LC-TI 2003
Divisione della salute pubblica
Dipartimento della sanità e della socialità
del
Cantone Ticino
Rapporto d'esercizio 2003
del
Laboratorio cantonale
Istituto fondato nel 1890
Laboratorio cantonale
Via Mirasole 22
CH-6500 Bellinzona
n. tel. (0041) 091 814 61 11
n. fax (0041) 091 814 61 19
e-mail
LC-TI 2003
Abbreviazioni
AAT
Associazione Acquedotti Ticinesi
ACSI
Associazione Consumatrici della Svizzera italiana
CREV
Commissione regionale esami veleni
DA
Derrate alimentari
DFE
Dipartimento delle finanze e dell'economia
DFI
Dipartimento federale degli interni
DOC
Denominazione d'origine controllata
DON
Deossinivalenolo
DT
Dipartimento del territorio
DSS
Dipartimento della sanità e della socialità
FEAT
Federazione Esercenti Albergatori Ticino
HACCP
Hazard Analysis of Critical Control Points
HPLC
High Performance Liquid Chromatography (cromatografia liquida ad alte prestazioni)
ICM
Istituto cantonale di microbiologia
IST
Istituto scienze della terra
LC
Laboratorio cantonale
LDerr
Legge sulle derrate alimentari del 9.10.1992
MSDA
Manuale svizzero delle derrate alimentari
NC
non conforme
NENT
Centro di referenza svizzero per i patogeni enterici
OAdd
Ordinanza sugli additivi del 27.2.2002
ODerr
Ordinanza sulle derrate alimentari dell'1.3.1995
OMG
Organismo modificato geneticamente
OMS
Organizzazione mondiale della sanità
ORaP
Ordinanza sulla radioprotezione
ORI
Ordinanza sui requisiti igienici del 26.6.1995
OSG
Ordinanza sui giocattoli del 27.3.2002
OSoE
Ordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti del 26.6.1995
OUso
Ordinanza sugli oggetti d’uso dell’1.3.1995
RASFF
Rapid Alert System for Food and Feed
RSI
Radio della Svizzera Italiana
TSI
Televisione della Svizzera Italiana
SICL
Servizio d'ispezione e consulenza lattiera
SPAAS
Sezione per la protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo
UFSP
Ufficio federale della sanità pubblica
UE
Unione europea
UFC
Unità formanti colonia
UPDA-SPAAS Ufficio della protezione e della depurazione delle acque - Sezione per la protezione
dell’aria, dell'acqua e del suolo
UV
Ultravioletto
VAPKO
Associazione svizzera dei controllori ufficiali dei funghi
VKCS
Verband der Kantonschemiker der Schweiz (Associazione dei chimici cantonali svizzeri)
1
LC-TI 2003
VL
Valore limite (un alimento nel quale si verifica il superamento di uno di questi valori non è
più da considerarsi adatto al consumo in quanto pericoloso per la salute. L’alimento, di
regola, deve immediatamente essere posto sotto sequestro e distrutto)
VT
Valore di tolleranza (un alimento nel quale si verifica il superamento di uno di questi valori
è da considerarsi di qualità scadente)
2
LC-TI 2003
Indice
1. Compiti del Laboratorio cantonale
5
2. Considerazioni generali e dati d'esercizio 2003
6
2.1
2.2
2.3
2.4
Considerazioni generali
Ispettorati
Reparti analitici
Avvicendamento alla direzione dell'Istituto
6
12
13
14
Inserto: Rapporto del Chimico cantonale uscente alla Direzione del DSS
15
3. Personale
25
3.1
L'équipe
25
3.2
3.2.1
3.2.2
Collaborazioni e attività informative/formative svolte da collaboratori del LC
Partecipazione a commissioni, comitati e gruppi di lavoro
Attività informative: conferenze, interventi a trasmissioni televisive, lezioni
28
28
28
3.3
Perfezionamento professionale
30
4. Ispettorati
31
4.1
4.2
Interventi e prelievi campioni
Livello di sicurezza alimentare offerto dalle aziende alimentari del Cantone
(base: ultima ispezione)
32
32
4.3
4.3.1
4.3.2
4.3.3
4.3.4
4.3.5
4.3.6
4.3.7
Ispettorato delle derrate alimentari
Campagne ispettive
Campagne di prelievi
Interventi urgenti
Seguito dato alle non conformità riscontrate
Sequestri e distruzione di derrate pericolose o ingannevoli
Formazione continua degli ispettori DA
Corso VAPKO 2003: rapporto del Presidente di Vapko - Ticino
34
34
35
37
39
40
40
40
4.4
4.4.1
4.4.2
4.4.3
4.4.4
Ispettorato degli acquedotti
Considerazioni generali
Eventi e tematiche di rilievo
Elenco riassuntivo dei principali interventi
Seguito dato alle non conformità riscontrate
42
42
44
47
49
4.5
4.5.1
4.5.2
Ispettorato delle acque di balneazione
Stabilimenti a lago
Piscine
51
51
52
4.6
4.6.1
4.6.2
4.6.3
Ispettorato dei veleni
Dati sulle emissioni ed i rinnovi d'autorizzazioni generali e libretti veleni
Riassunto delle attività
Nuova legge sui prodotti chimici (LPChim) e il suo rapporto con la protezione del
consumatore/lavoratore
53
53
53
55
3
LC-TI 2003
5. Nuove attrezzature burotiche e di laboratorio
58
6. Attività analitiche
59
6.1
6.2
6.2.1
6.2.2
6.2.3
6.2.4
6.2.5
6.2.6
Dati statistici
Analisi microbiologiche
Introduzione
Dati epidemiologici
Annunci al LC per tossiinfezioni o intossicazioni alimentari
Adeguamento alle norme di biosicurezza
Partecipazione a controlli di qualità esterni
Organizzazione di test interlaboratorio per l'analisi dell'acqua nel Canton Ticino
59
60
60
60
64
66
66
66
6.3
6.3.1
6.3.2
6.3.3
Analisi chimiche
Reparto analisi I
Reparto analisi II
Reparto analisi III
67
68
69
70
6.4
6.4.1
6.4.2
6.4.3
6.4.4
6.4.5
6.4.6
6.4.7
6.4.8
6.4.9
6.4.10
6.4.11
6.4.12
6.4.13
6.4.14
6.4.15
6.4.16
6.4.17
6.4.18
6.4.19
6.4.20
6.4.21
6.4.22
6.4.23
6.4.24
6.4.25
6.4.26
Informazioni su singole derrate, oggetti d’uso, altro
Latte
Panna
Formaggi
Grassi ed oli commestibili
Carne e prodotti carnei
Pesci e crostacei
Cereali e prodotti cerealieri
Articoli di panetteria e biscotteria
Organismi modificati geneticamente (OMG)
Bevande speciali contenenti caffeina
Frutta
Alimenti speciali dichiarati esenti da glutine
Verdura
Funghi commestibili
Miele
Articoli di pasticceria e dolciumi
Gelati
Bevanda da tavola con succo di frutta
Acque potabili e acque minerali
Cioccolato
Vino
Bevande spiritose
Oggetti d’uso
Droghe e stupefacenti
Radon
Radioattività
Ringraziamenti
71
71
71
72
74
74
75
80
82
83
83
83
85
85
87
88
90
90
91
92
93
94
94
98
99
100
100
103
Allegato 1: natura e numero dei campioni analizzati
Allegato 2: dati sulle falde acquifere
4
104
114
LC-TI 2003
1. Compiti del Laboratorio cantonale
- Esecuzione della legislazione federale e cantonale concernente le derrate
alimentari e gli oggetti d'uso e consumo.
- Esecuzione della legislazione federale sul commercio dei veleni.
- Esecuzione del regolamento cantonale sull'igiene delle acque balneabili.
- Esecuzione della legislazione federale sulla radioprotezione per quanto
attiene la misura del Radon nei locali abitativi.
- Prestazioni di servizio analitiche per altri servizi dell'Amministrazione
cantonale, i comuni, gli enti e le aziende pubbliche, le imprese e
l'artigianato.
5
LC-TI 2003
2. Considerazioni generali e dati d'esercizio 2003
2.1 Considerazioni generali
Nei primi mesi del 2003 i collaboratori del LC sono stati impegnati nei lavori di
preparazione del trasloco, di insediamento e di riavvio delle attività nella nuova sede di
Bellinzona, inaugurata ufficialmente il 17 marzo alla presenza di numerose Autorità
federali, cantonali e comunali tra le quali, in primis, la Consigliere di Stato e Direttrice del
DSS Patrizia Pesenti, che ha pronunciato il seguente discorso.
Signore e signori,
ho il piacere di aprire questo momento inaugurale, dando il benvenuto a voi tutti, autorità
ed ospiti.
Saluto in particolare il Sindaco di Bellinzona, avv. Paolo Agustoni, e il Direttore dell’Ufficio
federale della sanità pubblica, dr. med. Thomas Zeltner.
Ci sono almeno due ragioni per sottolineare anche pubblicamente il trasferimento della
sede del Laboratorio cantonale e dell’Istituto cantonale di microbiologia.
• Primo, perché riteniamo importante far conoscere meglio ai Ticinesi i servizi garantiti
dai due istituti, che sono servizi di salute pubblica.
• Secondo, perché nella nuova sede abbiamo potenziato le attività scientifiche degli
istituti e migliorato dei servizi di salute pubblica.
Il trasferimento degli istituti era peraltro una vera necessità: gli spazi a Lugano erano
diventati troppo stretti per l’attività degli istituti. L’attività infatti è aumentata
quantitativamente e qualitativamente.
La scelta di edificare a Bellinzona è stata facilitata dalla Città che ha messo a
disposizione il terreno (8'166 mq), con un diritto di superficie per 50 anni.
L’insediamento dei due istituti rafforza il polo scientifico della Città, in parte già operativo
in particolare con l’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB), l’Istituto oncologico della
Svizzera italiana (IOSI) e il neocostituito Biopolo Ticino. Porta a Bellinzona posti di lavoro
qualificati, ad alto valore aggiunto, rafforzando la presenza in città di importanti servizi
pubblici.
I due istituti occupano infatti 92 collaboratori a tempo pieno e a tempo parziale (35 al
Laboratorio cantonale e 57 all’Istituto cantonale di microbiologia). Sono collaboratori con
competenze scientifiche specifiche, personale amministrativo e giovani in formazione.
Oggi potrete visitare quanto realizzato: qui, si è concretizzato un investimento di circa 21
milioni di franchi:
• credito di progettazione: fr. 950'000.-, approvato dal Gran Consiglio nel 1997;
• credito di costruzione: fr. 16'030'000.-, approvato nel 1998;
• credito per l’arredo tecnico: fr. 4'956'000.-, approvato nel 2000.
Laboratorio cantonale
In questa nuova sede il Laboratorio percorre una nuova fase della sua storia iniziata più
di cento anni fa: laboratorio scientifico ma anche servizio di protezione dei consumatori, di
salvaguardia della salute pubblica e di tutela dei consumatori dalle frodi.
6
LC-TI 2003
Il Laboratorio cantonale è stato fondato nel 1890 per occuparsi di garantire migliori
condizioni igieniche: 15 anni prima che entrasse in vigore la Legge federale sulle derrate
alimentari del 1905.
Non solo, nella prima metà del XX secolo il Laboratorio è stato l’attore principale della
scena scientifica ticinese: dal settore alimentare all’analisi medica, all’analisi per
l’economia agricola, all’analisi volta alla protezione delle acque senza dimenticare l’analisi
criminologica.
All’inizio del Novecento era già riconosciuto che l’igiene delle abitazioni, la salubrità degli
ambienti, la qualità dell'alimentazione determinavano in gran parte il benessere sanitario
della popolazione.
Oggi le sfide sono cambiate: siamo di fronte a sempre nuovi rischi. In particolare quelli
derivanti dalla tecnologia alimentare e dall’evoluzione dei consumi. Rischi alimentari e
frodi sono acuiti dalla circolazione delle derrate alimentari in un mercato ormai globale. Il
compito del Laboratorio si fa più complesso, ma anche più interessante.
Il Laboratorio cantonale lavora per i consumatori e le associazioni di consumatori.
Diffonde una cultura di prevenzione, promuove la salute e la sicurezza. Il suo contributo è
insostituibile per migliorare la qualità della vita sul territorio.
In questi spazi sono inseriti anche i laboratori chimici di altri dipartimenti: il Servizio di
ispezione e consulenza lattiera (SICL) del Dipartimento delle finanze e dell'economia
(DFE) e i laboratori della Sezione per la protezione dell’acqua, dell’aria e del suolo del
Dipartimento del territorio (DT). Una scelta di integrazione operativa che favorirà l’azione
interdipartimentale, in un’ottica di collaborazione e anche di uso parsimonioso delle
risorse dello Stato.
La stretta collaborazione con l’Ufficio federale della sanità pubblica e con gli altri 19
Laboratori cantonali, con i laboratori della Lombardia, con Istituti universitari svizzeri ed
esteri e, naturalmente, con servizi cantonali, inserisce il Laboratorio cantonale nella
ricerca, nella formazione e nella divulgazione.
Istituto cantonale di microbiologia
Nel 1964 è nato come "gemmazione" del Laboratorio cantonale l’Istituto
batteriosierologico ed ha ripreso l’analisi medica che per oltre mezzo secolo era stata
gestita da un reparto del Laboratorio cantonale.
L’Istituto ha recentemente cambiato denominazione - Istituto cantonale di microbiologia.
Un nome che riflette meglio l’attività svolta nei diversi settori dell’Istituto. L’attività si
estende oggi all’analisi di virus, parassiti e miceti e all’analisi ambientale.
L’Istituto cantonale di microbiologia svolge quattro importanti servizi pubblici: l’analisi
batteriologica, l’insegnamento, l’attività peritale e la ricerca.
Il suo compito principale è quello di svolgere l’analisi microbiologica medica per gli
ospedali pubblici, le cliniche e gli ambulatori medici privati e di attuare la sorveglianza
epidemiologica tramite la diagnosi delle malattie trasmissibili dell’uomo. Un compito di
evidente importanza per la salute pubblica.
Con l’insediamento a Bellinzona l’Istituto cantonale di microbiologia intende esplorare
nuove collaborazioni con il polo scientifico, in particolare con l’Istituto di ricerca in
biomedicina.
La concentrazione di centri di ricerca favorisce l’incontro e il dialogo fra ricercatori di
discipline scientifiche nell’interesse di un ulteriore sviluppo, ma crea anche quella massa
critica necessaria ad una ricerca ad alto livello.
Come Dipartimento, ci preme sottolineare che i due istituti svolgono un importante ruolo
anche nella formazione di personale scientifico in Ticino: dagli apprendisti laboratoristi ai
dottorandi. L’abbinamento fra formazione e ricerca "mette in rete" gli istituti ticinesi con
l’evoluzione scientifica a livello nazionale e internazionale.
7
LC-TI 2003
Si può dire che il Ticino coniuga innovazione e progettualità e partecipa a pieno titolo
all’attività scientifica.
Il Laboratorio cantonale e l’Istituto cantonale di microbiologia sono tasselli importanti di
queste attività.
Due opuscoli
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha voluto sottolineare questo momento
inaugurale con la pubblicazione di due opuscoli. Si è voluto coniugare scientificità e
divulgazione, per far conoscere meglio i compiti degli Istituti agli addetti ai lavori ma anche
al grande pubblico.
Perché la tutela della salute presuppone la partecipazione responsabile del cittadino: chi
è ben informato può meglio proteggersi dai rischi.
Ringraziamenti
•
A coloro che hanno progettato, edificato e realizzato in tutte le sue componenti questo
nuovo stabile di proprietà del Cantone.
• A quanti hanno assicurato il trasferimento degli istituti senza interruzioni delle attività e
dei servizi.
• Ai collaboratori della Divisione della salute pubblica, della Sezione della logistica, ai
dirigenti degli istituti che hanno accompagnato questo progetto nelle varie fasi.
• Ai dirigenti, alle collaboratrici e ai collaboratori degli Istituti che sono quotidianamente i
protagonisti di questi servizi pubblici.
Patrizia Pesenti
In considerazione dell'importanza e dell'unicità dell'evento, per ragioni d'ordine storico
riportiamo inoltre il testo del discorso tenuto in quell'occasione dal Chimico cantonale e
direttore del Laboratorio cantonale.
Un cordiale benvenuto a tutti!
Eccoci nuovamente a Bellinzona. Nel corso della sua lunga storia, iniziata nel 1890 a
Lugano, e per un breve periodo - dal 1906 al 1911 - il Laboratorio cantonale è infatti già
stato attivo in questa Città, negli spazi del laboratorio di merceologia della Scuola
cantonale di Commercio. Da Lugano torna ora definitivamente a Bellinzona insieme con i
colleghi ed amici dell'Istituto cantonale di microbiologia, nato nel 1964 da un settore del
Laboratorio cantonale e che con noi, da sempre, operava nello stabile di Via Buffi 6 a
Lugano.
La realizzazione della moderna struttura che stiamo inaugurando, dopo un lunghissimo e
scoraggiante iter conclusosi il 26 giugno 1997 con l'approvazione del credito di
progettazione da parte del Gran Consiglio, è stata possibile grazie al dinamismo e alla
risolutezza dell'allora direttore del Dipartimento delle opere sociali Pietro Martinelli.
L'edificazione vera e propria è invece stata avviata nel 2000 dall'attuale responsabile del
DSS Patrizia Pesenti, che l'ha portata felicemente a termine. A entrambi, come pure al
direttore della Divisione della salute pubblica Dr. Giovanni Petazzi che ha seguito da
vicino tutte le fasi del progetto, esprimo i più vivi ringraziamenti, anche a nome di tutti i
miei collaboratori.
8
LC-TI 2003
Questo importante passo ci permetterà di continuare, in maniera molto più agevole e
razionale, a svolgere i nostri compiti istituzionali tra i quali, in primo luogo, vi è quello di
garantire alla popolazione un buon livello di sicurezza alimentare e di tutela dalle frodi.
Questi compiti, come tutti probabilmente saprete, vengono svolti attraverso delle verifiche
ispettive che toccano circa 4500 attività del settore (acquedotti, industrie alimentari,
produzioni artigianali, grossisti, grande distribuzione, commerci, mercati, esercizi pubblici,
mense, ecc.) coadiuvate da approfondite indagini di laboratorio effettuate su campioni
prelevati sul fronte di vendita e, se necessario, risalendo tutta la filiera produttiva fino alla
produzione primaria. Parallelamente, sempre in applicazione della legislazione federale in
materia, il Laboratorio cantonale si occupa della verifica della conformità dei cosmetici e
di altri oggetti d'uso quali stoviglie, materiali di imballaggio per alimenti, giocattoli, ecc.
Altre attività importanti sono quelle relative ai contaminanti "indoor", in particolare con la
misura e la gestione della concentrazione del radon nelle abitazioni, settore nel quale il
Ticino ha svolto opera da pioniere. Siamo inoltre incaricati del controllo del commercio dei
veleni e, in base alla legislazione sanitaria cantonale, della verifica della qualità igienico microbiologica delle acque di piscine e spiagge organizzate. Infine, e sta crescendo in
importanza, vi è quella delle analisi forensi degli stupefacenti tra le quali, di estrema
attualità, il dosaggio del THC su campioni di cannabis prelevati dalla Polizia e dalla
Magistratura. Il quadro di tutela della Salute pubblica è poi completato dall'indagine sui
casi di tossinfezioni di origine alimentare.
Una descrizione dettagliata del nostro lavoro con i relativi dati d'esercizio sono riportati
nell'opuscolo allestito per questa importante occasione e destinato alla popolazione
ticinese, alla quale - attraverso una serie di "flash" molto schematici - abbiamo voluto
spiegare in modo accessibile e il più possibile oggettivo i vari aspetti e le problematiche
delle derrate alimentari fondandoci, da un lato, sulle notevoli conoscenze scientifiche di
cui dispone l'équipe dell'Istituto e, dall'altro, sull'esperienza "al fronte" acquisita nel corso
di 113 anni di attività. L'informazione del consumatore è per noi una priorità che
intendiamo intensificare e sviluppare in più direzioni.
Il nostro equipaggiamento scientifico, già di primo ordine, è poi stato notevolmente
potenziato con l'acquisto di tecnologie di punta quali un apparecchio di cromatografia
liquida ad alta pressione accoppiata a spettrometria di massa (HPLC-MS/MS),
indispensabile per la detezione ed il dosaggio di antibiotici e loro metaboliti negli alimenti
d'origine animale, uno spettrometro d'emissione a plasma (ICP-OES) che sul campione
permette la determinazione simultanea di una sessantina di elementi chimici e,
completamente nuova, un'intera unità di laboratorio dedicata alla misura dell'attività dei
radionuclidi negli alimenti e in campioni ambientali. Quest'unità è equipaggiata con un
scintillografo per la misura delle radiazioni alfa e beta e con uno spettrometro gamma con
detettore al germanio, criostatato autonomamente e quindi pronto, 24 ore su 24, ad
essere utilizzato. Negli spazi a disposizione abbiamo inoltre potuto ottimizzare la logistica
ed i flussi operativi della microbiologia e dell'analitica genetica.
Il poter disporre di questi nuovi spazi e di una rete informatica moderna ci permetterà
inoltre di ultimare i lavori di preparazione all'accreditamento dell'Istituto, operazione che,
per motivi di logistica e di strutture obsolescenti, sarebbe stata improponibile nel vecchio
e compresso stabile di Lugano.
Il nostro trasferimento da Lugano, che al momento della decisione aveva sollevato
qualche vivace mugugno al nostro interno (peraltro risoltosi con l' insediamento in questa
bella e luminosa sede) è stato voluto congiuntamente dalla Direzione di allora del
Dipartimento e dal Sindaco della città avv. Agustoni che, dopo la felice operazione
9
LC-TI 2003
dell'Istituto di Ricerca in Biomedicina e ponendosi obiettivi ambiziosi, vedevano la
possibilità di creare a Bellinzona una "massa critica" di scientifici che, grazie alla vicinanza
geografica, avrebbe potuto produrre frutti interessanti favorendo l'instaurarsi di valide
collaborazioni e sinergie e avviando promettenti attività di ricerca in pool. A questo scopo,
con una mossa determinante, la Città decise avvedutamente e generosamente di mettere
a disposizione dello Stato, a titolo gratuito per 50 anni, il terreno di costruzione.
Per quanto ci concerne, restando fedeli al nostro mandato e rispettando il principio di
utilizzare al meglio tutte le risorse e le energie di cui disponiamo, abbiamo voluto seguire
questa linea direttrice cercando pragmaticamente e realisticamente le occasioni più
immediate per incrementare la nostra efficacia e, nell'ambito dell'Amministrazione
cantonale, per favorire la collaborazione con i servizi a noi più vicini per mandato o per
attività svolte. In questo ambito abbiamo ospitato nei nostri nuovi spazi, ed è già
operativo, il Servizio di ispezione e consulenza lattiera col quale da anni lavoriamo in
perfetta sintonia. La sua vicinanza fisica non potrà che migliorare la collaborazione. Un
locale e qualche metro quadrato del tetto sono invece stati messi a disposizione della
Sezione per la sorveglianza della radioattività dell'Ufficio federale della sanità pubblica
che, nell'ambito della rete RADAIR, vi ha istallato strumenti e sonde per il monitoraggio
della radioattività nel pulviscolo atmosferico e della concentrazione dello Jodio-131
nell'aria, misurazioni importantissime per poter intercettare in tempo reale improvvisi
incrementi dei valori dovuti ad incidenti o esplosioni nucleari, avvenuti anche a grandi
distanze. Sono inoltre a buon punto i lavori preparativi all'integrazione operativa nel nostro
Istituto dei laboratori di analisi ambientali della Sezione per la protezione dell'aria,
dell'acqua e del suolo che permetterebbe ai due servizi di allargare notevolmente i
rispettivi campi di indagine e una gestione più razionale e quindi economica dei mezzi
disponibili. Questi sono i primi e tangibili risultati.
Poco sembra invece succedere nell'ambito meno evidente delle opportunità di ricerca in
comune. La "massa critica" di scientifici presente a Bellinzona, almeno per ora, appare
come un insieme di "masse subcritiche" isolate che, per ovvie ragioni di statuto, di campo
di attività, di specializzazione, di struttura organizzativa e di obiettivi, difficilmente potranno
avvicinarsi spontaneamente per entrare in "criticità", dando avvio a quel biopolo
bellinzonese di ricerca di cui molto si parla. Purtroppo e nonostante l'elevato livello
scientifico il nostro Istituto non dispone di margini operativi per svolgere ricerche che non
siano strettamente collegate e finalizzate al proprio campo d'attività, collaborando quindi
di preferenza con facoltà universitarie e istituti a noi più vicini per interessi e campo
d'indagine. Siamo comunque aperti, nel limite del possibile, a mettere a disposizione tutto
il nostro know how analitico e le nostre attrezzature a colleghi operanti in altri istituti del
Cantone. Premessa importante per questo primo e più semplice modo di interagire è che
venga allestito un catasto dettagliato delle risorse e delle capacità presenti in ognuno
degli istituti, individuando le più naturali opportunità di collaborazione e, se del caso,
favorendole.
Per quanto poi concerne le svariate attività di ricerca disseminate nell'ambito
dell'Amministrazione, anche per ragioni di trasparenza e in accordo con i principi del new
public management sarebbe a mio avviso opportuno regolamentarle e porle sotto la
supervisione di un comitato scientifico indipendente, di nomina politica, che valuti in
senso lato l'interesse pubblico dei singoli progetti, ne calcoli i costi effettivi per lo Stato e,
una volta concesso il nulla osta e i relativi finanziamenti, ne verifichi l'esecuzione ed i
risultati.
10
LC-TI 2003
Concedetemi infine di ringraziare calorosamente chi ha progettato questo elegante e
funzionale edificio - gli architetti Tito Lucchini e Roberto Marcon - e tutti coloro che hanno
contribuito con impegno e cordiale disponibilità alla sua realizzazione: dal capo-progetto
Matteo Ferrari ai colleghi della Sezione della logistica, in particolare gli architetti Pozzi,
Burini e Falconi, e infine gli arch. Molteni e Maggetti della direzione lavori.
Un grazie sentito e riconoscente vada poi a tutti i collaboratori del Laboratorio cantonale
che in un perfetto spirito d'équipe hanno affrontato attivamente e costruttivamente
l'insediamento nei nuovi spazi.
Mario Jäggli
Nel corso della cerimonia, come sottolineato poco sopra nel discorso della Direttrice del
DSS, è poi stato presentato e distribuito un opuscolo - interamente redatto dalla nostra
équipe - destinato a illustrare al pubblico, attraverso le nostre attività, le varie
problematiche concernenti la sicurezza e l'"onestà" delle derrate alimentari e degli oggetti
d'uso. Il documento è scaricabile dal sito del Laboratorio cantonale www.ti.ch/laboratorio.
Se da un lato il trasloco nella nuova sede ha prodotto motivazione e una nuova voglia di
fare nel personale dell'Istituto, dall'altro ha comportato un inevitabile calo momentaneo
della produttività di taluni reparti che, dopo la riorganizzazione logistica, a metà marzo
hanno potuto riprendere l'attività a pieno regime.
Le numerose campagne effettuate non hanno peraltro evidenziato situazioni di particolare
gravità. Una novità derivante dagli accordi bilaterali sono state le segnalazioni di
importazioni nel nostro Cantone di partite di alimenti "a rischio" pervenuteci dall'Ufficio
federale della sanità pubblica (UFSP) tramite il Rapid Alert System for Food and Feed
dell'UE. Queste segnalazioni hanno comportato, oltre ad interventi urgenti, l'intimazione di
misure cautelative e, in un caso, l'emissione di una messa in guardia pubblica dei
consumatori.
Dopo gli scandali "antibiotici" degli anni scorsi che hanno coinvolto la polleria e le
crevettes cinesi e del sud-est asiatico, ecco esplodere ad inizio anno un nuovo allarme:
quello della SARS, una forma di polmonite virale atipica di probabile origine animale
(zibetto) che si è trasmessa all'uomo causando una mini-epidemia in Cina, con uno
strascico di casi mortali anche in altri paesi. Sebbene non fosse in questione il consumo
alimentare di carne - l'infezione veniva infatti trasmessa per contatto tra persone - si pone
comunque nuovamente e drammaticamente il problema della trasmissione di virus dagli
animali all'uomo e dal conseguente potenziale di rischio sanitario rappresentato da
diverse forme industriali di allevamento del bestiame da macello, talvolta estremamente
barbare e crudeli.
11
LC-TI 2003
2.2 Ispettorati
Oltre agli interventi nell'ambito del sistema Rapid Alert europeo, di cui si è parlato poco
sopra, nel corso dell'anno non vi sono state situazioni inattese o campagne ispettive
concertate a livello nazionale, come era invece accaduto nel 2002. L'attività, oltre alla
sistemazione dei casellari e relativi archivi nei nuovi spazi, si è quindi concentrata sui
controlli di routine.
L'effetto del periodo del trasloco sul numero delle ispezioni, come pure su quello dei
campioni prelevati, risulta in modo evidente dalla lettura dal grafico seguente: per le prime
il calo è infatti stato del 8.5% e per i secondi del 14.5%.
Ispettorati: controlli ispettivi e campioni prelevati
3000
8000
5000
1500
4000
3000
1000
500
ispezioni
2000
campioni
1000
anno
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2002
2000
1998
1996
1994
1992
0
1990
0
1988
n° ispezioni
6000
2000
n° campioni prelevati
7000
2500
LC-TI 2003
2.3 Reparti analitici
Con i nuovi spazi il LC ha inoltre potuto dotarsi di ulteriori e modernissimi
equipaggiamenti scientifici tra i quali un sistema HPLC-MS-MS che permette, tra l'altro, il
dosaggio dei metaboliti di antibiotici nelle derrate d'origine animale e un apparecchio ICPOES, che sul singolo campione permette la determinazione quantitativa simultanea di
una sessantina di elementi chimici. Si è inoltre potuto allestire ed equipaggiare un nuovo
reparto "Radioattività" per la misura dell'attività dei radionuclidi nelle derrate alimentari e
in campioni ambientali. La necessità di disporre di una simile unità al sud delle Alpi era da
anni auspicata da vari uffici federali ed in particolare dall'Ufficio federale della sanità
pubblica. Sebbene la messa a punto operativa di questi sistemi abbia richiesto notevole
impegno anche in ore lavorative, il numero di campioni analizzati dai reparti analitici ha
potuto essere mantenuto sui livelli dell'anno precedente, come risulta dai due seguenti
grafici. Particolare importanza nel corso dell'anno ha avuto l'analisi di canapa e prodotti
alla canapa per conto della Magistratura.
Campioni analizzati
2500
2000
10000
9000
8000
7000
1500
6000
5000
4000
3000
1000
n°campioni
valore analisi
2000
1000
0
500
2002
2000
1998
1996
1994
1992
1990
1988
0
n° campioni
Provenienza campioni
12000
11000
10000
9000
8000
7000
6000
5000
4000
3000
2000
1000
0
1998
1999
2000
2001
2002
2003
ispettorato derr. alimentari
ispettorato acquedotti
ispettorato balneazione
da enti pubblici e privati
dosimetria Radon
13
Valore analisi [migliaia di franchi]
n° campioni
13000
12000
11000
LC-TI 2003
2.4 Avvicendamento alla direzione dell'Istituto
Nel corso del mese di gennaio 2004 il Consiglio di Stato ha nominato il Dr. Marco Jermini
alla funzione di Chimico cantonale e Direttore del Laboratorio cantonale, con decorrenza
il 1° maggio 2004.
Succederà all'ing. Mario Jäggli, responsabile dell'Istituto dal gennaio 1989 e che a fine
aprile entrerà al beneficio della pensione per raggiunti limiti di età.
E' per questa ragione che, di seguito, si è ritenuto opportuno inserire il resoconto
conclusivo del suo quindicennio a capo del LC, redatto all'indirizzo della Direzione del
Dipartimento della sanità e della socialità.
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LC-TI 2003
3. Personale (al 31.12.03)
3.1 L'équipe
direzione
Ing. Mario Jäggli
Ing. Michele Ceschi
chimico cantonale e direttore
chimico cantonale aggiunto
e direttore aggiunto
Dolores Vanini
Francesca Ottino-Falco
Maria Padula
segretaria aggiunta
funzionaria amministrativa al 50%
funzionaria amministrativa al 50%
ispettorati
Dott. Renzo Badiali
responsabile ispettorati
ispettorato derrate alimentari ed esercizi pubblici
Siro Lepori
Renato Carbonetti
Egidio Grossi
Lorenzo Olgiati
Annelies Hirsbrunnercontrollore DA al 50%
ispettore-capo DA
ispettore DA
ispettore DA
controllore DA
ispettorato acque - veleni
Lorenzo Quirici
ispettore acque e responsabile
sistemi informatici
ispettore veleni
Fiorenzo Valli
laboratorio
reparto di microbiologia
Dott. Marco Jermini
Fabio Domeniconi
Tania Travella Meli
Chiara Bravi
Vera Rusca
Carmine Di Domenico
Linda Olssen
responsabile reparto
laboratorista-capo
laboratorista al 50%
laboratorista al 50%
apprendista
apprendista
apprendista dal 1.9.03
25
LC-TI 2003
reparto analisi I
Ing. Marco De Rossa
Mauro Bordoni
Birgit Akkerman
Moïse Tschanen
responsabile reparto
laboratorista-capo
laboratorista
laboratorista
Vittorio Anzini
Davide Antonini
Giusi Di Giorgio
Enea Korell
Gregory Paini
laboratorista dal 1.5.03
apprendista
apprendista
apprendista
apprendista dal 1.9.03
reparto analisi II
Ing. Michele Ceschi
Morenos Macchi
Bernardo Hubrecht
responsabile reparto
laboratorista
laboratorista
reparto analisi III
Dott. Sergio Montorfani
Dott. Claudio Valsangiacomo
Jwan Goll
responsabile reparto al 50%
responsabile reparto al 50%
laboratorista
Servizi tecnici
Stefano Moresi
Luigi Montini
custode-inserviente
inserviente
Avvicendamenti, promozioni, cariche, diplomi e riconoscimenti:
- il 1° marzo l'ispettore-capo Siro Lepori, esperto micologo e presidente di VAPKO Ticino
è stato nominato presidente centrale della VAPKO Svizzera. Questa nomina
rappresenta un alto riconoscimento della competenza e delle capacità di questo
collaboratore.
