BOLLETTINO DELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE
DEI SS. PIETRO E PATERNIANO - MONDAVIO (PU)
CICLOSTILATO IN PROPRIO - AD USO PRIVATO - FUORI COMMERCIO
in questo
numero
Pasqua ‘07- Editoriale
(don Giuseppe P.):
Dio ci dona la sua vita
per amore
Amare la vita
Aspettando il Natale
Messaggio del Papa
per la giornata della
pace
Caritas Parrocchiale
Un altro Natale
Mondavio - Torre campanaria del municipio
MARZO - APRILE 2007
marzo - aprile 2007
SOMMARIO
Pag.
2
Sommario
3
Editoriale
4
Amare la vita
5
Il bullismo
6
Affidati a un bambino
7
Messaggio del Papa
8
Caritas Parrocchiale e riepilogo delle offerte
9
Lettere in arrivo
11
Itinerario di preparazione al Matrimonio
12
Davanti alla mangiatoia
13
Il gruppo Giovanissimi
14
Un altro Natale
16
Aspettando il Natale
18
Terzo romanzo di Michele Governatori
20
30° anniversario dell’Associazione Scout
22
SS Pallavolo Mondavio
24
L’angolo dei poeti
27
Attività Estive
28
Conto consuntivo 2006
30
Vita della comunità
32
La morte di Abbè Pierre
33
Avvisi
35
Offerte
36
Immagini del Presepe vivente
Internet: www.lavocedimondavio.it
Editoriale
don Giuseppe Pierini
Nel suo Messaggio, per la giornata monmondo degli adulti, e sul tipo di società
diale della pace del
da essi creata, in cui
1' gennaio 2007, il PASQUA 2007 - DIO CI DONA ciò che più conta è
Papa
Benedetto
LA SUA VITA, PER AMORE avere successo,
XVI' richiama alcuni
pensare alla carriera
aspetti fondamentali, riguardanti l'uomo,
e fare più soldi in ogni modo, come osalla luce della concezione cristiana.
serva la riflessione dei giovanissimi.
Perchè creato ad immagine di Dio,
ma il Pontefice, l'individuo umano
dignità di persona, e ciò comporta
vere del rispetto della sua vita e
sua libertà.
afferha la
il dodella
A molti queste affermazioni del Papa
possono sembrare scontate ed accettate
da tutti, ma non è affatto così, poiché
anche nelle nostre città e nelle nostre
comunità si sta diffondendo un clima di
odio e di violenza, con episodi di una
gravità terribile (es.: il massacro di Erba).
La Solennità della Pasqua, che celebriamo, ci presenta e ci propone un messaggio ed uno stile di vita ben diversi.
Infatti, il Dio in cui noi cristiani crediamo,
è amore,e, nel Figlio suo Gesù, si consegna totalmente agli uomini, in un totale
dono d'amore.
Così, in Cristo, consegnato nelle mani
dei peccatori, il Dio della vita prende su
di sé il destino dell'uomo, e dà la vita per
lui, nel sacrificio della Croce.
Come hanno messo in risalto, sia Marco
Fiorelli, nel suo articolo, che il gruppo
giovanissimi della nostra comunità parrocchiale, nella sua inchiesta, intitolata:
"un altro Natale", che sono in questo numero del Bollettino, ormai si fanno sempre più frequenti episodi di violenza e di
aggressività, di gruppi e di singoli, che
coinvolgono, sia il mondo giovanile, che
quello degli adulti, in vari ambienti e situazioni, in luoghi pubblici, nelle famiglie
e nelle scuole.
Certamente le nuove generazioni portano le conseguenze di tale situazione, ma
molta responsabilità ricade anche sul
la voce di mondavio
3
IL DONO DELLA VITA
di Pascual Chávez Villanueva
Amare la
vita
«All’inizio Dio creò il cielo e la terra… La terra
produca piante con il proprio seme… e albero da
frutta con il proprio seme… e specie di animali domestici e selvatici... E Dio vide che era bello. Poi
disse: facciamo l’uomo» (Gn1,1 passim)
Il tema della vita è un asse portante della Scrittura che dalla prima all’ultima pagina ne parla,
mostrando che il nostro è un Dio che ama la vita,
la crea e persino, dopo la morte, la ri/crea. Se in
apertura la Bibbia presenta la creazione a partire
dal caos primordiale, e in chiusura indica “cieli
nuovi e la terra nuova”, al centro come elemento
chiave si trova la risurrezione di Gesù. Insomma,
l’unico che crede veramente alla vita è il Dio
che l’ha creata. E per il credente la verifica si
basa sull’amore alla vita, sulla sua promozione e
difesa. Questa vocazione/missione diventa più
attuale e impegnativa quanto più provocatoria e
cinica è la “cultura di morte” che dilaga mettendo
a rischio il creato, la vita umana, la sua dignità,
inviolabilità e pienezza. Leggendo la Genesi non
possiamo non renderci conto di come la vita sia un
dono: ci precede, non è nelle nostre mani il darci
l’esistenza, non scopriamo da soli il suo senso
ultimo, e non abbiamo noi le chiavi per aprire le
porte della morte. Nessuno può appropriarsene;
nessuno può comprenderla a fondo. Eccetto Lui.
Certo, oggi grazie al potere della scienza e della
tecnica l’uomo è capace non soltanto di interpreta4
re la
vita
e renderla
più agevole,
ma anche di crearla in
laboratorio, per
cui agli occhi dei non credenti essa non è più un
dono, ma un prodotto del caso, riproducibile in
laboratorio. Può dunque essere vissuta secondo i
nostri personali desideri e criteri. Ma questo è solo
un sofisma, perché siamo di fronte non a una creazione dal nulla, ma a una manipolazione della vita
propria e altrui. La vita è un dono di Dio, ed Egli è
l’unico capace di crearla e donarla. Essa va accolta
con gratitudine e responsabilità: è a nostra disposizione non come proprietà di cui disporre a piacimento, secondo le possibilità scientifiche, razionali e/o culturali, ma come dono da far fruttificare.
La sacralità della vita scaturisce dalla sua origine divina ed è destinata a essere donata ai fratelli,
e infine riconsegnata a Dio. Voglio invitarvi a
leggere con riverenza, stupore e gratitudine il primo capitolo della Genesi, che presenta un Dio
vittorioso sul caos primordiale e che, attraverso
uno stupefacente processo di organizzazione, orienta il creato verso la creatura umana, capolavoro uscito dalla sua fantasia creatrice, plasmato a
somiglianza di sé, e destinato a ricongiungersi al
suo Creatore. È bello constatare che Dio, con intelligente e amorevole cura, costruisce questa casa
che è il mondo perché l’uomo la possa abitare.
Niente di quanto esiste nel creato è Dio, tutto è
Sua creatura: le acque, il sole, la luna, le stelle, le
piante, gli animali... tutto è a servizio dell’uomo e
questi è polarizzato a Dio. In effetti, dopo l’uomo,
Dio non crea più nulla. A lui affida la custodia del
creato, perché porti a compimento il Suo disegno,
e lui stesso, l’uomo, si orienti a Dio per raggiungere la pienezza di vita.
da il Bollettino Salesiano – gennaio 2007
marzo - aprile 2007
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Sempre più
spes- so si manifestano casi di
bullismo nelle scuole, nei luoghi di divertimento, nelle pubbliche piazze e sui mezzi di trasporto. Ovunque c’è a disposizione di una potenziale vittima, il fenomeno
ha purtroppo bisogno di questa, si consuma la bravata che, a volte, si traduce in un
vero atto di teppismo programmato da
condannare senza mezzi termini. Le vittime possono essere gli anziani, i giovanissimi, i portatori di handicap o qualunque
persona,psicologicamente fragile, che non
ha la capacità di reagire e di difendersi.
