PROVINCIA DI RAVENNA
Venerdì, 01 novembre 2013
Venerdì, 01 novembre 2013
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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La Voce di Romagna
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agricoltura
Dopo sedici anni emigra a Bologna, ma la ?targa' resta faentina
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Parte Enologica, ma non è più qui in città Melandri:...
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
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ambiente
A chi conferisce una batteria auto esausta quattro pile ricaricabili in...
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Consumi pubblici di energia elettrica, il 65% va per l' illuminazione...
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
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cronaca
Confessa il ragazzo arrestato per rapina
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
"Chiedo scusa a tutti, spero possiate perdonarmi"
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
Diecimila km con auto sequestrata: denunciato 32enne
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
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economia locale e territorio
Ex cinema Roma, trattative in corso
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
La Regione sblocca undici milioni
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
«Le future pensioni? Da 100 euro»
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
Porto, pronti 200 milioni di euro
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
Ponte lungo, i commercianti: «Servono certezze sui tempi»
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
Società Parco salina: Pomicetti confermato, avrà uno...
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
«Un terzo rischia la pensione minima»
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Es Sarom e penisola Trattaroli: trisi dia ree per fanghi
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Porto, convegno con Peri
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Pronta a partire la Fondazione Raul Gardini
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Parco Salina, confermato Pomicetti E il cda non lavorerà più...
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Contro l' Abi in 500 a Ravenna La prima volta dopo 13 anni
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
La signora Lalla Una testimone della storia cittadina
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
Via libera al piano strategico dei "dragaggi"
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
‘Manager strapagati ma siamo noi a metterci la faccia’
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
Porto di Ravenna: il tempo delle scelte e le idee di Cna
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
Faenza esporta in Oriente il modello cooperativo
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
"Alain Conte? Il partito non mi è piaciuto, ha perso un' occasione"
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
Con il nuovo cda arrivano i compensi
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
Movida: Cervia fa scuola
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edilizia e infrastrutture
L' ecomobilità in commissione
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istruzione
Grande prosa, rassegna per le scuole e lavoratori
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Lunedì la presentazione all' Itas della laurea magistrale in...
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
lavoro
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Mille in corteo per non perdere il contratto
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
Pubblici esercizi Alta adesione allo sciopero
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
Una mattinata con la protesta dei bancari
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Adesione oltre il 90 per cento
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
'Manager strapagati ma siamo noi a metterci la faccia'
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
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politica locale
Archiviato il congresso, Baroncini pensa al futuro «Lavoriamo...
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
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politica nazionale
I bancari in piazza "Basta superbonus"
Da La Stampa del 20131101T02:04:00
Bancari in sciopero: «Sul contratto l' Abi torni indietro»Gli...
Da L'Unità del 20131101T05:35:00
Abi: «Pronti al confronto»
Da Il Sole 24 Ore del 20131101T07:01:00
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politiche sociali
LA campagna ?Regalati una città più sicura', promossa dal...
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Serata sul tema ?Casa sicura: dentro e fuori'
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Sicurezza C' è un video
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
Finalmente i parcheggi per disabili
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
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pubblica amministrazione
Dal Patto alla Tares, tante regole senza
Da Il Sole 24 Ore del 20131101T07:01:00
Affitti, un fondo statale garantirà i proprietari su...
Da Il Sole 24 Ore del 20131101T07:01:00
Varese dice addio agli israeliani
Da Il Sole 24 Ore del 20131101T07:01:00
Formazione ad hoc per gli under 25
Da Italia Oggi del 20131101T05:38:00
Sistri, l' applicazione è limitata
Da Italia Oggi del 20131101T05:38:00
Brevi
Da Italia Oggi del 20131101T05:38:00
Tecnici in campo per completare le opere incompiute
Da Italia Oggi del 20131101T05:39:00
Ora si punti a risolvere i problemi del Paese
Da Italia Oggi del 20131101T05:39:00
Entro il 15/11 le richieste sul bonus Patto 2013
Da Italia Oggi del 20131101T05:39:00
Consulta: tesoreria unica in Valle d' Aosta
Da Italia Oggi del 20131101T05:39:00
Negli enti locali al massimo 7 mila...
Da Italia Oggi del 20131101T05:39:00
Nella p.a. disabili col posto fisso
Da Italia Oggi del 20131101T05:39:00
Sull' Imu restano ancora molte incognite in vista dei preventivi
Da Italia Oggi del 20131101T05:39:00
L' estemporaneità non giova ai bilanci
Da Italia Oggi del 20131101T05:39:00
Lo Scaffale degli Enti Locali
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sanità
Concorso ?Solidarietà Insieme si può', c' è tempo...
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Nella ?casa del sollievo' gli incendi non fanno paura
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Al Carmine una serata sulla violenza alle donne
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
Ospedale, dica trentatré
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
Ausl unica Ok dalla Commissione
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
I reparti da scegliere. E da evitare
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
Un weekend sulla prevenzione del diabete
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
Bartolini sprona la squadra e offre un aiuto a Sow
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
Conclusi i lavori di potenziamento
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
Contributi per chi ha perso il lavoro
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
Al Carmine "...e adesso ascoltaci": serata contro la violenza alle donne
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Hospice, sede ampliata e attrezzature potenziate
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trasporti
Gli autobus per il cimitero
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turismo, cultura e spettacoli
Rumore d' acque: la tragedia di Lampedusa con gli occhi delle Albe
Da Corriere di Romagna (ed. Ravenna) del 20131101T05:54:00
Per non dimenticare le vittime di Lampedusa
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
"I danni al turismo dell' imposta di soggiorno
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
Sel "No alla tassa di soggiorno Sì all' imposta di scopo"
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:02:00
L' Orchestra dei Giovani all' Esp
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viabilità
Domenica la manifestazione: come cambiano viabilità e sosta
Da Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) del 20131101T04:04:00
VIABILITÀ TRAFFICO SOSPESO SULLA VIA LUNGA
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
Viabilità: lavori sulla 'Romea'
Da La Voce di Romagna del 20131101T05:01:00
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Corriere di Romagna
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Il Resto del Carlino (ed.
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agricoltura
ENOLOGICA.
Dopo sedici anni emigra a Bologna, ma la ?targa'
resta faentina
È UFFICIALE: dopo 16 edizioni a Faenza, Enologica
quest' anno si terrà a Bologna, dal 23 al 25 novembre. L'
evento dedicato all' enogastronomia dell' Emilia
Romagna non si terrà in fiera, come si ipotizzava nei
mesi scorsi, ma nelle sale di palazzo Re Enzo, in pieno
centro.
L' organizzazione è sempre di Faenza Fiere e al timone
della manifestazione resta Giorgio Melandri.
Quest' ultimo è anche la mente di ?Tutti pazzi in città', l'
evento faentino dedicato alle trattorie andato in scena
per la prima volta in settembre, e che dovrebbe
sostituire stabilmente Enologica.
Nel frattempo, il salone enogastronomico, nella sua
prima edizione bolognese, vedrà la partecipazione di
oltre 100 vignaioli. Sono in programma incontri e
degustazioni per illustrare cosa è cambiato nel mondo
vitivinicolo della regione, a confronto con altre realtà
italiane e francesi. Mentre, in vari luoghi di Bologna ? l'
antica pescheria, alcune botteghe artigiane ? saranno
protagonisti cuochi e artigiani del cibo.
«Organizzare ?Enologica' a Bologna era un capitolo inevitabile nella nostra narrazione ? spiega
Melandri. ? Cerchiamo di rappresentare quanto scriveva Pasolini già nel 1953, ?viviamo in una sola
generazione ogni generazione vissuta qui'».
Per l' assessore regionale all' agricoltura Tiberio Rabboni, «Enologica è un crocevia di esperienze, un
punto di incontro tra tutti gli attori del mondo del vino e del cibo, un laboratorio di idee che coinvolge
vignaioli, artigiani del cibo, cuochi, giornalisti, appassionati».
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La Voce di Romagna
agricoltura
DOPO 16 EDIZIONI FAENTINE LA KERMESSE PER LA PRIMA VOLTA È ALTROVE: SI È
TRASFERITA NEL CAPOLUOGO DAL 23 AL 25 NOVEMBRE. DI FAENZA RESTA IL
GIORNALISTA CRITICO CHE LA CURA.
Parte Enologica, ma non è più qui in città Melandri:
"Inevitabile il trasloco a Bologna
Cara 'Enologica' addio. Dopo le 16 edizioni
faentine curate dal giornalista e critico
enogastronomico Giorgio Melandri, è cosa più
che fatta il trasloco della kermesse a Bologna
che, dal 23 al 25 novembre, apre palazzi,
mercati e botteghe del centro diventando
cuore del racconto di vini e cibi del territorio
emiliano romagnolo.Le sale di Palazzo Re
Enzo infatti accoglieranno 100 vignaioli, dai
piccoli artigiani dell' Appennino alle grandi
cooperative.
"Organizzare Enologica a Bolkogna spiega
Giorgio Melandri, anche quest' anno al timone
creativo era un capitolo inevitabile nella
nostra narrazione. Ormai, la regione delinea
con precisione i ruoli all' interno del suo mondo
vitivinicolo e la crescente qualità delle grandi
produzioni del mondo cooperativo disegna
uno scenario che si coniuga al lavoro storico
delle piccole realtà pioniere della qualità, per
di più è un modello di filiera con dati di
fatturato e crescita in controtendenza rispetto
all' andamento generale dell' economia.
Se si aggiunge una collezione imbattibile di
grandi prodotti alimentariProsciutto di Parma,
Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico
tradizionale, Mortadella si capisce che le
opportunità di questa regione siano in
prospettiva molto grandi". Presentazione ufficiale giovedì 14 novembre (ore 11.30) all' Ascom di
Bologna.
E Faenza? Troppo piccola, forse, per una manifestazione così ambiziosa e modaiola. Altrettanto
certamente, però, un' altra occasione perduta.
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Il Resto del Carlino (ed.
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ambiente
HERA STAZIONI ECOLOGICHE.
A chi conferisce una batteria auto esausta quattro
pile ricaricabili in regalo
D A n o v e m b r e H e r a p r e m i a l ' energia
recuperata: a chi conferisce una batteria auto
esausta vengono regalate 4 pile ricaricabili di
ultima generazione. Nei primi 9 mesi dell'
anno, i conferimenti alle stazioni ecologiche
del Ravennate sono stati 143.697, a quelle del
Cervese 16.788, a quelle della Bassa
Romagna 91.308. Tra i migliori risultati quello
di Marina di Ravenna (13.698); per la Bassa
Romagna, Cotignola e Massa Lombarda con
oltre 14mila.
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Il Resto del Carlino (ed.
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ambiente
TANTE CURIOSITA' EMERGONO DAL BILANCIO ENERGETICO DEL COMUNE DI LUGO.
Consumi pubblici di energia elettrica, il 65% va per l'
illuminazione pubblica
Gli immobili comunali consumano il 13 per cento dell' energia elettrica pubblica e l' 11
per cento del gas metano.
PER preparare il Pec, ovvero il Piano
energetico comunale adottato nei giorni scorsi
dall' Unione dei Comuni, è stato fatto il ?
bilancio' dei consumi energetici di tutti e 9 i
territori comunali della Unione. Per quanto
riguarda il settore pubblico, a Lugo sono
emersi due ?primati': quello dei servizi
ospedalieri nel consumo di metano per
riscaldamento, e quello dell' illuminazione
pubblica riguardante ovviamente il consumo di
energia elettrica.
Sul totale del consumo di metano rilevato nei
servizi pubblici lughesi, il 58% viene
consumato dall' Ausl, il 27% dalle scuole, l'
11% dagli edifici comunali, il 4% dagli edifici
adibiti ad attività sportive e culturali. I dati
annuali riferiti al 2009 attestano il consumo
totale di metano dell' amministrazione
comunale di Lugo a un 1.443.275 metri cubi,
pari a 1.183 Tep (Tonnellate equivalenti di
petrolio), di cui 837.009 metri cubi sono stati
consumati dall' Ausl, 381.101 dalle scuole,
160.863 dagli edifici comunali, 60.658 dagli
edifici per le attività sportive e culturali, 3.634
da altri servizi.
PER QUANTO riguarda invece il consumo di energia elettrica, sempre i dati del 2009 indicano che il
65% del totale viene consumato dall' illuminazione pubblica, il 13% dagli immobili comunali, l' 8% dalle
scuole, il 7% da parchi e campi sportivi, il 3% dagli edifici ad uso culturale e ricreativo, un altro 3% dai
cimiteri w l' 1% da servizi vari. Espressi in unità di misura, questi consumi si attestano a 3.948.476 kwh
per l' illuminazione pubblica, 813.171, per gli immobili comunali, 480.033, per le scuole, 417.756, per
parchi e campi sportivi, 196.686 per edifici ad uso culturale e ricreativo, 153.346 per i cimiteri, 76.119
alla voce ?varie'. IL CONSUMO totale annuo di energia elettrica dell' amministrazione comunale risulta
pari a 6.085.589 kwh, che corrispondono a 1.308 Tep, che sommati ai 1.183 di consumo di metano
fanno risultare un consumo complessivo di energia da parte dei servizi pubblici pari a 2.492 Tep.
PASSANDO ai consumi residenziali, spicca un aumento costante di consumo di metano nel triennio
20082010: dai 28.838.081 metri cubi complessivamente consumati nel 2008 si è infatti passati ai
30.244.937 del 2009 fino a giungere ai 32.653.726 del 2010. Il consumo di energia elettrica ad uso
domestico risulta complessivamente pari a 39.673.388 kWh, pari a 8.530 Tep, che sommati ai 18.462
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Tep riguardanti il consumo complessivo di metano e ai 2.387 di consumo di biomassa legnosa, danno
un consumo complessivo di energia nel settore residenziale lughese pari a 29.378 Tep. Questi dati
fanno riferimento al numero delle abitazioni private censite a Lugo dall' Istat nel 2001, pari a 13.830.
Fanno parte del bilancio energetico anche i consumi industriali, che tra metano e luce ammontano a un
totale di 16.225 Tep, quelli del terziario (totale 10.445 Tep), e quelli dei trasporti, 22.248 Tep consistenti
per la maggior parte in benzina, seguita dal gasolio e, in parte molto minore, da gpl e metano.
La ?classifica' finale attesta le abitazioni private al primo posto nei consumi di energia, seguite dai
trasporti, dalle industrie, dal terziario, e, a notevole distanza, dal settore pubblico.
Lorenza Montanari.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
cronaca
Confessa il ragazzo arrestato per rapina
«Non volevo ferirla, ho chiamato la polizia perchè avevo lasciato lo zaino con le chiavi in
quella casa»
RAVENNA. Ha ammesso la rapina ai danni
della ragazza cinese, ma ha negato di averla
voluta ferire. E sui motivi che l' hanno spinto a
chiamare lui stesso la polizia, ha fornito una
spiegazione che forse dà l' idea del suo
(scarso) spessore criminale: «Avevo
dimenticato lo zainetto a casa sua, e dentro c'
erano le chiavi di casa». Questa, in sintesi, la
versione dei fatti fornita ieri dal 27enne A. T.
arrestato dalla polizia martedì scorso con l'
a c c u s a d i rapina a i d a n n i d i u n a
"massaggiatrice" cinese. Il giovane, originario
di Cuneo e con un precedente alle spalle
sempre per rapina, ieri mattina ha deciso di
rispondere alle domande del giudice durante l'
interrogatorio di garanzia che si è tenuto alla
presenza del suo difensore, l' avvocato Luca
De Tollis. Un atteggiamento di piena
collaborazione con il Pm Lucrezia Ciriello, con
il quale A. T.
spera di poter ottenere almeno i domiciliari. Il
ragazzo, che era uscito da un periodo di prova
all' interno di una comunità di recupero del
Forlivese, ha detto di essere arrivato a Faenza
martedì per lasciare nelle agenzie interinali
della città alcuni curricula. Ma nel pomeriggio,
frustrato da una ricerca di lavoro che da
almeno due mesi si stava rivelando inutile, ha
deciso di compiere quella rapina per racimolare qualche soldo. Ha quindi cercato su Internet l' indirizzo
della cinese e, dopo aver comprato un cutter in una cartoleria, ha bussato alla porta di casa in via
Oberdan facendo finta di essere un cliente. La ragazza, alla vista della lama, ha però avuto una
reazione a suo dire scomposta e in quel modo si è ferita alla mano e alla testa. Il giovane è poi
scappato, ma ha lasciato sul posto lo zaino, con le chiavi e i curricula non ancora consegnati. Da qui la
sua decisione di chiamare la polizia denunciando una falsa aggressione ad opera di un uomo e di una
donna cinesi. Ma quella versione non ha retto e quando alla povera ragazza, con il volto ancora
insanguinato, è stato fornito un interprete, per il 27enne sono scattate le manette. Per lei, invece, priva di
permesso di soggiorno, sono state avviate le pratiche per il rimpatrio.
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La Voce di Romagna
cronaca
"Chiedo scusa a tutti, spero possiate perdonarmi"
SALIF SOW NEI GUAI PER DEI VESTITI Il giovane attaccante del Ravenna si rivolge ai
tifosi e alla società con un messaggio su Facebook: "Ho sbagliato, sono davvero pentito
e dispiaciuto"
Con un messaggio postato sulla sua pagina
Facebook, Salif Sow chiede scusa a tutti i
ravennati, ai tifosi, ai compagni di squadra e ai
dirigenti: "Credo che tutti abbiate letto quel che
è successo anche se non tutto corrisponde alla
verità scrive il bomber del Ravenna Mi
rendo conto della situazione, so che la società,
tifosi e tutti quanti tengono a mantenere un'
immagine degna del nome del Ravenna; e io
come tutti voi tengo tantissimo a questa
maglia. Abito qui da 17 anni, sono venuto che
ero un bambino e ho cominciato a seguire il
Ravenna sin da allora, andando allo stadio a
tifare per questa città dove sono cresciuto.
Oggi prosegue ho la possibilità di lottare
per questa maglia e di sicuro non voglio
buttare via questa opportunità. Errori si
commettono nella vita e da essi si impara. Io
ho sbagliato, sono davvero pentito e
dispiaciuto". Poi Sow aggiunge: "Chiedo scusa
a tutti quanti per l' accaduto, spero possiate
capire e perdonare un errore del genere".
Il 23enne, italiano di origine senegalese, era
stato arrestato il pomeriggio del 26 ottobre.
Secondo quanto ricostruito dai militari del
Radiomobile, il bomber giallorosso, dopo
avere rubato alcuni vestiti, avrebbe spinto due
commesse per riuscire a fuggire trasformando
così il colpo in rapina impropria. In aula, pur ammettendo il furto tanto da avere fatto ritrovare lui stesso
la refurtiva, ha negato la circostanza della spinta, invitando gli inquirenti a guardare le riprese delle
telecamere di sicurezza come prova della sua parola. E' la seconda volta che Salif Sow finisce nei guai
per degli abiti, ora non potrà allontanarsi dal territorio comunale, dovrà comunicare tutti i suoi
spostamenti ai carabinieri e dovrà rimanere in casa dalle 21 alle 7.
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La Voce di Romagna
cronaca
IN BREVE.
Diecimila km con auto sequestrata: denunciato
32enne
Gli agenti della Stradale di Forlì hanno
denunciato un tunisino di 32 anni, residente nel
ferrarese, per violazione di sigilli. All'
extracomunitario era stata sequestrata l' auto a
Ravenna alcuni mesi fa dalla Municipale in
quanto circolava senza assicurazione. L' auto,
un' Alfa 156, non doveva uscire dal garage,
ma è stata rinvenuta a Forli in riparazione in un
'officina durante un controllo amministrativo.
L' auto aveva anche percorso circa 10mila
chilometri in piu' di quelli che erano segnati sul
verbale di sequestro. Il meccanico è stato
sanzionato invece di 516 euro per la legge
R o n c h i s u i rifiuti p e r i c o l o s i p e r a l c u n e
irregolarità in quanto non smarcati sull'
apposito registro olio motore. L' auto è stata
sequestrata penalmente.
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Corriere di Romagna
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IL NODO PARCHEGGI.
Ex cinema Roma, trattative in corso
Lo confermano il sindaco e l' Archidiocesi, ma serve il benestare della Soprintendenza.
RAVENNA. Sulla possibilità di utilizzare l' area
all' aperto del cinema Roma come parcheggio
a servizio del centro storico è in corso un
confronto fra l' Amministrazione comunale e la
Curia. Lo affermano, con due distinti
comunicati, ciascuno per voce propria, il
sindaco Fabrizio Matteucci e il portavoce dell'
arcivescovo, l' avvocato Enrico Maria Saviotti.
«L' Archidiocesi di Ravenna Cervia, in
relazione all' area del Cinema Roma, intende
chiarire che è in corso un confronto con il
Comune di Ravenna sull' utilizzo da parte
dello stesso di detta area. L' utilizzo dovrà
essere preventivamente verificato con la
competente Sovrintendenza», afferma Saviotti
in una nota.
Trattative in corso e coinvolgimento della
Soprintendenza sono confermate dal primo
cittadino: «Confermo l' attualità dell' interesse
del Comune per quell' area aggiunge
Matteucci e la piena disponibilità dell'
Archidiocesi a questo confronto». Anche se,
mette le mani avanti, «è assolutamente
prematuro parlare di progetti. Prima e
preliminarmente ad ogni progetto è necessario
acquisire il parere preventivo della
Sovrintendenza sulle caratteristiche dell' area
di cui si parla, nel totale rispetto delle rispettive
competenze».
In questi giorni associazioni di categoria e partiti di opposizione ma non solo, anche del Pri all' interno
della maggioranza hanno manifestato nuovamente il proprio dissenso considerata la mancanza, a tutt'
oggi, di parcheggi alternativi che possano compensare i posti auto che si perderanno fra pochi mesi in
piazza Kennedy, dove partiranno i lavori di restyling e le piazzole di sosta verranno definitivamente
bandite.
Sul tema aveva tuonato il giorno prima Gianluca Gasperoni, presidente comunale di Confesercenti,
invocando chiarezza: «Dopo anni di discussioni e di confronti a febbraio cominceranno i lavori che
porteranno alla chiusura di una delle piazze più importanti per venire nel centro della città. Le
associazioni di categoria dopo le perplessità iniziali non ne hanno osteggiato la chiusura; a patto che
prima si facciano i par cheggi alternativi».
Tramontate le ipotesi del parcheggio Aci e dell' ex caserma, e "congelato" il destino dell' ex vivaio
Parco delle lucciole, le aspettative ora sono tutte per l' area dell' ex cinema Roma, confidando che la
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trattativa con la Curia possa andare a buon fine.
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1 novembre 2013
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Corriere di Romagna
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La Regione sblocca undici milioni
Il Comune di Ravenna cede la sua quota agli altri municipi della provincia più in
difficoltà.
RAVENNA. La Regione grazie al patto di
stabilità territoriale sblocca la seconda tranche
di risorse destinate a Comuni e Province per
pagare i fornitori e gli investimenti. In Emilia
Romagna per dare ossigeno all' economia
verranno distribuiti 99 milioni di euro, di questi
oltre 11,2 milioni in provincia. Ma il comune di
Ravenna, dopo il milione e 858 mila euro
ottenuto in giugno, cederà le risorse assegnate
perché vengano ridistribuite su altri municipi, e
dall' A m m inistrazione fanno sapere che, in
pareggio con i pagamenti pregressi, la
disponibilità per far fronte alle richieste dei
fornitori fino alla fine dell' anno è sufficiente.
Nella logica del patto di stabilità territoriale le
risorse non utilizzate oggi, circa due milioni di
euro, verranno reintegrate nel.
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«Le future pensioni? Da 100 euro»
Allarme della Cisl: «A rischio gli stagionali e i redditi bassi»
RAVENNA. La Cisl di Ravenna lancia l'
allarme pensioni, prevedendo minime future
da 100 o 200 euro e invoca l' introduzione
obbligatoria di forme previdenziali
complementari.
«Il sistema contributivo ha abolito l'
integrazione dello stipendio minimo garantito
spiega Claudio Cavina responsabile del
Patronato Inas della Cisl e con i redditi bassi
e precari diffusi oggi, le pensioni in futuro per
molti potrebbero ridursi a 100 o 200 euro al
mese».
Il problema riguarda quindi chi oggi alla
pensione non pensa affatto, perché nel pieno
della sua vita lavorativa. Tra i settori più a
rischio, quelli della ristorazione, delle pulizie,
gli stagionali (anche se nel conteggio
complessivo del "montante", l' accumulo finale
dei contributi versati, potranno rientrare anche
gli assegni di disoccupazione) e in generale
tutti i redditi bassi: «Nella nostra provincia
osserva Antonio Cinosi, responsabile Cisl dell'
area di Ravennal' alto impiego nei settori
caratterizzati da una forte stagionalità, come
turismo e agricoltura, lascia presupporre che
le pensioni di almeno un 30% dei lavoratori
ravennati, non supereranno l' attuale assegno
minimo».
