IL GRANELLO di senape Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 [email protected] Notiziario locale Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Chiara Domenici Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983 5 ottobre 2014 di mons. Alberto Ablondi a la missione della Chiesa, come quella di Gesù che tante volte dice con gioia e quasi M con stupore “ho trovato”, deve vivere con intensità anche il momento della “rilevazione”. Con questa mentalità rispettosa le Comunità Ecclesiali dovranno essere non solo capaci di offrire ma anche di accogliere, di scoprire, di “rilevare”insomma nella vita, nella cultura, nella presenza e nelle sofferenze degli immigrati tanti e profondi valori. In questo atteggiamento di rilevazione i cristiani saranno illuminati dalla consapevolezza che l’Amore di Dio nella creazione si è seminato in tutti gli uomini, qualunque sia la loro razza, la loro religione e la loro cultura; saranno guidati dalla convinzione della presenza nascosta ma fermentante dello Spirito Santo, che con la Pentecoste ha pervaso tutti il mondo; saranno sostenuti dalla Carità, consapevoli che capacità profonde di amore sono nascoste in ogni uomo, nell’attesa di risvegliarsi solo di fronte ad un amore corrispondente. Una Comunione che diventi Missione, 1981 LINEA di Pensiero di Luca Lischi La famiglia, le nostre radici: energia dell’Italia a famiglia merita più sostegno a livello sociopolitico e Lstatopiù considerazione sul piano culturale. Anche troppo è detto sulla famiglia. I governi hanno sempre strapar- L’emergenza educativa? Il problema sono gli adulti Il professor Franco Nembrini che a marzo sarà ospite del Progetto culturale diocesano, in un evento dedicato proprio alla questione educativa, ha risposto in anteprima ad alcune nostre domande DI CHIARA DOMENICI ranco Nembrini (nella foto in alto) è un professore, uno scrittore, e soprattutto un padre che del tema dell’educazione ha fatto il suo cavallo di battaglia. È appena uscito il suo libro intitolato "Di padre in Figlio. Conversazioni sul rischio di educare", partiamo da quello per rivolgergli alcune domande. F Lei sostiene che sia più difficile parlare di educazione che non educare di per sé… «È vero: l’educazione è prima di tutto una testimonianza non è un discorso o un contenuto che deve passare da un adulto, che presume di sapere certe cose, ad un ragazzo, uno studente, un bambino che si presume non le sappia. Non funziona così, è molto più semplice e più impegnativo allo stesso tempo: tutta la questione non riguarda tanto le nuove generazioni, quanto gli adulti; anzi, gli studenti e i ragazzi fanno benissimo il loro mestiere, che è quello di guardare gli adulti, paragonandosi a loro, aspettandosi da loro la testimonianza di una vita buona, grande, positiva, di una felicità possibile. Il problema dell’educazione è proprio questo: che cosa vedono i nostri figli quando nascono e poi entrano nel mondo con sempre maggiore consapevolezza? Che adulti vedono? Che testimonianza diamo loro? L’emergenza educativa non riguarda i figli, ma gli adulti. Detto questo si tratta di capire in che senso una testimonianza è lato e alle esagerate parole sono seguiti scarsissimi fatti. É urgente che lo Stato attui quello che sancisce la Costituzione e che sia riconosciuto alla famiglia il suo prezioso ruolo di tenuta affettiva delle persone e la sua valenza sociale ed economica, specialmente in questa lunga fase di crisi. Investire sulla famiglia è dare certezza al futuro dell’Italia. Significa apertura alla vita, scommessa sui figli. Auspichiamo che l’attuale governo metta in campo tutte le possibili energie finalizzate a porre la famiglia realmente al "centro" e attendiamo con speranza fatti concreti. "Disprezzare e maltrattare" (Papa Francesco) la famiglia è cadere nel baratro di una società sempre più vecchia e sola. Sempre più egoistica e indifferente. E privi di solidarietà sociale si rischia di perdere la nostra identità. Il nostro radicamento culturale. Le nostre radici, anche quelle familiari. MERCOLEDÌ’ 15 OTTOBRE IN VESCOVADO Verso il bio-diritto? Il convegno giuridico promosso dal Progetto culturale diocesano ell’ambito delle attività del Progetto Culturale Diocesano per l’anno pastorale 2014/2015, dedicate nel loro insieme al tema del nuovo umanesimo, si N svolgerà mercoledì 15 ottobre, alle ore 17.30, nella Sala “Fagioli” del ciò che è bene per i nostri figli, in che senso gli strumenti che mettiamo in atto aiutino oppure rendano più difficile questo processo». La scuola è considerata un’agenzia educativa. Lo è ancora secondo lei? Come potrebbe esserlo di più? Professori, programmi scolastici… «Da uomo di scuola, che ama la scuola, sia statale che paritaria, purtroppo devo ammettere che sta toccando il punto più basso, sta franando clamorosamente, ma non per gli insegnanti, perché ce ne sono di bravissimi, quanto per il fatto che: prima di tutto non è Chi è Franco Nembrini ranco Nembrini è un professore, uno scrittore, ma - come ci tiene a sottolineare lui - soprattutto un FOriginario padre che del tema dell’educazione ha fatto il suo cavallo di battaglia. di Trescore Balneario (BG), classe 1955 come si legge nella sua biografia "ama definirsi figlio d’arte, dato che il padre era bidello nelle scuole medie del suo paese natale. A quattordici anni giura nelle mani della professoressa di lettere delle medie che diventerà insegnante di italiano, ma a sedici è costretto per le esigenze della famiglia - dieci fratelli - a lasciare il liceo e a lavorare come operaio. A diciotto decide di prendere il diploma di maturità magistrale, e in tre mesi di "studio matto e disperatissimo" (Leopardi è, con Dante, l’altra sua grande passione) prepara gli esami da privatista. Si iscrive quindi al corso di laurea in pedagogia all’Università Cattolica di Milano. Nel frattempo inizia a insegnare religione (è il primo insegnante laico della diocesi), si sposa, diventa responsabile per Bergamo di Comunione e Liberazione. Si laurea nel 1982, e l’anno seguente può finalmente mantenere il suo giuramento, e diventa insegnante di letteratura nelle scuole superiori. Nello stesso 1983 un gruppo di genitori disperati bussa alla sua porta: "Vorremmo una scuola che affianchi la famiglia nel suo compito educativo rispettandone i valori e la tradizione". Comincia così l’avventura della scuola libera La Traccia: nata con un piccolo corso di scuola media, oggi conta due sezioni di scuola elementare, quattro di medie, tre licei (scientifico, linguistico e artistico), con poco meno di mille alunni. Nel frattempo dal matrimonio con Grazia ha avuto Stefano e Andrea; negli anni seguenti arriveranno Marco e Gabriele. Dal 1999 al 2006 è presidente della Federazione Opere Educative (FOE), l’associazione di scuole paritarie legata alla CdO, e fa parte del Consiglio nazionale della scuola cattolica e della Consulta nazionale di pastorale scolastica della CEI, nonché della Commissione per la parità scolastica del Ministero dell’istruzione. Dal 2008 al 2011 è responsabile degli insegnanti e degli studenti medi superiori del movimento di Comunione e Liberazione. È soprattutto in questi anni che inizia a tenere centinaia di incontri pubblici, in tutta Italia e anche all’estero - dal Brasile alla Russia, passando per Spagna, Repubblica Ceca, Ungheria -, parlando specialmente di Dante e di questioni relative all’educazione. Oggi è rettore del Centro scolastico La Traccia di Calcinate in provincia di Bergamo. assolutamente al passo con i tempi, non riesce a mettere a tema cosa sta accadendo alle nuove generazioni, dal punto di vista istruttivo e formativo; siamo in arretrato di decenni e i ragazzi sono consapevoli di questo divario tra la scuola e la realtà. In seconda istanza perché c’è una responsabilità