Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 2 DCB - ROMA - Aut. Trib. n. 430/2003 del 03/10/2003. La rivista contiene inserto redazionale annoIXnumero2(29)giugno2012 a Roma www.avisroma.it Prevenzione IRR Storie e leggende di Roma Nevi e Melanoma Giornata mondiale del donatore “…Donare per Amare…” La Festa si terrà SABATO 27 OTTOBRE 2012 presso il TEATRO SAN LUCA (via Renzo da Ceri 137, Roma) con inizio alle ore 9:00. PROGRAMMA • Registrazione dei partecipanti e consegna gadget del 75° Anniversario della Fondazione dell’Associazione • Saluto del Presidente Raniero Ranieri e delle Autorità • Momento di divertimento e musica con il Gruppo di musica popolare “Terralibera” • Alleanza AVIS • Breve intrattenimento con la Corale Polifonica CASC della Banca d’Italia • Interventi delle personalità presenti e dello sponsor • Colazione del donatore (coffee break) • Poesia letta e interpretata dal Sig. Pierluigi Manocchio e “Balletto delle globuline” diretto da Arianna Giancola • Cerimonia di consegna delle Benemerenze singole e dei gruppi (l’organizzazione si riserva la facoltà di dare i riconoscimenti in rame e argento in momenti diversi). • Spettacolo di cabaret • Proiezione degli spot realizzati dai ragazzi di alcune scuole di Roma che hanno partecipato al Concorso “AVIS...ioniamoci” e Premiazione del Miglior Video (premio di partecipazione a tutti gli altri) • Ringraziamenti e Saluti finali È prevista la partecipazione di Rappresentanti Istituzionali, Testimonial, Soci Onorari e Benemeriti L’organizzazione si riserva di diritto di apportare successive modifiche e integrazioni al presente programma. Care/i donatrici e donatori, siamo lieti di invitarVi, insieme Ai Vostri familiari, a partecipare alla prossima Festa del Donatore È gradita, per esigenze organizzative la prenotazione che potrà essere effettuata entro il 15 ottobre 2012 presso la segreteria di Via Imperia n. 2 - Roma al numero 06.44230134 oppure inviando una email a [email protected] I soci donatrici/donatori premiati riceveranno una comunicazione al proprio domicilio nella quale saranno specificate tutte le istruzioni per ricevere la benemerenza Avis Comunale di Roma ringrazia il Gruppo Giovani di Avis comunale Roma e il Giovane Volo di Speranza per il fattivo contributo dato per la realizzazione dell’evento. in controluce Maurizio ASCI [email protected] Autostima e valore delle cose a quando siamo entrati nel collo d’imbuto che chiamiamo crisi, si è fatto complicato attribuire un valore stabile agli oggetti. Si deprezzano con una certa rapidità, perché nessuno compra e chi deve vendere sotto la sferza del bisogno, abbassa il prezzo nella speranza di sedurre almeno un cliente. “Ho un bisogno disperato di vendere casa mia. Avevo speso 450 mila euro per costruirla, pochi anni fa. Da un anno è in vendita, ma non c’è stata neppure un’offerta. Il prezzo è calato progressivamente, ora siamo a poco più di 300 mila euro, ma anche così tutto tace”. Si lamenta così un caro amico d’infanzia. Ancor più complicato sarà nei prossimi anni quando, possiamo presumere, il rapporto tra le cose e la quantità di lavoro necessaria per venirne in possesso, subirà aggiustamenti ancora più corposi, in alcuni casi scioccanti. Non è detto che questo sia un male, certo è un gioco che non conoscevamo. Finora, il valore degli oggetti saliva e quello del denaro scendeva. Anche per le persone, oltreché per gli oggetti, saranno tempi singolari. In questo caso potrebbe essere la percezione soggettiva del nostro valore a subire ritocchi verso il basso. Una conseguenza della nostra natura. Siamo, infatti, creature che si autovalutano continuamente, la borsa della considerazione e degli affetti è in perenne ribollire, perché è forte l’ansia di sapere quanto contiamo per gli altri. Urge immunizzarsi, preparandosi con realismo e senza mettere tutto sul conto della nostra inettitudine, che certo non è responsabile dei sussulti della finanza e dell’econo- D mia. Non siamo ciò che possediamo, ma in questi terribili anni di involuzione, civile, culturale e politica, nel piatto della bilancia che misura il nostro valore abbiamo voluto, barando, posare anche i beni materiali. Questo percorso all’indietro ricorda ciò che è accaduto nello sport. Si voleva vincere a tutti i costi, quindi si barava, quasi collettivamente. Vai a sapere quali erano i risultati esenti da doping. Si è fatto complicato per molti ricollocarsi, trovare un posto, non solo di lavoro. Forse faranno più fatica coloro che erano abituati a vedere il mondo dai piani privilegiati, mentre chi era già scomodo si dovrà soltanto acconciare un poco di più. Tutto è in tumultuoso cambiamento e l’animo delle persone, violentemente squarciato dall’aratro della crisi, cede. Dall’inizio dell’anno, nel nostro Paese, decine di persone senza più speranza si sono suicidate. Persone in carne e ossa, espulse prematuramente dal mondo del lavoro e piccoli imprenditori, collocati nel girone degli “inutili”, ridotti con le spalle al muro dal gorgo del sistema finanziario e bancario, che non ha certo a cuore i drammi personali. Per questi conta solo il saldo del debito. I famosi ammortizzatori sociali non sono sufficienti perché il lavoro è un “compito vitale”, mica un riempitivo qualsiasi. Attraverso di esso noi sentiamo di far parte di qualcosa che vive, di un fiume che scorre verso una meta. Se ci sbarcano sulla riva senza darci un’alternativa, finiremo per sentirci delle comparse o dei coristi stonati a cui viene chiesto di muovere le labbra senza emettere suoni. S SOMMARIO _In controluce - Autostima e valore delle cose_3 _Lettera del Presidente - Uniti dagli stessi valori_4 _In questo numero si parla di - Promozione della donazione di sangue e Normativa Comunitaria: opportunità e prospettive_5 _Nevi e Melanoma: l’importanza della prevenzione e della fotoprotezione_12 _Malattie a trasmissione sessuale_14 _Lo sballo e l’ipoacusia_16 _Il Dio creatore nelle tre religioni monoteiste_18 _Una Mercedes per l’Avis: un sentito ringraziamento_6 _Storie e leggende di Roma: la donazione di Costantino_20 _La donazione che unisce_7 _ICE_23 _Forum nazionale Avis Giovani 17-18 marzo 2012_8 _L’ultimo grande Imperatore_24 _La prevenzione delle Infezioni Respiratorie Ricorrenti_10 _Le Aquile Rosa atterrano a Pomezia_26 annoIXnumero2(29)giugno2012 _AVIS Notizie_28 TRIMESTRALE Periodico di informazione e cultura edito dall’A.V.I.S. Comunale di Roma Onlus Anno IX - n.2 (29) - Giugno 2012 Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 430/2003 del 03/10/2003 Via Imperia, 2 - 00161 Roma Tel. 06.44230134 - Fax. 06.44230136 http://www.avisroma.it DIRETTORE EDITORIALE Raniero RANIERI DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio ASCI CONDIRETTORE Riccardo MAURI CONSIGLIERE Roberto FANTAUZZI CAPOREDATTORE Adriano IMPERATORI COMITATO DI REDAZIONE Marco CATELLA Roberto FANTAUZZI Adriano IMPERATORI Riccardo MAURI Raniero RANIERI Carlo STACCHINI Francesco TANTARO Hanno collaborato a questo numero: Avis Giovani Roma Maurizio ASCI Francesca BITTARELLO Adolfo CAMILLI Emidio Ernesto DI NARDO Roberto FANTAUZZI Laura FORTE Giovane Volo di Speranza Adriano IMPERATORI Enzo LIVERZANI Gian Piero LOZZI Cataldo MARSICO Marco MUGAVERO Federico PELLETTIERI Donato QUARTA Raniero RANIERI Annibale ROSANO Francesco TANTARO Alessandro VAGNETTI Fulvio VINTARI Tutte le persone sopraelencate hanno collaborato a titolo gratuito Questo numero ha tirato 9.300 copie STAMPA Eurolit - Roma Stampa associativa a copia gratuita Chiuso in tipografia il 4 settembre 2012 Raniero RANIERI* la lettera del Presidente [email protected] *Presidente di Avis Roma Uniti dagli stessi valori uguali ma… diversi “Quinto comandamento donare sangue” arissime donatrici, carissimi donatori, in questa nuova opportunità di parlare con Voi attraverso la nostra rivista associativa, desidero approfondire alcuni temi, concetti, principi che sono alla base della nostra “mission”. La legge in Italia prevede che la donazione del sangue venga effettuata su base volontaria, periodica associata, non remunerata, anonima e consapevole intesa come valore umanitario universale ed espressione di solidarietà e civismo. In alcune parti del mondo invece il dono del sangue è una pratica (purtroppo) remunerata. La necessità di superare queste diversità normative sono alla base del confronto che la FIODS (Federazione Internazionale Organizzazioni donatori di sangue) ha intrapreso già da alcuni anni con le associazioni dei paesi ad essa aderenti con l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza ematica mondiale in tempi brevi e così garantire a tutti i cittadini, ovunque essi risiedano, gli stessi diritti. Il sangue, molti lo ignorano altri lo dimenticano, è un farmaco salvavita non solo nelle situazioni di emergenza ma è per definizione la linfa vitale necessaria al nostro corpo per “vivere”. Il sangue è un prodotto deperibile e non riproducibile in natura, teniamolo sempre a… mente! La medicina moderna negli ultimi anni ha fatto passi da gigante permettendo la cura di malattie definite nel passato “incurabili”. A ciò ha fatto da contrappeso anche l’evoluzione delle procedure sanitarie di donazione dl sangue rispondenti a parametri di sicurezza che oggi ci consentono di affermare che il “rischio” di contagio da trasfusione è estremamente basso anzi è percentualmente insignificante. Possiamo asserire, senza paura di essere smentiti, che le “garanzie” ove correttamente applicate permettono sia di tutelare la salute del donatore che con- C temporaneamente di assicurare una trasfusione sicura al malato. Dov’è allora la differenza tra donatori di sangue volontari e donatori di sangue remunerati? La risposta è semplice: nello SPIRITO! I primi compiono il generoso gesto altruistico con intenti che sono alla base dei principi etici e morali del vivere comune senza altri fini. Gli altri, pur riconoscendosi negli stessi principi, privilegiano interessi personali e danno un valore diverso al gesto del dono, in altre parole sia ha una mercificazione dell’atto. Il distinguo è molto sottile e solo è apparentemente irrilevante. Quanti di noi sottovalutano i sintomi di malattie che ci riguardano? e di fronte ad un “mancato guadagno” quanti di noi sono pronti a “non” donare? siamo coscienti che alcune nostre patologie “minori” possono recare danno e non sollievo alla persona malata trasfusa? Riuscire a coniugare le esigenze di tutti gli attori è difficile e oggettivamente non sempre realizzabile. Il compito delle Associazioni dei volontari del sangue è proprio questo! Aiutateci a riuscire a raggiungere e coinvolgere “gratuitamente” il maggior numero di cittadini ed assicurare alle persone meno fortunate la speranza di guarire od almeno di alleviare le proprie sofferenze. Un corretto stile di vita, al di sopra di tutte le discriminazioni di sesso, di razza, lingua, nazionalità, religione, ideologia politica, ci permette di aiutare gli altri ma non dimentichiamolo ci consente anche di affrontare la vita quotidiana con maggiore serenità. Affrontare ed accettare le diversità ci rende più consapevoli delle nostre debolezze rendendoci più forti. Essere onesti con noi stessi è il modo migliore per ottenere il rispetto dagli altri. Un cordiale saluto a tutti. S 4 annoIXnumero2(29)giugno2012 in questo numero si parla di Laura FORTE* [email protected] Promozione della donazione di sangue e Normativa Comunitaria: opportunità e prospettive n Italia la raccolta del sangue è volontaria associata anonima e gratuita. È gestita per più del 70% da associazioni di volontariato in via diretta in convenzione con le strutture trasfusionali delle aziende ospedaliere. Il recente recepimento delle norme comunitarie aventi per oggetto la donazione di sangue e la produzione di emocomponenti ed emoderivati finalizzati alla libera circolazione nella comunità europea entro il 2014 ha avviato un processo di ripensamento dei modelli fin qui sviluppati per la raccolta del sangue. Tale processo ha al suo centro la necessità di tracciare in modo esatto il percorso di origine del sangue raccolto sul territorio fino alla sua utilizzazione finale e agli effetti provocati dal suo uso in una logica di tipo farmaceutico. Dal 2010 l’Accordo stato-regioni del 16-12-2010 ha avviato un percorso