Atti Parlamentari
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quisisce ci sono indicazioni, circostanze e
fatti diversi da quelli che si trovavano sui
libri, diversi dalla sua fantasia, che erano
stati oggetto, invece, della sua...
FRANCO GIORGI. Sı̀, qualcosa. Qualcosa avevo localizzato su Ilaria Alpi. Poi
mi ha sfasciato tutto lui.
PRESIDENTE. Tuttavia, in particolare
nel terzo documento acquisito, sono recate
notizie – qualcosa dice il teste – sulla
vicenda di Ilaria Alpi.
FRANCO GIORGI. Io gli mandavo e poi
lui faceva uscire sul giornale, il giorno
dopo.
PRESIDENTE. Il teste produce altresı̀
un ritaglio di stampa a dimostrazione del
fatto che, non appena pervenivano le »informative« di cui si è parlato fino a questo
momento, nei giorni successivi le notizie
stesse divenivano oggetto di pubblicazione
per iniziativa, presumibilmente, del maresciallo Vacchiano, perché era l’unica persona alla quale venivano date informazioni.
FRANCO GIORGI. Al cento per cento.
PRESIDENTE. Questo cos’è ?
FRANCO GIORGI. Sempre un riferimento a me su Famiglia Cristiana... Ilaria
Alpi...
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FRANCO GIORGI. Per dire che tutte
queste notizie che venivano fuori da questa storia...
PRESIDENTE. Cioè, che erano le sue ?
Erano quelle che lei si era inventato ?
FRANCO GIORGI. Lui raccontava
tutto, tutto quello che gli dicevo riportava.
PRESIDENTE. Va bene. Allora: ulteriore documento viene prodotto dal teste,
riguardante un servizio pubblicato il 7
gennaio 2001 dal settimanale Famiglia Cristiana, che riporta le notizie frutto della
fantasia del dichiarante Giorgi di cui ai
documenti consegnati al maresciallo Vacchiano e che sono acquisiti agli atti in
questo momento dall’ufficio.
Mi dice una cosa che lei ha accertato
veramente ? In questi tre viaggi che lei ha
fatto c’è una cosa diversa da ciò che stava
sui libri, diversa dall’esercizio della sua
fantasia, che lei ha effettivamente acquisito incontrando persone e facendo indagini ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, ho incontrato
delle persone giù, però la storia della Alpi
era sempre la stessa: com’era successo,
Marocchino è arrivato appena l’incidente...
tutte cose che...
PRESIDENTE. Va bene, quindi praticamente niente.
FRANCO GIORGI. Niente.
PRESIDENTE. Ma è del 7 gennaio
2001, attenzione.
FRANCO GIORGI. Sı̀, ma c’è il nome
mio.
PRESIDENTE. Che vuole dire lei con
questo documento ?
FRANCO GIORGI. Vacchiano mi ha
fatto arrestare nel 2002.
PRESIDENTE. Sı̀, ma questo documento che lei mi presenta...
PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.
FRANCO GIORGI. So che lei veniva da
un capo tribù e magari si era espressa
male con il capo tribù... tutte le stesse
cose, è impossibile, è un ambiente molto
stretto la Somalia...
PRESIDENTE. Ma, per esempio, chi
era il capi tribù nei confronti del quale lei
si era espressa male, Ali Mahdi ?
FRANCO GIORGI. No, no, a Bosaso.
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PRESIDENTE. Il sultano di Bosaso. Chi
le ha detto questo ?
FRANCO GIORGI. Uno che avevo conosciuto in questo viaggio.
PRESIDENTE. Un somalo ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, un somalo.
PRESIDENTE. Ci sa dire il nome ? Va
bene che si chiamano tutti allo stesso
modo...
FRANCO GIORGI. Se sono veri i nomi,
non lo so, comunque adesso le dico come
si chiamava: Mohalin Hassan.
PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.
Torniamo alle 12 fotografie e al porto
di El Maan. Che cos’è questo porto e
quanto è grande ? Lei lo ha visto personalmente ? Che traffici vi si facevano ? Era
in costruzione ?
FRANCO GIORGI. Siccome i porti veri
di Mogadiscio erano bloccati e le navi
scaricavano soprattutto farina, cereali,
Marocchino si era inventato questo porto
per parcheggiare le macchine e scaricare
materiale. Altrimenti, dovevano andare a
scaricarle alla rada e, con barchette piccole, portare i materiali a terra: era un’impresa, con costi enormi. Sarebbe servito
questo porto fatto bene, discreto, con dei
container vuoti, pieni di sabbia e riempiti
per la pressione, perché il cemento non
c’era... sabbia e breccia. Aveva fatto questo
porticciolo, tutto qua.
PRESIDENTE. E queste 12 fotografie
che cosa dovevano dimostrare al dottor
Tarditi ?
FRANCO GIORGI. Siccome andavano
cercando rifiuti, che io non ho mai visto
pur avendo girato... non so se conoscete la
storia che si doveva fare l’impianto per la
trasformazione dei rifiuti lı̀...
PRESIDENTE. Chi ?
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FRANCO GIORGI. L’impianto lo faceva
la Somalia, però doveva essere finanziato
da uno di Alessandria, un certo Scaglione.
PRESIDENTE. È un nome che sento
per la prima volta. Che doveva fare questo
signore ?
FRANCO GIORGI. Questo signore doveva prendere le autorizzazioni per costruire questo inceneritore in Somalia.
Con la lettera che io portai, con un
decreto... che poi non so, perché secondo
me era falso quel decreto, non era firmato
da Ali Mahdi, perché c’era scritto « Repubblica somala », ma in quella fase...
PRESIDENTE. La Repubblica somala
non c’era.
FRANCO GIORGI. Esatto. E quindi
pensai »ci sarà qualche truffa, qui« ,
perché volevano 700 mila dollari di anticipo per preparare il terreno.
PRESIDENTE. Ma lei a Tarditi ha
parlato non soltanto dei container con il
materiale, ma, proprio con riferimento alle
12 fotografie che ha prodotto, anche di
interramento di rifiuti tossici. Che ne sa di
questo ?
FRANCO GIORGI. Niente, presidente,
perché non c’era niente e non ho visto
niente. Tarditi ha scritto quello che ha
voluto sui verbali. Gli dicevo: « Tarditi,
guardi, io i verbali non li leggo... » e lui: « e
che, non ti fidi di me ? ». Ecco il risultato.
PRESIDENTE. Lei è sicuro di quello
che dice ?
