RASSEGNA STAMPA
del
18/06/2010
Sommario Rassegna Stampa dal 17-06-2010 al 18-06-2010
Adnkronos: Polverini presenta campagna 'Mare sicuro - estate 2010' ............................................................................. 1
Adnkronos: Scossa di terrremoto di magnitudo 3,7 in mare tra Catanzaro e Vibo Valentia ............................................ 2
Adnkronos: Bertolaso e Vendola firmano intesa per potenziamento Protezione Civile regionale .................................... 3
Agi: SCOSSA DI TERREMOTO IN CALABRIA, NESSUN DANNO................................................................................... 4
Agi: PICCOLA SCOSSA DI TERREMOTO NEL MUGELLO (2, 1 DI MAGNITUDO) ..................................................... 5
Agi: BORSE EUROPEE: DEBOLI E POCO MOSSE IN APERTURA ............................................................................... 6
Agi: STAMINALI: ROCCELLA,UTILE DONARE CORDONE SE FATTO CON SOLIDARIETA' .................................... 7
Agi: MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI .................................................................. 8
Agi: MAREA NERA: AMMINISTRATORE DELEGATO BP SOTTO ESAME AL CONGRESSO ...................................... 9
Agi: MAREA NERA: COLPITA LA GENTE "DI POCO CONTO",POI BP FA 'MEA CULPA' ....................................... 10
Agi: MAREA MERA: BP, TITOLO SALE OLTRE 7% DOPO ACCORDO CASA BIANCA............................................. 11
Agi: ENI: DESCALZI,IN AFRICA POLITICHE SOSTENIBILI; NON SOLO PETROLIO(2).......................................... 12
Agi: BORSA TOKYO: IN CALO 0, 7% DOPO 5 GIORNI DI GUADAGNI ..................................................................... 13
Agi: BCE: RISTRUTTURARE BANCHE E FAVORIRE ACCESSO AL CREDITO .......................................................... 14
Agi: PETROLIO: PREZZO IN CALO MA SOPRA 77 DOLLARI ..................................................................................... 15
Agi: BCE: SE NECESSARIO ADOTTARE ULTERIORI MISURE DI BILANCIO ........................................................... 16
Agi: EURO: APRE IN CALO SOTTO QUOTA 1, 23 DOLLARI....................................................................................... 17
Agi: BORSA: MERCATO PRUDENTE, FTSE MIB -0, 14%, GIU' BANCHE .................................................................. 18
Agi: AGENDA APPUNTAMENTI ..................................................................................................................................... 19
America oggi online: In corteo oltre 10mila persone per la ricostruzione e per la sospensione dei contributi. ............. 20
ApCOM: Ancora piogge al Nord, rischio piene e frane:allerta Prot. Civile ................................................................... 21
Asca: METEO: PROTEZIONE CIVILE, CONTINUA A PIOVERE SUL NORD ITALIA................................................. 22
Asca: LAZIO: POLVERINI DOMANI PRESENTA CAMPAGNA 'MARE SICURO-ESTATE 2010'. ............................... 23
Asca: ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CHIODI, SUBITO DISPONIBILI 800 MILIONI. ................................................ 24
Asca: MALTEMPO: COLDIRETTI, PO SALITO DI 2,5 METRI IN UN GIORNO. ......................................................... 25
Asca: ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CHIODI,NUOVA ORDINANZA. A VIA LAVORI CASE 'E'................................. 26
Asca: ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CHIODI, SPESE ALBERGHI COPERTE SOLO IN PARTE. .............................. 27
AudioNews.it: Stato di calamità al Nord-Ovest................................................................................................................ 28
AudioNews.it: Bertolaso: "Il cardinale Sepe mi aiutò a trovare casa"............................................................................ 29
Avvenire: Bertolaso: mai gestito appalti Lo faceva Balducci .......................................................................................... 30
Avvenire: Maierato, lettera appello del sindaco: «Noi dimenticati a 4 mesi dalla frana» .............................................. 31
Avvenire: Onu, Ue e Osce chiedono l'apertura di un corridoio per i soccorsi ai civili Tensione: il bilancio delle ........ 32
Avvenire: L'Aquila va in piazza «Noi, delusi non pazzi».................................................................................................. 33
Dagospia.com: CHI È SENZA UNA CASA DI PROPAGANDA FIDE SCAGLI IL PRIMO MATTONE – LA LISTA ..... 34
Il Denaro.it: Taburno, volontari antincendio.................................................................................................................... 36
Il Giornale della Protezione Civile.it: Puglia, protocollo d'intesa tra Regione e Protezione Civile .............................. 37
Il Giornale della Protezione Civile.it: L'Aquila, diecimila persone manifestano per la ricostruzione........................... 38
Il Giornale della Protezione Civile.it: "Campogiovani", la protezione civile per i ragazzi ........................................... 40
Il Giornale della Protezione Civile.it: Mantova: Piano di emergenza per il polo chimico ............................................ 41
Il Giornale della Protezione Civile.it: Basilicata, approvato il Programma AIB 2010.................................................. 42
Il Giornale della Protezione Civile.it: Benevento: Meeting sul monitoraggio satellitare .............................................. 43
Il Giornale della Protezione Civile.it: Acerra, esercitazione di protezione civile sul rischio chimico........................... 44
Il Giornale della Protezione Civile.it: Abruzzo, subito disponibili 800 milioni per la ricostruzione ............................. 45
Il Giornale della Protezione Civile.it: Forum sul dissesto idrogeologico: oltre l'80% dei comuni italiani è ad alta .... 46
Il Giornale della Protezione Civile.it: Calabria, scossa di terremoto in mare ............................................................... 48
Il Giornale della Protezione Civile.it: Maltempo, abbondanti precipitazioni al Nord ................................................... 49
Il Giornale.it: Abolire tutti i prefetti? Inutile, costano il 4% di una sola provincia......................................................... 50
Il Giornale.it: Incenerita da un fulmine una gigantesca statua di Gesù........................................................................... 52
Il Giornale.it: Ancora maltempo E nel Cremonese i campi di mais vanno sott'acqua ..................................................... 53
Il Giornale.it: Il grande bluff di Obama Bp paga, ma il greggio esce.............................................................................. 54
Il Giornale.it: Inchiesta G8, Bertolaso tira in ballo il Vaticano: "La casa grazie a Sepe".............................................. 55
Italia Oggi (Enti Locali): Anziani, via libera al piano caldo 2010 .................................................................................. 57
Leggo: di Paola Italiano Decine di allagamenti, una frana, allarme pe........................................................................... 58
Libero Notizie.it: Scossa 3,7 in mare tra Catanzaro e Vibo............................................................................................. 59
Il Manifesto: E a Napoli rispunta la monnezza nascosta ................................................................................................. 60
Il Manifesto: Gli sciacalli comprano casa e pagano in contanti...................................................................................... 61
Il Messaggero: BOSTON - Un aereo Alitalia, diretto daBoston a Roma, è stato costretto a un atterraggio al Loga... .. 62
Il Messaggero: L'AQUILA - La galassia degli appalti, in cui il consorzio Federico II si è mosso, è v... ........................ 63
Il Messaggero: dal nostro inviato L'AQUILA - Nera come il lutto e verde come la speranza. L&#14.................... 64
Panorama.it: Maltempo, 20 morti nel sud-est della Francia. Nord Italia sotto la pioggia - Foto................................... 66
Rai News 24: Case gratis nel cuore di Roma, Bertone vuol vederci chiaro ..................................................................... 68
Rai News 24: Terremoto, il grido d'aiuto dell'Aquila ....................................................................................................... 69
La Repubblica: requisiti gli atti sui cantieri del post-terremoto...................................................................................... 70
La Repubblica: btp-progettista è polemica sull'indice sismico ........................................................................................ 71
La Repubblica: il ministro, arcus e i costruttori la rete di favori a propaganda fide - corrado zunino.......................... 72
La Repubblica: bertolaso: la casa di via giulia grazie al cardinal sepe - francesco viviano .......................................... 73
La Repubblica: piove, il sindaco chiude i murazzi la dora "sequestra" 200 mucche - erica di blasi.............................. 74
La Repubblica: seconda discarica a terzigno il primo round va ai sindaci..................................................................... 75
La Repubblica: ceneri nella discarica, è allarme ............................................................................................................ 76
La Repubblica: incendi sul gargano e a martina franca in azione gli aerei.................................................................... 77
La Repubblica: vesuvio negato, la rabbia dei turisti - alessio gemma ............................................................................ 78
Repubblica.it: "Troppe nuvole sulle nostre terre" la Lega vuole il meteo federalista ..................................................... 79
Repubblica.it: Per Anemone niente commissariamento "Ma per le aziende stop a contratti con P.A.".......................... 80
Il Sole 24 Ore Online: Il Po supera il livello di attenzione. In Costa Azzurra si contano i danni ................................... 81
Il Sole 24 Ore Online: Sergio Maistrello fa il punto sul nuovo giornalismo ................................................................... 82
Il Sole 24 Ore Online: Hayward ad di Bp: «Serie di errori senza precedenti» ............................................................... 83
Il Sole 24 Ore: Berlusconi: Siamo tutti intercettati Poi apre sulla legge ......................................................................... 84
Il Sole 24 Ore: L'Abruzzo rilancia sull'asset turismo........................................................................................................ 85
Il Sole 24 Ore: Per la strage di Viareggio è in arrivo una svolta ..................................................................................... 86
La Stampa: Bertolaso: fu Sepe a farmi avere la casa ...................................................................................................... 87
La Stampa: Emergenza acqua Danni e ponti chiusi ma la paura è passata .................................................................... 88
La Stampa: Casa Bertolaso, spunta il cardinal Sepe ....................................................................................................... 89
La Stampa: Ponti chiusi e allagamenti ............................................................................................................................. 91
La Stampa: La Provincia non ha più soldi per riparare strade e frane ........................................................................... 92
La Stampa: Dopo 48 ore di pioggia prime frane in collina ............................................................................................. 93
La Stampa: Pioggia e frane, Francia in ginocchio .......................................................................................................... 94
La Stampa: [FIRMA]CRISTIAN PELLISSIER AOSTA Pochi millimetri separano le precipitazioni piovose di ............ 95
La Stampa: Cigliano: Chiediamo lo stato di calamità ..................................................................................................... 96
La Stampa: La pioggia spaventa il Vercellese ................................................................................................................. 97
WindPress.it: PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE: FIRMATO PROTOCOLLO D' ..................................................... 98
l'Unità.it: A Napoli è di nuovo allarme rifiuti: 600 tonnellate per strada ........................................................................ 99
marketpress.info: MANTOVA: LA PROTEZIONE CIVILE PER UNA SCUOLA PIÙ SICURA CON UN PROGRAM 100
marketpress.info: MACERIE IN ABRUZZO: VALIDE LE PROPOSTE DEL TAVOLO AMBIENTE........................... 101
marketpress.info: BASILICATA: VIA LIBERA A INTESA PER LAVORATORI STAGIONALI IMMIGRATI SARÀ .... 102
marketpress.info: ARCHEOLOGIA: RIAPRE AL PUBBLICO LA VILLA ROMANA DI PATTI .................................. 103
marketpress.info: REGIONE ABRUZZO: I TRASPORTI ALL´ESAME DEL NUCLEO CONTI PUBBLICI ............... 104
Data:
Adnkronos
17-06-2010
Polverini presenta campagna 'Mare sicuro - estate 2010'
ultimo aggiornamento: 17 giugno, ore 14:34
Roma - (Adnkronos) - L'iniziativa è stata realizzata con la collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di
Porto competenti territorialmente e con la partecipazione delle organizzazioni di volontariato di Protezione civile
regionale
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Roma, 17 giu. - (Adnkronos) - Il progetto della Regione Lazio 'Mare Sicuro - Estate 2010' sara' presentato domani dal
governatore Renata Polverini in una conferenza stampa che si terra' alle ore 11.30 presso la spiaggia di Ladispoli,
Lungomare Marina di Palo (angolo via dei Delfini).
L'iniziativa, realizzata con la collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto competenti territorialmente
e con la partecipazione delle organizzazioni di volontariato di Protezione civile regionale, ha l'obiettivo di garantire e
incrementare la sicurezza dei fruitori del mare, lungo le spiagge libere non sorvegliate, e dei maggiori laghi.
Alla conferenza stampa parteciperanno il consigliere regionale della Lista Polverini Maurizio Perazzolo e il sindaco di
Ladispoli, Crescenzo Paliotta. A seguire si svolgera' una dimostrazione-esercitazione da parte delle Associazioni di
volontariato della Protezione Civile regionale preparate per le attivita' di salvataggio a mare.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
1
Data:
17-06-2010
Adnkronos
Scossa di terrremoto di magnitudo 3,7 in mare tra Catanzaro e Vibo Valentia
ultimo aggiornamento: 17 giugno, ore 17:37
Roma - (Adnkronos) - Il sisma, avvertito dalla popolazione nelle due province, non dovrebbe aver procurato danni a
persone e cose
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Roma, 17 giu. - (Adnkronos) - Una scossa sismica e' stata avvertita dalla popolazione nelle province di Catanzaro e Vibo
Valentia. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile sottolineando che le localita' prossime all'epicentro sono
Acconia, in provincia di Catanzaro, Pizzo, Francavilla, Angitola e Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia.
Dalle verifiche effettuate dalla sala situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento
danni a persone e cose. Secondo i rilievi dell'Istituto di Geofisica e Vulcanologia, il sisma e' stato registrato alle 00.39 con
una magnitudo di 3.7.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
2
Data:
17-06-2010
Adnkronos
Bertolaso e Vendola firmano intesa per potenziamento Protezione Civile
regionale
ultimo aggiornamento: 17 giugno, ore 16:12
Roma - (Adnkronos) - Durata triennale, è finalizzata a "portare a compimento il programma avviato in seguito ai roghi
che hanno segnato la Puglia nell'estate 2007" e a "rendere più efficace ed efficiente la macchina della protezione civile
regionale nel fronteggiare le diverse categorie di rischio che interessano il territorio''
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Roma, 17 giu. - (Adnkronos) - E' stato firmato oggi un protocollo d'intesa tra il capo dipartimento della Protezione civile
Guido Bertolaso e il presidente della Regione Puglia Nicola Vendola, "per il potenziamento del sistema di protezione
civile regionale e l'individuazione di forme di supporto e collaborazione tra la Regione e il Dipartimento".
L'intesa, di durata triennale, e' finalizzata a "portare a compimento il programma avviato in seguito ai roghi che hanno
segnato la Puglia nell'estate 2007" e a "rendere piu' efficace ed efficiente la macchina della protezione civile regionale nel
fronteggiare le diverse categorie di rischio che interessano il territorio: oltre che gli incendi boschivi, un elevato livello di
rischio idraulico e idrogeologico, nonche' rischi di natura antropica e, in alcune aree, rischio sismico".
In particolare, l'accordo prevede, anche attraverso il supporto e l'assistenza del dipartimento della Protezione civile
nazionale, "la definizione del sistema di allertamento regionale, predisponendo le procedure e modalita' di allerta ai
diversi livelli territoriali e assicurando i compiti di sorveglianza e monitoraggio, secondo quanto previsto dalla direttiva
per la rete dei centri funzionali regionali".
Inoltre, "per rafforzare la capacita' di risposta del sistema in caso di evento calamitoso", l'intesa dispone la progettazione
esecutiva di due reti radio a copertura regionale dedicate al coordinamento delle strutture operative in emergenza e il
completamento della ristrutturazione della nuova sede del servizio di Protezione civile presso l'ex aeroporto di
Bari-Palese, nonche' la ridefinizione dell'attuale normativa regionale e la promozione di programmi formativi e di
aggiornamento rivolti agli operatori istituzionali e alle organizzazioni di volontariato".
La Regione Puglia si impegna a "promuovere attivita' di sviluppo e potenziamento dei sistemi provinciali di protezione
civile, istituendo in ciascuna provincia sale operative unificate, rafforzando la sinergia tra Province e Prefetture e la
collaborazione tra strutture comunali, provinciali e statali, anche attraverso la predisposizione di piani d'emergenza
comunali".
Nell'ambito dell'organizzazione e dell'impiego del volontariato, e' previsto l'aggiornamento dell'elenco regionale delle
organizzazioni di protezione civile, il censimento di mezzi e delle risorse in dotazione, nonche' la promozione della
formazione di gruppi comunali laddove non esistenti.
Infine, il protocollo prevede l'avvio di uno "studio di fattibilita' sulla salvaguardia dei beni culturali dai rischi naturali e
antropici", attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico congiunto composto da personale del dipartimento della Protezione
civile, del ministero per i Beni e le attivita' Culturali e della Regione Puglia.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
3
Data:
17-06-2010
Agi
SCOSSA DI TERREMOTO IN CALABRIA, NESSUN DANNO
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
CAMPANIA; LEGAMBIENTE, AZIONE FORTE CONTRO ILLEGALITA' 15:50 AGROBIODIVERSITA':
PROPOSTA CENTROSINISTRA PER TUTELA SARDEGNA 14:24 BCE: CRESCITA MODERATA PER
TENSIONI 14:22 RICERCA: FIRMATA INTESA TRA CERISDI E SVIMEZ 14:17 RICERCA: FIRMATA INTESA
TRA CERISDI E SVIMEZ
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10:07 BCE: CONTINUA DETERIORAMENTO MERCATO LAVORO
10:06 MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
10:04 BCE: PREVEDE CRESCITA MODERATA PER TENSIONI FINANZIARIE
10:02 MAREA NERA: BP SALE OLTRE 7% DOPO ACCORDO CON CASA BIANCA
09:51 M. O.: ISRAELE ALLENTA IL BLOCCO SU GAZA
09:42 CRISI: FRATTINI,OK ITALIA DEBITO PRIVATO IN PATTO STABILITA'
09:20 BORSE EUROPEE: DEBOLI E POCO MOSSE IN APERTURA
09:06 BORSA: MERCATO STABILE IN AVVIO, FTSE MIB INVARIATO
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Data:
17-06-2010
Agi
PICCOLA SCOSSA DI TERREMOTO NEL MUGELLO (2, 1 DI MAGNITUDO
)
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
CAMPANIA; LEGAMBIENTE, AZIONE FORTE CONTRO ILLEGALITA' 15:50 AGROBIODIVERSITA':
PROPOSTA CENTROSINISTRA PER TUTELA SARDEGNA 14:24 BCE: CRESCITA MODERATA PER
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17-06-2010
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BORSE EUROPEE: DEBOLI E POCO MOSSE IN APERTURA
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
CAMPANIA; LEGAMBIENTE, AZIONE FORTE CONTRO ILLEGALITA' 15:50 AGROBIODIVERSITA':
PROPOSTA CENTROSINISTRA PER TUTELA SARDEGNA 14:24 BCE: CRESCITA MODERATA PER
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10:06 MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
10:04 BCE: PREVEDE CRESCITA MODERATA PER TENSIONI FINANZIARIE
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STAMINALI: ROCCELLA,UTILE DONARE CORDONE SE FATTO CON SOLIDA
RIETA'
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
CAMPANIA; LEGAMBIENTE, AZIONE FORTE CONTRO ILLEGALITA' 15:50 AGROBIODIVERSITA':
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17-06-2010
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MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
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MAREA NERA: AMMINISTRATORE DELEGATO BP SOTTO ESAME AL CONG
RESSO
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
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11:31 BORSE EUROPEE: AMPLIANO GUADAGNI, BP +8%
11:30 SPAGNA: GOVERNO, BANCHE USERANNO SOLO 30 MILIARDI DI AIUTI
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9
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17-06-2010
Agi
MAREA NERA: COLPITA LA GENTE "DI POCO CONTO",POI BP FA 'MEA CU
LPA'
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
CAMPANIA; LEGAMBIENTE, AZIONE FORTE CONTRO ILLEGALITA' 15:50 AGROBIODIVERSITA':
PROPOSTA CENTROSINISTRA PER TUTELA SARDEGNA 14:24 BCE: CRESCITA MODERATA PER
TENSIONI 14:22 RICERCA: FIRMATA INTESA TRA CERISDI E SVIMEZ 14:17 RICERCA: FIRMATA INTESA
TRA CERISDI E SVIMEZ
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10:53 BORSE EUROPEE: AMPLIANO GUADAGNI, BP +8%
10:43 IMMIGRATI: CENSIS, ITALIA SEMPRE PIU' MULTIETNICA
10:37 M. O.: FRATTINI, APPREZZIAMO DECISIONE DI ISRAELE SU GAZA
10:07 BCE: CONTINUA DETERIORAMENTO MERCATO LAVORO
10:06 MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
10:04 BCE: PREVEDE CRESCITA MODERATA PER TENSIONI FINANZIARIE
10:02 MAREA NERA: BP SALE OLTRE 7% DOPO ACCORDO CON CASA BIANCA
09:51 M. O.: ISRAELE ALLENTA IL BLOCCO SU GAZA
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Data:
17-06-2010
Agi
MAREA MERA: BP, TITOLO SALE OLTRE 7% DOPO ACCORDO CASA BIANC
A
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
CAMPANIA; LEGAMBIENTE, AZIONE FORTE CONTRO ILLEGALITA' 15:50 AGROBIODIVERSITA':
PROPOSTA CENTROSINISTRA PER TUTELA SARDEGNA 14:24 BCE: CRESCITA MODERATA PER
TENSIONI 14:22 RICERCA: FIRMATA INTESA TRA CERISDI E SVIMEZ 14:17 RICERCA: FIRMATA INTESA
TRA CERISDI E SVIMEZ
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10:07 BCE: CONTINUA DETERIORAMENTO MERCATO LAVORO
10:06 MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
10:04 BCE: PREVEDE CRESCITA MODERATA PER TENSIONI FINANZIARIE
10:02 MAREA NERA: BP SALE OLTRE 7% DOPO ACCORDO CON CASA BIANCA
09:51 M. O.: ISRAELE ALLENTA IL BLOCCO SU GAZA
09:42 CRISI: FRATTINI,OK ITALIA DEBITO PRIVATO IN PATTO STABILITA'
09:20 BORSE EUROPEE: DEBOLI E POCO MOSSE IN APERTURA
09:06 BORSA: MERCATO STABILE IN AVVIO, FTSE MIB INVARIATO
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Data:
17-06-2010
Agi
ENI: DESCALZI,IN AFRICA POLITICHE SOSTENIBILI; NON SOLO PETROLI
O(2)
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
CAMPANIA; LEGAMBIENTE, AZIONE FORTE CONTRO ILLEGALITA' 15:50 AGROBIODIVERSITA':
PROPOSTA CENTROSINISTRA PER TUTELA SARDEGNA 14:24 BCE: CRESCITA MODERATA PER
TENSIONI 14:22 RICERCA: FIRMATA INTESA TRA CERISDI E SVIMEZ 14:17 RICERCA: FIRMATA INTESA
TRA CERISDI E SVIMEZ
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12:05 SCIOPERI: IN CALO PROCLAMAZIONI MA NEI TRASPORTI AUMENTANO
11:54 SVIZZERA: PARLAMENTO APPROVA ACCORDO TRA UBS E USA
11:47 MANOVRA: SCHIFANI, NON SI INTACCHI DIRITTO A SALUTE
11:35 SUDAFRICA: IL DOLORE DI MANDELA, AL FUNERALE DELLA NIPOTE
11:31 BORSE EUROPEE: AMPLIANO GUADAGNI, BP +8%
11:30 SPAGNA: GOVERNO, BANCHE USERANNO SOLO 30 MILIARDI DI AIUTI
11:29 EURO: SALE AI MASSIMI DA 3 SETTIMANE SOPRA 1, 2380 DOLLARI
11:18 SPAGNA: BANCA CENTRALE PUBBLICHERA' STRESS TEST BANCHE
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Data:
17-06-2010
Agi
BORSA TOKYO: IN CALO 0, 7% DOPO 5 GIORNI DI GUADAGNI
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
CAMPANIA; LEGAMBIENTE, AZIONE FORTE CONTRO ILLEGALITA' 15:50 AGROBIODIVERSITA':
PROPOSTA CENTROSINISTRA PER TUTELA SARDEGNA 14:24 BCE: CRESCITA MODERATA PER
TENSIONI 14:22 RICERCA: FIRMATA INTESA TRA CERISDI E SVIMEZ 14:17 RICERCA: FIRMATA INTESA
TRA CERISDI E SVIMEZ
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10:07 BCE: CONTINUA DETERIORAMENTO MERCATO LAVORO
10:06 MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
10:04 BCE: PREVEDE CRESCITA MODERATA PER TENSIONI FINANZIARIE
10:02 MAREA NERA: BP SALE OLTRE 7% DOPO ACCORDO CON CASA BIANCA
09:51 M. O.: ISRAELE ALLENTA IL BLOCCO SU GAZA
09:42 CRISI: FRATTINI,OK ITALIA DEBITO PRIVATO IN PATTO STABILITA'
09:20 BORSE EUROPEE: DEBOLI E POCO MOSSE IN APERTURA
09:06 BORSA: MERCATO STABILE IN AVVIO, FTSE MIB INVARIATO
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Data:
17-06-2010
Agi
BCE: RISTRUTTURARE BANCHE E FAVORIRE ACCESSO AL CREDIT
O
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
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PROPOSTA CENTROSINISTRA PER TUTELA SARDEGNA 14:24 BCE: CRESCITA MODERATA PER
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10:07 BCE: CONTINUA DETERIORAMENTO MERCATO LAVORO
10:06 MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
10:04 BCE: PREVEDE CRESCITA MODERATA PER TENSIONI FINANZIARIE
10:02 MAREA NERA: BP SALE OLTRE 7% DOPO ACCORDO CON CASA BIANCA
09:51 M. O.: ISRAELE ALLENTA IL BLOCCO SU GAZA
09:42 CRISI: FRATTINI,OK ITALIA DEBITO PRIVATO IN PATTO STABILITA'
09:20 BORSE EUROPEE: DEBOLI E POCO MOSSE IN APERTURA
09:06 BORSA: MERCATO STABILE IN AVVIO, FTSE MIB INVARIATO
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14
Data:
17-06-2010
Agi
PETROLIO: PREZZO IN CALO MA SOPRA 77 DOLLARI
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
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10:07 BCE: CONTINUA DETERIORAMENTO MERCATO LAVORO
10:06 MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
10:04 BCE: PREVEDE CRESCITA MODERATA PER TENSIONI FINANZIARIE
10:02 MAREA NERA: BP SALE OLTRE 7% DOPO ACCORDO CON CASA BIANCA
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15
Data:
17-06-2010
Agi
BCE: SE NECESSARIO ADOTTARE ULTERIORI MISURE DI BILANCI
O
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
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10:07 BCE: CONTINUA DETERIORAMENTO MERCATO LAVORO
10:06 MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
10:04 BCE: PREVEDE CRESCITA MODERATA PER TENSIONI FINANZIARIE
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09:20 BORSE EUROPEE: DEBOLI E POCO MOSSE IN APERTURA
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16
Data:
17-06-2010
Agi
EURO: APRE IN CALO SOTTO QUOTA 1, 23 DOLLARI
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
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10:07 BCE: CONTINUA DETERIORAMENTO MERCATO LAVORO
10:06 MAREA NERA: GOVERNO GB, BP CE LA FARA' A PAGARE I COSTI
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Data:
17-06-2010
Agi
BORSA: MERCATO PRUDENTE, FTSE MIB -0, 14%, GIU' BANCHE
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
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Data:
17-06-2010
Agi
AGENDA APPUNTAMENTI
17.06.2010 15:51 NUCLEARE: CONTI (ENEL), ELETTRICITA' MENO CARA DEL 20-30% 15:51 AMBIENTE:
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09:20 BORSE EUROPEE: DEBOLI E POCO MOSSE IN APERTURA
09:06 BORSA: MERCATO STABILE IN AVVIO, FTSE MIB INVARIATO
08:38 BORSE ASIATICHE: IN ANDAMENTO CONTRASTATO
08:33 PETROLIO: PREZZO IN CALO MA SOPRA 77 DOLLARI
08:29 EURO: APRE IN CALO SOTTO QUOTA 1, 23 DOLLARI
08:23 BORSA TOKYO: IN CALO 0, 7% DOPO 5 GIORNI DI GUADAGNI
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Pag.
19
Data:
17-06-2010
America oggi online
In corteo oltre 10mila persone per la ricostruzione e per la sospensione dei
contributi. L'Aquila scende per strada
17-06-2010
L'AQUILA. Attraversano la zona rossa, le arterie principali e poi bloccano un tratto autostradale, minacciando di
"marciare su Roma" come non succedeva dai tempi delle lotte per il capoluogo di regione, negli anni Settanta: L'Aquila
lancia così il suo Sos al resto d'Italia con la manifestazione più partecipata di questi 14 mesi di post-terremoto.
Vuvuzelas stile mondiale sudafricano, bandiere, ma niente simboli politici, solo i colori nero e verde simbolo dell'Aquila.
Ventimila persone secondo gli organizzatori, poco più di 12 mila secondo la Questura, hanno marciato un intero
pomeriggio per chiedere la sospensione dei contributi per tutti - senza preclusioni per dipendenti e pensionati - e lo
sblocco dei fondi per la ricostruzione e per denunciare che oltre 32 mila persone sono ancora assistite. Enti, istituzioni,
associazioni di destra e di sinistra: tutti compatti per chiedere al Paese di non abbandonare questa terra.
"La nostra città è imbestialita, arrabbiata e umiliata. Si sente sola e comincia lo scoramento. Qualcuno dovrà sentire la
responsabilità morale di questo dramma", ha dichiarato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, uno dei 25 primi
cittadini del Cratere che hanno sfilato, dietro ai rispettivi gonfaloni. In corteo, che dalla villa Comunale si è snodato
attraverso corso Federico II, corso Vittorio Emanuele per poi lasciare la zona rossa dalla Fontana luminosa, ha sfilato
anche una delegazione dell'amministrazione provinciale, con tanto di stendardo e il presidente Antonio Del Corvo. E poi,
anche il gonfalone della Regione Abruzzo, portato dagli uscieri.
Ad attendere i manifestanti sulla bocca della fontana, una ragazza a piedi nudi, con un caschetto in testa, e un grosso
scudo romano con una scritta "scudo fiscale".
Poi la manifestazione ha raggiunto piazza D'Armi, e da lì il casello autostradale di L'Aquila Ovest dove il corteo - seppur
dimezzato - ha deviato per la rampa autostradale occupando una delle due carreggiate. Sebbene preparati a un'iniziativa
del genere, gli agenti delle forze dell'ordine non hanno opposto resistenza per evitare incidenti, ma si sono limitati a
chiudere le due carreggiate al traffico in via precauzionale.
In autostrada anche i sindaci, indossando il tricolore: tutti, tranne Cialente, ancora una volta con la fascia in mano in
segno di protesta.
Nel corso dell'omelia della messa officiata in un tendone lungo il percorso del corteo l'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe
Molinari, ha sostenuto che "il nostro popolo attende risposte chiare non ordinanze complicate, incomprensibili che non
servono a niente".