di ristrutturazione del Sistema Trasfusionale Regionale. Per poter realizzare questo obiettivo si sono sviluppati dei modelli organizzativi che hanno posto al centro 2 principi cardine. Il cittadino sano, potenziale donatore con il suo bisogno di salute e la tracciabilità del prodotto sangue e dei suoi emocomponenti dal momento della raccolta fino all’uso finale. L’innovazione del modello sta nel considerare la struttura associativa che raccoglie il sangue e il Centro trasfusionale ospedaliero una sostanziale equiparazione nell’obbligo cogente di rispettare la norma. A livello regionale le strutture associative di volontari donatori stanno condividendo con i Centri trasfusionali un percorso di accreditamento comune guidato dalle strutture regionali di coordinamento e compensazione basato su 3 punti cardine: 1) creazione di un progetto operativo che tenga conto della mappatura sul territorio dei punti di raccolta; 2) informatizzazione del percorso del sangue dalla raccolta alla distribuzione; *Ematologa - Direttore Sanitario Avis Comunale Roma I 3) programma di formazione specifica sui temi della donazione e promozione degli emocomponenti rivolto agli operatori sanitari e alle figure associative. La verifica in itinere del modello ha evidenziato la necessità di coinvolgere le strutture aziendali territoriali ospedaliere per l’ammodernamento delle infrastrutture e la necessità di effettuare una informazione/formazione specifica sul tema a tutti gli operatori coinvolti secondo ogni ordine e grado valorizzando un modello di rete integrata piuttosto che di gerarchie organizzative aziendali. La necessità di adeguare il sistema trasfusionale regionale alla norma europea ha evidenziato le criticità relative ad una disconnessione tra ospedale e territorio nella gestione del processo trasfusionale che va sanata pena l’impossibilità di adempiere agli standards europei e alla normativa cogente. S 5 annoIXnumero2(29)giugno2012 Ernesto DI NARDO* [email protected] *Vice Presidente Avis Comunale di Roma Una Mercedes per l’Avis: un sentito ringraziamento i sento in obbligo di ringraziare personalmente il presidente Epple Alwin di Mercedes Benz Italia, Dario Albano direttore commerciale Vans, Marco Ruiz Responsabile Settore Eventi, Marino Eliana (e le sue gentilissime collaboratrici) Settore Eventi e Paolo Lanzoni Responsabile Press Relations, per la bellissima cerimonia della consegna delle chiavi della vettura Mercedes Vito 111 Kombi e per la fattiva collaborazione nell’ampliamento della rete dei punti di prelievo, quale segno di apprezzamento dell’attività sociale svolta dall’Avis Comunale Roma. Rivolgo inoltre un ringraziamento speciale all’amico Michele Altavilla vero artefice di tutto, che con la gentilezza che lo distingue e il suo contributo ha permesso che tutto ciò sia stato realizzato; desidero ancora sottolineare la splendida collaborazione, di particolare prestigio per me e per la nostra Associazione, lieta di poter annoverare tra i suoi “Gruppi” quello di Mercedes Benz Italia che da sempre si prodiga per alti ideali e a sostegno della vita. Una collaborazione che ci Da sx: il vice presidente auguriamo sia sempre più Avis Roma Emidio Ernesto Di Nardo, proficua alla luce di una Il presidente Epple Alwin di Mercedes Benz Italia situazione che ha dato nee il presidente Avis Roma gli anni risultati incoragRaniero Ranieri gianti, tali da fare ben sperare, anche con il contributo fattivo del Gruppo dei donatori Mercedes, l’ambito raggiungimento Da sx: il presidente Epple a breve scadenza dell’auAlwin di Mercedes Benz tosufficienza ematica nella Italia, il responsabile Avis di Mercedes Benz Michele nostra città. Altavilla e il vice Mi dichiaro, infine, orgopresidente Avis Roma Emidio Ernesto Di Nardo glioso e onorato di essere amico di Michele Altavilla per il suo costante impegno civico nella promozione del dono del sangue. La mia certezza è di poter proseguire con Voi con lo stesso impegno e gli stessi risultati crescenti. S M Con immenso affetto Ernesto. 6 annoIXnumero2(29)giugno2012 Donato QUARTA [email protected] La donazione che unisce… Viaggio nelle comunità copte e romene «Non facciamo solo male», «Donare è una cosa meravigliosa!». Ho voluto cominciare con parole non mie, riportando quanto detto da due donne subito dopo aver donato il sangue. Esclamazioni pronunciate con sincerità, istantanee indelebili che fotografano perfettamente quanto abbiamo vissuto durante le raccolte sangue effettuate nelle comunità ortodosse copte e romene. In particolare le chiese coinvolte sono state le seguenti: per la minoranza copta le chiese di San Giorgio e San Mina, per quella romena parrocchie della Presentazione al tempio della madre di Dio, del Concepimento della madre di Dio e dell’Elevazione della Santa Croce. In queste ultime si trattava della prima donazione. Le giornate di raccolta sangue (sei in tutto) si sono svolte da marzo a giugno, per un totale di ben 111 sacche, ma il numero è destinato sicuramente a crescere. Tuttavia i numeri, sia pur fondamentali, sono utilissimi per fare calcoli e confronti, mentre diventano alquanto inadatti a raccontare le emozioni, i gesti e la spontaneità che è stata percepita. Organizzare una donazione in comunità straniera è come fare un viaggio; ed in effetti quando la mattina si arriva nel luogo della donazione ci si ritrova in mezzo a persone che hanno religione o stili di vita diversi dai nostri. Qualcuno potrebbe subito pensare “Siamo noi gli stranieri qui”…ma dopo pochissimi istanti ci si rende conto che non è cosi. E il superamento delle differenze religiose, sociali o di altro tipo è la forza della donazione di sangue, la forza dell’AVIS. Innanzitutto l’accoglienza ricevuta è stata eccezionale e dagli occhi della gente traspariva la gioia e la consapevolezza che la presenza di medici, infermieri e volontari avrebbe dato loro la possibilità di compiere un importante gesto di Solidarietà. E chi purtroppo non era idoneo alla donazione mostrava un velo di amarezza, quasi alle volte un senso di colpa; altri ancora tornavano alle loro case per prendere il documento dimenticato oppure si stizzivano con se stessi per aver fatto colazione o per non aver compiuto ancora 18 anni! C’è da considerare inoltre che le raccolte di sangue si sono svolte durante la funzione religiosa, perché il rito ortodosso dura l’intera mattinata; tuttavia le comunità incontrate si sono distinte anche per la compostezza dei donatori. Nonostante qualche inevitabile impedi- mento (attesa per la visita, caldo, il fatto di doversi assentare dalla funzione) nessuno si è lamentato, ma tutti attendevano con serenità il proprio turno. E se nasceva un problema subito si cercava la soluzione, senza inutili perdite di tempo. Come dimenticare poi tutti i ragazzi che spontaneamente si sono messi al nostro fianco aiutandoci, quando necessario, a tradurre le nostre parole; sono stati una risorsa in più su cui dovremmo fare af- fidamento anche in futuro. Si sente parlare spesso del ruolo di AVIS nel terzo settore (anche all’assemblea nazionale AVIS 2012), come pure di integrazione delle varie comunità presenti nel nostro Paese; personalmente ritengo che in queste occasioni abbiamo avuto modo di constatare come la donazione del sangue sia un momento particolare, durante il quale la nostra Associazione diviene un mezzo con il quale l’individuo si sente ancora più a fondo parte della società. Di ciò dobbiamo tenerne conto, anche «…al fine di diffondere nella comunità locale i valori della solidarietà, della partecipazione sociale e civile…» (Statuto Avis comunale di Roma, Art.2, c.2). Ritornando ai numeri, le sacche raccolte ci indicano come adattarsi ai bisogni dell’altro e cercare un punto di unione per raggiungere un interesse comune sia la strada da perseguire in futuro. A tal proposito un grazie va ai vescovi e ai parroci delle comunità incontrate e a tutti i medici, infermieri, autisti e volontari che pazientemente e con entusiasmo hanno partecipato in queste giornate; sicuramente la loro sensibilità è stata per la nostra AVIS una marcia in più. S 7 annoIXnumero2(29)giugno2012 [email protected] Avis Giovani e non solo: prove tecniche di comunicazione el pomeriggio di sabato si aprono i lavori in plenaria del XX Forum Nazionale AVIS Giovani con i saluti delle autorità presenti: il Presidente AVIS Nazionale Vincenzo Saturni, la Coordinatrice della Consulta Nazionale Giovani Claudia Firenze e il Presidente AVIS Regione Sicilia Domenico Alfonso. Il programma prosegue con una serie di interventi da parte di esponenti di rilievo provenienti dal mondo dell’università, del non profit e della comunicazione che hanno trattato argomenti quali la Carta Etica associativa, la Carta della Rappresentanza; il Fund Raising, la Web Radio e i Social Network. Terminati gli interventi dei relatori sono iniziati i lavori di gruppo, supportati dagli stessi relatori. Diamo la parola ai ragazzi del Gruppo Giovani AVIS Roma che hanno partecipato a tre gruppi dei cinque previsti. N STEFANIA FELLINE: Furma e Sustanza - Carta della Rappresentanza Il mio gruppo si è focalizzato sul tema della carta della rappresentanza, una carta predisposta per tutelare dignità, visibilità, competenze delle singole organizzazioni e delle reti che le comprendono, e non solo dell'Avis, ma di tutte le associazioni che fanno parte del terzo settore. Al suo interno la carta si apre con le premesse del volontariato e si articola in nove "principi" che fondano concreti ed esemplificativi "impegni" per i rappresentati e per i rappresentanti. Durante i lavori di gruppo si è discusso a lungo sulle esperienze associative delle proprie realtà AVIS e soprattutto sul ruolo che i rappresentati e i rappresentanti svolgono all'interno dei vari gruppi. Con mio grande dispiacere è stato delineato un rappresentante poco attento alle esigenze dei suoi rappresentati, poco favorevole a sostituire la propria sostituzione e quasi per niente attento a verificare la funzionalità dell'organismo a cui partecipa; mentre il rappresentato è stato raffigurato come una persona che non si impegna a promuovere specifici percorsi formativi e ad informarsi sul lavoro dei rappresentanti. A questo punto vorrei che ci facessimo tutti un esame di coscienza, io per prima, e puntassimo molto sulla motivazione del nostro gruppo giovani, perchè credo fermamente che è da qui che noi dobbiamo incominciare. Non dimentichiamo mai i valori in cui crediamo e il motivo e la passione che ci hanno spinto a far parte dell’Avis! 8 annoIXnumero2(29)giugno2012 OGNI SECONDO DI OGNI GIORNO, NEL MONDO, QUALCUNO NECESSITA DI UNA TRASFUSIONE DI SANGUE EMANUELE VOLPE: U’Curtigghiu - Web 2.0 Social Network/Marketing on-line L’obiettivo del mio gruppo è stato quello di creare una campagna di sensibilizzazione di donazione del sangue per giovani, grandi utilizzatori di internet, dei social network (per esempio Facebook e Twitter) e degli smartphone. Molte sono state le proposte interessanti emerse, come quella di creare della app per smartphone con i giochini a tema, chiedere a tutti i propri amici di Facebook di cambiare la propria immagine del profilo con una prestabilita, ad es. la goccina di sangue, in un certo giorno; utilizzare in modo più concreto i testimonial Avis, ecc. In conclusione la discussione tra i partecipanti del gruppo è stata interessante e ritengo che le proposte fatte siano una buona base da cui partire per l’obiettivo prefissato. SERENA GARZILLO: U’Curtigghiu - Web 2.0 Social Network/Marketing off-line Il fine ultimo di questo gruppo è stato quello di inventare e sviluppare una nuova campagna di Marketing off-line, oppure rinnovare e migliorarne una già esistente, ai fini della sensibilizzazione al dono rivolta ad un pubblico medio-giovane o comunque facente parte di un evento di massa. Concretamente quindi è stato proposto un progetto di una campagna di marketing divisa in diverse fasi, dalla pubblicità criptata in modo da incuriosire il pubblico, alla fase più attiva simile ad un flash mob. Il tempo di condivisione è stato molto ridotto rispetto all’obiettivo da sviluppare, ma sono molto soddisfatta sia della modalità scelta dai coordinatori per esortare il gruppo al dibattito sia del confronto e della partecipazione attiva dei