Sped. in a.p., art. 2, comma 20/c, legge 662/96 - Filiale di Milano.
Anno VI, N.2 - Marzo-Aprile 2001
Liberati dalle influenze negative
«Pace! Pace! Ma vera pace non c’è»
Gesù era realmente quel che diceva d’essere?
L’arresto, il processo e la “crocifissione” di Cristo
I nostri figli quanto valgono? La palude dell’aborto
Anno VI, Numero 2
Che senso ha essere
a favore della vita o della scelta?
Cari Lettori e Lettrici:
Dio è a favore della vita, ma anche a favore della scelta, nel
senso che Egli ha creato gli esseri umani liberi di scegliere. La vita
umana ci pone di fronte a continue scelte, ma non tutte le scelte sono
uguali. Ce ne sono di sagge e di stupide, di buone e di cattive, di giuste e di sbagliate. Alcuni vorrebbero farci credere che una scelta vale
l’altra, trattandosi di una mera questione di preferenza personale.
Questo modo di pensare si basa sull’idea che non esistano verità
assolute.
Ma in realtà una verità assoluta esiste: la Bibbia è la rivelazione
divina della verità assoluta. Gesù Cristo disse di Dio Padre: «La tua
parola è verità» (Giovanni 17:17). Dio non costringe nessuno a
seguire la Sua Parola, benché ci riveli ciò che è giusto fare, ci mostri
le conseguenze di alcune nostre azioni e ci esorti a scegliere ciò che è
meglio per noi. Ma alla fine lascia a noi la scelta.
Il controllo delle nascite va fatto non uccidendo i bambini, ma
evitando di concepirli. Dio stesso sceglie la vita ed ha in orrore l’omicidio. L’aborto è quindi la scelta sbagliata.
Molti di coloro che lottano, affinché la legge dichiari illegale la
pratica dell’aborto, hanno fatto propria l’espressione «a favore della
vita». «A favore della scelta» è, invece, il motto di chi lotta per eliminare le restrizioni sull’aborto.
Ciò di cui questo mondo ha disperatamente bisogno è un
cambiamento del cuore umano, che da egoista divenga altruista, e
che sostituisca l’amore puro all’amore materiale.
Dio ci ingiunge a scegliere la vita. Egli ci dice: «Io prendo oggi
a testimoni contro a voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti
la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la
vita, onde tu viva, tu e la tua progenie». Per la maggior parte dell’umanità, ciò non accadrà fino a quando Gesù Cristo non tornerà a
instaurare il Suo Regno sulla terra.
Cordiali saluti.
Gli Editori.
Sommario:
Arresto, processo e “crocifissione” di Cristo.................3
«Pace, Pace! ...Quando vera pace non c’è».......................6
Gesù era realmente quel che diceva d’essere?.................8
I nostri figli quanto valgono?........................................................12
La palude dell’aborto.....................................................................14
Liberati dalle influenze negative.................................................18
Marzo-Aprile 2001
Rivista bimestrale di cultura cristiana.
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LA BUONA NOTIZIA
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2 La Buona Notizia
Arresto, processo e
“crocifissione” di Cristo
L’archeologia e la storia provano la veridicità della Bibbia
quell’anno, profetò che Gesù dovea
morire per la nazione…Da quel
giorno dunque deliberarono di farlo
morire» (versetti 47-53).
Sorprendentemente, la tomba di
Caiafa venne scoperta nel 1990.
L’archeologo ebreo Zvi Greenhut,
che confermò la scoperta, descrive
l’evento: «Il Ministero per la
Ricerca Archeologica mi comunicò
famiglia di Giuseppe Caiafa, il
sacerdote che suggerì la condanna di
Gesù» (Sepolcro della famiglia di Caiafa,
Biblical Archaeological Review, settembre-ottobre 1992, p. 29-30).
Nel Vangelo è riportato solo il
nome «Caiafa». Ma negli scritti di
Flavio Giuseppe [lo storico giudeo
del primo secolo] troviamo il nome
per intero: «Giuseppe detto Caiafa,
il sommo sacerdote»
(The name of Caiaphas
La tomba di Caiafa
Inscribed on Bone Boxes,
I capi sacerdoti in
Archaeological Review,
Gerusalemme iniziarosettembre – ottobre 1992,
no a farsi prendere dal
pag. 41). Scopriamo
panico quando sentirocosì che il nome
no che nella vicina
«Caiafa» era sempliBetania Gesù aveva
cemente un sopranfatto risorgere dalla
nome. Questa grande
morte il Suo amico
scoperta prova anche
Lazzaro (Giovanni 11).
la veridicità dei racCome reagirono alla
conti dello storico
notizia del miracolo?
Flavio Giuseppe, il
«I capi sacerdoti
quale scrisse che il
radunarono il Sinedrio
nome «Caiafa» era di
e fra loro dicevano: ‘Se
fatto il soprannome
lo lasciamo fare, tutti I Vangeli ci dicono che Gesù fu condannato a morte
con cui veniva chiacrederanno in lui; e i dal sommo sacerdote Caiafa. Nel 1990 gli archeologi
mato il sommo
hanno
scoperto
la
tomba
di
questo
sacerdote.
Romani verranno e ci
sacerdote tra il 18 e il
distruggeranno e città e
36 d.C. La ricerca
nazione’. E uno di loro, Caiafa, che che era stata scoperta un’antica grot- archelogica ha così confermato l’eera sommo sacerdote di quell’anno, ta giudea… Andai a ispezionare e, in sistenza di questa importante figura
disse loro: ‘Voi non capite nulla; e quella cava, trovai quattro ossari del Nuovo Testamento.
non riflettete come vi torni conto nella zona centrale... Per un archeoMa c’è di più. Gli archeologi
che un uomo solo muoia per il popo- logo, questo era un chiaro segno che hanno anche provato l’esistenza di
lo, e non perisca tutta la nazione’. Or si trattava di una tomba di giudei… un altro personaggio chiave, decisiegli non disse questo di suo; ; ma Su una pietra sono ancora incise le vo per l’arresto, il processo e l’esesiccome era sommo sacerdote di seguenti parole: «Sepolcro della cuzione di Gesù.
N
ei quattro Vangeli non esiste
un periodo della missione di
Gesù Cristo più dettagliato
degli ultimi giorni, quando venne
arrestato, processato e messo a
morte come un comune criminale.
Cosa hanno scoperto gli archeologi
che conferma e porta alla luce molti
dei dettagli riguardanti gli ultimi
giorni di Cristo sulla terra?
Marzo-Aprile 2001
3
L’iscrizione di Pilato
Una volta che Gesù venne arrestato dietro ordine di Caiafa, egli
venne processato davanti a lui e
mandato in seguito dal «governatore
romano Ponzio Pilato» (Luca 3:1).
Per secoli Pilato venne conosciuto solo grazie a scarse testimonianze storiche e ai Vangeli, dato che
non era stata trovata alcuna prova
materiale. «Poi, nel 1961, venne
scoperta a Cesarea, porto romano e
capitale della Giudea ai tempi di
Cristo, un tempio fatto costruire e
dedicato da Pilato in onore all’imperatore romano Tiberio Cesare. Il
nome del donatore, Ponzio Pilato,
governatore della Giudea è chiaramente scolpito in latino sulla base di
quel tempio.
«Questa fu la prima scoperta
archeologica che faceva riferimento
a Pilato, e che testimonia ancora una
volta l’accuratezza degli autori del
Vangelo. La loro comprensione di
questi termini ufficiali sta a indicare
che vissero durante il periodo in cui
essi venivano utilizzati, e non un
secolo o due dopo, quando questi
termini sarebbero stati dimenticati»
(Le Pietre Gridano, Randall Price, 1997,
pagg. 307-308).
La descrizione di Pilato fatta nel
Nuovo Testamento coincide con i
resoconti storici di Filone e Flavio
Giuseppe, i quali sono concordi nell’attribuire a Pilato «pratiche terribili e malvagie» (The Interpreter’s
Dictionary of the Bible, 1989, vol. 3, pag.
813). Filone, il filosofo giudeo di
Alessandria (20 a.C. - 50 d.C.), narra
che il governo di Pilato era «caratterizzato dalla corruzione e da molte
condanne a morte senza che le persone subissero un processo regolare...» (Opere di Filone, On the Embassy to
Gaius, Pagg. 301-302).
Eusebio, storico del IV secolo,
narra che Pilato fu condannato ed
esiliato per crimini di guerra e,
4 La Buona Notizia
sopraffatto dalla vergogna, si suicidò. Questa fu la fine del governatore che lasciò la folla inferocità giudicare Gesù degno di morte.
La prova dell’esecuzione
Fino a poco tempo fa alcuni studiosi credevano che fosse impossibile che un corpo potesse essere sostenuto da chiodi conficcati in mani e
piedi fino a che la carne non si
sarebbe lacerata. Essi credevano che
i condannati venissero legati con
corde.
Tuttavia, nel 1968, venne trovato
a Gerusalemme il corpo di un uomo
crocifisso durante il primo secolo e
con lui il vero metodo di crocifissione. I chiodi venivano conficcati nelle
caviglie, e non nei piedi, in modo
che il peso del corpo potesse essere
facilmente sostenuto. L’archeologo
Randall Price spiega: «Questa rara
scoperta ha dimostrato di essere una
delle più importanti testimonianze
archeologiche dell’esecuzione di
Gesù così come viene narrata nei
Vangeli. Primo, essa rivela di nuovo
gli orrori della punizione romana…Questo metodo di esecuzione
costringeva il peso del corpo a poggiare sui chiodi, causando così terribili spasmi muscolari e infine la
morte causata dall’atroce processo
di soffocamento... Secondo, la scoperta dell’osso della caviglia bucato
dai chiodi confuta coloro che dicono
che non possono essere stati usati
dei chiodi» (Price, pagg. 309-310).
