Anno 7, n. 12
Sabato 19 marzo 2016
La difesa della
specialità
Editoriale
La difesa della specialità
Notizie per il Friuli
Il Friuli penalizzato con i teatri
Il buco del Mediocredito si allarga
per il salvataggio dell’Etruria
Lieve incremento dell’occupazione
La Filologica si lancia
Identità linguistiche
La Festa del Friuli a Gradisca
LaFesta del Friuli sul territorio
Attività
Pagjinis furlanis
Opinioni e documenti
La specialità è soggetta a continui attacchi da parte
delle regioni contermini, dei partiti politici, dei grandi
centri di potere economico e comunicativo. I partiti
non amano che vi possano essere dei centri decisionali
non completamente soggetti alla loro influenza. I
centri economici sono dominati da grandi gruppi
economici che nutrono una filosofia dell’efficacia,
dell’uniformità e dell’accentramento: l’impresa si
fonda su modelli gerarchici e non certo federalisti
della gestione dei rapporti interaziendali e guarda alla
varietà delle norme e alla molteplicità dei centri di
decisione come un inutile ostacolo alle loro attività. I
centri comunicativi sono influenzati dai partiti e dalle
imprese e orientati da moduli d’interpretazione
superficiale dei fatti e dei processi. Tutti vedono le
regioni a statuto speciale come una inutile
complicazione della vita politica ed economica,
quando non fonte di sprechi e di privilegi. Gli
esponenti politici della nostra regione non riescono ad
esprimere, nella loro impreparazione e superficialità,
ragioni valide della conservazione di un regime
speciale che la Costituente nel 1947 ha voluto
riservare alla nostra regione, come a quelle alpine e
isolane del nostro paese.
La nostra Presidente Serracchiani continua a ripetere
ragioni inconsistenti quando non risibili, e allo stesso
tempo offensive per le altre regioni, consistenti nella
virtuosità della nostra regione, che serve da esempio
alle altre realtà e quindi è di utilità per l’intero paese.
A parte che il modo di ministrare della nostra regione
non è certamente esemplare, ma è un monumento di
inefficienza e di rigidità, va detto che si tratta di una
ragione inconsistente. La specialità non è un premio per
le regioni ben amministrate, ma una concessione di
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poteri e di risorse dirette ad affrontare situazioni
speciali di cui lo Stato deve tener conto.
Osservatori più attenti cercano di formulare qualche
argomento plausibile, senza riuscire a centrare il
problema, che deve risultare indiscutibile di fronte ai
critici nazionali.
Il primo argomento consiste nella posizione confinaria
della nostra Regione. Essa poteva avere consistenza nel
1947, quando il Friuli si trovava a ridosso della cortina
di fero che divideva due sistemi radicalmente diversi e
contrapposti militarmente, oltre che politicamente ed
economicamente. L’argomento perde d’importanza nel
momento in cui i due stati confinanti, Austria e
Slovenia, sono entrati nell’Unione europea ed è in
corso di sviluppo un processo che è destinato a
indebolire gli attributi della sovranità. La specialità
potrebbe avere rilevo nel momento in cui fosse
rafforzata e fosse estesa all’autonomia fiscale, in forza
della quale la Regione fosse competente nell’adottare
un proprio regime fiscale in termini di natura e aliquote
delle imposte, in modo da rispondere al sistema
impositivo di Austria e Slovenia. Senza contare il fatto
che vi sono altre regioni confinarie in Italia, come la
Liguria, il Piemonte, la Lombardia e il Veneto. Tutte
speciali?
Il secondo argomento consiste nella presenza di alcuni
fasci e di alcuni punti di rilievo internazionale, di natura
ferroviaria, autostradale, portuale e aeroportuale. Di qui
passa il Corridoio Adriatico - Baltico che collega il
punto più settentrionale del Mediterraneo con le Alpi e
i paesi settentrionali; di qui corre il Corridoio
Mediterraneo che è destinato a collegare la Spagna con
l’Ungheria. Questo intreccio di infrastrutture
giustificherebbe l’esistenza di una Autorità locale
dotata di poteri e risorse speciali. Il fatto è che in Italia
vi sono analoghe situazioni dove l’aspetto logistico e
infrastrutturale assume particolare importanza. In
Liguria s’incontrano il Corridoio Mediterraneo con il
Corridoio Genova - Rotterdam, nonché porti e
aeroporti. Analoghe situazioni si riscontrano quanto
meno a Napoli e a Bari. Anche la Liguria, la Campania
e la Puglia regioni speciali?
L’ultimo argomento, recentemente evocato, consiste
nella ripresa dell’esperienza del Patriarcato d’Aquileia.
Anche questo è un argomento insussistente. Vi sono in
Italia numerose realtà che potrebbero riallacciarsi ad
esperienze gloriose di reggimento politico. La
Repubblica d Venezia, il Ducato di Milano, il Ducato
sabaudo, la Repubblica di Genova, il Granducato di
Toscana. Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria,
Toscana regioni speciali?
Addurre motivi che possono essere validamente evocati
per altri regioni, oltre all’intrinseca debolezza,
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comportano il rischio d’indebolimento della causa della
specialità. Di fronte al moltiplicarsi delle richieste, vi è
il rischio che venga tolta anche al Friuli.
L’unico serio argomento è quello per il quale la
Regione è di per sé speciale, perché ospita una
popolazione che parla una lingua strutturalmente
diversa da quella italiana, vale a dire una minoranza
linguistica che deve essere dotata di competenze e di
risorse che le consentano di difendersi dalle spinte
omologanti della lingua della maggioranza. E questo è
un motivo strutturale e duraturo nel tempo, unico della
nostra regione come delle altre regioni alpine o isolane
rette da uno statuto speciale. Si tratta di un argomento
indiscutibile che non può essere messo in discussione.
Notizie per iI Friuli
Il Friuli penalizzato sui teatri
Il Presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini ha
posto con forza il problema del grosso squilibrio che corre
tra i finanziamenti per le strutture teatrali di Udine e quelle
di Trieste.
Se si considerano solo le maggiori strutture teatrali di
Udine e di Trieste si deve constare il diverso trattamento
riservato alle due realtà. Infatti:
Teatro Giovanni da Udine
Finanziamenti:
900.000 euro
Abitanti:
540.000 ab.
Finanziamento per abitante.: 1,7 euro per ab.
Teatro Verdi di Trieste
Finanziamenti:
3.100.000 euro
Abitanti:
230.000 ab.
Finanziamento per abitante.: 13,5 euro per ab.
Per Trieste si possono aggiungere il Politeama Rossetti, il
Teatro Miela, la Contrada, il Teatro Sloveno.
Non basta sostenere che il divario si giustifica dalla
diversa natura dei teatri: di produzione quello triestino, di
sola ospitalità di spettacoli prodotti altrove quello udinese.
