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Notiziario
N. 2 • OBIETTIVO SALUTE • OBIETTIVO SALUTE • OBIETTIVO SALUTE • OBIETTIVO SALUT
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Poste Italiane SpA - Sped. in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) - Art. 1, comma 2, DCB/CN
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SOTTO L’ALTO PATRONATO
CITTÀ DI CUNEO
CITTÀ DI ALBA
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Cuneo - Via Meucci, 34
Tel. 0171.697057 Fax 0171.322049
[email protected] - www.legatumoricuneo.it
Alba - Via Gazzano, 1 - Tel. 0173.290720
Mondovì - Via Cuneo, 3 - Tel. 0174.41624
Saluzzo - Via Martiri, 66 - Tel. 0175.42344
“Obiettivo Salute” - Periodico di informazione sulla salute della Lega contro i Tumori sezione Provinciale di Cuneo
Segreteria:Via Meucci, 34 - Cuneo - Tel. 0171.697057 - Fax 0171.322049 - www.legatumoricuneo.it - E-mail: [email protected]
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Lega Contro •i Tumori
- Sez. Provinciale
di Cuneo • OBIETTIV
Notiziario•N.
2 - 2009
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Associazione senza fini di lucro - Onlus
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OBIETTIVI
• sostenere la ricerca e la prevenzione
• aiutare le persone malate
• attività di informazione ed educazione sanitaria
• organizzazione incontri, seminari e corsi di formazione
• collaborazione con aziende ospedaliere e Asl
• reinserimento dei malati nel proprio ambiente di vita
• riabilitazione psicofisica
• promozione di centri per lo studio e ricerca su tumori
• diagnosi precoce
• informazione nelle scuole
COME PARTECIPARE ALLE ATTIVITÀ DELLA LILT
Un’occasione per collaborare e contribuire all’attività dell’associazione
DIVENTARE SOCIO:
Socio aderente: 10 euro
Socio ordinario: 15 euro
Socio simpatizzante: 25 euro
Socio benemerito: 50 euro
Socio sostenitore: 150 euro
DIVENTARE VOLONTARIO:
Sostegno alla LILT
Contributi e oblazioni;
Iniziative sposi: importo delle bomboniere devoluto alla LILT;
Ricordo dei Vostri cari: raccolta offerte in memoria dei defunti;
Iniziative natalizie: alla LILT l’equivalente della spesa per doni e regali.
COSA SI PUÒ OTTENERE
(oltre ad aiutare chi ne ha bisogno)
PER I SOCI:
• visite specialistiche gratuite
• informazioni guidate sui centri specialistici nazionali
ed internazionali
• corsi di educazione alla salute (dissuefazione al fumo)
• invio gratuito della rivista “Obiettivo Salute” e partecipazione
alle varie attività
IL DIRETTIVO
Presidente: Giraudo Sergio
Vicepresidente: Bonicco Paola
Segretaria: Mana Emma
Consiglieri:
Gardelli Costanza - Maniscalco Oreste
Platano Enrico - Roggia Savino - Siviero Genny
Vaschetto Marina - Vivaldo Sara
Revisori dei conti:
Genta Giandomenico
Revello Mauro - Agnese Enrico
DOVE SIAMO
Sede provinciale:
CUNEO:Via Meucci, 34
Tel. 0171.697057 - Fax 0171.322049
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Delegazioni:
ALBA:Via Gazzano, 1 - Tel. 0173.290720
MONDOVÌ:Via Cuneo, 3 - Tel. 0174.41624
SALUZZO:Via Martiri, 66 - Tel. 0175.42344
Coordinamenti Regionali:
ALESSANDRIA - Tel. 0131.41301
ASTI - Tel. 0141.595196
BIELLA - Tel. 015.8352111
CUNEO - Tel. 0171.697057
NOVARA - Tel. 0321.35404
VERBANIO CUSIO OSSOLA - Tel. 0323.643668
VERCELLI - Tel. 0161.255517
DIFFIDATE DA CHIUNQUE
SI PRESENTI A DOMICILIO O TELEFONI
La legge consente di dedurre
dal reddito imponibile le
offerte alla Lega Contro i Tumori
A NOSTRO NOME CHIEDENDOVI DENARO!
