Sped. in a.p., art. 2, comma 20/c, legge 662/96 - Filiale di Milano. Anno VI, N.2 - Marzo-Aprile 2001 Liberati dalle influenze negative «Pace! Pace! Ma vera pace non c’è» Gesù era realmente quel che diceva d’essere? L’arresto, il processo e la “crocifissione” di Cristo I nostri figli quanto valgono? La palude dell’aborto Anno VI, Numero 2 Che senso ha essere a favore della vita o della scelta? Cari Lettori e Lettrici: Dio è a favore della vita, ma anche a favore della scelta, nel senso che Egli ha creato gli esseri umani liberi di scegliere. La vita umana ci pone di fronte a continue scelte, ma non tutte le scelte sono uguali. Ce ne sono di sagge e di stupide, di buone e di cattive, di giuste e di sbagliate. Alcuni vorrebbero farci credere che una scelta vale l’altra, trattandosi di una mera questione di preferenza personale. Questo modo di pensare si basa sull’idea che non esistano verità assolute. Ma in realtà una verità assoluta esiste: la Bibbia è la rivelazione divina della verità assoluta. Gesù Cristo disse di Dio Padre: «La tua parola è verità» (Giovanni 17:17). Dio non costringe nessuno a seguire la Sua Parola, benché ci riveli ciò che è giusto fare, ci mostri le conseguenze di alcune nostre azioni e ci esorti a scegliere ciò che è meglio per noi. Ma alla fine lascia a noi la scelta. Il controllo delle nascite va fatto non uccidendo i bambini, ma evitando di concepirli. Dio stesso sceglie la vita ed ha in orrore l’omicidio. L’aborto è quindi la scelta sbagliata. Molti di coloro che lottano, affinché la legge dichiari illegale la pratica dell’aborto, hanno fatto propria l’espressione «a favore della vita». «A favore della scelta» è, invece, il motto di chi lotta per eliminare le restrizioni sull’aborto. Ciò di cui questo mondo ha disperatamente bisogno è un cambiamento del cuore umano, che da egoista divenga altruista, e che sostituisca l’amore puro all’amore materiale. Dio ci ingiunge a scegliere la vita. Egli ci dice: «Io prendo oggi a testimoni contro a voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, onde tu viva, tu e la tua progenie». Per la maggior parte dell’umanità, ciò non accadrà fino a quando Gesù Cristo non tornerà a instaurare il Suo Regno sulla terra. Cordiali saluti. Gli Editori. Sommario: Arresto, processo e “crocifissione” di Cristo.................3 «Pace, Pace! ...Quando vera pace non c’è».......................6 Gesù era realmente quel che diceva d’essere?.................8 I nostri figli quanto valgono?........................................................12 La palude dell’aborto.....................................................................14 Liberati dalle influenze negative.................................................18 Marzo-Aprile 2001 Rivista bimestrale di cultura cristiana. Diritti riservati © Vietata la riproduzione anche parziale. Sped. in a.p.,art. 2, Com.20/c, Legge 662/96 - Filiale di Milano Editrice: Chiesa di Dio Unita Direttore responsabile-Editore: Carmelo Anastasi Presidente onorario: Les McCullough Redattore capo all’estero: Scott Ashley Arte grafica: Shaun Venish Collaboratori editoriali: Carmelo Anastasi, Scott Ashley, Jerold Aust, John Bald, Howard Davis, Wayne Dunlap,Roger Foster, Bruce Gore, Don Hooser, Noel Hornor, Paul Kieffer, Graem me Marshall, Gary Petty, Joel Meeker, Melvin Rhodes, John Ross Schroeder, Mario Seiglie, Dale Shurter, Richard Thompson, David Treybig,Lyle Welty, Dean Wilson, Salvo Anastasi, Marco Tanzi, Giovanni Troisi. Consiglio Nazionale: Presidente-Rappresentante legale: Carmelo Anastasi Consigliere pastorale: Angelo Di Vita. Consiglieri laici: Vincenzo Alfieri, Salvo Anastasi, Giacomo Pizzuti. Associazione internazionale: La Chiesa di Dio Unita è un Ente Ecclesiastico Italiano, associato alla United Church of God, an International Association. 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Comunicare per tempo l’ eventuale cambio d’indirizzo. 2 La Buona Notizia Arresto, processo e “crocifissione” di Cristo L’archeologia e la storia provano la veridicità della Bibbia quell’anno, profetò che Gesù dovea morire per la nazione…Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire» (versetti 47-53). Sorprendentemente, la tomba di Caiafa venne scoperta nel 1990. L’archeologo ebreo Zvi Greenhut, che confermò la scoperta, descrive l’evento: «Il Ministero per la Ricerca Archeologica mi comunicò famiglia di Giuseppe Caiafa, il sacerdote che suggerì la condanna di Gesù» (Sepolcro della famiglia di Caiafa, Biblical Archaeological Review, settembre-ottobre 1992, p. 29-30). Nel Vangelo è riportato solo il nome «Caiafa». Ma negli scritti di Flavio Giuseppe [lo storico giudeo del primo secolo] troviamo il nome per intero: «Giuseppe detto Caiafa, il sommo sacerdote» (The name of Caiaphas La tomba di Caiafa Inscribed on Bone Boxes, I capi sacerdoti in Archaeological Review, Gerusalemme iniziarosettembre – ottobre 1992, no a farsi prendere dal pag. 41). Scopriamo panico quando sentirocosì che il nome no che nella vicina «Caiafa» era sempliBetania Gesù aveva cemente un sopranfatto risorgere dalla nome. Questa grande morte il Suo amico scoperta prova anche Lazzaro (Giovanni 11). la veridicità dei racCome reagirono alla conti dello storico notizia del miracolo? Flavio Giuseppe, il «I capi sacerdoti quale scrisse che il radunarono il Sinedrio nome «Caiafa» era di e fra loro dicevano: ‘Se fatto il soprannome lo lasciamo fare, tutti I Vangeli ci dicono che Gesù fu condannato a morte con cui veniva chiacrederanno in lui; e i dal sommo sacerdote Caiafa. Nel 1990 gli archeologi mato il sommo hanno scoperto la tomba di questo sacerdote. Romani verranno e ci sacerdote tra il 18 e il distruggeranno e città e 36 d.C. La ricerca nazione’. E uno di loro, Caiafa, che che era stata scoperta un’antica grot- archelogica ha così confermato l’eera sommo sacerdote di quell’anno, ta giudea… Andai a ispezionare e, in sistenza di questa importante figura disse loro: ‘Voi non capite nulla; e quella cava, trovai quattro ossari del Nuovo Testamento. non riflettete come vi torni conto nella zona centrale... Per un archeoMa c’è di più. Gli archeologi che un uomo solo muoia per il popo- logo, questo era un chiaro segno che hanno anche provato l’esistenza di lo, e non perisca tutta la nazione’. Or si trattava di una tomba di giudei… un altro personaggio chiave, decisiegli non disse questo di suo; ; ma Su una pietra sono ancora incise le vo per l’arresto, il processo e l’esesiccome era sommo sacerdote di seguenti parole: «Sepolcro della cuzione di Gesù. N ei quattro Vangeli non esiste un periodo della missione di Gesù Cristo più dettagliato degli ultimi giorni, quando venne arrestato, processato e messo a morte come un comune criminale. Cosa hanno scoperto gli archeologi che conferma e porta alla luce molti dei dettagli riguardanti gli ultimi giorni di Cristo sulla terra? Marzo-Aprile 2001 3 L’iscrizione di Pilato Una volta che Gesù venne arrestato dietro ordine di Caiafa, egli venne processato davanti a lui e mandato in seguito dal «governatore romano Ponzio Pilato» (Luca 3:1). Per secoli Pilato venne conosciuto solo grazie a scarse testimonianze storiche e ai Vangeli, dato che non era stata trovata alcuna prova materiale. «Poi, nel 1961, venne scoperta a Cesarea, porto romano e capitale della Giudea ai tempi di Cristo, un tempio fatto costruire e dedicato da Pilato in onore all’imperatore romano Tiberio Cesare. Il nome del donatore, Ponzio Pilato, governatore della Giudea è chiaramente scolpito in latino sulla base di quel tempio. «Questa fu la prima scoperta archeologica che faceva riferimento a Pilato, e che testimonia ancora una volta l’accuratezza degli autori del Vangelo. La loro comprensione di questi termini ufficiali sta a indicare che vissero durante il periodo in cui essi venivano utilizzati, e non un secolo o due dopo, quando questi termini sarebbero stati dimenticati» (Le Pietre Gridano, Randall Price, 1997, pagg. 307-308). La descrizione di Pilato fatta nel Nuovo Testamento coincide con i resoconti storici di Filone e Flavio Giuseppe, i quali sono concordi nell’attribuire a Pilato «pratiche terribili e malvagie» (The Interpreter’s Dictionary of the Bible, 1989, vol. 3, pag. 813). Filone, il filosofo giudeo di Alessandria (20 a.C. - 50 d.C.), narra che il governo di Pilato era «caratterizzato dalla corruzione e da molte condanne a morte senza che le persone subissero un processo regolare...» (Opere di Filone, On the Embassy to Gaius, Pagg. 301-302). Eusebio, storico del IV secolo, narra che Pilato fu condannato ed esiliato per crimini di guerra e, 4 La Buona Notizia sopraffatto dalla vergogna, si suicidò. Questa fu la fine del governatore che lasciò la folla inferocità giudicare Gesù degno di morte. La prova dell’esecuzione Fino a poco tempo fa alcuni studiosi credevano che fosse impossibile che un corpo potesse essere sostenuto da chiodi conficcati in mani e piedi fino a che la