E’ la disponibilità di risorse che determina la natura del
teatro.
E ora di porre in evidenza con forza il grave squilibrio: i
finanziamenti assicurati ai teatri triestini nascono dal
lavoro dei friulani: sono essi che producono il reddito che
poi si trasforma in risorse di bilancio per la Regione. Non
si vede perché i friulani devono lavorare per garantire
spettacoli di qualità ai triestini. Se si vuole,risparmiare, si
trasformi il Teatro Verdi in mero teatro di ospitalità.
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Notizie per iI Friuli
Il buco del Mediocredito si allarga per
il salvataggio di Etruria
La banca regionale Mediocredito ha reso noti i dati del
bilancio 2015, che invece del risanamento denuncia un
sensibile peggioramento dei conti. Le sofferenze
ammontano a 357 milioni, che si dicono lordi e che netti
si ridurrebbero a 160 milioni. Il risultato economico netto
ammonterebbe a – 39.001 mila euro nel 2015, mentre nel
2014 si assestavano su – 28.513 mila euro, con un
aumento di – 10.488 mila euro.
Sennonché Mediocredito è stato chiamato a contribuire al
salvataggio di Etruria e delle altre tre banche collegate,
con un importo di 2.967 mila euro. Senza quest’ulteriore
salasso la perdita sarebbe rilevante e in aumento rispetto al
2014 e cioè di – 36.034 mila euro, con un aumento rispetto
al 2014 di - 7.521 mila euro.
Il risanamento che la Compagno avrebbe dovuto
conseguire non si è verificato. I conti, indipendentemente
dalle decurtazioni disposte dal Governo, sono
ulteriormente deteriorati.
Ci si chiede. Che senso ha mantenere in vita un
Mediocredito che produce sofferenze e debiti. Quali
benefici può portare una banca regionale che non riesce a
mantenersi quanto meno in pareggio. Perché la Regione
dovrebbe esercitare un mestiere che non è il suo, quello
del banchiere. Meglio chiudere.
Notizie per iI Friuli
Lieve incremento dell’occupazione
I dati Istat per il 2015 denunciano un lieve incremento
dell’occupazione in Italia e in Regione, ma anche una
diminuzione in provincia di Udine. I dati sono questi:
Occupati in migliaia
Province
2014
2015
Variazione assoluta %
Udine
216,3 212,6 -3,7 -1,7
Pordenone 131,0 133,1 2,1 1,6
Gorizia
55,3 55,2 -0,1 -0,1
Trieste
Fvg
Nordest
92,3
494,9
94,6
495,6
2,3
0,7
4.947,2 4.942,6
2,5
0,1
-4,6
ITALIA 22.278,9 22.464,8 185,8
-0,1
0,8
4
La situazione continua ad essere preoccupante. In Friuli
l’occupazione continua ad essere stazionaria, con una lieve
tendenza alla contrazione. Si tratta di una situazione che
dimostra il fallimento delle politiche industriali della
Regione. Il Friuli deve staccarsi da Trieste e costruire una
propria struttura istituzionale che si dedichi in misura
prioritaria e mirata al rafforzamento della struttura
manifatturiera della pianura e della montagna friulana.
Notizie per iI Friuli
La Filologica si lancia
“Vi è una questione divenuta centrale nel dibattito
pubblico, una questione che si potrebbe definire, per al sua
complessità, un’urgenza civile e istituzionale. È la
“questione friulana”. Con queste parole il Presidente della
Società Filologica Friulana, Federico Vicario, ha aperto la
sua relazione morale nel corso dell’assemblea che si è
svolta domenica 6 marzo nella sede udinese di Palazzo
Mantica per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2015 e
preventivo 2016, oltre che per procedere al rinnovo delle
cariche sociali per il triennio 2016-2018.
Nella sua relazione, il Presidente, oltre a trarre un bilancio
dell’attività della Filologica nello scorso anno, ha
esaminato la situazione della cultura e dell’identità del
Friuli, in prospettiva futura. «Non si tratta solo di
economia, e neppure solo di cultura – ha continuato
Vicario – la “questione friulana” non è risolvibile
semplicemente dichiarando la difesa dell’autonomia e
della specialità. Queste due parole rimangono vuote e
aride, se non le portiamo a produrre risultati utili per il
nostro vivere di ogni giorno».
Il Presidente ha poi ricordato la ricca attività portata avanti
dal Sodalizio nel 2015 e nell’intero ultimo triennio,
riferendo sulle numerose iniziative editoriali, formative,
promozionali e progettuali che hanno impegnato l’Istituto
nella diffusione della cultura, della lingua e della storia del
Friuli. Nel corso del 2015, in particolare, la Società
Filologica ha tenuto il suo incontro primaverile Fraie de
Vierte a Carlino e il Congresso sociale a Zoppola, con la
presentazione del prezioso Numero unico Sopula, ma oltre
cento sono state, poi, le iniziative inserite nella seconda
edizione della Settimana della cultura friulana / Setemane
de culture furlane, la scorsa primavera, iniziative che
hanno coinvolto l’intero territorio friulano con le limitrofe
province di Belluno, Treviso e Venezia.
Anche l’anno appena iniziato si prospetta ricco di
iniziative, progetti e pubblicazione di nuovi titoli
editoriali. La Fraie de Vierte si terrà a maggio a Sequals, il
Congresso sociale in settembre a Martignacco, mentre la
terza edizione della Settimana della cultura friulana è in
programma dal 5 al 15 maggio.
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A conclusione dell’assemblea si è quindi proceduto alla
votazione per il rinnovo delle cariche sociali con
l’elezione dei 70 componenti il Consiglio Generale che
saranno chiamati, entro un mese, ad eleggere il presidente
e il Comitato Direttivo che, a sua volta, procederà alla
nomina dell’ufficio di Presidenza (il vicepresidente per il
Friuli centrale, per la Carnia, per il Friuli orientale e per
quello occidentale, oltre al tesoriere e al segretario). I
nuovi organi direttivi guideranno il Sodalizio nel triennio
2016-2018. Sempre nel corso dell’Assemblea sono stati
rinnovati anche i componenti del collegio dei revisori dei
conti (composto da Carlo Plet, Chiara Repetti e Lorenzo
Ronzani) e dei probiviri (Giannino Angeli, Ovidio
Colussi, Marco Marpillero, Lucio Peressi, Andrea
Purinan).
