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RELAZIONE PROGRAMMATICA
SUL BILANCIO DI PREVISIONE 2006
E SUL BILANCIO TRIENNALE 2006-2008
Senato Accademico del 13 dicembre 2005
Consiglio di Amministrazione del 20 dicembre 2005
ALLEGATI
1. Relazione Ufficio Ragioneria
2. Sintesi della programmazione dei centri di spesa presentata in relazione al bilancio 2006
3. Tabelle e dati forniti dagli uffici
4. Programma elettorale del M. Rettore per il triennio in corso.
5. Bozza di convenzione triennale con la Regione Sarda per gli esercizi 2005-08 con allegato il documento
“Nuova strategia di collaborazione tra Regione e Università per una Sardegna più competitiva”
6. Il parere dei rappresentanti del personale tecnico amministrativo
7. Bilancio di previsione 2006 approvato dal Consiglio di Amministrazione il 20 dicembre 2005.
8. Tabelle sulla ripartizione del budget del personale docente tra le 11 Facoltà dell’Ateneo.
1. Premessa
La presente relazione intende definire in una prospettiva annuale e poliennale le strategie di sviluppo
dell’Ateneo, precisando i singoli obiettivi da raggiungere e un sistema di verifica dei risultati, in un quadro di
programmazione come definito dall’art. 7 dello statuto dell’Autonomia, che prescrive alle strutture didattiche e
scientifiche di trasmettere al Rettore una relazione sull’attività svolta e sulle azioni programmate per l’anno
successivo, in riferimento agli obiettivi da raggiungere con un’azione pluriennale. In questa direzione, si intende
proporre con questa relazione un quadro di interventi condiviso a livello di Ateneo, che tenga conto della
complessità del sistema, che superi le resistenze ai cambiamenti, che favorisca la nascita di un nuovo senso di
identità e di appartenenza diffuso a tutti i livelli. E ciò al fine di un razionale utilizzo delle consistenti risorse
messe a disposizione dalla Regione Sarda attraverso il Fondo unico previsto dalla L.R. 26 dell’8 luglio 1996 ed
attraverso gli altri strumenti di bilancio.
Nella Carta dei doveri e dei diritti delle Università italiane approvata nel marzo 2001 dalla Conferenza dei
Rettori, si indicano alcune linee che richiamano il ruolo dell’Università nella società della conoscenza, quale
risorsa strategica del Paese, al centro dei processi sociali e culturali, capace di creare ricchezza e sviluppo.
Nell’attuale fase di trasformazione del Paese, il quadro complessivo è ormai sempre più articolato ed è
caratterizzato da: una maggiore rilevanza della dimensione sovrannazionale, l’avvento della società della
conoscenza e della comunicazione, un velocissimo progresso tecnologico, l’affermarsi di nuove tecnologie
informatiche, la globalizzazione delle dinamiche economiche e finanziarie, il mutamento delle professioni nuove
e vecchie, l’aumento del benessere e dei consumi, ma anche la permanenza di sacche di miseria e di degrado,
l’innovazione continua che richiede una formazione continua. È il tempo delle nuove produzioni basate sul
lavoro intellettuale, mentale, immateriale. L’Università non è solo il possibile motore della crescita economica,
in quanto è in grado di influire profondamente sui costumi, sui comportamenti, sui modi di pensare, sullo stato
della cultura, per combattere il provincialismo culturale. L’Università è il grande bacino nel quale vengono
elaborati modelli concettuali, esperienze intellettuali, i saperi fondamentali che defluiscono nella società: la
responsabilità dell’Università in Sardegna è dunque particolarmente rilevante, perché gli interventi innovativi
nell’Università avranno riflessi positivi sull’intera società isolana. Del resto l’Università non deve solo
raccogliere i bisogni che emergono dalla società ma deve essere capace di guardare a questi bisogni con un punto
di vista nuovo, contribuendo ad immaginare nuovi scenari e nuovi orizzonti per la cultura nazionale, anche per la
capacità di anticipare le tendenze anziché di inseguirle.
La vitalità dell’Ateneo sassarese è legata alle sue radici secolari, alla sua tradizione culturale, alle sue risorse ed
alle sue energie interne, che possono veramente trasformare l’Università nel luogo delle identità culturali, del
sapere disinteressato che oggi non può però ignorare la pervasività dei saperi tecnici. In questo senso
l’Università arriva in ritardo a confrontarsi con l’innovazione e ciò soprattutto nel Mezzogiorno ed in Sardegna:
eppure il punto di partenza contro ogni appiattimento e omologazione deve essere quello del riconoscimento del
valore della diversità, che diventa capitale culturale, prezioso valore aggiunto se l’articolo 33 della Costituzione
riconosce il significato straordinario dell’autonomia universitaria. Noi ci portiamo dietro tradizioni di studi
secolari che fanno parte della nostra identità di uomini d’oggi e che possono costituire il lievito e la componente
originale del nostro entrare nel mondo delle nuove tecnologie. All’interno del bacino del Mediterraneo
l’Università di Sassari può svolgere ancor più che in passato un ruolo da protagonista: impegnata in una
cooperazione con la riva Sud, che favorisca un confronto culturale, che abbatta vecchi e nuovi steccati e che
combatta la divaricazione che quasi inesorabilmente il mondo sta drammaticamente vivendo dopo l’11 settembre
2001.
Del resto emerge la necessità di fare dell'ateneo un interlocutore importante del sistema Sardegna, assumendo
il compito di intervenire nei temi rilevanti (dalle riforme istituzionali, ai progetti di sviluppo, ai temi della
cultura, dei servizi ecc.) sempre nel rispetto, ed anzi enfatizzando, la sua specificità di operatore scientifico. Ciò
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ha grande rilevanza per la percezione dei cittadini rispetto all'istituzione, degli studenti rispetto allo spirito di
appartenenza ed infine alla possibilità di attrarre il 5% nelle dichiarazioni dei redditi così come previsto dalla
finanziaria.
Le risorse attualmente assegnate alle Università italiane sono insufficienti: l’Università è un settore nel quale il
Paese deve investire in maniera più consistente. Nell’ultimo decennio tutte le riforme, compresa la riforma
didattica, sono state fatte a costo zero, anche se il peso degli stipendi è cresciuto di oltre il 70% per gli
incrementi stipendiali, per le assunzioni del personale docente che spesso sono state possibili solo grazie alla
riduzione del numero del personale tecnico e amministrativo. Gli investimenti in edilizia universitaria in Italia
non superano annualmente i 150 euro per studente, mentre le risorse attualmente assegnate alle Università
italiane non raggiungono neppure lo 0,8% del PIL contro la media europea dell’1,2%. Sono dati che nel
Mezzogiorno ed in Sardegna sono ancora drammaticamente più bassi e che si accompagnano ad un’evidente
contrazione dei finanziamenti per la ricerca, che non supera lo 0,6% del PIL, valore che è tra i più bassi anche nel
Mezzogiorno, a fronte degli investimenti italiani che non superano l’1,1% del PIL, dati entrambi lontantissimi
da quel 3% auspicato a Lisbona, da raggiungere entro il 2010. Esiste dunque, gravissimo, un problema di
risorse e di allargamento delle fonti di finanziamento, proprio nel momento in cui aumenta la competizione tra
Atenei e la nostra Università si trova a metà del guado impegnata in un programma edilizio senza precedenti.
L’Ateneo ha svolto in questi ultimi anni un consistente sforzo per incrementare l’autofinanziamento, anche se
non ha potuto ancora adeguare le entrate dalle tasse studentesche che non coprono neppure il 6% del bilancio
complessivo: sono aumentate le entrate per contratti, prestazioni a pagamento, i contributi per l’attività di
ricerca. Ciò ha portato ad una riduzione percentuale del contributo dello Stato all’Università di Sassari, che è
comunque costantemente aumentato nel tempo. Certo l’Università di Sassari non è tra quelle 30 Università
virtuose per le quali il contributo dello Stato non copre neppure il 65% del bilancio e che hanno la contribuzione
studentesca su livelli vicini al 20%. Il tessuto sociale e produttivo in Sardegna non ha consentito trasferimenti
adeguati dal privato all’Università, anche perché non esistono nel Mezzogiorno significative forme di incentivi
alle imprese ad es. per l’impiego di risorse nella ricerca universitaria che siano paragonabili a quelle di alcuni
paesi europei o degli Stati Uniti.
Il 20 settembre 2005 a Roma il Presidente della Conferenza dei Rettori nella terza Relazione sullo stato delle
Università italiane ha tracciato le linee dello sviluppo dell’Università del futuro che sempre più dovrà sottoporsi
a verifiche ed a forme di valutazione; ha anche denunciato i rischi di una riforma dello stato giuridico del
personale docente ancora non adeguata, che viene introdotta senza un generale consenso del mondo universitario,
che pure ha molte cose da farsi perdonare in materia di concorsi: il nodo del reclutamento deve essere ancora
efficacemente affrontato dal Parlamento e dal mondo universitario.
Con questo documento si intende presentare un inventario dei bisogni e degli obiettivi che ci si propone di
perseguire, ma anche delle risorse effettivamente disponibili od acquisibili attraverso un’azione di promozione
che sviluppi sinergie e veda la convergenza di forze diverse. Tali risorse appaiono drammaticamente sempre più
inadeguate al conseguimento degli obiettivi proposti, soprattutto a causa di una progressiva insufficienza dei
trasferimenti ministeriali all’interno del Fondo di Funzionamento ordinario delle Università ed a causa delle
obiettive difficoltà che in una regione come la Sardegna, pienamente inserita nel Mezzogiorno, si incontrano ad
estendere le fonti di finanziamento sia pubbliche (Regione Sarda, Enti Locali) sia private (aziende, imprese, tasse
studentesche).
Questa relazione è presentata all’indomani della legge del 25 ottobre 2005 Nuove disposizioni concernenti i
professori ed i ricercatori universitari, che prevede una ampia delega al Governo per il riordino del reclutamento
dei professori universitari: la legge all’ultimo comma afferma espressamente che dall’attuazione delle
disposizioni della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Di conseguenza
saranno a carico dell’Università tutti gli oneri finanziari connessi ad esempio con gli incarichi di insegnamento
retribuiti (art. 1 comma 10), con l’attivazione di posti di professori straordinari da coprire attraverso il
conferimento di incarichi di durata triennale rinnovabili (art. 1 comma 12), con l’attribuzione di contratti
triennali per instaurare rapporti di lavoro subordinato con dottori di ricerca (art. 1 comma 14), con gli incentivi e
le integrazioni del salario, in particolare con la retribuzione aggiuntiva nei limiti delle disponibilità di bilancio,
in relazione agli impegni ulteriori di attività di ricerca, didattica e gestionale oggetto di specifico incarico (art. 1
comma 16), per non parlare poi del tema del reclutamento su base insieme nazionale e locale. Inoltre
l’incremento a 120 ore della docenza comporterà una profonda revisione dell’organizzazione didattica, anche in
relazione con le nuove tabelle relative agli ordinamenti didattici in corso di approvazione. I ricercatori assumono
temporaneamente il titolo di professori aggregati se titolari di insegnamento. Viene mantenuta la distinzione tra
tempo pieno e tempo definito e innovazioni vengono introdotte in materia di età pensionabile (70 anni) e di
trattamento aggiuntivo per il personale medico. L’università con una nuova definizione che non può non
suscitare qualche perplessità viene definita testualmente sede della formazione e della trasmissione critica del
sapere e coniuga in modo organico ricerca e didattica, garantendone la completa libertà.
Il 3 ottobre 2005 è stato pubblicato il disegno di legge per la finanziaria 2005, che prevede a carico delle
pubbliche amministrazioni riduzioni fino al 50% per convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, ma anche per
la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture. Va previsto un taglio del 10% per l’intero triennio per
indennità, compensi, gettoni, retribuzioni o altre utilità corrisposti ai componenti di organi di indirizzo,
direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati presenti nelle
pubbliche amministrazioni. Tale taglio a giudizio del collegio dei revisori dei conti non si applica alle
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Università. Vengono introdotti limiti all’utilizzo di personale a tempo determinato e vengono adottate
disposizioni per il contenimento degli oneri di personale.
2. Il quadro normativo della programmazione triennale.
E’ opportuno effettuare un richiamo al quadro normativo di riferimento che definisce tempi e modalità relativi alle
procedure per l’approvazione del bilancio triennale.
L’art. 7 del Regolamento per la Amministrazione, la Finanza e la contabilità dell’Università di Sassari, indica i
tempi del procedimento di adozione dei bilanci di Ateneo: entro il 30 giugno di ciascun anno, gli organi collegiali
dei centri autonomi di spesa adottano le proposte da avanzare all’Ateneo in ordine al successivo esercizio
finanziario. Tali proposte evidenziano le generali esigenze finanziarie dei centri autonomi di spesa ed individuano le
singole azioni programmate, precisando, per ciascuna di esse, sia le risorse comunque già nella disponibilità del
centro di spesa sia quelle di cui viene richiesta l’attribuzione.
Le proposte dei centri autonomi di spesa devono, inoltre, contenere la previsione dei proventi delle
prestazioni a pagamento che ciascun centro intende svolgere nel successivo esercizio.
Il Rettore, ai sensi del secondo comma dello stesso articolo, presenta entro il 15 ottobre i progetti dei
bilanci d’Ateneo e dei documenti ad esso allegati, sulla base degli indirizzi programmatici stabiliti dal Senato
Accademico, tenendo conto sulla gestione complessiva dell’Università e dei singoli centri autonomi di spesa
effettuate dal Nucleo di Valutazione.
Infine, il termine fissato per l’approvazione dei bilanci di Ateno e dei documenti allegati da parte del
Consiglio di Amministrazione, è fissato dallo stesso Regolamento al 30 novembre.
In particolare il Consiglio approva nell’ordine:
- Il bilancio pluriennale
- Il bilancio annuale.
L’art. 2 e segg. del Regolamento per la Amministrazione, la Finanza e la contabilità dell’Università di Sassari
prevede che le autorità accademiche predispongano le linee programmatiche, un bilancio pluriennale strutturato in
termini di competenza (indicando cioè le entrate che si prevede di accertare e le spese che si prevede di impegnare),
accompagnato da una relazione revisionale che deve prevedere:
- Lo stato generale dei singoli settori dell’attività universitaria;
- Il quadro complessivo e la programmazione delle risorse umane e finanziarie;
- La priorità degli obiettivi da raggiungere;
- Le proposte dei centri di spesa.
La procedura di definizione degli obiettivi programmatici per il bilancio annuale 2006 è stata avviata con nota del
Prorettore in data 20 giugno 2005.
Le risposte pervenute da parte di 37 delle 41 strutture, consentono di evidenziare le principali priorità. Alla
consueta scheda di budget non hanno risposto:
- Dipartimento di economia, istituzioni e società;
- Dipartimento di Ingegneria del territorio;
- Dipartimento struttura biblioteca delle facoltà umanistiche;
- Dipartimento di architettura e pianificazione.
Inoltre, i dipartimenti di Chimica e di Farmacologia, ginecologia ed ostetricia, pur presentando la scheda di
budget per l’esercizio 2006, non hanno specificato alcuna azione programmata.
Come di consueto, la sintesi fornita dall’Ufficio è allegata al presente documento, e sono stati messi a
disposizione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione anche i verbali integrali degli organi
deliberanti.
L’ammontare complessivo (9,2 ml di euro) delle azioni programmate dai Centri di spesa è circa la metà
rispetto alla pianificazione precedente ma la sua composizione percentuale è pressoché identica: 81% a carico
esclusivo dell’Ateneo (7,5 ml di euro) e 19% (1,7 ml di euro) a carico dei Centri di spesa. Nella lettura dei
documenti programmatici emerge ancora una dispersione delle aree disciplinari e dei programmi di ricerca che
riporta come tema di attualità il problema della riduzione dei centri di spesa.
Sarebbe opportuno pertanto ridiscutere il sistema di dotazione e riequilibrio a favore dei Centri di spesa con
reali prospettive di sviluppo, in modo da consentire il raccordo tra la programmazione finanziaria e la
programmazione promossa dagli stessi Centri.
Un sistema più congruo dovrebbe consentire di accrescere reti di relazioni, favorire la condivisione di
laboratori, l’utilizzo delle apparecchiature, l’erogazione dei servizi, l’impiego del personale tecnico amministrativo
ed in particolare la collaborazione interdisciplinare in settori di rilevanza.
Dall’esame degli obiettivi proposti emerge che per l’anno 2006 sono stati segnalati i seguenti interventi per:
- Acquisto di attrezzature;
- Arredi;
- Interventi di manutenzione;
- Potenziamento e/o istituzione dei laboratori di ecologia acquatica, biologia molecolare, didattica sperimentale, di
informatica, geografia, comunicazione multimediale e video conferenze, archeologia, paleografia, psicologia,
antropologia, lingue classiche, restauro del libro;
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- Riorganizzazione e miglioramento biblioteche, conservazione ed esposizione materiale didattico museale;
- Potenziamento dei servizi didattici agli studenti;
- Adeguamento e allestimento nuovi locali;
- Ricerche interdisciplinari;
- Corsi a distanza, per utenti esterni e Master;
- Organizzazione convegni, work shop.
Inoltre i dipartimenti medici richiedono finanziamenti per l’utilizzo di nuove tecnologie nella prevenzione, nel
trattamento e nella terapia riabilitativa dei pazienti.
I risultati dell’indagine sono disponibili nel documento allegato.
3. L’indagine sull’attività di ricerca dei Dipartimenti.
A tale procedura si è affiancata una indagine congiunta compiuta dalla Conferenza permanente dei Dipartimenti e
dal Nucleo di Valutazione, che ha coinvolto tutte le strutture dipartimentali, in coincidenza con la IV Conferenza
della ricerca del 23 febbraio 2005, i cui atti sono in corso di pubblicazione.
Non hanno risposto alcuni centri di spesa (Dipartimento Economia Imprese e Regolamentazione, Dipartimento
di Scienze Biomediche, Dipartimento di Scienze Umanistiche e dell'Antichità, Dipartimento struttura di
Matematica e Fisica, Dipartimento struttura Clinica Medica e Patologia speciale Medica).
La scheda, che è stata utilizzata anche dal Nucleo di valutazione ai fini delle certificazioni sull’attività di ricerca
svolta nel triennio 2001, 2002 e 2003 inviata al CIVR entro il 31 dicembre 2004, intende raccogliere
informazioni sulle principali linee di ricerca condotte dalla struttura e sulle principali partecipazioni a consorzi o
istituzioni di ricerca nazionali e internazionali. La scheda inoltre fornisce elementi conoscitivi sul management
della struttura, definisce i principali obiettivi raggiunti nel triennio nell’attività di ricerca, i principali obiettivi
che saranno realizzati nel breve-medio termine, evidenziando le azioni strategiche da intraprendere, le fonti di
finanziamento da utilizzare e la loro origine; propone un’analisi della relazione tra i processi di valutazione della
ricerca ed i processi decisionali interni, evidenziandone l’evoluzione nel triennio. Un capitolo riguarda la
congruità e competenza delle risorse umane, in relazione all’attività di ricerca, a livello di struttura e per area
scientifico-disciplinare; vengono presentate le iniziative generali adottate per la formazione/training e
aggiornamento del personale docente, tecnico ed amministrativo e vengono analizzati gli equilibri tra i diversi
settori del personale, evidenziando il rapporto quantitativo e qualitativo tra personale docente, personale tecnico,
personale amministrativo. Il capitolo dedicato alla mobilità ed alle collaborazioni internazionali finalizzate alla
ricerca fornisce un’analisi per area scientifico-disciplinare, che evidenzia il personale in mobilità all’estero per
periodi superiori a tre mesi e illustra la mobilità di ricercatori stranieri verso la struttura nel triennio, suddiviso
per area scientifico-disciplinare: sono indicati i ricercatori operanti nella struttura con contratti almeno trimestrali.
I Dipartimenti propongono poi una valutazione dell’impatto socio-economico dell’attività di ricerca, con
particolare attenzione per l’attività di trasferimento delle conoscenze (accordi di confidenzialità, partnership,
brevetti, spin-off, etc.) realizzate nel triennio nel contesto socio-economico di riferimento (regionale, nazionale,
internazionale), con riguardo alle ricadute anche in termini di: innovazione di prodotto o di processo,
innovazione tecnologica, impatto occupazionale, risorse finanziarie acquisite e investite. Vengono inoltre raccolti
i dati sulle attività di formazione post-laurea e post-dottorato realizzate nel triennio, suddivise per area
scientifico-disciplinare, evidenziando le collaborazioni esterne attivate e la mobilità internazionale. I Dipartimenti
hanno inoltre certificato l’elenco dei convegni e seminari di particolare interesse scientifico organizzati nel
triennio, con indicazione di: date e luoghi di svolgimento, fonti di finanziamento (interne ed esterne), rilevanza
scientifica (regionale, nazionale ed internazionale), presenza di relatori di Istituzioni di ricerca nazionali ed
internazionali.
I Dipartimenti sono stati inoltre chiamati a fornire un giudizio sull’adeguatezza di dotazioni strumentali e di
servizi, con riferimento alle principali strumentazioni scientifiche e software di esclusivo interesse scientificoculturale attualmente disponibili, con indicazione dell’anno di acquisto. Vengono inoltre certificati gli
investimenti realizzati nel triennio in strumentazioni scientifiche e software di importo superiore a 500.000 euro
per unità acquisita ed il numero delle postazioni di lavoro con PC connessi in rete.
Un giudizio è stato anche richiesto sulla capacità di accedere ed attrarre risorse finanziarie e strumentali ed in
particolare sulla capacità di accedere a finanziamenti per progetti di ricerca nel triennio, banditi a livello nazionale
e internazionale, suddivisi per area scientifico-disciplinare; sulla capacità di attrarre risorse finanziarie/strumentali
nel triennio attraverso convenzioni, donazioni, contratti e partnership di ricerca con soggetti privati, imprese,
enti pubblici e fondazioni.
Un capitolo riguarda i servizi di biblioteca, il numero dei volumi, abbonamenti a periodici on-line e cartacei,
postazioni di lavoro e posti a sedere, etc. È stata richiesta un’analisi sulla relazione tra attività di ricerca (ed i
risultati ottenuti) e l’innovazione nella didattica, con attenzione per l’evoluzione nel triennio.
Con riferimento ai prodotti selezionati entro il 30 giugno 2004 per la valutazione della ricerca da parte dei
Dipartimenti, è stato richiesto di illustrare la metodologia adottata per la selezione dei prodotti (figure coinvolte
e modalità di coinvolgimento, criteri di selezione, timing delle varie fasi interne del processo, relazioni con le
altre strutture/uffici coinvolti nella VTR e qualità di tali relazioni, etc.). Si è inoltre chiesto di specificare le
ragioni dell’eventuale assenza/carenza di prodotti in specifiche aree scientifico-disciplinari.
In conclusione, sulla base delle informazioni fornite ai punti precedenti, i Dipartimenti sono stati invitati ad
individuare i principali punti di forza e di debolezza della struttura con riferimento all’attività di ricerca svolta
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nel triennio e ai suoi risultati ed ad individuare le possibili soluzioni di intervento/miglioramento per il futuro,
evidenziando le azioni correttive eventualmente già adottate o in corso di attuazione.
I risultati dell’indagine sono disponibili nel volume di Atti della Conferenza della ricerca.
4. Il metodo seguito
A partire dal mese di settembre ha inoltre operato una commissione nominata dal Consiglio di
Amministrazione, presieduta dal Prorettore Attilio Mastino e composta da Giovannino Sircana, Luigi Pinna,
Giancarlo Rossi, Eraldo Sanna Passino, Gianfranco Marras, Antonio Chessa, Michele Solinas, integrata
successivamente il I novembre con Angelo Castellaccio e Marco Ruggeri. Per gli uffici hanno partecipato il
dott. Erasmo Meloni, la sig.ra Paola Tola, dott. Francesco Meloni (riunioni del 23 settembre, 27 ottobre, 16
novembre). Il Rettore ha seguito attentamente i lavori.
La commissione ha discusso le linee del presente documento, confrontandosi con le informazioni raccolte presso
gli Uffici, il Consiglio degli Studenti, i Centri di spesa, la Conferenza permanente dei Direttori dei Dipartimenti,
il CRUS, il CUS, l’ERSU, il Comitato per lo sport previsto dalla legge n. 394/1997, contribuendo alla
definizione del documento programmatico, che si vorrebbe comunque progressivamente il più possibile
espressione dei bisogni, delle necessità e delle speranze degli utenti dell’attività didattica. La presente relazione
sarà sottoposta all’esame del Nucleo di valutazione.
In particolare, considerato il fatto che si intende proporre l’accensione di alcuni mutui per spese di investimento,
ai sensi dell’art. 8 del citato Regolamento, il Rettore preferirebbe chiedere la relativa autorizzazione al Consiglio
di Amministrazione in occasione dell’approvazione del bilancio triennale e del bilancio annuale, con un
richiamo all’art. 7 comma 5 della legge 9 maggio 1989 n. 168, che consente la contrazione di mutui con la
condizione che il relativo onere di ammortamento annuo non ecceda il 15% delle assegnazioni ordinarie per il
funzionamento dell’Università, al netto delle spese per il personale, disposte dal Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca.
Seduta della Comnmissione bilancio del 27 settembre 2005
La commissione ha preso visione della bozza di bilancio, preoccupata per le notizie sugli orientamenti
regionali, e ha proposto una revisione di alcune voci di spesa, con i seguenti incrementi:
- personale docente: aumento di 800 mila euro
- personale tecnico amministrativo: aumento di 200 mila euro
- Incremento del fondo ricerca FAR ex 60%, da portare a 1 milione di euro
- contratti di insegnamento di professori di chiara fama 50.000 Euro (da modificare in seguito all’approvazione della
legge di riforma)
- incremento cofinanziamento PRIN ex 40%
- cofinanziamento degli assegni di ricerca per 100.000 Euro, con il vincolo di non più di un assegno per singolo
dipartimento, secondo il regolamento vigente
- finanziamento 8 rinnovi assegni ministeriali per 300.000 Euro
- paesi in via di sviluppo da ripristinare
- buoni pasto a 7 euro
- Mantenimento fondo per operai agricoli
- manutenzioni aumento di 200 mila euro
- fondi per la formazione
- tagli di legge per gettoni, convegni, auto ecc.
- CUS aumento
- Il Rettore propone un incremento da 26 a 35 mila euro per il CRUS, una struttura sempre più apprezzata e
destinata ad estendere la sua attività con un programma di iniziative particolarmente significativo
- tasse studenti da ritoccare nella misura massima del 5% finalizzando l’incremento al bando di posti di
ricercatore.
- Assicurazione per il personale docente analoga a quella del personale t.a.
- Incentivi per l’assunzione di ricercatori
- Istituzione delle Scuole di dottorato
- Incrementi dotazioni Facoltà, da assegnare solo alle Facoltà virtuose
- Nascita unico centro di spesa per le biblioteche di Facoltà
La commissione ha constatato la necessità di migliorare il sistema informativo-contabile, al fine di poter disporre
di adeguati strumenti conoscitivi in sede di redazione del bilancio di previsione. Verrà introdotta la nuova
codificazione bilancio SIOPE MIUR e sarà introdotto il bilancio di competenza per tutti i centri di spesa.
Assoluta priorità nella redazione del bilancio sarà quella di garantire il regolare pagamento degli stipendi del
personale docente e tecnico amministrativo.
La commissione raccomanda alcune modifiche di statuto per riportare al Consiglio di Amministrazione la
competenza in materia di spesa per concorsi.
Seduta della commissione del 17 ottobre 2005
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Nella riunione della Commissione allargata si sono prese in esame le proposte della Regione Sarda sulla
destinazione del Fondo Unico, con una grave preoccupazione legata alle difficoltà di trovare un effettivo
equilibrio di bilancio. La commissione raccomanda un incontro con gli Assessori regionali alla Programmazione
ed all’Istruzione, al fine di concordare gli obiettivi programmatici da portare avanti con il Fondo Unico.
Una approvazione del bilancio non potrà avvenire se non dopo aver chiarito questo significativo aspetto, per
cui la commissione aggiorna i propri lavori a dicembre, dopo aver raccomandato:
- la programmazione dei concorsi di personale tecnico amministrativo;
- l’urgente messa a concorso di posti per dare maggiore funzionalità ad alcuni uffici dell’amministrazione
centrale, in particolare l’ufficio ragioneria;
- l’impegno per iniziare immediatamente a coprire alcuni posti di funzionari da destinare all’Industrial liaison
office, coordinato da un amministrativo cat. D (tema quest’ultimo che sarà portato a dicembre all’attenzione del
Consiglio di Amministrazione);
- l’impegno a subordinare le assunzioni di ricercatori esclusivamente a posti su settori scientifico disciplinari
scoperti;
- la correzione dei budget di Facoltà in una logica aziendale che premi i buoni risultati della didattica, con una
migliore valutazione;
- incremento in corso d’opera dei fondi per la formazione del personale;
- anagrafe dell’attività di formazione garantita ad ogni singolo dipendente;
- trasparenza sulla contrattazione integrativa e definizione di eventuali interventi a favore del personale docente
come da legge del 25 ottobre;
- definizione delle pendenze in corso e quantificazione delle somme necessarie per alcune opere pubbliche
(complesso bionaturalistico), contenziosi (San Camillo), restituzioni al MIUR.
Seduta della commissione del 9 dicembre 2005
La commissione ha concentrato la sua attività sulla destinazione del fondo unico della Regione Sarda, che
viene valutato per il 2006 in 4.725 mila euro a favore dell’Università di Sassari, con gli obiettivi che sono
indicati qui sotto.
1. Valutazione e potenziamento dell’attività didattica:
a- spese di funzionamento dei corsi di laurea, dei corsi di laurea magistrale, dei masters, delle Scuole di
specializzazione in sede, con corsi per il recupero dei debiti formativi (in particolare corsi zero) e con assunzione
a tempo determinato di 11 manager didattici di Facoltà;
b- spese di investimento per attrezzature, con l’introduzione progressiva di forme di premialità a favore delle aree
caratterizzate da maggiore efficienza, efficacia e internazionalizzazione;
EURO 200.000 per anno per i primi due obiettivi
c- finanziamento del miglior progetto di orientamento in entrata, in itinere, in uscita;
EURO 200.000
d- diritto allo studio e servizi agli studenti, con un preciso sistema di valutazione ex ante dei risultati;
EURO 383.000
e- contributo a favore della Facoltà di Giurisprudenza.
EURO 52.000
TOTALE EURO 835.000
2. Internazionalizzazione
a- programma di Visiting Professor e Visiting Scientist (si calcolano almeno 11 soggiorni).
EURO 250.000
3. Alta formazione di ricercatori
a- Dottorati di ricerca e Assegni di ricerca ed altre forme di ricercatori a tempo previste dalla legge 25 ottobre
2005 (posti di professori straordinari da coprire attraverso il conferimento di incarichi di durata triennale
rinnovabili, contratti triennali per instaurare rapporti di lavoro subordinato con dottori di ricerca e specializzati
ecc.), assunzione di ricercatori a tempo indeterminato
EURO 400.000 specificamente per Assegni di ricerca MIUR (rinnovi) e per cofinanziamento assegni, secondo
una graduatoria di Ateneo
4. Ricerca: finanziamento di gruppi di ricerca
a- approvazioni dei migliori progetti di ricerca con il Fondo di Ateneo per la ricerca intrauniversitaria ex 60%
EURO 700.000
b- premio di cofinanziamento per i progetti di ricerca nazionali interuniversitari ex 40% PRIN
EURO 580.000
c- premi per ricercatori universitari e per gruppi di ricerca fondamentale, industriale e precompetitiva i cui
risultati siano immediatamente valorizzabili in termini scientifici e industriali
EURO 100.000
TOTALE EURO 1.380.000
5. Sistema bibliotecario:
a- acquisto di riviste scientifiche, con verifica del loro utilizzo nel tempo;
EURO 550.000
b- acquisto banche dati on line, con verifica del loro utilizzo nel tempo
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EURO 270.000
TOTALE EURO 820.000
6. Edilizia
- Edilizia Universitaria: completamenti e manutenzioni
EURO 475.000
7. Servizi al territorio ed Università diffusa
- contributo per la docenza dei Corsi gemmati (in particolare a Nuoro)
EURO 565.000
TOTALE Euro 4.725.000 per il primo anno
5. Gli indirizzi del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione nell’ultimo triennio.
Ormai da diversi anni il Senato Accademico prende atto con viva preoccupazione degli
indirizzi della politica governativa ed in particolare del contenuto delle leggi finanziarie che nel
corso dell’ultimo triennio hanno ridotto in modo sensibile gli stanziamenti a favore
dell’Università e della ricerca, con una progressiva riduzione nel triennio del Fondo di
Funzionamento ordinario, del fondo per l’edilizia e del fondo per la ricerca. Inoltre, risultano a
carico degli Atenei gli incrementi stipendiali del personale derivanti da scatti di anzianità o
contratti di lavoro. Il Senato ha condiviso le preoccupazioni della CRUI ed ha invitato il Rettore
ad aderire a tutte le iniziative finalizzate a difendere la quota di FFO attribuita all’Università,
invitando il Consiglio d’Amministrazione ad adottare rapidamente una serie di provvedimenti
anche in sede di bilancio di previsione indirizzati ad un incremento delle risorse e al
contenimento della spesa in primo luogo attraverso il riconoscimento di obiettivi considerati
prioritari e il conseguente taglio di alcune voci di bilancio.
A distanza di un triennio si può dire che alcuni impegni assunti a suo tempo hanno avuto
diligente esecuzione. Eppure ancora non basta. Per quanto riguarda le entrate, gli impegni assunti
riguardavano:
- incremento della competitività dell’Ateneo
- impegno per incrementare le commesse dei
Dipartimenti, degli Istituti e dei Centri,
attraverso
consulenze,
prestazioni
a
pagamento, contratti e convenzioni
- revisione del regolamento interno, in modo
da incentivare l’incremento delle attività in
conto terzi, sul piano della ricerca e non solo
- un impegno per estendere i servizi al
territorio che producono utili, rispondendo alle
attuali condizioni di mercato: di conseguenza
si dovrà incentivare l’organizzazione di
masters, corsi, iniziative didattiche (p.es.
insegnanti di sostegno) che possano produrre
utili
- riflessione sulle tasse
- accurata verifica con l’ERSU sulla politica
degli esoneri dalle tasse in relazione all’alto
numero di idonei ad ottenere una borsa di
studio.
Solo alcuni Dipartimenti si sono fortemente
impegnati ed hanno registrato un incremento
delle entrate e delle attività
Nel corso dell’ultimo triennio queste iniziative
si sono moltiplicate anche se non hanno trovato
un riscontro altrettanto importante dal punto di
vista delle entrate
Non attuata, sicuramente non più rimandabile
- maggiore produttività delle strutture e dei Molte strutture hanno intrapreso la giusta
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singoli docenti, con un miglioramento della
capacità di intercettare i finanziamenti
comunitari, ministeriali e regionali
- impegno per reperire finanziamenti da
imprese, banche, Fondazioni, Enti locali.
strada in questa direzione, ma è necessario
migliorare la capacità di intercettazione
dell’offerta
Attualmente la Fondazione del Banco di
Sardegna continua a sostenere diverse
iniziative del nostro Ateneo
- obbligo di rendicontazione europea per i Puntualmente
effettuato tanto
che
i
coordinatori dei dottorati di ricerca e per le Dipartimenti hanno usufruito di “rimborsi” e
iniziative di Ateneo relative all’orientamento l’Amministrazione ha potuto mettere a
ed al Campus One
disposizione degli utenti Uffici e servizi
nonché contratti con personale specializzato
- contrattazione con la Regione Sarda per un
consistente incremento del fondo unico, anche
attraverso accordi di programma ed una nuova
legge regionale
- recupero delle spese SIAE per fotocopiatura
delle opere
- interventi per l’ampliamento della pianta
organica del personale tecnico amministrativo,
al di là delle prestazioni a termine non
rinnovabili, incapaci di radicare nell’Ateneo
esperienze e professionalità adeguate, e ciò
soprattutto a vantaggio delle strutture
periferiche;
- razionalizzazione del personale tecnico
attraverso accorpamenti di strutture e
laboratori e nuove assunzioni per ampi settori
scientifico-disciplinari;
- allargamento dello strumento degli incentivi;
Sono stati espletati concorsi per l’assunzione a
tempo indeterminato di figure c.d. non
fungibili. Inoltre, sono state programmate le
immissioni in pianta organica di oltre 30 unità.
Ripristino del turn over in seguito ai
pensionamenti.
E’ una parte importante del grande progetto di
riorganizzazione
dei
servizi
e
dell’ottimizzazione delle risorse umane.
Poca chiarezza da parte dell’Amministrazione
sull’utilizzo delle indennità di responsabilità in
mancanza di progetti e obiettivi .
- istituzione della figura di un collaboratore Gli 11 collaboratori hanno già preso servizio
didattico/assistente di Presidenza per tutte le 11
Facoltà dell’Ateneo, in modo da alleggerire i
Presidi nell’organizzazione della didattica e nei
rapporti con le sedi gemmate;
- impegno a mantenere l’autonomia contabile e
organizzativa delle Presidenze, pur in un
quadro di progressiva riduzione dei centri di
spesa;
- interventi di sostegno alle azioni In realtà questi fondi vengono praticamente
programmate dei Dipartimenti e dei centri di utilizzati per intero nel pagamento di contratti e
spesa, secondo una scala di priorità, con supplenze esterne.
l’utilizzo dei fondi per il miglioramento della
didattica e delle incentivazioni;
- interventi urgenti per le strutture informatiche E’ in corso un approfondito dibattito su queste
delle Facoltà (Agraria, ecc.) e dei Dipartimenti problematiche
decentrati per il rinnovo delle centraline ed il
potenziamento della banda della rete di Ateneo
da 4 a 24 Mb;
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- attenzione per le biblioteche ed incrementi di
dotazione finalizzati all’apertura sperimentale
anche in orario notturno
- impegno per assicurare ulteriore mobilità
verticale per il personale interno e mirate
attività di formazione e aggiornamento;
- un ulteriore incremento dei fondi di ricerca
PRIN e FAR
- sostegno alla ricerca con l’aumento delle Il regolamento per gli spin off è stato
convenzioni e delle prestazioni in conto terzi e approvato dal C.d.A. quest’anno
con un nuovo regolamento sugli spin-off, il
taglio dei due capitoli dedicati alla soppressa
azienda agraria.
Per quanto riguarda le spese:
- estendere la cultura della valutazione
Punto cruciale imprescindibile da una corretta
impostazione di ogni piano di crescita
dell’Ateneo. Sono state impostate diverse
iniziative per la valutazione delle diverse
iniziative dell’Ateneo e delle strutture che
devono però essere estese a tutti e trovare una
dimensione più valida
- razionalizzazione complessiva, maggiore
efficienza ed economicità della gestione
- individuazione di sprechi, diseconomie e Sono stati accorpati diversi Centri di spesa, si è
inefficienze da correggere
cercato di centralizzare alcuni servizi (es.
Biblioteche) e di razionalizzare alcune
iniziative. E’ una strada lunga e difficile che
deve essere intrapresa con più rigore
- razionalizzazione dei centri di spesa con Alcuni Centri di spesa sono stati accorpati ma
autonomia contabile, il cui numero deve essere ancora non abbiamo assistito alla drastica
drasticamente ridotto
riduzione sperata e auspicata
- riduzione della consistenza delle dotazioni I Centri di spesa a fronte di ingenti “fondi
dei vari Centri di spesa, finalizzata cassa” continuano a chiedere aumenti di
all’accorpamento delle strutture, Istituti, dotazione. La stessa richiesta è stata avanzata
Dipartimenti,
Biblioteche,
personale, dal S.A. nel corso del 2005.
strumentazioni ed al completamento del
processo di dipartimentalizzazione
- progressiva abolizione degli interim e Il Senato viceversa aveva ritenuto che in via
accorpamenti dei centri di spesa:
transitoria occorresse aumentare e non ridurre
il numero dei segretari policentrici (che
ricoprono per interim più funzioni), per
procedere poi ad una riduzione drastica dei
centri di spesa.
- introduzione della contabilità di competenza Con il 1-01-2006 dovrebbe essere applicato da
per tutti i centri di spesa e abbandono della tutti i Centri di spesa dopo un anno di prova da
contabilità di cassa;
parte di alcuni dipartimenti
- incremento delle spese per investimento e Questo punto deve essere affrontato insieme
contenimento delle spese correnti facoltative: all’accorpamento dei centri di Spesa e alla
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più precisamente contenimento delle spese per
la telefonia, per la luce, per l’acqua, per gli
affitti e le manutenzioni che ormai assumono
di anno in anno caratteristiche di progressiva
rigidità assorbimento progressivo dei residui
passivi
- incremento dei fondi per luce, telefono,
riscaldamento, acqua, gas, in rapporto alle
nuove superfici che si renderanno disponibili
nei prossimi mesi per aule e laboratori
- applicazione di requisiti minimi relativi ai
docenti ed agli studenti iscritti per l’attivazione
dei corsi di laurea triennali e dei corsi di laurea
specialistica
- ulteriori misure di razionalizzazione
dell’offerta didattica, con attenzione per
l’efficienza e la qualità, anche attraverso una
revisione del sistema dei tirocini
- contenimento delle spese per la dirigenza.
- indirizzi in merito al pagamento delle
indennità per specifiche responsabilità.
- la rivisitazione dei budget di Facoltà, alla luce
delle proiezioni relative ai costi per la mobilità
dei docenti, alla progressione delle carriere,
agli oneri previdenziali ed assistenziali, alle
iniziative di riequilibrio interno tra Facoltà ed
aree disciplinari con particolare riferimento per
le discipline di base in comune tra varie
Facoltà spesso afflitte da cronica carenza di
docenza, con una verifica del rapporto docentistudenti e con l’abolizione degli automatismi
del turn-over; si utilizzeranno vari meccanismi
per il recupero in occasione di pensionamenti,
eventuali assegnazioni di budget dal Ministero,
e con la contribuzione di varie Facoltà per la
copertura di posti in aree di interesse
trasversale
- riduzione del numero delle supplenze
retribuite e dei contratti sostitutivi e la
riduzione progressiva dei budget di Facoltà per
le supplenze sulla base del numero dei nuovi
assunti e delle effettive esigenze certificate
dalle tabelle ministeriali, con rigorosa
applicazione degli standards minimi
- regolamentazione delle supplenze da definire
anche nella prospettiva di rendere obbligatoria
una supplenza non retribuita od una
mutuazione per tutti i docenti che intendano
chiedere una supplenza retribuita
razionalizzazione dei servizi. Certo che con
l’apertura delle nuove sedi e il trasferimento di
Facoltà e Dipartimenti appare poco probabile
riuscire a contenere le spese.
Vedi sopra
Il C.d.A. dal giorno del suo insediamento
puntualmente ricorda questi problemi finora
sottovalutati dal S.A. o comunque ritenuti non
prioritari per una corretta gestione didattica.
Anche su questo aspetto ci si è fermati ai buoni
propositi
Poca chiarezza da parte dell’Amministrazione
sull’utilizzo delle indennità di responsabilità in
mancanza di progetti e obiettivi.
