IL GRANELLO
di senape
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Notiziario locale
Direttore responsabile
Andrea Fagioli
Coordinatore diocesano
Chiara Domenici
Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983
5 ottobre 2014
di mons. Alberto Ablondi
a la missione della Chiesa, come quella di Gesù che tante volte dice con gioia e quasi
M
con stupore “ho trovato”, deve vivere con intensità anche il momento della
“rilevazione”.
Con questa mentalità rispettosa le Comunità Ecclesiali dovranno essere non solo capaci di
offrire ma anche di accogliere, di scoprire, di “rilevare”insomma nella vita, nella cultura,
nella presenza e nelle sofferenze degli immigrati tanti e profondi valori. In questo
atteggiamento di rilevazione i cristiani saranno illuminati dalla consapevolezza che l’Amore
di Dio nella creazione si è seminato in tutti gli uomini, qualunque sia la loro razza, la loro
religione e la loro cultura; saranno guidati dalla convinzione della presenza nascosta ma
fermentante dello Spirito Santo, che con la Pentecoste ha pervaso tutti il mondo; saranno
sostenuti dalla Carità, consapevoli che capacità profonde di amore sono nascoste in ogni
uomo, nell’attesa di risvegliarsi solo di fronte ad un amore corrispondente.
Una Comunione che diventi Missione, 1981
LINEA
di Pensiero
di Luca Lischi
La famiglia, le nostre
radici: energia dell’Italia
a famiglia merita più sostegno a livello sociopolitico e
Lstatopiù
considerazione sul piano culturale. Anche troppo è
detto sulla famiglia. I governi hanno sempre strapar-
L’emergenza educativa?
Il problema sono gli adulti
Il professor Franco Nembrini che a marzo
sarà ospite del Progetto culturale diocesano,
in un evento dedicato proprio alla questione
educativa, ha risposto in anteprima
ad alcune nostre domande
DI
CHIARA DOMENICI
ranco Nembrini
(nella foto in alto) è
un professore, uno
scrittore, e
soprattutto un padre che
del tema dell’educazione
ha fatto il suo cavallo di
battaglia. È appena uscito
il suo libro intitolato "Di
padre in Figlio.
Conversazioni sul rischio
di educare", partiamo da
quello per rivolgergli
alcune domande.
F
Lei sostiene che sia più
difficile parlare di
educazione che non
educare di per sé…
«È vero: l’educazione è
prima di tutto una
testimonianza non è un
discorso o un contenuto
che deve passare da un
adulto, che presume di
sapere certe cose, ad un
ragazzo, uno studente, un
bambino che si presume
non le sappia. Non
funziona così, è molto più
semplice e più
impegnativo allo stesso
tempo: tutta la questione
non riguarda tanto le
nuove generazioni, quanto
gli adulti; anzi, gli studenti
e i ragazzi fanno
benissimo il loro mestiere,
che è quello di guardare gli
adulti, paragonandosi a
loro, aspettandosi da loro
la testimonianza di una
vita buona, grande,
positiva, di una felicità
possibile. Il problema
dell’educazione è proprio
questo: che cosa vedono i
nostri figli quando
nascono e poi entrano nel
mondo con sempre
maggiore consapevolezza?
Che adulti vedono? Che
testimonianza diamo loro?
L’emergenza educativa non
riguarda i figli, ma gli
adulti. Detto questo si
tratta di capire in che
senso una testimonianza è
lato e alle esagerate parole sono seguiti scarsissimi fatti. É
urgente che lo Stato attui quello che sancisce la Costituzione e che sia riconosciuto alla famiglia il suo prezioso
ruolo di tenuta affettiva delle persone e la sua valenza sociale ed economica, specialmente in questa lunga fase di
crisi.
Investire sulla famiglia è dare certezza al futuro dell’Italia.
Significa apertura alla vita, scommessa sui figli. Auspichiamo che l’attuale governo metta in campo tutte le possibili
energie finalizzate a porre la famiglia realmente al "centro" e attendiamo con speranza fatti concreti. "Disprezzare e maltrattare" (Papa Francesco) la famiglia è cadere nel
baratro di una società sempre più vecchia e sola. Sempre
più egoistica e indifferente. E privi di solidarietà sociale si
rischia di perdere la nostra identità. Il nostro radicamento
culturale. Le nostre radici, anche quelle familiari.
MERCOLEDÌ’ 15 OTTOBRE IN VESCOVADO
Verso il bio-diritto?
Il convegno giuridico promosso
dal Progetto culturale diocesano
ell’ambito delle attività del Progetto Culturale Diocesano per l’anno pastorale
2014/2015, dedicate nel loro insieme al tema del nuovo umanesimo, si
N
svolgerà mercoledì 15 ottobre, alle ore 17.30, nella Sala “Fagioli” del
ciò che è bene per i nostri
figli, in che senso gli
strumenti che mettiamo in
atto aiutino oppure
rendano più difficile
questo processo».
La scuola è considerata
un’agenzia educativa. Lo
è ancora secondo lei?
Come potrebbe esserlo di
più? Professori,
programmi scolastici…
«Da uomo di scuola, che
ama la scuola, sia statale
che paritaria, purtroppo
devo ammettere che sta
toccando il punto più
basso, sta franando
clamorosamente, ma non
per gli insegnanti, perché
ce ne sono di bravissimi,
quanto per il fatto che:
prima di tutto non è
Chi è Franco Nembrini
ranco Nembrini è un professore, uno scrittore, ma - come ci tiene a sottolineare lui - soprattutto un
FOriginario
padre che del tema dell’educazione ha fatto il suo cavallo di battaglia.
di Trescore Balneario (BG), classe 1955 come si legge nella sua biografia "ama definirsi
figlio d’arte, dato che il padre era bidello nelle scuole medie del suo paese natale. A quattordici anni
giura nelle mani della professoressa di lettere delle medie che diventerà insegnante di italiano, ma a
sedici è costretto per le esigenze della famiglia - dieci fratelli - a lasciare il liceo e a lavorare come
operaio. A diciotto decide di prendere il diploma di maturità magistrale, e in tre mesi di "studio matto e
disperatissimo" (Leopardi è, con Dante, l’altra sua grande passione) prepara gli esami da privatista. Si
iscrive quindi al corso di laurea in pedagogia all’Università Cattolica di Milano. Nel frattempo inizia a
insegnare religione (è il primo insegnante laico della diocesi), si sposa, diventa responsabile per
Bergamo di Comunione e Liberazione. Si laurea nel 1982, e l’anno seguente può finalmente
mantenere il suo giuramento, e diventa insegnante di letteratura nelle scuole superiori.
Nello stesso 1983 un gruppo di genitori disperati bussa alla sua porta: "Vorremmo una scuola che
affianchi la famiglia nel suo compito educativo rispettandone i valori e la tradizione". Comincia così
l’avventura della scuola libera La Traccia: nata con un piccolo corso di scuola media, oggi conta due
sezioni di scuola elementare, quattro di medie, tre licei (scientifico, linguistico e artistico), con poco
meno di mille alunni. Nel frattempo dal matrimonio con Grazia ha avuto Stefano e Andrea; negli anni
seguenti arriveranno Marco e Gabriele.
Dal 1999 al 2006 è presidente della Federazione Opere Educative (FOE), l’associazione di scuole
paritarie legata alla CdO, e fa parte del Consiglio nazionale della scuola cattolica e della Consulta
nazionale di pastorale scolastica della CEI, nonché della Commissione per la parità scolastica del
Ministero dell’istruzione. Dal 2008 al 2011 è responsabile degli insegnanti e degli studenti medi
superiori del movimento di Comunione e Liberazione. È soprattutto in questi anni che inizia a tenere
centinaia di incontri pubblici, in tutta Italia e anche all’estero - dal Brasile alla Russia, passando per
Spagna, Repubblica Ceca, Ungheria -, parlando specialmente di Dante e di questioni relative
all’educazione. Oggi è rettore del Centro scolastico La Traccia di Calcinate in provincia di Bergamo.
assolutamente al passo
con i tempi, non riesce a
mettere a tema cosa sta
accadendo alle nuove
generazioni, dal punto di
vista istruttivo e formativo;
siamo in arretrato di
decenni e i ragazzi sono
consapevoli di questo
divario tra la scuola e la
realtà.
In seconda istanza perché
c’è una responsabilità
gravissima ed annosa da
parte della politica, che ha
voluto fare della scuola un
immenso ammortizzatore
sociale, che anziché
occuparsi della
formazione dei ragazzi si è
preoccupato di dare lavoro
ad un milione di persone.
Le tantissime riforme non
si sono minimamente
interessate a correggere
questo aspetto, facendo un
passo avanti e
rispondendo ai bisogni
reali dei ragazzi, mentre si
sono piuttosto mosse
secondo logiche di
gestione del personale.