gravissima ed annosa da parte della politica, che ha voluto fare della scuola un immenso ammortizzatore sociale, che anziché occuparsi della formazione dei ragazzi si è preoccupato di dare lavoro ad un milione di persone. Le tantissime riforme non si sono minimamente interessate a correggere questo aspetto, facendo un passo avanti e rispondendo ai bisogni reali dei ragazzi, mentre si sono piuttosto mosse secondo logiche di gestione del personale. Questo da parte di governi di ogni ideologia politica. E questo aspetto è veramente grave, perché se non cambieranno le impostazioni formative non avremo un futuro. Cambiamenti si possono fare. Io ho l’esperienza della scuola paritaria "La Traccia", che ho fondato insieme ad alcuni amici. Però i sacrifici sono tanti, perché le scuole paritarie ormai sono penalizzate. La politica dovrebbe creare le condizioni perché chi vuol fare educazione riesca a farlo nella libertà. Lo statalismo imperante che c’è in Italia oggi tende invece ad ammazzare quel poco che è rimasto di espressione educativa». (Continua a pag.2) Vescovado di Livorno, un Convegno di Studio intitolato “Il primato della persona: premesse teoriche e applicazioni nella prassi”. La riflessione sviluppata dal Convegno attiene al campo delle scienze giuridiche, e riguarderà la questione dell’identificazione del concetto di persona umana e del patrimonio di diritti, problematicamente intesi, di cui essa merita titolarità. I temi del Convegno si collegano con le radici e gli sviluppi del sapere giuridico maturati nelle varie epoche delle civiltà umane, non solo occidentali, attraverso diversi approcci che dalla modernità in poi sembrano polarizzarsi, almeno fino al tardo Novecento, nell’alternativa tra prospettiva giusnaturalista e prospettiva giuspositivista. Le più recenti acquisizioni nel campo delle scienze biologiche e mediche e le conseguenti tecniche applicative che si sono rese disponibili negli ultimi hanno tuttavia delineato scenari del tutto nuovi, ponendo una serie di gravi e delicati problemi ai quali ogni ordinamento giuridico contemporaneo, statale e non, è oggi chiamato a fornire inquadramento. Le possibilità della procreazione medicalmente assistita, la disciplina del cosiddetto “finevita”, il matrimonio tra persone del medesimo sesso, la concezione del gender , per fare solo alcuni esempi di attualità, sono rapidamente divenuti oggetto del dibattito pubblico e mediatico, sottoponendo i giuristi - cultori di una scienza che da sempre è considerata “sociale”, quindi orientata alla “migliore” regolazione delle dinamiche dei comportamenti umani – all’apparente necessità di un aggiornamento del loro strumentario dogmatico di riferimento. Ciò che porta taluni studiosi del diritto finanche a parlare dell’avvenuta (o auspicabile) nascita, all’interno delle tradizionali branche in cui si articola la scienza giuridica, di un nuovo settore disciplinare, denominato (o denominabile) “bio-dirittto”, alle fondamenta del cui statuto epistemologico porre appunto una concezione della persona umana non necessariamente coincidente con quella accolta fino a pochi decenni orsono. A tale esito si affianca del resto, in Italia, un rapporto non sempre collaborativo e fruttuoso tra legislatore parlamentare e giudici, il primo peraltro accusato da certa parte dell’opinione pubblica di non saper (o non voler) cogliere tempestivamente i nuovi bisogni di una società in continua evoluzione, i secondi talora inclini a “fughe in avanti”nel colmare presunti ritardi e lacune di una legislazione non sempre adeguata al progredire delle situazioni. I lavori dell’incontro di studio mireranno così ad illustrare le risposte, ed ancor prima le domande, su cui l’ambiente giuridico è chiamato a lavorare, alla luce di un panorama culturale inevitabilmente carico di tensioni e di opzioni ideologiche ovvero valoriali tra loro non facilmente conciliabili, se non addirittura contrapposte. Momento di sintesi dell’indagine sarà pertanto lo sforzo per delineare una dimensione di “dignità” della persona umana razionalmente e scientificamente condivisibile, sulla quale – e non prescindendo dalla quale - poter quindi utilmente concepire un collegato di diritti e di relative tutele. Operazioni entrambe richiedenti scelte “forti”, chiare, fondamentali e non fondamentaliste, auspicabilmente laiche ma non laiciste, comunque lontane – proprio perché la persona umana merita un primato anzitutto logico fra le realtà giuridicamente rilevanti - da quell’euristica di soft law pur suggerita da autorevole dottrina. Il Convegno, riconosciuto dall’Ordine degli Avvocati di Livorno come attività di formazione permanente per i professionisti ad esso iscritti, avrà come Relatori il Prof. Francesco Donato Busnelli ed il Prof. Emanuele Rossi, entrambi Docenti - rispettivamente di diritto civile e di diritto costituzionale nella Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento S. Anna di Pisa. A presentare il lavori sarà l’Avv. Benedetta Paperini dell’Ordine degli Avvocati di Livorno, ed ad introdurre le Relazioni sarà il Prof. Salvatore Vuoto, docente di diritto amministrativo nell’Università di Pisa. II TOSCANA OGGI LA SETTIMANA DI LIVORNO 5 ottobre 2014 L’intervista a Franco Nembrini La questione educativa (CONTINUA DALLA PRIMA PAGINA) Anche la Chiesa è un’agenzia educativa. Potrebbe esserlo di più? «Certo! Come ho detto prima, se educare è una testimonianza, tutte le agenzie educative devono rivedere questo aspetto. Da vent’anni facciamo dibattiti, riunioni, convegni su come le agenzie educative che hanno fatto la storia del nostro paese (Chiesa, Scuola e Famiglia) possano allearsi per operare con i ragazzi, personalmente non ci credo più. Bisogna tornare ancora più indietro, alle origini, ripartiamo dalla persona. Bisogna che gli educatori riprendano a muoversi tra i giovani, incontrandoli, valorizzandone le persone. A loro si affiancheranno altri che vogliono compiere lo stesso cammino, la stessa missione: È l’alleanza tra queste persone che poi rimetterà in moto tutto il sistema». Nel suo libro afferma che per essere un buon genitore non serve farsi tanti problemi, basta esserlo e ai figli questo basta… «Lo ripeto, l’educazione è una testimonianza non è un problema. Paradossalmente il segreto dell’educazione è non avere il problema dell’educazione! Nella vita ho incontrato grandi educatori, in primis i miei genitori: ringrazio mio padre di essersi occupato più della sua santità che non della mia. Così facendo me l’ha resa evidente, me l’ha resa desiderabile, mi ha incuriosito quella saggezza, quella letizia che lo ha sempre accompagnato nella vita, senza che mai avesse il bisogno di convincermi di qualcosa. Mi pare che questa generazione soffra molto, di una sorta di non accettazione da parte degli adulti. Ci siamo così impoveriti nella vita da ridurre l’esito educativo all’osservanza di alcune norme. Da quando nascono questi ragazzi in qualche modo si sentono dire che non vanno bene: non vanno bene ai genitori, ai professori, al prete, non vanno mai bene… questa generazione ha un oscuro senso di colpa (molti lo scrivono, o compiono gesti plateali), hanno la sensazione che nessuno sia contento semplicemente del fatto che loro esistano. Questa mancanza di perdono, di misericordia, mi sembra un po’ la cifra della tragedia che stiamo vivendo. I nostri figli avrebbero il diritto di avere un papà e una mamma che li guardassero (perché certe cose non c’è bisogno di dirle) con la gioia di chi è contento solo per il fatto che loro esistano, così come sono. Solo dopo inizia l’aspetto dell’aiuto, della correzione, ecc.. ma prima di tutto deve esserci lo sguardo gioioso di chi è contento di loro a prescindere da tutto». Forse anche la positività della vita è venuta a mancare, la