FRANCO GIORGI. Al cento per cento,
presidente.
PRESIDENTE. Questa è un’affermazione piuttosto pesante.
FRANCO GIORGI. Io non ho mai visto
interrare rifiuti tossici in Somalia, mai
visto ! Ci sono stato due volte... io ero il
genio che intercettava rifiuti tossici ?
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PRESIDENTE. Ha sentito parlare di
interramento di rifiuti tossici ?
non l’ho detto: anche se qui c’è scritto, io
non l’ho detto, perché non l’ho visto.
FRANCO GIORGI. Niente, niente, mai,
e poi mi sono informato pure su questa
storia, perché nel frattempo sono stato
indagato, figuriamoci se non mi andavo ad
informare.
CARMEN MOTTA. Mi scusi, ma questa
è un’affermazione grave, si rende conto ?
ELETTRA DEIANA. Senta, ma non poteva esserselo inventato ?
FRANCO GIORGI. Io non ho visto
rifiuti tossici, perché devo dire che li ho
visti, per fare che ?
FRANCO GIORGI. Io ? Che mi sono
inventato, signora ?
ELETTRA DEIANA. Glielo ha detto,
con una notizia che si è inventato...
FRANCO GIORGI. No, io non mi sono
inventato niente, ho cercato di salvarmi la
pelle. Non mi sono inventato niente, altro
che storie.
PRESIDENTE. Va bene, ha fatto l’uno
e l’altro, diciamo.
FRANCO GIORGI. Che dovevo fare,
signor presidente ?
CARMEN MOTTA. Presidente, mi scusi,
una puntualizzazione. Diciamo che con il
maresciallo Vacchiano c’era una questione
un po’...
FRANCO GIORGI. Strana.
CARMEN MOTTA. Usi lei il termine
che vuole. Ma, mi scusi, il dottor Tarditi
non credo. Precisi meglio: il dottor Tarditi
funzionava come il maresciallo Vacchiano ?
FRANCO GIORGI. No. No, è molto più
serio.
CARMEN MOTTA. Allora precisi bene
questo aspetto.
FRANCO GIORGI. Io ho avuto un rapporto perfetto con il giudice Tarditi. Però,
che ho visto interrare i rifiuti tossici io
PRESIDENTE.
grave, lei capisce.
È
un’affermazione
CARMEN MOTTA. Ma secondo lei un
magistrato scrive in una deposizione una
cosa che non è stata detta ? Lei sta asserendo che questo magistrato ha scritto una
cosa che lei non ha mai detto (Commenti
dell’avvocato Guido De Maio).
CARMEN MOTTA. No, no, avvocato, mi
scusi, deve rispondere alla domanda.
PRESIDENTE. Lei, avvocato, non può
interloquire, altrimenti la faccio uscire
dall’aula. Il teste ha la libertà di non
rispondere, ma lei non può interloquire né
dare indicazioni.
CARMEN MOTTA. Il dottor Tarditi,
che è un magistrato...
FRANCO GIORGI. Serio.
CARMEN MOTTA. Perfetto, lo dice lei.
FRANCO GIORGI. Con me si è comportato molto bene.
CARMEN MOTTA. Perfetto. Lei ha appena finito di dire, però, che questo magistrato ha scritto una cosa che lei non ha
detto.
FRANCO GIORGI. Me l’ha messa in
bocca, io non l’ho detta.
CARMEN MOTTA. Peggio ancora.
PRESIDENTE. Le faccio presente che
lei, naturalmente, si assume la responsabilità di quanto dichiara. Per maggiore
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precisione, le leggiamo il verbale nel quale
queste dichiarazioni sono prese: »Incontrai Scaglione (...) Quando parliamo di un
amico dei rifiuti (...) Era sottinteso che si
trattava solo di Giancarlo Marocchino,
perché è l’unica persona che mi ha parlato
di rifiuti e che conosceva sia me che
Roghi. Proprio Marocchino mi ha fatto
conoscere per telefono Roghi. Ripeto che
io feci da intermediario tra Marocchino e
Scaglione per consegnare a Scaglione l’autorizzazione firmata dal presidente Ali
Mahdi per smaltire e costruire un impianto di rifiuti in Somalia ».
FRANCO GIORGI. Di
tossici.
»rifiuti« , non
PRESIDENTE. Sı̀. « Non so che tipo di
rifiuti dovevano essere spediti. Mi sembra
che Scaglione mi disse che i rifiuti dovevano partire dall’Italia, mi sembra da La
Spezia, e anche all’estero, mi sembra
Francia. Intendevo chiedere a Roghi Claudio se era stato arrestato, perché mi aveva
detto che aveva dovuto cambiare la versione dei suoi interrogatori e perché lui
stesso mi aveva detto che era incasinato
per i rifiuti di Giancarlo Marocchino, che
è indicato nelle parole del Roghi Claudio
quando dice ’Spezia, non pochi i rifiuti del
tuo amico, dai’. Io gli chiedo a Roghi se
era stato arrestato perché ero consapevole
che, da quanto mi aveva detto lui, avevano
avuto dei casini per i rifiuti. Sapevo che
poteva essere anche arrestato, anche per
una cosa illegale, e quindi quando lo stesso
Roghi Claudio mi dice ’peggio, eccetera’
(...) penso che servisse alle sue conoscenze
altolocate anche in Vaticano (...). A domanda dico che, quando sono stato in
Somalia, dieci giorni nell’estate del ’96, da
Giancarlo Marocchino, mi sono recato
anche al porto El Maan. Ho visto al porto
di El Maan che Marocchino stava costruendo la banchina del porto interrando
i container che io ho visto che venivano
riempiti con materiale inerte, non ho visto
cemento. Quando ero a casa di Giancarlo
Marocchino ebbi modo di parlare telefonicamente con Scaglione il giovane e l’accordo era quello che Scaglione doveva
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mandare i soldi in anticipo per fare operazioni di smaltimento di rifiuti. Scaglione
diceva che aveva bisogno dell’autorizzazione originale, allora feci la raccomandata, incontrai Scaglione, non ricordo
dove. A domanda del PM circa le ragioni
per le quali la transazione doveva avvenire
in marchi, dichiara ’può anche darsi che
avesse un cliente che pagasse in marchi,
una quota dello smaltimento dei rifiuti era
destinata ad Ali Mahdi, 100 marchi a me
e 300 a Giancarlo Marocchino. Anche io
ho parlato direttamente con Ali Mahdi
dell’impianto di trasformazione di rifiuti
che doveva essere costruito in una specie
di forno inceneritore per dare lavoro anche alla gente ».
