(Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: Dipartimento della Protezione Civile 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NZ02284 Nazionale 2 CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: La Protezione Civile tra memoria e multimedialità 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore: B - Protezione civile Area di intervento: 03 - Assistenza popolazioni colpite da catastrofi e calamità naturali 6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: Introduzione Come è noto, gli anni ’90 segnano, in Italia, l’inizio di un processo significativo e molto ambizioso, volto alla riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni a partire dalla centralità della comunicazione. Le parole chiave sono legate ai concetti di visibilità e trasparenza, ma anche alla garanzia dei servizi al cittadino e all’ascolto. Una trasformazione culturale in cui si sviluppa il perseguimento dell’interesse generale quale risultato di azioni condivise che coinvolgono operatori, cittadini, enti e imprese. 1 (Allegato 1) Un ponte ideale unisce le due leggi sull’Amministrazione approvate tra gli anni ' 90 e 2000: la legge sul procedimento amministrativo (n. 241/1990) e la legge sulla comunicazione pubblica (n. 150/2000). Una disciplina generale dell’attività di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, infatti, sarebbe stata impensabile senza il cambiamento di prospettiva introdotto dalla legge sul procedimento. Grazie a essa, per la prima volta nella storia del nostro Paese, l’Amministrazione riconosce che i privati sono molto di più che semplici amministrati, utenti o assistiti. Sono cittadini partecipi, a pieno titolo, del processo decisionale pubblico, entrano nel procedimento e quindi nell’Amministrazione. Tutto quello che è successo negli anni novanta va letto alla luce di questo cambiamento radicale di prospettiva nei rapporti fra Amministrazioni e cittadini: il DLgs n. 29/1993 con gli URP e la distinzione fra politica e amministrazione, le leggi “Bassanini” e la semplificazione amministrativa. Da allora ad oggi molto è stato fatto, grazie al processo di rinnovamento che ha caratterizzato, a diverse ondate, le amministrazioni pubbliche. Anche il nuovo titolo V della Costituzione, in particolare l' art. 118, sviluppa ulteriormente la linea indicata dalla legge 241/1990 riconoscendo ai cittadini la titolarità di una nuova libertà, che consiste nel prendersi cura dei beni comuni sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale. La legge 150 pone le basi per consentire ai cittadini di essere attori, e non solo utenti o clienti della cosa pubblica. La qualità del rapporto fra cittadini e Amministrazioni può essere misurata dalla qualità della comunicazione di interesse generale, svolta da soggetti pubblici o da soggetti privati in base al principio di sussidiarietà. La comunicazione pubblica è un indicatore della qualità dei rapporti fra cittadini e Amministrazioni: è difficile che possa esserci una buona comunicazione pubblica dove l’Amministrazione non rispetta le esigenze dei cittadini e i principi di efficienza, imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa. Se la circolazione delle notizie e dei saperi è oramai un imperativo dominante e una garanzia di trasparenza e di visibilità dell’azione istituzionale, la presenza di luoghi deputati a fornire le informazioni, a semplificare le procedure, a permettere l’erogazione di servizi anche per via telematica, migliora l’efficacia dell’azione delle amministrazioni. Allo stesso modo, l’attivazione e il potenziamento di modalità di consultazione e di dialogo con i cittadini promuovono la responsabilizzazione delle parti coinvolte e generano un circolo virtuoso che confluisce nella tutela dell’interesse generale. È dunque il consolidarsi di rapporti di fiducia che alimenta disponibilità, partecipazione e cittadinanza attiva. Obiettivi, questi ultimi, che si sposano con l’esigenza alla base dell’intero processo di innovazione che la comunicazione pubblica si prefigge da sempre: quello di valorizzare i diritti di cittadinanza e di consolidarne il senso di appartenenza, di creare culture e significati condivisi nei processi di riforma delle amministrazioni pubbliche e di favorire l’educazione alla democrazia. 2 (Allegato 1) Gli strumenti che, allo stato attuale della comunicazione pubblica, risultano determinanti per il perseguimento di questi obiettivi, attengono all’estensione e al potenziamento delle dinamiche di relazionalità, all’attuazione di modalità di governance partecipata e alla diffusione delle nuove tecnologie. Le nuove tecnologie a supporto della governance non si limitano a semplificare i rapporti con i cittadini, ma diventano un vettore di democrazia e di co-progettazione delle politiche pubbliche. Non si tratta di strumenti funzionali a generare cittadiniutenti e clienti-consumatori, ma a creare attori e controllori del valore delle azioni intraprese. I benefici evidenti sono molteplici: l’attivazione della multicanalità in favore di una migliore erogazione di servizi e di una maggiore condivisione delle iniziative, un accesso diretto e semplice alle informazioni di pubblica utilità, una migliore erogazione dei servizi, il monitoraggio degli obiettivi e degli standard di qualità raggiunti, l’ascolto congiunto tra operatori e utenti, la piena partecipazione dei cittadini che possono esprimersi in tempo reale su questioni di rilievo, rappresentando esperienze, esigenze ed istanze. Settore: protezione civile La protezione civile in Italia è organizzata in un “Servizio Nazionale”, un sistema complesso che comprende tutte le strutture e le attività messe in campo dallo Stato per tutelare l' integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l' ambiente dai danni o dal pericolo di danni che derivano da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. Le attività del sistema sono la previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, il soccorso alla popolazione ed ogni attività diretta a superare l’emergenza. Negli anni, la competenza in materia di protezione civile è progressivamente passata dallo Stato agli enti locali. Le tappe principali di questo processo sono state il decreto legislativo n. 112 del 1998 e la modifica del titolo V della Costituzione con la legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001. Da allora la protezione civile è materia di legislazione concorrente, quindi, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, il potere legislativo spetta ai Governi regionali. Il Dipartimento della Protezione Civile, incardinato nella Presidenza del Consiglio dei Ministri, indirizza le attività delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale di protezione civile, e in caso di dichiarazione dello stato di emergenza, le coordina, in accordo con i Governi regionali. Con il nuovo millennio una serie di fenomeni, naturali o provocati dall’uomo, ha mostrato quanto sia importante imparare a riconoscere e mitigare i rischi per poter fronteggiare meglio le crisi ed evitare o contenere la possibilità che queste possano sfociare in emergenze conclamate, che spesso determinano nuove crisi, e così via in una spirale di difficile soluzione. Un altro elemento è emerso con sempre maggior chiarezza: le crisi e le emergenze non rispettano i confini regionali o nazionali. Le loro ripercussioni seguono la geografia morfologica e meteorologica del nostro pianeta, e quando incrociano la 3 (Allegato 1) geografia politica o economica degli Stati e dei continenti il loro effetto viene spesso moltiplicato. Alcuni esempi. Dopo l’attentato alle torri gemelle del 2001 e il clima di minaccia che ne è derivato, anche in Italia ci fu una dichiarazione di emergenza per terrorismo internazionale. Nella primavera del 2010 l’eruzione in Islanda di un vulcano dal nome impronunciabile per la maggior parte dei cittadini europei ha portato alla paralisi del traffico aereo sull’intero continente. Le tensioni e le rivolte che hanno scosso i paesi nordafricani dall’inizio del 2011 hanno provocato in poche settimane un aumento degli sbarchi nel nostro Paese, tale da far dichiarare dal governo italiano lo stato di emergenza umanitaria. Infine, il forte terremoto e lo tsunami che hanno colpito il Giappone l’11 marzo 2011 hanno messo a rischio la sicurezza di migliaia di persone, al di là dei confini del Paese. Per questo l’Italia ed il mondo hanno cominciato a dotarsi, e tuttora sperimentano meccanismi e modelli condivisi per la riduzione dei disastri e standard per il crisis management, dalla direttiva del 3 dicembre 2008 “Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze” al Meccanismo europeo di protezione civile, alla Piattaforma UN/UNISDR per la riduzione dei disastri. Il fattore significativo per la pubblica amministrazione collegato alle riforme che attraversano l’ultimo decennio - sopra descritte - è rappresentato dall’attesa di informazioni e servizi che si genera e cresce nell’opinione pubblica con il crescere della situazione di crisi. Una corretta analisi porta a pensare gli interventi in fase preventiva e di gestione, infine consente di apprendere e sviluppare, da quanto accaduto, le opportunità che possono essere scaturite dalla crisi. Un’esigenza in Italia ancora poco sentita, che spesso emerge in tutta la sua drammaticità solo dopo una catastrofe, come nel caso del terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo. Per quanto riguarda il nostro Paese, ad esempio, nel campo della protezione civile le istituzioni sul territorio hanno l’obbligo, nel rispetto del principio di sussidiarietà, di dotarsi di piani di emergenza elaborati, monitorati e aggiornati in base ai rischi naturali e antropici che insistono sulla propria area di competenza, e di farli conoscere alla popolazione. Area di intervento Il Dipartimento della Protezione Civile Il Dipartimento della Protezione Civile è una struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, istituita nel 1982. Ha un ruolo di indirizzo, in accordo con i Governi regionali e le Autonomie locali, dei progetti e delle attività per la prevenzione, la previsione e il monitoraggio dei rischi e delle procedure di intervento comuni a tutto il sistema. Il Dipartimento coordina le attività di risposta alle calamità naturali, catastrofi o altri 4 (Allegato 1) eventi - eventi di tipo c - che, per intensità ed estensione, devono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. Inoltre, sempre in accordo con i Governi regionali e le Autonomie locali, collabora alla stesura della legislazione sulla prevenzione dei rischi e dei provvedimenti normativi indispensabili per far fronte alle calamità e ridurre al minimo i danni alle persone e alle cose. Promuove esercitazioni, a livello nazionale e internazionale, progetti di formazione e attività che contribuiscono alla diffusione della cultura di protezione civile. Il Servizio comunicazione e relazioni