BOLLETTINO DELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE DEI SS. PIETRO E PATERNIANO - MONDAVIO (PU) CICLOSTILATO IN PROPRIO - AD USO PRIVATO - FUORI COMMERCIO in questo numero Pasqua ‘07- Editoriale (don Giuseppe P.): Dio ci dona la sua vita per amore Amare la vita Aspettando il Natale Messaggio del Papa per la giornata della pace Caritas Parrocchiale Un altro Natale Mondavio - Torre campanaria del municipio MARZO - APRILE 2007 marzo - aprile 2007 SOMMARIO Pag. 2 Sommario 3 Editoriale 4 Amare la vita 5 Il bullismo 6 Affidati a un bambino 7 Messaggio del Papa 8 Caritas Parrocchiale e riepilogo delle offerte 9 Lettere in arrivo 11 Itinerario di preparazione al Matrimonio 12 Davanti alla mangiatoia 13 Il gruppo Giovanissimi 14 Un altro Natale 16 Aspettando il Natale 18 Terzo romanzo di Michele Governatori 20 30° anniversario dell’Associazione Scout 22 SS Pallavolo Mondavio 24 L’angolo dei poeti 27 Attività Estive 28 Conto consuntivo 2006 30 Vita della comunità 32 La morte di Abbè Pierre 33 Avvisi 35 Offerte 36 Immagini del Presepe vivente Internet: www.lavocedimondavio.it Editoriale don Giuseppe Pierini Nel suo Messaggio, per la giornata monmondo degli adulti, e sul tipo di società diale della pace del da essi creata, in cui 1' gennaio 2007, il PASQUA 2007 - DIO CI DONA ciò che più conta è Papa Benedetto LA SUA VITA, PER AMORE avere successo, XVI' richiama alcuni pensare alla carriera aspetti fondamentali, riguardanti l'uomo, e fare più soldi in ogni modo, come osalla luce della concezione cristiana. serva la riflessione dei giovanissimi. Perchè creato ad immagine di Dio, ma il Pontefice, l'individuo umano dignità di persona, e ciò comporta vere del rispetto della sua vita e sua libertà. afferha la il dodella A molti queste affermazioni del Papa possono sembrare scontate ed accettate da tutti, ma non è affatto così, poiché anche nelle nostre città e nelle nostre comunità si sta diffondendo un clima di odio e di violenza, con episodi di una gravità terribile (es.: il massacro di Erba). La Solennità della Pasqua, che celebriamo, ci presenta e ci propone un messaggio ed uno stile di vita ben diversi. Infatti, il Dio in cui noi cristiani crediamo, è amore,e, nel Figlio suo Gesù, si consegna totalmente agli uomini, in un totale dono d'amore. Così, in Cristo, consegnato nelle mani dei peccatori, il Dio della vita prende su di sé il destino dell'uomo, e dà la vita per lui, nel sacrificio della Croce. Come hanno messo in risalto, sia Marco Fiorelli, nel suo articolo, che il gruppo giovanissimi della nostra comunità parrocchiale, nella sua inchiesta, intitolata: "un altro Natale", che sono in questo numero del Bollettino, ormai si fanno sempre più frequenti episodi di violenza e di aggressività, di gruppi e di singoli, che coinvolgono, sia il mondo giovanile, che quello degli adulti, in vari ambienti e situazioni, in luoghi pubblici, nelle famiglie e nelle scuole. Certamente le nuove generazioni portano le conseguenze di tale situazione, ma molta responsabilità ricade anche sul la voce di mondavio 3 IL DONO DELLA VITA di Pascual Chávez Villanueva Amare la vita «All’inizio Dio creò il cielo e la terra… La terra produca piante con il proprio seme… e albero da frutta con il proprio seme… e specie di animali domestici e selvatici... E Dio vide che era bello. Poi disse: facciamo l’uomo» (Gn1,1 passim) Il tema della vita è un asse portante della Scrittura che dalla prima all’ultima pagina ne parla, mostrando che il nostro è un Dio che ama la vita, la crea e persino, dopo la morte, la ri/crea. Se in apertura la Bibbia presenta la creazione a partire dal caos primordiale, e in chiusura indica “cieli nuovi e la terra nuova”, al centro come elemento chiave si trova la risurrezione di Gesù. Insomma, l’unico che crede veramente alla vita è il Dio che l’ha creata. E per il credente la verifica si basa sull’amore alla vita, sulla sua promozione e difesa. Questa vocazione/missione diventa più attuale e impegnativa quanto più provocatoria e cinica è la “cultura di morte” che dilaga mettendo a rischio il creato, la vita umana, la sua dignità, inviolabilità e pienezza. Leggendo la Genesi non possiamo non renderci conto di come la vita sia un dono: ci precede, non è nelle nostre mani il darci l’esistenza, non scopriamo da soli il suo senso ultimo, e non abbiamo noi le chiavi per aprire le porte della morte. Nessuno può appropriarsene; nessuno può comprenderla a fondo. Eccetto Lui. Certo, oggi grazie al potere della scienza e della tecnica l’uomo è capace non soltanto di interpreta4 re la vita e renderla più agevole, ma anche di crearla in laboratorio, per cui agli occhi dei non credenti essa non è più un dono, ma un prodotto del caso, riproducibile in laboratorio. Può dunque essere vissuta secondo i nostri personali desideri e criteri. Ma questo è solo un sofisma, perché siamo di fronte non a una creazione dal nulla, ma a una manipolazione della vita propria e altrui. La vita è un dono di Dio, ed Egli è l’unico capace di crearla e donarla. Essa va accolta con gratitudine e responsabilità: è a nostra disposizione non come proprietà di cui disporre a piacimento, secondo le possibilità scientifiche, razionali e/o culturali, ma come dono da far fruttificare. La sacralità della vita scaturisce dalla sua origine divina ed è destinata a essere donata ai fratelli, e infine riconsegnata a Dio. Voglio invitarvi a leggere con riverenza, stupore e gratitudine il primo capitolo della Genesi, che presenta un Dio vittorioso sul caos primordiale e che, attraverso uno stupefacente processo di organizzazione, orienta il creato verso la creatura umana, capolavoro uscito dalla sua fantasia creatrice, plasmato a somiglianza di sé, e destinato a ricongiungersi al suo Creatore. È bello constatare che Dio, con intelligente e amorevole cura, costruisce questa casa che è il mondo perché l’uomo la possa abitare. Niente di quanto esiste nel creato è Dio, tutto è Sua creatura: le acque, il sole, la luna, le stelle, le piante, gli animali... tutto è a servizio dell’uomo e questi è polarizzato a Dio. In effetti, dopo l’uomo, Dio non crea più nulla. A lui affida la custodia del creato, perché porti a compimento il Suo disegno, e lui stesso, l’uomo, si orienti a Dio per raggiungere la pienezza di vita. da il Bollettino Salesiano – gennaio 2007 marzo - aprile 2007 o m s i l l r elli il bdi u o Fio c r a M Sempre più spes- so si manifestano casi di bullismo nelle scuole, nei luoghi di divertimento, nelle pubbliche piazze e sui mezzi di trasporto. Ovunque c’è a disposizione di una potenziale vittima, il fenomeno ha purtroppo bisogno di questa, si consuma la bravata che, a volte, si traduce in un vero atto di teppismo programmato da condannare senza mezzi termini. Le vittime possono essere gli anziani, i giovanissimi, i portatori di handicap o qualunque persona,psicologicamente fragile, che non ha la capacità di reagire e di difendersi. Ma che cos’è il bullismo? Leggiamo nei dizionari che si tratta di un atteggiamento tipico dei bulli e questi altro non sono che giovani prepotenti, desiderosi di mostrare la propria arroganza per poi vantarsene nel gruppo spesso intriso di sottocultura. Gli atti di bullismo si manifestano anche devastando strutture e oggetti della comunità e ciò per avere da parte degli autori una sorta di compenso al desiderio frustato di primeggiare. Ci si chiede: “Che bisogno c’è di comportarsi così? Quali sono le motivazioni che inducono i giovani ad agire in tal modo senza riguardo per chicchessia e senza provare il minimo senso di colpa?”