COMUNE DI FAENZA
Provincia di Ravenna
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SETTORE SVILUPPO ECONOMICO E POLITICHE EUROPEE
SERVIZIO PROMOZIONE ECONOMICA E TURISMO
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE n. 194 / 2015
OGGETTO: IMPEGNO A FAVORE DELL'ASSOCIAZIONE SOS DONNA DI FAENZA
DELLA SPESA COMPLESSIVA DI EURO 20.000,00 PER L'ANNO 2015
QUALE CONTRIBUTO PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO DI
UTILIZZO DELLE CASE DI ACCOGLIENZA AD INDIRIZZO SEGRETO E
DELLE ATTIVITA' DI SUPPORTO PROMOSSE
IL DIRIGENTE
- Visto l’atto GC n. 1 del 20.1.2015 avente per oggetto "Approvazione dello schema di Piano
esecutivo di gestione (PEG) 2015 provvisorio, quale autorizzazione alla spesa e definizione
delle linee di riferimento per la gestione dell'esercizio provvisorio 2015 con riferimento all'avvio
dell'armonizzazione contabile e con riferimento all'avvio dei conferimenti in unione al
1.1.2015".
- visto l'atto GC n. 5964/736 del 12.10.1999 con il quale è stato approvato il Progetto
“Fe.n.ice”- Progetto di massima per la costruzione di un Centro di ascolto, prima accoglienza,
sostegno economico e legale e orientamento a nuovi progetti di vita e di lavoro per donne che
hanno subito violenza - e contestualmente è stata approvata la richiesta di finanziamento da
inviare in Regione ai sensi della L.R. n. 2/85;
- visto l'atto GC n. 5964/736 del 12.10.1999 con il quale, per dare attuazione al Progetto, è
stata individuata l’Associazione S.O.S. Donna di Faenza quale soggetto a cui conferire l’incarico
di gestione del Servizio di nuova istituzione denominato “Fe.n.ice”, acronimo di “female
network service”, quale “Centro di ascolto, prima accoglienza, sostegno economico e legale e
orientamento a nuovi progetti di vita e di lavoro per donne che hanno subito violenza”;
- visto l'atto DD n. 121/127 del 6.12.1999 col quale, in esecuzione dell’atto suddetto, è stata
approvata la convenzione con l’Associazione S.O.S. Donna di Faenza per affidamento gestione
Servizio Fe.n.ice, quale centro di ascolto, prima accoglienza, sostegno economico e legale e
orientamento a nuovi progetti di vita e di lavoro per donne che hanno subito violenza;
- visto l'atto CC n. 56 del 4/2/2010 con il quale è stato approvato il "Regolamento per
l'assegnazione di spazi del patrimonio immobiliare comunale ad associazioni, comitati ed enti
senza fini di lucro";
- visto l'atto G.C. n. 495/610 del 28.12.2011 col quale è stato approvato l'ultimo rinnovo
triennale della "Convenzione con l’Associazione SOS Donna di Faenza per gestione servizio
Fe.n.ice., gestione di due case di accoglienza ad indirizzo segreto e promozione delle pari
copia informatica corrispondente all'originale dell'atto formatosi digitalmente
opportunità";
- visto l'atto GC n. 392 del 17.11.2009, con il quale è stato approvato il Disciplinare tra il
Comune di Faenza e l’Associazione SOS Donna di Faenza per l’affidamento di appartamenti da
destinare ad alloggi di emergenza abitativa per donne vittime di violenza e relative norme di
funzionamento ed accesso, ai sensi della convenzione Rep. n. 3812 del 19.2.2009 di cui all’atto
GC n. 506/5113 del 30.12.2008, anch’esso con scadenza 31.12.2011;
- visto l'atto CC n. 108/1333 del 31.3.2009 e atti successivi, con i quali è stato attivato e
rinnovato il Protocollo d’intesa tra il Dipartimento per le Pari Opportunità e il Comune di
Faenza, quale ambito Territoriale di rete (ATR). Con tale adesione il Comune di Faenza,
attraverso l’Associazione SOS Donna, è entrato a far parte della Rete Nazionale Antiviolenza
del Dipartimento, attraverso il numero di pubblica utilità 1522 e relativo trasferimento di
chiamata al Servizio Fe.n.ice., garantendo l’accoglienza e la presa in carico della donna vittima
di violenza ovunque residente;
- visto il Protocollo con la Prefettura di Ravenna, al fine di estendere il Protocollo Antiviolenza a
tutto il territorio provinciale, sottoscritto in data 14.2.2011 e conservato agli atti dell’Ufficio
Contratti del Comune di Faenza, con il quale si è inteso ampliare e ridefinire il Protocollo
chiedendone la sottoscrizione ai Sindaci dei Comuni di Ravenna Faenza e Lugo, Presidente del
Tribunale, Questore, Carabinieri, Guardia di Finanza, Ufficio Scolastico regionale, Ausl di
Ravenna, Associazione Linea Rosa di Ravenna, Associazione Demetra di Lugo, Associazione
SOS Donna di Faenza;
- visto l'atto GC n. 278 del 2.8.2011, con il quale è stata approvata la “Carta del Servizio”, per
la garanzia dei diritti delle utenti del Servizio Fe.n.ice. e delle case d’accoglienza ad indizrizzo
segreto, gestite dallo stesso, della quale se ne conferma la validità;
- visto l'atto CC n. 6 del 10.2.2015, avente per oggetto “Convenzione con l'Associazione SOS
Donna di Faenza per l'affidamento in uso dei locali destinati a case d'accoglienza ad indirizzo
segreto per donne vittime di violenza e connessi servizi integrativi e di supporto”, con il quale è
stato concesso all'Associazione SOS Donna il rinnovo dell'assegnazione dei locali, a titolo gratuito,
da adibirsi a Casa d'accoglienza ad indirizzo segreto per il periodo 2015-2017 ed è stata
approvata la convenzione con l'Associazione SOS Donna per l'affidamento in uso dei locali
suddetti e servizi integrativi e di supporto.
Premesso che:
L’Amministrazione comunale, al fine di affrontare in modo complessivo e coordinato la tematica
del contrasto alla violenza e i bisogni e le necessità che ne derivano, ha ritenuto opportuno
istituire un Servizio, quale “Centro di ascolto, prima accoglienza, sostegno economico e legale
e orientamento a nuovi progetti di vita e di lavoro per donne che hanno subito violenza”,
denominato Servizio Fe.n.ice, con sede in Via Laderchi 3 – Faenza.
Con atto GC n. 5964/736 del 12.10.1999 è stata individuata l’Associazione SOS Donna di Faenza,
quale soggetto più idoneo al quale conferire l’incarico di gestione del Servizio Fe.n.ice.
Con vari atti è stata quindi approvata e rinnovata la “Convenzione con Associazione S.O.S. Donna
di Faenza per affidamento gestione “Servizio Fe.n.ice - Centro di ascolto, prima accoglienza,
sostegno economico e legale e orientamento a nuovi progetti di vita e di lavoro per donne che
hanno subito violenza” e, in ultimo, il servizio Fenice è stato affidato alla predetta Associazione
con convenzione Rep. n. 3921 del 2012, scaduta il 31.12.2014.
Nel tempo è poi emersa la necessità, per il Servizio Fe.n.ice., di fornire una risposta alle utenti e
ai loro figli, in termini di accoglienza abitativa e rifugio, per la realizzazione di un percorso di
ricostruzione personale in ambiente tutelato, con il sostegno di personale qualificato e pertanto
sono state temporaneamente affidate al Servizio Fe.n.ice. due case d’accoglienza ad indirizzo
segreto per far fronte alle necessità suddette, tenuto conto che tale intervento rientra nell’ambito
dell’attività e dei servizi in campo socio assistenziale e si prefigge, di favorire il superamento di
situazioni di bisogno, il contrasto dell’esclusione sociale e l’opportunità di autorealizzazione delle
persone economicamente e socialmente più deboli, con particolare attenzione al sostegno alla
copia informatica corrispondente all'originale dell'atto formatosi digitalmente
maternità, alla relazione genitori-figli ed ai diritti dei minori, evitando il cronicizzarsi della
dipendenza assistenziale.
