Nuove nomine
l Vescovo ha nominato:
Iconsacrata
* padre Giovanni Battista Damioli delegato vescovile per la vita
(4 aprile 2008)
Via del Seminario, 61
57122 Livorno
tel. e fax
0586/210217
* don Antonio Marini direttore dell’ufficio diocesano per
l’ecumenismo e il dialogo inter-religioso (4 aprile 2008)
[email protected]
Notiziario locale
Direttore responsabile
Alberto Migone
Vicedirettore: Andrea Fagioli
Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983
27 aprile 2008
* don Piotr Kownacki vice direttore dell’ufficio diocesano per
l’ecumenismo e il dialogo inter-religioso (4 aprile 2008)
* diacono Franco Caccavale e diacono Andrea Zargani vice direttori
aggiunti dell’ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso (4 aprile 2008)
Domenica 4 maggio dalle 15,30 alle 19,30 nella chiesa di S. Lucia (via Urano Sarti)
il Vescovo incontra i delegati
La diocesi di Livorno riunita
nella prima Assemblea
Introdurrà la riflessione il cardinale Albert Vanhoye s.j.
ervono i preparativi per la
prima Assemblea della
Diocesi: domenica 4 maggio
dalle 15.00 alle 19.30 nella
chiesa di S. Lucia si incontreranno
più di 350 persone che a vario titolo
saranno delegate dalle Parrocchie,
dagli Ordini e dalle Congregazioni
religiose e dalle Aggregazioni laicali
a rappresentare il popolo di Dio.
Sarà il luogo dove il Vescovo
incontra la Chiesa diocesana, dove
si dà voce al clero (tutti i sacerdoti e
i diaconi ne fanno parte di diritto) e
ai laici, dove si propone, si ascolta e
si può essere ascoltati, contribuendo
ad impostare le linee guida di
pastorale per i prossimi anni.
F
Ogni parrocchia, Ordine e Congregazione religiosa,
ogni Aggregazione laicale elegge i propri delegati
e li invita a partecipare all’Assemblea
perché tutti possano avere voce
Diversi e significativi saranno i
compiti dell’Assemblea, che come
ha tenuto a precisare il Vescovo
«non è un organismo politico, ma
di discernimento ecclesiale»:
eleggere il Consiglio Pastorale
Diocesano che sarà poi l’organo
attuativo dei progetti; portare a
completa attuazione il Sinodo del
1984; indicare al Vescovo le aree
tematiche da approfondire e
proporre scelte pastorali anno per
anno; verificare annualmente la vita
della Diocesi; riflettere su temi di
particolare interesse per la Chiesa
locale.
Ad accompagnare questo evento
sarà uno dei più grandi biblisti: il
cardinal Albert Vanhoye s.j. già
rettore del Pontificio Istituto Biblico
e Segretario della Pontificia
Commissione Biblica, che dopo un
primo momento di preghiera,
introdurrà il tema dell’Annuncio di
Gesù Cristo alla società di oggi,
spesso preda dell’individualismo e
lontana dalle comunità parrocchiali.
Dopo l’intervento del cardinale,
monsignor Giusti consegnerà ai
presenti una bozza di orientamenti
pastorali sui quali i delegati
potranno chiedere chiarimenti.
All’Assemblea seguirà la fase del
dibattito che però si svolgerà in
seguito nell’ambito di più incontri:
durante il mese di maggio infatti i
delegati riuniti per vicariato si
ritroveranno per confrontarsi e
approntare proposte alla bozza.
c.d.
La celebrazione ed il pranzo insieme per i 40 anni della parrocchia dedicata a Madre Seton
Una festa in famiglia
S
emplicemente una bella
festa.
Così
come possono esserlo le feste
organizzate in casa, in famiglia, dove tutti si stringono
e si danno da fare,
perché l’importante non è far bella figura, ma stare insieme nella gioia.
E quando si è tanti
e si festeggia un anniversario di quelli
belli «tondi» come
un 40°, qualunque cosa sembra più bella: la liturgia è più
partecipata, le pietanze si gustano meglio, i ricordi di ognuno
diventano memoria di tutti.
Domenica scorsa è stata una
domenica di aprile come tante,
ma non per la parrocchia S. Seton, entrata negli “anta” della
sua vita. Amici vecchi e nuovi si
sono incontrati nella celebrazione eucaristica delle 11.00
concelebrata dal parroco di
sempre don Gino Franchi e da
don Raffaello Schiavone, vice
parroco della comunità negli
anni ’90.