Flavio Giuseppe, che fu testimone oculare dello sterminio della sua
gente
durante
l’assedio
di
Gerusalemme (66-70 d.C.), definì la
crocifissione come «la più orrenda
delle morti».
Gesù inchiodato su una croce?
Non si conosce la forma esatta
del legno sul quale Gesù fu inchiodato, perché i romani ne usavano di
diverse. Nel testo greco, è però usato
il termine stauros, che significa palo
e non croce. I condannati a morte
venivano appesi al palo per l’esecuzione. La croce attualmente adottata
dalla maggior parte delle chiese è in
verità originaria dell’antica Caldea
[Babilonia], ed era utilizzata come
simbolo del dio Tammuz (avendo la
forma della «T» mistica, l’iniziale
del suo nome). Con il passare dei
secoli, la croce del dio Tammuz è
stata modificata fino a darle la forma
attualmente in uso.
La tomba vuota
Gli autori del Vangelo forniscono molti dettagli sulla sepoltura e
sulla tomba di Gesù. «Poi, fattosi
sera, venne un uomo ricco di
Arimatea, chiamato Giuseppe, il
quale era divenuto anch’egli discepolo di Gesù. Questi, presentatosi a
Pilato, chiese il corpo di Gesù.
Allora Pilato comandò che il corpo
gli fosse rilasciato. E Giuseppe,
preso il corpo, lo involse in un panno
lino netto, e lo pose nella propria
tomba nuova, che avea fatta scavar
nella roccia, e dopo aver rotolata una
gran pietra contro l’apertura del
sepolcro, se ne andò…
«E l’indomani, che era il giorno
successivo alla Preparazione, i capi
sacerdoti ed i Farisei si radunarono
presso Pilato, dicendo: ‘Signore, ci
siamo ricordati che quel seduttore,
mentre viveva ancora, disse: ‘Dopo
tre giorni, risusciterò’. Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente
custodito fino al terzo giorno…Ed
essi andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando la pietra, e mettendovi la guardia» (Matteo 27:57-66).
Nei dintorni di Gerusalemme
sono state trovate molte tombe che
corrispondono perfettamente alla
descrizione fatta nei Vangeli.
«All’epoca dei romani l’entrata era
spesso chiusa da una grossa pietra
città, e riferirono ai capi sacerdoti
tutte le cose ch’erano avvenute. Ed
essi, radunatisi con gli anziani, e
tenuto consiglio, dettero una forte
somma di danaro ai soldati, dicendo:
‘Dite così [alle autorità romane], “I
suoi discepoli vennero di notte e lo
rubarono mentre dormivamo”. ‘E se
mai questo viene alle orecchie del
governatore, noi lo persuaderemo e
vi metteremo fuor di pena’. Ed essi,
preso il danaro, fecero secondo le
istruzioni ricevute; e quel dire è
stato divulgato fra i Giudei, fino al
dì d’oggi» (versetti 11-15).
Conclusione sui Vangeli
Nome e titolo del governatore Ponzio Pilato sono
scolpite su una lastra di pietra, scoperta nell’antica regione di Cesarea, Israele, nel 1961.
circolare, messa in piedi e fatta rotolare fino a chiuderne l’uscio ermeticamente. La pietra poteva essere
assicurata ulteriormente da una cinghia, o da un sigillo. In Matteo
27:66 è narrato che Pilato dette
disposizioni che la tomba di
Giuseppe di Arimatea, nella quale
venne messo il corpo di Gesù,
dovesse essere sigillata attentamente e resa il più inviolabile possibile»
(Jesus’ Burial, The International
Standard Bible Enciclopedia, 1979,
vol. I, pag. 599)
Manomettere il sigillo significava sfidare l’autorità romana e
rischiare la pena di morte. I soldati a
guardia della tomba avevano ordine
Marzo-Aprile 2001
di difenderla a tutti i costi; se qualcuno si addormentava lo avrebbe
pagato con la vita. Con tutte queste
misure di sicurezza, una tomba era
considerata completamente sicura e
intoccabile. Tuttavia, quando Gesù
risorse ed un angelo aprì la tomba, la
Bibbia ci dice che le guardie «tremarono dalla paura [dell’angelo] e
rimasero come morte» (Matteo
28:4). Quando le guardie si ripresero e videro la tomba vuota, immediatamente andarono a chiedere
aiuto ai capi sacerdoti, perché sapevano che li aspettava la pena di
morte.
«Or mentre quelle andavano,
ecco alcuni della guardia vennero in
Attraverso l’archeologia sono
stati confermati molti altri dettagli
sulla descrizione del processo, dell’atroce pena di morte subita da
Gesù, oltre che sulla Sua sepoltura.
L’archeologo Price considera
impotantissime le implicazioni:
«L’archeologia ci ha dimostrato che
i fatti che sostengono la fede [nella
resurrezione di Gesù] sono accurati,
una tomba identificabile che rispecchia gli avvenimenti letterari: la fede
nel Cristo storico dipende dalla testimonianza della tomba vuota per la
sua realtà. Mentre l’archeologia può
soltanto portare alla luce la tomba e
raccontarci la storia delle persone e
degli avvenimenti che hanno fatto
parte della vicenda (Erode, Pilato,
Caiafa, la crocifissione, eccetera), la
resurrezione si fonde con questi
eventi, quasi a pretendere la stessa
attenzione» (Price, pagg. 315, 318).
Riassumiamo lo scopo di questo
articolo citando le parole dello scrittore Bargil Pixner: «Cinque sono i
Vangeli che testimoniano la vita di
Gesù. Quattro li trovate nella Bibbia
e il quinto lo potete trovare nella
Terra che noi chiamano «sacra».
Leggete il quinto vangelo e il mondo
degli altri quattro vi apparirà chiaro
in tutta la sua luce» BN
5
«Pace, pace!»
...quando vera pace non c’è.
Dopo essere sopravvissuti ai 100 anni più sanguinari della storia umana,
potremo nel 21° secolo vedere finalmente realizzata la pace globale?
L’autore inglese, A. N. Wilson, ha osservato di
recente che «la storia del ventesimo secolo è la storia di morti e stragi in una misura tale che i nostri
antenati non potrebbero averne la minima idea. I
milioni uccisi dalla follia e dalla crudeltà della
guerra supera di gran lunga il numero di coloro che
sono morti di fame in Africa e in Asia».
D’altra parte, l’Economist, una delle riviste più
lette al mondo, è stato generalmente ottimista
riguardo al processo di pace che si sta cercando di
realizzare a livello globale. Un suo articolista ha
scritto: «Questo è un buon periodo per la pace nel
mondo. Nel corso delle ultime settimane sono stati
raggiunti accordi per porre fine alle tre più terribili
guerre africane: in Congo, in Sierra Leone, e tra
Etiopia ed Eritrea. La repressione ha prevalso, con
un pò di aiuto da parte di chi ne era al di fuori, nella
disputa tra l’India e il Pakistan per impossessarsi
del Kashmir. E in Cossovo l’occidente ha messo
fine alla pulizia etnica da parte dei Serbi.
All’improvviso il mondo sembra più tranquillo.
Coloro che hanno lavorato per porre fine alla violenza, sia con mezzi diplomatici che con l’intervento militare, possono sentirsi incoraggiati.
Benedetti siano gli autori del processo di pace»
(The Economist, 31 Luglio 1999). L’articolo però
non fa alcuna menzione se in quell’anno ci sono
stati o meno progressi di pace nelle ormai annose
dispute nell’Irlanda del nord e in Medio Oriente.
Un anno dopo
A che punto siamo ora? Stando alle notizie
quotidiane, la situazione non è incoraggiante.
Parecchi episodi accaduti di recente indicano che il
cammino verso la pace globale non ha fatto considerevoli progressi. Per esempio, le istigazioni tra il
generale del Pakistan, Pervez Musharraf e quello
dell’India, Atal Mehari Vajpayee, «pericolosamente incoraggiano a condurre i loro rispettivi Paesi in
un’altra guerra a causa del conteso Stato del
6 La Buona Notizia
Kashmir», come riportato in un recente articolo del
Financial Times. In caso di guerra, non sarebbe
escluso l’impiego di armi nucleari.
La guerra in Angola nella regione del Congo è
un altro esempio calzante: non importa quanti patti
siano stati firmati, la guerra non ha mai avuto fine.
Secondo le ultime notizie, le forze del governo
hanno occupato un centro ribelle al sud. The
Telegraph ha anche dichiarato che «il leader
dell’Angola mantiene la guerra nel paese per ricavare profitti». The Indipendent ha aggiunto che
«l’escalation della guerra potrebbe danneggiare i
negoziati di pace nel Congo e portare instabilità
nella regione». Tali sono gli alti e bassi del processo di pace. Il Cossovo è tornato a far notizia.
Praticamente, la presunta pace che la NATO avrebbe reso possibile è stata ripetutamente interrotta dai
continui massacri locali e «pulizie etniche».
Nell’esplicito articolo dell’Economist summenzionato si leggeva: «Persino gli ottimisti ammettono
che lo spargimento di sangue su ampia scala
riprenderà a meno che gli eserciti esterni tengano
separati i combattenti, certamente per anni, forse
per decenni». The Observer ha soprannominato
questo conflitto «la guerra infinita».