Ora, l'Associazione S.O.S. Donna ha dimostrato di essere un partner affidabile, in possesso di
capacità propositive e di conoscenze e requisiti tecnico-specialistici nel settore del contrasto e
della prevenzione alla violenza di genere, che la rendono soggetto idoneo a svolgere le attività di
accoglienza a carattere residenziale per le donne la cui incolumità sia particolarmente a rischio,
attività, peraltro già sviluppatasi in questi ultimi anni con successo e con ottime prospettive di
ampliamento.
Ora, con nota del 4 dicembre 2014 - prot. 60625 - l’Associazione S.O.S. Donna ha chiesto il
rinnovo dell'assegnazione dei locali, a titolo gratuito, da adibirsi a Casa d'accoglienza ad
indirizzo segreto per il periodo 01.01.2015-31.12.2017, proponendo la prosecuzione
dell’attività finora svolta garantendo in tal modo la continuità della gestione del servizio di
accoglienza abitativa, secondo l’impostazione e le linee organizzative fin qui seguite.
L'Associazione S.O.S. Donna ha infatti fortemente consolidato la sua presenza sul territorio
dell'Unione della Romagna faentina, rafforzando la propria capacità di reclutare e formare
volontarie ed estendendo le proprie relazioni/collaborazioni con altri soggetti istituzionali e del
privato sociale operanti sul territorio, è riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna come
interlocutore sul tema della violenza contro le donne e fa parte della rete regionale dei centri
antiviolenza.
Pertanto, con atto CC n. 6 del 10.2.2015, l'Amministrazione comunale ha concesso
all'Associazione SOS Donna il rinnovo dell'assegnazione dei locali, a titolo gratuito, da adibirsi a
Casa d'accoglienza ad indirizzo segreto per il periodo 2015-2017 ed ha approvato la convenzione
con l'Associazione SOS Donna per l'affidamento in uso dei locali suddetti e la realizzazione di
servizi integrativi e di supporto, prevedendo di corrispondere un contributo di €. 20.000,00
all'anno, a sostegno dell'attività, per complessivi €. 60.000,00 nel triennio 2015-2017.
Inoltre, considerato che con atto C.C. n. 2273/105 del 29/05/2008, il Comune di Faenza ha
approvato un “Regolamento per la concessione di contributi e di benefici economici diversi nel
settore dello sviluppo economico e turistico”, il Progetto presentato dall'Associazione SOS Donna Prot. n. 63361 del 18.12.2014, relativo all'attività da porre in essere per dare continuità ed
implementazione all'accoglienza abitativa e servizi integrativi e di supporto per donne vittime di
violenza, è stato valutato e ritenuto congruo ai sensi del suddetto Regolamento.
Verificata la disponibilità esistente sull'apposito stanziamento del capitolo di competenza
anch’esso puntualmente indicato nel citato allegato;
Dato atto che il presente contributo non costituisce sponsorizzazione ai sensi dell'art. 6,
comma 9, del D.L. 78/2010 e viene erogato in ossequio al principio della sussidiarietà
orizzontale di cui all'art. 118 della Costituzione;
Considerato che gli elementi necessari per l'adozione del presente atto di spesa sono
puntualmente ed analiticamente indicati nel prospetto allegato "A", parte integrante della
presente determinazione, sottoscritto digitalmente;
Tenuto conto della preventiva istruttoria svolta dal responsabile del servizio in ordine alla
regolarità del presente provvedimento, come risultante dal visto sottoscritto con firma digitale
che compone il presente atto dirigenziale;
Dato atto che il controllo di regolarità amministrativa e contabile di cui all’art. 147/bis del D.Lgs.
18.08.2000, n. 267, è esercitato con la sottoscrizione digitale del presente atto e dei pareri che lo
compongono;
determina
1. Finanziare e impegnare per l'anno 2015, la spesa complessiva di € 20.000,00, sul cap.
copia informatica corrispondente all'originale dell'atto formatosi digitalmente
6061/410 del Bilancio 2015, in corso di approntamento che presenta la necessaria
disponibilità, a favore dell'Ass.ne SOS Donna, per l'intervento indicato nel prospetto
allegato “A” parte integrante della presente determinazione, con riferimento al titolo,
funzione, servizio e intervento anch’essi tutti riportati nel citato prospetto allegato “A”.
2. Dare atto che per l'anno 2016 la spesa complessiva di € 20.000,00, sul cap. 6061/410, del
Bilancio pluriennale 2015/2017, prevista dalla Convenzione con l'Associazione SOS Donna,
verrà impegnata solo a seguito dell'approvazione del Bilancio pluriennale.
3. Dare atto che per l'anno 2017 la spesa complessiva di € 20.000,00, sul cap. 6061/410, del
Bilancio pluriennale 2015/2017, prevista dalla Convenzione con l'Associazione SOS Donna,
verrà impegnata solo a seguito dell'approvazione del Bilancio pluriennale.
4. Dare atto che il presente provvedimento è rilevante ai fini della pubblicazione nella sezione
“amministrazione trasparente” del sito internet dell’ente, ai sensi del D.Lgs 14.03.2013, n.
33.
5. Dare atto che il presente contributo non costituisce sponsorizzazione ai sensi dell'art. 6,
comma 9, del D.L. 78/2010 e viene erogato in ossequio al principio della sussidiarietà
orizzontale di cui all'art. 118 della Costituzione.
6. Dare atto del rispetto dell'art. 183 del D.Lgs. n. 267/2000, per quanto riguarda l'assunzione
degli impegni.
7. Dare atto del rispetto dell'art. 163 del D.Lgs. n. 267/2000, per quanto riguarda l'esercizio
provvisorio.
8. Dare atto che trattasi di spesa il cui pagamento non è suscettibile di frazionamento in
dodicesimi.
9. Dare atto che il pagamento avverrà presumibilmente nella data indicata nell'allegato
prospetto “A”.
10.-Il presente atto diviene esecutivo a seguito del visto di regolarità contabile e attestazione
della copertura finanziaria.
Lì, 24/03/2015
IL DIRIGENTE
FACCHINI CLAUDIO
(sottoscritto digitalmente ai sensi
dell'art. 21 D.Lgs. n. 82/2005 e s.m.i.)
copia informatica corrispondente all'originale dell'atto formatosi digitalmente
Foglio1
Prospetto allegato A
Impegno delle spese di seguito indicate:
Anno 2015 – codifica DPR
194/96*
Oggetto
Contributo
all'Associazione SOS
Donna per l'attività di
accoglienza abitativa
Motivazione
T
F
S
I
Sostegno all'attività di
accoglienza abitativa
dell'Associazione SOS
Donna
1
11
6
5
Anno di imputazione
Creditore
Capitolo/Artic
(denominazione e
olo
sede)
6061/410
Importo
2015
SOS Donna – Via
Laderchi 3 – Faenza
20000
Totale
20000
Importo
2016
Importo
2017
Scadenza del
pagamento
31/03/15 no
CIG/CUP
Impegno
monitorato
Centrali di
committenza* L.78/2010 L.95/2011 - DL
*
101/2013 ***
no
no
Inoltro alla
Corte dei
Conti
(SI/NO)****
no
(sottoscritto digitalmente ai sensi dell'art. 21 D.Lgs. n. 82/2005 e s.m.i.)
NOTE ALLA COMPILAZIONE
* Per l'anno 2015 ai fini autorizzatori viene adottata la codifica di bilancio per Titolo-Funzione-Servizio-Intervento, nell'esercizio 2016 entrerà in vigore la codifica prevista dal D.Lgs. 118/2011 per MissioniProgrammi-Titoli-Macroaggregati
** indicare se: CONSIP - INTERCENT - MEPA - MEPA di INTERCENT – LAVORI – ASSENZA – EXTRA OFFERTA MIGLIORE – EXTRA TIPOLOGIA NON RILEVABILE
*** indicare il codice per il monitoraggio: 1- spese per incarichi di studi e consulenze; 2 - convegni; 3 - mostre; 4 spese di rappresentanza; 5 - spese di pubblicità;
6 - noleggi e spese per autovetture; 7 - arredi
**** da indicare solo per spese di convegni/mostre/spese di pubblicità e rappresentanza superiori a € 5.000
copia informatica corrispondente all'originale dell'atto formatosi digitalmente
Pagina 1
COMUNE DI FAENZA
Provincia di Ravenna
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VISTO DEL FUNZIONARIO
SERVIZIO PROMOZIONE ECONOMICA E TURISMO
PROPOSTA n. 756 / 2015
OGGETTO: IMPEGNO A FAVORE DELL'ASSOCIAZIONE SOS DONNA DI FAENZA DELLA
SPESA COMPLESSIVA DI EURO 20.000,00 PER L'ANNO 2015 QUALE CONTRIBUTO PER
LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO COMPLESSIVO DI UTILIZZO DELLE CASE DI
ACCOGLIENZA AD INDIRIZZO SEGRETO E DELLE ATTIVITA' DI SUPPORTO PROMOSSE
Visto di regolarità a conclusione del procedimento istruttorio svolto.
