Parte II Lavorare per la legalità: tra educazione e prevenzione. 1 Introduzione Il connubio legalità e sicurezza, educazione e prevenzione, costituisce il presupposto e il tred d’union dell’azione sviluppata dal Comune di Cremona in seno alle locali politiche per la sicurezza urbana. L’Amministrazione locale ha ricercato la sicurezza, intesa come qualità della vita, e il benessere collettivo attraverso lo sviluppo di politiche integrate volte a sostenere la legalità, la pacifica convivenza, la solidarietà, la cultura e la partecipazione attiva. Ha promosso il rispetto delle regole creando opportunità di formazione dirette ad alimentare nel singolo un’identità collettiva e la consapevolezza dell’importanza che il contributo di ciascuno assume nella costruzione dell’intera comunità. La mancanza di legalità non si riduce, infatti, a sola infrazione individuale delle regole, ma si radica in comportamenti sociali diffusi che proliferano, generando ineguaglianze, ingiustizie e insicurezza. Il non rispetto delle norme che regolano il vivere sociale, siano esse giuridiche, morali, consuetudinarie o di mera convivenza, non lede solo il bene, alla cui tutela mira la regola violata, ma fa sì il singolo si senta minacciato nelle sue libertà e nei suoi diritti. Ma come portare la legalità nella vita di tutti i giorni, come riuscire a far sì che ciascun individuo, nel quotidiano confronto con queste regole, sia disposto a rispettarle, anteponendo spesso il bene comune al proprio benessere? Come garantire, all’interno di questa continua diatriba tra interessi collettivi e interessi particolaristici, la sicurezza delle nostra società? La sola risposta di polizia diretta a far rispettare le leggi dello Stato attraverso gli strumento del controllo, della repressione e della sanzione, è di per sé insufficiente. Questo non solo per l’inadeguatezza delle risorse disponibili, ma anche la molteplicità di ambiti e per la diversità di situazioni in cui l’illegalità si manifesta. Ormai da tempo si è compresa, infatti, la necessità e la forza preventiva di educare alla legalità, ovvero di creare opportunità di formazione del cittadino e diffondere valori come solidarietà, onestà, non violenza, convivenza civile, giustizia, tappe indispensabili per il percorso di cittadinanza responsabile e consapevole. Entrambe le strade devono essere percorse con eguale forza e impiego di risorse. Non è infatti possibile pensare ad una società in cui si persegua la sola repressione dei comportanti criminali o devianti, senza preoccuparsi di educare i membri della stessa società al rispetto delle leggi e delle regole che governano il vivere sociale, come altrettanto infruttuoso sarebbe concentrare ogni sforzo nello sviluppo delle sole politiche sociali, trascurando quelle attività tese a garantire il rispetto delle regole. Solo così è possibile garantire alla società, e con essa ad ogni singolo membro, benessere, sviluppo e pacifica convivenza. Il Comune di Cremona, sulla base di questi presupposti, ha investito nel corso degli ultimi anni notevoli energie sia per promuovere una cultura della legalità in grado di educare i membri della propria collettività a valorizzare e rispettare le regole come strumenti di convivenza, sia per garantire la sicurezza del proprio territorio attraverso un’attività di controllo diretta a garantire il rispetto delle regole, a prevenirne e reprimerne la violazione. Ha concentrato sforzi e risorse nelle direzioni del controllo e della repressione di comportamenti illegali, dell’educazione al rispetto delle regole, della formazione di una cultura della legalità nei cittadini, siano essi giovani, adulti, autoctoni o stranieri. Particolari interventi di diffusione della legalità sono stati indirizzati verso alcune categorie di cittadini considerati maggiormente esposti al rischio devianza e illegalità: i giovani, perché in una fase particolare del percorso evolutivo, gli stranieri, perché portatori di culture, regole e modi di vita diversi e perciò soggetti ad emarginazione ed esclusione sociale, alcune comunità di periferia perché inserite in contesti urbani degradati. Nel sollecitare questi processi, il Comune di Cremona ha prestato particolare attenzione al mondo giovanile. Nel percorso che porta all’età adulta, il minore incontra sia ostacoli, sia opportunità: in base a come saranno affrontati, potranno generare emarginazione, comportamenti o identità devianti, ovvero l’inserimento nella piena cittadinanza. 2 Gli esiti emersi dall’indagine ‘Legalità e quotidianità’, evidenziano come tra i giovani cremonesi siano sviluppati i valori dell’onestà, della lealtà e dell’impegno, così come alla legge sia riconosciuta una funzione di regolatore della vita sociale e di garante della pacifica convivenza civile. Emerge, però, anche una concezione della legalità ‘dinamica’, dove le regole e le norme possono essere confrontate, discusse e negoziate secondo un atteggiamento interpretativo soggettivo, frutto dello scarto tra norme e comportamenti estremamente diffuso all’interno della nostra società. Tendenza che, se sommata a quella di ribellione, tipica dell’età adolescenziale, può rappresentare un fattore di vulnerabilità e quindi di maggiore probabilità di comportamenti illegali e/o devianti. Su questi aspetti il Comune di Cremona lavora cercando di promuovere una cultura della legalità basata sulla responsabilità individuale e sulla partecipazione, sulla presa di coscienza dei meccanismi e delle dinamiche che regolano la vita sociale e garantiscono il benessere sai individuale che comune. Un’attività di accompagnamento educativo trasversale le cui strategie adottate comprendono: la vicinanza ai giovani di adulti significativi, la costruzione di opportunità ludiche e di aggregazione, il loro coinvolgimento attraverso la partecipazione in alcune scelte che li riguardano direttamente o che interessano i loro luoghi di vita (famiglia, scuola, quartiere, città), l’accompagnamento alle scelte e al superamento dei compiti evolutivi, il sostegno in alcune attività specifiche, l’informazione e la prevenzione specifica di comportamenti rischiosi1. Una diffusione della cultura della legalità che, oltre a contribuire ad un processo di autonomia delle nuove generazioni, costituisca, grazie all’approccio trasversale utilizzato, un’efficace azione di prevenzione e contrasto alla diffusione di comportamenti e atteggiamenti devianti e/o illegali. Un altro elemento rilevante emerso dall’indagine riguarda le figure ritenute significative dai giovani e le condizioni necessarie alla trasmissione e all’interiorizzazione dei valori e delle regole. Importanti punti di riferimento risultano essere la famiglia, luogo in cui i giovani possono sperimentare relazioni significative e apprendere i valori del rispetto per gli altri e per se stessi, e gli insegnati con i quali si instaura un rapporto più conflittuale, connotato dal confronto con un’autorità. In loro, così come negli amici, i giovani cremonesi ripongono, in modo più o meno condizionato, rispetto e fiducia. Al contrario, la fiducia dei giovani cade di fronte agli ambiti istituzionali e alla società in genere, rispetto ai quali emerge l’opinione secondo cui prevalga una cultura dell’illegalità. Sotto l’aspetto fiduciario fanno eccezione, con luci ed ombre, le Forze dell’ordine: in loro quasi quattro ragazzi su dieci sostiene di riporre abbastanza fiducia. Risulta, allora, evidente che il compito di promuovere una cultura della legalità, ovvero di trasmettere valori e regole imperniati sul rispetto altrui e sul benessere collettivo, non possa trascendere dall’importanza e dal ruolo che la relazione interpersonale, il rapporto fiduciario e il rispetto hanno all’interno dei meccanismi di interiorizzazione individuale. Similmente, un approccio integrato, che vede protagonisti scuola, famiglie e ragazzi, appare l’unica via percorribile per lo sviluppo dell’educazione alla legalità. In questa direzione, il Comune di Cremona lavora per costruire sul territorio una rete operativa di soggetti, interni ed esterni all’ente locale, con i quali condividere e coordinare gli interventi destinati ai giovani. Le scuole, le agenzie educative, i centri ricreativi, i centri giovanili, i circoli, le parrocchie costituiscono, infatti, contesti privilegiati dove promuovere un processo di educazione alla legalità e creare le opportunità per alimentare nelle nuove generazioni i valori di democrazia, di libertà, di solidarietà e di giustizia. In questo modo l’Amministrazione si prefigge di educare i giovani al rispetto di se stessi, ai valori della convivenza civile, diffondere la cultura della legalità, facendola diventare parte integrante del processo di formazione dell’identità personale, per favorire la costruzione di una cittadinanza attiva che si esprimerà, in età adulta, con comportamenti costruttivi e socialmente utili per chi li compie e per la comunità. 1 F. Chiari, A. Sammali, Cremona Sicura Rapporto sullo stato di attuazione delle politiche per la sicurezza del Comune di Cremona, Comune di Cremona, Cremona, 2004. 3 Il ruolo della Polizia Locale del Comune di Cremona. La Polizia locale del Comune di Cremona assume un ruolo fondamentale nella promozione e nella diffusione della legalità all’interno della comunità. Se da un lato, essa assolve ad una funzione di tutela dell’osservanza delle leggi e delle regole da parte dei cittadini, dall’altro, attraverso l’attività di prossimità che la caratterizza, è costantemente impegnata in azioni dirette a sollecitare i cittadini al rispetto delle norme, a prevenire eventuali situazioni di rischio, di disagio e di illegalità. Operare con prossimità significa, infatti, avere un contatto costante con la comunità ed essere vicini alla popolazione, ricercando la partecipazione attiva dei cittadini e degli attori sociali nella costruzione di condizioni di legalità e quindi di sicurezza. Questa duplice funzione assume una valenza ancora più significativa quando i destinatari delle attività sono i giovani. In questo caso, il contributo che la Polizia locale dà alle azioni di diffusione della legalità fa sì che l’intera attività educativa/preventiva sia estremamente connessa, se non in alcuni casi coincidente, con l’attività di controllo, nonché direttamente collegata al ruolo di regolatore sociale esercitato dalla Polizia locale nella comunità. L’attività di educazione alla legalità svolta dalla Polizia locale del Comune di Cremona, unitamente ad altri soggetti2 operanti sul territorio, punta alla conoscenza delle abitudini di vita dei giovani, all’individuazione delle caratteristiche dei gruppi più a rischio di comportamenti devianti, alla prevenzione delle condotte pericolose e alla repressione di eventuali comportamenti devianti. Si tratta di progetti rivolti ai giovani all’interno delle scuole, nei Centri di Aggregazione Giovanile e nei luoghi informali di ritrovo per combattere l’uso di sostanze psicotrope, il consumo di alcol, l’incidentalità stradale, la violazione delle regole di convivenza civile e illegalità; di percorsi di educazione alla legalità realizzati per promuovere, attraverso la conoscenza dei valori della convivenza sociale e l’apprendimento di modalità relazionali rispettose dei diritti altrui, il rispetto delle leggi, delle istituzioni e della cosa pubblica; di interventi per prevenire episodi di bullismo, di microcriminalità e di danneggiamento della proprietà pubblica. Un primo esempio sono i programmi di educazione stradale, che da anni la Polizia locale porta nelle scuole cremonesi di ogni ordine e grado e nei CAG – Centri di Aggregazione Giovanile per contrastare le numerose violazioni al Codice della Strada, per diffondere una cultura della sicurezza stradale e ridurre l’elevato numero di incidenti stradali. Durante gli incontri con i giovani, gli operatori della Polizia locale affrontano anche temi legati a comportamenti a rischio (consumo di alcol e/o di sostanze psicotrope) o incivili, al rispetto delle norme, istituzioni, cosa pubblica e libertà altrui. Il Salone dello Studente3 rappresenta un’altra occasione di contatto tra gli agenti di Polizia locale e i giovani che estende, attraverso l’utilizzo di strumenti ludici, le attività di sensibilizzazione al rispetto delle norme e delle regole dal tema specifico della sicurezza stradale a quello più generico della legalità in strada. Queste attività, oltre a stimolare i giovani a riflettere sul concetto di legalità, consentono l’avvicinamento tra agenti di Polizia locale e ragazzi in un contesto ricreativo, dove più facile è costruire un rapporto di fiducia necessario allo scambio e alla trasmissione di valori pro-sociali. L’osservazione delle dinamiche giovanili legate al consumo di sostanze psicotrope, all’incidentalità stradale, ai fenomeni di bullismo, alle situazioni di insicurezza percepita dai cittadini nei luoghi di aggregazione spontanea ed informale dei ragazzi, ha evidenziato che un’appropriata strategia d’intervento a favore dei giovani non potesse essere limitata agli interventi nei soli ambiti di aggregazione strutturati, ma che dovesse rivolgersi anche ai gruppi informali che si riuniscono nei parchi, nelle piazze e nei pressi delle discoteche. 2 Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Settore Politiche Educative, Settore Affari sociali, Agenzia Servizi Informagiovani; Ufficio Sicurezza Urbana. Scuole materne, Istituti scolastici, Parrocchie - Oratori, Caritas, SERT, Coop. Cremona Solidale, Coop. Iride. 3 Comune di Cremona: Agenzia Servizi Informagiovani, Servizio Politiche Giovanili; Ufficio Sicurezza Urbana. Istituti scolastici del Comune e della Provincia di Cremona, Coop. Iride. 4 In particolare, il progetto ‘Giovani in strada’, promosso e realizzato dalla Polizia locale del Comune di Cremona, in un’ottica di rafforzamento dell’attività di prossimità, svolge un’azione di prevenzione e vicinanza ai giovani in strada. Destinatari degli interventi previsti in questo progetto, le cui azioni spesso si integrano e si supportano con altre attività realizzate4 da altri soggetti appartenenti all’ente locale, sono i giovani considerati maggiormente a rischio, perché privi di supporti relazionali e familiari stabili o facenti parte di gruppi marginali con pericolo di esclusione sociale, di emarginazione o coinvolgimento in comportanti devianti. In sinergia con le attività che agenzie sociali e servizi del Comune di Cremona dedicano a questa categoria di cittadini, il progetto “Giovani in strada” si propone di contrastare quei comportamenti devianti e illegali perpetrati dai giovani negli spazi pubblici della città, in grado di minacciare la sicurezza e il benessere sia degli stessi autori che dell’intera società. Viene svolta soprattutto un’azione di vicinanza ai giovani nelle strade, nelle piazze, nei parchi, presso i centri di aggregazione giovanile, negli eventi, fuori dagli esercizi pubblici allo scopo di contrastare il consumo di sostanze psicoattive, episodi di bullismo, danneggiamenti alla proprietà pubblica ed il disturbo alla pubblica quiete. Attraverso azioni di osservazione e monitoraggio delle abitudini dei gruppi di ragazzi indicati come problematici e delle zone di ritrovo, la Polizia Locale verifica e valuta, unitamente agli operatori dell’Ufficio Politiche Giovanili e all’equipe dell’Educativa di Strada, le tendenze del gruppo all’uso di sostanze psicotrope, a commettere violazione del Codice della Strada e danneggiamenti al patrimonio pubblico, e qualora sia necessario interviene attraverso risposte graduate sulla base dei risultati della fase di osservazione. Questa seconda fase può, infatti, prevedere l’applicazione di sanzioni previste dal Regolamento di Polizia Municipale o dal Codice della Strada, o interventi più complessi attraverso la realizzazione di incontri con i genitori dei ragazzi minorenni, momenti di sensibilizzazione con gli adulti del contesto e accompagnamento dei ragazzi in percorsi di integrazione sociale. Nel corso degli ultimi anni, il Comune di Cremona è stato toccato dal fenomeno dei minori stranieri non accompagnati. Con questa definizione si indicano quei minori stranieri presenti sul territorio italiano che, in quanto privi di assistenza e rappresentanza da parte di genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili, in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano, vengono affidati alla tutela dell’ente locale. Il fenomeno, già presente nella realtà cremonese dagli anni 2000 2001, ha poi assunto nel corso degli ultimi tempi dimensioni rilevanti, a fronte delle quali l’Amministrazione locale ha posto in essere una serie di attività volte ad arginare e gestire l’emergenza. Questi interventi, volti a soddisfare l’esigenza di una maggiore legalità, hanno comportato azioni dirette a creare una diversa forma di accoglienza, fortemente strutturata, con regole di permanenza più rigide, ad evidenziare la presenza delle istituzioni statali e locali deputate al rispetto delle norme che regolano la civile convivenza, l’ordine e la sicurezza pubblica e a trasmettere i principi e i valori che guidano la società, sollecitandone il rispetto. La presenza di gruppi o di singoli cittadini extracomunitari è spesso causa di disagio e di inquietudine per la collettività, poiché percepita dagli abitanti come una minaccia alla sicurezza e al vivere tranquillo delle città. Spesso, infatti, gli stranieri sono ritenuti colpevoli di non rispettare le regole che governano la comunità locale. Grazie all’attività di prossimità svolta dalla Polizia Locale del Comune di Cremona, l’Amministrazione comunale ha potuto stabilire con i rappresentanti delle maggiori comunità straniere presenti sul territorio locale un reale e proficuo dialogo. Nel corso di questi anni, con lo scopo di rendere i cittadini stranieri più informati e preparati alla convivenza, di sensibilizzarli al rispetto delle norme che regolano la nostra società, sono stati realizzati dei momenti di incontro con le maggiori comunità straniere presenti sul territorio locale. Il progetto ‘Immigrazione integrazione’ ha attuato dei percorsi di accompagnamento e di mediazione culturale, grazie ai quali è stato possibile migliorare la conoscenza e il rispetto da parte dei cittadini 4 Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Settore Affari sociali, Ufficio Sicurezza Urbana Parrocchie - Oratori, Caritas, SERT, Coop. Cremona Solidale, Coop. Iride 5 immigrati delle norme e degli usi che regolano la nostra società. Promosso dall’Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona e realizzato grazie alla collaborazione di alcuni settori ed uffici dell’Ente locale nonché di soggetti esterni, ha previsto incontri tematici su temi fondamentali per l'integrazione ed argomenti di rilevante interesse per le comunità straniere: verso la cittadinanza (permesso di soggiorno, allontanamento, espulsione, residenza, cittadinanza italiana); la casa (locazione, contratto di affitto, doveri dell’inquilino, riscaldamento, spese condominiali, oneri a carico del proprietario, rinnovo, cessazione