Non è questo il verbale, scusate. Troviamo il verbale, che è quello dell’esibizione delle 12 fotografie, che è in concomitanza.
FRANCO GIORGI. Questo è quello che
ho... è quello vero.
PRESIDENTE. Sı̀, sı̀.
Tra la documentazione che mi è stata
data non trovo la dichiarazione. Potrebbe
anche aver ragione lei.
Dunque, i verbali sono quelli del 21
dicembre, del 14 luglio e del 26 giugno,
sempre del 1998. Non trovo però la parte
sull’archiviazione... Ci deve essere un errore.
Signori, questo verbale riuscite a darmelo o non esiste ? Non ci sta niente di
quello che è scritto qua. Mi avete fatto
fare una contestazione che devo ritirare
immediatamente.
Mentre gli uffici cercano, andiamo
avanti. Se del caso, riprenderemo il tema.
Lei con Marocchino da quanto tempo
non si vede ? In questi giorni l’ha visto ?
FRANCO GIORGI. No, mai. Dall’ultimo
viaggio, l’ho rivisto una volta in Italia due
o tre anni fa... che è venuto qui per voi,
per un’inchiesta, non so.
PRESIDENTE. E l’ha sentito in questi
giorni ?
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FRANCO GIORGI. No.
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FRANCO GIORGI. Sı̀, sı̀.
ELETTRA DEIANA. È venuto qui per
la Commissione Ilaria Alpi ?
ELETRTA DEIANA. E di che cosa avete
parlato ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, Marocchino me
lo diceva.
FRANCO GIORGI. Niente. Abbiamo
preso il caffè e me ne sono andato, perché
lui stava qui caricando del grano a Genova. L’ho visto cinque minuti. Poi non
l’ho più visto.
ELETTRA DEIANA. Allora non due o
tre anni fa.
FRANCO GIORGI. No, un anno fa.
PRESIDENTE. Quindi non tre anni fa.
L’ha visto l’anno scorso.
FRANCO GIORGI. No, l’ho visto due
anni fa.
PRESIDENTE. In questi giorni vi siete
telefonati ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Un mese fa ?
ELETTRA DEIANA. Ma lei ricorda di
averlo visto in relazione alla nostra Commissione ?
FRANCO GIORGI. No, mai.
FRANCO GIORGI. Quando lui è venuto
in Italia, mi ha telefonato e mi ha detto...
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Quando, dieci giorni fa,
quindici ?
FRANCO GIORGI. No, un paio d’anni
fa, un anno e mezzo fa.
PRESIDENTE. La Commissione ha iniziato i suoi lavori a gennaio...
FRANCO GIORGI. Ma prima ce n’è
stata un’altra, come no !
PRESIDENTE. Mai sentito ?
PRESIDENTE. E con Menicacci invece ?
FRANCO GIORGI. No. Menicacci...
PRESIDENTE. Ci pensi bene, tanto poi
lo accertiamo.
FRANCO GIORGI. Io Menicacci l’ho
sentito l’ultima volta una ventina di giorni
fa.
a
PRESIDENTE. Ecco, una ventina di
giorni fa.
ELETTRA DEIANA. Lei non ricorda se
Marocchino le ha detto di essere venuto
per la Commissione Ilaria Alpi ?
FRANCO GIORGI. Ma io lo chiamo
spesso l’avvocato...
PRESIDENTE. Forse si
quella sulla cooperazione.
riferisce
PRESIDENTE. D’accordo.
FRANCO GIORGI. No, era venuto sempre per una Commissione parlamentare,
però non ricordo che cos’era. Ha avuto
un’altra cosa lui.
EELETTRA DEIANA. Vi siete visti in
quell’occasione ?
FRANCO GIORGI. L’ho chiamato per
gli auguri di Natale...
PRESIDENTE. L’avvocato Menicacci le
ha fatto presente che c’era questa Commissione che operava, che lui era stato...
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FRANCO GIORGI. Come no ! Lui vi ha
dato il mio numero di telefono.
PRESIDENTE. E cosa le ha detto Menicacci in questo incontro telefonico ?
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nei termini che abbiamo detto noi fino a
questo momento – di interessarsi della
vicenda di Ilaria Alpi per fare degli accertamenti, degli approfondimenti ?
FRANCO GIORGI. Sı̀.
FRANCO GIORGI. Niente.
PRESIDENTE. Le ha detto che erano
stati sentiti dalla Commissione Marocchino, lui da solo, insieme...
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Assolutamente niente.
Non avete parlato di niente.
FRANCO GIORGI. Mi ha detto »Sarai
chiamato per questa storia« e basta.
PRESIDENTE. Lei l’avvocato Duale lo
conosce ?
FRANCO GIORGI. Sı̀, Duale, quello
nero.
PRESIDENTE. Diciamo scuro.
FRANCO GIORGI. Lavorava presso lo
studio di Menicacci molti anni fa. L’ultima
volta l’ho visto cinque o sei anni fa.
PRESIDENTE. In questi ultimi tempi
l’ha più sentito, magari telefonicamente ?
FRANCO GIORGI. No, niente. Zero.
PRESIDENTE. Quanto tempo è che
non lo sente ?
FRANCO GIORGI. Saranno cinque-sei
anni o sette. Poi, non c’era un rapporto, lo
vedevo allo studio.
PRESIDENTE. Praticamente, il rapporto lo teneva con Menicacci.
PRESIDENTE. Lei ha detto che, poi,
faceva delle relazioni al maresciallo Vacchiano. Prima di riferire, per iscritto o a
voce, al maresciallo Vacchiano quello che
aveva accertato, si confidava con qualcuno ?
FRANCO GIORGI. Mai. Mai con nessuno.
PRESIDENTE. Faceva controllare le
cose sue da qualcuno, che magari ci faceva
qualche aggiunta ? Qualche giornalista ?
FRANCO GIORGI. No. Mai conosciuto
un giornalista, io. Mai avuto contatti con
giornalisti e mai visto giornalisti.
PRESIDENTE. Il maresciallo Vacchiano, sempre nelle dichiarazioni rese il
2 febbraio di quest’anno, dice: « Tra l’altro,
da alcune note scritte che lui mi ha
inviato » – si riferisce a Giorgi – « ho
tratto il convincimento » – è vero che è il
convincimento e non una circostanza di
fatto precisa, ma trovare circostanze di
fatto precise nelle dichiarazioni del maresciallo Vacchiano è un po’ difficile – « che
alle sue spalle potessero esserci persone
con una preparazione tecnica ed investigativa che Giorgi non mostrava di avere.
