Parte II
Lavorare per la legalità: tra educazione e prevenzione.
1
Introduzione
Il connubio legalità e sicurezza, educazione e prevenzione, costituisce il presupposto e il tred
d’union dell’azione sviluppata dal Comune di Cremona in seno alle locali politiche per la sicurezza
urbana.
L’Amministrazione locale ha ricercato la sicurezza, intesa come qualità della vita, e il benessere
collettivo attraverso lo sviluppo di politiche integrate volte a sostenere la legalità, la pacifica
convivenza, la solidarietà, la cultura e la partecipazione attiva. Ha promosso il rispetto delle regole
creando opportunità di formazione dirette ad alimentare nel singolo un’identità collettiva e la
consapevolezza dell’importanza che il contributo di ciascuno assume nella costruzione dell’intera
comunità.
La mancanza di legalità non si riduce, infatti, a sola infrazione individuale delle regole, ma si radica
in comportamenti sociali diffusi che proliferano, generando ineguaglianze, ingiustizie e insicurezza.
Il non rispetto delle norme che regolano il vivere sociale, siano esse giuridiche, morali,
consuetudinarie o di mera convivenza, non lede solo il bene, alla cui tutela mira la regola violata,
ma fa sì il singolo si senta minacciato nelle sue libertà e nei suoi diritti.
Ma come portare la legalità nella vita di tutti i giorni, come riuscire a far sì che ciascun individuo,
nel quotidiano confronto con queste regole, sia disposto a rispettarle, anteponendo spesso il bene
comune al proprio benessere? Come garantire, all’interno di questa continua diatriba tra interessi
collettivi e interessi particolaristici, la sicurezza delle nostra società?
La sola risposta di polizia diretta a far rispettare le leggi dello Stato attraverso gli strumento del
controllo, della repressione e della sanzione, è di per sé insufficiente. Questo non solo per
l’inadeguatezza delle risorse disponibili, ma anche la molteplicità di ambiti e per la diversità di
situazioni in cui l’illegalità si manifesta. Ormai da tempo si è compresa, infatti, la necessità e la
forza preventiva di educare alla legalità, ovvero di creare opportunità di formazione del cittadino e
diffondere valori come solidarietà, onestà, non violenza, convivenza civile, giustizia, tappe
indispensabili per il percorso di cittadinanza responsabile e consapevole.
Entrambe le strade devono essere percorse con eguale forza e impiego di risorse. Non è infatti
possibile pensare ad una società in cui si persegua la sola repressione dei comportanti criminali o
devianti, senza preoccuparsi di educare i membri della stessa società al rispetto delle leggi e delle
regole che governano il vivere sociale, come altrettanto infruttuoso sarebbe concentrare ogni
sforzo nello sviluppo delle sole politiche sociali, trascurando quelle attività tese a garantire il
rispetto delle regole. Solo così è possibile garantire alla società, e con essa ad ogni singolo
membro, benessere, sviluppo e pacifica convivenza.
Il Comune di Cremona, sulla base di questi presupposti, ha investito nel corso degli ultimi anni
notevoli energie sia per promuovere una cultura della legalità in grado di educare i membri della
propria collettività a valorizzare e rispettare le regole come strumenti di convivenza, sia per
garantire la sicurezza del proprio territorio attraverso un’attività di controllo diretta a garantire il
rispetto delle regole, a prevenirne e reprimerne la violazione.
Ha concentrato sforzi e risorse nelle direzioni del controllo e della repressione di comportamenti
illegali, dell’educazione al rispetto delle regole, della formazione di una cultura della legalità nei
cittadini, siano essi giovani, adulti, autoctoni o stranieri.
Particolari interventi di diffusione della legalità sono stati indirizzati verso alcune categorie di
cittadini considerati maggiormente esposti al rischio devianza e illegalità: i giovani, perché in una
fase particolare del percorso evolutivo, gli stranieri, perché portatori di culture, regole e modi di vita
diversi e perciò soggetti ad emarginazione ed esclusione sociale, alcune comunità di periferia
perché inserite in contesti urbani degradati.
Nel sollecitare questi processi, il Comune di Cremona ha prestato particolare attenzione al mondo
giovanile. Nel percorso che porta all’età adulta, il minore incontra sia ostacoli, sia opportunità: in
base a come saranno affrontati, potranno generare emarginazione, comportamenti o identità
devianti, ovvero l’inserimento nella piena cittadinanza.
2
Gli esiti emersi dall’indagine ‘Legalità e quotidianità’, evidenziano come tra i giovani cremonesi
siano sviluppati i valori dell’onestà, della lealtà e dell’impegno, così come alla legge sia
riconosciuta una funzione di regolatore della vita sociale e di garante della pacifica convivenza
civile. Emerge, però, anche una concezione della legalità ‘dinamica’, dove le regole e le norme
possono essere confrontate, discusse e negoziate secondo un atteggiamento interpretativo
soggettivo, frutto dello scarto tra norme e comportamenti estremamente diffuso all’interno della
nostra società. Tendenza che, se sommata a quella di ribellione, tipica dell’età adolescenziale, può
rappresentare un fattore di vulnerabilità e quindi di maggiore probabilità di comportamenti illegali
e/o devianti.
Su questi aspetti il Comune di Cremona lavora cercando di promuovere una cultura della legalità
basata sulla responsabilità individuale e sulla partecipazione, sulla presa di coscienza dei
meccanismi e delle dinamiche che regolano la vita sociale e garantiscono il benessere sai
individuale che comune.
Un’attività di accompagnamento educativo trasversale le cui strategie adottate comprendono: la
vicinanza ai giovani di adulti significativi, la costruzione di opportunità ludiche e di aggregazione, il
loro coinvolgimento attraverso la partecipazione in alcune scelte che li riguardano direttamente o
che interessano i loro luoghi di vita (famiglia, scuola, quartiere, città), l’accompagnamento alle
scelte e al superamento dei compiti evolutivi, il sostegno in alcune attività specifiche, l’informazione
e la prevenzione specifica di comportamenti rischiosi1. Una diffusione della cultura della legalità
che, oltre a contribuire ad un processo di autonomia delle nuove generazioni, costituisca, grazie
all’approccio trasversale utilizzato, un’efficace azione di prevenzione e contrasto alla diffusione di
comportamenti e atteggiamenti devianti e/o illegali.
Un altro elemento rilevante emerso dall’indagine riguarda le figure ritenute significative dai giovani
e le condizioni necessarie alla trasmissione e all’interiorizzazione dei valori e delle regole.
Importanti punti di riferimento risultano essere la famiglia, luogo in cui i giovani possono
sperimentare relazioni significative e apprendere i valori del rispetto per gli altri e per se stessi, e
gli insegnati con i quali si instaura un rapporto più conflittuale, connotato dal confronto con
un’autorità. In loro, così come negli amici, i giovani cremonesi ripongono, in modo più o meno
condizionato, rispetto e fiducia.
Al contrario, la fiducia dei giovani cade di fronte agli ambiti istituzionali e alla società in genere,
rispetto ai quali emerge l’opinione secondo cui prevalga una cultura dell’illegalità. Sotto l’aspetto
fiduciario fanno eccezione, con luci ed ombre, le Forze dell’ordine: in loro quasi quattro ragazzi su
dieci sostiene di riporre abbastanza fiducia.
Risulta, allora, evidente che il compito di promuovere una cultura della legalità, ovvero di
trasmettere valori e regole imperniati sul rispetto altrui e sul benessere collettivo, non possa
trascendere dall’importanza e dal ruolo che la relazione interpersonale, il rapporto fiduciario e il
rispetto hanno all’interno dei meccanismi di interiorizzazione individuale. Similmente, un approccio
integrato, che vede protagonisti scuola, famiglie e ragazzi, appare l’unica via percorribile per lo
sviluppo dell’educazione alla legalità.
In questa direzione, il Comune di Cremona lavora per costruire sul territorio una rete operativa di
soggetti, interni ed esterni all’ente locale, con i quali condividere e coordinare gli interventi destinati
ai giovani. Le scuole, le agenzie educative, i centri ricreativi, i centri giovanili, i circoli, le parrocchie
costituiscono, infatti, contesti privilegiati dove promuovere un processo di educazione alla legalità e
creare le opportunità per alimentare nelle nuove generazioni i valori di democrazia, di libertà, di
solidarietà e di giustizia.
In questo modo l’Amministrazione si prefigge di educare i giovani al rispetto di se stessi, ai valori
della convivenza civile, diffondere la cultura della legalità, facendola diventare parte integrante del
processo di formazione dell’identità personale, per favorire la costruzione di una cittadinanza attiva
che si esprimerà, in età adulta, con comportamenti costruttivi e socialmente utili per chi li compie e
per la comunità.
1
F. Chiari, A. Sammali, Cremona Sicura Rapporto sullo stato di attuazione delle politiche per la sicurezza del Comune di Cremona,
Comune di Cremona, Cremona, 2004.
3
Il ruolo della Polizia Locale del Comune di Cremona.
La Polizia locale del Comune di Cremona assume un ruolo fondamentale nella promozione e nella
diffusione della legalità all’interno della comunità.
Se da un lato, essa assolve ad una funzione di tutela dell’osservanza delle leggi e delle regole da
parte dei cittadini, dall’altro, attraverso l’attività di prossimità che la caratterizza, è costantemente
impegnata in azioni dirette a sollecitare i cittadini al rispetto delle norme, a prevenire eventuali
situazioni di rischio, di disagio e di illegalità. Operare con prossimità significa, infatti, avere un
contatto costante con la comunità ed essere vicini alla popolazione, ricercando la partecipazione
attiva dei cittadini e degli attori sociali nella costruzione di condizioni di legalità e quindi di
sicurezza.
Questa duplice funzione assume una valenza ancora più significativa quando i destinatari delle
attività sono i giovani. In questo caso, il contributo che la Polizia locale dà alle azioni di diffusione
della legalità fa sì che l’intera attività educativa/preventiva sia estremamente connessa, se non in
alcuni casi coincidente, con l’attività di controllo, nonché direttamente collegata al ruolo di
regolatore sociale esercitato dalla Polizia locale nella comunità.
L’attività di educazione alla legalità svolta dalla Polizia locale del Comune di Cremona, unitamente
ad altri soggetti2 operanti sul territorio, punta alla conoscenza delle abitudini di vita dei giovani,
all’individuazione delle caratteristiche dei gruppi più a rischio di comportamenti devianti, alla
prevenzione delle condotte pericolose e alla repressione di eventuali comportamenti devianti.
Si tratta di progetti rivolti ai giovani all’interno delle scuole, nei Centri di Aggregazione Giovanile e
nei luoghi informali di ritrovo per combattere l’uso di sostanze psicotrope, il consumo di alcol,
l’incidentalità stradale, la violazione delle regole di convivenza civile e illegalità; di percorsi di
educazione alla legalità realizzati per promuovere, attraverso la conoscenza dei valori della
convivenza sociale e l’apprendimento di modalità relazionali rispettose dei diritti altrui, il rispetto
delle leggi, delle istituzioni e della cosa pubblica; di interventi per prevenire episodi di bullismo, di
microcriminalità e di danneggiamento della proprietà pubblica.
Un primo esempio sono i programmi di educazione stradale, che da anni la Polizia locale porta
nelle scuole cremonesi di ogni ordine e grado e nei CAG – Centri di Aggregazione Giovanile per
contrastare le numerose violazioni al Codice della Strada, per diffondere una cultura della
sicurezza stradale e ridurre l’elevato numero di incidenti stradali. Durante gli incontri con i giovani,
gli operatori della Polizia locale affrontano anche temi legati a comportamenti a rischio (consumo di
alcol e/o di sostanze psicotrope) o incivili, al rispetto delle norme, istituzioni, cosa pubblica e libertà
altrui.
Il Salone dello Studente3 rappresenta un’altra occasione di contatto tra gli agenti di Polizia locale e
i giovani che estende, attraverso l’utilizzo di strumenti ludici, le attività di sensibilizzazione al
rispetto delle norme e delle regole dal tema specifico della sicurezza stradale a quello più generico
della legalità in strada.
Queste attività, oltre a stimolare i giovani a riflettere sul concetto di legalità, consentono
l’avvicinamento tra agenti di Polizia locale e ragazzi in un contesto ricreativo, dove più facile è
costruire un rapporto di fiducia necessario allo scambio e alla trasmissione di valori pro-sociali.
L’osservazione delle dinamiche giovanili legate al consumo di sostanze psicotrope, all’incidentalità
stradale, ai fenomeni di bullismo, alle situazioni di insicurezza percepita dai cittadini nei luoghi di
aggregazione spontanea ed informale dei ragazzi, ha evidenziato che un’appropriata strategia
d’intervento a favore dei giovani non potesse essere limitata agli interventi nei soli ambiti di
aggregazione strutturati, ma che dovesse rivolgersi anche ai gruppi informali che si riuniscono nei
parchi, nelle piazze e nei pressi delle discoteche.
2
Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Settore Politiche Educative, Settore Affari sociali, Agenzia Servizi Informagiovani;
Ufficio Sicurezza Urbana.
Scuole materne, Istituti scolastici, Parrocchie - Oratori, Caritas, SERT, Coop. Cremona Solidale, Coop. Iride.
3
Comune di Cremona: Agenzia Servizi Informagiovani, Servizio Politiche Giovanili; Ufficio Sicurezza Urbana.
Istituti scolastici del Comune e della Provincia di Cremona, Coop. Iride.
4
In particolare, il progetto ‘Giovani in strada’, promosso e realizzato dalla Polizia locale del Comune
di Cremona, in un’ottica di rafforzamento dell’attività di prossimità, svolge un’azione di prevenzione
e vicinanza ai giovani in strada. Destinatari degli interventi previsti in questo progetto, le cui azioni
spesso si integrano e si supportano con altre attività realizzate4 da altri soggetti appartenenti
all’ente locale, sono i giovani considerati maggiormente a rischio, perché privi di supporti
relazionali e familiari stabili o facenti parte di gruppi marginali con pericolo di esclusione sociale, di
emarginazione o coinvolgimento in comportanti devianti.
In sinergia con le attività che agenzie sociali e servizi del Comune di Cremona dedicano a questa
categoria di cittadini, il progetto “Giovani in strada” si propone di contrastare quei comportamenti
devianti e illegali perpetrati dai giovani negli spazi pubblici della città, in grado di minacciare la
sicurezza e il benessere sia degli stessi autori che dell’intera società. Viene svolta soprattutto
un’azione di vicinanza ai giovani nelle strade, nelle piazze, nei parchi, presso i centri di
aggregazione giovanile, negli eventi, fuori dagli esercizi pubblici allo scopo di contrastare il
consumo di sostanze psicoattive, episodi di bullismo, danneggiamenti alla proprietà pubblica ed il
disturbo alla pubblica quiete.
Attraverso azioni di osservazione e monitoraggio delle abitudini dei gruppi di ragazzi indicati come
problematici e delle zone di ritrovo, la Polizia Locale verifica e valuta, unitamente agli operatori
dell’Ufficio Politiche Giovanili e all’equipe dell’Educativa di Strada, le tendenze del gruppo all’uso di
sostanze psicotrope, a commettere violazione del Codice della Strada e danneggiamenti al
patrimonio pubblico, e qualora sia necessario interviene attraverso risposte graduate sulla base dei
risultati della fase di osservazione. Questa seconda fase può, infatti, prevedere l’applicazione di
sanzioni previste dal Regolamento di Polizia Municipale o dal Codice della Strada, o interventi più
complessi attraverso la realizzazione di incontri con i genitori dei ragazzi minorenni, momenti di
sensibilizzazione con gli adulti del contesto e accompagnamento dei ragazzi in percorsi di
integrazione sociale.
Nel corso degli ultimi anni, il Comune di Cremona è stato toccato dal fenomeno dei minori stranieri
non accompagnati. Con questa definizione si indicano quei minori stranieri presenti sul territorio
italiano che, in quanto privi di assistenza e rappresentanza da parte di genitori o di altri adulti per
loro legalmente responsabili, in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano, vengono affidati
alla tutela dell’ente locale. Il fenomeno, già presente nella realtà cremonese dagli anni 2000 2001, ha poi assunto nel corso degli ultimi tempi dimensioni rilevanti, a fronte delle quali
l’Amministrazione locale ha posto in essere una serie di attività volte ad arginare e gestire
l’emergenza.
Questi interventi, volti a soddisfare l’esigenza di una maggiore legalità, hanno comportato azioni
dirette a creare una diversa forma di accoglienza, fortemente strutturata, con regole di
permanenza più rigide, ad evidenziare la presenza delle istituzioni statali e locali deputate al
rispetto delle norme che regolano la civile convivenza, l’ordine e la sicurezza pubblica e a
trasmettere i principi e i valori che guidano la società, sollecitandone il rispetto.
La presenza di gruppi o di singoli cittadini extracomunitari è spesso causa di disagio e di
inquietudine per la collettività, poiché percepita dagli abitanti come una minaccia alla sicurezza e
al vivere tranquillo delle città. Spesso, infatti, gli stranieri sono ritenuti colpevoli di non rispettare le
regole che governano la comunità locale.
Grazie all’attività di prossimità svolta dalla Polizia Locale del Comune di Cremona,
l’Amministrazione comunale ha potuto stabilire con i rappresentanti delle maggiori comunità
straniere presenti sul territorio locale un reale e proficuo dialogo.
Nel corso di questi anni, con lo scopo di rendere i cittadini stranieri più informati e preparati alla
convivenza, di sensibilizzarli al rispetto delle norme che regolano la nostra società, sono stati
realizzati dei momenti di incontro con le maggiori comunità straniere presenti sul territorio locale. Il
progetto ‘Immigrazione integrazione’ ha attuato dei percorsi di accompagnamento e di mediazione
culturale, grazie ai quali è stato possibile migliorare la conoscenza e il rispetto da parte dei cittadini
4
Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Settore Affari sociali, Ufficio Sicurezza Urbana
Parrocchie - Oratori, Caritas, SERT, Coop. Cremona Solidale, Coop. Iride
5
immigrati delle norme e degli usi che regolano la nostra società.
Promosso dall’Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona e realizzato grazie alla
collaborazione di alcuni settori ed uffici dell’Ente locale nonché di soggetti esterni, ha previsto
incontri tematici su temi fondamentali per l'integrazione ed argomenti di rilevante interesse per le
comunità straniere: verso la cittadinanza (permesso di soggiorno, allontanamento, espulsione,
residenza, cittadinanza italiana); la casa (locazione, contratto di affitto, doveri dell’inquilino,
riscaldamento, spese condominiali, oneri a carico del proprietario, rinnovo, cessazione del
contratto, sfratto, rapporti con il proprietario, vivere in condominio - diritti e doveri -, regolamento di
condominio, assemblee di condominio, amministratore di condominio, ICI e Tarsu); la circolazione
stradale (patente, la conversione della patente, la patente a punti, l’assicurazione della
responsabilità civile obbligatoria, i dispositivi di sicurezza, l’incidentalità stradale).
Sempre all’interno del progetto ‘Immigrazione integrazione’ rientra l’attività di prevenzione svolta
dalla Polizia Locale del Comune di Cremona diretta a monitorare i luoghi di ritrovo e gli spazi
urbani (panchine, strade), punti di riferimento costante di gruppi di cittadini extracomunitari, vissuti
dal resto della comunità come situazioni di insicurezza.