Questo da parte di governi
di ogni ideologia politica.
E questo aspetto è
veramente grave, perché se
non cambieranno le
impostazioni formative
non avremo un futuro.
Cambiamenti si possono
fare. Io ho l’esperienza
della scuola paritaria "La
Traccia", che ho fondato
insieme ad alcuni amici.
Però i sacrifici sono tanti,
perché le scuole paritarie
ormai sono penalizzate. La
politica dovrebbe creare le
condizioni perché chi vuol
fare educazione riesca a
farlo nella libertà. Lo
statalismo imperante che
c’è in Italia oggi tende
invece ad ammazzare quel
poco che è rimasto di
espressione educativa».
(Continua a pag.2)
Vescovado di Livorno, un Convegno di Studio intitolato “Il primato della
persona: premesse teoriche e applicazioni nella prassi”.
La riflessione sviluppata dal Convegno attiene al campo delle scienze giuridiche, e
riguarderà la questione dell’identificazione del concetto di persona umana e del
patrimonio di diritti, problematicamente intesi, di cui essa merita titolarità.
I temi del Convegno si collegano con le radici e gli sviluppi del sapere giuridico
maturati nelle varie epoche delle civiltà umane, non solo occidentali, attraverso
diversi approcci che dalla modernità in poi sembrano polarizzarsi, almeno fino al
tardo Novecento, nell’alternativa tra prospettiva giusnaturalista e prospettiva
giuspositivista. Le più recenti acquisizioni nel campo delle scienze biologiche e
mediche e le conseguenti tecniche applicative che si sono rese disponibili negli
ultimi hanno tuttavia delineato scenari del tutto nuovi, ponendo una serie di gravi
e delicati problemi ai quali ogni ordinamento giuridico contemporaneo, statale e
non, è oggi chiamato a fornire inquadramento. Le possibilità della
procreazione medicalmente assistita, la disciplina del cosiddetto “finevita”, il matrimonio tra persone del medesimo sesso, la concezione del
gender , per fare solo alcuni esempi di attualità, sono rapidamente
divenuti oggetto del dibattito pubblico e mediatico, sottoponendo i
giuristi - cultori di una scienza che da sempre è considerata “sociale”,
quindi orientata alla “migliore” regolazione delle dinamiche dei
comportamenti umani – all’apparente necessità di un aggiornamento del
loro strumentario dogmatico di riferimento. Ciò che porta taluni studiosi del
diritto finanche a parlare dell’avvenuta (o auspicabile) nascita, all’interno delle
tradizionali branche in cui si articola la scienza giuridica, di un nuovo settore
disciplinare, denominato (o denominabile) “bio-dirittto”, alle fondamenta del cui
statuto epistemologico porre appunto una concezione della persona umana non
necessariamente coincidente con quella accolta fino a pochi decenni orsono. A tale
esito si affianca del resto, in Italia, un rapporto non sempre collaborativo e
fruttuoso tra legislatore parlamentare e giudici, il primo peraltro accusato da certa
parte dell’opinione pubblica di non saper (o non voler) cogliere tempestivamente i
nuovi bisogni di una società in continua evoluzione, i secondi talora inclini a
“fughe in avanti”nel colmare presunti ritardi e lacune di una legislazione non
sempre adeguata al progredire delle situazioni.
I lavori dell’incontro di studio mireranno così ad illustrare le risposte, ed
ancor prima le domande, su cui l’ambiente giuridico è chiamato a
lavorare, alla luce di un panorama culturale inevitabilmente carico di
tensioni e di opzioni ideologiche ovvero valoriali tra loro non facilmente
conciliabili, se non addirittura contrapposte. Momento di sintesi
dell’indagine sarà pertanto lo sforzo per delineare una dimensione di “dignità”
della persona umana razionalmente e scientificamente condivisibile, sulla quale –
e non prescindendo dalla quale - poter quindi utilmente concepire un collegato di
diritti e di relative tutele. Operazioni entrambe richiedenti scelte “forti”, chiare,
fondamentali e non fondamentaliste, auspicabilmente laiche ma non laiciste,
comunque lontane – proprio perché la persona umana merita un primato
anzitutto logico fra le realtà giuridicamente rilevanti - da quell’euristica di soft law
pur suggerita da autorevole dottrina.
Il Convegno, riconosciuto dall’Ordine degli Avvocati di Livorno come
attività di formazione permanente per i professionisti ad esso iscritti, avrà
come Relatori il Prof. Francesco Donato Busnelli ed il Prof. Emanuele Rossi,
entrambi Docenti - rispettivamente di diritto civile e di diritto costituzionale nella Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento S. Anna di Pisa.
A presentare il lavori sarà l’Avv. Benedetta Paperini dell’Ordine degli Avvocati
di Livorno, ed ad introdurre le Relazioni sarà il Prof. Salvatore Vuoto, docente di
diritto amministrativo nell’Università di Pisa.
II
TOSCANA OGGI
LA SETTIMANA DI LIVORNO
5 ottobre 2014
L’intervista a Franco
Nembrini
La questione
educativa
(CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA)
Anche la Chiesa è un’agenzia
educativa. Potrebbe esserlo di più?
«Certo! Come ho detto prima, se
educare è una testimonianza, tutte le
agenzie educative devono rivedere
questo aspetto. Da vent’anni facciamo
dibattiti, riunioni, convegni su come le
agenzie educative che hanno fatto la
storia del nostro paese (Chiesa, Scuola
e Famiglia) possano allearsi per operare
con i ragazzi, personalmente non ci
credo più. Bisogna tornare ancora più
indietro, alle origini, ripartiamo dalla
persona. Bisogna che gli educatori
riprendano a muoversi tra i giovani,
incontrandoli, valorizzandone le
persone. A loro si affiancheranno altri
che vogliono compiere lo stesso
cammino, la stessa missione: È
l’alleanza tra queste persone che poi
rimetterà in moto tutto il sistema».
Nel suo libro afferma che per essere
un buon genitore non serve farsi tanti
problemi, basta esserlo e ai figli
questo basta…
«Lo ripeto, l’educazione è una
testimonianza non è un problema.
Paradossalmente il segreto
dell’educazione è non avere il
problema dell’educazione! Nella vita
ho incontrato grandi educatori, in
primis i miei genitori: ringrazio mio
padre di essersi occupato più della sua
santità che non della mia. Così facendo
me l’ha resa evidente, me l’ha resa
desiderabile, mi ha incuriosito quella
saggezza, quella letizia che lo ha
sempre accompagnato nella vita, senza
che mai avesse il bisogno di
convincermi di qualcosa.
Mi pare che questa generazione soffra
molto, di una sorta di non accettazione
da parte degli adulti. Ci siamo così
impoveriti nella vita da ridurre l’esito
educativo all’osservanza di alcune
norme. Da quando nascono questi
ragazzi in qualche modo si sentono
dire che non vanno bene: non vanno
bene ai genitori, ai professori, al prete,
non vanno mai bene… questa
generazione ha un oscuro senso di
colpa (molti lo scrivono, o compiono
gesti plateali), hanno la sensazione che
nessuno sia contento semplicemente
del fatto che loro esistano. Questa
mancanza di perdono, di misericordia,
mi sembra un po’ la cifra della tragedia
che stiamo vivendo. I nostri figli
avrebbero il diritto di avere un papà e
una mamma che li guardassero (perché
certe cose non c’è bisogno di dirle) con
la gioia di chi è contento solo per il
fatto che loro esistano, così come sono.
Solo dopo inizia l’aspetto dell’aiuto,
della correzione, ecc.. ma prima di tutto
deve esserci lo sguardo gioioso di chi è
contento di loro a prescindere da
tutto».
Forse anche la positività della vita è
venuta a mancare, la speranza…
«Purtroppo si. È così, i genitori nella
loro testimonianza dovrebbero essere
in grado di comunicare anche la
grandezza della vita. Nei più giovani c’è
sempre un grande senso di felicità e poi
si trovano di fronte un mondo di adulti
così piccolo, lamentoso, misero, cinico,
che il divario li fa impazzire, devono
cercare qualcosa per sopire questa
sofferenza. Se io mi sento fatto per cose
grandi e tutto il mondo intorno mi dice
"vola basso, vola basso, accontentati"
poi sono costretto a rifugiarmi nella
droga, nell’alcool, in qualcosa che mi
faccia evidare di pensare…
Io sono convinto però che mai come
oggi sia stato facile educare. Questa
generazione di ragazzi è meravigliosa,
perché è fragile, perché è povera. I
nostri giovani hanno già visto così
tanto schifo che non ne possono più e
appena intravedono un minimo di
bellezza riprendono coraggio. Quello
che sembrava perso per sempre, anche
le cose più piccole, messe davanti ad un
minimo di bellezza, possono tornare
ad essere grandi. Davanti alla bellezza
sono capaci di slanci di entusiasmo
impressionanti. Non abbiamo più
alibi, noi adulti perché questa
generazione di ragazzi, se posta davanti
ad una proposta grande, risponde con
un grandissimo entusiasmo».