. Certo è difficile comprendere e lo è ancor di più per coloro che non conoscono le problematiche dei ragazzi. Chi si è trovato a dover subire un atto di bullismo è a dir poco disorientato e bolla l’episodio che l’ha visto vittima come un momento triste da dimenticare. Diverso è il giudizio per gli esperti della galassia giovanile: questi sanno dare una spiegazione a tali inqualificabili comportamenti. Affermano che il bullismo è la prima conseguenza della crisi della famiglia e di tutti i luoghi preposti all’educazione, scuola compresa. I ragazzi sono buoni non perché sono ragazzi ma perché sono stati ben educati e guidati dagli adulti che operano in primo luogo nella famiglia. Pertanto, se questa è presente sotto l’aspetto fisico ma completamente assente in quello educativo, ai ragazzi viene a mancare una guida essenziale. Se lasciati a se stessi, finiscono quasi sempre per organizzarsi in gruppi secondo le regole del branco. In passato le gerarchie erano fondate sulle autorità dei genitori, di cui nessuno osava contestare il diritto di decisione e di scelte. Forse era eccessivo e i figli vi si adeguavano. Oggi i ragazzi sono figli di genitori moderni, presi totalmente dal lavoro, spesso in crisi, incerti e quindi inadatti a ricoprire il loro delicatissimo ruolo. Che fare allora ben sapendo che i figli sono lo specchio preciso del comportamento dei genitori? Il loro ruolo, è ormai noto, non s’ improvvisa ma s’ impara come un qualunque mestiere giorno dopo giorno e con grande dedizione. Ciò non basta. Anche la scuola deve intervenire usando i mezzi a sua disposizione e che le sono propri, mezzi che negli ultimi anni sono stati inspiegabilmente abbandonati. Famiglia e scuola dunque. Due istituzioni insostituibili per la formazione e l’educazione dei giovani. Due luoghi, forse gli unici, deputati a farli riflettere perché non si perdano in quel pericoloso “mare aperto” della trasgressione che porta poi a compiere atti deprecabili di bullismo. la voce di mondavio 5 APRI LA TUA VITA, AFFIDATI A UN BAMBINO di Sonia Battistini L’AFFIDAMENTO FAMILIARE COME FORMA DI SOLIDARIETA’ TRA FAMIGLIE E DI SOSTEGNO AI BAMBINI. I bambini, tutti i bambini, hanno il diritto di vivere all’interno della propria famiglia, con i propri genitori, in un ambiente ricco di calore umano, accogliente, stimolante, che possa garantire loro un equilibrato sviluppo sia fisico che psicologico. Purtroppo però a volte alcune famiglie, alcuni genitori, per vari motivi (malattia, difficoltà educative, difficoltà genitoriali, a volte carcerazione) , vivono dei momenti di grande difficoltà e si trovano nell’impossibilità e nell’incapacità temporanea di prendersi cura al meglio dei propri figli, di rispondere ai loro bisogni. A volte c’è il rischio che una crisi passeggera possa trasformarsi in un disagio più serio e duraturo con gravi ripercussioni sulla futura serenità e sul benessere sia di queste famiglie che dei loro bambini. È in queste situazioni che si può ricorrere all’affidamento familiare che prevede il coinvolgimento di altre famiglie, dette affidatarie, nel prendersi cura dei bambini i cui genitori si trovano in difficoltà. Come procedere? L’affidamento familiare consiste nell’accoglienza di un bambino per un periodo di tempo limitato (che può variare da alcuni mesi fino ad un massimo di due anni, in base alle necessità stabilite dai servizi) presso un’altra famiglia o una comunità. L’affidamento familiare è caratterizzato dalla temporaneità, dal mantenimento dei rapporti del bambino con la propria famiglia d’origine e soprattutto dal rientro del bambino nella sua famiglia, non appena questa abbia superato le difficoltà incontrate. L’affidamento può essere diurno, part time (quando è limitato ad alcune ore della giornata) oppure residenziale, quando il 6 bambino va a vivere effettivamente per un certo periodo nella famiglia affidataria. Per diventare famiglia affidataria è necessario mettersi in contatto con i Servizi Sociali del proprio Comune che daranno tutte le indicazioni sul percorso di affidamento; successivamente un’equipe di esperti valuterà per quale tipo di bambino la famiglia può essere adatta. Per le famiglie affidatarie sono previsti incontri di preparazione e incontri di gruppo con altre famiglie che hanno espresso la stessa volontà. Il problema del nostro territorio, come dei Comuni limitrofi, è che ci sono pochissime famiglie affidatarie e ancora meno famiglie che hanno dato la disponibilità a diventarlo, mentre i bambini che ne avrebbero bisogno sono numerosi. Per questo l’Ambito Sociale Territoriale 6 di Fano, di cui anche il nostro Comune fa parte, in accordo con l’Asur e i Servizi Sociali dei Comuni, ha deciso di lanciare una campagna di informazione e sensibilizzazione dal titolo “APRI LA TUA VITA. AFFIDATI AD UN BAMBINO” rivolta a tutte le famiglie che potenzialmente possono essere interessate a diventare famiglie affidatarie. Il 31 marzo 2007 è previsto un convegno su questa tematica che si svolgerà a Fano aperto a tutta la cittadinanza. Arriveranno inoltre presso le famiglie opuscoli informativi in cui ci saranno ulteriori informazioni sull’affidamento familiare. Intanto speriamo che qualche famiglia, leggendo questo articolo si sia quantomeno incuriosita rispetto a questa esperienza di solidarietà. marzo - aprile 2007 Messaggio del Papa per la Giornata della Pace dell’1/1/2007 Da “il nuovo amico” "Perché creato a immagine di Dio - spiega il Papa - l'individuo umano ha la dignità di persona", e, al tempo stesso, "egli è chiamato, per grazia, ad un'alleanza con il suo Creatore, a offrirgli una risposta di fede e di amore che nessun altro può dare al posto suo". Di qui "il compito affidato all'essere umano di maturare se stesso nella capacità d'amore e di far progredire il mondo, rinnovandolo nella giustizia e nella pace". Anche la pace, aggiunge il