Ma che cos’è il bullismo?
Leggiamo nei dizionari che si tratta di un
atteggiamento tipico dei bulli e questi altro non sono che giovani prepotenti, desiderosi di mostrare la propria arroganza
per poi vantarsene nel gruppo spesso intriso di sottocultura. Gli atti di bullismo si
manifestano anche devastando strutture e
oggetti della comunità e ciò per avere da
parte degli autori una sorta di compenso al
desiderio frustato di primeggiare.
Ci si chiede: “Che bisogno c’è di comportarsi così? Quali sono le motivazioni che
inducono i giovani ad agire in tal modo
senza riguardo per chicchessia e senza
provare il minimo senso di colpa?”. Certo
è difficile comprendere e lo è ancor di più
per coloro che non conoscono le problematiche dei ragazzi. Chi si è trovato a dover subire un atto di bullismo è a dir poco
disorientato e bolla l’episodio che l’ha
visto vittima come un momento triste da
dimenticare. Diverso è il giudizio per gli
esperti della galassia giovanile: questi
sanno dare una spiegazione a tali inqualificabili comportamenti. Affermano che il bullismo è la prima conseguenza della crisi della famiglia e di tutti i
luoghi preposti all’educazione, scuola
compresa. I ragazzi sono buoni non perché sono ragazzi ma perché sono stati ben
educati e guidati dagli adulti che operano
in primo luogo nella famiglia. Pertanto, se
questa è presente sotto l’aspetto fisico ma
completamente assente in quello educativo, ai ragazzi viene a mancare una guida
essenziale. Se lasciati a se stessi, finiscono quasi sempre per organizzarsi in gruppi secondo le regole del branco.
In passato le gerarchie erano fondate sulle
autorità dei genitori, di cui nessuno osava
contestare il diritto di decisione e di scelte. Forse era eccessivo e i figli vi si adeguavano. Oggi i ragazzi sono figli di genitori moderni, presi totalmente dal lavoro,
spesso in crisi, incerti e quindi inadatti a
ricoprire il loro delicatissimo ruolo.
Che fare allora ben sapendo che i figli sono lo specchio preciso del comportamento
dei genitori? Il loro ruolo, è ormai noto,
non s’ improvvisa ma s’ impara come un
qualunque mestiere giorno dopo giorno e
con grande dedizione. Ciò non basta. Anche la scuola deve intervenire usando i
mezzi a sua disposizione e che le sono
propri, mezzi che negli ultimi anni sono
stati inspiegabilmente abbandonati. Famiglia e scuola dunque. Due istituzioni insostituibili per la formazione e l’educazione
dei giovani. Due luoghi, forse gli unici,
deputati a farli riflettere perché non si perdano in quel pericoloso “mare aperto”
della trasgressione che porta poi a compiere atti deprecabili di bullismo.
la voce di mondavio
5
APRI LA TUA VITA, AFFIDATI
A UN BAMBINO
di Sonia Battistini
L’AFFIDAMENTO FAMILIARE
COME FORMA DI SOLIDARIETA’
TRA FAMIGLIE E DI SOSTEGNO
AI BAMBINI.
I bambini, tutti i bambini, hanno il diritto di
vivere all’interno della propria famiglia, con i
propri genitori, in un ambiente ricco di calore
umano, accogliente, stimolante, che possa
garantire loro un equilibrato sviluppo sia fisico che psicologico. Purtroppo però a volte
alcune famiglie, alcuni genitori, per vari motivi (malattia, difficoltà educative, difficoltà
genitoriali, a volte carcerazione) , vivono dei
momenti di grande difficoltà e si trovano nell’impossibilità e nell’incapacità temporanea di
prendersi cura al meglio dei propri figli, di
rispondere ai loro bisogni. A volte c’è il rischio che una crisi passeggera possa trasformarsi in un disagio più serio e duraturo con
gravi ripercussioni sulla futura serenità e sul
benessere sia di queste famiglie che dei loro
bambini.
È in queste situazioni che si può ricorrere all’affidamento familiare che prevede il coinvolgimento di altre famiglie, dette affidatarie, nel
prendersi cura dei bambini i cui genitori si
trovano in difficoltà. Come procedere?
L’affidamento familiare consiste nell’accoglienza di un bambino per un periodo di tempo limitato (che può variare da alcuni mesi
fino ad un massimo di due anni, in base alle
necessità stabilite dai servizi) presso un’altra
famiglia o una comunità. L’affidamento familiare è caratterizzato dalla temporaneità, dal
mantenimento dei rapporti del bambino con la
propria famiglia d’origine e soprattutto dal
rientro del bambino nella sua famiglia, non
appena questa abbia superato le difficoltà incontrate. L’affidamento può essere diurno,
part time (quando è limitato ad alcune ore
della giornata) oppure residenziale, quando il
6
bambino va a
vivere effettivamente per un
certo
periodo
nella famiglia affidataria. Per diventare famiglia affidataria è necessario mettersi in contatto con i Servizi Sociali del proprio Comune
che daranno tutte le indicazioni sul percorso
di affidamento; successivamente un’equipe di
esperti valuterà per quale tipo di bambino la
famiglia può essere adatta. Per le famiglie
affidatarie sono previsti incontri di preparazione e incontri di gruppo con altre famiglie
che hanno espresso la stessa volontà. Il problema del nostro territorio, come dei Comuni
limitrofi, è che ci sono pochissime famiglie
affidatarie e ancora meno famiglie che hanno
dato la disponibilità a diventarlo, mentre i
bambini che ne avrebbero bisogno sono numerosi.
Per questo l’Ambito Sociale Territoriale 6
di Fano, di cui anche il nostro Comune fa
parte, in accordo con l’Asur e i Servizi
Sociali dei Comuni, ha deciso di lanciare
una campagna di informazione e sensibilizzazione dal titolo “APRI LA TUA VITA. AFFIDATI AD UN BAMBINO” rivolta a tutte le famiglie che potenzialmente possono essere interessate a diventare
famiglie affidatarie.
Il 31 marzo 2007 è previsto un convegno
su questa tematica che si svolgerà a Fano
aperto a tutta la cittadinanza. Arriveranno
inoltre presso le famiglie opuscoli informativi in cui ci saranno ulteriori informazioni sull’affidamento familiare. Intanto
speriamo che qualche famiglia, leggendo
questo articolo si sia quantomeno incuriosita rispetto a questa esperienza di solidarietà.
marzo - aprile 2007
Messaggio del Papa per la Giornata della Pace dell’1/1/2007
Da “il nuovo amico”
"Perché creato a immagine di Dio - spiega il
Papa - l'individuo umano ha la dignità di persona", e, al tempo stesso, "egli è chiamato,
per grazia, ad un'alleanza con il suo Creatore,
a offrirgli una risposta di fede e di amore che
nessun altro può dare al posto suo". Di qui "il
compito affidato all'essere umano di maturare se stesso nella capacità d'amore e di far
progredire il mondo, rinnovandolo nella giustizia e nella pace". Anche la pace, aggiunge
il Pontefice, è "un compito che impegna ciascuno ad una risposta personale coerente col
piano divino. Il criterio cui deve ispirarsi tale
risposta non può che essere il rispetto della
grammatica scritta nel cuore dell'uomo dal
divino suo Creatore". Il dovere del rispetto
per la dignità di ogni essere umano, chiarisce, poi, Benedetto XVI, comporta come
conseguenza che "della persona non si possa
disporre a piacimento". Consapevole di ciò,
la Chiesa in particolare "rivendica il rispetto
della vita e della libertà religiosa di ciascuno". Per quanto concerne il diritto alla vita,
aggiunge il Santo Padre, oggi, "accanto alle
vittime dei conflitti armati, del terrorismo e
di svariate forme di violenza, ci sono le morti
silenziose provocate dalla fame, dall'aborto,
dalla sperimentazione sugli embrioni e dall'eutanasia". Allo stesso modo, "un altro preoccupante sintomo di mancanza di pace nel
mondo è rappresentato dalle difficoltà che
tanto i cristiani quanto i seguaci di altre religioni incontrano spesso nel professare pubblicamente e liberamente le proprie convinzioni religiose". All'origine di non poche tensioni che minacciano la pace, poi, "sono sicuramente le tante ingiuste disuguaglianze
ancora tragicamente presenti nel mondo".