Accanto agli interventi di prevenzione sociale e di promozione della legalità che il Comune di
Cremona realizza per garantire, all’interno della propria comunità, una legalità diffusa assume un
ruolo fondamentale l’attività di controllo del territorio. Diretto a tutelare il rispetto della legge,
attraverso la prevenzione e la repressione di comportamenti illegali, il controllo del territorio
migliora la sicurezza oggettiva e stimola percezioni di sicurezza negli abitanti5.
La Polizia Locale attraverso lo svolgimento delle specifiche funzioni che le sono attribuite, anche
alla luce dell’evoluzione normativa dell’ultimo decennio, assume nell’attività di controllo del
territorio urbano un nuovo ruolo rispetto al passato6.
Oltre alle funzioni proprie polizia giudiziaria, dirette a reprimere comportamenti delittuosi,
assumono un’importanza fondamentale nella lotta contro l’illegalità le attività di polizia
amministrativa: compiti di polizia ambientale (controlli cantieri, prevenzione costruzioni abusive,
prevenzione e repressione inquinamento aria terra acqua, discariche abusive, scorretto
smaltimento rifiuti, tutela animali prevenzione maltrattamenti), di polizia commerciale (controlli sugli
esercizi commerciali a sede fissa, e su area pubblica, prevenzione abusivismo commerciale) e di
polizia stradale (controllo del traffico, attività di prevenzione e rilevazione e di soccorso negli
incidenti stradali, presidi giornalieri in diverse fasce orarie agli incroci e alle rotatorie più a rischio,
tratti di viabilità di scorrimento dove la velocità eccessiva è frequente causa di incidenti e lesioni,
tutela degli utenti deboli della strada, tutela delle aree verdi, delle aree pedonali e a traffico
limitato).
Tramite questi controlli viene operato un primo filtro sulla valutazione di presenze e di attività
sospette, un intervento di mediazione e di verifica preventiva su iniziative e comportamenti illegali
dannosi o pericolosi sia per chi le svolge sia per la comunità7.
Di primaria importanza nello svolgimento dell’attività diretta a prevenire e reprimere comportamenti
illegali è la collaborazione tra i diversi organi di polizia operanti sul territorio, siano essi rivolti a
garantire la sicurezza pubblica o promuovere la sicurezza urbana.
Il contratto per la sicurezza, sottoscritto da Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo e Comune di
Cremona nel 2002, successivamente rinnovato nel 2004, rappresenta l’impegno che Stato ed ente
locale ripongono per migliorare la qualità della vita dei cittadini e prevenire la criminalità”8.
5
F. Chiari, A. Sammali, Cremona Sicura Rapporto sullo stato di attuazione delle politiche per la sicurezza del Comune di Cremona,
Comune di Cremona, Cremona, 2004.
6
Dall’intervento del Comandante della Polizia Locale del Comune di Cremona, Franco Chiari, al Convegno “100 città per la Sicurezza.
La sicurezza a Cremona”, Cremona (2006).
7
Dall’intervento del Comandante della Polizia Locale del Comune di Cremona, Franco Chiari, al Convegno “100 città per la Sicurezza.
La sicurezza a Cremona”, Cremona (2006).
8
Dall’intervento del Prefetto di Cremona, Giuseppe Badalamenti, al Convegno “100 città per la Sicurezza.La sicurezza a Cremona”,
Cremona (2006).
6
Riconosciuta la necessarietà di una sinergia di interventi, il contratto definisce gli ambiti operativi di
ciascuna parte e stabilisce le modalità di collaborazione. Prefettura ed ente locale, ciascuno
secondo le proprie competenze (ordine e sicurezza pubblica, sicurezza urbana), collaborano
condividendo tra loro dati e informazioni, strategie e risorse per prevenire e contrastare il
verificarsi di episodi di illegalità e di devianza sul territorio.
“Garantire livelli possibili di sicurezza richiede un sistema complesso d’interventi e, soprattutto, che
tutti gli attori (Forze di Polizia, Ente Locale, ecc.) svolgano, in pieno, il proprio ruolo, lavorando
insieme per obiettivi comuni e si mettano quotidianamente in discussione, per migliorare i servizi
dati alla collettività…..una concertata sinergia di interventi mirati alla promozione di condizioni
ambientali ottimali riferibili alla sicurezza, sia attraverso l’adozione di idonee misure per un miglior
controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine che attraverso l’attivazione di ogni opportuna
azione complementare tesa a rafforzare le condizioni di legalità”9.
L’operato della Polizia Locale del Comune di Cremona si caratterizza anche per aver costruito una
fitta rete di contatti sul territorio con agenzie sociali e cittadini, insieme ai quali opera
costantemente per garantire maggiore legalità e quindi migliori condizioni di sicurezza.
L’importanza di un’azione di questo tipo in relazione alla sicurezza consiste nella possibilità per il
cittadino di sentirsi riconosciuto come interlocutore attivo, oltre che rappresentare una concreta
azione coerente con il concetto di integrazione delle politiche di sicurezza dell'Amministrazione.
Un concreto esempio di questa metodologia di lavoro è quanto realizzato all’interno del Patto
Locale di Sicurezza Urbana del Quartiere Borgo Loreto. Promosso dal Sindaco e sottoscritto per la
prima volta nel dicembre 2004, poi rinnovato nel maggio 2006, il patto vuole migliorare le
condizioni di vivibilità e sicurezza di una porzione di territorio cittadino, attraverso l’integrazione dei
programmi e delle azioni di tutti gli attori che nella città concorrono a contrastare criminalità,
illegalità e devianza. Il Comune di Cremona, grazie l’azione della Polizia Locale, ha qui riunito,
settori/uffici interni all’Amministrazione10 e soggetti esterni rappresentanti di specifiche realtà
esistenti nel quartiere11, in una stretta e consapevole collaborazione pattizia tra istituzioni e cittadini
volta a ripristinare e garantire, all’interno di una specifica comunità di periferia, condizioni sufficienti
di legalità e sicurezza.
9
Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo e Comune di Cremona, Contratto sulla Sicurezza, Anno 2004.
Settore Polizia Municipale, Ufficio Sicurezza Urbana,Settore Affari Sociali, Settore Personale Sviluppo Organizzativo, Ufficio Periferie
e Ufficio Politiche Giovanili, Settore Lavori Pubblici, Settore Politiche Educative, Settore Mobilità e Traffico.
11
Comitato spontaneo cittadini Borgo Loreto, A.L.E.R., C.I.S.V.O.L., Cittadini attivi progetto Garante per il Verde, Centro Sociale per
pensionati ed anziani “L. Pinoni”, Parrocchia Beata Vergine Lauretana del quartiere Borgo Loreto, Associazione Città dell’Uomo,
Scuola Elementare “A.Stradivari”, Scuola Materna Gallina, Centro Interculturale Mondinsieme, Comitato Immigrati.
10
7
Servizio Politiche Giovanili: SICUREZZA sta a LEGALITA’ come EDUCAZIONE sta a
CITTADINANZA
Il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona ha tra i suoi obiettivi fondamentali quello di
accompagnare ragazze e ragazzi nei loro percorsi di crescita attraverso progetti ed interventi
formativi, espressivi, ludici ecc…, collocandosi al fianco delle famiglie e delle agenzie educative
della nostra città, scuole, associazioni, oratori ecc… Questo percorso educativo nasce negli anni
’80 quando la Regione Lombardia regolamenta, attraverso la legge 1 del 7/1/86, le azioni
educative territoriali, quali: interventi educativi, iniziative ludico-aggregative, laboratori, eventi,
sostegno scolastico, definendo una nuova unità d’offerta: i Centri di Aggregazione Giovanile.
Da allora, di strada il Servizio Politiche Giovanili ne ha fatta tanta, nel vero e proprio senso della
parola; infatti, a metà degli anni ’90, riflettendo sulle modalità d’incontro e di ritrovo dei giovani, si
evidenzia la necessità di essere presenti anche in quei luoghi che tradizionalmente appartengono
al mondo del divertimento e dell’informalità, quali la strada, le piazze ed anche i locali in cui si
trascorrono le serate. Nasce così l’esperienza dell’Educativa di Strada, organizzata in un’equipe di
cinque operatori ed un coordinatore, che interviene nei luoghi dell’informalità, incontrando
adolescenti e giovani, che di norma non fanno parte di realtà organizzate, ma sono gruppi che
scelgono la strada come luogo di aggregazione, identificandosi nello spazio di vita che essa offre.
Nel corso degli anni, l’Educativa di Strada (EdS) ed i Centri di Aggregazione Giovanile (CAG)
hanno compiuto una progressiva evoluzione, spostandosi da una funzione principalmente
preventiva e di contenimento delle situazioni di disagio, ad una di promozione e sostegno delle
capacità e dei talenti dei giovani e di promozione della cittadinanza attiva. Nasce così il Servizio di
Educativa Territoriale (SET) che, pur senza dimenticare le situazioni di marginalità, ha concentrato
la sua attenzione nel sostenere le varie forme ed espressioni delle culture giovanili, costruendo
proposte e percorsi di coinvolgimento per i gruppi informali della città. È in base a questa filosofia
che il Servizio, nel corso degli anni, ha promosso esperienze legate ai linguaggi espressivi della
strada come: Writing, Break Dance, Skating, ma anche il circuito dei gruppi musicali studenteschi
“Rock’n’Roll High School” ed il lavoro con la Consulta Provinciale delle Studentesse e degli
Studenti nell’organizzazione delle annuali Giornata dell’Arte e Festa della Musica. Tutti questi
linguaggi sono stati collocati in percorsi che hanno sottolineato e privilegiato i concetti di legalità e
di civile convivenza nel rispetto di tutti i diritti dei cittadini: così, mentre i writers hanno lavorato in
collaborazione con l’AVIS per dipingere uno spazio estremamente visibile della sede
dell’Associazione, i breakers si sono spesi nel realizzare manifestazioni autorizzate in centro
storico e rivolte a tutti i cittadini.
Si evidenzia così che l’accompagnamento educativo ed il sostegno alle culture giovanili informali
costruisce forme di collaborazione tra i gruppi dell’informalità, tra questi e il Comune, ma anche
con la città stessa. Così i gruppi giovanili che potrebbero essere visti con diffidenza o percepiti
come trasgressivi divengono risorse nella vita sociale. Il SET opera quindi sul nostro territorio con
un duplice sguardo: attenzione alle situazioni di disagio ma anche valorizzazione delle ragazze e
dei ragazzi. Per questo a titolo esemplificativo, vogliamo raccontare il “viaggio” che un gruppo di
giovani ha condotto per giungere alla realizzazione di un proprio sogno e bisogno: uno Skatepark
cittadino. Parliamo di viaggio perché è stata un’esperienza alla “Marco Polo”, visto che è durata
due anni, nell’ambito dei quali il gruppo (per altro giovanissimo: tra i 14 ed i 23 anni!) non ha solo
fatto una richiesta all’Amministrazione Comunale, ma si è formato in associazione, Polisportiva
U.S. A.C.L.I. “O.R.T.” (Ossa Rotte Team! L’ironia non manca!), si è incontrato e confrontato con
gli agenti della Polizia Municipale, ha ideato un proprio progetto culturale, ha acquisito un piccolo
finanziamento da Agenda 21 e da ultimo l’associazione sportiva, composta da 30 ragazzi, si è
assunta l’onere e l’onore di gestire lo spazio dello Skatepark collocato in via Tagliamento,
accettando di vivere la filosofia dello skating all’interno di un contesto limitato, non svolgendo più
l’attività in strada. Questo per il gruppo giovanile ha significato assumersi un ruolo di responsabilità
e di cittadinanza attiva, trasformandosi da giovani, in giovani cittadini; ovviamente il viaggio
continua per loro e per noi, ma ci ha aiutato ad evidenziare quei raccordi e collaborazioni che si
possono attivare costruendo quella tipologia di percorsi di sicurezza e legalità che sentiamo
appartenerci come educatori.
Il tempo della adolescenza, soprattutto all’inizio, può caratterizzarsi per il fenomeno
8
dell’abbandono di alcune appartenenze ed identificazioni infantili, che fintanto che restano nei
confini della normalità non compromettono l’armonia di uno sviluppo evolutivo; per questo un
aspetto che riteniamo importante è l’accompagnamento nel loro percorso scolastico e formativo,
offrendo opportunità, spazi, momenti e strumenti affinché questo percorso possa risultare
costruttivo per i ragazzi/e rispetto alle sfide dell’ambiente. Per contro, l’uscita anticipata dal
percorso scolastico, la scelta di una scuola sbagliata o un curriculum scolastico costellato da
bocciature e ripetenze sono eventi che si pongono nella vita di una persona come fattori di rischio
che, interagendo con situazioni di povertà (familiare, culturale, psicologica), contribuiscono alla
definizione di soggetti più socialmente svantaggiati. La stessa istituzione scolastica che ha sempre
tutelato l’obbligo formativo di fronte ai molteplici cambiamenti legislativi, ha segnalato la necessità
di attivare sinergie che promuovano insieme alla scuola stessa funzioni di contenimento, di
supporto e di promozione. Pertanto nasce la necessità di una attenzione, sia da parte del Servizio
Politiche Giovanili, sia da parte delle Scuole Secondarie di 1° Grado, a promuovere e ad attivare
momenti di concertazione progettuale, al fine di rinforzare e consolidare un sistema integrato di
servizi ed azioni preposti ai processi di apprendimento orientativo ed accompagnamento
educativo.
Nello specifico, il SET ha avviato un sistema di interventi nella Scuola Secondaria di 1° Grado
articolato sui tre anni, a supporto della funzione didattica del corpo docente e finalizzati
all’accompagnamento ed al rinforzo del processo di orientamento e di scelta del proprio percorso
formativo, con una forte interazione ed integrazione con il piano dell’offerta didattica della scuola.
Inoltre, il Servizio Politiche Giovanili ha sperimentato e potenziato attività improntate alla
promozione e conoscenza del mondo della formazione professionale, funzionale ad un riorientamento o ad una maggiore consapevolezza nella scelta per i ragazzi e per le loro famiglie,
con una particolare attenzione ai ragazzi a rischio di dispersione e di abbandono scolastico.
Quando si svolge un ruolo educativo con le giovani generazioni, non si deve mai dimenticare che
crescere è un percorso spesso difficile con tappe impegnative e che disagio e fatica non sono più
condizioni localizzabili solo in determinate fasce sociali o in particolari luoghi, ma caratteristiche
che attraversano la società ed il territorio nella sua interezza. Per questo il Servizio Politiche
Giovanili si è dotato di strumenti stabili per approfondire la conoscenza del mondo giovanile e
come ragazze/i abitano la loro città. Di recente, infatti, nell’ambito del Progetto di Prevenzione, in
rete con Coop Umana Avventura, Fuxia, Iride e Associazione La Zolla, abbiamo realizzato una
Ricerca relativa ai “Consumi ricreazionali dei giovani del territorio cremonese”, con il supporto
culturale e l’esperienza del Gruppo Abele di Torino. Questa indagine scientifica è stata realizzata
intervistando 630 giovani frequentanti diversi ambienti e luoghi del divertimento cremonese:
festival, feste studentesche, discoteche, ecc… e ci sottolinea elementi di conoscenza del nostro
territorio molto significativi: i dati, valutati su una fascia d’età compresa tra i 14 ed i 19 anni,
indicano un consumo di alcoolici “una tantum” superiore rispetto alla media italiana (82%) ed
europea (81%), ma uguale tra ragazzi e ragazze (97.9%). Tra le preferenze si evidenzia un
aumento di cocktail e superalcolici, a fronte di una netta diminuzione dell’età in cui si sperimenta
per la prima volta l’alcool, 14 anni, e di conseguenza la prima ubriacatura (tra i 15 e i 16 anni).
Per quanto riguarda il consumo di droghe una percentuale elevata di giovani dichiara di aver preso
in considerazione l’ipotesi di sperimentare qualche sostanza (69.7%) e, ancora più elevata, la
percentuale di coloro che dichiarano di sapere come ottenerla (77.4%). Elemento particolarmente
significativo risulta essere la precocità dell’esordio nell’utilizzo di sostanze, con una soglia di
accesso che si individua intorno al 16° anno d’età. Tale soglia si abbassa ulteriormente in
relazione al tipo di sostanza che si utilizza: cannabinoidi a 14 anni, cocaina ed ecstasy a 15 anni.
L’indagine realizzata costituisce una modalità che orienta l’azione specifica del Servizio Politiche
Giovanili, che, con i progetti di prevenzione realizzati in accordo di programma con il privato
sociale, è presente nelle scuole superiori cittadine, proponendo interventi di sensibilizzazione agli
studenti, agli insegnanti e ai genitori. In questi momenti si propone un confronto ed un
approfondimento sui temi legati all’uso di sostanze psicoattive legali (alcol, tabacco, psicofarmaci)
e illegali, compresi i comportamenti di rischio correlati (incidenti stradali, aggressività, rapporti
sessuali non protetti…). Naturalmente intervenire nella scuola significa utilizzare delicatezza e
attenzione, perché può accadere che nel confronto con i ragazzi possano emergere riflessioni, e
vissuti, che rimandano ad altre problematiche (ad es: affettività/sessualità, problemi di
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comunicazione/relazione all’interno della classe e del gruppo più ampio dei pari, disturbi
alimentari…), che possono trovare una risposta facendo intervenire altri servizi presenti sul
territorio.
Il lavoro di prevenzione non si ferma alla scuola ma prosegue con i progetti che intervengono nella
“notte e nel divertimento”; questa esperienza, che nel nostro territorio dura ormai da oltre un
quinquennio, ha consentito l’acquisizione di conoscenze, esperienze e relazioni, che si collocano
in un sistema ben più ampio rappresentato dal complesso dei servizi e dei progetti che fanno capo
alle Politiche Giovanili del Comune di Cremona.
Tuttavia le dinamiche che caratterizzano la notte ed in particolare il fenomeno dei consumi, sono in
continua mutazione. Gli interventi di prevenzione in questo spazio temporale sono partiti come
risposta ad una necessità di informazione a fronte di quella che è stata riconosciuta dai massmedia come “emergenza nuove droghe”.
Oggi assistiamo ad una nuova escalation quella della cocaina (così come riportano i vari rapporti
nazionali e europei più recenti) e non si può dire che il bisogno di informazione non vi sia più, se
non altro per un discorso di ricambio generazionale, ma s’introduce la necessità di dare continuità
alle risposte e di contrastare le culture del consumo promuovendo dei cambiamenti nei luoghi
frequentati dai ragazzi e nelle culture che li sostengono. Si tratta di parlare, dunque, di una
prevenzione che propone come orizzonte di lavoro quello della comunità, consapevoli che i
comportamenti di rischio trovano spesso spiegazione in situazioni di disagio e di fatica nel
crescere; per questo è importante che la comunità adulta sappia proporre spazi di inclusione,
mettendosi in posizione di ascolto e di dialogo.
Vogliamo però chiudere la nostra presentazione non su un elemento che connota le giovani
generazioni come un problema, ma sottolineando quanto i giovani stanno già facendo per la
propria comunità in tema di legalità e sicurezza. Per questo raccontiamo brevemente l’esperienza
del Servizio Civile Nazionale.
