o di cittadini qualsiasi?
• Quali metodologie sono state utilizzate? Sono stati utilizzati strumenti di consultazione
per rilevare i bisogni e far emergere i problemi oppure sono stati utilizzati strumenti di
progettazione per lavorare insieme alla elaborazione di progetti comuni? Oppure sono stati
utilizzati strumenti deliberativi?
• Quali relazioni si sono instaurate tra cittadini e tecnici? C’è stata una divisione netta
dei compiti tra cittadini e tecnici in cui questi ultimi hanno espresso un giudizio tecnico
di ammissibilità sulle richieste dei primi? Oppure la relazione è stata del tipo tecnicicittadini-tecnici in cui i tecnici formulano un progetto, i cittadini ne discutono ed alla fine i
tecnici rielaborano il progetto alla luce delle osservazioni raccolte? O è stata piuttosto del
tipo cittadini-tecnici-cittadini in cui i cittadini si confrontano e formulano delle domande, i
tecnici rispondono ed alla fine i cittadini esprimono le loro posizioni alla luce del confronto?
Oppure c’è stata una interazione stretta tra i due saperi?
• Chi ha organizzato il processo? Il servizio partecipazione o il servizio che ha promosso
il processo? Oppure il processo è stato realizzato con il supporto organizzativo delle
circoscrizioni?
• Chi ha svolto le funzioni di regia? E’ stato costituito (e da chi era composto) un gruppo
di lavoro stabile che ha pensato e seguito il processo in tutte le sue fasi?
• Chi ha svolto le funzioni di facilitazione? Sono state svolte da personale interno dell’Ente
o da professionisti esterni?
• Com’è stata realizzata la comunicazione? Sono stati utilizzati canali di tipo formale/
tradizionale ad esempio lettere, opuscoli informativi, oppure è stata fatta una comunicazione
più “partecipativa” cercando di raggiungere i cittadini nei luoghi in cui vivono lavorano o si
aggregano?
• Il processo ha creato capitale sociale? Si sono instaurate relazioni tra i partecipanti?
I cittadini hanno accresciuto le loro dotazioni e le loro capacità? Il processo ha avuto un
impatto effettivo sulla cultura civica, sulla socialità e sul rapporto di fiducia dei cittadini con
le istituzioni?
• Quali sono stati i risultati raggiunti effettivamente? Il processo ha portato alla elaborazioni
di piani d’azione, di progetti concreti, ecc.?
• Quali sono stati i principali output? Sono stati redatti report, verbali, cartografia di
sintesi, video,ecc?
Di seguito si riporta una tabella contenente una sintesi di tale analisi ed una cartina con
la localizzazione di tutti i processi.
33
Analisi principali processi partecipa
Chi promuove?
Sindaco Assessore
Agenda 21 locale
Circoscrizione
Impegni iniziali PA
Funzionari
Dirigenti
X
Altro
espliciti e
vincolanti
Risultati
attesi
espliciti
indeterminati
ma non
vision progetti
poco chiari
vincolanti
X
X
X
(X)
Comunicazione
canali
formali/
tradizionali
canali
partecipativi
X
Selezione dei Partec
auto
selezione
X
Ag 21 a
scuola:”Mobilità
sostenibile dei poli
scolastici di via
Makalle’ e via XX
Settembre”
X
X
X
X
Ag 21 a scuola:“A
Scuola da Soli in
Sicurezza”
X
X
X
X
X
Ag21 di quartiere
Circoscrizione 7
X
X
X
(X)
X
X
X
X
Forum “Progetti per
il Centro Storico”
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
(X)
X
X
X
X
X
X
X
Urbanistica
partecipata PRU
Compagnoni
X
Urbanistica
partecipata PRU
Ospizio (1 fase)
X
X
X
Urbanistica
partecipata Parco
Acque Chiare
X
X
X
Processo partecipato
Piano mobilità
X
Piano Giovani
partecipato
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Processo
partecipato per
la riqualificazione
Reggia di Rivalta
X
X
X
(X)
X
Laboratori di
partecipazione
Piano Strutturale
Comunale (1 fase)
X
X
X
Piano Sociale di
Zona
X
X
X
X
(X)
X
X
Gruppo di Lavoro
partecipato Area
Mauriziano
X
Bilancio
Partecipativo
X
X
X
Percorso ativo:
riqualificazione
Viale Umberto 1
X
X
X
Patto per la
convivenza – Zona
Stazione
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
selezione
mirata
X
X
X
X
X
X
X
Analisi principali processi partecipativi realizzati: schema di sintesi
Chi promuove?
Sindaco Assessore
Agenda 21 locale
Circoscrizione
Impegni iniziali PA
Funzionari
Dirigenti
X
Altro
espliciti e
vincolanti
Risultati
attesi
espliciti
indeterminati
vision progetti
ma non
poco chiari
vincolanti
X
X
X
(X)
Comunicazione
canali
formali/
tradizionali
canali
partecipativi
X
Selezione dei Partecipanti
auto
selezione
selezione
mirata
X
campione
resentativo
Partecipanti
competenti/
attivi
qualsiasi
Relazione cittadini - tecnici
divisione
netta
tecnicicittadinitecnici
X
cittadinitecnicicittadini
strumenti
consultazione
strumenti
progettazione
X
X
X
X
X
Ag 21 a
scuola:”Mobilità
sostenibile dei poli
scolastici di via
Makalle’ e via XX
Settembre”
X
X
X
X
Ag 21 a scuola:“A
Scuola da Soli in
Sicurezza”
X
X
X
X
X
X
Ag21 di quartiere
Circoscrizione 7
X
X
X
(X)
X
X
X
X
X
X
X
Forum “Progetti per
il Centro Storico”
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
(X)
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Urbanistica
partecipata PRU
Compagnoni
X
Urbanistica
partecipata PRU
Ospizio (1 fase)
X
X
X
Urbanistica
partecipata Parco
Acque Chiare
X
X
X
Processo partecipato
Piano mobilità
X
Piano Giovani
partecipato
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Processo
partecipato per
la riqualificazione
Reggia di Rivalta
X
X
X
(X)
X
Laboratori di
partecipazione
Piano Strutturale
Comunale (1 fase)
X
X
X
Piano Sociale di
Zona
X
X
X
X
X
(X)
X
X
X
Bilancio
Partecipativo
X
X
X
Percorso ativo:
riqualificazione
Viale Umberto 1
X
X
X
Patto per la
convivenza – Zona
Stazione
X
X
X
X
X
X
X
X
Gruppo di Lavoro
partecipato Area
Mauriziano
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
(X)
strumenti
deliberativi
Organizzazione
ufficio
partecipazione
esterno
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
(X)
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
(X)
X
(X)
X
X
X
X
X
X
X
(X)
X
X
X
X
X
X
X
(X)
X
X
X
(X)
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
(X)
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
(X)
X
X
X
circoscrizioni
X
(X)
X
altro
servizio
Facilitatore
interno
X
X
X
X
X
X
X
interazione
stretta
Metodologie utilizzate
X
X
35
Bilancio Partecipativo
Forum progetti
Centro storico
A partire dall’anno scolastico 2001/02, il Comune ha Temi:
I processi partecipativi:
promosso un percorso partecipativo nel principale
•
M0BILITA’
Agenda 21
polo scolastico di Reggio Emilia (situato in via• Makallè
• Locale
QUALITA’ E
e via XX Settembre ) coinvolgendo 5 istituti scolastici
SICUREZZA
•
Agenda 21 a scuola
superiori. Il progetto, che nasceva dalla necessità
di della
• mobilità
EDUCAZIONE
•
Piano
dare attuazione alle politiche di “mobilità sostenibile”
•
Laboratori
di
partecipazione
PSC
della città e dall’esperienza del Processo di Ag 21, Territorio:
•
Piano Settembre
sociale di zona
ha portato all’attivazione di un processo partecipato
•
Piano
pluriennale sul tema della “mobilità sostenibile”
e giovani partecipato
in particolare sulle problematicità inerenti i hanno
percorsicoinvolto l’intero territorio
casa- scuola- casa al fine di incidere sulla qualità
della
comunale
vita degli “utenti”, sul traffico del quartiere ma anche
di educare i ragazzi ad una mobilità alternativa. Il
percorso partecipativo ha coinvolto studenti e docenti
in una analisi dettagliata sia qualitativa che quantitativa
della modalità di spostamento dei ragazzi, ad una
valutazione delle problematiche organizzative e sociali
connesse ed alla fine del percorso alla predisposizione
di un Piano d’Azione per la mobilità sostenibile del
polo scolastico con interventi coordinati e concertati
tra i vari istituti e le amministrazioni provinciali e
Ag21 di quartiere
comunali, ACT in diverso modo competenti in materia,
nonché alla predisposizione di un vero Piano Operativo
le priorità
ed analisi di fattibilità.
Ag21contenente
a scuola Via
Makallè,
via XX Settembre
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: indeterminati/poco chiari
L’impegno iniziale dell’ente er
costruire
partecipato
un pianolaper la defi
Patto perinlamodo
convivenza,
le regole,
il miglioramento
della
mobilità
degli studenti e del quartiere senza però dichiar
in Zona
Stazione
responsabilità
dell’amministrazione relativamente alla realizzazione degli stessi.
Viale Umberto I
PRU Compagnoni
Reggia di Rivalta
Risultati Mauriziano
attesi: progetti
Il processo voleva coinv
PRU Ospizio r
strutturali, che organizzative che educative) per il miglior
scuola-casa e per decongestionare il traffico del quartiere.
Selezione dei partecipanti: selezione mirata
La selezione dei partecipanti al percorso di partecipazione è stata mirata al fine di gar
la rappresentanza equilibrata di tutti i vari interessi. Il progetto è stato realizzato attrav
l’attivazione di un gruppo di lavoro-progettazione, coordinato dall’Amministr
Comunale, costituito da insegnanti dei 5 istituti scolastici, da una r
ragazzi delle classi maggiormente coinvolte, da tecnici dell’Amministrazione Pro
Parco Acque
di ACT, supportati in alcune fasi da esperti.
Chiare
Partecipanti effettivi: competenti/attivi
Al gruppo di lavoro-progettazione hanno partecipato attivamente circa 15 “adulti” e
studenti che ovviamente erano motivati e competenti. Si è avuto però il coinv
degli oltre 5.000 utenti dei poli scolastici (ragazzi, docenti, ecc...), coinv
di diffusione-comunicazione dell’esperienza e dei risultati.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione
Il percorso partecipativ
21 Locale sperimentando l’adattamento della stessa in ambito scolastico
quindi in 4 fasi principali: analisi dello stato di fatto iniziale, elaborazione str
intervento, realizzazioni azioni, verifiche e valutazioni dei risultati. Il progetto è stato
37
Agenda 21 locale
Periodo di
Svolgimento:
2000 - 2002
Chi ha
promosso il
processo:
Assessori Ambiente
Comune e Provincia +
consulente
Il Comune di Reggio Emilia è stato uno dei primi Temi:
AMBIENTE
•
Enti locali italiani ad attivare, insieme alla Provincia,
•
SOCIALE
un processo di Agenda 21 Locale, cioè un processo
•
TERRITORIO
partecipato finalizzato a condividere tra tutti i settori
•
ECONOMIA
e gli attori della comunità locale obiettivi e azioni per
•
INFORMAZIONE-EDUCAZIONE
la sostenibilità ambientale, sociale ed economica a
livello locale sullo schema di quanto proposto dalle
conferenze ONU sullo sviluppo sostenibile. Il processo è
stato avviato nel 2000 attivando un Forum e numerosi
gruppi di lavoro intersettoriali sui temi ambientali,
territoriali, sociali ed economici. Il Forum ha elaborato
nel 2001 un “Piano d’Azione per l’Agenda 21 locale” Territorio: Provincia e Comune di
quale piano strategico partecipato per le politiche di Reggio Emilia
sviluppo sostenibile.
Nel 2002 si è passati “dalle idee ai fatti” iniziando a
realizzare gli interventi indicati nel Piano d’Azione. Il
Comune e la Provincia hanno redatto dei propri Piani
Operativi (che esplicitano gli impegni concreti per
realizzare parte del Piano d’Azione). Inoltre sono nati
numerosi
progetti in partnership pubblico-privato
su diversi temi; molti di questi riguardano il tema
della mobilità sostenibile e sono emersi dal “Forum
straordinario di Agenda 21 sulla mobilità sostenibile
e qualità dell’aria” convocato dalle Amministrazioni
locali nel 2002 a seguito dell’emergenza sanitaria ed
ambientale derivante da valori altissimi di inquinamento
atmosferico.
Il processo ha avviato la fase di monitoraggio realizzando
nel 2002 un primo forum sullo stato di attuazione dei
Piani Operativi e dei progetti in partnership.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: indeterminati/poco chiari
In base a quanto indicato dai documenti internazionali, il processo Agenda 21 Locale ha l’obiettivo
di condividere con la comunità locale un modello urbano sostenibile che supporti il processo
decisionale pubblico.
A Reggio Emilia il Comune e la Provincia hanno avviato il processo senza assumersi, in fase iniziale,
impegni precisi relativamente all’inclusione di quanto sarebbe emerso dal processo.
Risultati attesi: vision (+ progetti)
Lo scopo principale del processo era quello di condividere con la comunità locale una “vision”
di come avrebbe dovuto svilupparsi la città in un’ottica di futuro sostenibile e individuare azioni
specifiche da realizzare attraverso la corresponsabilità e l’impegno concreto di tutti i settori-attori.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
Il processo era aperto a tutti. Tuttavia, poiché l’Agenda 21 Locale prevede il coinvolgimento attivo
di tutti i rappresentanti della comunità locale e basa il proprio valore sullo scambio di punti di vista
diversi, al processo sono stati invitati tutti i principali “portatori di interesse”, preventivamente
selezionati, facendo particolare attenzione alla rappresentatività di tutte le categorie all’interno del
Forum.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi
Inizialmente hanno aderito al Forum 224 persone in rappresentanza di oltre 180 organizzazioniassociazioni (del settore delle Amministrazioni pubbliche, delle agenzie di controllo, del settore
imprenditoriale, delle associazioni di categoria, del volontariato sociale, ambientalista, dei
39
consumatori, degli ordini professionali, della scuola). In seguito, gli aderenti ufficiali al processo
sono aumentati (oltre 300) includendo non solo rappresentati di associazioni ed enti, ma anche
alcuni cittadini singoli. I partecipanti al processo possono essere considerati, nella maggior parte
dei casi, soggetti competenti-attivi.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione + strumenti di progettazione
L’avvio ufficiale del processo è stato preceduto da una lunga fase preparatoria che ha visto anche
lo svolgimento di un workshop di simulazione (EASW), al quale sono stati invitati i portatori
di interesse legittimi del territorio locale, con l’obiettivo di individuare i diversi gruppi tematici in
preparazione del Forum e di condividere vision per “Reggio sostenibile al 2010”. In seguito è stato
avviato ufficialmente il processo attivando un Forum e numerosi gruppi di lavoro intersettoriali
al fine di condividere obiettivi e azioni che hanno lavorato con la tecnica del focus group.
Successivamente, il processo ha visto il passaggio dai principi e dalle idee alla realizzazione delle
azioni e dei progetti anche attraverso l’attivazione di specifici gruppi di lavoro in partnership.
Relazione cittadini - tecnici: cittadini-tecnici-cittadini
Il processo ha previsto un coinvolgimento dei tecnici diversificato a seconda delle varie fasi. Nella
fase di analisi, i tecnici hanno avuto il ruolo di esperti illustrando, all’interno dei gruppi di lavoro,
lo stato di fatto locale sui temi specifici; in seguito, hanno preso parte ai gruppi di lavoro, ma i
partecipanti hanno elaborato in modo molto autonomo gli obiettivi e le azioni confluite nel Piano
d’azione. Infine, nella fase di attuazione, i tecnici hanno avuto un ruolo più attivo all’interno dei
gruppi in partnership pubblico-privato.
Si può dire che c’è sempre stata una divisione netta tra i compiti: i tecnici hanno fornito informazioni
ma l’ultima parola è stata sempre dei partecipanti.
Organizzazione: ufficio partecipazione + consulente esterno
Il processo è stato progettato e gestito dal consulente esterno insieme agli uffici Agenda 21 locale
del Comune e della Provincia. L’organizzazione ha fatto capo all’Ufficio Agenda 21.
Regia: assessori ambiente Comune e Provincia + uffici partecipazione + consulente
esterno
Facilitatore: interno + esterno
I gruppi di lavoro sono stati facilitati sia da dipendenti del Comune e della Provincia sia da
professionisti esterni.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione è stata strutturata in un piano specifico che ha previsto però soprattutto l’impiego
di canali tradizionali mono-direzionali: conferenze stampa, poster, opuscoli informativi, sito web,
spot radio, newsletter, ecc... La comunicazione è stata particolarmente attiva nelle prime fasi del
processo.
Capitale sociale:
Il processo ha contribuito a creare cultura diffusa e maggiore consapevolezza nei partecipanti
relativamente alle tematiche della sostenibilità, abituandoli ad un confronto costruttivo tra vari
punti di vista. Inoltre ha generato relazioni tra vari attori contribuendo a creare una rete di
alleanze sul territorio e ad attivare numerose partnership.
Risultati raggiunti:
Il processo ha portato alla definizione del “Piano di Azione” che rappresenta un piano strategico
condiviso a livello locale sulle tematiche dello sviluppo sostenibile. Inoltre gli enti locali hanno
redatto un Piano Operativo di azioni e progetti in attuazione del Piano d’Azione collegati al PEG
(realizzando quindi numerose azioni) e sono stati attivati numerosi progetti in partnership
pubblico e privato. Da un esame degli obiettivi e dei progetti contenuti nel Piano d’azione risulta
come essi siano stati in gran parte realizzati (in parte o totalmente). In ogni caso, il processo ha
contribuito ad orientare, anche se implicitamente, le politiche-azioni degli enti.