Patti di pace non rispettati
Il corrispondente Tim Judah ha affermato che
«un anno fa gli occhi del mondo erano puntati sulla
strage in Kosovo. Ora le troupe televisive sono
andate via, ma l’angoscia rimane. Ho girato per le
città distrutte e i confini instabili dove tutti sono
incoraggiati ad un ritorno alla guerriglia». Nel
migliore dei casi, è una pace forzata.
In Irlanda del nord il processo di pace alla fine
è stato temporaneamente bloccato da una disputa
sul disarmo tanto a lungo sperato dell’Esercito
repubblicano irlandese (IRA). Il processo di pace
in Medio Oriente è stato di nuovo momentaneamente interrotto dagli attacchi degli hezbollah con-
tro i soldati israeliani a sud del Libano, mettendo
così in pericolo un potenziale accordo di pace tra
Israele e la Siria e le speranze di pace nel Libano
tormentato dalla guerra. Quest’articolo è lungi dal
voler essere un resoconto esauriente di tutti i luoghi teatro di guerra. Senza dubbio, altre zone calde
continueranno a comparire nel mondo.
Cosa ci attende?
Certamente il processo di pace così come è
stato concepito dai diplomatici e dai capi di governo si presenta con molti imprevisti. Le cose sembrano andare meglio, poi peggiorano, e viceversa.
Il processo può dimostrarsi terribilmente deludente. La Bibbia parla di un tempo in cui, proprio
quando il processo di pace sembra più promettente, la guerra (l’ultima delle guerre mondiali) scoppierà all’improvviso.
Intorno alla metà del primo secolo l’apostolo
Paolo scrisse: «…Il giorno del Signore verrà come
viene un ladro nella notte. Quando diranno: ‘Pace
e sicurezza!’, allora di subito un’improvvisa ruina
verrà loro addosso, come le doglie alla donna
incinta» (1 Tessalonicesi 5:2-3).
Gesù disse che la fine di questo mondo e l’inizio di un nuovo mondo sarebbe stata come ai giorni di Noé. Le persone saranno impegnate nella vita
di tutti i giorni, comprando e vendendo, costruendo e piantando, mangiando e bevendo, sposandosi
e divorziando, finché il mondo non sarà colpito da
una tribolazione globale senza precedenti (Matteo
24:37-39).
Accadrà ciò che accadde al tempo di Noé,
quando il Diluvio distrusse quasi tutti gli esseri
umani e non lasciò sopravvissuti al di fuori dell’arca. Possiamo essere grati del fatto che ci saranno anche dei sopravvissuti, i credenti in Cristo,
grazie all’opera di proclamazione compiuta da Dio
attraverso i Suoi servitori fedeli che «persevereranno» nella fede «sino alla fine» (Matteo 24:13;
21-22). La distruzione che si abbatté sul mondo al
tempo del Diluvio fu inaspettata ed improvvisa. La
gente non prestò attenzione alla predicazione di
Noé (2 Pietro 2:5). Essi semplicemente non dettero ascolto a ciò che stava per accadere e non avevano idea di quanto fossero pericolosi i tempi in
cui vivevano.
Gesù disse che anche gli abitanti di Sodoma e
Gomorra, nonostante fossero stati avvisati, rimasero noncunranti del disastro imminente, fino a
quando dal cielo non iniziò a piovere fuoco e zolfo
Marzo-Aprile 2001
come punizione
divina per il loro modo di
vivere depravato (Luca 17:28-30).
Attenti alla falsa pace
In futuro regnerà una «falsa pace» della politica internazionale e delle religioni universalistiche.
Tanto falsa che sfocierà in un periodo di grandi
disgrazie. Da non sottovalutare quindi le parole del
profeta Geremia, il quale scrisse: «Essi [i falsi leader] curano alla leggera la piaga del mio popolo;
dicono: ‘Pace, pace ’, mentre pace non v’è»
(Geremia 6:14). Man mano che si avvicina la fine
dell’attuale civiltà e l’inizio della civiltà di Cristo,
al mondo verrà detto che non c’è di cui preoccuparsi, che tutto andrà bene. Invece, «la ruina cadrà
loro addosso all’improvviso», disse Gesù.
In verità, tutto andrà davvero bene, ma solo
dopo la seconda venuta di Cristo, che instaurerà e
amministrerà il Regno di Dio, l’unica speranza di
una pace durevole.
Nel «presente secolo malvagio» (Galati 1:4),
Cristo ci ammonisce a non trascurare né a sottovalutare gli eventi mondiali. Molti non comprendono
il principio di «causa ed effetto» e vivono esclusivamente nel presente, occupandosi poco di ciò che
succede. Salomone disse: «Siccome la sentenza
contro una mala azione non si eseguisce prontamente, il cuore dei figliuoli degli uomini è pieno
della voglia di fare il male» (Ecclesiaste 8:11). E’
facile essere ingannati nel pensare che il giorno del
giudizio non arriverà mai. Non c’è essere umano
che non morirà, che non vedrà la fine del «suo»
mondo. Non c’è essere umano che può eludere il
giudizio divino, prima o dopo. Questa è una delle
ragioni per cui pubblichiamo La Buona Notizia. Il
nostro desiderio sincero è avvertire il nostro prossimo contro i pericoli che incombono, contro le
amare conseguenze che derivano dalla trasgressione della legge spirituale di Dio; una legge meravigliosa che darebbe davvero il senso giusto alla vita
di ognuno.
Le parole incoraggianti dell’apostolo Paolo
vanno benissimo anche per oggi: «Ma voi, fratelli,
non siete nelle tenebre, sì che quel giorno [il tempo
di grande angoscia che finirà con il ritorno di Gesù
Cristo] abbia a cogliervi a guisa di ladro; poiché
voi tutti siete figliuoli di luce… Non dormiamo
dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo
sobri» (1 Tessalonicesi 5:4-6). BN
7
Gesù di Nazaret affermò di essere il «Messia» e il «Figlio di Dio».
Riportiamo alcune importanti evidenze a sostegno delle Sue affermazioni.
G
esù di Nazaret affermava di
essere il «Messia» promesso, il «Figlio di Dio». Tale
asserzione era vera? Esistono testimonianze che ne sostengano la veridicità?
Sappiamo che molti si chiedono
se Dio esiste realmente, se la Bibbia
rappresenti effettivamente la Sua
Parola e se Gesù Cristo sia stato davvero colui che diceva di essere: «il
Figlio dell’Iddio Vivente»! Esiste
una documentazione storica alla
quale attenerci per verificare queste
credenze? C’è un evento che possa
essere un esempio evidente della
reale esistenza di Dio e che dimostri
che Gesù di Nazaret fosse veramente Suo Figlio? Si, quell’evento c’è!
E’ la resurrezione di Gesù dalla
morte. Molti non credono che ciò sia
mai accaduto, perché non ne hanno
mai considerato le implicazioni.
Così come Egli stesso disse, la
Sua resurrezione da morte, avrebbe
rappresentato un segno sicuro della
Sua attendibilità (Matteo 12:3840;16:1-4; Luca 11:29-30; Giovanni
2:18-21). Senza un avvenimento
così straordinario, non vi sarebbe
ragione alcuna di credere che l’insegnamento di Gesù di Nazaret fosse
diverso da quello di una qualsiasi
altra religione. Nulla di speciale
avrebbe la Sua figura: sarebbe stato
ricordato semplicemente come un
uomo devoto, fondatore di una delle
maggiori religioni del mondo, come
Maometto, Buddha o Siddhartha
8 La Buona Notizia
Gautama. Ma se quell’evento è realmente accaduto, allora c’è una grande differenza tra Gesù e tutte le altre
guide o filosofi spirituali, di cui la
storia delle religioni parla.
Esiste un modo per sapere con
certezza se la resurrezione di Gesù
di Nazaret si sia verificata realmente? Molti teologi moderni sostengono che le personali esperienze spirituali e la svolta nella vita di ognuno
ne siano una prova. Ciò può essere
vero per un credente, ma ad uno
scettico non basta.
Diverse sono state, infatti, le teorie avanzate per screditare la resurrezione di Gesù di Nazaret. Gli scettici dicono:
• Gesù non è realmente morto; è
svenuto sulla croce ed è risorto più
tardi nella tomba.
• È realmente morto, ma il suo
corpo fu rimosso in segreto dalla
tomba dai suoi amici.
• Le apparizioni di Gesù dopo la
sua morte e resurrezione erano solo
allucinazioni o menzogne da parte
dei discepoli che ne coltivavano la
speranza.
Alcuni sostengono che le storie
di morte, sepoltura e resurrezione
siano miti comparabili alle leggende
di Krishna, Osiride, Attis, Adone,
Dionisio, Mithras e altre divinità
pagane.
Ma davvero la storia del fondatore della Cristianità non è diversa
dall’immaginazione e speranza di
tutte quelle religioni?
Attacco contro
la documentazione storica
I racconti della vita, della morte
e della sepoltura di Cristo sono alcuni dei più autentici della storia antica. Lo storico Will Durant, in Cesare
e Cristo, una parte della sua grande
opera La Storia della Civiltà, cita le
parole ironiche di J. Klausner: «Se
per la storia di Alessandro o Cesare
avessimo fonti antiche come quelle
contenute nei Vangeli, nessuno ne
dubiterebbe la veridicità». Non per
niente i racconti del Vangelo sono
stati sottoposti a severe analisi.
«Uno dei più improbabili interessi
della cultura moderna», continua
Durant, «è stata la forte critica nei
confronti della Bibbia, della sua
veridicità ed autenticità» (Cesare e
Cristo, 1972, pag. 553). Questi storici riconoscono il tentativo deliberato
di discreditare la Bibbia, soprattutto
rispetto alla vita, alla morte e alla
resurrezione di Gesù Cristo.
