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tt
1^,
4
^ *
A PUNO (Perù) Festose accogNenzé a Sua Em . il cardinale Giovanni
Landazurì, Arcìvescovo di Umas Primato del Perù. N*Ila foto il
Cardinale tra due bande músìcali, la banda dell'Oratodo e quella
In OwpOrOMO:
il nuovo Vescovo di Dìbrugarh,
già direttore della Scuola Don Soeco di Bombay, premia un piccolo
aM"* della Scuola.
QUITO (Equatore) _La visita dei Cardinale 191pellman all'istituto , cbe
ne porta :fL~L«~p
~~ *~ una festa per tutti.
~9
~
.
La Famiglia salesiana
di fronte al Concilio
Concilio ha dato il via a un vasto
Iglil1movimento
spirituale che investe tutti
aspetti della vita della Chiesa . Anche
se le decisioni propriamente dette si sono
concretate finora in due sole costituzioni,
è possibile cogliere nel Concilio degli
stati d'animo, degli orientamenti e delle
tendenze che ne definiscono già lo spirito autentico .
La Famiglia Salesiana, sia per l'impegno di adesione e di fedeltà alla Chiesa
che le è stato lasciato da Don Bosco,
sia per le dimensioni universali che le
fanno sentire il respiro della Chiesa nel
mondo cattolico, non può non sentirne
la risonanza, anzi vuole assimilare in se
stessa la forza interiore del Concilio .
Potremmo aggiungere che è facile, anzi
naturale e spontaneo per la Famiglia di
Don Bosco inserirsi nella linea spirituale
del Concilio, perchè questo grande avvenimento della Chiesa sviluppa alcuni elementi caratteristici che ne costituiscono
il patrimonio.
Sbaglierebbe chi si limitasse a considerare Don Bosco il più grande educatole
del secolo scorso . Se questo è il merito
più facilmente individuabile del Santo, in
realtà egli raccolse in sè una ricchezza di
interessi molto più vasti per quanto riguarda la vita spirituale, le forme e lo
slancio dell'apostolato, le risorse del ministero sacerdotale, i rapporti col mondo
e con le autorità civili, l'atteggiamento di
fronte alla cultura e al progresso, la corrispondenza con le esigenze del tempo ecc .
Le nuove energie immesse da Don Bosco
nell'apostolato entrarono a far parte dei
fermenti che la Chiesa accolse in se stessa
dal secolo scorso fino al momento del
Concilio . E se molti furono coloro che prepararono i tempi nuovi, non è presuntuoso
affermare che Don Bosco vi diede il suo
personalissimo ed efficace contributo (1) .
''i
1 Concilio ha mostrato in primo luogo una
IChiesa
precisa tendenza al rinnovamento della
. Ciò è stato affermato ripetutamente da Papa Giovanni XXIII ed è stato
più esplicitamente chiarito da Paolo VI nel
(1) M. Gozzini sta pubblicando presso Vallecchi una collana detta dei Nuovi Padri, in cui raccoglie le testimonianze
di coloro che anticiparono le aperture del Concilio. Tra questi nuovi Padri " noi crediamo che Don Bosco
potrebbe prendere un buon posto .
325
discorso di apertura alla seconda Sessione .
La volontà, e quasi l'ansia del rinnovamento
è uno dei segni più evidenti del tempo del
Concilio, anche se non conosciamo ancora
gli sviluppi che prenderà questo impegno
dei Padri Conciliari, accompagnato dai voti e
dalla spinta dell'opinione cattolica mondiale .
La Chiesa si è messa « per nuovo cammino » .
Ora l'azione di Don Bosco è tutta pervasa
da un'ansia rinnovatrice, anche se non assunse
pose rivoluzionarie, se amò i gesti calmi e gli
accenti pacati e prudenti . Vissuto nel periodo
del Risorgimento tutto pervaso di fremiti
per cose nuove, seguì una via diversa dagli
uomini della politica e della cultura, mirando
ad altre mete; ma dovette esserci una certa
reciproca simpatia tra gli uomini che lavoravano per una Italia nuova e Don Bosco,
che pensava a fare degli italiani nuovi e
soprattutto dei fedeli degni dei tempi nuovi
nella Chiesa .
Il fatto stesso di essere andato ai giovani
indica come Don Bosco avesse in loro e nelle
nuove forze cattoliche che essi potevano
rappresentare, una fiducia che non concedeva più alle forme e alle generazioni del
passato . Qualcosa dell'ardore giovanile passò
nel suo spirito e nei suoi mezzi di apostolato :
lo scandalo che destò spesso anche tra i
cosiddetti benpensanti venne dall'ardimento
delle sue nuove impostazioni. Si potrebbe
cogliere, attraverso un'analisi di tutta l'opera
di Don Bosco, il carattere di novità che egli
portava alla Chiesa, quasi rappresentandone
coi suoi giovani e coi suoi metodi la primavera
promettente . Pensiamo solo a Don Bosco
che lascia l'occupazione tradizionale del viceparroco, del cappellano, del professore o
del pedagogo, per andare ad abitare a Valdocco tra i suoi ragazzi, in luogo malfamato
di periferia, alle prese con un apostolato
nuovo, e noi avremo un gesto che dice zelo
per le anime, ma indica anche audacia nuova
per fronteggiare situazioni nuove . Non ci
si apre con questo agli impulsi e alle sempre
nuove risorse di azione del tempo moderno,
incoraggiate dal Concilio? Non è questo solo
gesto una rottura col passato, una via nuova
nell'apostolato della Chiesa?
À'À
1 Concilio vuole aprire, dopo secoli di
chiusa rigidità, l'epoca dell'incontro, del dialogo, della comprensione e dell'amore. Giovanni XXIII ha parlato di età della mise-
I
326
ricordia, che tiene dietro a quella della condanna ; Paolo VI ha accentuato l'espressione
della simpatia con cui la, Chiesa guarda al
mondo . Le sue espressioni a questo riguardo,
nel discorso alla seconda Sessione del Concilio, sono bellissime .
Don Bosco non potè pensare al dialogo
con i lontani e i fratelli separati nei termini
oggi seguiti, ma tutta la sua attività è ispirata dall'atteggiamento intimo dell'incontro .
Don Bosco è il Santo dal cuore aperto : verso
il giovane a cui dava la più affettuosa confidenza, ma poi verso i lontani, in particolare
verso i protestanti (2), verso gli uomini abbandonati della periferia, verso gli uomini della
politica, che prendevano spesso, anche per
motivi contingenti, posizione contro la Chiesa
(si pensi ai suoi rapporti con Rattazzi, Cavour
e molti altri uomini di governo), verso la
cultura percorsa dal laicismo trionfante (manda
per primo salesiani all'Università), verso la
tecnica e il progresso (sempre all'avanguardia!), verso gli elementi umani sempre più
in evidenza nella pedagogia (Don Bosco ebbe
il merito di affermare, se non di trovare, un
metodo che conciliava armoniosamente le
esigenze umane più moderne con quelle
più schiettamente e integralmente religiose) .
Quando si pensa alla intransigenza di altri
tempi da parte della Chiesa, per giuste ragioni storiche, e all'apertura dei nostri giorni,
non si può non riconoscere che Don Bosco
si era già incamminato per la via dell'amore,
dell'incontro e del dialogo . Per questo fu
proclamato santo dalla Chiesa, ma godette
nello stesso tempo della più cordiale simpatia
di chi, sotto certi aspetti, stava dall'altra
parte della barricata . Don Bosco si è fatto
moderno ed è andato incontro alla modernità col cuore stesso di Giovanni XXIII.
Già Leone XIII gli riconosceva questo
merito, quando, nell'incontro che ebbe col
Santo il 9 maggio 1884, gli diceva : « Voi
avete la missione di far vedere al mondo che
si può essere buon cattolico e nello stesso tempo
buono e onesto cittadino ; che si può fare gran
bene alla povera e abbandonata gioventù in tutti
i tempi senza urtare con l'andazzo della politica,
ma conservandosi ognora buoni cattolici » .
Le parole del Papa non sono un complimento d'occasione, ma avevano un senso specialissimo in quel tempo, quando Don Bosco,
con non molte altre persone e istituzioni, rappresentava un « ponte » tra la Chiesa e il
mondo laico . L'atteggiamento del Santo ha
oggi una attualità che è misura e segno
(2) Nel primo fascicolo delle Letture Cattoliche, intitolato " Il Cattolico istruito nella sua religione ", Don Bosco
terminava con un invito ai Ministri Protestanti, nel quale si legge : "Queste sono parole di un vostro fratello che vi
ama, e vi ama assai piùù che voi noi credete. Parole di un fratello che offre tutto se stesso e quanto può avere in questo
mondo pel vostro bene . . . " . Sembra di sentire Giovanni XXIII!
del carattere anticipatore della sua azione .
Don Bosco non aperse ufficialmente verso il
mondo, ma indicò chiaramente la direzione
che oggi ufficialmente ha preso la Chiesa .
A, •
l Concilio ha carattere prevalentemente pasto-
Iportare
rale. Non interessa tanto definire, quanto
nella coscienza dei popoli, fare,
promuovere nuove iniziative, rendersi aderente ai tempi, cercare l'apologia dei fatti
• non delle discussioni; non definire teoricamente le opposte posizioni, ma superarle per
mezzo dell'amore .
Don Bosco non fu un teorico, nel senso
stretto, della nuova pedagogia cattolica per
i tempi nuovi, ma ne fu il pratico assertore
con la più grande esperienza educativa che
sia stata tentata nei tempi moderni da una
persona e da una istituzione ; non studiò le
esigenze dei nuovi tempi e non problematizzò
sulle soluzioni, ma cercò le soluzioni pratiche
immediate . I princìpi cristiani da salvare
• da affermare nelle situazioni difficili dei
tempi nuovi, li visse nell'azione, prima ancora
che affermarli teoricamente, per una specie
di istinto soprannaturale e di genio umano .
Egli fu un pastore autentico, che anticipò
l'opera pastorale dei tempi nostri : vide davanti a sè un mondo da salvare, ma vide
pure che a questa salvezza non sarebbe
bastato l'apostolato dei sacerdoti e religiosi ;
occorreva mobiliare i laici, il che fece con la
creazione della sua terza famiglia . Ii riconoscimento viene proprio dal Papa . Pio XI
in un documento storico del 3 dicembre 1933
afferma : « I Cooperatori, una unione cioè
di fedeli, in massima parte laici, animati dallo
spirito della Società Salesiana e al pari di
essa pronti ad ogni opera di carità, hanno per
iscopo di portare, secondo le circostanze, valido
aiuto ai parroci, ai Vescovi e allo stesso Sommo
Pontefice. Nobile primo abbozzo di Azione
Cattolica ».
l'opera in mezzo alla Chiesa . Don Bosco assistette a una delle più grandi tragedie della
Chiesa con la calma di chi aveva la visione
sicura delle vittorie future : e diede la sua vita
per questo . Amò il mondo che si doveva rifare
e fu dei « testimoni dell'ottimismo cristiano » .
a'à
Concilio non teme di affrontare nuove
I lforme
di apostolato con uno studio approfondito delle esigenze dei tempi e con lo sforzo
dichiarato di volersi adattare alle circostanze
e alle persone, a costo di sacrificare, in quello
che non è essenziale, il passato .
Don Bosco fu coevo al suo secolo, uscendo
fuori da ciò che era ormai stantìo e superato :
andò nelle carceri, nelle botteghe, nelle periferie ; studiò esperienze e ne fece egli stesso ;
accostò autorità e competenti ; cercò di parlare il linguaggio stesso del popolo ; comprese
la questione sociale e le sue conseguenze ;
capì che certi fatti politici erano ormai riversibili e determinanti per l'azione dei cattolici .
Non parve mai sfasato rispetto alle posizioni
più avanzate del progresso, anzi parve suo
orgoglio tenere il passo col passo del tempo .
Ed è singolare notare come il suo sforzo di
adeguamento non l'abbia fermato al suo
sec )lo, ma gli abbia fatto trovare le parole,
gli atteggiamenti, le opere che sono richieste
dal nostro tempo . Don Bosco è più coevo al
nostro secolo che al secolo passato . Si pensi
alla stampa, a quello che era ai tempi di
Don Bosco e a quello che è oggi . Ebbene,
il Santo non esita ad affermare : «fu questa
una fra le precipue imprese che mi affidò la
Divina Provvidenza » ; aggiunge di essersene
occupato « con instancabile lena », e arriva
a dichiarare che la stampa « è uno dei fini
principali della nostra Congregazione » .
L''
l 1 Concilio vuole una Chiesa la quale abbia
i''
ritrovato il volto della povertà, vada verso il
Ipopolo
povero con la sue istituzioni e superi
G iovanni XXIII ha fatto delle arditissime affermazioni di ottimismo contro i profeti di sventura . E questo ottimismo è il
preludio di tutta la ripresa apostolica della
Chiesa . Ha dato la fiducia al mondo e con
questa fiducia si è accinto a rifarlo .
Don Bosco ha denunziato i mali dei tempi,
suoi e futuri, ma aveva come innato per sè
e'sapeva infondere negli altri la grande leva
dell'ottimismo. Senza di questo, nel secolo
• nel paese che soppresse le Congregazioni
Religiose, non avrebbe posto mano alla Congregazione Salesiana e non ne avrebbe avviata
l'accusa di amica dei ricchi di cui ancora
oggi è gratificata .
Le affermazioni di Don Bosco, i giovani
a cui si è rivolto, il tenore di vita e di lavoro
dei Salesiani, le opere in cui si debbono
specializzare (oratori, scuole professionali,
case di beneficenza), tutto dice che il Santo
aveva compreso questo . E le parole di Mamma
Margherita (« Io da te non voglio niente . . . Anzi
te lo protesto : se tu ti risolvessi allo stato di
prete secolare e per sventura diventassi ricco,
io non verrò a farti una sola visita . Ricordalo
bene! ») interpretavano quasi per istinto, una
delle aspirazioni più profondamente popo-
G
327
lari raccolte da Don Bosco . La carità gli
impedì di fare denuncie sferzanti, ma camminò
coraggiosamente da povero prete verso il
mondo della gente povera .
Egli vedeva in realtà i problemi della società e del suo avvenire, comprendeva come
i tempi si avviavano ad una concezione sempre più laica della vita, sapeva comporre una
sintesi educativa in cui conservava tutti i
princìpi della più genuina tradizione cristiana ed apriva la porta a tutte le aspirazioni umane del suo tempo ; si apriva a tutte
le esigenze della cultura e del progresso ;
dava un metodo educativo che si allargava
in realtà in una grandiosa concezione di vita ;
per quello "che riguarda noi soprattutto in
questo momento, poneva la sua opera per-
''®
La riforma liturgica (per studiare solo la
prima grande riforma del Concilio) sarebbe
accolta da Don Bosco come quella che corrisponde ad un postulato fondamentale del
suo sistema . Don Bosco voleva che il giovane
fosse attivo e non spettatore, doveva animare
con la sua iniziativa le pratiche di pietà,
doveva diventare, se mai, spettacolo edificante che trascinava gli altri . 11 «Piccolo
Clero», il canto, la grandiosità delle funzioni
in genere erano sulla via della Riforma, e se
Don Bosco non tentò certe esperienze nostre,
fu perchè esse erano assolutamente inusitate ; ma entravano nel suo spirito e ora le
farebbe proprie con entusiasmo .
Se volle i ragazzi attori sul palco, li volle
anche in chiesa in una edificante coreografia
religiosa, come in un gioioso corale delle
sue case al Signore.
Si è fatto cenno a qualche nuovo orientamento portato dal Concilio nella vita della
Chiesa, che noi ritroviamo già nell'azione
di Don Bosco e per conseguenza nella vita
stessa della Famiglia da lui fondata . Si
potrebbero fare ancora altri riferimenti, ma
ci pare che cogliere le profonde tendenze che
animano le singole riforme valga assai più
ancora che non fermarsi su ciascuna di esse .
Ci piace notare ancora come Don Bosco
non sarebbe rimasto assolutamente lontano
e assente da questo grande avvenimento
della Chiesa . Nel nostro Santo si rileva questo
contrasto . Egli da una parte è tutto preso
dal suo lavoro tra i giovani, di cui sente
vivamente tutti gli interessi, quelli materiali,
quelli scolastici . quelli morali e religiosi . Egli
è completamente assorbito da loro e si direbbe che il suo cuore di padre non lo fa
allontanare da essi e da tutto quello che li
riguarda neppure per un istante . D'altra
parte però si vede ad ogni passo che Don Bosco, tutto assorbito nella sua attività giovanile, non aveva una mentalità chiusa nelle
piccole cose dei piccoli . Se stava con loro,
aveva però una mente natura di adulto .
sonale e quella della sua Congregazione sul
piano della Chiesa e, dai prati di Valdocco,
guardava alle sorti stesse della Chiesa nel
mondo . Don Bosco sentiva la fierezza e la
responsabilità di servire la grande causa
della Chiesa, guardava con consapevolezza
chiara al futuro della Chiesa . Non è forse
ardito pensare che, come nella storia della
Chiesa si verificò il fenomeno del francescanesimo che aveva il compito di elevare le
sorti della Chiesa al di sopra dei beni terreni e dei loro godimenti, così Don Bosco
con la sua opera precorse uno dei movimenti
spirituali caratteristici del nostro tempo .
Durante il Concilio Vaticano I il Santo fu
spinto dal suo amore alla Chiesa ad andare a
Roma e a farsi paladino della proclamazione
del dogma dell'infallibilità pontificia . Egli
vedeva in questo fatto uno dei capisaldi
dell'azione della Chiesa contro i suoi nemici
per la salvezza della fede . Ora Don Bosco
accoglierebbe lo spirito e le decisioni del Concilio come un nuovo provvidenziale disegno
di Dio per la riforma della Chiesa e si metterebbe a disposizione della Chiesa per l'attuazione generosa di questo piano divino . Non
sappiamo vedere diversamente la figura di
Don Bosco, come non ci pare che egli abbia
lasciato altro impegno alla sua Congregazione . Egli l'ha preparata, quando le ha
dato vita e vigore, a questi nostri tempi ;
ed è una gioia per la Famiglia Salesiana e per
quanti vivono attorno ad essa il mettersi a
disposizione della Chiesa in questa entusiasmante impresa di rinnovamento . La Congregazione Salesiana, entrando a vele spiegate
nella gran corrente del Concilio, ritrova la
forza delle proprie origini e il volto preciso
che Don Bosco le ha voluto dare .