“Obbiettivo Salute” - Periodico di informazione sulla salute della Lega Contro i
Tumori sezione Provinciale di Cuneo - Direttore Responsabile: Gianpaolo Marro
Redazione: Sergio Giraudo, Emma Mana, Elvio Russi e Savino Roggia - Segreteria:
Via Meucci, 34 - 12100 Cuneo - Tel. 0171.697057 - Questo numero è stato stampato
in 10.000 copie inviate gratuitamente ai soci ed amici della Lega Contro i Tumori
Autorizzazione del Tribunale di Cuneo n. 532 del 18.07.2000
Veste grafica e stampa Edify Cuneo
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•NON COMMERCIABILE•
L’importanza della
prevenzione
Innanzitutto
un
saluto a tutti dopo
il periodo di ferie,
che spero sia stato
occasione di relax,
riposo “ricostituente” dell’umore e della mente
ed altrettanto
rigenerante.
Sergio Giraudo presidente provinciale della Lilt
Questo numero
di Obiettivo Salute è in gran parte dedicato a un
corretto stile di vita, attenzione per l’alimentazione e
alla prevenzione del tumore al seno con la campagna
Nastro rosa. Un gruppo di studenti liceali ci accompagna a scoprire – ed è l’ennesima conferma – i danni e
i rischi causati dal fumo. Ascoltiamo il loro messaggio
e la loro testimonianza: è un esempio di come possiamo combattere quotidianamente la sigaretta.
Un benvenuto a due associazioni che ospitiamo con
entusiasmo e certamente avranno maggior spazio in
futuro: in particolare Noi con Voi che si occupa di
malattie rare e lavora per creare una struttura a
Caraglio in grado di far convergere aiuti alle famiglie e
rompere il loro isolamento.
Altra associazione è Donna per Donna impegnata
nel sostegno, aiuto e confronto fra donne operate al
seno. Un grande esempio di unione che certamente
rappresenta un modello nell’ambito della sanità e della
presenza nei mesi post malattia. L’attività della Lilt si
intensifica con il mese della prevenzione oncologica al
seno: il Nastro rosa è un’occasione per un controllo
di prevenzione e sensibilizzazione. Si sta, poi, lavorando oltre alla normale attività, alla campagna natalizia.
L’acquisto di un panettone o un pacco dono può
sostenere il grande impegno annuale della Lega italiana per la lotta ai tumori.
Grazie a tutti.
COMUNICAZIONE AI SOCI
Entro il 20 dicembre tutte le 103 sezioni
provinciali della LILT dovranno eleggere il
direttivo. Verranno anche nominati i nuovi
componenti del Comitato Scientifico,
Consulta Femminile, Revisori dei conti.
Sul prossimo numero verrà pubblicata
la data delle elezioni.
CORSO PER VOLONTARI
IN AMBITO ONCOLOGICO
La Sezione provinciale della Lega
Italiana per la Lotta contro i Tumori
con sede a Cuneo Via Meucci, 34 tel.
0171 697057 – propone un corso di formazione per volontari in ambito oncologico.
Le adesioni devono pervenire alla Segreteria
della LILT (orario 8.30-12.30 15-18) dal lunedì
al venerdì.
Il gruppo di volontari impegnati nell’assistenza
dei malati oncologici opera dal 1999 nei
Reparti di Oncologia e di Radioterapia
dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle
e all’Hospice di Busca.
Si intende formare anche volontari per il trasporto di materiale e di pazienti verso i Centri
di cura, e per altre attività di supporto alle iniziative della Lega come segreteria, assistenza
alla diagnosi precoce ecc.
Il corso di formazione sarà preceduto da un
colloquio motivazionale e di conoscenza.
Chiama il 0171/697057
www.legatumoricuneo.it . [email protected]
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Prevenzione, l’arma più
efficace contro il tumore al seno
Dott. Flavio Cigna
La Campagna Nastro Rosa, dedicata alla sensibilizzazione sul tumore della
mammella, raggiunge il 20° anno e come è abitudine consolidata, la LILT aderisce
con entusiasmo a questa iniziativa internazionale, mettendosi a disposizione delle
donne soprattutto le più giovani, per fornire notizie che consentano di preservare in salute questa importante ghiandola.
Il cancro al seno è la prima causa di morte nella donna. Dall’inizio del duemila è in diminuzione, successo dovuto ad una serie di azioni a partire dalla
PREVENZIONE.
Cos’è il cancro?
E’ una malattia genetica (quello mammario presenta una componente ereditaria debole, il 6%) ma soprattutto ambientale (numerosi studi hanno documentato che la maggior o minor diffusione
nel mondo dipende da come si vive, da quel che si mangia e da quanto si mangia nei diversi paesi).