- il 1° maggio il signor Vittorio Anzini è stato assunto come laboratorista in chimica.
- il 14 maggio a Moise Tschanen è stato conferito il premio Brentani per il miglior risultato
d'esame di fine tirocinio per la professione di laboratorista in biologia. Riconoscimento
che si aggiunge a quelli già ottenuti durante la sua formazione professionale di
laboratorista in chimica.
- il 1° settembre la signorina Linda Olssen ha iniziato l’apprendistato di laboratorista in
biologia.
- il 1° settembre il signor Gregory Paini ha iniziato l’apprendistato di laboratorista in
chimica.
26
LC-TI 2003
- il 24 ottobre il Dr. Sergio Montorfani, dopo aver superato brillantemente i relativi esami
presso la Fachstelle Radon dell'UFSP, ha ottenuto il certificato federale di "Radon
Sachverständiger" (specialista di Radon), diploma che lo inserisce nella esigua e
qualificata rosa di questi esperti svizzeri.
- il 30 novembre la signora Luisita Mottini-Martinetti, ispettrice acque, è entrata al
beneficio della pensione. La signora Mottini-Martinetti è entrata al LC il 16.8.1972 quale
laboratorista in chimica per poi essere nominata, nel 1992, ispettrice acque. La signora
Mottini-Martinetti è stata una preziosa ed affidabile collaboratrice, da sempre impegnata
nell'ambito del controllo delle acque potabili e in particolare nella loro analisi
microbiologica e chimica. Alla signora Mottini-Martinetti porgiamo i migliori auguri di
poter godere a lungo e in buona salute gli anni di libertà che l'aspettano.
- il 14 gennaio 2004 a Zurigo il Dr. Marco Jermini ha superato con successo l'esame
finale di abilitazione, conseguendo così il diploma federale di "Chimico delle derrate
alimentari", indispensabile per poter accedere alla carica di chimico cantonale. Ci
congratuliamo vivamente con il Dr. Jermini, oltre che per il brillante esito, per l'impegno
profuso nella preparazione e nell'esecuzione - parallelamente all'attività professionale
nell'Istituto - dei diversi e non facili lavori pratici richiesti dalla specifica ordinanza.
27
LC-TI 2003
3.2 Collaborazioni e attività
collaboratori del LC
informative/formative
svolte
da
3.2.1 Partecipazione a commissioni, comitati e gruppi di lavoro
- Assemblee plenarie VKCS, 4 giornate (Jäggli)
- Gruppo di lavoro "Information" - VKCS, 3 sedute (Jäggli)
- Gruppo di lavoro misto "AOP/IGP"- UFAG/VKCS, 2 sedute (Jäggli)
- Regionalsitzung VKCS Zentralschweiz-Tessin (Gottardo), 3 giornate (Jäggli)
- ERFA - Regio VKCS, 2 giorni (Jäggli)
- Commissione ad hoc "Fumo passivo", 3 sedute (Jäggli)
- Gruppo di lavoro interdipartimentale "Anno internazionale dell'acqua dolce", 2 sedute
(Jäggli)
- Commissione di vigilanza SICL, 1 seduta (Jäggli)
- Gruppo di lavoro DEF, ACSI, Sez. agr., DOC, ATNV, LC "Vini ticinesi", 2 sedute (Jäggli)
- Commissione "Marchio Ticino", 1 seduta (Jäggli)
- Comitato Associazione Acquedotti Ticinesi (AAT), 2 sedute (Jäggli)
- Gruppo di lavoro AAT "Corso sorveglianti acquedotti", 3 sedute (Jäggli, Quirici)
- Gruppo di lavoro integrazione laboratori SPAAS, 3 sedute (Jäggli)
- Comitato "Fourchette verte", 1 seduta (Badiali)
- Gruppo ERFA di lavoro microbiologia ERFA Mikro, 3 sedute (Jermini, Valsangiacomo)
- Gruppo di lavoro ICMSF (Commissione internaz. per la sicurezza microbiologica degli
alimenti), 4 giornate (Jermini)
- Comitato ATEA, 1 seduta (Jermini)
- Consiglio centrale VAPKO, 3 giornate (Lepori)
- Gruppo di lavoro "Revisione statuti GSG", 2 giornate (Valli)
3.2.2 Attività informative: conferenze, interventi a trasmissioni radiotelevisive,
lezioni
Conferenze
- L'arsenico in alcune acque potabili del Ticino, pomeriggio di studio Associazione
Acquedotti Ticinesi, Bellinzona (Jäggli)
- Il Laboratorio cantonale, visita Associazione ticinese dei chimici al LC, Bellinzona
(Jäggli)
- La legislazione sulle derrate alimentari penalizza i piccoli produttori? Quale equilibrio fra
la protezione del consumatore e la salvaguardia dei prodotti tradizionali?, ACSI comitato allargato, Giubiasco (Jäggli)
- Il Laboratorio cantonale, visita Lyons club Bellinzona al LC, Bellinzona (Jäggli)
- Acque potabili e loro protezione, giornata VSA, SUPSI Trevano (Jäggli)
- La sicurezza degli alimenti dall'antichità ad oggi, Tavola rotonda organizzata da
"Fourchette verte", Lugano (Badiali)
- Le norme svizzere in materia di cosmetici, giornata organizzata dalla Società italiana di
chimica e scienze cosmetologiche, Milano (Badiali)
- Problematica del Radon, presentazione per specialisti PAC, Rivera (Valsangiacomo)
28
LC-TI 2003
- Gli OMG, serata publica rete MAISS, Bellinzona (Valsangiacomo)
- L'acqua come bene di prima necessità, serata Anno internazionale dell'acqua
organizzata dal Comune, Morbio inf. (Quirici)
- L'acqua: sorvegliata speciale, serata ACLI, Lugano (Quirici)
Partecipazione a trasmissioni radiotelevisive
- Vini ticinesi DOC, intervista trasmissione "Il quotidiano" TSI (Jäggli)
- Dibattito sui vini ticinesi (partecipanti: Bazzi, Brivio, Jäggli, Petralli, Valsangiacomo),
trasmissione "Matrioska", Teleticino
- Problemi vini ticinesi, trasmissione "Falò" TSI (Jäggli)
- Anno internazionale dell'acqua: acque potabili, trasmissione Atlantis, TSI (Jäggli,
Quirici)
- Attività del Laboratorio cantonale, trasmissione "Usi e consumi", RSI (Jäggli)
- Il petrolio, trasmissione, Rete 3 RSI (Jäggli)
- Indicazioni sul paese d'origine degli alimenti, trasmissione "Il quotidiano" TSI (Jäggli)
- Acque minerali, trasmissione "Usi e consumi", RSI (Jäggli)
- Paté di tofu al botulino, intervista trasmissione "Il quotidiano" TSI (Jäggli)
- Speziallebensmittel, intervista DRS (Jäggli)
- La balneabilità nei laghi e nelle piscine, trasmissione "Usi e consumi", RSI (Badiali)
- Conservazione delle derrate alimentari, trasmissione "Usi e consumi", RSI (Jermini)
- OGM, alimenti transgenici, trasmissione "Yoyo", RSI (Valsangiacomo)
- ABC dei rishi alimentari, trasmissione "Usi e consumi", RSI (Valsangiacomo)
- Radioattività nei funghi, Radio 3iii (Valsangiacomo)
- Acqua potabile, trasmissione "Metropolis" Rete 3 RSI (Quirici)
- Tematica: carenza d'acqua, Radio 3iii (Quirici)
Attività didattiche
- Sostanze utilizzate nel trattamento delle acque, lezione corso CREV, Lugano-Canobbio
(Jäggli)
- La Polizia degli alimenti, lezione Scuola di Polizia, Giubiasco (Jäggli)
- Corso "Legislazione DA" per gli apprendisti del LC, Monte Ceneri (Jäggli, Lepori,
Quirici)
- Esami controllori VAPKO , Monte Ceneri (Jäggli, Lepori)
- Corso di laboratorio in mcrobiologia degli alimenti, OMS Almaty (Jermini)
- Legislazione internazionale e gestione del rischio alimentare, Università di Messina
(Jermini)
- Commissione d’esami di fine tirocinio laboratoristi in chimica, 4 giornate, Trevano (De
Rossa, Bordoni)
- Corso controllori VAPKO, 3 giornate (Bordoni)
- Funghi, 1 lezione alla Scuola esercenti, Lugano (Lepori)
- Esami igiene corsi GastroTicino/FEAT 5 giorni, Lugano (Domeniconi)
- Igiene alimentare - HACCP, corsi GastroTicino/FEAT e SSAT, 32 mezze-giornate,
Lugano (Domeniconi)
- Igiene alimentare - HACCP, corsi GastroTicino/FEAT per futuri esercenti, 5 giornate,
Lugano (Carbonetti, Grossi)
- Legislazione sui veleni, lezione corso CREV, Lugano-Canobbio (Valli)
- Legislazione sui veleni, lezione Scuola di Polizia, Giubiasco (Valli)
- Legislazione sui veleni, ISPFP, Lugano (Valli)
29
LC-TI 2003
- Caratterizzazione dei veleni per i docenti, Scuole medie Besso (Valli)
- Caratterizzazione dei veleni, SPAI Biasca (Valli)
- Lezione sperimentale sui veleni per docenti professionali, SPAI Trevano (Valli)
3.3 Perfezionamento professionale
Oltre ai numerosi corsi offerti al personale dell’Amministrazione cantonale dall’Ufficio per
il perfezionamento professionale degli impiegati e seguiti da diversi collaboratori del LC,
sono stati frequentati:
- Giornata "GUB, GGA" , VKCS, Olten (Jäggli)
- Assemblea AAT - Manno (Jäggli)
- Giornata "Rückverfolgbarkeit", VKCS - Ittigen (TG) (Jäggli)
- Formation continue isp.DA, VKCS, Locarno-Muralto (Jäggli, Badiali, Lepori, Carbonetti,
Grossi, Olgiati, Quirici)
- Visita all'Istituto alpino di fitofarmacologia, Olivone (Jäggli, Ceschi, De Rossa)
- Cerimonia di chiusura "Anno internazonale dell'acqua", Sorengo (Jäggli)
- Conferenza Prof. Pfeifer "La presenza di arsenico naturale in alcune acque sotterranee
del Ticino", SUPSI Trevano (Jäggli, Badiali, Quirici, Moresi)
- Conferenza Dr. Barbieri "Acque sotterranee e superficiali", SUPSI Trevano (Jäggli,
Badiali, Quirici, Moresi)
- Acrylamid in Lebensmitteln, Zurigo (Ceschi, De Rossa)
- Giornata "Disinfestazione", Federazione Svizzera Disinfestatori, Berna (Badiali)
- Corso di investigazione epidemiologica di casi di malattie alimentari, UFSP/HSW, Zurigo
(Jermini)
- Corso sulla tecnica ELISA nel monitoraggio di allergeni, R-Biopharm, Zurigo (Jermini)
- Giornata "Gestione del rischio alimentare", SGLH, Zurigo (Jermini)
- Aggiornamenti sul diritto alimentare in Svizzera, giornata FIAL, Berna (Jermini)
- "Rückstands -Toxikologie & -Analytik", UNI-ZH, Zurigo (De Rossa)
- Giornata "Asbest und PCB in Gebäuden", SGA, Fribourg (Montorfani)
- Giornata "Mesures BSE lors de la découpe de la viande", Unità BSE/UFSP, Spiez
(Montorfani)
- "Radon Forum", UFSP, Luzern (Montorfani)
- "Informationstag Radon", UFSP, Luzern (Montorfani)
- Corso "Spettrometria gamma", Bächli Instruments, Villigen (Valsangiacomo)
- Corso di radioprotezione, Paul Scherrer Institut, Villingen (Valsangiacomo)
- Conferenza "Pericoli naturali: piattaforma nazionale PLANAT", SUPSI Trevano (Quirici,
Moresi)
- Conferenza "L'energia pulita delle Alpi: la nuova legge sull'utilizzo delle acque", SUPSI
Trevano (Quirici)
- Giornata "Nuove direttive W3i e W/TPW 126", Atts, SUPSI Trevano (Quirici)
- Pomeriggio "Rete info amianto", Bellinzona (Valli)
- Riunione di primavera GSG, Mendrisio (Valli)
- Giornata "SDS", GSG Olten (Valli)
30
LC-TI 2003
Corso 2003 di formazione continua degli Ispettori delle derrate alimentari della
Svizzera latina
Locarno - Muralto 29 e 30 ottobre 2003
Gita del Laboratorio cantonale a Robiei
11 settembre 2003
31
LC-TI 2003
4. Ispettorati
_______________________________________________________________________
4.1 Interventi e prelievi campioni
_______________________________________________________________________
Controllo
periodico
Ispettorato derrate alimentari
Ispettorato acquedotti
Ispettorato acque balneazione
Dosimetria Radon
Totale
Verifica
misure
intimate
140
0
0
0
140
1568
36
100
0
1704
Emergenze
2
5
0
0
7
Altro
Totale
interventi
83
20
0
0
103
1793
61
100
0
1954
Totale
campioni
prelevati
1494
782
1035
104
3415
4.2 Livello di sicurezza alimentare offerto delle aziende alimentari del
Cantone (base: ultima ispezione)
_______________________________________________________________________
Tabella riassuntiva
Categoria di attività
Risultati per categoria (%)
n° aziende
Buono
Industrie alimentari
- fabbricazione, trasformazione di materie prime di
origine animale
- fabbricazione, trasformazione di materie prime di
origine vegetale
- industrie delle bevande
Sufficiente
Insufficiente
Inaccettabile
27
3
85.2
100.0
14.8
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
16
75.0
25.0
0.0
0.0
8
100.0
0.0
Produttori artigianali
- macellerie, pescherie
- latterie, caseifici
- panifici, confetterie
- produzione di bevande
- produzione e vendita diretta nelle aziende agricole
- altre imprese artigianali
358
153
20
148
11
6
20
66.5
66.7
80.0
64.2
72.7
66.7
65.0
31.0
30.7
20.0
32.4
27.3
33.3
35.0
2.5
2.06
0.0
3.4
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
Commerci
- commercio all’ingrosso (importazione, esportazione,
deposito, trasporto, distribuzione ai dettaglianti)
- supermercati e ipermercati
- commerci al dettaglio, mercati, drogherie
- commerci di oggetti d'uso
- altri commerci
618
97
75.9
78.4
23.3
20.6
0.8
1.0
0.0
0.0
362
157
1
1
72.1
82.8
100.0
100.0
27.3
15.9
0.0
0.0
0.6
1.3
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
Ristorazione
- ristorazione, mense aziendali e scolastiche
- catering, servizio party
- ospedali, case per anziani, istituti sociali
- ristorazione nell’esercito
- altre aziende di ristorazione (garni)
2390
2032
24
283
13
38
67.8
63.7
45.8
95.1
84.6
94.7
30.0
33.7
54.2
4.9
15.4
5.3
2.2
2.6
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
Acquedotti
- captazione di distribuzione d’acqua
128
128
3521
60.2
60.2
68.9
35.1
35.1
29.0
4.7
4.7
2.1
0.0
0.0
0.0
Totale
32
0.0
0.0
LC-TI 2003
I livelli di sicurezza alimentare offerti dalle aziende del settore in Ticino si collocano nella buona
media Svizzera (1° grafico). Rispetto al 2001, anno dell'adozione da parte di tutti i laboratori del
criterio di valutazione uniformato degli stessi, in Ticino si assiste ad un lento ma progressivo
miglioramento (2° grafico).
Grado complessivo di sicurezza alimentare delle aziende
valutate nel 2003 in Svizzera e in Ticino
100.0%
90.0%
Svizzera
80.0%
Ticino
70.0%
60.0%
50.0%
40.0%
30.0%
20.0%
10.0%
0.0%
Buono
Sufficiente
Insufficiente
Inaccettabile
Evoluzione 2001 - 2003 del grado complessivo di sicurezza
alimentare offerto dalle aziende del settore alimentare del
cantone Ticino
80.0%
del totale aziende ispezionate
70.0%
60.0%
2001
50.0%
2003
2002
40.0%
30.0%
20.0%
10.0%
0.0%
Buono
Sufficiente
33
Insufficiente
Inaccettabile
LC-TI 2003
4.3 Ispettorato delle derrate alimentari
_______________________________________________________________________
I dati relativi ai controlli di routine effettuati dall'ispettorato delle derrate alimentari sono
riportati nelle tabelle dei punti 4.1 e 4.2.
Di seguito si riassumono invece le principali attività straordinarie svolte o affrontate nel
corso dell'anno.
4.3.1 Campagne ispettive
Anche quest'anno si è prestata particolare attenzione alla vendita di derrate alimentari da
bancarelle. I criteri indispensabili da soddisfare per questo genere di commercio, oltre
evidentemente all'ordine ed alla pulizia, sono essenzialmente i seguenti tre:
- protezione delle derrate esposte in vendita
- refrigerazione delle derrate facilmente deperibili
- possibilità in situ di lavare mani e utensili
Sagra dell'uva - Mendrisio 26-27.9
Ispezionate 11 bancarelle di alimentari: solo 2 non sono risultate conformi ad uno dei tre
requisiti sopra elencati. Ai titolari è stato intimato l'immediato ripristino della conformità.
Giudizio globale complessivo: abbastanza buono.
Sagra d'autunno - Lugano 4.10
Su 17 bancarelle ispezionate 6 non rispettavano almeno uno dei tre requisiti. I titolari
hanno comunque immediatamente provveduto al ripristino della conformità. L'ispettore
giudica in generale idoneo il modo di preparazione e di conservazione delle derrate.
L'ispezione è stata effettuata con la collaborazione di un agente della Polizia comunale.
Fiera S. Martino - Mendrisio 8.-11.11
36 espositori controllati e nessuna non conformità di rilievo riscontrata. Dopo il blitz di
qualche anno fa sembrerebbe sia stata compresa la necessità di gestire le derrate in
modo adeguato.
Mercato di Bellinzona 11.10 - 8.11
Situazione più critica: su 15 bancarelle ben 11 presentavano delle carenze. L'ispezione è
avvenuta in collaborazione con due agenti della Polizia comunale.
Accordo con la Polizia comunale di Lugano
Al fine di migliorare il livello di sicurezza alimentare del tradizionale mercato cittadino, si
è avuto un proficuo incontro con il Cdt. Weber delle Polizia comunale di Lugano ed i suoi
collaboratori volto a definire le modalità di collaborazione e di intervento in questo
ambito. La tabella seguente ne riassume l'essenziale.
34
LC-TI 2003
Riscontro di una situazione di non
conformità (sull'arco di 365 giorni)
1a volta
2a volta
3a volta
4a volta
Termini di risanamento - Misure da adottare - Sanzioni
Risanare per il mercato successivo - fatturazione spese ispezione
Risanare immediatamente. Verifica: se non ok, sgomberare + multa
Sgombero immediato + multa
Sgombero immediato - revoca del permesso per un anno + multa
Le misure di risanamento previste verranno decise e intimate sul posto dall'agente della
Polizia comunale mentre i provvedimenti amministrativi saranno invece di competenza del
Laboratorio cantonale.
Accordi di questo genere andranno al più presto conclusi anche con le polizie di altri
centri del Cantone.
4.3.2 Campagne di prelievi
Le campagne di prelievo di campioni d'analizzare quest'anno sono state particolarmente
impegnative per il fatto che, con gli stessi, sovente andavano verificate e raccolte tutta
una serie di importanti indicazioni complementari.
Campagna cocktails
Ha comportato il prelievo - in 27 tra caffè, bar, ristoranti e alberghi del Cantone - di un
totale di 46 campioni di 5 generi di cocktail molto richiesti (Bloody Mary, Caipirina,
Manhattan, Margarita, Negroni).
Le modalità di prelievo prevedevano che l'ispettore si sedesse ad un tavolino, come un
normale cliente, e ordinasse da uno a due cocktails della carta delle bevande.
Dopo che era stato servito, l'ispettore:
- si presentava
- prelevava i campioni
- poneva tutta la serie di domande (tenore alcolico, ricetta, sistema di dosatura)
- verificava la natura e il tenore alcolico degli alcolici aggiunti.
I risultati dell'indagine sono riportati al § 6.4.22.
Campagna Whiskies
Si è voluto verificare se la qualità del contenuto delle bottiglie di whiskies serviti nei bar
corrispondesse effettivamente alla marca indicata in etichetta o se lo stesso fosse stato
oggetto di un'eventuale diluizione (per aggiunta di prodotti di marche scadenti o
addirittura per annacquamento). In totale sono stati prelevati e analizzati 194 campioni di
19 marche. Per i risultati si veda al § 6.4.22.
35
LC-TI 2003
Campagna miele
Un nuovo genere di contaminante, l'1,4-diclorobenzolo (PDCB), è stato riscontrato da
alcuni LC su diversi mieli svizzeri, nel corso del 2002. Dopo le sorprese degli scorsi anni
concernenti la presenza di residui di antimicrobici in una consistente percentuale dei
campioni di miele analizzati, ecco che questo apprezzato e quasi taumaturgico "regalo"
della natura presenta una volta in più tracce rivelatrici di pratiche poco ortodosse e
sconsigliate: il PDCB viene infatti utilizzato nel corso di trattamenti antitarme della cera.
Se il suo impiego avviene trascurando le dovute precauzioni, inevitabilmente lo si può
ritrovare nel miele. La campagna ha comportato il prelievo in totale di 66 campioni, 5 dei
quali di importazione e 61 dichiarati di produzione locale. Risultati al § 6.4.15.
Campagna Kebab
Era volta a conoscere le modalità produttive di questa preparazione "etnica" di successo
per metterne a fuoco gli eventuali punti critici, sottoponendo inoltre i campioni prelevati ad
una serie di analisi batteriologiche. In totale sono stati ispezionati 21 banchi di vendita
con relativo prelievo di campioni. Benché vi fossero significative differenze nel modo di
produrli, non sono emersi motivi di rimarco quanto ad aspetti inerenti la sicurezza
alimentare, conclusioni queste supportate anche dalle confortanti risultanze analitiche di
cui al § 6.4.5.
Campagna nazionale latte e latticini
Questa campagna è stata organizzata a livello nazionale e ha coinvolto tutti i laboratori
cantonali. Il suo scopo era quello di monitorare la qualità igienico-microbiologica dei
prodotti lattiero caseari svizzeri nell'ambito delle verifiche in materia di assicurazione della
qualità alle quali devono sottostare i paesi terzi per poter esportare verso l'UE questo
genere di prodotti. In questo ambito, la collaborazione con il SICL - che nel corso
dell'anno si è trasferito da S. Antonino nella nostra nuova sede - ha mostrato tutta la sua
efficacia: come risulta dalla tabella seguente, la maggior parte dei prelievi è infatti stata
effettuata dai suoi ispettori.
Prodotto
Latte pastorizzato di imprese industriali
Burro
Formaggio d'alpe a pasta semidura
Formaggio artigianale a pasta semidura
Formaggio industriale a pasta semidura
Formaggio capra d'alpe a pasta semidura
Formaggio capra artigianale a pasta semidura
Formaggio d'alpe a pasta molle
Formaggio artigianale a pasta molle
Formaggio industriale a pasta molle
Formaggio capra d'alpe a pasta molle
Formaggio d'alpe fresco
Formaggio artigianale fresco
Formaggio industriale fresco
Formaggio capra d'alpe fresco
Formaggio capra artigianale fresco
Yoghurt artigianale
Acqua caseifici alpestri
Acqua produzioni artigianali
TOTALE
Prelevato da
LC
LC
SICL
SICL
SICL
SICL
SICL
SICL
SICL
SICL
SICL
SICL
SICL
LC
SICL
SICL
SICL
SICL
SICL
N° campioni
18
1
56
36
7
28
18
2
2
5
2
1
30
8
2
27
5
14
51
308
Tutte le analisi sono invece state svolte presso il nostro laboratorio. Per i risultati vedasi ai
§ 6.4.1, 6.4.3 e 6.4.19.
36
LC-TI 2003
Campagna gelati moca e al caffè
A seguito di segnalazioni di sintomi di difficoltà nell'addormentarsi e di insonnia
manifestatesi - specialmente in bambini - dopo il consumo di gelati alla moca o al caffè,
si è voluto misurare il tenore di caffeina in 15 prodotti commerciali.
Per le bevande contenenti caffeina l'ODerr prevede l'indicazione in etichetta della sua
concentrazione e l'obbligo di apporvi l'avvertimento "contiene caffeina". Questo
avvertimento è inoltre obbligatorio per tutti quegli articoli di confetteria e dolciumi il cui
consumo in ragione della razione giornaliera comporta un'assunzione di caffeina che
supera i 30 mg. Lo stesso vale per le gassose, il guaranà e le bevande istantanee con
contenuti di caffeina superiori ai 30 mg/l.
L'UFSP, al quale abbiamo sottoposto per parere gli interessanti risultati dell'indagine
(vedi § 6.4.17) al fine di prevedere una eventuale modifica legislativa, non ritiene
comunque che l'obbligo del citato avvertimento debba essere esteso anche queste sorte
di gelato. Che il consumo di derrate contenenti caffè quale ingrediente dichiarato possa
produrre, specie su soggetti sensibili, gli effetti eccitanti della caffeina, secondo l'UFSP
dovrebbe infatti essere ovvio e scontato per tutti.
4.3.3 Interventi urgenti
In virtù degli accordi bilterali con l'UE, la Svizzera è entrata a far parte del "Rapid Alert
System for Food and Feed" (RASFF), dispositivo destinato a coordinare a livello
continentale gli interventi in caso di emergenze alimentari, al fine di poter intercettare e
togliere dai circuiti commerciali eventuali derrate pericolose. In questo ambito e per la
prima volta quest'anno, allertati tramite l'UFSP che funge da referente nazionale di
questo utilissimo dispositivo, siamo più volte stati sollecitati ad intervenire con la dovuta
rapidità.
Tra i vari casi che abbiamo dovuto affrontare, ci limitiamo a segnalare i più importanti.
Allarme RASFF: rosso Sudan 1
Nel corso del mese di maggio le autorità francesi notificavano alla Commissione
Europea che su prodotti a base di "hot chilli" (peperoncino) provenienti dall'India era
stata riscontrata la presenza di tracce di rosso Sudan 1, colorante non ammesso per le
derrate alimentari in quanto ritenuto genotossico e cancerogeno. Questo annuncio ha
scatenato una ricerca, su scala continentale, della destinazione di questi prodotti. Dalle
indagini è risultato che in buona parte erano già stati impiegati - peraltro in buona fede da note ditte del settore alimentare nella produzione di sughi e di salumi. In questo
ambito il LC è stato coinvolto in quanto la sede svizzera di 4 delle ditte italiane che li
avevano utilizzati si trova in Ticino. Questo ha comportato tutta una serie di interventi che
andavano dalla verifica del ritiro spontaneo dal mercato dei prodotti "a rischio", ordinato
dalle ditte produttrici stesse, alla gestione ed al sequestro/distruzione delle rimanenze in
magazzino ed, infine, alla verifica dei loro dispositivi di autocontrollo che, rispetto a
queste problematiche, avevano inequivocabilmente denotato serie lacune.
37
LC-TI 2003
Allarme RASFF: pâté di tofu BIO con botulino
Il 27 novembre tramite il RASFF ci veniva segnalato che delle confezioni di un pâté
italiano BIO a base di tofu, sospettato di essere la causa di un episodio di botulismo e su
una confezione del quale l'Istituto Zooprofilattico di Padova aveva riscontrato la presenza
dell'agente patogeno, sarebbero state esportate verso il Ticino.
L'intervento del LC è stato immediato in quanto le tossine botuliniche - prodotte dal
batterio Clostridium botulinum - rappresentano notoriamente uno tra i più potenti tossici
conosciuti. Il consumo di una derrata alimentare contaminata può pertanto facilmente
condurre alla morte.
Si è quindi dovuto immediatamente provvedere:
- a rintracciare una confezione del prodotto per sapere come si presentava (fotografia)
- a diffondere l'allarme - con l'immagine della confezione - attraverso radio e televisione,
avvisando chi avesse in casa confezioni del prodotto "incriminato" di non consumarlo e
di consegnarlo per l'eliminazione al LC.
- con l'Ufficio del medico cantonale, a verificare in quale ospedale fosse presente
l'antidoto specifico e ad avvertire i vari posti di pronto soccorso in modo da metterli in
grado di trattare adeguatamente eventuali pazienti che si fossero presentati con i
sintomi di questa intossicazione.
- a identificare gli importatori e a ricostruire il percorso dei prodotti per poterli individuare
e sequestrare.
In conclusione è risultato che le confezioni distribuite in Ticino erano in totale 27 e che
tutte erano state venute, e probabilmente consumate, da mesi (sic).
Giocattoli "yo-yo balls"
La decisione di verificare la conformità dei "yo-yo balls", giocattoli elastomerici di
incredibile successo e diffusione, era stata presa a seguito di segnalazioni da parte di
genitori preoccupati, tra l'altro per il forte odore "chimico" che essi emanavano.
38
LC-TI 2003
Nel frattempo le autorità francesi ne vietavano l'importazione dalla Cina in quanto
ritenevano potessero presentare un certo pericolo di strangolamento per chi ci giocasse.
L'UFSP e il LC di Ginevra dal canto loro avevano in corso delle analisi per individuare la
natura delle sostanze contenute nell'elastomero.
Nel nostro laboratorio abbiamo invece sottoposto questi giocattoli alle prove di
infiammabilità prescritte dalle norme europee, che hanno immediatamente rivelato la loro
estrema facilità, messi a contatto con una fiamma, a prendere fuoco e ad iniziare una
combustione che, invece di autoestinguersi come prescritto, tendeva ad estendersi
rapidamente all'intero oggetto (vedi anche § 6.4.23).
In base a queste constatazioni il 21 marzo diffondevamo un comunicato stampa che
rendeva attenti alla pericolosità di questo genere di giocattoli. Per la loro non conformità
all'art. 2 e 3 dell'Ordinanza del DFI concernente la sicurezza dei giocattoli veniva inoltre
ordinato, per l'intero Cantone, il loro ritiro dal commercio.
In base ai nostri risultati, un analogo divieto veniva immediatamente emanato dai chimici
cantonali di Ginevra e Neuchâtel. E pochi giorni dopo l'UFSP, in considerazione dei citati
fattori di pericolo, lo estendeva a tutta la Confederazione.
Le verifiche dell'effettivo ritiro dal commercio di questi prodotti ha comportato un forte
impegno da parte dell'ispettorato.
4.3.4 Seguito dato alle non conformità riscontrate
Sanzioni per non conformità ispettive
Contestazioni con fatturazione delle spese
Procedure di multa
Denunce al Ministero pubblico
Totale
235
30
265
Totale
86
74
160
Sanzioni per non conformità analitiche
Contestazioni con fatturazione delle spese
Procedure di multa
Denunce al Ministero pubblico
39
LC-TI 2003
4.3.5 Sequestri e distruzione di derrate pericolose o ingannevoli
Oggetto del sequestro
Motivo
Formaggio d'alpe, di mucca
Formaggio d'alpe, di mucca
Formagelle di capra
Salame piccante Castillo
Sugo di pomodoro al peperoncino
Sughi arrabbiata e siciliana
Pesce spada affumicato
Pesce nocciolino
Pesce spada congelato
Verdesca a fette
Succo e polpa di pera/pesca
Giocattoli espandibili in acqua
Giocattoli "yo.yo ball"
Giocattoli "yo-yo ball"
Giocattoli espandibili in acqua
Goicattoli espandibili in acqua
Presenza di S. Aureus oltre il valore limite
Presenza di S. Aureus oltre il valore limite
Presenza di S. Aureus oltre il valore limite
Presenza rosso Sudan 1 (RASFF)
Presenza rosso Sudan 1 (RASFF)
Presenza rosso Sudan 1 (RASFF)
Presenza di mercurio oltre il valore limite
Presenza di mercurio oltre il valore limite
Presenza di mercurio oltre il valore limite
Presenza di mercurio oltre il valore limite
Diluito con acqua al 50% (inganno)
Pericolo di soffocamento
Alta infiammabilità e per. di soffocamento
Alta infiammabilità e per. di soffocamento
Pericolo di soffocamento
Pericolo di soffocamento
TOTALE
Quantità
in kg
720
114
50
65
43
1579
9
8
30
50
300
2968
Soluzione adottata
Eliminati
Eliminati
Eliminati
Eliminati
Eliminati
Eliminati
Eliminati
Eliminati
Eliminati
Eliminati
Regalati ad asili
Fatti riesportare in Cina
Fatti riesportare in Cina
Fatti riesportare in Cina
Fatti riesportare in Cina
Fatti riesportare in Cina
4.3.6 Formazione continua degli ispettori DA (vedi fotografia alla fine del capitolo 3.3)
Il corso 2003 di formazione continua degli Ispettori delle derrate alimentari della Svizzera
latina (cantoni Romandi + Ticino) si è tenuto quest'anno per la prima volta nel nostro
Cantone, a Locarno-Muralto, durante i giorni 29 e 30 ottobre. L'organizzazione logistica
dello stesso è stata curata dal nostro Laboratorio.
I temi affrontati erano:
- Comportement dans des situations d'inspection difficiles, tenuto dal Dr. Thalmann,
psicologo della comunicazione
- Inspection des produits et des commerces BIO.
Le discussioni sono state vivaci e costruttive e con l'attiva partecipazione di tutti. Nel suo
rapporto conclusivo, il responsabile dell'apposito gruppo di lavoro "Weiterbildung" del
VKCS Dr.H.S. Walker sembra condividere questo parere:
"J'ai eu une très bonne impression du cours. Pour moi, c'est un des meilleurs cours qui a
été organisé. Les sujets étaient bien choisis, l'ambience était très bonne, le cadre à
Locarno était merveilleux, le cours s'est déroulé selon le programme prévu, il y avait une
collaboration active de tous les participants."