Per la formazHone dei giovani e delle giovani più sensibili ai problemi del mondo moderno
D/®
IL MENSILE PUICATO
II
E /i/ S / O N/ DA
gCNTRO
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328
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LA PAROLA DEL PAPA
Contro il conformismo
olti fedeli pensano dover consistere prinolti
M
cipalmente la riforma della Chiesa nell'adattamento dei suoi sentimenti e dei suoi
costumi a quelli mondani . Il fascino della
vita profana oggi è potentissimo . Il conformismo sembra a molti fatale e sapiente . Chi
non è ben radicato nella fede e nella pratica
della legge ecclesiastica, pensa facilmente essere venuto il momento di adattarsi alla concezione profana della vita, come se questa
fosse la migliore, fosse quella che un cristiano
può e deve far propria . Questo fenomeno
di adattamento si pronuncia tanto nel campo
filosofico (quanto può la moda anche nel
regno del pensiero, che dovrebbe essere autonomo e libero, e solo avido e docile davanti
alla verità e all'autorità di provati maestri!),
quanto nel campo pratico, dove diventa sempre più incerto e difficile segnare la linea
della rettitudine morale e della retta condotta
pratica.
Il naturalismo minaccia di vanificare la
concezione originale del Cristianesimo ; il relativismo, che tutto giustifica e tutto qualifica
di pari valore, attenta al carattere assoluto
dei principi cristiani ; l'abitudine di togliere
ogni sforzo, ogni incomodo dalla pratica consueta della vita accusa d'inutilità fastidiosa
la disciplina e l'ascesi cristiana ; anzi talvolta il desiderio apostolico d'avvicinare ambienti profani o di farsi accogliere dagli
animi moderni, da quelli giovanili specialmente, si traduce in una rinuncia alle forme
proprie della vita cristiana e a quello stile
stesso di contegno, che deve dare a tale premura di accostamento e di influsso educativo il suo senso ed il suo vigore .
Non è forse vero che spesso il giovane
Clero, ovvero anche qualche zelante Religioso
guidato dalla buona intenzione di penetrare
nelle masse popolari o in ceti particolari,
cerca di confondersi con essi invece di distinguersi, rinunciando con inutile mimetismo all'efficacia genuina del suo apostolato?
Il grande principio, enunciato da Cristo, si
ripresenta nella sua attualità e nella sua
difficoltà : essere nel mondo, ma non del
mondo ; e buon per noi se la sua altissima
e opportunissima preghiera sarà da Lui,
« sempre vivo per intercedere a nostro favore », ancor oggi proferita davanti al Padre
celeste : « Non chiedo che tu li tolga dal
mondo, ma che li custodisca dal maligno » .
Dalla Enciclica "Ecclesiam suam" di Paolo VI
Il messaggio di Orvieto
i
ai, figli saggi e custodi amorosi di queste
tradizioni piissime e popolari, comprendete
quale debba essere la soluzione di tale arduo
problema, che investe, specialmente nel nostro
Paese, la vita contemporanea ; la soluzione
non può essere diversa che un nuovo e vigoroso atto di fede in Cristo Signore e nella
sua parola . Voi sentite sorgere nei vostri
animi, risvegliati da queste celebrazioni, una
luce, una forza spirituale, che potremmo
chiamare il messaggio di Orvieto :
• non creda l'uomo di oggi di trovare altro
nutrimento alla sua insaziabile fame di vita,
se non nella fede e nella comunione di Cristo
Signore ;
• non creda l'uomo di oggi che per conquistare il pane terrestre, di cui ha bisogno la
sua vita temporale, debba porre l'alternativa
alla ricerca del pane della vita religiosa e
della fedeltà alla tradizione cattolica ;
• non creda l'uomo di oggi che il tesoro di
fede e di bellezza che gli viene dalla storia
• dalla civiltà cristiana abbia ormai un
semplice valore archeologico e folcloristico,
e non pensi di poterlo degnamente conservare
• conservare come un cimelio prezioso, sì,
ma spento di verità e di realtà interiore :
diventerebbe cenere nelle sue mani ;
• ma creda l'uomo di oggi che chi cerca,
sulla parola di Cristo, il regno di Dio innanzi tutto, avrà pane, avrà l'abbondanza
anche dei beni naturali della scienza, della
tecnica, del lavoro, dell'arte ;
• creda l'uomo d'oggi che ancor più di ieri
Cristo gli è necessario : risvegliati in lui i
desideri della libertà, della maturità umana,
del progresso sociale, della pace, sappia che
non solo a possederli, ma a conoscerli nel
loro vero concetto, cotesti ideali, è necessario
il Maestro, il Maestro divino che solo li
può far coincidere con la verità e con la vita ;
• e creda finalmente l'uomo di oggi che
l'umile e fervorosa fede che Cristo nell'Eucaristia reclama da lui è per la sua redenzione, per la sua salvezza, e per la sua
felicità.
Questo il messaggio di Orvieto .
Dal discorso del Santo Padre a Orvieto 1'11-8-1969
3213
PROFILI DICOOPERATORI SALESIANI
Vittima
per la
santificazione
dei
Sacerdoti
ì
« Per godere di Te ho un'eternità, per farti
godere del mio amore per mezzo della sofferenza e dell'immolazione non ho che una
breve esistenza ; spremi dalla mia persona
tutto ciò che può dare gloria al tuo Nome,
esauriscimi affinchè, alla mia morte, io sia
tutto amore » .
In queste parole è delineata la figura morale
• la vita eroica della Cooperatrice salesiana
Purificación Gonzàlez López .
La Pia Unione dei Cooperatori si sta arricchendo di figure eminenti, occulte al mondo
ma ben note agli occhi di Dio e dei buoni
per le loro straordinarie virtù . Ciò che conta
• rende grande ed efficace la Terza Famiglia
Salesiana è anzitutto la santità dei suoi membri .
La signorina Purificación Gonzàlez nacque
nel agio a Hita, in provincia di Guadalajara
(Spagna), da genitori profondamente cristiani
• instancabilmente lavoratori . Dio, che la voleva condurre per il cammino della croce,
comincio a prepararla fin dalla tenera età di
un anno e mezzo, quando fu colpita da una
paralisi infantile che le deformò leggermente
i piedi e le braccia.
La sua forte volontà la spinse, nonostante
il difetto fisico, a frequentare la scuola magistrale, dove si diplomò insegnante ; esercitò
quindi l'insegnamento nella città di Guadalajara .
La Cooperatrice Purificación Gonzàlez López sulla
sua carrozzella a Lourdes, col pellegrinaggio diocesano
In questa città conobbe i salesiani e diede
il suo nome alla Pia Unione dei Cooperatori .
La professione di maestra offrì un campo fertile al suo apostolato, che esplicò soprattutto
come zelante propagandista della devozione a
Maria Ausiliatrice .
I dolori e gli acciacchi la fecero desistere
dall'insegnamento e diminuirono pian piano
la sua attività esterna . Tre anni prima di morire, donò tutti i suoi averi a Don Bosco e si
ritiro presso Madrid nella casa « Los Almendros » delle Figlie della Carità, dove trascorse
i suoi ultimi anni, assistita spiritualmente dai
salesiani del vicino collegio di S . Fernando.
Qui lasciò un ricordo incancellabile, per
l'austerità di vita e per il suo spirito di sacrificio, umiltà e laboriosità, esercitando nuovamente la sua professione di maestra con le
fanciulle povere dei dintorni ed applicandosi ad
altre attività nel tempo che le concedevano la
scuola e le pratiche di pietà .
Con la sua semplicità e carità - non perdeva infatti occasione di fare del bene a quanti
la circondavano e l'avvicinavano - seppe
guadagnarsi la stima e l'affetto di tutti . Appena udì, nove anni or sono, la chiamata del
Signore, a Guadalajara, fece i voti privati di
povertà, castità e obbedienza e si offrì vittima
per la santificazione dei sacerdoti e la conversione dei peccatori, offerta che rafforzò poi
con voto perpetuo .
A questo proposito in una delle sue lettere
scrive : « Sono felice perchè sono stata scelta
per immolarmi per i sacerdoti . A me, così
indegna e miserabile, il Signore ha affidato
l'incarico di vegliare per l'anima dei suoi
consacrati ; è un dono inesprimibile . Per
questo il Signore mi ha dato sentimenti e
desideri tanto sublimi, propri di un'anima che
deve realizzare cose grandi » .
In un'altra lettera così si esprime : « Prima
mi sono offerta vittima d'amore per le anime,
poi ho rinnovato questa donazione totale di
me stessa in corpo e anima alla Divina Volontà ; questa offerta speciale mi ha resa vittima
per i sacerdoti . Sono completamente immolata
per loro» (le sottolineature sono sue) .
Due giorni dopo questo suo voto di vittima
per i sacerdoti, una caduta, delle più banali
secondo lei, la costrinse a vivere seduta in
una carrozzella . Era piccola questa croce in
confronto alle sue ansie di soffrire . « E una
grande consolazione avere braccia e gambe
ammalate per amore di Dio. Ogni giorno più
benedico il Signore che mi ha scelta tra tanti,
crocifiggendomi con la mia malattia e separandomi dal mondo . Quanti mi compatiranno
e perfino si spaventeranno della mia vita,
senza sospettare neppure che qui, nel rinnegamento di me stessa, ammalata, e nella dedizione totale a Dio, trovo l'unica ragione
per cui vale la pena di vivere, la pace di Dio » .
Aveva fatto il proposito di non lamentarsi
mai di nulla, proposito che convalidò poi col
voto di non evitare mai la sofferenza . A questo
clima spirituale corrispondono aspirazioni come
questa : « Desidero intensamente la croce,
voglio vivere crocifissa perchè la croce sia il
mio appoggio e la mia fortezza ; voglio sceglierla come il mio tesoro, giacchè Gesù la
scelse per sè e per me . . . Dio mio, dammi una
croce molto dolorosa, molto dura, senza nessuna gioia» .
Profonda la umiltà e semplicità, grande la
sua delicatezza e il suo distacco : « Voglio essere santa davanti a Dio e non davanti agli
uomini, una santità che si maturi nel silenzio,
che la conosca solo Dio e che neppure io me
ne renda conto . . . » .
Ma la sua era un'umiltà umana, per nulla
scontrosa, molto accessibile .
Scriveva al salesiano che la visitava : « Dal
giorno in cui mi vide, festa di San Giovanni
Bosco, sono qui in questa gabbia, rinchiusa
25 ottobre 1964
Don Guanella beato!
La Famiglia Salesiana partecipa all'esultanza dei Figli del venerabile Don Luigi
Guanella per l'esaltazione alla gloria degli
altari del loro amatissimo Padre . Delle sue
virtù e dei vincoli strettissimi di amicizia
che legarono il futuro Beato con San Giovanni Bosco abbiamo parlato quando fu
dichiarato Venerabile e ci proponiamo
di riparlarne prossimamente . Intanto la
triplice Famiglia salesiana guarda con
devota ammirazione a questo astro che
si avvia a brillare tra i Beati e formula
l'augurio che la gloria del Fondatore si
irraggi sulle sue benemerite Famiglie religiose da Lui fondate
come un uccellino, col desiderio di volarmene
per qualche istante ; la situazione però si prolunga e Dio solo sa fino a quando . Il panorama
è incantevole, tutto coperto di neve, con gli
uccellini che invidio al vederli volare da una
parte all'altra e godere la libertà concessa loro
dal Signore . Anch'io con l'immaginazione volo
in altri luoghi, che non possono essere per me
una realtà, come la Comunione e la santa
Messa, delle quali sono priva tutta la settimana, meno il giorno della Vergine e la Domenica . . . ; ma Dio vuole così ; vuole soddisfare
tutti i suoi disegni in me ; lo benedico e non
gli chiedo che faccia terminare questa situazione, ma che la faccia durare fino a quando
vorrà . Veramente l'essere priva della Comunione zni costa molto ; forse mi sento troppo
attaccata ad essa e il Signore mi vuol dare
questa prova magnifica di amore infinito, dal
momento che non v'è nulla al mondo che mi
costi tanto quanto il tralasciare la Comunione
quotidiana » .
Questa conformità alla volontà di Dio formava la sua preghiera costante : « Compi in
me la tua opera, senza badare alle mie ripugnanze . . . Dio mio, una, sola cosa temo : fare
la mia volontà ; accetta l'offerta che di essa
ti faccio e fin d'ora scelgo ciò che Tu vorrai » . 331
La sofferenza affiora in tutti i suoi pensieri ;
nella croce essa vede il mezzo più efficace per
appagare le sue ansie di apostolato, particolarmente quella della santificazione dei sacerdoti : questa costituì il suo ideale, il suo dolce
tormento, il suo grande apostolato . Solo Dio
sa quanti sacerdoti saranno stati beneficati
dalle sofferenze ardentemente desiderate e pazientemente sopportate da questa degna Cooperatrice salesiana .
Spremimi, scriverà, per i tuoi sacerdoti,
che io sia succo di uva per la loro mistica
offerta, sono così pochi e così soli! . . . Castiga
in me le loro debolezze, le loro trascuratezze
e le loro miserie . Dà a me le loro fatiche e
stanchezze ; che io senta tutte le loro aridità
e tiepidezze nella preghiera ; alleggeriscili, e il
peso che togli loro fallo cadere su di me » .
Pochi mesi prima di morire fu sottoposta
all'estirpazione di un tumore canceroso ; da
quel momento le sue sofferenze aumentarono
in una maniera impressionante, nessuno però
l'udì lamentarsi ; rifiutava i calmanti e li accettò rassegnata solo quando le furono imposti per obbedienza .
Sapeva nascondere così bene i suoi dolori
che quanti la visitavano se n'andavano con
l'impressione che fossero passeggeri . Invece
erano continui . Dovette sopportare anche vari
collassi ; visse due mesi a base di solo siero,
continui vomiti la prostravano e lasciavano
disfatta . Sembrava impossibile che il suo
corpo potesse resistere a tanto dolore . Dio la
sosteneva provvidenzialmente, come se volesse
trattenerla fino a spremere da lei il massimo
in favore dei sacerdoti e degli aspiranti al sacerdozio .
Il 20 ottobre 1963, vigilia della sua morte,
mantenne tutto il giorno un'espressione nel
volto immensamente dolorosa . Giunta la
notte, il suo volto si compose in una pace
sovrumana . II giorno seguente, alle 12,40,
lentamente, soavemente spirava come un cero
che si spegne .
RIELETTA LA SUPERIORA GENERALE DELLE FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE
Mentre andiamo in macchina, nella Casa Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in pieno
svolgimento il XIV Capitolo Generale dell'Istituto . Ne parleremo nel prossimo numero . Intanto
possiamo annunziare che, essendosi proceduto alla elezione della Superiora Generale, subito
dal primo scrutinio, risultò rieletta la rev .ma Madre Angela Vespa, che nel precedente Capitolo del 1958 era succeduta nel governo dell'Istituto alla compianta Madre Linda Lucotti .
Mente vasta, aperta alle esigenze dell'ora e alle presenti attese della Chiesa, fedelissima allo
spirito e alle tradizioni del santo Fondatore Don Bosco, nel sessennio del suo governo ha svolto
una instancabile attività, soprattutto in rapporto alla formazione del personale e all'educazione
della gioventù . Con pronto spirito organizzativo ha promosso convegni di studio su piano nazionale e mondiale per un illuminato adeguamento ai moderni problemi educativi . Fra tutti, ricordiamo il grande Convegno Internazionale Catechistico tenutosi a Torino nel 1963, preparato dal
Centro Internazionale Catechistico, sorto per sua iniziativa e guidato dal Centro Catechistico
Salesiano . Detto Centro ha promosso un intenso movimento di studio e di apostolato catechistico
in tutte le 55 Ispettorie del mondo, raccogliendo largo plauso dagli Eccellentissimi Vescovi .
Nelle stesse elezioni sono stati confermati gli altri membri del Consiglio Generalizio, comprese
332 la Segretaria e l'Economa Generale.
CARACAS (Venezuela)
Nel 70° dell'entrata dei Salesiani nel Venezuela è stata allestita una Esposizione
professionale-,agricola-scolastica, a cui hanno preso'
parte le principali case sa
lessane del . Paese. L'Esposizione ha attirato :l'atten- '
glorie della - capitale e fu ;
visitata da illustri personalità dei governo, dell'industria e della Scuoia .
UCAY (Perù) - Al suo arrivo nella
ittà, l'ispettore dei Salesiani ebbe un rievimento spontaneo ed entusiasta dalla
opolazione, desiderosa che i figli di
on Bosco assumano anche la parrochia . La supplica è stata accolta dall'Arivescovo di Cuzco .
ASANOVA (Torino) - Sei postulanti
oreane dopo la vestizione religiosa .
ella Corea vi sono altre quattro novizie
al secondo anno a Casanova e tre Figlie
i Maria Ausiliatrice nell'Istituto Pedagoico Internazionale di Torino .
Nuclei giovanili di Cooperatori
Da quanto Don, Bosco ha fatto e detto,
risulta all'evidenza che il Santo vuole rinvigorire le file dei suoi Cooperatori con la gioventù formata nei suoi istituti e nei suoi oratori . Le forze giovanili preparate nelle case
dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice debbono dare i contingenti più validi
alla Pia Unione, perchè in tanti anni di educazione salesiana hanno assorbito meglio lo
spirito di Don Bosco . Questa volontà del Santo
è documentata nelle Memorie Biografiche :
XIII, 612 ; XIII, 759 ; XVIII, 160-161 ;
XVIII, 701 .
Siamo lieti di citare in proposito due esperienze che ci vengono dalla Spagna .
