L’EVANGELIZZAZIONE DIGITALE
È UN EVENTO SOCIALE,
LINGUISTICO, NEW MEDIA!
Julian Fox
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20 April 2009
JF
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Prima parte: evento dei nuovi media sociali
Si può considerare San Francesco di Sales come un precursore del giornale in Francia e uno dei primi scrittori
di opuscoli del paese (una raccolta di 85 opusculi/volantini con titolo Controversia cattolica che ha cominciato a
pubblicare il 25 gennaio del 1595). Ha dovuto affrontare un pubblico ostile di ex-cattolici che avevano abbandonato la fede in favore di Calvinismo, e aveva scelto un semplice modo di rispondere: aveva combattuto gli errori
della Riforma con un appello alla conversione per mezzo dei opuscoli che scriveva, pubblicava e distribuiva personalmente, spesso davanti alle porte chiuse degli abitanti della zona montagnosa della Chablais, il suo territorio
di missione che dominava il bel lago Leman ai confini della Francia con la Svizzera di oggi.
Se aggiungiamo a questo ricordo quello del desiderio di Don Bosco a diffondere buoni libri, e i suoi sforzi a
scrivere e produrre in massa diversi generi di buona letteratura, tra cui biografie, confutazioni degli errori dei
Waldensi, il Bollettino Salesiano, sarebbe palese che i Salesiani di Don Bosco hanno il loro proprio e orgoglioso
pedigree. Comunque questo pedigree potrebbe essere una trappola se sarebbe interpretato solo in termini dei
mezzi tradizionali. Il mondo delle comunicazioni ha cambiato drammaticamente dal mondo dei volantini e della
tipografia dei secoli 15esimo o 19esimo. Oggi i nostri messaggi hanno l’Internet come la loro autostrada e la Rete
come il loro corriere.
Il fattore sociale
Noi abbiamo il potere dei media sociali, che una volta furono i media di massa e di broadcast ma adesso sono
più spesso in forme di narrowcast, che si sono unite con tecnologie di basso costo o che addirittura non costano
niente e che aiutano all’individuo a pubblicare in modo influente e accessibile, e che scalano da un piccolo gruppo
in un mailing list a millioni di spettatori di YouTube nel corso di una notte. Al momento in cui scrivo, il mondo
meraviglia ancora al successo immediato della signora Susan Boyle con il suo video clip. La Boyle è la faccia
scialba, sorridente, originaria delle sensazioni online del secolo 21esimo. La 47enne donna scozzese, che non è
mai stata baciata (è lei che lo dice) è stata scoperta di avere la voce di un angelo quando cantava in uno spettacolo
della TV Brittanica. In pochi giorni diventava la poster girl di come la epoca dell’Internet ha riformulato le regole
della fama immediata. Dopo una settimana il clip è stato visto da più di 20 millioni su YouTube.
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Sia San Francesco che San Giovanni che la signora Susan, c'è un elemento comune, che è il fattore sociale. É
giusto che siamo preoccupati con l’elemento personale nella formazione dei giovani nativi digitali, e anche di
quella degli migranti digitali e perfino dei turisti digitali, ma veramente sbagliamo se trascuriamo il fatto che i
media personali, convergenti sono in funziona dei media sociali.
I nuovi media sociali, nella cultura digitale di oggi, permettono che ogni utente possa essere un redattore, pero
il fatto è spesso trascurato, o meglio il potere del movimento dei media sociali è spesso ignorato dall’individuo.
È possibile che i nuovi media sociali hanno cambiato il modo in cui organizziamo la società, siccome rendono
possibile tante cose, dalle semplici confederazioni sciolte di persone per risolvere problemi e per condividere
soluzioni che possano raggiungere un pubblico globale quando lo vogliono o quando vedono la necessità.
Perché del nostro patrimonio di editoria come figli di Don Bosco, vogliamo raggiungere, e dobbiamo raggiungere
quel pubblico globale.
Evangelizzare il nuovo continente
Qualcosa sta per cambiare. I nuovi media sociali hanno reso possibile nuove e rafforzate relazioni umane. Pensate
che sto scrivendo questo articolo per qualcuno di Argentina che organizza uno spazio web per il movimento
giovanile salesiano, ma sto scrivendolo in Australia, per condividerlo anche con i Direttori del BS di tutto il mondo
a Roma. Pensate che i nuovi media sociali hanno portato una nuova visione delle istituzioni centrali che hanno
controllato finora la editoria. Oggi posso confezionare un sito web e non mi costa niente; sarà un sito buono e
magari migliore di un sito prodotto da quel mogul dei media, Rupert Murdoch, che può spendere millioni per farlo.