Argomento:
NAZIONALE
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20
Data:
17-06-2010
ApCOM
Ancora piogge al Nord, rischio piene e frane:allerta Prot. Civile
05:12 - CRONACA- 17 GIU 2010
Oggi continuano i temporali, il Po oltre la seconda soglia
Roma, 17 giu. (Apcom) - Il maltempo non abbandona le regioni settentrionali italiane e anche per oggi su tutto il Nord
sono previsti rovesci e temporali. La protezione civile ha emesso un ulteriore allerta meteo e avverte sul rischio frane e
piene dei corsi d'acqua. Secondo le previsioni della protezione civile oggi la perturbazione proveniente dalla Francia
meridionale continuerà a far sentire i propri effetti con temporali anche forti al nord: su tutte le regioni settentrionali
continueranno precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale anche di forte intensità. I fenomeni
saranno accompagnati da attività elettrica e forti raffiche di vento. La perturbazione, in atto da alcuni giorni, ha
determinato l'innalzamento dei livelli di molti corsi d'acqua, sia dell'area valdostana che piemontese, soprattutto nella
province di Torino e Cuneo. Con il persistere della piogge nelle prossime ore si prevedono ulteriori incrementi dei livelli
nel settore occidentale del Piemonte, così come lungo l'asta principale del Po, in cui è previsto il superamento della
seconda soglia fino alla confluenza con la Dora Baltea, in provincia di Torino. Sono inoltre possibili alcuni dissesti
localizzati ed esondazioni dei corsi d'acqua minori anche sul resto del nord. Queste condizioni, riferisce la protezione
civile, determinano la necessità di mantenere elevato il livello di attenzione del sistema di protezione civile locale per
renderlo in grado di fronteggiare efficacemente eventuali criticità legate al rischio idraulico ed idrogeologico.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
21
Data:
17-06-2010
Asca
METEO: PROTEZIONE CIVILE, CONTINUA A PIOVERE SUL NORD ITALIA
.
METEO: PROTEZIONE CIVILE, CONTINUA A PIOVERE SUL NORD ITALIA
(ASCA) - Roma, 17 giu - Continua a piovere sul nord Italia.
Una perturbazione proveniente dalla Francia meridionale che insiste da alcuni giorni sul nord della nostra Penisola,
continuera' infatti a portare spiccata instabilita' sull'Italia settentrionale con forti temporali. Sulla base dei modelli
disponibili, il Dipartimento della protezione civile ha emesso ieri un ulteriore avviso di avverse condizioni
meteorologiche che estende quelli diffusi nei giorni scorsi. L'avviso prevede da oggi, giovedi' 17 giugno, e per le prossime
18-24 ore, precipitazioni sparse, prevalentemente a carattere di rovescio o temporale anche di forte intensita' su Valle
d'Aosta, Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. I fenomeni saranno accompagnati da fulmini e forti raffiche di
vento.
Il maltempo dei giorni scorsi ha causato, inoltre, l'innalzamento dei livelli di molti corsi d'acqua della Valle d'Aosta e del
Piemonte, nelle province di Torino e Cuneo. Si prevedono ulteriori incrementi dei livelli nel settore occidentale del
Piemonte, con il persistere della perturbazione. Lungo l'asta principale del Po e' previsto il superamento della seconda
soglia fino alla confluenza con la Dora Baltea, in provincia di Torino. Possibili dissesti ed esondazioni dei corsi d'acqua
minori anche sul resto del nord Italia.
Per fronteggiare efficacemente eventuali criticita' legate al rischio idraulico ed idrogeologico, sara' necessario mantenere
alto il livello di attenzione del sistema di protezione civile locale.
map/mcc/alf
(Asca)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
22
Data:
17-06-2010
Asca
LAZIO: POLVERINI DOMANI PRESENTA CAMPAGNA 'MARE SICURO-ESTATE
2010'.
LAZIO: POLVERINI DOMANI PRESENTA CAMPAGNA 'MARE SICURO-ESTATE 2010'
(ASCA) - Roma, 17 giu - Domani, alle ore 11.30 presso la spiaggia di Ladispoli, Lungomare Marina di Palo (angolo via
dei Delfini), il presidente della Regione Lazio Renata Polverini presentera' in una conferenza stampa il progetto della
Regione Lazio 'Mare Sicuro - Estate 2010'.
L'iniziativa, realizzata con la collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto competenti territorialmente
e con la partecipazione delle Organizzazioni di volontariato di Protezione civile regionale, ha l'obiettivo di garantire e
incrementare la sicurezza dei fruitori del mare, lungo le spiagge libere non sorvegliate, e dei maggiori laghi.
Alla conferenza stampa parteciperanno il consigliere regionale della Lista Polverini Maurizio Perazzolo e il sindaco di
Ladispoli, Crescenzo Paliotta.
A seguire si svolgera' una dimostrazione-esercitazione da parte delle Associazioni di volontariato della Protezione Civile
regionale preparate per le attivita' di salvataggio a mare.
res/mcc/lv
(Asca)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
23
Data:
17-06-2010
Asca
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CHIODI, SUBITO DISPONIBILI 800 MILIONI
.
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CHIODI, SUBITO DISPONIBILI 800 MILIONI
(ASCA) - L'Aquila, 17 giu - Un decreto legge del Governo rendera' immediatamente disponibili da parte del
Commissario delegato per la Ricostruzione 800 milioni di euro. Lo ha annunciato Gianni Chiodi nel corso di una
conferenza stampa indetta per fare il punto sullo stato degli aiuti per la ricostruzione e in materia di tasse. ''Il decreto legge
- ha spiegato Chiodi - viene incontro ad una delle maggiori criticita' finora riscontrate: l'esaurimento dei fondi, 122
milioni di euro, che la Protezione civile aveva girato al Commissario, a fronte di situazioni ancora da rendicontare.
Il decreto legge annunciato dal Governo - ha riferito il Commissario - mette a disposizione immediatamente la somma di
800 milioni, consentendo di liquidare i pagamenti e le spettanze in tempi brevi''. ''Mi pare che in questo senso - ha
concluso - il Governo abbia dato risposte piu' che convincenti alle istanze del Commissario''. La disponibilita' degli 800
milioni di euro, come anticipato dal Commissario, sara' data sotto forma di decreto legge destinato poi a confluire nella
manovra di bilancio.
iso/sam/alf
(Asca)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
24
Data:
17-06-2010
Asca
MALTEMPO: COLDIRETTI, PO SALITO DI 2,5 METRI IN UN GIORNO.
MALTEMPO: COLDIRETTI, PO SALITO DI 2,5 METRI IN UN GIORNO
(ASCA) - Roma, 17 giu - Il livello idrometrico del fiume Po e' salito di oltre 2,5 metri in un solo giorno per effetto delle
intense precipitazioni che stanno accompagnando l'ondata del maltempo di fine primavera 2010, caratterizzata da
precipitazioni del 12 per cento superiori alla media. E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti nel pomeriggio
del 17 giugno a Piacenza dove il livello del fiume e' ben al di sopra della la soglia di sicurezza di 3,5 metri fissata per la
riapertura del ponte provvisorio.
Nelle campagne - continua la Coldiretti - si stimano milioni di euro di danni con campi coltivati a cereali e ortaggi
allagati, semine perse e coltivazioni frutticole colpite dalla grandine dal Veneto all'Emilia Romagna, dal Piemonte alla
Lombardia dove nel cremonese la Coldiretti ha chiesto di avviare le procedure per la dichiarazione di calamita'. Le
previsioni di ulteriore maltempo preoccupano per il probabile ulteriore innalzamento dei livello dei fiumi e per i
conseguenti rischi di esondazione dei fiumi nelle campagne dove - conclude la Coldiretti - e' stata avviata una capillare
azione di monitoraggio della situazione.
res-rus/sam/rob
(Asca)
Argomento:
NAZIONALE
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25
Data:
17-06-2010
Asca
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CHIODI,NUOVA ORDINANZA. A VIA LAVORI CA
SE 'E'.
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CHIODI,NUOVA ORDINANZA. A VIA LAVORI CASE 'E'
(ASCA) - L'Aquila, 17 giu - ''Finalmente puo' partire la ricostruzione pesante al di fuori del centro storico dell'Aquila''.
La notizia, importante e attesa, e' stata data stamane dal Commissario delegato, Gianni Chiodi, che nel corso di una
conferenza stampa-consuntivo ha voluto commentare i contenuti dell'ultima ordinanza, la numero 3881 dell'11 giugno
2010, firmata dal Presidente del Consiglio. 13 articoli dei quali il numero 5, che disciplina la ricostruzione delle case
classificate E, il piu' significativo. Il primo articolo prevede l'incremento del tetto di spesa per accedere al finanziamento
agevolato; fino ad oggi il contributo concesso non poteva essere superiore a 80 mila euro, adesso il limite e' di 200 mila
euro, utilizzabile per la riparazione, per la ricostruzione o per l'acquisto di una nuova abitazione in sostituzione di quella
distrutta. L'articolo 2 proroga la presenza di 127 unita' della Difesa nei territori terremotati (impegno in euro un milione e
800 mila). L'articolo 3 consente alla ''Gran Sasso Acqua SpA'' di sopravvivere. Assegna infatti circa 900 mila euro per le
spese sostenute per le operazioni di soccorso e assistenza alla popolazione nelle fasi di prima emergenza e un contributo
in conto capitale di 5 milioni di euro per assicurare la copertura dei costi maggiori derivanti dalla situazione di emergenza.
L'articolo 4 dispone l'assunzione di personale (8 unita') al Comune dell'Aquila. Fondamentale l'articolo 5, molto tecnico,
che contiene i criteri per i lavori nelle case E, introducendo anche il principio della sostituzione edilizia.
Lo stesso articolo da' la possibilita' al Comune dell'Aquila di procedere all'acquisto di immobili distrutti o gravemente
danneggiati. I successivi articoli riguardano proroghe di Co.co.co. L'articolo 9 da' un'interpretazione autentica delle
norme, e ribadisce che i contributi per la ricostruzione spettano ai titolari di immobili diversi dalla abitazione principale
posseduti anche dai non residenti. ''Questa interpretazione conferma gli indirizzi emanati dalla Protezione civile nazionale
e il parere della Commissione tecnico scientifica del Commissario delegato per la Ricostruzione, trasmesso ai Comuni
interessati agli eventi sismici - ha aggiunto Chiodi - I Comuni devono quindi adeguarsi ed evitare ulteriori ritardi delle
procedure''.
L'articolo 10 prevede la concessione di contributi da parte del Commissario delegato ai Comuni del cratere per le
maggiori spese del servizio di smaltimento dei rifiuti, fino al limite di 11 milioni di euro. I conclusivi articoli dispongono
il pagamento degli indennizzi per le attivita' produttive.
iso/rg/ss
(Asca)
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26
Data:
17-06-2010
Asca
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CHIODI, SPESE ALBERGHI COPERTE SOLO IN
PARTE.
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CHIODI, SPESE ALBERGHI COPERTE SOLO IN PARTE
(ASCA) - L'Aquila, 17 giu - Al 16 giugno 2010 gli alberghi che hanno dato ospitalita' ai terremotati aquilani hanno
fatturato complessivamente 270 milioni di euro. Il Commissario per la Ricostruzione ha ricevuto dalla Protezione civile
180 milioni di euro che ha provveduto a ripartire. Le cifre sono state fornite oggi da Gianni Chiodi che ha riferito di aver
chiesto al Sindaco dell'Aquila maggiori controlli su chi ha effettivamente diritto ai benefici e all'accoglienza alberghiera.
Il Commissario ha altresi' denunciato ''alcuni comportamenti immorali che non bisogna assolutamente coprire''.
iso/rg/ss
Argomento:
NAZIONALE
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27
Data:
17-06-2010
AudioNews.it
Stato di calamità al Nord-Ovest
Quarantotto ore di precipitazioni insistenti con innalzamento dei livelli di corsi d'acqua in vaste aree valdostane e
piemontesi, . Previste altre precipitazioni e raffiche di ventoContiua a piovere in modo insistente in tutta l'Italia
settentrionale, interessata ormai da 48 ore di forti precipitazioni diffuse un po' in tutte le regioni a nord del Po specie nelle
province di Cuneo e di Torino. Le previsioni dicono che nella giornata di domani la perturbazione proveniente dalla
Francia meridionale continuerà a far sentire i propri effetti con temporali, anche molto forti e violente raffiche di vento in
tutte le regioni settentrionali. Il dipartimento della Protezione civile ha emesso un ulteriore avviso di "avverse condizioni
meteo" spingendo le aree interessate a chiedere lo stato di calamità.
Argomento:
NAZIONALE
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28
Data:
AudioNews.it
17-06-2010
Bertolaso: "Il cardinale Sepe mi aiutò a trovare casa"
Nuovi particolari sono emersi dall'interrogatorio, martedì a Perugia, di Guido Bertolaso. Fu il cardinale Crescenzio Sepe
ad aiutarmi a trovare casa in via Giulia, avrebbe riferito il Capo della Protezione Civile che ha anche precisato: non mi
sono mai occupato della gestione degli appalti, tranne per il G8 previsto alla Maddalena. Il canonico fa sapere di essere
'assolutamente tranquillo'. L'arcivescovo, a lungo a capo della Propaganda Fide, ha commentato l'accaduto, senza tuttavia
voler rilasciare dichiarazioni ufficiali. E' fuori Napoli, invece, per motivi personali Francesco Silvano, economo della
Diocesi partenopea da due anni e stretto collaboratore di Sepe, al quale Bertolaso sarebbe stato indirizzato dal prelato.
Argomento:
NAZIONALE
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29
Data:
Avvenire
17-06-2010
Bertolaso: mai gestito appalti Lo faceva Balducci
CRONACA
17-06-2010
DAL NOSTRO INVIATO A PERUGIA
NELLO SCAVO
« N on mi sono mai occupato della gestione degli appalti, con la sola eccezione di quelli per il G8 che doveva tenersi alla
Maddalena». Davanti ai pm di Perugia, Guido Bertolaso aggrava la posizione di Guido De Santis e Angelo Balducci, al
quale aveva rinnovato «stima e amicizia». Il capo della protezione civile ha raccontato di essersi accorto che i costi per il
vertice in programma in Sardegna (poi trasferito a lAquila) stavano andando fuori controllo. «Intervenni sostituendo
come soggetto attuatore Fabio De Santis (ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, ora in carcere, ndr) con
Gian Michele Calvi nel novembre del 2008». Per gli altri appalti il capo della protezione civile ha confermato ai pm
perugini che a occuparsene era lallora presidente del consiglio superiore dei Lavori pubblici, Angelo Balducci.
Precisazioni che in parte si legano alle parole pronunciate appena dopo linterrogatorio di martedì: «Mi auguro che si
arrivi ad una rapida definizione della mia posizione processuale avendo dimostrato la mia totale estraneità alle accuse che
mi sono state mosse».
I pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, non commentano. Intanto incassano una buona notizia. Il giudice sammarinese
Rita Vannucci ha aperto un fascicolo su alcune operazioni sospette avvenute in conti bancari di San Marino. Lindagine
sulla cricca che vede impegnate quattro procure italiane Firenze, Perugia, lAquila e Roma , inaspettatamente trova ora
nei magistrati del Titano la quinta colonna dellinchiesta. A tal punto che gli inquirenti della Serenissima Repubblica si
sono attivati con una loro rogatoria per acquisire documentazione presso i colleghi italiani, con la concreta possibilità che
possano firmare mandati di cattura internazionale. Il tracciato delle operazioni bancarie avvenute su conti di deposito
milionari si interseca infatti con movimenti riconducibili ai protagonisti dellinchiesta umbra. Tra essi il coordinatore del
Pdl Denis Verdini, lex procuratore aggiunto Toro, e poi Balducci, il costruttore Diego Anemone, il suo ufficiale pagatore
Angelo Zampolini, il commercialista Stefano Gazzani e lex commissario dei mondiali di nuoto di Roma Claudio Rinaldi.
Lipotesi di reato sulla quale indaga San Marino è quella di riciclaggio di denaro. Linterrogatorio di Bertolaso ha
lasciato in sospeso più di una domanda. Perché si chiedono gli inquirenti un uomo come lui dovrebbe mentire su un
episodio facilmente riscontrabile, rischiando di essere sbugiardato poco dopo?. Insomma, per dirla con una fonte
investigativa: «Qualcosa ancora ci sfugge». Il capo della Protezione civile solo martedì sera aveva assicurato di avere
preso casa per qualche tempo a Roma, in via Giulia, su interessamento ha dichiarato Bertolaso di un collaboratore di
Propaganda Fide consigliatogli dallallora presidente della congregazione, il cardinale Crescenzio Sepe. Bertolaso trovò
alloggio presso una casa che sarebbe poi stata acquistata dal regista Raffaele Curi. Il capo della protezione civile sostiene
di essere stato ospite, non avendo mai pagato laffitto ma solo le utenze. Ma proprio Curi, poco dopo ha però ribadito che
la pigione veniva versata da Angelo Zampolini, larchitetto tuttofare alle dipendenze di Anemone. Le date però non
corrispondono. Laffitto sarebbe stato pagato da Zampolini fino al 2007, ma Bertolaso avrebbe liberato limmobile almeno
due anni prima. Perciò si sta cercando di capire a chi davvero Anemone, attraverso il suo architetto, pagasse laffitto.
Non è questo lunico rebus dellinchiesta. Contro lex ministro Claudio Scajola ci sono le ammissioni dellonnipresente
Zampolini e delle venditrici dellappartamento acquistato secondo laccusa con laiuto di Anemone. I magistrati perugini
stanno cercando la prova di un eventuale contropartita concessa da Scajola ad Anemone: un appalto, una
raccomandazione, un incarico importante, una firma su un documento qualsiasi. Solo quando questo riscontro dovesse
arrivare lesponente del Pdl potrà essere indagato. In caso contrario, Scajola non andrebbe incontro ad alcun processo.
Il capo della Protezione Civile: quando mi accorsi che i costi del G8 in Sardegna stavano andando fuori controllo sostituii
De Sanctis
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
30
Data:
17-06-2010
Avvenire
Maierato, lettera appello del sindaco: «Noi dimenticati a 4 mesi dalla frana»
CRONACA
17-06-2010
COSENZA. Abbandonati dopo la frana. Il sindaco di Maierato, Sergio Francesco Rizzo, denuncia il silenzio dei palazzi
dopo i giorni della ribalta mediatica internazionale per lo smottamento che a metà febbraio si portò via gran parte del
centro storico. Rizzo ha inviato una lettera al capo della Protezione civile Guido Bertolaso, al presidente della Regione
Giuseppe Scopelliti; al prefetto di Vibo Valentia Luisa Latella; al presidente della Provincia Francesco De Nisi. «Sono
ormai passati quattro lunghissimi mesi da quel tragico 15 febbraio 2010 ha scritto quando in seguito alla calamità che ci
ha colpiti siamo balzati agli onori di tutte le cronache. Sono passati quattro mesi da quando la gente di Maierato ha dovuto
lasciare le proprie case per i pericoli che incombevano a causa alla grande frana e, purtroppo, ad oggi, ancora duecento
persone non vi hanno fatto ritorno! Sono passati quattro lunghi mesi ed ancora oggi i tecnici incaricati dal dipartimento
nazionale di Protezione civile e dalla Regione non ci hanno detto se è sicuro vivere nel nostro paese». Il primo cittadino
ha sottolineato che sinora nessuno ha chiarito cosa sia necessario fare «per aiutare chi ha perso tutto: case, terreni, aziende
agricole. Ma, cosa ancora più grave, sembra quasi che lemergenza Maierato non esista più!». Greco ha snocciolato una
serie di elementi che cristallizzano impietosamente le difficoltà del paese e della sua gente: «Tre strade provinciali sono
andate distrutte, duecento persone vivono ancora lo status di evacuati senza sapere cosa sarà dei loro beni, numerose
aziende agricole sono state evacuate insieme alle loro stalle e ai loro capi di bestiame e cercano di sbarcare il lunario in
condizioni di assoluta precarietà». (D. Mar.)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
31
Data:
17-06-2010
Avvenire
Onu, Ue e Osce chiedono l'apertura di un corridoio per i soccorsi ai civili
Tensione: il bilancio delle vittime è salito a 187, i profughi sono 275mila
MONDO
17-06-2010
Onu, Ue e Osce chiedono lapertura di un corridoio per i soccorsi ai civili Tensione: il bilancio delle vittime è salito a
187, i profughi sono 275mila
DI GIOVANNI BENSI
S econdo gli ultimi dati, la cifra ufficiale dei morti in seguito agli scontri fra kirghizi e uzbeki in Kirghizistan è salita a
187 persone, mentre il numero dei profughi si aggira sui 275mila. Preoccupati per la situazione, il Dipartimento di Stato
Usa ha inviato nella regione lassistente segretario di Stato Rober Blake. Durante una riunione a Washington, un altro
assistente alla segreteria di Stato, Philipp Crowley, ha dichiarato che la Casa Bianca si tiene in costante contatto con
Mosca, sottolineando che gli Usa contano di partecipare alla soluzione del conflitto in Kirghizistan solo sotto legida di
organizzazioni internazionali.
Il ministro degli E- steri russo Sergej Lavrov ha rilevato che i Paesi membri dellOdkb (o Csto, alleanza militare della
Russia con alcuni Paesi dellex Urss) contano sullefficacia delle misure già elaborate nellambito di un aiuto solo tecnico
e logistico. Anche Lavrov ha sottolineato che un eventuale intervento militare in Kirghizistan deve rispondere alle norme
internazionali. Il segretario del consiglio di sicurezza kirghiso, Alik Orosov, è volato a Mosca per discutere con Lavrov il
possibile invio in Kirghizistan dei «caschi blu» russi.
Rimane in primo piano lurgenza degli aiuti umanitari.
Gli aiuti arrivano da diverse parti, Alto commis- sariato per i rifugiati dellOnu, ma anche da Russia e Usa. La Protezione
civile russa ha inviato in Kirghizistan tre aerei, ognuno con 42 tonnellate di beni di prima necessità, fra cui zucchero,
carne, pesce in scatola e coperte. Il presidente Dmitrij Medvedev ha ordinato che gli aiuti umanitari russi raggiungano le
130 tonnellate. Un certo numero di feriti è stato trasportato per le cure a Mosca.
A sua volta lambasciata Usa a Bishkek ha fatto sapere che «il governo Usa ha destinato fondi per 10,3 milioni di dollari»
per «aiutare il popolo del Kirghizistan a uscire dalla gravissima situazione» creatasi in seguito agli scontri interetnici.
Da Onu, Ue e Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (Osce) è giunta poi la richiesta di aprire un
corridio umanitario per fornire aiuti alle regioni di Osh e Jalalabad, e a tutti gli sfollati. «Il mantenimento dellunità
nazionale e il ripristino della sicurezza nazionale sono di massima importanza per stabilizzare la situazione nel Paese »,
sostengono le tre organizzazioni, che hanno definito un piano straordinario di interventi comuni.
Si moltiplicano infine le accuse di aver fomentato i disordini a carico dellex presidente Kurmanbek Bakiyev (rifugiato in
Bielorussia), di suo fratello Zhanysh e del suo figlio minore Maksim. Contro Zhanysh Bakiyev ha puntato il dito Feliks
Kulov, che con Kurmanbek aveva organizzato la «rivoluzione dei tulipani» nel 2005, era divenuto primo ministro, ma poi
aveva rotto i rapporti con il suo mentore. Il governo provvisorio ha invece indicato come fomentatore dei disordini
Maksim Bakiyev, che si è rifugiato a Londra, dove, su richiesta di Bishkek, è stato arrestato.
Medvedev ha ordinato linvio di 130 tonnellate di beni di prima necessità. Da Washington 10 milioni di dollari
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
32
Data:
Avvenire
17-06-2010
L'Aquila va in piazza «Noi, delusi non pazzi»
CRONACA
17-06-2010
LAquila va in piazza «Noi, delusi non pazzi»
Sfilano in diecimila: «Ridateci la nostra città»
DALLAQUILA
ALESSIA GUERRIERI
E lettra ha solo sei anni, ma sfila allinizio del corteo con al collo il suo disegno della città: un cuore grande e la scritta
AQ. Accanto a lei ci sono tanti bambini, famiglie, anziani. Il centro dellAquila è colorato solo di diecimila bandiere
neroverdi, il simbolo del capoluogo; nessuna sigla politica, solo i gonfaloni di tutte le istituzioni locali e dei comuni del
cratere che hanno dato una connotazione bipartisan al corteo dei 'terremotati di serie b'. Lhanno ribattezzata
mobilitazione SOS una sigla che, ricordando il messaggio dalle tendopoli ai grandi della terra 'Yes, we camp', è comparsa
già dal mattino sulla collina di Roio, la più visibile per chi arriva in città. Sospensione delle tasse, occupazione e sostegno
alleconomia, sono queste le tre richieste del popolo terremotato. Un congelamento dei tributi per un periodo
ragionevolmente lungo (almeno dieci anni) che consenta alleconomia locale di uscire dallapnea, una proroga delle
agevolazioni fiscali per prestiti e mutui per cinque anni. Ma soprattutto, e lo ricorda il grande striscione che chiude
linfinito serpente nero verde, «vogliamo lavorare, vogliamo snellimento delle procedure, vogliamo soldi veri, vogliamo
un futuro per noi e per i nostri figli».
Tra la folla sfila anche la Chiesa aquilana, con in testa il vescovo ausiliare Giovanni DErcole: «I pastori sono con la gente
- dice - lunione di oggi faccia sì che gli interessi personali lascino il posto a quelli della popolazione ». A gennaio non
possiamo pagare tasse vecchie e nuove, perché i redditi degli aquilani sono ormai minimi. Il sindaco dellAquila Massimo
Cialente, che cammina con la fascia tricolore in mano in segno di protesta, sciorina i numeri dellemergenza. «Dovremmo
versare - precisa - cinquecento milioni di euro di arretrati in cinque anni. Le famiglie aquilane saranno strangolate tra le
tasse da restituire, quelle da paga- re e le necessità economiche».
Lappello della Curia alla condivisione ha il suo momento più intenso nel raccoglimento intorno allaltare a fine serata,
mentre poco distante la protesta, che ha raggiunto alcuni momenti di tensione con loccupazione della carreggiata
dellautostrada A24, va scemando. «Siamo qui per pregare - sottolinea larcivescovo Giuseppe Molinari - perché la
preghiera non è rinuncia alla lotta, ma occasione per chiedere a Dio la forza che ci occorre». Il presule invita a guardarsi
dentro per comprendere se le colpe sono dello Stato, delle autorità locali o della burocrazia complessa; «Ci sono anche i
nostri doveri - conclude - che vanno coraggiosamente adempiuti altrimenti la nostra lotta sacrosanta perde di forza e di
credibilità».
Tre le richieste del popolo aquilano: sospensione delle tasse, occupazione e sostegno alleconomia
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
33
Data:
17-06-2010
Dagospia.com
CHI È SENZA UNA CASA DI PROPAGANDA FIDE SCAGLI IL PRIMO MATTONE
– LA LISTA DI APPALTI, FAVORI E AFFITTI AI SOLITI NOTI E ORA UN D
OSSIER IN MANO AL PAPA – PIÙ CONTROLLI SULLE CASE D
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EL VATICANO (SE NE OCCUPA PERSONALMENTE IL SEGRETARIO DI STATO BERTONE) - IN VISTA UN
CAMBIO ALLA GUIDA DELLA CONGREGAZIONE (UFFICIALMENTE PER MOTIVI DI SALUTE): AL POSTO
DI DIAS, IN POLE C'È FILONI…
Gian Guido Vecchi per il "Corriere della Sera"
Papa Ratzinger
Non si può dire che la bufera intorno a Propaganda Fide e al suo patrimonio immobiliare abbia colto di sorpresa i piani
alti Oltretevere, in Vaticano si ostenta tranquillità, «la giustizia civile faccia il suo corso». Certo, «si leggono tante cose
non vere», considerano più fonti nel giorno in cui le cronache riportano le dichiarazioni di Guido Bertolaso ai magistrati
di Perugia: che il capo della Protezione civile potesse essere ospite dell'appartamento in via Giulia, senza che nessuno
pagasse un affitto alla Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, «è escluso», si dice in Vaticano, «qualcuno deve
averlo fatto».
Tarcisio Bertone Che qualcosa non funzionasse, tuttavia, era già chiaro ben prima che intercettazioni e indagini
rivelassero il giro vischioso di assegnazioni e vendite immobiliari di favore. Oltretevere si usa una parola dura:
«Rimozione».
Quattro anni fa, nel 2006, il cardinale Crescenzio Sepe, allora prefetto di Propaganda Fide, fu allontanato da Benedetto
XVI alla scadenza del primo quinquennio: una cosa «inconsueta», si fa notare, visto che il predecessore era rimasto sedici
anni e tutti gli altri prefetti del Novecento andarono ben oltre il primo mandato, salvo un caso di morte prematura.
Altrettanto strano è che un capo congregazione, addirittura il potentissimo «Papa rosso» di Propaganda Fide, passasse a
guidare una diocesi, per quanto illustre come Napoli: semmai accade il contrario.
Angelo Balducci «GESTIONE NON ESEMPLARE» - No, qualcosa non ha funzionato, «la gestione non è stata
esemplare», si considera con un eufemismo curiale: e la «riforma gentile» della Curia avviata da papa Ratzinger nel 2005
- gradualmente, senza scossoni - aveva già iniziato a porvi rimedio. In questi mesi l'attenzione è ovviamente aumentata si è già deciso di cancellare il nome del «consultore » e «gentiluomo di Sua Santità» Angelo Balducci dall'Annuario
Pontificio 2011 - e in Segreteria di Stato si sono fatti mandare tutte le carte e i documenti sulla faccenda, il cardinale
Tarcisio Bertone si consulta «come per ogni questione» con Benedetto XVI, ci sono novità in vista. Anche se «non ci sarà
alcun commissariamento della Congregazione», spiegano Oltretevere, smentendo voci circolate nelle scorse settimane.
BERTOLASO con CAschetto PATRIMONIO IMMENSO - Le cose sono però destinate a cambiare. I beni di
Propaganda Fide, un patrimonio immenso (si stimano oltre 9 miliardi di euro) frutto di proprietà e donazioni secolari,
sono gestiti in perfetta autonomia dalla Congregazione e servono a sostenere le terre di missione, Africa e Asia in testa:
per questo il prefetto viene definito «Papa rosso». La gestione è distinta da quella dell'Apsa, l'Amministrazione del
patrimonio della Sede Apostolica presieduta dal cardinale Attilio Nicora.
vescovo SEPE b Il problema è che la divisione è eccessiva, nel senso che le due gestioni procedono a compartimenti
stagni: è quindi «auspicabile», spiegano fonti vicine alla Segreteria di Stato, che «si arrivi a un maggiore coordinamento e
una maggiore vigilanza» sulla gestione della Congregazione. Non si tratta di trasferire competenze o beni immobiliari, ma
di «garantire maggiore trasparenza interna»: se non altro per evitare che atti e vendite del patrimonio immobiliare, com'è
accaduto con la vecchia gestione, possano restare ignoti nella stessa Santa Sede, al di fuori del palazzo della
Congregazione.
Il Palazzo di Lunardi in via dei Prefetti lar32 pietro lunardi TRASPARENZA - Del resto l'attuale prefetto di Propaganda
Fide, il cardinale Ivan Dias, venne nominato nel 2006 proprio per «avviare una gestione più trasparente»: figura di grande
spiritualità, indiano e già arcivescovo di Bombay, garantiva e garantisce una serena estraneità ai giri di amicizie romani. Il
cardinale Dias, dicono Oltretevere, ha però chiesto a Benedetto XVI di poter lasciare l'incarico: è noto da tempo che abbia
problemi di salute, anche se il desiderio sarebbe di mantenerlo al suo posto fino alla scadenza, a primavera 2011.
In ogni caso, la questione andrà affrontata nei prossimi mesi. Di certo il successore sarà un uomo di fiducia del papa e del
segretario di Stato, e una personalità di altissimo livello: difatti si fa il nome dell'arcivescovo Fernando Filoni, finissimo
diplomatico e Sostituto per gli Affari Generali; in questo caso il problema sarebbe trovare una figura capace di prendere il
suo posto ai vertici (è il numero due, assieme all'arcivescovo Dominique Mamberti) della Segreteria di Stato.