Principali output: verbali incontri, report intermedio di Analisi, report Piano d’Azione,
schede progetti in partnership, report Piani Operativi, report di monitoraggio
40
Ag 21 a scuola:
“Mobilità sostenibile dei poli scolastici di via
Makalle’ e via XX Settembre”
Periodo di
Svolgimento:
2001-2004
Chi ha
promosso il
processo:
Assessore Ambiente
A partire dall’anno scolastico 2001/02, il Comune ha Temi:
•
M0BILITA’
promosso un percorso partecipativo nel principale
•
QUALITA’ E
polo scolastico di Reggio Emilia (situato in via Makallè
SICUREZZA
e via XX Settembre ) coinvolgendo 5 istituti scolastici
superiori. Il progetto, che nasceva dalla necessità di
•
EDUCAZIONE
dare attuazione alle politiche di “mobilità sostenibile”
della città e dall’esperienza del Processo di Ag 21, Territorio: via Makalle’ e via XX
ha portato all’attivazione di un processo partecipato Settembre
pluriennale sul tema della “mobilità sostenibile” e
in particolare sulle problematicità inerenti i percorsi
casa- scuola- casa al fine di incidere sulla qualità della
vita degli “utenti”, sul traffico del quartiere ma anche
di educare i ragazzi ad una mobilità alternativa. Il
percorso partecipativo ha coinvolto studenti e docenti
in una analisi dettagliata sia qualitativa che quantitativa
della modalità di spostamento dei ragazzi, ad una
valutazione delle problematiche organizzative e sociali
connesse ed alla fine del percorso alla predisposizione
di un Piano d’Azione per la mobilità sostenibile del
polo scolastico con interventi coordinati e concertati
tra i vari istituti e le amministrazioni provinciali e
comunali, ACT in diverso modo competenti in materia,
nonché alla predisposizione di un vero Piano Operativo
contenente le priorità ed analisi di fattibilità.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: indeterminati/poco chiari
L’impegno iniziale dell’ente era alquanto generico facendo riferimento alla necessità di costruire
in modo partecipato un piano per la definizione concreta di azioni e progetto per il miglioramento
della mobilità degli studenti e del quartiere senza però dichiarare impegni dell’amministrazione
relativamente alla realizzazione degli stessi.
Risultati attesi: progetti
Il processo voleva coinvolgere gli utenti dei poli scolastici (direttori didattici delle scuole,
ragazzi, famiglie, docenti) nell’individuazione e realizzazione di azioni concrete (sia strutturali,
che organizzative che educative) per il miglioramento della mobilità casa-scuola-casa e per
decongestionare il traffico del quartiere.
Selezione dei partecipanti: selezione mirata
La selezione dei partecipanti al percorso di partecipazione è stata mirata al fine di garantire la
rappresentanza equilibrata di tutti i vari interessi. Il progetto è stato realizzato attraverso l’attivazione
di un gruppo di lavoro-progettazione, coordinato dall’Amministrazione Comunale, costituito da
insegnanti dei 5 istituti scolastici, da una rappresentanza di ragazzi delle classi maggiormente
coinvolte, da tecnici dell’Amministrazione Provinciale e di ACT, supportati in alcune fasi da esperti.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi
Al gruppo di lavoro-progettazione hanno partecipato attivamente circa 15 “adulti” e 40 studenti
che ovviamente erano motivati e competenti. Si è avuto però il coinvolgimento degli oltre 5.000
utenti dei poli scolastici (ragazzi, docenti, ecc...), coinvolgimento che ha riguardato in particolare
modo la fase di analisi (con distribuzione di questionari) e la fase di diffusione-comunicazione
dell’esperienza e dei risultati.
41
Selezione dei partecipanti: selezione mirata
La selezione dei partecipanti al percorso di partecipazione è stata mirata al fine di garantire la
rappresentanza equilibrata di tutti i vari interessi. Il progetto è stato realizzato attraverso l’attivazione di un gruppo di lavoro-progettazione, coordinato dall’Amministrazione Comunale, costituito
da insegnanti dei 5 istituti scolastici, da una rappresentanza di ragazzi delle classi maggiormente
coinvolte, da tecnici dell’Amministrazione Provinciale e di ACT, supportati in alcune fasi da esperti.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi
Al gruppo di lavoro-progettazione hanno partecipato attivamente circa 15 “adulti” e 40 studenti che
ovviamente erano motivati e competenti. Si è avuto però il coinvolgimento degli oltre 5.000 utenti
dei poli scolastici (ragazzi, docenti, ecc...), coinvolgimento che ha riguardato in particolare modo
la fase di analisi (con distribuzione di questionari) e la fase di diffusione-comunicazione dell’esperienza e dei risultati.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione
Il percorso partecipativo è stato realizzato secondo la metodologia del processo di Agenda 21 Locale sperimentando l’adattamento della stessa in ambito scolastico, articolandosi quindi in 4 fasi
principali: analisi dello stato di fatto iniziale, elaborazione strategia di intervento, realizzazioni azioni, verifiche e valutazioni dei risultati. Il progetto è stato realizzato attraverso l’attivazione di un
gruppo di progettazione allo scopo di definire in modo partecipato i dettagli del progetto, di seguirne la realizzazione operativa con le classi, di coinvolgere progressivamente le famiglie e le strutture
territoriali locali, nonché di dare rilevanza all’iniziativa.
Relazione cittadini - tecnici: cittadini-tecnici–cittadini + tecnici-cittadini-tecnici
Il ruolo dei tecnici è stato diversificato nelle vari fasi del processo. I tecnici sono stati presenti nella
prima fase di analisi come esperti per fornire informazioni e aggiornamenti in materia, ma il gruppo
di lavoro ha scelto in modo autonomo le soluzioni ( Piano d’Azione). Maggiore è stato il coinvolgimento e lo scambio nella fase di definizione del Piano operativo dove i tecnici hanno sottoposto al
gruppo soluzioni possibili.
Organizzazione: ufficio partecipazione
Il processo è stato, oltre che progettato, anche organizzato e realizzato in tutte le sue fasi dall’ufficio Agenda 21 del Comune con il supporto logistico delle scuole coinvolte.
Facilitatore: interni
I tecnici dell’Ufficio Ag21 hanno svolto il ruolo di facilitatori dei vari incontri.
Regia: assessore ambiente + ufficio partecipazione
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione è stata realizzata per lo più attraverso canali tradizionali (volantini, lettere informative, comunicato stampa, sito web, ecc…). Questo materiale è stato in parte realizzato con
l’ausilio dei ragazzi. Questi ultimi hanno realizzato anche una mostra “itinerante” nelle varie scuole
per mettere a conoscenza tutti gli studenti di quanto fatto e delle proposte di miglioramento individuate.
Capitale sociale:
Il capitale sociale “generato” nel processo è sicuramente relativo alla presa di coscienza delle
problematicità degli aspetti relativi al tema trattato ed alla sensibilizzazione-educazione dei
ragazzi coinvolti. Inoltre il percorso ha contribuito a creare all’interno del gruppo di lavoro nuove
relazioni e nuove competenze–saperi sono nati dall’interscambio tecnici-cittadini.
Risultati raggiunti:
Il processo partecipativo ha portato alla realizzazione di un Piano di Azione, di un piano operativo
e all’individuazione di diverse partnership, coordinando il confronto e l’azione sinergica tra i vari
istituti scolastici, le amministrazioni, la circoscrizione ed ACT. Anche se il processo ha avuto subito
molte difficoltà a passare dalle idee ai fatti, diverse delle azioni proposte hanno trovato gradualmente possibilità di realizzazione negli anni successivi.
Principali output: verbali incontri, report Piano d’azione, report Piano Operativo
42
Risultati raggiunti:
Il processo partecipativo ha portato alla realizzazione di un Piano di Azione, di un piano operativo
e all’individuazione di diverse partnership, coordinando il confronto e l’azione
Ag 21 a scuola:
“A Scuola da Soli in Sicurezza”
Periodo di
Svolgimento: 2001-2005
Chi ha
promosso il
processo:
Assessore Ambiente
Per contribuire a dare attuazione alle politiche per Temi:
“a S cuola
con gli
la mobilità alternativa, ciclabile e pedonale, lungo i
•
MOBILITA’
amici!!!
da S oli
percorsi casa-scuola, a partire dall’anno scolastico
•
QUALITA’ E
in S icur ez z a”
2001-02 (ma anche nei successivi tre cicli scolastici),
SICUREZZA
l’Amministrazione ha promosso nelle scuole elementari
•
EDUCAZIONE
e medie un percorso partecipativo con le insegnanti
e i bambini.
Il progetto è stato realizzato attraverso un gruppo
di progettazione, coordinato dall’Amministrazione Territorio: Comune di Reggio Emilia
Comunale, costituito dagli insegnanti, e in
collaborazione con l’associazione Tuttinbici-FIAB e
l’AUSL di Reggio Emilia.
Il processo, realizzato secondo la metodologia di Ag
21, ha previsto una fase iniziale di analisi svolta sia
tramite un questionario sulle modalità di spostamento
casa-scuola sia con un esame puntuale, in termini
di qualità e sicurezza, dei percorsi più utilizzati.
Contemporaneamente in classe sono stati realizzati
specifici laboratori tematici, per arrivare infine,
per ogni scuola, a formulare una serie di proposte
concrete di miglioramento (Piani d’Azione).
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: indeterminati/poco chiari
L’impegno iniziale dell’ente era alquanto generico facendo riferimento alla necessità di definire in
modo partecipato azioni e progetti per incentivare la mobilità “sostenibile” casa-scuola senza però
dichiarare impegni dell’amministrazione relativamente alla realizzazione degli stessi.
Risultati attesi: progetti
Il processo voleva coinvolgere il mondo della scuola (insegnanti, bambini e famiglie, ma anche il
mondo dell’associazionismo di quartiere) nell’individuazione e realizzazione di azioni concrete (sia
strutturali, che organizzative che educative) per il miglioramento della mobilità casa-scuola-casa.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
L’amministrazione Comunale ha invitato a partecipare al percorso tutte le scuole elementari del
territorio. Tra le scuole aderenti, in modo volontario, è stato poi costituito un gruppo di lavoroprogettazione costituito da insegnanti referenti del progetto a cui ha preso parte, in vari momenti,
anche l’associazione Tuttinbici–Fiab e l’AUSL.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi
Al gruppo di lavoro-progettazione hanno partecipato attivamente complessivamente circa 25
insegnanti referenti del progetto delle 13 scuole; gli insegnanti hanno, poi riportato-realizzato
nelle classi quanto definito in modo congiunto nell’ambito del gruppo di lavoro. Al gruppo di progetto
hanno partecipato e collaborato attivamente sia l’Associazione Tuttinbici – Fiab sia l’AUSL di Reggio
Emilia, sia diversi medici pediatri di quartiere. Solo nel primo anno del progetto sono stati coinvolti
attivamente 480 bambini e famiglie; si può stimare che complessivamente nei quatto anni in cui il
percorso è stato attivo siano stati coinvolti in vario modo circa 2.000 bambini.
43
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione + strumenti di progettazione
Il percorso partecipativo è stato realizzato secondo la metodologia del processo di Agenda 21
Locale sperimentando l’adattamento della stessa in ambito scolastico, articolandosi quindi in 4
fasi principali: analisi dello stato di fatto iniziale, elaborazione strategia di intervento, laboratori ed
approfondimenti tecnici in classe, realizzazioni azioni-iniziative sul territorio. Il progetto è stato
realizzato attraverso l’attivazione di un gruppo di progettazione (finalizzato a definire i dettagli del
progetto, di seguirne la realizzazione operativa con le classi, di coinvolgere progressivamente le
famiglie e le strutture territoriali locali) nonché tramite laboratori, e incontri di co-progettazione.
Relazione cittadini - tecnici: divisione netta
Durante il processo i cosiddetti tecnici hanno avuto un ruolo esterno al percorso. Le richieste e
sollecitazioni nate dal processo sono state infatti esaminate dai tecnici che ne hanno valutato la
fattibilità e possibilità di realizzazione; decidendo poi autonomamente quanto realizzare.
Organizzazione: ufficio partecipazione
Il processo è stato, oltre che progettato anche organizzato e realizzato in tutte le sue fasi dall’ufficio
Agenda 21 del Comune con il supporto logistico delle scuole coinvolte e in alcuni casi delle
Circoscrizioni.
Facilitatore: interni
I tecnici dell’Ufficio Ag21 hanno svolto il ruolo di facilitatori dei vari incontri.
Regia: assessore ambiente + ufficio partecipazione
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione è stata realizzata per lo più attraverso canali tradizionali (volantini, lettere
informative, comunicato stampa, sito web, ecc...).
Capitale sociale:
Il processo ha generato un elevato capitale sociale, educando alla cultura della co-progettazione
e del confronto le scuole e introducendo concetti nuovi e nuovi saperi nel percorso educativo
dei bambini Inoltre il percorso, ha contribuito a creare nuove relazioni e partnership importanti
nella realizzazione di alcune esperienze significative attive ancora oggi (es. Bici-Bus, Miglia verdi,
ecc…).
Risultati raggiunti:
Il processo partecipativo ha portato alla redazione di Piani di Azione e alla realizzazione di diversi
progetti, anche in partnership. Tra questi l’attivazione dell’iniziativa “A Reggio Emilia andiamo a scuola
in BiciBus”, il progetto “Raccogliamo Miglia Verdi”, l’organizzazione di gite scolastiche in bicicletta e
la sistemazione/realizzazione di nuovi percorsi ciclo-pedonali casa-scuola, in calcolo dell’Indicatore
Comune Europeo n. 6 relativo alle modalità di spostamento nei percorsi casa-scuola.
Principali output: verbali incontri, report Piano d’azione
44
Agenda 21 di quartiere
Circoscrizione 7^
Periodo di
ottobre 2003 - dicembre 2003:
Svolgimento: fasi analisi, piano d’azione
2004 >>>>
fase di monitoraggio ancora attiva
Chi ha
promosso il
processo:
Sindaco e Assessore
Ambiente
Dopo l’esperienza di Ag 21 a scala comunale e Temi:
provinciale e alla luce dei problemi e delle conflittualità
MOBILITÀ
•
esistenti nella zona di via Adua, il Comune ha
•
SOCIALE
avviato un’esperienza di Agenda 21 di quartiere
•
URBANISTICA
nella Circoscrizione 7^ con l’obiettivo di coinvolgere
•
TERRITORIO
direttamente i cittadini nella definizione, ma anche
nell’attuazione di progetti per migliorare la qualità e
la vivibilità del quartiere. Le attività si sono svolte Territorio: Quartiere S. Croce
sullo schema classico di Agenda 21 attraverso la
costituzione di un Forum specifico, organizzato in
gruppi di lavoro tematici sulla mobilità, la coesione
sociale e l’identità futura della circoscrizione.
Il lavoro si è svolto attraverso un percorso di
partecipazione strutturato, orientato al progetto e alla
corresponsabilità di tutti gli interessati. Il percorso
ha portato alla definizione di un “Piano d’Azione”,
contenente gli obiettivi e le azioni di miglioramento
nonché i progetti pilota. Il processo è passato alla fase
di attuazione attivando specifici gruppi di progetto.
Uno in particolare, quello sul tema più controverso
della mobilità, ha svolto attività di co-progettazione
con i tecnici.
Dal 2004 ad oggi sono stati realizzati diversi incontri
di monitoraggio.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: indeterminati/poco chiari
L’impegno iniziale dell’ente era indeterminato. Il processo è stato presentato come un percorso di
ascolto e dialogo con i cittadini e le varie organizzazioni operanti nel quartiere per ricercare possibili
soluzioni su diverse emergenze esistenti senza esplicitare chiaramente gli impegni che il Comune
intendeva assumersi.
Risultati attesi: (vision) + progetti
Il processo voleva coinvolgere tutti i principali soggetti del quartiere nel definire obiettivi e azioni
per il miglioramento del territorio stimolando anche la cittadinanza ad assumere impegni concreti.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La partecipazione era aperta a tutti. Per cercare comunque di garantire la rappresentatività del
maggior numero di categorie e l’equilibrio, sono state invitate a partecipare oltre 170 organizzazioni/
associazioni del quartiere portatrici di vari interessi.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi + “qualsiasi”
Al processo hanno partecipato sia cittadini “attivi” rappresentanti di varie associazioni e comitati
sia cittadini “qualsiasi” (per vari motivi particolarmente coinvolti ai temi trattati). Il Forum di Ag
21 della Circoscrizione 7^ ha visto l’adesione ufficiale di oltre 80 soggetti in rappresentanza dei
diversi portatori d’interesse del quartiere.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione + strumenti di progettazione
A seconda delle fasi, il processo si è svolto utilizzando sia metodologie di consultazione sia metodologie
di progettazione. In particolare, il lavoro si è svolto all’interno di gruppi di lavoro su temi specifici
e in forum plenari di confronto finalizzati all’ascolto e alla condivisione di obiettivi-azioni. Nella
fase di realizzazione dei progetti si sono costituiti gruppi di co-progettazione nell’ambito dei
quali è stata organizzata anche una passeggiata di quartiere per la realizzazione di interventi di
moderazione del traffico.
45
Relazione cittadini - tecnici: cittadini-tecnici-cittadini + interazione stretta
Nella prime fasi i cittadini si sono confrontati tra di loro individuando una serie di problemi e di
possibili soluzioni, hanno poi chiesto chiarimenti ai tecnici ed infine hanno elaborato un proprio piano
di obiettivi e azioni per il quartiere. La decisione finale è stata dei cittadini. Nella fase di attuazione
ha prevalso la modalità dei laboratori progettuali. All’interno di questi laboratori il rapporto tra
cittadini e tecnici è stato caratterizzato da una stretta interazione che ha permesso di superare le
barriere tra i due saperi.
Organizzazione: ufficio partecipazione (+ Circoscrizione)
Il processo è stato organizzato in tutte le sue fasi dall’ufficio “Agenda 21 e ReggioSostenibile” del
Comune, con il supporto della Circoscrizione. La progettazione è stata realizzata dall’Ufficio “Agenda
21 e Reggio Sostenibile” con il consulente.
Facilitatore: esterno + interno
I consulenti esterni hanno svolto il ruolo di facilitatori all’interno dei gruppi di lavoro della prima fase
del processo (fino al Piano d’Azione). La presenza di facilitatori esterni è stata fondamentale visto
il clima di sfiducia e di sospetto che caratterizzava inizialmente il rapporto tra l’amministrazione
e i cittadini del quartiere. Nella fase di attuazione, in particolar modo nel gruppo sulla mobilità
e negli incontri di monitoraggio, il ruolo di facilitatore è stato svolto dall’ufficio “Agenda 21 e
ReggioSostenibile“ del Comune.
