INSEGNAMENTO DI GEOGRAFIA LEZIONE XV “LA LETTURA DEL PAESAGGIO” PROF. EMILIA SARNO Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio Indice 1 INTRODUZIONE -------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 LA GEOGRAFIA PER IL PAESAGGIO --------------------------------------------------------------------------------- 4 3 IL CONCETTO DI PAESAGGIO ------------------------------------------------------------------------------------------ 5 4 IL PAESAGGIO NELLE INDICAZIONI MINISTERIALI ---------------------------------------------------------- 7 5 LA LETTURA DEL PAESAGGIO ----------------------------------------------------------------------------------------- 8 6 ESEMPIO DI UN PAESAGGIO AD ALTA NATURALITÀ --------------------------------------------------------- 9 6.1. UN ESEMPIO DI SCOPERTA DEL PAESAGGIO: LE TREMITI -------------------------------------------------------------- 11 7 I CENTRI STORICI E IL PAESAGGIO URBANO ------------------------------------------------------------------- 14 8 IL PAESAGGIO D’AUTORE ---------------------------------------------------------------------------------------------- 15 9 IL PAESAGGIO NELLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA --------------------------------------------------- 17 BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 20 Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 2 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio 1 Introduzione In questa lezione sarà esaminato un concetto geografico fondamentale – il paesaggio – dal punto di vista didattico. Si daranno indicazioni su come affrontarlo e come guidare gli studenti alla lettura del paesaggio anche tramite alcune esemplificazioni. Per completezza si daranno suggerimenti per inserire questo tema nella progettazione didattica. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 3 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio 2 La Geografia per il paesaggio La geografia deve leggere i processi di territorializzazione con l’intento di ricostruire i segni identitari di un’area e interpretare le interrelazioni che si manifestano e che si concretizzano nel paesaggio1. Il concetto di paesaggio emerge nella sua pienezza, come espressione di un gruppo sociale, poiché ne è documento culturale. Questo particolare documento è la sintesi dell’incontro tra condizioni ambientali e trasformazioni umane per cui la prima dimensione non può scindersi dalla seconda. Di più: si può aggiungere che la dimensione ambientale è oggi il risultato della cultura di una società perché essa è rispettata e tutelata in base alla politica ambientale messa in atto, come pure richiede la Convenzione Europea del Paesaggio2. Inoltre, il paesaggio non deve essere considerato separato dalla sezione territoriale nella quale è ubicato e collocato, ma parte integrante, infatti ne è il documento più evidente dal punto di vista fisico e storicamente riconosciuto. La geografia, anche definita scienza del paesaggio3, concorre alla sua analisi e interpretazione e ha gli strumenti per farlo come la cartografia storica e quella digitale. La prima restituisce alla nostra esperienza i paesaggi del passato e permette una ricognizione di condizioni trasformate dal tempo e ora poco leggibili sul terreno; la seconda consente di operare confronti, decostruzioni e ricostruzioni delle forme paesaggistiche unitamente a proiezioni delle future evoluzioni. 1 Il tema è trattato anche nell’opuscolo I concetti-chiave della geografia. Per la salvaguardia paesaggistica, il Comitato dei Ministri della Cultura e dell’Ambiente del Consiglio d’Europa nel 2000 ha adottato la Convenzione Europea del Paesaggio. Per il documento della convenzione si veda il seguente sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_europea_del_paesaggio. 