PROPAGANDA FIDE
Argomento:
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Pag.
34
Data:
17-06-2010
Dagospia.com
CHI È SENZA UNA CASA DI PROPAGANDA FIDE SCAGLI IL PRIMO MATTONE
– LA LISTA DI APPALTI, FAVORI E AFFITTI AI SOLITI NOTI E ORA UN D
OSSIER IN MANO AL PAPA – PIÙ CONTROLLI SULLE CASE D
[17-06-2010]
Argomento:
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Pag.
35
Data:
17-06-2010
Il Denaro.it
Taburno, volontari antincendio
Benevento
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17-06-2010
territorio
Parte un ciclo di campi promosso da Legambiente nelle aree più a rischio
Il blocco delle risorse regionali per il settore forestale mette a rischio gli interventi estivi sul fronte antincendio, ma
intanto hanno avuto inizio i campi di volontariato internazionale per la tutela dell'ambiente, sensibilizzazione e
antincendio boschivo nel Parco regionale del Taburno Camposauro organizzati da Legambiente Campania.
Ruggero Rugliaro
"L'idea progettuale dei campi – spiega Grazia Fasano, già delegata da Legambiente Campania nel Consiglio direttivo
dell'Ente Parco del Taburno Camposauro - è nata dalla volontà di integrare, nella stagione estiva, nuove energie, per il
controllo del territorio, accanto agli Enti istituzionalmente preposti e ai gruppi di Protezione civile attivi, in un progetto di
educazione ambientale e di difesa attiva del territorio".
Legambiente Campania, in collaborazione con l'Ente Parco Regionale del Taburno-Camposauro organizzerà per l'intera
estate sei campi di volontariato antincendio nelle zone a maggior rischio incendio (Bucciano, Bonea, Vitulano), e nei
luoghi più delicati del parco per gli habitat maggiormente sensibili, dove è molto importante il controllo per una fruizione
sostenibile dell'area parco.
A ognuno dei sei campi, della durata di due settimane, parteciperanno dieci volontari provenienti da associazioni delle
rete internazionale Alliance, il network di associazioni attraverso cui Legambiente da otto anni accoglie volontari stranieri
e invia, in Europa e nel mondo, volontari italiani.
Partner del progetto sono lo Stap Foreste di Benevento e la Protezione Civile di Vitulano, con la collaborazione della
Comunità Montana del Taburno.
I volontari e i camp leader saranno ospitati a Frasso Telesino dall'amministrazione comunale che ha messo a disposizione
i locali dell'edificio dell'Istituto Scolastico Comprensivo.
Collaboreranno al progetto anche l'associazione Anpas di Frasso Telesino e il Centro Servizi per il Volontariato,
ospitando i giovani volontari nelle sedi sociali per le attività di scambio culturale.
I giovani volontari sono provenienti da Russia, Canada, Messico, Polonia, Sud Corea e Turchia. Sono stati accolti presso
la casa comunale di Frasso dal sindaco, Lino Massaro e poi a Cautano presso la sede del Parco con il presidente Giovanni
Morello.
I campi di volontariato internazionale in Italia promossi da Legambiente prevedono partecipanti provenienti da tutto il
mondo, e durano dai 10 ai 20 giorni. Il limite minimo di età è di 18 anni, eccetto i campi per under 18. La maggior parte
dei partecipanti hanno dai 21 ai 25 anni.
num.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
36
Data:
17-06-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Puglia, protocollo d'intesa tra Regione e Protezione Civile
L'obiettivo è il potenziamento del sistema di protezione civile regionale, per fronteggiare tutte le categorie di rischio
(sismico, idrogeologico, antropico e di incendio boschivo) che riguardano il territorio pugliese
Giovedi 17 Giugno 2010 - Dal territorio
È stato siglato questa mattina a Roma il protocollo d'intesa triennale tra il Capo del Dipartimento della Protezione Civile
Gudio Bertolaso e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per il potenziamento del sistema di protezione civile
regionale e l'individuazione di forme di supporto e collaborazione tra la Regione e il Dipartimento. Tra i principali
obiettivi previsti dal protocollo spicca la ristrutturazione della nuova sede, la costruzione di una rete per le comunicazioni
di emergenza, l'impiego del volontariato di protezione civile e il rafforzamento del sistema locale con l'istituzione in ogni
provincia della Regione di una sala operativa per consentire un'alta capacità di risposta a livello provinciale e comunale.
L'intesa, di durata triennale, è finalizzata al compimento del programma avviato in seguito ai roghi che segnarono l'estate
2007 della Puglia, oltre che a rendere più efficiente la macchina della protezione civile regionale per fronteggiare tutte le
diverse categorie di rischio che interessano il territorio, dagli incendi boschivi al rischio sismico ed idrogeologico, oltre ai
rischi di natura antropica. Il protocollo prevede l'avvio di uno studio di fattibilità relativamente alla salvaguardia dei beni
culturali dai rischi naturali ed antropici, attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico congiunto costituito dal Dipartimento
della Protezione Civile, dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dalla Regione Puglia.
"La firma di oggi costituisce un altro importante tassello che ci permette di continuare a realizzare una struttura di
Protezione civile, attrezzata tecnologicamente, che consenta realmente di attivare azioni di controllo e prevenzione" ha
commentato Vendola, aggiungendo che "in questo campo è necessario sviluppare competenze e specialismi sempre più
sofisticati, che prevedano modelli organizzativi di coordinamento dei nostri volontari, oltre a un lavoro sistematico e
inedito di formazione e addestramento. Con la sottoscrizione di questo protocollo d'intesa contribuiamo al potenziamento
di una moderna Protezione civile pugliese che coniughi professionalità e volontariato".
(red - eb)
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Data:
17-06-2010
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L'Aquila, diecimila persone manifestano per la ricostruzione
Presenti esponenti politici e della Chiesa, istituzioni, sindacati e migliaia di cittadini. Il corteo ha bloccato per oltre
un'ora il casello dell'autostrada per Roma. In serata la replica del Dipartimento
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Mercoledi 16 Giugno 2010
L'Aquila, manifestazione per la revoca della sospensione dei benefici fiscali
tutti gli articoli » Giovedi 17 Giugno 2010 - Attualità
Alla manifestazione di ieri pomeriggio a L'Aquila che aveva lo scopo di richiamare l'attenzione del Governo sul territorio
terremotato oltre che chiedere un maggiore rispetto degli impegni presi, hanno aderito le istituzioni, nello specifico
Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell'Aquila e Municipalità minori con i rispettivi gonfaloni, forze politiche e
imprenditoriali, associazioni di categoria, sindacati, esponenti della cultura e della Chiesa, e tanti cittadini, sia giovani
senza lavoro e senza prospettive che anziani che forse non avranno mai la possibilità di vedere L'aquila ricostruita.
Presenti molti politici, senza bandiere di partito: il centrosinistra ha visto la partecipazione in prima linea di Camillo
D'Alessandro, capogruppo PD in Consiglio regionale, seguito da Stefania Pezzopane, Giovanni Lolli e voci locali e
nazionali dell'italia dei Valori; per il Pdl erano presenti il capogruppo regionale Gianfranco Giuliante, il consigliere Luca
Ricciuti e il presidente della Provincia dell'Aquila Antonio Del Corvo. Presenti anche moltissimi striscioni, ma nessuno
"feroce" come qualcuno si aspettava: i manifestanti hanno dimostrato infatti grande dignità, chiedendo certezze e lavoro e
affermando di "non essere pazzi ma delusi da Berlusconi". Tra gli striscioni, anche un esplicito "308 aspettano giustizia,
16.000 senza lavoro, 100.000 rivogliono la loro città. Benvenuti nel cratere, benvenuti in Italia".
La mobilitazione è stata confermata nonostante la notizia, giunta la sera prima, della proroga di sei mesi dell'esenzione
fiscale a favore degli abitanti del cratere sismico. I partecipanti, stimati tra le 10.000 e le 15.000 persone, hanno sfilato per
circa tre ore partendo dalla Villa Comunale e dirigendosi attraverso Corso Federico e Corso Vittorio Emanuele verso la
fontana Luminosa, arrivando poi fino al casello autostradale per Roma, oltrepassandolo e bloccando per circa un'ora il
traffico: una parte dei manifestanti si è mossa lungo la carreggiata in direzione della capitale, ma la Polizia ha deciso di
chiudere anche l'altra carreggiata per motivi precauzionali.
I problemi della popolazione aquilana vanno infatti ben oltre le tasse: il Sindaco Massimo Cialente, che ha sfilato con la
fascia tricolore in mano come segno di protesta, ha lamentato la mancanza di fondi sia per la ricostruzione materiale che
per le spese correnti. Relativamente alla notizia della proroga dell'esenzione fiscale, ha commentato che "tornare a pagare
le tasse dal primo gennaio 2011 serve a poco. Le famiglie aquilane avranno giocoforza dei redditi più bassi e saranno
strangolate tra le tasse da restituire, quelle da pagare e le necessità economiche contingenti". Cialente ha comunque
riconosciuto lo sforzo fatto da Letta, ma "chiedere ai terremotati di versare tutto, subito, in sole 60 rate, non significa dare
risposte reali a questo territorio che sta letteralmente morendo". Il Sindaco ha anche detto che "per cinque anni, noi, senza
case e senza un reddito adeguato, ci troveremo a dover pagare la più alta quota di tasse e contributi d'Italia". Antonio Del
Corvo, che già la settimana scorsa aveva invitato il Governo a pensare ad un abbattimento del 60% di tasse e contributi
pregressi e ad una successiva restituzione in 10 anni, ha commentato che "sei mesi di proroga serviranno a lavorare per
raggiungere questo obiettivo. Quella di ieri a Roma è stata comunque una giornata molto importante perché, oltre alla
proroga della fiscalità agevolata, ha significato anche uno sblocco di 800 milioni in favore dei Comuni e di altre risorse
per la ricostruzione".
Altri esponenti politici hanno voluto esprimere il proprio pensiero sulla notizia della proroga dell'esenzione fiscale, come
Stefania Pezzopane, ex Presidente della Provincia dell'Aquila e ora responsabile nazionale del PD per la ricostruzione post
sisma, che ha definito una "non notizia" quella data dal sottosegretario Gianni Letta, aggiungendo anche che "vogliamo
sapere come ricostruire L'Aquila, il suo territorio e la sua economia. E lo vogliamo sapere ora". Giovanni Lolli, sempre in
prima linea per le cause aquilane, ha affermato che "per lo Stato, per il Governo, parlano gli atti. Le parole, le semplici
parole, sono difficili da commentare". Riferendosi alla mobilitazione di ieri, ha sottolineato come sia stata "una grande
dimostrazione di unitarietà e compattezza. Se non fosse per la gravità degli argomenti affrontati potrei quasi dire che è
una grande giornata di festa. Purtroppo non è così". Il senatore Idv Alfonso Mascitelli ha dichiarato che con questa
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17-06-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
L'Aquila, diecimila persone manifestano per la ricostruzione
mobilitazione la città ha fatto vedere all'Italia il volto di "chi chiede certezze con dignità e civiltà", mentre i responsabili
dei Comitati hanno affermato di pretendere "il diritto ad una relativa tranquillità che ci permetta di pianificare le nostre
vite, investendo tempo ed energia su ciò che ci interessa e di cui abbiamo veramente bisogno". Il Sindaco Cialente ha
anche dichiarato: "abbiamo dimostrato che uniti possiamo vincere qualsiasi battaglia".
Cittadini ed esponenti politici hanno ribadito le accuse nei confronti della Protezione Civile, che secondo quanto
affermato da Cialente "ha lasciato debiti, uno su tutti quello degli alberghi per i mesi da settembre a dicembre 2009".
Relativamente a queste dichiarazioni, in un comunicato del Dipartimento della Protezione si legge: "Spiace leggere le
affermazioni del Sindaco dell'Aquila che paragona la protezione civile ad un debitore insolvente, affermazione che
manifesta ingratitudine ed è anche profondamente sbagliata poiché in Abruzzo nessun debito è stato lasciato dalla
protezione civile. Infatti - prosegue la nota - "per quanto riguarda gli alberghi, che nel momento della massima emergenza
hanno accolto fino a 37 mila persone, la protezione civile ha erogato alla Regione Abruzzo, responsabile dei pagamenti,
oltre 180 milioni di euro, l'ultimo lo scorso febbraio per 50 milioni di euro, così come richiesto dal Presidente,
Commissario Delegato, Gianni Chiodi".
Secondo la Protezione Civile, il sindaco Cialente dovrebbe evitare "facili strumentalizzazioni su vicende che non hanno
un briciolo di verità e che non rendono onore allo straordinario lavoro di squadra fatto dopo il terremoto". La Protezione
Civile ha anche voluto ricordare che "in Abruzzo nessuno è più in tenda dallo scorso mese di novembre e che per la
realizzazione di appartamenti per 15 mila persone, oltre 4 milla villette di legno, scuole che hanno consentito il regolare
svolgimento dell'anno scolastico per tutti gli studenti, sono stati spesi 1 miliardo e 121 milioni di euro". Nel comunicato,
la Protezione Civile si dice certa che Cialente non interpreti il pensiero degli aquilani e dei cittadini abruzzesi, che "sono
stati soccorsi e assistiti fin dal momento immediatamente successivo alle 3:32 del 6 aprile 2009" sperando che quando se
ne renderà conto avrà "l'onestà intellettuale di scusarsi".
Il prossimo appuntamento a L'Aquila è previsto per il 22 giugno alle ore 11. Il Sindaco Cialente ha invitato tutti i direttori
dei giornali locali e nazionali a recarsi a L'Aquila, per "riaccendere per un giorno i riflettori sulla città e osservare con i
propri occhi" la situazione in cui si trova L'Aquila.
(red - eb)
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17-06-2010
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"Campogiovani", la protezione civile per i ragazzi
Il progetto ha lo scopo di avvicinare i giovani alla cultura della protezione civile
Giovedi 17 Giugno 2010 - Istituzioni
Il Ministro per la Gioventù Giorgia Meloni ha ideato una protezione civile formata dai giovani, grazie al progetto
"Campogiovani", che sarà interamente dedicato a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 22 anni, delle scuole
superiori o iscritti ai primi anni del ciclo universitario. Il progetto "Campogiovani" darà la possibilità ai ragazzi di
trascorrere una settimana da protagonisti in materia di difesa ambientale e aiuto alla popolazione, consentendo di
apprendere nozioni utili, fare amicizia e soddisfare la propria voglia di impegno civile.
Il progetto è nato dalla collaborazione del Ministero della Gioventù con tutte le istituzioni protagoniste della protezione
civile durante le emergenze causate da calamità naturali, come i Vigili del Fuoco, la Marina militare, le Capitanerie di
porto, la Guardia Costiera e la Croce Rossa Italiana. Lo scopo del progetto "Campogiovani" è proprio quello di far
avvicinare i ragazzi alla cultura della protezione civile, per quanto riguarda nello specifico l'ambiente marino e la
prevenzione degli incendi. I ragazzi, durante la settimana di partecipazione, avranno modo di vedere da vicino uno dei
campi presso le strutture dei Vigili del fuoco, della CRI, della Guardia Costiera o della Marina Militare. Oltre a corsi di
formazione teorica su sicurezza, primo soccorso e gestione delle emergenze, i ragazzi potranno anche svolgere manovre e
vere e proprie esercitazioni.
Per partecipare al "Campogiovani" bisogna aderire all'iniziativa entro il 31 luglio, scegliendo il campo preferito
compilando un apposito bando presente sul sito www.campogiovani.it. La selezione dei ragazzi verrà effettuata in base al
merito scolastico e all'Isee più basso in caso di parità per quanto riguarda il merito. Alcuni posti saranno riservati agli
studenti residenti nelle aree colpite dal terremoto in Abruzzo e a quelli della provincia regionale di Messina colpiti dalle
eccezionali avversità atmosferiche del primo ottobre 2009. I corsi, della durata minima di una settimana, sono gratuiti.
(red - eb)
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17-06-2010
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Mantova: Piano di emergenza per il polo chimico
Nel territorio mantovano sono presenti undici stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti
Giovedi 17 Giugno 2010 - Dal territorio
L´assessore provinciale all´Ambiente e Protezione Civile Giorgio Rebuschi, nel corso di un vertice a tre con il
rappresentante della Prefettura Dott. Di Rubbo e l´assessore alla protezione civile del Comune di Mantova Espedito Rose,
tenutosi nella sede provinciale di via Don Maraglio per l´aggiornamento del Piano di Emergenza Provinciale per rischio
industriale e da trasporto di sostanze pericolose ha dichiarato: "Serve un piano di emergenza complessivo che riguardi
l´intero Polo Chimico per allontanare il rischio del, cosiddetto,"effetto domino", nel caso in cui si verifichi un incidente in
uno degli stabilimenti situati nell´area". Secondo l´inventario nazionale, nel territorio mantovano sono undici gli
stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti, otto dei quali già dotati di un piano di emergenza esterno redatto
dalla Prefettura. Per quanto concerne i tre rimanenti, due dei quali situati nel polo chimico, la procedura di aggiornamento
è in corso. L´incontro è stato occasione per valutare l´opportunità di programmare una revisione dell´intero Piano di
Emergenza Provinciale. A conclusione dell´incontro la Provincia e il Comune di Mantova hanno deciso di avanzare una
formale richiesta alla Prefettura, che ne ha la competenza, perché valuti l´opportunità di studiare l´effetto domino
nell´area industriale di Mantova e perché avvii un percorso che porti alla realizzazione di un piano di emergenza
dell´intera area del polo chimico.
(red.)
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17-06-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Basilicata, approvato il Programma AIB 2010
Potenziate le azioni mirate al contrasto degli incendi boschivi
Giovedi 17 Giugno 2010 - Dal territorio
La Giunta regionale della Basilicata ha approvato il Programma AIB per la campagna estiva 2010, che dà attuazione a
quanto previsto dal Piano Triennale AIB 2009/2011 varato lo scorso anno dal Consiglio Regionale. Secondo quanto
affermato dagli assessori Rosa Gentile e Agatino Mancusi "il Provvedimento ha l'obiettivo di potenziare ulteriormente le
azioni mirate al contrasto degli incendi boschivi che costituiscono uno dei più importanti fattori di rischio del patrimonio
naturale regionale". Queste azioni saranno rese possibili grazie ad una spesa di oltre 3 milioni di euro, ripartita tra fondi
della Protezione Civile e del Dipartimento Regionale Ambiente.
Rispetto al Programma dello scorso anno, quest'anno verrà data un'ulteriore attuazione a quanto previsto dalla
pianificazione triennale, tramite azioni concrete come ad esempio il concorso aereo assicurato da tre elicotteri Ab 412
messi a disposizione dal Corpo Forestale dello Stato e dislocati in postazioni strategiche nelle due province, l'incremento
degli investimenti, l'acquisto di mezzi e attrezzature per gli addetti alle attività di spegnimento, sia operai forestali che
volontari di protezione civile, e ancora il miglioramento delle capacità di comunicazione tra le diverse componenti del
sistema regionale AIB, l'incremento dei sistemi di avvistamento qualificato da terra e dall'alto con l'invio di immagini in
tempo reale alla Soup - Sala operativa unificata permanente - regionale e l'attività di sensibilizzazione della popolazione.
Intanto è entrato anche in vigore il divieto di bruciatura delle stoppie e di altri residui vegetali per tutta la durata del
periodo di "massima pericolosità per gli incendi boschivi" e fino a metà settembre 2010, dal momento che queste pratiche
rappresentano statisticamente la maggiore causa di incendi.
(red - eb)
Argomento:
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42
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17-06-2010
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Benevento: Meeting sul monitoraggio satellitare
Applicazioni per le pubbliche amministrazioni, la difesa e la protezione civile
Giovedi 17 Giugno 2010 - Dal territorio
Si è tenuto ieri a Benevento un meeting internazionale sulle applicazioni del monitoraggio satellitare per le pubbliche
amministrazioni, la difesa e la protezione civile. L'incontro è stato organizzato da Marsec, agenzia di telerilevamento
satellitare e monitoraggio ambientale della Provincia di Benevento, con la partecipazione di Imagesat Intl (agenzia
Israeliana che gestisce la costellazione di satelliti ottici ad altissima risoluzione).
Giovanni De Gennaro, presidente della Marsec ha commentato: "E' oramai maturo il tempo di assegnare definitivamente e
concretamente al Sannio e alla Marsec un ruolo e una identità, a livello nazionale e internazionale, nel campo del
telerilevamento applicato al monitoraggio ambientale e territoriale. E' la naturale conclusione dei traguardi raggiunti in
questi anni nella lotta all'abusivismo edilizio e nella prevenzione dei rischi naturali ed antropici in Regione Campania, ma
anche, a livello nazionale ed europeo, nel contrasto agli illeciti ambientali, in collaborazione con il Nucleo Operativo
Ecologico del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri e nel monitoraggio dell'inquinamento del Mediterraneo, in
partnership con importanti organismi della Comunità Europea".
(Red)
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17-06-2010
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Acerra, esercitazione di protezione civile sul rischio chimico
Prevista per il 26-27 giugno e voluta dai volontari della Misericordiae, ha come obiettivo principale la prevenzione del
rischio sismico
Giovedi 17 Giugno 2010 - Dal territorio
Si svolgerà il 26 e 27 giugno ad Acerra, uno dei territori a rischio della Campania, una delle più importanti esercitazioni
della Protezione civile. L'esercitazione, voluta dai volontari della Misericordiae, coinvolgerà i Vigili del fuoco, i Vigili
urbani e gli uomini delle forze dell'ordine, con l'obiettivo principale di prevenire il rischio chimico. La scelta è legata alla
presenza in questo luogo dell'"inceneritore", il più grande impianto bruciariufiuti del continente, e di Montefibre, la
fabbrica chimica che, anche se al momento ferma, sembra prossima ad un riutilizzo parziale. Inoltre, va ricordato che
nella zona sono numerosi gli sversamenti illegali di sostanze tossiche operati dalle ecomafie, anche se il fenomeno sembra
oggi un po' ridimensionato rispetto al passato.
Alle esercitazioni sul rischio chimico, ma anche a quelle sul rischio sismico e alluvionale, parteciperanno i volontari della
Protezione Civile del Comune di Acerra. I contenuti dell'esercitazione saranno illustrati da Francesco Barbetta,
responsabile locale della Protezione Civile, durante il convegno pubblico previsto per il prossimo 25 giugno al castello
baronale.
(red - eb)
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17-06-2010
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Abruzzo, subito disponibili 800 milioni per la ricostruzione
Gianni Chiodi: "con il decreto legge annunciato dal Governo si potranno liquidare pagamenti in tempi brevi"
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L'Aquila, manifestazione per la revoca della sospensione dei benefici fiscali
Giovedi 17 Giugno 2010
L'Aquila, diecimila persone manifestano per la ricostruzione
tutti gli articoli » Giovedi 17 Giugno 2010 - Istituzioni
Nel corso di una conferenza stampa indetta questa mattina per fare il punto sullo stato degli aiuti per la ricostruzione, il
Commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi ha annunciato che un decreto legge del Governo renderà
immediatamente disponibili da parte del Commissario Delegato per la Ricostruzione 800 milioni di euro. "Il decreto legge
viene incontro ad una delle maggiori criticità finora riscontrate: l'esurimento dei fondi, 122 milioni di euro, che la
Protezione Civile aveva girato al Commissario, a fronte di situazioni ancora da rendicontare. Il decreto legge annunciato
dal Governo mette a disposizione immdiatamente la somma di 800 milioni, consentendo di liquidiare i pagamenti e le
spettanze in tempi brevi".
Chiodi ha poi sottolineato che "l'operazione che ha portato allo slittamento della riscossione delle tasse arretrate a partire
dal gennaio 2011, è costata al governo 500 milioni di euro". Ha anche confermato che "la restituzione avverrà in almeno
60 rate", sottolineando che con 'almeno' si intende che ci sono concrete speranze che il tempo di rimborso possa essere
ulteriormente allungato.
Riferendosi alla manifestazione che si è svolta ieri a L'Aquila, Chiodi la considera "una manifestazione che si è svolta nel
segno della civiltà e della massima correttezza. Esprimo la mia personale soddisfazione per come si è svolto il corteo, che
non ha avuto strumentalizzazioni politiche di sorta. Questo è un segnale di unità e compatezza molto forte, che sta anche a
testimoniare la grande maturità del popolo aquilano e dell'intera città". Chiodi ha poi affermato di non aver potuto
prendere parte alla manifestazione perchè impegnato a Roma per una serie di incontri legati alla ricostruzione.
(red - eb)
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45
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17-06-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Forum sul dissesto idrogeologico: oltre l'80% dei comuni italiani è ad alta
criticità
Napolitano: più previsione e prevenzione
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Mercoledi 16 Giugno 2010
Oggi a Roma il Forum sul Dissesto Idrogeologico: "Le frane di casa"
tutti gli articoli » Giovedi 17 Giugno 2010 - Dal territorio
Secondo i dati presentati durante il Forum sul Rischio Idrogeologico svoltosi ieri a Roma, l'Italia spende oltre un miliardo
di euro l'anno per riparare i danni causati da frane e alluvioni e si colloca al primo posto in Europa per i rischi legati al
dissesto idrogeologico; nel mondo è preceduta solo da Cina, Giappone e America Centro-Meridionale. Come hanno
rilevato i geologi negli ultimi 20 anni, si sono spesi 22 miliardi per riparare i danni causati da frane e alluvioni e negli
ultimi 10 anni si sono verificati almeno 7 eventi all'anno che hanno causato danni gravi e hanno richiesto la dichiarazione
dello stato di emergenza. Secondo gli esperti questa situazione non tiene il confronto con gli stanziamenti destinati alla
prevenzione fatti negli ultimi 20 anni, pari a un terzo delle spese per la riparazione parziale dei danni.
Frane, esondazioni, colate di fango hanno provocato più di 3.600 vittime, con una media di 61 l'anno. In linea di massima,
come sottolinea Tiziana Guida, consulente dell'Ordine dei Geologi del Lazio "in passato gli eventi erano meno frequenti
ma molto più devastanti, mentre in tempi recenti vittime del dissesto idrogeologico se ne registrano purtroppo ogni anno".
Per il presidente dei Geologi del Lazio certamente:"il territorio è malato e continuare a costruire abusivamente significa
aggravare una situazione già critica". Inoltre negli ultimi 50 anni, come fa notare il presidente dei Geologi delle Marche,
Enrico Gennari: "in tutte le Regioni l'urbanizzazione è aumentata in media del 300% e di conseguenza la soglia di
vulnerabilità è aumentata di tre volte", e aggiunge "Ormai nessuno può più dire in buona fede che non sapeva». In totale
l'81,9 dei comuni italiani, vale a dire 6.600 sono ad alta criticità idrogeologica; secondo gli esperti, sarebbero evitabili
frane dalle conseguenze drammatiche come quelle di Sarno, Soverato, Giampilieri, Scaletta Zanclea o Maierato. Come ha
affermato il presidente dei Geologi del Molise, Pierfederico De Pari: "Esiste ancora una differenza troppo marcata tra la
geologia buona, quella dei professionisti e degli studiosi che si pongono i problemi e tentano di risolverli, anche con
qualche divieto, e quella mediocre, fatta di compromessi e mezze verità che non fanno il bene del territorio". In
conclusione del forum sono emerse almeno 5 proposte: destinare alla prevenzione il 10%-20% della cifra stanziata per le
emergenze; stringere un "patto di stabilità territoriale", che preveda una quota fissa del bilancio (circa il 20%) delle
strutture amministrative destinata alla prevenzione; modificare la composizione del Consiglio superiore dei lavori
pubblici, includendo una quota di geologi pari al 25% dei suoi membri (attualmente, hanno rilevato i geologi, dei 102
tecnici che ne fanno parte soltanto uno è un geologo); istituire il "fascicolo del fabbricato", un documento che racconti la
storia di un edificio, e infine promuovere la figura del "geologo di distretto", come l'ha chiamato il presidente dei Geologi
del Veneto, Paolo Spagna.
In occasione del forum, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio augurale nel quale ha
rimarcato che l'evento ''rappresenta una importante occasione di riflessione e di confronto su un tema di grande attualita'
per il nostro Paese. Il processo di urbanizzazione e lo sviluppo delle attivita' economiche sono stati realizzati in molte aree
del Paese senza porre la dovuta attenzione alla tutela del territorio, determinando l'aggravarsi di un diffuso dissesto
idrogeologico ed il conseguente verificarsi, sempre piu' frequente, di frane ed eventi alluvionali, con conseguenze
drammatiche per le popolazioni colpite e per l'ambiente, che viene compromesso nei suoi delicati equilibri. E prosegue: "
La sempre piu' evidente fragilita' del territorio impone alle istituzioni, nazionali e locali, ed alla comunita' scientifica un
responsabile impegno per sviluppare la cultura della previsione e della prevenzione, cui va affiancata una costante e
puntuale azione di vigilanza e controllo. In questo contesto, i geologi, per la loro specifica professionalita', sono chiamati
a contribuire all'assunzione da parte sia delle istituzioni pubbliche che dei soggetti privati di scelte atte a salvaguardare il
territorio e le sue risorse''.
La storia degli ultimi 16 anni conta cinque principali catastrofi dovute al dissesto idrogeologico:
Novembre 1994: un'alluvione colpisce l'Italia nord-occidentale e in soli 5 giorni produce danni stimati fra 8 e 13 miliardi
di euro, oltre 10.300 senzatetto nelle regioni colpite dalle alluvioni. I danni maggiori si registrano in Valle d'Aosta
(Aosta), Piemonte (Torino, Asti, Cuneo, Alessandria e Vercelli), Lombardia (Pavia e Varese) e Toscana (Massa Carrara e
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NAZIONALE
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46
Data:
17-06-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Forum sul dissesto idrogeologico: oltre l'80% dei comuni italiani è ad alta
criticità
Lucca), vengono colpiti 461 comuni, le vittime sono 68.
5 e 6 Maggio 1998 : nel Salernitano colate rapide di detriti e fango sommergono i comuni di Sarno e Quindici,
provocando 160 vittime e danni per 550 milioni di euro. Sono oltre 43 le frane censite dai geologi impegnati nell'area del
disastro, quasi la metà delle quali si sono verificate solo nel territorio di Sarno. Tutti gli smottamenti, inoltre, hanno
seguito le linee di impluvio naturale dei monti trasportando il materiale a valle con grande forza cinetica, cioé molto più
velocemente di una normale frana, cosa che ha prodotto danni enormi alle strutture edilizie.
Ottobre-novembre 2000: oltre 40.000 persone in Piemonte e Valle d'Aosta vengono evacuate a causa dell'alluvione del
Po; i danni complessivi sono stimati in oltre 5,6 miliardi di euro. Novembre 2002: frane in Lombardia provocano danni a
opere pubbliche, infrastrutture e opera di difesa del suolo per 640 milioni di euro. Ingenti anche i danni alle strutture
private, valutati in 115 milioni di euro. Le frane, oltre ai danni materiali, portano all'evacuazione di intere frazioni o aree
di paesi con pesanti ricadute, di ordine anche psicologico, sulle persone coinvolte.
Agosto 2006: dalla parete nord del corno del Gran Sasso si stacca un costone di roccia provocando un movimento di
30.000 metri cubi di pietre e rocce, per un fronte di 80 metri di larghezza. La nuvola di polvere scesa sull'autostrada A24
Roma-L'Aquila-Teramo riduce la visibilità a zero. Fortunatamente, però, l'evento non provoca danni.