con il pubblico Questo progetto si realizzerà all' interno del Servizio comunicazione e relazioni con il pubblico, incardinato nell' Ufficio I Volontariato, formazione e comunicazione, del Dipartimento della Protezione Civile - come stabilito dal Dpcm 6 dicembre 2010. Il Servizio progetta e gestisce, in raccordo con gli Uffici interessati e le amministrazioni competenti, le attività di comunicazione del Dipartimento, anche attraverso la realizzazione e la gestione della rete dei referenti istituzionali della comunicazione del Servizio nazionale della protezione civile. In particolare: Produce e monitora il piano di comunicazione del Dipartimento, elaborando gli obiettivi strategici ed operativi e definendo gli strumenti e i mezzi necessari alla loro realizzazione in base alle direttive e al budget stabiliti. Elabora, realizza, diffonde e monitora progetti e prodotti redazionali, editoriali e multimediali del Dipartimento. Assicura, in particolare, la redazione e l' aggiornamento del sito istituzionale e della pubblicità istituzionale. Progetta e cura l' immagine coordinata del Dipartimento, e in particolare il logo istituzionale, definendo i criteri per il corretto utilizzo. Raccoglie e diffonde la documentazione video fotografica sulle attività istituzionali del Dipartimento, assicurandone l' archiviazione e definendo le linee per il corretto utilizzo da parte di terzi, e provvede alla progettazione e alla gestione di un archivio storico del Dipartimento per consentire la catalogazione, la salvaguardia, la conservazione e la consultazione del materiale di interesse. Progetta e gestisce campagne di comunicazione integrate e iniziative promozionali e partecipa, in raccordo con gli altri uffici, all' organizzazione di mostre, convegni e iniziative utili alla diffusione della conoscenza della protezione civile. Gestisce, infine, le attività di relazione con il pubblico e la comunicazione di servizio, curando in particolare il Contact Center del Dipartimento. 5 (Allegato 1) In particolare nei prossimi anni le linee di attività che verranno sviluppate riguardano: 1. magazine e altri prodotti redazionali, editoriali e multimediali: il periodico bimestrale “Protezione Civile” viene distribuito in abbonamento postale (20 mila copie) a ministeri, enti locali, università, volontariato e strutture del Servizio nazionale. Viene diffuso anche su web e mailing list. 2. documentazione: è tra le attività che meglio consentono la diffusione dei temi di protezione civile visto che i prodotti foto-video realizzati e post prodotti completano il lavoro redazionale sul sito internet, sul magazine e su tutti i prodotti editoriali e multimediali. Possono essere di ausilio alla formazione degli adulti e dei più giovani. È inoltre in corso una complessa attività di sistematizzazione dei prodotti realizzati dal Dipartimento (pubblicazioni, foto video, gadget) per la realizzazione di un Centro documentale nazionale di protezione civile. 3. sito internet: in particolare la sezione multimedia è tra quelle che verranno potenziate in futuro. È infatti tra le pagine più visitate del nuovo sito del Dipartimento – on line dal 1° febbraio 2011 - e permette di raggiungere in modo immediato un gran numero di utenti. 4. contact center: nel corso del 2011 partirà il nuovo contact center del Dipartimento per la gestione delle relazioni con il pubblico via telefono, attraverso il numero verde dedicato alla Protezione Civile Nazionale. In particolare nella fase di start up, ancora in corso nel 2012, il Servizio curerà il monitoraggio del processo finalizzato a favorire i cittadini, le istituzioni e le organizzazioni di settore ad avere risposte chiare. Dati sulle principali attività del servizio comunicazione Sito internet Dal 1° gennaio 2010 al 31 gennaio 2011 il sito del Dipartimento www.protezionecivile.it ha registrato: • 1.069.281 visitatori unici assoluti • 82.252 media mensile visitatori unici assoluti • 2.700 media giornaliera visitatori unici assoluti • 2.081.401 visite • 10.952.444 visualizzazioni di pagina. Dal 1° febbraio 2011 è on line il nuovo sito istituzionale del Dipartimento con una nuova organizzazione dei contenuti ed una nuova grafica. Le visite dal 1° febbraio al 24 marzo 2011 I visitatori unici assoluti sono 108.009. Questo valore indica gli utenti diversi che hanno avuto accesso al sito e non le visite complessive, che ammontano a 167.496, o le visite alle pagine, che sono 964.816. La media giornaliera dei visitatori unici assoluti è pari a 2.077. 6 (Allegato 1) Tra le sezioni più visitate, le gallerie multimediali (quasi 54.000 visualizzazioni di pagina), il bollettino di vigilanza meteo (circa 32.000), il nuovo organigramma del Dipartimento (quasi 20.000). Numerosi anche gli accessi all’aerea Atti e documenti (15.000 visualizzazioni), in particolare ai provvedimenti (oltre 14.000). Molto visitata anche l’area news (circa 14.000 visualizzazioni). Magazine In occasione dell' esercitazione internazionale sul rischio sismico Terex 2010, che si è tenuta in Garfagnana dal 24 al 28 novembre, è stato pubblicato il nuovo magazine del Dipartimento della Protezione Civile. La rivista che ha una tiratura di 20 mila copie e viene distribuita a ministeri, enti locali, università, volontariato e strutture del Servizio nazionale. È diffusa anche su web e tramite mailing list. Offre approfondimenti e notizie su temi di protezione civile anche relativi a specifiche realtà locali. Documentazione Gli eventi di protezione civile, le emergenze, gli interventi del Dipartimento possono diventare un momento di interesse per la collettività. Dagli anni ‘90 il Dipartimento produce documentazione foto e video di eventi ed emergenze, in parte catalogata e riprodotta su supporto digitale da analogico (circa 200 videocassette tra il 1966 e il 2005 sono già state digitalizzate). Non tutto però confluisce in un unico archivio. Dal 1° gennaio 2010 all’11 febbraio 2011 sono stati realizzati: • • 142 servizi fotografici 73 video Complessivamente sono disponibili sul sito del Dipartimento: • • 80 servizi fotografici 13 video. L’archiviazione prevede la catalogazione e la duplicazione ad uso interno al Dipartimento. Spesso questo materiale è di interesse anche di giornalisti, partner, enti locali oppure deve essere rintracciato rapidamente anche da coloro che lo hanno realizzato per la realizzazione di prodotti editoriali. Vista la crescente mole di tutta la documentazione e la volontà di condividerla con le altre componenti del Servizio nazionale della protezione civile e dalla comunità scientifica anche per motivi di studio, ricerca o per il monitoraggio di zone a rischio o ancora per la diffusione delle norme comportamentali il Dipartimento ha riscontrato la necessità di utilizzare uno strumento di archiviazione che possa essere consultato online e che possa permettere l’utilizzo del materiale prodotto anche a distanza. 7 (Allegato 1) Pubblicazioni e materiali editoriali nel 2010 A supporto degli eventi a cui il Dipartimento ha partecipato per la diffusione delle conoscenze di protezione civile nel corso del 2010 sono state realizzate brochure e dépliant dedicati alle singole iniziative. In particolare: • • • • • • • Brochure e dépliant dedicati per ognuna delle tappe dove è stata esposta la piattaforma sismica (Milano, Pompei, Mosca, Benevento). Cartellina con schede tecniche per la manifestazione ISSE - International Safety and Security Exhibition 2010 a Mosca (it, en, rus). Materiale divulgativo e promozionale per l’esercitazione Terex 2010 (realizzazione segnaletica, documentazione con filmato finale, workshop). Dépliant distribuiti durante il periodo estivo sui traghetti per le Eolie e nei punti informativi turistici, con informazioni sul vulcano Stromboli e sull’attività di monitoraggio del Coa - Centro Operativo Avanzato. Video realizzati e diffusi in occasione di presentazioni, conferenze, convegni o forniti all’ufficio stampa per la diffusione a testate televisive. Varie iniziative sono state occasione per raccogliere feedback sulla percezione del Dipartimento da parte di cittadinanza, volontari e istituzioni (Porte aperte alla Sapienza e Handicap day). Stampa e impaginazione del report finale ISDR - International Strategy for Disaster Reduction Conference presentato durante l' incontro di mid-term dello Hyogo Framework forAction 2005-2015 lo scorso marzo. Contesto territoriale In Italia gli eventi calamitosi sono classificati, ai fini dell' attività di protezione civile, in tre diversi tipi. Per ogni evento, in base ad estensione, intensità e capacità di risposta di protezione civile, si individuano i competenti livelli di protezione civile che devono assumere la direzione e il coordinamento degli interventi: tipo a (livello comunale), tipo b (provinciale e regionale) e tipo c (nazionale). Per gli eventi “di tipo c” il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, delibera lo stato di emergenza e ne determina durata ed estensione territoriale. Lo stato di emergenza può essere prorogato o revocato come previsto dall' art. 5 della legge n. 225 del 1992 (legge istitutiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile). Il coordinamento dell' intervento viene assunto direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri che può nominare Commissari Delegati e opera tramite il Dipartimento della Protezione Civile. Il Dipartimento, in accordo con le autorità locali, mette a disposizione le proprie risorse e competenze tecniche sia nella fase di emergenza sia in quella di ritorno alla normalità. Anche in caso di calamità naturali o gravi eventi all’estero il Dipartimento della Protezione Civile può definire i provvedimenti, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri, per la dichiarazione dello stato di emergenza e per far fronte alle calamità. Al 15 marzo 2011 sono stati dichiarati o prorogati, tra il 2010 e il 2011, 69 stati di emergenza che interessano 18 Regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, 8 (Allegato 1) Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto). Alcune dichiarazioni possono interessare più di una Regione, si pensi ad alcuni fenomeni atmosferici che provocano danni su più comuni, province e regioni. Tre dichiarazioni interessano tutto il territorio nazionale e riguardano l' eccezionale afflusso di cittadini nord africani, l' affollamento carceri e l' afflusso di extracomunitari. Due le emergenze all' estero in cui è intervenuto il Paese: il terremoto del gennaio 2010 ad Haiti e quello in Cile il 27 febbraio 2010. Regioni Tipologia emergenza (aggiornamento 15 marzo 2011) Disse sti idrog eolog ici Abruzzo Event i meteo alluvi oni 1 Basilicata 1 1 Calabria 3 2 Campania 1 2 Emilia Romagna 3 Friuli 5 Lazio 1 Liguria 2 Lombardia Marche 1 Molise Piemonte 1 Puglia 1 Sardegna Event Vulner Emerg i abilità enza sismic sismica ambie i ntale 1 Emer genza traspo rti 1 3 2 2 1 1 8 1 1 1 1 1 2 1 3 1 2 1 7 1 5 6 1 4 1 