carne non si sarebbe lacerata. Essi credevano che i condannati venissero legati con corde. Tuttavia, nel 1968, venne trovato a Gerusalemme il corpo di un uomo crocifisso durante il primo secolo e con lui il vero metodo di crocifissione. I chiodi venivano conficcati nelle caviglie, e non nei piedi, in modo che il peso del corpo potesse essere facilmente sostenuto. L’archeologo Randall Price spiega: «Questa rara scoperta ha dimostrato di essere una delle più importanti testimonianze archeologiche dell’esecuzione di Gesù così come viene narrata nei Vangeli. Primo, essa rivela di nuovo gli orrori della punizione romana…Questo metodo di esecuzione costringeva il peso del corpo a poggiare sui chiodi, causando così terribili spasmi muscolari e infine la morte causata dall’atroce processo di soffocamento... Secondo, la scoperta dell’osso della caviglia bucato dai chiodi confuta coloro che dicono che non possono essere stati usati dei chiodi» (Price, pagg. 309-310). Flavio Giuseppe, che fu testimone oculare dello sterminio della sua gente durante l’assedio di Gerusalemme (66-70 d.C.), definì la crocifissione come «la più orrenda delle morti». Gesù inchiodato su una croce? Non si conosce la forma esatta del legno sul quale Gesù fu inchiodato, perché i romani ne usavano di diverse. Nel testo greco, è però usato il termine stauros, che significa palo e non croce. I condannati a morte venivano appesi al palo per l’esecuzione. La croce attualmente adottata dalla maggior parte delle chiese è in verità originaria dell’antica Caldea [Babilonia], ed era utilizzata come simbolo del dio Tammuz (avendo la forma della «T» mistica, l’iniziale del suo nome). Con il passare dei secoli, la croce del dio Tammuz è stata modificata fino a darle la forma attualmente in uso. La tomba vuota Gli autori del Vangelo forniscono molti dettagli sulla sepoltura e sulla tomba di Gesù. «Poi, fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era divenuto anch’egli discepolo di Gesù. Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse rilasciato. E Giuseppe, preso il corpo, lo involse in un panno lino netto, e lo pose nella propria tomba nuova, che avea fatta scavar nella roccia, e dopo aver rotolata una gran pietra contro l’apertura del sepolcro, se ne andò… «E l’indomani, che era il giorno successivo alla Preparazione, i capi sacerdoti ed i Farisei si radunarono presso Pilato, dicendo: ‘Signore, ci siamo ricordati che quel seduttore, mentre viveva ancora, disse: ‘Dopo tre giorni, risusciterò’. Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente custodito fino al terzo giorno…Ed essi andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando la pietra, e mettendovi la guardia» (Matteo 27:57-66). Nei dintorni di Gerusalemme sono state trovate molte tombe che corrispondono perfettamente alla descrizione fatta nei Vangeli. «All’epoca dei romani l’entrata era spesso chiusa da una grossa pietra città, e riferirono ai capi sacerdoti tutte le cose ch’erano avvenute. Ed essi, radunatisi con gli anziani, e tenuto consiglio, dettero una forte somma di danaro ai soldati, dicendo: ‘Dite così [alle autorità romane], “I suoi discepoli vennero di notte e lo rubarono mentre dormivamo”. ‘E se mai questo viene alle orecchie del governatore, noi lo persuaderemo e vi metteremo fuor di pena’. Ed essi, preso il danaro, fecero secondo le istruzioni ricevute; e quel dire è stato divulgato fra i Giudei, fino al dì d’oggi» (versetti 11-15). Conclusione sui Vangeli Nome e titolo del governatore Ponzio Pilato sono scolpite su una lastra di pietra, scoperta nell’antica regione di Cesarea, Israele, nel 1961. circolare, messa in piedi e fatta rotolare fino a chiuderne l’uscio ermeticamente. La pietra poteva essere assicurata ulteriormente da una cinghia, o da un sigillo. In Matteo 27:66 è narrato che Pilato dette disposizioni che la tomba di Giuseppe di Arimatea, nella quale venne messo il corpo di Gesù, dovesse essere sigillata attentamente e resa il più inviolabile possibile» (Jesus’ Burial, The International Standard Bible Enciclopedia, 1979, vol. I, pag. 599) Manomettere il sigillo significava sfidare l’autorità romana e rischiare la pena di morte. I soldati a guardia della tomba avevano ordine Marzo-Aprile 2001 di difenderla a tutti i costi; se qualcuno si addormentava lo avrebbe pagato con la vita. Con tutte queste misure di sicurezza, una tomba era considerata completamente sicura e intoccabile. Tuttavia, quando Gesù risorse ed un angelo aprì la tomba, la Bibbia ci dice che le guardie «tremarono dalla paura [dell’angelo] e rimasero come morte» (Matteo 28:4). Quando le guardie si ripresero e videro la tomba vuota, immediatamente andarono a chiedere aiuto ai capi sacerdoti, perché sapevano che li aspettava la pena di morte. «Or mentre quelle andavano, ecco alcuni della guardia vennero in Attraverso l’archeologia sono stati confermati molti altri dettagli sulla descrizione del processo, dell’atroce pena di morte subita da Gesù, oltre che sulla Sua sepoltura. L’archeologo Price considera impotantissime le implicazioni: «L’archeologia ci ha dimostrato che i fatti che sostengono la fede [nella resurrezione di Gesù] sono accurati, una tomba identificabile che rispecchia gli avvenimenti letterari: la fede nel Cristo storico dipende dalla testimonianza della tomba vuota per la sua realtà. Mentre l’archeologia può soltanto portare alla luce la tomba e raccontarci la storia delle persone e degli avvenimenti che hanno fatto parte della vicenda (Erode, Pilato, Caiafa, la crocifissione, eccetera), la resurrezione si fonde con questi eventi, quasi a pretendere la stessa attenzione» (Price, pagg. 315, 318). Riassumiamo lo scopo di questo articolo citando le parole dello scrittore Bargil Pixner: «Cinque sono i Vangeli che testimoniano la vita di Gesù. Quattro li trovate nella Bibbia e il quinto lo potete trovare nella Terra che noi chiamano «sacra». Leggete il quinto vangelo e il mondo degli altri quattro vi apparirà chiaro in tutta la sua luce» BN 5 «Pace, pace!» ...quando vera pace non c’è. Dopo essere sopravvissuti ai 100 anni più sanguinari della storia umana, potremo nel 21° secolo vedere finalmente realizzata la pace globale? L’autore inglese, A. N. Wilson, ha osservato di recente che «la storia del ventesimo secolo è la storia di morti e stragi in una misura tale che i nostri antenati non potrebbero averne la minima idea. I milioni uccisi dalla follia e dalla crudeltà della guerra supera di gran lunga il numero di coloro che sono morti di fame in Africa e in Asia». D’altra parte, l’Economist, una delle riviste più lette al mondo, è stato generalmente ottimista riguardo al processo di pace che si sta cercando di realizzare a livello globale. Un suo articolista ha scritto: «Questo è un buon periodo per la pace nel mondo. Nel corso delle ultime settimane sono stati raggiunti accordi per porre fine alle tre più terribili guerre africane: in Congo, in Sierra Leone, e tra Etiopia ed Eritrea. La repressione ha prevalso, con un pò di aiuto da parte di chi ne era al di fuori, nella disputa tra l’India e il Pakistan per impossessarsi del Kashmir. E in Cossovo l’occidente ha messo fine alla pulizia etnica da parte dei Serbi. All’improvviso il mondo sembra più tranquillo. Coloro che hanno lavorato per porre fine alla violenza, sia con mezzi diplomatici che con l’intervento militare, possono sentirsi incoraggiati. Benedetti siano gli autori del processo di pace» (The Economist, 31 Luglio 1999). L’articolo però non fa alcuna menzione se in quell’anno ci sono stati o meno progressi di pace nelle ormai annose dispute nell’Irlanda del nord e in Medio Oriente. Un anno dopo A che punto siamo ora? Stando alle notizie quotidiane, la situazione non è incoraggiante. Parecchi episodi accaduti di recente indicano che il cammino verso la pace globale non ha fatto considerevoli progressi. Per esempio, le istigazioni tra il generale del Pakistan, Pervez Musharraf e quello dell’India, Atal Mehari Vajpayee, «pericolosamente incoraggiano a condurre i loro rispettivi Paesi in un’altra guerra a causa del conteso Stato del 6 La Buona Notizia Kashmir», come riportato in un recente articolo del Financial Times. In caso di guerra, non sarebbe escluso l’impiego di armi nucleari. La guerra in Angola nella regione del Congo è un altro esempio calzante: non importa quanti patti siano stati firmati, la guerra non ha mai avuto fine. Secondo le ultime notizie, le forze del governo hanno occupato un centro ribelle al sud. The Telegraph ha anche dichiarato che «il leader dell’Angola mantiene la guerra nel paese per ricavare profitti». The Indipendent ha aggiunto che «l’escalation della guerra potrebbe danneggiare i negoziati di pace nel Congo e portare instabilità nella regione». Tali sono gli alti e bassi del processo di pace. Il Cossovo è tornato a far notizia. Praticamente, la presunta pace che la NATO avrebbe reso possibile è stata ripetutamente