vari componenti. Nel complesso ritengo che si sia scelta una propaganda molto valida e di facile applicazione la quale potrebbe davvero portare a ottimi risultati e mi auguro che ci sia la possibilità di sviluppare anche le molte altre idee valide emerse. JESSICA D’EUSEBIO - TOMMASO AGOSTINO NINONE: I Piccioli - Fund Raising L’obiettivo del nostro gruppo è consistito nell’ideare, dopo aver appreso i concetti rudimentali dell’attività del Fund Raising, un piano strategico di raccolta fondi da parte di un’ipotetica associazione Onlus (nel nostro caso Avis) locale. Particolare attenzione è stata posta all’analisi del bisogno concreto dell’associazione e del territorio d’appartenenza, rispetto al target finale della raccolta fondi: si ha una necessità, si elabora un progetto, dunque è necessario effettuare una raccolta fondi. L’importanza della buona causa è fondamentale, in quanto è la motivazione che spinge il donatore a dare soldi, pertanto deve esserci un matrimonio di interessi tra il donatore e l’associazione. Gli strumenti per “fidelizzare” i donatori si concretizzano nella buona causa e nell’accurata rendicontazione dei risultati ottenuti e delle attività effettuate per ottenerli, in maniera tale che, il donatore sarà ben disposto in futuro a ripetere la sua opera, sia in vista del mantenimento della buona causa in questione che della realizzazione di nuove. Al termine della presentazione in plenaria diversi sono gli spunti di riflessione. Una corretta comunicazione è la chiave su cui puntare per avvicinare donatori e collaboratori all’AVIS. Strumenti quali Flash Mob, pubblicità anonima, e-mail anticatene, avatar/messaggio unico su Facebook/Twitter, sono alcuni degli strumenti adattabili alla realtà dell’AVIS Roma. Bisogna cogliere le buone idee, farle proprie e adattarle alla nostra realtà. Siamo pronti a collaborare? S 9 annoIXnumero2(29)giugno2012 Dr. Alessandro VAGNETTI* [email protected] *Specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale. Perfezionato in Allergologia pediatrica ed Audiologia infantile Omeopatia ed Omotossicologia. Diplomato in Agopuntura e Medicina tradizionale cinese. Per informazioni ed approfondimenti: www.alessandrovagnetti.it La prevenzione delle Infezioni Respiratorie Ricorrenti in età pediatrica e infezioni del tratto respiratorio superiore rappresentano l’evento patologico più frequente in età pediatrica; non presentano, in genere, gravi conseguenze cliniche, sebbene interferiscano in modo rilevante sulla qualità di vita del bambino, con implicazioni a livello familiare e scolastico e comportino costi medici e sociali elevati. I bambini possono sviluppare sempre la stessa tipologia di infezione: ad esempio sempre tonsilliti ricorrenti oppure avere manifestazioni di diverso tipo come otiti, laringiti etc. I patogeni che interessano le vie aeree superiori sono virus, batteri e micoplasmi. Le infezioni respiratorie possono colpire: S le alte vie respiratorie: tonsilliti, otiti, laringiti; S le basse vie respiratorie: tracheiti, bronchiti, polmoniti. Il processo patologico è lo stesso a tutti i livelli: infiammazione ed edema della mucosa, congestione vascolare, iper-secrezione di muco ed alterazioni della struttura e della funzione dell’apparato ciliare. La frequenza media delle Infezioni respiratorie in bambini, di età compresa tra i 3 ed i 5 anni, è di 4,5 episodi l’anno, mentre per i bambini con più di sei anni è di 3,5 episodi ogni anno. In sostanza un bambino, in età prescolare, è da considerare nella norma se in un anno sviluppa fino a sei episodi infettivi nel periodo di massima esposizione, ossia nel periodo invernale. Tuttavia è evidente, per chiunque sia stato genitore, che gestire 5-6 episodi febbrili nel corso della stagione invernale non è affatto semplice, né dal punto di vista emotivo né dal punto di vista organizzativo. Le fasce d’età più colpite sono la prima e la seconda infanzia, quando il bambino frequenta l’asilo nido e la scuola materna, luoghi in cui l’alta concentrazione facilita il contagio e moltiplica le possibilità di trasmissione. Anche un elevato numero di fratelli, specialmente se an- L ch’essi frequentano l’asilo nido o la scuola materna, predispone alle infezioni. Altri fattori favorenti sono rappresentati dall’esposizione al fumo passivo e le alterazioni del sistema immunitario. L’immaturità del sistema immunitario, caratteristica dell’età infantile, favorisce un’ipertrofia compensatoria reattiva delle strutture linfatiche (in particolare adenoidi e tonsille), nel tentativo di sopperire alla scarsa qualità della risposta, con un aumento della quantità del tessuto di difesa. È come se il bambino, che vada soggetto ad infezioni respiratorie ricorrenti, fosse difeso da 100 soldati che parlano 100 lingue diverse e che ovviamente capiscono male ed eseguono ancora peggio gli ordini ricevuti. Noi dobbiamo insegnare loro un linguaggio comune, ma di questo parleremo più avanti. L’aumento di volume del tessuto adenoideo e/o tonsillare, messo in atto nel tentativo di difendere meglio l’organismo, determina una serie di complicazioni: otiti medie ricorrenti, faringotonsilliti, russamento notturno, ostruzione respiratoria nasale, alterazioni della voce e dell’olfatto, inappetenza. Uno degli aspetti più pericolosi è quello relativo alla difficoltosa respirazione nasale ed alle conseguenti turbe del sonno. Infatti un lavoro condotto su bambini sofferenti di apnee notturne e russamento, ha dimostrato che essi hanno un minor rendimento scolastico: si determina un debito d’apprendimento durante le prime classi scolastiche, che non viene mai completamente “pagato” (Gozal et al. 2001). Altri risvolti psicologici che possono osservarsi sono: disturbi del comportamento con irritabilità o sonnolenza. Per cercare di risolvere queste situazioni ed uscire dal tunnel delle continue infezioni, spesso il bambino viene sottoposto ad adenoidectomia e/o tonsillectomia oppure a ripetute terapie antibiotiche. Le tonsille palatine svolgono un ruolo molto importante nell’attivazione del sistema immunitario, avendo un contatto privilegiato con il materiale antigenico esterno. L’intervento di tonsillec- 10 annoIXnumero2(29)giugno2012 OGNI SECONDO DI OGNI GIORNO, NEL MONDO, QUALCUNO NECESSITA DI UNA TRASFUSIONE DI SANGUE tomia quindi deve essere effettuato solo in caso di necessità, soprattutto nella prima infanzia. Nella seconda infanzia l’indicazione alla tonsillectomia è costituita dalle tonsilliti febbrili recidivanti e dalla presenza di infezione streptococcica persistente con complicazioni reumatiche. Il mio interesse si è focalizzato sempre su di un aspetto: le difese. L’approccio che viene comunemente utilizzato in medicina è quello di affrontare il problema delle infezioni respiratorie ricorrenti cercando “l’arma migliore” per “uccidere” virus e batteri, modificando la terapia antibiotica in ogni episodio infettivo, alla continua ricerca dell’antibiotico “migliore”. Purtroppo non sono in molti a pensare che forse la strategia migliore potrebbe essere quella di “chiudere la porta” alle infezioni invece di uccidere i germi una volta entrati nell’organismo. I bambini spesso hanno, per motivi congeniti o acquisiti, un deficit del sistema immunitario non di tipo quantitativo ma qualitativo. Infatti se andiamo a dosare la classi anticorpali non troviamo alcuna carenza ma il problema è nel “dialogo” tra le varie componenti del sistema immunitario, sia nella componente umorale che cellulo-mediata. Applicando un protocollo basato su prodotti fitoterapici ed Omotossicologici (una versione “moderna” dell’Omeopatia), in associazione con qualche medicinale allopatico (antistaminico), si possono ridurre significativamente il numero di episodi infettivi delle prime vie aeree, non solo nei bambini, ma anche negli adulti. Questo protocollo che lavora sulle difese naturali del bambino, prevenendo le infezioni, invece di farlo cadere nel circolo vizioso “antinfiammatori-cortisone-antibiotici”. che determina transitori miglioramenti seguiti da gravi e frequenti ricadute, oltre a influenzare positivamente la qualità di vita dei bambini (…e dei loro genitori), favorisce una riduzione di volume del tessuto linfatico delle adenoidi e delle tonsille, migliorando la respirazione del bambino ed evitando molti interventi chirurgici di adenoidectomia e tonsillectomia. L’efficacia di questi prodotti omotossicologici è oramai confermata da studi randomizzati multicentrici, che dimostrano la superiorità di efficacia di questi immunostimolanti rispetto ai tradizionali lisati batterici immunostimolanti (Bronchovaxom, Ismigen, Biomunil etc.) (C.Supino - La Medicina Biologica n°3 - 2002). Ovviamente ogni bambino ha una sua “recettività” alla terapia, per cui esiste una variabilità di risposta a questo approccio, in termini di tempi di risposta e di efficacia della protezione. S Primi risultati del Protocollo di trattamento degli Acufeni con Laser-Agopuntura-Omepatia (Protocollo L.I.A.O.) isto l’interesse suscitato dall’articolo pubblicato nel precedente numero riguardante questo innovativo approccio, desidero presentare i risultati relativi ai primi sette pazienti che hanno completato l’intero ciclo di trattamento, rispettando la frequenza delle sedute e le prescrizioni omeopatiche. Altri tre pazienti hanno interrotto il trattamento per problematiche personali entro le prime due settimane e non sono stati inclusi in questo report. I pazienti sono stati sottoposti a Visita Otorinolaringoiatrica con esame audio-impedenziometrico, acufenometria, Somministrazione del questionario THI (tinnitus handicap inventory), somministrazione della Scala Visuale Analogica (VAS). In tutti e sette i casi trattati si è assistito ad una riduzione significativa della percezione dell’Acufene da parte dei pazienti (riduzione del punteggio del questionario THI). Ovviamente i numeri non sono statisticamente significativi e non ci consentono di trarre conclusioni definitive, né di illuderci di aver trovato una soluzione per tutti i pazienti affetti da questo sintomo, ma rappresentano un dato stimolante per proseguire la sperimentazione in atto. S V 11 annoIXnumero2(29)giugno2012 Dott. Gian Piero LOZZI* [email protected] *Medico Chirurgo, Specialista in Dermatologia e Venereologia, Dermatologia Generale, Dermatologia Oncologica, Chirurgia Dermatologica, Laser Dermatologia, Dermatologia Pediatrica, Dermatologia Estetica Immagine in epiluminescenza di un melanoma Nevi e melanoma: L’importanza della prevenzione e della fotoprotezione nei, più correttamente chiamati nevi melanocitici o nevocellulari, sono delle comuni formazioni benigne della pelle di colore variabile dal marrone chiaro al marrone scuro o nero. Possono essere lesioni piane o rilevate e sono presenti sulla pelle di tutte le persone, in numero variabile da poche unità sino a qualche centinaio. Una minoranza è presente sin dalla nascita (Nevi congeniti, circa l’12%), mentre di regola la maggioranza dei nevi si sviluppa durante le prime 4-5 decadi di vita (Nevi acquisiti). Nella grande maggioranza dei casi i nevi hanno una evoluzione benigna nel corso della vita. Il Melanoma è invece un tumore maligno altamente aggressivo che origina dai melanociti, le stesse cellule di cui sono costituiti i nevi. In circa il 20% dei casi può originare da un nevo, congenito o acquisito, mentre insorge prevalentemente su cute sana; È rarissimo prima dell’adolescenza e colpisce prevalentemente l’età giovanile e media (30-60 anni), con una leggera prevalenza nel sesso femminile, dove è spesso localizzato agli arti inferiori, mentre nei maschi è più frequente al tron- I co. La sua frequenza è in netto aumento in tutto il mondo e in Italia ha una incidenza annuale di circa 35 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. I fattori di rischio del melanoma sono rappresentati da avere una storia familiare di melanoma (predisposizione genetica), avere numerosi nei benigni (>50-100), presenza di nevi atipici o displastici e una storia personale recente di melanoma. Ulteriori fattori di rischio includono una esposizione ai raggi UV artificiali soprattutto prima dei 30 anni, eccessiva esposizione ai raggi solari, una spiccata sensibilità al sole con tendenza ad eritemi solari (capelli biondi, occhi e pelle chiari) e l’immunosoppressione. Tra le neoplasie che colpiscono l’uomo, il melanoma cutaneo è tra le più aggressive e sta assumendo una posizione sempre più di rilievo, con un aumento dell’incidenza negli ultimi 5 anni del 30%. Diverse sono le cause responsabili di questo fenomeno, riconducibili al cambiamento delle abitudini di vita, con un aumento dell’esposizione alle radiazioni ultraviolette in presenza di una ridotta capacità schermante dell’atmosfera, per il progressivo inquinamento e la diminuzione dei livelli di ozono. La diagnosi precoce del melanoma e le opere di prevenzione si sono rivelate le armi più importanti per combattere questa malattia altrimenti letale. Le norme di protezione solare, e il controllo dei pazienti in ambulatori specializzati, rappresentano i capisaldi della prevenzione nel melanoma cutaneo. Lo scopo delle indagini diagnostiche relative ai nevi è quello di cercare di individuare il più precocemente possibile la eventuale insorgenza di un melanoma e i criteri clinici riassunti nella regola dell’ABCDE (Asimmetria, irregolarità dei Bordi, variazioni del Colore, Dimensioni superiori ai 6 mm, tendenza all'Estensione) rappresentano un valido aiuto. 