QUINDICINALE DI ATTUALITA’, CULTURA, SPORT E TRADIZIONI
l’Altopiano
La voce degli 8 Comuni
www.giornalealtopiano.it
ASIAGO CONCO ENEGO FOZA GALLIO LUSIANA ROANA ROTZO
“IL PRIMO ED UNICO GIORNALE DELL’ALTOPIANO”
N. 337 - ANNO XIII - EURO 1,50
SABATO 8 GENNAIO 2011
Nelle edicole il nuovo
libro di Giancarlo Bortoli
“Margareta e Fra’ Dolcino”
Un milione di euro dall’ENAC
Per l’aeroporto sarà
Pag.8
finalmente rilancio?
Vacanze natalizie: bene solo dopo San Silvestro, ma...
I SAPORI
DELLA
TRADIZIONE
Costo 12 euro
edizioni l’Altopiano
Progetto
Montagnamica
Al Verena l’inverno
non conosce crisi
Campagna
regionale di
informazione
per frequentare
i monti in
Pag. 4
ASIAGO
sicurezza
ASIAGO
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ROTZO
Pag. 3
GALLIO
Pag. 11
Sondaggio
Cosa vogliono i
turisti invernali?
Pag. 4
Grafica Altopiano
Consegnate le
borse di studio
Approvato
Doni anche ai
“un bilancio
7
nuovi nati Pag.previdente”:
Un sasso dello Zebio per Berlusconi
Nuove edificazioni:
si vagliano le richieste, ma
c’è anche chi ricorre al TAR
Un sasso del Monte Zebio, incastonato in una
elegante confezione, in dono a Berlusconi.
L’antivigilia di Natale a Villa Madama, a Roma,
di fronte a tutta la stampa italiana e internazionale, in occasione della tradizionale conferenza di
fine anno del presidente del consiglio, la storia
della Grande Guerra è stata protagonista dell’incontro nelle parole del presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino. Dopo aver
tracciato una breve analisi dei principali problemi che riguardano la categoria, toccando i vari
nervi scoperti, tra cui la “legge bavaglio” e i bassissimi compensi di molti giovani giornalisti, il
presidente dell’ordine ha omaggiato il premier
con una pietra raccolta l’estate scorsa sul Monte Zebio. Un invito a Berlusconi a visitare Asiago
e il suo sacrario, simbolo di tutti i sacrifici e del
dolore che è costata l’unità d’Italia. Iacopino ha
ricordato brevemente quello che accadde sui nostri monti durante la Grande Guerra e ha citato
Maggioranza:
una frattura
insanabile
la figura del presidente emerito della Repubblica,
Francesco Cossiga, che amava molto l’Altopiano
anche per l’eroismo e il sacrificio della Brigata
Sassari sui monti vicentini.
tagli in tutti
i settori, si
preserva il
sociale
Pagine 4-5
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
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ATTUALITA’
Matteo, alpino convinto e orgoglioso
Matteo Miotto non è morto per un colpo isolato di un cecchino, ma in seguito all’azione di un
gruppo di terroristi, di “insurgents” , che avevano attaccato l’avamposto italiano in Afganistan.
Un vero e proprio scontro a fuoco che ha coinvolto coloro che erano di guardia, ai quali si è
aggiunto anche Miotto. La prima versione è stata smentita dal ministro della difesa Ignazio La
Russa proprio all’indomani dei funerali del giovane caporal maggiore thienese. C’erano anche
E’ nelle ultime ore del 2010 che
conosciamo Matteo Miotto: il
suo nome arriva nelle nostre
case mentre l’attenzione è rivolta all’anno che sta per concludersi, a come trascorrerà
la serata. Quella che giunge
dalla tv è una triste notizia: un
altro soldato italiano morto in
missione, in Afganistan, un
giovane caporal maggiore degli alpini, colpito (così inizialmente era stato comunicato) da
un cecchino in una base avanzata del Gulistan. E’ un
vicentino, ci dicono, mostrandoci le prime foto: quella che
lo ritrae sulla torretta di un blindato con in mano la bandiera
italiana con la scritta “Thiene”
fatta con un pennarello, procura una fitta al cuore. La morte
dei soldati italiani in missione
colpisce sempre, ma sapere che
la vittima stavolta è di una cittadina così vicina a noi, fa un
effetto diverso, più forte, amplifica il dolore. Piccole informazioni che si susseguono,
spezzoni di un video, brani di
lettere scritte di suo pugno:
ecco che alla fine si delinea chiaramente la figura di questo ragazzo ventiquattrenne. Alpino
convinto, orgoglioso e rispettoso del cappello che porta.
Non tardano ad apparire in quel
gran calderone che è internet
commenti di chi asserisce che
i soldati che partecipano alle
missioni lo fanno per denaro,
consapevoli dei rischi che corrono, che chi perde la vita è da
considerarsi come le altre tan-
te, quotidiane vittime di
incidenti sul lavoro, per
le quali non viene detta
la parola “eroe”. Ma le
parole di Matteo, pronunciate e scritte, non
danno adito a dubbi: il
suo spirito alpino è autentico. Una missione,
quella dei soldati italiani
in Afganistan, per la
quale, in una lettera, il
caporal maggiore
auspicava maggiore attenzione e considerazione da parte degli italiani, non solo nelle tristi
occasioni di soldati uccisi. Un
ideale che il giovane desiderava venisse raccolto da altri, tanto che era andato assieme al
Gruppo A.N.A. di Thiene, nelle classi delle scuole superiori
della sua città per parlare ai ragazzi dei valori degli alpini. Una
terra, il vicentino, dove questi
valori hanno radici forti, per
questo in un’intervista Matteo
Miotto si rammaricava del fatto che di alpini, nel vicentino
oggi ce ne sono troppo pochi.
Ripensando alle sue parole, viene da chiedersi se ci siano ancora giovani disposti ad affrontare una vita fatta di regole rigide e disciplina come quella militare, quando la notte di S.
Silvestro, proprio nelle ore successive alla morte di Matteo,
qui, nella sua provincia, si è registrato un record negativo di
interventi sanitari e ricoveri
ospedalieri di ragazzi che non
erano riusciti ad evitare di alza-
re troppo il gomito, rischiando
serie conseguenze. Ma a questa
domanda segue un’altra constatazione, che mi arriva dall’esempio di Canove, dove abito: recentemente dal paese sono partiti per il servizio di leva volontario, con l’aspirazione di essere destinati al corpo degli alpini,
tre ragazzi: qualche mese fa
Marco Magnabosco ( ora alpino a Brunico), e ad inizio dicembre, con il 4° blocco 2010, hanno preso la via dell’85° Reggimento addestramento volontari
di Verona Matteo Frigo,classe
1990, e Mirko Rigoni del ’91;
con loro anche Marco Lunardi
di Foza, sempre del ‘91. Avendo tempo di approfondire, potremmo riferire di altri altopianesi
che hanno fatto questo tipo di
scelta, comunque dalle informazioni generiche raccolte, si
evince che in effetti i vicentini
che scelgono la strada militare
sono pochi, come bassa è la per-
numerosi alpini altopianesi a Thiene, per l’ultimo saluto a Matteo, in una condivisione di sentimenti di comunione, affetto e dignità. Hanno riferito dell’aria quasi di festa percepita all’arrivo
nella cittadina, trasformatasi poi, all’uscita della salma dalla camera ardente del municipio, in un
silenzio assoluto, di rispetto totale. Momenti davvero toccanti, sensazioni intime e difficili da
esternare, immagini, parole, emozioni forti, che resteranno indelebili nei loro cuori.
centuale dei residenti nel nord Italia rispetto a quelli
del sud, fra le cui
motivazioni probabilmente prevale la, rispettabilissima, necessità di
garantirsi un lavoro. Fra i nostri,
certe decisioni sembrano maggiormente dettate da ideali saldi, dalla voglia di rappresentare la propria terra e i suoi abitanti, portando avanti i valori
che da essi hanno ereditato. Ma
come matura in un giovane
l’idea di far domanda per entrare nell’esercito italiano?
“Sono stato attirato dalla figura degli alpini fin da piccolo –
racconta Mirko Rigoni – La
prima cosa che mi ha fatto appassionare è stato l’ascolto
delle loro canzoni, poi il conoscere la storia dei nostri luoghi
e gli eventi qui accaduti duran-
te la guerra. Di
certo hanno influito l’amore per la
montagna, l’essere nato in una famiglia di alpini, e il
fascino delle adunate, che ha fatto
accrescere in me
questa passione e
la voglia di entrare a fare
parte dell’esercito, e
del corpo
degli alpini
in particolare, la cui attività ho
sempre ammirato”.
Quali sono
le tue prime
impressioni
dopo poche
giornate di
addestramento militare? “Il primo impatto è stato duro, ma ero preparato, me l’avevano detto che
sarebbe stato così. Abbiamo
passato intere giornate sotto la
pioggia con temperature rigide,
dormito poco, siamo rimasti
sempre in caserma, senza permesso di uscire. Ci sono regole da rispettare rigorosamente,
è una vita che costa sacrifici,
ma è una scelta fatta per passione e dunque, se ti piace, affronti tutto senza lamentarti”.
Il tuo anno di naja volontaria è
appena iniziato e certo è prematuro parlarne, ma attualmen-
te pensi che, scegliendo di restare a lavorare nell’esercito,
affronteresti una missione?
“Penso di sì, quando sei consapevole che il lavoro che scegli può comportare questo,
come ben ti spiegano, lo accetti.
Il mio obiettivo è quello, dopo
la ferma prefissata di un anno,
di intraprendere la carriera militare.”
Sei stato a Thiene per le esequie di Matteo Miotto, quali
sensazioni hai provato? “Ho
voluto esserci per rispetto a una
persona che è morta rappresentando l’Italia, e quindi anche
me. Mi sembrava quasi di essere lì per un familiare; il pensiero principale, guardando la
bara avvolta nel tricolore, è
stato per le motivazioni di
Matteo, per quello che ha fatto e per come è morto. La sensazione iniziale, vedendo quell’infinità di gente, militare e
civile, era quasi di festa, di
un’adunata, ma poi la cerimonia si è vissuta in tutta la sua
intensità e compostezza, mi
ha colpito la sensazione di
unità e uguaglianza che si respirava, le parole profonde e
sincere che sono state pronunciate”.
La morte tragica di questo alpino con solo qualche anno
più di te, non spinge a ripensare alla scelta fatta? “No,
anzi, ti dà una carica maggiore, sprona a continuare, facendo crescere la tua convinzione nel portare avanti questo ideale.” Silvana Bortoli
8
Sabato 8 gennaio 2011
TURISMO
Qualche battuta qua e là
con negozianti e commercianti, conferma quello che
si era percepito vedendo la
situazione con i nostri occhi: le vacanze natalizie,
hanno portato lavoro a partire dalla fine dell’anno. Prima, solo la vigilia e
l’antivigilia di Natale avevano fatto registrare numeri
discreti in fatto di vendite.
Il traffico a tratti intensi dei
giorni successivi poteva far
presupporre buoni affari
per il comparto turistico,
ma a Natale, S. Stefano e
dopo, la situazione si presentava piuttosto fiacca.
Bastava constatare che dal
fornaio, nel negozio di alimentari e in quelli di frutta e
verdura e dal macellaio, insomma nei luoghi dove quasi
quotidianamente ci si reca a
far la spesa, non c’era l’affollamento tipico dei giorni
di vacanza, niente file da
fare, nessuna discussione su
precedenze da rispettare per
essere serviti. “Se osservi le
borse della gente che passa
l’Altopiano
3
Stagione turistica, si è dovuto attendere
S.Silvestro per vedere un buon afflusso
– commentava una commerciante di abbigliamento –
vedi che gli acquisti sono limitati agli alimentari, alle
necessità quotidiane. Mancano i soldi, la crisi economica è un dato di fatto”. Che
la maggior parte di chi, pur
permettendosi qualche giorno di vacanza , l’abbia fatto
stando ben attento alle spese extra, è stato notato da
tutti: chi alloggia in albergo
evita di uscire la sera, anche
solo per bersi qualcosa in un
locale; coloro che soggiornano in appartamento spesso arrivano qui dai luoghi di
partenza con tutto ciò di cui
necessitano. Se si va a sciare non ci si può permettere
di fare lo shopping, se si acquista un souvenir si evita di
fare merenda al bar o di finire la serata in pizzeria. La
musica è cambiata, come si
è detto, a partire dall’ultimo
giorno dell’anno, quando di
gente ne è arrivata davvero molta: ed ecco animarsi vie e piste da sci,
bar, ristoranti e pizzerie,
negozi e sale cinematografiche. Si sono viste
le consuete compagnie
di giovanissimi, giunti
qui in pullman per trascorrere il Capodanno
nella casa di montagna
della famiglia di uno di
loro, fermandosi poi
qualche giorno, gli
ospiti abituali, le famiglie che hanno fatto
combaciare la settimana bianca con quella in
cui cade l’Epifania, come del
resto avviene da qualche
anno, quando l’afflusso è
molto più consistente da Capodanno in poi, portando lavoro un po’ a tutti. E’ prematuro fare altre considerazione se non quelle che alla
fine, come hanno in commentato in molti, viste le
premesse è andata anche
bene.
Silvana Bortoli
Al Verena l’inverno non conosce crisi
Si è lavorato bene durante le feste ed ora si prosegue con le settimane bianche. Per Elio e
Lorena Frigo l’impegno e la serietà pagano sempre. “E certe calunnie – sottolinea Elio –
fanno male. Sulla “discarica abusiva” dimostrerò che ho ragione io”
L’inverno ad alta quota non
conosce crisi. Al Verena, la
stazione sciistica altopianese
più frequentata, la stagione
quest’anno è cominciata
prestissimo, grazie alle prime e già sufficienti nevicate
di metà novembre.
Un’apertura così anticipata
delle piste in Altopiano non
si ricorda. Un via precoce
che non ha conosciuto stop,
neanche nei giorni di pioggia abbondante. Testimonianza di una buona organizzazione, di serietà, di impegno e di attenzione al
cliente. “Nonostante il manto
nevoso potesse considerarsi
già sufficiente – spiega Lorena
Frigo – appena la temperatura
l’ha consentito, abbiamo anche
sparato neve artificiale”.
Una mossa che ha messo al
sicuro la stagione che sulle piste roanesi sta andando a gonfie vele, con l’aiuto anche delle
belle giornate d’inizio 2011. Che
gente ce ne sia tanta te ne rendi conto dal parcheggio che
straripa d’auto; sulle piste e alla
base degli skilift però non c’è
ressa. “Con i lavori di allargamento delle piste realizzati negli ultimi anni – afferma Lorena
- c’è spazio per tutti e più sicurezza, con un basso numero di incidenti, quasi sempre di
lieve entità”. Organizzazione,
accoglienza, servizio di qualità
e continua innovazione sono i
punti fermi di una gestione che
opera ormai da 40 anni, prima
con papà Elio oggi ancora in
prima linea, sempre con tanta
voglia di fare e di lavorare per
migliorare, coadiuvato in tutto
e per tutto da Lorena. Ma forse
è doveroso chiamarlo Cavalier
Elio, riconoscimento al merito
conferitogli dal presidente della
Repubblica per ben due volte,
nel ‘72 e nel ‘76.
“Quest’anno – spiegano padre
e figlia – abbiamo aperto un piccolo bar presso il campo scuola soprattutto per dare ai bambini la comodità di servizi igienici a portata di mano. Grazie
alla preziosa e fondamentale collaborazione con i maestri di sci
e al loro lavoro di promozione
fatto in tutta Italia, si riesce a
portare qui sempre nuova clientela che viene letteralmente coccolata con una spesa decisamente inferiore ad altre località
turistiche. Da un paio d’anni,
proponiamo ai clienti degli alberghi dell’altopiano che scel-
gono di venire a sciare al Verena
uno sconto del 20 %. Un’iniziativa che sta raccogliendo
sempre più successo e che ora
vogliamo estendere anche ai
clienti delle immobiliari con uno
sconto del 10%”.
“In ogni caso – aggiunge Lorena
– il segreto è mettersi sempre
nei panni del turista e soddisfare al meglio le sue esigenze. E
non c’è niente di più positivo di
un cliente contento che poi fa
buona promozione per il nostro
territorio”. Un dettaglio che fa
la differenza e che purtroppo
molti operatori turistici
altopianesi devono ancora imparare a mettere alla base della
propria attività.
E intanto al Verena, dopo queste vacanze natalizie più che
soddisfacenti, sono già tante le
prenotazioni per le settimane
bianche, perché l’impegno e la
serietà pagano sempre.
“Ce l’abbiamo sempre messa tutta – sottolinea Elio Frigo – purtroppo a fronte di
continue proposte per migliorare sempre più la nostra
offerta turistica, abbiamo
spesso trovato, anche da
parte degli enti locali, poca
collaborazione. Sto ancora
aspettando, per esempio,
che il Comune di Roana mi
dia una risposta sull’utilizzo
dell’istituto di Mezzaselva
che avrei preso in mano per
farne un centro benessere.
Mi avessero lasciato fare,
sarebbe già riaperto da un bel
pezzo! Fa anche male, dopo
tanto impegno, sentirsi
calunniati senza motivo per via
di una presunta “discarica abusiva” al Verena. Sono stati trovati solo dei vecchi cingoli, che
tra l’altro nessuno ha nascosto:
erano stati lasciati lì, ancora
dalla precedente gestione, per
inviarli al recupero e comunque non erano certo a quattro
metri di profondità come è stato scritto. Col tempo erano stati
solo coperti da un po’ di
terriccio ed erbacce. Ma sulla
questione non ho certo accettato la sentenza: ho fatto ricorso e sono sicuro che lo vincerò. Nei diversi ruoli che ho rivestito negli anni, tra cui amministratore del Comune di
Roana e presidente del Consorzio delle acque dell’Altopiano,
son stato portato in tribunale
ben 18 volte e sono sempre stato assolto”.
Stefania Longhini
E il calendario del 2011 non
favorisce le vacanze brevi
Con festività che si sovrappongono, l’anno appena iniziato offre poche possibilità di “fare ponte”
Se le festività natalizie 2010 – 2011 (Natale di sabato, idem per
Capodanno) non hanno favorito qualche giorno di vacanza in
più, uno sguardo al calendario dell’anno appena iniziato chiarisce subito che sarà ancor più avaro di opportunità per fare mini
vacanze, approfittando di qualche ponte. L’esempio più “clamoroso” riguarda le festività che ricorrono in primavera: Pasqua cade il 24 aprile, quindi il giorno successivo, 25 aprile festa
della Liberazione, coincide con la Pasquetta: un solo giorno per
due festività! E subito dopo, il 1° maggio, arriva di domenica,
quindi anche la festa dei lavoratori non regalerà una giornata di
riposo aggiuntiva. Va meglio a giugno, con la festa della Repubblica del giorno 2, un giovedì, mentre Ferragosto arriverà di
lunedì. Ognissanti, martedì 1° novembre permetterà un breve
ponte, mentre potrà favorire un lungo week-end
l’Immacolata:l’8 dicembre cade di giovedì. Ma l’anno si
concluderà con Natale che arriverà di domenica e San
Silvestro di sabato, e il 2012 che dunque inizierà di domenica. Quest’ultimo sarà bisestile, il che dovrebbe contribuire a
ribaltare un po’ la situazione. Intanto, gli studenti in procinto
di tornare a scuola dopo il periodo natalizio, dovranno attendere marzo per godere delle vacanze che coincideranno con
la fine del carnevale, il giorno 8, che si sovrappone quest’anno alla festa delle donne.
Silvana Bortoli
Grande successo per lo
Skibus gratuito
Il bilancio del primo
periodo di attività è
senz’altro positivo: il
servizio di Skibus
gratuito verso i
comprensori
sciistici
delle
Melette, del Verena e
del Kaberlaba è stato apprezzato e largamente utilizzato dai visitatori
del nostro Altopiano. Il titolare
della ditta di trasporti Girardi,
che gestisce le corse, ne dà conferma: ogni giorno il pullman è
affollato di sciatori, che hanno
sfruttato la possibilità di godersi la neve e il bel panorama del
nostro territorio senza avere il
problema di percorrere strade
montane ghiacciate o innevate,
comprensibilmente privi della
necessaria esperienza e trovandosi, magari, a dover ricorrere
a catene o gomme chiodate. Lo
Skibus, che per quanto riguarda Kaberlaba è in funzione limitatamente al periodo natalizio, continuerà a servire Melette
e Verena per tutta la stagione
sciistica, fino al 26 marzo 2011.
“Si tratta di un’iniziativa di
grande importanza, che ha senza
dubbio
arricchito
qualitativamente la proposta
turistica altopianese – sostiene
il presidente del Consorzio Turistico di Asiago, Roberto
Rigoni – un servizio per la prima volta completamente gratuito che contribuisce a conferire un’immagine di accoglienza verso tutti i nostri ospiti valorizzando, al contempo, le
nostre principali stazioni
sciistiche”. Il servizio è stato
organizzato dal Consorzio Tu-
ristico di Asiago in accordo con
le Amministrazioni Comunali di
Asiago, Gallio e Roana ed in collaborazione con la Provincia di
Vicenza; fondamentale è stato
il supporto delle Associazioni di
Categoria, degli albergatori e
delle ditte locali che, intuendo il
valore turistico del progetto e
superando interessi personali e
campanilismi, hanno elargito
generosamente il proprio contributo. Le associazioni Artigiani e Commercianti; la Rigoni di
Asiago; gli hotel Al Bosco, Alpi
di Asiago, Da Barba, Des Alpes,
Erica, Gaarten, La Baita, Laghetto
di Asiago, Leon d’Oro, Linta
Park, Milano, Miramonti, Orthal,
Paradiso, Rendola, Rifugio
Verenetta, Rutzer, Sporting e Vescovi; le immobiliari Alpina,
Asiago e Roana; la cassa Rurale
ed Artigiana di Roana, l’agenzia
Happy Siben, la scuola sci Verena
con gli impianti Verena 2000 e il
Centro Fondo Gallio: a costoro
va un sentito ringraziamento per
aver reso possibile la realizzazione di un servizio che è assolutamente indispensabile. Ci auguriamo che gli ottimi risultati ottenuti
siano uno stimolo a ripetere
l’iniziativa nei prossimi anni,
contando su l’appoggio di un
numero ancora maggiore di sostenitori.
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Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
4
I turisti cercano l’anima della montagna
TURISMO
Vivere gli aspetti più “montani” della montagna anche d’inverno. Percorsi per compiere
camminate ed escursioni invernali in sicurezza. Trovare
malghe e rifugi aperti dove
poter anche dormire. Portare
la montagna in paese con gite
in slitta. Ripristinare il corso
sprint con gli sci da fondo. Ricondurre le iniziative turistiche
verso le tradizioni locali.
Sono solo alcuni dei suggeri-
Cosa vorrebbe e cosa si aspetta chi viene in vacanza in Altopiano? Piccolo sondaggio tra i
villeggianti a spasso per Corso IV Novembre. Tanta voglia di natura, tradizioni e poesia
menti che turisti e ospiti interpellati domenica 2 gennaio lungo Corso IV Novembre hanno
espresso. Suggerimenti che
comunque spesso si accompagnano ai complimenti per le
manifestazioni organizzate e per
gli allestimenti natalizi messi in
campo dall’associazione commercianti. Segno che gli sforzi
compiuti dall’assessorato al
Turismo e alla Cultura così
come dal comparto commer-
ciale non sono fatti invano ma
che vengono apprezzati da chi
Asiago e l’altopiano lo eleggono come luogo dove trascorrere le Sante Feste.
La mamma degli imbecilli…
Però si deve prima iniziare da
una nota dolente. La notte di San
Silvestro ha visto numerosi atti
vandalici compiuti. Una vetrata
di una porta divelta da un petardo, qualche cassetta delle
poste distrutta da un botto (con
Se il turista se ne va deluso
Non c’è miglior pubblicità di un
turista soddisfatto e allo stesso
modo non c’è cosa più utile a
distruggere gli sforzi per migliorare l’offerta turistica e l’immagine di un territorio di chi se
ne va brontolando disgustato e
deluso. E se poi le critiche vanno a finire su siti informativi attendibili e visitatissimi, il danno che
può fare anche una sola persona
scontenta è considerevole. Sul
sito www.neveitalia.it, interamente dedicato a quanto, sport e turismo, è legato alla neve, a quanto
pare molto conosciuto dagli appassionati, nelle pagine dedicate
all’altopiano diAsiago è stato pubblicato, il giorno 5 gennaio, il commento di un turista che sembra,
o almeno così coerenza vorrebbe, in vacanza qui non ci tornerà più.
Cris, così si firma molto genericamente il nostro, scrive: “Da
anni con la mia famiglia passo le vacanze natalizie
sull’Altopiano di Asiago in
compagnia di altri amici che
hanno figli coetanei ai miei.
Premetto
che considero per la
sua
bellezza l’Altopiano di Asiago
uno dei migliori posti per fare
turismo sia estivo che invernale, purtroppo però credo che
l’anno prossimo andrò altrove.
Il turismo è una “coltura” e
non può essere improvvisato! Se
decidete di passare una giornata di sci sulle piste del
Kaberlaba, a due passi dal centro, armatevi di pazienza. Parcheggi in terra che in inverno
sembrano piste di pattinaggio
e in estate campi di fango appena arati, sempre inadeguati
all’affluenza di auto, dove chi
prima arriva meglio alloggia.
I bambini hanno pochissime
agevolazioni e quasi sempre
pagano come gli adulti (vedi
gli abbonamenti a ore). Se volete fare un giro in bob sulle 2
piste con impianto di risalita
dovete fare un biglietto diverso per ogni pista e il giornaliero per lo sci non è valido sul
percorso bob. Al Verena và un
po’ meglio ma lo stagionale
bambini costa come lo stagionale adulti e anche lì il parcheggio
auto a volte
non basta. Ricordo inoltre che
gli impianti di risalita sono
vecchiotti e lenti... Il centro di
Asiago è un caotico girone
dantesco con interminabili file
di auto che cercano parcheggio. Le strade che sono poche
e piene di buche, soprattutto
quelle appena fuori dal centro,
anche dopo giorni di bel tempo sono sempre sporche di neve
e al mattino ovviamente ben
ghiacciate. Lasciate perdere i
marciapiedi del centro che sono
perennemente sporchi di neve e
ben ghiacciati. Insomma, cara
amministrazione di Asiago, avete un potenziale enorme, ma così
i turisti non li attirate. Il turismo
invernale di Asiago ha bisogno
di strade, di parcheggi e di una
politica di collaborazione tra i gestori degli impianti di risalita
oppure arriverete sempre dopo i
vostri “cugini” trentini e i turisti
saranno sempre meno”. Una profezia piuttosto funesta! Augurarci che non si avveri non è sufficiente. Bisogna come sempre
rimboccarsi le maniche e lavorare sodo perché queste critiche
non abbiano più fondamento specialmente laddove si parla
di “collaborazione”.
Stefania
Longhini
le lettere e cartoline che non
giungeranno mai a destinazione), il ghiaccio della pista di pattinaggio all’aperto
trasformato in una sorta di
katiusha con razzi e
mortaretti conficcati che
hanno provocato crepe e
fratture nella superficie
ghiacciata ripristinata con
ben 6 ore di lavoro. Ma l’atto più “doloroso” è stato la
devastazione della casetta di
Babbo Natale dove qualche
eroe ha pensato di introdursi
sfondando una finestra (e
divellendo il porta fiori) per
poi buttare tutto all’aria, strappando dalle pareti gli addobbi,
lordando gli arredi, rovinando
gli allestimenti. In pratica un
genio, probabilmente sostenuto a gran voce (alcolica) dai
suoi prodi compagni di avventura. La casetta, di proprietà dell’associazione commercianti
che ogni anno la allestisce e la
fornisce con Babbo Natale e
caramelle annesse, sarà rimessa in sesto, ma il dispiacere rimane.
Chi invece l’altopiano lo
ama. C’è poi chi l’altopiano lo
ama ritornandoci anno dopo
anno per trascorrere le festività con famiglia e amici. Facendo di questa terra di fatto
un’estensione della propria
casa. Ed è a questi che domenica 2 gennaio abbiamo chiesto un parere su cosa proporrebbero per rendere ancora più
“avvincente” l’altopiano sotto
il profilo dell’offerta turistica.
E quello che emerge più prepotentemente è una voglia di
vivere la montagna sotto i suoi
aspetti più intrinseci, più congeniti, più naturali.
“Sarebbe bello poter raggiungere una malga o una baita con
le ciaspole o con gli sci e magari trascorrervi la
notte – dice Antonio
Zecchinella che frequenta l’altopiano
da quando era giovanissimo – Chiaramente con un servizio minimo, trovando un pasto caldo e l’ambiente riscaldato. Magari
anche con alcuni rifugi solo
aperti senza custode per i più
coraggiosi, ma almeno una
parte con servizio per non precludere le famiglie che sono la
parte consistente dei turisti
altopianesi”.
“Io mi ricordo quando al
Kaberlaba c’era la slitta trainata dai cavalli – ricorda Stella
Marignani, 80enne padovana
da 65 anni ospite di Asiago Per me era una vera emozione
che credo sarebbe altrettanto
emozionante anche oggi”.
“Per me lo sci alpino ha stancato, sempre più esasperato nei
materiali e nelle pendenze –
commenta il 36enne Fernando
Pivan – Oramai si è portato lo
stress delle città anche sulle piste da sci; si deve fare tutto
veloce e subito. E come me lo
pensano in tanti. Ecco perché
mi sono avvicinato allo sci alpinismo ed escursionistico
quindi sarebbe bello avere dei
punti d’appoggio, anche tecnici, e percorsi indicati per poterli fare in sicurezza”.