Lì, 24/03/2015
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
MALPEZZI GUALTIERO
(sottoscritto digitalmente ai sensi
dell'art. 21 D.Lgs. n. 82/2005 e s.m.i.)
copia informatica corrispondente all'originale dell'atto formatosi digitalmente
COMUNE DI FAENZA
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VISTO CONTABILE
SERVIZIO PROMOZIONE ECONOMICA E TURISMO
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE n. 194 / 2015
OGGETTO: IMPEGNO A FAVORE DELL'ASSOCIAZIONE SOS DONNA DI FAENZA DELLA
SPESA COMPLESSIVA DI EURO 20.000,00 PER L'ANNO 2015 QUALE CONTRIBUTO PER
LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO COMPLESSIVO DI UTILIZZO DELLE CASE DI
ACCOGLIENZA AD INDIRIZZO SEGRETO E DELLE ATTIVITA' DI SUPPORTO PROMOSSE
Visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria ai sensi dell’art. 151,
comma 4, del D.Lgs. 18.08.2000 n. 267
6061/410 - € 20.000 - SOS Donna - Imp. 1391 anno 2015
Lì, 13/04/2015
IL RESPONSABILE SETTORE
RANDI CRISTINA
(sottoscritto digitalmente ai sensi
dell'art. 21 D.Lgs. n. 82/2005 e s.m.i.)
copia informatica corrispondente all'originale dell'atto formatosi digitalmente
PROGETTO RELATIVO ALL'AFFIDAMENTO IN USO DEI LOCALI DESTINATI A CASE
DI ACCOGLIENZA AD INDIRIZZO SEGRETO PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA E
CONNESSI SERVIZI INTEGRATIVI E DI SUPPORTO
1_ EMERGENZA H24_
Finalità dell'intervento
Il progetto qui proposto, risponde all’esigenza di fornire un primo sostegno e ospitalità alle donne (da sole o
con bambini) che si trovano in una situazione di emergenza a causa della violenza subita agita da partner o ex
partner, anche in giorni e fasce orarie nelle quali prima non si sarebbe potuti intervenire (come nel weekend,
durante i periodi festivi e in orari serali e notturni) e che si rivolgono alle Forze dell’Ordine, Polizia Municipale e
Pronto Soccorso. Sono infatti questi i soggetti che hanno la possibilità di attivare il servizio, attraverso un
numero telefonico dedicato attivo 24 ore su 24, 7 giorni la settimana.
Il servizio prevede la predisposizione di un alloggio di pronta emergenza, dato in gestione dall’ASP di Faenza
all’associazione SOS Donna da settembre 2013, con la funzione di garantire immediata protezione a chi ancora
non ha intrapreso un percorso di uscita dalla violenza. Le donne e i loro bambini, afferenti dal servizio H24,
potranno essere ospitate nell’alloggio anche in orario notturno, in una prassi di messa in sicurezza concordata
con i soggetti partner.
SOS Donna ha un servizio H24 attivato dal 1° luglio 2013, con partner il Comune di Faenza e rientra tra i
progetti attivati ex novo grazie ai finanziamenti ottenuti dal Dipartimento per le Pari Opportunità, in seguito
alla vincita del bando per il “sostegno ai Centri Antiviolenza ed alle strutture pubbliche e private finalizzato ad
ampliare il numero di servizi offerti alle vittime la cui incolumità sia particolarmente a rischio e per l’apertura di
centri antiviolenza a carattere residenziale nelle aree dove è maggiore il gap tra la domanda e l’offerta”. Il
servizio è rivolto a Forze dell’Ordine, Polizia Municipale e Pronto Soccorso della città. L’attività si svolge in
stretta sinergia e collaborazione con i soggetti coinvolti: oltre ad un iniziale lavoro congiunto per stabilire le
procedure, lo scambio è costante grazie ad incontri di monitoraggio effettuati ogni cinque mesi.
Ad oggi i casi su Faenza per i quali si è ricorsi all’attivazione del servizio sono stati 14.
Obiettivi generali e specifici
Il progetto proposto, nasce dalla necessità di dare continuità al servizio che il Centro ha istituito e che è stato
valutato positivamente dai soggetti coinvolti, sia in termini di utilità che di efficacia.
Il Progetto proposto da Sos Donna di Faenza persegue alcuni obiettivi generali quali garantire una copertura
totale per il sostegno e la prima accoglienza delle donne vittime di violenza, al di là degli orari di apertura del
centro come stabilito nella “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro
le donne e la violenza domestica”, conosciuta come Convenzione di Istanbul del 2011, in cui è emersa la
necessità di garantire la funzionalità del servizio svolto dai centri antiviolenza in maniera continuativa, 24 ore
su 24.
Azioni, tempi e metodologie adottate
Il progetto sarà attivo da gennaio 2015 avrà la durata sperimentale di due anni (fino a dicembre 2016).
Verrà svolta una formazione delle operatrici di riferimento e una supervisione con una psicoterapeuta.
Il servizio sarà gestito da due operatrici, che garantiranno la reperibilità attraverso una turnazione prestabilita
da calendario.
La messa in pratica del servizio avviene attraverso l’attivazione telefonica dell’operatrice di turno, da parte dei
soggetti, all’interno di Forze dell’Ordine, Polizia Municipale e Pronto Soccorso, che entrano in contatto con la
donna che si trova in condizione di emergenza o difficoltà.
Per ogni caso viene fatta una valutazione specifica, in modo da intervenire in maniera idonea (in modo da
rispondere con l’intervento più idoneo).
SOS DONNA FAENZA Associazione ONLUS - Centro contro la violenza alle donne
Via Laderchi, 3 - 48018 Faenza (RA) – tel e fax 0546 22060
e-mail [email protected] - Cod. Fisc. 90014420393 – www.sosdonna.com
orari ufficio: lunedì e venerdì 14.30 – 18.30 - martedì, mercoledì e giovedì 9 - 13
Una volta accertata la volontà della donna al contatto col Centro, si valuta la sua disponibilità a un primo
colloquio, che può avvenire telefonicamente o personalmente, recandosi direttamente nel luogo in cui la
donna si trova. Verrà valutata poi la gravità della situazione e la sussistenza di una situazione di emergenza
tale da richiedere l’allontanamento immediato della stessa (da sola o con bambini) al fine di garantirne
l’incolumità. In caso di esito positivo della valutazione, si procede con la messa in sicurezza della donna,
attraverso il trasferimento in un luogo ad indirizzo segreto. Dell’ubicazione del luogo deputato all’ospitalità in
emergenza, sono a conoscenza solo il Centro e le operatrici di riferimento; non ne verrà data comunicazione a
nessun altro soggetto coinvolto nel progetto, in un’ottica di garantire una totale sicurezza a chi vi verrà
ospitato. La donna accolta sarà informata della necessità di mantenere segreto il luogo e sottoscriverà, al
momento dell’ingresso nella casa, un regolamento a tal proposito, senza tuttavia la necessità di sporgere
denuncia nell’immediato.
L’ospitalità, per il carattere dell’emergenza che la caratterizza, dovrà essere limitata a dieci giorni successivi,
trascorsi i quali la donna sarà presa in carico dal centro di riferimento, individuato in base alla competenza
territoriale.
In caso di mancata disponibilità dell’alloggio di emergenza, è prevista la possibilità di inserire
temporaneamente la donna in strutture quali Bed & Breakfast e Hotel.