Del resto il cosiddetto sistema "contributivo" (in vigore dal '96 ma obbligatorio per tutti dal 2012)
secondo Cinosi determina «l' assegno pensionistico sulla base di quanto è stato versato nell' intera vita
lavorativa di una persona e non sulle ultime retribuzioni, come accadeva in passato: questo da un lato
ha reso meno vantaggiosi squilibri e manovre come le improvvise e fulminanti "carriere" poco prima del
pensionamento, dall' altro però penalizza significativamente soprattutto i redditi bassi che, solo dopo
tantissimi anni di versamenti (tra i 35 e i 40), possono aspirare ad un trattamento pensionistico forse
sufficiente ma comunque inferiore a quelli attuali. Il problema conclude Cinosi sta nei coefficienti con i
quali dal montante si calcola poi la pensione che negli ultimi anni sono stati progressivamente abbassati
in base all' aumento dell' aspettati va di vita. Con questo sistema, già oggi, è svantaggioso andare in
pensione prima di aver versato 3540 anni di contributo. Di questo passo non si uscirà più dal mondo
del lavoro. E questo non incentiva certo le nuove assunzioni». Aggiungendo a tutto questo, poi,
prestazioni che non garantiscono retribuzioni sufficienti all' accumulo, la sempre più frequente
precarietà e magari anche una certa evasione contributiva, viene fuori un quadro che condannerebbe la
maggioranza della popolazione a cavarsela con pensioni molto vicine agli attuali minimi.
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Ma una soluzione, secondo la Cisl, sarebbe il ricorso alla previdenza complementare. La sceglie in
media il 40% dei lavoratori, una percentuale che potrebbe essere molto più alta, secondo Cinosi: «E'
adatta a tutti, anche a chi da un lato ha una capacità contributiva piuttosto bassa o dall' altro può contare
su un lavoro stabile e ben retribuito, che comunque, passando con il sistema contributivo, potrebbe
vedersi decurtato l' assegno fino al 40% rispetto all' ultimo stipendio, contro un 20% medio del sistema
retributivo. È un vantaggio, sia in termini fiscali che strettamente economici, anche perché i contributi
versati al Fondo sono sempre restituiti e anche il datore di lavoro deve versarle una quota .
Forse sarebbe opportuno renderla obbligatoria per tutti».
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Corriere di Romagna
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APPROFONDIMENTO FONDALI.
Porto, pronti 200 milioni di euro
Resta il nodo dei fanghi: entro l' anno si dovrà individuare un' area ad hoc.
RAVENNA. Sono pronti altri 200 milioni di
euro di investimenti al porto di Ravenna, ma
bisogna insistere sull' approfondimento dei
fondali. I materiali di scavo dovranno trovare
una sistemazione idonea: entro l' anno la
conferenza dei servizi è «chiamata ad
individuare un' area ad hoc», che con ogni
probabilità non sarà quella della Cmc di Porto
Fuori. Bisogna trovare siti «che non hanno
vincoli ambientali e che richiedono
adeguamenti urbanistici fattibili». È quanto è
emerso ieri nella riunione del comitato portuale
di Ravenna, presieduto da Galliano Di Marco.
Il principale argomento trattato è stato il
bilancio previsionale 2014 con il relativo
programma triennale dei lavori per gli anni
201416. Gli investimenti di 200 milioni sono
programmati nel 2014 e «costituiscono un
piano reale, concreto, che pianifica opere che
possono effettivamente essere realizzate nell'
arco di tempo coperto dal programma
stesso», sottolinea l' Autorità portuale. Dopo la
registrazione da parte della Corte dei conti dei
60 milioni di euro destinati dal Cipe al progetto
"Hub portuale di Ravenna" (il "progettone" sui
fondali), e l' approvazione della Banca
europea degli investimenti di un finanziamento
di 120 milioni di euro, «è infatti necessario
trovare una soluzione al problema, integrante e strutturale del progetto, dell' allocazione dei materiali
derivanti dall' escavo dei fondali, se si vuole realizzare questo progetto strategico per il porto e per l'
intera economia della città e della regione», fanno sapere dall' Autorità ravennate.
«E' necessario dichiara Di Marco sapere in modo certo, regolare e tempestivo dove collocare i
materiali derivanti dagli escavi che è indispensabile attuare prima ancora che siano avviati i lavori di
approfondimento». Insomma, «se non si supera la situazione di stallo, il rischio di perdere i
finanziamenti per poter scavare i fondali è concreto e incombente», si ribadisce da via Antico Squero, e
per questo il presidente dell' Autorità portuale ha confermato «con forza la disponibilità e volontà di
utilizzare tutti gli strumenti di legge a propria disposizione per consentire l' individuazione delle aree».
Dopo che il comitato portuale ha unanimemente accolto la proposta, Di Marco ha relazionato sulla
presentazione al Governo e ai gruppi parlamentari di una serie di emendamenti alla Legge di stabilità
per semplificare le procedure in materia di trattamento dei materiali di escavo.
Intanto, il traffico al porto aumenta sempre: nel periodo gennaio settembre 2013 si è registrata una
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movimentazione merci pari a 16.524.106 tonnellate, in crescita di 471mila, ovvero del 2,9% rispetto allo
stesso periodo del 2012. In particolare gli sbarchi sono stati pari a 14 milioni di tonnellate (+2%) mentre
gli imbarchi ammontano a 2,5 milioni di tonnellate (+8,7%). Per quanto riguarda settembre, il traffico è
stato di 1.772.101 tonnellate, 6mila in più rispetto al settembre 2012.
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I LAVORI INFINITI.
Ponte lungo, i commercianti: «Servono certezze sui
tempi»
MUNICIPIO.
Domani, in occasione del "ponte" di "Tutti i
santi", resteranno chiusi al pubblico anche gli
uffici comunali di Anagrafe, Elettorale e Stato
civile di piazza Rampi, servizi che sono invece
abitualmente aperti il sabato mattina.
Per quanto riguarda lo Stato civile, sarà
garantito esclusivamente dalle 8.30 alle
10.30 il ricevimento delle dichiarazioni di
morte e il rilascio delle relative autorizzazioni
di polizia mortuaria. Domani sarà chiusa
inoltre la Biblioteca comunale (via Manfredi, 4),
che poi riaprirà regolarmente lunedì con il
consueto orario: dal lunedì al venerdì dalle 9
alle 18.30, sabato dalle 9 alle 13 (la sezione
Ragazzi è invece aperta dal lunedì al venerdì
dalle 14.30 alle 18.30 e il sabato dalle 9 alle
13.
mesi stiamo assistendo a ripetuti rinvii dell'
ultimazione e della percorribilità del Ponte
Lungo che unisce la vallata del Lamone a
Faenza. Non è E' quanto afferma la
Confcommercio, intervenuta ieri in merito alla
spinosa questione.
L ' A s c o m faentina «comprende le difficoltà
tecniche che si possono incontrare a lavorare
su un vecchio manufatto» e «apprezza lo
sforzo compiuto dall' amministrazione
comunale di Brisighella che ha provveduto a
realizzare la bretella, estremamente utile ed indispensabile fino ad oggi per non creare ulteriori disagi,
ma di difficile utilizzo nei mesi invernali con pioggia copiosa, nebbia o neve».
ammissibile che, di volta in volta che si fa il punto della situazione con i tecnici dell' amministrazione
provinciale, i tempi vengano ulteriormente allungati».
Ciò nonostante l' associazione di categoria denuncia il fatto di «aver assistito, in questi mesi e purtroppo
non si sa ancora per quanto, ad una sorta di disinteresse da parte della Provincia sulla necessità di
giungere in tempi rapidi, a conclusione dei lavori. Siamo totalmente e completamento al fianco e solidali
con le imprese che svolgono la loro attività a monte del Ponte Lungo, in tutta la vallata del Lamone,
poiché hanno avuto enormi problematiche di gestione quotidiana della loro impresa, accompagnata da
notevoli diminuzioni di incassi, in un momento in cui l' economia generale del nostro paese non è
sicuramente delle migliori. Questo non può che comportare notevoli difficoltà economiche,
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pregiudicando, in diversi casi, la possibilità di poter proseguire la propria attività nei prossimi anni».
La Confcommercio esprime «la piena solidarietà a tutte le imprese interessate da questo ulteriore
disagio e, nel rendere pubblica la nostra forte preoccupazione per il futuro di tutto il comparto
commerciale della vallata del Lamone, sollecitiamo la Provincia a ultimare rapidamente i lavori e a
comunicare esattamente la data in cui sarà di nuovo percorribile il Ponte Lungo».
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Società Parco salina: Pomicetti confermato, avrà uno
stipendio
E' stato rieletto alla guida della srl, con un cda completamente rinnovato.
di MASSIMO PREVIATO CERVIA. Giuseppe
Pomicetti viene confermato presidente del
Parco dellE saline, e ottiene anche lo
stipendio, dopo avere lavorato senza
compenso. Visti gli ottimi risultati conseguiti
dalla Srl, sarà ancora lui dunque a condurre gli
stabilimenti di via Salara, con un Consiglio di
amministrazione completamente rinnovato.
Per la prima volta ne fa parte una donna,
Lorella Bravetti, in rappresentanza del Parco
del delta del Po. Siedono al vetrice delle saline
anche Oscar Turroni, già presidente del
Gruppo civiltà salinara, nominato insieme a
Pomicetti dal socio di maggioranza, il
Comune. Guido Allegri rappresenta la Camera
di Commercio e la Provincia di Ravenna, Aldo
Ferruzzi le Terme di Cervia. I membri del Cda,
a seguito dei recenti sviluppi normativi,
passano da 7 a 5. Resteranno in carica per tre
anni. E' stato anche nominato un revisore dei
conti, per aumentare ulteriormente la
trasparenza della Società, assolvendo così
agli obblighi normativi che ne prevedono la
presenza; inoltre, vista la solida esperienza nel
campo delle società partecipate pubbliche,
potrà essere d' aiuto nell' interfacciare la
società con le normative del settore e la
compagine sociale, vista la sua natura
pubblico privata.
L' amministrazione comunale, dal canto suo, ha accolto la proposta scaturita nel corso dell' Assemblea
dei soci, che prevede l' istituzione di un compenso a favore del Consiglio di amministrazione. Si riserva
però di proporre alla Assemblea stessa una "s ospensione" dello stipendio, nel caso in cui la società
realizzi un risultato economico negativo". Scatta inoltre il taglio del 35 per cento, pari a 25mila euro,
riguardo ai contributi da finanziare nel 2013 e negli anni successivi a favore della Parco salina. Tutto ciò,
in attesa di un progetto di valorizzazione storica, ambientale e turistica del compendio della Salina. Il
presidente guadagnerà 1.533 euro lordi al mese, grazie a una indennità pari a quella percepita dagli
assessori. Agli altri consiglieri va invece il gettone di presenza per ogni riunione assembleare, pari ai 45
euro lordi riconosciuti a ogni consigliere comunale. L' assessore Luca Coffari ringrazia il Consiglio
uscente, ma chiede a quello entrante di «diminuire, sospendere o rinviare i propri compensi in base alla
disponibilità di bilancio della società». Il presidente Pomicetti, dal canto suo, sottolinea i risultati
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raggiunti, fra cui «la salvaguardia dell' ecosistema e il bilancio in attivo».
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1 novembre 2013
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Il Resto del Carlino (ed.
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«Un terzo rischia la pensione minima»
La Cisl lancia l' allarme: «Molto penalizzati i lavoratori stagionali»
CHI percepisce un reddito basso e lavora
senza continuità (compresi gli stagionali)
rischia di ritrovarsi, un domani, con una
pensione da fame. L' allarme è della Cisl:
«Nella nostra provincia ? osserva Antonio
Cinosi, responsabile Cisl dell' area di Ravenna
? l' alto impiego nei settori caratterizzati da
una forte stagionalità, come turismo e
agricoltura, lascia presupporre che le pensioni
di almeno un 30 per cento dei lavoratori
ravennati, non supereranno l' attuale assegno
minimo».
IL RESPONSABILE del patronato Inas Claudio
Cavina ricorda che «il sistema contributivo ha
abolito l' integrazione dello stipendio minimo
garantito. Con i redditi bassi e precari diffusi
oggi ? dice ? le pensioni, in futuro, per molti
potrebbero ridursi a 100 o 200 euro al mese».
Tra i settori più a rischio ? spiega il sindacato
? ci sono la ristorazione, le pulizie, gli
stagionali (anche se nel conteggio
complessivo dei contributi versati potranno
rientrare anche gli assegni di disoccupazione)
e in generale tutti i redditi bassi.
IL passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo è stato completato nel 2012. L' assegno
pensionistico è ora calcolato in funzione di quanto si è versato nel corso di tutta la vita lavorativa, e non
è quindi basato sull' ultima retribuzione percepita. «Il sistema ? fa notare Cinosi ? penalizza soprattutto i
lavoratori a basso reddito che, solo dopo tantissimi anni di versamenti (tra i 35 e i 40), possono aspirare
a un trattamento pensionistico forse sufficiente ma comunque inferiore a quelli attuali». Per Cavina, «già
oggi, è svantaggioso andare in pensione prima di aver versato 3540 anni di contributi. Di questo passo
non si uscirà più dal mondo del lavoro. E questo non incentiva certo le nuove assunzioni»». La Cisl
propone una soluzione: la previdenza complementare. «Oggi la sceglie in media il 40 per cento dei
lavoratori ? dice Cinosi. ? La percentuale dovrebbe essere molto più alta: è una soluzione adatta anche
a chi ha una capacità contributiva piuttosto bassa».
SECONDO i dati Inps del 2010, in provincia di Ravenna le pensioni di vecchiaia inferiori ai 500 euro
mensili sono oltre 21 mila, pari a un quarto del totale. Altri 33 mila pensionati non superano i mille euro
al mese. Tre anni fa, le pensioni derivanti da fondi integrativi erano appena una novantina in tutta la
provincia.
Le future conseguenze della precarietà sono già in parte evidenti analizzando pensioni erogate
attualmente: gli ex autonomi percepiscono in media 723 euro al mese, contro i 944 degli ex dipendenti.
E l' assegno mensile derivante dai contributi versati alla gestione separata Inps dagli ex parasubordinati
è bassissimo: appena 81 euro, rispetto a una media regionale di 113.
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1 novembre 2013
Pagina 45
Il Resto del Carlino (ed.
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economia locale e territorio
L' ANDAMENTO DEI TRAFFICI In aumento i container e i camion per Catania.
Es Sarom e penisola Trattaroli: trisi dia ree per
fanghi
L' AUTORITÀ portuale ha individuato tre aree «che non
hanno vincoli ambientali e che richiedono adeguamenti
urbanistici fattibili» dove stoccare il materiale di escavo
derivante dall' approfondimento dei fondali del porto. Si
tratta di un lembo della Penisola Trattaroli e di altre due
aree: una nella ex Sarom e una in un' area idonea
situata alla stessa altezza, ma dall' altra parte della
strada, direzione mare. La proposta (che verrà discussa
in una apposita 'conferenza dei servizi?) è stata
presentata, e approvata all' unanimità, nel corso del
Comitato portuale di ieri mattina. Una riunione iniziata
alle 11 e terminata verso le 14,30 a testimonianza della
posta in gioco.
«SE NON SI SUPERA la situazione di stallo il rischio di
perdere i finanziamenti e di non poter scavare i fondali è
concreto e incombente ? fa sapere l' Autorità portuale ?
e per questo il presidente dell' Autorità Portuale ha
dichiarato con forza la disponibilità e volontà di utilizzare
tutti gli strumenti di legge a propria disposizione per
consentire la individuazione delle aree. Il Comitato
Portuale ha unanimemente accolto la proposta del presidente dell' Autorità Portuale, rappresentando in
tal modo, anche formalmente l' unità di intenti della comunità portuale e delle istituzioni rappresentate
tutte nel Comitato». «E' necessario oggi sapere in modo certo, regolare e tempestivo ? ha detto Di
Marco ? dove collocare i materiali derivanti dagli escavi che è indispensabile attuare prima ancora che
siano avviati i lavori di approfondimento legati al progetto ?Hub portuale di Ravenna' e che, anche a
causa di una legislazione nazionale tutt' altro che semplice, razionale e chiara, rappresentano un
elemento di problematicità che condiziona pesantemente lo sviluppo del porto, lo sviluppo del progetto
e, a questo punto, ne mette in discussione la sua stessa possibilità di realizzazione». Il canale ha
bisogno di interventi urgenti ed inderogabili che ne ripristinino la piena navigabilità poiché «la sua
particolare conformazione morfologica fa sì che sia in più parti, sistematicamente, compromesso da
fenomeni di interramento».
Prima della discussione sui fondali, il Comitato protuale ha approvato il bilancio previsionale 2014 con il
relativo programma triennale dei lavori dell' Autorità Portuale per gli anni 20142016.
LE DELIBERE riguardanti questi temi, approvate all' unanimità dal Comitato Portuale, recepiscono una
serie di interventi infrastrutturali per circa 200 milioni di euro di spese di investimento da impegnarsi nel
prossimo anno.
Il bilancio previsionale ed il programma di lavori che oggi sono stati approvati dal Comitato Portuale
«costituiscono un piano reale, concreto che pianifica opere che possono effettivamente essere
realizzate nell' arco di tempo coperto dal programma stesso».
L. T.
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1 novembre 2013
Pagina 45
Il Resto del Carlino (ed.
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ALLA CNA.
Porto, convegno con Peri
L' AUTORITÀ portuale di Ravenna diventi il
centro di una nuova governance delle
infrastrutture regionali. Lo chiede la Cna,
anticipando i temi di un incontro (sono attesi
tra gli altri l' assessore regionale Alfredo Peri e
il presidente del porto Di Marco) che si terrà
lunedì, alle 17 nella sede ravennate dell'
associazione, intitolato ?Porto di Ravenna: il
tempo delle scelte'. Modererà il dibattito il
giornalista del Carlino Francesco Monti.
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1 novembre 2013
Pagina 49
Il Resto del Carlino (ed.
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SVILUPPO PRIMA USCITA IN DICEMBRE. MINGOZZI: «PER LUI UNA SEDE
UNIVERSITARIA»
Pronta a partire la Fondazione Raul Gardini
EVENTO In dicembre si parlerà delle intuizioni di Raul Gardini per un nuovo modello di
sviluppo.
FARI puntati sulle ?Intuizioni di Raul Gardini
per un nuovo modello di sviluppo' nel mese di
dicembre al Centro congressi di Ravenna. Si
tratta di un evento destinato a caratterizzare la
prima uscita ufficiale della Fondazione Raul
Gardini. L' iniziativa è sostenuta proprio dalla
famiglia dell' imprenditore ravennate
scomparso vent' anni.
In questi giorni negli uffici della Prefettura si
sta completando l' iter formale per la creazione
del nuovo organismo. Il convegno vedrà la
presenza di studiosi internazionali e avrà
come conduttore il giornalista Giovanni Minoli.
Ieri, intanto, in Consiglio comunale, il vice
sindaco Giannantonio Mingozzi, rispondendo a
una interpellanza di Sel, ha ribadito la volon tà
di intitolare una sede universitaria a Raul
Gardini. «Un imprenditore ? ha ricordato
Mingozzi ? che insisteva per costruire, proprio
in città, un rapporto reale tra la parte
universitaria, scientifica e tecnologica, e quella
imprenditoriale, economica e istituzionale».
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1 novembre 2013
Pagina 57
Il Resto del Carlino (ed.
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economia locale e territorio
Parco Salina, confermato Pomicetti E il cda non
lavorerà più gratis
Compensi: il presidente come un assessore, ?gettoni' ai consiglieri RIELETTO Giuseppe
Pomicetti guiderà il Parco della Salina anche nei prossimi tre anni; percepirà 1.533 euro
lordi mensili.
GIUSEPPE Pomicetti è stato rieletto
presidente del Parco della Salina di Cervia.
Nella stessa assemblea dei soci ? Comune e
Terme di Cervia, Provincia di Ravenna,
Camera di commercio, Parco Delta del Po ? è
stato anche nominato il nuovo consiglio di
amministrazione, che resterà in carica 3 anni.
Con Pomicetti ne fanno parte Oscar Turroni
(presidente Gruppo civiltà salinara) nominati
dal socio di maggioranza, il Comune di Cervia:
Guido Allegri (Camera d i commercio e
Provincia), Lorella Bravetti (Parco Delta del
Po) e Aldo Ferruzzi (Terme di Cervia).
Nominato, infine, un revisore dei conti, per
aumentare ulteriormente la trasparenza della
società.
VISTI i risultati positivi conseguiti dalla società,
la giunta comunale ha accolto la proposta,
scaturita dall' assemblea dei soci, di istituire
un compenso a favore del Consiglio di
amministrazione. Si è però riservata la
possibilità di riduzione o sospensione del
compenso in caso di risultato economico
negativo. Al presidente del Consiglio di
amministrazione viene riconosciuta la somma di 1.533,80 euro lordi mensili omnicomprensivi, pari all'
indennità percepita da un assessore comunale. L' importo del gettone di presenza per ogni membro del
cda, che generalmente si riunisce una volta al mese, è invece uguale a quello di un consigliere
comunale: 45 euro lordi. «Abbiamo accolto la proposta ? dichiara l' assessore alle Saline, Luca Coffari ?
grazie alle condizioni economiche positive dovute ai risultati della società in questi anni, che permettono
alla società di sostenere i compensi. La giunta comunale ha deciso di ridurre del 35% il contributo,
corrispondente a circa 25mila euro».
«RINGRAZIO i soci che hanno confermato la fiducia alla mia persona ? afferma Pomicetti ? e al cda che
ho presieduto, col quale in questi anni si è tentato di fare al meglio, tenendo conto delle esigenze del
Parco della Salina e degli obiettivi che ci eravamo posti, primi fra tutti la salvaguardia dell' ecosistema
ambientale, il consolidamento del nostro prodotto e il ritorno a un bilancio in attivo.
Obiettivi che abbiamo raggiunto grazie al lavoro e all' impegno di tutti, soci, consiglieri e personale».
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1 novembre 2013
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La Voce di Romagna
economia locale e territorio
Contro l' Abi in 500 a Ravenna La prima volta dopo
13 anni
LA MANIFESTAZIONE Fischi cori e insulti contro la 'casta' dei top manager strapagati
Contestato nella sua città il nuovo presidente dell' Associazione bancaria italiana
Patuelli Momento 'caldo' sotto la sede centrale della Cassa di Risparmio, presieduta dal
numero uno dell' Abi.
Speculazioni, titoli tossici, finanza creativa.
Non si contano i peccati 'capitali' che
campeggiano sui manifesti del corteo dei
lavoratori di banca, scesi in piazza a Ravenna
contro i manager 'super pagati', rappresentati
dall' Associazione bancaria italiana. Una casta
condannata pure da Dante, che nella
Commedia l' aveva inserita nel
Diciassettesimo Canto assieme agli usurai. Lo
hanno ricordato ieri, a un passo dalla via
dedicata al Sommo Poeta, situata ironia della
sorte accanto alla sede centrale della Cassa
di Risparmio del capoluogo bizantino. Il fulcro
della protesta nazionale si è concentrata qui,
all' ingresso dell' istituto di credito presieduto
da Antonio Patuelli, da gennaio al vertice dell'
Abi.
Contro di lui fischi, cori e qualche insulto. Nella
sua Ravenna il corteo composto per lo più da
bancari provenienti da tutta la regione, lo ha
identificato come simulacro di una categoria
maledetta, responsabile di aver portato l' Abi a
disdire il contratto nazionale del lavoro e a non
rinnovare l' ammortizzatore di settore, senza
neppure intaccare le retribuzioni dei vertici
nonostante i richiami della Banca d' Italia e
dell' Unione Europea.
"Vieni fuori e fatti vedere"Passata oltre una
mezz' ora dall' inizio della manifestazione (partita attorno alle 10 dalla stazione Ferroviaria) prima che il
'serpentone' raggiunga piazza Garibaldi, sulla quale si affaccia l' imponente portone della Carira. I fischi
aumentano, gli sguardi e i megafoni puntano i piani alti del palazzo storico presidiato dalle forze dell'
ordine. I cori e gli slogan, da "chi non salta Patuelli è..." a "più bancari e meno banchieri", si alternano
agli insulti. Vola un "buffone", qualcuno azzarda "ladro", seguito dai "vieni fuori e fatti vedere".
Del numero uno dell' Abi nessuna traccia.
Così gli organizzatori del corteo con i responsabili nazionali delle sigle sindacali in prima linea invitano
a proseguire, soddisfatti del passaggio nel punto più 'caldo'. Un' autorizzazione messa in dubbio dalle
voci che fino al giorno prima avevano gridato allo scandalo per un presunto (poi smentito) mancato
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consenso a sfilare.
I numeri Il corteo invece si ferma, eccome. E per circa 15 minuti la sede centrale dell' istituto bancario,
regolarmente aperta, sprofonda in un girone assordante. Almeno fino a quando la folla, pressata nella
stretta via Mariani, non defluisce attraverso piazza Garibaldi in piazza del Popolo, sotto la sede del
Comune. Qui i numeri dei partecipanti si dividono come di consueto in tre filoni: quelli ufficiali della
questura, quelli annunciati al microfono dai sindacalisti, e quelli della ragionevole media matematica di
chi osserva dall' esterno. Circa 450 persone è la cifra ufficiale comunicata dalle forze dell' ordine;
"siamo oltre mille", proclamano i rappresentanti.
La prima volta dopo 13 anni Un timido fumogeno è l' unico fuori programma.
Ma l' attenzione è già richiamata verso il palco sul quale si alternano i vertici delle principali sigle
sindacali, Dircredito, Fabi, FibaCisl, FisacCgil, Ugl Credito, Uilca. Agguerriti per la prima volta dopo
13 anni, rompono un silenzio durato dall' ultimo sciopero di categoria. "Oggi abbiamo in Italia 12 banche
commissariate", ricordano.