“Premetto; i miei complimenti
a tutti coloro che si prodigano
per farci trovare Asiago e
l’altopiano ricco di eventi e preparato in maniera fiabesca; sap-
piate che ogni domenica sera
che mi allontano dall’altopiano
sono colta da una tristezza che
solo la consapevolezza che
dopo una settimana di lavoro
potrò ritornarci riesce ad attenuare – dice poeticamente
Mariantonietta Rosati, 27enne
milanese “altopianese per amore
dell’altopiano” – Ma nel tentativo di essere sempre seducenti e allettanti forse delle volte si
perde di vista le ricchezze proprie.
Si
rischia
un’uniformazione delle proposta invernale da “centro commerciale” trascurando le tradizioni altopianesi. Solo per fare
un esempio quest’anno non ho
mai sentito cantare “la Stella”
per le vie, cosa che invece dovrebbe essere pubblicizzata al
massimo. Se l’altopiano è la
patria del fondo perché non si
ripristina il “Corso Sprint” magari coniugandolo con lo spirito della Kopa Karucola. Invece di cercare ad ogni costo
di imitare l’Alto Adige perché
non cercare spunti dalle vostre tradizioni che non è solo
il cimbro ma è tutto quello che
vi rende particolari. Oltre a
coinvolgere di più i residenti
e forse farvi comprendere
meglio da chi vi conosce poco le tradizioni riporterebbero le festività natalizie sul giusto binario della spiritualità
spostandone
il
baricentro dall’aspetto
prettamente commerciale. Un beneficio credo per tutti”.
Gerardo Rigoni
Il tour dei cioccolatieri
fa tappa ad Asiago
Il 18 febbraio 2011 si terrà la prima edizione asiaghese di ART & CIOCC.
Il tour dei cioccolatieri arriva dunque ad Asiago. Tre giorni per lasciarsi
tentare, e cedere..... dalla mostra mercato del cioccolato con la partecipazione dei maestri cioccolatieri provenienti da tutta Italia. I curiosi e gli
appassionati di cioccolato potranno ammirare, acquistare, gustare e restare affascinati dalle delizie, prodotte tutte artigianalmente. I prodotti, dai gusti più
disparati, sono garantiti e sono di pregiata e selezionata qualità. Un evento da non perdere che di sicuro
mette d’accordo adulti, bambini ed anziani. Un modo
per riscoprire il valore della passeggiata nel centro
di Asiago: una grande occasione di ritrovo e divertimento per tutti.
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
5
Nell’ultimo consiglio, Baù e Rossetto si astengono su bilancio e piano delle opere pubbliche
Si allarga la spaccatura della maggioranza
ASIAGO
I due consiglieri hanno presentato 6 emendamenti, due solo ritenuti ammissibili e poi bocciati
“Capriccioso e volubile”. E’ così che
il sindaco di Asiago Andrea Gios definisce il comportamento dei due consiglieri “ribelli” Ivan Baù e Maurizio
Rossetto. E così convalida la spaccatura oramai evidente nel gruppo
di maggioranza con il capogruppo e
l’ex assessore al bilancio da una parte e il sindaco con gli altri assessori
e consiglieri dall’altra. Una frattura
che si allarga ad ogni nuova seduta
del consiglio. Anche in quella di fine
anno, il 28 dicembre, con all’ordine
del giorno l’approvazione del bilancio e del piano triennale delle opere
pubbliche, sono emersi tutti i conflitti tra le due anime di “Progetto Viva
Asiago”. Una votazione che ha visto l’astensione del duo ed in più la
presentazione di ben 6 emendamenti al bilancio. “E’ un bilancio di austerità e responsabilità per il sindaco. Il Comune con difficoltà riesce
a garantire i servizi minimi sul sociale. Un taglio forte sui diversi assessorati è stato fatto sulla parte
corrente. Una forte diminuzione delle entrate. Mai come in questo
momento è necessaria una politica partecipata e di massima
trasparenza” ha affermato Baù. Degli emendamenti presentati, due sono stati giudicati inammissibili dai tecnici (la realizzazione di un impianto di cogenerazione per lo stadio del ghiaccio
e centro congressi Millepini e la realizzazione del palazzetto
dello sport) mentre altri due (l’istituzione dei capi contrada e lo
spostamento della sede preposta della biblioteca dal Palazzo
Millepini alla Caserma Riva) non hanno ricevuto alcun parere
tecnico perché ritenuti politici e non pertinenti al bilancio. Dei
due emendamenti ritenuti invece ammissibili (poi bocciati in sede
di voto, pur trovando l’approvazione della minoranza), uno riguardava l’anticipo della realizzazione del terzo stralcio della
strada Sasso e la sistemazione completa del tetto dell’ex asilo di
Sasso oggi sede del museo “Battaglia dei Tre Monti”. “Quello
che preoccupa è la linea sulle opere pubbliche- continua Baù sul risparmio energetico dello Stadio del Ghiaccio, sulla strada
della Frazione Sasso, sul nuovo palazzetto dello sport finanziato
ancora dal 2005 e ancora bloccato, sulla pista di motocross non
finanziata seppure indicata tra le opere a breve termine, sulle
infrastrutture e servizi delle contrade, sulla biblioteca “provvisoria” fatta al Millepini. Nulla è stato detto. Abbiamo presentato 6
emendamenti, dato che puntualmente il sindaco ha rifiutato un
confronto sul bilancio in sede formazione dello stesso. Di primaria importanza il tema della raccolta differenziata gestita
dalla società ETRA: ad oggi non abbiamo notizia sulla gara che
dovrebbe essere indetta per il rinnovo della gestione. Il contratto scade il 31/12/2010 tra pochi giorni e riteniamo che dato il
forte aumento delle tariffe sia necessario valutare la
reale convenienza attraverso la partecipazione ad una
gare e non con un affidamento d’ufficio senza nessuna concorrenza.” Sull’esito del consiglio comunale il commento di Gios è
lapidario: “Non mi preoccupa la stabilità del mio gruppo ma piuttosto la mia capacità di valutazione; dei due, in particolare Baù,
mi ero fidato ed invece si sono dimostrati non solo superficiali
ma anche poco capaci politicamente. Trovo, per esempio,
inaudito che una persona che ha fatto l’assessore al bilancio
per sei anni possa sbagliare sul piano tecnico quattro emendamenti al bilancio su sei presentati. Trovo assurdo che consiglieri non sappiano distinguere tra un emendamento e un
ordine del giorno. E’ ridicolo che possano pensare di appartenere ancora al gruppo “Progetto Viva Asiago” dopo aver
depositato 6 emendamenti al bilancio senza averli discussi
con la maggioranza o presentati in sede di commissione bilancio di cui Rossetto è membro”. E sul fatto che Baù con-
tinui a ribadire la mancanza di un
incontro di maggioranza da lui richiesto il sindaco ribatte: “Ma è il
capogruppo Rossetto che deve convocarlo, però con le giuste modalità e modi. Lui lo aveva
preannunciato, ma con maniera
che a me non è piaciuta, e ho detto che non ci sarei andato. Con
questo avrebbe dovuto comunque
farlo poi stava a me eventualmente dovermi giustificare con la mia
giunta e consiglieri. Ma
anche qui si vedono tutti i
limiti dei due; Rossetto
manca di leadership, non
è riuscito a fare da collegamento tra il gruppo e la
giunta, non hai mai stimolato né evidenziato problemi. Baù invece continua a dire e non dire. Comunque tra poco faremo
un incontro di gruppo e
poi vedremo come la vicenda si svilupperà”. Accuse che Maurizio Rossetto rispedisce al mittente: “La
condivisione all’interno del gruppo di maggioranza manca.
Da capogruppo mi è stata negata reiteratamente la convocazione di una riunione di maggioranza importante perché il
sindaco rifiutava di parteciparvi. Che senso ha se c’è chi, in
via preconcetta, non vi vuol partecipare? Non è forse mettere il capogruppo in condizione di non poter svolgere il suo
incarico ed, anzi, di svilirne la funzione? In ogni caso, il
Capogruppo convoca le riunioni su imput di chi è a conoscenza diretta degli argomenti e ritiene – sempre che lo ritenga – di coinvolgere tutta la maggioranza. Ciò vale a dire che
le sollecitazioni al Capogruppo in questo senso provengono, di
norma, dagli assessori ed eventualmente dai consiglieri che vogliano approfondire ed essere informati su una tematica di particolare importanza ed interesse”.
Gerardo Rigoni
Opere pubbliche per oltre due milioni di euro
Verranno realizzate la rotatoria di Via Verdi, l’area di sosta per i camper e la nuova biblioteca
Oltre 2 milioni di opere pubbliche. A cui si aggiungono
oltre 500 mila euro di opere
al piano PEEP dell’Ebene e
oltre 3.6 milioni di euro per il
palazzetto dello sport. Sono
queste le cifre del piano
triennale delle opere pubbliche messe in campo dall’amministrazione Gios nell’ultima
seduta del consiglio comunale. Nello specifico si realizzerà la rotatoria di Via Verdi
(finanziata con mutuo per
150.000 euro e con contributo della Provincia di Vicenza
di 200.000 euro), opere sulla pubblica illuminazione del
centro e delle contrade, il proseguo del programma di
riqualificazione delle strade
con asfalti lungo le vie maggiormente deteriorate così
anche dei marciapiedi. Tra le
“grandi opere” si realizzerà
l’area camper di Via Baracca e la biblioteca “Millepini”.
Quest’ultima opera consiste
nell’arredamento a biblioteca dello spazio soprastante la
sala polifunzionale del Palazzo del Turismo “Millepini”.
In più sarà completato il consolidamento delle fondazioni
del Municipio che permetterà in seguito al riassesto dell’area perimetrale del Comune e un futuro sistemazione
delle diurne. Ancora, saranno affidati gli incarichi di pro-
gettazione delle opere pubbliche di rilievo necessarie nell’ambito del PEEP di Via
Ebene ed è prevista la realizzazione del palazzetto
polifunzionale per lo sport e
turismo in prossimità del centro tennis Millepini. Quest’ultima opera, che costerà oltre
3,5 milioni di euro, sarà finanziata per 3.220.000 euro me-
L’assessore ai Lavori
Pubblici Giampaolo Rigoni
diante sottoscrizione di contratto di leasing con canone
a partire dal 2011 e per
450.000 euro con fondi propri. Nel 2012 proseguiranno
gli asfalti, le opere di pubblica illuminazione e manutenzione marciapiedi nonché il
rifacimento del tetto del Duomo San Matteo e il 3° e ultimo stralcio della strada del
Sasso. Nel 2013 sono previsti ancora interventi su marciapiedi, strade e pubblica illuminazione. “Nel programma triennale cercheremo, oltre che realizzare le opere,
anche di raggiungere fini
complementari – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Giampaolo Rigoni – Per
esempio la rotatoria avrà anche un aspetto di abbellimento all’arredo urbano, gli interventi sulla pubblica illuminazione concepiranno il risparmio energetico quindi con la
sostituzione delle lampadine
di vecchia concezione e poi
completeremo progetti già
avviati come la messa in sicurezza del tetto del asilo
del Sasso e della scuola
media”.
G.R.
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
6
ASIAGO
“Un bilancio previdente”
Tagli su tutto e per tutti, preservando i servizi sociali
Dieci percento in meno di
entrate correnti (pari a 637
mila euro) e quasi 43% in
meno di entrate in conto capitale (pari a 1.481 mila
euro). Sono i numeri del bilancio presentati dal sindaco
di Asiago Andrea Gios al
consiglio nell’ultima seduta.
Numeri che significano tagli
a tutto e per tutti. “Abbiamo fatto un bilancio previdente – spiega Gios – Non
volendo illudere nessuno, abbiamo tenuto le previsioni di
entrate, e quindi le conseguenti uscite, ridotte ma
auspichiamo che con progetti
ben fatti e mirati possiamo
raccogliere qualche contributo provinciale e regionale
come già avvenuto in passato”. “Un bilancio comunque
di rigore – prosegue – Ma
che tiene in considerazione
un punto fermo: le necessità
dei nostri cittadini quindi nessun taglio ai servizi e al so-
stegno, soprattutto sociale”.
I numeri e le percentuali comunque lasciano allibiti; 13% i trasferimenti statali e
- 49 % i trasferimenti regionali per le entrate correnti
(fondi destinati ai servizi comunali). Per i trasferimenti in
conto capitale (quelli cioè
destinati agli investimenti) –
50,8% di cui un – 77% da
parte regionale. Una scure
sui trasferimenti che si traduce in dolorosi tagli agli uffici comunali: - 19% per il
patrimonio, - 38% ai lavori
pubblici, turismo – 46%.
“Ripeto, ho chiesto ai miei
assessori un gesto di coraggio e di responsabilità, richiesta accolta con grande coscienza, di individuare dove
risparmiare e quali progetti
posticipare per non intaccare i servizi sociali che proprio in questo momento sono
indispensabili ai nostri cittadini in difficoltà – illustra Gios
– Tant’è che i servizi sociali
avranno meno trasferimenti
per 13% che però saranno
non tagli ai servizi ma frutto
della ridiscussione dei contratti con terzi che forniscono alcuni servizi; ovvero chiediamo che anche le ditte facciano uno sforzo per andare
incontro alle esigenze dei cittadini in un periodo tra i più
difficili dal dopo guerra. Altro capitolo che abbiamo voluto “salvare” dai tagli sono i
contributi alle associazioni
sportive e allo sport giovanile in generale convinti che lo
sport sia fondamentale per la
crescita sana dei nostri giovani”. Continuando a
spulciare il bilancio ci si accorge che lo Stato ha tagliato l’1% dei trasferimenti per
il personale il cui costo però
è aumentato del 3,5% dopo il
rinnovo del contratto nazionale. Ci si accorge che lo Stato non ha rifinanziato il fondo
Lanzilotta che elargiva fondi
ai paesi a confine con le province autonome che per
Asiago si traduceva in poco
meno di 300 mila euro. Il decreto legge 78 ha tagliato in
generale il 13% dei trasferimenti statali ai Comuni, i primi fornitori di servizi ai cittadini. “Considerate le aperture del sindaco sulle nostre
proposte di impegno sulla
bioedilizia e risparmio
energetico, alla realizzazione
del palazzetto dello sport, al
riordino in chiave dell’efficienza del servizio pulizia
neve e all’anticipazione di alcune opere con una ricerca
di reperimento dei fondi ci
dichiariamo soddisfatti di
quanto l’amministrazione sta
operando – commenta il
capogruppo di minoranza
Paolo Finco – Al bilancio
2011abbiamo presentato 4
emendamenti in chiave
propositiva per il miglioramento dell’impostazione del
bilancio. Proposte accolte
nelle loro intenzioni dallo
stesso sindaco quindi abbiamo scelto di astenerci al voto
per mettere alla prova il sindaco nel 2011 per vedere se
anche lui sia disposto ad una
collaborazione fattiva per il
bene comune”.
Gerardo Rigoni
Sapor d’acqua natìa
Diritti e doveri dell’essere giovani Medici di famiglia e guardia medica
un questionario per i pazienti
Prendete un pezzo di legno e mettetelo nell’acqua
di un torrente: difficilmente quando lo riprenderete in
mano ci troverete un coccodrillo. Perchè non basta
che un legno tocchi l’acqua
per farlo diventare un coccodrillo. Come, del resto,
non basta una rondine a fare
primavera. Che una
gerontocrazia (governo dei
vecchi, ndr) spenda parole
dorate per il mondo dei giovani - com’è accaduto nel discorso di fine anno del Presidente della Repubblica - è
occasione di simpatica e provata
riconoscenza.
Impreziosita da una constatazione: non è mai troppo tardi.
Perchè se al mondo dei giovani vengono addebitate dalla massima autorità dello Stato parole
come motivazione, orgoglio, passione e impegno questo non può
che far piacere, se non altro
come tentativo di sdebitarsi di
un bistrattamento protrattosi ad
oltranza. Fino ad accorgersi che
essi sono rimasti l’ultima scialuppa di salvataggio per evitare
il naufragio di una nazione.Ammesso che tali parole siano state dettate da vera convinzione e non da un tentativo di addossare al popolo giovane il bandolo di una matassa aggrovigliato
dai dinosauri - ci saremmo aspettati, per una più credibile conoscenza di tale giovinezze, che
oltre all’elogio sperticato e a
volte mieloso ci fosse stato anche il richiamo ai doveri che tale
età comporta. Essere giovani è
essere capaci di conoscere la
differenza tra l’adulazione e la
valorizzazione. Chi adula mette
in luce ciò che spetta, chi valo-
rizza sa coniugare la giusta dose
di diritti e di doveri. Per non cadere nella trappola di essere smascherato nel tentativo di tenere
tranquillo il mondo della giovinezza offrendo loro la solita caramella. Che a null’altro serve se
non ad accrescere i bruciori di
stomaco. Qualunque giovane
sogna un lavoro all’altezza dei
sogni, ma è altrettanto vero che
non basta un foglio in mano per
ritenere dovuto un lavoro. L’applicazione scolastica educa
l’alunno non solo alla comprensione del sapere e alla dialettica
delle nozioni ma si sforza anche
d’affinare le predisposizioni del
giovane all’elasticità mentale
che gli permetterà, al presentarsi di un’opportunità, di saperla cogliere al volo magari correggendo la direzione delle
aspettative. Parlare di “diritto
al lavoro” non è parlare di “diritto al lavoro da sogno”, ma
parlare di una possibilità di saper vivere la propria vita da protagonista mettendo a frutto le
nozioni acquisite. E’ questo lo
spirito che dovrebbe animare i
giovani nell’epoca dell’addestramento che è la scuola: prepararsi al meglio per farsi trovare pronti al momento opportuno. Significa imparare a far
brillare i propri talenti ma
anche a saperli affinare.
La storia dell’uomo racconta di grandi geni che,
nati con un sogno, hanno
poi saputo seguire con il
loro fiuto il fluttuare delle
condizioni sapendosi adattare e facendo brillare il
loro genio in maniera forse ancor più superiore. I
giovani hanno diritti per lo
meno nella stessa misura
in cui hanno dei doveri. Parlare solo di diritti è cosa assai
rischiosa perchè nel momento
in cui, foglio di laurea alla
mano, non troveranno il lavoro corrispondente non ci penseranno due volte ad impugnare un manganello e gettarsi
contro le forze dell’ordine. Chi
lavora con i giovani sa che essi
non chiedono d’abbassare le
vette o mistificare la realtà addolcendola. Chiedono, piuttosto, provocazioni e occasioni
che permettano loro di percorrere quelle strade nelle quali
abitano i loro desideri.
Chi scrive è convinto delle buone intenzioni del Presidente e
ne apprezza il coraggio d’aver
rotto il ghiaccio dentro il regno
dei dinosauri. Spera che altri
ne seguano l’esempio (magari anche nella Santa Madre
Chiesa) e invoca su entrambi
la benedizione perchè si tenti
l’innamoramento dei giovani rischiando assieme con loro il futuro e non abbindolandoli con
parole alle quali il loro spirito, complice un’allergia secolare, oppone un’indifferente attenzione.
Che fa nascere spontanea una
domanda: “Dov’è l’inganno in
così inaspettata disquisizione?”
Don Marco Pozza
Le opinioni dei cittadini per introdurre miglioramenti nei servizi
L’azienda sanitaria ULSS 3
è impegnata nella realizzazione di un’indagine sugli assistiti dei medici di famiglia e
guardia medica del proprio
territorio per capire che cosa
pensano dell’assistenza ricevuta. I risultati saranno utilizzati per aiutare l’azienda a
mettere in evidenza quello che
funziona bene e ad identificare le aree in cui emergono
margini di miglioramento. Sarà
inviato un questionario con la
richiesta di esprimere le proprie opinioni ad un campione
di assistiti. Agli assistiti viene
chiesto di esprimersi su diversi aspetti della loro esperienza
sia con il proprio medico sia
con il servizio di continuità
assistenziale-guardia medica, (accessibilità, l’incontro o
il contatto con il medico, la prescrizione di farmaci e/
o di prestazioni
specialistiche,
la comunicazione, le
in-
formazioni ricevute, il
coinvolgimento nell’assistenza, etc.). L’indagine viene
svolta nell’ambito di un progetto dell’Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto
(ARSS) che ha la finalità di
progettare, sperimentare e
portare a regime un programma regionale di indagine sulla esperienza e sulla
soddisfazione degli utenti del
Servizio Sanitario Regionale
nel suo complesso. Dopo una
prima fase sperimentale realizzata nel 2009-2010, alla
quale hanno aderito 7 Aziende Sanitarie, l’ARSS ha deciso di estendere l’indagine
sugli assistiti dei medici di famiglia e guardia medica a
tutto il territorio regionale. A
questa iniziativa hanno aderito tutte le quattordici Aziende Sanitarie che non avevano partecipato alla
sperimentazione tra cui
la nostra. Per il progetto l’Arss si avvale del
supporto metodologico
del Picker Institute
Europe, un ente
leader a livello
internazionale in
progettazione e realizzazione
di indagini sui pazienti dei servizi sanitari, che dal 2000 coordina il programma per la
rilevazione dell’esperienza e
della soddisfazione dei pazienti per conto del Servizio
Sanitario Nazionale inglese
(NHS). In sintesi l’indagine
si sviluppa secondo la seguente articolazione temporale: invio dei questionari agli
assistiti a fine gennaio 2011;
raccolta dei questionari entro aprile 2011; elaborazione
e analisi dei dati e lettura ed
interpretazione dei risultati,
entro luglio; diffusione dei risultati ed indicazioni per il
loro utilizzo ai fini del miglioramento entro settembre.
Ricevere osservazioni
e commenti degli
assistiti e tener
conto delle loro
opinioni e priorità è essenziale per stimolare miglioramenti nella
qualità dell’assistenza, rispettando l’impegno di
progettare e fornire un servizio socio sanitario che
metta al centro i
bisogni del paziente.
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Sabato 8 gennaio 2011
ASIAGO
Eventi promozionali per animare il centro e portare il più
gente possibile ad Asiago, con
l’intento di allargare la
stagionalità e spostare l’asse
commerciale della città troppo concentrato su Corso IV
l’Altopiano
I mercatini? “Eventi promozionali per
animare il centro, da incentivare”
Il sindaco Andrea Gios ritorna sulla modifica del regolamento per l’occupazione
del suolo pubblico motivando più approfonditamente le scelte dell’amministrazione
Novembre. Queste le principali finalità dei mercatini di
Natale e dell’antiquariato che
da qualche anno animano i
giardini di Asiago. Obiettivi che
il sindaco ha voluto sottolineare in consiglio comunale nella
discussione sull’eliminazione
“Ambiens”: arte e imprenditoria
a favore della ricerca scientifica
Quando
l’arte
e
l’imprenditoria incontrano la
beneficenza e la solidarietà. E’ forse il riassunto più
appropriato per la mostra
“Ambiens” allestita nella
futura sede dell’Immobiliare Cima 12 lungo Corso IV
Novembre. Quattro piani di
arte e design proposti dalla
creatività di Moreno
Panozzo a favore della ricerca sulla fibrosi cistica e
la corea di Huntington.
“Avevamo degli spazi a disposizione che ci dispiaceva lasciare inutilizzati nel periodo di
alta stagionalità – spiega il titolare dell’agenzia Luciano
Finotto – Durante un incontro
conviviale è scaturita l’idea di
allestire una mostra a fini benefici; idea che Moreno
Panozzo ha subito colto con
entusiasmo”.
L’artista nato ad Asiago ma
che oramai si divide tra Milano e New York ha predisposto quattro ambienti specifici
7
denominati
Aramen,
Argentum, Aurum e Platinum
dove i metalli preziosi sono rappresentati non solo dai loro
colori, ma anche da fragranze
ideate da Panozzo stesso che
derivano direttamente dal metallo prezioso di cui due,
Aurum e Argentum sono pensati proprio per l’ambiente.
Fragranze che si rifanno all’arte stessa di Panozzo che non
arreda, non complementa gli
ambienti, bensì diventa parte
integrante dei locali con installazioni importanti, ma mai in-
vadenti. Così come
le sue soluzioni di
design che non
sono altro che il
proseguo naturale
della sua arte.
“Credo che l’arte
debba coinvolgere
tutti i sensi perché
sia incondizionata –
spiega Panozzo –
Ecco quindi nelle
mie mostre che
profumi e suoni, particolarmente di officina dove realizzo molte opere, vanno a completare
la parte visiva, ovvero l’installazione stessa. Solo così secondo me si riesce a cogliere
appieno il senso dell’opera”.
La mostra rimane aperta fino
alla fine delle feste natalizie e
ha già raccolto l’adesione di
molti affezionati, appassionati
d’arte, e vip non ultimo Diego
Dalla Palma che ha voluto
“cosponsorizzare” l’evento a
sostegno della finalità benefica.
Gerardo Rigoni
del Cosap. Un argomento sul quale Andrea
Gios vuole ritornare,
dopo l’intervento del
gruppo di minoranza sul
nostro giornale, per ribadire che “la riduzione della tassa per i due
mercatini deve essere
letta in chiave di promozione turistica e va vista come un investimento dell’Amministrazione comunale a favore delle attività commerciali che danno da
vivere (direttamente o indirettamente) a moltissime famiglie”.
“Si tratta di una attività promozionale – aggiunge Gios che non nasce spontaneamente, non è che qua abbiamo
avuto un gruppo di commercianti venuti a suggerirci di fare
il mercatino. Nasce perché lo
promuoviamo noi, Comune di
Asiago, perché lo coltiviamo,
come l’agricoltore che coltiva
giorno per giorno il suo prato.
Purtroppo non è che abbiamo
la fila degli espositori che vogliono aprire le casette del
mercatino. L’Assessore fa
salti mortali per tenere unito il
gruppo e motivarlo a continuare in questa iniziativa che ha
essenzialmente finalità turistiche. Non è il mercato settimanale dove abbiamo la fila
di commercianti che vorreb-
bero esporre e dove le licenze
vengono
pagate
profumatamente da chi vuole
subentrare”.
Il sindaco non tralascia poi,
come fatto in consiglio, di sottolineare il merito dell’assessore al turismo Roberto Rigoni.
“L’Assessore si è inventato
l’idea del mercatino e soprattutto è riuscito a dargli una
qualità molto elevata rispetto
ad altri mercatini che ci sono
anche nel nostro territorio.
Questa iniziativa non fa il bene
degli espositori soltanto, che mi
auguro guadagnino. Ma bisogna anche fare un conto economico tra il sacrificio di stare
lì a -17 gradi qualche volta,
pioggia, neve, ed il rischio che
hanno legato agli eventi atmosferici”.
“Quello che perdiamo nel
COSAP - conclude il sindaco
- lo recuperiamo in economia,
in benessere per i nostri cittadini. Rinunciamo a pochi euro
per migliorare la qualità, per
creare un volume, un volano
di affari che ci darà certamente soddisfazione, perché se riuscissimo a migliorare solo di
una unità turistica per ogni banchetto che andiamo ad abbandonare, la comunità ne guadagna perché quell’unità turistica spende molto si più di quello che incassiamo con la tassa”.
Sull’applicazione del regolamento infine Andrea Gios precisa che: “La medesima ha
effetto successivamente all’approvazione da parte del
consiglio comunale. Non e’
perciò corretto dire che abbiamo cambiato le regole in corso in quanto gli espositori del
mercatino di quest’anno hanno già pagato la tassa sulla
base del regolamento
previgente alla modifica, che
avrà effetto dal prossimo
anno!”
Stefania Longhini
Possessor di cagnolino, raccogli il suo bisognino!
Che siano ancora molti i proprietari di cani che nel portare a
spasso i loro fidi amici non provvedono a raccoglierne gli
escrementi lo dimostra il fatto che quando si cammina per
strada è sempre necessaria una buona dose di attenzione
per evitare di pestare qualche pupù. Infastidisce trovare sporchi i marciapiedi, schifa rischiare di imbrattarsi le scarpe lungo percorsi pedonali, indispettisce trovarsi i bisogni sotto le
finestre di casa. E allora capita di leggere cartelli come quelli
da noi fotografati: c’è chi si esprime con poche decise parole
(foto 1), chi chiede gentilmente di scegliere luoghi più adatti
oppure provvedere a pulire (foto 2) e chi dedica ai proprietari di cani poco rispettosi del suolo comune un lungo e spiritoso poemetto, come quello apparso all’ingresso dei prati della
zona dell’Ossario dove ogni giorno in tantissimi portano i loro
1
cani a correre, divertirsi, e …. espletare i propri bisogni fisiologici (foto 3). “Tu, che vai col cagnolino, sempre senza
sacchettino”è il titolo dato da Giuliano Dall’Oglio (che firmandosi si definisce “grande amico degli animali ma non delle
loro grandi m….”) al suo “modestissimo poemetto scherzoso in ventiquattro quartine dedicato ai maleducati,
affinché anch’essi possano vivere un momento di ilarità”. E il poemetto (di cui trascriviamo le prime otto quartine)
a dir di chi frequenta quotidianamente la zona, sembra aver
sortito i suoi effetti, visto che i pois marroni che spiccavano
vistosamente sulla neve, negli ultimi tempi si sono parecchio
diradati. Un’idea da copiare? Potrebbe essere la giusta soluzione per “ripulire” altre zone frequentate da cani con padroni poco rispettosi dei luoghi pubblici.
S.B.
2
3
Ehi, padrone di un bel cane,
che passeggi in questa strada,
son speranze troppo vane
ch’educato tu ci vada?
Tutti i “Boby” e pure i “Fuffy”
che ci dan soddisfazioni,
sian di razza oppure buffi,
fanno enormi petoloni!
Sì: d’estate in mezzo ai prati
quei normali bisognini
passan spesso inosservati,
sian giganti che piccini.
Ma d’inverno, qui all’addiaccio,
con la neve e con il vento,
una petola sul ghiaccio
sembra un grande monumento!
Cosa pensi, padroncino
di quel piccolo cagnetto,
che le merde sulla neve
si dissolvano sul fatto?