Regia: assessore ambiente + ufficio partecipazione + presidente Circoscrizione (+
assessore Lavori Pubblici)
Comunicazione: canali formali/tradizionali + canali partecipativi
La comunicazione (realizzata dall’ufficio preposto alla partecipazione anziché da professionisti della
comunicazione) è stata diversificata a seconda delle fasi del processo. Nella fase di avvio, è stata
di tipo tradizionale e realizzata attraverso la diffusione nel quartiere di brochure informative e
volantini, nonché attraverso comunicati stampa e pagine web. Nella fase di attuazione dei progetti,
a fianco del canali di comunicazione più formali e mono-direzionali (tra cui sempre comunicati
stampa, conferenze stampa con i portavoce dei gruppi, volantini e cartelloni informativi posizionati
nei punti strategici del quartiere) sono stati attivati anche alcuni canali di comunicazione tipici dei
processi partecipativi, come la partecipazione dell’Ufficio “Agenda 21 e ReggioSostenibile“ alle feste
del quartiere con uno specifico stand.
Capitale sociale:
Il processo ha contribuito a “ridurre” l’altissima conflittualità iniziale tra cittadini ed
amministrazione. Inoltre ha creato relazioni tra i partecipanti e nuove competenze–saperi
sono nati dall’interscambio tecnici-cittadini. Dalle sinergie sviluppate durante il processo sono nati
e sono stati portati avanti, da parte di alcuni partecipanti, anche in autonomia, alcuni progetti
per il miglioramento del quartiere.
Risultati raggiunti:
Il risultato principale del processo è stato l’elaborazione di un “Piano di Azione”, cioè di un
documento contenente gli obiettivi strategici di miglioramento della qualità ambientale e della
vivibilità del quartiere; tale documento è stato assunto effettivamente quale documento strategico
di riferimento per la Circoscrizione e, seppur parzialmente, per le nuove politiche del Comune. Dal
processo sono inoltre nati progetti specifici riguardanti ambiti economici, sociali ed territoriali. Il
“Piano di Azione” risulta ad oggi in gran parte attuato.
Principali output: verbali incontri, report Piano d’azione, report di monitoraggio
46
Forum “Progetti per il
Centro Storico”
marzo - maggio 2004
Periodo di
Svolgimento:
Chi ha
promosso il
processo:
Sindaco e Assessore
Ambiente
Nella primavera del 2004, a pochi mesi dalle elezioni Temi:
amministrative, in un clima di crescente conflittualità,
•
MOBILITÀ
il Comune ha avviato un processo partecipato, sullo
•
SOCIALE
schema dell’Agenda 21 di quartiere, nel Centro storico
•
ECONOMIA
con l’obiettivo di coinvolgere direttamente i cittadini
•
AMBIENTE
nella definizione, ma anche nell’attuazione, di progetti
•
EDILIZIA
per migliorare il centro.
Le attività si sono svolte attraverso la costituzione di
un Forum specifico, organizzato in gruppi di lavoro
tematici (Accessibilità - Attività imprenditoriali, culturali Territorio: Centro Storico
e sociali - Cura del centro storico) secondo le modalità
proprie dei processi di Agenda 21 Locale (percorso di
partecipazione strutturato, orientato al progetto e alla
corresponsabilità di tutti gli interessati).
Il Forum ha elaborato un “Piano di Azione” contenente
per ciascun tema sviluppato gli obiettivi strategici e le
azioni per il Centro Storico, quale piano di riferimento
per le future politiche del Comune di Reggio Emilia.
Nel settembre 2004, a seguito dell’insediamento
della nuova Giunta e della costituzione del nuovo
Assessorato alla Città Storica, i portavoce dei gruppi
di lavoro hanno presentato il Piano d’azione alla nuova
amministrazione, che ha in gran parte recepito le
principali indicazioni all’interno della programmazione
pluriennale dell’Assessorato.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: indeterminati/poco chiari
L’impegno iniziale dell’ente era indeterminato. Infatti, l’ente ha avviato un percorso di confronto
con i cittadini e le varie organizzazioni operanti nel centro storico senza esplicitare chiaramente gli
impegni concreti che intendeva assumersi.
Il processo è stato avviato alla vigilia delle elezioni comunali ed ha quindi risentito del fermento
politico creato dalla campagna elettorale in pieno svolgimento.
Risultati attesi: vision + progetti
Il processo voleva coinvolgere tutti i principali portatori di interessi del centro storico (nel definire
congiuntamente obiettivi e azioni di miglioramento nell’ambito di una visione condivisa e al tempo
stesso stimolare i vari stakeholder a collaborare alla realizzazione di progetti specifici.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La partecipazione era aperta a tutti, ma per cercare di garantire la rappresentatività e l’equilibrio,
sono state sollecitate a partecipare diverse categorie, attraverso l’invio di una lettera a firma del
Sindaco.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi + “qualsiasi”
Al processo hanno partecipato sia cittadini “attivi” sia molti cittadini “qualsiasi”. Il Forum ha visto
l’adesione ufficiale di oltre 122 soggetti in rappresentanza dei diversi portatori d’interesse del
quartiere. Il processo ha risentito della mancata partecipazione di alcune categorie “forti” (come ad
esempio l’associazione dei commercianti) che non erano interessate al confronto con altri portatori
d’interesse, ma chiedevano contatti bilaterali direttamente con l’Amministrazione.
47
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione
Il processo si è svolto utilizzando soprattutto metodologie di ascolto e dialogo anche se finalizzate non
solo all’analisi dei problemi, ma anche alla condivisione degli obiettivi e delle possibili soluzioni.
In particolare il lavoro si è svolto all’interno di gruppi di lavoro su temi specifici (secondo la
tecnica dei focus group) e in forum plenari di confronto.
Relazione cittadini - tecnici: cittadini-tecnici-cittadini
I cittadini si sono confrontati tra di loro individuando una serie di problemi e di possibili soluzioni,
hanno chiesto chiarimenti ai tecnici ed alla fine hanno elaborato in modo autonomo un proprio
piano di obiettivi strategici per il quartiere.
Organizzazione: ufficio partecipazione
Il processo è stato organizzato e realizzato in tutte le sue fasi dall’ufficio interno “Agenda 21 e
ReggioSostenibile”, con l’aiuto dei consulenti in fase di progettazione.
Regia: assessore ambiente + ufficio partecipazione + consulente
Facilitatore: esterno
Il processo è stato realizzato con la collaborazione di consulenti esterni che hanno svolto il ruolo di
facilitatori all’interno dei gruppi di lavoro. La presenza dei facilitatori esterni è stata importante in
quanto ha garantito una “intermediazione” tra l’amministrazione e i partecipanti.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione (realizzata dall’ufficio preposto alla partecipazione anziché da professionisti
della comunicazione) è stata essenzialmente di tipo tradizionale ed è stata realizzata attraverso
comunicati e conferenze stampa, brochure informative e pagine web dedicate.
Capitale sociale:
Il processo ha contribuito solo in parte a creare nuove relazioni tra i partecipanti ed ad aumentare
la loro capacità di fare sistema. Ha contribuito a creare nuovi cittadini “attivi” e nuove
competenze–saperi, nati dall’interscambio con i tecnici.
Risultati raggiunti:
Il risultato principale del processo è stato l’elaborazione di un “Piano di Azione”, cioè di un
documento contenente gli obiettivi strategici per il Centro Storico di riferimento per le nuove
politiche del Comune di Reggio Emilia.
Nel settembre 2004 a seguito dell’insediamento della nuova Giunta e della costituzione del nuovo
Assessorato alla città storica i portavoce dei gruppi di lavoro hanno presentato il Piano d’azione
alla nuova Amministrazione, che ha in gran parte recepito le principali indicazioni all’interno della
programmazione pluriennale dell’Assessorato.
Principali output: verbali incontri, report Piano d’azione
48
Urbanistica partecipata
PRU Compagnoni
maggio - giugno 2005
Periodo di
Svolgimento:
Chi ha
promosso il
processo:
Assessore Lavori
Pubblici e Progetto Casa
Nell’estate 2005 il Comune di Reggio Emilia ha avviato Temi:
un percorso di urbanistica partecipata nel quartiere
•
MOBILITÀ
Compagnoni, nella Circoscrizione 4^. Sull’area,
•
AMBIENTE
oggetto negli anni ‘50 di un vasto intervento di edilizia
•
SOCIALE
popolare, era in fase di avvio un importante piano
pubblico di riqualificazione urbana (PRU) che prevedeva
interventi sugli edifici e sulle aree pubbliche finalizzati
ad una più generale riqualificazione sociale e urbana.
Le prospettive di valorizzazione del quartiere erano Territorio: Quartiere Compagnoni
di grande rilevanza per i cittadini e richiedevano, per
alcuni aspetti della progettazione ancora aperti, un
confronto diretto tra i residenti e l’Amministrazione.
Il percorso ha previsto quindi una serie di incontri di
ascolto e dialogo tra cittadini e progettisti su aspetti
inerenti l’accessibilità del quartiere e la moderazione
del traffico, l’organizzazione degli spazi aperti pubblici
(in particolare modo le aree verdi e la nuova piazza)
e le funzioni del nuovo Centro polifunzionale previsto
dal programma di riqualificazione urbana.
Il processo ha portato all’elaborazione di una serie
di idee-proposte progettuali da inserire nel piano di
riqualificazione urbana del quartiere.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti, ma non vincolanti
L’Assessore si è assunto pubblicamentel’impegno di “tener conto” delle indicazioni progettuali che
sarebbero scaturite dal processo, senza però fornire garanzie vincolanti.
Risultati attesi: progetti
Il processo aveva tra i suoi obiettivi l’elaborazione di idee-proposte progettuali condivise inerenti
gli spazi aperti pubblici, le funzioni del nuovo centro polifunzionale, l’accessibilità e la moderazione
del traffico.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La partecipazione era aperta a tutti e, per favorire la più ampia partecipazione, è stata diffusa in
tutto il quartiere una brochure informativa. Tuttavia per garantire la presenza delle organizzazioni/
associazioni portatrici degli interessi più rilevanti è stata inviata una lettera di invito.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi + “qualsiasi”
Al processo hanno aderito 42 persone in rappresentanza dei diversi interessi coinvolti. La
composizione dei due gruppi di lavoro in cui si è articolato il processo ha visto una partecipazione
equilibrata di cittadini “competenti/attivi” e di cittadini “qualsiasi”.
Metodologie utilizzate: (strumenti di consultazione) + strumenti di progettazione
La metodologia utilizzata per condurre il processo partecipativo è stata quella dei gruppi di lavoro
che hanno condotto alla progettazione partecipata dell’intervento sul quartiere, più un forum di
restituzione pubblica. Insieme al processo partecipato era attivo anche un punto informativo
per i cittadini, finalizzato a fornire informazioni sul piano di riqualificazione urbana e su aspetti di
interesse diretto dei residenti (per es. trasferimenti temporanei in altri alloggi).
49
Relazione cittadini - tecnici: interazione stretta
Le relazioni tra cittadini e tecnici sono state strette e sono avvenute in un unico contesto portando
effettivamente ad un interscambio ed accrescimento reciproco tra saperi diversi.
Organizzazione: ufficio partecipazione
Il processo di partecipazione è stato progettato e organizzato dall’Ufficio “Ag 21 e ReggioSostenibile”
che ha anche coordinato il lavoro dei facilitatori esterni e dei progettisti nella fase di svolgimento
del processo con la collaborazione dei tecnici dell’Ufficio Casa. La progettazione è stata eseguita
dall’Ufficio “Ag 21 e ReggioSostenibile”, dai consulenti e dall’Ufficio Casa.
Regia: assessore Lavori Pubblici + ufficio partecipazione + progettisti (ufficio casa e
ACER)
Facilitatore: esterno
La facilitazione è stata affidata ad una società di consulenza esterna, esperta nella conduzione di
processi partecipativi. I facilitatori durante gli incontri sono stati sempre supportati dalla presenza
dei tecnici di processo dell’Ufficio “Ag 21 e ReggioSostenibile” e dai progettisti del PRU.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione relativa al processo è stata di tipo tradizionale ed è stata realizzata attraverso
comunicati stampa, una brochure informativa con distribuzione porta a porta, una lettera di invito,
locandine varie e sito internet.
Capitale sociale:
Nel corso del processo partecipativo si è verificato un accrescimento del capitale sociale, grazie al
positivo clima di confronto e condivisione che si è sviluppato all’interno dei gruppi di lavoro, sia
tra i cittadini partecipanti sia tra i cittadini ed i progettisti; questi ultimi hanno dimostrato una
significativa apertura al dialogo e al confronto.
Risultati raggiunti:
I risultati raggiunti dal processo corrispondono a quelli attesi, in quanto dagli incontri dei due gruppi
di lavoro è uscito un master plan del progetto che includeva sia le esigenze dell’Amministrazione
sia quelle espresse dai partecipanti.
Principali output: verbali incontri, report finale e cartografia di sintesi
Ai partecipanti sono stati consegnati i verbali degli incontri svolti ed al termine un report finale
dei risultati complessivi del processo. Per favorire e agevolare il confronto durante lo svolgimento
del processo, i progettisti hanno prodotto diverse cartografie per visualizzare le proposte dei
partecipanti.
50
Urbanistica partecipata
PRU Ospizio
Periodo di
Svolgimento:
ottobre 2005 - gennaio 2006
Chi ha
promosso il
processo:
Assessore Urbanistica
+ Presidente
Circoscrizione 6^
Nell’autunno 2005 è stato avviato un percorso di Temi:
ascolto e dialogo con i cittadini della Circoscrizione
• URBANISTICA
6^ inerente un’area oggetto di un Programma di
•
AMBIENTE
Riqualificazione Urbana “PRU di Ospizio” al fine di
“pensare insieme un nuovo centro per il quartiere”.
L’obiettivo era di avviare un percorso di progettazione
partecipata con i cittadini del quartiere relativo agli Territorio: Quartiere Ospizio
“spazi aperti pubblici” previsti dal PRU e nello specifico
le aree verdi e la nuova piazza di quartiere, affinché
tali spazi potessero diventare effettivamente luoghi
centrali e di attrazione per i cittadini.
L’ascolto e dialogo con i cittadini è avvenuto secondo un
percorso strutturato che ha previsto la costituzione di
gruppidilavoro acuihannopartecipatovolontariamente
vari portatori di interesse del quartiere.
Il percorso di progettazione partecipata prevedeva due
fasi principali: la prima ha portato alla formulazione
di prime proposte-idee condivise; la seconda,
più operativa, ma ancora da realizzare, porterà a
confrontarsi sulla progettazione esecutiva dell’area.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti, ma non vincolanti
L’Assessore si è assunto pubblicamente l’impegno a tenere in considerazione le indicazioni progettuali
che sarebbero scaturite dal processo, ma non ha potuto fornire, per motivi tecnici e procedurali,
garanzie vincolanti che la progettazione dell’intervento avrebbe recepito le proposte uscite dai
partecipanti.
Risultati attesi: vision (+ progetti)
Il percorso partecipativo aveva tra i suoi obiettivi la condivisione di una vision che avrebbe costituito
la base per l’elaborazione di proposte progettuali inerenti il programma di riqualificazione urbana.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La partecipazione era aperta a tutti coloro che erano interessati. Per cercare però di garantire
un’adeguata rappresentatività sono state invitate tutte le organizzazioni/associazioni del quartiere
portatrici di vari interessi, preventivamente individuate. Inoltre, attraverso incontri diretti con gli
insegnanti, sono state coinvolte tutte le scuole dell’area interessata dall’intervento.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi + “qualsiasi”
Al percorso hanno aderito 37 persone in rappresentanza dei diversi interessi coinvolti. La
composizione dei due gruppi di lavoro in cui si è articolato il processo ha visto una partecipazione
equilibrata sia di cittadini “competenti/attivi” sia di cittadini “qualsiasi”.
Inoltre, hanno partecipato al percorso parallelo 4 scuole: complessivamente 126 bambini di età
compresa tra i 5 anni ed i 13 anni.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione (+ strumenti di progettazione)
La metodologia utilizzata è stata quella dei gruppi di lavoro tematici che hanno affrontato
parallelamente in incontri successivi i temi “Le aree verdi pubbliche” e “La piazza”. Nei primi incontri
si è lavorato sulle vision; solo nell’ultimo si è verificata la congruità di queste con il progetto
51
sottoponendo questo alla verifica dei cittadini.
Parallelamente è stato attivato un percorso con le scuole elementari finalizzato anch’esso a
sollecitare le vision dei bambini. La restituzione dei risultati è avvenuta nel corso di un incontro
pubblico con un ruolo attivo dei partecipanti (adulti e bambini).
Relazione cittadini - tecnici: tecnici - cittadini- tecnici
Il processo ha visto i cittadini elaborare visioni iniziali “libere” che i tecnici hanno poi confrontato
con il progetto sottoponendola ai cittadini per raccogliere le loro osservazioni e proposte.
Organizzazione: ufficio partecipazione (+Circoscrizione)
Il processo di partecipazione è stato progettato e organizzato dall’Ufficio “ReggioSostenibile” in
collaborazione con la Circoscrizione. L’ufficio ha anche coordinato il lavoro dei facilitatori e dei
progettisti nella fase di svolgimento del processo ed ha gestito direttamente tutto il percorso
parallelo con le scuole.
La progettazione è stata realizzata dall’Ufficio “ReggioSostenibile”.
Regia: assessore urbanistica + ufficio partecipazione + tecnici urbanistica
Facilitatore: esterno
La facilitazione del percorso è stata affidata ad un consulente esterno.
Comunicazione: canali formali/tradizionali + canali partecipativi
La comunicazione è stata in parte di tipo tradizionale ed in parte partecipativa.
La forma tradizionale è stata realizzata attraverso comunicati stampa, una brochure informativa
distribuita porta a porta, una lettera di invito, varie locandine e sito internet. Il canale partecipativo
è stato utilizzato per il coinvolgimento delle scuole, attraverso incontri diretti con gli insegnanti
coinvolti.
Capitale sociale:
Nel corso del processo partecipativo si è verificato un accrescimento del capitale sociale in quanto
ha portato i partecipanti (anche i bambini) a riflettere sul “significato” che devono avere un
parco e una piazza affinché siano effettivamente cardini delle relazioni sociali.
Risultati raggiunti:
Il processo ha portato a formulare vision e proposte che sono servite a meglio dettagliare il progetto
preliminare e hanno fornito una base di lavoro per la progettazione successiva di dettaglio.