(red.J.G)
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Data:
17-06-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Calabria, scossa di terremoto in mare
L'evento sismico (magnitudo 3.7) è stato avvertito anche dalla popolazione
Giovedi 17 Giugno 2010 - Dal territorio
L'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - ha registrato una scossa di magnitudo 3.7 in mare, con
epicentro nel Golfo di Santa Eufemia ad una profondità di più di 8 chilometri. L'evento sismico, che si è verificato questa
notte alle 00:39, è stato avvertito anche dalla popolazione in provincia di Vibo Valentia e Catanzaro.
Le località più vicine all'epicentro sono Acconia, in provincia di Catanzaro, e Pizzo, Francavilla Angitola e Filadelfia, in
provincia di Vibo Valentia. Secondo quanto riportato dal Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a
persone o cose.
(red - eb)
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48
Data:
17-06-2010
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Maltempo, abbondanti precipitazioni al Nord
Le condizioni meteo hanno determinato l'innalzamento di molti corsi d'acqua
Giovedi 17 Giugno 2010 - Attualità
La perturbazione proveniente dalla Francia meridionale continua a far sentire i propri effetti con temporali anche forti in
particolare al nord del nostro Paese. Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un ulteriore avviso di avverse
condizioni meteorologiche, prevedendo da oggi, per le prossime 18-24 ore, il persistere di precipitazioni sparse,
prevalentemente a carattere di rovescio o temporale anche di forte intensità su tutte le regioni settentrionali; i fenomeni
potranno essere accompagnati da attività elettrica e anche forti raffiche di vento.
La perturbazione è in atto già da qualche giorno, e ha determinato l'innalzamento dei livelli di molti corsi d'acqua sia
nell'area valdostana che in quella piemontese, in particolare nelle province di Torino e Cuneo. Per le prossime ore sono
previsti ulteriori incrementi dei livelli nel settore occidentale piemontese e lungo l'asta principale del Po, ed è previsto il
superamento della seconda soglia fino alla confluenza con la Dora Baltea (in provincia di Torino). Non si esclude
nemmeno la possibilità che si verifichino alcuni dissesti localizzati ed esondazioni di corsi d'acqua minori anche nel resto
del nord. Queste condizioni meteorologiche fanno mantenere elevato il livello d'attenzione del sistema di protezione civile
locale, così da renderlo in grado di fronteggiare efficacemente eventuali criticità legate al rischio idraulico ed
idrogeologico.
L'ondata di maltempo che ha colpito nelle ultime ore il Piemonte sta lentamente attenuandosi, anche se resta critica la
situazione a Torino, dove i vigili del fuoco sono in stato d'allerta per il rischio esondazione del fiume Dora. Nelle ultime
ore i Vigili del fuoco sono dovuti intervenire per diversi allagamenti, sia nella città di Torino sia in Valsusa. Il colmo della
piena del Po è transitato nella notte proprio a Torino, con livelli superiori alla soglia di attenzione; secondo le previsioni
già dalle prossime ore la situazione dovrebbe tornate progressivamente alla normalità.
Secondo un monitoraggio della Coldiretti, il livello idrometrico del Po è salito di oltre due metri e mezzo in un solo
giorno per effetto delle intense precipitazioni. A Piacenza , questo pomeriggio il livello del fiume è ben oltre la soglia di
sicurezza di tre metri e mezzo fissata per la riapertura del ponte provvisorio. La Coldiretti ha anche stimato milioni di euro
di danni nelle campagne, con i campi coltivati a cereali e ortaggi allagati, semine perse e coltivazioni frutticole colpite
dalla grandine in Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia: nel cremonese la Coldiretti ha chiesto di avviare le
procedure per la dichiarazione di calamità.
(red - eb)
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49
Data:
17-06-2010
Il Giornale.it
Abolire tutti i prefetti? Inutile, costano il 4% di una sola provincia
articolo di giovedì 17 giugno 2010
di Stefano Filippi
Dalla violenza negli stadi ai Consigli da sciogliere: sono i parafulmini di gravi problemi. E liquidarli farebbe risparmiare
appena 14 milioni
Piove, nevica, viaggiare è impossibile, bisogna sgombrare un piazzale dove parcheggiare i tir: ci pensa il prefetto. Un
gruppo di tifosi scalmanati minaccia la tranquillità degli stadi: chi osa rinchiuderli a casa? Il prefetto. Chi vieterà loro le
trasferte? Ancora il prefetto. E chi ordinerà alla Rai regionale di trasmettere in tv le partite a rischio per evitare altra
tensione? Sempre il prefetto. I manifesti elettorali sono irregolari: il prefetto li fa togliere. Il consiglio comunale è
infiltrato da mafiosi e camorristi: il prefetto lo scioglie. Gli schiamazzatori estivi sconvolgono la quiete pubblica: il
prefetto blinda le strade della «movida». Il «millennium bug» minaccia i computer: in prefettura si allestisce un centro di
emergenza. I clandestini vengono espulsi con un provvedimento del prefetto, l'ordine pubblico è coordinato dal prefetto,
come la protezione civile, i vigili del fuoco e le banche cattive che non vogliono fare credito agli imprenditori in crisi.
Sorge un problema, scoppia un'emergenza, si presenta un problema che deve essere risolto da qualcuno che sia davvero
sopra le parti: pane per i prefetti. Dove vive un sindaco capace di contrastare i tifosi che l'hanno votato? Un'autorità cui
affidare imparzialmente la macchina elettorale? Un politico che si sobbarchi la gestione di multe, patenti e porto d'armi
senza il sospetto di favorire parenti e amici? Oggi il prefetto è il parafulmini su cui si scaricano le faccende delle quali
nessuno vorrebbe occuparsi e anche quelle di cui farebbe molto comodo impadronirsi. Ma nella gara a trovare i capri
espiatori della crisi, è uno degli anelli più deboli. Se c'è da tagliare, il primo pensiero va alle prefetture. Sono funzionari
usi obbedir tacendo, che rispondono al ministero (e non al politico) e non godono di grande considerazione pubblica: per
tanta gente, il prefetto non è altro che il burocrate taglia-nastri, il dispensatore di onorificenze, il titolare della poltrona di
prima fila ai convegni più noiosi. Un'immagine lesionata, come la foto della prefettura dell'Aquila terremotata che un
anno fa fece il giro del mondo.
Così, periodicamente, si apre il tiro al prefetto. Figura decorativa, pletorica, costosa, retaggio dell'eredità napoleonica,
giolittiana e fascista. Passiamo le loro competenze ai presidenti delle province, propone un fronte che dalla Lega si allarga
fino al Partito democratico sognando risparmi da capogiro. Ma le prefetture non hanno bilanci autonomi, soltanto fondi di
dotazione assegnati dal Viminale per gestire l'ordine pubblico e le elezioni. Non possono aumentarsi gli stipendi come gli
amministratori locali, né finanziare sagre o assumere consulenti fuori controllo. Hanno carriere rigide, competenze chiare
e buste paga nemmeno paragonabili a quelle dei dirigenti ministeriali.
Il cosiddetto «corpo prefettizio» conta 1787 persone, secondo i dati forniti dal Sinpref, il maggiore (oltre 600 iscritti) dei
quattro sindacati che tutelano la categoria: gli altri sono lo Snadip Cisal (300), la Cisl (130) e l'Ap (Associazione
prefettizi, una cinquantina di aderenti). I prefetti sono 156, un centinaio disseminati nelle sedi provinciali e gli altri al
Viminale; 719 i viceprefetti e 912 i viceprefetti aggiunti. La carriera comincia con un concorso pubblico per la qualifica di
consigliere e prosegue con un corso biennale alla Scuola superiore di amministrazione dell'Interno. Lo stipendio è
composto da quattro voci: la paga tabellare, gli scatti di anzianità, la retribuzione di posizione e quella di risultato, più
eventuali indennità per le sostituzioni temporanee o gli straordinari elettorali. Si va dai 57mila euro lordi annui di un
viceprefetto aggiunto di fascia G ai 151.887,44 di un prefetto di fascia A di particolare rilevanza, cioè capo della polizia,
capo di gabinetto del ministro, capo dipartimento, prefetto di Roma-Milano-Napoli, direttore Affari legislativi.
Complessivamente, gli emolumenti dell'intero corpo prefettizio costano al bilancio statale ogni anno circa 14 milioni di
euro. Per fare qualche paragone, la provincia di Roma (presidente Nicola Zingaretti, Pd) per il 2010 ha stanziato 121
milioni di euro per investimenti e 431 milioni per le spese correnti. La provincia di Bari (presidente Francesco Schittulli,
Pdl) ha varato un preventivo da 286 milioni di euro. E quella di Bergamo, che «se la toccano è guerra civile» come ha
detto Umberto Bossi (presidente è il leghista Ettore Pirovano), ha in bilancio oltre 350 milioni di euro e le paghe dei 14
dirigenti superano i 100mila euro lordi annuali, con punte di 208mila. Se tutte le prefetture italiane fossero liquidate e
licenziato l'intero staff dei quasi 1.800 funzionari, lo stato risparmierebbe una somma pari al 4 per cento del bilancio della
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50
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17-06-2010
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Abolire tutti i prefetti? Inutile, costano il 4% di una sola provincia
provincia di Bergamo. La classica gocciolina nel mare.
È stato detto e scritto che i prefettizi hanno appena ottenuto un lauto aumento di stipendio. Vero: sindacati e ministero
della Funzione pubblica hanno concordato il 6 maggio scorso uno scatto di 200 euro netti mensili per il viceprefetto
aggiunto, 300 per il viceprefetto e 450 per il prefetto (che salgono a 630 per quello di fascia A). Tuttavia l'accordo,
relativo al biennio 2008-9, non è stato firmato. La manovra di Tremonti ha bloccato tutto. Così quelli che sembrano dei
privilegiati in realtà sono i primi ghigliottinati. E le loro buste paga restano ben lontane da quelle degli alti dirigenti dei
ministeri, Interno compreso.
L'offensiva anti-prefetti, dunque, non ha ragioni economiche. Dopo la guerra, la «longa manus» del governo controllava
ogni mossa degli enti locali. Non c'era nomina, delibera o spesa che sfuggiva le forche caudine della giunta provinciale
amministrativa, che vagliava i provvedimenti nel merito e nella forma. I sindaci avevano autonomia limitata, si diceva
amministrassero sotto schiaffo del prefetto-censore. Negli anni le autonomie sono cresciute, i poteri dei prefetti svuotati e
parallelamente la spesa pubblica è esplosa: oggi il controllo sugli enti periferici è demandato ai singoli cittadini attraverso
i ricorsi al Tar oppure è svolto dai revisori dei conti scelti dagli stessi amministratori pubblici. Il controllato che nomina il
controllore è un bel conflitto d'interessi di cui non si parla mai.
L'ultima consistente sforbiciata ai compiti delle prefetture, ribattezzati Uffici territoriali del governo, è arrivata dalla
riforma Bassanini a cavallo del 2000 che le riteneva un grosso ostacolo verso la semplificazione burocratica. Oggi i
prefetti sono le massime autorità provinciali in materia di pubblica sicurezza per garantire coesione tra le questure e le
altre forze di polizia secondo le linee dettate dal Viminale. Hanno conservato il coordinamento della protezione civile,
l'organizzazione elettorale, la gestione dei contenziosi sul codice della strada (multe, patenti sequestrate, ricorsi, eccetera).
Paradossalmente, però, in questi anni i compiti dei prefetti sono cresciuti con una miriade di compiti che impongono una
certa responsabilità. L'ultimo incarico sono gli Osservatori sul credito voluti dal ministro Tremonti d'accordo con il
leghista Maroni quando le banche non prestavano più denaro alle imprese. Prima erano arrivati gli sportelli polifunzionali
sull'immigrazione. E ancora i centri di emergenza per affrontare il «millennium bug». I comitati provinciali per
accompagnare il passaggio dalla lira all'euro. Il potere di commissariare le amministrazioni comunali infiltrate dalla
malavita e di rilasciare le certificazioni antimafia. Mansioni affidate al prefetto perché ritenuto garanzia di «terzietà», di
equilibrio sopra le parti. E che fanno gola ai politici.
(1. Continua)
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17-06-2010
Incenerita da un fulmine una gigantesca statua di Gesù
articolo di giovedì 17 giugno 2010
di Redazione
Il bianco colosso, realizzato in materiale plastico, sorgeva vicino a un'autostrada dell'Ohio ed è bruciato in pochi minuti
Un fulmine ha incenerito nello Stato americano dell'Ohio una enorme statua di Gesù con le braccia alzate al cielo, una
popolare attrazione turistica della regione. La sequenza fotografica (foto Ap da «The Dayton Daily News») mostra il
colosso com'era prima della distruzione, l'incendio e il relitto che ne è rimasto in seguito.
La statua del «Re dei Re», alta oltre 20 metri, era stata creata con materiale plastico, sorretto da una struttura di acciaio, e
il fulmine ha prodotto un incendio che ha distrutto in pochi minuti il monumento adiacente alla Chiesa della Roccia
Solida, a Monroe (Ohio).
Poiché la statua, eretta sei anni fa, era visibile dall'autostrada Interstate 75, era diventata una popolare attrazione e molti
automobilisti facevano una deviazione per ammirare l'insolita scultura soprannominata «Touchdown Jesus» perché le
braccia alzate di Gesù ricordavano il segnale usato dagli arbitri nel football americano per confermare una meta (
touchdown). L'incendio non ha bruciato la chiesa adiacente alla statua. Una delle fondatrici della Chiesa ha detto che la
statua sarà ricostruita al più presto.
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18-06-2010
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Ancora maltempo E nel Cremonese i campi di mais vanno sott'acqua
articolo di giovedì 17 giugno 2010
di Redazione
Il maltempo continua anche oggi. La protezione civile della Lombardia che conferma l'avviso di criticità moderata per il
rischio di temporali fino ad oggi su tutta la Regione e rimane l'allerta per il livello del Po che ieri pomeriggio è salito di
oltre 1,5 metri. La situazione metereologica dovrebbe iniziare a migliorare da domani con possibili rovesci limitati però la
pomeriggio e alla fascia prealpina. Ma nel cremonese i campi di mais finiscono sott'acqua. Le forti precipitazioni della
notte fra martedì e mercoledì si sono abbattute su campi e aziende agricole nell'area che circonda la città di Cremona. In
particolare, come risulta da un monitoraggio di Coldiretti, la situazione più critica è nei comuni di Stagno Lombardo,
Malagnino, Gadesco Pieve Delmona, Gerre de' Caprioli, Bonemerse, Robecco, Pozzaglio. La pioggia, che in alcune zone
ha superato i 250 millimetri, ha provocato allagamenti di campi coltivati a mais, grano, orticole e foraggiere. A questo si
aggiungono disagi e danni alle strutture aziendali.
Colture già riseminate a causa delle precipitazioni d'inizio maggio, sono oggi del tutto compromesse. I danni sono ingenti:
i campi avranno bisogno di ulteriori lavorazioni, molti dovranno essere riseminati, con grave perdita di prodotto.
Nei prossimi mesi le aziende sconteranno i ritardi nella maturazione. Coldiretti si è attivata per chiedere ai Comuni e alla
Provincia ogni passo utile ad ottenere il riconoscimento dello stato di calamità.
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18-06-2010
Il grande bluff di Obama Bp paga, ma il greggio esce
articolo di giovedì 17 giugno 2010
di Marcello Foa
La Casa Bianca ottiene dai britannici un fondo danni di 20 miliardi di dollari Il presidente l'annuncia con un discorso
pieno di retorica. E senza soluzioni
Parole, parole e ancora parole. Un tempo bastavano, ora non più. Barack Obama l'altra notte ha parlato della marea nera,
rivolgendosi alla nazione, dallo Studio Ovale, nell'ora di massimo ascolto televisivo, come accade solo nei momenti
solenni e drammatici per la nazione. Ma il discorso solenne non ha convinto nessuno. E allora ieri il presidente è stato
costretto ad abbandonare la retorica.
La British Petroleum ha accettato di creare un fondo di ben 20 miliardi di dollari per risarcire le vittime della fuoriuscita
di greggio, cominciata il 20 aprile e ancora in corso.
Venti miliardi sono tanti, più del previsto. E sono stati annunciati proprio alla Casa Bianca, dove in mattinata erano stati
ricevuti i dirigenti della compagnia britannica al gran completo. Volti seri, contriti, hanno parlato per venti minuti con lo
stesso Obama, poi, a pranzo, per novanta con il vicepresidente Joe Biden, mentre i legali delle due parti definivano gli
ultimi dettagli. Nel pomeriggio l'annuncio.
A gestire i venti miliardi sarà un fondo indipendente gestito da Kenneth Feinberg, a cui fu affidato anche quello per le
vittime dell'11 settembre.
La Bp non riesce ancora a turare la falla e dunque il problema continua ad essere irrisolto, ma perlomeno ora Obama può
proclamare che i responsabili del disastro pagheranno per le loro negligenze e che coloro che hanno subito danni
economici verranno in qualche modo ricompensati. La Casa Bianca, accusata finora di compiacenza nei confronti della
multinazionale britannica, può finalmente attribuirsi qualche merito e proiettare l'immagine che alla fine la Giustizia
prevarrà. In teoria. Restano infatti aperte molte questioni. Il premier britannico Cameron, che ormai è schierato
apertamente dalla parte della Bp, ieri ha ricordato che i risarcimenti non potranno essere illimitati, pena il fallimento della
società. Come dire: non pensate di rilanciare oltre i 20 miliardi.
L'opinione pubblica americana continua a essere insoddisfatta del modo in cui il governo ha affrontato l'emergenza, con
punte di malcontento in Louisiana che ha dovuto subire sia l'uragano Katrina sia la marea nera. Ebbene, oggi gli abitanti
di questo Stato ritengono che Obama si sia comportato peggio addirittura di George Bush ai tempi dell'allagamento di
New Orleans. Il tasso di approvazione del presidente in carica continua a calare. Solo il 24% degli elettori americani è
molto soddisfatto del suo operato, mentre il 44% esprime un profondo disappunto. I delusi sono complessivamente il
57%. Cifra record.
L'annuncio di ieri aiuterà senz'altro Obama a recuperare qualche punto, ma non basterà a mutare il giudizio nei suoi
confronti, che il discorso televisivo, aulico nei toni, ma evanescente nei contenuti, ha confermato. Obama ha annunciato la
nomina di uno «zar» per l'emergenza, ma senza attribuirgli grandi poteri e ha sollecitato l'America ad abbracciare la causa
delle energie pulite, ma senza indicare soluzioni concrete. Il presidente più popolare è diventato il più retorico. Dallo Yes,
we can si è passati al Maybe, we can, ovvero dal «Sì, si può fare», al «Si può fare, forse». L'America ha scoperto la vera
indole di Obama, che è quella del temporeggiatore, del mediatore riflessivo, sensibile alle pressioni delle lobby, refrattario
ad agire sotto pressione e a prendere decisioni nell'emergenza. Predilige i tempi lunghi, talvolta lunghissimi. Sono
trascorsi quasi due mesi dall'incidente che ha provocato la falla nel pozzo petrolifero del Golfo del Messico e solo ora il
Comandante in capo mette la Bp davvero di fronte alle proprie responsabilità.
Gli americani si chiedono, peraltro, perché le operazioni per chiudere quel maledetto buco nero siano rimaste ad
appannaggio della Bp anziché affidate alla protezione civile e all'esercito, come sarebbe stato logico. La risposta è
implicita: fino a oggi Obama non è stato in grado di opporsi alle pressioni della lobby petrolifera, i cui interessi sono stati
anteposti a quelli della nazione. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
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18-06-2010
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Inchiesta G8, Bertolaso tira in ballo il Vaticano: "La casa grazie a Sepe"
articolo di giovedì 17 giugno 2010
Inchiesta G8, Bertolaso
tira in ballo il Vaticano:
"La casa grazie a Sepe"
di Redazione
La versione diverge da quella del proprietario: era Zampolini a pagarli l'affitto. Il sistema cricca esisteva 20 anni fa: il
giallo dei lavori per l'ex ministro dell'Interno Rognoni
Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica
Alla fine ci si è arrivati in Vaticano. E a portarci l'inchiesta è stato direttamente Guido Bertolaso che ai Pm di Perugia ha
fatto il nome del cardinale Crescenzio Sepe, ora arcivescovo di Napoli, fino a poco fa a capo della congregazione di
Propaganda Fide. Sarebbe stato l'alto prelato a indirizzare il capo della protezione civile, nel 2003, prima al collegio
universitario e, in seguito, al professor Francesco Silvano (ex dirigente Stet, già direttore dell'ospedale Bambin Gesù, ora
vicinissimo alla Santa Sede) l'uomo che, stando al verbale di Bertolaso, avrebbe messo a disposizione di Mister
Emergenza la famosa casa di via Giulia. Che, però, per quanto agli atti dell'indagine, non risulta essere di Propaganda
Fide. Il proprietario è infatti Raffaele Curi, che ha spiegato ai Pm di aver preso i soldi dell'affitto dall'architetto Zampolini,
il braccio destro di Anemone, che ha confermato.
Insomma, le due versioni divergono: perché il cardinale capo di Propaganda Fide e il manager suo collaboratore
avrebbero affittato da privati una casa per offrirla a Bertolaso, all'insaputa di quest'ultimo, invece di sfruttare il ricco
patrimonio immobiliare della congregazione? Questo è un mistero grande quanto una casa. Che l'indirizzo sia lo stesso lo
ha confermato con i Pm lo stesso sottosegretario, mentre sulle date non tutto torna. Bertolaso sostiene di aver vissuto lì
solo pochi mesi, tutti nel 2003. Il padrone di casa, Curi, il 14 maggio aveva dichiarato a Repubblica che l'inquilino
eccellente era stato da lui per «un anno solo di contratto. Due anni fa». Dunque nel 2008. Con i Pm, però, Curi modifica
l'arco temporale: «Incontrai l'architetto Zampolini nel 2003. Ha avuto in uso la casa fino al 2007». E ieri, ospitando la
replica di Curi alle dichiarazioni di Bertolaso, Repubblica parla della casa di via Giulia «dove il sottosegretario ha
alloggiato per circa due anni, dal 2003». Bertolaso ha occupato un appartamento (fino al 2003) che anche altri hanno poi
utilizzato (fino al 2008)? Altra incongruenza è quella sulle utenze. Bertolaso ha detto di non aver mai pagato l'affitto
perché l'amico Silvano gli aveva messo a disposizione la casa, ma di aver provveduto a pagare le bollette. Mentre sempre
Curi ha sostenuto che le utenze le pagava Zampolini, e non sempre, visto che «mi sono trovato con un arretrato di luce,
gas e acqua che ho dovuto pagare di tasca mia».
Intanto dal deposito degli atti di vari procedimenti penali (in parte andati a sentenza, in parte prescritti o archiviati) su
irregolarità gravi nell'assegnazione degli appalti al ministero della Difesa fino al 2000, spuntano personaggi e società che
oggi ritroviamo impantanati nel «sistema gelatinoso» di Balducci & co. Riferimenti messi a verbale cinque anni fa dal
capo geometra del Genio, Franco Quilla. Che di fronte a opere di manutenzione gonfiate, falsi negli ordinativi,
ristrutturazioni taroccate, interventi pagati il quintuplo del dovuto, ai carabinieri ha spiattellato il «sistema gelatinoso»
dell'Ufficio Autonomo Lavori, il suo ufficio. Dalle carte prodotte spuntano imprese e personaggi che oggi sono d'attualità
con l'inchiesta sui Grandi Eventi. A cominciare dalla Igit, che compare in 18 gare vinte, toccata dagli accertamenti su Don
Bancomat, che oggi ritroviamo spesso «alleata» con Anemone in appalti oggetto delle investigazioni del Ros. Fra le
denunce documentate da Quilla, definito dal magistrato con le stellette Giovanni Barone «persona corretta, assai scosso da
queste vicende (...) che riguardavano irregolarità amministrative, lavori e fatturazioni gonfiate» ve n'è una sui lavori
nell'appartamento privato dell'ex ministro Virginio Rognoni (già vicepresidente del Csm): «Mi venne detto - si legge nel
verbale - che bisognava fare due capitolati per de lavori a casa del ministro. Quando chiesi se si poteva fare un
sopralluogo, mi venne detto che non c'era bisogno perché bisognava fare tutto in segretezza. In pratica bisognava pagare
senza fare verifiche e controlli». I lavori, continua Quilla, vennero fatti passare «dai nostri uffici come se fossero stati
compiuti a più riprese in varie strutture militari». Anche in questo caso l'inchiesta non è andata a buon fine. Nel 2004, sul
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55
Data:
18-06-2010
Il Giornale.it
Inchiesta G8, Bertolaso tira in ballo il Vaticano: "La casa grazie a Sepe"
punto, Rognoni spiegò d'aver cambiato solo la moquette e di aver pagato tutto di tasca sua: «Non ricordo quanto fu la
spesa, dovrei rivedere le carte». Che la ditta interessata a quei lavori, interpellata dal Giornale, spiega di non trovare più
«perché nella ristrutturazione dei nostri uffici il vecchio materiale archiviato è stato buttato via».
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18-06-2010
Italia Oggi (Enti Locali)
Anziani, via libera al piano caldo 2010
ItaliaOggi
Numero 144 pag. 37 del 18/6/2010 | Indietro
REGIONE VENETO
La giunta ha approvato il protocollo
Via libera al piano caldo per il 2010. La giunta regionale, su proposta dell'assessore alla sanità Luca Coletto, di concerto
con i colleghi alle politiche sociali Remo Sernagiotto e alla protezione civile Daniele Stival, ha approvato infatti un nuovo
«Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della regione del
Veneto», che sostituisce quello del 2009. Nel dettaglio, il piano consiste in una rete nella quale interagiscono gli uffici
regionali della sanità, dei servizi sociali e della protezione civile, l'Arpav per gli aspetti previsionali, il coordinamento
regionale in emergenza, le direzioni generali delle Usl, le centrali operative 118, le unità operative di pronto soccorso, i
distretti sociosanitari, le direzioni sanitarie e sociali delle Usl, il servizio epidemiologico regionale. Le procedure del
«piano caldo 2010» prevedono che sia l'Arpav a emettere, dal 1° giugno al 15 settembre, un bollettino quotidiano sullo
stato climatico di quattro aree individuate (montana, pedemontana, continentale e costiera), integrando le previsioni del
tempo con il monitoraggio dell'ozono, dell'indice di disagio fisico e della qualità dell'aria. Qualora il bollettino indicasse
una previsione di disagio prolungato, il coordinamento regionale in emergenza attiverà l'allarme climatico ai servizi
sanitari. È anche previsto che le Usl abbiano propri referenti aziendali ed eventuali sostituti e predispongano elenchi di
referenti dei distretti, dei pronto soccorso e delle centrali 118. Il piano ha predisposto anche un format contenente le
informazioni standard per le Usl da diffondere alla popolazione. «Si tratta», sottolinea Coletto, «di una procedura definita
da uno specifico gruppo di esperti regionali, che costituisce una garanzia di efficacia dell'intervento delle strutture
sanitarie e sociali nell'eventualità di situazioni climatiche pericolose per l'uomo durante l'estate». «L'obiettivo», conclude
l'assessore, «è quello di essere quanto più tempestivi possibile nell'attivazione e soprattutto nell'azione di aiuto alle
persone in difficoltà e d'intervento nei casi di patologie improvvise».
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18-06-2010
Leggo
di Paola Italiano Decine di allagamenti, una frana, allarme pe...
di Paola Italiano
Decine di allagamenti, una frana, allarme per le coltivazioni, Murazzi e vialetti lungo il fiume al Valentino sott'acqua. Le
forti piogge degli ultimi giorni, uniti agli apporti della neve che si scioglie in montagna, hanno provocato un innalzamento
del livello dei fiumi, a iniziare dal Po (cresciuto di un metro al giorno), che ha creato non pochi problemi. Il peggio è
passato, ma le condizioni stentano a stabilizzarsi e i temporali sono ancora possibili fino a sabato. Sul bollettino meteo,
soltanto da domenica si parla di precipitazioni assenti.
La frana si è registrata su una strada di mezza collina che collega San Carlo e Front, dove è caduta una parete di terra
finendo su un auto in transito. Feriti in modo lieve i due occupanti della vettura, soccorsi dai vigili del fuoco e dai medici
del 118. Ma sono state centinaia, le chiamate ricevute dai pompieri a causa dei danni provocati dall'ultimo acquazzone che
ieri intorno all'ora di pranzo ha investito la provincia, con esondazioni localizzate e fenomeni di dissesto soprattutto nelle
Valli Orco, Lanzo, Sangone, Susa, Chisone e Pellice. I fiumi restano oltre il livello di guardia, ma il momento critico è
ormai passato. Anche la protezione civile ha chiuso ieri alle 15 la sala operativa.
Confagricoltura ha lanciato l'allarme per le coltivazioni. In Piemonte, a preoccupare sono soprattutto la grandine e le
esondazioni del Po e degli affluenti; la Dora Baltea ha superato i tre metri. A Torino, un'ordinanza del sindaco ha imposto
già da mercoledì la chiusura di tutte le attività che si affacciano sul Po nell'intero tratto comunale, dunque anche a tutti i
locali dei Murazzi, fino a quando la piena impetuosa che scorre sotto i ponti della città non si abbasserà e le sponde
saranno messe in sicurezza.
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17-06-2010
Libero Notizie.it
Scossa 3,7 in mare tra Catanzaro e Vibo
Non risultano danni a persone o cose
(ANSA) - ROMA, 17 GIU - Una scossa di magnitudo 3.7 e' stata registrata in mare alle 00:39 dall'Istituto di Geofisica tra
le province di Catanzaro e Vibo Valentia. La scossa e'stata avvertita dalla popolazione ma dalle verifiche effettuate dal
Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone o cose. Le localita' prossime all'epicentro
sono Acconia (CZ), Pizzo (VV), Francavilla Angitola (VV) e Filadelfia (VV).
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Data:
Il Manifesto
17-06-2010
E a Napoli rispunta la monnezza nascosta
RIFIUTI Scioperi e caos. Torna l'emergenza
Adriana Pollice NAPOLI
«Non aspettiamo la prima foto della spazzatura pubblicata sulla stampa straniera o del Vesuvio chiuso per proteste per
dichiarare l'emergenza turismo a Napoli e in Campania; serve un'immediata mobilitazione permanente delle istituzioni e
delle rappresentanze imprenditoriali per scongiurare l'ennesima fuga dei turisti provenienti da tutto il mondo». Così ieri il
presidente della Camera di Commercio partenopea, Maurizio Maddaloni. NAPOLI
Ventiquattrore di sciopero, martedì scorso, dei cinquemila addetti alla raccolta della spazzatura, alla gestione degli
impianti di tritovagliatura e alle discariche, con un'adesione del 70%, e a Napoli sono riapparse le colline di rifiuti: piccole
montagne di sacchetti neri e scatole di cartone, con il pattume tracimato al punto da insozzare tutte le vie, a rammentare
che il miracolo della premiata ditta Berlusconi Bertolaso è avvenuto solo sulle pagine dei giornali e nei tg della stampa
amica. I fattori di criticità sono rimasti dove i due li avevano lasciati il 31 dicembre scorso, quando dichiararono
solennemente la fine dell'emergenza.