2 1 1 1 1 1 1 2 2 1 1 1 2 1 Toscana 1 2 1 1 Umbria 1 4 1 7 5 1 2 5 1 2 Nazionale Estero 1 9 3 3 2 32 4 4 2 15 6 4 Sicilia Veneto Rischi Altre Total o emerg e vulcan enze ico 2 5 2 9 17 8 1 8 88 (Allegato 1) Nell' ultimo anno il nostro territorio è stato particolarmente colpito da eventi atmosferici che hanno generato ingenti danni. Altro rischio che ha determinato la dichiarazione o la proroga di ben 17 stati di emergenza è l' ambientale, spesso legato alla gestione o allo smaltimento dei rifiuti e all' inquinamento di bacini idrografici. Di fronte alla fragilità e alle caratteristiche del nostro territorio per evitare o ridurre al minimo la possibilità di danni in seguito a eventi calamitosi o antropici è fondamentale rafforzare la prevenzione e favorire la diffusione delle conoscenze acquisite con l’attività di previsione. La conoscenza del territorio e dei rischi che lo caratterizzano è fondamentale per le attività di previsione e per individuare gli indirizzi e le linee degli interventi di prevenzione possibili. È compito della Protezione Civile individuare e segnalare alle autorità competenti gli interventi utili a ridurre il grado di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione ai rischi naturali e antropici del nostro Paese. Destinatari e beneficiari Il progetto, così come la comunicazione in ambito non emergenziale è rivolta ai cittadini, agli enti locali - che fanno parte del sistema nazionale di protezione civile alle istituzioni, in particolare scuole, centri di ricerca e università. Target: 1. studenti e ricercatori; 2. regioni e comuni; 3. utenti internet; 4. organizzazioni di volontariato. I beneficiari delle attività previste dal progetto possono essere considerati i cittadini residenti nelle aree maggiormente a rischio in particolare di alcune regioni (Friuli, Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Calabria, Sicilia) maggiormente colpite dagli eccezionali eventi atmosferici nel corso del 2010. Anche se al momento vengono individuate queste regioni come target privilegiato delle azioni di comunicazione per i diversi rischi le iniziative spesso vengono allargate a l’intero territorio nazionale, anche in base alle opportunità che si presentano. 10 (Allegato 1) 7) Obiettivi del progetto: Il problema Nonostante alcuni recenti eventi catastrofici, come il terremoto in Abruzzo, è evidente tra i cittadini una certa carenza di informazioni circa le caratteristiche del proprio territorio e le competenze in materia di protezione civile dei diversi livelli amministrativi. Il Dipartimento della Protezione Civile ne ha evidenza quando riceve richieste particolari non sempre di propria competenza. Anche i media favoriscono in alcuni casi l' incremento di una certa ambiguità e confusione in questo ambito. La velocità dei tempi di accesso alle informazioni, chiara anche dai dati raccolti dal Servizio Comunicazione rispetto alla permanenza degli utenti sulle pagine del sito www.protezionecivile.it, rende la brevità e l' incisività caratteristiche imprescindibili di comunicazione, da sviluppare con le nuove tecnologie. D' altra parte giungono via email numerose richieste di materiale di approfondimento, che consente a insegnanti, studenti e formatori di diffondere conoscenza e cultura di protezione civile. Da gennaio a marzo 2011 sono stati distribuite oltre 44.000 copie del Vademecum di protezione civile per le famiglie, un opuscolo che contiene le norme di comportamento da adottare in caso di diversi rischi. È evidente che le due esigenze sembrano opposte, tuttavia l' Amministrazione ritiene utile se non indispensabile dare risposta alle richieste che arrivano dall' esterno per favorire il perseguimento delle finalità del Servizio nazionale di protezione civile: la tutela dell' integrità della vita, dei beni e degli insediamenti dai danni provocati da eventi e catastrofi naturali o antropici. Anche attraverso questo progetto il Dipartimento intende favorire una comunicazione immediata e riconoscibile attraverso il potenziamento delle immagini e della grafica nei suoi prodotti oltre che l' accessibilità e la fruizione delle proprie pubblicazioni e studi di settore al maggior numero di persone possibili. Gli obiettivi generali di questo progetto sono: • Migliorare la conoscenza del Dipartimento e del Sistema Nazionale di Protezione Civile ridefinendo strumenti e processi di comunicazione sia interna sia esterna già esistenti e sviluppandone di nuovi. • agevolare i cittadini nel trovare risposta su temi di protezione civile • informare, educare e sensibilizzare i cittadini rispetto ai rischi presenti sul territorio Obiettivi specifici • potenziare gli aspetti del magazine, e degli altri prodotti relativi a grafica e monitoraggio web (per i prodotti disponibili on line • migliorare la risposta e il monitoraggio delle richieste di approfondimento sui temi di protezione civile dei cittadini/studenti/ricercatori • rendere disponibile e consultabile il più ampio numero di pubblicazioni e altro materiale divulgativo 11 (Allegato 1) Gli indicatori di risultati: − n. di report sul monitoraggio di social network e blog in cui vengono affrontati temi di protezione civile; − n. servizi foto/video archiviati − n. pubblicazioni distribuite − n. magazine “La protezione civile” impaginati − n. pubblicazioni editoriali/multimediali realizzate − n. accessi alle sezione foto-video del sito www.protezionecivile.it” − n. accessi alla pagina “pubblicazioni” del sito − n. analisi dei dati sulle richieste dei cittadini 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Le attività previste per il raggiungimento degli obiettivi individuati fanno riferimento ad un piano di comunicazione che favorisce il compito fondamentale della protezione civile di salvaguardia delle persone e dei beni dai rischi presenti sul territorio. La maggiore diffusione della conoscenza del Sistema di Protezione Civile e del territorio possono facilitare e sostenere l’obiettivo della protezione civile in diverse categorie di soggetti (dagli enti locali ai cittadini, dagli operatori agli studenti). I settori in cui il progetto si svolge sono: comunicazione interna ed esterna, in particolare le aree di interesse riguardano gli aspetti relativi alla grafica, al web e alla documentazione. Nell’ambito degli obiettivi individuati e del contesto preso in considerazione è possibile individuare 2 aree di intervento: 1. comunicare per immagini 2. documentazione del Dipartimento Area di intervento 1 “comunicare per immagini” Questa area di intervento prevede il coinvolgimento di due volontari in servizio civile. FASE DI IDEAZIONE: PIANO DI ATTUAZIONE 1: Definizione degli obiettivi di comunicazione L’ente annualmente definisce gli obiettivi di comunicazione generali e specifici, in cui vengono ipotizzate le macro attività da svolgere verso l’esterno. PIANO DI ATTUAZIONE 2: Determinazione dei contenuti di comunicazione È necessario fare una scelta degli elementi da veicolare nella costruzione dei messaggi in modo coerente con gli obiettivi della comunicazione precedentemente stabiliti e degli strumenti da utilizzare. Rispetto ai target individuati il messaggio 12 (Allegato 1) deve arrivare a tutti i pubblici a cui è rivolto ed essere visibile e chiaro. FASE DI PROGETTO: PIANO DI ATTUAZIONE 3: Preparazione La terza fase del piano di attuazione consiste nell’inserimento dei volontari negli ambienti di lavoro e nella formazione circa l’utilizzazione degli strumenti e le attrezzature necessari sia alla raccolta delle informazioni e delle notizie, sia alla loro produzione e diffusione, in particolare attraverso la grafica e il web. Si tratta di acquisire le procedure e metodologie tecniche dell’attività, di apprendere l’uso degli strumenti informatici e telematici, le metodologie operative e di intervento. PIANO DI ATTUAZIONE 4: Studio e analisi dei materiali divulgativi, degli obiettivi comunicativi, dei target di riferimento Questa fase del piano di attuazione riguarda la presa di contatto con il materiale informativo a disposizione del Dipartimento, lo studio e l’analisi delle strategie comunicative del Dipartimento, l’approfondimento dei fabbisogni e degli obiettivi comunicativi della struttura. PIANO DI ATTUAZIONE 5: Elaborazione e realizzazione di prodotti editoriali e multimediali In questa fase ci si misurerà concretamente con la dimensione professionale e operativa del lavoro di comunicazione. Nei diversi ambiti previsti, ogni soggetto coinvolto sperimenterà l’autonomia e la responsabilità nel realizzare i compiti affidati. PIANO DI ATTUAZIONE 6: Valutazione dell’impatto delle attività Nell’ultima fase del piano di attuazione saranno verificati gli effetti del lavoro svolto sia sul versante esterno, ovvero dell’impatto che tale lavoro ha avuto nella opinione pubblica, sia sul versante interno relativo alla acquisizione di professionalità e competenze individuali. FASE DI IDEAZIONE PIANO DI ATTUAIZONE 1: Definizione degli obiettivi di comunicazione Attività: • analisi delle esperienze di comunicazioni passate • individuazione dei punti di difficoltà e di forza • individuazione dei pubblici PIANO DI ATTUAZIONE 2: Determinazione dei contenuti di comunicazione Attività: • individuazione dei temi da affrontare • incontri del gruppo di lavoro • valutazione dei contenuti stampa e media dell’ultimo anno con maggior attinenza alla protezione civile esterni alla produzione de Dipartimento • ipotesi di mezzi da utilizzare 13 (Allegato 1) FASE DI PROGETTO PIANO DI ATTUAZIONE 3: preparazione Attività: • acquisizione di metodologie e procedure di lavoro; • conoscenza degli strumenti e delle attrezzature tecnici; • inserimento nei turni di lavoro. PIANO DI ATTUAZIONE 4: Studio e analisi dei materiali divulgativi, degli obiettivi comunicativi, dei target di riferimento Le attività e le azioni per la realizzazione di questo piano di attuazione saranno: Azione 1: acquisizione di conoscenze e informazioni circa il materiale divulgativo prodotto Attività: • acquisizione materiale • lettura delle schede del materiale prodotto • verifica disponibilità on line Azione 2: analisi del contesto in cui opera il Dipartimento Attività: • prendere in esame i report statistici e le relazioni delle attività svolte nell’ultimo anno; • analisi agenzie stampa o line quotidianamente • analisi blog e social network di protezione civile. Azione 3: analisi degli obiettivi comunicativi del Dipartimento della Protezione civile: Attività: • Valutazione di eventuale concomitanza tra le campagne di comunicazione promosse dal Dipartimento o la presenza di particolari eventi e un miglioramento/peggioramento dell’immagine desunta dalla rassegna stampa; • Verifica, ove possibile, del raggiungimento degli obiettivi di comunicazione prefissati. Azione 4: studio dei target della attività di comunicazione: Attività: • Definizione dei target principali delle attività di comunicazione; • individuazione di nuovi soggetti a cui destinare futuri prodotti Azione 5: valutazione dei contenuti della comunicazione: Attività: • Individuazione dei i concetti principali che si vogliono passare ai diversi pubblici; • Individuazione degli intenti comunicativi (informativo, educativo, persuasorio). 