L’intervista a Franco Nembrini è
disponibile su:
https://www.youtube.com/watch?v=BV
inZRxpHKA
Una buona NOTIZIA
Padre Gabriele Bezzi a Betlemme per l’inaugurazione
della ludoteca dell'ospedale pediatrico
Giorni magici per Betlemme
U
n’idea nata tre anni fa,
fortemente voluta e
sostenuta da padre
Gabriele Bezzi, un
progetto che ha avuto inizio
con un concerto organizzato
dal Comando Provinciale della
Guardia di Finanza di Livorno
al teatro Goldoni, dove l’allora
Colonnello Luciano Lipari e
dello stesso Padre Gabriele,
lanciarono l’idea di raccogliere
fondi da destinare alla
costruzione di una
ludoteca nell’ospedale
pediatrico a Betlemme.
Nel giro di soli tre anni la
struttura muraria è stata
realizzata e sono stati
trovati anche i soldi per
l’allestimento interno,
tanto che il prossimo otto
ottobre, avverrà
l’inaugurazione della Play
Room del Caritas Baby
Hospital.
Insieme a Padre Gabriele
(ideatore e anima del
progetto) che celebrerà
l’Eucarestia e parteciperà
alla festa organizzata per
l’evento, partiranno con lui
da Livorno il Mago Altan
(Alberto Tanfi) con le sue
collaboratrici
dell’Associazione
Strumpallazza che offrirà uno
spettacolo di magia ai bambini
ricoverati.
Ma non solo…
Il mago infatti si fermerà a
Betlemme per condurre un
laboratorio di magia al team di
clown terapia operante
all’interno dell’ospedale.
« L’impresa sembrava
impossibile da realizzarsi,
commenta il sacerdote, a causa
del costo elevato che l’opera
richiedeva, ma si decise di
partire ugualmente confidando
nella Provvidenza».
Da quel momento, dopo aver
preso contatti con le sorelle
che fanno parte del servizio
ospedaliero del Caritas Baby
Hospital, la macchina degli
aiuti ma soprattutto degli
eventi e delle iniziative non si è
più fermata.
«L’idea, come ci spiega padre
Gabriele, è stata accolta anche
in altre città d’Italia, e questo
In alto: il Caritas Baby
Hospital di Betlemme
Qui sopra: Padre
Gabriele durante una
maratona e il mago
Altan
A fianco: padre Gabriele
con don Carlo e Suor
Donatella che lavora
nell’ospedale
pediatrico, in visita a
Livorno lo scorso 3
Agosto
ha fatto si che il sogno si
realizzasse in poco tempo».
Livorno è sempre stata in
prima fila per sostenere il
progetto con tante iniziative,
come ad esempio il progetto
"Run 4 Life" che ha coinvolto
non solo il sacerdote
appassionato di corsa ma
anche il suo amico Gian Paolo
Cateni che ha corso la
Maratona di Milano lo scorso
Aprile con questo scopo.
Nelle scorse settimane, la
parrocchia di San Pietro e
Paolo ha organizzato un
torneo in ricordo di Sara
Mazzi, ed il raccolto è stato
devoluto ancora una volte per
la ludoteca di Betlemme.
«Se dovessi stare a contare tutte
le iniziative e manifestazioni
che abbiamo "messo in piedi"
per questo sogno sicuramente
ne dimenticherei qualcuna, da
tante che sono state ma
soprattutto perché fatte con il
cuore e con la passione tanto
che non se ne tiene il conto».
La spedizione che partirà da
Livorno Primo di Ottobre è
stata chiamata "Giorni Magici
per Betlemme" come a voler
sottolineare la grande "magia"
che il Bambino nato a
Betlemme nella povera grotta
duemila anno fa, ha voluto
fare per i tanti bambini che
ogni giorno cercano un sorriso
presso il Caritas Baby Hospital.
Martina Bongini
IN CATTEDRALE IL MANDATO AGLI OPERATORI DELLA CARITÀ’
Un anno di impegno per gli altri
n occasione della vicina solennità di San
IhaVincenzo
de’ Paoli, il vescovo Simone
conferito, in Cattedrale, durante la
celebrazione eucaristica, il Mandato a
tutti gli operatori della Caritas, volontari
e responsabili delle Caritas parrocchiali.
Un atto di impegno e di responsabilità
verso i fratelli più bisognosi, verso i quali
siamo chiamati a chinarci.
Tra le autorità presenti alla celebrazione:
il prefetto Tiziana Costantino, l’assessore
alle politiche sociali del Comune di
Livorno Ina Dhimgjini e Luca Lischi capo
di gabinetto della Provincia di Livorno.
Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato che
il Signore ci invita alla compassione, che
non si tratta di un sentimento di
pietismo, ma significa farsi prossimi,
prendersi a cuore l’altro, soffrire con
l’altro. Occorre pregare affinchè il Signore
dilati i nostri cuori e ci renda capaci di
donarsi agli altri.
E’ necessario che coloro che non sono
colpiti dalla crisi, mettano a disposizione
le proprie ricchezze a servizio dei più
bisognosi. Come diceva S.Agostino,
infatti, i poveri saranno i postini che
presenteranno a Dio i nostri gesti di
carità.
Riguardo alla situazione politicoeconomica, il Vescovo si è soffermato
sulla necessità da parte delle istituzioni di
trovare strade e strumenti che possano
garantire a tutti una casa e un posto di
lavoro.
Durante la celebrazione è stata
annunciata la vicina inaugurazione della
struttura d’accoglienza “Casa Papa
Francesco”. Si tratta di un’opera segno,
all’interno della struttura Casa San
Giuseppe di Quercianella, che ospiterà
minori dai zero a ai sei anni. Sono tanti i
progetti e le misure che occorre mettere in
atto per dare risposta alle tante richieste
di aiuto, ma spesso mancano le risorse
finanziarie per realizzarle. Preghiamo e
confidiamo con fede nella provvidenza,
tutto è possibile in Colui che ci da forza.
Caterina Lo Russo
UN ANNO DI MEMORIA E INIZIATIVE
50 anni della parrocchia Sette Santi
l 2 febbraio 1965 con decreto del VeIviene
scovo Monsignor Emilio Guano,
eretta la Parrocchia dei Sette
Santi Fondatori.
Per ricordare questo anniversario la
parrocchia ha indetto un anno di preghiera, riflessione, memoria e festa
con una serie di iniziative liturgiche,
catechetiche e caritative in aggiunta a
quelle consuete. A fare da cornice a
questi dodici mesi la Prima Lettera di
San Pietro "Adorate il Signore, Cristo,
nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranze che è in voi".
L’anno giubilare si è aperto domenica scorsa; domenica 5 ottobre il secondo appuntamento con l’inizio solenne dell’anno catechistico. La data successiva vedrà
la presenza del Vescovo Simone Giusti sabato 22 novembre con la cresima dei
ragazzi della parrocchia. E poi ancora iniziative nel tempo di Natale.
TOSCANA OGGI
LA SETTIMANA DI LIVORNO
5 ottobre 2014
III
Il Serra Club di Livorno
ricorda Olimpia Sgherri
CONOSCIAMO
Giovanni Tanozzi
LA MADRE TERESA
DI LIVORNO
l Serra Club di Livorno ha voluto iniziare
Iruolo
l’anno sociale dedicato all’importante
della donna nella Chiesa, ricordando
Un medico
senza frontiere
GiovanniTanozzi, medico livornese ci ha
raccontato come si può continuare a mettersi
al servizio degli altri con la propria professione,
anche quando si smette di lavorare.
Il progetto del CISOM rivolto ai bisognosi che
non si possono permettere cure costose
DI
GIULIA SARTI
iovanni Tanozzi
nella sua vita ha
visto qualcosa come
6-7 mila nascite, tra
cui quella dei suoi tre figli e
dei quattro nipoti. L’ultima
pochi mesi fa. In Uganda.
Ginecologo per 38 anni
all’ospedale di Livorno, una
volta in pensione ha deciso
di non lasciare da parte
quello per cui aveva
studiato.
«A dire la verità la scelta di
medicina fu molto
improvvisata. Uscii di casa
per andare a iscrivermi a
legge o scienze politiche, io
che vivevo gli anni della DC,
di Emo Danesi, di Lucchesi".
Poi, durante il tragitto, l’idea
della facoltà medica, bella sì,
ma troppo lunga. "Tornai a
casa che ero studente di
medicina dell’Ateneo
pisano». Ma mai si pentì
della scelta.