Deve essere anche evidente che la pubblicazione di servizi Web (web publishing) dai Salesiani di oggi deve tener
conto e obbedire alle convenzioni della nuova editoria dei nuovi media cioè con i servizi web. La opportunità ci
invita e continuerà ad invitarci; non andrà via presto. Le convenzioni coinvolgono un livello alto di interattività
tramite un arco crescente delle tecnologie nuove. Possiamo descrivere queste tecnologie in diverse maniere: come
web 2.0, user-generated content, social networking, peer-to-peer, uno-a-molti, molti-a-molti e magari tante altre
forme. Le forme di web publishing di oggi comprendono la pubblicazione personale come weblog, email, instant
messaging; la pubblicazione collaborativa come wiki o online API; la pubblicazione tipo social networking come
Facebook, MySpace; feedback e discussione come forum; aggregazione e filtering come RSS, e altri media personalizzati come social bookmarking, tagging; widget e mashup dove i contenuti sono confezionati da altre fonti
o sono generati di nuovo; mercati personali come EBay.
Il Papa Benedetto XVI ha impiegato una frase fortunata nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali di 2009. Ha invitato ai giovani del mondo "di evangelizzare il nuovo continente", che vuol
dire la cultura universale digitale in cui abitano. È quasi certo che non avrebbe saputo di un libro pubblicato solo
quest’anno in inglese con il titolo Content Nation e sì, le parentesi fanno parte del titolo. È scritto da John Blossom,
(Wiley Publishing Inc., Indianapolis, 2009). Blossom stima, con l’aiuto dell' autorevole Alexa.com, che tramite
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YouTube, MySpace, Facebook da una parte, e con gli altri media sociali come SMS anche email dall’altra parte,
abbiamo una nuova nazione di contenuti con una popolazione di ca. 73 millioni di abitanti (2008). Più di Italia.
Se questa nuova nazione dev’essere evangelizzata, abbiamo già un’indicazione dal previo Papa che occorrerà una
nuova evangelizzazione con le sue proprie tecniche. Suggerisco che la pubblicazione per mezzo dei nuovi servizi
Web sarebbe uno di queste tecniche.
Questa nuova nazione ha la sua lingua franca, il linguaggio di programming, ma i wiki, weblog (blog) e il motore di
ricerca assicurano che il redattore in questo campo non ha bisogno di conoscere tutti i dettagli di questo linguaggio;
altri aspetti delle nuove tecnologie semplificano il compito e basta puntare e cliccare. Però se l’utente imparasse
questo linguaggio (che è in fatti tanti dialetti) raggiungerebbe più competenza, e il potere aumenterebbe in modo
esponenziale.
La editoria salesiana nell’epoca digitale continuerà avere una base cartacea solida, ma deve ormai prendere anche
una base digitale, e la cosa importante è che tutti e due le basi possano coesistere ma senza mai confondere l’uno
con l’altro. Il potere in particolare dei media sociali è che aumenta l’accesso, la influenza e il pubblico. In termini
dell’evangelizzazione questi sono strumenti potentissimi.
L’Accesso, l’influenza e il pubblico
Qual'è la differenza dei nuovi media sociali (da altri mezzi) in termini della pubblicazione? Questi media derivano
il loro valore dalla capacità a creare tanti contesti per i contenuti che sono influenti e che possono essere ridimensionati (scaled up or down), più che sia possibile con i media tradizionali. Influiscono l’ordine sociale in modo
diverso. Un mito che dobbiamo seppellire è che tale metodo di pubblicare è caotico. I nuovi media sociali non
rispettano la legge della giungla ma quella del fuoco dell’accampamento. Basta impegnarsi nei nuovi media sociali, buttarsi dentro invece di meramente immergere le dita, e vedrai come maneggiano conflitti, concorrenza
tramite deontologie, protocolli, revisione dai colleghi. Si può rifiutare tutto questo, ma i risultati sarnno caotici e
inevitabilmente quel tipo di comunicazione non dura.
Una metafora utile nel pensare delle relazioni tra i media sociali è la stella di mare. Il nostro modo di considerare
le organizzazioni è troppo concentrato sul modello del ragno. Un ragno ha otto gambe, e può sopravvivere senza
una gamba, ma il ragno ha anche una testa: non può sopravvivere se gli togliamo la testa! Dall’altra parte la stella
di mare è una creatura distribuita. Se si taglia uno delle sue protuberanze risulteranno due stelle di mare! Il centro
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non è il centro! Questa creatura distribuita, di rete, ci aiuta a capire come i media sociali sono diversi a riguardo
quelli più tradizionali.