Un’atmosfera sobria, ma densa
di significato proprio nella domenica in cui il Vangelo parlava
di pecorelle e di un buon pastore che le raduna attorno a sé. Al
termine della Messa un mare di
abbracci, di strette di mano, di
«come stai?» e di «non perdiamoci di vista». E per quasi duecento persone il tutto è continuato nei locali sotto la chiesa,
nel salone Filicchi, il salone che
porta il nome di questa famiglia livornese, che tanti anni fa
si fece amica di Madre Seton, la
sostenne nella sventura e le
donò ciò che di più prezioso
aveva: la fede cattolica. Ed è
proprio grazie a questa famiglia
e ad una donna che seppe sfidare il suo tempo e le tradizioni, che la comunità livornese
oggi esiste, porta il suo nome e
diffonde i suoi insegnamenti.
A fare da contorno alla giornata
due «chicche» preparate dal
buon don Gino e da alcuni
suoi collaboratori: un libro e
un dvd sulla storia della parrocchia con un titolo tutto da scoprire «Le meraviglie del Signore». 40 anni passati, vissuti e ricordati, attraverso le pagine del
mensile parrocchiale «Seas insieme», sapientemente raccolte
in un unico testo e poi miriadi
di fotografie incise dalla tecnologia in un lungo filmato, che
sono scorse sullo schermo tra
lo stupore dei presenti che riconoscevano e si riconoscevano
in quei tanti momenti di vita.
Dalla designazione a parroco
allo scavo delle fondamenta
della vecchia chiesina, dai viaggi in America per incontrare le
Figlie di Madre Seton ai campeggi e alle settimane bianche,
dall’impegno per le missioni in
Albania e in Africa alla costruzione della nuova chiesa, fino
ai pannelli solari istallati un
mese fa sul tetto: volti, eventi,
momenti che hanno coinvolto
centinaia di persone. Quelle
stesse persone che, rimaste vicine alla parrocchia o allontanatesi un po’, ma crediamo solo
geograficamente, oggi dicono
grazie a questa comunità, ma a
cui la comunità stessa non può
che dire grazie!
Chiara Domenici
Nelle foto: il alto, da sinistra, don Gino Franchi (al centro, a sinistra don AlbertoVanzi, giovane sacerdote formatosi proprio
alla Seton e a destra don Raffaello Schiavone) e un momento della celebrazione; qui sopra il pranzo comunitario. Si
ringrazia Claudio Mele per le foto.
LA GIORNATA
DELLE
COMUNICAZIONI
SOCIALI
Al bivio tra
protagonismo
e servizio
Domenica
4 maggio
l bivio tra
protagonismo e
servizio: è questa la
situazione in cui il
Papa vede i mezzi di
comunicazione sociale. Lo
afferma nel messaggio che ha
scritto per la
quarantaduesima Giornata
mondiale delle
Comunicazioni Sociali che si
celebra il prossimo 4 maggio.
Il Papa non si limita ad
osservare questi mezzi che
«grazie ad una vorticosa
evoluzione tecnologica
hanno acquisito potenzialità
straordinarie» ma pone
anche un obiettivo
ambizioso agli operatori del
settore: «cercare la verità per
condividerla». «Occorre
evitare - scrive Benedetto XVI
- che i media diventino il
megafono del materialismo
economico e del relativismo
etico, vere piaghe del nostro
tempo». «Si può dire continua - che la ricerca e la
presentazione della verità
sull’uomo costituiscono la
vocazione più alta della
comunicazione sociale».
Nella nostra diocesi ,in
occasione della giornata
mondiale, l’ufficio diocesano
delle Comunicazioni Sociali
invita tutti gli operatori del
settore a partecipare ad una
celebrazione eucaristica che
si terrà domenica 4 maggio
alle 9.30, presso l’Istituto
delle Suore Calasanziane di
Via del Bosco, e sarà
presieduta dal Vescovo.
Gli operatori del settore,
durante l’anno pastorale,
hanno già avuto
l’opportunità di trovarsi
mensilmente nella preghiera
con il Vescovo Simone; si è
creata così una bella
consuetudine, promossa
dall’UCSI livornese, che
monsignor Giusti ha accolto
con favore e ha contribuito
in modo determinante a
rendere molto significativa.
È già in programma anche un
altro appuntamento
nell’ambito della giornata
delle Comunicazioni Sociali:
mercoledì 21 maggio alle 18,
presso il Salone del
Vescovado, interverrà
Francesco Belletti, docente
all’Università Cattolica e
direttore del Centro
Internazionale Studi
Famiglia, un centro culturale
del settimanale Famiglia
Cristiana; il sociologo
presenterà nell’occasione il
suo libro dal titolo: «Mai
parlato così tanto di
famiglia…tra dico e family
day».