Nella industriale città di Alcoy c'è un
fiorente oratorio festivo . Vi accorrono 200 giovani dai 15 ai 18 anni, attratti dallo sport
bene organizzato, e oltre 500 ragazzi . Questi
700 giovani sono curati da una cinquantina
di giovanotti dai 18 ai 28 anni e da un solo
salesiano . Sono i catechisti, provenienti dal
circolo Domenico Savio e dagli ex-allievi .
L'apostolato loro è duplice : collettivo e individuale, organizzativo e catechistico. Questi
50 giovani apostoli, istruiti sulla Pia Unione
dei Cooperatori e invitati a iscriversi alla
Terza Famiglia di Don Bosco, tutti hanno
aderito e il loro gruppo f tnziona come una
sezione del Centro di Alcoy, ma in forma autonoma . Così dalla Pia Unione ricevono formazione e spirito apostolico, per diventare alla
loro volta dei magnifici donatori nel campo
dell'apostolato giovanile.
In Madrid è recente la fondazione di un
altro Centro giovanile di Cooperatori . Fatta
opportunamente conoscere la nostra Terza Famiglia ai giovani dell'Oratorio e del Circolo
Domenico Savio del collegio Salesiano di
Atocha, si ebbe subito l'iscrizione di 15 giovani,
coi quali si è formato il nucleo giovanile del
Centro P . U . Il 28 maggio tennero un ritiro
e ricevettero il diploma di Cooperatori . Quasi
tutti questi giovani apostoli dedicano la demenica e i giorni festivi all'insegnamento del
catechismo nell'Oratorio di Atocha in (Madrid .
Natal (Brasile) • Corso di Teologia per Laici
Riportiamo da una relazione del Delegato
Ispettoriale di Belo Orizzonte (Brasile Centrale) :
«Per combattere l'ignoranza religiosa, spesso
conseguenza della scarsità di clero, abbiamo
lavorato per destare nei nostri Cooperatori
l'interesse per il Catechismo, mirando a ottenere che tutti siano catechisti, almeno nella
propria famiglia .
L'interesse per il Catechismo trova pieno
appoggio nei nostri Parroci e porta i Cooperatori a organizzarsi in un movimento religioso
dinamico . Come risultato di questo interesse
cominciano a sorgere i Centri catechistici e
gli Oratori , festivi costruiti, organizzati e diretti
da Cooperatori, nei luoghi dove non si trovano Salesiani . Di questi Centri e Oratcri al
Delegato I spettoriale spetta l'orientamento peda-
gogico e catechistico, mentre al Parroco è
riservata l'assistenza spirituale.
Abbiamo cominciato questo lavoro nelle città
dove, con l'approvazione dell'autorità ecclesiastica, troviamo Cooperatori capaci di insegnare
Catechismo e di assistere la gioventù, e locali
per i giochi . Due terreni di 30 .000 mq. sono già
stati donati all'Lspettoria per organizzare questo
tipo di Oratorio . Stiamo compilando un regolamento degli Oratori ad uso dei Cooperatori,
con le norme salesiane per attirare, istruire,
educare i ragazzi .
L'idea ha incontrato l'approvazione generale. È tale l'attualità degli Oratori nei tempi
che viviamo, che si ha l'impressione che Don Bosco sia una figura della nostra epoca e del
nostro ambiente . C non fu precisamente per
aiutarlo nel suo Oratorio che sorsero i primi
Cooperatori di Don Bosco?» .
3 :t5
IL TEMPIO SUL COLLE DON BOSCO
ll'esterno mancano ancora la cupola e la
A
gradinata di accesso alla chiesa superiore .
Per la cupola sono già stati colati i pilastri
di sostegno che crescono da una forte piattaforma, prima quadrata poi rotonda, affacciata sopra il colmo dei tetti ; ed è stata montata una seconda gru, in soccorso di quella
attuale, ormai più bassa della costruzione,
nonostante i suoi 36 metri di altezza. Questa
seconda gru parte appunto da un angolo
della piattaforma, alla quale è saldamente
fissata, e si eleva per altri 33 metri, quanti
sono necessari per impiantarvi il lanternino .
336
Si è lavorato anche per la grande scalinata
di accesso alla chiesa superiore . La scavatrice
infatti ha potuto ultimare gli affossamenti
che hanno subito accolto i muri di sostegno
della gradinata . Essa si aprirà a ventaglio
verso la piazza, con un'apertura massima
di 30 metri e sarà percorsa al centro in tutta
la sua lunghezza da una rampa pavimentata
in porfido e con un dislivello del 15%, che
consentirà l'accesso alla chiesa anche alle
persone impedite da infermità . Lo spazio
infatti che farà da cappello ai gradini consentirà una comoda manovra alle macchine adibite al loro trasporto .
Intanto lo zoccolo in pietra, che corre ormai
attorno alla chiesa inferiore per tutta la sua
altezza, dà all'edificio un aspetto nuovo, conferendogli quella monumentalità che era nell'intenzione degli ideatori . Sopra lo zoccolo,
i mattoni sono scomparsi sotto la calcinatura, che si estende ormai per tutta l'ampiezza della restante costruzione, nell'attesa
di essere sostituita dai mattoni rossi, i quali
intoneranno la chiesa superiore con l'istituto,
che sboccia come un rosso fiore dal bianco
del finto travertino che gli fa da piedestallo .
Così com'è il tempio esercita già una grande
attrattiva sopra i pellegrini, i quali affluiscono
in misura sempre crescente e assolutamente
superiore alla media degli altri anni .
NEL CENTENARIO DI UN INCONTRO
NO& ~%
Don Giovanni Battista Lemoyne, il noto
biografo di Don Bosco, racconta : «Nel 1864
ero sacerdote secolare già da due anni e sentivo una propensione ad aggregarmi a qualche
ordine religioso, ma non sentivo inclinazione
per nessuno di quelli che conoscevo . Mi era
stato descritto Don Bosco come un santo, ma
non sapevo che si fosse accinto all'istituzione
di una Congregazione . Nel settembre di
quell'anno, l'ultima domenica, trovandomi a
Belforte, paesello presso Ovada, pregai nella
cappella della Madonna per conoscere la volontà di Dio a mio riguardo . Sul destarmi al
mattino seguente sentii una voce chiara all'orecchio che mi diceva : « Va a Lerma (paesello distante un'ora di cammino da Belforte)
e là troverai Don Bosco » . Si noti che io non
avevo mai udito che Don Bosco dovesse venire in quella regione . Celebrai quindi la
S . Messa, pieno di questo pensiero ; ma temendo che fosse effetto di fantasia, partecipai
la cosa al marchesino Carlo Cattaneo, il quale
mi disse : « O sogno o non sogno, andiamo a
Lerma, interroghiamo il parroco » . Colà portatici, con nostra grande meraviglia veniamo
a sapere che realmente Don Bosco era aspettato fra pochi giorni . Infatti Don Bosco arrivò, conferii con lui e dietro suo invito pochi
giorni dopo mi portai all'Oratorio di Valdocco . . . » .
In quell'incontro - io ottobre 1864
don Lemoyne aveva ricevuto da Don Bosco
una sapiente lezione che non dimenticò più .
L'arciprete di Lerma l'aveva messo vicino al
Santo . Don Lemoyne pendeva dalle sue labbra, come estasiato da quanto Don Bosco
raccontava dell'Oratorio di Torino . A un
tratto il giovane sacerdote esclamò
- Io verrei volentieri con lei a Torino se
mi accettasse .
- E con quale intenzione verrebbe? - gli
chiese il Santo .
- Con quella di aiutarlo in quel poco che
posso.
- No - rispose Don Bosco - le opere di
Dio non hanno bisogno dell'aiuto , degli uomini ; venga unicamente per fare del bene
all'anima sua .
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P
oh
.
k/ v
Torino . I due Salesiani della prima ora don G . B . Francesia, già maestro di S . Domenico Savio, e don G . B . Lemoyoe (a destra di chi guarda), biografo di Don Bosco,
sulla tomba del Fondatore a Vaisalice .
337
L'indomani il giovane sacerdote accompagnò Don Bosco fino al bivio per Gavi .
Quando fece per congedarsi, il Santo con amabile confidenza gli chiese
- Quando verrai a Torino? - E fissandolo negli occhi : - Mi permette, nevvero,
che le dia del tu?
- Sì, sì - rispose don Lemoyne - mi
tratti come un suo figlio . Fra otto giorni
sarò da lei .
Don Lemoyne era nato a Genova il 2 febbraio 1839 dal dott . Luigi, medico della Real
Casa, e dalla contessa Prasca, ed era stato ordinato sacerdote il 14 giugno del 1862 .
t mirabile come egli, di nobile famiglia, si
sia adattato alla vita povera e disagiata dell'Oratorio . Ma per don Lemoyne l'Oratorio
era Don Bosco . Lo dirà, già vecchio di 77 anni :
«Un tempo all'Oratorio si mangiava polenta,
ma c'era Don Bosco! » .
Don Lemoyne ebbe il merito insigne di
essere stato il raccoglitore fedele delle memorie del Santo e cantore inesauribile e quasi
ispirato delle sue gesta . Appena entrato nell'Oratorio, egli comprese che Don Bosco era
un uomo straordinario inviato da Dio per
compiere una missione che trascendeva il
tempo e lo spazio . Perciò fin da quell'anno
cominciò a notare tutto quello che udiva da
lui e di lui . Ma gli anni che maggiormente
favorirono questo suo lavoro furono gli ultimi della vita di Don Bosco, nei quali il
buon Padre lo ammetteva abitualmente nella
sua intimità . Al suo giungere all'Oratorio gli
aveva detto : « Io non avrò segreti per te, nè
quelli del cuore, nè quelli della Congregazione » .
S . E . mons . Eugenio S . Peyrou, salesiano, secondo Vescovo di Comodoro Rivadavia (Argentina), consacrato il 16 agosto u . s . nel tempio di
Maria Ausiliatrice e di San Carlo In Buenos Aires
da Mons . Pérez, arcivescovo di Salta, essendo
conconsacranti Mons . Raspanti e Mons . Bonamin,
tutti e tre Salesiani .
338
Si può immaginare quanto fosse solerte e ingegnoso don Lemoyne a profittare di tali disposizioni . Tanto più che aveva per questo
un'occasione assolutamente unica . Al Santo
era stato proibito di leggere al lume della lucerna o del gas, e quindi passava le sere d'inverno nel raccoglimento e nella preghiera o
nel ricevere qualche intimo . Ora don Lemoyne sedeva infallantemente un'ora ogni
sera al suo fianco e là gli faceva rivivere la sua
prima giovinezza, gli anni del seminario e
quelli dei primi tempi dell'Oratorio .
Ecco l'origine di quelle Memorie Biografiche
delle quali don Lemoyne dal 1898 donò all'avido pubblico i primi nove volumi, dalla
nascita di Don Bosco al 1870 . Un vivo amore
scalda la narrazione ; una delicatezza squisita
si ravvisa nel ritrarre la figura del Santo ;
uno stile agile e colorito adorna le pagine .
Di questi volumi un altro grande biografo
di Don Bosco, che compilò i rimanenti volumi delle Memorie Biografiche, don Eugenio
Ceria, nel 1936 scriveva : « Noi siamo persuasi
che coll'andare del tempo archivi pubblici e
privati riveleranno, da fondi inesplorati e
tuttora chiusi, documenti nuovi sulla multiforme attività di Don Bosco ; ma checchè
venga ulteriormente alla luce, la figura del
Servo di Dio, pur ricevendone novello splendore, rimarrà sempre fissata nei suoi inconfondibili lineamenti attuali» .
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Il direttore di Bombay eletto vescovo di Dibrugarh
Lo scorso aprile la Santa Sede aveva creato
una nuova diocesi in India, nel territorio a
nord del Bramaputra, con centro e sede vescovile nella cittadina di Tezpur . L'amministrazione della nuova diocesi, che ha una superficie di kmq . 120 .000 e una popolazione di
circa 3 milioni di abitanti con 46 .000 cattolici,
era stata affidata temporaneamente al Vescovo
di Dibrugarh, S . E . mons . Oreste Marengo, salesiano . Ora mons . Marengo è stato trasferito
alla nuova sede vescovile di Tezpur, mentre alla
sede residenziale di Dibrugarh è stato promosso
il Rev .mo Don Cberto D'Rosaria, salesiano .
Il nuovo Presule è nato a Calicut (Malabar-
India) il 21 febbraio 1919 . Entrò nel noviziato
salesiano di Tirupattur il 29 novembre 1936 .
Studiò teologia a Shillong e fu ordinato sacerdote a Kotagiri il 16 aprile 1947 . Negli
anni 1955-58 fu direttore a Katpadi e successivamente a Bombay nella « Don Bosco High
School » dal 1958 al 1964 .
La diocesi di Dibrugarh, eretta nel 1951,
ha una superficie di kmq . 130 .000 e una popolazione di 3 .365 .000 abitanti, di cui poco
più di 50 .000 sono cattolici. Le residenze missionarie sono otto, le parrocchie dieci, con una
trentina di sacerdoti, alcuni coadiutori salesiani
e due case delle Figlie di Maria Ausiliatrice .
San Isidro (Argentina) . Nell'Istituto Salesiano il Nunzio Apostolico mons . Umberto Mozzoni ha inaugurato il laboratorio di elettromeccanica intitolato a Paolo VI . Il nuovo laboratorio è inondato di luce
naturale, misura metri 38 per 11 ed ha la capacità per cento giovani apprendisti, divisi nelle sezioni
di elettromeccanica e ne corsi superiori di elettronica, radio e TV . La Scuola conferisce titoli riconosciuti dal Ministero dell'Educazione Nazionale .
339
Camminare coi tempi
La Scuola Grafica Salesiana di Milano ha
pubblicato un bellissimo opuscolo, in occasione del centenario della fondazione della
prima Scuola Salesiana, e come anticipato
contributo alle celebrazioni del quinto centenario dell'introduzione della stampa in Italia,
nel Monastero Benedettino Sublacense .
La presentazione grafica, veramente encomiabile per finezza e gusto, mostra i traguardi raggiunti dalle venti Scuole grafiche
salesiane in Italia e dalle altre cento sparse
in Europa, nelle Americhe, in Asia, in Africa .
Riportiamo qui alcuni brani tratti da un
discorso dell'avv . Mario Milani, pubblicato
nell'opuscolo e detto a conclusione del primo
anno del « Corso Assistenti Tecnici » della
Scuola Grafica Salesiana di Milano .
« Camminare coi tempi . . . In un documento
anonimo della massima importanza, uscito
dalla Tipografia Salesiana di Valdoceo nel
1910, è tracciata una "idea geniale" sull'ordine
delle Scuole Professionali Salesiane . Al punto
primo, che va sotto il titolo Coi tempi e con
Don Bosco, possiamo leggere testualmente :
" Se vogliamo lavorare proficuamente a vantaggio dei figli del popolo, dobbiamo anche noi
muoverci e camminare col secolo, appropriandoci quello che in esso vi ha di buono, anzi,
precedendolo, se ci è possibile, sulla strada
dei veri progressi, per poter autorevolmente ed
efficacemente compiere la nostra missione " .
" Precedere il tempo sulla strada del progresso " : un programma d'avanguardia! Perciò
le Scuole Professionali Salesiane devono essere
attrezzate con quanto di più moderno e aggiornato si può avere . Ma rimanga ben chiaro
che tali scuole devono essere non soltanto
meravigliose officine per il materiale che offrono all'allievo, ma anche vere e proprie
palestre di coscienza e di carattere . . . » .
I salesiani nel Mozambico
I figli di Don Bosco entrarono in questa
provincia portoghese nel 1907 .
Ma con l'avvento della repubblica, nel 1910,
le leggi massoniche li obbligarono a lasciare
quel campo di lavoro, che si preannunziava
assai promettente.
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Vi ritornarono nel 1952, invitati dal grande
amico cardinale Gouveia e dalla Commissione
di Assistenza Pubblica . Oggi a Naamacha e
a Lourengo Marques hanno un campo vario
e fertile di apostolato : oratori, scuole, internati e missioni .
Anche le Figlie di Maria Ausiliatrice svolgono il loro apostolato con piena soddisfazione delle autorità ecclesiastiche e civili a
Naamacha e nelle Missioni di Chiure e di
Macomia nella diocesi di Porto Amelia . Fra
breve daranno principio ad un'opera anche
in questa città.
Il Vescovo mons . Giuseppe dos Santos
Garcia, in segno di riconoscenza per il lavoro svolto dai Salesiani e dalle Figlie di
Maria Ausiliatrice, ha eretto una bella chiesa
parrocchiale dedicata all'Ausiliatrice nella
città di Porto Amelia, inaugurata il 24 maggio
scorso alla presenza dell'Arcivescovo di Lourengo Marques, mons Costódio Alvim Pereira,
del Governatore della Provincia, dellè autorità
e di molti fedeli . Intervennero anche l'ispettore dei Salesiani del Portogallo e le Figlie di
Maria Ausiliatrice, a cui saranno affidate le
opere sociali della nuova parrocchia .
Il Prelato diocesano, come tutti gli altri
del Mozambico, hanno chiesto l'apertura di
case e missioni dirette dai Salesiani . La scarsità di personale non lo permette per ora .
Mons . dos Santos Garcia ha detto all'Ispettore salesiano : « Le Figlie di Maria Ausiliatrice lavorano molto bene : non potrei
desiderare da loro di più e di meglio » . E un
missionario : « Le Figlie di Maria Ausiliatrice
hanno un solo difetto : lavorano troppo! ».
<~ Montemagno (Asti] • Togliete il peccato e la pioggia verrà! ...
In un'atmosfera di grande entusiasmo a
Montemagno si sono svolte feste solenni, indette dal prevosto don Alfonso Patrucco per
celebrare il centenario della storica predicazione di San Giovanni Bosco e del ricordato
episodio della pioggia prodigiosa, che per le
preghiere del Santo, irrorò la campagna riarsa
nel lontano 15 agosto 1864, festa dell'Assunta .
«Togliete il peccato e la pioggia verrà», diceva Don Bosco ai borghigiani . E ci furono
confessioni e comunioni veramente generali .
C'erano ad aiutare Don Bosco anche Don Rua
e il futuro cardinale Cagliero .