Al microfono, Giulio Romani, segretario generale Fiba è l' ultimo a parlare e non ha più voce: "Stiamo
scioperando per avere banche che possano dare al Paese uno sviluppo sano, lungo e duraturo, banche
che guardino al futuro. Noi, quelli da 40mila euro lordi annuali, sfideremo i banchieri milionari. Gli
faremo noi il piano industriale".
Applausi. Di così forti per una manifestazione in città non se ne sentivano da un pezzo. Dopo quasi due
ore il corteo si scioglie sulle note di "O bella ciao". Sorride il vicesindaco repubblicano Giannantonio
Mingozzi, prima di sentire la variante al testo che, ancora una volta, tira in ballo il presidente Abi. Come
tutta la casta, condannato per tradizione, dalla Divina Commedia al 'novello' canto partigiano.
Federico Spadoni.
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La signora Lalla Una testimone della storia cittadina
E' un pezzo di Ravenna che se ne va, con la
scomparsa di Laura Malagola Franchi ("la
Lalla" o "la signora Lalla", come era da
tantissimi conosciuta), avvenuta nell' ospedale
civile dove era stata ricoverata una ventina di
giorni or sono per un male incurabile. Aveva
93 anni, essendo nata il 27 giugno 1920 ed è
stata una delle figure più note, stimate, amate,
della città. Impegnata sempre su vari fronti,
per così dire: la cultura, la politica, l' economia,
la solidarietà, senza per questo trascurare la
famiglia, con l' assistenza devota alla vecchia
mamma Vincenzina (morta novantasettenne) e
con l' educazione affettuosa della figlia Franca,
dopo essere rimasta vedova ancora giovane.
Laura aveva studiato al Liceo classico Dante
Alighieri, quindi si era laureata in Scienze
politiche a Firenze. Aveva dato manforte alla
Resistenza insieme al padre avvocato Franchi
("ceppo" liberale) senza peraltro vantare
meriti, e continuando nel dopoguerra la buona
battaglia per la libertà nelle file del Pli. Una
cattolica liberale, la si sarebbe detta, come
Marco Minghetti, come Luigi Einaudi, avendo
saputo coniugare il credo religioso con lo
spirito di libertà, appunto.
Consigliere d' amministrazione della Cassa di
Risparmio di Ravenna dal 1973 al 1991, era
stata operosa anche nell' Associazione donne elettrici e in quella intitolata alla beata Maria Cristiana di
Savoia, dimostrando sempre un atteggiamento propositivo, di saggezza.
Il meglio delle sue energie l' aveva dato come molti ravennati ancora ricordano nella lunga attività per
il comitato della Società Dante Alighieri, del quale era stata per decenni "storica segretaria",
collaboratrice indispensabile ai presidenti Alieto Benini, Franco Mollia, Luigi Fontana, Michele Vincieri,
Umberto Foschi. E dalla sede romana del sodalizio che diffonde la lingua e la letteratura italiana nel
mondo, le erano stati conferiti riconoscimenti, ultimo dei quali la medaglia d' oro dei benemeriti. Era
stata anche presente alla vita culturale cittadina più in generale, per così dire: alle manifestazioni dell'
Opera di Dante, del Centro relazioni culturali di Walter Della Monica.
Ma quello che colpiva, che toccava, di lei, era soprattutto il senso di umanità, di comprensione, di
disponibilità.
E' stata una testimone della storia contemporanea di Ravenna, a vari livelli, come si è visto. Ha amato la
sua città come pochi. E proprio pochi giorni or sono, ricordandosi il grande Guido Umberto Majoli nel
cinquantesimo anniversario della morte, per la prima volta era mancata all' incontro organizzato proprio
dal presidente del comitato della "Dante" Franco Gabici.
A chi scrive, lontano da Ravenna e dalla Romagna da anni annorum, ma legato a Lalla da un' amicizia
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ultracinquantennale, al di là delle distanze, sia consentito un affettuosissimo addio, nel ricordo del cuore
e della fede, anche, di figure eccellenti (come lei e a lei legate): da monsignor Giovanni Mesini ad
Antonio Fusconi ("la sentinella di Dante"), dal già citato Majoli a Luciano Cavalcoli, da Lucio Paolo
Massaroli a Mingon Roncuzzi, da Aldo Spallicci a Francesco Balilla Pratella, da don Vincenzo
Brandolini ai frati minori conventuali di San Francesco, "la chiesa di Dante", che era anche "la chiesa
della Lalla". E lì, lunedì mattina alle 10,30 ci saranno le esequie.
Giovanni Lugaresi.
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Via libera al piano strategico dei "dragaggi"
PORTO Nel progetto sono dettagliati una serie di interventi infrastrutturali per circa 200
milioni di euro nel prossimo anno.
Si è riunito ieri, presso la sede dell' Autorità
Portuale di Ravenna, il Comitato Portuale
presieduto da Galliano Di Marco. Il principale
argomento trattato è stato il Bilancio
Previsionale 2014 con il relativo Programma
Triennale dei Lavori dell' Autorità Portuale per
gli anni 20142016. Le delibere riguardanti
questi temi, approvate all' unanimità,
recepiscono una serie di interventi
infrastrutturali per circa 200 milioni di Euro di
spese di investimento da impegnarsi nel
prossimo anno.
Nella redazione del Bilancio Previsionale 2014
l' Autorità Portuale s i è a n c o r a u n a v o l t a
impegnata nell' azione di contenimento della
spesa corrente, riducendo le spese per
consumi intermedi e concentrando le proprie
risorse su interventi infrastrutturali e dunque,
"cercando di attuare appieno quel ruolo di
volano dell' economia che, è dimostrato, un
porto può esercitare in termini di reddito e di
occupazione a livello di economia regionale e
nazionale". Al centro, la situazione degli escavi
dei fondali e gli atti che è necessario che l'
Autorità portuale ed il presidente compiano
per poterli garantire: "L' approfondimento del
Canale, infatti, non è solo condizione
essenziale allo sviluppo del porto, ma la sola
opportunità che si ha di non comprometterne gravemente la competitività, rischiando di metterne in
discussione l' attuale ruolo".
In merito all' andamento dei traffici, nel periodo gennaio settembre 2013, si è registrata una
movimentazione merci pari a 16.524.106 tonnellate, in crescita di 471 mila tonnellate, ovvero del 2,9%
rispetto allo stesso periodo del 2012.
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LE VOCI DELLA MANIFESTAZIONE Da tutta la Regione al corteo dei bancari contro l’Abi.
Presenti anche i dipendenti della commissariata Carife: rischiamo 295 posti di lavoro
‘Manager strapagati ma siamo noi a metterci la
faccia’
l raduno parte puntuale di fronte alla stazione
ferrovia ria, lasciandosi alle spalle i pullman
targati Bologna, Rimini, Cesena, Ferrara.
Proprio dalla provincia estense si fa no tare
un gruppo di dipendenti. So no lavoratori
della Carife, com missariata da fine maggio e
in bi lico sul filo di una trattativa che conta 295
esuberi. “Un commis sariamento inaspettato –
dice u no dei dipendenti, Nicola Caval lini,
agitando i cartelli contro ‘a vidità e tagli per far
quadrare i bi lanci ‘ , ma che arriva dopo
quattro anni di incertezze e per colpa un
decennio di scelte scel lerate”. E’ solo una
delle tante storie che ieri hanno sfilato a
Ravenna sotto l’egida dei sindacati, contro
l’As sociazione bancaria italiana, rea di aver
disdetto il contratto na zionale del lavoro. Il
corteo non è ancora partito, e in molti, tra
sindacalisti e manifestanti sono disponibili a
dire la loro. “Hanno disertato il contratto
nazionale con l’intenzione di riversare sui
dipendenti degli istituti di credito i danni che
loro hanno fatto al settore spiega da Cesena
Davi de Foschi della FisacCgil . Han no
concesso credito alle persone sbagliate e non
lo concedono in vece alle aziende che
dovrebbero I averlo. Ora scaricano le loro col
pe sui nostri salari quando siamo noi per primi
a metterci la faccia. Patuelli rappresenta la categoria dei banchieri, quindi sicuramen te non è esente
da questa situa zione”. Anche alcuni dipendenti della stessa Cassa di Risparmio di Ravenna,
presieduta da Pat tuelli, hanno preso parte al cor teo. “Le perplessità interne ai di pendenti sono state
superate una volta capito che la manifestazio ne non era contro il proprio isti tuto spiega Giusy
Serina . E’ in centrata simbolicamente sulla fi gura del presidente e a quello che rappresenta. In
questo caso tocca a lui l’onere di dover rispondere di questa situazione nella propria città e nel proprio
istituto”. Il reportage a pagina 3
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Porto di Ravenna: il tempo delle scelte e le idee di
Cna
Lunedì prossimo nella sede di viale Randi la tavola rotonda con Peri, Gigante, Di Marco,
Casadio e Pagani.
L u n e d ì ( o r e 1 7 ) , a l l a s e d e d e l l a Cna
provinciale di viale Randi, il convegno "Porto
di Ravenna: il tempo delle scelte Le proposte
della CNA". Dopo la relazione del direttore
Mazzavillani, seguirà una tavola rotonda
moderata da Francesco Monti, a cui
parteciperanno l' assessore regionale Peri, il
presidente della Camera d i Commercio
Gigante, il presidente dell' Ap Di Marco e il
presidente di SAPIR Matteo Casadio. Le
conclusioni saranno affidate all' onorevole
Alberto Pagani, componente IX Commissione
Trasporti alla Camera. Presiederà i lavori il
presidente della CNA provinciale di Ravenna,
Pier Paolo Burioli: "La CNA sostiene lo
stesso Burioli ha sempre portato un
contributo costruttivo alla redazione degli
strumenti che l' Ap e gli Enti Locali hanno
elaborato in questi anni. L' escavo dei fondali
resta la precondizione per mantenere elevato il
suo livello di competitività e perché possa
continuare ad essere uno dei principali porti".
"Sei sono le proposte che la CNA intende
portare all' attenzione aggiunge il direttore
Mazzavillani . Innanzitutto creare, in capo all'
Ap, un punto unitario per una governance delle
infrastrutture della regione partendo da un
u n i c o s i s t e m a portuale R a v e n n a P o r t o
Garibaldi che permetterebbe di governare il progetto dell' idrovia ferrarese. Poi con centrare energie e
risorse disponibili sulla direttrice Ravenna Ferrara Brennero. Per quanto riguarda il traffico
crocieristico occorre offrire dei vantaggi anche alle imprese di Porto Corsini, ad esempio attraverso un
diritto di prelazione per l' ingresso nella futura stazione marittima. Rilanceremo anche il nostro progetto
di una nuova stazione ponte per valorizzare il collegamento tra il centro città e il quartiere Darsena.
Presenteremo, inoltre, due idee sull' area ex Sarom: la prima relativa al miglioramento della viabilità con
un nuovo modello di attraversamento del Candiano in attesa o in sostituzione del by pass.
Infine proporremo un impianto avanzato per il loro smaltimento".
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Faenza esporta in Oriente il modello cooperativo
Il modello cooperativo romagnolo conquista la
Corea del Sud. Un' ampia rappresentanza di
organizzazioni economiche e cooperative
coreane ha fatto tappa a Faenza, nell' ambito
di un 'gemellaggio' partito dall' incontro
bolognese, a Palazzo della Cooperazione, tra
la delegazione asiatica e i funzionari di
Confcooperative e della Federazione Banche
di Credito Coop.
Il viaggio di studio ha fatto varie tappe nel
faentino: alla coop sociale In Cammino
(gestione strutture per disabili e minori) ha
incontrato il presidente Elena Bartolotti; alla
coop Ceff (lavoro e assistenza ai disabili) Pier
Domenico Laghi; poi è toccato alla rete vendita
'Bottega dei Servizi'; alla coop ortofrutticola e
vitivinicola Agrintesa; alla Cofra, "nata nel 1973
per rispondere come ha dichiarato il
presidente Celso Reali ad esigenze sociali
comuni e diffuse". Poi il gruppo si è spostato a
Brisighella al punto vendita Cab (Coop
Agricola Brisighellese) dove il presidente
Maurizio Savorani ha illustrato storia e
sviluppo di questa realtà dell' agroalimentare
che oltre a produrre il famoso olio 'Brisighello'
valorizza i prodotti locali col marchio 'Terra di
Brisighella'.
La 'missione romagnola' si è conclusa con una
visita al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la più grande raccolta mondiale di ceramica
con pregiate collezioni che documentano la storia del settore nei cinque continenti attraverso i secoli.
Ma.Riv.
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"Alain Conte? Il partito non mi è piaciuto, ha perso
un' occasione"
L' INTERVISTA L' ex assessore al turismo Nevio Salimbeni bacchetta il Pd cervese e
riprende la città: "Cervia si deve svegliare"
Ha scelto un giorno di digiuno per aderire al
"No Porcellum Day", alle elezioni del
segretario provinciale ha presentato scheda
bianca e ora bacchetta il Pd cervese sul caso
dell' ex segretario al circolo di Tagliata, Alain
Conte.
Nevio Salimbeni, ex assessore al turismo del
Comune di Cervia, e ora responsabile Cna
Turismo di Ravenna, è sempre stato un
battitore libero all' interno del partito. "Tornare
in politica? Finchè i partiti non cambiano non ci
penso proprio".
Perchè ha scelto il digiuno politico sul
Porcellum?
"Voglio esprimere con un piccolo atto privato
una grande indignazione pubblica che spero
venga raccolta da tante persone".
Elezioni del segretario provinciale Pd: i
giochi sono fatti. Lei per chi ha votato?
"Ho presentato scheda bianca, perchè
nessuna delle due mozioni mi ha convinto.
Vorrei un Pd rivoluzionato, una sorta di
piramide rovesciata, dove la partecipazione
sia al primo posto".
Quindi come segretario nazionale
vorrebbe vedere Matteo Renzi?
"Sì voterò per Renzi perchè sogno un partito aperto alla gente".
Come valuta le dimissioni da segretario di Alain Conte al circolo di Tagliata e i voti dati prima
ancora del suo discorso?
"In questa occasione il partito non mi è piaciuto. Quella per Alain è stata una sfiducia di fatto, da fuori l'
impressione è che non sia stata collegata ai problemi di gestione del circolo, ma alle sue posizioni su
altre vicende.
Secondo me il Pd di Cervia avrebbe un gran bisogno di giovani come Alain, chi si occupa di ecologia sa
bene che l' ecosistema migliore è quello che coltiva le maggiori diversità".
E il turismo cervese come lo vede?
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"Cervia si deve svegliare, non sto parlando della politica, ma della città, intera con tutte le sue
rappresentanze".
Anna Budini.
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Con il nuovo cda arrivano i compensi
PARCO DELLA SALINA Riconfermato presidente Giuseppe Pomicetti che percepirà uno
stipendio mensile di 1.500 euro.
Giuseppe Pomicetti è stato rieletto presidente
del Parco della Salina. Nella medesima
assemblea dei soci (Comune di Cervia,
Provincia di Ravenna, Camera di Commercio,
Parco del Delta del Po, Terme di Cervia) è
anche stato nominato il nuovo consiglio di
amministrazione, che rimarrà in carica 3 anni.
Siedono nel rinnovato cda Giuseppe Pomicetti
e Osar Turroni (presidente del Gruppo Civiltà
Salinara), nominati dal socio di maggioranza, il
Comune di Cervia; Guido Allegri (Camera d i
Commercio e Provincia di Ravenna), Lorella
Bravetti (Parco del Delta del Po) e Aldo
Ferruzzi (Terme di Cervia). I membri del cda a
seguito dei recenti sviluppi normativi passano
da 7 a 5.
E' stato anche nominato un revisore dei conti,
per aumentare ulteriormente la trasparenza
della società, assolvendo così agli obblighi
normativi che ne prevedono la presenza.
L' amministrazione comunale dal canto suo ha
accolto la proposta scaturita nel corso dell'
assemblea dei soci della società che prevede
l' istituzione di un compenso a favore del
consiglio di amministrazione. La Giunta
comunale pur valutando positivamente la
proposta, in considerazione dei risultati positivi
fino ad oggi conseguiti dalla società, ha
ritenuto comunque di integrarla con una condizione di salvaguardia che preveda nel caso in cui la
società realizzi un risultato economico negativo, la facoltà di sottoporre all' assemblea dei soci una
proposta tesa alla riduzione sospensione del compenso riconosciuto ai membri del consiglio di
amministrazione fino alla riproposizione di risultati positivi di bilancio.
Inoltre la Giunta ha deciso di ridurre di circa il 35% il contributo da erogare per il 2013 e nei successivi
anni al Parco della Salina, a fronte della presentazione di un progetto di valorizzazione storica,
ambientale e turistica del compendio della Salina.
E' stato riconosciuto al presidente del consiglio di amministrazione un importo pari all' indennità
percepita da un assessore del Comune di Cervia equivalente a 1.533,80 euro lordi mensili
onnicomprensivi. Il riconoscimento agli altri consiglieri di un gettone di presenza ad ogni riunione
assembleare (generalmente il cda si riunisce una volta al mese) a cui saranno presenti, di importo pari
a quello corrisposto a un consigliere comunale, equivalente a 45 euro lordi.
"Ringraziamo dichiara l' assessore Luca Coffari il cda uscente per il buon lavoro svolto in questi anni
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e facciamo un augurio di buon lavoro ai nuovi componenti e al riconfermato presidente".
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La Voce di Romagna
economia locale e territorio
Movida: Cervia fa scuola
L' esperienza di Cervia e Milano Marittima a
confronto con le altre principali località
turistiche.
Il sindaco Roberto Zoffoli partecipa, a Lecce,
al Convegno "Il divertimento è una cosa seria.
Qualità, sicurezza e controlli", organizzato in
occasione del XXX Congresso nazionale del
Silb, Associazione Italiana Imprese di
intrattenimento da ballo e di spettacolo.
Il sindaco è stato invitato per portare l'
esperienza di Cervia e Milano Marittima sul
tema delle regolamentazioni adottate per
affrontare le diverse problematiche in tre
tipologie di locali del divertimento del territorio,
dalle discoteche agli street bar, fino alla
spiaggia con gli intrattenimenti musicali.
Il convegno infatti vuole mettere in evidenza
come il divertimento notturno di qualità possa
costituire un volano importante e decisivo sulla
promozione turistica competitiva di una
regione e come, invece, un prodotto di
divertimento "improvvisato" e non
professionale possa diventare un problema
per l' intero territorio in cui si svolge.
Su questo tema sono stati invitati a
confrontarsi sindaci delle principali località
turistiche italiane, esponenti del Ministero dell'
Interno ed esperti. L' obiettivo è quello di
promuovere e diffondere la cultura della legalità nel mondo dei locali da ballo, elemento fondamentale
nell' ottica di un corretto sviluppo delle potenzialità turistiche del nostro Paese.
Oltre a Cervia partecipano al convegno il vice ministro dell' Interno Filippo Bubbico, il sindaco di
Otranto, di Gallipoli, di Forte dei Marmi, di Rimini, il consigliere regionale della Liguria Marco Melgrati e
il Prefetto di Lecce.
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La Voce di Romagna
edilizia e infrastrutture
L' ecomobilità in commissione
Lunedì prossimo (a partire dalle ore 15), nella
sala del consiglio comunale di Ravenna, è
convocata la riunione della commissione 9
"Attività produttive, infrastrutture, mobilità,
lavori pubblici".
La Commissione discuterà il seguente ordine
del giorno: eventuale approvazione dei verbali
delle sedute precedenti; esame della proposta
di delibera sull' approvazione dell' accordo di
programma per la mobilità sostenibile e per i
servizi minimi autofiloviari per il periodo 2011
2013.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
istruzione
Grande prosa, rassegna per le scuole e lavoratori
SEI SPETTACOLI nazionali e due novità: una rassegna
per le scuole e un laboratorio teatrale aperto a tutti.
Questa in sintesi l' offerta del Teatro comunale di
Conselice e del suo cartellone battezzato ?Punti di
arrivo. Punti di partenza'. «Dopo un decennio di vecchia
gestione ? afferma il sindaco di Conselice Maurizio
Filipucci ?, a seguito del bando di agosto, si apre quest'
anno una nuova stagione che mira a legare il teatro al
suo territorio e a estendere l' interesse in ambito più
vasto. Nei prossimi tre anni l' obiettivo è di sviluppare
una rete di livello regionale e nazionale. Adottiamo una
politica dei prezzi che tiene conto della crisi economica,
privilegiando in particolare gli abitanti di Conselice con
uno sconto speciale per chi si abbona alla stagione di
prosa».
LA MISSIONE di portare più gente possibile a teatro è
affidata al direttore artistico Ivano Marescotti (nella foto) .
Buoni i risultati finora ottenuti: considerando la capienza
di circa 400 posti, gli abbonamenti sono arrivati persino
a quota 340. La prosa si apre sabato 16 novembre con ?
Uomo e galantuomo' di Eduardo De Filippo, con regia di Alessandro D' Alatri, per proseguire il 14
dicembre con ?Al giorno d' oggi non c' è più il futuro di una colta', un incontro raccontato, suonato e
cantato con protagonista sul palco Andrea Mingardi, che alterna le più belle canzoni del suo repertorio a
divertenti aneddoti, accompagnato dal maestro Maurizio Tirelli al pianoforte e dalle vocalist Vanessa
Vaccari e Claudia Sky. Il 2014 si apre il 18 gennaio con la tragicommedia ?L' ho fatto per il mio paese' di
Francesco Freyrie, con regia di Daniela Sala e Lucia Vasini e Antonio Cornacchione come interpreti,
mentre l' 8 febbraio Gigi Proietti porta ?La mostra' con Simona Marchini e Alessio Sardelli che ha
riscontrato un grande successo lo scorso anno.
«Sono molto felice ? spiega Marescotti ? di essere riuscito a portare Giulio Cavalli, autore costretto a
vivere sotto scorta, con il suo ?Nomi, cognomi e infami' il 22 febbraio. Si colloca sempre nel filone del
teatro sociale anche il mio spettacolo ?I sette fratelli Cervi' che si inserisce tra le iniziative con le quali l'
Istituto per i Beni Culturali partecipa alle Celebrazioni del 70° anniversario della Resistenza sul territorio
regionale. In più, visto che sono andato in pensione, ma non mi sono ritirato dalle scene, mi cimenterò,
insieme ad Alessandra Fabretti ed Edoardo Sanchi, in un laboratorio di recitazione che da tempo mi è
stato richiesto». Molta attenzione sarà rivolta all' infanzia grazie alla rassegna di Teatro Ragazzi rivolta
alle scuole del territorio comunale, in collaborazione con la compagnia Piccoli Principi di Alessandro
Libertini e Véronique Nah. Info: 348/7095919 e www.teatroconselice.it.
Roberta Bezzi.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
istruzione
FLAMINIA BENVENUTO ALLE MATRICOLE.
Lunedì la presentazione all' Itas della laurea
magistrale in biologia marina
LA laurea magistrale in biologia marina, corso
di studi della Scuola di scienze e del
Dipartimento di scienze biologiche, geologiche
ed ambientali dell' Università di Bologna nel
Campus di Ravenna, è al sesto anno di
attività. La presentazione è in programma
lunedì alle 9.30 nell' aula magna Itas, in via
dell' Agricoltura 5. L' iniziativa sarà occasione
per dare il benvenuto ai nuovi iscritti e, in
particolare, ribadire il proposito del corso di
laurea di «guardare al futuro degli studenti
preparandoli a livelli di elevata competenza
tecnicoscientifica e in tempi idonei per il loro
ingresso nel mondo del lavoro».
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
lavoro
Mille in corteo per non perdere il contratto
Sciopero unitario contro l' Abi: «Già scontiamo 20mila esuberi mentre i manager sono
superpagati»
RAVENNA. Oltre un migliaio di lavoratori,
giunti da tutta l' Emilia Romagna, per
protestare contro la disdetta del contratto
nazionale decisa dall' Abi (Associazione
bancaria italiana) ed il 90% delle filiali chiuse
in tutta Italia. Sono questi i dati diramati in una
nota congiunta dai sindacati Dircredito, Fabi,
Fiba Cisl, Fisac Cgil, Ugl credito, Uilca,
promotori dello sciopero nazionale e regionale
svoltosi ieri a Ravenna, città del presidente
dell' Abi Antonio Patuelli (numero uno della
Cassa di Risparmio di Ravenna).
I lavoratori, partiti dalla stazione ferroviaria,
hanno dato vita ad un lungo corteo per le vie di
Ravenna, fermandosi poi in piazza del Popolo
dove hanno preso la parola Massimo Masi,
segretario generale della Uilca, Giuliano
Calcagni, segretario nazionale della Fisac
Cgil, e Giuliano Romani, segretario generale
della Fiba Cisl.
I tre esponenti sindacali hanno condannato la
scelta dell' Abi di disdettare il contratto
nazionale e chiesto che l' a ssociazione delle
banche torni sui suoi passi: «Oggi oltre
300mila lavoratori del credito hanno deciso di
aderire allo sciopero. Chiedono che le banche
si rimettano al servizio del Paese e che non
siano i bancari e le bancarie a pagare il prezzo
delle politiche sbagliate che hanno caratterizzato gli ultimi 10 anni». L' accusa rivolta all' Abi è che le
banche vogliano scaricare la crisi dei crediti in sofferenza sul costo del lavoro, tagliando filiali e organici.
