Desertificazione Nei Paesaggi Mediterranei: Boschi E Foreste PANORAMICA DELLE FORESTE, DEI BOSCHI E DELLE MACCHIE DEL MEDITERRANEO Land Care In Desertification Affected Areas From Science Towards Application Desertificazione Nei Paesaggi Mediterranei: Boschi E Foreste Leopoldo Rojo Serrano
Alejandro Valdecantos Dema Ramón Vallejo Série di Opuscoli: C
Número: 1
La grande varietà nella vegetazione naturale del bacino del mediterraneo è conseguenza dei gradienti d'altitudine. I tradizionali paesaggi mediterranei collinari sono caratterizzati da un mosaico di land use. Il paesaggio è stato utilizzato dalla popolazione rurale nella storia in un modo multifunzionale, con frequenti cambiamenti di land use, a seconda delle necessità socio‐
economiche. Il sovra‐sfruttamento e il degrado del suolo dipendono da diversi fattori quali: crescita demografica, aumento della domanda di legno e legname, espansione significativa del pascolo e dei campi coltivati. Il fuoco è stato impiegato nei secoli per generare e mantenere pascoli erbosi ed il combustibile è stato ottenuto dagli arbusti e dagli alberi. Il conseguente degrado di foreste e bacini idrografici ha condotto a frequenti inondazioni, causando danni catastrofici. I modelli multifunzionali di utilizzazione delle terre erano dominanti nei paesi mediterranei europei fino alla metà del ventesimo secolo. Da allora, lo sviluppo delle economie industriali ha condotto ad un processo generalizzato di abbandono rurale, ad una riduzione drastica dei pascoli e dell'estrazione di legno ed al conseguente recupero spontaneo della vegetazione naturale. Come risultato dell'aumento del carico del combustibile e della vegetazione, gli ultimi decenni hanno registrato violenti incendi nei paesaggi mediterranei. A metà del diciannovesimo secolo, gli ingegneri forestali hanno compreso la condizione di degrado in cui riversavano le foreste mediterranee, studiandone le conseguenze sull’erosione del suolo e sull'aumento delle inondazioni. La soluzione a tale problematica è stata la promozione del rimboschimento. Nel ventesimo secolo i paesi mediterranei hanno adottato vasti piani di rimboschimento. In Spagna, per esempio, gli ettari sottoposti a rimboschimento sono stati 4 milioni, circa il 9% del territorio nazionale totale e il 18% della superficie forestale potenziale. CASO STUDIO: Rimboschimento in Sierra Espuña, Murcia (Spagna meridionale) I terreni alluvionali costieri della Spagna orientale hanno subito frequenti inondazioni, causate dai flussi torrenziali defluenti dalle vicine catene montuose. La maggior parte di tali catene sono state oggetto di sovra‐sfruttamento e disboscamento, attività perseguite dalla Marina per la costruzione di navi, in particolare durante il 18esimo secolo. Nel bacino di Segura (Murcia), dopo le devastanti inondazioni dell'ottobre 1879 (761 incidenti), l’amministrazione forestale ha lanciato un progetto di rimboschimento denominato: Lavori di Difesa contro le Inondazioni nel bacino di Segura (Figure 1). L’ingegnere forestale R. Codorniu, uno dei direttori di questo progetto, nel 1889 ha registrato la totale assenza di alberi nel bacino. Il progetto è cominciato nel 1892 avviando il rimboschimento di quasi 5.000 ha, la costruzione di dighe di controllo, di fasce tagliafuoco e nursery. L’analisi delle condizioni ecologiche del sito, ha permesso l’individuazione delle specie oggetto di rimboschimento: le native conifere, Pinus halepensis, .P. nigra, P. pinaster, P. pinea e varietà acquisite quali Pinus canariensis, Acacia sp., Abies pinsapo. Nel 1902, nell’ambito del progetto, sono state prodotte circa 2 milioni di semenzali. A quei tempi, la maggior parte delle operazioni di piantagione si svolgevano manualmente e duravano quasi 30 anni! (Questo sarebbe difficile da ripetersi oggi). STRATEGIE MODERNE PER IL RECUPERO DELLA FORESTA asciutte, sono, di riflesso, le minacce principali. Ciò è accompagnato da una variazione parallela nei diversi usi delle terre incolte, da quelli incentrati sullo sfruttamento delle risorse dirette come il legname, a quelli che conferiscono priorità alle potenzialità culturali e ricreative. Di conseguenza, le strategie di recupero della foresta dovrebbero rispondere a tali esigenze, prevenendo le minacce elencate. Il recupero della terra mira ad arrestare il degrado e a promuovere la rigenerazione dell'ecosistema, cercando di ristabilire le condizioni iniziali. Principi di recupero delle terre incolte per il Mediterraneo: •