Passi pure la pipì,
che non genera sospetto:
non spaventa, resta lì,
come fosse un bel sorbetto.
Dopotutto la minzione
lascia un segno colorato
che pian piano si dissolve,
non può esser trasportato.
Ma la cacca, quella sì,
dimostrando civiltà,
puoi raccoglierla così:
col sacchetto, et-voilà!
(continua...)
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Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
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Aeroporto: fuori dalla palude
ATTUALITA’
L’ENAC stanzia un milione di euro per la sistemazione di pista e piazzale. Nella società di gestione
entra la Federazione Italiana Volo a Vela. Si cercano gestori per il ristorante della palazzina.
Nasce il “Parco della memoria”
Progetto fortemente voluto dalle province di Trento e Vicenza per
valorizzare patrimoni e risorse storico-culturali presenti su
queste due aree. I siti storici rilevanti saranno messi in rete
Con il sì anche dei comuni dell’altopiano di
Asiago e dei Sette Comuni nasce il “Parco
della Memoria”, progetto fortemente voluto dalle province di
Trento e Vicenza per
valorizzare patrimoni e
risorse storico-culturali presenti su queste
due aree. La prima iniziativa è stata quella di
prospettare la messa in
rete dei siti storici dall’importanza rilevante,
come Malga Zonta o la
cima dell’Ortigara.
Primo passo per poi
stilare percorsi tematici e
didattici.
Il progetto ha anche un altro obiettivo, più ampio e
ambizioso. Quello cioè di
trasmettere alle future generazioni cosa è stata la
guerra, non solo la Grande Guerra, che ha
funestato le montagne
trentine e venete, ma tutte
le guerre del 20° secolo
compresa la Guerra Fredda. Infatti fra i primi
recuperi storici ci sarà la
base missilistica di Passo
Coe a Folgaria che durante la guerra fredda era ar-
di interesse – ha
proseguito Rossi dalle testimonianze
archeologiche alla
presenza di minoranze linguistiche,
passando per i
protagonisti della
cultura
quali
Sigmund Freud,
Emilio Lussu, Luigi Meneghello e
Mario
Rigoni
Stern.”.
Il progetto annovera fra i propri
sostenitori addirittura il Presidente
della Repubblica,
Giorgio Napolitano, che
appena un anno fa caldeggiò la costituzione del Parco della Memoria. Al progetto hanno aderito oltre
una trentina di enti ed istituzioni trentine e venete.
Due province che fanno da
cornice a spaccati di storia internazionale dove
sono stati scritti i destini di
milioni di persone partendo dall’archeologia e le
minoranze linguistiche per
arrivare alla guerra fredda passando per la Prima
e Seconda guerra mondiale e la Resistenza.
G.R.
Fuori dalla palude. Dopo 18
anni di stagnante immobilismo e dopo ripetuti allarmi
chiusura, finalmente sembrano aprirsi spiragli di luce
che fanno ben sperare per
il futuro dell’aeroporto di
Asiago. E’ di questi giorni
la notizia che l’Enac ha
stanziato un milione di euro
che sarà impiegato per la sistemazione della pista, del
piazzale e per la realizzazione di un nuovo hangar.
Ma ci sono novità anche
per quanto riguarda la società di gestione: della Aeroporto S.p.a. è entrata infatti a far parte, con l’acquisto di una quota del 4%,
anche la Federazione Italiana Volo a Vela. Un’operazione già annunciata nei
mesi scorsi, andata a buon
fine. “L’adesione della Federazione, con l’obiettivo
dell’apertura ad Asiago di
una sede permanente del
Centro tecnico federale –
commenta il presidente dell’Aeroporto Spa Bernardo
Finco - ci spinge a guardare avanti con ottimismo.
Dalla Federazione potremo
avere attenzione e importanti suggerimenti per attirare qui turisti e per l’organizzazione di eventi”.
Asiago, che è stata la culla
del volo a vela italiano, nato
proprio in Altopiano, intende dunque riconquistare
l’originario
ruolo,
ridiventando punto di riferimento nazionale per que-
sta pratica e allargando la
propria fama oltre i confini
italiani, specie in Francia e
in Germania dove si trova
una fetta importante di appassionati. “Un altro risultato importante per la società – sottolinea il sindaco
di Asiago Andrea Gios – è
quello di aver realizzato con
la nuova gestione una riduzione dei costi pari al 50%,
da 135 mila a 65 mila euro.
Quest’anno si chiude in
perdita perché non sono ancora arrivati i contributi
pubblici che attendavamo.
Il prossimo anno, grazie ai
contributi promessi da Provincia e Camera di Commercio si conta di uscire in pareggio”.
Con
il
completamento della palazzina e la sistemazione dell’esterno, la struttura risulterà più bella e accogliente.
All’interno della palazzina
funzionerà anche un ristorante per il quale fin d’ora si
stanno cercando professionisti del settore interessati alla
gestione. L’intenzione è an-
che quella di aprire nel prossimo futuro anche un angolo
per il volo simulato e realizzare un museo del volo a vela
per fare in modo che l’aeroporto possa essere sempre
più frequentato anche da chi
non è direttamente interessato alla pratica del volo a vela.
“Nell’estate del 2011 – dice
Finco – dovrebbe essere tutto a posto e in vista di quella
scadenza si potrà già provvedere ad una propaganda
del nostro aeroporto che inevitabilmente significherà
pubblicizzazione di tutto
l’Altopiano, terra dalle mille
risorse che con questa struttura turistico- sportiva funzionante potrà arricchire ancora di più la propria offerta.
L’intenzione del consiglio di
amministrazione è quella di
far diventare quest’area
sempre più punto di riferimento per varie manifestazioni non necessariamente
legate al volo, penso per
esempio, perché no, a un
raduno degli scout e ad al-
Una sentenza della Corte
Costituzionale del novembre scorso ha dichiarato la
parziale illegittimità di un
articolo della legge Finanziaria statale per il 2010,
nella parte in cui dispone la Lucio Spagnolo esorta i Comuni dell’Altopiano: “Nella cooperazione, possiamo fare di più e meglio”
cessazione di finanziamenti
essere
previsti alle Comunità Mon- ta dalla Giunta nella seduta statale per sostenere le spe- le Reggenza dei 7 Comuni” potrebbero
tane, consentendo così di del 30 dicembre, abbiamo se di funzionamento delle for- Lucio Spagnolo - sono natu- consorziati: “Sul nostro terassociative ralmente ben accetti, so- ritorio – conclude Spagnolo
sbloccare definitivamente il suddiviso tale stanziamento me
intercomunali, sulla prattutto in un momento di - i servizi sociali, i servizi
fondo statale per
Il presidente della
base di criteri stabi- gradi ristrettezze finanziarie delle Polizie locali, la gestiol’associazionismo, Comunità Montana
ne dei musei sono questioni
liti con un nostro pre- come quello attuale.
Lucio Spagnolo
congelato dal Minicedente provvedi- La strada segnata è quella
stero dell’Interno e
mento. Le richieste giusta: fondi certi a chi sa ladestinato a quelle
pervenute in Regio- vorare assieme, a tutte le forComunità che svolne riguardano 18 me di gestione associata dei
gono la gestione asComunità Montane servizi. La nostra Comunità
sociata di funzioni e
che svolgono, per montana ha percepito il 5%
servizi comunali.
l’appunto, funzioni e circa dell’intero fondo reA seguito di tale senservizi su delega dei gionale. Possiamo e dobtenza, il Ministero ha
biamo fare di più, non solo
Comuni”.
provveduto nelle
Nel riparto dei fon- perché ce lo impone la legscorse settimane a
di, alla Spettabile ge ma soprattutto perché
ripartire le risorse
Reggenza dei Sette l’operare assieme è la stratra le Regioni, asseComuni sono stati da dettata dal buon senso,
gnando al Veneto oldestinati 31.044 dal buon amministrare”.
tre 607 mila euro. “
Un invito ai Comuni, quello
euro.
“A nostra volta –
“I fondi che ci sono di Spagnolo, a camminare
spiega l’assessore
pervenuti – com- sempre più sulla strada delregionale agli Enti
menta il presidente la collaborazione.
Locali, Roberto
della Comunità E il presidente fa pure qualCiambetti –, con dePalazzo Balbi, sede della
Regione Veneto
Montana “Spettabi- che esempio di servizi che
liberazione approva-
che ogni Comune deve
necessariamente affrontare
con gran dispendio di energie
e di denaro. Farlo assieme sviluppa una sinergia e può creare una un risparmio e nel
contempo qualificare ulteriormente i servizi ai cittadini vedendo infine premiato lo sforzo di costruire una “comunità
dei servizi” dai contributi regionali finalizzati allo scopo”.
mata da due dozzine
di missili da difesa aerea
Nike - Hercules.
Un progetto che ha visto
l’adesione entusiasta dei
comuni altopianesi perché, come ha sottolineato
il consigliere comunale di
Asiago Santino Rossi, che
ha seguito l’iter del progetto, “Gli altopiani dei
Sette Comuni e di Folgaria
sono la continuazione
orografica uno dell’altro,
divisi solamente da un confine amministrativo”.
“Oltre alle finalità preminenti, ci sono altri motivi
Dalla Regione contributi per i servizi associati
“Uno stimolo a lavorare sempre più insieme”
Stefania Longhini
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
9
Campagna d’informazione “Montagnamica”
ATTUALITA’
Andare in montagna in sicurezza
Le prime importanti regole da osservare per gli escursionisti. Ai Larici un’esercitazione di ricerca
valanga con la partecipazione dell’assessore regionale al turismo e alla montagna Marino Finozzi
Consultare il bollettino nivo
meteorologico, informarsi
sulle condizioni delle piste
e della neve, rispettare la
segnaletica di avvertimento e divieto, indossare il
casco e riparare gli occhi,
organizzare bene la gita e
imparare a valutare il percorso, informarsi sulle difficoltà tecniche e conoscere i propri limiti, fornirsi di
una mappa della zona, la-
sciare indicazioni precise
sul percorso che si intende
affrontare,
indossare
l’Artva e portare con se
una pala e la sonda ed infine avere il coraggio di rinunciare. Sono queste le
dieci regole fondamentali
per chi vuole affrontare la
montagna, soprattutto d’inverno, in piena sicurezza.
Dieci regole che sono alla
base
del
progetto
“Montagnamica”,
campagna di
informazione
promossa dal
Cai assieme
alle Regioni
Veneto e Friuli
Ve n e z i a
Giulia, dai maestri da sci, dal
c o r p o
forestale e dagli istruttori
d’alpinismo.
Un progetto
scaturito da un
dato allarmante: dal gennaio
2009 sulle
montagne del nordest
ci sono state 35 valanghe che hanno travolto delle persone; 19
di queste sono morte
e altre 11 sono rimaste ferite gravemente.
“Il progetto è un piano di divulgazione delle regole base di sicurezza in montagna –
ha spiegato il presidente nazionale del
CAI Umberto Martini
– Sono regole semplici che
devono diventare insite in
chi si cimenta negli sport invernali di montagna”. “In
diciotto minuti, per un sepolto da valanga le possibilità
di sopravvivenza calano del
50%; trascorsa un’ora le
probabilità di ritrovare la
persona in vita sono pressoché nulle – spiegano gli
uomini del soccorso alpino
– In più, chi viene travolto
da una valanga presenta un
quadro clinico complesso:
ipotermia, traumi, fratture.
Insomma dopo aver ritrovato la persona ed averla
estratta dalla neve l’emergenza non è finita”. E proprio perché i tempi sono
stretti, per ritrovare la persona travolta ancora in vita
i primi soccorsi devono essere portati da chi è presente sul posto. Ecco quindi la necessità di essere
dotati di attrezzature di soccorso e saperle usare.
Queste tematiche saranno
presentate in varie località
invernali fino a marzo. Temi
trattati sia “sul campo” con
presidi lungo le piste, agli
impianti di risalita e sui percorsi sci alpinistici, sia con
“I giovani incontrano l’Europa”: viaggio culturale a Londra
Nell’ambito del progetto denominato “I giovani di Asiago incontrano l’Europa”, anche quest’anno un nutrito gruppo di
giovani asiaghesi ha avuto l’opportunità di partecipare ad un
viaggio di cinque giorni, organizzato dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Asiago, dal 16 al 20 dicembre 2010. Il progetto “I giovani di Asiago incontrano l’Europa”, prevede l’attuazione di una serie di iniziative tese a
rafforzare lo spirito di cittadinanza europea, a sviluppare la
comunicazione fra persone di origine, lingua e costumi diversi ma pur sempre appartenenti ad un’unica grande entità
Europea. Questi viaggi offrono inoltre ai nostri giovani l’opportunità di vedere luoghi e di venire a contatto con culture
diverse dalla nostra e offrono occasioni di amicizia tese a
favorire i contatti fra giovani coetanei, per migliorare la loro
competenza linguistica e la conoscenza delle altre culture.
La destinazione prescelta quest’anno è stata Londra, una
delle capitali più suggestive al mondo. Buckingham Palace,
Westminster Cathedral, il Tower Bridge, Hide Park e
Piccadilly Circus, sono solo alcuni dei luoghi e dei monumenti che sono stati visitati. Si tratta di una importante opportunità proposta dal Comune di Asiago che ha consentito ai partecipanti di entrare a contatto con una città estremamente ricca di cultura e di storia.
“Il grande interesse suscitato dal progetto ribadisce l’importanza che iniziative simili, a favore del mondo giovanile, assumono in una realtà di montagna come quella di Asiago” –
afferma il vicesindaco di Asiago, Roberto Rigoni. “Con questa nuova iniziativa, la nostra Amministrazione intende potenziare le conoscenze dei giovani incentivandoli ad una mobilità in ambito europeo che vuole essere, prima di tutto, veicolo di approfondimento culturale all’insegna dell’amicizia e
del divertimento. L’interesse verso questo progetto da parte
dei nostri ragazzi premia la bontà delle iniziative proposte, le
quali si prefiggono altresì di aprire i giovani ad esperienze
lavorative all’estero garantendo loro la possibilità di potenziare la conoscenza della lingua inglese”
incontri e proiezione di video che illustrano le tecniche di sicurezza. “La montagna deve essere trattata
come un’amica quindi con
il giusto rispetto. A fronte di
una
sua
maggior
frequentazione sia invernale
sia estiva, la Regione assieme al Cai si è resa conto
della necessità di informare gli escursionisti dei pericoli e delle insidie. Quindi
andare in montagna si, ma
in sicurezza e consapevolezza,” sottolinea l’assessore regionale al turismo e
alla montagna Marino
Finozzi, dopo aver partecipato all’esercitazione di ricerca valanga organizzata
dagli istruttori del Cai
Veneto e tenutasi in zona
Larici. Il progetto si rivolge
principalmente al grande
pubblico, ai non esperti, a
coloro che amano la natura
ma possiedono poca o nessuna conoscenza in materia di rischio valanghe. A tutti
quelli entusiasti
del fine settimana che si cimentano in sci alpinismo, fuori pista,
escursionismo invernale a piedi o
con le racchette
ma spesso senza
la giusta preparazione fisica e tecnica.
“Mezzi moderni e
un benessere più
diffuso hanno
reso la montagna
più accessibile
anche d’inverno; tant’è
che l’incremento di chi frequenta la montagna anche
d’inverno è aumentato in
maniera esponenziale – illustra l’istruttore nazionale Cai Daniele Mazzucato
- Molti incidenti da valanga sono causati dalle
stesse vittime. Quindi per
rendere la montagna veramente “amica” è importante creare sensibilità, accrescere la consapevolezza dei rischi e dei limiti personali. Con formazione ed esperienza il rischio di incidente da valanghe può essere ridotto fino
al 95 per cento”. A dimostrazione di quanto sostenuto da Mazzucato durante la
dimostrazione pratica, sotto una tormenta di neve e
con il bollettino valanghe
che segnalava un pericolo
3 su una scala di 5, oltre un
centinaio di persone si sono
inoltrati per i boschi e verso i crinali della località
Larici. E nonostante quasi
tutti sfoggiassero abbigliamento tecnico e attrezzature di ultima generazione
(spesa sostenuta approssimativa: dai 600 ai 1000
euro), pochi indossavano
l’Artva (spesa circa 200
euro) ed ancora meno erano dotati di kit salvataggio
completo (spesa 60 euro).
Gerardo Rigoni
Che Bella Giornata
Al Cinema LUX
ASIAGO
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
10
A Cesuna con pattini e ciaspole
ROANA
Pattinaggio su ghiaccio al palazzetto a cura della Pro Loco e uscite accompagnate
con le ciaspole organizzate dal Telemark 7 C, Cesuna Nordic Team
Le Pro Loco di Conca, Cesuna
e Canove invitano a partecipare
alla 1^ C..C..C..Ciaspollescion
Dopo il successo, la scorsa estate, della 1^ Corsa del trenino in
notturna, le tre Pro Loco delle
frazioni roanesi diTreschè Conca, Cesuna e Canove, si sono
ritrovate di nuovo insieme per
organizzare una ciaspolada, fissata per sabato 15 gennaio, con
ritrovo alle ore 17 presso il campo sportivo di Treschè Conca.
Il via alla passeggiata con le racchette da neve, che toccherà
zone del territorio molto suggestive, verrà dato alle 17.30: da
Treschè Conca si andrà verso
Cesuna, passando sul monte
Ceramella e poi sullo Zovetto,
dal quale si scenderà in Val
Magnaboschi per poi proseguire verso Canove lungo l’ex ferrovia. A metà percorso si potrà
fare tappa in un punto di ristoro,
per poi continuare verso l’arri-
vo, previsto per le ore 21 al Museo della Guerra, dove a tutti i
partecipanti verrà servita una
fumante zuppa di verza e salsiccia. Le iscrizioni del costo di 7
euro, tutto compreso, si ricevono
esclusivamente presso lo Chalet
Turistico del Comune di Roana
a Treschè Conca (tel. 0424
694361). E’ escluso l’eventuale
noleggio delle ciaspole, che si potrà fare al costo di 5 euro presso
i sei punti convenzionati, due per
ogni paese: a Treschè Conca
Nereo Sport e Stella Sport, a
Cesuna Moda Sport e Centro
Fondo Cesuna, a Canove Larici
Sport e Moda Tal. L’evento è
organizzato in collaborazione con
il Telemark 7 Comuni – Cesuna
Nordic Team, il Boscon Group,
il Centro Fondo Cesuna e il
Gruppo Alpini Canove. S.B.
Grande successo per la
1^ discesa del Gran Ramalock
Pattinaggio su ghiaccio ed
escursioni con le ciaspole,
sono due delle attività proposte per questa stagione invernale a Cesuna. Con il bel tetto costruito qualche anno fa
sopra la base di cemento del
campo di schettinaggio nel
piazzale “ex stazione”, si è
dato vita a un palazzetto coperto nel quale è stato ora
realizzato il fondo ghiacciato e aperto al pubblico il pattinaggio, gestito dalla Pro
Loco Cesuna. Già lo scorso inverno per un breve
periodo era stato realizzato
in via sperimentale il pattinaggio, ed ora, dopo aver
appurato e risolto alcune
problematiche chiudendo
temporaneamente due lati
della struttura per evitare
che il calore del sole potesse rovinare il ghiaccio, con
l’arrivo delle feste natalizie
sono stati definiti orari e
costi d’ingresso al pattinaggio(2,50 euro entrata, 5.00
euro entrata e noleggio pattini). Se le temperature permetteranno di mantenere il
ghiaccio in condizioni
ottimali, al palazzetto di
Cesuna si potrà pattinare,
ancora per numerosi weekend (Sabato 15.30/18.Domenica 10/12 - 15.30/
18). Chi invece preferisce
le escursioni con le
ciaspole, può avvalersi dell’accompagnamento e del
nutrito calendario di uscite
serali, abbinate alla cena in
rifugio, messo a punto dal
Telemark 7 Comuni –
Cesuna Nordic Team. Ogni
sabato, fino alla fine di marzo, sarà possibile partecipare alle escursioni prenotandosi via mail all’indirizzo
[email protected]
o chiamando uno dei seguenti numeri di cellulare:
347 4300225 – 347 5384629
– 340 6214786, entro due
giorni prima della data fissata. E’ possibile, per gruppi di almeno tre persone,
prenotare uscite sia diurne
che notturne anche al di fuori di quelle già programma-
te, sempre richiedendole
con almeno due giorni di
anticipo. Su richiesta è disponibile anche il noleggio
delle ciaspole. Le ciaspolade
si tengono nelle zone del
monte
Zovetto,
del
Kaberlaba, di Mezzaselva,
del Ghertele e dei Larici: per
avere una panoramica precisa delle prossime escursioni
è sufficiente collegarsi al sito
www.telemark7comuni.com
.
Silvana Bortoli
Sgombero neve, ai cittadini
è richiesta piena collaborazione
A Cesuna, al consueto appuntamento dell’Epifania sulle piste dalla
sciovia Monte Zovetto, con la fiaccolata per i bambini accompagnati dalla befana, in collaborazione con i maestri della Scuola Sci
Verena sede di Cesuna e la Società Sciovie Cesuna, è s seguita
quest’anno la prima edizione della “ Discesa del Gran Ramalock ,
aperta a tutti. A bordo di mezzi di fortuna, costruiti con una buona
dose di fantasia da loro stessi, i partecipanti si sono cimentati in
spassose discese, facendo divertire il numeroso pubblico presente.
La Pro Loco Cesuna che ha organizzato l’evento, desidera ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno collaborato per la
buona riuscita dello stesso: i ragazzi del Boscon Group, la Società Sciovie Cesuna e i maestri della Scuola Sci Verena sede
di Cesuna. In questa prima edizione, il premio per il mezzo più
simpatico è andato a tre giovani: Giacomo Valente, Snizhana
Valente e Giada Busa. La serata si è conclusa con il tradizionale falò della befana, e la distribuzione di panini, dolci e bevande
calde. Visto l’apprezzamento dei presenti, già si pensa di ripetere la discesa del Gran Ramalock il prossimo anno.
S.B.
Il sindaco di Roana, in seguito
ai disservizi verificatisi dopo
le nevicate di novembre e
dicembre, ha emanato un’ordinanza per lo sgombero della neve dai marciapiedi o
corrispondenti tratti di suolo
pubblico. Secondo le disposizioni, i proprietari o gli
amministratori o conduttori di
stabili a qualunque scopo
destinati, sono tenuti a curare, per tutta la lunghezza dei
loro stabili, e per una larghezza compatibile con i marciapiedi o corrispondenti tratti
di suolo pubblico, lo sgombero della neve, e liberare per
quanto possibile i tombini al
fine di agevolare il deflusso
delle acque. La neve rimossa da cortili o altri luoghi pri-
“Comunità Alloggio di Cesuna” Auguri per il 2011
da parte della Onlus “Vicenza Città Solidale”
Seppur
dopo
tante
travagliate vicende, non ultimo il sospirato allacciamento
ad Enel, il Villino Brunialti a
Cesuna, è pronto ad aprire i
battenti ai suoi tanto attesi
ospiti: i disabili gravi
dell’Altopiano. Sarà un’inaugurazione col botto, perchè a
differenza di ogni altro analogo evento, avrà luogo ad ospiti
installati, che avranno così
modo di festeggiare ed essere festeggiati assieme alle
loro famiglie, da tutti coloro che
hanno lottato per raggiungere
questo ambito traguardo, in un
clima di grande affetto e solidarietà. Un brindisi in primis,
alle famiglie stesse, alle Associazioni di Volontariato
operaranti sul territorio e a livello provinciale (come
Unitalsi che proprio in questi
giorni sta lavorando per continuare la raccolta di fondi, coi
mercatini di Natale), alle amministrazioni di Roana – che
ha rifinanziato il progetto proprio sotto le festività e a quella
di Rotzo, che ha dato continuità al proprio emolumento e ai
vari enti finanziatori. Un grazie particolare e un augurio per
un Buon 2011, il direttivo della
Onlus “Vicenza Città Solidale”, lo invia alla “Fondazione
Vodafone”, che ha appena
concluso con il versamento degli ultimi 50.000 euro, il finanziamento stanziato di 250.000 euro.
Beppa Rigoni Scit
vati non deve, in alcun caso,
essere sparsa e accumulata
sul suolo pubblico. Quando si
renda necessario procedere
alla rimozione della neve da
tetti, terrazze, balconi o, in
genere da qualunque posto
elevato, la stessa deve essere effettuata senza interessare il suolo pubblico. Qualora ciò non sia obiettivamente possibile, le operazioni di
sgombero devono essere
eseguite delimitando preliminarmente ed in modo efficace l’area interessata ed adottando ogni possibile cautela,
non esclusa la presenza al
suolo di persone addette alla
vigilanza.
E’ fatto obbligo ai proprietari
o amministratori o conduttori di stabili a qualunque scopo destinati di segnalare tempestivamente qualsiasi pericolo con transennamenti
opportunamente disposti.
Si ricorda inoltre che in caso
di inosservanza, su segnalazione della polizia municipale preposta a far osservare
l’ordinanza, verranno applicate le sanzioni previste in
questo caso dall’apposito
decreto legislativo.
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
11
Nuove edificazioni, si vagliano le domande
c’è pure un ricorso al TAR Veneto
Un’ottantina le richieste pervenute. Uno dei criteri di ammissibilità riguarda la perequazione
pari al 51% del valore delle aree destinato alla realizzazione di opere pubbliche
Scaduti i termini per la presentazione delle domande relative a
nuove edificazioni nel comune di Gallio, secondo i criteri stabiliti
nel “Piano del Sindaco”, approvato il 20 ottobre scorso, le richieste pervenute sono ora al vaglio degli uffici comunali che dovranno decretarne l’ammissibilità.
“Si tratta – afferma il sindaco Pino Rossi – di un’ottantina di
richieste che dovranno rientrare negli obiettivi posti dal Piano degli interventi. Uno dei criteri importanti riguarda l’applicazione
della perequazione, pari al 51% dell’incremento di valore delle
aree dovuto alla trasformazione urbanistica, come già ampiamente illustrato anche negli incontri con la popolazione. Perequazione
che, ricordo, non viene applicata per le zone Ronchi Davanti,
Ronchi di Dietro, Sambugari, Campanella e Stoccareddo, al fine
di incentivare la sistemazione del tessuto edilizio esistente. Sottolineo che l’importo della perequazione ritornerà al Comune sotto
forma di realizzazione di opere pubbliche, denaro o terreno (questo solo per i residenti antichi abitatori)”.
In merito alle zone edificabili, nella predisposizione del documento preliminare, l’amministrazione ha voluto considerare come consolidate quelle previste dai precedenti PRG (del 1983 e del 1998)
con gli indici però indicati dal PAT approvato dall’amministrazio-
ne Stella. Per le nuove aree inserite invece nel PAT come consolidato edificatorio e quindi come nuove aree edificabili, l’amministrazione ha voluto rivalutarle e, in ogni caso, assoggettarle all’applicazione della perequazione. Ed è in particolare riguardo ad una
di queste aree che la proprietaria, Ilaria Gloder, ha presentato
ricorso al TAR del Veneto, notificato al sindaco nei giorni scorsi,
con la richiesta di annullamento perché “pregiudizievoli e ingiusti”, della deliberazione del consiglio comunale del 20 ottobre con
cui si approvava il “Piano del Sindaco”, dello stesso documento
programmatico e del successivo avviso di preselezione delle volontà edificatorie.
Secondo il ricorso, tra l’altro, “i provvedimenti impugnati risulterebbero illegittimi nella parte in cui impongono un onere economico eccessivo ai cittadini interessati a realizzare la propria casa di
abitazione”.
“Leggendo i termini del ricorso - afferma il sindaco – sembra che
la signora Gloder parta dal presupposto che non venga accettata
la sua domanda di edificazione. La destinazione urbanistica del
terreno di cui si parla è passata con il PAT da parcheggio a consolidato urbano, un’area che sarebbe dovuta essere attivata con il
Piano d’intervento del centro che la passata amministrazione non
Poli Medica Altopiano al via la nuova
struttura al campo sportivo di Gallio
Apre i battenti a Gallio la
prima parte del nuovo
“Poli Medica Altopiano”,
un centro, che una volta
finito, potrà vantare ambulatori ortopedici, fisioterapici, cardiologici, di
medicina sportiva e ginecologici. In più la struttura avrà una diagnostica di altissimo livello fornita di risonanza magnetica full body. Il tutto è
realizzato nella palazzina
servizi del campo sportivo di Gallio che, grazie
all’accordo tra l’amministrazione comunale e la società privata Fp3 System, ha trovato finalmente un suo impiego. Ma
sarà la sezione riabilitativa ad
essere avviata per prima. Al
primo piano della palazzina saranno collocati la fisioterapia,
laserterapia, magnetoterapia
nonché la palestra di riabilitazione dove il paziente sarà accompagnato da personale spe-
cializzato che stilerà dei
programmi individuali di
riabilitazione funzionale.
Immediatamente dopo la
messa in funzione della riabilitazione partiranno negli stessi giorni i consultori
di posturologia e dei
plantari.
Con l’anno nuovo invece
inizieranno tutti gli servizi
previsti per il piano terra.
Ovvero radiologia, risonanza
magnetica,
densitometria, ortopedia,
osteopatia, traumatologia,
medicina sportiva, cardiologia,
endoscopia ed altre specialità
che potranno proporsi.
“E’ una scommessa che abbiamo accettato convinti che dalla struttura di Gallio potranno
nascere delle iniziative importanti per noi e per il territorio –
commenta l’amministratore
unico e direttore Nicola
Sandano – La struttura potrà
essere di supporto a tutta la
popolazione dell’Altopiano
compresi gli sportivi professionisti ma, è chiaro, che intendiamo allargare il bacino
d’utenza. Ma chissà che non
possa anche nascere una collaborazione tra la nostra offerta riabilitativa e l’offerta turistica; oltre a buoni professionisti l’ambiente costituisce
parte fondamentale di una
buona riabilitazione e un posto migliore dell’altopiano è
difficile trovarlo”.