L’affermare che un uomo sia
morto per poi risorgere genera un
forte scetticismo, comprensibilmente. Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie, ma noi
siamo in grado di fornirle?
Due degli autori dei quattro
Vangeli, Matteo e Giovanni, erano
tra i dodici apostoli coinvolti personalmente in molte delle situazioni da
essi narrate. Il Vangelo di Marco
sarebbe, secondo alcuni studiosi, il
racconto di Pietro dettato a Marco,
suo amico (I Pietro 5:13). Luca fu
uno storico scrupoloso, che raccolse
numerose testimonianze per redigere una minuziosa biografia di Gesù
Cristo (Luca 1:1-4).
I quattro racconti sono in realtà
tutti concordi e trattano la resurrezione di Gesù Cristo come realtà
storica. L’apologista William Lane
Craig, nell’opuscolo God, Are You
There? riassume tre aspetti della
storia della sepoltura e della resurrezione, accettata dagli storici del
Nuovo Testamento, che attribuiscono forte credibilità alla verità dei
racconti.
Gesù fu seplto in una tomba
da Giuseppe di Arimatea
Se consideriamo che Giuseppe
di Arimatea era un membro di quella stessa Corte che condannò Gesù,
è improbabile che il suo personaggio sia un’invenzione cristiana
(Marco 15:43,46).
Non c’era nessun motivo di
inventare un personaggio che non
esisteva e diceva di essere un membro del Sinedrio, il governo religioso della nazione giudaica. I membri
del Sinedrio erano molto conosciuti
ed erano figure pubbliche rispettate.
Molti, quindi, conoscevano la locazione della tomba di Giuseppe. Se
Gesù non fosse stato sepolto nella
sua tomba, sarebbe stato facile verificarlo.
Le donne scoprirono per
prime che la tomba era vuota
Nella società di quel tempo, la
testimonianza delle donne era tenuta in così bassa considerazione che a
loro non era concesso di testimoniare in una corte. Se questa storia
fosse stata inventata, come molti critici affermano, sicuramente avrebbe
riportato che erano stati i discepoli
Pietro e Giovanni gli scopritori della
tomba vuota e non tre donne come
racconta Marco 16:1-8. Il fatto che
Marzo-Aprile 2001
furono invece delle donne le prime
testimoni dell’avvenimento, non è
altro che una conferma della credibilità del racconto. Gli stessi scrittori
del Vangelo riportano fedelmente
l’imbarazzo creato dalla testimonianza delle donne (Luca 24:9-11).
Quelli che condannarono Gesù
riconobbero che la tomba era
vuota e il corpo scomparso
Quale fu la reazione dei nemici
di Gesù alla dichiarazione dei discepoli che Gesù era vivo dopo essere
stato giustiziato? Risposero forse
che i discepoli stavano mentendo e
che il corpo di Gesù giaceva ancora
nella tomba? Affermarono che i
discepoli soffrivano di allucinazioni? No. Furbescamente essi comprarono i soldati romani, responsabili
della sorveglianza della tomba,
affinché diffondessero la voce che i
discepoli di Gesù avevano rubato il
Suo corpo mentre essi dormivano
(Matteo 28:11-15). Fu questo il
tenue tentativo da parte delle autorità di spiegare perché il corpo fosse
sparito senza essere ritrovato.
Racconti oculari
delle Sue apparizioni
Furono molte le circostanze in
cui individui singoli o gruppi di persone dichiararono di avere visto
Gesù risorto. William Craig commentò: «Questo è universalmente
accettato tra gli studiosi del Nuovo
Testamento…la lista delle testimonianze riguardo l’apparizione di
Gesù riportata da San Paolo garantisce la veridicità di tali apparizioni».
Nella sua lettera alla Chiesa di
Corinto, l’apostolo Paolo scrisse che
Gesù «apparve a Cefa (Pietro), poi
ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei
quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi
apparve a Giacomo; poi a tutti gli
apostoli; e, ultimo di tutti, apparve
10 La Buona Notizia
anche a me» (I Corinzi 15:5-8). La
maggior parte delle persone che
poteva testimoniare sugli accadimenti era ancora viva: Paolo non
avrebbe potuto mentire rischiando
perfino la vita!
L’eccezionale
trasformazione dei discepoli
Una delle maggiori prove della
resurrezione di Gesù fu il drammatico cambiamento avvenuto nella vita
dei Suoi discepoli. I racconti del
Vangelo non sono sempre lusinghieri nei confronti dei discepoli, ed è
questo un esempio ulteriore del fatto
che nulla fu inventato. Al tempo dell’arresto e del processo di Gesù, tutti
i Suoi discepoli lo abbandonarono e
fuggirono (Matteo 26:56). Pietro lo
rinnegò addirittura (versetti 69-75).
Solo poco tempo dopo però gli
apostoli parleranno ed arringheranno alla folla, annunciando la resurrezione di Gesù dalla morte, inducendo le autorità religiose a minacciarli
di prigionia se avessero osato continuare tali predicazioni (Atti 4: 1-23).
Ma essi, coraggiosamente,
affrontarono le persecuzioni che
derivarono dal loro predicare la
resurrezione di Gesù Cristo (Atti
5:17-42).
Poche settimane prima essi avevano rinnegato il loro Maestro, ora,
invece, niente avrebbe potuto fermarli dal divulgare quella che sapevano essere l’unica verità. Ed è solo
uno il motivo plausibile per cui
giunsero ad un tale incrollabile
credo: videro Gesù Cristo risorto
dopo aver avuto la certezza della
Sua morte; parlarono con Lui, mangiarono con Lui, furono da Lui
istruiti e poterono toccarlo.
Questi uomini dedicarono il
resto della loro vita a Colui che
aveva saputo sconfiggere la morte.
Se fosse stato tutto uno scherzo
avrebbero dato la vita per qualcosa
che sapevano essere una bugia?
L’audacia di Pietro durante la
festa della Pentecoste fu sorprendente: raccolse al tempio molte persone,
delle quali tremila divennero discepoli di Gesù. In quel periodo a
Gerusalemme si osservava la
Pentecoste, come Dio aveva comandato in Deuteronomio 16, e Pietro
ricordò alla folla chi era Gesù e cosa
Gli era successo sette settimane
prima (Atti 2:22-24). Pietro affermò
che le autorità avevano crocifisso il
tanto atteso Messia, ma che Dio Lo
aveva resuscitato da morte.
La reazione della gente non fu di
diniego, né di clamore; non ci fu
nessun tentativo di lapidare Pietro
per le sue parole. Essi sapevano dell’arresto, del processo e della crocifissione di Cristo. Sapevano che
molti avevano pianto per il sangue di
Cristo; sapevano della strana sparizione del corpo dalla tomba, un
mistero che nessuno era riuscito a
risolvere.
Avevano sentito di altri strani
eventi accaduti a quel tempo: il
misterioso buio disceso sulla terra
accompagnato da terremoto nel
momento in cui Gesù moriva; persone resuscitate fisicamente dalla
tomba e che camminavano per le
strade di Gerusalemme; il grande
velo squarciato in due nel tempio.
Come potevano essere spiegati questi eventi? Quale significato gli si
doveva attribuire? Pietro ne diede
una spiegazione sorprendente, che li
avrebbe portati a prendere una decisione tale da sconvolgere le loro
vite.
Gesù di Nazaret era stato resuscitato dal Padre Eterno e molte
erano le testimonianze. La gente
ascoltava e si chiedeva cosa fare, ora
che era convinta della verità nelle
parole di Pietro. Ed egli rispose loro
che dovevano pentirsi dei loro peccati ed essere battezzati, al fine di
ricevere lo Spirito Santo.
L’unico motivo che può spiegare
la drammatica trasformazione dei
discepoli, fino a poco tempo prima
impauriti e pronti a rinnegare ogni
cosa e fuggire, fu il drammatico confronto che Pietro fece fra la tomba
vuota di Gesù e quella ancora piena
delle ossa del re Davide (Atti 2:29).
Uomini comuni con una vita comune improvvisamente trasformati in
guide spirituali di una Chiesa, che
doveva sfidare il vecchio mondo
pagano, spinti da un’incredibile
forza di trasformazione.
Una trasformazione ancora più
evidente fu quella di Giacomo, il fratellastro di Gesù (in quanto figlio
naturale di Maria e di Giuseppe, e
non di Dio). Durante la vita di Gesù,
egli era uno scettico. Cosa lo convinse a credere che suo fratello fosse il
figlio di Dio e cosa lo spinse ad
immolarsi per una tale fede?
Certamente non furono gli insegnamenti di un semplice carpentiere di
Nazaret, bensì l’apparizione di Gesù
risorto (I Corinzi 15:7).
«Così fu anche per gli altri
discepoli. Chi nega la resurrezione
deve, dunque, dare una spiegazione
plausibile, che giustifichi gli avvenimenti storici, di questa drastica trasformazione» (Scaling the Secular
City, 1987, pp. 178-179)
Saulo, il persecutore
Saulo, diventato poi «Paolo», è
l’esempio di un’altra conversione e
testimonianza. Giudeo devoto Saulo
perseguitò i primi cristiani che credevano alla resurrezione di Cristo.
Fortemente convinto che i cristiani
rappresentassero una seria minaccia
alla tradizione farisaica, Saulo pensò
che dovessero essere eliminati con
ogni mezzo, incluse la prigionia o la
condanna a morte (Atti 22:4).
Durante la sua personale crociata
successe però qualcosa: Gesù Cristo
gli apparve e gli parlò. Cambiò il suo
nome in «Paolo».