Il Consiglio Generale neo-eletto è formato da: Gloria Aita,
Gloria Angeli, Rita Baron, Pier Carlo Begotti, Giuseppe
Bergamini, Anna Bogaro, Eddi Bortolussi, Alberta Bulfon,
Michele Calligaris, Vittorina Carlon, Benvenuto
Castellarin, Sandra Chiarandini, Barbara Cinausero,
Donatella Cozzi, Novella Del Fabbro, Carlo Del Torre,
Feliciano Della Mora, Cristina Di Gleria, Pierino Donada,
Alessandro Fadelli, Mario Faleschini, Franco Finco,
Gianluca Franco, Giovanni Frau, Roberto Frisano, Javier
Grossutti, Adriana Janežič, Claudio Lorenzini, Anna
Madriz, Giuseppe Mariuz, Renzo Medeossi, Lorena
Menegoz, Mario Milanese, Gottardo Mitri, Alessandra
Montico, Stefano Morandini, Silvio Moro, Ubaldo
Muzzatti, Antonella Ottogalli, Adriana Padovani, Dani
Pagnucco, Gianni Sergio Pascoli, Paolo Pastres, Lorenzo
Pelizzo, Rosalba Perini, Claudio Petris, Ivan Portelli,
Giuliana Pugnetti, Piera Rizzolatti, Claudio Romanzin,
Lucio Roncali, Adina Ruffini, Nicola Saccomano, Pier
Giorgio Sclippa, Odorico Serena, Eraldo Sgubin, Sonia
Sicco, Paolo Sluga, Marzio Strassoldo, Ferruccio Tassin,
Egle Taverna, Andrea Tilatti, Roberto Tirelli, Elio Varutti,
Carlo Venuti, Celestino Vezzi, Federico Vicario, Gabriele
Zanello, Fausto Zof, Carlo Zoldan.
Le parole del Presidente sono importanti. Il ruolo e il peso
della Filologica son rilevanti e dimostrati dal volume di
finanziamenti che essa ha dimostrati di ottenere dalla
Regione.
Va tuttavia considerato che il suo peso deve essere fatto
valere anche dal punto di vista politico. Pur mantenendosi
rigorosamente
apartitica,
comprendendo
convinti
sostenitori della lingua e della cultura friulana di centro, di
destra e di sinistra, deve saper far valere il proprio peso sul
territorio e nelle competizioni elettorali. Non solo un
organismo di poeti o aspiranti tali, di cultori di studi
storici, di organizzatori di serate musicali in lingua
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friulana, ma un’associazione che affronta con lucidità e
impegno i temi riguardanti il rafforzamento della lingua e
della cultura friulana. Deve far tesoro del proprio peso
numerico e del proprio radicamento sul territorio. Solo
quando i partiti si renderanno conto che prese di posizione
contro l’identità friulana e ostili ad una moderna e decisa
azione di politica linguistica rischino di far perdere voti, si
accorgeranno che la questione friulana è fondamentale per
la nostra società.
Identità linguistiche
La Festa del Friuli a Gradisca
La Festa del Friuli rappresenta un evento di fondamentale
importanza per la comunità friulana. Essa cade il 3 aprile,
in giorno in cui nacque lo Stato indipendente del Friuli
retto dalla Patriarca del Friuli. Nel giorno del 3 aprile 1077
l’Imperatore Enrico IV concesse con un diploma firmato a
Pavia al Patriarca d’Aquileia il titolo di Conte e Duca del
Friuli e con ciò il potere temporale su un vasto territorio
che andava dal Cadore alla Carniola e all’Istria. Il
Patriarca dì Aquileia deteneva già la giurisdizione su
parecchi territori del Friuli ma da quel momento ebbe gli
attributi della sovranità su quasi tutto il Friuli e divenne
principe dell’Impero. Successivamente nacque il
Parlamento della Patria del Friuli in cui erano
rappresentati i castellani, gli abati e i comuni, uno dei più
antichi parlamenti d’Europa: si trattava non una delle tante
assemblee di vassalli di un Principe, ma di un corpo in cui
erano rappresentati tutti gli strati che contavano nella
società friulana, e che continuò a legiferare fino al 1805,
quando i napoleonici lo soppressero. Fu simbolo della
volontà dei friulani di autogovernarsi e di respingere ogni
soggezione incondizionata ad un Signore. In quella data fu
sancito il ruolo di uno Stato indipendente, che con il suo
esercito, le sue istituzioni, le sue amministrazioni deteneva
tutti i poteri di uno Stato indipendente e sovrano, soggetto
solo all’alta autorità dell’Imperatore, che contribuiva ad
eleggere. La superiore forza economica e militare della
Repubblica di Venezia abbatté tale principato
ecclesiastico, dopo alcune sanguinose battaglie che si
svolsero presso il Livenza sostenute dalle milizie friulane
una volta tanto compatte contro l’invasore. Il quale cacciò
il Patriarca, ma mantenne tutte le istituzioni friulane,
sostituendo il Patriarca con un Luogotenente della Patria
del Friuli, conservando il Parlamento e le altre istituzioni
fino al trattato di Campoformido quando il Friuli fu ceduto
all’Austria.
La data viene celebrata dal 1977 per iniziativa di Pre
Francesc Placereani ad Aquileia. Agli inizi fu ripresa
dall’Istitut Ladin Furlan Pre Checo Placereani, ottenne
l’adesione delle tre Province Friulane di Udine, Gorizia e
Pordenone, e delle tre Diocesi di Udine, Gorizia e
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Pordenone. Dal 2002 con il Presidente Marzio Strassoldo
venne presa in mano dalla Provincia di Udine che
collaborò con l’Istituto per promuovere tutta una serie di
iniziative su territorio. Nel 2015 ottenne il riconoscimento
della Regione come iniziativa di valore per l’intero
territorio regionale.
Quest’anno la iniziativa ufficiale si svolge a Gradisca
d’Isonzo, con una Messa in Duomo, con gli interventi
delle autorità, e con la lettura in lingua friulana del
Diploma imperiale.
Identità linguistiche
La Festa del Friuli sul territorio
La Festa del Friuli si articola in tutta una serie di iniziative
che si distribuiscono sul territorio, con una distribuzione
purtroppo non soddisfacente. Le iniziative che l’Arlef
comunica sono le seguenti:
Spilimbergo, 20 marzo – 10 aprile: “Friuli in tavola”,
Cucina friulana tra tradizione e innovazione: piatti
proposti nei locali pubblici della città
Spilimbergo, 21 marzo: La Festa della Patria raccontata ai
giovani: incontro con gli studenti delle terze classi
dell’Istituto Superiore “Il Tagliamento”: appunti di storia e
cultura del Friuli a cura di Gottardo Mitri.
Gorizia 21 marzo: Presentazione del volume “Par Gurize
pes tieris lontanis”; Convegno per il ventennale della
Legge 15/1996.
Romans 29 marzo: Presentazione del libro “Scuvierzimi
furlan”.
Udine 31 marzo: Presentazione del libro “Sul troi di
Aquilee” di Cristian Romanini.
Spilimbergo 31 marzo: Spettacolo video “Felici ma
furlans Live” a cura di Alessandro Di Pauli e Tommaso
Pecile.