II Comune di Cremona, attraverso il coordinamento del Servizio Politiche Giovanili, ha avviato
dall’anno 2003 all’anno 2008, ben 109 giovani tra i 18 ed i 28 anni nei vari settori
dell’Amministrazione Comunale: Sistema Museale, Servizi Sociali, Politiche Educative, Servizio di
Educativa Territoriale, Servizio Comunicazione e Ufficio Relazioni con il Pubblico, contribuendo
fattivamente ed in modo qualificato alla realizzazione di attività nell’ambito dell’assistenza, della
cultura e dell’educazione, dell’ambiente. Questi ragazzi hanno compiuto volontariamente la scelta
di dedicare un anno della propria vita svolgendo per la comunità attività diverse, ma sempre a
sfondo solidaristico e di utilità sociale, realizzando il dovere di difendere la Patria con mezzi non
violenti. Inoltre, esiste in questa esperienza una forte componente formativa che consente alle
ragazze ed ai ragazzi di gestire quello che spesso è un primo approccio al mondo “lavorativo”,
affiancati e seguiti da persone appositamente preparate per questo compito specifico. Accogliere
in questo modo i volontari significa possedere requisiti strutturali ed organizzativi, nonché
possedere adeguate competenze e risorse specificatamente destinate. Il Comune di Cremona ha
qualificato molto la propria “offerta” in questo campo, fornendo ai giovani che scelgono un progetto
dell’Amministrazione non soltanto percorsi formativi qualificati, ma anche la certificazione delle
competenze acquisite, la possibilità del conseguimento della patente europea dell’informatica, la
possibilità di partecipare gratuitamente a seminari, convegni, corsi di formazione, ecc.. Ma
soprattutto il Servizio Civile svolto all’interno dei Servizi del Comune di Cremona si pone come
obiettivo prioritario quello dell’educazione alla cittadinanza attiva ed alla partecipazione nell’ambito
della comunità sociale.
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Ufficio Pari Opportunità …………….
Il progetto La città delle donne è nato nel 2005 da un precedente percorso sui saperi e le
pratiche femminili, sviluppato nei tre anni di vita di Pensare la differenza, che aveva
evidenziato la capacità delle donne di intessere relazioni tra persone e luoghi, tra risorse e
bisogni personali e sociali, tra realtà e desiderio. Un sapere che ha modificato e sta
modificando non solo la sfera del privato, ma anche dimensioni rilevanti del vivere associato,
del lavoro, della formazione, dell’agire nelle istituzioni e nei luoghi pubblici, ridefinendoli e
ridisegnandoli secondo altri ordini di senso. Da qui l’idea di misurare quest’arte femminile di
tessitura, in tutte le sue diverse declinazioni, sul terreno della città quale spazio reale e
metaforico insieme.
Articolato in tre cicli annuali di incontri, seminari, mostre e spettacoli rivolti alla cittadinanza,
La città delle donne ha inteso sottolineare il contributo femminile a una città che da luogo
concreto e abitato si fa ambiente di relazione e di scambio, per divenire infine spazio del
desiderio e dell’immaginario. Nel 2005, con Penelope o della città abitata, attraverso un
approccio storico alle dinamiche di esclusione-inclusione che hanno portato alla fondazione
delle moderne città e uno sguardo al loro assetto urbanistico e architettonico, si sono
attraversati tutti i luoghi concreti in cui le donne hanno agito e agiscono, valorizzando lo
spazio cittadino e progettando una città a misura dei suoi abitanti. Nel 2006, Antigone o della
città condivisa si è concentrato sui modi in cui le donne ripensano e ridisegnano la città come
spazio della convivenza: l’impegno nel sociale, l’educazione alla legalità, nuove parole e
pratiche politiche oggi a disposizione di tutti. Il 2007 è stato infine l’anno di Alice o della città
immaginata, un percorso che ha portato in primo piano il ruolo del desiderio, in grado di
trasformare la città da spazio concreto a luogo immaginario nella letteratura, nel cinema, nel
teatro e nell’arte, aprendo lo spazio dell’utopia.
Una concezione politica dello spazio urbano, nel senso più etimologico e autentico del
termine, ha mosso e sostenuto l’intero percorso triennale: solo se ogni suo abitante si
riconosce parte della comunità, comprende e dà valore alle regole che essa si è data,
partecipa attivamente alla vita pubblica, la città può diventare un luogo realmente condiviso.
Sul terreno della comune convinzione che l’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva
siano premesse culturali indispensabili a radicare nelle nuove generazioni i valori di
democrazia, libertà, solidarietà e giustizia su cui si fonda ogni convivenza è nata, nel 2006, la
collaborazione tra il progetto La città delle donne e Libera. Associazioni, nomi, numeri contro
le mafie.
Fondata nel ’95 e presieduta da Luigi Ciotti, Libera è una rete di associazioni impegnate sul
territorio nazionale nella lotta alle mafie e nella promozione di una cultura della legalità,
basata sulla responsabilità individuale e la partecipazione. A partire dai progetti di
educazione alla legalità proposti ogni anno da Libera Scuola, e grazie all’indispensabile
apporto dell’Ufficio Sicurezza Urbana e del Servizio Politiche Giovanili, La città delle donne
ha potuto coinvolgere le scuole superiori di Cremona sui temi della cittadinanza attiva e della
convivenza democratica, affiancando al percorso teorico degli incontri con esperti il momento
esperienziale dei laboratori in classe. Da occasione di approfondimento e interazione tra
operatori e studenti, i laboratori sono divenuti nel corso degli anni veri e propri momenti
propedeutici alla dimensione operativa del fare, che ha portato alla realizzazione di materiali
ed eventi, consentendo ai ragazzi di sperimentare forme di autentica partecipazione.
La stretta collaborazione tra il progetto La città delle donne e l’Associazione Libera è nata da
una condivisione di linguaggi e strumenti, ma soprattutto evidentemente di contenuti: un
orizzonte comune di temi e principi cui ispirare il nostro lavoro.
All’interno della riflessione promossa nel 2006 dal progetto Antigone, sui valori etici che
fondano la città quale spazio di convivenza, si è inserito un seminario di formazione per i
docenti, che hanno poi autonomamente operato nelle rispettive classi per promuovere la
conoscenza della Costituzione, la memoria e l’impegno contro le mafie, la legalità in ambito
sportivo. Il percorso, che ha coinvolto insegnanti e studenti delle classi terze dell’Itis
“Torriani”, si è chiuso con un intervento di Luigi Ciotti sui temi dell’impegno, della
partecipazione e della responsabilità. Dopo il successo e la positiva accoglienza di questa
prima sperimentazione, nel 2007, nell’ambito della riflessione sul rapporto tra città e
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desiderio promossa dal progetto Alice, un’indagine sul ruolo del denaro quale motore
materiale e simbolico nella vita della città ha permesso di legare l’etica al desiderio, la città
immaginata alla città giusta. Ne è scaturito un percorso didattico di Educazione all’uso
responsabile del denaro, alla sobrietà e ai consumi, che ha coinvolto diversi istituti cittadini
nei laboratori di classe condotti dagli operatori della Comunità Acmos di Torino, nel ciclo di
incontri culminato nell’intervento di Giancarlo Caselli e nella realizzazione di vignette di
legalità, che hanno trovato un adeguato spazio espositivo all’interno della mostra
Mafiacartoon.
Con l’intento di dare continuità al percorso avviato e soddisfare la sempre più ampia richiesta
delle scuole, è nato quest’anno il progetto Differenze: un percorso interamente dedicato agli
studenti, che affronta il tema delle differenze declinandolo secondo i tre ambiti di generi,
generazioni e geografie. Nella prospettiva di una valorizzazione delle differenze che non si
risolva nell’esaltazione indiscriminata, e nell’assunzione di uno sguardo parziale e di
appartenenza, che riconosca l’impossibilità di un punto di vista assoluto e universale,
obiettivo del progetto è leggere le differenze culturali a partire dai nessi e dalle
interdipendenze con le disuguaglianze materiali. Articolato in laboratori di classe, incontri ed
esperienze sui temi degli stereotipi di genere, del lavoro minorile, delle differenze tra nord e
sud d’Italia e del mondo, delle mafie come negazione dei principali diritti, il percorso si
chiuderà con la realizzazione di una cena della legalità. Non solo un momento di
finanziamento e promozione delle Cooperative di Liberaterra, nate dalla confisca dei terreni
di proprietà delle mafie e dalla loro riconversione per uso sociale, ma un’occasione per i
ragazzi di sperimentare forme di reale cittadinanza, che si concretizzeranno
nell’organizzazione dell’evento e nella sua realizzazione alla fine dell’anno scolastico.
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Nelle pagine successive seguono alcune schede riassuntive dei principali progetti, servizi e attività
che il Comune di Cremona pone in essere al fine di promuovere legalità e sicurezza all’interno
della propria comunità.
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Parte III
Progetti, servizi, attività del Comune di Cremona: schede riassuntive
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GIOVANI E LEGALITÀ
AMBITO OPERATIVO
Istituti scolastici secondari di secondo grado
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
−
OBIETTIVI
Indagare le forme e i contenuti della cultura della legalità nell’universo giovanile
oltre alle tipologie di eventuali fenomeni di devianza in esso presenti.
− Contrastare il consumo di sostanze psicoattive, episodi di bullismo,
danneggiamenti alla proprietà pubblica e disturbo alla pubblica quiete
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio Politiche Giovanili,
Ufficio Pari Opportunità
Istituti scolastici
DESTINATARI
Studenti degli Istituti Secondari di secondo grado
BREVE DESCRIZIONE
Il progetto ‘Giovani e legalità’, realizzato, nell’ambito delle attività di educazione alla legalità, dall’Ufficio Sicurezza
Urbana in collaborazione con il Servizio Politiche Giovanili e l’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Cremona,
rappresenta l’opportunità di conoscere più in dettaglio la cultura della legalità de i giovani cremonesi. Valori, idee e
opinioni che guidano le azioni e le scelte di un mondo giovanile che deve essere, in primo luogo, indagato e
conosciuto.
Le informazioni raccolte, attraverso una ricerca ad hoc, sono il punto di partenza per predisporre interventi sempre
più mirati ai reali bisogni dei giovani e per aumentare complessivamente la sicurezza del territorio.
Il percorso recentemente intrapreso, si integra con il progetto promosso dall’Ufficio Pari Opportunità ‘Pensare la
differenza. La città delle donne’ realizzato in collaborazione con l’Associazione Libera, allo scopo di educare e
sensibilizzare gli studenti al tema della legalità riflettendo sul significato ed uso del denaro e sul rapporto tra città e
desiderio.
ATTIVITÀ REALIZZATE
LABORATORI E INCONTRI
FORMATIVI
Percorsi di educazione e di sensibilizzazione alla legalità rivolti agli studenti di
quattro scuole paritarie di secondo grado del Comune di Cremona.
Partecipazione degli studenti a laboratori e conferenze e realizzazione di mostre e
spot pubblicitari sul tema della legalità. (cfr. scheda ‘La città delle donne. Alice o
della città immaginata’.)
LEGALITÀ E QUOTIDIANITÀ
Realizzazione da parte dell’Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona di
un’indagine conoscitiva, ‘Legalità e quotidianità’, rivolta ai giovani cremonesi che
frequentano le scuole paritarie di secondo grado e i Centri di Formazione
Professionale a Cremona per conoscere la loro reale e spontanea concezione
della legalità.
RESTITUZIONE ESITI INDAGINE
Presentazione del progetto e delle finalità dell’indagine alle diverse
rappresentanze scolastiche e restituzione ai partecipanti degli esiti dell’indagine.
CREAZIONE TAVOLO DI
LAVORO
Costituzione di un tavolo di lavoro composto dai settori dell’Amministrazione
comunale coinvolti per definire e coordinare modalità di restituzione dei risultati
dell’indagine e predisporre interventi integrati di educazione alla legalità.
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EDUCAZIONE STRADALE NELLE SCUOLE CITTADINE
AMBITO OPERATIVO
Scuole di ogni ordine e grado e Centri di Aggregazione Giovanile
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
OBIETTIVI
- Diffondere una cultura della sicurezza stradale
- Creare utenti della strada responsabili
- Contrastare l’elevato numero di incidenti stradali
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia locale, Informagiovani, Politiche Educative,
Servizio Politiche Giovanili.
Centri di Aggregazione Giovanile, Istituti scolastici
DESTINATARI
Bambini e giovani cremonesi/stranieri
BREVE DESCRIZIONE
La Polizia locale del Comune di Cremona da anni attiva nelle scuole cremonesi di ogni ordine e grado e nei Centri di
Aggregazione Giovanile dei programmi di educazione stradale, il cui obiettivo è incentivare i giovani a rispettare le
norme del Codice della Strada, non solo comunicando loro norme e regolamenti, ma informandoli anche sui rischi
legati ad una guida irresponsabile.
Durante questi incontri, gli operatori della Polizia locale del Comune di Cremona affrontano anche temi legati al
rispetto delle norme, istituzioni, cosa pubblica e libertà altrui. In particolare, i ragazzi che frequentano i CAG sono
coinvolti in iniziative focalizzate sulla vivibilità nei quartieri, sui comportamenti a rischio (consumo di alcol e/o di
sostanze psicotrope) o incivili.
Queste attività, oltre a stimolare i ragazzi a riflettere sul concetto di legalità, consentono l’avvicinamento tra gli agenti
di Polizia locale ed i ragazzi in un contesto ricreativo, dove è più facile costruire un rapporto di fiducia e di scambio.
Due momenti annuali, in cui i percorsi di educazione stradale si aprono a tutto il contesto cittadino, sono rappresentati
dall’appuntamento annuale con il Salone dello Studente e dalla Festa dell’educazione stradale..
ATTIVITÀ REALIZZATE
INCONTRI NELLE SCUOLE NEI CENTRI DI
AGGREGAZIONE GIOVANILE
SPERIMENTAZIONE IN STRADA
SALONE DELLO STUDENTE E FESTA
DELL’EDUCAZIONE STRADALE
Allo scopo di diffondere una cultura della sicurezza e creare utenti della
strada responsabili vengono realizzati percorsi educativi specifici per ogni
fascia d’età. Questi incontri vengono realizzati da personale della Polizia
locale del Comune di Cremona,appositamente formato, nelle scuole
cremonesi di ogni ordine e grado e nei centri di aggregazione giovanile.
Ai percorsi educativi, si affiancano attività formative incentrate sulla
sperimentazione in strada nel traffico reale, proprio per permettere
l’apprendimento di regole e comportamenti responsabili ed autonomi nel
contesto cittadino.
Il Salone dello Studente rappresenta da sempre un’occasione di contatto
tra gli agenti di Polizia locale del Comune di Cremona e i giovani per
estendere le attività di sensibilizzazione al tema della sicurezza stradale e,
più in generale, della legalità in strada, attraverso l’utilizzo di strumenti
ludici capaci di farli riflettere su questi argomenti. (‘Un alfabeto per la
sicurezza stradale’, ’Una vignetta per la sicurezza stradale’, ‘Gioco quiz
sicuri sulla strada’ , ‘Educazione alla legalità’). (cfr. scheda Salone dello
Studente)
Momento finale dell’attività di educazione stradale dedicata ai bambini delle
scuole elementari è la Festa delle Sicurezza Stradale, ormai alla sesta
edizione, alla quale ogni anno partecipano centinaia di bambini.
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GIOVANI IN STRADA
AMBITO OPERATIVO
Comunità giovanili
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
−
OBIETTIVI
Prevenire episodi di microcriminalità, di danneggiamento alla proprietà
pubblica
− Contrastare il consumo di sostanze psicoattive
− Prevenire gli incidenti stradali
− Contrastare il disturbo alla quiete pubblica
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio
Comunicazione, Servizio Politiche Giovanili, Affari Sociali, CAG – Centri di
Aggregazione Giovanile, Azienda Cremona Solidale.
Caritas - Casa dell’Accoglienza, Questura di Cremona
DESTINATARI
Giovani cremonesi, giovani stranieri, minori non accompagnati
BREVE DESCRIZIONE
Educare alla legalità significa soprattutto rivolgersi ai giovani che rappresentano la risorsa su cui investire per
garantire lo sviluppo futuro di comunità sicure e serene. Il progetto ‘Giovani in strada’, realizzato dalla Polizia Locale
del Comune di Cremona, in collaborazione con altre realtà istituzionali e territoriali, mira ad avvicinarsi ai giovani nei
luoghi ‘altri’ dalla scuola: locali pubblici e di divertimento, piazze, parchi, strade e CAG – Centri di Aggregazione
Giovanile. Gli interventi previsti sono finalizzati all’educazione della legalità in termini sia di prevenzione
dell’incidentalità stradale, della guida irresponsabile, sia della promozione della sicurezza e della pacifica convivenza
in città.
L’attività di vicinanza rivolta ai giovani nei contesti di aggregazione spontanea ed informale, caratterizzata dalla
prossimità (dialogo e confronto), offre anche l’occasione per agganciare quella parte più a ‘rischio, difficile da
raggiungere ma cruciale per prevenire l’eventuale aggravarsi di fenomeni di devianza e di disagio individuale.
Il progetto prevede inoltre interventi a sostegno di giovani (minori) non accompagnati. L’aumento costante negli ultimi
anni di questa popolazione rende necessaria un’azione sinergica tra Polizia locale del Comune di Cremona, Affari
sociali e Questura di Cremona capace di stimolare attività di controllo sociale (iniziative formative), monitoraggio,
attività investigativa di prevenzione e azioni di contrasto di eventuali comportamenti illegali.
ATTIVITÀ REALIZZATE
OSSERVAZIONE, MONITORAGGIO E
INTERVENTI NEI CONFRONTI DI GRUPPI
PROBLEMATICI
Osservazione e monitoraggio nelle zone di ritrovo delle abitudini dei gruppi
di ragazzi, indicati come problematici, e conseguenti interventi (incontri con
i genitori, sensibilizzazione degli adulti, accompagnamento dei ragazzi in
percorsi di integrazione sociale).
Affiancamento alle azioni di prevenzione svolte dal Servizio Politiche
Giovanili nell’ambito di eventi riservati ai giovani.
Interventi educativi focalizzati sulla vivibilità nei quartieri, sul rispetto dei
valori della convivenza civile, e finalizzati all’apprendimento di modalità
relazionali rispettose dei diritti altrui.
EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ
Interventi di prevenzione in ambito scolastico e nell’informalità volti a
prevenire il consumo di sostanze psicotrope informando i giovani sui rischi
correlati all’uso di sostanze stupefacenti e alcoliche e promovendo stili di
vita e comportamenti sani.
Campagne informative sui temi dell’educazione alla legalità e della
sicurezza stradale rivolte ai giovani in occasione di eventi e manifestazioni
e nelle vicinanze dei locali pubblici.
Interventi a sostegno di giovani (minori) non accompagnati realizzati in
un’azione sinergica capace di stimolare attività di controllo sociale
(iniziative formative), monitoraggio, attività investigativa di prevenzione e
azioni di contrasto di eventuali comportamenti illegali.
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PROGETTAZIONE PARTECIPATA
Creazione di un ampio gruppo di lavoro, coordinato dal vicesindaco e
formato da responsabili di uffici e settori diversi dell’Amministrazione
locale, gestori dei locali e cittadini residenti finalizzato alla progettazione di
nuovi interventi.
INTERVENTI AMMINISTRATIVI
Interventi amministrativi (ordinanze del Sindaco, circolari) finalizzate a
ridurre il disturbo alla quiete pubblica nelle ore notturne mediante la
diminuzione del traffico all’interno del centro storico, l’anticipazione
dell’orario di chiusura degli esercizi pubblici notturni, la limitazione delle
immissioni sonore all’esterno dei pubblici esercizi.