Il Papa parla, quindi, di "ecologia della natura", "umana" e "sociale". "L'esperienza dimostra che ogni atteggiamento irrispettoso
verso l'ambiente - osserva - reca danni alla
convivenza umana, e viceversa. Sempre più
chiaramente emerge un nesso inscindibile tra
la pace con il creato e la pace tra gli uomini".
Un problema sempre più grave è quello dei
"rifornimenti energetici", per cui da un lato ci
sono "nuove Nazioni" entrate "con slancio"
nella produzione industriale, "incrementando
i bisogni energetici", dall'altro, "in alcune
regioni del pianeta si vivono ancora condizioni di grande arretratezza, in cui lo sviluppo è praticamente inceppato anche a motivo
del rialzo dei prezzi dell'energia". "La distruzione dell'ambiente, un suo uso improprio o
egoistico e l'accaparramento violento delle
risorse della terra - riflette il Papa - generano
lacerazioni, conflitti e guerre, proprio perché
sono frutto di un concetto disumano di sviluppo". Un altro pericolo per la pace è coltivare "concezioni antropologiche che rechino
in se stesse il germe della contrapposizione e
della violenza", come "inaccettabili sono
concezioni di Dio che stimolino all'insofferenza verso i propri simili e al ricorso alla
violenza nei loro confronti".
la voce di mondavio
7
Caritas Parrocchiale
S.O.S. dal Gruppo Caritas
Il mercatino di Natale allestito nei locali parrocchiali, è riuscito abbastanza bene, Il ricavato è stato devoluto per la Caitas Diocesana e
per i missionari. Troverete alcune loro lettere
in fondo a questo articolo.
Il Gruppo Caritas, formatosi ormai da numerosi anni, ha aiutato in diversi modi tante persone, vicine e lontane. Alcune nel tempo ne
hanno fatto parte in maniera attiva, dando il
loro contributo nel modo migliore.
Adesso è il Gruppo che ha bisogno di aiuto:
servono mani che ricamano, dipingono, confezionano, servono menti che inventano, organizzano, cambiano, sostanzialmente serve
gente che doni un po’ di se. Far parte del
gruppo non vuol dire solo partecipare alle riunioni (sono solo tre o quattro all’anno!), ma
mettersi a disposizione degli altri. Si può partecipare nelle cose manuali o proponendo
nuove cose nelle attività che periodicamente
portiamo avanti (pesca, mercatino estivo e natalizio).
A volte le idee ci sarebbero anche, per esempio allestire uno stands di dolci durante la
“Caccia al cinghiale” o per il mercatino di Natale a Montemaggiore, ma mancano le forze e
c’è il rischio che le nostre iniziative (nostre
uniche fonti di guadagno) finiscano.
Siete tanti che ora state leggendo questo appello-invito: Ognuno di noi sa senz’altro fare
qualcosa…Pensateci e fatevi avanti. AIUTATECI AD AIUTARE!
Barbara
RIEPILOGO DELLE OFFERTE
Euro 876,47
Euro 36,93
Euro 335,00
Di cui
Euro 300,00
Euro 200,00
Euro 200,00
Euro 200,00
Euro 200,00
Euro 200,00
Euro 200,00
Euro 345,00
Euro 200,00
Euro 280,
8
ricavato del mercatino di Natale
dai salvadanai della Caritas Diocesana
offerte S. Messedella carità
alla Caritas Diocesana per iniziative “Avvento di fraternità”
inviate a Padre Pietro Bianchi in India
inviate a Padre Mencarini in Etiopia
inviate a Padre Leonello Bettini in Mozambico
a Suor Francesca per nuova missione in Tanzania
prelevate dal C/C per Suor Maria Teresa Ragni, miss. Comboniana
dal C/C per i missionari Canossiani in Brasile
prelevate dal C/C per adozioni allo studio di due bambini nella missione di Suor Francesca in Brasile + Euro 275,00 offerte dai membri del
Gruppo Caritas
dal C/C consegnate il 5 Dicembre a Suor Francesca per missione in
Tanzania
iscrizione alla Santa Infanzia la sera dell’Epifania, inviate alle Pontificie Opere Missionarie
marzo - aprile 2007
P. RENATO SAUDELLI
P.O. BOX 5535
ADDIS ABEBA – ETIOPIA
“IL PONTE” lettera circolare per Natale 2006
Carissimi Amici, più ci sentiamo insicuri più costruiamo
muri invece di ponti. I poveri li incontro sempre fuori dai muri di cinta: indifesi, senza voce, quasi
sempre senza tetto, senza lavoro, senza diritti e senza proprietà. Per questo quando i miei
superiori mi incaricano di costruire un altro ponte mi sento veramente missionario. Questa
volta si tratta del nuovo PONTE DI IGGU nella Regione del Wollega a 326 km Ovest di
Addis Abeba. Una grande impresa ma ne vale la pena se si pensa che molti sono morti e
continuano a rischiare la vita nell’attraversare il fiume Iggu durante la stagione delle grandi
piogge e inondazioni. Unirà la campagna alla città di Shambu dove si trovano le scuole, l’Ospedale, la missione cattolica e soprattutto il grande mercato.
Metà del mio tempo continuo ad impiegarlo sempre a mantenere il più lungo ponte, di 5.000
Km, per unire voi e i vostri adottati a distanza. Vi porta in casa il sorriso e la gioia dei vostri
bimbi e studenti che un giorno miglioreranno questo mondo pazzo in cui viviamo. Le loro
foto e bigliettini (un po’ pasticciati) vi portano ancora una volta calore e affetto dall’Etiopia.
Come Missionario della Consolata sono chiamato a portare consolazione a tutti, compreso a
voi. Intanto per tutto il mese di novembre ho offerto ogni giorno la Messa per i vostri cari
defunti che trovino la vera pace in Dio. Da febbraio a ottobre ho anche soddisfatto alle vostre richieste individuali di Messe. Al posto dei fiori per i funerali avete portato anche voi
tanta consolazione ai nostri poveri ai quali dedico il mio tempo anche a nome vostro.
Anche quest’estate un gruppo di giovani è venuto a darmi una mano. Hanno potuto visitare i
vostri adottati nelle loro baracche arricchendosi di un’esperienza vivificante e indimenticabile. “Quando P. Renato viene a visitarci – diceva loro una mamma nel suo semplice inglese
con le lacrime agli occhi – per noi è Gesù Cristo stesso che viene in casa nostra”. La gente
semplice arriva a capire che nell’operare del missionario c’è veramente il Vangelo vissuto:
Dio che col suo Spirito Consolatore si interessa di alleviare i miseri e dare la speranza di
salvezza a tutti. Dio continua a operare servendosi di noi e di voi.
Ringrazio tutti quelli che hanno risposto al mio appello disperato per i rifugiati e senza tetto.
Inoltre debbo farvi presente che la lista degli studenti universitari aumenta ogni anno e questo pesa molto sul bilancio totale delle adozioni, ma è un traguardo inevitabile se vogliamo
migliorare la società. Nell’approssimarsi delle feste natalizie invitate i vostri amici ad entrare nella catena di solidarietà richiedendoci nuove adozioni a distanza dall’Etiopia. E’ il più
bel regalo che potete fare.