Udine 1 aprile: Presentazione del volume “Il gno jssi tal
mont - Poesiis”, a cura di Manuela Quaglia.
Mereto di Tomba 1 aprile: Serata culturale “Cuintri storie
e gnovis gjenerazions” in memoria di Bepo Marchet e
Francesc Placerean”
Faedis, 1 aprile: Documentario “6 maggio 1976 - il
terremoto in Friuli”.
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San Giovanni al Natisone 1 aprile: Serata “Fieste furlane”
con il gruppo teatrale “Lis Anforis” di Sevegliano.
Basiliano 1 aprile: Presentazuione dellibro “Resta cun la
int – La esperience di Glesie Furlane” di Mauro della
Schiava.
Valvasone 1 aprile: Spettacolo teatrale “Predis di Teatro
Incerto.
Muzzana 2 aprile: “Friul Revolution” a cura dei Cjastrons.
Spettacolo teatrale per le scuole medie.
Udine 2 aprile: Incontro sul libro di Gorgio Cavallo
“Ripensare la Nazione”.
Talmassons 2 aprile: Presentazione dellibro “Il secuestri di
Catine di Adriano Nascimbeni e consegna ufficiale da
parte della Provincia di Udine della “Bibbia in Friulano”.
Spilimbergo 2 aprile: Presentazione di “Ator par
Splimberc e par lis miculis”, pubblicazion trilingue.
Udine 2 aprile: Messa in lingua friulana
Medea 2 aprile: Presentazione del libro “Il tempo dei
francesi” di Aldo Gallas.
Muzzana 2 aprile: Presentazione di “Lupanica” CD di
Alex Michelin
Blessano 2 aprile: Conferenza sullo “Stato patriarcale” di
Fausto Zof.
Flaibano, “Felici ma Furlans, la prima serie TV made in
Friuli”
Talmassons 2 aprile: Mercato tradizionaler e spettacolo
per i bambini
Maniago 3 aprile: Messa in friulano
Carlino 3 aprile: Messa in friulano
Carlino 3 aprile: Presentazione dell’opuscolo bilingue “La
Clape 2016”
Varmo 3 aprile: Ricordo di Amedeo Giacomini.
Colugna 3 aprile: Spettacolo “Felici ma Furlans Live”.
Spilimbergo: 3 Conerto “Marilenghe in musiche”.
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Lestizza 4 aprile: Presentazione del libro “Pasolini
autonomista” d Gianfranco Ellero.
Codroipo 4 aprile: Lezione di lingua e cultura friulana
“Indentitât pierdude? – Viaç te storie dal Friûl” .
Gorizia 4 aprile: Tavola rotonda “Politichis per tutele e
valorizazion de lenghe furlane in dì di vuè” con Adriano
Ceschia, Marco De Agostini, Diego Navarria, Claudio
Violino.
Lestizza 4 aprile: Spettacolo “Felici ma Furlans Live”
Talmassons 5 aprile: Presentazion “Friul di magance di
Luigino Peerssini.
Udine 5 aprile: conferenza su “I simbui del Furlanetât” a
cura della Provincia.
Udine 5 aprile: “Contecurte la disfide”, incontro dedicato
alla letteratura contemporanea friulana.
Latisana 6 aprile: Conero di Tubet, a cura du Radio Onde
Furlane.
Tolmezzo, 6 aprile: Conferena su “La storie dal
Patriarcjât” di Roberto Iacovissi.
Mortegliano, 7 aprile: Presentazione di “Friûl di magance”
di Luigino Peressini.
Monfalcone 7 aprile: Presentazione del libro “Nel tempo
del Signore delle anime” di Roberto Tirelli e Lucio
Gregoretti.
San Daniele 7 aprile: Presentazione dello studio “Il biel
furlan di San Denel” di Massimiliano Verdini.
San Giorgio di Nogaro 7 aprile: Proiezione del
documentario “Friûl. San Zorç di Noiâr: Storie e
ambient”.
Mereto di Tomba 7 aprile: Incontro su “Friul Revolution o
gjeratrie rivoluzionarie?” con lapartecipazioe di Giorgio
Cavallo autore del libro “Ripensare la Nazione” e il
gruppo Cjastrons.
Medea 8 aprile: Presentazione del libro “Il gno jessi tal
mont di Galliano Zof.
Udine 8 aprile: Inaugurazione della mostra “Viaç tal Friûl
di Magance”
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Codroipo 9 aprile: Seminario “Marilenghe e mariscuele”,
aggiornamento degli insegnanti.
Buttrio 9 aprile: Presentazione della rivista “La Patrie dal
Friûl”.
Carlino 9 aprile: Proiezione del film “Il Tierç Lion”.
Udin 9 aprile: Conferenza su “La nascita della Patria del
Friuli”, con il Prof. Franco Rosa e Giorgio Jus,
organizzato dal Circolo di Udine di Identità e Innovazione.
Goorizia 9 aprile: Presentazione del romanzo “Il Buinç” di
Gianluca Franco.
Carlino 9 aprile: Incontrio musicale “Cul Furlan, de vilote
al rub a dub” con dj Tubet.
Palmanova 16 aprile: Incontro su “La nascita della Patria
del Friuli” organizzato da Identità e Innovazione con
introduzione del Prof. Lorenzo Marcolini.
Pordenone 20 aprile: Incontro su “La nascita della Patria
del Friuli”, proiezione di “Viaç te Storie”, con Emiliana
Gennari, Lucio Roncali e Walter Vergani, organizzato dal
Circolo di Pordenone di Pordenone di Identità e
Innovazione.
Strassoldo 22 aprile: Incontro sulle “Origini della Patria
del Friuli”, a cura della Proloco e del Circolo di
Cervignano di Identità e Innovazione.
San Quirino 24 aprile: Incontro su “La varietà di friulano
di San Quirino”, conferenza della Prof. ssa Piera Rizzolatti
dell’Università del Friuli, con introduzione di Emiliana
Gennari, organizzata dal Circolo di San Quirino di Identità
e Innovazione.
Portogruaro 7 maggio: Convegno su “Identità e territorio”
con Siagri, Cevolin, Falcomer con introduzione di Lauro
Nicodemo e Giammarco Rizzetto, organizzato dal
Comitato per il Portoguarese di Identità e Innovazione.
Attività
Udine giovedì 17 marzo:
Riunione dell’esecutivo per dare esecuzione a quanto
deliberato dal Consiglio direttivo del 2 febbraio e in
partuicolare per l’organizzazione della Festa del Friuli.
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Pagjinis furlanis
Pubblichiamo la relazione morale del Presidente della Società Filologica Friulana tenutasi a
Udine domenica 6 marzo.