CONTROLLO E PRESIDIO DEL
TERRITORIO
AUMENTO DELLA PRESENZA ESTERNA
NEL PERIODO ESTIVO
Servizi di controllo del territorio per prevenire molestie, atti di
microcriminalità e danneggiamenti alla proprietà pubblica, prevenzione e
repressione delle infrazioni ai Regolamenti comunali.
Monitoraggio e controllo sociale (prossimità) dei gruppi di giovani nei
luoghi informali.
Presidio del territorio e controlli mirati a contrastare gli eccessi di velocità
ed a prevenire la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche.
Aumento della presenza esterna nel periodo estivo raddoppiando le
pattuglie
della
Polizia
Municipale
in
orario
serale/notturno,
prevalentemente nei giorni prefestivi, per garantire il controllo delle zone in
cui sono stati lamentati disagi e disturbo.
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SERVIZIO DI EDUCATIVA TERRITORIALE (S.E.T.)
AMBITO OPERATIVO
Centri di Aggregazione Giovanile – Educativa di Strada – Area Scuola
SETTORE DI RIFERIMENTO
Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili
−
OBIETTIVI
Accompagnare e sostenere il percorso di crescita di pre-adolescenti,
adolescenti e giovani del territorio, mediante la promozione del benessere
psicofisico
− Attivare processi di natura relazionale ed educativa per fornire ai ragazzi gli
strumenti necessari ad affrontare percorsi adattivi all’ambiente di vita
− Promuovere percorsi di partecipazione e di cittadinanza attiva
− Promuovere cura e sviluppo del territorio e della comunità di riferimento,
nell’ottica di una progettazione integrata.
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Attraversarte, Centro Musica,
Polizia locale, Pari Opportunità, Settore Politiche Educative.
Famiglie, Scuole Secondarie di I e II livello della città, Ufficio Scolastico
Provinciale, Consulta studentesca, Servizi socio – sanitari di base e specialistici,
Comitati di quartiere, Volontari in Servizio Civile Nazionale, Oratori, Associazioni
culturali e sportive, gruppi di volontariato.
DESTINATARI
- preadolescenti, adolescenti e giovani, vale a dire le tre fasce di età che
abbracciano l’arco del percorso evolutivo.
- adulti, intesi sia come singoli soggetti (la famiglia, gli insegnanti), sia come
soggetti collettivi (le associazioni o gli organismi istituzionali). Un’attenzione
particolare viene posta alla famiglia, intesa quale interlocutore privilegiato
nell’attivazione di azioni concrete sul ragazzo.
BREVE DESCRIZIONE
Il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona ha costituito il Servizio di Educativa Territoriale che, nel quadro
delle politiche locali sociali, educative e culturali, si pone quale sistema integrato di servizi e azioni, con l’intento di
attivare processi relazionali e di partecipazione, fornendo ai giovani strumenti per affrontare l’ambiente ed il contesto
nel quale sono inseriti. Il Servizio gioca la sua funzione su due versanti: da un lato, quello più strettamente legato alle
singole comunità locali, quali i quartieri, con un’attenzione particolare rivolta alle situazioni più periferiche e marginali;
dall’altro, lo sguardo è rivolto alla città, alle culture giovanili ed ai processi di promozione, partecipazione, prevenzione
e sicurezza sociale.
Infatti, il S.E.T., attraversando i mondi vitali dei ragazzi, sostiene e promuove il processo di crescita, accompagnandoli
nei percorsi di rappresentazione del loro ambiente di vita, dalla scuola, ai contesti animativi e aggregativi tra pari, a
quello del rapporto giovane – adulto.
Concretamente, il SET si propone al territorio con una serie di servizi che promuovono forme di partecipazione
giovanile, attenzione al mondo della scuola, all'informalità dell'aggregazione giovanile, al lavoro, al rapporto tra culture
e gruppi giovanili, al territorio.
ATTIVITÀ REALIZZATE
CENTRI DI AGGREGAZIONE
GIOVANILE
Il C.A.G. è un servizio di carattere educativo e territoriale, fruibile da preadolescenti, adolescenti e giovani, che si affianca ed integra alle altre agenzie
educative. Tre sono le strutture presenti sul territorio, situate in zone diverse della
città: CAG Ghisiotto (quartiere Zaist), CAG Cascinetto (quartiere Giuseppina) e
CAG Cambonino (nel relativo quartiere). All’interno di contesti informali e spazi
appositamente creati per accogliere i giovani, il CAG ricerca la promozione del
benessere dei ragazzi, in un’ottica di prevenzione, impegnandosi a costruire
relazioni significative con i diversi soggetti del territorio locale, attraverso varie
attività:
accompagnamento e sostegno al lavoro, all’assolvimento dell’obbligo
formativo ed ai servizi preposti all’inserimento lavorativo;
promozione del protagonismo giovanile, mediante un sostegno ai percorsi di
sviluppo di interessi e competenze (organizzazione di eventi e partecipazione a
percorsi interculturali promossi dall’Unione Europea);
collaborazione estiva tra CAG e oratorio di riferimento (GREST).
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AREA SCUOLA
L’area scuola del Servizio di Educativa Territoriale si distingue in due tipologie di
interventi:
1. Area scuola Secondaria di 1° grado (medie inferiori ): le attività, a supporto
della funzione didattica del corpo docente, sono finalizzate all'accompagnamento
ed al rinforzo del processo di orientamento e di scelta del percorso formativo
dell'alunno. I percorsi, realizzati in tutte le scuole medie della città, sono
diversificati in relazione alle classi:
− Classi prime: percorsi di accoglienza e lavoro sulle dinamiche di gruppo,
finalizzati alla scoperta ed al potenziamento di risorse cognitivo-affettive degli
alunni ed al riconoscimento e messa in gioco delle loro capacità ed abilità.
− Classi seconde: percorsi laboratoriali (video, teatro, burattini) e spazio ascolto
(rivolto ai ragazzi), finalizzati all'apprendimento di processi di auto ed eterovalutazione e di riflessione circa le esperienze personali e collettive, presupposti
indispensabili alla capacità di scelta.
− Classi terze: percorsi correlati alle azioni dei precedenti anni scolastici ed in
rete con i soggetti preposti all'orientamento scolastico e formativo, con
un’attenzione focalizzata sui processi di autoconsapevolezza nella scelta, in
preparazione all'uscita dal circuito secondario di primo grado. Le attività
riguardano lo spazio strutturato di infopoint, la realizzazione di laboratori
sperimentali pre-professionali in collaborazione con i centri di formazione
professionale. Quest'ultima attività è pensata e rivolta in particolare a ragazzi a
rischio di dispersione e di abbandono scolastico.
2. Area Scuola Secondaria di 2° grado (superiori): le attività sono rivolte alla
sperimentazione di percorsi di progettazione innovativa all'interno delle scuole, al
potenziamento delle competenze delle figure adulte nella scuola, in termini di
accompagnamento educativo ed alla valorizzazione di un lavoro di sinergia tra i
soggetti pubblici e privati che operano nelle scuole attraverso l'offerta delle
proprie progettualità. Gli ambiti di intervento riguardano:
−
raccordo e coordinamento con il territorio, per il potenziamento della rete
territoriale;
−
counseling, nell’ottica di supporto ed accompagnamento alla progettualità
scolastica e accompagnamento alla progettazione europea;
−
promozione dell'agio e del benessere, favorendo l’accompagnamento
educativo ai ragazzi e la presa in carico delle situazioni di "urgenza",
trasformando le stesse segnalazioni scolastiche in opportunità d'intervento
educativo sul gruppo studenti, sul gruppo docenti, sulla rete interna della
scuola, sulla rete esterna alla scuola;
−
partecipazione e protagonismo giovanile, con il supporto a percorsi di
rappresentanza, con maggiore attenzione alla dimensione del fare e
l’affiancamento alla Consulta studentesca;
−
rapporto con attraversarte, circuito espressivo giovanile del Comune di
Cremona, per la valorizzazione delle esperienze espressive in ambito
scolastico come strumento a sostegno della progettualità e come raccordo
con il territorio.
EDUCATIVA DI STRADA
L’Educativa di Strada è un servizio che opera nei contesti informali, volto a
favorire la promozione delle culture giovanili, valorizzandole e riscoprendo la loro
funzione sociale e civile. Il lavoro con i gruppi è la componente principale e
specifica del lavoro di strada, i cui percorsi attivati sono volti a sviluppare
un'attenzione su oggetti di lavoro specifici usati come occasione per l'azione
educativa.
Le iniziative possono riguardare: tornei sportivi, organizzazione di eventi, azioni
su un singolo al fine di "agganciare" successivamente il gruppo, ecc. E'
fondamentale ed indispensabile instaurare una relazione significativa con i
ragazzi al fine di rispondere ad esigenze di accompagnamento ed informazione
rispetto a tematiche quali il consumo di sostanze psicotrope, l’inserimento
lavorativo,
percorsi
di
sostegno
all'associazionismo,
rapporti
con
l'amministrazione comunale, conflittualità con le componenti adulte.
20
PROGETTI DI PREVENZIONE
AMBITO OPERATIVO
Scuola ed Informalità dell’aggregazione giovanile
SETTORE DI RIFERIMENTO
Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili
OBIETTIVI
−
ESTENSIONE TERRITORIALE
Distretto di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Polizia Locale
Scuole di II grado del distretto, Centri di formazione professionale, Ufficio
Scolastico Provinciale, luoghi dell’informalità dell’aggregazione giovanile, rete
delle Cooperative Sociali e Associazioni.
DESTINATARI
Adolescenti e giovani
Prevenire il consumo di sostanze psicotrope e promuovere comportamenti e
stili di vita sani;
− Creare ed implementare una rete di prevenzione;
− Concertare politiche di intervento di prevenzione dei consumi di sostanze
psicotrope con tutte le realtà cittadine che lavorano con e per i giovani.
BREVE DESCRIZIONE
Il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona, titolare di un progetto di prevenzione integrata, sviluppa
attraverso la rete collaborativa di cooperative sociali ed associazioni due percorsi paralleli: INDOOR e Blunotte.
Il progetto INDOOR, inserito nel Piano dell'Offerta Formativa delle Scuole Secondarie di II grado cittadine, attiva
percorsi classe negli istituti superiori del distretto e nei centri di formazione professionale, concordati con i singoli
istituti sia nell'individuazione dei destinatari (classi del biennio o del triennio) sia nell'individuazione delle modalità
(percorsi classe, gruppi trasversali, spazi laboratoriali, strategie di peer education, lavoro di secondo livello con le
componenti adulte). Il modello di lavoro del progetto è caratterizzato dall'idea di lavorare nel tempo dell'esordio
sociale, del passaggio e del cambiamento, dell'adolescenza, con la prospettiva di concentrarsi sulle possibili
intersezioni fra i passaggi di questo cambiamento e le condotte di consumo di sostanze attraverso la raccolta e la
rielaborazione delle esperienze e delle rappresentazioni dei ragazzi nell'ambito del gruppo classe.
Il progetto Blunotte, attraverso il lavoro di un’equipe integrata, articola interventi di prevenzione nell’informalità e nei
luoghi del divertimento serale e notturno, utilizzando strategie relazionali educative, creando alleanze con tutti gli
adulti che stanno a fianco dei giovani nei contesti dagli stessi frequentati.
Questo progetto, promosso dal Comune di Cremona, cerca di coinvolgere all’interno di un percorso di costruzione di
sicurezza rivolto ai giovani anche i gestori dei locali frequentati dagli stessi, nelle ore serali e notturne, presenti sul
territorio comunale e provinciale.
ATTIVITÀ REALIZZATE
INDOOR
BLUNOTTE
La metodologia di lavoro del progetto prevede:
- la gestione e l’analisi della domanda proveniente dai soggetti aderenti al
progetto;
- il percorso in classe (finalizzato all’emersione delle conoscenze dei vissuti degli
studenti, alla
discussione in gruppo, alla proposta di attivazioni
psicopedagogiche e di momenti informativi complementari);
- il counselling (creazione di occasioni di ascolto, di informazione mirata ed
orientamento ai servizi);
- la valutazione (mediante strumenti quali il diario di bordo per la raccolta di dati
informativi, il questionario di gradimento, la griglia di raccolta dello spazio di
counseling e la restituzione).
Realizzazione di interventi di prevenzione nell’informalità e nei luoghi del
divertimento serale e notturno, utilizzando strategie relazionali educative, e
creando alleanze con tutti gli adulti che stanno a fianco dei giovani nei contesti
dagli stessi frequentati.
Costruzione di un percorso di sicurezza rivolto ai giovani al cui interno con anche
il coinvolgimento dei gestori dei locali frequentati dagli stessi, nelle ore serali e
notturne, presenti sul territorio comunale e provinciale.
21
ATTRAVERSARTE – CIRCUITO DI ESPRESSIVITÀ GIOVANILE: UNDER 18
AMBITO OPERATIVO
Contesto scolastico (Scuole Secondarie di 2° grado)
SETTORE DI RIFERIMENTO
Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili
OBIETTIVI
- Offrire occasioni di confronto e conoscenza reciproca nell'ambito del gruppo
classe utilizzando canali comunicativi altri rispetto a quelli tradizionali;
- Favorire la partecipazione degli studenti a percorsi formativi che implicano una
modalità relazionale docente-discente non verticale/discendente ma
orizzontale e circolare/ascendente;
- Promuovere la dimensione sociale dell'arte come veicolo di costruzione di
relazioni con "l'altro" in una prospettiva di scambio ed arricchimento reciproci;
- Offrire occasioni formative sui linguaggi artistici, in una prospettiva di crescita
personale, attraverso la sperimentazione partecipata ai percorsi espressivi;
- Promuovere occasioni di confronto e conoscenza reciproca per i ragazzi della
città al fine di favorire la creazione di una rete culturale;
- Sostenere il protagonismo dei ragazzi attraverso la valorizzazione di prodotti
culturali, espressione dei ragazzi stessi;
- Favorire la circuitazione delle esperienze nel contesto cittadino facilitando la
diffusione delle stesse oltre l'ambito scolastico specifico in cui esse si sono
realizzate;
- Promuovere la scuola come tempo/spazio di sperimentazione in cui educativo
ed espressivo si coniugano nel percorso formativo del singolo;
- Valorizzare l'Istituzione Pubblica come tempo/spazio di confronto per i soggetti
operanti nel territorio su tematiche inerenti la specifica fascia di età coinvolta
nel percorso;
- Diffondere la conoscenza ed implementare l'esperienza degli scambi giovanili
europei in un'ottica di incontro/confronto tra soggetti portatori di valori culturali
autonomi.
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Ufficio Pari Opportunità,
Informagiovani
Istituti scolastici, Consulta studentesca, Ufficio scolastico Provinciale,
Associazioni, Agenzie operanti con giovani ed adolescenti, giovani artisti,
percorsi di espressività realizzati nelle scuole.
DESTINATARI
Ragazzi dai 14 ai 18 anni.
BREVE DESCRIZIONE
Attraversarte, nell'ambito della progettualità Under 18, promuove e sostiene un percorso di valorizzazione e
promozione dell'espressività come strategia di accompagnamento allo sviluppo identitario del soggetto, in relazione ad
una dimensione individuale e sociale. Per questa fascia d'età Attraversarte offre la possibilità di sperimentare la
creatività come strumento formativo, in quanto l'espressività è condizione per l'esercizio del protagonismo.
In ambito scolastico, si esplicita la richiesta rivolta all'esterno di strategie di intervento formativo mirate alla
rivalutazione di creatività, emotività, corporeità, partecipazione, individuando, nel contempo, l'ambito artisticoespressivo come funzionale al raggiungimento di tali obiettivi: in questa direzione si muovono le collaborazioni tra
scuola e Attraversarte - under 18. In questo contesto si esplicitano alcuni bisogni che, da un punto di vista trasversale
all'universo giovanile, si possono riassumere in un maggiore riconoscimento delle esigenze espressive e dei bisogni
dei giovani da parte del mondo adulto, in particolare in ambito culturale e nella difficoltà del mondo adulto ad attribuire
valore alle esperienze artistiche e culturali dei giovani in quanto espressione della cultura locale contemporanea.
ATTIVITÀ REALIZZATE
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CON I PIEDI SUL PALCO
E' un progetto teatrale basato sulla progettazione condivisa in specifici tavoli di
lavoro e realizzato in stretta sinergia con il contesto della "diversabilità".
Il progetto è così articolato:
- attivazione di tavoli di progettazione condivisa con i soggetti coinvolti (con i
docenti referenti, con gli operatori teatrali del territorio operanti in ambito
scolastico, con i referenti delle realtà operanti in ambito "diversabilità", con gli
operatori teatrali del territorio operanti in ambito "diversabilità");
- elaborazione di proposte di formazione rivolte a studenti, a
docenti/operatori/educatori, ad adulti (seminari di formazione per adulti; pillole
di teatro per studenti; laboratori teatrali realizzati negli Istituti di Istruzione
Secondaria di Secondo Grado e condotti da operatori del territorio o da docenti;
realizzazione della rassegna di produzioni teatrali studentesche, realizzata in
stretta sinergia con i soggetti operanti nell'ambito della diversabilità).
UNDER 18:
ESPRESSIVITÀ A SCUOLA
Under 18 è un progetto di espressività basato sulla progettazione condivisa in
specifici tavoli di lavoro a cui partecipano docenti e giovani artisti del territorio. Il
progetto è articolato come segue:
- attivazione di tavoli di progettazione condivisa con i soggetti coinvolti (con i
docenti referenti ed i giovani artisti del territorio);
- elaborazione di proposte di micro-laboratori espressivi finalizzati
all'avvicinamento degli studenti ai vari linguaggi artistico-espressivi in stretta
connessione con la dimensione didattica.
23
LA CITTÀ DELLE DONNE. ANTIGONE O DELLA CITTÀ CONDIVISA
PERCORSI DI EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ
AMBITO OPERATIVO
Scuole e comunità locale
SETTORE DI RIFERIMENTO
Personale – Sviluppo Organizzativo – Comunicazione e Politiche Giovanili
OBIETTIVI
- Promuovere la conoscenza della Costituzione
- Promuovere la memoria e l’impegno contro le mafie
- Promuovere la legalità in ambito sportivo
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Ufficio Pari Opportunità, Laboratorio Cremona dei
bambini, Politiche educative
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Provincia di Cremona
DESTINATARI
Studenti e insegnanti delle classi terze dell’Itis “Torriani” di Cremona
BREVE DESCRIZIONE
Fissata da Sofocle in quell’atto rivolta che è anche di pietà, la sepoltura del fratello ribelle al tiranno, Antigone diviene
figura politica che introduce prima di tutto ai contenuti del progetto Antigone o della città condivisa. Un percorso di
incontri, seminari e spettacoli che invita la città a pensare alle proprie origini, alle fondamenta ideali su cui si è eretta:
alla legge e al suo rapporto con la giustizia, alla pietà come capacità trattare adeguatamente l’altro, al coraggio
capace di contrastare la violenza, e infine all’amore, creatore di un ordine nuovo che comprende e supera quello
istituzionale. Ma la storia di Antigone ci lascia anche il compito di generare forme concrete di convivenza e di
autentica cittadinanza: dalla collaborazione tra Libera Scuola e il progetto Antigone sono sorti seminari di formazione
per gli insegnati sui temi dell’educazione alla legalità e percorsi didattici rivolti agli studenti, per promuovere la
conoscenza della Costituzione, la memoria e l’impegno contro le mafie, la legalità in ambito sportivo, che hanno
coinvolto le classi terze dell’Itis “Torriani” di Cremona.