La moltiplicazione dei C.d.S. ha di fatto
limitato se non impedito di affrontare questa
tematica
Molti docenti non riescono ad avere una
supplenza retribuita nonostante facciano più di
una supplenza gratuita. In pratica le supplenze
sono state azzerate. Contemporanea riduzione
dei contratti sostitutivi non finanziati con fondi
europei o regionali e azzeramento progressivo
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dei budget di Facoltà per le supplenze anche in
rapporto al numero dei nuovi assunti, con la
sola
esclusione di supplenze fuori sede retribuite
con fondi non universitari, di supplenze
finanziate dall’UE, di supplenze retribuite per
masters e scuole di specializzazione con
bilanci in attivo. Le supplenze retribuite sui
bilanci delle Facoltà dovranno essere meglio
regolamentate, per evitare l’utilizzo improprio
di fondi destinati alla promozione della
didattica: solo in casi di comprovata necessità
per settori scientifico disciplinari scoperti le
Facoltà potranno disporre di fondi appositi
(provenienti dalle tasse studentesche e
finalizzati alla promozione della
didattica e dei servizi agli studenti), con
l’impegno di ridurre progressivamente il
ricorso a strumenti eccezionali.
- liberalizzazione del capitolo relativo ai Questa è una grande contraddizione.
servizi per la didattica, in caso di utilizzo per
contratti e supplenze
- verifica del numero minimo di ore dedicate Sicuramente da affrontare e da unificare
all’insegnamento
- controllo della presenza in sede dei docenti.
- riflessione sulla collocazione dei docenti
all’interno dei settori scientifico-disciplinari,
con
invito alle Facoltà di
fissare
prioritariamente impegni didattici finalizzati a
coprire le discipline fondamentali, con verifica
annuale attraverso il numero degli esami
sostenuti
- verificare il rapporto docenti/studenti per
singola Facoltà con confronti coi dati nazionali
per singola Facoltà, avviare una riflessione sul
numero degli iscritti ai corsi di laurea in
rapporto
alle
esigenze
effettive
di
professionalizzazione espresse dal territorio.
- recupero dei fuori corso e interventi per Alcune facoltà si sono attivate attraverso le
contrastare il deterioramento della didattica;
commissioni didattiche. Importante recuperare
necessità di migliorare il rendimento didattico
garantendo la crescita culturale.
Istituiti corsi zero
- attenta riflessione sulla validità delle Problematica quanto mai attuale, forse
iniziative formative nelle sedi gemmate ed una trascurata nell’ultimo periodo, non più
verifica della disponibilità delle risorse rimandabile anche alla luce della nuova
aggiuntive a suo tempo garantite, fermo politica della Regione e dei tagli sulla
restando l’impegno dell’Ateneo per presidiare finanziaria.
stabilmente la provincia di Nuoro e la
provincia di Oristano, anche allo scopo di
intercettare l’offerta di formazione
- revisione del sistema dei finanziamenti della Con l’introduzione del sistema di valutazione
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ricerca
- valutazione dei singoli progetti di ricerca e
della produttività scientifica dei singoli
ricercatori
- caricamento degli assegni di ricerca quale
quota di cofinanziamento per progetti di
ricerca e centri di eccellenza
- mantenimento del finanziamento dei dottorati
di ricerca
- limitazione del finanziamento dei dottorati di
ricerca
mantenimento
dottorati
con
sede
amministrativa esterna, con reciprocità di
comportamento nei confronti dell’Università di
Sassari;
- impegno a sostenere le punte di eccellenza
- riforma dell’anagrafe informatizzata della
ricerca che è stata estesa ai dottorandi ed agli
assegnisti;
del CIVR anche il nostro Ateneo ha
cominciato ad adeguarsi al sistema di
valutazione.
Allo studio l’introduzione di alcune norme
premianti la produttività scientifica
Da definire meglio le iniziative dell’Ateneo. Si
auspica la creazione di Scuole di dottorato ad
ampia
partecipazione
e
massimo
coinvolgimento anche con l’aiuto della
Fondazione del Banco di Sardegna.
Nonostante l’anagrafe sia stata implementata si
discute su una sua radicale modifica per
meglio adattarla alle nuove esigenze di
valutazione. Ipotesi Polaris
Il bilancio del 2004 chiude con un attivo che
permette di ipotizzare l’inizio del ripianamento
del deficit. Dopo una lunga trattativa parte
l’Azienda mista.
- costante monitoraggio delle spese del
Policlinico universitario, il riassorbimento
dell’attuale deficit e la chiusura a pareggio
entro due anni; una verifica dei DRG ed una
rapida istituzione dell’Azienda ospedaliera
convenzionata con il SSN
- recupero delle somme dovute dalla Regione e Di difficile riscatto
dall’ASL
- recupero di spazi di efficienza
- monitoraggio della spesa corrente, attraverso Argomento di grande importanza. Sono in fase
nuove metodologie di controllo di gestione
di valutazione diverse soluzioni per
l’acquisizione di programmi che consentiranno
un reale “controllo di gestione” con il parere
favorevole del Nucleo di Valutazione.
Inoltre:
- profonda riforma dello Statuto, che doveva E’ partito l’iter per la modifica di due articoli,
valorizzare il ruolo del Consiglio di con in prospettiva una profonda e completa
Amministrazione e disciplinare il rapporto tra revisione dello Statuto
composizione degli organi e durata, con un
maggior bilanciamento dei poteri
- migliore programmazione in sede di Lo impone anche la legge finanziaria
previsione, che consenta di limitare le
operazioni di assestamento e gli interventi di
variazioni di bilancio
- limiti precisi nel prelevamento dall’avanzo di
amministrazione
- aggiornamento della relazione predisposta Richiesta più volte dal C.d.A. ancora lacunosa
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dall’Ufficio legale sui contenziosi in atto e sui
prevedibili oneri a carico dell’amministrazione
- politica di razionalizzazione del personale
t.a., nel rispetto delle competenze che lo statuto
attribuisce al Consiglio di Amministrazione.
per diversi aspetti.
E’ in corso una approfondita analisi nel
tentativo di ottimizzare al massimo l’utilizzo
del personale a disposizione, la sua
motivazione e l’assunzione di nuove unità
- massima trasparenza sulla fornitura di dati ai
componenti del Consiglio che avevano
necessità di documentarsi per esprimere un
parere motivato sul bilancio.
- avvio di una stagione di relazioni sindacali
distese e non conflittuali.
- razionalizzazione dei servizi agli studenti
- ricerca di soluzioni ed obiettivi condivisi
anche dagli studenti.
- ripristino capitolo di spesa cooperazione paesi
in via di sviluppo
- ripristino capitolo di spesa cooperazione
europea ed extraeuropea
rifacimento
dell’impianto
telefonico
centralizzato
- impegno per la realizzazione urgente di nuove
strutture edilizie, con priorità per l’ospedale
veterinario, per le ristrutturazioni dei reparti
clinici, per le Facoltà umanistiche
Appare quanto mai opportuno che gli Organi Collegiali dell’Università, in sintonia, adottino dei
provvedimenti indirizzati non solo all’incremento delle entrate ma, soprattutto, al contenimento
della spesa per sfruttare al meglio le risorse a disposizione e per ridurre sprechi, diseconomie e
inefficienze. Infatti, non appare ancora soddisfacente l’efficienza organizzativa sia delle strutture
dipartimentali che degli uffici dell’amministrazione la cui crescita non può prescindere dal
potenziamento delle competenze gestionali e delle responsabilità, assolutamente necessarie per
gestire adeguatamente la complessità dei servizi, per ridurre i tempi di decisione ed avviare una
reale diminuzione dei costi.
Questa considerazione non può prescindere da una maggiore efficienza e una migliore
economicità della gestione per razionalizzare in maniera più efficace il Sistema Università.
Non possiamo limitare l’impegno propositivo nel solo momento dell’approvazione della
Relazione al bilancio ma questo deve trovare costante e continua applicazione per il
raggiungimento degli obiettivi prefissati nella programmazione. L’Ateneo non può più
permettersi contraddizioni e incomprensioni: per questo appare non più rimandabile una
profonda revisione dello Statuto che imponga una attenta e obiettiva riflessione sulle attuali
norme. Solo una diversa composizione degli Organi collegiali e una più opportuna
determinazione dei ruoli, delle competenze e delle responsabilità, potrà consentire di svolgere
una programmazione realmente condivisa, che riesca a collocare al primo posto il miglioramento
dell’offerta formativa e dei servizi e a concentrare i propri sforzi nel potenziamento della
formazione e della conoscenza.
6. Gli indirizzi programmatici del Senato Accademico per il bilancio 2005
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Ai sensi dell’art. 7 del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, il Senato Accademico
ha discusso la relazione preliminare predisposta dal Pro Rettore ed ha espresso i seguenti indirizzi programmatici
in data 29 settembre 2004 e 25 ottobre 2004.
Il Senato, fortemente preoccupato per le attuali restrizioni di bilancio in sede nazionale, ha preso atto
dell’impossibilità di avviare regolarmente il I ottobre le lezioni dell’a.a. 2004-05 e ha verificato che la
rivendicazione dei vincitori di concorso che non hanno potuto prendere servizio ha provocato il rinvio dell’inizio
delle lezioni di almeno una settimana. Inoltre chiede che in sede di bilancio trovino adeguate risposte i seguenti
problemi prioritari:
- incremento delle dotazioni dei centri di spesa rispetto al 2004;
- mantenimento del finanziamento FAR intrauniversitario sia pure sotto la soglia del milione di euro ed
approvazione nuovo regolamento, con sostanziali modifiche rispetto alla bozza predisposta dalla commissione
ricerca;
- interventi per l’ampliamento della pianta organica del personale tecnico amministrativo, al di là delle
prestazioni a termine non rinnovabili, incapaci di radicare nell’Ateneo esperienze e professionalità adeguate, e ciò
soprattutto a vantaggio delle strutture periferiche;
- razionalizzazione del personale tecnico attraverso accorpamenti di strutture e laboratori e nuove assunzioni per
ampi settori scientifico-disciplinari;
- allargamento dello strumento degli incentivi;
- istituzione della figura di un collaboratore didattico/assistente di Presidenza per tutte le 11 Facoltà dell’Ateneo,
in modo da alleggerire i Presidi nell’organizzazione della didattica e nei rapporti con le sedi gemmate;
- impegno a mantenere l’autonomia contabile e organizzativa delle Presidenze, pur in un quadro di progressiva
riduzione dei centri di spesa;
- interventi urgenti per le strutture informatiche delle Facoltà (Agraria, ecc.) e dei Dipartimenti decentrati per il
rinnovo delle centraline ed il potenziamento della banda della rete di Ateneo da 4 a 24 Mb;
- interventi di sostegno alle azioni programmate dei Dipartimenti e dei centri di spesa, secondo una scala di
priorità, con l’utilizzo dei fondi per il miglioramento della didattica e delle incentivazioni;
- presa di servizio di tutti gli idonei vincitori di concorso con decorrenza I gennaio 2005 se non ostano
disposizioni contrarie inserite in finanziaria;
- interventi per combattere la fuga dei cervelli e messa a concorso di nuovi posti di ricercatore;
- istituzione di nuovi assegni di ricerca anche attraverso fondi della Fondazione Banco di Sardegna e fondi
regionali;
_ interventi di razionalizzazione della spesa, con una connessione con la valutazione della ricerca effettuata dal
Comitato di ateneo;
- riflessione sulle supplenze in sede e in sede gemmata, in modo da dare piene certezze ai Presidi ed ai Consigli
di Facoltà;
- introduzione della contabilità di competenza per tutti i centri di spesa e abbandono della contabilità di cassa;
- impegno per la realizzazione urgente di nuove strutture edilizie, con priorità per l’ospedale veterinario, per le
ristrutturazioni dei reparti clinici, per le Facoltà umanistiche.
Nella seduta del 23 novembre il Senato Accademico ha preso visione della bozza di bilancio ed ha
raccomandato:
- una puntuale valutazione delle prese di servizio in rapporto alla legge finanziaria in corso di approvazione e
delle relative deroghe per il 2004, tenendo conto anche dei ricorsi al TAR che a quanto pare imporranno
l’ingresso in contemporanea di nuovi ricercatori e professori dall’esterno o tramite avanzamenti di carriera;
- una valutazione degli ingressi con i fondi della mobilità;
- una valutazione degli ingressi a seguito dei concorsi in atto o tramite l’utilizzo del budget virtuale di facoltà;
- una valutazione delle assunzioni di personale categ. C e di 11 assistenti didattici dei Presidi, oltre che
eventualmente di personale informatico specializzato da destinare alle realtà periferiche (aula magna Lingue);
- una rapida introduzione della contabilità di competenza per tutti i centri di spesa, anche attraverso una fase di
sperimentazione;
- una liberalizzazione del capitolo relativo ai servizi per la didattica, in caso di utilizzo per contratti e supplenze;
- un incremento dei fondi per luce, telefono, riscaldamento, acqua, gas, in rapporto alle nuove superfici che si
renderanno disponibili nei prossimi mesi per aule e laboratori;
- un ulteriore incremento dei fondi di ricerca intrauniversitaria 60%;
- un utilizzo dei fondi di ricerca per incrementi eventuali di assunzioni temporanee di operai agricoli;
- un adeguamento ai valori del 2004 del fondo globale della Regione Sarda in entrata ed ai contributi per ricerche
presso i paesi in via di sviluppo in uscita e cooperazione europea ed extraeuropea;
- ricerche PRIN ex 40%: si prende atto che deve essere indicata la cifra reale di 1037 mila per partita di giro
contr. Ministeriali e 407 mila per cofinanziamento università;
- eventuale incremento dotazioni centri di spesa per rispondere all’aumento del numero di dipartimenti;
- incremento per fondi vestiario personale tecnico e sicurezza;
- adeguamento al costo della vita delle spese per la guardiania dell’ex azienda agraria di Surigheddu.
Il Senato ha preso nota della lettera del prof. Antonello Mattone direttore del Dipartimento di storia, che propone
la istituzione di un capitolo di bilancio da destinarsi all’assunzione di personale ricercatore, per rispondere alla
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cessazione di molti giovani assegnisti di ricerca e combattere la fuga di cervelli, con un reclutamento di giovani
finalizzato al riequilibrio tra Facoltà ed al ricambio generazionale.
Ha inoltre aderito alle richieste del consiglio degli studenti relative a:
- contributi CUS 100 mila euro
- iniziative culturali ricreative studenti 50 mila euro
- progetti studenteschi capitolo cooperazione con i paesi in via di sviluppo.
Il Senato ha chiesto il ripristino dei capitoli:
- cooperazione paesi in via di sviluppo
- cooperazione europea ed extraeuropea
Inoltre ha aderito al progetto di rifacimento dell’impianto telefonico centralizzato.
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 9 dicembre ha preso atto condividendole delle osservazioni del
Senato Accademico ed ha preso visione di alcuni documenti pervenuti, compresa la nota dei consiglieri Antonio
Chessa e Stefano Zucconi, che lamentano il numero troppo consistente di concorsi per personale docente, avviati
dalle Facoltà con l’utilizzo di budget virtuali anche al di fuori di qualunque programmazione del Consiglio, a
fronte di un sostanziale blocco delle assunzioni e riduzione sensibile della pianta organica del personale tecnico
amministrativo. In particolare i due consiglieri hanno ribadito la contrarietà ad ulteriori assunzioni di personale
t/a a tempo determinato ed hanno sostenuto che occorre approfittare della fase di sospensione del blocco delle
assunzioni che si prospetta con la legge finanziaria per procedere ad assunzioni di personale t/a a tempo
indeterminato, utilizzando magari le risorse non impiegate per i precari. I due consiglieri hanno chiesto inoltre
una verifica del processo di territorializzazione dell’ateneo, per evitare sprechi e diseconomie.
Nella discussione successiva il Consiglio di Amministrazione ha affermato l’esigenza di procedere
all’assunzione a tempo indeterminato di personale, con risorse proprie in ambito di programmazione triennale,
se veramente fosse evitato nella legge finanziaria il blocco delle assunzioni. Il Consiglio ha inoltre preso atto
delle preoccupazioni espresse in merito ai concorsi in atto di personale docente ed ha deliberato di fissare al I
ottobre 2005 tutte le prese di servizio per tutti i concorsi conclusi nel 2005.
Il Consiglio ha inoltre osservato che le Facoltà possono affidare contratti e supplenze retribuite (queste ultime
solo a personale di altri atenei) con i fondi della promozione della didattica; va confermato che qualunque tipo di
supplenza retribuita in sede (fondi regionali, fondi europei, fondi di Facoltà) e fuori sede possono essere retribuite
solo a condizione che sia garantito l’impegno orario minimo obbligatorio di legge dei ricercatori e dei
professori.
Il Consiglio ha suggerito interventi per migliorare la quota di riequilibrio sul FFO, in termini di qualità delle
prestazioni e dei servizi, di un miglioramento complessivo della struttura, di investimenti nel settore delle
manutenzioni e degli interventi edilizi.
I rappresentanti degli studenti, espresso apprezzamento per il mancato aumento delle tasse, hanno chiesto il
consolidamento degli interventi per i servizi agli studenti ed il ripristino del capitolo per la cooperazione con i
paesi in via di sviluppo di provenienza regionale in modo da dare attuazione nel 2005 con aggiornamenti al
programma predisposto l’anno scorso.
Il Senato Accademico in data 15 dicembre ha raccomandato l’incremento della dotazione dei Dipartimenti per
rispondere alla costituzione di un nuovo centro di spesa: la somma residua del 2004 verrà riassegnata nel 2005.
Ha inoltre chiesto l’adeguamento del capitolo per guardiania di Surigheddu (per rispondere all’aumento del
costo della vita) e le assegnazioni a favore del personale tecnico per garantire la sicurezza (vestiario, protezioni,
ecc.): verrà utilizzato il consistente capitolo per interventi a favore della sicurezza.
Per il capitolo relativo alla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, il Senato ha chiesto il ripristino dello
stanziamento di 130 mila euro, con l’utilizzo del fondo regionale. Il Senato ha chiesto inoltre che il Consiglio
provveda alla copertura di nuovi posti di personale t/a a tempo indeterminato una volta caduto il blocco delle
assunzioni ed accertate le relative disponibilità, sulla base di un programma che dovrà essere predisposto
d’intesa con il Consiglio di amministrazione in modo da rispondere alle esigenze di grandi aree scientifiche.
Infine, il Senato ha chiesto che si favoriscano le assunzioni di personale ricercatore tra i giovani da destinarsi
alla ricerca.
Nella seduta del 21 dicembre conclusivamente il Consiglio ha accolto tutte le osservazioni presentate dal Senato
il 15 dicembre, ripristinando i capitoli segnalati.
Il Consiglio, apprezzando i contenuti della presente relazione, ha inoltre raccomandato:
- la riforma del sistema di tassazione, con l’eliminazione delle quattro fasce, a favore di un sistema più equo e
progressivo;
- l’accordo col Banco di Sardegna per i prestiti d’onore a favore degli studenti;
- la programmazione degli interventi in favore dei paesi in via di sviluppo;
- la predisposizione di un puntuale programma di attività in vista della realizzazione dell’azienda ospedaliera
universitaria;
- la attivazione nel 2006 della guardiania anche per l’azienda di Ottava;
- il potenziamento del capitolo relativo agli operai agricoli, anche attraverso fondi di Dipartimento;
- la ristrutturazione dell’azienda di Fenosu d’intesa con il Consorzio Uno di Oristano;
- la definizione di un ampliamento della pianta organica con significative assunzioni di tecnici su grande aree
scientifiche;
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- l’impegno per assicurare ulteriore mobilità verticale per il personale interno e mirate attività di formazione e
aggiornamento;
- l’aumento dei buoni pasto ed una vigilanza per mantenerne il valore nominale;
- la nascita dell’Università telematica della Sardegna, con un consistente investimento per l’attività di
formazione professionale (si programma un viaggio di studio presso l’Universidad Oberta di Barcelona);
- attenzione per la ricerca ed impegno per un possibile incremento dei finanziamenti FAR e Cofin;
- attenzione per le biblioteche ed incrementi di dotazione finalizzati all’apertura sperimentale anche in orario
notturno;
- slittamento al 2006 del nuovo regolamento FAR per l’ex 60% come suggerito dalla Commissione ricerca
presieduta dal prof. Eusebio Tolu;
- organizzazione della IV Conferenza della ricerca d’intesa con la Conferenza permanente dei Dipartimenti
(febbraio 2005) e della II Conferenza di Ateneo sulla didattica;
- rapida pubblicazione degli Atti della Conferenza di Ateneo 2003, della Conferenza didattica 2004 e del bilancio
2005.
Gli indirizzi del Senato Accademico per il 2006
Il Prorettore ha presentato le linee della manovra di bilancio per il 2006 e il senato Accademico in data 11
ottobre 2005 ha espresso un indirizzo di massima, soffermandosi sui seguenti aspetti.
- Bilancio: limitare l’incremento delle tasse studentesche nella misura massima del 5% annuo
- Personale docente: Si ritiene raggiunto il livello massimo di spesa, si ammette che non sempre la scelta dei
concorsi da bandire è stata virtuosa ed ha risposto all’esigenza di coprire le aree disciplinari scoperte e di
aumentare il numero dei docenti, dato che una quota consistente degli investimenti di fatto è stata assegnata per
le progressioni di carriera.
Si conviene sulla necessità di un adeguamento delle quote da riassegnare alle Facoltà dopo il pensionamento o il
trasferimento dei docenti, con una premialità a favore dei nuovi posti di ricercatore.
Rimane l’esigenza di correggere gli squilibri tra Facoltà e tra aree disciplinari, in una logica di sistema che
corregga i punti di debolezza e sani la situazione delle Facoltà con un basso rapporto docenti/studenti. Ciò vale
anche per le risorse finanziarie che vanno distribuite con lo scopo di sostenere le Facoltà in difficoltà, in una
logica di riequilibrio.
- Didattica: Si è molto riflettuto sulla efficienza e sulla qualità della didattica e sulla necessità di un intervento
radicale, attraverso un rigoroso controllo dell’azione dei manager didattici di Facoltà, non sempre all’altezza dei
compiti loro affidati. Il riflesso sul FFO dei cattivi risultati della didattica impone interventi radicali, anche
incentivazioni per sostenere le Facoltà più virtuose o quelle che non hanno risposto ai requisiti minimi. Un
impegno rigoroso dovrà essere garantito per far emergere le situazioni di studenti che non superano gli esami e
che dunque sono falsi studenti.
Si ritiene necessario
- incrementare le dotazioni delle Facoltà
- mettere ordinariamente in contatto le Facoltà con il Nucleo di valutazione per incidere sui parametri più a
rischio: si pensa ad iniziative in collaborazione e ad un incontro dei Presidi con i consiglieri di amministrazione,
i rappresentanti delle segreterie studenti ed i manager e con il Nucleo di valutazione, promosso dal Rettore.
- svolgere la II conferenza sulla didattica nella prossima primavera
- adottare indirizzi, strategie e strumenti per incidere rapidamente sulla produttività e sull’internazionalizzazione
delle Facoltà e dei Dipartimenti
- approfondire l’utilità di distinguere gli studenti a tempo pieno da quelli a tempo parziale
- studiare interventi per escludere dai corsi gli studenti inattivi che non maturano crediti da più di tre anni
- migliorare gli interventi di orientamento in particolare verso le Facoltà a numero chiuso e con tests nazionali
- costante monitoraggio delle carriere degli studenti
- sostenere l’ERASMUS e gli accordi internazionali
- avviare una riflessione sui corsi di laurea triennali e sulle gemmazioni nel territorio
- sostenere il polo metropolitano di Alghero
- attenzione specifica per alcune Facoltà che hanno visto ridursi notevolmente la pianta organica a seguito di
trasferimenti
- rapida applicazione delle nuove classi di laurea con accorpamenti dei corsi di laurea attraverso accordi
interfacoltà
- impegno per l’urgente riattivazione del Centro Linguistico
- Ricerca:
- incrementare le risorse disponibili per PRIN e FAR
- stimolare la produttività scientifica
- accertamento dei risultati della valutazione e iniziative di sostegno alle aree più meritevoli.
Nella seduta dell’8 novembre 2005 il Senato ha ulteriormente discusso le linee del bilancio 2006, fortemente
preoccupato per gli orientamenti della Regione Sarda.
Tra i temi toccati:
- accreditamento dei corsi.
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- risultati della didattica particolarmente negativi a causa della particolare situazione della Sardegna: il recente
rapporto MIUR sulle Università italiane (l’Università in cifre 2005) ha messo in rilievo il primato italiano della
nostra isola per il ridotto numero di giovani che si iscrivono all’Università (pari al 23,8% dei giovani tra 19-25
anni, con un tasso di passaggio dalla scuola all’Università del 59,1 % rispetto al 72,3% dell’Italia), per il basso
numero di laureati, per la durata degli studi, per la quasi totale assenza di studenti che provengano da altre
regioni o da altri paesi, per il livello bassissimo (pari ad un decimo di altre università) delle tasse: la media per
la Sardegna è di 142 euro a fronte del 1170 euro della Lombardia, mentre gli investimenti per il diritto allo
studio sono rilevanti e crescenti. La spesa per ricerca e sviluppo non supera in Sardegna lo 0,52% del PIL, a
fronte dello 0,8% ad esempio della Svezia.
La risposta della Regione Sarda è forse debole e ci si propone:
- di bandire premi individuali per l’attività di ricerca
- di incoraggiare il rientro di studiosi in Sardegna.
- di far nascere in comune di Alghero o in altra sede le nuove Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria.
Del resto un eventuale incremento delle tasse ridurrebbe ulteriormente il numero degli studenti iscritti
all’Università.
Tra gli altri temi discussi:
- il futuro del Policlinico universitario, il calcolo dei DRG, il rinnovo delle attrezzature, il miglioramento della
qualità dell’assistenza e l’istituzione dell’azienda mista.
- la politica della Regione Sarda in merito alla destinazione vincolata del Fondo Unico della legge 26/96.
Rispetto alla proposta della commissione bilancio, il Senato Accademico il 13 dicembre 2005 ha suggerito
alcune modifiche al documento di bilancio:
- inclusione nel fondo regionale degli interventi per i portatori di handicap
- precisazione che l’Università non può assumersi l’onere di completare le opere per la nuova Facoltà di Agraria e la
nuova Facoltà di Medicina Veterinaria fuori della città di Sassari, vista la dimensione insufficiente del contributo
regionale
- incremento del fondo della ricerca intrauniversitaria dell’ex 60% eventualmente con parziale riduzione
dell’incremento dei PRIN
- incremento del 10% della dotazione ordinaria dei centri di spesa e del fondo delle biblioteche per rispondere alla
crescita degli spazi ed all’istituzione dei nuovi dipartimenti ed all’ampliamento dell’attività didattica delle
Presidenze
- impegno per il finanziamento futuro dei corsi triennali per le professioni sanitarie
- impegno per le scuole di specializzazione in particolare della Facoltà di Medicina Veterinaria
- presa d’atto dell’obbligo per l’ateneo di ridurre del 50% la voce relativa agli operai agricoli in base alla finanziaria
- attribuzione a titolo gratuito in via eccezionale agli assegnisti di contratti di insegnamento
Il Consiglio degli studenti in data 12 dicembre si è espresso contro l’incremento automatico delle tasse nella
misura del 5%, chiedendo una politica di risparmi, di contenimento delle spese, di verifica sugli esoneri e di
revisione delle fasce, in modo da garantire una maggiore gradualità impositiva. Il Consiglio ha chiesto inoltre
l’istituzione di una commissione paritetica di Ateneo per la didattica.
Mozione approvata all’unanimità dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione
dell’Università di Sassari in data 18 ottobre 2005.
Il Senato Accademico ed il Consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi di Sassari, riuniti in seduta
congiunta in data 18 ottobre 2005, vista la mozione approvata dall’Assemblea della CRUI del 13 ottobre 2005,
esprimono viva preoccupazione in merito al DDL sul reclutamento e lo stato giuridico dei docenti universitari, che
reintroduce il precariato all’interno degli Atenei. Già in passato gli organi accademici hanno manifestato contrarietà
di fronte alla prospettata riforma, aderendo alla mobilitazione del 30 giugno ed esprimendo rammarico con una nota
del Rettore indirizzata il 26 settembre al Presidente del Senato per le procedure adottate dal Senato, che hanno
chiuso ogni possibilità di confronto parlamentare imponendo con il voto di fiducia un testo che non tiene conto
delle numerose osservazioni formulate dalla stessa maggioranza.
Nel momento in cui il Parlamento avvia la discussione della Legge Finanziaria e la Camera dei Deputati riprende
l’esame del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti, il Senato Accademico e il Consiglio di
Amministrazione dell’Università di Sassari, in coerenza con le posizioni assunte dalla CRUI, chiedono che
Parlamento e Governo si confrontino ancora in maniera approfondita su questi temi con il sistema delle Università
italiane.
Le posizioni espresse dalla CRUI hanno l’unico fine di assicurare una migliore funzionalità scientifica e didattica
degli Atenei. E questo mediante:
- un sistema di reclutamento davvero fondato sul merito e sulla valorizzazione delle capacità;
- la previsione di reali possibilità di accesso e di posizioni stabili per i giovani studiosi più preparati;
- la valorizzazione delle posizioni di chi già lavora da anni con impegno in condizioni disagiate;
- l’introduzione a tutti i livelli di un serio e autonomo sistema di valutazione al quale progressivamente
commisurare la distribuzione delle risorse.
Senato e Consiglio ribadiscono il proprio giudizio negativo sul disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti
per i suoi contenuti. Esso fa ricadere sugli Atenei tutti gli oneri finanziari aggiuntivi indispensabili per dare effettivo
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seguito alle norme previste. Le Università italiane in ogni caso si sono dichiarate disponibili a considerare le
eventuali modifiche al testo approvato dal primo ramo del Parlamento.
Senato Accademico e Consiglio esprimono inoltre vivo allarme per la Legge finanziaria, pur riconoscendo che
nella attuale versione essa contiene alcuni provvedimenti apprezzabili (deducibilità fiscale delle donazioni,
abrogazione della tassa sui brevetti, esclusione dell’imposta sui redditi da proventi commerciali, eventuale
destinazione della quota del 5 per mille alla ricerca).
Se venisse approvata nella versione proposta essa infatti:
- lascerebbe a carico dei bilanci degli Atenei gli oneri derivanti dagli adeguamenti stipendiali fissati dal Governo per
il personale docente e tecnico-amministrativo: circa 210 milioni di euro;
- prevederebbe una diminuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario di 55 milioni di euro rispetto allo scorso
anno;
- non attribuirebbe i finanziamenti necessari al mantenimento dei fondi per la ricerca (PRIN e FIRB);
- ridurrebbe ulteriormente di 60 milioni di euro (su 150) il fondo per l’edilizia universitaria, azzerando lo
stanziamento per il prossimo biennio;
- stabilirebbe il versamento allo Stato degli importi accantonati in seguito al decreto taglia-spese del 2002;
- prevederebbe un incremento inadeguato del fondo destinato alle Università non statali a fronte di una non
programmata crescita delle stesse;
- manterrebbe l’IRAP all’8,50% senza alcuna riduzione dell’imponibile, in particolare di quello delle spese per la
ricerca.
La combinazione delle disposizioni del DDL sullo stato giuridico e dei mancati interventi finanziari renderà di
fatto ingestibili le Università, in un momento nel quale tutti affermano che la ripresa della competitività dell’Italia è
legata in maniera determinante al potenziamento del sistema universitario con le sue attività di ricerca e di
formazione del capitale umano. Ciò in particolare nel Mezzogiorno ed in Sardegna, dove le Università assumono un
ruolo socialmente ancor più rilevante ma sono ulteriormente penalizzate a causa della debolezza del tessuto
produttivo. Di conseguenza il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Sassari
auspicano un ripensamento del Governo e si impegnano a rendere pubbliche le posizioni critiche nei confronti dei
testi attualmente all’esame del Parlamento, che se approvati in questa forma allontanerebbero le Università italiane
dagli standards europei.
Delibera definitiva del Consiglio di amministrazione del 20 dicembre 2005
In data 20 dicembre il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Sassari ha approvato all’unanimità (con
una astensione) il presente documento in via definitiva, introducendo i seguenti impegni:
- non viene adottato l’annunciato aumento del 5% delle tasse studentesche;
- viene incrementato a 100.000 Euro il capitolo dei premi per ricercatori (10 premi)
- verrà premiata la didattica e la ricerca con specifica attenzione per l’internazionalizzazione
- entro l’anno verrà modificato il rapporto tra ricercatori e professori per il budget di Facoltà per i concorsi, con
premialità a favore dei posti di ricercatori su settori scientifico disciplinari scoperti caratterizzanti o fondamentali;
tale obiettivo sarà perseguito con assegnazioni aggiuntive attraverso forme di riequilibrio per addizione
- il fondo operai agricoli verrà mantenuto sui livelli dell’anno precedente con l’utilizzo dei fondi europei
- le somme non utilizzate per i PRIN ex 40% verranno attribuite al 60%, che sarà modificato con forme di
premialità;
- si insisterà presso la Regione per il trasferimento di tutti i fondi per le sedi gemmate sul capitolo dei consorzi;
- un vivo appello alla Regione sarà formulato per i corsi gemmati di Alghero, che debbono essere sostenuti
finanziariamente;
- verrà incrementato il fondo per i corsi di aggiornamento del personale;
- nel mese di febbraio il Consiglio di amministrazione effettuerà unma verifica sul documento contabile,
approvandolo per la seconda volta con le opportune rettifiche.
7. Il Collegio dei revisori dei conti
L’attività di controllo affidata al Collegio dei revisori dei conti ha imposto un costante scambio di informazioni
con il Consiglio di Amministrazione. E’ stato ribadito l’interesse dell’Amministrazione per un rapporto di
costante collaborazione con il Collegio dei Revisori dei Conti, per il ruolo di garanzia sulla regolarità della
gestione che tale Collegio assicura. L’Amministrazione del resto dichiara di assumere il principio della
trasparenza dei suoi atti ed intende quanto più possibile attenersi alle indicazioni del Collegio.
L’Amministrazione ha acconto negli ultimi anni le osservazioni formulate dal Collegio verso un riordino dei
capitoli di bilancio: già nel 2005 il bilancio è stato ridotto nel numero dei capitoli, con una razionalizzazione
delle descrizioni delle voci di entrata e di spesa. Si accoglie la proposta di monitorare le spese di rappresentanza,
depurate dalle spese per il miglioramento dell’immagine dell’Università e si osserva che già negli ultimi esercizi
tali spese si sono notevolmente ridotte, passando da 81 mila euro del 2003, a 40 mila euro del 2004, a 30 mila
euro nel 2005; si accolgono le osservazioni sulla spesa per la telefonia, ma si ritiene di sottolineare che si
conoscono perfettamente le ragioni che giustificano una rilevante incidenza delle spese telefoniche in rapporto ad
altre realtà, soprattutto in un’Università isolana come quella di Sassari che necessita di rapidi ed efficienti
collegamenti con i principali centri di ricerca nazionali ed internazionali. Ciò non significa che le spese
telefoniche non debbano essere costantemente monitorate e non si debba proporre una rendicontazione efficace del
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servizio, con una verifica del traffico e delle tariffe impiegate, in funzione di un più oculato uso, in particolare
della telefonia mobile. Si deve inoltre osservare che sono stati effettuati consistenti interventi di spesa per
l’implementazione dell’impianto telefonico centralizzato.
Il collegio dei revisori dei conti, nel condividere le politiche e le strategie portate avanti dall’Amministrazione
in particolare con riferimento alle spese per investimenti, ha raccomandato un’azione incisiva sulle entrate
correnti (che andavano aumentate) e sulle uscite correnti (che andavano ridotte). Il dott. Arnaldo Ricciuto in
particolare, partendo da un accurato esame della serie storica, aveva raccomandato una attenta riflessione sulle
tasse rimaste ai livelli di dieci anni fa, riflessione che doveva tener conto del fattore tempo e di una serie di
aspetti come il potere d’acquisto dei salari, l’inflazione, il costo della vita. Il Collegio aveva raccomandato una
drastica riduzione dei Centri di spesa, un maggiore equilibrio tra le competenze accessorie liquidate a favore del
personale docente rispetto a quelle erogate a favore del personale tecnico e amministrativo, un intervento incisivo
contro gli sprechi, attraverso un controllo di gestione che doveva passare attraverso una seria autovalutazione,
l’introduzione di un nuovo sistema di contabilità di competenza per tutti i Dipartimenti che doveva fornire un
quadro realistico degli impegni di spesa e che superasse la pura gestione di cassa. A questo proposito il
Consiglio di Amministrazione aveva rilevato la perfetta rispondenza degli attuali bilanci dei Dipartimenti alle
normative di legge ed aveva raccomandato di mantenere una flessibilità ed un’operatività alle strutture periferiche
che avrebbero dovuto evitare le pastoie burocratiche eccessive. Il Consiglio aveva comunque convenuto
sull’opportunità di introdurre il sistema del bilancio di competenza anche per i centri periferici.
Intorno alle competenze accessorie, si prende atto delle osservazioni del Collegio in relazione allo squilibrio tra
competenze accessorie del personale docente (che sarebbero elevate) e quelle del personale t/a (che sarebbero
basse) e ciò proprio nel momento in cui cresce il numero dei docenti e diminuisce il numero dei non docenti. Si
vuole però ricordare che si è proceduto al taglio totale delle supplenze in sede, mentre i contratti di
insegnamento gravano direttamente sui bilanci delle Facoltà.
Nella relazione sul consuntivo 2004 il collegio ha espresso apprezzamento con soddisfazione del Consiglio di
Amministrazione per i buoni risultati conseguiti, per il migliorato equilibrio di gestione e per il miglioramento
rispetto all’anno precedente del rapporto tra accertamenti/riscossioni e impegni/pagamenti.
Sono stati apprezzati in particolare i seguenti aspetti:
- preparazione degli atti nei tempi regolamentari;
- introduzione del bilancio CIA (ormai in uso da parte di tutto l’ateneo dal 2002);
- incremento dell’avanzo di competenza (9 milioni di Euro), incremento dell’avanzo vincolato e dell’avanzo
netto, fissato in modo prudenziale in 6,5 ME;
- notevole incremento del patrimonio;
- svolgimento di concorsi per personale docente;
- recupero di fondi europei;
- risanamento del bilancio del Policlinico.
Sono state segnalate negativamente:
- riduzione degli investimenti in materia di ricerca scientifica;
- crescita dei residui a causa di una velocità di accumulazione nettamente più alta rispetto allo smaltimento
(è già
in atto il processo di riaccertamento dei residui, operazione peraltro delicata e laboriosa in
quanto necessita dello studio specifico a partire dall’origine di tutte le pratiche amministrative);
- i tempi di realizzazione del complesso bio-naturalistico e di altre iniziative edilizie che non procedono con la
dovuta rapidità di esecuzione e senza un costante monitoraggio dei collaudi, anche se il collegio ha dato atto che i
provvedimenti assunti in precedenza sono stati ricondotti nell’alveo normativo attraverso l’adozione
di delibere consiliari che hanno portato alla formazione di una variante in corso d’opera;
- la programmazione nella copertura dei posti di personale docente, in relazione alle cattedre vacanti su
fondamentali settori scientifico disciplinari;
- la politica di ramificazione dell’Università sul territorio;
- le dimensioni assunte dalle spese di consulenza (488 mila euro) (in realtà la voce di spesa e
comprensiva di tutti gli impegni per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa
dell’amministrazione centrale);
- la crescita delle spese di largo consumo per energia elettrica, acqua, telefono, riscaldamento, spese legali, spazi
verdi, collegamento CINECA e funzionamento CED;
- l’eccessiva autonomia di spesa dei Centri periferici;
- la presunta inerzia dell’amministrazione di fronte all’esigenza di attivare procedure forzose per il recupero
crediti e per l’estinzione dei residui attivi.
L’amministrazione ha assunto impegni per i seguenti aspetti:
- nuova presentazione del bilancio con un’imputazione differente per le spese per i ricercatori che debbono essere
distinte dalle spese per i professori;
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alla
data odierna sono state effettuate solamente 3 variazioni di bilancio, e del resto il numero di
variazioni non è sempre indicatore di efficacia ed efficienza gestionale
- riduzione del numero delle variazioni di bilancio, storni, assestamenti, anche se si deve osservare che
- pulizia dei residui e certificazione reale dei singoli crediti e dei debiti;
- assorbimento dei disavanzo del Policlinico anche in vista della nascita della nuova Azienda;
- verifica sulle entrate dei centri di spesa che hanno assorbito il patrimonio dell’Azienda Agraria;
- lotta agli sprechi, all’uso illegale di denaro pubblico, impegno per una trasparenza reale. In
particolare il
Collegio dei revisori richiama gli Organi Universitari ad operare una profonda meditazione sui
trasferimenti ad Organismi che dispongono autonomamente nel merito delle spese e nelle procedure
relative. In questa situazione, infatti, potrebbero verificarsi si duplicazioni di interventi, sia usi
incongrui o irritali di denaro pubblico. Il Collegio dei Revisori, tutti gli anni, ha reiterato la
richiesta, rivolta agli ordinatori di spesa, di operare le scelte economiche più razionali, eliminando
sprechi ed erogazioni superflue, e tutti gli anni gli Organi Amministrativi si sono ripromessi di
razionalizzare la spesa e di ridurne l’entità, salvo a dover constatare dalle risultanze del bilancio
l’inattingimento di tali proponimenti. Il Collegio ritiene che debba essere istituita in bilancio
un’apposita categoria di spesa per gli oneri informatici dell’Ateneo al fine di evidenziare
maggiormente la consistenza e l’uso di strumenti ad alta tecnologia, nonché la relativa spesa.
- predisposizione di schede illustrative e di tabulati per l’edilizia, in modo da garantire un assoluto rigore nelle
procedure;
- aggiornamento della relazione dell’Ufficio Legale sui contenziosi;
- riduzione numero dei centri di spesa, che hanno un fondo di cassa consistente anche se decrescente a causa della
notevole velocità di spesa degli ultimi mesi (da 18 milioni di Euro del I gennaio 2004 fino ai 15 milioni di
Euro del 31 dicembre). Del resto un elevato saldo di cassa può derivare da somme accreditate per
progetti finanziati in particolare a fine anno. Del resto per verificare l’efficienza dei singoli
centri di spesa è stato verificato ad es. il numero dei mandati/reversali emesse, il numero di
pratiche amministrative chiuse, il numero di fatture registrate o di beni inventariati
nell’esercizio.
- incremento delle tasse studentesche;
- interventi per l’informatizzazione delle strutture e indagine sugli acquisti informatici;
- CORISA: ulteriori iniziative per un accertamento del patrimonio e di eventuali responsabilità.
- incrementare e verificare gli scarichi patrimoniali.
Il Collegio ha segnalato giustamente la mancata collaborazione di molte strutture che non hanno dato riscontro
ai questionari: non hanno risposto una Facoltà, 3 biblioteche, 8 Dipartimenti. In totale hanno risposto 33
strutture su 42. Il Consiglio concorda con il giudizio espresso e stigmatizza la non collaborazione con l’Organo
di controllo di strutture che amministrano denaro pubblico e che si sottraggono a rendere conto della regolarità
delle procedure e delle modalità di erogazione della spesa.