«La disdetta del contratto nazionale di lavoro sottolineano i sindacati giunge in un momento delicato,
in cui ci sono 12 banche commissariate e la dichiarazione di altri 20.000 nuovi esuberi, cui si
aggiungono i 49.800 addetti già lasciati a casa. In più, l' a ssociazione della banche non vuole rinnovare
il Fondo di solidarietà del settore, ammortizzatore sociale che non pesa in alcun modo sul bilancio dello
Stato e con cui fino ad oggi sono stati gestiti i 50.000 lavoratori bancari in esubero».
Infine dai sindacati è partita una stoccata nei confronti degli stipendi dei manager, per imporre un tetto
ai quali la stessa Fiba Cisl aveva promosso una raccolta firme: «Senza fare la minima autocritica, l' Abi
permette, nonostante i richiami di Banca d' Italia e dell' Unione Europea, che le retribuzioni dei top
manager raggiungano importi vergognosi ed ingiustificati.
L' ultimo esempio, davvero intollerabile e offensivo per tutti, è quello dell' ex amministratore delegato del
Gruppo Intesa, dr. Cucchiani: 7 milioni di euro per 21 mesi di lavoro».
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
lavoro
Presente allo sciopero anche l' onorevole Giovanni Paglia (Sel), il quale, ribadendo il sostegno del
partito ai sindacati, ha definito «un grave atto» la disdetta unilaterale del contratto, in un momento come
quello attuale in cui «è necessario rimettere il sistema del credito al centro dell' attenzione politica, e del
Governo in particolare, per individuare soluzioni che rafforzino la capacità delle banche di essere al
servizio di famiglie e imprese. Per fare questo ha concluso Paglia non si può prescindere da un forte
coinvolgimento dei lavoratori e dal ripristino di corrette relazioni sindacali».
Marco Focaccia.
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Pagina 13
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
lavoro
Pubblici esercizi Alta adesione allo sciopero
IMOLA. Ieri si è svolto lo sciopero nazionale
delle lavoratrici e dei lavoratori dei pubblici
esercizi organizzato da Filcams Cgil, Fisascat
Cisl e Uiltucs Uil.
Un pullman, organizzato dalla Filcams Cgil
territoriale, è partito da Imola per raggiungere
la manifestazione di Milano, alla quale hanno
preso parte le lavoratrici di GemosR irò,
Camst, Autogrill, I due Castelli, Sarni, Lugo
C a t e r i n g e S o d e x o . L o sciopero è s t a t o
proclamato dopo che due delle associazioni
firmatarie del contratto nazionale Turismo
hanno assunto posizioni intransigenti: da un
lato l' Associazione nazionale della
ristorazione collettiva e servizi vari ha dato
disdetta al contratto e dall' altro la Federazione
italiana pubblici esercizi che ha presentato
richieste quali l' abolizione della
quattordicesima, il peggioramento dei
trattamenti di malattia, l' indebolimento delle
norme di tutela nei cambi di appalto, lo
smantellamento degli scatti di anzianità e
nessun aumento fino al 2015. «Lo sciopero ha
registrato un' alta adesione afferma Morena
Visani Segretaria Filcams Cgil Imola , alla
Camst si è raggiunto il 99%, Rirò e Gemos
hanno registrato un' adesione di oltre il 60%».
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
lavoro
MANIFESTAZIONE A CENTINAIA CONTRO LA DISDETTA DEI CONTRATTI.
Una mattinata con la protesta dei bancari
Lungo corteo sfila nel centro. «Il 90% delle filiali è rimasto chiuso» IL SERPENTONE
Due immagini della protesta di ieri mattina, con bancari provenienti da tutta Italia
(Fotoservizio Zani)
«L' ASSOCIAZIONE bancaria italiana torni sui
suoi passi». È la richiesta con cui ieri i bancari
dell' EmiliaRomagna hanno aderito allo
sciopero c o n t r o l a d i s d e t t a d e i c o n t r a t t i
nazionali, dandosi appuntamento a Ravenna
per manifestare il loro dissenso. Perché
Ravenna? Perché dal 28 gennaio di quest'
anno il presidente dell' Abi è Antonio Patuelli, a
maggio rieletto anche alla guida della Cassa di
Risparmio di Ravenna. I bancari di tutta la
ragione, giunti con pullman e mezzi propri, si
sono così ritrovati in piazzale Farini alle 10.30,
fuori dalla stazione centrale, dando vita ad un
lungo corteo per le strade della città. Dalle
stime ufficiali della Digos si parla di 400
partecipanti, i sindacati dei bancari assicurano
di aver sforato il migliaio.
Oltre il 90% le filiali chiuse per protesta.
In ogni caso la manifestazione si è svolta in
modo assolutamente pacifico. Solo in piazza
Garibaldi, una volta giunti di fronte al
maestoso portone d' ingresso della Cassa, gli
animi si sono riscaldati. In coro i partecipanti
hanno gridato attraverso l' amplificazione dei
megafoni le loro richieste.
Radunatisi quindi in piazza del Popolo hanno preso la parola Massimo Masi, segretario generale della
Uilca, Giuliano Calcagni, segretario nazionale della Fisac Cgil, e Giuliano Romani, segretario generale
della Fiba Cisl. I tre esponenti sindacali hanno ricordato che negli ultimi dieci anni ben 48mila lavoratori
sono usciti dal sistema bancario grazie ad accordi sindacali, utilizzando il ?Fondo esuberi'. «L' Abi oggi
non vuole rinnovare tale fondo ? hanno proseguito nel loro intervento ? proprio mentre le sue associate,
le banche, dichiarano nei loro piani industriali altri 20mila esuberi. E questo quando le retribuzioni dei
top manager raggiungano importi ingiustificabili. Un comportamento intollerabile ed offensivo».
Terminata alle 11.40 cantando un ?Bella ciao' rivisitato per l' occasione in versione ?bancaria',
interpretazione sicuramente più unica che rara visti i protagonisti, una delegazione dei sindacati è stata
ricevuta dal prefetto di Ravenna.
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Pagina 3
La Voce di Romagna
lavoro
I SINDACATI.
Adesione oltre il 90 per cento
Oltre il 90 per cento dei lavoratori del settore
bancario ha aderito, sia a livello regionale che
n a z i o n a l e , a l l o sciopero p r o c l a m a t o d a
Dircredito, Fabi, FibaCisl, FisacCgil, Ugl
C r e d i t o e U i l c a . I sindacati d e i b a n c a r i
sottolineano il grande successo della
mobilitazione e dalla partecipazione alla
manifestazione regionale che si è svolta a
Ravenna. La chiusura delle filiali è stata quasi
totale in tutta la regione. "Oltre un migliaio"
secondo le stime fatte dai sindacati, i lavoratori
che sono giunti, con pullman e mezzi propri da
tutta l' Emilia Romagna per protestare contro
la disdetta del contratto nazionale. I lavoratori
del credito si sono apertamente schierati
contro le scelte dell' Abi. Nel corso della
manifestazione gli organizzatori hanno
distribuito centinaia di volantini per spiegare le
ragioni della protesta. In piazza del Popolo
hanno preso la parola Massimo Masi,
segretario generale della Uilca, Giuliano
Calcagni, segretario nazionale della Fisac
Cgil, e Giuliano Romani, segretario generale
della Fiba Cisl. "Oggi oltre 300mila lavoratori
del credito hanno deciso di aderire allo
sciopero. Chiedono che le banche si rimettano
al servizio del Paese e che non siano i bancari
e le bancarie a pagare il prezzo delle politiche
sbagliate che hanno caratterizzato gli ultimi 10 anni. La disdetta del contratto nazionale di lavoro giunge
in un momento delicato, in cui ci sono 12 banche commissariate e la dichiarazione di altri 20.000 nuovi
esuberi. L' associazione della banche non vuole rinnovare l' ammortizzatore di settore, che non pesa sul
bilancio dello Stato, e con cui fino ad oggi sono stati gestiti i 50mila lavoratori bancari in esubero". Infine
dai sindacati è partita una stoccata nei confronti degli stipendi dei manager: "Senza fare la minima
autocritica l' Abi, permette che le retribuzioni dei top manager raggiungano importi vergognosi ed
ingiustificati. L' ultimo esempio è quello dell' ex amministratore delegato del Gruppo Intesa, Cucchiani: 7
milioni di euro per 21 mesi di lavoro".
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1 novembre 2013
Pagina 17
La Voce di Romagna
lavoro
corteo dei bancari contro l' Abi. Presenti anche i dipendenti della commissariata Carife:
rischiamo 295 posti di lavoro.
'Manager strapagati ma siamo noi a metterci la
faccia'
Il raduno parte puntuale di fronte alla stazione
ferroviaria, lasciandosi alle spalle i pullman
targati Bologna, Rimini, Cesena, Ferrara.
Proprio dalla provincia estense si fa notare un
gruppo di dipendenti. Sono lavoratori della
Carife, commissariata da fine maggio e in
bilico sul filo di una trattativa che conta 295
esuberi. "Un commissariamento inaspettato
dice uno dei dipendenti, Nicola Cavallini,
agitando i cartelli contro 'avidità e tagli per far
quadrare i bilanci ' , ma che arriva dopo
quattro anni di incertezze e per colpa un
decennio di scelte scellerate".
E' solo una delle tante storie che ieri hanno
sfilato a Ravenna sotto l' egida dei sindacati,
contro l' Associazione bancaria italiana, rea di
aver disdetto il contratto nazionale del lavoro. Il
corteo non è ancora partito, e in molti, tra
sindacalisti e manifestanti sono disponibili a
dire la loro. "Hanno disertato il contratto
nazionale con l' intenzione di riversare sui
dipendenti degli istituti di credito i danni che
loro hanno fatto al settore spiega da Cesena
Davide Foschi della FisacCgil . Hanno
concesso credito alle persone sbagliate e non
lo concedono invece alle aziende che
dovrebbero averlo. Ora scaricano le loro colpe
sui nostri salari quando siamo noi per primi a
metterci la faccia.
Patuelli rappresenta la categoria dei banchieri, quindi sicuramente non è esente da questa situazione".
Anche alcuni dipendenti della stessa Cassa di Risparmio di Ravenna, presieduta da Pattuelli, hanno
preso parte al corteo. "Le perplessità interne ai dipendenti sono state superate una volta capito che la
manifestazione non era contro il proprio istituto spiega Giusy Serina . E' incentrata simbolicamente
sulla figura del presidente e a quello che rappresenta. In questo caso tocca a lui l' onere di dover
rispondere di questa situazione nella propria città e nel proprio istituto".
Il reportage a pagina 3.
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1 novembre 2013
Pagina 49
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
politica locale
POLITICA.
Archiviato il congresso, Baroncini pensa al futuro
«Lavoriamo insieme»
«SONO contento che la partecipazione sia stata più alta
che in altri Comuni e sono felice che ad oggi il
tesseramento nel Comune di Ravenna abbia già toccato
quota 3mila iscritti, vale a dire l' 85% rispetto all' anno
scorso». Lo ha detto il neo segretario comunale del
Partito democratico di Ravenna, Gianandrea Baroncini
(foto) . Insieme all' unico candidato Baroncini (1.446 voti
per lui, pari al 90,94%), sono stati eletti i nuovi segretari
di circolo e i rispettivi direttivi.
«Da domani (oggi, ndr) saremo tutti al lavoro per
provare a fare tesoro dell' enorme capitale di passione
che i nostri iscritti ci hanno testimoniato e per adempiere
al meglio al mandato che ci hanno affidato. Un augurio
speciale di buon lavoro anche al nuovo segretario
provinciale Michele de Pascale, con cui ho condiviso
questa campagna politica, e un pensiero affettuoso a
Danilo Manfredi, dal quale raccolgo il testimone: dovrà
essere al mio fianco per permetterci di superare al
meglio le sfide che abbiamo davanti». Parole raccolte al
volo da Manfredi: «Io e tutti coloro che mi hanno
accompagnato in questa bellissima esperienza politica siamo pronti a lavorare con il nuovo segretario,
garantendogli il nostro appoggio, in particolare per dare corso agli impegnativi obiettivi sia politici, sia
organizzativi, che ha proposto e che noi, in larga parte, condividiamo«.
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Pagina 26
La Stampa
politica nazionale
SECONDO IL SINDACATO IERI è RIMASTO CHIUSO il 92% DELLE FILIALI.
I bancari in piazza "Basta superbonus"
La protesta: non pagheremo gli errori degli ultimi 10 anni.
A Milano, per ravvivare il presidio davanti all'
Abi, hanno preso in prestito una finta bara da
una pasticceria. Chi è morto? «Il nostro
contratto nazionale», risponde Gianluca Santi,
sindacalista della FibaCisl e «becchino»
improvvisato. La disdetta unilaterale del
contratto del credito esercitata dall' Abi
scatena la protesta di buona parte dei 309 mila
bancari italiani. Era da tredici anni che non
accadeva uno sciopero allo sportello. Le cifre,
al solito, ballano un po'. Secondo i sindacati a
incrociare le braccia è stato tra l' 85 e il 90%
dei lavoratori del settore.
L' Abi ridimensionala partecipazione al 55%.
Comunque tanti, contando che, accusano i
sindacati, in molti casi «non è stata accettata l'
adesione di chi era già in ferie». E sempre
secondo fonti sindacali, il 92% delle filiali è
rimasto chiuso.
Tra chi incrocia le braccia, c' è anche chi
sceglie di portare la protesta in piazza. Sono
un migliaio a Ravenna, dove nella città del
presidente dell' Abi, Antonio Patuelli si tiene
la manifestazione principale. Altrove tanti i
presidi con tranquilli bancari armati di
bandiere, fischietti e slogan. A cominciare da
Milano, dove in via Olona davanti alla sede
dell' associazione delle banche si radunano
500 persone, a Padova (350) e Genova (200). A Ravenna parlano Massimo Masi, segretario generale
Uilca, Giuliano Calcagni, segretario nazionale Fisac Cgil, e Giuliano Romani, segretario generale, Fiba
Cisl. Da loro arrivano bordate contro i superstipendi («importi vergognosi e ingiustificati») dei top
manager, si cita il recente caso della ricca buonuscita dati a Enrico Cucchiani da Intesa Sanpaolo (e a
Milano qualcuno ne indossa pure la maschera, tra slogan non esattamente inneggianti). I sindacalisti
riuniti a Ravenna chiedono che «non siano i bancari e le bancarie a pagare il prezzo delle politiche
sbagliate» degli ultimi dieci anni. Inoltre, è l' accusa, «l' associazione della banche non vuole rinnovare l'
ammortizzatore di settore, che non pesa in alcun modo sul bilancio dello Stato, e con cui fino ad oggi
sono stati gestiti i 50 mila lavoratori bancari in esubero». Nel mini corteo milanese si respira sconforto
tra chi teme «contratti diversi da banca a banca, con trattamenti da Serie A, B e C» e chi, come una
giovane impiegata, sciopera per la prima volta e teme ripercussioni: «Del mio reparto siamo qui solo in
6 su 50, speriamo bene...».
Secondo il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, «l' altissima adesione allo sciopero di
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Pagina 26
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La Stampa
politica nazionale
oggi è la dimostrazione concreta che la categoria dei bancari non ne può più dei continui piani
industriali, degli alti stipendi dei banchieri, dell' ottusa politica di Abi, che pretende di recuperare 140
miliardi di euro di sofferenza diminuendo i posti di lavoro e tagliando i costi del personale». Il
vicepresidente dell' Abi, Francesco Micheli, già in mattinata apre al dialogo: «Noi siamo sicuramente
disponibili al confronto, cosa che abbiamo auspicato e ribadito nel momento stesso in cui abbiamo dato
la disdetta del contratto: sulla trattativa non abbiamo nessuna chiusura preconcetta e questo i sindacati
lo sanno». L' Abi, spiega Micheli, «ha disdetto il contratto con 3 mesi di anticipo chiarendo al sindacato
che questo significa la volontà di metterci al tavolo da subito per ridiscutere completamente un
contratto» che dalle banche ora «è considerato unanimemente insostenibile». Ma a Sileoni non basta.
«Per ritornare a negoziare con l' Abi è necessario che le banche tolgano di mezzo la disdetta del
contratto nazionale di categoria. Non tratteremo sotto ricatto».
FRANCESCO SPINI
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1 novembre 2013
Pagina 4
L'Unità
politica nazionale
Bancari in sciopero: «Sul contratto l' Abi torni
indietro»Gli Usa attaccano Berlino sulla crisi: troppo
export
? Sportelli chiusi e manifestazioni in molte città contro la disdetta unilaterale degli
accordi Dura condanna della politica economica di Angela Merkel da parte del Tesoro
Americano: «Così indebolite l' Europa». Critica rispedita al mittente.
Sportelli chiusi, manifestazioni e sitin.
Bancari in piazza dopo 13 anni: ieri è stata la giornata dello
sciopero unitario di tutte le sigle del credito bancario.
La decisione è stata motivata dalla disdetta anticipata del
contratto collettivo firmato a gennaio nel 2012 e in scadenza il
30 giugno dell' anno prossimo consegnata dall' Abi, che nega
così l' aumento medio previsto di 170 euro lordi in busta paga.
A Milano corteo funebre nella bara «ci sono il nostro contratto
e il nostro futuro», dicono a Roma e in molte città presidi di
protesta, manifestazione a Ravenna, città del presidente Abi
Giovanni Patuelli (numero uno della locale Cassa di Risparmio):
hanno sfilato in migliaia, dipendenti il cui poso di lavoro un
tempo era ritenuto sicuro ed ora, anch' esso, vacilla. Criticano i
maxi dipendenti dei dirigenti, e l' obbligo di vendere prodotti «al
servizio delle banche e non dei cittadini». Un' adesione
massiccia, al 90% per i sindacati (al 55% per l' Abi, ma «banche
e gruppi bancari si sono rifiutati di accettare l' adesione allo
sciopero di quei lavoratori che avevano già programmato una
giornata di ferie», spiegano i sindacati), con un messaggio
chiaro: «L' Abi ritorni sui suoi passi, non è concepibile che abbia
disdettato il contratto di circa 300mila lavoratori», dichiara la
segretario confederale della Cisl, Annamaria Furlan. Il
segretario della Fisac Cgil, Agostino Megale, sollecita anche l'
intervento del governo: «Sia capace di invitare l' Abi a ritirare la
disdettadice e attivi un tavolo per affrontare le prospettive del
settore, le ripercussioni sull' occupazione e la realizzazione dell'
accordo sul Fondo per sostenerla, che va fatto entro il 31
dicembre». Megale ricorda anche che tra il 1997 e il 2015 (solo
sulla base di accordi già siglati) l' occupazione del credito avrà
perso 60mila persone e, dato interessante, che il calo degli
sportelli non necessariamente deve tradursi in un proporzionale
calo degli occupati: in Germania nell' ultimo decennio è
accaduto l' esatto contrario, diminuzione degli sportelli e
aumento degli occupati, più professionalmente qualificati.
L' Abi risponde allo sciopero dichiarandosi «sicuramente
disponibili al confronto, cosa che abbiamo auspicato e ribadito
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Pagina 4
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L'Unità
politica nazionale
nel momento stesso in cui abbiamo dato la disdetta del
contratto: sulla trattativa non abbiamo nessuna chiusura
preconcetta e questo i sindacati lo sanno». Così il
vicepresidente dell' Abi, Francesco Micheli, che spiega: «Abbiamo disdetto il contratto con 3 mesi di
anticipo chiarendo al sindacato che questo significa la volontà di metterci al tavolo da subito, da ora per
ridiscutere completamente un contratto che a parere delle banche in questo momento, sia dal punto di
vista normativo, sia dal punto di vista economico, è considerato unanimemente insostenibile. Perché se
guardiamo l' organizzazione del lavoro, i modelli distributivi che stanno cambiando in funzione dell'
online, c' è molto da fare sul versante dei cosiddetti mestieri bancari in cambiamento». I timori dei
sindacati riguardano una nuova pesante tornata di esuberi: «Credo che i sindacati siano al corrente di
quelli che sono i problemi che riguardano le banche. Noi non vogliamo aspettare il 30 giugno per il
contratto perché sarebbe troppo tardi.
Dobbiamo riconsiderare ogni aspetto, soprattutto dal punto di vista normativo», risponde Micheli. Il
vicepresidente dell' Abi risponde anche all' auspicio del ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che si è
detto sicuro sia possibile trovare un' intesa che salvaguardi sia l' esigenza delle banche, sia la tutela dei
posti di lavoro: «Il nostro mestiere è quello di trovare soluzioni, di dare alle banche modelli organizzativi
in grado di sostenere una competizione che al livello internazionale sta diventando fortissima. Non c' è
bisogno che racconti quanto le banche italiane non abbiano fruito di aiuti di chicchessia».
Sarà una mera e casuale coincidenza temporale. Ma il documento diffuso ieri dal Tesoro americano,
con la dura ed esplicita condanna della politica economica tedesca, ha tutta l' aria di un espediente per
spostare il terreno dello scontro fra Washington e Berlino. Una ritorsione polemica alle recenti veementi
proteste della Germania contro un' invadenza spionistica di cui ha fatto le spese la stessa cancelliera
Angela Merkel con le sue conversazioni
telefoniche intercettate dalla Cia. È un rapporto a scadenza semestrale quello che il ministero del
Tesoro statunitense dedica alle principali valute. Stavolta, ed è un' assoluta novità, nel mirino critico, a
fianco di Paesi come la Cina, il Giappone e la Corea del Sud, compare la Germania, alleato fedele,
pilastro europeo dell' alleanza politica, militare e commercial
e fra le due sponde dell' Atlantico. Se a Pechino e altri Paesi asiatici si imputa di tenere artificialmente
bassi i valori delle loro monete nazionali per favorire in maniera sleale le proprie esportazioni a danno
dei concorrenti, Berlino viene chiamata in causa come principale responsabile dei problemi economici
europei e addirittura internazionali. L' effetto delle scelte sbagliate da parte tedesca sono, a giudizio del
governo Usa, «una spinta deflazionistica per l' area euro e per l' economia mondiale». A questi risultati,
secondo Washington, si è arrivati grazie «all' andamento anemico nella crescita della domanda interna
tedesca ed alla dipendenza dalle esportazioni». In questa maniera si è «ostacolato un riequilibrio nel
momento in cui molti altri Paesi dell' area euro erano sotto forte pressione per frenare la domanda e
comprimere le importazioni allo scopo di promuovere
il riaggiustamento» dei loro conti. Non sono giudizi nuovi da parte dell' amministrazione Obama. Ma
sinora erano stati espressi in maniera prudente, evitando pubbliche contrapposizioni, e rifuggendo da
terminologie che suonano quasi irridenti, come la qualifica di «anemico» riservata a uno dei principali
indicatori macroeconomici tedeschi. La Germania viene isolata nel contesto europeo come fattore di
crisi, rovesciando completamente l' immagine che essa tende a fornire di sé, come vittima degli errori
altrui, e motore di una ripresa di cui essa
stessa pagherebbe i costi maggiori. Berlino replica con asprezza. Il ministero dell' Economia definisce
«incomprensibile» l' accusa americana, visto che il nostro «surplus commerciale riflette la solida
competitività dell' economia tedesca e la domanda internazionale per i prodotti di qualità prodotti in
Germania». Nella nota si invita a prendere atto che al contrario di quanto affermato dal Tesoro
americano, la domanda interna costituisce «il fulcro della crescita tedesca, ed è in aumento sia sul
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L'Unità
politica nazionale
dei consumi che degli investimenti». Berlino rileva inoltre una discrepanza fra i giudizi di Washington e
quelli del Fondo monetario internazionale, che non vedrebbe alcuna «distorsione di politica economica
come ba
se del surplus commerciale tedesco». Ancora più pungenti le parole di un deputato molto vicino ad
Angela Merkel, Michael Meister, che esorta gli Stati Uniti a guardare piuttosto in casa propria.
Riferendosi all' alto livello dell' indebitamento federale Usa, Meister sostiene che «non produce solo
squilibri nella loro economia, ma ha effetti negativi sul piano globale». «Siamo competitivi, abbiamo
livelli occupazionali record insiste il parlamentare cristiano democratico . Non ha senso esse
re biasimati per i nostri successi». Sopresa per le accuse americane viene espressa da alcuni analisti,
come Tony Nash, vicepresidente della Ihs, secondo cui «l' eurozona deve prendere stimolo alla crescita
da qualche parte, e la Germania è il luogo più probabile ove ciò possa accadere. Ed è meglio per l'
eurozona disporre di un generatore di export altamente concentrato, efficiente e collaudato in Germania
piuttosto che non avere alcun
meccanismo di crescita importante».
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Il Sole 24 Ore
politica nazionale
Credito. Per i sindacati l' adesione allo sciopero di ieri arriva al 90%, per i banchieri il dato si
ferma al 55%
Abi: «Pronti al confronto»
Adesso i lavoratori chiedono che sia il Governo a intervenire LE RICHIESTE Sileoni
(Fabi): «Le imprese ritirino la disdetta, altrimenti faremo altri scioperi» Megale (Fisac):
«Ripristinare pari dignità nelle relazioni»
Cristina Casadei Disponibili a un confronto.
Nessuna chiusura. Dopo lo sciopero dei
bancari Abi auspica e ribadisce ciò che ha
detto al sindacato nel momento stesso in cui
ha dato la disdetta del contratto. «Sulla
trattativa non abbiamo nessuna chiusura
preconcetta e questo i sindacati lo sanno»,
afferma il vicepresidente di Abi e presidente
del Casl, Francesco Micheli. I rappresentanti
dei lavoratori, però, forti dell' adesione alla
mobilitazione, a questo punto chiedono che i
banchieri ritirino la disdetta.