Ogni nascita, racconta, è una
nuova emozione, il pianto
del bambino, la madre che
lo prende tra le braccia per la
prima volta. «Ma è anche
una grande fifa!Non sai mai
quello che potrà accadere in
quella sala parto e devi
essere pronto a tutto».
Eppure l’emozione ha vinto
sulla paura visto che dopo la
pensione nel 2011, Giovanni
ha trovato il modo per
continuare a esercitare.
«Tra tutti gli opuscoli che
arrivano in cassetta per
aiutare bimbi malati o
G
orfani, una volta mi colpì
quello dell’Associazione
Italia- Uganda di Padre
Giovanni Scalabrini».
Iniziò così una
collaborazione fino alla
prima visita in Uganda per il
50° anniversario di
sacerdozio del
prete.«Un’esperienza
bellissima che mi fece
conoscere una nuova realtà
in cui tutti sorridono anche
mentre sono in fila per una
farinata e 20 fagioli, unico
pasto del giorno».
Dopo quella volta, Giovanni
è tornato in Uganda altre
due volte, nel 2013 e nel
2014. Stavolta però come
medico volontario.
«Ho operato insieme ad altri
medici e specialisti italiani
all’ospedale della missione
di Luzira, alla periferia di
Kampala, un ospedale
moderno nella struttura, ma
che richiederebbe molto di
più dell’essenziale che c’è
per il momento». 21 giorni e
22 interventi per Giovanni e
la sua équipe che hanno
portato anche qualche
modifica logistica. «C’erano
delle cose che non potevano
essere presenti in un
ospedale, la più curiosa gli
addobbi di Natale in sala
operatoria che ho
provveduto a rimuovere
immediatamente».
Il prossimo viaggio del
dottor Tanozzi potrebbe
essere ancora in Tanzania,
magari un’altra zona o in
alternativa ancora una volta
Una sanità PER TUTTI
uando il responsabile della sezione di Livorno del
Q
CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di
Malta) Pier Paolo Sardi gli chiese consigli come nuovo
responsabile sanitario, il Dottor Giovanni Tanozzi, che al
momento era l’unico medico iscritto all’Ordine, suggerì che
l’acquisto di una nuova ambulanza come era stato proposto,
sarebbe stato troppo impegnativo e avrebbe richiesto un
numero notevole di personale disponibile.
Forse sarebbe stato più utile un "poliambulatorio" che
unisse diversi specialisti medici per un servizio gratuito a chi
non potesse permettersi di pagare neanche il ticket minimo.
Mancava però un luogo adatto. "Il dottor Farneti- racconta
Tanozzi- ci mise a disposizione gli ambulatori della sua
farmacia in Viale Carducci 203 e tutta la strumentazione
presente".
Giovanni, che in campo medico aveva operato fino a pochi
anni prima come ginecologo all’ospedale di Livorno, iniziò
così la ricerca dei medici. "Cominciai tra le mie conoscenze
dirette o meno di cui ero certo potessi fidarmi".
Ecco che pian piano il numero del gruppo aumentò con la
Dottoressa Marina Pauletti, cardiologa in pensione, Alberto
Guideri, medico geriatra e, per la parte dermatologica, i
dottori Maria Teresa Luverà e Andrea Ciangherotti. A loro si
unirono la Dottoressa Laura Russo per la diabetologia e
endocrinologia. A completare il gruppo lo pneumologo
Roberto Boni, lo psichiatra Mario Ghiozzi e l’omeopata
Marco Borgioli. E ovviamente Giovanni Tanozzi, ginecologo.
Dal maggio scorso il mercoledi e il giovedì i medici si
rendono disponibili, solitamente ognuno una volta al mese,
per le visite su appuntamento. "Questioni legali ci
costringono, almeno per il momento ad accettare pazienti
che abbiano cittadinanza italiana e siano in possesso di
tessera sanitaria". Nessun tipo di offerta viene richiesta
anche se resta comunque cosa gradita per chi ne avesse la
possibilità.
"Alle specializzazioni già presenti, vorremmo aggiungerne
altre-spiega il Dottor Giovanni- primo fra tutti un
ortopedico. La gente purtroppo si cura meno, è aumentato il
numero di chi si rivolge al pronto soccorso e di chi di fronte
a un malessere non prende nessun tipo di provvedimento".
E’ possibile prenotare le visite dal martedi al venerdi, dalle
10 alle 12 e dalle 19 alle 20 chiamando il numero
3898856700.
g.s.
in Uganda il prossimo
marzo.
Nel frattempo Giovanni si è
iscritto al CISOM (vedi box)
ed è riuscito a mettere su
insieme ad altri medici un
una bellissima figura recentemente
scomparsa e che ha lasciato un’impronta
indelebile per aver speso tutta la sua vita
per gli “ultimi”. Si tratta di Olimpia Sgherri,
una minuta donna, proprio come Madre
Teresa, maestra elementare che non
bastandole di dedicare il tempo ai bambini
handicappati, uscita da scuola, andava per
le strade più nascoste della nostra città per
soccorrere i bisognosi di qualunque
necessità, da quella materiale a quella
spirituale.
Padre Damioli, parroco della Chiesa di san
Sebastiano, dopo aver celebrato presso la
Parrocchia di S. Lucia, una Messa di
suffragio, prima di ripercorrere i molti
episodi della sua lunga dedizione ai poveri,
ha esclamato: “dovendo presentare una
persona che ha
avuto un
Padre Damioli, significato
particolare per
parroco
Livorno,
della Chiesa di
dobbiamo dire
san Sebastiano, che non c’è luogo
essa non sia
sta raccogliendo dove
stata!” Ha quindi
la memoria
ricordato
numerosi episodi
di tanti
della sua vita dai
per iniziare
quali emerge che
il processo di
anche di fronte ai
impossibili,
riconoscimento casi
era tanta la fiducia
di santità
che riponeva in
Dio e nelle
della vita
persone a cui
di Olimpia
chiedeva aiuto,
che come per
miracolo portava a termine ciò di cui c’era
bisogno. La sua sola presenza talvolta
bastava. Il suo vestito era la carità costante
perché il suo non era un amore umano ma
divino, lei aveva sperimentato l’amore di
Gesù e solo così poteva donarlo. Una volta
si ammalò e poiché da molti giorni la
febbre non la lasciava, non volendo far più
aspettare i suoi poveri chiese con fede
l’Unzione degli infermi. Dopo tre giorni
quello che le cure umane non erano
riuscite, lo fece il Sacramento: le permise di
riprendere ad assistere con il suo sorriso i
suoi assistiti e su questo diceva: Gesù mi ha
guarito! Era “vagabonda” non per sé ma
per gli altri, spesso le hanno rubato la
bicicletta, e gli amici gliela ritrovavano. Il
sorriso era una delle sue qualità, aveva il
sorriso dentro il cuore che la accompagnava
sempre. Pur non essendo madre perché
consacrata a Dio, faceva da madre a tanti. A
chi rendere gloria per questo esempio? A
Dio che l’ha resa umile e facendo il bene è
diventata strumento del Signore.
L’11 febbraio prossimo, sarà il primo
poliambulatorio gratuito in
Viale Carducci.
«Il mio sogno? Volare in
Brasile a visitare una favela e
magari rendermi utile in
qualche modo».
PRIMO INCONTRO DEL NUOVO COLLEGAMENTO NAZIONALE DELL'ORDO VIRGINUM
Verso l’anno per la vita consacrata
opo le elezioni
dello scorso mese
in Sardegna, la
nostra consacrata
di Livorno, Giusy
D’Agostino, eletta nel
collegamento nazionale,
si è riunita con altre
consacrate dell’Ordo
Virginum per preparare
una serie di iniziative in
programma nei prossimi
mesi ed in particolare in
vista dell’anno dedicato
alla vita consacrata.
D
Nello stile della
semplicità e sobrietà ci
siamo incontrate a
Petrignano sul lago
Trasimeno in casa di
una consacrata del
collegamento. Dopo il
passaggio di consegne
tra il vecchio e nuovo
collegamento è
iniziato il lavoro che ci
ha visto impegnate su
come orientare il
nuovo incontro
nazionale a Milano
dell’Agosto 2015:
un appuntamento che
seguirà la linea dei
precedenti cioè
approfondire un
documento del
Concilio Vaticano II
alla Luce del carisma
dell’Ordo Virginum e
che sarà preceduto in
Febbraio 2015 da un
Seminario, a Roma,
introduttivo
all’incontro di Milano.
Insieme all’incontro
nazionale ci sarà anche
una giornata dedicata
alla riflessione della
Nota Pastorale dei
Vescovi italiani
sull’Ordo Virginum
approvata lo scorso
mese di Marzo.