Dare priorità alla conservazione del suolo e alla regolazione dell’acqua. La perdita di terreno tramite erosione è una delle conseguenze più critiche del degrado del suolo, poiché esso rappresenta una risorsa non rinnovabile. Le azioni adottate nella conservazione del suolo (es. semine, dighe) devono essere veloci, da affettuarsi prima che le precipitazioni corrodano la superficie del suolo ed accelerino il trasporto di sedimento. •
Uso delle specie autoctone. Le specie importate normalmente necessarie non per dispongono sopravvivere a delle difese parassiti o competitors e possono costituire una minaccia per la Negli ultimi decenni le aree destinate a foreste, boschi e macchie, le cosiddette “terre incolte”, hanno subito nuove minacce. La tutela della biodiversità ed il sequestro dell'anidride carbonica rappresentano le tematiche principali nella gestione delle terre incolte; incendi e desertificazione, in condizioni climatiche biodiversità locale. Una volta impiantate, le piante non‐native possono sostituirsi a quelle autoctone rompendo i processi ecologici naturali, degradando le comunità di piante e diventando perfino invasive. •
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Conservare e promuovere la biodiversità. Il recupero effettuata dalla CEAM, dall'Università di Alicante e dal Di conseguenza, gli obiettivi principali del programma di dovrebbe contribuire a migliorare la diversità delle CIDE (CSIC). recupero sono: specie presso le terre degradate. L’area pilota di Albatera è costituita da un bacino di 25 Ripristinare il funzionamento dell’ecosistema generando Promuovere la diversità e l'eterogeneità del ettari situato in provincia di Alicante, nella Spagna sud‐
aree vegetative che contribuiscono ad un processo di paesaggio. I diversi suoli sono caratterizzati da orientale, cattura l'acqua, dei materiali e delle sostanze nutrienti una delle zone più colpite dalla sensibilità differenti sia in relazione ai rischi che alle desertificazione in Europa. A livello locale il degrado del ed al rendimento generale del territorio. capacità di ripristino degli ecosistemi. suolo è stato determinato dall'effetto sinergico di sovra‐
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Progettare il rimboschimento secondo principi anti‐
sfruttamento e usi passati ‐ pascolo, agricoltura incendio. Il ripristino dovrebbe reintrodurre le marginale, raccolta di legna ‐ e rigide condizioni componenti perse, e recuperare le funzioni ambientali, quali elevata variabilità e scarsità delle rallentate. Le procedure di ripristino devono precipitazioni (intorno ai 280 millimetri all’anno), ed dell’ecosistema, l’erosione del terreno e il danno off‐
prevedere la protezione dagli incendi. Occorre sensibilità all’erosione dei terreni. Ulteriori disturbi site. evitare le specie di successione intermedia, a causa antropici, quale terrazzamenti, strade, e canalizzazioni di dell’elevata infiammabilità di alcune delle loro acqua per l'irrigazione, hanno alterato profondamente i componenti. terreni ed il paesaggio. Aumentare gli usi multifunzionali delle foreste e la Nella zona è possibile riscontrare tre problematiche loro produttività. I cambiamenti sociali hanno principali: generato nuove richieste e sfide per le foreste. Il sequestro del carbonio, la ricreazione o i prodotti di •
Perdita delle funzioni dell’ecosistema: l'infiltrazione dell'acqua ed il ciclo nutritivo non sono apprezzari dalla società apprezza. completamente funzionali: il rendimento quindi è CASO STUDIO: Progetto dimostrativo di Albatera notevolmente ridotto. Il sistema sta registrando (Alicante, Spagna) perdite nette di risorse. •
ai passati e correnti land use: terrazzamento, esempio di collaborazione e trasferimento di tecnologia irrigazione e canalizzazione, gole e solchi da essi fra la comunità scientifica ed gli stakeholders. È stato derivati. •
Danni globali causati da inondazioni. Secondo il della Natura (Ministero dell'ambiente, Spagna), con la Piano d'Azione contro le Inondazioni elaborato nella collaborazione del Governo Regionale di Valencia. La regione di Valencia, il range Albatera‐Crevillente, che gestione del progetto è stata effettuata dal Servizio comprende l’area pilota, è uno dei punti caldi per il Forestale di Alicante e la consulenza scientifica è stata rischio di inondazione nella provincia di Alicante. stabilità e resilienza dell’ecosistema. •