N.S.
A
II
TOSCANA OGGI
LA SETTIMANA DI LIVORNO
27 aprile 2008
Prospettive e interrogativi
al salone Futura 2008
La Toscana si affida alla protezione di Maria
I ragazzi
e l’Università
ritornello è sempre il solito. «I ragazzi che si fermano agli
Itantilstands
chiedono per prima cosa: con questa laurea, dopo
sacrifici, troverò un posto di lavoro fisso?!». È questa la
domanda più frequente che i visitatori del salone per
l’orientamento allo studio e al lavoro «Futura 2008» presso
la Stazione Marittima di Livorno, hanno rivolto ai
responsabili delle varie università e accademie intervenute
al progetto, giunto ormai alla sua 7ª edizione. Lo spettro del
precariato e la paura di non riuscire ad avere un posto fisso
di lavoro per poter formarsi una famiglia, sono al centro
della mente della maggior parte dei ragazzi intervenuti al
Terminal Crociere di Livorno per informarsi sui percorsi da
intraprendere al termine della scuola superiore.
Stands delle più importanti facoltà universitarie toscane,
accademie, conferenze, depliants e opuscoli informativi, e da
quest’anno anche il «video box», cioè uno spazio apposito
dove gli interessati potevano registrare il proprio videocurriculum per trasmetterlo direttamente via Internet alle
aziende: Futura 2008 è senz’altro una ghiotta occasione per
tutti coloro che vogliono avere qualche importante «dritta»
per entrare con successo nel mondo del lavoro. Ma chi è
stato agli stands ad accogliere ed ascoltare decine di
domande provenienti dai giovani intervenuti, che sensazione
ha avuto dei ragazzi di oggi? Il conseguimento della laurea
viene sempre visto dai ragazzi, come avveniva anni fa, come
una sicura chiave per accedere con brillantezza al mondo
del lavoro? A sentire dalle parole di molti esperti,
sembrerebbe di no. I ragazzi hanno sempre più sfiducia nelle
università. Gianni Pietraperzia e Claudia Giorgi, delegati
all’orientamento per la facoltà di Scienze Matematiche,
Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Firenze,
evidenziano ad esempio che «i ragazzi chiedono sempre
meno informazioni riguardanti le conoscenze culturali che
otterranno alla fine dell’università: ciò che importa di più a
loro, oggigiorno, è sapere se dopo tanti sforzi mentali ed
economici riusciranno a trovare un lavoro che permetterà
loro di costruirsi una famiglia».
Megan Palomba, 21 anni, studentessa al 2° anno del corso
di laurea in Economia e Legislazione dei Sistemi Logistici
(attivata dall’Università di Pisa), sottolinea che la maggior
parte dei ragazzi intervenuti a Futura 2008 sono «poco
interessati e scettici nei confronti delle offerte del mondo
universitario», e «impegnati soprattutto a prendere gadgets
e t-shirts regalate da alcuni stands». Paola Menicagli,
membro della commissione Pari Opportunità della Provincia
di Livorno dice: «sono rimasta un po’ delusa nel vedere
l’atteggiamento distaccato di molti giovani nei confronti di
un’iniziativa così importante per il loro futuro. In passato i
giovani erano molto più interessati all’offerta formativa delle
università, ed in generale li vedevo molto più attenti a
queste giornate dedicate all’orientamento e alle
informazioni riguardanti il mondo del lavoro. Oggi li vedo
sempre più scombussolati e disorientati in questo particolare
momento della nostra società, con sempre meno fiducia nei
confronti delle lauree universitarie». Ma c’è una medicina
per riavvicinare i ragazzi al mondo delle università, e per
farli guardare con maggiore ottimismo al loro futuro? «Il
mondo delle scuole superiori e soprattutto quello delle
università - afferma la Menicagli - deve avvicinarsi
rapidamente al mondo del lavoro e alle sue richieste. La
scuola riempie i nostri ragazzi di nozioni che spesso servono
a ben poco, e non li mette invece in grado di essere subito
competitivi una volta che essi entreranno nel mondo del
lavoro: serve più pratica, e meno teoria! Oggigiorno il datore
di lavoro vuole che le persone assunte nella sua azienda
siano già in grado di svolgere la maggior parte del lavoro
che viene loro richiesto, per cui il sistema-scuola deve essere
in grado di dare questo tipo di competenze “pratiche”già dai
primi anni delle scuole superiori».