Solo dopo si siederanno al tavolo.
E poi alzano il tiro invocando un intervento del
Governo come accadde con Prodi.
Lo scontro tra Abi e sindacati sul contratto ha
bloccato il dialogo nella categoria che in
queste settimane è chiamata a discutere
anche la revisione del fondo di solidarietà, la
cui scadenza è stata posticipata a fine anno.
La richiesta del sindacato di potersi sedere al
tavolo con i datori di lavoro ad armi pari, arriva
con il sostegno di quasi il 90% dei 309mila
lavoratori che ieri hanno scioperato secondo i
dati diffusi dal sindacato costringendo le
banche a chiudere oltre il 92% delle filiali e
causando molti disagi alla clientela a ridosso del week end lungo di Ognissanti. Molto diverso il dato
fornito da Abi secondo cui l' adesione allo sciopero è stata pari al 55% del totale dei dipendenti. Questa,
dicono i sindacati nella nota «è la risposta della categoria alla scellerata disdetta del contratto nazionale
di lavoro dei bancari italiani». La percentuale, spiega il comunicato sindacale, è stata raggiunta
«nonostante banche e gruppi bancari si siano rifiutati di accettare l' adesione allo sciopero dei
dipendenti che avevano già programmato una giornata di ferie».
Ma la richiesta arriva anche rafforzata dal fatto che i lavoratori in giacca e cravatta per antonomasia
negli ultimi giorni sono anche scesi in piazza con presidi e cortei. In molte città. A cominciare da
Ravenna dove hanno invaso Piazza del Popolo e dove il presidente dell' Abi, Antonio Patuelli, guida la
Cassa di risparmio. A Milano hanno creato molti disagi al traffico nel centro storico con un presidio
davanti alla sede dell' Abi a cui dovevano partecipare in 400 e si sono ritrovati in 4mila (secondo i dati
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Il Sole 24 Ore
politica nazionale
del sindacato).
Così come a Padova, a Genova, a Vicenza, solo per citare alcuni centri. Per il segretario generale della
Fabi, Lando Maria Sileoni, oggi si fa la cronaca di un successo annunciato. Annunciato dalla «forte
partecipazione alle assemblee, molte delle quali hanno visto la presenza di oltre 2mila persone». La
categoria ha espresso «un disagio profondo verso un gruppo dirigente che non ha saputo dare risposte
sia riguardo l' organizzazione interna del lavoro sia riguardo l' operato delle banche osserva Sileoni .
Troppe volte sono cambiati i modelli distributivi e questo ha prodotto disorientamento verso i lavoratori
e la clientela». Lo sciopero per Sileoni «è una risposta all' arroganza» e «alla doppia faccia dei
banchieri che nei convegni parlano di etica e nei fatti tagliano posti di lavoro. In 20 anni sono 70mila i
tagli». Adesso, però, il numero uno della Fabi dice che bisogna guardare avanti. Senza spirito
guerrafondaio, spiega che la Fabi «vuole ritornare al tavolo ma chiede all' Abi di ritirare la disdetta del
contratto». Altrimenti, spiega, «non ci siederemo mai. Semmai programmeremo altri scioperi».
Anche Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil chiede che «dopo il grande risultato dello
sciopero l' Abi faccia un passo indietro sulla disdetta, ripristinando pari dignità nelle relazioni
industriali». Si unisce alla richiesta anche il segretario confederale della Fiba Cisl, Annamaria Furlan:
«Abi ritorni sui suoi passi, non è concepibile che abbia disdettato il contratto». I banchieri italiani «in
questi anni di crisi continua Furlan hanno dato pochissime risorse alle famiglie e anche alle imprese
e oggi, addirittura, hanno disdettato il contratto. Gli unici con cui sono stati generosi, i banchieri italiani è
stato con se stessi: ora bisogna che pensino di più al paese e che rispettino il lavoro».
Con tutta la categoria mobilitata, ieri i sindacati hanno anche colto l' occasione per inviare un messaggio
al Premier Enrico Letta. «Adesso intervenga il Governo continua Megale vincolando la concessione
degli sgravi fiscali sulla deducibilità dei crediti deteriorati e l' inserimento della norma sulla rivalutazione
delle quote di Banca d' Italia al fatto che Abi ritiri la disdetta e, poi, come Governo attivi immediatamente
un tavolo di confronto per il rilancio del settore, per l' occupazione e per la difesa del Ccnl.
Come fece Prodi nel '97 '98». A chiedere l' intervento del Governo è anche il segretario generale della
Uilca, Massimo Masi: «Il premier Letta aveva detto che una volta approvata la legge di stabilità avrebbe
fatto qualcosa per il settore e i suoi lavoratori dice Masi . Siamo scesi in piazza con presidi in
moltissime città, al sud come al nord. Adesso il Governo intervenga».
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1 novembre 2013
Pagina 52
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
politiche sociali
LA campagna ?Regalati una città più sicura',
promossa dal Comune di Faenza con Polizia di Stato
...
LA campagna ?Regalati una città più sicura',
promossa dal Comune di Faenza con Polizia
di Stato e Polizia municipale, arriva anche al
cinema. Per tutto il mese di novembre, infatti,
al Cinedream prima di ogni proiezione sarà
messo in onda un video di 45 secondi
realizzato dall' agenzia Age d' Or di Stefano
Visani. L' iniziativa, volta a migliorare la
sicurezza dei cittadini nella vita di tutti i giorni
attraverso l' adozione di alcune semplici regole
di comportamento finalizzate, in particolare, a
prevenire furti e truffe, è partita in primavera
con una serie di incontri nei quartieri. In estate
è stato realizzato un opuscolo a colori,
stampato in 12 mila copie e distribuito dagli
assistenti civici in supermercati, centri sociali,
davanti agli uffici postali, in piazza nei giorni di
mercato. Il video, che già da tempo viene
proiettato alla Casa dell' Acqua in piazzale
Pancrazi, ?sbarca' ora al Cinedream offrendo,
grazie alla disponibilità dei gestori della
multisala, una vetrina importante alla
campagna sulla sicurezza: basti pensare che
la presenza media di pubblico al Cinedream
nel mese di novembre si attesta intorno alle 40 mila persone.
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1 novembre 2013
Pagina 55
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
politiche sociali
BAGNARA.
Serata sul tema ?Casa sicura: dentro e fuori'
IL COMUNE di Bagnara ha organizzato un
ciclo di tre serate su temi quotidiani con l'
obiettivo di migliorare la qualità della vita e dei
servizi a Bagnara. Il terzo e ultimo
appuntamento del ciclo è in programma lunedì
prossimo, 4 novembre, nella sala polivalente
di largo della Libertà 37.
Alle 20.45 il tema sarà ?Casa sicura: dentro e
fuori', si parlerà di sicurezza domestica a 360
gradi, dagli accorgimenti per i bambini a cosa
fare per evitare i furti.
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1 novembre 2013
Pagina 32
La Voce di Romagna
politiche sociali
AL CINDREAM.
Sicurezza C' è un video
Per tutto il mese di novembre al Cinedream di
Faenza, prima di ogni proiezione, sarà messo
in onda, gratuitamente, un video della durata
di 45 secondi, realizzato dall' agenzia Age d'
Or di Stefano Visani per promuovere la
campagna di comunicazione e informazione
sulla sicurezza.
La campagna, volta a migliorare la sicurezza
dei cittadini nella vita di tutti i giorni attraverso
l' adozione di alcune semplici regole di
comportamento finalizzate, in particolare, a
prevenire furti e truffe, è partita la scorsa
primavera con una serie di incontri nei
quartieri con agenti della Polizia municipale e
della Polizia di Stato. Poi è stato realizzato un
opuscolo a colori, stampato in 12mila copie e
distribuito dagli assistenti civici in alcuni luoghi
della città (supermercati, centri sociali, uffici
postali, al mercato), oltre a una pagina su
Facebook.
Il video, già in programmazione da tempo alla
Casa dell' Acqua in piazzale Pancrazi, ora
sbarca al Cinedream offrendo una vetrina
importante alla campagna sulla sicurezza:
basti pensare che la presenza media di
pubblico al Cinedream nel mese di novembre
si aggira sulle 40 mila persone.
Mo.Mi.
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1 novembre 2013
Pagina 34
La Voce di Romagna
politiche sociali
Finalmente i parcheggi per disabili
L' anno scorso fu polemica a non finire per
giorni e giorni sui giornali. E soprattutto fuori
dal cimitero di Lugo, dove i disabili e gli
anziani nei giorni della Festa dei santi e della
commemorazione dei defunti non riuscivano
ad arrivare vicino al camposanto: troppo
traffico, nessun parcheggio dedicato. A
sollevare il caso fu in particolare Alessandro
Casadei, consigliere comunale Pdl, indignato
nel vedere che ai primi giorni di novembre c'
erano persone costrette in sedia a rotelle o a
camminare a fatica appoggiati al bastone per
raggiungere il cimitero.
Ma finalmente qualcosa si è mosso: il Comune
ha scoperto l' acqua calda di quattro righe
gialle da disegnare per terra, per 8 parcheggi
dedicati agli invalidi a ridosso degli ingressi
del cimitero. Operazione che deve essere
sembrata di un complicato assai, visto quanto
ci si è messo, comunque realizzata a fine
estate, e che oggi una nota stampa del
Comune magnifica come iniziativa per aiutare i
più deboli. Un riferimento a Casadei, che
quelle quattro righe gialle per terra le invocava
da tempo? Nemmeno un cenno. Solita
manfrina: se le iniziative arrivano dalla
minoranza, la giunta fa spallucce. Però
evidentemente registra, e, come già
accaduto in altre circostanze, fa tesoro del suggerimento e lo mette in pratica. La gratitudine, quella è
un' altra cosa. "Ovviamente non si deve far sapere ironizza Casadei Guai a seguire i consigli del
nemico. Si potrà scrivere sulla mia lapide: era piccolo e ignorante ma spesso dovettero dargli ragione".
Comunque ora, grazie anche alle sue segnalazioni, disabili e anziani hanno dove parcheggiare senza
affrontare lunghi e tortuosi camminamenti.
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Pagina 3
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
I ripensamenti del legislatore. Tra manovre e manovrine.
Dal Patto alla Tares, tante regole senza stabilità
L' INCERTEZZA Dare e avere tra Erario e autonomie complicato dalla spending review
Vincoli di bilancio rivisti tre volte in un mese.
Il Patto d i stabilità 2013, cioè il meccanismo
che assegna gli obiettivi di bilancio a tutti i
Comuni sopra i mille abitanti, è cambiato
anche ieri: alle cinque del pomeriggio la
Ragioneria generale ha diffuso un nuovo
decreto che permette a chi ha rispettato i
vincoli nel 2012 di ottenere un minibonus per
il pagamento di debiti fuori bilancio. L' ultima
volta era cambiato 20 giorni fa, quando la
«manovrina» (ancora da convertire in legge),
aveva riscritto i moltiplicatori da applicare alla
spesa corrente per calcolare il saldo da
raggiungere: nel frattempo il Ddl di stabilità
cambia le basi di calcolo per il 2014.
Lunedì scorso, dopo tanto penare, hanno
preso forma i tagli chiesti fin dal 2012 dalla
spending review (con parametri ovviamente
cambiati nel corso del 2013), e 380 Comuni
hanno scoperto di dover restituire allo Stato
una parte dei fondi ricevuti in acconto nei mesi
scorsi. Ieri, invece, il Viminale ha diffuso i dati
degli indennizzi che ogni Comune deve
ricevere perché i tagli dell' anno scorso erano
eccessivi, avendo contabilizzato anche il
gettito Imu sugli immobili comunali che
ovviamente non c' è mai stato perché il
sindaco non può pagare l' Imu a se stesso.
Chi pensa che la vita del ragioniere capo di un Comune sia noiosa, insomma, è fuori strada. Ma
naturalmente non è solo un problema da ragionieri.
Il tramestio continuo delle regole riguarda ogni aspetto della finanza locale, e si concentra naturalmente
sulle questioni fiscali. La Tares, il tributo sui rifiuti che avrebbe dovuto sostituire le vecchie tasse e tariffe
a partire da gennaio, è stato travolto da una serie infinita di modifiche nei parametri di calcolo; fino a
che, con un emendamento in extremis al decreto «Imu2» (il Dl 102/2013, quello che ha cancellato l'
acconto sull' abitazione principale), è spuntata la possibilità di riesumare la Tarsu abolita lo scorso
anno. Un premio, di fatto, a chi si è disinteressato della giostra normativa, non ha preparato i nuovi
regolamenti e ha aspettato la deroga di fine anno, arrivata puntuale.
Attenzione, però: anche dove rimarrà la Tarsu, ci sarà da pagare a dicembre la maggiorazione Tares
da 30 euro al metro quadro, che doveva finanziare i servizi indivisibili dei Comuni ma in realtà finisce
allo Stato (dietro compensazione ai sindaci).
In questo bailamme, interviene la legge di stabilità con la nuova Tasi, ed è inevitabile che i conti rischino
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1 novembre 2013
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
di non tornare per molti Comuni. I calcoli, infatti, ripartono dall' aliquota standard, senza contare i tanti
interventi al rialzo effettuati in questi due anni dai Comuni: nelle città dove le aliquote Imu sono più alte,
di conseguenza, la Tasi non ha spazi di manovra sulla maggioranza degli immobili, e deve concentrarsi
sulle abitazioni principali. La conseguenza possibile? Supertasse sulla casa, e conti locali comunque in
squilibrio.
G.Tr.
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1 novembre 2013
Pagina 4
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Le vie della ripresa PIANO CASA E GRANDI OPERE.
Affitti, un fondo statale garantirà i proprietari su
morosità e rilascio
Esteso ai privati la garanzia applicata ai fondi Cdp SFRATTI Il ministro Lupi ha escluso
la proroga generalizzata e ha confermato di avere allo studio sostegni alternativi come
voucher e bonus.
Massimo Frontera ROMA Più risorse per il
sostegno di affitti e morosità incolpevole e
nuovo mix di incentivi e garanzie per favorire il
mercato della locazione attraverso lo
strumento dei canoni concordati. Queste le
novità di più prossima attuazione prodotte ieri
dalla conferenza unificata StatoRegionicittà,
dove il ministro delle Infrastrutture, Maurizio
Lupi, ha spiegato come intende aggredire l'
emergenza casa. Intanto, fuori dal palazzo di
Via della Stamperia, divampava la protesta,
con i disordini annunciati dai movimenti per la
casa.
In prima battuta si vuole stimolare il mercato
degli affitti.
Lupi ha rinnovato la sua contrarietà all'
ennesima proroga degli sfratti, chiesta
soprattutto dai Comuni, con l' appoggio delle
Regioni. L' elemento "ammortizzatore" resta
per ora affidato alla discrezionalità dei prefetti
nell' esecuzione dei provvedimenti. Non è però
escluso che si potrebbero individuare casi
specifici di salvaguardia.
Dall' altra parte, Lupi ha promesso risorse
ancora non quantificate per incrementare l'
attuale dote del fondo affitti (100 milioni) e del
nuovo fondo per la morosità incolpevole (40 milioni). Il ministro ha riconosciuto che non bastano. L'
obiettivo cui tendere è il livello di finanziamento del passato, quando il fondo affitti veniva rimpinguato di
400 milioni annui. In questo contesto andrebbe inquadrato il «voucher affitti» anticipato da questo
giornale (si veda il Sole 24 Ore del 28 ottobre).
Alle Regioni Lupi ha inoltre promesso entro 10 giorni il regolamento sul nuovo fondo per la morosità
incolpevole, inquadrando anche con precisione questo "status" dell' inquilino.
Per invogliare i privati a mettere sul mercato immobili da affittare, Lupi ha annunciato due misure:
ulteriore abbattimento della cedolare secca sui canoni concordati, ora al 15%; i Comuni hanno chiesto di
ridurla al 10%.
Spunta poi la forma di garanzia che mette al riparo il proprietario da morosità, danni alla casa e rilascio
dell' immobile alla scadenza del contratto. Questa sorta di polizza "kasko", i cui contorni sono tutti da
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1 novembre 2013
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
definire, poggerebbe su un fondo di garanzia simile agli attuali Confidi. Il fondo coprirebbe sia i
proprietari singoli, sia i fondi immobiliari locali sottoscritti dal Fia, il maxi fondo gestito da Cdp
Investimenti Sgr.
La proposta (fuori sacco rispetto al "draft" fatto avere in precedenza a Comuni e Regioni), resta ancora
tutta da precisare, sia nell' ambito di applicazione, sia nella copertura. Altra proposta fuorisacco è la
possibile esclusione dal patto di stabilità delle erogazioni fatte dai Comuni per interventi sull' emergenza
abitativa. Anche questa novità resta da approfondire.
Tra le proposte del ministero è spuntata anche una proposta di norma «che preveda una procedura di
subentro, in caso di morosità protratta oltre un certo termine, di una figura di "garante" diverso dal
soggetto creditore che possa emanare un provvedimento (eventualmente validato dalla prefettura) di
"spostamento" del soggetto moroso presso altro immobile (Erp)». Su questo il ministro ha incassato la
contrarietà delle Regioni, se non altro perché aumenta la pressione della domanda sugli alloggi degli
Iacp.
A parte questo, l' incontro ha avviato un percorso. «Si tratta di una buona partenza dice Luca Braia,
assessore della Basilicata e coordinatore delle regioni sull' edilizia pubblica . Il governo si è impegnato
a intervenire con misure immediate e nuove risorse. E ha anche garantito un percorso condiviso sulle
politiche da adottare, dando continuità all' incontro di oggi attraverso un tavolo permanente, di fatto
costituito oggi».
Altri temi sono rimasti sullo sfondo: il piano di edilizia sociale (a partire dalla riqualificazione di circa
20mila alloggi Iacp inagibili); l' incentivo all' acquisto degli alloggi erp da parte degli inquilini. Su questi il
governo lavorerà con Regioni e Comuni nelle prossime settimane. Resta incerta anche la questione
della seconda rata dell' Imu sugli alloggi Iacp. In conferenza unificata Lupi non ha dato assicurazioni su
un punto che per le Regioni resta fondamentale.
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Pagina 37
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Il caso/2. Sedici mesi per il no definitivo LOMBARDIA.
Varese dice addio agli israeliani
VARESE Sedici mesi per un no. E come
biglietto da visita per "Destinazione Italia" non
è certo il massimo. Mentre il governo parla di
attrazione degli investimenti esteri, la
burocrazia continua a produrre risultati
desolanti. A più di 16 mesi dalla presentazione
formale del progetto, la Regione Lombardia ha
i n f a t t i b o c c i a t o i l piano d i s v i l u p p o a
Castellanza dell' azienda israeliana Elcon,
pronta a investire 20 milioni nell' area dell' ex
Montedison per realizzare un impianto di
smaltimento di rifiuti chimici. «Troppe e troppo
importanti le criticità ambientali ha spiegato l'
assessore regionale all' ambiente Claudia
Maria Terzi e tali criticità non consentono di
definire in dettaglio l' impatto progettuale».
Parere sfavorevole della Commissione di
impatto ambientale che arriva dopo una
mozione unitaria del Consiglio Regionale, che
chiedendo di «tenere in debito conto i pareri e
le osservazioni degli enti locali e d i t u t t i i
portatori di interesse» di fatto sbarrava la
strada agli israeliani allineandosi alle
valutazioni negative espresse da molti comuni
del territorio e di svariati comitati cittadini.
Eppure un nuovo investimento in zona non
sarebbe stato affatto male, considerando che nell' area, 260mila metri quadri che un tempo occupavano
2.500 addetti, oggi lavorano poco più di 100 persone, 43 delle quali dipendenti di Chemisol, tutti in
contratto di solidarietà.
L' azienda di additivi e resine, proprietaria del 70% degli spazi, puntava a riqualificare l' area
mantenendo in parte l' utilizzo industriale ed Elcon al momento era l' unica chance. «Il danno è grave
spiega uno dei soci di Chemisol Franco Melato perché con questa decisione vincono i comitati del no
e questo crea un precedente: chi vorrà venire ad investire qui ora?». L' azienda israeliana puntava a
occupare 11mila mq opzionandone altrettanti per realizzare un sito di smaltimento di rifiuti chimici e
farmaceutici che avrebbe accolto in prima battuta gli scarti delle aziende del territorio, come Sanofi,
Novartis o Bayer. Attività che ha subito incontrato una forte opposizione locale, con la nascita di diversi
comitati civici mobilitati contro il progetto.
L' investimento previsto, 20 milioni subito, raddoppiabili in prospettiva, avrebbe garantito lavoro a 70
addetti, con l' impegno di rilevare gli addetti Chemisol in esubero. Trascurando il merito del progetto, su
cui è legittimo avere opinioni diverse, non sottovalutando comunque i rischi ambientali, a colpire sono
soprattutto i tempi della decisione regionale. I primi approcci di Elcon sul territorio risalgono all' inizio
del 2011 mentre la richiesta di una valutazione di impatto ambientale è stata presentata in Regione il 7
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1 novembre 2013
Pagina 37
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Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
maggio dello scorso anno. «I nostri tempi non sono infiniti», aveva spiegato il vicepresidente di Elcon
Yaron Bar, che allora, incline all' ottimismo, prevedeva una risposta entro fine ottobre. La crisi in
Regione non ha facilitato l' iter e la "sentenza" negativa arriva a fine settembre, a 16 mesi di distanza.
L. Or.
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1 novembre 2013
Pagina 22
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Il Piano per la Garanzia giovani approvato ieri.
Formazione ad hoc per gli under 25
Formazione ad hoc per i Neet, i giovani
under25 che non studiano e non lavorano, e
programmi di orientamento e
accompagnamento al lavoro. Sono le linee
portanti del Piano per la «Garanzia Giovani»
approvato ieri dalla Struttura di Missione
istituita presso il ministero del lavoro in
attuazione della legge n. 76/2013, cui
partecipano il ministero e le sue agenzie
tecniche, il Miur, il ministero per lo sviluppo
economico, l' Inps, il dipartimento della
gioventù, le regioni e province autonome, le
province, le camere di commercio.
Coerentemente con la Raccomandazione
Europea del 22 Aprile 2013, attraverso il Piano
la cui programmazione operativa verrà
completata nelle prossime settimane anche
attraverso il contributo di imprese, sindacati,
enti non profit e associazioni rappresentative
dei giovani, l' Italia attuerà misure volte ad
assicurare che i ragazzi di età compresa tra i
15 e i 24 anni ricevano una formazione
adeguata alle loro attitudini e vengano
opportunamente sostenuti e indirizzati verso il
mondo del lavoro. Sono circa 1 milione e 300
mila i giovani italiani sotto i 25 anni che non
lavorano e non studiano ed è in particolare a
loro che guarda la riforma contenuta nel Piano
italiano: a partire dal 2014 i giovani saranno coinvolti, tra l' altro, in attività di sensibilizzazione,
informazione e orientamento fin dalle scuole, verranno rafforzate le azioni nei confronti di coloro che
hanno abbandonato, o rischiano di abbandonare, la scuola, verrà garantito un colloquio personalizzato
sulle prospettive di studio e di lavoro, non solo dipendente. Con i fondi europei della Youth Employment
Initiative e del Fondo Sociale saranno poi attivati percorsi di alternanza studio/lavoro, di avviamento al
lavoro, di apprendistato, di tirocinio e di autoimprenditorialità, in un quadro di forte collaborazione tra
autorità nazionali, regionali e territoriali. Un sistema di banche dati integrate, di piattaforme per l'
incontro domanda/offerta e di comunicazione consentirà anche un continuo monitoraggio degli interventi
e una loro valutazione.
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1 novembre 2013
Pagina 23
Italia Oggi
pubblica amministrazione
I chiarimenti della circolare n. 1 del ministero dell' ambiente sul sistema di tracciabilità.
Sistri, l' applicazione è limitata
Non sono assoggettati al Sistri i produttori
iniziali di rifiuti urbani, ancorché pericolosi, e i
produttori iniziali che non sono organizzati in
enti o imprese.
Per i primi dieci mesi di operatività del
Sistema di tracciamento dei rifiuti, a decorrere
dal 1° ottobre 2013, nei confronti dei soggetti
obbligati ad aderire al Sistri non trovano
applicazione le sanzioni previste dagli articoli
260bis e 260ter, del dlgs 152/2006.
Sospesa l' applicazione del Manuale operativo
Sistri relativamente al tracciamento dei rifiuti
nei passaggi interni degli impianti.
Per il periodo di moratoria delle sanzioni del
Sistri, operatori tenuti, oltre che a effettuare gli
adempimenti del Sistri, a tenere i registri di
carico e scarico, a redigere i formulari di
trasporto e a compilare la dichiarazione
annuale al catasto dei rifiuti (secondo le
previsioni previgenti al Sistri stesso). Sono
solo alcuni dei chiarimenti contenuti nella
circolare n. 1 del ministero dell' ambiente
diffusa ieri per l' applicazione dell' articolo 11
del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101,
concernente «semplificazione e
razionalizzazione del sistema di controllo della
tracciabilità dei rifiuti» (Sistri), convertito in
legge 30 ottobre 2013, n. 125 (G.U.
n. 255 del 30 ottobre 2013).
La circolare specifica come la normativa non contempli l' obbligo di adesione per: i produttori iniziali di
rifiuti non pericolosi; gli enti e le imprese che effettuano attività di raccolta, trasporto e gestione dei
rifiuti non pericolosi; i raccoglitori e i trasportatori di rifiuti urbani del territorio di regioni diverse dalla
regione Campania (limitatamente ai rifiuti urbani pericolosi, sono comunque interessati alla fase di
sperimentazione).