8. Il Nucleo di valutazione
L’Ateneo conferma il consolidamento e l’istituzionalizzazione dell’Ufficio Valutazione e statistica (costituito con
D.R. 15.05.1998 e successivamente ampliato) ed assume programmaticamente l’obiettivo di potenziarne
l’attività, utilizzando gli appositi stanziamenti ministeriali, favorendo l’accesso ai dati ed alle informazioni
interne, garantendo l’autonomia del Nucleo e il sostegno tecnico per consentire al Nucleo il tempestivo ed
efficace espletamento delle sue mansioni; l’Ateneo riconosce il Nucleo quale soggetto promotore della cultura
della valutazione, sollecita una collaborazione per procedere al monitoraggio della realizzazione degli obiettivi
definiti anche con questo documento e invita il Nucleo a proporre azioni efficaci di verifica. Più in generale, la
crescita della cultura della valutazione all’interno dei Dipartimenti, degli Istituti, delle Facoltà,
dell’Amministrazione, il miglioramento della capacità informativa e l’avvio di un sistema di controllo hanno lo
scopo di rendere sempre più trasparente il sistema, di sostenere i punti di forza, di intervenire per correggere
distorsioni e punti di debolezza, nella prospettiva di istituire un legame reale tra valutazione e allocazione delle
risorse; una maturazione più ampia del corpo docente e del personale tecnico amministrativo potrà essere di
stimolo ad un progressivo miglioramento, per recuperare spazi di efficienza e di competitività e per estendere il
metodo del confronto interno, con una capacità di autovalutazione che finora non sempre è stata adeguata. In
questa direzione nella Relazione di accompagnamento al bilancio dell’anno 2002 si era invitato il Nucleo di
valutazione a compiere un ulteriore passo in avanti nella valutazione della nuova didattica ai sensi della L.
370/99, in un confronto aperto con gli altri atenei e con una migliore capacità di raccogliere dati e informazioni
dal mondo degli studenti: tale invito è stato sostanzialmente accolto nelle relazioni del Nucleo.
L’Amministrazione fa propri alcuni degli obiettivi indicati dal Nucleo di Valutazione in particolare per quanto
riguarda i seguenti aspetti:
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- promozione dell’autonomia finanziaria dell’Ateneo, intesa come «capacità di ridurre la propria dipendenza dal
Fondo per il finanziamento ordinario del MIUR», a livello di autosufficienza e diversificazione delle fonti, sia in
relazione alla didattica che alla ricerca;
- interventi strutturali per migliorare la quota di riequilibrio ed incrementare il fondo di finanziamento ordinario
(riduzione del rapporto tra costo standard per studente e costo effettivo, efficienza economica e migliore gestione
finanziaria);
- iniziative di valutazione programmatoria degli impieghi con decisioni preventive ex ante sull’allocazione delle
risorse;
- miglioramento della produttività del personale docente (nella didattica e nella ricerca) e tecnico amministrativo;
- verifica e controllo dell’impiego dei fondi di ricerca, con riassorbimento delle giacenze ultratriennali;
- qualificazione e diversificazione dell’offerta formativa, unico strumento in grado di incrementare l’introito
legato alle tasse studentesche.
Il Consiglio di Amministrazione intende fin d’ora aderire a tale impostazione e cercherà gli strumenti per passare
ad una fase operativa, con il contributo di tutti i componenti il Nucleo di Valutazione, ai quali va l’espressione
della gratitudine e dell’apprezzamento dell’Ateneo. Il Consiglio ha inoltre preso atto della proposta relativa al
progetto di analisi organizzativa finalizzato all’introduzione del controllo di gestione e non ha obiezioni perché
si passi alla fase operativa.
9. Questioni di metodo
La presente relazione è stata concepita per obiettivi, con un’analisi dei problemi che rimane aperta al contributo
dell’Ateneo e disponibile ad accogliere interventi in corso d’anno; dunque senza una struttura rigida ma che
consenta di procedere per obiettivi condivisi una volta accertati gli indirizzi della politica governativa e
regionale, che sembrano destinare somme aggiuntive per le Università e specificamente per le nuove assunzioni.
Possiamo constatare una migliorata capacità di autovalutazione, anche grazie ad un più alto grado di
collaborazione degli uffici, dei centri di spesa, degli organismi consultati.
Sono stati consultati:
- Consiglio degli Studenti,
- Centri di spesa;
- Conferenza permanente dei Direttori dei Dipartimenti (comma 2 dell’art. 7 del Regolamento per
l’amministrazione);
- CRUS e Comitato per lo sport previsto dalla legge n. 394/1997;
- CUS;
- commissione paritetica Università-ERSU;
- Collegio dei revisori dei conti;
- Nucleo di valutazione.
Si è preso atto dell’orientamento del Consiglio di Amministrazione per l’accensione di alcuni mutui per spese
di investimento, ai sensi dell’art. 8 del citato Regolamento.
La presentazione contabile del bilancio è illustrata nella relazione dell’ufficio ragioneria sulla contabilità
integrata CIA del CINECA, rinnovata con la convenzione biennale dal 30 aprile 2004, che è stata allargata con
una verifica della spesa al 30 settembre 2005 e con una lettura del consuntivo 2004. Si è infine tentata una
realistica simulazione dello sviluppo della spesa nel corso dei prossimi tre anni. La Ragioneria ha del resto
adottato, come risulta dall’allegata relazione del dott. Erasmo Meloni, un nuovo piano dei conti, allo scopo di
rispondere alla nuova normativa e assicurare trasparenza e chiarezza di lettura del bilancio. Di conseguenza si è
provveduto ad eliminare un livello di gerarchia, che prevede titoli, categorie e capitoli; sono stati inoltre
eliminati circa cento capitoli non utilizzati, con una nuova forma di codifica.
ENTRATE
10. Il fondo di funzionamento ordinario
Negli ultimi anni l’Università di Sassari ha visto costantemente incrementato il FFO, che dai 60 milioni di
Euro del 1996 è arrivato ai 73 milioni di Euro del 2002, ai 73,5 milioni di Euro del 2003 ed ai 76 milioni di
Euro del 2004 ed ai 78,3 ME del 2005, con un incremento annuo che è stato nel 2001 del 5,2%, nel 2002 del
2,2%, nel 2003 dello 0,46% e nel 2004 del 3,4%.
Per il 2005 con nota del 28 luglio il Ministro ha assegnato all’Università di Sassari:
- FFO per 76,3 ME (rispetto ai 73,5 ME del 2004, partendo dal consolidato 2003);
- saldo incentivi trasferimenti del personale docente: 0,98 ME (rispetto agli 0,23 ME dell’anno precedente);
- assunzioni in deroga 2004: 0,198 ME, più 0,37 ME una tantum (l’anno precedente 16 mila euro una tantum e
49 mila euro consolidati);
- assegni di ricerca: 0,34 ME più 0,76 ME una tantum;
- Maggiori oneri per ricercatori confernati 0,151 ME;
- Interventi di valutazione e riequilibrio: 1,3 ME;
- Integrazione al 2% FFO 2004 0,220 ME;
- Incentivo rapporto AF/FFO 0,231 ME una tantum.
Il totale è dunque di 78,3 milioni di euro.
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I criteri di calcolo del FFO stanno subendo nel corso di questo anno 2006 una profonda revisione, con quote
destinate a premiare le performances degli Atenei in materia di ricerca e di didattica, con preoccupazioni dovute
ai risultati negativi della didattica nell’Università di Sassari (vedi documento del Nucleo di valutazione del
giugno 2005).
La situazione attuale del FFO e più in generale delle entrate dell’Università di Sassari è soddisfacente, tanto
che dal calcolo complessivo delle entrate risulta che il 70% delle entrate proviene dalla pubblica amministrazione
(14° posto in Italia) e con 10.929 euro per studente il nostro Ateneo si colloca al 7° posto in Italia, dopo Siena,
Trieste, Pavia, Venezia, Tor Vergata. Il risultato peggiore è quello di Napoli Parthenope al 57° posto con 2559
euro per studente. Un risultato analogo del resto è quelle che può effettuarsi a proposito del rapporto
docenti/studenti, particolarmente favorevole per il nostro Ateneo che si colloca al 7° posto in Italia. Il peso della
contribuzione studentesca sulle entrate pone Sassari in coda alla graduatoria e più precisamente al 55° posto in
Italia con il 6,2% (Bergamo arriva al 19,7%). Sul versante delle uscite, il 54% delle spese è indirizzato agli
stipendi del personale (31° posto in Italia, tra Palermo col 74,7% e Napoli Parthenope col 30,2%).
L’Università si deve impegnare sempre di più ad utilizzare tutte le leve disponibili che consentano di premiare
i comportamenti virtuosi.
Si deve osservare che il FFO viene trasferito con enorme ritardo dal MIUR e che con nota del 22 settembre
2005 il limite dei pagamenti con effetti sul fabbisogno statale è stato elevato dal direttore generale Antonello
Masia a 92 milioni di Euro (per dare una dimensione, il consuntivo 2004 si è chiuso con impegni per 155
milioni di euro).
Il 24 novembre 2005 il Prorettore ha partecipato a Roma ad un’audizione CRUI sul futuro del fondo di
funzionamento ordinario a partire dal 2007.
Conclusivamente è stato osservato che:
- occorre trovare un consenso all’interno della CRUI per fissare un’assoluta priorità, quella della spesa storica e
della necessità di rispondere alle esigenze di funzionamento di base di tutti gli atenei, garantendo dunque il
consolidato, gli incrementi stipendiali e l’indice di aggiornamento delle tariffe (luce, acqua, gas, manutenzioni
ecc.);
- occorre disegnare un nuovo modello che individui le azioni per favorire il miglioramento qualitativo,
l’efficienza, la produttività delle Università italiane
- occorre superare le condizioni di squilibrio tra atenei, favorendo una convergenza attraverso investimenti
aggiuntivi di riequilibrio
- occorre introdurre azioni di sviluppo del sistema universitario italiano
- occorre introdurre azioni incentivanti ed una premialità a favore degli atenei virtuosi, tenendo conto della
complessità del sistema, delle notevoli differenze tra atenei, della presenza delle Facoltà di Medicina, dei
megatenei e dei politecnici: di conseguenza il modello dovrà applicarsi per gruppi omogenei di atenei, con
indicatori differenziati e flessibili
- c’è un problema di veridicità dei dati e di estendere il calcolo quantitativo agli aspetti di qualità, di efficienza e
di rigore nella spesa
- c’è la necessità di tener conto di almeno due parametri, insularità della Sardegna che riduce l’attrattività di
studenti extra regione e difficile contesto socio economico che rende impossibile un ulteriore aumento delle tasse
studentesche e riduce la possibilità di finanziamenti aggiuntivi dal territorio.
A livello nazionale nel 2005 l’Università di Sassari si pone già oggi in coda alle università italiane per gli
incrementi percentuali rispetto al consolidato 2004, con una crescita di appena il 2,65%, a fronte di un
incremento medio italiano del 5,1% (Cagliari 3,19%) e di Università come Bergamo del 25,62%.
11. L’avanzo di amministrazione
L’avanzo di amministrazione è passato dai 24,3 milioni di euro del 2001 ai 24,2 milioni di euro del 2002, ai
33,4 milioni di euro del 2003, ai 42,6 ME del 2004, con un notevole incremento negli ultimi anni, in relazione
ad un avanzo di competenza di quasi 10 milioni di euro. Si è già osservato che il collegio dei revisori dei conti
raccomanda prudenza, segnala la notevole consistenza dell’avanzo vincolato (arrivato a 32 milioni di euro) e la
sovrastima dell’avanzo libero (arrivato a 10 milioni di euro), anche in rapporto alla difficile esigibilità di molti
residui attivi certificati al momento, ma in fase di cancellazione o di verifica.
12. Il fondo di cassa all’inizio ed alla fine dell’esercizio
Il fondo di cassa all’inizio dell’esercizio è stato di 21,7 milioni di euro nel 2001, 7,2 milioni di euro nel 2002,
16,0 milioni di euro nel 2003 e 20,9 milioni di euro nel 2004.
Si segnala il caratteristico andamento del fondo di cassa dei Dipartimenti cresciuto dai 6,2 milioni del 2000 ai
6,0 milioni del 2001, agli 11,7 milioni del 2002 ed ai 18,3 milioni del 2003; sceso però a 15,7 ME nel 2004:
le ragioni di tale crescita debbono essere investigate dal Consiglio di amministrazione, per accertare se siamo di
fronte ad un sovrafinanziamento dei Dipartimenti, a ritardi nei trasferimenti e nella spesa o ad altri fenomeni
finanziari che necessitano specifici interventi. Si segnalano i seguenti 12 Dipartimenti e Centri di spesa (rispetto
ai 16 dell’anno precedente) che chiudono il 2004 con un fondo di cassa finale superiore ai 500 mila euro:
Biologia animale (738 mila euro), Scienze zootecniche (663 mila euro), Scienze fisiologiche b.c. (568 mila
euro), Chirurgia anestesiologica (ben 1761 mila euro), Anatomia patologica (668 mila euro), Clinica medica
22
23
(500 mila euro), Protezione delle piante (547 mila euro); Facoltà di Agraria (532 mila euro), di Economia (514
mila euro), Scienze MMFFNN (1234 mila euro), Lettere (544 mila euro), Medicina (539 mila euro).
Il fenomeno viene spiegato da alcuni centri di spesa in senso positivo, con riferimento alla gestione di partite di
giro (sedi gemmate, attrezzature ecc.).
13. La struttura dei bilanci
Nell’ultimo consuntivo (2004) le riscossioni in competenza sono arrivate a 50 milioni di euro, gli accertamenti
di competenza a 133 ME.
Il totale generale dell’Entrata è pari a 165 ME, il 67,4% dei quali (91,1 ME) proviene dal MIUR, il 6% dalle
tasse degli studenti (8 ME), 8,45% dalla RAS.
Più precisamente:
ESERCIZIO 2004
FONTI DI FINANZIAMENTO
inc. % sul
totale
Importo
1
Miur
67,41%
91.127.381,93
2
Altri ministeri e area pubblica
6,99%
9.445.014,53
3
Studenti
Regione Autonoma della
Sardegna
Aziende Sanitarie Locali
5,99%
8.096.581,44
8,45%
11.419.303,88
3,60%
4.863.229,81
6
Altri Enti Locali e UE
1,97%
2.656.935,34
7
Prestazioni conto terzi
2,22%
3.006.135,14
8
Altre entrate
1,86%
2.511.773,70
9
Accensione di prestiti
Totale fonti di finanziamento
1,53%
100,00%
2.066.142,25
135.192.498,02
8
Partite finanziarie di entrata
29.929.741,82
Totale generale dell'entrata
165.122.239,84
4
5
4%
2%
2%
2%
2%
8%
6%
7%
67%
Miur
Altr i m inister i e ar ea pubblica
Studenti
Aziende Sanitar ie Locali
Regione Autonom a della Sar degna
Altr i Enti Locali e UE
Pr estazioni conto ter zi
Accensione di pr estiti
Altr e entr ate
Le uscite vedono il 56,02% per stipendi e trattamento accessorio (75,7 ME), il 20,24% per gestione beni e
servizi,
il
5,93%
per
ricerca
scientifica.
L’avanzo
supera
il
7%.
23
24
Più precisamente:
INVESTIMENTO D'ESERCIZIO E PLURIENNALI
1
2
3
4
5
7
8
9
Stipendi e trattamento accessorio
Gestione ordinaria e acquisto beni e servizi
Borse di studio (scuole specializz. e dottorati di ricerca)
Ricerca scientifica
Investimenti diretti pluriennali (immobilizzazioni e
attrez.)
Avanzo di competenza al lordo del riaccertamento
residui
Rimborso prestiti
Totale impieghi
Partite finanziarie di spesa
Totale generale della spesa
7%
inc. % sul
totale
Importo
56,02%
20,24%
6,85%
5,93%
75.740.003,49
27.360.922,55
9.254.073,50
8.023.552,21
3,75%
5.069.853,50
7,08%
9.574.702,90
0,13%
100,00%
169.389,87
135.192.498,02
29.929.741,82
165.122.239,84
0%
4%
6%
7%
56%
20%
St ipendi e t rat t ament o accessorio
Gest ione ordinaria e acquist o beni e servizi
Borse di st udio (scuole specializz. e dot t orat i di ricerca)
Ricerca scient if ica
Invest iment i diret t i pluriennali (immobilizzazioni e at t rez.)
Avanzo di compet enza al lordo del riaccert ament o residui
Rimborso prest it i
14. La programmazione nazionale del sistema universitario
Con decreto ministeriale del 5 agosto 2004 il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha
approvato le azioni per la programmazione del sistema universitario per il triennio 2004/2006, tenuto conto delle
risorse previste dalla legge 24 dicembre 2003 n° 350 e degli obiettivi determinati con decreto ministeriale 3
settembre 2003 n° 149. Si è in attesa di conoscere le relative assegnazioni a favore del nostro Ateneo.
Il decreto disciplina l'offerta formativa, l'istituzione di nuovi atenei non statali e di università telematiche, di
corsi di specializzazione e di dottorato di ricerca, e ripartisce i fondi stanziati (121.724.000 Euro per ogni anno)
per alcuni obiettivi rilevanti.
La destinazione della quota principale di tali risorse è volta alla riduzione degli squilibri finanziari del sistema
universitario per quegli atenei che presentino una distanza dal riequilibrio superione all'8% (90.000 Euro)
secondo il modello predisposto dal CNVSU. Una ulteriore parte dei fondi stanziati (39.363.435 Euro)
costituisce il saldo della quota parziale erogata nel precedente esercizio e 6.000.000 Euro verranno ripartiti nel
triennio tra le università non statali.
24
25
15. Il fondo unico della Regione Sarda
A distanza di dieci anni dall’approvazione della legge regionale legge n. 26/1996 si rende evidente la necessità
di avviare un confronto tra la programmazione regionale e l’autonomia universitaria, allo scopo di un effettivo
adeguamento allo spirito della legge regionale, che ha istituito il «Fondo globale Interventi regionali per
l’Università», ed ha stabilito le Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna. Con il
documento di programmazione trasmesso dall’Ateneo nel mese di maggio 2005 si cerca di fare un passo in
avanti nel tentativo di agganciare la programmazione universitaria in materia di alta formazione con le linee
tracciate dalla Regione Sarda nel documento di programmazione economica e finanziaria che sarà approvato dal
Consiglio regionale. La L.R. 26/96 intendeva mettere in campo risorse pubbliche aggiuntive a favore delle due
Università della Sardegna, ma soprattutto intendeva razionalizzare gli interventi e trovare un collegamento tra
programmazione regionale e programmazione universitaria, favorendo una crescita dei due Atenei nel quadro
degli obiettivi della programmazione regionale definiti dal Consiglio e dalla Giunta regionali, pur nel rispetto
del principio costituzionale dell’autonomia universitaria che (sono parole della Convenzione) segna «una chiara
inversione di tendenza rispetto ad una radicata politica centralistica nel settore dell’istruzione superiore».
Del resto il Senato Accademico condivide l’analisi per la quale «lo sviluppo economico, sociale e culturale
della Sardegna non può andare disgiunto dall’esistenza nell’Isola di un sistema universitario in grado di
affrontare con efficacia ed adeguati mezzi finanziari le rilevanti questioni che si pongono sul piano della didattica
e della ricerca scientifica».
Di conseguenza, l’Università accetta il metodo della concertazione e sottopone alla verifica delle Autorità
Regionali gli indirizzi programmatici, che rimangono aperti al contributo del Comitato paritetico RegioneUniversità, previsto dall’art. 5 della L.R. 26/96, anche se rileva che i programmi predisposti dagli Atenei
purtroppo in passato non hanno trovato risposta adeguata, visto che il finanziamento regionale rimane basso
(attorno ai 4 milioni di Euro a favore dell’Università di Sassari).
È al lavoro una commissione mista Regione-Università per studiare la possibilità di ottenere un finanziamento
straordinario e addirittura di scrivere un disegno di legge regionale, per assegnare consistenti risorse aggiuntive
alle due Università. Tra i temi in discussione c’è anche la richiesta delle due Università di ottenere l’inclusione
di alcune opere nell’ambito dei programmi edilizi regionali da presentare al Ministero dei LL.PP per il 2006 e la
destinazione di fondi a gravare sul Fondo Sociale Europeo.
L’Assessore regionale alla P.I. ha decretato la costituzione di un tavolo di confronto, che veda la
partecipazione dei soggetti interessati in particolare al tema delle sedi gemmate.
Le due Università della Sardegna hanno inoltre presentato alla Regione Sarda una innovativa proposta di
progetto di Università telematica in relazione alla rimodulazione di fondi POR, con una sinergia con il progetto
M@rte.
Il documento di programmazione dell’Università di Sassari evidenzia innanzi tutto in premessa alcune
problematiche del rapporto tra Università e Regione che rimangono esterne rispetto al campo delimitato dalla
L.R. 26/96:
- l’assistenza sanitaria: in particolare attrezzature;
- parte della cooperazione con i paesi in via di sviluppo, in particolare L.R. 19/96;
- i contributi per convegni dell’Assessorato regionale agli AA.GG (art. 69 L.R. 2/1994);
- i contratti regionali art. 37 L.R. 2/94;
- INTERREG;
- la ricerca scientifica applicata;
- la scuola di specializzazione per insegnanti;
- i fondi per i corsi di lingua e cultura sarda previsti dalla L.R. 26/97;
- i corsi di laurea gemmati sul territorio (i cui contributi prevalentemente passano attraverso erogazioni della
Regione ad Enti Locali, Consorzi ecc.) con l’eccezione delle spese per la docenza sostenuti a Nuoro dalle Facoltà
di Agraria e Scienze M.F.N. Dunque i fondi per Olbia, Tempio, Alghero ed Oristano, dovranno trovare specifica
copertura nel bilancio regionale;
- finanziamenti ERASMUS di cui alla L.R. n. 25/2002;
- infine le somme da destinarsi all’attivazione ed alla copertura di cattedre sulla lingua e la cultura della
Sardegna.
Va aggiunto il tema, complesso, dell’Università telematica della Sardegna.
A seguito dell’incontro del 30 novembre 2005 dei due Rettori e dei due Assessori regionali interessati, il
fondo di 12.500.000 Euro per il 2005 è stato così ripartito:
- Università di Sassari 4.835.000 Euro
- Università di Cagliari 7.665.000 Euro
Nel fondo dell’Università di Sassari sono confluiti:
- 500.000 Euro per la Facoltà di Architettura di Alghero
- 450.000 per i corsi di laurea triennali della Facoltà di Medicina e chirurgia nel triennio.
La quota restante di 11.100.000 Euro (tolti 450 mila Euro per i corsi triennali della Facoltà di Medicina e
chirurgia dell’Università di Cagliari) è stata ripartita nella misura del 65% per Cagliari e del 35% per Sassari.
Per il 2005 si deve precisare che, a parte il fondo globale, la L.R. 26/96 ha messo a disposizione cifre
consistenti:
25
26
Più precisamente :
- Architettura e Scienze Alghero: 1.350 milioni di euro, con una riduzione del 37% rispetto all’anno precedente,
che viene compensata con un’assegnazione ulteriore di 500.000 Euro sul fondo globale.
- Olbia 0,129 milioni di euro
Vanno aggiunti i fondi destinati ai Consorzi: Il Consorzio Uno di Oristano ha ottenuto nel bilancio regionale
2005 2,2 milioni di Euro; il Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale 3
milioni di euro. Il Comune di Tempio ha avuto 0,319 milioni di euro.
Inoltre sono disponibili i fondi della legge 15 ottobre 1997 n. 26, che si spera possano essere consolidati per
il futuro:
- lingua e cultura sarda 0,878 milioni di euro per il 2004 (dimezzato nel 2005) che sono stati destinati a
coprire 5 posti di professore di I fascia e 14 posti di professore di II fascia (per una spesa complessiva di 1,044
milioni di Euro nel 2004-05 e di 1,266 milioni di euro nel 2005-06): più precisamente la Facoltà di Lettere e
Filosofia beneficia di 9 posti, le Facoltà di Agraria, di Scienze Politiche e di Lingue di due posti, le Facoltà di
Economia, di Scienze M.F.N., di Farmacia di un posto. Di fatto la delibera regionale del I agosto 2003 tende a
concentrare l’intervento sulle sole Facoltà umanistiche (ma ciò in data successiva alla copertura dei posti da parte
delle Facoltà di Agraria, Scienze M.F.N. e Farmacia); dal momento che il contributo concesso dalla Regione
Sarda copre solo il 69% della spesa nel 2004 ed il 35% della spesa nel 2005, il problema di fatto non esiste.
- Si aggiunga infine il contributo alla Facoltà di Medicina Veterinaria: 250 mila euro.
Il parere dell’Università sul documento di programmazione economico finanziaria della Regione Sarda
per il 2006-08 “Competitività, coesione e occupazione” (documento del 2 agosto 2005).
Il Documento di programmazione economica e finanziaria 2006-08 («Competitività, coesione, occupazione»)
approvato dalla Giunta Regionale il 19 luglio 2005 si concentra sui percorsi da seguire per garantire la
competitività del sistema Sardegna. L’analisi si estende dallo scenario economico al quadro strategico ed alle
azioni di governo: in particolare il capitolo relativo alle politiche della conoscenza pone il problema del
contributo che il sistema universitario sardo può fornire allo sviluppo dell’isola. La Regione intende
promuovere lo sviluppo di un sistema universitario regionale integrato, esercitando specifiche competenze di
programmazione, coordinamento ed indirizzo. Intende inoltre promuovere il raccordo costante dell’attività delle
due Università della Sardegna relativamente alla programmazione didattica (compresa l’attivazione dei corsi di
laurea e apertura e mantenimento di sedi decentrate), al sostegno della ricerca scientifica, agli interventi per il
diritto allo studio, all’edilizia universitaria; propone di istituire un’anagrafe informatizzata e condivisa della
produzione scientifica e dei brevetti dei docenti delle università nonché dei ricercatori di altri enti o centri di
ricerca operanti in Sardegna; intende incentivare la creazione di centri di eccellenza per consentire ai giovani
laureati residenti in Sardegna in possesso di un eccellente curriculum vitae di realizzare percorsi di alta
formazione e tirocini in organismi di riconosciuto prestigio internazionale, finalizzati anche al loro successivo
inserimento nel mercato del lavoro regionale, attraverso l’utilizzo di voucher per l’alta formazione, di borse per
l’inserimento lavorativo e di prestiti d’onore per l’avvio di iniziative imprenditoriali; intende attivare specifici
interventi a favore dei beneficiari degli assegni di studio [correggi di ricerca] e del personale docente o di ricerca
precario dell’Università per favorire il ricambio generazionale e l’ingresso di nuove energie; intende realizzare
attraverso intese interistituzionali con altre Regioni e con il MIUR, iniziative comuni nell’utilizzo dell’ICT
(Information Comunication Technology) nei processi educativi.
L’Università è disponibile a fornire un contributo per i diversi campi che sono stati così identificati:
- il settore dei musei con una nuova mappa del settore;
- il sostegno alle attività culturali ed allo spettacolo;
- le attività cinematografiche;
- la catalogazione del patrimonio culturale della Sardegna;
- la formazione nel settore dei beni culturali;
- l’allargamento dei servizi bibliotecari e dei sistemi informativi;
- il sostegno all’editoria sarda;
- la promozione e la salvaguardia dei valori dell’identità e della tradizione;
- il monitoraggio sulle iniziative volte ad estendere l’attenzione per la lingua e la cultura della Sardegna;
- il rapporto con il mondo della Scuola.
Del resto l’Università di Sassari ha chiesto di allargare il discorso a tutti i settori scientifici, visto che sono
attive presse l’Ateneo tutte le 14 aree scientifiche CUN, come risulta dalla recente valutazione CIVR che ha
consentito di effettuare un completo monitoraggio dei prodotti della ricerca (libri, articoli, mostre, prodotti,
brevetti).
L’Università di Sassari è impegnata nella ricerca specifica intitolata “Ricerca e documentazione del patrimonio
toponomastico della Sardegna per la nascita dell’Atlante toponomastico sardo”, citata nel DPEF in esame.
Infine, va tenuto presente che in data 25 ottobre 2005 è stata approvata la legge che detta Nuove disposizioni
concernenti i professori ed i ricercatori universitari e che prevede una ampia delega al Governo per il riordino del
reclutamento dei professori universitari: la legge all’ultimo comma afferma espressamente che dall’attuazione
delle disposizioni della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Di
conseguenza saranno a carico dell’Università tutti gli oneri finanziari connessi ad esempio con gli incarichi di
insegnamento retribuiti (art. 1 comma 10), con l’attivazione di posti di professori straordinari da coprire
26
27
attraverso il conferimento di incarichi di durata triennale rinnovabili (art. 1 comma 12), con l’attribuzione di
contratti triennali per instaurare rapporti di lavoro subordinato con dottori di ricerca (art. 1 comma 14),
con gli incentivi e le integrazioni del salario, in particolare con la retribuzione aggiuntiva nei limiti delle
disponibilità di bilancio, in relazione agli impegni ulteriori di attività di ricerca, didattica e gestionale oggetto di
specifico incarico (art. 1 comma 16), per non parlare poi del tema del reclutamento su base insieme nazionale e
locale. Inoltre l’incremento a 120 ore della docenza comporterà una profonda revisione dell’organizzazione
didattica, anche in relazione con le nuove tabelle relative agli ordinamenti didattici in corso di approvazione. I
ricercatori assumono temporaneamente il titolo di professori aggregati se titolari di insegnamento. Viene
mantenuta la distinzione tra tempo pieno e tempo definito e innovazioni vengono introdotte in materia di età
pensionabile (70 anni) e di trattamento aggiuntivo per il personale medico.
Su tutti tali temi e su queste nuove forme di reclutamento precario sulle quali il Senato Accademico ha
espresso non poche perplessità occorrerà avviare una riflessione con le autorità regionali.
Già in sede di discussione sul precedente PDEF 2005-07 che prevedeva tra l’altro l’obiettivo di aumentare in
modo significativo il numero delle persone in possesso di laurea in Sardegna (obiettivo che andrebbe
ripreso nel prossimo PDEF e che è stato trattato dal Presidente Soru in occasione dell’inaugurazione dell’anno
accademico nell’Università di Sassari), il Prorettore dell’Università di Sassari nell’audizione del 10 dicembre
2004 presso la Commissione Regionale Bilancio aveva elencato sinteticamente alcuni degli aspetti qualificanti
che meritano interventi diretti della Regione Sarda, commentando il testo proposto e suggerendo:
- lo sviluppo di un sistema universitario integrato della Sardegna [comprendendo le due Università, il mondo
della formazione superiore e della ricerca, Consorzio 21, Polaris ecc.]
- finanziamenti della Regione sarda per la programmazione didattica, il sostegno della ricerca scientifica sia
intrauniversitaria che interuniversitaria [Fondo di Ateneo ex 60% FAR, cofinanziamenti PRIN, FIRB
ecc.], gli interventi per il diritto allo studio, l’edilizia universitaria, anche attraverso la contrazione di mutui
con interessi a carico della Regione Sarda;
- la nascita di un’anagrafe informatizzata e condivisa della produzione scientifica e dei brevetti
- il sostegno ai centri di eccellenza;
- gli interventi a favore degli assegnisti di ricerca, del personale docente o di ricerca precario per favorire il
ricambio generazionale e l’ingresso di nuove energie.
Di conseguenza è stata suggerita un’integrazione del documento relativamente alla possibilità per la Regione
di sostenere finanziariamente:
- dottorati di ricerca;
- banca dati laureati accessibile gratuitamente dalle imprese;
- informatizzazione degli Atenei;
- biblioteche;
- Centro linguistico di Ateneo;
- il processo di valutazione della didattica, della ricerca, dell’assistenza.
Nel dibattito i componenti della Commissione bilancio avevano richiesto:
- un contenimento delle iniziative di gemmazione sul territorio
- un utilizzo di risorse negli atenei del FFO sulle sedi gemmate
- interventi per combattere il fenomeno degli abbandoni e della dispersione
- un aumento della partecipazione dello Stato agli investimenti per nuovi corsi di laurea.
Commentando ora il nuovo documento di programmazione, nel complesso l’Ateneo apprezza la nuova fase di
confronto che si apre con la Regione Sarda e raccomanda la definizione di principi generali e di obiettivi
condivisi da definire anche per via contrattuale attraverso un processo di progressiva “costituzionalizzazione” del
rapporto, con una definizione formale anche degli impegni che l’università dovrà onorare.
Le Università della Sardegna apprezzano l’impostazione e sollecitano una specifica riflessione sul sistema
universitario sardo, che deve essere oggetto di un più puntuale approfondimento in sede di programmazione.
Nella società della conoscenza, l’Università è la vera risorsa strategica del Paese, al centro dei processi sociali
e culturali, capace di creare ricchezza e sviluppo. Nell’attuale fase di trasformazione del Paese, il quadro
complessivo è ormai sempre più articolato ed è caratterizzato da: una maggiore rilevanza della dimensione
sovrannazionale, l’avvento della società della conoscenza e della comunicazione, un velocissimo progresso
tecnologico, l’affermarsi di nuove tecnologie informatiche, la globalizzazione delle dinamiche economiche e
finanziarie, il mutamento delle professioni nuove e vecchie, l’aumento del benessere e dei consumi, ma anche la
permanenza di sacche di miseria e di degrado, l’innovazione continua che richiede una formazione continua. È il
tempo delle nuove produzioni basate sul lavoro intellettuale, mentale, immateriale. L’Università non è solo il
possibile motore della crescita economica, in quanto è in grado di influire profondamente sui costumi, sui
comportamenti, sui modi di pensare, sullo stato della cultura, per combattere il provincialismo culturale.
L’Università è il grande bacino nel quale vengono elaborati modelli concettuali, esperienze intellettuali, i saperi
fondamentali che defluiscono nella società: la responsabilità dell’Università in Sardegna è dunque
particolarmente rilevante, perché gli interventi innovativi nell’Università avranno riflessi positivi sull’intera
società isolana.
Del resto l’Università non deve solo raccogliere i bisogni che emergono dalla società ma deve essere capace di
guardare a questi bisogni con un punto di vista nuovo, contribuendo ad immaginare nuovi scenari e nuovi
orizzonti per la cultura nazionale, anche per la capacità di anticipare le tendenze anziché inseguirle.
27
28
La vitalità delle due Università della Sardegna che noi vediamo come due grandi Atenei europei, collegati
in rete con i principali centri di ricerca internazionali, è legata alle loro radici secolari, alla loro tradizione
culturale, alle loro risorse ed alle loro energie interne, che possono veramente trasformare l’Università nel luogo
delle identità culturali, del sapere disinteressato che oggi non può però ignorare la pervasività dei saperi tecnici.
In questo senso l’Università arriva in ritardo a confrontarsi con l’innovazione e ciò soprattutto nel Mezzogiorno
ed in Sardegna: eppure il punto di partenza contro ogni appiattimento e omologazione deve essere quello del
riconoscimento del valore della diversità, che diventa capitale culturale, prezioso valore aggiunto se l’articolo 33
della Costituzione riconosce il significato straordinario dell’autonomia universitaria. Noi ci portiamo dietro
tradizioni di studi secolari che fanno parte della nostra identità di uomini d’oggi e che possono costituire il
lievito e la componente originale del nostro entrare nel mondo delle nuove tecnologie. All’interno del bacino del
Mediterraneo le Università della Sardegna possono svolgere ancor più che in passato un ruolo da protagoniste:
impegnate in una cooperazione con la riva Sud, che favorisca un confronto culturale, che abbatta vecchi e nuovi
steccati e che combatta la divaricazione che quasi inesorabilmente il mondo sta drammaticamente vivendo dopo
l’11 settembre 2001.
Le risorse attualmente assegnate alle Università italiane sono insufficienti: l’Università è un settore nel quale il
Paese deve investire in maniera più consistente. Nell’ultimo decennio tutte le riforme, compresa la riforma
didattica, sono state fatte a costo zero, anche se il peso degli stipendi è cresciuto di oltre il 70% per gli
incrementi stipendiali, per le assunzioni del personale docente che spesso sono state possibili solo grazie alla
riduzione del numero del personale tecnico e amministrativo. Gli investimenti in edilizia universitaria in Italia
non superano annualmente i 150 euro per studente, mentre le risorse attualmente assegnate alle Università
italiane non raggiungono neppure lo 0,8% del PIL contro la media europea dell’1,2%. Sono dati che nel
Mezzogiorno ed in Sardegna sono ancora più bassi e che si accompagnano ad un’evidente contrazione dei
finanziamenti per la ricerca, che non supera lo 0,6% del PIL, valore che è tra i più bassi anche nel Mezzogiorno,
a fronte degli investimenti italiani che non superano l’1,1% del PIL, dati entrambi lontantissimi da quel 3%
auspicato a Lisbona, da raggiungere entro il 2010. Esiste dunque, gravissimo, un problema di risorse e di
allargamento delle fonti di finanziamento, proprio nel momento in cui aumenta la competizione tra Atenei e le
Università sarde si trovano a metà del guado impegnate in un programma edilizio senza precedenti.
I due Atenei hanno predisposto un inventario dei bisogni e degli obiettivi che ci si propone di perseguire, ma
anche delle risorse effettivamente disponibili od acquisibili attraverso un’azione di promozione che sviluppi
sinergie e veda la convergenza di forze diverse. Tali risorse appaiono drammaticamente sempre più inadeguate al
conseguimento degli obiettivi proposti, soprattutto a causa di una progressiva insufficienza dei trasferimenti
ministeriali all’interno del Fondo di Funzionamento ordinario delle Università ed a causa delle obiettive
difficoltà che in una regione come la Sardegna, pienamente inserita nel Mezzogiorno, si incontrano ad estendere
le fonti di finanziamento sia pubbliche (Regione Sarda, Enti Locali) sia private (aziende, imprese, tasse
studentesche).
Le Università della Sardegna chiedono interventi di riequilibrio che incrementino le dotazioni di bilancio a
favore del Fondo Globale della Regione Sarda (Legge regionale 8 luglio 1996 n. 26, Norme sui rapporti tra la
Regione e le Università della Sardegna), che complessivamente non superano i 12 milioni di Euro, con un trend
in diminuzione negli ultimi anni.
Tale cifra messa a disposizione dalla Regione Sarda, si ripartisce al 65% a favore dell’Università di Cagliari ed
al 35% a favore dell’Università di Sassari. Quest’ultima cifra (pari al oltre 4 milioni di euro) è attualmente
destinata a :
- Potenziamento dell’attività didattica, comprese le spese di funzionamento dei corsi di laurea (anche dei
corsi di laurea triennali della Facoltà di Medicina e Chirurgia) e le spese di investimento per attrezzature,
arredi, biblioteche.
- Diritto allo studio e servizi agli studenti
- Corsi gemmati a Nuoro (didattica)
- Facoltà di Giurisprudenza
- Dottorati di ricerca e Assegni di ricerca
- Edilizia
- Ricerca (cofinanziamento PRIN e FAR)
Le Università della Sardegna segnalano l’assoluta insufficienza dello stanziamento (che rappresenta meno del
3% del bilancio dei due Atenei), a fronte di consistenti finanziamenti destinati a favore di altri Enti di ricerca
prevalentemente polarizzati nella Sardegna meridionale e di Enti di Formazione più o meno qualificati ed a
favore di Università esterne al territorio isolano, attraverso il bando di circa 3000 voucher per consentire agli
studenti sardi di frequentare corsi di laurea magistrale, specializzazione, dottorato o master fuori dalla Sardegna.
Le due Università Sarde propongono una correzione del meccanismo, con un fondo che sia veramente destinato a
far crescere la qualità dell’alta formazione in Sardegna, attraverso interventi che finanzino il soggiorno in
Sardegna per motivi di studio di studenti stranieri, in modo da aumentare il numero degli studenti iscritti
in Sardegna e rendere l’ambiente locale più internazionale ed aperto. Proprio la legge 26/96 immaginava la
nascita a carico della Regione Sarda di un collegio Mediterraneo Regionale, destinato ad ospitare studenti
provenienti soprattutto dalla riva S del Mediterraneo: con il 2010 e l’avvio del mercato euromediterraneo la
presenza di studenti arabi in Sardegna è certamente destinata ad aumentare in modo significativo fino a diventare
stabile. Del resto uno dei più significativi problemi delle due università della Sardegna è dato dalla scarsa
28
29
attrazione verso studenti provenienti da altre regioni e da altri paesi, anche a causa dei limiti determinati
dall’insularità e dalla situazione dei trasporti: la Regione Sarda potrebbe efficacemente investire in questa
direzione, soprattutto promuovendo un’integrazione ed una complementarietà nell’offerta didattica dei due atenei
isolani, in modo da garantire politiche virtuose che consentano la nascita del maggior numero possibile di lauree
magistrali, rinviando la permanenza fuori dall’isola degli studenti sardi solo in una fase successiva, per i
dottorati o per i master. Del resto anche per il III ciclo esistono in Sardegna aree di alta formazione di vera e
propria eccellenza, che la Regione potrebbe altrimenti non sostenere in modo adeguato e concorrenziale. Infine,
l’iscrizione ad una università isolana potrebbe accompagnarsi a tirocini, stages, periodi obbligatori di soggiorno
all’estero.
Infine, appare necessario non escludere le due università sarde dal bando per i voucher, che potrebbero
sostenere anche la mobilità interna alla Sardegna, evitando di disperdere esclusivamente a favore di università del
continente consistenti risorse economiche messe a disposizione dalla Regione, che potrebbero determinare un
effettivo salto di qualità anche per i servizi offerti in sede locale.
Da un punto di vista della strategia di intervento, si segnalano i seguenti obiettivi che l’Università di Sassari
intende perseguire con il sostegno della Regione Sarda:
- il contenimento delle iniziative didattiche decentrate nel territorio;
- un arricchimento dell’offerta di formazione, corsi di laurea, corsi di laurea magistrale, dottorati, master;
- una verifica della qualità della didattica attraverso l’organizzazione della II Conferenza di Ateneo e attraverso
il monitoraggio costante dei requisiti minimi, del numero degli studenti e del numero dei docenti; verrà
monitorato il dato relativo al tasso di laurea in corso, al tempo medio di laurea, agli abbandoni, al numero dei
fuori corso, ecc.
- interventi di tutoraggio e orientamento in entrata, in itinere, in uscita;
- l’incremento del personale tecnico amministrativo, in particolare dei tecnici dei laboratori;
- aumento dell’internazionalizzazione, nel senso di capacità di attrarre studenti stranieri e insieme assoluta
necessità di un miglioramento dell'indice relativo all'attrazione extraregionale, ma anche nel senso di una
ulteriore espansione dell’ERASMUS, per il quale l’Università di Sassari ha ottenuto un importante
riconoscimento ministeriale;
- iniziative volte a migliorare la produttività soprattutto nelle aree disciplinari più bisognose di interventi e con
maggiori problemi;
- ulteriori interventi di servizi agli studenti, ad iniziare dai terminali informatici per le certificazioni, dal pieno
utilizzo delle tessere magnetiche anche per la registrazione degli esami, dal miglioramento dei siti Web
dell’Ateneo e di tutte le singole Facoltà; accordo con l’ERSU per un significativo ampliamento dell’offerta
alberghiera e di ristorazione; Convenzione con l’ATP Sassari e l’ARST per abbonamenti agevolati in favore
degli studenti universitari; prestito d’onore, dopo l’accordo con il Banco di Sardegna; Servizio Sanitario
integrativo in favore degli studenti non residenti nella città di Sassari; Servizi sportivi sia per la sede centrale che
per quelle decentrate; Guida congiunta Università-ERSU delle strutture dell’Ateneo e dei servizi per gli
studenti; Servizi di Copisteria.