La dottoressa Ginetta Berti, presente allo stand
dell’Università di Siena, evidenzia che «i ragazzi che si
fermano al nostro spazio ci chiedono nella maggior parte dei
casi informazioni riguardanti quei corsi di laurea
“professionalizzanti”, come ad esempio il corso di laurea in
medicina e quello in ingegneria». Per la Scuola Superiore
Sant’Anna i giovani Mirko Ferrati e Elia Santi, studenti di
Ingegneria al 2° anno affermano: «La maggior parte dei
ragazzi che si è avvicinata al nostro stand - dicono - ci sono
sembrati abbastanza timorosi nei confronti di questo
percorso di studi: tanti ragazzi delle scuole superiori ci
vedono come dei ragazzi diversi dagli altri, forse per la
grande applicazione che mettiamo nello studio, ma in realtà
siamo dei ragazzi normali come loro! Certo è che, in un
momento così tragico e incerto per chi cerca lavoro,
conclude riuscire a laurearsi presso la Scuola Superiore
Sant’Anna costituisce una possibilità ben più ampia di
trovare facilmente un lavoro che possa garantirti una vita
serena». Allo stand dell’Accademia Navale di Livorno
troviamo il 23enne Rocco Capasso, sottotenente di Vascello:
«Entrare in Accademia Navale significa sposare un progetto
di vita che va ben oltre l’acquisizione di competenze
specifiche: i sacrifici sono molti, e si deve essere disposti a
stare lontani da casa anche per molti mesi. Nei colloqui
preliminari con i ragazzi che desiderano intraprendere
questa carriera chiediamo subito se sono disposti a star
lontani da famiglie e da fidanzate…è evidente che se li
vediamo titubanti, consigliamo loro di non intraprendere
questa via!».
La maggior parte dei responsabili dell’orientamento e
dell’informazione alle aspiranti matricole presenti alla 7ª
edizione del Salone Futura, ha notato due aspetti: «Ci sono
sempre meno ragazzi veramente interessati che si fermano
agli stand, e in linea generale anche il numero complessivo
dei ragazzi intervenuti alla manifestazione ci sembra
inferiore alle nostre aspettative. Ci chiediamo quanti ragazzi
di quelli accorsi in queste mattinate siano effettivamente
interessati a questo tipo di informazioni, mentre abbiamo
l’impressione che ai ragazzi faccia solo comodo perdere 2-3
ore di scuola la mattina per stare a spasso per i saloni di
Futura, dato che il pomeriggio i saloni sono quasi deserti!
David Evangelisti
omenica scorsa al Santuario di
Montenero si è svolta la XXXIV
Giornata Mariana Regionale,
organizzata dal collegamento
regionale Mariano.
Dopo l’accoglienza nella piazza del
Santuario dove era stato sapientemente
allestito un paracadute dalla Brigata
Folgore che ha permesso di riparare i
presenti dalla pioggia, i partecipanti
hanno scandito le Ave Maria del Santo
D
Al via la 25ª edizione del TAN,
l’evento atteso dai velisti
Sarà ancora
Trofeo Velico
Rosario.
Il vescovo di Livorno monsignor
Simone Giusti, ha poi portato il saluto
della Diocesi ospitante ringraziando il
Signore per la presenza della sacra icona
della Vergine sul suolo toscano.
Padre Raniero Cantalamessa nella sua
catechesi ha trattato il tema: «MARIA,
VIA ALLA CONVERSIONE», dopodiché
il cardinale Salvatore De Giorgi,
Arcivescovo emerito di Palermo, ha
presieduto la Solenne Concelebrazione
Eucaristica.
Al termine della celebrazione i
partecipanti anche a nome di tutta la
regione hanno rinnovato l’affidamento
a Maria della Toscana, iniziando una
fiaccolata e processione con la Venerata
Immagine della Madonna delle Grazie.
Ha concluso l’incontro monsignor
Vasco Bertelli, vescovo presidente del
Collegamento Mariano Toscano.
LA MOSTRA A VILLA MIMBELLI
FATTORI, DOPO UN SECOLO,
UNA MOSTRA CHE RIMARRÀ
NELLA STORIA
l Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno si è
ICosimi,
aperto mercoledì scorso. Pochi giorni prima il sindaco
nel presentare l’iniziativa ha ricordato che questi
25 anni confermano il rapporto ottimale della città con
l’Accademia Navale «punto di eccellenza del sapere» e
per questo il prossimo 2 maggio sarà consegnata
proprio all’Accademia la «Livornina d’oro», la più alta
onorificenza della città. Il TAN è motivo di orgoglio e di
impegno data la sua complessità operativa ed è
socialmente rilevante perché vede riuniti moltissimi
giovani di tante nazioni, segno di una comunità
giovanile che sa ritrovarsi in questa competizione
internazionale L’Ammiraglio Bettini ha ringraziato
Comune e Provincia per l’attenzione dimostrata verso il
Trofeo che ne ha permesso la continuità, questi 25 anni
hanno contribuito a creare un grandissimo legame con
le istituzioni, nelle manifestazioni di quest’anno è stata
coinvolta anche la Fortezza Vecchia grazie all’apertura
concomitante della 41° Mostra dell’Artigianato.