Le celebrazioni centenarie ebbero una degna
MONTEVIDEO (Uruguay) - Nel Collegio
"S . Cuore" dei salesiani di Montevideo
sono stati aperti i
Corsi Preuniversitari
in legge, medicina e
notariato, che estendono il campo educativo salesiano . Sono
corsi che il piano scolastico uruguayano
separa dal liceo e distingue per Facol à .
Durano due anni . Si
istituì pure una cattedra libera di Lingua
e Letteratura Latina,
quale atto di filiale
adesione della Famiglia salesiana dell'Uruguay al sommo
Pontefice Paolo VI,
che con "Motu proprio" del 22 febbraio
u . s. ha creato il Pontificio Istituto Superiore di Latinità, affidato ai salesiani .
Queste Scuole preuniversitarie sono
denominate " Istituto
Giovanni XXIII "
preparazione con predicazione serale di S . E .
mons . Angrisani, Vescovo di Casale, e di altri
oratori .
La giornata conclusiva, 16 agosto, vide tutta
la popolazione stretta intorno al Vescovo salesiano mons . Giuseppe Cognata, che al mattino
celebrò il solenne pontificale, assistito dai chierici del Seminario Maggiore di Casale e nel
tardo pomeriggio partecipò alla grande processione in onore del Santo, cui presero parte le
autorità municipali e i conti Calvi di Bergolo .
Don Bosco, celeste compatrono di Montemagno, perpetui sul paese la pioggia delle
grazie più elette .
341
1l'1i[CJIAs1
Nelle nostre scuole
Le scuole cristiane (cattoliche ee protestanti)
a Hongkong detengono il primato negli esami
pubblici . I loro allievi sono sempre tra i primi .
Alcuni dati : quest'anno agli esami governativi delle classi ginnasiali della sezione cinese,
le due_ scuole salesiane di San Luigi e di San'
Giovanni Bosco . hanno avuto il cento per cento
di promossi . La sezione inglese . l'anno scorso,
presentò 90 allievi e tutti furono promossi .
Tra i piccoli si trovano dei pigri ; ma quando'
il giovane ha '13 o'14 anni, non occorre più,
spronarlo : comprende bene ché lo studio gli
assicura il pane nella vita .
L'attività religiosa nella scuola è l'assillo
dei missionari . I giovani delle scuole salesiane
hanno due periodi di lezioni di religione per
tutti, anche per i pagani . Ogni anno segue
una gara alla presenza dei compagni ; qualche
volta anche davanti al Vescovo, mons . Bianchi .
Le gare a premio sono uno sprone e mettono
emulazione tra i ragazzi e insensibilmente li
Nuovo
Presidente confederale
degli Ex allievi Don Bosco
TORINO - Il r ev.m o Rettor Maggiore ha nominato il nuovo Presidente della Confederazione mondiale degli Ex allievi salesiani
nella persona dell'avv. Josè Maria
Taboada Lago, già Presidente nazionale di Spagna. Il Presidente
uscente, comm . Arturo Poesio, a
causa dell'età avanzata - è ormai
novantenne - ha pregato il Rettor
Maggiore di dargli un sostituto .
Il nuovo Presidente ha convocato a Parigi il Consiglio della
Confederazione mondiale Ex allievi Don Bosco per lo studio
del programma del t' Congresso
Europeo degli Ex allievi, che si terrà
a Torino nell'autunno del 1965.
:i4:3
Preseminario
« Don Komórek »
MASSARANDUBA (Brasile) - È
stato solennemente inaugurato il
nuovo preseminario salesiano di
Massaranduba, in Santa Catarina .
Più di seimila persone erano presenti all'inaugurazione . Celebrò il
S . Sacrificio don Alfredo Bertolini, Ispettore dell'Ispettoria San
Pio X del Brasile Sud, che si
portano alla conversione. Tuttavia non è da
credere che la conversione sia un fatto di
pochi mesi . Vi sono dei casi in cui il ragazzo
si battezzò dopo dieci anni di permanenza
e di studio del catechismo nella scuola cattolica .
In generale i risultati sono abbastanza consolanti . Ogni anno nella scuola si hanno in
media più di cento battesimi di adulti . E
quelli che sono battezzati, generalmente si
mantengono fedeli . Bisogna notare che devono
vivere in un mondo pagano, in una città viziata da spettacoli e stampe cattive e da tutto
il resto di un porto di gran traffico .
Ai giovani si dà comodità di fare le pratiche di pietà . Ogni mattino alle 8,30 nelle
scuole salesiane vi è una Messa ed è sempre
affollata . Alle nove poi, a turno, vanno le
diverse classi, ma solo i cristiani ; e si approfitta per irrobustire la loro fede, dando possibilità di accostarsi ai Sacramenti .
congratulò vivamente con i Cooperatori Salesiani e con gli amici
dell'Opera di Don Bosco per
l'appoggio dato al nuovo Istituto, intitolato al santo salesiano
Don Rodolfo Komórek .
Radio Aurora
affidata ai Salesiani
LONDRINA (Brasile) - Con la
donazione fatta ai Salesiani della
Radio « Alvorada » di Londrina
da parte di S . E . il Vescovo diocesano mons . Geraldo Fernandes,
pesa sui Figli di Don Bosco una
responsabilità in più nelle terre
del Paranà . La Capitale del Nord
Paranà, Londrina, città di uno
sviluppo vertiginoso, possiede varie stazioni trasmittenti, delle
quali la meglio equipaggiata è
la «Radio Alvorada » .
Un padiglione
per l'elettromeccanica
MACAU (Cina) - L'Istituto «Immacolata Concezione» di Macau, fondato nel tgo6, recentemente si è arricchito di un moderno laboratorio di elettromeccanica . Alla inaugurazione intervennero le massime autorità
civili e religiose, con a capo il
Governatore di Macau e il Vescovo .
Scuola intitolata
a Don Bosco
S . BENIGNO CANAVESE (Torino) - La nuova Scuola comunale di S. Benigno è stata intitolata a San Gicvanai Bosco .
L'Amministrazione comunale
aveva accolto la proposti dell'Associazione Ex allievi salesiani
di intitolarla al grande educatore, che parecciie volte fu
ospite del Collegio, offertogli dal
Comune 85 anni or sono per
una Scuola professionale .
Nuovo collegio
a Santo Domingo
VALVERDE (Santo Domingo) Nel rione Hatico della città di
Valverde è stato solennemente
inaugurato il nuovo Collegio accanto alla parrocchia salesiana .
L'Ispettore don Giuseppe Gonzàlez del Pino benedisse l'edificio
e il monumento eretto sul frontone a Maria Ausiliatrice, una
artistica statua in marmo di
Carrara .
Omaggio a un missionario
quasi centenario
TRELEW (Argentina) - I numerosissimi ex allievi e ammiratori
del venerando salesiano don Giovanni Muzio, apostolo del Chubut, hanno deciso di dedicare al
suo nome un collegio che sta
sorgendo in Trelew (Chubut).
L'onore di collocarne la prima
pietra fu riservato allo stesso
don Muzio nel giorno in cui
compiva 98 anni di età.
La popolazione del
centro di Gubernador
Gregores (Santa Cruz
Argentina) da tempo
sospirava la grazia di
avere una chiesa . Oggi
vede realizzato il suo
sogno con la benedizione della nuova
chiesa di N . S . di Fatima . S . E. mons . Maurizio Magliano S . D . B .
l'ha benedetta e ha
nominato il nuovo parroco nella persona
del salesiano don Giuseppe M . Brasesco .
Bombay è pronta al Congresso Euearistieo
In preparazione al Congresso
Eucaristico Internazionale di
Bombay, il cardinale Valeriano Gracias in una sua lettera di informazione ai fedeli
ha annunciato recentemente
con molta soddisfazione che
erano giunti a Bombay quattro
Sacramentini,
accompagnati
dal provinciale di Australia,
Padre McKenna, per installarvisi e impiantare a Bombay
l'adorazione perpetua a Gesù
Sacramentato . Questa era una
cosa che stava molto a cuore
al Cardinale .
Padre McKenna approfittò dell'occasione per tenere nella
cattedrale di Bombay un'ora
santa di adorazione . Scrive il
Cardinale : « Che magnifico
spettacolo fu quello di vedere
la cattedrale stipata di sacerdoti, di suore e di fedeli accorsi da ogni parte della città
e della periferia! Una cosa
commovente. Ne rimasi stupito e colmo di commozione,
toccando con mano la fede e
la pietà del nostro popolo .
E allora compresi che il Congresso Eucaristico non sarebbe stato soltanto un successo, ma avrebbe prolungato
negli anni il suo influsso salutare e il regno di Gesù in
mezzo a noi c:; me Signore
Eucaristico .
Padre McKenna parlò all'assemblea . E nel corso della
sua predicazione smontò le
obiezioni di coloro che sono
tentati di dire : " Perchè spendere tanti soldi in dimostrazioni di fede e di pietà quando
c'è urgente bisogno di costruire vani di abitazione soprattutto per i poveri, in certi
quartieri di BombayD" . Non
dimentichiamo quello che capitò quando Maria Maddalena
spezzò il vaso di profumo
prezioso e unse i piedi a
Gesù . È vero che bisogna
prima dar da mangiare agli
uomini e poi evangelizzarli,
ma è anche vero che l'uomo
non vive di solo pane . E vero
che si può adorare Dio presente nell'Eucarestia anche in
una capanna, ma è anche
vero che noi preghiamo meglio quando la nostra chiesa
è bella, ben adorna e conforme alle esigenze della Liturgia.
Io prego tutti di accogliere il
meraviglioso invito rivolto durante l'Ora Santa da padre
McKenna : fare di questa archidiocesi di Bombay una
archidiocesi eucaristica.
L'unico punto che mi lasciò
un po' inquieto - continua
scherzosamente a dire il cardinale Gracias nella sua lettera - fu il dubbio che la
mia gente potesse afferrare e
comprendere l'accento australiano di Padre McKenna . Mi
consolai pensando che qui a
Bombay da anni siamo abituati a udire il puro accento
inglese degli inglesi e dagli
irlandesi, ma anche l'accento
dei tedeschi e degli svizzeri,
e quello degli italiani e degli
spagnoli, dei francesi e degli
olandesi, dei portoghesi e dei
belgi, degli ungheresi e dei
polacchi, eccetera. Faccio notare, così per inciso, che l'accento indiano, sia nella lingua
inglese come in quella latina,
durante il Concilio Vaticano
venne abbastanza compreso
da tutti. Bombay, che è una
città cosmopolita, è pronta
ad afferrare ogni accento, di
qualsiasi parte del mondo» .
Così termina il cardinale Gracias e intanto lascia intendere
come fervano i preparativi e
come Bombay sia già organizzata per dare splendore
a un Congresso Eucaristico
di così alto livello spirituale
e di tanta varietà di lingue . 343
MONTEVIDEO (Uruguay) . Nel bicentenario della nascita del generale Giuseppe Artigas, fondatore della
Nazione Uruguayana, il Presidente del Consiglio Nazionale di governo, ing . Luigi Giannattasio e la sua signora inaugurano un artistico busto in bronzo al " Procér Maximo " nei cortili dei " Talleres Don Bosco " . È
l'omaggio dell'Opera salesiana dell'Uruguay - come affermò l'ispettore don De Paolis - al generale Artigas, eroe
non solo della sua Patria, ma dell'America e dei mondo per i suoi nobili ideali di libertà e di sana democrazia .
MAROCCO
Scuola di cultura e socialità a Casablanca
344
Una bella opera organizzata dai salesiani
a Casablanca nel Marocco sono i corsi serali,
che da parecchi anni contribuiscono più di
quanto si possa pensare all'affiatamento degli
spiriti e dei cuori .
Un salesiano, quindici anni fa, richiamò
l'attenzione della Camera sindacale degli imprenditori di Casablanca sul problema della
cultura popolare . La Camera accettò di costruire un vasto e accogliente locale, che è
oggi la sede dei corsi serali in lingua francese
e in arabo . Sette professori si dividono i
corsi, secondo un programma stabilito all'inizio di ogni anno scolastico .
Nel 1963-64 il numero degli allievi è stato
di quasi 200, provenienti da ambienti professionali molto diversi : operai, apprendisti, commercianti ecc .
Su 200 iscritti, quasi tre quarti sono marocchini, mentre l'altro quarto comprende
francesi, spagnoli, italiani e portoghesi . In
questi corsi non si fa distinzione di razza
o di religione . Difatti vi sono musulmani,
israeliti e cristiani, che convivono fraternamente .
I corsi rispondono a un reale bisogno di
cultura e di messa in valore della personalità
umana . Molti di questi giovani, e non più
giovani, sentono che non si può rimanere
eternamente in stato di minorità sociale e
vogliono diventare cittadini qualificati e competenti . Essi hanno compreso che per abbordare
i problemi politici, sociali ed economici del
mondo moderno, bisogna prima capirli, saper
leggere un giornale, sapere ascoltare una radio,
essere capaci di assistere a una conferenza .
È a questa legittima promozione intellettuale
e morale che partecipano i salesiani a Casablanca con l'opera dei corsi serali .
Dal 1948 più di 1400 giovani ne hanno approfittato, con risultati soddisfacenti sia nel
campo culturale che morale .
P
NAMA
La simpatia di un intero popolo per Don Bosco
Ancora una volta Don Bosco ha ricevuto
un vero trionfo dal popolo più giovane e più
esuberante dell'America . Come gli altri anni
Panamà ha dimostrato di essere la città che
più ama e venera il Santo . Nessun candidato
politico dei sette che qualche mese fa furono
in lizza per la presidenza è riuscito a raccogliere attorno a sè così straordinaria folla di
persone come quella che accompagnò Don Bosco nel suo passaggio trionfale per le vie di
Panamà . È uno spettacolo che si può contemplare ogni anno, e ogni anno appare nuovo,
impressionante, sorprendente .
La festa fu preparata da una fervente
novena, durante la quale S . E . mons . Francisco Castro Ramirez parlò a una folla che
ogni sera gremiva il tempio di Don Bosco,
traboccava nell'atrio e nelle vie adiacenti .
«Radio famiglia» trasmise le conferenze del
Vescovo e il giornale La Estrella de Panamd
preparò l'ambiente illustrando ai lettori la
vita di Don Bosco in 27 articoli . Si distribuirono pure a migliaia eleganti foglietti di
notizie salesiane con la sorridente immagine
di Don Bosco, perchè il Santo entrasse in
tutte le famiglie . Il primo giorno della novena celebrò all'altare di Don Bosco l'Ecc .mo
mons . Antonino Pinci, Nunzio di Sua Santità .
La festa ebbe il suo apogeo nella processione, che portò in trionfo Don Bosco per le
vie della città tra applausi, canti e preghiere
di una fiumana di popolo festante . Il vero
significato della festa però è nel numero stragrande di confessioni e comunioni, per cui
San Giovanni Bosco continua ad essere un
grande pescatore di anime.
Una bella iniziativa
pro Concilio
È in pieno svolgimento la terza Sessione del Concilio Vaticano li . Per
chi vive intensamente la vita della
Chiesa, è tempo propizio per elevare
preghiere e offrire opere buone .
A questo fine il salesiano don Giuseppe Tomaselli, si è fatto promotore della seguente iniziativa : offrire
ogni domenica per un anno la santa
Comunione per il buon esito del
Concilio e in particolare per ottenere l'unione delle Chiese separate .
L'iniziativa è diffusa mediante l'opu-
scolo Domeniche Santificate (presso
l'Autore, via Lenzi, 24 - Messina) .
Le anime zelanti - e pensiamo che
tutti i nostri Cooperatori siano tra
queste - diffondano a voce e per
iscritto i vantaggi di questa nobile
Crociata .
A Fagnano Castello (Cosenza) sul piedistallo del grandioso monumento eretto a Don Bosco si legge :
A SAN GIOVANNI BOSCO
CELESTE PATRONO DELLA GIOVENTÙ
FAGNANO CASTELLO
IN AUSPICIO DI PERENNE PROTEZIONE ERESSE
Il GIUGNO
Ig64
345
Dove Iodio ha seminato il dolore
DI MONS . STEFANO FERRANDO
Le volontarie di `Cristo
Sono di ritorno dalla visita ai campi degli
sfollati che dall'Est Pakistan sono fuggiti in
Assam (India) . Di questi 120 .000 sfollati
40.000 sono cristiani : cattolici e battisti .
Bivaccano ancora sotto capanne . Le previdenze del Governo non bastano ad alleviare
tutta, Suore Francescane di Maria e finalmente Suore Diocesane di Shillong . Con gioia
hanno risposto all'appello lanciato dall'Internuncio, S. E . mons . Knox . Iniziarono la vita
di comunità . . . ecumenica cementata e vivificata dall'amore di Gesù al servizio dei poveri :
sette differenti comunità in una sola!
"
La dottoressa suor Amalia e tutte le altre Suore compiono
prodigi di carità tra i profughi dal Pakistan nell'Assam .
346
tutte le sofferenze causate dalle piogge che
cadono ostinate . Ovunque è fango : « pute la
terra che tutto riceve » . Città di paglia e
bambù sono sorte come funghi, e le migliaia
di sfollati, che hanno perduto casa e terreno,
vivono nelle città del dolore, in attesa della
nuova vita che li riabiliti . In questi campi
sono passate, come angioli consolatori, le
Suore in una missione di misericordia con la
dedizione delle Volontarie di Gesù .
Abbiamo mobilitato le Suore per questa
missione di misericordia : Figlie di Maria Ausiliatrice, Suore della Carità di Milano, Suore
Spagnole di Cristo Be, Suore Apostoliche
del Carmelo, Suore di Madre Teresa in Cal-
Curate gli infermi "
Ogni mattina dopo la Santa Messa salgono
sulla jeep e partono per i campi . Le ho viste
rannicchiate in quei veicoli che con scossoni
e traballamenti sguazzavano per le strade
fangose piene di pozzanghere . Il loro arrivo
è salutato con gioia da centinaia di bambini
che, beati nella loro indigenza, le aspettano
da tanto tempo . Nel contemplare le accoglienze
affettuose io compresi la grandezza della maternità spirituale delle Suore . Così in mezzo
al dolore creato dall'odio dell'uomo, le Suore
passano beneficando : ove erano spine, spunta
il fiore dell'amore . Il primo comando di Gesù
è : « Curate gli infermi ». Non è necessario
usare molte parole per descrivere le condizioni
sanitarie dei campi degli sfollati . In quest'opera del « buon Samaritano » rifulgono più
che nelle altre, la bontà, la pazienza, l'eroismo
delle Suore . L'ambulatorio è in una capanna,
o se il tempo è bello, sotto un albero fronzuto .