2 Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 4 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio 3 Il concetto di paesaggio E’ un concetto complesso e controverso nel pensiero geografico, tuttavia è una categoria di grande rilevanza. Paesaggio deriva dal termine francese paysage con il significato di distesa che si offre allo sguardo e ha ricevuto molta attenzione dai geografi a cominciare dagli inizi degli anni Venti del secolo scorso. Un paesaggio richiede innanzi tutto un osservatore che compia il tour d’horizon, cioè un osservatore che guardi un tratto della superficie terrestre. Il paesaggio è dunque “una porzione di territorio vista da un osservatore, nella quale si iscrive una combinazione di fatti e di interazioni4”. Insomma il paesaggio si percepisce al suolo, in relazione ad una determinata visione. Per questi motivi la visione paesaggistica è la visione umana per eccellenza. Il paesaggio non è da considerarsi solo nella sua dimensione naturale ma bisogna riconoscere la presenza umana nel modellamento del paesaggio. Come ha chiarito un importante geografo italiano Lucio Gambi, non bisogna fermarsi agli elementi visibili del paesaggio come il rilievo, il clima la natura del suolo, ma scoprire gli elementi non visibili, voluti dall’uomo - decisioni economiche, scelte politiche, fattori storici - che hanno modificato un determinato paesaggio. Infatti tradizioni, abitudini, ma anche fattori economici o politici influenzano il paesaggio rurale, come possono trasformare il paesaggio di una città. Su questa linea particolare attenzione al paesaggio è venuta dalla geografia storica proprio perché lo considera prodotto della storia e testimonianza di civiltà. Tale visione è anche richiamata dei legislatori nei programmi scolastici, per invitare, ad esempio, i docenti ad educare gli allievi alla lettura del paesaggio, “inteso come costruzione di sintesi controllabili dei modi utilizzati dagli uomini per interagire con la natura e dei rapporti culturali, economici e sociali operanti nelle società stesse e fra società diverse” (De Vecchis, Staluppi,1997, p.250). Altre applicazioni metodologiche danno particolare rilevanza alla dimensione sociale e culturale, in quanto queste ultime aprono la strada all’interpretazione delle forme paesaggistiche come risultato 3 La definizione fu data da A.R. Toniolo nel Compendio di Geografia Generale del 1954; cfr. Zerbi, 1993. 4 L’azione del vedere valorizza, grazie ai sensi, innanzi tutto il paesaggio sensibile. Se tutti possono ammirare un paesaggio, esso si impone così come un oggetto di studio e per questi motivi è inizialmente messo a punto il concetto di paesaggio geografico. Il paesaggio geografico rappresenta l’esito dei caratteri più frequenti presenti in uno spazio abbastanza ampio dal punto di vista climatico, della vegetazione, di tutte le componenti geo-fisiche. Come chiarisce Renato Biasutti (1947)quattro sono le categorie fondamentali per descrivere la fisionomia della superficie terrestre: il clima, la morfologia, l’idrografia, la vegetazione. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 5 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio dell’impegno, della mentalità, delle intenzioni di un determinato gruppo sociale. Come sostiene Cosgrove “il paesaggio è un concetto ideologico” (Cosgrove, 1990, p.36), e commenta la Zerbi “Tutti i paesaggi, prodotti dall’azione umana volta all’appropriazione e trasformazione dell’ambiente, sono simbolici. Il simbolismo sarà più evidente dove più forte è l’intervento umano (nelle città, nei giardini, nelle rappresentazioni artistiche), ma anche i paesaggi disabitati e selvaggi possono acquisire, entro una particolare cultura, un alto valore simbolico” (Zerbi, 1993, p.116). Sarà opportuno nell’affrontare il concetto di paesaggio con gli studenti non solo chiarire i passaggi ora illustrati, ma anche mostrarne le differenze con i concetti di ambiente e territorio con un semplice esempio: gli uomini si adattano e si inseriscono nell’ambiente naturale trasformandolo con la loro azione in territorio. Le trasformazioni realizzate diventano poi manifestazione concreta e quindi paesaggio. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 6 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio 4 Il paesaggio nelle Indicazioni ministeriali Le Indicazioni per il curricolo riguardanti la scuola primaria e secondaria di primo grado raccomandano vivamente di trattare nella didattica della geografia il tema del paesaggio affrontandolo gradatamente. Nella scuola primaria gli allievi devono essere avvicinati al paesaggio esplorando “il territorio circostante attraverso l'approccio senso-percettivo e l'osservazione 5 diretta ”. Inoltre devono essere guidati a “individuare gli elementi fisici e antropici che caratterizzano i vari tipi di paesaggio6”. In tal modo essi potranno alla fine del quinquennio, conoscere e descrivere “gli elementi caratterizzanti dei paesaggi (di montagna, collina, pianura, costieri, vulcanici, ecc.) con particolare attenzione a quelli italiani7”. Queste competenze devono essere rafforzate in continuità nella scuola secondaria di primo grado dove l’allievo deve saper utilizzare in modo appropriato il concetto di paesaggio e la sua osservazione-analisi delle forme paesaggistiche diventa più incisiva. Infatti l’allievo, alla fine del triennio della scuola secondaria di primo grado, deve riconoscere “nel paesaggio gli elementi fisici significativi e le emergenze storiche, estetiche, artistiche e architettoniche, come patrimonio naturale e culturale da tutelare e valorizzare8”. In tal modo il paesaggio diventa agli occhi degli allievi un bene culturale da tutelare. Nelle Indicazioni per la scuola superiore di secondo grado del 2010, per ogni indirizzo sia liceale sia tecnico il paesaggio è uno dei temi imprescindibili. Nelle superiori diventa fondamentale trattare la “Formazione, evoluzione e percezione dei paesaggi naturali e antropici”, considerando le forme paesaggistiche nelle diverse aree geografiche. Inoltre appare altrettanto importante affrontare le problematiche del degrado del paesaggio e della sua salvaguardia. Così recitano i documenti: “Il docente di “Geografia” concorre a far conseguire allo studente, al termine del percorso quinquennale, risultati di apprendimento che lo mettono in grado di riconoscere gli aspetti geografici, ecologici, territoriali dell’ambiente naturale ed antropico, le connessioni con le strutture demografiche, economiche, sociali, culturali e le trasformazioni intervenute nel corso del tempo9”. 5 Indicazioni per il curricolo, 2007, p. 89. Ibidem. 7 Indicazioni per il curricolo, 2007, p. 88. 8 Indicazioni per il curricolo, 2007, p. 89. 9 Indicazioni per le superiori, allegati, 2010, p. 55. 6 Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 7 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio 5 La lettura del paesaggio Ma come leggere il paesaggio e come guidare gli studenti a tale complessa esperienza? Ebbene bisogna individuare innanzi tutto la tipologia di paesaggio. Dobbiamo distinguere se ci troviamo di fronte ad un paesaggio ad alta naturalità o a un paesaggio umanizzato. Un paesaggio ad alta naturalità è rappresentato ad esempio dai parchi naturali o dalle aree protette dove la presenza dei componenti naturali è elevata. In tal caso gli allievi dovranno riconoscere le caratteristiche morfologiche, la presenza idrica, il clima e la vegetazione ivi diffusa. Oltre ai dati raccolti dall’osservazione diretta saranno utili anche foto che permettono di esaminare i cambiamenti incorsi. Le figure 1 e 2 rappresentano una sezione del Parco di Yellostone negli Stati Uniti; la prima illustra gli esiti di un incendio, la seconda la lenta rinascita della vegetazione dopo cinque anni. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 8 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio 6 Esempio di un paesaggio ad alta naturalità Dopo questa prima fase di analisi sarà opportuna la valutazione della qualità del paesaggio dal punto di vista estetico e dal punto di vista ecologico. Se invece analizziamo un paesaggio umanizzato, dove quindi la presenza umana ha trasformato l’ambiente, si dovranno distinguere tre aspetti fondamentali: la componente naturale, la componente antropico-culturale, la componente percettiva, come illustra lo schema10 di seguito proposto. Ancora è utile per la comprensione della storicità di un paesaggio consultare carte storiche per conoscere aspetti che oggi possono essere non evidenti; allo stesso modo tramite la cartografia digitale si possono elaborare modifiche alle forme attuali. Un altro fattore importante da far esaminare agli studenti è la scala di osservazione: un paesaggio cambia a seconda del punto di osservazione per cui se ne possono vedere alcune angolazioni come lo si può vedere nella sua interezza. La figura 3 propone illustra questo passaggio mostrando da diverse angolazioni lo stesso paesaggio. 