ATTIVITÀ REALIZZATE
SEMINARI DI FORMAZIONE DOCENTI
Seminari di formazione rivolti agli insegnanti, a cura degli esperti di Libera
Scuola, dedicati all’educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva, alla
convivenza democratica.
PERCORSI DIDATTICI CON GLI
STUDENTI
Tre percorsi didattici dedicati agli studenti:
−
‘La Costituzione si impara a scuola’
−
‘Verso il 21 marzo: memoria, partecipazione, cittadinanza’
−
‘Sportilandia. Un’idea della corsa Miguel’
INCONTRI APERTI ALLE SCUOLE E
ALLA CITTADINANZA
Incontri rivolti alla cittadinanza e agli studenti, dedicati al tema della lotta alle
mafie, della legalità democratica e della partecipazione attiva:
DONNE DI MAFIE, DONNE CONTRO LA MAFIA
Incontro con Gabriella Ebano e Ombretta Ingrascì
EDUCARE ALLA LEGALITÀ DEMOCRATICA: PARTECIPAZIONE E RESPONSABILITÀ
Incontro con Don Lugi Ciotti
MOSTRA VISIONI DI CITTÀ
Una mostra di disegni, curata dal Laboratorio Cremona dei Bambini in
collaborazione con la PInAC di Rezzato, per dare voce all’immaginario di
bambine e bambini: uno sguardo sulla propria città alla ricerca di desideri,
sogni e paure, alla scoperta di luoghi in cui riconoscersi o misurare al
contrario distanze stranianti.
24
LA CITTÀ DELLE DONNE. ALICE O DELLA CITTÀ IMMAGINATA
EDUCAZIONE ALL’USO RESPONSABILE DEL DENARO, ALLA SOBRIETÀ E AI CONSUMI
AMBITO OPERATIVO
Istituti scolastici e comunità locale
SETTORE DI RIFERIMENTO
Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili
OBIETTIVI
Educare all’uso responsabile del denaro, alla sobrietà e ai consumi
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Ufficio Pari Opportunità, Ufficio Sicurezza Urbana,
Servizio Politiche Giovanili
Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
C.I.S.Vol
DESTINATARI
Studenti degli istituti secondari di secondo grado
BREVE DESCRIZIONE
La figura di Alice, bambina nel paese delle meraviglie, ha guidato il progetto Alice o della città immaginata verso
l’immaginazione e la creatività, il sogno e l’utopia, come strumenti indispensabili per dare forma ai desideri che
animano l’immagine e la vita stessa della città. Nell’ambito di una riflessione sul rapporto tra città e desiderio, è sorto
un percorso didattico condiviso con l’Associazione Libera sul ruolo del denaro, uno dei motori materiali e simbolici
nella vita della città. Strumento necessario per il vivere quotidiano, il denaro rappresenta oggi anche un vero e proprio
oggetto del desiderio, fino a produrre quel senso di indigestione che le società del benessere portano con sé. Da
mezzo per produrre beni e soddisfare bisogni, il denaro diventa il fine in vista del quale si producono beni e si
soddisfano bisogni. È noto infatti che produzione e consumo sono due aspetti di un medesimo processo circolare: non
solo si producono merci per soddisfare bisogni, ma si producono anche bisogni per garantire la continuità della
produzione delle merci che assicurano denaro. Un rapporto scorretto tra desiderio e denaro veicola da un lato
proiezioni identitarie e sociali fondate sul possesso, dall'altro un uso distorto che favorisce comportamenti illegali legati
alla microcriminalità, che sconfinano nel disagio e nelle dipendenze. Addentrandosi in un territorio denso implicazioni
politiche e culturali, la proposta progettuale ha inteso innescare un percorso di coscienza critica su stili di vita e
consumi, lavorando sul concetto di responsabilità che ciascuno dovrebbe sviluppare non solo verso se stesso e gli
altri, ma verso l'ambiente e la città in cui vive. Consumare è una scelta e non un obbligo, una libertà e non una
coazione a ripetere.
ATTIVITÀ REALIZZATE
LABORATORI IN CLASSE
INCONTRI APERTI ALLE SCUOLE E
ALLA CITTADINANZA
Tre percorsi didattici dedicati agli studenti, a cura degli operatori della comunità
Casa Acmos di Torino:
- Educazione all'uso responsabile del denaro
- Da città industriali a città industriose
- Piccolo spazio... pubblicità
Un ciclo di incontri aperti alle scuole e alla cittadinanza, sul tema del rapporto
tra città e desiderio come godimento, come consumo di cose, tempo, relazioni,
spazi.
CONSUMO ERGO SUM (DAVIDE MATTIELLO)
Consumare per esistere ed essere riconosciuti: una riflessione sulle forme in
cui il consumo plasma il desiderio, a partire dall'esperienza di Casa Acmos,
comunità di vita, accoglienza e sperimentazione, che da cinque anni opera sui
temi della riduzione e selezione dei consumi, della mediazione dei conflitti e del
risparmio dei beni comuni fondamentali.
LA PARTECIPAZIONE TRA DESIDERIO E PROGETTO (MICHELE GAGLIARDO)
Nascere in un determinato paese ed essere iscritti alla locale anagrafe non fa di
noi dei cittadini: cittadini non si nasce ma si diventa, attraverso il mettersi
continuamente in gioco, responsabilmente. L’impegno attivo per la cittadinanza
è un percorso che produce senso di appartenenza, e insieme lavora
all’allargamento dell’accesso ai diritti che il vivere in una comunità rende
possibili. La partecipazione è un'arte che si può imparare da ragazzi, quando la
curiosità, il senso critico, la voglia di imparare e di cambiare producono forza e
inquietudine.
DAL CONSUMO DELLE RISORSE ALLE ECOMAFIE: RIFLESSIONI A PARTIRE DAL
RAPPORTO ECOMAFIA DI LEGAMBIENTE. (ENRICO FONTANA)
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L'intreccio tra organizzazioni mafiose e criminalità ambientale fa dell'Italia il
territorio elettivo dell'ecomafia. L’illegalità pervade il ciclo dei rifiuti e del
cemento, il traffico di specie protette e di opere d'arte da nord a sud del paese,
e la creazione di un vero e proprio sistema di legalità organizzata rappresenta
l'unica risposta davvero efficace ai fenomeni mafiosi in generale e ancora di più
a quelli delle ecomafie.
DAVVERO LA LEGALITÀ CONVIENE! (GIAN CARLO CASELLI)
La questione morale non è una pruderie di benpensanti: è una grande
questione democratica e istituzionale, perché un sistema intriso di corruzione o
di rapporti con la mafia è l'emblema del prevalere dell'interesse privato
sull'interesse pubblico. Qui sta il nodo di tutti i problemi del nostro Paese. È il
trionfo degli egoismi, degli interessi particolari che schiacciano, che annullano
molte volte l'interesse generale, è il degrado del senso morale, il trionfo,
purtroppo, dell'Italia dei furbi. E la furbizia può fare da apripista all'Italia
dell'illegalità e delle mafie. Un ciclo di incontri aperti alle scuole e alla
cittadinanza, sul tema del rapporto tra città e desiderio come godimento, come
consumo di cose, tempo, relazioni, spazi.
LABORATORIO FUMETTO E MOSTRA MAFIACARTOON
VIGNETTE DI LEGALITÀ
A conclusione del percorso didattico, coadiuvati dagli operatori del Centro
Fumetto “Andrea Pazienza” e a cura del Servizio politiche Giovanili, gli studenti
hanno realizzato disegni, vignette e racconti che associano il linguaggio del
fumetto alla riflessione sui temi della legalità. Le opere hanno trovato spazio
all’interno della mostra Mafiacartoon: sguardi di fumettisti e disegnatori di tutto il
mondo sulle conseguenze del sistema mafioso globale, raccolti
dall'Associazione Libera e divenuti percorso formativo rivolto ai giovani e non
solo.
26
DIFFERENZE.
GENERI, GENERAZIONI, GEOGRAFIE
AMBITO OPERATIVO
Istituti scolastici e comunità locale
SETTORE DI RIFERIMENTO
Personale – Sviluppo Organizzativo – Comunicazione e Politiche Giovanili
- Leggere le differenze culturali a partire dai nessi e dalle interdipendenze
con le disuguaglianze materiali
- Valorizzare le differenze culturali e comprendere il concetto di legame
OBIETTIVI
ESTENSIONE TERRITORIALE
sociale
Riflettere sul rapporto tra individuo e collettività
Riflettere sul significato della partecipazione
Comprendere il concetto di cittadinanza attiva
Analizzare la relazione esistente tra le scelte dei singoli e le conseguenze
sulla collettività
- Riflettere sulla dimensione quotidiana della legalità
Comune di Cremona
-
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Ufficio Pari Opportunità, Ufficio Sicurezza Urbana,
Servizio Politiche Giovanili
Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
C.I.S.Vol.
DESTINATARI
Studenti degli istituti secondari di secondo grado
BREVE DESCRIZIONE
Le nostre città sono un vero e proprio ricettacolo di differenze che convivono e confliggono a più livelli, il luogo dove le
contraddizioni precipitano, i legami si lacerano, le identità e i percorsi si intrecciano. Dalle classi di età alle differenze
di genere, dalle disparità in termini di ricchezza e potere alle differenze di occupazioni, lingue, credenze e culture, la
differenza è costitutiva del concetto stesso di società. Differenze è un percorso didattico articolato in laboratori,
incontri ed esperienze affronta il tema delle differenze, declinandolo secondo i tre ambiti di generi, generazioni e
geografie. L’intento è quello di leggere le differenze culturali a partire dai nessi e dalle interdipendenze con le
disuguaglianze materiali, domandandosi se la valorizzazione delle differenze culturali giochi un ruolo nel produrre e
riprodurre le disuguaglianze materiali oppure nel contrastarle e ridurle.
Esaltare le differenze indiscriminatamente e inneggiare alla necessità della loro convivenza ad ogni costo nasconde
spesso il pericolo dell’ambiguità e della caduta retorica: l’esaltazione della diversità rischia infatti di lasciare intatte le
radici delle disuguaglianze, e affrontare i dilemmi di valore inerenti alle differenze socioculturali mediante criteri di
indifferenza etica. Occorre allora riconoscere l’impossibilità di un punto di vista assoluto e universale, e assumere
invece uno sguardo parziale, di appartenenza. Per immaginare una nuova configurazione della società serve forse un
approccio relazionale che sappia rinegoziare regole di convivenza possibile nella quotidianità, che favoriscano
l’incontro, tutelino e riconoscano il valore delle differenze, la loro inesauribile riserva di significato.
Accanto ai percorsi teorici e laboratoriali che coinvolgono gli studenti, una speciale attenzione è rivolta alla dimensione
del fare, per legare la riflessione a esperienze concrete e pratiche condivise, tentando di attraversare l’extrascuola e la
dimensione dell’informalità. Per lo stesso motivo, la contestualizzazione territoriale del progetto prevede anche
l’incrocio con i progetti nazionali Regoliamoci, Albachiara e Rosso Malpelo, promossi dall’Associazione Libera.
ATTIVITÀ REALIZZATE
GENERI
GENERAZIONI
Leggere e riconoscere pregiudizi, stereotipi e aspettative legati alla
costruzione dei ruoli femminili e maschili, per immaginare se stessi fuori e
oltre i tradizionali modelli culturali e sociali:
- laboratorio a cura dello Studio associato in psicologia Gozellino-Mascherpa
- progettazione e realizzazione di un evento per la giornata dell’8 marzo a
scuola
Fare spazio, ascoltare, avere un linguaggio comune: forme e modi diversi di
intendere la partecipazione politica tra generazioni:
- laboratori di cittadinanza attiva a cura del Gruppo Abele di Torino
- produzione di materiali e supporti attraverso molteplici linguaggi artistici,
curati dai giovani artisti del circuito “Attraversarte” – Servizio Politiche
27
-
Giovanili, in vista della partecipazione alla rassegna-concorso di Albachiara
adesione ai forum di partecipazione e confronto per i giovani, attivati dal
servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona
GEOGRAFIE
Diritti, opportunità, privilegi: differenze tra nord e sud d’Italia e del mondo,
mafie come negazione dei diritti che si fa ostacolo allo sviluppo:
- laboratorio su cittadinanza e diritti a cura del Gruppo Abele di Torino
- laboratorio di lettura di Gomorra a cura degli operatori della Cooperativa
“Equilibri” di Modena
- progetto Rosso Malpelo su lavoro minorile e lavoro nero, con proiezione del
film Rossomalpelo e adesione al progetto di adozione a distanza.
INCONTRO APERTO ALLE SCUOLE E
ALLA CITTADINANZA
A conclusione dei percorsi laboratoriali nelle scuole incontro con il Magistrato
Piercamillo Davigo.
CENA DELLA LEGALITA’
L’idea di concludere il percorso con un appuntamento conviviale e festoso
che coinvolga ragazzi, insegnanti e cittadini, è nata durante i laboratori
didattici dello scorso anno, quando uno degli animatori di Libera ha sollecitato
i ragazzi con la proposta di organizzare una cena della legalità.
L’evento avrà come fulcro centrale la cena, realizzata con alimenti delle
cooperative di Liberaterra, prodotti nei terreni confiscati alle mafie e
riconvertiti per uso sociale, e di altre realtà che operano nel territorio
cremonese. A seguire l’intervento di alcuni rappresentanti di Libera, tra i quali
don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione, e da un momento di animazione
a cura dei ragazzi.
Obiettivo della serata è attivare un processo in cui far sperimentare ai ragazzi
forme di reale partecipazione, che si concretizzano nell’organizzazione
dell’evento e nella sua realizzazione alla fine dell’anno scolastico.
28
INFORMAGIOVANI
AMBITO OPERATIVO
SETTORE DI RIFERIMENTO
OBIETTIVI
ESTENSIONE TERRITORIALE
SOGGETTI COINVOLTI
DESTINATARI
BREVE DESCRIZIONE
ATTIVITÀ REALIZZATE
29
SALONE DELLO STUDENTE
AMBITO OPERATIVO
SETTORE DI RIFERIMENTO
OBIETTIVI
ESTENSIONE TERRITORIALE
SOGGETTI COINVOLTI
DESTINATARI
BREVE DESCRIZIONE
ATTIVITÀ REALIZZATE
30
IMMIGRAZIONE ED INTEGRAZIONE
AMBITO OPERATIVO
Comunità straniere
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
OBIETTIVI
−
−
−
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia locale, settore Gestione Entrate, settore Affari
sociali, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Stranieri, Ufficio Periferie, Ufficio
anagrafe
Comunità di Immigrati, I.Re.F – Istituto Regionale Lombardo di Formazione per
l’Amministrazione Pubblica, ASL, Sunia di Cremona
DESTINATARI
Stranieri
Favorire il dialogo tra comunità straniere, Amministrazione locale e cittadinanza
Integrare le politiche di sostegno per l’inserimento e l’integrazione
Attivare momenti di partecipazione della popolazione extracomunitaria alla vita
sociale locale
− Ridurre la percezione di insicurezza nella popolazione autoctona
BREVE DESCRIZIONE
L’integrazione della popolazione immigrata rappresenta un importante tassello delle politiche integrate di sicurezza
urbana. La presenza straniera è spesso fonte per le comunità locali di insicurezza: abitudini e stili di vita differenti
possono, a volte, confliggere con quelli della cultura ospitante.
Ciò che non si conosce è facilmente temibile: da qui la necessità di creare luoghi di incontro, di aprire la porta del
dialogo, della vicinanza e della conoscenza. Tutte azioni fondamentali a valorizzare questa popolazione che è
un’importante risorsa, a rassicurare la comunità cremonese e a incrementare la sicurezza nel contesto cittadino.
Obiettivo è quindi quello di favorire e costruire l’integrazione attraverso l’ascolto, il dialogo, l’osservazione, il
monitoraggio e l’organizzazione di momenti di incontro tra cittadini cremonesi e stranieri coordinando l’attività della
Polizia locale del Comune di Cremona e dell’Ufficio Sicurezza Urbana con le risorse e le politiche esistenti a livello
istituzionale e territoriale.
ATTIVITÀ REALIZZATE
CONOSCENZA RECIPROCA
Ricerca e consolidamento di contatti e legami con i rappresentanti delle
comunità immigrate presenti sul territorio attraverso l’attività della Polizia
locale del Comune di Cremona.
INTEGRAZIONE
Integrazione dei servizi presenti sul territorio rivolti alla popolazione immigrata
(centro locale di parità, politiche di sostegno, associazionismo di donne di
fede islamica).
PARTECIPAZIONE
Promozione e organizzazione di momenti di incontro ed eventi multiculturali
in città e nei quartieri (soprattutto all’interno del lavoro di comunità nelle
periferie cittadine).
COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE E
ASCOLTO
Incontri di informazione e di educazione alla legalità e al rispetto delle regole
del vivere quotidiano, finalizzati a sensibilizzare e informare gli stranieri su
temi particolarmente rilevanti per l’interazione sociale (casa, salute, igiene,
lingua, diritti-doveri).
FORMAZIONE INTERCULTURALE
Realizzazione di un corso di formazione interculturale per operatori dell’Ente
locale, realizzato anche grazie agli interventi di alcuni rappresentanti di
diverse comunità straniera.
MONITORAGGIO E CONTROLLO
Monitoraggio costante dei luoghi di ritrovo (locali pubblici) e degli spazi urbani
(strade, panchine), ovvero punti di riferimento costante per la popolazione
immigrata e che possono produrre una sensazione di disagio e di pericolo.
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PROGETTI PER L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI NELLE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE
AMBITO OPERATIVO
Scuole statali primarie e secondarie di primo e secondo grado
SETTORE DI RIFERIMENTO
Politiche Educative
OBIETTIVI
- Favorire l’integrazione degli alunni non italofoni e sostenerne i risultati
scolastici e formativi
- Supportare gli interventi programmati e realizzati dalle scuole autonome in
questo campo
- Promuovere la diffusione di un approccio interculturale e facilitare la
valorizzazione delle diversità nazionali e linguistiche all’interno delle
comunità scolastiche
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: settore politiche educative
Scuole statali primarie e secondarie di primo e secondo grado
DESTINATARI
−
−
−
Alunni non italofoni
Famiglie
Docenti degli istituti coinvolti
BREVE DESCRIZIONE
A partire dall’anno 2000 il Settore Politiche Educative ha promosso interventi finalizzati a sostenere le scuole primarie
e secondarie nello sforzo di integrazione degli alunni stranieri. Nella prima metà di questo decennio, infatti, gli istituti si
sono trovati di fronte ad una vera e propria emergenza per l’afflusso crescente di alunni che non possedevano
sufficiente conoscenza della nostra lingua per poter affrontare il normale percorso di studi. La presenza di questi
bambini e ragazzi comportava una sfida di “adattamento” per il nostro sistema scolastico, ma presentava anche
opportunità di arricchimento e di crescita attraverso l’incontro con altre lingue e culture.
ATTIVITÀ REALIZZATE
COORDINAMENTO INSEGNANTI
REFERENTI DELLE SCUOLE PRIMARIE E
SECONDARIE DI PRIMO GRADO
Percorsi di formazione e supervisione rivolti agli insegnanti referenti delle
Commissioni Intercultura. Organizzati sotto forma di gruppo di lavoro, hanno
la finalità di guidare le docenti nella progettazione degli interventi all’interno
dei contesti scolastici e di verificare insieme i livelli di realizzazione e
l’efficacia delle attività. Il gruppo di lavoro inoltre ha prodotto, sui singoli temi
(accoglienza alfabetizzazione, ecc), materiali originali che sono stati stampati
e distribuiti a tutte le scuole.