Questi soggetti possono aderire al Sistri su base volontaria. Per quanto riguarda la prima categoria
elencata, in essa come detto non rientrano i produttori iniziali di rifiuti urbani, ancorché pericolosi.
«Inoltre», si legge nella nota, «si ritiene che da tale obbligo debbano essere esclusi i produttori iniziali
che non sono organizzati in enti o imprese».
Per quanto riguarda gli enti o imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo
professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale, anche in tal caso la norma si
riferisce ai soli rifiuti speciali pericolosi.
Mentre per vettori esteri che operano sul territorio nazionale si intendono quelli che effettuano trasporti
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1 novembre 2013
Pagina 23
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Italia Oggi
pubblica amministrazione
di rifiuti all' interno del territorio nazionale o trasporti transfrontalieri in partenza dal territorio.
Relativamente invece agli enti o imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero,
smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi, in tal caso la norma si
riferisce a tutti i rifiuti pericolosi, sia speciali che urbani. La circolare ricorda che alla data del 1° ottobre
2013 il Sistri è scattato tra gli altri per gli enti o imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali
pericolosi a titolo professionale, «compresi i vettori esteri che effettuano trasporti di rifiuti all' interno del
territorio nazionale o trasporti transfrontalieri in partenza dal territorio» nazionale.
Con riferimento alle attività di trasporto dei rifiuti, la locuzione «enti o imprese che raccolgono o
trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale», contenuta al comma 2 dell' articolo 11 del dl
n. 101/2013, deve intendersi riferita, spiega il Minambiente, agli enti e imprese che (raccolgono o)
trasportano rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi. Pertanto, il trasporto in conto proprio è soggetto ad
altra decorrenza. I vettori stranieri che, a titolo professionale, effettuano trasporti esclusivamente all'
interno del territorio nazionale, sono soggetti all' obbligo di iscrizione al Sistri, e lo stesso vale per il
trasporto transfrontaliero in partenza dal territorio nazionale e verso stati esteri. Mentre per i vettori
stranieri che effettuano trasporti transfrontalieri dall' estero con destinazione nel territorio nazionale, o
con solo attraversamento del territorio nazionale, valgono le disposizioni sulla tracciabilità previste dal
Regolamento comunitario n. 1013/2006.
Dalla data del 3 marzo 2014 è invece previsto l' avvio dell' operatività del Sistri per le seguenti
categorie: i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi; gli enti e le imprese che trasportano i rifiuti da
loro stessi prodotti, iscritti all' Albo nazionale dei gestori ambientali nonché i soggetti che effettuano il
trasporto dei propri rifiuti, iscritti all' Albo nazionale dei gestori ambientali in categoria 5; i Comuni e le
imprese di trasporto di rifiuti urbani del territorio della Regione Campania. Tra le altre specificazioni
della circolare, le regole ad hoc valide fino al 3 marzo 2014, per i produttori iniziali di rifiuti speciali
pericolosi che non aderiscono su base volontaria al Sistri; e la previsione che, nel caso in cui un'
impresa non obbligata, decida di procedere all' adesione volontaria al Sistri, essa possa in qualunque
momento optare per il ritorno al sistema cartaceo.
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1 novembre 2013
Pagina 25
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Brevi
L' Ordine dei dottori commercialisti e degli
esperti contabili di Milano, in collaborazione
con Asami Associazione amici del
Conservatorio di Milano G. Verdi, torna a
offrire per il quarto anno consecutivo la propria
consulenza gratuita a tutti i musicisti. Da
lunedì 4 novembre, presso la Sala Erasmus
del Conservatorio di Milano, i volontari della
Commissione diritto tributario nazionale dell'
Ordine di Milano forniranno assistenza in
materia fiscale, di diritto d' autore e Siae. Gli
appuntamenti sono previsti per i giorni 4,11,18
e 25 novembre sempre dalle 14,30 alle 17,30.
A l v i a l a pubblicazione dell' Anagrafe sulle
opere incompiute. Il totale del valore delle
opere realizzate ammonta a 1.468.247.721,78
euro. La parte incompiuta viene a oggi stimata
in 918.562.303,44 euro.
Dall' elenco, per ora mancante delle sole
regioni Liguria, FriuliVenezia Giulia, Sicilia,
Sardegna e della Provincia autonoma di
Trento, emerge che le opere incompiute finora
comunicate sono 381 (con una punta di 53 nel
Lazio).
«Dobbiamo al ministero delle infrastrutture e
trasporti, e in particolare alla Direzione
generale per la regolazione e i contratti»,
sostiene la presidente Finco (Federazione
nazionale di settore che rappresenta le industrie dei prodottiimpiantiservizi e opere specializzate per
le costruzioni), Carla Tomasi, «questa prova del fatto che quando si vuole e c' è la competenza, la
tenacia e l' abnegazione, anche nelle p.a. possono essere portate a termine operazioni di buona
amministrazione con le sole risorse interne e senza quindi ulteriori spese per la collettività».
Un nuovo percorso per il poker dal vivo che si basi sulla centralità della pratica sportiva e sul netto
contrasto delle derive degli ultimi anni. Da queste basi prende il via «Poker Sportivo 2.0», progetto
portato avanti dalla Figp (Federazione italiana gioco poker) che ha avviato l' iter istituzionale d'
inserimento nell' osservatorio delle Discipline sportive associate del Coni. Il progetto è stato illustrato ieri
mattina a Roma, nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell' Asi (Associazioni sportive e
sociali italiane) ente di promozione sportiva che affianca la Figp in questo percorso.
La crisi economica incide sul sistema funebre e cimiteriale italiano. La qualità dei servizi prestati nei
cimiteri sta da qualche anno scemando pericolosamente. Il calo dei trasferimenti statali ai comuni ha
determinato la riduzione di attività che contribuivano al decoro delle infrastrutture cimiteriali (custodia,
pulizia, manutenzione) o consentivano di provvedere alla realizzazione di nuove sepolture. È la
riflessione di Sefit, il servizio Federutility che associa le aziende partecipate e i comuni per i servizi
funerari e cimiteriali e che rappresenta l' Italia negli organismi internazionali del settore (Effs), che
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71
1 novembre 2013
Pagina 25
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Italia Oggi
pubblica amministrazione
propone si creare ambiti sovracomunali sui servizi funebri, cimiteriali e di cremazione e di introdurre
norme che permettano un aumento delle detrazioni fiscali per le spese del funerale e di manutenzione
del sepolcro (come per le civili abitazioni).
Un milione di guide alle semplificazioni scaricate in soli 15 giorni dal sito www.impresainungiorno.
it. È il primo bilancio, parziale ma già decisamente positivo, dall' avvio dell' iniziativa di comunicazione
istituzionale rivolta alle imprese promossa dal ministero per la pubblica amministrazione e l a
semplificazione in collaborazione con Unioncamere. La campagna informativa sta interessando quasi 4
milioni di imprese, che stanno ricevendo al proprio indirizzo di Posta elettronica certificata o alla email
comunicata al Registro delle imprese il link per consultare comodamente la «Guida alle semplificazioni
del decreto del Fare». Si tratta, spiega una nota del dicastero, di un agile e snello vademecum,
realizzato dal Dipartimento della Funzione pubblica, nel quale vengono descritte tutte le diverse misure
contenute nel provvedimento.
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il paese da rifare.
Tecnici in campo per completare le opere incompiute
Riqualificare il territorio creando opportunità di
lavoro per i liberi professionisti. Ecco il
progetto Patrimonio comune che coinvolge gli
enti locali che intendono rigenerare edifici e
immobili sul territorio, la Cassa depositi e
prestiti e Invimit come eventuali finanziatori e i
liberi professionisti periti industriali, certificati
VOL, come braccio operativo.
Questa è la triangolazione che la Fondazione
patrimonio comune sta presentando porta a
porta nelle più importanti piazze italiane, in
stretta collaborazione con l' Anci, cioè con l'
associazione che rappresenta gli oltre 8 mila
comuni italiani, spiegando a chiare lettere che
la Fondazione è pronta a diventare il
consulente esperto delle amministrazioni
comunali per trovare fondi specifici e fornire un
elenco di esperti che possano seguire le varie
fasi della riqualificazione.
Tra i soci della fondazione anche l' Ente di
previdenza dei periti industriali (Eppi) che,
anche grazie al lavoro svolto dalla Cassa
geometri, ha colto l' occasione per partecipare
all' operazione e offrire concrete opportunità di
lavoro ai propri iscritti.
«In realtà, si parla tanto di adeguatezza delle
pensioni», sottolinea Florio Bendinelli,
presidente Eppi, «ma il modo migliore per
aumentare la rendita di fine carriera è quella di aumentare oggi il reddito professionale ed è per questa
ragione che, come ente di previdenza, siamo diventati soci della Fondazione patrimonio comune».
Bisogna anche dire che la politica ha spalancato un portone. Il decreto del Fare (legge 98/2013, articolo
56bis), infatti, ha rimesso in moto il federalismo demaniale, cioè ha dato tempo alle amministrazioni
locali fino al 30 novembre 2013 per opzionare un immobile sul territorio e rigenerarlo con tutti i vantaggi
del caso: dopo la ristrutturazione, sarà possibile usarlo come sede amministrativa abbattendo i costi
degli affitti, oppure affittarlo ricavando delle rendite, oppure adibirlo ad attività di pubblica utilità oppure
venderlo eventualmente affidandolo a un fondo immobiliare che ne curi il collocamento sul mercato.
L' acquisto dallo stato, da effettuare dopo l' opzione in scadenza il 30 novembre, sarà a tutti gli effetti
una cessione a costo zero per i comuni e il pensiero va subito al grande elenco degli immobili mai
completati o caduti in disuso, che comprende scuole, caserme, impianti sportivi, cioè le grandi opere di
una Italia incompiuta sulla cui entità non c' è chiarezza ma si sa che si tratta di un filone importante.
Secondo alcune fonti, sono almeno 379 le grandi opere i cui cantieri sono chiusi per assenza di fondi o
perché le ditte appaltatrici sono fallite, a cui si aggiungono le unità immobiliari censite ma che non
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rendono nulla perché a oggi sono prive di utilizzo effettivo.
Il punto nodale per i liberi professionisti è la gestione dei compensi: è noto che la spending review ha
sigillato i rubinetti dei comuni e la politica di risparmi spesso rende complicato effettuare nuovi
investimenti.
In questo senso, Fondazione patrimonio comune, tramite le Casse di previdenza coinvolte, sta
lavorando per attivare un fondo di rotazione che garantisca una copertura per le prime prestazioni
professionali in attesa che arrivino i fondi istituzionali. «Ci tengo a sottolineare», conclude Roberto
Reggi, presidente della Fondazione, «che abbiamo comunque l' ambizione di coinvolgere in questo
progetto di rigenerazione investitori non solo pubblici, ma anche privati, sia italiani che esteri».
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Ora si punti a risolvere i problemi del Paese
La strada intrapresa nel ddl Stabilità 2014 in
ordine alla riduzione della pressione fiscale e
contributiva sul lavoro, non deve restare solo
nelle buone intenzioni.
Occorre concretezza e, in particolar nodo,
occorre ricercare risorse che consentano di
poter attribuire agli sconti fiscali sul lavoro le
caratteristiche di tangibilità per lavoratori ed
imprese. Si persegua con maggiore energia e
maggiore coraggio il taglio della spesa
pubblica improduttiva, agendo tanto sulla
quantità quanto sulla qualità. È la strada più
efficace per stimolare vantaggi espansivi in
termini di liberazione di risorse per
investimenti, sia pubblici che privati, e dei
consumi. La spesa pubblica improduttiva, è
noto, può essere individuata in quelle 6.978
p a r t e c i p a t e d e l l ' i n t e r a pubblica
amministrazione: per quasi il 94% si tratta di
partecipate di regioni e d enti locali. Queste
società, che dovrebbero fornire servizi
efficienti ed efficaci, complessivamente
regalano poltrone a 24.432 tra consiglieri e
amministratori. A questi vanno aggiunti oltre
23.375 consulenti, per un totale di 78.848
stipendiati e una spesa complessiva di 2,6
miliardi di euro.
Anche il solo abbattimento dell' 1 o 2% della
complessiva spesa pubblica (che fra il 2001 e il 2012 è passata da 536 a 805 miliardi, con un aumento
di oltre il 50%) basterebbe a risolvere le problematiche economiche più avvertite: è questo solo uno
degli aspetti da regolare con serietà e credibilità. Si liberino quindi ulteriori risorse per stimolare il
lavoro, tutelare le pensioni più basse.
I 50 decreti attuativi previsti nella bozza di legge, necessari alla piena attuazione della stessa, non fanno
ben sperare sulla immediatezza dei risultati di finanza pubblica: deve però essere immediato e veritiero
lo sgravio del lavoro, perché è l' aspettativa primaria di lavoratori ed imprese che per primi vogliono
uscire dall' attuate congiuntura economica. Non si perda questo passaggio parlamentare per scrivere
solo le intenzioni: ci si adoperino tutti per colmare le aspettative del Paese. Il ddl in esame, inoltre, può e
deve essere l' occasione per rimediare ad alcune criticità del tutto ingiustificate create dalla più recente
legislazione alle imprese (specie mediopiccole) e ai loro consulenti. A mero titolo di esempio: la
riapertura dei termini, a dir poco «giugulatori» fissati dall' art. 7bis, primo comma, del decretolegge 28
giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, nella Legge 9 agosto 2013, n. 99, c.d. decreto Lavoro,
per la sanatoria dei contratti di associazione in partecipazione, termine scaduto il 30 settembre 2013 ma
decorso in gran parte durante l' iter di conversione del decreto legge e durante il periodo estivo, in
carenza di idonee istruzioni applicative del ministero e dell' Inps, con la conseguenza che nessuna
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azienda ha potuto di fatto completare la complessa procedura richiesta dalla norma (comprendente
anche un accordo sindacale); eppure sono numerose le aziende, travolte dall' improvviso tsunami
legislativo, giurisprudenziale e ispettivo che ha colpito il contratto di associazione in partecipazione,
potenzialmente interessate a tale sanatoria; l' esclusione dal diritto a fruire dell' ASpI, dei lavoratore
licenziati per giusta causa, ponendosi la norma attualmente in vigore (art. 2, comma 5, legge 92/2012)
in aperto contrasto con il principio, consolidatissimo, della involontarietà dello stato di disoccupazione
tutelabile, peraltro espressamente ribadito dal precedente comma 4 della medesima norma, oltre che
con elementari principi di etica e di buon senso.
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Entro il 15/11 le richieste sul bonus Patto 2013
Gli enti locali hanno tempo fino al 15 novembre
per presentare al Mef le richieste per ottenere
il bonus sul Patto 2013 finanziato con le
sanzioni comminate alle province e ai comuni
che nel 2012 hanno sforato il proprio obiettivo.
A precisarlo, ieri, un comunicato di Via XX
Settembre arrivato contestualmente alla
diffusione del decreto che disciplina le
modalità di attribuzione delle premialità. Il
meccanismo, modificato quest' anno a causa
della mancanza di risorse, prevede che gli 11
mln di euro messi a disposizione del Mef (2.
152.000 per i comuni e 8.776.000 per le
province) vengano distribuiti a chi li richiederà
per far fronte a spese inderogabili relative a
debiti derivanti da sentenze esecutive, nonché,
per i comuni, donazioni modali private ricevute
in anni precedenti al 2013 e per le province
ordinanze di protezione civile inerenti ad
eventi sismici, dissesti idrogeologici,
conseguenze di maltempo e avversità
atmosferiche. Se, come, prevedibile, la
domanda sarà superiore all' offerta, le
assegnazioni saranno disposte su base
proporzionale. Le richieste vanno trasmesse
da parte dei soli enti in regola col Patto 2012
utilizzando il sistema web previsto per il Patto
a l l ' i n d i r i z z o
http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/ entro il 15 novembre. Il riparto sarà disposto entro il 25
novembre.
Matteo Barbero
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Consulta: tesoreria unica in Valle d' Aosta
I comuni della Valle d' Aosta non possono
sfuggire al regime di tesoreria unica. Lo ha
stabilito la Corte costituzionale con la sentenza
31 ottobre 2013, n. 256, che ha dichiarato
incostituzionale l' articolo 2, comma 10, della
legge della Regione autonoma Valle d'
Aosta/Vallée d' Aoste n. 30 del 2012.
Detta norma stabiliva che «le disposizioni
vigenti riguardanti il sistema di tesoreria unica
non si applicano agli enti locali della Regione e
alle istituzioni scolastiche ed educative
dipendenti dalla Regione che non usufruiscono
di assegnazioni finanziarie statali».
La presidenza del consiglio ha sollevato la
questione di legittimità costituzionale
eccependo il contrasto con l' articolo 35,
comma 8, del decreto legge 24 gennaio 2012,
n. 1, convertito in legge 24 marzo 2012, n. 27,
ai sensi del quale ai fini della tutela dell' unità
economica della Repubblica e del
coordinamento della finanza pubblica, s i
prevede la sospensione, fino al 31 gennaio
2014, del regime di tesoreria mista e la
contestuale applicazione del regime di
t e s o r e r i a u n i c a p e r regioni, enti locali,
università statali ed enti del servizio sanitario.
Tale norma è uno strumento di coordinamento
della finanza pubblica, che non può essere
leso nemmeno dalla potestà normativa di una regione autonoma. La Corte ha, in effetti, ritenuto che la
norma regionale ha vulnerato un principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica
previsto dalla legislazione statale ai fini del contenimento del fabbisogno finanziario violando gli artt.
117, terzo comma, e 120 della Costituzione.
Nella stessa data del 31 ottobre, la Consulta ha depositato la sentenza n.
255, che dichiara la parziale illegittimità costituzionale della legge della Provincia autonoma di Trento 4
ottobre 2012, n. 21 (Disposizioni per l' adeguamento dell' ordinamento provinciale in materia di servizi
pubblici, di revisione della spesa pubblica, di personale e di commercio), riguardanti specificamente la
distribuzione delle farmacia nei territori locali. Colpita, per la stessa materia, anche la legge della
Provincia autonoma di Bolzano 11 ottobre 2012, n. 16 (Assistenza farmaceutica).
Luigi Oliveri
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Negli enti locali al massimo 7 mila stabilizzazioni
Possono essere stabilizzati i dipendenti che
hanno maturato almeno tre anni di anzianità
con lo stesso ente alla data di entrata in vigore
della legge di conversione. Possono essere
stabilizzati, con un canale privilegiato, i
collaboratori coordinati e continuativi che sono
stati assunti a tempo determinato utilizzando il
comma 560 della legge finanziaria 2007. La
possibilità di effettuare stabilizzazioni con
questi strumenti sarà utilizzabile fino a tutto l'
anno 2016.
Tanto i dipendenti che gli ex co.co.co. per i
quali le amministrazioni indicono procedure di
stabilizzazione possono essere destinatari di
una proroga fino alla conclusione dell' iter e
comunque non oltre il 31 dicembre 2016, nel
caso in cui il loro rapporto raggiunga il tetto dei
36 mesi. Sono queste le principali novità
introdotte dal parlamento alla legge di
conversione del dl n. 101/2013. Esse vanno,
aggiungendosi alla previsione di concorsi
interamente riservati entro il tetto del 50%
della spesa per le nuove assunzioni, nella
direzione di un ulteriore ampliamento della
possibilità di stabilizzazione dei lavoratori
precari. Si deve comunque sottolineare subito
che il numero dei precari che potrà essere
effettivamente stabilizzato è da ritenere
limitato: negli enti locali si può ipotizzare una quantità intorno alle 57 mila unità all' anno. Si arriva a
questa conclusione considerando che per le stabilizzazioni gli enti non possono spendere più del 50%
della somma destinabile a nuove assunzioni, e cioè il 20% degli oneri per il personale cessato nell' anno
precedente cifra cui, sulla base delle letture prevalenti delle sezioni regionali di controllo della Corte dei
conti, possono aggiungere una analoga quota dei risparmi derivanti dalle cessazioni del 2011 e del
2012 non utilizzate per nuove assunzioni e il 10% della spesa dei dipendenti cessati e non sostituiti nell'
anno 2010. A queste ridotte previsioni occorre aggiungere che, con gli oneri determinati dalle
stabilizzazioni e dalle nuove assunzioni, si deve comunque stare nel tetto della spesa del personale dell'
anno precedente (ovvero nel tetto della spesa 2008 per gli enti non soggetti al patto). Ed ancora che il
tetto invalicabile del 50% della spesa per le nuove assunzioni determina nei comuni più piccoli una
sostanziale impossibilità di dare corso a stabilizzazioni, avendo spesso tali enti avuto una sola
cessazione e non avendone di altre nel corso del quadriennio 2013/2016. Né miglior sorta sembra
destinata ad avere la norma che consente la stabilizzazione degli Lsu e degli Lpu, in quanto le singole
amministrazioni locali non possono provvedere per quelli che hanno utilizzato direttamente, ma devono
ricorrere alla graduatoria che ogni regione deve formare sulla base dei criteri della anzianità anagrafica
e di servizio e dei carichi di famiglia.
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La disposizione mette in relazione le stabilizzazioni negli enti locali alla adesione al monitoraggio del
numero dei precari e degli idonei nelle graduatorie concorsuali che la Funzione pubblica è impegnata
ad effettuare. E inoltre impegna i comuni ad applicare i principi che in questa materia saranno dettati in
uno specifico decreto del presidente del consiglio dei ministri da emanare entro la fine del prossimo
mese di marzo. Se ne deve trarre la conclusione che l' avvio delle procedure di stabilizzazione dei
precari negli enti locali sia da considerare comunque subordinato a questi adempimenti. Si deve infine
ricordare che non vi è un obbligo di stabilizzazione, ma che le disposizioni offrono una possibilità che le
giunte, in sede di programmazione del fabbisogno, possono utilizzare. E che non possono essere
stabilizzabili, come in passato, né i dirigenti, né i dipendenti degli uffici di staff degli organi politici né i
responsabili assunti ai sensi dell' articolo 110 del testo unico delle leggi sull' ordinamento degli enti
locali. dirigenti e dipendenti degli uffici di staff per esplicita previsione legislativa, responsabili per la
lettura largamente consolidata data sia dalla Corte dei conti che dal dipartimento della funzione
pubblica.
Giuseppe Rambau
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La legge del 1999 non poneva vincoli al tipo di contratto da stipulare. Il dl D' Alia cambia tutto.
Nella p.a. disabili col posto fisso
Le amministrazioni pubbliche debbono
assumere i lavoratori appartenenti alle
categorie protette solo mediante contratti a
tempo indeterminato.
L' articolo 7, comma 6, del dl 101/2013, come
modificato dalla legge di conversione
125/2013 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
n. 255 del 30 ottobre 2013) introduce un'
innovazione nel sistema di assunzione dei
disabili di cui alla legge 68/1999, coerente con
la stretta alle assunzioni «flessibili» contenuta
nel decreto sulla pubblica amministrazione.
Il citato articolo 7, comma 6, stabilisce che le
amministrazioni pubbliche debbono
rideterminare il numero delle assunzioni
obbligatorie delle categorie protette,
applicando i criteri previsti dalla legge 68/1999
sulle dotazioni organiche rideterminate a
seguito all' attuazione della normativa vigente,
in particolare, dunque, tenendo conto degli
effetti della spending review. Sulla base del
nuovo computo degli obblighi di assunzione
obbligatoria, le amministrazioni dovranno
assumere un numero di lavoratori
corrispondente alla differenza tra il numero
delle scoperture accertato rideterminando le
dotazioni organiche e il numero dei lavoratori
già presenti.
L' innovazione consiste nel fatto che il testo novellato dell' articolo 7, comma 6, citato dispone
espressamente che «ciascuna amministrazione è obbligata ad assumere a tempo indeterminato».
L' intento, dunque, non è solo indurre le amministrazioni pubbliche a rispettare gli obblighi posti dalla
legge 68/1999, ma di considerare esclusivamente l' assunzione a tempo indeterminato come strumento
per adempiere.
È una novità di non poco conto. La legge 68/1999 non pone vincoli alla tipologia di contratti da stipulare.
Di certo, tuttavia, se da un lato la legge 125/2013, convertendo il decreto del ministro Gianpiero D' Alia
conferma e rafforza il principio secondo il quale il rapporto di lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche deve essere regolato in via principale e predominante da contratti di lavoro a
tempo indeterminato, sembra una conseguenza inevitabile che l' adempimento agli obblighi della legge
68/1999 avvenga per l' appunto mediante assunzioni a tempo indeterminato.
Così da evitare la creazione di sacche di precariato proprio tra soggetti colpiti da altri svantaggi.
Si spiega meglio, dunque, il penultimo periodo sempre del citato articolo 7, comma 6, il quale chiarisce
che le disposizioni ivi contenute derogano «ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione
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vigente, anche nel caso in cui l' amministrazione interessata sia in situazione di soprannumerarietà».
Disposizione, questa, che sembra consentire anche alle province, nonostante il divieto di assumere a
tempo indeterminato e di stabilizzare, di regolare le proprie posizioni ai fini del rispetto della legge
68/1999 mediante contratti a tempo indeterminato.