12 annoIXnumero2(29)giugno2012 OGNI SECONDO DI OGNI GIORNO, NEL MONDO, QUALCUNO NECESSITA DI UNA TRASFUSIONE DI SANGUE La Microscopia ad Epiluminescenza, chiamata anche Dermatoscopia, è una tecnica non invasiva che permette l’esame microscopico in vivo dei nevi e rappresenta oggi l’esame gold-standard per la diagnosi precoce del Melanoma. Questo esame, eseguito nell’ambito della visita dermatologica, permette di effettuare quella che comunemente è definita “mappa dei nei”, cioè uno studio dei criteri morfologici microscopici del nevo altrimenti invisibili ad occhio nudo. Se eseguito da dermatologi esperti, l’osservazione dei nevi in epiluminescenza permette di effettuare diagnosi precoce dei nevi a rischio, evitare asportazioni chirurgiche inutili e soprattutto di diagnosticare il melanoma in una fase precoce, quando è ancora curabile. Come è noto, la prognosi del melanoma è strettamente legata allo spessore della neoplasia al momento della escissione. La diagnosi precoce, con asportazione chirurgica ed esame istologico di lesioni ancora "sottili" (spessore <1 mm,) si accompagna a sopravvivenza a 10 anni nella maggioranza dei soggetti (fino ad oltre il 90%); la tempestività nella diagnosi è quindi un aspetto fondamentale nella gestione del paziente affetto da melanoma. È indispensabile, quindi, sottoporsi almeno una volta l’anno ad una visita dermatologica di screening in un centro specializzato che si occupa di prevenzione del melanoma ed effettuare la mappa dei nevi con epiluminescenza. Essendo una tecnica non invasiva può essere effettuata da tutti, anche in età pediatrica o in gravidanza. Un punto cardine nella prevenzione del melanoma e di altre neoplasie cutanee è rappresentato dalle norme di fotoprotezione, cioè dalla protezione dagli effetti nocivi della luce solare (raggi UV). La protezione solare è necessaria per mettere la nostra pelle al riparo dagli effetti nocivi dei raggi solari. La pelle può essere esposta al sole senza arrossarsi solamente per un certo periodo di tempo. Ogni arrossamento della pelle indica che c’è stato un danneggiamento. Tuttavia la pelle può anche risultare danneggiata senza che vi sia un arrossamento. I bambini, gli adolescenti e le persone dalla pelle chiara sono estremamente sensibili e richiedono una protezio- ne particolarmente elevata. In particolare i bambini devono essere foto protetti perché la quantità di melanina prodotta è minima nelle prime fasi della vita per poi aumentare progressivamente con lo sviluppo. Studi epidemiologici hanno dimostrato che l’esposizione intensa in giovane età (<15 anni) esercita effetti assai più nocivi ai fini del rischio di tumori della pelle. Il rischio di tumore della pelle, infatti, sarebbe in gran parte determinato dal modo in cui l’individuo è stato protetto dalle radiazioni UV nei primi anni di vita e cambiamenti comportamentali successivi (seppure importanti) avrebbero una minore capacità di prevenire questi tumori. Recentemente è stata evidenziata una stretta correlazione tra melanoma ed eccessiva esposizione solare; si è visto che persone con fototipo chiaro (lentiggini, capelli chiari, occhi chiari) avevano una maggior incidenza di melanomi in particolare nei casi in cui queste persone si esponevano al sole in maniera eccessiva ed intermittente. Popolazioni con cute chiara hanno una frequenza di melanoma di 10 volte superiore rispetto ai soggetti con cute scura o di colore e di 7 volte superiore rispetto agli Americani ispanici. Una storia personale di ustioni solari prima dei 20 anni è associata ad un aumentato rischio. Da studi su animali risulta che sono i raggi UV emessi dal sole a favorire lo sviluppo del melanoma. Infine persone con occhi blu o verdi, capelli biondi o rossi, efelidi sono a maggior rischio di sviluppare un melanoma così come persone con capelli chiari hanno una incidenza doppia di melanoma rispetto a persone con capelli scuri. Per concludere, alcuni consigli utili per una prevenzione ottimale del melanoma e dei tumori cutanei possono essere riassunti con poche regole semplici: S Evitare l'esposizione prolungata al sole, soprattutto nelle ore centrali del giorno, in età infantile e se si ha una carnagione chiara. S Se si hanno molti nei sulla pelle è utile sottoporsi ad una visita di controllo dermatologica, per verificarne le caratteristiche. S Recarsi immediatamente dal dermatologo se ci si accorge della comparsa di nuovi nei soprattutto scuri o se si osserva la trasformazione di nei presenti da tempo. S 13 annoIXnumero2(29)giugno2012 Dott. Annibale ROSANO* [email protected] *Medico - Chirurgo. Specialista in Chirurgia d’urgenza Specialista in Urologia Perfezionato in Andrologia Consulente tecnico del Trib. Civ. di Roma. Convenz Medicina gen - cod 20309 Malattie a trasmissione sessuale e malattie trasmissibili sessualmente sono delle malattie infettive che si trasmettono o diffondono principalmente per contagio diretto in occasione di attività sessuali. Negli ultimi anni l’incidenza delle MST è cresciuta drammaticamente, portando gli esperti a parlare di L Immagine al microscopio della Candida albicans “epidemia”, anche perché oggi è più probabile che in passato avere più di un partner sessuale. Le MST inoltre sono un killer silenzioso, perché spesso non provocano sintomi o, se li causano, possono facilmente essere confusi con quelli di altre malattie non a trasmissione sessuale; è possibile quindi che una persona infetta contagi il partner senza neanche saperlo. Infine, quando riconosciute e trattate per tempo, la maggior parte delle MST é facilmente curabile, ma se trascurate, possono causare gravi conseguenze, fra cui anche la sterilità. Quali sono le principali malattie a trasmissione sessuale? Fra esse si annoverano: S Le micosi: sono causate da una classe di microorganismi che necessitano di materiale organico per sopravvivere e che quindi vive allo stato di saprofita o parassita; i più comuni agenti patogeni sono i Lieviti e i Dermatofiti. I primi causano malattie mucocutanee: infezioni del cavo orale, delle pieghe cutanee e delle mucose genitali (vulvo-vaginiti e balanopostiti); i secondi sono responsabili della tigna. È 14 annoIXnumero2(29)giugno2012 OGNI SECONDO DI OGNI GIORNO, NEL MONDO, QUALCUNO NECESSITA DI UNA TRASFUSIONE DI SANGUE necessario sottolineare però che non sempre una micosi è il risultato di un rapporto "a rischio": tali micro-organismi si trovano spesso nella specie umana come saprofiti e basta ad esempio un'alterazione della risposta immunitaria per scatenare l'infezione. S La chlamidia: oggi l’infezione genitale più diffusa negli Stati Uniti e in Inghilterra. Causata da un microrganismo che si diffonde esclusivamente per via sessuale, provoca sintomi quali prurito, leucorrea e bruciore durante la minzione. Spesso però è completamente asintomatica e, per la sua possibile diffusione dalla vagina all’utero, alle tube e alle ovaie (malattia infiammatoria pelvica ), può causare dolori pelvici, aumentare il rischio di gravidanze extrauterine e portare alla sterilità. S I condilomi: causati dal virus del papilloma umano (o HPV). Hanno un’incubazione variabile, da un mese ad anni, e si manifestano più frequentemente nei periodi di stress. Sono piccole escrescenze carnose, che possono crescere fino ad assumere a volte un aspetto appuntito (si parla allora di condilomi acuminati) o addirittura a cavolfiore. Possono causare prurito e dolore durante i rapporti, ma soprattutto sono associati ad un rischio aumentato di carcinoma del collo dell’utero. S L’herpes genitale: causato dal virus herpes simplex. L’infezione provoca la comparsa di vescicole a grappolo che, rompendosi, danno luogo ad ulcere estremamente dolorose, tanto da rendere impossibile il rapporto e, a volte, anche la minzione. È un’infezione molto dolorosa e contagiosa, che può essere trasmessa anche dalla madre al feto, con gravi danni per la salute del nascituro. S La sifilide: una malattia oggi fortunatamente rara, ma ancora presente. L’agente eziologico è il Treponema pallido. Qualche settimana dopo il contagio, si formano ulcere non dolorose a livello genitale che vanno incontro ad involuzione spontanea. Se non riconosciuta e curata, può evolvere in forme secondarie e terziarie, con coinvolgimento anche del sistema nervoso centrale e danni gravissimi (fino alla demenza). S La gonorrea: causata dal gonococco. I sintomi più Condilomi comuni sono perdite maleodoranti e minzione difficoltosa o dolorosa. Le complicazioni più importanti e frequenti riguardano la donna e sono, come per la chlamidia, dolori pelvici, sterilità e aumento del rischio di gravidanza extrauterina. L’arma più efficace di tutte contro le malattie a trasmissione sessuale è ovviamente la prevenzione, vale a dire un uso corretto del profilattico: ma cosa fare comunque se si teme di avere avuto un rapporto a rischio? In primo luogo è bene evitare di effettuare lavande vaginali interne dopo il rapporto sia perché faciliterebbero la risalita di eventuali germi nell’utero, aumentando quindi il rischio di malattia infiammatoria pelvica, sia perché, rimuovendo la normale flora batterica della vagina, che esercita un effetto protettivo, la rendono più suscettibile all’attacco dei germi patogeni. È inutile inoltre ricorrere empiricamente ad una terapia antibiotico, che potrebbe essere inefficace contro l’agente patogeno in questione (soprattutto se di origine virale). L’unica cosa da fare in questi casi è rivolgersi al proprio andrologo o ginecologo, anche in assenza di sintomi, per poter concordare la strategia migliore da seguire. Generalmente il trattamento riguarda entrambi i partners; infine, per le donne sessualmente attive, sarebbe utile anche effettuare dei check-up periodici per le MST soprattutto quando si cambia partner. S 15 annoIXnumero2(29)giugno2012 Dott. Cataldo MARSICO* *Dirigente Medico UOC Otorinolaringoiatra Lo “sballo” e l’ipoacusia nei giovani el corso degli ultimi anni nei paesi occidentali l’uso di sostanze stupefacenti sta assumendo caratteristiche nuove e preoccupanti con una diffusione crescente ed inarrestabile. Il consumo occasionale o intermittente di sostanze rimane l’area del fenomeno numericamente più vasta e al contempo poco conosciuta perché sommersa e resa invisibile dall’alone di “normalità” che avvolge i giovani consumatori. Si tratta per la maggior parte di ragazzi “normali”, di quelli che puoi incontrare tutti i giorni sull’autobus o sulla metro, molto distanti dai contesti di marginalità ed emarginazione classicamente connessi un tempo al consumo di sostanze stupefacenti, come l’eroina. Questi giovani hanno tra i 15 e i 25 anni ed appartengono un po’ a tutte le classi sociali, ma hanno un comune rapporto con le sostanze stupefacenti che consumano in un tempo e in uno spazio ben precisi: il tempo del weekend, inteso come zona franca in cui salta tutto ciò che appartiene al quotidiano e si dà via libera allo “sballo”, alla notte folle. Tanti di loro non considerano l’ecstasy, LSD, la ketamina, le anfetamine, in alcuni casi anche la cocaina delle droghe, esse si