14 (Allegato 1) PIANO DI ATTUAZIONE 5: Elaborazione e realizzazione di prodotti di stampa e multimediali. Le attività e le azioni per la realizzazione di questo piano di attuazione saranno: Azione 1: Realizzazione di prodotti audiovisivi (filmati, documentari, interviste, ecc., in cui verranno descritte le attività del Dipartimento, mediante montaggio di riprese di operatori e interviste a personale del Dipartimento stesso). Tali prodotti verranno distribuiti in occasioni quali eventi, attività didattiche e formative. Attività: • Analisi dell’evento da “raccontare”; • Individuazione del personale che ha partecipato all’evento e dei luoghi di riferimento; • Registrazione delle interviste e riprese; • Montaggio video e audio. Azione 2: Realizzazione di servizi fotografici, soprattutto di eventi con finalità divulgative/informative come campagne nelle scuole, mostre e workshop organizzati dal Dipartimento. Attività: • Analisi dell’evento da “raccontare”; • Individuazione del personale che ha partecipato all’evento e dei luoghi di riferimento; • Realizzazione servizio fotografico; • Selezione e lavorazione delle immagini fotografiche. Azione 5: supporto alla sezione foto-video del sito Attività: • • • • analisi e valutazione del contenuto presente monitoraggio e verifica dei contenuti più visualizzati aggiornamento della sezione archiviazione materiale eventualmente spubblicato Azione 4: organizzazione di eventi come mostre, convegni e seminari; Attività: • Studio del contenuto della mostra/evento/convegno; • contatti con eventuali partner dell’iniziativa; • contatti con gli ospiti all’evento; • organizzazione degli aspetti logistici; • supporto alla gestione rapporti, persone e cose durante l’evento. PIANO DI ATTUAZIONE 6: Valutazione dell’impatto delle attività Attività: • Analisi degli effetti e della diffusione della comunicazione prodotta; 15 (Allegato 1) • • Analisi dell’impatto della informazione sulla opinione pubblica; Verifica delle competenze acquisite. Queste attività andranno programmate in base al tipo di target specifico dell’attività comunicativa e al tipo di messaggio e strumento scelto. Le modalità di verifica possono essere diverse e vanno dall’elaborazione di questionari ad interviste a campioni scelti. Di seguito si riporta il diagramma di Gantt dell’area 1), riguardante solo i 12 mesi che vedranno coinvolti i volontari (escluse le fasi di ideazione): ATTIVITA’ Mesi 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Formazione generale Formazione specifica Definizione obiettivi Determinazio ne contenuti Realizzazione prodotti stampa e multimedia Valutazione Area di intervento documentazione del Dipartimento Quest’area coinvolgerà 2 volontari esperti in particolare in archiviazione. Come previsto per la prima area il progetto ha inizio con due fase preparatorie al coinvolgimento dei volontari. FASE DI IDEAZIONE: PIANO DI ATTUAZIONE 1) censimento e inventario del materiale esistente questa attività è preparatoria alla realizzazione di un catalogo consultabile e riguarda il conteggio e la verifica del materiale, principalmente editoriale, esistente presso il centro logistico del Dipartimento. PIANO DI ATTUAZIONE 2) realizzazione del sistema di archiviazione Questa fase di analisi tecnica del materiale esistente e archiviazione, fisica e 16 (Allegato 1) volta che viene realizzato un servizio. Anche il sistema può essere corretto e implementato durante il lavoro stesso. È quindi un’attività trasversale a tutto il periodo. FASE DI PROGETTO: Dalla 3° fase del piano si prevede la possibilità di coinvolgimento dei volontari in servizio civile. PIANO DI ATTUAZIONE 3)Formazione in relazione ai criteri di archiviazione In questo primo periodo oltre alla conoscenza dell’archivio fisico e digitale esistente sono previste lezioni ad hoc e verifica della funzionalità del sistema di archiviazione. Verrà inoltre approfondita la normativa in materia di archiviazione digitale e conservazione dei documenti e delle pubblicazioni. PIANO DI ARCHIVIAZIONE 4) Piano di archiviazione Questa fase del piano di attuazione riguarda la presa di contatto con il materiale informativo a disposizione del Dipartimento, lo studio e l’analisi delle strategie comunicative del Dipartimento per stabilire le procedure di lavoro, insieme alle risorse interne del Dipartimento. Azione 1: analisi di quanto prodotto Attività: • visualizzazione di prodotti • definizione categorie di argomenti • individuazione delle chiavi di ricerca • categorizzazione dei prodotti (pubblicazioni, gadget etc) Azione 2: Pianificazione fasi di lavoro Attività: • incontri gruppo di lavoro • redazione piano di attività e crono programma Azione 3: Suddivisione materiale Attività: • verifica materiale censito • classificazione materiale PIANO DI ATTUAZIONE 5: sistematizzazione e catalogazione dei materiali In questa fase ci si misurerà concretamente con la dimensione professionale e operativa del lavoro di analisi, archiviazione ed eventuale digitalizzazione. Azione 1: sistematizzazione materiale Attività: • visualizzazione prodotti • archiviazione fisica • archiviazione informatica (tagging dei prodotti e caricamento on line) 17 (Allegato 1) Azione 2: predisposizione, Centro Audiovisivi, Fototeca, Mediateca, Audioteca Attività • riversamento sostitutivo • schedatura PIANO DI ATTUAZIONE 6: progettazione piano per la divulgazione e la consultazione Una volta censiti e catalogati, materialmente e fisicamente i prodotti, verrà redatto un piano per la divulgazione del catalogo e per la consultazione del materiale archiviato. Azione 1: valutazione del pubblico interessato Attività: • stima delle richieste di materiale richiesto al Dipartimento; • contatto con i centri universitari e di ricerca • stima del materiale che può essere divulgato nelle scuole Azione 2: ipotesi di campagna di sensibilizzazione Attività: • valutazione del piano di diffusione del materiale cartaceo • predisposizione di una pagina di promozione via internet dell' eventuale catalogo on line Di seguito si riporta il diagramma di Gantt dell’area 2), riguardante solo i 12 mesi che vedranno coinvolti i volontari (escluse le fasi di ideazione): Mesi ATTIVIÀ 1 2 3 4 5 6 Formazione generale Formazione specifica Piano di archiviazion e sistematizzaz ione e catalogazion e dei materiali progettazion e piano per la divulgazione e la consultazion e 18 7 8 9 10 11 12 (Allegato 1) 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività Per l' area di intervento 1) comunicare per immagini sono a disposizione per l' espletamento delle attività previste: 7 redattori, 2 traduttrici, 1 esperto dell' architettura dell' informazione 1 art director ed esperto di grafica 3 giornalista Per l' area di intervento 2) documentazione del Dipartimento sono a disposizione per l' espletamento delle attività previste:: 1 esperto in eventi 3 operatori foto-video 2 esperto di comunicazione on line e nuove tecnologie Complessivamente saranno coinvolti n. 20 tra esperti, tecnici, dirigenti. 8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto I volontari coinvolti in questo progetto sono 4. - 2 di questi verranno impiegati nell’area 1) “comunicare per immagini”. - 2 volontari verranno impiegati nell’area 2) “documentazione del Dipartimento”. Alcuni fasi di lavoro (in particolare quella preparatoria ad entrambi gli ambiti o la preparazione e la partecipazione ad alcuni eventi) potranno coinvolgere i quattro volontari nelle stesse attività. Nella fase iniziale di avvio al servizio dei volontari il Dipartimento dedica tre settimane per l’accoglienza e la preparazione dei volontari all’inserimento all’interno della struttura e dei servizi del Dipartimento. La fase di accoglienza prevede quattro principali momenti: a) Acquisizione di informazioni e conoscenze sul Dipartimento I volontari attraverso la formazione acquisiranno le informazioni di base per poter operare all’interno dell’ente. b) Incontro con i referenti del progetto I volontari incontreranno i referenti e i responsabili dell’Ufficio o Servizio in cui svolgeranno le loro attività e acquisiranno i primi elementi informativi sul progetto. c) Costituzione dei gruppi di lavoro Il piano di lavoro sarà organizzato in base a turni e orari di lavoro, compiti e ruoli. d) Avvio al servizio I volontari prenderanno possesso delle postazioni di lavoro e si inseriranno nell’ambiente operativo e di lavoro in cui svolgeranno il loro servizio insieme al personale del Dipartimento. 19 (Allegato 1) I volontari saranno inoltre coinvolti, a seconda delle esperienze maturate, nell’attività dei Servizi nel loro complesso, sperimentando i differenti compiti e mansioni che si svolgono in una complessa area di comunicazione e informazione quale è quella del Dipartimento della Protezione Civile. Area 1 Comunicazione per immagini In quest’area verranno coinvolti n. 2 volontari nel settore comunicazione. Le attività in cui i 2 volontari selezionati saranno chiamati a collaborare nell’ambito dell’Area 1: • partecipazione ad attività sul campo; • partecipazione a riunioni e incontri per la ideazione delle proposte di comunicazione; • raccolta di dati e informazioni; • ideazione prodotti editoriali e multimediali; • supporto per la produzione di materiali divulgativi; • impaginazione magazine; • implementazione sezione foto-video sul sito del Dipartimento; • raccolta di informazioni su esperienze al livello locale, nazionale e internazionale; • supporto per la elaborazione del piano di comunicazione; • monitoraggio agenzie stampa nazionale e internazionale; • monitoraggio blog e social network; • organizzazione e gestione della diffusione dei materiali informativi prodotti; analisi dell’impatto della comunicazione rispetto al target e al territorio individuato; • elaborazione di story board di documentari/video; • realizzare prodotti audiovisivi; • montaggio video; • impaginazione editoriale; • realizzazione di servizi video fotografici; • Post- produzione Le attività dei due volontari selezionati che saranno chiamati a collaborare nell’ambito dell’Area 2) documentazione del Dipartimento • Partecipazione ad attività sul campo • ricerca, catalogazione e informatizzazione di materiale di archivio • visualizzazione video su supporto analogico • compilazione schede di archiviazione • caricamento prodotti nel database • tagging prodotti • individuazione sistematizzazione materiale • elaborazione di uno studio dei dati • classificazione dei prodotti per argomenti • elaborazione grafici • archiviazione fisica e informatica • elaborazione piano divulgazione 20 (Allegato 1) • • implementazione pagina pubblicazioni sul sito web del Dipartimento gestione dati sulla distribuzione materiale 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 4 10) Numero posti con vitto e alloggio: 0 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 4 12) Numero posti con solo vitto: 0 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 1.400 5 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: Flessibilità di orario, disponibilità alla presenza nei giorni festivi in caso di emergenza. I volontari potranno essere inoltre coinvolti, sulla base delle attività previste, in attività fuori sede presso le strutture che aderiranno alle iniziative, per un totale di massimo 30 giorni. 