Principali output: verbali incontri + report finale + poster + cartografie di sintesi +
cartelloni scuole
Ai partecipanti sono stati consegnati i verbali degli incontri svolti ed un report finale di sintesi. Per
l’incontro finale sono stati realizzati cartelloni riportanti le “metafore progettuali” sviluppate dal
percorso e cartografie di sintesi degli elementi tecnici. Le scuole hanno realizzato, in collaborazione
con gli uffici dell’ente, cartelloni con il lavoro delle classi.
52
Urbanistica partecipata
Parco Acque Chiare
Periodo di
febbraio - marzo 2004:
Svolgimento: 1^ fase
gennaio - maggio 2006:
2^ fase
Chi ha
promosso il
processo:
Assessore Urbanistica
+ Presidente
Circoscrizione 5^
Nel 2004 il Comune ha avviato nella Circoscrizione 5^ Temi:
un processo partecipativo al fine di definire le modalità
•
URBANISTICA
di realizzazione del futuro Parco delle Acque Chiare
•
AMBIENTE
(da realizzare all’interno di vari Piani Particolareggiati
previsti dal PRG) con particolare attenzione agli
elementi naturalistici presenti sul territorio.
Il percorso partecipativo si è articolato in due fasi.
La prima, svolta nel 2004, ha riguardato le aree
verdi di un solo piano particolareggiato tra quelli Territorio: Parco Acque Chiare
previsti nell’area. La seconda, realizzata nel 2006, ha
riguardato le aree verdi di tutti i piani particolareggiati
previsti nella stessa zona, al fine di coordinare la
progettazione urbanistica e valorizzare il sistema
complessivo delle aree verdi pubbliche nel quartiere.
Il processo partecipato si è svolto attraverso il
confronto strutturato all’interno di gruppi di lavoro,
seguendo in gran parte i criteri e le modalità operative
dei processi di Agenda 21 di quartiere e di alcune
esperienze di urbanistica partecipata.
Il percorso ha portato all’elaborazione di uno schema
progettuale del futuro Parco sulla base delle indicazioni
dei partecipanti.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti, ma non vincolanti
L’Assessore si è assunto pubblicamente l’impegno a tener conto delle indicazioni progettuali che
sarebbero scaturite dal processo per coordinare i vari Piani Particolareggiati senza però fornire
garanzie vincolanti.
Risultati attesi: progetti
Il percorso era finalizzato in gran parte alla definizione delle linee progettuali del nuovo parco
coordinando i diversi Piani Particolareggiati con particolare attenzione alla tutela del fontanile,
elemento di forte pregio presente nell’area.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La partecipazione era aperta a tutti. Per favorire la più ampia partecipazione dei cittadini interessati
dall’intervento è stata diffusa in tutto il quartiere una brochure informativa. Si è cercato però
di garantire un’adeguata rappresentatività di tutte le organizzazioni/associazioni del quartiere
portatrici di vari interessi inviando loro una lettera di invito specifica.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi + “qualsiasi”
Alla prima fase del percorso hanno partecipato 38 aderenti; alla seconda 46, in rappresentanza
dei diversi interessi coinvolti. La composizione dei gruppi di lavoro in cui si è articolato il processo
ha visto una partecipazione equilibrata sia di cittadini “competenti/attivi” sia di cittadini “qualsiasi”
maggiormente coinvolti nei temi trattati.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione + strumenti di progettazione
La metodologia utilizzata per condurre entrambe le fasi in cui si è articolato il processo partecipativo è
stata quella dei gruppi di lavoro, che hanno condotto alla progettazione partecipata dell’intervento
complessivo sull’area del Parco delle Acque Chiare. In apertura della seconda fase è stata però
53
realizzata una passeggiata di quartiere in cui i progettisti hanno raccolto direttamente sul
territorio le prime indicazioni dei partecipanti.
Relazione cittadini - tecnici: tecnici-cittadini-tecnici
Nel processo vi è stato un flusso di informazioni, in quanto i progettisti degli interventi avevano
già elaborato i loro progetti di intervento sulle singole aree che hanno sottoposto ai cittadini per
raccogliere la loro visione unitaria e le loro osservazioni e proposte. Sulla base di quanto emerso,
i progettisti hanno rielaborato i loro progetti iniziali per includere le proposte dei partecipanti. Il
Servizio Urbanistica ha poi elaborato una visione unitaria dell’area e degli interventi previsti.
Organizzazione: ufficio partecipazione + servizio urbanistica + Circoscrizione
La prima fase del processo è stata progettata e gestita dal consulente esterno in collaborazione
con il Servizio Urbanistica, mentre la seconda fase del processo è stata progettata dall’Ufficio
ReggioSostenibile, in collaborazione con il consulente, e con la collaborazione nell’organizzazione
della circoscrizione. In questa seconda fase, l’ufficio ha anche coordinato il lavoro dei facilitatori
e dei progettisti durante lo svolgimento del processo. L’organizzazione della prima fase è stata
realizzata dal Servizio Urbanistica mentre la seconda fase dall’Ufficio ReggioSostenibile.
Regia: assessore urbanistica + ufficio partecipazione + tecnici urbanistica
Facilitatore: esterno
La facilitazione del processo è stata affidata a una società di consulenza esterna, esperta nella
conduzione di processi partecipativi. I facilitatori durante gli incontri sono stati sempre supportati
dalla presenza dei tecnici e dei progettisti.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione relativa al processo è stata di tipo tradizionale ed è stata realizzata attraverso
comunicati stampa, una brochure informativa, una lettera di invito, locandine, sito internet e
distribuzione porta a porta della brochure.
Capitale sociale:
Nel corso del processo partecipativo si è verificato un accrescimento del capitale sociale dei
partecipanti in termini di conoscenza e consapevolezza. Questo è stato possibile grazie al
positivo clima di confronto e condivisione che si è sviluppato all’interno dei gruppi di lavoro, sia
tra i cittadini partecipanti sia tra i cittadini ed i progettisti.
Risultati raggiunti:
I risultati raggiunti dal processo corrispondono a quelli attesi, in quanto dagli incontri dei gruppi di
lavoro è uscito uno schema dell’intervento (master plan) complessivo da realizzare, che include
sia le esigenze dell’Amministrazione sia quelle dei progettisti sia quelle espresse dai partecipanti.
Tale schema di intervento è stato usato come riferimento per la progettazione-realizzazione di Piani
Particolareggiati.
Principali output: verbali incontri, report finale, cartografia di sintesi
Ai partecipanti sono stati consegnati i verbali degli incontri svolti e, al termine di entrambe le fasi,
un report finale dei risultati complessivi del processo. Per favorire e agevolare il confronto durante
lo svolgimento del processo, i progettisti hanno prodotto diverse cartografie per visualizzare le
proposte dei partecipanti.
54
Processo partecipato
Piano Mobilità
Periodo di
giugno 2005 - dicembre 2007
Svolgimento:
Chi ha
promosso il
processo:
Assessori alla Mobilità
del Comune e della
Provincia
Nel 2005 il Comune e la Provincia di Reggio Emilia, Temi:
MOBILITÀ
•
insieme all’Agenzia per la Mobilità (ACT), hanno
avviato un processo partecipato di accompagnamento
alla redazione del Piano della Mobilità che prevedeva,
accanto alla progettazione tecnica, il coinvolgimento
“strutturato” delle organizzazioni e delle diverse
componenti sociali interessate ai diversi problemi
legati alla mobilità. Il forum specifico si è suddiviso
inizialmente in tre Focus Group: “Persone in Territorio: Comune e area vasta
movimento”,
“Organizzazione
della
Mobilità”,
“Logistica e Trasporto merci”.
La prima parte del percorso è stata finalizzata in
particolare all’analisi e all’ascolto delle problematiche
portando alla redazione di uno specifico report.
Successivamente sono stati realizzati alcuni incontri
di informazione sui risultati delle analisi-indagini
tecniche che via via venivano realizzate.
Nel 2006 è stata avviata la fase più progettuale del
percorso durante la quale il Comune ha proseguito
i lavori all’interno del Focus Group “Persone in
movimento” trattando in particolar modo le tematiche
comunali. I partecipanti hanno potuto confrontarsi
direttamente con il gruppo tecnico su alcune ipotesi
di trasformazione dell’attuale sistema di mobilità nel
contesto urbano.
Dopo una sospensione di un anno, il processo si è
concluso nel dicembre 2007 con l’organizzazione di una
giornata dedicata alla presentazione della proposta di
Piano della Mobilità, al confronto tra i partecipanti e i
tecnici su tale proposta ed alla valutazione finale dei
partecipanti sulla bozza di piano.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti, ma non vincolanti
Le due Amministrazioni che hanno proposto il processo di partecipazione hanno più volte dichiarato
pubblicamente che esso avrebbe dovuto costituire uno degli assi portanti della costruzione del Piano
della Mobilità di aree vasta in quanto sede privilegiata per la comunicazione e la concertazione fra
le Amministrazioni e i vari portatori di interesse. Gli impegni assunti non potevano però essere
vincolanti perché il Piano della Mobilità doveva anche essere il frutto di un processo tecnico di
pianificazione.
Risultati attesi: vision
Il processo aveva l’obiettivo di individuare, insieme alle diverse componenti sociali interessate,
le criticità, la definizione degli obiettivi utili per la costruzione degli scenari d’azione e la loro
valutazione sociale, economica ed ambientale fondamentale per la costruzione del Piano.
Selezione dei partecipanti: autoselezione e selezione mirata
Il processo, inizialmente, aveva individuato due canali di partecipazione. Enti pubblici, istituzioni,
associazioni e comitati, invitati direttamente tramite un’apposita lettera, potevano partecipare ai
Focus Group tematici. I privati cittadini potevano partecipare solo attraverso un Forum telematico,
che doveva seguire le diverse fasi dei lavori integrandosi con i Focus Group. Per rendere efficace
55
e concreto questo schema, erano previsti momenti di raccordo tra le attività dei due canali. In
realtà il Forum telematico ha funzionato solo molto parzialmente nella prima fase, mentre è stato
“assente” nelle fasi successive.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi + “qualsiasi”
Al processo hanno partecipato sia cittadini “competenti-attivi” in rappresentanza delle varie
associazioni-enti sia, seppure in minor misura, cittadini “qualsiasi”. Il Forum, articolato nei
Focus Group, ha visto l’adesione ufficiale di oltre 180 soggetti in rappresentanza delle varie
organizzazioni.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione + strumenti di progettazione
Il processo si è svolto prevalentemente all’interno di focus group tematici e in forum plenari di
confronto e, solo parzialmente, all’interno del forum telematico. Nella fase finale è stato organizzato
anche un Open Space Technology.
Relazione cittadini - tecnici: cittadini–tecnici–cittadini + tecnici–cittadini–tecnici
Inizialmente, i tecnici hanno introdotto i temi di discussione attraverso un primo quadro sul contesto
e le sue problematicità, da cui i partecipanti hanno definito insieme, in modo autonomo, obiettivi e
strategie di intervento. Successivamente, i tecnici hanno elaborato una proposta di Piano alla luce
delle osservazioni raccolte, sottoposto, per la parte del Comune, alla verifica finale dei partecipanti.
Pur nella complessità del processo, si può dire comunque che ha prevalso la relazione tecnici–
cittadini–tecnici.
Organizzazione: uffici partecipazione
Inizialmente il processo è stato progettato dai vari consulenti esterni del Comune e della Provincia,
insieme agli uffici comunali e provinciali preposti alla gestione dei processi partecipativi (per
il Comune l’Ufficio ReggioSostenibile). Gli Uffici partecipazione dei due enti hanno organizzato
la prima fase di analisi del processo. Successivamente l’organizzazione della parte di processo
inerente le tematiche comunali è stata condotta solo dall’Ufficio ReggioSostenibile con i consulenti
esterni sia della partecipazione che tecnici. Nelle fase finale del processo, che ha portato all’OST,
la progettazione e l’organizzazione sono state gestite in gran parte dall’Ufficio ReggioSostenibile
insieme all’assessorato alla mobilità.
Regia: assessori mobilità + uffici partecipazione + consulenti e tecnici esterni
Facilitatore: esterno/interno
Nella prima fase del processo hanno svolto il ruolo di facilitatori, all’interno dei gruppi di lavoro, i
consulenti esterni. Per la parte di processo inerente le tematiche comunali, i consulenti esterni sono
stati affiancati anche da facilitatori interni (Ufficio ReggioSostenibile).
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione legata al processo partecipativo è stata essenzialmente di tipo tradizionale e
realizzata attraverso comunicati stampa, conferenze stampa e brochure informative.
Capitale sociale:
Il processo, pur avendo subito interruzioni e modifiche rispetto allo schema iniziale che hanno
prodotto “insoddisfazione” nei partecipanti relativamente alle attese iniziali, ha comunque permesso
un confronto tra i vari portatori di interesse e soprattutto con i consulenti tecnici esterni. Tale
confronto ha creato relazioni nuove, ha accresciuto le competenze reciproche dei partecipanti
e dei tecnici e la capacità delle associazioni di fare sistema.
Risultati raggiunti:
Il risultato principale del processo è stato l’elaborazione di una bozza del Piano della Mobilità
redatto anche tenendo in considerazione quanto emerso durante il percorso di partecipazione. Tale
bozza è stata presentata agli aderenti al processo partecipato nel corso di una giornata durante la
quale sono state raccolte ulteriori osservazioni prima della approvazione in Consiglio Comunale.
Principali output: verbali incontri, report fase di analisi, instant report OST, cartografia
di sintesi, report finale della giornata di valutazione della proposta di piano
56
Processo partecipato
per la riqualificazione
Reggia di Rivalta
Periodo di
febbraio 2006 >>>>
Svolgimento: in corso
Chi ha
promosso il
Processo:
Assessore ai lavori
pubblici
In seguito all’acquisizione, da parte del Comune, della Temi:
Reggia di Rivalta e del suo parco, l’Amministrazione
•
RIQUALIFICAZIONE URBANA
ha deciso di avviare, per il recupero di questo
•
AMBIENTE
importante patrimonio storico ed architettonico, un
•
MOBILITÀ
percorso di partecipazione finalizzato a coinvolgere
la città e i cittadini di Rivalta nell’individuazione di
un’idea condivisa per il recupero e la valorizzazione
della struttura e dei suoi spazi verdi.
Il processo è stato avviato con una prima fase di
indagine che ha coinvolto direttamente, tramite
interviste, i cittadini, le associazioni e i rappresentanti Territorio: Rivalta
di enti ed organizzazioni pubbliche.
Dopo questa fase iniziale è stato organizzato un evento
con la metodologia OST (Open Space Technology)
finalizzato ad aprire un confronto per immaginare le
possibili funzioni su cui basare progetti di recupero
e di riqualificazione a partire dalla domanda: “Cosa
possiamo fare per ridare vita alla Reggia di Rivalta e
al suo parco?”. Quanto emerso dall’intera giornata di
lavoro è stato in seguito oggetto di approfondimenti
in due Focus Group tematici successivi.
Gli elementi emersi dal percorso hanno permesso
ai progettisti di elaborare uno schema di progetto,
illustrato ai partecipanti in un incontro pubblico per
una validazione dello stesso. La proposta condivisa
è stata poi la base per definire un primo progetto
attualmente in fase di verifica di fattibilità.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti, ma non vincolanti
Inizialmente l’Assessore si era impegnato a tenere in considerazione le idee e le proposte che
sarebbero emerse dal processo e di tenerne conto nelle successive fasi di progettazione degli
interventi, ma non aveva fornito garanzie stringenti.
Risultati attesi: vision (+ progetti)
Il percorso si proponeva principalmente l’obiettivo di definire vision per le future destinazioni d’uso
della Reggia e del parco su cui basare i progetti di recupero e valorizzazione.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La partecipazione era aperta a tutti. Per dare informazioni a tutta la cittadinanza sono stati realizzati
una brochure informativa e vari cartelloni. E’ stata comunque inviata anche una lettera di invito ad
un’ampia lista selezionata di portatori di interessi sia a scala locale (frazione di Rivalta) sia a scala
comunale e provinciale.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi + “qualsiasi”
Il processo è riuscito a coinvolgere 148 soggetti, tra cui erano presenti sia cittadini “competentiattivi” sia cittadini “qualsiasi” appartenenti soprattutto alla frazione di Rivalta.
Metodologie utilizzate: strumenti consultazione
Nella fase iniziale del processo sono state condotte alcune interviste a soggetti significativi;
in seguito è stato organizzato un OST (Open Space Technology) da cui sono emerse alcune
tematiche rilevanti che sono state affrontate in due Focus Group tematici successivi. Le proposte
57
progettuali e lo stato di avanzamento vengono illustrati periodicamente ai cittadini in incontri
pubblici aperti a tutti.
Relazione cittadini - tecnici: --Il processo non è di facile classificazione rispetto a tale aspetto. Inizialmente i tecnici sono stati
tenuti in disparte in quanto l’obiettivo del processo era proprio quello di far emergere liberamente
le idee e le proposte progettuali dei cittadini. In una seconda fase i tecnici hanno formulato delle
proposte che poi hanno sottoposto ai cittadini.
Organizzazione: ufficio partecipazione + servizio ingegneria
L’organizzazione del processo è stata seguita in stretta collaborazione tra il Servizio Ingegneria,
a cui faceva riferimento il progetto tecnico, e l’ufficio ReggioSostenibile. La progettazione è stata
realizzata da consulenti esterni insieme all’assessore competente.
Regia: assessore Lavori Pubblici + consulente + servizio ingegneria + ufficio
partecipazione
Facilitatore: esterni (+ interno)
Nella giornata dell’Open Space Technology il ruolo di conduttore generale è stato svolto dal
consulente esterno, ma la conduzione dei sottogruppi ha richiesto anche la partecipazione attiva
anche di soggetti interni dell’ufficio ReggioSostenibile e del Servizio Ingegneria.
Comunicazione: canali formali/tradizionali e canali partecipativi
Data l’ampia gamma di soggetti da informare e da coinvolgere, sono stati utilizzati diversi strumenti
di comunicazione. I canali tradizionali (conferenze stampa, internet, volantini, lettere, manifesti,
pannelli informativi, verbali e brochure) e i canali partecipativi (interviste, comunicazione di cantiere,
feste, visite guidate, ecc...) sono finalizzati ad una comunicazione puntuale e attenta, che permetta
ai cittadini di essere aggiornati su come procedono sia i lavori tecnici sia quelli legati al processo di
partecipazione.