SOSTEGNO ALLA PROGETTAZIONE
DELLE SCUOLE
Erogazione, nell’ambito degli interventi di diritto allo studio, di contributi alle
singole scuole, per la realizzazione di progetti di integrazione.
CON PAROLE CANGIANTI
Il progetto comprende una serie di interventi finalizzati a favorire la frequenza
scolastica degli alunni stranieri nelle scuole secondarie di secondo grado e
nella formazione professionale ed a migliorare a loro capacità di usare
l’italiano come lingua per lo studio.
In particolare vengono realizzati:
- corsi di alfabetizzazione per gli alunni delle scuole secondarie di primo e
secondo grado
- corsi di formazione e aggiornamento per docenti e alfabetizzatori.
E’ stato costituito un gruppo di alfabetizzatori che comprende sia docenti
delle scuole interessate disponibili a svolgere questo ruolo con incarichi ad
hoc, sia operatori esterni. Il gruppo diventa punto di riferimento per tutti gli
istituti e garantisce un livello di competenza comune tra gli alfabetizzatori.
CORSI DI ALFABETIZZAZIONE PER
MAMME STRANIERE
Promozione di percorsi di alfabetizzazione in lingua italiana rivolti alle
mamme di bambini immigrati che frequentano le scuole primarie a Cremona.
I corsi, organizzati in collaborazione con soggetti EDA del territorio che si
occupano di Educazione degli adulti (Centro territoriale, Centro studi e
ricerche), si tengono presso gli istituti delle scuole primarie interessati e
hanno la finalità di migliorare la capacità delle donne di comprendere e
parlare la nostra lingua, di relazionarsi con il contesto della scuola e di
seguire i figli nel lavoro scolastico.
32
APPRENDERE A CREMONA.
PROMOZIONE E COORDINAMENTO DELLE INIZIATIVE DI EDUCAZIONE DEGLI ADULTI
AMBITO OPERATIVO
Servizi educativi
SETTORE DI RIFERIMENTO
Politiche Educative
−
OBIETTIVI
Promuovere la più ampia partecipazione della popolazione adulta ad
iniziative educative e di aggiornamento, sostenendo in particolare la
partecipazione delle fasce deboli
− Favorire la conoscibilità e trasparenza delle iniziative
− Promuovere la capacità di collaborazione reciproca tra gli enti in funzione
della maggiore efficacia degli interventi e di una razionalizzazione delle
risorse
− Promuovere l'adozione da parte degli enti di strumenti adeguati per
garantire la qualità delle iniziative, a vantaggio dell'utenza
ESTENSIONE TERRITORIALE
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: settore politiche Educative
Comuni di: Olmeneta, Soresina, San Bassano, Casalbuttano, Stagno
Lombardo, Sospiro, Gerre de' Caprioli, Gadesco Pieve Delmona
Provincia di Cremona
Scuole del Distretto (IPC ‘Einaudi’, ITC Sospiro, ITC ‘Beltrami’, Terzo Circolo
Didattico) e Centri Formazione (Ial Lombardia, Enaip)
Sindacati (CISL, CGIL, UIL) e Associazioni di Categoria (CNA, Collegio
Geometri, Ordine Ingegneri, Confcommercio )
CSA di Cremona
Polo Universitario (Università Cattolica del Sacro Cuore di
, Università
degli studi di Brescia)
Associazioni di volontariato (‘Non solo noi’, Cisvol) e Associazioni culturali
(ADAFA, Ass. ex allievi Liceo ‘Manin’)
Centro Territoriale Permanente (Scuola Media ‘Campi’)
IRRE Lombardia
Partner progetto FSE Apprendere a Cremona
DESTINATARI
- operatori dell'Educazione degli adulti
- cittadini interessati a partecipare ad attività di formazione, aggiornamento,
arricchimento delle competenze personali e socializzazione
BREVE DESCRIZIONE
I tanti cambiamenti nel mondo del lavoro e nella società non consentono più alle persone di fare “come si faceva
una volta”: studiare fino a 14 o 18 anni, e poi utilizzare quello che avevano studiato a scuola per tutto il resto della
vita. Oggi tutti – quelli che da giovani hanno studiato poco, e anche quelli che hanno studiato molto – sono
sollecitati o obbligati ad affrontare diverse esperienze ed occasioni di apprendimento in diversi momenti della loro
vita, per cambiare lavoro o per non perderlo, per esercitare i propri diritti o per migliorare il proprio benessere
personale. Lavoratori di mezza età sono “costretti” a studiare l’informatica o una lingua straniera, e a volte sono i
nonni, pensionati, che ricominciano a imparare ad usare un computer insieme ai nipoti…
A loro volta, cittadini stranieri che giungono nel nostro paese hanno l’esigenza di imparare la lingua italiana e poi di
frequentare corsi per inserirsi nel mondo del lavoro. Persone di ogni età scoprono nuovi interessi e li condividono
frequentando corsi per il tempo libero; e anche ai genitori, per imparare a educare i figli, vengono sempre più
spesso offerti corsi ed incontri da enti pubblici e da associazioni.
“L’Educazione degli Adulti – o Educazione permanente - comprende tutte quelle attività di apprendimento, formale
o non formale (a scuola, sul lavoro, nelle associazioni, nei corsi liberi…) avviate in qualsiasi momento della vita, e
volte a migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze in una prospettiva personale, civica, sociale e/o
occupazionale” . (Unione Europea)
Il Settore Politiche Educative si occupa di interventi finalizzati a promuovere e armonizzare le iniziative di
educazione degli adulti sul territorio comunale, secondo obiettivi locali individuati sia attraverso consultazioni sul
territorio, sia documenti e linee di indirizzo dell'Unione Europea, raccogliendo e diffondendo le informazioni relative
a tutte le iniziative di educazione e formazione rivolte a cittadini adulti, sostenendo progetti integrati e sperimentali
in questo campo, anche attraverso l'istituzione di tavoli di coprogettazione tra enti diversi (scuole, enti di
formazione, associazionismo...).
33
ATTIVITÀ REALIZZATE
COSTITUZIONE DEL
COMITATO LOCALE DI EDUCAZIONE
DEGLI ADULTI
Costituzione del Comitato Locale di Educazione degli adulti, organo
interistituzionale istituito nell'aprile 2003 in base alla direttiva del Ministero
dell'Istruzione 22/2001, e svolgimento dell’attività di supporto alle iniziative
del comitato.
FSE APPRENDERE A CREMONA
Promosso e gestito dall’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di
Cremona dal settembre 2003 al settembre 2004, il progetto ‘Apprendere a
Cremona’ ha avuto la finalità di sostenere la messa in rete e la qualificazione
degli interventi di educazione degli adulti sul territorio del comune e dell’ex
distretto scolastico. L’intervento si inseriva in un quadro nazionale ed
europeo che ha visto, negli ultimi anni, una serie di interventi orientati a
promuovere azioni di riorganizzazione e potenziamento delle attività di
educazione degli adulti, nella logica dello sviluppo di un’offerta articolata e
interconnessa rivolta a tutte le categorie di cittadini.
Il progetto aveva l'obiettivo generale di sostenere il consolidamento della rete
di enti e di operatori attraverso strumenti di informazione, occasioni di
confronto e di lavoro comune e la sperimentazione di alcune attività operative
e di aumentare la possibilità per tutti i cittadini di accedere a percorsi e
occasioni formative efficaci rispetto ai bisogni individuali, nella logica
dell’“apprendimento lungo tutto l’arco della vita”.
MESSA IN RETE DEGLI INTERVENTI
Raccolta e diffusione delle informazioni relative a tutte le iniziative di
educazione e formazione rivolte a cittadini adulti.
PROGETTAZIONE INTERVENTI
Progettazione di interventi integrati e sperimentali in questo campo, anche
attraverso l'istituzione di tavoli di coprogettazione tra enti diversi (scuole, enti
di formazione, associazionismo...)
COMUNICAZIONE
Creazione e cura del sito internet dedicato (www.apprendereacremona.it)
attraverso il quale anche i singoli enti possono segnalare le iniziative in
partenza e condividere materiali sulle esperienze realizzate.
Aggiornamento della banca dati contenuta nel sito con le schede di oltre 130
enti del territorio che promuovono iniziative rivolte ad adulti.
CORSI DI ALFABETIZZAZIONE PER
MAMME STRANIERE
Promozione di percorsi di alfabetizzazione in lingua italiana rivolti alle
mamme di bambini immigrati che frequentano le scuole primarie a Cremona.
I corsi, organizzati in collaborazione con soggetti EDA del territorio (Centro
territoriale, Centro studi e ricerche), si tengono presso gli istituti delle scuole
primarie interessati e hanno la finalità di migliorare la capacità delle donne di
comprendere e parlare la nostra lingua, di relazionarsi con il contesto della
scuola e di seguire i figli nel lavoro scolastico.
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PROGETTO “PERIFERIE AL CENTRO”
– UFFICIO PERIFERIE
AMBITO OPERATIVO
Comunità di perifieria
SETTORE DI RIFERIMENTO
Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili
OBIETTIVI
−
−
−
−
ESTENSIONE TERRITORIALE
SOGGETTI COINVOLTI
DESTINATARI
Attivare e animare le comunità di periferia
Promuovere il protagonismo nelle comunità delle periferie
Accrescere la partecipazione e la responsabilizzazione dei cittadini
Mediare e facilitare i rapporti tra periferie urbane e Ente locale
Comune di Cremona
Comune di Cremona: Settore Affari sociali, settore Politiche educative, Polizia
Locale, Ufficio Tempi,
Servizi presenti sui diversi territori,
Cittadini singoli o organizzati.
Cittadini singoli o gruppi di cittadini, Comitati spontanei di Zona
BREVE DESCRIZIONE
Il Progetto "Periferie al Centro" è un percorso che l'Amministrazione ha intrapreso per dotare le periferie cittadine di
strumenti di coinvolgimento attivo e di partecipazione, finalizzati a conoscere, discutere ed affrontare le problematiche
che caratterizzano le zone situate ai confini della cintura urbana. Per una migliore gestione del territorio, sono state
istituite due zone complessive, poste a semicerchio intorno al centro cittadino.
La volontà che sottende all'iniziativa nel suo complesso è quella di valorizzare le Periferie come luoghi di un'esistenza
qualificata, dove sia costante la partecipazione democratica alla vita politico-amministrativa dell'intera città.
L’ufficio Periferie, nato all’interno del Progetto "Periferie al Centro", è una struttura operativa che intende: coordinare
richieste e risorse del territorio per favorire la comunicazione e l’informazione, incoraggiare la partecipazione delle
numerose risorse presenti in ogni periferia cittadina; rafforzare il dialogo tra Cittadini e Amministrazione, riconoscendo i
Comitati spontanei di zona come interlocutori privilegiati nella comunicazione, nella condivisione dei progetti e nelle
sperimentazioni messe in atto, attraverso un metodo basato sulla reciprocità.
ATTIVITÀ REALIZZATE
COORDINAMENTO E CONSULENZA
COMITATI SPONTANEI E DI ZONA,
GRUPPI INFORMALI E AI CITTADINI
CONOSCENZA DEL TERRITORIO
Momenti di ascolto, di consulenza e di informazione, rivolti ai Comitati, ai Gruppi
e anche al singolo cittadino, per fornire e favorire la formazione di strumenti e
conoscenze necessarie nel rapporto con l'Amministrazione.
Promozione di incontri con i Comitati Spontanei di zona, con i Gruppi, con i
Garanti, con i Volontari sul territorio, ecc. su tematiche specifiche.
Accompagnamento in percorsi di progettazione partecipata e di attivazione di
Comunità.
Studio del territorio e analisi delle diverse richieste attraverso la messa in rete
delle risorse, il coordinamento delle singole proposte, incontri di
approfondimento e sopralluoghi in collaborazione con altri settori e servizi del
Comune.
SVILUPPO E ATTIVAZIONE DI COMUNITÀ
Attraverso i Comitati, le Associazioni, le realtà territoriali si intende sviluppare
una comunità attiva, più integrata e responsabile, che si prenda cura
autonomamente dei problemi di sicurezza, di aggregazione, di partecipazione e
dei problemi sociali del territorio, avviando percorsi di confronto, di animazione e
attivazione della comunità.
PROGETTO CONSULTA DI ZONA
Il progetto prevede la costituzione di una macroarea che riunisca più periferie
cittadine in un’area della città particolarmente ricca di risorse e forme
aggregative. Il progetto intende rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita
della comunità nella quale vivono, sostenere le loro espressioni associative e
favorire l’informazione che riguardano il territorio. La costituzione di una consulta
consente di conoscere e condividere problematiche di interesse più diffuso
attraverso la rete del territorio, composta anche dai Servizi comunali.
GARANTI DEL VERDE
Il progetto "Garante del Verde" nasce dalla duplice esigenza di assicurare
l'attenzione necessaria agli spazi verdi delle periferie e di promuovere una
cittadinanza attiva cercando di favorire una maggiore sensibilizzazione e
responsabilità sul tema dell’ambiente e della cura e salvaguardia del verde
pubblico, in particolare nelle zone periferiche della città.
35
LABORATORIO DI QUARTIERE DI BORGO LORETO
AMBITO OPERATIVO
Comunità di periferia
SETTORI DI RIFERIMENTO
Affari Sociali, Polizia Municipale e Sviluppo Organizzativo.
−
OBIETTIVI
ESTENSIONE TERRITORIALE
Promuovere la partecipazione degli abitanti alla progettazione degli
interventi di riqualificazione del quartiere
−
Sviluppare un accompagnamento individuale e sociale
−
Attivare la comunità locale
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia Locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Polizia di
Stato, Ufficio Periferie, Laboratorio di Quartiere, Servizio Politiche Giovanili,
Centro per le Famiglie, Ufficio Stranieri, Ufficio Alloggi, Settore Politiche
Educative; Settore Lavori Pubblici, Comitato per il Contratto di Quartiere,
Settore Mobilità, Traffico e Trasporti.
A.L.E.R., C.I.S.V.O.L., Garante per il Verde, Centro Sociale per pensionati e
anziani ‘L. Pinoni’, Parrocchia Beata Vergine Lauretana, Ass. Città dell’Uomo,
Scuola Materna ‘A. Gallina’, Scuola Elementare ‘A. Stradivari’, Centro
Interculturale ‘Mondoinsieme’, Associazione ‘Comitato Immigrati di Cremona’,
Comitato spontaneo di cittadini ‘Borgo Loreto’.
DESTINATARI
Residenti, associazioni e realtà aggregative del quartiere Borgo Loreto
BREVE DESCRIZIONE
L'Amministrazione Comunale, nel 2005, ha avuto accesso al finanziamento ministeriale denominato "Contratti di
Quartiere 2", per la riqualificazione fisica e lo sviluppo sociale di un'area particolarmente ricca di Edilizia Residenziale
Pubblica, individuata nel quartiere di Borgo Loreto.
L’intervento, discusso con i cittadini attraverso il Piano di Progettazione partecipata, coinvolge la comunità di Borgo
Loreto attraverso una profonda trasformazione e riqualificazione urbana (case, strade, spazi verdi, sottoservizi,
viabilità); il Contratto porterà anche ad un incremento degli alloggi e quindi ad una trasformazione del quartiere anche
dal punto di vista socio-demografico.
Studiando proprio le caratteristiche sociali e demografiche di Borgo Loreto sono stati messi in atto una serie di
interventi a medio e lungo termine raccolti all’interno del Piano di Accompagnamento Sociale (PAS).
Il PAS è parte integrante del Contratto di Quartiere e mette in campo azioni a sostegno degli individui e azioni di
sostegno delle attività collettive del quartiere.
Per garantire a tutti i residenti informazione e partecipazione sullo svolgimento del Contratto di Quartiere, è stato
istituito il Laboratorio di quartiere Borgo Loreto, ufficio pensato all'interno del quartiere presso il quale il residente
può trovare risposta alle sue domande.
Il Laboratorio accoglie gli operatori dei Servizi Sociali, della Polizia Locale e dell'Ufficio Periferie, che coordina le
attività del Laboratorio. In questo spazio è possibile consultare i progetti che verranno realizzati, vedere le piantine
delle case e degli spazi comuni che verranno riqualificati all'interno del quartiere. L'ufficio, che vede alternarsi operatori
dell'Ufficio Periferie, della Polizia Locale e degli Affari Sociali, è un punto di riferimento continuo e costante per tutti i
cittadini del quartiere proponendosi come spazio fisico riconoscibile all'interno del quartiere in cui si possono trovare
informazioni e occasioni di partecipazione in merito al progetto di riqualificazione.
Il Laboratorio è quindi luogo di progettazione e gestione del Piano di Azioni Sociali (PAS).
Il PAS si compone:
- di azioni di accompagnamento individuale (in capo al Settore Affari Sociali): Piano della Mobilità forzosa, Casi
Sociali in ingresso
- di azioni di accompagnamento sociale a sostegno delle attività collettive: Attivazione e organizzazione della
Comunità (Ufficio Periferie), Patto Locale per la Sicurezza (Polizia Locale), Mediatori di Condominio (Affari Sociali).
36
ATTIVITÀ REALIZZATE
ACCOMPAGNAMENTO INDIVIDUALE
ACCOMPAGNAMENTO SOCIALE
L'accompagnamento individuale fa capo al Settore Affari Sociali e prevede azioni a
sostegno degli individui che sono particolarmente toccati dal processo di
ristrutturazione per trovare soluzioni e risposte, spesso individualizzate, che
riducano il più possibile il pesante disagio creato dalla trasformazione: ‘Piano della
Mobilità forzosa’ e ‘Casi sociali in ingresso’.
ATTIVAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLA COMUNITÀ: l’ufficio Periferie si occupa di
favorire la partecipazione del territorio alle attività del quartiere; attraverso il
Laboratorio e i singoli progetti di attivazione di comunità si intendono costruire
occasionI di scambio di informazioni, di confronto, di tessitura di relazioni tra una
pluralità di attori interessati, per diversi motivi, al miglioramento delle condizioni del
quartiere:
- progetto comunicazione: rivolto agli abitanti del quartiere per consentire ai
cittadini di orientarsi nel progetto e acquisire le necessarie informazioni sulle
tempistiche dei cantieri e sulle trasformazioni in atto (newsletter, giornali, bacheche
ecc.).
- verde e scuole: questa progettazione prevede la collaborazione di più soggetti
(Centro Anziani, Laboratorio Cremona dei Bambini, Scuole, altre associazioni,
cittadini singoli) nell'ideazione e nella realizzazione di interventi di promozione
dell'educazione civica e della responsabilità collettiva a partire dall'uso e dalla cura
degli spazi verdi del quartiere.
- ‘BORGO IN RETE’: mette in rete le molte realtà associative e i servizi comunali e
non, presenti sul territorio di Borgo Loreto, allo scopo di pubblicizzare la loro attività
e sperimentare nuove proposte aggregative per il territorio e costruire microprogetti
mirati sul quartiere. Ne fanno parte 16 realtà che operano a vario titolo sul territorio
e che insieme organizzano alcuni appuntamenti ormai abituali come la festa di
Borgo in Rete e Borgo in Bici, quest’ultimo realizzato nell'ambito del Patto Locale di
Sicurezza Urbana per il quartiere Borgo Loreto e della collaborazione con il progetto
/BiC - Benessere in città: muoversi nei tempi di una città sostenibile/, e le iniziative
per il Natale.