4.3.7 Corso Vapko 2003: rapporto del Presidente di Vapko - Ticino
(Vapko = Associazione Svizzera degli organi ufficiali di controllo dei funghi)
Sono purtroppo due stagioni di seguito che il corso per la formazione di controllori dei
funghi viene annullato a causa della mancanza di questi ultimi. Ancora una volta i motivi
che ci hanno indotto a rimandare al 2004 questo nostro importante appuntamento
annuale sono da ricercare nella mancanza delle specie necessarie ma soprattutto per
l'esigua quantità di funghi reperibili questo autunno sul terreno.
40
LC-TI 2003
Il fatto che tre candidati, che già non avevano potuto dare gli esami nel 2002, avrebbero
dovuto nuovamente rimandare gli stessi al 2004 con tutte le complicanze che questo
comportava (ripetizioni, iscrizioni, stress, vacanze, studio, ecc.) era motivo di grande
preoccupazione e rincrescimento di tutti gli addetti all'organizzazione.
L'annullamento del corso non voleva ancora dire non poter organizzare gli esami e così, a
10 giorni dalla data stabilita, in una riunione indetta dal sottoscritto e che vedeva presenti
tutti gli interessati, veniva deciso e confermato l'esame. A sostegno di questa decisione vi
erano le seguenti considerazioni:
- una reale possibilità che vi fosse una nuova crescita di funghi entro la data d'esame
- il fatto che vi fosse una moltitudine di persone disposte in breve tempo a reperire i funghi
necessari
- l'ottimo grado di preparazione raggiunto dai tre candidati e la ferma volontà di mettersi
alla prova.
Sabato 4.10.03, davanti alla Commissione d'esame nominata dall'UFSP, si sono pertanto
tenuti gli esami che hanno visto la promozione di due dei tre candidati.
A conclusione di questo consueto breve rapporto annuale, a nome di tutti i membri della
VAPKO della Svizzera italiana e mio personale, mi è oltremodo gradito ringraziare il
Direttore del Laboratorio cantonale Ing. M. Jäggli, che ci lascia pensionato in buona
salute, per i suoi consigli e il suo indubbio sostegno a favore della nostra Associazione.
Siro Lepori
41
LC-TI 2003
4.4 Ispettorato degli acquedotti
“Nessuna singola misura riuscirà a far di più per
diminuire le malattie e salvare vite nel mondo in via di
sviluppo che il rendere accessibile a tutti acqua sicura ed
impianti igienici adeguati.”
Kofi Annan, Segretario Generale ONU
Rapporto del Millennio
4.4.1 Considerazioni generali
Il 2003, anno internazionale dell’acqua, è stato caratterizzato da eventi significativi che
hanno interessato diversi comuni ticinesi impegnando l’ispettorato su diversi fronti. Come
ogni anno l’obiettivo principale dell'ispettorato è stato quello di intervenire presso quegli
acquedotti che hanno presentato anomalie a livello qualitativo dell’acqua erogata,
intimando quelle misure di risanamento atte ad eliminarne le cause.
Non si è comunque tralasciata la verifica di routine dell'applicazione pratica del dispositivo
di autocontrollo degli acquedotti, focalizzando l'attenzione sui punti critici di natura
tecnologica, quali ad esempio i dispositivi di sicurezza degli impianti di disinfezione a
raggi ultravioletti e degli impianti di disinfezione con ipoclorito di sodio.
Si è inoltre posto l’accento sul controllo delle opere di captazione e di accumulo, senza
peraltro trascurare le reti di distribuzione.
Dal punto di vista delle strutture, le principali carenze riscontrate sono state:
- mancanza di adeguati manufatti di captazione sorgiva
- captazioni inidonee di acque non sufficientemente "profonde"
- serbatoi di accumulo con difetti di impostazione o di costruzione (circolazione e ricambio
dell’acqua inadeguati, rivestimento delle pareti delle vasche da rifare, finestre da
oscurare, ecc.)
- assenza di opere di protezione delle sorgenti volte a mantenere a distanza dalla
captazione gli animali selvatici e il bestiame al pascolo
- impianti di disinfezione obsoleti.
In tutti questi casi sono stati intimati i necessari risanamenti con i relativi termini
d'esecuzione.
L'accresciuta assunzione di responsabilità nell’applicazione dell’autocontrollo è, ancora
una volta, chiaramente dimostrata dal numero delle dichiarazioni di "non potabilità",
decise in modo appropriato e autonomo, da alcune aziende distributrici a seguito di
problemi manifestatisi durante il corso dell’anno (vedi tabella della pagina seguente).
Nella maggior parte dei casi, la potabilità ha potuto essere ripristinata nel giro di qualche
giorno grazie alle misure di prima urgenza attuate e in taluni casi, laddove l’origine dei
problemi era essenzialmente di natura idrogeologica, semplicemente con il ritorno del bel
tempo.
42
LC-TI 2003
Situazioni di non potabilità dell’acqua erogata
Vernate
Sonogno
36
28
14
8
12
3
15
27
25
22
5
1
6
23
7
0
37
32
4
9
10
20 21
2
17
18
11
35
19
30
16
26
13
29
33 34
24
31
Dichiarazione di NON POTABILITÀ a seguito di:
controllo del Laboratorio cantonale
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
Verdasio - Intragna
Palagnedra - Moneto
Palagnedra - Monadello
Minusio zona alta
Mt. Ceneri Caserma
Menzonio
Mergoscia
Lumino
Medeglia (Canedo)
Locarno (rete Colmanicchio)
Losone - Arcegno Campo Pestalozzi
Gorduno Patriziato
Ghirone
Ghirone
Frasco
Gerra Verzasca valle
Comologno / monti Ligunci
Coglio
Comologno
Cevio "Boschetto"
Carona
Casima
Carasso Patriziato
Caprino - Lugano
Capriasca / Pezzolo COAC
Capriasca - Lelgio COAC
Capriasca - Lelgio COAC
Capriasca - Gola di lago acq. privato Roveè
Campo Blenio
Capriasca - Campestro
Cademario Renera
Bosco Gurin
Brione Verzasca
Borgnone - Costa
Bogno
Bedretto
13.08.98
18.02.99
24.04.99
13.05.99
03.06.99
05.06.99
19.06.99
02.07.99
07.07.99
15.07.99
17.07.99
20.07.99
21.07.99
22.07.99
23.07.99
29.07.99
29.07.99
30.07.99
05.08.99
07.08.99
13.08.99
27.08.99
28.08.99
02.09.99
03.09.99
08.09.99
10.09.99
12.09.99
14.09.99
26.09.99
29.09.99
30.09.99
21.10.99
26.10.99
29.10.99
03.11.99
06.11.99
10.11.99
19.11.99
13.11.98
23.11.99
26.11.99
11.12.99
controllo autonomo dell'azienda
cause
rottura di un giunto alla sorgente
anomalie alle sorgenti
anomalie alle sorgenti
infiltrazione acque superficiali nelle captazioni non conformi
infiltrazioni acque superficiali nelle sorgenti
anomalie alla sorgente
infiltrazioni a monte delle captazioni presenza di pascolo
anomalie alle sorgenti
infiltrazione acque di scorrimento nelle captazioni e pascolo a monte
anomalie alle sorgenti
non conformità acqua da Tesserete
anomalie alle sorgenti
anomalie al serbatoio intrusione di ghiri
sorgente captata a scopo emergenza siccità
anomalie sorgente Baslona
intorbidimento acqua se vecchio
immissione acqua riale direttamente nell'acquedotto causa siccità
anomalie alle sorgenti
anomalie alle sorgenti provenienti da Spurga
prosciugamento sorgenti e immissione acqua riale senza disinfezione
infiltrazioni acque superficiali nelle sorgenti
infiltrazioni acque superficiali nelle sorgenti
captazioni non conformi superficiali
captazioni non conformi superficiali
anomalie alle sorgenti e inserimento acqua riale causa siccità
anomalie alle sorgenti causa temporali
anomalie alle sorgenti captazioni vetuste
carenze gestionali impianto di clorazione
entrata roditori nella captazione
anomalie alle sorgenti
anomalie alle sorgenti
anomalie alle sorgenti Zotta
anomalie alle sorgenti
anomalie alle sorgenti
anomalie alle sorgenti
infiltrazioni acque superficiali nelle sorgenti
mancanza di opere di captazione idonee
infiltrazioni di acque superficiali dopo temporali
interventi attuati per il ripristino della potabilità
posata clorazione d'emergenza e riparazione rottura
disinserito sorgente non conforme e analisi di verifica
ritorno alla normalità e analisi di verifica
mantenimento non potabilità fino a ripristino sorgenti
ritorno alla normalità e analisi di verifica
ritorno alla normalità e analisi di verifica
posata clorazione d'emergenza
posata clorazione d'emergenza
deviazione acqua di scarico della strada a monte della captazioni
disinserito sorgenti, clorazione e inserito acqua da Tesserete
clorazione e reinserimento dopo analisi sorgenti Polairolo
disinserito sorgente, disinfezione serbatoi e immesso acqua da Lasciano
pulizia e disinfezione analisi di verifica
rifatto nuova captazione Fregera analisi conformi
disinserimento sorgente, erogazione solo acqua da Melide
non potabilità preventiva disinfezione sempre in funzione
disinserito riale, disinfezione e collegamento con acquedotto comunale
disinserimento sorgente e ritorno alla normalità dopo analisi
posata clorazione d'emergenza
mantenimento non potabilità fino a ripristino sorgenti
ritorno alla normalità e analisi di verifica
ritorno alla normalità e analisi di verifica
ritorno alla normalità e analisi di verifica
posata clorazione d'emergenza
chiusura impianto per periodo invernale
posata clorazione d'emergenza
posa clorazione d'emergenza, rifacimento captazioni
ripristino immediato impianto di clorazione
completa pulizia e disinfezione dell'impianto
ritorno alla normalità e analisi di verifica
disinfezione acqua nei serbatoi e posa clorazione d'emergenza
posata clorazione emergenza
posata clorazione emergenza
ritorno alla normalità e analisi di verifica
ritorno alla normalità e analisi di verifica
ritorno alla normalità e analisi di verifica
in attesa dell'esecuzione di captazioni conformi
posata clorazione emergenza
43
LC-TI 2003
4.4.2 Eventi e tematiche di rilievo
Anno internazionale dell'acqua 2003 - Proclama dell'ONU
Riconoscendo la fondamentale importanza delle risorse idriche per il futuro del pianeta,
l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2003 Anno Internazionale
dell’Acqua.
• Un miliardo e cento milioni di persone, più o meno un sesto della popolazione mondiale,
non hanno accesso ad acqua sicura e 2 miliardi e 400 milioni, ossia il 40 per cento della
popolazione del pianeta, non dispongono di impianti igienici adeguati.
• Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da
impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati – come se 20 jumbo jet si schiantassero
ogni giorno.
• Si stima che acqua non potabile e impianti igienici inadeguati siano all’origine dell’80 per
cento di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo.
• Donne e bambine tendono a soffrire maggiormente a causa della mancanza di impianti
igienici.
• Lo sciacquone della toilette in un paese occidentale impiega una quantità d’acqua
equivalente a quella che, nel mondo in via di sviluppo, una persona media impiega per
lavare, bere, pulire e cucinare nell’arco di un’intera giornata.
• Nel corso del secolo scorso l’uso dell’acqua è aumentato del doppio rispetto al tasso di
crescita della popolazione. Il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Asia meridionale soffrono
di carenze idriche croniche.
• Nei Paesi in via di sviluppo fino al 90 per cento delle acque reflue viene scaricato senza
subire alcun genere di trattamento.
• Il pompaggio intensivo delle acque freatiche per ricavare acqua da bere e per
l’irrigazione ha fatto sì che in numerose regioni i livelli dell’acqua siano diminuiti di decine
di metri, costringendo le persone a bere acqua di qualità scadente.
• Nei Paesi in via di sviluppo le perdite di acqua causate da dispersioni, allacci illegali e
sprechi ammontano a circa il 50 per cento dell’acqua da bere e al 60 per cento
dell’acqua irrigua.
• Nel corso degli anni ’90 le inondazioni hanno interessato più del 75 per cento di tutte le
persone colpite da disastri naturali, causando più del 33 per cento del totale dei costi
stimati per i disastri naturali.
Nell'ambito delle manifestazioni previste in Ticino, il Laboratorio cantonale ha partecipato
organizzando due giornate di porte aperte focalizzate sulla tematica dell'acqua potabile,
giornate che hanno avuto un'ampia partecipazione di pubblico e suscitato un'eco molto
positiva (vedi anche § 6.4.19).
44
LC-TI 2003
Nell'immagine, davanti all'edificio del LC addobbato per l'occasione, il direttore del LC con
l'ing. Luigi Ferrari, incaricato dalla Confederazione dell'organizzazione degli eventi in
Ticino.
Siccità
L'eccezionale siccità di quest'anno, iniziata nel mese di marzo e terminata con le piogge
di fine settembre, ha costretto molti comuni a cercare fonti di approvvigionamento di
fortuna tra le quali, limitandoci alle più frequenti, citiamo:
- il collegamento ad altri acquedotti
- la ricerca e lo sfruttamento di sorgenti non ancora captate
- la captazione di acque di lago o di riali, filtrate e disinfettate con impianti per lo più di
fortuna
- rifornimenti con autobotti (pompieri e altro)
Dove invece le situazioni erano molto gravi, le aziende distributrici hanno dovuto
razionare l'acqua potabile, limitandone l'erogazione ad alcuni momenti della giornata. Il
grafico seguente riporta l'andamento dell'aliquota della popolazione ticinese soggetta a
queste limitazioni, all'evolvere della siccità.
Come si può vedere quest'aliquota, malgrado l'allarmismo esagerato di quei mesi asciutti,
non ha mai superato il 10%. E questo grazie a tutto quanto è stato messo in atto con
tempismo ed efficacia dai Municipi per limitarne gli effetti.
45
LC-TI 2003
% della popolazione ticinese che ha subito limitazioni nel
consumo di acqua potabile nel corso della siccità del 2003
10.0%
9.0%
% popolazione
8.0%
7.0%
6.0%
5.0%
4.0%
3.0%
2.0%
1.0%
0.0%
0
30
60
90
120
150
180
210
240
270
300
330
360
giorni (a partire dal 1° gennaio 2003)
Arsenico
In vista del preannunciato abbassamento, per l'acqua potabile, del valore limite di questo
semimetallo si è ritenuto opportuno allestire un documento informativo, ad uso delle
autorità interessate, nel quale vengono trattati in modo accessibile gli aspetti tossicologici
di questo genere di contaminazione. Di seguito ne riportiamo uno stralcio significativo:
Documenti diffusi dall'autorevole EPA (United States Environmental Protection Agency)
riferiscono di studi inerenti gli effetti dell'esposizione a lungo termine all'arsenico presente
in acque potabili distribuite negli USA tra i quali l'insorgenza di tumori alla vescica, ai
polmoni, ai reni, alle cavità nasali, al fegato e alla prostata. Tra gli effetti non cancerogeni
si segnalano inoltre danni a livello di sistema cardiovascolare, polmonare, immunologico,
neurologico ed endocrino, diabete incluso.
L'esposizione a corto termine ad alte dosi di arsenico, secondo la stessa fonte, può
essere causa di altre forme di patologie che non interesserebbero comunque le
popolazioni che consumano acqua a livelli inferiori ai 50 µg As/l, corrispondenti al valore
limite attualmente in vigore in Svizzera (e negli USA fino al 22 gennaio 2001).
Nel 1999, in un suo rapporto sulla problematica, la National Academy of Sciences
concludeva che con lo standard dei 50 µg As/l non poteva essere garantita una
sufficiente protezione della salute pubblica e raccomandava quindi con urgenza il suo
abbassamento a livelli molto più sicuri, cosa che, nonostante le forti opposizioni da parte
dell'amministrazione Bush jr., come detto è stata fatta nel gennaio 2001 fissando quale
nuovo limite il 10 µg As/l.
L'analisi dei rischi presentata nell'ambito di questo rapporto dalla National Academy of
Sciences è riassunta nella seguente tabella:
46
LC-TI 2003
Tenore d'arsenico
nell'acqua
potabile
(in microgrammi/litro =
ppb)
0.5
1
3
4
5
10
20
50
Rischio totale di cancro
(valutato su un consumo
alimentare di 2 litri d'acqua
sull'arco di un vita)
1 su 10'000
1 su 5'000
1 sul 1'667
1 su 1'250
1 su 1'000
1 su 500
1 su 250
1 su 100
Il rischio collegato al consumo "lifetime" di acqua con 50 µg As/l, sempre nel citato studio,
viene considerato come "estremamente elevato". Per estrapolazione dai valori tabellati il
rischio per i cittadini di Astano derivante da questa contaminazione dell'acqua potabile
dovrebbe situarsi attorno ad un tumore ogni 60-70 abitanti, contro uno ogni 5'000-10'000
per il 90% della popolazione ticinese.
Nell'Unione Europea, in considerazione di analoghe valutazioni tossicologiche da parte
dell'OMS, il valore limite per l'acqua potabile è stato abbassato da 50 a 10 µg As/l e
recentemente il Dr. U. Klemm direttore dell'Unità principale della sicurezza alimentare
dell'UFSP, ha informato che anche la Svizzera, per garantire una miglior protezione della
salute, a breve termine adotterà questo valore più restrittivo.
4.4.3 Elenco riassuntivo dei principali interventi
Verifica impianti di disinfezione UV
Castel S. Pietro (pozzi Vernora), Paradiso (sorgenti Cadro e Sonvico), Magadino
(sorgenti Campei), Novazzano (pozzi e sorgente Topione), Bosco Gurin (captazione a
riale), Giubiasco (sorgenti).
Interventi a seguito di dichiarazioni di non potabilità
Carona, Losone - Arcegno (Fondazione campo Pestalozzi), Capriasca - Gola di lago
(Acquedotto consortile privato), Vernate, Rivera - Mt. Ceneri (Acquedotto militare
caserma), Ghirone, Campo Blenio, Gorduno.
Verifica delle misure di risanamento adottate dalle Aziende
Cevio: collegamento della frazione di Boschetto alla rete di distribuzione dell’acquedotto
principale
Capriasca: acquedotto consortile privato, risanamento sorgente
Parco botanico Isole di Brissago: posa impianto di disinfezione UV per la captazione a
Lago
Palagnedra: captazione nuove sorgenti e posa impianto di disinfezione UV
Maroggia: posa impianto di disinfezione UV pozzo di captazione
Lumino: posa impianto di disinfezione UV per sorgenti Alme e Albero grosso
Gondola: posa impianto di disinfezione UV per sorgenti Mulini
47
LC-TI 2003
Emissione di divieti temporanei di utilizzo
Cademario: sorgente Caselli, mancanza opere di captazione idonee
Carona: sorgente Baslona, carenze strutturali
Gordola: captazione d’emergenza a riale
Ghirone: sorgente n. 3, carenze strutturali
Interventi diversi
Consorzio Acquedotto della Capriasca (COAC): venerdì 4.3 alle ore 19.00, il Presidente
del COAC contattava telefonicamente l’ispettore comunicando di aver ricevuto una
telefonata dal proprietario del terreno vicino al pozzo di captazione in zona Dosso di
Taverne sul territorio di Sigirino, il quale affermava che ignoti avevano sparso
abusivamente del colaticcio a monte del pozzo di captazione (zona di protezione II).
L’ispettore contattava il direttore del LC con il quale si fissava un sopralluogo alle ore
19.45, con il Presidente e il segretario del COAC. Durante l’ispezione si constatava
l’avvenuto spargimento di colaticcio. Tuttavia, considerato il previsto perdurare del bel
tempo ed escludendo quindi la probabilità di un dilavamento nel terreno con massiccia
infiltrazione di batteri in falda, con i responsabili del COAC ci si è limitati a decidere di
incaricare una ditta specializzata della posa, alla stazione di pompaggio, di un impianto di
clorazione provvisorio e di procedere alla clorazione manuale dell’acqua e dei serbatoi.
Intervento effettuato nella prima mattina di sabato 5.4, garantendo così una distribuzione
di acqua potabile pienamente conforme ai requisiti di legge.
Le analisi batteriologiche eseguite partendo da lunedì 7.4, per la durata di un mese,
hanno confermato l’assenza totale di contaminazione fecali.
Camorino: acquedotto Strade nazionali. Il 18.8 l’acqua proveniente dalla diga della Val di
Campo, dopo aver subito un trattamento di potabilizzazione (filtrazione e disinfezione),
presentava una leggera colorazione verdastra. Il responsabile dell’acquedotto, allarmato,
avvisava immediatamente il LC. Intervenuti sul posto si è potuto appurare che la
colorazione era dovuta ad una crescita anomala di alghe nell’acqua greggia, stagnante
della diga di presa. Di conseguenza l'impianto è stato immediatamente posto fuori
servizio, garantendo comunque l'approvvigonamento all'utenza con acqua potabile
proveniente dall’acquedotto di Rivera.
Castel S. Pietro: verifica vasca nuovo serbatoio.
Novazzano: verifica del nuovo serbatoio prima della messa in funzione.
Verifica dello stato degli impianti a seguito della richiesta di rinnovo della concessione di
captazione d’acqua del sottosuolo
Giubiasco: 8 captazioni a uso potabile sono state preavvisate favorevolmente.
Campagne di prelievo di campioni (vedi anche § 6.4.19)
Oltre ai normali controlli di routine, l'ispettorato degli acquedotti ha svolto un ruolo
determinante nell'organizzazione e nello svolgimento di varie campagne e in particolare:
- in collaborazione con la SPAAS e l'IST, campagna annuale di monitoraggio delle falde
freatiche del Vedeggio, della Riviera, del Piano di Magadino, della Valle Maggia e del
Mendrisiotto.
48
LC-TI 2003
- prelievi per il monitoraggio delle acque, sfruttate a scopo potabile, provenienti dalle
captazioni a lago presenti nel Ceresio
- a seguito del preannunciato abbassamento del valore limite per l’arsenico si è svolta
una campagna mirata alla verifica della sua concentrazione in quei Comuni dove i valori
sono compresi tra i 5 microgrammi As/l e 50 microgrammi As/l
- prelievi effettuati in tutti i comuni Ticinesi, mirati alla caratterizzazione chimico-fisica
dell’acqua potabile erogata all’utenza (vedi cartina seguente: i dati relativi ai singoli
comuni sono accessibili sul sito www.ti.ch/laboratorio).
4.4.4 Seguito dato alle non conformità riscontrate
Sanzioni per non conformità ispettive
Contestazioni con fatturazione delle spese
Procedure di multa
Denunce al Ministero pubblico
Totale
12
1
13
Totale
60
18
1
79
Sanzioni per non conformità analitiche
Segnalazioni
Contestazioni con fatturazione delle spese
Procedure di multa
Denunce al Ministero pubblico
49
LC-TI 2003
Durezze delle acque Ticinesi
Durezza dell'acqua
in gradi francesi °fr
1-7
molto dolce
8 - 15
dolce
16 - 25 mediamente dura
26 - 32 abbastanza dura
33 - 42 dura
50
LC-TI 2003
4.5 Ispettorato delle acque di balneazione
_______________________________________________________________________
4.5.1 Stabilimenti a lago
I controlli analitici sugli 1035 campioni prelevati dagli 86 stabilimenti balneari a lago (bagni
spiaggia) del Cantone hanno confermato, in generale, la buona qualità igienico-sanitaria
delle loro acque.
Evoluzione delle medie dei coliformi fecali (Cf) nei due maggiori laghi
ticinesi
450
UFC/100 ml
400
350
Cf Lago di Lugano
300
Cf Lago Maggiore
250
200
150
100
limite
50
0
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
00
01
02
03
anno
Situazioni particolari
Agno - Campeggio Eurocampo: gli effetti delle modifiche morfologiche subite per cause
naturali dalla foce del Vedeggio e che nel 2002 avevano generato una situazione di non
idoneità alla balneazione per questo stabilimento, sono ancora stati manifesti nel corso
del 2003. Il divieto provvisorio di balneazione è quindi rimasto in vigore anche durante la
stagione balneare 2003. Con il Municipio si stanno valutando le possibili soluzioni al
problema.
Paradiso - spiaggia Albergo Eden: il municipio di quel Comune ha avviato delle indagini
per trovare le cause delle elevate cariche batteriche che si registrano saltuariamente, in
una situazione generale igienico-sanitaria che, peraltro, è di regola soddisfacente. Le
cause potrebbero essere date da allacciamenti sbagliati di tubazioni di acque luride con
canalizzazione di acque chiare o impianti abusivi di pompaggio a lago di acque luride in
funzione in abitazioni di quel litorale.
51
LC-TI 2003
4.5.2 Piscine
Attività ispettive
Stabilimenti ispezionati
Vasche controllate
n°
100
150
Tests analitici in loco
Campioni conformi
Campioni non conformi (1 o più parametri deroganti)
Totale
131
19
150
Non conformità (deroghe limiti legali):
Cloro libero
Cloro combinato
Valore pH
Torbidità
% dei campioni
87.3
12.7
n° % dei campioni
9
6.0
11
7.3
5
3.3
0
0.0
Riassunto delle attività
Anche nel 2003 l'attività di controllo è stata condizionata dalla prolungata assenza per
malattia dell'ispettrice che solo a partire da giugno ha potuto essere supplita dal custode
del LC.
Le più frequenti e importanti non conformità evidenziate dai test analitici effettuati in loco
si situano sui livelli degli anni precedenti: per lo più erano dovute a concentrazioni di
disinfettanti in eccesso o in difetto rispetto ai valori legali.
Per massicci superamenti del valore di tolleranza per il cloro, in 3 casi si è dovuto
momentaneamente vietare l'utilizzo dei bacini, fino al pieno ripristino della conformità.
Seguito dato alle non conformità
Sanzioni
Contestazioni con fatturazione delle spese
Procedure di multa
Denunce al Ministero pubblico
Totale
52
16
3
0
19
LC-TI 2003
4.6 Ispettorato dei veleni
4.6.1 Dati sulle emissioni ed i rinnovi d'autorizzazioni generali e libretti veleni
Documento
Libretti veleni I
Libretti veleni II
Autorizzazioni generali A
Autorizzazioni generali A (farmacie)
Autorizzazioni generali B
Autorizzazioni generali C
Autorizzazioni generali D
Autorizzazioni generali E
Totale
Validi
al 12/2003
539
173
135
95
8
437
9
5
1401
Nuovi
5
4
4
1
1
Annullamenti
28
5
1
-
Rinnovi + mutazioni
67
5
3
1
8
1
-
4.6.2 Riassunto delle attività
Problemi di igiene degli spazi abitativi
In una casa di nuova costruzione - nella quale i proprietari si sono
insediati nel corso dell'estate - fino al perdurare della bella
stagione non si sono lamentati problemi di alcun genere. Ma con
il sopraggiungere dei primi freddi e la messa in funzione del
riscaldamento, i muri hanno cominciato a ricoprirsi di una specie
di "fuliggine" nera. Questo fenomeno si è presentato dapprima
direttamente sopra le fonti di calore per poi diffondersi negli
angoli delle pareti, sui mobili e addirittura negli armadi.
Le misurazioni da noi effettuate sull'aria di diversi punti della casa e su campioni prelevati
direttamente dalle pareti hanno escluso la presenza di muffe. Il fenomeno risultava
pertanto veramente curioso ed inspiegabile.
Tramite ricerche su Internet siamo arrivati alla spiegazione dell'arcano; diversi siti
tedeschi riferiscono infatti dettagliatamente di questo fenomeno, i primi "casi" del quale si
erano manifestati in Germania a partire dalla seconda metà degli anni novanta seguendo
una successione tipica, molto simile a quella che ci è stata segnalata. Raramente il
fenomeno si limita ad un unico locale. In genere tende a diffondersi a più locali, se non a
tutta la casa. L'estensione delle superfici interessate va dalle dimensioni di una o più
singole chiazze all'intera parete, dando l'impressione di un appartamento in cui vi fosse
stato un incendio.
Nei primi casi, sempre secondo i siti consultati, si pensò ad una possibile sorgente di
fuliggine presente all'interno o all'esterno dell'abitazione. Ma l'esame di queste sorgenti di
calore (stufe, camini, ecc.) non aveva portato ad alcun risultato plausibile. All'inizio del
2003 i casi denunciati di quello che, nel frattempo, era stato battezzato "Fogging-Effect" si
contavano a migliaia.
53
LC-TI 2003
Dalle inchieste condotte in Germania su 287 casi esaminati si è potuto stabilire che questi
depositi:
•
•
•
sono di natura "oleosa - grassa" e compaiono solo durante il periodo
di riscaldamento.
si presentano di regola in tutti i locali dell'appartamento, dove però il
soggiorno è quello più colpito
interessano tutte le superfici. Tendono però a depositarsi
principalmente sopra i corpi riscaldanti, in vicinanza delle tende, su
apparecchi elettrici e sulla parte interna delle pareti che danno
sull'esterno.
Le abitazioni soggette al fenomeno erano, di regola, dotate di impianti di riscaldamento
moderni. Per il 68% si trattava di appartamenti appena rinnovati e, per il 24%, appena
costruiti. Nel 67% dei casi negli stessi erano recentemente stati eseguiti lavori di pittura e
di laccatura, quasi sempre con prodotti all'acqua. Per la metà dei casi era invece stato
posato un pavimento nuovo. L'umidità e la temperatura erano peraltro paragonabili a
quelle di appartamenti non soggetti al fenomeno.
"Fogging-Effect" Un problema della generazione ecologista?
Molti fabbricanti di prodotti per l'edilizia e di mobili, andando
incontro alle esigenze di un mercato divenuto a ragione sempre
più "salutista", si sforzano di usare solventi o additivi a base di
"sostanze organiche difficilmente volatili" (SVOC) in sostituzione
di quelle volatili (VOC) utilizzate finora, per lo più solventi, che
hanno notoriamente effetti nocivi sulla salute.
Questi nuovi prodotti, per il fatto che le costruzioni dove vengono
impiegati sono state edificate tenendo conto delle moderne
esigenze di risparmio energetico e sono quindi notevolmente
isolate e stagne, sono paradossalmente divenuti fonte di nuovi
guai. Tutto porta infatti a far pensare che l'insufficiente ricambio
d'aria permetta l'accumularsi nei locali di plastificanti, alcani a
catena lunga, alcoli, acidi grassi e esteri di acidi grassi, tutti
composti che rientrano fra le "sostanze organiche non volatili"
contenute nelle moderne pitture, lacche, colle plastiche, ecc. favorendo così l'insorgere
del "Fogging-Effect". A causa della loro scarsa volatilità, gli stessi sono persistenti e si
accumulano perpetuando il problema.
Il solo aspetto positivo di tutto ciò è che il "Fogging-Effect" comporta unicamente danni di
ordine estetico-economico senza pertanto nuocere alla salute.
Vernici all'acqua: ulteriori problemi
L'introduzione delle vernici all'acqua, destinata essenzialmente ad eliminare tutta una
serie di problemi, come si è visto sopra ne ha creati di nuovi.
E' infatti stato dimostrato che persone residenti in locali dipinti con queste vernici,
possono presentare allergie cutanee ed eczemi. Il fattore scatenante di questi disturbi
sarebbe stato individuato negli isotiazolinoni, aggiunti quali conservanti alle vernici
all'acqua e destinati a prevenirne le alterazioni batteriche. A questo scopo il più
diffusamente utilizzato è un mix 3:1 di 5-cloro-2-metil-4-isotiazolin-3-one (MCI) con 254
LC-TI 2003
metil-4-isotiazolin-3-one (MI). Ma come mai le bassissime concentrazioni di queste
sostanze presenti nell'aria degli ambienti abitativi - nei giorni immediatamente successivi
alla verniciatura il rilascio è infatti dell'ordine di soli 16 microgrammi/m2/h - possono
produrre effetti così acuti? E' stato provato che le vernici all'acqua non ne sono la causa
primaria ma solo un fattore scatenante su soggetti "sensibili" agli isotiazolinoni, per
esserne precedentemente entrati in contatto attraverso l'uso di quei rari cosmetici - per lo
più creme - che ancora ne contengono.
In considerazione di quanto precede, per MCI/MI, l'UFSP ha ritenuto opportuno fissare un
limite massimo di utilizzo di 15 mg/kg (0,0015%). E sull'etichetta dei prodotti dovranno
inoltre figurare le diciture "sensibilizzante" e "contiene isotiazolinone".
Resta solo da sperare che le imprese di pittura avvertano diligentemente i loro
committenti del pericolo.
Corso veleni
In collaborazione con la CREV dal 11 al 13 di novembre si è tenuto un "Corsi veleni", con
un totale di 26 partecipanti. Gli esami finali sono stati superati con successo da tutti i
candidati.
4.6.3 Nuova legge sui prodotti chimici (LPChim) e il suo rapporto con la protezione
del consumatore / lavoratore
Dopo il rifiuto dell'accordo dello SEE (Spazio Economo Europeo) che prevedeva tra l'altro
anche un'armonizzazione con l'UE per quanto concerne il commercio di prodotti chimici, il
Consiglio federale ha deciso, nell'interesse della competitività della nostra economia, di
rivedere totalmente la legge sui veleni adeguandola al diritto dell'UE. La nuova legge è
stata approvata dal Parlamento nel dicembre 2000. Lo scopo è quello di proteggere
l'essere umano e l'ambiente dagli effetti dannosi dei prodotti chimici e, nel contempo, di
formulare le necessarie disposizioni in modo tale da eliminare gli ostacoli al commercio
nei rapporti con l'UE.
Al momento è in fase di consultazione il relativo pacchetto di ordinanze. Vista la
complessa ed ampia opera di regolamentazione, l'entrata in vigore della nuova
legislazione è prevista per l'1.1.05.
L'armonizzazione con il diritto europeo comporterà considerevoli cambiamenti per i
commercianti di prodotti chimici, ma anche per coloro che li impiegano. Eccone alcuni:
Nuovo sistema di classificazione e caratterizzazione dei prodotti chimici
Le 5 classi di tossicità secondo l'attuale legge veleni saranno sostituite dai 7 pittogrammi
di pericolo (con le relative indicazioni supplementari) in vigore nell'UE. I pittogrammi di
tossico, corrosivo e nocivo si riferiscono a pericoli già contemplati dall'attuale legge.
55
LC-TI 2003
Di nuovo si aggiungeranno i pittogrammi di infiammabile, esplosivo, comburente e
pericoloso per l'ambiente.