Assemblee sociâl
Udin 06.03.2016 Relazion morâl
Cjârs Cunfradis e Amîs de Societât Filologjiche Furlane, la situazion che si cjatìn a vivi ore
presint e propon, ma chest al è naturâl, cualchi mutîf di sodisfazion e cualchi mutîf di
preocupazion. No dîs nuie dal cuadri economic gjenerâl: l’an passât o vin vût un moment di
riprese, ancje in Friûl, ma o sin ancjemò cetant lontans dai nivei dal 2007-2008. No podìn che
sperâ che lis robis a ledin in miôr tal 2016, lavorant e impegnantsi come simpri, e plui di
simpri, cun sens di responsabilitât e cun solidarietât par chei ch’a son in dificoltât, che no son
pôcs ancje chi di nô. Se la situazion economiche e à fat dutcâs un passut indenant, dal sigûr
un’altre cuistion, tai ultins timps, e je deventade centrâl tal dibatit public, une cuistion che si
podarès definî, pe sô complessitât, une urgjence civîl e istituzionâl. O fâs riferiment,
naturalmentri, ae “cuistion furlane”. No sai se si rive a ridusi il nestri probleme tai tiermins di
autonomie e specialitât, che ogni dì i gjornâi a tirin in bal, no sai se l’autonomie e la
specialitât a sedin ancjemò la clâf par frontâ il probleme o no sedin, magari, te interpretazion
che ur din, part dal probleme. Ce ch’al è clâr, al è che si puedin meti in vore politichis e
azions ch’a fasin il ben dal Friûl, ch’a sostegnin l’idee di Friûl, lis istituzions dal Friûl, la
culture e l’identitât dal Friûl, la sô economie e il so teritori, e altri politichis e azions che, al
contrari, a fasin il mâl dal Friûl, che lu frucin e lu fasin a tocs, ch’a comprometin lis sôs
espressions istituzionâls, storichis, lenghistichis e culturâls, ch’a dinein i valôrs de sô memorie
e de sô tradizion. E jo mi domandi, e us domandi, se pontant ae nestre stele polâr, ch’al è il
Friûl, lis robis a stan lant in miôr o in piês e, ancjemò, ce prevision che si sintìn di fâ pal
doman de nestre Tiere. Chi no si trate dome di economie e nancje dome di culture. Provìn a
pensâ ai nestris paîs, soredut chei de alte, cun cjasis simpri plui sieradis e mancul int par
strade, cu lis cjampanis che nus clamin pai funerâi e no pai batisims. E la pierdite dai valôrs
morâi e civîi, la maleducazion, la vergognose volgaritât dai compuartaments publics, lis cent e
mil stradis, piçulis e grandis, che no puartin in di nissune bande, ch’a fischin il nestri teritori,
che nus rindin simpri di plui tiere là che si passe e simpri mancul tiere là che si vîf. La
“cuistion furlane”, ch’o disevi prime, nol è un probleme sôl, al è un complès di problemis, e je
une cuistion ch’al è masse facil pensâ di risolvile declarant la difese de autonomie e de
specialitât, prime di domandâsi e di capî ce che si varès di meti dentri ta cheste autonomie e ta
cheste specialitât. A son dôs peraulis ch’a restin vueidis e sterpis, a son doi concets metafisics,
imateriâi, spirituâi, se no ju puartìn a produsi risultâts pal nestri vivi di ogni dì. E chi, par me,
i discors a son almancul doi. Il prin discors al rivuarde, duncje, i contignûts de autonomie, là
che no vin di sierâsi in difese di ce ch’o vin, ch’al sarà simpri di mancul, soredut se a
continuin a ridusi i trasferiments dal Strât centrâl ae Regjon. A part blocâ cheste riduzion dai
finanziaments – ma chi, naturalmentri, a son i nestris politics ch’a àn di zuiâ la lôr partide cun
Rome – al sarès il câs di impegnâsi tal procès di slargjâ l’autonomie regjonâl, come ch’a àn
fat i trentins e i sudtirolês tai ultins sessante agns, pensant par esempli a scuele, universitât,
ambient e bens culturâi. La formazion scuelastiche e universitarie dai nestris fîs, il guvier dal
teritori e des risorsis naturâls, la gjestion dal patrimoni artistic, archivistic, archeologjic (e
ancje, la sô valorizazion in tiermins turistics, si capìs): ise cheste dome che une rivendicazion
fûr di timp e di misure o, magari, la prospetive concrete par dâ, come ch’a àn fat i trentins,
une gnove anime a cheste nestre autonomie simpri plui lamie, sconfusionade e spauride? Il
secont discors al rivuarde l’articolazion de Regjon e soredut il rapuart tra il Friûl e Triest.
Ogni dì si lei sul gjornâl o si scolte par radio l’intervent di chest politic o di chel inteletuâl
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ch’a declarin la lôr opinion su la macroregjon cul Venit e cul Trentin (sence domandâur ai
trentins ce ch’a pensin), su la citât metropolitane di Triest o adiriture sul Teritori libar di
Triest, sul Friûl fat a tocs par colpe des utis, sul referendum pes dôs provinciis autonomis e
vie indenant. O sintìn, plui a Pordenon che a Udin, ma ancje a Udin: se o vin di stâ sot di
Triest, al è miôr tornâ sot di Vignesie. Al samee che nol sedi pussibil jessi parons a cjase
nestre, o vin di stâ sot di cualchidun, o vin di restâ sotans. Jo o pensi, pluitost, ch’o vin di
scomençâ a dî e a dimostrâ che cheste e je la nestre Regjon, la Regjon furlane, e o sotolinei
furlane; ch’o vin di tratâ seriamentri la devoluzion sul teritori des competencis aministrativis,
che cumò lis à dutis in man la Regjon, a Triest, e rivâ a une ripartizion plui juste des risorsis;
ch’o vin di risolvi nô i nestris problemis sence sperâ che cualchidun di fûr al vegni chi a dânus
lezions, disint ch’al è pal nestri ben e no pal so. Se no rivìn a gjestî la situazion intun cuadri
unitari e je dome che colpe nestre e dai nestris politics, che ju vin votâts nô. Se Triest e
domande plui autonomie, cu la citât metropolitane o altris formis di agregazion aministrative
(il Teritori libar), jo no ai nuie ce dî: ognidun al à dirit di jessi paron a cjase sô, l’impuartant al
è che nol vegni a paronâ a cjase mê. E je vere che il matrimoni tra Friûl e Triest al è stât un
matrimoni di interès e no d’amôr, ma no crôt che divorziâ e sedi la soluzion juste: piês il tacon
de buse, si disarès. Cirìn di prontâ, inalore, la liste des robis concretis di fâ e metìnsi sot par