del contratto, sfratto, rapporti con il proprietario, vivere in condominio - diritti e doveri -, regolamento di condominio, assemblee di condominio, amministratore di condominio, ICI e Tarsu); la circolazione stradale (patente, la conversione della patente, la patente a punti, l’assicurazione della responsabilità civile obbligatoria, i dispositivi di sicurezza, l’incidentalità stradale). Sempre all’interno del progetto ‘Immigrazione integrazione’ rientra l’attività di prevenzione svolta dalla Polizia Locale del Comune di Cremona diretta a monitorare i luoghi di ritrovo e gli spazi urbani (panchine, strade), punti di riferimento costante di gruppi di cittadini extracomunitari, vissuti dal resto della comunità come situazioni di insicurezza. Accanto agli interventi di prevenzione sociale e di promozione della legalità che il Comune di Cremona realizza per garantire, all’interno della propria comunità, una legalità diffusa assume un ruolo fondamentale l’attività di controllo del territorio. Diretto a tutelare il rispetto della legge, attraverso la prevenzione e la repressione di comportamenti illegali, il controllo del territorio migliora la sicurezza oggettiva e stimola percezioni di sicurezza negli abitanti5. La Polizia Locale attraverso lo svolgimento delle specifiche funzioni che le sono attribuite, anche alla luce dell’evoluzione normativa dell’ultimo decennio, assume nell’attività di controllo del territorio urbano un nuovo ruolo rispetto al passato6. Oltre alle funzioni proprie polizia giudiziaria, dirette a reprimere comportamenti delittuosi, assumono un’importanza fondamentale nella lotta contro l’illegalità le attività di polizia amministrativa: compiti di polizia ambientale (controlli cantieri, prevenzione costruzioni abusive, prevenzione e repressione inquinamento aria terra acqua, discariche abusive, scorretto smaltimento rifiuti, tutela animali prevenzione maltrattamenti), di polizia commerciale (controlli sugli esercizi commerciali a sede fissa, e su area pubblica, prevenzione abusivismo commerciale) e di polizia stradale (controllo del traffico, attività di prevenzione e rilevazione e di soccorso negli incidenti stradali, presidi giornalieri in diverse fasce orarie agli incroci e alle rotatorie più a rischio, tratti di viabilità di scorrimento dove la velocità eccessiva è frequente causa di incidenti e lesioni, tutela degli utenti deboli della strada, tutela delle aree verdi, delle aree pedonali e a traffico limitato). Tramite questi controlli viene operato un primo filtro sulla valutazione di presenze e di attività sospette, un intervento di mediazione e di verifica preventiva su iniziative e comportamenti illegali dannosi o pericolosi sia per chi le svolge sia per la comunità7. Di primaria importanza nello svolgimento dell’attività diretta a prevenire e reprimere comportamenti illegali è la collaborazione tra i diversi organi di polizia operanti sul territorio, siano essi rivolti a garantire la sicurezza pubblica o promuovere la sicurezza urbana. Il contratto per la sicurezza, sottoscritto da Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo e Comune di Cremona nel 2002, successivamente rinnovato nel 2004, rappresenta l’impegno che Stato ed ente locale ripongono per migliorare la qualità della vita dei cittadini e prevenire la criminalità”8. 5 F. Chiari, A. Sammali, Cremona Sicura Rapporto sullo stato di attuazione delle politiche per la sicurezza del Comune di Cremona, Comune di Cremona, Cremona, 2004. 6 Dall’intervento del Comandante della Polizia Locale del Comune di Cremona, Franco Chiari, al Convegno “100 città per la Sicurezza. La sicurezza a Cremona”, Cremona (2006). 7 Dall’intervento del Comandante della Polizia Locale del Comune di Cremona, Franco Chiari, al Convegno “100 città per la Sicurezza. La sicurezza a Cremona”, Cremona (2006). 8 Dall’intervento del Prefetto di Cremona, Giuseppe Badalamenti, al Convegno “100 città per la Sicurezza.La sicurezza a Cremona”, Cremona (2006). 6 Riconosciuta la necessarietà di una sinergia di interventi, il contratto definisce gli ambiti operativi di ciascuna parte e stabilisce le modalità di collaborazione. Prefettura ed ente locale, ciascuno secondo le proprie competenze (ordine e sicurezza pubblica, sicurezza urbana), collaborano condividendo tra loro dati e informazioni, strategie e risorse per prevenire e contrastare il verificarsi di episodi di illegalità e di devianza sul territorio. “Garantire livelli possibili di sicurezza richiede un sistema complesso d’interventi e, soprattutto, che tutti gli attori (Forze di Polizia, Ente Locale, ecc.) svolgano, in pieno, il proprio ruolo, lavorando insieme per obiettivi comuni e si mettano quotidianamente in discussione, per migliorare i servizi dati alla collettività…..una concertata sinergia di interventi mirati alla promozione di condizioni ambientali ottimali riferibili alla sicurezza, sia attraverso l’adozione di idonee misure per un miglior controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine che attraverso l’attivazione di ogni opportuna azione complementare tesa a rafforzare le condizioni di legalità”9. L’operato della Polizia Locale del Comune di Cremona si caratterizza anche per aver costruito una fitta rete di contatti sul territorio con agenzie sociali e cittadini, insieme ai quali opera costantemente per garantire maggiore legalità e quindi migliori condizioni di sicurezza. L’importanza di un’azione di questo tipo in relazione alla sicurezza consiste nella possibilità per il cittadino di sentirsi riconosciuto come interlocutore attivo, oltre che rappresentare una concreta azione coerente con il concetto di integrazione delle politiche di sicurezza dell'Amministrazione. Un concreto esempio di questa metodologia di lavoro è quanto realizzato all’interno del Patto Locale di Sicurezza Urbana del Quartiere Borgo Loreto. Promosso dal Sindaco e sottoscritto per la prima volta nel dicembre 2004, poi rinnovato nel maggio 2006, il patto vuole migliorare le condizioni di vivibilità e sicurezza di una porzione di territorio cittadino, attraverso l’integrazione dei programmi e delle azioni di tutti gli attori che nella città concorrono a contrastare criminalità, illegalità e devianza. Il Comune di Cremona, grazie l’azione della Polizia Locale, ha qui riunito, settori/uffici interni all’Amministrazione10 e soggetti esterni rappresentanti di specifiche realtà esistenti nel quartiere11, in una stretta e consapevole collaborazione pattizia tra istituzioni e cittadini volta a ripristinare e garantire, all’interno di una specifica comunità di periferia, condizioni sufficienti di legalità e sicurezza. 9 Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo e Comune di Cremona, Contratto sulla Sicurezza, Anno 2004. Settore Polizia Municipale, Ufficio Sicurezza Urbana,Settore Affari Sociali, Settore Personale Sviluppo Organizzativo, Ufficio Periferie e Ufficio Politiche Giovanili, Settore Lavori Pubblici, Settore Politiche Educative, Settore Mobilità e Traffico. 11 Comitato spontaneo cittadini Borgo Loreto, A.L.E.R., C.I.S.V.O.L., Cittadini attivi progetto Garante per il Verde, Centro Sociale per pensionati ed anziani “L. Pinoni”, Parrocchia Beata Vergine Lauretana del quartiere Borgo Loreto, Associazione Città dell’Uomo, Scuola Elementare “A.Stradivari”, Scuola Materna Gallina, Centro Interculturale Mondinsieme, Comitato Immigrati. 10 7 Servizio Politiche Giovanili: SICUREZZA sta a LEGALITA’ come EDUCAZIONE sta a CITTADINANZA Il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona ha tra i suoi obiettivi fondamentali quello di accompagnare ragazze e ragazzi nei loro percorsi di crescita attraverso progetti ed interventi formativi, espressivi, ludici ecc…, collocandosi al fianco delle famiglie e delle agenzie educative della nostra città, scuole, associazioni, oratori ecc… Questo percorso educativo nasce negli anni ’80 quando la Regione Lombardia regolamenta, attraverso la legge 1 del 7/1/86, le azioni educative territoriali, quali: interventi educativi, iniziative ludico-aggregative, laboratori, eventi, sostegno scolastico, definendo una nuova unità d’offerta: i Centri di Aggregazione Giovanile. Da allora, di strada il Servizio Politiche Giovanili ne ha fatta tanta, nel vero e proprio senso della parola; infatti, a metà degli anni ’90, riflettendo sulle modalità d’incontro e di ritrovo dei giovani, si evidenzia la necessità di essere presenti anche in quei luoghi che tradizionalmente appartengono al mondo del divertimento e dell’informalità, quali la strada, le piazze ed anche i locali in cui si trascorrono le serate. Nasce così l’esperienza dell’Educativa di Strada, organizzata in un’equipe di cinque operatori ed un coordinatore, che interviene nei luoghi dell’informalità, incontrando adolescenti e giovani, che di norma non fanno parte di realtà organizzate, ma sono gruppi che scelgono la strada come luogo di aggregazione, identificandosi nello spazio di vita che essa offre. Nel corso degli anni, l’Educativa di Strada (EdS) ed i Centri di Aggregazione Giovanile (CAG) hanno compiuto una progressiva evoluzione, spostandosi da una funzione principalmente preventiva e di contenimento delle situazioni di disagio, ad una di promozione e sostegno delle capacità e dei talenti dei giovani e di promozione della cittadinanza attiva. Nasce così il Servizio di Educativa Territoriale (SET) che, pur senza dimenticare le situazioni di marginalità, ha concentrato la sua attenzione nel sostenere le varie forme ed espressioni delle culture giovanili, costruendo proposte e percorsi di coinvolgimento per i gruppi informali della città. È in base a questa filosofia che il Servizio, nel corso degli anni, ha promosso esperienze legate ai linguaggi espressivi della strada come: Writing, Break Dance, Skating, ma anche il circuito dei gruppi musicali studenteschi “Rock’n’Roll High School” ed il lavoro con la Consulta Provinciale delle Studentesse e degli Studenti nell’organizzazione delle annuali Giornata dell’Arte e Festa della Musica. Tutti questi linguaggi sono stati collocati in percorsi che hanno sottolineato e privilegiato i concetti di legalità e di civile convivenza nel rispetto di tutti i diritti dei cittadini: così, mentre i writers hanno lavorato in collaborazione con l’AVIS per dipingere uno spazio estremamente visibile della sede dell’Associazione, i breakers si sono spesi nel realizzare manifestazioni autorizzate in centro storico e rivolte a tutti i cittadini. Si evidenzia così che l’accompagnamento educativo ed il sostegno alle culture giovanili informali costruisce forme di collaborazione tra i gruppi dell’informalità, tra questi e il Comune, ma anche con la città stessa. Così i gruppi giovanili che potrebbero essere visti con diffidenza o percepiti come trasgressivi divengono risorse nella vita sociale. Il SET opera quindi sul nostro territorio con un duplice sguardo: attenzione alle situazioni di disagio ma anche valorizzazione delle ragazze e dei ragazzi. Per questo a titolo esemplificativo, vogliamo raccontare il “viaggio” che un gruppo di giovani ha condotto per giungere alla realizzazione di un proprio sogno e bisogno: uno Skatepark cittadino. Parliamo di viaggio perché è stata un’esperienza alla “Marco Polo”, visto che è durata due anni, nell’ambito dei quali il gruppo (per altro giovanissimo: tra i 14 ed i 23 anni!) non ha solo fatto una richiesta all’Amministrazione Comunale, ma si è formato in associazione, Polisportiva U.S. A.C.L.I. “O.R.T.” (Ossa Rotte Team! L’ironia non manca!), si è incontrato e confrontato con gli agenti della Polizia Municipale, ha ideato un proprio progetto culturale, ha acquisito un piccolo finanziamento da Agenda 21 e da ultimo l’associazione sportiva, composta da 30 ragazzi, si è assunta l’onere e l’onore di gestire lo spazio dello Skatepark collocato in via Tagliamento, accettando di vivere la filosofia dello skating all’interno di un contesto limitato, non svolgendo più l’attività in strada. Questo per il gruppo giovanile ha significato assumersi un ruolo di responsabilità e di cittadinanza attiva, trasformandosi da giovani, in giovani cittadini; ovviamente il viaggio continua per loro e per noi, ma ci ha aiutato ad evidenziare quei raccordi e collaborazioni che si possono attivare costruendo quella tipologia di percorsi di sicurezza e legalità che sentiamo appartenerci come educatori. Il tempo della adolescenza, soprattutto all’inizio, può caratterizzarsi per il fenomeno 8 dell’abbandono di alcune appartenenze ed identificazioni infantili, che fintanto che restano nei confini della normalità non compromettono l’armonia di uno sviluppo evolutivo; per questo un aspetto che riteniamo importante è l’accompagnamento nel loro percorso scolastico e formativo, offrendo opportunità, spazi, momenti e strumenti affinché questo percorso possa risultare costruttivo per i ragazzi/e rispetto alle sfide dell’ambiente. Per contro, l’uscita anticipata dal percorso scolastico, la scelta di una scuola sbagliata o un curriculum scolastico costellato da bocciature e ripetenze sono eventi che si pongono nella vita di una persona come fattori di rischio che, interagendo con situazioni di povertà (familiare, culturale, psicologica), contribuiscono alla definizione di soggetti più socialmente svantaggiati. La stessa istituzione scolastica che ha sempre tutelato l’obbligo formativo di fronte ai molteplici cambiamenti legislativi, ha segnalato la necessità di attivare sinergie che promuovano insieme alla scuola stessa funzioni di contenimento, di supporto e di promozione. Pertanto nasce la necessità di una attenzione, sia da parte del Servizio Politiche Giovanili, sia da parte delle Scuole Secondarie di 1° Grado, a promuovere e ad attivare momenti di concertazione progettuale, al fine di rinforzare e consolidare un sistema integrato di servizi ed azioni preposti ai processi di apprendimento orientativo ed accompagnamento educativo. Nello specifico, il SET ha avviato un sistema di interventi nella Scuola Secondaria di 1° Grado articolato sui tre anni, a supporto della funzione didattica del corpo docente e finalizzati all’accompagnamento ed al rinforzo del processo di orientamento e di scelta del proprio percorso formativo, con una forte interazione ed integrazione con il piano dell’offerta didattica della scuola. Inoltre, il Servizio Politiche Giovanili ha sperimentato e potenziato attività improntate alla promozione e conoscenza del mondo della formazione professionale, funzionale ad un riorientamento o ad una maggiore consapevolezza nella scelta per i ragazzi e per le loro famiglie, con una particolare attenzione ai ragazzi a rischio di dispersione e di abbandono scolastico. Quando si svolge un ruolo educativo con le giovani generazioni, non si deve mai dimenticare che crescere è un percorso spesso difficile con tappe impegnative e che disagio e fatica non sono più condizioni localizzabili solo in determinate fasce sociali o in particolari luoghi, ma caratteristiche che attraversano la società ed il territorio nella sua interezza. Per questo il Servizio Politiche Giovanili si è dotato di strumenti stabili per approfondire la conoscenza del mondo giovanile e come ragazze/i abitano la loro città. Di recente, infatti, nell’ambito del Progetto di Prevenzione, in rete con Coop Umana Avventura, Fuxia, Iride e Associazione La Zolla, abbiamo realizzato una Ricerca relativa ai “Consumi ricreazionali dei giovani del territorio cremonese”, con il supporto culturale e l’esperienza del Gruppo Abele di Torino. Questa indagine scientifica è stata realizzata intervistando 630 giovani frequentanti diversi ambienti e luoghi del divertimento cremonese: festival, feste studentesche, discoteche, ecc… e ci sottolinea elementi di conoscenza del nostro territorio molto significativi: i dati, valutati su una fascia d’età compresa tra i 14 ed i 19 anni, indicano un consumo di alcoolici “una tantum” superiore rispetto alla media italiana (82%) ed europea (81%), ma uguale tra ragazzi e ragazze (97.9%). Tra le preferenze si evidenzia un aumento di cocktail e superalcolici, a fronte di una netta diminuzione dell’età in cui si sperimenta per la prima volta l’alcool, 14 anni, e di conseguenza la prima ubriacatura (tra i 15 e i 16 anni). Per quanto riguarda il consumo di droghe una percentuale elevata di giovani dichiara di aver preso in considerazione l’ipotesi di sperimentare qualche sostanza (69.7%) e, ancora più elevata, la percentuale di coloro che dichiarano di sapere come ottenerla (77.4%). Elemento particolarmente significativo risulta essere la precocità dell’esordio nell’utilizzo di sostanze, con una soglia di accesso che si individua intorno al 16° anno d’età. Tale soglia si abbassa ulteriormente in relazione al tipo di sostanza che si utilizza: cannabinoidi a 14 anni, cocaina ed ecstasy a 15 anni. L’indagine realizzata costituisce una modalità che orienta l’azione specifica del Servizio Politiche Giovanili, che, con i progetti di prevenzione realizzati in accordo di programma con il privato sociale, è presente nelle scuole superiori cittadine, proponendo interventi di sensibilizzazione agli studenti, agli insegnanti e ai genitori. In questi momenti si propone un confronto ed un approfondimento sui temi legati all’uso di sostanze psicoattive legali (alcol, tabacco, psicofarmaci) e illegali, compresi i comportamenti di rischio correlati (incidenti stradali, aggressività, rapporti sessuali non protetti…). Naturalmente intervenire nella scuola significa utilizzare delicatezza e attenzione, perché può accadere che nel confronto con i ragazzi possano emergere riflessioni, e vissuti, che rimandano ad altre problematiche (ad es: affettività/sessualità, problemi di 9 comunicazione/relazione all’interno della classe e del gruppo più ampio dei pari, disturbi alimentari…), che possono trovare una risposta facendo intervenire altri servizi presenti sul territorio. Il lavoro di prevenzione non si ferma alla scuola ma prosegue con i progetti che intervengono nella “notte e nel divertimento”; questa esperienza, che nel nostro territorio dura ormai da oltre un quinquennio, ha consentito l’acquisizione di conoscenze, esperienze e relazioni, che si collocano in un sistema ben più ampio rappresentato dal complesso dei servizi e dei progetti che fanno capo alle Politiche Giovanili del Comune di Cremona. Tuttavia le dinamiche che caratterizzano la notte ed in particolare il fenomeno dei consumi, sono in continua mutazione. Gli interventi di prevenzione in questo spazio temporale sono partiti come risposta ad una necessità di informazione a fronte di quella che è stata riconosciuta dai massmedia come “emergenza nuove droghe”. Oggi assistiamo ad una nuova escalation quella della cocaina (così come riportano i vari rapporti nazionali e europei più recenti) e non si può dire che il bisogno di informazione non vi sia più, se non altro per un discorso di ricambio generazionale, ma s’introduce la necessità di dare continuità alle risposte e di contrastare le culture del consumo promuovendo dei cambiamenti nei luoghi frequentati dai ragazzi e nelle culture che li sostengono. Si tratta di parlare, dunque, di una prevenzione che propone come orizzonte di lavoro quello della comunità, consapevoli che i comportamenti di rischio trovano spesso spiegazione in situazioni di disagio e di fatica nel crescere; per questo è importante che la comunità adulta sappia proporre spazi di inclusione, mettendosi in posizione di ascolto e di dialogo. Vogliamo però chiudere la nostra presentazione non su un elemento che connota le giovani generazioni come un problema, ma sottolineando quanto i giovani stanno già facendo per la propria comunità in tema di legalità e sicurezza. Per questo raccontiamo brevemente l’esperienza del Servizio Civile Nazionale. II Comune di Cremona, attraverso il coordinamento del Servizio Politiche Giovanili, ha avviato dall’anno 2003 all’anno 2008, ben 109 giovani tra i 18 ed i 28 anni nei vari settori dell’Amministrazione Comunale: Sistema Museale, Servizi Sociali, Politiche Educative, Servizio di Educativa Territoriale, Servizio Comunicazione e Ufficio Relazioni con il Pubblico, contribuendo fattivamente ed in modo qualificato alla realizzazione di attività nell’ambito dell’assistenza, della cultura e dell’educazione, dell’ambiente. Questi ragazzi hanno compiuto volontariamente la scelta di dedicare un anno della propria vita svolgendo per la comunità attività diverse, ma sempre a sfondo solidaristico e di utilità sociale, realizzando il dovere di difendere la Patria con mezzi non violenti. Inoltre, esiste in questa esperienza una forte componente formativa che consente alle ragazze ed ai ragazzi di gestire quello che spesso è un primo approccio al mondo “lavorativo”, affiancati e seguiti da persone appositamente preparate per questo compito specifico. Accogliere in questo modo i volontari significa possedere requisiti strutturali ed organizzativi, nonché possedere adeguate competenze e risorse specificatamente destinate. Il Comune di Cremona ha qualificato molto la propria “offerta” in questo campo, fornendo ai giovani che scelgono un progetto dell’Amministrazione non soltanto percorsi formativi qualificati, ma anche la certificazione delle competenze acquisite, la possibilità del conseguimento della patente europea dell’informatica, la possibilità di partecipare gratuitamente a seminari, convegni, corsi di formazione, ecc.. Ma soprattutto il Servizio Civile svolto all’interno dei Servizi del Comune di Cremona si pone come obiettivo prioritario quello dell’educazione alla cittadinanza attiva ed alla partecipazione nell’ambito della comunità sociale. 