Prove di ciò si hanno confrontando l’incidenza tra paesi orientali e occidentali. Nelle donne cinesi è relativamente bassa
e tale rimane finché abitano il proprio paese, se emigrano in America o in Europa, il rischio si adegua rapidamente a quello
delle occidentali. E’ chiaro che la genetica non ha un significato preponderante, lo ha sicuramente lo stile di vita ed in particolare il tipo di alimentazione.
La Fondazione Mondiale della Ricerca contro il Cancro, ha concluso che oltre il 40% dei casi di tumore in Occidente potrebbero essere evitati da semplici (si fa per dire, date le difficoltà di attuazione che ciò comporta) modifiche dello stile
di vita, abbandonando il fumo, variando il tipo di alimentazione, praticando una certa e costante attività fisica.
Come si forma?
Tutti i tumori sono causati da danni ai nostri geni, danni che, nella maggior parte, derivano da sostanze chimiche, da inquinamenti alimentari, dall’ambiente, da virus, da radiazioni.
Una volta che la cellula normale viene trasformata necessita, per poter raggiungere lo stato di malattia, di un
ambiente favorevole al suo sviluppo.
Tale processo non avviene dall’oggi al domani, ma richiede del tempo, anni, nel corso dei quali, gli insulti suaccennati (mutazioni) colpiscono il DNA alterandolo.
Possiamo paragonare l’evoluzione ad una corsa a tappe, dove le mutazioni provocano i danni.
Nella prima tappa viene cambiato il carattere della cellula che da normale diventa non normale.
Nella seconda peggiora il suo stato, compare un microtumore silente o dormiente, in quanto la cellula possiede
le potenzialità di sviluppare la malattia, ma rimane localizzata nel tessuto dove è nata (in una serie di riscontri autoptici, in
persone giovani ed in buona salute, si sono riscontrate numerose di queste cellule, che nella maggior parte rimarranno in
tale stato per tutta la vita).
Nella terza cambia personalità, è l’instaurazione di un tumore precanceroso, la malattia è presente, ma contenuta e
incapsulata, in modo che non possa invadere i tessuti circostanti.
La quarta le fa acquisire quelle potenzialità che caratterizzano il tumore conclamato: riesce a superare i nostri sistemi di difesa, si
riproduce in modo autonomo e disordinato, si costruisce un proprio sistema vascolare per ricevere ossigeno e nutrimento, necessari alla sua sopravvivenza, invade i tessuti adiacenti, acquisisce la capacità di migrare, per invadere tessuti lontani (metastasi).
Quando colpisce?
Come tutte le malattie degenerative è appannaggio dell’età avanzata, più si invecchia, maggiori sono le probabilità che compaia. La maggior parte (2/3) avviene in donne oltre i 50 anni, non è infrequente nella decade 40-49; raro sotto i 35 anni, eccezionale sotto i 20 anni.
L’evoluzione della malattia tumorale richiede del tempo, che si svolge in momenti diversi, pur sequenziali, in conseguenza
dell’azione delle mutazioni. La domanda che viene spontanea è.
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Possiamo fare qualcosa perché non si formi, nella malaugurata ipotesi che ciò avvenga, riusciamo a contrastarlo in modo da vincere la battaglia?
La risposta è “arrivare prima” ossia attuare la
Prevenzione.
PRIMARIA: è volta a impedire la comparsa
della malattia, consiste nell’eliminazione dei fattori di rischio ambientali, comprendenti l’esposizione a sostanze nocive come il fumo, inquinanti atmosferici, radiazioni, ma anche comportamenti come l’assenza di attività fisica, ed in
particolare un errato sistema alimentare.
SECONDARIA: accertare la presenza del
tumore quando i suoi segni non sono ancora evidenti.
Con la Diagnosi Precoce, aumentano le probabilità di contrastare efficacemente la neoplasia,
riuscendo a sconfiggerla in alcuni casi. Richiede
un’azione pianificata comprendente:
un periodico rapporto con lo specialista, la visita
(in alcuni casi consente di valutare zone che gli
esami strumentali non esplorano), la mammografia periodica (annuale o biennale), esame radiologico, affidabile (permette
la scoperta di lesioni di piccole dimensioni, non ancora palpabili), riproducibile, ma non scevra da errori, una percentuale non
trascurabile di tumori può non venir diagnosticata, sono i cosiddetti “falsi negativi”. Per questo si consiglia che se tra una mammografia e la successiva viene rilevata una “variazione” nella ghiandola non si aspetti la “chiamata” ma si faccia presente al
medico la nuova situazione. Su questo esame si basa lo Screening.