vendono in compresse, capsule, polvere da sniffare; quindi non servono per assumerle siringhe N od aghi e dunque sembra anche distante il rischio dell’infezione da HIV o da epatite C. Droghe sicure, discrete, pulite, per un giovane consumatore, apparentemente ben integrato nella società, che vuole sentirsi brillante ed adeguato e che cerca vie che gli garantiscano energia, piacere e prestazioni al top: tutto in fretta e, a parer suo, senza dover pagare un conto troppo salato. Ma tutte le droghe non sono affatto “sicure”: sono droghe. Si tratta di sostanze che comportano gravi rischi fisici, neurologici e psicologici. Altra caratteristica peculiare di questi giovani consumatori è la poliassunzione, cioè la tendenza a prendere più sostanze in una stessa sera. Quasi tutti bevono alcolici, soprattutto birra e cocktails. Qualcuno poi all’ecstasy aggiunge LSD per accentuarne l’effetto allucinogeno, oppure un’altra anfetamina, la ketamina o la cocaina che viene sniffata per potenziare gli effetti della ecstasy, o come piatto forte della serata. Per questi giovani il weekend segue una scansione che tende a ripetersi. In genere la serata del fine settimana comincia in un bar, un pub, un giardinetto, una piazza. Lì si fa tardi bevendo qualche birra o qualche altro alcolico di tendenza. Verso la mezzanotte si parte e ci si dirige correndo sulle strade, con la macchina o la moto, verso 16 annoIXnumero2(29)giugno2012 OGNI SECONDO DI OGNI GIORNO, NEL MONDO, QUALCUNO NECESSITA DI UNA TRASFUSIONE DI SANGUE qualche rave o le discoteche dove c’e la musica giusta, la techno nelle sue innumerevoli declinazioni, assordante, ripetitiva, veloce, e li si “cala”. Verso la mattina la festa finisce, allora si risale in macchina e si cerca un posto dove fare colazione, poi la maggior parte torna a casa, ma se si trova un After Hours, un fuori orario, ci si può andare, anche se è distante. Arriva il primo pomeriggio della domenica e se non si vuole dormire c’è, per continuare la festa, anche Io stadio dove i cori e le urla degli “ultras” sostituiscono efficacemente la velocità e il ritmo della musica. Poi arriva il lunedì e riparte la settimana, con i consueti ritmi di lavoro e di studio che si cerca di mantenere, almeno all’inizio, fino a che ritorna di nuovo il fine settimana, il weekend. Ma piano e sempre più difficile ricordare le cose, di non riuscire più a concentrarsi sullo studio o sul lavoro, si diventa irritabili con rapidi cambi di umore, il ritmo sonnoveglia si altera: le sostanze hanno fatto centro, hanno colpito il cervello e ne hanno ucciso una parte. Se il cervello ed il sistema neurologico è l’organo colpito particolarmente dall’uso di sostanze stupefacenti l’apparato uditivo non è esente dai danni provocati dal loro uso e dal contemporaneo trauma acustico provocato dalla musica ad alto volume componente non secondario delle notti dello “sballo” nelle discoteche e nei rave party. Il trauma acustico, infatti,avviene per esposizioni sonore molto elevate superiori a 90-95 db di intensità (nelle discoteche è autorizzata un intensità fino a 120 db!!!), le onde sonore ledono elettivamente alcune strutture della chiocciola (organo di Corti) per cui l’ipoacusia (perdita di udito) da trauma acustico è di tipo percettivo (dovuta a un danno delle strutture neurosensoriali e nervose dell'orecchio), con acufeni (percezione di rumori che non esistono nell'ambiente). Infatti, i sintomi immediati del trauma acustico sono un senso di ottundimento auricolare, comparsa di ronzii o fischi (acufeni) e diminuzione temporanea dell’udito. Ma se l’esposizione si ripete nel tempo la diminuzione dell’udito diventa permanente in particolare sulle frequenze acute ed il “tinnitus” o fischio è persistente, e, talora più fastidioso della stessa ipoacusia. Il tracciato audiometrico (esame dell'udito) è caratterizzato da un notevole aumento di soglia per i toni puri di frequenza 4000 Hz e di frequenza superiore a questa. Quando cessa l'esposizione ai suoni intensi, la evoluzione dell’ipoacusia si arresta, ma il danno ormai prodotto è irreversibile e purtroppo non si conosce a tutt’oggi alcuna terapia per curarlo. Ma la coclea dell’orecchio interno e le strutture nervose dell’apparato uditivo (nervo acustico, nuclei uditivi, etc..) non sono lesi solo dal trauma acustico ma anche dalle sostanze stupefacenti e dall’alcol che agiscono su di esse con meccanismi lesivi ancora non del tutto chiari, ma che si stanno progressivamente scoprendo: ad esempio l’alcol agisce con meccanismo ototossico che coinvolge tutte le strutture uditive dalle cellule ciliate dell’organo del Corti della coclea fino alle aeree uditive della corteccia cerebrale, mentre la cocaina agirebbe attraverso un meccanismo di alterazione del circolo vascolare della coclea. Infatti, la letteratura scientifica riporta sempre più frequentemente di casi di giovani pazienti che dopo assunzione contemporanea di cocaina, alcolici ed eroina hanno presentato una perdita uditiva improvvisa, solitamente bilaterale, che spesso dopo terapia cortisonica e farmaci vasodilatatori è parzialmente regredita pur lasciando una perdita uditiva sulle alte frequenze. In conclusione, se non si riuscirà ad arginare questa tendenza all’autodistruzione presente nelle giovani generazione insita nel concetto dello sballo, avremo sempre più ragazzi con gravi problemi di salute fisica e mentale e tra questi anche la sordità. S 17 annoIXnumero2(29)giugno2012 Federico PELLETTIERI* [email protected] *Autore di diversi articoli pubblicati su internet e raccolti nel blog: http://meditazionisufede emorale.blogspot.com Il Dio creatore nelle tre religioni monoteiste ulla base delle acquisite conoscenze scientifiche sull’origine dell’universo (con particolare riferimento ad un sempre più certo suo “inizio”) e delle innumerevoli leggi che lo governano secondo un evidente e preordinato progetto, può pervenirsi alla conclusione che ammettere l’esistenza di un Dio creatore è un fatto quanto meno ragionevole, in assenza di qualsiasi altra valida ipotesi: si pensi, per esempio, alla teoria della casualità che, sulla base di un calcolo statistico delle probabilità, appare davvero inverosimile. La convinzione dell’esistenza di un Dio creatore è comune alle tre religioni monoteiste: Ebraica, Islamica e Cristiana che, complessivamente, raccolgono la stragrande maggioranza della popolazione mondiale; l’induismo, il buddismo, il neoplatonismo plotiniano ed, in genere, tutte quelle correnti di pensiero che, pur nella loro indiscutibile ricchezza di contenuti, costituiscono non vere e proprie religioni, ma più che altro filosofie di vita, prescindono dall’idea di un Dio creatore dell’universo e tutte le loro prescrizioni sono essenzialmente finalizzate al raggiungimento di un sereno stile di vita. Comune fondamento dell’Ebraismo e del Cristianesimo è costituito dal complesso di libri sacri, perché ritenuti di ispirazione divina, denominati “Antico Testamento”: lo stesso Islam ne accetta molte parti e molti profeti, riconoscendone un’origine celeste, sia pure alterata dal fluire del tempo e dalla malizia degli uomini. Lo studio approfondito del complesso di tali libri, che risultano scritti nell’arco di circa 1500 anni, costituisce un’ardua impresa: in essi si narra come Dio si scelse, con singolare disegno, il popolo di Israele al quale affidare le promesse di salvezza dell’uomo, dopo la sua “caduta”, avvenuta con il peccato originale, per aver mangiato del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, ovvero per aver preteso, opponendosi alla legge divina, di rendersi egli stesso autore di tale legge sulla determinazione di ciò che è bene e ciò che è male. S La lettura dei libri dell’Antico Testamento, manifestano a tutti la conoscenza di Dio ed il modo, giusto e misericordioso, con cui si comporta con gli uomini. Ma chi è realmente questo Dio creatore dell’uomo, del cielo e della terra e supremo legislatore dell’universo? Per rispondere a questa domanda, in termini peraltro condivisi da tutte e tre le suddette religioni, è bene rifarsi all’incontro di Mosè con Dio, così come narrato nell’Antico Testamento. Mosé, il grande legislatore degli israeliti, il privilegiato che con la sua dolcezza e la sua forza aveva attirato su di sé lo sguardo di Dio, riconoscendo nel roveto ardente del deserto la presenza della divinità, gli aveva chiesto il nome, e Dio aveva risposto in mezzo al fuoco: “Io sono Colui che sono”. Profonda risposta che rivelava Dio come l’Essere supremo, sostanziale, unico, causa e principio di ogni essere; di una stabilità e unità assolute; non soggetto ad alcun mutamento, ad alcuna diminuzione o accrescimento. Ma risposta misteriosa, come misteriose sono tutte le manifestazioni di Dio nell’Antico Testamento, che non svelavano il mistero di Dio e tenevano l’anima umana come sospesa davanti a questo Essere incomprensibile. 18 annoIXnumero2(29)giugno2012 OGNI SECONDO DI OGNI GIORNO, NEL MONDO, QUALCUNO NECESSITA DI UNA TRASFUSIONE DI SANGUE Pare quasi di sentirla questa voce solenne e maestosa scandire con potenza quell’ “Io sono”, come il fragore che, rompendo il silenzio, squassa ogni cosa e si propaga di valle in valle, moltiplicandosi in mille echi tumultuosi. Può sembrare la voce imperiosa di un Dio sterminatore, vendicatore, “terribile”, pronto impietosamente a castigare le sue malcapitate creature, senza possibilità alcuna di scampo o riparo: di fronte ad un Dio siffatto c’è solo, inevitabilmente, la propensione ad una fuga precipitosa e di esito quanto mai incerto, unitamente ad un angoscioso senso di paura e di disperata tristezza. Perché questa sensazione di annichilimento e di crollo spaventoso innanzi a chi si identifica con l’ “Io sono”?. Invero, tale è la condizione della creatura che avverta, sia pure inconsapevolmente, come la propria identificazione sia da ricercarsi nel suo “non essere”: è allora che la distanza tra l’io e l’“Essere” diventa abissale ed incolmabile. “Non essere”, identificato in quel continuo divenire, ove si finisce per vivere immersi nel passato (o meglio nel ricordo di un passato che non esiste più) e dallo stesso, comunque, condizionati, nel bene e nel male e, quindi, proiettati verso un futuro tutto terreno (comunque anch’esso non reale, perché ipotetico, sul cui contenuto si hanno, alternativamente, solo vaghe aspettative positive o negative): tutto ciò comporta la perdita del “presente” che diventa, così quell’attimo fuggente ed indecifrabile, con la conseguenza della fuga da Chi, invece, è l’eterno presente, oltre ogni umano limite di tempo. I Patriarchi e i Profeti non conobbero il vero nome di Dio; avevano intravisto, ma non visto la Divinità. Camminavano ancora fra le ombre. A Dio occorre un nome che possa dirlo Creatore e insieme Salvatore; un nome che racchiuda in sé l’idea dell’onnipotenza, della sapienza infinita, della bontà, della misericordia, della grandezza, della dolcezza, della bellezza, del bene assoluto; un nome che parli di eternità senza inizio e senza fine; che possa convenire a Dio puro spirito. Dio è l’Amore: ecco il vero nome di Dio. Ma Dio è infinito: dunque è l’Amore Infinito. L’Amore Infinito è la sua essenza, la sostanza del suo Essere e nello stesso tempo è il suo Nome. Si chiama Amore, perché è l’amore personificato, perché tutto ciò che compie è amore e perché tutto ciò che fa, lo fa per amore e nell’amore. Tutti i misteri hanno la loro spiegazione perché Dio è l’Amore e le sue opere tutte impregnate di amore ci dicono che Egli è l’Amore stesso!. La rivelazione esplicita che Dio è amore la si ritrova, per i cristiani, nella prima lettera di Giovanni (4, 12-16): “Nessuno mai ha visto Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”. Per i musulmani, basti ricordare che quasi tutte le Sure che costituiscono il Corano, hanno la seguente intestazione: “In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso”. Come si legge nell’enciclica sulla misericordia divina di Giovanni Paolo II, il concetto di Dio misericordioso che fraternamente accomuna i seguaci delle tre religioni monoteiste ha, nell’Antico Testamento, (loro comune punto di riferimento) una sua lunga e ricca storia: “i Profeti collegano la misericordia di Dio all’amore di uno sposo. L’Esodo è tutta una grande