21 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: N. vol. Sede di attuazione del progetto Comun e Indirizzo 1 Archivio Roma Via Affile snc 60463 2 2 Servizio comunicazione e relazioni con il pubblico Attilio 24/11/1947 D’Annib DNNTTL47 S24F595H ale Roma Via Vitorchiano, 4 723 2 Pina Spatola N. Cod. ident. sede Nominativi degli Operatori Locali di Nominativi dei Responsabili Locali di p Progetto Ente Accreditato Cognome e nome Data di nascita 09/03/1978 C.F. SPT PNI 78C49 L182H Data Cognome di e nome nascit a C.F. 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: Il progetto verrà pubblicizzato mediante l’attivazione di più reti comunicative sia in ambito istituzionale che in ambito più strettamente giornalistico. Nel primo caso, saranno attivate a livello nazionale tutte le associazioni di volontariato di protezione civile (circa 20 organizzazioni) e le università e corsi di laurea potenzialmente interessati dal progetto. A livello regionale saranno informati tutti gli uffici di protezione civile delle Regioni e della Province Autonome di Trento e Bolzano. Al livello locale, sarà interessata la rete degli Informagiovani e di altri luoghi di aggregazione giovanile come ad esempio i gruppi di protezione civile (2.500 in tutta Italia) e il mondo dello scoutismo. Nel secondo caso, il progetto verrà pubblicizzato sui siti web di protezione civile, a partire dal sito internet del Dipartimento della Protezione Civile www.protezionecivile.it, dove è presente una sottosezione dedicata. Verranno quindi realizzati manifesti e depliant per una campagna informativa presso le facoltà universitarie, gli Informagiovani e altri luoghi di aggregazione giovanile. Verranno poi redatti comunicati e articoli da pubblicare su giornali e riviste specializzate del mondo giovanile e del volontariato oltre che su quotidiani locali e nazionali. Personale del Dipartimento potrà intervenire su reti radiofoniche quali Isoradio e web radio per promuovere i progetti. Il progetto sarà infine pubblicizzato con inserti redazionali su quotidiani free press. Ore di lavoro da sviluppare: Produzione materiale informativo e di comunicazione, n.° ore 16; Attivazione reti istituzionali e del volontariato, n.° ore 16; Diffusione del materiale, n.° ore 8; Organizzazione di una campagna informativa, n.° ore 8. Totale: 48 ore 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: a) Metodologia e tecniche utilizzate. Reclutamento. L’approccio sarà quello di raggiungere il maggior numero di candidati possibili e di improntare il procedimento di selezione degli stessi alla massima trasparenza. Pertanto sarà data grande visibilità ai progetti approvati e inseriti nei bandi sul sito internet del Dipartimento della Protezione civile, con banner scorrevoli sulla Home page ed attrezzato un apposito Helpdesk per aiutare i candidati a presentare nel modo più completo possibile le domande per la selezione. Sempre sul sito del Dipartimento saranno rese disponibili tutte le informazioni relative alle materie del colloquio orale, ovvero indicati i siti ove reperirle. Le date di convocazione e le località di svolgimento delle prove di preselezione relative alla lingua straniera (per i soli progetti all’estero e per quelli in Italia ove richiesta) e per i colloqui saranno rese note ai candidati mediante il sito internet del Dipartimento, e comunicate per posta ad ogni singolo candidato. 23 Le esclusioni dalle selezioni, per qualsiasi motivo e in qualsiasi momento del procedimento di selezione, saranno comunicate per posta ai singoli candidati. Le graduatorie finali saranno affisse nei luoghi di espletamento delle prove e pubblicate sul sito internet del Dipartimento. Selezione. La selezione dei candidati avverrà per titoli, test e colloqui. A tal fine è stata predisposta una scala di valutazione in 100°, di cui: • 40 punti attribuibili in base ai titoli posseduti; • 10 punti attribuibili in base ai risultati di un test di natura psicologica; • 50 punti attribuibili in base ai risultati di un colloquio. I 40 punti attribuibili in base ai titoli posseduti sono ripartiti al loro volta in: 25 punti attribuibili in base alle esperienze lavorative, di volontariato e corsi di specializzazione o formazione con esame finale o certificazione attinente al progetto, e 15 punti attribuibili sulla base dei titoli di studio, della conoscenza informatica e della lingua straniera certificata. Per i soli progetti all’estero e per quelli in Italia che per le loro caratteristiche richiedono la conoscenza di una lingua straniera, è previsto un colloquio preselettivo. b) Strumenti utilizzati (in caso di impiego di test o di traccia di interviste colloqui allegare i relativi elaborati); Reclutamento. Sito internet del Dipartimento, Helpdesk e comunicazioni scritte inviate a mezzo posta. Selezione. I criteri per la selezione dei candidati sono riportati nell’allegato al presente sistema, al quale si rimanda per gli opportuni approfondimenti tecnici. In questa sede preme sottolineare la logica che sottende i criteri di selezione prescelti ed effettuare alcune precisazioni. Occorre sottolineare che è scelto uno strumento di selezione veloce e allo stesso tempo capace di dare un quadro preciso dei singoli candidati sotto il profilo comportamentale, delle conoscenze e delle esperienze. Inoltre è stata scelta una scala in 100° al fine di facilitare i calcoli e dare la maggiore trasparenza alle graduatorie. Valutazione titoli. Nella valutazione dei titoli, in questo progetto è stato riconosciuto maggior valore all’esperienze lavorative e di volontariato maturate. Nell’ambito delle esperienze sono state valorizzate maggiormente quelle attinenti alle aree di intervento dei progetti e quelle effettuate presso enti o strutture di protezione civile. Lo stesso criterio è stato utilizzato per quanto riguarda la valutazione dei titoli di studio. Test attitudinale. Il test attitudinale consiste nell’organizzazione di un gioco di ruolo nell’ambito del quale è possibile osservare il comportamento dei candidati in diverse situazioni: eventi improvvisi, situazioni di stress, fenomeni complessi, attività ripetitive, ecc. Il test sarà organizzato e condotto da un psicologo iscritto all’albo dei psicologi ed esperto nell’analisi comportamentale. Colloquio. Il colloquio verterà sulle seguenti materie: 1.Servizio civile nazionale; 2.Sistema nazionale di protezione civile; 3.Dipartimento Nazionale della protezione civile 4.Progetto prescelto e area/aree di intervento prevista/e; 24 Colloquio preselettivo di lingua straniera europea. Il colloquio ha natura preselettiva e mira ad accertare la conoscenza da parte dei candidati della lingua straniera europea richiesta dal progetto. Il mancato superamento del colloquio impedisce l’accesso alle prove selettive vere e proprie. Il predetto colloquio è obbligatorio per i soli candidati che scelgono i progetti all’estero, ovvero i progetti realizzati in Italia e che, per le loro caratteristiche, richiedono la conoscenza della lingua straniera. Il livello di conoscenza richiesto è individuato nella capacità di sostenere una normale conversazione nella lingua straniera richiesta. Quest’ultima può variare da progetto a progetto, in relazione al Paese estero dove è previsto l’intervento. c) Variabili che si intendono misurare e relativi indicatori: 1.il background dei candidati mediante la valorizzazione delle esperienze lavorative e di volontariato degli stessi; 2.il livello delle conoscenze possedute tramite la valutazione dei titoli di studio e delle altre esperienze formative; 3.la capacità di relazionarsi con gli altri, di lavorare in équipe, di esprimersi e di porsi come leader in particolari situazioni (leadership situazionale) mediante test; 4.livello delle conoscenze relative al Servizio civile nazionale, alla Protezione civile, all’area di intervento prevista dal progetto, al progetto per il quale è stata inoltrata la domanda di selezione, all’informatica e alle lingue straniere (per i soli progetti all’estero e per quelli in Italia che, per le loro caratteristiche, richiedono la conoscenza di una lingua straniera) da accertare mediante colloquio. d) Indicazioni delle soglie minime di accesso previste dal sistema. 1. Punteggio minimo di 30/50 al colloquio. 2. Superamento della prova orale in lingua straniera europea per i progetti all’estero o per i progetti in Italia, ove prevista. La predetta prova ha un carattere preselettivo, il mancato superamento non permette di accedere alle selezioni vere e proprie. Per il resto non esistono soglie minime di accesso, in quanto i candidati saranno collocati nella graduatoria in relazione al punteggio conseguito e dichiarati idonei selezionati in base ai posti previsti dal progetto. 