Ma l’appuntamento
più atteso per l’Ordo
Virginum sarà l’anno
per la Vita Consacrata
indetto da Papa
Francesco che inizierà
il prossimo 30
Novembre per
concludersi il 2
Febbraio 2016, e che
prevede a fine Gennaio
2016 un incontro con
il Santo Padre, tale
appuntamento sarà un
momento forte e
carico di significato
per questa forma di
consacrazione nella
Chiesa, tanto antica
ma allo stesso tempo
nuova perché non
ancora molto diffusa
nelle nostre Chiese
particolari.
Rendiamo lode al
Signore per il
cammino che ci dona
nella Chiesa e nel
mondo e con
rinnovato impegno
offriamo il nostro
servizio.
Prossimo incontro del
Collegamento sarà a
Milano nei giorni 7 -9
Novembre, insieme
alle consacrate della
Diocesi di Milano, per
organizzare i diversi
ambiti dell’incontro di
Agosto 2015.
Giusy D’Agostino
anniversario della sua morte. Va
riconosciuto a lei anche il merito di aver
precorso l’attuale istituzione della Caritas
Diocesana in quanto fu lei che nella
Parrocchia della Venezia di San Ferdinando
aveva dato inizio alla consuetudine di
distribuire i pacchi per i poveri, così pure si
occupò dei baraccati, dei moribondi e dei
malati terminali di Aids. Il Presidente del
Serra club Giovanni Mancusi, insieme ad
Alessandra Cavallini hanno consegnato alla
sorella una pergamena di riconoscimento
per l’impegno quarantennale nell’AIMC
(Associazione Maestri Cattolici), della
quale associazione è stata confondatrice
nella nostra città. Padre Damioli, ha
invitato tutti coloro che l’hanno
personalmente conosciuta ed hanno
condiviso momenti importanti della sua
vita a deporre presso di lui le memorie, per
avviare un processo di riconoscimento
della santità della sua vita. Dopo la
dichiarazione di Beato del Vescovo Pio
Alberto del Corona avvenuta pochi giorni
fa e speriamo a breve del sacerdote Battista
Quilici, sarebbe la prima laica livornese del
‘900 a salire agli onori degli altari!
Monica Cuzzocrea
IV
TOSCANA OGGI
LA SETTIMANA DI LIVORNO
5 ottobre 2014
Agenda del VESCOVO
VENERDÌ 3 OTTOBRE
Nella mattina, udienze laici in vescovado
11.30 depromovendis
SABATO 4 OTTOBRE
10.00 in occasione della visita pastorale al V vicariato, visita alle persone
ammalate della parrocchia di S. Stefano a Castelnuovo della Misericordia
DOMENICA 5 OTTOBRE
11.00 S. Messa per l’inizio dell’anno
pastorale alla chiesa di San Ferdinando
15.30 Convegno diocesano alla chiesa
di S. Andrea- Vescovado (vedi locandina pag,VIII)
21.00 in occasione della visita pastorale al V vicariato, processione per la festa patronale alla parrocchia di Santo
Stefano a Castelnuovo della Misericordia
LUNEDÌ 6 OTTOBRE
18.00 in vescovado, convegno diocesano
MARTEDÌ 7 OTTOBRE
10.00 collegio dei consultori in vescovado
11.00 consiglio episcopale in vescovado
19.00 assemblea degli animatori dei
giovani in vescovado
MERCOLEDÌ 8 OTTOBRE
Nella mattina, in vescovado, udienze
clero e laici
17.00 in occasione della visita pastorale al V vicariato incontro con i ragazzi
e i genitori alla parrocchia di S. Stefano a Castelnuovo della Misericordia
21.15 in occasione della visita pastorale al V vicariato incontro con il consiglio pastorale e consiglio affari economici alla parrocchia di S. Stefano a
Castelnuovo della Misericordia
GIOVEDÌ 9 OTTOBRE
9.30 ritiro del clero alla parrocchia
della SS.ma Trinità (Cappuccini)
DOMENICA 12 OTTOBRE
10.30 S. Messa e cresime alla chiesa di
S. Agostino
16.00 S. Messa e cresime alla chiesa
del Sacro Cuore (Salesiani)
libri da LEGGERE
Diocesi
informa
Ripartono i corsi della Scuola
di Teologia e della SFOP
Nel mese di OTTOBRE
È tempo
di formazione!
I
n Diocesi è tempo di formazione: in questi
giorni iniziano infatti le proposte del
Centro Pastorale diocesano dedicato
proprio a questo ambito: formazione culto - liturgia, guidato da don Fabio
Menicagli.
Innanzitutto la scuola di teologia diocesana,
dedicata a don Antonio Marini: un momento
formativo teologico in stile accademico della
durata di 3 anni, alla fine dei quali si riceve un
“diploma di cultura teologica”. Ogni anno,
saranno quattro i corsi da seguire, due nella
prima metà dell’anno e due nella seconda, al
termine dei quali si dovrà sostenere un esame
per ciascuna materia. Naturalmente, sarà
possibile seguire il corso da semplici
spettatori, senza sostenere esami, anche se
questo comporterà l’impossibilità di
conseguire il diploma. Il costo della Scuola è
di 70 Euro di iscrizione annuale, con una
frequenza di due volte a settimana ogni
quindici giorni. Il direttore della Scuola è
Francesco Morosi, coadiuvato dalla signora
Flora Ciulli che svolgerà servizio di segreteria
(mar e giov 10.00/12.00 dal 9 settembre al 9
ottobre in vescovado. Tel 339 3551889 –
0586 276209; scuola
[email protected])
I corsi del primo anno sono: Introduzione
alla Sacra Scrittura (prof. Diac. Franco
Caccavale) dal 14 ottobre al 20 gennaio 2015;
teologia fondamentale (prof. Don Ordesio
Bellini) dal 16 ottobre al 15 gennaio;
ecclesiologia (prof.ssa Enrica Senesi) dal 10
febbraio 2015 al 12 maggio; morale
fondamentale (prof. Don Raffaello
Schiavone) dal 12 febbraio 2015 al 14
maggio. Gli orari della scuola sono: martedì
e giovedì dalle 18.30 alle 20.00 nella sede di
via delle Galere.
L’altro percorso di formazione diocesano
verrà offerto dalla SFOP (scuola di
formazione operatori pastorali), per
l’aggiornamento permanente degli
operatori pastorali. Nella SFOP si potrà
scegliere tra liturgia, catechetica e
attenzione alla povertà, a seconda del
proprio carisma e del proprio interesse.
L’iscrizione alla SFOP è completamente
gratuita e la frequenza sarà quindicinale a
seconda dell’ambito scelto (i calendari
saranno comunicati al più presto). Gli
incontri della Sfop si
snoderanno su tre sedi: la parrocchia di S.
Teresa a Rosignano Solvay e la parrocchia di
San Giovanni Bosco a Coteto per gli ambiti
riguardanti liturgia e catechesi mentre le
Sorgenti di Carità in Via Donnini ospiteranno
l’ambito dedicato all’attenzione alla povertà.
BREVI DALLA DIOCESI
Corso biblico alla Seton
TUTTI I MARTEDÌ ALLE 18.30
Alla parrocchia della Seton riprende l’appuntamento settimanale del Corso Biblico sul Vangelo di Matteo.
Ogni martedì il diacono Franco Caccavale alle 18.30 nei locali parrocchiali commenterà e spiegherà il Vangelo di Matteo. L’incontro è aperto a tutti
di Mo.C.
Senaldi S. -Nel solco del cuore. Le parabole di Gesù.- Ed. Paoline, pp. 111, euro 10,00
Stefano Senaldi, membro della congregazione
degli Stimmatini, studioso e professore di Sacra Scrittura nella Diocesi di Vicenza, in questa pubblicazione, pur guidandoci con un linguaggio semplice nella comprensione delle
parabole che troviamo nei primi tre Vangeli, ci
aiuta gradatamente ad entrare nella mentalità
di Gesù o come spesso sentiamo dire nella
spiritualità biblica. Nella lingua italiana quando parliamo di parabola, si intende una storia
breve con due livelli di significato: quello della storia in sé e quello della realtà a cui si riferisce. In ebraico invece la parabola è un qualsiasi esempio o immagine preso dalla realtà che
può illustrare o dare significato ad una certa
situazione. La parabola è un genere letterario
particolare al quale molti studiosi si sono dedicati. Il nostro autore ha preso in esame solo
alcune tra le parabole in senso stretto, cioè le
storie che Gesù ha raccontato, che gli evangelisti hanno raccolto nei loro scritti e che hanno uno sviluppo narrativo. I commenti ai vari
brani sono un invito a crescere nella fede e
nella conoscenza del messaggio che Gesù ha
comunicato, sapendo come ci ricorda Senaldi,
che " le sue parabole sono inviti aperti che attendono da noi una risposta". Al termine di
ogni riflessione vi sono delle preghiere tratte
dal libro Con la vita canterò la Tua lode: Preghiere, a cura dell’Opera dell’Amore Sacerdotale (Verona 2007).