L’ecografia, esame con ultrasuoni di norma viene considerato complementare alla mammografia, ma grazie alle moderne attrezzature e all’introduzione di mezzi di contrasto diventa sempre più valido nella diagnostica senologica.
L’agobiopsia: quando gli esami strumentali esprimono un dubbio, il prelievo di una minima quantità di cellule, mediante ago sottile,
sotto guida ecografia e il successivo studio al microscopio, contribuisce efficacemente a risolvere i problemi di diagnosi di malignità.
Grazie, sempre alla ricerca si affacciano altre possibilità preventive come:
PREVENZIONE GENETICA
Pur essendo di modesta entità (5-6%), è possibile ereditare un gene già alterato, che aumenta, in modo considerevole, il
rischio di contrarre la malattia.
Per la mammella ne sono stati individuati due il BRCA1 e il BRCA2.
Esiste la possibilità di eseguire un test (semplice esame di sangue) che consente di accertare la loro presenza, decisione
strettamente personale della donna.
La diagnostica convenzionale ci informa se il tumore è presente o assente, il test genetico fornisce indicazioni probabilistiche e se positivo si deve mettere in atto un programma consistente in controlli intensificati, sino alla possibilità della mastectomia profilattica.
In tali frangenti, l’oncologo deve prospettare queste informazioni idoneamente e serenamente affinché la donna in modo
libero, informato e consapevole possa prendere la decisione che ritiene più confacente per preservare la sua salute.
FARMACOPREVENZIONE
Significa osteggiare la malattia servendosi di farmaci che agiscono sulle varie tappe della cancerogenesi, evitando che il tumore vero e proprio si formi.
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La ricerca e la sperimentazione ne hanno già fornite un certo numero.
Nel campo del tumore mammario, ottimi risultati si sono ottenuti con il Tamoxifen, in grado di arrestare la formazione del
carcinoma, il Raloxifene (composto simile al precedente), gli inibitori della Aromatasi che sembrano dimostrare un’efficacia
superiore al Tamoxifen.
Il cibo proprio perché va stimolare nel nostro corpo ormoni
ed enzimi è il più importante dei farmaci.
La ricerca scientifica ha prodotto un dato inconfutabile alti
consumi di frutta e verdura ostacolano la comparsa di un gran
numero di tumori.
Una tavola scarsamente verde significa privare l’organismo di
sostanze che intervengono direttamente sul meccanismo stesso della formazione del tumore, inibendo la riproduzione delle
cellule mutanti e lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni; il che significa che possono debellare il cancro quando è all’inizio.
Gli alimenti contengono macronutrienti (glucidi, proteine, lipidi), micronutrienti (vitamine e minerali) e nel caso di frutta e
verdura, numerose bevande e spezie, un’altra classe di molecole presenti in quantità apprezzabile: i Fitochimici (responsabili del colore e delle proprietà organolettiche dei vegetali,
permettono alle piante di difendersi contro le infezioni e i
danni causati dai microrganismi, insetti o altri aggressori, svolgono un ruolo di primo piano nei nostri sistemi di difesa contro lo sviluppo del cancro).
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha coniato lo slogan
Five a Day, ossia cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, che consentirebbero di introdurre una vasta gamma di questi composti.
Sono degli antiossidanti ma non solo; possiedono la capacità di
intervenire su un gran numero di eventi distinti, tutti associati
allo sviluppo del cancro, alcune agiscono a molteplici livelli.
Frutta e verdura ostacolano la comparsa di tumori.
Ad esempio, sostanze provenienti dall’aglio e dal cavolo, intervengono impedendo l’attivazione di agenti cancerogeni, altre, come certi polifenoli, contrastano la crescita, interferendo
direttamente con le cellule tumorali od ostacolando la formazione di nuovi vasi.
Queste tematiche possono essere affrontate dagli specialisti messi a disposizione della LILT, nei suoi vari ambulatori provinciali, durante la campagna di prevenzione.
L’iter di questi incontri sarà caratterizzato dalla raccolta dell’anamnesi familiare e personale della donna, la visita, la risposta a possibili domande, la consegna di opuscoli informativi, consigli su come comportarsi nei confronti di questo tumore.