BUON NATALE.
P. Renato Saudelli
<[email protected]>
la voce di mondavio
9
AI Parroco di Mondavio Don Giuseppe
E all'attenzione di Alessandra, Gruppo Missionario
Mondavio
Goiania, dicembre 2006
"AMARE È DARE ALL' ALTRO
L' OPPORTUNITA DI ESSERE FELICE"
Carissimi é con immenso piacere che sto scrivendo questa lettera per dimostrarvi la nostra
profonda gratitudine per quello che fate, per l'appoggio che ci date per gli studi dei nostri
giovani e bambini. Lungo questi anni abbiamo sentito a vostra forza, il vostro sostegno concreto nella nostra attività educazionale con i più poveri materialmente ma anche e soprattutto bambini senza struttura familiare solida.
Realmente vale la pena credere nell' educazione perché accompagna mo, passo a passo, lo
sviluppo biologico, sociale, intellettuale e emozionale di questi bambini i risultati sono visibili.
Possiamo dire che da parte dei bambini cl sono stati dei cambiamenti di comportamento nelle attività quotidiane e un recupero dell' autostima sentendosi integrati nella scuola e nella
società.
Malte volte i bambini non riescono ad esprimere a parole la gratitudine che hanno per poter
studiare nella nostra scuola, ma lo fanno tutti i giorni con gesti concreti di comprensione e
di vita.
Qui in Brasile è la fine dell' anno scolastico e come sapete c'è molta tensione e molto studio,
per questo i bambini e i giovani non hanno mandato personalmente qualcosa di scritto ma io
faccio da porta-voce.
In questo senso tutti gli studenti vi ringraziano calorosamente
dello sforzo e l'aiuto che date a loro e a noi.
Che Dio vi ricolmi di ogni benedizione.
Il signore vi doni il centuplo
già qui su questa terra per
poter
aiutare a qualcuno ad essere
felice.
Ricordatevi: "Il bene che si
fa oggi é il seme della felicità
del domani. "
Con riconoscenza.
Sr. Anna Maria Buchini
10
marzo - aprile 2007
Itinerario in preparazione al Matrimonio
Iniziato l’ 8 gennaio 2007
la voce di mondavio
11
DAVANTI ALLA MANGIATOIA
Un grande grazie agli “Amici del Presepio” che con passione e grande cura dei particolari ogni anno preparano il bellissimo e sempre diverso presepe nella chiesa di S. Maria
della Quercia di Mondavio, il quale, nella sua semplice bellezza, invita tutti a fermarsi
per una preghiera al Bambino che ci dona la salvezza.
Questa realizzazione, che è ormai divenuta una stupenda tradizione della nostra comunità, è stata quest’anno accompagnata dal lavoro del “ Gruppo Giovanissimi”, i quali,
speranzosi di incuriosire e coinvolgere anche i visitatori del presepe, hanno analizzato,
attraverso l’allestimento di una mostra (vedi pag. 15) al fianco del presepe, la problematica del “bullismo”
che purtroppo, imperversa nella realtà
dei nostri ragazzi.
Gli Amici del Presepio
12
marzo - aprile 2007
Il Gruppo dei
Giovanissimi
la voce di mondavio
13
Un altro Natale
Questo lavoro è frutto di una riflessione
svolta da noi Gruppo Giovanissimi di Azione Cattolica di Mondavio, assieme ai nostri
animatori. Perché un altro Natale? Ci stiamo accorgendo che ormai sempre più episodi indiscriminati di violenza di gruppo e di
singoli nei confronti di ragazzi e ragazze
coetanee si stanno verificando in ogni luogo, parchi pubblici, case private, nella scuola, luogo sempre più distante dal dovere
insegnare ai giovani oltre le materie di rito,
il rispetto, l’amicizia, l’educazione.
Se avete 5 (cinque) minuti del vostro tempo
per leggere questi pannelli vi accorgerete di
cosa ci sta succedendo intorno e sembra che
nessuno sia più in grado di fare qualcosa.
Ci stiamo invece allontanando sempre più
dai valori che negli anni passati abbiamo
sempre cercato di tenerci forte, come quella
tradizione appunto che è il Natale, Amore,
Gioia, Amicizia, Incontro con l’altro; molti
definiscono superato questo evento, lo vorrebbero nascondere o addirittura abolirlo,
basta leggere quello che è successo in una
scuola di Bolzano dove non volevano cantare addirittura bianco natale, le conseguenze
di tutto questo cominciano ad essere evidenti.
Gli adulti, già proprio loro, l’esempio per i
più giovani nella buona e cattiva sorte, hanno forse deciso di non dare più testimonianza ai giovani? Sembra proprio di si, “non
c’è più rispetto, si è più egoisti, bisogna
pensare alla carriera, fare più soldi in ogni
modo, bisogna avere successo” ed ecco irrompere i reality tv dove per vincere si usa
ogni mezzo, trovare una qualità qui è come
vincere al totocalcio.
Le parole più frequenti insegnate ai giovani
sono: “pensa per te! Fatti gli affari tuoi!”
Alla faccia del Natale! Che non dovrebbe
14
essere di un giorno ma tutto l’anno.
I giovani dal canto loro non avendo più esempi da seguire perché nessuno ha più voglia di farlo, si riorganizzano per conto loro,
succede così che in una scuola un ragazzo
down viene picchiato e filmato senza sapere
perché. Sono convinti che sia meglio essere
dei duri piuttosto che studiare (vedi articolo).
E’ ora di rallentare il nostro egoismo passiamo meno ore a ballare salsa e merengue o
in pizzeria, pensiamo piuttosto ad aiutare
questi giovani, che ne hanno bisogno, a crescere, dare finalmente esempi positivi.
Anche il Natale è diventato un vivere in
trincea fino al 23 dicembre, regali, cene e
pranzi da organizzare, comprare, correre,
spendere, arrivare prima possibile, ma il 24
sera “SI E’ TUTTI PIU’ BUONI”! E’ arrivato babbo natale NON è nato Cristo Gesù
salvatore del mondo!!!
Allora cari Adulti e cari Giovani che leggete queste poche righe, sappiate che per noi è
inaccettabile, i grandi tornino a fare i grandi, insegnandoci quello che Gesù Cristo ci
ha sempre insegnato e non evitato, noi ragazzi dobbiamo invece avere il coraggio di
cominciare a parlarci, a confrontarci, ad
avere più rispetto dell’altro, e cominciare a
conoscere Gesù non come il personaggio
principale di una capanna ma come guida
spirituale importante per oggi e per domani,
perché anche noi diventeremo adulti.
Gli animatori Massimo e Giacomo
e i giovanissimi di Azione Cattolica di Mondavio
marzo - aprile 2007
La mostra del
“Gruppo giovanissimi”
la voce di mondavio
15
ASPETTANDO IL NATALE
Anche quest’anno è stata proposta, per augurare Buon Natale, la recita interpretata da
bambini e ragazzi delle classi
1^ - 2^ - 3^ - 4^ - 5^ elementare
del catechismo.
I bambini e ragazzi hanno
partecipato attivamente alla
realizzazione della rappresentazione intitolata “Aspettando
il Natale” svoltasi il 23 dicembre presso la sala
“Alberto
Carboni” (ex Cine Lux).
Tutti i testi dello
spettacolo sono stati
realizzati, tra una
fetta di pandoro e un
cioccolatino offerti
da Don Giuseppe,
dalle giovani catechiste (Lola compresa).
B.B.
16
marzo - aprile 2007
la voce di mondavio
17
“La città scomparsa” terzo romanzo
del mondaviese Michele Governatori
Non si è esaurita la vena narrativa del
nostro compaesano Michele Governatori, che dallo scorso dicembre ha mandato alle stampe per l’editore Barbera
(www.barberaeditore.it)
degrado precoce.