- sostegno per le attività a tempo parziale degli studenti e collaborazioni studentesche (150 ore);
- iniziative per gli studenti disabili;
- servizi ITC di Ateneo.
Per la ricerca si precisano alcuni degli obiettivi proposti:
- sostegno al Comitato di Ateneo sulla valutazione della ricerca, per promuovere una costante verifica e
monitoraggio della produttività scientifica dei docenti per singola area disciplinare;
- impegno per il trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca a favore delle imprese attraverso la
costituzione di un Industrial liaison office, che si occuperà dell’anagrafe della ricerca, della pubblicazione di
periodici e volumi sulla ricerca, della nascita di una rete di collegamento con le imprese, del sito Web,
dell’attività di brevettazione;
- impegno per la nascita di spin-off della ricerca scientifica, dopo la recente approvazione del regolamento
generale;
- incremento finanziamenti per la ricerca intrauniversitaria dell’ex 60% (Fondo di Ateneo per la ricerca) e
interuniversitaria PRIN dell’ex 40%, con un consistente cofinanziamento di Ateneo;
- cofinanziamenti per interventi regionali, ministeriali, europei a favore della ricerca;
- aumento delle entrate per la ricerca per docente, in relazione al miglioramento della produttività media dei
docenti non solo in relazione ai finanziamenti ottenuti dal MIUR e stanziati dall’Ateneo, ma anche ai
finanziamenti esterni per contratti di ricerca, prestazioni in conto terzi, consulenze di ricerca, convenzioni,
collaborazioni ottenuti da altri enti pubblici e non solo
- miglioramento del sistema di controllo interno per una raccolta dei dati, adozione di strumenti di
programmazione e controllo, sostegno ai docenti per una migliore capacità di intercettare i fondi per la ricerca;
- programmazione di interventi una tantum per grandi attrezzature scientifiche, per il rinnovo delle macchine
agricole, per il completamento della rete informatica;
- interventi per semplificare l’accesso ai finanziamenti europei con particolare riguardo per i Fondi strutturali
europei e per l’INTERREG III;
- nascita di nuovi laboratori e di Centri di eccellenza nella ricerca; sostegno al nuovo Centro di eccellenza per
le biodiversità;
29
30
- potenziamento dell’Ufficio brevetti;
- Nascita del Museo della scienza e della tecnica dell’Università;
- Incisivo impegno per il sistema bibliotecario di Ateneo, in termini di investimenti edilizi, ampliamento del
patrimonio, modernizzazione delle procedure di catalogazione e consultazione, qualificazione dei servizi e
prolungamento dell’orario di apertura notturno.
- Acquisto di uno stabile per il Centro Linguistico di Ateneo.
- Impegno per l’informatizzazione dell’Ateneo, attraverso Progetto “Larga Banda” finanziato dal MIUR e
destinato al potenziamento della capacità trasmissiva della rete di Ateneo tramite tecnologie miste (fibra ottica,
wired-wireless, ethernet a 10Gb) in coerenza con l’aumento esponenziale della richiesta di accesso alla rete e dei
servizi destinati alla divulgazione tramite questa infrastruttura;
- Completamento iniziative edilizie ed in particolare Complesso bio-naturalistico con annesso orto botanico e
strutture della Facoltà di Medicina e Chirurgia e di Medicina Veterinaria. Si chiede in particolare la definizione
di una convenzione che consenta la contrazione di mutui con interessi a carico della Regione Sarda;
- Interventi per la costituzione dell’Azienda mista Sanitaria, con accorpamenti di strutture, nascita di
dipartimenti, razionalizzazione della spesa.
Pare utile fornire il prospetto di sintesi delle somme impegnate dalla Regione Sarda, che testimoniano una
netta riduzione nell’ultimo anno sia per il fondo globale sia per le sedi gemmate:
Legge regionale 8 luglio 1996 n. 26 “Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della
Sardegna”
Anno 2004
Anno 2005
€
€
13.500.000,00 (di cui € 4.340.000 a Sassari)
12.500.000,00 complessivo (percentuale di riduzione 7,41 %)
L.R. 15 ottobre 1997 n. 26 “Promozione e valorizzazione della lingua e della cultura sarda”
per corsi universitari
Anno 2004
Anno 2005
€
€
1.416.000,00 (di cui metà a Sassari)
800.000,00 complessivo (percentuale di riduzione 43,51%)
Contributo per la Facoltà di Medicina veterinaria – (potenziamento e funzionamento
strumentazione didattica e scientifica – funzionamento scuole di specializzazione)
Anno 2004
Anno 2005
€
165.000,00
non finanziato
L.R. 20 dicembre 2002 n. 25 art. 2 (programmi comunitari Erasmus, Socrates e Leonardo e
fondo per il miglioramento dei servizi agli studenti)
Anno 2004
Anno 2005
€
€
2.000.000,00
2.000.000,00 complessivo
FONDO UNICO PER L’UNIVERSITA’ DIFFUSA NEL TERRITORIO
Stanziamento 2004
Alghero
Olbia
Tempio
Nuoro
Oristano
2.130.000
152.000
375.000
3.250.000
2.400.000
30
Assegnazione 2005
1.350.000
129.000
319.000
3.000.000
2.220.000
Percentuale
di riduzione
36,62
15,14
14,94
7,70
7,50
31
Iglesias
FORGEA
TOTALE
495.000
200.000
€ 9.002.000
445.000
170.000
€ 7.633.000
10,11
15,00
15,21
La nuova convenzione triennale con la Regione Sarda per gli esercizi 2006-08
La bozza di nuova convenzione triennale Regione Università prevede un piano coordinato della Regione, con
gli obiettivi da conseguire, gli obiettivi specifici verso i quali indirizzare le risorse, le azioni ed i risultati attesi,
gli organismi preposti ed il conto economico per il triennio 2006-08. In realtà nei documenti regionali si parla
del “triennio” 2005-08, anche se i due Atenei hanno visto approvati i programmi per il 2005 ed hanno
presentato nel mese di maggio 2005 anche i programmi per il 2006, ovviamente su richiesta dell’Assessorato
Regionale alla P.I.
Ora si precisa che il Piano delle Università dovrà prevedere:
a) gli obiettivi triennali, i relativi indicatori e i risultati attesi per ogni anno del triennio 20062008, in relazione all’intervento finanziario della Regione;
b) le azioni da realizzare, le relative modalità e i tempi di realizzazione, nonché i relativi
indicatori e i risultati attesi per ogni anno del triennio 2006-2008, in relazione agli specifici
obiettivi oggetto del finanziamento;
c) i risultati attesi e le modalità di misura dei risultati raggiunti;
d) il conto economico di previsione annuale e triennale.
E’ previsto un sistema incentivante nella misura di un’integrazione del 10% ed un sistema di verifica dei
risultati, con specifica indicazione degli oggetti della verifica, del sistema di rilevazione dei risultati e definizione
del processo di verifica.
Tali procedure appaiono complesse, anche in rapporto con la modestia delle risorse effettivamente disponibili,
del resto in gran parte vincolate ed erogate con acconti del 70%.
Nel documento “Una nuova strategia di collaborazione tra Regione e Università per una Sardegna più
competitiva in attuazione della L.R. 26/96 art. 26 Rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna”, si
presentano le azioni finanziate.
L’Amministrazione apprezza la varietà e la significatività degli obiettivi come:
- Polo di eccellenza di Agraria e Veterinaria dell’Università di Sassari con Centro di ricerca
veterinaria ed azienda zootecnica sperimentale e centro di competenza sulla biodiversità animale
per un totale di 47 milioni di Euro nel triennio
- Centro di competenza sulla biodiversità marina per un totale di un milione di Euro
- Centri di competenza regionali per 5 milioni di Euro
- Laboratorio vino di qualità per 10,7 milioni di Euro (si conferma la disponibiltà del corso di
laurea in Viticoltura ed enologia della facoltà di Agraria ad una piena collaborazione)
- Distretto di biomedicina per 66 milioni di Euro nel triennio
- Liaison office per 1,5 milioni di Euro
- Programma per la creazione di imprese innovative e la diffusione della cultura imprenditorale
nelle discipline tecnico scientifiche, per 5 milioni di Euro
- Distretto tecnologico delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per 10 milioni di
Euro
- Presiti d’onore per 8,7 milioni di Euro
- Formazione universitaria On line per 9 milioni di Euro
- Voucher formativi per oltre 49,6 milioni di Euro, più 2,5 milioni di Euro presso le imprese e
per borse di rientro per 18 milioni di Euro nel triennio
- Scuola di alta formazione in turismo sostenibile e promozione dei beni culturali ed ambientali
(non si sa se da localizzare a Cagliari o a Sassari per 3 milioni di Euro)
- CyberSar per 12 milioni di Euro
- Il mantenimento del fondo di 2 milioni di Euro per l’ERASMUS
- il finanziamento ai consorzi di formazione per le sedi gemmate (cifre non ridotte rispetto all’anno
precedente), per un totale di 7,6 milioni di Euro per anno.
Si rileva però che il Fondo Unico, utilizzato in passato per finanziare il potenziamento dell’attività didattica,
comprese le spese di funzionamento dei corsi di laurea (anche dei corsi di laurea triennali della Facoltà
di Medicina e Chirurgia) e le spese di investimento per attrezzature, arredi, biblioteche, per il Diritto allo
studio e servizi agli studenti, per i Corsi gemmati a Nuoro (didattica), per la Facoltà di Giurisprudenza,
per i Dottorati di ricerca e Assegni di ricerca, per l’ Edilizia e per la Ricerca (cofinanziamento PRIN e
FAR), è stato originariamente finalizzato ad obiettivi che non paiono prioritari e non sono comunque facilmente
raggiungibili e più precisamente:
31
32
- 900.000 Euro per acquisto di riviste scientifiche e banche dati on line, pari a 2,7 milioni di Euro nel
triennio.
- 4 milioni di Euro per programma di Visiting Professor e Visiting Scientist (12 milioni nel triennio).
- 6 milioni di Euro per 100 premi da 15000 Euro per ricercatori universitari e per gruppi di ricerca
fondamentale, industriale e precompetitiva i cui risultati siano immediatamente valorizzabili in termini
scientifici e industriali (18 milioni nel triennio).
- 1,6 milioni di Euro per voucher individuali per il III anno all’estero (tirocini), pari a 4,8 milioni di Euro nel
triennio.
Non risulta registrato nei documenti regionali il fondo per i corsi di lingua e cultura sarde (legge regionale
26/97) che dagli 800 mila Euro era stato ridotto a 400 mila Euro l’anno scorso e che del resto è in ritardo nelle
procedure di rendicontazione degli ultimi tre anni: di conseguenza potrebbero non essere finanziate le 19 cattedre
a suo tempo bandite da 7 Facoltà, con l’impegno di un finanziamento pluriennale della Regione Sarda.
Del resto gli stessi finanziamenti del POR appaiono gravemente squilibrati con una concentrazione sulla
Sardegna meridionale, come per le strutture residenziali dell’Università di Cagliari (30 milioni di Euro nel
triennio) ed il polo tecnologico (40 milioni di Euro), oltre ad altre iniziative che appaiono chiaramente orientate
nel Cagliaritano, come il distretto di Biomedicina per il quale esiste un consistente finanziamento. Inoltre il
finanziamento per le Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria non appare sufficiente a garantire la costruzione
delle nuove strutture necessarie per uno spostamento fuori città delle due Facoltà.
Il Senato in data 8 novembre ha ricordato che manca nei prospetti regionali anche il promesso finanziamento
di 900 Euro per studente da destinare ai corsi di laurea triennali della Facoltà di Medicina e Chirurgia (per
il I anno 110 studenti di Scienze infermieristiche, più 72 studenti per gli altri corsi triennali, pari a 182 studenti
che nel triennio arriveranno a 546 studenti, che moltiplicati per 900 Euro dovrebbero portare ad un contributo di
164 mila euro per il 2005-06, di 328 mila euro per il 2006-07 e di 491 mila euro per il 2007-08.
L’Ateneo è preoccupato per il tipo di risposta che la Regione Sarda vorrebbe dare ai gravi problemi delle due
università isolane, che sono quelli di una scarsa attrattività per gli studenti che si iscrivono ai corsi, di una
scarsa produttività didattica e di un basso livello delle tasse. Il fondo Unico della RAS tentava di rispondere
alle esigenze degli Atenei, consentiva un equilibrio di bilancio che ora potrebbe essere gravemente compromesso e
aiutava i due Atenei, anche se sul fondo destinato all’Università di Sassari (che non supera il 35% della somma
totale) gravava l’obbligo di garantire il pagamento della docenza nei corsi di laurea a Nuoro, che una convenzione
del 1992 doveva finanziare separatamente nella misura di 750 milioni di lire per singolo corso.
L’Università di Sassari ha conosciuto in questi ultimi anni una vera e propria rivoluzione, con i nuovi corsi di
laurea, l’ampliamento consistente dell’offerta formativa anche nelle professioni sanitarie, l’incremento del
numero degli immatricolati e dei laureati. Tale sforzo organizzativo deve essere ulteriormente sostenuto, con
interventi a favore del reclutamento del personale, con il pagamento di supplenze e contratti per coprire i settori
disciplinari indispensabili, con oneri che attualmente gravano sul capitolo dei servizi del miglioramento della
didattica attribuiti alle singole Facoltà che rischiano una vera e propria bancarotta. Del resto con l’incremento
dell’organico le Facoltà vedono aumentate le spese per la telefonia, per il materiale di consumo, per gli arredi e le
attrezzature, mentre le dotazioni appaiono assolutamente insufficienti. Il rischio è che si arrivi alla chiusura di alcuni
corsi. L’invito del Senato è quello di avviare un riequilibrio tra Facoltà ma anche tra Atenei, evitando di favorire la
Sardegna meridionale con investimenti per residenze universitarie localizzati solo a Cagliari o per laboratori e
centri di ricerca fortemente squilibrati. L’auspicio è quello di mantenere una destinazione della legge 26/96 che
tenga conto dell’autonomia dell’Università, un valore da difendere e riconosciuto costituzionalmente e insieme che
tenga conto degli specifici obiettivi chiaramente indicati in legge e che non possono essere soggetti ad una selezione
da parte della Regione Sarda, con priorità sulle quali gli Atenei possono non concordare.
La linea della Giunta Regionale appare assolutamente nuova rispetto al passato dei rapporti con l’Università, nel
senso che la Regione dovrebbe stimolare l’autonomia universitaria, avviare un processo di arricchimento e di
sviluppo del mondo accademico Sassarese che vanta una storia plurisecolare, di introdurre un metodo che promuova
il rapporto con il territorio, senza rigidità di sorta. L’Università non può essere trattata come un’agenzia esterna alla
Regione che viene pagata per realizzare degli obiettivi fissati: né può accettare di essere semplicemente il braccio
operativo della Regione, che gestisce delle somme solo come vere e proprie partite di giro. L’Università di Sassari
chiede di essere chiamata a concorrere alla definizione degli obiettivi programmatici ed alla loro realizzazione
concreta. Di conseguenza si pone l’esigenza di avviare un dialogo e di estendere al mondo delle autonomie ed in
particolare alle province, ai comuni, alle comunità montane, il confronto con il territorio, che non può configurarsi
in un semplice rapporto di subodinazione dell’Università, ma che deve costruirsi in simbiosi ed una sinergia, fertile
di prospettive concrete.
Il Senato ha affrontato il tema della localizzazione a Mamuntanas delle Facoltà di Agraria e Veterinaria che deve
essere affrontato nella logica di non impoverire la presenza universitaria nella città di Sassari ed ha escluso che
l’Università possa assumersi per intero l’onere del completamento delle opere, vista la dimensione ancora ridotta
del finanziamento regionale. Ha segnalato inoltre il procedere della polarizzazione degli investimenti della Regione
Sarda nella Sardegna meridionale,
Per discutere di questi temi, il Rettore si farà promotore di un incontro del Senato Accademico con gli Assessori
regionali alla programmazione ed alla Istruzione, con la riserva di un successivo incontro allargato ai consiglieri
regionali ed ai rappresentanti delle autonomie locali, al fine di presentare le preoccupazioni dell’Università di Sassari
di fronte alla complessa manovra finanziaria della Regione Sarda per il 2006.
32
33
Più in dettaglio i finanziamenti del PON possono essere così sintetizzati:
33
34
QUADRO
QUADRO RIEPILOGATIVO DELLE RISORSE FINANZIARIE
LE POLITICHE E LE STRATEGIE REGIONALI PER L’ISTRUZIONE UNIVERSITARIA
Fonte finanziaria
Stanziamento
2005
Totale
Triennio
Polo di eccellenza di Agraria e
Veterinaria Università di Sassari
_
20.000.000,00
_
40.000.000,00
F.A.S. Delibera CIPE n. 35/2005
Delibera G.R. 46/4 30.09.2005
Polo tecnologico
Cagliari
_
20.000.000,00
_
40.000.000,00
F.A.S. Delibera CIPE n. 35/2005
Delibera G.R. 46/4 30.09.2005
Strutture residenziali per studenti
Università di Cagliari
_
.000.000,00
_
30.000.000,00
F.A.S. Delibera CIPE n. 35/2005
Delibera G.R. 46/4 30.09.2005
Prestiti d'onore x 9.000 studenti
sardi
Progetto
integrato
regionale
"servizi di orientamento e di
formazione universitaria on line"
_
.371.000,00
_
9.000.000,00
_
8.688.000,00
Fondi di bilancio regionale
Voucher
individuali
per
la
partecipazione ad attività formative
durante il 2° anno dei corsi di
laurea specialistica
Voucher
individuali
per
la
partecipazione ad attività formativa
da svolgersi durante il 3° anno dei
corsi di laurea
Voucher individuali per laureati per
la partecipazione a programmi di
alta formazione (1.200 voucher nel
triennio)
TOTALE 2.
_
.800.000,00
Intervento
Università
di
POR Sardegna 2000-2006
Misura 3.7B Corsi di laurea
online programma "conoscere"
FSE POR Sardegna 2000-2006
_
.600.000,00
_
4.800.000,00
Fondo unico per l’Università di
cui alla L.R. 26/1996
_
10.000.000,00
_
30.000.000,00
FSE POR Sardegna 2000-2006
_
_
153.488.000,00
72.771.000,00
LE POLITICHE E LE STRATEGIE REGIONALI PER L’ALTA FORMAZIONE
Intervento
Stanziamento
2005
Totale
Triennio
Fonte finanziaria
Scuola di alta formazione in turismo
sostenibile e promozione dei beni
culturali e ambientali
TOTALE
_
1.000.000,00
_
3.000.000,00
POR Sardegna 2000-2006
Misura 3.7 e Misura 2.4
_
_
3.000.000,00
1.000.000,00
LE POLITICHE E LE STRATEGIE REGIONALI PER LA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
Intervento
Stanziament Totale
Triennio
o 2005
Fonte finanziaria
Programmi per l'attrazione del
capitale umano di eccellenza nelle
Università e nei Centri di ricerca
della Sardegna (borse di rientro)
Progetto CyberSar - Sistemi di
calcolo e simulazioni ad alte
prestazioni
_
6.000.000,00_
18.000.000,00
FSE POR Sardegna 2000-2006
_
12.000.000,00 _
12.000.000,00
9 Ml su PON ricerca e 3 Ml a
carico del Consorzio Cosmolab (3
Ml a valere sul FAS delibera
CIPE 20/04?)
Centro di ricerca veterinario e
Azienda zootecnica sperimentale
(Università di Sassari)
_
5.000.000,00_
5.000.000,00
Delibere G.R. 14/1 del
31.03.2005 e 23/2 del 25.04.2005
APQ Ricerca scientifica e
innovazione tecnologica)
Centro di competenza sulla
biodiversità animale (Università di
Sassari)
_
2.000.000,00_
2.000.000,00
APQ Ricerca scientifica e
innovazione tecnologica
34
35
Centro di competenza sulla
biodiveristà marina (Università di
Cagliari e Sassari)
Centri di competenza regionali
(l'intervento potrà essere
ulteriormente incrementato con le
risorse della Misura 3.12 del POR
Sardegna)
Laboratorio di ricerca pubblicoprivato per la filiera del vino di
qualità
_
1.000.000,00_
1.000.000,00
APQ Ricerca scientifica e
innovazione tecnologica
_
5.000.000,00_
5.000.000,00
1,15 Ml a valere sul FAS delibera
CIPE 20/04 e 3,85 Ml a valere
sulla Misura 3.13 del POR
Sardegna)
_
10.720.000,00 _
10.720.000,00
APQ Ricerca scientifica e
innovazione tecnologica (7.54 Ml
a valere sulla Misura 3.13 del
POR Sardegna e 3,18 Ml di
investimento privato)
Laboratori tecnologici della Facoltà
di Ingegneria dell'Università di
Cagliari (è incrementato da un
cofinanziamento dell'Università di
Cagliari pari a 1,7 Ml)
_
2.000.000,00_
2.000.000,00
Distretto tecnologico della
Biomedicina e delle tecnologie per
la salute
_
22.400.000,00 _
22.400.000,00
APQ Ricerca scientifica e
innovazione tecnologica (16,8 Ml
di investimenti pubblici e 5,6 Ml di
investimenti privati)
Distretto tecnologico della
Biomedicina e delle tecnologie per
la salute
_
43.911.000,00 _
43.911.000,00
APQ Ricerca scientifica e
innovazione tecnologica (33,981
Ml di investimenti pubblici e 9,93
Ml di investimenti privati)
Distretto tecnologico delle
tecnologie dell'informazione e della
comunicazione
Liaison Office delle Università di
Sassari e Cagliari
_
10.000.000,00 _
10.000.000,00
POR Sardegna 2000-2006
Misura 3.13
_
1.500.000,00_
1.500.000,00
POR Sardegna 2000-2006
Misura 3.13
Programma per la creazione di
imprese innovative e la diffusione
della cultura imprenditoriale nelle
discipline tecnico-scientifiche
Programma per l'erogazione di
voucher tecnologici alle imprese
_
5.000.000,00_
5.000.000,00
POR Sardegna 2000-2006
Misura 3.7
_
2.500.000,00_
2.500.000,00
POR Sardegna 2000-2006
Misura 3.13
Programmi per l'attrazione del
capitale umano di eccellenza nelle
Università e nei centri di ricerca
della Sardegna (Programma di
Visiting professor e Visiting
Scientist)
Programma per la valorizzazione
della ricerca di eccellenza
internazionale (premi a ricercatori e
gruppi di ricerca)
Programma per l'accesso e la
condivisione in rete di ateneo
all'informazione scientifica in
formato elettronico (acquisto
coordinato di riviste elettroniche e
banche dati on line)
TOTALE
_
4.000.000,00_
12.000.000,00
Fondo unico per l’Università di cui
alla L.R. 26/1996
_
6.000.000,00_
18.000.000,00
Fondo unico per l’Università di cui
alla L.R. 26/1996
_
900.000,00_
2.700.000,00
Fondo unico per l’Università di cui
alla L.R. 26/1996
Intervento
_ 139.931.000,00
Delibere G.R. n. 14/1 del
31.03.2005 e n. 23/2 del
25.04.2005 APQ Ricerca
scientifica e innovazione
tecnologica
_
73.731.000,00
RISORSE DI BILANCIO IN FAVORE DELLE UNIVERSITA’
Stanziamento Totale
Fonte finanziaria
triennio
2005
Fondo unico Università di cui alla _
L.R. 26/1996
12.500.000,00
_
37.500.000,00
35
Bilancio regionale
36
Fondo unico Università diffusa nel _
territorio
7.633.000,00
_
22.899.000,00
Bilancio regionale
Contributi per il finanziamento dei _
programmi comunitari ERASMUS, 2.000.000,00
SOCRATES e LEONARDO
_
6.000.000,00
Bilancio regionale
TOTALE 5.
_
22.133.000,00 _
66.399.000,00
Stanziamento 2005
Totale
complessivo
generale
_
235.835.000,00
Totale triennio
_ 396.618.000,00
A seguito dell’accordo stipulato il 30 novembre 2005 dai due Rettori, dagli Assessori Pilia e
Pigliaru, molti dei problemi sollevati sono stati superati ed il Piano dell’Università di Sassari per
il triennio 2006, 2007 e 2008 viene così determinato:
PIANO DELL’UNIVERSITA’ DI SASSARI PER IL TRIENNIO 2006, 2007 e 2008
L’Università di Sassari alla luce dei risultati del confronto tra la programmazione regionale e l’autonomia
universitaria avviato nel quadro della legge regionale 8 luglio 1996 n. 26, che ha istituito il «Fondo globale per
gli Interventi regionali per l’Università» ed ha stabilito le «Norme sui rapporti tra la Regione e le Università
della Sardegna», ad integrazione della convenzione del 30 novembre 2005 sottoscritta dall’Assessore
all’Istruzione, dall’Assessore alla programmazione e dai Rettori delle Università di Cagliari e di Sassari,
definisce tendenzialmente con il presente documento le finalità e gli obiettivi da conseguire nel triennio 2006,
2007 e 2008, in relazione all’intervento finanziario della Regione.
La nuova fase di confronto prevede la definizione anche per via contrattuale di obiettivi e azioni attraverso un
processo di progressiva “costituzionalizzazione” del rapporto, con una certificazione formale anche degli impegni
che l’Università di Sassari intende onorare, avviando una fase di valutazione interna che sarà seguita
dall’istituzione di meccanismi di premialità, per stimolare la produttività, l’efficienza e l’internazionalizzazione.
L’Università apprezza l’impegno della Regione Sarda per pervenire ad una politica territoriale che sviluppi
l’alta formazione e la ricerca, introducendo processi di qualificazione, di razionalizzazione e di modernizzazione.
a- obiettivi triennali generali
La L.R. 26/96 intendeva mettere in campo risorse pubbliche aggiuntive a favore delle due Università della
Sardegna, razionalizzare gli interventi e trovare un collegamento tra programmazione regionale e programmazione
universitaria, favorendo una crescita dei due Atenei nel quadro degli obiettivi della programmazione regionale
definiti dal Consiglio e dalla Giunta regionali, pur nel rispetto del principio costituzionale dell’autonomia
universitaria che segna (sono parole della precedente Convenzione) «una chiara inversione di tendenza rispetto
ad una radicata politica centralistica nel settore dell’istruzione superiore».
L’Università conferma che «lo sviluppo economico, sociale e culturale della Sardegna non può andare
disgiunto dall’esistenza nell’Isola di un sistema universitario in grado di affrontare con efficacia ed adeguati
mezzi finanziari le rilevanti questioni che si pongono sul piano della didattica e della ricerca scientifica».
Si rinnova la dichiarazione d’intenti delle due Università della Sardegna che nel settembre 2005 hanno
concordato sulla volontà di sviluppare i rapporti tra loro, anche in modo sinergico con università e istituzioni
straniere e comunitarie, con l’obiettivo di garantire un alto livello di qualità delle attività di ricerca e di attrarre
così risorse ulteriori rispetto alle tradizionali fondi di finanziamento del sistema universitario.
L’Università si impegna a consultare la Regione sui piani di programmazione didattica e sulle iniziative di
gemmazione sul territorio, oltre che sull’istituzione di nuovi corsi di laurea, di laurea magistrale, di
specializzazione, dottorati, master.
Dovranno essere portati avanti i seguenti obiettivi generali:
- favorire lo sviluppo di un sistema universitario integrato della Sardegna comprendendo le due Università, il
mondo della formazione superiore e della ricerca, Consorzio 21, ecc.
- aumentare in modo significativo il numero delle persone in possesso di laurea in Sardegna (obiettivo dichiarato
dal Presidente della Giunta Regionale in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2004-05
nell’Università di Sassari);
- ampliare il numero delle classi dei corsi di laurea e dei corsi di laurea magistrale attivate dalle Università della
Sardegna, con un arricchimento complessivo dell’offerta di formazione, con l’ampliamento consistente
dell’offerta formativa anche nelle professioni sanitarie, l’incremento del numero degli immatricolati e dei laureati;
36
37
- istituire sistemi di valutazione della didattica e della ricerca che siano progressivamente accompagnati da
premialità e riconoscimenti pubblici a favore delle aree in espansione, che si cartatterizzino per efficienza, efficacia
e produttività;
- sostenere la programmazione didattica e l’impegno dell’Università a sottoporre a valutazione la qualità della
didattica;
- combattere il fenomeno degli abbandoni e della dispersione;
- migliorare l’attrattività delle Università sarde per gli studenti che si iscrivono ai corsi, stimolare la produttività
didattica;
- creare una banca dati laureati accessibile gratuitamente dalle imprese;
- sostenere gli interventi per il diritto allo studio ed iniziative per gli studenti disabili;
- portare avanti progetti di orientamento in entrata, in itinere ed in uscita;
- sostenere la ricerca scientifica sia intrauniversitaria che interuniversitaria, Fondo di Ateneo ex 60% FAR,
cofinanziamenti PRIN, FIRB, cofinanziamenti per interventi regionali, ministeriali, europei a favore della ricerca,
con l’impegno delle Università di predisporre progressivamente sistemi di valutazione della ricerca scientifica
nell’ambito del CIVR e premialità specifiche;
- migliorare il sistema di controllo interno per una raccolta dei dati;
- adottare strumenti di programmazione e controllo;
- sostenere i docenti per una migliore capacità di intercettare i fondi per la ricerca;
- programmare interventi una tantum per grandi attrezzature scientifiche, per il rinnovo delle macchine agricole,
per il completamento della rete informatica;
- avviare interventi per semplificare l’accesso ai finanziamenti europei con particolare riguardo per i Fondi
strutturali europei e per l’INTERREG III;
- avviare la nascita di un’anagrafe informatizzata e condivisa della produzione scientifica e dei brevetti dei docenti
delle università nonché dei ricercatori di altri enti o centri di ricerca operanti in Sardegna;
- sostenere i centri di eccellenza esistenti e creare nuovi centri di eccellenza;
- sostenere gli interventi a favore degli assegnisti di ricerca, del personale docente o di ricerca precario per favorire
il ricambio generazionale e l’ingresso di nuove energie;
- cofinanziare l’edilizia universitaria;
- aumentare l’internazionalizzazione, nel senso di capacità di attrarre studenti stranieri provenienti in particolare
dai paesi mediterranei e insieme migliorare l'indice relativo all'attrazione extraregionale;
- sostenere iniziative volte a migliorare la produttività, l’efficienza e la qualità;
- garantire il rinnovo del patrimonio bibliotecario e sostenere i Centri linguistici di Ateneo;
- garantire un incisivo impegno per il sistema bibliotecario di Ateneo, in termini di investimenti edilizi,
ampliamento del patrimonio, modernizzazione delle procedure di catalogazione e consultazione, qualificazione
dei servizi e prolungamento dell’orario di apertura notturno;
- garantire un impegno per l’informatizzazione dell’Ateneo;
- avviare il completamento delle iniziative edilizie.
L’Università intende incentivare la creazione di centri di eccellenza e consentire ai giovani laureati residenti in
Sardegna in possesso di adeguato curriculum vitae di realizzare percorsi di alta formazione e tirocini in
organismi di riconosciuto prestigio internazionale, finalizzati anche al loro successivo inserimento nel mercato
del lavoro regionale.
L’Università intende attivare specifici interventi a favore dei beneficiari degli assegni di ricerca e del personale
docente o di ricerca precario dell’Università per favorire il ricambio generazionale e l’ingresso di nuove energie;
intende realizzare attraverso intese interistituzionali con altre Regioni e con il MIUR, iniziative comuni
nell’utilizzo dell’ICT (Information Comunication Technology) nei processi educativi.
L’Università sarà disponibile a fornire un contributo per i diversi campi che sono stati così identificati dal
DPEF 2006:
- il settore dei musei con una nuova mappa del settore;
- il sostegno alle attività culturali ed allo spettacolo;
- le attività cinematografiche;
- la catalogazione del patrimonio culturale della Sardegna;
- la formazione nel settore dei beni culturali;
- l’allargamento dei servizi bibliotecari e dei sistemi informativi;
- il sostegno all’editoria sarda;
- la promozione e la salvaguardia dei valori dell’identità e della tradizione;
- il monitoraggio sulle iniziative volte ad estendere l’attenzione per la lingua e la cultura della Sardegna;
- il rapporto con il mondo della Scuola.
L’Università si impegnerà anche in altri settori, che pure sono tradizionalmente estranei all’applicazione della
legge 26/96 e che potranno godere di risorse regionali aggiuntive:
- attrezzature per la ricerca sanitaria;
- cooperazione con i paesi in via di sviluppo (LR 19/96);
- contributi per convegni dell’Assessorato regionale agli AA.GG (art. 69 L.R. 2/1994);
37
38
- scuola di specializzazione per insegnanti;
- ERASMUS e servizi agli studenti di cui alla L.R. n. 25/2002 (alla quale si attingerà anche per i voucher per
gli studenti del III anno dei corsi di laurea);
- il finanziamento ai consorzi di formazione per le sedi gemmate;
- il fondo per i corsi di lingua e cultura sarde (legge regionale 26/97).
L’Università collaborerà con la Regione per la realizzazione degli obiettivi del POR Sardegna, come dal Piano
coordinato della Regione per il triennio 2006, 2007, 2008, allegato 1 al convenzione del 30 novembre 2005,
ribadendo che il cofinanziamento a carico dell’Ateneo dovrà essere puntualmente programmato con piani
economici che saranno sottoposti al Consiglio di Amministrazione, nell’ambito delle effettive disponibilità di
bilancio.
L’Università esprime l’auspicio che le consistenti risorse messe in campo dalla Regione siano finalizzate ad un
riequilibrio territoriale e combattano la polarizzazione degli investimenti, come per la biomedicina, per le
residenze studentesche, per specifici interventi di settore a favore di singole Facoltà o centri di ricerca, per evitare
fenomeni di concentrazione poco utili per lo sviluppo omogeneo del territorio.
L’Università prende atto dell’impegno della Regione Sarda a finanziare in un prossimo futuro ulteriori residenze
universitarie nella città di Sassari, sulla base di parametri regionali ancorati al numero degli studenti.
L’Università chiede che i corsi di laurea gemmati sul territorio continuino ad essere finanziati attraverso il fondo
regionale per l’Università diffusa, che è stato ridotto a 6,5 milioni di Euro per il 2006: ciò vale in particolare per
i corsi di laurea di Alghero, che non hanno neppure completato il primo ciclo e che necessitano di sostegni
professionali e di interventi di primo impianto, che potrebbero essere progressivamente ridotti nel tempo. In
particolare la Facoltà di Acrhitettura (unica in Sardegna) rischia seriamente la soppressione nel caso si
interrompano i finanziamenti regionali, anche se si tratta di una Facoltà che punta deecisamente verso
quell’eccellenza tanto cara alla più recente programmazione regionale, con risultati verificabili e pienamente
misurabili innanzi tutto sul piano della didattica.
b- obiettivi specifici in conformità dell’art. 2 della L.R. 26/96 verso i quali indirizzare le risorse:
Con gradualità nel triennio dovranno essere raggiunti dall’Università di Sassari i seguenti obiettivi specifici
considerati strategici dalla Regione, che verificherà d’intesa con l’Università la puntuale realizzazione. Tali
obiettivi si individuano con flessibilità nel triennio e vanno intesi come linee tendenziali di sviluppo. Le
somme indicate sono di larga massima a partire dal I anno:
2. Valutazione e potenziamento dell’attività didattica:
a- spese di funzionamento dei corsi di laurea, dei corsi di laurea magistrale, dei masters, delle Scuole di
specializzazione in sede, con corsi per il recupero dei debiti formativi (in particolare corsi zero) e con assunzione
a tempo determinato di 11 manager didattici di Facoltà;
b- spese di investimento per attrezzature, con l’introduzione progressiva di forme di premialità a favore delle aree
caratterizzate da maggiore efficienza, efficacia e internazionalizzazione;
c- finanziamento del miglior progetto di orientamento in entrata, in itinere, in uscita;
d- diritto allo studio e servizi agli studenti, con un preciso sistema di valutazione ex ante dei risultati;
e- contributo a favore della Facoltà di Giurisprudenza.
EURO 835.000
2. Internazionalizzazione
a- programma di Visiting Professor e Visiting Scientist (si calcolano almeno 11 soggiorni).
EURO 250.000
3. Alta formazione di ricercatori
a- Dottorati di ricerca e Assegni di ricerca ed altre forme di ricercatori a tempo previste dalla legge 25 ottobre
2005 (posti di professori straordinari da coprire attraverso il conferimento di incarichi di durata triennale
rinnovabili, contratti triennali per instaurare rapporti di lavoro subordinato con dottori di ricerca e specializzati
ecc.), assunzione di ricercatori a tempo indeterminato
EURO 400.000 specificamente per Assegni di ricerca MIUR (rinnovi) e per cofinanziamento assegni, secondo
una graduatoria di Ateneo
4. Ricerca: finanziamento di gruppi di ricerca
a- approvazioni dei migliori progetti di ricerca con il Fondo di Ateneo per la ricerca intrauniversitaria ex 60%
b- premio di cofinanziamento per i progetti di ricerca nazionali interuniversitari ex 40% PRIN
c- premi per ricercatori universitari e per gruppi di ricerca fondamentale, industriale e precompetitiva i cui
risultati siano immediatamente valorizzabili in termini scientifici e industriali
EURO 1.380.000
5. Sistema bibliotecario:
a- acquisto di riviste scientifiche, con verifica del loro utilizzo nel tempo;
b- acquisto banche dati on line, con verifica del loro utilizzo nel tempo;
EURO 820.000
6. Edilizia
- Edilizia Universitaria: completamenti e manutenzioni
EURO 475.000
38
39
7. Servizi al territorio ed Università diffusa
- contributo per la docenza dei Corsi gemmati (in particolare a Nuoro)
EURO 565.000
TOTALE Euro 4.725.000 per il primo anno
c- risultati attesi e modalità di misura dei risultati raggiunti annualmente
Per la valutazione dell’attività didattica e della ricerca e per l’assegnazione di premialità si presenteranno progetti
specifici che prevederanno l’organizzazione di conferenze di Ateneo o regionali di verifica, con presentazione
pubblica dei dati e dei risultati.
Regione e Università annualmente dovranno sottoporre a valutazione ex post le attività svolte, al fine di definire
le previste premialità come indicate nella convenzione del 30 novembre 2005.
La verifica dei risultati è affidata al Comitato paritetico Regione-Università, previsto dall’art. 5 della L.R. 26/96.
Opererà anche la commissione per il monitoraggio delle sedi universitarie decentrate come da decreto 1379 del
30 maggio 2005 dell’Assessore regionale alla P.I.
e- il conto economico di previsione per il triennio per l’Università di Sassari relativamente alla legge
26/96
Si prevede un investimento sul fondo globale così ripartito nel triennio:
2006 4.725.000 Euro su un totale di 13.500.000 Euro
2007 4.725.000 Euro su un totale di 13.500.000 Euro
2008 4.725.000 Euro su un totale di 13.500.000 Euro
17. Il territorio
Numerosi sono i rapporti che l’Università di Sassari intrattiene nel territorio e sono consistenti le risorse
acquisite tramite contratti e convenzioni a pagamento, come nel settore della ricerca. Si vogliono citare in questa
sede almeno alcuni accordi di collaborazione con l’API Sarda e con l’Associazione industriali della provincia di
Sassari, in materia di tirocinio di formazione e per la costituzione del partnerariato di sviluppo relativo alla
realizzazione del progetto EQUAL “Nuove competenze per l’internazionalizzazione e l’e-business, d’intesa col
Banco di Sardegna, Consorzio 21 ed alcuni Comuni del Sassarese. Alcuni accordi prevedono la partecipazione a
progetti nazionali di ricerca con enti pubblici (ad es. con l’Ente Nazionale per l’aviazione civile, accordo del 10
marzo 2000, con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari e Nuoro, con il Dipartimento per le pari
opportunità ecc.) e con società per azioni (ad esempio il progetto multicentrico ICONA con la Glaxo Wellcome
di Verona).
È un fatto accertato (vd. la pubblicazione La provincia di Sassari in cifre 2004) che l’Università opera in un
territorio afflitto da una profonda debolezza strutturale, che si manifesta in un basso reddito pro-capite (Sassari è
in 73° posizione in campo nazionale con 15.670 euro pro capite) e ad esempio nell’alto tasso di mortalità delle
imprese e nel basso tasso di natalità delle imprese, che si concentrano nei settori del commercio,
dell’agricoltura, dei servizi, delle costruzioni. Il tasso di occupazione è del 50,4% a fronte del 56% dell’Italia e
del 62,9% dell’UE; il tasso di disoccupazione specie femminile del 14,1% è più alto rispetto all’8,8% dell’Italia
ed al 9% dell’UE. Tutto ciò limita notevolmente la capacità di sinergia tra Università e imprese presenti nel
territorio, anche se assistiamo ad alcuni fenomeni positivi.
Il Consiglio di Amministrazione ed il Senato Accademico hanno discusso il regolamento degli spin-off, che ha
tra gli obiettivi quelli di:
- contribuire ad un profondo ed ampiamente diffuso rinnovamento, del sistema socioeconomico;
- favorire la scoperta e lo sfruttamento di nuove opportunità di lavoro altamente qualificato da parte dei giovani
con formazione universitaria;
- integrare, in maniera significativa, i fondi di dotazione delle organizzazioni universitarie e di rapporti ricerca,
sempre più ridotti rispetto alle necessità di potenziamento delle loro attività, anche attraverso l’utilizzazione
efficace degli strumenti finanziari di stimolo all’innovazione e allo sviluppo.
Nel corso della Conferenza di Ateneo sulla Valutazione è stato discusso il decreto ministeriale 8 agosto 2000, n.
593 recante: "Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal decreto legislativo 27 luglio
1999, n. 297" (Supplemento ordinario n. 10 alla Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 2001), che dà attuazione
al riordino ed alla razionalizzazione di tutto il sistema di agevolazione alla ricerca industriale gestito dal
MURST e, sinora, regolato da una miriade di norme e regolamenti susseguitesi in un arco temporale di oltre 30
anni. In particolare l’art. 11 (Progetti di ricerca per la nascita di nuove imprese), che rappresenta una delle più
significative novità della legge, intende favorire la nascita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico, quale
risultato di un processo di spin off dal mondo della ricerca pubblica. In altre parole viene sostenuta l’iniziativa di
quei professori, ricercatori universitari ed enti di ricerca che vogliano e siano in grado di trasformare un valido
progetto di ricerca in una iniziativa imprenditoriale di potenziale successo.
L’Università di Sassari ha ritenuto opportuno dotarsi di un regolamento per la creazione di Spin-Off, così come
richiesto dagli articoli 2, comma 1, lettera e), numero 1 del DL 297/99 e 11 comma 5 del DM 593/00, per poter
rendere i ricercatori dell’Ateneo sassarese soggetti ammissibili a presentare “progetti autonomi per attività di
ricerca proposte da costituende società”. Il regolamento deve disciplinare “la procedura autorizzativa e il
collocamento in aspettativa ovvero il mantenimento in servizio o nel corso di studio” e definire “le questioni
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40
relative ai diritti di proprietà intellettuale nonché le limitazioni volte a prevenire conflitti di interesse con le
società costituite o da costituire”. Una bozza del regolamento in oggetto è stata elaborata utilizzando
essenzialmente la traccia del regolamento adottato dall’Università di Milano, integrandola, ove è parso
opportuno, con alcune indicazioni tratte dal regolamento di Bologna (per altro quasi identico a quello milanese).