interrotta dai continui massacri locali e «pulizie etniche». Nell’esplicito articolo dell’Economist summenzionato si leggeva: «Persino gli ottimisti ammettono che lo spargimento di sangue su ampia scala riprenderà a meno che gli eserciti esterni tengano separati i combattenti, certamente per anni, forse per decenni». The Observer ha soprannominato questo conflitto «la guerra infinita». Patti di pace non rispettati Il corrispondente Tim Judah ha affermato che «un anno fa gli occhi del mondo erano puntati sulla strage in Kosovo. Ora le troupe televisive sono andate via, ma l’angoscia rimane. Ho girato per le città distrutte e i confini instabili dove tutti sono incoraggiati ad un ritorno alla guerriglia». Nel migliore dei casi, è una pace forzata. In Irlanda del nord il processo di pace alla fine è stato temporaneamente bloccato da una disputa sul disarmo tanto a lungo sperato dell’Esercito repubblicano irlandese (IRA). Il processo di pace in Medio Oriente è stato di nuovo momentaneamente interrotto dagli attacchi degli hezbollah con- tro i soldati israeliani a sud del Libano, mettendo così in pericolo un potenziale accordo di pace tra Israele e la Siria e le speranze di pace nel Libano tormentato dalla guerra. Quest’articolo è lungi dal voler essere un resoconto esauriente di tutti i luoghi teatro di guerra. Senza dubbio, altre zone calde continueranno a comparire nel mondo. Cosa ci attende? Certamente il processo di pace così come è stato concepito dai diplomatici e dai capi di governo si presenta con molti imprevisti. Le cose sembrano andare meglio, poi peggiorano, e viceversa. Il processo può dimostrarsi terribilmente deludente. La Bibbia parla di un tempo in cui, proprio quando il processo di pace sembra più promettente, la guerra (l’ultima delle guerre mondiali) scoppierà all’improvviso. Intorno alla metà del primo secolo l’apostolo Paolo scrisse: «…Il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. Quando diranno: ‘Pace e sicurezza!’, allora di subito un’improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta» (1 Tessalonicesi 5:2-3). Gesù disse che la fine di questo mondo e l’inizio di un nuovo mondo sarebbe stata come ai giorni di Noé. Le persone saranno impegnate nella vita di tutti i giorni, comprando e vendendo, costruendo e piantando, mangiando e bevendo, sposandosi e divorziando, finché il mondo non sarà colpito da una tribolazione globale senza precedenti (Matteo 24:37-39). Accadrà ciò che accadde al tempo di Noé, quando il Diluvio distrusse quasi tutti gli esseri umani e non lasciò sopravvissuti al di fuori dell’arca. Possiamo essere grati del fatto che ci saranno anche dei sopravvissuti, i credenti in Cristo, grazie all’opera di proclamazione compiuta da Dio attraverso i Suoi servitori fedeli che «persevereranno» nella fede «sino alla fine» (Matteo 24:13; 21-22). La distruzione che si abbatté sul mondo al tempo del Diluvio fu inaspettata ed improvvisa. La gente non prestò attenzione alla predicazione di Noé (2 Pietro 2:5). Essi semplicemente non dettero ascolto a ciò che stava per accadere e non avevano idea di quanto fossero pericolosi i tempi in cui vivevano. Gesù disse che anche gli abitanti di Sodoma e Gomorra, nonostante fossero stati avvisati, rimasero noncunranti del disastro imminente, fino a quando dal cielo non iniziò a piovere fuoco e zolfo Marzo-Aprile 2001 come punizione divina per il loro modo di vivere depravato (Luca 17:28-30). Attenti alla falsa pace In futuro regnerà una «falsa pace» della politica internazionale e delle religioni universalistiche. Tanto falsa che sfocierà in un periodo di grandi disgrazie. Da non sottovalutare quindi le parole del profeta Geremia, il quale scrisse: «Essi [i falsi leader] curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: ‘Pace, pace ’, mentre pace non v’è» (Geremia 6:14). Man mano che si avvicina la fine dell’attuale civiltà e l’inizio della civiltà di Cristo, al mondo verrà detto che non c’è di cui preoccuparsi, che tutto andrà bene. Invece, «la ruina cadrà loro addosso all’improvviso», disse Gesù. In verità, tutto andrà davvero bene, ma solo dopo la seconda venuta di Cristo, che instaurerà e amministrerà il Regno di Dio, l’unica speranza di una pace durevole. Nel «presente secolo malvagio» (Galati 1:4), Cristo ci ammonisce a non trascurare né a sottovalutare gli eventi mondiali. Molti non comprendono il principio di «causa ed effetto» e vivono esclusivamente nel presente, occupandosi poco di ciò che succede. Salomone disse: «Siccome la sentenza contro una mala azione non si eseguisce prontamente, il cuore dei figliuoli degli uomini è pieno della voglia di fare il male» (Ecclesiaste 8:11). E’ facile essere ingannati nel pensare che il giorno del giudizio non arriverà mai. Non c’è essere umano che non morirà, che non vedrà la fine del «suo» mondo. Non c’è essere umano che può eludere il giudizio divino, prima o dopo. Questa è una delle ragioni per cui pubblichiamo La Buona Notizia. Il nostro desiderio sincero è avvertire il nostro prossimo contro i pericoli che incombono, contro le amare conseguenze che derivano dalla trasgressione della legge spirituale di Dio; una legge meravigliosa che darebbe davvero il senso giusto alla vita di ognuno. Le parole incoraggianti dell’apostolo Paolo vanno benissimo anche per oggi: «Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno [il tempo di grande angoscia che finirà con il ritorno di Gesù Cristo] abbia a cogliervi a guisa di ladro; poiché voi tutti siete figliuoli di luce… Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri» (1 Tessalonicesi 5:4-6). BN 7 Gesù di Nazaret affermò di essere il «Messia» e il «Figlio di Dio». Riportiamo alcune importanti evidenze a sostegno delle Sue affermazioni. G esù di Nazaret affermava di essere il «Messia» promesso, il «Figlio di Dio». Tale asserzione era vera? Esistono testimonianze che ne sostengano la veridicità? Sappiamo che molti si chiedono se Dio esiste realmente, se la Bibbia rappresenti effettivamente la Sua Parola e se Gesù Cristo sia stato davvero colui che diceva di essere: «il Figlio dell’Iddio Vivente»! Esiste una documentazione storica alla quale attenerci per verificare queste credenze? C’è un evento che possa essere un esempio evidente della reale esistenza di Dio e che dimostri che Gesù di Nazaret fosse veramente Suo Figlio? Si, quell’evento c’è! E’ la resurrezione di Gesù dalla morte. Molti non credono che ciò sia mai accaduto, perché non ne hanno mai considerato le implicazioni. Così come Egli stesso disse, la Sua resurrezione da morte, avrebbe rappresentato un segno sicuro della Sua attendibilità (Matteo 12:3840;16:1-4; Luca 11:29-30; Giovanni 2:18-21). Senza un avvenimento così straordinario, non vi sarebbe ragione alcuna di credere che l’insegnamento di Gesù di Nazaret fosse diverso da quello di una qualsiasi altra religione. Nulla di speciale avrebbe la Sua figura: sarebbe stato ricordato semplicemente come un uomo devoto, fondatore di una delle maggiori religioni del mondo, come Maometto, Buddha o Siddhartha 8 La Buona Notizia Gautama. Ma se quell’evento è realmente accaduto, allora c’è una grande differenza tra Gesù e tutte le altre guide o filosofi spirituali, di cui la storia delle religioni parla. Esiste un modo per sapere con certezza se la resurrezione di Gesù di Nazaret si sia verificata realmente? Molti teologi moderni sostengono che le personali esperienze spirituali e la svolta nella vita di ognuno ne siano una prova. Ciò può essere vero per un credente, ma ad uno scettico non basta. Diverse sono state, infatti, le teorie avanzate per screditare la resurrezione di Gesù di Nazaret. Gli scettici dicono: • Gesù non è realmente morto; è svenuto sulla croce ed è risorto più tardi nella tomba. • È realmente morto, ma il suo corpo fu rimosso in segreto dalla tomba dai suoi amici. • Le apparizioni di Gesù dopo la sua morte e resurrezione erano solo allucinazioni o menzogne da parte dei discepoli che ne coltivavano la speranza. Alcuni sostengono che le storie di morte, sepoltura e resurrezione siano miti comparabili alle leggende di Krishna, Osiride, Attis, Adone, Dionisio, Mithras e altre divinità pagane. Ma davvero la storia del fondatore della Cristianità non è diversa dall’immaginazione e speranza di tutte quelle religioni? Attacco contro la documentazione storica I racconti della vita, della morte e della sepoltura di Cristo sono alcuni dei più autentici della storia antica. Lo storico Will Durant, in Cesare e Cristo, una parte della sua grande opera La Storia della Civiltà, cita le parole ironiche di J. Klausner: «Se per la storia di Alessandro o Cesare avessimo fonti antiche come quelle contenute nei Vangeli, nessuno ne dubiterebbe la veridicità». Non per niente i racconti del Vangelo sono stati sottoposti a severe analisi. «Uno dei più improbabili interessi della cultura moderna», continua Durant, «è stata la forte critica nei confronti della Bibbia, della sua veridicità ed autenticità» (Cesare e Cristo, 1972, pag. 553). Questi storici riconoscono il tentativo deliberato di discreditare la Bibbia, soprattutto rispetto alla vita, alla morte e alla resurrezione di Gesù Cristo. L’affermare che un uomo sia morto per poi risorgere genera un forte scetticismo, comprensibilmente. Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie, ma noi siamo in grado di fornirle? Due degli autori dei quattro Vangeli, Matteo e Giovanni, erano tra i dodici apostoli coinvolti personalmente in molte delle situazioni da essi narrate. Il Vangelo di Marco sarebbe, secondo alcuni studiosi, il racconto di Pietro dettato a Marco, suo amico (I Pietro 5:13). Luca fu uno storico scrupoloso, che raccolse numerose testimonianze per redigere una minuziosa biografia di Gesù Cristo (Luca 1:1-4). I quattro racconti sono in realtà tutti concordi e trattano la resurrezione di Gesù Cristo come realtà storica. L’apologista William Lane Craig, nell’opuscolo God, Are You There? riassume tre aspetti della storia della sepoltura e della resurrezione, accettata dagli storici del Nuovo Testamento, che attribuiscono forte credibilità alla verità dei racconti. Gesù fu seplto in una tomba da Giuseppe di Arimatea Se consideriamo che Giuseppe di Arimatea era un membro di quella stessa Corte che condannò Gesù, è improbabile che il suo personaggio sia un’invenzione cristiana (Marco 15:43,46). Non c’era nessun motivo di inventare un personaggio che non esisteva e diceva di essere un membro del Sinedrio, il governo religioso della nazione giudaica. I membri del Sinedrio erano molto conosciuti ed erano figure pubbliche rispettate. Molti, quindi, conoscevano la locazione della tomba di Giuseppe. Se Gesù non fosse stato sepolto nella sua tomba, sarebbe stato facile verificarlo. Le donne scoprirono per prime che la tomba era vuota Nella società di quel tempo, la testimonianza delle donne era tenuta in così bassa considerazione che a loro non era concesso di testimoniare in una corte. Se questa storia fosse stata inventata, come molti critici affermano, sicuramente avrebbe riportato che erano stati i discepoli Pietro e Giovanni gli scopritori della tomba vuota e non tre donne come racconta Marco 16:1-8. Il fatto che Marzo-Aprile 2001 furono invece delle donne le prime testimoni dell’avvenimento, non è altro che una conferma della credibilità del racconto. Gli stessi scrittori del Vangelo riportano fedelmente l’imbarazzo creato dalla testimonianza delle donne (Luca 24:9-11). Quelli che condannarono Gesù riconobbero che la tomba era vuota e il corpo scomparso Quale fu la reazione dei nemici di Gesù alla dichiarazione dei discepoli che Gesù era vivo dopo essere stato giustiziato? Risposero forse che i discepoli stavano mentendo e che il corpo di Gesù giaceva ancora nella tomba? Affermarono che i discepoli soffrivano di allucinazioni? No. Furbescamente essi comprarono i soldati romani, responsabili della sorveglianza della tomba, affinché diffondessero la voce che i discepoli di Gesù avevano rubato il Suo corpo mentre essi dormivano (Matteo 28:11-15). Fu questo il tenue tentativo da parte delle autorità di spiegare perché il corpo fosse sparito senza essere ritrovato. Racconti oculari delle Sue apparizioni Furono molte le circostanze in cui individui singoli o gruppi di persone dichiararono di avere visto Gesù risorto. William Craig commentò: «Questo è universalmente accettato tra gli studiosi del Nuovo Testamento…la lista delle testimonianze riguardo l’apparizione di Gesù riportata da San Paolo garantisce la veridicità di tali apparizioni». Nella sua lettera alla Chiesa di Corinto, l’apostolo Paolo scrisse che Gesù «apparve a Cefa (Pietro), poi ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli apostoli; e, ultimo di tutti, apparve 10 La Buona Notizia anche a me» (I Corinzi 15:5-8). La maggior parte delle persone che poteva testimoniare sugli accadimenti era ancora viva: Paolo non avrebbe potuto mentire rischiando perfino la vita! L’eccezionale trasformazione dei discepoli Una delle maggiori prove della resurrezione di Gesù fu il drammatico cambiamento avvenuto nella vita dei Suoi discepoli. I racconti del Vangelo non sono sempre lusinghieri nei confronti dei discepoli, ed è questo un esempio ulteriore del fatto che nulla fu inventato. Al tempo dell’arresto e del processo di Gesù, tutti i Suoi discepoli lo abbandonarono e fuggirono (Matteo 26:56). Pietro lo rinnegò addirittura (versetti 69-75). Solo poco tempo dopo però gli apostoli parleranno ed arringheranno alla folla, annunciando la resurrezione di Gesù dalla morte, inducendo le autorità religiose a minacciarli di prigionia se avessero osato continuare tali predicazioni (Atti 4: 1-23). Ma essi, coraggiosamente, affrontarono le persecuzioni che derivarono dal loro predicare la resurrezione di Gesù Cristo (Atti 5:17-42). Poche settimane prima essi avevano rinnegato il loro Maestro, ora, invece, niente avrebbe potuto fermarli dal divulgare quella che sapevano essere l’unica verità. Ed è solo uno il motivo plausibile per cui giunsero ad un tale incrollabile credo: videro Gesù Cristo risorto dopo aver avuto la certezza della Sua morte; parlarono con Lui, mangiarono con Lui, furono da Lui istruiti e poterono toccarlo. Questi uomini dedicarono il resto della loro vita a Colui che aveva saputo sconfiggere la morte. Se fosse stato tutto uno scherzo avrebbero dato la vita per qualcosa che sapevano essere una bugia? L’audacia di Pietro durante la festa della Pentecoste fu sorprendente: raccolse al tempio molte persone, delle quali tremila divennero discepoli di Gesù. In quel periodo a Gerusalemme si osservava la Pentecoste, come Dio aveva comandato in Deuteronomio 16, e Pietro ricordò alla folla chi era Gesù e cosa Gli era successo sette settimane prima (Atti 2:22-24). Pietro affermò che le autorità avevano crocifisso il tanto atteso Messia, ma che Dio Lo aveva resuscitato da morte. La reazione della gente non fu di diniego, né di clamore; non ci fu nessun tentativo di lapidare Pietro per le sue parole. Essi sapevano dell’arresto, del processo e della crocifissione di Cristo. Sapevano che molti avevano pianto per il sangue di Cristo; sapevano della strana sparizione del corpo dalla tomba, un mistero che nessuno era riuscito a risolvere. Avevano sentito di altri strani eventi accaduti a quel tempo: il misterioso buio disceso sulla terra accompagnato da terremoto nel momento in cui Gesù moriva; persone resuscitate fisicamente dalla tomba e che camminavano per le strade di Gerusalemme; il grande velo squarciato in due nel tempio. Come potevano essere spiegati questi eventi? Quale significato gli si doveva attribuire? Pietro ne diede una spiegazione sorprendente, che li avrebbe portati a prendere una decisione tale da sconvolgere le loro vite. Gesù di Nazaret era stato resuscitato dal Padre Eterno e molte erano le testimonianze. La gente ascoltava e si chiedeva cosa fare, ora che era convinta della verità nelle parole di Pietro. Ed egli rispose loro che dovevano pentirsi dei loro peccati ed essere battezzati, al fine di ricevere lo Spirito Santo. L’unico motivo che può spiegare la drammatica trasformazione dei discepoli, fino a poco tempo prima impauriti e pronti a rinnegare ogni cosa e fuggire, fu il drammatico confronto che Pietro fece fra la tomba vuota di Gesù e quella ancora piena delle ossa del re Davide (Atti 2:29). Uomini comuni con una vita comune improvvisamente trasformati in guide spirituali di una Chiesa, che doveva sfidare il vecchio mondo pagano, spinti da un’incredibile forza di trasformazione. Una trasformazione ancora più evidente fu quella di Giacomo, il fratellastro di Gesù (in quanto figlio naturale di Maria e di Giuseppe, e non di Dio). Durante la vita di Gesù, egli era uno scettico. Cosa lo convinse a credere che suo fratello fosse il figlio di Dio e cosa lo spinse ad immolarsi per una tale fede? Certamente non furono gli insegnamenti di un semplice carpentiere di Nazaret, bensì l’apparizione di Gesù risorto (I Corinzi 15:7). «Così fu anche per gli altri discepoli. Chi nega la resurrezione deve, dunque, dare una spiegazione plausibile, che giustifichi gli avvenimenti storici, di questa drastica trasformazione» (Scaling the Secular City, 1987, pp. 178-179) Saulo, il persecutore Saulo, diventato poi «Paolo», è l’esempio di un’altra conversione e testimonianza. Giudeo devoto Saulo perseguitò i primi cristiani che credevano alla resurrezione di Cristo. Fortemente convinto che i cristiani rappresentassero una seria minaccia alla tradizione farisaica, Saulo pensò che dovessero essere eliminati con ogni mezzo, incluse la prigionia o la condanna a morte (Atti 22:4). Durante la sua personale crociata successe però qualcosa: Gesù Cristo gli apparve e gli parlò. Cambiò il suo nome in «Paolo». Iniziò da allora la sua entusiastica difesa per Cristo. Alla fine Paolo Marzo-Aprile 2001 fu disposto a morire per ciò in cui credeva: Gesù era il Messia, era resuscitato da morte e stava alla destra di Dio. Nessuno muore per perpetrare uno scherzo. Si è disposti a morire solo per ciò in cui si crede veramente. Se fosse stato tutto un imbroglio, qualche discepolo avrebbe prima o poi confessato che si trattava di una messa in scena, oppure che fosse frutto della loro fervida immaginazione, alimentata dalla speranza. Ma essi scelsero di morire per quella che sapevano essere la verità. Non è strano che un piccolo gruppo così fortemente avversato sia riuscito a creare il Cristianesimo? Chi era Gesù? Egli lo chiese ai suoi discepoli (Matteo 16:15) così come ai Farisei (Matteo 22:42). La Sua morte e la Sua resurrezione ci dicono chi fosse Egli in realtà. Alla domanda: qual’era la cosa più importante per lui dopo aver visto Gesù Cristo, l’apostolo Paolo rispose: «Io rinunziai a tutte codeste cose e le reputo tanta spazzatura affin di guadagnare Cristo, e d’essere trovato in lui…, in guisa che io possa conoscere Cristo e la potenza della sua resurrezione… essendo reso conforme a lui nella sua morte» (Filippesi 3:8-11). «…E se Cristo non è resuscitato, vana è la nostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati. Anche quelli che dormono in Cristo, son dunque periti. Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini» (I Corinzi 15:17-19). La stessa potenza spirituale che fece risorgere Gesù dalla morte, farà risorgere anche i vostri corpi mortali, se ricevete lo Spirito di Dio (Romani 8:11). Lo Spirito di Dio è la potenza che può trasformare la nostra vita, oggi e in futuro. La resurrezione di Gesù Cristo ne è una incontestabile testimonianza. BN Il misterioso successo della Chiesa primitiva Gli apostoli di Cristo furono disposti a morire pur di predicare la resurrezione di Cristo. Nessuno muore per assecondare uno scherzo. Si è disposti a morire solo per ciò in cui si crede. Se la morte e la resurrezione di Gesù Cristo fossero state un imbroglio, uno o più discepoli avrebbero prima o poi confessato che si trattava di una messa in scena, oppure che tutti loro avevano una fervida immaginazione, alimentata da una forte speranza. Ma essi scelsero di morire per quella che sapevano essere la verità e ad essa si fecero immolare. In che modo possiamo spiegare che la Chiesa fondata da Gesù Cristo ha trasformato il mondo del primo secolo? Non è molto strano che un piccolo gruppo così fortemente avversato abbia ottenuto un tale successo? «La resurrezione di Gesù è la spiegazione che la chiesa stessa ha dato, ed è l’unica verosimile». Se l’esistenza dei Nazareni, fenomeno innegabilmente dimostrato dal Nuovo Testamento, è riconosciuta dagli storici pur nell’assenza di dati, come possono gli stessi storici diffidare della resurrezione di Cristo quando esiste una così ampia raccolta di dati che ne prova l’aiuenticità? Lo storico Durant scirsse che: «L’esistenza stessa di quei pochi semplici uomini, così spiritualmente trasformati, arricchiti di una fortissima personalità, di una così ispirata, profonda moralità e visione della fratellanza umana, è stato il miracolo più credibile di qualsiasi documento» (Cesare e Cristo, pag. 557). 11 «S to spendendo l’eredità dei miei bambini!» è una frase che mi ha ricordato un libro che espone un piano per «permetterti lo stile di vita dei tuoi sogni». La società occidentale sta vivendo meglio di qualsiasi altro popolo nella storia del pianeta, ma dà poco valore ai bambini. Negli Stati Uniti d’America, la nazione guida dell’occidente, un terzo dei bambini nasce fuori dal matrimonio, un altro terzo vive in case con un solo genitore (di solito la madre), e il resto vive al di sotto della soglia di povertà. Decine di milioni di giovani occidentali sono privi ed affamati di attenzione spirituale e di affetti naturali. Soltanto negli Stati Uniti il 60% delle madri all’interno di famiglie con due genitori lavora fuori casa. In famiglie in cui è presente solo la madre, il 70% di loro lavora fuori casa. Solo il 25% dei giovani afferma che le madri sono a casa quando ritornano da scuola, e il 28% afferma che a prendersi cura di loro è solo il padre. I Paesi Europei e dell’America Latina stanno rapidamente seguendo la stessa tendenza, che influenzerà il futuro delle nostre nazioni per generazioni. Secondo il settimanale Newsweek, la percentuale di giovani occidentali che fanno abuso di alcool, sigarette, droghe e sesso illegali negli ultimi nove anni, dal 1991 al 1999, è aumentata dal 25% al 50% (23 maggio ‘99). Molti di questi giovani non si preoccupavano delle conseguenze psicologiche o fisiche. Spesso i genitori vengono a sapere dei dram12 La Buona Notizia mi dei loro figli solo quando questi commettono dei crimini o contraggono malattie veneree. Cause ed effetti della negligenza Questi gravi problemi sono sintomi di altri mali nascosti: il sistema e la cultura, basati sul dio denaro, trascurano i bisogni affettivi e formativi dei nostri giovani. Cerchiamo di capire i danni di questa cultura o sistema sociale. Nell’Occidente, specie nei paesi nordici, quasi la metà degli adolescenti non vive più con il genitore naturale, a causa dei divorzi. Questa assenza ha fatto acuire nei bambini uno dei più grandi loro bisogni: il coinvolgimento del padre e della madre nella loro vita quotidiana. Purtroppo, l’abbandono che segue al divorzio, o il rifiuto di mantenere un bambino nato dopo un rapporto casuale, sono prevalenti. E quando i padri sono presenti, trascorrono o parlano con i loro figli in media solo cinque minuti al giorno. Qual è la conseguenza di ciò? La maggior parte dei padri e delle madri affida i bambini a “mamma televisione” per essere liberi di curare altri interessi o divertimenti. La Fondazione Kaiser di recente ha riferito che i bambini occidentali trascorrono in media 35 ore con giochi o gadget elettronici. Molte altre fonti sostengono che i bimbi guardano la TV per 25-28 ore settimanali. Molti studi scientifici concludono che la TV vista senza controllo abbia conseguenze distruttive sullo sviluppo della personalità dei bambini. Programmi spesso violenti e sessualmente devianti diventano la fonte principale dell’educazione dei nostri bambini. Il risultato? Un diciassettenne ha detto: «La violenza e la pornografia ci eccitano; diversamente sarebbe una vita noiosa come quella dei miei». E’ evidente che la televisione, il cinema, la pornografia ed altri canali d’intrattenimento fanno crescere molti bambini alienati dai genitori e dalla famiglia in genere. Poi ci si chiede perché degli adolescenti diventano patricidi o madricidi. Le soluzioni Il modo più sicuro per il successo dei vostri bambini è fare in modo che i vostri valori facciano loro da sostegno. Questo richiede comunione e comunicazione. Quando alcuni dei suoi discepoli cercavano di impedire ai bambini di avvicinarsi, Gesù disse: «Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, e non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio» (Luca 18:16). Gesù avvertì la gente di non trattare i bambini in modo offensivo o esporli a situazioni che li avrebbero scandalizzati e contaminati (Matteo 18:6). Il supporto che i genitori devono dare ai loro bambini porta alla formazione di giovani di successo, dotati di una forte identità e forza di carattere. Il dottor Walzer, esperto di pedagogia all’Università dell’Oregon, offre ai genitori alcuni consigli per una sana educazione dei bambini: • Coinvolgimento dei genitori. I genitori dovrebbero coinvolgersi nelle attività dei loro figli il più possibile. L’impegno deve continuare fino a quando il giovane lascia la casa. Il contatto dei genitori con i bambini è decisivo, perché quest’ultimi acquistano sicurezza se sanno che i genitori sono sempre lì. Fondamentale nel coinvolgimento dei genitori è il momento in cui questi rivedono la giornata del bambino con lui e discutono di ciò che è successo. Ciò fa capire al bambino che i genitori si preoccupano di ciò che succede nella sua vita ed è anche un metodo per scoprire eventuali problemi. Una volta che il bambino inizia la scuola, è molto importante discutere con lui ogni giorno. Una tranquilla conversazione dopo cena può essere molto più efficace di un’interrogazione. • Monitoraggio. Un controllo continuo del comportamento e delle amicizie con altri bambini è una delle cose più importanti che i genitori possono fare per essere sicuri che i bambini crescano sicuri. Ma bisogna usare discrezione e saggezza. Ricordiamo le parole dell’apostolo Paolo: «E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figliuoli, ma allevateli in disciplina e in ammonizione del Signore» (Efesini 6:4). • Incoraggiarli è importante. I genitori ottimisti sono rassicuranti per i bambini. È importante stabilire una relazione affettuosa tra genitori e figli. I genitori potranno influenzare meglio i bambini elogiandoli e approvandoli. In assenza di questi aspetti positivi, molti genitori