Pontefice, è "un compito che impegna ciascuno ad una risposta personale coerente col piano divino. Il criterio cui deve ispirarsi tale risposta non può che essere il rispetto della grammatica scritta nel cuore dell'uomo dal divino suo Creatore". Il dovere del rispetto per la dignità di ogni essere umano, chiarisce, poi, Benedetto XVI, comporta come conseguenza che "della persona non si possa disporre a piacimento". Consapevole di ciò, la Chiesa in particolare "rivendica il rispetto della vita e della libertà religiosa di ciascuno". Per quanto concerne il diritto alla vita, aggiunge il Santo Padre, oggi, "accanto alle vittime dei conflitti armati, del terrorismo e di svariate forme di violenza, ci sono le morti silenziose provocate dalla fame, dall'aborto, dalla sperimentazione sugli embrioni e dall'eutanasia". Allo stesso modo, "un altro preoccupante sintomo di mancanza di pace nel mondo è rappresentato dalle difficoltà che tanto i cristiani quanto i seguaci di altre religioni incontrano spesso nel professare pubblicamente e liberamente le proprie convinzioni religiose". All'origine di non poche tensioni che minacciano la pace, poi, "sono sicuramente le tante ingiuste disuguaglianze ancora tragicamente presenti nel mondo". Il Papa parla, quindi, di "ecologia della natura", "umana" e "sociale". "L'esperienza dimostra che ogni atteggiamento irrispettoso verso l'ambiente - osserva - reca danni alla convivenza umana, e viceversa. Sempre più chiaramente emerge un nesso inscindibile tra la pace con il creato e la pace tra gli uomini". Un problema sempre più grave è quello dei "rifornimenti energetici", per cui da un lato ci sono "nuove Nazioni" entrate "con slancio" nella produzione industriale, "incrementando i bisogni energetici", dall'altro, "in alcune regioni del pianeta si vivono ancora condizioni di grande arretratezza, in cui lo sviluppo è praticamente inceppato anche a motivo del rialzo dei prezzi dell'energia". "La distruzione dell'ambiente, un suo uso improprio o egoistico e l'accaparramento violento delle risorse della terra - riflette il Papa - generano lacerazioni, conflitti e guerre, proprio perché sono frutto di un concetto disumano di sviluppo". Un altro pericolo per la pace è coltivare "concezioni antropologiche che rechino in se stesse il germe della contrapposizione e della violenza", come "inaccettabili sono concezioni di Dio che stimolino all'insofferenza verso i propri simili e al ricorso alla violenza nei loro confronti". la voce di mondavio 7 Caritas Parrocchiale S.O.S. dal Gruppo Caritas Il mercatino di Natale allestito nei locali parrocchiali, è riuscito abbastanza bene, Il ricavato è stato devoluto per la Caitas Diocesana e per i missionari. Troverete alcune loro lettere in fondo a questo articolo. Il Gruppo Caritas, formatosi ormai da numerosi anni, ha aiutato in diversi modi tante persone, vicine e lontane. Alcune nel tempo ne hanno fatto parte in maniera attiva, dando il loro contributo nel modo migliore. Adesso è il Gruppo che ha bisogno di aiuto: servono mani che ricamano, dipingono, confezionano, servono menti che inventano, organizzano, cambiano, sostanzialmente serve gente che doni un po’ di se. Far parte del gruppo non vuol dire solo partecipare alle riunioni (sono solo tre o quattro all’anno!), ma mettersi a disposizione degli altri. Si può partecipare nelle cose manuali o proponendo nuove cose nelle attività che periodicamente portiamo avanti (pesca, mercatino estivo e natalizio). A volte le idee ci sarebbero anche, per esempio allestire uno stands di dolci durante la “Caccia al cinghiale” o per il mercatino di Natale a Montemaggiore, ma mancano le forze e c’è il rischio che le nostre iniziative (nostre uniche fonti di guadagno) finiscano. Siete tanti che ora state leggendo questo appello-invito: Ognuno di noi sa senz’altro fare qualcosa…Pensateci e fatevi avanti. AIUTATECI AD AIUTARE! Barbara RIEPILOGO DELLE OFFERTE Euro 876,47 Euro 36,93 Euro 335,00 Di cui Euro 300,00 Euro 200,00 Euro 200,00 Euro 200,00 Euro 200,00 Euro 200,00 Euro 200,00 Euro 345,00 Euro 200,00 Euro 280, 8 ricavato del mercatino di Natale dai salvadanai della Caritas Diocesana offerte S. Messedella carità alla Caritas Diocesana per iniziative “Avvento di fraternità” inviate a Padre Pietro Bianchi in India inviate a Padre Mencarini in Etiopia inviate a Padre Leonello Bettini in Mozambico a Suor Francesca per nuova missione in Tanzania prelevate dal C/C per Suor Maria Teresa Ragni, miss. Comboniana dal C/C per i missionari Canossiani in Brasile prelevate dal C/C per adozioni allo studio di due bambini nella missione di Suor Francesca in Brasile + Euro 275,00 offerte dai membri del Gruppo Caritas dal C/C consegnate il 5 Dicembre a Suor Francesca per missione in Tanzania iscrizione alla Santa Infanzia la sera dell’Epifania, inviate alle Pontificie Opere Missionarie marzo - aprile 2007 P. RENATO SAUDELLI P.O. BOX 5535 ADDIS ABEBA – ETIOPIA “IL PONTE” lettera circolare per Natale 2006 Carissimi Amici, più ci sentiamo insicuri più costruiamo muri invece di ponti. I poveri li incontro sempre fuori dai muri di cinta: indifesi, senza voce, quasi sempre senza tetto, senza lavoro, senza diritti e senza proprietà. Per questo quando i miei superiori mi incaricano di costruire un altro ponte mi sento veramente missionario. Questa volta si tratta del nuovo PONTE DI IGGU nella Regione del Wollega a 326 km Ovest di Addis Abeba. Una grande impresa ma ne vale la pena se si pensa che molti sono morti e continuano a rischiare la vita nell’attraversare il fiume Iggu durante la stagione delle grandi piogge e inondazioni. Unirà la campagna alla città di Shambu dove si trovano le scuole, l’Ospedale, la missione cattolica e soprattutto il grande mercato. Metà del mio tempo continuo ad impiegarlo sempre a mantenere il più lungo ponte, di 5.000 Km, per unire voi e i vostri adottati a distanza. Vi porta in casa il sorriso e la gioia dei vostri bimbi e studenti che un giorno miglioreranno questo mondo pazzo in cui viviamo. Le loro foto e bigliettini (un po’ pasticciati) vi portano ancora una volta calore e affetto dall’Etiopia. Come Missionario della Consolata sono chiamato a portare consolazione a tutti, compreso a voi. Intanto per tutto il mese di novembre ho offerto ogni giorno la Messa per i vostri cari defunti che trovino la vera pace in Dio. Da febbraio a ottobre ho anche soddisfatto alle vostre richieste individuali di Messe. Al posto dei fiori per i funerali avete portato anche voi tanta consolazione ai nostri poveri ai quali dedico il mio tempo anche a nome vostro. Anche quest’estate un gruppo di giovani è venuto a darmi una mano. Hanno potuto visitare i vostri adottati nelle loro baracche