10 Questo schema e per il successivo sono tratti da Natarelli, 1997. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 9 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio Inoltre, è opportuno chiarire agli studenti che non siano da considerarsi solo i paesaggi rurali, ma anche il paesaggio urbano, o il paesaggio industriale o turistico. Casi questi nei quali la presenza umana diventa emblematica. Per il paesaggio urbano sono fondamentali tre fattori: il sito, la posizione e la pianta della città analizzata. Il sito è il luogo dove viene fondata una città, la posizione corrisponde alla sua collocazione nell’area di appartenenza, la pianta è la struttura urbanistica delle vie e degli edifici. I centri storici sono il migliore esempio di paesaggio urbano e sarà opportuno guidare gli studenti ad osservare gli edifici, le strutture presenti, l’organizzazione viaria. Poi, l’osservazione di una località turistica marina porrà in evidenza altri elementi come la presenza degli stabilimenti lungo la spiaggia o la diffusione di alberghi e strutture per turisti. Ancora un paesaggio industriale porrà in evidenza la presenza di aziende e magazzini, ma anche forme di inquinamento come illustra bene la figura 4. In tal caso gli studenti potranno prendere coscienza del degrado a cui può essere soggetta la dimensione naturale. Comunque, qualsiasi tipologia di paesaggio richiede che non solo si osservino gli elementi presenti ma si considerino le relazioni che si stabiliscono tra gli stessi elementi, tra gli edifici di un centro storico ad esempio, così da mettere a fuoco effettivamente quale sistema territoriale abbia prodotto un determinato paesaggio. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 10 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio Figura 4 Un quadro di Lionel Walden che rappresenta I bacini di Cardiff in Inghilterra del 1894 6.1. Un esempio di scoperta del paesaggio: le Tremiti Si vuole ora fornire un esempio di lettura del paesaggio. Il docente può scegliere un itinerario e un luogo per avvicinare concretamente gli studenti a questo tema, anche tramite un’escursione. Nel caso che ora si illustra l’escursione riguarda le Isole Tremiti. Si forniscono di seguito alcune informazioni su di esse ed è opportuno che anche il docente faccia così con la classe perché essi giungano sul luogo documentati. Inoltre è altrettanto opportuno che siano forniti di una mappa, di una macchina fotografica e che siano pronti a raccogliere ogni dato utile. Le isole Tremiti, o anche Diomedee, sono un arcipelago posizionato a 12 miglia nautiche a nord del promontorio del Gargano e a 24 ad est della costa molisana11. Il piccolo arcipelago è costituito dalle isole di San Nicola, San Domino, Cretaccio, Caprara e, a circa 11 miglia da queste, dall’isola di Pianosa. 11 Sono denominate Diomedee, perché la leggenda vuole che qui si sia fermato l’eroe greco Diomede, ma sono anche definite le perle dell’Adriatico per la loro incantevole ed incontaminata bellezza. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 11 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio San Nicola è il centro storico e amministrativo dell'arcipelago; ricchissima di monumenti, è dominata dalla fortezza-abbazia, Santa Maria a Mare, fondata dai benedettini cassinesi nel IX secolo, ampliata dai cistercensi nel XIV secolo e dai canonici lateranensi, che la utilizzarono fino alla fine del XVI (fig. 1). San Domino, ricoperta da boschi di Pino d’Aleppo, per la fertilità e spontaneità della flora appariva già ai monaci benedettini come un luogo paradisiaco. L’isolotto del Cretaccio è invece di natura argillosa e privo di vegetazione, come Pianosa, mentre quello di Caprara, profumato di corbezzolo e di mirto, deve il suo toponimo alle abbondanti piante di capperi. La loro posizione geografica tra le due coste dell’Adriatico ne ha definito il ruolo storico-culturale: ritiro spirituale per i religiosi che si sono di volta in volta insediati12, rifugio dei pirati e poi colonia penale13 dal 1783 al 1815. Solo in tempi relativamente recenti queste isole sono state popolate da famiglie che vi vivono per alcuni periodi dell’anno, mentre risiedono durante l’inverno a Termoli o a Foggia, dal momento che le Tremiti appartengono amministrativamente a questa provincia. Le isole sono dei perfetti laboratori didattici. Gli allievi avvicinandosi per l’attracco all’isola maggiore, già potranno rispettare un’indicazione consolidata della geografia: cominciare dal tour d’ horizon, dalla possibilità di osservare “ciò che l’occhio può abbracciare con un giro d’orizzonte”14. Questa prima condizione di analisi territoriale si deve sostanziare della possibilità di una lettura più approfondita, stratigrafica per cogliere le interrelazioni tra il piano ambientale e quello storico, tra le capacità umane di rimodulare l’insularità e i limiti di quest’ultima. Come è facile comprendere, gli allievi potranno leggere il paesaggio da vari punti di vista: prima percettivo poi storico-geografico. Infatti prima lo osserveranno e lo ammireranno, poi individueranno gli aspetti naturali e antropici anche comprendendone le relazioni. Basteranno semplici osservazioni per comprendere come l’uomo abbia organizzato la sua vita qui e come abbia trasformato l’ambiente naturale in paesaggio. La bellezza poi del luogo renderà chiaro agli occhi degli studenti perché un paesaggio sia un bene ambientale e culturale da tutelare e rispettare. Gli stessi resti monumentali dell’isola di San Nicola non si distinguono nettamente dalle rocce frastagliate qui presenti, ma sembrano un naturale 12 Se le Tremiti sono avvolte dal mistero e dalla leggenda, acquistano un ruolo specifico nel Medioevo grazie ai benedettini; Secondo il Chartularium Tremitense il primo centro religioso fu edificato nel territorio delle isole adriatiche nel IX secolo da benedettini che dipendevano dall'abbazia di Montecassino. 13 Ferdinando IV re di Napoli nel 1783 vi istituì una colonia penale che durò fino al 1809, quando Murat concesse la grazia ai deportati che avevano collaborato alla resistenza contro gli inglesi. 14 La celebre citazione di Biasutti è tratta da Zerbi, 1993 , p. 45. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 12 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio prosieguo. San Nicola e San Domino si pongono quindi come emblematici esempi di territori che assurgono nella loro completezza a beni ambientali e culturali (fig. 5). Dunque, emerge un percorso didattico specifico che ha il suo inizio in un brainstorming, cioè in una discussione comune che farà emergere ipotesi e riflessioni. Figura 5 Le Tremiti Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 13 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio 7 I centri storici e il paesaggio urbano La lettura del paesaggio urbano è un’attività didattica di particolare rilevanza. Come esempio faremo riferimento alla cittadina di Isernia per mostrare come si possano guidare gli allievi a esaminare un centro storico. A testimonianza dell’antichità della storia urbana di Isernia, se ne deve visitare il sito paleolitico, in località La Pineta, poco distante dalla città, dove sono stati rinvenuti nel 1978 i resti di un insediamento che, da quel momento, è stato oggetto di scavi archeologici i quali hanno portato alla luce un’area complessivamente di 20000mq, abitata circa 736.000 anni fa. Nel passaggio al centro storico d’Isernia se ne devono individuare le caratteristiche ambientali, lo sfruttamento del sito primitivo su uno sperone