operazione di misericordia, dall’inizio alla fine: Mosè parla di ‘Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà”. S 19 annoIXnumero2(29)giugno2012 Adriano IMPERATORI storie e leggende di Roma [email protected] La donazione di Costantino il grande alsi. Mai la parola è stata in auge come oggi. Il popolo italiano si è scoperto improvvisamente un esperto linguista. La televisione, la radio, i giornali, i discorsi personali oggi sono intrisi di questa piccola, corta parola che è espressa per qualificare una serie di argomenti uniti da un unico sottofondo: la falsità. “Falso ideologico, falso in bilancio, falso in atto pubblico, falso materiale, falso positivo (informatica), falso documentale…”ecc. Se fosse un film la scena iniziale potrebbe descrivere un esercito di “vù comprà” che in fila su una spiaggia offre prodotti di abbigliamento griffati a metà prezzo, oppure un Consiglio di amministrazione dove è illustrato il bilancio o l’amante che dichiara all’avvenente fanciulla di essere scapolo e il fortissimo desiderio di spo- F sarla mentre ogni tanto guarda l’orologio per non fare tardi a casa dove l’attendono moglie e prole. Ma il “falso” è sempre esistito. Questo non è un romanzo e neanche un film. È un misto tra storia e leggenda. Costantino si ammala di lebbra (dal greco "lepròs", scabroso). Non si è mai saputo quando la terribile malattia sia sorta, chi dice nell'XI, chi nel XII o nel XIII, ecc. Fatto sta che per evitare la contaminazione i lebbrosi dovevano farsi riconoscere suonando un campanello o una tavoletta lignea con percussione metallica. È una tragedia: l’imperatore è lebbroso. Si chiamano subito i sacerdoti pagani che - nel tripudio della macabra narrazione - suggeriscono a Costantino di sgozzare bambini e riempire con il loro sangue una fontana di sangue caldo nella cui immersione l’imperatore avrebbe tratto la sua guarigione; peggio della strage degli innocenti voluta da Erode (che alcuni studiosi ritengono una leggenda). A Costantino, pur malato, ripugna quella soluzione. Egli non vede l’ora di liberarsi da quegli ospiti; dà loro splendidi regali e li licenzia. Giunge la notte. Si può immaginare quanto fosse agitato il sonno dell’imperatore. Ecco apparirgli gli apostoli Pietro e Paolo che sussurrano: “Va dal papa Silvestro. Ti indicherà una fonte. Ti immergerai e sarai guarito. (secondo altri la guarigione sarebbe stata condizionata dal battesimo - doppio falso: il fatto storicamente sembra improbabile). In cambio dovrai restaurare tutte le chiese cristiane nel mondo (a Roma si direbbe: ”…una spesa da niente…”) e ti convertirai al vero Dio.” Proseguiamo. Costantino richiama il papa - che si sarebbe rifugiato in una grotta del Monte Soratte, insieme a tutto il clero, per fuggire alle persecuzioni di Costantino stesso (cfr. Actus Silvestri), leggenda nella leggenda - e alla fine guarisce. 20 annoIXnumero2(29)giugno2012 OGNI SECONDO DI OGNI GIORNO, NEL MONDO, QUALCUNO NECESSITA DI UNA TRASFUSIONE DI SANGUE Ed eccoci arrivati al grande falso: un editto apocrifo del 30 marzo 315 con il quale l’imperatore avrebbe concesso al papa e ai suoi successori il primato sui patriarcati di Roma, Costantinopoli, Alessandria d'Egitto, Antiochia e Gerusalemme. Non solo. L’editto avrebbe attribuito ai pontefici le insegne imperiali e la sovranità temporale su Roma, l'Italia e l'intero Impero Romano d'Occidente. Per glorificare tutta l’operazione, infine, la donazione sarebbe stata consegnata dallo stesso Costantino al papa Sivestro dopo averla posta sopra la tomba di Pietro. Sembra che quel grande falso fosse utilizzato la prima volta dal papa Stefano II per ingraziarsi Pipino il Breve contro i Longobardi (anno 756) e poi ogni volta che la Chiesa volle far valere i propri diritti sui territori. Per farla breve, alla fine Leone IX nel 1053 introdusse l’editto nel Decretum Gratiani e in altre raccolte di Decretali. Attenzione però. L’editto era vero? Gli intellettuali avevano preso di mira l’editto …e quando si muovono gli intellettuali la cosa può farsi pericolosa… Su questa linea critica si era già mosso il cardinale Nicola Cusano, fino a che nel 1440 lo studioso Lorenzo Valla condusse un approfondito esame dell’editto negandone la veridicità, anche se solo nel 1517 riuscì a pubblicarne i risultati (De falso credita et ementita Constatini donatione declamatio) e per di più (potremmo dire ovviamente) in ambiente protestante. Le contestazioni muovevano dall’uso di barbarismi latini, dalla menzione di Costantinopoli (ancora non fondata) e di varie contraddizioni. Addirittura la Chiesa cattolica inserì l’opuscolo del Valla tra i cd. Libri proibiti. Scrive Lorenzo Valla: “Per prima cosa dimostrerò che Costantino e Silvestro non erano giuridicamente tali da poter legalmente l’uno assumere, volendolo, la figura di donante e poter quindi trasferire i pretesi regni donati che non erano in suo potere e l’altro da poter accettare legalmente il dono (né del resto lo avrebbe voluto).” Lasciamo qui per ora il Valla e torniamo indietro. I sovrani non avevano mai preso in seria considerazione la Chiesa, anzi ogni tanto c’era una persecuzione. Poi avvenne il miracolo. Nel 315 Costantino I, imperatore d’Occidente (in Oriente regnava l’imperatore Licinio) emette il cd. Editto di Milano, proibendo le persecuzioni e dichiarando l’Impero come unità neutra nei riguardi di ogni fede. Diciamola tutta. Secondo alcuni Costantino era un furbacchione, conscio che l’appoggio della Chiesa avrebbe evitato pericolose capriole al suo impero. Da un lato, continuò ad essere sempre il pontifex maximus del culto di stato pagano e fu battezzato solo in punto di morte (Pentecoste del 1337), ma dall’altro visse rispettando i principi cristiani nei cui riguardi fece istruire i propri figli. Stabilì la domenica come giorno festivo, abolì la crocifissione e la lotta tra criminali come gladiatori, permise il lasciti alla Chiesa, fornì i fondi per la basilica lateranense e la Chiesa di S.Pietro - proprio sulla tomba dell’apostolo - e sostenne la madre Elena per la costruzione della chiesa del S.Sepolcro a Gerusalemme e della Natività a Betlemme. Storie e leggende, vere e false. È il 28 ottobre 312. A Roma Costantino combatte contro Massenzio sul ponte che Massenzio aveva fatto co- 21 annoIXnumero2(29)giugno2012 struire accanto al Ponte Milvio. I soldati hanno una croce sullo scudo. Costantino ha sognato (o visto secondo altra versione) una grande croce nel cielo con la scritta “In hoc signo vinces” e fa dipingere sui propri vessilli il segno che aveva visto in cielo, corrispondente al chi-rho (il cd. monogramma di Cristo), formato dalle prime due lettere “XP” della parola greca "CH-R-istos". Sotto queste insegne i soldati sconfiggono l'avversario. Ma è vero? Sembra che ogni volta uno dica sì, altri dicano no. Alcuni storici hanno insinuato che a quei tempi il culto del dio Mitra fosse molto diffuso tra i soldati di Costantino e per quel motivo essi avrebbero dipinto sullo scudo il simbolo mitriaco formato da una croce sovrapposta ad una X, con al centro un cerchio), simile al chi-rho. Nota storica: Massenzio annega nel Tevere e la sua testa è portata in parata dai vincitori. (eh, sì, in quell’epoca non c’era molta “cavalleria”). La Donazione: dunque il documento è stato riconosciuto falso. Ma che fine ha fatto l’altro personaggio, quel papa Silvestro I che avrebbe ricevuto a Roma la donazione? Povero Silvestro. Figlio di un certo Rufino romano e di una certa Giusta, era un papa con un carattere che definiremmo deboluccio, tant’è che alcuni lo ritenevano “l’uomo di Costantino”. Anche il battesimo di Costantino è falso poiché prove autorevoli dimostrerebbero che l’imperatore abbia ricevuto il sacramento da Eusebio, vescovo di Nicomedia. Papa Silvestro non ricevette mai la donazione da Costantino. Quel documento, secondo Dollinger, fu costruito a Roma tra il 752 e il 777 finché fu definitivamente inserito nei falsi decreti nella metà del secolo seguente. Tuttavia nessuno nega che Silvestro si sia avvantaggiato delle libertà che Costantino elargì alla Chiesa, ma solo quando, povero prete romano, salì sul trono papa- le. Il fatto è che i privilegi furono decisi da Costantino e Licinio nel 313 (quando era papa Milziade l’africano, morto nel 314). Povero Silvestro. Costantino decide, con il titolo di vescovo, perfino i concili. Nel 314 indice il concilio di Arles contro i donatisti. Costoro, vescovi africani intransigenti, si rifiutavano di riconoscere il vescovo di Cartagine, Ceciliano, consacrato da Felice, perché durante le persecuzione di Diocleziano aveva bruciato le Scritture. Il concilio condannò i donatisti e Costantino li perseguitò. Ma Felice risultò poi innocente e ci fu una grande confusione (termine alternativo a quello maschile popolare che meglio descrive tali situazioni), tanto che Costantino abbandona la lotta. Gli ecclesiastici litigavano tra loro, ora che potevano alzare la voce. Così il grande Costantino indisse anche il concilio ecumenico a Nicea che condannò Ario e i suoi seguaci e confermò (gli uni contro gli altri armati, di sola voce per fortuna) la divinità di Gesù. Dov’era il povero Silvestro nel frattempo? Al debole papa giungevano solo i resoconti, pur con solennità e rispetto. E tali prerogative dovevano essergli riconosciute anche dai contemporanei, se appena morto fu onorato come “Confessore”, onoranza attribuita dal IV secolo a chi ha sacrificato la vita a Cristo. In effetti, anche se figura non luminosa nella storia della Chiesa, fu il primo papa ad occupare un posto di parità, seppur formale, con un imperatore e a capo di una Chiesa riconosciuta dallo Stato. Morì il 31 dicembre 335, dopo 21 anni di pontificato. Sepolto nel Cimitero di Priscilla sulla via Salaria, la sua salma trovò alfine riposo (si fa per dire), nel 1596, sotto l’altare maggiore della chiesa di San Silvestro in Capite. Povero Silvestro. Il capo è conservato in un reliquiario nella sagrestia; parte di una gamba era a S. Maria in Via Lata e resti di un braccio a S. Cecilia. Sue reliquie furono usate nel 1500 per la consacrazione dell’altare del tempietto del Bramante a S. Pietro in Montorio. Oggi tutti lo ricordano, non fosse altro perchè la sua festa cade l’ultimo giorno dell’anno, tra i fuochi d’artificio. S 22 annoIXnumero2(29)giugno2012 Francesco TANTARO [email protected] ICE - In Caso d’Emergenza era una volta la rubrica o l’agenda cartacea dove, oltre ai dati del possessore, si poteva trovare spesso la parte riservata a “chi contattare in caso di necessità”. Al giorno d’oggi, sono sempre meno diffusi gli strumenti cartacei e sempre più quelli elettronici. Chi non ha un telefonino con tutti i numeri appuntati nella rubrica elettronica? Ma questo rende praticamente impossibile, in caso di necessità, per un soccorritore, sapere chi contattare. Ed ecco la trovata, semplice e geniale allo stesso tempo: inserire il codice ICE davanti al nome della persona che vorremmo fosse contattata se ci accadesse qualcosa di grave. Identificare subito una persona, riuscendo ad assumere quante più informazioni utili da chi la conosce bene, può a volte fare la differenza fra la vita e la morte. Si pensi soltanto all'esigenza di conoscere il gruppo sanguigno, le eventuali malattie o allergie di una persona da soccorrere o all'importanza che assume il fatto, per chiunque, di avere vicino una persona cara in un momento di bisogno. Qualora vi fossero più persone da voler contattare, basta memorizzare la sigla ICE seguita dalla numerazione araba, universalmente riconosciuta, con un ordine di preferenza, così da avere, per esempio, ICE 1 per il familiare o l'amico più vicino. Ma il soccorritore, come fa a sapere rapidamente se la persona da soccorrere ha inserito il codice ICE senza dover cercare nella rubrica? La risposta a questa domanda è semplice: è stato sviluppato un logo internazionale che si può inserire come sfondo nello schermo del cellulare o stampare come etichetta da applicare sul dorso dell’apparecchio. La presenza del simbolo ICE su un cellulare permette ai soccorritori di sapere immediatamente che il paziente ha inserito i numeri di emergenza nella rubrica secondo questo criterio. Il simbolo è stato sviluppato per essere gratuito e C’ con libertà di distribuzione. Tutti sono