sono duri e punitivi, e forzano il bambino verso un comportamento indesiderato. Un bambino può prendere questa durezza come attacchi scoraggianti nei suoi confronti: il genitore diventa un nemico invece che un sostegno. La disciplina da parte dei genitori deve essere giusta e coerente, correttiva e mai vendicativa. Dovrebbe esserci una relazione logica tra il comportamento del bambino e le conseguenze che ne derivano. Durante la crescita, quando i bambini presentano un problema ai genitori e chiedono aiuto, è importante che essi rispondano immediatamente e in modo completo. I genitori dovrebbero fornire al bambino delle alternative per risolvere i problemi. I bambini dovrebbero avere la sicurezza che questi problemi saranno ascoltati e che i genitori daranno il supporto necessario quando viene richiesto. La Bibbia dice che «i figli sono un dono di Dio» (Salmi 127:3-5). Essere un buon genitore è una delle responsabilità più importanti della vita. Con il nostro esempio di vita integra possiamo influenzare positivamente la vita dei nostri figli. BN I drammatici mutamenti delle società occidentali L e difficoltà che i giovani affrontano sono una conseguenza delle scelte compiute dai loro genitori delle ultime due generazioni. Certe nostre scelte possono avere effetti duraturi sull’individuo, sulla famiglia e sulla società, «fino alla terza e quarta generazione» (Esodo 20:5). Negli ultimi 50 anni molti si sono allontanati dal modello di famiglia incentrato sulla volontà degli sposi di generare figli e prendersi cura di loro. Troppo spesso i coniugi hanno scelto la via del successo economico e dei divertimenti personali, dando priorità alla loro felicità e trascurando quella dei loro figli. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la misura del successo è diventata il materialismo e la vita sociale fuori dall’ambito familiare e dal proprio vicinato. I figli vanno a divertirsi il più lontano possibile dai genitori, nelle discoteche e in ambienti dove spesso circolano droga, pornografia, prostituzione e i “nuovi schiavisti” alla continua ricerca di carne umana da commercializzare. La maggior parte dei genitori non riesce ad arginare il fenomeno e si è arresa davanti a tali prorompenti cambiamenti sociali sostenuti da ingenti giri d’affari. Marzo-Aprile 2001 Questo cambiamento nei valori ha portato a una svalutazione del valore dei bambini. Certe mode e il culto dell’immagine vuota di sentimenti e di valori etici hanno accentuato il problema. Ci si stupisce se i problemi dei giovani sono epidemici? Dovremmo essere sorpresi che molti genitori non sanno cosa stanno facendo i loro figli o non sanno cosa sta loro accadendo dal punto di vista fisico ed emotivo? Nessuno può evitare le conseguenze del principio di causa e effetto. Noi viviamo in una seconda generazione di adulti che, per la maggior parte, hanno declassato l’educazione dei bambini considerandola secondaria al successo materiale e professionale. In molti casi i genitori hanno compiuto scelte che hanno seriamente compromesso la loro capacità di essere coinvolti dai loro bambini. L’aumento delle tasse e dei costi casalinghi hanno giocato la loro parte, portando molte coppie a dover lavorare fuori casa e a non avere figli per far fronte alle spese. E’ proprio vero che “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. Ma i cuori lontani dagli occhi sono spesso i più vulnerabili e i più calpestati. BN 13 Chi parlerà per i bambini? no che l’aborto sia legale nel corso a quando nel 1973 la Corte dell’intera gravidanza. Questa conSuprema statunitense si vinzione ha portato alla pratica di pronunciò al processo Due fidanzati adoleaborti parziali, durante i quali ad «Roe contro Wade», la problematiscenti sono angosciati un feto parzialmente partorito ca dell’aborto negli Stati Uniti e perché la ragazza è rimaviene bucata e piegata la testa, nei Paesi occidentali in genere è sta incinta. Pieni di paura affinché possano essere rimossi diventata una questione scottante. i due decidono di far dall’utero materno i resti con più L’opinione pubblica si è divisa tra nascere il bambino in un facilità. quelli che sono favorevoli alla posmotel. Infilano il nascituro Un docente di bioetica della sibilità di scegliere di distruggere Princeton University, il dott. Peter in un sacchetto di plastica, un embrione, e coloro che sostenSingler, afferma che una madre ha gono il diritto alla vita dei bambini lo nascondono nel sacco il diritto di uccidere qualsiasi suo non ancora nati, ma concepiti e della spazzatura e lo getbambino, fisicamente o mentalconsiderati già degli esseri umani. tono via in una pattumiera mente disabile, fino a ventotto Entrambe le parti affermano di pubblica. Sono stati arregiorni dopo la nascita. Egli motiva fondare le proprie affermazioni su stati per omicidio. una simile dichiarazione con il basi etiche dei diritti umani. La Questa è solo una delle fatto che un bambino non è un legislazione si colloca più o meno migliaia di storie che legessere pensante e consapevole a a metà tra le due posizioni, delibegiamo nei giornali negli quell’età. Molti sostenitori della rando che l’aborto può essere sanultimi anni di una società scelta trovano la posizione del prozionato legalmente nel primo stache affonda nella palude fessor Singer ripugnante. dio della gravidanza, ma vietato Oggi si prevede che, contidell’aborto. dopo un numero specifico di settinuando di questo passo, più di mane dallo sviluppo del feto nel quattro donne occidentali su dieci ventre materno. I rischi di tale subiranno un aborto nella loro vita. affermazione sono comunque alti, L’aborto sta diventando così un’esperienza comune perché la linea tra l’omicidio e l’aborto legale dipende nella vita delle donne. Venticinque anni dopo il procesda quale momento si considera inizi la vita umana. so «Roe contro Wade», gli aborti sono diventati sicuri, legali e sempre più frequenti. Dibattito su quando inizia la vita D Il punto centrale su cui verte il dibattito è «Un embrione quando può essere definito essere umano?». Coloro che sostengono il diritto alla vita affermano che la vita umana inizia nel momento stesso del concepimento. Coloro che sostengono invece la scelta di abortire affermano che l’aborto è accettabile al primo stadio della gravidanza. Altri ancora ritengono che la vita umana inizi con l’attività celebrale, mentre altri reputa14 La Buona Notizia Quando inizia la vita? Dopo il concepimento la crescita e lo sviluppo sono immediati e considerevoli. La nuova vita ha un battito cardiaco già a diciotto giorni. A circa tre settimane, prima che la madre si renda conto di essere incinta, un embrione lungo due millimetri e mezzo sta formando già occhi, spina dorsale e sistema digestivo; a quaranta Che la vita umana inizi nel momento della fertilizzazione è un fatto scientifico. giorni si possono registrare dei movimenti cerebrali; le dita dei piedi e delle mani si cominciano a vedere alla diciottesima settimana; dalla diciottesima settimana il feto si comincia a muovere, a dare i pugni e a scalciare. James Drummey, in The New American, ci invita a considerare questa prospettiva: «Se il bambino non nato è da considerarsi un essere umano, allora deve avere la piena protezione della legge. Sebbene alcuni possano esserne sorpresi, ci sono poche cose più certe del fatto che i bambini non nati siano esseri umani. È un fatto biologico e scientifico che la vita umana inizi nel momento della fertilizzazione. Quel pacchetto genetico contiene tutto ciò che una persona diventerà: il colore degli occhi, la misura dei piedi, le predisposizioni personali» (James Drummey, The New American, Aborto: L’altro Olocausto - 20 Gennaio 1986, pp. 21-26). Questione legale o religiosa? Il pacchetto genetico contiene tutto ciò che una persona diventerà: il colore degli occhi, la misura dei piedi, e le predisposizioni personali...» -- L’altro Olocausto,di James Drummey. Chi è favorevole all’aborto ritiene che questa sia una scelta legale e non religiosa. Ma il valore della vita umana è semplicemente una questione legale? «L’attuale dibattito sull’aborto, così come è motivo di discussione nelle sale legislative, rappresenta un profondo conflitto morale, basato su quelli che sono i diritti umani fondamentali, quale quello della vita. Spogliato dalla retorica politica e legale, questo è un problema che non può prescindere da importanti fondamenti teologici» (Jeffrey Sheler, La teologia dell’aborto, U.S. News and World Report, 9 Marzo 1992). Le diverse confessioni religiose si sono occupate della questione. Per i Cristiani la visione più autorevole del problema è nella Bibbia. Sebbene la Parola di Dio non parli specificatamente di aborto, ci ha 15 però insegnato quali siano i principi e i valori della vita umana. In Genesi 1:26-27 si dice che Dio creò l’umanità a sua immagine. Questa affermazione è significativa in quanto ci dà una visione dello scopo della