Vi è sempre una lunga teoria di donne con
bambini, di vecchi, d'infermi che si trascinano
a stento .
I nemici numero 1 e numero 2
Sono la dissenteria e la malaria . Poi ci sono
piaghe da fasciare, infezioni degli occhi,
otiti ecc . Il vaiolo è stato debellato ; ma in
così vasti assembramenti di bambini scoppiano
ancora casi di virulenza ributtante . E le Suore,
come per avvolgerli in un'ala d'amore, si
curvano su quegli orrori e stanno lì senza
paura, mentre altri non ardiscono accostarsi,
neppure da lontano .
Abbiamo comperato per milioni di medicine e vitamine per curare gli infermi . Il Signore ispirò tante persone buone a mandarci
aiuti in denaro e medicinali . E questo lavorio
di misericordia va avanti da mesi .
Il Governo provvede riso, olio, sale . Ogni
famiglia ha la tessera . Ma ciò non basta per
gente che ha perduto tutto . Anche le nostre
Suore hanno distribuito migliaia di pentole
di ferro per cucinare ; più di 800 famiglie
ebbero un secchiello per attingere l'acqua ;
arrivarono nei campi centinaia di casse di
sapone . Ogni mattina vi è la distribuzione del
latte ai bambini . Così i Missionari e le Suore
collaborano col Governo .
Ma non di solo . . . riso
vivono gli uomini
Le Suore ogni giorno radunano la gioventù
in oratori quotidiani : insegnano ai cattolici
le preghiere, preparano alla prima Comunione :
distribuiscono vestiti, organizzano i giuochi,
scuole di canto, danno lezioni d'igiene .
Molte fanciulle nel Pakistan frequentavano
le scuole medie ; nei campi ci sono solo scuole
primarie . Ed ecco che le Figlie di Maria Ausiliatrice, fedeli alle più belle tradizioni salesiane, raccolsero nei loro internati di Tangla
e di Tezpur più di 200 ragazze, provvedendo
gratuitamente per la loro educazione e mantenimento . Altre ragazze furono accolte dalle
Suore spagnole, e più di 100 ragazzi nelle
case dei salesiani .
Non abbiano ancora parlato del lavoro dei
Sacerdoti salesiani : don Buccieri, don Costa,
don Willy, don Busolin e altri . Essi non risparmiano sudori e sacrifici per recare i conforti della fede .
Ricordo le Messe serali che celebrai negli
immensi capannoni adibiti a chiese con i
cristiani pigiati all'estremo . Una sera avevo
Assam-India . Donna Garo profuga dal Pakistan, felice
di avere dai missionari una pentola per cuocervi i cibi .
appena finito di dare la Benedizione, quando
scoppiò un uragano . Il vento furioso minacciava di scoperchiare la chiesa . La raffica
ruggì per un'ora . Le tenebre erano rotte dalla
luce a guizzo delle scariche elettriche e dai
lampi . Tutti rimanemmo fermi, pregando e
aspettando la fine del ciclone . Era l'immagine
di quello che era successo nella loro vita .
La Chiesa Cattolica ancora una volta si è
mostrata « madre e maestra » .
« E noi abbiamo creduto alla carità » .
Assam . Queste donne Garo profughe dal Pakistan trovano nella pesca una delle poche risorse per sfamare la famiglia .
M97
Come si inizia
UNA MISSIONE
Mons . Giovanni Marchesi, Vescovo coadiutore del
Rio Negro (Brasile) rievoca le epiche giornate degli
inizi della Missio e tra i Tucanos . Giovanissimo
missionario, ebbe l'onore di essere il braccio destro
del grande pioniere ed eroe delle Missioni nelle selve
amazzoniche, don Giovanni Balzola . Mons . Marchesi
ha accolto il nostro invito solo quando gli abbiamo
fatto balenare la speranza che le sue memorie sarebbero servite ad alimentare lo spirito missionario
in molti lettori e a far sorgere in qualche cuore
generoso un ideale che vale una vita : l'apostolato
missionario di punta .
A Saò Gabriel, sede della Prelazia del
Rio Negro (Brasile) i missionari sono in
festa . Il Prelato ha portato loro una notizia
che li riempie di gioia : ti fonderà il primo
centro missionario tra gli indi Tucanos .
Don Giovanni Balzola, il grande veterano,
è scelto come capo della nuova missione .
Tutti siamo entusiasti della scelta ; ciascuno
in cuor suo accarezza la speranza di accom pagnarlo . Una sera Don Balzola mi chiama,
si fa serio e mi dice : « Si sentirebbe di accompagnarmi a Taràcuà per fondare la nuova
missione tra i Tucanos? » .
Quella notte non potei dormire per la gioia .
Il vecchio motore scompare nelle onde
3411
Taracuà sorge a 350 chilometri da Saò Gabriel, sul grande fiume Uaupés ; è abitata
dai Tucanos con le loro 18 sotto-tribù . I preparativi durarono tre mesi . Si acquistò un
piccolo e vecchio motore di seconda mano .
Preparammo alimenti, attrezzi da lavoro,
sementi, medicinali, un po' di stoffa e un
altarino portatile . Tutto era pronto, ma
quale delusione quando, il mattino della
partenza, al momento di caricare la piccola
imbarcazione, non la trovammo piú! Nella
notte la piena crescente del fiume aveva
agitato il vecchio motore fino a slegarlo
dal tronco e a farlo scomparire nelle onde.
Provvidenzialmente alcuni pescatori lo trovarono e lo ricondussero alla missione .
Era il 13 giugno 1923, giorno della partenza.
Il fiume, quel mattino, era nella massima
piena . Il vecchio motorino fin dai primi
momenti cominciò la lotta contro le correnti
impetuose . Tutti c'improvvisammo marinai
remando, aggrappandoci ai tronchi della
sponda e alle volte sbarcando e tirando una
lunga corda lungo la riva . Cosí per due
lunghi giorni, finché lasciammo il Rio Negro,
per entrare nelle acque placide del maestoso
Uaupés . Ma il vecchio motorino faceva acqua
e noi, curvi sulla carena, lavoravamo senza
interruzione a buttarla fuori finché, per non
naufragare, dovemmo approdare e scaricare
tutto . Il Signore ci venne in aiuto : un amico
della missione cedette il suo motore e potemmo proseguire . Da allora la vita di bordo
fu quella di una casa salesiana . Si pregava,
si lavorava, ci si nutriva di pesce acquistato
in viaggio . Alla sera si pernottava in qualche
capanna . Gli indi ci offrivano un luogo per
legare le nostre amache ; il mattino si celebrava circondati dagli indi, che assistevano
in religioso silenzio .
Finalmente, la sera del 21, avvistammo
Taracuà, tra due grandi distese del fiume;
essa fu già sede della missione dei Francescani dal 1850 al 1854 .
Dove avremmo dormito quella sera? dove
ci saremmo accampati? Interrogativi preoccupanti, a cui rispose la gradita sorpresa di
vedere una capanna, che un gruppo di Tucanos avevano preparato proprio per noi .
Era stata una gentile idea del loro capo
Michele, un cacico molto simpatico, che volle
aiutarci con i suoi uomini a scaricare le
nostre suppellettili e a portarle nella capanna
distante un'ottantina di metri. Questa misurava metri 7 x 12 . era coperta di foglie di
palma, chiusa all'intorno con tronchi di palma,
senza porte e senza finestre . Qualche sigaro
rese felici quegli indi . Cenammo sopra casse,
non avendo né tavola né sedie . Sospendemmo
le nostre amache e il Prelato ci diede una
Brasile - Rio Negro . Porto della Missione di Taracuà, la cui sponda resta coperta per circa cinque mesi dalla piena
del fiume, che raggiunge i sette metri presso la sponda .
di quelle « buone notti » che non si dimenticano.
Non dormimmo : le emozioni furono piú
forti della stanchezza . Durante la notte una
grande colonna di terribili formiche assalì le
nostre provvigioni . Quando ce ne accorgemmo,
molte erano già di ritorno spingendo un
chicco di riso o un granello di farina . Don Balzola fu il primo a sterminarle con fuoco e
petrolio. Si lavorò a lungo, finalmente l'invasione cessò ; ma le scarpe e la veste ne erano
piene e le gambe grondavano sangue per le
tenagliate ricevute .
Tra gli indi Tucanos
Di buon mattino gli indi ci svegliarono
col loro bagno clamoroso . Alla prima Messa
celebrata in quella solitudine assistette Michele con i suoi uomini, immobili e in atteggiamento rispettoso .
Quel giorno si lavorò molto per dividere
la capanna in quattro piccole stanzette : la
cappella, il dormitorio, il refettorio, un deposito . In mezzo, un corridoio che sarebbe
stato la nostra sala di ricevimento . Larghe
cortecce di alberi con pali per traverse e
legate con liane dovevano formare le pareti
divisorie . A questo lavoro pensarono gl'indi,
mentre noi con gli assi delle casse preparammo il mobilio : tavole, tavolini, scanni . Quella
sera potemmo inaugurarli . Ma tutto quel
giorno fummo assaliti da una nuvola di moscerini, che ci coprivano la faccia punzecchiandoci spietatamente . Don Balzola non sembrava accorgersene, mentre i moscerini cadevano turgidi di sangue dalla sua faccia lasciandola punteggiata di rosso . « Li allontaneremo
abbattendo gli alberi tutto all'intorno », diceva senza interrompere il suo lavoro .
In quelle che noi chiamavamo stanzette
si svolgeva la nostra vita : pregare, accostare
gli indi, studiare programmi di lavoro missionario erano le nostre occupazioni ; il mangiare era diventata l'ultima cosa . Don Balzola era così .
La terza giornata fu destinata a innalzare una cappella anch'essa provvisoria nei
ruderi dell'antica cappella di San Francesco
d'Assisi, ormai sepolta nella selva . Trovammo
ancora resti di legname che servirono a preparare l'altare . Oggetto delle nostre cure
particolari fu il tabernacolo, che rivestimmo
all'interno di seta . Il mattino dopo fu benedetta, vi si celebrò la prima Messa e si fece
la consacrazione della nuova missione al
Sacro Cuore di Gesti . Da quel giorno non
fummo più soli: con Gesù tutto avremmo
sopportato .
Il Prelato volle anche inaugurare una piccola stazione termopluviometrica, voluta dal
Governo federale, importante per essere sulla
linea equatoriale . Si fece col Prelato un'ultima riunione per definire il programma di
lavoro paziente di contatto con gli indi
lungo il fiume e i suoi vari affluenti, per
349
Brasile - Rio Negro . Danza in canoa di giovani Tucanos sulle placide acque del rio Uaupés . Questa canoa consta
di un solo tronco, scavato col fuoco e levigato con sassi .
progettare costruzioni per scuole, lavori agricoli, internato ecc . Eravamo tre soli : don Balzola, il coadiutore Augusto Framarin e il sottoscritto, ma l'entusiasmo ci moltiplicava .
Accompagnammo al porto il Prelato, che ci
benedisse e ci lasciò pieni di tristezza . Ma
don Balzola ci rianimò e superammo la nostalgia immergendoci nel lavoro . In poche settimane quell'angolo di selva si trasformò e
l'area della futura missione fu pronta . Una
bella strada ci legava alla maloca indigena,
gli indi, seguendo l'esempio di Michele, divennero presto nostri amici . Michele era l'uomo
di fiducia, il nostro interprete e . . . professore
di lingua . Tutto questo per merito di don Balzola, uomo pieno di senso pratico, di tatto
sicuro, formato nella lunga esperienza di vita
nii-sionaria tra i Bororo .
Orge selvagge
L'arrivo dei missionari e le novità portate
avevano fatto dimenticare agli indi le loro
orge consuete . Ma un giorno dalla capanna
osservai un'animazione insolita nella maloca .
Uomini e donne erano affaccendati a preparare succo di canna e torte di mandioca tostata ; grossi pali incavati si riempivano rapidamente e si coprivano con foglie di banana .
Alcuni erano già andati a fare gl'inviti e il
giorno seguente si videro giungere da ogni
direzione canoe che portavano famiglie intere .
Verso sera gli indi sono pronti : tatuati,
con grosse penne sul capo, collari di denti
di animali, scudi e lance per i capi . Dal
vicino affluente gli uomini ritirano lo strumento misterioso del jurupary . Alle prime
note, che riempiono le selve di un suono
roco e profondo, le donne che non lo possono
vedere, si raccolgono nella maloca, anche
gli uomini si avvicinano, scompare il jurupary
e comincia la festa . Sulla porta della maloca
gli invitati salutano ad uno ad uno gli irivitanti e offrono il loro dono : pesce, frutta,
formiche tostate . Poi si fanno le libagioni :
prima gli uomini, poi le donne tracannano
la bevanda alcoolica in ciotole . Quindi gli
uomini formano un grande circolo ponendo
l'uno la destra sulla spalla dell'altro e toccando con la sinistra qualche strumento,
mentre i piedi marcano il ritmo della danza .
Entrano pure le donne e danzano seguendo lo
stesso ritmo . Continuano così anche un'ora .
Poi passano ad una nuova libagione . Negli
intermezzi, ancora suoni e lunghe risate. Così
l'orgia dura finchè ci son bibite, anche fino
alle prime ore del mattino, quando si coricano ubriachi nelle amache . Al mattino tornano alle loro maloche sudici e tatuati,
abbrutiti dall'alcool . Sono frequenti i disordini morali, le liti, le vendette, i ferimenti
ed anche le morti . Mons . Giordano, che fu
il primo Prelato della missione, diceva : « Li
incontro continuamente nelle orge, o di ritorno o diretti all'orgia, così da far pensare
che questa sia la loro vita . Quando sarà
che riusciremo a farle scomparire? . . . » .
Piraterie dei bianchi
La vita tranquilla dei missionari era spesso
turbata dal passaggio di imbarcazioni di civilizzati, nazionali od esteri, in cerca dei prodotti delle selve . Immancabile la loro visita
alle maloche per comperare alimenti, ma il
più delle volte per arruolare rematori, e operai .
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(Australia) - L'ispettore Salesiano don W . Cornell benedice una sezione della
nuova proprietà, che sarà .
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studentato filosofico e della
casa di formazione per coaARACAjú (Brasile) - Un
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Senza controllo delle autorità, vi commettevano molti abusi ; gli indi, appena li a vvistavano . s i allontanavano dalle maloche lasciando solo i vecchi e i malati . Quegli avventurieri molte volte vi compivano dei veri
saccheggi, uccidevano galline e porci e lasciavano compensi irrisori . Spesso usavano violenza anche alle persone imbarcandole a viva
forza . Frequenti reclami giungevano al missionario, l'unico che avrebbe potuto col suo
prestigio morale impedire tali abusi .
Il 15 agosto di quell'anno, festa dell'Assunta, ecco arrivare una piccola canoa con
due vecchi in lacrime . I bianchi avevano
rubato loro un figliuolo e una figliuola adulti,
unico sostegno della famiglia . Avevano dormito presso la maloca e al mattino, in occasione del bagno, li avevano afferrati e trascinati nella loro barca, allontanandosi rapidi .
« Ecco la canoa - conclusero i due vecchi va a strappare i nostri figli dalle loro mani » .
Tutti gli occhi erano su di me . M'imbarcai
coi due vecchi e non tardammo a raggiungere i pirati bianchi . Ci ricevettero in piedi
a prua : erano mezzi ubriachi, avevano il
fucile in mano e la cintura piena di cartucce .
Mi conservai piú calmo che potei e intimai
loro con energia di consegnare i due giovani .
Si mostrarono contrariati . Li feci uscire dalla
barca e per la seconda volta con accento
che non ammetteva replica intimai : « Se vi
han fatto dei torti, la Missione risponderà
per loro, ma voi non potete portarli via » .
Ordinai quindi ai due poveretti di salire
stilla nostra canoa, poi subito ci allontanammo . Avevo arrischiato la vita, infatti
vidi i due bianchi agitare il fucile e li udii
urlare parole che non potei capire .
Dal porto della missione intanto i nostri
ci avevano seguiti con ansia e quando videro
i due giovani nella nostra canoa, fu un'esplosione di gioia .
Questo non fu che la prima di una serie di
dure lotte per strappare gli indi rapiti dalle
mani di quegli avventurieri e impedire sevizie
e saccheggi . Ma questa attività rischiosa servì
a guadagnare al missionario affetto e venerazione . Più volte abbiamo udito gli indi
rievocare la vita precedente ed esclamare :
« Quante corse precipitose per sfuggire a
quei miserabili bianchi! ».
Scompaiono le maloche,
sorgono villaggi
Il piccolo seme lanciato nelle selve di
Taracuà crebbe a poco a poco in albero fruttifero. Aumentò il numero dei missionari,
giunsero le Figlie di Maria Ausiliatrice, si
riempirono gli internati di ragazzi e di ragazze,
portati spontaneamente dai loro genitori, e
Taracuà divenne un centro d'intensa vita
cristiana, al quale accorrevano anche da
nuclei distanti . Le feste che vi si celebravano con tutta solennità, lo spettacolo della
vita disciplinata, allegra ed espansiva degli
internati, l'atmosfera di pietà e di gioia che
aleggiava nella missione, prepararono il terreno alle conversioni . Cominciarono i gruppi
del catechismo in lingua tucana nella missione e fuori, si videro numerosi indi adulti
accostarsi ai Sacramenti ed ebbe inizio l'accorrere alla missione di famiglie intere, che
chiedevano l'istruzione religiosa e ricevevano fino a tre lezioni di catechismo al
giorno .
Ma c'era ancora un guaio molto serio : i
nuovi cristiani adulti e i i giovani preparati
negli internati dovevano tornare alla vita
comune nella maloca in mezzo a pagani .
Bisognava rivoluzionare pacificamente la vita
indigena, che si incentrava nella maloca .