10 Ufficio Pari Opportunità ……………. Il progetto La città delle donne è nato nel 2005 da un precedente percorso sui saperi e le pratiche femminili, sviluppato nei tre anni di vita di Pensare la differenza, che aveva evidenziato la capacità delle donne di intessere relazioni tra persone e luoghi, tra risorse e bisogni personali e sociali, tra realtà e desiderio. Un sapere che ha modificato e sta modificando non solo la sfera del privato, ma anche dimensioni rilevanti del vivere associato, del lavoro, della formazione, dell’agire nelle istituzioni e nei luoghi pubblici, ridefinendoli e ridisegnandoli secondo altri ordini di senso. Da qui l’idea di misurare quest’arte femminile di tessitura, in tutte le sue diverse declinazioni, sul terreno della città quale spazio reale e metaforico insieme. Articolato in tre cicli annuali di incontri, seminari, mostre e spettacoli rivolti alla cittadinanza, La città delle donne ha inteso sottolineare il contributo femminile a una città che da luogo concreto e abitato si fa ambiente di relazione e di scambio, per divenire infine spazio del desiderio e dell’immaginario. Nel 2005, con Penelope o della città abitata, attraverso un approccio storico alle dinamiche di esclusione-inclusione che hanno portato alla fondazione delle moderne città e uno sguardo al loro assetto urbanistico e architettonico, si sono attraversati tutti i luoghi concreti in cui le donne hanno agito e agiscono, valorizzando lo spazio cittadino e progettando una città a misura dei suoi abitanti. Nel 2006, Antigone o della città condivisa si è concentrato sui modi in cui le donne ripensano e ridisegnano la città come spazio della convivenza: l’impegno nel sociale, l’educazione alla legalità, nuove parole e pratiche politiche oggi a disposizione di tutti. Il 2007 è stato infine l’anno di Alice o della città immaginata, un percorso che ha portato in primo piano il ruolo del desiderio, in grado di trasformare la città da spazio concreto a luogo immaginario nella letteratura, nel cinema, nel teatro e nell’arte, aprendo lo spazio dell’utopia. Una concezione politica dello spazio urbano, nel senso più etimologico e autentico del termine, ha mosso e sostenuto l’intero percorso triennale: solo se ogni suo abitante si riconosce parte della comunità, comprende e dà valore alle regole che essa si è data, partecipa attivamente alla vita pubblica, la città può diventare un luogo realmente condiviso. Sul terreno della comune convinzione che l’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva siano premesse culturali indispensabili a radicare nelle nuove generazioni i valori di democrazia, libertà, solidarietà e giustizia su cui si fonda ogni convivenza è nata, nel 2006, la collaborazione tra il progetto La città delle donne e Libera. Associazioni, nomi, numeri contro le mafie. Fondata nel ’95 e presieduta da Luigi Ciotti, Libera è una rete di associazioni impegnate sul territorio nazionale nella lotta alle mafie e nella promozione di una cultura della legalità, basata sulla responsabilità individuale e la partecipazione. A partire dai progetti di educazione alla legalità proposti ogni anno da Libera Scuola, e grazie all’indispensabile apporto dell’Ufficio Sicurezza Urbana e del Servizio Politiche Giovanili, La città delle donne ha potuto coinvolgere le scuole superiori di Cremona sui temi della cittadinanza attiva e della convivenza democratica, affiancando al percorso teorico degli incontri con esperti il momento esperienziale dei laboratori in classe. Da occasione di approfondimento e interazione tra operatori e studenti, i laboratori sono divenuti nel corso degli anni veri e propri momenti propedeutici alla dimensione operativa del fare, che ha portato alla realizzazione di materiali ed eventi, consentendo ai ragazzi di sperimentare forme di autentica partecipazione. La stretta collaborazione tra il progetto La città delle donne e l’Associazione Libera è nata da una condivisione di linguaggi e strumenti, ma soprattutto evidentemente di contenuti: un orizzonte comune di temi e principi cui ispirare il nostro lavoro. All’interno della riflessione promossa nel 2006 dal progetto Antigone, sui valori etici che fondano la città quale spazio di convivenza, si è inserito un seminario di formazione per i docenti, che hanno poi autonomamente operato nelle rispettive classi per promuovere la conoscenza della Costituzione, la memoria e l’impegno contro le mafie, la legalità in ambito sportivo. Il percorso, che ha coinvolto insegnanti e studenti delle classi terze dell’Itis “Torriani”, si è chiuso con un intervento di Luigi Ciotti sui temi dell’impegno, della partecipazione e della responsabilità. Dopo il successo e la positiva accoglienza di questa prima sperimentazione, nel 2007, nell’ambito della riflessione sul rapporto tra città e 11 desiderio promossa dal progetto Alice, un’indagine sul ruolo del denaro quale motore materiale e simbolico nella vita della città ha permesso di legare l’etica al desiderio, la città immaginata alla città giusta. Ne è scaturito un percorso didattico di Educazione all’uso responsabile del denaro, alla sobrietà e ai consumi, che ha coinvolto diversi istituti cittadini nei laboratori di classe condotti dagli operatori della Comunità Acmos di Torino, nel ciclo di incontri culminato nell’intervento di Giancarlo Caselli e nella realizzazione di vignette di legalità, che hanno trovato un adeguato spazio espositivo all’interno della mostra Mafiacartoon. Con l’intento di dare continuità al percorso avviato e soddisfare la sempre più ampia richiesta delle scuole, è nato quest’anno il progetto Differenze: un percorso interamente dedicato agli studenti, che affronta il tema delle differenze declinandolo secondo i tre ambiti di generi, generazioni e geografie. Nella prospettiva di una valorizzazione delle differenze che non si risolva nell’esaltazione indiscriminata, e nell’assunzione di uno sguardo parziale e di appartenenza, che riconosca l’impossibilità di un punto di vista assoluto e universale, obiettivo del progetto è leggere le differenze culturali a partire dai nessi e dalle interdipendenze con le disuguaglianze materiali. Articolato in laboratori di classe, incontri ed esperienze sui temi degli stereotipi di genere, del lavoro minorile, delle differenze tra nord e sud d’Italia e del mondo, delle mafie come negazione dei principali diritti, il percorso si chiuderà con la realizzazione di una cena della legalità. Non solo un momento di finanziamento e promozione delle Cooperative di Liberaterra, nate dalla confisca dei terreni di proprietà delle mafie e dalla loro riconversione per uso sociale, ma un’occasione per i ragazzi di sperimentare forme di reale cittadinanza, che si concretizzeranno nell’organizzazione dell’evento e nella sua realizzazione alla fine dell’anno scolastico. 12 Nelle pagine successive seguono alcune schede riassuntive dei principali progetti, servizi e attività che il Comune di Cremona pone in essere al fine di promuovere legalità e sicurezza all’interno della propria comunità. 13 Parte III Progetti, servizi, attività del Comune di Cremona: schede riassuntive 14 GIOVANI E LEGALITÀ AMBITO OPERATIVO Istituti scolastici secondari di secondo grado SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale − OBIETTIVI Indagare le forme e i contenuti della cultura della legalità nell’universo giovanile oltre alle tipologie di eventuali fenomeni di devianza in esso presenti. − Contrastare il consumo di sostanze psicoattive, episodi di bullismo, danneggiamenti alla proprietà pubblica e disturbo alla pubblica quiete ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio Politiche Giovanili, Ufficio Pari Opportunità Istituti scolastici DESTINATARI Studenti degli Istituti Secondari di secondo grado BREVE DESCRIZIONE Il progetto ‘Giovani e legalità’, realizzato, nell’ambito delle attività di educazione alla legalità, dall’Ufficio Sicurezza Urbana in collaborazione con il Servizio Politiche Giovanili e l’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Cremona, rappresenta l’opportunità di conoscere più in dettaglio la cultura della legalità de i giovani cremonesi. Valori, idee e opinioni che guidano le azioni e le scelte di un mondo giovanile che deve essere, in primo luogo, indagato e conosciuto. Le informazioni raccolte, attraverso una ricerca ad hoc, sono il punto di partenza per predisporre interventi sempre più mirati ai reali bisogni dei giovani e per aumentare complessivamente la sicurezza del territorio. Il percorso recentemente intrapreso, si integra con il progetto promosso dall’Ufficio Pari Opportunità ‘Pensare la differenza. La città delle donne’ realizzato in collaborazione con l’Associazione Libera, allo scopo di educare e sensibilizzare gli studenti al tema della legalità riflettendo sul significato ed uso del denaro e sul rapporto tra città e desiderio. ATTIVITÀ REALIZZATE LABORATORI E INCONTRI FORMATIVI Percorsi di educazione e di sensibilizzazione alla legalità rivolti agli studenti di quattro scuole paritarie di secondo grado del Comune di Cremona. Partecipazione degli studenti a laboratori e conferenze e realizzazione di mostre e spot pubblicitari sul tema della legalità. (cfr. scheda ‘La città delle donne. Alice o della città immaginata’.) LEGALITÀ E QUOTIDIANITÀ Realizzazione da parte dell’Ufficio Sicurezza Urbana del Comune di Cremona di un’indagine conoscitiva, ‘Legalità e quotidianità’, rivolta ai giovani cremonesi che frequentano le scuole paritarie di secondo grado e i Centri di Formazione Professionale a Cremona per conoscere la loro reale e spontanea concezione della legalità. RESTITUZIONE ESITI INDAGINE Presentazione del progetto e delle finalità dell’indagine alle diverse rappresentanze scolastiche e restituzione ai partecipanti degli esiti dell’indagine. CREAZIONE TAVOLO DI LAVORO Costituzione di un tavolo di lavoro composto dai settori dell’Amministrazione comunale coinvolti per definire e coordinare modalità di restituzione dei risultati dell’indagine e predisporre interventi integrati di educazione alla legalità. 15 EDUCAZIONE STRADALE NELLE SCUOLE CITTADINE AMBITO OPERATIVO Scuole di ogni ordine e grado e Centri di Aggregazione Giovanile SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale OBIETTIVI - Diffondere una cultura della sicurezza stradale - Creare utenti della strada responsabili - Contrastare l’elevato numero di incidenti stradali ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia locale, Informagiovani, Politiche Educative, Servizio Politiche Giovanili. Centri di Aggregazione Giovanile, Istituti scolastici DESTINATARI Bambini e giovani cremonesi/stranieri BREVE DESCRIZIONE La Polizia locale del Comune di Cremona da anni attiva nelle scuole cremonesi di ogni ordine e grado e nei Centri di Aggregazione Giovanile dei programmi di educazione stradale, il cui obiettivo è incentivare i giovani a rispettare le norme del Codice della Strada, non solo comunicando loro norme e regolamenti, ma informandoli anche sui rischi legati ad una guida irresponsabile. Durante questi incontri, gli operatori della Polizia locale del Comune di Cremona affrontano anche temi legati al rispetto delle norme, istituzioni, cosa pubblica e libertà altrui. In particolare, i ragazzi che frequentano i CAG sono coinvolti in iniziative focalizzate sulla vivibilità nei quartieri, sui comportamenti a rischio (consumo di alcol e/o di sostanze psicotrope) o incivili. Queste attività, oltre a stimolare i ragazzi a riflettere sul concetto di legalità, consentono l’avvicinamento tra gli agenti di Polizia locale ed i ragazzi in un contesto ricreativo, dove è più facile costruire un rapporto di fiducia e di scambio. Due momenti annuali, in cui i percorsi di educazione stradale si aprono a tutto il contesto cittadino, sono rappresentati dall’appuntamento annuale con il Salone dello Studente e dalla Festa dell’educazione stradale.. ATTIVITÀ REALIZZATE INCONTRI NELLE SCUOLE NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE SPERIMENTAZIONE IN STRADA SALONE DELLO STUDENTE E FESTA DELL’EDUCAZIONE STRADALE Allo scopo di diffondere una cultura della sicurezza e creare utenti della strada responsabili vengono realizzati percorsi educativi specifici per ogni fascia d’età. Questi incontri vengono realizzati da personale della Polizia locale del Comune di Cremona,appositamente formato, nelle scuole cremonesi di ogni ordine e grado e nei centri di aggregazione giovanile. Ai percorsi educativi, si affiancano attività formative incentrate sulla sperimentazione in strada nel traffico reale, proprio per permettere l’apprendimento di regole e comportamenti responsabili ed autonomi nel contesto cittadino. Il Salone dello Studente rappresenta da sempre un’occasione di contatto tra gli agenti di Polizia locale del Comune di Cremona e i giovani per estendere le attività di sensibilizzazione al tema della sicurezza stradale e, più in generale, della legalità in strada, attraverso l’utilizzo di strumenti ludici capaci di farli riflettere su questi argomenti. (‘Un alfabeto per la sicurezza stradale’, ’Una vignetta per la sicurezza stradale’, ‘Gioco quiz sicuri sulla strada’ , ‘Educazione alla legalità’). (cfr. scheda Salone dello Studente) Momento finale dell’attività di educazione stradale dedicata ai bambini delle scuole elementari è la Festa delle Sicurezza Stradale, ormai alla sesta edizione, alla quale ogni anno partecipano centinaia di bambini. 16 GIOVANI IN STRADA AMBITO OPERATIVO Comunità giovanili SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale − OBIETTIVI Prevenire episodi di microcriminalità, di danneggiamento alla proprietà pubblica − Contrastare il consumo di sostanze psicoattive − Prevenire gli incidenti stradali − Contrastare il disturbo alla quiete pubblica ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio Comunicazione, Servizio Politiche Giovanili, Affari Sociali, CAG – Centri di Aggregazione Giovanile, Azienda Cremona Solidale. Caritas - Casa dell’Accoglienza, Questura di Cremona DESTINATARI Giovani cremonesi, giovani stranieri, minori non accompagnati BREVE DESCRIZIONE Educare alla legalità significa soprattutto rivolgersi ai giovani che rappresentano la risorsa su cui investire per garantire lo sviluppo futuro di comunità sicure e serene. Il progetto ‘Giovani in strada’, realizzato dalla Polizia Locale del Comune di Cremona, in collaborazione con altre realtà istituzionali e territoriali, mira ad avvicinarsi ai giovani nei luoghi ‘altri’ dalla scuola: locali pubblici e di divertimento, piazze, parchi, strade e CAG – Centri di Aggregazione Giovanile. Gli interventi previsti sono finalizzati all’educazione della legalità in termini sia di prevenzione dell’incidentalità stradale, della guida irresponsabile, sia della promozione della sicurezza e della pacifica convivenza in città. L’attività di vicinanza rivolta ai giovani nei contesti di aggregazione spontanea ed informale, caratterizzata dalla prossimità (dialogo e confronto), offre anche l’occasione per agganciare quella parte più a ‘rischio, difficile da raggiungere ma cruciale per prevenire l’eventuale aggravarsi di fenomeni di devianza e di disagio individuale. Il progetto prevede inoltre interventi a sostegno di giovani (minori) non accompagnati. L’aumento costante negli ultimi anni di questa popolazione rende necessaria un’azione sinergica tra Polizia locale del Comune di Cremona, Affari sociali e Questura di Cremona capace di stimolare attività di controllo sociale (iniziative formative), monitoraggio, attività investigativa di prevenzione e azioni di contrasto di eventuali comportamenti illegali. ATTIVITÀ REALIZZATE OSSERVAZIONE, MONITORAGGIO E INTERVENTI NEI CONFRONTI DI GRUPPI PROBLEMATICI Osservazione e monitoraggio nelle zone di ritrovo delle abitudini dei gruppi di ragazzi, indicati come problematici, e conseguenti interventi (incontri con i genitori, sensibilizzazione degli adulti, accompagnamento dei ragazzi in percorsi di integrazione sociale). Affiancamento alle azioni di prevenzione svolte dal Servizio Politiche Giovanili nell’ambito di eventi riservati ai giovani. Interventi educativi focalizzati sulla vivibilità nei quartieri, sul rispetto dei valori della convivenza civile, e finalizzati all’apprendimento di modalità relazionali rispettose dei diritti altrui. EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ Interventi di prevenzione in ambito scolastico e nell’informalità volti a prevenire il consumo di sostanze psicotrope informando i giovani sui rischi correlati all’uso di sostanze stupefacenti e alcoliche e promovendo stili di vita e comportamenti sani. Campagne informative sui temi dell’educazione alla legalità e della sicurezza stradale rivolte ai giovani in occasione di eventi e manifestazioni e nelle vicinanze dei locali pubblici. Interventi a sostegno di giovani (minori) non accompagnati realizzati in un’azione sinergica capace di stimolare attività di controllo sociale (iniziative formative), monitoraggio, attività investigativa di prevenzione e azioni di contrasto di eventuali comportamenti illegali. 