Gerardo Rigoni
Il commiato silenzioso di Donato
Chissà se ne ha avuto percezione, se mentre era lì per terra, nel
gelo di una notte dicembrina, ha cercato di chiamare aiuto o se si
è abbandonato incoscientemente alla mano gelida della morte.
Chissà se lasciare presto questo mondo era ciò che, nel tentativo
di lenire i suoi affanni, infondo desiderava o se anche
lui si augurasse che il passaggio a miglior vita potesse
avvenire il più tardi possibile. Probabilmente dalla vita,
anche Donato, come tanti, avrebbe voluto giorni migliori. Lo sanno gli amici, come ad esempio Danilo che
sul blog di un noto quotidiano ha scritto: “Ciao Rogna,
ti ricorderò sempre come un amico che non chiede
mai, anche se si vedeva che avevi qualcosa che ti rodeva sotto”. Donato Finco, 50 anni, di professione imbianchino, ritrovato privo di vita la mattina del 27 dicembre, riverso nella neve in un cortile del centro di
Gallio, se n’è proprio andato senza chiedere nulla, in
silenzio. Secondo quanto hanno potuto ricostruire i
carabinieri di Asiago, attorno alle 2, ha salutato gli ultimi avventori del locale “Al Portego” ma, invece di avviarsi verso casa, in via Fontana, è sceso lungo via
Vicenza per finire nel cortile di un condominio. Lì
presumibilmente è salito su un mucchio di neve, ha
perso l’equilibrio, e cadendo ha battuto la testa. La botta gli ha
fatto perdere i sensi. Con la temperatura a meno 19, in poco
tempo Finco è passato dall’incoscienza alla morte. Il tragico fatto
ha scosso il paese. Donato era molto conosciuto e ben voluto.
Oltre che per il suo lavoro di pittore era noto per essere stato in
gioventù una promessa del pattinaggio di velocità su ghiaccio.
Ma sarà ricordato anche per le sue “imprese” dal trampolino K60
di salto, dove si lanciava con gli sci da discesa riuscendo quasi ad
uguagliare le distanze dei saltatori. Finco, divorziato da qualche anno, lascia, la figlia Nicoletta, di 16
anni, la mamma 88enne, il fratello Loredano e un
paese in cui ora più di qualcuno si chiede se sarebbe stato possibile rendergli la vita un po’ meno amara. Ci scrive a proposito Alberto: “Per Donato e
tutti noi vorrei tanto che egli non fosse scordato
troppo in fretta, che il suo ricordo e la triste conclusione della sua esistenza non sbiadissero troppo in fretta dalle nostre menti troppo distratte. Vorrei
che noi galliesi ci regalassimo uno sguardo introspettivo,
noi, così presi da tante faccende personali e così distanti gli uni dagli altri. Gallio forse non è proprio così
come oggi mi appare e forse non ci assomiglia affatto
la conclusione di questo mio breve e limitato pensiero,
ma certamente occorrerebbe molto di più e di diverso di qualche festa paesana o di qualche pettegolezzo
fuori luogo, per fare di un gruppo di abitanti un paese
vero: basterebbero forse un po’ di più vicinanza, di considerazione
degli altri, un po’ più di rispetto e di sano calore umano, quello
che qualcuno definirebbe, in un solo termine: Amore. Quello stesso di cui sicuramente anche Donato sentiva la mancanza”.
ha però fatto, credo per mancanza di tempo. Ribadisco che in
quell’area la signora Gloder potrà costruire basta che, come previsto dal Piano del sindaco, paghi la perequazione del 51% come
tutti gli altri cittadini”.
Stefania Longhini
IL SINDACO DI GALLIO
RISPONDE A DON
MARCO POZZA SULLA
QUESTIONE DI LELE MORA
Dopo aver letto
l’articolo di Don
Marco Pozza, pubblicato sul Giornale
dell’Altopiano del
25 dicembre, mi
preme evidenziare e
precisare alcuni
punti in merito alle
sue osservazioni.
Innanzitutto, non
scomodiamo Mario
Rigoni
Stern
ogniqualvolta si tratti di perorare le più
svariate
cause
altopianesi: rispettiamone la memoria, citandolo nelle questioni
culturali che lo avrebbero interessato
veramente.
L’accadimento che mi riguarda – in quanto sindaco e non
in quanto educatore – è il seguente: rispondendo ad una
breve intervista telefonica su
quale fosse la mia opinione a
riguardo del veto d’ingresso a
Cortina nei confronti di Lele
Mora, dichiarai che non condividevo la scelta del Primo Cittadino cortinese. Quando la giornalista mi chiese, allora, se Mora
sarebbe stato ospite gradito a
Gallio, risposi che la nostra comunità non nutre alcun tipo di
pregiudizio verso gli ospiti che
disiderino soggiornare nel territorio. Così si concluse il cordiale colloquio: tutto il resto è leggenda. Non ho mai pensato di
utilizzare del denaro pubblico per
ospitare il personaggio in questione e il suo entourage. Pertanto, con serenità sostengo di
non aver offeso la sensibilità
di nessuno e di non aver indignato i vicentini colpiti dalla
recente tragedia dell’alluvione,
nell’ambito della quale, invero,
l’amministrazione comunale di
Gallio ha agito nelle modalità
che ha ritenuto più opportu-
ne. D’altro canto,
condivido appieno
le inquietudini del
giovane reverendo
che guarda con preoccupazione al vuoto di valori e di moralità dei tempi moderni. Mi unisco a
lui nel deplorare il
trionfo della superficialità che stride
con la tradizione
popolare e religiosa,
custodita e tramandata nel nostro paese soprattutto grazie all’operato di parroci zelanti. Nel passato la loro
tonaca, ingombrante quanto
autorevole, era sufficiente per
ricordare ai fedeli quali fossero
le vette cui tendere; nel presente,
invece, si devono rincorrere le
pecorelle smarrite nei bar e nelle
discoteche, dove il curato è costretto a spogliarsi della tonaca
contravvenendo al rigore ecclesiastico. Mi domando se anche
questo non sia un altro modo di
elargire il tanto agognato panem
et circenses. Infondo, il modus
operandi di un laico che cerca
di amministrare bene il proprio
paese non si discosta poi molto
da quello di un parroco: nel Vangelo di Luca “19,10”, alle accuse
per aver pranzato in casa del peccatore Zaccheo, così risponde
Gesù: “Il Figlio dell’uomo [...] è
venuto a cercare e a salvare ciò
che era perduto”. Con buona
pace di Don Marco, cui auguro un felice
anno nuovo.
Pino Rossi
(sindaco di
Gallio)
La niuz di Peppino Mordegan
Gallio o no Gallio
Lele Mora arriva o non arriva? La renna
è stata uccisa o è morta di malattia? L’Orso Dino è stato ucciso o è ancora vivo?
Dopo tutti questi interrogativi il Primo Cittadino ha proposto il cambio di nome al
paese da Gallio a GIALLIO! Alla cerimonia del cambio nome parteciperà anche il pronipote di Agata Christie.
Peppino Mordegan
8
Sabato 8 gennaio 2011
LUSIANA
Da mesi amministrazione comunale e associazioni di categoria studiano iniziative capaci di dare sostegno ed impulso
alle attività economiche presenti a Lusiana. Già nella scorsa estate il presidente della locale Associazione Commercianti ed il sindaco hanno siglato un accordo di programma, che si auspica verrà sottoscritto anche dai presidenti
dell’Associazione Artigiani e
Coldiretti, grazie al quale sono
stati riattivati, dopo essere stati
sospesi dalla precedente amministrazione, servizi quali la
raccolta dei cartoni presso i
negozi e il sostegno agli interventi di prolungamento della
stagione turistica da parte degli esercizi pubblici che anche
nei mesi di giugno e settembre collocano tavolini e arredi
negli spazi pubblici. L’accordo di programma prevede tra
le forme di incentivazione l’istituzione di un fondo rotativo per
la promozione ed il sostegno
delle attività economiche che
abbiano necessità di investimenti o si trovino in situazioni
di temporanea difficoltà. Per
il fondo rotativo, l’amministrazione comunale ha stanziato
ventimila euro che verranno
raddoppiati grazie allo
stanziamento di una somma di
l’Altopiano
12
Il Comune di Lusiana vara
un piano di aiuti alle imprese
Iniziative di incentivazione e sostegno delle attività economiche
per contribuire, pur nelle limitate risorse del bilancio comunale,
a garantire posti di lavoro e servizi ai cittadini
pari importo da parte dell’istituto bancario che verrà individuato. Ricordano in Comune
che fin dagli anni ’90, dalla
prima amministrazione dell’attuale sindaco Antonella
Corradin, il Comune prevede
nel proprio bilancio un importo finalizzato ad erogare contributi a favore delle imprese
per spese di investimento: contributi spesso di modesta enti-
tà ma comunque utili per le attività economiche locali. “Allo
stato attuale – ricorda il Sindaco Corradin – non appare
più sufficiente il tradizionale
stanziamento che veniva erogato a fondo perduto per spese di investimento. La crisi
economica che purtroppo investe anche il nostro paese
colpisce oltre alle famiglie anche le imprese attive sul terri-
torio considerato che proprio
nelle zone montane l’economia
presenta caratteri strutturalmente più deboli. Abbiamo
pertanto ritenuto compito prioritario del Comune assumere
iniziative di incentivazione e sostegno delle attività economiche e in questo modo contribuire, pur nelle limitate risorse
del bilancio comunale, a garantire posti di lavoro e servizi
Rimane ancora chiusa la strada
da Stabile di sopra a contrada Stolfi
Mentre è in corso il conteggio dei danni provocati nel territorio dalle frane dell’ultima alluvione, anche i privati pongono rimedio ai problemi derivati dai numerosi smottamenti succedutisi
in una zona che va dalle pendici sulle rive del Chiavone, alla zona di Ponte di Velo, Laverda
e sotto al monte Xausa. Qui la comunale che unisce Laverda a Lusiana, sotto a contrada
Stolfi, nel terreno di Lorenzo Xausa, era
stata chiusa perché era pericoloso percorrerla e le piante crollate avevano invaso
con i detriti parte della carreggiata. Personale del Comune e i privati hanno liberato la strada ma rimane ancora chiuso il
tratto che da contrada Stabile di Sopra porta a contrada Stolfi perché la voragine
aperta in un terreno calcareo minaccia di
precipitare verso il fondo valle. E.Z.
ai cittadini. Con il fondo
rotativo sarà possibile ottenere un importante effetto moltiplicatore perché lo
stanziamento
iniziale
(quarantamila euro in tutto)
verrà incrementato ogni anno
da ulteriori stanziamenti del
Comune e dalle quote capitale di rientro dei prestiti alle imprese, capitalizzando così, senza dispersioni, le risorse che
vengono messe a disposizione”. Il Fondo rotativo verrà
gestito mediante propri rappresentanti dalle categorie economiche le quali parteciperanno
tramite le proprie cooperative
di garanzia che dovranno appunto garantire il credito verso il sistema bancario. Si tratta di un importante strumento
che rientra a pieno titolo tra
quelli individuati nel piano di sviluppo che era stato commissionato qualche anno fa dai
due comuni di Lusiana e
Conco. Si è trattato di un lavoro di analisi che, sempre
secondo il Sindaco, può costituire una valida base di partenza e che pertanto l’attuale
Amministrazione ha ritenuto di
fare proprio affidandolo alle
Associazioni di categoria ma
soprattutto prendendone spunto per azioni concrete. “Ciò
che si deve evitare in modo
assoluto è che ogni Amministrazione che si avvicenda voglia ogni volta ripartire dall’inizio con studi e analisi che alla
fine si assomigliano tutti in quanto la realtà sociale ed economica è quella e non muta nello spazio di un quinquennio. Ogni sforzo fatto va invece valorizzato per
le parti positive e utilizzato per
progettare interventi specifici e
concreti”. Insomma, basta con
le chiacchiere e diamoci da fare
concretamente.
Buon anno in musica
nella chiesa di Lusiana
Nella foto, il tratto franoso sotto alla contrada Stolfi
raggiungibile solo da contrada Xausa.
Rivincita per gli scacchisti dell’Altopiano
Accantonata anche la 2^ Sfida di Natale “Scacchi sotto la neve”
organizzata a Lusiana per il periodo natalizio. La manifestazione si è tenuta il 28 dicembre 2010 presso la splendida Sala
Consiliare del “Palazzon” di Lusiana. Al pari dell’anno scorso i
contendenti sono stati il Circolo Scacchistico di Marostica ed il
Circolo Scacchistico Altopiano dei Sette Comuni. L’esito della
sfida però, al contrario della 1^ edizione, è stato diverso: il Circolo Altopianese ha prevalso sul più blasonato Circolo
Marosticense. La gara, particolare nel suo genere, si è svolta su
9 scacchiere (5 per gli adulti e 4 per i ragazzi under 14). Per i
seniores sono “scesi in campo” rispettivamente Massimo
Benacchio, Sergio Bonollo, Franco Moresco, Giovanni
Munaretto e Stefano Zulian per il Circolo Marosticense e Marco Baschirotto, Livio Finco, Ettore Maino, Vinicio Rigoni e Luciano Villanova per il Circolo Altopianese. In questa categoria si
sono registrate due vittorie per i marosticensi (Bonollo e
Moresco) e due vittorie per gli altopianesi (Finco e Rigoni) mentre
l’ultima sfida (Maino- Zulian) è finita in una classica patta. Determinante quindi per il risultato finale è stato quanto accaduto
sulle scacchiere dei ragazzi dove si sono affrontati rispettivamente Nicola Bonato, Tommaso Farina, Dario Schirato e Matteo
Vidale in rappresentanza del Circolo Marosticense e Sebastien
Callegari, Thomas Porro, Lorenzo Scarsella
e Alessandro Villanova per il Circolo
Altopianese. Tutti e quattro i giovani
scacchisti altopianesi hanno prevalso sui più
giovani ed inesperti scacchisti marosticensi
e quindi il risultato finale è stato appannaggio
del Circolo Scacchistico Altopianese. A seguire le premiazioni di rito ed il brindisi per
gli auguri hanno concluso la serata. Entrambi
i presidenti dei due Circoli, presenti alla Manifestazione, hanno voluto sottolineare come
le risorse impiegate per diffondere tra i giovani questa antica e nobile disciplina sportiva stiano dando ottimi risultati. Il tutto è ancora più da apprezzare anche in vista delle
innumerevoli manifestazioni scacchistiche
rivolte in particolare ai ragazzi che si terranno sull’Altopiano nel corso del 2011. Il
primo appuntamento da non perdere è per
il 9 gennaio 2011 quando, sempre a Lusiana,
si terrà il 7^ Torneo di Scacchi città di
Lusiana rivolto ai ragazzi delle Elementari
di Conco, di Santa Caterina e di Lusiana
capoluogo oltre che ai ragazzi delle Scuole
Medie di Lusiana.
Giacomo Scarsella
Successo per il concerto dell’Epifania “Oro, incenso e mirra”
organizzato dagli Alpini del gruppo “Cantele” e dalla parrocchia di San Giacomo, svoltosi martedì 4 gennaio in chiesa a
Lusiana. Scanditi dagli applausi, hanno eseguito i brani in
tema natalizio i cori di Lusiana della Schola cantorum diretto
da Simone Scattola e i”Piccoli cantori” e l’”Eco delle Valli”,
diretti da Andrea Pinaroli. Tutti insieme, i complessi corali
hanno interpretato “Siamo qui con la nuova stella” formulando a tutti i migliori auguri di buone feste.
E.Z.
Nella foto, i cori interpretano il brano finale del concerto.
Conco, aperta anche a gennaio
la mostra di Giampiero Mattarolo
Domenica 19 Dicembre è stata inaugurata presso la saletta
della Biblioteca comunale di Conco la Mostra “ Il legno, la
matematica, il tempo” del dottor Giampiero Mattarolo. La
mostra è stata organizzata dal Crel di Tortima, dal Comitato
della Biblioteca e dalla Pro Loco comunale. Consiste in una
serie di opere in legno ed è il frutto della lavorazione della
materia applicando elaborazioni matematiche e filosofiche.
Dopo il saluto del sindaco Graziella Stefani e del presidente
del Crel Aldo Rodighiero, il contenuto ed il significato delle
opere è stato magistralmente presentato dal professor Ivano
Zordan che ha catturato l’attenzione dei presenti , attenti e
interessati, senza che ci si accorgesse del tempo che passava. Ha quindi parlato l’autore che ha spiegato i vari procedimenti matematici seguiti con riferimenti al significato del
tempo. Tra un intervento e l’altro sono state eseguite alcune
suonate di chitarra classica da Elena Mattarolo. A margine
della mostra è stata anche presentata l’ultima opera letteraria di Giampiero Mattarolo “La difficile eleganza dell’equilibrio”, una riflessione sull’importanza di vivere ricercando la
bellezza, cioè l’equilibrio, in tutte le azioni dell’uomo.
Al Ristorante con il l’Altopiano
Caseificio Pennar Asiago
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Sabato 8 gennaio 2011
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Al Toi di Canove continua la tradizione
culinaria di nonna Rosina e nonno Antonio
LA RICETTA
Asiago Dolce dei Pennar, carne
affumicata del Toi, funghi
porcini, sono gli ingredienti
di due delle specialità
più richieste
Gnocchi cimbri
Per questo piatto, oltre alle patate per gli
gnocchi, serve del formaggio Asiago Dolce
dei Pennar, panna liquida, funghi porcini
trifolati e carne affumicata. Si preparano
degli gnocchi di patate con un impasto tradizionale, nel quale si mette un ripieno di Asiago dolce. (L’impasto di patate si stende a
strisce, mettendo
poi dei mucchietti
di formaggio, la
striscia si chiude
su se stessa e si
tagliano gli gnocchi in modo che
all’interno, nel
centro, ci sia il ripieno di formaggio).Gli gnocchi si cuociono nella maniera tradizionale, una volta affiorati si fanno
saltare in padella
dove si è fatto
fondere un po’ di
burro Pennar, aggiungendo poi della carne affumicata tritata e della
panna, facendo
ben amalgamare il
tutto. Dopo aver messo gli gnocchi sul piatto, si aggiungono funghi porcini trifolati e una bella manciata di carne
affumicata tritata: gli gnocchi sono pronti per essere gustati in tutta la loro bontà!
Piatto Montanaro
Squisito secondo piatto, che se proposto in piccole dosi può
essere servito come antipasto. Si prepara una polentina fumante e non troppo consistente, si fa fondere in forno del
formaggio Asiago Dolce dei Pennar (oppure quello un po’
più saporito se si preferiscono i sapori più decisi) e poi si
prepara il piatto mettendo la polentina con sopra dei funghi
porcini trifolati e in parte il formaggio fuso con sopra
delle fettine di carne affumicata.
Grazie al Caseificio Pennar Asiago
che propone questo appuntamento
quindicinale con i ristoranti che, apprezzandone i prodotti, li scelgono
da proporre alla propria clientela,
stavolta andiamo in centro a
Canove, al Toi Hotel della famiglia
Ambrosini. Il Toi, albergo e ristorante, nasce negli anni ‘50, ma le
origini del locale sono ben più indietro nel tempo, tanto da poter asserire che è fra i più antichi del
paese. Il nome deriva da Antonio
Ambrosini, detto appunto “Toi”,
nonno di Eros e Luca, gli attuali
gestori che rappresentano la terza
generazione di conduttori dell’Albergo. Eros e Luca portano avanti
la tradizione culinaria avviata da
nonna Rosina, moglie di “Toi”,
e proseguita poi dai loro genitori Gigi e Lavinia, ancora oggi
ben attivi e collaborativi nell’attività ristorativa. La cucina del Toi si può definire
“cimbra-altopianese-veneta”,
un misto di sapori tradizionali,
di gusti semplici di una volta,
con tante specialità fatte in
casa, e alcuni piatti di propria
creazione che rappresentano
le peculiarità del ristorante.
Tra queste la cacciagione, una
tradizione nata assieme al locale, vista la passione per la
caccia di nonno Antonio, che
vi si dedicava anche per la necessità di procurarsi la carne
per il ristorante. Fu proprio durante una battuta di caccia nella zona del Portule che Toi Ambrosini terminò la sua esistenza: verso Bocchetta Portule un cippo testimonia il luogo in
cui venne ritrovato morto assieme al suo ultimo bottino: un
capriolo che, una volta abbattuto, si era caricato in spalla, un
Eros, Christian, Luca, Gigi e Lavinia con in braccio
l’ultimo nato della famiglia: Marco figlio del nipote Nicola
peso che probabilmente gli fu fatale, causandogli un infarto. Il locale, ristrutturato e rinnovato negli anni, è sempre stato a conduzione strettamente familiare, offrendo
alla clientela un servizio ben curato ma allo stesso tempo affabile e confidenziale. E ad apprezzarne le specialità, oltre agli ospiti dell’albergo, ai gruppi familiari o di
amici che lo scelgono per festeggiare momenti importanti come matrimoni, anniversari, ricorrenze di vario
tipo, cene fra colleghi, sono stati numerosi personaggi
conosciuti, soprattutto cantanti che arrivavano in
Altopiano per le kermesse musicali che qui si svolgevano, fra questi si ricordano Lisa Stansfield, Biagio
Antonacci, Claudia Mori, ma anche un giovanissimo Alex
Del Piero, ai tempi in cui militava nel Padova. Non si può non
accennare, parlando del Toi, alla grande passione di Eros e del
fratello Manolo per la musica: non appena se ne presenta l’occasione entrambi amano cimentarsi suonando abilmente strumenti diversi.
Prodotti di montagna per piatti gustosi e genuini
Cervo, capriolo e cacciagione varia, il baccalà
alla vicentina e la trippa, sia in brodo che alla
parmigiana, il formaggio fuso con polenta e
sopressa, gli spaghetti alla Toi, i piatti cimbri e
montanari: al Toi si prediligono i buoni sapori nostrani, magari impreziositi da un proprio tocco di
originalità. E il formaggio, quello dei Pennar, denominato “prodotto della montagna”. “Sono questi
i sapori che cercano i nostri clienti – dicono al
Toi – e
s o n o
questi i
prodotti che è giusto offrire loro:
quelli genuini, del
posto, non può
essere che così”.
Sono due le ricette che ci propongono, entrambe
fra le più richieste in ristorante e tutte e due con un
abbinamento di sapori tanto semplice quanto squisito, quello
del Pressato D.O.P. dei Pennar, conosciuto come Asiago
Dolce, e la rinomata carne affumicata del “Toi” di propria produzione. La lonza di maiale, insaporita con ginepro e spezie varie in cui va lasciata macerare per un paio
di giorni, viene affumicata dagli Ambrosini all’aperto con
rami di pino: una vera delizia!
ASIAGO PRESSATO D.O.P. PRODOTTO DELLA MONTAGNA
E’ di gran lunga il formaggio Asiago
più conosciuto .
Chiamato anche Asiago Dolce per il
delicato sapore di latte fresco. La stagionatura varia da 30 a 60 giorni. Per
questo prodotto il Caseificio Pennar di
Asiago ha conseguito il più prestigioso
riconoscimento mai ricevuto da un
caseificio e cioè la medaglia d’oro all’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI PARIGI nel lontano 1930.
SERVIZIO REDAZIONALE
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Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
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ROTZO
Un premio per chi studia
e per chi…studierà
La cerimonia di consegna
delle borse di studio del Comune di Rotzo si è svolta con
la straordinaria partecipazione degli ultimi nati in paese
ai quali è stato donato il libro
“Leggere il futuro”.
La consegna delle borse di
studio agli studenti meritevoli
residenti a Rotzo, su iniziativa del Comune, sta diventando una bella tradizione pre
natalizia. La cerimonia, che
solitamente si svolge nella
sala consiliare, si è tenuta
martedì 21 dicembre nel salone della scuola per l’infanzia “Ovvero – sottolineano gli
amministratori – là dove per
ogni bambino del nostro Comune ha inizio il cammino
scolastico”. Erano presenti
per l’occasione anche i dirigenti scolastici Francesco
Tognon (scuola primaria) e
Piergiorgio Valente (scuola
secondaria di primo grado).
Niente premi individuali per
la scuola primaria alla quale
il Comune ha dato un contributo per l’acquisto di un microscopio, così come alla
scuola per l’infanzia, per
l’acquisto di materiale vario.
Tra gli alunni frequentanti la
scuola secondaria di primo
grado sono stati ritenuti meritevoli: per la classe prima,
Valerio Cappelletti e Nicola
Dal Pra; per la classe seconda, Davide Fabris e Laura
Spagnolo; per la classe terza, Damiano Marangoni. Per
la scuola superiore sono state premiate le allieve Marta
Fabris e Federica Slaviero.
L’appuntamento è stato arricchito dalla bella e gioiosa
presenza dei bimbi nati nell’arco del 2010 con i loro genitori. Sono in totale 9 i nuovi arrivati a popolare il piccolo comune di Rotzo:
Domenico Stefani, di Michele e Martina Spagnolo; Vittoria Palano, di Alex e Giulia
Rigoni; Tommaso Fovanna,
di Dario e Cristina Sella;
Alcuni allievi della scuola primaria
Gli allievi della scuola media e della scuola superiore
Acconciatura e trucco
da sposa e da sera
Trattamenti
tricologici mirati
Check-up della cute e
del capello
Extension
Manicure
Accessori moda
Bigiotteria
Via J.SCAJARO
ASIAGO
Telefono:
0424 463694
Petra Toldo, di Andrea e
Lara Slaviero; Sofia Sartori,
di Simone ed Elena Finco;
Vanessa Chinwe Awoke di
Geoffrey e Valentina Costa;
Maria Lorenzin, di Tobia e
Silvia Costa; Leonardo Toldo,
di Omar e Michela Slaviero;
Ismaele Toldo, di Luca e
Sandra Slaviero. A loro il
Comune, nell’ambito del progetto “Nati per leggere” proposto dalla Conferenza dei
sindaci dei 28 comuni
dell’Ulss 3, ha fatto dono del
libro “Leggere il futuro” del
pediatra Franco Dessì. Una
pubblicazione in cui sono descritte in modo semplice ma
chiaro tutte le indicazioni per
effettuare, passo dopo passo, la lettura ad alta voce in
età precoce ed in cui sono
spiegati tutti i benefici effetti di questa “buona abitudine” sia sulla salute del
bambino che sulle dinamiche relazionali genitori- figli.
S.L.
Tommaso Fovanna
Sofia Sartori
Ismaele Toldo
Vittoria Palano
Leonardo Toldo
Maria Lorenzin
Nella chiesa di Santa Gertrude
due serate di grande successo
Tra gli appuntamenti del periodo natalizio,
hanno avuto grande partecipazione e successo quelli organizzati dalla Parrocchia di
Rotzo con il patrocinio del Comune e della
Pro Loco, tenutisi nella chiesa di Santa
Gertrude. Giovedì 30 si è svolto lo spettacolo in costume con musiche, canti e brevi racconti della tradizione natalizia europea intitolato “La Stella di Natale”. Il recital – concerto è stato presentato dal “Walter Salin
Ensemble” ovvero papà Walter con i suoi
tre figli, tutti musicisti, tra cui Chiara la maggiore che è anche cantante. Nello spettacolo sono state proposte musiche conosciute
con l’accompagnamento di chitarra, violino,
percussioni e voce, alternate a racconti brevi ma suggestivi legati al Natale.
Applauditissimo protagonista del “Concerto
di inizio anno”, tenutosi la sera del 2 gennaio,
è stato invece l’asiaghese Michele Lunardi,
virtuosista della fisarmonica classica solista. Il
giovane musicista, che vanta già nel suo
curriculum un lungo elenco di esibizioni sia come
solista che in ensemble, ha incantato il numeroso pubblico presentando musiche tratte da
un repertorio organistico, clavicembalistico e
pezzi originali per fisarmonica dei più grandi
autori quali Dargomyzki, Korsakov, Monti,
Franck, Bach, Frescobaldi.
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l’Altopiano
Sabato 8 gennaio 2011
15
Nella piccola tipografia sta il buon editore
PERSONAGGI
Il semestrale “Asiago Dove” compie 30 anni. La storia della Tipografia Moderna di Pino Barolo,
già promotore del Giornale Altopiano. “Perseverare! Questo è il nostro motto e la nostra forza”
La sua Tipografia
Moderna è posta a
lato della Piazzetta
degli Alpini ad
L’ultimo
numero di
Asiago, a pochi meAsiago Dove,
tri dalla biblioteca
semestrale
comunale. Sarà una
che nel 2011
compie 30
coincidenza, ma la
anni
vicinanza tra le due
“entità culturali” non
lascia indifferenti al
punto da sembrare
poco casuale.
Classe 1944, Giuseppe Barolo, a tutti
noto come “Pino”,
nativo
di
Montegalda giunge
sull’Altopiano per
motivi di lavoro nel lontano squadre”.
1962, a ragione di uno stage Nel ’72 la svolta: apre Tipopresso la ben affermata grafia Moderna, che negli
stamperia Bonomo. Forte anni diventerà un punto di ridell’esperienza maturata ferimento per autori emerpresso la scuola grafica genti, attività commerciali,
“Don Calabria”, qui svolge privati e enti pubblici. Presmansioni di tipografo-grafi- so l’ufficio la fila di pubblico-compositore. “L’era dei cazioni recanti il marchio TM
computer – dice – era an- è lunga. Dai grossi tomi stocora lontana da venire, rici commissionati dal locale
allora facevamo tutto arti- istituto bancario al recente ligianalmente con stecche e bro di Edoardo Sartori, i titoli
Pino Barolo premiato dalla
Associazione Artigiani per la
sua pluriennale attività
si alternano sui dorsi dei volumi. A ricordarli tutti ci vorrebbero pagine, tra i tanti
spicca l’opera di Paola
Favero, vincitrice del Premio
Bancarella e La natura
dell’Altopiano, che fruttò al tipografo il riconoscimento
quale miglior libro dell’anno
attribuito da una industria bolognese operante nel settore
carta stampata. Il laboratorio
di Barolo è tappezzato di foto
ROTZO
100 presepi per riflettere
Migliaia di visitatori alla singolare mostra
allestita nella chiesetta di Santa Margherita
Centinaia di presepi in mostra nella chiesa di Santa
Margherita. La mostra, giunta alla sua 11a edizione e organizzata dalla parrocchia di
Rotzo, proseguirà almeno
per tutto il mese di gennaio
nei fine settimana, visto il
grande afflusso di pubblico.