Si ritiene di fondamentale importanza lo scambio e il confronto con i soggetti partner del progetto quali Forze
dell’Ordine, Polizia Municipale, Pronto Soccorso: si chiederà a ciascuno di individuare uno o più referenti, coi
quali svolgere con regolare cadenza (ogni quattro mesi) incontri di monitoraggio e confronto.
Metodologia d’intervento
L’intervento si attiva quando l’operatrice riceve la telefonata: si reca sul luogo in cui si trova la donna (Pronto
Soccorso, Caserma, Commissariato) e qui avviene un primo colloquio individuale, da svolgersi senza la
presenza di altri soggetti e in un luogo che garantisca privacy e nel quale la donna possa sentirsi il più
possibile a suo agio. È questo il momento in cui, assieme alla donna e nel rispetto della sua volontà, viene
fatta la valutazione sulla pericolosità della situazione e della eventuale necessità di collocamento nell’alloggio
di emergenza. La possibilità di alloggiare in questa struttura non è vincolata alla decisione di sporgere
denuncia. In caso di esito positivo della valutazione, si procede col trasferimento della donna e dei figli, se li
ha con sé, nella casa di emergenza; questo può avvenire sia con taxi sia tramite servizi di trasporto privati. Il
regolamento della casa prevede che non vi possono fare ingresso i bambini di sesso maschile dai 14 anni in
su. La durata massima dell’ospitalità in emergenza è stabilita in dieci giorni, durante la quale la donna è
seguita giornalmente con colloqui, con la fornitura dei pasti e con un supporto costante per far fronte a tutte
le esigenze che manifesta. Se con la donna sono presenti figli minori, verrà data comunicazione della
situazione e del temporaneo allontanamento sia al padre, tramite telegramma, che ai servizi sociali.
Già nei colloqui che la donna svolgerà con le operatrici durante l’ospitalità, verrà fatta una progettazione delle
azioni da intraprendere una volta terminata l’emergenza, nell’ottica della progettazione di un percorso di
autonomia e uscita dalla violenza. Le decisioni sono prese dalla donna stessa, secondo il principio
dell’autodeterminazione: si potrà valutare il rientro nell’abitazione della donna, l’allontanamento o l’inserimento
nella casa di ospitalità, previa denuncia e in accordo coi servizi sociali.
Risultati attesi
- creare una rete di servizi che condivida l’attenzione e gli strumenti utili a prevenire il disagio dovuto
alla violenza di genere, in particolare nell’immediatezza del primo intervento
- sviluppare buone prassi e condividerle attraverso lo scambio con gli altri attori della rete
- sviluppare una maggiore e diretta conoscenza degli effetti che la violenza riporta a livello psicoemotivo nelle donne vittime
- fornire le prime informazioni e sostegno, anche di tipo abitativo, a quelle donne che insieme ai loro
figli decidono di allontanarsi urgentemente da casa dopo un primo accesso al pronto soccorso o alle
Forze dell’Ordine
- sostenere e aiutare le donne nel decidere quale strada percorrere supportandole in qualsiasi decisione
prendano, cercando però di fornire loro strumenti per tutelarsi in casa.
Chi sono i destinatari dell’intervento (descrizione e quantificazione)
I destinatari dell’intervento sono donne italiane e straniere che si trovano in una situazione di difficoltà in
SOS DONNA FAENZA Associazione ONLUS - Centro contro la violenza alle donne
Via Laderchi, 3 - 48018 Faenza (RA) – tel e fax 0546 22060
e-mail [email protected] - Cod. Fisc. 90014420393 – www.sosdonna.com
orari ufficio: lunedì e venerdì 14.30 – 18.30 - martedì, mercoledì e giovedì 9 - 13
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emergenza, che entrano in contatto con Forze dell’Ordine, Polizia Municipale, Pronto Soccorso dei comuni
interessati dal progetto.
Per poter attivare il servizio non è richiesta la residenza della donna in questi stessi comuni.
Ambito territoriale in cui l'intervento verrà sviluppato
L’attività sarà rivolta alle donne che entrato in contatto con Forze dell’Ordine, Polizia Municipale e Pronto
Soccorso dei Comuni facenti parte dell’Unione della Romagna Faentina (Brisighella, Casola Valsenio,
Castelbolognese, Faenza, Riolo Terme, Solarolo).
Costo dell'intervento
Costo complessivo dell'intervento:
Euro 28.000,00
2_ GESTIONE CASE RIFUGIO, DI PRONTA EMERGENZA, DI AUTONOMIA
Finalità dell'intervento
Il progetto, risponde all’esigenza di fornire ospitalità alle donne (da sole o con bambini) che si trovano sia in
una situazione di emergenza a causa della violenza subita, che in situazioni di disagio dovute a violenze
passate e che hanno la necessità di un alloggio cosiddetto “di autonomia” che le possa cioè aiutare a
fronteggiare le spese per il mantenimento di loro stesse ed i loro bambini.
Oltre alla predisposizione dell’alloggio di pronta emergenza attivo da settembre 2013, per le donne e i loro
bambini afferenti dal servizio H24 (descritto precedentemente), sono a disposizione due appartamenti di
emergenza abitativa ad indirizzo segreto e una casa di autonomia.
Con l’apertura degli alloggi di emergenza abitativa, attivi dal 2010 e gestiti dall’Associazione SOS Donna, il
Comune di Faenza si pone l’obiettivo di dare aiuto e temporanea ospitalità a donne sole o con figli minori,
italiane o straniere che hanno subito violenza o maltrattamento fisico, psicologico o altro, mentre con la casa
di autonomia, data in gestione a SOS Donna in comodato d’uso gratuito da un privato da maggio 2014, si
vogliono aiutare le donne che sono uscite dalla violenza a reinsersi nel contesto sociale.
A_Specifiche delle Case d’accoglienza ad indirizzo segreto
Le case di accoglienza offrono protezione alle donne che subiscono violenza accogliendole presso strutture il
cui indirizzo è segreto, ma che non ha copertura educativa sulle 24 ore proprio per il fatto che non sono
comunità residenziali, ma all’interno di questi alloggi le donne hanno il pieno possesso della loro autonomia e
capacità genitoriale.
Si tratta di due alloggi: un bilocale che può ospitare un nucleo massimo di 5 persone e un appartamento con
due camere da letto che può ospitare due nuclei monogenitoriali per un totale di 6 posti letto.
Gli obiettivi sono quelli di:
- Offrire alle donne e alle/ai loro figlie/e un luogo sicuro, protetto, accogliente e tranquillo.
- Sostenere le donne nelle loro scelte attivando insieme a loro i canali necessari per realizzare il loro progetto
di uscita dalla violenza.
- Offrire alle donne che vivono situazioni di violenza percorsi di sostegno psicologico alla genitorialità.
- Offrire ai/alle bambini/e che subiscono ed assistono alla violenza percorsi di sostegno psicologico.
- Offrire a tutti i bambini ospiti un sostegno educativo all'interno delle case rifugio.
- Costruire una rete con gli altri servizi e istituzioni preposti alla tutela dei minori.
La donna può accedere alle case facendo richiesta di ospitalità all’operatrice di accoglienza oppure, se in
emergenza, durante la telefonata al Centro. Se la donna è residente a Faenza, deve essere attivato il nucleo di
coordinamento formato dalla responsabile delle case e da due assistenti sociali dei Servizi Sociali di Faenza,
per valutare l’ingresso che sarà totalmente gratuito (sia per la donna che per i servizi sociali).
Se la donna abita fuori comune deve essere l’assistente sociale del Comune di riferimento a inoltrare la
richiesta alle Case, prevedendo il pagamento di una retta di ospitalità mensile variabile in base al numero di
figli.
Il sostegno psicologico alla genitorialità permette alle madri la riscoperta delle potenzialità e delle competenze
genitoriali probabilmente danneggiate dalla violenza: l’azione positiva sul legame di protezione e di cura
fornisce ai bambini la possibilità di essere seguiti dalle loro madri con modalità adeguate e rispondenti ai
SOS DONNA FAENZA Associazione ONLUS - Centro contro la violenza alle donne
Via Laderchi, 3 - 48018 Faenza (RA) – tel e fax 0546 22060
e-mail [email protected] - Cod. Fisc. 90014420393 – www.sosdonna.com
orari ufficio: lunedì e venerdì 14.30 – 18.30 - martedì, mercoledì e giovedì 9 - 13
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propri bisogni di crescita. Il sostegno psicologico ai/alle minori è mirato a intervenire sulle conseguenze
emotive, affettive e relazionali danneggiate dalla violenza vissuta in ambito familiare.