17 PROGETTAZIONE PARTECIPATA Creazione di un ampio gruppo di lavoro, coordinato dal vicesindaco e formato da responsabili di uffici e settori diversi dell’Amministrazione locale, gestori dei locali e cittadini residenti finalizzato alla progettazione di nuovi interventi. INTERVENTI AMMINISTRATIVI Interventi amministrativi (ordinanze del Sindaco, circolari) finalizzate a ridurre il disturbo alla quiete pubblica nelle ore notturne mediante la diminuzione del traffico all’interno del centro storico, l’anticipazione dell’orario di chiusura degli esercizi pubblici notturni, la limitazione delle immissioni sonore all’esterno dei pubblici esercizi. CONTROLLO E PRESIDIO DEL TERRITORIO AUMENTO DELLA PRESENZA ESTERNA NEL PERIODO ESTIVO Servizi di controllo del territorio per prevenire molestie, atti di microcriminalità e danneggiamenti alla proprietà pubblica, prevenzione e repressione delle infrazioni ai Regolamenti comunali. Monitoraggio e controllo sociale (prossimità) dei gruppi di giovani nei luoghi informali. Presidio del territorio e controlli mirati a contrastare gli eccessi di velocità ed a prevenire la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche. Aumento della presenza esterna nel periodo estivo raddoppiando le pattuglie della Polizia Municipale in orario serale/notturno, prevalentemente nei giorni prefestivi, per garantire il controllo delle zone in cui sono stati lamentati disagi e disturbo. 18 SERVIZIO DI EDUCATIVA TERRITORIALE (S.E.T.) AMBITO OPERATIVO Centri di Aggregazione Giovanile – Educativa di Strada – Area Scuola SETTORE DI RIFERIMENTO Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili − OBIETTIVI Accompagnare e sostenere il percorso di crescita di pre-adolescenti, adolescenti e giovani del territorio, mediante la promozione del benessere psicofisico − Attivare processi di natura relazionale ed educativa per fornire ai ragazzi gli strumenti necessari ad affrontare percorsi adattivi all’ambiente di vita − Promuovere percorsi di partecipazione e di cittadinanza attiva − Promuovere cura e sviluppo del territorio e della comunità di riferimento, nell’ottica di una progettazione integrata. ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Attraversarte, Centro Musica, Polizia locale, Pari Opportunità, Settore Politiche Educative. Famiglie, Scuole Secondarie di I e II livello della città, Ufficio Scolastico Provinciale, Consulta studentesca, Servizi socio – sanitari di base e specialistici, Comitati di quartiere, Volontari in Servizio Civile Nazionale, Oratori, Associazioni culturali e sportive, gruppi di volontariato. DESTINATARI - preadolescenti, adolescenti e giovani, vale a dire le tre fasce di età che abbracciano l’arco del percorso evolutivo. - adulti, intesi sia come singoli soggetti (la famiglia, gli insegnanti), sia come soggetti collettivi (le associazioni o gli organismi istituzionali). Un’attenzione particolare viene posta alla famiglia, intesa quale interlocutore privilegiato nell’attivazione di azioni concrete sul ragazzo. BREVE DESCRIZIONE Il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona ha costituito il Servizio di Educativa Territoriale che, nel quadro delle politiche locali sociali, educative e culturali, si pone quale sistema integrato di servizi e azioni, con l’intento di attivare processi relazionali e di partecipazione, fornendo ai giovani strumenti per affrontare l’ambiente ed il contesto nel quale sono inseriti. Il Servizio gioca la sua funzione su due versanti: da un lato, quello più strettamente legato alle singole comunità locali, quali i quartieri, con un’attenzione particolare rivolta alle situazioni più periferiche e marginali; dall’altro, lo sguardo è rivolto alla città, alle culture giovanili ed ai processi di promozione, partecipazione, prevenzione e sicurezza sociale. Infatti, il S.E.T., attraversando i mondi vitali dei ragazzi, sostiene e promuove il processo di crescita, accompagnandoli nei percorsi di rappresentazione del loro ambiente di vita, dalla scuola, ai contesti animativi e aggregativi tra pari, a quello del rapporto giovane – adulto. Concretamente, il SET si propone al territorio con una serie di servizi che promuovono forme di partecipazione giovanile, attenzione al mondo della scuola, all'informalità dell'aggregazione giovanile, al lavoro, al rapporto tra culture e gruppi giovanili, al territorio. ATTIVITÀ REALIZZATE CENTRI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE Il C.A.G. è un servizio di carattere educativo e territoriale, fruibile da preadolescenti, adolescenti e giovani, che si affianca ed integra alle altre agenzie educative. Tre sono le strutture presenti sul territorio, situate in zone diverse della città: CAG Ghisiotto (quartiere Zaist), CAG Cascinetto (quartiere Giuseppina) e CAG Cambonino (nel relativo quartiere). All’interno di contesti informali e spazi appositamente creati per accogliere i giovani, il CAG ricerca la promozione del benessere dei ragazzi, in un’ottica di prevenzione, impegnandosi a costruire relazioni significative con i diversi soggetti del territorio locale, attraverso varie attività: accompagnamento e sostegno al lavoro, all’assolvimento dell’obbligo formativo ed ai servizi preposti all’inserimento lavorativo; promozione del protagonismo giovanile, mediante un sostegno ai percorsi di sviluppo di interessi e competenze (organizzazione di eventi e partecipazione a percorsi interculturali promossi dall’Unione Europea); collaborazione estiva tra CAG e oratorio di riferimento (GREST). 19 AREA SCUOLA L’area scuola del Servizio di Educativa Territoriale si distingue in due tipologie di interventi: 1. Area scuola Secondaria di 1° grado (medie inferiori ): le attività, a supporto della funzione didattica del corpo docente, sono finalizzate all'accompagnamento ed al rinforzo del processo di orientamento e di scelta del percorso formativo dell'alunno. I percorsi, realizzati in tutte le scuole medie della città, sono diversificati in relazione alle classi: − Classi prime: percorsi di accoglienza e lavoro sulle dinamiche di gruppo, finalizzati alla scoperta ed al potenziamento di risorse cognitivo-affettive degli alunni ed al riconoscimento e messa in gioco delle loro capacità ed abilità. − Classi seconde: percorsi laboratoriali (video, teatro, burattini) e spazio ascolto (rivolto ai ragazzi), finalizzati all'apprendimento di processi di auto ed eterovalutazione e di riflessione circa le esperienze personali e collettive, presupposti indispensabili alla capacità di scelta. − Classi terze: percorsi correlati alle azioni dei precedenti anni scolastici ed in rete con i soggetti preposti all'orientamento scolastico e formativo, con un’attenzione focalizzata sui processi di autoconsapevolezza nella scelta, in preparazione all'uscita dal circuito secondario di primo grado. Le attività riguardano lo spazio strutturato di infopoint, la realizzazione di laboratori sperimentali pre-professionali in collaborazione con i centri di formazione professionale. Quest'ultima attività è pensata e rivolta in particolare a ragazzi a rischio di dispersione e di abbandono scolastico. 2. Area Scuola Secondaria di 2° grado (superiori): le attività sono rivolte alla sperimentazione di percorsi di progettazione innovativa all'interno delle scuole, al potenziamento delle competenze delle figure adulte nella scuola, in termini di accompagnamento educativo ed alla valorizzazione di un lavoro di sinergia tra i soggetti pubblici e privati che operano nelle scuole attraverso l'offerta delle proprie progettualità. Gli ambiti di intervento riguardano: − raccordo e coordinamento con il territorio, per il potenziamento della rete territoriale; − counseling, nell’ottica di supporto ed accompagnamento alla progettualità scolastica e accompagnamento alla progettazione europea; − promozione dell'agio e del benessere, favorendo l’accompagnamento educativo ai ragazzi e la presa in carico delle situazioni di "urgenza", trasformando le stesse segnalazioni scolastiche in opportunità d'intervento educativo sul gruppo studenti, sul gruppo docenti, sulla rete interna della scuola, sulla rete esterna alla scuola; − partecipazione e protagonismo giovanile, con il supporto a percorsi di rappresentanza, con maggiore attenzione alla dimensione del fare e l’affiancamento alla Consulta studentesca; − rapporto con attraversarte, circuito espressivo giovanile del Comune di Cremona, per la valorizzazione delle esperienze espressive in ambito scolastico come strumento a sostegno della progettualità e come raccordo con il territorio. EDUCATIVA DI STRADA L’Educativa di Strada è un servizio che opera nei contesti informali, volto a favorire la promozione delle culture giovanili, valorizzandole e riscoprendo la loro funzione sociale e civile. Il lavoro con i gruppi è la componente principale e specifica del lavoro di strada, i cui percorsi attivati sono volti a sviluppare un'attenzione su oggetti di lavoro specifici usati come occasione per l'azione educativa. Le iniziative possono riguardare: tornei sportivi, organizzazione di eventi, azioni su un singolo al fine di "agganciare" successivamente il gruppo, ecc. E' fondamentale ed indispensabile instaurare una relazione significativa con i ragazzi al fine di rispondere ad esigenze di accompagnamento ed informazione rispetto a tematiche quali il consumo di sostanze psicotrope, l’inserimento lavorativo, percorsi di sostegno all'associazionismo, rapporti con l'amministrazione comunale, conflittualità con le componenti adulte. 20 PROGETTI DI PREVENZIONE AMBITO OPERATIVO Scuola ed Informalità dell’aggregazione giovanile SETTORE DI RIFERIMENTO Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili OBIETTIVI − ESTENSIONE TERRITORIALE Distretto di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Polizia Locale Scuole di II grado del distretto, Centri di formazione professionale, Ufficio Scolastico Provinciale, luoghi dell’informalità dell’aggregazione giovanile, rete delle Cooperative Sociali e Associazioni. DESTINATARI Adolescenti e giovani Prevenire il consumo di sostanze psicotrope e promuovere comportamenti e stili di vita sani; − Creare ed implementare una rete di prevenzione; − Concertare politiche di intervento di prevenzione dei consumi di sostanze psicotrope con tutte le realtà cittadine che lavorano con e per i giovani. BREVE DESCRIZIONE Il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona, titolare di un progetto di prevenzione integrata, sviluppa attraverso la rete collaborativa di cooperative sociali ed associazioni due percorsi paralleli: INDOOR e Blunotte. Il progetto INDOOR, inserito nel Piano dell'Offerta Formativa delle Scuole Secondarie di II grado cittadine, attiva percorsi classe negli istituti superiori del distretto e nei centri di formazione professionale, concordati con i singoli istituti sia nell'individuazione dei destinatari (classi del biennio o del triennio) sia nell'individuazione delle modalità (percorsi classe, gruppi trasversali, spazi laboratoriali, strategie di peer education, lavoro di secondo livello con le componenti adulte). Il modello di lavoro del progetto è caratterizzato dall'idea di lavorare nel tempo dell'esordio sociale, del passaggio e del cambiamento, dell'adolescenza, con la prospettiva di concentrarsi sulle possibili intersezioni fra i passaggi di questo cambiamento e le condotte di consumo di sostanze attraverso la raccolta e la rielaborazione delle esperienze e delle rappresentazioni dei ragazzi nell'ambito del gruppo classe. Il progetto Blunotte, attraverso il lavoro di un’equipe integrata, articola interventi di prevenzione nell’informalità e nei luoghi del divertimento serale e notturno, utilizzando strategie relazionali educative, creando alleanze con tutti gli adulti che stanno a fianco dei giovani nei contesti dagli stessi frequentati. Questo progetto, promosso dal Comune di Cremona, cerca di coinvolgere all’interno di un percorso di costruzione di sicurezza rivolto ai giovani anche i gestori dei locali frequentati dagli stessi, nelle ore serali e notturne, presenti sul territorio comunale e provinciale. ATTIVITÀ REALIZZATE INDOOR BLUNOTTE La metodologia di lavoro del progetto prevede: - la gestione e l’analisi della domanda proveniente dai soggetti aderenti al progetto; - il percorso in classe (finalizzato all’emersione delle conoscenze dei vissuti degli studenti, alla discussione in gruppo, alla proposta di attivazioni psicopedagogiche e di momenti informativi complementari); - il counselling (creazione di occasioni di ascolto, di informazione mirata ed orientamento ai servizi); - la valutazione (mediante strumenti quali il diario di bordo per la raccolta di dati informativi, il questionario di gradimento, la griglia di raccolta dello spazio di counseling e la restituzione). Realizzazione di interventi di prevenzione nell’informalità e nei luoghi del divertimento serale e notturno, utilizzando strategie relazionali educative, e creando alleanze con tutti gli adulti che stanno a fianco dei giovani nei contesti dagli stessi frequentati. Costruzione di un percorso di sicurezza rivolto ai giovani al cui interno con anche il coinvolgimento dei gestori dei locali frequentati dagli stessi, nelle ore serali e notturne, presenti sul territorio comunale e provinciale. 21 ATTRAVERSARTE – CIRCUITO DI ESPRESSIVITÀ GIOVANILE: UNDER 18 AMBITO OPERATIVO Contesto scolastico (Scuole Secondarie di 2° grado) SETTORE DI RIFERIMENTO Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili OBIETTIVI - Offrire occasioni di confronto e conoscenza reciproca nell'ambito del gruppo classe utilizzando canali comunicativi altri rispetto a quelli tradizionali; - Favorire la partecipazione degli studenti a percorsi formativi che implicano una modalità relazionale docente-discente non verticale/discendente ma orizzontale e circolare/ascendente; - Promuovere la dimensione sociale dell'arte come veicolo di costruzione di relazioni con "l'altro" in una prospettiva di scambio ed arricchimento reciproci; - Offrire occasioni formative sui linguaggi artistici, in una prospettiva di crescita personale, attraverso la sperimentazione partecipata ai percorsi espressivi; - Promuovere occasioni di confronto e conoscenza reciproca per i ragazzi della città al fine di favorire la creazione di una rete culturale; - Sostenere il protagonismo dei ragazzi attraverso la valorizzazione di prodotti culturali, espressione dei ragazzi stessi; - Favorire la circuitazione delle esperienze nel contesto cittadino facilitando la diffusione delle stesse oltre l'ambito scolastico specifico in cui esse si sono realizzate; - Promuovere la scuola come tempo/spazio di sperimentazione in cui educativo ed espressivo si coniugano nel percorso formativo del singolo; - Valorizzare l'Istituzione Pubblica come tempo/spazio di confronto per i soggetti operanti nel territorio su tematiche inerenti la specifica fascia di età coinvolta nel percorso; - Diffondere la conoscenza ed implementare l'esperienza degli scambi giovanili europei in un'ottica di incontro/confronto tra soggetti portatori di valori culturali autonomi. ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Servizio Politiche Giovanili, Ufficio Pari Opportunità, Informagiovani Istituti scolastici, Consulta studentesca, Ufficio scolastico Provinciale, Associazioni, Agenzie operanti con giovani ed adolescenti, giovani artisti, percorsi di espressività realizzati nelle scuole. DESTINATARI Ragazzi dai 14 ai 18 anni. BREVE DESCRIZIONE Attraversarte, nell'ambito della progettualità Under 18, promuove e sostiene un percorso di valorizzazione e promozione dell'espressività come strategia di accompagnamento allo sviluppo identitario del soggetto, in relazione ad una dimensione individuale e sociale. Per questa fascia d'età Attraversarte offre la possibilità di sperimentare la creatività come strumento formativo, in quanto l'espressività è condizione per l'esercizio del protagonismo. In ambito scolastico, si esplicita la richiesta rivolta all'esterno di strategie di intervento formativo mirate alla rivalutazione di creatività, emotività, corporeità, partecipazione, individuando, nel contempo, l'ambito artisticoespressivo come funzionale al raggiungimento di tali obiettivi: in questa direzione si muovono le collaborazioni tra scuola e Attraversarte - under 18. In questo contesto si esplicitano alcuni bisogni che, da un punto di vista trasversale all'universo giovanile, si possono riassumere in un maggiore riconoscimento delle esigenze espressive e dei bisogni dei giovani da parte del mondo adulto, in particolare in ambito culturale e nella difficoltà del mondo adulto ad attribuire valore alle esperienze artistiche e culturali dei giovani in quanto espressione della cultura locale contemporanea. ATTIVITÀ REALIZZATE 22 CON I PIEDI SUL PALCO E' un progetto teatrale basato sulla progettazione condivisa in specifici tavoli di lavoro e realizzato in stretta sinergia con il contesto della "diversabilità". Il progetto è così articolato: - attivazione di tavoli di progettazione condivisa con i soggetti coinvolti (con i docenti referenti, con gli operatori teatrali del territorio operanti in ambito scolastico, con i referenti delle realtà operanti in ambito "diversabilità", con gli operatori teatrali del territorio operanti in ambito "diversabilità"); - elaborazione di proposte di formazione rivolte a studenti, a docenti/operatori/educatori, ad adulti (seminari di formazione per adulti; pillole di teatro per studenti; laboratori teatrali realizzati negli Istituti di Istruzione Secondaria di Secondo Grado e condotti da operatori del territorio o da docenti; realizzazione della rassegna di produzioni teatrali studentesche, realizzata in stretta sinergia con i soggetti operanti nell'ambito della diversabilità). UNDER 18: ESPRESSIVITÀ A SCUOLA Under 18 è un progetto di espressività basato sulla progettazione condivisa in specifici tavoli di lavoro a cui partecipano docenti e giovani artisti del territorio. Il progetto è articolato come segue: - attivazione di tavoli di progettazione condivisa con i soggetti coinvolti (con i docenti referenti ed i giovani artisti del territorio); - elaborazione di proposte di micro-laboratori espressivi finalizzati all'avvicinamento degli studenti ai vari linguaggi artistico-espressivi in stretta connessione con la dimensione didattica. 