Così, mentre intorno a Timone un sacco
di gente improvvisa qualunque attività
pur di approfittare del “boom economico”
il
dove tutto si fabbrica sen-
suo terzo romanzo “La cit-
za pensare a come sarà
tà scomparsa”.
smaltito, lui resta attaccato
Ecco di cosa parla il libro:
alla sua “Cortina dei romani”, convinto di poterla far
Alla fine degli anni ’60, pie-
decollare e durare, e non
no d’energia, il giovane
si accorge che si tratta so-
abruzzese Gilberto Timone
lo di un mostro edilizio che
si mette in testa di costrui-
sta per crollargli addosso.
re al confine tra Abruzzo e
Non lo ammette nemmeno
Lazio la “Cortina dei roma-
quando la malattia dram-
ni”. Si circonda di finanzia-
matica di un ragazzino di-
tori e costruttori molto più
cinici ed esperti di lui che in pochi anni
trasformano l’idea in una realtà di migliaia di metri cubi di cemento e asbesto
della peggiore qualità, gettati in mezzo a
mostra che l’amianto di alcune strutture
si sta trasformando in un killer, e quando
Simona, la sua ragazza, è sul punto di
gettare la spugna e lasciarlo solo.
un bosco dove altri avrebbero voluto ve-
Una storia, si direbbe, sulla speculazione
der nascere un parco naturale.
e sul fallimento, che conferma l’interesse
Ma una volta che i suoi soci hanno realizzato le plusvalenze immobiliari e liqui-
di Governatori per la trasposizione narrativa di fatti d’attualità.
dato le loro quote, Timone è l’unico a
(Un “in bocca al lupo” al romanzo da par-
credere ancora nel progetto, già costruito
te della redazione!)
ma incompiuto e circondato da segni di
18
marzo - aprile 2007
L’autore
Autore di numerosi racconti brevi per riviste e antologie, Michele Governatori ha già
pubblicato i romanzi Venere in topless (Fernandel, 2003) e Il paese delle cicogne
(Foschi, 2004) (quest’ultimo presentato anche a Mondavio nel dicembre 2004 grazie a
un’iniziativa dell’Associazione Pro Loco) ispirandosi anche in questi casi a vicende d’attualità per costruire storie coinvolgenti e umanissime.
Nato nel 1972 a Mondavio, M.G. ha abitato nel nostro paese fino all’età di 19 anni,
quando è partito per Milano dove ha proseguito gli studi e lavorato fino al 2001. Si è
poi stabilito a Roma, dove dal 2002 con il gruppo “I libri in testa” (www.ilibrintesta.it) si
ritrova per leggere ad alta voce in librerie o altrove i testi letterari che ama. Sempre dal
2002 collabora con la rivista letteraria Fernandel di Ravenna (www.fernandel.it).
È sposato con Grazia e ha una figlia, Chiara, di due anni. Con loro è stato ritratto lo
scorso 20 agosto, nella foto di Marco Brescini che riportiamo qui, in occasione del
banchetto nuziale del suo amico mondaviese di lunga data Stefano Morichetti.
la voce di mondavio
19
GLI SCOUT DI MONDAVIO, SAN MICHELE E ORCIANO
HANNO FESTEGGIATO QUEST’ANNO
IL 30° ANNIVERSARIO DELL’ASSOCIAZIONE
di Antonio Levy
L'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici (della Federazione dello
Scautismo Europeo - FSE), alla quale aderisce la squadriglia leoni degli scout di Mondavio, San Michele e Orciano, nel 2006 ha festeggiato il proprio 30° anniversario. Infatti l’associazione si è costituita in Roma nel 1976, uscendo dall’AGESCI che era nata
nel 1974 dall’unificazione delle precedenti formazioni9 associative: l'ASCI
(Associazione Scout Cattolici Italiani), maschile, e l'AGI (Associazione Guide Italiane), femminile.
Nelle Marche la ricorrenza è stata festeggiata in località Ripe di Senigallia in occasione
della ricorrenza di San Giorgio (patrono degli scout), con la presenza di oltre 1000 ragazzi, tra lupetti, coccinelle, esploratori, guide, rover e scolte; erano presenti molti capi
ed ex capi dell’Associazione.
Con l’occasione si è ricostruita la storia dell’FSE, con un grande cartellone in cui sono
stati riportati, per ciascun anno dal 1976 al 2005, i nomi dei gruppi scout che progressivamente si sono costituiti (foto 1) in Italia. Il gruppo scaut di Pergola, al quale sono iscritti i nostri ragazzi, è nato nel 1923 nell’ASCI ed è confluito in FSE nel 1978.
La foto 2 riporta una visione di insieme di una parte dei presenti, la foto 3 mostra l’alza
bandiera, con attorno le insegne dei gruppi presenti; la foto 4 riporta il branco dei lupetti (con Mattia Ragaini), la foto 5 riporta il cerchio delle coccinelle (con Martina Levy),
le foto 6 e 7 mostrano la squadriglia Leoni in due fasi del gioco che si è svolto durante
la giornata. La foto 8 mostra un momento della preparazione del pranzo.
Foto 1- Tabellone
Foto 2 - Visione di una parte dell'insieme
20
marzo - aprile 2007
Foto 3 - Alza bandiera
Foto 4 - I lupetti
Foto 5 - Le coccinelle
Foto 6 - La squadriglia dei leoni 1
Foto 7 - La squadriglia dei leoni 2
Foto 8 - Un momento della cucina
la voce di mondavio
21
CONI
FIPAV
S.S. PALLAVOLO MONDAVIO
dilettantistica
61040 MONDAVIO(PU)
La pallavolo è uno sport non conosciuto come il calcio ma a Mondavio attira
molti giovani soprattutto ragazze ed un esiguo numero di ragazzi.
Questa società dà possibilità a circa 80 tesserati di poter giocare e fare campionati. La S.S. PALLAVOLO MONDAVIO è una piccola O.N.U. in quanto ha
tesserati che provengono dai Comuni vicini: Barchi - Orciano - S.Giorgio Monteporzio, oltre a quelli del nostro Comune:S.Michele - S.Andrea - S.Filippo.
L’attività inizia a settembre e finisce a giugno disputando i seguenti campionati:
Serie D. regionale femminile
2^ divisione maschile
3^
“
femm
Under 18 femm.
Under 16 femm.
Under 16 masc.
Under 13 masc.
Under 13 femm.
Mini Volley masc. e femm.
Mini volley masc. e femm
allenatore
“
“
“
“
“
“
“
“
“
Frattesi Cristina
Casini Piergiorgio
Casini Francesca
Frattesi Cristina
Casini Francesca
Casini Piergiorgio
Sorchiotti Leonardo
Casini Piergiorgio
Sorchiotti Leonardo
Barattini Federica
La dirigenza è cosi composta: Presidente Filippini Michele Vic Pres. Ferri Emanuele, Dirett. Sport. Spina Aurelio, Segr. Casini Piegiorgio.
Consiglieri:
Palazzetti Vladimiro,Zenobi Carlo, Zenobi Mario, Aguzzi Fabrizio,segnapunti
ufficiali Diotalevi Marzio,Cerioni Ennio, dirigente arbitro Peruzzini Luca,Palazzetti Vladimiro, Aguzzi Fabrizio.
Dopo questa presentazione è doveroso ringraziare tutti gli sponsor che ci aiutano, in particolare lo sponsor principale ”Della Rovere - Minerali, Cristalli, Pietre dure”
C.P.
22
marzo - aprile 2007
Squadra del campionato under 16
40
fa
Foto d’epoca della prima Società
Anno 1967 Campionato di serie D regionale
Da sinistra: Poletti P., De Santi C., Dominici R., Rachini M., De Santi G., Battistini A.