La sensazione era che potesse essere condotto per mano da altri ».
FRANCO GIORGI. Posso parlare ?
PRESIDENTE. Prego.
FRANCO GIORGI. Quando andavo allo
studio a trovare Menicacci, lo vedevo.
FRANCO GIORGI. Ho sessant’anni e
sono quaranta che sto sul marciapiede: ho
bisogno di farmi portare al guinzaglio ?
PRESIDENTE. Va bene. Quindi, è corretto dire che lei ebbe l’incarico – sia pure
PRESIDENTE. Allora perché ci sono
questi due passaggi sui quali mi pare...
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FRANCO GIORGI. Vacchiano ha montato su di me una cosa che non esiste.
PRESIDENTE. Però ci sono due passaggi importanti. È un ufficiale di polizia
giudiziaria, quindi per noi è una persona
di assoluta credibilità, fino a prova contraria.
FRANCO GIORGI. Per carità !
PRESIDENTE. Ci riferisce che lei fu
portato da uomini del Sisde; lei, però,
risponde: « Non è vero che fui portato da
uomini del Sisde, ma c’erano delle persone
presenti quando io mi sono incontrato la
prima volta con Vacchiano ». Dice di aver
avuto il convincimento che lei potesse
essere in qualche modo eterodiretto,
quindi condotto per mano da qualcun
altro...
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PRESIDENTE. Praticamente lei ci vuole
dire – riducendo all’osso la questione –
che lei e Vacchiano avete fatto un baratto.
Lei raccontava fantasie e lui la salvava
dalla galera.
FRANCO GIORGI. Esatto.
PRESIDENTE. Questo era il discorso.
FRANCO GIORGI. Che poi mi ha fatto
arrestare con queste dichiarazioni qua.
PRESIDENTE. Successivamente.
FRANCO GIORGI. Sı̀.
PRESIDENTE. Va bene.
FRANCO GIORGI. Insieme al giudice
Ormanni.
FRANCO GIORGI. Per fare che ?
PRESIDENTE. In riferimento alle notizie che lei dava anche – per quello che
ci interessa – riguardo alla vicenda di
Ilaria Alpi. Lei contesta questi passaggi ?
FRANCO GIORGI. Completamente.
Che rapporto potevo avere io con l’omicidio di Ilaria Alpi ? Come potevo indagare
sulla storia di Ilaria Alpi ? Non esisteva.
PRESIDENTE. Intanto, lei si è offerto.
FRANCO GIORGI. Mi sono offerto, sı̀ !
PRESIDENTE. Ha accettato l’incarico.
FRANCO GIORGI. Ho accettato l’incarico.
PRESIDENTE. Che stava sempre a
Torre Annunziata. Il giudice Ormanni di
Torre Annunziata ?
FRANCO GIORGI. Stava a Torre Annunziata. Hanno fatto un mandato di
cattura emesso da Napoli, eseguito da
Follonica. Dal maresciallo Vacchiano che
aveva architettato questo mandato di cattura.
PRESIDENTE. In relazione a cosa fu
arrestato lei ?
FRANCO GIORGI. Sempre traffico
d’armi. Però per avere il territorio...
PRESIDENTE. E perché l’ha fatta arrestare ? Perché i conti non tornavano ?
PRESIDENTE. Perché lo ha accettato ?
FRANCO GIORGI. Per salvarmi io.
PRESIDENTE. La pelle. Quale pelle ?
FRANCO GIORGI. Per evitare un mandato di cattura che Vacchiano mi avrebbe
fatto immediatamente.
FRANCO GIORGI. No, perché la storia
di Ormanni e sua è ingarbugliata: soldi che
si prendevano... un casino. Guardi se si
può fare un mandato di cattura con queste
dichiarazioni qua.
PRESIDENTE. Che sono del 28 novembre 1998.
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FRANCO GIORGI. A me mi hanno
arrestato nel 2002.
PRESIDENTE. Nel 2002 lei viene arrestato sulla base di queste dichiarazioni.
FRANCO
GIORGI.
Prendendo
lo
spunto che una nave mia, di 25 mila
tonnellate, era carica di armi e parcheggiata a rada di Torre Annunziata. Una
nave lunga 200 metri, carica di armi, che
avevo pagato 800 mila marchi alla camorra...
PRESIDENTE. Chi lo dice questo ?
FRANCO GIORGI. Gli uomini di Vacchiano. Che poi io sono andato a indagare...
PRESIDENTE. Ma io le chiedo: siccome
il suo rapporto con Vacchiano nasce bene,
nasce dalla convenienza sua di raccontare
frescacce e guadagnarsi la libertà dagli
arresti, e di Vacchiano di raccogliere le
frescacce e farle passare per vere, è un
bell’accordo tra lei e il maresciallo...
FRANCO GIORGI. L’accordo è a vantaggio mio ?
PRESIDENTE. Sı̀, a vantaggio suo.
FRANCO GIORGI. Vacchiano non sapeva niente...
PRESIDENTE. No, non che non sapeva
niente, ma lui poteva pensare che lei
dicesse la verità o comunque – a voler
pensar male – poteva ritenere che da
questo baratto ci potesse essere la costruzione di una situazione vicina, apparentemente reale.
FRANCO GIORGI.
queste cose qua.
Rimborsi
spese,
PRESIDENTE. Ma io le chiedo: tutto
questo si svolge in un rapporto di assoluta
confidenzialità e di assoluta fiducia (nella
misura in cui si può parlare di fiducia in
una situazione di questo genere): perché si
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rompe la fiducia al punto tale che attraverso le dichiarazioni di Ruskovic del
1998...
FRANCO GIORGI. No, questo è avvenuto dopo.
PRESIDENTE. Lo so. ...lei viene arrestato nel 2002. Perché passano due, tre
anni senza che nulla succeda ? Che cos’è
che rompe il rapporto ?
FRANCO GIORGI. Glielo dico io. Siccome il Vacchiano mi aveva costruito
come un personaggio a livello internazionale, collegato a DEA, CIA, Sismi, Sisde,
insomma... Dice: questo è un personaggio
a livello internazionale conosciuto nell’ambiente...
PRESIDENTE. Comunque lei è un trafficante di armi. Sı̀ o no ?
FRANCO GIORGI. Presidente ! Io sono
un commerciante, che trafficante !
PRESIDENTE. Commerciante di armi.