23 LA CITTÀ DELLE DONNE. ANTIGONE O DELLA CITTÀ CONDIVISA PERCORSI DI EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ AMBITO OPERATIVO Scuole e comunità locale SETTORE DI RIFERIMENTO Personale – Sviluppo Organizzativo – Comunicazione e Politiche Giovanili OBIETTIVI - Promuovere la conoscenza della Costituzione - Promuovere la memoria e l’impegno contro le mafie - Promuovere la legalità in ambito sportivo ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Ufficio Pari Opportunità, Laboratorio Cremona dei bambini, Politiche educative Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie Provincia di Cremona DESTINATARI Studenti e insegnanti delle classi terze dell’Itis “Torriani” di Cremona BREVE DESCRIZIONE Fissata da Sofocle in quell’atto rivolta che è anche di pietà, la sepoltura del fratello ribelle al tiranno, Antigone diviene figura politica che introduce prima di tutto ai contenuti del progetto Antigone o della città condivisa. Un percorso di incontri, seminari e spettacoli che invita la città a pensare alle proprie origini, alle fondamenta ideali su cui si è eretta: alla legge e al suo rapporto con la giustizia, alla pietà come capacità trattare adeguatamente l’altro, al coraggio capace di contrastare la violenza, e infine all’amore, creatore di un ordine nuovo che comprende e supera quello istituzionale. Ma la storia di Antigone ci lascia anche il compito di generare forme concrete di convivenza e di autentica cittadinanza: dalla collaborazione tra Libera Scuola e il progetto Antigone sono sorti seminari di formazione per gli insegnati sui temi dell’educazione alla legalità e percorsi didattici rivolti agli studenti, per promuovere la conoscenza della Costituzione, la memoria e l’impegno contro le mafie, la legalità in ambito sportivo, che hanno coinvolto le classi terze dell’Itis “Torriani” di Cremona. ATTIVITÀ REALIZZATE SEMINARI DI FORMAZIONE DOCENTI Seminari di formazione rivolti agli insegnanti, a cura degli esperti di Libera Scuola, dedicati all’educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva, alla convivenza democratica. PERCORSI DIDATTICI CON GLI STUDENTI Tre percorsi didattici dedicati agli studenti: − ‘La Costituzione si impara a scuola’ − ‘Verso il 21 marzo: memoria, partecipazione, cittadinanza’ − ‘Sportilandia. Un’idea della corsa Miguel’ INCONTRI APERTI ALLE SCUOLE E ALLA CITTADINANZA Incontri rivolti alla cittadinanza e agli studenti, dedicati al tema della lotta alle mafie, della legalità democratica e della partecipazione attiva: DONNE DI MAFIE, DONNE CONTRO LA MAFIA Incontro con Gabriella Ebano e Ombretta Ingrascì EDUCARE ALLA LEGALITÀ DEMOCRATICA: PARTECIPAZIONE E RESPONSABILITÀ Incontro con Don Lugi Ciotti MOSTRA VISIONI DI CITTÀ Una mostra di disegni, curata dal Laboratorio Cremona dei Bambini in collaborazione con la PInAC di Rezzato, per dare voce all’immaginario di bambine e bambini: uno sguardo sulla propria città alla ricerca di desideri, sogni e paure, alla scoperta di luoghi in cui riconoscersi o misurare al contrario distanze stranianti. 24 LA CITTÀ DELLE DONNE. ALICE O DELLA CITTÀ IMMAGINATA EDUCAZIONE ALL’USO RESPONSABILE DEL DENARO, ALLA SOBRIETÀ E AI CONSUMI AMBITO OPERATIVO Istituti scolastici e comunità locale SETTORE DI RIFERIMENTO Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili OBIETTIVI Educare all’uso responsabile del denaro, alla sobrietà e ai consumi ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Ufficio Pari Opportunità, Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio Politiche Giovanili Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie C.I.S.Vol DESTINATARI Studenti degli istituti secondari di secondo grado BREVE DESCRIZIONE La figura di Alice, bambina nel paese delle meraviglie, ha guidato il progetto Alice o della città immaginata verso l’immaginazione e la creatività, il sogno e l’utopia, come strumenti indispensabili per dare forma ai desideri che animano l’immagine e la vita stessa della città. Nell’ambito di una riflessione sul rapporto tra città e desiderio, è sorto un percorso didattico condiviso con l’Associazione Libera sul ruolo del denaro, uno dei motori materiali e simbolici nella vita della città. Strumento necessario per il vivere quotidiano, il denaro rappresenta oggi anche un vero e proprio oggetto del desiderio, fino a produrre quel senso di indigestione che le società del benessere portano con sé. Da mezzo per produrre beni e soddisfare bisogni, il denaro diventa il fine in vista del quale si producono beni e si soddisfano bisogni. È noto infatti che produzione e consumo sono due aspetti di un medesimo processo circolare: non solo si producono merci per soddisfare bisogni, ma si producono anche bisogni per garantire la continuità della produzione delle merci che assicurano denaro. Un rapporto scorretto tra desiderio e denaro veicola da un lato proiezioni identitarie e sociali fondate sul possesso, dall'altro un uso distorto che favorisce comportamenti illegali legati alla microcriminalità, che sconfinano nel disagio e nelle dipendenze. Addentrandosi in un territorio denso implicazioni politiche e culturali, la proposta progettuale ha inteso innescare un percorso di coscienza critica su stili di vita e consumi, lavorando sul concetto di responsabilità che ciascuno dovrebbe sviluppare non solo verso se stesso e gli altri, ma verso l'ambiente e la città in cui vive. Consumare è una scelta e non un obbligo, una libertà e non una coazione a ripetere. ATTIVITÀ REALIZZATE LABORATORI IN CLASSE INCONTRI APERTI ALLE SCUOLE E ALLA CITTADINANZA Tre percorsi didattici dedicati agli studenti, a cura degli operatori della comunità Casa Acmos di Torino: - Educazione all'uso responsabile del denaro - Da città industriali a città industriose - Piccolo spazio... pubblicità Un ciclo di incontri aperti alle scuole e alla cittadinanza, sul tema del rapporto tra città e desiderio come godimento, come consumo di cose, tempo, relazioni, spazi. CONSUMO ERGO SUM (DAVIDE MATTIELLO) Consumare per esistere ed essere riconosciuti: una riflessione sulle forme in cui il consumo plasma il desiderio, a partire dall'esperienza di Casa Acmos, comunità di vita, accoglienza e sperimentazione, che da cinque anni opera sui temi della riduzione e selezione dei consumi, della mediazione dei conflitti e del risparmio dei beni comuni fondamentali. LA PARTECIPAZIONE TRA DESIDERIO E PROGETTO (MICHELE GAGLIARDO) Nascere in un determinato paese ed essere iscritti alla locale anagrafe non fa di noi dei cittadini: cittadini non si nasce ma si diventa, attraverso il mettersi continuamente in gioco, responsabilmente. L’impegno attivo per la cittadinanza è un percorso che produce senso di appartenenza, e insieme lavora all’allargamento dell’accesso ai diritti che il vivere in una comunità rende possibili. La partecipazione è un'arte che si può imparare da ragazzi, quando la curiosità, il senso critico, la voglia di imparare e di cambiare producono forza e inquietudine. DAL CONSUMO DELLE RISORSE ALLE ECOMAFIE: RIFLESSIONI A PARTIRE DAL RAPPORTO ECOMAFIA DI LEGAMBIENTE. (ENRICO FONTANA) 25 L'intreccio tra organizzazioni mafiose e criminalità ambientale fa dell'Italia il territorio elettivo dell'ecomafia. L’illegalità pervade il ciclo dei rifiuti e del cemento, il traffico di specie protette e di opere d'arte da nord a sud del paese, e la creazione di un vero e proprio sistema di legalità organizzata rappresenta l'unica risposta davvero efficace ai fenomeni mafiosi in generale e ancora di più a quelli delle ecomafie. DAVVERO LA LEGALITÀ CONVIENE! (GIAN CARLO CASELLI) La questione morale non è una pruderie di benpensanti: è una grande questione democratica e istituzionale, perché un sistema intriso di corruzione o di rapporti con la mafia è l'emblema del prevalere dell'interesse privato sull'interesse pubblico. Qui sta il nodo di tutti i problemi del nostro Paese. È il trionfo degli egoismi, degli interessi particolari che schiacciano, che annullano molte volte l'interesse generale, è il degrado del senso morale, il trionfo, purtroppo, dell'Italia dei furbi. E la furbizia può fare da apripista all'Italia dell'illegalità e delle mafie. Un ciclo di incontri aperti alle scuole e alla cittadinanza, sul tema del rapporto tra città e desiderio come godimento, come consumo di cose, tempo, relazioni, spazi. LABORATORIO FUMETTO E MOSTRA MAFIACARTOON VIGNETTE DI LEGALITÀ A conclusione del percorso didattico, coadiuvati dagli operatori del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” e a cura del Servizio politiche Giovanili, gli studenti hanno realizzato disegni, vignette e racconti che associano il linguaggio del fumetto alla riflessione sui temi della legalità. Le opere hanno trovato spazio all’interno della mostra Mafiacartoon: sguardi di fumettisti e disegnatori di tutto il mondo sulle conseguenze del sistema mafioso globale, raccolti dall'Associazione Libera e divenuti percorso formativo rivolto ai giovani e non solo. 26 DIFFERENZE. GENERI, GENERAZIONI, GEOGRAFIE AMBITO OPERATIVO Istituti scolastici e comunità locale SETTORE DI RIFERIMENTO Personale – Sviluppo Organizzativo – Comunicazione e Politiche Giovanili - Leggere le differenze culturali a partire dai nessi e dalle interdipendenze con le disuguaglianze materiali - Valorizzare le differenze culturali e comprendere il concetto di legame OBIETTIVI ESTENSIONE TERRITORIALE sociale Riflettere sul rapporto tra individuo e collettività Riflettere sul significato della partecipazione Comprendere il concetto di cittadinanza attiva Analizzare la relazione esistente tra le scelte dei singoli e le conseguenze sulla collettività - Riflettere sulla dimensione quotidiana della legalità Comune di Cremona - SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Ufficio Pari Opportunità, Ufficio Sicurezza Urbana, Servizio Politiche Giovanili Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie C.I.S.Vol. DESTINATARI Studenti degli istituti secondari di secondo grado BREVE DESCRIZIONE Le nostre città sono un vero e proprio ricettacolo di differenze che convivono e confliggono a più livelli, il luogo dove le contraddizioni precipitano, i legami si lacerano, le identità e i percorsi si intrecciano. Dalle classi di età alle differenze di genere, dalle disparità in termini di ricchezza e potere alle differenze di occupazioni, lingue, credenze e culture, la differenza è costitutiva del concetto stesso di società. Differenze è un percorso didattico articolato in laboratori, incontri ed esperienze affronta il tema delle differenze, declinandolo secondo i tre ambiti di generi, generazioni e geografie. L’intento è quello di leggere le differenze culturali a partire dai nessi e dalle interdipendenze con le disuguaglianze materiali, domandandosi se la valorizzazione delle differenze culturali giochi un ruolo nel produrre e riprodurre le disuguaglianze materiali oppure nel contrastarle e ridurle. Esaltare le differenze indiscriminatamente e inneggiare alla necessità della loro convivenza ad ogni costo nasconde spesso il pericolo dell’ambiguità e della caduta retorica: l’esaltazione della diversità rischia infatti di lasciare intatte le radici delle disuguaglianze, e affrontare i dilemmi di valore inerenti alle differenze socioculturali mediante criteri di indifferenza etica. Occorre allora riconoscere l’impossibilità di un punto di vista assoluto e universale, e assumere invece uno sguardo parziale, di appartenenza. Per immaginare una nuova configurazione della società serve forse un approccio relazionale che sappia rinegoziare regole di convivenza possibile nella quotidianità, che favoriscano l’incontro, tutelino e riconoscano il valore delle differenze, la loro inesauribile riserva di significato. Accanto ai percorsi teorici e laboratoriali che coinvolgono gli studenti, una speciale attenzione è rivolta alla dimensione del fare, per legare la riflessione a esperienze concrete e pratiche condivise, tentando di attraversare l’extrascuola e la dimensione dell’informalità. Per lo stesso motivo, la contestualizzazione territoriale del progetto prevede anche l’incrocio con i progetti nazionali Regoliamoci, Albachiara e Rosso Malpelo, promossi dall’Associazione Libera. ATTIVITÀ REALIZZATE GENERI GENERAZIONI Leggere e riconoscere pregiudizi, stereotipi e aspettative legati alla costruzione dei ruoli femminili e maschili, per immaginare se stessi fuori e oltre i tradizionali modelli culturali e sociali: - laboratorio a cura dello Studio associato in psicologia Gozellino-Mascherpa - progettazione e realizzazione di un evento per la giornata dell’8 marzo a scuola Fare spazio, ascoltare, avere un linguaggio comune: forme e modi diversi di intendere la partecipazione politica tra generazioni: - laboratori di cittadinanza attiva a cura del Gruppo Abele di Torino - produzione di materiali e supporti attraverso molteplici linguaggi artistici, curati dai giovani artisti del circuito “Attraversarte” – Servizio Politiche 27 - Giovanili, in vista della partecipazione alla rassegna-concorso di Albachiara adesione ai forum di partecipazione e confronto per i giovani, attivati dal servizio Politiche Giovanili del Comune di Cremona GEOGRAFIE Diritti, opportunità, privilegi: differenze tra nord e sud d’Italia e del mondo, mafie come negazione dei diritti che si fa ostacolo allo sviluppo: - laboratorio su cittadinanza e diritti a cura del Gruppo Abele di Torino - laboratorio di lettura di Gomorra a cura degli operatori della Cooperativa “Equilibri” di Modena - progetto Rosso Malpelo su lavoro minorile e lavoro nero, con proiezione del film Rossomalpelo e adesione al progetto di adozione a distanza. INCONTRO APERTO ALLE SCUOLE E ALLA CITTADINANZA A conclusione dei percorsi laboratoriali nelle scuole incontro con il Magistrato Piercamillo Davigo. CENA DELLA LEGALITA’ L’idea di concludere il percorso con un appuntamento conviviale e festoso che coinvolga ragazzi, insegnanti e cittadini, è nata durante i laboratori didattici dello scorso anno, quando uno degli animatori di Libera ha sollecitato i ragazzi con la proposta di organizzare una cena della legalità. L’evento avrà come fulcro centrale la cena, realizzata con alimenti delle cooperative di Liberaterra, prodotti nei terreni confiscati alle mafie e riconvertiti per uso sociale, e di altre realtà che operano nel territorio cremonese. A seguire l’intervento di alcuni rappresentanti di Libera, tra i quali don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione, e da un momento di animazione a cura dei ragazzi. Obiettivo della serata è attivare un processo in cui far sperimentare ai ragazzi forme di reale partecipazione, che si concretizzano nell’organizzazione dell’evento e nella sua realizzazione alla fine dell’anno scolastico. 28 INFORMAGIOVANI AMBITO OPERATIVO SETTORE DI RIFERIMENTO OBIETTIVI ESTENSIONE TERRITORIALE SOGGETTI COINVOLTI DESTINATARI BREVE DESCRIZIONE ATTIVITÀ REALIZZATE 29 SALONE DELLO STUDENTE AMBITO OPERATIVO SETTORE DI RIFERIMENTO OBIETTIVI ESTENSIONE TERRITORIALE SOGGETTI COINVOLTI DESTINATARI BREVE DESCRIZIONE ATTIVITÀ REALIZZATE 30 IMMIGRAZIONE ED INTEGRAZIONE AMBITO OPERATIVO Comunità straniere SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale OBIETTIVI − − − ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia locale, settore Gestione Entrate, settore Affari sociali, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Stranieri, Ufficio Periferie, Ufficio anagrafe Comunità di Immigrati, I.Re.F – Istituto Regionale Lombardo di Formazione per l’Amministrazione Pubblica, ASL, Sunia di Cremona DESTINATARI Stranieri Favorire il dialogo tra comunità straniere, Amministrazione locale e cittadinanza Integrare le politiche di sostegno per l’inserimento e l’integrazione Attivare momenti di partecipazione della popolazione extracomunitaria alla vita sociale locale − Ridurre la percezione di insicurezza nella popolazione autoctona BREVE DESCRIZIONE L’integrazione della popolazione immigrata rappresenta un importante tassello delle politiche integrate di sicurezza urbana. La presenza straniera è spesso fonte per le comunità locali di insicurezza: abitudini e stili di vita differenti possono, a volte, confliggere con quelli della cultura ospitante. Ciò che non si conosce è facilmente temibile: da qui la necessità di creare luoghi di incontro, di aprire la porta del dialogo, della vicinanza e della conoscenza. Tutte azioni fondamentali a valorizzare questa popolazione che è un’importante risorsa, a rassicurare la comunità cremonese e a incrementare la sicurezza nel contesto cittadino. Obiettivo è quindi quello di favorire e costruire l’integrazione attraverso l’ascolto, il dialogo, l’osservazione, il monitoraggio e l’organizzazione di momenti di incontro tra cittadini cremonesi e stranieri coordinando l’attività della Polizia locale del Comune di Cremona e dell’Ufficio Sicurezza Urbana con le risorse e le politiche esistenti a livello istituzionale e territoriale. ATTIVITÀ REALIZZATE CONOSCENZA RECIPROCA Ricerca e consolidamento di contatti e legami con i rappresentanti delle comunità immigrate presenti sul territorio attraverso l’attività della Polizia locale del Comune di Cremona. INTEGRAZIONE Integrazione dei servizi presenti sul territorio rivolti alla popolazione immigrata (centro locale di parità, politiche di sostegno, associazionismo di donne di fede islamica). PARTECIPAZIONE Promozione e organizzazione di momenti di incontro ed eventi multiculturali in città e nei quartieri (soprattutto all’interno del lavoro di comunità nelle periferie cittadine). COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE E ASCOLTO Incontri di informazione e di educazione alla legalità e al rispetto delle regole del vivere quotidiano, finalizzati a sensibilizzare e informare gli stranieri su temi particolarmente rilevanti per l’interazione sociale (casa, salute, igiene, lingua, diritti-doveri). FORMAZIONE INTERCULTURALE Realizzazione di un corso di formazione interculturale per operatori dell’Ente locale, realizzato anche grazie agli interventi di alcuni rappresentanti di diverse comunità straniera. MONITORAGGIO E CONTROLLO Monitoraggio costante dei luoghi di ritrovo (locali pubblici) e degli spazi urbani (strade, panchine), ovvero punti di riferimento costante per la popolazione immigrata e che possono produrre una sensazione di disagio e di pericolo. 