Capitale sociale:
Il processo ha favorito la ricostruzione di socialità e affezione al luogo da parte della comunità
locale e della città, ha creato relazioni tra i partecipanti e nuove competenze–saperi nati
dall’interscambio tecnici-cittadini.
Dalle sinergie sviluppate durante il processo sono nate partnership nuove e sono stati portate
avanti, anche in autonomia, iniziative specifiche.
Risultati raggiunti:
Il processo ha permesso di mettere a punto un’idea forte, che mancava all’amministrazione,
su cui basare le linee progettuali per la Reggia e il parco (Parco del Benessere dedicato al ben
vivere, alla lentezza e al relax) e il conseguente studio di fattibilità tecnico, economico, finanziario
e procedurale promosso dall’Amministrazione.
Principali output: instant Report, volantino di presentazione ai cittadini dei risultati del
processo partecipato
58
Laboratori di partecipazione
Piano Strutturale Comunale
1 fase
Periodo di
Svolgimento:
novembre 2006 – maggio 2007
Chi ha
promosso il
processo:
Assessore Urbanistica
Per giungere all’adeguamento degli strumenti Temi:
• URBANISTICA
urbanistici alla LR 20/2000 e per condividere
• AMBIENTE
con la comunità un “nuovo progetto di città”,
• MOBILITÀ
l’Amministrazione ha promosso nel 2006 una serie di
• SOCIALE
incontri di informazione, ascolto e confronto con i vari
• ECONOMIA
rappresentanti della comunità locale (sia associazioni
che cittadini) finalizzati a fornire un contributo ai
lavori della Conferenza di Pianificazione.
Il confronto è stato sviluppato attraverso un processo Territorio: Comune di Reggio Emilia
di partecipazione articolato in laboratori su temi
considerati strategici ed esemplificativi e attraverso
interviste mirate ad opinion leader. Per ogni tema
strategico è stato individuato un “caso studio” che
rappresentasse, in modo diretto ed efficace, la
strategia del PSC cui faceva riferimento il tema
trattato. I laboratori in cui si è articolato il processo
sono stati sei: I poli di eccellenza (Stazione TAV/TAC),
I luoghi della produzione (Mancasale), Il sistema
paesaggio (Quadrante Via Martiri di Cervarolo, Via
Tassoni, Via Casello Veneri), Il sistema insediativo
e la riqualificazione diffusa (Via Emilia), Il sistema
del Welfare (il sistema dei servizi educativi). Il sesto
laboratorio Politiche di area vasta è stato dedicato,
in particolare, ai Sindaci dei Comuni della cintura di
Reggio Emilia, al fine di discutere delle problematicità
e delle potenzialità connesse all’area vasta.
La prima fase del processo ha portato alla elaborazione
di un documento finale consegnato alla conferenza di
pianificazione.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti, ma non vincolanti
L’Assessore, ha espresso pubblicamente l’impegno a tener conto delle indicazioni che sarebbero
scaturite dal processo, ma non è stato possibile fornire garanzie vincolanti che il Piano elaborato
dalla Conferenza di Pianificazione recepisse le idee uscite dai Laboratori di partecipazione.
Risultati attesi: vision
Per ogni Laboratorio in cui si è articolato il processo di partecipazione, l’esito atteso era quello di fornire
contributi e idee sulle strategie generali del PSC, da consegnare alla Conferenza di Pianificazione.
Selezione dei partecipanti: selezione mirata
Per poter meglio perseguire le finalità e gli obiettivi del processo, è stata operata una selezione
mirata delle categorie di attori da invitare, cercando di coinvolgere tutti gli interessi e tutti i punti
di vista rilevanti per il PSC, per garantire la formazione di gruppi di lavoro equilibrati. In ciascun
laboratorio erano quindi presenti privati cittadini, rappresentanti di associazioni, componenti del TAI,
rappresentanti degli ordini professionali, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, rappresentanti
delle circoscrizioni comunali. Al sesto laboratorio di “Area Vasta”, hanno partecipato, invece, i sindaci
dei Comuni della cintura di Reggio Emilia, oltre alle stesse categorie di attori individuati per gli altri
laboratori.
59
Partecipanti effettivi: competenti/attivi
I Laboratori progettuali della prima fase hanno visto l’adesione ufficiale di 170 soggetti in
rappresentanza dei diversi interessi coinvolti. Per la natura fortemente tecnica del Piano, la
partecipazione ha riguardato una fascia abbastanza ristretta della popolazione, anche se tutti gli
interessi erano rappresentati nei Laboratori. Principalmente hanno partecipato cittadini “competenti”
e membri di associazioni.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione
La metodologia utilizzata per condurre il processo partecipativo sul PSC è stata quella dei gruppi
di lavoro tematici (definiti nel processo Laboratori), per ognuno dei quali, è stato individuato uno
specifico caso-studio, collegato ad un’area strategica di azione del PSC. Il lavoro nei Laboratori è
stato finalizzato a sviluppare riletture, riflessioni e confronti sui dati messi a disposizione dai tecnici,
e ad elaborare ipotesi e proposte da sottoporre alla Conferenza di Pianificazione.
Relazione cittadini - tecnici: tecnici-cittadini-tecnici
Nel processo vi è stata una netta divisione dei compiti tra cittadini partecipanti e tecnici, in cui
questi ultimi hanno rielaborato le proposte dei primi in un documento di sintesi da consegnare alla
Conferenza di Pianificazione. Ad ogni incontro e per ogni Laboratorio sono sempre stati presenti tecnici
comunali ed esperti, con il compito di fornire chiarimenti (se richiesti) e di illustrare sinteticamente
i progetti comunali previsti. La relazione può essere sintetizzata come tecnici-cittadini-tecnici in
quanto questi ultimi hanno deciso cosa di quanto emerso nel processo partecipativo includere nel
“progetto”.
Organizzazione: servizio pianificazione (+ ufficio partecipazione)
Il processo di partecipazione sul PSC è stato ideato e progettato dall’Assessore, dal dirigente e
dai tecnici del Servizio Pianificazione in collaborazione con i consulenti esterni. L’organizzazione
e lo svolgimento sono stati condotti dal Servizio Pianificazione, affiancato dai tecnici dell’Ufficio
ReggioSostenibile.
Facilitatore: esterno
La facilitazione dei Laboratori è stata affidata a consulenti esterni, esperti nella materia urbanistica
e nella conduzione di processi partecipativi. Essi durante gli incontri sono stati sempre supportati
dalla presenza dei tecnici del Servizio Pianificazione.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
Nella prima fase del processo di partecipazione, la comunicazione è stata di tipo tradizionale ed è stata
realizzata attraverso comunicati stampa, una conferenza stampa, un convegno di presentazione,
una brochure informativa, lettere di invito, sito internet, cartelloni posizionati in punti strategici
della città.
Capitale sociale:
Nel corso del processo partecipativo non si è verificato un forte accrescimento del capitale sociale.
Questo si è verificato perché l’obiettivo del percorso era di consentire ai partecipanti di esprimere
le proprie opinioni sui temi affrontati, ma non di confrontarsi in un reale dibattito tra di loro,
in cui si potessero scontrare con difficoltà e problemi, verificare le loro divergenze e riuscire a
comporle in un interesse comune. All’interno dei Laboratori, tra i partecipanti, c’era già di base
un interesse comune sul tema affrontato, in alcuni casi contrapposto alle logiche ed alle politiche
dell’Amministrazione, la quale si è limitata a fornire spiegazioni puntuali e ad accogliere, in un
documento di sintesi, le proposte emerse.
Risultati raggiunti:
I risultati raggiunti dal processo corrispondono a quelli attesi dai promotori, in quanto l’obiettivo
di raccogliere le opinioni e le proposte emerse dai partecipanti all’interno dei Laboratori in un
documento di sintesi da consegnare alla Conferenza di Pianificazione, è stato raggiunto nei tempi
e nei modi previsti.
Principali output: documenti tecnici di approfondimento, report di sintesi
Nella prima riunione dei Laboratori, ai partecipanti sono stati consegnati dei documenti tecnici di
approfondimento relativi al caso-studio specifico e all’area strategica di appartenenza, contenenti
i dati elaborati e interpretati secondo gli orientamenti assunti dalla Amministrazione Comunale in
fase di analisi del quadro conoscitivo. Al termine del ciclo di incontri della prima fase, le proposte dei
partecipanti sono state riassunte dai tecnici in un documento di sintesi, che è stato successivamente
consegnato alla Conferenza di Pianificazione.
60
Gruppo di lavoro partecipato
Area Mauriziano
Periodo di
novembre 2006 >>>>
Svolgimento: in corso
Chi ha
promosso il
processo:
Circoscrizione 6
Assessorato
Urbanistica
L’Assessorato Urbanistica e la Circoscrizione 6^ Temi:
hanno avviato dal novembre 2006 un tavolo di
•
AMBIENTE
lavoro (“Gruppo di lavoro sull’area del Mauriziano”),
•
URBANISTICA
finalizzato a definire le nuove possibili prospettive di
•
MOBILITÀ
sviluppo e valorizzazione dell’area del Mauriziano e
del suo contesto territoriale.
Al Gruppo di lavoro sono stati invitati a partecipare i Territorio: Area Mauriziano
tecnici e amministratori del Comune più direttamente
coinvolti nelle tematiche, i rappresentanti della
Circoscrizione 6^ (Presidente e alcuni Consiglieri), le
principali associazioni del territorio con interessi e/o
competenze specifiche sull’area, nonché l’Università
di Firenze, coinvolta in un progetto di studio parallelo
sull’area.
Il gruppo di lavoro si è incontrato diverse volte
approfondendo vari temi: parco, edifici, elementi
naturalistici, sistema delle acque, valorizzazione
culturale, progetti di educazione, delocalizzazioni
urbanistiche ecc...
Il processo è ancora in fase di svolgimento.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: indeterminati/poco chiari
Gli impegni assunti inizialmente dall’Ente sono stati alquanto indeterminati. Ciò è dovuto in parte
anche agli obiettivi del processo che inizialmente erano anch’essi generici.
Risultati attesi: vision (+ progetti)
Il percorso si poneva soprattutto gli obiettivi di sviluppare idee-vision per valorizzare il Mauriziano
e il suo contesto territoriale su cui innestare elementi progettuali e azioni specifiche.
Selezione dei partecipanti: selezione mirata
L’individuazione dei partecipanti è stata mirata e ad invito e rivolta a rappresentanti delle Associazioni
interessate all’area.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi
Alprocessopartecipanocittadini“attivi-competenti”. Algruppodilavoro partecipanocomplessivamente
15 stakeholder compresi anche rappresenti dei servizi dell’ente maggiormente interessati.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione
Il percorso, ancora in corso, si è strutturato in momenti di confronto ed approfondimento non
particolarmente strutturati dal punto di vista metodologico.
Relazione cittadini - tecnici: interazione stretta
Anche se i tecnici hanno illustrato le analisi ed hanno fornito informazioni-approfondimenti richiesti,
si può dire che il processo è caratterizzato da una interazione di saperi tra tecnici e cittadini con un
effettivo apprendimento reciproco.
Organizzazione: ufficio partecipazione (+ circoscrizione)
L’organizzazione così come la progettazione del tavolo fa capo all’Ufficio ReggioSostenibile, con la
collaborazione della circoscrizione.
61
Regia: assessore urbanistica + ufficio partecipazione + presidente circoscrizione + tecnici
servizio urbanistica
Facilitatore: interno
Svolge il ruolo di facilitatore il personale dell’ufficio ReggioSostenibile.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La partecipazione al gruppo non è aperta a tutti; quindi la comunicazione si è limitata per il momento
all’invio di lettere e verbali degli incontri.
Capitale sociale:
Gli incontri hanno in parte accresciuto i saperi sia dei partecipanti che dei tecnici abituandoli ad
un confronto costruttivo tra vari punti di vista. Inoltre il processo sta generando relazioni tra vari
attori contribuendo a creare una rete di alleanze sul territorio.
Risultati raggiunti:
I lavori del tavolo partecipato hanno permesso di mettere a punto una serie di idee condivise
su cui basare il progetto di valorizzazione dell’area. Il 2008 sarà finalizzato ad un confronto tra
partecipanti e progettisti su tali temi al fine di elaborare un progetto di massima condiviso.
Principali output: verbali
62
Percorso partecipativo
Piano Sociale di Zona
Periodo di
2005-2007
Svolgimento:
Chi ha
promosso il
processo:
Comitato di
Distretto; Direzione
DistrettoAUSL;
Direzione Azienda
Ospedaliera S.Maria
Nuova, Ufficio di Piano
(Comune di Reggio
Emilia)
La realizzazione del Piano Sociale di Zona 2005- Temi:
2007, il cui territorio di riferimento è il distretto di
•
SOCIALE
Reggio Emilia (Comuni di: Albinea, Bagnolo in Piano,
•
SANITÀ
Cadelbosco Sopra, Castelnovo di Sotto, Quattro
Castella, Reggio Emilia, Vezzano S/C) è stata
sostenuta e resa possibile dall’attivazione e dalla
partecipazione di una numerosa rete di soggetti ed
operatori appartenenti ad Enti pubblici e privati (Ausl, Territorio: Distretto di Reggio Emilia
Azienda ospedaliera SMN, Provincia, FCR), al sistema
della cooperazione sociale e al mondo del volontariato
e dell’associazionismo.
Il processo ha consentito la messa a punto di riferimenti
concettuali e metodologici che permettono di tradurre
gli orientamenti sottostanti nella costruzione delle
politiche sociali:
- ricerca di sinergie e connessioni con il sistema delle
politiche locali, per favorirne l’interazione;
- definizione di un modello di partecipazione e di
assetti per la pianificazione sociale che perseguano
l’integrazione nella comunità e nel territorio a partire
dai soggetti che la abitano.
Attualmente il Piano vede la fase di stesura del
Programma Attuativo 2008, cui è collegato il Piano
Annuale per la Non autosufficienza. Entro il 2008 si
procederà all’approvazione del Piano per il benessere
e la salute 2009-2011, che costituirà il principale
strumento di programmazione sociale e sociosanitaria
per l’ambito della zona di Reggio Emilia. Ad oggi il Piano
sociale di Zona è lo strumento di pianificazione sociale
di ambito zonale che si fonda in modo strutturale sul
processo partecipativo, come prevede la L.328/00 e
la Legge RER 02/03
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti ma non vincolanti
L’Ente si è impegnato a rendere permanentemente attivi i tavoli tematici e ad individuare, tra gli
obiettivi indicati, quelli di priorità strategica. Per il raggiungimento di tali obiettivi, l’Ente ha svolto
i ruoli di guida e accompagnamento al processo; mentre ha attribuito al Comitato di Distretto la
definizione degli obiettivi di sistema più generali.
Inoltre, il Comune si è impegnato a sostenere la partecipazione attiva del Terzo settore nella
costruzione di modelli di welfare comunitario e ad implementare i percorsi di realizzazione
dell’integrazione sociale e sanitaria. Tali impegni, seppur espliciti, non possono però considerarsi
vincolanti.
Risultati attesi: progetti
Il processo intendeva portare alla costruzione del sistema locale integrato di Servizi, allo sviluppo
del processo di corresponsabilizzazione della comunità locale, all’implementazione dei processi di
innovazione ed alla promozione di microsperimentazioni.
63
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La selezione è avvenuta tramite un bando pubblico di partecipazione e, dove necessario, si è
sollecitata la partecipazione di attori del territorio rappresentativamente significativi.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi
Al processo hanno preso parte 101 rappresentanti di vari enti, istituzioni e associazioni
(Organizzazioni del Privato Sociale, Cooperazione Sociale, Comuni, Istituzioni Scolastiche, Carcere,
ASP, Azienda Speciale AUSL).
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione + strumenti di progettazione
Sono state organizzate riunioni periodiche e seminari di sostegno e accompagnamento al
processo di pianificazione sociale di zona che hanno portato all’elaborazione di documenti formali
(materiale per RER e/o amministrazioni locali ed Enti).
Sono state inoltre organizzate istruttorie per nuove progettazioni.
Relazione cittadini - tecnici: interazione stretta
I tecnici si sono occupati della conduzione dei tavoli tematici, organizzandone i lavori, producendo
dati, ricomponendo dal punto di vista tecnico i lavori dei tavoli e offrendo presidio metodologico.
Hanno inoltre fornito un supporto operativo al processo partecipativo e alla sua ridefinizione anche
sulla base delle indicazioni della Regione e hanno favorito il raccordo fra livelli istituzionali dei diversi
Enti. Pur nelle molte sfaccettature si può comunque dire che il processo è stato caratterizzato da
una forte interazione tra saperi diversi.
Organizzazione: ufficio di Piano
L’organizzazione è stata seguita dall’Ufficio di Piano del Comune di Reggio Emilia, dai Comuni
periferici e dal Distretto AUSL di Reggio Emilia
Regia: ufficio di Piano
Facilitatore: interno
I tecnici si sono occupati della conduzione dei tavoli tematici
Comunicazione: canali formali /tradizionali
La comunicazione è stata essenzialmente di tipo tradizionale ed è stata realizzata attraverso
incontri, documentazioni, elaborati, dati, ecc…
Capitale sociale:
Il processo ha favorito la creazione di reti e legami tra le comunità del territorio e la formazione
di responsabilità sociale condivisa.
Risultati raggiunti:
È stata avviata la costruzione di un sistema maggiormente integrato di servizi offerti alla
comunità locale e sono stati intrapresi dei processi innovativi nell’organizzazione dei servizi
sociali e sociosanitari in stretto raccordo con il Terzo Settore.
Principali output: Piano Sociale di Zona e relativi programmi attuativi annuali, verbali,
seminari e convegni, accordi di programma, protocolli di intesa
64
Piano Giovani Partecipato
Periodo di
Svolgimento:
2005
Chi ha
promosso il
processo:
Assessore Scuola,
Università e Giovani
Nel 2005 è stato attivato un Forum per la definizione Temi:
•
CENTRO
di un Piano Giovani volto a coordinare, integrare
STORICO
e sviluppare le tematiche giovanili all’interno delle
•
INTEGRAZIONE
politiche del Comune di Reggio Emilia.
SOCIALE
Il progetto si prefiggeva l’obiettivo di elaborare un
Piano Giovani attraverso la partecipazione dei giovani
•
EUROPA
e di tutti i soggetti “portatori di interesse” che hanno Territorio: Comune di Reggio Emilia
nella loro missione/funzione istituzionale effetti/
impatti o impegni esplicitati nei confronti della fascia
giovanile.