FRANCO GIORGI. Che commerciante
di armi ! ? Non esiste commerciante di
armi !
PRESIDENTE. Io prendo atto.
FRANCO GIORGI. Intermediazioni.
PRESIDENTE. Di armi, però.
FRANCO GIORGI. Di armi, sı̀.
PRESIDENTE. E cos’è ?
FRANCO GIORGI. Non è trafficante.
PRESIDENTE. Va bene: intermediazione di armi.
FRANCO GIORGI. Lo sa come funziona l’intermediazione ?
PRESIDENTE. Tra chi la fa ?
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FRANCO GIORGI. Tra uno Stato e un
fornitore.
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PRESIDENTE. Da allora in poi non
avete più parlato di Ilaria Alpi ?
FRANCO GIORGI. No, finito.
PRESIDENTE. Perfetto.
FRANCO GIORGI. Ci vuole un certificato... sono fatti loro quello che fanno
dopo. Io non ho mai visto un’arma in vita
mia.
PRESIDENTE. Va bene. Senta, lei ha
detto di aver incontrato Ali Mahdi.
PRESIDENTE. Quindi, lei è un imprenditore che si interessa di intermediazione
di armi che, legittimamente, lo Stato italiano vende e che altri acquistano.
PRESIDENTE. Ci parli bene di questo
incontro con Ali Mahdi. Quando avviene,
dove avviene ?
FRANCO GIORGI. Dopo, se fanno
triangolazioni o altri discorsi, è un problema loro. A me non mi interessa.
PRESIDENTE. Va bene; comunque, sta
nel traffico delle armi.
FRANCO GIORGI. Stavo.
FRANCO GIORGI. Sı̀.
FRANCO GIORGI. Al secondo viaggio.
Al suo ufficio.
PRESIDENTE. Ali Mahdi ha un ufficio ?
FRANCO GIORGI. Sı̀.
PRESIDENTE. Dove ce l’ha ?
PRESIDENTE. Adesso non più ?
FRANCO GIORGI. Dentro casa, praticamente. Ha un ufficio dentro casa.
FRANCO GIORGI. Mi hanno bruciato
da tutte le parti questi qua !
PRESIDENTE. Tornando al discorso
iniziale: perché si rompe il sodalizio con il
maresciallo Vacchiano ?
PRESIDENTE. È una casa grande, piccola ?
FRANCO GIORGI. Saranno 200 metri
quadrati.
FRANCO GIORGI. Perché dopo queste
storie qua il maresciallo Vacchiano mi
telefonava, mi diceva di andare da lui, ma
io ho cominciato a trascurarlo, ed è finita
questa cosa. Io per un paio d’anni Vacchiano non l’ho più sentito.
PRESIDENTE. Ci faccia capire com’è
questa casa: è una reggia ?
PRESIDENTE. Ma Vacchiano le chiedeva ancora notizie sul caso di Ilaria Alpi ?
FRANCO GIORGI. Con le galline sotto.
FRANCO GIORGI. No, no, più. Finito.
PRESIDENTE. Ma lui era un uomo
potente o era un gallinaio, visto che, come
dice lei, aveva le galline ?
PRESIDENTE. Quando finisce questo
rapporto ?
FRANCO GIORGI. Quando
scritto quella lettera lı̀.
gli
ho
FRANCO GIORGI. Ma quale reggia !
PRESIDENTE. È una casetta.
FRANCO GIORGI. E sı̀.
PRESIDENTE. Era un gallinaio, va
bene.
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FRANCO GIORGI. Come tanti somali
giù.
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PRESIDENTE. Conosce Mohamed di
Padova ?
PRESIDENTE. A noi risulta un po’ il
contrario, se è vero, come è vero, che oggi
lo Stato somalo che è nato vede di Ali
Mahdi presenze forti, altamente qualificate...
FRANCO GIORGI. No.
FRANCO GIORGI. A quell’epoca non
era forte.
PRESIDENTE. È un somalo di Padova.
PRESIDENTE. A quell’epoca, invece,
era più forte di quanto mai si sia saputo,
perché il ritiro dalla politica di Ali Mahdi,
che nel 1997 era il presidente ad interim
della Somalia, è avvenuto proprio in questi
ultimi mesi, per cui che non fosse un
uomo potente...
FRANCO GIORGI. Ma non comandava
lui.
PRESIDENTE. Chi comandava ?
FRANCO GIORGI. Comandava tutto il
clan. Lui era un uomo del clan.
PRESIDENTE. Ma era un sottoclan
potente.
FRANCO GIORGI. Va bene, ma lui
praticamente...
PRESIDENTE. Insomma, lei aveva
avuto questa impressione. Perché ha incontrato Ali Mahdi ?
FRANCO GIORGI. Ho incontrato Ali
Mahdi perché nel frattempo ho conosciuto
un avvocato...
PRESIDENTE. Non lo conosce ?
FRANCO GIORGI. Mai visto.
FRANCO GIORGI. Chi è, l’ex ambasciatore presso la Santa Sede ?
PRESIDENTE. No.
FRANCO GIORGI. Non lo conosco, allora.
PRESIDENTE. Come si chiamava questo avvocato ?
FRANCO GIORGI. Ibrahim.
PRESIDENTE. E poi ?
FRANCO GIORGI. Basta. « Ibrahim »,
lo chiamavo io.
PRESIDENTE. Dove ha conosciuto questo avvocato Ibrahim ?
FRANCO GIORGI. L’ho conosciuto nell’ufficio di questo Mohalin Hassan.
PRESIDENTE.
lui ?
Glielo
ha
presentato
FRANCO GIORGI. Sı̀. Diceva che era
vicino al Presidente, che facevano tutti
questi affari per il Presidente...
PRESIDENTE. Chi ?
PRESIDENTE. Cioè, Ali Mahdi ?
FRANCO GIORGI. Un avvocato, giù, in
Somalia...
FRANCO GIORGI. Sı̀, Ali Mahdi. E mi
portò dal Presidente.
PRESIDENTE. Talin ?
FRANCO GIORGI. Una cosa del genere.
Adesso, non me lo ricordo, sono passati
tanti anni.
PRESIDENTE. Quindi, lei andò dal
Presidente per parlare di affari.
FRANCO GIORGI. Sı̀.
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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—
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
PRESIDENTE. Di quali affari ? Armi ?
FRANCO GIORGI. No, quali armi !
PRESIDENTE. E di che cosa ?
FRANCO GIORGI. Parlammo di aiuti
internazionali, poiché io avevo aderenze,
se lo potevano aiutare nel mondo musulmano, se gli potevano dare una mano, gli
dissi...