L’assessore al Turismo, Santini, ha voluto invece
sottolineare l’impegno della città per gli eventi
collaterali che in gran parte si terranno al Villaggio
«Tuttovela» al Porto Mediceo. Da Via Grande al
lungomare la città sarà addobbata con striscioni e
bandiere internazionali, i negozianti di Via Grande
esporranno nelle loro vetrine le «barchette di carta»
simbolo del 25° TAN, queste barchette saranno anche
appese ai soffitti del porticato della via. La mattina del
29 aprile (ore 10), tutti gli equipaggi in divisa e con la
bandiera della propria nazione (oltre 150 persone),
sfileranno dal Porto Mediceo al Palazzo Comunale dove
saranno ricevuti nella Sala Consigliare. I turisti presenti
a Livorno potranno vedere alcune mostre: quella ai
Granai di Villa Mimbelli su «Giovanni Fattori tra epopea
e vero» e quella alla Cantina del Palio , sugli Scali
d’Azeglio (dalle 17 alle 20 fino al 4 maggio) «La Scia e
la sua storia» che espone foto d’epoca e documenti sulla
«Scia», l’imbarcazione da competizione con un solo
vogatore. Per facilitare i turisti sarà in funzione un bus
navetta gratuito che permetterà la visita alle mostre. Nei
giorni del Trofeo numerosi ristoratori proporranno menù
tipici a prezzi concordati dai 20 ai 30 euro, l’iniziativa
prende il nome di «Veleggiare a tavola».
Il Capitano di Fregata Volpi e il Capitano di Corvetta
Anconelli hanno evidenziato che tra le finalità del TAN
c’è l’attenzione al contesto giovanile e sociale e al
rispetto per l’ambiente, la Vela è uno sport sano che
forma il carattere delle persone e i giovani ne sono
attratti. Rai Tre con il progetto «Poseidone» partecipa
all’evento con l’intento di sviluppare il rapporto dei
bambini con il mare, per questo la trasmissione
«Trebisonda» ha lanciato il concorso «Il mare secondo
me», i bambini vincitori con le loro famiglie saranno
ospitati dal 1° al 4 maggio a bordo della nave
Lullworth. Anche Rai Sport darà ampio risalto alle
regate delle diverse classi. Anche quest’anno sarà
assegnato il premio Unicef legato alla categoria velica
Optimist che ha lo scopo di avvicinare il mondo dello
sport a quello della solidarietà. Domenica 4 maggio,
giornata finale, vedrà, alle 11, il concerto della banda
dell’Accademia Navale alla Terrazza Mascagni a cui farà
seguito alle 12 il lancio dei paracadusti del Consubim.
Gianni Giovangiacomo
DI
GIAMPAOLO DONATI
a più grande retrospettiva
Lsull’opera
che sia mai realizzata
di Giovanni Fattori.
Con questa iniziativa Livorno,
la città che diede i natali al
grande maestro, ha scelto di
celebrare il centenario della
sua morte. E lo fa in grande
stile, in una mostra in cui
vengono esposte ben 290
opere del pittore livornese, la
maggior parte delle quali
provenienti da musei
nazionali, ma soprattutto da
diverse collezioni private, e
che quindi raramente sono
state in passato esposte al
pubblico «Si tratta - ha detto
l’assessore Massimo Guantini
- di un evento di straordinaria
importanza non solo a livello
locale, ma anche nazionale,
che collega questa mostra a
quella già in corso presso le
scuderie del Quirinale sulla
pittura italiana dell’Ottocento
e che per una volta fa uscire
Livorno da quel
provincialismo che spesso la
caratterizza sul piano
culturale e non solo».
L’organizzazione della mostra,
che si è aperta il 20 aprile
scorso e rimarrà aperta fino a
domenica 6 luglio presso Villa
Mimbelli, è stata curata dal
Comune di Livorno e della
Fondazione Cassa di
Risparmi, un sodalizio
collaudato che già in altre
occasioni ha dato la luce a
mostre e iniziative culturali
nella nostra città, anche se
mai di queste dimensioni.