Iniziò da allora la sua entusiastica difesa per Cristo. Alla fine Paolo
Marzo-Aprile 2001
fu disposto a morire per ciò in cui
credeva: Gesù era il Messia, era
resuscitato da morte e stava alla
destra di Dio.
Nessuno muore per perpetrare
uno scherzo. Si è disposti a morire
solo per ciò in cui si crede veramente. Se fosse stato tutto un imbroglio,
qualche discepolo avrebbe prima o
poi confessato che si trattava di una
messa in scena, oppure che fosse
frutto della loro fervida immaginazione, alimentata dalla speranza. Ma
essi scelsero di morire per quella che
sapevano essere la verità.
Non è strano che un piccolo
gruppo così fortemente avversato sia
riuscito a creare il Cristianesimo?
Chi era Gesù? Egli lo chiese ai suoi
discepoli (Matteo 16:15) così come
ai Farisei (Matteo 22:42). La Sua
morte e la Sua resurrezione ci dicono chi fosse Egli in realtà.
Alla domanda: qual’era la cosa
più importante per lui dopo aver
visto Gesù Cristo, l’apostolo Paolo
rispose: «Io rinunziai a tutte codeste
cose e le reputo tanta spazzatura
affin di guadagnare Cristo, e d’essere trovato in lui…, in guisa che io
possa conoscere Cristo e la potenza
della sua resurrezione… essendo
reso conforme a lui nella sua morte»
(Filippesi 3:8-11).
«…E se Cristo non è resuscitato,
vana è la nostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati. Anche quelli
che dormono in Cristo, son dunque
periti. Se abbiamo sperato in Cristo
per questa vita soltanto, noi siamo i
più miserabili di tutti gli uomini» (I
Corinzi 15:17-19).
La stessa potenza spirituale che
fece risorgere Gesù dalla morte, farà
risorgere anche i vostri corpi mortali, se ricevete lo Spirito di Dio
(Romani 8:11).
Lo Spirito di Dio è la potenza
che può trasformare la nostra vita,
oggi e in futuro. La resurrezione di
Gesù Cristo ne è una incontestabile
testimonianza. BN
Il misterioso successo
della
Chiesa primitiva
Gli apostoli di Cristo furono
disposti a morire pur di predicare
la resurrezione di Cristo. Nessuno
muore per assecondare uno
scherzo. Si è disposti a morire
solo per ciò in cui si crede.
Se la morte e la resurrezione di
Gesù Cristo fossero state un
imbroglio, uno o più discepoli
avrebbero prima o poi confessato che si trattava di una messa in
scena, oppure che tutti loro avevano una fervida immaginazione,
alimentata da una forte speranza. Ma essi scelsero di morire per
quella che sapevano essere la
verità e ad essa si fecero immolare.
In che modo possiamo spiegare che la Chiesa fondata da Gesù
Cristo ha trasformato il mondo
del primo secolo? Non è molto
strano che un piccolo gruppo
così fortemente avversato abbia
ottenuto un tale successo? «La
resurrezione di Gesù è la spiegazione che la chiesa stessa ha
dato, ed è l’unica verosimile».
Se l’esistenza dei Nazareni,
fenomeno innegabilmente dimostrato dal Nuovo Testamento, è
riconosciuta dagli storici pur nell’assenza di dati, come possono
gli stessi storici diffidare della
resurrezione di Cristo quando
esiste una così ampia raccolta di
dati che ne prova l’aiuenticità?
Lo storico Durant scirsse che:
«L’esistenza stessa di quei pochi
semplici uomini, così spiritualmente trasformati, arricchiti di
una fortissima personalità, di una
così ispirata, profonda moralità e
visione della fratellanza umana, è
stato il miracolo più credibile di
qualsiasi documento» (Cesare e
Cristo, pag. 557).
11
«S
to spendendo l’eredità dei
miei bambini!» è una frase che
mi ha ricordato un libro che
espone un piano per «permetterti lo
stile di vita dei tuoi sogni».
La società occidentale sta vivendo meglio di qualsiasi altro popolo
nella storia del pianeta, ma dà poco
valore ai bambini. Negli Stati Uniti
d’America, la nazione guida dell’occidente, un terzo dei bambini nasce
fuori dal matrimonio, un altro terzo
vive in case con un solo genitore (di
solito la madre), e il resto vive al di
sotto della soglia di povertà. Decine
di milioni di giovani occidentali
sono privi ed affamati di attenzione
spirituale e di affetti naturali.
Soltanto negli Stati Uniti il 60%
delle madri all’interno di famiglie
con due genitori lavora fuori casa. In
famiglie in cui è presente solo la
madre, il 70% di loro lavora fuori
casa. Solo il 25% dei giovani afferma che le madri sono a casa quando
ritornano da scuola, e il 28% afferma che a prendersi cura di loro è
solo il padre. I Paesi Europei e
dell’America Latina stanno rapidamente seguendo la stessa tendenza,
che influenzerà il futuro delle nostre
nazioni per generazioni. Secondo il
settimanale Newsweek, la percentuale di giovani occidentali che fanno
abuso di alcool, sigarette, droghe e
sesso illegali negli ultimi nove anni,
dal 1991 al 1999, è aumentata dal
25% al 50% (23 maggio ‘99).
Molti di questi giovani non si
preoccupavano delle conseguenze
psicologiche o fisiche. Spesso i
genitori vengono a sapere dei dram12 La Buona Notizia
mi dei loro figli solo quando questi
commettono dei crimini o contraggono malattie veneree.
Cause ed effetti
della negligenza
Questi gravi problemi sono sintomi di altri mali nascosti: il sistema
e la cultura, basati sul dio denaro,
trascurano i bisogni affettivi e formativi dei nostri giovani. Cerchiamo
di capire i danni di questa cultura o
sistema sociale.
Nell’Occidente, specie nei paesi
nordici, quasi la metà degli adolescenti non vive più con il genitore
naturale, a causa dei divorzi. Questa
assenza ha fatto acuire nei bambini
uno dei più grandi loro bisogni: il
coinvolgimento del padre e della
madre nella loro vita quotidiana.
Purtroppo, l’abbandono che segue al
divorzio, o il rifiuto di mantenere un
bambino nato dopo un rapporto
casuale, sono prevalenti. E quando i
padri sono presenti, trascorrono o
parlano con i loro figli in media solo
cinque minuti al giorno.
Qual è la conseguenza di ciò? La
maggior parte dei padri e delle
madri affida i bambini a “mamma
televisione” per essere liberi di curare altri interessi o divertimenti. La
Fondazione Kaiser di recente ha
riferito che i bambini occidentali trascorrono in media 35 ore con giochi
o gadget elettronici. Molte altre fonti
sostengono che i bimbi guardano la
TV per 25-28 ore settimanali.
Molti studi scientifici concludono che la TV vista senza controllo
abbia conseguenze distruttive sullo
sviluppo della personalità dei bambini. Programmi spesso violenti e
sessualmente devianti diventano la
fonte principale dell’educazione dei
nostri bambini. Il risultato? Un
diciassettenne ha detto: «La violenza e la pornografia ci eccitano;
diversamente sarebbe una vita noiosa come quella dei miei». E’ evidente che la televisione, il cinema, la
pornografia ed altri canali d’intrattenimento fanno crescere molti bambini alienati dai genitori e dalla
famiglia in genere. Poi ci si chiede
perché degli adolescenti diventano
patricidi o madricidi.
Le soluzioni
Il modo più sicuro per il successo dei vostri bambini è fare in modo
che i vostri valori facciano loro da
sostegno. Questo richiede comunione e comunicazione. Quando alcuni
dei suoi discepoli cercavano di
impedire ai bambini di avvicinarsi,
Gesù disse: «Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, e non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio»
(Luca 18:16).
Gesù avvertì la gente di non trattare i bambini in modo offensivo o
esporli a situazioni che li avrebbero
scandalizzati e contaminati (Matteo
18:6). Il supporto che i genitori
devono dare ai loro bambini porta
alla formazione di giovani di successo, dotati di una forte identità e forza
di carattere.
Il dottor Walzer, esperto di pedagogia all’Università dell’Oregon,
offre ai genitori alcuni consigli per
una sana educazione dei bambini:
• Coinvolgimento dei genitori.
I genitori dovrebbero coinvolgersi nelle attività dei loro figli il più
possibile. L’impegno deve continuare fino a quando il giovane lascia la
casa. Il contatto dei genitori con i
bambini è decisivo, perché quest’ultimi acquistano sicurezza se sanno
che i genitori sono sempre lì.
Fondamentale nel coinvolgimento dei genitori è il momento in
cui questi rivedono la giornata del
bambino con lui e discutono di ciò
che è successo. Ciò fa capire al bambino che i genitori si preoccupano di
ciò che succede nella sua vita ed è
anche un metodo per scoprire eventuali problemi. Una volta che il bambino inizia la scuola, è molto importante discutere con lui ogni giorno.
Una tranquilla conversazione dopo
cena può essere molto più efficace di
un’interrogazione.
• Monitoraggio. Un controllo
continuo del comportamento e delle
amicizie con altri bambini è una
delle cose più importanti che i genitori possono fare per essere sicuri
che i bambini crescano sicuri. Ma
bisogna usare discrezione e saggezza. Ricordiamo le parole dell’apostolo Paolo: «E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figliuoli, ma
allevateli in disciplina e in ammonizione del Signore» (Efesini 6:4).
• Incoraggiarli è importante. I
genitori ottimisti sono rassicuranti
per i bambini. È importante stabilire
una relazione affettuosa tra genitori
e figli. I genitori potranno influenzare meglio i bambini elogiandoli e
approvandoli.