I prodotti dei media sociali non partono mai, in un certo senso, dalla fabbrica. Che vuol dire che tal prodotto è
un vero progetto. Addirittura, e posso parlare della mia esperienza personale con questo, ci esiste il fenomeno
cosiddetto long tail. Il termine deriva da uno studio che guardava i vantaggi economici di materiale online lungo
tempo dopo che altri prodotti concreti, fissati nel tempo e nello spazio, avessero cessato di attrare interesse. Ma
l’effetto del long tail per i prodotti online è che possono essere spesso aggiornati, e che rimangono accessibili a
millioni di piccoli mercati perché della loro capacità di ampia distribuzione e della loro apertezza. Se scambiamo il
modello economico con quello dell’evangelizzazione vediamo le possibilità. La mia esperienza del long tail è che
un libro pubblicato online senza pubblicità ha raggiunto i lettori giusti che erano in grado di utilizzare i contentuti
in modo effettivo per l’evangelizzazione. Erano disposti anche a mettere fondi adeguati al riguardo. Non era mai
un caso di guadagno personale, ma invece l’esercizio di come creare influenza. È andato molto bene in quel senso.
Altra differenza importante è che si può vedere i contenuti dei media sociali sempre in contesto, il contesto essendo
definito come un pubblico che valorizza i contenuti. La editoria tradizionale spinge la acqua dei contenuti lungo
il tubo della tipografia, dell’editoria, e lascia che la gente acceda al rubinetto quando ne hanno bisogno. Nel caso
del Bolletino Salesiano, il rubinetto è spesso la comunità salesiana che deve diffonderlo, quindi magari possiamo
estendere la metafora ad una spruzzatore! Mentre nel caso dei nuovi servizi Web, che sono diffusi così facilmente
(non bisogna né il Direttore né la comunità salesiana), aspirano a mettere i contenuti più direttamente in contesti
di valore costruendo una relazione più vicina tra i conentuti e il loro pubblico. Qui l’aspetto chiave è che il valore
dei contenuti dipende dalla percezione del valore da parte del pubblico, e dalla loro esperienza del valore, che può
essere variata tramite i multimedia.
Si pensa di come il Bolletino Salesiano è normalmente pubblicato nel mondo salesiano. Aspira un ampio pubblico
però in un contesto specializzato, la Famiglia Salesiana. La scelta di un ampio pubblico può essere motivata da
due fattori, l’uno il diffondere i buoni libri del Fondatore, ma possibilmente anche il desiderio attrare fondi per
sostenere e per favorire la missione salesiana. Fino ad un certo punto il valore della pubblicazione tradizionale
del BS dipende dal lavoro del direttore e dai suoi distributori. Poi si pensa ora come un nuovo tipo di BS online,
secondo le convenzioni dei nuovi media, o per quanto riguarda ciò, qualsiasi sito web salesiano, proverà aumentare
il valore dei suoi contenuti trattando i contesti in modo che la versione tradizionale cartacea non può farlo (perché
dell’accessibilità, la scalabilità, l’infuenza). Il BS o il sito interattivo tipo Web 2.0 con la sua capacità di offrire
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contenuti generati dall’utente, di scambio veloce, adesso diventa ancora di più i contenuti per quel vasto movimento
di persone che condividono una motivazione comune, quindi ha un arco aumentato di micro-contesti potenziali
dentro di quel vasto movimento, perché della sua capacità a rispondere a loro in modo più flessibile quando sarà
necessario.
influenzare una conversazione
Mi sembra che uno delle differenze fondamentali, uno a cui ho già accennato, è che questo tipo di pubblicazione
dai nuovi media è più il caso di influenzare una conversazione tra persone che un caso di dettare i risultati a
loro, non importa quanto sono buoni, fondamentali o desiderabili questi risultati. Per questo, un’organizzazione
gerarchica affronta una sfida considerevole e non così sottile! Magari noi salesiani siamo così abituati a dettare i
risultati tramite forme legittime di pubblicare. Ma guarda che cosa è successo all’editoria tradizionale nel periodo
dell’invenzione della tipografia, tra due gruppi centralizzati: la Chiesa e le editorie. Questa situazione è ormai
estesa alla masssa dell’umanità, e vediamo come è ormai decentralizzata (diciamo a volte democratizzata) ma
con risultati simili. La Chiesa perdì un grado di controllo, che è stato preso dalla editoria tradizionale. I nuovi
media sociali sono più adetti al guidare una conversazione che al dettare un messaggio. Bisogna pensare delle
implicazioni per la editoria digitale salesiana. Le implicazioni non possono essere annullificate facilmente; invece
dobbiamo affrontarle.