S. Francesco ai Cappuccini
3-4-5 OTTOBRE
Alla Parrocchia di Borgo Cappuccini la festa del 4 ottobre non può passare
inosservata. Si festeggia Padre San Francesco, tanto caro ai frati quanto alla
comunità.
Nel giorno in cui si ricorda il passaggio da questa vita alla vita celeste del
santo di Assisi, venerdì 3 ottobre alle 18.30, Solenne Transito di San
Francesco e alle 21.15 al Circolo S.Pio X , proiezione del film Chiara e
Francesco.
Sabato 4 ottobre, Festa di San Francesco, Solenne celebrazione alle 18.30
alla presenza della Corale parrocchiale Lorenzo Perosi.
I festeggiamenti si chiuderanno dopo la messa delle 10.00 di domenica 5
ottobre, che vedrà convolare a nozze due ragazzi della comunità, con il
pranzo "in famiglia" alle 13. La parrocchia penserà al primo e alle bibite,
ai partecipanti è chiesto un secondo o un dolce da condividere, con la possibilità di arrostire alla brace.
Cooperatori Paolini
DOMENICA 5 OTTOBRE ALLE 11.00
Alla parrocchia San Ferdinando dopo la Messa, alla presenza del Vescovo i
Cooperatori Paolini consegneranno le Bibbie per la Famiglia ai Migrantes
e alla Stella Maris.
Serra Club
LUNEDÌ 6 OTTOBRE ALLE 17.30
Presso la Sala consiliare della Provincia, il dott. Eugenio Porfido, direttore
generale dell’Azienda Sanitaria di Livorno, terrà una conferenza sul tema:
"Una nuova etica sanitaria o più etica in sanità?".
L’incontro, aperto a tutta la città, è organizzato dal Serra Club e presieduto
da Giovanni Mancusi
TOSCANA OGGI
LA SETTIMANA DI LIVORNO
5 ottobre 2014
V
La genesi di una
famiglia cristiana
Ecco il primo capitolo
dell’ultima lettera
pastorale scritta da
monsignor Giusti
A). II LEGAME PERSONAFAMIGLIA È FORSE NELLA VITA
UMANA UNA DELLE RELAZIONI
PIÙ RICCHE E MISTERIOSE
Il semplice ma sconcertante fatto che ogni persona deve il proprio esistere a due altre persone
indica sia il mistero della persona sia il mistero della famiglia
che si costituisce proprio in
questa nuova relazione a tre. In
questa luce la coppia si manifesta
origine naturale di ogni persona.
Conoscere la persona in modo
sapienziale vorrà dire guardarla
alla luce della sua origine, vale a
dire alla luce della coppia. Nella misura in cui conosciamo la
coppia, potremo avvicinarci al
mistero della persona umana.
Il fatto sorprendente e sconcertante della paradossale centralizzazione della coppia
I cambiamenti sociali, la rivoluzione industriale, l’alfabetizzazione di tutti i ceti sociali, l’accesso alla cultura di un numero
crescente di persone, lo sviluppo scientifico e tecnologico, il
progresso delle scienze umane,
il cambiamento del comportamento sessuale, ecc, hanno fatto sì che la donna abbia cominciato a ripensare profondamente il suo
ruolo nella famiglia e nella società,
riconoscendolo inadeguato alla
ricchezza del suo essere femminile. Questa è la vera e più importante rivoluzione del XX secolo, di
portata epocale riconoscono sociologi e storici. Nel giro di pochi
decenni la donna è riuscita in
un modo ammirevole a uscire
dalla sua posizione d’inferiorità
sociale, psicologica, famigliare,
stravolgendo un modello di vita
millenario. L’affermazione femminile a tutti i livelli della società
ha prodotto un cambiamento
profondo della vita famigliare: sotto il profilo economico, politico, psicologico, sociale, giuridico, e anche di fronte alla Chiesa
oggi due persone si sposano
con gli stessi diritti e doveri, persone di pari dignità. Cosa ha
portato fra l’altro tutto questo?
Per la prima volta nella storia la
famiglia si può fondare veramente sulla coppia di due persone di pari diritti, doveri e dignità. O ci ama e ci si rispetta
accettandosi
reciprocamente
oppure la coppia scoppia! Se la
coppia tiene la famiglia regge, se
la coppia si sfalda, la famiglia si
scioglie. Questa improvvisa centralizzazione della coppia ha
implicazioni che la società attuale, pur subendone ovunque
le conseguenze, non ha saputo
ancora trasformare in una consapevolezza diffusa e qualificante. La centralizzazione della
coppia implica inevitabilmente
la centralizzazione di alcune caratteristiche della vita della coppia alle quali, trattando si di un’esperienza completamente nuova
per l’umanità intera, né la società, né la Chiesa possano essere pronte.
- L’effetto più vistoso della nuova
condizione della coppia è il crescente numero di divorzi e delle
convivenze senza legami istituzionali. La spiegazione classica è:
mancano i valori di una volta.
Sono venuti meno la fedeltà, lo
spirito di sacrificio, l’amore co-
me atto di volontà, la consapevolezza dei propri ruoli e del legame coniugale, ecc. In parte
ciò è vero.
- Tali cause si adducono anche per
spiegare il vertiginoso aumento
delle convivenze fra l’altro, ancor
più fragili dei matrimoni. Ma non
è questo il problema vero!
- Il lavoro con le coppie che si preparano al matrimonio, l’accompagnamento delle coppie sposate e
l’aiuto alle coppie in crisi, dimostrano che i motivi sono altri: non
si tratta in primo luogo di infedeltà
ai
valori
tradizionali,
ma
dell’incapacità di interpretare e di
realizzare la nuova condizione della coppia. Sottolineo: è la novità
epocale della centralità della relazione coniugale che pone il problema centrale ai coniugi e immediatamente dopo ai genitori. La centralità della relazione di coppia
ha perciò implicazioni profonde anche sull’interpretazione
della persona. Essa evidenzia
nuovi aspetti della vita nuziale e
famigliare che gettano una nuova luce sul valore della persona
umana e sulle modalità della
sua realizzazione.
L’amore come necessità quotidiana coniugale e genitoriale
La prima e sconvolgente caratteristica ed implicazione della
nuova condizione coniugale è
la inevitabile centralità esistenziale dell’amore.
La stabilità di un matrimonio, di
una famiglia, non dipende più
dall’identificazione con il ruolo
paterno o materno, con le conseguenti ripetizioni di modelli
mentali, emotivi e comportamentali condivisi, o da una dipendenza economica, sociale,
psicologica della donna dall’uomo, ma quasi esclusivamente dalla qualità della relazione tra i due.
La natura di questa relazione è
amore.
La centralizzazione della relazione
coniugale, procurata dall’equiparazione della donna all’uomo, dall’uguaglianza tra marito e moglie, a
scapito dell’identificazione tradizionale con i ruoli e i comportamenti genitoriali, implica la centralizzazione dell’amore! Centralizzazione indispensabile per la
realizzazione della coppia e della
famiglia.
Ascoltando le storie delle coppie in crisi si rimane colpiti dalla drammaticità con la quale l’amore richiede di essere prioritario nella coppia, non come una
teoria di fondo, una premessa
iniziale, o un ricordo da rinfrescare ogni tanto, ma come esperienza quotidiana, modalità di
pensiero, di linguaggio, di azione. Mai come ora nella storia
umana l’amore è condizione indispensabile per la realizzazione delle nozze e della famiglia.
B). L’ACCOMPAGNAMENTO
DELLE PERSONE CHE
CONVIVONO
Oggi molte coppie si presentano a chiedere il matrimonio cristiano e a compiere il cammino
di preparazione in una condizione di convivenza. E? una situazione che richiede un’ulteriore riflessione, per assumere
un criterio pastorale unitario e
appropriato. Se da una parte
dobbiamo accompagnare per
tutto il tempo possibile le coppie gia? conviventi che chiedono il matrimonio cristiano, perche? comprendano la realta?
del sacramento che chiedono e
si rafforzino nell’amore, dall’altra non possiamo rassegnarci a
un generale senso di impotenza
di fronte al dilagare di un fenomeno che coinvolge sempre
piu? persone verso le quali la
comunita? cristiana deve sviluppare una prudente attenzione
pastorale.