In assenza di questi aspetti positivi, molti genitori sono duri e punitivi, e forzano il bambino verso un
comportamento indesiderato. Un
bambino può prendere questa durezza come attacchi scoraggianti nei
suoi confronti: il genitore diventa
un nemico invece che un sostegno.
La disciplina da parte dei genitori deve essere giusta e coerente, correttiva e mai vendicativa. Dovrebbe
esserci una relazione logica tra il
comportamento del bambino e le
conseguenze che ne derivano.
Durante la crescita, quando i
bambini presentano un problema ai
genitori e chiedono aiuto, è importante che essi rispondano immediatamente e in modo completo.
I genitori dovrebbero fornire al
bambino delle alternative per risolvere i problemi. I bambini dovrebbero avere la sicurezza che questi problemi saranno ascoltati e che i genitori daranno il supporto necessario
quando viene richiesto. La Bibbia
dice che «i figli sono un dono di
Dio» (Salmi 127:3-5). Essere un
buon genitore è una delle responsabilità più importanti della vita. Con
il nostro esempio di vita integra possiamo influenzare positivamente la
vita dei nostri figli. BN
I drammatici mutamenti delle società occidentali
L
e difficoltà che i giovani affrontano sono una conseguenza delle scelte compiute dai loro genitori
delle ultime due generazioni. Certe nostre scelte
possono avere effetti duraturi sull’individuo, sulla famiglia e sulla società, «fino alla terza e quarta generazione» (Esodo 20:5).
Negli ultimi 50 anni molti si sono allontanati dal
modello di famiglia incentrato sulla volontà degli sposi
di generare figli e prendersi cura di loro. Troppo spesso i coniugi hanno scelto la via del successo economico e dei divertimenti personali, dando priorità alla loro
felicità e trascurando quella dei loro figli.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale la misura del successo è diventata il materialismo e la vita sociale fuori
dall’ambito familiare e dal proprio vicinato. I figli vanno
a divertirsi il più lontano possibile dai genitori, nelle
discoteche e in ambienti dove spesso circolano droga,
pornografia, prostituzione e i “nuovi schiavisti” alla
continua ricerca di carne umana da commercializzare.
La maggior parte dei genitori non riesce ad arginare il
fenomeno e si è arresa davanti a tali prorompenti cambiamenti sociali sostenuti da ingenti giri d’affari.
Marzo-Aprile 2001
Questo cambiamento nei valori ha portato a una
svalutazione del valore dei bambini. Certe mode e il
culto dell’immagine vuota di sentimenti e di valori etici
hanno accentuato il problema. Ci si stupisce se i problemi dei giovani sono epidemici? Dovremmo essere
sorpresi che molti genitori non sanno cosa stanno
facendo i loro figli o non sanno cosa sta loro accadendo dal punto di vista fisico ed emotivo?
Nessuno può evitare le conseguenze del principio di
causa e effetto. Noi viviamo in una seconda generazione di adulti che, per la maggior parte, hanno declassato l’educazione dei bambini considerandola secondaria
al successo materiale e professionale. In molti casi i
genitori hanno compiuto scelte che hanno seriamente
compromesso la loro capacità di essere coinvolti dai
loro bambini. L’aumento delle tasse e dei costi casalinghi hanno giocato la loro parte, portando molte coppie a dover lavorare fuori casa e a non avere figli per
far fronte alle spese.
E’ proprio vero che “Lontano dagli occhi, lontano
dal cuore”. Ma i cuori lontani dagli occhi sono spesso
i più vulnerabili e i più calpestati. BN
13
Chi parlerà per i bambini?
no che l’aborto sia legale nel corso
a quando nel 1973 la Corte
dell’intera gravidanza. Questa conSuprema statunitense si
vinzione ha portato alla pratica di
pronunciò al processo
Due fidanzati adoleaborti parziali, durante i quali ad
«Roe contro Wade», la problematiscenti sono angosciati
un
feto parzialmente partorito
ca dell’aborto negli Stati Uniti e
perché la ragazza è rimaviene bucata e piegata la testa,
nei Paesi occidentali in genere è
sta incinta. Pieni di paura
affinché possano essere rimossi
diventata una questione scottante.
i due decidono di far
dall’utero materno i resti con più
L’opinione pubblica si è divisa tra
nascere
il
bambino
in
un
facilità.
quelli che sono favorevoli alla posmotel. Infilano il nascituro
Un docente di bioetica della
sibilità di scegliere di distruggere
Princeton
University, il dott. Peter
in
un
sacchetto
di
plastica,
un embrione, e coloro che sostenSingler, afferma che una madre ha
gono il diritto alla vita dei bambini
lo nascondono nel sacco
il diritto di uccidere qualsiasi suo
non ancora nati, ma concepiti e
della spazzatura e lo getbambino,
fisicamente o mentalconsiderati già degli esseri umani.
tono via in una pattumiera
mente
disabile,
fino a ventotto
Entrambe le parti affermano di
pubblica. Sono stati arregiorni dopo la nascita. Egli motiva
fondare le proprie affermazioni su
stati per omicidio.
una simile dichiarazione con il
basi etiche dei diritti umani. La
Questa è solo una delle
fatto che un bambino non è un
legislazione si colloca più o meno
migliaia
di
storie
che
legessere pensante e consapevole a
a metà tra le due posizioni, delibegiamo nei giornali negli
quell’età. Molti sostenitori della
rando che l’aborto può essere sanultimi anni di una società
scelta trovano la posizione del prozionato legalmente nel primo stache
affonda
nella
palude
fessor Singer ripugnante.
dio della gravidanza, ma vietato
Oggi si prevede che, contidell’aborto.
dopo un numero specifico di settinuando
di questo passo, più di
mane dallo sviluppo del feto nel
quattro
donne
occidentali su dieci
ventre materno. I rischi di tale
subiranno un aborto nella loro vita.
affermazione sono comunque alti,
L’aborto sta diventando così un’esperienza comune
perché la linea tra l’omicidio e l’aborto legale dipende
nella vita delle donne. Venticinque anni dopo il procesda quale momento si considera inizi la vita umana.
so «Roe contro Wade», gli aborti sono diventati sicuri,
legali e sempre più frequenti.
Dibattito su quando inizia la vita
D
Il punto centrale su cui verte il dibattito è «Un
embrione quando può essere definito essere umano?».
Coloro che sostengono il diritto alla vita affermano che
la vita umana inizia nel momento stesso del concepimento. Coloro che sostengono invece la scelta di abortire affermano che l’aborto è accettabile al primo stadio
della gravidanza. Altri ancora ritengono che la vita
umana inizi con l’attività celebrale, mentre altri reputa14 La Buona Notizia
Quando inizia la vita?
Dopo il concepimento la crescita e lo sviluppo sono
immediati e considerevoli. La nuova vita ha un battito
cardiaco già a diciotto giorni. A circa tre settimane,
prima che la madre si renda conto di essere incinta, un
embrione lungo due millimetri e mezzo sta formando
già occhi, spina dorsale e sistema digestivo; a quaranta
Che la vita umana inizi
nel momento della
fertilizzazione
è un fatto scientifico.
giorni si possono registrare dei
movimenti cerebrali; le dita dei
piedi e delle mani si cominciano a
vedere alla diciottesima settimana;
dalla diciottesima settimana il feto si
comincia a muovere, a dare i pugni
e a scalciare.
James Drummey, in The New
American, ci invita a considerare
questa prospettiva: «Se il bambino
non nato è da considerarsi un essere
umano, allora deve avere la piena
protezione della legge. Sebbene
alcuni possano esserne sorpresi, ci
sono poche cose più certe del fatto
che i bambini non nati siano esseri
umani. È un fatto biologico e scientifico che la vita umana inizi nel
momento della fertilizzazione. Quel
pacchetto genetico contiene tutto ciò
che una persona diventerà: il colore
degli occhi, la misura dei piedi, le
predisposizioni personali» (James
Drummey, The New American,
Aborto: L’altro Olocausto - 20
Gennaio 1986, pp. 21-26).
Questione legale o religiosa?
Il pacchetto genetico
contiene tutto ciò che
una persona diventerà:
il colore degli occhi,
la misura dei piedi,
e le predisposizioni
personali...»
-- L’altro Olocausto,di James Drummey.
Chi è favorevole all’aborto ritiene che questa sia una scelta legale e
non religiosa. Ma il valore della vita
umana è semplicemente una questione legale?
«L’attuale dibattito sull’aborto,
così come è motivo di discussione
nelle sale legislative, rappresenta un
profondo conflitto morale, basato su
quelli che sono i diritti umani fondamentali, quale quello della vita.
Spogliato dalla retorica politica e
legale, questo è un problema che
non può prescindere da importanti
fondamenti teologici» (Jeffrey
Sheler, La teologia dell’aborto, U.S.
News and World Report, 9 Marzo
1992).
Le diverse confessioni religiose
si sono occupate della questione.
Per i Cristiani la visione più autorevole del problema è nella Bibbia.
Sebbene la Parola di Dio non parli
specificatamente di aborto, ci ha
15
però insegnato quali siano i principi
e i valori della vita umana.
In Genesi 1:26-27 si dice che
Dio creò l’umanità a sua immagine.
Questa affermazione è significativa
in quanto ci dà una visione dello
scopo della vita umana. Dio rivela il
potenziale d’ogni essere umano
quando dice: «...Io gli sarò Dio, ed
egli mi sarà figliuolo» (Apocalisse
21:7). Dio diede origine all’umanità
perché gli esseri umani siano figli
Suoi. Egli creò uomini e donne, perché si riproducessero. Disse, infatti,
ad Adamo ed Eva: «Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra...»
(Genesi 1:28).