Soppressione di numerose autorizzazioni per i veleni
Per il commercio di numerosi prodotti non sarà più necessario, come lo era finora, di
disporre di un'autorizzazione "veleni". Se da una parte ciò comporterà per gli utilizzatori
una facilitazione dal punto di vista amministrativo, dall'altra vi sarà un più forte impegno
d'autocontrollo e di autocertificazione.
Le ordinanze relative alla LPChim
Al momento, nel pacchetto PARCHEM in consultazione, sono le seguenti:
- Ordinanza sui prodotti chimici (OPChim). La OPChim rappresenta il "decreto base" per
l'utilizzo delle sostanze e dei preparati. Essa regola principalmente le condizioni e gli
obblighi al momento della messa in commercio delle sostanze, dei preparati e degli
oggetti (classificazione ed etichettatura) ed obblighi dopo l'immissione sul mercato
sull'uso delle sostanze e preparati.
- Ordinanza sui biocidi (OBioc). I biocidi sono sostanze o preparati chimici o biologici che
servono a combattere organismi nocivi (batteri, muffe, insetti, roditori, ecc.) a renderli
inoffensivi o a distruggerli. I biocidi hanno lo scopo di prevenire danni alle derrate
alimentari, agli oggetti d'uso, ai materiali di costruzione (es.:legno) Essi devono essere
messi sul mercato solo dopo regolare autorizzazione. Oltre all'autorizzazione l'OBioc
regola anche la loro distribuzione ed impiego.
- Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim). Prevede
numerose disposizioni speciali concernenti i prodotti chimici che, per loro proprietà ed
utilizzazione possono costituire per l'uomo e l'ambiente. Le disposizioni più importanti di
questa ordinanza sono:
• limitazioni e divieti relativi alla immissione sul mercato e all'impiego di determinati
prodotti
• divieti di produzione, disposizioni sullo smaltimento, obbligo di resa
• esigenze in rapporto alla distribuzione di certi prodotti chimici (conoscenze
tecniche in materia) oppure alla loro utilizzazione (autorizzazioni d'impiego)
• obbligo d'autorizzazione per i voli d'aspersione e per l'impiego di rodenticidi.
Questa ordinanza riprende in buona parte l'ordinanza sulle sostanze (OSost).
56
LC-TI 2003
- Ordinanza sull'importazione e l'esportazione di prodotti chimici (OIEPChim). Questa
ordinanza adatta al diritto nazionale le disposizioni della Convenzione PIC (direttive per
lo scambio di informazioni nel commercio internazionale di prodotti chimici) che la
Svizzera ha firmato nel 1998 e ratificato nel 2002. Essa ne precisa le disposizioni
materiali e definisce le competenze d'esecuzione. Per la protezione dei lavoratori in
Svizzera è d'importanza secondaria.
- Ordinanza sugli emolumenti in materia di prodotti chimici (OEPChim). Questa ordinanza
definisce le tasse e gli indennizzi che le autorità possono percepire nell'applicazione del
nuovo diritto sui prodotti chimici.
- Ordinanza sulle buone prassi di laboratorio. La buona prassi di laboratorio (BPL) è un
sistema di qualità adottato dal Consiglio dell'OCSE nel 1981 nella decisione sulla
reciproca accettazione dei dati per la valutazione dei prodotti chimici. L'ordinanza si
basa sugli articoli specifici della legge sui prodotti chimici e della legge sulla protezione
dell'ambiente che fissano criteri di qualità per gli studi che devono essere presentati alle
autorità nell'ambito delle procedure di ammissione e notifica.
- Ordinanza del DFI concernente la classificazione delle sostanze. Questa ordinanza
regola i dettagli della classificazione delle sostanze e, in particolare, l'adozione della lista
delle sostanze classificate ufficialmente dall'UE.
Il pacchetto PARCHEM non contiene l'avanprogetto per un'ordinanza sui prodotti
fitosanitari. Esso sarà messo in procedura di consultazione del Dipartimento
dell'economia.
Conclusione
Con la nuova legge sui prodotti chimici e le sue ordinanze, la Svizzera si integra nel
sistema europeo, creando in tal modo le condizioni per una piena partecipazione alla
ripartizione europea del lavoro nel campo dei prodotti chimici.
In base alla nuova legislazione, i nuovi prodotti chimici verranno controllati più
assiduamente soprattutto per quanto riguarda le proprietà determinanti per la protezione
dei consumatori e gli utilizzatori professionali.
57
LC-TI 2003
5. Nuove attrezzature burotiche e di laboratorio
______________________________________________________________________
Gruppi analisi chimiche
1 sistema di cromatografia liquida ad alta pressione Varian con 2 pompe Prostar 210,
autocampionatore Prostar 410, detettori a diodi Prostar 330 e fluorimetrico Prostar
363, workstation Star LC 6.0
1 sistema di cromatografia liquida ad alta pressione Varian con 2 pompe Prostar 210,
autocampionatore Prostar 410 e detettore a spettrometria di massa Varian 1200L
Quadrupole MS/MS (TRIPLE QUAD), workstation Star LC 6.0
1 sistema per la produzione di azoto e aria purissimi: Compressore d'aria Jun-Air Model
4000-40M, generatore di azoto Nitrox UHPLCMS 18 ed essicatore d'aria Pure AirDryer LGC070
1 spettrometro di emissione atomica a plasma ICP VISTA MPX Axial con
autocampionatore SPS 5, bagno termostatico (Nesslab model Merlin 33) Cooler Typ
001VD, workstation VISTA MPX ICP EXPERT
1 spettrometro gamma ORTEC con detettore GEM30P HPGe per la misura della
radioattività ad emissione gamma
1 sistema di misurazione della radioattività ad emissione alfa e beta, TRIATHLER
Multilabel Tester
4 bilance di precisione elettroniche Mettler (2) PG 2002-S DR, (2) PG 4002-S DR,
2 bilance analitiche elettroniche Mettler(1) AG 285 Dual range, (1) AG 204, (1)
3 evaporatori rotanti BUCHI R-205 con sistemi per il vuoto Vacuumbrand PC 2001
4 apparecchi per la produzione di acqua ultrapura MILLI-Q ACADEMIC
4 conduttivimetri digitali a muro ed accessori
4 regolatori di pressione 0-2 bar Millipore
1 bagno termostatico Gibertini BT 10D
2 frigoriferi EX (explosiongeschützt) modello FKS 3600
2 congelatori EX (explosiongeschützt) modello GSS 3626
4 carrelli Köttermann
3 armadi climatizzati Bola-Star
Microbiologia
3
6
1
1
1
1
1
1
1
1
incubatori con refrigerazione, programmabili, Marca Binder, Modello KB53
incubatori, Marca Binder, Modello BD53 e/o BD115
incubatore per anaerobiosi o microaerofilia, Marca Scholzen, Modello M21C
frigorifero, Marca Angelantoni, Modello 1500 TN
frigorifero, Marca Angelantoni, Modello 700 TN
pompa peristaltica, Marca Fill-Master
dosi dilutor, Marca AES, Modello Dosimat, inclusivo di stampante
bilancia analitica, Marca Mettler, Modello PG 2002-S
produttore di acqua distillata, Marca Millipore, Modello Milli-G
bagno-maria, Marca GFL, Modello 1002
58
LC-TI 2003
6. Attività analitiche
6.1 Dati statistici
Tabella riassuntiva dell’esito dell’esame di conformità dei campioni analizzati
dettagli vedi anche lista allegato 1)
Categoria merceologica
Numero
campioni
Latte
Prodotti di latte
Formaggio, preparazioni di formaggio, ziger, mascarpone
Olio commestibile e grasso commestibile
Maionese, maionese per insalata
Carne, prodotti a base di carne
Condimento, brodo, minestra, salsa
Cereali e leguminose, prodotti di macinazione
Pane, articoli di panetteria e di biscotteria
Budini e creme
Paste alimentari
Uova e ovoprodotti
Alimenti speciali
Frutta e verdura
Funghi commestibili
Miele e melassa
Articoli di confetteria e dolciumi
Succo di frutta e nettare di frutta
Sciroppi e bevande analcoliche varie
Succo di verdura
Acqua potabile, ghiaccio, acqua minerale naturale ed artificiale, acqua gasata
Caffè e surrogati di caffè
Tè, mate, tè di erbe e di frutti
Guaranà
Bevande istantanee e bevande pronte a base caffè, ecc.
Cacao, cioccolati, altri prodotti di cacao
Spezie, sale commestibile, senape
Vino, vino-mosto pastorizzato in fase di fermentazione, prodotti contenenti vino
Bevande spiritose, bevande alcoliche diluite a base di bevande spiritose
Aceto di fermentazione, acido acetico commestibile
Oggetti d’uso e materiali per la fabbricazione di oggetti d’uso
Cosmetici
Oggetti che entrano in contatto con le mucose, la pelle, i peli o i capelli; tessili
Oggetti d'uso per bambini, colori per dipingere, articoli per disegno e pittura
Campioni per il controllo dell’igiene
Totale derrate alim. e oggetti d'uso
Oggetti per analisi speciali (stupefacenti)
Acque di balneazione
Aria e contaminanti dell’aria (Radon)
Altro
Totale altri campioni
TOTALE
59
60
14
192
81
1
219
21
66
56
13
59
1
31
209
13
72
7
3
38
2
3644
1
3
3
5
4
2
55
303
1
3
48
27
12
31
5300
466
1783
112
39
2400
7700
Campioni
non
conformi
5
1
48
38
0
15
0
11
11
0
7
0
0
7
1
25
0
3
9
0
771
0
0
3
2
0
0
3
14
0
0
2
10
6
0
992
(per maggiori
%
non
conformi
8.3
7.1
25.0
46.9
0.0
6.8
0.0
16.6
19.6
0.0
11.8
0.0
0.0
3.3
7.7
34.7
0.0
100.0
23.7
0.0
21.1
0.0
0.0
100.0
40.0
0.0
0.0
5.4
4.6
0.0
0.0
4.1
37.0
50.0
0.0
LC-TI 2003
6.2 Analisi microbiologiche
6.2.1 Introduzione
L’attività del reparto ha tratto un immenso beneficio dall’insediamento - a fine gennaio
2003 - in una nuova struttura, che permette ora:
- un miglior flusso dei campioni durante le diverse fasi delle analisi microbiologiche
(accettazione, preparazione, messa in coltura, incubazione, conta, conferma), che sono
ora distintamente separate fra di loro
- la lavorazione di campioni in aree specifiche dedicate (p.es. acque potabili separate da
acque di balneazione)
- un’accresciuta automazione, soprattutto delle fasi di incubazione mediante incubatori
programmabili che non impongono più una presenza costante anche durante i finesettimana, con evidenti vantaggi anche dal punto di vista lavorativo
- l’automazione dei processi di controllo e verifica di parametri tecnici (p.es. controllo
automatico delle temperature degli incubatori e dei frigoriferi)
- un’aderenza alle Buone Pratiche di Laboratorio, in previsione anche dell’accreditamento;
- l’osservanza dei princìpi di biosicurezza.
6.2.2 Dati epidemiologici
Evoluzione di alcune malattie trasmesse da alimenti
L’”Ordinanza concernente la dichiarazione delle malattie trasmissibili dell’uomo” del
13.1.99 (stato il 9.3.99) e l’”Ordinanza concernente le dichiarazioni di medici e laboratori”
del 13.1.99 (stato il 13.2.01) impongono a medici e laboratori di notificare all’UFSP tutti i
casi di malattie trasmissibili, fra le quali ve ne sono diverse a trasmissione oro-fecale che
possono veder coinvolti alimenti e acqua. Fra queste citiamo: Campylobacter spp.,
Salmonella (para)typhi, Salmonella spp., Shigella spp., Escherichia coli enteroemorragici,
epatite A, Listeria monocytogenes. Inoltre vi è l’obbligo di dichiarazione anche per alcune
zoonosi (trasmissione da animali a essere umano), come per esempio Brucella spp.
Situazione a livello nazionale
Se all’inizio degli anni ’90 la situazione per le salmonellosi appariva chiaramente più
grave che non per le campylobatteriosi, negli ultimi anni si è assistito ad un importante
cambiamento di tendenza: una lenta ma costante regressione dei casi di salmonellosi,
con qualche picco estemporaneo dovuto ad episodi collettivi di grande ampiezza, e un
aumento dei casi di campylobatteriosi. Come mostrato dai grafici seguenti, per queste
due malattie si osserva inoltre a livello svizzero una tipica stagionalità con dei picchi estivi
e minimi invernali, dovuti sia alle temperature ambientali, sia alle abitudini alimentari
diverse fra estate (quando si consumano più piatti freddi e grigliate) e inverno (quando si
consumano piatti anche molto caldi), che al maggior movimento delle genti (p.es.
vacanze estive all’estero).
60
LC-TI 2003
Grafico: Evoluzione negli anni 1997-2003 dei casi di Salmonellosi dichiarati a livello
nazionale per 100'000 abitanti - Fonte: http://www.bag.admin.ch/infreporting/mv/d/index.htm
Grafico: Evoluzione negli anni 1997-2003 dei casi di Campylobatteriosi dichiarati a livello
nazionale per 100'000 abitanti - Fonte: http://www.bag.admin.ch/infreporting/mv/d/index.htm
Situazione a livello cantonale
Anche se la tendenza internazionale e nazionale citata sopra è confermata pure a livello
cantonale, i dati prodotti nel 2003 dall’UFSP per il Canton Ticino mostrano comunque
qualche anomalia degna di essere discussa:
Tabella: Casi di Salmonellosi e Campylobatteriosi dichiarati in Ticino negli anni 19982003, per 100'000 abitanti. - Fonte: http://www.bag.admin.ch/infreporting/mv/d/index.htm
Malattia
Salmonellosi
Campylobatteriosi
1998
205
176
1999
148
187
2000
180
233
Anno
2001
166
189
2002
158
174
2003
196
161
Come visibile dalla tabella, nel 2003 sono stati dichiarati 196 casi di Salmonellosi, il 25%
in più dei 158 dell’anno precedente. Questo aumento, all’interno di una tendenza
61
LC-TI 2003
comunque al ribasso, è essenzialmente dovuto ad un unico episodio che ha visto
coinvolte alcune decine di persone in Leventina e Riviera (vedi capitolo seguente). La
rappresentazione grafica seguente mostra chiaramente questo “cluster”, che si
contraddistingue per 16 casi in Leventina (incidenza di 159 casi per 100'000 abitanti) e 10
casi in Riviera (incidenza di 97 casi per 100'000 abitanti), tutti imputabili al consumo dello
stesso alimento nella stessa circostanza.
I casi di campylobatteriosi annunciati in Ticino sembrerebbero -dopo il picco di 233 casi
dell’anno 2000- in leggero regresso. Da studi effettuati alla fine dello scorso decennio da
parte dell’UFSP, molti dei casi di campylobatteriosi sono acquisiti durante viaggi
all’estero: quanto l’emergenza SARS con la conseguente riduzione documentata dei
movimenti aerei nel nostro Paese oppure quanto altre variabili (come una miglior cottura
della carne di pollo nota per essere un veicolo di Campylobacter) abbiano influito su
questa tendenza non è dato di sapere.
62
LC-TI 2003
Grafico: Alcuni episodi collettivi di Salmonellosi identificati in Svizzera nel 2003, con
particolare evidenza per quelli in Leventina e Riviera, imputabili allo stesso alimento.
Fonte: http://www.bag.admin.ch/infreporting/mv/d/index.htm
63
LC-TI 2003
6.2.3 Annunci al LC per tossiinfezioni o intossicazioni alimentari
È un dato di fatto che i dati ufficiali fanno riferimento unicamente alle dichiarazioni fatte
dai medici e dai laboratori al competente Ufficio federale. Pur essendo significativi ed
indicativi della situazione, essi non mostrano certamente in misura corretta il numero di
casi reali. Molteplici fattori fan sì che:
- solo una minima parte dei pazienti affetti da patologie gastroenteriche si rivolgano al
proprio medico
- solo una minima parte dei medici prescrive un’analisi coprologica (delle feci) esaustiva
ogni volta che si trova di fronte a patologie gastroenteriche. I sintomi non vengono
pertanto associati ad un patogeno particolare
- solo una minima parte dei medici investiga in modo approfondito l’eventuale
coinvolgimento di derrate alimentari in caso di episodi di gastroenterite. I sintomi non
vengono pertanto associati al consumo di un alimento particolare
- i parametri analitici relativi agli esami coprologici di routine coprono solo una parte degli
agenti tossinfettivi.
È internazionalmente riconosciuto, anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che i
dati ufficialmente riportati nelle statistiche nazionali rappresentano solo il 10% al massimo
di tutti i casi.
Anche in Ticino è ipotizzabile che coloro che si sono rivolti al proprio medico non siano
più del 10% di quelli che hanno in effetti sofferto di patologie gastro-intestinali. Anche
coloro che si rivolgono al Laboratorio cantonale richiedendo un intervento ufficiale dopo
essere stati male a seguito del consumo di alimenti, sono costantemente - e oseremmo
dire fortunatamente - in un numero molto limitato. È ovvio che i sintomi di una
intossicazione o tossi-infezione alimentare sono talvolta così poco severi e comunque
risolvibili in poco tempo (due o tre giorni al massimo) che i pazienti recuperano uno stato
di salute soddisfacente prima ancora di aver deciso di andare dal medico o di coinvolgere
gli organi di controllo competenti.
Casi di tossinfezioni (presunte o confermate) segnalati durante il 2003 al LC
Data
Segnalato
da
10.3.2003 Paziente
5.6.2003 Paziente
Numero
persone
coinvolte
1
1
20.6.2003 Medico
almeno 12
2
11.7.2003 Medico
3
1
4.8.2003
20.8.2003
26.9.2003
30.9.2003
3
4
6
3
3
Paziente
Ospedale
Medico
Medico
30.9.2003 Paziente
1
Di cui
ospedalizzati
0
1
Agente sospetto
Enterotossine
Salmonella Enterica
biovar Enteritidis
Alimento
sospetto o altra
trasmissione
Formaggio d’Alpe
Uova
Diverse carni alla
griglia e contorni
Mayonnaise
0
1
0
1
Salmonella Enterica
biovar Coeln
Salmonella Enterica
biovar Enteritidis
Enterotossine
Salmonella spp.
Salmonella spp.
Virus Epatite A
Formaggio d’Alpe
Non identificato
Non identificato
Non identificato
1
Guardia lamblia
Non identificato
36
7
Totale
) L’esito della conferma analitica è indicato solo se l’analisi di campioni di derrate alimentari è stata effettuata.
64
Conferma
analitica negli
alimenti1
Negativa
Positiva nelle
ovaiole
produttrici
Negativo in
acqua potabile
Negativo in
acqua potabile
in un caso
LC-TI 2003
Due sono gli episodi degni di essere commentati in questa sede:
1. Il primo interessante caso è quello occorso nella seconda metà di giugno in Leventina
e Riviera e che ha visto coinvolte almeno 12 persone con generalità a noi nota (e
intervistate nell’ambito dell’indagine epidemiologica), ma che in totale ha
probabilmente toccato più persone (vedi anche capitolo precedente). I malcapitati
hanno tutti, in giorni diversi durante l’evento, consumato specialità alla griglia e
contorni in un ristorante da campo allestito in occasione di una festa campestre. La
segnalazione, da parte del medico curante di un paziente, ci è purtroppo giunta
quando ormai l’evento si era concluso, non vi erano più resti di alimenti a disposizione
per un’analisi e tutto il materiale usato per la preparazione dei cibi era stato rimosso
dal luogo. Unici reperti a disposizione, per meglio investigare l’accaduto, sono stati i
ceppi batterici isolati dalle feci di quei pazienti le cui analisi sono state fatte presso
l’ICM e inviati al NENT, Centro di referenza svizzero per i patogeni enterici, di Berna.
Questo interesse da parte dell’Autorità nazionale è stato dettato dal fatto che
Salmonella Enterica biovar Coeln, estremamente rara sia in Svizzera (sempre meno di
5 casi all’anno nel 2000-2002), è apparsa nel 2003 con una frequenza maggiore sia
da noi (oltre all’episodio in Leventina-Riviera ci sono stati casi a Lucerna e Prilly) che
in Germania e in Francia. Il NENT sta ancora analizzando i ceppi dal punto di vista
biologico-molecolare e serologico; i risultati ottenuti saranno confrontati con quelli di
altri ceppi isolati da pazienti tedeschi e francesi in occasione di epidemie avvenute in
quei due paesi nello stesso periodo. Dovessero queste indagini comparative
confermare l’unicità del ceppo, si potrebbe concludere che gli alimenti coinvolti nelle
tre epidemie sono stati contaminati nelle fasi iniziali di una catena alimentare sempre
più lunga e transfrontaliera, fatto questo che implica una risposta internazionale anche
nell’ambito del controllo delle derrate alimentari.
2. Il secondo caso, quello riguardante un episodio singolo di salmonellosi dovuto a
Salmonella Enterica biovar Enteritidis, mette in evidenze come la collaborazione fra
diversi servizi dello Stato sia indispensabile per risolvere problemi che toccano
momenti e competenze diverse all’interno della catena alimentare. Su segnalazione
del medico curante siamo stati informati di una giovane, consumatrice assidua di uova
acquistate presso un contadino locale, ospedalizzata a causa di una grave forma di
gastroenterite da Salmonella. Immediatamente contattata, non è più stato possibile
recuperare uova al suo domicilio ma l’intervento dell’Ufficio del veterinario cantonale
presso il produttore ha messo in evidenza che tutte le ovaiole presenti in azienda
erano infettate con il patogeno. In applicazione alla Legge federale sulle epizoozie tutti
gli animali sono stati eliminati.
In accordo con l’Ufficio del medico cantonale, vengono inoltre meglio investigati dal LC
(talvolta anche mediante intervista telefonica) quei casi apparentemente singoli che
mostrano però una o più relazioni con altri casi simili. Vale per esempio laddove lo stesso
patogeno viene isolato nel corso di brevi periodi da più persone che abitano in una zona
ristretta di territorio, oppure quando lo stesso patogeno è riscontrato in una fascia di
popolazione della stessa età, o dello stesso sesso, ecc.: In questa categoria vale la pena
citare che nel corso del 2003 sono stati, qua e là nel tempo, isolati dal ICM e da altri
laboratori privati alcuni ceppi di Salmonella Enterica biovar Napoli. Questo serotipo è
apparso con una certa frequenza in Svizzera solo negli ultimi 3-5 anni, quasi
esclusivamente nel corso dei mesi di giugno-settembre e con un massimo in luglioagosto. Sempre secondo il NENT, che cura i contatti internazionali in ambito
epidemiologico e con il quale si è cercato di meglio capire il fenomeno, l’isolamento di
S.napoli è circoscritto regionalmente e si limita –curiosamente- al Canton Ticino e alla
65
LC-TI 2003
vicina zona italiana del Lago Maggiore. Grazie ad una collaborazione tra il NENT e
l’omologo laboratorio di referenza italiano è in corso la tipizzazione biologico-molecolare e
serologica dei ceppi ticinesi e di quelli italiani per verificarne il grado di parentela e
formulare, nel limite del possibile, misure di controllo per evitare il ripetersi stagionale di
questo fenomeno.
6.2.4 Adeguamento alle norme di biosicurezza
Nel corso del 2003, a seguito del trasloco nella nuova sede di Bellinzona, si è proceduto
ad una nuova analisi del rischio connessa con la manipolazione in laboratorio di
organismi patogeni. L’analisi si è conclusa con la classificazione del reparto di
microbiologia del Laboratorio cantonale nella classe di rischio 2, ciò che implica
l’adozione di particolari misure di biosicurezza in conformità con la specifica legislazione
vigente.
6.2.5 Partecipazione a controlli di qualità esterni
Anche nel corso del 2003 sono proseguiti i controlli esterni di qualità utilizzando campioni
appositamente preparati e messi a disposizione dai Laboratori di sanità pubblica inglesi di
Colindale/Londra (Public Health Laboratory Service, PHLS). Sono stati analizzati
campioni artificialmente contaminati con Salmonella spp., Campylobacter spp., Listeria
monocytogenes, Staphylococcus aureus, Bacillus cereus, Clostridium perfringens,
Escherichia coli enteroemorragici O157:H7, Pseudomonas aeruginosa, nonché con
batteri indicatori (enterobatteriacee/coliformi e germi aerobi mesofili). I risultati ottenuti dal
Laboratorio cantonale sono sempre in media con quelli prodotti da altri 260 istituzioni
europee.
È pure continuata una collaborazione simile con i Laboratori di Sanità Pubblica inglesi di
Norwich (Public Health Laboratory Service, PHLS) nel settore delle acque potabili e
acque di balneazione, con una performance vicina al 100%.
6.2.6 Organizzazione di test interlaboratorio per l’analisi dell’acqua nel Canton
Ticino
Con l’introduzione dell’autocontrollo presso le aziende e i dicasteri comunali responsabili
del trattamento e distribuzione delle acque potabili è da tempo obbligatorio per queste
istituzioni produrre a frequenze prestabilite risultati di analisi sull'acqua distribuita. In
quest’ottica i comuni e le aziende devono far capo a laboratori analitici che prestano
questo tipo di servizio: per ottemperare a questa esigenza, alcuni comuni si rivolgono a
strutture private.
Nell’ambito del controllo dell’autocontrollo effettuato dal LC rientra logicamente anche la
valutazione dell’attività di quei laboratori che lavorano, come prestatori di servizio, per i
Comuni. A questo scopo è stato organizzato anche nel 2003 un test interlaboratorio al
quale hanno partecipato oltre al LC stesso anche i 4 laboratori privati, che hanno tutti
ottenuti risultati molto soddisfacenti.
66
LC-TI 2003
6.3 Analisi chimiche
Nel corso dei primi mesi l'attività dei reparti è stata fortemente condizionata dal
trasferimento nella nuova sede di Bellinzona.
Ciò ha comportato l'accurato smontaggio e messa in sicurezza di tutti i delicati apparecchi
scientifici, normalmente sempre mantenuti in condizioni operative, come pure
l'imballaggio di tutti gli accessori relativi, nonché di tutto il materiale di laboratorio, dalla
vetreria al materiale corrente. Reattivi, solventi, acidi, ecc., dopo attenta selezione, sono
stati preparati conformemente alle prescrizioni, per il trasporto nella nuova sede.
Con notevole impegno di tutto il personale, il tutto è poi stato risistemato nei nuovi
laboratori, con grande attenzione per la reinstallazione e la rimessa in funzione dei
numerosi apparecchi, prestando particolare attenzione ai collegamenti elettrici, alle linee
dei gas, alla verifica dei software, ecc., completando il tutto con i numerosi tests previsti
per la rimessa in condizioni operative ottimali.
Con orgoglio abbiamo potuto constatare che il tutto si è svolto in modo ottimale, senza
che si siano verificati rotture o guasti e senza richiedere l'intervento dei tecnici della varie
ditte fornitrici di tali attrezzature.
Parallelamente si è provveduto all'installazione di quelle attrezzature, quali ad es. i sistemi
per la produzione di acqua distillata, gli evaporatori rotanti, ecc., che ormai largamente
obsoleti non sono stati portati a Bellinzona, ma sono stati sostituiti con nuovi modelli,
dietro bonifico da parte dei fornitori, in seguito a ripresa per scopi didattici.
A scadenze ravvicinate sono poi stati installati e rapidamente messi in funzione i nuovi
apparecchi, ai quali già si era accennato nel rapporto 2002, che hanno permesso al
Laboratorio cantonale l'adozione e lo sviluppo delle tecniche analitiche più aggiornate.
Si è trattato in particolare:
- di un sistema gascromatografico con campionatore automatico per iniezioni liquide o a
spazio di testa e detettori ECD e FID, già acquistato a fine 2002
- di un nuovo sistema di cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC) con detettori a
diodi (DAD) e a fluorescenza (Fl), in sostituzione di un vecchio apparecchio ormai
obsoleto
- di un sistema analogo di cromatografia liquida ma con detettore a selezione di massa
(LC-MS-MS) che, assieme al sistema di gascromatografia con detettore (GC-MS) in
nostra dotazione già da parecchi anni, permette l'identificazione sicura e la
quantificazione di quelle sostanze estranee risultate positive alle analisi preliminari
- di uno spettrometro di emissione atomica a plasma (ICP-OES), ad integrazione dello
spettrometro ad assorbimento atomico già in nostra dotazione da tempo, che in pochi
secondi permette la determinazione simultanea di decine di metalli
- di un sistema per la determinazione dei radionuclidi nelle derrate alimentari,
comprendente sia uno spettrometro gamma, sia un'unità per la misurazione di radiazioni
alfa e beta.
Tutti questi apparecchi, le cui scelte, valutazioni, affinamento delle offerte, ecc. hanno
richiesto un notevole impegno, sono stati ottenuti, grazie alla nostra reputazione ed ai
buoni rapporti con i fornitori, a condizioni particolarmente favorevoli, che hanno permesso
di sfruttare al meglio i crediti generosamente messi a nostra disposizione per la
sistemazione dei nuovi laboratori.
Con grande soddisfazione ha così potuto aver luogo il 17 marzo l'inaugurazione ufficiale,
cui hanno fatto seguito nel corso del mese di maggio le giornate ufficiali delle porte aperte
67
LC-TI 2003
e quelle in occasione dell'anno internazionale dell'acqua, organizzate con grande
impegno dai reparti di chimica e di microbiologia.
6.3.1 Reparto analisi I
_______________________________________________________________________
Il 2003 è stato un anno di grande impegno a seguito dell'insediamento nella nuova sede
di Bellinzona. Molte energie sono state profuse (e molto lavoro deve ancora essere fatto)
nell'introduzione delle nuove sofisticate tecniche analitiche che permettono l'ampliamento
e l'affinamento delle possibilità operative del reparto. Si tratta in particolare del sistema
per la cromatografia liquida ad alta performanza provvisto del rivelatore a selezione di
massa citato al paragrafo 6.3. Sono in fase di sviluppo opportune procedure operative
standard che prevedono il suo impiego per le analisi di conferma in particolare degli
antibiotici presenti nelle derrate alimentari. Per tali sostanze la possibilità di confermare
attraverso la tipologia dei frammenti la molecola oggetto d'indagine rende questo
rilevatore estremamente selettivo. Anche nel campo dell'analisi di metalli e metalloidi è
stato possibile iniziare nel mese di ottobre la messa a punto di ulteriori metodi di analisi
grazie al nuovo spettrometro di emissione atomica al plasma che permette in pochi
secondi la determinazione simultanea di decine di contaminanti metallici nell'acqua ed in
altre matrici.
Numerose sono state le analisi finalizzate alla verifica delle esigenze minime e delle
caratteristiche di composizione, alla ricerca di additivi ed alla quantificazione di tracce di
contaminanti organici ed inorganici in derrate alimentari, oggetti d’uso ed acqua potabile.
Diversi gli argomenti di particolare interesse trattati. Citiamo i monitoraggi su bevande
analcoliche ed alcoliche ed uno sul miele di produzione ticinese per i quali particolare
attenzione è stata rivolta alla ricerca di contaminanti in tracce di diversa natura ed origine.
Quest'anno il LC ha dovuto far fronte a delle eccezionali sollecitazioni per l'esecuzione di
analisi di THC per conto della polizia cantonale scientifica: a marzo 2003 è scattata una
vasta operazione di contrasto al proliferare di produzione e commercio illegali di canapa.
Infatti il Cantone Ticino, grazie al suo invidiabile clima e per il fatto di trovarsi al confine
con l’Italia, in questi ultimi anni era oramai divenuto un ambito luogo per la produzione e
lo smercio di canapa particolarmente ricca di 9-tetraidrocannabinolo ( 9-THC) e di
prodotti derivati. Non solo i “canapai” - punti vendita nei quali era possibile l’acquisto delle
più svariate mercanzie a base di canapa, dal sacchetto odoroso contenente fiori secchi
ad alto tenore di THC ad alimenti quali tè, birra, vino, pasta, ecc. - attivi nella nostra
regione erano divenuti sempre più numerosi, ma anche la produzione indigena di canapa
aveva oramai raggiunto livelli notevoli. In particolare si possono citare le coltivazioni in
terreno aperto (terreni agricoli sottratti alla loro originale funzione per questa nettamente
più rimunerativa monocoltura) e quelle al coperto "indoor" praticate in veri e propri
ambienti altamente tecnologici (spazi illuminati artificialmente "ad hoc", temperature
ottimali di crescita, terreni scientificamente concimati, trattamenti fitosanitari, ecc.).
Nell’ambito del programma annuale di verifiche relative alla contaminazione da inquinanti
di origine antropica nei pesci dei laghi Ceresio e Verbano, il reparto si è occupato della
determinazione di arsenico, mercurio, cadmio, piombo, rame, cromo e zinco. Inoltre,
come nel 2002, per conto dell’UPDA-SPAAS del DT di Bellinzona sono stati monitorati,
accanto agli elementi sopracitati, alluminio e nichelio nel pesce proveniente da diversi
corsi d’acqua ticinesi. Accuratezza e precisione dei metodi d’analisi per spettrometria di
assorbimento atomico sono state costantemente verificate con opportuni materiali di
68
LC-TI 2003
referenza a tenore certificato degli elementi sopracitati, quali un preparato
epatopancreatico di aragosta (TORT-2) ed un muscolo di pescecane liofilizzato (DORM2), ottenuti dal Community Bureau of Reference (BCR), con sede a Bruxelles.
In occasione delle giornate delle porte aperte e delle visite per l'anno internazionale
dell'acqua il reparto è stato sollecitato sia nel lavoro di presentazione che in quello
analitico con l'offerta ai visitatori di un pacchetto di analisi gratuite inerenti lo stato di
alterazione di oli e grassi da friggitrice delle economie domestiche, il test del nichel su
oggetti contenenti nichelio che, secondo la loro destinazione, restano a lungo tempo a
contatto con la pelle quali anelli, orecchini, collane, fibbie di cinture, e l'analisi chimica
dell'acqua potabile in particolare quella di sorgenti e pozzi privati.
Il reparto ha inoltre partecipato al consueto studio collaborativo interlaboratorio
organizzato dalla “Haute école valaisanne” (HEVs) che aveva come obiettivo la verifica
delle prestazioni analitiche e dei parametri di precisione dei principali metodi impiegati nei
laboratori che svolgono analisi sull’acqua potabile.