Sorse così l'idea di fondare villaggi indigeni .
Ancora si ricordavano i villaggi delle missioni Carmelitane del 1700 e quelli dei Francescani del 1800 . L'idea, diffusa, piacque a
molti . Se ne promosse l'attuazione promettendo aiuto : il missionario avrebbe insegnato
a costruire le case, avrebbe fornito gli arnesi per la costruzione, gli strumenti agricoli ed anche gli aiuti di prima necessità .
Così nel giro di soli cinque anni scomparvero le maloche e sorsero villaggi indigeni
con le loro case ben allineate, sulle quali la
missione metteva una targa col nome del
villaggio, l'anno di fondazione e il titolo
« Missione Salesiana », riservandosi così il
diritto di tutelarne gli abitanti contro i
cosiddetti civilizzati bianchi .
I villaggi, provvisti di modeste cappelle,
facilitarono anche la catechesi e resero difficili e quasi impossibili le grandi orge, che
oggi si possono dire scomparse . Ogni giorno
i cristiani, chiamati dal catechista, si radunano
nelle cappelle per la recita del Rosario . Il
catechista prepara i pochi che sono ancora
pagani ai Sacramenti ; cosí nelle solennità
liturgiche abbiamo gruppi di indigeni che
vengono dai vari villaggi, già pronti a ricevere il battesimo .
È stata, come si vede, una pacifica rivoluzione, che ha trasformato tutto un mondo
selvaggio in un mondo nuovo . E oggi il
missionario raccoglie i frutti del suo umile,
paziente, fiducioso lavoro di portatore di
benessere e di civiltà cristiana .
MONS . GIOVANNI MARCITESI
Vescovo coadiutore del Rio Negro (Brasile) 353
m
ft
Arr
é
Riconoscente a Maria Ausiliatrice
per duplice grazia
Nei primi mesi di quest'anno mi trovavo
in Europa in cerca di fondi per poter completare il nostro Aspirantato di Shillong (AssamIndia) . Un giorno mi giunsero notizie allarmanti dalla mia Missione : a Shillong avevano
dovuto sospendere i lavori per mancanza di
mezzi e di materiale ; dal Pakistan Orientale fiumane di profughi si riversavano nelI'Assam, molti di essi cattolici ; una mia carissima sorella, Figlia di Maria Ausiliatrice,
versava in gravissime- condizioni di salute .
Decisi allora d'interrompere il mio giro di
propaganda e di far ritorno in India . Avevo
fortunatamente raccolto qualcosa, tanto in
Italia come nel Ticino, e quindi non tornavo
a mani vuote . Fissai il giorno della partenza
per il 17 aprile . Sarei tornato in aereo per
far più presto . Ogni giorno era prezioso .
Senonchè all'ultimo momento dovetti rimandare la partenza di tre giorni . Fu quella
la mia salvezza perchè l'aereo del 17 aprile
scomparve con tutti i passeggeri nelle acque
del Golfo Persico .
Io presi l'aereo del 2o e potei arrivare felicemente a Shillong il 24 aprile, all'inizio del
mese dell'Ausiliatrice. Il giorno dopo mia sorella subiva una difficile operazione . I dottori
temevano per la sua vita . Ma la nostra cara
Ausiliatrice vegliava sulla sua Figlia e ascoltò
le preghiere che si facevano per lei . Dopo
qualche giorno Suor Maria era fuori di pericolo . Ora ha ripreso il suo lavoro tra i suoi
Avviso importante
Saremo particolarmente grati a chi ci
vorrà segnalare :
• gli indirizzi errati
• l'arrivo di doppioni allo stesso nominativo o nella medesima famiglia
• i cambiamenti di indirizzo, unendo
anche l'indirizzo vecchio
354
ammalati di Nongthvmmai e non accusa
alcun disturbo .
Sono tornato di nuovo in Italia per riprendere i miei giri di propaganda . Mentre pieno
di riconoscenza ringrazio la nostra potente
Ausiliatrice per la duplice grazia ricevuta, le
chiedo che mi aiuti a trovare i mezzi per dar
presto inizio alla nuova Missione Salesiana
nel Bhutan .
Torino, 24 agosto 1964
DON LUIGI RAVALICO
Un gravissimo incidente automobilistico
Il 22 gennaio del corrente anno mio genero
ebbe un gravissimo incidente automobilistico,
nel quale venne colpito al cervello . Il colpo
gli paralizzò completamente il lato sinistro,
dalla faccia al piede . Per tre giorni rimase in
coma, tra la vita e la morte, e per dieci giorni
in gravissimo pericolo . Ma grazie alle preghiere delle Figlie di Maria Ausiliatrice di
« Our Lady of Mercy School s e dei bambini
della scuola, rivolte all'Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco, dopo solo un mese mio genero
ha potuto riprendere la sua vita normale,
riacquistando il completo movimento del lato
sinistro.
Baton Rouge Louisiana (Stati Uniti)
JULIETTE HICKEY
Immediatamente ebbe un miglioramento
Una buona signora, Rabino Carla di Canale
d'Alba, mi ha consegnato un'offerta che mi
son fatto premura di trasmettervi . È in ringraziamento a Don Bosco per grazia ricevuta .
Il bambino miracolato si chiama Luigi Rabino di anni 5, domiciliato in Canale d'Alba .
Colpito da bronchite polmonare capillare e
dichiarato inguaribile dai medici, fu raccomandato dalla mamma a San Giovanni Bosco .
Immediatamente ebbe un miglioramento che
lo portò alla guarigione perfetta .
Se credete di rendere pubblica la notizia,
mi rendo io garante della veridicità del fatto .
Masio (Alessandria)
DON SECONDO BORIO
PARROCO
Altri cuò
riconoscenti
Ada Bollo (Piancereto-Aless .) ringraziando M .A ., S .G .B .,
S.D . offre un lettino pro Missioni .
Giovanna Varassi (Torino) ringrazia M .A. per evitata
grave operazione .
Maria e Pierina Zappa (Villa Romanò-Como) sono riconoscenti a S .G .B . per la guarigione di un cugino dopo
un anno e mezzo di sofferenze .
Fam . Bisone (Torino) invia offerta ringraziando M .A .
per la protezione avuta.
Margherita Serafino Raineri (Torino) è riconoscente a
M .A ., a S .M .Mazzarello, a D .F .R . per due grazie ricevute .
Maria e Carlo Campana (Gozzano-Novara) inviano offerta a S .G .B . per grazie ottenute .
M . B . (Bra-Cuneo) ringrazia con offerta M .A . per la
liberazione di persona cara da incubo pauroso .
Concettina Costa (Paternò-Catania) ridotta due volte
in fin di vita, potè superare la crisi pregando con fiducia
M .A . e S .G . Bosco .
Maria Battezzati (Monte-Aless.) operata di appendicite
e complicazioni, si raccomandò a M .A . e a S .D .S . e
potè tornare a casa guarita .
Sac . Oreste Priami (S . Concordio-Lucca) trovandosi
in grave pericolo di vita, invocò con fede M .A . uscendone salvo .
Maria Rita Liuzzo (Palermo) pregando M .A . superò
felicemente un'operazione che temeva assai .
Rosa De Luca (S . Agata li Battiati-Catania) temendo
una grave malattia per il marito sofferente, elevò preghiere a M .A . e a D .F.R ., dopo le quali si scoperse
la causa del male in una infiammazione che potè essere
curata .
Maria Campagnolo (Ramon di Loria-Treviso) con la
famiglia iniziò una fervorosa novena a ALA . e a S .G .B .
per la mamma, ottenendo la cessazione di frequenti
infarti che ne mettevano in pericolo la vita .
Direttrice Istituto E . Amico (Pietraperzia-Enna) ringrazia
M .A . perchè la casa fu salvata dall'incendio con l'aiuto
di operai casualmente sopraggiunti ; e perchè altra volta,
alla caduta del fulmine sulla cuspide del campanile,
non si ebbero danni alle persóne .
Maria Gesuina Poggi (Albisola-Savona) rende infinite
grazie a M .A ., e a S .G .B . per la guarigione del marito
da pleurite inoltrata .
Mariannina Cimino (Cefalù-Palermo) pregando M .A.
e S.G .B ., ottenne la guarigione del fratello e della sorella .
Gelmino Vesentini (S . Michele Extra-Verona) ringrazia
S .G .B . per la stia sistemazione in un istituto salesiano .
ottenute per l'intercessione di Maria Ausiliatrice e di S . Giovanni Bosco, di S . Maria Mazzarello, di S . Domenico Savio
e di altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte
ed elemosine per sante Messe di ringraziamento - i seguenti :
Abbiati Lina - Accornero Virgilio - Adaini Maria - Agabitini Chiara - Airoldi Felicita - Alotto Costantino - Altare Gelma - Amaducci Giuseppina - Ammatura Maria Anastasia Coniugi - Arceri Gemma - Arcidiacono Nunzia Arese Lucia - --rmaleo Santa - Arnoldi Bonaiti Giovanna Astegiano Paolina - Atzeni Giuseppa - Atzori Albina Augello Miraglia Calogera - Augelucci Vienna - Avagnina
Renzo - Avover Gesparina - Bagnasco Aldo - Bagnati
Luigia - Baldo Silvana - Balocco Clara v . Delsignore Balotelli Lena - Baracchi Carlo - Barbaglini Carmine Barberio Celi Laura - Barbero Daniela - Barbieri Mercedes .- Barsotti Palmira - Bartolomasi Rosa - Bassani Antonietta - Bassi Maria ved . Zucchi - Basso Margherita Battaglia Tignino Concetta - Battazza Ciro - Battista Concettina - Battistotti Augusta - Beatrici Eugenio - Begele
Rita - Bella Bruno - Bella Santina - Berro Anna - Bertani
Leda - Bertinotti Elisa - Bertoli Tosolinda - Bertolo Emma
- Bertolucci Giulia - Rertotto Annetta - Bettinelli Maria Bevilacqua Bianca - Biancheri Clelia - Biglino Lucia Binda Maria - Bisegna Fortunato - Boeri don G . Battista Bonacina Angelo - Bonalumi Camisasca Lina - Bonola
Sofia - Bordizzo Oscar - Bosco Antonio - Bosio Teresa Bottaro Elda - Bracelli Natalina - Brunod Maria - Burlando Maria - Buttarello Boraso Maria - Cacciarfico Rita Cagnisso Elsa - Caiani Angela - Cairola Giriuio C'ara Calcagni Rosa - Calcia Franco - Calosso D . Michele Caltagirone Giorgio - Cammarata Maria - Campagnolo
Tersina - Cangiano Maria - Canesi Mariarosa - Canigiu
Mariuccia - Cannata avv . Pompeo - Caramori Dotti Virginia - Carboni Domenica - Caregnato Nives - Carella
M . Sandra - Carmina Gaetana - Caronia Lina - Carracciori Santina - Caruso Maria - Casari Vito - Cason Rosa Castiglia Giancarlo - Castro Beni - Casucci Rosa - Cattaneo Ottavina - Cavalli Elia - Cena cav . Domenico Cento Maria - Ceresa Fernando - Cerini Vittorina - Cerreti Severina - Cerri Pierina - Cerruti Anna e Serafina Cerutti R . - Certalani Vilma - Cesarin Ada - Chiaria Eugenia - Chiavetta Grazia - Chiola Stupino Maria - Ciociola Tiretta Flora - Cirillo Olga - Cirrincione Giuseppina - Ciulla Rina - Coco Rosa - Coletto Foppa Virginia Colizzi Cosimina - Colomba Maria - Colombino Virginia Colombo Losa Amelia - Comaschi Giovannina - Compagni Carmela - Concas Maria - Concina Maria - Conti
Fam . - Cornici Pia - Corti Carnevale Emilia - Cossu Emanuela - Costa Masita - Cremona Maria - Cretier Odilla Cristofari Elvira - Cuaz Stefania - Culacciati Rachele Dagiio Evasio - D'Agostini Anna - Dal Bello Ines - Dalmasso Musso Lea - D'Altri Maria - Damasio Teresa Damiani Arrigo - D'Angelo Carmela - D'Angelo Gaetano - D'Atri Iside - Davico Galliano Ernesta - Deambrosis Gina - De Battista Francesco - Debernardi Enrica De Carlo Serafina - De Carolis Tersina - De Cieco Medesta - De Col Livio - Dedonato Luisa - Degara Tersina - Dellarole Pier Carla - Delpanno Gentile - De Luca
Rosa - De Maron Angela - De Sanctis Margherita - Di
Bartolo Paola - Di Franco Maria - Di Fazio Pinuccia Dilda Maria - Di Mario Carmela - Di Massa Comentale
Gilda - Dispenza Giuseppa - Esposito Rosarina - Fahris
Elisa - Falciola Godio Angela - A'arinella Gianforti Giuseppina - Faroppa Costanza - Favre Palmira - Fedeli
Alberto - Ferin Cudini Elisa - Ferrara Concetta - Ferrari
Antonio - Ferrari Clorinda - Ferrario Maria - Ferraro
Bosio Maria - Ferreri Angela - Ferro Luisa - Fiducia
doti . Antonino - Filocamo Emanuele - Fiera Matilde Fiorodi Noemi - Firpo Maria - Fisichella Paolo - Fiumalbi Vittorio - Fontanella Rosella - Foppiano Pavani
Iolanda - Forneris Maria ved . Azeglio - Fori Tina e Giuseppe - Forti Luciana - Fori Elena - Francaviglia Emilia Franco Giuseppina - Frangioli Rosina - Frescura Emilia Frondoni Negri Pia - Frontini Amalia ved . Forestiere Frova M . Antonietta - Fumagalli Vercesi Giuseppina Gabba Cristina - Gaetani Alfonso e Lidia - G,.ggiali Angelina - Gagliardi Concetta - Gallizia Anselmina ved .
Budai - Gamalero Margherita - Gandolfi Ines - Garatti
Lorenzo e Maria - Garetti Costa Ernesta - Garibaldi Maria
Luisa - Garlaschi Nora - Garlisi Filomena - Garnero
Maria - Garré Giovanna - Garrone contessa Caterina Garzia Agostino - Gatti Giulia - Gaudino Ida - Gaudio
Lina - Gavazzeni Guido - Gavinelli Angelo - Gazzola
Clelia - Gelpi Squaratti Caterina - Geraci Costa Lina Geracitano Caterina - Germinaria Anna - Ghiglione D .
Antonio - Giachetti Lucia V . Gianotti - Giambrone Vincenzo - Gibellini Antonio - Gigliento Mirella - Gilardi
Faustina V . Giorio - Gilli Enrica - Giordano avv . Giacomo - Giuliani Martini Ifigenia - Givone Giovannina Goldoni Aldo - Gori Amedea - Granata Rosa - Grassi
Esterina - Grassi Giacomo - Grasso Tommasina - Grattarola Antonietta - Grattieri Franca - Graziosi Bice Gucciardo Vincenza - Guerrasio Laura - Guli Laura lachino Teresa - Iamatti Sanzani Pinuccia - lannelli Giuseppina - Infranta Angelina - Invernizzi Gina - Invernizzi
Renato - Iunod Ines - Janin Piera - Lai Giovanni - Laurea
Elvira - Legé Margherita - Leoncini Maria - Leoni Erminia - Lio Pietro - Lodigiani Maria - Longoni Bianca Lorenzi Adele - Lorenzini Amalia - Lubiato Aurelia Magro Emma - Maida Girolamo - Malagutti Luisa Malasagne Macchia Emma - Maldini Olga - Mancini
Marina - Manganella Teresa - Mantia Antonino - Mantovani Giulia - Marcantori Libera - Marenduso Ernesto Marengo Amalia - Marinelli Michele - Martignone Eleonora - Martinengo Francesca - Masera avv. Guido - Martella Anna - Massarini Sabatino - Mauro Anna - Mazza
Tellaroli Maria - Mazzini Italo - Melica Cesarina - Mencacci Elba - Menì Armida - Mereu Attilio - M.erlini Emma
- Merlo Giuseppina - Mezzano Natalina - Micelli Erminio - Michelino Pierina - Milanese Pierina - Milano
Lucia - Milazzo Maria - Mion Maria - Molinari Fanny .
355
fez
inlezeeòò/ ne di
S. DOMENICO SAVIO
La scienza medica si rivela e dichiara
impotente
Nostro figlio Carlo di I S anni, per decisione del medico di famiglia, si dovette ricoverare in ospedale, perchè già da alcuni giorni
in preda ad alta febbre . Ma, nonostante i molteplici tentativi dei medici, protrattisi molti
giorni per una diagnosi obiettiva del male ;
nonostante le cure del caso, moltissime e svariate, il nostro figliuolo era sempre travagliato,
sempre più logorato e disfatto da febbri altissime e misteriose che ne peggioravano di
giorno in giorno le già gravi condizioni .
Allora l'affidammo con fiducia al caro San
Domenico Savio, quindicenne come il nostro
Carlo . Gli mettemmo al collo la reliquia del
Santo e incominciammo con fede la novena
perchè ce lo guarisse . Tante anime innocenti
si unirono alle nostre invocazioni . Ora, al termine della novena, proprio quando i medici,
impotenti, spegnevano le nostre ultime speranze gettandoci nella più grande angoscia,
il nostro Carlo, a un passo dalla tomba, cominciò a migliorare ; ed oggi, dopo 73 giorni
di ospedale, è ritornato fra noi guarito, ed è
ritornata con lui la gioia nella nostra casa .
Immensa è la nostra riconoscenza al caro
Santo, rafforzata la nostra fede nel Signore e
nella potente intercessione dei suoi Santi ; e,
come da promessa, rendiamo pubblica la
grazia straordinaria, e inviamo un'offerta, pregando il caro Savio che protegga sempre il
nostro Carlo e ce lo tenga lontano dai mali
fisici e soprattutto da quelli spirituali .
Roma
356
CENZINA E CIPRIANO LOMBARDI
Non passarono che poche ore
Il neonato non dava segni di vita perchè
intossicato . Il medico e quanti mi curavano
con l'espressione del volto mi facevano capire
.che c'era poco da sperare . Allora, stringendo
tra le mie mani l'abitino di San Domenico
Savio, lo invocai con tutta la mia fede, p rometten.do di mettere al bimbo come secondo
nome quello di Domenico . Non passarono che
poche ore ed ecco che sento un debole respiro,
accompagnato da un debole pianto : era salvo!