La riproduzione attraverso l’atto
sessuale, santificato nel matrimonio,
è una splendida espressione di
amore tra due persone legate in una
relazione che dura tutta la vita. I
bambini nati da questa unione sono
una grande benedizione di Dio
(Salmi 127:3). Sebbene i genitori
siano responsabili nel crescere e
sostenere la loro prole, alla fine i
bambini appartengono a Dio come
figli Suoi.
La visione di Dio
Re Davide, ispirato da Dio, disse
del Suo Creatore: «Poiché sei tu che
hai formato le mie reni, che m’hai
intessuto nel seno di mia madre, io ti
celebrerò, perché sono stato fatto in
modo meraviglioso, stupendo.
Meravigliose sono le tue opere, e
l’anima mia lo sa molto bene»
(Salmi 139:13-16).
Dio disse al profeta Geremia di
conoscerlo prima che fosse formato
nel grembo di sua madre: «Prima
che io t’avessi formato nel seno di
tua madre, io t’ho conosciuto; prima
che tu uscissi dal suo seno io ti ho
consacrato e t’ho costituito profeta
delle nazioni» (Geremia 1:4-5).
Questo passo dimostra che l’embrione nel grembo materno è opera
della creazione di Dio. La Bibbia è
chiara nel sottolineare non solo il
16 La Buona Notizia
valore della vita umana, ma anche il
fatto che la riproduzione umana è il
mezzo attraverso cui il Creatore inizia a dar vita alla Sua famiglia divina. «Ciò che è spirituale non viene
prima; ma prima, ciò che è naturale;
poi vien ciò che è spirituale» (1
Corinzi 15:46).
I problemi reali
La questione sull’aborto è ancor
più dibattuta quando si è di fronte a
gravidanze pericolose per la madre.
La verità è che gli aborti che coinvolgono casi in cui la vita della
madre è in gioco sono solo una piccola percentuale degli aborti. La pratica dell’aborto, infatti, è diventata
un metodo di controllo delle nascite.
Ma se la vita inizia nel momento del
concepimento e la gestazione è il
modo in cui Dio inizia il processo di
creazione dei Suoi figli, si desume
allora che la pratica dell’aborto non
è altro che un omicidio, soprattutto
nel momento in cui si uccide per
convenienza.
Come ci insegna la Bibbia, esistono dei valori morali assoluti,
davanti ai quali non si possono prendere decisioni pensando esclusivamente a se stessi. L’apostolo Paolo
scrisse alla chiesa di Roma parole
struggenti, egli descrisse il processo
che avviene nel nostro pensiero
quando rifiutiamo la fonte di un’autorità morale assoluta: «E siccome
non si son curati di ritenere la conoscenza di Dio, Iddio li ha abbandonati ad una mente reproba, perché
facessero le cose che sono sconvenienti, essendo essi ricolmi d’ogni
ingiustizia, malvagità, cupidigia,
malizia …» (Romani 1:28-32).
L’aborto, così come il divorzio, è
un sintomo di una società che ha
un’egoistica, deviata e spesso perversa visione della relazione sessuale, quella relazione che Dio ha stabilito a pro della vita umana. Ma ogni
effetto ha una causa. E la causa delle
Un raccolto
insanguinato
La tecnologia ha ispirato e reso possibile un’angosciosa controversia sull’uso, da parte della ricerca medica,
di parti fetali ed embrionici abortiti
La rivista World ha riportato che
alcuni ricercatori già acquistano parti
del corpo umano: «La maggiorparte
compra parti raccolte da feti sviluppati nell’utero fino a 18-24 settimane. Questo significa che i bimbi destinati ad essere tagliati non appena
escono dal grembo materno sono già
lunghi 25-27 centimentri... Molti scrivono «nessuna anomalia» per indicare che il bimbo in questione era in
buona salute prima di essere soppresso mediante compressione cranica intrauterina» (Lynn Vincent, Le
conseguenze dell’aborto, World, 23
ottobre, 1999, pp. 16-19).
Sebbene questa è spesso considerata la migliore soluzione ricavabile
da una brutta situazione, con la crescente domanda di tessuto fetale le
implicazioni morali stanno diventando sempre più allarmanti.
«Ironicamente, i non nascituri
sono chiamati donatori, come se essi
avessero già espresso la loro volontà
Tali semantici segnali rossi - ed una
falange di altri segnali - hanno surriscaldato i dibattiti sulla più o mena
legittimazione della ricerca dei tessuti fetali: l’uso di corpi di bambini
abortiti a scopi di ricerca medica non
costituisce un ulteriore sfruttamento
di coloro che sono già vittime indifese?
Considerando le attuali condizioni
umane, potrà venire presto il giorno
in cui la gente acquisterà tessuti fetali come un prodotto di mercato,
donne che cercano di abortire saranno contattate dalla pubblicità o
impregnate nei laboratori e, quando
abbastanza maturati, i bimbi non
ancora nati saranno abortiti per uso
medico da un altro essere umano. Il
ragionamento secondo cui la scienza
sta praticando la migliore soluzione
possibile da una situazione già brutta, non ha alcun senso. BN
sempre crescenti tragedie sociali è
dovuta alla nostra noncuranza nei
confronti degli insegnamenti del
Creatore. La situazione è risanabile
attraverso il ritorno all’altruismo, al
rapporto sessuale all’interno del
matrimonio e al rispetto del diritto
alla vita dei figli concepiti.
E se ho già abortito?
Molte donne soffrono di seri
traumi emotivi a seguito di un aborto. Alcune dicono di sentire durante
la notte un bambino piangere, altre
provano forti rimorsi nel vedere una
donna giocare con il proprio bambino e temono che Dio si dimentichi
di loro.
E’ facile pensare che i nostri
peccati siano così terribili che anche
un Dio pietoso non possa perdonarci. L’apostolo Paolo fu ispirato a
scrivere che, davanti al ravvedimento sincero, Dio dimentica, sebbene
«tutti hanno peccato e sono privi
della gloria di Dio» (Romani 3:23).
Accusato di mangiare con chi
aveva peccato, Gesù disse ai capi
religiosi: «Io vi dico che così vi sarà
in cielo più allegrezza per un solo
peccatore che si ravvede, che per
novantanove giusti i quali non han
bisogno di ravvedimento» (Luca
15:7).
Se avete subìto un aborto, rivolgetevi al Padre Eterno con spirito di
ravvedimento; chiedete che i vostri
peccati vengano espiati dal sacrificio del Suo Figliuolo Gesù Cristo.
Ricordate, inoltre, le parole che
Gesù disse a colei che venne colta in
flagrante adulterio: «Neppure io ti
condanno, va e non peccare più»
(Giovanni 8:11). Dio perdona, ma si
aspetta che smettiamo di peccare.
Il coraggio della fede
Due coniugi che pensavano di
non poter avere bambini, aspettano
ansiosamente, mentre il dottore
spiega i pericoli che la donna potrà
incontrare durante la gravidanza.
L’ABORTO: a volte avviene per cause naturali. Ma
nella maggiorparte dei casi è invece provocato come
metodo per il controllo delle nascite.
Marzo-Aprile 2001
Prima che sapesse di essere incinta,
infatti, la donna si era sottoposta ad
una serie di radiografie. Il medico
disse ai coniugi che c’erano poche
speranze per il feto e consigliò l’aborto. Un secondo medico avvallò la
medesima diagnosi.
I due coniugi, però, rimasero
irremovibili nella loro decisione.
Pregarono Iddio per una guarigione
miracolosa, preparati ad accettare la
volontà di Dio e a continuare la gravidanza.
Il loro figlio, quel bambino che
il dottore raccomandò di non far
nascere, è stato lo studente scelto
dalla sua scuola per tenere il discorso di fine anno questa primavera.
Tutti i bambini a cui non viene concesso di nascere, invece, non rideranno mai, non frequenteranno la
scuola, non scopriranno la cura per
il cancro, non si innamoreranno, non
vedranno il tramonto e non potranno
giocare sulla sabbia.
La soluzione finale
Dio manderà Gesù Cristo sulla
terra per stabilire il Suo Regno, per
costruire un nuovo mondo, un
ambiente di pace e armonia, un
mondo sicuro per i bambini, anche
quelli non ancora nati.
L’Occidente, come l’Italia, ha
una crescita demografica sempre più
vicina allo zero. Gli anziani vengono rinchiusi negli ospizi e la terra
non ha più figli giovani. Ma non sarà
sempre così.
Il profeta Zaccaria scrisse del
periodo in cui il Messia regnerà letteralmente sulla terra: «Ci saranno
ancora dei vecchi e delle vecchie
che si siederanno nelle piazze di
Gerusalemme, e ognuno avrà il
bastone in mano a motivo della
grave età. E le piazze della città
saranno ripiene di ragazzi e di
ragazze che si divertiranno nelle
piazze» (Zaccaria 8 : 4-5).
Preghiamo per quel giorno. BN
17
dalle influenze negative
Resistere alle pressioni di gruppo è difficile, specie per i più giovani.
Dove rivolgersi per ricevere un valido aiuto?
G
li adolescenti di oggi vivono
in una società molto più
complessa e più esigente di
qualsiasi altra nella storia. Le generazioni passate non hanno subito
alcuna pressione o tentazione di
usare droghe, mentre ai giorni nostri
una vertiginosa fila di sostanze illegali può essere trovata all’interno e
attorno ad ogni scuola media o superiore.
In passato i giovani subivano le
tentazioni di fare uso di alcool e
fumo, come succede ancor oggi, ma
il loro divertimento non era pervaso
da violenza o perversione morale
come accade oggi. I computer, la
televisione via cavo e i film con temi
“adulti” (in senso moderno) erano
praticamente inesistenti. La vita era
molto più semplice e meno esigente.