Il penultimo periodo dell' articolo 7, comma 6, si cura della situazione dei lavoratori appartenenti alle
categorie protette assunti, in passato, a tempo determinato. Nei loro confronti, stabilisce la norma, «si
applica l' articolo 5, commi 4quater, 4sexies del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, nei limiti
della quota d' obbligo». In sostanza, quindi i lavoratori disabili assunti con contratti a tempo determinato
che abbiano prestato servizio per oltre 6 mesi, acquisiranno il diritto di precedenza per assunzioni a
tempo indeterminato, effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi con riferimento alle
mansioni già espletate.
Luigi Oliveri
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Sull' Imu restano ancora molte incognite in vista dei
preventivi
Il cerchio è ormai chiuso. A un mese esatto
dalla scadenza per l' approvazione del bilancio
di previsione 2013, vengono pubblicati i
numeri definitivi, almeno si spera, relativi al
Fondo di solidarietà comunale, al gettito Imu
2013 e alla quota che ciascun comune dovrà
iscrivere in bilancio a titolo di alimentazione al
Fondo. Sul sito Conferenza statocittà vi sono
tutti i prospetti con lo schema del dpcm
relativo alla definizione delle spettanze 2013.
Come avviene nel «gioco delle tre carte», lo
stato da un lato riattribuisce ai comuni l' intera
Imu sugli altri immobili, ad eccezione delle
categorie D, per le quali trattiene l' intero 7,6
per mille, dall' altro, il maggior gettito che ne
deriva nelle casse comunali se lo riprende per
alimentare il Fondo. A ciò si aggiungano i tagli
del dl n. 95/12, da tempo programmati, ma
solo ora quantificati.
C' è chi perde, chi vince e chi chiude in
pareggio. Negli uffici finanziari si sta lavorando
sulla quadratura del cerchio, non solo per chi
non ha ancora approvato il bilancio, ma anche
per coloro che lo hanno licenziato nei primi
mesi dell' anno e quelli che, pur avendolo
approvato in giunta, adesso devono rettificare i
dati prima del consiglio, salvo emendamenti
tecnici durante la seduta.
Il lavoro è più complesso di quello che possa apparire, infatti, le spettanze sono definite sulla base del
gettito «standard» dell' Imu. Per la quasi totalità dei comuni si ragiona, invece, sulle proprie aliquote
approvate e/o approvande in piena autonomia e legittimità.
I dati però non sono ancora definitivi. Oltre alle compensazioni (fuori dal patto d i stabilità), già ben
digerite, bisognerà tener conto delle novità introdotte con la conversione in legge del dl n. 102, avvenuta
solo il 28 ottobre (legge n. 124) e del dl n. 120 del 15 ottobre scorso.
È curioso scoprire che per le integrazioni al Fondo di complessivi 120 milioni di euro, la copertura
deriva per 30 milioni dalle risorse messe in campo con il dl n. 35/13 (sblocco pagamenti), per la
restante quota di 90 milioni, si interviene recuperando le risorse dalle regioni Puglia e Molise. Chi ne
paga le conseguenze sono i comuni di queste due regioni, che non potranno beneficiare del patto
regionale verticale incentivante. Il tutto a danno dei bilanci, ma soprattutto, delle imprese che, pur
avendo maturato il diritto ad incassare, rischiano di dover aspettare l' anno nuovo per i noti e assurdi
vincoli del patto.
Restando in tema, l' art. 2, comma 5, stabilisce le nuove percentuali da rispettare per calcolare gli
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obiettivi programmatici: 19,61% per le province; 15,61% per i comuni sopra i 5 mila abitanti; 12,81% per
gli altri comuni soggetti al patto.
Nella conversione in legge del dl n. 102, ci sono altre novità, tutte da contabilizzare. Si confermano le
abrogazioni della prima rata sulle abitazioni principali, sui fabbricati rurali e terreni agricoli, così come
disposto dal dl n.
54/13, nonché della sola seconda rata 2013 dei fabbricati costruiti e destinati dall' impresa costruttrice
alla vendita (l' abrogazione è totale per il 2014, ma l' Imu non esisterà più). È stata inserita un' ulteriore
equiparazione: l' art. 2bis prevede l' applicazione dell' aliquota sulle abitazioni principali per le
concessioni in comodato a parenti in linea retta entro il 1° grado. Spetterà al comune definire i criteri e le
modalità di applicazione, ivi compreso il limite dell' Isee da considerare ai fini del beneficio. Ma quando?
In dieci giorni dovranno essere predisposte le modifiche al proprio regolamento Imu, la delibera di
approvazione delle tariffe, rivedere la Tares, ritrovare gli equilibri sul proprio bilancio e provare a
stimare il minor gettito derivante dall' agevolazione dei comodati, sempreché vi siano banche dati in
grado di prevedere quanti contribuenti potranno effettivamente beneficiarne. Il tutto perché tale minor
gettito sarà rimborsato dallo stato che stanzia 18,5 milioni di euro, secondo modalità da stabilire entro i
prossimi 45 giorni (e siamo arrivati a Natale).
Stando alle regole di contabilità, per approvare il bilancio entro il 30 novembre, le convocazioni
dovranno partire almeno il 10 novembre.
Con qualche capriola e improvvisazione, ce la si può fare.
Michelangelo Nigro
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pubblica amministrazione
L' Analisi.
L' estemporaneità non giova ai bilanci
Si continua sulla linea della provvisorietà ed
estemporaneità dei provvedimenti che
interessano gli enti locali. Sono diversi i riflessi
della bozza di decreto recante misure urgenti
per gli enti territoriali e la finanza pubblicata
approvato dal cdm di martedì.
Vediamoli nel dettaglio. È stato appena
convertito in legge il dl n. 102/2013 (legge n.
124 del 28 ottobre 2013), e già si intravedono
all' orizzonte nuove integrazioni.
Gli enti coinvolti sono gli sperimentatori dell'
armonizzazione ai quali si aprono deroghe
importanti per la garanzia degli equilibri (art.
3). Si prevede che gli eventuali disavanzi di
amministrazione derivanti dal riaccertamento
straordinario dei residui e dagli
accantonamenti necessari a compensare l'
iscrizione del valore nominale dei crediti di
dubbia esigibilità siano ripianati nella misura
minima del 10%.
Ma la novità maggiore è la disapplicazione
degli articoli relativi alla deficitarietà strutturale
(art. 242, Tuel) e conseguenti controlli (art.
243, Tuel). A quasi due anni dall' avvio della
sperimentazione, evidentemente, i conti non
tornano. Sono i primi veri effetti del nuovo
sistema contabile?
A questo punto, guardando al futuro, si ritiene
che tali novità dovranno essere applicate a tutti i comuni italiani a partire dal 2016. Infatti, l' entrata in
vigore definitiva dell' armonizzazione è il 1° gennaio 2015, motivo per cui tutti procederanno alla
revisione straordinaria dei residui, alla corretta iscrizione dei crediti, con i relativi accantonamenti per le
inesigibilità, e all' istituzione dei fondi pluriennali vincolati e tutti potranno trovarsi nelle condizioni di
disavanzo.
Le ulteriori novità. Roma Capitale beneficia di un' ulteriore deroga, su norme di carattere nazionale, per
agevolare il ripiano degli squilibri che per il «rotto della cuffia» non sono sfociati nella dichiarazione di
dissesto. Si potrà incrementare l' addizionale Irpef fino ad un massimo dell' 1,2%.
Vi era già stata una precedente deroga allo 0,9%. I cittadini potranno ritrovarsi a sopportare un maggior
onere fiscale per coprire l' indebitamento pregresso.
Sempre in tema di enti dissestati, quelli aventi popolazione superiore a 60 mila abitanti (non è chiaro il
criterio in base al quale è stata prevista una soglia demografica), avranno un maggior tempo per
garantire gli equilibri di bilancio previsti dall' art. 259, Tuel, purché siano state attivate procedure per la
riorganizzazione dei servizi comunali e/o per la razionalizzazione delle partecipate. Le scadenze per il
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bilancio riequilibrato saranno posticipate all' esercizio entro il quale si definiscono i percorsi di
razionalizzazione e riorganizzazione delle partecipate, e comunque entro i tre anni, compreso l' anno in
cui è stato dichiarato il dissesto. E per gli stessi enti che non avessero rispettato il Patto di stabilità nel
2012, le sanzioni saranno applicate il terzo anno successivo a quello in cui è stato garantito il
riequilibrio. In altre parole, i tempi del risanamento vengono dilatati. La storia dei dissesti dei comuni
italiani ci consegna già tempi molto lunghi per la chiusura di una procedura di dissesto. Infine, ce n' è
anche per il comune di Milano, al quale viene assegnato un contributo in conto capitale di 25 milioni
destinato all' Expo 2015, contributo che non sarà conteggiato ai fini del Patto di stabilità. In definitiva, gli
enti locali italiani continuano a registrare una discontinuità delle norme, che ogni giorno vengono
rimescolate, facendo venir meno il senso della parità di trattamento (tutti sono uguali davanti alla legge)
e l' attendibilità della programmazione, nell' accezione più nobile che possa darsi a tale concetto.
Michelangelo Nigro
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1 novembre 2013
Pagina 37
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Lo Scaffale degli Enti Locali
Autori Antonio Giacalone, Marco Porcu Titolo
Scia, Dia e permesso di costruire Casa
editrice Grafill, Palermo, 2013, pp. 301
Prezzo 35 euro Argomento Il volume in
questione rappresenta una guida operativa e
giurisprudenziale sui titoli abilitativi in materia
di edilizia aggiornato al c.d.
decreto del Fare, recentemente convertito in
legge.
La seconda edizione del libro nasce dall'
esigenza di tenere il passo rispetto alla rapida
evoluzione normativa e giurisprudenziale nel
settore edilizio. L' utilità del testo è confermata
dall' aggiornamento e dalla rivisitazione con le
più recenti e rilevanti decisioni dei tribunali
amministrativi regionali e del Consiglio di
stato, organizzate in modo ragionato e relative
a ogni argomento esaminato. Il volume
comprende numerose schede applicative,
necessario e indispensabile strumento dell'
amministratore pubblico, del tecnico e dei
soggetti privati che si interfacciano con i
competenti uffici territoriali.
Infine completa il manuale una trattazione
specifica dell' attività di vigilanza nel settore
urbanisticoedilizio, del quadro sanzionatorio
penale e dei soggetti responsabili.
Autori Aa.vv.
Titolo Ordinamento degli enti locali Casa editrice Edizioni giuridiche Simone, Napoli, 2013, pp. 256
Prezzo 15 euro Argomento La presente edizione del volume edito dalla Simone, completamente
riveduta e aggiornata, fornisce una panoramica dell' ordinamento di comuni, province e altri enti locali. Il
testo ripercorre dapprima l' evoluzione storica delle autonomie locali in Italia per poi illustrare la struttura
e l' autonomia di tali enti, anche alla luce dei cambiamenti che li stanno interessando. Ci si riferisce, in
particolar modo, al significativo processo di riordino che ha investito e investe tuttora l' ente provincia e
alla modifica della disciplina delle città metropolitane, nonché alla nuova disciplina delle unioni di
comuni finalizzate all' esercizio associato di funzioni e, ancora, alla revisione delle regole del patto di
stabilità interno. Una serie di box di approfondimento arricchiscono la trattazione.
di Gianfranco Di Rago.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sanità
POESIA PUBBLICA ASSISTENZA.
Concorso ?Solidarietà Insieme si può', c' è tempo
fino al 20 novembre
SCADRÀ il 20 novembre il termine per
iscriversi al concorso di poesia organizzato
d a l l a P u b b l i c a assistenza s u l t e m a ?
Solidarietà Insieme si può'. Gli elaborati, in
lingua italiana o in dialetto romagnolo,
d e b b o n o e s s e r e i n v i a t i a
[email protected],
[email protected] con l' indicazione ?3°
concorso di poesia Pubblica assistenza'. La
serata di concorso si terrà in un trebbo martedì
3 dicembre alle 20. Eventuali manoscritti
cartacei vanno inviati a: Pubblica assistenza,
via Meucci 25 48124 Ravenna.
Per ulteriori informazioni: 0544 400888, 328
3629965 oppure www.pubblicaassistenza.ra.it.
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Pagina 52
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sanità
VILLA AGNESINA ADEGUATO IL SISTEMA DI PREVENZIONE.
Nella ?casa del sollievo' gli incendi non fanno paura
INTERVENTO La presentazione dei lavori eseguiti all' hospice ?Villa Agnesina', in via
Castel Raniero.
DOPO un anno di lavori, l' hospice ?Villa
Agnesina' è dotato di un sistema di
prevenzione incendi adeguato alle norme. L'
intervento ? progettato dall' Asp ?Prendersi
cura' e approvato dai Vigili del fuoco ? è stato
realizzato grazie a un contributo di 120 mila
euro da parte della Fondazione Cassa di
risparmio di Ravenna. Un adeguamento non
semplice, dal momento che la tipologia di
edificio (risalente al diciannovesimo secolo)
non permetteva l' installazione di scale
antincendio esterne: «Abbiamo potenziato il
sistema di segnalazione del fumo e gli allarmi
? spiega il presidente dell' Asp, Giuseppe
Toschi ? inoltre è stato necessario sostituire le
porte». Per la sua complessità, l' intervento è
stato eseguito in due fasi, in modo da ridurre
al minimo i disagi.
LA struttura per pazienti oncologici in fase
terminale esiste da febbraio 2010 e da luglio
2012 è gestita direttamente dall' Ausl, dopo
che la Fondazione ?Villa Agnesina' ?
precedente gestore ? aveva attraversato
pesanti difficoltà economiche. L' offerta è
attualmente di quindici posti letto.
«Non sprecheremo questa risorsa ? assicura Andrea Des Dorides, direttore generale dell' azienda
sanitaria ? il suo potenziale non resterà inutilizzato, ma non è detto che tutti i posti letto vengano
destinati a pazienti oncologici». Des Dorides aggiunge che «anche in un momento di difficoltà
economica, se in una comunità ognuno fa la sua parte, si possono raggiungere risultati egregi. Il nostro
sistema deve essere sempre più in grado di trovare risposte sul territorio, per ?deospedalizzare' i
servizi sanitari». «Questa non è una dependance dell' ospedale ? commenta il sindaco Giovanni
Malpezzi ? ma una casa del sollievo.
Mi ha molto colpito la festa dell' hospice che si è tenuta lo scorso settembre: a organizzarla sono stati
parenti di pazienti che non ci sono più».
A ?VILLA AGNESINA', oltre al personale sanitario, opera un nutrito gruppo di volontari, guidato da
Paolo Baldassarri. «Nello svolgimento del nostro servizio, il coinvolgimento emotivo è forte ? dice. ? I
pazienti e i loro familiari sono contenti che noi ci siamo: questa è la cosa più importante».
Francesco Monti.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sanità
IL 6 NOVEMBRE.
Al Carmine una serata sulla violenza alle donne
LA SERATA di mercoledì 6 novembre la sala
del Carmine di Lugo, in corso Garibaldi 16,
ospiterà una iniziativa sul tema della violenza
contro le donne.
Si tratta del primo di una serie di attività
previste in novembre e che avranno il loro clou
il 25, in occasione della Giornata mondiale
contro la violenza alle donne. Al Carmine, alle
20.30, interverranno l' assessore comunale
alle pari opportunità, Ombretta Toschi, Nadia
Somma dell' associazione Demetra Donne in
aiuto, Diva Ponti del coordinamento Donne
SpiCgil, Costantina D' Angelo del presidio
ospedaliero di Lugo e Simonetta Ferretti del
Consultorio familiare dell' Ausl di Ravenna;
sarà presente anche Marisa Bianchin, direttore
del Distretto sanitario di Lugo; l' incontro sarà
condotto da Antonella Bezzi di SpiCgil di
Lugo.
Al termine degli interventi verrà presentato lo
spettacolo ?...e adesso ascoltaci?, con la regia
di Enrica Cavina, della Fondazione ?Gentes
de Yilania', con Elisa Baldoni, Enrica Cavina,
Daniela Collina, Tania Eviani ed Elena Leotti;
parte dei testi sono tratti da ?Ferite a morte? di Serena Dandini.
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La Voce di Romagna
sanità
I reparti ravennati da scegliere e da evitare secondo la recensione pubblicata da un sito
scientifico.
Ospedale, dica trentatré
L' EDITORIALE Quando le tessere sono pesci FAENZA Bentini a processo Bancari in
piazza contro l' Abi E' la prima volta dopo 13 anni.
Da qualche giorno gli italiani hanno nel
portafoglio una tessera in più. L' hanno
aggiunta al bancomat che non preleva nulla, e
non perché è smagnetizzato.
Alla tessera del supermercato preferito dove i
punti sono più delle cose che ti puoi comprare.
E alla carta del dopolavoro dove ora puoi
entrare prima tanto il lavoro chi ce l' ha. E' la
tessera del Pd. Una vera moltiplicazione dei
pani e dei pesci la crescita delle tessere dem.
"Tutti (italiani, extracomunitari, astronauti in
orbita) mangiarono di quelle tessere e furono
saziati; e portarono via dodici ceste piene di
pezzi avanzati". Sembra di essere tornati al
tempo della Dc che per decenni con le tessere
ci ha giocato a mercante in fiera. Matteo Renzi,
tifosissimo della Fiorentina, dovrebbe per una
volta ascoltare Buffon che in un' intervista,
ispirato dall' alto, ha citato san Bernardo.
"Vedere tutto, sopportare molto e correggere
una cosa alla volta".
Quando Renzi sarà segretario la prima cosa
da correggere sarà l' identità di un partito
costruito sulla tessera. Che c' è ma in realtà
non c' è. Come l' isola di Peter Pan.
Stefano Andrini uel reparto è un' eccellenza,
quell' altro è da evitare. Gli ospeQ dali d' Italia
non hanno più segreti grazie a
'doveecomemicuro.it', il sito internet nato dallo scrupoloso lavoro di esperti e ricercatori impegnati nel
campo della sanità, sotto l' egida di un comitato scientifico internazionale. I super esperti hanno
raccolto e catalogato i dati ufficiali disponibili per gli ospedali italiani, pubblicando per ogni reparto vere
e proprie 'recensioni' di ogni struttura sanitaria (pubblica e privata) a seconda della qualità delle cure e
delle competenze del personale. L' ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna si difende bene,
presentando buone valutazioni con ben trenta semafori verdi (quindi con qualità superiore rispetto agli
standard) su quarantadue tipi di interventi catalogati. Ma nonostante le prestazioni globalmente positive,
sono presenti anche alcuni nei: quattro semafori rossi legati alla mortalità (troppo alta) per alcune
tipologie di interventi.
A pagina 13 Hanno sfilato a Ravenna contro l' Associazione bancaria italiana, rea di aver disdetto il
contratto nazionale del lavoro. Sono circa 500 i bancari che ieri per la prima volta dopo 13 anni ha
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La Voce di Romagna
sanità
manifestato in piazza: "Manager strapagati e noi rischiamo 295 posti di lavoro".
Alle pagine 3 e 17.
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1 novembre 2013
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La Voce di Romagna
sanità
Ausl unica Ok dalla Commissione
La commissione Bilancio, Affari generali e
istituzionali, presieduta da Marco Lombardi, ha
approvato a maggioranza, in sede consultiva,
la proposta di legge di iniziativa della Giunta
finalizzata al varo del "nuovo assetto
istituzionale dei servizi sanitari delle quattro
attuali aziende sanitarie di Forlì, Cesena,
Ravenna e Rimini in un' unica Azienda (Usl di
Romagna)".
Alla proposta della Giunta, scelta come testo
base, è abbinato il progetto di legge
presentato dai consiglieri del Pdl Luca
Bartolini, Gianguido Bazzoni e Marco
Lombardi che prevede l' istituzione di tre
nuove aziende sanitarie unificate: Bologna;
Estense e Emilia.
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La Voce di Romagna
sanità
I reparti da scegliere. E da evitare
Un sito scientifico recensisce criticità ed eccellenze degli ospedali italiani. A Ravenna 4
nei.
uel reparto è un' eccellenza, quell' altro è da
evitare. Gli ospedali d' Italia non hanno Q più
segreti grazie a 'doveecomemicuro.it', il sito
internet nato dallo scrupoloso lavoro di esperti
e ricercatori impegnati nel campo della sanità,
sotto l' egida di un comitato scientifico
internazionale.
I super esperti hanno raccolto e catalogato i
dati ufficiali disponibili per gli ospedali italiani,
pubblicando per ogni reparto vere e proprie
'recensioni' di ogni struttura sanitaria (pubblica
e privata) a seconda della qualità delle cure e
delle competenze del personale.
Il sito ha una struttura molto semplice: basta
selezionare un problema di salute, una parte
del corpo e un relativo intervento per scoprire
quali ospedali della propria regione possono
curarlo al meglio. La rappresentazione grafica
avviene tramite semafori (verde, giallo e
rosso) per il confronto con il benchmark
nazionale, ovvero il dato italiano medio di
riferimento, e con un valore da zero a quattro
tacche per misurare la qualità in rapporto ai
valori riconosciuti dalla comunità scientifica
internazionale.
Il nostro ospedale Santa Maria delle Croci si
difende bene, presentando buone valutazioni
con ben trenta semafori verdi (quindi con
qualità superiore rispetto agli standard) su quarantadue tipi di interventi catalogati.
Le prestazioni mediche risultano positive per gli interventi su diversi tumori maligni, come fegato,
pancreas e rene, mammella, prostata e tumori del sangue, della pelle e dell' apparato
muscoloscheletrico. Buoni risultati anche per interventi di rivascolarizzazione carotidea e per le fratture
del collo del femore, oltre che per il trattamento degli ictus, parti con taglio cesareo e angioplastica
coronarica.
Semaforo giallo, invece, per otto tipi di interventi, tra i quali il tumore maligno del retto e dell' occhio,
colecistectomia laparoscopica, broncopneumopatia cronica ostruttiva riacutizzata, tutti interventi nei
quali la qualità rispetta gli standard ospedalieri riconosciuti, senza raggiungere tuttavia livelli di
eccellenza.
Ma nonostante le prestazioni globalmente positive, purtroppo, sono presenti anche alcuni nei: quattro
semafori rossi legati alla mortalità (troppo alta) dopo un intervento per tumore maligno allo stomaco, alla
degenza post operatoria per più di tre giorni per le colecistectomie laparoscopiche, alla mortalità dei
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La Voce di Romagna
sanità
pazienti ricoverati per infarto miocardico acuto senza esecuzione di angioplastica coronarica e alla
mortalità dei pazienti ricoverati per scompenso cardiaco congestizio.
Questi quattro dati, oltre ad avere un valore inferiore per il benchmark nazionale, non rientrano nei
minimi richiesti per la comunità scientifica internazionale.
Alessandro Perlini.
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La Voce di Romagna
sanità
Un weekend sulla prevenzione del diabete
In occasione della celebrazione della giornata Mondiale della patologia (14 novembre),
l' Associazione Diabetici Ravennate promuove una "due giorni" di attività ed eventi per
sensibilizzare la cittadinanza.
In occasione della celebrazione della giornata
Mondiale del Diabete, che ricorre il 14
novembre, l' Associazione Diabetici
Ravennate, in collaborazione con l' U.O. di
Diabetologia Provinciale, promuove in
collaborazione con altri soggetti ed
associazioni un intenso week end di attività ed
eventi per sensibilizzare ed informare la
cittadinanza sul diabete ed in particolare sulla
prevenzione primaria.
Si parte venerdì 8 novembre alle ore 21 alla
Sala D' Attorre con una conferenza,
organizzata dal Club Alpino Italiano, sezione
Mario Beghi di Ravenna, su "Diabete e
alpinismo: un matrimonio eterodosso tra
scienza e passione", racconti di esperienze e
filmati di Marzo Peruffo, scrittore e alpinista
diabetico insulino trattato dall' età di 10 anni.
Da circa 25 anni Peruffo coltiva la passione
per l' alpinismo ed è stato il primo diabetico
italiano e secondo al mondo a scalare una
montagna di oltre 8000 metri (Cho Oyu, 8201
mt.
sull' Himalaya).
Il personale dell' U.O. di Diabetologia della
Provincia di Ravenna, unitamente all'
Associazione Diabetici Ravennate, Lions e Cri,
organizzeranno postazioni dove verranno
effettuate gratuitamente prove glicemiche. In questa occasione verrà inoltre distribuito materiale
informativo e i rappresentanti dell' associazioni ed i medici saranno a disposizione per qualsiasi
informazione.
Infine, domenica 10 novembre, promossa da Ravenna Runners Club, si svolgerà "Urban walking" con
partenza da via IV Novembre alle ore 9 ed arrivo in piazza del Popolo, dopo un percorso di 5 Km.
attraverso il centro cittadino. Un momento per stare insieme, ma anche l' occasione per promuovere la
camminata quale strategia vincente per avere un buon controllo sul diabete. A questo evento partecipa
l' Associazione Diabetici con la Medicina dello Sport dell' Ausl di Ravenna e la Diabetologia pediatrica
che dopo la passeggiata in centro aspetta i bambini diabetici con le loro famiglie allo Chalet dei Giardini
per una merenda.
L' evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Ravenna, il Coni, la Federazione Italiana
Atletica Leggera e Ravenna Città d' Arte Maratona Internazionale.
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La Voce di Romagna
sanità
A Ravenna 10.950 persone hanno il diabete e circa 3.200 non lo sanno. In provincia i casi di diabete
sono probabilmente 28 mila.
Info 0544286323 [email protected].
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1 novembre 2013
Pagina 24
La Voce di Romagna
sanità
Presidente in campo.