Dall’importante collaborazione con le Scuole e le agenzie del territorio che si
occupano di famiglia e di cittadini stranieri stanno nascendo progetti mirati a
combattere l’esclusione sociale e a favorire l’integrazione fra cittadini stranieri e
residenti del quartiere.
Mediatori di condominio: progetto sperimentale che prevede l’inserimento nel
percorso avviato dal Laboratorio di una figura innovativa di mediazione sociale.
I principali obiettivi dei mediatori sono di facilitare e promuovere le condizioni
necessarie per sviluppare una pacifica e armoniosa convivenza all’interno dei
condomini del quartiere, sia riqualificati, che in fase di riqualificazione ed aumentare
la percezione di sicurezza da parte dei cittadini, attraverso la gestione e la riduzione
della conflittualità sociale.
I mediatori di condominio forniscono ai residenti anche un supporto e sostegno nel
rapporto con l’Amministrazione locale e con l’Azienda Lombarda Edilizia
Residenziale, proprietaria degli immobili.
Patto Locale di Sicurezza Urbana, uno strumento previsto dall’art. 32 della Legge
Regionale 4/2003 per implementare le locali politiche integrate di sicurezza e per
migliorare le condizioni di vivibilità di un territorio (cfr. scheda Patto Locale di
Sicurezza Urbana Borgo Loreto)
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PATTO LOCALE DI SICUREZZA URBANA BORGO LORETO
AMBITO OPERATIVO
Comunità di periferia
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
−
−
−
OBIETTIVI
−
−
−
−
Migliorare le condizioni di vivibilità del quartiere agevolando la partecipazione
attiva dei residenti
Ottimizzare il presidio del territorio da parte delle Forze di Polizia
Promuovere l’integrazione tra Forze di Polizia, il Comune di Cremona, le
agenzie sociali e i cittadini
Approfondire la conoscenza del quartiere e delle sue problematiche
Svolgere attività di prevenzione dei reati, soprattutto di truffe e raggiri di cui è
vittima soprattutto la popolazione anziana
Migliorare il livello di integrazione dei cittadini stranieri
Ridurre la conflittualità sociale presente soprattutto negli stabili di edilizia
residenziale pubblica
ESTENSIONE TERRITORIALE
Quartiere Borgo Loreto
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia Locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Polizia di Stato,
Ufficio Periferie, Laboratorio di Quartiere, Servizio Politiche Giovanili, Centro per le
Famiglie, Ufficio Stranieri, Ufficio Alloggi, Settore Politiche Educative; Settore
Lavori Pubblici, Comitato per il Contratto di Quartiere, Settore Mobilità, Traffico e
Trasporti.A.L.E.R., C.I.S.V.O.L., Garante per il Verde, Centro Sociale per
pensionati e anziani ‘L. Pinoni’, Parrocchia Beata Vergine Lauretana, Ass. Città
dell’Uomo, Scuola Materna ‘A. Gallina’, Scuola Elementare ‘A. Stradivari’, Centro
Interculturale ‘Mondoinsieme’, Associazione ‘Comitato Immigrati di Cremona’,
Comitato spontaneo di cittadini ‘Borgo Loreto’.
DESTINATARI
Residenti quartiere Borgo Loreto
BREVE DESCRIZIONE
Il Patto Locale di Sicurezza Urbana è uno strumento previsto dall’art. 32 della Legge Regionale 4/2003 per
implementare le locali politiche integrate di sicurezza e per migliorare le condizioni di vivibilità di un territorio.
Sottoscritto per prima volta nel dicembre 2004 e rinnovato nel maggio 2006, Il Patto Locale di Sicurezza Urbana di
Borgo Loreto vuole migliorare le condizioni di vivibilità e sicurezza di una porzione di territorio cittadino attraverso
l’integrazione dei programmi e delle azioni di tutti gli attori che nella città concorrono a produrre il bene sicurezza.
L’analisi e il monitoraggio continuativo delle caratteristiche della zona e delle sue problematiche effettuata dagli attori
coinvolti nei tre anni di vita del Patto Locale, hanno permesso di lavorare a fianco degli abitanti per evidenziare le
criticità e predisporre interventi integrati sul territorio capaci di rassicurare e diminuire il senso di insicurezza.
L’insieme delle attività realizzate nel quartiere di Borgo Loreto sono il frutto del lavoro congiunto di Polizia Locale del
Comune di Cremona , Polizia di Stato, Uffici e Servizi dell’Amministrazione comunale e Agenzie del territorio.
ATTIVITÀ REALIZZATE
ACCOMPAGNAMENTO SOCIALE
E ATTIVAZIONE COMUNITÀ
CONTROLLO DEL TERRITORIO E
PROSSIMITÀ
Accompagnamento e mediazione culturale per gli stranieri residenti.
Mediazione sociale per la costruzione di rapporti di buon vicinato.
Riunioni periodiche con i rappresentanti dei Comitati di quartiere.
Incontri con gli anziani presso i centri di aggregazione e i centri sociali per
raccogliere segnalazioni, opinioni e sensazioni sulla vita nel quartiere.
Realizzazione di iniziative sociali e culturali per promuovere la partecipazione alla
vita di comunità
Sostegno e promozione della partecipazione alla progettazione degli interventi di
riqualificazione urbana (dotazione di opere infrastrutturali, miglioramento delle
infrastrutture esistenti, ristrutturazione degli edifici di residenza pubblica).
Pattuglie appiedate di Polizia locale del Comune di Cremona con frequenza
settimanale in orari particolarmente indicati per la vita associativa del quartiere.
Presidio mobile della Polizia Locale in postazione fissa presso il giardino pubblico.
Incontri tematici su raggiri e truffe, codice della strada dedicati agli anziani.
Educazione stradale presso le scuole materne e la scuola elementare del quartiere
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BENESSERE IN CITTÀ: MUOVERSI NEI TEMPI DI UNA CITTÀ SOSTENIBILE
PIANO TERRITORIALE DEGLI ORARI DELLA CITTÀ DI CREMONA (L.53/2000; L.R.28/2004)
AMBITO OPERATIVO
Comunità
SETTORE DI RIFERIMENTO
Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili
−
OBIETTIVI
Individuare, promuovere e sperimentare forme di mobilità urbana
sostenibile
− Rendere più flessibili e adattivi gli orari di lavoro e gli orari di erogazione dei
servizi urbani
− Favorire la conciliazione tra tempi di vita e orari di lavoro di lavoratrici/ori
e/o genitori
− Ridurre l’inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona:Ufficio Tempi, Ufficio Ecologia, Servizio Comunicazione,
Settore Politiche Educative, Settore Mobilità, Traffico e trasporti, Ufficio pari
opportunità, Settore Polizia Municipale, Settore programmazione Lavori
Pubblici, Laboratorio Cremona dei Bambini, Settore legislazione commerciale
e pubblici spettacoli, Settore Personale e sviluppo organizzativo.
AEM (Azienda Elettrica Municipalizzata), Arpa, ASL, Prefettura di Cremona,
Associazioni del commercio (Ascom e confesercenti) Fiab locale
(Federazione Amici della bicicletta), Aziende di trasporto locale (KM e
Cremona Trasporti), Imprese del commercio e imprese dell’artigianato locali,
Istituti scolastici, Organizzazioni sindacali, Provincia di Cremona (Servizio
trasporti e Ufficio Piste ciclabili), lavoratori e lavoratrici delle imprese
commerciali e artigianali e degli enti pubblici con sede nel centro storico.
DESTINATARI
Cittadini e city user
BREVE DESCRIZIONE
La trasformazione verso una società di servizi ha comportato profondi mutamenti negli stili di vita sia degli abitanti che
dei city users. Il fattore tempo si è rivelato un elemento critico della vita quotidiana. Il piano territoriale degli orari di
Cremona è lo strumento che vuole comprendere e progettare modi per rendere più vivibile la vita di coloro che
fruiscono dei servizi della città: (scuole, negozi, trasporti, uffici pubblici, traffico, viabilità, musei ecc.) migliorando il
rapporto fra tempo dedicato al lavoro e alla cura della famiglia e di sé, fra tempo obbligato e tempo scelto. Le politiche
dei tempi mirano quindi ad offrire ai cittadini maggiori opportunità e flessibilità nell’uso dei servizi, attuare una strategia
dei servizi (trasporti, scuola, uffici, attività commerciali, spazi pubblici, ecc.) attenta alle trasformazioni sociali e alle
aspettative di coloro che vivono e usano la città. Gli strumenti predisposti dal Comune di Cremona sono un
Assessorato dedicato, l’Ufficio tempi, il Comitato di pilotaggio, il Piano degli orari con il Documento direttore e le
risorse del Piano.
Benessere in città: muoversi nei tempi di una città sostenibile è un progetto del Piano territoriale degli orari della
città di Cremona diretto al mondo della scuola, alla mobilità in città e alla flessibilità degli orari di lavoro. Con il
coinvolgimento di molti settori dell'amministrazione comunale e di partner cittadini, Benessere in città (sinteticamente
chiamato BiC) ha voluto migliorare la qualità di vita individuale di donne, uomini e bambini che abitano a Cremona,
contribuendo a ridurre il traffico automobilistico e le emissioni di gas inquinanti in città.
A tal fine BIC ha progettato e attuato forme flessibili di trasporto pubblico, rinnovate formule di flessibilità, giornaliera e
annuale, degli orari di lavoro di chi opera in centro città, laboratori di promozione di una mobilità autonoma dei
bambini, sostenibile e rispettosa dell'ambiente e dei tempi di vita delle persone.
Il progetto ha realizzato azioni integrate e processi trasversali tra ambiti dell'amministrazione e della città che di solito
sono separati.
BiC ha operato principalmente in tre ambiti:
- Benessere in città: tempi delle madri, dei figli, della scuola
- Benessere in città: mobilità dei lavoratori dei servizi pubblici e della rete commerciale del centro storico
- Benessere in città: flessibilità degli orari negli uffici pubblici.
39
ATTIVITÀ REALIZZATE
SCUOLA
Attraverso un coinvolgimento attivo di dirigenti scolastici, insegnanti, madri,
padri, parenti, bambini, associazioni no profit sono stati sviluppati programmi
di opere strutturali nei pressi delle scuole Manzoni e Boschetto, aree di
sperimentazione, corsi di formazione, iniziative e laboratori differenziati per
bambini, insegnanti e genitori per favorire una mobilità autonoma e
sostenibile (ad esempio, percorsi sicuri casa-scuola e nel proprio quartiere),
sensibilizzazione nei confronti della produzione dell'inquinamento ambientale
e promozione di pratiche di vita rispettose dell'ambiente e dei tempi di vita
delle persone.
MOBILITÀ
I lavoratori non effettuano solo spostamenti sistematici da casa al lavoro, ma
svolgono spesso anche altre attività, definite interstiziali. Questa mobilità
asistematica caratterizza ormai molti degli spostamenti in città. Fornire ai
lavoratori del centro storico diversi mezzi di trasporto, alternativi all'uso
dell'auto privata e dell'autobus di linea dà risposta a questa domanda
flessibile di mobilità e per la quale anche il mezzo personale (auto e moto, ad
esempio) può dimostrarsi non conveniente. Con il coinvolgimento di dirigenti
di enti pubblici, associazioni del commercio e di via, Amministrazione
Provinciale (settore trasporti), rappresentanti delle organizzazioni sindacali,
delle imprese di trasporto pubblico, delle associazioni dei taxisti, sotto la regia
del Comune è stata:
− somministrata un'indagine partecipata su mobilità, su orari di lavoro e tempi
di vita e sulla percezione dell'inquinamento, da parte di lavoratori degli enti
pubblici e operatori commerciali del centro cittadino, con attenzione al
genere; inoltre si è
− progettato e implementato un sistema di trasporto a chiamata, che è una
forma innovativa di trasporto pubblico, con percorsi e orari variabili,
adattabili alle specifiche richieste di mobilità degli utenti (prenotabus)
− promosso l'uso della bicicletta e l'installazione di 400 reggi biciclette in città;
− eseguiti incontri formativi sulla mobilità sostenibile e su sistemi flessibili di
trasporto.
FLESSIBILITÀ
Attraverso un coinvolgimento attivo dei dirigenti del Comune, degli enti
pubblici cittadini, delle aziende comunali e delle organizzazioni sindacali è
stato avviato un dibattito sulla flessibilità giornaliera e annuale dell'orario di
lavoro per un miglioramento della qualità della vita dei lavoratori pubblici
cremonesi sia in termini di conciliazione vita e lavoro, sia in termini di
miglioramento delle condizioni ambientali della città che ha portato alla
realizzazione, presso la Prefettura di Cremona, di un laboratorio sulla
flessibilità dell’orario di lavoro ed alla sperimentazione di un orario flessibile
multiperiodale nel il Comune di Cremona.
40
LABORATORIO CREMONA DEI BAMBINI
AMBITO OPERATIVO
Scuole e comunità locale
SETTORE DI RIFERIMENTO
Politiche Educative
−
promuovere i diritti dei bambini
−
accogliere le loro necessità di uscire di casa in situazioni sicuri
−
muoversi autonomamente nel quartiere
−
rendere i bambini consapevoli della possibilità di poter cambiare la città
attraverso la progettazione partecipata
OBIETTIVI
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Settore Affari Culturali e Museali, Assessorato alle
politiche Commerciali e Pubblici Spettacoli, turismo e Rapporti con città
gemellate, Polizia Locale, Ufficio Tempi, Ufficio Pari Opportunità,
Labirinti Intersensoriali Studio Caliendo/Fieschi, Dirigenti Scolastici scuole,
Unicef, atelierista scuole infanzia e nidi, Ufficio Turistico, Teatro Itinerante,
rappresentanti locali del commercio.
DESTINATARI
Bambini, insegnanti, genitori
BREVE DESCRIZIONE
Il Laboratorio Cremona dei Bambini è un progetto avviato nel 1998 con la consulenza del CNR di Roma e l'adesione di
Cremona al progetto "La città dei bambini" di Francesco Tonucci Cremona dei Bambini. Le finalità del laboratorio sono:
riconoscere i bambini come cittadini e assumerli a parametro per lo sviluppo della città, promuovere i diritti dei bambini e
accogliere le loro necessità di uscire di casa in situazioni sicure, scegliere gli amici, sperimentare, muoversi
autonomamente nel quartiere e considerare il punto di vista del bambino ogni qualvolta si interviene sugli spazi della
città o su un quartiere, rendere i bambini consapevoli della possibilità di poter cambiare la città attraverso la
sperimentazione di esperienze urbane.
ATTIVITÀ REALIZZATE
IO CAMMINO... ALLA GRANDE!"
Un progetto rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado, per
promuovere la mobilità autonoma dei bambini e per sviluppare in loro un'idea
di cittadinanza attraverso la conoscenza del proprio territorio, partendo dal
quartiere per arrivare all'intera città.
PIEDIBUS
Il più nuovo, sicuro, divertente e salutare modo per andare e tornare da scuola.
Il progetto mira a migliorare la qualità della vita nella città e si concentra sulla
mobilità casa/scuola dei bambini delle scuole primarie. L'azione principale su
cui si basa il progetto è quella di una sperimentazione di Piedibus, ossia di uno
scuolabus immaginario, con tanto di capolinea e fermate che "raccoglie" i
ragazzi che vengono a scuola. L'autobus è guidato da volontari
accompagnatori (in genere genitori, nonni e cittadini volontari) e raggiunge la
scuola in sicurezza. L'iniziativa è promossa dal Laboratorio Cremona dei
Bambini del Settore Politiche Educative in collaborazione con l'Ufficio Tempi. Il
Piedibus viene realizzato presso le scuole Manzoni e Boschetto, dove sono
attivi cantieri di sperimentazione nati dalla collaborazione dei progetti “Io
cammino...alla grande! e Benessere in città.
LE PICCOLE GUIDE
Un’iniziativa ideata per sviluppare nei bambini la conoscenza del territorio e
l'idea di appartenenza alla propria città attraverso una loro "radicalizzazione" e
presenza sul territorio. Viene incentivata la conoscenza storica della città e la
capacità dei bambini di raccontarla ad altri soprattutto in occasione di iniziative
come la Festa del Torrone e la Giornata del Touring Club Italiano in cui Le
Piccole Guide accompagnano i turisti in città.
VISIONI DI CITTÀ
Una mostra, con una selezione di disegni fatti dai bambini che partecipano a
"Io cammino... alla grande!" pensata per "dare voce" all'immaginario di
bambine e bambini, in quanto cittadini "particolari". L'intento è di fare emergere
quali "visioni" i bambini hanno della loro città rispetto ai loro desideri e alle loro
paure; scoprire in quali luoghi si riconoscono e quale "distanza" esiste o meno
tra loro e la città rispetto a come la vivono e la immaginano; fino a che punto la
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città è uno spazio possibile in cui proiettare i propri sogni.
CREMONA DEI BAMBINI
FANTASTICALIBRO
Un'iniziativa di gioco proposta ogni anno che prevede l'organizzazione di
appuntamenti di giochi, animazioni, laboratori negli spazi urbani. Piazze, strade,
parchi grazie alla presenza di bambini, genitori, insegnanti, nonni possono
essere sottratti all'inquinamento acustico e atmosferico causato dall'eccessiva
invadenza delle auto e, anche se per poco, diventare luoghi vitali ricchi di
relazioni, più vivibili e più sicuri per tutti.
Un progetto di promozione della lettura rivolto a tutte le scuole primarie della
città, che prevede un fase di lavoro in classe e una fase in spazi pubblici della
città in cui le scuole si aprono al territorio. Vengono coinvolte anche
rappresentanti locali del commercio con scopi umanitari, ogni anno viene
devoluto il ricavato della “Vendita” di lavori fatti dai bambini all'Unicef..
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POLIZIA DI PROSSIMITÀ
AMBITO OPERATIVO
SETTORE DI RIFERIMENTO
OBIETTIVI
Polizia Municipale
−
−
−
−
Migliorare il controllo del territorio
Approfondire la conoscenza dei fenomeni che creano insicurezza
Incrementare i contatti con i cittadini
Promuovere e sollecitare la partecipazione dei cittadini alla costruzione di
migliori condizioni di sicurezza
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie,
Ufficio Relazioni con il Pubblico, Servizio Politiche Giovanili, Politiche Educative,
Affari Sociali.
Centri Aggregazione Giovanile, Centri Sociali Anziani, Questura di Cremona,
Parrocchie, Comitati Spontanei quartiere
DESTINATARI
Cittadini cremonesi e residenti stranieri
BREVE DESCRIZIONE
La Polizia di prossimità rappresenta una nuova strategia di controllo del territorio caratterizzata dalla vicinanza degli
agenti di Polizia Locale ai cittadini e ai loro bisogni di sicurezza. È un approccio operativo che vuole approfondire la
conoscenza della realtà locale attraverso il radicamento dei suoi agenti nel tessuto sociale e il contatto quotidiano con i
problemi legati ai fenomeni di inciviltà e di microcriminalità che compromettono la tranquillità e la sicurezza del vivere in
città. Grazie a questa strategia di controllo del territorio è possibile progettare l’attività di polizia partendo dall’ascolto delle
persone, dalla conoscenza dei loro bisogni, intervenire in modo più tempestivo in caso di necessità, concertare con gli
abitanti stessi interventi finalizzati a migliorare la vivibilità del territorio ed aumentare così la loro sensazione di sicurezza.