Ci si è allontanati dai modelli suddetti quasi esclusivamente per non aver relegato i cosiddetti Spin off
“sostenuti” (senza partecipazione finanziaria diretta dell’Università) in un apposito articolo che rimandava poi al
corpo del regolamento.
La costituzione di uno Spin-Off dovrebbe essere proposta dall’Università ovvero da uno o più docenti e/o
ricercatori; inoltre potrebbero partecipare al capitale sociale i titolari di assegni di ricerca, di borse di studio post
laurea e post dottorato, di borse di studio universitarie o di altre borse di studio destinate alla permanenza di
giovani ricercatori presso le strutture di ricerca, il personale tecnico amministrativo dell’Università, gli allievi
dei corsi di specializzazione e di dottorato, i laureati, gli specializzandi e i dottori di ricerca nonché ogni altra
persona fisica e/o giuridica, società, ente e/o soggetto, italiano o straniero.
Per quanto riguarda i rapporti tra Università e Spin-off essi sono regolati da apposita convenzione che
disciplina utilizzo di spazi, attrezzature e personale, del nome e del logo dell’Università, nonché gli impegni di
trasferimento tecnologico. Potrebbe inoltre essere previsto che lo Spin-Off cessi con effetto immediato
qualsivoglia utilizzo del nome e del logo dell’Università nelle ipotesi in cui l’Università stessa cessi di essere
socia dello Spin-off, al termine di permanenza dello Spin-Off all’interno delle strutture universitarie.
Di particolare importanza è l’aspetto delle royalties acquisite con i contratti di licenza e con l’erogazione di
servizi. Gli introiti dovrebbero permettere, insieme con le quote associative che le imprese aderenti dovrebbero
versare per aderire a programmi e progetti, di accedere a ulteriori finanziamenti diversi da quelli tradizionali.
Sul Liaison Office è stato dato incarico ad un gruppo di lavoro (Salvo Mura, Francesco Meloni, Antonio
Francesco Piana, Martino Loddo), che ha sviluppato un progetto, che prevede tra l’altro la costituzione del
Liaison Office presso l’Università degli studi di Sassari, in direzione dell’innovazione imprescindibile sia
dall’intero sistema universitario che dal settore produttivo del nostro territorio.
L’opportunità che si presenta deve essere presa in forte considerazione al fine di:
- valorizzare il patrimonio conoscitivo e tecnologico dell’ateneo attraverso il contatto con il mondo produttivo e
le Istituzioni del territorio;
- offrire nuovi strumenti a sostegno della ricerca scientifica e tecnologica;
- diffondere nuove tecnologie che presentino ricadute positive sulla produzione industriale e sul benessere sociale
del territorio sardo.
Il Liaison Office ha un duplice scopo:
- rispondere al bisogno proprio delle imprese, e in particolare delle PMI del territorio, di accedere alla ricerca
universitaria e di usufruire dei vantaggi del trasferimento tecnologico;
- incentivare ricerca e formazione sul campo che consentano a studenti, laureati e ricercatori dell’Ateneo di
accedere ad opportunità offerte dal fabbisogno innovativo di aziende ed enti.
L’ambito del Liaison Office è strettamente correlato con quello degli Spin-Off accademici che rappresentano
quelle società di capitali aventi come scopo l'utilizzazione imprenditoriale, in contesti innovativi, dei risultati
della ricerca Universitaria e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
L’ipotesi di una costituzione di un Liaison Office nell’Università di Sassari è stata concepita tenendo in
considerazione, da una parte, le peculiarità del servizio che l’ufficio può offrire e dall’altra le sinergie possibili
realizzabili con il mondo delle imprese caratterizzante il nostro territorio.
Nell’organigramma dell’ateneo il Liaison Office dovrebbe collocarsi in posizione di staff alla direzione
amministrativa con il compito di coordinare le aree della ricerca, comunicazione e formazione già presenti
nell’ateneo.
Il piano finanziario, elaborato considerando un periodo di tempo pari ad un anno, prevede l’impiego di risorse
umane e un investimento di circa 800.000 € comprensivo anche dei beni strumentali: è in corso di redazione il
progetto definitivo che sarà presentato al MIUR per ottenere uno dei 10 finanziamenti destinati alle Regioni
dell’Obiettivo 1.
In un’ottica di fund raising si aprirebbe un nuovo canale di finanziamenti, diversi da quelli tradizionali, che
permetterebbe all’ateneo di accedere anche a programmi comunitari.
L’auspicio è che il modello proposto possa fornire alle realtà accademiche ed a quelle economiche del territorio,
non solo del sassarese ma dell’isola intera, una chiave interpretativa per ottimizzare l’interazione tra Accademia e
realtà produttiva in tema dei reciproci bisogni e di trasferimento del “prodotto ricerca” e, conseguentemente
facilitare l’osmosi tra il mondo che genera l’innovazione e il mondo che deve inglobarla nei suoi prodotti e
servizi.
18. Le tasse studentesche.
Si rinvia a quanto osservato più oltre, ribadendo l’impegno a riprendere rapidamente con prudenza, con
gradualità e con senso di giustizia la riflessione sulle tasse, sugli esoneri per i meritevoli e bisognosi e sugli
scali di fascia, con riguardo anche per i fuori corso e con una diversa gradazione delle tasse per lauree triennali,
lauree specialistiche, masters, dottorati; si pensava di estendere la distinzione tra studenti a tempo pieno e
studenti a tempo parziale. Un intelligente lavoro di riflessione sulle tasse, sugli esoneri e sugli scali di fascia fu
affidato ad una commissione nominata dal Senato e dal Consiglio d’Amministrazione, che avrebbe dovuto
40
41
studiare un nuovo sistema di tassazione. Tale impegno è stato assolto solo parzialmente ma in questa sede viene
rinnovato per il futuro, dato che al momento le tasse studentesche non coprono neppure il 6,2% dell’intero
bilancio dell’Ateneo, prevalentemente sostenuto dall’intervento ministeriale per oltre il 72,8% (il rapporto tra
tasse e FFO è del 9,9% e si va riducendo nel tempo: in sede di consuntivo 2003 le tasse erano arrivate a 7,8
milioni di Euro, mentre nel 2004 non supereranno i 7,5 milioni di euro; per la previsione 2005 si è fissata la
cifra a 7,7 milioni di euro). Del resto anche i rappresentanti degli studenti avevano aderito a tale impostazione,
sollecitando da un lato una doverosa gradualità nel tempo e dall’altro una maggiore produttività, un più
puntuale impegno orario dei docenti, una verifica sul rispetto dell’obbligo di residenza per i professori, un
costante monitoraggio da parte dei presidi sul calendario delle lezioni che non dovevano essere affidate a
dottorandi, specializzandi, assegnisti, ricercatori chiamati a sostituire il docente assente.
USCITE
19. Il personale tecnico amministrativo
Nel 1997 il personale tecnico amministrativo è arrivato al suo massimo storico con ben 681 unità, rispetto alle
576 di personale docente.
Mente il personale docente è andato crescendo fino alle 681 unità del 2004 ed oltre, il personale tecnico
amministrativo è in calo fino alle 559 unità di fine 2004. Le due linee di tendenza si sono incontrate quattro anni
fa.
Nonostante ciò la spesa per il personale tecnico amministrativo ha continuato a crescere, passando da 12,4 ME del
1997 a 13,9 ME del 2004, con un incremento del 12,5%. Più consistente ovviamente la crescita della spesa del
personale docente passata da 23,2 ME a 34,1 ME, con un incremento del 45,7%. Complessivamente la crescita
degli stipendi è stata del 34,8%, mentre nello stesso periodo il FFO è cresciuto solo del 21%.
Pur giudicando salutare tale sviluppo, occorre ora riprendere la politica delle assunzioni del personale t.a. Nel corso
dell’anno 2005 si sono definitivamente concluse con l’assunzione dei vincitori le procedure concorsuali per n. 15
posizioni infungibili a tempo indeterminato, di cui n. 4 di categoria EP ( esperto in programmazione e gestione
progetti cofinanziati dall’Unione Europea e da altri Enti Pubblici, esperto in controllo di gestione e Contabilità
Integrata di Ateneo, esperto in amministrazione e contenzioso personale universitario, Ingegnere elettrico ); n. 6 di
categoria D ( esperto gestione sistema protocollo informatico, esperto acquisti in rete e commercio elettronico,
esperto gestione progetti comunitari, esperto rendicontazione progetti comunitari, esperto gestione carriere
scolastiche universitarie, esperto in procedure di gara e appalti pubblici ); n. 5 di categoria C (assistente tecnico
esperto in valutazione dei rischi in strutture complesse, assistente tecnico esperto in prevenzione incendi, esperto in
configurazione e gestione Database sw Aleph, perito informatico esperto in contabilità integrata di Ateneo, perito
informatico esperto in strumentazione di supporto formazione a distanza e videoconferenze).
Durante il 2005 non si sono svolti altri concorsi per posti a tempo indeterminato in virtù del blocco delle
assunzioni previsto dalla Legge Finanziaria dell’anno precedente.
Considerato che tale blocco non è stato rinnovato per l’anno in corso, essendo tuttora aperte le graduatorie degli
idonei alle selezioni sopra indicate, ed avendo riscontrato che all’interno di tali graduatorie sono presenti 20 unità
già professionalmente formate in quanto attualmente operanti nell’Ateneo con contratti a tempo determinato o con
contratti di collaborazione coordinata e continuativa, ed essendo comunque sempre più pressanti le esigenze della
varie strutture, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 18 ottobre, ha deliberato l’assunzione dalle
graduatorie sopra citate delle 10 unità meglio collocate, con decorrenza 1/11.
Nel 2005 sono inoltre stati espletati n. 2 concorsi a tempo determinato, di cui n. 1 per la categoria D e n. 1 per la
categoria C.
Il concorso per la categoria D, Area Amministrativa – Gestionale, mirava alla creazione di una graduatoria per
Referenti Didattici di Facoltà, con particolare riferimento al Progetto ECTS (Anagrafe Studenti, Anagrafe Laureati,
Diploma Supplement). Da tale graduatoria sono stati assunti n. 14 candidati, di cui 10 sono stati destinati alle
Facoltà, fatta eccezione per la Facoltà di Economia, che si avvale di un’unità con contratto di collaborazione
coordinata e continuativa, e 4 all’Area Didattica dell’Amministrazione Centrale.
Il concorso per la categoria C, Area Amministrativa, collegato col progetto di razionalizzazione del Centri
Autonomi di Spesa, ha dato luogo alla formazione di una graduatoria di 35 idonei, attualmente pronta per essere
utilizzata in ragione delle esigenze che verranno prospettate.
Il Consiglio di Amministrazione ha infine deliberato di procedere all’emanazione di bandi di concorso per la
formazione di diverse graduatorie per posti a tempo indeterminato di categoria C, rispettivamente per l’Area
Amministrativa, per l’Area Tecnica e Tecnico – Scientifica, Elaborazione Dati, Biblioteche. Tali graduatorie
resteranno aperte, avendo di mira il rispetto della programmazione triennale 2005/2007 approvata dal MIUR, in
considerazione anche delle esigenze che verranno espresse dagli organi interni preposti in sede di riorganizzazione
del lavoro.
PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO AL 4/10/2005
TOTALE: 563 unità
Il personale in servizio nell’amministrazione è di 167 unità di cui
109 area amministrativa + 2 dirigenti di ruolo + 1 dirigente incaricato
54 area tecnica
1 area biblioteche
41
42
Il personale in servizio al Policlinico Universitario è di 14 unità di cui:
10 area amministrativa
2 area tecnica
2 area socio sanitaria
Il personale in servizio nelle Biblioteche è di 32 unità di cui
21 area biblioteche
5 area amministrativa
6 area tecnica
Il personale in servizio nei Centri Autonomi di Spesa della periferia è di 350 unità di cui
129 area amministrativa
165 area tecnica
43 area socio sanitaria
13 area biblioteche
Tra gli impegni prioritari il Consiglio di Amministrazione assume quello di costituire nei prossimi mesi
l’organico dell’Industrial Liaison office, con adeguata pianta organica, tra l’altro con l’assunzione di una cat. D.
Il fondo per il salario accessorio
L’art. 67 del CCNL, comparto università, 1998 -2001, confermato integralmente dal successivo CCNL 2002 –
2005, tuttora in vigore, disciplina le modalità di costituzione del Fondo per le progressioni economiche e per la
produttività collettiva ed individuale.
In particolare, l’art. 67, n. 1, lett. f) dispone che ogni anno le risorse che specifiche disposizioni finalizzano
all’incentivazione di prestazioni o di risultati del personale siano destinate al sostegno delle iniziative rivolte a
migliorare la produttività, l’efficienza e l’efficacia dei servizi.
La lettera c) dello stesso articolo dispone inoltre che siano devolute allo stesso fine le somme derivanti
dall’attuazione dell’art. 43 della legge 449/97, così come modificato dall’art. 45, c. 12 della legge 448/98.
Il comma 3, in particolare, consente alle Amministrazioni Pubbliche di stipulare convenzioni con soggetti pubblici
e privati dirette a fornire a titolo oneroso consulenze e servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari. Il 50% dei ricavi
netti, dedotti tutti i costi, ivi comprese le spese del personale, costituisce economia di bilancio.
Le rimanenti somme, secondo il comma 5 dello stesso articolo, sono destinate ad incrementare le risorse relative
all’incentivazione della produttività del personale.
L’Amministrazione aveva già individuato negli anni precedenti degli obiettivi di risparmio e di razionalizzazione
delle spese con particolare riferimento al personale. Nella stessa relazione di accompagnamento alla programmazione
triennale 2005 – 2007, già approvata dal MIUR, si evidenzia come l’organico dell’Università di Sassari fosse
caratterizzato da un’eccessiva proporzione numerica del personale tecnico – amministrativo rispetto al personale
docente, sulla base del raffronto con gli indicatori nazionali. Proprio tenendo conto di questo aspetto, ancora prima
che le leggi finanziarie introducessero il blocco delle assunzioni, l’Ateneo assumeva la decisione di non dare corso
al “turn – over“ del personale tecnico – amministrativo. Da un organico di circa 700 unità nel 1997 si è infatti
passati, al 28/02/2005, ad un organico di 574 unità, comprendendo anche 19 lettori madrelingua. Tale scelta è stata
dettata proprio dal convincimento che una diversa organizzazione ed un accentuato utilizzo delle risorse umane
potevano costituire uno strumento per una più efficiente ed economica gestione dell’Ateneo. Il forte incremento
dell’efficienza e della produttività per addetto ha in effetti permesso di rispondere con minori risorse a tutte le
esigenze istituzionali ordinariamente richieste.
A tale scelta, evidenziata chiaramente, come si è detto, nella relazione di accompagnamento alla programmazione
triennale, si è accompagnata anche l’individuazione di un ulteriore obiettivo di risparmio di gestione, consistente
nell’assorbimento dei costi stipendiali del personale tecnico – amministrativo partecipante ai progetti comunitari e
ad altri progetti basati comunque sulle regole di rendicontazione comunitarie.
In effetti, con una dotazione organica progressivamente ridotta e attraverso l’incremento della produttività, si è dato
riscontro anche a quelle attività, ulteriori ed aggiuntive, correlate a progetti non istituzionali, ma temporalmente
definiti, e quindi non rientranti nelle ordinarie attività per le quali il personale tecnico–amministrativo è stato
assunto. Il fatto che tali progetti siano stati realizzati da un organico già fortemente ridotto ed il riconoscimento e il
rimborso, in termini di ora–dipendente, di quelle attività, così come quantificate secondo la normativa europea,
costituisce un sicuro e certo risparmio, totalmente accreditabile alla produttività del personale, e pertanto destinabile
al sostegno delle iniziative volte a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi.
Le disposizioni normative che disciplinano la gestione dei progetti comunitari prevedono la rendicontazione dei
costi sostenuti dall’Amministrazione sia per l’acquisizione di beni e servizi sia per la retribuzione del personale
coinvolto nei progetti, con riferimento sia a quanto erogato direttamente per le ore di lavoro straordinario effettuate,
sia alla retribuzione ordinaria corrisposta al personale partecipante ai progetti stessi.
La rendicontazione delle ore di lavoro straordinario svolte per la realizzazione dei progetti comporta sicuramente un
risparmio per l’Amministrazione, in quanto la retribuzione non va a gravare sul bilancio di Ateneo, ma, considerato
che le ore di straordinario vengono effettuate solo in virtù dell’adesione ai progetti, il risparmio effettivo può essere
considerato solo virtuale. Va però precisato che, anche prescindendo da questo aspetto, la prestazione di ore di
lavoro straordinario, contribuendo alla realizzazione dei progetti comunitari, consente comunque un notevole
42
43
risparmio indiretto per l’Amministrazione, attraverso l’attività di rendicontazione di una serie di attività e di
acquisti di sicura utilità per tutto l’Ateneo.
Costituisce invece un diretto risparmio per l’Amministrazione la rendicontazione dei costi sostenuti per le
prestazioni effettuate durante l’orario ordinario dal personale partecipante ai progetti comunitari o anche non
comunitari, se regolamentati secondo la normativa comunitaria, in quanto i costi del personale dipendente
partecipante ai progetti, ordinariamente gravanti sul bilancio di Ateneo, vengono coperti con finanziamenti esterni.
Tale risparmio è totale e coinvolge l’intero importo dello stipendio tabellare rendicontato, in quanto, trattandosi di
personale dipendente, l’Amministrazione dovrebbe comunque procedere ad erogare la retribuzione a prescindere dalla
partecipazione o meno ai progetti.
Alla luce di quanto sopra esposto, si evidenzia il raggiungimento di specifici risultati che hanno consentito di
assorbire i minori finanziamenti statali e di realizzare comunque risparmi di gestione, certificati dagli stessi avanzi di
amministrazione registrati nei consuntivi degli ultimi anni:
2001: € 1.273.521,00
2002: € 627.529,81
2003: € 2.742.965,68
2004: € 929.440,42.
Limitandoci ai risparmi conseguiti attraverso la partecipazione ai progetti, si informa che nell’anno 2004 sono stati
portati a rendicontazione dall’Amministrazione costi ammissibili per un totale di € 6.847.826,93.
All’interno di tale importo, sulla base dei rendiconti finali del 2004, così come elaborati dall’Ufficio Politiche
Comunitarie per i Dottorati di Ricerca cofinanziati e dall’Ufficio Ricerca e Relazioni Internazionali per il progetto
Orientamento e per il progetto CampusOne, è inclusa la somma di € 681.321,82 (pari al 9,95% del totale sopra
indicato), a titolo di rimborso ore -uomo svolte all’interno dell’orario di servizio dal personale tecnico–
amministrativo, così suddivisa:
€ 519.992,39 Dottorati di Ricerca cofinanziati;
€ 101.858,38 Progetto CampusOne;
€ 59.471,05 Progetto Orientamento.
Alla luce del fatto che l’art. 43 della legge 449/97 destina la metà delle somme accantonate all’incremento delle
risorse relative all’incentivazione della produttività del personale e che tale norma è espressamente richiamata
dall’art. 67 del CCNL di comparto, si ritiene che, in aggiunta al risparmio derivante dalle prestazioni a pagamento
in conto terzi, ancora da quantificare, la somma di € 340.660,90, corrispondente al 50% del totale citato di €
681.321,82, e al 4,97 % del totale rendicontato e conseguentemente risparmiato dall’Amministrazione, possa già
essere messa a disposizione degli istituti contrattuali incentivanti il personale tecnico-amministrativo.
Ciò consentirebbe di confermare gli impegni già assunti dal Consiglio di Amministrazione per garantire
l’incentivazione delle maggiori responsabilità del personale titolare di posizioni organizzative, concedendo inoltre
l’opportunità di incentivare anche il rimanente personale appartenente alle categorie B, C e D, in quanto comunque
certamente partecipe dei risultati di risparmio conseguiti dall’Amministrazione.
Si informa inoltre che, in applicazione analogica delle misure proporzionali già previste dal CCNL attualmente in
vigore, il 77,5% della somma disponibile potrebbe andare ad incrementare il Fondo per il salario accessorio ex art.
67, mentre il restante 22,5% potrebbe essere utilizzato per l’incremento della retribuzione di posizione e di risultato
del personale inquadrato nella categoria EP.
Per quanto attiene la copertura finanziaria, ad integrazione di quanto già esposto, si fa presente che nell’Avanzo di
Amministrazione Vincolato, di cui al consuntivo 2004, risultano disponibili € 452.897, relativi agli avanzi di
gestione di anni precedenti riferibili al trattamento accessorio per il personale tecnico–amministrativo.
Il Collegio dei Revisori dei Conti, del quale è necessario il parere, così come previsto dall’art- 5, comma 3, del
CCNL, si è così espresso :
“In considerazione delle motivazioni esposte e tenuto conto dei riferimenti normativi e contrattuali richiamati nella
relazione, il Collegio dei Revisori dei conti non ha particolari osservazioni da formulare in merito, ferma restando la
necessità di una attenta verifica delle somme iscritte in bilancio finalizzate all’incentivazione delle iniziative dirette
al miglioramento della produttività, dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi, e all’incremento della produttività
collettiva ed individuale del personale tecnico e amministrativo, di modo che resti garantita l’omogeneità delle
risorse disponibili con gli impieghi da realizzare.”
Ciò premesso, il Consiglio, confermati gli impegni prioritari già assunti in favore dei titolari di posizioni
organizzative, delibera di incrementare da € 200.000 sino a € 340.660,90 oltre l’ulteriore somma risultante dal
risparmio derivante dalle prestazioni a pagamento in conte terzi, il trattamento accessorio 2004 del personale
tecnico–amministrativo, di cui il 77,5% al Fondo per il Salario Accessorio ex art. 67 del CCNL, e il 22,5% al
capitolo di bilancio destinato al pagamento della retribuzione di posizione e di risultato al personale inquadrato
nella categoria EP.
Per gli anni successivi, qualora sussistano utili nelle voci sopra indicate, si autorizza inoltre il Direttore
Amministrativo a procedere in senso analogo, secondo i criteri sopra indicati.
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20. Le chiamate dei docenti
Dopo due anni di restrizioni, si è potuta realizzare una sodddisfacente soluzione per le prese di servizio per gli
idonei vincitori di concorso interni ed esterni e per la mobilità tra atenei. L’Ateneo ha proceduto alle prese di
servizio di tutti gli idonei. La spesa a carico dell’Università di Sassari è stata consistente.
Per il 2006 rebus sic stantibus, l’Ufficio liquidazione stipendi prevede per le circa 700 unità di personale
docente e per i 18 lettori una spesa di 38,8 ME che arriverà a 53,3 ME comprendendo i contributi e l’IRAP.
Per i circa 560 tecnici amministrativi in servizio la spesa sarà rispettivamente di 12,4 ME e di 17,6 ME. Per il
personale a contratto a tempo determinato (una quarantina di unità) la spesa sarà di 1,1 ME e di 1,5 ME. Per i
16 esperti e collaboratori linguistici si arriverà a 0,26 ME.
Il sistema che attualmente regola la gestione dei Concorsi per il personale docente presenta degli inconvenienti
sia in termini di programmazione delle attività dell’Ateneo e sia in termini di gestione del bilancio. Per quanto
riguarda il primo aspetto, un sistema che affidi totalmente (come pare avvenga) la gestione di budget
predeterminati alle singole Facoltà certamente non aiuta il raggiungimento di un “riequilibrio interno tra Facoltà
ed aree disciplinari con particolare riferimento per le discipline di base in comune tra Facoltà e aree disciplinari”.
Si ritiene, pertanto, che sia opportuno esaminare la possibilità di apportare delle modifiche all’attuale sistema,
non limitandosi a ipotizzare semplicemente alla “rivisitazione dei budget di Facoltà”. Del resto il Regolamento
per l'Amministrazione, la Finanza e la Contabilità dell'Università di Sassari nell'articolo 2 enuncia che "sulla
base di realistiche previsioni, l’Università è tenuta alla redazione di un bilancio pluriennale"; tale ragionevole
principio deve evidentemente essere applicato anche alla stesura del bilancio annuale di previsione. Ai sensi
dell'articolo 28, comma I, dello Statuto dell'Autonomia dell'Università di Sassari, è compito dei Consigli di
Facoltà "la destinazione e la modalità di copertura dei posti di docente e la loro chiamata". Risulta, pertanto, che
le Facoltà, in completa autonomia e sulla base del budget loro attribuito, programmano il reclutamento del
personale docente e avviano le procedure concorsuali. Il Consiglio di Amministrazione non interviene su tale
procedimento e apparentemente non ne viene neppure informato. Alcune Facoltà di fatto hanno attivato o stanno
attivando procedure concorsuali per il reclutamento di personale docente: la commissione bilancio si è dunque
chiesta come si possa predisporre un bilancio di previsione realistico senza avere alcuna informazione ufficiale su
tali iniziative delle Facoltà. Infatti, il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego non sembra sia stato previsto
dalla Legge Finanziaria 2006 e questo ha comportato la necessità di provvedere alla presa di servizio non solo
dei vincitori e degli idonei dei concorsi svoltisi nei mesi e negli anni scorsi, ma anche di coloro i quali
parteciperanno positivamente alle valutazioni comparative che si svolgeranno nel corso del 2006.
Appare dunque indispensabile e urgente una ricognizione informativa presso le Facoltà per assumere informazioni
circa l'impegno dei relativi budget per nuovo personale docente e, per il futuro, un'attenta riflessione sugli attuali
meccanismi di reclutamento che non possono non coinvolgere, per le esposte motivazioni, una forma di
controllo o un coinvolgimento di tipo informativo, del Consiglio di Amministrazione che, pur essendo l'organo
di controllo della spesa, attualmente non può esercitare alcuna forma di vigilanza su tale materia. La
commissione bilancio ha sollecitato da parte del Senato Accademico integrato di prossima istituzione una
sostanziale modifica di statuto che riporti nelle mani del Consiglio di Amministrazione la spesa per il personale
docente.
Del resto la cifra riportata nella bozza di bilancio deve essere commisurata a soddisfare le ulteriori esigenze che
le chiamate dei vincitori dei concorsi già avviati e di quelli in fase di avvio potrebbero creare, con riferimento in
particolare per le chiamate degli idonei su concorsi banditi da altre sedi. E ciò nell’ipotesi (auspicabile) che i
Concorsi si svolgano rapidamente, che una parte dei vincitori provengano da altre sedi o dall’esterno e che la
finanziaria non preveda blocchi alle assunzioni (riguardo a questo ultimo aspetto, si ritiene che, comunque, sia
doveroso, una volta bandito un concorso, prevedere in bilancio la spesa per la chiamata e la presa di servizio dei
vincitori). Appare, quindi, necessario che venga rapidamente accertato se questi timori siano fondati e,
nell’ipotesi della loro veridicità, venga fatta una previsione sulla consistenza degli oneri ulteriori.
Il Consiglio di Amministrazione ha ribadito che le Facoltà potranno procedere al bando di ulteriori concorsi
solo in un quadro di programmazione, che tenga presenti le disponibilità del singolo budget e le disponibilità di
bilancio, oltre che i punti organico disponibili. Superati i prossimi due-tre anni, in rapporto ai nuovi valori
attribuiti ai posti in organico, superata l’attuale gobba determinata dal budget virtuale, si conta di migliorare
decisamente il rapporto tra risorse disponibili e stipendi erogati.
Il quadro attuale dei rapporti tra Facoltà è destinato a modificarsi notevolmente, grazie alle risorse aggiuntive
disponibili ed agli incrementi di budget per le Facoltà di Economia (Olbia), Agraria (230 mila euro di
incremento del FFO nel 2004 per il Dipartimento di Scienze Zootecniche), Architettura (Alghero), Veterinaria di
Ozieri (500 mila euro di incremento del FFO nel 2004).
L’Ateneo deve dunque riprendere la propria programmazione, partendo dai nuovi valori dei singoli posti di
docenti, che incideranno sui budget delle Facoltà in maniera differenziata in entrata ed in uscita.
Il Senato ha recentemente rilevato che:
- la validità della suddetta parametrazione dipende dalle risultanze del monitoraggio della situazione economica
conseguente all’andamento futuro del FFO e del costo del personale. In ogni caso, verrà fatto il punto della
situazione preliminarmente alla formulazione del bilancio annuale (e quindi in luglio di ogni anno)
- si potrà procedere a bandi di concorsi, chiamate di idonei o per trasferimento esclusivamente in vigenza di
disponibilità di budget o attraverso imputazione formale del costo sul budget in corso di recupero per prossimi
44
45
pensionamenti o trasferimenti (indicazione nella delibera di Facoltà dei nominativi dei docenti in via di
quiescenza o trasferimento, del relativo importo che si recupera e della somma che viene formalmente impegnata
e verificata dall’Amministrazione);
- l’invito alle Facoltà a fare un migliore “gioco di squadra” relativamente al potenziamento di aree disciplinari di
comune interesse che sono al momento poco coperte (p.es. Lingue straniere, settori scientifico-disciplinari di
base per Facoltà scientifico-sperimentali: matematica, fisica, genetica, informatica ecc);
- invito ad una lungimirante politica di reclutamento dei giovani, addestrati attraverso dottorati di ricerca,
assegni di ricerca ed altre forme similari, frequenza all’estero, ecc.
Se tali indirizzi non fossero sufficienti per raggiungere un equilibrio di bilancio non si esclude l’approvazione di
un regolamento con una scala di priorità per gli interventi di cofinanziamento e la riduzione di alcuni
stanziamenti per la ricerca.
Per la Facoltà di Medicina e Chirurgia rimane viva l’esigenza di collegare le nuove assunzioni di unità di
personale tecnico-amministrativo e socio-sanitario alla convenzione firmata con l’Azienda Unità Sanitaria locale
o ad un inquadramento nel Policlinico, anche nella prospettiva della nascita della nuova Azienda mista
Ospedaliera universitaria e quindi della possibile afferenza a quest’ultima.
L’Ateneo, con viva preoccupazione per le ulteriori nubi che si addensano sull’autonomia universitaria, rimane
in attesa di conoscere l’esito del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari, in modo da poter
di conseguenza disegnare il quadro dei prossimi concorsi e di ridefinire il carico didattico dei singoli.
Con riferimento ai fuori ruolo ed ai docenti che intendano anticipare fino a 5 anni la data del pensionamento,
l’Ateneo potrà attivare contratti di insegnamento sostitutivo per importi tra i 10 ed il 15 mila euro.
Il Consiglio di Amministrazione proseguirà la politica di chiamare docenti con i fondi della mobilità: tale
procedura al momento è possibile solo per le tre sole Facoltà rimaste con un rapporto docenti/studenti più basso
della media nazionale, Scienze Politiche, Lettere e Lingue (e Scienze MMFFNN ?). Esiste un contenzioso con il
MIUR per il riconoscimento anche delle Facoltà di Architettura e di Economia. Nel complesso l’Ateneo, anche a
seguito dei recenti concorsi, ha comunque un numero di docenti assolutamente soddisfacente rispetto alla media
nazionale.
I dati aggiornati al 30 settembre del personale docente in servizio sono i seguenti:
Facoltà di Agraria
Docenti n. 91
di cui 33 ordinari, 30 associati, 22 ricercatori, 6 assistenti
Facoltà di Architettura
Docenti n. 23
di cui 7 ordinari, 9 associati, 7 ricercatori
Facoltà di Giurisprudenza
Docenti n. 61
di cui 17 ordinari, 18 associati, 21 ricercatori, 5 assistenti
Facoltà di Economia
Docenti n. 33
di cui 10 ordinari, 13 associati, 10 ricercatori
Facoltà di Farmacia
Docenti n. 47
di cui 11 ordinari, 16 associati, 20 ricercatori
Facoltà di Lettere e Filosofia
Docenti n. 69
di cui 25 ordinari, 29 associati, 15 ricercatori
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
Docenti n. 26
di cui 6 ordinari, 10 associati, 10 ricercatori
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Docenti n. 175
di cui 58 ordinari, 51 associati, 58 ricercatori, 7 assistenti, 1 incaricato
Facoltà di Medicina Veterinaria
Docenti n. 51
di cui 17 ordinari, 19 associati, 13 ricercatori, 2 assistenti,
Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
Docenti n. 92
di cui 26 ordinari, 31 associati, 32 ricercatori, 2 assistenti, 1 incaricati
Facoltà di Scienze Politiche
Docenti n. 38
di cui 10 ordinari, 18 associati, 8 ricercatori, 2 incaricati
Totale n. 706 docenti di cui n. 220 Ordinari, n. 244 Associati, n. 216 Ricercatori, n. 22 Assistenti e n. 4
Incaricati
Non può essere considerato un fenomeno positivo il costante incremento del numero degli ordinari e degli
associati e la riduzione del numero dei ricercatori di ruolo, frutto della precisa scelta delle Facoltà di favorire le
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46
progressioni di carriera: tra il 2000 ed il 2003 l’incidenza dei ricercatori è diminuita dal 25% al 22%. Si
conseguenza aumenta l’età media dei docenti di ruolo, che passa da 49,8 anni a 50,7 anni.
Né può essere considerato positivo lo squilibrio esistente tra le diverse aree scientifiche disciplinari: il 23,3% è
concentrato nelle Scienze Mediche, il 19,8% nelle Scienze agrarie e veterinarie, l’11,4% nelle Scienze
biologiche, il 10,8% nelle Scienze giuridiche, l’8,9% nelle Scienze chimiche, il 7,7% nelle Scienze
dell’antichità, il 6,2% nelle Scienze storiche, filos., ped., psicol, il 4,4% nelle Scienze economiche e statistiche,
il 3,5% nelle Scienze politiche e sociali, l’1,4% nelle Scienze della terra, lo 0,9% nell’Ingegneria civile e
architettura, lo 0,9% nelle Scienze fisiche, lo 0,8% nell’Ingegneria industriale e dell’informazione; fino allo
0,3% delle scienze matematiche e informatiche (2 soli docenti di ruolo).
21. L’offerta didattica
Prima di affrontare il tema dell’offerta didattica futura, appare utile riportare alcune considerazioni del prof. Gigi
Bua in merito all’andamento demografico in Sardegna.
«Al compimento del primo ciclo post riforma pare necessario compiere una valutazione di quanto verificatosi.
Prima di addentrasi nelle problematiche specifiche del nostro Ateneo appare necessario fare riferimento a quanto si
verificherà a livello demografico e nel sistema universitario.
Gli atenei sardi scontano una insularità che limita fortemente la capacità di attrazione per cui il loro bacino di
utenza pare limitato all’isola, segmentata in due sub bacini tranne che per alcune facoltà. Ciò indirizza ad analizzare
i soli dati demografici dell’isola: a partire dagli anni Ottanta la Sardegna presenta un calo estremamente rapido della
natalità andando ad affiancarsi, per gli anni più recenti, alle regioni del nord e centro Italia che avevano compiuto la
transizione demografica più di cinquanta anni prima.
Se prendiamo in considerazione la piramide delle età della provincia costruita con i dati del 2003 cogliamo
immediatamente il carattere di assoluta novità della situazione e tutte le impegnative sfide che questa porrà ai nostri
atenei.
Piramide delle età Provincia di Sassari, anno 2003
95-100
90-94
85-89
80-84
75-79
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
10-14
5-9
0-4
-20000
-15000
-10000
-5000
0
5000
10000
15000
20000
0-4
5-9
10-14
15-19
20-24
25-29
30-34
35-39
40-44
45-49
50-54
55-59
60-64
65-69
70-74
75-79
80-84
85-89
90-94
95-100
Femmine
-6614
-7148
-8458
-9093
-10675
-13093
-13371
-13979
-12851
-11504
-11251
-10394
-10295
-9058
-8330
-7032
-4309
-2408
-1215
-323
Maschi
7096
7530
8807
9695
11168
13626
13424
13592
12521
11722
10858
9894
9110
7746
6519
4794
2662
1381
611
124
La classe di età 20-24 anni appare già sguarnita rispetto alla numerosità delle coorti precedenti, ma ancora più
rilevante il crollo delle classi di età inferiori. Si richiama l’attenzione sul fatto che l’insieme dei nati da 0 a 20 anni
comprende tutta la domanda rebus sic stantibus per i prossimi venti anni.
46
47
Popolazione provincia di Sassari, 1 gennaio 2005
100 e più
95
90
85
80
75
70
65
60
55
Femmine
Maschi
50
45
40
35
30
25
20
15
10
5
Fonte:dati Istat
0
-5000
-4000
-3000
-2000
-1000
0
1000
2000
3000
4000
5000
(La rappresentazione per ogni anno di nascita rende ancora più evidente il fenomeno.)
Le previsioni demografiche formulate dall’ISTAT per quanto riguardano gli anni successivi, questa volta il dato è
colto a livello regionale, mostrano che il fenomeno della denatalità già verificatasi avrà effetti deflagranti quando
queste generazioni sguarnite entreranno nella fase riproduttiva.
Bilanci Demografici
110,0
105,0
100,0
95,0
Italia
90,0
Sardegna
85,0
80,0
75,0
2050
2040
2045
2035
2030
2025
2020
2019
2018
2016
2017
2015
2014
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2005
2006
2003
2004
2002
2001
70,0
Si può ipotizzare che il tasso di passaggio dalle scuole superiori all’università cresca, sia per una probabile richiesta
di maggiore qualificazione, sia per l’effetto della riforma dei percorsi formativi, pur tuttavia gli incrementi non
saranno che limitati. Anche l’aumento possibile di lavoratori che richiederanno una riqualificazione attraverso nuovi
studi universitari non avrà che effetti limitati se rimarrà, come è attualmente, una “somma di domande individuali”:
uno specifico impegno delle facoltà per la formulazione di accordi di collaborazione con amministrazioni e privati
rispetto alla riqualificazione ed all’aggiornamento professionale, possono rappresentare un interessante momento di
integrazione tra processi formativi e lavorativi e sempre più sono dettati da una necessità di aggiornamento. Tale
confronto può quindi avere ricadute positive sia sul versante dell’intera didattica che per la ricerca, ma anche
stimolare la ripresa di un confronto tra mondo della ricerca, della produzione, delle istituzioni cioè dell’intera
“filiera decisionale” che può dare concretezza alla necessaria innovazione del sistema produttivo.
Può essere ragionevole pensare di allargare il bacino di utenza verso gli altri studenti italiani facendo valere il
vantaggio competitivo rappresentato dalle piccole dimensioni dei nostri atenei che potrebbero permettere servizi e
47
48
didattica molto più favorevoli ed efficaci di quanto possano fare atenei e facoltà con alto numero di studenti. Ciò
richiederebbe però notevoli investimenti che non pare agevole ottenere posto il carattere competitivo della sfida.
Inoltre la scarsa qualità del contesto urbano e culturale e gli alti costi dei servizi, specialmente quello abitativo,
paiono al momento giocare negativamente favorendo la migrazione dei giovani diplomati sardi verso altre
università.
Pare quindi importante cogliere il carattere complesso della strategia che sarà necessito porre in essere
immediatamente riguardo al futuro prossimo.
Necessita tuttavia interrogarsi in modo più netto sul rapporto tra le dimensioni delle strutture universitarie isolane
e il futuro della domanda. Pare scontato che l’offerta formativa pare sovra dimensionata rispetto alla domanda futura
e sarà sempre più difficile difendere e legittimare l’esistente. Pare farsi strada l’idea di ridimensionare gli atenei
isolani polarizzando e specializzando le strutture in modo da evitare i doppioni. Ciò porterebbe ad un dibattito
sterile, fortemente connotato di campanilismo e, ancora una volta, senza dare adito ad una visione strategica di
medio raggio.
Si propone quindi di individuare una nuova utenza e riteniamo che questa possa essere rappresentata dai giovani
delle nazioni dell’Africa che si affacciano sul mediterraneo. Si tratta di nazioni che:
- presentano popolazioni numerose ed in forte incremento
- avranno necessità di trovare occupazione a coorti estremamente numerose che non potranno essere assorbite nei
settori produttivi tradizionali,
- stanno attraversando e completeranno nei prossimi decenni tutte quelle transizioni demografiche, economiche e
culturali che la Sardegna ha compiuto nel passato cinquantennio.
Incrementi popolazione: 1950=100.
1000,0
900,0
800,0
700,0
600,0
Africa
Asia
Stati Uniti
500,0
Europa
400,0
300,0
200,0
100,0
2050
2040
2045
2030
2035
2020
2025
2010
2015
2000
2005
1990
1995
1980
1985
1975
1965
1970
1960
1955
1950
0,0
L’assunzione di una partnership con questi paesi potrebbe definire anche ambiti di ricerca innovativi per pressoché
tutte le facoltà dell’isola (problemi dell’agricoltura e desertificazione, malattie ignorate dalle multinazionali del
farmaco, problemi energetici, problemi formativi per popolazioni residenti in ambiti territoriali a bassa densità
abitativa, l’innovazione culturale come incubatore di democrazia, valorizzazione dei segni della storia sul versante
culturale e sul versante economico ecc.)
Pare evidente che la scelta di assumere un impegno quale quello proposto, che può riguardare l’università, ma
anche tutte le altre strutture formative isolane che si confrontano anch’esse con “problemi di scala”, richiede elevati
48
49
investimentienti, ma in questo caso la valenza culturale e politica dell’iniziativa permetterebbe di trovare a vari
livelli interlocutori interessati (dall’ambito locale e regionale al livello statale ed europeo.
Questo perché la proposta trae la sua forza, la sua legittimazione, oltre che dalla valenza scientifica specifica anche
dal rappresentare una risposta efficace ai problemi drammatici dell’area del bacino del mediterraneo che è la zone del
mondo in cui più alta è la tensione demografica e sociale tra paesi ricchi, in decremento demografico, e paesi in via
di sviluppo coinvolti in una impetuosa crescita demografica, nazioni che possono divaricarsi per interessi
geoeconomici e dove si corre il rischio di vedere strumentalizzate diversità culturali fino ai limiti dell’innescare
conflitti e terrorismo. La partnership culturale e scientifica pare essere la premessa essenziale per la costruzione di
ipotesi di collaborazioni anche economiche nonché di relazioni politiche che attengano ad un comune bagaglio di
valori di riferimento con i caratteri dell’universalismo e dell’atteggiamento critico che sono propri della scienza».
Gli obiettivi della didattica
I vecchi 19 corsi di laurea ed i 13 diplomi universitari ad esaurimento (un dato stabile negli ultimi anni) sono stati
affiancati da nuovi corsi di laurea istituiti (una cinquantina) e dai nuovi corsi di laurea effettivamente attivati ai sensi
del D.M. n. 509 del 3 novembre 1999: sono stati attivati ben 37 Corsi di laurea su 24 delle 42 classi delle lauree.
Permangono alcune duplicazioni (è stata eliminata quella relativa alla classe 7 urbanistica, mentre sussistono tuttora
nella classe 14 Scienze della comunicazione, nella classe 17 Scienze dell’economia e della gestione aziendale, nella
classe 20 Scienze e tecnologie agrarie con 6 corsi di laurea, nella classe 24 Scienze e tecnologie farmaceutiche, nella
classe 27: Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura con tre corsi di cui uno ad esaurimento).
Eppure si deve segnalare un certo riequilibrio nell’offerta formativa tra le aree umanistiche e quelle sperimentali;
queste ultime in passato presentavano più corsi di laurea (11 su 19) e la quasi totalità dei diplomi (12 su 13), oltre
che delle Scuole di specializzazione (45 su 46) e dei corsi di perfezionamento (14 su 16).