fâlis, daûr dal esempli di Tiziano Tessitori, nestri President e pari de Regjon autonome. A
tacâ, jo o dîs, di chê “cuistion furlane”, ch’e inten la culture, l’identitât, la lenghe, il teritori,
une cuistion che i tiermins di autonomie e specialitât, al moment, no àn rivât a rapresentâ ad
in plen: se propit nô furlans no si rindìn cont ch’e esist une cuistion furlane, o dimostrìn di no
capî il probleme e duncje di no vê titul par risolvilu. In câs, di jessi nô part di chest probleme,
se no propit la sô cause. Lis peraulis a son impuartantis, ma ancje i numars. O vevi pensât di
tignî une part di cheste Relazion morâl propit sui numars, par rindi la dimension de ativitât dal
nestri Sodalizi a pro de nestre int, par capî miôr ce ch’o fasìn e ce ch’o vin di fâ. Sì, parcè che
tal 2019 a colin i prins cent agns de fondazion dal nestri Istitût, e chest centenari al rive intun
moment: nô o varìn di domandâsi il sens e lis resons profondis dal nestri impegnâsi par tignî
vive la nestre identitât, la culture, la lenghe, la memorie dal nestri popul. E soredut, o pensi, o
varìn di dâsi une rispueste. Un’ocasion di riflession, intant, nuse à dade l’ARLeF. Ai prins di
Zenâr, se mi visi ben, nus rive la domande di tirâ dongje e meti in ordin lis informazion su lis
ativitâts didatichis e formativis su la lenghe furlane ch’o vin inmaneât tai ultins dîs agns. Mi
limiti, chi, ai ultins trê agns, i trê agns di chest Ufici di Presidence. O vin fat 66 cors pratics,
tai comuns dal Friûl, cun 1.200 partecipants. O vin tignût 30 cors di formazion par insegnants,
naturalmentri ricognossûts dal Ufici scuelastic regjonâl (ancje parcè ch’o sin un ent di
formazion acreditât), cun passe 850 partecipants. Un numar, scusait, straordenari. La
comunicazion e je un’altre ocasion di contat cu la int, naturalmentri, e ancje chi o vin numars
une vore impuartants. O vin la nestre pagjine Marilenghe sul Messaggero, ative dal Zenâr dal
2005, e tai ultins trê agns o vin vudis 62 jessudis. Il nestri Friûl di Jevât sul setemanâl de
Arcidiocesi di Gurize al ven fûr dal Fevrâr dal 2008 e tai ultins trê agns o vin vudis 33
jessudis. Il nestri sît internet, tirât a gnûf dal 2014, al à vût 18.700 visitis dome tal 2015; o vin
une newsletter cun passe 2.000 contats e 250 spedizions tai ultins trê agns; la nestre pagjine
Facebook e conte 5.000 “mi plâs” – ma no il gno, jo no soi su Facebook. La Biblioteche
sociâl, par dîus, e à garantît il servizi di document delivery a passe 6.000 utents, in trê agns, e
continue l’increment dal so patrimoni in reson di 500 volums ad an – ancje cun impuartantis
donazions di privâts – e la catalogazion di titui di argoment furlan in colaborazion cu lis rêts
bibliotecaris de Regjon, par no dî de ativitât dal Centri di documentazion e ricercje educative,
simpri te struture de Biblioteche, i contats cu lis scuelis e la racuelte dai materiâi didatics. E
dopo a son i progjets speciâi. La produzion editoriâl, lis rivistis sociâls e lis publicazions no
statutaris, a fasin numars impuartants, par distribuzion di copiis e venditis (ancje in rêt). Plui
impuartant ancjemò però, seont di me, al è il numar dai colaboradôrs a chestis publicazions, in
dut il Friûl e fûr dal Friûl, une partecipazion corâl che si le viôt soredut in ocasion dai Congrès
e de redazion dai Numars Unics. Ancje par vie di cheste adesion popolâr, di cheste largje
partecipazion de int, o rivìn a capî cetant che la Filologjiche e je ricognossude sul teritori tant
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che ent di riferiment pe lenghe e pe culture furlane. E propit su chest ricognossiment, ch’al è
un dai valôrs plui impuartants ch’o vin, o rivìn ancje a promovi la Setemane de culture
furlane, ch’e conte ogni an desenis di adesions di associazions, prolocos, scuelis, istituzions
publichis e privadis, personis ch’a decidin di dânus une man par dâ un servizi al Friûl. Ancje
l’an passât il sucès de Setemane de culture furlane al è stât straordenari, plui di ce che si
spietavin, e propit la Setemane, o riten, al è stât il salt di cualitât fondamentâl ch’o vin fat tai
ultins timps: prime lis iniziativis sociâls impuartantis a jerin dome il Congrès e la Fraie, ma
cumò o rivìn a tignî i rapuarts, ogni an, cun dut il teritori, stabilint colaborazions cu lis
associazions locâls, promovint manifestazions, fasint sù une vere “rêt de culture furlane”.
Cheste e je pardabon la sodisfazion plui biele: là ch’o domandìn une man, nuses dan dutis e
dôs, o sintìn l’afiet e la considerazion che la nestre Filologjiche e à in dut il Friûl, o capìn, une
volte di plui, che la nestre comunitât nus domande unitât e no division, nus domande di lavorâ
in cunvigne, no di lâ ognun par so cont. Il rapuart di colaborazion al è stât particolarmentri
fuart cu lis altris associazion ch’a son chi cun nô in vie Manin, a Palaç Mantiche: la
Deputazion di Storie patrie pal Friûl, l’Academie di Udin di Siencis, Letaris e Arts,
l’Associazion Amici dei Musei, l’Associazion teatrâl furlane. Propit cun lôr e cun altris amîs,
l’Academie San Marc di Pordenon, l’Istitût Pio Paschini pe Storie de Glesie in Friûl e
l’Universitât popolâr di Udin, o sin impegnâts tal progjet “Identitât culturâl dal Friûl”, un
progjet ch’al à la poie de Fondazion CRUP e che si propon propit di dâ rispueste a chê
“cuistion furlane” ch’o disevi prime. Ma dute cheste ativitât, come ch’o viodês, e je par creâ
colaborazions, par meti la Societât al servizi dal mont culturâl furlan, par rindile simpri plui
vierte e pronte a interpretâ la sô funzion di ent di riferiment par dute la Regjon. E ancje
l’ativitât in sede, chi a Udin, e je cressude une vore, cu la partecipazion a Friuli DOC e a
Vicino/Lontano, cu lis mostris te Cjanive de Filologjiche, lis manifestazions, lis conferencis.