È bastata una notte per accumulare 1400 tonnellate di immondizia lungo le strade partenopee, a cominciare da quelle dello
shopping: via Toledo e via dei Mille, fino al Vomero, si sono riempite di rifiuti subito dopo l'orario di chiusura dei negozi,
tra scatoloni e buste di plastica assortite. A piazza Carità gli abitanti della zona hanno eretto una barricata di sacchetti da
un marciapiede all'altro; alle spalle di piazza Dante, nella popolare zona del Cavone hanno bloccato il traffico, con
l'umidità e il caldo arrivato all'improvviso a rendere l'aria irrespirabile. Sembra tornare l'incubo della fuga dei turisti dalla
città e dal parco del Vesuvio, invaso dalla spazzatura e dai camion che sversano nella discarica di Terzigno, dove martedì
notte un camion è andato a fuoco per il lancio di una tanica di benzina. La sindaca di Napoli e l'assessore all'Ambiente,
Paolo Giacomelli, dopo un nuovo incontro con i sindacati, assicurano che la situazione tornerà alla normalità tra sabato e
domenica grazie a turni straordinari dei dipendenti Asìa e già ieri si vedevano i mezzi in azione per ripulire le strade di
Chiaia.
A scatenare la protesta diversi fattori. Tra i più scontenti i dipendenti dei consorzi di bacino, che non hanno ancora
ricevuto lo stipendio di maggio. Entro giugno dovrebbero essere assorbiti dalla Sapna, la società provinciale che per
decreto del governo dovrà gestire il ciclo dei rifiuti, ma dall'ente di palazzo Matteotti non arrivano indicazioni e neppure è
stato presentato il piano industriale, soprattutto nessun segnale di voler utilizzare i fondi messi a disposizione
dall'esecutivo per pagare gli stipendi. Ugualmente preoccupati i dipendenti Asìa, la spa del comune di Napoli che finora si
è occupata dei servizi di igiene ambientale ma che da luglio dovrebbe fornire solo lo spazzamento delle strade. L'azienda
è in difficoltà finanziarie, così si è pensato di creare Asìa2 con la cessione del ramo d'azienda, ricavandone circa 800
milioni. Però, si chiedono i sindacati, da dove arriveranno gli incassi della nuova società visto che la tassa sui rifiuti sarà
incamerata dalla provincia? E poi ci sono le proteste dei dipendenti degli Stir, a cui si aggiungono i lavoratori del
comparto che soffrono per i ritardi cornici con cui percepiscono gli stipendi: i comuni, infatti, pagano le aziende della
raccolta ben oltre i limiti temporali previsti.
A fare paura davvero, però, è l'afasia della provincia di Napoli. Il mese scorso l'assessore all'Ambiente, Giuseppe
Caliendo, ha chiesto 180 giorni per decidere sulla materia, consapevole che per ora l'unica decisione realmente presa dalla
Protezione civile è stata aprire le discariche di Chiaiano e Terzigno, dove sta finendo talquale per cui non c'è la
caratterizzazione e perciò sarà difficile poi bonificare. A questi ritmi di conferimento, i due siti potranno essere utilizzati
ancora per un anno ma fonti diverse, interne ad Asìa, ipotizzano che Terzigno sarà esaurita già a febbraio. Lunedì scorso
l'assessore Caliendo e il presidente Luigi Cesaro hanno incontrato i comitati antidiscarica di Chiaiano e Marano,
ribadendo l'impegno a chiudere al massimo in sedici mesi lo sversatoio di via Cupa del Cane, a stabilire la data per un
sopralluogo congiunto con gli attivisti e, soprattutto, si sono detti disponibili a discutere piani alternativi di smaltimento.
Segno che il ciclo disegnato da Guido Bertolaso, fatto di discariche e mega inceneritori, non convince neppure loro,
soprattutto ora che i Cip6 sulla bolletta dell'Enel hanno le ore contate. «L'emergenza non ha la visibilità mediatica di un
anno fa - ha spiegato alla Camera Stefano Graziano del Pd - ma siamo di fronte a una situazione di disastro ambientale».
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Il Manifesto
17-06-2010
Gli sciacalli comprano casa e pagano in contanti
Mentre l'Aquila lotta per sopravvivere, nuovi sciacalli approfittano della disperazione dei suoi abitanti per fare affari. Da
qualche tempo nel capoluogo abruzzese misteriosi intermediari avvicinano infatti le persone chiedendogli di vendere la
propria casa distrutta dal terremoto. Agiscono per conto di gruppi immobiliari che preferiscono rimanere nell'ombra e
offrono pagamenti in contanti. Approfittano della stanchezza e della disperazione degli aquilani, ma soprattutto della
lentezza con cui procede la ricostruzione della città. Stando a quanto previsto dal decreto terremoto, chi vuole accedere al
contributo necessario per ricostruire la propria abitazione distrutta dal sisma del 6 aprile 2009 deve impegnarsi a non
vendere l'immobile prima di due anni. Ma sono molti all'Aquila coloro che, spinti dalla stanchezza e dalla disperazione,
preferiscono rinunciare e provare a ricostruirsi una vita da qualche altra parte. Proprio loro sono le vittime preferite dagli
intermediari. L'offerta è allettante, Vendere la casa e ricevere soldi in contanti in cambio di un abbattimento del 50 per
cento del valore dell'immobile. In questo modo chi vuole lasciare la città ha modo di farlo e chi acquista mette le mani su
un notevole patrimonio immobiliare a prezzi stracciati,. E a quanto pare sarebbero stati in molti fino a oggi ad approfittare
dell'offerta, cedendo così agli intermediari, al punto che chi è interessato a vendere si passa i numeri di telefono degli
intermediari di mano in mano.
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17-06-2010
Il Messaggero
BOSTON - Un aereo Alitalia, diretto daBoston a Roma, è stato costretto a un
atterraggio al Loga...
Giovedì 17 Giugno 2010
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BOSTON - Un aereo Alitalia, diretto daBoston a Roma, è stato costretto a un atterraggio al Logan International Airport da
dove era appena decollato. Qualcuno aveva lanciato l'allarme perchè uno dei motori era un fiamme. Lo ha spiegato il
portavoce dell'aeroporto del Massachusetts, Phil Orlandella, come riporta il sito del Boston Globe, precisando che il volo
Alitalia 615 con 250 passeggeri a bordo atterrato senza problemi l'altro pomeriggio a Boston (ore 17.45 locali).
Le autorità aeroportuali locali hanno annunciato un'inchiesta sulla cause dell'incendio al motore numero uno del velivolo.
Una televisione locale ha trasmesso le immagini dell'Airbus 330 sulla pista subito dopo l'atterraggio di emergenza,
mostrando il fumo che usciva dalla zona dei motori.
Diversa la versione dell'Alitalia: nessun incendio al motore. Un portavoce della compagnia spiega che l'assenza di
incendio è comprovata dal fatto che non c'è stata esigenza di vigili del fuoco in pista. «Il volo, operato con un velivolo
Airbus 330 di Airone, pochi minuti dopo il decollo ha evidenziato un surriscaldamento al motore sinistro, che non è stato
spento ma messo in folle, come da procedura, circostanza che ha provocato una scia di fumo bianco. Come da procedura è
stata dichiarata l'emergenza, la manovra di rientro e l'atterraggio sono perfettamente riusciti e in aeroporto non è stato
necessario evacuare i passeggeri che sono scesi dall'aeromobile regolarmente dalla scaletta». Sulle cause dell'accaduto, fra
le ipotesi un “bird strike” (incidente dovuto ad un volatile), sono in corso accertamenti.
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17-06-2010
Il Messaggero
L'AQUILA - La galassia degli appalti, in cui il consorzio Federico II si è
mosso, è v...
Giovedì 17 Giugno 2010
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L'AQUILA - La galassia degli appalti, in cui il consorzio Federico II si è mosso, è variegata. Va fatta subito una
distinzione tra appalti pubblici e appalti privati, tra Consorzio al completo, senza Btp e imprese in Ati. Il Consorzio, ma
senza la Btp, ha lavorato nei puntellamenti del centro storico, affidati dal Comune dell'Aquila sulla base del protocollo
sottoscritto da Prefettura, vice commissario con delega ai Beni culturali (Luciano Marchetti), Comune e associazioni
imprenditoriali. I puntellamenti sono stati affidati al Consorzio (un milione e 700.000 euro fino a oggi) e ad altre 85
imprese. La Btp ha vinto un'unica gara pubblica, in Ati (Associazione temporanea di impresa), per la Carducci (7 milioni
e 200.000 euro). La Btp, che nell'associazione di imprese ha il 16,5%, ha intascato circa 400 mila euro, mentre le altre tre
imprese del Consorzio hanno portato a casa 4 milioni di euro. Marinelli, autonomamente, ha partecipato e vinto l'appalto
degli alloggi per gli sfollati alla caserma Campomizzi. Il resto sono appalti “privati”, affidati a trattativa privata, per la
messa in sicurezza dei palazzi Carispaq. La Btp aveva le certificazioni per recuperare e catalogare gli affreschi di palazzo
Farinosi Branconi: due stralci da 200 mila euro l'uno. Le altre tre imprese hanno provveduto ai puntellamenti per rendere
sicuro il lavoro dei restauratori e degli uomini della Soprintendenza. Proprio gli affidamenti della Carispaq hanno
suscitato altri sospetti perché il direttore generale, Rinaldo Tordera, avendo una casa in via XX Settembre classificata E,
ha soggiornato per qualche tempo, su indicazione della Protezione civile, in un residence di Tortoreto di proprietà di
Marinelli e Vittorini, come altre duecento persone, tra le quali il sindaco Massimo Cialente e i suoi familiari. Quelle
assegnazioni suscitarono qualche polemica, ma successivamente la Carispaq ha precisato che i criteri con i quali erano
stati assegnanti i puntellamenti si basavano esclusivamente sull'affidabilità delle aziende; e la Btp, come la altre che
fecero quei lavori, erano in possesso delle migliori certificazioni per eseguire opere delicatissime.
C.Faz.
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17-06-2010
Il Messaggero
dal nostro inviato L'AQUILA - Nera come il lutto e verde come la speranza.
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Giovedì 17 Giugno 2010
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NINO CIRILLOdal nostro inviato
L'AQUILA - Nera come il lutto e verde come la speranza. L'Aquila s'è presentata così - una selva sconfinata di bandierecon i colori che decise di darsi all'indomani di un altro tremendo terremoto, quello del 2 febbraio 1703, tanto tremendo da
costringerla ad abbandonare il rosso e il bianco che l'avevano accompagnata nei secoli.Nero e verde, verde e nero, e un
interminabile corteo che s'è fatto volentieri imbottigliare lungo il Corso Stretto - chi non è mai stato all'Aquila, purtroppo,
non potrà mai capire la vertigine che t'avvolge - giusto per il gusto di farsi contare: diecimila per la Questura, quindicimila
e forse più per i Comitati che questa manifestazione hanno disperatamente voluto, riuscendo bene, molto bene, a non farsi
contaminare dai violenti e da tutti quelli che avrebbero voluto metterci un cappello politico sopra.
Uno straordinario spettacolo di democrazia dal basso - che altro dire? - un mix inesportabile in qualunque altra piazza
d'Italia, di placide vecchiette e di usurati agitapopolo, di politici di provincia in cerca di una vetrina e dell'Italia vera, gli
insegnanti appassionati del loro lavoro, i ragazzi che un lavoro ancora se lo sognano, eppoi le imprese, i sindacati, i
commercianti che vorrebbero riaprire una saracinesca e ancora non ci sono riusciti, i commercialisti che invocano: «Fateci
pagare il 5 per cento, come agli evasori».
Si son dati uno slogan -chissà quanto l'avranno pensato- e non hanno deviato da quello: S come Sospensione delle tasse, O
come Occupazione, un'altra S per Sostegno all'economia, per fare alla fine, semplicemente, SOS. Perché ne ha ben donde
questa gente, perché qui ci sono sedicimila disoccupati e seimila in cassa integrazione, perché qui, nel centro storico che
oggi tutti ricordano con le lacrime agli occhi una volta c'erano mille negozi e soltanto trecento hanno riaperto, per giunta
laggiù, nella piana verso il casello dello'Autostrada. Perché qui, prima del terremoto, il debito medio di un commerciante
era di 66mila euro e oggi supera i centomila.
E' per tutte queste ragioni, e per molte altre ancora -perché non si può vivere senza una città- che si son messi in cammino
dalla Villa comunale fino al casello dell'autostrada, sei chilometri buoni di corteo, sotto un sole accecante che solo
l'Aquila può dartelo a parziale risarcimento del suo lungo inverno. «Basta propaganda, basta passerelle, vogliamo più fatti
e meno bustarelle» hanno gridato a squarciagola con le mura lesionate che facevano da eco. A leggere le agenzie, molto
trendy, avrebbero soffiato su delle vuvuzuelas. Ma vi sembrano mai gli aquilani gente da vuvuzuelas? Erano semplice
trombette di paese, tutto qua.
Vi racconteranno anche che questa marea di gente ha forzato i cordoni dell'ordine pubblico. Ebbene, non è vero. La
sapiente regìa predisposta dalla Questura dell'Aquila, un bel mix di fermezza e di elasticità, ha permesso che questa rabbia
non sfociasse nel peggio. Almeno in cinquemila, o forse più -perché un corteo di sei chilometri, alla fine, perde qualcosa
per strada -hanno varcato il casello dell'Aquila Ovest, con il traffico autostradale bloccato da almeno un'ora e si son fatti
convogliare mansueti verso un “new jersey” semovente che li avrebbe riportati a casa.
E' stato il trionfo, forse anche un po' inatteso, del sindaco della città Massimo Cialente, più volte criticato in questi ultimi
tempi per essere insieme primo cittadino e anche vice commissario del Governo per la ricostrzuione. Poteva arrivare
anche qualche fischio e invece solo applausi alle poche parole che Cialente ha voluto pronunciare alla fine di tutto, alla
fine di una scarpinata inerarrabile: «Questa sospensione di sei mesi delle tasse non basta -ha detto al suo popolo- Ho avuto
avuto momenti di scoramento in questi giorni e invece, vedendovi qui, ora sono convinto che questa battaglia possiamo
solo vincerla».
Erano le sette e venticinque di una sera serena. Sulle montagne gli ultimi spicchi di neve, giusto per ricordare che un
inverno c'è stato. E da oggi si ricomincia, da oggi - da luglio, per essere precisi - chi non è un lavoratore autonomo, e
quindi un impiegato, un insegnante, ricomincerà a pagare le sue tasse. E chi ha un mutuo -perché dei mutui nessuno parladovrà ricominciare a onorarlo. Anche se quella casa è andata ormai distrutta.
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17-06-2010
Il Messaggero
dal nostro inviato L'AQUILA - Nera come il lutto e verde come la speranza.
L&#14...
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17-06-2010
Panorama.it
Maltempo, 20 morti nel sud-est della Francia. Nord Italia sotto la pioggia Foto
Tags: Draguignan, francia, maltempo, Var Un commento
Draguignan (AP Photo/Lionel Cironneau)
Piogge torrenziali di una violenza inaudita, strade inondate di fango, alberi sradicati, ponti sfondati, mobili trascinati via
dalle case e automobili galleggianti, impilate qua e là: è uno scenario apocalittico quello che si lascia alle spalle
linondazione che ha colpito il sud-est della Francia, in particolare il dipartimento del Var, proprio sopra Saint-Tropez,
nella notte tra il 15 e il 16 giugno, causando almeno 20 morti e una decina di dispersi.
Il fiume Artuby inonda Draguignan
Draguignan
Le Muy
Draguignan
Vallée de lArgens, inondata
Ospedale di Draguignan
Draguignan
Draguignan
Draguignan
Le Muy
Draguignan
La regione del Var
La regione del Var
Vista aerea sulla Vallée de lArgens
Draguignan
Draguignan
Le città più colpite sono Draguignan, dove lacqua nelle strade ha superato i due metri, Les Arcs, Figanieres, Roquebrune
, Trans-en-Provance e Frejus, dove sono caduti in media tra i 40 e gli 80 millimetri di pioggia, con accumuli fino a 380
millimetri. Oltre mille persone sono state portate al sicuro grazie allintervento nella notte di 11 elicotteri e di numerose
squadre di vigili del fuoco. Circa 100.000 famiglie sono rimaste senza elettricità e le scuole sono state chiuse.
La circolazione dei treni che collegano Tolone a Nizza, in Costa Azzurra, è stata bloccata almeno fino a oggi, mentre
laeroporto Hyeres-Tolone è stato riaperto ieri pomeriggio. Inoltre 500 detenuti della prigione di Draguignan sono stati
evacuati a causa delle inondazioni.
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Data:
17-06-2010
Panorama.it
Maltempo, 20 morti nel sud-est della Francia. Nord Italia sotto la pioggia Foto
Le Muy (AP Photo/Lionel Cironneau)
Abbiamo trovato il centro di Draguignan devastato: case sventrate, strade dissestate, danni alle infrastrutture, commenta
Corinne Orzechowski, responsabile della prefettura del dipartimento del Var. La città è in uno stato pietoso coperta di
pietre, detriti, con le auto abbandonate: è davvero una situazione drammatica, aggiunge anche il sindaco Max Piselli.
Secondo Meteo France, piogge così forti in questo periodo non si vedevano dal 1827.
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha espresso viva emozione e ha chiesto al governo di fare in modo che le
vittime abbiano tutto laiuto necessario e che si attivi la solidarietà nazionale.
Lo scorso marzo, unaltra forte tempesta, Xynthia, aveva colpito lovest della Francia, causando 53 morti e diverse
centinaia di milioni di euro di danni. (ANSA)
Draguignan (AP Photo/Lionel Cironneau)
Londata di maltempo che ha devastato il sud-est della Francia ha colpito anche il nord Italia, in maniera più clemente.
La bassa parmense ieri è stata toccata da un nubifragio con picchi record di 40-50 millimetri di pioggia/ora, che ha
provocato allagamenti nella bassa, tra Fidenza, Zibello, Fontevivo, Soragna, e Fontanellato, il comune più colpito. Danni
anche nel piacentino dove a Pontenure, nel primo pomeriggio di ieri si è abbattuta una tromba daria che ha scoperchiato
alcuni capannoni della zona industriale ma non ha provocato feriti.
A scopo precauzionale, nel tratto della ferrovia ad Alta Velocità della zona di Fontanellato, dove ci sono state
tracimazioni di canali, i treni sono passati alla velocità ridotta a 100 km/ora.
Il maltempo ha provocato anche l innalzamento idrometrico delle acque del Po e la Protezione Civile, insieme ad Aipo e
Arpa, ha disposto a partire dalle 23 circa di ieri sera la chiusura del ponte provvisorio di barche di Piacenza.
Per la piena del Po sono stati chiusi anche i Murazzi, uno dei più affollati luoghi di ritrovo di Torino.
Nel cremonese si sono verificati allagamenti di campi coltivati a mais, grano, orticole e foraggiere, con disagi e danni alle
strutture aziendali, tanto che sarà avviata la procedura per dichiarare lo stato di calamità.
Ci aspettano ancora quattro-cinque giorni di instabilità ha detto Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica
italiana. (ANSA)
redazione Giovedì 17 Giugno 2010
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67
Data:
17-06-2010
Rai News 24
Case gratis nel cuore di Roma, Bertone vuol vederci chiaro
ultimo aggiornamento: 17 june 2010 13:23
Via Giulia
Roma.
Ora tutte le carte sono sul tavolo del segretario di Stato cardinal Bertone, che vuole vederci chiaro e tiene informato il
Pontefice. Non convince, oltre Tevere, la gestione del patrimonio immobiliare della Propaganda Fide, cresciuto nel corso
dei secoli grazie a donazioni e destinato al sostentamento delle missioni in Africa e Asia.
A chiamare in causa la Congregazione, davanti ai magistrati di Perugia, è Guido Bertolaso."Non mi sono mai occupato di
appalti, ad eccezione di quelli del G8 della Maddalena", dice il capo della Protezione civile. Che respinge le accuse di
corruzione e racconta che nel 2003 grazie all'interessamento del cardinale Sepe, attuale vescovo di Napoli, ottenne la
disponibilità di una casa in via Giulia, in pieno centro a Roma.
Il tutto gratis, senza pagare un centesimo di affitto.
Ma l'affitto, è il sospetto degli inquirenti, lo pagava l'archietto Angelo Zampolini per conto di Diego Anemone, che dal
2005 in poi era entrato nel giro d'affari dell'edilizia culturale, aperto da un decreto firmato dal ministro Lunardi:
un'ottantina di cantieri in tutt'Italia, 51 milioni di finanzianziamento pubblico. Anche per il restauro di chiese e palazzi
romani di proprietà vaticana. A tenere i contatti fra imprenditori, ministero e Chiesa era Angelo Balducci, allora uno dei
gestori del patrimonio immobiliare di Propaganda Fide. Era lui, secondo Lunardi, a far scegliere la casa romana ad amici
e potenti il ricco elenco di quelle che la Congregazione di norma offre a cardinali e missionari rientrati in Italia.
Una gestione che attirò le attenzioni di qualcuno, in Vaticano, tanto che nel 2006, contro la prassi, il cardinale Sepe non
venne confermato nell'incarico e a gestire case e palazzi della Propaganda Fide il Pontefice chiamò Ivan Dias, già
arcivescovo di Bombay, al riparo da sospetti di amicizie romane.
Argomento:
NAZIONALE
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68
Data:
Rai News 24
17-06-2010
Terremoto, il grido d'aiuto dell'Aquila
ultimo aggiornamento: 16 june 2010 21:46
La scritta apparsa sul collina di Roio (foto da 3e32.com)
L'Aquila.
Attraversano la zona rossa, le arterie principali e poi bloccano un tratto autostradale, minacciando di "marciare su Roma"
come non succedeva dai tempi delle lotte per il capoluogo di regione, negli anni Settanta: L'Aquila lancia cosi' il suo Sos
al resto d'Italia con la manifestazione piu' partecipata di questi 14 mesi di post-terremoto.
Vuvuzelas stile mondiale sudafricano, bandiere, ma niente simboli politici, solo i colori nero e verde simbolo dell'Aquila.
Ventimila persone secondo gli organizzatori, poco piu' di 12 mila secondo la Questura, hanno marciato un intero
pomeriggio per chiedere la sospensione dei contributi per tutti - senza preclusioni per dipendenti e pensionati - e lo
sblocco dei fondi per la ricostruzione e per denunciare che oltre 32 mila persone sono ancora assistite.
Enti, istituzioni, associazioni di destra e di sinistra: tutti compatti per chiedere al Paese di non abbandonare questa terra.
"La nostra citta' e' imbestialita, arrabbiata e umiliata. Si sente sola e comincia lo scoramento. Qualcuno dovra' sentire la
responsabilita' morale di questo dramma", ha dichiarato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, uno dei 25 primi
cittadini del Cratere che hanno sfilato, dietro ai rispettivi gonfaloni.
In corteo, che dalla villa Comunale si e' snodato attraverso corso Federico II, corso Vittorio Emanuele per poi lasciare la
zona rossa dalla Fontana luminosa, ha sfilato anche una delegazione dell'amministrazione provinciale, con tanto di
stendardo e il presidente Antonio Del Corvo.
E poi, anche il gonfalone della Regione Abruzzo, portato dagli uscieri.
Ad attendere i manifestanti sulla bocca della fontana, una ragazza a piedi nudi, con un caschetto in testa, e un grosso
scudo romano con una scritta "scudo fiscale". Poi la manifestazione ha raggiunto piazza D'Armi, e da li' il casello
autostradale di L'Aquila Ovest dove il corteo - seppur dimezzato - ha deviato per la rampa autostradale occupando una
delle due carreggiate.
Sebbene preparati a un'iniziativa del genere, gli agenti delle forze dell'ordine non hanno opposto resistenza per evitare
incidenti, ma si sono limitati a chiudere le due carreggiate al traffico in via precauzionale. In autostrada anche i sindaci,
indossando il tricolore: tutti, tranne Cialente, ancora una volta con la fascia in mano in segno di protesta.
Nel corso dell'omelia della messa officiata in un tendone lungo il percorso del corteo l'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe
Molinari, ha sostenuto che "il nostro popolo attende risposte chiare non ordinanze complicate, incomprensibili che non
servono a niente".
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69
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La Repubblica
17-06-2010
Estratto da pagina:
7
requisiti gli atti sui cantieri del post-terremoto
- Cronaca
Il caso
L´AQUILA - L´inchiesta sugli appalti sospetti per la ricostruzione del post-terremoto, fa un altro passo avanti. Ieri, la
Procura distrettuale antimafia ha dato mandato ai carabinieri del Ros di sequestrare presso gli uffici del dipartimento
coordinato da Guido Bertolaso, gli atti relativi ad un appalto assegnato al Consorzio Federico II. L´indagine - nata dalle
carte dei magistrati fiorentini sui Grandi Eventi della Protezione Civile - riguarda un affidamento «in via d´urgenza» da
sette milioni di euro per realizzare la sede temporanea della scuola media Carducci. La richiesta di sequestro è stata
firmata dal pubblico ministero Olga Capasso (pm della procura nazionale antimafia applicata all´Aquila) e dal procuratore
capo dell´Aquila (e responsabile della distrettuale per l´Abruzzo) Alfredo Rossini. Il fronte aquilano dell´indagine sugli
appalti pubblici vede coinvolto come indagato anche Denis Verdini, coordinatore nazionale del Popolo delle Libertà,
accusato di aver favorito la società Btp di Riccardo Fusi e Vincenzo Di Nardo, proprio attraverso il Consorzio Federico II.
Intanto - parallelamente - prosegue la verifica su diciotto cantieri (su diciannove) realizzati per i terremotati, cantieri sotto
inchiesta sempre da parte della procura distrettuale antimafia. Sotto esame i subappalti del progetto C.a.s.e. (il piano per la
realizzazione di edifici antisismici voluto dal Consiglio dei ministri dopo il sisma). Si tratta del più grande cantiere
d´Europa, edificato dalla Protezione Civile in deroga alla normativa sugli appalti pubblici.
(g. cap.)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
70
Data:
La Repubblica
17-06-2010
btp-progettista è polemica sull'indice sismico
Pagina XIII - Firenze
Scuola marescialli
La replica al professor Calzona
Btp-progettista è polemica sull´indice sismico
«Non esiste un solo foglio emesso da un ufficio dello Stato che attesti che la Scuola Carabinieri deve svolgere funzioni di
protezione civile». Lo ha dichiarato il 12 aprile ai pm il progettista della Scuola, professor Remo Calzona, aggiungendo di
essersi sempre opposto ad applicare all´immenso complesso l´indice sismico 1,4, previsto per le opere destinate a svolgere
funzioni di protezione civile in caso di terremoto. Non è vero, obiettano l´avvocato Pier Matteo Lucibello, che assiste la
Baldassini Tognozzi Pontello (Btp), e i suoi colleghi Sara Gennai e Alessandro Traversi, che difendono il proprietario
della Btp, Riccardo Fusi, accusato di corruzione nel procedimento sulla Scuola, in bilico fra Firenze e Roma. In una
lettera del 29 luglio 2005 il professor Calzona scrisse: «Adottare il coefficiente di importanza sismica 1,4 è la decisione
corretta, a norma di legge, dopo l´emanazione dell´Ordinanza sismica ed in previsione della pubblicazione prossima del
Testo unico delle norme tecniche: entrambe sanciscono che un´opera come la Scuola Marescialli e Brigadieri dell´Arma
dei carabinieri debba essere considerata indispensabile per il funzionamento della Protezione civile». Ulteriore prova che
questa vicenda è un campo minato.
(f.s.)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
71
Data:
17-06-2010
La Repubblica
Estratto da pagina:
9
il ministro, arcus e i costruttori la rete di favori a propaganda fide - corrado
zunino
- Cronaca
Il ministro, Arcus e i costruttori la rete di favori a Propaganda Fide
Nel 2005 dal governo 2,5 milioni per ristrutturare il palazzo vaticano
Nel piano di Arcus Spa, una sorta di "protezione civile dei musei", c´è una pinacoteca
CORRADO ZUNINO
ROMA - Un decreto interministeriale a doppia firma del 20 luglio 2005 fa comprendere perché Propaganda Fide, la
Congregazione per l´evangelizzazione dei popoli, il ministero degli Esteri del Vaticano, a Roma sia diventata
l´immobiliare dei potenti e, lo sta srotolando ogni giorno l´inchiesta sulla Protezione civile, un luogo di scambio di beni e
utilità, un centro primario d´affari per l´imprenditore Diego Anemone, l´ancora di salvezza per gli alibi domiciliari di
Guido Bertolaso. In quel decreto, licenziato da Pietro Lunardi, allora ministro delle Infrastrutture, e Rocco Buttiglione,
ministro dei Beni culturali per un anno e nove giorni nel Berlusconi Ter, si approvò il largo programma d´intervento
speciale di Arcus, società per azioni nata per sveltire le questioni dell´edilizia culturale, rapidamente trasformatasi in una
"protezione civile" per gli appalti nei musei, nei siti archeologici, nelle chiese.
Già. Nel lungo elenco che accompagnò il decreto - 87 lavori sparsi in Italia, 51 milioni e 900 mila euro di finanziamenti,
in buona parte elargizioni ad amici del centrodestra - c´erano anche luoghi sacri. Alla riga 29 del Piano interventi di
Arcus, società privata di Stato, si prevedeva il finanziamento del restauro del palazzo seicentesco realizzato da Bernini e
Borromini, oggi allocato in piazza di Spagna 48. Restauro del palazzo più realizzazione di una pinacoteca: 2,5 milioni di
euro pubblici. Il palazzo, però, cresceva in territorio vaticano, lo ricordano l´insegna e la bandiera. Ma i buoni rapporti tra
il Governo Berlusconi e la struttura allora guidata da Monsignor Crescenzio Sepe si scoprono, oggi, leggendo le carte
della magistratura di Perugia. L´anello di congiunzione tra i laici ministeri e l´ente di evangelizzazione era al solito
Angelo Balducci, allora gentiluomo del Papa e uno dei tre gestori del patrimonio immobiliare di Propaganda Fide
(duemila appartamenti nella capitale). Come è noto, Balducci era anche il più importante funzionario italiano del mattone
pubblico, aveva saldato un rapporto oltretevere grazie al grande cantiere del Giubileo del Duemila e, come ha raccontato a
"Repubblica" Pietro Lunardi, era l´uomo di fiducia del ministro delle Infrastrutture, il "tecnico" che gli suggeriva il
ristrutturatore edile (Anemone) per le sue tenute di campagna e gli forniva l´elenco delle case di Propaganda Fide da cui
scegliere la dimora romana (sarà in via dei Prefetti, un palazzo di tre piani acquistato dal ministro Lunardi per la metà del
suo valore). In quelle stagioni anche al consigliere politico di Lunardi, Vito Riggio, oggi presidente dell´Enac, fu
assegnata una "casa Fide": era in via della Conciliazione 44, immobile di pregio normalmente destinato all´alloggio dei
cardinali.
Ma perché Propaganda Fide a partire dal Duemila ha organizzato una rutilante attività immobiliaristica d´élite? Perché ha
voluto consegnare appartamenti di lusso ai potenti d´Italia a prezzi scontati? Gli inquirenti, nell´interrogatorio che nei
prossimi giorni si svolgerà a Perugia, chiederanno all´ex ministro Lunardi anche dell´eventuale rapporto tra i suoi beni
privati e i decreti firmati, innanzitutto quello che ha stanziato 2,5 milioni per restaurare il palazzo di piazza di Spagna (la
pinacoteca è annunciata pronta per il prossimo ottobre). Successivamente, Arcus - con ministro Sandro Bondi - avrebbe
finanziato il restauro dei cortili interni della Pontificia università gregoriana di Roma: 1,5 milioni tra 2010 e 2011
(nonostante lo Stato fosse già intervenuto con 899.944 euro presi dai fondi dell´8 per mille).