Lascio immaginare alle mamme la gioia che
provai . Il bambino ora è sotto la protezione
di San Domenico Savio, ed è anche questa
una grande grazia .
Catania
ANNA INZIRILLO NATA RUSSO
La gioia di una mamma
Piena di gioia e di riconoscenza, vorrei gridare a tutte le mamme che sono nelle condizioni in cui ero io fino a un anno fa : provate,
sperimentate l'intercessione di San Domenico
Savio e lo troverete sensibilissimo alle preghiere delle mamme infelici .
Dopo cinque anni di matrimonio e di dolorose vicende deludenti, i medici ormai ci
toglievano ogni speranza che un bimbo allietasse la nostra casa . Ma una buona amica mi
parlò di San Domenico Savio e del suo abitino, che io acquistai e indossai con fede .
Dopo nove mesi di preghiere e di fiducia in
Maria Ausiliatrice e nel piccolo Santo, è nato
un bimbo sano e robusto, con grande ineraviglia dei dottori.
Chiedo sia pubblicata questa grazia a lode
di San Domenico Savio .
Firenze
MARIA PIA CARMIGNANI
Fortunata Sperti (Pielungo - Udine) nel timore di perdere anche il terzogenito, ricorse con preghiere e con
l'abitino a S . D . S . ottenendo la grazia desiderata .
Franca Balocco (Acqui Terme - Aless .) affidò alla protezione di S . D . S . il piccolo Danilo, tormentato da bronchite asmatica, e potè riaverlo guarito .
Maria Anselmo (Pavone-Torino) vedendo cadere la
bambina dalla tavola a terra, invocò l'assistenza di S . D. S .
e la creaturina fu salva .
Adriana Gasparini (Milano) invocando M . A . e S . D . S .
ebbe in difficili condizioni di salute un bimbo prematuro
che sopravvisse .
Eugenia Burdese (Alba - Cuneo), nonostante avverse
previsioni dei dottori, raccomandandosi a S . D . S . potè
avere il suo piccolo Maurizio in buone condizioni .
Giuseppa Rinaudo (Niscemi - Caltanissetta) ringrazia
S . D . S . per la figlia, che ha avuto la prima bambina
contro ogni speranza umana .
aariervo
lt Si di di
ìi'wocndo
Esaudita appena scritta la promessa
La mamma di 86 anni si era ammalata di
bronchite con complicazioni . Il dottore mi
disse di avvisare i parenti lontani perchè era
grave . Venne il parroco, che dovette rimandare l'amministrazione dei sacramenti poichè
si sentiva molto male . Durante la notte, che
passai in angoscia accanto al suo letto, mi
cadde sott'occhio un'immaginetta di Don Andrea Beltrami, collocata sul vetro di un quadro . Mi sentii ispirata a invocarlo, anche se
non lo conoscevo . Lessi dietro l'immagine
l'invito a far conoscere a Torino le grazie che
si fossero ottenute e recitai tra le lacrime un
Pater, Ave e Gloria, promettendo di pubblicare la grazia . Appena ebbi scritto la promessa - erano le 3,45 - mia madre mi chiamò
e disse che voleva vestirsi .
Non vaneggiava, come credetti a tutta
prima : Don Beltrami l'aveva guarita . E quando
al mattino venne il Parroco col S . Viatico, la
trovò alzata e benissimo in salute . Da quel
giorno - ed è passato più di un anno - non
è più stata a letto .
Ringrazio Don Beltrami anche per un'altra
segnalata grazia concessa a mia sorella .
Chioggia
(Venezia)
LUISA VIANELLO
Quaranta kivaretti salvati da morte
Un kivaretto era stato colpito dal colera ; la
mattina seguente lo portarono all'ambulatorio
gravissimo, tanto che nel pomeriggio morì .
Contemporaneamente altri venti si trovavano
già contagiati dal terribile morbo, e tre erano
ormai agonizzanti .
Ci mancavano le medicine adatte e soprattutto il siero fisiologico, il più indicato per simili casi . Per averlo bisognava andare fino a
Macas, impiegando non meno di tre giorni .
Tentammo d'invocar soccorso per radio, chiedendo venisse prontamente in aereo un medico
con le medicine necessarie ; ci fu risposto che
era impossibile .
Ci sentimmo sole e abbandonate, nell'angosciosa impotenza. di salvare dalla morte il sempre crescente numero dei colpiti . Mi raccomandai allora alla serva di Dio Suor Teresa
Valsè Pantellini e, cercate alcune sue immagini, le distribuii ai malati pregandola :
Pensaci tu! » .
Ed ecco che subito mi venne l'ispirazione di
aprire un libro di Medicina Missionaria portato
dall'Italia, dove trovai l'indicazione per preparare il siero fisiologico . Senza porre indugio mi
misi all'opera ; e appena pronta la prima fiala,
corsi a iniettarlo a gocce ai più gravi ; e quindi
a prepararne ancora per gli altri, continuando
così tutta la notte .
Dopo ventiquattro ore, i malati, già in numero di quaranta, erano tutti fuori di pericolo
e si facevano passare l'un l'altro l'immagine di
Suor Teresa per baciarla devotamente .
Chiguaza
(Ecuador)
SUOR MARIA BOSIO
Direttrice Figlie M . A .
Guarisce in poche ore da artrite infettiva
Mia figlia Anna Maria fu colpita da artrite
infettiva al fianco destro . Il medico dichiarò
che si trattava di malattia grave, che avrebbe
obbligato l'inferma a passare vari mesi paralitica a letto . Solo un miracolo avrebbe potuto
guarirla subito . Allora con molta fede e nello
stesso tempo rassegnata alla volontà di Dio, mi
rivolsi con una novena al Servo di Dio Zeffirino Namuncurà . La cominciai recitando il
Rosario presso il letto dell'ammalata che,
nonostante i quaranta di febbre, rispose fino
alla fine . Allora posi l'immagine del buon indietto sopra la parte inferma . Quella notte mia
figlia riposò bene e il giorno seguente la temperatura era scesa a 37,7 . Due giorni dopo si alzava e camminava come se non fosse mai stata
ammalata . Lo stesso medico dichiarò che si
trattava realmente di una grazia dall'alto .
BERENICE A . P . DE LOMBARDO
Viene riparata una grave ingiustizia
Una persona a me cara ebbe a soffrire un
torto gravissimo, che sopportò con rassegnazione . Avendo ricevuto in quei giorni il Bollettino Salesiano sul quale si parlava del Servo di
Dio Don Luigi Mertens, lo pregai intensamente perchè facesse la grazia che alla persona
a me cara fosse riparata la grave ingiustizia .
Mio marito era molto scettico sull'esito delle
mie preghiere . Invece, dopo qualche mese, avvenne proprio quanto da me fervidamente rìchiesto . Avevo promesso di rendere pubblica
la grazia : adempio la mia promessa con animo
vivamente grato .
Torino
MARIA BOANO 357
A
1 nostlrí mo0
SALESIANI DEFUNTI
Sac. Salvatore Rosés t a Ronda (Spagna) a 87 anni .
Dal 1932 al 1940, da Torino, fece giungere alla Spagna
e all'America Latina la voce di Don Bosco e dei Superiori
attraverso le pagine del Bollettino Salesiano di lingua
spagnuola, che allora si stampava in Italia . Quelle pagine
sono il riflesso fedele del suo spirito salesiano, della sua
esperienza e della sua cultura . Fondò e diresse varie case
salesiane della Spagna, lasciando ovunque il ricordo del
salesiano buono, amabile, sacrificato . Pese a servizio della
Congregazione anche le sue doti di artista, dirigendo la
costruzione di chiese e collegi . Fu tale il suo ascendente
educativo che tra gli ex allievi è ricordato semplicemente
come «ci Maestro 9 .
Sac. Antonio Pugliese t a Carìa (Catanzaro) a 38 anni .
Quando si palesò la malattia senza speranza che lo consumò, era stato da pochi mesi nominato direttore dell'Aspirantato a Gallipoli : pienamente consapevole, semplice e sereno, accettò con fede e generosità la sua nuova
missione di dolorosa immolazione . Cresciuto all'esemplare scuola di generosità di una famiglia che ha dato alla
Congregazione Salesiana tre figli Sacerdoti e due Figlie
di Maria Ausiliatrice, fu totalmente consacrato al lavoro
come alla sofferenza, nell'offerta della sua vita per le vocazioni . Il giorno di S . Pietro celebrò il suo ultimo Sacrificio a! Signore . Poi, silenziosan .ente e umilmente come
visse, compì il supremo olocausto della sua vita .
Sac. Tolmino Briigi t a Torino a 49 anni .
Anima di fanciullo, nio aperto generoso, appena conobbe
l'apostolato salesiano, ne provò un fascino irresistibile e
si consacrò alla salvezza dei giovani con ardore romagnolo .
Fu per molti anni maestro di spiritualità a generazioni e
generazioni di allievi, che dal loro , catechista a o i, direttore * apprendevano l'arte di vivere cristianamente anche
usciti dalla casa di Don Bosco . Colpito da un male inesorabile che lo minava da anni, lavorò fino all'ultimo vivendo
in pieno il motto della sua prima Messa : a Nelle tue mani,
Signore, racco,nando Pani na- mia, e offrendo il sacrificio
della sua vita con un sorriso di generosità irradiante, che
solo la morte riuscì a spegnere su quelle labbra di apostolo .
.
Sac
. Ugo Dovis t a Torino il t6-viri-1964
Coad. Giacomo Fornero t a Torino il 16-v111-1964 .
Coad. ~lo Berutto t ad Avigliana (To) il z8-vu1-1964 .
'l're vittime di due paurose sciagure. I primi due viaggiavano sull'autostrada Milano-Torino nella macchina di un
affezionatissimo ex allievo, i! dott . Gian Carlo Piazza,
quando furono investiti con violenza da un'altra macchina,
che causò la morte a tutti e tre .
Don Dovis, dopo aver lavorato in Palestina e in Egitto,
spese gli ultimi suoi anni in un lavoro sacrificato, nascosto,
generoso nella Casa Madre . Era anche consigliere dell'AVIS e aveva ricevuto la medaglia d'oro per aver donato
oltre cento volte il sangue .
Il coad . Giacomo Fornero svolse per tanti anni un prezioso
apostolato educativo nelle scuole professionali salesiane
quale maestro dell'arte del legno . La sua tragica scomparsa ha suscitato largo rimpianto tra i salesiani e i suoi
numerosi ex allievi e specialmente tra gli allievi di San Benigno Canavese .
Il coad . Mario Berutto perì tragicamente nel lago di Avigliana, nel generoso tentativo di salvare l'undicenne Carmelo Labusata che, mentre si divertiva con i compagni
sulla riva, era scivolato nell'acqua .
Per i tre salesiani e per l'ex allievo doti . Piazza, che lascia
nel pianto la sposa e i figli, chiediamo i suffragi dei nostri
Cooperatori .
Coad . Basilio Rocca f a Santa Tecla (EI Salvador) a
88 anni .
Era l'unico superstite del gruppo di figli di Don Bosco
che nel 1897 entrarono nella Repubblica di EI Salvador
per fondarvi l'Opera Salesiana . In tutto questo periodo
rimase sempre a Santa Tecla, dove è più facile dire quale
mestiere non abbia esercitato, vivendo in continuo e sacrificato servizio per la comunità. Oltre al merito di essere
stato tra i fondatori di quella Scuola Professionale, dedicò
buona parte della sua vita ai lavori di costruzione degli
edifici d: quel grande Collegio, edificando nello stesso
tempo con la pratica delle più elette virtù salesiane .
Sac. Francesco Donà t a Naguanagua (Venezuela) a
83 anni.
Sac. Carmelo Castorína f ad Agua de Dios (Colombia)
a 8o anni .
Sac. Giovanni Figueiredo t a Lorena (Brasile) a 75 anni.
Sac. Andrea Wagner t a Vienna (Austria) a 68 anni .
Sac. Giuseppe Salassa f a Mar del Plata (Argentina) a 61 a .
Sac. Mario Zavattaro t a Santiago (Cile) a 53 anni .
Sac. Antonio Reíssmeier f a Paderborn (Germania) a
51 anno.
Sac. Abillo Dia% t a Santiago (Cile) a 49 anni .
Sac . Raffaele Lannoo t a Tielt (Belgio) a 4o anni .
Coad . Remo Brovarone t a Rivolta d'Adda a 82 anni .
Coad . Alberto Grande t a San José (Costa Rica) a
38 anni .
Coad . Davide Ribeiro t a Arouca (Portogallo) a 32 anni .
Coad. Giuseppe Ortiz t a S . José del Valle (Spagna) a
zo anni .
COOPERATORI DEFUNTI
S. E. MONS. GIACINTO TREDICI, Arcivescovo-Vescovo
di Brescia, t il 19-v111-1964 a 84 anni .
Mons . Tredici fu per un trentennio una delle figure più
eminenti dell'Episcopato italiano . Sua Santità Paolo VI
nel telegromma di condoglianze dichiarava di s condividere il ricordo pieno di stima e riconoscenza e il rimpianto . . . di così zelante Presule, che nel fervoroso esercizio del suo trentennale ministero episcopale fu al mistico gregge Padre amoroso, Pastore vigile, modello di
elette virtù, . Realmente mons . Tredici come docente di
filosofia, parroco di una grossa parrocchia di Milano,
Vicario Generale della Diocesi Ambrosiana, Vescovo di
Brescia, fu esempio di vita fedelmente e totalmente consacrata alla causa di Cristo e della sua Chiesa : per lungo
periodo, segnato anche da ore gravi e burrascose, diffuse
intorno a sé quella altissima luce che gli veniva dalla ric .
chezza di dottrina e di esperienza pastorale . Per questo
il popolo lo venerava e commentava le sue visite pastorali
esclamando : e E come il Signore in mezzo a noi! , .
Mons. Tredici era anche Cooperatore Salesiano . Incoraggiava i suoi Parroci a mettere la gioventù sotto la protezione di Don Bosco e a far sorgere, accanto alla casa di
Dio, anche l'Oratorio . Accresceva la sua soddisfazione il
sapere che l'Oratorio era dedicato all'Apostolo della gioventù. P vivo il ricordo della gioia che provò nell'inaugurare il grande Oratorio San Giovanni Bosco di Gardone
Val Trompia . Interveniva volentieri alle feste di Don Bosco
che si facevano a Nave e a Brescia, coree con grande piacere presiedette ai convegni di Clero tenuti a Brescia su
problemi riguardanti i Cooperatori Salesiani e la formazione cristiana della gioventé, puntando sempre sulla
necessità dell'istruzione religiosa . Seguì con paterna conipiacenza il movimento delle opere nostre nella Diocesi
Bresciana, in modo particolare di quella della città, che vide
prendere in questi anni consolanti sviluppi . Per questo
la Famiglia Salesiana condivide con la sua diletta Diocesi
il rimpianto, la riconoscenza, il suffragio .
Mons . Francesco Pugliese t a Tropea a 8z anni
Già Vicario Generale della Diocesi e Decano del Capitolo della Cattedrale, era pure Decurione dei Cooperatori
Salesiani fin dal tempo del servo di Dio Don Rinaldi .
Aveva tre nipoti Salesiani e due nipoti Figlie di Maria
Ausiliatrice, oltre un nipote teologo della Cattedrale .
Accarezzava un desiderio : vedere le Figlie di Maria Ausiliatrice stabilirsi a Carìa (Catanzaro), suo paese natale .
Era molto affezionato all'Opera di Don Bosco . Avrebbe
voluto vedere i Salesiani a Tropea, capoluogo della Diocesi, e in ogni occasione non mancava di insistere per
questo . Lascia a documento del suo amore alla Vergine
l'ultimo suo libro : Maria e noi, stampato dai Salesiani
di Roma.
Mons. Luigi Saretta t a Treviso a 79 anni .
Di questa grande figura di apostolo, popolarissimo a San
Dona di Piave, dove fu parroco per quarantasei anni, ci
limitiamo a ricordare la sua predilezione per i giovani .
Dal 1909 quando, giovane sacerdote, veniva nominato
Assistente Ecclesiastico dell' n Unione Giovanile Cattolica Diocesana* di recente costituita, fino alla morte, dedicò le sue più belle energie alla formazione cristiana di
schiere giovanili nei Circoli Cattolici come nelle Scuole
libere di Religione, da lui aperte per provvedere all'istruzione religiosa degli studenti delle scuole pubbliche in
anni in cui non avevano nessun insegnamento religioso .
Un frutto tra i più belli del suo amore per la gioventù e
delle sue sollecitudini per arrivare a tutti i giovani, anche
a quelli delle zone più popolari, fu la fondazione in San
Donò dell'Oratorio Don Bosco, che volle affidare ai Salesiani, convinto che il metodo e la carità di Don Bosco
avrebbero efficacemente contribuito a salvare le masse
giovanili, che egli vedeva sempre più insidiate nella fede
• nei costumi .
Mons . Francesco Ladogana t a Cerignola (Foggia) a
8o anni .
Cooperatore salesiano della prima ora, zelò la devozione
a San Giovanni Bosco nella sua città natale e fra i numerosi parrocchiani . Ebbe sempre di mira la gloria di Dio
e il bene delle anime, che attirò con la sua singolare dolcezza e con.prtnsione .
cenza, ma specialmente con l'opera di Don Bosco . Diede
il necessario per portare al sacerdozio un giovane varazzese, che oggi si trova alle soglie della teologia . In occasione di celebrazioni nostre provvedeva maternamente a
che non mancasse il necessario per l'allegria dei novizi .
Fu sempre pronta a venire incontro alle necessità dell'Oratorio, frequentatissimo, che con movimentate ricreazioni manteneva la nota giovanile dinanzi alla sua casa .
Nella sua lunga vita fu provata dal dolore, ma confidò
sempre tanto in Maria Ausiliatrice e in San Giovanni
Bosco. Tra i lontani ricordi aveva vivissimo quello di
Don Bosco calorosamente festeggiato dai suoi affezionati
varazzesi . Alla morte ebbe il compianto generale della città .