31 PROGETTI PER L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI NELLE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE AMBITO OPERATIVO Scuole statali primarie e secondarie di primo e secondo grado SETTORE DI RIFERIMENTO Politiche Educative OBIETTIVI - Favorire l’integrazione degli alunni non italofoni e sostenerne i risultati scolastici e formativi - Supportare gli interventi programmati e realizzati dalle scuole autonome in questo campo - Promuovere la diffusione di un approccio interculturale e facilitare la valorizzazione delle diversità nazionali e linguistiche all’interno delle comunità scolastiche ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: settore politiche educative Scuole statali primarie e secondarie di primo e secondo grado DESTINATARI − − − Alunni non italofoni Famiglie Docenti degli istituti coinvolti BREVE DESCRIZIONE A partire dall’anno 2000 il Settore Politiche Educative ha promosso interventi finalizzati a sostenere le scuole primarie e secondarie nello sforzo di integrazione degli alunni stranieri. Nella prima metà di questo decennio, infatti, gli istituti si sono trovati di fronte ad una vera e propria emergenza per l’afflusso crescente di alunni che non possedevano sufficiente conoscenza della nostra lingua per poter affrontare il normale percorso di studi. La presenza di questi bambini e ragazzi comportava una sfida di “adattamento” per il nostro sistema scolastico, ma presentava anche opportunità di arricchimento e di crescita attraverso l’incontro con altre lingue e culture. ATTIVITÀ REALIZZATE COORDINAMENTO INSEGNANTI REFERENTI DELLE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE DI PRIMO GRADO Percorsi di formazione e supervisione rivolti agli insegnanti referenti delle Commissioni Intercultura. Organizzati sotto forma di gruppo di lavoro, hanno la finalità di guidare le docenti nella progettazione degli interventi all’interno dei contesti scolastici e di verificare insieme i livelli di realizzazione e l’efficacia delle attività. Il gruppo di lavoro inoltre ha prodotto, sui singoli temi (accoglienza alfabetizzazione, ecc), materiali originali che sono stati stampati e distribuiti a tutte le scuole. SOSTEGNO ALLA PROGETTAZIONE DELLE SCUOLE Erogazione, nell’ambito degli interventi di diritto allo studio, di contributi alle singole scuole, per la realizzazione di progetti di integrazione. CON PAROLE CANGIANTI Il progetto comprende una serie di interventi finalizzati a favorire la frequenza scolastica degli alunni stranieri nelle scuole secondarie di secondo grado e nella formazione professionale ed a migliorare a loro capacità di usare l’italiano come lingua per lo studio. In particolare vengono realizzati: - corsi di alfabetizzazione per gli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado - corsi di formazione e aggiornamento per docenti e alfabetizzatori. E’ stato costituito un gruppo di alfabetizzatori che comprende sia docenti delle scuole interessate disponibili a svolgere questo ruolo con incarichi ad hoc, sia operatori esterni. Il gruppo diventa punto di riferimento per tutti gli istituti e garantisce un livello di competenza comune tra gli alfabetizzatori. CORSI DI ALFABETIZZAZIONE PER MAMME STRANIERE Promozione di percorsi di alfabetizzazione in lingua italiana rivolti alle mamme di bambini immigrati che frequentano le scuole primarie a Cremona. I corsi, organizzati in collaborazione con soggetti EDA del territorio che si occupano di Educazione degli adulti (Centro territoriale, Centro studi e ricerche), si tengono presso gli istituti delle scuole primarie interessati e hanno la finalità di migliorare la capacità delle donne di comprendere e parlare la nostra lingua, di relazionarsi con il contesto della scuola e di seguire i figli nel lavoro scolastico. 32 APPRENDERE A CREMONA. PROMOZIONE E COORDINAMENTO DELLE INIZIATIVE DI EDUCAZIONE DEGLI ADULTI AMBITO OPERATIVO Servizi educativi SETTORE DI RIFERIMENTO Politiche Educative − OBIETTIVI Promuovere la più ampia partecipazione della popolazione adulta ad iniziative educative e di aggiornamento, sostenendo in particolare la partecipazione delle fasce deboli − Favorire la conoscibilità e trasparenza delle iniziative − Promuovere la capacità di collaborazione reciproca tra gli enti in funzione della maggiore efficacia degli interventi e di una razionalizzazione delle risorse − Promuovere l'adozione da parte degli enti di strumenti adeguati per garantire la qualità delle iniziative, a vantaggio dell'utenza ESTENSIONE TERRITORIALE SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: settore politiche Educative Comuni di: Olmeneta, Soresina, San Bassano, Casalbuttano, Stagno Lombardo, Sospiro, Gerre de' Caprioli, Gadesco Pieve Delmona Provincia di Cremona Scuole del Distretto (IPC ‘Einaudi’, ITC Sospiro, ITC ‘Beltrami’, Terzo Circolo Didattico) e Centri Formazione (Ial Lombardia, Enaip) Sindacati (CISL, CGIL, UIL) e Associazioni di Categoria (CNA, Collegio Geometri, Ordine Ingegneri, Confcommercio ) CSA di Cremona Polo Universitario (Università Cattolica del Sacro Cuore di , Università degli studi di Brescia) Associazioni di volontariato (‘Non solo noi’, Cisvol) e Associazioni culturali (ADAFA, Ass. ex allievi Liceo ‘Manin’) Centro Territoriale Permanente (Scuola Media ‘Campi’) IRRE Lombardia Partner progetto FSE Apprendere a Cremona DESTINATARI - operatori dell'Educazione degli adulti - cittadini interessati a partecipare ad attività di formazione, aggiornamento, arricchimento delle competenze personali e socializzazione BREVE DESCRIZIONE I tanti cambiamenti nel mondo del lavoro e nella società non consentono più alle persone di fare “come si faceva una volta”: studiare fino a 14 o 18 anni, e poi utilizzare quello che avevano studiato a scuola per tutto il resto della vita. Oggi tutti – quelli che da giovani hanno studiato poco, e anche quelli che hanno studiato molto – sono sollecitati o obbligati ad affrontare diverse esperienze ed occasioni di apprendimento in diversi momenti della loro vita, per cambiare lavoro o per non perderlo, per esercitare i propri diritti o per migliorare il proprio benessere personale. Lavoratori di mezza età sono “costretti” a studiare l’informatica o una lingua straniera, e a volte sono i nonni, pensionati, che ricominciano a imparare ad usare un computer insieme ai nipoti… A loro volta, cittadini stranieri che giungono nel nostro paese hanno l’esigenza di imparare la lingua italiana e poi di frequentare corsi per inserirsi nel mondo del lavoro. Persone di ogni età scoprono nuovi interessi e li condividono frequentando corsi per il tempo libero; e anche ai genitori, per imparare a educare i figli, vengono sempre più spesso offerti corsi ed incontri da enti pubblici e da associazioni. “L’Educazione degli Adulti – o Educazione permanente - comprende tutte quelle attività di apprendimento, formale o non formale (a scuola, sul lavoro, nelle associazioni, nei corsi liberi…) avviate in qualsiasi momento della vita, e volte a migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze in una prospettiva personale, civica, sociale e/o occupazionale” . (Unione Europea) Il Settore Politiche Educative si occupa di interventi finalizzati a promuovere e armonizzare le iniziative di educazione degli adulti sul territorio comunale, secondo obiettivi locali individuati sia attraverso consultazioni sul territorio, sia documenti e linee di indirizzo dell'Unione Europea, raccogliendo e diffondendo le informazioni relative a tutte le iniziative di educazione e formazione rivolte a cittadini adulti, sostenendo progetti integrati e sperimentali in questo campo, anche attraverso l'istituzione di tavoli di coprogettazione tra enti diversi (scuole, enti di formazione, associazionismo...). 33 ATTIVITÀ REALIZZATE COSTITUZIONE DEL COMITATO LOCALE DI EDUCAZIONE DEGLI ADULTI Costituzione del Comitato Locale di Educazione degli adulti, organo interistituzionale istituito nell'aprile 2003 in base alla direttiva del Ministero dell'Istruzione 22/2001, e svolgimento dell’attività di supporto alle iniziative del comitato. FSE APPRENDERE A CREMONA Promosso e gestito dall’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Cremona dal settembre 2003 al settembre 2004, il progetto ‘Apprendere a Cremona’ ha avuto la finalità di sostenere la messa in rete e la qualificazione degli interventi di educazione degli adulti sul territorio del comune e dell’ex distretto scolastico. L’intervento si inseriva in un quadro nazionale ed europeo che ha visto, negli ultimi anni, una serie di interventi orientati a promuovere azioni di riorganizzazione e potenziamento delle attività di educazione degli adulti, nella logica dello sviluppo di un’offerta articolata e interconnessa rivolta a tutte le categorie di cittadini. Il progetto aveva l'obiettivo generale di sostenere il consolidamento della rete di enti e di operatori attraverso strumenti di informazione, occasioni di confronto e di lavoro comune e la sperimentazione di alcune attività operative e di aumentare la possibilità per tutti i cittadini di accedere a percorsi e occasioni formative efficaci rispetto ai bisogni individuali, nella logica dell’“apprendimento lungo tutto l’arco della vita”. MESSA IN RETE DEGLI INTERVENTI Raccolta e diffusione delle informazioni relative a tutte le iniziative di educazione e formazione rivolte a cittadini adulti. PROGETTAZIONE INTERVENTI Progettazione di interventi integrati e sperimentali in questo campo, anche attraverso l'istituzione di tavoli di coprogettazione tra enti diversi (scuole, enti di formazione, associazionismo...) COMUNICAZIONE Creazione e cura del sito internet dedicato (www.apprendereacremona.it) attraverso il quale anche i singoli enti possono segnalare le iniziative in partenza e condividere materiali sulle esperienze realizzate. Aggiornamento della banca dati contenuta nel sito con le schede di oltre 130 enti del territorio che promuovono iniziative rivolte ad adulti. CORSI DI ALFABETIZZAZIONE PER MAMME STRANIERE Promozione di percorsi di alfabetizzazione in lingua italiana rivolti alle mamme di bambini immigrati che frequentano le scuole primarie a Cremona. I corsi, organizzati in collaborazione con soggetti EDA del territorio (Centro territoriale, Centro studi e ricerche), si tengono presso gli istituti delle scuole primarie interessati e hanno la finalità di migliorare la capacità delle donne di comprendere e parlare la nostra lingua, di relazionarsi con il contesto della scuola e di seguire i figli nel lavoro scolastico. 34 PROGETTO “PERIFERIE AL CENTRO” – UFFICIO PERIFERIE AMBITO OPERATIVO Comunità di perifieria SETTORE DI RIFERIMENTO Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili OBIETTIVI − − − − ESTENSIONE TERRITORIALE SOGGETTI COINVOLTI DESTINATARI Attivare e animare le comunità di periferia Promuovere il protagonismo nelle comunità delle periferie Accrescere la partecipazione e la responsabilizzazione dei cittadini Mediare e facilitare i rapporti tra periferie urbane e Ente locale Comune di Cremona Comune di Cremona: Settore Affari sociali, settore Politiche educative, Polizia Locale, Ufficio Tempi, Servizi presenti sui diversi territori, Cittadini singoli o organizzati. Cittadini singoli o gruppi di cittadini, Comitati spontanei di Zona BREVE DESCRIZIONE Il Progetto "Periferie al Centro" è un percorso che l'Amministrazione ha intrapreso per dotare le periferie cittadine di strumenti di coinvolgimento attivo e di partecipazione, finalizzati a conoscere, discutere ed affrontare le problematiche che caratterizzano le zone situate ai confini della cintura urbana. Per una migliore gestione del territorio, sono state istituite due zone complessive, poste a semicerchio intorno al centro cittadino. La volontà che sottende all'iniziativa nel suo complesso è quella di valorizzare le Periferie come luoghi di un'esistenza qualificata, dove sia costante la partecipazione democratica alla vita politico-amministrativa dell'intera città. L’ufficio Periferie, nato all’interno del Progetto "Periferie al Centro", è una struttura operativa che intende: coordinare richieste e risorse del territorio per favorire la comunicazione e l’informazione, incoraggiare la partecipazione delle numerose risorse presenti in ogni periferia cittadina; rafforzare il dialogo tra Cittadini e Amministrazione, riconoscendo i Comitati spontanei di zona come interlocutori privilegiati nella comunicazione, nella condivisione dei progetti e nelle sperimentazioni messe in atto, attraverso un metodo basato sulla reciprocità. ATTIVITÀ REALIZZATE COORDINAMENTO E CONSULENZA COMITATI SPONTANEI E DI ZONA, GRUPPI INFORMALI E AI CITTADINI CONOSCENZA DEL TERRITORIO Momenti di ascolto, di consulenza e di informazione, rivolti ai Comitati, ai Gruppi e anche al singolo cittadino, per fornire e favorire la formazione di strumenti e conoscenze necessarie nel rapporto con l'Amministrazione. Promozione di incontri con i Comitati Spontanei di zona, con i Gruppi, con i Garanti, con i Volontari sul territorio, ecc. su tematiche specifiche. Accompagnamento in percorsi di progettazione partecipata e di attivazione di Comunità. Studio del territorio e analisi delle diverse richieste attraverso la messa in rete delle risorse, il coordinamento delle singole proposte, incontri di approfondimento e sopralluoghi in collaborazione con altri settori e servizi del Comune. SVILUPPO E ATTIVAZIONE DI COMUNITÀ Attraverso i Comitati, le Associazioni, le realtà territoriali si intende sviluppare una comunità attiva, più integrata e responsabile, che si prenda cura autonomamente dei problemi di sicurezza, di aggregazione, di partecipazione e dei problemi sociali del territorio, avviando percorsi di confronto, di animazione e attivazione della comunità. PROGETTO CONSULTA DI ZONA Il progetto prevede la costituzione di una macroarea che riunisca più periferie cittadine in un’area della città particolarmente ricca di risorse e forme aggregative. Il progetto intende rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita della comunità nella quale vivono, sostenere le loro espressioni associative e favorire l’informazione che riguardano il territorio. La costituzione di una consulta consente di conoscere e condividere problematiche di interesse più diffuso attraverso la rete del territorio, composta anche dai Servizi comunali. GARANTI DEL VERDE Il progetto "Garante del Verde" nasce dalla duplice esigenza di assicurare l'attenzione necessaria agli spazi verdi delle periferie e di promuovere una cittadinanza attiva cercando di favorire una maggiore sensibilizzazione e responsabilità sul tema dell’ambiente e della cura e salvaguardia del verde pubblico, in particolare nelle zone periferiche della città. 35 LABORATORIO DI QUARTIERE DI BORGO LORETO AMBITO OPERATIVO Comunità di periferia SETTORI DI RIFERIMENTO Affari Sociali, Polizia Municipale e Sviluppo Organizzativo. − OBIETTIVI ESTENSIONE TERRITORIALE Promuovere la partecipazione degli abitanti alla progettazione degli interventi di riqualificazione del quartiere − Sviluppare un accompagnamento individuale e sociale − Attivare la comunità locale Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia Locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Polizia di Stato, Ufficio Periferie, Laboratorio di Quartiere, Servizio Politiche Giovanili, Centro per le Famiglie, Ufficio Stranieri, Ufficio Alloggi, Settore Politiche Educative; Settore Lavori Pubblici, Comitato per il Contratto di Quartiere, Settore Mobilità, Traffico e Trasporti. A.L.E.R., C.I.S.V.O.L., Garante per il Verde, Centro Sociale per pensionati e anziani ‘L. Pinoni’, Parrocchia Beata Vergine Lauretana, Ass. Città dell’Uomo, Scuola Materna ‘A. Gallina’, Scuola Elementare ‘A. Stradivari’, Centro Interculturale ‘Mondoinsieme’, Associazione ‘Comitato Immigrati di Cremona’, Comitato spontaneo di cittadini ‘Borgo Loreto’. DESTINATARI Residenti, associazioni e realtà aggregative del quartiere Borgo Loreto BREVE DESCRIZIONE L'Amministrazione Comunale, nel 2005, ha avuto accesso al finanziamento ministeriale denominato "Contratti di Quartiere 2", per la riqualificazione fisica e lo sviluppo sociale di un'area particolarmente ricca di Edilizia Residenziale Pubblica, individuata nel quartiere di Borgo Loreto. L’intervento, discusso con i cittadini attraverso il Piano di Progettazione partecipata, coinvolge la comunità di Borgo Loreto attraverso una profonda trasformazione e riqualificazione urbana (case, strade, spazi verdi, sottoservizi, viabilità); il Contratto porterà anche ad un incremento degli alloggi e quindi ad una trasformazione del quartiere anche dal punto di vista socio-demografico. Studiando proprio le caratteristiche sociali e demografiche di Borgo Loreto sono stati messi in atto una serie di interventi a medio e lungo termine raccolti all’interno del Piano di Accompagnamento Sociale (PAS). Il PAS è parte integrante del Contratto di Quartiere e mette in campo azioni a sostegno degli individui e azioni di sostegno delle attività collettive del quartiere. Per garantire a tutti i residenti informazione e partecipazione sullo svolgimento del Contratto di Quartiere, è stato istituito il Laboratorio di quartiere Borgo Loreto, ufficio pensato all'interno del quartiere presso il quale il residente può trovare risposta alle sue domande. Il Laboratorio accoglie gli operatori dei Servizi Sociali, della Polizia Locale e dell'Ufficio Periferie, che coordina le attività del Laboratorio. In questo spazio è possibile consultare i progetti che verranno realizzati, vedere le piantine delle case e degli spazi comuni che verranno riqualificati all'interno del quartiere. L'ufficio, che vede alternarsi operatori dell'Ufficio Periferie, della Polizia Locale e degli Affari Sociali, è un punto di riferimento continuo e costante per tutti i cittadini del quartiere proponendosi come spazio fisico riconoscibile all'interno del quartiere in cui si possono trovare informazioni e occasioni di partecipazione in merito al progetto di riqualificazione. Il Laboratorio è quindi luogo di progettazione e gestione del Piano di Azioni Sociali (PAS). Il PAS si compone: - di azioni di accompagnamento individuale (in capo al Settore Affari Sociali): Piano della Mobilità forzosa, Casi Sociali in ingresso - di azioni di accompagnamento sociale a sostegno delle attività collettive: Attivazione e organizzazione della Comunità (Ufficio Periferie), Patto Locale per la Sicurezza (Polizia Locale), Mediatori di Condominio (Affari Sociali). 