Infine va segnalata l’organizzazione e la gestione della prova di chimica analitica degli
esami finali di tirocinio per apprendisti laboratoristi in chimica. La sessione 2003 ha avuto
luogo presso i nostri laboratori dal 23 al 26 giugno. I temi proposti comprendevano le
determinazioni della durezza totale e selettivamente di calcio e magnesio con opportune
quanto specifiche titolazioni complessometriche, rispettivamente del ferro per
spettrofotometria.
6.3.2 Reparto analisi II
_______________________________________________________________________
Anche nel 2003 sono state effettuate numerose analisi per la determinazione di residui di
pesticidi in frutta, ortaggi e funghi, analisi che richiedono un grande impegno analitico e
l’utilizzo di strumenti sofisticati quali ad es. gascromatografi con detettori specifici e
spettrometri di massa.
Con un esiguo numero di campioni non conformi anche nel corso del 2003 è stato in
generale costatato il rispetto delle buone pratiche produttive, nonostante sia stata
nuovamente riscontrata per alcune derrate, la tendenza all’utilizzazione di un grande
numero di sostanze attive.
Pure numerose sono state le analisi eseguite mediante gascromatografia a spazio di
testa con detettore ECD su campioni di miele ticinese ed italiano per la ricerca e il
dosaggio di un'eventuale contaminazione da para-diclorbenzolo, sostanza usata contro le
buone pratiche di produzione nonostante le raccomandazioni del Centro svizzero di
ricerche apicole della Stazione federale di ricerche lattiere di Liebefeld, per la protezione
dei favi contro le tarme della cera.
Molteplici pure le ricerche di contaminanti in campioni di acqua di falda.
Per quanto riguarda l'inquinamento del Lago Maggiore con DDT è stato possibile
osservare una riduzione del tenore medio nei pesci. Si è infatti passati dal valore medio di
1'862 µg/kg riscontrati nel 2002 negli agoni, ad una concentrazione media di 1'289 µg/kg
corrispondente a quella riscontrata nell'anno 1997.
69
LC-TI 2003
6.3.3 Reparto analisi III
_______________________________________________________________________
Nel 2003, il reparto ha svolto attività analitiche nell'ambito sia dell'applicazione della
legislazione in materia di derrate alimentari sia, per quanto compete al LC, della
legislazione in materia di radioprotezione. Il reparto si è occupato in particolare della
ricerca di residui di medicinali veterinari, di radioattività - radon compreso, di organismi
modificati geneticamente, della presenza di parassiti in diverse specie di pesce e della
ricerca di virus dell'epatite A (HAV) mediante RT-PCR in campioni di acqua.
Una campagna particolare è stata quella sulla ricerca di residui di farmaci veterinari nel
latte di vacca e di capra prelevato da diversi produttori in collaborazione con il SICL.
Una serie di farine di mais per polenta, sono state controllate per l’eventuale presenza in
esse di qualità OMG non permesse in Svizzera.
Dal 1992, il nostro laboratorio effettua misure della concentrazione di gas radon nelle
abitazioni del cantone. Il numero totale di abitazioni controllate alla fine del 2003 superato
le 5'500 unità.
70
LC-TI 2003
6.4 Informazioni su singole derrate, oggetti d'uso, altro
6.4.1 Latte
Tutti i 19 campioni di latte intero pastorizzato e latte drink parzialmente scremato, 4 dei
quali di produzione biologica, sottoposti all'analisi di densità, sostanza secca, tenore di
grasso e contenuto di proteine, sono risultati conformi soddisfacendo le rispettive
esigenze minime e caratteristiche di composizione fissate dall'ODerr.
Nessun problema è stato riscontrato nei 63 campioni di latte crudo, prelevati
direttamente dai produttori e sottoposti alla verifica di un eventuale annacquamento con
la misura dell'abbassamento del punto crioscopico.
Residui di medicamenti veterinari
In occasione della campagna conoscitiva effettuata in collaborazione col SICL per
determinare la presenza di radionuclidi artificiali (vedi paragrafo 6.4.25, radioattività), nei
35 campioni di latte di capra (23) mucca (6) e misti mucca-capra (6) prelevati, si sono
voluti mettere in evidenza eventuali residui di medicamenti veterinari. Mediante Charm
test sono stati controllati presidi veterinari appartenenti alla categoria dei beta-lactami,
sulfamidici e aminoglicosidi. Tutti i campioni sono risultati conformi.
Radionuclidi (Cs-137)
Per il Cs-137, sono stati analizzati 10 campioni di latte provenienti da alpi ticinesi,
destinati alla produzione casearia, e 3 latti destinati al consumo (Tetrapack prodotti dalla
LATI). La metà dei campioni prelevati sugli alpi ha fatto registrare un superamento del
VT per il Cs-137 (VT= 10 Bq/kg), con un valore massimo di 112.38 Bq/kg, un valore
minimo di 4.38 Bq/kg ed valore medio di 23.5 Bq/kg. Per contro, i campioni destinati al
consumo diretto hanno fatto registrare valori inferiori a 1 Bq/kg. Va sottolineato che il
procedimento caseario di trasformazione del latte permette l'abbattimento della
contaminazione di Cs-137 di ca 10 volte (ca. il 90% del contaminante resta nel siero).
Analisi microbiologica sul latte pastorizzato
Diciotto campioni di latte pastorizzato (intero o parzialmente scremato) sono stati
analizzati immediatamente dopo il prelievo e – dopo appropriata conservazione in
frigorifero a 4°C - alla data di scadenza indicata dal produttore. Tutti i campioni, che dal
test della fosfatasi risultavano essere correttamente pastorizzati, sono risultati pure
conformi per i Germi aerobi mesofili, per le Enterobatteriacee e per Bacillus cereus.
6.4.2 Panna
3 campioni di panna intera pastorizzata sottoposti all'analisi di densità, sostanza secca,
tenore di grasso e contenuto di proteine, sono risultati conformi soddisfacendo le
rispettive esigenze minime e caratteristiche di composizione fissate dall'ODerr.
Gli stessi campioni sono stati sottoposti a test di conservazione, procedendo ad una
analisi in doppio: al momento del prelievo e alla data di scadenza dopo mantenimento in
71
LC-TI 2003
frigorifero a 4°C. Uno dei campioni, perfettamente in ordine al momento del prelievo, non
ha superato il test: la sua carica batterica è aumentata durante la conservazione fino a
superare il valore di tolleranza specifico (quindi senza pericolo per il consumatore). La
problematica è abbastanza nota ed è dovuta a germi psicrofili (in grado di crescere
anche se lentamente a temperature di refrigerazione) del genere Pseudomonas che
ricontaminano il prodotto dopo la pastorizzazione, generalmente in produzione laddove vi
sono residui di acqua di lavaggio stagnante che entra in contatto con il latte già trattato.
6.4.3 Formaggi
Grado di consistenza
Per 44 campioni di formaggio di diverse qualità è stata definita la designazione dei gradi
di consistenza secondo il tenore d’acqua nel formaggio sgrassato (tafs).
Formaggini freschi
Robiole, büscion e altri tipi di formaggio fresco (p.es. ricotta di produzione indigena) sono
stati oggetto di attenzione in un’unica campagna, durante la quale sono stati analizzati
67 campioni di cui 43 büscion, 21 robiole e 3 ricotte. I parametri considerati sono stati le
Enterobatteriacee (indicatori di scarsa igiene), S. aureus, Listeria monocytogenes. Su 43
di questi campioni è stata pure eseguita la prova della fosfatasi, come indice di
trattamento termico.
Come riassunto nella tabella seguente, quest’anno si è potuto constatare come un parte
maggiore di produttori (più del 90%) risani il latte crudo mediante termizzazione,
portandolo, come raccomandato dal LC, a 65°C per almeno 15 minuti. Ben 40 su 43
campioni testati sono risultati fosfatasi negativi, quindi aver subito il raccomandato
trattamento termico. Questo si rispecchia nel livello di non conformità più basso degli
ultimi 5 anni: solo dodici campioni sono risultati non conformi per Enterobatteriacee
(superamento del valore di tolleranza di 1'000 UFC/g in 7 campioni) e/o per S. aureus
(superamento del valore di tolleranza di 100 UFC/g in 7 campioni e del valore limite di
10'000 UFC/g in 1 campione). In nessun campione è stata reperita Listeria
monocytogenes.
Nonostante negli ultimi anni non ci siano stati episodi comprovati di intossicazione
collettiva da S. aureus nel nostro Cantone (miglioramento dovuto certamente al citato
intervento del LC con l’imposizione della termizzazione a 65°C per 15 minuti della
materia prima), il livello igienico dei formaggini nostrani può ancora essere migliorato.
72
LC-TI 2003
Numero di produttori
ispezionati
Numero di campioni
analizzati
Numero e % di
campioni non
conformi secondo
ORI, per
Enterobatteriacee e
S. aureus
Numero e % di
campioni non
conformi secondo
ORI per
L.monocytogenes
Numero e % di
produttori con
superamento del VL
per S. aureus
Numero e % di
produttori con
superamento del VT
per S. aureus
Numero e % di
produttori che
sistematicamente
non termizzano
Numero e % di
campioni dichiarati
erroneamente
termizzati
(termizazzione
secondo LC)
primavera
1999
estate
1999
primavera
2000
estate
2000
estate
2001
primavera
2002
estate
2002
2003
60
33
47
21
31
45
33
52
84
46
64
27
74
67
73
67
41
(49%)
23
(50%)
15
(23%)
10 (37%)
28 (38%)
23
(34%)
19
(26%)
12
(18%)
-
-
-
-
-
-
-
0
11
(18%)
1
(3%)
3
(6%)
1
(5%)
1
(3%)
2
(4%)
0
1
(2%)
13
(22%)
6
(18%)
1
(2%)
3
(14%)
4
(13%)
4
(9%)
4
(12%)
7
(13%)
16
(26%)
5
(15%)
7
(15%)
7
(21%)
8
(25%)
3
(7%)
4
(12%)
3
(7%)
7
(8%)
8
(24%)
6
(9%)
7
(33%)
12 (38%)
13
(16%)
9
(13%)
3
(7%)
Formaggi semiduri e molli di produzione indigena
Nell’ambito di una campagna nazionale, effettuata in collaborazione con il SICL, sono
stati prelevati e analizzati 145 campioni di formaggi semiduri (tipo “alpe”, di cui 46 con
latte di capra e 99 con latte di mucca) e 11 campioni di formaggi molli (tipo formagella, di
cui 2 con latte di capra e 9 con latte di mucca).
I parametri considerati per i formaggi d’alpe sono stati E. coli, S. aureus e Listeria
monocytogenes. Dieci campioni sono risultati non conformi, di cui 6 per la presenza di E.
coli sopra il valore di tolleranza di 1'000 UFC/g e 5 per S. aureus (3 sopra il valore di
tolleranza di 1'000 UFC/g e 2 sopra il valore limite di 10000 UFC/g). In nessun campione
è stata trovata Listeria monocytogenes. Per i formaggi molli sono stati considerati gli
stessi parametri con l’aggiunta delle Salmonelle. Due sono risultate essere le non
conformità per il superamento del valore di tolleranza per E. coli (1 campione) e del
valore limite per S. aureus (2 campioni). La situazione può essere senz’altro giudicata
come soddisfacente.
Formaggi semiduri di produzione estera
Sono stati analizzati 14 campioni di formaggio estero tipo Fontal, Fontina, Asiago,
Manchego, Bel Paese, Montasio ecc.. Sono risultati tutti conformi, anche se due di essi
hanno presentato una leggera contaminazione con E. coli.
73
LC-TI 2003
6.4.4 Grassi ed oli commestibili
______________________________________________________________________
Oli e grassi da friggitrice
Dal controllo di oli e grassi da friggitrice di esercizi pubblici è risultato che su 73 campioni
sospetti di alterazioni all'esame preliminare ispettivo, 38 pari al 52.0% erano non
conformi a causa di un contenuto in parti polari (PP) superiore al valore di tolleranza di
270 g/kg.
6.4.5 Carne e prodotti carnei
Vitello tonnato
È risultato conforme un campione di vitello tonnato sfuso sottoposto alla verifica della
specie animale ed alla ricerca degli additivi E250 (nitrito di sodio) ed E251-252 (nitrato di
sodio-potassio) che sono risultati assenti da questo prodotto.
Analisi microbiologica
Per la loro natura stessa, carne e prodotti carnei sono più soggetti di altri ad una
contaminazione microbica. E ovviamente sono sottoposti a tests con una frequenza
maggiore. Durante quest’anno sono state svolte tre distinte indagini sulla qualità
microbiologica di prodotti di carne cruda pronti al consumo, di salumeria e di kebab.
Sono stati dapprima analizzati 14 campioni di carpaccio di manzo e macinata di manzo
per tartare, sui quali si sono cercate la Salmonella spp. e Listeria monocytogenes. Se per
la prima i risultati sono ottimali (assenza in tutti i campioni), in tre campioni (due carpacci
e un tartare) è stata reperita Listeria monocytogenes. Pur se i test quantitativi hanno
mostrato che la contaminazione era molto bassa (inferiore a 100 UFC/g), la presenza di
questo patogeno non è tollerata in questo tipo di derrata ed è indice di scarsa igiene
durante la lavorazione e trasformazione della materia prima. Un problema che può essere
risolto con una certa facilità se si applicano a dovere appropriati piani di pulizia di
superfici e di apparecchi negli ambienti produttivi.
Assolutamente ineccepibili sono per contro risultati 23 campioni di salumeria cotta
(prosciutto cotto, Fleischkäse e Lyoner, pollo cotto, ecc.), nei quali non si sono trovate nè
Salmonella né Listerie monocytogenes.
Diciannove dei 21 campioni (ca. 90%) di Kebab prelevati da esercizi pubblici “etnici”
particolari (medio-orientali in generale, ma turchi in particolare) sono risultati
igienicamente conformi. In nessun campione si sono trovate Salmonella e Clostridium
perfringens (patogeni tipici dei prodotti carnei di questo tipo). In un campione è stata
constatata una leggera contaminazione da Enterobatteriacee (scarsa igiene), in un altro
invece una loro presenza più massiccia, associata a quella di alcuni stafilococchi (scarsa
igiene del personale). La situazione è comunque oltremodo soddisfacente.
74
LC-TI 2003
6.4.6 Pesci e crostacei
Pesci del commercio
Molto lavoro resta ancora da fare dagli addetti ai lavori (produttori e grossisti) al fine di
poter garantire con sicurezza per il tonno in scatola, il rispetto del VL di 1.0 mg/kg per il
mercurio. Il problema principale risiede nella forte variabilità della concentrazione di
questo elemento da pesce a pesce e di riflesso da dose a dose, come ben si evidenzia
dalla variazione dei suoi livelli rilevata in 12 singole confezioni di un medesimo lotto di
tonno sott’olio prelevate direttamente da un grossista. 3 di esse hanno denotato un
tenore di mercurio superiore al VL, e soprattutto all'interno del lotto, la variazione dei livelli
di mercurio è risultata importante come si evince dalla seguente valutazione statistica
della sua distribuzione nei 12 campioni analizzati:
Mercurio
n
12
Unità
mg/kg
Media
0.58
Minimo
0.21
Massimo
1.39
Mediana
0.31
Dev. std
0.49
CV%
78.4
Residui nei pesci del Lago Maggiore
Visto il forte aumento delle concentrazioni in DDT riscontrato nel 2002, anche quest’anno
sono stati nuovamente analizzati i pesci del Lago Maggiore.
A tale scopo sono stati come d’abitudine analizzati 10 campioni di agoni e 10 campioni di
coregoni bondella, ciascuno costituito da un misto di 5 esemplari di media grandezza (nel
2003: agoni lunghezza media 29.9 cm, peso medio 193.2 g, grasso medio 10.9%;
coregoni lunghezza media 36.0 cm, peso medio 383.1 g, grasso medio 3.5%) pescati in
primavera in differenti zone del Lago Maggiore (Brissago, Isole di Brissago, Ronco
s/Ascona, Ascona, Muralto/Tenero, Bolle Magadino, Vira Gambarogno, Gerra
Gambarogno, San Nazzaro, Ranzo).
Per tutte le tabelle riportate in seguito i risultati si riferiscono come al solito alla parte
edibile dei pesci, ottenuta togliendo la pelle e filettando i singoli esemplari di ogni pool, in
seguito macinati con un tritacarne e quindi accuratamente omogeneizzati mediante
impastatrice.
Accuratezza e precisione dei risultati sono state verificate analizzando parallelamente ad
ogni serie di analisi di 5 campioni gli omogeneizzati di riferimento già utilizzati negli anni
scorsi, come pure il materiale di referenza a tenore certificato “Organics in Cod Liver Oil”,
Standard Reference Material® 1588a del National Institute of Standard & Technology,
Gaithersburg, USA, mentre per il mercurio e gli altri metalli vengono utilizzati i materiali di
referenza a tenore certificato citati al paragrafo 6.3.1 del presente rapporto.
Agoni Verbano: risultati delle analisi della campagna della primavera 2003. Valori su 10
campioni, ciascuno costituito da un pool di 5 pesci.
Grasso %
o,p'-DDE
p,p'-DDE
o,p'-DDD
p,p'-DDD
o,p'-DDT
p,p'-DDT
Totale DDT
Agoni
media
µg/kg parte
edibile
10.9
32
318
74
137
157
572
1289
Agoni
mediana
µg/kg parte
edibile
11.6
31
346
77
137
153
573
1335
75
Agoni
min.
µg/kg parte
edibile
7.0
22
227
53
113
121
454
993
Agoni
max.
µg/kg parte
edibile
13.5
47
381
91
161
195
678
1504
LC-TI 2003
HCB
γ-HCH
ß-HCH
PCB-28
PCB-52
PCB-101
PCB-138
PCB-153
PCB-180
6 PCBs
Arsenico
Cadmio
Cromo
Mercurio
Piombo
Rame
Zinco
5
<1
<1
2
7
29
58
66
18
179
635
13
31
234
20
556
5395
5
<1
<1
2
7
31
61
68
18
187
628
13
34
228
20
546
5346
4
<1
<1
1
5
20
39
42
11
123
545
7
11
201
12
407
4154
5
<1
<1
2
8
37
72
86
25
225
811
17
60
283
27
783
6782
Coregoni bondella Verbano: risultati delle analisi della campagna della primavera 2003.
Valori su 10 campioni, ciascuno costituito da un pool di 5 pesci.
Grasso %
o,p'-DDE
p,p'-DDE
o,p'-DDD
p,p'-DDD
o,p'-DDT
p,p'-DDT
Totale DDT
HCB
γ-HCH
ß-HCH
PCB-28
PCB-52
PCB-101
PCB-138
PCB-153
PCB-180
6 PCBs
Arsenico
Cadmio
Cromo
Mercurio
Piombo
Rame
Zinco
C. bondella
media
µg/kg parte
edibile
3.5
4
41
6
17
8
75
151
1
<1
<1
<1
1
4
6
7
2
20
184
2
137
122
7
332
3819
C. bondella
mediana
µg/kg parte
edibile
3.5
4
41
5
17
8
74
149
1
<1
<1
<1
1
4
6
6
2
20
186
3
110
122
7
317
3742
C. bondella
min.
µg/kg parte
edibile
2.3
3
34
4
10
5
65
121
<1
<1
<1
<1
1
3
4
5
2
15
157
1
63
111
5
265
2598
C. bondella
max.
µg/kg parte
edibile
4.4
5
50
8
23
12
87
184
2
<1
<1
<1
2
5
8
9
3
25
203
3
248
133
9
403
5182
L'aumento della concentrazione in DDT riscontrato nel 2002, che ha fatto lievitare i valori
misurati ai livelli presenti nel pescato del 1995 sembra essersi interrotto.
Sono state infatti misurate concentrazioni medie totali in DDT di 1'289 µg/kg per gli agoni
e di 151 µg/kg per i coregoni bondella, simili a quelle dell'autunno 2002 di 1'324 µg/kg
rispettivamente 123 µg/kg. Per quanto concerne gli agoni, si è tuttavia ancora ben lontani
dal rientro in concentrazioni tollerabili.
Il previsto riposizionamento del torrente Marmazza nell'alveo originario a monte del sito
industriale di Pieve Vergonte, che eviterebbe il suo passaggio in terreno contaminato,
dovrebbe col tempo contribuire ad un ulteriore riduzione della contaminazione dei pesci.
76
LC-TI 2003
Sono nuovamente stati riconfermati i rapporti tra i metaboliti del DDT riscontrati a partire
dal 2001, che sono passati negli agoni al 57% per i DDD's, rispetto ai DDT's totali,
leggermente inferiori quindi a quelli del 2002 e simili a quelli del 2001, contro valori
attorno al 30-40% degli anni antecedenti, ciò che consolida l'ipotesi di un'avvenuta
ricontaminazione con DDT “vecchio” a partire dal 2001.
Agoni: DDT totale, ripartizione percentuale dei metaboliti e rapporto tra metaboliti e DDT
totale negli anni 1995-2003
Anno
DDT totale
(µg/kg)
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2042
1609
1375
1013
1021
959
1403
1861
1289
DDD’s
(op&pp)
DDE’s
(op&pp)
DDT’s
(op&pp)
%
38
33
29
29
33
39
56
61
57
%
33
41
45
43
41
38
29
23
27
%
29
26
26
28
26
23
16
16
16
DDD’s +
DDE’s/
DDT’s
%
242
284
285
262
287
331
537
518
512
Evoluzione della concentrazione di DDT e congeneri in due specie
ittiche del Lago Maggiore
(campionatura primaverile)
microgrammi DDT's/kg
2500
media agoni
2000
media bondelle
1500
1000
Valore limite
500
0
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
anno
Non è invece stata evidenziata alcuna variazione importante del tenore in bifenili
policlorati.
Dopo una leggera flessione nel 2002, quest'anno con 234 µg/kg la concentrazione media
in mercurio negli agoni si è riavvicinata a quella di 252 µg/kg misurata nel 2001. Pur se
inferiore al valore limite di 0.5 mg/kg questo livello depone comunque per uno stato
ecologico critico delle acque del Verbano anche rispetto a questo metallo pesante.
Basse come sempre le concentrazioni di cadmio e piombo, abbondantemente inferiori ai
rispettivi valori limite. Simili a quelli degli anni scorsi i tenori medi di rame e zinco. Inferiori
per gli agoni, quelli di cromo.
77
LC-TI 2003
Come nel 2002 è stata misurata la concentrazione in arsenico di agoni e coregoni. Con
una media di 635 µg/kg, leggermente inferiore a quella dell'anno scorso, gli agoni hanno
denotato anche per questo metallo le concentrazioni più elevate. I valori misurati
rientrano comunque nell’ampia gamma di quelli normalmente citati nella bibliografia.
Per incarico dell’UPDA-SPAAS di Bellinzona sono stati nuovamente analizzati campioni
di trote di fiume (settembre - ottobre 2002: Verzasca-Sonogno, Lavizzara-Menzonio,
Vedeggio Isone-Val Sardena) e di laghetti alpini (ottobre 2002: Lago Inferiore Sassolo,
Lago Superiore), ciascuno costituito da un pool di una decina di pesci per un peso totale
di circa 1 kg.
Mentre nei fiumi non sono state rilevate variazioni particolari rispetto ai valori citati nel
rapporto 2002 del LC, è interessante osservare come pure in un laghetto alpino sia
osservabile una certa contaminazione da PCB's e metalli pesanti, con addirittura dei
leggeri superamenti dei VL per cadmio e piombo, fissati dall'OSoE in 0.05 mg/kg
rispettivamente 0.20 mg/kg.
Residui nei pesci di fiumi e di laghetti alpini del cantone (ottobre 2002)
Grasso %
o,p'-DDE
p,p'-DDE
o,p'-DDD
p,p'-DDD
o,p'-DDT
p,p'-DDT
Totale DDT
HCB
γ-HCH
ß-HCH
PCB-28
PCB-52
PCB-101
PCB-138
PCB-153
PCB-180
6 PCBs
Alluminio
[[[[mg/kg](mg/kg
Cadmio
Cromo
Mercurio
Nichelio
Piombo
Rame
Zinco
Trote
Fiume
Vedeggio
µg/kg parte
edibile
1.8
0.1
1.7
<0.1
0.1
0.1
0.3
2.2
0.3
<0.1
<0.1
0.1
0.2
0.5
2.2
2.4
1.0
6.4
430
7
210
30
90
20
540
5290
Trote
Fiume
Verzasca
µg/kg parte
edibile
1.4
<0.1
2.0
<0.1
<0.1
<0.1
0.2
2.2
0.1
<0.1
<0.1
<0.1
0.1
0.3
2.8
3.3
2.3
8.8
830
Trote
Fiume
Maggia
µg/kg parte
edibile
2.3
<0.1
1.5
<0.1
<0.1
0.1
0.2
1.7
0.2
<0.1
<0.1
0.1
0.1
0.5
2.5
2.6
1.0
6.7
900
Trote
Lago
Inferiore
µg/kg parte
edibile
1.5
<0.1
4.9
<0.1
0.1
0.2
0.9
6.0
0.2
<0.1
<0.1
<0.1
0.1
0.4
3.1
3.6
2.8
10.0
860
Trote
Lago
Superiore
µg/kg parte
edibile
0.7
<0.1
5.7
<0.1
0.1
0.2
0.5
6.4
0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
0.4
4.5
5.8
4.6
15.3
1420
21
490
50
220
20
380
5810
12
180
20
90
20
420
5810
29
210
40
50
110
380
2820
59
600
60
250
200
370
6950
Parassiti
Su segnalazione di un consumatore, che in una confezione di filetti di sogliola freschi
aveva notato all’interno dell’imballaggio muoversi velocemente un vermiciattolo, abbiamo
provveduto ad un prelievo ufficiale e all’esame sia di quest’ultimo che del campione
dell’utente che era stato posto, ancora imballato nel congelatore.
Il campione ufficiale non denotava
presenza di parassiti e l’analisi del verme
effettivamente riscontrato nell’altro campione ci ha portato ad escludere l’appartenenza
dello stesso al genere anisakis.
78
LC-TI 2003
Si trattava molto probabilmente di un nematode intestinale che si era intrufolato tra i filetti
nella fase di preparazione degli stessi.
Nel 1994-95, in una campagna condotta in collaborazione con l’allora Istituto
Batteriosierologico erano stati esaminati pesci persici provenienti dal lago di Lugano e di
Locarno. Se per i primi non si erano presentati problemi di sorta, nel 7.7% dei secondi si
presentavano infestazioni di Diphillobothrium latum (Botriocefalo).
Tale pericoloso parassita può essere assunto mediante il consumo di pesce crudo o non
ben cotto.
Quest’anno sono stati controllati 10 campioni di pesce persico del Ceresio e 35
provenienti dal Verbano (filetti) : tutti conformi.
Ci preme qui ricordare che i pesci, specialmente i selvaggi, sono spesso infestati da
parassiti intestinali che possono casualmente ritrovarsi nelle parti commestibili. Anche per
questa ragione si consiglia vivamente di cuocere bene il pesce in modo da eliminare
completamente la possibilità di infestazione da parte di parassiti potenzialmente
pericolosi. Un’alternativa possibile è quella di congelare i pesci freschi per almeno 48 ore.
Tale pratica riesce a uccidere eventuali parassiti presenti, compreso l’anisakis, rendendo
il prodotto perfettamente idoneo al consumo.
Radionuclidi (Cs-137)
Sono stati analizzati 48 campioni di pesci, pescati dai laghi Ceresio (27 campioni) e
Verbano (21 campioni) nel corso dell'autunno 2003. L'ultima campagna di misurazione
della radioattività (residui di Cs-137 e Cs-134) risale al 1993, vedi sintesi (Ceschi et al. In:
Trav. Chim. Aliment. Hyg. 87, 189-211 (1996)). Il valore medio per l'insieme dei campioni
è stato quantificato in 2.0 Bq/kg[Cs-137] con un massimo di 8.1 Bq/kg[Cs-137] per un
campione di pesce persico del Ceresio.
Sintesi sulle misurazioni di isotopi del Cesio del 1993.
Le analisi di 69 campioni (40 dal ceresio e 29 dal Verbano) misero in evidenza:
• Concentrazioni medie di 41.4 Bq/kg[Somma Cs-137 + Cs-134] per il Ceresio
• Concentrazioni medie di 10.3 Bq/kg[Somma Cs-137 + Cs-134] per il Verbano
• Valore massimo di 263.6 Bq/kg per il Ceresio (persico sole)
• Valore massimo di 25.6 Bq/kg per il Verbano (persico trota)
FACIT: Nei campioni del Ceresio furono quindi misurate concentrazioni in radionuclidi
leggermente superiori ai valori di tolleranza, mentre quelle del Verbano risultarono
mediamente conformi.
79
LC-TI 2003
6.4.7 Cereali e prodotti cerealieri
_______________________________________________________________________
Metalli pesanti nelle farine di mais
Dal monitoraggio dei metalli pesanti, eseguito su 22 campioni di farine di mais prelevate
dal commercio, piombo e cadmio sono risultati a livelli ampiamente al di sotto dei rispettivi
VL.
La tabella seguente riporta una valutazione statistica della distribuzione di piombo e
cadmio nelle farine analizzate:
Cadmio
Piombo
n
18
18
Unità
mg/kg
mg/kg
Media
<0.007
<0.05
Minimo
<0.007
<0.05
Massimo
0.030
<0.05
Mediana
<0.07
<0.05
Dev.std
-
CV%
-
Micotossine nelle farine
Le micotossine sono delle molecole prodotte naturalmente da alcune specie di funghi
parassiti che crescono e si sviluppano sulle piante in campo o nelle derrate alimentari
durante lo stoccaggio. Esse causano una reazione tossica ogniqualvolta vengano ingerite
dall'uomo e dagli animali provocando l'insorgenza di micotossicosi acute o croniche. Tutte
le materie prime di origine vegetale sono suscettibili di contaminazione da micotossine.
L'esposizione dell'uomo alle micotossine può verificarsi principalmente attraverso il
consumo di alimenti di origine vegetale contaminati o l'ingestione di metaboliti contenuti in
alimenti e bevande (latte e suoi derivati, carne e insaccati) derivati da animali alimentati
con mangimi contaminati.
Le aflatossine B1, B2, G1, G2 sono prodotte dai funghi Aspergillus flavus (B1, B2) e A.
parasiticus (B1, B2, G1 e G2) principalmente nei semi oleosi, nelle granaglie, nella frutta
secca e nelle spezie (soprattutto quelle provenienti dai paesi tropicali e subtropicali).
Sono molto dannose per la salute dell'uomo: causano danni epatici, quali cirrosi e tumori
al fegato, ma possono pure generare sintomi meno importanti come vomito, anoressia,
febbriciattola, ascite, edema agli arti inferiori.
L’ocratossina A è prodotta dai funghi Aspergillus ochraceus e da Penicillium verrucosum
principalmente nei cereali, nel caffé, in certi legumi, e nel vino, anche se in alcune zone
del Nord Europa il contributo di alimenti di origine animale, quali carne e sangue suino, è
notevole. Riguardo alla salute dell'uomo provocano danni renali, nefropatie che possono
sfociare in cancro al sistema urinario e danni epatici .
Il deossinivalenolo (DON) appartiene al gruppo dei tricoteceni ed è prodotto dal fungo
Fusarium graminearum principalmente in cereali, quali mais, orzo, e frumento. I maggiori
effetti tossici sono nausea, vomito, diarrea, gastroenteriti, malfunzionamento del sistema
ematopoietico e immunitario.
Lo zearalenone è prodotto principalmente da alcune specie di Fusarium, quale F.
graminearum, F. culmorum e F. crookwellense. Le condizioni ambientali che favoriscono
la produzione di zearalenone sono simili a quelle che favoriscono la sintesi del DON, per
questa ragione lo zearalenone si trova negli stessi campioni contaminati dal DON, in
particolare frumento e mais. Questa tossina causa disturbi dei livelli di estrogeno,
uterotropico e fitoestrogeno.
80
LC-TI 2003
Le fumonisine costituiscono un gruppo di metaboliti tossici di recente scoperta e
caratterizzazione, prodotto da funghi del genere Fusarium, in particolare dalla specie F.
verticilloides e F. proliferatum. Si trovano più frequentemente nel mais, e in alimenti e
mangimi a base di mais, in ogni parte nel mondo. Tra le fumonisine identificate come
contaminanti naturali del mais la FB1 è la più abbondante seguita dai tipi FB2 e FB3.
Nell'uomo possono generare tumori all'esofago e sono pertanto classificate come
cancerogene.
Durante il 2003 sono stati analizzati in totale 34 campioni, ricercando le aflatossine (in
tutti i campioni), la fumonisina (in tutti i campioni), lo zearalenone (in tutti i campioni), il
DON e l'ocratossina A (in 22 campioni).
Come visibile dalla tabella riassuntiva seguente, nessuno dei 34 campioni saggiati ha
presentato una contaminazione da aflatossine superiore al VL di 2ppb. In 10 campioni
erano presenti tracce variabili tra 0.1 e 1.0 ppb.
Aflatossine B-G: distribuzione della contaminazione nei campioni analizzati
Numero di campioni
Concentrazione di aflatossine
B1
µg/kg
<0.1
0.1-0.5
0.5-1.0
24 campioni
8 campioni
2 campioni
B2
µg/kg
<0.05
<0.05
<0.05
G1
µg/kg
<0.1
<0.1
<0.1
G2
µg/kg
<0.5
<0.5
<0.5
Questa soddisfacente situazione è una costante degli ultimi 3-4 anni nei quali la presenza
di aflatossine in farine e prodotti a base di mais è quasi sempre risultata sotto il rispettivo
VL.
Come visibile dal grafico seguente, la frequenza di contaminazione con fumonisina nei 34
campioni analizzati è stata più elevata: in 10 casi (29%) ha addirittura superato il valore di
tolleranza fissato dalla legge (1ppm).
Fum onisina: distribuzione della contam inazione nei
cam pioni di farina di m ais
16
14
N° campioni
12
10
8
6
4
2
0
< 0.2
0.2 - 1.0
Concentrazione in ppm
81
> 1.0
LC-TI 2003
Trattandosi di VT, il superamento di 1ppm non è tuttavia motivo di preoccupazione, in
quanto non esiste un pericolo diretto per la salute del consumatore.