vita umana. Dio rivela il potenziale d’ogni essere umano quando dice: «...Io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo» (Apocalisse 21:7). Dio diede origine all’umanità perché gli esseri umani siano figli Suoi. Egli creò uomini e donne, perché si riproducessero. Disse, infatti, ad Adamo ed Eva: «Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra...» (Genesi 1:28). La riproduzione attraverso l’atto sessuale, santificato nel matrimonio, è una splendida espressione di amore tra due persone legate in una relazione che dura tutta la vita. I bambini nati da questa unione sono una grande benedizione di Dio (Salmi 127:3). Sebbene i genitori siano responsabili nel crescere e sostenere la loro prole, alla fine i bambini appartengono a Dio come figli Suoi. La visione di Dio Re Davide, ispirato da Dio, disse del Suo Creatore: «Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m’hai intessuto nel seno di mia madre, io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo meraviglioso, stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene» (Salmi 139:13-16). Dio disse al profeta Geremia di conoscerlo prima che fosse formato nel grembo di sua madre: «Prima che io t’avessi formato nel seno di tua madre, io t’ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo seno io ti ho consacrato e t’ho costituito profeta delle nazioni» (Geremia 1:4-5). Questo passo dimostra che l’embrione nel grembo materno è opera della creazione di Dio. La Bibbia è chiara nel sottolineare non solo il 16 La Buona Notizia valore della vita umana, ma anche il fatto che la riproduzione umana è il mezzo attraverso cui il Creatore inizia a dar vita alla Sua famiglia divina. «Ciò che è spirituale non viene prima; ma prima, ciò che è naturale; poi vien ciò che è spirituale» (1 Corinzi 15:46). I problemi reali La questione sull’aborto è ancor più dibattuta quando si è di fronte a gravidanze pericolose per la madre. La verità è che gli aborti che coinvolgono casi in cui la vita della madre è in gioco sono solo una piccola percentuale degli aborti. La pratica dell’aborto, infatti, è diventata un metodo di controllo delle nascite. Ma se la vita inizia nel momento del concepimento e la gestazione è il modo in cui Dio inizia il processo di creazione dei Suoi figli, si desume allora che la pratica dell’aborto non è altro che un omicidio, soprattutto nel momento in cui si uccide per convenienza. Come ci insegna la Bibbia, esistono dei valori morali assoluti, davanti ai quali non si possono prendere decisioni pensando esclusivamente a se stessi. L’apostolo Paolo scrisse alla chiesa di Roma parole struggenti, egli descrisse il processo che avviene nel nostro pensiero quando rifiutiamo la fonte di un’autorità morale assoluta: «E siccome non si son curati di ritenere la conoscenza di Dio, Iddio li ha abbandonati ad una mente reproba, perché facessero le cose che sono sconvenienti, essendo essi ricolmi d’ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia …» (Romani 1:28-32). L’aborto, così come il divorzio, è un sintomo di una società che ha un’egoistica, deviata e spesso perversa visione della relazione sessuale, quella relazione che Dio ha stabilito a pro della vita umana. Ma ogni effetto ha una causa. E la causa delle Un raccolto insanguinato La tecnologia ha ispirato e reso possibile un’angosciosa controversia sull’uso, da parte della ricerca medica, di parti fetali ed embrionici abortiti La rivista World ha riportato che alcuni ricercatori già acquistano parti del corpo umano: «La maggiorparte compra parti raccolte da feti sviluppati nell’utero fino a 18-24 settimane. Questo significa che i bimbi destinati ad essere tagliati non appena escono dal grembo materno sono già lunghi 25-27 centimentri... Molti scrivono «nessuna anomalia» per indicare che il bimbo in questione era in buona salute prima di essere soppresso mediante compressione cranica intrauterina» (Lynn Vincent, Le conseguenze dell’aborto, World, 23 ottobre, 1999, pp. 16-19). Sebbene questa è spesso considerata la migliore soluzione ricavabile da una brutta situazione, con la crescente domanda di tessuto fetale le implicazioni morali stanno diventando sempre più allarmanti. «Ironicamente, i non nascituri sono chiamati donatori, come se essi avessero già espresso la loro volontà Tali semantici segnali rossi - ed una falange di altri segnali - hanno surriscaldato i dibattiti sulla più o mena legittimazione della ricerca dei tessuti fetali: l’uso di corpi di bambini abortiti a scopi di ricerca medica non costituisce un ulteriore sfruttamento di coloro che sono già vittime indifese? Considerando le attuali condizioni umane, potrà venire presto il giorno in cui la gente acquisterà tessuti fetali come un prodotto di mercato, donne che cercano di abortire saranno contattate dalla pubblicità o impregnate nei laboratori e, quando abbastanza maturati, i bimbi non ancora nati saranno abortiti per uso medico da un altro essere umano. Il ragionamento secondo cui la scienza sta praticando la migliore soluzione possibile da una situazione già brutta, non ha alcun senso. BN sempre crescenti tragedie sociali è dovuta alla nostra noncuranza nei confronti degli insegnamenti del Creatore. La situazione è risanabile attraverso il ritorno all’altruismo, al rapporto sessuale all’interno del matrimonio e al rispetto del diritto alla vita dei figli concepiti. E se ho già abortito? Molte donne soffrono di seri traumi emotivi a seguito di un aborto. Alcune dicono di sentire durante la notte un bambino piangere, altre provano forti rimorsi nel vedere una donna giocare con il proprio bambino e temono che Dio si dimentichi di loro. E’ facile pensare che i nostri peccati siano così terribili che anche un Dio pietoso non possa perdonarci. L’apostolo Paolo fu ispirato a scrivere che, davanti al ravvedimento sincero, Dio dimentica, sebbene «tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio» (Romani 3:23). Accusato di mangiare con chi aveva peccato, Gesù disse ai capi religiosi: «Io vi dico che così vi sarà in cielo più allegrezza per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti i quali non han bisogno di ravvedimento» (Luca 15:7). Se avete subìto un aborto, rivolgetevi al Padre Eterno con spirito di ravvedimento; chiedete che i vostri peccati vengano espiati dal sacrificio del Suo Figliuolo Gesù Cristo. Ricordate, inoltre, le parole che Gesù disse a colei che venne colta in flagrante adulterio: «Neppure io ti condanno, va e non peccare più» (Giovanni 8:11). Dio perdona, ma si aspetta che smettiamo di peccare. Il coraggio della fede Due coniugi che pensavano di non poter avere bambini, aspettano ansiosamente, mentre il dottore spiega i pericoli che la donna potrà incontrare durante la gravidanza. L’ABORTO: a volte avviene per cause naturali. Ma nella maggiorparte dei casi è invece provocato come metodo per il controllo delle nascite. Marzo-Aprile 2001 Prima che sapesse di essere incinta, infatti, la donna si era sottoposta ad una serie di radiografie. Il medico disse ai coniugi che c’erano poche speranze per il feto e consigliò l’aborto. Un secondo medico avvallò la medesima diagnosi. I due coniugi, però, rimasero irremovibili nella loro decisione. Pregarono Iddio per una guarigione miracolosa, preparati ad accettare la volontà di Dio e a continuare la gravidanza. Il loro figlio, quel bambino che il dottore raccomandò di non far nascere, è stato lo studente scelto dalla sua scuola per tenere il discorso di fine anno questa primavera. Tutti i bambini a cui non viene concesso di nascere, invece, non rideranno mai, non frequenteranno la scuola, non scopriranno la cura per il cancro, non si innamoreranno, non vedranno il tramonto e non potranno giocare sulla sabbia. La soluzione finale Dio manderà Gesù Cristo sulla terra per stabilire il Suo Regno, per costruire un nuovo mondo, un ambiente di pace e armonia, un mondo sicuro per i bambini, anche quelli non ancora nati. L’Occidente, come l’Italia, ha una crescita demografica sempre più vicina allo zero. Gli anziani vengono rinchiusi negli ospizi e la terra non ha più figli giovani. Ma non sarà sempre così. Il profeta Zaccaria scrisse del periodo in cui il Messia regnerà letteralmente sulla terra: «Ci saranno ancora dei vecchi e delle vecchie che si siederanno nelle piazze di Gerusalemme, e ognuno avrà il bastone in mano a motivo della grave età. E le piazze della città saranno ripiene di ragazzi e di ragazze che si divertiranno nelle piazze» (Zaccaria 8 : 4-5). Preghiamo per quel giorno. BN 17 dalle influenze negative Resistere alle pressioni di gruppo è difficile, specie per i più giovani. Dove rivolgersi per ricevere un valido aiuto? G li adolescenti di oggi vivono in una società molto più complessa e più esigente di qualsiasi altra nella storia. Le generazioni passate non hanno subito alcuna pressione o tentazione di usare droghe, mentre ai giorni nostri una vertiginosa fila di sostanze