36 ATTIVITÀ REALIZZATE ACCOMPAGNAMENTO INDIVIDUALE ACCOMPAGNAMENTO SOCIALE L'accompagnamento individuale fa capo al Settore Affari Sociali e prevede azioni a sostegno degli individui che sono particolarmente toccati dal processo di ristrutturazione per trovare soluzioni e risposte, spesso individualizzate, che riducano il più possibile il pesante disagio creato dalla trasformazione: ‘Piano della Mobilità forzosa’ e ‘Casi sociali in ingresso’. ATTIVAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLA COMUNITÀ: l’ufficio Periferie si occupa di favorire la partecipazione del territorio alle attività del quartiere; attraverso il Laboratorio e i singoli progetti di attivazione di comunità si intendono costruire occasionI di scambio di informazioni, di confronto, di tessitura di relazioni tra una pluralità di attori interessati, per diversi motivi, al miglioramento delle condizioni del quartiere: - progetto comunicazione: rivolto agli abitanti del quartiere per consentire ai cittadini di orientarsi nel progetto e acquisire le necessarie informazioni sulle tempistiche dei cantieri e sulle trasformazioni in atto (newsletter, giornali, bacheche ecc.). - verde e scuole: questa progettazione prevede la collaborazione di più soggetti (Centro Anziani, Laboratorio Cremona dei Bambini, Scuole, altre associazioni, cittadini singoli) nell'ideazione e nella realizzazione di interventi di promozione dell'educazione civica e della responsabilità collettiva a partire dall'uso e dalla cura degli spazi verdi del quartiere. - ‘BORGO IN RETE’: mette in rete le molte realtà associative e i servizi comunali e non, presenti sul territorio di Borgo Loreto, allo scopo di pubblicizzare la loro attività e sperimentare nuove proposte aggregative per il territorio e costruire microprogetti mirati sul quartiere. Ne fanno parte 16 realtà che operano a vario titolo sul territorio e che insieme organizzano alcuni appuntamenti ormai abituali come la festa di Borgo in Rete e Borgo in Bici, quest’ultimo realizzato nell'ambito del Patto Locale di Sicurezza Urbana per il quartiere Borgo Loreto e della collaborazione con il progetto /BiC - Benessere in città: muoversi nei tempi di una città sostenibile/, e le iniziative per il Natale. Dall’importante collaborazione con le Scuole e le agenzie del territorio che si occupano di famiglia e di cittadini stranieri stanno nascendo progetti mirati a combattere l’esclusione sociale e a favorire l’integrazione fra cittadini stranieri e residenti del quartiere. Mediatori di condominio: progetto sperimentale che prevede l’inserimento nel percorso avviato dal Laboratorio di una figura innovativa di mediazione sociale. I principali obiettivi dei mediatori sono di facilitare e promuovere le condizioni necessarie per sviluppare una pacifica e armoniosa convivenza all’interno dei condomini del quartiere, sia riqualificati, che in fase di riqualificazione ed aumentare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini, attraverso la gestione e la riduzione della conflittualità sociale. I mediatori di condominio forniscono ai residenti anche un supporto e sostegno nel rapporto con l’Amministrazione locale e con l’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, proprietaria degli immobili. Patto Locale di Sicurezza Urbana, uno strumento previsto dall’art. 32 della Legge Regionale 4/2003 per implementare le locali politiche integrate di sicurezza e per migliorare le condizioni di vivibilità di un territorio (cfr. scheda Patto Locale di Sicurezza Urbana Borgo Loreto) 37 PATTO LOCALE DI SICUREZZA URBANA BORGO LORETO AMBITO OPERATIVO Comunità di periferia SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale − − − OBIETTIVI − − − − Migliorare le condizioni di vivibilità del quartiere agevolando la partecipazione attiva dei residenti Ottimizzare il presidio del territorio da parte delle Forze di Polizia Promuovere l’integrazione tra Forze di Polizia, il Comune di Cremona, le agenzie sociali e i cittadini Approfondire la conoscenza del quartiere e delle sue problematiche Svolgere attività di prevenzione dei reati, soprattutto di truffe e raggiri di cui è vittima soprattutto la popolazione anziana Migliorare il livello di integrazione dei cittadini stranieri Ridurre la conflittualità sociale presente soprattutto negli stabili di edilizia residenziale pubblica ESTENSIONE TERRITORIALE Quartiere Borgo Loreto SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia Locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Polizia di Stato, Ufficio Periferie, Laboratorio di Quartiere, Servizio Politiche Giovanili, Centro per le Famiglie, Ufficio Stranieri, Ufficio Alloggi, Settore Politiche Educative; Settore Lavori Pubblici, Comitato per il Contratto di Quartiere, Settore Mobilità, Traffico e Trasporti.A.L.E.R., C.I.S.V.O.L., Garante per il Verde, Centro Sociale per pensionati e anziani ‘L. Pinoni’, Parrocchia Beata Vergine Lauretana, Ass. Città dell’Uomo, Scuola Materna ‘A. Gallina’, Scuola Elementare ‘A. Stradivari’, Centro Interculturale ‘Mondoinsieme’, Associazione ‘Comitato Immigrati di Cremona’, Comitato spontaneo di cittadini ‘Borgo Loreto’. DESTINATARI Residenti quartiere Borgo Loreto BREVE DESCRIZIONE Il Patto Locale di Sicurezza Urbana è uno strumento previsto dall’art. 32 della Legge Regionale 4/2003 per implementare le locali politiche integrate di sicurezza e per migliorare le condizioni di vivibilità di un territorio. Sottoscritto per prima volta nel dicembre 2004 e rinnovato nel maggio 2006, Il Patto Locale di Sicurezza Urbana di Borgo Loreto vuole migliorare le condizioni di vivibilità e sicurezza di una porzione di territorio cittadino attraverso l’integrazione dei programmi e delle azioni di tutti gli attori che nella città concorrono a produrre il bene sicurezza. L’analisi e il monitoraggio continuativo delle caratteristiche della zona e delle sue problematiche effettuata dagli attori coinvolti nei tre anni di vita del Patto Locale, hanno permesso di lavorare a fianco degli abitanti per evidenziare le criticità e predisporre interventi integrati sul territorio capaci di rassicurare e diminuire il senso di insicurezza. L’insieme delle attività realizzate nel quartiere di Borgo Loreto sono il frutto del lavoro congiunto di Polizia Locale del Comune di Cremona , Polizia di Stato, Uffici e Servizi dell’Amministrazione comunale e Agenzie del territorio. ATTIVITÀ REALIZZATE ACCOMPAGNAMENTO SOCIALE E ATTIVAZIONE COMUNITÀ CONTROLLO DEL TERRITORIO E PROSSIMITÀ Accompagnamento e mediazione culturale per gli stranieri residenti. Mediazione sociale per la costruzione di rapporti di buon vicinato. Riunioni periodiche con i rappresentanti dei Comitati di quartiere. Incontri con gli anziani presso i centri di aggregazione e i centri sociali per raccogliere segnalazioni, opinioni e sensazioni sulla vita nel quartiere. Realizzazione di iniziative sociali e culturali per promuovere la partecipazione alla vita di comunità Sostegno e promozione della partecipazione alla progettazione degli interventi di riqualificazione urbana (dotazione di opere infrastrutturali, miglioramento delle infrastrutture esistenti, ristrutturazione degli edifici di residenza pubblica). Pattuglie appiedate di Polizia locale del Comune di Cremona con frequenza settimanale in orari particolarmente indicati per la vita associativa del quartiere. Presidio mobile della Polizia Locale in postazione fissa presso il giardino pubblico. Incontri tematici su raggiri e truffe, codice della strada dedicati agli anziani. Educazione stradale presso le scuole materne e la scuola elementare del quartiere 38 BENESSERE IN CITTÀ: MUOVERSI NEI TEMPI DI UNA CITTÀ SOSTENIBILE PIANO TERRITORIALE DEGLI ORARI DELLA CITTÀ DI CREMONA (L.53/2000; L.R.28/2004) AMBITO OPERATIVO Comunità SETTORE DI RIFERIMENTO Personale – Sviluppo Organizzativo - Comunicazione e Politiche Giovanili − OBIETTIVI Individuare, promuovere e sperimentare forme di mobilità urbana sostenibile − Rendere più flessibili e adattivi gli orari di lavoro e gli orari di erogazione dei servizi urbani − Favorire la conciliazione tra tempi di vita e orari di lavoro di lavoratrici/ori e/o genitori − Ridurre l’inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona:Ufficio Tempi, Ufficio Ecologia, Servizio Comunicazione, Settore Politiche Educative, Settore Mobilità, Traffico e trasporti, Ufficio pari opportunità, Settore Polizia Municipale, Settore programmazione Lavori Pubblici, Laboratorio Cremona dei Bambini, Settore legislazione commerciale e pubblici spettacoli, Settore Personale e sviluppo organizzativo. AEM (Azienda Elettrica Municipalizzata), Arpa, ASL, Prefettura di Cremona, Associazioni del commercio (Ascom e confesercenti) Fiab locale (Federazione Amici della bicicletta), Aziende di trasporto locale (KM e Cremona Trasporti), Imprese del commercio e imprese dell’artigianato locali, Istituti scolastici, Organizzazioni sindacali, Provincia di Cremona (Servizio trasporti e Ufficio Piste ciclabili), lavoratori e lavoratrici delle imprese commerciali e artigianali e degli enti pubblici con sede nel centro storico. DESTINATARI Cittadini e city user BREVE DESCRIZIONE La trasformazione verso una società di servizi ha comportato profondi mutamenti negli stili di vita sia degli abitanti che dei city users. Il fattore tempo si è rivelato un elemento critico della vita quotidiana. Il piano territoriale degli orari di Cremona è lo strumento che vuole comprendere e progettare modi per rendere più vivibile la vita di coloro che fruiscono dei servizi della città: (scuole, negozi, trasporti, uffici pubblici, traffico, viabilità, musei ecc.) migliorando il rapporto fra tempo dedicato al lavoro e alla cura della famiglia e di sé, fra tempo obbligato e tempo scelto. Le politiche dei tempi mirano quindi ad offrire ai cittadini maggiori opportunità e flessibilità nell’uso dei servizi, attuare una strategia dei servizi (trasporti, scuola, uffici, attività commerciali, spazi pubblici, ecc.) attenta alle trasformazioni sociali e alle aspettative di coloro che vivono e usano la città. Gli strumenti predisposti dal Comune di Cremona sono un Assessorato dedicato, l’Ufficio tempi, il Comitato di pilotaggio, il Piano degli orari con il Documento direttore e le risorse del Piano. Benessere in città: muoversi nei tempi di una città sostenibile è un progetto del Piano territoriale degli orari della città di Cremona diretto al mondo della scuola, alla mobilità in città e alla flessibilità degli orari di lavoro. Con il coinvolgimento di molti settori dell'amministrazione comunale e di partner cittadini, Benessere in città (sinteticamente chiamato BiC) ha voluto migliorare la qualità di vita individuale di donne, uomini e bambini che abitano a Cremona, contribuendo a ridurre il traffico automobilistico e le emissioni di gas inquinanti in città. A tal fine BIC ha progettato e attuato forme flessibili di trasporto pubblico, rinnovate formule di flessibilità, giornaliera e annuale, degli orari di lavoro di chi opera in centro città, laboratori di promozione di una mobilità autonoma dei bambini, sostenibile e rispettosa dell'ambiente e dei tempi di vita delle persone. Il progetto ha realizzato azioni integrate e processi trasversali tra ambiti dell'amministrazione e della città che di solito sono separati. BiC ha operato principalmente in tre ambiti: - Benessere in città: tempi delle madri, dei figli, della scuola - Benessere in città: mobilità dei lavoratori dei servizi pubblici e della rete commerciale del centro storico - Benessere in città: flessibilità degli orari negli uffici pubblici. 39 ATTIVITÀ REALIZZATE SCUOLA Attraverso un coinvolgimento attivo di dirigenti scolastici, insegnanti, madri, padri, parenti, bambini, associazioni no profit sono stati sviluppati programmi di opere strutturali nei pressi delle scuole Manzoni e Boschetto, aree di sperimentazione, corsi di formazione, iniziative e laboratori differenziati per bambini, insegnanti e genitori per favorire una mobilità autonoma e sostenibile (ad esempio, percorsi sicuri casa-scuola e nel proprio quartiere), sensibilizzazione nei confronti della produzione dell'inquinamento ambientale e promozione di pratiche di vita rispettose dell'ambiente e dei tempi di vita delle persone. MOBILITÀ I lavoratori non effettuano solo spostamenti sistematici da casa al lavoro, ma svolgono spesso anche altre attività, definite interstiziali. Questa mobilità asistematica caratterizza ormai molti degli spostamenti in città. Fornire ai lavoratori del centro storico diversi mezzi di trasporto, alternativi all'uso dell'auto privata e dell'autobus di linea dà risposta a questa domanda flessibile di mobilità e per la quale anche il mezzo personale (auto e moto, ad esempio) può dimostrarsi non conveniente. Con il coinvolgimento di dirigenti di enti pubblici, associazioni del commercio e di via, Amministrazione Provinciale (settore trasporti), rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle imprese di trasporto pubblico, delle associazioni dei taxisti, sotto la regia del Comune è stata: − somministrata un'indagine partecipata su mobilità, su orari di lavoro e tempi di vita e sulla percezione dell'inquinamento, da parte di lavoratori degli enti pubblici e operatori commerciali del centro cittadino, con attenzione al genere; inoltre si è − progettato e implementato un sistema di trasporto a chiamata, che è una forma innovativa di trasporto pubblico, con percorsi e orari variabili, adattabili alle specifiche richieste di mobilità degli utenti (prenotabus) − promosso l'uso della bicicletta e l'installazione di 400 reggi biciclette in città; − eseguiti incontri formativi sulla mobilità sostenibile e su sistemi flessibili di trasporto. FLESSIBILITÀ Attraverso un coinvolgimento attivo dei dirigenti del Comune, degli enti pubblici cittadini, delle aziende comunali e delle organizzazioni sindacali è stato avviato un dibattito sulla flessibilità giornaliera e annuale dell'orario di lavoro per un miglioramento della qualità della vita dei lavoratori pubblici cremonesi sia in termini di conciliazione vita e lavoro, sia in termini di miglioramento delle condizioni ambientali della città che ha portato alla realizzazione, presso la Prefettura di Cremona, di un laboratorio sulla flessibilità dell’orario di lavoro ed alla sperimentazione di un orario flessibile multiperiodale nel il Comune di Cremona. 40 LABORATORIO CREMONA DEI BAMBINI AMBITO OPERATIVO Scuole e comunità locale SETTORE DI RIFERIMENTO Politiche Educative − promuovere i diritti dei bambini − accogliere le loro necessità di uscire di casa in situazioni sicuri − muoversi autonomamente nel quartiere − rendere i bambini consapevoli della possibilità di poter cambiare la città attraverso la progettazione partecipata OBIETTIVI ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Settore Affari Culturali e Museali, Assessorato alle politiche Commerciali e Pubblici Spettacoli, turismo e Rapporti con città gemellate, Polizia Locale, Ufficio Tempi, Ufficio Pari Opportunità, Labirinti Intersensoriali Studio Caliendo/Fieschi, Dirigenti Scolastici scuole, Unicef, atelierista scuole infanzia e nidi, Ufficio Turistico, Teatro Itinerante, rappresentanti locali del commercio. DESTINATARI Bambini, insegnanti, genitori BREVE DESCRIZIONE Il Laboratorio Cremona dei Bambini è un progetto avviato nel 1998 con la consulenza del CNR di Roma e l'adesione di Cremona al progetto "La città dei bambini" di Francesco Tonucci Cremona dei Bambini. Le finalità del laboratorio sono: riconoscere i bambini come cittadini e assumerli a parametro per lo sviluppo della città, promuovere i diritti dei bambini e accogliere le loro necessità di uscire di casa in situazioni sicure, scegliere gli amici, sperimentare, muoversi autonomamente nel quartiere e considerare il punto di vista del bambino ogni qualvolta si interviene sugli spazi della città o su un quartiere, rendere i bambini consapevoli della possibilità di poter cambiare la città attraverso la sperimentazione di esperienze urbane. ATTIVITÀ REALIZZATE IO CAMMINO... ALLA GRANDE!" Un progetto rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado, per promuovere la mobilità autonoma dei bambini e per sviluppare in loro un'idea di cittadinanza attraverso la conoscenza del proprio territorio, partendo dal quartiere per arrivare all'intera città. PIEDIBUS Il più nuovo, sicuro, divertente e salutare modo per andare e tornare da scuola. Il progetto mira a migliorare la qualità della vita nella città e si concentra sulla mobilità casa/scuola dei bambini delle scuole primarie. L'azione principale su cui si basa il progetto è quella di una sperimentazione di Piedibus, ossia di uno scuolabus immaginario, con tanto di capolinea e fermate che "raccoglie" i ragazzi che vengono a scuola. L'autobus è guidato da volontari accompagnatori (in genere genitori, nonni e cittadini volontari) e raggiunge la scuola in sicurezza. L'iniziativa è promossa dal Laboratorio Cremona dei Bambini del Settore Politiche Educative in collaborazione con l'Ufficio Tempi. Il Piedibus viene realizzato presso le scuole Manzoni e Boschetto, dove sono attivi cantieri di sperimentazione nati dalla collaborazione dei progetti “Io cammino...alla grande! e Benessere in città. LE PICCOLE GUIDE Un’iniziativa ideata per sviluppare nei bambini la conoscenza del territorio e l'idea di appartenenza alla propria città attraverso una loro "radicalizzazione" e presenza sul territorio. Viene incentivata la conoscenza storica della città e la capacità dei bambini di raccontarla ad altri soprattutto in occasione di iniziative come la Festa del Torrone e la Giornata del Touring Club Italiano in cui Le Piccole Guide accompagnano i turisti in città. VISIONI DI CITTÀ Una mostra, con una selezione di disegni fatti dai bambini che partecipano a "Io cammino... alla grande!" pensata per "dare voce" all'immaginario di bambine e bambini, in quanto cittadini "particolari". L'intento è di fare emergere quali "visioni" i bambini hanno della loro città rispetto ai loro desideri e alle loro paure; scoprire in quali luoghi si riconoscono e quale "distanza" esiste o meno tra loro e la città rispetto a come la vivono e la immaginano; fino a che punto la 41 città è uno spazio possibile in cui proiettare i propri sogni. CREMONA DEI BAMBINI FANTASTICALIBRO Un'iniziativa di gioco proposta ogni anno che prevede l'organizzazione di appuntamenti di giochi, animazioni, laboratori negli spazi urbani. Piazze, strade, parchi grazie alla presenza di bambini, genitori, insegnanti, nonni possono essere sottratti all'inquinamento acustico e atmosferico causato dall'eccessiva invadenza delle auto e, anche se per poco, diventare luoghi vitali ricchi di relazioni, più vivibili e più sicuri per tutti. Un progetto di promozione della lettura rivolto a tutte le scuole primarie della città, che prevede un fase di lavoro in classe e una fase in spazi pubblici della città in cui le scuole si aprono al territorio. Vengono coinvolte anche rappresentanti locali del commercio con scopi umanitari, ogni anno viene devoluto il ricavato della “Vendita” di lavori fatti dai bambini all'Unicef.. 