ITA:
S
I
V
A
LA TU 97057
A
T
O
PREN EO 0171/6 20
CUN 0173/2907
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ALBA Ì 0174/4162
44
OV
MOND ZO 0175/423
SALUZ
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Ogni 6 secondi nel mondo una persona
muore a causa del fumo.
La testimonianza di un gruppo di studenti
Alberto Prieri
Il 26% dei
ragazzi
accende la
p r i m a
sigaretta
quando
non ha
ancora 15 anni e sono 1 milione e 200 mila quelli
con meno di 24 anni che, di questi 130 mila addirittura sotto i 17 anni. Per correre ai ripari, è allo studio un disegno di legge, condiviso da tutte le forze
politiche, che intende vietare la vendita di sigarette
ai minorenni.
Il professor Giacomo Mangiaracina della Lega Italiana
per la Lotta contro i Tumori: “Finalmente si sta focalizzando l'attenzione sul gigantesco problema del
tabagismo: bisogna sviluppare una strategia globale di
intervento che produca una prevenzione efficace”.
Anche perchè fumare costa, non solo a chi compra le
sigarette. Oltre sei miliardi, pari al 6,7% della spesa
sanitaria italiana: è la cifra che lo Stato ha dovuto
spendere nel 2005 per curare le patologie legate al
fumo. Un vizio che provoca sempre più malattie e
soprattutto morti in tutto il mondo: il triste numero
è destinato ad aumentare dai 5,4 milioni del 2004 a
8,3 milioni del 2030 (+10%). Ma il costo più alto è
quello da pagare in termini di salute personale. Per
questo l’azione di prevenzione deve partire dalla
scuola. Oltre al divieto, già attivo, di furmare negli istituti servono azioni di sensibilizzazione. Come quella
che ha sperimentato la Lilt presso il liceo classicoscientifico Arimondi di Savigliano.
“Quando si va a scuola si pensa di essere immortali, noi dobbiamo intervenire qui – dice il dottor
Raffaele Vitiello, primario di Otorinolaringoiatra
all’azienda ospedaliera “Santa Croce e Carle” di
Cuneo -. Dobbiamo far capire che i comportamenti di oggi determineranno la qualità della vita
domani. Non è necessario demonizzare, vietare,
spaventare: bisogna informare”. Ricordando, ad
esempio, che non c’è più alcun dubbio sul legame
tra fumo e insorgere di tumori alla larigne e ai polmoni, oltre a una serie di difficoltà per altri organi,
perchè il fumo viene assorbito da tutto l’organismo. E i suoi effetti negativi vengono amplificati se
associato al consumo di alcol.
“Le scritte minacciose sui pacchetti di sigarette non
bastano, nessuno li guarda più – aggiunge Vitiello –
invece i ragazzi si sono dimostrati molto interessati
e attenti quando abbiamo mostrato immagini con gli
effetti di alcune patologie legate al fumo. Molti sono
rimasti stupiti: il nostro lavoro, insomma, non deve
essere quello di definire percorsi salutistici, ma invitare i giovani a riflettere sui rischi che corrono
fumando. Se prima di accendere una sigaretta si
chiederanno cosa stanno facendo, avremmo raggiunto un primo importante risultato”.
Alcuni potranno poi accenderla comunque, altri
invece avranno anche l’ardire di sconsigliare gli
amici dal farlo. In età adolescenziale il fumo è visto
in un duplice aspetto: da un lato si configura come
un gesto di ribellione e liberazione dai divieti imposti dai genitori; dall’altra (e questo è l’aspetto più
pericoloso) diventa un rito sociale di omologazione, un segno di appartenza al gruppo e non sentirsi esclusi. Sono dinamiche collettive che è difficile
scalfire non tanto perchè ritualizzate, ma perchè gli
adolescenti sono i soggetti più deboli della “catena
del fumo”, un pubblico su cui le case produttrici
puntano per assicurarsi clienti.
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"Il fumo è il principale fattore di rischio di morte della
nostra società - sottolinea Marco Confalonieri, direttore della Struttura complessa di Pneumologia degli
Ospedali Riuniti di Trieste - e noi specialisti delle
malattie dell'apparato respiratorio sappiamo di aver
di fronte un’epidemia di disturbi che negli ultimi anni
aumenta come peso sanitario e sociale".