Media sociali comprende due termini. Il primo termine, media, domina il nostro pensiero. Media vuol dire tecnologia o di tipo broadcast o di tipo narrowcast. Ma rimane anche vero che la tecnologia dei nuovi media è diventata più people-friendly (compatabile alla gente??), quindi aiuta concentrarci di più sul termine sociale. Si sente
questo appello, come ricordo da un incontro recente dei delegati della CS, quando un Direttore BS tradizionale
ha ribadito: "Non dobbiamo trascurare il lato sociale della comunicazione; I salesiani sono ben preparati per le
competenze ordinarie della comunicazione". Naturalmente indicava il pericolo di essere troppo affascinato con
qualsiasi tipo di media ma meno affascinato dalla comunicazione faccia-a-faccia. Pero il suo intervento ci porta
ad altre implicazioni. Bisogna anche tradurre le nostre competenze sociali ben affinate nei sfoghi dei nuovi media.
Se il Salesiano ha buone competenze sociali, bisogna adesso avere la capacità a convertirle per approffitare di più
dai media sociali che sono tanto i modelli comunicativi rivisitato quanto sono solo la tecnologia.
Dei nuovi pubblici che possiamo raggiungere, alcuni viaggiano nella stessa direzione, anche se per motivi diversi.
O magari vanno in altre direzioni, ma con motivi compatibili. Se Don Bosco avesse già indicato che bisogna aiutare
alle persone a condividere sforzi per la gloria di Dio e la salvezza delle anime e se fosse preparato a inclinare il suo
cappello al diavolo al riguardo, mi sembra che avesse genuflettuto ai media sociali con il suo enorme potenziale
in questo campo!
Avendo concentrato sui termini che compongono i media sociali bisogna capire che è in riferimento sempre ai siti salesiani e alle altre eventuali manifestazioni del fenomeno dei media sociali nel nostro contesto, perché mi sembra che i nostri siti coinvolgeranno essenzialmente alcune se non tutte le forme delle
nuove tecnologie. Un Bolletino Salesiano online dev’essere un sito del tipo (cioè dei nuovi media so-
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ciali), e non del tipo pesce-con-gambe che è una confusione dei media tradizionali con quelli nuovi.
La editoria nuova salesiana crea un terzo spazio dove la gente congrega e dove la influenza locale può diventare
la influenza globale. Inviterà che le persone entrano lo spazio pubblico come lo fanno similmente negli spazi del
cosidetto social networking, però in un modo innegabilmente salesiano, reclamando quello spazio pubblico per
definire un nuovo senso della società in termini salesiani e religiosi. Habermas, che per lungo tempo rivendicava
che le persone religiose dovevano tradurre le convinzioni nel secolare per abitare la sfera pubblica, adesso si è
spostato alla posizione che essi possono e devono spiegarsi nei loro termini propri. Ne dipende la società democratica!
Affrontando le conseguenze dei nuovi servizi Web
I nuovi media riguardano come influenzare il pubblico, altre persone, per mezzo della pubblicazione. I nuovi media influenzano le strutture del potere in gruppi umani, soprattutto i gruppi che sono pronti a pubblicare! Probabilmente un redattore tradizionale sospetterebbe la nuova editoria perché probabilmente diminuerebbe il suo potere.
Questo non vuol dire l’anarchia, o che la folla ci commanda. Ma può dire un modo di gestione che è più collaborativo, più con un'équipe, dove i membri dell'équipe includono utenti che emergono come lider, o come cattalista, oppure come contributore, invece di essere scelto per il ruolo dalla gestione centrale. È stata la esperienza
che i media sociali prosperano quando l’influenza è basata su ciò che i partecipanti hanno scelto come influenza
per quanto riguarda la loro partecpiazione. Questo non vuol dire che la organizzazione centrale, in questo caso
la Congregazione salesiana, non ha più controllo nella sua impresa. Ma vuol dire invece che il potere è ormai
esercitato in un contesto diverso, un contesto dove possiamo assumere che gli utenti utilizzano la impresa perché
vogliono costruire una relazione più vicina, che diventa un invito a studiare come l’influenza può essere esercitata
in tutti e due le direzioni.
La sfida è che la editoria nuova salesiana deve offrire ciò che è la più grande opportunità dei nuovi media: trovare
la persona giusta al momento giusto nel contesto giusto in modo che darà attenzione e si affiderà a ciò che è offerto.
La sfida coinvolge intuizioni di come disegnare i nuovi media.
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