È interessante notare come il capo dell´Ufficio legislativo di Lunardi, colui che avrebbe dovuto emanare il regolamento
Arcus, era Mario Sancetta, oggi indagato per corruzione nell´"inchiesta Anemone". Il Consiglio di amministrazione di
Arcus negli anni 2004-2008 era invece composto, tra gli altri, da Elena Francesca Ghedini, sorella dell´avvocato-deputato
Pdl, destinataria di diversi finanziamenti per il suo dipartimento di Archeologia dell´Università di Padova, ed Ercole
Incalza, oggi responsabile della struttura di missione del ministro Altero Matteoli, noto per l´appartamento romano
comprato alla figlia grazie a un contributo dell´architetto Zampolini. Ecco, Zampolini, mancava lui per colorare questo
estratto anemoniano in territorio vaticano. Nel 2003, come ricorda il sindacalista Uil Gianfranco Cerasoli, gli venne
affidata la facciata dell´oratorio borrominiano: la Sovrintendenza lo fermò. Sulla ristrutturazione, ora, si è aperta
un´inchiesta della Corte dei conti.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
72
Data:
17-06-2010
La Repubblica
Estratto da pagina:
9
bertolaso: la casa di via giulia grazie al cardinal sepe - francesco viviano
- Cronaca
Bertolaso: la casa di via Giulia grazie al cardinal Sepe
Ma non convince i pm di Perugia. Il giallo delle bollette intestate al vecchio proprietario
"Contattai il porporato che si attivò per trovare l´appartamento di Propaganda Fide"
FRANCESCO VIVIANO
DAL NOSTRO INVIATO
PERUGIA - Guido Bertolaso o ha mentito oppure ha la memoria corta e non ha per niente convinto i magistrati di Perugia
che lo hanno interrogato l´altro ieri. Davanti ai pm Alessia Tavarnesi e Sergio Sottani, il capo della Protezione Civile
Guido Bertolaso mostra sicurezza e consegna le "bollette" del gas e della luce ("che ho pagato io", dice)
dell´appartamentino di via Giulia utilizzato per quasi tre anni. Aggiungendo che per problemi familiari aveva
abbandonato la sua casa cercando un´altra sistemazione ed aveva quindi contattato il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe
che lo avrebbe fatto ospitare in un seminario di "Propaganda Fide". Ma i suoi orari erano incompatibili e a quel punto
Sepe gli avrebbe detto di rivolgersi al professor Francesco Silvano (sarà interrogato nei prossimi giorni, ndr) che gli mise
a disposizione l´appartamento di via Giulia che sarebbe stato di proprietà di "Propaganda Fide".
Ma non sarebbe proprio così e quando i pm gli fanno notare che quelle "bollette" sono intestate ad un certo Alberto Roda
che tanti anni fa ha venduto l´appartamento a Raffaele Curi, Bertolaso non sa cosa rispondere. Insomma Bertolaso
avrebbe consegnato ai magistrati una "prova" che lo smentisce, perché quell´ appartamentino di via Giulia non è di
"Propaganda Fide" e, come testimoniano proprio le "bollette" sventolate da Bertolaso, è di proprietà di Raffaele Curi. E a
Bertolaso i pm mostrano l´atto di vendita dell´appartamento di via Giulia tra Roda e Curi stipulato più di 20 anni fa. Oltre
ad essere smentito dall´architetto Angelo Zampolini, che ha dichiarato di avere pagato l´affitto di via Giulia per conto
dell´imprenditore Diego Anemone, e dallo stesso Raffaele Curi che incassava in nero la pigione, Bertolaso ha qualche
momento di smarrimento quando i pm perugini gli mostrano una lettera di "sollecito" a pagare affitto e "bollette" inviata
proprio da Raffaele Curi, che minacciava di sfrattarlo e che voleva indietro le chiavi dell´ appartamento di via Giulia
perché doveva affidarlo ad un suo nipote. Ma Bertolaso nega di avere mai ricevuto la lettera di preavviso di "sfratto" che
Raffaele Curi aveva consegnato ai pm.
Bertolaso poi risponde alle domande sulla consulenza alla moglie, Gloria Piermarini, affidata e pagata da Diego Anemone
per il giardino del Salaria Sport Village, sostenendo di avere fatto interrompere quel rapporto di lavoro perché la piscina
del Salaria Sport Village avrebbe fatto parte dei Mondiali di Nuoto «ed era quindi incompatibile» con il suo ruolo di capo
della Protezione Civile. A quel punto i magistrati gli domandano se quella stessa incompatibilità non l´abbia rilevata
quando il cognato, Pierfrancesco Marino, fratello della moglie, ottenne un contratto di consulenza per i lavori del G8 alla
Maddalena. «Ma nel caso di mio cognato i soldi erano dello Stato…» risponde Bertolaso lasciando sbigottiti i magistrati.
SEGUE A PAGINA 6
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
73
Data:
17-06-2010
La Repubblica
piove, il sindaco chiude i murazzi la dora "sequestra" 200 mucche - erica di
blasi
Pagina XIII - Torino
Piove, il sindaco chiude i Murazzi La Dora "sequestra" 200 mucche
I vigili del fuoco non riescono a portarle via dall´isolotto creato dalla piena
ERICA DI BLASI
La continua pioggia fa tornare il rischio esondazioni. Il Comune, attraverso un´ordinanza del sindaco Sergio Chiamparino,
ha chiuso i Murazzi. «Sono sospese - si legge nel documento firmato dal primo cittadino - tutte le attività produttive che si
affacciano sul Po». Divieto anche di passeggiare, viaggiare in auto o sostare lungo i Murazzi. L´ordinanza è stata messa a
punto dalla direzione della Protezione civile: le limitazioni resteranno in vigore fino al termine dell´emergenza maltempo,
che ha messo in allarme i sistemi di monitoraggio dell´Arpa. Il bollettino indica infatti per le prossime 36 ore - oggi, n.d.r.
- ancora «un livello di criticità moderata con forti temporali e rischio di frane ed esondazioni. Il livello del fiume intanto
non cessa di aumentare». Anche Gtt ha sospeso il servizio di navigazione sul Po.
Continuano invece a rimanere intrappolate su un isolotto le 200 mucche che hanno subito la piena improvvisa della Dora
Baltea. La mandria si trova reclusa in un pezzetto di terra nella frazione Galli, a Verolengo. In realtà 150 animali sono
relativamente al sicuro sull´isolotto: più a rischio un´altra ventina. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la giornata nel
tentativo di salvare gli animali. L´idea era quella di scortare via gommone, in un punto basso del fiume, uno dei
quadrupedi nella speranza che gli altri poi lo seguissero. Ogni tentativo di trovare un guado sicuro è stato però vano: gli
animali sono inoltre troppo pesanti per essere trasportati. Alla fine i vigili hanno dovuto interrompere il tentativo di
salvataggio: i soccorsi riprenderanno questa mattina e non è escluso che il calo dell´acqua li spinga a spostarsi da soli
verso terra.
L´emergenza, stando alle previsioni, è destinata ad aumentare: sul Piemonte continuerà a piovere e il Po dovrebbe
superare la seconda soglia fino alla confluenza con la Dora Baltea. In alcuni punti, come denunciato dal monitoraggio
della Coldiretti, il fiume è addirittura salito di un metro in appena 24 ore. In Piemonte, una delle regioni più colpite dagli
allagamenti, per proteggere le coltivazioni di frutta sono state stese a protezione le reti antigrandine: un rimedio però non
abbastanza diffuso.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
74
Data:
La Repubblica
17-06-2010
seconda discarica a terzigno il primo round va ai sindaci
Pagina VI - Napoli
Il Tar del Lazio: "Governo incompetente, decida la Provincia"
SI allontana l´ipotesi di una seconda discarica nel Parco del Vesuvio. Il Tar Lazio riconosce la competenza sulla riapertura
della discarica, nella ex Cava Vitiello, alla Provincia di Napoli e non alla ormai soppressa (all´indomani del cessato
periodo di poteri straordinari decretato con il decreto legislativo 195/2010) struttura commissariale di Bertolaso. Insomma
non c´è ancora una vittoria definitiva, ma esultano e sono ottimisti i sindaci di Boscoreale e Terzigno, che da mesi portano
avanti la battaglia per impedire la nascita della seconda discarica di rifiuti in località Pozzelle di Terzigno.
Si è svolta ieri mattina dinanzi al Tar del Lazio la prima udienza sul ricorso promosso dal Comune di Boscoreale e
dall´ente Parco nazionale del Vesuvio. I giudici si sono riservati di entrare nel merito del ricorso nella prossima udienza,
fissata a gennaio 2011, ma hanno comunque messo dei paletti. Così il primo round si è concluso con esito favorevole ai
ricorrenti. È stata proprio la presidenza del Consiglio dei ministri - dipartimento protezione civile, a presentare al collegio
giudicante una memoria secondo cui: «La normativa vigente ha disposto il subentro delle Province, anche per il tramite
delle società provinciali, nella gestione dell´intero ciclo dei rifiuti, per cui l´ente competente all´eventuale attuazione
dell´intervento di realizzazione della discarica cava Vitiello è la Provincia di Napoli, per il tramite della propria società
provinciale, sulla base di valutazioni afferenti alla residua capacità ricettiva degli impianti già esistenti ed, in ogni caso,
sulla scorta di proprie scelte tecnico-organizzative afferenti alla gestione, nell´ambito territoriale di competenza, del
servizio di raccolta, trasporto, trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti, tenuto conto degli indirizzi forniti dalla
regione Campania». Cosa significa questo? Che il governo ha, di fatto, dichiarato la propria incompetenza sulla materia in
quanto sono cessati i poteri straordinari. E l´amministrazione provinciale di Napoli già in conferenza dei servizi si è
pronunciata contraria all´apertura della seconda discarica, contrarietà ribadita con il voto espresso dal Consiglio nella
seduta dello scorso 24 maggio. Da qui l´ottimismo. Per il presidente del Parco nazionale del Vesuvio, Ugo Leone, è un
«grandissimo successo, un giorno di festa».
«In sostanza quanto sostenuto dalla Presidenza del consiglio dei ministri conferma appieno le nostre contestazioni»,
spiega l´avvocato Daniele Perna, che ha curato il ricorso. «È un passo avanti importante - commenta il sindaco di
Boscoreale Gennaro Langella - Si sono aperti nuovi scenari che mi auguro possano contribuire a scongiurare l´apertura
della seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio». E Domenico Auricchio, primo cittadino di Terzigno: «È una
prima grande vittoria che ottengo come primo cittadino di una località che non può più sopportare alcun tipo di sopruso».
(cri. z.)
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NAZIONALE
Pag.
75
Data:
17-06-2010
La Repubblica
ceneri nella discarica, è allarme
Pagina IV - Firenze
Il cambio di funzioni preoccupa i comitati: temono che vengano accolte anche polveri cancerogene
Da discarica per rifiuti solidi urbani (rsu) a discarica che dovrebbe interrare 152.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi di
cui 59.000 tonnellate di ceneri provenienti dal progettato inceneritore de «I Cipressi» a Rufina. Nei più recenti atti
pubblici relativi al piano di realizzazione di una discarica a Le Borra di Figline Valdarno, i comitati di cittadini «Figline in
Movimento» e «Valdarno a 5 stelle» leggono motivi di preoccupazione, a cominciare da questo cambiamento delle
funzioni assegnate alla discarica: non più sito di raccolta degli rsu ma di rifiuti non pericolosi provenienti
dall´incenerimento. «Se è vero che si tratta di ceneri non pericolose perché non vengono sfruttate come potenziale risorsa
di materie prime secondarie quali acciaio, alluminio, materiali ferrosi e quant´altro? - si domandano i comitati - Non c´è il
rischio che la discarica venga poi utilizzata per ospitare polveri leggere derivanti dalla filtrazione dei fiumi, materiali che
contengono sostanze cancerogene?». Questi interrogativi i comitati rivolgono ai sindaci di Figline, S.Giovanni e
Cavriglia, alla Regione, alle Province di Firenze e Arezzo, ad Aer, cui hanno indirizzato un dossier.
«Non ci risulta - interrogano i comitati - che siano state effettuate indagini tecniche di dettaglio in merito alla valutazione
di impatto ambientale e rischio idrogeologico dell´area, che appare un esempio didattico di luogo dove non ubicare una
discarica perché i terreni affioranti sono sabbie permeabili e pongono seri problemi relativi all´inquinamento della falda
freatica, c´è una frana e il sito è interessato da una faglia». Spiegano i comitati: «Ci sono segnali che fanno pensare ad
un´accelerazione delle pratiche per la realizzazione della discarica senza che, per quanto sappiamo, sia stata fatta
un´analisi tecnica approfondita sull´idoneità del sito. Abbiamo scritto agli enti sperando di essere rassicurati».
(ma.bo.)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
76
Data:
La Repubblica
17-06-2010
incendi sul gargano e a martina franca in azione gli aerei
Pagina VII - Bari
Afa e vento, distrutti ettari di bosco
Con il caldo torrido di questi giorni, tornano gli incendi. Il più grave a Cagnano Varano dove intorno alle 14 le fiamme
sono divampate in una pineta estesa su una superficie di 200 ettari. Due aerei Fire boss e un Canadair si sono alzati in
volo per domare il fuoco. Da terra invece hanno lavorato le squadre dei vigili del fuoco e numerosi volontari. L´incendio è
stato immediatamente segnalato alla sala operativa della Protezione civile della Regione Puglia.
E nel pomeriggio un altro incendio di vaste proporzioni si è sviluppato nella campagne di Martina Franca, in località
Racade. Le fiamme hanno distrutto 25 ettari di macchia mediterranea, lambendo una masseria e il fitto fumo nero ha
invaso la strada Martina Franca-Grottaglie che è stata temporaneamente bloccata per consentire le operazioni di
spegnimento. «Fortunatamente – ha spiegato l´assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati – nella zona non
c´erano abitazioni a rischio». Per domare il fuoco anche in questo caso sono intervenuti due Fire boss e un Canadair oltre
che a dodici squadre dell´Aib (Anti incendi boschivi) regionale, due del Corpo forestale dello stato, due dei vigili del
fuoco, volontari e vigili urbani. La situazione è stata riportata alla normalità dopo alcune ore. E le temperature torride
hanno alimentato le fiamme che sono scoppiate sempre nel Gargano, questa volta in località "Le Mattine". In questo caso,
fanno sapere dalla Protezione civile della Regione Puglia, l´intervento aereo non è stato necessario.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
77
Data:
La Repubblica
17-06-2010
vesuvio negato, la rabbia dei turisti - alessio gemma
Pagina VII - Napoli
Vesuvio negato, la rabbia dei turisti
Lavoratori bloccano gli accessi: 40 bus costretti a tornare indietro
Quattromila visite annullate Leone: "Danni enormi, Regione in silenzio"
ALESSIO GEMMA
Hanno bloccato i due accessi al Gran Cono del Vesuvio: 20 lavoratori schierati sulla via Matrone di Boscotrecase. E altri
60, da martedì scorso, sulla strada Provinciale di Ercolano, impediscono da due giorni l´ingresso al vulcano. Parco
nazionale off limits per i turisti: oltre 4 mila visite annullate in 48 ore. Si allarga il fronte della protesta degli 85 dipendenti
dell´ex cooperativa "Vesuvio, natura, lavoro". Che ieri mattina, dalle 8 alle 10, hanno occupato anche il palazzo mediceo
di Ottaviano, sede dell´ente Parco. Due ore di confronto con le guide vulcanologiche per spiegare le ragioni della loro
vertenza. Sono in mobilità dal 10 gennaio 2008. In attesa di reimpiego, ricevono 450 euro al mese di sussidio. Dal 1996
lavorano nel Parco del Vesuvio. Con tre mansioni: avvistamento anti-incendio, manutenzione dei sentieri e servizi di
biglietteria e parcheggio a quota mille. Erano lsu. Poi, dal 2001, hanno costituito la cooperativa: finanziata dal ministero
dell´Ambiente, commissariata nel 2006 e fallita nel 2008.
In zona "La Siesta" ad Ercolano, accanto alla stazione forestale, da dove ogni giorni partono le navette per il cratere, ieri
un cordone di venti lavoratori reggeva uno striscione: "il pa..cco è fatto". «Il Parco ci ha fatto il pacco - spiega Ciro
Seraponte, Coordinamento dei lavoratori. Da 4 anni chiediamo alla Regione di essere stabilizzati». Intanto, in 2 giorni,
dietrofront per 40 bus di visitatori, turisti tra rabbia e incredulità e agenzie di viaggio alle prese con i rimborsi Ugo Leone,
presidente del Parco: «Al danno economico per tour operators e venditori, si aggiunge il danno di immagine,
incommensurabile. Ho contattato più volte il presidente Caldoro e il vice De Mita, ma da maggio non ricevo alcun
segnale». Una lunga vertenza, quella della ex coop. Nel maggio del 2009, il Parco del Vesuvio prepara due progetti sistemazione sentieri e avvistamento anti-incendio - che la Regione finanzia con 3,6 milioni di euro. Fondi Por
dell´Europa erogati ad una società in house: l´Astir, ex Recam. Con un protocollo d´intesa tra Regione e Ente Vesuvio, si
stabilisce che l´Astir impiegherà parte degli 85 lavoratori. È una soluzione per 3 anni. Ma la delibera viene bocciata
dall´Avvocatura della Regione. Insorgono i sindacati: «Nel marzo scorso - spiega Peppe Mele della Fial Cgil dall´Ufficio di presidenza ci dissero che era tutto a posto: la delibera era stata riformulata». Con le elezioni il nuovo
governo congela i capitoli di spesa. E sul destino dei lavoratori ora incombono due date. Il 30 giugno prossimo scade per
18 degli 85, addetti alla biglietteria del cratere, un contratto a tempo determinato, già in proroga da fine 2008, con la
società Astir, mentre il 10 gennaio 2011 terminano i 3 anni di mobilità. «L´occupazione - annunciano i lavoratori prosegue ad oltranza fino a quando la Regione non ci ascolterà». Oggi alle 15.30, riunione della Comunità del Parco con i
13 sindaci dell´area vesuviana.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
78
Data:
17-06-2010
Repubblica.it
"Troppe nuvole sulle nostre terre" la Lega vuole il meteo federalista
IL CASO
"Troppe nuvole sulle nostre terre"
la Lega vuole il meteo federalista
L'Arpa del Veneto vara due servizi per il turismo locale. E anche le altre regioni s'attrezzano. Zaia all'attacco: in tv non
distinguono Trento da Trieste e le previsioni errate ci danneggiano di CARLO BRAMBILLA
MILANO - È tempo di "federalismo meteorologico", contro le previsioni sbagliate di Roma. Non si tratta di una battuta,
di una versione aggiornata del più antico e tradizionale "piove, governo ladro". Ma di una richiesta molto seria.
Una richiesta ribadita ieri dal presidente del Veneto, Luca Zaia, in visita a Gardaland, nel Veronese, sotto un pioggia
particolarmente fastidiosa, almeno per un parco divertimenti. "Chi fa le previsioni del tempo in televisione e mette il dito
sul Veneto, pensi dieci volte prima di dire che piove - ha tuonato Zaia - I meteorologi che pensano non ci sia differenza
tra Trieste, Chioggia, Verona e Trento, fanno dei danni incalcolabili al turismo. Milioni di visitatori possono essere
scoraggiati da una indicazione meteo errata".
Non è la prima volta che politici e amministratori locali se la prendono con chi allontana i villeggianti con cattive notizie
atmosferiche. Ci sono state in passato anche richieste danni, come la Pasqua dell'anno scorso, quando numerosi comuni
della Versilia si sono indignati per l'errata previsione meteo che ha fatto saltare gli affari. Ma chi ha ragione? I
meteorologi quando fanno previsioni cattive, con un margine di errore inevitabile, o chi vuole non si dica che
probabilmente pioverà? Come muoversi nella giungla delle previsioni? A chi dare retta tra i più di duecento siti Internet
che ci raccontano ogni giorno come sarà il tempo domani?
Marco Monai, responsabile meteo dell'Arpa veneta (che ha varato due nuovi servizi, Meteospiagge e Garda Meteo),
avverte che fare le previsioni, in tutto il Nord Italia, è cosa tra le più difficili al mondo. "È più semplice al Sud - dice -. Ma
il Settentrione, stretto tra le Alpi, l'Appennino e il mare, ha centinaia di situazioni diverse, valle per valle, che è
impossibile sintetizzare in un'unica lettura nazionale". Come avviene, invece, nei telegiornali regionali, che si affidano
tutti alle previsioni dell'Aeronautica militare. "Ci sono aree d'Europa - spiega - in cui è particolarmente facile fare
previsioni. Per esempio la costa occidentale della Francia. Dove basta misurare dal satellite l'entità di una perturbazione in
arrivo dall'Oceano, e calcolare a che velocità viaggia, per prevedere con certezza a che ora pioverà. Ma la stessa cosa non
si può assolutamente fare in Italia".
Sono una quarantina, da noi, i centri scientifici che ogni giorno elaborano previsioni meteo. Oltre all'Aeronautica militare,
alla Protezione civile, al ministero dell'Agricoltura, una ventina di Arpa e una serie di centri privati grandi e piccoli, che
utilizzano modelli matematici. Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società meteorologica italiana, autore di un
testo divulgativo che spiega i segreti della meteorologia ("Filosofia delle nuvole", Rizzoli) avverte che quando si parla di
previsioni si opera un calcolo di probabilità. Nessuno può affermare con certezza assoluta come sarà il tempo di domani:
"Fino a tre giorni è possibile fare previsioni molto buone, con una affidabilità superiore all'85%. A sei giorni scendiamo a
un'affidabilità del 60%. Oltre i sette giorni è come tirare una monetina".
"Non è possibile raccontare in 40 secondi come sarà il tempo in Italia - si difende Mario Giuliacci, di Epson Meteo, volto
noto delle reti Mediaset -. Ma è sufficiente collegarsi con i siti più seri, come quelli delle Arpa o al nostro per accedere
gratuitamente a previsioni precise, ottenute non solo con modelli matematici, ma con la supervisione di meteorologi
laureati in Fisica". "Chi pretende che le previsioni del tempo non dicano quando ci sarà brutto tempo può essere animato
da comprensibili preoccupazioni turistiche - commenta Mercalli - Le previsioni, però, non si fanno solo per il barbecue
della domenica. Ma per salvare vite umane in caso di maltempo. Ieri nel Sud Est della Francia ci sono state 19 vittime per
un'alluvione. Se non sono state di più è stato grazie anche all'allarme meteo lanciato un giorno prima".
(17 giugno 2010)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
79
Data:
17-06-2010
Repubblica.it
Per Anemone niente commissariamento "Ma per le aziende stop a contratti
con P.A."
INCHIESTA G8
Anemone, stop appalti pubblici
niente commissario per le aziende
E' la decisione del gip di Perugia a proposito delle arttività del costruttore coinvolto nell'indagine sui grandi appalti. La
Procura continua a cercare riscontri alle parole di Guido Bertolaso
Diego Anemone
ROMA - No al commissariamento ma divieto, per quattro delle sei aziende che fanno parte del gruppo di Diego
Anemone (Anemone costruzionì, 'Tecnocos', 'Redim 2002' e 'Appalti lavori progetti internazionale') di lavorare con la
pubblica amministrazione per otto mesi. Sarebbe questa la decisione del gip di Perugia Massimo Ricciarelli in merito alla
richiesta della procura del capoluogo umbro di nominare un commissario per le imprese del costruttore considerato figura
centrale dell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi. Il divieto di contatto non riguarderebbe le due aziende sportive
(Salaria sport village e 'Sportiva romana').
che per la procura perugina fanno riferimento ad Anemone. Su di esse il gip non si è infatti ancora pronunciato.
I difensori del costruttore romano si erano opposti e avevano depositato una memoria difensiva e un modello
organizzativo che prevedeva la nomina di un comitato di vigilanza per prevenire eventuali illeciti. Una soluzione ritenuta
insufficiente dall'accusa rappresentata dai sostituti procuratori.
Nel frattempo la procura di Perugia continua a cercare riscontri alle dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del
consiglio e capo del dipartimento della protezione civile Guido Bertolaso, che ha respinto tutte le accuse. I magistrati
ascolteranno nei prossimi giorni Francesco Silvano, l'uomo che avrebbe messo a disposizione gratuitamente
l'appartamento a Bertolaso su indicazione del cardinale Sepe. Un appartamento che, secondo l'architetto Zampolini, uomo
legato ad Anemone, fu lui stesso a pagare su indicazione dell'imprenditore
(17 giugno 2010)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
80
Data:
17-06-2010
Il Sole 24 Ore Online
Il Po supera il livello di attenzione. In Costa Azzurra si contano i danni
17 giugno 2010
Ancora piogge e tempo instabile oggi sul Piemonte, ma la situazione è in miglioramento. Il colmo della piena del Po è
transitato a Torino nella notte con - informa l'Arpa - livelli superiori alla soglia di attenzione, che rimane fino all'area di
Crescentino (Vercelli). Nelle prossime ore la piena arriverà nell'alessandrino, a Isola S.Antonio, con valori prossimi alla
soglia di attenzione. A valle della confluenza col Tanaro i livelli idrometrici del Po sono prossimi alla soglia di moderata
criticità. Dora Baltea, Orco, Pellice, Stura di Lanzo e Malone, sono invece scesi sotto quella soglia.
Nelle ultime 12 ore ci sono state piogge molto forti solo nella zona delle Valli Orco, Lanzo e Sangone, mentre le
precipitazioni sono state moderate nelle zone Toce, Chiusella, Cervo, Val Sesia, Val di Susa, Chisone, Pellice, Po e
torinese e deboli altrove. Sono stati registrati valori massimi di 99 mm di pioggia a Coazze (Torino), 54 mm a Perrero
Germanasca (Torino), 38 mm a Traversella (Torino), 36 mm a Cannobio (Verbano-Cusio-Ossola). Il centro di bassa
pressione, con il suo nucleo di aria fredda in quota, transiterà nelle prossime ore proprio sul Piemonte e provocherà ancora
rovesci temporaleschi sparsi, in attenuazione in serata. Nelle prossime ore si assisterà ad un ulteriore abbassamento dei
livelli idrometrici dei corsi d'acqua.
Allarme maltempo in generale miglioramento a Piacenza, Cremona e nei comuni della provincia, nei quali ieri si erano
registrate serie criticità. Già da ieri sera, dopo gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco e dalla Provincia con le
motopompe, il comune di Bonemerse è stato liberato dall'acqua e anche a Cremona i canali sono sotto controllo. Si sta
procedendo a redigere la stima dei danni.
E' quanto è emerso dalla riunione che si è svolta oggi presso la Prefettura di Cremona per fare il punto della situazione
sugli allagamenti che hanno coinvolto la città ed alcuni comuni del territorio della provincia, a seguito delle intense
precipitazioni dei giorni scorsi. All'incontro erano presenti oltre esponenti della Provincia, della Protezione civile del
capoluogo e delle forze dell'ordine.
Per quanto riguarda la situazione del Po, dalla riunione è emerso che il fiume, nonostante una lieve crescita, continua a
non destare particolari preoccupazioni e si mantiene sotto i livelli di guardia.
17 giugno 2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
81
Data:
Il Sole 24 Ore Online
17-06-2010
Sergio Maistrello fa il punto sul nuovo giornalismo
17 giugno 2010
di Giorgio Fontana
Il problema di rimappare la natura dell'informazione e il rapporto fra utente e media si è fatto pressante come non mai
negli ultimi anni. L'impatto del mondo digitale, infatti, non ha semplicemente introdotto dei nuovi strumenti nel
giornalismo, ma ne ha letteralmente mutato la natura. E insieme, ha mutato i modi della sua fruizione. Sergio Maistrello,
nel suo lavoro su Giornalismo e nuovi media, cerca di fare il punto attorno a questo paesaggio cangiante.
Uno degli aspetti chiave è il passaggio tra una società verticale e un modo di informare frontale (dall'alto in basso) a una
società orizzontale, dove anche la notizia diventa scambio produttivo di fonti. Così, la distinzione netta fra informatore e
informato sbiadisce, e non solo un blogger ma a volte anche un normale cittadino può dare l'impulso iniziale a questo
scambio.
Un esempio? Una scossa di terremoto apparirà prima su Twitter o Facebook, grazie ai commenti e gli status dei diretti
interessati, piuttosto che su un quotidiano nazionale - e sarà ribattuta di profilo in profilo, di tweet in tweet. Maistrello
chiosa: "Non è informazione né puntuale né completa, ma è pur sempre il primo contatto col fatto e lo si commenta in
modo informale, come se ci si trovasse tutti insieme al bar fra amici. Solo che il bar improvvisamente è diventato grande
quanto tutta l'Italia."
La tecnologia del web e i suoi derivati - iPad, smartphone e così via - crea dunque una vera e propria ontologia di riflesso:
un mondo fatto di relazioni dove "ciascuno è nodo attivo di una rete per l'esplorazione della conoscenza". E i social
network formano altrettante unità di contenuto continuamente filtrate o recuperate in nuovi contesti. Dall'ontologia si
passa così alla sociologia: la nuova società è globale in un senso molto più letterale di quanto si possa credere.
Naturalmente, in questo luogo dove ognuno può essere insieme attore e fruitore (uno spettautore), si pongono nuovi
problemi: in primis la qualità dei contenuti e il controllo dell'informazione.
Ed è a partire da qui che Maistrello, nella seconda parte del volume, affronta le implicazioni dei nuovi media sul mondo
dell'editoria. Il giornalismo collaborativo e la socializzazione delle notizie portano a una visione dell'informazione come
qualcosa di gratuito e condiviso, in un sistema dove le mancanze eventuali verranno coperte da altri. "Do your best and
link to the rest" è la regola aurea del giornalismo online: la collaborazione diventa rinegoziazione.
Naturalmente, questo modello molto libero trascina con sé anche a questioni commerciali: senza più la sicurezza della
vendita diretta delle notizie, il giornalista dovrà in qualche modo riplasmare la sua figura. La questione della
remunerazione - indispensabile affinché ci si possa dedicare a tempo pieno alla creazione di contenuti di alta qualità, e
alla loro diffusione - può essere colmata con nuove fonti pubblicitarie, come i banner, ma di fondo si assiste a una
fluidificazione sempre maggiore del newsmaker.
Nei casi peggiori, le redazioni si spogliano e la professionalità va a quel paese. Nei casi migliori, giornalismo classico e
citizen journalism si danno una mano a vicenda, creando nuovi ibridi sempre più aperti e sempre più interessanti.
Insomma, nonostante la complessità o forse proprio per quella, a giudizio di Maistrello è davvero il momento migliore per
essere giornalisti: è l'inizio di una nuova era e persino di una nuova forma di alfabetizzazione.
Come recita il titolo dell'introduzione, "Stiamo cambiando, siamo già cambiati". Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e
capire davvero cosa significa questo cambiamento, dargli una direzione concreta.