speranza… «Purtroppo si. È così, i genitori nella loro testimonianza dovrebbero essere in grado di comunicare anche la grandezza della vita. Nei più giovani c’è sempre un grande senso di felicità e poi si trovano di fronte un mondo di adulti così piccolo, lamentoso, misero, cinico, che il divario li fa impazzire, devono cercare qualcosa per sopire questa sofferenza. Se io mi sento fatto per cose grandi e tutto il mondo intorno mi dice "vola basso, vola basso, accontentati" poi sono costretto a rifugiarmi nella droga, nell’alcool, in qualcosa che mi faccia evidare di pensare… Io sono convinto però che mai come oggi sia stato facile educare. Questa generazione di ragazzi è meravigliosa, perché è fragile, perché è povera. I nostri giovani hanno già visto così tanto schifo che non ne possono più e appena intravedono un minimo di bellezza riprendono coraggio. Quello che sembrava perso per sempre, anche le cose più piccole, messe davanti ad un minimo di bellezza, possono tornare ad essere grandi. Davanti alla bellezza sono capaci di slanci di entusiasmo impressionanti. Non abbiamo più alibi, noi adulti perché questa generazione di ragazzi, se posta davanti ad una proposta grande, risponde con un grandissimo entusiasmo». L’intervista a Franco Nembrini è disponibile su: https://www.youtube.com/watch?v=BV inZRxpHKA Una buona NOTIZIA Padre Gabriele Bezzi a Betlemme per l’inaugurazione della ludoteca dell'ospedale pediatrico Giorni magici per Betlemme U n’idea nata tre anni fa, fortemente voluta e sostenuta da padre Gabriele Bezzi, un progetto che ha avuto inizio con un concerto organizzato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno al teatro Goldoni, dove l’allora Colonnello Luciano Lipari e dello stesso Padre Gabriele, lanciarono l’idea di raccogliere fondi da destinare alla costruzione di una ludoteca nell’ospedale pediatrico a Betlemme. Nel giro di soli tre anni la struttura muraria è stata realizzata e sono stati trovati anche i soldi per l’allestimento interno, tanto che il prossimo otto ottobre, avverrà l’inaugurazione della Play Room del Caritas Baby Hospital. Insieme a Padre Gabriele (ideatore e anima del progetto) che celebrerà l’Eucarestia e parteciperà alla festa organizzata per l’evento, partiranno con lui da Livorno il Mago Altan (Alberto Tanfi) con le sue collaboratrici dell’Associazione Strumpallazza che offrirà uno spettacolo di magia ai bambini ricoverati. Ma non solo… Il mago infatti si fermerà a Betlemme per condurre un laboratorio di magia al team di clown terapia operante all’interno dell’ospedale. « L’impresa sembrava impossibile da realizzarsi, commenta il sacerdote, a causa del costo elevato che l’opera richiedeva, ma si decise di partire ugualmente confidando nella Provvidenza». Da quel momento, dopo aver preso contatti con le sorelle che fanno parte del servizio ospedaliero del Caritas Baby Hospital, la macchina degli aiuti ma soprattutto degli eventi e delle iniziative non si è più fermata. «L’idea, come ci spiega padre Gabriele, è stata accolta anche in altre città d’Italia, e questo In alto: il Caritas Baby Hospital di Betlemme Qui sopra: Padre Gabriele durante una maratona e il mago Altan A fianco: padre Gabriele con don Carlo e Suor Donatella che lavora nell’ospedale pediatrico, in visita a Livorno lo scorso 3 Agosto ha fatto si che il sogno si realizzasse in poco tempo». Livorno è sempre stata in prima fila per sostenere il progetto con tante iniziative, come ad esempio il progetto "Run 4 Life" che ha coinvolto non solo il sacerdote appassionato di corsa ma anche il suo amico Gian Paolo Cateni che ha corso la Maratona di Milano lo scorso Aprile con questo scopo. Nelle scorse settimane, la parrocchia di San Pietro e Paolo ha organizzato un torneo in ricordo di Sara Mazzi, ed il raccolto è stato devoluto ancora una volte per la ludoteca di Betlemme. «Se dovessi stare a contare tutte le iniziative e manifestazioni che abbiamo "messo in piedi" per questo sogno sicuramente ne dimenticherei qualcuna, da tante che sono state ma soprattutto perché fatte con il cuore e con la passione tanto che non se ne tiene il conto». La spedizione che partirà da Livorno Primo di Ottobre è stata chiamata "Giorni Magici per Betlemme" come a voler sottolineare la grande "magia" che il Bambino nato a Betlemme nella povera grotta duemila anno fa, ha voluto fare per i tanti bambini che ogni giorno cercano un sorriso presso il Caritas Baby Hospital. Martina Bongini IN CATTEDRALE IL MANDATO AGLI OPERATORI DELLA CARITÀ’ Un anno di impegno per gli altri n occasione della vicina solennità di San IhaVincenzo de’ Paoli, il vescovo Simone conferito, in Cattedrale, durante la celebrazione eucaristica, il Mandato a tutti gli operatori della Caritas, volontari e responsabili delle Caritas parrocchiali. Un atto di impegno e di responsabilità verso i fratelli più bisognosi, verso i quali siamo chiamati a chinarci. Tra le autorità presenti alla celebrazione: il prefetto Tiziana Costantino, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Livorno Ina Dhimgjini e Luca Lischi capo di gabinetto della Provincia di Livorno. Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato che il Signore ci invita alla compassione, che non si tratta di un sentimento di pietismo, ma significa farsi prossimi, prendersi a cuore l’altro, soffrire con l’altro. Occorre pregare affinchè il Signore dilati i nostri cuori e ci renda capaci di donarsi agli altri. E’ necessario che coloro che non sono colpiti dalla crisi, mettano a disposizione le proprie ricchezze a servizio dei più bisognosi. Come diceva S.Agostino, infatti, i poveri saranno i postini che presenteranno a Dio i nostri gesti di carità. Riguardo alla situazione politicoeconomica, il Vescovo si è soffermato sulla necessità da parte delle istituzioni di trovare strade e strumenti che possano garantire a tutti una casa e un posto di lavoro. Durante la celebrazione è stata annunciata la vicina inaugurazione della struttura d’accoglienza “Casa Papa Francesco”. Si tratta di un’opera segno, all’interno della struttura Casa San Giuseppe di Quercianella, che ospiterà minori dai zero a ai sei anni. Sono tanti i progetti e le misure che occorre mettere in atto per dare risposta alle tante richieste di aiuto, ma spesso mancano le risorse finanziarie per realizzarle. Preghiamo e confidiamo con fede nella provvidenza, tutto è possibile in Colui che ci da forza. Caterina Lo Russo UN ANNO DI MEMORIA E INIZIATIVE 50 anni della parrocchia Sette Santi l 2 febbraio 1965 con decreto del VeIviene scovo Monsignor Emilio Guano, eretta la Parrocchia dei Sette Santi Fondatori. Per ricordare questo anniversario la parrocchia ha indetto un anno di preghiera, riflessione, memoria e festa con una serie di iniziative liturgiche, catechetiche e caritative in aggiunta a quelle consuete. A fare da cornice a questi dodici mesi la Prima Lettera di San Pietro "Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranze che è in voi". L’anno giubilare si è aperto domenica scorsa; domenica 5 ottobre il secondo appuntamento con l’inizio solenne dell’anno catechistico. La data successiva vedrà la presenza del Vescovo Simone Giusti sabato 22 novembre con la cresima dei ragazzi della parrocchia. E poi ancora iniziative nel tempo di Natale. TOSCANA OGGI LA SETTIMANA DI LIVORNO 5 ottobre 2014 III Il Serra Club di Livorno ricorda Olimpia Sgherri CONOSCIAMO Giovanni Tanozzi LA MADRE TERESA DI LIVORNO l Serra Club di Livorno ha voluto iniziare Iruolo l’anno sociale dedicato all’importante della donna nella Chiesa, ricordando Un medico senza frontiere GiovanniTanozzi, medico livornese ci ha raccontato come si può continuare a mettersi al servizio degli altri con la propria professione, anche quando si smette di lavorare. Il progetto del CISOM rivolto ai