Antonio Ingignoli t a Varallo Pombia (Novara) a 81 anno .
Fin dai tempi del venerabile Don Rua prestò l'opera sua
per il bene delle Opere Salesiane e conservò sempre viva
devozione a San Giovanni Bosco e a Maria Ausiliatrice .
Ada Bulgari in Zuccaro + a Milano 1'ri-vn-1964 .
Fervente Cooperatrice salesiana, visse nella fede più pura,
alternando la sua preziosa attività tra il culto di Dio, la
famiglia e le Opere di Don Bosco, che sempre ritenne al
vertice delle sue considerazioni e dei suoi nobili ideali .
Maestro Giuseppe Spriano, premio al merito educativo .
Munito dei conforti religiosi, spirava serenamente in Asti il
3o agosto, all'età di 72 anni, attorniato dai suoi otto figliuoli
e dal fratello Don Evasio, salesiano . Fu visitato all'ospedale
dal Rettor maggiore dei Salesiani, che gli era molto affezionato .
Ex-allievo dell'Oratorio di Torino, fece amare S . G . Bosco da
migliaia di suoi discepoli . Visse per la famiglia e per la scuola :
soccorse pietoso tanti infelici, orfani, infermi, carcerati, che
l'onoreranno con generosi suffragi .
Donato Mariano t a Martano (Lecce) .
L'amore che portava alla parrocchia lo rese benefattore
insigne delle opere parrocchiali e propagandista dell'Azione
Cattolica . Ma nutrì anche molto affetto per le Opere Salesiane e fu assiduo alle pratiche della Pia Unione .
Ida Vittonatto ved . Monti t a Tonengo Canavese a 75 anni .
Modello di onestà, laboriosità e fiducia nella Divina Provvidenza, educò con mirabile dedizione la numerosa famiglia e fu santamente orgogliosa di aver dato a Dio e
a Don Bosco il figlio don Leonardo. Amava le Opere
Salesiane e ne seguiva lo sviluppo attraverso l'assidua
lettura del Bollettino . Nutrì tenera divozione a Maria
Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco . a Mamma Ida n
- come tutti la chiamavano - ha lasciato in paese e in
quanti la conobbero un ricordo imperituro .
Caterina Nocco t a Martano (Lecce) .
Pur senza grandi ricchezze materiali, riusciva a beneficare
tutte le opere religiose che fiorivano in paese . Specialmente per la Parrocchia di Maria SS . Assunta ebbe sollecitudini particolari e la onorò con la sua vita profondamente cristiana .
Cav . Uff. Luigi Leopoldo di Pastèna t a Torino a
69 anni .
In tutta la sua vita, trascorsa in Italia e in Francia, si distinse per rettitudine di spirito, fedeltà al dovere, generosa
dedizione a servizio della Patria e in opere di religione
• di assistenza sociale, con particolare predilezione per
l'educazione della gioventìi . Cooperatore affezionatissimo,
viveva dei nostri ideali di apostolato con tanta devozione
al Sacro Cuore di Gesù, a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco .
N . D. Anita Feliciangell ved . De Gennaro t a Vico
Equense a 8o anni .
La più insigne benefattrice dell'Ispettoria Napoletana . Secondò il suo degno Consorte - rella donazione di tutti i
beni familiari alla Congregazione Salesiana ; anzi, rimasta sola, perfezionò il nobile gesto concedendo che si
iniziasse subito un piano di lavori, sostenuto in gran parte
con la sua generosa carità .
Attendeva con ansia il nuovo Noviziato dell'Ispettoria
Napoletana, sorto accanto a un grandioso complesso per
Casa di Esercizi ; è volata al premio un mese prima della
sua inaugurazione.
Previde di essere privata di questa consolazione, ma assicurò che avrebbe vegliato dal Cielo su tutta la nuova
Opera di Vico Equense .
Le esequie sono state una testimonianza delle numerose
opere buone da Lei compiute . « Non vedete qui alcun
fiore - ha detto l'Ispettore Salesiano dopo la S . Messa
solenne - è per espressa volontà dell'Estinta . Ma ciò
che è stato voluto per umiltà acquista una voce potente
che è bene ripetere per nostro ammaestramento . La nobile
Signora ha pensato da sé a coprire di fiori la sua strada,
ha preparato da se la sua corona, pronta ad ogni opera di
bene, ha accresciuto la sua nobiltà man n ano che donava
ed è arrivata al Cielo, preceduta dalle opere della sua bontà i .
Visitata più volte dal rev.mo Rettor Maggiore, esprimeva
la sua umile riconoscenza per questi preziosi incontri ;
ma il pensiero che le recò maggior consolazione fu d'aver
legato il suo nome ad una Casa che avrebbe accolto i giovani dell'Ispettoria che si preparano alla vita salesiana .
Virginia Pivato ved . Pilotto t a Mestre a 81 anno .
Umile e forte, svolse la stia missione di madre e santificò
il diuturno lavoro con elevato spirito soprannaturale .
Era di una fede limpida e pregava ininterrottamente.
Sua ricchezza i dieci figli -- otto viventi -- che volle formati alla pietà, all'obbedienza, al lavoro . Due li donò a
Dio nella Famiglia di Don Bosco : un sacerdote e una
Figlia di Maria Ausiliatrice . È questo il suo merito di
Cooperatrice Salesiana . Donna di testa, dedicava volentieri il poco tempo libero alla lettura di stampa cattolica
• salesiana . Così, da lontano, seguiva la nostra vita . Austera con se stessa, seppe unire nell'educazione dei figli
materna fermezza e larga bontà . Il suo insegnamento fu
semplice : addestrare al bene e far fuggire il male, vigilando e dandone l'esempio .
Maria Delfina ved . Ottonello t a Varazze a o7 anni .
Conobbe l'arte di affidare i suoi beni alla banca indefettibile del Cielo . Largheggiò con tutte le opere di benefi-
Luigia Roncarii In Zorzi t a Verona .
Zelante Cooperatrice, nonostante le sue sofferenze partecipava alle attività del Laboratorio x Mamma Margherita*, felice di donare e donarsi per il bene dei poveri .
Volle che i suoi due figli maschi frequentassero la Scuola
salesiana, come già il caro marito ing. Gino Zorzi . Lascia
un vivo rimpianto in quanti conobbero la sua bontà e carità .
Giuseppa Villantí ved. Suleman .
Cooperatrice e madre di un Salesiano, rivelò il suo spirito
profondamente cristiano ancora nell'ultima malattia, sopportandone i dolori e la durata con esemplare rassegnazione .
ALTRI COOPERATORI DEFUNTI
Andriani Damiano - Belingheri Margherita - Bortolussi
Bellandi Giulia - Bovino Vincenzo - Brena Giuseppina Cambuzzi Antonio - Capra Teresa ved . Vezza - Chiriatti
Luigi - Colella Ippazio - Corsini Imelda - Costantini
Benedetta - Da Prati Colombo Tina - De Rito D . Michele - Donatini D . Luigi - Durante Vita - Farì Delarina Ferrario Giulia - Filippi Maria - Fisanotti ing. Mario Fontana Angelo - Gaetani Maria Lucia Addolorata Gavetti Giuseppina - Giannuzzi Leonardo - Giuliani
Erminia - Martina Spirito - Mollo Maria - Morosini
prof. Tullio - Muzzi Tea - Parisi Cacciatori Armida Perez Livia - Piazzi Ottorino - Rampa Fia Margherita Recchia Angiolina - Rosso Eufemia - Ruta prof . Alfonso
- Santarelli Enzo - Santus Giuseppina - Scopel Avesani
Gina - Sertoli D . Pio - Tranchina Maria 'in Orlando Travè Evangelista - Trestini Clara - Valsecchi Teresa Vanzan Teresina - Villani Gilda - Weingrill Maria .
L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI
con sede in TORINO, eretto in Ente Morale con
Decreto 12 gennaio 1924, n . 22, può legalmente
ricevere Legati ed Eredità . Ad evitare possibili
contestazioni si consigliano le seguenti formule :
Se si tratta d'un legato : « . . . lascio all'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino a titolo
di legato la somma di Lire . . . (oppure) l'immobile sito in. . . i .
Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'Istituto, la formula potrebbe esser questa :
« . . . Annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria. Nomino mio erede universale l'Istituto
Salesiano per le Missioni con sede in Torino, lasciando
ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo u,
luogo e alata)
(firma per esteso)
3<59
CROCIATA
21RV1Mirk
TOTALE MINIMO PER BORSA L. 50.039
• Per iniziare una Borsa occorre versare almeno la somma di L . 30 .000
• Inviando una somma inferiore alle L . 30 .000 si può contribuire
a completare, a propria scelta, una Borsa già fondata
Borse da completare
Borsa : S . D . Savio, secondo le intenzioni di Stefano Alessi,
chiedendo aiuto e benedizioni (Novara) L . 30 .000 .
Borsa : S . G . Bosco, Don Rinaldi Filippo e Mamma Mar .
gherita, a cura della fam . Spirito (Napoli) . L . 40.000 .
Borsa : S . G . Bosco, in memoria della prof. Paschetto Celeste (19a), a cura dell'Unione Don Bosco fra Educatori (Torino) . L . 30 .000 .
Borsa : Sacro Cuore, chiama molti operai nella vigna del
Signore, a cura di Tosi Rosella (Varese) . i' vers . L. to .ooo .
Borsa : Rea Don Antonio, a cura del padre Vincenzo e
famiglia (Campobasso) . L . 20 .000 .
Borsa : S . Cuore di Gesù e di Maria, a cura di Busatto
Alfredo (Udine) . i° vers . L. 20 .000 .
Borsa : S . D . Savio, a cura di Mons . Salvatore Maggi
(Bari) . r° vers . L . 25 .000 .
Borsa : 5. Cuore di Gesù e S . Cuore di Maria, secondo le
intenzioni di Tosi-Colombo Rosetta (Varese) . Io vers .
L . 30 .000 .
Borsa : Maria Immacolata, salva l'Italia dal malcostume,
a cura di Teresa Ferrario (Varese) . i' vers . L . 35 .000 .
Borsa : Sacro Cuore di Maria, p . g . r ., a cura di Bocca
Agnese (Torino) . C vers . L . 3o .ooo.
Borsa : Ausiliatrice Immacolata, a cura di Losana Pietro
(Torino) . i' vers . L . 25 .000 .
Borsa : S . G . Bosco e S . D . Savio, a cura di Gaspa Luigi
(Sassari) . i ° vers . L . 25 .000 .
Borsa : « Ut sint unum s, ad opera del prof . V. e suoi
(continua)
alunni (Torino) - i ° vers . L . 30 .000 .
Borse complete
Borsa : Maria Ausiliatrice, S . G . Bosco, Santi Salesiani
e Anime Sante del Purgatorio, a cura dei Coop . Salesiani Giotto Maria e Giovanni (Torino) . L . 55 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, a cura di Pittore
Angela (Torino) . L . so .ooo .
Borsa : Sacro Cuore, Maria Ausiliatrice, S . G . Bosco e
S . D . Savio, domando preghiere e protezione per la mia
famiglia, a cura di Rosso Lucia (Cuneo) . L. 50 .000.
Borsa : Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, a cura di A . L .
(Torino) . L . 50 .000 .
Borsa : in suffragio della mamma, a cura di Mainero
Michelangelo (Torino) . L. 50 .000 .
Borsa: Madonna dell'Aiuto, chiedendo preghiere, a cura
di M . e R . M . (Varese) . L . 50 .000 .
Borsa : Pennacchio Alessandro, in suffragio e ricordo,
a cura della sorella Rachele (Cremona) . L . 50 .000 .
Borsa : Bertorello Luca, in suffragio e ricordo, a cura del
figlio Salvatore (Genova) . L . 5o .ooo.
Borsa : Carbone Bertorello Adele, a cura del figlio Salvatore (Genova) . L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e Don Bosco Santo, secondo le
intenzioni di Antonietta Gini-Bortolussi (Treviso) . L . 50 .000
Borsa : Maria Ausiliatrice e Santi Salesiani, pregate per
noi, a cura di Rollandin Giulia (Aosta) . L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, in suffragio dell'anima di Giuseppe e Francesco Miranda, a cura di Bifulco Gregorio (Napoli) . L . 50 .000 .
Borsa : Angeleri Don Giacomo, a cura del prof . Balsamo
Salvatore (Catania) L . 50 .000 .
Borsa : Madonna Ausiliatrice e Don Bosco Santo, secondo
le intenzioni di Don Luigi Cetto (Trento) . L . 50 .000 .
:;(j0
Borsa : Bagiardi Margherita, in suffragio e ricordo, a
cura della figlia Maria Manneschi-Bagiardi e parenti
(Firenze) . L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S . G. Bosco, aumentate la
fede, perchè preghi con fervore, Soressi Maria (Piacenza) .
L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, proteggi e prega secondo le
intenzioni di Baldinu Rita (Sassari) . L . too .ooo .
Borsa : Beata Vergine di Fatima, a cura di Don Domenico
Perni (Piacenza) . L . too .ooo .
Borsa Rinaldi Don Filippo, in ringraziamento p . g . r .,
e perchè Don Bosco continui a proteggere, a cura del
prof . Valentino Bolzan (Roma) . L . 50 .000 .
Borsa : Don Bosco, prega per i defunti di fu Carlo Del
Signore, a cura di Luigi Del Signore (Genova) . L . 50 .000 .
Borsa : Don Bosco, in suffragio dei cari genitori Rosa e
Lorenzo, a cura della figlia Fernanda (Macerata) . L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, in memoria e suffragio dei
cari genitori di L . R . (Berna) . L . 50 .000 .
Borsa : S . Ermenegildo, a cura di D . S . Beatrice (Cuneo) .
L . 50.000 .
Borsa : S . Beatrice, a cura di D . S . Beatrice (Cuneo) .
L . 50.000 .
Borsa : Rua Don Michele e S . D . Savio, pregate per noi
(Brescia), a cura di Fusi Giovanni e famiglia . - L . 50 .000 .
Borsa : Immacolata Regina Ausiliatrice, a cura del sac .
Guido Polo - I . . 5o .ooo .
Borsa : Giraudi don Fedele, a cura del comm . Venanzio
Coda (Torino) - L . 50.000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S. D. Savio, per ottenere una
grazia, a cura di N . N . - L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S . G. Bosco, a cura di Spano
Maria Antonia in Martinez (Sassari) - L . ioo .oo0 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, S . G . Bosco e Santi salesiani
(r°), a cura di L . B . (Roma) - L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, S . G . Bosco e Santi salesiani
(2 3 ), a cura di L . B . (Roma) - L . 50 .000 .
Borsa : Pier Dell'Agostino Maria in Rizzi (Sondrio) L . 50.000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, S . G . Bosco e S . D . Savio,
per implorare grazie, a cura di B . E. G . (Asti) - L . 50 .000 .
Borsa : Sacro Cuore di Gesù e S . G . Bosco, proteggete i
miei figli, a cura di Mastella Amalia (Varese) - L . 50 .000 .
Borsa: Ausiliatrice Madre pietosa, prega per noi e donaci
la pace, a cura di E . T. (il) (Ferrara) - L . 50 .000 .
Borsa : S . Maria Consolata e S . G . Bosco, proteggete la
famiglia Finetti, vivi e defunti (Vicenza) - L. 50 .000 .
Borsa : S . G. Bosco, a cura di Avanzini Luigia (Milano)
- L . 50 .000 .
Borsa : Rua Don Michele, Venerabile, a cura di N . N. (Novara) - L . 5o .o00 .
Borsa : Verga Paola, riconoscente a S . G . Bosco (Como)
- L. 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, S. G. Bosco, S . Domenico
Savio, per il compimento di una grazia spirituale, a cura
di N . N . (Cuneo) - L . 50 .000 .
Borsa: Rua Don Michele, Venerabile, pregate per me!,
a cura di Luigi Caprile (Napoli), - L .. 50.000 .
Borsa : Gesù, Giuseppe, Maria e S . Giovanni Bosco, in
suffragio dei nostri cari defunti, a cura delle sorelle Torregrossa (Palermo) - L. 50 .000 .
Borsa : Rolando Andrea e Pietro, a cura di Aghetta Mad(continua)
dalena (Turino) - L . 50 .000 .
AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI TORINO IN DATA i6 FEBBRAIO 1945, NUMERO 403 . - CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA
DIRETTORE RESPONSABILE : SAC . DOTT . PIETRO ZERBINO, VIA MARIA AUSILIATRICE, 32 - TORINO (712) - OFFICINE GRAFICHE S .E.I .
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Serenità e gioia
sul, volto
del, Cooperatori
salesiani
che hanno
preso parte
al corso di
Esercizi Spirituali
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dal 1* al 4 agosto
1964
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Un gruppo
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che consegnano
allo atudentato
teologico
di Saniucar
(Sevilla)
un primo lottoe
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confezionati
nel loro Laboratorio
NATAL (Brasile)
Particolare
della sessione
di chiusura
del corso di teologia
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organizzato
dai Cooperatori
salesiani
Spedizione in abbonamento postale - Gruppo 2° - t° quindicina
La buona lettura per gli studenti della Scuola
media
EMILIO GARBO
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PERIODICO QUINDICINALE DELLE OPERE E MISSIONI DI SAN GIOVANNI BOSCO
Direzione : via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino - Telefono 48-41-17
Al 1° del mese : per i Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane
Al 15 del mese : per i Dirigenti della Pia Unione
Si invia gratuitamente
facciamo noto ai benemeriti Cooperatori e alle benemerite Cooperatrici
-che le Opere Salesiane hanno il c . c . postale con il numero 2-1355 (Torino)
sotto la denominazione : Direzione Generale Opere di Don Bosco
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Ognuno può valersene con risparmio di spesa, nell'inviare le proprie offerte,
ricorrendo all'ufficio postale locale per il modulo relativo
IMPORTANTE - Per correzioni d'indirizzo si prega d'inviare anche l'indirizzo vecchio .
Si ringraziano i sigg . Agenti postali che respingono,con le notificazioni d'uso,i Bollettini non recapitati .
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