Assistiamo infatti a una specie
di "paralisi del desiderio": quasi
che i grandi desideri restino come paralizzati senza riuscire a
formulare un vero progetto di
vita. Difficilmente si va a convivere avendo un progetto. Talvolta e? una decisione determinata
dalle circostanze, presa perche?
intimoriti dalle difficolta?. In altri casi non e? una vera scelta,
ma si e? mossi da un’abitudine
acquisita nel frequentarsi. Si cede talvolta alle distanze date
dalla mobilita? lavorativa o alla
sensazione di inadeguatezza nel
vivere ancora in casa con i propri genitori, nella fatica di trovarsi adulti, ma praticamente
incapaci di compiere un passo
decisivo. La paura prende quindi il sopravvento sul desiderio.
Da una parte si vorrebbe condividere la vita con la persona che
si ama, dall’altra si ha paura di
legarsi in modo definitivo.
Come ci ha ricordato il Santo
Padre Benedetto XVI, "l’indissolubilita?, prima che una condizione, e? un dono che va desiderato, chiesto e vissuto, oltre
ogni mutevole situazione umana. Non pensate, secondo una
mentalita? diffusa, che la convivenza sia garanzia per il futuro.
Bruciare le tappe finisce per bru-
ciare l’amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi e la
gradualita? nelle espressioni; ha
bisogno di dare spazio a Cristo,
che e? capace di rendere un
amore umano fedele, felice e indissolubile". Ancora appare opportuno intensificare la comunione in un progetto che veda
coinvolta la pastorale familiare,
giovanile, catechistica, per analizzare il fenomeno e trovare
nuove forme di iniziative comuni.
Dal Municipio alla Chiesa
Sempre piu?, in questi ultimi
decenni, assistiamo anche al
moltiplicarsi della richiesta del
sacramento del matrimonio da
parte di chi vive gia?, talvolta da
anni e con la presenza di figli,
un matrimonio civile. La comunita? cristiana e? chiamata ad
accoglierli con riguardo e attenzione, riservando loro un cammino di preparazione attraverso
un accompagnamento alla fede
e al dono della grazia sponsale.
Infatti il sacramento del matrimonio produce in loro una novita? di vita che deve essere scoperta e vissuta proprio nel momento della sua preparazione.
A tal riguardo si possono presentare situazioni in cui uno o
entrambi i nubendi chiedano il
sacramento della confermazione. Questa, che apparentemente
sembrerebbe una difficolta?,
puo? divenire una risorsa,
quando la coppia dei fidanzati
puo? essere accompagnata, gradualmente, a una riscoperta del
proprio battesimo in vista del
dono dello Spirito da ricevere.
E? bene per i battezzati sposati
civilmente o conviventi promuovere nella preparazione al
matrimonio un cammino di fede che preveda la celebrazione
della confermazione dopo la celebrazione delle nozze. Essa costituisce una preziosa opportunita? di crescita per la coppia e
per la famiglia. Vi potra? essere
anche la richiesta di far battezzare i figli nati da quell’unione
civile; anzi, talora tale richiesta
precede quella di celebrare il
matrimonio o diventa occasione per avviare un percorso di
maturazione verso di esso. L’accompagnamento di coppie di
sposi puo? essere importante
per prepararsi al battesimo,
consentendo di fare esperienza
della chiesa domestica che hanno formato celebrando il sacramento del matrimonio. In ogni
caso, non si inserisca il battesimo dei figli nella stessa celebrazione delle nozze.
La lettera PASTORALE
LA FAMIGLIA VIVE IL PRIMO ANNUNCIO AI FIGLI.........
VI
TOSCANA OGGI
LA SETTIMANA DI LIVORNO
5 ottobre 2014
Il ritiro della pastorale
giovanile della
parrocchia San Luca
COME SERVI
PER AMORE
■ DON IVANO COSTA parroco a San Jacopo
«Pregate per me e aiutatemi»
La cerimonia di ingresso
ufficiale alla presenza
del vescovo Simone
un rito solenne e pieno di segni
quello dell’ingresso di un nuovo
parroco in una comunità: il Vescovo
gli consegna le chiavi della chiesa,
tempio di Dio che gli viene affidato;
quelle del tabernacolo, segno della
custodia dell’Eucaristia; gli olii santi, con
cui amministrerà i sacramenti; la stola,
simbolo del sacramento della
Confessione; insieme allo scranno
dell’altare da cui presiederà le celebrazioni
liturgiche. Ed in questa solennità è
avvenuto anche l’insediamento di don
Ivano Costa alla parrocchia di S. Jacopo.
Una parrocchia prestigiosa quella accanto
all’Accademia, come ha voluto
sottolineare mons. Giusti, che ha avuto
alla sua guida pastorale preti di spessore e
che conta una popolazione ricca di adulti
e giovani. Una missione impegnativa
dunque per don Costa, che manterrà
anche l’impegnativo incarico di Vicario
generale della Diocesi. Al suo fianco come
vice parroco resterà don Valerio Barbieri.
Il Vescovo durante l’omelia della messa di
ingresso, facendo riferimento alle letture,
ha sottolineato come nella nostra
esistenza non conti tanto il ruolo che
ricopriamo, quanto il modo con cui lo
viviamo, la testimonianza di cristiani che
offriamo agli altri. Riprendendo le parole
di Papa Francesco, ha ricordato quanto
non sia importante l’apparire o ciò che gli
altri pensano di me, quanto piuttosto cosa
È
Dio pensa di me! “Solo se cresceremo
nell’umiltà – ha detto il pastore della
Chiesa livornese - liberi dal giudizio
altrui e dall’altrui giudicare, potremo
essere più simili a Gesù".
Al termine della celebrazione don Ivano
ha preso la parola per ringraziare i
presenti: "Grazie di questa bella
cerimonia – ha detto - grazie a tutti voi
per l’accoglienza e grazie al Vescovo che
ha avuto fiducia in me. Pregate per me e
aiutatemi a non deludervi!". E che Dio
gliela mandi bona!" – ha aggiunto il
Vescovo, facendo ridere l’Assemblea. Ed ha
continuato: “sono sicuro che vorrete
molto bene a don Ivano, è impossibile
non volergli bene, anche perché lui è
capace di tanto amore che diventa
impossibile non ricambiare!
Chiara Domenici
Nella foto due momenti della celebrazione
■ SULLE NOTE DELLA MUSICA la festa di S. Rosa
la pastorale giovanile S.Luca.
È
Quella che anima i gruppi
parrocchiali, che fa parte dell’equipe
campeggi e ritiri, che ha partecipato
al campo di Formazione Cristiana
Jones alla ricerca del catechista
perduto. È lo staff del guastagno.
Un giorno ci hanno detto: abbiamo
bisogno anche noi di essere animati!
E cosi quest’anno abbiamo
organizzato un ritiro speciale per
loro, in un luogo veramente
speciale, in un’occasione speciale.
Così in un sabato di settembre i
ragazzi sono partiti con l’animatore
Alessio con il pullmino parrocchiale
verso la Casa S. Giuseppe-Stella
Maris di Quercianella. In attesa che
Monica, catechista, arrivasse da
Roma, i ragazzi hanno cucinato per
preparare il pranzo e hanno
approfittato della bellezza del luogo
e della bella giornata per fare un
bagno in mare e rilassarsi sugli
scogli. Il ritiro, intitolato “ Hai un
momento?”, iniziato nel
pomeriggio, era basato sul tema
della Carità verso il prossimo,
dell’amore verso Dio . Una lunga
riflessione su sé stessi, sui talenti
sviluppati o da sviluppare, sul dono
di sé , sul cammino fatto
parallelamente ai catechisti e al
parroco don Pietro, che li ha
accompagnati fino ad oggi, alcuni
anche arrivati alla Professione di
Fede. Tra i momenti più importanti:
il “Deserto”, l’Adorazione
Eucaristica del sabato sera, l’invio in
missione e un’Adorazione
Eucaristica comunitaria con le suore
Figlie della Carità di S. Vincenzo De
Paoli. Il Deserto è stato speciale
perché i ragazzi hanno meditato la
Parola in solitudine all’aperto,
ammirando le bellezze della
creazione che il luogo offriva loro.
Sabato sera “Vieni, vedi e seguiMi”,
una bellissima Adorazione
Eucaristica celebrata dal parroco don
Pietro e meditata da loro stessi.
Domenica mattina la conclusione
della loro meditazione e “dulcis in
fundo” la partecipazione alla
celebrazione dell’invio in missione
di sr. Raffaella, Padre Francesco e il
gruppo dei ragazzi della Caritas che
sono partiti per l’Eritrea. E’ stata una
bella testimonianza, pura e viva che
ha colpito molto i ragazzi di S. Luca:
Valentina e Alice, le ragazze più
grandi, hanno maturato l’idea di
fare domanda per il servizio civile e
questa decisione ci ha molto
emozionato. Gli altri, invece, hanno
confermato di essere radicati in
Cristo: tutti insieme per ripartire in
un cammino comune con noi adulti,
per offrirsi ai bambini e ai ragazzi
della parrocchia.