"Il cancro al polmone, correlato al tabagismo, è la
principale causa di morte per tumore nei Paesi sviluppati - aggiunge Gianpiero Fasola, direttore del dipartimento di Oncologia dell'università Santa Maria della
Misericordia di Udine -, unrgono strategie di contenimento e politiche di prevenzione per la popolazione.
Tra gli amanti del pacchetto, la metà morirà per ragioni strettamente connesse a questa abitudine, e nella
metà di questi il decesso avviene tra 35 e 69 anni. A
70 anni, l'80% dei non fumatori è ancora vivo, contro
il 50% dei fumatori: se non vi fosse il fumo di sigaretta, il tumore del polmone, oggi definito un 'big killer'
diventerebbe una neoplasia rara".
Numeri devastanti e parole forti su cui invitare gli
studenti a riflettere. Mostrare, far vedere, informarli
dei rischi è l’unico sistema che si può adottare. E
insieme alla scuola, si possono studiare percorsi di
riflessione che coinvolgano i ragazzi in un’attività
apparentemente solo didattica, come un tema, ma
che li coinvolge profondamente anche se loro non se
ne accorgono. Si devono presentare i rischi del fumo
con un approccio leggero, preciso ma non pieno di
divieti. Altrimenti il rischio è di essere visti come altri
papà e mamma che sanno solo dire “no”, e quindi
vanno a generare uno stimolo di ribellione e trasgressione che vede nella sigaretta il primo momento di
trionfo per l’adolescente.
“Alcune volte, la dipendenza dal fumo è lo stadio finale di un processo di cambiamento, in cui si ricerca un
metodo per apparire più grandi. Anche i genitori, talvolta, sono colpevoli indirettamente, specialmente se
educano il proprio figlio in modo eccessivamente
repressivo”: lo scrive Giulia Morello della I B del liceo
8
Arimondi nel tema in cui cerca di capire i motivi che
spingono i giovanissimi a fumare. Sono parole che
ritornano anche negli scritti dei suoi compagni. E c’è
anche chi sottolinea l’importanza delle norme “che
regolamentano il fumo nei locali pubblici e tutelano i
diritti di tutti: oggi fumare non è più considerato un
segno distintivo, come avveniva degli anni ’50 e ’60,
ma un’abitudine da disincentivare”.
“Continuare o, peggio, cominciare a fumare è un
atteggiamento che equivale a quello di un mulo che,
indossati i paraocchi, si spinge cocciutamente verso il
mattatoio, felice e inconsapevole della fine che gli si
prospetta”: è l’immagine che usa Luigi Borge,della
stessa classe, per descrivere il comportamento dei
ragazzi. Individua la ragione principale nella trasgressione, “perchè trasgredire è una cosa da macho, ma
ogni ragazzo con un minimo di furbizia si astiene dal
vizio, conoscendone i rischi”.
Nella 1ª C, il lavoro è stato quello di far scrivere agli
studenti una lettera al loro migliore amico o alla loro
migliore amica che ha appena iniziato a fumare, per
convincerli a smettere. Anna Brunetti, scrivendo a
Sara, ha usato la doppia arma della femminilità, quella
che le sigarette fanno perdere, e della libertà. “Ogni
giorno ti vedo avvolta da una coltre di fumo, i tuoi
occhi si sono arrossati, la tua voce si è fatta sottile,
quasi impercettibile, poi colpi di tosse e risate sguaiate - scrive Anna parlando alla Sara fumatrice -. Il fumo
non ti procurerà nulla di buono, nella migliore delle
ipotesi vedrai ingiallire i tuoi denti e il tuo alito
diventerà insopportabile.
Una sigaretta assicura a un individuo libertà e
emancipazione dai genitori? Rinuncia a ingerire
catrame, scegli la vera originalità decidendo di non
fumare: è una lotta dura, ma quando sarà finita
potrai dire di essere veramente libera”.
Emanuele Curti utilizza una strategia simile rivolgendosi a Marco: “Ricordati che non potrai più praticare il calcio, che tanto ami, dopo che una sigaretta dopo l’altra ti sarai rovinato i polmoni. Per non
parlare poi del cattivo odore che ti rimarrà sempre
addosso, sui capelli, sulla pelle e sui vestiti”.
In tutti i temi però appare chiaro come spesso
quello di mostrare un pacchetto di sigarette in
classe sia il tentativo di mostrarsi migliori, cercando di essere considerati spavaldi, coraggiosi, “fighi”.