Le attività si sono svolte all’interno di gruppi di lavoro
tematici: i giovani e la città storica, riconoscimento
delle diversità, diritti, i Giovani e l’Europa.
Il percorso ha portato alla definizione del “Piano
Giovani del Comune di Reggio Emilia” ed a una serie di
progetti operativi (anch’essi partecipati) per attuare
le azioni individuate e mettere a regime gli strumenti
necessari per garantire positivi sviluppi e costante
partecipazione alle politiche giovanili del Comune di
Reggio Emilia
Il processo è attualmente nella fase di realizzazione
delle azioni (Centro Giovani Gabella, Portale, Leva
giovanile, ecc) attraverso partnership specifiche.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti ma non vincolanti
L’Ente si era impegnato esplicitamente ad avviare un processo di coinvolgimento degli stakeholder
dei giovani, a favorire l’inclusione dei giovani nei processi decisionali e ad attuare le azioni prioritarie
individuate nel Piano Giovani. Tali impegni, seppur espliciti, non possono definirsi vincolanti in
quanto molto generici.
Risultati attesi: vision + progetti
Il processo aveva l’obiettivo di rinnovare e definire una politica per i giovani (coordinando le politiche
ad essi rivolte), di individuare una serie di obiettivi strategici di medio periodo e al tempo stesso
di indicare alcune progetti/azioni concrete da realizzare nel breve periodo anche attraverso la
collaborazione dei vari stakeholders coinvolti.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La partecipazione era aperta a tutti. Per cercare comunque di garantire la rappresentatività del
maggior numero di categorie e l’equilibrio, sono state invitate a partecipare tutte le organizzazioni/
associazioni del Comune che avevano nella loro missione/funzione istituzionale effetti/impatti o
impegni esplicitati nei confronti della fascia giovanile.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi
Il processo ha coinvolto oltre 100 soggetti appartenenti a associazioni giovanili, sportive, politiche
e culturali, scuole, gruppi spontanei, mondo produttivo. Tuttavia, i giovani non sono stati i primi
protagonisti del percorso partecipativo; sono stati invece molto attivi nelle successive fasi di
attuazione del Piano.
Per cercare di coinvolgere direttamente il maggior numero di giovani, dopo l’elaborazione del Piano,
sono stati realizzati “tour” di ascolto nelle scuole e presso l’Università.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione + strumenti di progettazione
Il processo si è svolto utilizzando sia metodologie di consultazione sia metodologie di
progettazione.
65
Nella fase di avvio, per la rilevazione dell’esistente, sono state somministrate una serie di interviste
ai dirigenti di tutti i settori per individuare i progetti sul mondo giovanile già attivi ed è stato creato
un tavolo di coordinamento tra i vari servizi. In seguito, il processo si è svolto all’interno di gruppi
di lavoro su temi specifici e in forum plenari di confronto finalizzati all’ascolto e alla condivisione
di obiettivi-azioni.
Nella fase di realizzazione dei progetti si sono costituiti gruppi di lavoro ai quali hanno partecipato
i rappresentanti delle associazioni giovanili che hanno poi realizzato concretamente, insieme al
Comune, i progetti previsti dal Piano Giovani.
Relazione cittadini - tecnici: interazione stretta
Nel forum c’è stata una collaborazione stretta tra tecnici e cittadini nella definizione degli obiettivi
e delle azioni, nonché nell’attuazione delle stesse.
Organizzazione: servizio giovani, università, formazione e ricerca
Il processo, per tutta la sua durata, è stato organizzato e gestito dall’Assessorato ai Giovani. La
progettazione è stata realizzata dall’assessorato insieme ai consulenti esterni.
Regia: assessore Scuola, Università e Giovani
Facilitatore: esterno
Il processo è stato realizzato con la collaborazione di consulenti esterni che hanno svolto il ruolo di
facilitatori all’interno dei gruppi di lavoro.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione è stata essenzialmente di tipo tradizionale ed è stata realizzata attraverso
comunicati e conferenze stampa, brochure informative, locandine e pagine web dedicate. Nella
fase di attuazione dei progetti sono stati invece utilizzati canali di comunicazione più vicini al mondo
dei giovani quali ad esempio sms, bluetooth, ecc…
Capitale sociale:
Il processo ha contribuito a creare relazioni tra i partecipanti e tra partecipanti e
amministrazione. Dalle sinergie sviluppate durante il processo sono nati e sono stati portati
avanti insieme ai partecipanti alcuni progetti previsti dal Piano Giovani.
Risultati raggiunti: Piano Giovani, Portale Giovani, Associazione Gabella che gestisce
questo spazio messo a disposizione dei giovani, Leva giovanile, Carta Giovani
Principali output: verbali incontri, report Piano Giovani
66
Bilancio Partecipativo
Circoscrizione 8^
Periodo di
Svolgimento:
settembre 2007 – marzo 2008
Chi ha
promosso il
processo:
Assessore Bilancio e
Partecipazione
Alla fine del 2007, il Comune di Reggio Emilia ha voluto Temi:
sperimentare nella Circoscrizione 8^ lo strumento del
•
OPERE PUBBLICHE
Bilancio Partecipativo, previsto dal nuovo regolamento
•
MOBILITÀ
dei consigli di circoscrizione e dal programma di
•
AMBIENTE
mandato dell’Amministrazione.
A tal fine il territorio della Circoscrizione 8^ è stato
•
SICUREZZA-SOCIALE
suddiviso in 5 quartieri (Villa Sesso, Gardenia-Tondo,
Roncocesi, Cavazzoli, San Prospero Strinati) in ognuno
dei quali si è svolto un incontro di raccolta dei bisogni
e delle proposte della comunità locale.
Il progetto aveva l’obiettivo di coinvolgere direttamente
tutti i cittadini della Circoscrizione nell’individuazione Territorio: Circoscrizione 8
di progetti-azioni da inserire nel Bilancio di Previsione
2008 dell’Ente.
Il percorso del Bilancio Partecipativo è stato strutturato
in 4 fasi principali, secondo un modello ampiamente
sperimentato in Italia: emersione e definizione dei
bisogni e delle proposte; individuazione delle soluzioni
e selezione di quelle praticabili; scelta dell’opzione
preferita; attuazione, monitoraggio – valutazione –
rendicontazione.
Il processo ha portato all’inserimento nel nuovo
Bilancio di Previsione 2008 di diverse proposte emerse
negli incontri.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti, ma non vincolanti
L’obiettivo dichiarato era quello di arrivare ad inserire alcune proposte, emerse dal processo, nel
Bilancio di Previsione 2008 dell’Ente senza però assumersi impegni stringenti.
Risultati attesi: progetti
Il processo era volto ad identificare i bisogni e le proposte dei cittadini per il territorio e, quindi, a
definire i progetti prioritari da inserire nel Bilancio di Previsione 2008 dell’Ente.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La partecipazione era aperta a tutti i cittadini che abitano sul territorio interessato, anche se
non residenti. L’informazione del percorso è avvenuta attraverso l’invio a tutte le famiglie della
Circoscrizione di una informativa specifica. Gli incontri sono stati pubblici, ma hanno potuto parlare
e formulare proposte solo gli abitanti del quartiere.
Partecipanti effettivi: competenti/attivi + “qualsiasi”
Al processo hanno partecipato sia cittadini già abituati a partecipare sia cittadini “qualsiasi”.
Erano inoltre presenti i consiglieri della Circoscrizione. Alle 5 assemblee hanno partecipato
complessivamente 256 soggetti.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione
Le assemblee e gli incontri con i cittadini erano finalizzate a rilevare bisogni e aspettative senza
però un confronto progettuale.
67
Relazione cittadini - tecnici: divisione netta (+tecnici-cittadini-tecnici)
Durante gli incontri i cittadini hanno espresso le loro necessità. Al termine di ogni incontro, i
partecipanti hanno votato gli interventi ritenuti prioritari, stabilendo una graduatoria di cui si è
tenuto conto nei tavoli tecnici di approfondimento. Gli interventi proposti, secondo l’ordine di priorità
individuato, sono stati sottoposti ad istruttoria di approfondimento dai tecnici comunali competenti
per materia, alla presenza di rappresentanti dei cittadini e della circoscrizione. Quindi il processo si
è caratterizzato per una netta divisione tra cittadini e tecnici, questi infatti si sono prevalentemente
limitati ad esprimere un giudizio di ammissibilità tecnica sulle richieste dei primi anche se nella fase
dei tavoli tecnici si è avuto un maggiore interscambio.
Organizzazione: ufficio partecipazione (+circoscrizione)
L’organizzazione del processo è stata gestita direttamente dall’Ufficio ReggioSostenibile con il
supporto della circoscrizione. La progettazione è stata realizzata dell’Ufficio ReggioSostenibile. Gli
incontri sono stati coordinati dal Presidente di Circoscrizione, accompagnato da due garanti (2
Consiglieri di Circoscrizione, uno di maggioranza uno di minoranza) e facilitate da un moderatore
interno.
Regia: assessore al bilancio e partecipazione + dirigente Servizio decentramento,
partecipazione e processi deliberativi + ufficio partecipazione
Facilitatore: interno
Durante le assemblee, i tecnici dell’Ufficio ReggioSostenibile e, in alcuni casi, il dirigente del servizio
Partecipazione hanno assunto il ruolo di facilitatori del processo.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
Sono stati organizzati incontri di quartiere e redatti tabloid descrittivi delle varie fasi del processo
che sono stati distribuiti in forma cartacea a tutte le famiglie residenti. Inoltre la comunicazione
è avvenuta tramite i tradizionali canali, quali locandine, volantini, newsletter, poster, articoli di
giornale, ecc …
Capitale sociale:
Il capitale sociale generato dal processo è stato solo parziale. I cittadini si sono sentiti partecipi
e soprattutto i cittadini garanti hanno potuto avviare un confronto con l’Amministrazione.
Risultati raggiunti:
Il processo ha portato alla realizzazione di un elenco degli interventi da inserire nel Bilancio di
Previsione 2008 e ha sollecitato la realizzazione di interventi già previsti nel 2007.
Principali output: verbali degli incontri, tabloid
Ogni incontro di quartiere e ogni riunione sono stati verbalizzati, come pure i lavori dei tavoli tecnici.
Ciò ha porato ad una rendicontazione precisa delle iniziative da attuare nel 2008.
Oltre al tabloid finale, è stato redatto un report riassuntivo dell’iniziativa.
68
Percorso partecipativo
riqualificazione Viale Umberto I
Periodo di
Aprile –Maggio 2008
Svolgimento:
Chi ha
promosso il
processo:
Assessorato Città
Storica
Circoscrizione 4^ e 5^
Nella primavera 2008 è stato avviato un processo Temi:
partecipativo per la riqualificazione di Viale Umberto
•
AMBIENTE
I, su sollecitazione dei Presidenti delle Circoscrizioni
•
URBANISTICA
4^ e 5^.
•
MOBILITÀ
Questo viale monumentale, sorto sul letto del Crostolo,
ha rappresentato per anni la passeggiata dei reggiani
che da Piazza Gioberti si prolungava sino alla Reggia Territorio: Viale Umberto I
di Rivalta. Oggi è divenuto un condensatore urbano
di strutture come l’ospedale, le scuole, le chiese
perdendo le sue caratteristiche iniziali.
Si è pertanto deciso di avviare un percorso di
riqualificazione del viale con l’obiettivo di realizzare
un progetto condiviso che tenesse conto anche delle
esigenze dei cittadini che abitano e lavorano sul
territorio.
La prima fase del percorso si è realizzata attraverso
tre incontri nei quali i tecnici comunali e l’architetto
incaricato hanno esposto una prima bozza di progetto
e raccolto le proposte e idee in merito a: aree verdi,
arredo urbano, viabilità.
Nella seconda fase i cittadini hanno votato e approvato
le priorità di attuazione dei vari stralci del progetto
che verranno realizzati nel 2008.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti ma non vincolanti
I Presidenti delle Circoscrizioni si sono impegnati a far sì che l’ Amministrazione comunale tenesse
conto delle indicazioni progettuali scaturite dal processo senza però poter dare garanzie sugli esiti
definitivi del progetto.
Risultati attesi: progetti
Il percorso aveva come obiettivo l’individuazione di un progetto condiviso e la definizione delle
priorità da realizzare nel 2008.
Selezione dei partecipanti: selezione mirata
I Presidenti delle circoscrizioni si sono impegnati ad individuare un gruppo di lavoro di circa 30
persone interessate al progetto che seguisse il percorso.
Partecipanti effettivi: cittadini qualsiasi
Al processo hanno partecipato 35 cittadini residenti nella zona o commercianti operanti nella
via.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione: strumenti di consultazione
La metodologia utilizzata è stata quella del gruppo di lavoro tematico che ha affrontato in
incontri successivi i temi: le aree verdi, l’arredo urbano e la viabilità.
Relazione cittadini - tecnici: divisione netta
I tecnici hanno provveduto ad una presentazione di una ipotesi pre-progettuale mentre i cittadini
hanno esposto esigenze, proposte e votato le priorità di attuazione.
Organizzazione: Servizio partecipazione + UDP Città Storica + Circoscrizioni
Il progetto di partecipazione è stato progettato dal Servizio partecipazione in collaborazione con
l’Unità di progetto Città Storica e organizzato dalle due Circoscrizioni interessate.
69
Regia: Presidenti di circoscrizione + UDP Città Storica + Architetto Progettista + Dirigente
Servizio Partecipazione
Facilitatore: interno
La conduzione del gruppo di lavoro è stata svolta dal dirigente del Servizio partecipazione.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione è stata realizzata attraverso inviti e telefonate secondo i canali tradizionali.
Capitale sociale:
Il processo partecipativo ha contribuito a creare relazioni tra i partecipanti e tra partecipanti e
amministrazione. Il processo ha inoltre permesso uno scambio tra saperi diversi.
Risultati raggiunti:
Il processo ha portato all’approvazione di un progetto di massima ed alla definizione di una fase
iniziale da realizzare già nel 2008.
Principali output: verbali dei singoli incontri
Ai partecipanti sono stati consegnati i verbali degli incontri raccolti in un report finale.
70
Patto per la convivenza, le regole, la
responsabilità in
Zona Stazione
Periodo di
settembre 2007 - febbraio 2008
Svolgimento:
Chi ha
promosso il
processo:
Assessore alla
Coesione e sicurezza
sociale
2008 >>>> attuazione Patto
Il quartiere intorno alla stazione ferroviaria di Reggio Temi:
•
SICUREZZA
Emilia è stato attraversato da rilevanti fenomeni di
trasformazione sociale, in particolare nell’ultimo
•
INTEGRAZIONE
decennio. Ovviamente un processo di trasformazione
•
QUALITA’
così forte e rapido ha portato nuove problematicità
URBANA
sociali e di impatto con il tessuto civile preesistente.
•
MOBILITA’
L’Amministrazione comunale nel 2007 ha quindi messo
•
QUALIFICAZIONE
a punto un progetto strategico per l’Area Stazione,
Territorio:
Zona Stazione
che si articola in varie direttrici d’intervento, dalla
riqualificazione urbana a un più presente presidio della
Polizia municipale, dai temi della prevenzione a quelli
dell’educazione alla convivenza, dalla qualificazione
della rete dei servizi all’individuazione di una serie
di strumenti di monitoraggio e controllo della zona.
Tale progetto si è realizzato attraverso un percorso
di partecipazione che ha coinvolto tutti i possibili
portatori di interesse presenti sul territorio al fine di
definire assieme alcuni obiettivi di migliore qualità
del vivere, su cui impegnarsi insieme. Alla fine di
questo percorso di partecipazione, l’Amministrazione
comunale ha stipulato un Patto di convivenza con i
residenti, cioè un documento contenente obiettivi,
tempi e disponibilità, sottoscrivendo il quale ognuno si
impegna direttamente a operare per il raggiungimento
degli obiettivi e delle scelte insieme definite.
Impegni assunti dall’Ente all’avvio del processo: espliciti ma non vincolanti
L’impegno iniziale dell’Ente era chiaro: il processo è stato presentato come un percorso di
progettazione partecipata che, dall’analisi dei problemi della zona, intendeva giungere, attraverso
l’individuazione degli obiettivi, alla proposta di soluzioni praticabili, attraverso un’azione inclusiva
della popolazione che vive nell’area e degli interessi di tutti gli attori in campo. Al termine del
percorso l’Amministrazione comunale avrebbe siglato con i residenti del quartiere un Patto per la
convivenza, le regole e la responsabilità di ognuno.
Risultati attesi: (vision) + progetti
Il processo voleva coinvolgere tutti i principali soggetti del quartiere nel definire assieme alcuni
obiettivi e progetti di migliore qualità del vivere su cui impegnarsi insieme.
Selezione dei partecipanti: autoselezione
La partecipazione era aperta a tutti. Per cercare comunque di garantire la rappresentatività
del maggior numero di categorie e l’equilibrio, è stata coinvolta la cittadinanza in tutte le sue
componenti, nello sforzo di rappresentarne la complessità, la varietà e, dunque, le diverse visioni
dei problemi e delle soluzioni e i diversi interessi: italiani e stranieri, giovani e anziani, uomini e
donne, tutti portatori di esigenze e problematiche specifiche. Sono state invitate a partecipare le
principali organizzazioni del quartiere portatrici di vari interessi e i soggetti rappresentativi delle
varie comunità.
71
Partecipanti effettivi: competenti/attivi + qualsiasi
Al processo hanno partecipato cittadini non organizzati (residenti e commercianti dell’area) e
rappresentanti di Istituzioni, associazioni e organizzazioni interessate alla zona. Nel processo
partecipato sono state coinvolte circa 180 persone, contattate e consultate attraverso interviste e
colloqui. Di queste, 60 hanno partecipato ai seminari di progettazione con il Quadro logico.
Metodologie utilizzate: strumenti di consultazione (il Quadro Logico)
Il processo si è svolto utilizzando strumenti di consultazione ed in particolare il metodo del Quadro
Logico. Il Quadro logico è una metodologia per la progettazione partecipata elaborata alla fine
degli anni ’60 negli USA che consiste in un processo analitico ed in un modo di presentare i risultati
di questo processo che rende possibile progettare garantendo la rilevanza per i beneficiari delle
azioni ed in cui i rischi sono presi realmente in considerazione. Il percorso ha seguito queste
tappe: individuazione e contatto dei portatori di interesse; colloqui individuali o a piccoli gruppi
con i portatori di interesse individuati per raccogliere i problemi; organizzazione di 4 seminari per
l’analisi dei problemi e la proposta di soluzioni.