"Giornalismo e nuovi media" di Sergio Maistrello
Apogeo, pagg. 240, 15 euro
Il sito web di Sergio Maistrello
17 giugno 2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
82
Data:
Il Sole 24 Ore Online
17-06-2010
Hayward ad di Bp: «Serie di errori senza precedenti»
17 giugno 2010
Hayward (Bp) al parlamento Usa: «Serie di errori senza precedenti»
L'amministratore delegato di British Petroleum (Bp), Tony Hayward, si presenterà oggi alla Camera dei Rappresentanti
Usa «personalmente devastato», per spiegare come la marea nera nel Golfo del Messico sia stata il risultato di una serie di
errori «senza precedenti». È quanto emerge dal testo che il top manager di Bp - il giorno dopo l'incontro con il presidente
Obama durante il quale è stata decisa la creazione di un fondo da almeno 20 miliardi di dollari per rimediare ai danni leggerà durante l'audizione alla Commissione Energia e Commercio della Camera e di cui i media statunitensi hanno
ottenuto una copia. L'amministrazione Usa intanto ha ottenuto da Bp la promessa di 20 miliardi di dollari da destinare a
un fondo controllato in maniera indipendente per i risarcimenti.
«Capisco che la gente vuole avere una risposta semplice riguardo ciò che è accaduto e su chi è responsabile», affermerà
Hayward. «La verità, tuttavia, è che si è trattato di un incidente complesso, causato da una combinazione di errori senza
precedenti. Molte imprese sono implicate, tra cui Bp, ed è semplicemente ancora troppo presto per identificare le cause»,
affermerà Hayward.
Nelle sue osservazioni ai parlamentari, l'amministratore delegato del gruppo britannico spiegherà inoltre che l'indagine
interna di Bp si è concentrata sui problemi accusati da sette meccanismi determinanti per la sicurezza della piattaforma
'Deepwater Horizon', dalla quale il petrolio si è riversato in mare. Questi sistemi, dirà Hayward, «avrebbero dovuto
impedire questo incidente o limitare l'impatto del flusso di petrolio».
Fra i meccanismi citati da Hayward nel testo ottenuto dai media appaiono la 'casseratura' del pozzo, i test di pressione che
puntano a verificare se il pozzo è chiuso bene, le procedure per individuare e controllare gli idrocarburi nel pozzo o
l'utilizzo e la manutenzione di valvole di sicurezza. «L'esplosione e l'incendio a bordo della piattaforma Deepwater
Horizon e la marea nera che ne è seguita nel Golfo del Messico non avrebbero mai dovuto verificarsi e sono
profondamente devastato», dichiarerà il responsabile di Bp. «Nessuno di tra noi sa perché tutto ciò è accaduto. Ma
qualunque sia la causa, a Bp faremo ciò che possiamo per essere sicuri che questo incidente non si produrrà mai più».
17 giugno 2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
83
Data:
Il Sole 24 Ore
17-06-2010
Estratto da pagina:
16
Berlusconi: Siamo tutti intercettati Poi apre sulla legge
PANORAMA
Berlusconi: «Siamo tutti intercettati» Poi apre sulla legge
È guerra di cifre sulle intercettazioni. Secondo il premier, Silvio Berlusconi, sono sette milioni e mezzo i cittadini
coinvolti, mentre l'Associazione nazionale magistrati corregge più che al ribasso la cifra: nemmeno 40mila, cioè lo 0,07%
della popolazione. Poi il premier apre sull'approvazione del disegno di legge: possibile modificare il testo o farlo slittare a
dopo l'estate. u Commento u pagina 14
Bertolaso: il cardinal Sepe mi aiutò a trovare casa
«Fu il cardinal Sepe che mi aiutò a trovare casa». Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha tirato in causa l'ex
dirigente di Propaganda fide e ora vescovo di Napoli davanti ai pm di Perugia. u pagina 17
C'è l'accordo fra banche per il salvataggio Italtel
Italtel è salva. Le banche creditrici ieri hanno raggiunto l'accordo per 350 milioni di euro di nuovi finanziamenti e a breve
arriverà anche l'aumento di capitale da 70 milioni di euro. u pagina 43
Osborne, nuove regole per la finanza inglese
Il ministro inglese dell'Economia, George Osborne, vuole riorganizzare il sistema finanziario del paese. In arrivo nuove
regole per le banche e per la Financial service authority (Fsa). u pagina 47
Opel rinuncia agli aiuti: «Negoziati troppo lunghi»
Il gruppo automobilistico Opel rinuncia a tutte le garanzie creditizie pubbliche richieste a causa di «negoziati troppo
lunghi e incerti». La casa madre Gm punta ad attuare da sola il piano di rilancio. u pagina 42
Guida alle nuove pensioni
u in edicola a 4,90 euro Servizi u pagina 34
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
84
Data:
Il Sole 24 Ore
17-06-2010
L'Abruzzo rilancia sull'asset turismo
Sviluppo. Convegno Mps-Sole 24 Ore
Vincenzo del Giudice
PESCARA. Dal nostro inviato
Il turismo: occasione mancata (almeno per ora) per l'Abruzzo. Del Resto, i numeri sono impietosi. Nel 2009 - ha
certificato un'indagine promossa dal Monte dei Paschi - la presenza di turisti stranieri nella regione ha registrato una
flessione di oltre il 9% rispetto all'anno prima, i pernottamenti sono scesi del 28,7% per non dire delle presenze negli
alberghi (-26%) e delle case in affitto che hanno registrato una perdita di quasi il 45% sull'anno prima.
A questa situazione hanno cercato di dare una risposta autorevoli esponenti dell'industria del turismo abruzzese, uomini
delle istituzioni e dell'università, come il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, e il direttore del
dipartimento Ambiente reti e territorio dell'Università Chieti- Pescara. Con loro c'erano, Daniele Becci, presidente della
Camera di Commercio di Pescara, Luigi Di Giosaffatte, direttore generale di Confindustria Pescara e Giancarlo Barbieri,
responsabile area commerciale del Monte dei Paschi di Siena, nel corso del convegno «Territorio, economia e
innovazione-La riqualificazione dell'offerta turistica» organizzato da Mps e Sole 24 Ore e svoltosi ieri a Pescara.
Tema di grande interesse, quello del turismo, perché l'Abruzzo,caso più unico che raro nel panorama italiano, offre mare e
montagna distanti solo qualche manciata di chilometri oltre a due parchi naturali di richiamo mondiale. «Qui ci sono le
condizioni per strutturare meglio l'offerta turistica - ha detto Barbieri -, dalla rete portuale a quella stradale.
La nostra banca, che qui raccoglie l'8%, è pronta a parlare con le amministrazioni e gli imprenditori per valutare iniziative
che riportino l'Abruzzo fuori da questo periodo di difficoltà». Barbieri ha aggiunto che Mps è pronta a prorogare i termini,
che scadono il prossimo 30 giugno, per i cittadini aquilani colpiti dal terremoto che hanno contratto un mutuo con il
gruppo senese. «Tutti gli abruzzesi, e non solo i cittadini pescaresi, teatini, teramani o aquilani, ognuno per conto proprio,
devono essere un corpo unico per far conoscere le bellezze paesaggistiche di questa regione. L'Abruzzo ha solo 1,3
milioni di abitanti, meno di una metropoli, quindi è possibile essere coesi. E la politica deve accelerare i tempi decisionali
», ha aggiunto il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa. «Dobbiamo imparare a fare squadra - ha detto
Daniele Becci , presidente della Camera di Commercio -è questo il problema principale.
«C'è un livello infrastrutturale molto elevato, ma mancano le infrastrutture dell'ultimo miglio - ha aggiunto Di Gio-saffatte
-. Qui è necessario che tutte le associazioni di categorie si presentino unite al cospetto della politica».
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LO SCENARIO
Dopo il consuntivo negativo della stagione 2009 operatori pronti al recupero L'impegno locale del gruppo Montepaschi
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
85
Data:
Il Sole 24 Ore
18-06-2010
Per la strage di Viareggio è in arrivo una svolta
Inchieste. Un anno fa il disastro ferroviario con 32 vittime
Cesare Peruzzi
FIRENZE.
L'inchiesta sulla strage alla stazione di Viareggio è finalmente a una svolta. I magistrati che indagano sull'incidente
ferroviario che la notte del 29 giugno 2009 provocò 32 vittime, distruggendo un intero quartiere della città, stanno tirando
le fila del lavoro svolto in questi mesi e nei prossimi giorni dovrebbero ufficializzare i risultati a cui sono giunti.
«Una prima conclusione sui diversi filoni d'indagine è imminente », conferma Beniamino Deidda, procuratore generale di
Firenze. Siamo dunque alla vigilia della formalizzazione di un'accusa per i reati di omicidio colposo plurimo, disastro e
incendio colposo. La previsione degli avvocati di parte civile è che tra gli indagati ci siano cittadini stranieri e italiani. Fin
qui, sulla base degli addebiti provvisori, l'indagine ha coinvolto Joachim Lehamann, Andreas Schroeter e Uwe Kriebal, i
tre manager della Jugental di Hannover, l'officina che spedì alla Cima riparazioni di Mantova il pianale del vagone con
asse e ruote montate, il cui cedimento sarebbe all'origine della tragedia. Ma il perimetro delle responsabilità è destinato ad
allargarsi.
La Procura della Repubblica di Lucca, guidata da Aldo Cicala, impegnato nell'inchiesta in prima persona insieme al
sostituto Giuseppe Amodeo, un paio di mesi fa confermò l'iscrizione di sette nomi sul registro degli indagati e parlò della
necessità di «verificare ulteriori elementi di colpevolezza ». A chiedere un'accelerazione sono i parenti delle vittime, gli
abitanti e l'Amministrazione comunale di Viareggio, che ha deciso di costituirsi parte civile, oltre all'opinione pubblica
italiana.
In un anno, apparentemente non è accaduto quasi nulla. «Stiamo ancora aspettando la verità e poi vogliamo giustizia »,
dice Andrea Maccioni, vice presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime, che nel disastro ha perso la sorella e
due nipoti. «Non siamo stati neppure contattati per i risarcimenti », aggiunge. È sconsolato anche Gianfranco Baldini,
leader di un altro comitato che raccoglie chiunque abbia subito danni nell'incidente del 29 giugno 2009: «Proviamo
grande amarezza», dice.
Qualcosa, in realtà, si è mosso. «La ricostruzione sta procedendo secondo le attese e i programmi », spiega Enrico Rossi,
presidente Pd della Toscana e commissario incaricato per la ricostruzione. I fondi, una trentina di milioni, sono arrivati, o
stanno per arrivare quasi interamente ( vedere scheda).«Entro l'anno verrà sistemato il patrimonio privato, mentre per la
parte pubblica prevediamo di concludere i lavori nel 2011», conferma Luca Lunardini, sindaco Pdl di Viareggio.
Oggi i treni merci passano dalla stazione di Viareggio alla velocità di 50 kmh, ma il limite di legge è rimasto 100 (il
convoglio deragliato viaggiava a 93). «È stata una decisione nostra », dice Mauro Moretti, amministratore delegato delle
Ferrovie. Risultato: i carichi pericolosi passano lentamente da Viareggio e a velocità quasi doppia negli altri centri abitati.
«Non è stata la velocità a causare l'incidente di un anno fa - aggiunge Moretti- . Tutto è partito dalla rottura dell'asse,
mentre aprovocare lo squarcio nella cisterna è stata la controrotaia di uno scambio».
Per Deidda la situazione è più complessa. «C'è da considerare una molteplicità di fattori, in molti casi di natura tecnica spiega - per questo il lavoro dei colleghi di Lucca, che procedono con impegno e rapidità, richiede tempo. Adesso mi
aspetto un colpo d'acceleratore - conclude ma per far partire il processo vero e proprio ci vorrà almeno un altro anno». La
strada per accertare la verità è ancora lunga.
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IL LAVORO
I magistrati stanno per formalizzare le accuse per i reati di omicidio colposo plurimo, disastro e incendio colposo
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
86
Data:
17-06-2010
La Stampa
Bertolaso: fu Sepe a farmi avere la casa
Il capo della Protezione Civile cita il cardinale di Napoli per l'alloggio che ha avuto in via Giulia
Nell'interrogatorio di martedì il capo della Protezione Civile Bertolaso ha svelato il nome della persona che gli ha fatto
avere la casa di via Giulia. Si tratta dell'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe allora ai vertici di Propaganda Fide e
protagonista dell'organizzazione del Giubileo. Mentre prosegue l'inchiesta appalti cresce la rabbia dei terremotati de
L'Aquila che ieri per protesta hanno bloccato l'autostrada.
Ruotolo A PAGINA 7
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
87
Data:
17-06-2010
La Stampa
Emergenza acqua Danni e ponti chiusi ma la paura è passata
TRE GIORNI DI PIOGGIA I DISAGI MAGGIORI IN PROVINCIA E NELLE VALLATE
Emergenza acqua
Danni e ponti chiusi
ma la paura è passata
Protezione civile allertata per Po, Dora e Chisone
Lombardore, evacuate le case travolte dal fango
[FIRMA]MASSIMILIANO PEGGIO
Fiumi in piena, strade chiuse, animali prigionieri nel fango. I vigili del fuoco e i gruppi di Protezione Civile hanno
effettuato decine di interventi nelle ultime ore, a Torino e in provincia, per il maltempo che si è abbattuto sul Piemonte
occidentale. Mentre le ultime nubi si dissolvono e le previsioni meteo riportano il livello di allarme alla normalità, adesso
e tempo di bilanci, per valutare i danni provocati da queste piogge anomale in un giugno senza estate.
A Lombardore alcune abitazioni sono state travolte da acqua e fango. «E' stato un attimo. L'ondata era inarrestabile» dice
Anna Maria Angotti, residente in via Rivarolo 13. Lei e sua sorella hanno avuto appena il tempo di mettere in salvo cani e
poche cose. «Tutto galleggiava - racconta -. In pochi istanti eravamo circondati da 20 centimetri». Stessa sorte è toccata a
un'altra abitazione, sempre in via Rivarolo, al civico 15. A causare i danni è stata la piena del torrente Ivesa, solitamente
innocuo. Le due famiglie sono state evacuate e sistemate nei locali della scuola, dove potranno dormire all'asciutto e
consumare pasti caldi nella mensa della adiacente casa di riposo. Sempre nella zona di Lombardore si sono franate strade
secondarie.
A Brusasco, tra le colline chivassesi, le piene del Po e della Dora Baltea, hanno imprigionato su un isolotto una mandria
di 150 mucche e diversi vitellini. A portare in salvo alcuni animali spinti dalla corrente lontano dall'isolotto, sono
intervenuti i pompieri con i gommoni. In poche ore il livello del Po è salito di 2 metri. I pompieri hanno strappato alle
acque anche una piccola lepre che rischiava di annegare.
Nel Pinerolese i torrenti Pellice e Chisone hanno raggiunto livelli allarmanti. A Villar Pellice il sindaco Lilia Garnier ha
ordinato l'evacuazione dell'alloggio abitato da Lidia Ferrari e Daniela Negrin residenti in borgata Garin, dove due anni fa
una frana causò quattro vittime. Altre quattro famiglie sono state allontanate dalle loro abitazioni, vicine al camping
Gibuti. Sempre a Villar Pellice due ponti sono stati chiusi: il Rovine per un cedimento strutturale e il Fusinasse. A Torre
Pellice altri due ponti sono stati bloccati al traffico. Il torrente Chisone è esondato in val Troncea. L'acqua del Chisone ha
lambito il ponte Palestro a Porte, provocando un piccolo smottamento.
Nel Chierese i danni maggiori si sono registrati a Villastellone, dove hanno tracimato gli affluenti del rio Stellone. Il Gora
di Borgo ha allagato le campagne e alcune cascine. La provinciale 393 è stata chiusa al traffico all'incrocio per Carignano.
I vigili urbani hanno deviato auto e camion verso Poirino. A Santena i lavori di salvaguardia delle sponde del Banna,
appena conclusi, hanno funzionato: in centro il livello dell'acqua ha raggiunto i quattro metri. In frazione Vernone di
Marentino si sono aggravate le condizione della frana lungo la provinciale 118, causata dalle piogge dello scorso anno.
Gli addetti del servizio viabilità della Provincia sono intervenuti in molte località per smottamenti e interruzioni. Chiusi
per precauzione anche il ponte Vecchio di San Mauro e il ponte sul torrente Ceronda, a Venaria. Altre due strade
provinciali sono state chiuse al traffico: la Sp 69 a Banchette e la Sp 213 a Exilles.
HANNO COLLABORATO: Diego Andrà, Nadia Bergamini, Federico Genta, Antonio Giaimo
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
88
Data:
17-06-2010
La Stampa
Casa Bertolaso, spunta il cardinal Sepe
GRANDI EVENTI
Il ruolo del Vaticano Una rete
di immobili gestiti attraverso
la congregazione Propaganda Fide
LE INCHIESTE
“All'Aquila la situazione è bloccata
ci serve un nuovo appuntamento”
L'inchiesta sulla ricostruzione: così gli imprenditori si legarono ai politici
ROMA
E' una inchiesta che si tinge di giallo quella della Procura di Perugia. E' il giallo diciamo subito riguarda la casa di via
Giulia, quella di Guido Bertolaso. Nel suo interrogatorio dell'altra sera, il Capo del Dipartimento della Protezione civile
ha spiegato che fu il cardinale Crescenzio Sepe, ex prefetto della Congregazione "Propaganda Fide", oggi vescovo di
Napoli, a presentargli Francesco Silvano, che gli trovò casa in via Giulia: «Mi rivolsi a lui, nella primavera-estate del
2003. Per vicende personali, chiesi di poter soggiornare presso il collegio universitario di Propaganda Fide, sempre a
Roma».
Ma la sua attività lavorativa era incompatibile con il regime degli orari di un collegio: «Lo stesso cardinale Sepe mi
indirizzò al professor Silvano, che mi mise a disposizione l'appartamento di via Giulia». In quell'appartamento, Bertolaso
ha dichiarato di aver soggiornato fino alla fine del 2003, quando poi tornò a vivere nella sua abitazione. «Per un anno
ancora ebbi le chiavi di quell'appartamento - ha ammesso Bertolaso davanti ai pm Sottani e Tavernesi - e poi le restituii».
Il giallo in questa storia è il seguente: nel 2007 sempre quella casa - che nel frattempo era stata venduta a un privato continuava a ospitare Bertolaso? Di certo, l'architetto Angelo Zampolini, collaboratore stretto di Diego Anemone, pagava
l'affitto di quell'appartamento. Zampolini, che collabora con la Procura di Perugia, ha messo a verbale ai pm Sottani e
Tavernesi, che quell'appartamento di via Giulia, di cui c'era traccia nella famosa lista Anemone dei 420 nomi (la lista dei
lavori di ristrutturazione degli appartamenti), era un omaggio di Anemone. Insomma, l'affitto lo pagava ogni mese
l'architetto Zampolini.
Ora, se non era nella disponibilità di Bertolaso, chi frequentava via Giulia? Chi era l'ospite tanto importante per Anemone
da dovergli pagare l'affitto mensile? 1.500 euro ogni mese? Il sospetto degli inquirenti è che in realtà quella casa
comunque era rimasta nella disponibilità di Bertolaso. Ma sul punto, è chiaro, gli investigatori dovranno provare a
sciogliere i dubbi. Bertolaso l'altra sera ha negato decisamente, ha contraddetto la versione Zampolini, precisando che non
pagava l'affitto, ha ammesso soltanto di aver pagato le bollette.
Il capo del Dipartimento della Protezione civile è tornato sulle voci di una casa messa a disposizione all'estero da
Anemone: «E' una storia che non esiste». E ai pm il sottosegretario ha consegnato anche alcune foto di un immobile nella
zona di Positano: «E' un rudere che apparteneva a mia madre». Nel corso dell'interrogatorio di ieri, infine, si è parlato
anche di appalti: «Non mi sono mai occupato della gestione degli appalti, con la sola eccezione di quelli per il G8 che
doveva tenersi alla Maddalena». I suoi legali, gli avvocati Filippo Dinacci e Giovanni Dean, dopo la diffusione di alcuni
passaggi dell'interrogatorio dell'altra sera, hanno protestato: «Prendiamo ancora una volta atto dell'abitudine di fare i
processi sui giornali». \
E' una inchiesta che si muove su tre piani, quella della Procura dell'Aquila. Per capire se attorno alla ricostruzione del
post-terremoto si è consumato un patto tra politica e impresa, tra istituzioni e imprenditori per favorire certe imprese nella
ricostruzione. E in cambio di cosa i primi lavori sono stati aggiudicati dal «Consorzio Federico II»?
Il Ros dei carabinieri che in un primo rapporto, il 16 marzo scorso, segnala il rischio di infiltrazioni mafiose - stiamo
parlando dei Casalesi, di Gomorra - nei consorzi della ricostruzione. Poi arrivano gli atti da Firenze e le indagini si
concentrano sull'incontro a Palazzo Chigi, il 12 maggio del 2009, nel quale, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta
e del triunviro del Pdl, Denis Verdini, a una cordata di imprenditori e di banchieri locali (e la Btp del fiorentino Riccardo
Fusi, amico di Verdini) si dà indicazione di costituire il Consorzio «Federico II» e si garantiscono gli appalti. Che sono
diversi. Le singole imprese poi a loro volta ottengono altri appalti e subappalti.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
89
Data:
17-06-2010
La Stampa
Casa Bertolaso, spunta il cardinal Sepe
Lo stallo in Regione
Sette giorni dopo l'incontro di palazzo Chigi, siamo ormai al 19 maggio (2009), Angelo Fracassi, vice direttore della
Cassa di Risparmio della Provincia de L'Aquila (Carispaq) si rivolge a Riccardo Fusi della Btp perché organizzi un
incontro con Denis Verdini, il triunviro del Pdl, «per cercare di superare la fase di stallo in Regione (Abruzzo)». «Noi
vediamo una situazione un po' preoccupante - dice al telefono Fracassi a Fusi - se ci procuri un appuntamento per la
settimana prossima magari...».
Dieci giorni dopo, «con un sms, il geometra Liborio Fracassi della Btp, informa Riccardo Fusi che è stato fissato un
incontro con Bertolaso per le ore 12 del mercoledì successivo (3 giugno): «Confermato appuntamento Bert per mercoledì
ore 12. Poi le farò sapere. Saluti». Il pomeriggio del 3 giugno, con un lungo sms, il geometra Fracassi aggiorna Riccardo
Fusi: «Incontro positivo. Apprezzato il ns campus, forse realizzazione in comune vicino, contatti già presi con sindaco.
Richiestoci progettazione in Aq di area commerciale provvisoria domani riceveremo dal sindaco riferimenti. Ricevuta
disponibilità a cantierare nel centro storico palazzi Carispaq. Domani chiederemo nulla osta anche Soprintend. Giovedi
sera e venerdì sarò a Barberino, se ha bisogno sono a sua disposizione. Saluti».
Banca terremotata
La mattina del 6 giugno, sempre con un sms, Fracassi informa Fusi che a breve saranno avviati i lavori per la
ristrutturazione del palazzo Brancomio a L'Aquila, sede della Carispaq: «Il Commissario unico sta firmando il primo nulla
osta per la somma urgenza di lavori della messa in sicurezza e salvaguardia di tutti gli affreschi, intonaci e strutture di
palazzo Branconio. Sto preparando il contratto a misura con la banca a prezzi liberi. Inizio lavori immediato. E il primo di
una lunga serie. Ci faccia gli auguri».
«La sera del 7 giugno, Riccardo Fusi spiega al figlio Leonardo che in Abruzzo, sta partecipando a 3 gare di appalto , “una
per il restauro delle chiese... per i restauri monumentali, una per i campi base per le scuole... per le case quelle nuove”».
Gomorra abruzzese
Gli uomini del Ros dei carabinieri sono preoccupati. In un rapporto dettagliato del 16 marzo, mettono nero su bianco: «Il
regista occulto del Consorzio Stabile Novus è Antonio Di Nardo, al quale fanno anche capo la «Soa» e la «Promocert».
Della «Soa» era socio il cugino di Pasquale Mastronimico, cognato della sorella di Antonio Iovine (Casalesi)». Poi,
chiamano in causa altre aziende del Consorzio nelle quali sarebbero presenti amministratori imparentati con esponenti di
clan camorristi. «Delle società facenti parte del Consorzio solo la Giardini e Paesaggi ha avuto un appalto per la
sistemazione delle aree verdi in occasione del G8».
Sempre il Ros affronta il capitolo del Consorzio «Federico II». Ricordando che Liborio Fracassi, uno dei dirigenti della
Carispaq, fa parte del consiglio d'amministrazione di una società, la Ospem srl, che a maggioranza è della Btp di Riccardo
Fusi. Particolare rilevato dal rapporto dei carabinieri: le imprese del Consorzio, «anche mediante subappalti» hanno
ottenuto singoli appalti. Come «la ditta Marinelli ed Equizi», che «si è aggiudicata appalti per la ricostruzione della
caserma Capomizzi e ha subappaltato alla ditta Ettore e Carlo Barattelli». Ettore Barattelli è il presidente del Consorzio
«Federico II». E l'11 giugno scorso è andato dal procuratore Alfredo Rossini a raccontare come e grazie a chi è nato il
Consorzio. E come è riuscito a garantirsi i primi appalti: la scuola Carducci, i puntellamenti del centro.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
90
Data:
17-06-2010
La Stampa
Ponti chiusi e allagamenti
MALTEMPO. ANNUNCIATI MIGLIORAMENTI
Meteo
Rischio grandine
nel pomeriggio
I problemi maggiori nel Saluzzese e Fossanese. Tante strade vietate
ANDREA GARASSINO
ANTONELLA BALOCCO
CUNEO
Duecentosessantasei millimetri, in 48 ore, tra martedì e ieri. È la pioggia caduta a Barge, quantità record di una
precipitazione che ha colpito in particolare il Saluzzese (120 millimetri a Saluzzo). Bilancio: alle 18 di ieri risultavano
bloccati, su ordine della Provincia, il ponte «bailey» sul Po a Cardè per l'allagamento di una delle rampe d'accesso, la «sp
207» tra Faule e Pancalieri, al confine con la provincia di Torino, all'altezza del ponte sul Po. Critica anche la situazione
sulla provinciale 192 tra Fossano e Levaldigi nel tratto che costeggia la pista dell'aeroporto «che scarica verso la strada –
dice Giuseppe Dotta capo reparto della viabilità di Saluzzo per la Provincia – tutta l'acqua che raccoglie». Nel pomeriggio
circolazione vietata anche sulla «sp 184» tra Villafalletto e Fossano, sempre all'altezza dello scalo aeroportuale.
Dalle 8 di ieri è rimasta chiusa al traffico la regionale tra Saluzzo e Crocera di Barge per la piena del torrente Ghiandone,
vicino a Staffarda e per il Po che ha raggiunto livelli di guardia, in località «Pesci vivi». Allagata anche la strada che
collega Crocera con Cardè, «off limits» dalle 12 alle 17. Quattro ore di blocco (12-16) sulla direttrice tra Torre San
Giorgio e Villanova Solaro: alcune bealere hanno esondato invadendo delle cascine.
Tutto il personale della Provincia ha lavorato dalle 20 di martedì per tenere sotto controllo i «nodi» critici e i ponti, con il
supporto delle squadre di Protezione civile di Barge, Saluzzo e Revello, con la polizia municipale e i vigili del fuoco.
Pompieri all'opera ieri pomeriggio, in particolare, in centro a Genola dove la piena di un canale, intorno alle 12, ha
sommerso con 30-40 centimetri d'acqua le vie del centro. Allagate case, garage e scantinati. La situazione si è
normalizzata almeno dal punto di vista della circolazione verso le 16.
Allagamenti anche a Piovani e Gerbo, in particolare la strada di Tetto Garetto da S. Antonio Baligio in direzione Gerbo.
«Non sono esondati i corsi, come il Naviglio di Bra - ha dichiarato Riccardo Trabucco responsabile della Protezione
Civile di Fossano - perché sono stati deviati». Il Mellea , straripato due anni fa, ha tenuto bene. Critica la situazione a
Frazione S.Vittore, i residenti non hanno potuto raggiungere i posti di lavoro. Evacuata per precauzione dai Vigili del
Fuoco e dal 118 una persona anziana a Frazione Cussanio. Allagato il Mangimificio Martini e la stazione ferroviaria.
L'estate vera è ancora lontana e l'ondata perturbata ce l'ha ricordato con piogge torrenziali e abbassamento delle
temperature di 5-6 gradi. Il peggio sembra passato, ma ancora per qualche giorno sono previste piogge. Oggi nuvole al
mattino, mentre al pomeriggio dopo qualche spiraglio in arrivo altri rovesci, forse con grandine.
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Argomento:
NAZIONALE
Pag.
91
Data:
La Stampa
17-06-2010
La Provincia non ha più soldi per riparare strade e frane
La Provincia non ha più soldi
per riparare strade e frane
Un vicolo cieco. A questo si è ridotto l'assessorato che in Provincia si occupa dei 740 chilometri di strade. Il responsabile
Luca Castagnetti non sa se essere più preoccupato o infastidito: «Lavoriamo al 30 per cento delle potenzialità. È frustrante
sapere ciò che non va, ma non poter fare niente perché mancano i soldi. Abbiamo persino i progetti e un personale molto
valido che potrebbe realizzarli, ma non possiamo fare niente».
Impossibile ormai parlare di amministrazione locale senza citare i tagli decisi dal governo. Per Biella si prospettano tempi
duri: «La Regione ha convocato tutti gli assessori ai Lavori pubblici - racconta Castagnetti -. Torino taglia 8 dei 23
milioni di euro disponibili per i trasferimenti in opere pubbliche». E questo ancora prima della scure nascosta nella
finanziaria, che dagli enti locali vuole ottenere metà dei 25 miliardi del suo valore.
Intanto la Provincia fa i conti con i piani per il 2010. Appena svuotate le casse per gli interventi post-inverno, costati poco
più di 110 mila euro, ora ci si mette la pioggia battente degli ultimi giorni a creare altre preoccupazioni. «Per ora la
situazione non è problematica - dice l'assessore -, se si esclude uno smottamento di terreno a Soprana. Sono piccoli
problemi, l'allarme idrogeologico resta fermo al livello 2. Ma se continuasse allora è meglio incrociare le dita».
Alcuni degli interventi appena conclusi potrebbero essere vanificati in pochi giorni. Ciò che più allarma Castagnetti è la
Mongrando - Settimo Vittone, già chiusa per settimane dopo l'ennesima frana e riaperta solo il mese scorso: «Siamo
intervenuti in profondità sulle ripe, ma resto preoccupato per la messa in sicurezza strutturale di una strada che ha
problemi cronici». Già, perché tra i finanziamenti a cui la Provincia dovrà rinunciare ci sono i 600 mila euro promessi
dalla Protezione civile proprio per ricostruire i versanti del collegamento tra Biellese e Canavese.
Cosa resta allora? Di soldi disponibili nell'immediato, non vincolati nel bilancio, giusto i 30 mila euro con cui
l'amministrazione chiuderà una voragine sulla strada di Mezzana. E poi i bandi che gli uffici licenzieranno la settimana
prossima: 950 mila euro per un anno intero di opere pubbliche. «Saranno appena sufficienti per una manutenzione più che
ordinaria, in caso di emergenza non sapremmo dove sbattere la testa». La cifra sarà divisa in 3 bandi. Il primo, da 280
mila euro, è già pronto e sarà dedicato alle riasfaltature. Per i lavori di contorno, sfalcio erba o taglio piante, la Provincia
cerca di volta in volta di stringere accordi con i sindaci o con i proprietari dei terreni. Come dire: ci si arrangia di giorno in
giorno, pregando non arrivino emergenze gravi.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
92
Data:
La Stampa
17-06-2010
Dopo 48 ore di pioggia prime frane in collina
MALTEMPO. IN ARRIVO NUOVA ONDATA DI TEMPORALI
Dopo 48 ore di pioggia
prime frane in collina
Smottamenti a Soprana e Sala, il Cervo gonfio d'acqua
Nel tardo pomeriggio di ieri il cielo si è rasserenato dopo 48 ore di pioggia scrosciante, ma a preoccupare è la nuova
perturbazione. Il Biellese ha sfiorato nuovamente i limiti e i segnali di cedimento del terreno cominciavano a farsi strada:
piccole frane, qualche albero caduto in collina, poca cosa se isolata dal resto, ma sintomi preocupanti e collegati con un
territorio che solo nelle scorse settimane, ha denunciato in più punti la sua fragilità.