Anche se, e sono ancora i numeri a confermarlo, in
età adulta poi la richiesta di aiuto per smettere è
altissima. Diego Vanuzzo, responsabile del centro
Malattie cardiovascolari all’Agenzia regionale della
Sanità a Udine: “Ormai è dimostrato come il fumo,
sia attivo che passivo, causa danni cardiocircolatori. Il punto è capire perché i fumatori, nonostante
queste e altre consapevolezze, continuino a fumare. La risposta è che la sigaretta crea dipendenza,
perché la nicotina agisce su specifici recettori cerebrali implicati nel circuito della gratificazione: se
non stimolati, causano disturbi da astinenza”. Per
questo sono nati i Ctt (Centri per la terapia del
tabagismo): sono 267 e svolgono un’azione preziosa, ma le risorse che ricevono sono troppo poche
per poter funzionare bene.
Ritorna il discorso della prevenzione, il miglior
metodo per ridurre danni e malattie derivanti dal
fumo. “Le sostanze contenute nella sigaretta sono
altamente tossiche – ricorda Alice Busso, 1ª B, nel
suo tema -: la nicotina, un potente stimolante che
crea dipendenza in poco tempo, monossido di carbonio che riduce l’ossigeno nel sangue, ammoniaca
e ossido di azoto che danneggiano le mucose dell’apparato respiratorio”. Lo Stato incassa 10 miliar-
di di euro dalle accise sulle sigaret-te, anche se ne
spende il doppio per curare le malattie che derivano dal fumo. Così è interessante leggere come
abbiano reagito i liceali alla provocazione avanzata
nella 1ª A: “Immaginate un mondo in cui si sia obbligati a fumare”. Chiara Mondino, dopo aver fumato
di nascosto una sigaretta, si trova davanti a una
scena agghiacciante: tutta la sua famiglia, compreso
il fratello di 10 anni, inala e sbuffa fumo. “Dov’è la
tua sigaretta?” le chiede la madre. Lei teme di essere stata scoperta e si difende: “Io non fumo”. “Non
dire certe cose, potrebbero sentirci – replica duro
il padre – tieni questa è già accesa: la legge è legge
e non si discute”. Chiara guarda dalla finestra. Tutti
i passanti hanno una sigaretta in bocca, le facciate
delle case sono sbiadite, i giardini spogli e malandati. Lo specchio restituisce un’altra immagine del
suo volto, invecchiato e ingiallito come se fossero
passati tanti anni. E’ uno shock che la sconvolge, ma
di colpo si ritrova sul divano, senza sigarette, con
colori di sempre. E capisce. “Se continuassi a fumare mi perderei tutto questo e diventerei anche più
brutta: ne vale davvero la pena? Credo di no”.
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ASSOCIAZIONE: NOI CON VOI
Si chiamano malattie rare. Sono 5200 patologie, ciascuna delle quali colpisce poche decine o centinaia di
persone, a volte addirittura una sola persona. Ma messe tutte assieme sono responsabili di un milione e mezzo
di casi sul territorio nazionale. Si tratta di malattie genetiche, delle ghiandole endocrine, della
nutrizione e del metabolismo, malattie del sangue, del sistema nervoso, dell'apparato circolatorio o digerente.
Per molte di queste patologie non esiste terapia ed i malati, e le loro famiglie, si trovano spesso in balia
di se stessi, costretti a cercare cure e assistenza lontano dal luogo di residenza.
E' per affrontare questa situazione che nel 2008 è stata creata l'associazione “Noi con voi per continuare a vivere” che vuole dare sostegno ai malati e alle loro famiglie. L'associazione e nata
grazie all'iniziativa di Silvana Beccaria, presidente dell'associazione e madre di Cristina, ragazza affetta da una
sindrome che fino a pochi anni fa era sconosciuta e che tuttora rimane senza terapia. Presidente onoraria è
Elisa Isoardi, presentatrice del programma “La prova del cuoco” su Raiuno.
L'obiettivo concreto è la costruzione di una struttura di assistenza a Caraglio dedicata
alle persone affette da malattie rare affinchè possano ricevere terapie riabilitative e medicinali d'avanguardia e
alle loro famiglie sia garantito supporto psicologico.
OBIETTIVO GENERALE
Il fiore che nasce nelle avversità è il fiore più bello.