Tant’è che fino all’Epifania
si sono contati più di 4 mila
visitatori che si sono
soffermati a mirare le creazioni proposte dai parrocchiani.
Presepi di varie fatture e realizzati con i materiali più disparati; dal quello ottenuto
interamente con l’uso di
chiavi ad una scena della
natività inserita in un vecchio
televisore, da pezzi d’auto al
meccano per poi passare al
legno al polistirolo fino a giungere ad un presepe fatto di
voulevant.
Tutto comunque in funzione del “bambin” per aiutarci a ricordare il vero significato del Natale e per soffermarsi, magari solo per
un momento, sui nostri affetti, per volgere lo squadro verso la volta dell’antico tempio di Castelletto e
ringraziare.
Apertura 14.30 – 18.30,
ogni domenica e festività
fino a fine gennaio. G.R.
e attestati di meriPino Barolo e Mario Rigoni Stern
to; la medaglia concontrollano la stampa di un libro
appena edito dalla Tipografia Moderna
cessa dal CONI per
il suo impegno quale dirigente sportivo
nel settore del pattinaggio artistico finisce in secondo
piano, offuscata da
una foto che ritrae
l’editore in compagnia di Mario Rigoni
Stern. La didascalia
autografa dal “sergente” degli Alpini
spiega: “A Pino
Barolo, perché lui
si che è un bravo
stampatore”.
“A Mario mi legava una profonda e
sincera amicizia –
guida di Gianni Trivelconferma – pochi
lato, proprio questo nomesi prima che mostro periodico che oggi
risse si discuteva di
ha per direttore Stefauna nuova opera,
nia Longhini ed è ben
una ristampa con
radicato nel territorio.
le didascalie di
Da non dimenticare poi
Stern a far da
“Asiago, Ieri, Oggi e
sfondo ai miei diseDomani”, e “Asiago
gni in china. Un
Dove”, semestrale di
progetto che concultura e informazione
servo nel cassetto
economica che proprio
assieme ad altri.
nel 2011 compie 30 anni
Sulla sua esperien- il volume”Privilegj Originarj, Ducali e
di attività. “ L’agile
za in guerra pub- Decreti Terminazioni dei Sette Comuni e
opuscolo è il mio bisue Contrade” che a breve sarà oggetto di
blicherò prossima- ristampa in copia anastatica
glietto da visita – dimente un nuovo lichiara Barolo – alla sua
bro di don Pierantonio Decreti Terminazioni dei Set- stesura collaborano lo
Gios, che ha scovato una te Comuni e sue Contrade”. I.A.T. e l’Ufficio Informacopiosa ed inedita corri- Pezzi pregiati di cultura e tra- zioni Turistiche, così come
spondenza letteraria. In dizioni locali, non destinati alla i Comuni e le Proloco. I tendefinitiva si tratta di un se- grande distribuzione, ma che tativi di copiare il progetto
guito al recente “Lettere ai per certo saranno contesi sono stati molti, in questi
famigliari di Dino Rigoni dagli storici. Tuttavia Tipo- giorni ho notato l’ennesie Luigi Zanardini”, dato grafia Moderna ha contras- ma emulazione, dove oltre
alle stampe sempre a cura segnato non solo libri: nei che il formato vengono ridi Gios nell’estate scor- primi anni Settanta promuo- petuti pure buona parte dei
sa. Ma di progetti editoriali veva il quindicinale “I Set- contenuti e la grafica.
Barolo ne ha altri, alcuni di te Comuni” diretto da Tullio Chissà, forse il destino dei
questi avranno tiratura limi- Rigoni, primo esperimento buoni lavori è quello di estata, tipico del suo stile, come teso a creare un giornale sere inesorabilmente cola tanto attesa ristampa in dedicato all’Altopiano, idea piati”.
copia anastatica dell’antico che si concretizzò in segui“Privilegj Originarj, Ducali e to con “L’Altopiano” alla
Giovanni Dalle Fusine
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l’Altopiano
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Con Gabetti vendere e affittare è più facile
Nuova agenzia in Via Garibaldi ad Asiago: un affidabile interlocutore con il più professionale dei
servizi di intermediazione per vendita, acquisto e locazione di immobili residenziali o commerciali
“Non proponiamo soluzioni,
le troviamo”. E’ con questo slogan che si presenta
la Gabetti Franchising
Agency, network di oltre
800 agenzie presenti in tutta Italia per vendere, acquistare e affittare immobili.
Una realtà che conta già
sessant’anni di esperienza,
sinonimo di efficienza e
serietà. Il marchio, lo stile,
l’affidabilità Gabetti sono
ora presenti anche in
Altopiano: ad Asiago, al numero 43 di via Garibaldi, è
aperta la nuova agenzia che
aspetta tutti il prossimo 14
gennaio a partire dalle 17
per un brindisi in compagnia.
Sarà l’opportunità per visitare la nuova sede, conoscere i titolari e per soddisfare ogni curiosità sui servizi che l’agenzia offre. Chi
in altopiano dispone di un
immobile che intende vendere o affittare ottenendo
il massimo del profitto, ha
oggi
un
affidabile
interlocutore capace di garantire ai propri clienti numerosi vantaggi. “Offriamo
tra l’altro – illustra il titolare dell’agenzia di Asiago
Fabio Mosele – rapidità
nella ricerca dell’acquirente/conduttore, una promozione pubblicitaria adatta ad
ogni esigenza e consulenza
tecnico/legale in base alle
necessità del cliente. Inoltre è garantita una gestione personalizzata dell’eventuale permuta e una
copertura assicurativa del
canone di locazione. Disponiamo anche di una rete di
professionisti dedicata ai
servizi finanziari”.
Insomma, la Gabetti
assicura il miglior
supporto con il più
professionale dei
servizi
di
intermediazione in
tutte quelle che sono
le tappe necessarie
per la vendita, acquisto e locazione di immobili ad uso residenziale o commerciale
anche
fuori
dall’Altopiano grazie
al network specializzato con marchio
Gabetti Franchising
Agency su tutto il territorio nazionale, che
opera attraverso Tree
Group in collaborazione con i brand Grimaldi
e Professionecasa.
L’agenzia Gabetti di
Asiago è aperta tutti i
giorni, tranne il lunedì,
dalle 9 alle 13 e dalle
14.30 alle 19. Per informazioni ci si può rivolgere allo 0424/
460229 oppure al
349.2900488. E-mail:
[email protected]
Servizio redazionale
.
Bucato perfettamente
asciutto in breve tempo con
le asciugatrici Vast & Fast
Prima l’autunno con piogge
intense, poi gli inizi della stagione invernale con nevicate precoci e gelo, hanno fatto nuovamente sentire il problema dell’
asciugatura del bucato. Con le
scarse giornate di bel tempo registrate negli ultimi mesi, è stato
spesso difficile trovare dei momenti in cui poter asciugare i
panni all’aria aperta: ancora una
volta siamo stati costretti a utilizzare ingombranti stendini collocandoli in qualche angolo della
casa. Per non parlare dei lunghi tempi di asciugatura richiesti dai pesanti capi invernali:
spesso ci troviamo ancora con
il bucato umido e altre lavatrici da fare. Non credete sia
giunto il momento di trovare
una soluzione alternativa?
Optare per l’acquisto di una
comoda asciugatrice che possa assicurare un’asciugatura
veloce, qualsiasi siano le temperature esterne e le condizioni
meteo a noi sembra una buona idea. La ditta Vast & Fast
propone asciugatrici a gas
prodotte in Europa ed in
U.S.A., vantando il primato di
ditta leader nel settore e confermandosi prima nelle vendite a livello europeo per quanto concerne macchine a gas
per
uso
domestico.
Sull’Altopiano Vast & Fast la
trovate nel punto vendita di
Via Dante ad Asiago, aperto
il sabato dalle 9.30 alle 11.30
e dalle 16.30 alle 18.30, o su
appuntamento anche in altri
giorni, basta contattare la signora Gelmina Gheller, a uno
dei seguenti numeri di telefono: 0424 445491 o 340
1291509. Nel negozio di via
Dante sono esposti i vari modelli di asciugatrici, ed è possibile ricevere qualsiasi tipo di
informazione e prendere accordi per una prova gratuita e
senza impegno per una settimana a casa vostra. Oltre a
garantirvi un’asciugatura rapida, con le asciugatrici a gas
Vast & Fast si evitano cattivi
odori dati da polvere e inquinamento, si eliminano i residui
di detersivo, si facilita e
velocizza la stiratura perché il
bucato risulta meno stropicciato e molto più morbido. Si possono scegliere macchine con
capacità di carico dai 6 ai 10
kg che permettono di risparmiare tempo e denaro, asciugando più velocemente dei
modelli elettrici, con consumi
assai inferiori, particolarmente nella versione ecologica da
7 kg, che sta riscuotendo grandi consensi da parte della
clientela. L’ asciugatrice può
essere collocata in qualsiasi
stanza (lavanderia, ripostiglio, in
un terrazzo esterno) e si ha anche la possibilità di posizionarla
sopra alla lavatrice. Vale la pena
di approfondire il discorso, scoprendo come l’asciugatrice possa diventare un aiuto prezioso
nella gestione delle faccende domestiche, soprattutto durante le
nostre lunghe stagioni invernali.
Servizio redazionale
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A Natalenego protagonista la solidarietà
ENEGO
Durante le feste natalizie, vari spettacoli ed iniziative con raccolta fondi.
Quattro le rappresentazioni a scopo benefico della “Confraternita del bagolo”
Curiosità sul web
A Marcesina, scalini di neve
Una piccola simpatica notizia. L’abbiamo scovata nel web,
sul sito Youreporter.it (news from you), in cui si parla anche
di Altopiano e tanto di Marcesina, a testimoniare quanto
questo posto sia conosciuto e amato. La partecipazione a
Youreporter, prima piattaforma italiana di video giornalismo partecipativo, è aperta a tutti. Chiunque può inviare
foto, video, commenti, scrivere notizie. E così qualcuno
ha ben pensato di mandare questa foto che mostra come
all’entrata dell’albergo Marcesina, viste le abbondanti
nevicate, si sia pensato di fare architettura con la neve.
Un grande mucchio della bianca coltre diventa infatti una
bella scalinata, munita pure di tappetino rosso. Complimenti a chi ha avuto l’idea e a chi ha segnalato questa
curiosità.
L’offerta
delle
manifestazioni organizzate
nell’ambito di Natalenego
quest’anno è stata
semplice, ma pur sempre
varia. Si è sempre cercato
uno spazio per i prodotti
tipici, ad esempio con la
tosella fatta ed offerta in
piazza, poi un po’ di storia
e preistoria con il prof
Dalmeri dell’Università di
Trento, racconti ed
avventure in montagna
con l’alpinista e scrittore
Tarcisio Bellò; un po’ di
sport con lo sprint di fondo
e le gare di discesa in
Valmaron in collaborazione
con lo Sci Club terme
Euganee di Montegrotto
terme e Crema Sport di
Padova e quindi la
fiaccolata organizzata da
Monte Lisser a P.zza S.
Marco a Favore della Città
della Speranza, l’ospedale
oncologico pediatrico di
Padova, fondazione con la
quale Enego è gemellato da
circa un anno.
Non sono nemmeno
mancati: musica dal vivo,
cinema e soprattutto teatro.
Ma è stato un Natalenego
soprattutto all’insegna della
solidarietà, questo và
sottolineato. Dopo la
manifestazione dedicata
alla Città della Speranza,
sono andati in beneficienza
anche i fondi raccolti grazie
ai due spettacoli messi in
scena in quattro serate, dal
gruppo teatrale eneghese
“La Confraternita del
Bagolo”. Grazie al successo
riscosso, il gruppo teatrale
ha potuto offrire un
concreto aiuto alla
Protezione Civile di Enego
e al Comitato genitori delle
scuole
primaria
e
secondaria, per rendere
ancora più efficienti le sale
computers. Inoltre tra le
casette del mercatino in
piazza, anche quest’anno
è stata presente quella
della scuola materna,
ovvero quella gestita dalle
mamme, nonne e zie dei
più piccoli, che durante
tutto l’anno si trovano
almeno una volta la
settimana appunto presso
l’asilo, per realizzare
indumenti in lana e
oggetti artigianali da
mettere in vendita durante
il periodo natalizio.
Ogni anno poi, grazie alla
generosità di tanti, l’introito
delle vendite viene donato
alla scuola materna ed ai
bimbi che la animano, per
migliorare gli spazi dove
quotidianamente giocano,
crescono, imparano.
Come è tradizione poi, le
feste si sono chiuse col
rogo dea Vecia in piazza,
durante
la
serata
dell’Epifania.
Stefania Simi
Banche Credito Cooperativo e Casse Rurali, un
protocollo per formare imprenditori e cittadini solidali
La pista Zea è tornata a vivere
Imprenditorialità etica: è questa la parola chiave del protocollo sottoscritto da Regione del Veneto, Ufficio Scolastico
Regionale, Fondazione delle BCC/CRA (Banche Credito
Cooperativo e Casse Rurali) della Provincia di Vicenza e
sostenuto dalla Provincia di Vicenza, trovando realizzazione
nel vicentino. Il protocollo è un accordo sul progetto “Crescere nella cooperazione”, finalizzato alla promozione all’interno delle attività scolastiche di progetti didattici per lo sviluppo del senso di cittadinanza, di conoscenza della cultura e
della storia locale, con particolare riguardo al riconoscimento
e alla comprensione della categoria economico-etica della
cooperazione e della cultura cooperativistica. A firmare il protocollo d’intesa l’Assessore Regionale alla Scuola Elena
Donazzan, il Direttore dell’Ufficio scolastico regionale
Carmela Palumbo e il Presidente della Fondazione BCC/CRA
della Provincia di Vicenza, Giancarlo Bersan. Presente anche l’assessore all’Istruzione della Provincia di Vicenza
Morena Martini e il provveditore agli studi di Vicenza Franco
Venturella, insieme a molti rappresentanti delle BCC
vicentine. “La collaborazione in atto con questi Istituti di credito – ha così aperto l’incontro l’Assessore Provinciale
Morena Martini – è per noi uno strumento importante. Nel
caso specifico educare alla cooperazione e al risparmio significa educare i giovani ad essere cittadini attivi, responsabili e consapevoli di quello che c’è attorno a loro. Scuola e
Lavoro sono temi fondamentali, ma è altrettanto importante
far crescere l’uomo che c’è dentro ognuno di loro fin dalle
scuole elementari”. Il Protocollo promuove azioni concrete
nell’ambito delle normali attività scolastiche. I progetti
didattici partono proprio dalle
aule vicentine per educare i
ragazzi fin dai banchi di scuola
alla solidarietà e alla
condivisione dei bisogni. “Costituiremo delle cooperative
nelle scuole, con tanto di Presidente, consiglieri e soci che
amministreranno le risorse ricavate da attività della piccola cooperativa sperimentale- spiega il Presidente
L’amministrazione comunale di Enego ed il suo Assessorato
allo sport, hanno voluto dedicare anche quest’anno un pomeriggio allo sci di fondo, e ai giovani che lo praticano. La cosa
simpatica è che queste gare si sono svolte in paese, come si
faceva in passato, nei pressi del campo sportivo, una zona
pianeggiante, per gran parte del giorno all’ombra, una zona
che è sempre stata la pista scuola per generazioni di eneghesi,
che si cimentavano per la prima volta con gli sci da fondo.
Da alcuni anni si è recuperata la tradizione della pista Zea,
così è chiamata, e quest’anno sono state organizzate, per il
terzo anno consecutivo, le gare di sprint, dedicate alle categorie giovanili. Rispetto agli anni passati, il successo è andato in crescendo, quasi 100 gli atleti partecipanti, e malgrado il
freddo, anche il pubblico ha dato il suo contributo con una
notevole presenza. Gli organizzatori hanno voluto vedere in
questa partecipazione un buon auspicio in vista della tanto
attesa 39^ Marciabianca, in calendario per il prossimo mese
di febbraio. Sei sono state le società partecipanti: U.S. Enego
Lisser, 2A Asiago Altopiano -Polisportiva Sovramonte, C.S.
Bassano, U.S. Asiago Sci, Val Magnaboschi.
S.S.
della Fondazione Bersan. Un banco di prova per incentivare
i giovani in tutta la nostra provincia a investire in sé stessi e
nel gruppo che condivide quel progetto, contribuendo quindi
a sviluppare il senso di cittadinanza, ad acquisire comportamenti civilmente e socialmente responsabili di partecipazione
democratica oltre che di conoscenza della cultura e della storia
locale. Siamo certi che questo potrà essere un valido aiuto all’economia e a nuove forme di imprenditoria e di sviluppo”. “In
questo percorso- ha ribadito Leopoldo Pilati, coordinatore del
comitato dei direttori delle BCC/CRA Vicentine- le Banche di
Credito Cooperativo (10 in Provincia di Vicenza per una rete di
130 sportelli, mille dipendenti e 27 mila soci) assolvono finalmente anche nella formazione dei giovani alla loro mission,
promuovendo concretamente con lo spirito di cooperazione i
valori della mutualità, della socialità e della sussidiarietà”.
“Ho trovato interessante e stimolante la proposta che mi è
venuta dalla Fondazione delle BCC/CRA Vicentine- dichiara l’Assessore regionale Elena Donazzan- perché ci dà modo
di lavorare nelle scuole vicentine con un interlocutore esperto in questo settore. Gli alunni impareranno a costruire una
cooperativa secondo strategie e procedure metodologiche
predefinite (Associazione Cooperativa Scolastica) e ci saranno corsi per formare il personale docente interessato e
coinvolto nell’iniziativa. Non sarà un’iniziativa estemporanea,
ma un percorso duraturo nel tempo, che potrà portare molti
frutti e magari far emergere proposte innovative e di eccellenza”. Esigenza, quest’ultima, ribadita anche da Franco
Venturella dell’Ufficio Scolastico Provinciale. “Le esperienze
diventano accrescimento ed
educazione quando sono
interiorizzate e questo accade solo se si mantengono costanti nel tempo e non restano iniziative estemporanee.
Solo così si comincia a rispondere a quel progetto di Cittadinanza e Costituzione al
quale anche i nostri studenti
sono chiamati a rispondere. C’è bisogno di segnali
concreti e non solo di principi”.
Anche quest’anno si sono svolte in paese le gare
sprint di sci nordico dedicate alle categorie giovanili
Questa la classifica finale Primi tre per ogni categoria
Cuccioli (M+F): 1) Fabio Rosa; 2) Federico Mosele; 3)
Michele Minuzzo Ragazzi (M): 1) Antonio Facchin; 2)
Gianmarco Moretta; 3) Jacopo Grisotto.
Ragazzi (F): 1) Giorgia Parini; 2) Eleonora Prigol; 3) Martina
Padovan. Allievi (M): 1) Filippo Parini; 2) Marco
Mosele; 3) Nicola D’Agostini.
Allievi (F): 1) Erica Antoniol; 2) Deborah Rosa; 3)
Maria Cherubin. Elit (M): 1) Luca Rigoni; 2) Marco
Lobbia; 3) Simone Bertacco Elit (F): Martina Antoniol; 2)
Nicole Bee; 3) Roberta Forte.
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l’Altopiano
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Le “Regine della scena” creature quasi mitiche
In principio erano le Scene Queen. “Regine della scena”, e con una
formula ben precisa per esserlo. Magrissime, truccatissime,
svestitissime... E chi sono, vi chiederete? Vediamo che si può fare per
rendervi note queste creature quasi mitiche...
Tutto è iniziato con le giovanissime ragazze made in USA che si facevano pubblicità sui social network e su Youtube, rendendo partecipe
chiunque della loro vita, del loro look, delle loro passioni. Qualcuna di
loro, poi, ha avuto la fortuna che tra i “chiunque” ci fosse anche un
talent scout, ammaliato dal loro essere fisicamente alternative, che le
ha portate alla ribalta facendole diventare modelle alternative. Così le
extensions si sono unite agli abbinamenti di capi improbabili, ai piercing,
agli pseudonimi. E sono nate le prime Scene: la biondissima Kiki
Kannibal, sorella maggiore della dolce Dakota Rose, seguite da Audrey
Kitching e Brittany Kramer, che vanta addirittura il titolo di vincitrice
del reality “Paris Hilton My New BFF”. Tra le scene più famose c’è
anche Jeffree Star, trans dai capelli rosa e dal talento musicale (quasi)
indiscutibile.
Da lì la moda si è diffusa ovunque ed è cominciata la lotta all’ultima
extension: la formula era “più sei alternativa, più ti notano”. Chi non
ha mai desiderato la celebrità istantanea? E così tante giovani ragazze
hanno cominciato a cambiare gradualmente stile, atteggiamento, nome.
Brevemente, i punti fondamentali per essere una Scene Queen a pieno
titolo erano: 1) avere (o aver avuto) una storia con un musicista (anche il cembalista dei TrattoreBoys, non c’è problema!); 2) avere decine, centinaia di extension, meglio se multicolor; 3) indossare cerchietti
e mollette con teschi, pupazzetti di hello kitty, fiori giganti; 4) vestirsi
aderentissime e con colori shock; 5) avere migliaia di contatti su ogni
social network possibile; 6) farsi chiamare con uno pseudonimo, possibilmente contenente nomi macabri/ di farmaci psicoattivi / di droghe
di varia natura (es. Lily Corpse, Jenny Valium, Kelly Cocaine...) 7)
riempirsi di piercing (vale anche con photoshop, eh!) 8) documentare
tutta la propria vita con video e autoscatti modificati a computer ( e
farsi ASSOLUTAMENTE lasciare commenti positivi).
Per gli Scene King, ovvero la versione maschile delle Scene Queen,
valevano le stesse regole. Compresi i cerchietti...si. Un tempo, le Scene popolavano il social network Netlog con le loro chiome (finte)
lunghissime e colorate, con i loro leggins leopardati e i loro piercing
(in genere finti anche quelli) ovunque. Erano ologrammi ultramodificati
dal magico Photoshop, ma pur sempre bellissimi.
Da noi, ce l’hanno fatta in primis Vicky Moss, Barbie Xanax e giusto al
di là del confine svizzero la grottesca Princy Lust. Loro, tra l’altro, non
si vogliono definire “scene queen”, ma fanno tutto per dimostrare di
essere esattamente tali.
VICKY MOSS è stata la prima furba di una lunga serie: visto che il suo
look da p-goldina biondissima e le sue foto in mutande sul divano non
rendevano il successo sperato, ha pensato bene di guardare
oltreoceano (e di fare un giro dal parrucchiere): così, la sua chioma è
diventata nera, cotonata e chilometrica, i suoi occhi si sono tinti di un
trucco degno di farla mettere dal WWF sotto la categoria “specie
protetta”, e gli abitini luccicosi hanno lasciato il posto a moonboot di
pelo rosa, leggings multicolor e magliette emo. L’unica cosa che è
rimasta, ahimé, è la parlata da camionista bergamasco. Eccezion fatta
per l’accento, tuttavia, l’effetto non era neanche male.
La seconda star è una romana, Marta, che si fa chiamare BARBIE
XANAX, e come da copione è acerrima nemica della Moss.
Sorprendentemente, sembra pure sveglia, non fosse che per arrivare alla celebrità mediatica si è trasformata in un’icona trash, praticamente un pokemon: capelli azzurri (con le extensions,
ovviamente,zebrate come Kiki Kannibal), 16 piercing (di cui una
decina in faccia) e un bel po’ di tatuaggi, tra cui un morso di
vampiro sul collo. Come ogni star che si rispetti, anche lei
come Vicky Moss ha un microbo di cane, usato più come
accessorio da borsetta che come animale da compagnia. Segni caratteristici: voce stridula che i suoi fan
amano definire “dolce”, migliaia di video in cui
mostra il suo cane, il suo guardaroba, il suo
portapenne, le sue tende...e qualsiasi altra cosa
occupi lo spazio immediatamente promiscuo alla
webcam. Si vanta di esser stata la star del video “Limonata Punk” dei Freakout... In realtà
era una comparsa, ma a noi va bene anche
così.
PRINCY LUST, svizzera di Lugano, recentemente ha fatto il salto di qualità:
dagli autoscatti davanti allo specchio,
alle pose da star dell’hard davanti all’obiettivo di amici. La mano ormai libera dall’adorata fotocamera sottomarca
è quindi dedicata ad altri dilettevoli
sollazzi: baci saffici, foto nuda nella va-
sca da bagno, e tutto ciò all’ormai veneranda età di 23 anni (ma non ne
aveva 17 l’anno scorso?) Ora girano voci che la “scene queen più
famosa della Svizzera” sia anche un po’ pinocchio, tanto da mentire
sulla sua età (ma va?) e sui suoi studi. A quanto pare non avrebbe nè
17 nè 23 anni, bensì 29, e ancora incerto è il suo percorso formativo: a
detta sua, studia all’università, con un percorso parecchio impegnativo che la vede dare “20 esami a semestre”. Gli esperti ancora si
interrogano sul dono dell’ubiquità della ragazza, presente 24 ore su 24
su internet, nonchè sulle sue note capacità di apprendimento per
osmosi. Princy ha pure fatto (a suo modo) una campagna antianoressia,
naturalmente tirando in ballo la sua esperienza. Perchè, a detta sua, lei
è arrivata a pesare 29 chili. E a chi ha osato mettere in discussione le
sue buone intenzioni (e soprattutto la sua sincerità indiscussa), non
ha certo risparmiato una dose di umana sensibilità, distribuendo maturità con perle quali “ripigliati, sei causa dei tuoi mali” e “stolta sei tu
visto che non farai nulla nella tua vita mentre io sono un’universitaria
a pieni voti!” Letto questo, mi è venuta voglia di trasferirmi in un’università svizzera. Giuro.
Princy studia Teologia, e infatti l’inglese non l’ha imparato. Tant’è
che a troneggiare sul petto nella sua foto profilo c’è la scritta
“CENSURED”. Brava Princy, però bastava un’occhiata su Google...
Da quando Netlog è stato impietosamente abbandonato dai più dopo
l’avvento del social network rivale, Facebook, le scene queen sono
state presto dimenticate da quelli che non rappresentavano l’enorme
folla di fans al limite dell’ossessivo, ma che semplicemente subivano
quotidianamente le manie di protagonismo delle scene (o aspiranti
tali: “Ciao, sono KikiLexotan, mi lasci un commentuzzo alle mie foto?
tipregotipregotiprego!baciiii!”). Ecco, pensavamo di essercene
liberati...ma qualcuno ancora si chiedeva...
CHE FINE HANNO FATTO LE SCENE
QUEEN?
La risposta mi arriva una sera del mese scorso verso le sette, mentre mi avvio verso la
mia dimora cittadina in bici; a pochi metri
da me, uno stuolo di ragazzetti/e con le
extension, mille mollette colorate, skinny
jeans e leggings mi si para davanti. Età
media: 15 anni, ma il pr che li accompagna verso la stazione è leggermente più
grande. La fortuna di abitare a 500 metri
da una discoteca... Io li fisso e loro mi
fissano di rimando con sguardo
sprezzante, come a dire “Lo so
che pensi che sono strana, ma
a me non frega nulla!” In realtà
il mio è solo un attonimento da
felicità ritrovata; le scene queen
esistono ancoraaaaaaa! No, ecco,
bugia. Non che mi mancassero.
Ebbene si, le scene queen ci sono ancora. Fuori da Netlog, la maggior parte di loro ha cambiato leggermente
look: hanno tagliato i capelli, se li sono
tinti di colori più umani,si sono tolte i
piercing finti. Ma una scene queen resta tale nello spirito, non
scende mai dal piedistallo d’oro creato dai suoi fans. E’ proprio per amalgamarsi a un pubblico più normale, che rappresenta la loro forza, se le scene queen si sono date una regolata:
devono piacere agli altri, non necessariamente a sè stesse.
Vicky Moss ha lasciato le extension e si è data al rosso corto e
abiti quasi vintage, Barbie Xanax ha abbandonato qualche
piercing e le sembianze della fata turchina, per lasciare invece
il posto alla tinta scura che le dona ben di più. Le nostre scene
queen sono diventate opinioniste, e si potrebbe dire quasi
moraliste: chi si schiera contro le feste Bitchah (pur avendo
partecipato fino al giorno prima), chi contro l’anoressia (vedi
sopra), e chi più ne ha più ne metta.
DI NUOVO SOTTO I RIFLETTORI
Avevamo lasciato le scene queen nella loro brodaglia su Netlog,
come dicevo.
Poi, sulle Iene, è ricomparsa una ex scene queen (ora “vintage”)
a riesumarne i resti. “Le scene queen sono emo più colorate”,
esordisce l’intervistata quindicenne Chiara, e prosegue poi
raccontando dei festini alternativi diventati lo scandalo dell’ultimo mese. E dire che esistono da più di due anni...
Le feste per alternativi chiamate “Durex Gold” sono diventati
prima “After Skull” e poi ancora “Bitchah”. E le Scene Queen
si sono trasformate in “Millionaires”. Cambiano i nomi, cambiano i look, ma la sostanza è la stessa, e il piedistallo è sempre
il trofeo più ambito. Tanto da contenderselo anche con un concorso
ufficiale, quello di Scene Queen Italia.