bisognosi che non si possono permettere cure costose DI GIULIA SARTI iovanni Tanozzi nella sua vita ha visto qualcosa come 6-7 mila nascite, tra cui quella dei suoi tre figli e dei quattro nipoti. L’ultima pochi mesi fa. In Uganda. Ginecologo per 38 anni all’ospedale di Livorno, una volta in pensione ha deciso di non lasciare da parte quello per cui aveva studiato. «A dire la verità la scelta di medicina fu molto improvvisata. Uscii di casa per andare a iscrivermi a legge o scienze politiche, io che vivevo gli anni della DC, di Emo Danesi, di Lucchesi". Poi, durante il tragitto, l’idea della facoltà medica, bella sì, ma troppo lunga. "Tornai a casa che ero studente di medicina dell’Ateneo pisano». Ma mai si pentì della scelta. Ogni nascita, racconta, è una nuova emozione, il pianto del bambino, la madre che lo prende tra le braccia per la prima volta. «Ma è anche una grande fifa!Non sai mai quello che potrà accadere in quella sala parto e devi essere pronto a tutto». Eppure l’emozione ha vinto sulla paura visto che dopo la pensione nel 2011, Giovanni ha trovato il modo per continuare a esercitare. «Tra tutti gli opuscoli che arrivano in cassetta per aiutare bimbi malati o G orfani, una volta mi colpì quello dell’Associazione Italia- Uganda di Padre Giovanni Scalabrini». Iniziò così una collaborazione fino alla prima visita in Uganda per il 50° anniversario di sacerdozio del prete.«Un’esperienza bellissima che mi fece conoscere una nuova realtà in cui tutti sorridono anche mentre sono in fila per una farinata e 20 fagioli, unico pasto del giorno». Dopo quella volta, Giovanni è tornato in Uganda altre due volte, nel 2013 e nel 2014. Stavolta però come medico volontario. «Ho operato insieme ad altri medici e specialisti italiani all’ospedale della missione di Luzira, alla periferia di Kampala, un ospedale moderno nella struttura, ma che richiederebbe molto di più dell’essenziale che c’è per il momento». 21 giorni e 22 interventi per Giovanni e la sua équipe che hanno portato anche qualche modifica logistica. «C’erano delle cose che non potevano essere presenti in un ospedale, la più curiosa gli addobbi di Natale in sala operatoria che ho provveduto a rimuovere immediatamente». Il prossimo viaggio del dottor Tanozzi potrebbe essere ancora in Tanzania, magari un’altra zona o in alternativa ancora una volta Una sanità PER TUTTI uando il responsabile della sezione di Livorno del Q CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta) Pier Paolo Sardi gli chiese consigli come nuovo responsabile sanitario, il Dottor Giovanni Tanozzi, che al momento era l’unico medico iscritto all’Ordine, suggerì che l’acquisto di una nuova ambulanza come era stato proposto, sarebbe stato troppo impegnativo e avrebbe richiesto un numero notevole di personale disponibile. Forse sarebbe stato più utile un "poliambulatorio" che unisse diversi specialisti medici per un servizio gratuito a chi non potesse permettersi di pagare neanche il ticket minimo. Mancava però un luogo adatto. "Il dottor Farneti- racconta Tanozzi- ci mise a disposizione gli ambulatori della sua farmacia in Viale Carducci 203 e tutta la strumentazione presente". Giovanni, che in campo medico aveva operato fino a pochi anni prima come ginecologo all’ospedale di Livorno, iniziò così la ricerca dei medici. "Cominciai tra le mie conoscenze dirette o meno di cui ero certo potessi fidarmi". Ecco che pian piano il numero del gruppo aumentò con la Dottoressa Marina Pauletti, cardiologa in pensione, Alberto Guideri, medico geriatra e, per la parte dermatologica, i dottori Maria Teresa Luverà e Andrea Ciangherotti. A loro si unirono la Dottoressa Laura Russo per la diabetologia e endocrinologia. A completare il gruppo lo pneumologo Roberto Boni, lo psichiatra Mario Ghiozzi e l’omeopata Marco Borgioli. E ovviamente Giovanni Tanozzi, ginecologo. Dal maggio scorso il mercoledi e il giovedì i medici si rendono disponibili, solitamente ognuno una volta al mese, per le visite su appuntamento. "Questioni legali ci costringono, almeno per il momento ad accettare pazienti che abbiano cittadinanza italiana e siano in possesso di tessera sanitaria". Nessun tipo di offerta viene richiesta anche se resta comunque cosa gradita per chi ne avesse la possibilità. "Alle specializzazioni già presenti, vorremmo aggiungerne altre-spiega il Dottor Giovanni- primo fra tutti un ortopedico. La gente purtroppo si cura meno, è aumentato il numero di chi si rivolge al pronto soccorso e di chi di fronte a un malessere non prende nessun tipo di provvedimento". E’ possibile prenotare le visite dal martedi al venerdi, dalle 10 alle 12 e dalle 19 alle 20 chiamando il numero 3898856700. g.s. in Uganda il prossimo marzo. Nel frattempo Giovanni si è iscritto al CISOM (vedi box) ed è riuscito a mettere su insieme ad altri medici un una bellissima figura recentemente scomparsa e che ha lasciato un’impronta indelebile per aver speso tutta la sua vita per gli “ultimi”. Si tratta di Olimpia Sgherri, una minuta donna, proprio come Madre Teresa, maestra elementare che non bastandole di dedicare il tempo ai bambini handicappati, uscita da scuola, andava per le strade più nascoste della nostra città per soccorrere i bisognosi di qualunque necessità, da quella materiale a quella spirituale. Padre Damioli, parroco della Chiesa di san Sebastiano, dopo aver celebrato presso la Parrocchia di S. Lucia, una Messa di suffragio, prima di ripercorrere i molti episodi della sua lunga dedizione ai poveri, ha esclamato: “dovendo presentare una persona che ha avuto un Padre Damioli, significato particolare per parroco Livorno, della Chiesa di dobbiamo dire san Sebastiano, che non c’è luogo essa non sia sta raccogliendo dove stata!” Ha quindi la memoria ricordato numerosi episodi di tanti della sua vita dai per iniziare quali emerge che il processo di anche di fronte ai impossibili, riconoscimento casi era tanta la fiducia di santità che riponeva in Dio e nelle della vita persone a cui di Olimpia chiedeva aiuto, che come per miracolo portava a termine ciò di cui c’era bisogno. La sua sola presenza talvolta bastava. Il suo vestito era la carità costante perché il suo non era un amore umano ma divino, lei aveva sperimentato l’amore di Gesù e solo così poteva donarlo. Una volta si ammalò e poiché da molti giorni la febbre non la lasciava, non volendo far più aspettare i suoi poveri chiese con fede l’Unzione degli infermi. Dopo tre giorni quello che le cure umane non erano riuscite, lo fece il Sacramento: le permise di riprendere ad assistere con il suo sorriso i suoi assistiti e su questo diceva: Gesù mi ha guarito! Era “vagabonda” non per sé ma per gli altri, spesso le hanno rubato la bicicletta, e gli amici gliela ritrovavano. Il sorriso era una delle sue qualità, aveva il sorriso dentro il cuore che la accompagnava sempre. Pur non essendo madre perché consacrata a Dio, faceva da madre a tanti. A chi rendere gloria per questo esempio? A Dio che l’ha resa umile e facendo il bene è diventata strumento del Signore. L’11 febbraio prossimo, sarà il primo poliambulatorio gratuito in Viale Carducci. «Il mio sogno? Volare in Brasile a visitare una favela e magari rendermi utile in qualche modo». PRIMO INCONTRO DEL NUOVO COLLEGAMENTO NAZIONALE DELL'ORDO VIRGINUM Verso l’anno per la vita consacrata opo le elezioni dello scorso mese in Sardegna, la nostra consacrata di Livorno, Giusy D’Agostino, eletta nel collegamento nazionale, si è riunita con altre consacrate dell’Ordo Virginum per preparare una serie di iniziative in programma nei prossimi mesi ed in particolare in vista dell’anno dedicato alla vita consacrata. D Nello stile della semplicità e sobrietà ci siamo incontrate a Petrignano sul lago Trasimeno in casa di una consacrata del collegamento. Dopo il passaggio