Relazione cittadini - tecnici: interazione stretta
Durante i seminari e altri incontri che hanno preceduto la firma del patto i cittadini si sono
confrontati con i tecnici in uno scambio alla pari elaborando una serie di progetti-azioni condivisi.
La collaborazione tra l’Amministrazione e i cittadini è stata fondamentale per creare fiducia offrendo
trasparenza.
Organizzazione: altro servizio
Il processo è stato organizzato e realizzato in tutte le sue fasi dall’assessorato Coesione e sicurezza
sociale con l’aiuto di consulenti.
Regia: Assessore Coesione e sicurezza sociale –dirigente e funzionari Servizio scuola,sport
e socialità
Facilitatore: esterno
I consulenti esterni hanno condotto l’intero percorso di contatto e consultazione dei portatori
di interesse e la progettazione. All’interno dei seminari di progettazione hanno svolto il ruolo di
facilitatori.
Comunicazione: canali formali/tradizionali
La comunicazione è stata di tipo tradizionale e realizzata attraverso comunicati stampa, mailing
diretto, contatti diretti (telefonici e personali), interviste, comunicazioni via posta, incontri con
gruppi di stakeholder.
Capitale sociale:
Il processo ha contribuito a “ridurre” le conflittualità esistenti in zona. Inoltre ha creato relazioni
tra i partecipanti e nuove competenze–saperi sono nati dall’interscambio tecnici-cittadini. Dalle
sinergie sviluppate durante il processo sono nati e sono stati portati avanti, da parte di alcuni
partecipanti, anche in autonomia, alcuni progetti per il miglioramento del quartiere.
Risultati raggiunti:
Il risultato principale del processo è stato il “Patto per la convivenza, le regole, la responsabilità
in Zona Stazione”, contenente gli obiettivi strategici di miglioramento della qualità del quartiere e
alcune soluzioni proposte dai portatori di interesse coinvolti nel processo partecipato. Il documento,
sottoscritto da tutti, è stato assunto quale documento strategico di riferimento per le nuove politiche
del Comune che ha stanziato in bilancio somme dedicate alla realizzazione di quanto siglato con il
patto.
Principali output: alberi dei problemi, alberi degli obiettivi, matrice del quadro logico
del progetto, matrici dei sub-quadri logici, il “Patto per la convivenza, le regole, la
responsabilità in Zona Stazione”
72
3. CRITERI GUIDA PER I PROCESSI PARTECIPATIVI
3.1 I risultati dell’analisi
Questa sezione contiene i risultati del complesso lavoro di analisi realizzato anche alla
luce anche delle riflessioni politiche sulla partecipazione ottenute attraverso interviste agli
assessori e un confronto tecnico interno all’Ente.
Tale lavoro ha infatti portato il Servizio Decentramento, Partecipazione e Processi
deliberativi a definire i principali criteri e regole che si ritiene debbano essere seguiti
nella fase di attivazione e nelle fasi di realizzazione di un processo partecipativo, al fine
di garantirne il più possibile la “buona riuscita” e l’inclusione delle istanze emerse nel
processo decisionale.
Tali indicazioni “tecniche” hanno poi costituito la base per l’elaborazione di una specifica
direttiva, approvata dalla Giunta Comunale il 15 ottobre 2008 contenente le procedure per
l’attivazione e le modalità di gestione dei processi partecipativi che i servizi dell’Ente dovranno
rispettare ogni volta che decideranno di attivare un nuovo processo partecipativo.
La direttiva è stata presentata nel corso del Convegno “Governare con i cittadini.
Democrazia locale, partecipazione e neo-civismo” organizzato dal Comune di Reggio
Emilia, dal Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri
e dal Formez nell’ambito della Settimana europea della Democrazia locale che si è tenuta
nell’ottobre 2008.
La tabella seguente contiene l’analisi comparata dei principali processi partecipativi (già
analizzati nel dettaglio nelle sezioni precedenti) in base ai principali punti di forza e di
debolezza che li hanno caratterizzati.
Successivamente viene riportato il testo integrale della direttiva approvata dalla Giunta
del Comune di Reggio Emilia.
73
Analisi com
Principali punti di forza
•
•
Il processo ha portato all’elaborazione di un “piano strategico” partecipato per le politiche di svil
sostenibile.
Ha contribuito a creare una cultura e un metodo della partecipazione.
Sono stati attivati numerosi progetti in partnership pubblico e privato.
Ag 21 a scuola:”Mobilità
sostenibile dei poli
scolastici di via Makalle’ e
via XX Settembre”
•
•
•
Il processo ha portato l’attenzione dei ragazzi e delle famiglie sui temi della mobilità sostenibile.
Ha permesso una “riflessione coordinata” tra vari istituti.
Ha permesso, seppur con una sfasatura temporale, di realizzare alcuni azioni concrete
Ag 21 a scuola:“A Scuola
da Soli in Sicurezza”
•
•
•
Ha generato una rete di insegnanti che lavorano sul tema dell’educazione alla mobilità sostenibi
Ha creato una serie di alleanze tra vari soggetti per la realizzazione di progetti di mobilità sosten
Ha portato alla realizzazione di progetti concreti quali ad esempio il Bicibus o la messa in sicurez
casa-scuola.
•
•
Il processo ha contribuito a “ridurre” l’altissima conflittualità iniziale tra cittadini ed amministraz
Dalle sinergie sviluppate durante il processo sono nati e sono stati portati avanti, da parte di alc
partecipanti, anche in autonomia, alcuni progetti per il miglioramento del quartiere.
Il processo ha portato all’elaborazione di un “Piano di Azione”, cioè di un documento contenente
strategici di miglioramento del quartiere che è punto di riferimento per le politiche della Circoscr
•
Agenda 21 locale
Ag21 di quartiere
Circoscrizione 7
•
•
Forum “Progetti per il
Centro Storico”
•
•
•
Urbanistica partecipata
PRU Compagnoni
Urbanistica partecipata
PRU Ospizio (1 fase)
•
•
•
•
Urbanistica partecipata
Parco Acque Chiare
Processo partecipato
Piano mobilità
Processo partecipato per
la riqualificazione Reggia
di Rivalta
Laboratori di
partecipazione Piano
Strutturale Comunale
(1 fase)
Gruppo di Lavoro
partecipato Area
Mauriziano
Bilancio Partecipativo
•
Il processo ha portato all’elaborazione di un “Piano di Azione”, cioè di un documento contenente
strategici per il Centro Storico di riferimento per le nuove politiche del Comune di Reggio Emilia.
Le azioni previste dal Piano di Azione sono state recepite ed in gran parte realizzate dall’assesso
storica.
Il processo ha contribuito a creare cittadini “attivi” e nuove competenze–saperi, nati dall’intersca
tecnici.
Il processo ha portato ad una progettazione degli interventi previsti che includeva sia le esigenz
dell’amministrazione sia quelle espresse dai partecipanti.
Il processo partecipativo ha portato ad un accrescimento del capitale sociale dei partecipanti gra
positivo clima di confronto e condivisione che si è sviluppato all’interno dei gruppi di lavoro, sia
partecipanti sia tra i cittadini ed i progettisti.
Il processo ha portato a formulare vision e proposte che sono servite a dettagliare il progetto pr
hanno fornito una base di lavoro per la progettazione successiva di dettaglio.
E’ stato attivato un percorso con le scuole elementari finalizzato a far emergere le vision dei bam
Il percorso ha portato all’elaborazione di uno schema progettuale del futuro Parco sulla base del
dei partecipanti.
Il processo partecipativo ha portato ad un accrescimento del capitale sociale dei partecipanti gra
positivo clima di confronto e condivisione che si è sviluppato all’interno dei gruppi di lavoro, sia
partecipanti sia tra i cittadini ed i progettisti.
•
Il processo ha portato all’elaborazione di una bozza del Piano della Mobilità che ha tenuto in con
quanto emerso durante il percorso di partecipazione.
•
Il processo ha favorito la ricostruzione di socialità e affezione al luogo da parte della comunità lo
città, ha creato relazioni tra i partecipanti e sono stati portate avanti, anche in autonomia, inizia
•
Il processo ha permesso di condividere con i partecipanti un “nuovo progetto di città”, utile per d
strategie generali del PSC.
•
Il processo ha posto l’attenzione all’interno dell’Ente sull’area del Mauriziano favorendo la creazi
di soggetti interessati alla valorizzazione dell’area.
•
•
•
Il progetto ha valorizzato il ruolo dei cittadini coinvolgendoli direttamente nelle scelte di bilancio
Il processo ha creato un rapporto costruttivo tra cittadini e amministrazione.
Il processo ha permesso di avere un ascolto strutturato delle esigenze dei cittadini.
Analisi comparata*
Principali punti di forza
•
•
Il processo ha portato all’elaborazione di un “piano strategico” partecipato per le politiche di sviluppo
sostenibile.
Ha contribuito a creare una cultura e un metodo della partecipazione.
Sono stati attivati numerosi progetti in partnership pubblico e privato.
Ag 21 a scuola:”Mobilità
sostenibile dei poli
scolastici di via Makalle’ e
via XX Settembre”
•
•
•
Il processo ha portato l’attenzione dei ragazzi e delle famiglie sui temi della mobilità sostenibile.
Ha permesso una “riflessione coordinata” tra vari istituti.
Ha permesso, seppur con una sfasatura temporale, di realizzare alcuni azioni concrete
Ag 21 a scuola:“A Scuola
da Soli in Sicurezza”
•
•
•
Ha generato una rete di insegnanti che lavorano sul tema dell’educazione alla mobilità sostenibile.
Ha creato una serie di alleanze tra vari soggetti per la realizzazione di progetti di mobilità sostenibile.
Ha portato alla realizzazione di progetti concreti quali ad esempio il Bicibus o la messa in sicurezza dei percorsi
casa-scuola.
•
•
Il processo ha contribuito a “ridurre” l’altissima conflittualità iniziale tra cittadini ed amministrazione.
Dalle sinergie sviluppate durante il processo sono nati e sono stati portati avanti, da parte di alcuni
partecipanti, anche in autonomia, alcuni progetti per il miglioramento del quartiere.
Il processo ha portato all’elaborazione di un “Piano di Azione”, cioè di un documento contenente gli obiettivi
strategici di miglioramento del quartiere che è punto di riferimento per le politiche della Circoscrizione.
•
Agenda 21 locale
Ag21 di quartiere
Circoscrizione 7
•
•
Forum “Progetti per il
Centro Storico”
•
•
•
Urbanistica partecipata
PRU Compagnoni
Urbanistica partecipata
PRU Ospizio (1 fase)
•
•
•
•
Urbanistica partecipata
Parco Acque Chiare
•
Il processo ha portato all’elaborazione di un “Piano di Azione”, cioè di un documento contenente gli obiettivi
strategici per il Centro Storico di riferimento per le nuove politiche del Comune di Reggio Emilia.
Le azioni previste dal Piano di Azione sono state recepite ed in gran parte realizzate dall’assessorato Città
storica.
Il processo ha contribuito a creare cittadini “attivi” e nuove competenze–saperi, nati dall’interscambio con i
tecnici.
Principali punti di debolezza
•
•
•
•
Il processo è stato interrotto nella fase operativa.
•
Il progetto è stato interrotto bruscamente a seguito della riorganizzazione
dell’Ente.
•
Alcune promesse “importanti” per i cittadini non sono state mantenute
dall’amministrazione.
•
•
•
Ritardo nell’avvio della seconda fase che era stata annunciata ai partecipanti.
Il processo ha portato a formulare vision e proposte che sono servite a dettagliare il progetto preliminare e
hanno fornito una base di lavoro per la progettazione successiva di dettaglio.
E’ stato attivato un percorso con le scuole elementari finalizzato a far emergere le vision dei bambini.
•
Ritardo nell’avvio della seconda fase che era stata annunciata ai partecipanti.
Processo partecipato per
la riqualificazione Reggia
di Rivalta
Laboratori di
partecipazione Piano
Strutturale Comunale
(1 fase)
Gruppo di Lavoro
partecipato Area
Mauriziano
Bilancio Partecipativo
•
•
•
•
•
•
Il percorso ha portato all’elaborazione di uno schema progettuale del futuro Parco sulla base delle indicazioni
dei partecipanti.
Il processo partecipativo ha portato ad un accrescimento del capitale sociale dei partecipanti grazie al
positivo clima di confronto e condivisione che si è sviluppato all’interno dei gruppi di lavoro, sia tra i cittadini
partecipanti sia tra i cittadini ed i progettisti.
•
•
Il processo ha portato all’elaborazione di una bozza del Piano della Mobilità che ha tenuto in considerazione
quanto emerso durante il percorso di partecipazione.
•
Il processo ha subito interruzioni e modifiche rispetto allo schema iniziale che
hanno generato “insoddisfazione” e confusione nei partecipanti.
Il Forum telematico, strumento attraverso il quale potevano partecipare i
privati cittadini, ha funzionato solo molto parzialmente nella prima fase,
mentre è stato “assente” nelle fasi successive.
•
Il processo ha favorito la ricostruzione di socialità e affezione al luogo da parte della comunità locale e della
città, ha creato relazioni tra i partecipanti e sono stati portate avanti, anche in autonomia, iniziative specifiche.
•
Il processo ha creato aspettative “alte” difficili da soddisfare.
•
Il processo ha permesso di condividere con i partecipanti un “nuovo progetto di città”, utile per definire le
strategie generali del PSC.
•
Confronto con un numero limitato di attori, spesso specialisti.
•
Il processo ha posto l’attenzione all’interno dell’Ente sull’area del Mauriziano favorendo la creazione di una rete
di soggetti interessati alla valorizzazione dell’area.
•
Confronto con un numero limitato di soggetti.
•
•
•
Il progetto ha valorizzato il ruolo dei cittadini coinvolgendoli direttamente nelle scelte di bilancio dell’Ente.
Il processo ha creato un rapporto costruttivo tra cittadini e amministrazione.
Il processo ha permesso di avere un ascolto strutturato delle esigenze dei cittadini.
•
•
Il processo ha creato molte aspettative nei cittadini difficili da soddisfare.
Il processo ha risentito, in alcune fasi, della mancanza dei tecnici.
•
Aspetti trasversali
Il processo è stato avviato alla vigilia delle elezioni comunali ed ha quindi
risentito del fermento politico creato dalla campagna elettorale in pieno
svolgimento.
Il processo ha risentito della mancata partecipazione, per motivi politici, di
alcune categorie “forti” (come ad esempio l’associazione dei commercianti).
Il processo ha portato ad una progettazione degli interventi previsti che includeva sia le esigenze
dell’amministrazione sia quelle espresse dai partecipanti.
Il processo partecipativo ha portato ad un accrescimento del capitale sociale dei partecipanti grazie al
positivo clima di confronto e condivisione che si è sviluppato all’interno dei gruppi di lavoro, sia tra i cittadini
partecipanti sia tra i cittadini ed i progettisti.
•
Processo partecipato
Piano mobilità
Gli Enti hanno avviato il processo senza assumersi, in fase iniziale, impegni
precisi relativamente all’inclusione di quanto sarebbe emerso dal processo.
Il processo è stato interrotto bruscamente per motivi politici.
Il processo è stato visto come “esterno” / estraneo dai tecnici degli enti
promotori (Comune e Provincia).
•
•
•
Mancanza di una cabina
di regia vera e propria.
Sono stati attivati senza
una pre-valutazione
attenta dei pro e dei
contro.
Sono stati attivati senza
condivisione politica
ampia.
Difficoltà nel
coinvolgere attivamente
ed in tutte le fasi i
tecnici.
Mancanza di
comunicazione
adeguata.
Mancanza di
rendicontazione
strutturata e
continuativa nel tempo
ai cittadini.
Spesso gli impegni
assunti all’avvio
del processo sono
stati generici e non
vincolanti.
I processi sono stati
attivati senza definire in
modo chiaro i vari ruoli.
E’ mancato spesso un
processo di inclusione
interna.
E’ mancato quasi
sempre un atto formale
della Giunta all’avvio
del processo.
75
3.2 La proposta di criteri guida
DIRETTIVA DELLA GIUNTA COMUNALE SULL’ATTIVAZIONE E GESTIONE DEI
PROCESSI PARTECIPATIVI DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA
PREMESSA
Poiché l’attivazione di nuovi processi partecipativi da parte dell’Amministrazione comunale
necessita di:
a) rigore metodologico,
b) chiarezza e trasparenza sugli impegni assunti nei confronti degli stakeholder coinvolti,
c) consistente impegno di risorse umane, finanziarie e strumentali,
d) adeguato follow up dell’attuazione delle decisioni emerse,
e) attenzione all’immagine dell’Amministrazione verso gli stakeholder e la cittadinanza in
generale,
la Giunta comunale emana la presente direttiva ai Servizi dell’Ente da rispettare ogni
volta che si attiva un nuovo processo partecipativo.
I principi a cui si ispira la presente Direttiva sono i seguenti:
1. I processi partecipativi devono essere attivati solo a seguito di adeguata e professionale
pre-valutazione tecnica e politica. Il ricorso a tali strumenti differisce infatti dalla mera
comunicazione sulle decisioni già assunte o da tradizionali metodi di concertazione
o consultazione pubblica mediante tavoli bilaterali o incontri assembleari, sia sotto il
profilo del rigore metodologico e tecnico, sia sotto il profilo del margine di negoziazione
tra l’Amministrazione e gli stakeholder.
2. I processi partecipativi devono avere sempre la massima condivisione politica e tecnica
all’interno dell’Ente e occorre definire preventivamente e in modo chiaro le diverse
responsabilità politiche, tecniche e organizzative.
3. Occorre esplicitare preliminarmente gli impegni che ci si assume relativamente a quanto
emergerà dal processo.
4. Occorre stabilire preliminarmente la collaborazione dei Servizi che saranno chiamati ad
attuare le proposte i quali devono partecipare attivamente a tutte le fasi del processo.
5. I processi partecipativi richiedono una comunicazione specifica che segua tutte le fasi
del processo.
6. Le modalità di partecipazione e selezione dei partecipanti devono essere definite con la
massima trasparenza, cercando per quanto possibile di coinvolgere “tutti” i portatori di
interessi.
7. I processi partecipativi devono prevedere sempre e necessariamente fasi volte
all’inclusione dei risultati e alla rendicontazione e comunicazione delle scelte fatte,
nonché fasi di monitoraggio e controllo.