Impedire l’ulteriore degrado del paesaggio e Le strategie di recupero progettate, specifiche per il luogo, atte alla realizzazione di questi obiettivi includono: •
Concentrazione sull’eterogeneità del sito mediante l’identificazione delle unità funzionali del paesaggio •
Introduzione di vegetazione, in accordo con l’eterogeneità ed i modelli spaziali naturali. •
Elusione della distanza della vegetazione attuale; per promuovere lo sviluppo spontaneo delle piante, attraverso l’applicazione di correzioni organiche nel Modelli di paesaggio profondamente alterati dovuti Il progetto dimostrativo implementato ad Albatera è un lanciato dalla Direzione Generale per la Conservazione diversità, e la progettazione di azioni specifiche per ogni unità. foresta non legnosi stanno rilanciando valori Aumentare terreno. •
Introduzione, in accordo con la vegetazione potenziale, di alberi e arbusti nativi sempreverdi caratterizzati da elevata copertura potenziale, elevata capacità di sviluppare una densa canopea ed accumulare strame, in modo da conferire una maggiore resistenza all'intero ecosistema. •
Individuare un’ampia gamma di specie da abbinare processi di desertificazione innescati da estesi e intensi alla potenziale diversità degli habitat, delle fasi di incendi violenti che, soprattutto nel luglio 1994, avevano degrado e dei fini di gestione. distrutto la vegetazione naturale della zona dominata •
Miglioramento della qualità del semenzale. dalla foresta nativa di Pinus halepensis. Il Pinus •
Miglioramento piantagione halepensis ed il Quercus ilex costituiscono le specie attraverso lo sfruttamento dei risultati delle ricerche selezionate per rimboschire la zona. La strategia di •
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dell’esito della e l’applicazione della migliore tecnologia disponibile. recupero si è basata su due elementi. In primo luogo, Specificamente, nell'ambito della corrente struttura dopo il trapianto, il Pinus halepensis ha la capacità di economica e tecnica, la sopravvivenza e lo sviluppo svilupparsi senza alcuna canopea protettiva ed il suo del semenzale possono migliorare mediante l'uso di sistema a crescita rapida e con radici forti colonizza i tecniche di raccolta dell’acqua, di protezioni per terreni spogli degli ambienti asciutti. l’albero, di piante da “balia” e correzioni organiche. Il secondo elemento è la preparazione dell’area, che mira Prevenzione del danno dovuto al crollo dei a raccogliere e conservare abbastanza pioggia nel terrazzamenti, attraverso la creazione di barriere di terreno da garantire la sopravvivenza della pianta nel vegetazione dalle radici profonde e di un’alta periodo critico della stagione asciutta. La preparazione copertura di alberi ed arbusti, per la conservazione del sito è costituita da un mosaico di piccoli bacini che del suolo. coprono l'intero pendio. Ciascuno di questi bacini (bacini Istituzione di un programma di controllo. discontinui di contorno (DCC)) è diviso in due parti: la CASO STUDIO: Il recupero sperimentale della foresta “El zona della raccolta o impluvio e la zona di infiltrazione e Picarcho”. di immagazzinaggio (Figure 3). Al giorno d'oggi, dopo 10 anni dal trapianto senza alcun La catena montuosa di El Picarcho, Murcia, Spagna, ha ospitato un progetto sperimentale di rimboschimento per combattere la desertificazione in un ambiente mediterraneo semi‐arido. È stato sviluppato dal Ministero dell'Ambiente della Spagna e dal Governo della Regione della Murcia nel quadro di Ricerca Europea e Sviluppo Tecnologico, il progetto MEDALUS III, gennaio 1996 ‐ dicembre 1998. La zona di El Picarcho è stata selezionata considerando che era dotata di un ambiente mediterraneo degradato semi‐arido (la precipitazione annuale è di 312 millimetri, PET 812 millimetri). Era necessario salvare la zona dai genere di cura selvicolturale, i tassi di sopravvivenza sono significativamente più alti e più soddisfacenti, con il 78% di sopravvivenza sui pendii regolari più bassi e il 40% di sopravvivenza sulle parti ripide superiori. La crescita media in altezza dei pini è 96 cm.
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