E’ ELLIE RAPENT l’attuale Miss Scene Queen Italia in carica, eletta a
Milano il 3 luglio. “Rapent”, sostiene, “significa randagio in milanese.
Mia mamma mi chiamava sempre così”, che è appunto l’unica cosa
che sembra fare sua madre, dal momento che permette a una 16enne
un po’ esaltata di non andare a scuola e star via fino alle 4 del mattino
ai festini alternativi. “Ora sto aspettando la maggiore età per potermi
dedicare alla bodymodification”...quindi, facendo i calcoli, alla cara
Ellie mancano ancora 2 anni di dolce far nulla prima di potersi dedicare
a un’attività che le occupi perlomeno il tempo che dedica a lisciare e
tingere i suoi capelli. Brava anche Ellie, voto 10+ (come i polli Amadori).
MARA CARRION non è molto famosa, ma è degna di nota perchè è
quella più vicina a noi. La ragazzetta ventenne di San Donà di Piave
era una delle finaliste del concorso Scene Queen Italia, grazie alla
fascia di Scene Queen Veneto vinta a Padova.
La conosco in un’ora buca di un illuminante mercoledì mattina. Sono
su Facebook con delle compagne di corso e analizziamo i profili delle
tredicenni che condividono link su “QuAnT’è BeLlO faRsi I piRsing”
e cose di questo genere. A un certo punto la mia vicina Maura esclama “Aspetta! Ce n’è una del genere anche tra i miei amici, però ha la
nostra età circa”. Il fenomeno è troppo interessante per decidere di
ignorarlo, per cui digito il nome indicato sulla barra di ricerca e così
appare lei. Non ci vuole niente per riconoscerla: migliaia di autoscatti
photoshoppati in intimo davanti allo specchio, una magrezza degna
di uno spot proanoressia, capelli nerissimi alle spalle (probabilmente
un tempo con le extensions) e didascalie alle foto quali “la vostra
invidia è la mia forza”. Mara ha anche creato il suo spazio su un social
network su cui si possono fare domande in forma anonima, invitando
esplicitamente i suoi fans a farsi avanti con lo slogan “SU SU TANTO
RIMANETE ANONIMIIII!”. Certo è che, finchè le scrivevano “sei
bellissima, ti adoro, ma come fai?” era una cosa, quando poi sono
apparsi i primi commenti dispregiativi si dev’essere resa conto che
invitare gli altri ad approfittare dell’anonimato non era stata una grande idea. “Quod me nutrit, me destruit”, cara Mara... Non uno, ma ben
due servizi de “Le Iene” sono stati dedicati ai party da sballo delle
scene queen. Ne è saltato fuori che l’organizzatore 41enne, Kenzo, i
ragazzini minorenni se li portava a casa, e che in discoteca succedeva
di tutto e di più senza che nessuno ci facesse più di tanto caso. Le
scene queen, grazie alla definizione di “emo più colorate” data dal
genio del caso Chiara, sono state ribattezzate più semplicemente “emo”
dalla tv per i servizi successivi, e come tali sono state intervistate da
Barbara d’Urso, con la sua solita faccia sofferta da “pooooveri
bambiniiiii, oh si tagliano e si bruciano, ohhhhhh”. Eh certo, perchè
basta la prima citazione a caso che si trova su internet digitando
“emo” per buttarsi a parlare di cose di cui non si conosce neanche il
nome esatto. Tempo di sopportazione stimato per un’intervista del
genere: 50 secondi. La nostra adorata Barbie Xanax, che da tempo ormai
è ospite a “Vite Reali” come opinionista, non ha tardato a dire la sua sui
servizi delle Iene, chiaramente seduta sul pavimento in posa da Lolita. Dal
suo tappeto ha quindi dichiarato che una più informata la potevano anche
intervistare...uhm vediamo chi...magari proprio lei? Come tutte le scene
queen che vogliono essere alternative, anche lei ribadisce ad ogni occasione “NON SONO UNA SCENE QUEEN, INSOMMA, IO SONO ME
STESSA!”, per poi appunto infastidirsi quando non è lei il punto di riferimento per parlare di questo “fenomeno”.
Decine di altri ragazzi hanno voluto commentare dalla webcam i vari servizi
sull’argomento, e YouTube si è intasato di video pro o contro le feste
“Bitchah”, riportando alla ribalta sugli schermi uno stile che era stato
pressochè abbandonato nell’ultimo anno. Insomma, nel bene o nel male,
alla fine le Scene Queen sono tornate a far parlare di loro...ancora! Sul blog
trovate le foto “prima e dopo” delle reginette citate e non, oltre ai link dei
video per chi vuole approfondire...Alla prossima puntata con altre web
celebrities, ma di altro stampo...lo giuro! ;)
Iceskater
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Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
19
A Roberto il trofeo del voto popolare al
I° Concorso Fotografico del CAI:
“Grandi animali della montagna italiana”
Roberto Costa credeva di
esser stato convocato in
quanto vincitore lo scorso
anno del Concorso fotografico indetto dal CAI a memoria di Mario Rigoni Stern.
Il nostro fotografo naturalista, è tornato invece in pole
position, grazie alla votazione popolare, stavolta per
un’altra sua foto in concorso. Allora: il concorso indetto per la prima volta nel 2009
dal CAI (sezioni di Asiago,
Mirano, Bassano e dal suo
Comitato Scientifico veneto/
friulano/giuliano, cui avevano partecipato fotografi da
tutta la penisola), aveva visto Costa vincitore, selezionato da una giuria di esperti
fotografi, naturalisti e membri del CAI. Il comitato promotore del premio fotografi-
co da cui è scaturita una
mostra itinerante di grande
successo, ha però deciso di
far votare anche tutti i visitatori delle varie sedi in cui
è stata allestita, apponendo il
proprio gradimento, con una
votazione su una scheda di
valutazione. Sono state compilate 12.000 schede, aventi
come soggetto tutte le 4 immagini che i fotografi
avevavo inviato a suo tempo. Le sedi delle mostre han
espresso valutazioni fra loro
differenziate: la foto di Costa (quella del gallo cedrone
in parata d’amore, vincitrice
del 2009) è giunta solo al 4°
posto e immagini di altri fotografi, meno blasonate dalla giuria ufficiale, l’han
surclassata. Alla fine però,
l’ha spuntata di nuovo lui, non
per la parata d’amore del
gallo cedrone stavolta, ma per
l’immagine del cervo sotto la
neve, votata da 900 persone
nelle varie sedi. Praticamente è stata fatta democraticamente una media. Il trofeo
(stavolta una bella scultura di
un...gallo cedrone in parata!),
è stato consegnato dal Sindaco Gios, nella sala gremita
del Municipio di Asiago. Nell’occasione, i membri del CAI
Veneto presenti all’evento:
Franco Pivotto, Gianni Frigo,
Ugo Scortegagna, hanno presentato il concorso fotografico per il 2011, avente come
tema, sempre in onore di
Mario Rigoni Stern, il suo libro “Arboreto salvatico” (sì,
salvatico, aggettivo originario del titolo), che vedrà come
soggetti: alberi e boschi delle
Si parla di yoga e ayurveda con
il maestro Amadio Bianchi alla
Libreria Leggi e Sogna di Asiago
Organizzata dalla libreria
Leggi e Sogna di Via
Matteotti ad Asiago, si terrà
venerdì 14 gennaio presso il
negozio alle ore 20.30 una
“Serata con l’autore”. Il maestro Amadio Bianchi presenterà il suo libro “La scienza della vita – lo yoga e
l’ayurveda”, che raccoglie
una serie dei suoi scritti più
significativi che analizzano
approfonditamente la disciplina dello yoga e della medicina ayurvedica, attraverso lo
studio dei diversi aspetti, teorici e pratici, del sistema di
cura più antico del mondo.
Un percorso con il quale
Amadio Bianchi, presidente
del movimento mondiale per
lo yoga e l’ayurveda, spiega
il significato, le tecniche di rilassamento, la respirazione, il
benessere della colonna
vertebrale, gli occhi, il cuore, percorrendo lo studio della
medicina
tradizionale
ayurvedica, i principi sui quali
si basa la ricerca di un equilibrio per il mantenimento di
una salute assoluta, dalla dieta
alle
terapie
di
purificazione, dal massaggio
alle pratiche per alleviare i
dolori più comuni. “Vi aspettiamo – invitano Laura e
Claudio di Leggi e Sogna con la voglia di cominciare
insieme il nuovo anno all’insegna della saggezza delle
filosofie indiane”. L’ingresso
è libero.
Silvana Bortoli
A teatro con attori di eccezionale bravura, a Gallio
lo spettacolo della compagnia Din Don Down
Sabato 8 gennaio 2011 alle ore 20.45 presso
l’Auditorium di Gallio, la Compagnia Teatrale
Din Don Down presenterà lo spettacolo teatrale M. Si tratta di un laboratorio teatrale composto da ragazzi disabili dove il vero discrimine
sta nella loro eccezionale bravura e non nel fatto
di essere disabili o meno, come opportunità di
approfondimento di linguaggi differenti, di un
diverso modo di stare insieme, di rapportarsi
con l’altro, di esprimersi. E dal laboratorio nasce, cammin facendo, il primo cimento con il
palcoscenico: La creazione del mondo, 1996,
che richiamò grande interesse e un ottimo riscontro da parte del pubblico. Da allora, molte
cose si sono evolute e molti i premi aggiudicati!
E così il laboratorio è divenuto una vera e propria compagnia teatrale con il vanto di diverse
messinscena, tra cui Tutto Beckett in una sera
nel 2006 e nel 2008 M, lo spettacolo che andrà
in scena all’Auditorium di Gallio e presentato
anche su Striscia la notizia lo scorso novembre. Il mito del Minotauro, di Arianna e del
Labirinto. Letto da un punto di vista diverso da
quello classico. Arianna è innamorata del fratello ed ecco il suo stratagemma: il filo. Un
conflitto tra la razionalità e la regolarità del quotidiano, e l’irruzione dell’inconcepibile, della diversità e dell’irrazionale. Così Creta diventa
tutte le città, popolate dalle Arianne, dai Minosse,
dai Minotauro e dai Teseo, vicini a quel labirinto che ci accompagna nel tortuoso cammino
verso il senso e la libertà. Ma esso è anche
luogo dove si annida un lato oscuro nascosto
in ogni cuore d’uomo. L’ingresso a pagamento, 5.00 euro, sarà interamente devoluto in
beneficenza.
montagne italiane e una sezione speciale dedicata ai
“grandi
patriarchi
ultracentenari”. I responsabili dell’iniziativa, patrocinata da: CAI Centrale, CAI
Veneto, Comune di Asiago,
Comunità Montana Spettabile Reggenza dei 7 Comuni,
Provincia di Vicenza e Regione Veneto, trattandosi stavolta di un soggetto
naturalistico meno “da professionisti”, prevedono un maggior afflusso di materiale da
valutare. La presentazione
delle opere dovrà esser effettuata entro la data del 31
ottobre 2011; la giuria si riunirà nel successivo mese di
novembre e la premiazione
sarà effettuata a dicembre
2011, sempre ad Asiago,
dopo di che, chiusa la mostra
in Asiago, via di nuovo alla
mostra itinerante. Il nuovo
concorso, dati i soggetti,
forse riserverà delle sorprese.
Beppa Rigoni Scit
Ristampato il libro di Sartori
“Storia della Federazione
dei Sette Comuni vicentini”
A cura del Comune di Gallio in collaborazione con l’Istituto di Cultura Cimbra
“Dopo un breve cenno sui
probabili coloni della preistoria, passerò ad esporre le vicende politiche ed ecclesiastiche dei Sette Comuni fino
alla caduta della Reggenza,
avvenuta dieci anni dopo
quella di Venezia, nel 1807.
A partire da tale data, l’Altipiano rimarrà un punto strategico, ma non avrà più alcun significato politico”.
Così scrive Antonio
Domenico Sartori nella prefazione del suo libro “Storia
della federazione dei Sette
Comuni vicentini”. Un libro
scritto nel 1956 e ristampato
nella ricorrenza dei 700 anni
dalla fondazione della Federazione a cura del Comune
di Gallio in collaborazione
con l’Istituto di Cultura
Cimbra e che è stato presentato in Municipio a Gallio.
Il libro parte esponendo le
varie ipotesi sull’origine degli abitanti dell’altopiano.
Analizzando la lingua cimbra,
illustrando gli antichi usi e
costumi ed esponendo i resti
preistorici Sartori determina
l’origine celtogermanica degli altopianesi. Si passa poi
alla descrizione dei confini,
dell’altopiano dal VII al X
secolo, delle varie signorie
fino alla nascita della Federazione con le varie invasioni di “potenze estere”, interferenze politiche ed ingerenze della vicina Vicenza. Fino
al 29 giugno 1807 quando
Napoleone I abolisce la Federazione incorporando i Sette Comuni nel Regno d’Italia. “Da queste pagine emerge in tutta la sua impellenza
la necessità di unione dei
Sette Comuni – ha commentato il presidente della Comunità Montana, Lucio Spagnolo – La storia insegna, quando i sette fratelli si presentarono uniti sono riusciti ad ottenere privilegi che hanno
permesso al popolo di rimanere nelle proprie terre; divisi sono stati facile preda del
potente di turno”.
“E’ con la Federazione con
l’altopiano è entrato nella storia e ha acquistato la sua
identità territoriale – ha aggiunto il presidente dell’Istituto Cimbro Sergio Bonato –
Oggi si parla molto di
federalismo; l’altopiano è
stato un esempio di
federalismo per oltre 5 secoli,
dimostrando che la storia va
avanti con la collaborazione,
con la solidarietà, pur nel rispetto delle diversità e pur
facendo i conti con inevitabili contrasti e conflitti. Importante è sentirsi di appartenere a un destino comune, uniti
in un rapporto amichevole e
fraterno”. Spazio all’incontro
galliese è stato dedicato alla
figura di Sartori con una biografia stilata da Danillo Finco.
Gerardo Rigoni
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
20
LA RUBRICA DELLA MEDICINA
Quando le ginocchia fanno “giacomo giacomo”
Ormai da alcune settimane la neve è tornata copiosa sull’altopiano e frotte di
sciatori percorrono dalla mattina alla sera
le splendide piste innevate…talvolta però
la passione per lo sci porta a trascurare
la propria stanchezza e nelle ultime discese della giornata le gambe diventano
via via più “pesanti”. Ed eccola, la
famigerata “ultima pista”, il cumulo di
neve traditore, i riflessi non più vigili
come al mattino e patatrac…il piede bloccato nello sci e il resto del corpo che ruota
facendo perno sul ginocchio. E’ questa
spesso la dinamica dell’infortunio più frequente dello sciatore: la distorsione del
ginocchio. Se da un lato non vi è dubbio
che l’evoluzione tecnica di attacchi e scarponi ha significativamente diminuito la
frequenza e l’entità delle lesioni associate a questo trauma, dall’altro è vero che
almeno il 30% di tutti i traumi sciistici è
dovuto al malfunzionamento dell’attacco dello sci (Johnson, 1994, Clinical Practice of Sport Injury).
A seconda dell’energia implicata nel meccanismo di torsione
(cadute a bassa o alta velocità), possono essere danneggiate
strutture articolari differenti, ma le lesioni più comuni colpiscono il menisco mediale, il legamento collaterale mediale e il
legamento crociato anteriore. Molto spesso, un attento esame
clinico è sufficiente per diagnosticare con accuratezza il tipo
di lesione anche se si eseguono comunque di routine radiografie standard e risonanza magnetica. A questo proposito, va
sottolineato come sia necessario eseguire il prima possibile la
radiografia del ginocchio, per escludere eventuali fratture,
mentre sia utile invece aspettare almeno 15 giorni per eseguire
la risonanza magnetica: infatti, appena dopo il trauma un versamento potrebbe rendere poco agevole la visualizzazione delle strutture articolari del ginocchio. Per inciso, quando si sente
di esami eseguiti subito dopo il trauma ad atleti professionisti
si tratta in effetti di forzature legate a ragioni economicheprofessionali e non a reali motivi medici.
Il menisco mediale:
I menischi sono strutture fibro
cartilaginee a forma di C che si frappongono tra femore e
tibia, all’interno del ginocchio ed hanno la duplice funzione di
ammortizzare i carichi agenti sull’articolazione e di rendere
più congruenti e stabili le superfici contrapposte di tibia e femore. In caso di
distorsione, si ha un impatto sul ginocchio in torsione che determina compressione sui menischi e nell’80% dei casi,
per questioni biomeccaniche, è coinvolto il menisco mediale. Per porre diagnosi, oltre alle opportune manovre specialistiche, vi sono alcuni tipici sintomi soggettivi: 1. dolore interno al ginocchio
durante l’accovacciamento; 2. dolore
notturno mentre si cambia posizione nel
letto; 3. versamenti articolari ripetuti in
seguito a camminate. Il trattamento delle lesioni del menisco mediale, una volta trascorso un periodo sufficiente di riposo per eventuali recuperi spontanei, è
l’intervento chirurgico in artroscopia che
consiste nella regolarizzazione dei margini della lesione. Il periodo di recupero
post intervento è assai rapido, basti pensare che Franco Baresi giocò la finale dei
mondiali del 1994 appena dopo due settimane dall’intervento.
Il Legamento collaterale mediale (LCM)
I legamenti
collaterali sono delle strutture extra articolari che si trovano sui
due lati del ginocchio e sono responsabili della stabilizzazione sul
piano frontale, impediscono cioè alla gamba di sbandierare in varo
(verso l’interno) o in valgo (verso l’esterno). Nella stragrande
maggioranza dei casi, il legamento coinvolto nelle distorsioni è il
legamento collaterale mediale (mediale = parte interna del ginocchio). Esso è costituito da tre fasci distinti (superficiale, profondo
e obliquo) che lavorano però come un’unica entità integrata che
contrasta non solo le sollecitazioni in valgo della gamba ma in
parte anche le rotazioni esterne della tibia. Nello sci esso si lesiona
tipicamente in seguito ad una abnorme rotazione esterna. Soggettivamente il dolore e il gonfiore sul lato interno del ginocchio sono
sintomi incostanti e solo una manovra di sollecitazione verso
l’esterno della gamba consente di verificare il tipo di lesione, completa o incompleta. Il trattamento è quasi sempre conservativo,
cioè mediante utilizzo di un tutore per circa 20 giorni; il ritorno
all’attività sportiva avviene in media dopo circa 30 giorni.
Il Legamento crociato anteriore (LCA)
I legamenti
crociati (anteriore e posteriore) sono delle strutture intra articolari che prevengono la traslazione della tibia rispetto al femore
e limitano inoltre l’iperestensione e l’iperflessione del ginocchio: nello sci alpino un impatto in torsione può causare una
lesione del legamento crociato anteriore (LCA).
Soggettivamente, l’atleta può avvertire un crac e un cedimento, anche se molto spesso è in grado di abbandonare la pista in
maniera autonoma. Frequente è poi un cospicuo versamento
nel ginocchio entro poche ore dal trauma. Il medico, con opportune manovre fisiche, può verificare la rottura del legamento e posizionare un tutore di immobilizzazione. Per quanto concerne il trattamento della lesione, in caso di instabilità residua
dopo qualche mese (cedimenti soggettivi durante la marcia), è
opportuno procedere ad una ricostruzione chirurgica del legamento che consente la ripresa totale e completa dell’attività sportiva senza restrizione dopo 6 mesi. Anche in questo caso, le ricostruzioni precoci (dopo un giorno dal trauma) che spesso vengono realizzate negli atleti professionisti non devono essere fuorvianti: non vi è nessuna necessità medica di un intervento precoce. Fortunatamente comunque, nella maggior parte dei casi, le
distorsioni avvengono con meccanismi a bassa energia senza recare danni irreversibili alle strutture articolari: si tratta semplicemente di elongazioni dei legamenti o di “contusioni” meniscali che
non richiedono alcun trattamento chirurgico, se non un adeguato
periodo di riposo e di immobilizzazione associato ad
antiinfiammatori. Resta da sottolineare il fatto che la prevenzione
è elemento essenziale per evitare i traumi, evitando le alte velocità
ed ascoltando i propri muscoli:
non appena si avverte quella sensazione di stanchezza e pesantezza alle gambe è necessario fermarsi, infatti con l’affaticamento
risultano invariabilmente compromessi i meccanismi di risposta automatica all’imprevisto. In
sintesi dobbiamo evitare quello
che accadeva, nei secoli scorsi,
ai pellegrini che percorrevano
Dott. Christian Comelato
miglia e miglia compiendo il
Medico Chirurgo
cammino di Santiago per ragSpecialista in Ortopedia e
giungere la tomba di San GiaTraumatologia - Diploma
in posturologia clinica
como: stremati giungevano alla
Drigente medico presso
meta con le ginocchia vacillanUOC Ortopedia Asiago ti, da qui il detto popolare “ho
Diploma UEFA allenatore
calcio a 11
le ginocchia che fanno [email protected]
mo Giacomo”.
LA RUBRICA DELL’ECONOMIA
L’ACQUISTO DELLA PRIMA CASA
Comprare casa rappresenta una
tappa fondamentale nella vita di
un individuo, un obbiettivo per
molti giovani e non solo, ma che
va perseguito con la massima
cura e attenzione. La crisi economica, la crescita dei prezzi
degli immobili e la difficoltà ad
ottenere un mutuo hanno scoraggiato molto spesso quelle
persone che erano invece intenzionate a fare il primo passo.
Gli aspetti fiscali, tributari e giuridici che fanno da contorno in
generale all’acquisto di una casa
sono di giorno in giorno più
complessi e di difficile valuta-
zione. Per questo il consiglio è
quello di appoggiarsi sempre alla
consulenza di professionisti affidati, che vi possano aiutare a
valutare nel modo più corretto
e preciso l’operazione che state per eseguire. Se questo può
comportare, talvolta, un costo
ricordatevi che a volte spendere qualcosa in più all’inizio permette di evitare di spendere
molto di più quando poi dovrete risolvere i problemi nei quali
siete caduti per la vostra inesperienza. Oggi concentreremo
la nostra attenzione sulle
agevolazioni fiscali previste dalla normativa italiana in tema di
acquisto della prima casa.
Per la prima casa sono previste delle agevolazioni riguardanti l’imposta di registro, l’iva e
le imposte ipotecarie e catastali:
l’imposta di registro, o in alternativa l’Iva, si paga con aliquota
ridotta, mentre le imposte ipotecarie e catastali sono dovute
in misura fissa. Riepilogheremo alla fine dell’articolo con
una tabella tutte le varie combinazioni possibili.
Le
agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa valgono
anche per l’acquisto di pertinenze e anche se effettuato con
un atto separato, ma con il li-
mite di una sola pertinenza per
ciascuna delle seguenti categorie catastali: c/2 cantina o soffitta, c/6 garage o box auto, c/
7 tettoia o posto auto.
I requisiti necessari affinché si
possa usufruire dei benefici fiscali sono diversi: in primo luogo l’abitazione non deve avere
le caratteristiche di lusso, in
secondo luogo l’immobile deve
essere ubicato nel Comune in
cui l’acquirente ha la propria
residenza o in cui intende stabilirla entro 18 mesi dalla stipula o nel Comune in cui ha
sede o dove l’acquirente svolge la propria attività principale.
Per i cittadini residenti all’estero deve trattarsi di prima casa
posseduta sul territorio italiano.
Inoltre nell’atto di acquisto il
compratore deve dichiarare di
non essere titolare, esclusivo o
in comunione col coniuge, di
diritti di proprietà, usufrutto,
uso e abitazione di altra casa di
abitazione nel territorio del Comune dove si trova l’immobile
oggetto della compravendita
agevolata, di non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il ter-
ritorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra
casa di abitazione, acquistata,
anche dal coniuge, usufruendo
delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa, e di impegnarsi a stabilire la residenza
entro 18 mesi nel Comune dove
è situato l’immobile oggetto
dell’acquisto, qualora già non
vi risieda.
Le agevolazioni fiscali in parole decadono previste per l’acquirente decadono se si vengono a verificare alcune
fattispecie: in particolare quando il compratore rilasci dichiarazioni non veritiere previste
dalla legge nell’atto di acquisto,
quando non trasferisce la residenza nel Comune ove è situato l’immobile entro 18 mesi
dall’acquisto, ed infine quando
l’acquirente venda o doni l’abitazione prima che sia decorso
il termine di 5 anni dalla data di
acquisto, a meno che entro un
anno non proceda al riacquisto
di un altro immobile da adibire
in tempi “ragionevoli” a propria
abitazione principale. Le
agevolazioni non si perdono se
entro un anno dalla vendita o
dalla donazione il contribuente
acquista un terreno e, sempre
nello stesso termine, realizza su
di esso un fabbricato non di
lusso da adibire ad abitazione
principale. È bene ricordare che
il Legislatore ha previsto un
credito d’imposta per i contribuenti che hanno ceduto l’abitazione principale acquistata
fruendo della agevolazioni, e
che entro un anno dalla predetta
cessione abbiano acquistato
un’altra abitazione , non di lusso, e adibita a prima casa. L’ammontare del credito d’imposta,
pari all’ammontare dell’imposta di registro, o dell’Iva, corrisposta in relazione al primo
acquisto agevolato, può essere
utilizzato in compensazione di
altri tributi.
Le agevolazioni fiscali sull’acquisto della prima casa vengono qui di seguito riepilogate:
Dott. Riccardo Mosele
Dottore Commercialista e
Revisore Legale dei Conti
Dott. Andrea Benetti
Commercialista Esperto
Contabile e Revisore Legale
dei Conti
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
21
John Harrington se ne va: tra la società
e il coach dello scudetto non c’è più intesa
Il regalo della Befana per i giallorossi. John Parco traghetterà la squadra fino all’arrivo di Tucker
Colpo a sorpresa, o forse
nemmeno così tanto, della
dirigenza giallorossa, che alla
vigilia dell’Epifania ha scelto di “divorziare” da John
Harrington. L’allenatore del
secondo scudetto asiaghese,
non è più alla guida della
Migross. Nel laconico comunicato stampa apparso nella
tarda mattinata del 6 gennaio sul sito ufficiale dei Campioni d’Italia si comunica la
decisione
di
una
“consensuale rescissione
del contratto” che scadeva
a fine stagione per motivi
“legati a differenze di vedute sulla gestione della
squadra che hanno reso il
rapporto
non
proseguibile” e, ringraziando il tecnico per il lavoro
svolto ed augurandogli il meglio per il
futuro, si conferma
l’affido temporaneo della panchina
a John Parco.
“Non c’è stato un
episodio o un
qualcosa che ha
fatto precipitare i
fatti – ha dichiarato il Presidente
Mantovani – è stata fatta insieme
un’analisi della
situazione, si è riscontrata la diversità di vedute
e la difficoltà di
dare motivazioni e
insieme si è convenuta
l’opportunità di un cambio
per dare una sterzata.
Pattinaggio ghiaccio
Europei per Fabris e Stefani
Con i 500 ed i 5mila metri si sono aperti venerdì 7 gennaio a Collalbo i Campionati Europei “all-round” in pista
lunga. Si concluderanno domenica 9 gennaio. In gara
Enrico Fabris, secondo lo scorso anno ad Hamar in
Norvegia, e Luca Stefani. Oggi i due altopianesi saranno chiamati ad esprimersi sui 1500 metri. Domani
prova conclusiva sui 10 mila. Il titolo europeo “allround”, cioè sulla somma dei tempi ottenute sulle
quattro distanze, rappresenta uno dei traguardi stagionali più ambiti fra i pattinatori del vecchio continente. Enrico Fabris lo vinse nel 2006, sempre sulla
pista norvegese di Hamar. Risultati e commenti sul
numero in uscita il 21 gennaio prossimo.
R.A.
Immobiliare Stella Asiago – Calcio a 5
Inizia il girone di ritorno
Dopo la breve pausa natalizia, ritorna in campo la formazione asiaghese partecipante al Campionato Regionale di serie
D, che sarà impegnata martedì sera in trasferta sul campo
del Loria per il recupero della dodicesima giornata del girone di andata; la formazione sponsorizzata dall’Immobiliare
Stella di Asiago, durante la pausa natalizia, ha potuto recuperare i molti giocatori infortunatisi nelle ultime partite di
campionato, e scenderà in campo decisa a fare risultato.
L’allenatore Rudy Baù, disponendo dell’intera rosa di giocatori, potrà finalmente schierare la squadra al completo, e si
dimostra molto fiducioso : “Ci impegneremo al massimo per
risalire la classifica, il nostro punteggio non rispecchia appieno
le nostre potenzialità. Con tutti i giocatori finalmente a disposizione, cercheremo di limitare al massimo gli errori e le
distrazioni che hanno caratterizzato il nostro girone di andata, per concludere in maniera ottimale il nostro campionato.” La prossima settimana sarà in campo anche la formazione partecipante al campionato Provinciale XAIN , che
giocherà a Vicenza giovedì 13 gennaio 2010 alle ore 21, contro la locale formazione, per il recupero della quarta giornata
del girone di andata, non disputata per le avversità meteorologiche legate all’alluvione dello scorso novembre; in caso
di vittoria la squadra sponsorizzata dall’Immobiliare Stella di
Asiago passerà in testa al proprio girone.
Sabato prossimo 15 gennaio 2010 l’Asiago scenderà nuovamente in campo a Malo, alle ore 16, per disputare la
prima giornata del girone di ritorno. Alessandro Cunico
Ristorante
Un’analisi che stava andando avanti da qualche
tempo, c’erano delle difficoltà ed abbiamo provato
a trovare soluzioni; lo
scorso anno sono state trovate risposte giuste e siamo a lui riconoscenti per
quanto ha fatto, quest’anno evidentemente non è stato altrettanto e insieme, senza nessuna forzatura da
parte della società (e quindi nemmeno si parla di esonero, ma ribadisco di decisione consensuale), si è
deciso per questa separazione prima che diventasse
troppo tardi”.