arricchendosi di un’esperienza vivificante e indimenticabile. “Quando P. Renato viene a visitarci – diceva loro una mamma nel suo semplice inglese con le lacrime agli occhi – per noi è Gesù Cristo stesso che viene in casa nostra”. La gente semplice arriva a capire che nell’operare del missionario c’è veramente il Vangelo vissuto: Dio che col suo Spirito Consolatore si interessa di alleviare i miseri e dare la speranza di salvezza a tutti. Dio continua a operare servendosi di noi e di voi. Ringrazio tutti quelli che hanno risposto al mio appello disperato per i rifugiati e senza tetto. Inoltre debbo farvi presente che la lista degli studenti universitari aumenta ogni anno e questo pesa molto sul bilancio totale delle adozioni, ma è un traguardo inevitabile se vogliamo migliorare la società. Nell’approssimarsi delle feste natalizie invitate i vostri amici ad entrare nella catena di solidarietà richiedendoci nuove adozioni a distanza dall’Etiopia. E’ il più bel regalo che potete fare. BUON NATALE. P. Renato Saudelli <[email protected]> la voce di mondavio 9 AI Parroco di Mondavio Don Giuseppe E all'attenzione di Alessandra, Gruppo Missionario Mondavio Goiania, dicembre 2006 "AMARE È DARE ALL' ALTRO L' OPPORTUNITA DI ESSERE FELICE" Carissimi é con immenso piacere che sto scrivendo questa lettera per dimostrarvi la nostra profonda gratitudine per quello che fate, per l'appoggio che ci date per gli studi dei nostri giovani e bambini. Lungo questi anni abbiamo sentito a vostra forza, il vostro sostegno concreto nella nostra attività educazionale con i più poveri materialmente ma anche e soprattutto bambini senza struttura familiare solida. Realmente vale la pena credere nell' educazione perché accompagna mo, passo a passo, lo sviluppo biologico, sociale, intellettuale e emozionale di questi bambini i risultati sono visibili. Possiamo dire che da parte dei bambini cl sono stati dei cambiamenti di comportamento nelle attività quotidiane e un recupero dell' autostima sentendosi integrati nella scuola e nella società. Malte volte i bambini non riescono ad esprimere a parole la gratitudine che hanno per poter studiare nella nostra scuola, ma lo fanno tutti i giorni con gesti concreti di comprensione e di vita. Qui in Brasile è la fine dell' anno scolastico e come sapete c'è molta tensione e molto studio, per questo i bambini e i giovani non hanno mandato personalmente qualcosa di scritto ma io faccio da porta-voce. In questo senso tutti gli studenti vi ringraziano calorosamente dello sforzo e l'aiuto che date a loro e a noi. Che Dio vi ricolmi di ogni benedizione. Il signore vi doni il centuplo già qui su questa terra per poter aiutare a qualcuno ad essere felice. Ricordatevi: "Il bene che si fa oggi é il seme della felicità del domani. " Con riconoscenza. Sr. Anna Maria Buchini 10 marzo - aprile 2007 Itinerario in preparazione al Matrimonio Iniziato l’ 8 gennaio 2007 la voce di mondavio 11 DAVANTI ALLA MANGIATOIA Un grande grazie agli “Amici del Presepio” che con passione e grande cura dei particolari ogni anno preparano il bellissimo e sempre diverso presepe nella chiesa di S. Maria della Quercia di Mondavio, il quale, nella sua semplice bellezza, invita tutti a fermarsi per una preghiera al Bambino che ci dona la salvezza. Questa realizzazione, che è ormai divenuta una stupenda tradizione della nostra comunità, è stata quest’anno accompagnata dal lavoro del “ Gruppo Giovanissimi”, i quali, speranzosi di incuriosire e coinvolgere anche i visitatori del presepe, hanno analizzato, attraverso l’allestimento di una mostra (vedi pag. 15) al fianco del presepe, la problematica del “bullismo” che purtroppo, imperversa nella realtà dei nostri ragazzi. Gli Amici del Presepio 12 marzo - aprile 2007 Il Gruppo dei Giovanissimi la voce di mondavio 13 Un altro Natale Questo lavoro è frutto di una riflessione svolta da noi Gruppo Giovanissimi di Azione Cattolica di Mondavio, assieme ai nostri animatori. Perché un altro Natale? Ci stiamo accorgendo che ormai sempre più episodi indiscriminati di violenza di gruppo e di singoli nei confronti di ragazzi e ragazze coetanee si stanno verificando in ogni luogo, parchi pubblici, case private, nella scuola, luogo sempre più distante dal dovere insegnare ai giovani oltre le materie di rito, il rispetto, l’amicizia, l’educazione. Se avete 5 (cinque) minuti del vostro tempo per leggere questi pannelli vi accorgerete di cosa ci sta succedendo intorno e sembra che nessuno sia più in grado di fare qualcosa. Ci stiamo invece allontanando sempre più dai valori che negli anni passati abbiamo sempre cercato di tenerci forte, come quella tradizione appunto che è il Natale, Amore, Gioia, Amicizia, Incontro con l’altro; molti definiscono superato questo evento, lo vorrebbero nascondere o addirittura abolirlo, basta leggere quello che è successo in una scuola di Bolzano dove non volevano cantare addirittura bianco natale, le conseguenze di tutto questo cominciano ad essere evidenti. Gli adulti, già proprio loro, l’esempio per i più giovani nella buona e cattiva sorte, hanno forse deciso di non dare più testimonianza ai giovani? Sembra proprio di si, “non c’è più rispetto, si è più egoisti, bisogna pensare alla carriera, fare più soldi in ogni modo, bisogna avere successo” ed ecco irrompere i reality tv dove per vincere si usa ogni mezzo, trovare una qualità qui è come vincere al totocalcio. Le parole più frequenti insegnate ai giovani sono: “pensa per te! Fatti gli affari tuoi!” Alla faccia del Natale! Che non dovrebbe 14 essere di un giorno ma tutto l’anno. I giovani dal canto loro non avendo più esempi da seguire perché nessuno ha più voglia di farlo, si riorganizzano per conto loro, succede così che in una scuola un ragazzo down viene picchiato e filmato senza sapere perché. Sono convinti che sia meglio essere dei duri piuttosto che studiare (vedi articolo). E’ ora di rallentare il nostro egoismo passiamo meno ore a ballare salsa e merengue o in pizzeria, pensiamo piuttosto ad aiutare questi giovani, che ne hanno bisogno, a crescere, dare finalmente esempi positivi. Anche il Natale è diventato un vivere in trincea fino al 23 dicembre, regali, cene e pranzi da organizzare, comprare, correre, spendere, arrivare prima possibile, ma il 24 sera “SI E’ TUTTI PIU’ BUONI”! E’ arrivato babbo natale NON è nato Cristo Gesù salvatore del mondo!!! Allora cari Adulti e cari Giovani che leggete queste poche righe, sappiate che per noi è inaccettabile, i grandi tornino a fare i grandi, insegnandoci quello che Gesù Cristo ci ha sempre insegnato e non evitato, noi ragazzi dobbiamo invece avere il coraggio di cominciare a parlarci, a confrontarci, ad avere più rispetto dell’altro, e cominciare