Pantaleoni G., Casini P., Canestrari R., Tonucci P., Baldoni B.
la voce di mondavio
23
Ricci Franco, poeta
L’ Angolo
dei Poeti
Se n’è andato in solitudine da questo mondo, che sentiva estraneo, a soli 46 anni, il 20 gennaio del 2006. Amava la vita, la luce e i colori,
ma visse quasi sempre nel buio di una tristezza, che accelerò la sua fine. Nonostante le difficoltà a impegnarsi e a focalizzare l’attenzione, si laureò in filosofia con il miraggio di basare su quel traguardo il suo riscatto dal fallimento di
vivere. La sua cultura era alimentata da letture di ogni genere: tra i suoi numerosissimi libri ho notato con stupore anche libri di mistica religiosa, come l’Imitazione di Cristo di ignoto autore medievale.
Con giovani di un gruppo amico partecipò a cerimonie religiose particolari
come la preghiera dei Vespri, sempre nel tentativo di uscire dalla prigione della
solitudine; si sentiva un recluso anche fra la moltitudine, e alla fine sempre più
solo nel senso più crudo della parola. Solitudine abitata però spesso dalla tetra
compagnia delle ombre (spiriti del male e uomini malvagi), che lo opprimevano
e atterrivano. Cercò in una religiosità tutta interiore una via di scampo difficile
da imboccare.
La vita gli aveva dato gioventù, intelligenza, fantasia, sensibilità e la promessa di un futuro, ma gli negò il sorriso e la consapevolezza dei suoi talenti.
La tristezza e la paura lo avvolsero come nubi nere foriere di
tempeste, che egli cercò di
squarciare con la poesia, sua
unica ricchezza. Franco fu un
vero poeta, cantore di una triste
vita di solitario, talvolta di disperato, che però sempre aspira al
riscatto e alla luce.
Nella poesia “ La breccia della penitenza “ egli si vede insieme a uomini che pregano genuflessi e implorano il perdono di
Dio e si sorprende anche lui prostrato in preghiera, ma alla fine si
ritrova solo. Il tema della solitudine qui appena accennato è ripreso nell’altra poesia intitolata “ Solitudine “. E’ una solitudine buia e
pesante, che gli fa paura e gli
mozza il respiro, tanto da fargli
esclamare alla fine “Prego che
l’uomo non sia mai solo “
24
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La Breccia della Penitenza
Solitudine
Guardando a lungo il mondo
vidi uomini
genuflessi davanti
a Dio,
che imploravano il
perdono per le loro
innumerevoli vite.
In questa solitudine
così triste,
così pesante
cerco di indagare una fonte di
possibile vita.
Tutto si contraddice,
sono solo,
solo e pesante
con un groppo in fondo
al cuore.
Mi scostai un istante
dal loro saluto
e vidi nelle nubi
la forza del divino,
la potenza degli astri
Questa solitudine, silenziosa,
paurosa, alle volte
desiderosa di non rimanere più sola.
Anch’io m’inginocchiai
e pregai
digiunando
sotto il tetto delle rondini.
Poi il sole se ne andò
E fui costretto a ripararmi.
Tutto se ne va in questa solitudine,
il corpo permane, ma il denso confuso
senso di libertà
è compromesso da questa sincopata
solitudine riflessa.
Molti erano gli uomini
che rimasero sotto la pioggia
a gridare in faccia a Dio
il perdono e la grazia
per le loro azioni malvagie.
Prego che l’uomo non sia mai solo.
Franco Ricci
Fui sorpreso
vedendo me stesso
prostrato e concentrato
a lungo in quella posizione.
Sole e nubi si avvicendarono,
ma io rimasi solo
a guardare questa breccia
intarsiata di penitenza.
la voce di mondavio
25
Giovedì Santo
Senza più tonaca nera
Memoria di un passato
Di distinzione e prestigio
Senza più titoli e blasoni
Piedistalli per un potere
Che allontana ed umilia
Solo
Fuori tempo
Eppure sempre con gli uomini
Del suo tempo.
Lo cercano e lo interrogano.
Spesso non accolto
Ma da tutti rispettato.
La sua presenza
Evoca nostalgia di Altro.
Non ha figli
Eppure il bambino si rallegra
Della sua presenza
Non vive nel mondo
Ma il giovane sa che è un amico
Su cui puoi contare
Non ha famiglia
26
Ma il vecchio lo vorrebbe sempre
Nella sua famiglia
E quando la vita brucia
Il suo sorriso diventa freschezza
Per tutti.
Uomo di Dio
Ma quanto mai uomo per gli altri
Uomo del Trascendente
Ma sempre dentro questa storia
Intrisa di sofferenza e di peccato
Fragile peccatore umile
Eppure capace di far sognare.
Povero di cose
Ma ricco di Grazia.
Quando poi indossa la stola bianca
Diventa grande
Neppure gli angeli
Sono potenti come lui
E le lacrime di tanti
Lo testimoniano.
Giovedì santo: ecco il prete!
Don Piergiorgio Sanchioni
marzo - aprile 2007
Si terrà un
SOGGIORNO PER FAMIGLIE
anche quest’anno dal
3 al 14 luglio 2007
ad
ALBA DI CANAZEI (TN)
in Val di Fassa, con possibilità di
scelta negli alberghi:
“Alpino al Cavalletto”
tel. 0462601318
e “Alba” tel. 0462601326
con camere fornite di bagni e servizi,
ambedue rinnovati.
Per chi fa il periodo
dal 3 al 14 luglio
la quota giornaliera prevista è di
43,00 euro a persona
comprensiva di vitto e alloggio,
da pagare direttamente in albergo.
Per la camera singola con servizi,
da concordare la disponibilità ed il
supplemento telefonando in albergo
Albergo Alpino al Cavalletto
Albergo Alba
Chi desidera partecipare è
pregato di dare la propria adesione
telefonando nell’albergo scelto
entro il 20 MAGGIO 2007
la voce di mondavio
27
DESCRIZIONE
SOMME RISCOSSE
PARZIALE
CAPITOLO
TOTALE
TITOLO
PARTE PRIMA: ENTRATA
RESIDUI ATTIVI
Fondo di cassa al 1° gennaio ……….