Il rendimento non eccellente
della squadra era dovuto ad
uno schierarsi contro l’allena-
tore?
“No, la cosa non si può mettere in questi termini; sono
degli uomini e non dei ragazzini! C’erano dei problemi, questo sì, ma in ogni
spogliatoio
ci
sono
tematiche , chimiche, situazioni, momenti, rapporti
mai statici, sempre in movimento, dinamiche che variano nel tempo anche perché dovute alle situazioni
dei singoli. E la difficoltà
è di far quadrare il tutto, e
di dare continuità nel tempo a questi delicati equilibri”.
Il feeling fra Harrington e la
squadra asiaghese, a dispetto di uno scudetto che ancora caldo palpita sulle maglie
della
squadra
griffata Migross,
era andato in parte
scemando, magari
non con tutti, ma
con alcuni sicuramente sì. Tant’è che
già prima di Natale
girava qualche timido sentore che per
l’ex attaccante della nazionale americana (passato alla
storia per aver servito a Mike Eruzione l’assist per la rete
che valse agli States
la storica vittoria
contro l’URSS e la
mnedagalia d’oro
alle Olimpiadi di Lake Placid
1980) potessero essere lontani i momenti della gloria e
vicini quelli, amari, dell’esonero.
Tutto però sembrava, almeno ufficialmente, poter rientrare, a patto che le cose fossero cambiate, che si vedesse una chiara inversione di
tendenza nelle prestazioni
della squadra, cosa che non
c’è stata.
Squadra rinforzata, quella
messa a disposizione di
Harrington, ma che non ha
fin qui reso quanto ci si attende dai molti “cavalli” di
quel propulsore; a volte
malcelati i dissapori con alcuni “pezzi da novanta” (nel
senso più ampio del termine),
ma soprattutto, almeno questo si è colto fra le righe di
quest’ultimo periodo, un’incapacità a motivare lo spogliatoio, specie poi se non tutto gli era amico.
Ed i fatti, letti in questa luce,
vanno proprio in questa direzione, con una squadra vista
a volte “svogliata”, senza
quelle sferzate d’orgoglio e
quei guizzi di qualità che era
lecito attendersi dal potenziale dei suoi uomini. Motivatore
Harrington certo non è, o non
lo è stato ad Asiago in questi
mesi, o quantomeno lo è stato molto meno di quanto gli
si chiedesse. Le redini ora
sono in mano a John Parco,
che però è e sarà un
traghettatore “Parco – sottolinea ancora Mantovani - è
responsabile dell’intero settore giovanile e non possiamo buttare all’aria o complicare eccessivamente
questo importante settore;
quindi il suo impiego sulla
panchina della prima squadra è forzatamente a tempo”.
Non si sbilancia, ancora il
numero uno di via Stazione,
sul nuovo allenatore che sarà,
comunque, John Tucker, sui
tempi del cui arrivo non si
hanno notizie ma potrebbe già
essere per sabato 15 per la
trasferta di Alleghe.
Cesare Pivotto
Calcio. TERZA CATEGORIA
Glc fuochi d’artificio in Coppa
Per l’Asiago l’ennesimo rinvio
Nuovo anno e, finalmente, si torna a giocare. Beh, quasi. Il
6 gennaio, infatti, sono andati in scena alcuni recuperi di
campionato di terza categoria girone B e pure la gara di
andata della semifinale della Coppa Bassano. Ma il maltempo, nella fattispecie la neve, neanche a farlo apposta
dopo aver dato tregua a ridosso del capodanno e nei giorni
seguenti è tornato a colpire. A farne le spese l’Asiago Calcio Altopiano costretto ad un nuovo rinvio del match con il
New Team SS. Trinità. Giocata regolarmente, invece, l’andata della semifinale di Coppa Bassano che vedeva protagonista il GLC sul campo di Travettore di Rosà ospite del
Transvector, in vetta, ancora senza “macchia”, anche al
campionato. Falsa partenza per gli altopianesi, infilati due
volte in avvio. La rete di Schivo riapre i giochi; mentre in
apertura di secondo tempo è Gheller a firmare il momentaneo 2-2. Nuovo vantaggio, poco dopo, dei padroni di casa,
ma il GLC non demorde, prima impattando con Valente e
quindi operando il clamoroso sorpasso ancora con Gheller a
7’ dalla fine. Non è finita, però, perché il Transvector, all’86’,
acciuffa il pari (4-4) su calcio di rigore. Un risultato, comunque, che tiene apertissimo il discorso-qualificazione per
la finale. La semifinale di ritorno è prevista per il 9 marzo
(ore 20.30). E domenica 9 gennaio si torna in campo per
recuperare le gare non disputate lo scorso 28 novembre.
Nel girone B si recupera la giornata n. 11; mentre nel girone di Bassano si giocano gli incontri valevoli per il 10° turno.
Stefano Angonese
Classifica Terza Categoria girone B (dopo la 15a giornata):
Galvanauto Motta **** e Cogollo **** 26; Arsiero *** e Monte
di Malo *** punti 24; Asiago **** 20; Union Pedemontana ****
18; Novoledo Villaverla **** e New Team SS. Trinità **** 17;
Zanè ***** 16; Montecchio Precalcino *** 15; Azzurra Agno
**** e Valli *** 12; S. Quirico *** 11; Rozzampia **** 10; S.
Tomio *** 9; Giavenale *** 4. (* le partite in meno)
Prossimo turno (9 gennaio – ore 14.30): Arsiero – Asiago
Classifica Terza Categoria girone Bassano (dopo la 13a giornata): Transvector *** punti 26; S. Pietro Rosà ** 23; Fellette ***
19; Junior Monticello **** 17; Aurora S. Giuseppe *** 16; Villaggio S. Lazzaro ***** 13; Facca ***** e S. Vito Bassano **** 11;
Glc *** 10; Arsenal Cusinati ****, Real Stroppari **** e Tezze
*** 6; Ospedaletto **** 1. (* partite in meno) – Glc e Junior
Monticello un punto di penalizzazione.
Prossimo turno (9 gennaio – ore 14.30): Real Stroppari – GLC
CASA ROSSA Pizzeria birreria
Non solo pizza ma anche tante gustose specialità: PRIMI PIATTI - GRIGLIATE ecc..
Loc.Kaberlaba Asiago
8
l’Altopiano
Sabato 8 gennaio 2011
22
Tricolori cittadini-master e Coppa Italia
da Asiago al Centro Fondo Campolongo
Giulia s’ispira a Deborah
La Compagnoni modello per la slalomista di Gallio
“Mi serve la concentrazione giusta. In prova vado fortissimo ma poi in gara qualcosa si blocca. Tra le nostre grandi dello sci vorrei poter avere la stessa capacità di
concentrazione di Deborah Compagnoni. Un mito inarrivabile” Giulia Gianesini si
prepara agli appuntamenti del 2011 dimostrando grande tenacia. E’ una Giulia carica, anche a dispetto degli ultimi risultati sotto le sue aspettative, un’atleta che non è intenzionata
a mollare e determinata a migliorarsi come faceva la Compagnoni. “Deborah Compagnoni
è più che un idolo sportivo per me, è un esempio da seguire per superare le difficoltà, per trovare la forza e la concentrazione per migliorarmi e portarmi li, in alto,
dove so che posso arrivare – dichiara la sciatrice galliese – quando sono in gara
penso spesso a lei, a quante difficoltà ha dovuto passare per poi arrivare ai massimi
vertici”. Giulia Gianesini è reduce da due prestazioni altalenanti, ad Aspen è uscita di
pista registrando un intertempo marziano, con tre decimi di secondo di vantaggio sulla
vincitrice, mentre a St. Moritz non è riuscita a bissare una brillante prima manche. “Per
arrivare in alto ci vuole tempo, costanza e grinta; io cerco di migliorarmi e di non
tralasciare mai nessun particolare, dall’allenamento al mio rito personale della chiusura degli scarponi prima della gare – prosegue Giulia – vorrei chiudere l’anno in
bellezza per fare un regalo a tutti i miei supporters, in maniera particolare i miei fans
di Facebook, ogni giorno più numerosi e che mi danno una carica motivazionale
incredibile!” Il prossimo appuntamento che la vedrà in pista è per il 15 gennaio sulle nevi
di Maribor in Slovenia.
L’Us Asiago Sci apre a Malga Rivetta
la stagione 2010-11 dello sci alpino
L’ US Asiago Sci rinnova
anche per il 2011 l’apertura
della sua stagione agonistica di sci alpino sulle piste di
Malga Rivetta organizzando
la prima prova del Gran Prix
ragazzi-allievi - Circoscrizione di Vicenza.
La località trentina, posta
appena a valle del Passo
Vezzena, ben si presta per
una gara giovanile soprattutto
grazie
all’ottimo
innevamento sul quale può
contare.
Le abbondanti nevicate degli scorsi mesi e la “quota
parte” di innevamento artificiale predisposto dai gestori
consente
allo
staff
organizzativo dell’Us Asiago
Sci di presentare un campogara in perfette condizioni di
agibilità e sicurezza anche
perché le recenti piogge non
hanno arrecato danno mentre le temperature rigide di
questi giorni hanno consolidato ulteriormente il manto
nevoso. Domenica 9 gennaio i concorrenti al via saranno circa centocinquanta suddivisi fra allievi e ragazzi,
maschi e femmine.
Le gare del circuito vicentino
sono complessivamente sei:
due slalom, due giganti ed altrettanti super-g. Successivamente si passerà alle finali
regionali.
A Malga Rivetta i concorrenti inizieranno con lo slalom
speciale. C’è una novità regolamentare: si correrà affrontando un solo paletto.
Questa e le altre modifiche
di carattere tecnico introdotte da questa stagione agoni-
stica sono state presentate
agli sci club vicentini riuniti
appositamente dal presidente provinciale Fisi Silvano
Panozzo. Gli allievi, i nati nel
95-96, saranno impegnati su
due manche. Discesa unica
invece per i ragazzi(97-98).
Per le categorie in gara
squadre agonistiche dell’Us
Asiago si presentano con una
ventina di effettivi e disponendo di buone individualità
possono anche puntare a
qualche podio. Del resto
l’allieva Stefania Carli già si
è messa in luce.
La manifestazione proposta
dall’Us Asiago Sci, società
costituitasi nell’ormai lontano
1922, è sponsorizzata da
Aviva, compagnia d’assicurazioni, come avvenuto in
precedenti circostanze.
“Modesto innevamento alla
Golf Arena di Asiago e meteo
che preannuncia pioggia a quota mille per il fine settimana ci
costringono a trasferire la “giornata tricolore” dal capoluogo
dell’altopiano al Centro Fondo
Campolongo”.
Così Fabrizio Dalle Ave presidente del Gsa Asiago cui la
Federsci ha affidato l’organizzazione dei Campionati Italiani “cittadini-master” lunghe distanze e
la tappa di Coppa Italia previste
entrambe per domenica 9 gennaio 2011.
Ed aggiunge: “In termini organizzativi nulla cambia e neppure
nel programma-orario. Soltanto
ci trasferiremo in quota per maggior sicurezza nostra e tutela degli stessi atleti in gara”. Se tutto
quanto previsto resterà immutato,
salvo la sede delle prove, agli
organizzatori verrà senz’altro imposto uno sforzo supplementare. Lo staff, molti i volontari messisi a disposizione, dispone di lunga esperienza in materia. Altrettanto vale per i responsabili del Centro Fondo
Campolongo “nordic-area”
dove annualmente si ospitano
gare sulla distanza e gran-fon-
do di rango nazionale. Basti
pensare alle numerose edizioni della Campolonga, della
Befanalauf o del Trofeo Terme Euganee. Le piste sulle
quali saranno in palio gli “scudetti” cittadini-master ed i podi
della Coppa Italia sono di
indiscutibile valore tecnico
quindi in grado di far emergere i migliori. Intanto nella classifica parziale – tecnica libera
- del Master Tour 2010-11,
challenge riservato agli
amatori impostato su 14 prove, compresi i “tricolori” di
domenica prossima, due
fondisti del Gsa Asiago sono
al comando delle rispettive categorie dopo Sgambeda e
Turmasi. Si tratta di Francesco
Benetti, gruppo “U 3”, e di Roberto Martini capofila degli “U
5” mentre altri biancoverdi sono
ben piazzati. Questo a significare che domenica 9 gennaio gli
atleti del Gsa Asiago si presenteranno ben attrezzati per
sfruttare a dovere il fattore
campo pur in presenza di avversari di tutto rispetto. “Sinora
– sottolinea ancora Fabrizio
Dalle Ave – siamo soddisfatti
delle prestazioni dei nostri. Giovedì 6 gennaio una decina di
loro saranno impegnati nella 2°
edizione della Comelgoloppet.
Puntiamo molto su Marco
Crestani, Roberto Martini,
Angelo Rausse, Daniele
Doriguzzi, Diego Magnabosco
per poi rivederli nuovamente al
top tre giorni dopo sulle piste di
casa”. Le gare in programma,
tutte in tecnica classica, e con
partenza in linea sono: ore 9.30,
Coppa Italia 15 km maschile, 10
km femminile; ore 10.30, cittadini master, Junior 10 km maschile, 15 km femminile. Senior
30 maschile per i “tricolori”; 10
km femminile.
Disputate il 22 e 23 dicembre
a Piani di Luzza le prime
Nazionali Giovani di fondo
Nei giorni immediatamente
prima di Natale si sono svolte le prime nazionali giovani di sci nordico a Piani di
Luzza, a 3 km da Forni
Avoltri in provincia di
Udine, che a fine marzo
ospiterà i campionati Italiani
Assoluti di biathlon, dopo
che recentemente sono
state ammodernate pista e
strutture di supporto.
Tutti pronti i fondisti dell’Unione Sportiva Asiago
Sci, ansiosi di gareggiare
in queste piste alternate da
boschi di conifere e spazi
aperti fino ad apprezzare le
cime del monte Tuglia e del
monte Gen. La prima giornata, mercoledì 22 dicembre, con cielo coperto e una
neve compatta, è cominciata con un prologo di due
chilometri e mezzo, ripartiti in due giri, in tecnica libera per la categoria giovani maschile. La vittoria è
andata al friulano Claudio
Muller con un tempo di
11’52.4, ma c’è da complimentarsi anche con i nostri
atleti: ottimo l’ottavo posto
di Luca Rigoni, undicesimo
si è classificato Davide
Cantele e 38° Simone
Bertacco. In pista d’arrivo
al femminile si è registrata
la buona tredicesima posizione di Roberta Forte. La
giornata molto intensa, sia
per le gara della mattina, sia
per la preparazione degli sci
per il giorno seguente, si è
chiusa con la cerimonia di
premiazioni nel tardo pomeriggio. Il giorno successivo
si partiva con il tempo di distacco del primo giorno, e
nella categoria Juniores
femminile con sette chilometri e mezzo in due giri è
arrivato un 11° posto per
Roberta Forte, mentre negli aspiranti maschile sui
dieci km in tre giri c’è stato un 12° posto per Davide
Cantele, un 24° per Luca
Rigoni e il 38° di Simone
Bertacco. Anche questa
giornata è stata impegnativa per i fondisti, e i risultati
positivi non sono mancati.
Ci vuole costanza, impegno,
volontà di riuscire e tanto
sacrificio, e per questi atleti che associano scuola,
sport e vivere di ogni giorno, il merito è davvero tanto. Siamo solo all’inizio del
percorso, i prossimi appuntamenti sugli sci saranno
numerosi e le soddisfazioni
non tarderanno ad arrivare.
Agli atleti dell’Unione
Sportiva Asiago Sci lanciamo
un “ in bocca al lupo” per le
prossime gare.
Morena Turetta
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l’Altopiano
Sabato 8 gennaio 2011
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Con l’anno nuovo riparte il campionato
Cristian Rela, confermato alla guida della nazionale senior, parla a ruota libera di questi primi mesi
(tra sorprese, conferme e delusioni) e dei prossimi, che culmineranno con il Mondiale di Roccaraso
prima parte di stagione?
«Civitavecchia ha pagato i tanti impegni e le
trasferte di questi mesi
e, forse, ha raccolto
qualche punto in meno
del previsto, ma ha già
vinto la Coppa Italia ed
è arrivato quarto in
Champions. Per quanto riguarda Padova, invece, ha una prima linea (ex Vipers e nazionale, ndr) formidabile e
quindi non è affatto una
sorpresa vederlo lì in
classifica, anzi. Forse
mi aspettavo ancora
qualcosa in più. Ferrara
è partito male, ma si sta
ritrovando ed è probabilmente una delle formazioni più organizzate. La vera sorpresa, finora, è,
però, il Vicenza. Bel gruppo,
hanno spirito e voglia giusti per
disputare una gran bella stagione; quando li ho visti giocare dal vivo mi hanno colpito
positivamente. Deludente, invece, l’Arezzo. Hanno una buona squadra, che può star tranquillamente nei primi posti, ma
finora hanno fatto pochino».
E gli Asiago Vipers? « Beh, da
loro mi aspetto, anzi tutti si
aspettano, sempre qualcosa in
più, anche se i conti si faranno
alla fine e, comunque, rimangono un ostacolo che personalmente preferirei evitare nei
beroun2010.esports.cz.
Tutti fermi per la sosta, fino
all’8 gennaio quando in A1 si
tornerà in pista per l’ultima giornata del girone di andata. E allora ecco l’occasione giusta per
scambiare quattro chiacchiere
con Cristian Rela, nelle scorse
settimane confermato alla guida della nazionale senior che in
luglio affronterà il Mondiale, a
distanza di due anni (nel 2009
fu a Varese) nuovamente in
casa, a Roccaraso (AQ).
Siamo al giro di boa, sono state
confermate le premesse della
vigilia? «Tutto sommato credo
di sì – esordisce il c.t. azzurro–
e, finalmente, sembra che i giochi per la vittoria finale siano
aperti. L’Edera Trieste, dopo
aver iniziato con un certo tipo
di squadra, ha modificato il suo
assetto, inserendo due americani (per un totale di sei stranieri, ndr) ed al momento è probabilmente quella con l’organico più completo. Se avessero
iniziato da subito così, a mio
avviso, avrebbero anche già
vinto due, forse tre trofei».
Sabato Milano 24-Edera Trieste assegnerà il titolo platonico
di “campione d’inverno”, chi se
lo aggiudicherà? «Per me
l’Edera resta favorita, ma la
formazione di Riki Tessari sta
disputando un buon torneo. In
ottica playoff, però, manca ancora qualcosa ai rossoblù
lombardi».
Sorprese e delusioni di questa
playoff. Quest’anno, infatti,
non è detto che incrociare la
settima o l’ottava possa essere
così un vantaggio come nelle
precedenti stagioni. Comunque,
ad esser sinceri, finora li ho
visti male, un po’ troppo disuniti; faranno molta fatica a
cambiare passo. Se ci fossero i
playoff a sei squadre, come un
anno fa, credo che rimarrebbero
fuori».
Il 2011 sancirà, dunque, la fine
del regno Vipers? «Per loro sarà
molto complicato rivincere il
titolo; per le rivali è sicuramente l’anno buono per provarci.
Poi, però, le chances dei Vipers
dipenderanno da eventuali in-
SERIE B – INIZIA IL CAMPIONATO. Archiviata la Coppa di Lega, vinta per la prima
volta dagli Asiago Vipers, è tempo di tuffarsi nel campionato. In questo fine settimana, infatti,
prende il via la stagione vera e propria che si concluderà nel mese di maggio, per chi riuscirà ad
arrivare fino all’epilogo per la promozione in A2. Le formazioni altopianesi, Asiago Vipers ed Asiago
Black Vipers, sono state inserite nel girone C che comprende anche Vicenza, Verona, Legnaro e Padova
“A”. Nella prima giornata gli Asiago Vipers ricevono i patavini; mentre i “men in black” saranno di scena
a Legnaro. La regular season si chiuderà il 13 marzo. Poi via alle cervellotiche successive fasi che,
attraverso un percorso diretto per le migliori due di ciascun girone ed uno più tortuoso per le rimanenti,
delineeranno le partecipanti alla “Final Four” promozione del 7 e 8 maggio prossimi.
nesti nei playoff,
ma non ho idea se
e chi (i vari Rigoni,
Dorigatti,
Tomasello, Yoder,
Yingling, … ndr)
arriverà».
Il 2011 porterà Rela
di nuovo sulla panchina di un club?
«Inizialmente penso di no. C’erano
stati un paio di contatti, ma per ora
vorrei dedicarmi
solo alla nazionale.
Poi se, dopo l’appuntamento iridato,
dovesse esserci un
progetto di lavoro
serio e duraturo,
perché no?».
E come procede la
marcia di avvicinamento al
Mondiale di Roccaraso, l’ennesima importante occasione per
l’inline tricolore? «Dobbiamo
incontrarci per definire il programma, spero di poter iniziare a lavorare molto presto».
Ha già un’idea della nazionale
che verrà? Ci sarà anche Claudio Mantese (in quel periodo
dovrebbe essere alle strette finali con il suo percorso universitario, ndr), miglior azzurro
all’ultimo Mondiale ed attuale
leader nella classifica marcatori
della A1? « Sarà davvero dura
averlo a disposizione, ma fino
all’ultimo cercherò di convincerlo, come farò con altri elementi che dovessero trovarsi in
situazioni analoghe. Per quanto concerne la formazione,
un’idea di base c’è già ovviamente, ma come sempre molti
fattori (lavoro, infortuni, …)
contribuiranno a delineare
l’organico. Vorrei poter portare qualche giovane in più, ma
dipenderà anche da come si
esprimeranno nel corso della
stagione».
Qualcuno in particolare sotto
osservazione? «Recentemente
ho visto all’opera Faravelli del
Monleale e devo dire che è
maturato molto, ma la strada
verso il Mondiale resta lunga.
Proverò lui ed altri, come un
anno fa, nei raduni, per valutarne non solo la tecnica, ma
anche la personalità ed il
carisma. Le occasioni per i giovani ci sono, anche se tra le
delusioni di questa prima parte di stagione dovrei aggiungere il fatto di non vedere ancora abbastanza spazio per
loro. Monleale sta lavorando
in quest’ottica; spero che altre
realtà possano seguire l’esempio dei piemontesi anziché affidarsi a stranieri o a giocatori, spesso veterani, già formati. Insomma, ci si dovrebbe
impegnare tutti un po’ di più:
le società, dando maggior fiducia ai ragazzi, e pure i giovani, che dovrebbero lottare
con maggior convinzione per
guadagnarsi un posto fisso
nelle rotazioni. Penso anche
ad Asiago. Quest’anno, difficile e tribolato, rappresenta comunque un’opportunità
per loro, ma finora non l’hanno colta più di tanto».
Messaggio inviato, dunque, e
chissà che qualcuno possa riceverlo già da questo
weekend, che riporta in pista
la A1. La Rigoni di Asiago
Vipers, dopo aver chiuso il
2010 con il successo sul
Monleale, cerca altri punti
preziosi sul campo della matricola Cittadella a trazione
altopianese in una di quelle partite da vincere a tutti i costi.
Classifica Serie A1 (dopo la
10a giornata). Edera Trieste
punti 24; Milano 21, Padova
19; Civitavecchia 18; Ferrara
15; Arezzo 14; Vicenza 13;
Rigoni di Asiago Vipers 12;
Monleale 7; Cittadella 4; Polet
Trieste * 0. (* una partita in
più)
Stefano Angonese
Ristorante
CASA
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località Kaberlaba - Asiago
info 0424-462017
BIRRERIA
PIZZERIA
Lo staff augura
Buon Anno
1° Torneo di Biliardo del Patronato di Gallio
Nelle sere del 14, 15 e 16 dicembre nel patronato di Gallio si è
svolto il primo torneo di biliardo con la partecipazione di vari
giocatori. Alla fine di queste serate, il vincitore è stato Luca
Segafredo, che ha battuto in finale Paolo Schivo ’Payo’; al terzo
posto ma non meno abile in questo sport si è classificato Marco
Bovi. Le serate sono state molto animate da questo torneo, uno
sport perso un po’ di vista negli ultimi anni a Gallio per vari
motivi, anche per le condizioni in cui era ridotto il biliardo, non più
sistemato da vari anni e messo a nuovo proprio per il torneo. Ora
che lo si può di nuovo utilizzare, speriamo che molti giovani comincino a giocarci, passando il tempo in un’attività sana piuttosto
che in altri modi. Questa è solo una delle prime attività organizzate
nel patronato, nei mesi prossimi ne verranno svolte molte altre,
cercando un po’ di rilanciare questo luogo di aggregazione,
ultimamente non più molto frequentato dai vari giovani. Ringrazio i vari partecipanti al torneo, aspettandoli numerosi al patronato
non solo per le prossime iniziative ma anche solo per ritrovarsi in
compagnia. Devo ringraziare anche Nicoletta, volontaria del pa-
tronato, che ci ha aiutato in queste sere, Don Lauderio sempre
disponibile a dare una mano per queste attività verso i giovani, e i
vari ragazzi che hanno contribuito alla buona riuscita di questo
primo torneo.
Roberto ‘Cibo’ Cherubin
Musica dal Vivo
SABATO 8 : LE DEA
SABATO 29: LIBERA USCITA
tributo a Ligabue
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
24
Volley Asiago Altopiano: crescendo di soddisfazioni
Il nuovo anno inizia decisamente bene per il Volley
Asiago Altopiano. La società asiaghese sta vivendo un
momento di grandi soddisfazioni su tutti i fronti, in primis
per il numero di atleti, quasi
triplicati rispetto allo scorso
anno. Frutto questo di una
grande passione per la
pallavolo da parte della dirigenza, degli allenatori e di
tutti i genitori volontari, e
sono parecchi, che si prestano ad aiutare in tutti i modi
la società nel suo processo
di crescita continua. Società
nata tre anni fa con un
gruppetto sparuto di ragazzine ad affrontare un campionato Under 16 AICS,
chiuso poi con il titolo di vice
campionesse provinciali, e
una manciata di non più di
dieci bambini a creare un piccolo embrione di Mini Volley.
Ebbene in tre anni il piccolo
embrione ammonta a 26 atleti iscritti e tesserati AICS,
la ex Under 16 sta affrontando da protagonista un difficile campionato di terza divisione di Federazione con
12 ragazze tesserate e, oltre
a questo, un’allegra brigata
di ragazzine Under 13 (18
atleti, compreso qualche
maschietto) che, dopo un
campionato d’esordio, quello dello scorso anno, da ottime “incassatrici”, quest’anno stanno dando del filo da
torcere a tutte le avversarie,
compreso quell’Auxilium che
l’anno scorso si è aggiudicato
il titolo provinciale e che quest’anno è caduto pesantemente sotto i colpi di Capitan
Melania Baù e compagne.
Palese la soddisfazione di
coach Petronio Gatti che
commenta così il recente
successo contro le detentrici
del titolo: “Che dire... per
noi è la prima vittoria in
campionato, molto netta,
più di quanto dicano i parziali (25:16, 25:15 e
25:16). Ho potuto ruotare
Momento d’oro per la squadra asiaghese in grande crescita di numeri e di risultati
tutti e 12 gli effettivi a disposizione, cosa fondamentale a questa età dove
è importante che tutti si
sentano partecipi di una
vittoria o di una sconfitta.
Solida la difesa ma un attacco ancora da registrare. Ho chiesto loro, nel terzo parziale, di attaccare
comunque dato che la partita sembrava ormai nelle
nostre mani, così ho finalmente potuto vedere le loro
potenzialità: 11 attacchi, 8
dei quali a punto! Adesso
abbiamo due settimane prima di incontrare Perlena e
poi Slegar, incontri che dovremo affrontare in preparazione del big match di ritorno contro il Creazzo con
il quale, presumibilmente, ci
giocheremo il primo posto
nel girone. Credo che quest’anno il campionato lo vivremo da protagonisti, dopo
una grande semina profusa
l’anno scorso il momento
della raccolta è ormai maturo. Il preparatore atletico
Lucio Plebs, la campiones-
sa italiana in carica Under
16 Ilenia Basso (che quest’anno si è messa a disposizione del team) ed io stiamo lavorando in grande
sintonia e i risultati si iniziano a vedere.” E dall’Under
13 muoviamo alla squadra
ammiraglia del Volley Asiago,
ovvero quella di coach Ulisse
Munari che sta guidando 12
ragazze, dai 15 ai 18 anni, nel
campionato di terza divisione femminile di Federazione.
Lo scotto del debutto è stato
ormai pagato (uno 0 a 3 in
quel di Malo!) e la squadra
ora è in netta crescita dato
che, nei successivi tre incontri, si registrano una sconfitta al tie break e due vittorie
secche per 3 a 0 (l’ultima
delle quali due settimane fa,
dato che sabato scorso il
Volley Asiago ha riposato).