di consegne tra il vecchio e nuovo collegamento è iniziato il lavoro che ci ha visto impegnate su come orientare il nuovo incontro nazionale a Milano dell’Agosto 2015: un appuntamento che seguirà la linea dei precedenti cioè approfondire un documento del Concilio Vaticano II alla Luce del carisma dell’Ordo Virginum e che sarà preceduto in Febbraio 2015 da un Seminario, a Roma, introduttivo all’incontro di Milano. Insieme all’incontro nazionale ci sarà anche una giornata dedicata alla riflessione della Nota Pastorale dei Vescovi italiani sull’Ordo Virginum approvata lo scorso mese di Marzo. Ma l’appuntamento più atteso per l’Ordo Virginum sarà l’anno per la Vita Consacrata indetto da Papa Francesco che inizierà il prossimo 30 Novembre per concludersi il 2 Febbraio 2016, e che prevede a fine Gennaio 2016 un incontro con il Santo Padre, tale appuntamento sarà un momento forte e carico di significato per questa forma di consacrazione nella Chiesa, tanto antica ma allo stesso tempo nuova perché non ancora molto diffusa nelle nostre Chiese particolari. Rendiamo lode al Signore per il cammino che ci dona nella Chiesa e nel mondo e con rinnovato impegno offriamo il nostro servizio. Prossimo incontro del Collegamento sarà a Milano nei giorni 7 -9 Novembre, insieme alle consacrate della Diocesi di Milano, per organizzare i diversi ambiti dell’incontro di Agosto 2015. Giusy D’Agostino anniversario della sua morte. Va riconosciuto a lei anche il merito di aver precorso l’attuale istituzione della Caritas Diocesana in quanto fu lei che nella Parrocchia della Venezia di San Ferdinando aveva dato inizio alla consuetudine di distribuire i pacchi per i poveri, così pure si occupò dei baraccati, dei moribondi e dei malati terminali di Aids. Il Presidente del Serra club Giovanni Mancusi, insieme ad Alessandra Cavallini hanno consegnato alla sorella una pergamena di riconoscimento per l’impegno quarantennale nell’AIMC (Associazione Maestri Cattolici), della quale associazione è stata confondatrice nella nostra città. Padre Damioli, ha invitato tutti coloro che l’hanno personalmente conosciuta ed hanno condiviso momenti importanti della sua vita a deporre presso di lui le memorie, per avviare un processo di riconoscimento della santità della sua vita. Dopo la dichiarazione di Beato del Vescovo Pio Alberto del Corona avvenuta pochi giorni fa e speriamo a breve del sacerdote Battista Quilici, sarebbe la prima laica livornese del ‘900 a salire agli onori degli altari! Monica Cuzzocrea IV TOSCANA OGGI LA SETTIMANA DI LIVORNO 5 ottobre 2014 Agenda del VESCOVO VENERDÌ 3 OTTOBRE Nella mattina, udienze laici in vescovado 11.30 depromovendis SABATO 4 OTTOBRE 10.00 in occasione della visita pastorale al V vicariato, visita alle persone ammalate della parrocchia di S. Stefano a Castelnuovo della Misericordia DOMENICA 5 OTTOBRE 11.00 S. Messa per l’inizio dell’anno pastorale alla chiesa di San Ferdinando 15.30 Convegno diocesano alla chiesa di S. Andrea- Vescovado (vedi locandina pag,VIII) 21.00 in occasione della visita pastorale al V vicariato, processione per la festa patronale alla parrocchia di Santo Stefano a Castelnuovo della Misericordia LUNEDÌ 6 OTTOBRE 18.00 in vescovado, convegno diocesano MARTEDÌ 7 OTTOBRE 10.00 collegio dei consultori in vescovado 11.00 consiglio episcopale in vescovado 19.00 assemblea degli animatori dei giovani in vescovado MERCOLEDÌ 8 OTTOBRE Nella mattina, in vescovado, udienze clero e laici 17.00 in occasione della visita pastorale al V vicariato incontro con i ragazzi e i genitori alla parrocchia di S. Stefano a Castelnuovo della Misericordia 21.15 in occasione della visita pastorale al V vicariato incontro con il consiglio pastorale e consiglio affari economici alla parrocchia di S. Stefano a Castelnuovo della Misericordia GIOVEDÌ 9 OTTOBRE 9.30 ritiro del clero alla parrocchia della SS.ma Trinità (Cappuccini) DOMENICA 12 OTTOBRE 10.30 S. Messa e cresime alla chiesa di S. Agostino 16.00 S. Messa e cresime alla chiesa del Sacro Cuore (Salesiani) libri da LEGGERE Diocesi informa Ripartono i corsi della Scuola di Teologia e della SFOP Nel mese di OTTOBRE È tempo di formazione! I n Diocesi è tempo di formazione: in questi giorni iniziano infatti le proposte del Centro Pastorale diocesano dedicato proprio a questo ambito: formazione culto - liturgia, guidato da don Fabio Menicagli. Innanzitutto la scuola di teologia diocesana, dedicata a don Antonio Marini: un momento formativo teologico in stile accademico della durata di 3 anni, alla fine dei quali si riceve un “diploma di cultura teologica”. Ogni anno, saranno quattro i corsi da seguire, due nella prima metà dell’anno e due nella seconda, al termine dei quali si dovrà sostenere un esame per ciascuna materia. Naturalmente, sarà possibile seguire il corso da semplici spettatori, senza sostenere esami, anche se questo comporterà l’impossibilità di conseguire il diploma. Il costo della Scuola è di 70 Euro di iscrizione annuale, con una frequenza di due volte a settimana ogni quindici giorni. Il direttore della Scuola è Francesco Morosi, coadiuvato dalla signora Flora Ciulli che svolgerà servizio di segreteria (mar e giov 10.00/12.00 dal 9 settembre al 9 ottobre in vescovado. Tel 339 3551889 – 0586 276209; scuola [email protected]) I corsi del primo anno sono: Introduzione alla Sacra Scrittura (prof. Diac. Franco Caccavale) dal 14 ottobre al 20 gennaio 2015; teologia fondamentale (prof. Don Ordesio Bellini) dal 16 ottobre al 15 gennaio; ecclesiologia (prof.ssa Enrica Senesi) dal 10 febbraio 2015 al 12 maggio; morale fondamentale (prof. Don Raffaello Schiavone) dal 12 febbraio 2015 al 14 maggio. Gli orari della scuola sono: martedì e giovedì dalle 18.30 alle 20.00 nella sede di via delle Galere. L’altro percorso di formazione diocesano verrà offerto dalla SFOP (scuola di formazione operatori pastorali), per l’aggiornamento permanente degli operatori pastorali. Nella SFOP si potrà scegliere tra liturgia, catechetica e attenzione alla povertà, a seconda del proprio carisma e del proprio interesse. L’iscrizione alla SFOP è completamente gratuita e la frequenza sarà quindicinale a seconda dell’ambito scelto (i calendari saranno comunicati al più presto). Gli incontri della Sfop si snoderanno su tre sedi: la parrocchia di S. Teresa a Rosignano Solvay e la parrocchia di San Giovanni Bosco a Coteto per gli ambiti riguardanti liturgia e catechesi mentre le Sorgenti di Carità in Via Donnini ospiteranno l’ambito dedicato all’attenzione alla povertà. BREVI DALLA DIOCESI Corso biblico alla Seton TUTTI I MARTEDÌ ALLE 18.30 Alla parrocchia della Seton riprende l’appuntamento settimanale del Corso Biblico sul Vangelo di Matteo. Ogni martedì il diacono Franco Caccavale alle 18.30 nei locali parrocchiali commenterà e spiegherà il Vangelo di Matteo. L’incontro è aperto a tutti di Mo.C. Senaldi S. -Nel solco del cuore. Le parabole di Gesù.