Par sierâ cheste mê Relazion morâl, il gno plui cordiâl ringraziament ur va a ducj chei,
istituzions e personis, ch’a àn metût a disposizion risorsis economichis e timp par dânus une
man tal 2015: la Regjon autonome, che si spietìn di recuperâ une cuote di finanziament cul
assestament di Jugn par promovi l’ativitât dal Centri di documentazion e ricercje educative pe
scuele furlane; la Fondazion CRUP, di Udin e Pordenon, che no dome nus sosten pai nestris
progjets, in particolâr par Olmis, ma nus à judât une vore pe ristruturazion di cheste sede; la
Fondazion CARIGO, di Gurize, la Bancje popolâr di Cividât, di simpri cun nô, il Credit
cooperatîf di Lucinìs Fare e Caprive e chei altris istitûts di credit cooperatîf, che nus àn judât
pe Setemane de culture furlane, par publicazions e altris ativitâts. O ringrazii di cûr i mestris
dai cors pratics di furlan, ch’a curin cun passion il rapuart cul teritori e che no ju ringraziarìn
mai avonde (si varès di fânt il dopli dai cors pratics, chest si varès di fâ!). O ringrazii ducj chei
ch’a nus àn puartât un socio gnûf, un amì, un fi, un nevôt, par fâ cressi la nestre Societât. O ai
lassât par ultins che ch’a àn lavorât di plui: il nestri Vicepresident par Udin, Giannino Angeli,
chel par Pordenon, Pier Carlo Begotti, e chel par Gurize, Renzo Medeossi; il Tesorîr, Carlo
del Torre, e il Segretari, Pier Giorgio Sclippa. Cun lôr, cui diretôrs e i redatôrs des rivistis, cui
curadôrs des publicazions, cui components des Comissions, dal Consei gjenerâl, dal Comitât
diretîf, cui nestris dipendents e cui altris colaboradôrs, o vin cirût di fâ pal miôr. Graziis a ducj
e bon lavôr pal an cu ven!
Il President de Societât Federico Vicario
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Opinioni e documenti
Pubblichiamo un articolo de “La Vita Cattolica”, con la quale si fa il punto sul processo di
adesione dei comuni friulanofoni alla Assemblea della comunità linguistica friulana
presieduta da Diego Navarria.
COMUNICATO STAMPA 569, 15/3/2016
IL GREGGE E I SUOI CANI
Similmente alle comunità degli umani, ogni gregge di pecore convive con due tipi di
cani: i cani protettori e i cani conduttori. I primi coabitano con le pecore e le difendono
dagli aggressori, gli altri le detestano e le guidano nell'esclusivo interesse del
padrone. Come avviene con i cani da pastore, ci sono sindaci e sindaci; ma a
differenza di quanto si manifesta nel mondo della pastorizia, costoro riflettono, nel
bene e nel male, le nostre qualità, o per meglio dire la nostra capacità di esigere da
noi stessi dignità e partecipazione alla vita della cosa pubblica. Più siamo amorfi e
disinteressati alle sorti del bene comune, più ci meritiamo di avere amministratori
incapaci e subalterni agli interessi degli oligarchi e delle combriccole di partito, per
non dire disposti ad ogni possibile corruttela e, si badi, non necessariamente
pecuniaria.
Come avviene nel mondo animale non mancano le eccezioni e, diversamente
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dai cani da pastore, non mancano i perditempo e tanto meno la possibilità che
l'amministratore pubblico, una volta messo nelle condizioni di non agire, o
sottoposto a veri e propri ricatti da parte dell'ente superiore, si lasci andare ad
un comportamento rinunciatario o a seguire l'andazzo generale.
Di casi emblematici ne abbiamo avuti a iosa e ne abbiamo tuttora in abbondanza. Chi
non ricorderà il comportamento della stragrande maggioranza dei sindaci legati al
partito di Illy nei confronti dell'aberrante progetto della TAV? O quello altrettanto
miserevole dei sindaci che si sono affrettati a cedere alle pressioni dell'allora
assessore Lodovico Sonego, approvando un ecomostro come l'elettrodotto
Redipuglia, Udine Ovest in cambio di regalie o per il semplice fatto che andava a
danneggiare il Comune vicino? O che dire a proposito delle odierne UTI o della
cosiddetta riforma della sanità regionale?
E come non citare le manovre subdole che stanno dietro all'assalto ai beni comuni e
al servizio idrico in particolare? Non fosse stato per i comitati e per qualche raro
sindaco che al pari dei cani protettori porta addosso l'odore delle pecore che
amministra, oggi il comitato degli affari avrebbe portato a casa il controllo del servizio
idrico: cioè quel bene comune che il referendum aveva affidato alla mano pubblica,
non certo agli amici del quartierino. Ormai con l'acqua pubblica siamo alla truffa e
intanto il giornale locale immola la libertà di stampa nell'edizione domenicale
continuando a fare della governante una leggenda con gigantografie sdolcinate,
quanto rassicuranti e titoli a caratteri cubitali “ECCO COME IL FVG SARA'
AVANGUARDIA PER L'ITALIA E IL PD”. Il che, tradotto nel concreto, significa che
noi siamo lo scalpo che lei porterà a Roma per accreditare i suoi meriti nell'aver
saputo fare da apripista alla politica renziana.Intanto, dopo che lo andavamo dicendo
da mesi, sono tornate a galla le conclusioni di quell'immondo tavolo tecnico istituito a
bella posta per confermare, dopo un anno di finte elucubrazioni e vaneggiamenti vari,
quanto era già stato deciso in partenza, cioè che era necessario acquedotizzare la
bassa pianura friulana, cancellare gli effetti del regio decreto che consente l'uso
privato della risorsa idrica e quindi ricondurre all'ordine quel popolo delle “fontane”
che sfugge al vassallaggio delle bollette. A dirlo è stato il coordinatore
di quel tavolo selezionato con la cura di chi non ha voluto il confronto e
l'indipendenza di giudizio: quello stesso architetto Giust voluto dall'assessore Vito al
vertice del servizio idrico, nonostante i suoi trascorsi: quello stesso che ha avuto
l'ordine di denunciarci per diffamazione per aver rivelato quei suoi trascorsi: un modo
come un altro per punirci e magari zittirci. Ebbene, mentre il gioco si è fatto esplicito,
altrettanto esplicito e forsennato si è fatto l'intento di chiudere al più presto la nuova
legge regionale sul servizio idrico, paradossalmente prima ancora che fosse
concluso il Piano di Tutela dell'Acqua. La ragione di tanta fretta e di tanti imbrogli?
Semplice: arrivare in tempo utile per essere di esempio e di corredo alla legge che
Renzi vuole per privatizzare l'acqua, ovvero prima che alla Camera passi la legge di
cui è prima firmataria Federica Daga del Movimento 5 Stelle: legge che qualifica
l'acqua come “Diritto Umano” e come tale garantisce a tutti una fornitura minima.