I requisiti indispensabili per l’accesso alle case rifugio sono molteplici:
- La donna deve aver fatto la denuncia dei maltrattamenti subiti alle forze dell’ordine.
- Deve esserci la volontà esplicita della donna di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza e la
richiesta di ospitalità deve essere fatta direttamente dalla donna.
- Le donne ospiti devono accettare di convivere con altre donne e bambini di culture diverse. I figli maschi
vengono accettati nella casa rifugio fino all’età di 14 anni.
- Non viene mai concesso di fissare la propria residenza anagrafica o domicilio presso la casa rifugio, il cui
indirizzo deve sempre rimanere segreto.
Modalità per assicurare la segretezza dell’indirizzo delle Case rifugio
E’ fatto obbligo, per tutti coloro che conoscono l’indirizzo delle case rifugio, mantenere il segreto sullo stesso,
compresi i dipendenti del Comune di Faenza e dei Servizi Sociali Associati che per ragioni di venissero a
conoscenza per ragioni di servizio. L'Associazione SOS Donna, tiene aggiornato e controllato un elenco delle
persone appartenenti alla medesima associazione che sono a conoscenza dell'indirizzo delle Case rifugio.
Le donne accolte devono firmare un impegno scritto a non comunicare ad alcuno il luogo di accoglienza,
anche al termine della loro permanenza nelle case. All’esterno degli appartamenti non viene esposta alcuna
indicazione che possa portare all’individuazione delle case rifugio.
Per le modalità di gestione degli appartamenti, che ne garantiscano la segretezza, è stato stilato un
Regolamento interno delle case e un Disciplinare tra Comune e Associazione SOS Donna per l’affidamento
della gestione delle case. Le donne che saranno ospiti dovranno leggere e sottoscrivere il regolamento e il
disciplinare, il foglio della privacy, oltre al modulo di responsabilità civile e penale sui beni relativi l’alloggio.
Da dicembre 2013 non deve più essere presentata la domanda di ospitalità in favore di cittadino straniero
facente parte dell’unione europea, come non è più richiesta la cessione di fabbricato da presentare in
questura.
Personale occupato nel servizio
L’equipe di lavoro del gruppo casa rifugio è costituita da operatrici e un’educatrice dedicata ai minori ospiti e
quando possibile, fanno parte del gruppo anche volontarie e tirocinanti.
Il gruppo è coordinato da una responsabile a cui fare riferimento anche per la gestione pratica delle case e
che si occupa di mantenere i contatti con le assistenti sociali di riferimento, con le scuole se sono presenti
bambini e con le forze dell’ordine.
Il Servizio Minori vede coinvolte al suo interno figure professionali specificatamente formate sulla violenza
ai/alle minori. È composto da psicologhe-psicoterapeute ad indirizzo sistemico-relazionale.
Metodologia
Tutta l’equipe ha ricevuto la formazione propria del centro antiviolenza sull’operare con donne e minori che
hanno subito violenza.
La metodologia di intervento specialistica per i minori fa riferimento alle linee guida internazionali e nazionali
(promosse dal Coordinamento Italiano dei servizi contro maltrattamento e l’abuso all’infanzia - CISMAI) e le
integra con la metodologia propria dei centri antiviolenza.
Attività svolta nell’area psicologica: colloqui di osservazione con i/le minori; colloqui di sostegno psicologico
rivolti ai minori mirati al superamento del trauma conseguente le situazioni di violenza vissuta ed assistita;
colloqui di osservazione della relazione madre-bambino/a; colloqui individuali di sostegno alla genitorialità;
gruppi/laboratori rivolti alle mamme che hanno subito violenza; colloqui di sostegno psicologico per giovani
donne che hanno subito violenza nell’infanzia.
Nel corso dei colloqui individuali sulla genitorialità, si cerca in particolare di promuovere l’autonomia femminile,
in particolare a livello ideativo: si riflette sull’importanza di legittimarsi, in virtù della conoscenza dei propri
bambini e del fatto che la loro gestione sia affidata al novanta per cento (se non totalmente, in molti casi)
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proprio alle mamme le quali risultano, quindi, esperte e competenti, in grado di scegliere quello che risulta più
adeguato ai bisogni dei figli. E’ emerso, infatti, come spesso le donne tendano a non legittimarsi tali capacità e
ad aderire ai modelli maschili, soltanto per evitare discussioni con i compagni o scoppi di ira ed aggressività
nei loro confronti e spesso alla presenza dei piccoli, anche laddove i loro interventi possano configurarsi come
prodromi di possibili disagi per i minori quando non anche azioni lesive a loro danno. A tal proposito,
all’interno delle case rifugio, è possibile effettuare una sorta di lavoro psicoeducativo per aiutare le madri a
comprendere cosa sia più funzionale per i figli e soprattutto per aiutarle a leggere correttamente i bisogni dei
propri bambini.
Nel corso degli incontri con i minori invece è possibile, in casa rifugio, aiutare bambine/i e ragazze/i a
comprendere cosa stava accadendo nelle loro famiglie, a superare il trauma dell’allontanamento ma
soprattutto ad esprimere quei vissuti a volte difficili anche da pensare; una volta usciti, in accordo con i Servizi
Sociali di riferimento, un supporto psicologico ai minori può essere utile per aiutarli a reinserirsi nel proprio
contesto di riferimento ma ancora di più proseguire il lavoro sulle emozioni favorirà una loro maggiore
consapevolezza ed espressione e la rielaborazione della propria storia personale alla luce delle vicende
esperite.
Attività svolta nell’area educativa: interventi educativi individuali durante l’ospitalità per fornire un sostegno
alla relazione madre-figlio/a nella fase di uscita dalla situazione di violenza; accompagnamento della madre e
dei/delle figli/e nell’iter giudiziario; accompagnamenti nella realtà sociale del territorio per facilitare ai/alle
minori e alle loro madri l’utilizzo delle risorse presenti sul territorio rivolte ai minorenni, dall’inserimento
scolastico alle attività ludiche; collegamento con i servizi territoriali preposti alla tutela dei/delle minori
sostegno scolastico; gruppi/laboratori rivolti ai/alle bambini/e.
Servizi
- Ospitalità garantita per un anno
- Assicurazione idonea a coprire la responsabilità civile
- Accompagnamento ai servizi territoriali in caso di necessità con mezzi propri delle operatrici o in alcuni casi il
trasporto viene organizzato in collaborazione con agenzie di trasporto private
- Vitto e beni di prima necessità garantiti settimanalmente anche attraverso i progetti “Brutti ma Buoni” della
Coop
- N° posti letto disponibili: 11
- Condivisione tra donne degli ambienti domestici
- Lavoro di equipe e supervisione
- Gratuità per le donne del comune di Faenza, pagamento di una retta da parte dei servizi sociali dei Comuni
di riferimento, per le donne residenti fuori comune
- Modulistica in fase di ingresso e di uscita dalle case rifugio
- Supporto legale
- Aiuto nella ricerca del lavoro
Tutela delle utenti all’interno delle case rifugio
Il servizio di accoglienza nelle Case garantisce la privacy e la tutela della riservatezza alle donne sia nella fase
di intervento diretto che a percorso concluso. Nelle Case d’accoglienza è garantita la sicurezza impiantistica,
tecnologica e strutturale. Nel 2014 grazie ad un finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità si sono
potuti rendere gli appartamenti ancora più sicuri con la sostituzione delle vecchie porte di ingresso con portoni
blindati.
Obiettivi generali e specifici
Il progetto proposto, nasce dalla necessità di dare continuità al servizio che il Centro ha istituito da maggio
2010 e che è stato valutato positivamente dai soggetti coinvolti, sia in termini di utilità che di efficacia.