Inoltre, al di là dell’aspetto
quantitativo del numero di
opere esposte, grande
attenzione è stata data alla
parte scientifica, che porta la
firma del professor Andrea
Baboni, uno dei maggiori
esperti della pittura di Fattori
in Italia, il quale ha disposto
le opere dividendole in venti
sezioni su basi in parte
tematiche e in parte
cronologiche: si va dai ritratti
ai primi studi di temi militari
fino ad arrivare ai grandiosi
quadri che raffigurano le
epiche battaglie
risorgimentali, dalla celebre
«Battaglia di Magenta», con
il quale partecipò e vinse il
concorso «Ricasoli» del 1859
a «L’assalto alla Madonna
della Scoperta», capolavoro
del periodo. Altre sezioni ci
ricordano che, negli stessi
anni, Fattori coltiva il
paesaggio, con le celebri
composizioni della campagna
maremmana fatta di butteri e
mandrie al pascolo, senza
tuttavia dimenticare il ritratto
e scene di vita urbana
durante il soggiorno
fiorentino e romano. Fino ad
approdare alla disillusione e
all’amarezza degli ultimi anni
in cui, finito il sogno
risorgimentale, si ritrova solo
in un mondo che sente ormai
lontano da sé: nei suoi dipinti
sono ormai un leitmotiv le
figure isolate di persone e
esseri viventi, quasi a
raffigurare il suo stesso
isolamento.
All’interno di ogni sezione
della mostra, i quadri esposti
sono inoltre arricchiti dalla
esposizione simultanea dei
disegni preparatori dello
stesso Fattori, dai quali si
comprende come l’artista,
anche nelle composizioni più
grandiose e scenografiche,
come quelle delle battaglie,
curasse con grande
attenzione ogni minimo
particolare, e come anzi
spesso usasse riprendere
singole figure studiate per
un’opera per un’altra
composizione, magari di
tutt’altro soggetto.
Una occasione, questa
mostra, per ripercorrere in
maniera organica l’opera
fattoriana nella sua interezza
come mai fino ad oggi era
stato possibile «dal vivo», e
che non mancherà senza
dubbio di attirare visitatori da
tutta Italia e, nello stesso
tempo, permetterà ai livornesi
di riscoprire in maniera più
approfondita un artista che,
con la sua tecnica e le sue
tematiche, ha lasciato tuttora
un segno nella tradizione
ancora viva della pittura
livornese.
TOSCANA OGGI
LA SETTIMANA DI LIVORNO
27 aprile 2008
L’adorazione eucaristica con i bambini alla parrocchia di S. Giovanni Bosco
AGENDA DIOCESANA
Siamo venuti per adorarlo
SABATO 26 APRILE
- 11.00, il Vescovo partecipa alla
manifestazione del Trofeo Accademia
Navale e Città di Livorno.
- 16.00, il Vescovo saluta all’incontro
diocesano dei
diaconi.
oglio
immaginare
che il
Signore
Gesù attenda con
gioia l’incontro
mensile di padre
Andrea con i
bambini e le
bambine delle classi
elementari e delle
medie. È un
ritrovarsi, mezz’ora
prima della cena
comunitaria, davanti
al Santissimo
Sacramento esposto
tutto il giorno, come
ogni giovedì nella
nostra chiesa, per
una adorazione a
carattere vocazionale.
I bambini arrivano
un po’ tutti trafelati,
dopo una giornata,
già ormai anche per
loro, intensa e
faticosa tra scuola,
sport ed attività varie. Ma,
sedutisi sul grande tappeto
davanti al Signore, ecco che, pur
piccoli, comprendono che quei
momenti acquistano un valore
speciale, perchè Cristo Gesù è
presente e vivo in mezzo a loro.
Certamente non facile è la loro
percezione. Quanto, ancora,
non lo è anche per noi adulti!
Ma lo scopo di questi incontri è
proprio quello di far loro
avvertire che Gesù è accanto a
noi, è nostro compagno nel
cammino e soprattutto,
nell’adorazione eucaristica, Egli
V
parla al nostro cuore, è nel
silenzio che possiamo sentire la
Sua voce. Silenzio! Parola quasi
sparita nella frenesia di questo
mondo! È bello invece vedere
come quei bambini, già educati
da don Luciano, dai catechisti e
dalla comunità stessa, cerchino
proprio nella preghiera
silenziosa l’incontro con il
Signore, è bello vedere i loro
volti pieni di luce rivolti verso il
Santissimo.
Sì, quanto acerba ancora è la
loro fede! Quante cose ancora
da scoprire, da imparare e
comprendere! Padre Andrea
seduto insieme con loro, con la
sua chitarra accanto per
intonare alcuni canti, cerca
appunto, anche rivolgendo loro
delle domande, di aiutarli a
capire che ognuno di noi ha la
propria chiamata:
«VOCAZIONE». Per ciascuno di
noi il Signore ha tracciato una
via, una storia da percorrere.