- Ed. Paoline, pp. 111, euro 10,00 Stefano Senaldi, membro della congregazione degli Stimmatini, studioso e professore di Sacra Scrittura nella Diocesi di Vicenza, in questa pubblicazione, pur guidandoci con un linguaggio semplice nella comprensione delle parabole che troviamo nei primi tre Vangeli, ci aiuta gradatamente ad entrare nella mentalità di Gesù o come spesso sentiamo dire nella spiritualità biblica. Nella lingua italiana quando parliamo di parabola, si intende una storia breve con due livelli di significato: quello della storia in sé e quello della realtà a cui si riferisce. In ebraico invece la parabola è un qualsiasi esempio o immagine preso dalla realtà che può illustrare o dare significato ad una certa situazione. La parabola è un genere letterario particolare al quale molti studiosi si sono dedicati. Il nostro autore ha preso in esame solo alcune tra le parabole in senso stretto, cioè le storie che Gesù ha raccontato, che gli evangelisti hanno raccolto nei loro scritti e che hanno uno sviluppo narrativo. I commenti ai vari brani sono un invito a crescere nella fede e nella conoscenza del messaggio che Gesù ha comunicato, sapendo come ci ricorda Senaldi, che " le sue parabole sono inviti aperti che attendono da noi una risposta". Al termine di ogni riflessione vi sono delle preghiere tratte dal libro Con la vita canterò la Tua lode: Preghiere, a cura dell’Opera dell’Amore Sacerdotale (Verona 2007). S. Francesco ai Cappuccini 3-4-5 OTTOBRE Alla Parrocchia di Borgo Cappuccini la festa del 4 ottobre non può passare inosservata. Si festeggia Padre San Francesco, tanto caro ai frati quanto alla comunità. Nel giorno in cui si ricorda il passaggio da questa vita alla vita celeste del santo di Assisi, venerdì 3 ottobre alle 18.30, Solenne Transito di San Francesco e alle 21.15 al Circolo S.Pio X , proiezione del film Chiara e Francesco. Sabato 4 ottobre, Festa di San Francesco, Solenne celebrazione alle 18.30 alla presenza della Corale parrocchiale Lorenzo Perosi. I festeggiamenti si chiuderanno dopo la messa delle 10.00 di domenica 5 ottobre, che vedrà convolare a nozze due ragazzi della comunità, con il pranzo "in famiglia" alle 13. La parrocchia penserà al primo e alle bibite, ai partecipanti è chiesto un secondo o un dolce da condividere, con la possibilità di arrostire alla brace. Cooperatori Paolini DOMENICA 5 OTTOBRE ALLE 11.00 Alla parrocchia San Ferdinando dopo la Messa, alla presenza del Vescovo i Cooperatori Paolini consegneranno le Bibbie per la Famiglia ai Migrantes e alla Stella Maris. Serra Club LUNEDÌ 6 OTTOBRE ALLE 17.30 Presso la Sala consiliare della Provincia, il dott. Eugenio Porfido, direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Livorno, terrà una conferenza sul tema: "Una nuova etica sanitaria o più etica in sanità?". L’incontro, aperto a tutta la città, è organizzato dal Serra Club e presieduto da Giovanni Mancusi TOSCANA OGGI LA SETTIMANA DI LIVORNO 5 ottobre 2014 V La genesi di una famiglia cristiana Ecco il primo capitolo dell’ultima lettera pastorale scritta da monsignor Giusti A). II LEGAME PERSONAFAMIGLIA È FORSE NELLA VITA UMANA UNA DELLE RELAZIONI PIÙ RICCHE E MISTERIOSE Il semplice ma sconcertante fatto che ogni persona deve il proprio esistere a due altre persone indica sia il mistero della persona sia il mistero della famiglia che si costituisce proprio in questa nuova relazione a tre. In questa luce la coppia si manifesta origine naturale di ogni persona. Conoscere la persona in modo sapienziale vorrà dire guardarla alla luce della sua origine, vale a dire alla luce della coppia. Nella misura in cui conosciamo la coppia, potremo avvicinarci al mistero della persona umana. Il fatto sorprendente e sconcertante della paradossale centralizzazione della coppia I cambiamenti sociali, la rivoluzione industriale, l’alfabetizzazione di tutti i ceti sociali, l’accesso alla cultura di un numero crescente di persone, lo sviluppo scientifico e tecnologico, il progresso delle scienze umane, il cambiamento del comportamento sessuale, ecc, hanno fatto sì che la donna abbia cominciato a ripensare profondamente il suo ruolo nella famiglia e nella società, riconoscendolo inadeguato alla ricchezza del suo essere femminile. Questa è la vera e più importante rivoluzione del XX secolo, di portata epocale riconoscono sociologi e storici. Nel giro di pochi decenni la donna è riuscita in un modo ammirevole a uscire dalla sua posizione d’inferiorità sociale, psicologica, famigliare, stravolgendo un modello di vita millenario. L’affermazione femminile a tutti i livelli della società ha prodotto un cambiamento profondo della vita famigliare: sotto il profilo economico, politico, psicologico, sociale, giuridico, e anche di fronte alla Chiesa oggi due persone si sposano con gli stessi diritti e doveri, persone di pari dignità. Cosa ha portato fra l’altro tutto questo? Per la prima volta nella storia la famiglia si può fondare veramente sulla coppia di due persone di pari diritti, doveri e dignità. O ci ama e ci si rispetta accettandosi reciprocamente oppure la coppia scoppia! Se la coppia tiene la famiglia regge, se la coppia si sfalda, la famiglia si scioglie. Questa improvvisa centralizzazione della coppia ha implicazioni che la società attuale, pur subendone ovunque le conseguenze, non ha saputo ancora trasformare in una consapevolezza diffusa e qualificante. La centralizzazione della coppia implica inevitabilmente la centralizzazione di alcune caratteristiche della vita della coppia alle quali, trattando si di un’esperienza completamente nuova per l’umanità intera, né la società, né la Chiesa possano essere pronte. - L’effetto più vistoso della nuova condizione della coppia è il crescente numero di divorzi e delle convivenze senza legami istituzionali. La spiegazione classica è: mancano i valori di una volta. Sono venuti meno la fedeltà, lo spirito di sacrificio, l’amore co- me atto di volontà, la consapevolezza dei propri ruoli e del legame coniugale, ecc. In parte ciò è vero. - Tali cause si adducono anche per spiegare il vertiginoso aumento delle convivenze fra l’altro, ancor più fragili dei matrimoni. Ma non è questo il problema vero! - Il lavoro con le coppie che si preparano al matrimonio, l’accompagnamento delle coppie sposate e l’aiuto alle coppie in crisi, dimostrano che i motivi sono altri: non si tratta in primo luogo di infedeltà ai valori tradizionali, ma dell’incapacità di interpretare e di realizzare la nuova condizione della coppia. Sottolineo: è la novità epocale della centralità della relazione coniugale che pone il problema centrale ai coniugi e immediatamente dopo ai genitori. La centralità della relazione di coppia ha perciò implicazioni profonde anche sull’interpretazione della persona. Essa evidenzia nuovi aspetti della vita nuziale e famigliare che gettano una nuova luce sul valore della persona umana e sulle modalità della sua realizzazione. L’amore come necessità quotidiana coniugale e genitoriale La prima e sconvolgente caratteristica ed implicazione della nuova condizione coniugale è la inevitabile centralità esistenziale dell’amore. La stabilità di un matrimonio, di una famiglia, non dipende più dall’identificazione con il ruolo paterno o materno, con le conseguenti ripetizioni di modelli mentali, emotivi e comportamentali condivisi, o da una dipendenza economica, sociale, psicologica della donna dall’uomo, ma quasi esclusivamente dalla qualità della relazione tra i due. La natura di questa relazione è amore. La centralizzazione della relazione coniugale, procurata dall’equiparazione della donna all’uomo, dall’uguaglianza tra marito e moglie, a scapito dell’identificazione tradizionale con i ruoli e i comportamenti genitoriali, implica la centralizzazione dell’amore! Centralizzazione indispensabile per la realizzazione della coppia e della famiglia. Ascoltando le storie delle coppie in crisi si rimane colpiti dalla drammaticità con la quale l’amore richiede di essere prioritario nella coppia, non come una teoria di fondo, una premessa iniziale, o un ricordo da rinfrescare ogni tanto, ma come esperienza quotidiana, modalità di pensiero, di linguaggio, di azione. Mai come ora nella storia umana l’amore è condizione indispensabile per la realizzazione delle nozze e della famiglia. B). L’ACCOMPAGNAMENTO DELLE PERSONE CHE CONVIVONO Oggi molte coppie si presentano a chiedere il matrimonio cristiano e a compiere il cammino di preparazione in una condizione di convivenza. E? una situazione che richiede un’ulteriore riflessione, per assumere un criterio pastorale unitario e appropriato. Se da una parte dobbiamo accompagnare per tutto il tempo