circondato dai valloni di due fiumi e la posizione tra le montagne. Attraverso l’analisi diretta, anche con il supporto della pianta, il paesaggio urbano diventa soggetto vitale da indagare, per individuare l’interazione uomo/ambiente in chiave crono-spaziale, così da comprendere, ad esempio, la scelta di collocare l’insediamento in maniera difensiva rispetto al primitivo sito utilizzato in epoca paleolitica (fig. 6). Il territorio appare così come un documento stratificato, se si pensa che nella piazza dedicata a Celestino V, dove è collocata la fontana Fraterna, sono state portate alla luce fondamenta romane e si è constatata la presenza di diverse stratificazioni territoriali. Inoltre, per comprendere come sia percepito questo paesaggio diventano utili l’incontro con i residenti, la scoperta degli edifici antichi e moderni. Pertanto, i centri storici, in quanto ambiti spaziali generalmente circoscritti, offrono molte opportunità per riflettere sulle trasformazioni paesaggistiche e nello stesso tempo permettono di promuovere ampi processi di conoscenza. Figura 6 La cattedrale nel centro storico di Isernia Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 14 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio 8 Il paesaggio d’autore Il paesaggio si può studiare anche tramite le opere d’arte o i testi letterari. Certamente, il paesaggio d’autore, letterario ed artistico, si presenta ulteriormente complesso, la simbolicità che può essere intrinseca nella realtà diviene estrinseca, il ruolo dell’osservatore si sdoppia in tante sfaccettature: quella dell’autore, quella dell’osservatore virtuale, quella dell’osservatore reale. Insomma, se il paesaggio ha un valore simbolico quello d’autore rappresenta l’interpretazione di questa dimensione simbolica. L’artista traduce in parole o in immagini quello che può essere un paesaggio a lungo osservato. Rileggiamo le parole di un artista che ci fa entrare nel suo laboratorio, il pittore Tullio Pericoli: “Quando ho riconosciuto il paesaggio marchigiano nei miei quadri, mi sono appassionato a guardarlo meglio, a decifrarne la storia delle forme. Ho capito allora che quelle colline sono come la crosta di un dipinto: c’è una pellicola di superficie, il velo lasciato dall’ultima pennellata del pittore. Ma sotto appaiono le tracce di errori, ripensamenti contrasti, drammi” (Ragazzoni, 2001, p.37). La letteratura e la pittura, linguaggi simbolici per eccellenza, realizzano, attraverso il paesaggio artistico o letterario, una nuova lettura ed interpretazione di un luogo. Il lettore, dunque, più che verificare la verosimiglianza, ne coglie il valore interpretativo, dal momento che la percezione individuale sarà sicuramente influenzata da queste esperienze, dimostrando, ancora una volta, il valore della riflessione di Cosgrove, secondo il quale “il concetto geografico di paesaggio può essere considerato come la formalizzazione di una visione del mondo - sviluppata inizialmente nella pittura e nelle arti - in un corpus sistematico di conoscenza rivendicante la validità generale di una scienza” (Cosgrove, 1990, p.44). Pertanto, il paesaggio d’autore è uno spazio che ha consistenza più per i significati (i sistemi di sapere) di cui è investito, che come semplice mimesi della realtà: l’interpretazione di un autore si propone come un ulteriore sovra-senso per la comprensione di un territorio, poiché l’arte può chiarire l’humus ideologico di un paesaggio. Dal punto di vista educativo, il paesaggio d’autore, letterario o artistico, è un significativo percorso interdisciplinare, perché è una possibilità concreta sia per esprimere lo spazio con le parole, sia per fornire immagini e confini alla scrittura. Si presenta, dunque, come la sintesi di più segni stratificati che, tuttavia, insieme evocano una proiezione paesaggistica. L’integrazione tra letteratura, arte e geografia, può essere decisiva per sviluppare competenze trasversali; il processo Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 15 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio educativo consente di avviare gli allievi alla lettura del territorio in modo duplice: sia come conoscenza di dati visibili, sensibili, fenomenici, sia come scoperta di visioni e di interpretazioni di un luogo da parte di un autore. Interessante esperienza didattica è rappresentata dal confronto tra un paesaggio reale e un paesaggio stilizzato dall’arte come nelle figure7 e 8; in tal modo gli studenti comprenderanno quali elementi sono esaltati dall’arte e perché. Per quanto riguarda i testi letterari la lettura di brani di autori significativi mostrerà come ogni scrittore interpreti a proprio modo la realtà a cominciare dal famoso inizio dei Promessi Sposi dedicato al ramo del lago di Como. Altrettanto interessanti sono i brani di Verga sulla Sicilia che rappresentano in modo simbolico una terra bruciata dal sole. Il docente pertanto potrà selezionare testi letterari ma anche dipinti che avvicinino gli studenti a paesaggi immortalati dall’arte. In tal modo non solo gli studenti potranno rilevare dati naturali e antropici ma anche prendere coscienza del senso che a un luogo è stato impresso da un artista oda un letterato. Figg. 7-8 Il paesaggio toscano nella realtà e nell’arte naif. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 16 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio 9 Il paesaggio nella programmazione didattica Il docente può nella sua programmazione dedicare un’unità di lavoro 15 al paesaggio proprio in relazione alle Indicazioni ministeriali e per trattare questo importante concetto geografico. Pertanto, di seguito si propone un’esemplificazione per sviluppare questa esperienza didattica nella scuola secondaria di primo e secondo grado. L’unità è articolata in prerequisiti, motivazioni, competenze, contenuti e metodologie, modalità di verifica. Chiaramente, però, semplificando i contenuti, essa si potrà adeguare anche alla scuola primaria. Prerequisiti: si può cominciare con un brainstorming per verificare il livello di conoscenza degli alunni dei concetti-chiave e puntualizzare, in modo semplice ma coerente, la valenza di termini come ambiente, regione, territorio. La significatività del linguaggio e la necessità di utilizzarlo, secondo le circostanze, correttamente, indicano un modo di rapportarsi allo spazio attento e preciso, utile al processo culturale dell’allievo, perciò può essere la piattaforma di contrattazione: il percorso didattico inizia dalle esperienze già maturate, dalle conoscenze interiorizzate, dal patrimonio della classe, anche abbattendo falsi luoghi comuni. Successivamente sarà opportuno accertare la capacità di distinguere gli elementi costitutivi del paesaggio naturale (l’altitudine, l’idrografia, la flora la fauna), dai segni dell’uomo. Motivazioni: il paesaggio chiama in causa la realtà emotiva dell’osservatore: lo studente è il punto di vista attraverso il quale il paesaggio esiste e prende corpo; in questo modo lo si educa al ruolo permanente di osservatore attento, critico, capace di cogliere la semiologia naturale, estetica e culturale dello spazio percepito. Inoltre, l’osservazione consente di affrontare concetti importanti come la morfologia del suolo, lo studio della vegetazione, di sistemi economici e sociali, ponendo le fondamenta per altri argomenti. Competenze da potenziare: saper cogliere le relazioni più semplici e poi più complesse dei fenomeni di un paesaggio, acquisire una corretta metodologia di osservazione diretta ed indiretta, saper rappresentare simbolicamente la realtà attraverso carte mentali e ricostruire, grazie a tabelle e brevi relazioni, i paesaggi oggetto di studio. 15 Nella libertà d’insegnamento del docente egli può progettare unità didattiche (che sono centrate sugli obiettivi d’insegnamento), unità d’apprendimento (che sono centrate sulle competenze da sviluppare gli allievi), come vi sono altre modalità di strutturare unità. Per questi motivi utilizzeremo la formulazione unità di lavoro che contempera le diverse esigenze. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 17 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio Contenuti e metodologie: L’allievo deve scoprire il paesaggio a cominciare dal panorama come esperienza suggestiva, concreta ed idonea alla sua affettività per poi identificarne le diverse identità: rurale, industriale, urbano, turistico. Sarà opportuno adottare la metodologia sia dell’osservazione diretta sia indiretta; la prima è fondata sull’indagine di un luogo prescelto per la lezione all’aperto, arricchita dalla somministrazione di interviste e questionari alla gente del posto; se è un paesaggio rurale far osservare agli studenti il suolo e le colture, le caratteristiche geomorfologiche, gli insediamenti umani, le condizioni di vivibilità, le possibilità di sviluppo. L’osservazione indiretta sarà realizzata attraverso la lettura di articoli, di pagine letterarie che possono riguardare i luoghi visitati o di simile entità, la visione di DvD e l’utilizzo di strumenti cartografici. A mano a mano gli studenti comprenderanno la specificità del paesaggio rurale, ad esempio, distinguendo la vegetazione naturale, le coltivazioni introdotte dall’uomo, l’eventuale presenza dei sistemi di irrigazione, la posizione degli insediamenti umani, la densità abitativa, i cambiamenti avvenuti nel tempo dal punto di vista agricolo. Il discorso sarà completo se saranno messi a confronto gli spazi rurali a seconda delle diverse impostazioni economiche nel mondo. Allo stesso modo sarà utilissima la ricerca degli elementi costitutivi del paesaggio industriale per osservare l’influenza dell’azione dell’uomo sul territorio, per poi puntualizzare i problemi dell’inquinamento. Per quanto riguarda il paesaggio urbano sarà opportuna un sopralluogo nel più vicino centro per far osservare le caratteristiche specifiche di una città. In una sintesi finale si potranno individuare accostamenti e differenze, a seconda delle tipologie di paesaggio. Particolare importanza bisogna dare ad immagini e carte che permettono di conoscere da diverse angolazioni lo stesso paesaggio; inoltre le carte storiche, reperibili negli archivi, offriranno elementi per conoscere il paesaggio analizzato nella sua storicità, come la figura (8) che rappresenta una sezione territoriale toscana nel 1703. Tempi :16 ore Modalità di verifica: ricostruzioni orali, scritte e tabulate dei paesaggi analizzati; schede di confronto tra le tipologie studiate; mappe concettuali riassuntive; questionari a scelta multipla. Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 18 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio Figura 8 La chiesa e la fattoria di S. Maria delle Grazie nel Casentino (Toscana) Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633) 19 di 20 Università Telematica Pegaso La lettura del paesaggio Bibliografia F. Battigelli, Il paesaggio finestra sul mondo, in Percorsi di Geografia sociale, Patron, Bologna, 2006. R. Biasutti, Il paesaggio terrestre, Torino, 1947. G. Corna Pellegrini, Geografia dei valori culturali, Carocci, Roma, 2004. D. Cosgrove, Realtà sociali e Paesaggio simbolico, Milano, Edizioni Unicopli, 1990. G.De Vecchis, G.A. Staluppi, Fondamenti di didattica della geografia, Torino, Utet Libreria, 1997. E. Natarelli, La costruzione del paesaggio, Gangemi,Roma, 1997. P. Pinchemel, G. Pinchemel, Dal luogo al territorio, Milano, Franco Angeli, 1996. E. Poli, “Paesaggio geografico e pianificazione territoriale”, in Ambiente Società Territorio, 2012, n.1, pp. 25-29. M. Quaini (a cura di), Una Geografia per la storia Dopo Lucio Gambi, Quaderni storici, Il Mulino, 2008, n. 1. E.Sarno, Ripensiamo la geografia, Roma, Edizioni Kappa, 2002. E. Sarno, Proposte didattiche per l’insegnamento della geografia nella scuola media, in “ La Rinascita della scuola”, Roma, 2003, n.1, pp. 39-45. E. Sarno, Il curricolo di geografia nella scuola secondaria di primo grado e applicazioni di didattica ludica, in “Emilia-Romagna Regione della coesione e dell’ospitalità”. Atti del 49° Convegno Nazionale AIIG, Bologna, Patron Editore, 2008, pp.181-186. E. 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