illegali può essere trovata all’interno e attorno ad ogni scuola media o superiore. In passato i giovani subivano le tentazioni di fare uso di alcool e fumo, come succede ancor oggi, ma il loro divertimento non era pervaso da violenza o perversione morale come accade oggi. I computer, la televisione via cavo e i film con temi “adulti” (in senso moderno) erano praticamente inesistenti. La vita era molto più semplice e meno esigente. A parte ciò che la società offre, i giovani oggi sono di per sé come i giovani delle generazioni precedenti e tutte le loro esperienze hanno un fine comune: il desiderio di essere accettati dal proprio gruppo. Questo desiderio è sentito anche dalle persone mature, ma è molto forte specialmente quando uno è giovane. Anche noi siamo passati attraverso questa esperienza. Gli studi mostrano che i genitori bravi esercitano ancora una salutare influenza sulla vita dei giovani in materia di moralità e di realizzazione. Ma io 18 La Buona Notizia non voglio illuderti: esiste anche un’influenza negativa, diametralmente opposta a quella dei genitori. Esistono ragazzi che se ne rendono conto. Ho spesso sentito questa domanda in svariati modi: «Io proprio non mi capisco. Non comprendo perché finisco col fare quello che fanno gli amici quando so che è sbagliato. Non riesco a resistere. Cosa posso fare per aiutare me e i miei amici?» Se tu ti poni questa domanda, ci sono dei passi che puoi compiere per aiutarti a migliorare la tua vita dentro e fuori dal tuo gruppo. Lasciatemi proporre una strategia che ho offerto a molti giovani in questi ultimi anni. Li ha aiutato moltissimo. Potrebbe aiutare anche voi. L’influenza del gruppo Per i giovani (e gli anziani) è difficile interagire con un gruppo di amici e improvvisamente scoprire che il gruppo decade moralmente. Cosa si può fare in tale situazione? Primo, scrutate sempre se il modo di pensare del vostro gruppo sta iniziando a deteriorarsi. Spesso i gruppi possono uscire dai binari perché agiscono più emotivamente che razionalmente. Quando uno del gruppo assume una posizione dominante sui suoi pari, quelli che la pensano come lui, (di solito la maggioranza), in realtà ne subiscono l’in- fluenza, giusta o sbagliata che sia. Ciò può risultare in quello che è stato chiamato pensiero di gruppo. Un gruppo siffatto può rapidamente sbagliare. Un capo autonominatosi suggerirà qualcosa che è ardito e rischioso, come assumere droghe, fare alcuni atti di violenza, commettere vandalismi o compiere atti sessuali per elevare se stesso agli occhi del gruppo. Si noti attentamente: il capo raramente rischierà ma cercherà di spingere gli altri del gruppo affinché prendano i maggiori rischi. Se vedi i segni di ciò attorno ai tuoi pari, è il momento per te di liberarti di quel gruppo. Conoscere è potere. La conoscenza di tali segni può aiutarti ad uscire da una sbagliata attività di gruppo prima che ti riempia la testa di fumo. Quando ti accorgi che si stanno creando questo tipo di situazioni, escine in silenzio. Improvvisamente ti accorgerai che hai altro da fare da qualche altra parte. Questa è una situazione vera, da allora avrai cose migliori da fare per usare il tuo tempo in qualche altro luogo. Se te ne puoi andare senza dire nulla, allora è ancora meglio. A meno che non capiti che tu sia persuasivo e capisca i fondamenti della psicologia sociale, probabilmente non ti aiuterà a contrastare il passo alla marea di un largo gruppo. Ci sono occasioni in cui un adolescente può comportarsi così, ma è difficile e rischioso. La parte migliore della prudenza è mettersi da parte in silenzio e sparire da quel gruppo. La Bibbia ci dice che le cattive compagnie possono corrompere un buon carattere (I Corinzi 15: 33). Chi è il vero amico? Qual è la tua definizione di vero amico? Se i tuoi amici ti guidano nel violare la legge e nel far del male agli altri, essi non sono dei buoni amici. Un vero amico si preoccupa del tuo benessere. Un vero amico non ti travierà. Un vero amico comunicherà e interagirà con te in un modo che rispetti i tuoi valori. Un vero amico proteggerà la tua reputazione quando tu non sei presente per poterti difendere. Un vero amico rispetta te e le tue opinioni. Come sono i tuoi amici? La Bibbia dice di scegliere gli amici con attenzione: «Non fare amicizia con l’uomo iracondo e non andare con l’uomo violento, che tu non abbia ad imparare le sue vie e ad esporre a un’insidia l’anima tua» (Proverbi 22:24-25). Gesù Cristo scelse attentamente i Suoi amici; essi erano gli unici che ritenevano che ciò che Egli diceva era la cosa giusta da fare (Giovanni 15:14). I comandamenti di Dio sono stati stabiliti per proteggere ognuno di noi. Questo è il punto migliore da cui iniziare quando scegli i tuoi amici. Cerca amici che rispettino il più possibile la morale contenuta nella Bibbia, che è basata sui Dieci Comandamenti. Ricorda la definizione di vero amico, e stai attento a non utilizzare la parola amico per indicare chiunque ti sta attorno. Applica un modo di pensare critico quando selezioni i Marzo-Aprile 2001 tuoi amici. Se noi siamo troppo esigenti, è probabile che non avremo molti amici, ma quei pochi che avremo saranno quelli buoni. Il valore del carattere Un buon carattere dovrebbe essere in cima alla lista quando si sceglie un amico. La Bibbia dice che dovremmo scegliere una buona reputazione sopra le grandi ricchezze (Proverbi 22:1). Viviamo in un mondo inondato dal relativismo morale. Il relativismo morale è un comportamento che dice, «io sto bene, e tu stai bene, non importa ciò che pensiamo e facciamo se non danneggia le altre persone». Non siate sciocchi. Ogni cosa che noi pensiamo e facciamo coinvolge gli altri direttamente o indirettamente: se vi invitano a vedere un film pieno di violenza o sesso, questo inquinerà il vostro modo di pensare verso gli altri! D’altra parte, se voi leggete o guardate cose positive, sarà più facile rimanere forti se il vostro gruppo prende una strada sbagliata. Non siate ingannati da qualcuno che prova a convincervi che i principi morali corretti possono variare a seconda della situazione. Seguite il consiglio di Dio dalla Bibbia quando parla del valore del buon carattere. Poiché noi interagiamo con i nostri amici, essi avranno una forte influenza sulle nostre vite. E’ perciò buona cosa sceglierli attentamente. Ricordate che vi aiuteranno a formare il resto della vostra vita. Cos’è un carattere «buono»? E’ ciò che deriva da Dio, il nostro Creatore e Amico più sincero. Egli ci ha dato un manuale da leggere e da seguire, uno che ci dice sempre la verità su qualsiasi situazione nella vita, e che ci mostra il modo migliore di vivere. La Bibbia è piena di consigli per lo sviluppo di un buon carattere e come individuarlo negli altri. Il miglior consiglio che posso darvi è di iniziare a leggere la Bibbia per imparare qualcosa sul buon carattere. Impara ora e sarai protetto nel corso dei tuoi anni giovanili e arricchirai la tua vita da grande. Ciò che tu fai oggi sarà la base per il domani. Non considerare questo consiglio in modo superficiale se tu vuoi il meglio che la vita ha da offrire. Lascia che Dio sia la tua guida Abbiamo parlato a lungo di Dio in questo articolo come fonte per scegliere gli amici buoni e sinceri. Senza Dio, tu ed io non avremmo niente di valore e ciò include i buoni amici. Trovare buoni amici è un’impresa; può essere difficile trovare gente che esemplifichi i valori che tu apprezzi. Ma tu puoi diventare un buon amico per gli altri ed essere un buon esempio per i ragazzi da seguire. Non vale questo i tuoi sforzi? Se tu farai le cose giuste, penserai in modo corretto, gli altri graviteranno intorno a te perché tu sarai diverso, e loro vorranno sapere cosa tu hai che loro non hanno. Offri consiglio quando è il momento giusto. Chi può sapere? Potresti diventare il capo del tuo gruppo. E’ già successo. Ciò di cui noi stiamo parlando è reale: nel frequentare un gruppo dài priorità al carattere. Apprezzalo più di qualsiasi altra cosa e ti ripagherà. Infine, lascia che Dio sia la tua guida in tutto ciò che pensi e fai. Egli è il tuo Creatore e sa bene ciò che è meglio per te. Queste strategie funzionano. Inizia oggi stesso a liberarti dalle pressioni negative. Puoi certamente farcela. BN 19 Il sentiero invisibile dell’immortalità L'essere umano è sempre stato alla ricerca della felicità e dell’eterna giovinezza. La scoperta del genoma e la possibilità di clonare all’infinito il proprio codice genetico, ha acceso la speranza di raggiungere l’immortalità senza percorrere l’unico sentiero che conduce alla fonte della vita eterna. Quale sentiero? L’opuscolo IL SENTIERO CHE CONDUCE ALLA VITA ETERNA vi farà scoprire le tracce bibliche da seguire per giungere a quella gloriosa, meravigliosa meta! L’opuscolo è gratis. Richiedete la vostra copia oggi stesso, scrivendo a: La Buona Notizia Casella Postale 187 24100 Bergamo, Italia. www.LaBuonaNotizia.org