25 SCHEDA DI VALUTAZIONE CRITERI DI SELEZIONE Punteggio max 100 punti Valutazione titoli di studio ed esperienze maturati* A B C Punteggio max 40 ESPERIENZE MATURATE Punteggio max 25 Precedenti esperienze lavorative, di tirocinio (extra percorso di laurea) o volontariato nelle aree di intervento del progetto (la durata di diverse esperienze può essere cumulata; non verranno valutate esperienze al di sotto dei 3 mesi) Esperienze di volontariato in associazioni operanti nel settore di protezione civile e iscritte negli elenchi (la durata di diverse esperienze può essere cumulata; non verranno valutate esperienze al di sotto dei 3 mesi) Max 12 (1 punto per ogni 3 mesi fino a un max di 12 punti) TITOLO DI STUDIO (si valuta solo il titolo di studio superiore) Punteggio max 15 Max 8 (1 punto per ogni 3 mesi fino a un massimo di 8 punti) Corsi di specializzazione o formazione attinente al Max 5 progetto con esame finale o certificazione (esclusi corsi (1 punto per ogni di lingua straniera e informatica valutati ai punti E e F) titolo fino a un max di 5 punti) Titolo di laurea specialistica o vecchio ordinamento 11 attinente al progetto. D Titolo di laurea triennale attinente al progetto. Titolo di laurea specialistica o vecchio ordinamento non attinente al progetto. Titolo di laurea triennale non attinente al progetto. Diploma di scuola superiore. Conoscenza della lingua straniera certificata. E Conoscenza informatica certificata. F 9 7 6 5 Max 2 (1 punto per ogni corso certificato per un max di 2 punti) Max 2 (1 punto per ogni corso certificato per un max di 2 punti) * In sede di presentazione della domanda i titoli valutabili possono essere dichiarati sotto forma di autocertificazione. I soli candidati idonei selezionati da avviare al servizio dovranno produrre, su richiesta del Dipartimento, idonea documentazione relativa ai titoli dichiarati prima dell’approvazione definitiva della graduatoria da parte dell’UNSC. 26 Test psico-attitudinale Gioco di ruolo. Punteggio max 10 punti Colloquio Servizio civile nazionale. Sistema nazionale di protezione civile. Dipartimento nazionale della protezione civile. Progetto prescelto e area/aree di intervento prevista/e. Punteggio max 50 punti -----------------TOTALE (MAX 100 PUNTI) 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: In proprio. a) Metodologia e strumenti utilizzati. Dalla combinazione delle disposizioni dell’articolo 6, comma 6, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n.77 e successive modificazioni ed integrazioni, della Circolare del 17 giugno 2009 relativa alle norme sull’accreditamento degli enti di servizio civile nazionale e del "Prontuario contenente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione dei progetti di Servizio Civile Nazionale da realizzare in Italia e all' estero, nonché i criteri per la selezione e l' approvazione degli stessi", approvato con DPCM del 4 Novembre 2009, risulta che il monitoraggio dei progetti di servizio civile nazionale deve essere incentrato sulla verifica dell’attuazione degli stessi. Pertanto qualsiasi metodologia si adotti, questa non può che partire dalla struttura dei progetti di servizio civile nazionale ed in particolare dalla scheda dell’elaborato progettuale allegata al citato “Prontuario”. I progetti di servizio civile nazionale sono ripartiti in tre dimensioni: 1. caratteristiche del progetto, che comprende gli obiettivi e la attività rivolte verso l’esterno; 2. caratteristiche organizzative che comprendono le risorse necessarie alla realizzazione del progetto; 3. caratteristiche delle conoscenze acquisibili che comprendono tutti i 27 tipi di vantaggi derivanti ai giovani dalla partecipazione alla realizzazione dei progetti di servizio civile nazionale. Il monitoraggio di questo tipo di progetto per risultare esaustivo deve considerare come proprio oggetto sia la dimensione descritta al precedente punto 1), sia quella descritta al precedente punto 3). La dimensione di cui al precedente punto 2) rappresenta, invece, la cartina di tornasole delle altre due sia in termini di efficienza, che in termini di efficacia. Essa rappresenta quindi l’elemento decisivo in relazione alla fattibilità ed al successo del progetto. Inoltre, per capire il perché di un insuccesso e dove si collocano i punti critici che lo hanno determinato, non basta analizzare la dimensione organizzativa secondo la dicotomia esiste/non esiste quella determinata risorsa, ma necessita di andare ad analizzare la congruità delle risorse investite rispetto agli obiettivi fissati sia sotto l’aspetto quantitativo, che qualitativo. Solo l’accurata analisi di questi fattori è capace di evidenziare gli errori di progettazione, di attività o di stima quali-quantitativa dei fattori coinvolti nel progetto. Rispetto a quanto innanzi argomentato ne deriva che il monitoraggio dei progetti di servizio civile nazionale ha come oggetto la realizzazione degli stessi così come sono stati approvati dall’Ufficio nazionale per il servizio civile. A tal fine necessita verificare: 1. il raggiungimento degli obiettivi fissati, visti come risultati attesi; 2. l’esecuzione delle attività previste mirate al raggiungimento degli obiettivi fissati; 3. l’effettuazione della formazione generale e specifica e la fruizione da parte dei volontari degli altri benefit previsti dai singoli progetti, visti nella dimensione della crescita culturale e sociale dei volontari, nonché nell’ottica della spendibilità all’esterno dei benefit e delle conoscenze acquisite; 4. il livello di soddisfazione dei volontari rispetto al complesso del progetto (clima organizzativo, attività, conoscenze acquisite); 5. il livello di soddisfazione dei fruitori finali del progetto. Per effettuare le predette verifiche necessita di coinvolgere nel piano di rilevazione tutte le figure coinvolte nella realizzazione dei progetti ai vari livelli di responsabilità, utilizzando strumenti diversi di rilevazione a seconda di cosa si vuole misurare e tarando gli stessi in modo differente rispetto agli interlocutori e alla loro entità. Pertanto: 1. per verificare il raggiungimento degli obiettivi fissati, visti come risultati attesi saranno coinvolti nella rilevazione i RLEA, il Responsabile del servizio civile nazionale dell’ente con due interviste semestrali, gli OLP con interviste quadrimestrali ed i volontari impegnati nella realizzazione dei singoli progetti con un questionario da somministrare ogni quattro mesi; 2. l’esecuzione delle attività previste mirate al raggiungimento degli obiettivi fissati; RLEA, con due interviste semestrali, gli OLP con interviste quadrimestrali ed i volontari impegnati nella realizzazione dei singoli progetti con un questionario da somministrare ogni quattro mesi; 3. l’effettuazione della formazione generale e specifica ed altri benefit previsti dai singoli progetti visti nella dimensione della crescita culturale e sociale dei volontari, nonché nell’ottica della spendibilità all’esterno dei 28 benefit e delle conoscenze acquisite con interviste ai formatori e questionari ai volontari. Per gli aspetti di carattere qualitativo del monitoraggio sulla formazione si rimanda al sistema di formazione; 4. il livello di soddisfazione dei volontari rispetto al complesso del progetto (clima organizzativo, attività, conoscenze acquisite) con un questionario ai volontari da somministrare a fine servizio; 5. livello di soddisfazione dei fruitori finali del progetto con una intervista telefonica ad un campione statisticamente significativo dei fruitori finali. Qualora questi siano rappresentati da altri enti o istituzioni, l’intervista sarà effettuata sull’intero universo. Non è possibile in questa sede allegare i questionari e le tracce di intervista, in quanto queste variano da progetto a progetto a seconda degli ambiti di intervento dei singoli progetti, delle variabili scelte che si vogliono misurare e dei relativi indicatori individuati. b) Variabili ed indicatori utilizzati per la misurazione dell’efficienza e dell’efficacia delle attività previste dal progetto. Considerato l’elevato numero di aree di intervento nelle quali è possibile prevedere interventi di Servizio civile nazionale (attualmente dall’allegato 3 al “Prontuario” innanzi citato, approvato con il DPCM del 4 novembre 2009, si rilevano 70 aree di intervento), non è possibile individuare a priori le variabili da misurare ed i relativi indicatori per tutte le predette aree, senza considerare che ogni progetto, anche appartenente alla stessa area, può prevedere interventi di natura diversa anche sulla stessa realtà osservata. E’ possibile tuttavia adottare un criterio metodologico, in verità già inserito nel “Prontuario”, concernente l’adozione delle stesse variabili e degli stessi indicatori per le voci 6), 7) e 8) della scheda progetti per l’Italia (lo stesso criterio vale per i progetti all’estero relativamente alle voci 7), 8) e 9)) in modo che i dati iniziali (situazione di partenza) e quelli finali (situazione di arrivo) siano confrontabili, ed individuare per le macroaree più comuni i seguenti indicatori: a) per i progetti aventi ad oggetto l’assistenza alle persone: numero dei fruitori; b) per i progetti aventi ad oggetto l’informazione su materie comunque rientranti nelle finalità dell’art.1 della legge 6 marzo 2001, n.64: numero di clienti o di contatti registrati nel corso della vigenza del progetto; c) per progetti aventi ad oggetto protezione civile (ad esclusione dell’assistenza alle popolazioni colpite da catastrofi e calamità naturali) e monitoraggio ed interventi ambientali: numero degli interventi previsti e se del caso area sorvegliata o monitorata; d) per progetti aventi ad oggetto interventi nell’ambito dei settori patrimonio artistico e culturale ed educazione e promozione culturale, a seconda della natura dei progetti potranno essere utilizzati indicatori riferiti al numero degli interventi, oppure al numero dei fruitori finali. E’ possibile riferire la stessa situazione anche per i progetti all’estero. Per quanto concerne gli indicatori di efficienza, definita quale rapporto tra risorse impegnate e risultati che si vogliono raggiungere e loro livello di congruità e di economicità, vale quanto innanzi argomentato in merito alla relazione esistente tra la dimensione organizzativa del progetto e le restanti due. 29 Pertanto saranno messi in relazione il valore numerario delle risorse impiegate con il valore dei risultati ottenuti con la realizzazione dei progetti. Per la misurazione dell’efficacia, definita come il rapporto tra la situazione di partenza e quella ipotizzata al termine dello svolgimento del progetto, vale quanto innanzi detto in relazione all’utilizzo delle stesse variabili e degli stessi indicatori nella descrizione della voci fondamentali del progetto. I livelli di soddisfazione dei volontari e dei fruitori finali rappresentano più delle percezioni, delle opinioni, nelle quali giocano un ruolo rilevante le interferenze soggettive (livello di istruzione, esperienze vissute, percezione della realtà, modelli culturali, ecc…), che l’oggettività dei fenomeni registrati, ma non per questo sono meno importanti, in quanto sono questi ultimi ad esprimere il giudizio difficilmente controvertibile sul successo o meno dei singoli progetti e sul Servizio civile nazionale in generale. c) Tempistica e numero delle rilevazioni. 1. Monitoraggio obiettivi ed attività: Responsabile del servizio civile nazionale dell’ente (per i soli obiettivi), RLEA e OLP: tre interviste con cadenza quadrimestrale. Volontari: somministrazione di tre questionari con cadenza quadrimestrale. I questionari e le interviste saranno calibrati sui singoli progetti e conterranno le rilevazioni sia degli obiettivi, che delle attività. 2. Monitoraggio della formazione generale e specifica ed altri benefit: Formatori 2 interviste di cui una al 6° mese e una al 10° mese. Volontari somministrazione di tre questionari di cui uno al termine della formazione generale, uno all’8° mese e l’ultimo al 12° mese. 3. Rilevazione del livello di soddisfazione dei volontari: un questionario al 12° mese. 4. Rilevazione del livello di soddisfazione dei fruitori finali: una intervista telefonica al termine del progetto. d) Tecniche statistiche di elaborazione dei dati rilevati con particolare riferimento agli indicatori individuati alla precedente lett. b) ed alla misura degli scostamenti delle attività rilevate da quelle previste dal progetto. Distribuzioni di frequenze, semplici e cumulate con relative rappresentazioni grafiche, tabelle di contingenza, tassi di incremento/decremento, media, moda e mediana, indici di base 100 e indici costruiti in relazione alle attività del progetto, range, patty analisys, chi quadro, scostamenti semplici, scarto quadratico medio, media mobile, rette di regressione lineare, indici di correlazione multipla e parziale. Le tecniche statistiche innanzi elencate non saranno utilizzate tutte per tutti i progetti, ma si sceglieranno le tecniche di trattamento ritenute più opportune, in grado cioè di evidenziare con maggiore chiarezza i risultati delle rilevazioni, le loro implicazioni, tenendo conto della natura dei dati rilevati. 