Il Progetto proposto da Sos Donna persegue alcuni obiettivi generali quali garantire una copertura totale per il
sostegno e la prima accoglienza delle donne vittime di violenza, al di là degli orari di apertura del centro.
Risultati attesi
• ricevere un’ospitalità temporanea, concordata, progettata preventivamente con il Servizio Fenice e condivisa
con i Servizi Sociali territoriali
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• avere un’opportunità di reinserimento sociale
• agevolare la donna nella cura e nella custodia dei propri figli
• riflettere sulle proprie risorse, sui propri bisogni e dei figli.
Ambito territoriale in cui l'intervento verrà sviluppato
L’attività sarà rivolta alle donne dei Comuni facenti parte dell’Unione della Romagna Faentina (Brisighella,
Casola Valsenio, Castelbolognese, Faenza, Riolo Terme, Solarolo), oltre che da fuori Comune dietro il
pagamento di una retta di ospitalità.
B_Specifiche della casa di autonomia
A partire dall’esperienza maturata all’interno di strutture di prima accoglienza, l’Associazione ha rilevato il forte
bisogno, da parte delle donne uscenti dai percorsi di sostegno, di un accompagnamento nella fase finale di
completa autonomia. Lo stesso bisogno diviene ancora più impellente per quelle donne sole con figli che non
abbiano un supporto familiare e che pertanto non godano né di un supporto socio-educativo né di una
soluzione abitativa stabile e sicura.
Quest’ultima rappresenta infatti uno degli strumenti principali per lo sviluppo di una reale capacità di
progettazione di vita indipendente, attraverso un approccio educativo che tenda ad eliminare gli aspetti
assistenzialistici e a promuovere un’effettiva autodeterminazione.
Si rende pertanto necessario creare una realtà di transizione, sia per quelle donne inserite in struttura che
hanno bisogno di sperimentare un graduale sviluppo di autonomia, finora mediato dalla presenza costante e
quotidiana di un’équipe educativa, senza incorrere in situazioni di rischio determinate dall’incapacità di gestire
autonomamente tempi lavorativi, gestione della casa e gestione della quotidianità; sia per quelle donne che
non abbiano mai sperimentato la realtà della struttura di accoglienza e che dunque non abbiano mai
beneficiato né di una soluzione residenziale sicura e stabile né del supporto e dell’accompagnamento ad una
piena indipendenza.
Obiettivi dell'intervento
• Rispondere al bisogno abitativo di donne sole o con figli in uscita dal percorso della violenza con la
possibilità di permanenza nell’alloggio fino ad un anno;
• Sostegno volto all’integrazione delle donne già conosciute al centro antiviolenza mediante presa in carico in
accoglienza o perché ospiti nelle case rifugio;
• Sostegno psicologico finalizzato alla valorizzazione delle risorse individuali
• Avvio ad una piena autonomia
• Sostegno nella ricerca attiva di opportunità di formazione e lavoro
Sostenibilità dell'intervento
La casa di autonomia è stata data in gestione all’associazione SOS donna da un privato in comodato d’uso
gratuito quindi non verrà richiesto alle donne ospiti il pagamento di un affitto, però proprio per il progetto di
autonomia che le donne affronteranno verrà richiesto loro di contribuire economicamente al pagamento delle
utenze. L’Associazione offrirà gratuitamente i servizi forniti dalle figure professionali che continueranno a
seguire la donna e/o i minori, così come i servizi legati alla gestione amministrativa dell’alloggio.
Settimanalmente verranno consegnati alla donna alimenti del progetto “Brutti ma Buoni” attivo dal 2010 con la
Coop dell’Ipermercato “Le Maioliche” di Faenza.
Piano di sviluppo dell'intervento con fasi di lavoro, tempi di realizzazione e risultati
Proprio per il carattere di urgenza in cui si può attivare l’uso delle case non si possono avere dei calendari fissi
di lavoro, ma possono essere così sintetizzati dopo un’eventuale attivazione:
- Presa in carico da parte di due operatrici della donna. Le operatrici seguiranno la donna per tutto il suo
percorso all’interno delle case con colloqui a cadenza settimanale o maggiore in particolare all’inizio
dell’ingresso nelle case.
- Contatti con i Servizi Sociali di riferimento, con le Forze dell’Ordine ed eventualmente con lo sportello legale
attivo presso l’Associazione per aiutare la donna a redigere la denuncia e seguirla successivamente nell’iter
giuridico civile e penale.
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- Attivazione della psicologa per i colloqui sulla genitorialità e quelli di supporto psicologico, oltre che
all’attivazione di volontarie come supporto ai minori nelle case.
- Gestione, tramite la coordinatrice delle case, di tutta la parte burocratica relativa all’inserimento (contatti con
i servizi sociali, eventuale cambio del medico di base e pediatra per le donne da fuori Comune, contatti con le
scuole frequentate dai minori e con le forze dell’ordine interessate del caso), della buona convivenza nel caso
di più nuclei all’interno dello stesso appartamento tramite riunioni comuni, gestione del vitto tramite il progetto
“Brutti ma Buoni” della Coop Adriatica o eventualmente gestione della spesa per i prodotti mancanti
- Attivazione dello sportello lavoro per aiutare la donna a raggiungere un’indipendenza economica
Costo dell'intervento
Costo complessivo dell'intervento: Euro 25.000,00
3_ CORSO DI AUTODIFESA
Il Corso di autodifesa rivolto alla popolazione femminile prevede sia una parte teorica che una pratica per un
totale di 26 ore.
La parte teorica è condotta da una psicologa che tratta i temi della violenza, l’importanza di avere sufficiente
autostima per potersi autorizzare il “no” alla violenza, nell’ottica di un amore inteso come rispetto e cura
dell’altro; da un avvocato che rappresenta la tutela giuridica nella legislazione italiana e dà alcune nozioni sul
diritto di famiglia (separazione e affidamento dei figli); e infine, dal Vice Questore del Commissariato di
Faenza che aggiorna sul nuovo decreto contro la violenza di genere, suggerendo alcune misure da adottare
qualora ci si trovi in determinate situazioni.
Durante la parte pratica verranno insegnate da alcuni esperti di arti marziali alcune tecniche principali di
autodifesa.
Finalità dell'intervento
I principali obiettivi a cui il progetto assolve sono di sensibilizzare la popolazione femminile sul fenomeno della
violenza di genere e come imparare a contrastarla.
Per arrivare a ciò, la donna deve riconoscere i propri bisogni fisiologici di sopravvivenza e protezione. La
psicologa porrà l’accento sull’importanza del riprendersi in mano la propria vita, rinforzando l’autostima e il
bisogno di uscire da un’ottica di dipendenza affettiva, valorizzandosi e cercando la propria realizzazione
personale come donna e non solo come “compagna di”.
La parte teorica condotta dall’avvocato e dal vice Questore metterà la donna al centro rispetto ai propri diritti e
possibilità di uscita dalla violenza, nell’ottica che l’informazione e la conoscenza sono alla base dell’uscita di
una situazione d’incertezza e insicurezza.
La parte pratica invece, fornisce alla donna veri e propri strumenti di difesa da utilizzare qualora si trovasse in
situazioni di pericolo, potenziando il suo bisogno di sicurezza e protezione ma anche la percezione di saper
affrontare un pericolo. Di riflesso ne beneficerà anche il proprio senso di efficacia personale e autostima.
Tempi e modalità d’incontro
Le lezioni teoriche si svolgeranno presso la sede di SOS Donna in orario serale nei locali dell’Associazione
mentre quelle pratiche pure in orario serale presso la Palestra I.T.I.P. Bucci di Via San Giovanni Battista 11.
Per partecipare è necessario essere donne maggiorenni e l’iscrizione, effettuabile telefonando al numero
dell’Associazione.
Si è pensato di riproporre il corso di autodifesa a cedenza annuale e il corso sarà formato da 7 lezioni di tipo
teorico e 8 lezioni di tipo pratico.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione e sarà fatto compilare alle partecipanti un
questionario di gradimento che servirà per redigere una relazione finale relativa all’efficacia ed efficienza del
corso stesso.