PRESIDENTE. Che tipo di aiuti internazionali ?
FRANCO GIORGI. Lui aveva bisogno di
viveri, di mangiare, queste cose qui. E
allora io gli dico: « Va bene, adesso... ».
Siccome sono un po’ introdotto nel mondo
arabo musulmano, mi diede un paio di
lettere che io consegnai... degli aiuti umanitari... Basta, tutto là. E in più mi consegnò questa lettera degli inceneritori.
Però, non me la consegnò dentro l’ufficio
di Ali Mahdi. Le due lettere ufficiali – una
era intestata al Presidente Arafat e l’altra
era intestata al Re dell’Arabia saudita – le
ho prese io. Quell’altra me l’ha data l’avvocato fuori dall’ufficio: « Questa è la lettera da portare al signor Scaglione... ».
PRESIDENTE. Ha parlato con
Mahdi della vicenda di Ilaria Alpi ?
Ali
Assolutamente
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SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
detto – e con l’obiettivo, questa volta, dopo
aver annusato l’aria nel primo viaggio, di
poter capire qualcosa di più. Dunque,
niente di meglio che avere la possibilità di
contattare il Presidente ad interim della
Somalia, uomo del clan vincente, almeno
per quel che sappiamo, per chiedergli
qualcosa a proposito di Ilaria.
Se ha letto il libro, avrà certamente
potuto prendere atto di sospetti che aleggiavano su Ali Mahdi e su Marocchino.
Quindi, lei sapeva che Ali Mahdi, non
meno di Marocchino, era persona che
avrebbe potuto in qualche modo essere
utile ai fini di qualche consapevolezza, a
meno che si disinteressasse anche di questo, in quanto non aveva alcun rapporto di
efficienza con Vacchiano.
FRANCO GIORGI. E che, la prima
volta che vado da Ali Mahdi, vado a casa
del leone, mi metto a chiedere informazioni su Ilaria Alpi ? Ma allora sono matto ! Pazzo totale, sono ! Sto in Somalia,
non so se mi fanno uscire dal Somalia, si
vive un clima pessimo, e vado a impostare
il discorso proprio su questa cosa ?
PRESIDENTE. Ha incontrato qualcun
altro ?
FRANCO GIORGI. No, nessun altro.
PRESIDENTE. Anche su questo punto
abbiamo dichiarazioni diverse...
FRANCO GIORGI. No, niente.
PRESIDENTE.
Com’è possibile ?
27
no ?
FRANCO GIORGI. Assolutamente no,
presidente !
PRESIDENTE. Questo avviene al secondo viaggio ?
FRANCO GIORGI. Al secondo viaggio,
sı̀.
PRESIDENTE. Lei in precedenza ha
detto che al secondo viaggio è andato con
qualche speranza in più – è vero che poi
la fantasia si è sbrigliata, come già ci ha
FRANCO GIORGI. Va bene, ma io non
ho incontrato nessuno.
PRESIDENTE. ...del maresciallo Vacchiano, il quale afferma che lei, invece,
avrebbe incontrato altre persone.
FRANCO GIORGI. E chi avrei incontrato ? Mi dica.
PRESIDENTE. Adesso glielo dico.
FRANCO GIORGI. Me lo dica, le rispondo.
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
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Camera dei Deputati
SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
PRESIDENTE. Lei ha detto di aver
parlato con Ali Mahdi, il quale aveva
bisogno di certe cose. Poi, lei ha fatto
qualcosa per la Somalia ?
FRANCO GIORGI. Ma col clima che
c’era, e io dovevo ripartire...
FRANCO GIORGI. No, non ho fatto più
niente. Ho consegnato queste lettere e
basta, ho finito.
FRANCO GIORGI. Il clima che c’era lı̀.
E io vado a chiedere storie...
PRESIDENTE. Ha conosciuto il generale Gilao ?
FRANCO GIORGI. Sı̀.
PRESIDENTE. Chi era il generale Gilao ?
FRANCO GIORGI. Non lo so, si dice
che era un capo della polizia, giù. Stava lı̀,
fuori dall’ufficio di Ali Mahdi. Nella stanza
sotto, mi sembra. La casa era a due piani
e lui stava sotto.
PRESIDENTE. Con Gilao ha parlato
della vicenda di Ilaria Alpi ?
FRANCO GIORGI. No, niente.
PRESIDENTE. Non le ha parlato di
qualche cosa relativa alle modalità con cui
fu effettuato il duplice omicidio e su chi
potesse essere in qualche modo implicato ?
FRANCO GIORGI. No.
PRESIDENTE. Le ha parlato di squadre che sarebbero intervenute per uccidere i due giornalisti ?
PRESIDENTE. Ma quale clima ?
PRESIDENTE. E allora, perché c’è andato ? Lei va giù perché Vacchiano le dice
di andarci, per fare quell’indagine.
FRANCO GIORGI. E io ci sono andato
ma poi, quando ho visto che il terreno non
era giusto per fare un’indagine, non era
fertile...
PRESIDENTE. Marocchino le ha detto
niente dell’omicidio di Ilaria Alpi ?
FRANCO GIORGI. No, mi ha detto che
è arrivato al momento dell’omicidio, che
l’ha presa e poi è finita lı̀. Mi ha detto
delle agende, che ha preso le agende e le
ha riconsegnate agli italiani che stavano
giù.
PRESIDENTE. Non ha fatto delle ipotesi su chi potesse essere stato ?
FRANCO GIORGI. No, niente.
PRESIDENTE. O su chi potesse essere
il mandante ?
FRANCO GIORGI. No, io ho chiesto
tanto, poi, a Marocchino.
PRESIDENTE. Ha chiesto tanto ?
FRANCO GIORGI. No. Ma secondo
lei...
PRESIDENTE. Secondo me ? Guardi, io
di valutazioni non ne esprimo. A me
sembra strano che questi personaggi, che
rientrano nel catalogo, per cosı̀ dire, delle
persone più accreditate a sapere qualcosa
sulle modalità dell’omicidio commesso il
20 marzo 1994, non le abbiano detto
niente.
FRANCO GIORGI. Tanto, tanto.
PRESIDENTE. E lui che ha detto ?
FRANCO GIORGI. Niente. Gli ho detto:
« Guarda, se mi dici qualcosa ci possiamo
guadagnare qualcosa, su questa storia.
Tirami fuori qualcosa ». Mi ha detto: « Non
ci sta niente, non conosco questa storia ».