possibile le coppie gia? conviventi che chiedono il matrimonio cristiano, perche? comprendano la realta? del sacramento che chiedono e si rafforzino nell’amore, dall’altra non possiamo rassegnarci a un generale senso di impotenza di fronte al dilagare di un fenomeno che coinvolge sempre piu? persone verso le quali la comunita? cristiana deve sviluppare una prudente attenzione pastorale. Assistiamo infatti a una specie di "paralisi del desiderio": quasi che i grandi desideri restino come paralizzati senza riuscire a formulare un vero progetto di vita. Difficilmente si va a convivere avendo un progetto. Talvolta e? una decisione determinata dalle circostanze, presa perche? intimoriti dalle difficolta?. In altri casi non e? una vera scelta, ma si e? mossi da un’abitudine acquisita nel frequentarsi. Si cede talvolta alle distanze date dalla mobilita? lavorativa o alla sensazione di inadeguatezza nel vivere ancora in casa con i propri genitori, nella fatica di trovarsi adulti, ma praticamente incapaci di compiere un passo decisivo. La paura prende quindi il sopravvento sul desiderio. Da una parte si vorrebbe condividere la vita con la persona che si ama, dall’altra si ha paura di legarsi in modo definitivo. Come ci ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI, "l’indissolubilita?, prima che una condizione, e? un dono che va desiderato, chiesto e vissuto, oltre ogni mutevole situazione umana. Non pensate, secondo una mentalita? diffusa, che la convivenza sia garanzia per il futuro. Bruciare le tappe finisce per bru- ciare l’amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi e la gradualita? nelle espressioni; ha bisogno di dare spazio a Cristo, che e? capace di rendere un amore umano fedele, felice e indissolubile". Ancora appare opportuno intensificare la comunione in un progetto che veda coinvolta la pastorale familiare, giovanile, catechistica, per analizzare il fenomeno e trovare nuove forme di iniziative comuni. Dal Municipio alla Chiesa Sempre piu?, in questi ultimi decenni, assistiamo anche al moltiplicarsi della richiesta del sacramento del matrimonio da parte di chi vive gia?, talvolta da anni e con la presenza di figli, un matrimonio civile. La comunita? cristiana e? chiamata ad accoglierli con riguardo e attenzione, riservando loro un cammino di preparazione attraverso un accompagnamento alla fede e al dono della grazia sponsale. Infatti il sacramento del matrimonio produce in loro una novita? di vita che deve essere scoperta e vissuta proprio nel momento della sua preparazione. A tal riguardo si possono presentare situazioni in cui uno o entrambi i nubendi chiedano il sacramento della confermazione. Questa, che apparentemente sembrerebbe una difficolta?, puo? divenire una risorsa, quando la coppia dei fidanzati puo? essere accompagnata, gradualmente, a una riscoperta del proprio battesimo in vista del dono dello Spirito da ricevere. E? bene per i battezzati sposati civilmente o conviventi promuovere nella preparazione al matrimonio un cammino di fede che preveda la celebrazione della confermazione dopo la celebrazione delle nozze. Essa costituisce una preziosa opportunita? di crescita per la coppia e per la famiglia. Vi potra? essere anche la richiesta di far battezzare i figli nati da quell’unione civile; anzi, talora tale richiesta precede quella di celebrare il matrimonio o diventa occasione per avviare un percorso di maturazione verso di esso. L’accompagnamento di coppie di sposi puo? essere importante per prepararsi al battesimo, consentendo di fare esperienza della chiesa domestica che hanno formato celebrando il sacramento del matrimonio. In ogni caso, non si inserisca il battesimo dei figli nella stessa celebrazione delle nozze. La lettera PASTORALE LA FAMIGLIA VIVE IL PRIMO ANNUNCIO AI FIGLI......... VI TOSCANA OGGI LA SETTIMANA DI LIVORNO 5 ottobre 2014 Il ritiro della pastorale giovanile della parrocchia San Luca COME SERVI PER AMORE ■ DON IVANO COSTA parroco a San Jacopo «Pregate per me e aiutatemi» La cerimonia di ingresso ufficiale alla presenza del vescovo Simone un rito solenne e pieno di segni quello dell’ingresso di un nuovo parroco in una comunità: il Vescovo gli consegna le chiavi della chiesa, tempio di Dio che gli viene affidato; quelle del tabernacolo, segno della custodia dell’Eucaristia; gli olii santi, con cui amministrerà i sacramenti; la stola, simbolo del sacramento della Confessione; insieme allo scranno dell’altare da cui presiederà le celebrazioni liturgiche. Ed in questa solennità è avvenuto anche l’insediamento di don Ivano Costa alla parrocchia di S. Jacopo. Una parrocchia prestigiosa quella accanto all’Accademia, come ha voluto sottolineare mons. Giusti, che ha avuto alla sua guida pastorale preti di spessore e che conta una popolazione ricca di adulti e giovani. Una missione impegnativa dunque per don Costa, che manterrà anche l’impegnativo incarico di Vicario generale della Diocesi. Al suo fianco come vice parroco resterà don Valerio Barbieri. Il Vescovo durante l’omelia della messa di ingresso, facendo riferimento alle letture, ha sottolineato come nella nostra esistenza non conti tanto il ruolo che ricopriamo, quanto il modo con cui lo viviamo, la testimonianza di cristiani che offriamo agli altri. Riprendendo le parole di Papa Francesco, ha ricordato quanto non sia importante l’apparire o ciò che gli altri pensano di me, quanto piuttosto cosa È Dio pensa di me! “Solo se cresceremo nell’umiltà – ha detto il pastore della Chiesa livornese - liberi dal giudizio altrui e dall’altrui giudicare, potremo essere più simili a Gesù". Al termine della celebrazione don Ivano ha preso la parola per ringraziare i presenti: "Grazie di questa bella cerimonia – ha detto - grazie a tutti voi per l’accoglienza e grazie al Vescovo che ha avuto fiducia in me. Pregate per me e aiutatemi a non deludervi!". E che Dio gliela mandi bona!" – ha aggiunto il Vescovo, facendo ridere l’Assemblea. Ed ha continuato: “sono sicuro che vorrete molto bene a don Ivano, è impossibile non volergli bene, anche perché lui è capace di tanto amore che diventa impossibile non ricambiare! Chiara Domenici Nella foto due momenti della celebrazione ■ SULLE NOTE DELLA MUSICA la festa di S. Rosa la pastorale giovanile S.Luca. È Quella che anima i gruppi parrocchiali, che fa parte dell’equipe campeggi e ritiri, che ha partecipato al campo di Formazione Cristiana Jones alla ricerca del catechista perduto. È lo staff del guastagno. Un giorno ci hanno detto: abbiamo bisogno anche noi di essere animati! E cosi quest’anno abbiamo organizzato un ritiro speciale per loro, in un luogo veramente speciale, in un’occasione speciale. Così in un sabato di settembre i ragazzi sono partiti con l’animatore Alessio con il pullmino parrocchiale verso la Casa S. Giuseppe-Stella Maris di Quercianella. In attesa che Monica, catechista, arrivasse da Roma, i ragazzi hanno cucinato per preparare il pranzo e hanno approfittato della bellezza del luogo e della bella giornata per fare un bagno in mare e rilassarsi sugli scogli. Il ritiro, intitolato “ Hai un momento?”, iniziato nel pomeriggio, era basato sul tema della Carità verso il prossimo, dell’amore verso Dio . Una lunga riflessione su sé stessi, sui talenti sviluppati o da sviluppare, sul dono di sé , sul cammino fatto parallelamente ai catechisti e al parroco don Pietro, che li ha accompagnati fino ad oggi, alcuni anche arrivati alla Professione di Fede. Tra i momenti più importanti: il “Deserto”, l’Adorazione Eucaristica del sabato sera, l’invio in missione e un’Adorazione Eucaristica comunitaria con le suore Figlie della Carità di S. Vincenzo De Paoli. Il Deserto è stato speciale perché i ragazzi hanno meditato la Parola in solitudine all’aperto, ammirando le bellezze della creazione