Questa percentuale è leggermente superiore a quella riscontrata nel corso del 2002,
allorquando il 20% dei campioni era risultato non conforme. Analogamente al 2002, tutti i
campioni non conformi sono di origine non indigena, principalmente italiana e argentina:
in questi paesi non sono ancora in vigore valori di legge definitivi che regolano la
presenza di questo contaminante nel mais e suoi prodotti, ragione per cui i produttori e
trasformatori sono alquanto impreparati e non hanno ancora adottato appropriate misure
per tenere sotto controllo questa problematica. Quanto sia importante introdurre valori di
legge in questo ambito lo dimostra il fatto che nel 1996, allorquando pure la
regolamentazione svizzera non prevedeva ancora nulla a tale riguardo, la percentuale di
non conformità per fumonisina era stata del 54%.
La vomitossina o DON è risultata inferiore ai valori di legge 1 ppm in 20 dei 22 campioni
analizzati, laddove i due non conformi superavano solo leggermente il VT (valore
massimo riscontrato 1.72ppm).
Nei medesimi 22 campioni, è risultata sempre non reperibile l'ocratossina A.
Per quanto riguarda lo zearalenone (per il quale non è stato ancora stabilito un valore di
legge), esso è stato depistato in 6 (17.6%) dei 34 campioni analizzati ad un livello
variante tra 55 e 124.2 µg/kg (ppb). Questa percentuale e la contaminazione massima
riscontrata sono superiori a quelle riscontrate nel corso del 2002, mentre risulta un certo
miglioramento rispetto al 1996 (anno della prima serie di analisi, con 6 campioni su 20
oltre i 100ppb). Da noi interpellato, l’UFSP ha considerato queste contaminazioni, in virtù
principalmente del consumo medio di questi prodotti nel nostro cantone, non pericolose
per la salute del consumatore.
Microbiologia delle paste alimentari
Sono stati analizzati 21 campioni di paste secche e 8 di paste umide farcite. Sei campioni
di pasta secca sono risultati non conformi per una carica batterica eccessiva, in assenza
tuttavia di enterobatteriacee (indicatori di scarsa igiene ambientale) e S. aureus (indicatori
di scarsa igiene personale). La situazione è quindi abbastanza soddisfacente.
Stessa situazione per le paste umide farcite, con 3 campioni non conformi per carica
batterica totale, ma entro i limiti di legge per le Enterobatteriacee, per S. aureus, per B.
cereus e Cl. perfringens.
6.4.8 Articoli di panetteria e biscotteria
_______________________________________________________________________
9
9
Un campione di torta alla canapa, sottoposto all’analisi del -tetraidrocannabinolo ( THC) da parte di una sedicente ditta, in seguito fallita, che intendeva specializzarsi nella
produzione di generi alimentari aromatizzati alla canapa, ha denotato un tenore molto
elevato di tale principio attivo, pari a 209 mg/kg e pertanto nettamente superiore al VL di
5 mg/kg riferito alla sostanza secca fissato per gli articoli di panetteria e biscotteria.
82
LC-TI 2003
6.4.9 Organismi modificati geneticamente (OMG)
_______________________________________________________________________
Nell’ambito di una campagna per la ricerca di aflatossine in farine di mais, si è proceduto
all’analisi delle stesse per mettere in evidenza l’eventuale presenza di mais OMG Star
Link. L’utilizzo di questo mais per uso alimentare non è consentito, in quanto non è
ancora esclusa la possibilità che possa generare reazioni allergiche nell’uomo. Per tale
analisi si è utilizzato un kit basato sull’immunocromatografia a flusso laterale per la messa
in evidenza della proteina Cry 9C (presente nel mais Star Link). Tutti i 21 campioni sono
risultati conformi.
6.4.10 Bevande speciali contenenti caffeina
_______________________________________________________________________
Nell'ambito della campagna inerente una vasta gamma di bevande da tavola analcoliche
prelevate dal commercio di cui si fa riferimento al paragrafo 6.4.18 del presente rapporto,
sono stati esaminati anche 5 campioni di bevande speciali contenenti caffeina. Dalla
verifica dei contenuti di caffeina e taurina e degli additivi quali i coloranti ed i conservanti
acido sorbico e benzoico, tutti i campioni sono risultati conformi.
6.4.11 Frutta
_______________________________________________________________________
"Metà della frutta in tavola ha il sapore dei pesticidi" intitolava un articolo apparso su "La
Repubblica" del 01. giugno 2003. Effettivamente nel 64% dei campioni indigeni e nel 42%
dei campioni esteri analizzati sono stati riscontrati residui di pesticidi, anche se nessun
campione ha superato i limiti di legge.
E' stata tuttavia nuovamente costata la presenza di più sostanze attive in uno stesso
campione: secondo alcuni ciò potrebbe porre problemi di sicurezza, in quanto la
legislazione in vigore, vecchia di una decina d'anni non terrebbe sufficientemente conto
dell'effetto sinergico prodotto dal cocktail di più pesticidi.
Ciò può essere osservato soprattutto nei prodotti coltivati intensivamente, specialmente
se fuori stagione (ad es. le fragole dove nei campioni con residui, di provenienza
spagnola, è stata riscontrata una media di 3 sostanze attive) o per le colture
particolarmente sensibili alle condizioni atmosferiche (ad es. uva).
Campioni del commercio complessivamente analizzati quanto a residui di pesticidi: 66.
83
LC-TI 2003
- Frutta indigena:
Natura
dei
campioni
Albicocche
Numero
di
campioni
1
Campioni
esenti da
residui
-
Con residui
conformi
Residui non
conformi
1
-
Ciliegie
2
1
1
-
Lamponi
Mele
2
1
3
2
1
-
3
-
More
Pere
1
3
1
1
2
-
Ribes
1
-
1
-
1
14
5 (36%)
1
9 (64%)
-
Uva
Totale
Sostanze riscontrate/
frequenza
Captano(1)Dimetoato(1)
Captano(1)Dimetoato(1)
Bromopropilato(1)
Captano(1)Diclofluanide(1)
Folpet(1)
Captano(2)-Folpet(1)Tolifluanide(1)
Bromopropilato(1)
Clorpirifos(1)
Fenhexamid(1)
Tolilfluanide(1)
Folpet(1)
Tutti i campioni analizzati sono risultati conformi. Il 36% è risultato esente, mentre nel
64% dei campioni sono stati riscontrati residui in limiti tollerabili.
La maggior varietà di residui, soprattutto fungicidi, è stata riscontrata nelle mele e nel
ribes.
- Frutta estera:
Natura
dei
campioni
Albicocche
Numero
di
campioni
4
Campioni
esenti da
residui
1
Con residui
conformi
3
Residui
non
conformi
-
Ciliegie
Fragole
1
12
4
1
8
-
Lamponi
Mirtilli
More
Nettarine
Pere
Pesche
1
2
1
7
2
6
1
2
6
4
1
1
2
2
-
Ribes
Susine
Uva
2
3
11
2
3
7
4
-
52
30 (58%)
22 (42%)
-
Totale
84
Sostanze riscontrate/
frequenza
Azinfos-metile(2)
Bromopropilato(1)Propargite(1)
Diazinone(1)
Cyprodinil(4)Clorotalonil(1)
Dclofluanide(2)
Fenhexamid(2)
Fludioxonil(4)
Metalaxil(1)
Penconazolo(1)
Tetradifon(1)
Tolifluanide(1)
Diclofluanide(1)
Bromopropilato(1)
Fosmet(2)
Azinfos-metile(2)
Ciprodinil(1)Fludioxonil(1)
Clorpirifos(1)
Fenhexamid(1)
Fenitrotion(1)
Metalaxyl(1)
Penconazolo(1)
Procimidone(1)
LC-TI 2003
Tutti i campioni analizzati sono risultati conformi. Il 58% è risultato esente, mentre nel
42% dei campioni sono stati riscontrati residui in limiti tollerabili.
La maggior varietà di residui, soprattutto fungicidi, è stata riscontrata nelle fragole e
nell'uva.
6.4.12 Alimenti speciali dichiarati esenti da glutine
_______________________________________________________________________
Sono state eseguite due distinte campagne. La prima è stata effettuata con la
collaborazione dell’Associazione Ticinese dei Celiaci e verteva sull’analisi di alimenti non
dichiarati “esenti da glutine”, ma che in virtù della tecnologia di produzione e della
composizione dichiarata non dovrebbero contenere prolamine. In questo modo il paziente
celiaco può allargare la paletta di alimenti a disposizione e variare la sua dieta. Dei 30
campioni analizzati, 9 (30%) sono risultati contenere prolamine a concentrazioni tra 0.2 e
10mg/100g, mentre 4 di essi presentavano concentrazioni superiori ai 10mg/100g, valore
limite per i campioni dichiarati “esenti da glutine”. L’assunzione di questi prodotti è e
resterà comunque sempre di responsabilità del singolo consumatore.
La seconda campagna ha permesso di verificare il tenore di prolamina in 32 campioni
dichiarati esente da glutine o garantiti tali dai produttori. I risultati globali di questa
campagna di analisi molto soddisfacente sono visibili nella tabella seguente:
Gliadina in alimenti dichiarati esente da glutine
Tipo di campione
Campioni dichiarati in etichetta esenti da glutine (per i quali si
applica il valore di legge di 10mg/100g SS)
Campioni non dichiarati in etichetta esenti da glutine ma garantiti
come tali dai produttori
Numero di campioni
analizzati
28
Numero di campioni
non conformi e %
0
4
0
6.4.13 Verdura
_______________________________________________________________________
Come già indicato per la frutta, anche nella produzione tradizionale di verdure viene
utilizzato un grande numero di prodotti antiparassitari.
Il problema, specialmente per quanto concerne la produzione invernale delle insalate, è
conosciuto da anni, anche se grazie ai costanti controlli la situazione è nettamente
migliorata.
Ortaggi del commercio complessivamente analizzati quanto a residui di pesticidi: 114.
85
LC-TI 2003
- Ortaggi indigeni:
Natura
dei
campioni
Carote
Cavolfiori
Cetrioli
Finocchi
Melanzane
Patate
Pomodori
Zucchine
Totale
Numero
di
campioni
1
3
3
3
4
20
10
3
47
Campioni
esenti da
residui
1
3
3
3
4
9
6
Con residui
conformi
Residui non
conformi
11
4
-
15 (32%)
-
3
32 (68%)
Sostanze riscontrate/
frequenza
Cloroprofamio(11)
Cyprodinil(1)Dietofencarb(1)Folpet(3)
Il 68% dei campioni analizzati è risultato esente da residui.
Nell’32%, in particolare nelle patate e nei pomodori, sono stati riscontrati residui in limiti
tollerabili; in nessun campione è stato riscontrato un superamento dei rispettivi VT. La
concentrazione media di Clorprofamio negli 11 campioni di patate contenenti residui di
tale antigermogliante è stata di 1.3 mg/kg (VT 5.0 mg/kg).
- Ortaggi esteri:
Natura
dei
campioni
Cavolfiori
Cetrioli
Finocchi
Melanzane
Peperoni
Piattoni
Pomodori
Zucchine
Totale
Numero
di
campioni
1
4
2
1
2
1
4
6
21
Campioni
esenti da
residui
1
3
2
1
1
1
3
5
Con residui
conformi
Residui non
conformi
1
1
1
1
-
4 (19%)
-
17 (81%)
Sostanze riscontrate/
frequenza
Ditiocarbammati(1)
Cipermetrina(1)
Ciprodinil
Ditiocarbamati(1)
L'81% dei campioni analizzati è risultato esente da residui, mentre nel 19% sono stati
riscontrati residui in limiti tollerabili.
- Insalate indigene:
Natura
dei
campioni
Cicoria
Foglia di quercia
Formentino
Indivia
Lattuga
Lattughino
Lollo
Rucola
Totale
Numero
di
campioni
2
2
4
2
15
1
3
1
30
Campioni
esenti da
residui
2
1
4
1
11
Con residui
conformi
Residui non
conformi
1
1
4
-
1
1
1
9 (30%)
-
2
21 (70%)
86
Sostanze riscontrate/
frequenza
Ditiocarbammati(1)
Ciprodinil(1)
Ciprodinil(1)
Ditiocarbammati(3)
Oxadixil(1)
Iprodione(1)
Iprodione(1)
Ditiocarbammati(1)
LC-TI 2003
Il 70% dei campioni analizzati è risultato esente da residui, mentre nel 30% sono stati
riscontrati residui in limiti tollerabili.
- Insalate estere:
Natura
dei
campioni
Chioggia
Cicorino
Indivia
Lattuga
Numero
di
campioni
2
3
2
4
Lattughino
Pan di zucchero
Scarola
Totale
Campioni
esenti da
residui
2
3
2
1
Con residui
conformi
Residui non
conformi
3
-
1
1
3
1
1
1
2
-
16
10 (63%)
6 (37 %)
-
Sostanze riscontrate/
frequenza
Bromuri(2)
Iprodione(1)
Procimidone(1)
Ciprodinil(1)
Cipermetrina(1)
Procimidone(1)
Propizamide(1)
Tolclofos-metil(1)
Il 63% dei campioni analizzati è risultato esente da residui, mentre nel 37% sono stati
riscontrati residui in limiti tollerabili.
6.4.14 Funghi commestibili
_______________________________________________________________________
Funghi selvatici
I funghi in genere rappresentano una categoria di derrate alimentari a rischio di accumulo
di contaminanti ambientali di origine antropica come i metalli, i metalloidi e gli isotopi
radioattivi (quale conseguenza della catastrofe nucleare di Tschernobyl).
I funghi secchi del commercio inoltre, affinché possano venire stoccati per periodi più o
meno lunghi senza problemi, possono venire trattati con particolari sostanze, dette
protettori di scorte, quali il bromuro di metile.
10 confezioni di funghi porcini secchi (Boletus edulis) di provenienza estera e prelevate
dal commercio sono state sottoposte ad accertamenti analitici. I parametri investigati
hanno compreso cadmio, piombo, mercurio ed arsenico, bromuri e radioattività. E' stata
pure verificata la qualità intrinseca dei funghi secchi, con la ricerca di frammenti e
cascami. I campioni esaminati sono risultati tutti conformi tranne uno che denotava un
peso netto effettivo inferiore del 26% rispetto al valore dichiarato. A livelli molto bassi,
abbondantemente al di sotto del VT di 400 mg/kg i bromuri. In buon accordo con i dati di
precedenti lavori, è stata confermata la tendenza agli alti tenori di metalli e metalloidi per i
quali peraltro non sono fissati VT o VL. Ancora una volta si è evidenziata la
predisposizione all'accumulo di mercurio nei funghi appartenenti al gruppo del Boletus
edulis.
La tabella seguente presenta una valutazione statistica della distribuzione di cadmio,
piombo, mercurio, arsenico e bromuri nei 10 campioni analizzati:
Cadmio
Piombo
Mercurio
Arsenico
Bromuri
*mg/kg fungo secco
n
10
10
10
10
10
Unità
mg/kg*
mg/kg*
mg/kg*
mg/kg*
mg/kg*
Media
1.06
0.35
3.10
0.43
15
Minimo
0.44
0.16
2.32
0.13
<10
87
Massimo
2.06
0.52
5.42
0.84
21
Mediana
0.81
0.37
2.68
0.36
14
Dev. std
0.54
0.11
0.93
0.24
4
CV%
51.0
32.5
30.0
57.2
27.0
LC-TI 2003
Nessun problema infine per la radioattività, la cui attività, ad eccezione di 2 campioni con
valori misurabili ma al di sotto del VT di 600 Bq/kg per il Cs-137, è risultata sempre
inferiore al limite di detezione analitico. Per i funghi vale un VT superiore rispetto alle altre
derrate alimentari, pari a 250 Bq/kg, ciò si giustifica con il ridotto consumo di questa
derrata rispetto alle altre. Il valore massimo raggiunto era di 241 Bq/kg, il valore minimo
inferiore a 8 Bq/kg e la media di 60 Bq/kg. Nel rapporto annuo 2002 (pagg. 70-71) sono
contenuti i dati su una campagna di misurazione di funghi selvatici ticinesi dove veniva
messo in evidenza il superamento del VL per alcuni campioni di Boletacee.
6.4.15 Miele
_______________________________________________________________________
Miele
Nell'ambito di una vasto monitoraggio inerente il miele sono stati sottoposti ad analisi 66
campioni prelevati dal commercio, 61 dei quali di produzione ticinese e 5 di importazione.
Se negli anni scorsi i problemi per questa derrata erano dovuti soprattutto ai residui di
antibiotici a volte impiegati nella lotta alle malattie infettive delle api, questa volta l'aspetto
di maggior interesse lo ha suscitato la presenza nel miele di 1,4-diclorobenzolo (PDCB).
Si tratta di una sostanza volatile e liposolubile, contenuta in diversi prodotti utilizzati nella
lotta alla tarma della cera, che si può accumulare nella cera d'api ed in parte venire
trasferita al miele. Fino a qualche tempo fa era anche impiegata a scopo domestico e nei
deodoranti per WC.
L'uso di tale prodotto, contrariamente alle buone pratiche dell'apicoltura, è ancora
largamente diffuso, sebbene nel frattempo siano stati sviluppati altri efficaci tipi di
trattamento. Le alternative sono rappresentate da metodi tecnici, fisici, biologici e chimici.
Tra questi ultimi oltre al discusso impiego di PDCB, si annoverano lo zolfo (anidride
solforosa), l'acido acetico e l'acido formico (ulteriori informazioni in merito su:
http//www.apis.admin.ch/). Il PDCB offre sì dei vantaggi, in quanto è semplice da usare
ed è efficace; ma ha pure degli svantaggi: i suoi residui persistono nella cera ed anche
nel miele; inoltre è inattivo contro le uova della tarma e a concentrazioni elevate tossico
per le api, tanto che il suo utilizzo è sconsigliato. La presenza significativa di suoi residui
nel miele infatti è sintomo di cattive pratiche di produzione. Mentre residui fino a circa
0.002 mg/kg sono da ricondurre all'impiego di cera già contaminata, valori superiori a
0.01 mg/kg (VT fissato dall'OSoE per il miele) sono indice di un suo impiego diretto.
Purtroppo le più recenti campagne analitiche a livello svizzero hanno evidenziato che
circa il 30% del miele indigeno è contaminato da residui di PDCB superiori al VT, mentre i
mieli esteri hanno denotato concentrazioni sempre nettamente inferiori a tale limite.
In Ticino la situazione rispecchia quella svizzera. Su 61 mieli nostrani, in 13 pari al 21.3%
è stato riscontrato il superamento del VT di 0.01 mg/kg, mentre in 19 pari al 31.1% sono
state rilevate tracce inferiori a questo valore; esenti da PDCB per contro tutti i mieli esteri
investigati.
La tabella seguente riporta una valutazione statistica dei risultati ottenuti per il PDCB:
PDCB
mg/kg
<0.002
>0.002 - 0.010
>0.010 - 0.050
>0.050 - 0.100
>0.100
Unità
mg/kg
mg/kg
mg/kg
mg/kg
mg/kg
No campioni
miele ticinese
29 (47%)
19 (31%)
9 (15%)
4 (7%)
0
88
No campioni
miele italiano
5 (100%)
0
0
0
0
No totale
campioni
34
19
9
4
0
LC-TI 2003
In conclusione, nonostante che i tenori di PDCB trovati si situino molto al di sotto delle
concentrazioni tossiche per l'uomo, tale presenza va contro le buone pratiche di
produzione e nuoce chiaramente all'immagine del miele quale prodotto veramente
naturale.
Gli altri parametri analitici investigati hanno riguardato quelli relativi alla verifica delle
esigenze minime e caratteristiche di composizione, come il tenore di acqua ed i criteri per
la messa in evidenza di un surriscaldamento quali l’attività enzimatica attraverso la misura
dell’indice diastatico e delll’idrossimetilfurfurale, e gli antibiotici. Per quest'ultimi è stato
effettuato uno screening su streptomicina e tetraciclina mediante il test di Charm mentre i
sulfamidici sono stati quantificati per HPLC. 2 campioni di produzione indigena hanno
denotato, comunque a livelli inferiori al VT di 0.05 mg/kg, la presenza di tracce del
sulfamidico sulfatiazolo; 2 mieli di produzione estera, quella di tetraciclina. Come vuole la
prassi, si è proceduto alla conferma dei dati circa la presenza di tali farmaci con
metodologia HPLC con rilevatore a selezione di massa. Per quanto riguarda la
tetraciclina, i 2 mieli risultati positivi alle analisi preliminari sono risultati contenere 26 risp.
14 µg/kg, con il superamento in un caso del relativo VL di 20 µg/kg. 1 campione poi è
risultato non conforme per un tenore di idrossimetilfurfurale superiore al valore massimo
ammesso di 40 mg/kg non soddisfacendo pertanto ai requisiti del capitolo 23A del MSDA.
La tabella seguente riporta una valutazione statistica dei risultati ottenuti per il tenore di
acqua, dell’indice diastatico e di idrossimetilfurfurale:
Parametro
Tenore di acqua
No. di amilasi
Idrossimetilfurfurale
Unità
%
mg/kg
Media
16.7
17
2
Minimo
14.6
7
<2
Massimo
19.0
53
48
Mediana
16.8
18
<2
Dev. std.
0.9
7
-
CV%
5.6
41.6
-
Infine è stata verificata la correttezza della designazione con particolare attenzione al
peso netto effettivo di ogni singola confezione. Molto interessante l'esito di tale controllo.
11 confezioni di miele (17.7%) hanno denotato scarti per difetto sulle quantità nominali
non conformi alle esigenze metrologiche fissate nell'art. 20 dell'Ordinanza sulle
dichiarazioni. Complessivamente su 66 campioni, 43 (65.2%) hanno denotato uno scarto
negativo. Dall'insieme dei dati raccolti traspare una tendenza agli scarti per difetto, come
ben visibile anche dalla seguente rappresentazione grafica:
Peso netto: scarti % dal peso nominale
50.0
45.0
40.0
% campioni
35.0
30.0
25.0
20.0
15.0
10.0
5.0
0.0
>10
89
>3 a 10
>0 a 3
>-3 a 0
>-10 a -3
<-10
Peso netto: scarto in %
LC-TI 2003
Pappa reale
Su richiesta dell’autorità doganale aeroportuale di Agno un campione di pappa reale pura
in gelatina di produzione cinese, rappresentativo di una partita di 570 kg, è stato
sottoposto ad opportuni accertamenti analitici volti a verificare sia le esigenze minime e le
caratteristiche di composizione, che la dichiarazione “di produzione biologica” e l’allegata
certificazione “esente da antibiotici”. I parametri investigati sono stati la percentuale di
acqua, il tenore di acido 10-idrossi-2-decenoico ed i residui di antibiotici quali
streptomicina, tetracicline e sulfamidici. Assenti questi ultimi, tutte le altre componenti
rientravano perfettamente nei valori tipici per la pappa reale in modo da escludere una
possibile falsificazione o quantomeno una qualità insufficiente. La falsificazione più
probabile è quella di un taglio con miele. In questo caso ci sarebbe un abbassamento dei
tenori di proteine, acido 10-idrossi-2-decenoico e frazione minerale, ad eccezione degli
zuccheri.
6.4.16 Articoli di pasticceria e dolciumi
_______________________________________________________________________
Caramelle
Su richiesta dell’autorità doganale di Ponte Tresa, due campioni di caramelle sono stati
sottoposti all'analisi dei coloranti. Entrambi i campioni sono risultati conformi all'OAdd e
corretti nella designazione.
Microbiologia della pasticceria
Sono stati analizzati 30 campioni di articoli di pasticceria, di cui ben 12 (40%) sono
risultati non conformi, principalmente per carica batterica eccessiva (dovuta alla non
refrigerazione della derrata). In tre di questi campioni sono stati tuttavia trovati E. coli (2
campioni con evidente contaminazione fecale) e St. aureus (un campione evidentemente
preparato da personale non in chiaro con le elementari basi di igiene delle mani e/o del
tratto naso-faringeo).
6.4.17 Gelati
_______________________________________________________________________
Sono risultati tutti conformi i 15 campioni di gelati al caffè, cacao e moca, sottoposti alla
verifica delle esigenze minime e caratteristiche di composizione relativamente alla
sostanza secca totale, ed al monitoraggio del contenuto di caffeina, che per loro natura
tali prodotti possono contenere anche a livelli significativi. Si tratta di una conosciutissima
sostanza stimolante che ogni giorno milioni di persone assumono per esempio bevendo il
classico caffè mattiniero. Essa dona soddisfazione e può migliorare le facoltà intellettive e
le prestazioni. Allo stesso tempo può creare problemi a persone particolarmente sensibili
ed ai bambini con disturbi del sonno e stati di agitazione. Risulta pertanto importante
informare il consumatore circa il suo contenuto nei prodotti alimentari, ma l'obbligo di una
sua indicazione esiste unicamente per le bevande. Gazzose e limonate devono far
figurare la menzione "contiene caffeina" accanto alla denominazione specifica già da
tenori superiori a 30 mg per litro, mentre il tenore massimo ammesso è di 150 mg/l. La
90
LC-TI 2003
menzione suddetta non è necessaria unicamente per quei prodotti che per loro natura
riportano nella denominazione di vendita il riferimento ad un contenuto di caffeina. Ciò
vale per le bevande istantanee e pronte a base di caffè e tè.
Per i gelati in genere non esiste né una limitazione dei tenori di caffeina né l'obbligo
esplicito di indicarne la presenza nella denominazione di vendita. Inoltre per analogia con
quanto sopra esposto la designazione "gelato al caffè" fa di per sé una chiara allusione
alla sua presenza. Tuttavia se si pensa che il gelato, anche quelli al caffè, cacao o moca,
rappresenta un classico alimento rinfrescante estivo per adulti e soprattutto bambini,
sarebbe comunque opportuno far risaltare in modo più esplicito l'eventuale presenza di
questo stimolante.
Dai valori misurati infatti, i quantitativi di caffeina che si possono assumere mangiando un
gelato al caffè (ca. 100g) possono variare da 9 a 60 mg e sono comparabili a quelli
assunti bevendo una lattina o bottiglietta da 30 cl di limonata con i 150 mg/l di caffeina
massimi ammessi.
La tabella seguente riporta una valutazione statistica della distribuzione della sostanza
secca totale e dei tenori di caffeina nei gelati analizzati espressi anche come "volumiequivalenti" di limonata con un contenuto di caffeina di 150 mg/l:
Unità
Media
Minimo
Massimo
Mediana
Sostanza secca
g/100g
40
32
48
39
Caffeina
mg/100g
31
9
70
27
Limonata
ml
210
60
470
180
* "Volume equivalente" in cl di bibita con un contenuto di caffeina pari a quello di 100 g di gelato
Dev. std.
5
18
12
CV%
11.4
57.7
57.7
6.4.18 Bevanda da tavola con succo di frutta
_______________________________________________________________________
E' stata condotta una vasta campagna, su bevande da tavola, gazzose, bevande
istantanee a base di tè prelevate dal commercio. I campioni esaminati sono stati in tutto
44 e sono stati sottoposti alla verifica delle esigenze minime e caratteristiche di
composizione, della designazione ed al monitoraggio degli additivi quali i coloranti ed i
conservanti. 5 campioni sono risultati non conformi, uno per la presenza del colorante
E102 (tartrazina) e con un tenore di 326 mg/l di acido benzoico, per il netto superamento
della quantità massima di 150 mg/l ammessa dall'OAdd per questo conservante. Un
secondo per il medesimo tipo di superamento relativo all'acido benzoico e per l'omissione
in etichetta della dichiarazione della presenza di acido sorbico; tre infine per
denominazioni specifiche incomplete.
91
LC-TI 2003
6.4.19 Acque potabili e acque minerali
_______________________________________________________________________
Pozzi di falde inquinate
A Coldrerio, nella falda che alimenta il pozzo B4, la concentrazione del tricloroetilene è
praticamente costante e ancora marcatamente al di sopra del valore di tolleranza. Il
grafico seguente indica come il calo stia ormai seguendo un andamento asintotico per il
quale, data la variabilità dei valori, è difficile prevedere il momento del raggiungimento dei
10 µg/l della tolleranza.
µg/l
Solventi clorati volatili nel pozzo B4 di Coldrerio
170
160
150
140
130
Tricloroetilene
120
Tetracloroetilene
110
TOTALE
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
Laghi e falde
Come ogni anno sono continuate le campagne di monitoraggio dell'acqua greggia delle
captazioni a lago del Ceresio e di quella delle falde di importanza cantonale quali riserve
d'acqua potabile (vedi allegato 2).
Arsenico
In alcuni comuni ticinesi l'acqua potabile erogata all'utenza contiene tra 10 e 40 µg/l di
arsenico. Si tratta di una contaminazione dovuta alla presenza naturale di tale elemento
nel terreno e nelle rocce di alcune zone del Cantone, come ampiamente descritto anche
in una pubblicazione apparsa su di una nota rivista di geologia (Rivista di Scienze della
Terra - Geologia Insubrica, Volume 7, Numero 1 - 2002). Per questi comuni si
prospettano in futuro tempi grami in quanto al momento è in discussione l'eventualità di
un abbassamento del VL dell'arsenico fissato dall'OSoE per l'acqua potabile, dagli attuali
50 µg/l ai 10 µg/l raccomandati a livello internazionale e già in vigore in altre nazioni. Di
conseguenza sono da prevedere investimenti significativi, volti a trovare opportune
soluzioni finalizzate a garantire l'erogazione di acqua potabile conforme ai nuovi requisiti
di legge.
92
LC-TI 2003
Da parte sua il LC dal 2002 esegue regolarmente, quale prestazione di servizio gratuita
per i comuni ticinesi, l'analisi dell'arsenico su tutte le acque potabili a rischio. Lo scopo di
questa azione è stato quello di permettere ai comuni toccati dal problema arsenico di
eseguire, senza un ulteriore aggravio finanziario, dei monitoraggi dettagliati di tutte le
rispettive attuali e potenziali future captazioni di acqua potabile, al fine di poterne valutare
l'idoneità d'impiego anche dopo l'introduzione del nuovo VL. Nel 2003 le analisi di
arsenico eseguite sono state in totale 272 per 70 Comuni.
Caratteristiche chimico-fisiche
E' stata completata un'importante raccolta di dati - iniziata nel 2001 - volta a raccogliere i
dati più significativi relativi alle acque potabili distribuite nel Cantone e che ha permesso
l'allestimento di cartine tematiche quale ad esempio quella sulla durezza delle acque
potabili distribuite in Ticino (vedi § 4.4.3).
Campagna nazionale latte e latticini: campioni d'acqua potabile prelevati presso i caseifici
Nell'ambito della campagna descritta al § 4.3.2 sono stati sottoposti ad analisi
batteriologica campioni di acqua utilizzata nei caseifici. I risultati sono riportati nella
tabella seguente.
Non conformi per superamento VT per
Campioni d'acqua potabile
di caseifici alpestri
di caseifici artigianali
Totale campioni
analizzati
14
51
E. coli
Enterococchi
6 (43%)
6 (12%)
5 (36%)
8 (16%)
Germi aerobi
mesofili
1 (7%)
4 (8%)
Anno internazionale dell'acqua
Il 2003 è stato eletto anno internazionale dell'acqua con lo scopo di sensibilizzare
l'umanità sull'importanza di questo fluido di importanza fondamentale per la
sopravvivenza di ogni forma di vita. L'acqua, grazie ai suoi molteplici impieghi,
rappresenta un buon argomento di approfondimento in molti campi. Per l'occasione il LC
ha aperto i suoi laboratori alla popolazione ticinese organizzando il 27 e 28 maggio delle
visite guidate durante le quali è stata offerta gratuitamente la possibilità di far analizzare
campioni d'acqua potabile da sorgenti e pozzi privati. L'azione ha avuto successo e si è
concretizzata con l'analisi microbiologica e dei principali parametri chimico-fisici su 36
campioni (vedi anche § 4.4.2).
6.4.20 Cioccolato
_______________________________________________________________________
Un campione di cioccolato alla canapa, sottoposto all’analisi del 9-tetraidrocannabinolo
( 9-THC) da parte della medesima ditta di cui si fa già riferimento paragrafo 6.4.8, ha
denotato un tenore di questo principio attivo molto elevato pari a 42 mg/kg. Ciò
rappresenta un chiaro superamento del VL di 2 mg/kg riferito alla sostanza secca fissato
per gli alimenti di origine vegetale, ed indicato dall'UFSP quale VL di riferimento per il
cioccolato, dal momento che per questa derrata non ne esiste uno specifico.
93
LC-TI 2003
6.4.21 Vino
_______________________________________________________________________
Anche nel 2003 sono state effettuate parecchie analisi di vini.
Per i vini di produzione nostrana riportiamo una valutazione statistica dei risultati
dell’analisi di 6 campioni di vino Merlot del Ticino pregiato della vendemmia 2001
provenienti da un unico produttore:
Alcol
Acidità totale
Acidità volatile
SO2 libera
SO2 totale
Unità
% Vol
g/l
g/l
mg/l
mg/l
Media
12.4
3.9
0.45
38
79
Minimo
12.2
3.6
0.39
30
78
Massimo
12.6
4.3
0.52
47
83
Mediana
12.4
4.0
0.47
35
78
Dev. std.
0.1
0.2
0.05
7
2
CV%
0.9
6.2
10.9
19.3
2.7
Vini sospettati di frode
In seguito ad un clamoroso caso di frode relativo alla messa in commercio di vini Merlot
ticinesi fasulli, 19 campioni consegnati al LC dalla Procura pubblica ticinese, sono stati
sottoposti ad opportuni accertamenti analitici.
6.4.22 Bevande spiritose
_______________________________________________________________________
Cocktail
E' stata condotta durante il periodo estivo un'originale indagine inerente una particolare
categoria di bevande alcoliche. Essa ha riguardato 46 campioni di 5 generi di cocktail
(Bloody Mary, Caipirina, Manhattan, Margarita, Negroni) prelevati in 27 bar, caffè,
ristoranti ed alberghi del Cantone. Il prelievo è stato eseguito con una particolare tecnica:
l'ispettore si sedeva come un normale cliente ad un tavolino, ordinava da uno a due
cocktail della carta delle bevande, prendeva nota del prezzo e dopo esser stato servito, si
qualificava e prelevava i campioni. A complemento del suo intervento poneva tutta una
serie di domande inerenti il tenore alcolico, la ricetta ed il sistema di dosatura; infine
verificava la natura e il tenore alcolico degli spiritosi aggiunti. I parametri investigati in
laboratorio sono stati il volume del campione con e senza pezzi di frutta e naturalmente il
tenore alcolico sulla parte liquida.