Costo dell'intervento
Costo complessivo dell'intervento:
Euro 4.500,00
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4_ INCONTRI SULLA GENITORIALITA’
Promuovere la genitorialità significa valorizzare il prendersi cura, il dare sostegno, fornire una “base sicura”
che consente al bambino di allinearsi al suo ambiente di sostegno. Nelle situazioni di violenza intrafamiliare, è
frequente assistere ad una sorta di colpevolizzazione ed accusa, anche da parte degli operatori che si
occupano del caso, verso le madri maltrattate considerate incapaci e carenti rispetto a figli e alle loro
necessità; una donna soggetta, quotidianamente, a violenze di vario tipo, difficilmente riuscirà a mantenere un
atteggiamento di cura e protezione verso i propri figli, perchè la violenza domestica cronica, in sé, comporta
come conseguenza principale l’indebolimento della relazione madre-bambino per molteplici motivi. Questo,
però, non significa la donna sia una “cattiva madre”, che non ami il suo bambino o che non voglia
prendersene cura: molto spesso le donne, continuamente accusate dai partner di essere incapaci, anche da un
punto di vista genitoriale, di essere inutili, sviluppano una serie di sintomi depressivi, senso di impotenza e
insicurezza, paura di non effettuare le scelte giuste e di sbagliare, anche rispetto alla gestione dei figli, e
questi vissuti attivano una sorta di rinuncia e di stanziamento emotivo tra madre e bambino. Le donne stesse,
poi, faticano a percepire e riconoscere gli effetti che assistere alle violenze ai loro danni può avere sui figli:
tendono ad affermare che i bambini dormivano o non erano presenti, non hanno sentito o, se molto piccoli,
capito cosa stava accadendo nel momento del maltrattamento ed è come se cercassero di convincersi che i
figli sono stati tenuti fuori dalle violenze domestiche. Diventa basilare, far comprendere alle donne come, in
realtà, la violenza danneggi, in vario modo, le relazioni e tutte le persone coinvolte nel contesto familiare.
Sulla base di tali premesse l’Associazione Sos Donna si propone di costituire due gruppi (madri e bambini) che
verranno accolti nelle sale dell’Associazione stessa per realizzare un percorso, guidato da una Psicologa e da
alcune operatrici competenti, di sostegno alla genitorialità e di osservazione degli effetti della violenza assistita
sui minori.
Destinatari
Donne vittime di violenza o in uscita dalla violenza, che si sono rivolte al servizio Fe.n.ice – Associazione Sos
Donna e che, all’interno dei colloqui con le operatrici, hanno evidenziato o espresso una debole capacità
genitoriale o difficoltà, in particolare di contenimento, nel rapporto con i figli, e i figli minori stessi. Le donne
costituiranno un gruppo di confronto e condivisione rispetto alle problematiche relative alla dimensione
genitoriale e al rapporto con i figli.
Tempi e modalità di realizzazione
L’intervento sarà organizzato in 5 giornate, preferibilmente il sabato, momento in cui si presume che sia
maggiore la disponibilità delle partecipanti e dei propri figli, con cadenza quindicinale.
Operatori coinvolti
n. 2 Psicologhe (conduttrice gruppo donne, osservatrice gruppo minori)
n. 1 Operatrice (preferibilmente educatrice professionale, gruppo bambini)
Contenuti degli incontri
Nel percorso con le donne verranno trattati vari argomenti legati al tema della genitorialità e, indirettamente,
all’uscita dalla violenza. Si cercherà di realizzare una sorta di intervento psicoeducativo in grado di contenere
paure e preoccupazioni delle partecipando, valorizzando e incrementando le loro potenzialità, risorse e
competenze.
Finalità dell'intervento
Questo progetto propone di migliorare la qualità della vita di queste donne agendo sul loro senso di autostima
rispetto al ruolo materno e conseguente bisogno di realizzarsi al meglio delle loro possibilità. Il potere del
gruppo dei pari che condivide le stesse criticità, stimola un senso di appartenenza che aiuta nel sentirsi meno
sole e almeno inizialmente “a fare squadra” per supportarsi e trovare le risorse idonee a fronteggiare la
quotidianità con i propri figli.
Gli obiettivi vengono raggiunti grazie al poter condividere e confrontarsi rispetto al proprio ruolo di madre e
alle difficoltà nel rapporto quotidiano con i figli.
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La Psicologa che condurrà il gruppo, cercherà, attraverso gli incontri con le donne, di aiutarle a sviluppare
maggiore consapevolezza dei propri bisogni e di quelli dei figli, di accrescere il proprio senso di valore e
l’autostima personale in modo da poter meglio funzionare come “base sicura”, attraverso un’azione di
empowerment, individuale e di gruppo.
Ne beneficia la donna che ne esce rinforzata, sperimentando un ruolo di efficacia maggiore nel prendersi cura
del suo bambino, nel proteggerlo, con ovvie ripercussioni positive sul benessere del bambino.
Gruppo minori
Oltre al gruppo delle donne si costituirà, contestualmente, il gruppo dei bambini che, attraverso un momento
ludico saranno accompagnati ed osservati da due operatrici (Educatrice e Psicologa), in modo da poter
cogliere aspetti caratterizzanti le dinamiche relazionali oltre che elementi utili alla comprensione del disagio e
delle possibili conseguenze della violenza assistita sui minori. E’ noto, infatti, come assistere ad episodi di
violenza, in particolare se agiti su figure di riferimento importanti quali le madri, determini numerose
conseguenze sul piano psico-emozionale e, al tempo stesso, incida profondamente sulla relazione con la
vittima (madre). Diventa importante, quindi, offrire uno spazio anche ai minori, spesso sullo sfondo del
contesto in cui si perpetrano atti violenti, per esprimere i propri vissuti e le proprie emozioni, ma, in
particolare, per dar loro un nome e rielaborarle, sostenuti da adulti competenti e lungo un percorso da
condividere con il gruppo dei pari. A termine di questo primo percorso e a fronte di quanto emerso, sarà,
successivamente, possibile valutare la possibilità di realizzare uno specifico progetto per il gruppo minori al
fine di aumentare le risorse di bambini/e e favorire il ricostituirsi di un rapporto madri-bambini positivo.
Strumenti di lavoro con i minori
gioco libero con l’ausilio di pupazzi, bambole e altri materiali ;
gioco di gruppo e attività relazionali;
disegno libero;
Obiettivi specifici del lavoro con il gruppo minori
Il lavoro con il gruppo dei bambini si propone alcuni obiettivi basilari:
• ampliare la conoscenza e la comprensione diretta, tramite l’osservazione e il lavoro con i bambini, delle
conseguenze traumatiche che le violenze subite o a cui si è assistito provocano;
• realizzare un’azione di sostegno per i minori al fine di rendere possibile una ridefinizione delle dinamiche
relazionali disfunzionali messe in atto e apprendere modalità più positive di relazione con l’altro;
• incrementare l’autostima e il senso del proprio valore personale attraverso il lavoro con il gruppo e il
confronto con i pari grazie alla sperimentazione di attività ludico-espressive;
• offrire uno spazio di accoglienza, accettazione e rielaborazione delle emozioni e dei vissuti negativi spesso
celate;
• favorire una ristrutturazione del legame madre-bambino/a, offrendo strumenti utili al mantenimento di una
relazione positiva.
Costo dell'intervento
Costo complessivo dell'intervento:
Euro
1.200,00
5_ GRUPPO DI AUTO MUTUO AIUTO
L'Auto Mutuo Aiuto (AMA) si propone di mettere in contatto persone che condividono lo stesso problema,
facilitando dialogo, scambio vicendevole, confronto. L' Auto Mutuo Aiuto si fonda sulla convinzione che il
gruppo racchiuda in sé la potenzialità di favorire un aiuto reciproco tra i propri membri. Il passaggio da
semplice gruppo ad un vero mutuo aiuto, nel quale i rapporti siano fondati sulla reciprocità, non è affatto
scontato. La pratica del mutuo aiuto presuppone la capacità di valorizzare le risorse che esistono in tutte le
persone.
Finalità del gruppo
Il gruppo AMA pensato per l’Associazione è un gruppo che si confronta sui temi della dipendenza affettiva e
risponde ai bisogni di appartenenza, stima e realizzazione.