M.C.
La parrocchia: famiglia nella fede
a festa della
parrocchia S.
Rosa è iniziata di
Venerdì sulle
note coinvolgenti del
concerto dei
Boanerghes, i ragazzi
di Coteto, che con il
Rock cercano di
evangelizzare e
avvicinare i giovani
alla Chiesa. I ragazzi
hanno stupito il
pubblico composto sia
di giovani che meno
giovani per la loro
energia e la loro
positività. Il
programma prevedeva
sia pezzi liturgici da
loro stessi arrangiati in
stile rock, sia pezzi di
loro composizione, sia
pezzi classici del rock
cristiano. Benedetta ha
mostrato le sue doti
canore, Luca e Iacopo
la loro abilità alla
chitarra elettrica e al
basso e infine Valerio i
suoi virtuosismi con la
batteria.
L
Altra grande serata
quella di sabato, con
l’altro attesissimo
concerto: quello di
Don Giosy Cento. Il
prolifico sacerdote
cantautore,
amico di
vecchia data di
Padre
Maurizio con
cui in passato
ha cantato
insieme, ha
eseguito brani
tratti dal suo
ultimo album
“Ho fatto un
sogno”. Il tutto
intercalato da
riflessioni su
temi scottanti
della vita: il
lavoro,
l’amore, la
sofferenza, la
guerra, la
giustizia,
sociale, l’importanza
della famiglia, nucleo
fondamentale della
società e piccola chiesa
Nelle foto: il concerto di don Giosy Cento e il sacerdote insieme a don
Maurizio De Sanctis; sotto il card. Giovanni Battista Re davanti alla
chiesa della Rosa e poi durante la celebrazione della Messa
domestica. C’è stato un
forte richiamo alla
figura di Papa
Francesco che sta
portando un vento
nuovo all’interno della
Chiesa Cattolica come
del resto fece a suo
tempo San Francesco
d’Assisi. Il pubblico
non ha partecipato
passivamente ma anzi
ha accompagnato
l’esibizione del
cantautore con cori e
danze e movimenti.
Questi due eventi
musicali del venerdì e
del sabato sono
divenuti profondi
momenti di preghiera
e di spiritualità.
Ma il clou della festa è
stata la celebrazione
della Domenica: la S.
Messa delle 11,
presieduta dal
Cardinale Giovanni
Battista Re. Il
Cardinale è stato
accolto sul sagrato
della chiesa dai giovani
e dai numerosi
bambini del
Catechismo, che con
un’accoglienza “da
stadio” lo hanno
salutato. Il Cardinale
ha sottolineato
nell’omelia
l’importanza della
Parrocchia nella vita
dei fedeli e del
quartiere anche come
centro di aggregazione
sociale. Il prelato ha
proseguito dicendo
che è importante
amare la parrocchia e i
parroci aiutandoli
secondo le proprie
possibilità e le proprie
attitudini, sull’esempio
della Patrona della
nostra Parrocchia,
Santa Rosa da Viterbo.
La Messa è terminata
con la benedizione del
“pane di S. Rosa”,
quasi cinquecento
rosette che sono state
poi distribuite ai
fedeli. La novità di
quest’anno è stato
l’arrivo dal Monastero
di Santa Rosa in
Viterbo di cinquecento
rose con l’immaginetta
della Santa, rose
benedette sulla sua
tomba e letteralmente
andate a ruba.
Luca Mastrosimone
TOSCANA OGGI
LA SETTIMANA DI LIVORNO
L’albo di AMICHIAMOCI 2014
Chi ha vinto?
La domanda nasce spontanea...
Il podio di tutti i tornei e delle sfide avvenute durante
queste tre settimane di manifestazione
michiamoci giunge al
A
termine. Con la
Messa conclusiva di oggi
ai Santi Pietro e Paolo
l’edizione 2014 saluta tutti
i partecipanti. Le
premiazioni all’Istituto
Santo Spirito vanno a
riempire l’albo d’oro delle
parrocchie con il
medagliere che per i più
bravi si arricchisce di
qualche oro, argento o
bronzo. Ma chi sono stati i
più bravi di questa nuova
edizione giunta alla nona
dopo la sua “rinascita” nel
2006? Ecco tutti i risultati
di Amichiamoci 2014!
CALCIO A 8
1 San Matteo
2 Sette Santi
3 Commissione Caritas
per i diritti dell’handicap
CALCIO FEMMINILE
1 Rosario
2 Cappuccini
3 Soccorso
A fianco:
la squadra di
calcetto
femminile
del Rosario
e la squadra di
pallavolo over
della Seton
in un momento
di gioco
CALCIO UNDER
1 Sette Santi
2 Cantiere Giovani
3 Soccorso
PALLAVOLO UNDER
1 Rosario
2 San Matteo
3 Soccorso
PALLAVOLO OVER
1 Seton
2 Salesiani
3 Rosario
BASKET UNDER
1 Rosario
2 S.Luca
3 Cantiere Giovani
BASKET OVER
1 Seton
2 Rosario
3 Rosario
PING PONG
1 Risaliti – Baldaccini
2 Pecere – Magagnini
3 Gatti – Gatti
CACCIA
AL TESORO
1 La banda Bassotti
(Rosario)
2 Gli ibridi (Rosario)
3 I G.A.G.A.
(Cappuccini)
AMICHIAMOCI’S
GOT
TALENT
1 S.Jacopo
2 Fonte di Vita
3 Rosario
CENA
CON DELITTO
1 Quelli
dell’ombrellone
(Rosario)
SI TIRANO LE SOMME
Ecco che cosa vi siete persi!
C
ala il sipario su
"Amichiamoci", la
manifestazione che dal
6 al 28 settembre ha
coinvolto circa seicento giovani
della nostra diocesi e non solo
che quest’anno aveva come
tema: "il vero potere è il
servizio".
Durante queste tre settimane,
decine e decine di ragazzi,
giovani e un po’ meno giovani
si sono incontrati sui capi di
basket, calcio e pallavolo per
sfidarsi a colpi di pallone
sempre però nel rispetto della
competizione e dell’amicizia.
Abbiamo visto sfidarsi,
complice gli incroci del
calendario, anche squadre della
stessa parrocchia, amici per la
pelle (che sul campo però
l’hanno venduta cara..) che
hanno sempre dipinto sui loro
volti il sorriso del divertimento
e dello stare insieme
nonostante la sconfitta sia
sempre stata bruciante!
Momenti di ritrovo in cui sono
state messe alla prova le più
diverse abilità, dalla caccia al
tesoro in cui ben ventisei
squadre ( ovvero 104 persone)
Lo staff di Amichiamoci quasi al completo
hanno "vagato" per la città
cercando di aggiudicarsi per
primi la tappa successiva per
arrivare all’agognato traguardo,
oppure la novità dell’anno
"Amichiamoci’s got talent"
dove ogni parrocchia ha "calato
le sue carte migliori" ovvero ha
presentato i miglior talenti che
si sono esibiti nel canto, nel
ballo e nella recitazione.
Abilità richieste anche per
l’altra piccola novità: Ponci e
gio’i una serata dedicata ai
giochi da tavolo sotto il cielo
stellato del circolo ACLI "San
Pio X" (per gli affezionati il
circolino dei Cappuccini) , un
appuntamento che si ripeterà
per tutto l’anno ogni mercoledì
Facce da AMICHIAMOCI 2014
L’album dei ricordi di questa edizione
sera alle 21.15 a partire dal 1
ottobre, un’occasione per
rimanere in contatto e
continuare a sfidarsi anche
durante l’inverno.
Prove di resistenza invece con la
Mini Maratona sul lungomare
livornese, una "passeggiata"
(mica tanto), per uomini e
donne che hanno voluto
mettersi in gioco e testare le
proprie capacità "respiratorie".
Infine, ma non ultimo, il
grande collante che ha messo in
moto queste centinaia di
persone: la preghiera.
Si perché al di là delle sfide, del
divertimento, del sano gioco un
unico comun denominatore è
sempre stato Gesù, l’atleta che
non molla mai, "che ci spinge
ogni giorno, come ha detto
anche padre Gabriele Bezzi
nell’omelia della Messa
conclusiva, ad alzare l’asticella
per migliorarci ancora".
L’appuntamento con
Amichiamoci dunque è per
settembre 2015 ma le sorprese
per i giovani non terminano
qui…state in campana, perché
questo è stato solo l’inizio!
Martina Bongini
VII
SpecialeAMICHIAMOCI
5 ottobre 2014
VIII
TOSCANA OGGI
5 ottobre 2014
LA SETTIMANA DI LIVORNO
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Settimana-35-2014 - La Settimana tutti i giorni