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 30 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: Non sono richiesti requisiti specifici. Il progetto è comunque particolarmente rivolto a: - Archivisti e bibliotecari; - Grafici ed esperti di editoria e web design; - Esperti nella utilizzazione di programmi X-Press, Adobe e Creative Suite, Friend; - Operatori e montatori video; - Fotografi. 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Piano di finanziamento Progetto Protezione civile: La Protezione Civile tra memoria e multimedialità ! " # $% $&'( & ) & * +, 31 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): TELECOM ITALIA s.p.a L’azienda Elsag-Datamat s.p.a., componente del raggruppamento temporaneo di imprese di cui “TELECOM ITALIA s.p.a.” è capogruppo mandataria, è partner tecnico del Dipartimento della Protezione Civile per la fornitura delle strutture e delle risorse necessarie all’erogazione di servizi web. Il contratto esecutivo tra le parti è stato stipulato in data 25 ottobre 2007 e avrà una durata di 5 anni. Tale accordo, oltre a prevedere la fornitura delle strumentazioni tecniche e tecnologiche destinate al raggiungimento degli obiettivi formativi e comunicativi del Dipartimento, contempla anche la formazione, attraverso esperti di livello internazionale e professionisti del settore, delle risorse che andranno operativamente ad agire sulle piattaforme e ad integrare le attività didattiche con i target di riferimento. Nell’ambito di questo specifico progetto il tipo di apporto che Elsag-Datamat s.p.a darà sarà di tipo tecnologico. In particolare: • • • • fornirà supporto nella elaborazione di prodotti multimediali; fornirà supporto alla sezione foto-video del sito; fornirà supporto nella archiviazione informatica (tagging dei prodotti e caricamento on line); fornirà supporto nella predisposizione di una pagina di promozione via internet dell' eventuale catalogo on line. 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: Gli uffici del Dipartimento saranno completamente attrezzati per accogliere i volontari in servizio con postazioni internet, scrivanie, fax, telefono, sala riunioni per ogni sede di realizzazione del progetto. Inoltre, ogni operatore locale di progetto agevolerà l’inserimento dei candidati attraverso la predisposizione di spazi di lavoro nei propri uffici anche preparando o mettendo a disposizione materiale documentario dell’ufficio, materiale di cancelleria, modulistica necessaria, programmi informatici. Tra l’altro, considerando le attività previste nello specifico dal progetto, gli uffici ospitanti dispongono di risorse tecniche ad hoc. Verranno messi a disposizione per attività specifiche: o 3 work station Macintosh con programmi per grafica e montaggio video; o 3 computer Macintosh; o 1 stampante fotocopiatrice (Canon Color Laser Copier 350); o 1 stampante su cd-dvd (Disk Publisher II Primera); o programmi foto ritocco e montaggio non lineare; o 2 macchine fotografiche professionali digitali con accessori: Canon Eos 5d mark II; Canon 5d complete di flash e obiettivi o 2 work station Pc con programmi per grafica e montaggio video; o 4 stampanti laser professionali (di cui una con annesso fascicolatore: 32 o o o o o o o Xerox Phaser 7750; Xerox Phaser 6200; Xerox Phaser 790 DP; Xerox Phaser 8400); 2 video proiettori Sony 5000; 2 scanner professionali ad alta risoluzione (Umax Powerlook 3000; Epson GT 12000); Pc portatile; Pc dotato di stampante multifunzione. CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: Non previsti 27) Eventuali tirocini riconosciuti : Non previsti 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Il progetto si presenta come un percorso formativo di grande valore per chi intende orientare la propria carriera professionale nel mondo della informazione, tanto per la varietà della strumentazione utilizzata e dei prodotti da elaborare, quanto per la diversità dei target e dei registri comunicazionali che verranno impiegati. Le conoscenze tecniche e metodologiche aggiuntive che si intendono sviluppare nei volontari sono: • Project management; • La logistica; • Tecniche e metodi di comunicazione; • Metodologie d' introduzione e diffusione delle innovazioni; • Metodi di promozione e attivazione della partecipazione alla cittadinanza; • Metodi informatici applicati alla gestione delle informazioni ed elaborazione e divulgazione dei dati; • Metodologie di utilizzo di strumenti di telecomunicazione. Per quanto concerne alcuni ambiti specifici: Sito internet: • capacità di utilizzo degli strumenti informatici per l’aggiornamento e il monitoraggio del sito web (content management system); • software specifico per l’elaborazione digitale delle immagini; • dinamiche relative ai processi di web architecting e engineering; • fondamenti tecnico-teorici su tematiche relative al web managing, finalizzati alla revisione/adattamento dei contenuti reperiti per una completa fruizione delle informazioni da parte di ogni categoria di utenza 33 (accessibilità web). Documentazione: conservazione e gestione archivio (censimento riordinamento, inventariazione, trascrizione registri, archiviazione ottica, content based retrieval: recordkeeping, record management, metodologie e schemi di metadati per la conservazione sostitutiva) Comunicazione ed editoria: • comprensione dell’iter della realizzazione di una pubblicazione, dalla stesura dei testi all’editing; • capacità di analisi del target; • conoscenza ed applicazione dei registri linguistici tecnico-divulgativi; • utilizzazione di mezzi di comunicazione audiovisiva. Le competenze e le professionalità acquisite dai volontari saranno certificate dal Dipartimento della Protezione Civile quale soggetto proponente il progetto, con attestato di fine progetto. Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione civile Via Ulpiano, 11 00193 Roma Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione civile Via Vitorchiano, 4 00189 Roma Eventuali partecipazioni a convegni, seminari, conferenze ecc., anche organizzate dal Dipartimento della Protezione civile, con sede all’interno del comune di Roma dai contenuti attinenti ai moduli formativi previsti dalla formazione generale potranno essere utilizzati come approfondimento ai temi formativi. 30) Modalità di attuazione: 34 In proprio. Potranno essere coinvolti esperti formatori di altri enti di servizio civile o di associazioni di volontariato, o ancora di organizzazioni umanitarie per lo svolgimento di alcuni moduli. 1) Risorse tecniche impiegate: Per la realizzazione delle attività di formazione, il Dipartimento dispone di una struttura interna che si occupa della gestione delle sale, delle attrezzature e del personale impiegato. In particolare, all’interno del Dipartimento sono a disposizione diversi spazi, dislocati su entrambe le sedi, presso le quali è possibile realizzare le giornate di formazione, quali: 1 auditorium da circa 100 posti 2 sale riunioni da circa 30 posti ognuna 2 salette per la formazione da circa 20 posti ognuna Relativamente alle attrezzature, ogni sala è dotata di apposita strumentazione tecnica (computer con masterizzatore audio e video, proiettore video, impianto di registrazione); il Dipartimento mette inoltre a disposizione sia dei formatori (interni ed esterni) che dei partecipanti il materiale audio e video ed eventuale materiale cartaceo necessario per la trattazione di specifiche tematiche. Al termine del periodo di formazione, per ciascun volontario viene realizzato un cd multimediale al cui interno viene raccolto tutto il materiale utilizzato durante le giornate di formazione (leggi, dispense, foto e filmati, presentazioni, ecc..): in questo modo ogni volontario ha a disposizione uno strumento di formazione che gli permette di approfondire in maniera costante le tematiche trattate. 2) Progetto formativo dei Volontari costituito dai seguenti elementi obbligatori: Metodologia. Lezioni frontali tenute dai formatori del Dipartimento ed integrate da interventi di esperti di volta in volta individuati e dinamiche non formali incentrate sulle esperienze (learning by doing). In questo campo il Dipartimento ha sviluppato negli anni un percorso didattico-pedagogico, basato su dinamiche di gruppo ed individuali volte al problem setting e al problem solving, all’integrazione multiculturale e alla formazione di competenze strategiche (role playing, giochi, esercizi, riflessioni meta cognitive, tecniche della relazione interpersonale e della mediazione, simulazione in laboratorio assistite anche da strumenti audiovisivi ed informatici e case study). Contenuti. Per i contenuti della formazione il Dipartimento recepisce integralmente tutti i moduli formativi previsti dall’allegato alle linee guida della formazione approvate con la determina del Direttore generale dell’Ufficio nazionale per il servizio civile del 4 aprile 2006. In particolare la formazione generale dei volontari verterà sui seguenti argomenti, ciascuno componente un modulo formativo: o identità del gruppo in formazione; o dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà; 35 o il dovere di difesa della Patria: il paradigma del servizio civile nazionale; o la difesa civile non armata e non violenta; o la protezione civile; o la solidarietà e le forme di cittadinanza; o servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato; o la normativa primaria e secondaria vigente e la carta di impegno etico; o diritti e doveri del volontario del servizio civile nazionale; o presentazione dell’ente: il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il sistema della Protezione civile in Italia; o lavorare per progetti. Per ulteriori approfondimenti dei moduli innanzi illustrati si rimanda alle citate linee guida di formazione approvate dall’Ufficio nazionale per il servizio civile. Numero ore di formazione previste: 45 ore per la formazione generale e 75 ore per quella specifica. Numero verifiche previste e relativi strumenti utilizzati anche per la misurazione dei livelli di apprendimento raggiunti. Per quanto concerne il monitoraggio della formazione dei volontari il Dipartimento si atterrà a tutte le disposizioni emanate in merito dall’Ufficio nazionale per il servizio civile con la circolare 24 maggio 