a conoscere Gesù non come il personaggio principale di una capanna ma come guida spirituale importante per oggi e per domani, perché anche noi diventeremo adulti. Gli animatori Massimo e Giacomo e i giovanissimi di Azione Cattolica di Mondavio marzo - aprile 2007 La mostra del “Gruppo giovanissimi” la voce di mondavio 15 ASPETTANDO IL NATALE Anche quest’anno è stata proposta, per augurare Buon Natale, la recita interpretata da bambini e ragazzi delle classi 1^ - 2^ - 3^ - 4^ - 5^ elementare del catechismo. I bambini e ragazzi hanno partecipato attivamente alla realizzazione della rappresentazione intitolata “Aspettando il Natale” svoltasi il 23 dicembre presso la sala “Alberto Carboni” (ex Cine Lux). Tutti i testi dello spettacolo sono stati realizzati, tra una fetta di pandoro e un cioccolatino offerti da Don Giuseppe, dalle giovani catechiste (Lola compresa). B.B. 16 marzo - aprile 2007 la voce di mondavio 17 “La città scomparsa” terzo romanzo del mondaviese Michele Governatori Non si è esaurita la vena narrativa del nostro compaesano Michele Governatori, che dallo scorso dicembre ha mandato alle stampe per l’editore Barbera (www.barberaeditore.it) degrado precoce. Così, mentre intorno a Timone un sacco di gente improvvisa qualunque attività pur di approfittare del “boom economico” il dove tutto si fabbrica sen- suo terzo romanzo “La cit- za pensare a come sarà tà scomparsa”. smaltito, lui resta attaccato Ecco di cosa parla il libro: alla sua “Cortina dei romani”, convinto di poterla far Alla fine degli anni ’60, pie- decollare e durare, e non no d’energia, il giovane si accorge che si tratta so- abruzzese Gilberto Timone lo di un mostro edilizio che si mette in testa di costrui- sta per crollargli addosso. re al confine tra Abruzzo e Non lo ammette nemmeno Lazio la “Cortina dei roma- quando la malattia dram- ni”. Si circonda di finanzia- matica di un ragazzino di- tori e costruttori molto più cinici ed esperti di lui che in pochi anni trasformano l’idea in una realtà di migliaia di metri cubi di cemento e asbesto della peggiore qualità, gettati in mezzo a mostra che l’amianto di alcune strutture si sta trasformando in un killer, e quando Simona, la sua ragazza, è sul punto di gettare la spugna e lasciarlo solo. un bosco dove altri avrebbero voluto ve- Una storia, si direbbe, sulla speculazione der nascere un parco naturale. e sul fallimento, che conferma l’interesse Ma una volta che i suoi soci hanno realizzato le plusvalenze immobiliari e liqui- di Governatori per la trasposizione narrativa di fatti d’attualità. dato le loro quote, Timone è l’unico a (Un “in bocca al lupo” al romanzo da par- credere ancora nel progetto, già costruito te della redazione!) ma incompiuto e circondato da segni di 18 marzo - aprile 2007 L’autore Autore di numerosi racconti brevi per riviste e antologie, Michele Governatori ha già pubblicato i romanzi Venere in topless (Fernandel, 2003) e Il paese delle cicogne (Foschi, 2004) (quest’ultimo presentato anche a Mondavio nel dicembre 2004 grazie a un’iniziativa dell’Associazione Pro Loco) ispirandosi anche in questi casi a vicende d’attualità per costruire storie coinvolgenti e umanissime. Nato nel 1972 a Mondavio, M.G. ha abitato nel nostro paese fino all’età di 19 anni, quando è partito per Milano dove ha proseguito gli studi e lavorato fino al 2001. Si è poi stabilito a Roma, dove dal 2002 con il gruppo “I libri in testa” (www.ilibrintesta.it) si ritrova per leggere ad alta voce in librerie o altrove i testi letterari che ama. Sempre dal 2002 collabora con la rivista letteraria Fernandel di Ravenna (www.fernandel.it). È sposato con Grazia e ha una figlia, Chiara, di due anni. Con loro è stato ritratto lo scorso 20 agosto, nella foto di Marco Brescini che riportiamo qui, in occasione del banchetto nuziale del suo amico mondaviese di lunga data Stefano Morichetti. la voce di mondavio 19 GLI SCOUT DI MONDAVIO, SAN MICHELE E ORCIANO HANNO FESTEGGIATO QUEST’ANNO IL 30° ANNIVERSARIO DELL’ASSOCIAZIONE di Antonio Levy L'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici (della Federazione dello Scautismo Europeo - FSE), alla quale aderisce la squadriglia leoni degli scout di Mondavio, San Michele e Orciano, nel 2006 ha festeggiato il proprio 30° anniversario. Infatti l’associazione si è costituita in Roma nel 1976, uscendo dall’AGESCI che era nata nel 1974 dall’unificazione delle precedenti formazioni9 associative: l'ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani), maschile, e l'AGI (Associazione Guide Italiane), femminile. Nelle Marche la ricorrenza è stata festeggiata in località Ripe di Senigallia in occasione della ricorrenza di San Giorgio (patrono degli scout), con la presenza di oltre 1000 ragazzi, tra lupetti, coccinelle, esploratori, guide, rover e scolte; erano presenti molti capi ed ex capi dell’Associazione. Con l’occasione si è ricostruita la storia dell’FSE, con un grande cartellone in cui sono stati riportati, per ciascun anno dal 1976 al 2005, i nomi dei gruppi scout che progressivamente si sono costituiti (foto 1) in Italia. Il gruppo scaut di Pergola, al quale sono iscritti i nostri ragazzi, è nato nel 1923 nell’ASCI ed è confluito in FSE nel 1978. La foto 2 riporta una visione di insieme di una parte dei presenti, la foto 3 mostra l’alza bandiera, con attorno le insegne dei gruppi presenti; la foto 4 riporta il branco dei lupetti (con Mattia Ragaini), la foto 5 riporta il cerchio delle coccinelle (con Martina Levy), le foto 6 e 7 mostrano la squadriglia Leoni in due fasi del gioco che si è svolto durante la giornata. La foto 8 mostra un momento della preparazione del pranzo. Foto 1- Tabellone Foto 2 - Visione di una parte dell'insieme 20 marzo - aprile 2007 Foto 3 - Alza bandiera Foto 4 - I lupetti Foto 5 - Le coccinelle Foto 6 - La squadriglia dei leoni 1 Foto 7 - La squadriglia dei leoni 2 Foto 8 - Un momento della cucina la voce di mondavio 21 CONI FIPAV S.S. PALLAVOLO MONDAVIO dilettantistica 61040 MONDAVIO(PU) La pallavolo è uno sport non conosciuto come il calcio ma a Mondavio attira molti giovani soprattutto ragazze ed un esiguo numero di ragazzi. Questa società dà possibilità a circa 80 tesserati di poter giocare e fare campionati. La S.S. PALLAVOLO MONDAVIO è una piccola O.N.U. in quanto ha tesserati che provengono dai Comuni vicini: Barchi - Orciano - S.Giorgio Monteporzio, oltre a quelli del nostro Comune:S.Michele - S.Andrea - S.Filippo. L’attività inizia a settembre e finisce a giugno disputando i seguenti campionati: Serie D. regionale femminile 2^ divisione maschile 3^ “ femm Under 18 femm. Under 16 femm. Under 16 masc. Under 13 masc. Under 13 femm. Mini Volley masc. e femm. Mini volley masc. e femm