La Protezione civile tiene sotto controllo le zone critiche: l'allarme resta basso, ma purtroppo non è finita. Oggi i rovesci
continuano, qualche pioggia è prevista anche domani. E allora la situazione potrebbe farsi difficile.
I problemi possono arrivare soprattutto dalle strade. I cantonieri della Provincia sono alle prese con micro-interventi, il
fosso che non contiene l'acqua, il fazzoletto di terra che frana sull'asfalto. Solo due situazioni travalicano l'ordinario:
piccoli smottamenti a Soprana e a Sala.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
93
Data:
17-06-2010
La Stampa
Pioggia e frane, Francia in ginocchio
DEVASTATO IL SUD DEL PAESE: ALL'APPELLO MANCANO ANCORA DODICI PERSONE. SARKOZY: SI
ATTIVI LA SOLIDARIETA' NAZIONALE
[FIRMA]FABIO POLETTI
MILANO
Piove e non smette di piovere. Piove e nel Sud della Francia si contano i morti per le inondazioni, le frane e gli
smottamenti. Almeno diciannove i corpi recuperati nella regione di Var sulle montagne alla spalle della Costa Azzurra.
Altri dodici mancano ancora all'appello e si teme il peggio. L'allarme meteo colpisce anche l'Italia che sarà investita nella
giornata di oggi dalla perturbazione in arrivo dal Sud della Francia. Su tutto il Nord sono previsti rovesci e temporali. La
Protezione Civile ha emesso un allerta meteo avvertendo del rischio di frane e piene dei fiumi. Il Po è arrivato al secondo
livello di guardia alla confluenza con la Dora Baltea in provincia di Torino. Le zone più a rischio sono quelle di Torino e
Cuneo.
Ma il peggio del peggio è in Francia a Draguignan - quarantamila abitanti, sei morti già accertati - dove in sedici ore sono
caduti trecento millimetri di pioggia e le strade sono torrenti di acqua fangosa profondi fino a due metri. Il sindaco Max
Piselli lancia l'sos: «La città è ricoperta di pietre, sassi e fango. La gente si è rifugiata sui tetti delle automobili e delle
case. Molti sono stati messi in salvo con gli elicotteri». Per i soccorsi è stata mobilitata l'intera regione di Var. Mille
uomini con undici elicotteri e mezzi anfibi per far fronte alla marea di fango, hanno lavorato un giorno e una notte sotto
una pioggia che non ha mai smesso di cadere. Le cittadine più colpite sono quelle di Trans-en-Provence,
Roquebrune-sur-Argens, Le Luc e Frejus dove sono state evacuate milletrecento persone, tra cui molte famigliole di
turisti anche stranieri che campeggiavano nella zona.
Duecentomila persone sono rimaste senza elettricità. Cinquecento detenuti del carcere di Draguignan sono stati evacuati.
Le scuole sono chiuse. La linea ferroviaria tra Nizza e Tolone rimarrà inagibile fino a questa mattina. L'aeroporto di
Hyeres-Tolone è stato riaperto ieri ma si teme il peggioramento delle condizioni meteo che interessano ora tutto il Sud Est
della Francia. Gli abitanti delle zone più colpite parlano di «cataclisma», «diluvio», «catastrofe», «evento eccezionale».
Secondo Meteo France era dal 1827 che non si vedevano piogge così in questo periodo dell'anno.
Accorato l'appello del presidente Nicolas Sarkozy: «Si attivi la solidarietà nazionale. Il governo faccia in modo che le
vittime abbiano tutte l'aiuto necessario». Nella regione di Var per accertare di persona l'entità dei danni e per coordinare le
operazioni di soccorso è andato il ministro dell'interno Brice Hortefux: «E' una catastrofe senza precedenti. Sono molto
preoccupato che il bilancio si aggravi». A far temere il peggio sono le previsioni di Meteo France. L'ondata di maltempo
si sta spostando verso Nord, i Pirenei atlantici e le coste basche, e il confine con l'Italia. Il timore è che possa ripetersi lo
scenario dello scorso marzo, quando l'Ovest venne colpito dalla tempesta Xynthia che provocò cinquantatre morti e danni
per centinaia di milioni di euro. Il sindaco di Les Arcs Alain Parlanti racconta quello che vede per le strade: «Il ruscello
Real che attraversa la città ha sfondato gli argini e ha devastato tutto quello che incontrava». Corinne Orzechowsky della
Prefettura di Var conferma che l'epicentro del disastro è nel comune di Draguignan, dove anche i soccorsi sono difficili e
si arriva solo in elicottero: «Il centro della città è devastato. Le case sono sventrate, le strade sono dissestate, ci sono danni
ingenti alle infrastrutture».
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NAZIONALE
Pag.
94
Data:
17-06-2010
La Stampa
[FIRMA]CRISTIAN PELLISSIER AOSTA Pochi millimetri separano le precipit
azioni piovose di questa...
[FIRMA]CRISTIAN PELLISSIER
AOSTA
Pochi millimetri separano le precipitazioni piovose di questa primavera da quelle record del 2002. Lo confermano gli
esperti dell'Ufficio meteo della Regione. Dal 1° maggio a ieri, 16 giugno, a St-Christophe sono caduti 181 millimetri di
pioggia, a fronte di una media (calcolata in base ai dati rilevati negli ultimi 30 anni) di 85 millimetri. Il record assoluto è
stato raggiunto nel 2002, quando nella stessa stazione meteo le precipitazioni avevano toccato quota 184 millimetri: 3
millimetri di differenza. Rispetto alla norma, quindi, le precipitazioni di questa fine di primavera sono più del doppio,
perlomeno nella zona della Plaine di Aosta.
La tendenza è confermata anche da un'altra stazione, quella di Donnas. Nello stesso periodo i millimetri caduti sono stati
352, a fronte di una media decennale di 250, in questo caso ancora ben al di sotto del record del 2002 quando caddero 617
millimetri di pioggia. Nella notte tra martedì e mercoledì le precipitazioni sono state più copiose in Bassa Valle: 82,2
millimetri di pioggia a Champorcher, 58 a Gressoney-St-Jean e 49 a Verrès. La Bassa Valle in primavera è sempre più
piovosa rispetto al resto della regione e la tendenza è confermata anche quest'anno. Più contenute (anche se aumentate),
infatti, le piogge nella zona di Aosta e nell'Alta Valle, con 25 millimetri nel capoluogo, 5 a Courmayeur, 7 a La Thuile, 34
a Valsavarenche e 10 a Villeneuve.
Sara Ratto, referente del Centro funzionale e meteorologico regionale, spiega: «Ha piovuto un po' meno nel settore
centrale rispetto alla zona Sud, come la Valle di Gressoney». La Protezione Civile ha diramato lo stato di allerta.
«Abbiamo avuto solo piccoli fenomeni – dice Ratto -, una piccola colata a Gressoney-St-Jean e una caduta massi sulla
strada per Cogne. Stiamo sorvegliando anche la zona di Issogne per pericolo di smottamento ed è stato attivato l'allarme
della frana Bosmatto, sempre a St-Jean, ma più che altro è una precauzione. La situazione è sotto controllo». Prosegue
anche il monitoraggio dei torrenti. «A Issogne – dice Sara Ratto – nella serata di martedì è stato superato il primo livello
di attenzione, fissato a un metro e 30 centimetri. Adesso sembra che la situazione stia rientrando. Niente di grave, ma
continuiamo a seguire e monitorare il tutto».
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NAZIONALE
Pag.
95
Data:
17-06-2010
La Stampa
Cigliano: Chiediamo lo stato di calamità
MALTEMPO, DANNI INGENTI. UN'ANZIANA SFOLLATA
Cigliano: «Chiediamo lo stato di calamità»
Due giorni di pioggia intensa e nel Vercellese è tornato l'incubo dell'alluvione. Cortili e cantine allagate, strade interrotte
come la Crescentino-Lamporo, chiusa temporaneamente per permettere i soccorsi a un'azienda allagata. Strade come
fiumi: è stato il caso di Cigliano, dove l'acqua ha sfiorato il mezzo metro. Il sindaco sta pensando di chiedere alla Regione
lo stato di calamità naturale. E una donna di 88 anni è stata messa in salvo dai pompieri: era nella sua camera da letto,
circondata dall'acqua. Situazione critica anche a Crescentino: il livello del Po viene costantemente monitorato.\ Servizio A
PAGINA 65
Argomento:
NAZIONALE
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96
Data:
17-06-2010
La Stampa
La pioggia spaventa il Vercellese
EMERGENZA MALTEMPO. IL PO A LIVELLI DI GUARDIA, I COMUNI PENSANO DI CHIEDERE LO STATO
DI CALAMITÀ
Pompieri impegnati
nel salvataggio di 200
mucche intrappolate
per ore su un isolotto
Cortili e cantine allagate, dopo ore e ore di pioggia. Il livello dei fiumi e delle rogge tenuto costantemente sotto controllo
da vigili del fuoco e uomini della Protezione civile. E anche un'anziana donna sfollata nel cuore della notte. È il bilancio
dell'ondata di maltempo che ha investito nelle ultime ore il Vercellese. A Crescentino gli allagamenti hanno riguardato le
zone di Borgo Veneto e via Galileo Ferraris: per liberare un'azienda di macchine agricole è stata anche chiusa per alcune
ore la strada che porta a Lamporo (dove tra l'altro era pressoché inagibile la piazza del meercato ed è straripato il canale
comunale). Sono state messe in funzione per la prima volta, dopo l'alluvione del 2000, quattro idrovore per le frazioni
Santa Maria, Fasso e Porzioni. Intanto prosegue il monitoraggio al Po, che ieri pomeriggio sfiorava i 5 metri di livello. In
serata era attesa la piena. Un episodio curioso: quasi duecento mucche, provenienti da una cascina di Crescentino, sono
rimaste intrappolate su un isolotto a una cinquantina di metri dalla riva. I pompieri hanno tentato a lungo di metterle in
salvo, ma le condizioni del corso d'acqua erano proibitive.
Una cinquantina di case allagate anche a Cigliano, con ingenti danni all'edificio scolastico: «Verso le nove di sera - spiega
il sindaco Giovanni Corgnati – le vie centrali di Cigliano erano fiumi: l'acqua sfiorava il mezzo metro». Invasi via
Garibaldi e Largo Pagliaro, dove si trovano le scuole comunali, oltre a via XX Settembre e corso Umberto I, le vie dei
negozi. Problemi anche nella zona est a causa dello straripamento del Naviglio di Ivrea: le acque si sono riversate in
strada vecchia di Livorno provocando danni ingenti alle abitazioni: «Verso l'una e mezza di notte – spiega il primo
cittadino – grazie all'aiuto della Protezione civile, dei vigili del fuoco e dei carabinieri è stata allontanata da casa
un'anziana signora: era nella sua camera da letto, circondata dall'acqua». La donna, Maria Ongaro di 88 anni, è stata
subito soccorsa e non ha riportato ferite. Ora il Comune definirà quali sono stati i danni complessivi: «Valuteremo la
possibilità di chiedere alla Regione lo stato di calamità naturale».
Disagi contenuti, invece, in Valsesia. I vigili del fuoco stanno monitorando costantemente la situazione della Sesia che,
comunque, al momento non desta preoccupazione. Ieri mattina i pompieri sono dovuti intervenire nei pressi della rotonda
che porta all'ospedale, per un albero caduto sulla strada. Poche ore più tardi, invece, una piccola frana si è staccata sul
collegamento per Foresto. Le pietre sono state rimosse in breve tempo e il collegamento ora è praticabile.
A cura di Laura Di Caro
Giuseppe Orrù e
Valentina Roberto
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
97
Data:
17-06-2010
WindPress.it
PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE: FIRMATO PROTOCOLLO D'
17-06-2010
FONTE : PROTEZIONE CIVILE
ARGOMENTO : SICUREZZA/PROTEZIONE CIVILE, ENTI/ P. A./ ISTITUZIONI
INFORMAZIONI PER LA STAMPA A CURA DI :PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - DIP. DELLA
PROTEZIONE CIVILE
REFERENTE UFFICIO STAMPA :Ufficio Stampa TEL.0668201 [email protected]
Protezione civile nazionale: firmato protocollo d'intesa con regione Puglia stato firmato oggi un protocollo dintesa tra il
Capo Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e il Presidente della Regione Puglia, Nicola Vendola per il
potenziamento del sistema di protezione civile regionale e lindividuazione di forme di supporto e collaborazione tra la
Regione e il Dipartimento.Lintesa, di durata triennale, finalizzata a portare a compimento il programma avviato in seguito
ai drammatici roghi che hanno segnato la Puglia nellestate 2007 e a rendere pi efficace ed efficiente la macchina della
protezione civile regionale nel fronteggiare le diverse categorie di rischio che interessano il territorio: oltre che gli incendi
boschivi, un elevato livello di rischio idraulico e idrogeologico, nonch rischi di natura antropica e, in alcune aree, rischio
sismico.In particolare, laccordo prevede, anche attraverso il supporto e lassistenza del Dipartimento della Protezione
Civile nazionale, la definizione del sistema di allertamento regionale, predisponendo le procedure e modalit di allerta ai
diversi livelli territoriali e assicurando i compiti di sorveglianza e monitoraggio secondo quanto previsto dalla direttiva
per la rete dei Centri Funzionali Regionali. Per rafforzare la capacit di risposta del sistema in caso di evento calamitoso,
inoltre, lintesa dispone la progettazione esecutiva di due reti radio a copertura regionale dedicate al coordinamento delle
strutture operative in emergenza e il completamento della ristrutturazione della nuova sede del Servizio di Protezione
Civile presso lex aeroporto di Bari-Palese, nonch la ridefinizione dellattuale normativa regionale e la promozione di
programmi formativi e di aggiornamento rivolti agli operatori istituzionali e alle organizzazioni di volontariato.La
Regione Puglia si impegna a promuovere attivit di sviluppo e potenziamento dei sistemi provinciali di protezione civile,
istituendo in ciascuna provincia sale operative unificate, rafforzando la sinergia tra Province e Prefetture e la
collaborazione tra strutture comunali, provinciali e statali, anche attraverso la predisposizione di piani demergenza
comunali. Nellambito dellorganizzazione e dellimpiego del volontariato previsto laggiornamento dellelenco regionale
delle organizzazioni di protezione civile, il censimento di mezzi e delle risorse in dotazione, nonch la promozione della
formazione di gruppi comunali laddove non esistenti.Infine, il protocollo prevede lavvio di uno studio di fattibilit sulla
salvaguardia dei beni culturali dai rischi naturali e antropici, attraverso listituzione di un tavolo tecnico congiunto
composto da personale del Dipartimento della Protezione Civile, del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali e della
Regione Puglia.
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NAZIONALE
Pag.
98
Data:
17-06-2010
l'Unità.it
A Napoli è di nuovo allarme rifiuti: 600 tonnellate per strada
Torna la spazzatura a Napoli. Soprattutto nei quartieri di Secondigliano e Scarpia. E' la città che il premier si vantava di
aver ripulito dalla "monnezza". I dipendenti dell'Asia, l'Azienda sanitaria per l'igiene ambientale, sono in sciopero da due
giorni. Ieri c'erano in strada 850 tonnellate, oggi ce ne sono ancora 600. L'obiettivo è arrivare a normalizzare la situazione
in un paio di giorni. Ma se alcune alcune zone sono state ripulite, in altre i cassonetti sono strapieni e in altre ancora, come
Scampia, la situazione è ancora più difficile.
L'assessore all'Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano stigmatizza l'astensione dal lavoro.
«Mentre in diverse strade del centro di Napoli sta lentamente riprendendo la raccolta dei rifiuti, nella periferia Nord i
cittadini stanno vivendo una nuova emergenza igienico - sanitaria, che tutti pensavano lasciata ormai alle spalle». Lo
denuncia Lucio Cialli, responsabile del comitato Salvaperiferie di Napoli. «In diverse strade dei quartieri di Scampia e
Secondigliano le montagne di spazzatura - sottolinea - stanno creando seri problemi perfino alla circolazione, e i residenti
sono stati costretti a rimuovere i sacchetti con le proprie mani per consentire il passaggio delle auto e dei mezzi pubblici.
In queste ore, inoltre, ci stanno giungendo numerose segnalazioni di massicce presenze di blatte rosse e grossi topi, in
prossimità dei cumuli e a poco distanza dalle case e dai negozi, e all'interno dei giardinetti pubblici. La gente è
nuovamente esasperata e si difende come può, o chiudendosi in casa, o spargendo disinfettante nelle adiacenze delle
abitazioni».
Il comitato segnala anche incendio appiccato durante la notte fuori l'antica parrocchia dei Santissimi Cosma e Damiano a
Secondigliano «che ha distrutto i contenitori e annerito il muro di cinta e il campanile della chiesa che risale al
Cinquecento.
«Resto perplesso sulla decisione dei dipendenti dell'Azienda sanitaria per l'igiene ambientale (Asia), dei quali condivido
le motivazioni, ma non la forma di protesta. Mi auguro che questi episodi non si verifichino più». L'assessore
all'Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano stigmatizza l'astensione dal lavoro proclamata due giorni fa dai
lavoratori dell'azienda di igiene urbana partenopea Asia e dell'ex Consorzio unico che ha causato gravi di disagi a Napoli.
«I lavoratori hanno tutto il diritto di pretendere la retribuzione - prosegue Romano - ma le criticità si superano tutti
insieme e non con azioni come questa, che danneggiano la città anche dal punto di vista turistico». L'assessore sottolinea
che «il sistema dello smaltimento dei rifiuti in Campania regge e reggerà per almeno 24 mesi, periodo che dovremo
utilizzare per stabilizzare la situazione. Mi preme chiarire che non siamo in emergenza».
Il procuratore aggiunto di Napoli, Aldo De Chiara, osserva che «questo è l'effetto di una scelta politica che ha spostato il
baricentro della gestione del ciclo dei rifiuti urbani dai Comuni alle Province. Credo ci siano le condizioni per rivedere
questa normativa e concepire degli interventi radicali perché un settore così delicato deve passare tra le competenze di
altri soggetti politici».
17 giugno 2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
99
Data:
17-06-2010
marketpress.info
MANTOVA: LA PROTEZIONE CIVILE PER UNA SCUOLA PIÙ SICURA CON
UN PROGRAMMA DI EDUCAZIONE RIGUARDANTE RISCHI NATURALI, DEL
Giovedì 17 Giugno 2010L´AMBIENTE DOMESTICO E SCOLASTICO
Mantova, 17 giugno 2010 - La Consulta Provinciale del Volontariato di Protezione Civile, insieme alla Provincia di
Mantova, e con la preziosa collaborazione del C.s.v.m., ha elaborato un progetto finalizzato a favorire l´inserimento nelle
scuole di un programma globale di educazione riguardante rischi naturali, dell´ambiente domestico e scolastico, che
coinvolga anche l´aspetto comportamentale ed avvicini i ragazzi alle realtà della protezione civile. L´iniziativa mira in
particolare a offrire spunti agli studenti in direzione della consapevolezza del rischio, della prevenzione e dell´azione in
emergenza, e a suscitare una riflessione approfondita e partecipe sui temi trattati oltre a supportare le istituzioni
scolastiche relativamente alle questioni della sicurezza e della prevenzione. Il progetto vede il coinvolgimento delle
organizzazioni di protezione civile su tutto il territorio mantovano, non solo per dare utili informazioni sulle norme di
sicurezza da adottare in emergenza, ma anche per formare ed educare il giovane a comportamenti che siano improntati
alla solidarietà, collaborazione ed autocontrollo. Il progetto, anche con la collaborazione dell´Ufficio Scolastico
Provinciale, viene proposto a tutti gli alunni mantovani, dai bambini delle scuole materne ai ragazzi delle scuole superiori,
oltre che agli istituti scolastici portando supporto e suggerimenti durante le prove di evacuazione secondo i piani del
complesso scolastico. Saranno organizzati degli incontri con gli alunni, tenuti, completamente a titolo gratuito, dai
volontari della protezione civile, presso le sedi degli istituti scolastici, e concordando percorsi personalizzati con gli
insegnanti di riferimento. Ai bambini dagli 8 ai 14 anni sarà consegnato un opuscolo intitolato "Niente Paura!" realizzato
dalla Provincia di Mantova, per dar modo di riflettere sulle tematiche della protezione civile anche all´interno della
famiglia.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
100
Data:
17-06-2010
marketpress.info
MACERIE IN ABRUZZO: VALIDE LE PROPOSTE DEL TAVOLO AMBIENT
E
Giovedì 17 Giugno 2010
L´aquila, 17 giugno 2010 - "Accolgo con estremo piacere che, a distanza di qualche mese dalla ´entrata in campo´ del
ministero dell´Ambiente per risolvere il problema macerie, si è tornati alle proposte avanzate dal tanto ´vituperato´ Tavolo
Ambiente". Lo ha affermato l´assessore alla Protezione civile, Daniela Stati, al termine della riunione che ha incaricato la
direzione regionale della Protezione civile di definire la progettazione del Polo tecnologico di Barisciano ai fini
dell´attivazione degli impianti. "Aggiungo anche un personale senso di soddisfazione per il ritorno ad una impostazione
che conferma come anche noi, amministrazione della ´periferia´ con l´apporto dei nostri tecnici, sappiamo fare le cose per
bene anche di fronte a problematiche peraltro molto complesse e a un quadro normativo molto rigido". "L´assessore
comunale Alfredo Moroni ha ragione quando dice che la rimozione va avanti a passi lenti e stanchi. Durante la fase del
Tavolo Ambiente - precisa Daniela Stati -, da agosto 2009 a gennaio 2010, erano state rimosse 70 mila tonnellate di
macerie, a fronte delle 10 mila tolte da febbraio ad oggi, con l´avvento del Ministero. Questo è un dato di fatto. Dunque,
non c´è stata quella accelerazione che ci si auspicava. L´individuazione di altri siti per i depositi temporanei delle macerie
non ci sono stati e la soluzione di Barisciano non si materializza, soluzione che, tra le altre cose, era già stata individuata
dal Tavolo Ambiente della Regione". Gli impianti da realizzare, secondo le risultanze del Tavolo, sono la piattaforma di
stoccaggio, l´ impianto mobile di trattamento e la discarica di servizio per accogliere i rifiuti derivanti dal trattamento
delle macerie (Cer 191212). "Vorrei precisare - conclude la Stati - che di questi progetti era stata definita da mesi la
progettazione preliminare e realizzate le indagini geologiche del sito interessato e probabilmente, alla data odierna,
sarebbero stati già attivati l´area di stoccaggio provvisorio ed il previsto trattamento delle macerie ai fini del riciclaggio.
Comunque, la direzione Protezione Civile e Ambiente è già al lavoro per redigere un accordo di programma con gli Enti
interessati (Provincia dell´Aquila e Comune di Barisciano), per definire i diversi impegni e ruoli degli stessi, confermando
ancora una volta la piena disponibilità e collaborazione nel trovare soluzioni operative".
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
101
Data:
17-06-2010
marketpress.info
BASILICATA: VIA LIBERA A INTESA PER LAVORATORI STAGIONALI IMM
IGRATI SARÀ REQUISITA UNA STRUTTURA ALBERGHIERA DI PALAZZO SA
N GERVASIO
Giovedì
17 Giugno 2010PER ASSICURARE L'OSPITALITÀ A CIRCA 60 LAVORAT
O
RI STAGIONALI
Potenza, 17 giugno 2010 - Con un incontro svoltosi oggi nella sala Inguscio della Regione si è concluso l'iter
amministrativo che porterà alla approvazione di una delibera di Giunta regionale per l'accoglienza dei lavoratori stagionali
immigrati. E' il risultato di una proficua collaborazione tra l'assessore regionale alla Salute, Attilio Martorano, e il
presidente della commissione regionale per l'immigrazione, Pietro Simonetti. Prevista l'assegnazione all'Ambito
territoriale Vulture – Alto Bradano di 190 mila euro che serviranno a requisire una struttura alberghiera di Palazzo San
Gervasio per assicurare l'ospitalità a circa 60 lavoratori stagionali, e a adeguare il Centro di accoglienza di Contrada Piani
mediante lavori di pulizia, l'acquisto di reti e materassi e ad assicurare la gestione. Inoltre, ieri è stato dato il via libera al
protocollo d'intesa e al regolamento interno dei centri di accoglienza che saranno allegati al provvedimento della Giunta
regionale. Per Simonetti, “l'attività della regione si è resa necessaria per la mancanza di case sfitte, nonostante i bandi dei
comuni, e per le inadempienze dei datori di lavoro”. Il protocollo d'intesa per l'accoglienza dei lavoratori stagionali
nell'area Alto Bradano è finalizzato ad assicurare una rete stabile e strutturata di collaborazione interistituzionale tra i vari
soggetti pubblici e privati coinvolti nella promozione e realizzazione di un intervento che miri ad affrontare e risolvere le
criticità relative all'accoglienza dei lavoratori stagionali nell'area dell'Alto Bradano. Tre i momenti organizzativi previsti
dall'intesa: l'istituzione di una cabina di regia, presieduta dalla Regione alla quale parteciperanno la Provincia, i comuni
dell'ambito, e le parti sociali; il coordinamento operativo, guidato dai Comuni e dalla Provincia a cui parteciperanno
ispettorato del lavoro, Azienda sanitaria, sindacati e datori di lavoro, centri per l'impiego, terzo settore; il livello gestionale
che sarà assicurato, con un bando, dai soggetti pubblici e del terzo settore con esperienze specifiche. Il regolamento
interno definisce le modalità di accesso alla struttura che sarà riservato a chi ha un contratto di lavoro in provincia di
Potenza o a chi ha una prenotazione tramite il centro per l'impiego di Lavello. Inoltre, definisce i servizi, la pulizia,
l'assistenza sanitaria, che sarà assicurata da un presidio dell'Asp, gli obblighi di comportamento degli ospiti, la sicurezza.
“Nei prossimi giorni – afferma Simonetti – tenuto conto delle richieste del Comune di Palazzo San Gervasio e degli altri
comuni dell'ambito, chiederemo al prefetto e al questore di predisporre, all'esterno del centro di accoglienza, un presidio
fisso delle forze dell'ordine”. “Questi provvedimenti – afferma l'assessore regionale alla Salute, Attilio Martorano –
arrivano dopo un costruttivo percorso di condivisione con tutti i soggetti interessati, a partire dai comuni che sono gli enti
più direttamente coinvolti da queste problematiche ed hanno la diretta titolarità della gestione del servizio di accoglienza,
sia in forma diretta che attraverso l'affidamento a una società esterna. Siamo – aggiunge Martorano – l'unica regione del
Sud a mettere in campo, insieme ai comuni, un minimo di organizzazione dell'accoglienza per alleviare quanto più
possibile il disagio dei lavoratori stagionali immigrati e per evitare tensioni fra gli ospiti. La delibera che stiamo portando
all'approvazione della Giunta regionale è solo il primo passo di un cammino che ci porterà alla realizzazione del campo
definitivo di Protezione civile”. A concludere l'incontro il direttore generale del Dipartimento, Pierino Quinto. Quinto ha
assicurato che l'iter del provvedimento sarà rapido ed a chiesto la disponibilità di tutti i soggetti coinvolti a continuare la
collaborazione fino ad oggi intrapresa.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
102
Data:
17-06-2010
marketpress.info
ARCHEOLOGIA: RIAPRE AL PUBBLICO LA VILLA ROMANA DI PATT
I
Giovedì 17 Giugno 2010
Palermo, 17 giugno 2010 - Torna totalmente fruibile al pubblico da oggi la Villa Romana di Patti. Scoperta nel 1973
durante i lavori per la costruzione dell´autostrada Messina-palermo e portata alla luce nel corso di successive campagne di
scavo, la villa e´ stata, adesso, oggetto di lavori di messa in sicurezza e per la realizzazione della copertura dell´intero sito
archeologico. Fu edificata nel Iv sec. D.c. E venne distrutta nel corso della seconda meta´ del secolo a causa di un
fortissimo terremoto. L´assessorato regionale dei Beni Culturali ha svolto, nel corso degli anni, numerose campagne di
scavo grazie ai fondi del progetto Por Sicilia 2000-2006, campagne che si sono concluse nel 2001 con l´inaugurazione di
un piccolo Antiquarium. Una passerella pedonale sospesa, ancorata su pilastri tubolari che reggono anche un´unica grande
tettoia consente la visita senza calpestare l´area consentendo la massima visibilita´ del monumento, proteggendolo e
garantendo, contemporaneamente, la prosecuzione dei lavori di scavo e di restauro.
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NAZIONALE
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103
Data:
17-06-2010
marketpress.info
REGIONE ABRUZZO: I TRASPORTI ALL´ESAME DEL NUCLEO CONTI PUBB
LICI
Giovedì 17 Giugno 2010
L´aquila, 17 giugno 2010 - Uno stato di salute buono anche se, dal punto di vista finanziario e gestionale, permangono
alcune criticità come l´incidenza del personale e la molteplicità dei soggetti titolari di concessioni e beneficiari di
contributi. È la fotografia che ha scattato il Nucleo regionale dei Conti pubblici territoriali (Cpt) sul comparto dei trasporti
abruzzese. Se n´è parlato oggi nel corso di un convegno servito per illustrare il lavoro dell´organismo che controlla il
sistema di consolidamento dei fondi riscossi e spesi sul territorio regionale dagli enti pubblici e gli enti del settore
pubblico allargato nazionale e locale. Ogni anno il Nucleo regionale Cpt controlla la gestione di 76 enti pubblici e del
settore pubblico allargato che operano sul territorio regionale. Il Nucleo regionale fa parte della rete nazionale dei Nuclei
coordinati dall´Unità tecnica di coordinamento dal Dipartimento per le Politiche di sviluppo del Ministero. Quest´anno la
lente d´ingrandimento, come detto, è stata posta sui trasporti e il sistema di gestione è stato messo a confronto con quello
delle regioni Sardegna e Marche. L´analisi dettagliata è stata l´occasione per l´assessore Giandonato Morra per fare il
punto sulla situazione del comparto regionale. "Ci apprestiamo ad affrontare la riforma del trasporto locale - ha detto
Morra - e non siamo in ritardo tenuto conto che nell´ultimo anno proprio il settore dei trasporti è stato fortemente
impegnato nella gestione dell´emergenza terremoto. Ricordo a tutti la celerità con la quale abbiamo risolto i problemi di
mobilità dei senza tetto, degli studenti e dei lavoratori pendolari. Sulla riforma, abbiamo deciso anche di cambiare
impostazione rispetto al passato, abbandonando la consulenza di una società e costituendo un gruppo di studio composto
da dirigenti regionali che dovrà elaborare una sintesi tecnica dei problemi della mobilità regionale. Sarà poi compito della
politica trovare la migliore soluzione". Morra ha poi voluto sottolineare "la resistenza di molti enti del settore trasporti nel
dare notizie sul controllo di gestione". Sul fronte degli investimenti, l´assessore ha annunciato una spesa "di 20 milioni di
euro dei fondi Fas per il parco rotabile e l´acquisto di 58 nuovi mezzi per l´Arpa; risorse che sono state recuperate dal
taglio dei costi senza cancellare servizi".
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rassegna stampa Protezione civile 18 giugno