Particolare rilievo è stato dato al criterio di valutazione dei risultati. Infatti un giudizio sulla
base dei tenori alcolici teorici del "mix", come raccomandato dall'IBA (International
Bartenders Association) e che non tenesse quindi conto della diluizione dovuta a tutta
una serie di fattori (scioglimento del ghiaccio nello shaker, ecc.) sarebbe stata
eccessivamente penalizzante anche se vi sono stati dei campioni che presentavano
gradazioni alcoliche molto vicine a questi valori.
Pertanto grazie alla disponibilità di GastroTicino si sono quindi fatti preparare da tre
barman di fama internazionale operanti nel Cantone i 5 cocktail (totale 15) di riferimento
conformemente alle ricette e ai dosaggi dell'IBA ed eseguiti secondo le normali pratiche
dell'arte. Sulla base della media dei tenori alcolici misurati su 3 cocktail di ogni serie
ridotta del relativo coefficiente di variazione (CV), si sono calcolati i tenori alcolici minimi
accettabili per i 5 prodotti finiti. Questi (ad eccezione per la Margarita) sono sempre
risultati inferiori al valore minimo determinato su ogni serie di riferimento. Il criterio
94
LC-TI 2003
adottato, risulta sufficientemente garantista in quanto consente una generosa diluizione
del "mix" iniziale.
La tabella seguente riporta una valutazione statistica dei risultati ottenuti per il tenore
alcolico delle 5 qualità di cocktail di riferimento preparati da 3 diversi barman
professionisti.
Ricette Cocktails
secondo I.B.A. = International Bartenders
Association
Bloody Mary (tenore alcolico teorico
mix non diluito: 13.3%)
Categoria: pre dinner
Quantità: min. 60 g
Ricetta: 1/3 Vodka (40%), 2/3 succo
pomodoro, succo di 1/2 limone, sedano,
pepe, tabasco, worcestershire
Ghiaccio: 2-3 cubetti facoltativi
Volume Tenore
(ml)
alcolico
(vol. %
EtOH)
Barman 1
Barman 2
Barman 3
240
220
230
Media
(vol. %
EtOH)
CV
Minimo
accettabi
le (vol%
EtOH)
7.6
0.13
6.6
8.6
0.42
5.0
17.7
0.06
16.6
18.5
0.09
16.8
9.7
0.14
8.3
6.7
7.5
8.7
Caipirina (tenore alcolico teorico mix non diluito: 33.3%)
Categoria: fancis
Quantità: min. 60 g
Ricetta: 5 cl cachaca rum (40%), lime
Barman 1
Barman 2
Barman 3
140
150
205
7.1
6.0
12.7
Ghiaccio: 2-3 cubetti
Manhattan (tenore alcolico teorico mix non diluito:
32.5%)
Barman 1
Categoria: fancis
Barman 2
Quantità: min. 60 g
Ricetta: 3/10 Vermuth rosso (15%), 7/10 Rye Barman 3
Whiskey (40%), angostura
Ghiaccio: solo nello shaker
70
84
87
Margarita (tenore alcolico teorico mix non diluito: 32%)
Media: 94 ml
Categoria: fancis
Quantità: min. 60 g
Ricetta: 2/10 succo di lime, 3/10 cointreau
(40%), 5/10 Tequila (40%)
Ghiaccio: solo nello shaker
Barman 1
Barman 2
Barman 3
Negroni (tenore alcolico teorico mix non diluito: 25.1%)
Categoria: long drink
Quantità: min. 50 g
Ricetta: 1/3 Vermouth rosso (15%), 1/3 bitter
(23%), 1/3 gin (37.5%)
Ghiaccio: solo nello shaker
Barman 1
Barman 2
Barman 3
95
100
103
80
17.2
18.9
16.9
19.6
19.2
16.6
Media: 120 ml
120
115
125
9.0
11.2
8.8
LC-TI 2003
La tabella seguente riporta i risultati ottenuti per il tenore alcolico delle 5 qualità di cocktail
prelevati.
Tenore alcolico (vol. % EtOH)
4 Campioni Bloody Mary
9 campioni Caipirina
8 campioni Manhattan
19 campioni Margarita
6 campioni Negroni
Non accettabile <6.6
0.0
3.9
5.8
11.5
Non accettabile <5.0
5.3
5.4
5.8
7.0
7.8
8.0
8.4
9.8
10.9
Non accettabile <16.6
10.1
14.0
16.0
16.3
18.4
18.7
23.9
27.1
Non accettabile <16.8
4.9
6.3
6.8
6.9
7.5
9.0
12.0
13.8
14.8
14.9
15.0
16.3
16.5
16.8
17.0
18.0
19.0
21.8
30.0
Non accettabile <8.3
9.3
10.9
13.5
14.5
18.1
25.5
Informazione verbale riguardo
tenore alcolico (obbligatoria)
senza alcol
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
27%
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
10%
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
nessuna risposta
I risultati finali si presentano così:
Bloody Mary: 3 su 4 inaccettabili (75%); Caipirina: 9 campioni tutti accettabili; Manhattan:
4 su 8 inaccettabili (50.0%); Margarita: 13 su 19 inaccettabili (68%); Negroni: 6 campioni
tutti accettabili; Totale: 20 su 46 inaccettabili (43.7%).
Per concludere va segnalato che i risultati non conformi per scorretto dosaggio degli
alcolici e/o per eccessiva diluizione con succhi o ghiaccio non rispettano le legittime
aspettative del consumatore e rappresentano pertanto un inganno ai suoi danni ai sensi
96
LC-TI 2003
dell'art. 19 dell'ODerr. Numerosi campioni mostrano che le cose possono essere fatte in
maniera più che accettabile. Si raccomanda pertanto agli esercenti di rispettare le ricette
e i dosaggi IBA, di essere in grado di informare l'avventore sul tenore alcolico del prodotto
(oltre che un obbligo legale si tratta anche di un dovere morale in quanto
quest'indicazione è indispensabile per chi si mette alla guida), e di contenere in limiti
accettabili l'aggiunta di ghiaccio macinato (crushed).
Whisky
Dopo quella dei cocktail, è stata condotta una seconda vasta campagna volta a mettere
in luce eventuali frodi concernenti le bevande alcoliche servite negli esercizi pubblici.
L'indagine ha riguardato 194 campioni di whisky di 19 diverse marche. I campioni sono
stati prelevati in bar, ristoranti e locali notturni ticinesi e sottoposti in particolare alla
verifica del tenore alcolico minimo fissato dall'ODerr che questa bevanda spiritosa deve
esibire se destinata ai consumatori. Un ulteriore esame è stato quello relativo
all'autenticità del prodotto servito. In particolare si è proceduto misurando gli spettri situati
nell'ultravioletto (da 190 a 330 nm) di tutte le marche di whisky prelevate, ed al loro
confronto con i medesimi spettri dei rispettivi whisky di riferimento. Questo semplice
criterio di valutazione (il metodo ci è stato gentilmente messo a disposizione dal LC di
Neuchâtel) è risultato particolarmente utile per esempio nel riconoscere prodotti diversi di
una medesima marca come si evince dalla seguente rappresentazione grafica:
ABS
Spettro ultravioletto
3.000
2.800
2.600
2.400
2.200
2.000
1.800
1.600
1.400
1.200
1.000
0.800
0.600
0.400
0.200
0.000
J. W. Red Label
J. W. Black Label
330
320
310
300
290
280
270
260
250
240
230
220
210
200
190
lunghezza d'onda (nm)
Le analisi hanno evidenziato 5 campioni con un tenore alcolico chiaramente inferiore a
40%Vol, risultando pertanto non conformi alle disposizioni dell'ODerr per questa bevanda.
Addirittura un whisky, prelevato in un locale a luci rosse, è risultato diluito con acqua in
rapporto di 1 a 1. Si trattava, come peraltro subito ammesso dallo stesso esercente, della
bevanda servita al personale femminile durante "l'attività di intrattenimento" dei clienti!
Nulla di anormale per contro è emerso dall'analisi degli spettri ultravioletti.
97
LC-TI 2003
6.4.23 Oggetti d’uso
_______________________________________________________________________
Oggetti in plastica
Le materie plastiche trasformate e gli oggetti d’uso in materia plastica utilizzati nell’ambito
alimentare devono soddisfare le esigenze definite nel diritto svizzero. Gli importatori, i
convertitori ed i venditori che li immettono sul mercato sono tenuti ad assicurarsi della
conformità del loro prodotto.
In quest’ambito tre film alimentari in PVC, sottoposti a prove di cessione di sostanze
influenzanti l’odore ed il sapore dell'acqua utilizzata quale liquido simulatore standard,
hanno denotato parametri organolettici normali conformi ai requisiti del capitolo 48 del
MSDA.
Giocattoli pericolosi (yo-yo balls)
Nel mese di marzo, grazie alla telefonata di un papà preoccupato per un incidente avuto
da sua figlia mentre stava giocando con un particolare tipo di yo-yo (la bambina, si era
imbrattata con un liquido opalescente e dall'odore sgradevole fuoriuscito dall'oggetto), ed
ai susseguenti accertamenti analitici, il LC ha potuto dare un efficace contributo alla
messa al bando di un giocattolo pericoloso. Il nuovo gadget era una pallina di caucciù,
con la superficie a "riccio" contenente un liquido ed attaccata a un cordone fortemente
elastico dello stesso materiale. Tali oggetti erano a quel momento molto diffusi in
Svizzera, e quasi tutti i bambini ne avevano uno.
Prontamente prelevati dal commercio ed esaminati, 6 "yo-yo balls" di questo tipo hanno
confermato odore ed aspetto sgradevole del liquido contenuto, risultato poi essere acqua,
ma soprattutto un'accentuata infiammabilità del materiale di cui erano fatti. Tutti i
campioni infatti bruciavano sotto l'azione diretta di una fiamma. Il fuoco si manteneva
anche dopo aver allontanato la sorgente di ignizione, ed addirittura aumentava di
intensità man mano che si propagava. Inoltre durante la combustione si staccavano
gocce ardenti.
Parallelamente anche gli organi di controllo di altri Cantoni e l'UFSP si erano chinati sul
problema. L'UFSP in un comunicato stampa del 25 marzo 2003, ha poi preso posizione
segnalando la pericolosità di tale giocattolo, che oltre all'infiammabilità aveva evidenziato
un accertato rischio di strangolamento durante il suo impiego. 2 gli incidenti di questo tipo
quasi mortali segnalati, uno in Francia ed uno nel Cantone di Neuchâtel. Infatti il peso
della pallina all'estremità così come l'elasticità e la consistenza del cordone rendono
quest'ultimo simile a un laccio che, se attorcigliato attorno al collo, può portare anche al
soffocamento.
La sicurezza dei giocattoli è disciplinata nella LDerr, il cui scopo è quello di "proteggere i
consumatori da derrate alimentari e oggetti d'uso che possono mettere in pericolo la
salute". A sua volta l'Ordinanza sui giocattoli (OSG) precisa all'art. 2 che "i giocattoli non
devono compromettere la sicurezza o la salute dell'utilizzatore o di terzi quando sono
utilizzati conformemente alla loro destinazione o ne sia fatto un uso prevedibile, tenuto
conto dell'abituale comportamento dei bambini". Inoltre, conformemente all'allegato 2
della medesima ordinanza, i giocattoli devono essere fabbricati esclusivamente con
materiali difficilmente infiammabili.
In base a queste considerazioni l'UFSP, per evitare qualsiasi rischio ed a tutela della
salute dei bambini, ha raccomandato di togliere dal commercio queste "yo-yo balls".
98
LC-TI 2003
Oggetti d'uso per bambini
L'art. 28 dell'OUso fissa un VL dello 0.1% per il contenuto di esteri dell'acido ftalico negli
oggetti d'uso per bambini quali i succhiotti e le tettarelle, gli anelli di dentizione ed i
giocattoli in materiale plastico con parti destinate a essere messe in bocca o che
potrebbero verosimilmente esserlo. Due campioni di anelli di dentizione in forma di
giocattolo, fabbricati in Cina e commercializzati da una nota ditta del settore, sospettati di
contenere nelle parti in plastica molle degli ftalati, sono stati sottoposti alla ricerca dei
plastificanti del gruppo degli ftalati di dibutile (DBP), di butilbenzile (BBP), di di-n-ottile
(DOP), di diisononile (DINP), di bis(2-etilesile) (DEHP), di diisodecile (DIDP), di
dicicloesile (DCHP). I tenori misurati sono risultati chiaramente inferiori al VL ed
addirittura inferiori ai rispettivi limiti di determinazione.
Oggetti contenenti nichelio: fibbie di cinture
Gli oggetti contenenti nichelio che, secondo la loro destinazione, restano a lungo tempo a
contatto con la pelle non devono cedere più di 0.5 µg/cm2/settimana di nichelio (VL).
8 dei 20 campioni di fibbie di cinture di vario genere prelevate dal commercio e sospettate
di contenere nichelio sono risultati non conformi per il superamento di tale VL.
6.4.24 Droghe e stupefacenti
_______________________________________________________________________
Nel mese di marzo 2003 è scattata una vasta operazione di polizia condotta
dall'Antidroga ticinese denominata "Indoor", con l'obiettivo di contrastare il proliferare
della coltivazione di canapa sul territorio del Cantone Ticino. Il LC si è prontamente
attivato mettendo a disposizione il proprio personale ed un'intera linea analitica
9
strumentale per poter garantire a ritmo serrato le determinazioni di
9
tetraidrocannabinolo ( 9-THC) ed il suo principale precursore, l'acido
9
tetraidrocannabinoico A ( -THCA-A), nei campioni che man mano venivano consegnati
dalla Polizia cantonale scientifica. Come risaputo la determinazione del “THC totale”,
serve a fissare la linea di demarcazione tra la canapa da fibra (“fiber type”), e la canapa
da droga (“drug type”). Le analisi eseguite nel 2003 sono state complessivamente 466 ed
hanno interessato una vasta gamma di prodotti stupefacenti o presunti tali quali:
marijuana (cime fiorite della pianta di canapa essiccate), piante e talee (piantine ai primi
stadi vegetativi), hashish (resina prodotta dalle infiorescenze) ed altri prodotti derivati
(essenze, estratti, medicamenti).
La tabella seguente riporta una valutazione statistica complessiva della distribuzione del
9
-THC, 9-THCA-A e THC totale nei 466 campioni analizzati.
9
-THC
9
-THCA-A
THC Totale*
9
-THC
Hashish
9
n = 11
-THCA-A
THC Totale*
9
-THC
Prodotti derivati
9
n = 13
-THCA-A
THC Totale*
9
*THC totale: calcolato come -THC
Marijuana e piante
n = 442
Unità
g/100g
g/100g
g/100g
g/100g
g/100g
g/100g
g/100g
g/100g
g/100g
Media
1.4
10.6
10.7
9.2
14.2
21.6
0.6
0.2
0.8
Minimo
<0.1
0.1
0.1
0.3
<0.1
0.8
<0.1
<0.1
<0.1
Massimo
15.6
24.1
23.4
30.3
40.5
39.6
4.8
0.7
4.8
Mediana
0.5
11.3
12.4
7.5
6.9
16.6
0.1
0.2
0.3
Dev.std.
1.8
6.3
6.2
8.5
14.4
13.7
1.36
0.2
1.4
CV%
130.7
59.6
57.4
93.2
101.2
63.3
222.5
121.5
181.6
Un resoconto dettagliato ed esaustivo sull'argomento e sull'operazione "Indoor" è
attualmente consultabile nel Rapporto del 16 maggio 2003 sul problema della canapa in
99
LC-TI 2003
Ticino redatto dal Gruppo di lavoro istituito dal Consiglio di Stato con risoluzione n. 764
del 18 febbraio 2003 e su http://www.ti.ch/DI/temi/convegno/, nel quale si possono
consultare gli atti del Convegno internazionale - Canapa situazione e prospettive - che ha
avuto luogo il 10 ottobre 2003 a Lugano.
6.4.25 Radon
_______________________________________________________________________
Durante il corso dell’inverno sono stati posati oltre 100 dosimetri tipo E-Perm per la
misura della concentrazione del gas radon in altrettante abitazioni di privati che lo
avevano richiesto al nostro Laboratorio. I risultati non si discostano dalle misure effettuate
negli anni precedenti e confermano la presenza in quantità relativamente elevate di tale
pericoloso gas radioattivo nel 10% delle abitazioni finora controllate (oltre 5500).
Oltre a tali misure che si possono ormai definire di routine, il nostro Laboratorio è stato
coinvolto in una campagna organizzata dall’UFSP in cui sono state misurate più di mille
abitazioni site nel comune di Biasca.
Nell’intento di trovare nuovi criteri di suddivisione del territorio, in particolare nelle aree ad
elevata concentrazione di radon, l’UFSP ha individuato in questo Comune una zona che
ben si adatta a tale ricerca.
Il territorio presenta infatti caratteristiche quali la ripartizione delle costruzioni in zone ben
differenziate (pianura fluviale, coni di deiezione, pendii con alta permeabilità, colate
detritiche), presenza in tali zone di abitazioni di vari tipo (unifamiliari, plurifamiliari, vecchie
costruzioni del nucleo storico) estrapolabili a molte altre situazioni simili presenti nel
nostro Cantone.
Si è potuto contare pure sulla collaborazione della Protezione civile che si è occupata
della distribuzione e la raccolta dei dosimetri posati in tutte le abitazioni del Comune.
I risultati saranno pubblicati sul prossimo rapporto annuo in quanto saranno a
disposizione solo a partire dal mese di aprile 2004.
6.4.26 Radioattività
_______________________________________________________________________
In occasione del cambiamento di sede, il LC è stato dotato di una strumentazione
avanzata per la misurazione della radioattività negli alimenti e in campioni di origine
ambientale: si tratta di uno spettrometro gamma e di un scintillografo per la misura di
emissioni alfa e beta. Ricordiamo, che già dal 1997 presso il LC è funzionante la stazione
di misurazione RADAIR, gestita direttamente dall'UFSP, volta al monitoraggio della
radioattività dispersa nell'atmosfera. Con la nuova strumentazione è ora possibile
misurare i contaminanti radioattivi negli alimenti sia come controllo di routine, sia in caso
di incidente nucleare.
Di particolare interesse in questo tipo di misurazione sono i contaminanti radioattivi di
origine antropogena, pure chiamati "radionuclidi artificiali", come gli isotopi del Cesio (Cs137 e Cs-134). Questi contaminanti hanno origine dagli esperimenti nucleari a cavallo fra
anni '50 e '60 e dagli incidenti avvenuti in centrali nucleari, il più significativo dei quali è
quello della centrale di Chernobyl della primavera del 1986.
Il nostro Cantone, come pure alcune zone del Cantone Grigioni, risultano essere state le
più contaminate dalle ricadute di materiale radioattivo provenienti da Chernobyl, distante
ca 1600 km in linea d'aria dal Ticino. Infatti, nei giorni successivi alla catastrofe, la nube
100
LC-TI 2003
radioattiva fu spinta dai venti fino alle nostre latitudini, e la ricaduta sul terreno fu
promossa da ingenti piogge da sud, con il classico effetto di sbarramento procurato dalla
catena alpina. Mentre gran parte degli isotopi a breve durata (come gli isotopi dello Iodio
e il Cs-134) sono decaduti nei giorni, rispettivamente mesi successivi alla catastrofe, la
contaminazione con radioisotopi particolarmente persistenti, come il Cs-137 e lo Sr-90,
sono tuttora riscontrabili nelle derrate alimentari le cui materie prime sono prodotte in
zone contaminate.
Il cesio si comporta nel terreno come il macronutriente potassio (K). L'interazione del
cesio con il terreno è piuttosto complessa, la fissazione di questo elemento è
particolarmente promossa dalle argille e sfavorita dal materiale organico. Ecco perché
nei terreni acidi e/o ricchi di humus dei boschi il cesio viene mobilizzato ed assorbito dai
vegetali e dai funghi in particolare. Gli animali che consumano la produzione primaria del
bosco, per esempio i cinghiali, sono particolarmente a rischio per l'assorbimento e
accumulo di questo contaminante. Nel 2002 nella carne di un cinghiale ticinese era stato
superato il VL, fissato dalla legge in 1'000 Bq/kg.
Contaminanti radioattivi nelle derrate alimentari
Nel corso del 2003 sono state effettuate delle campagne di misura del Cs-137 nel latte,
nei pesci e nei funghi di produzione estera (i funghi di produzione locale erano stati
analizzati nel 2002, vedi rispettivo rapporto annuo, pag. 70). I riscontri analitici hanno
confermato quanto già era risaputo. La contaminazione da Cs-137 è sempre riscontrabile
ma in costante diminuzione. Nessuno dei campioni analizzati ha superato il VL (1'000
Bq/kg), mentre il VT (10 Bq/kg) è stato superato unicamente in alcuni campioni di latte
prelevati dagli alpi (superamento massimo: 11 x VT). Il latte in questione non era
comunque destinato al consumo diretto, bensì alla produzione di formaggio, nel quale la
contaminazione viene abbattuta di ca 10 volte (ca il 90% del Cs-137 resta nel siero).
L'analisi della produzione di latte destinato al consumo diretto (campioni LATI) ha messo
in evidenza valori inferiori a 1 Bq/kg. Nei pesci, contrariamente alla campagna eseguita
nel 1993, nessun campione ha superato il VT. Pure i campioni di funghi di produzione
estera non hanno presentato alcun superamento del VT (per questa derrata vige un VT
superiore alle altre: 600 Bq/kg).
Contributo di Chernobyl alla "radioattività nei nostri piatti"
Secondo l'UFSP il contributo della catastrofe di Chernobyl sulla totalità dell'esposizione
annua dei ticinesi alle radiazioni ionizzaniti è stimato per il 2002 a 0.5 mSv. La media
svizzera di radiazioni dovute alla somma di tutte le fonti (radon, pratiche mediche di
radiologia, radiazioni cosmiche e terrestri ecc.) ammonta a ca 4.0 mSv per anno per
abitante. Ricordiamo qui, che il contributo predominante alla radiazione della popolazione
è rappresentato dal radon, un contaminante indoor gassoso che penetra in abitazioni a
rischio dal terreno sottostante.
Radionuclidi nella terra, nell’erba e nel latte
In tre diverse località del Cantone vengono da anni prelevati campioni di latte, terra ed
erba per la messa in evidenza in essi di radionuclidi naturali e artificiali. I risultati,
raggruppati nelle tabelle seguenti, vengono forniti regolarmente all'UFSP. Di seguito i
risultati per i campioni di terra e erba (per il latte cfr. paragrafo 6.4.1).
101
LC-TI 2003
Radionuclidi e attività nel terreno fresco
Località
Rodi Fiesso
Novaggio
Rasa
K-40
Bq/kg
Cs-134
Bq/kg
597.2
620.6
616.5
0.6
<0.2
0.7
Cs-137
Bq/kg
44.4
55.8
366.9
Radionuclidi e attività nell'erba fresca
Località
Rodi Fiesso Luglio 2003
Novaggio Luglio 2003
Rasa Luglio 2003
Be-7
Bq/kg
38.29
13.6
24.9
102
K-40
Bq/kg
195.9
89.7
253.9
Cs-134
Bq/kg
<0.2
<0.5
<0.2
Cs-137
Bq/kg
16.8
12.9
5.0
LC-TI 2003
Ringraziamenti
Il 2003, con il trasferimento a Bellinzona e l'inaugurazione della nuova sede, è stato un
anno importantissimo per il Laboratorio cantonale. Ma anche molto impegnativo in
quanto, oltre ai compiti usuali, ci si è dovuti occupare del trasloco e dell'avvio e
dell'organizzazione delle attività scientifiche e amministrative nei nuovi spazi. In questa
circostanza da parte di tutti vi è stata una disponibilità ed un impegno esemplari: nel giro
di pochi giorni il reparto di microbiologia era infatti già operativo e nel giro di un mese
l'attività di tutto l'Istituto aveva ripreso a pieno regime.
A tutti i collaboratori vada pertanto il nostro più sincero e sentito grazie!
Mario Jäggli
Michele Ceschi
Chimico cantonale e direttore
Chimico cantonale agg. e direttore agg.
Lugano, il 30 marzo 2004
103
LC-TI 2003
Allegato 1: natura e numero dei campioni analizzati
_______________________________________________________________________________________________
Campioni sottoposti al controllo della Legge sulle derrate alimentari
______________________________________________________________________________________________________________
Legenda: NC: non conforme; A: problemi di etichetta; B: problemi di composizione; C: problemi di microbiologia; D: problemi di residui; E: problemi di caratteristiche fisiche; F: altro.
Codice
Tot.
camp.
Designazione
01 Latte
02 Prodotti di latte
011
012
013
014
021
022
023
024
03 Formaggio, preparazioni di formaggio, prodotti
addizionati di formaggio, ziger, mascarpone
04 Burro, preparazioni al burro, frazioni del grasso di
latte
05 Olio commestibile e grasso commestibile
06 Margarina, minarina
025
031
Sorte di latte
Latte condensato, latte in polvere
Latte di altri mammiferi, mescolanze
Latte umano
Latte acidulato e prodotti di latte
acidulato
Latticello, latticello acidulato, polvere di
latticello
Siero di latte, siero di latte in polvere e
proteine del latte
Bevande a base di latte e preparazioni a
base di prodotti di latte
Panna e prodotti a base di panna
Formaggio
032 Preparazioni di formaggio
033 Prodotti con aggiunta di formaggio,
ziger, mascarpone
034 Formaggio ottenuto da latte non bovino
041 Sorte di burro
042 Preparazioni al burro
043 Frazioni del grasso di latte
044 Burro di latte o panna di latte di altri
mammiferi
051 Olio commestibile
052 Grasso commestibile
053 Semi oleosi
061 Margarina
062 Minarina e margarina semigrassa
104
50
2
8
Camp.
NC
Genere di non conformità
A
B
C
D
5
E
5
4
10
184
1
47
8
1
81
38
1
47
1
38
F
LC-TI 2003
Codice
Tot.
camp.
Designazione
07 Maionese, salsa per insalata
08 Carne, prodotti a base di carne
09 Estratti di carne, brodi di carne, consommé di carne,
gelatina di carne
10 Condimento, brodo, minestra, salsa
11 Cereali e leguminose, prodotti di macinazione
12 Pane, articoli di panetteria e di biscotteria
071 Maionese, maionese per insalata
072 Salsa per insalata
0811 Carne di animali domestici della famiglia
dei Bovidae, Cervidae, Camelidae,
Suidae, Equidae
0812 Carne di volatili domestici
0813 Carne di coniglio domestico
0814 Carne di selvaggina
0815 Carne di rana
0816 Carne di rettile da allevamento
0817 Carne di pesce
0818 Crostacei
0819 Molluschi
081A Echinodermi
0821 Carne tritata
0822 Salsiccia cruda da arrostire
0823 Prodotti salmistrati crudi
0824 Prodotti salmistrati cotti
0825 Prodotti insaccati crudi
0826 Salsicce scottate
0827 Salsicce di carne precotta
0828 Prodotti a base di pesce
0829 Prodotti a base di crostacei o di
molluschi
082Z Prodotti a base di carne, altri
091 Estratto di carne
092
093
094
101
102
103
104
105
106
111
112
113
114
115
121
Brodo di carne
Consommé di carne
Gelatina di carne
Condimenti
Salsa di soia
Brodo
Minestra e salsa
Estratto di lievito
Salsa per arrosto
Cereali
Leguminose per l’industria molitoria
Prodotti di macinazione
Tipi di amido
Prodotti a base di malto
Sorte di pane
105
Camp.
NC
Genere di non conformità
A
B
C
D
E
F
1
8
6
88
4
13
3
39
3
25
20
1
1
2
1
1
5
3
3
1
1
21
1
5
15
45
10
11
8
11
6
5
LC-TI 2003
Codice
Tot.
camp.
Designazione
13 Lievito di panetteria
14 Budini e creme
15 Paste alimentari
16 Uova e ovoprodotti
17 Alimenti speciali
122
131
132
133
134
141
142
151
152
153
15Z
161
162
163
171
172
173
174
175
18 Frutta e verdura
19 Funghi commestibili
20 Miele e melassa
21 Zucchero, sorte di zuccheri
22 Articoli di confetteria e dolciumi
176
17Z
181
182
183
191
192
201
202
211
212
213
221
222
223
224
225
226
Prodotti di panetteria e di biscotteria
Lievito pressato
Lievito di panetteria secco
Lievito di panetteria secco istantaneo
Lievito di panetteria liquido
Budini e creme pronti al consumo
Polvere per budini e polvere per creme
Paste
Paste all’uovo
Paste al latte
Paste, altro
Uova di gallina, interi
Uova non provenienti da galline
Ovoprodotti
Surrogato del sale commestibile
Succedanei dello zucchero,
polidestrosio
Derrate alimentari destinate al controllo
del peso
Alimenti per lattanti e alimenti di
proseguimento
Altri alimenti per lattanti e bambini in
tenera età
Alimenti di complemento
Alimenti speciali, altro
Frutta
Verdura
Conserve di frutta e di verdura
Funghi commestibili selvatici
Funghi commestibili coltivati
Sorte di miele
Melassa
Zucchero
Sorte di zuccheri
Preparazioni a base di zucchero
Marzapane
Persipane
Tartufi o pasta per tartufi
Caramelle e leccornie
Gusci di meringhe
Gomme da masticare
106
Camp.
NC
Genere di non conformità
A
B
C
D
48
11
11
8
5
35
15
3
4
2
4
E
1
9
1
2
29
87
116
6
12
1
72
7
1
1
5
1
1
25
5
5
1
1
13
11
F
LC-TI 2003
Codice
Tot.
camp.
Designazione
23 Gelati
24 Succo di frutta e nettare di frutta
25 Sciroppo di frutta, sciroppo con aromi, bevanda da
tavola, gazosa, polvere e concentrato per la
preparazione di bevande analcoliche
26 Succo di verdura
27 Confettura, gelatina, marmellata di frutta, crema di
marroni e prodotto da spalmare
28 Acqua potabile, ghiaccio, acqua minerale naturale ed
artificiale, acqua gasata
29 Vermut analcolico, bitter analcolico, sidro analcolico,
birra analcolica
22Z Prodotti di pasticceria e confetteria, altri
231 Sorte di gelato
232 Polveri per gelati, preparati, liquidi per la
fabbricazione di gelati
241 Sorte di succhi di frutta
242 Sorte di nettari di frutta
251 Sciroppo di frutta, sciroppo con aroma
252 Bevanda da tavola con succo di frutta
253 Gazosa
254 Bevanda da tavola con latte, siero di
latte, latticello od altri prodotti di latte
255 Polvere e concentrato per la
preparazione di bevande analcoliche
261 Succo di verdura puro
261Z Succo di verdura puro, altro
262 Miscele di differenti succhi di verdura
271 Sorte di confettura
272
273
274
275
276
277
281
Sorte di gelatina
Marmellate
Marmellata-gelatina
Crema di marroni
Prodotti da spalmare
Marmellata di panetteria
Acqua potabile
282
283
284
285
286
Ghiaccio
Acqua minerale naturale
Acqua minerale artificiale
Acqua gasata
Polvere per la preparazione di acque
minerali artificiali
291 Vermut analcolico
292
293
294
295
296
Vermut analcolico diluito
Bitter analcolico
Bitter analcolico diluito
Sidro analcolico
Birra senz’alcool
107
Camp.
NC
Genere di non conformità
A
B
1
2
2
1
2
1
2
36
9
9
771
1
C
D
E
F
2
2
3625
15
4
764
6
1
LC-TI 2003
Codice
Tot.
camp.
Designazione
30 Caffè e surrogati di caffè
31 Tè, mate, tè di erbe e di frutti
32 Guaranà
33 Bevande istantanee e bevande pronte a base di
ingredienti quali il caffè, i succedanei del caffè, il tè, le
erbe, i frutti e il guaranà
34 Cacao, cioccolati, altri prodotti di cacao
35 Spezie, sale commestibile, senape
36 Vino, vino-mosto pastorizzato in fase di
fermentazione, prodotti contenenti vino
37 Sidro e vino di frutti, succhi di frutti a granelli in fase
di fermentazione, bevande a base di sidro o di vino di
frutti
38 Birra
39 Bevande spiritose, bevande alcoliche diluite a base di
bevande spiritose
301
302
303
304
305
306
307
311
Caffè crudo
Caffè torrefatto
Caffè trattato
Estratto di caffè
Surrogati di caffè, aggiunte per caffè
Estratto di cicoria
Estratti di altri surrogati di caffè
Sorte di tè
331 Bevande istantanee e bevande pronte al
consumo
341
351
352
353
361
Prodotti di cacao
Spezie
Sorte di sale commestibile
Senape
Mosto d’uva
362 Vino
363 Vino-mosto (sauser)
364 Vino-mosto, succo d’uva e mosto d’uva
pastorizzato in fase di fermentazione
371 Sidro
1
3
3
5
Camp.
NC
Genere di non conformità
A
B
3
2
3
2
55
3
3
226
4
73
10
3
1
3
C
4
2
372 Sidro diluito
373 Succo di frutti a granelli in fase di
fermentazione
374 Vino di frutti
375 Bevande a base di sidro e vino di frutti
381 Birra normale
382 Birra speciale
383 Birra forte
384 Birra leggera
385 Birra povera in carboidrati
391 Alcol potabile
392 Sorte di bevande spiritose
393 Sorte di liquori
394 Sorte di aperitivi
108
10
1
D
E
F
LC-TI 2003
Codice
Tot.
camp.