L’offerta didattica può essere oggi così sintetizzata:
AGRARIA 6 corsi triennali della classe 20, di cui uno a Nuoro e due ad Oristano; 5 corsi di laurea specialistica, per
le classi 54/S, 74/S a Nuoro, 77/S (due corsi) e 79/S
ARCHITETTURA 1 corso triennale per la classe 7 ed un corso di laurea specialistica a ciclo unico per la classe
4/S, entrambi ad Alghero
ECONOMIA 3 corsi triennali, classi 17 (Sassari e Olbia) e 28, ed un corso specialistico per la classe 84/S
FARMACIA 2 corsi triennali a Tempio Pausania classe 24, 2 corsi specialistici quinquennali classe 14/S
GIURISPRUDENZA 2 corsi triennali, classi 2 e 31 ed un corso di laurea specialistica classe 22/S
LETTERE E FILOSOFIA 5 corsi di laurea triennale classi 5, 13 (ufficialmente tutti i curricula hanno sede a
Sassari), 14, 18 e 29, 4 corsi di laurea specialistica classi 1/S, 2/S, 16/S, e 56/S
LINGUE E LETTERATURE STRANIERE 2 corsi di laurea triennali classi 3 ed 11 ed un corso di laurea
specialistica classe 43/S.
MEDICINA E CHIRURGIA 7 corsi triennali nelle classi SNT 1, 2 e 3, 2 corsi di laurea specialistica quinquennale
46/S e 52/S.
MEDICINA VETERINARIA 1 corso di laurea triennale classe 40 a Ozieri, 1 corso di laurea specialistica
quinquennale classe 47/S.
SCIENZE M.F.N. 4 corsi di laurea triennali classi 12, 21, 27 (di cui un corso ad Alghero ed un altro con un
curriculum avente sede a Nuoro); 4 corsi di laurea specialistica classi 6/S, 8/S, 62/S ed 82/S.
SCIENZE POLITICHE 3 corsi di laurea triennale classi 14, 15, 19 e due corsi di laurea specialistica classi 13/S e
70/S.
INTERFACOLTA’ un corso di laurea triennale classe 1.
Il totale è dunque di ben 37 corsi di laurea triennale (che tendono a ridursi) e 18 specialistici (che tendono ad
aumentare), cui vanno aggiunti 6 corsi di laurea specialistica a ciclo unico, per un totale di ben 55 corsi di laurea. Il
decreto 22 ottobre 2004 n. 270 modificherà totalmente il quadro, con il rilascio dei nuovi titoli di studio e con la
trasformazione dei corsi di laurea specialistica in corsi di laurea magistrale: di conseguenza dovrà esser data
esecuzione ai decreti ministeriali di prossima emanazione che sembra potranno prevedere una nuova architettura delle
classi di laurea ed una differente distribuzione dei crediti; conseguentemente saranno rettificati i regolamenti didattici
di Ateneo e di Facoltà.
L'Università di Sassari ha fin qui rinunciato ad attivare ben 18 classi triennali previste dalla riforma degli
ordinamenti didattici, come ad esempio scienze della terra; scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica,
dello spettacolo e della moda; scienze e tecnologie fisiche; scienze e tecnologie informatiche; scienze geografiche;
scienze matematiche; scienze delle attività motorie e sportive; scienze e tecniche psicologiche; scienze sociali per la
cooperazione, lo sviluppo, la pace; scienze sociologiche; scienze storiche; scienze del turismo. Per le professioni
sanitarie tecniche, sono stati istituiti due corsi di laurea in parte riattivati dopo la firma del protocollo con
l’Assessorato regionale alla Sanità.
Tra le Scuole di specializzazione (prevalentemente mediche, una per le Facoltà di Farmacia, di Veterinaria, di
Scienze M.F.N.), si ricorderà la complessa situazione della Scuola di specializzazione per insegnanti della
Scuola secondaria, che ha goduto nel 2003 di un finanziamento regionale di 125 mila euro. Tra i corsi di
perfezionamento si segnaleranno a parte i 12 di area medica, i master di Agraria, di Giurisprudenza e di Scienze
politiche. Rimane aperto il problema della formazione degli insegnanti dell’infanzia e della scuola primaria del
Nord Sardegna, che ora sono costretti a recarsi a Cagliari o in altro ateneo del continente, alla luce del Decreto
49
50
legislativo 17 ottobre 2005 n. 226 che definisce le norme generali in materia di formazione degli insegnanti ai
fini dell’accesso all’insegnamento, ai sensi dell’art. 5 della legge 28 marzo 2003 n. 53.
Una profonda riflessione è stata avviata dal Senato Accademico e dal Nucleo di Valutazione, col proposito di
applicare i “Requisiti minimi” di cui ai documenti del Comitato nazionale per la valutazione ed alla nota del
Ministro del 3 luglio 2003, tenendo presente l’obiettivo di ridurre i tassi di abbandono, di aumentare il numero
degli studenti attivi, di ridurre i tempi necessari per il conseguimento dei titoli di studio, di rafforzare la coerenza
tra formazione erogata e fabbisogni del mercato del lavoro e aumentare la mobilità nazionale ed internazionale
degli studenti e dei docenti. Gli adempimenti che ricadono sull’Università sono impegnativi e i tempi per
metterli in atto piuttosto ristretti, condizionati dall’esigenza di passare attraverso le forche caudine delle banche
dati ministeriali e di costruire posizioni condivise all’interno delle Commissioni paritetiche docenti studenti che
intendiamo valorizzare. La recente Legge 370/99 consentiva agli Atenei l’utilizzazione di strumenti innovativi
per far fronte al maggior onere che ricade sul corpo docente, ma dobbiamo ammettere che l'istituto delle
incentivazioni non è stato gestito in maniera efficace in tutto il Paese; le risorse sono state dirottate dal MIUR ai
servizi agli studenti. Anche il personale tecnico-amministrativo è stato chiamato a contribuire al conseguimento
degli obiettivi di riforma e contemporaneamente è stato messo in opera, a livello nazionale e degli Atenei, un
rigoroso sistema di valutazione della efficienza e della qualità della didattica.
La riforma va letta nel quadro più generale della ristrutturazione del sistema formativo italiano sia con riferimento alla Scuola, sia con
riferimento alla formazione integrata superiore a livello regionale. Solo nell'ultimo anno l'Ateneo ha partecipato ad almeno 34 progetti di
IFTS in collaborazione con la Scuola.
Gli obiettivi generali in materia di didattica indicati nei documenti di programmazione dell'Ateneo sono i
seguenti:
- un ripensamento sulla politica di reclutamento di docenti che preveda anche il riequilibrio nella distribuzione
del numero dei docenti, attualmente concentrati nella misura del 69% nelle sei Facoltà scientifiche, che
assorbono il 30% degli studenti. Tale distorsione è stata parzialmente corretta sulla base degli interventi di
riequilibrio a favore delle Facoltà umanistiche.
- miglioramento del rapporto studenti-docenti soprattutto nelle facoltà di Lingue (32 studenti per docente, pari
ad un deficit del 54% rispetto alla media nazionale), Scienze Politiche, Veterinaria, Agraria, Economia.
- correzione degli squilibri finanziari attuali, che vedono crescere i costi e le risorse assegnate all'offerta
didattica scientifica, rispetto ai ricavi correlati (tasse di iscrizione e finanziamenti statali).
- interventi di sostegno alla domanda formativa ed iniziative per stimolare le iscrizioni, che negli ultimi tre
anni si è notevolmente estesa: la riforma didattica ha determinato fin dal primo anno una consistente crescita del
numero degli iscritti fino a 16.252 studenti dell’anno 2003-04 (10131 in corso e 6121 fuori corso) ed a 16.761
studenti nell’a.a. 2004-05. Tale dato sarà confermato anche per l’A.A. 2005-06. La Facoltà col maggior numero
di studenti è Lettere e Filosofia con 3026 studenti, seguita da Giurisprudenza con 2931 studenti, Economia
1942, Scienze Politiche 1695, Scienze MMFFNN 1379, Agraria 1316, Lingue 1309, Medicina 1217, Medicina
Veterinaria 438, più 467 studenti dei corsi interfacoltà. Vanno aggiunti dottorandi e specializzandi: si calcolano
970 iscritti alle scuole di specializzazione e 257 dottorandi, per un totale di iscritti post laurea di 1350 iscritti
per 86 corsi; infine corsi e master per un totale di 110 iscritti. Nel 2004-05 è continuato l’incremento degli
iscritti in misura più consistente rispetto all'Ateneo cagliaritano. Il riconoscimento dei crediti precedenti ha
consentito l'iscrizione di laureati ai corsi di laurea specialistica, ha favorito le iscrizioni ai corsi triennali ed ha
ridotto i tempi di permanenza. È stata consentita l’iscrizione all’ateneo e il recupero dei crediti ancora attuali
anche per gli studenti decaduti.
- incremento dell'indice di rilevanza regionale che nel 2001-02 è arrivato al 9% (rispetto al 22% di Cagliari)
sulla popolazione tra i 19 ed i 25 anni residente in Sardegna.
- iniziative almeno a carattere regionale per favorire l'iscrizione dalle province di Cagliari e Oristano, dal
momento che le iscrizioni attualmente hanno un'origine prevalentemente locale, se si pensa che il 75% degli
iscritti sono residenti in provincia di Sassari.
- incremento del numero degli studenti sardi che si iscrivono presso l'Università di Sassari. Attualmente
l'Ateneo intercetta una quota di mercato pari al 25% degli studenti sardi, rispetto al 61% di Cagliari; il restante
14% sceglie Atenei continentali. La quota degli iscritti sardi in Atenei continentali è circa doppia in provincia di
Sassari rispetto alla provincia di Cagliari.
- approfondimento delle ragioni che provocano consistenti trasferimenti di studenti tra gli Atenei di Cagliari e
di Sassari: per il solo 2004-05 la Facoltà di Giurisprudenza conosce ad esempio 38 trasferimenti in entrata per il
corso di laurea in Giurisprudenza ed 8 per il corso di laurea in Scienze giuridiche, prevalentemente
dall’Università di Cagliari e prevalentemente fuori corso, con un appesantimento dei risultati che incidono sul
FFO;
- aumento delle immatricolazioni, che sono cresciute negli ultimi anni a Sassari (escluso l’ultimo in esame) in
misura maggiore degli altri atenei italiani:
2000-01 2.447 matricole
2001-02 2981 matricole + 21,8% (Italia 12,1%)
2002-03 3.446 matricole + 1,,6% (Italia + 4,8%)
2003-04 3.195 matricole -7,3% (Italia + 1,7%).
- interventi a favore della qualità, finalizzati ad intercettare gli studenti migliori.
50
51
- necessità di coltivare le eccellenze, definendo curricula particolarmente adatti per chi ha particolari capacità di
approfondimenti concettuali e metodologici e contemporaneamente ha la volontà di impegnarsi severamente
negli studi, ben al di là della media, con eventuali accelerazioni del percorso didattico.
- aumento della flessibilità nella formulazione dei percorsi didattici individuali.
- un più stretto collegamento tra Università e Scuola secondaria, anche per contenere il problema dei debiti
formativi.
- aumento dell’internazionalizzazione, nel senso di capacità di attrarre studenti stranieri e insieme assoluta
necessità di un miglioramento dell'indice relativo all'attrazione extraregionale. L’Ateneo richiama l’impegno
assunto dalla Regione Sarda per la realizzazione del Collegio Mediterraneo previsto nella L.R. 26 del 1996.
- stabilizzazione della riforma del 3 + 2 (DM 509 del 3 novembre 1999), con una verifica degli standards e dei
numeri minimi, senza trascurare la possibilità che la riforma in corso possa alterare profondamente la domanda
formativa, imponendo una drastica rivisitazione degli ordinamenti e della distribuzione delle risorse materiali ed
immateriali, anche nella prospettiva dell’approvazione della “riforma della riforma” e del percorso ad Y del
Ministro Moratti (DM 22 ottobre 2004 n. 270);
- processo di regolamentazione delle nuove procedure, a valle del Regolamento didattico di Ateneo (da
aggiornare a seguito della recente riforma), regolamenti didattici delle Facoltà e dei Corsi di laurea, regolamenti
per i test di ammissione e di accesso. Dovranno essere definite le diverse tipologie di studenti (a tempo pieno,
studenti-lavoratori, studenti a tempo parziale e lavoratori-studenti) e le corrispondenti specifiche forme di
apprendimento e di controllo della preparazione; dovrà essere regolamentata l'eventuale articolazione modulare
dei corsi ufficiali e dei seminari ed una moderata ma significativa flessibilità curriculare; dovrà essere
approfondito il tema del contratto formativo individuale con i singoli studenti.
- iniziative volte a migliorare la produttività soprattutto nelle aree disciplinari più bisognose di interventi e con
maggiori problemi (la Facoltà di Giurisprudenza è stata segnalata nelle tabelle di Repubblica per le ottime
capacità di recupero che testimoniano un impegno crescente negli ultimi anni);
- controllo sull’efficacia del processo e sulla spendibilità dei titoli: dall’indagine Almalaurea risulta che solo il
43,7 % ad un anno dalla laurea ha trovato occupazione, in una regione come la Sardegna dove il tasso di
disoccupazione supera il 16%; in provincia di Sassari gli occupati sono 108 mila, le persone in cerca di lavoro
12 mila, i disoccupati 71 mila, in cerca di prima occupazione 26 mila;
- ulteriori interventi di servizi agli studenti, ad iniziare dai terminali informatici per le certificazioni, dal pieno
utilizzo delle tessere magnetiche anche per la registrazione degli esami, dal miglioramento dei siti Web
dell’Ateneo e di tutte le singole Facoltà.
- estensione degli accordi con il territorio per attività di tirocinio, come quelli stipulati dalla Facoltà di Lettere
(scienze dei beni culturali e professioni educative di base), Economia (accordo di programma con l’Associazione
industriali per favorire la mutua collaborazione, valorizzare la logica del partnerariato ed attirare ogni possibile
sinergia; accordo di programma con l’autorità portuale di Olbia e Golfo Aranci per la realizzazione degli obiettivi
formativi di Economia del turismo; accordo di programma con la GEASAR Società di gestione dell’aeroporto di
Olbia Costa Smeralda del 4 novembre 2002 per la realizzazione degli obiettivi formativi del corso di laurea di
Economia del turismo; accordo quadro col BIC Sardegna per lo sviluppo di attività didattiche, di ricerca e di
formazione anche di nuove capacità imprenditoriali in vista dell’accoglimento della sede BIC e di un incubatore
per la promozione e l’assistenza allo sviluppo di nuova imprenditoria), Scienze Politiche (convenzione del 30
luglio 2003 con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti per il master biennale in giornalismo), oltre
che con il Consorzio per lo sviluppo degli studi universitari nella Sardegna centrale di Nuoro, con il Consorzio
Uno di Oristano, ecc.
Il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione hanno fissato i seguenti obiettivi ed hanno
raccomandato la correzione delle inefficienze nel settore della didattica per quanto riguarda alcuni risultati ed
alcuni processi:
a) tra gli indicatori di risultato deve essere migliorato il tasso di laurea, dato che solo 41% degli studenti si
laurea entro un massimo di due anni di fuori corso. Il numero dei laureati è comunque aumentato fino a 1639
laureati nel 2003 (la Facoltà col maggior numero di laureati è Lettere e Filosofia, con 351 laureati, seguono
Giurisprudenza 330, Economia 190, Lingue 162, Scienze Politiche 125, Medicina 124, Scienze M.F.N. 122,
Agraria 95, Veterinaria 93, Farmacia 57). Nel 2004 la produttività è relativamente migliorata, fino ai 1795
laureati (Giurisprudenza 380, Lettere 380, Economia 226, Lingue 137, Scienze Politiche 129, Medicina 156,
Scienze M.F.N. 128, Agraria 92, Farmacia 83, Veterinaria 62, Interfacoltà 16, Magistero 6). Si rileva il netto
recupero di Giurisprudenza, che supera Lettere che pure è salita a 380 laureati (386 compreso l’ex Magistero). Il
dato del tasso di laurea sarebbe più favorevole se si conteggiassero in modo differente gli studenti lavoratori e di
lavoratori studenti, così come previsto dai contratti formativi. Vanno inoltre posti sotto osservazione i casi degli
studenti fuori corso da molti anni. Anche quanto osservato ai punti successivi è influenzato dalla mancata
differenziazione della componente studentesca nelle sue articolazioni interne. Il voto medio di laurea, 104,8
punti, è più alto del voto medio nazionale, 102,9 punti.
b) il tasso di laurea in corso è incredibilmente basso, vicino allo zero, se si esclude la Facoltà di Medicina e
Chirurgia che laurea in corso il 78% degli studenti. Se il confronto si estende a livello nazionale, quasi tutte le
Facoltà sono al di sotto della media.
c) tempo medio di laurea (in media in Italia ci si laurea a 27,7 anni: il dato di Sassari è superiore, 28,1 anni,
anche se in fase di miglioramento). I corsi con durata legale di 4 anni hanno una durata di 8,7 anni, come a
51
52
Giurisprudenza, Scienze dell’educazione, Scienze politiche. Certamente la riforma degli ordinamenti didattici
risponderà a questi problemi, ma le Facoltà stanno già intervenendo con iniziative mirate per favorire una
correzione sostanziale dell'attuale ritardo: tutorato, riduzione dei carichi, «alleggerimento» delle tesi,
monitoraggio per alcuni ambiti disciplinari. Giurisprudenza si distingue per la velocità nel recupero dei fuori
corso.
d) riduzione degli abbandoni dopo il I anno, che attualmente rappresentano quasi stabilmente il 23% degli
iscritti, tre punti oltre la media nazionale. Il fenomeno appare particolarmente grave in quattro Facoltà, tanto che
l’Ateneo non ha beneficiato dei fondi a disposizione per le Università virtuose.
e) riduzione degli studenti fuori corso: il numero degli studenti fuori corso negli ultimi anni è aumentato in
tutte le Facoltà (tranne Lingue), arrivando ad oltre il 48% degli iscritti, un dato che è superiore di 4 punti
rispetto alla media nazionale. Si segnalano negativamente nel 2004-05 i seguenti corsi di laurea:
1499 fuori corso in Giurisprudenza
634 fuori corso in Economia e commercio
474 fuori corso in Scienze dell’educazione
434 fuori corso in Lingue e letterature straniere
378 fuori corso in Lettere
247 fuori corso in Scienze politiche vo
234 fuori corso in scienze e tecnologie agrarie
234 fuori corso in Medicina e Chirurgia
221 fuori corso in Scienze della comunicazione e giornalismo
203 fuori corso in scienze delle professioni educative
196 fuori corso in Scienze giuridiche
136 fuori corso in Chimica e tecnologie farmaceutiche
130 fuori corso in Scienze biologiche
121 fuori corso in Mediazione linguistica
118 fuori corso in Economia aziendale
117 fuori corso in Farmacia
113 fuori corso in Filosofia
109 fuori corso in Scienze naturali
95 fuori corso in Scienze politiche no
93 fuori corso in Scienze biologiche
80 fuori corso in Medicina veterinaria
79 fuori corso in conservazione dei BBCC
67 fuori corso in Scienze forestali ed ambientali
64 fuori corso in Scienze agrarie
61 fuori corso in Lingue e culture straniere moderne
58 fuori corso in Pedagogia
57 fuori corso in teorie e tecniche dell’informazione
50 fuori corso in Scienze dell’amministrazione
f) aumento del numero di esami nel I anno di iscrizione: il dato appare in miglioramento per il fatto che a
Sassari solo il 18,6% delle matricole non dà neppure un esame (a fronte del 25% a livello nazionale). Si noti che
il 29,3% delle matricole di Lettere ed il 25,3% di Giurisprudenza non hanno dato neppure un esame. Più in
generale sui 15386 iscritti, il 23,8% non ha dato neppure un esame; il dato è particolarmente pesante per la
Facoltà di Lettere (41% degli studenti non dà neppure un esame; il dato si abbassa al 26,5% per gli studenti del
nuovo ordinamento, ma si tratta ovviamente di un dato falsato dal ritardo nella trascrizione delle certificazioni
degli statini).
g) aumento dell'efficienza didattica attraverso il miglioramento di alcuni indicatori di processo, come il tasso di
completamento degli studi (che rende conto della quantità di esami sostenuti dagli studenti e che nel 2004 non
supera il 41% per l’intero Ateneo) e il numero medio dei crediti per studente, che nel 2004 non arriva a 25
crediti/anno: sono sotto la media di Ateneo Lettere (17,6 crediti), Lingue (20,1 crediti), Giurisprudenza (21,3),
Farmacia (22,9), Veterinaria (23), Agraria (24,3 crediti). In grande evidenza sono i risultati della Facoltà di
Architettura, con 51,3 crediti superati e l’85,4% di tasso di completamento degli studi.
h) mantenimento degli interventi finanziari a favore degli studenti, come le borse per attività a tempo parziale, le
borse per mobilità internazionale, i fondi per il miglioramento della didattica. Tale intervento verrà sottoposto a
verifica, anche in relazione alla sostanziale stabilità delle tasse studentesche. Verranno migliorati i servizi per la
didattica (viaggi di istruzione, laboratori, arredamento aule, attrezzature, innovazione didattica, insegnamento a
distanza, teledittatica, corsi di specializzazione e di perfezionamento).
i) È stata stabilizzata la spesa per le attività a tempo parziale degli studenti e collaborazioni studentesche (150
ore), per un totale di oltre 0,6 milioni di Euro, il che pone l'Università di Sassari tra i primi posti in Italia, con
quasi 700 collaborazioni attivate nel 2004, pari al 65% delle domande.
l) Viene sostenuta la mobilità internazionale ERASMUS-SOCRATES, con un aumento del numero degli
studenti beneficiari: anche grazie al consistente finanziamento regionale (L.R. 25/02) che nel 2004 ha raggiunto i
760.000,00 euro, dei quali 494.000,00 destinati a sostenere la mobilità Erasmus. Nel 2004/2005 sono state
assegnate 195 borse a gravare sugli ben 107 accordi vigenti.
Le mensilità inizialmente finanziate dall’Unione Europea sono state 1020 per importo complessivo iniziale di €
122.400,00. In seguito alla rendicontazione intermedia e grazie al buon livello di performance sono state
finanziate altre 485 mensilità aggiuntive, con un addendum pari ad € 58.200,00. Pertanto complessivamente
sono state riconosciute 1505 mensilità per un finanziamento complessivo pari ad € 180.600,00. Si aggiunga il
contributo MIUR per 121 mila euro.
Gli studenti in uscita sono stati 195 di cui 81 maschi e 114 femmine, indirizzati prevalentemente verso la
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Spagna e la Francia.
Il numero degli studenti in entrata ha raggiunto i 93 di cui 43 maschi e 50 femmine con un netto incremento
rispetto agli anni precedenti.
I docenti in mobilità sono stati 12.
Nonostante le buone performance, in alcune facoltà il fenomeno continua a svilupparsi troppo lentamente rispetto
a quanto sarebbe necessario e va sostenuta la politica degli accordi bilaterali: irrisori sono i dati ERASMUS
relativi alle Facoltà di Scienze MM.FF.NN., Medicina e Farmacia.
Per il 2005-06 si prevedono 199 studenti in uscita con 1354 mensilità ed 80 in entrata.
I fondi disponibili saranno quasi sicuramente così determinati:
- Unione Europea 208 mila euro
- Regione Sarda 495 mila euro
- Ministero
121 mila euro
Buono l’avvio del Progetto Leonardo con 5 borse finanziate nell’ambito della Convenzione con l’Università di
Bergamo.
m) Nel corso del 2004 si è registrato un incremento delle attività di tirocinio, in particolare per i tirocini
promossi dalla Crui. Per quanto riguarda i TIROCINI CRUI MAE, in tre anni si sono triplicati i beneficiari: si
sono raggiunti 18 tirocinanti nell’anno 2004 e ben 14 solo per i primi due bandi del 2005. Questo tipo di
mobilità, destinata sia ai laureandi e laureati, ha portato i tirocinanti nelle diverse sedi del Ministero degli Affari
Esteri da quelle europee (Bruxelles, Parigi, Stoccolma, Madrid etc.) a quelle del resto del mondo (Stati Uniti,
Canada, Brasile, Cile).
n) il tema della revisione delle tasse studentesche, degli esoneri e degli scali di fascia, va affrontato con lo scopo
di aumentare e non ridurre i servizi agli studenti. L’attuale politica non sempre ha veramente premiato i
meritevoli privi di mezzi. In sei anni il numero degli esoneri totali è stato raddoppiato passando da 900 esoneri
del 1995 a 1900 esoneri del 2001, mentre gli esoneri parziali si stanno azzerando, così come gli scali di fascia.
Quasi il 12% degli studenti iscritti gode di un esonero totale. Tali scelte hanno avuto un onere notevole ed
hanno limitato la possibilità di istituire borse di studio. Sarà quindi necessario distinguere le politiche volte al
diritto allo studio dalle politiche volte ad incentivare il successo negli studi. Pur essendo ovvio che il diritto
allo studio presuppone una componente di merito, necessita di una articolazione degli strumenti volti a dargli
concreta e specifica attuazione. Del resto è opportuno dare efficacia all’incentivazione della riuscita scolastica: ciò
presuppone che le borse di studio, la iscrizione gratuita ai corsi specialistici o ai master, gli scambi di laureati
con altre istituzioni ecc. debbano essere predisposti e “banditi”, e fatti conoscere, fin dal momento
dell’immatricolazione di modo che possano esplicare i loro effetti, cosa che attualmente non succede perché
queste politiche incentivanti sono caratterizzate da aleatorietà, incertezza nei tempi, incertezza nelle regole ecc. La
revisione della fasce di tassazione dovrà obbedire all’esigenza di evitare disparità tra studenti evitando il più
possibile i repentini salti di fascia; inoltre la leva delle tasse dovrà essere utilizzata per incentivare i nuovi
coefficienti utilizzati per la determinazione del FFO.
o) servizi agli studenti: l'Ateneo ha incoraggiato e sostenuto l'azione dell'ERSU per la nascita di nuovi posti
letto e di una foresteria. Alcuni dei risultati ottenuti (ristrutturazione casa dello studente, nuovo collegio nell’ex
Pastificio Pesce, Via Verona, Brigata Sassari) sono legati all’impegno del Rettore e dei rappresentanti
dell’Ateneo, docenti e studenti, all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’ERSU.
Stiamo operando per promuovere il miglioramento delle condizioni ambientali (aree verdi, spazi di
socializzazione, ricreazione, attività culturali, spazi per scambi di informazioni, caffetterie presso le Facoltà
decentrate). Ci si propone di mantenere il finanziamento delle attività culturali, ricreative e sportive degli
studenti; sono iniziati i lavori per il completamento degli impianti sportivi a San Giovanni; verrà estesa
l'attività del Coro dell’Ateneo e le attività musicali degli studenti; viene assicurata la collaborazione con la
«Nuova Sardegna» per il mensile formato tabloid Reporters palestra per gli iscritti del Corso di laurea in
giornalismo; è nato un foglio informativo intitolato www.uniss. Notizie dall’Ateneo. L’esperienza universitaria
è più ricca dell’apprendimento delle specifiche competenze professionalizzanti e riguarda sia la socializzazione
alla condizione adulta, sia all’attiva cittadinanza: la riuscita rispetto alle competenze professionali si intreccia
fortemente con le altre due sia per gli intrecci motivazionali sia perché la prima, nel livello critico a cui mira la
formazione universitaria, presuppone le altre due. Per tali ragioni le politiche volte a rendere possibile una forte
adesione e partecipazione della componente studentesca alla vita universitaria non appare secondaria, specie di
fronte alla concorrenza di tante altre opportunità: si pensa che il vivere l’esperienza universitaria come parte
secondaria del proprio impegno possa essere una delle ragioni della scarsa riuscita negli studi.
p) servizi facilitanti la didattica: L'Ateneo ha assunto l'impegno di pervenire in tempi rapidi alla stampa di
un'unica guida didattica di Ateneo, che verrà accompagnata da guide per le singole Facoltà, come quelle che
sono state presentate al salone dello studente. Verrà verificato l'utilizzo dei fondi per la promozione della
didattica a livello centrale ed a livello di Facoltà, da destinarsi all’acquisto di moderne attrezzature per la
didattica e per l’autoapprendimento, che consentano il collegamento con Centri di ricerca a livello
internazionale; verrà costituito un Centro di documentazione e produzione di materiale audiovisivo. Verrà
garantito il mantenimento e potenziamento della rete informatica: la realizzazione di aule e laboratori didattici e
postazioni internet per studenti; il completamento della rete telematica di Ateneo; verrà sostenuta la nascita di
particolari strutture didattiche e di ricerca, già in via di realizzazione, come i campi sperimentali per la Facoltà di
agraria, l'ospedale veterinario, le aziende zootecniche, l’azienda sanitaria, l’orto botanico; si perseguirà il
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miglioramento delle strutture didattiche: aule, laboratori, sistema bibliotecario, centro linguistico, sistema
archivistico.
Rimane tuttavia da risolvere il problema delle attività didattiche volte agli studenti non frequentanti e tutte
quelle attività di didattica innovativa che possono migliorare fortemente le performance delle Facoltà: queste
sono attività nelle quali il fattore umano è risolutivo. Sarà necessario affrontare questo problema trovando le
soluzioni più idonee dal punto di vista del reperimento delle risorse e dal punto di vista normativo riguardo ai
rapporti di collaborazione che sarà necessario instaurare.
q) iniziative per gli studenti disabili, in rapporto alla convenzione con l’Unione italiana ciechi del 20 giugno
2001 per interventi propedeutici, formativi e di supporto allo studio per studenti minorati visivi; si richiama
anche la convenzione del 10 settembre 2003 con la Croce Rossa italiana di Sassari per il trasporto degli studenti
disabili, con l’Associazione Nazionale Soggetti Autistici per il progetto Ippoterapico, ecc. L’ateneo apprezza lo
sforzo compiuto dalla Commissione presieduta dal prof. Francesco Feo e si impegna a portare avanti con
continuità il programma di attività.
r) impegno a promuovere l’immagine dell’Ateneo anche attraverso il potenziamento del sito Web.
s) servizi ITC di Ateneo: è entrato in piena efficienza il nuovo sistema informatico delle Segreterie studenti, con
la nuova procedura informatica per la gestione dei dati sugli studenti (GISS), al fine di monitorare in tutte le sue
fasi il percorso formativo di ogni singolo studente, anche allo scopo di recuperare i fuori corso.
t) innalzamento dell’impegno orario dei singoli docenti in relazione ai nuovi orientamenti nazionali ed alle
esigenze dei corsi di laurea specialistici (o magistrale) di nuova istituzione.
u) estensione delle procedure per la valutazione didattica da parte degli studenti: il Nucleo di Valutazione ha
riferito sui risultati delle indagini attraverso i questionari sul grado di soddisfazione degli studenti, che hanno
consentito di mettere a fuoco i problemi di singole Facoltà, come la carenza di aule, laboratori e relative
attrezzature, il carico di lavoro, gli orari, il calendario degli esami, i giudizi sulla didattica dei docenti e sulle
esercitazioni. I Presidi sono informati dei risultati insoddisfacenti per gli insegnamenti per i quali gli studenti
denunciano carenze, limiti e insufficienze. Anche l’indagine sulla soddisfazione dei laureandi compiuta dal
Nucleo è di una certa utilità e viene positivamente definita la posizione dell’Ateneo tra le 21 università di Alma
laurea per quanto riguarda i laureati.
v) avvio degli stages formativi in Italia e all’estero finanziati dall’Assessorato Regionale alla formazione e
lavoro (con la disponibilità di 244 mila euro nel 2004), nell’ambito della LR 24 dicembre 1998 n. 36 sulle
politiche attive sul costo del lavoro.
x) impegno per presentare la domanda per la concessione del marchio ECTS da parte della Commissione
Europea, grazie all’attività della commissione costituita dagli 11 rappresentanti di Facoltà e finanziata dal MIUR
con un piccolo contributo. A partire dall’A.A. 2004/2005 il MIUR intende dare attuazione all’art. 1 bis della
legge 170/2003, che prevede la creazione presso il Ministero di un’Anagrafe nazionale degli studenti e dei
laureati, più di recente denominata Osservatorio degli studenti e della didattica, destinata a raccogliere i dati
relativi alle carriere degli studenti di tutte le università italiane, per consentire agli organi preposti alla
valutazione del sistema universitario la verifica dell’efficacia dei processi formativi attraverso il monitoraggio
delle carriere. Sempre a partire dall’A.A. 2004/2005 diverrà obbligatorio rilasciare il Diploma Supplement, una
certificazione integrativa di ogni titolo di studio conseguito in base al nuovo ordinamento, redatta in edizione
bilingue, che riporterà, secondo modelli conformi adottati dai paesi europei, le principali indicazioni relative al
curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire il titolo. Funzionale al rilascio del suddetto certificato
è l’adozione dello schema ECTS (European Credit Transfer And Accumulation Sistem) per la descrizione
dell’offerta formativa.
Per la realizzazione dell’Anagrafe e per gli adempimenti connessi al rilascio del Diploma supplement, il nostro
Ateneo ha costituito un gruppo di lavoro interno, coordinato dal Dirigente Dr. Paolo Pellizzaro, che coinvolge
in modo trasversale più Uffici dell’Amministrazione centrale (Segreterie Studenti, Scuole di specializzazione e
dottorati di ricerca, valutazione e statistica, Affari Generali, CED) e tutte le Facoltà dell’Ateneo, il cui apporto è
imprescindibile per la corretta e tempestiva acquisizione delle informazioni in materia di didattica.
Si segnala inoltre che il Ministero, considerata l’esiguità del tempo a disposizione per adattare i sistemi
informatici alle nuove esigenze e considerati i costi cui le università dovranno far fronte, erogherà per tre anni agli
atenei un contributo finanziario per supportarli nella fase di avvio delle suddette attività.
t) significativi risultati del progetto orientamento, collocato tra gli obiettivi prioritari dell’Amministrazione,
una tappa verso un reale collegamento col mondo della Scuola e col mondo del lavoro; si sollecita una
riflessione sull’esperienza del CampusOne, il progetto sperimentale di durata triennale che ha accompagnato e
sostenuto i primi passi della riforma specialmente nelle Università del Mezzogiorno, mentre ci si impegna a non
disperdere l’esperienza degli studenti tutor fin qui mobilitati (50 nel 2003). All’interno del progetto
Orientamento sono stati effettuati alcuni interventi per assicurare servizi informatici a favore degli studenti di
tutte le Facoltà, anche attraverso l’allestimento di un aula informatica da 15 postazioni presso il Centro
Orientamento studenti in Piazza Duomo, per assicurare un’alfabetizzazione informatica di base, il collegamento
ad INTERNET ed i servizi di posta elettronica.
z) estensione dei finanziamenti esterni per la formazione attraverso collaborazioni con Enti territoriali e
Consorzi: sono in vigore le convenzioni con l’Associazione industriali e con l’API sarda in materia di
formazione, ma anche con il consorzio interuniversitario FORCOM e con il COINFO;
a’) L’impegno dell’Università nei finanziamenti derivanti dal POR regionale 2000-2006 e il costante dialogo
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con l’Assessorato alla Programmazione ha permesso all’Ateneo di inserirsi nel settore dell’alta formazione
cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo. Nel 2004 l’Università di Sassari, in ATS con l’Università di Cagliari
ha partecipato al bando pubblico a valere sull’Asse III - Misura 3.9 - Adeguamento delle competenze della
Pubblica Amministrazione - Bando Pubblico per la selezione ed il finanziamento di progetti formativi per la
formazione specialistica sulla tutela del paesaggio. Le due Università hanno quindi presentato un progetto di alta
formazione - Progetto ITACA - del costo complessivo di 6.500.000 euro, per la formazione specialistica di
quadri e dirigenti sulla tutela del paesaggio. L’obiettivo globale del progetto formativo è quello di adeguare, al
livello più alto consentito dallo stato dell'arte, la competenza degli specialisti della tutela paesaggistica con
riguardo alla conoscenza e agli interventi sui paesaggi che caratterizzano il territorio sardo. La formazione deve
essere finalizzata alla costruzione di abilità progettuali e di gestione e controllo delle trasformazioni delle risorse
territoriali con particolare riferimento al sistema paesaggistico-ambientale. In questo senso, in perfetta coerenza
con gli obiettivi perseguiti dal POR Sardegna, la formazione mira a sviluppare un’attitudine progettuale
all’interno della pubblica amministrazione che sia orientata in senso conoscitivo e consapevole.
b’) Voucher formativi. Nel quadro degli interventi formativi a regia regionale, la Giunta regionale della Sardegna
con recente delibera (n. 27/13 del 21/6/2005) ha approvato il progetto “Formazione di eccellenza post-laurea per i
giovani laureati sardi”, il quale intende creare opportunità formative e lavorative attraverso il programma integrato
di voucher per l’alta formazione e i tirocini formativi, le borse per l’inserimento lavorativo e i prestiti d’onore per
l’avvio di iniziative imprenditoriali innovative. La citata deliberazione affida la definizione dei criteri e del
modello valutativo dei programmi di alta formazione, nonché l’individuazione degli ambiti tematici e delle aree
disciplinari prioritarie, a una Commissione tecnico-scientifica nominata dalla Giunta regionale. L’Università di
Sassari ha indicato quale componente nella Commissione regionale per la definizione dei criteri e dei programmi il
Prof. Pietro Luciano.
c’) promozione delle iscrizioni nei corsi di laurea scientifici. La programmazione del sistema universitario per
il triennio 2004-2006 definita dal Decreto del MIUR del 5.08.’04 prevede un sostegno alle iniziative degli Atenei
volte ad incrementare le iscrizioni ai corsi di studio afferenti alle classi 21, 25 e 32, nonché all’incremento dei
laureati nelle medesime classi. Anche se i laureati in discipline scientifiche risultano essere tra i più richiesti dal
mercato del lavoro, in Italia la disaffezione dei giovani nei confronti dell’insegnamento delle materie scientifiche si
manifesta da anni attraverso una costante diminuzione del numero degli iscritti.
Anche per l’Università di Sassari le iscrizioni ai corsi di laurea in materie scientifiche registrano negli ultimi anni
una flessione media elevata, in linea con quella nazionale.
Coerentemente con le proposte avanzate in sede nazionale, anche attraverso le proposte della Confindustria,
l’Università di Sassari intende procedere ad un intervento mirato a sostegno delle scienze attraverso azioni mirate a:
potenziare l’orientamento pre-universitario degli studenti delle scuole medie superiori;
raccordare la formazione triennale dei laureati in materie scientifiche con le mutate esigenze del mondo del
lavoro e delle professioni;
potenziare ed incentivare le attività di stage e tirocinio degli studenti dei corsi di laurea in materie
scientifiche;
potenziare ed incentivare le attività di formazione post-lauream dei laureati dei corsi di laurea in materie
scientifiche;
Per gli interventi relativi è stato delegato il Prof. Serafino Gladiali.
d’) organizzazione della II Conferenza di Ateneo sulla didattica, in programma per la primavera 2006.
Nel Senato Accademico del 17 maggio 2005 il prof. Virgilio Mura, delegato rettorale per la didattica, ha
svolto una relazione che qui di seguito si trascrive integralmente.
« A)
Adempimenti indotti dall’esterno
1. DM 270/04 : applicazione
- Il DM 270/04 è immediatamente operativo (art. 13, c.3) riguardo alle procedure di attivazione
dei corsi di laurea e di laurea magistrale (art. 9) e al supplemento di diploma (art. 4, c. 3).
- Per l’applicazione degli altri articoli occorre aspettare l’approvazione dei DM relativi alle
nuove classi di laurea e di laurea magistrale previsti per dicembre 2005.
-Pertanto, l’adeguamento del Regolamento didattico d’Ateneo (RDA) può essere programmato
per dicembre 2005-febbraio 2006
- Differenze principali fra DM 270/04 e DM 509/99: [specchietto riassuntivo allegato]
a) modifica denominazione della laurea specialistica in laurea magistrale (art. 3)
b) struttura ad Y (art.3, c.4, c. 5; art. 11, c. 7, l. a): non solo non sembra obbligatoria, ma la sua
(eventuale) adozione pare addirittura vincolata a precise condizioni. Obiettivo principale: il corso
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di laurea deve “assicurare allo studente un’adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici
generali, anche nel caso in cui sia orientato all’acquisizione di specifiche conoscenze
professionali”(art.3, c. 4). In questo caso, “l’acquisizione delle conoscenze professionali (…) è
preordinata all’inserimento del laureato nel mondo del lavoro ed all’esercizio delle correlate
attività professionali regolamentate, nell’osservanza delle disposizioni di legge e dell’Unione
Europea e di quelle di cui all’art. 11,c. 4”( art.3, c. 5 );
c) la laurea magistrale si consegue con l’acquisizione di 120 CFU (art.7, c 2), totalmente
svincolati dai 180 CFU acquisiti con la laurea triennale: la sua istituzione (attivazione) non è più
subordinata alla condizione di aver attivato, a livello di Ateneo, un corso di laurea comprendente
almeno un curriculum i cui crediti formativi siano integralmente riconosciuti;
d) di conseguenza, è attribuito alle Università il potere di stabilire in piena autonomia i criteri
d’accesso alle lauree magistrali per le quali non sia previsto il numero programmato, indicando i
requisiti curriculari e l’adeguatezza della personale preparazione dello studente (art. 6, c. 2)
e) è riconosciuta la possibilità di iscrizione alla laurea magistrale anche ad anno accademico
iniziato (ib)
f) i DM determinano il numero minimo dei CFU per ciascuna singola classe dei corsi di laurea e
di laurea magistrale, rispettivamente nella percentuale del 50% e 40%, unicamente in relazione
alle attività formative di base e caratterizzanti (con esclusione di quelle affini o integrative, a
scelta dello studente, relative alla prova finale e all’acquisizione di ulteriori conoscenze
linguistiche o abilità informatiche, ecc.) (art. 10, cc. 1-4);
g) titoli di dottore, dottore magistrale, dottore di ricerca (art. 13, c.7)
B) Adempimenti inducibili dall’interno
1. Distinzione studenti a tempo pieno e a tempo parziale
Distinzione prevista dal DM 270/04 (e già anche dal DM 509/99) e recepita dal Regolamento
didattico d’Ateneo, ma che finora non ha avuto applicazione. In parte perché la distinzione,
affinché possa diventare operativa, va meglio precisata attraverso uno specifico regolamento
(che potrebbe essere poi recepito dal RDA in fase di adeguamento).
Il problema è stato affrontato, senza conseguenze operative, nella seduta del SA del 30 aprile
2002 e successivamente sollevato dal prof. Ibba nella seduta del 30.10.02 all’interno del
discorso sulle tasse studentesche. In seguito il prof. Morandi e il sottoscritto presentarono
all’apposita commissione una bozza (allegata) per l’applicazione dell’art. 24 del RDA,
anch’essa rimasta lettera morta.
Inutile ricordare l’importanza di rendere operativa la distinzione anche ai fini della valutazione
della efficacia ed efficienza della didattica, che incide pesantemente (per oltre il 30%) sulla
determinazione del FFO.
Il documento 1/2004 del CNVSU considera la distinzione fra studenti part-time e full-time ai
fini della valutazione del peso della domanda di formazione e dell’efficacia dei processi
formativi.