Bartolini sprona la squadra e offre un aiuto a Sow
RAVENNA Gli strascichi della sconfitta
casalinga contro la Sampierana e del caso
Sow hanno indotto il presidente del Ravenna
Giorgio Bartolini a spronare i suoi giocatori e a
farle sentire la vicinanza della società. "Ho
parlato con la squadra per ribadire le nostre
intenzioni. La volontà è quella di proseguire è
quanto si legge sul sito ufficiale della società
il percorso che abbiamo intrapreso, con la
consapevolezza che per farlo c' è la necessità
di avviare una serie di risultati positivi". Il
presidente è poi intervenuto sul caso Sow:
"Considerando la gravità del fatto, forse non
tutti gli sportivi gradiranno questa nostra
scelta, dettata dalla volontà di risolvere
positivamente la questione e di dare una
possibilità a Sow. Ora per lui è indispensabile
tenere un comportamento cristallino fuori e
dentro al campo e questo glielo ho ribadito
nell' incontro che abbiamo avuto". Ma in questi
giorni Bartolini è attivo anche sul fronte di Noi
Giallorossi, l' associazione che raduna i
veterani e gli ex giocatori del Ravenna, di cui è
presidente: l' altra sera si è tenuta una cena
nella quale sono state elaborate le strategie
per avvicinare sempre più ex giocatori per la
squadra e per l' attività e per delineare il
programma degli eventi del 2014. Confermati
il "Trofeo della Pubblica Assistenza", il "Torneo per Giannino", il "Memorial Mero" e il "Cevenini Day".
Domani, intanto, alle ore 18.00, si terrà una Santa Messa nella Chiesa di San Giovanni Evangelista, alla
presenza del presidente Giorgio Bartolini e dei membri del Direttivo dell' Associazione.
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1 novembre 2013
Pagina 33
La Voce di Romagna
sanità
VILLA AGNESINA.
Conclusi i lavori di potenziamento
Si sono conclusi i lavori di potenziamento del
sistema di prevenzione, sicurezza e tutela del
rischio incendio all' Hospice Villa Agnesina di
Faenza.
Si è trattato di un impegno durato un anno e
diviso in due fasi per assicurare continuità
assistenziale e cura ai pazienti ricoverati
senza recare disagi. I lavori sono stati eseguiti
su progettazione di Asp 'Prendersi Cura' con l'
approvazione e integrazione del progetto dei
Vigili del Fuoco, e in accordo con l' Asl
Ravenna. Determinanti contributo e sostegno
di Fondazione Cassa Risparmio Ravenna che
il sindaco Malpezzi ieri ha ringraziato "per
questo ulteriore intervento a sostegno della
sanità faentina". Il direttore generale Asl,
Andrea Des Dorides, ha ribadito "l' impegno
dell' Azienda nel valorizzare una struttura che
rappresenta un valore aggiunto di grande
qualità per il territorio faentino, come
testimoniato anche dai pazienti e dalle
famiglie".Ringraziamenti anche a Giuseppe
Toschi (presidente Asp), Lanfranco Gualtieri e
Romano Argnani (Lions), alla Coop. sociale 'In
Cammino' per l' avvio dell' Hospice faentino
ora direttamente gestito dall' Ausl ravennate
anche con il sostegno del volontari dell' Istituto
Oncologico Romagnolo.
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Pagina 34
La Voce di Romagna
sanità
Contributi per chi ha perso il lavoro
LA CRISI MORDE Sostegno al reddito familiare: ecco il bando dell' Unione dei Comuni
della Bassa Romagna. Richieste entro il 29 novembre.
L' Unione dei Comuni della Bassa Romagna
ha approvato un bando pubblico per la
concessione di contributi ai cittadini che hanno
perso il lavoro a causa della crisi economica. Il
bando, riservato ai residenti nel territorio dell'
Unione dei Comuni della Bassa Romagna
(quindi Alfonsine, Fusignano, Bagnacavallo,
Cotignola, Lugo, Massa Lombarda, Sant'
Agata sul Santerno, Bagnara di Romagna,
Conselice), è aperto fino al 29 novembre 2013
e d è r i v o l t o a i l a v o r a t o r i
subordinati/parasubordinati, ma anche ad
autonomi/imprenditori individuali che hanno
chiuso la partita Iva.
Per partecipare al bando, i cittadini devono
attestare un reddito Isee (ovvero l' Indicatore
della situazione economica equivalente) non
superiore a 25mila euro, non devono
attualmente lavorare e devono avere concluso
l' ultimo impiego (o una eventuale partita Iva) a
partire dal primo gennaio 2010. Inoltre, devono
avere lavorato almeno tre mesi nel biennio
2008/2009, essere iscritti al Centro per l'
impiego con lo status di disoccupato e non
beneficiare di ammortizzatori sociali.
Gli interessati possono rivolgersi allo Sportello
sociale del Comune di residenza della Bassa
Romagna per avere informazioni più
dettagliate sui requisiti e per presentare domanda di contributo. Ulteriori informazioni e aiuto per la
compilazione del modulo di Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) si possono
chiedere nelle sedi sindcali e presso gli sportelli dei patronati presenti sul territorio. Il Bando completo
dell' opportunità offerta ai lavoratori disoccupati della Bassa Romagna e il relativo modulo di domanda
sono disponibili anche sulla home page del sito internet dell' Unione dei Comuni, cliccando all' indirizzo
www.labassaromagna.it, nonché presso le sedi dei centri di assistenza fiscale delle organizzazioni
sindacali Cgil, Cisl e Uil.
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1 novembre 2013
Pagina 35
La Voce di Romagna
sanità
Al Carmine "...e adesso ascoltaci": serata contro la
violenza alle donne
Mercoledì 6 novembre alle 20.30 alla sala del
Carmine, in corso Garibaldi 16 a Lugo, si terrà
una iniziativa sul tema della violenza contro le
donne. Si tratta del primo di una serie di
attività che si articoleranno su tutto il mese di
novembre e che culmineranno il 25, in
occasione della Giornata mondiale contro la
violenza alle donne.
Al Carmine interverranno Ombretta Toschi,
assessore alla Pari opportunità del Comune di
Lugo, Nadia Somma dell' associazione
Demetra Donne in aiuto, Diva Ponti del
coordinamento Donne SpiCgil, Costantina D'
Angelo del presidio ospedaliero di Lugo
pronto soccorso e medicina d' urgenza e
Simonetta Ferretti del Consultorio familiare
dell' Ausl di Ravenna; sarà presente inoltre
Marisa Bianchin, direttore del Distretto
sanitario di Lugo. L' incontro sarà condotto da
Antonella Bezzi di SpiCgil di Lugo. Al termine
degli interventi verrà presentato lo spettacolo
"...e adesso ascoltaci", con la regia di Enrica
Cavina della Fondazione Gentes de Yilania,
con Elisa Baldoni, Enrica Cavina, Daniela
Collina, Tania Eviani ed Elena Leotti. Parte dei
testi sono tratti da "Ferite a morte" di Serena
Dandini.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
sanità
Hospice, sede ampliata e attrezzature potenziate
Realizzata serie di interventi per 120mila euro Il direttore dell' Ausl annuncia nuovi
progetti.
di RICCARDO ISOLA FAENZA. Una struttura
più sicura, confortevole ed efficiente. Nella
giornata di ieri sono stati inaugurati e
presentati ufficialmente i lavori di ampliamento
e potenziamento delle attrezzature, del
sistema antincendio con conseguente
riapertura del primo e secondo piano dell'
Hospice Villa Agnesina.
La struttura, con sede in via Castel Raniero,
nei mesi scorsi è stata interessata da alcuni
importanti e necessari lavori di messa a norma
per quanto riguarda soprattutto l' antincendio
(installazione di porte tagliafuoco e sistema
antincendio). Interventi che hanno avuto un
costo di 120mila euro. Una somma stanziata
dalla Fondazione Cassa di risparmio di
Ravenna che già in tempi passati, sempre per
la struttura, aveva finanziato interventi per
140mila euro.
La progettazione è stata dell' Asp "Pren dersi
cura" con l' approvazione e integrazione del
progetto da parte dei vigili del fuoco di
Ravenna e della direzione regionale dei vigili
del fuoco di Bologna, trattandosi di una
struttura sanitaria soggetta a vincoli di
prevenzione particolari, e in accordo con l'
Azienda sanitaria locale di Ravenna.
«Una vicinanza, quella della fondazione
bancaria ha voluto sottolineare il sindaco Giovanni Malpezzi che è stata ed è fondamentale per
rendere Villa Agnesina una vera e propria casa del sollievo di grande qualità di servizio offerto alle
famiglie che si trovano in una fase molto delicata e triste della propria vita».
Dal luglio 2012 Villa Agnesina è stata presa in carico dall' Ausl. Alla giornata di inaugurazione degli
interventi effettuati era presente anche il direttore generale della stessa Azienda, Andrea de Dorides.
«Pur vivendo in una fase molto difficile e particolare ha sottolineato il direttore dell' Ausl su una cosa
però vorrei tranquillizzare la comunità locale. La struttura di Villa Agnesina, oggi capace di offrire 15
posti letto in camere singole che possono arrivare a 19 complessivi, è una realtà strategica soprattutto
perché legata a quel concetto sempre più necessario nella prestazione sanitaria locale, di
deospedalizzazione su cui crediamo molto e che non lasceremo da sola».
Per questo il direttore De Dorides ha preannunciato che «nel futuro la realtà potrà diventare sede anche
per l' offerta di cure palliative non necessariamente relative al comparto oncologico».
«L' hospice ha sottolineato infine il direttore della struttura, Luigi Montanari anche a seguito di questi
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
sanità
interventi si caratterizza per la suo forte connotazione famigliare. Un punto molto qualificante nel
servizio sanitario che si realizza e che è reso possibile anche grazie ad un lavoro di equipe tra medici,
infermieri, psicologi, operatori socio sanitari e i volontari Ior che ogni giorno lavorano con passione,
energia e professionalità. Da sempre l' hospice si fonda su un concetto aperto di servizio creando un
piattaforma di consulenza esterna con l' ospedale di Faenza e non solo per quanto riguarda la cura
palliativa».
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
trasporti
Gli autobus per il cimitero
Oggi e domani un servizio speciale oltre alle linee ordinarie.
RAVENNA. In occasione della
commemorazione dei defunti, si svolge oggi e
domani un servizio speciale di autobus che
collegano in andata e ritorno la Stazione
ferroviaria al cimitero comunale di Ravenna.
Le partenze dalla Stazione verso il Cimitero
iniziano alle 7.15, con frequenza ogni 30 minuti
fino alle 16.45. Le partenze dal Cimitero
iniziano alle 7.30 e successivamente ogni 30
minuti fino alle 17.
Start Romagna ricorda inoltre che la città è
collegata al Cimitero: oggi con le corse della
linea festiva n. 18 (ogni 60 minuti, sia in andata
che in ritorno) sulla tratta Borgo Montone
Stazione Villaggio S. Giuseppe Cimitero;
domani con le corse della linea feriale 8 (ogni
30 minuti, sia in andata che in ritorno) sulla
tratta Borgo MontoneCimiteroEnichem; le
fermate di riferimento per il Cimitero sono
quelle di via Baiona, presso gli ingressi
laterali.
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1 novembre 2013
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
turismo, cultura e spettacoli
Rumore d' acque: la tragedia di Lampedusa con gli
occhi delle Albe
RAVENNA. «In un mondo perfetto "Rumore di
acque" verrebbe replicato mille volte in tutta
Italia, e poi tradotto e replicato ovunque in
Europa. Il Teatro delle Albe sarebbe costretto
a clonare l' attore Alessandro Renda,
strepitoso interprete del monologo che
costituisce il nucleo fondante dello spettacolo,
affinché la diffusione delle sue parole fosse
continua, ubiqua, senza soste. In un mondo
perfetto molti, dopo "Rumore di acque",
comincerebbero a riflettere, e a non stare
bene, e a non capire, e a non voler accettare, e
ad arrabbiarsi, e anche a voler sapere perché
occorra il livore di una compagnia teatrale per
aprire gli occhi e indignarsi su quello che,
invece, gli occhi vedono tutti i giorni da vent'
anni e le coscienze filtrano ormai come un
rumore di fondo, una non realtà distante».
Risalgono al 2010, quando debuttò a Ravenna
festival, le parole che abbiamo usato per
descrivere "Rumore di acque", di cui ora il
Comune di Ravenna ha organizzato la replica
straordinaria, sabato 2 novembre (ore 21) al
teatro Rasi, per ricordare le vittime della
tragedia di Lampedusa, e tutte le persone che
hanno perso la vita lasciando la propria terra
nella speranza di avere un futuro in Italia e in
Europa. «Una disgrazia tutti sanno cos' è. È
una cosa che lascia senza difesa rimarca l' assessore alla Cultura del Comune, Ouidad Bakkali,
citando Albert Camus . Una disgrazia è anche la mancanza di bellezza, di pietà, di Dio.
Le centinaia di vite cancellate nel Mediterraneo non hanno conosciuto nessuna grazia. Il teatro è
umanità, è resistenza, è contemporaneità, è difesa. "Rumore di acque" accoglie questo dolore e in
qualche modo ci difende».
Lo spettacolo, per la drammaturgia e la regia di Marco Ma rt in ell i, è interpretato come si diceva da
Alessandro Renda e musicato dal vivo dai fratelli Mancuso, e ha ottenuto il patrocinio di Amnesty
International.
In scena un generale dagli occhiali scuri, al soldo del ministro dell' Inferno, conta cinicamente i morti in
fondo al mare. Questi morti senza tomba partiti dal cuore dell' Africa e dal Maghreb cercavano di
raggiungere l' altra sponda, la terra promessa della ricchezza dell' occidente.
«Questo "oratorio per i sacrificati" spiega Marco Martinelli è nato dagli incontri a Mazara del Vallo e a
Lampedusa con tanti migranti, tra il 2008 e il 2010. I fratelli Mancuso lo hanno arricchito con le loro voci
potenti, che sembrano gridare il dolore dell' umanità dal fondo di un abisso».
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105
1 novembre 2013
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
turismo, cultura e spettacoli
L' ingresso è a offerta libera.
Alessandro Fogli.
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1 novembre 2013
Pagina 58
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
turismo, cultura e spettacoli
Per non dimenticare le vittime di Lampedusa
PER RICORDARE le vittime della tragedia di
Lampedusa e tutte le persone che hanno perso la vita
lasciando la propria terra nella speranza di avere un
futuro migliore in Italia e in Europa, il Comune di
Ravenna promuove una replica straordinaria di ?
Rumore di acque' del Teatro delle Albe, in scena
domani sera alle 21, al Teatro Rasi.
«L' idea di ripetere lo spettacolo ? afferma l' assessore
alla Cultura Ouidad Bakkali ?, è nata la mattina di
presentazione del dossier di candidatura a Ravenna
2019. La speranza è che il 3 ottobre diventi una data di
cesura, affinché quell' immane tragedia in cui centinaia
di uomini, donne e bambini hanno trovato la morte in
fondo al Mediterraneo, non si ripeta più. Lo spettacolo è
un invito a una riflessione collettiva, senza però alcuna
motivazione politica.
Abbiamo anche invitato il ministro Kyenge, che
purtroppo non potrà esserci, e il sindaco di Lampedusa
Giusi Nicolini da cui stiamo aspettando una risposta. L'
ingresso alla serata sarà a offerta libera e l' incasso sarà
devoluto alla biblioteca per ragazze e ragazzi di Lampedusa».
?RUMORE di acque', ideato da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari (nella foto), è interpretato da
Alessandro Renda, musicato dal vivo dai fratelli Mancuso e prodotto da Ravenna Teatro e da Ravenna
Festival che lo ospitò nel 2010. In scena un generale dagli occhiali scuri, al soldo del ministro dell'
inferno, conta cinicamente i morti in fondo al mare, morti senza tomba partiti dal cuore dell' Africa e del
Maghreb.
«QUESTO ?oratorio per i sacrificati' ? spiega il regista Martinelli ? è nato negli incontri a Mazara del
Vallo e a Lampedusa nel 2008. Ricordo che con Ermanna e Alessandro ci svegliavamo tutte le mattine
con la percezione fisica dell' Africa. Abbiamo incontrato molte persone che, più che parlarci della loro
storia di vita, ci raccontavamo dei parenti, degli amici o compagni di viaggio che non ce l' hanno fatta ad
arrivare a destinazione. La legge BossiFini ha reso ancora più drammatica la questione, facendo venir
meno la legge del mare che sanciva il salvataggio in acqua di chiunque.
Pur rischiando di cadere nella banalità e nella retorica, noi artisti dobbiamo ugualmente provare a dire
la nostra. Non so se davvero sarà possibile porre un rimedio al problema, ma credo che un grande
momento di svolta sia stata la visita del nuovo Papa a Lampedusa: un grande gesto». Dopo essere
stato tradotto e messo in scena in Francia e Germania, lo spettacolo approderà a gennaio anche a New
York, al MaMa, storico teatro d' avanguardia di Manhattan, nella traduzione di Thomas Simpson,
professore di Italian Literature alla Northwestern University of Chicago. Info: 054436239.
ro.be.
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1 novembre 2013
Pagina 16
La Voce di Romagna
turismo, cultura e spettacoli
"I danni al turismo dell' imposta di soggiorno
AFFONDO DI ANCISI "Ecco che fine fanno nel bilancio comunale i denari incassati da
una tassa che non fa crescere un settore così cruciale per la nostra città"
Doveva servire a fare crescere il turismo,
rischia di rivelarsi un boomerang. Impietosa
analisi di Alvaro Ancisi sull' imposta di
soggiorno, un incasso per il pubblico di un
milione e 500 mila euro.
"Tutti ricordano le promesse del sindaco e dell'
assessore Corsini, secondo cui l' imposta di
soggiorno sarebbe servita a potenziare e a
riqualificare l' offerta turistica in accordo con le
associazioni di categoria del turismo", incalza
Ancisi. Ma è così? "Sull' incasso previsto,
Corsini limita il "potenziamento" a 80 mila per
il web marketing (impalpabile), 50 mila per la
segnaletica turistica (al massimo meno peggio
dell' esistente) e 50 mila per il wifi sui lidi
(generoso quanto illegittimo regalo agli
interessi di un pur benemerito settore privato):
210 mila euro per il quasi nulla". "Nel Piano
esecutivo di gestione (Peg) del 2013 per il
turismo aggiunge Ancisi a fronte di una
spesa prevista di due milioni di euro, le entrate
sono di 850 mila euro. Manca l' entrata dall'
imposta di soggiorno, evidentemente destinata
a pareggiare i conti dell' ordinaria gestione del
servizio turismo, con qualche margine per l'
imprevisto. L' ineffabile assessore al turismo
dichiara che il restante milione e 300 mila
"serve per consolidare la spesa turistica",
traducibile, appunto, in "serve a pagare quello che già si faceva prima" o ancora meglio serve a far
cassa". E l' attività operativa, quella che dovrebbe produrre attrazione turistica? "Mosaico di
Notte/Ravenna Bella di Sera, evento di Sant' Apollinare, Notte d' Oro, Mare d' Inverno, la storica
edizione della Mostra dei Mosaichi Antichi. Escluso il disastroso Mare d' Inverno, e per fortuna che sul
sole d' estate non c' è da far niente, sono tutte manifestazioni volte a promuovere la città. Da cui, infatti,
il 10% dei turisti che nel 2012 vennero a soggiornarvi, nel 2013 hanno girato al largo". Quindi, conclude,
"al danno inferto da questa imposta ad uno dei importanti settori dell' economia ravennate, si aggiunge
la beffa dell' impiego di tale introito". "Si viaggia su un simbolico aumento delle presenze turistiche
(0,79%), dovuto però al mare (+2,63), dove la fanno da padrone i campeggi, che hanno un' imposta
lieve, a fronte del tracollo della città (9,57), dove l' ospitalità è offerta dai più salassati alberghi e B&B:
"Se si valuta che i volumi delle presenze non coprono la progressiva minore redditività, per le tariffe
ribassate allo scopo di fronteggiare la crisi, risultano ampiamente certificati il fallimento delle politiche
turistiche del Comune e la relativa concausa dell' imposta di soggiorno".
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1 novembre 2013
Pagina 36
La Voce di Romagna
turismo, cultura e spettacoli
Sel "No alla tassa di soggiorno Sì all' imposta di
scopo"
Sinistra, Ecologica e Libertà interviene sul
turismo. "A Cervia servono idee, serve un
pensiero turistico coerente con lo sviluppo d i
strategie politiche incentrate sulla
valorizzazione e conservazione del territorio e
dell' ambiente con le sue risorse naturali e
culturali spiegano da Sel Noi pensiamo che
specifiche politiche per l' ambiente debbano
essere orientate ad incrementare gli spazi
verdi nella fascia costiera e a fornire un
contatto diretto con la natura, devono inoltre
recuperare e valorizzare la nostra identità
locale, la cultura del sale, senza promuovere,
come sta succedendo oggi, un uso e un abuso
del consumo del territorio. Per questo siamo
contrari al progetto del grattacielo.
Noi pensiamo altresì che la tassa di soggiorno
sia una tassa iniqua, perché colpisce quella
parte di turismo che crea reddito e
occupazione. Sarebbe meglio e più opportuno
cercare risorse altrove, si potrebbe istituire
una tassa di scopo per migliorare la località".
Sinistra Ecologica e Libertà pensa alla tassa di
scopo.
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109
1 novembre 2013
Pagina 18
La Voce di Romagna
turismo, cultura e spettacoli
L' Orchestra dei Giovani all' Esp
Domenica (ore 17), nell' area centrale dell'
Esp, suona l' Orchestra dei Giovani di
Ravenna.
Formata con la collaborazione di Ravenna
Festival, l' Orchestra dei Giovani riunisce in un'
unica formazione i giovani delle orchestre nate
nei corsi ad indirizzo musicale e nei laboratori
delle Scuole Medie Inferiori Don Minzoni, Ricci
Muratori e Damiano Novello. Nel programma
alcune celebri arie verdiane. Principali
protagonisti, in questa occasione, saranno l'
orchestra di fiati della Don Minzoni e le
percussioni della Ricci Muratori.
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110
1 novembre 2013
Pagina 52
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
viabilità
FIERA SAN ROCCO.
Domenica la manifestazione: come cambiano
viabilità e sosta
TRAFFICO rivoluzionato in centro a Faenza in
occasione della 16esima Fiera di San Rocco,
in programma domenica. Già dalle 14 di oggi,
fino alle 12 di lunedì, sarà vietata la sosta in
via Cavour, dal civico 37 all' intersezione con
via Orto S.Agnese, in piazza II Giugno (nella
corsia centrale del parcheggio) e in via
Tonducci. Dalle 14 di domani alle 24 di
domenica, senso unico in via Tonducci da via
Cavour a piazza Penna; divieto di sosta sui
due lati di via Tonducci e in 11 posti auto del
parcheggio di via Cavour.
Domenica, giorno della fiera, dalle 5 alle 24
saranno vietate circolazione e sosta sui due
lati di via Cavour (compreso tutto il
parcheggio), piazza Penna, via Castellani (da
via Naldi a via S.Maria dell' Angelo), via
Scaletta (per una decina di metri da via
Castellani), via Zanelli (da via S.Maria dell'
Angelo all' intersezione con via Ughi), via
S.Maria dell' Angelo, via Fiera, piazza
S.Rocco, via Salita, via Baliatico, piazza
S.Maria ad Nives, via Pascoli, via Severoli
(divieto di sosta fino al civico 16) e corso
Mazzini (da via Cavour al civico 92).
Sosta vietata inoltre in piazzale Caffarelli, nei box abitualmente adibiti alla sosta con disco orario sul lato
del supermercato Conad, e in via Orto S.Agnese.
Tra le altre misure adottate nell' ordinanza, è previsto che dalle 8 di domani alle 21 di domenica sia
vietata la sosta di tutti i veicoli, con eccezione dei camper autorizzati, in via Calamelli, nell' area di sosta
tra la via Renaccio e via Mazzanti, e in via Renaccio, sul lato destro del parcheggio (con direzione
centroperiferia).
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1 novembre 2013
Pagina 16
La Voce di Romagna
viabilità
VIABILITÀ TRAFFICO SOSPESO SULLA VIA
LUNGA
Lunedì 4 novembre sarà sospesa la
circolazione lungo la S.P. n° 67 Via Lunga nel
tratto compreso tra l' innesto della s.c. Via
Giuliana e l' innesto della s.c. Via Fossette,
con deviazioni alla PK 0+000 (innesto s.p. n.
48 Molinello dal Rio / s.p. n. 21 Delle Ripe
Bagnara) e alla PK 3+571 (innesto sulla s.p. n.
22 Pilastrino San Mauro), per lavori di potatura
piante radicate in aree private in confine con la
strada provinciale. Il transito dei veicoli sarà
opportunamente deviato su strade alternative
con percorsi che saranno indicati sul posto da
un' apposita cartellonistica.
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1 novembre 2013
Pagina 17
La Voce di Romagna
viabilità
Viabilità: lavori sulla 'Romea'
L' Anas comunica che, a partire da lunedì 4
novembre, saranno eseguiti alcuni interventi di
ripristino del piano viabile sulla strada statale
309 'Romea', in tratti saltuari in provincia di
Ravenna e Ferrara, nella fascia oraria 820.
Per consentire lo svolgimento dei lavori sarà
provvisoriamente istituito il senso unico
alternato della circolazione regolato da
semaforo.
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