Designazione
40 Divieto dell’assenzio
41 Aceto di fermentazione, acido acetico commestibile
51 Derrate alimentari preparate
52 Ausiliari tecnologici per la preparazione di derrate
alimentari
53 Additivi e preparazione di additivi per le derrate
alimentari
56 Oggetti d’uso e materiali per la fabbricazione di
oggetti d’uso
57 Cosmetici
395 Bevande alcoliche diluiti a base di
bevande spiritose
401 Assenzio
402 Imitazioni dell’assenzio
411 Sorte di aceto di fermentazione
412 Miscele di aceto di fermentazione
413 Aceto balsamico
414 Aceto alle erbe aromatiche
415 Aceto alle spezie
416 Sorte di acido acetico commestibile
511 Derrate alimentari pronte
512 Piatti istantanei
513 Piatti a cottura rapida
514 Piatti da consumare dopo riscaldamento
515 Piatti pronti alla consumazione
521 Ausiliari tecnologici per la preparazione
di derrate alimentari
531 Additivi
532 Preparazione di additivi
561 Materiale e oggetti in metallo o in leghe
metalliche
562 Materiali e oggetti in materie plastiche
563 Materiali e oggetti in cellulosa rigenerata
564 Materiali e oggetti in ceramica, vetro,
smalto o altre materie analoghe
565 Materiale e oggetti in carta o cartone
566 Prodotti tessili per la produzione di
derrate alimentari
567 Materiali per la fabbricazione di oggetti
d’uso
571 Prodotti per la cura della pelle
572 Prodotti per la pulizia della pelle
573 Prodotti per il trucco
574 Prodotti contenenti profumo
575 Prodotti per la cura dei capelli
576 Prodotti per cura dentale e boccale
577 Adesivi per protesi
578 Prodotti per la cura e il maquillage delle
unghie
579 Prodotti per la colorazione della pelle
109
Camp.
NC
Genere di non conformità
A
B
1
3
40
2
6
2
2
C
D
E
F
LC-TI 2003
Codice
Tot.
camp.
Designazione
58 Oggetti che entrano in contatto con le mucose, la
pelle, i peli o i capelli; tessili
59 Oggetti d’uso per bambini, colori per dipingere,
articoli per disegno e pittura
60 Oggetti d’uso, altri
66 Campioni per il controllo dell’igiene
67 Impurità
68 Materiale pubblicitario
69 Etichette
70 Documentazione dell’azienda
Camp.
NC
Genere di non conformità
A
B
C
D
E
F
581 Oggetti per la pulizia dei denti
582 Oggetti metallici che entrano in contatto
con le mucose o la pelle
583 Pannolini
584 Materiali tessili
58Z Oggetti entranti in contatto con le
mucose, la pelle e i capelli
591 Giocattoli, oggetti d’uso per poppanti e
bambini piccoli
592 Giocattoli per bambini fino ai 14 anni
593 Colori per dipingere, articoli per disegno
e pittura
601 Bombolette spray
602 Candele ed articoli simili
603 Fiammiferi
604 Articoli per scherzi
661 Campioni per il controllo dell’igiene,
prelevati nelle industrie alimentari
662 Campioni per il controllo dell’igiene,
prelevati nelle industrie non alimentari
671 Impurità nei prodotti alimentari
672 Impurità nei prodotti non alimentari
681 Materiale pubblicitario per derrate
alimentari
682 Materiale pubblicitario per oggetti d’uso
691 Etichette per derrate alimentari
692 Etichette per oggetti d’uso
701 Documentazione dell’autocontrollo
702 Ricette
23
Totale
5300
110
10
10
3
1
12
6
6
31
992
41
14
840
81
12
11
LC-TI 2003
Altri campioni
Codice
76
761
762
763
764
77
771
772
78
781
782
783
784
785
78Z
79
791
792
793
794
795
81
811
812
813
814
815
816
81Z
82
821
822
823
824
825
83
831
832
Designazione
Tabacco
Tabacco greggio
Tabacco ricostituito (tabacco omogeneizzato)
Articoli di tabacco
Surrogati del tabacco
Oggetti per analisi speciali
Oggetti per le inchieste criminali
Campioni per test interlaboratori
Medicamenti
Medicamenti sottoposti a ricetta medica non rinnovabile (Lista A)
Medicamenti sottoposti a ricetta medica (Lista B)
Medicamenti in vendita in farmacia (Lista C)
Medicamenti in vendita in farmacia e drogheria (Lista D)
Medicamenti in vendita libera (Lista E)
Medicamenti, altri
Medicamenti veterinari
Medicamenti veterinari sottoposti a ricetta veterinaria non rinnovabile (Lista A)
Medicamenti veterinari sottoposti a ricetta veterinaria (Lista B)
Medicamenti veterinari in vendita in farmacia (Lista C)
Medicamenti veterinari in vendita in farmacia e drogheria (Lista D)
Medicamenti veterinari in vendita libera (Lista E)
Acque non considerate come derrate alimentari
Acque superficiali
Acque sotterranee
Acque di scarico
Acque di balneazione
Acque di precipitazione
Acque di siti contaminati
Acque, non considerate come derrate alimentari, altre
Aria e contaminanti dell’aria
Aria ambientale
Aria di locali di abitazione
Aria di locali di lavoro
Emissioni da imprese e officine
Gas di scarico dei motori
Suolo, terra, rocce e sedimenti
Suolo di foresta
Suolo di coltura intensiva
111
Totale
campioni
3
466
1
380
302
3
1075
23
112
LC-TI 2003
Codice
833
834
835
836
84
841
842
843
844
845
846
84Z
85
851
852
853
86
861
862
863
87
871
872
873
874
875
876
88
881
882
883
884
89
891
892
893
894
895
91
911
912
913
Designazione
Suolo di coltura estensiva
Suolo e rivestimenti del suolo di installazioni sportive e campi da gioco
Rocce
Sedimenti di fiumi e di laghi
Depositi (polveri) su superfici
Depositi su superfici al suolo
Depositi sui veicoli
Depositi su aeroplani
Depositi su palazzi
Depositi sulle superfici di copertura nei demani agricoli (serre)
Depositi sulle persone
Deposito (polveri) su superfici, altro
Corpo umano, parti del corpo, membra e secrezioni umane
Corpi umani
Parti del corpo e membra umane
Secrezioni umane
Corpi d’animali, parti del corpo, membra e secrezioni animali
Corpi di animali
Parti del corpo e membra animali
Secrezioni animali
Alimenti per animali
Alimenti per animali di origine animale
Alimenti per animali provenienti dalla produzione animale
Alimenti per animali miscelati (d’origine vegetale e animale)
Alimenti per animali a base di scarti dalle industrie alimentari
Alimenti per animali a base di scarti della preparazione di derrate alimentari
Additivi per l’alimentazione animale
Prodotti per l’agricoltura
Sementi e colture vegetali
Concime
Prodotti per il trattamento delle piante
Prodotti di disinfezione per l’allevamento di animali
Piante non destinate all’alimentazione umana o animale
Erba
Fiori
Alberi
Arbusti, piante perenni
Piante acquatiche
Rifiuti
Rifiuti urbani
Rifiuti compostabili
Rifiuti speciali
112
Totale
campioni
16
1
3
LC-TI 2003
Codice
914
915
92
921
922
923
924
93
931
932
933
934
935
936
937
938
939
93Z
AXP
Extra
Totale
campioni
Designazione
Rifiuti da cantiere
Rifiuti animali
Materiale da costruzione
Materiale da costruzione in legno
Materiale da costruzione in materie sintetiche
Materiale da costruzione in metallo
Materiale da costruzione in materia minerale
Prodotti chimici e tecnici
Prodotti per il trattamento delle superfici
Solventi
Carburanti e combustibili
Lubrificanti
Prodotti per disinfezione
Prodotti chimici per il trattamento delle piscine
Prodotti chimici per lo sviluppo fotografico
Antigelo
Batterie e accumulatori
Prodotti chimici e tecnici
Ricerca Anthax
Test di laboratorio
3
Totale
113
12
7700
LC-TI 2003
Allegato 2: dati sulle falde acquifere e sulle captazioni a lago
Falde acquifere di importanza cantonale quali riserva d’acqua potabile
Legenda per le cartine e le tabelle delle pagine seguenti
n° catasto
Pozzo
610 20
611 16
611 17
612 22
613 5
614 10
614 14
614 29
614 61
617 3
622 29
623 22
626 18
626 36
626 98
626 126
628 8
FALDA MENDRISIOTTO
AAP Chiasso Pra Tiro
AAP Coldrerio B1
AAP Coldrerio B2
AAP Genestrerio Gerbo
AAP Ligornetto S. Giuseppe nuovo
AAP Coldrerio B4
AAP Mendrisio S. Martino 1
AAP Mendrisio S. Martino 2
Piezometro
AAP Morbio Inferiore Polenta
AAP Rancate Prati Maggi
AAP Riva S. Vitale Lumaghera
AAP Stabio Savoy
AAP Stabio S. Margherita
Piezometro
Rapelli (industriale)
AAP Vacallo Pozzo nuovo
508 11
511 1
511 7
511 17
511 21
511 27
511 33
511 46
549 3
549 8
549 10
554 9
554 20
554 28
583 101
FALDA VEDEGGIO
AAP Lamone
AAP Bioggio Strecce
Piezometro
Consorzio Depurazione Acque (industriale)
ESR (industriale)
Piezometro Crespera
Piciotti SA (industriale)
AIL Bioggio
Piezometro
AAP Cadempino
Metallizzazione SA (industriale)
Piezometro
AIL Manno 2
SABO (industriale)
Consorzio Acquedotto della Capriasca
n° catasto
114
Pozzo
103 20
104 30
105 25
105 29
105 66
105 68
105 77
105 90
108 24
108 25
117 9
117 13
117 38
119 4
FALDA MAGADINO
Eredi fu Caccia Arturo
Centro manutenzione Autostrade (termico)
Fasciani Leonardo (potabile)
AAP Giubiasco
AAP Camorino
Weber e Co. SA (agricolo)
Eredi fu Elvezio Fumagalli (potabile)
Schlapbach Hans (potabile)
Camillo Snozzi (agricolo
Fondazione Sirio (agricolo)
Eredi fu Quirino Mocettini (agricolo)
AAP S. Antonino Pozzo nuovo
Nosetto SA (termico)
Fratelli Rey Orticoltura (agricolo)
106 6
107 35
112 10
701 40
703 16
703 18
704 14
705 26
705 27
FALDA RIVIERA
AAP Gnosca
Piezometro
Piezometro
Cons. Dep. Acque Biasca (industriale)
AAP Cresciano
Piezometro
AAP Iragna
Bernardi (agricolo)
Tognacca (agricolo)
801 7
802 29
810 18
814 13
816 13
816 14
817 9
819 4
822 5
822 10
822 11
FALDA VALLE MAGGIA
Piezometro
Anzolin Avegno (industriale)
AAP Cevio
Piezometro
AAP Lodano-Maggia 1
AAP Lodano-Maggia 2
Piscicoltura Maggia (Industriale)
Piezometro
Piezometro
Campana (industriale)
Bionda (industriale)
Batt.
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
5231
23.09.03 5187
24.09.03
23.09.03 5190
23.09.03 5189
23.09.03 5188
5233
24.09.03
23.09.03 5186
5229
24.09.03
24.09.03
23.09.03 5191
23.09.03 5192
23.09.03 5185
23.09.03 5184
23.09.03
Catasto n.
611 17
612 22
613 5
614 10
614 14
614 29
614 61
617 3
622 29
623 22
626 18
626 36
626 98
0
0
626 126 23.09.03 5193
628 8
Stampato il 21 aprile 2004
5234
0
5183
24.09.03
Enterococchi
0
0
0
0
0
0
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Temperatura acqua
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578
570
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7.61
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7.60
7.70
7.64
7.76
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<0.05
<0.05
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19.7
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<0.05
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10.7
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7.7
10.5
7.3
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8.9
8.9
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31.5
38.6
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0.012 0.036 0.001 0.004 0.002 0.006 0.061
0.009 0.020 0.001 0.003 0.003 0.005 0.041
Benzolo
30.9
Solfati
13.8
Toluolo
2.4
Fosfati
<0.01
Etilbenzolo
<0.05
Nitrati
9.8
O-Xilolo
<0.01
1,2,4, Trimetilbenzolo
5.3
Cloruri
6.0
Totale Aromatici
6.36
Fluoruri
0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Tricloretano
7.62
Calcio
81.8
1.7
0.7
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
1.7
0.1
<0.1
<0.1
3.0
<0.1
Tricloretilene
613
Magnesio
10.0
6.7
0.5
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
8.2
<0.1
<0.1
0.1
34.0
<0.1
<0.1
<0.1
4.9
1.0
Percloretilene
1.8
8.4
1.2
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
8.2
<0.1
<0.1
0.1
35.7
0.1
<0.1
<0.1
7.9
1.0
Totale idrocarburi volatili
12.3 0.70
Ammonio
<0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
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<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
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<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
Desetilatrazina
0
Sodio
4.8
Bromacil
4.58
Simazina
0
Valore pH
7.54
Atrazina
426
µg/l
Diuron
13.5 0.79
µg/l
Erbicidi
Totale erbicidi
5230
DOC
µg/l
Idrocarburi clorati
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
Cadmio
0
mg/l
Idrocarburi aromatici solubili
Metalli pesanti
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Piombo
0
Conduttività elettrica
mg/l
Anioni
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
µg/l
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Cromo
5232
Consumo acido (pH 4.3)
mmol/l
Potassio
mg/l µ/cm
Cationi
M+P-Xilolo
°C
Chimico-fisica
Mercurio
UFC
/100 ml
Data
611 16
Campione n.
24.09.03
Escherichia coli
610 20
Prelievo
2003 Campagna falda Mendrisiotto
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
1.2
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Rame
623 22
622 29
614 14
614 29
614 61
614 100
613 5
614 10
611 17
611 16
626 18
626 126 612 22
617 3
626 36
626 83
628 8
626 89
626 87
610 20
Legenda
Pozzo
Sondaggio
Scuola Universitaria Professionale
della Svizzera Italiana
Istituto Scienze della Terra
Carta nazionale svizzera 1:100'000
n. 48 Sotto Ceneri
Riprodotto con l'autorizzazione del 14 agosto 1997 dell'Ufficio federale di topografia.
1:50'000
1580
1575
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
15.04.03
Catasto n.
511 1
511 7
511 17
511 21
511 27
511 33
511 46
549 3
549 8
549 10
554 9
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554 28
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0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Stampato il 21 aprile 2004
1581
1582
1577
1578
1579
1586
1587
1585
1583
1589
Enterococchi
1588
Escherichia coli
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0.33
9.0
1.03
12.3 1.35
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12.2 0.43
14.8 0.44
12.8 0.61
12.2 0.24
11.8 0.28
14.1 0.42
12.9 0.94
11.0 0.37
12.4 0.44
7.9
83
196
162
143
116
144
142
186
215
219
157
238
102
6.82
7.08
7.08
6.80
7.32
6.75
6.93
6.87
7.04
6.95
6.95
7.17
7.01
0.51
1.40
1.17
0.95
0.77
0.87
0.98
1.30
1.59
1.48
1.14
1.53
0.60
3.2
4.7
4.2
4.8
4.3
4.5
4.2
5.5
5.2
5.6
4.4
5.6
4.8
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
1.2
2.4
2.1
2.0
1.8
2.3
2.1
2.4
2.2
2.6
2.2
2.3
1.4
2.2
7.5
5.6
5.1
3.6
5.1
4.6
7.0
8.8
9.2
5.6
10.7
3.2
11.2
25.7
21.2
17.2
14.4
16.8
18.8
23.2
27.3
25.3
20.4
26.1
12.4
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
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<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
3.0
6.5
5.2
5.6
4.4
5.9
4.8
6.7
7.0
7.9
5.4
15.5
4.3
6.2
Nitriti
27.3
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
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<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
Nitrati
6.9
12.4
9.6
11.3
7.4
14.7
10.5
11.7
11.7
15.9
8.8
15.6
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11.5
<0.01
<0.01
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<0.01
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12.1
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19.0
15.8
14.2
16.2
16.6
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25.4
18.0
21.7
14.0
22.7
0.005 0.013 0.004 0.006 0.004 0.002 0.034
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0.008 0.045 0.005 0.020 0.011 0.009 0.098
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0.006 0.016 0.002 0.005 0.003 0.003 0.035
0.004 0.029 0.003 0.010 0.006 0.005 0.057
0.006 0.020 0.003 0.010 0.005 0.005 0.049
0.006 0.013 0.002 0.005 0.003 0.003 0.032
0.005 0.020 0.002 0.008 0.011 0.004 0.050
0.005 0.011 0.001 0.004 0.002 0.002 0.025
0.007 0.074 0.014 0.041 0.020 0.014 0.170
0.010 0.062 0.015 0.036 0.018 0.012 0.153
Benzolo
8.0
Solfati
19.2
Toluolo
2.6
Fosfati
<0.01
Etilbenzolo
12.4
O-Xilolo
<0.01
1,2,4, Trimetilbenzolo
<0.05
Cloruri
3.8
Totale Aromatici
4.9
Fluoruri
<0.1
<0.1
0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
0.1
0.2
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Tricloretano
1.55
Calcio
25.7
<0.1
0.9
0.6
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
0.8
1.8
<0.1
0.1
<0.1
<0.1
0.5
<0.1
Tricloretilene
6.98
Magnesio
5.6
<0.1
14.4
0.7
0.1
<0.1
<0.1
0.1
1.2
6.8
0.2
0.6
0.1
0.1
2.6
0.1
Percloretilene
2.7
<0.1
15.4
1.3
0.1
<0.1
<0.1
0.1
2.1
8.8
0.2
0.7
0.1
0.1
3.1
0.1
Totale idrocarburi volatili
206
Ammonio
<0.05
0.06
<0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
Desetilatrazina
13.8 0.27
Sodio
4.7
Bromacil
1.38
Simazina
0
Valore pH
7.10
µg/l
Atrazina
181
µg/l
Erbicidi
Diuron
0
Temperatura acqua
µg/l
Idrocarburi clorati
Totale erbicidi
12.4 0.33
mg/l
Idrocarburi aromatici solubili
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
Cadmio
0
DOC
mg/l
Anioni
Metalli pesanti
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
1.8
<1.0
<1.0
<1.0
Piombo
0
Conduttività elettrica
mmol/l
Consumo acido (pH 4.3)
mg/l µ/cm
Potassio
°C
Cationi
M+P-Xilolo
UFC
/100 ml
Chimico-fisica
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
µg/l
Mercurio
1584
Batt.
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
1.8
<1.0
1.6
<1.0
<1.0
<1.0
Cromo
1576
Data
15.04.03
Campione n.
508 11
Prelievo
2003 Campagna falda Vedeggio
1.7
<1.0
2.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Rame
583 101
587 49
508 11
549 10
549 3
549 8
554 28
554 20 554 9
511 1
511 21
511 46 511 27
511 7
511 33
511 17
Legenda
Pozzo
Sondaggio
Scuola Universitaria Professionale
della Svizzera Italiana
Istituto Scienze della Terra
Carta nazionale svizzera 1:100'000
n. 48 Sotto Ceneri
Riprodotto con l'autorizzazione del 14 agosto 1997 dell'Ufficio federale di topografia.
1:50'000
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
13.05.03
Catasto n.
104 30
105 25
105 29
105 66
105 68
105 77
105 90
108 24
108 25
117 9
117 13
117 38
119 4
Campione n.
2116
2119
2122
2124
2123
2120
2114
2118
2121
2117
2112
Enterococchi
2113
Escherichia coli
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
3
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
15.5 0.60
13.0 0.60
12.8 0.61
10.8 0.84
10.7 1.21
12.2 0.91
12.6 0.56
14.0 0.60
11.6 0.65
11.0 0.49
13.5 0.42
12.1 0.39
237
249
196
228
218
202
141
190
194
151
238
201
7.27
6.55
6.42
6.78
6.95
7.11
7.36
6.82
6.70
6.99
6.98
7.26
1.78
0.66
0.80
1.76
1.70
1.50
1.02
0.90
1.48
0.98
1.78
1.42
4.3
10.3
8.4
3.9
3.3
3.9
2.8
6.9
3.8
3.3
6.6
5.1
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
3.0
3.4
4.6
3.7
3.1
2.6
1.6
2.8
2.7
2.3
3.4
2.3
8.0
6.8
5.3
9.5
9.0
8.0
4.6
5.3
7.3
4.9
8.3
6.8
33.7
26.9
22.0
30.5
30.1
26.1
19.6
22.8
27.3
19.6
31.7
28.1
14
<0.05
0.11
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0.05
<0.05
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<0.05
0.08
<0.05
<0.05
0.07
0.07
<0.05
5.0
20.5
14.1
8.8
4.8
5.6
2.5
15.9
6.9
4.0
5.8
4.3
4.4
Nitriti
3.4
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
Nitrati
15.8
15.4
14.9
9.5
16.2
16.5
8.8
18.8
11.9
13.5
13.2
8.9
12.1
<0.01
<0.01
<0.01
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<0.01
<0.01
<0.01
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25.8
53.1
33.5
23.8
22.4
18.3
17.5
18.4
19.5
17.6
27.7
30.0
17.4
0.010 0.020 0.001 0.002 0.003 0.002 0.038
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0.010 0.015 0.012 0.009 0.005 0.001 0.052
0.008 0.021 0.015 0.012 0.009 0.004 0.069
0.008 0.006 0.004 0.003 0.002 0.001 0.024
0.010 0.008 0.010 0.008 0.004 0.001 0.041
0.008 0.022 0.001 0.003 0.003 0.008 0.045
0.008 0.011 0.001 0.004 0.003 0.005 0.032
Benzolo
1.4
Solfati
27.1
Toluolo
<0.05
Fosfati
<0.01
Etilbenzolo
19.5
O-Xilolo
<0.01
1,2,4, Trimetilbenzolo
3.6
Cloruri
11.7
Totale Aromatici
0.58
Fluoruri
0.07
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
0.2
<0.1
<0.1
0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Tricloretano
6.83
Calcio
29.7
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Tricloretilene
116
Magnesio
8.3
0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
0.9
0.2
<0.1
<0.1
Percloretilene
5.1
0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
0.2
<0.1
<0.1
0.1
0.9
0.2
<0.1
<0.1
Totale idrocarburi volatili
11.6 0.72
Ammonio
<0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05
0.08
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05
0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
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<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
0.08
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
Desetilatrazina
0
Sodio
4.3
Bromacil
1.38
Simazina
0
Valore pH
6.58
µg/l
Atrazina
230
µg/l
Erbicidi
Diuron
2115
Temperatura acqua
µg/l
Idrocarburi clorati
Totale erbicidi
11.6 0.93
mg/l
Idrocarburi aromatici solubili
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
Cadmio
2
DOC
mg/l
Anioni
Metalli pesanti
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Piombo
0
Conduttività elettrica
mmol/l
Consumo acido (pH 4.3)
mg/l µ/cm
Potassio
°C
Cationi
M+P-Xilolo
UFC
/100 ml
Chimico-fisica
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
µg/l
Mercurio
2125
Batt.
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Cromo
Stampato il 21 aprile 2004
Data
103 20
Prelievo
2003 campagna falda piano di Magadino
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
3.6
38.6
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Rame
105 29
105 25
119 4
105 90
105 66
108 24
104 30
108 25
105 68
105 77
117 9
117 38
103 20
117 103
Legenda
Pozzo
Sondaggio
Scuola Universitaria Professionale
della Svizzera Italiana
Istituto Scienze della Terra
Carta nazionale svizzera 1:100'000
n. 43 Sopra Ceneri
Riprodotto con l'autorizzazione del 14 agosto 1997 dell'Ufficio federale di topografia.
1:50'000
25.03.03
25.03.03
25.03.03
25.03.03
25.03.03
25.03.03
25.03.03
25.03.03
25.03.03
Catasto n.
107 35
112 10
701 40
703 16
703 18
704 14
705 26
705 27
Campione n.
1257
1258
1255
1260
1261
1256
Enterococchi
1259
Escherichia coli
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0.59
10.8 0.63
10.8 0.68
9.8
11.9 0.60
11.8 0.94
10.2 0.68
12.0 0.74
309
105
270
252
222
256
65
7.24
6.71
8.01
7.86
7.85
7.94
6.37
1.36
0.67
1.72
1.79
1.82
2.08
0.40
3.2
3.6
4.1
3.8
3.7
4.2
2.6
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
2.6
2.5
2.4
2.4
2.5
2.5
1.1
8.8
2.2
8.0
10.0
7.5
7.0
1.5
50.1
14.8
44.1
36.5
33.7
43.3
8.4
28.5
0.1
<0.1
0.12
0.23
0.14
0.14
0.13
<0.1
10.0
1.8
4.3
2.0
2.6
5.9
1.8
2.6
Nitriti
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
4.8
8.7
6.3
3.7
8.4
10.7
10.2
12.1
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
82.1
13.9
57.0
49.2
25.9
28.3
5.3
11.7
0.005 0.012 0.001 0.003 0.002 0.002 0.025
0.005 0.012 0.002 0.003 0.002 0.001 0.025
0.005 0.022 0.001 0.003 0.003 0.004 0.038
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0.007 0.014 0.001 0.003 0.005 0.002 0.032
0.006 0.017 0.002 0.004 0.003 0.004 0.036
0.007 0.025 0.003 0.010 0.007 0.006 0.058
0.007 0.019 0.002 0.005 0.003 0.003 0.039
0.007 0.020 0.001 0.004 0.003 0.004 0.039
Benzolo
7.5
Solfati
8.9
Toluolo
2.2
Fosfati
<0.01
Etilbenzolo
<0.05
Nitrati
9.6
O-Xilolo
<0.01
1,2,4, Trimetilbenzolo
3.2
Cloruri
2.7
Totale Aromatici
1.74
Fluoruri
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Tricloretano
7.17
Calcio
12.4
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Tricloretilene
196
Magnesio
2.9
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Percloretilene
1.3
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Totale idrocarburi volatili
11.7 0.74
Ammonio
<0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
Desetilatrazina
0
Sodio
4.3
Bromacil
0.68
Simazina
0
Valore pH
6.84
µg/l
Atrazina
98
µg/l
Erbicidi
Diuron
1263
Temperatura acqua
µg/l
Idrocarburi clorati
Totale erbicidi
11.5 1.35
mg/l
Idrocarburi aromatici solubili
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
Cadmio
0
DOC
mg/l
Anioni
Metalli pesanti
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Piombo
0
Conduttività elettrica
mmol/l
Consumo acido (pH 4.3)
mg/l µ/cm
Potassio
°C
Cationi
M+P-Xilolo
UFC
/100 ml
Chimico-fisica
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
µg/l
Mercurio
1262
Batt.
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
1.4
<1.0
<1.0
<1.0
Cromo
Stampato il 21 aprile 2004
Data
106 6
Prelievo
2003 Campagna falda Riviera
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Rame
704 14
701 40
705 27
705 26
112 10
703 16
703 18
Legenda
Pozzo
Sondaggio
106 6
Scuola Universitaria Professionale
della Svizzera Italiana
Istituto Scienze della Terra
Carta nazionale svizzera 1:100'000
n. 43 Sopra Ceneri
Riprodotto con l'autorizzazione del 14 agosto 1997 dell'Ufficio federale di topografia.
1:50'000
107 35
Campione n.
2727
2729
2719
2728
2723
2724
2726
2725
2720
2721
2722
Data
03.06.03
03.06.03
03.06.03
03.06.03
03.06.03
03.06.03
03.06.03
03.06.03
03.06.03
03.06.03
03.06.03
801 7
802 29
810 18
814 13
816 13
816 14
817 9
819 4
822 10
822 11
822 5
Prelievo
Batt.
Escherichia coli
Enterococchi
0
0
0
0
0
0
0
0
Stampato il 21 aprile 2004
Catasto n.
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
Temperatura acqua
0.28
0.41
0.40
9.8
9.6
7.7
0.61
0.41
0.38
11.6 0.24
10.9 0.45
9.4
8.7
10.3 0.50
9.9
82
79
81
76
51
45
30
98
65
7.11
7.41
7.59
7.03
6.47
6.75
6.67
6.89
6.86
0.72
0.66
0.70
0.50
0.28
0.30
0.20
0.78
0.50
1.8
1.7
1.9
2.6
2.3
1.4
1.1
2.6
1.9
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
1.7
1.6
1.6
1.8
1.1
1.1
0.7
1.8
1.6
1.5
1.2
1.5
1.0
1.2
0.7
0.5
1.9
1.0
13.2
12.8
13.2
10.8
5.6
6.0
3.6
14.8
10.0
0.07
0.07
0.07
0.09
0.06
0.05
0.08
0.11
0.05
0.8
0.9
0.9
1.2
1.3
0.6
<0.5
1.5
0.9
5.4
Nitriti
<0.05
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
2.7
3.0
3.0
3.4
4.5
3.3
2.9
6.2
2.6
12.4
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
7.4
7.9
7.7
10.7
7.9
7.2
5.5
7.4
8.7
8.0
Benzolo
0.011 0.039 0.005 0.018 0.008 0.005 0.086
0.008 0.038 0.013 0.022 0.010 0.005 0.096
0.009 0.037 0.006 0.018 0.008 0.005 0.083
0.010 0.040 0.007 0.021 0.010 0.006 0.094
0.014 0.048 0.012 0.022 0.011 0.005 0.112
0.013 0.051 0.009 0.022 0.011 0.005 0.111
0.010 0.038 0.016 0.025 0.011 0.004 0.104
0.012 0.069 0.014 0.034 0.015 0.007 0.151
0.009 0.025 0.004 0.010 0.005 0.003 0.056
0.011 0.053 0.010 0.035 0.015 0.011 0.135
0.013 0.050 0.007 0.020 0.009 0.005 0.104
Toluolo
18.8
Solfati
7.3
Etilbenzolo
2.2
Fosfati
<0.01
O-Xilolo
3.1
Nitrati
3.9
1,2,4, Trimetilbenzolo
<0.01
Totale Aromatici
<0.05
Cloruri
1.4
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Tricloretano
4.2
Fluoruri
0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
0.6
<0.1
Tricloretilene
0.90
Calcio
10.8
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Percloretilene
6.86
Magnesio
1.5
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
0.6
<0.1
Totale idrocarburi volatili
1.6
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
<0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05 <0.05
Desetilatrazina
132
Ammonio
<0.05
Bromacil
14.0 0.51
Sodio
2.9
Simazina
0.60
Atrazina
0
Valore pH
6.77
µg/l
Diuron
78
µg/l
Totale erbicidi
0
DOC
µg/l
Erbicidi
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
Cadmio
11.8 0.44
mg/l
Idrocarburi clorati
Metalli pesanti
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Piombo
0
Conduttività elettrica
mg/l
Idrocarburi aromatici solubili
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
µg/l
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Cromo
0
Consumo acido (pH 4.3)
mmol/l
Potassio
mg/l µ/cm
Anioni
M+P-Xilolo
°C
Cationi
Mercurio
UFC
/100 ml
Chimico-fisica
2003 Campagna falda Valle Maggia
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Rame
822 5
816 13
816 14
819 4
817 9
801 7
814 13
802 29
Legenda
Pozzo
Sondaggio
Scuola Universitaria Professionale
della Svizzera Italiana
Istituto Scienze della Terra
Carta nazionale svizzera 1:100'000
n. 43 Sopra Ceneri
Riprodotto con l'autorizzazione del 14 agosto 1997 dell'Ufficio federale di topografia.
1:50'000
810 18
822 10
822 11
822 5
816 13 816 14
819 4
817 9
Legenda
Pozzo
Sondaggio
Scuola Universitaria Professionale
della Svizzera Italiana
Istituto Scienze della Terra
Carta nazionale svizzera 1:100'000
n. 43 Sopra Ceneri
Riprodotto con l'autorizzazione del 14 agosto 1997 dell'Ufficio federale di topografia.
1:50'000
Prelievo
2183
2182
2181
Stampato il 21 aprile 2004
14.05.03
Barbengo
Captazione
14.05.03
Data
Vico Morcote
Campione n.
14.05.03
Escherichia coli
Paradiso
Enterococchi
20
0
14
5
1
8
6.9
7.9
6.2
237
237
231
7.78
7.89
7.81
7.80
2.24
2.26
2.42
2.42
5.7
5.2
2.4
2.5
<0.05
<0.05
<0.05
<0.05
1.5
1.4
1.1
1
8.5
8.8
9.5
9.5
34.9
35.3
36.1
36.1
0.09
0.08
0.08
0.08
5.6
5.5
2.2
2.2
Nitriti
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
5.1
5.0
1.9
2.0
1.9
Nitrati
228
Cloruri
2.2
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
<0.01
Fosfati
7.3
Fluoruri
0.08
12.8
12.8
11.8
11.8
12.0
Solfati
3
Calcio
36.1
0.007
0.011
0.009
0.011
0.013
Benzolo
4
Magnesio
9.2
0.009
0.022
0.011
0.014
0.019
Toluolo
1.1
0.007
0.002
0.003
0.023
0.025
Etilbenzolo
2180
Ammonio
<0.05
0.010
0.004
0.004
0.017
0.020
0.006
0.003
0.003
0.009
0.012
O-Xilolo
14.05.03
Sodio
2.3
0.002
0.003
0.001
0.001
0.003
1,2,4, Trimetilbenzolo
2.42
0.041
0.045
0.031
0.075
0.092
Totale Aromatici
Gandria
Valore pH
7.80
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Tricloretano
230
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Tricloretilene
6.5
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
µg/l
Percloretilene
4
Temperatura acqua
µg/l
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
<0.1
Totale idrocarburi volatili
10
mg/l
Idrocarburi clorati
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
<0.2
Cadmio
2179
Conduttività elettrica
mg/l
Idrocarburi aromatici solubili
Metalli pesanti
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Piombo
14.05.03
Consumo acido (pH 4.3)
mmol/l
Potassio
µs/cm
Anioni
M+P-Xilolo
°C
Cationi
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
<0.5
µg/l
Mercurio
UFC /100
ml
Chimico-fisica
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Cromo
Cassarate
Batt.
2003 Captazioni lago di Lugano / Ceresio
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
<1.0
Rame
Gandria
Cassarate
!
¬
"
!
¬
"
!
¬
"
Paradiso
Barbengo
!
¬
"
Vico Morcote
!
¬
"
Laboratorio cantonale
Repubblica e Cantone Ticino
Dipartimento della sanità e della socialità
Divisione della salute pubblica
Via Mirasole 22
6500 Bellinzona
PK25  2004 swisstopo (DV503)
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