che il luogo offriva loro. Sabato sera “Vieni, vedi e seguiMi”, una bellissima Adorazione Eucaristica celebrata dal parroco don Pietro e meditata da loro stessi. Domenica mattina la conclusione della loro meditazione e “dulcis in fundo” la partecipazione alla celebrazione dell’invio in missione di sr. Raffaella, Padre Francesco e il gruppo dei ragazzi della Caritas che sono partiti per l’Eritrea. E’ stata una bella testimonianza, pura e viva che ha colpito molto i ragazzi di S. Luca: Valentina e Alice, le ragazze più grandi, hanno maturato l’idea di fare domanda per il servizio civile e questa decisione ci ha molto emozionato. Gli altri, invece, hanno confermato di essere radicati in Cristo: tutti insieme per ripartire in un cammino comune con noi adulti, per offrirsi ai bambini e ai ragazzi della parrocchia. M.C. La parrocchia: famiglia nella fede a festa della parrocchia S. Rosa è iniziata di Venerdì sulle note coinvolgenti del concerto dei Boanerghes, i ragazzi di Coteto, che con il Rock cercano di evangelizzare e avvicinare i giovani alla Chiesa. I ragazzi hanno stupito il pubblico composto sia di giovani che meno giovani per la loro energia e la loro positività. Il programma prevedeva sia pezzi liturgici da loro stessi arrangiati in stile rock, sia pezzi di loro composizione, sia pezzi classici del rock cristiano. Benedetta ha mostrato le sue doti canore, Luca e Iacopo la loro abilità alla chitarra elettrica e al basso e infine Valerio i suoi virtuosismi con la batteria. L Altra grande serata quella di sabato, con l’altro attesissimo concerto: quello di Don Giosy Cento. Il prolifico sacerdote cantautore, amico di vecchia data di Padre Maurizio con cui in passato ha cantato insieme, ha eseguito brani tratti dal suo ultimo album “Ho fatto un sogno”. Il tutto intercalato da riflessioni su temi scottanti della vita: il lavoro, l’amore, la sofferenza, la guerra, la giustizia, sociale, l’importanza della famiglia, nucleo fondamentale della società e piccola chiesa Nelle foto: il concerto di don Giosy Cento e il sacerdote insieme a don Maurizio De Sanctis; sotto il card. Giovanni Battista Re davanti alla chiesa della Rosa e poi durante la celebrazione della Messa domestica. C’è stato un forte richiamo alla figura di Papa Francesco che sta portando un vento nuovo all’interno della Chiesa Cattolica come del resto fece a suo tempo San Francesco d’Assisi. Il pubblico non ha partecipato passivamente ma anzi ha accompagnato l’esibizione del cantautore con cori e danze e movimenti. Questi due eventi musicali del venerdì e del sabato sono divenuti profondi momenti di preghiera e di spiritualità. Ma il clou della festa è stata la celebrazione della Domenica: la S. Messa delle 11, presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re. Il Cardinale è stato accolto sul sagrato della chiesa dai giovani e dai numerosi bambini del Catechismo, che con un’accoglienza “da stadio” lo hanno salutato. Il Cardinale ha sottolineato nell’omelia l’importanza della Parrocchia nella vita dei fedeli e del quartiere anche come centro di aggregazione sociale. Il prelato ha proseguito dicendo che è importante amare la parrocchia e i parroci aiutandoli secondo le proprie possibilità e le proprie attitudini, sull’esempio della Patrona della nostra Parrocchia, Santa Rosa da Viterbo. La Messa è terminata con la benedizione del “pane di S. Rosa”, quasi cinquecento rosette che sono state poi distribuite ai fedeli. La novità di quest’anno è stato l’arrivo dal Monastero di Santa Rosa in Viterbo di cinquecento rose con l’immaginetta della Santa, rose benedette sulla sua tomba e letteralmente andate a ruba. Luca Mastrosimone TOSCANA OGGI LA SETTIMANA DI LIVORNO L’albo di AMICHIAMOCI 2014 Chi ha vinto? La domanda nasce spontanea... Il podio di tutti i tornei e delle sfide avvenute durante queste tre settimane di manifestazione michiamoci giunge al A termine. Con la Messa conclusiva di oggi ai Santi Pietro e Paolo l’edizione 2014 saluta tutti i partecipanti. Le premiazioni all’Istituto Santo Spirito vanno a riempire l’albo d’oro delle parrocchie con il medagliere che per i più bravi si arricchisce di qualche oro, argento o bronzo. Ma chi sono stati i più bravi di questa nuova edizione giunta alla nona dopo la sua “rinascita” nel 2006? Ecco tutti i risultati di Amichiamoci 2014! CALCIO A 8 1 San Matteo 2 Sette Santi 3 Commissione Caritas per i diritti dell’handicap CALCIO FEMMINILE 1 Rosario 2 Cappuccini 3 Soccorso A fianco: la squadra di calcetto femminile del Rosario e la squadra di pallavolo over della Seton in un momento di gioco CALCIO UNDER 1 Sette Santi 2 Cantiere Giovani 3 Soccorso PALLAVOLO UNDER 1 Rosario 2 San Matteo 3 Soccorso PALLAVOLO OVER 1 Seton 2 Salesiani 3 Rosario BASKET UNDER 1 Rosario 2 S.Luca 3 Cantiere Giovani BASKET OVER 1 Seton 2 Rosario 3 Rosario PING PONG 1 Risaliti – Baldaccini 2 Pecere – Magagnini 3 Gatti – Gatti CACCIA AL TESORO 1 La banda Bassotti (Rosario) 2 Gli ibridi (Rosario) 3 I G.A.G.A. (Cappuccini) AMICHIAMOCI’S GOT TALENT 1 S.Jacopo 2 Fonte di Vita 3 Rosario CENA CON DELITTO 1 Quelli dell’ombrellone (Rosario) SI TIRANO LE SOMME Ecco che cosa vi siete persi! C ala il sipario su "Amichiamoci", la manifestazione che dal 6 al 28 settembre ha coinvolto circa seicento giovani della nostra diocesi e non solo che quest’anno aveva come tema: "il vero potere è il servizio". Durante queste tre settimane, decine e decine di ragazzi, giovani e un po’ meno giovani si sono incontrati sui capi di basket, calcio e pallavolo per sfidarsi a colpi di pallone sempre però nel rispetto della competizione e dell’amicizia. Abbiamo visto sfidarsi, complice gli incroci del calendario, anche squadre della stessa parrocchia, amici per la pelle (che sul campo però l’hanno venduta cara..) che hanno sempre dipinto sui loro volti il sorriso del divertimento e dello stare insieme nonostante la sconfitta sia sempre stata bruciante! Momenti di ritrovo in cui sono state messe alla prova le più diverse abilità, dalla caccia al tesoro in cui ben ventisei squadre ( ovvero 104 persone) Lo staff di Amichiamoci quasi al completo hanno "vagato" per la città cercando di aggiudicarsi per primi la tappa successiva per arrivare all’agognato traguardo, oppure la novità dell’anno "Amichiamoci’s got talent" dove ogni parrocchia ha "calato le sue carte migliori" ovvero ha presentato i miglior talenti che si sono esibiti nel canto, nel ballo e nella recitazione. Abilità richieste anche per l’altra piccola novità: Ponci e gio’i una serata dedicata ai giochi da tavolo sotto il cielo stellato del circolo ACLI "San Pio X" (per gli affezionati il circolino dei Cappuccini) , un appuntamento che si ripeterà per tutto l’anno ogni mercoledì Facce da AMICHIAMOCI 2014 L’album dei ricordi di questa edizione sera alle 21.15 a partire dal 1 ottobre, un’occasione per rimanere in contatto e continuare a sfidarsi anche durante l’inverno. Prove di resistenza invece con la Mini Maratona sul lungomare livornese, una "passeggiata" (mica tanto), per uomini e donne che hanno voluto mettersi in gioco e testare le proprie capacità "respiratorie". Infine, ma non ultimo, il grande collante che ha messo in moto queste centinaia di persone: la preghiera. Si perché al di là delle sfide, del divertimento, del sano gioco un unico comun denominatore è sempre stato Gesù, l’atleta che non molla mai, "che ci spinge ogni giorno, come ha detto anche padre Gabriele Bezzi nell’omelia della Messa conclusiva, ad alzare l’asticella per migliorarci ancora". L’appuntamento con Amichiamoci dunque è per settembre 2015 ma le sorprese per i giovani non terminano qui…state in campana, perché questo è stato solo l’inizio! Martina Bongini VII SpecialeAMICHIAMOCI 5 ottobre 2014 VIII TOSCANA OGGI 5 ottobre 2014 LA SETTIMANA DI LIVORNO