Un’avversità è rappresentata dalle 5.200 malattie rare, ovvero quelle che colpiscono non più di cinque
pazienti su 10.000 abitanti.
Un numero destinato a crescere in quanto si tratta solo di quelle fino ad oggi catalogate, la cui incidenza sul
territorio nazionale è di 1,5 milioni di casi. Il fenomeno appare ancora più drammatico se si considera che
esistono casi in cui un’unica persona sia affetta da una singola malattia. Spesso, non esiste una terapia in grado
di combatterle. È in questo territorio che ha voluto prendere vita il fiore della speranza, ovvero l’associazione “Noi con Voi per continuare a vivere” il cui scopo è affrontare la sofferenza dei malati rari insieme alle loro famiglie senza
badare ai numeri, mettere fine all’isolamento, sostenerli nel loro
cammino e aiutarli a raggiungere specifici traguardi nella vita di
ogni giorno attivandosi per offrire utili supporti di una qualità di
vita.
La squadra si è formata nell’autunno 2008, grazie alla caparbietà di Silvana Beccaria, madre di un piccolo angelo affetto da una sindrome sconosciuta fino a qualche decina di anni fa ed ancor oggi
senza una cura definitiva. L’esperienza di Silvana e Cristina, nel suo
dramma, è stata utile a comprendere l’importanza di attivarsi
per creare nuovi servizi, destinati ad accompagnare
le famiglie nella cura dei loro cari, per non lasciarli soli nella
ricerca di una strada spesso sconosciuta agli esperti, ma rintracciabile con l’aiuto di tutti. Il cammino è appena iniziato, ma il fiore che
ognuno porterà lo renderà più confortevole.
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ASSOCIAZIONE: DONNA PER DONNA
Donna per donna nacque nel novembre ’99 dall’idea di presentare alla popolazione la presenza del chirurgo plastico nella equipe ginecologica che si occupava di senologia. In verità il sentimento vero che
unì il gruppo fondatore dell’associazione fu quello di creare un supporto a tutto campo alle donne operate al seno. La ricostruzione plastica rappresentava il punto di partenza e rinascita, ma senza un ricomporsi della personalità tutti sapevamo che sarebbe stato fasullo.
Con l’aiuto della Dott.sa Maura Anfossi, psicologa con particolare sensibilità in merito e non solo perché già attiva nella lega
contro i tumori, si costruì un percorso che, anche a distanza di
tempo facesse ripercorrere alle donne il percorso che non avevano potuto avere in sostegno prima per l’affrancamento dalla
malattia. I corsi tenuti dalla dottoressa, i colloqui individuali, i
corsi di fisioterapia, quelli in piscina furono tutti momenti per
imparare gli uni dagli altri, trovarsi, mettere in gioco il proprio
sentire, la propria disponibilità, l’altruismo, la creatività. Cosi
nascevano iniziative per uscire allo scoperto, cercare gli altri,
confrontarsi con altre associazioni.Venne messo insieme un
libro, che partì come modo di informazione, ma ben presto
assunse le caratteristiche di una testimonianza fatta di poesie,
disegni, simbologia del proprio vissuto nella storia della propria malattia e di come si è trovato il modo
per uscirne. Si dovette sopportare con strazio la morte di associate, ma si trovò anche lì la misura giusta per non dimenticarle e per non farne dei miti.
Oggi si lavora molto per le nuove operate, in collaborazione con il personale di Reparto che ha così
avuto modo di vedere le ex pazienti come donne alleate nell’assistere chi ci arriva oggi, di apprezzare
la loro forza, la loro capacità di mettere a nudo i propri trascorsi, magari con un riprovato dolore ma
lenito dalla percezione di essere un esempio per gli altri. Le associate si sono via via presentate ai nostri
congressi, nelle riunioni, nelle manifestazioni, tanto da farci sentire orgogliosi di essere rappresentati
così bene.
Il loro stimolo è così costruttivo nei nostri confronti, in quello delle istituzioni, che non c’è rischio di
periodi di stanca; ed è un motivo per noi operatori di non lasciare sfuggire nessuna occasione per
migliorare la nostra assistenza, ma anzi per tenere sempre alto il valore del dialogo,
comunicazione, condivisione
di ogni piccolo passo verso
la guarigione… e quando
proprio non si riesce per
aver la forza anche noi di
saper accettare la sconfitta,
per loro la fine, purchè dignitosa, mai troppo nascosta,
mai negata per non trovare
le parole o il coraggio.
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