allenatore “ “ “ “ “ “ “ “ “ Frattesi Cristina Casini Piergiorgio Casini Francesca Frattesi Cristina Casini Francesca Casini Piergiorgio Sorchiotti Leonardo Casini Piergiorgio Sorchiotti Leonardo Barattini Federica La dirigenza è cosi composta: Presidente Filippini Michele Vic Pres. Ferri Emanuele, Dirett. Sport. Spina Aurelio, Segr. Casini Piegiorgio. Consiglieri: Palazzetti Vladimiro,Zenobi Carlo, Zenobi Mario, Aguzzi Fabrizio,segnapunti ufficiali Diotalevi Marzio,Cerioni Ennio, dirigente arbitro Peruzzini Luca,Palazzetti Vladimiro, Aguzzi Fabrizio. Dopo questa presentazione è doveroso ringraziare tutti gli sponsor che ci aiutano, in particolare lo sponsor principale ”Della Rovere - Minerali, Cristalli, Pietre dure” C.P. 22 marzo - aprile 2007 Squadra del campionato under 16 40 fa Foto d’epoca della prima Società Anno 1967 Campionato di serie D regionale Da sinistra: Poletti P., De Santi C., Dominici R., Rachini M., De Santi G., Battistini A. Pantaleoni G., Casini P., Canestrari R., Tonucci P., Baldoni B. la voce di mondavio 23 Ricci Franco, poeta L’ Angolo dei Poeti Se n’è andato in solitudine da questo mondo, che sentiva estraneo, a soli 46 anni, il 20 gennaio del 2006. Amava la vita, la luce e i colori, ma visse quasi sempre nel buio di una tristezza, che accelerò la sua fine. Nonostante le difficoltà a impegnarsi e a focalizzare l’attenzione, si laureò in filosofia con il miraggio di basare su quel traguardo il suo riscatto dal fallimento di vivere. La sua cultura era alimentata da letture di ogni genere: tra i suoi numerosissimi libri ho notato con stupore anche libri di mistica religiosa, come l’Imitazione di Cristo di ignoto autore medievale. Con giovani di un gruppo amico partecipò a cerimonie religiose particolari come la preghiera dei Vespri, sempre nel tentativo di uscire dalla prigione della solitudine; si sentiva un recluso anche fra la moltitudine, e alla fine sempre più solo nel senso più crudo della parola. Solitudine abitata però spesso dalla tetra compagnia delle ombre (spiriti del male e uomini malvagi), che lo opprimevano e atterrivano. Cercò in una religiosità tutta interiore una via di scampo difficile da imboccare. La vita gli aveva dato gioventù, intelligenza, fantasia, sensibilità e la promessa di un futuro, ma gli negò il sorriso e la consapevolezza dei suoi talenti. La tristezza e la paura lo avvolsero come nubi nere foriere di tempeste, che egli cercò di squarciare con la poesia, sua unica ricchezza. Franco fu un vero poeta, cantore di una triste vita di solitario, talvolta di disperato, che però sempre aspira al riscatto e alla luce. Nella poesia “ La breccia della penitenza “ egli si vede insieme a uomini che pregano genuflessi e implorano il perdono di Dio e si sorprende anche lui prostrato in preghiera, ma alla fine si ritrova solo. Il tema della solitudine qui appena accennato è ripreso nell’altra poesia intitolata “ Solitudine “. E’ una solitudine buia e pesante, che gli fa paura e gli mozza il respiro, tanto da fargli esclamare alla fine “Prego che l’uomo non sia mai solo “ 24 marzo - aprile 2007 La Breccia della Penitenza Solitudine Guardando a lungo il mondo vidi uomini genuflessi davanti a Dio, che imploravano il perdono per le loro innumerevoli vite. In questa solitudine così triste, così pesante cerco di indagare una fonte di possibile vita. Tutto si contraddice, sono solo, solo e pesante con un groppo in fondo al cuore. Mi scostai un istante dal loro saluto e vidi nelle nubi la forza del divino, la potenza degli astri Questa solitudine, silenziosa, paurosa, alle volte desiderosa di non rimanere più sola. Anch’io m’inginocchiai e pregai digiunando sotto il tetto delle rondini. Poi il sole se ne andò E fui costretto a ripararmi. Tutto se ne va in questa solitudine, il corpo permane, ma il denso confuso senso di libertà è compromesso da questa sincopata solitudine riflessa. Molti erano gli uomini che rimasero sotto la pioggia a gridare in faccia a Dio il perdono e la grazia per le loro azioni malvagie. Prego che l’uomo non sia mai solo. Franco Ricci Fui sorpreso vedendo me stesso prostrato e concentrato a lungo in quella posizione. Sole e nubi si avvicendarono, ma io rimasi solo a guardare questa breccia intarsiata di penitenza. la voce di mondavio 25 Giovedì Santo Senza più tonaca nera Memoria di un passato Di distinzione e prestigio Senza più titoli e blasoni Piedistalli per un potere Che allontana ed umilia Solo Fuori tempo Eppure sempre con gli uomini Del suo tempo. Lo cercano e lo interrogano. Spesso non accolto Ma da tutti rispettato. La sua presenza Evoca nostalgia di Altro. Non ha figli Eppure il bambino si rallegra Della sua presenza Non vive nel mondo Ma il giovane sa che è un amico Su cui puoi contare Non ha famiglia 26 Ma il vecchio lo vorrebbe sempre Nella sua famiglia E quando la vita brucia Il suo sorriso diventa freschezza Per tutti. Uomo di Dio Ma quanto mai uomo per gli altri Uomo del Trascendente Ma sempre dentro questa storia Intrisa di sofferenza e di peccato Fragile peccatore umile Eppure capace di far sognare. Povero di cose Ma ricco di Grazia. Quando poi indossa la stola bianca Diventa grande Neppure gli angeli Sono potenti come lui E le lacrime di tanti Lo testimoniano. Giovedì santo: ecco il prete! Don Piergiorgio Sanchioni marzo - aprile 2007 Si terrà un SOGGIORNO PER FAMIGLIE anche quest’anno dal 3 al 14 luglio 2007 ad ALBA DI CANAZEI (TN) in Val di Fassa, con possibilità di scelta negli alberghi: “Alpino al Cavalletto” tel. 0462601318 e “Alba” tel. 0462601326 con camere fornite di bagni e servizi, ambedue rinnovati. Per chi fa il periodo dal 3 al 14 luglio la quota giornaliera prevista è di 43,00 euro a persona comprensiva di vitto e alloggio, da pagare direttamente in albergo. Per la camera singola con servizi, da concordare la disponibilità ed il supplemento telefonando in albergo Albergo Alpino al Cavalletto Albergo Alba Chi desidera partecipare è pregato di dare la propria adesione telefonando nell’albergo scelto entro il 20 MAGGIO 2007 la voce di mondavio 27 DESCRIZIONE SOMME RISCOSSE PARZIALE CAPITOLO TOTALE TITOLO PARTE PRIMA: ENTRATA RESIDUI ATTIVI Fondo di cassa al 1° gennaio ………. TIT. 1° RENDITE PATRIMONIALI Cap. 1 - Interessi attivi TIT. 2° OFFERTE PER SERVIZI Cap. 2 - Offerte per Battesimi Cap. 3 - Offerte per Cresime e Comunioni Cap. 4 - Offerte per Matrimoni Cap. 5 - Offerte per Funerali e cartelle Cap. 6 - Offerte per Benedizione Pasquale 1.270 903 720 10.492 12.750 26.135 5.965 5.965 558 700 1.258 TIT. 6° OFFERTE PER ATTIVITA’ PARROCCHIALI Cap. 11 - Offerte per le attività parrocchiali 5.780 5.780 TIT. 7° RENDITE DA ATTIVITA’ PARROCCHIALI Cap. 12 - Mercatini e pesca di beneficenza 5.384 5.384 