ATTIVITÀ REALIZZATE
UNITÀ OPERATIVA COMPARTI
MAGGIORE PRESENZA SUL
TERRITORIO
Riorganizzazione del corpo di Polizia locale del Comune di Cremona e creazione
dell’Unità Operativa Comparti Territoriali, una struttura territoriale di polizia di
prossimità che prevede la suddivisione della città in tre comparti territoriali (centro,
est e ovest), coordinati da un ufficiale responsabile di un gruppo di agenti con
specifiche competenze amministrative.
Pattugliamenti appiedati nelle zone centrali e periferiche della città per raccogliere
segnalazioni, contattare i residenti, effettuare controlli e garantire una presenza
rassicurante per gli abitanti, in particolare per le fasce deboli della popolazione
(donne, bambini ed anziani).
Introduzione di agenti di supporto ai vigili di quartiere.
Stazionamento di un presidio mobile della Polizia locale del Comune di Cremona
nelle zone cittadine.
Formazione e istituzione del Vigile di Quartiere, un operatore preparato a lavorare
con metodiche di prossimità di problem solving ed orientato a fornire risposte
tempestive ai problemi dei cittadini.
MIGLIORE PRESENZA SUL TERRITORIO
Vicinanza ai cittadini: incontri con i comitati di quartiere, ricerca e promozione di
occasioni contatto con i cittadini, accoglienza e orientamento per i residenti
stranieri.
TERRITORIO
Ricerca, promozione e consolidamento di collaborazioni con agenzie sociali
operanti sul territorio, altri settori comunali, Forze dell’ordine e soggetti altri utili a
predisporre soluzioni adeguate a gestire le problematiche del territorio.
DIAGNOSI DEL TERRITORIO
Raccolta di dati e di informazioni strategiche per identificare i problemi e dare
risposte mirate mediante uno specifico strumento (documento di zona) predisposto
monitorare il livello di sicurezza delle differenti zone della città.
UFFICIO DEL TERRITORIO
Creazione all’interno della sede della Polizia locale del Comune di Cremona
dell’Ufficio del Territorio, uno sportello predisposto per essere un punto di contatto
tra i vigili di quartiere, di ascolto per i cittadini, per raccogliere le segnalazioni e
fornire ai cittadini informazioni sui procedimenti amministrativi in corso.
CREAZIONE DI RETI E NETWORK SUL
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DOCUMENTI DI ZONA
AMBITO OPERATIVO
Sicurezza urbana
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
OBIETTIVI
−
−
−
−
migliorare e approfondire la conoscenza del contesto cittadino
monitorare i fattori di rischio
individuare possibili ambiti di intervento
promuovere interventi mirati a risolvere le problematiche emerse
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia Locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio
Relazioni con il Pubblico, Ufficio Periferie, Servizio Politiche Giovanili,
Politiche Educative.
Comitati di quartiere, associazioni e centri di aggregazione del territorio,
parrocchie.
DESTINATARI
Cittadini cremonesi e residenti stranieri
BREVE DESCRIZIONE
Il documento di zona, nato in seno all’attività di prossimità della Polizia locale del Comune di Cremona, rappresenta un
efficace strumento di diagnosi e di monitoraggio del livello di sicurezza dei diversi quartieri della città di Cremona.
La conoscenza del territorio, la vicinanza ai cittadini e alle specifiche problematiche di ogni zona della città sono le fonti
di dati e di informazioni che compongono questi documenti.
E per conoscere bisogna entrare nel territorio, acquisire gli elementi rilevanti ai fini della sicurezza e dotarsi di
strumenti che consentono l’analisi delle criticità e delle risorse di ogni quartiere.
Solo così la sicurezza diventa partecipata, costruita insieme, e gli interventi possono essere efficaci ed efficienti,
ovvero mirati ai reali problemi.
ATTIVITÀ REALIZZATE
RACCOLTA DATI
Raccolta di dati e informazioni riguardanti il territorio in termini di variabili
socio-demografiche (popolazione residente, provenienza dei residenti
stranieri, età e stato civile) e di infrastrutture e servizi presenti nel quartiere
(infrastrutture e servizi centri culturale e/o di volontariato)
ANALISI SOCIO - DEMOGRAFICA DEL
TERRITORIO
Analisi approfondita della situazione dei quartieri cittadini attraverso dati che
danno conto della loro struttura demografica, sociale e urbana e delle
eventuali problematiche presenti che possono complessivamente incidere sul
livello della qualità della vita degli abitanti.
MONITORAGGIO DEI FATTORI DI
RISCHIO
Monitoraggio dei fattori di rischio e dei fattori protettivi delle diverse zone
cittadine per intervenire sui primi e incentivare e valorizzare i secondi.
VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI
Valutazione in itinere delle azioni di sicurezza intraprese all’interno dei
quartieri.
DIAGNOSI
Elaborazione di una diagnosi di sicurezza urbana del territorio rispetto ai
differenti fenomeni di inciviltà, degrado e devianza che accadono al suo
interno finalizzata ad una maggiore conoscenza delle problematiche di
insicurezza ed alla progettazione di interventi mirati.
PROGETTAZIONE DI INTERVENTI
RISOLUTIVI
Condivisione delle informazioni strategiche, integrazione degli interventi
realizzati dagli attori istituzionali e territoriali e progettazione partecipata ed
integrata di nuovi interventi.
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UFFICIO DEL TERRITORIO DELLA POLIZIA LOCALE DEL COMUNE DI CREMONA
AMBITO OPERATIVO
Prossimità
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
−
OBIETTIVI
Offrire un punto di incontro tra cittadino e Polizia locale del Comune di
Cremona
− Raccogliere segnalazioni, reclami ed esposti dei cittadini
− Fornire informazioni sullo stato di procedimenti amministrativi
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia locale - vigili di quartiere, Ufficio Relazioni con il
pubblico, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie
DESTINATARI
Cittadini cremonesi
BREVE DESCRIZIONE
L’ufficio del Territorio è uno sportello pubblico rivolto a tutti i cittadini cremonesi e stranieri che desiderano esporre
segnalazioni o che hanno bisogno di informazioni relative ai procedimenti amministrativi in corso sul territorio
(accertamenti anagrafici, annonari, tributari, autentiche di firma, ecc).
Obiettivo del servizio è creare un’ulteriore punto di contatto tra la Polizia locale del Comune di Cremona e i cittadini,
offrendo un servizio giornaliero che si affianca alle attività di prossimità sul territorio. L’apertura dell’Ufficio nelle
medesime fasce orarie degli altri uffici comunali, consente una maggiore accessibilità alle istanze e alle richieste dei
cittadini.
ATTIVITÀ REALIZZATE
RACCOLTA DELLE SEGNALAZIONI
Raccolta e trasmissione all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune delle
segnalazioni raccolte dai cittadini,l’inserimento in apposito un data base
creato per la gestione informatizzata delle segnalazioni, dei suggerimenti e
dei reclami e trasmissione al settore di competenza dell’Amministrazione
locale.
INFORMAZIONE
Rilascio di informazioni relative ai procedimenti amministrativi in corso sul
territorio (accertamenti anagrafici, annonari, tributari, autentiche di firma, ecc).
RACCORDO TRA VIGILI DI QUARTIERE,
CITTADINI E POLIZIA LOCALE
sportello aperto al pubblico destinato ad essere un punto di contatto tra la
Polizia locale, i vigili di quartiere e il cittadino.
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UFFICIO MOBILE DELLA POLIZIA LOCALE DEL COMUNE DI CREMONA
AMBITO
Prossimità
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
OBIETTIVI
-
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona:Polizia locale, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Polizia di
Stato - Questura di Cremona
DESTINATARI
Cittadini cremonesi e residenti stranieri
Incrementare il controllo del territorio
Aumentare la visibilità sul territorio della Polizia Locale
Prevenire episodi di microcriminalità e di violazioni amministrative
Aumentare la vicinanza ai cittadini
BREVE DESCRIZIONE
L’Ufficio Mobile è un servizio predisposto all’interno delle attività di prossimità della Polizia locale del Comune di
Cremona per garantire maggiore visibilità degli agenti in città e maggiore vicinanza degli stessi agli abitanti.
Il presidio, oltre a favorire la vicinanza con i cittadini, è anche uno strumento visibile ed efficace per prevenire sia
episodi di criminalità, sia differenti tipologie di violazioni amministrative.
Attrezzato ad ufficio, funziona come punto di contatto e di incontro direttamente nella zone di residenza centrali e
periferiche interessate da problematiche di sicurezza.
Gli agenti presenti nell’Ufficio Mobile svolgono quelle attività di ascolto, di raccolta delle segnalazioni e delle
informazioni che caratterizzano la metodologia operativa di prossimità, offrendo vicinanza e rassicurazione ai
residenti.
La sua posizione ‘nel territorio’ permette, inoltre, di raggiungere anche le persone con difficoltà di mobilità,
principalmente anziane.
ATTIVITÀ REALIZZATE
PRESENZA COSTANTE SUL
TERRITORIO
L’Ufficio mobile della Polizia locale è presente nei quartieri cittadini in località note
ed in giorni della settimana prefissati. I presidi vengono svolti con frequenza
settimanale
I giorni e gli orari del servizio sono reperibili anche presso le sedi dei centri civici
e delle parrocchie.
La presenza del presidio mobile costituisce, soprattutto nelle zone periferiche, un
elemento di rassicurazione per gli abitanti e un visibile e valido strumento di
prevenzione di episodi microcriminali e violazioni amministrative in genere.
RACCOLTA SEGNALAZIONI
Attrezzato ad ufficio, raccoglie segnalazioni istanze e richieste provenienti dai
cittadini del quartiere, in particolar modo da parte di persone anziane che hanno
maggiori difficoltà di mobilità.
PROSSIMITÀ
L‘Ufficio mobile svolge anche una funzione di incontro e di contatto fra Polizia
locale del Comune di Cremona e cittadini direttamente nella zone di residenza
centrali e periferiche interessate da problematiche di sicurezza. Gli agenti
presenti nell’Ufficio Mobile svolgono quelle attività di ascolto, di raccolta delle
segnalazioni e delle informazioni che caratterizzano la metodologia operativa di
prossimità, offrendo vicinanza e rassicurazione ai residenti.
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NOTTI SICURE
AMBITO OPERATIVO
Attività di polizia - controllo del territorio
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
−
OBIETTIVI
Prevenire e reprimere le violazioni al Codice della Strada soprattutto nelle ore
notturne e nei fine settimana
− Controllare i luoghi di aggregazione giovanile che possono essere fonte di
disagio e di disturbo della quiete pubblica
− Controllare e prevenire fenomeni di bullismo, di vandalismo ed eventuali
molestie nei parchi cittadini frequentati specialmente da donne, bambini e
anziani e in altri luoghi di aggregazione
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune – provincia di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia locale, Settore Legislazione Commerciale.
Segreteria Vicesindaco
Forze dell’ordine
DESTINATARI
Cittadini cremonesi e residenti stranieri
BREVE DESCRIZIONE
Nel periodo primaverile ed estivo, la Polizia locale del Comune di Cremona potenzia e rafforza il servizio di pattuglia
per offrire un maggiore controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei fenomeni di devianza e
di criminalità e, allo stesso tempo, alla rassicurazione dei cittadini.
Sulla base del Contratto di Sicurezza tra Prefettura e Comune di Cremona, il progetto ‘Notti Sicure’ consente il
coordinamento con l’attività di prevenzione e di controllo della altre Forze dell’ordine, razionalizzando ulteriormente
sforzi e risorse sul territorio. In questo modo è possibile garantire lo stesso standard di efficienza negli interventi dei
giorni feriali anche durante i fine settimana, aumentando la sicurezza dei cittadini e garantendo risposte immediate
alle loro segnalazioni.
Obiettivo è aumentare l’azione di controllo in quelle zone della città (parchi, giardini, piazze, locali pubblici, luoghi di
ritrovo per eventi/manifestazioni) e in quelle fasce orarie (serali e notturne) dove è più frequente l’aggregazione tra
persone.
ATTIVITÀ REALIZZATE
SERVIZI AGGIUNTIVI DI PATTUGLIA
SERALE
Aumento del numero di pattuglie serali della Polizia locale del Comune di
Cremona e del nastro orario di servizio notturno delle medesime nel periodo
primaverile - estivo per garantire un maggior controllo del territorio, soprattutto in
quelle zone della città (parchi, giardini, piazze, locali pubblici, luoghi di ritrovo per
eventi/manifestazioni) e in quelle fasce orarie (serali e notturne) dove è più
frequente l’aggregazione tra persone.
Controlli del territorio coordinati con le Forze dell’ordine, secondo le specifiche
competenze di ciascun corpo, in modo da garantire standard di sicurezza
maggiori per la cittadinanza.
CONTROLLO ESERCIZI PUBBLICI
Incremento dell’attività notturna di controllo degli esercizi pubblici volta a
garantire il rispetto sia da parte dei gestori che dei clienti delle disposizioni
normative vigenti e la repressione di eventuali violazioni.
Pattuglie e posti di blocco interforze con dotazioni strumentali (etilometro) contro
le stragi del sabato sera.
CONTROLLI STRADALI
Servizi di polizia stradale realizzati in modo coordinato dai diversi corpi di Polizia
locale della provincia di Cremona, grazie ad una concertata dislocazione degli
agenti sul territorio ed un’equa condivisione delle attrezzature e degli uomini della
Polizia Locale, vengono effettuati maggiori e più approfonditi controlli sulle
strade.
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CAMPAGNE INFORMATIVE SU TRUFFE, SCIPPI E FURTI A DANNO DEGLI ANZIANI
AMBITO OPERATIVO
Attività di polizia – prevenzione
SETTORE DI RIFERIMENTO
Polizia Municipale
−
−
−
OBIETTIVI DEL PROGETTO
−
−
Sensibilizzare gli anziani rispetto a specifici reati di microcriminalità quali truffe,
scippi e borseggi
Ridurre il numero di truffe perpetrate a danno dei cittadini anziani
offrire vicinanza e ascolto per migliorare la conoscenza del territorio e offrire un
aiuto concreto
Raccogliere segnalazioni e istanze da veicolare ai differenti servizi comunali o
da prendere direttamente in carico
Aggiornare in tema di circolazione stradale un utenza debole e più a rischio di
incidenti stradali
ESTENSIONE TERRITORIALE
Comune di Cremona
SOGGETTI COINVOLTI
Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie,
Ufficio Comunicazione.
Polizia di Stato - Questura di Cremona, Centri Sociali Anziani Università della
Terza Età, Parrocchie, Sindacati.
DESTINATARI
Anziani
BREVE DESCRIZIONE
Il fenomeno dei raggiri e delle truffe colpisce spesso gli anziani perché sono le persone che maggiormente si trovano
ad essere sole ed indifese e perché le modalità con cui questi reati sono perpetrati non sono di immediata
identificazione.
Allo stesso modo, i furti e i borseggi possono colpire più frequentemente questa parte di popolazione proprio per la
sua maggiore vulnerabilità.
Una costante informazione sui rischi e sulle modalità di prevenzione individuale consente di rassicurare gli anziani, di
metterli nella condizione di potersi difendere e di aiutarli a superare l’imbarazzo e la vergogna che spesso
accompagna coloro che ne sono vittime.
ATTIVITÀ REALIZZATE
INCONTRI INFORMATIVI CON GLI
ANZIANI
VICINANZA E PROSSIMITÀ AGLI
ANZIANI
OCCHIO ALLA TRUFFA
La Polizia locale del Comune di Cremona organizza, insieme alla Questura di
Cremona, presso le sedi dei centri civici, dei centri parrocchiali, dei circoli e delle
università della terza età, degli incontri informativi dedicati ai cittadini anziani su
come evitare truffe, scippi e furti.
Questi incontri rappresentano per il personale della Polizia che interviene
un’importante occasione di ascolto e di ausilio nell’individuazione delle
problematiche, di raccolta delle segnalazioni e delle richieste provenienti dai
cittadini anziani dei quartieri. Sulla base delle informazioni raccolte segue la
presa in carico delle segnalazioni mediante comunicazione ai vari servizi
comunali competenti (verde pubblico, strade, traffico, trasporti, ecc.) o, se
riguardanti la sicurezza e la vivibilità del quartiere, ai vigili del quartiere.
Nel 2004 il Comune, la Provincia e la Questura di Cremona hanno realizzato
“Occhio alla truffa”, un opuscolo informativo dedicato ai cittadini anziani e
centrato sul tema delle truffe e dei raggiri.
Nel 2007, il Comune, la Provincia, la Questura e il Comando Provinciale dei
Carabinieri di Cremona hanno rinnovato l’impegno e la collaborazione mediante
la realizzazione di una nuova edizione dell’opuscolo. Temi trattati: truffe,
borseggi, scippi, furti in abitazione con alcuni semplici consigli per aiutare i
cittadini ad evitare di cadere vittima di truffatori e abili borseggiatori.
Distribuzione alla popolazione cittadina di materiale informativo realizzato.
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Bibliografia
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Becker, H.S. (1987), Outsiders. Saggi di sociologia della devianza, Torino, EGA Editore.
Chiaramelli, F. (2005), Raccontare la legalità, Napoli, Pironti Editore.
Chiari, F. e Sammali, A. (a cura di) (2004), Cremona Sicura Rapporto sullo stato di attuazione delle
politiche per la sicurezza del Comune di Cremona, Cremona, Comune di Cremona.
Consiglio d’Europa (2008), Il Consiglio d’Europa e lo Sport, reperibile all’indirizzo Internet
http://www.coe.int/t/ (consultato il 17 dicembre 2007).
De Bortoli, F. (2005), “Cittadini responsabili cercasi”, in N/E. Analisi e commenti, N. 6
novembre/dicembre, reperibile all’indirizzo Internet http: www.
fondazionenordest.net/uploads/media/NL_4_2007.pdf (consultato il 3 gennaio 2008).
Merton, R.K. (2000), Teoria e struttura sociale, Bologna, Il Mulino.
Matza, D. (1969), Come si diventa devianti, Bologna, Il Mulino.
Intervento del Comandante della Polizia Locale del Comune di Cremona Franco Chiari al
Convegno “100 città per la Sicurezza. La sicurezza a Cremona”, Cremona, ottobre 2006
(documento interno).
Intervento del Prefetto di Cremona Giuseppe Badalamenti al Convegno “100 città per la Sicurezza.
La sicurezza a Cremona”, Cremona, ottobre 2006 (documento interno).
Olweus, D. (2007), Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono, Firenze, Giunti
Editore.
Osservatorio Regionale per la Sicurezza – Regione del Veneto, Giovani, scuola e cultura della
legalità. Prima indagine conoscitiva sulle scuole superiori e sulla popolazione giovanile del Veneto,
reperibile all’indirizzo Internet http://www.venetocomunitasicura.it (consultato il 25 dicembre 2007).
Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo e Comune di Cremona, Contratto sulla Sicurezza, Anno
2004 (documento interno).
Transcrime (a cura di) (2004), “Le norme, le regole e i processi di socializzazione”, in Sesto
rapporto sulla sicurezza nel Trentino, Trento, Giunta della Provincia autonoma di Trento.
Williams, F.P., McShane, M.D. (2002) Devianza e criminalità, Bologna, il Mulino, 2002.
Ulteriori approfondimenti sui progetti intersettoriali sono reperibili sul sito del Comune di Cremona
all’indirizzo Internet http://www.comune.cremona.it.
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