Ma lo avrà detto cinquecento volte !
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
PRESIDENTE. Io penso, invece, che
Marocchino sapesse e sapesse bene. Questa mia opinione la condivide o no ?
FRANCO GIORGI. Che Marocchino sapeva la storia ?
PRESIDENTE. Sı̀.
FRANCO GIORGI. Non lo so, guardi.
Marocchino è un personaggio che... è sfuggente.
PRESIDENTE. Lei lo ha messo un po’
sotto ?
FRANCO GIORGI. A modo mio. Gli ho
mandato pure, una volta, quindicimila dollari, attraverso...
PRESIDENTE. A chi li ha dati ?
FRANCO GIORGI. A Marocchino, glieli
ho mandati là. Gli servivano i soldi, perché
stava alla fame...
PRESIDENTE. A che gli servivano i
soldi ?
FRANCO GIORGI. A Marocchino, proprio.
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9 FEBBRAIO 2005
PRESIDENTE. Sicuro ? Non è che i
soldi glieli ha dati Vacchiano ?
FRANCO GIORGI. Ma che Vacchiano !
Se li è presi lui, Vacchiano, non li ha dati
a me !
PRESIDENTE. Dunque, lei ha mandato
questi diecimila dollari a Marocchino.
FRANCO GIORGI. Sı̀, perché aveva
bisogno di soldi.
PRESIDENTE. Per fare che cosa ?
FRANCO GIORGI. Lui mi aveva anticipato, giù, millecinquecento dollari; ero
rimasto senza soldi perché davo soldi a
destra e a sinistra...
PRESIDENTE. A che titolo li ha dati
questi soldi a Marocchino ?
FRANCO GIORGI. Glieli ho prestati.
Glieli ho mandati attraverso Al-Barakat,
un’agenzia di Roma. Basta, è finita là.
Però, ho detto a Vacchiano che questi soldi
li avevo anticipati per avere informazioni
giù.
PRESIDENTE. A chi lo ha detto ?
PRESIDENTE. Per avere informazioni
sull’omicidio ?
FRANCO GIORGI. A Vacchiano. Gli ho
detto: »Guarda, che questa storia mi è
costata già più di 10 milioni...«
FRANCO GIORGI. Ma no, gli mandai i
soldi, perché giù mi aveva pagato dei
soldi...
PRESIDENTE. Quindi, non solo le fantasie, ma anche la fregatura dei soldi !
PRESIDENTE. E no, scusi. Chi è che ha
dato i soldi ?
FRANCO GIORGI. Io ho pagato a Marocchino !
PRESIDENTE. Sicuro ?
FRANCO GIORGI. Io glieli ho mandati,
glieli ho trasferiti attraverso – è qui, a
Roma – Al-Barakat.
FRANCO GIORGI. Ma lui se ne è presi
tanti, e a me non me ne ha dati !
PRESIDENTE. Insomma, eravate una
bella combriccola. Veramente una cosa
edificante.
FRANCO GIORGI. Lasciamo perdere i
carabinieri. Questo è il risultato di Vacchiano: lui si è preso i soldi...
PRESIDENTE. Quali soldi ?
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
FRANCO GIORGI. Guardi qua (Mostra
un documento). Questo è di oggi.
PRESIDENTE. Come, di oggi ?
FRANCO GIORGI. Legga qua: »I rimborsi di cheque to cheque: venti milioni di
euro« . Dove sono andati a finire questi
rimborsi di »cheque to cheque« ?
CARMEN MOTTA. Presidente, mi scusi,
vorrei capire meglio.
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9 FEBBRAIO 2005
FRANCO GIORGI. Sı̀, attraverso il servizio Al-Barakat.
PRESIDENTE. Però, ci stava dicendo
che, da un’altra parte, risultava invece che
erano stati dati...
FRANCO GIORGI. Per avere informazioni su Ilaria Alpi.
PRESIDENTE. Cioè, lei ha detto a Vacchiano di aver anticipato questi soldi per
avere informazioni su Ilaria Alpi.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Motta.
FRANCO GIORGI. Sı̀.
CARMEN MOTTA. Il signor Giorgi, se
non capisco male, sta dicendo – spero di
aver capito male – che il maresciallo
Vacchiano ha preso dei soldi. È cosı̀ ?
PRESIDENTE. Era anche questa una
fregatura ?
FRANCO GIORGI. Una fregatura, sı̀.
FRANCO GIORGI. No, io non lo so. Da
quello che leggo...
PRESIDENTE. No, onorevole Motta, il
signor Giorgi sta dicendo che dalle notizie
di oggi risulta che tra i 35 indagati per
l’ammanco presso la segreteria della procura della Repubblica di Torre Annunziata
non c’è soltanto l’ex procuratore Ormanni,
che noi abbiamo già sentito, ma anche il
maresciallo Vacchiano.
FRANCO GIORGI. Ecco, questo è un
altro articolo (Mostra un documento), un
articolo di cronaca.
PRESIDENTE. Sı̀, va bene, ma costoro
sono tutti presunti innocenti, fino a questo
momento.
PRESIDENTE. E Vacchiano come ha
reagito ? Che cosa ha detto ? Che le
avrebbe fatto riavere i soldi se lei gli
avesse fornito le notizie ? Le ha detto che
ci sarebbe stato il modo per farglieli
recuperare ?
FRANCO GIORGI. Sı̀. Gli ho detto:
« Vacchiano, ma tutte queste spese ? ».
Gliel’ho scritto pure nell’ultima raccomandata che gli ho fatto: « Guarda, io ho fatto
tutte queste spese, vedi di farmi fare il
rimborso ». Mai avuto niente.
PRESIDENTE.
Praticamente,
chiano non c’è cascato.
Vac-
FRANCO GIORGI. Io le spese per lui le
ho fatte, però.
FRANCO GIORGI. È giusto.
PRESIDENTE. Allora, questi diecimila
dollari lei li ha dati...
PRESIDENTE. A parte le spese; i diecimila dollari non glieli ha dati ?
FRANCO GIORGI. A Marocchino, proprio a lui.
FRANCO GIORGI. No, niente, io non
gli ho chiesto mai niente, a lui. Di soldi
non gliene ho chiesti.
PRESIDENTE. ...direttamente a Marocchino, in prestito.
PRESIDENTE. Però, lei ha detto a
Vacchiano di aver anticipato dei soldi.
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
Allora, le domando: da Vacchiano ha
avuto l’assicurazione che avrebbe recuperato questi soldi ?