Eppure, da noi il gioco si è fatto scoperto, come scoperto si è fatto il tentativo di
mettere il bavaglio a noi e ai sindaci che hanno chiesto di partecipare all'audizione
sulla nuova legge, quando invece l'ANCI con Scridel si era reso latitante. Sicché, di
fronte alla indignazione generale i sindaci della Bassa (di impronta PD!) che
evidentemente non sono quelli che si portano addosso l'odore del gregge, hanno
finto di cadere dalle nuvole, e gemendo sono corsi ai ripari: ”decideremo solo noi
sulla gestione delle acque!”. Ci mancherebbe altro che a decidere siano Scridel e
soci, dopo che hanno fatto parte di quell'immondo tavolo tecnico e alle sue decisioni!
In realtà gli unici a non dormire sono stati i Comitati e soprattutto il consigliere
Cristian Sergo che ha stanato il Consiglio Regionale con un emendamento attraverso
il quale ha esplicitato fatti e misfatti. Un emendamento subito circondato da due
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emendamenti sostitutivi, fatti apposta per neutralizzarlo e lasciare le porte aperte ad
ogni futura evoluzione: uno a nome di Travanut e compagni e uno a nome di
Cargnelutti e vari soci della destra, notoriamente inclini alla privatizzazione e complici
nel Piano di Tutela dell'Acqua. Patetica la tesi di Travanut che con la sua oratoria da
venditore di caramelle succhiate, ha cercato di minimizzare la dichiarazione del
portavoce del tavolo tecnico, ben sapendo che a quel tavolo si erano assegnate
decisioni vincolanti. Ancora più fuorviante quella di Cargnelutti con la sua voglia di
dare tempo a conclusioni di fatto già assunte e con la proposta di promuovere nuove
indagini e l'effetto di confermare la attuale inattendibilità del PianoDovevate esserci!
Oggi il Consiglio ha dato una ulteriore prova della sua
vergognosa inconsistenza: le reazioni puerili di Paviotti, la Vito a dare mostra della
sua impreparazione, il pingue Boem a correre fra i banchi in cerca di consensi su di
un impossibile documento sostitutivo; tutti presi in contropiede da un Sergo che,
insensibile alle pressioni e alle blandizie, ha ritirato l'emendamento facendo decadere
gli altri e lasciando tutti con un palmo di naso!
Tibaldi Aldevis
Comitato per la Vita del Friuli Rurale www.facebook.com/comitato.friulirurale
Una Associazione di iniziativa e cultura politica per
l’autonomia friulana: Identità Innovazione
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Identità Innovazione - Associazione per l’Autonomia del Friuli - è un’associazione di cultura
e iniziativa autonomista fondata nel 2005 con lo scopo di diffondere una coscienza
autonomista a tutti i livelli della società e del territorio friulani, al fine di rivalutare tutti gli
aspetti della identità friulana, e di trovare e applicare tutti gli strumenti necessari per bloccare
e invertire le tendenze alla snaturalizzazione della comunità del Friuli, poste in essere dalla
Regione Friuli Venezia Giulia, dagli uffici dello Stato e dalle strutture scolastiche, e dalle
spinte verso la globalizzazione. Il tutto inserendosi in un filone di pensiero politico moderato
e popolare, che rifiuta ogni posizione estremista, ma che si schiera con forza a favore della
rivendicazione degli interessi della comunità friulana.
L’Associazione è nata nella consapevolezza che i problemi fondamentali che indeboliscono la
comunità friulana sono i seguenti:

l’insufficiente livello di coscienza del valore della comunità friulana, come entità
distinta dalle comunità contermini, cui si legano i complessi di inferiorità e di sudditanza
ancora troppo diffusi;

la dipendenza da un capoluogo regionale, Trieste, assolutamente estraneo ai valori,
comportamenti, cultura e lingua del Friuli;

la presenza di un sistema scolastico che diffonde una concezione riduttivistica, quando
non apertamente ostile, riguardo alla lingua e identità friulana, considerata ancora un dialetto
o una parlata di rango inferiore, non meritevole di attenzione, malgrado quanto sancito dalla
Costituzione e dalla legge sulle minoranze linguistiche, la Legge 482/1999.
L’Associazione intende chiamare a raccolta i friulani che sono orgogliosi di essere tali per
realizzare una grande opera di risveglio della coscienza friulana, attraverso:

il lancio di iniziative concrete di animazione sul territorio;

la costruzione di una rete autonomista su tutto il territorio del Friuli: una rete di
aderenti e di strutture locali in grado di sviluppare una continua azione diretta a contrastare il
centralismo e la snaturalizzazione.
Aderire e sostenere Identità e Innovazione
Vi invitiamo ad aderire all’Associazione compilando il seguente modulo:
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SCHEDA DI ADESIONE
Il/La sottoscritto/a
_____________________________________________________________
Cognome e nome
______________________________________________
Nato a
_________________________________
Via/Piazza
__________________
il
_____ ___________________
Numero
Comune
______
CAP
___________________________________________
Professione
__________________________________________
Ente o Azienda di appartenenza
_________________________________________
Amministratore di Ente o Associazione
______________________ ___________________
Cellulare
Telefono
__________________________________
Posta elettronica
CHIEDE
di aderire alla Associazione “Identità e Innovazione”, sottoscrivendo la
quota annuale di adesione di Euro 10 nonché un eventuale contributo di
sostegno di Euro__________.
Note:
1)
per perfezionare l’iscrizione si prega di restituire per posta
elettronica la presente scheda di adesione;
2)
la quota di iscrizione si fa pervenire attraverso un versamento sul
conto corrente bancario
CREDIFRIULI,n.18210017275, Udine, Via Crispi45
IBAN IT 20 E 07085 12302 018210017275
Presentazione di Gnovis pai Autonomiscj
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L’Associazione intende informare periodicamente i propri quadri, iscritti e
simpatizzanti sui più grandi problemi che riguardano la crescita del Friuli
come autonoma entità, la cui conservazione e valorizzazione richiede un
impegno costante da parte di coloro che credono indispensabile rafforzare
la nostra comunità e impedire che essa anneghi in una indistinta realtà
friul-giuliana o, peggio, friul-veneta.
Chiediamo ai destinatari di questo notiziario di collaborare in tre modi:

fornire indirizzi mail di persone che potrebbero essere interessate
a riceverlo,per ampliare la sua diffusione;

formulare critiche e suggerimenti per un suo miglioramento;

inviare o segnalare notizie per un suo arricchimento.
Viene utilizzata la lingua italiana come mero strumento di comunicazione e
non certo come scelta culturale: useremmo volentieri la lingua friulana se
la scuola italiana ci avesse insegnato a leggerla e soprattutto a scriverla
con facilità.
Riferimenti:
corrispondenza: [email protected]
sito web ufficiale: www.identitaeinnovazione.it
pagina Facebook: identitaeinnovazione
Redazione
Comitato di Redazione: Gianluca Falcomer, Valeria Grillo, Giorgio Lodolo,
Lauro Nicodemo, Franco Rosa, Raimondo Strassoldo
Coordinatore: Marzio Strassoldo, [email protected],
cell. 334 6210176
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