incoraggiati ad usare questo simbolo per promuovere la sicurezza individuale e la prontezza dei soccorsi. Certamente ci possono essere obiezioni sull’efficacia di tale sistema rispetto ad altri, in caso di tempestività dei soccorsi e di reperimento informazioni, ma è senza ombra di dubbio che il sistema ICE funziona, è semplice e non costa nulla, ed allora perché non usarlo? L’uso del sistema ICE è molto diffuso nel resto d’Europa e nel Nord America. In Italia si sta iniziando ora a conoscerlo ed utilizzarlo: tra i primi ad utilizzarlo, il 118 di Milano, la Questura di Mantova e la Protezione Civile, ma nei corsi d’aggiornamento del personale di soccorso, si sta inserendo anche la formazione sul sistema ICE. Non ci costa nulla, ma può essere di grande aiuto, utilizziamolo! S 23 annoIXnumero2(29)giugno2012 Roberto FANTAUZZI dietro le quinte della storia [email protected] L’ultimo vero Imperatore gni volta che si parla dell’ultimo Imperatore dell’impero romano d’occidente ci torna alla memoria la data che tutti i libri di storia riportano, 476 d.C. associata alla deposizione di Romolo Augustolo, un ragazzo che solo formalmente era il sovrano di un impero che una volta si estendeva, nella sua massima espansione, dalla Britannia ai fiumi Tigri ed Eufrate. Il grande impero, alla morte di Teodosio (395 d.C.), venne diviso in due parti con due distinti imperatori (occidente e oriente) e il figlio di quest’ultimo sovrano, Onorio, sino alla fine del suo regno in occidente (425 d.C.) dovette subire numerose incursioni barbariche, con il conseguente assottigliamento della sovranità territoriale. O Le riconquiste dell’Impero da parte di Maggioriano Gli anni a seguire furono contraddistinti nell’impero, più che dalla presenza di un governo centrale, piuttosto da una gestione in lenta agonia; un impero retto solo formalmente dagli imperatori, ma di fatto governati dai “magistri militum” che, a parte il grande Ezio (uomo celebrato universalmente come colui che sconfisse Attila e baluardo di Roma) erano generali soprattutto di origine barbarica. Tutto questo accadde sino al 457 d.C., quando salì al trono Giulio Valerio Maggioriano colui che per quattro anni tentò con ogni mezzo di far risorgere l’Impero d’occidente e che per questo è oggi considerato ormai dagli storici “l’ultimo vero Imperatore”. Quest’uomo, figlio di un funzionario imperiale, è stato anche un valente ufficiale dell’esercito distintosi in varie battaglie tra le quali spicca quella dei campi Catalaunici contro Attila re degli unni (l’ultima battaglia dell’Impero romano, nel 451 d.C.). Sembra che proprio al comando di Maggioriano il drappello dei romani, su disposizione di Ezio, abbia respinto gli unni sopra la collina che fu teatro principale dei combattimenti. La carriera di Giulio Valerio sembrava destinata da subito a salire di livello (l’imperatrice Galla Placidia intendeva dargli in sposa sua nipote Placidia) ma questo cozzava contro quei giochi di potere che erano stati invece disegnati da Ezio ad eventuale beneficio di suo figlio. Risultato: il nobile Giulio Valerio venne per un determinato periodo estromesso dalla vita di corte. Ad ogni modo qualche anno più tardi il magister militum Recimero, un barbaro romanizzato, credendo di mettere sul trono il solito imperatore fantoccio, propose e fece eleggere Maggioriano che invece si rivelò una persona di grande statura politico-militare. Salito al trono, l’Imperatore iniziò una serie di riforme 24 annoIXnumero2(29)giugno2012 OGNI SECONDO DI OGNI GIORNO, NEL MONDO, QUALCUNO NECESSITA DI UNA TRASFUSIONE DI SANGUE La collinetta strategica dei Campi Catalaunici quali in particolare: limitò il potere senatoriale dei grandi latifondisti in favore del popolo; istituì il “defensor civitatis” un tipo di magistrato chiamato a difendere le classi più deboli; proibì la consuetudine di far entrare nel noviziato di clausura le donne in giovane età, per combattere il calo demografico; proibì ai magistrati corrotti l’abitudine di concedere la depredazione dei monumenti storici di qualche secolo prima; licenziò l’inutile codazzo di persone al seguito e promosse al suo seguito due generali di grande ossatura come Marcellino e Egidio. Giulio Valerio fu artefice anche di cose ritenute imprevedibili (a dire il vero qui le fonti sono un po’ dubbie) come quella di travestirsi da ambasciatore ed andare in Africa dal nemico re vandalo Genserico per saggiarne le difese e verificare lo stato di salute di Licina Eudoxia, ex moglie dell’Imperatore Valentiniano III ed ostaggio di Genserico stesso. Poi ci furono le campagne militari e qui Maggioriano sconfisse prima un tentativo di invasione dei vandali in Campania; sconfisse poi i visigoti e li riassoggettò allo stato di federati, si riprese la Spagna ma, mentre stava per salpare alla volta dell’Africa per riconquistare il regno vandalo, a causa del tradimento di alcuni dei suoi uomini si incendiò buona parte della sua flotta navale destinata al supporto dell’invasione. Tutto ciò lo costrinse ad una tregua con Genserico ed a tornare indietro verso Roma. A questo punto, a Tortona commise il grave errore di licenziare la sua scorta (a comandarla c’era Egidio che aveva più volte supplicato il suo sovrano di non andar via ma di rimanere con lui per proteggerlo) e di fidarsi del suo magister militum Recimero che invece, anche con la complicità dei senatori romani, aveva nel frattempo tramato alle sue spalle e, una volta incontratolo nella cittadina piemontese, lo fece catturare, torturare e giustiziare. Con la morte di Giulio Valerio Maggioriano, muore l’ultimo baluardo posto a difesa di Roma e del suo impero. Se fosse nato qualche secolo prima sarebbe oggi conosciuto al pari di Traiano o di Augusto; se fosse nato nel Risorgimento sarebbe stato alla pari di Vittorio Emanuele o di Garibaldi. Nacque invece nel tardo impero e morì nel 461 d.C. (15 anni prima della fine ufficiale dell’Impero). Tentò di evitare quel decadimento storico e culturale del nostro Paese, che di lì a breve seguirà poi nel Medioevo. S 25 annoIXnumero2(29)giugno2012 Francesca BITTARELLO [email protected] Le Aquile Rosa atterrano a Pomezia Per informazioni sulla collezione: www.aviatoriaconsulting.it alla pagina Aquile Rosa e alla pagina facebook “Aquile Rosa Aviatrici“. Per l’Italy Aviation Day Expò 2012: www.aviationday.it da sinistra i relatori del convegno C.te Liversali, prof. Milanetti, dott.ssa Bittarello, Gen. Daniele, C.te De Bernardi occasione di questo evento unico è stata l’esposizione dal 3 al 10 giugno 2012, presso il Museo archeologico Lavinium di Pratica di Mare, della Collezione “Aquile Rosa: storie di aviatrici 1910 - 1950” di proprietà della dott.ssa Francesca Bittarello. La collezione è composta da materiale unico e esclusivamente in originale - non sono presenti copie o riproduzioni in quanto la prima e insindacabile regola per la raccolta del prestigioso materiale di Aquile Rosa che la proprietaria si è imposta è che il materiale sia in originale dell’epoca - di locandine, riviste, cartoline e lettere viaggiate e non, sulle donne aviatrici nel periodo in oggetto. La collezione contiene pezzi rari e la proprietaria della mostra sta facendo ricerche tra i collezionisti di tutto il mondo in quanto due lettere viaggiate con annulli e timbri dell’Amelia Earhart. potrebbero essere gli unici rimasti al mondo. C’è anche una dedica originale della madre di Gaby Angelini - l’aviatrice decorata con l’ Aquila D’oro dal regime fascista - su un libro del 1933 che ella donò a una amica della Gaby dopo la tragica morte dell’avia- L’ trice avvenuta a Uadi El Ghelta in Libia nel 1932, dove si schiantò, durante la tappa Bengasi-Tobruk nel tentativo del raid asiatico Milano - Delhi. Nel suo insieme la Collezione rappresenta una valida e unica documentazione storica sulle aviatrici nel periodo sino agli anni 50: difatti l’Aeronautica Militare ne ha riconosciuto l’alto valore storico e numerose istituzioni estere hanno richiesto la possibilità di esporla in eventi e di avere in prestito alcuni dei pezzi presenti nella Collezione. Come racconta la proprietaria della mostra, addirittura dei Musei esteri le hanno chiesto di acquisire dei pezzi riguardanti le aviatrici della loro nazione. Infatti l’unicità a livello mondiale di questa Collezione sta anche nel fatto che non vi sono solo documenti originali su una singola aviatrice bensì in Aquile Rosa sono documentate, con materiale originale, le aviatrici del periodo nel loro complesso a livello di nazionalità. Naturalmente inteso tutto il materiale che la dott.ssa Bittarello è riuscita ad acquisire nel corso degli anni; come lei stessa ci racconta, non è riuscita a trovare materiale originale sulle aviatrici russe del 588° reggimento 26 annoIXnumero2(29)giugno2012 OGNI SECONDO DI OGNI GIORNO, NEL MONDO, QUALCUNO NECESSITA DI UNA TRASFUSIONE DI SANGUE da bombardamento dell’aeronautica sovietica, denominate dai piloti tedeschi, durante la seconda guerra mondiale, “Streghe della notte” perchè con una perizia unica eseguivano combattimenti aerei con i piloti tedeschi e nella maggior parti dei casi li vincevano. Il materiale originale su queste eroine russe viene considerato cimelio di stato e l’acquisizione in originale è a tutto oggi quasi impossibile. Invece, rimanendo sul discorso delle aviatrici durante il secondo conflitto mondiale, in originale sono presenti in Aquile Rosa documenti delle aviatrici americane della Wasp (Women Airforce Service Pilot), delle francesi del Corps Auxiliaire Féminin Française, e le inglesi dell’Ata (Air Transport Auxiliary). Vi è materiale anche sulla prima donna che ufficialmente pilotò un velivolo da combattimento: la turca Sabiha Gökçen nel 1939 al quale è intitolato l’aeroporto internazionale di Instabul. Le aviatrici italiane, invece, nonostante le loro rimostranze non poterono andare in guerra e nel convegno che si è svolto il giorno dell’ inaugurazione dell’evento pometino, la dott.ssa Bittarello ha spiegato esaustivamente proprio le motivazioni per cui le aviatrici italiane non poterono andare in guerra. A coronamento dell’esposizione al Museo Lavinium della Collezione Aquile Rosa si è tenuto un convegno il 3 di giugno denominato “Donne in volo” dove oltre alla proprietaria della Collezione Aquile Rosa e organizzatrice dell’evento, nonché storica dell’aeronautica, hanno partecipato personaggi di rilievo del mondo aeronautico: tra queste personalità ha spiccato la “Signora dell’aeronautica italiana ” C.te Fiorenza De Bernardi prima pilota di linea in Italia nel 1967 e terza al mondo, figlia dell’Asso dell’Aeronautica Italiana Mario De Bernardi al quale è intitolato l’aeroporto militare di Pratica di Mare. Avere in un evento la C.te De Bernardi oltre a essere un emozione è sempre un onore. Gli altri relatori del Convegno hanno parlato con estrema competenza dei vari argomenti oggetto della loro relazione, il Prof. Giampiero Milanetti ha parlato proprio delle pilote sovietiche della seconda guerra mondiale, infatti lui è l’autore della seconda edizione del libro “Le streghe delle notte“ e in particolare ha parlato della pilota da caccia Lidya Litvyak proiettando per gli ospiti immagini tratte dal suo libro, il Gen. Antonio Daniele ha parlato della sociologia delle donne in volo, la C.te Giovanna Liversali della sua esperienza come pilota della Protezione Civile. L'inaugurazione dell’evento è stata particolarmente emozionante, presenti Autorità politiche e militari e ospiti di prestigio del mondo aeronautico tra i quali l'Assessore alla mobilità e Trasporti dott. Gennaro Perrone e assessore alle Politiche Finanziarie e Patrimonio dott. Antonio Maniscalco Comune di Pomezia, Gen. B.a. Antonio Daniele (Direttore di "Il Nastro Azzurro"), Gen. B.a. Bruno Servadei (solista della storica Pattuglia dei Blue Circe), C.te Fiorenza De Bernardi e tanti tanti altri ospiti tra cui il Presidente della sezione locale dell’Avis Pomezia - Ardea Ivo Focaccia. L’Avis è stata presente con uno stand per tutta la settimana dell‘ evento. L’atterraggio delle Aquile Rosa a Pomezia è avvenuto anche per questo 2012 con tanta gloria e onore. Non si può ignorare, infine, nello scalo aeroportuale aquilano, lo svolgimento dell’unico expò aeronautico in Italia denominato Italy Aviation Day