Quale gioia più grande
imboccare la strada giusta! «Ma
come facciamo a capire?»
giustamente chiedono i
bambini. Padre Andrea,
raccontando
della propria
personale
chiamata, cerca di
trasmettere loro
l’amore del
Signore. Per lui
questo amore ha
prevalso sopra
ogni altra cosa,
nel divenire frate
la sua vera
felicità.
Il bambino che
ha la fortuna di
crescere in una
sana famiglia, è
già di per sé
felice, per l’amore
dei suoi genitori e
per tutto ciò che
di bello e di
buono possono
offrirgli. Ma
crescendo tante
sicurezze si
perdono,
dobbiamo
acquistare una nostra identità,
capire chi siamo e cosa
desideriamo. Diverse sono le
vocazioni, tutte belle ed
importanti. Percepire, fin da
piccoli, che il Signore è la nostra
guida, li aiuterà a rimanere in
Lui per scoprire la gioia vera.
L’augurio grande allora che,
come comunità, possiamo fare
a questi bambini e ad altri che
verranno, è che le loro scelte
siano quelle giuste, dettate da
un cuore che si apre al volere del
Signore.
Daniela Costagliola
I 50 anni della comunità S. Agostino: la concelebrazione con tutti i sacerdoti
legati alla parrocchia per dire «grazie» a don Pierluigi Betti
Una parrocchia cresciuta giorno dopo giorno
na commovente concelebrazione nella «cinquantenne» parrocchia di
S.Agostino in onore del suo primo parroco don Pierluigi Betti con la
presenza dei suoi «chierichetti» divenuti poi sacerdoti: don Brutto, don
Sorbi, don Cantini, don Schiavone, don Fiordaliso e don Medaglini.
Presenti anche i suoi cappellani, monsignor Razzauti e don Caciagli insieme agli
attuali sacerdoti don Zoppi, don Okito e padre Conti. Hanno officiato anche Fra
Flores, anche lui parrocchiano, e il sacerdote ortodosso che celebra settimanalmente
la Messa per i fedeli dell’Est.
Monsignor Razzauti, che ha presieduto la cerimonia, ha definito don Betti come
«colui che ci ha insegnato ad amare il Signore» e don Andrea Brutto, ha ringraziato il
Signore per il dono delle tante vocazioni a S.Agostino. «L’incontro con Gesù - ha detto
don Brutto commentando il brano dei discepoli di Emmaus - fa maturare un
cambiamento interiore per cui ogni vocazione la si può comprendere solo in un
itinerario di amore che induce a fare scelte di vita duratura e a divenire degli
annunziatori; il lasciare una cosa per un altra non è una mortificazione ma è la
scoperta di ciò che vale di più. La missione che Gesù ci indica è di una preziosità tale
che ci accompagna nel tempo e anche gli ostacoli, possono divenire scoperta di un
dono per gli altri».
Al termine della concelebrazione monsignor
Razzauti, dopo aver ricordato i dodici anni
passati a S.Agostino, ha ricordato, tra gli applausi
dei fedeli, le tante persone che dal cielo
guardano la comunità, come don Ugo Papini e i
tanti laici che si sono prodigati per la parrocchia:
una parrocchia che negli anni ha saputo dare
una formazione vera, conciliare, ma che ha
bisogno ancora di tante persone per continuare
ad essere Chiesa.
Poi, molto commosso, ha preso la parola don
Betti, soddisfatto di trovarsi in una chiesa, la sua
chiesa, gremita come «una notte di Natale!».
«Forse -ha detto- i cinquantanni della nostra
parrocchia sono poca cosa rispetto ad altri
avvenimenti, ma sono stati cinquantanni vissuti
giorno per giorno in una crescita missionaria.
Ricordo ancora il Vescovo Pangrazio che all’inizio
mi disse: La curia è povera. Arrangiatevi! Ma
c’era la voglia di ritrovarsi insieme e oggi siamo
qui perché vogliamo bene al Signore.Vedendo
qui tanti chierichetti mi commuove il pensiero
dei tanti chierichetti che avevo: oltre 40.
Ringrazio tutti voi presenti, infatti “cosa sarebbe un sacerdote senza i suoi fedeli che
crescono con lui».E ha terminato invitando i genitori a non avere paura se il Signore
chiama al sacerdozio i propri figli.