77
Art. 1
PREVALUTAZIONE TECNICA E POLITICA: OPPORTUNITA’
1. Preliminarmente all’avvio di un processo partecipativo occorre riflettere sui principi
sopra riportati e valutare con attenzione se esistono alcune pre-condizioni. In particolare
occorre valutare:
- la necessità e l’utilità di richiedere l’apporto di “altri” soggetti esterni all’Ente
- se vi sono ancora alternative e/o spazi di decisione da sottoporre al processo
partecipativo
- se per le finalità specifiche che si intendono perseguire non sia più adeguato il ricorso
a strumenti diversi (es. comunicazione più efficace, tavoli negoziali, strumenti propri
delle democrazia deliberativa, gruppi di lavoro trasversali interni, ecc..)
- se la condivisione politica e tecnica degli Assessorati, delle Circoscrizioni e dei Servizi
coinvolti, sia in fase di gestione del processo, sia in fase di attuazione delle decisioni
prese e della loro rendicontazione
- se i Servizi comunali coinvolti nel processo sono in condizioni di garantire la presenza
e la partecipazione attiva
- se vi sono risorse finanziarie e umane sufficienti per supportare il processo nel tempo
in tutte le sue fasi
2. Poiché la pre-valutazione iniziale sulla opportunità di attivare un processo partecipativo
richiede competenze tecniche e metodologiche in materia, ferma restando l’autonomia
decisionale di ciascun Assessorato e di ciascun Dirigente, alla pre-valutazione iniziale
è preposto il Servizio Decentramento, Partecipazione e Processi deliberativi, in
collaborazione con il Servizio o Assessorato proponente e con eventuali consulenti
esterni da questi individuati.
3. Lo studio di pre-valutazione deve esplicitarsi in una relazione tecnica da allegare alla
proposta di deliberazione di cui all’art. 2.
Art. 2
ATTIVAZIONE: RESPONSABILITÀ POLITICA CONDIVISA
1. Poiché tutti i processi partecipativi, anche quelli tematici, hanno sempre caratteristiche
di trasversalità rispetto alla struttura organizzativa dell’Ente e forte impatto sulla sua
immagine esterna, nessun processo partecipativo deve essere solo di un “singolo
Assessorato-Servizio” ma della Giunta comunale e dell’Ente: solo l’Amministrazione nel
suo complesso può assumere impegni “articolati” verso i suoi cittadini.
2. Prima di avviare un processo partecipativo occorre, quindi, una verifica politica attenta per
valutare l’effettiva condivisione e supporto di tutti gli Assessorati e Servizi maggiormente
coinvolti risultante dallo studio di cui all’art. 1.
3. Sulla base di tale valutazione la Giunta comunale, con apposita deliberazione,
definisce:
a. La responsabilità politica di uno o più Assessore a seguire operativamente il processo
(art. 2);
78
b. L’oggetto del processo partecipativo e i margini di spazio decisionale negoziabili in
tale sede (art. 3);
c. La responsabilità tecnica del processo partecipativo che deve essere condivisa tra
il Servizio competente per materia sull’oggetto del processo e sull’attuazione delle
decisioni da esso derivanti e il Servizio Decentramento, Partecipazione e Processi
deliberativi (art. 4);
d. I componenti della “cabina di regia” che seguirà il processo e la designazione del
tecnico di processo (art.4) con conseguente assegnazione delle risorse e degli obiettivi
nel PEG/PDO dei rispettivi Dirigenti;
e. Gli strumenti informativi che dovranno accompagnare il processo partecipativo in
tutte le sue fasi (art. 6);
f. Le modalità di scelta e selezione degli stakeholder coinvolti (art. 7);
g. I tempi e le modalità di rendicontazione delle decisioni assunte dall’Amministrazione
a seguito del processo partecipativo e i tempi e le modalità di rendicontazione della
loro attuazione da parte dei Servizi competenti (art. 8);
4. Qualora il percorso partecipativo sia proposto da una Circoscrizione o interessi in modo
significativo il suo territorio la deliberazione suddetta deve essere sottoposta anche al
relativo Consiglio per l’approvazione.
Art. 3
OGGETTI E IMPEGNI
1. La delibera di Giunta comunale deve dichiarare in modo esplicito all’inizio del processo
quali impegni l’Amministrazione intende assumersi definendo specificatamente:
- i temi di discussione,
- le regole interne di funzionamento del processo partecipativo,
- le scelte discrezionali che l’Amministrazione pone in negoziazione con il processo.
2. Fermo restando la competenza degli Organi politico-amministrativi (Sindaco, Giunta,
Consiglio) ad assumere le decisioni secondo le rispettive competenze di legge,
l’Amministrazione deve motivare il mancato recepimento delle principali proposte
emerse dal processo e gli eventuali scostamenti dagli impegni iniziali.
Art. 4
GLI ATTORI DEL PROCESSO
1. La deliberazione di Giunta comunale di cui all’art. 2 definisce preventivamente e in
modo chiaro i seguenti ruoli a cui associare diverse responsabilità e compiti nel corso
del processo.
2. Tali ruoli sono:
a. La responsabilità tecnica del processo è condivisa:
- dal Dirigente del Servizio competente per materia sull’oggetto del processo e
sull’attuazione delle decisioni da esso derivanti (che ha la responsabilità dei contenuti,
79
dell’inclusione di quanto emerso dal processo e si impegna a seguirlo tecnicamente in
tutte le sue fasi fornendo informazioni periodiche in merito all’attuazione);
- dal Dirigente del Servizio Partecipazione (che ha la responsabilità della progettazione e
della gestione del processo partecipativo e garantisce l’applicazione della metodologia)
a cui fa capo il tecnico/i di processo.
Questi soggetti, insieme all’Assessore delegato indicato nella delibera di cui all’art.
2, compongono la Cabina di regia che ha l’obiettivo di definire le strategie, di
scegliere le modalità organizzative più funzionali al raggiungimento degli obiettivi
e all’adempimento degli impegni presi, di seguire il processo in tutte le sue fasi
coordinando il gruppo di lavoro.
b. Il tecnico/i di processo ha il compito di supportare tecnicamente la cabina di regia,
guidare la progettazione del processo, coordinare il gruppo di lavoro operativamente
nelle varie fasi del processo, gestire la sua attuazione e la conduzione di gruppi. Il
tecnico di processo partecipa alla valutazione preliminare di cui all’art. 1, indica il
percorso da compiere, suggerisce le metodologie più opportune ed è in grado di porsi
come soggetto terzo, di intermediazione e garanzia tra l’amministrazione, i tecnici
e i partecipanti. Tale figura può essere interna o esterna all’amministrazione. Poiché
il nostro Ente ha un Servizio e un Ufficio preposto, anche qualora l’Amministrazione
decida di avvalersi di soggetti esterni, il ruolo di progettazione e di coordinamento
del processo deve essere svolto congiuntamente tra il Servizio Partecipazione e gli
eventuali soggetti esterni.
c. Il Gruppo di lavoro è costituito da tutti i soggetti coinvolti in vario modo operativamente
nella gestione del processo (in tutte le sue fasi), designato dalla Cabina di regia:
tecnico/i di processo, i facilitatori, i tecnici dei Servizi maggiormente coinvolti, il
tecnico della comunicazione (che seguirà tutto il processo), i soggetti che avranno il
compito di “segreteria organizzativa”. Il gruppo di lavoro è coordinato dal tecnico/i di
processo.
d. La segreteria organizzativa ha il compito di supportare il gruppo di lavoro
nell’organizzazione pratica dei vari eventi legati al processo (per es. invio di inviti,
comunicazioni varie, prenotazioni sale, ecc...). Deve essere costituita da dipendenti
del servizio-assessorato competente per materia sull’oggetto del processo e
sull’attuazione delle decisioni da esso derivanti.
3. La deliberazione di Giunta comunale di cui all’art. 2 attribuisce le risorse umane,
finanziarie e strumentali e gli obiettivi nel PEG/PDO dei Dirigenti che compongono la
cabina di regia.
Art. 5
I TECNICI DEI SERVIZI COINVOLTI NEI GRUPPI DI LAVORO
1. Assume grande rilevanza nel determinare il successo di un processo partecipativo
la collaborazione aperta e attiva dei tecnici competenti per materia sull’oggetto del
processo e sull’attuazione delle decisioni da esso derivanti, e facenti parte del Gruppo
di lavoro, nonchè il confronto tra essi ed gli stakeholder partecipanti al processo. Tale
confronto produce, infatti, un progetto-scelta non solo maggiormente condiviso e quindi
con maggiore possibilità di essere realizzato, ma anche “migliore” di quanto potrebbero
scaturire da tavoli solo tecnici. Il progetto oggetto del processo partecipato si arricchisce
80
infatti di “saperi” non specialistici, frutto del vissuto del territorio e mette in relazione
conoscenze e visioni dei problemi differenti.
2. Tutti i tecnici dei Servizi competenti per materia sull’oggetto del processo e sull’attuazione
delle decisioni da esso derivanti devono essere parte attiva di tutto il processo,
impegnandosi anche a fornire periodicamente informazioni alla Cabina di regia in merito
allo stato di attuazione dei progetti, fondamentali per realizzare la rendicontazione e il
monitoraggio di cui all’art. 8.
3. La deliberazione di Giunta comunale di cui all’art. 2 indica, nel PEG/PDO dei Dirigenti dei
Servizi competenti per materia sull’oggetto del processo e sull’attuazione delle decisioni
da esso derivanti, il ruolo dei tecnici di tale Servizio all’interno del percorso partecipativo
al fine della loro legittimazione.
Art. 6
LA COMUNICAZIONE
1. La comunicazione è uno degli aspetti fondamentali dei processi partecipativi; essa non
deve avere solo obiettivi informativi, ma deve essere parte integrante del processo
stesso. Deve quindi accompagnare adeguatamente tutte le fasi del processo da quella
preliminare, al coinvolgimento diretto delle persone fino alle fasi di rendicontazione e
monitoraggio.
2. Nella fase preliminare la comunicazione è finalizzata soprattutto ad incentivare la
partecipazione degli stakeholder; durante le fasi di coinvolgimento diretto serve a
garantire la trasparenza; nella fasi finali è fondamentale per informare i partecipanti e
tutti i cittadini sui risultati del processo, sul rispetto degli impegni assunti e sull’attuazione
dei progetti.
3. La comunicazione di ogni processo partecipativo deve raggiungere quanti più individui
possibili interessati agli argomenti di discussione (anche se il processo coinvolge
direttamente solo un numero limitato di stakeholder). Deve prevedere un giusto
equilibrio (a seconda del tipo di processo) tra i canali tradizionali, passivi (es. internet,
opuscoli, lettere, comunicati stampa newsletter, cartelloni pubblicitari, ecc..) e canali
“partecipativi”. Questi ultimi devono dare informazioni in modo più intuitivo ed empatico,
devono essere non solo monodirezionali, ma in grado di permettere già uno scambio,
devono puntare a creare un rapporto con gli stakeholder, per esempio andando sul
territorio, direttamente da chi si vuole coinvolgere.
4. Per raggiungere tali obiettivi la delibera di Giunta comunale di cui all’art. 2 deve
preventivare adeguati risorse umane (con idonea formazione nel campo della
partecipazione) finanziarie e strumentali specifiche.
5. Del gruppo di lavoro di cui all’art. 4 co. 2 deve sempre far parte un rappresentante del
servizio comunicazione.
Art. 7
I PARTECIPANTI
1. Ai processi partecipativi devono poter prendere parte, per definizione, tutti i portatori di
interesse rispetto al tema di confronto, i cosiddetti stakeholder (“portatori di posta”). La
presenza in un processo partecipativo di interessi diversificati e di tutti i punti di vista,
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anche differenti e contrapposti, è un elemento fondamentale del processo stesso e ne
costituisce un punto di forza e non di debolezza.
2. Per far si che gli stakeholder partecipanti al processo giungano ad un confronto ed a una
mediazione, anche spontanea, e che il risultato, essendo già frutto di opinioni diverse
messe a confronto, abbia maggiori possibilità di successo e di concreta attuazione,
occorre studiare con cura, preventivamente, le modalità di individuazione-selezione dei
partecipanti.
3. La modalità di accesso al processo partecipativo “completamente libera” (qualsiasi
cittadino può decidere di partecipare o meno), può apparire più democratica; spesso,
tuttavia, non dà assolutamente garanzie di rappresentatività di tutti gli interessi e di
equilibrio. Infatti, in genere partecipa chi è “già abituato a partecipare”, chi “ha tempo”,
i cittadini già associati mentre altre categorie tendono ad autoescludersi.
4. A seconda degli obiettivi del processo e della metodologia utilizzata occorre pertanto
individuare le più idonee modalità di coinvolgimento.
5. Le modalità di accesso dei partecipanti devono essere esplicitate e spiegate in modo
trasparente all’inizio del processo nella deliberazione di Giunta comunale di cui all’art.
2 in modo tale da evitare che la partecipazione parziale solo di alcune categorie e/o
l’assenza di chi rappresenta un interesse “importante” costituisca elemento di forte
criticità del processo che rischia di delegittimarlo fin sul nascere e quindi di invalidarne
i risultati.
Art. 8
INCLUSIONE, RENDICONTAZIONE, MONITORAGGIO
1. Il processo partecipato può produrre progetti e indicazioni abbastanza definiti oppure
proposte più generiche e indefinite. Ciò dipende principalmente dagli obiettivi e richieste
iniziali che possono essere più progettuali ovvero puntare alla formulazione di vision–
strategie, oltre che dal contributo dei partecipanti.
2. La Giunta comunale valuta in sede politica le scelte indicazioni emerse dal processo
partecipativo sulla base di apposita relazione predisposta dai Dirigenti responsabili del
processo.
3. Le scelte-indicazioni devono tradursi, di norma, in atti attuativi dell’Organo politicoamministrativo competente (Sindaco, Giunta, Consiglio) in coerenza con la tipologia
di impegni assunti all’inizio del processo. In concreto si potrà avere l’avvio della
progettazione e realizzazione di opere o di interventi vari, ovvero il recepimento di
indirizzi e strategie o suggerimenti in strumenti di indirizzo e programmatori.
4. Fermo restando la competenza degli Organi politico-amministrativi (Sindaco, Giunta,
Consiglio) ad assumere le decisioni secondo le rispettive competenze di legge,
l’Amministrazione deve motivare il mancato recepimento delle principali proposte
emerse dal processo e gli eventuali scostamenti dagli impegni iniziali.
5. Qualora il percorso partecipativo sia stato proposto da una Circoscrizione o interessi
in modo significativo il suo territorio le decisioni assunte dall’Amministrazione devono
essere sottoposte anche al relativo Consiglio.
6. In tutti i casi l’Amministrazione deve attivare un processo volto a recepire e concretizzare
i risultati e a rendicontare e comunicare le scelte fatte e lo stato di attuazione. Tali fasi
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implicano un ritorno di informazioni ai partecipanti e a tutti i cittadini per cui è necessario
l’apporto adeguato del servizio Comunicazione.
7. La deliberazione di Giunta comunale di cui all’art. 2 stabilisce i tempi e le modalità
di rendicontazione delle decisioni assunte dall’Amministrazione a seguito del processo
partecipativo e i tempi e le modalità di rendicontazione della loro attuazione da parte
dei Servizi competenti.
8. I tecnici dei Servizi coinvolti nel processo partecipativo devono fornire periodicamente,
secondo i tempi e le modalità definite nelle delibere di cui all’art. 2 e al co. 3 del
presente articolo, informazioni dettagliate in merito allo stato di attuazione dei progetti
alla Cabina di regia al fine di permettere un’adeguata rendicontazione e monitoraggio.
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Idea
Soggetti promotori
(Assessore/Circoscrizione/Dirigente)
Pre - valutazione tecnica
(sulla base della direttiva
approvata)
Servizio Partecipazione
(+ Soggetti promotori + altri soggetti
coinvolti)
Relazione tecnica
No
Si
Altre forme
di confronto
e dialogo
Proposta di progetto
Valutazione politica preliminare
(sulla base della direttiva approvata)
Servizio Partecipazione
(+ Soggetti promotori + eventuali
consulenti)
Giunta
politica
-
Consiglio di
Circoscrizione
(se è il promotore o
fortemente coinvolto)
No
Si
Altre
forme di
confronto
e dialogo
Costituzione cabina di regia
Assessore delegato + dirigente
servizio maggiormente coinvolto +
dirigente servizio partecipazione +
tecnici di processo
Progetto definitivo
Cabina di regia
Approvazione progetto
(delibera)
Giunta
amministrativa
-
Consiglio di
Circoscrizione
(se è il promotore
o fortemente
coinvolto)
Gestione del processo
- avvio
- analisi
- proposte
Cabina di Regia + Gruppo di lavoro
Valutazione politica delle proposte
emerse ed
accoglimento/inclusione delle
stesse
Giunta + Cabina di regia
No
Motivazione
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Si
Delibera
Giunta amministrativa
e/o
Consiglio Comunale
Inclusione nelle politiche e nelle azioni
dell’Ente delle proposte accolte
Dirigenti dei servizi coinvolti
Verifica periodica all’interno dell’Ente
dello stato di attuazione delle
proposte accolte
Cabina di regia + Gruppo di lavoro
Rendicontazione periodica ai cittadini
Cabina di regia + Gruppo di lavoro
(+ servizio comunicazione)
La partecipazione
a Reggio Emilia
Questa pubblicazione è stata realizzata dal Servizio
Decentramento, Partecipazione
e
Processi
deliberativi
del Comune di Reggio Emilia ed in particolare dall’Ufficio
“ReggioSostenibile”.
L’Ufficio ha iniziato ad occuparsi di
partecipazione dal 2000 con la gestione del processo di Agenda
21 Locale per poi ampliare progressivamente i propri ambiti di
attività, estendendoli a tutti i principali processi partecipativi
promossi dall’Ente e a diverse tematiche relative allo sviluppo
sostenibile (in particolare modo la contabilità ambientale
dell’Ente, progetti di educazione allo sviluppo sostenibile ecc..).
Informazioni e contatti
Comune di Reggio Emilia
Servizio Decentramento,
Partecipazione e Processi deliberativi
Ufficio ReggioSostenibile
Piazza Prampolini, 1 - 42100 Reggio Emilia
tel. 0522 456116 - 456045 - 456051
e-mail: [email protected]
www.direfarepartecipare.comune.re.it
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