TIT. 8° RICAVATO DA CANDELE E LAMPADE VOTIVE Cap. 13 - Ricavo da candele e lampade votive 1.859 1.859 TIT. 9° GESTIONI SPECIALI Cap. 14 - Contr. Comune per servizio Chiesa S. Francesco Conv. Sala ex cinelux 1.365 3.000 4.365 2.333 824 3.157 53.903 53.903 TIT. 3° INTROITI PER QUESTUE FUORI CHIESA Cap. 7 - Introiti per questue fuori Chiesa TIT. 4° INTROITI PER QUESTUE IN CHIESA Cap. 8 - Introiti per questue in Chiesa TIT. 5° INTROITI PER FESTE SPECIALI Cap. 9 - Introiti per feste speciali Cap. 10 - Introiti per la festa di S.Antonio TIT. 10° ENTRATE EVENTUALI Cap. 15 - Sopravvenienze attive Contributi straordinari TIT. 11° PARTITE DI GIRO Cap. 16 - Riscossione per somme anticipate per conto terzi TOTALE GENERALE DELLA PARTE PRIMA: ENTRATA 28 marzo - aprile 2007 SOMME PAGATE DESCRIZIONE PARZIALE CAPITOLO TOTALE TITOLO PARTE SECONDA: SPESA RESIDUI PASSIVI:DEFICIT DI CASSA AL 01/01/2006 TIT. 1° MANUTENZIONE E GESTIONE ORDINARIA Cap. 1 - Manutenzione ordinaria, pulizia, piccoli arredi Cap. 2 - Illuminazione, forza motrice, telecom Chiesa Parrocchiale, Casa Canonica, Cappellanie Cap. 3 - Spesa per stampati, cancelleria, posta, stampa e pubblicazione e spedizione Bollettino Parrocchiale Cap. 4 - Riscaldamento TIT. 2° MANUTENZIONE STRAORDINARIA Cap. 5 - Manutenzione straordinaria edifici per il culto, sale riunioni: Ristr. Sala della Comunità “Mons. Carboni” Manutenzione impianto di riscaldamento Acquisto fotocopiatrice Consulenza tecnica Manutenzione estintori TIT. 3° IMPOSTE, TASSE E CONTR. OBBLIGATORI Cap. 6 - Imposte e tasse erariali, comunali, assicurazioni Cap. 7 - Contributi obbligatori a favore della Curia TIT. 4° SPESE PER IL CULTO Cap. 8 - Spese per Ostie, fiori, cera, funzioni religiose Cap. 9 - Spese per le feste speciali TIT. 5° SPESE PER LE ATTIVITA’ PASTORALI Cap. 10 - Spese per il Catechismo (Pulmino, risc., varie) Cap. 11 - Spese per i giovani (ritiri, campi scuola e momenti ricreativi) TIT. 6° REMUNERAZIONE AL PARROCO Cap. 12 - Remunerazione al Parroco TIT. 7° USCITE EVENTUALI Cap. 13 - ………………………………………………………… TIT. 8° ACQUISTO MOBILI PARAMENTI ATTREZZATURA Cap. 14 - Aggiornamenti computer TIT. 9° PARTITE DI GIRO Cap. 15 - Anticipazioni per conto di terzi - Rate mutuo pagate - Interessi passivi - Contributi per Missioni - Contributi per missioni da mercatini e pesche di beneficenza 18.552 18.552 2.782 3.559 4.960 3.203 14.504 16.675 692 360 134 17.861 1.885 1.885 3.044 2.971 6.015 465 1.294 1.759 1.200 1.200 397 397 12.873 2.321 1.650 5.384 22.228 84.401 84.401 (Il riepilogo a pag 31) TOTALE GENERALE DELLA PARTE SECONDA: SPESA la voce di mondavio 29 atà| |Ç VÜ|áàÉ Spadoni Emily (Battesimi) e|ÑÉátÇÉ |Ç VÜ|áàÉ Bonci Irma, ved. Forchielli di anni 86, deceduta a Mondavio il 17/01/2007 Principi Osvaldo di anni 79, deceduto a Fano il 21/01/2007 30 marzo - aprile 2007 (14/01/2007) Ricorrenza di Matrimonio di Edoardo Persi e Conti Nazzarena avvenuto 72 anni fa Nella ricorrenza del mio Matrimonio di 72 anni fa, pubblico sulla “voce di mondavio” la mia foto, invitando le spose di oggi a guardare com’era vestita la mia cara sposa. Vorrei anche dire agli stilisti di ricordare che la sposa deve recarsi nella Casa di Dio vestita con decoro, poiché il prete dichiara , con la benedizione di questo santo rito: “da oggi siete moglie e marito” Edoardo Persi 4 marzo 1935 RIEPILOGO ENTRATA: ............................................................................................. € 53.903 USCITA: ................................................................................................. € 84.401 DEFICIT DI CASSA AL 31.12.2006 ...................................................... € 30.498 la voce di mondavio 31 LA MORTE DELL'ABBÉ PIERRE, A 95 ANNI IL PROFETA DEI POVERI di Claudio Ragaini Era il patriarca dei diseredati, con i quali ha condiviso tutto in autentico spirito di servizio evangelico. Fino alla fine. Ora che il patriarca dei poveri è partito per le "grandi vacanze", di lui resta la testimonianza eccezionale di un’esistenza spesa al servizio dei più diseredati, in una comunione evangelica totale. È stato per lunghi anni il riferimento spirituale e morale di più di una generazione di giovani e meno giovani, uno di quei personaggi destinati a illuminare il cammino dell’umanità: come il dottor Schweitzer, Madre Teresa, Raoul Follereau, dom Hélder Câmara. Nella laicissima Francia ha guidato per anni la classifica dei personaggi più popolari, anche tra i non credenti. Henri Groués, poi divenuto Abbé Pierre durante la Resistenza, veniva da una famiglia borghese di sette figli di Lione, città nella quale era nato nel 1912. Dopo una sofferta esperienza in un convento dei cappuccini, viene ordinato prete nel 1938. Diviene cappellano di Marina, poi staffetta partigiana ricercato dai tedeschi e, a guerra finita, per breve tempo parlamentare del Movimento popolare: scopre così la realtà sociale di un Paese stremato dalla guerra dove vi sono milioni di senzatetto e di poveri accampati per le strade e ne diviene il paladino. Nel 1949, dall’incontro con un derelitto disperato, nasce la prima Comunità Emmaus, destinata a moltiplicarsi nel mondo come un miracolo della carità, che accoglie nel lavoro comune del riciclaggio degli scarti chiunque abbia bisogno di un aiuto. I francesi imparano presto a conoscere quel prete minuto, con la barba, il basco e una giacca a vento sopra la tonaca, che lavora in mezzo ai suoi "stracciaroli" e scuote le coscienze con i suoi appelli. 32 L'Abbé Pierre da giovane con due clochard (foto La Presse). AP/ Nel 1954, un inverno terribile, la sua campagna dai microfoni di Radio Lussemburgo, a favore dei senzatetto, raccontata mille volte, anche in un film, suscita quell’"insurrezione della bontà" che consacra la sua popolarità come personaggio scomodo ma rispettato e amato. Era uomo di slanci teneri e generosi, del tutto disinteressati, soprattutto quando si trattava di difendere un amico in difficoltà, anche a costo di essere frainteso, giudicato un estremista e trovarsi in situazioni imbarazzanti. Come quando, negli anni ’70, venne a Roma, fiero delle sue decorazioni, per perorare la causa di un lontano nipote coinvolto in un’inchiesta sul terrorismo. O quando, nel 1996, scese in campo per difendere pubblicamente l’amicizia col filosofo Roger Garaudy, al centro di violente polemiche per certe sue tesi antisemite, finendo a sua marzo - aprile 2007 volta in un ginepraio di guai, in seguito ai quali preferì rifugiarsi per qualche tempo nell’abbazia di Praglia, sopra Padova. Era fatto così: sotto la veste fragile e mansueta dell’uomo di Chiesa batteva il cuore di un guerriero quando si trattava di difendere i diritti dei poveri e dei diseredati, e non solo di