Don Cantini ha anche lui ricordato i suoi anni di impegno come parroco ed ha invitato
a non dimenticare mai Gesù, mantenendo l’attenzione ai poveri, agli stranieri, ai
diversi, perché «è insieme a loro che si realizza la Chiesa». Don Schiavone ha detto di
aver trovato in S.Agostino una seconda famiglia e che con don Betti ha avuto un
rapporto filiale, tanto che ha creduto nella sua vocazione quando ancora lui non ci
credeva. «Grazie a don Betti - ha detto - siamo stati aiutati a tirar fuori i doni
particolari che avevamo. Ci sentiamo di testimoniare la bontà dell’albero affinchè
anche da noi si possa avere buon frutto. Anche don Sorbi ha ringraziato don Betti per
la testimonianza stupenda di vita cristiana che ha saputo dare insieme a don Orfeo ed
in particolare per l’amore che gli ha insegnato per la liturgia e per lo spezzare il pane.
Infine, don Medaglini, cappellano militare, ha ricordato che anche la sua vocazione è
maturata in S.Agostino dove aveva frequentato il corso per chierichetto e ha
auspicato che la comunità possa essere sempre Chiesa viva e feconda.
Gi.Gi.
U
III
DOMENICA 27
APRILE
- 10.00, il
Vescovo
celebra la
Messa nella
chiesa di S.
Agostino per
il 50° della
parrocchia.
- 12.00, il
Vescovo
all’Istituto
Mascagni
assiste ad uno
dei «concerti
della
domenica».
- 15.00, il Vescovo è relatore al convegno
diocesano di Chiavari.
LUNEDÌ 28 APRILE
- 9.00, il Vescovo è alla Scuola
Interdiocesana di Teologia a Camaiore.
- 18.00, il Vescovo è in visita alla
parrocchia S. Agostino.
MARTEDÌ 29 APRILE
- 18.00, il Vescovo è in visita alla
parrocchia S. Caterina.
MERCOLEDÌ 30 APRILE
- 10.30, il Vescovo insieme al Vicario
generale visita la sede dell’Interporto.
- 18.00, il Vescovo celebra la Messa per le
famiglie dell’Associazione Stella presso
l’Istituto Sacro Cuore.
SABATO 3 MAGGIO
- 10.00, il Vescovo partecipa alle
manifestazioni del TAN.
- 15.30, il Vescovo guida il pellegrinaggio
dei ragazzi a Montenero «Un fiore a
Maria». Sul sagrato celebra la Messa.
- 21.00, il Vescovo alla parrocchia S.
Seton incontra alcuni giovani
Vincenziani.
DOMENICA 4 MAGGIO
- 9.30, presso le suore Calasanziane (via
del Bosco) S. Messa per gli operatori
della comunicazione nella giornata delle
comunicazioni sociali.
- 15.30, Assemblea diocesana (chiesa S.
Lucia)
LUNEDÌ 5 MAGGIO
- 18.30, in Vescovado il Vescovo incontra
tutti i prossimi Cresimandi della Diocesi.
MARTEDÌ 6 MAGGIO
- 18.00, il Vescovo è in visita alla
parrocchia S. Simone e Immacolata
Concezione
FESTA DELLA
PARROCCHIA
ALLA SS. ANNUNZIATA
DEI GRECI
esta pensata e progettata già da mesi
Fpranzo
con un progetto ambizioso: un
a base di pesce cucinato
interamente dal nostro «personale», che
servisse da preludio ad una giornata da
vivere e condividere in comunità.
Dopo la S. Messa, veloce sgombero del
salone che ancora funge da chiesa, per
apparecchiare. Ottantacinque persone
non entravano in nessun altro dei nostri
locali. Nel frattempo, mentre si
consumavano gli aperitivi e si cuoceva la
pasta, su altri fornelli friggevano venti
chili di totani, dieci di gamberetti e un
«ballino» (e non in senso metaforico) di
patate.
I ragazzi, svelti e organizzati nel servire a
tavola, ci hanno consentito di gustare le
pietanze ben calde.
Dopo pranzo nuovo sgombero del
salone per far spazio a Maga Maghella
(alias suor Linda) che con il suo
spettacolo ha stupito anche gli adulti.
In un batter d’occhio, mentre
nuovamente veniva ricomposto il
salone, sono arrivate le 19 e i bambini
erano ancora sotto il portico a giocare a
campana. Neanche i genitori avevano
una gran voglia di tornare a casa dopo
un’intera giornata trascorsa in
parrocchia a godere gli uni degli altri e,
perché no, di quegli spazi che ci stiamo
costruendo a fatica. Lavoro tanto, gioia
di più!
E se pensiamo che quel giovedì sera di
più di duemila anni fa, intorno ad una
tavola imbandita, è nata la Chiesa...
Gloria Simone
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La diocesi di Livorno riunita nella prima Assemblea