42 POLIZIA DI PROSSIMITÀ AMBITO OPERATIVO SETTORE DI RIFERIMENTO OBIETTIVI Polizia Municipale − − − − Migliorare il controllo del territorio Approfondire la conoscenza dei fenomeni che creano insicurezza Incrementare i contatti con i cittadini Promuovere e sollecitare la partecipazione dei cittadini alla costruzione di migliori condizioni di sicurezza ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Servizio Politiche Giovanili, Politiche Educative, Affari Sociali. Centri Aggregazione Giovanile, Centri Sociali Anziani, Questura di Cremona, Parrocchie, Comitati Spontanei quartiere DESTINATARI Cittadini cremonesi e residenti stranieri BREVE DESCRIZIONE La Polizia di prossimità rappresenta una nuova strategia di controllo del territorio caratterizzata dalla vicinanza degli agenti di Polizia Locale ai cittadini e ai loro bisogni di sicurezza. È un approccio operativo che vuole approfondire la conoscenza della realtà locale attraverso il radicamento dei suoi agenti nel tessuto sociale e il contatto quotidiano con i problemi legati ai fenomeni di inciviltà e di microcriminalità che compromettono la tranquillità e la sicurezza del vivere in città. Grazie a questa strategia di controllo del territorio è possibile progettare l’attività di polizia partendo dall’ascolto delle persone, dalla conoscenza dei loro bisogni, intervenire in modo più tempestivo in caso di necessità, concertare con gli abitanti stessi interventi finalizzati a migliorare la vivibilità del territorio ed aumentare così la loro sensazione di sicurezza. ATTIVITÀ REALIZZATE UNITÀ OPERATIVA COMPARTI MAGGIORE PRESENZA SUL TERRITORIO Riorganizzazione del corpo di Polizia locale del Comune di Cremona e creazione dell’Unità Operativa Comparti Territoriali, una struttura territoriale di polizia di prossimità che prevede la suddivisione della città in tre comparti territoriali (centro, est e ovest), coordinati da un ufficiale responsabile di un gruppo di agenti con specifiche competenze amministrative. Pattugliamenti appiedati nelle zone centrali e periferiche della città per raccogliere segnalazioni, contattare i residenti, effettuare controlli e garantire una presenza rassicurante per gli abitanti, in particolare per le fasce deboli della popolazione (donne, bambini ed anziani). Introduzione di agenti di supporto ai vigili di quartiere. Stazionamento di un presidio mobile della Polizia locale del Comune di Cremona nelle zone cittadine. Formazione e istituzione del Vigile di Quartiere, un operatore preparato a lavorare con metodiche di prossimità di problem solving ed orientato a fornire risposte tempestive ai problemi dei cittadini. MIGLIORE PRESENZA SUL TERRITORIO Vicinanza ai cittadini: incontri con i comitati di quartiere, ricerca e promozione di occasioni contatto con i cittadini, accoglienza e orientamento per i residenti stranieri. TERRITORIO Ricerca, promozione e consolidamento di collaborazioni con agenzie sociali operanti sul territorio, altri settori comunali, Forze dell’ordine e soggetti altri utili a predisporre soluzioni adeguate a gestire le problematiche del territorio. DIAGNOSI DEL TERRITORIO Raccolta di dati e di informazioni strategiche per identificare i problemi e dare risposte mirate mediante uno specifico strumento (documento di zona) predisposto monitorare il livello di sicurezza delle differenti zone della città. UFFICIO DEL TERRITORIO Creazione all’interno della sede della Polizia locale del Comune di Cremona dell’Ufficio del Territorio, uno sportello predisposto per essere un punto di contatto tra i vigili di quartiere, di ascolto per i cittadini, per raccogliere le segnalazioni e fornire ai cittadini informazioni sui procedimenti amministrativi in corso. CREAZIONE DI RETI E NETWORK SUL 43 DOCUMENTI DI ZONA AMBITO OPERATIVO Sicurezza urbana SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale OBIETTIVI − − − − migliorare e approfondire la conoscenza del contesto cittadino monitorare i fattori di rischio individuare possibili ambiti di intervento promuovere interventi mirati a risolvere le problematiche emerse ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia Locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Ufficio Periferie, Servizio Politiche Giovanili, Politiche Educative. Comitati di quartiere, associazioni e centri di aggregazione del territorio, parrocchie. DESTINATARI Cittadini cremonesi e residenti stranieri BREVE DESCRIZIONE Il documento di zona, nato in seno all’attività di prossimità della Polizia locale del Comune di Cremona, rappresenta un efficace strumento di diagnosi e di monitoraggio del livello di sicurezza dei diversi quartieri della città di Cremona. La conoscenza del territorio, la vicinanza ai cittadini e alle specifiche problematiche di ogni zona della città sono le fonti di dati e di informazioni che compongono questi documenti. E per conoscere bisogna entrare nel territorio, acquisire gli elementi rilevanti ai fini della sicurezza e dotarsi di strumenti che consentono l’analisi delle criticità e delle risorse di ogni quartiere. Solo così la sicurezza diventa partecipata, costruita insieme, e gli interventi possono essere efficaci ed efficienti, ovvero mirati ai reali problemi. ATTIVITÀ REALIZZATE RACCOLTA DATI Raccolta di dati e informazioni riguardanti il territorio in termini di variabili socio-demografiche (popolazione residente, provenienza dei residenti stranieri, età e stato civile) e di infrastrutture e servizi presenti nel quartiere (infrastrutture e servizi centri culturale e/o di volontariato) ANALISI SOCIO - DEMOGRAFICA DEL TERRITORIO Analisi approfondita della situazione dei quartieri cittadini attraverso dati che danno conto della loro struttura demografica, sociale e urbana e delle eventuali problematiche presenti che possono complessivamente incidere sul livello della qualità della vita degli abitanti. MONITORAGGIO DEI FATTORI DI RISCHIO Monitoraggio dei fattori di rischio e dei fattori protettivi delle diverse zone cittadine per intervenire sui primi e incentivare e valorizzare i secondi. VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI Valutazione in itinere delle azioni di sicurezza intraprese all’interno dei quartieri. DIAGNOSI Elaborazione di una diagnosi di sicurezza urbana del territorio rispetto ai differenti fenomeni di inciviltà, degrado e devianza che accadono al suo interno finalizzata ad una maggiore conoscenza delle problematiche di insicurezza ed alla progettazione di interventi mirati. PROGETTAZIONE DI INTERVENTI RISOLUTIVI Condivisione delle informazioni strategiche, integrazione degli interventi realizzati dagli attori istituzionali e territoriali e progettazione partecipata ed integrata di nuovi interventi. 44 UFFICIO DEL TERRITORIO DELLA POLIZIA LOCALE DEL COMUNE DI CREMONA AMBITO OPERATIVO Prossimità SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale − OBIETTIVI Offrire un punto di incontro tra cittadino e Polizia locale del Comune di Cremona − Raccogliere segnalazioni, reclami ed esposti dei cittadini − Fornire informazioni sullo stato di procedimenti amministrativi ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia locale - vigili di quartiere, Ufficio Relazioni con il pubblico, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie DESTINATARI Cittadini cremonesi BREVE DESCRIZIONE L’ufficio del Territorio è uno sportello pubblico rivolto a tutti i cittadini cremonesi e stranieri che desiderano esporre segnalazioni o che hanno bisogno di informazioni relative ai procedimenti amministrativi in corso sul territorio (accertamenti anagrafici, annonari, tributari, autentiche di firma, ecc). Obiettivo del servizio è creare un’ulteriore punto di contatto tra la Polizia locale del Comune di Cremona e i cittadini, offrendo un servizio giornaliero che si affianca alle attività di prossimità sul territorio. L’apertura dell’Ufficio nelle medesime fasce orarie degli altri uffici comunali, consente una maggiore accessibilità alle istanze e alle richieste dei cittadini. ATTIVITÀ REALIZZATE RACCOLTA DELLE SEGNALAZIONI Raccolta e trasmissione all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune delle segnalazioni raccolte dai cittadini,l’inserimento in apposito un data base creato per la gestione informatizzata delle segnalazioni, dei suggerimenti e dei reclami e trasmissione al settore di competenza dell’Amministrazione locale. INFORMAZIONE Rilascio di informazioni relative ai procedimenti amministrativi in corso sul territorio (accertamenti anagrafici, annonari, tributari, autentiche di firma, ecc). RACCORDO TRA VIGILI DI QUARTIERE, CITTADINI E POLIZIA LOCALE sportello aperto al pubblico destinato ad essere un punto di contatto tra la Polizia locale, i vigili di quartiere e il cittadino. 45 UFFICIO MOBILE DELLA POLIZIA LOCALE DEL COMUNE DI CREMONA AMBITO Prossimità SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale OBIETTIVI - ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona:Polizia locale, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Polizia di Stato - Questura di Cremona DESTINATARI Cittadini cremonesi e residenti stranieri Incrementare il controllo del territorio Aumentare la visibilità sul territorio della Polizia Locale Prevenire episodi di microcriminalità e di violazioni amministrative Aumentare la vicinanza ai cittadini BREVE DESCRIZIONE L’Ufficio Mobile è un servizio predisposto all’interno delle attività di prossimità della Polizia locale del Comune di Cremona per garantire maggiore visibilità degli agenti in città e maggiore vicinanza degli stessi agli abitanti. Il presidio, oltre a favorire la vicinanza con i cittadini, è anche uno strumento visibile ed efficace per prevenire sia episodi di criminalità, sia differenti tipologie di violazioni amministrative. Attrezzato ad ufficio, funziona come punto di contatto e di incontro direttamente nella zone di residenza centrali e periferiche interessate da problematiche di sicurezza. Gli agenti presenti nell’Ufficio Mobile svolgono quelle attività di ascolto, di raccolta delle segnalazioni e delle informazioni che caratterizzano la metodologia operativa di prossimità, offrendo vicinanza e rassicurazione ai residenti. La sua posizione ‘nel territorio’ permette, inoltre, di raggiungere anche le persone con difficoltà di mobilità, principalmente anziane. ATTIVITÀ REALIZZATE PRESENZA COSTANTE SUL TERRITORIO L’Ufficio mobile della Polizia locale è presente nei quartieri cittadini in località note ed in giorni della settimana prefissati. I presidi vengono svolti con frequenza settimanale I giorni e gli orari del servizio sono reperibili anche presso le sedi dei centri civici e delle parrocchie. La presenza del presidio mobile costituisce, soprattutto nelle zone periferiche, un elemento di rassicurazione per gli abitanti e un visibile e valido strumento di prevenzione di episodi microcriminali e violazioni amministrative in genere. RACCOLTA SEGNALAZIONI Attrezzato ad ufficio, raccoglie segnalazioni istanze e richieste provenienti dai cittadini del quartiere, in particolar modo da parte di persone anziane che hanno maggiori difficoltà di mobilità. PROSSIMITÀ L‘Ufficio mobile svolge anche una funzione di incontro e di contatto fra Polizia locale del Comune di Cremona e cittadini direttamente nella zone di residenza centrali e periferiche interessate da problematiche di sicurezza. Gli agenti presenti nell’Ufficio Mobile svolgono quelle attività di ascolto, di raccolta delle segnalazioni e delle informazioni che caratterizzano la metodologia operativa di prossimità, offrendo vicinanza e rassicurazione ai residenti. 46 NOTTI SICURE AMBITO OPERATIVO Attività di polizia - controllo del territorio SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale − OBIETTIVI Prevenire e reprimere le violazioni al Codice della Strada soprattutto nelle ore notturne e nei fine settimana − Controllare i luoghi di aggregazione giovanile che possono essere fonte di disagio e di disturbo della quiete pubblica − Controllare e prevenire fenomeni di bullismo, di vandalismo ed eventuali molestie nei parchi cittadini frequentati specialmente da donne, bambini e anziani e in altri luoghi di aggregazione ESTENSIONE TERRITORIALE Comune – provincia di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia locale, Settore Legislazione Commerciale. Segreteria Vicesindaco Forze dell’ordine DESTINATARI Cittadini cremonesi e residenti stranieri BREVE DESCRIZIONE Nel periodo primaverile ed estivo, la Polizia locale del Comune di Cremona potenzia e rafforza il servizio di pattuglia per offrire un maggiore controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei fenomeni di devianza e di criminalità e, allo stesso tempo, alla rassicurazione dei cittadini. Sulla base del Contratto di Sicurezza tra Prefettura e Comune di Cremona, il progetto ‘Notti Sicure’ consente il coordinamento con l’attività di prevenzione e di controllo della altre Forze dell’ordine, razionalizzando ulteriormente sforzi e risorse sul territorio. In questo modo è possibile garantire lo stesso standard di efficienza negli interventi dei giorni feriali anche durante i fine settimana, aumentando la sicurezza dei cittadini e garantendo risposte immediate alle loro segnalazioni. Obiettivo è aumentare l’azione di controllo in quelle zone della città (parchi, giardini, piazze, locali pubblici, luoghi di ritrovo per eventi/manifestazioni) e in quelle fasce orarie (serali e notturne) dove è più frequente l’aggregazione tra persone. ATTIVITÀ REALIZZATE SERVIZI AGGIUNTIVI DI PATTUGLIA SERALE Aumento del numero di pattuglie serali della Polizia locale del Comune di Cremona e del nastro orario di servizio notturno delle medesime nel periodo primaverile - estivo per garantire un maggior controllo del territorio, soprattutto in quelle zone della città (parchi, giardini, piazze, locali pubblici, luoghi di ritrovo per eventi/manifestazioni) e in quelle fasce orarie (serali e notturne) dove è più frequente l’aggregazione tra persone. Controlli del territorio coordinati con le Forze dell’ordine, secondo le specifiche competenze di ciascun corpo, in modo da garantire standard di sicurezza maggiori per la cittadinanza. CONTROLLO ESERCIZI PUBBLICI Incremento dell’attività notturna di controllo degli esercizi pubblici volta a garantire il rispetto sia da parte dei gestori che dei clienti delle disposizioni normative vigenti e la repressione di eventuali violazioni. Pattuglie e posti di blocco interforze con dotazioni strumentali (etilometro) contro le stragi del sabato sera. CONTROLLI STRADALI Servizi di polizia stradale realizzati in modo coordinato dai diversi corpi di Polizia locale della provincia di Cremona, grazie ad una concertata dislocazione degli agenti sul territorio ed un’equa condivisione delle attrezzature e degli uomini della Polizia Locale, vengono effettuati maggiori e più approfonditi controlli sulle strade. 47 CAMPAGNE INFORMATIVE SU TRUFFE, SCIPPI E FURTI A DANNO DEGLI ANZIANI AMBITO OPERATIVO Attività di polizia – prevenzione SETTORE DI RIFERIMENTO Polizia Municipale − − − OBIETTIVI DEL PROGETTO − − Sensibilizzare gli anziani rispetto a specifici reati di microcriminalità quali truffe, scippi e borseggi Ridurre il numero di truffe perpetrate a danno dei cittadini anziani offrire vicinanza e ascolto per migliorare la conoscenza del territorio e offrire un aiuto concreto Raccogliere segnalazioni e istanze da veicolare ai differenti servizi comunali o da prendere direttamente in carico Aggiornare in tema di circolazione stradale un utenza debole e più a rischio di incidenti stradali ESTENSIONE TERRITORIALE Comune di Cremona SOGGETTI COINVOLTI Comune di Cremona: Polizia locale, Ufficio Sicurezza Urbana, Ufficio Periferie, Ufficio Comunicazione. Polizia di Stato - Questura di Cremona, Centri Sociali Anziani Università della Terza Età, Parrocchie, Sindacati. DESTINATARI Anziani BREVE DESCRIZIONE Il fenomeno dei raggiri e delle truffe colpisce spesso gli anziani perché sono le persone che maggiormente si trovano ad essere sole ed indifese e perché le modalità con cui questi reati sono perpetrati non sono di immediata identificazione. Allo stesso modo, i furti e i borseggi possono colpire più frequentemente questa parte di popolazione proprio per la sua maggiore vulnerabilità. Una costante informazione sui rischi e sulle modalità di prevenzione individuale consente di rassicurare gli anziani, di metterli nella condizione di potersi difendere e di aiutarli a superare l’imbarazzo e la vergogna che spesso accompagna coloro che ne sono vittime. ATTIVITÀ REALIZZATE INCONTRI INFORMATIVI CON GLI ANZIANI VICINANZA E PROSSIMITÀ AGLI ANZIANI OCCHIO ALLA TRUFFA La Polizia locale del Comune di Cremona organizza, insieme alla Questura di Cremona, presso le sedi dei centri civici, dei centri parrocchiali, dei circoli e delle università della terza età, degli incontri informativi dedicati ai cittadini anziani su come evitare truffe, scippi e furti. Questi incontri rappresentano per il personale della Polizia che interviene un’importante occasione di ascolto e di ausilio nell’individuazione delle problematiche, di raccolta delle segnalazioni e delle richieste provenienti dai cittadini anziani dei quartieri. Sulla base delle informazioni raccolte segue la presa in carico delle segnalazioni mediante comunicazione ai vari servizi comunali competenti (verde pubblico, strade, traffico, trasporti, ecc.) o, se riguardanti la sicurezza e la vivibilità del quartiere, ai vigili del quartiere. Nel 2004 il Comune, la Provincia e la Questura di Cremona hanno realizzato “Occhio alla truffa”, un opuscolo informativo dedicato ai cittadini anziani e centrato sul tema delle truffe e dei raggiri. Nel 2007, il Comune, la Provincia, la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cremona hanno rinnovato l’impegno e la collaborazione mediante la realizzazione di una nuova edizione dell’opuscolo. Temi trattati: truffe, borseggi, scippi, furti in abitazione con alcuni semplici consigli per aiutare i cittadini ad evitare di cadere vittima di truffatori e abili borseggiatori. Distribuzione alla popolazione cittadina di materiale informativo realizzato. 48 Bibliografia Barbagli, M., Colombo, A., Savona, E.U. (2003), Sociologia della devianza, Bologna, Il Mulino. Becker, H.S. (1987), Outsiders. Saggi di sociologia della devianza, Torino, EGA Editore. Chiaramelli, F. (2005), Raccontare la legalità, Napoli, Pironti Editore. Chiari, F. e Sammali, A. (a cura di) (2004), Cremona Sicura Rapporto sullo stato di attuazione delle politiche per la sicurezza del Comune di Cremona, Cremona, Comune di Cremona. Consiglio d’Europa (2008), Il Consiglio d’Europa e lo Sport, reperibile all’indirizzo Internet http://www.coe.int/t/ (consultato il 17 dicembre 2007). De Bortoli, F. (2005), “Cittadini responsabili cercasi”, in N/E. Analisi e commenti, N. 6 novembre/dicembre, reperibile all’indirizzo Internet http: www. fondazionenordest.net/uploads/media/NL_4_2007.pdf (consultato il 3 gennaio 2008). Merton, R.K. (2000), Teoria e struttura sociale, Bologna, Il Mulino. Matza, D. (1969), Come si diventa devianti, Bologna, Il Mulino. Intervento del Comandante della Polizia Locale del Comune di Cremona Franco Chiari al Convegno “100 città per la Sicurezza. La sicurezza a Cremona”, Cremona, ottobre 2006 (documento interno). Intervento del Prefetto di Cremona Giuseppe Badalamenti al Convegno “100 città per la Sicurezza. La sicurezza a Cremona”, Cremona, ottobre 2006 (documento interno). Olweus, D. (2007), Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono, Firenze, Giunti Editore. Osservatorio Regionale per la Sicurezza – Regione del Veneto, Giovani, scuola e cultura della legalità. Prima indagine conoscitiva sulle scuole superiori e sulla popolazione giovanile del Veneto, reperibile all’indirizzo Internet http://www.venetocomunitasicura.it (consultato il 25 dicembre 2007). Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo e Comune di Cremona, Contratto sulla Sicurezza, Anno 2004 (documento interno). Transcrime (a cura di) (2004), “Le norme, le regole e i processi di socializzazione”, in Sesto rapporto sulla sicurezza nel Trentino, Trento, Giunta della Provincia autonoma di Trento. Williams, F.P., McShane, M.D. (2002) Devianza e criminalità, Bologna, il Mulino, 2002. Ulteriori approfondimenti sui progetti intersettoriali sono reperibili sul sito del Comune di Cremona all’indirizzo Internet http://www.comune.cremona.it. 49