Il DM 28.07.04 (Approvazione nuovo modello di valutazione sistema universitario) ne sospende
l’efficacia, stabilendo che “in attesa di un maggior dettaglio informativo, che potrà essere reso
disponibile soltanto dall’istituita Anagrafe degli studenti, non vengono considerate con peso
differenziato le iscrizioni part-time, stante la non omogenea classificazione, da parte degli atenei,
dell’impegno di tali studenti”.
E’ assai probabile che la distinzione verrà presa in considerazione prossimamente e, in ogni caso,
è molto importante anche ai soli fini della valutazione “interna” della produttività della didattica.
Nodi da sciogliere:
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a) lo status di studente part-time spetta solo agli studenti “contestualmente impegnati in attività
lavorative” (DM 270/04) oppure può essere esteso ad altri studenti portatori di particolari
situazioni di impedimento (malattia, maternità, disagio familiare, handicap, ecc.), oppure,
ancora, la sua acquisizione può essere totalmente demandata alla libera scelta dello studente
(Siena) ?
b) Nel primo caso, all’interno della distinzione fra lavoratore-studente e studente-lavoratore,
come tracciare l’identikit di quest’ultimo ? (lavoro occasionale, stagionale, una tantum)
c) e come accertarlo ? Perché è evidente che bisogna evitare sia gli abusi, che vanificherebbero
l’obiettivo della coincidenza fra durata legale e durata reale degli studi, sia di favorire la
(tendenziale) pigrizia degli studenti o il lassismo. In proposito è sufficiente una sorta di
autocertificazione?
d) Il problema del riconoscimento dello status di studente part-time da parte dell’ERSU in ordine
all’erogazione di benefici (borse, alloggi, ecc.)
2. Qualità della didattica
Preliminare è il problema dell’attendibilità dei dati immessi nel sistema e trasmessi al
MIUR. Molti e frequenti indizi presenti in documenti ufficiali segnalano discordanze
(anche clamorose) e pertanto l’opportunità di seri accertamenti
2.1 Il problema degli abbandoni
Il fenomeno della dispersione: media Ateneo 25,20% (2001/2002: fonte Golzio 04): 1
studente su 4 non supera alcun esame al 1° anno. E’ solo un problema di efficienza
nell’organizzazione della didattica? Di inefficacia dell’azione dei tutor? O, non piuttosto (o
non anche) di errori commessi dagli studenti al momento della scelta del corso di laurea ?
Del (basso) livello della preparazione iniziale ?
Su quest’ultimo punto non possiamo incidere: riceviamo gli studenti che la Scuola media
licenzia. Sull’efficienza organizzativa e sull’orientamento iniziale (tutor), sì, migliorando le
nostre prestazioni.
Ma il punto dolente è secondo me il pre-orientamento: aiutare lo studente a scegliere prima che
si iscriva.
Impresa non facile, anche se riuscissimo a coordinare i nostri sforzi con la sovrintendenza
scolastica: ci mancano le risorse finanziarie e quelle umane (le competenze specifiche per
produrre test di pre-orientamento meno grezzi e lacunosi, un po’ più articolati, raffinati ed
efficaci di quello a disposizione degli studenti nel sito dell’Orientamento).
Finora non abbiamo fatto pre-orientamento, ma marketing (depliant, saloni dello studente,
pubblicità sui giornali)
Il DM 509/99 (art. 6) prevedeva la possibilità di determinare (“ove necessario”) le modalità di
verifica della preparazione iniziale e, di conseguenza l’eventuale assegnazione di debiti
formativi. Il DM 270/04 (art. 6, c 1) toglie l’espressione “ove necessario”, il che significa che
trasforma da opzionale in obbligatoria la determinazione delle modalità di verifica della
preparazione iniziale. Il che significa che è obbligatorio il test d’ingresso anche per i corsi di
laurea ad accesso non programmato.
Ma i test d’ingresso generalizzati e l’eventuale assegnazione di debiti formativi ci aiutano a
risolvere il problema? Se, fatti bene, i test possono aiutare (e aiuterebbero di più se fossero fatti
bene a livello di Ateneo). Ma richiedono organizzazione e un (rilevante) impiego di risorse
(umane e finanziarie). I debiti formativi, invece, rischiano di essere un boomerang.
L’attuale normativa stabilisce che un CFU equivale a 25 ore-lavoro da parte dello studente. 180
CFU= 1500 ore di lavoro annue; 1500 h = + 6 h al giorno x circa 11 mesi. Un carico notevole.
Se aggiungiamo anche i debiti formativi (30/40 CFU, 750/1000 ore), da soddisfare nel primo
anno del corso, ciò equivale a iscrivere direttamente gli studenti fuori corso.
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Ma fare il test per la verifica della preparazione iniziale e non assegnare debiti formativi è
perfettamente inutile in ordine al problema degli abbandoni (della dispersione).
Allora che fare? In primo luogo, una qualche azione, ben studiata e magari col concorso della
Scuola secondaria, mirata al pre-orientamento (in funzione dello scoraggiamento dell’iscrizione
alla facoltà “sbagliata”). In secondo luogo, occorre avviare una seria riflessione sulla possibilità
del numero programmato.
E’ fuor di dubbio che il numero programmato consente di selezionare gli studenti migliori (più
motivati) e di raggiungere standard qualitativi superiori nella preparazione degli stessi.
D’altra parte il MIUR ci chiede di indicare nell’Off.f l’utenza sostenibile e penalizza in termini
di attribuzione delle risorse gli Atenei che sfondano tale limite. Ma cos’é l’utenza sostenibile, in
relazione al numero dei docenti e della capacità delle infrastrutture, se non l’indicazione di un
numero programmato delle immatricolazioni ?
A questo punto sorgono due domande:
1) Ci conviene puntare sulla quantità o sulla qualità? Ci conviene tentare di raggiungere i 20.000
studenti, di cui almeno la metà fuori corso, oppure, attraverso la generalizzazione dell’accesso
programmato, conviene accontentarsi di un numero inferiore di studenti con una percentuale
molto minore di fuori corso?
La quantità ci favorisce nella ripartizione delle risorse regionali rispetto a Cagliari, a meno che
riusciamo a modificare i criteri di distribuzione (improntandoli anche alla qualità). La qualità ci
favorisce nella ripartizione delle risorse ministeriali.
2) Alla seconda domanda è più difficile dare una risposta precisa, anche perché coinvolge
questioni che presentano risvolti di tipo sociale: se tutte le facoltà adottassero il numero
programmato, che fine farebbero gli studenti esclusi? Non sarebbe un modo per negare il diritto
allo studio o, almeno la possibilità, che andrebbe allargata e non ristretta, di raggiungere il livello
di una formazione universitaria ?
Io non ho risposte precise a questa seconda domanda, ma penso che valga la pena impegnarsi a
cercarle. Quel che appare certo, dato che operiamo entro una logica di sistema, è che l’accesso
programmato tanto più è efficace in ordine all’obiettivo della qualità quanto più è estesa la sua
adozione (e l’efficacia è massima se l’accesso programmato diviene la regola di tutte le facoltà
dell’Ateneo).
2.2 Il problema della produttività dei processi formativi
Secondo gli ultimi dati (ammettendo la loro attendibilità) gli iscritti nell’a.a. 2004-05 sono
15.255, di cui 8.722 in corso. La percentuale dei fuori corso è dunque pari al 43% (ma, temo, sia
destinata a crescere, considerato che siamo appena entrati nel quarto anno della riforma). Le
percentuali delle singole facoltà oscillano da un minimo dello 0% ad un massimo del 62%, e su
molte di esse incidono pesantemente gli studenti iscritti ai vecchi ordinamenti quadriennali (preriforma e comunque non riformati).
Organizzazione didattica:
La scarsa “produttività” dipende da molti fattori, non ultimo l’accesso non programmato. Fra
questi fattori non è secondario il modo (più o meno efficiente) di organizzare i servizi didattici.
In proposito, l’esperienza insegna che è “produttivo”:
a) articolare l’attività didattica in due semestri (in realtà quadrimestri di 12/14 settimane) o
in tre trimestri (in realtà bimestri di 8/9 settimane), purché i distinti periodi siano
equilibrati (bilanciati) per quanto riguarda il carico didattico (pari numero di
insegnamenti e relativi esami nei due periodi), altrimenti la semestralizzazione (o
trimestralizzazione) risulta non solo inutile, ma controproducente;
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b) distinguere nettamente (ossia evitare la sovrapposizione) fra periodi dedicati
esclusivamente all’attività didattica (lezioni, esami, laboratori, esercitazioni) e periodi
dedicati esclusivamente agli esami di profitto e di laurea;
c) aumentare il numero delle sessioni (e degli appelli) degli esami di profitto e di laurea
(almeno 5 all’anno);
d) non disgiungere sotto il profilo concettuale il numero dei crediti dal numero degli esami,
giacché se è vero che ormai ragioniamo (e calcoliamo) in termini di CFU, è altrettanto
vero che i crediti si acquisiscono superando gli esami: sotto questo profilo è forse
preferibile un ordinamento che suddivida i 180 CFU in 16/18 esami da 10 CFU ognuno,
piuttosto che in 32/36 esami da 5 CFU ognuno, perché, anche a parità di carico didattico,
per lo studente è più agevole (anche sotto l’aspetto psicologico) organizzare il proprio
curriculum se gli esami, sebbene più “pesanti”, sono (relativamente) pochi;
last, but not least: proporzionare, chiedendo ai docenti uno sforzo di intelligente
attenzione, i programmi d’esame al numero dei crediti (cioè delle ore di carico
didattico) riservate ad ogni singolo insegnamento. Ogni ora che eccede il limite dei CFU
assegnati è un’ora che si aggiunge al carico didattico complessivo annuo dello studente o
un’ora sottratta agli insegnamenti che insistono sullo stesso anno di corso. Nel primo caso
la sproporzione fra CFU e carico didattico - calcolato sommando il numero delle ore di
attività frontale (lezioni, esercitazioni, laboratori,ecc.) al numero delle ore riservate allo
studio individuale (in pratica, il numero delle pagine da studiare o dei testi da consultare o
delle tesine da elaborare e la loro oggettiva difficoltà) - equivale ad un sovraccarico
ingiustificato (e ingiustificabile). Nel secondo, se non concordata, equivale ad una
scorrettezza consumata ai danni dei colleghi».
Conclusivamente si ritiene utile riportare delle osservazioni del prof. Gigi Bua, relativamente alle prospettive
della didattica nelle Facoltà di Scienze Politiche, Giurisprudenza ed Economia:
« Al compimento del primo ciclo post riforma pare necessario compiere una valutazione di quanto verificatosi. Prima di
addentrasi nelle problematiche specifiche delle nostre facoltà e del nostro ateneo appare necessario fare riferimento a quanto si è
verificato nel sistema universitario.
L’incremento delle iscrizioni pare essere un fenomeno non transitorio, anzi andrà ad incrementarsi per vari motivi:
a) la riforma delle superiori, con la trasformazione di tutti gli istituti superiori in licei (scompaiono i diplomi trasformati
in maturità) e con la revisione-semplificazione dei curricula imporrà di fatto una prosecuzione della formazione nelle
lauree triennali;
b) le condizioni non favorevoli del mercato del lavoro spingono i singoli alla prosecuzione degli studi anche al di la dei
progetti iniziali;
c) aumenta la domanda di formazione da parte di soggetti già inseriti nel mondo del lavoro.
Di necessità quindi le facoltà dovranno fare fronte ad incrementi della domanda formativa di primo livello.
•
•
La scarsità di risorse a disposizione degli atenei. Il principale fattore produttivo è rappresentato dalla componente
docente ed è evidente il sottodimensionamento delle facoltà nei loro organici. Si è fatto fronte alla crescita della
domanda solo con l’innalzamento del tempo dedicato alla didattica ed ai momenti organizzativi e con l’immissione di
lavoro precario e saltuario a contratto. Tale situazione appare a molti insostenibile pena un decadimento dei caratteri
specifici dell’istituzione universitaria, ma ciò contrasta con quanto previsto dalle proposte di stato giuridico predisposte
dal Governo. Il portare a regime una situazione di precariato è coerente con il processo di licealizzazione che è previsto
per le lauree triennali. Se infatti la precarietà negli organici non è compatibile con un’istituzione universitaria che
conserva al suo interno la ricerca e specie la ricerca di base, lo è “perfettamente” con una licealizzazione di scarsa
qualità.
Nei disegni Governativi la ricerca è indirizzata in strutture a gestione di tipo privatistico e la formazione di alto livello
posta su un mercato privato-pubblico dove l’asimmetria delle risorse gioca chiaramente a favore degli atenei privati.
Il quadro complessivo è quindi poco favorevole ma gli atenei isolani sono parzialmente protetti dall’insularità che genera un
bacino di utenza studentesca specifico anche se probabilmente depauperato degli studenti più motivati e formati, così come
la specificità isolana contribuisce a legittimare un rapporto speciale con l’Ente Regionale.
La situazione locale si caratterizza per :
•
un confronto competitivo tra le facoltà e con l’ateneo cagliaritano;
•
un accentramento dei poteri decisionali nel Senato accademico che di fatto genera accordi tra le facoltà con il
prevalere di logiche particolaristiche, segnatamente eccedenza di proposte formative, proliferazione di sedi decentrate,
partecipazione a una infinità di progetti formativi che, nel migliore dei casi, sovraccaricano ulteriormente i docenti, nel
peggiore, espongono il nome dell’istituzione senza le dovute garanzie di qualità;
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•
•
una scarsità di risorse dedicate al miglioramento dei servizi alla didattica e agli studenti che viceversa potrebbero essere
portati ad alti livelli di efficacia stante la dimensione del nostro ateneo; le limitate dimensioni dell’ateneo possono, da
questo punto di vista, rappresentare un indubbio vantaggio competitivo;
una politica della ricerca che non sfrutta in modo idoneo le opportunità che potrebbero nascere da un’integrazione tra
processi di sviluppo e ricerca (programmi che migliorerebbero l’attrattività dell’ateneo nei confronti dei ricercatori e
favorirebbero l’integrazione con altri centri di ricerca).
Le tre Facoltà di Giurisprudenza, Economia e Scienze politiche non hanno sviluppato alcuna politica di integrazione e
progettazione concordata pensando che fosse possibile attrarre studenti a discapito degli immediati vicini senza valutare
quanto marginali siano i risultati degli strumenti concorrenziali posti in essere, ma quanto alto in costo rispetto alle
opportunità che tali scelte escludevano.
LA PROPOSTA.
Nell’ambito dell’impegno didattico delle tre facoltà si coglie un’area di parziale sovrapposizione che riguarda la formazione
di quadri per l’amministrazione pubblica e per le aziende con percorsi formativi differenti che possono essere indicati
sinteticamente come professionalizzazione riguardo ai controlli di legittimità, gestione contabile e finanziaria, gestione
delle risorse umane. Questi tre macro percorsi possono poi essere ulteriormente articolati specie quando si possa attingere
agli insegnamenti di più facoltà.
Pare ovvio che necessita quindi a) utilizzare al meglio le risorse docenti, fattore produttivo essenziale e quasi esclusivo, b)
liberare così risorse per ampliare l’offerta formativa volta alla professionalizzazione.
Le tre facoltà potrebbero quindi conservate il loro percorso formativo di elezione e condividere invece il progetto su questa
ampia area formativa. Si può individuare un percorso formativo di base comune e valutare con precisione la quantità di
risorse necessarie per offrire un servizio ottimale con il contributo delle tre facoltà e poi articolare il momento finale, sia che
sia espresso in crediti sia in semestri formativi, con la prefigurazione dei percorsi e quindi della facoltà che se ne fa carico.
Pare quasi scontato che chi sia orientato ad una formazione amministrativa e di controllo di legittimità spenderà una quota
rilevante dei suoi crediti del terzo anno presso i corsi di giurisprudenza, e diversamente per gli altri percorsi. Si possono
anche prevedere “innesti” particolari di competenze per la formazione di figure professionali specifiche (già da ora con le
tesi cercano di sopperire a questa necessità, ad esempio nella formazione di persone interessate a lavorare nel terzo settore, o
ad inserirsi in specifici settori produttivi), attingendo anche da altre facoltà locali e no.
L’ottimizzazione dei percorsi può rendere possibile quindi la progettazione di lauree triennali di qualità, ma anche liberare
risorse per progettare lauree specialistiche e master tali da trattenere i nostri laureati e poter attrarre altri dottori. Se non si
procederà ad una rapida riqualificazione delle specialistiche si rischia di perdere la parte più motivata e qualificata della
componente studentesca, specie quella che già affronta in Sassari la condizione del fuori sede, nonché la possibilità di
organizzare un ricambio della componente docente che , se è auspicabile che non avvenga totalmente in loco, non può però
trovare soluzione equilibrata solo in base alla disponibilità individuale dei meritevoli a trovare percorsi in ambiti esterni.
Rimane anche da sottolineare che la predisposizione di un progetto culturale integrato permetterebbe alle tre facoltà di dare
molta più autorevolezza alle loro proposte nell’ambito dell’ateneo, ed una maggiore capacità di rispondere alle richieste del
sistema sociale e quindi di vedere accolte le proposte, le esigenze, le richieste di collocazione dei propri laureati e
ricercatori».
22. Il Progetto orientamento
L’Ateneo adotta programmaticamente il tema dell’Orientamento, che viene collocato tra gli obiettivi
prioritari dell’Amministrazione, d’intesa con le autorità scolastiche ed i singoli Istituti. Si è concluso nella
prima metà del 2005 il progetto Orientamento dell’Università di Sassari approvato dal MIUR per un
finanziamento complessivo di euro 1.967.701. Il progetto fa riferimento al Programma Operativo Nazionale per
il 2000 – 2006 “Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione” e si caratterizza per:
- l’assunzione di un ruolo reale di collegamento fra mondo della Scuola e mondo del lavoro;
- la facilitazione di rapporti con strutture pubbliche e private accreditate (in riferimento alle specifiche esigenze
formative) per frequenze e tirocini pratici degli studenti;
- il miglioramento dell’apprendimento pratico orientato verso prevedibili professioni future.
Il progetto si è qualificato per:
- una fase di orientamento in entrata, caratterizzata da un forte collegamento con l’istruzione superiore, sia
con l’attuazione di momenti di incontro con gli studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie, sia
coinvolgendo i docenti in attività formative;
- l’orientamento in itinere attraverso l’assistenza agli studenti per tutto l’arco degli studi attraverso il
counseling, il potenziamento del tutorato affidato a docenti e studenti seniores appositamente formati;
- l’orientamento in uscita con azioni concordate con le associazioni di categoria, con le imprese e con le
istituzioni operanti nel territorio, volte a facilitare l’inserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro
(stage e tirocini).
Sono state realizzate in particolare le seguenti iniziative permanenti:
1. un Centro orientamento e Servizi per gli studenti, collocato presso la struttura di Piazza Duomo, con un
“Call Center” (cui possono essere richieste informazioni di carattere generale), un servizio per le preiscrizioni,
un servizio di tutoraggio di orientamento in entrata ed in itinere, e più in generale attraverso una attività
permanente anche attraverso l’organizzazione di percorsi informativi e visite guidate presso le Facoltà per gli
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studenti delle ultime due classi della scuola superiore;
2. l’adesione ad una banca dati nazionale di laureati (“Alma laurea”), attivata presso l’Università di Bologna
ed alla quale aderiscono diverse Università italiane, collegate per la elaborazione dati al CINECA;
3. l’adesione alla banca dati internazionale Noopolis, utile per il collegamento con l’offerta formativa e postlaurea di tutte le università europee ed extraeuropee;
4. l’organizzazione (“Orientamento in uscita”) di una banca dati locale dei laureati e diplomati del nostro
Ateneo, in collegamento con varie istituzioni della regione, in particolare con l’Associazione degli Industriali,
con cui è stato firmato un protocollo d’intesa per facilitare l’immissione nel mondo del lavoro;
5. il sito web dell’orientamento studenti;
6. gli incontri docenti scuole superiori – università volti a favorire lo scambio di conoscenze tra scuole
superiori e Ateneo;
7. tirocini formativi per i neolaureati da svolgersi presso imprese pubbliche e private del territorio.
E’ stato inoltre finanziato nel corso del 2005 un progetto presentato dall’Università di Sassari per un costo
complessivo di € 193.700, denominato “Azioni per l’Orientamento professionale e la Formazione
permanente”. Il progetto, approvato dal MIUR nell’ambito della programmazione del sistema universitario
triennio 2004-2006 (D.M. del 05.08.2004, art.20) si propone di proseguire l’esperienza intrapresa nel campo
del tutorato e della formazione integrativa.
23. Il Campus One
Si è concluso il progetto CampusOne, progetto sperimentale di durata triennale (2001/2004) promosso dalla
CRUI con lo scopo di accompagnare e sostenere i primi passi della riforma in tutte le università, con
particolare attenzione a quelle del Mezzogiorno. Il progetto si è rivolto in modo specifico ai nuovi corsi di
laurea per sostenere e diffondere l’innovazione tecnologica e formativa conseguente alla riforma didattica
universitaria. CampusOne ha offerto agli atenei italiani la possibilità di applicare concretamente tutti gli aspetti
della riforma attraverso azioni distinte rivolte:
- al sistema universitario nazionale;
- al sistema di ateneo;
- al corso di laurea.
Azioni a livello di sistema di ateneo
Il progetto dell’Università di Sassari è stato finanziato per circa 1.762.000 con 75% a carico CRUI Euro. Circa
il 60% del finanziamento è stato destinato alle azioni di ateneo e il 40% per le azioni di corso di laurea.
Tali azioni hanno riguardato:
1.
Servizi di ateneo
Obiettivo di CampusOne è potenziare la diffusione e la sperimentazione delle nuove tecnologie a supporto
dell'insegnamento e ampliare l'accesso degli studenti ai servizi amministrativi e didattici (generali e specifici),
attraverso Internet e Intranet. A tale scopo è stato realizzato l’acquisto e messa in opera del sistema di
informatizzazione delle carriere degli studenti (GISS), che ha permesso l’adeguamento ai criteri fissati dal D.M.
509/99 e la facilitazione del monitoraggio delle carriere degli studenti, di adeguamento dei percorsi didattici e
di recupero dei fuori corso. Inoltre sono state acquistate apparecchiature e dotazione tecnologica tra cui la
realizzazione rete cablata e aula informatica per certificazione ECDL e per il C.d.L. Scienza delle
Comunicazioni e Giornalismo
2.
Certificazione delle abilità linguistiche e informatiche
A partire dal 2° anno (2003) sono stati realizzati interventi finalizzati alla certificazione delle competenze
linguistiche (PET) ed informatiche (ECDL) su standard internazionali nonché la realizzazione di sistemi di
auto-apprendimento, mediante moduli di formazione a distanza (Fad) e di strumenti informatici di base.
3.
Management didattico
Sono stati introdotti modelli organizzativi e personale specializzato con il compito di facilitare la
gestione delle attività formative dei corsi di laurea, coerentemente con le scelte effettuate dagli organi di
governo. CampusOne è in tal senso servito per sperimentare e collaudare nuove modalità organizzative. È stato
nominato un Manager d’Ateneo che ha seguito un apposito corso di formazione presso la CRUI e sono stati
nominati i Manager Didattici di Facoltà.
4.
Stage e Job Placement
Sono state pianificate, diffuse e realizzate attività formative per la partecipazione a stage durante il corso di
laurea e inoltre realizzate iniziative di orientamento e di sostegno ai laureati nel loro ingresso nel mondo del
lavoro.
Valutazione
Fra le azioni progettate una delle più significative è senza dubbio quella relativa alla valutazione, che si articola
nei due momenti:
- dell'autovalutazione
- della valutazione esterna (peer review). Uno degli obiettivi primari di CampusOne è proprio quello di
proporre alle università italiane un modello unico di valutazione, che possa tener conto, unificandole, delle
varie esperienze e metodologie, coinvolgendo i Nuclei di Valutazione delle diverse sedi, con l'obiettivo finale
di incidere rapidamente ed efficacemente sulla qualità della didattica e sulla vita degli atenei. Il progetto si
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prefigge di realizzare veri e propri sistemi di valutazione e di garanzia della qualità per i singoli corsi di studio:
valutazione relativa ai risultati rispetto agli obiettivi e ai fini rispetto ai mezzi; valutazione assoluta
dell'efficienza e dell'efficacia dei processi formativi. A tale scopo ogni Corso di Laurea ha nominato un docenteautovalutatore responsabile del rapporto di autovalutazione che è stato redatto annualmente e verificato dai
valutatori della CRUI.
Azioni a livello di corso di laurea
Nel nostro Ateneo sono stati finanziati tre Corsi di Laurea: Scienza della comunicazione e giornalismo, Scienze
delle professioni educative di base, Economia e nuove professioni. Essi hanno utilizzato circa 70.000 Euro
all’anno per lo svolgimento delle singole attività. E’ stata nel corso del 2003 chiesta e ottenuta dalla Facoltà
di Architettura l’ammissione alla sperimentazione CampusLike con i suoi due corsi di laurea.
Le azioni introdotte da CampusOne nell'ambito dei singoli corsi di laurea hanno riguardato:
Attività formative professionalizzanti:
tramite realizzazione di corsi di formazione e moduli innovativi a forte valenza professionalizzante, con
particolare riguardo alla formazione interdisciplinare, alle culture di contesto, alla cultura ed ai servizi ICT,
all'acquisizione di quelle competenze, capacità innovative e flessibilità tipiche della domanda proveniente
dall'attuale mondo del lavoro (globalizzazione, nuova economia, ecc.).
E-Learning e servizi ICT
attraverso strumenti didattici e amministrativi utilizzabili con l'ausilio di tecnologie informatiche e
telematiche.
Comitato di indirizzo
E’ stata favorita l'introduzione di modelli organizzativi volti a costituire un rapporto stabile con gli enti
territoriali e le parti sociali (associazioni delle imprese, organizzazioni sindacali, ordini professionali, etc.),
compresi il mondo della scuola e della formazione tecnico-professionale post-secondaria. È stato costituito il
Comitato consultivo permanente per i programmi di offerta formativa, ai sensi e per gli effetti dell’art.11,
comma 4, del D.M. n.509 del 3.11.1999 – Autonomia didattica degli Atenei. Tale comitato presieduto dal
Rettore dell’Università di Sassari e convocato periodicamente:
- si organizza e opera per garantire la procedura di consultazione ai sensi e per gli effetti dell’art.11, comma 4,
del D.M. n.509 del 3.11.1999;
- agisce come strumento del progetto CampusOne ai fini dell’identificazione dei percorsi formativi
espressamente richiesti dal mercato del lavoro e di valutazione di quelle iniziative associate alle esigenze dirette
dell’Università e del mercato locale.
Sono inoltre stati costituiti i Comitati di Indirizzo di Corso di Laurea, composti da esponenti del singolo
Corso di Laurea e del mondo del lavoro con il compito di misurare e adeguare i curricula offerti agli studenti
sulla base dell'incontro tra domanda e offerta formativa dello specifico Corso.
Management didattico
È stata introdotto, in ogni Corso, un manager dei servizi formativi, che coadiuva ed assiste i docenti
responsabili dei corsi di laurea in tutte le funzioni operative:
- orientamento e accompagnamento nei confronti degli studenti
- organizzazione attività formative, con particolare riguardo a quelle esterne (stages, job placement, etc.)
- monitoraggio delle carriere degli studenti al fine di garantire una gestione strategica dei processi formativi e
un'erogazione ad alti livelli qualitativi dei servizi formativi.
Grazie all’esperienza maturata, nel corso del 2005 l’amministrazione, a seguito dell’espletamento di concorsi
pubblici di Cat.D ha provveduto ad assumere nuovi manager didattici a beneficio di tutte le facoltà
universitarie.
24. L’Università diffusa nel territorio
Un dibattito va avviato sul tema dell’Università diffusa e dei risultati conseguiti nell’ultimo decennio a Nuoro,
ma anche ad Oristano, ad Olbia, a Tempio, ad Ozieri e ad Alghero. Esiste un problema reale di reperimento di
risorse e soprattutto di corretto utilizzo dei finanziamenti e insieme l’esigenza di consolidare alcune esperienze
significative che hanno rappresentato un fattore di stimolo soprattutto nelle zone interne della Sardegna. Il
Nucleo di Valutazione nella Conferenza di Ateneo del 30 gennaio 2003 ha richiamato gli organi accademici a
valutare la sostenibilità delle sedi decentrate, segnalando gli aspetti positivi (il significato sociale della presenza
universitaria sul territorio) ma anche temi più problematici, come il mancato arricchimento culturale della
mobilità degli studenti, l’assenza di radicamento di relazioni intense fra docenti e studenti che si riflettono sul
deterioramento dell’efficienza didattica sia nelle sedi gemmate che nella sede centrale, l’aumento dei costi per
duplicazione di attività e la rinuncia a far leva sulle economie di scala e di scopo. Tale discussione si intreccia
peraltro con la necessità di ripensare l’offerta formativa nel suo complesso poiché in questi anni è emersa una
difficoltà a fare fronte alla domanda formativa con le risorse docenti a disposizione e ciò si è evidenziato in modo
ancora più evidente con l’attivazione delle lauree specialistiche. Sarà quindi necessario vedere le possibili
sinergie tra le varie Facoltà per razionalizzare, differenziare ed arricchire l’offerta formativa attraverso una
razionalizzazione dell’uso della risorsa docente, anche tenendo conto dei problemi che pongono, in modo
diverso nelle varie facoltà, il rinnovamento della componente docente per i pensionamenti, la velocizzazione del
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tournover verso altre sedi, la necessità di avere una fisiologica presenza di docenza locale, e, non ultima, la
necessità di avviare alla carriera universitaria laureati di valore del nostro Ateneo.
Nel prossimo triennio continuerà con serietà l’impegno dell’Ateneo presso la sede gemmata di Nuoro, dove
operano col concorso del Consorzio per la promozione degli studi universitari nel Nuorese, della Provincia e del
Comune di Nuoro, i due vecchi Corsi di laurea (Scienze ambientali della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. e in
Scienze Forestali della Facoltà di Agraria) ed il Diploma in Produzioni animali della Facoltà di Medicina
veterinaria (ora corso di laurea triennale), oltre al Corso polivalente per insegnanti di sostegno. I nuovi corsi di
laurea triennale di Scienze e tecnologie forestali ed agrarie (classe 20) e Scienze ambientali terrestri (classe 27)
hanno ormai concluso il primo ciclo. La Facoltà di Veterinaria ha infine istituito il corso di laurea triennale di
Gestione e allevamento degli ovini e caprini.
Come è noto, in relazione alla convenzione firmata nel 1992, le risorse regionali destinate a ciascuno dei corsi
nuoresi dovrebbero aggirarsi attorno a Lit. 750 milioni/anno (Euro 0,387 milioni) per docenza: tale somma è
stata in realtà ridotta dalla Regione di circa il 30% e non viene attualmente finanziato il corso di diploma (ora
corso di laurea) della Facoltà di Veterinaria, che grava sul Consorzio nuorese. Il Consorzio in sede di bilancio
2005 ha ottenuto dalla Regione Sarda la somma di 3 milioni di Euro, con una lieve riduzione rispetto all’anno
precedente.
Per il consolidamento delle iniziative sono stati banditi concorsi per il reclutamento di professori e ricercatori e
sono stati istituiti dottorati e assegni di ricerca che consentano la costituzione di un primo nucleo di giovani su
cui fare affidamento per la creazione di strutture di ricerca nel territorio barbaricino e si è rafforzata la
collaborazione col Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale nella
realizzazione delle strutture didattiche e di ricerca – per le quali esso dispone dei relativi finanziamenti – e con
l’ERSU per gli indispensabili servizi agli studenti. Si segnala il ritardo con cui si procede alla spesa dei 40
miliardi (Euro 20,7 milioni) destinati al nuovo campus universitario del quadrivio di Nuoro (ex artiglieria).
Purtroppo gli sbocchi occupazionali dei nostri laureati hanno conosciuto un ridimensionamento anche in
rapporto ai ritardi e alle incertezze con cui procede da un decennio il dibattito per la nascita del Parco nazionale
del Gennargentu e delle altre aree protette in Sardegna.
È possibile l’apertura di un corso di laurea di Infermieristica della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
L’Ateneo ha incrementato la propria presenza nel polo di Oristano, con le consolidate aziende agrarie ed i
DD.UU. in Tecnologie alimentari e in Viticoltura ed enologia, trasformati a partire dal 2001-02 in due nuovi
corsi di laurea della classe 20 (Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali). A partire dal I ottobre
2001 sono partiti i due nuovi corsi di laurea triennale: Scienze ambientali delle acque interne e lagunari (classe
27: scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura) della Facoltà di Scienze M.F.N. e Restauro e conservazione
dei BBCC (classe 41: tecnologie della conservazione ed il restauro dei BBCC) della Facoltà di Lettere e
Filosofia e di Scienze M.F.N. Da un lato i nuovi requisiti minimi sul piano della docenza universitaria imposti
dal ministero, dall’altro la volontà dell’Ateneo di non inflazionare il mercato del lavoro hanno portato alla
temporanea sospensione dei due nuovi corsi, di cui il prossimo I dicembre 2004 si avranno i primi laureati: il
Senato Accademico ha voluto dare un segnale di serietà e di impegno, con la prospettiva di una riattivazione non
appena saranno disponibili i laboratori sperimentali necessari per svolgere le lezioni e le esercitazioni.
È invece stata decisa l’attivazione dall’anno accademico 2004-05 di un nuovo curriculum del corso di laurea in
scienze dei BBCC in Oristano, all’interno della classe 13: si tratta del curriculum di archeologia subacquea che,
dopo la conclusione del corso analogo dell’Università della Tuscia a Viterbo, resta l’unico di archeologia
subacquea nel panorama formativo dell’Università italiana, accanto ad un curriculum di archeologia navale
gemmato dall’Università di Bologna nella sede di Trapani. Su questo nuovo curriculum l’Ateneo sassarese
ripone grandi speranze: per consentire un’attività archeologica subacquea, l’Università di Sassari con il
Consorzio uno di Oristano ha stipulato una specifica convenzione con il Comando regionale della Guardia di
Finanza, grazie all’impegno del Generale Fabio Morera e del presidente del Consorzio Uno dott. Antonio
Barberio. Specifiche convenzioni sono poi state siglate con la soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro ed
è in corso la stesura di un’analoga convenzione con la Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano. Il
Consorzio Uno ha inoltre deliberato la creazione di una collana editoriale scientifica sui beni culturali
denominata “Tharros felix”. La collana, attivata dal Consorzio Uno e dall’Università di Sassari, sarà edita da un
editore nazionale (Carocci di Roma) e godrà di un Comitato scientifico internazionale. Si aggiunga il tirocinio
attualmente in corso negli scavi di Neapolis. Ultima di queste iniziative è il congresso internazionale su
Oristano e il suo territorio dalle origini alla IV provincia che si è celebrato ad Oristano nel mese di ottobre 2004,
con un centinaio di relatori, promosso dal Dipartimento di Storia.
Si pone il problema del finanziamento dei corsi che appare interamente a carico del bilancio regionale.
Il Consorzio Uno di Oristano ha ottenuto nel bilancio regionale 2005 2,2 milioni di Euro.
A Tempio Pausania l’Università ha acquisito l’Azienda agraria “La Naciola” ed ha attivato i due corsi di
laurea triennali della Facoltà di Farmacia (Tossicologia da inquinanti ambientali e Tecniche erboristiche), con un
finanziamento a carico della Regione Sarda e del Comune di Tempio, che comprende anche le spese per la
copertura di posti di ricercatore. Il finanziamento previsto in sede di bilancio regionale è di 0,319 milioni di euro
Nel territorio di Alghero l’Ateneo è presente con le iniziative nell’area di Tramariglio, che ospita i laboratori
del Consorzio Porto Conte Ricerche e del CNR, con il Centro per la Biodiversità vegetale nell’area di
Surigheddu, con laboratori di ricerca applicati alla Zoologia marina, con la nuova Facoltà di Architettura e con i
nuovi Corsi di studio finalizzati alle Scienze del mare (Corso di laurea di scienze dell’ambiente e delle
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produzioni marine, classe 27), con le attività di ricerca archeologica soprattutto sulla città murata catalana. Il
finanziamento previsto in sede di bilancio regionale è passato da 2,5 milioni di euro del 2004 a 1,350 milioni di
euro, con una riduzione del 37%. Si ribadisce l’interesse dell’Ateneo a radicare in Alghero una presenza
universitaria, con la necessità di consistenti investimenti per il restauro dell’ex ospedale marino.
Ad Olbia, dove opera uno sportello staccato della segreteria studenti, è ormai al quarto ciclo il corso di laurea
triennale di Economia delle imprese turistiche, con apposito finanziamento ministeriale sul FFO. Il
finanziamento previsto in sede di bilancio regionale è di appena 0,129 milioni di euro
Ad Ozieri si prevede la nascita del corso di laurea triennale della Facoltà di Veterinaria sull’allevamento del
cavallo, per il quale il MIUR ha assegnato fondi consolidati dal 2004 per la docenza e le cui spese di gestione
saranno coperte dalla Regione. Infine a Bosa l’Ateneo continuerà ad essere presente col centro di lettura collegato
in rete.
La Facoltà di Giurisprudenza ha realizzato con propri fondi un complesso sistema di insegnamento a distanza,
collegandosi con Ghilarza, Elini, La Maddalena, Budoni, Tempio.
25. Il Consorzio Università telematica della Sardegna: Progetto servizi di orientamento e di formazione
universitaria On line
Il “Consorzio universitario per l’Università telematica della Sardegna”, costituito secondo la normativa vigente
con atto convenzionale sottoscritto dai Rettori dell’Università di Cagliari e dell’Università di Sassari, si propone
prioritariamente di promuovere iniziative di istruzione universitaria e di alta formazione post-laurea mediante
l’utilizzazione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC). Si propone, inoltre, di
promuovere, progettare, coordinare e svolgere attività di studio, ricerca, documentazione e attuazione di progetti
finalizzati all’introduzione di nuovi strumenti, programmi didattici, metodologie didattiche e linguaggi
multimediali, nel campo dell’istruzione e della formazione, e comunque ogni attività prevista dalla legge 19
novembre 1990 n.341 e s.m.i e dal D.M. 22 ottobre 2004 n.270.
Quale Presidente del Consorzio dell’Università telematica della Sardegna è stato nominato il Prof. Virgilio Mura.
Le risorse disponibili sui PON sono quantificate in 9 milioni di Euro.
Sono interessati i campi di Diritto e governance dei sistemi complessi, di Comunicazione e di Pianificazione
territoriale urbanistica ambientale ed i corsi di laurea in Scienze dell’Amministrazione, in Scienze della
Comunicazione ed in Scienze dell’Architettura.
26. Commissione Università-Ersu
Per l’anno finanziario 2006, la Commissione Mista ERSU-Università di Sassari prevede la proposizione di
nuove iniziative in favore degli studenti insieme al mantenimento ed al potenziamento di attività già in essere.
Fra queste ultime, in particolare, si ricordano:
1) Convenzione con ATP Sassari per abbonamenti agevolati in favore degli studenti universitari che richiederà
un impegno di spesa di Euro 20.000;
2) Prestito d’onore, per il quale l’università di Sassari è stata premiata dal MIUR con un finanziamento
dedicato ai Servizi per gli Studenti di Euro 37.000, che richiederà un impegno di spesa di Euro 50.000,00 per il
fondo di garanzia da istituire con il banco di Sardegna insieme ad eguale stanziamento da parte dell’ERSU,
indipendentemente dal finanziamento Ministeriale;
3) Servizio Sanitario Integrativo in favore degli studenti non residenti nella città di Sassari, che richiederà un
impegno di spesa di Euro 30.000;
4) Servizi sportivi sia per la sede centrale che per quelle decentrate, che richiederà un impegno di spesa di Euro
20.000.
Per quanto riguarda le iniziative già progettate ma non ancora rese operative, si ricordano:
1) Guida congiunta Università - ERSU delle strutture dell’Ateneo e dei servizi per gli studenti, che richiederà
un impegno di spesa di Euro 10.000;
2) Servizi Copisteria con l’acquisto di 14 fotocopiatrici sia per la sede centrale e che per quelle decentrate, che
richiederà un impegno di spesa di Euro 80.000.
Il totale necessario per la realizzazione di tali iniziative ammonta a Euro 210.000.
27. Investimenti per il miglioramento dei servizi agli studenti
Si trascrive la determinazione conclusiva della Commissione di Ateneo incaricata di definire il quadro di
investimenti per il miglioramento dei servizi agli studenti.
Il giorno 20 maggio, alle ore 16, presso i locali della Direzione Amministrativa, si è riunita la Commissione per il
miglioramento dei servizi agli studenti per discutere il seguente O.d.G.:
1) Progetto miglioramento servizi agli studenti: definizione proposta conclusiva per il 2005
2) Varie ed eventuali
Risultano presenti: la prof.ssa Mondardini, il prof. Sanna Passino, i dott.ri Pinna ed Enrico, gli studenti Maoddi e
Lepori; assente lo studente Bertotto.
Il Coordinatore ricorda come il Direttore Amministrativo ed il Magnifico Rettore abbiano invitato la Commissione
a formulare la nuova proposta tenendo conto di avere a disposizione una somma di 500.000 euro (somma relativa al
biennio 2004-2005).
64
65
La Commissione ribadisce che intende confermare i criteri di ripartizione, le azioni e le norme attuative dei fondi
utilizzati in passato, in primo luogo il cofinanziamento da parte delle Facoltà e la modularità di progetti al fine di
poter programmare interventi progressivi e successivi. A tal fine si ricorda come la nota rettorale, inviata ai Presidi
nell’ottobre 2004, elencasse con precisione i criteri di ammissione e di esclusione dai nuovi finanziamenti.
Nonostante questo, qualche progetto è risultato essere copia esatta del progetto finanziato l’anno precedente (del
quale peraltro la Commissione non ha avuto comunicazione circa lo stato di realizzazione). A parziale attenuante si
fa presente che alcuni Centri di Spesa hanno ricevuto la somma stanziata con grande ritardo rispetto ai tempi previsti
e che, soprattutto alcune Facoltà, hanno visto dilatati i tempi di consegna di alcune nuove strutture didattiche per le
quali erano stati richiesti finanziamenti che, quindi, non è stato possibile rendicontare.
Tra gli altri imprevisti la Commissione segnala i problemi con il Sistema Bibliotecario di Ateneo che non ha
fornito alcuna informazione in merito alla suddivisione del finanziamento di 150000 euro (+ 50000 euro alla
Biblioteca del Dipartimento di Storia) che avrebbe dovuto consentire un aumento dell’orario di apertura delle
Biblioteche e un incremento delle postazioni informatiche nelle sedi periferiche maggiormente utilizzate dagli
studenti. Questa situazione limita il finanziamento delle nuove proposte del Sistema Bibliotecario di Ateneo che
richiede un supporto degli abbonamenti delle riviste on-line, e delle Biblioteche di polo che chiedono di nuovo
servizi già sovvenzionati dalla Commissione l’anno scorso ed evidentemente ancora non forniti.
La Commissione ribadisce come non siano da finanziare le proposte di strutture non direttamente coinvolte nella
didattica e/o progetti solo potenzialmente fruibili dalla popolazione studentesca. Analogamente, non si considerano
pertinenti le diverse azioni volte al tutorato, valutazione e orientamento. La Commissione, inoltre, ritiene non
finanziabili tutte le richieste per opere volte alla messa a norma e/o manutenzione ordinaria degli immobili.