2007, prot. UNSC/21346/II.5 concernente: “Monitoraggio sulla formazione generale dei volontari in servizio civile nazionale”. Nel corso dei 12 mesi del progetto saranno effettuate: 1. tre verifiche mediante somministrazioni di questionari strutturati mirati a rilevare il livello di ritenzione delle conoscenze somministrate durante il corso di formazione. Una prima verifica sarà effettuata al termine del corso di formazione in modo da misurare il livello di apprendimento. Una seconda verifica sarà effettuata alla fine dell’8° mese del progetto. Questa sarà mirata non solo a valutare quanto “rimasto” del corso in termini cognitivi, ma soprattutto a scoprire se l’azione della formazione non formale sia riuscita a ricondurre le azioni concrete svolte dai volontari per la realizzazione del progetto al concetto di difesa civile della Patria. L’ultima verifica sarà effettuata al 12° mese ed avrà lo scopo di una valutazione complessiva dell’esperienza formativa effettuata lungo tutto il periodo del servizio con particolare riferimento alla relazione tra le concrete attività svolte per la realizzazione del progetto e la difesa civile della Patria con azioni non armate e non violente intesa come conservazione e preservazione della Comunità nazionale e di come ciò in scala minore si applichi alla tenuta dei legami e della coesione delle comunità locali di fronte alle profonde trasformazioni imposte dal processo di globalizzazione; 2. incontri con i formatori e le altre figure coinvolte nella realizzazione del progetto al 6° e al 10° mese per identificare il senso delle attività concrete svolte nell’ambito dei progetti in relazione ai contenuti della 36 formazione erogata. 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: NO 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Lezioni frontali tenute dai formatori del Dipartimento ed integrate da interventi di esperti individuati e dinamiche non formali incentrate sulle esperienze (learning by doing). In questo campo il Dipartimento ha sviluppato negli anni un percorso didattico-pedagogico, basato su dinamiche di gruppo ed individuali volte al problem setting e al problem solving, all’integrazione multiculturale e alla formazione di competenze strategiche (role playing, giochi, esercizi, riflessioni meta cognitive, tecniche della relazione interpersonale e della mediazione, simulazione in laboratorio assistite anche da strumenti audiovisivi ed informatici e case study). 33) Contenuti della formazione: Per i contenuti della formazione il Dipartimento recepisce integralmente tutti i moduli formativi previsti dall’allegato alle linee guida della formazione approvate con la determina del Direttore generale dell’Ufficio nazionale per il servizio civile del 4 aprile 2006. In particolare la formazione generale dei volontari verterà sui seguenti argomenti, ciascuno componente un modulo formativo: o identità del gruppo in formazione attraverso la realizzazione di giochi di ruolo e condotti da uno psicologo dipendente del Dipartimento esperto in dinamiche di gruppo; o dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà; o il dovere di difesa della Patria a partire dalla nostra Costituzione: il paradigma del servizio civile nazionale; o la difesa civile non armata e non violenta, sia in ambito di rapporti interpersonali che dal punto di vista dei rapporti diplomatici e istituzionali; o nascita ed evoluzione del sistema nazionale della protezione civile: organizzazione e compiti; 37 o la solidarietà e le forme di cittadinanza; o servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato; o la normativa primaria e secondaria vigente e la carta di impegno etico; o diritti e doveri del volontario del servizio civile nazionale; o presentazione dell’ente: il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri; o lavorare per progetti. 34) Durata: 45 ore Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile Via Ulpiano, 11 00193 Roma Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile Via Vitorchiano, 4 00189 Roma Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile Archivio – Via Affile 142 00131 Roma Eventuali partecipazioni a convegni, seminari, conferenze ecc., anche organizzate dal Dipartimento della Protezione Civile, con sede all’interno del comune di Roma o fuori dai contenuti attinenti ai moduli formativi previsti dalla formazione specifica potranno essere utilizzati come approfondimento ai temi formativi. 36) Modalità di attuazione: La formazione sarà effettuata presso il Dipartimento o in località e strutture esterne, utilizzando formatori, tecnici ed esperti dell’Ente. Le attività si svolgeranno attraverso lezioni frontali (in aula), riunioni di briefing su programmi e progetti, durante esercitazioni sul campo, in missioni esterne. 38 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: 1. Barbara Altomonte, (Como, 15/8/1964) 2. Giovanni Bastianini, (Torino, 24/06/1949) 3. Riccardo Cocozza (Roma, 04/03/1981) 4. Attilio D’Annibale, (Montereale – AQ, 24/11/1947) 5. Maria Cristina Giovannini (Roma, 14/10/1979) 6. Elvezio Galanti, (Firenze, 11/5/1950) 7. Sara Iacoboni, (Rieti, 22/06/1981) 8. Immacolata Postiglione (Salerno, 29/05/1971) 9. Riccardo Rita (Albano, 24/02/1971) 10. Marianna Schiavon, (Piove di Sacco, 25/06/1983) 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: 1. Barbara Altomonte, dirigente esperta di comunicazione pubblica e istituzionale 2. Giovanni Bastianini, esperto di servizio civile; 3. Riccardo Cocozza, esperto di architettura dell’informazione e della comunicazione web 4. Attilio D’Annibale, esperto dei sistemi di archiviazione e documentazione 5. Maria Cristina Giovannini, giornalista esperta di redazione via web 6. Elvezio Galanti, esperto sismologo e di pianificazione di protezione civile 7. Sara Iacoboni, redattrice esperta in comunicazione indirizzo giornalismo 8. Immacolata Postiglione, Dirigente dell’Ufficio Volontariato, formazione e comunicazione del Dipartimento della Protezione Civile 9. Riccardo Rita, consulente per la comunicazione, esperto di tecniche della narrazione e storytelling 10. Marianna Schiavon, esperta di comunicazione pubblica e istituzionale 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La formazione specifica si svolge, oltre che in aula, in situazioni di apprendimento sul campo in cui i volontari si misurano concretamente con la realtà dei problemi e della organizzazione del lavoro. La metodologia didattica in questo caso si fonda per lo più su una dimensione pratica caratterizzata dalla analisi e dalla interpretazione di esperienze, di fenomeni osservati e di eventi. I contenuti della formazione vengono trattati utilizzando le seguenti tecniche: - lezione frontale in aula; - studi di caso; - esercitazioni problem-solving; - simulazioni; - lavoro di gruppo; - role-play. Gli argomenti delle lezioni sono accompagnati da sussidi, presentazioni e dispense didattici con la sintesi dei temi trattati, anche su supporti informatici come DVD e 39 CD o condivisi in gruppi ad accesso limitato. 40) Contenuti della formazione: La prima fase della formazione specifica riguarderà i temi contenuti nel progetto e, più in generale, le attività di tutti i Servizi dell’Ufficio. 1. Modulo Istituzionale a. Il sistema nazionale di protezione civile (normativa di riferimento, i livelli operativi, la ripartizione delle competenze, la gestione delle emergenze, struttura del Dipartimento della Protezione civile, le risorse a disposizione del sistema) b. Il Dipartimento della Protezione civile (la sua organizzazione, le attività, le procedure, gli output comunicativi) c. La protezione civile nella dimensione internazionale (cooperazione, assistenza umanitaria, ecc.) 2. Modulo Formazione Civica a. Elementi di primo soccorso b. Igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro 3. Modulo Formazione Sociale a. Il ruolo dei cittadini nelle emergenze nazionali e internazionali (storia e caratteristiche) b. Il volontariato di protezione civile (storia e caratteristiche) 4. Modulo Formazione Culturale a. Il metodo Augustus b. La mappa dei rischi in Italia (sismico, idrogeologico, industriale, vulcanico, boschivo, ecc.) La seconda fase della formazione dei volontari relativa al seguente Progetto, invece, verrà eseguita attraverso tematiche inerenti le attività di comunicazione: 5. Modulo Formazione Professionale (30 ore) La pianificazione strategica; La progettazione operativa; Tecniche organizzative; Tecniche di monitoraggio e di valutazione delle attività; Tecniche e metodi di comunicazione del Dipartimento; Metodi di trattazione giornalistica delle notizie secondo i vari media: carta stampata, radio, TV, web; Linguaggi di comunicazione giornalistica; Strumenti informatici per l’aggiornamento e il monitoraggio del sito web (content management system); Software specifico per l’archiviazione dati e l’elaborazione digitale delle immagini; Web managing e accessibilità web; L’organizzazione di una campagna di comunicazione 41) Durata: 75 ore 40 41 Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Per quanto concerne il monitoraggio della formazione dei volontari il Dipartimento si atterrà a tutte le disposizioni emanate in merito dall’Ufficio nazionale per il servizio civile con la circolare 24 maggio 2007, prot. UNSC/21346/II.5 concernente: “Monitoraggio sulla formazione generale dei volontari in servizio civile nazionale”. Nel corso dei 12 mesi del progetto saranno effettuate: 1. tre verifiche mediante somministrazioni di questionari strutturati mirati a rilevare il livello delle conoscenze acquisite durante il corso di formazione. Una prima verifica sarà effettuata al termine del corso di formazione in modo da misurare il livello di apprendimento. Una seconda verifica sarà effettuata alla fine dell’8° mese del progetto. Questa sarà mirata non solo a valutare quanto “rimasto” del corso in termini cognitivi, ma soprattutto a scoprire se l’azione della formazione non formale sia riuscita a ricondurre le azioni concrete svolte dai volontari per la realizzazione del progetto al concetto di difesa civile della Patria. L’ultima verifica sarà effettuata al 12° mese ed avrà lo scopo di una valutazione complessiva dell’esperienza formativa, con particolare riferimento alla relazione tra le concrete attività svolte per la realizzazione del progetto e la difesa civile della Patria intesa come conservazione e preservazione della Comunità nazionale e di come ciò in scala minore si applichi alla tenuta dei legami e della coesione delle comunità locali di fronte alle profonde trasformazioni imposte dal processo di globalizzazione; 2. incontri con i formatori e le altre figure coinvolte nella realizzazione del progetto al 6° e al 10° mese per identificare il senso delle attività concrete svolte nell’ambito dei progetti in relazione ai contenuti della formazione a cura del Dipartimento. Data, 25 marzo 2011 Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente 42