A parte ciò che la società offre, i
giovani oggi sono di per sé come i
giovani delle generazioni precedenti
e tutte le loro esperienze hanno un
fine comune: il desiderio di essere
accettati dal proprio gruppo. Questo
desiderio è sentito anche dalle persone mature, ma è molto forte specialmente quando uno è giovane.
Anche noi siamo passati attraverso questa esperienza. Gli studi
mostrano che i genitori bravi esercitano ancora una salutare influenza
sulla vita dei giovani in materia di
moralità e di realizzazione. Ma io
18 La Buona Notizia
non voglio illuderti: esiste anche
un’influenza negativa, diametralmente opposta a quella dei genitori.
Esistono ragazzi che se ne rendono
conto. Ho spesso sentito questa
domanda in svariati modi: «Io proprio non mi capisco. Non comprendo perché finisco col fare quello che
fanno gli amici quando so che è sbagliato. Non riesco a resistere. Cosa
posso fare per aiutare me e i miei
amici?» Se tu ti poni questa domanda, ci sono dei passi che puoi compiere per aiutarti a migliorare la tua
vita dentro e fuori dal tuo gruppo.
Lasciatemi proporre una strategia che ho offerto a molti giovani in
questi ultimi anni. Li ha aiutato moltissimo. Potrebbe aiutare anche voi.
L’influenza del gruppo
Per i giovani (e gli anziani) è difficile interagire con un gruppo di
amici e improvvisamente scoprire
che il gruppo decade moralmente.
Cosa si può fare in tale situazione?
Primo, scrutate sempre se il
modo di pensare del vostro gruppo
sta iniziando a deteriorarsi. Spesso i
gruppi possono uscire dai binari perché agiscono più emotivamente che
razionalmente. Quando uno del
gruppo assume una posizione dominante sui suoi pari, quelli che la pensano come lui, (di solito la maggioranza), in realtà ne subiscono l’in-
fluenza, giusta o sbagliata che sia.
Ciò può risultare in quello che è
stato chiamato pensiero di gruppo.
Un gruppo siffatto può rapidamente sbagliare. Un capo autonominatosi suggerirà qualcosa che è ardito e rischioso, come assumere droghe, fare alcuni atti di violenza,
commettere vandalismi o compiere
atti sessuali per elevare se stesso agli
occhi del gruppo.
Si noti attentamente: il capo
raramente rischierà ma cercherà di
spingere gli altri del gruppo affinché
prendano i maggiori rischi. Se vedi i
segni di ciò attorno ai tuoi pari, è il
momento per te di liberarti di quel
gruppo. Conoscere è potere. La
conoscenza di tali segni può aiutarti
ad uscire da una sbagliata attività di
gruppo prima che ti riempia la testa
di fumo.
Quando ti accorgi che si stanno
creando questo tipo di situazioni,
escine in silenzio. Improvvisamente
ti accorgerai che hai altro da fare da
qualche altra parte. Questa è una
situazione vera, da allora avrai cose
migliori da fare per usare il tuo
tempo in qualche altro luogo.
Se te ne puoi andare senza dire
nulla, allora è ancora meglio. A
meno che non capiti che tu sia persuasivo e capisca i fondamenti della
psicologia sociale, probabilmente
non ti aiuterà a contrastare il passo
alla marea di un largo gruppo. Ci
sono occasioni in cui un adolescente
può comportarsi così, ma è difficile
e rischioso. La parte migliore della
prudenza è mettersi da parte in silenzio e sparire da quel gruppo. La
Bibbia ci dice che le cattive compagnie possono corrompere un buon
carattere (I Corinzi 15: 33).
Chi è il vero amico?
Qual è la tua definizione di vero
amico? Se i tuoi amici ti guidano nel
violare la legge e nel far del male
agli altri, essi non sono dei buoni
amici. Un vero amico si preoccupa
del tuo benessere. Un vero amico
non ti travierà. Un vero amico
comunicherà e interagirà con te in
un modo che rispetti i tuoi valori. Un
vero amico proteggerà la tua reputazione quando tu non sei presente per
poterti difendere. Un vero amico
rispetta te e le tue opinioni. Come
sono i tuoi amici?
La Bibbia dice di scegliere gli
amici con attenzione: «Non fare
amicizia con l’uomo iracondo e non
andare con l’uomo violento, che tu
non abbia ad imparare le sue vie e ad
esporre a un’insidia l’anima tua»
(Proverbi 22:24-25).
Gesù Cristo scelse attentamente
i Suoi amici; essi erano gli unici che
ritenevano che ciò che Egli diceva
era la cosa giusta da fare (Giovanni
15:14). I comandamenti di Dio sono
stati stabiliti per proteggere ognuno
di noi. Questo è il punto migliore da
cui iniziare quando scegli i tuoi
amici. Cerca amici che rispettino il
più possibile la morale contenuta
nella Bibbia, che è basata sui Dieci
Comandamenti.
Ricorda la definizione di vero
amico, e stai attento a non utilizzare
la parola amico per indicare chiunque ti sta attorno. Applica un modo
di pensare critico quando selezioni i
Marzo-Aprile 2001
tuoi amici. Se noi siamo troppo esigenti, è probabile che non avremo
molti amici, ma quei pochi che avremo saranno quelli buoni.
Il valore del carattere
Un buon carattere dovrebbe
essere in cima alla lista quando si
sceglie un amico. La Bibbia dice che
dovremmo scegliere una buona
reputazione sopra le grandi ricchezze (Proverbi 22:1). Viviamo in un
mondo inondato dal relativismo
morale. Il relativismo morale è un
comportamento che dice, «io sto
bene, e tu stai bene, non importa ciò
che pensiamo e facciamo se non
danneggia le altre persone».
Non siate sciocchi. Ogni cosa
che noi pensiamo e facciamo coinvolge gli altri direttamente o indirettamente: se vi invitano a vedere un
film pieno di violenza o sesso, questo inquinerà il vostro modo di pensare verso gli altri! D’altra parte, se
voi leggete o guardate cose positive,
sarà più facile rimanere forti se il
vostro gruppo prende una strada
sbagliata.
Non siate ingannati da qualcuno
che prova a convincervi che i principi morali corretti possono variare a
seconda della situazione. Seguite il
consiglio di Dio dalla Bibbia quando
parla del valore del buon carattere.
Poiché noi interagiamo con i
nostri amici, essi avranno una forte
influenza sulle nostre vite. E’ perciò
buona cosa sceglierli attentamente.
Ricordate che vi aiuteranno a formare il resto della vostra vita.
Cos’è un carattere «buono»? E’
ciò che deriva da Dio, il nostro
Creatore e Amico più sincero. Egli
ci ha dato un manuale da leggere e
da seguire, uno che ci dice sempre la
verità su qualsiasi situazione nella
vita, e che ci mostra il modo migliore di vivere. La Bibbia è piena di
consigli per lo sviluppo di un buon
carattere e come individuarlo negli
altri.
Il miglior consiglio che posso
darvi è di iniziare a leggere la Bibbia
per imparare qualcosa sul buon
carattere. Impara ora e sarai protetto
nel corso dei tuoi anni giovanili e
arricchirai la tua vita da grande. Ciò
che tu fai oggi sarà la base per il
domani. Non considerare questo
consiglio in modo superficiale se tu
vuoi il meglio che la vita ha da offrire.
Lascia che Dio sia la tua guida
Abbiamo parlato a lungo di Dio
in questo articolo come fonte per
scegliere gli amici buoni e sinceri.
Senza Dio, tu ed io non avremmo
niente di valore e ciò include i buoni
amici.
Trovare buoni amici è un’impresa; può essere difficile trovare gente
che esemplifichi i valori che tu
apprezzi. Ma tu puoi diventare un
buon amico per gli altri ed essere un
buon esempio per i ragazzi da seguire. Non vale questo i tuoi sforzi?
Se tu farai le cose giuste, penserai in modo corretto, gli altri graviteranno intorno a te perché tu sarai
diverso, e loro vorranno sapere cosa
tu hai che loro non hanno. Offri consiglio quando è il momento giusto.
Chi può sapere? Potresti diventare il
capo del tuo gruppo. E’ già successo.
Ciò di cui noi stiamo parlando è
reale: nel frequentare un gruppo dài
priorità al carattere. Apprezzalo più
di qualsiasi altra cosa e ti ripagherà.
Infine, lascia che Dio sia la tua
guida in tutto ciò che pensi e fai.
Egli è il tuo Creatore e sa bene ciò
che è meglio per te. Queste strategie
funzionano. Inizia oggi stesso a liberarti dalle pressioni negative. Puoi
certamente farcela. BN
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Il sentiero invisibile dell’immortalità
L'essere umano è sempre stato
alla ricerca della felicità
e dell’eterna giovinezza.
La scoperta
del genoma e
la possibilità
di clonare
all’infinito
il proprio
codice genetico,
ha acceso la
speranza di
raggiungere
l’immortalità
senza percorrere
l’unico sentiero che
conduce alla fonte
della vita eterna.
Quale sentiero?
L’opuscolo
IL SENTIERO CHE
CONDUCE ALLA
VITA ETERNA
vi farà scoprire le
tracce bibliche
da seguire
per giungere
a quella gloriosa,
meravigliosa meta!
L’opuscolo è gratis.
Richiedete la vostra copia
oggi stesso, scrivendo a:
La Buona Notizia
Casella Postale 187
24100 Bergamo, Italia.
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Liberati dalle influenze negative «Pace! Pace! Ma vera pace non c`è