FRANCO GIORGI. No, niente.
PRESIDENTE. Quindi, a babbo morto.
FRANCO GIORGI. A babbo morto.
PRESIDENTE. Torniamo a Mohalin
Hassan. Chi era questa persona ?
FRANCO GIORGI. Un ingegnere minerario.
PRESIDENTE. Di Mogadiscio ?
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SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
conoscere molte cose su Ilaria Alpi e sulla
sua uccisione. Da che ha tratto questo
convincimento ? È un’altra fantasia ?
FRANCO GIORGI. No, quando ho parlato con lui, mi ha detto: « Mi posso
interessare per questa cosa ». Insomma, ho
visto una persona molto seria.
PRESIDENTE. Che le ha detto ? Le ha
detto qualcosa ?
FRANCO GIORGI. « Mi posso interessare », perché conosceva l’entourage...
PRESIDENTE. Non le ha fatto qualche
anticipazione ?
FRANCO GIORGI. No, niente.
FRANCO GIORGI. Lavorava fuori, mi
sembra al Cairo, in Egitto, poi è tornato in
Somalia dopo l’omicidio di Ilaria Alpi.
PRESIDENTE. Lei lo ha conosciuto in
Somalia ?
FRANCO GIORGI. Sı̀. Questo era un
po’ propenso a darmi delle informazioni,
ma poi il contatto l’ho perso, non sono più
andato giù ed è finita.
PRESIDENTE. Però, è proprio Mohalin
Hassan a fornirle l’opuscolo che era stato
pubblicato da Avvenimenti.
FRANCO GIORGI. No, questo me lo
sono procurato io, qui a Roma.
PRESIDENTE. Hassan le ha dato qualcosa, qualche documentazione ?
FRANCO GIORGI. No, niente.
PRESIDENTE. Non le ha dato niente ?
FRANCO GIORGI. No. Delle cartine,
ma... non lo so, delle carte geografiche.
PRESIDENTE. Però lei ha dichiarato
alla procura di Torre Annunziata che
questo Hassan era una persona che poteva
PRESIDENTE. E allora, a che titolo le
ha detto che si sarebbe potuto interessare
per sapere qualcosa ?
FRANCO GIORGI. Perché ho visto che
era una persona molto seria...
PRESIDENTE. Ma a che titolo si è
rivolto a lei ? Perché glielo ha detto ?
FRANCO GIORGI. Perché io glielo
avevo chiesto: « Senti, dammi una mano su
questa storia qua »...
PRESIDENTE. E che voleva, per essere
interessato ?
FRANCO GIORGI. Niente. Gli ho detto:
« Dopo ci mettiamo d’accordo ».
PRESIDENTE. Che significa « Ci mettiamo d’accordo » ?
FRANCO GIORGI. Sulle spese che
avrebbe sostenuto per trovare le informazioni su questo ambiente.
PRESIDENTE. Questo discorso, poi, lei
lo ha riferito a Vacchiano ?
FRANCO GIORGI. Mi sembra che gliel’ho accennato; mi sembra.
Atti Parlamentari
XIV LEGISLATURA
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COMM. DI INCHIESTA ALPI-HROVATIN
PRESIDENTE. E Vacchiano che cosa le
ha detto ?
FRANCO GIORGI. Non mi ricordo.
PRESIDENTE. Come sarebbe ?
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SEDUTA POMERIDIANA DEL
9 FEBBRAIO 2005
ELETTRA DEIANA. Mi faccia parlare,
per favore !
FRANCO GIORGI. Scusi, signora.
PRESIDENTE. Guardi che si tratta di
una deputata.
FRANCO GIORGI. Non mi ricordo,
presidente. Che cosa mi ha risposto Vacchiano non me lo ricordo, in questo momento.
FRANCO GIORGI. Mi scusi, non lo
sapevo.
PRESIDENTE. Mi conferma che, secondo la sua valutazione, Hassan potesse
sapere qualcosa di importante ?
ELETTRA DEIANA. Insomma, Vacchiano aveva un interesse – per vanagloria, per narcisismo o per qualsiasi altro
motivo, non ci interessa – molto rilevante
nei confronti del caso Alpi.
FRANCO GIORGI. Lo penso.
FRANCO GIORGI. Lui ?
PRESIDENTE. In base a che cosa ?
FRANCO GIORGI. Lo penso perché era
un personaggio serio, una persona seria.
PRESIDENTE. Ma c’è stata qualche
anticipazione ?
FRANCO GIORGI. No, niente. « Io devo
indagare, devo vedere » – come fanno di
solito i somali – « Dammi qualcosa,
dammi cento dollari, intanto vedo ». Li
conosce i somali, no ? Dammi cento,
dammi cinquecento...
ELETTRA DEIANA. Presidente, vorrei
fare una domanda.
PRESIDENTE.
Deiana.
Prego,
onorevole
ELETTRA DEIANA. Signor Giorgi, questo Vacchiano che era cosı̀ interessato al
caso Alpi...
FRANCO GIORGI. Lei pensa ?
ELETTRA DEIANA. L’ha mandata due
volte a Mogadiscio !
FRANCO GIORGI. Pure per protagonismo, per tenere in piedi tutto questo
cheque to cheque.
ELETTRA DEIANA. Sı̀, tant’è vero che
l’ha pregata di andare a Mogadiscio a
raccogliere notizie, per ben due volte.
Allora, quando lei gli ha riportato la
notizia che c’era questo signore che a lei
pareva interessante, è possibile che non le
abbia detto niente, che non le abbia dato
qualche incarico ? Ha lasciato cadere la
cosa ? Era passata la passione ?
FRANCO GIORGI. Le dico un particolare. Quando ritorno da un viaggio, dico al
maresciallo Vacchiano: « Tu sei dei carabinieri, col Sismi non hai problemi. Giù ci
vivono degli agenti del Sismi. Perché non
chiami loro ? ». Mi risponde: « Quelli sono
dei corrotti. Il magistrato deve riformare il
Sismi ». Il Sismi ? Tu sei matto ! È l’unica
cosa buona che ha lo Stato italiano e tu
vuoi riformarlo ! ». Una cosa pazzesca,
signora, una cosa allucinante. Lui voleva
riformare il Sismi. Voleva indagare...
ELETTRA DEIANA. Lei non risponde,
però.
FRANCO GIORGI. Come, no !
ELETTRA DEIANA. No, non mi ha
risposto. Lei divaga, parla d’altro.
FRANCO GIORGI. Ma no...
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