TIT. 1° RENDITE PATRIMONIALI
Cap. 1 - Interessi attivi
TIT. 2° OFFERTE PER SERVIZI
Cap. 2 - Offerte per Battesimi
Cap. 3 - Offerte per Cresime e Comunioni
Cap. 4 - Offerte per Matrimoni
Cap. 5 - Offerte per Funerali e cartelle
Cap. 6 - Offerte per Benedizione Pasquale
1.270
903
720
10.492
12.750
26.135
5.965
5.965
558
700
1.258
TIT. 6° OFFERTE PER ATTIVITA’ PARROCCHIALI
Cap. 11 - Offerte per le attività parrocchiali
5.780
5.780
TIT. 7° RENDITE DA ATTIVITA’ PARROCCHIALI
Cap. 12 - Mercatini e pesca di beneficenza
5.384
5.384
TIT. 8° RICAVATO DA CANDELE E LAMPADE VOTIVE
Cap. 13 - Ricavo da candele e lampade votive
1.859
1.859
TIT. 9° GESTIONI SPECIALI
Cap. 14 - Contr. Comune per servizio Chiesa S. Francesco
Conv. Sala ex cinelux
1.365
3.000
4.365
2.333
824
3.157
53.903
53.903
TIT. 3° INTROITI PER QUESTUE FUORI CHIESA
Cap. 7 - Introiti per questue fuori Chiesa
TIT. 4° INTROITI PER QUESTUE IN CHIESA
Cap. 8 - Introiti per questue in Chiesa
TIT. 5° INTROITI PER FESTE SPECIALI
Cap. 9 - Introiti per feste speciali
Cap. 10 - Introiti per la festa di S.Antonio
TIT. 10° ENTRATE EVENTUALI
Cap. 15 - Sopravvenienze attive
Contributi straordinari
TIT. 11° PARTITE DI GIRO
Cap. 16 - Riscossione per somme anticipate per conto terzi
TOTALE GENERALE DELLA PARTE PRIMA: ENTRATA
28
marzo - aprile 2007
SOMME PAGATE
DESCRIZIONE
PARZIALE
CAPITOLO
TOTALE
TITOLO
PARTE SECONDA: SPESA
RESIDUI PASSIVI:DEFICIT DI CASSA AL 01/01/2006
TIT. 1° MANUTENZIONE E GESTIONE ORDINARIA
Cap. 1 - Manutenzione ordinaria, pulizia, piccoli arredi
Cap. 2 - Illuminazione, forza motrice, telecom
Chiesa Parrocchiale, Casa Canonica, Cappellanie
Cap. 3 - Spesa per stampati, cancelleria, posta, stampa e
pubblicazione e spedizione Bollettino Parrocchiale
Cap. 4 - Riscaldamento
TIT. 2° MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Cap. 5 - Manutenzione straordinaria edifici per il culto, sale riunioni:
Ristr. Sala della Comunità “Mons. Carboni”
Manutenzione impianto di riscaldamento
Acquisto fotocopiatrice
Consulenza tecnica
Manutenzione estintori
TIT. 3° IMPOSTE, TASSE E CONTR. OBBLIGATORI
Cap. 6 - Imposte e tasse erariali, comunali, assicurazioni
Cap. 7 - Contributi obbligatori a favore della Curia
TIT. 4° SPESE PER IL CULTO
Cap. 8 - Spese per Ostie, fiori, cera, funzioni religiose
Cap. 9 - Spese per le feste speciali
TIT. 5° SPESE PER LE ATTIVITA’ PASTORALI
Cap. 10 - Spese per il Catechismo (Pulmino, risc., varie)
Cap. 11 - Spese per i giovani (ritiri, campi scuola
e momenti ricreativi)
TIT. 6° REMUNERAZIONE AL PARROCO
Cap. 12 - Remunerazione al Parroco
TIT. 7° USCITE EVENTUALI
Cap. 13 - …………………………………………………………
TIT. 8° ACQUISTO MOBILI PARAMENTI ATTREZZATURA
Cap. 14 - Aggiornamenti computer
TIT. 9° PARTITE DI GIRO
Cap. 15 - Anticipazioni per conto di terzi
- Rate mutuo pagate
- Interessi passivi
- Contributi per Missioni
- Contributi per missioni da mercatini e pesche di beneficenza
18.552
18.552
2.782
3.559
4.960
3.203
14.504
16.675
692
360
134
17.861
1.885
1.885
3.044
2.971
6.015
465
1.294
1.759
1.200
1.200
397
397
12.873
2.321
1.650
5.384
22.228
84.401
84.401
(Il riepilogo a pag 31)
TOTALE GENERALE DELLA PARTE SECONDA: SPESA
la voce di mondavio
29
atà| |Ç VÜ|áàÉ
Spadoni Emily
(Battesimi)
e|ÑÉátÇÉ |Ç VÜ|áàÉ
Bonci Irma, ved. Forchielli
di anni 86, deceduta a Mondavio
il 17/01/2007
Principi Osvaldo
di anni 79, deceduto a Fano il 21/01/2007
30
marzo - aprile 2007
(14/01/2007)
Ricorrenza di Matrimonio di Edoardo Persi e Conti Nazzarena avvenuto 72 anni fa
Nella ricorrenza del mio Matrimonio di 72 anni fa, pubblico sulla
“voce di mondavio” la mia foto,
invitando le spose di oggi a guardare com’era vestita la mia cara
sposa.
Vorrei anche dire agli stilisti di
ricordare che la sposa deve recarsi
nella Casa di Dio vestita con decoro, poiché il prete dichiara , con la
benedizione di questo santo rito:
“da oggi siete moglie e marito”
Edoardo Persi
4 marzo 1935
RIEPILOGO
ENTRATA: ............................................................................................. € 53.903
USCITA: ................................................................................................. € 84.401
DEFICIT DI CASSA AL 31.12.2006 ...................................................... € 30.498
la voce di mondavio
31
LA MORTE DELL'ABBÉ PIERRE, A 95 ANNI
IL PROFETA DEI POVERI
di Claudio Ragaini
Era il patriarca dei diseredati, con i quali ha condiviso tutto
in autentico spirito di servizio evangelico. Fino alla fine.
Ora che il patriarca dei poveri è partito per
le "grandi vacanze", di lui resta la testimonianza eccezionale di un’esistenza spesa al
servizio dei più diseredati, in una comunione evangelica totale. È stato per lunghi anni
il riferimento spirituale e morale di più di
una generazione di giovani e meno giovani,
uno di quei personaggi destinati a illuminare il cammino dell’umanità: come il dottor
Schweitzer, Madre Teresa, Raoul Follereau, dom Hélder Câmara. Nella laicissima
Francia ha guidato per anni la classifica dei
personaggi più popolari, anche tra i non
credenti.
Henri Groués, poi divenuto Abbé Pierre durante la Resistenza, veniva da una famiglia
borghese di sette figli di Lione, città nella
quale era nato nel 1912. Dopo una sofferta
esperienza in un convento dei cappuccini,
viene ordinato prete nel 1938. Diviene cappellano di Marina, poi staffetta partigiana
ricercato dai tedeschi e, a guerra finita, per
breve tempo parlamentare del Movimento
popolare: scopre così la realtà sociale di un
Paese stremato dalla guerra dove vi sono
milioni di senzatetto e di poveri accampati
per le strade e ne diviene il paladino.
Nel 1949, dall’incontro con un derelitto disperato, nasce la prima Comunità Emmaus,
destinata a moltiplicarsi nel mondo come un
miracolo della carità, che accoglie nel lavoro comune del riciclaggio degli scarti chiunque abbia bisogno di un aiuto. I francesi
imparano presto a conoscere quel prete
minuto, con la barba, il basco e una giacca
a vento sopra la tonaca, che lavora in mezzo ai suoi "stracciaroli" e scuote le coscienze con i suoi appelli.
32
L'Abbé Pierre da giovane con due clochard (foto
La Presse).
AP/
Nel 1954, un inverno terribile, la sua campagna dai microfoni di Radio Lussemburgo,
a favore dei senzatetto, raccontata mille
volte, anche in un film, suscita quell’"insurrezione della bontà" che consacra la
sua popolarità come personaggio scomodo
ma rispettato e amato.
Era uomo di slanci teneri e generosi, del
tutto disinteressati, soprattutto quando si
trattava di difendere un amico in difficoltà,
anche a costo di essere frainteso, giudicato
un estremista e trovarsi in situazioni imbarazzanti. Come quando, negli anni ’70, venne a Roma, fiero delle sue decorazioni, per
perorare la causa di un lontano nipote coinvolto in un’inchiesta sul terrorismo. O quando, nel 1996, scese in campo per difendere
pubblicamente l’amicizia col filosofo Roger
Garaudy, al centro di violente polemiche
per certe sue tesi antisemite, finendo a sua
marzo - aprile 2007
volta in un ginepraio di guai, in seguito ai
quali preferì rifugiarsi per qualche tempo
nell’abbazia di Praglia, sopra Padova.
Era fatto così: sotto la veste fragile e mansueta dell’uomo di Chiesa batteva il cuore
di un guerriero quando si trattava di difendere i diritti dei poveri e dei diseredati, e
non solo di quelli.