Con sette punti in saccoccia
ora la squadra si trova al terzo posto a sole due lunghezze da un terzetto formato da
Malo, Pasubio e Olimpia
Zanè, e a un solo punto dalla
seconda (il Novale). Lode-
vole l’atteggiamento delle
ragazze della terza divisione
che, oltre ad essere impegnate con successo a scuola, affrontano allenamenti e trasferte piuttosto impegnativi e
sempre con grande entusiasmo. Oltre a questo, alcune
di loro hanno messo la propria esperienza anche a disposizione del settore giovanile. Dicevamo infatti di
Ilenia Basso che fa da
assistant coach in Under 13;
da segnalare anche l’altra
campionessa italiana in carica Under 16 AICS, Veronica
Galante, Deborah Rigoni e
Sara Plebs, che stanno facendo un bellissimo lavoro
per il settore Mini Volley. Ed
è proprio il Mini Volley quest’anno che, se non altro dal
punto di vista numerico, dato
che i tornei non sono ancora
iniziati, è elemento trascinante della società. A dirigere il
settore Alessandro Siviero
che fa il punto della situazione: “Stiamo andando bene:
quest’anno in palestra è un
brulicare di bambini, ce ne
sono tantissimi e l’entusiasmo, sia da parte di noi allenatori che dei bambini, è
alle stelle. Questi piccoli
atleti sono il futuro della
società e i risultati degli
sforzi profusi in questo settore li stiamo raccogliendo
ora. E’ sorprendente che il
numero di atleti che praticano il Mini Volley, uno
sport che non ha certo i
favori del territorio qui in
Altopiano, sia triplicato rispetto ai due anni precedenti. Il miglior risultato
che si potesse ottenere
dopo tanti sacrifici! Ora
però bisogna lavorare per
far crescere questi bambini, non solo come atleti ma
anche come persone, e credo che quest’ultima sia la
responsabilità più grande
che un istruttore si deve
prendere quando lavora
con atleti così giovani. Fortunatamente sono ben
coadiuvato in questo compito dalla nostra “fedelissima” Sara Rigoni che da
tre anni a questa parte
condivi de con me questa
avventura, e da altre tre validissime atlete della squadra maggiore, Veronica,
Sara e Deborah, che portano, malgrado la loro giovane età, un contributo tecnico fondamentale.” Dunque
vele al vento per il Volley
Asiago Altopiano che si appresta a entrare nel 2011 con uno
spirito vincente, da protagonista, ma con un filo conduttore
ben chiaro e preciso: crescere non solo come atleti ma
anche, e soprattutto, come
persone!
Nuoto: Pronti, a posto…e via!
É ufficialmente partita lo scorso 18 dicembre la stagione di gare della Nuoto Altopiano
7 Comuni. L’occasione per ritornare a gareggiare è stata la 28esima edizione della
competizione dilettantistica del ‘Natale Arzignanese’ svoltasi presso la piscina di
Creazzo. Quindici gli atleti che hanno gareggiato principalmente nelle categorie
esordienti A e B, confrontandosi con altre 5 società sportive. Il bilancio gara è stato
più che positivo visto il sostanzioso bottino di medaglie portato a casa: 4 atleti
altopianesi, Edoardo Dellai, Giada Morello, Alyce Vellar e Stefano Carli, sono tutti
saliti per ben due volte sul podio facendo salire ad 8 il totale delle medaglie! Un buon
inizio stagione che si spera possa fare da traino per tutti i ragazzi della squadra
allenata e seguita da Manuela Pentassuglia, Mauro Ferro, Gabriele Rodeghiero e
Massimo Frigo, che ringraziano in maniera particolare la Polisportiva del Comune di
Roana e gli sponsor per il prezioso supporto.
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
25
IL POTERE ECCLESIASTICO NON SPAVENTA WIKILEAKS
Il popolo di
Julian Assange,
internet lo ha noaustraliano, dal 2007
tra i promotori del sito
minato “uomo
Wikileaks
dell’anno 2010",
ma le sue scomode indagini ed
intercettazioni sui
potenti della terra e sul mondo
ecclesiastico non
sono bastate per
convincere una
giuria composta
da giornalisti e
politici (appunto)
ad archiviare ufficialmente il suo
nome negli annali; troppo scomodo, me- guerra in Afghanistan
glio virare dunque sul più allo stile di vita dei poligiovane miliardario della tici, dalla corruzione alla
pianeta,
Mark mancata collaborazione
Zuckerberg, fondatore della chiesa nell’inchiedel più famoso social sta sui casi di abusi sui
network:
facebook. minori in Irlanda. ArgoJulian Assange, austra- menti che hanno alimenliano, dal 2007 tra i pro- tato polemiche e minacce,
motori del sito Wikileaks con lo stesso Assange
ne ha per tutti: dalla pronto a dichiarare guer-
ra ( “Se
pubblicare
q u e s t i
dossier mi
rende pericoloso ai
loro occhi,
ebbene,
che sia”)
alle più alte
cariche
politiche e
governative mondiali. Documenti che
rafforzano
ulteriormente anche le accuse di
pedofilia nel mondo della chiesa, con prove che
potrebbero ritenersi decisive per il futuro del Vaticano. Ma esistono veramente istituzioni in grado
di mettere il bastone tra le
ruote alla chiesa di
Roma? Gli abusi sui minori sono stati conferma-
ti da fonti vicine all’autorità papale e di fronte
ad un peccato (tanto per
restare in tema) così grande, nessun organo ha mosso un dito. Julian Assange
potrebbe essere la risposta
al male, alla parte marcia
di un sistema che getta il
sasso e nasconde la mano,
che cerca disperatamente
l’appoggio di migliaia di
fedeli che osservano con
occhi pieni di speranza il
cielo sopra Piazza San Pietro e invocano il nome di
Benedetto XVI. Persone
comuni, tra le tante forse
anche vittime di violenza
sessuale che guardano al
Papa come l’unica fonte di
verità e speranza. Persone che meritano il rispetto, la chiarezza e la purezza di una chiesa sempre
più sotto l’occhio del ciclone. Perché Dio perdona
anche il più grave dei peccati.
Fabio Pernechele
“Una equa e solidale politica fiscale per il welfare veneto”
In questi giorni d’inizio 2011 è ripresa la
querelle sulla reintroduzione dell’IRPEF
regionale: favorevoli e contrari si “confrontano” a suon di dichiarazioni a volte strumentali. In un periodo di gravissima crisi economica, occupazionale,
morale e politica, l’equità e la progressività sulle imposte e la lotta alle evasioni fiscali e contributive, dovrebbero
continuare a essere i presupposti fondamentali per rimettere in equilibrio le
“casse pubbliche” dello stato, delle regioni e degli enti locali. Soltanto per
motivi elettorali e per “aiutare” chi economicamente stava e
sta meglio, infischiandosene della tenuta dei bilanci pubblici,
prima il governo nazionale, con la cancellazione dell’ICI per
tutte le prime case (con pesanti ripercussioni sui bilanci dei
comuni), poi la (precedente) giunta regionale, con
l’azzeramento dell’addizionale IRPEF (per i redditi oltre i 29.500
euro), hanno dato uno schiaffone alla “povera gente”,
individuabile in quella parte della società (famiglie e persone
singole) che, nei casi migliori, ha redditi (proprio immobile di
abitazione incluso) che non vanno oltre i 20/25 mila euro (lordi)
l’anno; non dimenticando che migliaia di pensionati, di disabili e
di non autosufficienti, qui in Veneto, non arrivano a superare gli
ottocento euro mensili. Rimanendo all’addizionale regionale, va
ricordato che la “povera gente”, ad eccezione degli indigenti, ha
continuato a versare lo 0,9%, il beneficio dell’annullamento dell’aliquota regionale aggiuntiva, lo 0,5%, è stato riconosciuto, come
sopra riportato, ai redditi medio - alti, sulla base delle logiche che
caratterizzano i sistemi politici corporativi e le coalizioni governative neoliberiste. Adesso che la crisi attanaglia marcatamente
il welfare, emergono con molta evidenza quelle scelte irresponsabili che come macigni peseranno sulle spalle delle persone più
fragili e dei ceti meno abbienti, quando avranno bisogno di cure
mediche, di ricoveri ospedalieri, di residenzialità nelle case di
riposo, di collocazione nei CEOD, di assistenza, di provvidenze,
di aiuti economici, etc. L’assessore regionale alle politiche sociali, come da consuetudine, senza il necessario preventivo
confronto con le forze sociali, attraverso i mass media, snocciola critiche a destra e a manca (in questo caso più alla sua
coalizione di centrodestra) alzando barricate contro la
reintroduzione dello 0,5%. Questa percentuale, dall’assessore, è impropriamente etichettata come “nuova tassa”. La
novità non sarebbe il riportare le aliquote dell’addizionale al
2009, bensì diventerebbe “nuova tassa”, o meglio “ennesima
inaccettabile imposizione”, la ventilata proposta unilaterale
del governatore della Regione, ovviamente
se l’interpretazione dalle notizie giornalistiche fosse corretta, di portare allo 0.9% l’aliquota per tutti (esclusi gli indigenti). Quindi, l’addizionale avrebbe questa nuova dimensione: 0,9% (quota vigente che va allo
stato) + 0,5% (reintroduzione della quota
precedente) + 0,4% (nuova quota
aggiuntiva) totale = 1,8%. Sempre l’assessore alle politiche sociali, nella sua opposizione alla progressività della tassazione regionale, per rimettere in sesto le risorse per i servizi sociosanitari e socio-assistenziali, propone, indica, i modelli organizzativi di salute esistenti nel suo territorio elettorale, che per la loro qualità, funzionalità ed economicità, sono da molti apprezzati, ma non
vanno semplificati i raffronti con le altre Aziende ULSS e
Ospedaliere. Le differenze sui costi di gestione e di erogazione
delle prestazioni, dipendono dalle specifiche condizioni territoriali (livelli epidemiologici, presenza di istituti di pena, numero di cittadini immigrati, percentuale di anziani, etc.). In
tutte le aree sociosanitarie e socio-assistenziali del Veneto si
registrano quotidianamente delle “buone ed efficienti pratiche”. Pertanto le verifiche e i correttivi vanno fatti nei confronti di coloro che sono stati nominati (direttamente dal governatore regionale) a dirigere la “complessa rete
sociosanitaria territoriale”; contemporaneamente a questo
opportuno intervento sulle direzioni delle Aziende ULSS, va
velocemente approvato, con la concertazione, il nuovo piano
regionale sociosanitario e vanno accantonati, definitivamente
e completamente, tutti i progetti di finanza (project financing)
in sanità e per il sociale pubblico (centri servizi alle persone,
etc.) e va radicalmente riformato tutto il sistema degli appalti
e subappalti e delle varie convenzioni con i privati. In fine,
dall’assessore regionale alle politiche sociali gli oltre
duecentomila soggetti invalidi, persone disabili e non
autosufficienti, i loro familiari e le associazioni che gli assistono, attendono di conoscere come e quando finanzierà (annualmente servono circa due miliardi di euro) lo specifico
fondo previsto dalla legge regionale n. 30 del 2009. La risposta non potrà prescindere dalla definizione di un’equa e solidale politica fiscale, altrimenti la demagogia prevarrà sul necessario senso di responsabilità che invece dovrebbe (deve)
caratterizzare l’azione di chi governa la “cosa pubblica” per
il bene, soprattutto, di quelle persone maggiormente esposte
ai rischi e alle difficoltà della vita.
Franco Piacentini Coordinatore Dipartimento Welfare CGIL
“Evangelizzare e convertire
chi non conosce Cristo”
Natale 2010: davvero fruttuoso per l’islam. In Iran, Irak,
Siria, Libano, Africa del Nord, Filippine, Indonesia, Pakistan
ed Egitto, i seguaci di Maometto hanno mandato al Padreterno centinaia di “cani infedeli”. Poco importa che tra gli
apostati figurassero donne e bambini, l’importante era dimostrare la superiorità del Corano rispetto alle inattendibilità
dei Vangeli. Riferendosi alla strage di Alessandria, il Santo
Padre ha osservato che: «davanti a questa strategia di violenze che ha di mira i cristiani, e ha conseguenze su tutta la
popolazione, prego per le vittime e i familiari, e incoraggio le
comunità ecclesiali a perseverare nella fede e nella testimonianza di non violenza che ci viene dal Vangelo. Penso anche
ai numerosi operatori pastorali uccisi nel 2010». L’imam di Al
Azhar, sceicco Ahmed El Tyeb, ha risposto definendo le dichiarazioni di Benedetto XVI un «intervento inaccettabile negli
affari dell’Egitto». Dettaglio che la dice lunga sul concetto di
rispetto umano professato dall’islam. Una volta per tutte la
Chiesa Cattolica dovrebbe dichiarare pubblicamente ai fedeli
ciò in realtà pensa privatamente, vale a dire che il Corano non
è stato dettato a Maometto dall’Arcangelo Gabriele (in questo caso il libro sarebbe sacro, veritiero e portatore di pace),
bensì da qualche entità maligna che si è palesata sotto le
mentite spoglie di un angelo di luce. Basti chiedere a
qualsivoglia esorcista o sacerdote serio per averne conferma. Se non ci si ficca in testa questa banale verità, si continuerà a spiegare la brama di sangue insita nel dna
dell’islam, con una serie di inconcludenti analisi sociologiche
che lasceranno il tempo che trovano. Si continuerà a dire che
gli integralisti e i kamikaze usano la religione per fini altri, che
i veri islamici predicano la pace e la tolleranza e che le cause
del terrorismo sono imputabili alla povertà. Baggianate!!! La
radice dell’odio va unicamente ricercata nel Corano. La soluzione? Elementare: evangelizzare e convertire chi non ha avuto
la fortuna di conosce Cristo, la Via, la Verità, la Vita. Tutto il
resto, a partire dal cosiddetto dialogo interreligioso, per passare dalle marcette della pace e per finire con lo spirito di Assisi,
è improduttiva perdita di tempo e di vite.
Gianni Toffali Verona
l’Altopiano
Sabato 8 gennaio 2011
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8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
26
Hockey Inline
a cura di Giovanni Dalle Fusine
Da sabato 8 a venerdì 21 gennaio 2011
L’8 gennaio è l’8° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 357 giorni alla fine del 2011
Sabato 8 SS. Massimo e Severino
Domenica 9 S. Giuliano Martire
Lunedì 10 S. Aldo eremita
Martedì 11 S. Igino Papa
Mercoledì 12 S. Modesto
Giovedì 13 S. Ilario
Venerdì 14 SS. Felice e Bianca
Sabato 15 S. Mauro Abate
Domenica 16 S. Marcello Papa
Lunedì 17 S. Antonio Abate
Martedì 18 S. Liberata
Mercoledì 19 SS. Mario, Marta, Abaco, Audiface
Giovedì 20 S. Sebastiano
Venerdì 21 S. Agnese
Sabato 8 gennaio il sole sorge alle 7.38 e tramonta elle 16.56,
venerdì 21 il sole sorge alle 7.32 e tramonta alle 17.11
Proverbi di gennaio: - A mezzo gennaio, metti l’operaio. - A
mezzo gennaio, mezzo pane e mezzo pagliaio. - Chi vuole un
buon agliaio, lo ponga di gennaio. - Gennaio e febbraio mettiti il
tabarro. - Gennaio e febbraio, empie o vuota il granaio. - Gennaio
fa il peccato, e maggio è il condannato (ovvero e maggio n’è
incolpato). - Gennaio fa il ponte e febbraio lo rompe. - Gennaio
forte tutti i vecchi si auguran la morte. - Gennaio ingenera, febbraio intenera (marzo imboccia). - Gennaio secco, lo villan ricco.
- Gennaio zappatore, febbraio potatore, marzo amoroso, aprile
carciofaio, maggio ciliegiaio, giugno fruttaio, luglio agrestaio, agosto pescaio, settembre ficaio, ottoble
mostaio, novembre vinaio, dicembre
favaio. - Gennaio, ovaio. - Guardati dalla
primavera del gennaio. - Il grano freddo
di gennaio, il mal tempo di febbraio, il vento di marzo, le dolci acque di aprile, le
guazze di maggio, il buon mieter di giugno, il buon batter di luglio, le tre acque
d’agosto con la buona stagione, valgono
più che il tron di Salomone. - La neve di
gennaio diventa sale, e quella d’aprile farina.
Storie di santi: san Mario. Mario è uno
dei nomi più diffusi in Italia (è al quarto
posto), presente anche in diverse varianti
come Mariolino, Marietto, Mariuccio,
Mariano, per quest’ultimo nome, divenuto indipendente, bisogna dire che lo portarono diversi santi e beati ed è particolarmente legato al culto della Vergine, detto appunto ‘mariano’. Ma il
nome Mario non è come si crede comunemente, il maschile di
Maria, ma riprende l’antico gentilizio (cognome) romano ‘Marius’
Dalle ore 8.45 di sabato 8 alle ore 8.45 di sabato
15 gennaio
ASIAGO: Farmacia chimica Bortoli sas del dr. Vittorino
Ballici Molini- Piazza II° Risorgimento 23
Dalle ore 8.45 di sabato 15 alle ore 8.45 di sabato
22 gennaio
LUSIANA: Farmacia del dr. Mario Balduzzo, Viale
Europa 27
ROANA: Farmacia di Roana sas, della dr.ssa Silvia
Passuello – Piazza S. Giustina 23
a sua volta derivato dall’etrusco ‘maru’ (maschio). La sua diffusione è iniziata a partire dal Rinascimento, per la ripresa del nome
del politico e militare romano, il generale e console Mario, avversario dell’aristocratico Silla, considerato un difensore del popolo
e della democrazia, morto nell’86 a.C. In ambito cristiano si venera S. Mario il 19 gennaio, anche se in altri antichi Martirologi, la
sua celebrazione era al 20 gennaio, insieme alla moglie Marta ed ai
figli Audiface ed Abaco, tutti martiri a Roma. Secondo una leggendaria ‘passio’ del VI secolo, i quattro martiri componenti della
stessa famiglia, persiani di origine, lasciarono la loro patria, per
recarsi a Roma a venerare le reliquie dei martiri, come facevano
in quei tempi molti cristiani. Secondo questi studiosi è probabile
che il gruppo, siano dei cristiani non legati da vincoli familiari,
abitanti a Lorium, in una villa imperiale distante dodici miglia da
Roma. Sul luogo del martirio, nella tenuta di Boccea, sorse poi
una chiesa, di cui sono ancora visibili i ruderi e che durante tutto
il Medioevo fu meta di pellegrinaggi. Per quanto riguarda le loro
reliquie, esse ebbero vicende molto complicate, alcune furono
traslate a Roma nelle chiese di S. Adriano e di Santa Prassede, e
parte di esse nell’828, furono inviate ad Eginardo, il biografo di
Carlo Magno, che le donò, come era uso allora, al monastero di
Seligenstadt.
Oggi come allora: 13 gennaio 1970: nasceva il ciclista Marco
Pantani. Si guadagnò l’appellativo de Il Pirata per la bandana che
portava sul capo (ed anche per i suoi arrembaggi nelle scalate).
Passò al professionismo il 5 agosto 1992 con la squadra Carrera
Tassoni mentre raggiunse l’apice della popolarità nel 1998, quando vinse sia il Tour de France
che il Giro d’Italia. Purtroppo l’anno successivo la sua carriera subì un drammatico stop dovuto alle accuse di dooping in seguito ad una
analisi del sangue. Pantani cercò di tornare alla
ribalta ma senza riuscirci mai completamente.
Scomparve prematuramente a causa di un arresto cardiaco forse dovuto ad un’assunzione esagerata di farmaci.
20 gennaio 1961: l messaggio inaugurale della
presidenza Kennedy. Nel messaggio alla nazione, il presidente Kennedy sottolinea il dinamismo che, soprattutto in campo internazionale, si
deve imprimere nuovamente al paese, e lancia il
famoso slogan: «Siamo sull’orlo di una nuova
frontiera e io chiedo a ognuno di voi di essere
dei nuovi pionieri; non chiedetevi cosa il paese
può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il
vostro paese».
Fioriture invernali: il Calicanto (Chimonantus praecox) è una
pianta originaria della Cina ed ha la particolarità di fiorire in inverno, nei mesi di gennaio e febbraio, ancor prima che sui suoi rami
siano spuntate le foglie. I fiori, gialli esternamente e porpora all’interno, hanno un profumo intenso. Nel linguaggio dei fiori chi
regala questi fiori offre la propria protezione e il proprio conforto
alla persona che li riceve. La leggenda: si narra che un pettirosso
intirizzito dal gelo cercasse un ramo per riposare prima di migrare
verso i paesi caldi; alberi frondosi lo guardarono indifferenti, l’unico
albero che, impietosito, lo chiamò offrendogli protezione, fu il
calicanto. Per questo gesto gentile, il generoso arbusto, fu ricompensato da una pioggia di stelle profumate che si trasformarono
in fiori.
La ricetta: Tagliolini sedano e bottarga. Ingredienti per 4 persone: 350 gr di tagliolini freschi, 100 gr di bottarga di muggine, 1
cuore di sedano con le foglie, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
sale. Preparazione:Mettete sul fuoco una pentola con abbondante
acqua per la cottura della pasta. Nel frattempo, togliete l’eventuale pelle alla bottarga, tagliatela a scagliette sottili, facendone cadere 3 quarti direttamente in una terrina e conditele con 2 cucchiai
di olio. Pulite il cuore di sedano tenendo da parte le foglie più
piccole e tritatelo grossolanamente. Appena l’acqua bolle salatela,
immergetevi i tagliolini e cuoceteli. Scolateli al dente, trasferiteli
immediatamente nella terrina con la bottarga condita e mescolateli
rapidamente.
Unite il sedano, aggiungete l’olio e la bottarga rimasti, guarnite
con le foglie di sedano tenute da parte, intere o tritate, e servite.
Il Giornale pubblica le Vostre lettere!
Domenica 9 gennaio
ASIAGO: Q8 – Via Mosele
FOZA: TOTAL – Via Lazzaretti
Domenica 16 gennaio
ENEGO: MOVE 2 – Via Roma
Inviatele a: Giornale dell’Altopiano
e-mail: [email protected]
Per favorire il lavoro della redazione sarebbe preferibile
riceverle via posta elettronica.
E’ comunque possibile inviarle all’indirizzo: Piazzetta
delle Poste n.3 36012 Asiago
Si ricorda che, per poter essere pubblicate, le lettere
devono riportare sempre firma e indirizzo e numero di
telefono del mittente. La redazione si riserva anche
eventualmente di ridurre, modificare o non accettare
eventuali testi di cattivo gusto.
ARIETE
Attenti a non perdere il senso della realtà,
avventurandovi in iniziative lontane dai vostri interessi. In amore sono possibili
incomprensioni con un partner nervoso, con il quale però, se ci
tenete, potete dare vita a un rapporto più sincero. Nel lavoro e
nelle spese, lasciate che il destino faccia il suo corso.
TORO
In questo inizio d’anno non vi manca la prontezza di spirito per
affrontare ogni invadente intrusione di chi vuole indurvi a comportarvi in modo a voi non congeniale. Nell’amore seguite il vostro cuore, senza tener conto di pettegolezzi di corridoio, che non
corrispondono quasi mai alla verità.
GEMELLI
Le stelle vi mettono alle strette, imponendovi di prendere una
iniziativa coraggiosa per conquistare la considerazione di chi vi
interessa. Se si tratta di faccende di cuore il partner non sarà
insensibile alle vostre sollecitazioni. Per lavoro e investimenti
immobiliari, avete buone possibilità di agire con successo.
CANCRO
L’anno nuovo inizia all’insegna dell’ ottimismo che attualmente è
la carta vincente su cui puntare per fare centro. Nell’amore, soprattutto se il vostro partner è un gemelli, prendete una iniziativa
coraggiosa e divertente, aperta alle novità, lasciando che il destino si manifesti. Nel lavoro avrete una buona occasione per mettervi in luce positivamente.
LEONE
Fra le tante proposte sollecitate dalle stelle, non vi resta che
scegliere le priorità. Se in cima a tutto c’è l’amore, non esitate a
prendere l’iniziativa di un incontro che suggelli il rapporto esistente, proprio come volete voi. Se invece siete single, guardatevi attorno con la massima disponibilità alle proposte che vi arrivano dal destino.
VERGINE
Senza sottovalutare l’importanza di qualche influsso astrale birichino, potete approfittare di una occasione divertente che il destino graziosamente vi offre. Un incontro galante, una serata
mondana, un acquisto gratificante: potete scegliere quello che
preferite, senza dimenticare che è il momento di tornare a impegnarvi nel lavoro.
BILANCIA
Non vi mancano certo i motivi per impegnarvi, in vari settori. In
amore avete finalmente l’occasione di ottenere quello che desiderate, sia per consolidare il rapporto, che per concluderlo. Se
siete single, non sono esclusi incontri esaltanti, da vivere con
prudente ottimismo.
SCORPIONE
Le stelle vi regalano forza e fiducia in voi stessi, oltre a quel tanto
di energia che rende piacevole ogni battaglia d’amore. Attenti
però che certi limiti non vanno superati, se non volete passare
dalla parte del torto, specie in questioni di prestigio. Evitate le
persone che hanno la capacità di farvi perdere il controllo.
SAGITTARIO
Avete tutto il tempo di riflettere sul da farsi, sia nell’amore che nei
rapporti di lavoro e finanziari: il periodo è favorevole per godere
della necessaria determinazione per fare centro. Non insistete
sulle parole, ma invece puntate sui fatti per un’azione costruttiva:
sarà destinata al successo, se saprete scegliere il modo e il momento giusto.
CAPRICORNO
Arrivano buone idee, insieme all’energia necessaria per metterle
a punto , e sarete in grado di affrontare con successo un confronto, evitando che diventi uno scontro. Fate leva sulla vostra professionalità per sostenere le vostre ragioni nei confronti di qualcuno che potrebbe tentare di farvi perdere credibilità.
ACQUARIO
Siete giunti al punto in cui riuscirete a superare tutti gli ostacoli,
purché vi impegniate a fondo in quello che vi sta a cuore. Nei
sentimenti, se il partner fa i capricci, fatevi da parte per un po’,
lasciando che il destino, più esperto di voi, si manifesti serenamente. Nel lavoro guardatevi attorno e fate attenzione all’invidia
di un collaboratore.
PESCI
Vi siete già accorti che i vostri progetti incontrano degli ostacoli,
evidentemente avvertite la difficoltà di riprendere a tutto ritmo
dopo un periodo diverso dal solito. Non allarmatevi: il destino
suggerisce solo un cambiamento di rotta, che può riguardare
l’amore, se il partner non corrisponde più alle vostre esigenze, o
il lavoro.
Citazioni Francescane
a cura della fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Roana
“ Le spighe di
grano, quelle più
alte, più vanitose....
sono vuote”
San Pio da
Pietralcina
8
Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
27
“La casa festosa, allegra e accogliente, la casa che piace alla gente…”
Arrivando a Cesuna da
Treschè Conca, in via
Achille Papa spicca sul
lato sinistro, appena un po’
più in là della strada, una
bella casetta dipinta d’azzurro. La notano e l’ammirano in molti, in qualsiasi periodo dell’anno: piace per il suo stile country,
simpatico e accogliente,
ma colpisce particolarmente nel periodo natalizio per i suoi tantissimi
addobbi. Ci sono composizioni con rami di pino,
stelle di Natale, bacche e pigne, e poi ghirlande e pupazzi,
c’è il calendario dell’avvento,
ci sono i panni di Babbo Natale in versione mignon, stesi su
due fili. E ancora statuine con
babbi natale, pupazzi di neve,
animali del bosco, e c’è una
nutrita fila di calze della Befana, ben nove, una per ogni
componente
della famiglia:
Paolo
(il
capofamiglia),
Simonetta (sua
moglie, artefice della trasformazione
artistica della
casa), Bryan
(il loro figlio
maggiore) e
sua moglie
Giada, poi
Thomas (il
secondogenito)
e Giada 2, la sua fidanzata,
Spritz (il cane cocker), Frau (la
gatta) e Taaz (il gatto). Per tutti
un pensiero della Befana non
manca mai! Ma una casa con
un esterno così, dentro come
sarà? “Vieni a vedere – dice
Paolo – sembra di essere al
mercatino di Natale di
Bussolengo!” Ogni piano della casa è un tripudio di addobbi, oggetti, cuscini, quadri, che
inneggiano al Natale.
Simonetta, “l’americana”, è
un’artista dell’ago e filo, e così
in casa ci sono tante cose nate
dalle sue mani: i quadri ricamati sono stupefacenti, meravigliosi i cuscini, tenere le bam-
bole. Ogni angolo della casa è
pieno poi degli oggetti che colleziona scovandoli anno dopo
anno in mercatini ed empori.
Passato il Natale, sono davvero molti gli scatoloni da riempire e riporre in soffitta con le
cose natalizie, che lasciano il
posto però ad altrettanti oggetti
di ispirazione country, soprattutto su due temi: i galli e i girasoli. La fantasia di
Simonetta è davvero inesauribile: prima di salutarci mi pre-
senta il pupazzone che sta all’esterno, in fondo alla scala: è
Armando, il custode della legna, che d’estate porta il vestito da contadino, mentre ora
indossa soprabito (rosso, per
restare in tema natalizio!) e
sciarpona: con queste temperature è meglio non rischiare!
Anche perché, vista la grande
pala che ha a fianco, mi sa che
deve mantenersi in forma perché se nevica tocca anche a
lui palare! Silvana Bortoli
Fatevi gli auguri con il giornale
I neolaureati dell’Altopiano
Il 2 gennaio 2011 ha festeggiato il 93° compleanno Maria Carli (vedova Brugnerotto “Faina”).
Per lei grande festa al ri-
Il 15 dicembre scorso Giulia Frigo ha conseguito, all’Università di
Trento, la laurea magistrale in Giurisprudenza, discutendo la tesi
“La responsabilità civile nell’insegnamento sciistico: profili
comparatistici” con l’esimio Prof. Umberto Izzo. A Giulia le più vive
felicitazioni e congratulazioni da papà Vito, mamma Daniela e dalla
sorella Carlotta (universitaria a Padova), uniti a Rocco, ai nonni
Lory, Gianni e Barbara, zii, cugini, parenti e amici tutti.
ANNUNCI
Cerco lavoro
come baby
sitter o
commessa.
Rivolgersi al n.
346-36.67.654
storante dell’Hotel Milano, attorniata dall’affetto dei suoi cari: la sorella Pina di 85 anni, la figlia Giuliana, il genero, i
nipoti, i pronipoti e tanti
amici che le vogliono
bene. Auguri rinnovati
da tutti, anche dal figlio
Paolo da Torino.
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Sabato 8 gennaio 2011
l’Altopiano
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