quelli. Servire per primo il più sofferente Le sue battaglie non conoscevano le strategie diplomatiche, né l’arte del compromesso. Quando il Governo francese stava per approvare una legge che prevedeva l’arresto per chi occupava abusivamente case lasciate vuote e non utilizzate, si insediò in un palazzo nuovo di Parigi comunicando alle autorità che sarebbe stato il primo a essere arrestato se la legge fosse passata. I suoi rapporti con i poveri e quelli che si definiscono gli "esclusi" della società andavano ben oltre l’assistenza e la protezione: era condivisione, servizio, partecipazione, amore. Nelle regole di Emmaus è scritto: «Servire per primo il più sofferente». Anche la sua vita era ispirata alla più assoluta sobrietà francescana e al servizio. Emergono due ricordi vivi, frutto di brevi e fruttuosi incontri con lui: la sua stanza nel "quartier generale" di Emmaus a Charenton, sulla Senna, alle porte di Parigi, un "buco" in una mansarda con i libri stipati in cassette della frutta, un piccolo tavolo ingombro di carte e il letto ricavato sotto i ripiani, come in un sommergibile. Sul tavolo, il Vangelo e un registratore con un nastro di canti gregoriani. E ancora: la volta in cui, alla fine del silenzioso pranzo nell’abbazia dove soggiornava, mi fornì un grembiule e mi invitò in cucina a lavare i piatti con lui perché era il suo turno. Alla ricerca di una meta definitiva L’indebolimento fisico dovuto all’avanzare dell’età ne aveva rallentato negli ultimi anni l’attività, non spento gli ardori. Quando aveva lasciato materialmente la guida di Emmaus, restandone comunque il riferimento spirituale, non aveva rinunciato ai viaggi anche all’estero, in Europa, in Africa, agli incontri pubblici, alle manifestazioni. Come alla ricerca di una meta definitiva, si era ritirato a vivere dapprima nell’abbazia benedettina di Saint Wendrille, poi tra i vecchi compagnons in una casa di riposo della Comunità in Normandia, poi di nuovo a Parigi. Instancabile, nonostante gli anni. Le ultime immagini ce lo mostrano su una carrozzella: nel 2004 sulla spianata del Trocadero a Parigi, per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell’appello del ’54, quando davanti a una folla festante di amici e sostenitori ha letto con i toni e la forza del combattente il suo manifesto contro la povertà, mettendo con rara preveggenza gli amministratori di fronte alla realtà drammatica dei senzatetto e delle sue conseguenze: «Mobilitatevi. La democrazia ha bisogno di ritrovare il senso della solidarietà, altrimenti non sopravviverà». Poco dopo era venuto anche in Italia, era stato nella sua amata Assisi, aveva registrato ad Arezzo un’intervista televisiva per la rubrica Racconti di vita, aveva partecipato a Firenze alla "Tre giorni contro le nuove schiavitù". Fino all’ultimo era rimasto il difensore dei deboli, il patriarca dei poveri. Un cristiano libero Il caso ha voluto che gli ultimi tempi della sua lunga militanza siano stati appannati da una fuorviante polemica dopo la pubblicazione del suo ultimo libro-intervista, Mio Dio… perche?, lunga meditazione di un uomo giunto alla fine della sua vita che confessa a cuore aperto le sue debolezze e affronta con sincerità problematiche etiche e sociali della nostra epoca. Scandalo, ironie malevoli; come se l’intera esistenza di un uomo dovesse essere giudicata a segmenti. In realtà, come ha scritto Enzo Bianchi, «sono le riflessioni di un uomo e di un cristiano libero che non ha mai smesso di interrogarsi di fronte alle domande più scottanti che la vita e la storia gli hanno posto di fronte». E che vanno ben oltre i nostri umili confini. la voce di mondavio dal sito di “Famiglia Cristiana” 33 LE DATE E GLI ORARI DELLE FESTE E CELEBRAZIONI DELL'ANNO 2007 Venerdì 23 marzo Venerdì 30 marzo Domenica 1° aprile Venerdì 6 aprile Domenica in Albis 15 aprile Domenica 20 maggio Domenica 27 maggio Domenica 10 giugno AV VI SI alle 21, si terrà la Via Crucis nella contrada di S. Isidoro; ci sarà la Via Crucis in Via Kennedy e Via Buzzo alle 21.00; alle 10.45, si svolgerà una breve Processione per la Domenica delle Palme, nel centro storico; si terrà la Via Crucis sempre nel centro storico, alle 21.30, dopo la celebrazione liturgica delle 20.30; alle 17.30 si svolgerà la Processione per la Festa del Cristo Risorto; alle 11.15 S. Messa con Cresima alle 11: S. Messa con la 1^ Comunione per la Festa del Corpus Domini, la Processione sarà alle 11.30 per le vie del capoluogo. A S. Maria della Quercia si svolgeranno due Feste, Domenica 6 maggio e Domenica 9 settembre, con la Processione alle ore 17.30, circa. Infine nelle contrade di S.Isidoro e Valdiveltrica, la festa sarà in giugno o luglio in data da stabilire. Ogni sabato, la sala gioco dei locali parrocchiali è aperta dalle 16.30 alle 18.00, su richiesta; e alle ore 21.00 viene proiettato un film, con ingresso libero, nella sala multimediale “Mons. A. Carboni”. 34 marzo - aprile 2007 Offerte per il Bollettino e Opere Parrocchiali Euro 10: Tomassetti Norina - Capocci Mario - Godi Patrizia e Ivana - Tale' Rina - Principi Rossana - Mencarelli Celerina - Pierotti Gabriella Fam. Avaltroni - Spadoni Elisabetta - Barbadoro Gianni - Mencarini Filomena - Mazza Antonella - Principi Antonio - Rossi Zelia - Fam. Brunetti Carla - Betti Maria - NN - Godi Patrizia e Ivana - Muleri Luisa Euro 15: Brunetti Almerina - Giulietti Adria - Fam. Gambioli/Sebastianelli Mencarelli Celerina Euro 20: Dominici Filomena - Frattesi Dario - Storoni Antonio e Artemisia Pulcinelli Maria - Fam. Barbadoro di Cagli - NN - Fam. Borgacci/ Ragnetti - NN - Tale' Rina - Savelli Edda - Fam. Olivieri - Bonci Benilde - fam.Gambioli/Sebastianelli Euro 30: Polverari Linda - Sorchiotti Amalia - Bonci Francesca - Giombi Osvaldo Euro 40: Fam. Tonucci Luigi - Allegrezza Terenzio - Ceccarelli Rosaria Fam. Pompili - Fam.Tassi/Toderi - Baldantoni Gabriele Euro 50: Fiscaletti Sauro e Doriana - Sebastianelli Igino e Ketty, per il Matrimonio - Ricci Giorgio ed Elvira - Scevola e Maria Piccioni - NN Campolucci Maurizio - Zampetti Giovanni - Edoardo Persi Euro 60: Spadacini Antonia, in memoria di Ivo Euro 80: Pasquini Ersilia - Conti Meri Euro 100: Spadoni Francesco e Storti Serena, per il Battesimo di Emily Euro 150: Tonucci Massimo e Angela, per il Battesimo di Aurora e Tommaso Euro 390: Offerte cartelle/funebri per esequie di Bonci Irma, ved. Forchielli Euro 595: “ " " " Euro 400: Principi Osvaldo Gemmi Albero Chi desidera fare un’offerta per il bollettino e le opere parrocchiali può fare il versamento sul c.c.p. della “Parrocchia SS. Pietro e Paterniano” 61040 Mondavio - n. 10927614 la voce di mondavio 35 Varie edizioni del Presepe Vivente Natale 2006 36 marzo - aprile 2007