Servire per primo il più sofferente
Le sue battaglie non conoscevano le strategie diplomatiche, né l’arte del compromesso. Quando il Governo francese stava per
approvare una legge che prevedeva l’arresto per chi occupava abusivamente case
lasciate vuote e non utilizzate, si insediò in
un palazzo nuovo di Parigi comunicando
alle autorità che sarebbe stato il primo a
essere arrestato se la legge fosse passata.
I suoi rapporti con i poveri e quelli che si definiscono gli "esclusi" della società andavano ben
oltre l’assistenza e la protezione: era condivisione, servizio, partecipazione, amore. Nelle regole
di Emmaus è scritto: «Servire per primo il più
sofferente».
Anche la sua vita era ispirata alla più assoluta
sobrietà francescana e al servizio. Emergono
due ricordi vivi, frutto di brevi e fruttuosi incontri con lui: la sua stanza nel "quartier generale"
di Emmaus a Charenton, sulla Senna, alle porte
di Parigi, un "buco" in una mansarda con i libri
stipati in cassette della frutta, un piccolo tavolo
ingombro di carte e il letto ricavato sotto i ripiani, come in un sommergibile. Sul tavolo, il Vangelo e un registratore con un nastro di canti gregoriani. E ancora: la volta in cui, alla fine del
silenzioso pranzo nell’abbazia dove soggiornava, mi fornì un grembiule e mi invitò in cucina a
lavare i piatti con lui perché era il suo turno.
Alla ricerca di una meta definitiva
L’indebolimento fisico dovuto all’avanzare
dell’età ne aveva rallentato negli ultimi anni
l’attività, non spento gli ardori. Quando aveva lasciato materialmente la guida di Emmaus, restandone comunque il riferimento
spirituale, non aveva rinunciato ai viaggi
anche all’estero, in Europa, in Africa, agli
incontri pubblici, alle manifestazioni.
Come alla ricerca di una meta definitiva, si
era ritirato a vivere dapprima nell’abbazia
benedettina di Saint Wendrille, poi tra i vecchi compagnons in una casa di riposo della
Comunità in Normandia, poi di nuovo a Parigi. Instancabile, nonostante gli anni.
Le ultime immagini ce lo mostrano su una
carrozzella: nel 2004 sulla spianata del Trocadero a Parigi, per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell’appello del
’54, quando davanti a una folla festante di
amici e sostenitori ha letto con i toni e la
forza del combattente il suo manifesto contro la povertà, mettendo con rara preveggenza gli amministratori di fronte alla realtà
drammatica dei senzatetto e delle sue conseguenze: «Mobilitatevi. La democrazia ha
bisogno di ritrovare il senso della solidarietà, altrimenti non sopravviverà».
Poco dopo era venuto anche in Italia, era
stato nella sua amata Assisi, aveva registrato ad Arezzo un’intervista televisiva per
la rubrica Racconti di vita, aveva partecipato a Firenze alla "Tre giorni contro le nuove
schiavitù". Fino all’ultimo era rimasto il difensore dei deboli, il patriarca dei poveri.
Un cristiano libero
Il caso ha voluto che gli ultimi tempi della
sua lunga militanza siano stati appannati da
una fuorviante polemica dopo la pubblicazione del suo ultimo libro-intervista, Mio
Dio… perche?, lunga meditazione di un
uomo giunto alla fine della sua vita che confessa a cuore aperto le sue debolezze e
affronta con sincerità problematiche etiche
e sociali della nostra epoca. Scandalo, ironie malevoli; come se l’intera esistenza di
un uomo dovesse essere giudicata a segmenti. In realtà, come ha scritto Enzo Bianchi, «sono le riflessioni di un uomo e di un
cristiano libero che non ha mai smesso di
interrogarsi di fronte alle domande più scottanti che la vita e la storia gli hanno posto di
fronte». E che vanno ben oltre i nostri umili
confini.
la voce di mondavio
dal sito di “Famiglia Cristiana”
33
LE DATE E GLI ORARI DELLE FESTE
E CELEBRAZIONI DELL'ANNO 2007
Venerdì 23 marzo
Venerdì 30 marzo
Domenica 1° aprile
Venerdì 6 aprile
Domenica in Albis 15 aprile
Domenica 20 maggio
Domenica 27 maggio
Domenica 10 giugno
AV
VI
SI
alle 21, si terrà la Via Crucis nella contrada di S. Isidoro;
ci sarà la Via Crucis in Via Kennedy e Via Buzzo alle 21.00;
alle 10.45, si svolgerà una breve Processione per la Domenica delle Palme, nel centro storico;
si terrà la Via Crucis sempre nel centro storico, alle 21.30, dopo la celebrazione liturgica delle 20.30;
alle 17.30 si svolgerà la Processione per la Festa del Cristo
Risorto;
alle 11.15 S. Messa con Cresima
alle 11: S. Messa con la 1^ Comunione
per la Festa del Corpus Domini, la Processione sarà
alle 11.30 per le vie del capoluogo.
A S. Maria della Quercia si svolgeranno due Feste, Domenica 6 maggio e Domenica 9 settembre, con la Processione alle ore 17.30, circa.
Infine nelle contrade di S.Isidoro e Valdiveltrica, la festa sarà in giugno o luglio in data da stabilire.
Ogni sabato, la sala gioco dei locali parrocchiali
è aperta dalle 16.30 alle 18.00, su richiesta;
e alle ore 21.00 viene proiettato un film,
con ingresso libero,
nella sala multimediale “Mons. A. Carboni”.
34
marzo - aprile 2007
Offerte per il Bollettino
e Opere Parrocchiali
Euro 10: Tomassetti Norina - Capocci Mario - Godi Patrizia e Ivana - Tale'
Rina - Principi Rossana - Mencarelli Celerina - Pierotti Gabriella Fam. Avaltroni - Spadoni Elisabetta - Barbadoro Gianni - Mencarini
Filomena - Mazza Antonella - Principi Antonio - Rossi Zelia - Fam.
Brunetti Carla - Betti Maria - NN - Godi Patrizia e Ivana - Muleri Luisa
Euro 15: Brunetti Almerina - Giulietti Adria - Fam. Gambioli/Sebastianelli Mencarelli Celerina
Euro 20: Dominici Filomena - Frattesi Dario - Storoni Antonio e Artemisia Pulcinelli Maria - Fam. Barbadoro di Cagli - NN - Fam. Borgacci/
Ragnetti - NN - Tale' Rina - Savelli Edda - Fam. Olivieri - Bonci Benilde - fam.Gambioli/Sebastianelli
Euro 30: Polverari Linda - Sorchiotti Amalia - Bonci Francesca - Giombi Osvaldo
Euro 40: Fam. Tonucci Luigi - Allegrezza Terenzio - Ceccarelli Rosaria Fam. Pompili - Fam.Tassi/Toderi - Baldantoni Gabriele
Euro 50: Fiscaletti Sauro e Doriana - Sebastianelli Igino e Ketty, per il Matrimonio - Ricci Giorgio ed Elvira - Scevola e Maria Piccioni - NN Campolucci Maurizio - Zampetti Giovanni - Edoardo Persi
Euro 60: Spadacini Antonia, in memoria di Ivo
Euro 80: Pasquini Ersilia - Conti Meri
Euro 100: Spadoni Francesco e Storti Serena, per il Battesimo di Emily Euro 150: Tonucci Massimo e Angela, per il Battesimo di Aurora e Tommaso
Euro 390: Offerte cartelle/funebri per esequie di Bonci Irma, ved. Forchielli
Euro 595:
“
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Euro 400:
Principi Osvaldo
Gemmi Albero
Chi desidera fare un’offerta per il bollettino e le opere parrocchiali può fare il
versamento sul c.c.p. della “Parrocchia SS. Pietro e Paterniano”
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