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Appartenenza poiché le donne che frequentano il gruppo condividono non solo sentimenti e situazioni legati al
tema della dipendenza affettiva, ma anche l’obiettivo di uscire da questa logica e diventare più autonome, ma
anche più serene, prendendosi cura di sé.
Stima perché il confronto tra pari porta al riconoscimento di proprie risorse interne e al rinforzo delle stesse,
necessarie alla messa in atto del processo di cambiamento.
Inoltre, le donne, diventando più consapevoli dei propri bisogni e uscendo da una logica di dipendenza
affettiva, gettano le basi per riuscire a realizzarsi in quanto donne, madri, lavoratrici, ecc.
Il nome specifico del gruppo e deciso dalle donne è “AMA-TI!”, poiché l’obiettivo ultimo è quello d’imparare a
volersi bene grazie ad un maggiore senso di efficacia personale e autostima.
Tempi e modalità di incontro
Gli incontri di circa un’ora e mezza saranno a cadenza quindicinale in orario serale nei locali dell’Associazione e
verteranno sui temi della dipendenza affettiva.
Si prevedono circa 15 incontri nell’arco temporale ottobre-maggio.
Per poter agevolare l'avvio del gruppo è necessaria la presenza di un’operatrice che gestisca gli aspetti
organizzativi e funga da facilitatrice/ conduttrice, attenta al mantenimento di alcune regole fondamentali del
gruppo: rispettare i turni di parola e mantenere la sospensione del giudizio e dei consigli, se non
esplicitamente richiesti.
Il numero dei partecipanti può variare da un minimo di 4 persone ad un massimo di 10. Generalmente i gruppi
AMA sono aperti e chiunque può entrarne a far parte, in qualsiasi momento, previo colloquio conoscitivo con la
facilitatrice del gruppo, in modo da valutare che vengano rispettati i criteri del gruppo stesso.
Costo dell'intervento
Costo complessivo dell'intervento: Euro
950,00
6_ PROGETTO SCUOLE “LIBERA DALLA VIOLENZA”
L'associazione SOS Donna, opera già da tempo nel territorio come centro di ascolto, prima accoglienza,
sostegno economico e legale e orientamento a nuovi progetti di vita e di lavoro per donne che hanno subito
violenza. L'Associazione, in collaborazione con il Comune di Faenza, svolge anche alcune attività di prevenzione
tra cui si inserisce il progetto “Libera dalla violenza” pensato per gli istituti scolastici del territorio di ogni ordine
e grado al fine di favorire una riflessione insieme agli studenti rispetto le tematiche delle differenze di genere e
della violenza alle donne. A convalida dell’importanza della sensibilizzazione sul tema della violenza nelle
scuole è stato anche stipulato, a luglio 2009 un protocollo d’Intesa tra il Ministro delle Pari Opportunità e il
Ministro dell’Istruzione con cui è stata istituita la settimana contro la violenza dal 12 al 18 ottobre; questo
conferma ulteriormente che le tematiche sulle differenze di genere e sulla violenza alle donne, quale
fenomeno sociale di grave intensità, entra di diritto nei piani dell'offerta formativa del nostro sistema
scolastico.
Destinatari dell'intervento
Il progetto “Libera dalla violenza”, realizzato dall'Associazione Sos Donna, in collaborazione con il Comune di
Faenza – Assessorato Pari Opportunità, è inserito all’interno di una serie di iniziative di prevenzione e di
sensibilizzazione rivolte, nel caso specifico, a minori dai 3 ai 17 anni con proposte differenziate in base alle
diverse fasce di età. La proposta pensata per gli istituti scolastici si pone come obiettivo principale la
sensibilizzazione delle giovani generazioni sulla tematica della violenza alle donne e delle differenze di genere
attraverso un percorso di riflessione e condivisone all’interno del gruppo classe. Operatrici con una specifica
formazione sulle tematiche proposte condurranno gli incontri della durata di due ore e, attraverso modalità
interattive e ludiche forniranno le basilari informazioni sulle differenze culturali di genere tra maschi e
femmine, sulle caratteristiche del fenomeno della violenza, sui comportamenti aggressivi, sulle molestie
sessuali alle donne e sulle eventuali strategie di prevenzione.
Obiettivo Generale
Il progetto intende, in generale, promuovere una cultura di genere basata sul rispetto reciproco e sulle
differenze; obiettivo principale è anche la sensibilizzazione sulla tematica della violenza alle donne sempre
considerata in un’ottica di genere.
SOS DONNA FAENZA Associazione ONLUS - Centro contro la violenza alle donne
Via Laderchi, 3 - 48018 Faenza (RA) – tel e fax 0546 22060
e-mail [email protected] - Cod. Fisc. 90014420393 – www.sosdonna.com
orari ufficio: lunedì e venerdì 14.30 – 18.30 - martedì, mercoledì e giovedì 9 - 13
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Obiettivo Specifico
Sensibilizzare e promuovere in bambini e ragazzi una maggiore conoscenza e un conseguente rispetto delle
differenze di genere, riflettendo sull’influenza che esse hanno nel rapporto con i pari per promuovere modalità
di relazione non violente; approfondire le conoscenze relative ai fenomeni della violenza e dello stalking e
favorire una riflessione critica su tali tematiche.
Attività
I diversi moduli di cui si compone il progetto rivolto alle scuole primarie, medie inferiori e medie superiori
prevedono un incontro della durata di circa 2 ore (nelle scuole superiori, ad esempio, gli interventi si
differenziano per tema: nelle classi seconde vengono trattate le differenze di genere mentre nelle classi terze
la violenza di genere) nelle quali verranno svolte diverse attività.
Risultati attesi
- attivare un confronto e una riflessione con il gruppo classe sul tema delle differenze e violenza di genere e
condividere con il gruppo le esperienze personali relative alle tematiche affrontate,
- attivazione degli studenti attraverso l’utilizzo di canali comunicativi - espressivi che consentano, attraverso il
lavoro in piccolo gruppo o a coppie, la trattazione dei temi presentati,
- discussione e condivisione con gli alunni dei risultati emersi
- presentazione e conoscenza delle attività svolte dal servizio Fe.n.ice- Associazione SOS Donna
- distribuzione di materiale informativo: consegna di un opuscolo creato appositamente per le scuole con
informazioni sui vari tipi di violenze, gadget dell’Associazione;
- consegna di un questionario (anonimo) di valutazione dell’intervento.
Scuola d'infanzia
Per quanto concerne il percorso nella scuola dell’infanzia vengono proposti, preliminarmente ai tre incontri con
il gruppo classe (più numerosi rispetto agli altri moduli in considerazione dell’età degli alunni che richiede una
maggiore attenzione alla relazione con gli stessi), alcuni momenti formativi per gli insegnanti con l’obiettivo di
promuovere l’apprendimento di aspetti salienti riguardanti le tematiche delle differenze e violenza di genere
nonché favorire una conoscenza delle attività svolte dal servizio Fe.n.ice - Associazione SOS Donna.
Tempi di realizzazione
Da ottobre a maggio in accordo con le disponibilità degli insegnanti referenti per le varie classi
Costo dell'intervento
Costo complessivo dell'intervento: Euro 12.000,00
7_ ATTIVITA’ DI PROMOZIONE DEL CENTRO
Attività di sensibilizzazione e di contrasto alla violenza di genere, promozione del centro antiviolenza Fe.n.iceSos Donna, attività di promozione nell’ambito delle Pari Opportunità (rassegne cinematografiche, convegni,
presentazioni di libri, spettacoli, incontri con la cittadinanza, formazione nuove volontarie e aggiornamento
professionale).
Le attività vengono programmate anno per anno
Costo dell'intervento
Costo complessivo dell'intervento: Euro 10.000
COSTO TOTALE DELL'INTERO PROGETTO:
Euro 81.650,00
Ass.ne SOS Donna
La Presidente
Antonella Oriani
SOS DONNA FAENZA Associazione ONLUS - Centro contro la violenza alle donne
Via Laderchi, 3 - 48018 Faenza (RA) – tel e fax 0546 22060
e-mail [email protected] - Cod. Fisc. 90014420393 – www.sosdonna.com
orari ufficio: lunedì e venerdì 14.30 – 18.30 - martedì, mercoledì e giovedì 9 - 13
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AttoPR_SOSDONNA_CASE_2015