Expò 2012 - dal 14 al 16 settembre - organizzato dalla dott. Bittarello, che ha richiamato tutti gli appassionati e neofiti di aeronautica, riservando entusiastici applausi all’atterraggio delle Aquile Rosa. Alla manifestazione l’Avis Povinciale di Roma ha presenziato con un gazebo che ha raccolto l’interesse di moltissimi partecipanti. S 27 annoIXnumero2(29)giugno2012 avis notizie Alcune istantanee dallo spettacolo teatrale di Solidarietà "Taxi a due piazze" organizzato da Giovane Volo di Speranza il 5 e 6 maggio presso il Teatro San Luca di Roma. Grazie a questa iniziativa è stato possibile fornire una sovvenzione per la gestione della Residenza Vanessa, casa di accoglienza gratuita per i pazienti ematologici in cura presso il Centro di Ematologia dell’Università di Roma Sapienza residenti fuori Roma o provenienti da Paesi stranieri. S Roma, Piazza S.Silvestro, 14 giugno 2012 - Giornata mondiale del donatore concerto della Fanfara dei Bersaglieri di Lecco in onore dell’Avis Roma Da sinistra: Adolfo Camilli, il Bers. Piergiuseppe Mapelli, il Presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri di Lecco, il Bers. Gualtiero Cesari dell’Ass. Nazionale Bersaglieri con sede a Roma, il Presidente Ranieri. S 28 annoIXnumero2(29)giugno2012 avis notizie Rinnovato il protocollo d’intesa tra AVIS e MIUR È stata scelta la data del 14 giugno, Giornata Mondiale e Nazionale del Donatore di sangue, per rinnovare il protocollo d’intesa tra AVIS e MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca). Nella foto il Ministro del MIUR Francesco Profumo e il Presidente AVIS nazionale Vincenzo Saturni alla firma del rinnovo. S Donazione del 18 maggio 2012. Collegio S.Giuseppe - Istituto De Merode 29 annoIXnumero2(29)giugno2012 avis notizie Stadio Olimpico 14 luglio 2012 - Concerto di Tiziano Ferro Testimonial AVIS nazionale - Gruppo Giovani Avis comunale di Roma 15 aprile 2012: Donazione della Comunità Bangladesh di Roma Presso il parco pubblico di via Casilina 700 con la partecipazione di Sua Eccellenza l’ambasciatore del Bangladesh in Italia H.E. Mohammad Ziauddin e del Presidente della Comunità Bangladesh Italiana Sig. Rashman. S 30 annoIXnumero2(29)giugno2012 avis notizie La LEGIO XIII ROMA ASD e AVIS ROMA hanno organizzato il 13 maggio una “Giornata per la donazione del sangue”. La giornata ha avuto il patrocinio della Provincia di Roma, del XIII° Municipio di Roma e della FIDAF (Federazione Italiana Football Americano), con la collaborazione di Canale 10 Ostia e della Polisportiva Palocco. S Sport e solidarietà a favore dell’Avis Comunale di Roma Donazione del 25 aprile c.a. presso l’ASD ATLETICO 2000 in via di Centocelle 100, in occasione del torneo riservato alle squadre cadette. Da sinistra: Sergio Goffredo Arreni, Marco Mugavero, Alessio Di Curzio (Presidente ASD Atletico 2000), Laura Forte, Nicola De Angelis e Vincenzo Mungitore. S 31 annoIXnumero2(29)giugno2012 avis notizie Dal 21 al 27 maggio u.s. il Nuovo Mercato Esquilino ha ospitato l’iniziativa “La salute è uguale per tutti: dalla prevenzione al benessere” Per una settimana si sono incontrati medici, infermieri, tecnici odontoiatri, ginecologi, assistenti sociali, psicologi e non solo: anche operatori sociali e linguistico-culturali, insegnanti, bambini e genitori, cittadini e commercianti. Tutti uniti nella convinzione che la salute è un diritto per tutti. Nel corso dell’evento moltissime persone si sono avvicinate agli stand e ai camper anche usufruendo delle visite gratuite. S 3a edizione della gara podistica Rock&Run Il 4 marzo 2012 si è svolta la 3a edizione della gara podistica Rock&Run, con un percorso di 14 Km nella Pineta di Castel Fusano a Ostia, che ha visto il successo di Qattam su Luongo e Pifferi. Alla cerimonia della premiazione hanno partecipato le autorità politiche locali. S 32 annoIXnumero2(29)giugno2012 notizie liete Il 20 aprile 2012 alle ore 15.28 è nato Gabriele Paonessa. Ai nostri cari collaboratori inviamo affettuosi auguri. S Nicolò Capodimonti è nato il 20 giugno 2012 da mamma Di Nardo Eleonora e papà Capodimonti Omar. Affettuosi auguri al neo nonno Ernesto Di Nardo, nostro vice Presidente. S I nostri vivi e sinceri auguri alla nostra apprezzata dipendente Valentina Manetti, novella sposa di Emilio D'Angelo. Il felice evento si è svolto il 29 giugno 2012 nella chiesa di San Liberato a Bracciano. S 33 annoIXnumero2(29)giugno2012 NON DIMENTICARE DI DESTINARE IL 5X1000 ALL’AVIS ROMA A te non costerà nulla ma a noi come Associazione Onlus il tuo contributo sarà di grande aiuto per finanziare le campagne di donazione sangue nella città di Roma. Anche nel 2012, come negli anni passati, ci sarà la possibilità di devolvere all’AVIS Roma il 5X1000 delle tasse pagate allo Stato. I contribuenti infatti possono destinare la loro quota dell’imposta dei redditi, relativa al 2011, apponendo una firma nell’apposito riquadro del modulo di dichiarazione dei redditi, CUD, 730, UNICO (Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c.1, lett a, del D.Lgs. n. 460 del 1997). Insieme alla firma andrà indicato il codice fiscale dell’AVIS Comunale di Roma: 02430640587 Ma se vorrai andare oltre puoi anche fare un versamento a favore di AVIS Comunale di Roma attraverso il bollettino postale che da questo numero troverai sempre inserito in questa Rivista, usufruendo in tal modo delle agevolazioni fiscali previste per le donazioni a favore delle ONLUS. Più dai, meno versi! S Ritaglia questo box come promemoria e conservalo insieme alle ricevute del tuo modello CUD, 730 o Unico del 2011; sarà un modo semplice e pratico per ricordarti a chi destinare la quota del 5X1000. S Messaggio per i donatori di sangue RICORDATEVI IL CODICE ESENZIONE T01 I donatori di sangue hanno diritto all’esclusione dal costo degli accertamenti sanitari inerenti l’attività di donazione; parlatene con il vostro medico di famiglia. CHI NE HA DIRITTO? Tutti i cittadini donatori di sangue effettivi in possesso di tessera di iscrizione al S.S.N. e di tessera dell’Associazione di appartenenza hanno diritto all’esenzione per accertamenti clinici inerenti la donazione di sangue, anche al di fuori della stessa in quanto mirata alla salute del donatore. L’esenzione può essere certificata dai Medici di Medicina Generale e dagli Specialisti di Struttura Pubblica. Il Prescrittore deve riportare il codice alfanumerico di esenzione RER sull’impegnativa; (Cod. T01) in alternativa, può riportare dicitura nel corpo della richiesta. IL CODICE SI RIFERISCE ALLE DONAZIONI DI SANGUE ED ORGANI, NEL SANGUE DEVONO ESSERE RICOMPRESE ANCHE LE CELLULE STAMINALI DA SANGUE PERIFERICO, ALTRE CELLULE TERAPEUTICHE (GRANULOCITI, LINFOCITI, PIASTRINE) E QUELLE DA MIDOLLO OSSEO. GLI ACCERTAMENTI DEVONO ESSERE IN RELAZIONE STRETTA CON LA DONAZIONE, CIOÈ ESSERE NECESSARI PER LA VALUTAZIONE DELL’IDONEITÀ DEL SOGGETTO ALLA DONAZIONE CHE ANDRÀ A FARE. Riferimenti normativi: D.M.1/02/1991. Oggetto: rideterminazione delle forme morbose che danno diritto all’esenzione dalla spesa sanitaria. D.Lgs 124/98 ex art. 1 comma 5. Per qualsiasi ulteriore informazione telefonare presso la sede di AVIS Roma e chiedere del Direttore Sanitario oppure inviare una mail al seguente indirizzo: [email protected] S 34 annoIXnumero2(29)giugno2012 a cura di Enzo LIVERZANI [email protected] AVIS Comunale di Roma iventare donatori di sangue significa interpretare un ruolo fondamentale della nostra società: questo ruolo viene riconosciuto ai donatori avisini con dei piccoli privilegi a loro riservati da imprenditori ed istituzioni della città di Roma. AVIS Roma rilascia ai donatori più assidui la tessera “Tempo Libero” che dà la possibilità di accedere a sconti e facilitazioni. Maggiori informazioni sul sito www.avisroma.it D TEATRI - AMBRA JOVINELLI - Via Giolitti, 287 - ANFITRIONE - Via di S. Saba,24 - BRANCACCIO - Via Merulana, 244 - COLOSSEO - Via Capo d’Africa, 5 - DEI SATIRI - Piazza Grotta Pinta, 18 - DELL’OPERA DI ROMA - Piazza B. Gigli, 7 - DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello, 4 - DELLE MUSE - Via Forlì, 43 - DI ROMA (Argentina) - Largo Argentina - GHIONE - Via delle Fornaci, 37 - GOLDEN CIRCUS FESTIVAL - Via Giorgio Perlasca, 69 - GRECO - Via R. Leoncavallo, 10 - IL PUFF - Via G. Zanazzo, 4 - ITALIA - Via Bari, 18 - LA QUERCIA DEL TASSO - Gianicolo - MANZONI - Via Monte Zebio, 14 - PALACE TRAIANO - Via del Serbatoio, 24 Fiumicino - PARIOLI - Via G. Borsi, 20 - QUIRINO - Via M. Minghetti, 1 - ROMA - Via Umbertide, 3 (piazza S.M. Ausiliatrice) - ROSSINI - Piazza S. Chiara - SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 - SALONE MARGHERITA - Via due Macelli, 75 - SISTINA - Via Sistina, 129 - TEATRO DUE ROMA - Vicolo due Macelli, 37 - TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 - TEATRO SETTE - Via Benevento, 23 - TEATRO 10 - Via Gaspare D’Urso, 94/98 Casal Lumbroso - VALLE - Via Teatro Valle, 21 - VASCELLO - Via G. Carini, 78 - VITTORIA - Piazza S.M. Liberatrice, 10 SERVIZI SPECIALI - AGOS S.p.A - Tutte le sedi di Roma - CARTA PER DUE MEGAPOLI Srl - Viale Regina Margherita, 278 - LEGAMBIENTE ROMA NORD NOLEGGIO BICI E PARCO FLUVIALE - Via Capoprati, 12a CINEMA - FONDAZIONE CINEMA PER ROMA - Viale Pietro de Coubertin, 10 - CINELAND - Viale dei Romagnoli, 515 Ostia Lido - EXPLORA IL MUSEO DEI BAMBINI - Via Flaminia, 86 - TORRE DI BABELE - ITALIAN LANGUAGE SCHOOL IN ROME - Via Cosenza, 7 - EF EDUCATION FIRST Srl - Via Borgogna, 8 Piazza S. Babila 20122 Milano - BRANCACCIO - Via Merulana, 244 RISTORANTI - AUTOGRILL EUROMA 2 - Via dell'Oceano Pacifico, 83 - AUTOGRILL ROMA Cinecittà 2 - Via Palmiro Togliatti - AUTOGRILL ROMANINA - Via E. Ferri - AUTOGRILL TORVERGATA - Via Schiavonetti, 426 - AUTOGRILL ROMA CORSO - Via del Corso, 181 - AUTOGRILL ROMA TRITONE - Via del Tritone, 58 - AUTOGRILL ROMA PORTA DI ROMA Centro Commerciale Porta di Roma Bufalotta - AUTOGRILL ROMA DA VINCI - Via G. Montanari Loc. Vignole - AUTOGRILL FIUMICINO PARCO LEONARDO - Centro Commerciale Metropolitano Viale Bramante Fiumicino - MC DONALD'S ROMA - Per conoscere le struttureconvenzionate, consultare il SITO www.avisroma.it alla voce TEMPO LIBERO. - MONDO ARANCINA - Via Flaminia, 42/44 - MONDO ARANCINA - Via Marcantonio Colonna, 38 - MONDO ARANCINA - Via Trionfale, 88/90 - MONDO ARANCINA - Via Oderisi da Gubbio, 201/205 - COOP. SOCIALE OASI URBANA EQUO SOLIDALE - Via Urbana, 107 - ZI ANGELINO PIZZERIA BISTECCHERIA - Via dei Monti di Primavalle, 27 DISCOTECHE - ALIEN - Via Velletri, 13 - GILDA - Via Mario de’ Fiori, 97 - PIPER - Via Tagliamento, 9 ARREDAMENTO - TRIS MOBILI - Via A. Testoni, 127 LABORATORI ANALISI CLINICHE - A.R. 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Pietro Via Cassia, 600 dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 10:30 tel. 06.33260625 Policlinico Casilino (ex Villa Irma) Via Casilina, 1040 dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 11:30 tel. 06.23188394 Ospedale G.B. Grassi Ostia Lido Via Passeroni, 8 tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 11:00 compresa la domenica - tel. 06.56482150 Ospedale S. Giovanni Evangelista Tivoli Via Parrozzani, 3 dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 11:30 tel. 0774.3164423 Ospedale S. Spirito Lungotevere in Sassia, 1 tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 11:00 compresa la domenica - tel. 06.68352380 Ospedale S. Filippo Neri Piazza S. Maria della Pietà, 5 tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 12:00 compresa la domenica - tel. 06.33062905 Ospedale S. Andrea Via di Grottarossa, 1037 dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 12:00 NUOVI ISCRITTI: PRIMA DI ANDARE IN UNO DEI CENTRI SOPRA INDICATI È NECESSARIO COMPIERE ALCUNE FORMALITÀ PRESSO LA SEDE AVIS (Via Imperia 2). * Portare tre foto per il rilascio della tessera di donatore e del tesserino “AVIS Tempo Libero”. * Consigliamo al donatore di far presente - presso il Centro di raccolta - che la donazione è effettuata per l’AVIS e, successivamente, di segnalare la donazione presso la Segreteria (06.44230134, [email protected]) per l’aggiornamento dell’archivio. * Si porta a conoscenza di tutti i soci che, tramite nostre autoemoteche, vengono effettuate anche raccolte programmate presso parrocchie, aziende, uffici pubblici e scuole.