In merito a progetti di formazione a distanza e di e-learning la Commissione ricorda come l’Ateneo sia impegnato
in progetti consistentemente finanziati, con pari finalità, tra i quali il Progetto formazione a distanza presentato nella
primavera del 2004 e supportato dagli Uffici dell’Amministrazione Centrale (responsabili i dott.ri Bisceglie e
Temussi e il rag. Zucconi) e, non certo ultimo per importanza, il Consorzio Interuniversitario per l’Università
Telematica della Sardegna. La Commissione ritiene sia più congruente il ricorso a tali opportunità nel nome di uno
sforzo più coordinato che valorizzi e coinvolga le iniziative dell'Ateneo. Ciononostante, in considerazione di alcuni
progetti con pari oggetto avanzati da talune Facoltà ed approvati dal Senato Accademico, si propone di finanziare i
progetti nella misura del 50% esclusivamente qualora si abbia la certificazione del cofinanziamento da parte dei
Centri di Spesa interessati.
Infine, la Commissione ricorda di aver destinato la somma residua delle assegnazioni precedenti (19.000 euro) per
l’acquisizione di copiatori (impegno di spesa circa 5000 euro cadauno) e l’istituzione di un servizio di copisteria in
ogni Facoltà. Si propone che tale progetto, ritenuto ancora valido, parta in forma sperimentale: a tal fine la
Commissione propone inizialmente l’acquisizione di n. 4 copiatori da utilizzare presso la biblioteca Pigliaru (per
gli studenti di giurisprudenza, scienze politiche ed economia), la Facoltà di Scienze in Via Muroni (per gli studenti
di scienze e farmacia), la biblioteca di Veterinaria (per gli studenti di chimica, veterinaria, farmacia, scienze, agraria
e medicina), e presso la biblioteca della Facoltà di lettere (per gli studenti di lettere e lingue).
La Commissione, inoltre, auspica l’istituzione di Corsi zero per le matricole e gli studenti dei primi anni, nel
tentativo di limitare i debiti formativi e facilitare i percorsi di apprendimento e di acquisizione dei crediti formativi.
A tal fine si propone di destinare la somma di Euro 25000 per istituire Corsi di base di italiano, matematica,
chimica e fisica comuni alle facoltà scientifiche e di italiano, scienze umane e sociali, latino, diritto ed educazione
civica per le facoltà giuridico-letterarie.
Fatta questa premessa vengono elencati i singoli progetti così suddivisi per Facoltà:
65
66
FACOLTA’
CENTRO
SPESA
PROGETTO
COSTO
PROGE
TTO
2005
DI
COFIN
euro
1
RE
L
20
04
2
ASS
2004
Legenda - 1: relazione anno precedente; 2: cifra assegnata anno precedente.
In MAIUSCOLO i progetti che si propone di finanziare
AGRARIA
JUPITER
62.000
NO
AGRARIA
DIP. SCIENZE
GIURIDICHE
GIURISPRUDEN
ZA
SCIENZE
POLITICHE
ECONOMIA
La
facoltà
cofinanzia tutti i
progetti per il
50%
LETTERE
FILOSOFIA
E
115.
000
Biblioteca
Copie libri
Climatizzazione
15.000
NO
31.000
NO
0
BIBLIOTECA
(banconi,
scaffalature, arredi
sale lettura)
Facoltà digitale
FORMAZIONE A
DISTANZA
Recupero F.C.
PRODUZIONE CD
MULTIMEDIALE
AULE
(aule
informatiche, stanza
studenti
tutor,
stanza
rappresentanze
studenti,
locali
socializzazione,
spazio internet
ARREDI
SEGNALETICA
BIBLIOTECA
MATERIALE
DIDATTICO
CERTIFICAZIONI
PET + ECDL
SOSTEGNO
ERASMUS
SOSTEGNO
SERVIZIO
STAGES
SERVIZIO
JOB
PLACEMENT
INIZIATIVE
CULTURALI
STUDENTI
INCUBATORE
D’IMPRESA
LAB. ANTROPOL.
CULT.
(PC
portatile
videoproiettore,
lettore
dvd,
registratore vocale
digitale,
pc
da
tavolo,
scanner
diapositive
29.180
SI
42.0
00
NO
94.0
00
PROGETTO
LEARNING
5.628
9309,55
E-
LAB.
INSEGN.
LINGUE
CLASSICHE
Biblioteca
acquisto 5 copie
libri di testo adottati
repertori
bibliografici
aumento
postaz.
50.000
57.000
52.010
10.000
241.200
155.000
220.000
(2004)
50.000
(2005)
SI
81.0
00
5.844,18
NO
NO
140.
000
16.320
30.000
5.000
9.000
66
NOTE
67
STUDENTI
QUADRILATER
O
SIST.
BIBLIOTECARI
O ATENEO
VETERINARIA
La
facoltà
cofinanzia tutti i
progetti
Inform.
TENSOSTRUTTU
RA
SPAZIO
DIDATTICO
RICREATIVO
Abbonamenti
riviste online
65.000
0
70.000
150.
000
LAB. DIDATT.
85.000
Mantenimento
animali
30.000
165.000
SI
120.
000
50.0
00
5.000
Trasferim. Studenti
aziende
SOSTITUZIONE
RIUNITI
ODONTOIATRICI
MEDICINA
rinnovo
modulo
manichini
AULE
DIDATTICHE
SCIENZE
MM.FF.NN.
51.000
3.000
SI
210.
000
44.000
24.474,5
0
14.280
LINGUE
LETT. STR.
E
ARCHITETTUR
A
FARMACIA
ISTITUTO
ANESTESIA
RIANIMAZION
E
(Richiesta
non
presentata dalla
Presidenza)
CLINICA
OTORINOLARI
NGOIATRICA
(Richiesta
non
presentata dalla
Presidenza)
LAB. DIDATT.
PROGETTO
AULA
INFORMAT
LAB. DIDATT. con
servizio
di
produzione,
distribuzione
e
stampa di materiali
per la didattica
Laboratori didattici
(apparecchiature)
60.000
NO
NO
40.0
00
96.900
NO
NO
85.0
00
52.558,8
300.
000
Arredi spogliatoi e
zona studi
Nessuna
cifra
0
Riunito diagnostico
con
sistema
acquisizione
immagini
41.360
0
Alla luce di queste considerazioni, nel ribadire di aver privilegiato i progetti maggiormente in regola con i
dettami della circolare rettorale la Commissione, all’unanimità, propone al Magnifico Rettore e al C.d.A. la
seguente suddivisione e assegnazione dei fondi alle Facoltà e alle Biblioteche Centri Autonomi di Spesa:
COPIATORI FACOLTA’
AGRARIA
GIURISPRUDENZA
20000
25000
38000
SCIENZE POLITICHE
ECONOMIA
30000
30000
LETTERE
28000
STUDENTI QUADRILATERO
VETERINARIA
MEDICINA E CHIRURGIA
SCIENZE MM.FF.NN.
LINGUE E LETT. STRANIERE
ARCHITETTURA
BIBLIOTECA DIP. SC. GIURIDICHE
60000
65000
40000
38000
30000
30000
20000
67
N. 4 (5000 euro cadauno)
Progetto Jupiter
produzione CD multimediale; formazione a distanza
(50%)
Completamento arredi aule
Segnaletica; Progetti stages e job placement;
incubatore di impresa
Laboratorio antropologia culturale; laboratorio
insegnamento lingue classiche; progetto e-learning
(50%)
Tensostruttura
Laboratorio didattico
Riuniti odontoiatrici
Aule didattiche; laboratorio didattico
Progetto aula informatica
Laboratorio didattico
Completamento arredi
68
SIST. BIBLITECARIO DI ATENEO
ISTITUZIONE CORSI ZERO
SOMMA DISPONIBILE
residui 2004
TOTALE
IMPEGNI DI SPESA PROPOSTI
40000
25000
500000
19000
519000
519000
Servizi agli studenti (aumento orario di apertura)
28. Dottorati di ricerca
È proseguita l’attività intesa a sostenere il processo di valutazione dei Dottorandi, attraverso la
diffusione dei risultati del questionario anonimo che ha interessato i cicli in itinere XVIII, XIX e
XX, come da indicazione della conferenza dei dottorandi di ricerca svoltasi nel 2001.
In sede di programmazione è stato recepito dalle strutture dipartimentali il coinvolgimento
finanziario, richiesto dagli organi accademici. Tale partecipazione al finanziamento di borse di
studio, su propri fondi, è diventata ormai consuetudine.
L’attività promossa dall’ateneo di proporre la candidatura al cofinanziamento nel P.O.N.
2000/2006 di tutti i corsi attivati ha consentito l’estensione dei benefici del cofinanzimento
europeo anche ad alcuni corsi dell’area umanistica. Infatti il MIUR ha ammesso a
cofinanziamento n. 11 corsi con sede amministrativa Sassari. In tale ambito l’ateneo ha
promosso l’attribuzione di n. 22 borse quali consolidamento delle precedenti attività. E’ stato
confermata l’ammissione al cofinanziamento anche di n. tre corsi con sedi amministrative presso
altre università nelle quali il nostro Ateneo è in regime di convenzione finanziaria.
Nei primi mesi del 2005 si è completato l’iter per l’attivazione del XX ciclo, mentre sono
in corso le procedure per il XXI ciclo. Pertanto, attualmente sono attivi complessivamente n. 22
corsi di cui n. 7 dell’area umanistica e n. 15 dell’area scientifica. Risultano complessivamente n.
343 iscritti (257 nell’anno precedente) di cui n. 181 con borsa di studio (160 l’anno precedente) e n.
162 senza borsa di studio (97 l’anno precedente) (in particolare come riportato nella seguente
tabella).
Dottorato
Ciclo
XIX
XX
XXI
XIX
XX
XXI
XIX
XX
XXI
XIX
XX
XXI
XIX
XX
XXI
XIX
XX
XXI
XIX
XXI
XIX
XX
Agrometeorologia ed ecofisiologia dei sistemi agrari e forestali
Agrometeorologia ed ecofisiologia dei sistemi agrari e forestali
Agrometeorologia ed ecofisiologia dei sistemi agrari e forestali
Antropologia, storia medievale, filologia….
Antropologia, storia medievale, filologia….
Antropologia, storia medievale, filologia….
Biochimica, biologia e biotecnologie molecolari
Biochimica, biologia e biotecnologie molecolari
Biochimica, biologia e biotecnologie molecolari
Biologia ambientale
Biologia ambientale
Biologia ambientale
Biotecnologie microbiche agroalimentari
Biotecnologie microbiche agroalimentari
Biotecnologie microbiche agroalimentari
Diritto ed economia dei sistemi produttivi
Diritto ed economia dei sistemi produttivi
Diritto ed economia dei sistemi produttivi
Epidemiologia molecolare dei tumori
Epidemiologia molecolare dei tumori
Fisiologia, farmacologia, morfologia dei sistemi nervoso
Fisiologia, farmacologia, morfologia del sistemi nervoso
68
posti con borsa
di studio
posti senza
borsa di studio
5
3
4
3
5
5
5
4
4
3
3
3
3
3
4
3
3
3
2
3
3
3
1
4
3
6
5
5
1
2
4
1
3
3
3
3
3
3
4
3
1
1
3
3
69
Scienze e tecnologie zootecniche
XXI
XX
XXI
XX
XIX
XX
XXI
XX
XXI
XX
XXI
XIX
XX
XXI
XIX
XXI
XIX
XX
XXI
XIX
XX
XXI
XXI
XIX
XX
XXI
XIX
XX
XXI
3
3
3
3
3
3
4
6
3
3
3
3
3
3
3
3
4
3
3
5
2
3
3
5
3
3
6
3
3
3
2
3
3
5
4
4
6
3
3
3
3
3
3
3
5
2
3
3
1
2
3
3
0
4
3
6
3
3
Scienze uroginecologiche, di fisiopatologia del pavimento pelvico
ed infertilità maschile
XXI
3
3
XX
Tot.
3
181
3
162
Fisiologia, farmacologia, morfologia del sistemi nervoso
Fisiopatologia medica
Fisiopatologia medica
Fondamenti e metodi delle scienze sociali
Il Mediterraneo in età classica, storia e culture
Il Mediterraneo in età classica, storia e culture
Il Mediterraneo in età classica, storia e culture
Monitoraggio e controllo degli ecosistemi forestali in ambiente mediterraneo
Monitoraggio e controllo degli ecosistemi forestali in ambiente mediterraneo
Neuroscienze
Neuroscienze
Produzione e sicurezza degli alimenti di origine animale
Produzione e sicurezza degli alimenti di origine animale
Produzione e sicurezza degli alimenti di origine animale
Progetto ambientale dello spazio
Progetto ambientale dello spazio
Riproduzione, produzione e benessere animale
Riproduzione, produzione e benessere animale
Riproduzione, produzione e benessere animale
Scienza e Tecnologie dei minerali e delle rocce industriali
Scienza e Tecnologie dei minerali e delle rocce industriali
Scienza e Tecnologie dei minerali e delle rocce industriali
Scienze della governance e sistemi complessi
Scienze chimiche
Scienze chimiche
Scienze chimiche
Scienze e tecnologie dell'allevamento ovino e caprino da latte
Scienze e tecnologie zootecniche
Teorie e pratiche della traduzione e della interpretazione linguistica,
letteraria e culturale
corsi che saranno attivati nell'a.a. 2005/2006
Il MIUR nell’ambito del D.M. 23 ottobre 2003 n. 198 “Fondo per il sostegno dei giovani e favorire la mobilità
degli studenti” ha istituito borse di studio da attribuire a corsi di dottorato di ricerca, già attivati per il XVIII e
XIX ciclo, relativamente ad alcuni ambiti di indagine prioritaria. Tra le proposte presentate dall’Ateneo ne sono
state accolte n. 6 con il finanziamento di n. 10 borse di studio aggiuntive, per l’area scientifica.
Per il XXI ciclo, a partire dal mese di giugno 2005 sono state avviate le procedure di attivazione attraverso un
primo sondaggio informale delle proposte che, in ottemperanza alla delibera del S.A, ha previsto, tra l’altro: che
le proposte si attengano scrupolosamente al regolamento di Ateneo in materia di dottorato; evitare nel limite del
possibile la sovrapposizione di cicli già attivi; favorire le aggregazioni e/o trasformazione di dottorati affini;
disponibilità al finanziamento di almeno una borsa da parte delle strutture proponenti. Rispetto al passato tale
disponibilità al cofinanziamento da parte dei proponenti è stata richiesta anche per quanto riguarda le proposte di
attivazione di convenzioni finanziarie con altri Atenei sedi amministrative di corsi di dottorato, in aggiunta al
criterio della reciprocità tra Atenei. Quest’ultima iniziativa ha ottenuto anche il plauso del Nucleo di valutazione
Interna.
Gli organi accademici hanno deliberato di attivare, per il XX ciclo n. 19 corsi di dottorato, di cui n. 13 dell’area
scientifica e n. 6 dell’area umanistica, con n. 57 borse di studio. Più in dettaglio sono finanziate n. 31,5 dai
fondi di ateneo sui contributi trasferiti dal MIUR per attività post laurea sul capitolo di spesa 1.05.04.22; n.
16,5 dai Dipartimenti proponenti che graveranno sul capitolo di spesa 1.05.04.65; n. 9 da altri atenei che
graveranno sul capitolo di spesa 1.05.04.64.
69
343
70
Stanti le vigenti disposizioni, l’importo annuo base di una borsa di studio per corsi di dottorato di ricerca è
stabilito in Euro 10.561,54, a cui va aggiunto l’onere previdenziale INPS del 17,80% di cui 11,87% a carico
del finanziatore pari a Euro 1.253,65 per complessivi Euro 11.815,19. A questo importo vanno eventualmente
aggiunte le maggiorazioni di borsa per periodi di frequenza all’estero pari a Euro 492,31 mensili (sono previsti
massimo 18 mesi di maggiorazione).
L’Ufficio per le politiche comunitarie
L’Ufficio Politiche Comunitarie gestisce tutta l’attività relativa alla programmazione, gestione e
rendicontazione dei progetti cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e dal MIUR per quanto riguarda i
Dottorati di ricerca, gli Assegni di ricerca ed i D.U./Corsi di laurea di I° Livello (tutta l’attività di gestione,
programmazione e rendicontazione degli altri progetti finanziati dal FSE e dal MIUR fa capo all’Ufficio ricerca e
relazioni internazionali).
E’ referente amministrativo-contabile per i rapporti col MIUR provvedendo, tra l’altro, all’analisi dei
contenuti delle varie richieste provenienti da detto Dicastero, nonché al successivo invio delle stesse ai vari Centri
di Spesa interessati.
Predispone i piani finanziari dei progetti separandoli per anno finanziario, provvede alla classificazione e
alla valutazione dei costi tenendo conto dei principi di ammissibilità dettati dalla normativa comunitaria e
nazionale.
Provvede a verificare la completezza delle informazioni e la congruità di queste, sia con le attività finanziate
che con i vincoli normativi generali. In caso di esito negativo della verifica l’Ufficio richiede le relative correzioni o
integrazioni.
Fornisce consulenza agli Uffici dell’Amministrazione Centrale ed ai Centri Autonomi di Spesa per le
attività di programmazione e di rendicontazione dei progetti comunitari.
Raccoglie i dati e tutta la documentazione di spesa relativa ai progetti e dopo puntuale verifica della
completezza e correttezza sia dal punto di vista procedurale che normativo, provvede alla elaborazione, al
consolidamento ed alla formalizzazione del rendiconto finale per ciascun progetto.
Attiva gli atti procedurali per la successiva trasmissione al MIUR dei monitoraggi bimestrali, delle
rendicontazioni semestrali ed annuali relative ai progetti anzidetti.
In merito alle ultime attività questo Ateneo ha in corso di attuazione n. 15 progetti di “Dottorati di
ricerca” cofinanziati nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) 2000/06 "Ricerca Scientifica, Sviluppo
Tecnologico ed Alta Formazione" - Misura III.4 "Formazione Superiore e Universitaria" per un importo
complessivo di € 12.523.975,69.
Anche nell’anno 2005 l’attività dei dottorati di ricerca cofinanziati ha prodotto un forte valore aggiunto, sia
per quanto riguarda la qualità dell’attività di studio e di ricerca che si è realizzata attraverso l’affiancamento costante
dei docenti e dei tutor, sia nelle attività di laboratorio, di ricerca sul campo, la partecipazione a seminari e convegni,
l’utilizzo di software specialistici e di risorse multimediali per la ricerca e le fonti bibliografiche.
Da sottolineare, inoltre, le importanti collaborazioni che si sono sviluppate con altre Università, con Enti,
Società e Istituti di ricerca nazionale ed internazionale allargando così i possibili sbocchi occupazionali per i giovani
che conseguono il titolo di dottore di ricerca.
Il quadro complessivo dei risultati, consente di confermare il raggiungimento di uno standard qualitativo
di ottimo livello sia nella preparazione di base che specifica dei dottori di ricerca.
70
71
I progetti dei “Dottorati di ricerca” che rientrano nel cofinanziamento sono:
Num.
prog.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
Denominazione
Agrometeorologia ed Ecofisiologia
dei Sistemi Agrari e Forestali
Agrometeorologia ed Ecofisiologia
dei Sistemi Agrari e Forestali
Antropologia, Storia Medievale,
Filologia
e
Letterature
del
Mediterraneo
Occidentale
in
relazione alla Sardegna [già Culture
e
storia
medioevale
del
mediterraneo
occidentale
in
relazione alla Sardegna (XV - XVI
ciclo)]
Antropologia, Storia Medievale,
Filologia
e
Letterature
del
Mediterraneo
Occidentale
in
relazione alla Sardegna [già Culture
e
storia
medioevale
del
mediterraneo
occidentale
in
relazione alla Sardegna (XV - XVI
ciclo)]
Biochimica, Biologia e
Biotecnologie Molecolari
Biochimica, Biologia e
Biotecnologie Molecolari
Biologia, Patologia e Tecnologie
della riproduzione animale
Biologia, Patologia e Tecnologie
della riproduzione animale
Biotecnologie Microbiche
Biotecnologie Microbiche
Diritto ed Economia dei Sistemi
Produttivi
Diritto ed Economia dei Sistemi
Produttivi
Epidemiologia molecolare dei
tumori
Il Mediterraneo in età classica:
storia e culture
Il Mediterraneo in età classica:
storia e culture
Patologia sperimentale e
molecolare
Produzione, Igiene Qualità degli
Alimenti di origine animale (XVII)
Produzione e Sicurezza degli
alimenti di origine animale (XVIII)
Scienza e Tecnologia dei Minerali
e delle Rocce di interesse
industriale_2003
Scienza e Tecnologia dei Minerali
e delle Rocce di interesse
industriale
Scienze Chimiche
Scienze Chimiche
Scienze farmaceutiche
Teorie e Pratiche della
comunicazione e della
interculturalità
Cicli cofinanziati
Posti con borsa
Posti senza borsa
Totale posti
17°
5
2
7
18°
6
3
9
17°
3
2
5
18°
3
8
11
17°
2
1
3
18°
7
1
8
17°
3
1
4
18°
5
0
5
17°
18°
3
4
1
8
4
12
17°
4
1
5
18°
3
3
6
18°
4
2
6
17°
4
2
6
18°
3
6
9
18°
1
0
1
17°
5
1
6
18°
5
1
6
17°
2
1
3
18°
3
0
3
17°
18°
4
4
2
1
6
5
18°
1
2
3
18°
5
4
9
71
72
Num.
prog.
15
Denominazione
Virologia Fondamentale e Clinica
Cicli cofinanziati
Posti con borsa
Posti senza borsa
Totale posti
18°
1
0
1
90
53
143
Totale
Anche la valutazione, ai fini, della realizzazione di detti progetti, (l’attività dei docenti, l’attività
degli allievi, la gestione ed il funzionamento), ha favorito un buon apporto di risorse finanziarie
all’Ateneo che sono state riassegnate in alcuni casi per la prosecuzione delle stesse attività ed in
altri, per il finanziamento di nuove borse nei cicli successivi.
La criticità maggiormente riscontrata è data dalla difficoltà dell’inserimento della
quietanza bancaria nei mandati di pagamento.
72
73
Dall’analisi dei costi, il risultato delle rendicontazioni relative all’anno 2004 e certificate
al MIUR nell’anno 2005, è il seguente:
Prog.
Denominazione e Sede
Dottorato
11
Agrometeorologia
ed
Ecofisiologia dei Sistemi Agrari e
Forestali
(Dipartimento
di
Economia e Sistemi Arborei)
Antropologia, Storia Medievale,
Filologia e Letterature del
Mediterraneo
Occidentale
in
relazione
alla
Sardegna
(Dipartimento Teorie e Ricerche
dei Sistemi Culturali)
Biochimica,
Biologia
e
Biotecnologie
Molecolari
(Dipartimento
di
Scienze
Biomediche)
Biologia, Patologia e Tecnologie
della
riproduzione
animale
(Dipartimento
di
Biologia
Animale)
Biotecnologie
Microbiche
(Dipartimento
di
Scienze
Ambientali
Agrarie
e
Biotecnologie Agro-Alimentari)
Diritto ed Economia dei Sistemi
Produttivi
(Dipartimento
di
Scienze Giuridiche)
Epidemiologia molecolare dei
tumori (Dipartimento di Scienze
Biomediche)
Il Mediterraneo in età classica:
storia e culture (Dipartimento di
Storia)
Patologia
sperimentale
e
molecolare
(Dipartimento
di
Scienze Biomediche)
Produzione, Igiene Qualità degli
Alimenti di origine animale
(XVII), Produzione e Sicurezza
degli alimenti di origine animale
(XVIII) (Dipartimento di Biologia
Animale)
Scienza e Tecnologia dei Minerali
e delle Rocce di interesse
industriale (Facoltà di Scienze
MM.FF.NN.)
12
Scienze Chimiche (Dipartimento
di Chimica)
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
13
14
15
Scienze
farmaceutiche
(Dipartimento Farmaco Chimico e
Tossicologico)
Teorie
e
Pratiche
della
comunicazione
e
della
interculturalità (Facoltà di Lingue
e Letterature Straniere)
Virologia Fondamentale e Clinica
(Dipartimento
di
Scienze
Biomediche)
Sub-Totale €
Borse di
studio
Stipendi
Personale
T-A
INTERNO
Stipendi
Personale
T-A
ESTERNO
Ammor.ti
Costi
diretti
sostenuti
dei Centri
Autonomi
di Spesa
93.912,44
123.079,04
120.288,38
1.240,96
103,85
69.143,96
407.768,63
68.346,44
67.444,48
35.846,91
1.240,96
103,85
20.387,73
193.370,37
95.702,06
136.369,08
35.641,89
1.240,96
103,85
32.127,20
301.185,04
95.787,28
99.199,54
32.869,74
1.240,96
103,85
31.705,05
260.906,42
51.046,78
67.200,17
50.651,18
1.240,96
103,85
97.522,68
267.765,62
34.173,22
73.105,72
27.565,43
1.240,96
103,85
9.599,52
145.788,70
28.889,58
37.415,40
27.124,98
1.240,96
103,85
25.179,23
119.954,00
63.659,34
101.165,81
31.962,97
1.240,96
103,85
30.819,40
228.952,33
14.743,06
11.814,64
25.882,53
1.240,96
103,85
2.571,76
56.356,80
70.562,16
150.891,26
47.555,16
1.240,96
103,85
124.760,59
395.113,98
29.486,12
59.812,40
29.719,99
1.240,96
89,02
39.703,06
160.051,55
66.812,48
110.028,30
32.379,40
1.240,96
89,02
55.959,07
266.509,23
52.495,52
13.785,60
37.115,32
1.240,96
89,02
24.647,77
129.374,19
42.439,56
62.769,76
33.826,43
1.240,96
89,02
65.216,76
205.582,49
23.946,82
0,00
37.649,91
1.240,96
89,02
2.092,75
65.019,46
832.002,86
1.114.081,2
606.080,22
18.614,4
1483,6
631.436,53
3.203.698,81
Stipendi
Personale
Docente
73
Totale
Generale
74
Stipendi
Personale
Docente
Denominazione e Sede
Dottorato
Prog.
Fisiologia,
farmacologia,
morfologia e fisiopatologia dei
sistemi nervoso e cardiovascolare
(già Farmacologia comparata di
xenobiotici (XIV) e Farmac. e
tossic.
comparata
di
xenobiotici(XV) (Dipartimento di
Scienze Biomediche)
Fisiopatologia medica (Istituto di
Clinica Medica Generale e
Terapia Medica)
1
2
Stipendi
Personale
T-A
INTERNO
Borse di
studio
Stipendi
Personale
T-A
ESTERNO
Ammor.ti
Costi
diretti
sostenuti
dei Centri
Autonomi
di Spesa
Totale
Generale
*
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
1.941,69
1.941,69
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
1.731,90
1.731,90
Sub-Totale €
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.673,59
3.673,59
Totale €
832.002,86
1.114.081,20
606.080,22
18.614,40
1.483,60
635.110,12
3.207.372,40
* Spese relative ai dottorati di ricerca cofinanziati nel precedente bando le cui attività sono
terminate nell’anno 2003 e rendicontate nell’anno 2004.
A fine anno 2004 il MIUR ha trasferito la somma di € 2.000.000,00 e nell’anno 2005 è
stata ripartita ed iscritta in Bilancio nel seguente modo:
Progr.
Descrizione
Capitolo
1
Posti aggiuntivi Dott. di Ric. PON
Importo
Note
Somme da utilizzare per il pagamento
2000/2006.
F.S.1.05.04.51
747.102,00
delle borse dei Dottorati di ric.
Cofinanziati. PON 2000-2006, per
l’Anno 2005.
2
Spese vive e borse anticipate dai
Trasferimenti ai Centri di Spesa.
F.S.1.06.06.19
323.164,00
Dipartimenti dove si svolge l’attività
del dottorato. Rend. Anno 2003.
Somme
3
Scuole
Quota funzionamento Dottorati di
F.S.1.06.06.05
Ricerca
399.734,00
quantificate
per
il
dall’Ufficio
funzionamento
dei
dottorati cof. (€ 39.734,00 Differenza
Anno
2004
+
€
360.000,00
Assegnazione Anno 2005)
4
Comp.
lavoro
straordinario
pers.
Tec.-ammin.vo art. 66 CCNL.
5
Fondo
integrativo
indennità
di
responsabilità art.63 CCNL.
6
Spese
personale
a
F.S.1.03.02.05
50.000,00
F.S.1.03.02.08
100.000,00
F.S.1.05.02.09
380.000,00
Tempo
Determinato su finanziamenti privati
e Unione Europea (UE).
Totale €
74
2.000.000,00
Personale - Ore effettuate al di fuori
del normale orario di servizio.
*
75
Si precisa, che la somma di € 323.164,00 corrisponde al saldo delle somme rendicontate dai Centri di spesa
nell’anno 2003 compreso, in alcuni casi, dell’importo delle borse anticipato dai fondi del Dipartimento. Di seguito
si indicano gli importi trasferiti in modo analitico:
Prog.
Dipartimento/Istituto/Facoltà
Denominazione Dottorato
IMPORTO
1
Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei
Agrometeorologia ed Ecofisiologia dei Sistemi Agrari e
Forestali
31.770,00
2
Dipartimento Teorie e Ricerche dei Sistemi Culturali
Antropologia, Storia Medievale, Filologia e Letterature del
Mediterraneo Occidentale in relazione alla Sardegna
5.548,00
3
Dipartimento di Scienze Biomediche
Biochimica, Biologia e Biotecnologie Molecolari
14.471,00
5
Biologia, Patologia e Tecnologie della riproduzione
Dipartimento di Biologia Animale
animale
Dipartimento di Scienze Ambientali Agrarie e
Biotecnologie Agro-Alimentari
Biotecnologie Microbiche
6
Dipartimento di Scienze Giuridiche
Diritto ed Economia dei Sistemi Produttivi
7
Dipartimento di Scienze Biomediche
Epidemiologia molecolare dei tumori
14.412,00
8
Dipartimento di Scienze Biomediche
Fisiologia, farmacologia, morfologia e fisiopatologia dei
sistemi nervoso e cardiovascolare (già Farmacologia
comparata di xenobiotici (XIV) e Farmac. e tossic.
comparata di xenobiotici(XV)
15.146,00
9
Istituto di Clinica Medica Generale e Terapia Medica
4
12.322,00
54.442,00
2.171,00
10
Fisiopatologia medica
Individuazione, valorizzazione e gestione di specie vegetali
Dipartimento di Scienze Agronomiche e Genetica per l'ambiente mediterraneo ( Produttività delle piante
Vegetale Agraria
coltivate)
8.462,00
11
Dipartimento di Storia
Il Mediterraneo in età classica: storia e culture
5.430,00
12
Dip.to Farmacologia Ginecologia e Ostetricia
Neuroscienze (già Farmacologia e tossicologia)
15.046,00
13
Dipartimento di Scienze Biomediche
Patologia sperimentale e molecolare
14
Dipartimento di Biologia Animale
Produzione, Igiene Qualità degli Alimenti di origine
animale (XVII), Produzione e Sicurezza degli alimenti di
origine animale (XVIII)
45.582,00
15
Facoltà di Scienze MM.FF.NN.
Scienza e Tecnologia dei Minerali e delle Rocce di
interesse industriale
18.781,00
16
Dipartimento di Chimica
Scienze Chimiche
42.218,00
17
Dipartimento Farmaco Chimico e Tossicologico e
Dipartimento di Scienza del Farmaco
Scienze farmaceutiche
18
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
Teorie e Pratiche
interculturalità
19
Dipartimento di Scienze Biomediche
Virologia Fondamentale e Clinica
15.807,00
627,00
14.449,00
della
comunicazione
e
della
5.695,00
785,00
Totale €
323.164,00
Nello stesso anno 2005 è stata iscritta nel bilancio d’Ateneo, nel capitolo di spesa - F.S. 1.05.057 – Posti
aggiuntivi UE Dottorati di ricerca PO 1994/1999 – PON 2000/2006, la somma complessiva di € 329.328,00 di
cui:

€ 132.287,00 per l’Anno 2003

€ 197.041,00 per l’Anno 2004.
75
76
Detta somma fa riferimento alle risorse che il Miur ha destinato al nostro Ateneo nell’ambito della
“Programmazione del Sistema Universitario Triennale” per il consolidamento delle borse di dottorato oggetto di
cofinanziamento nell’ambito del Programma Operativo 1994-1999 “Ricerca, Sviluppo tecnologico ed alta
formazione” per le regioni dell’Obiettivo 1.
29. Assegnisti
Il Consiglio di Amministrazione ha assunto l’impegno per procedere rapidamente al bando di altri 22 assegni di
ricerca (due per Facoltà) finanziati dalla Fondazione Banco di Sardegna nel settembre 2005. In occasione di tali
nuove assegnazioni dovrà porsi preliminarmente il problema degli assegnisti scaduti o in scadenza, che
teoricamente possono concorrere ad altro assegno di ricerca, eventualmente cofinanziato.
Alla data del 15/11/2005 sono in servizio presso questo Ateneo 66 assegnisti di ricerca,
di cui:
3 del MURST (2 in scadenza ed uno da rinnovare dal sett. 2006),
25 finanziati da Dipartimenti,
20 assegni finanziati dalla Fondazione B.S. (1 tr.),
16 assegni finanziati dalla Fondazione B.S. (2 tr.),
1 centro eccellenza in scadenza
1 università (Museo della scienza) in scadenza
Sono inoltre in corso le procedure concorsuali per la restate parte degli assegni finanziati dalla
Fondazione B.S. (2 tr.) (n. 6), e quelle della 3 trance sempre con i finanziamenti della Fondazione
B.S. (22).
Infine si stanno cercando i fondi per rinnovare altri 7 assegni di ricerca inizialmente finanziati dal
Murst, ed assegnati uno per Facoltà.
Il numero degli assegnisti (come quello dei dottorandi) è costantemente cresciuto, con una velocità superiore
alla crescita dei docenti di ruolo.
Il Consiglio intende inoltre finanziare a parte:
- cofinanziamento di assegni di ricerca come da regolamento vigente con un impegno di 100 mila euro sul
bilancio 2006, da utilizzare per massimo un assegno per dipartimento
- rinnovi di 8 assegni ministeriali con una spesa di circa 150 milioni di euro per anno.
30. Comitato di Ateneo sulla valutazione della ricerca
Costituito nel corso del 2004 dopo la conferenza del 5 maggio alla quale ha partecipato il Presidente del CIVR
Franco Cuccurullo, il Comitato di Ateneo per la valutazione della ricerca ha selezionato 167 prodotti sugli oltre
mille presentati. In sintesi si può ricordare che le aree più rappresentate nell’ateneo sono quelle delle Scienze
mediche con 32 prodotti, delle scienze agrarie e veterinarie con 27 prodotti, delle Scienze biologiche con 20
prodotti. Tutte le altre aree sono rappresentate, sia pure con un numero di prodotti ridotto (uno per scienze
matematiche e informatiche, due per Scienze fisiche). Tre prodotti sono stati presentati nell’area speciale delle
Scienze e tecnologie per la valutazione ed la valorizzazione dei beni culturali, secondo il Regolamento approvato
dal Comitato di Ateneo, dal Senato Accademico (il 31 maggio 2004) e dal consiglio di Amministrazione (il 3
giugno 2004). Per quanto riguarda il grado di proprietà si segnala il peso ridotto delle scienze della terra con 5
prodotti (0,24) e dell’Ingegneria industriale e dell’informazione con 5 prodotti (0,30). La chiusura è del 23
settembre e l’Università di Sassari è stata tra le prime in Italia. L’Ateneo intende potenziare l’attività del nuovo
Comitato di Ateneo e riconosce il nuovo ruolo per i Comitati d’area, in parallelo con la commissione ricerca e
con la Conferenza permanente dei Dipartimenti. Intende pervenire ad un nuovo regolamento, che tra l’altro dovrà
prevedere:
- la composizione del Comitato di Ateneo e le modalità di elezione, con l’eventuale introduzione del divieto di
rieleggibilità;
- i criteri di selezione dei prodotti migliori all’interno delle singole aree: riservatezza; qualità; rilevanza,
notorietà del prodotto (citazioni e recensioni), autorevolezza della rivista su cui il prodotto è pubblicato, se non
compresa nelle riviste ISI; originalità-innovazione; internazionalizzazione; potenziale competitivo internazionale
(soprattutto per prodotti diversi dagli articoli su riviste ISI; grado di proprietà; ricaduta socio-economica; ove
possibile l’impact factor, carattere interdisciplinare del prodotto)
- il rapporto tra le aree
- il minimo grado di proprietà del singolo prodotto
- la pubblicizzazione dei risultati
- il deposito presso una biblioteca dell’Ateneo di tutti i prodotti della ricerca per il triennio 2004, 2005 e 2006.
La selezione effettuata per il triennio precedente ha dato i seguenti risultati:
76
77
Prodotti CIVR
Scienze matematiche e informatiche
1
Scienze fisiche
2
Scienze chimiche
16
Scienze della terra
5
Scienze biologiche
20
Scienze mediche
32
Scienze agrarie e veterinarie
27
Ingegneria civile ed architettura
5
Ingegneria industriale e dell'informazione
5
Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
12
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
10
Scienze giuridiche
16
Scienze economiche e statistiche
7
Scienze politiche e sociali
6
Scienze e tecnologie per la valorizzazione dei beni culturali
3
167
TOTALE
A conclusione di un anno di lavoro ed utilizzando i dati forniti dai Dipartimenti in vista della IV conferenza
sulla ricerca, il Comitato di valutazione dell’Ateneo ha osservato che nel triennio 2001-2003 l’attività di
trasferimento delle conoscenze scientifiche si è realizzata attraverso:
- organizzazione di convegni e conferenze di livello internazionale, presentazione dei lavori in sede scientifica in
Italia e all’estero (tutte le aree);
- alcune decine di seminari di aggiornamento rivolti ai tecnici operanti nel settore dell’allevamento degli ovini e
dei caprini (area 7), degli operatori di ambito agrario, come quello sulla disidratazione delle specie ortofrutticole
o sulla trasformazione delle olive da mensa (area 7);
- incontri con operatori specializzati;
- impianto di campi dimostrativi presso operatori agricoli, allo scopo di presentare nuove varietà e materiale in
fase avanzata di selezione e proporre nuove tecniche alternative (area 7);
- trasferimento diretto in azienda (ambito agrario e veterinario, per l’area 7);
- collaborazioni con imprese di diversi settori tra i quali quello zootecnico, agroalimentare e farmaceutico
nell’ambito di iniziative e sviluppo tecnologico, di consulenza e conduzione di prove sperimentali-scuole estive
(area 7);
- numerosissime collaborazioni di consulenza tecnico-scientifica con le Associazioni di imprese per il
trasferimento dei risultati delle attività di ricerca, specie nei settori strategici per il comparto economico e sociale
della Sardegna;
- specifiche convenzioni con imprese locali per il controllo ed il miglioramento della qualità di prodotti
agroalimentari e derivati (formaggio, vino, liquore di mirto ad es.) e lo sfruttamento energetico delle biomassse
(area 3);
- attività di trasferimento tecnico verso le ditte mangimistiche nazionali e internazionali (area 7), verso il Corpo
forestale e di vigilanza ambientale di alcune regioni, con l’Agenzia regionale per lo sviluppo e i servizi in
agricoltura della Regione Calabria e con i servizi regionali per lo sviluppo Agricolo delle Regioni del
Mezzogiorno (area 7).
- convenzioni con industrie in particolare con l’industria mineraria, con riferimento alla scoperta di nuovi
giacimenti di argille smettiche per i quali è stata presentata domanda di nuove concessioni minerarie in vista
dell’avvio di produzione nel medio periodo (area 4).
- convenzioni con Soprintendenze e Istituti di tutela del Mediterraneo in campo archeometrico e sul degrado dei
lapidei per il recupero di manufatti di interesse storico-archeologico (area 4, area 15f).
- rilascio di software nazionali e internazionali, come quello sull’alimentazione dei bovini da latte (area 7)
- pubblicazioni di manuali, come quello sull’alimentazione degli ovini da latte (area 7)
- pubblicazioni dei risultati della ricerca su riviste nazionali e internazionali con referee e impact factor
- quaderni didattici
- convenzioni di ricerca, collaborazioni, consulenze, prestazioni di servizi con Istituti, Associazioni, Aziende,
Consorzi, Imprese agro-industriali, ecc.
77
78
- stipula di contratti con Consorzi, come ad es. il Consorzio per lo sviluppo dei Distretti industriali per le
osservazioni della terra
- attività di ricerca e formazione a favore dei paesi in via di sviluppo, come i progetti-pilota MAE di ambito
storico-epigrafico ed archeologico sul patrimonio monumentale che vede l’Università di Sassari impegnata nel
Maghreb in particolare in Tunisia, in Algeria, in Marocco ed in Libia, tramite accordi di collaborazione con gli
Istituti preposti alla tutela e valorizzazione dei beni culturali (area 15f); oppure la ricerca sull’utilizzo dei sistemi
informativi geografici per i ricercatori dell’Università di Addis Abeba (area 7);
- attività sul campo nel settore della lotta alla desertificazione, sulle ricerche idriche sotterranee (area 7),
valorizzazione di specie minori di interesse agrario per le aree aride e semiaride, interventi nel settore delle
biodiversità, dell’implementazione delle tecniche colturali e di qualità (area 7),
- ampi nulla-osta ai docenti incaricati di consulenze e chiamati come interlocutori scientifici presso Comuni,
province, Regioni, Ministeri, Unione Europea;
- partecipazione a consorzi di ricerca, come il Consorzio interuniversitario in Economia e marketing dei prodotti
agro-alimentari (area 7), con l’intento di favorire l’interazione tra le Università consorziate e le industrie,
coordinare le competenze metodologiche delle Università nella realizzazione di centri e programmi scientifici,
porsi come interlocutore scientifico dei vari organi di governo dell’Unione Europea
- collaborazioni con istituti del CNR di Sassari e con altri Istituti di ricerca ed Enti di assistenza tecnica
regionali e nazionali
- cessione a favore degli operatori sotto forma di starter liquido di microrganismi isolati in tutta la Sardegna di
interesse alimentare ed agrario, prelevati dalla banda dell’Ateneo (area 7), valorizzazione e promozione della
biodiversità vegetale, animale e microbica (Germoplasma, ecc.).
- interventi di valutazione dell’applicabilità operativa ed economica di tecnologie innovative;
- attività di sperimentazione di apparecchi meccanici, svolta d’intesa con i tecnici degli enti pubblici preposti
- coinvolgimento dei produttori nell’ambito della meccanizzazione delle sugherete (area 7)
- sostegno all’attività del Centro di eccellenza dell’Università di Sassari, Centro interdisciplinare per lo sviluppo
della ricerca biotecnologia e per lo studio della biodiversità
- sostegno all’attività dei Dipartimenti, degli Istituti e dei centri interdipartimentali di ricerca come il Centro per
la conservazione e valorizzazione della biodiversità vegetale, il Centro Interdipartimentale per la Valorizzazione
dei prodotti Alimentari (C.I.V.A.P.A.), il Centro Interdisciplinare di Studi e Ricerche in Morfologia Dinamica,
il Centro di Spettroscopia, il Centro Informatico Scientifico Didattico, il Centro sulle province romane, il
CIAIMO, Centro interdisciplinare sull’archeologia delle isole del Mediterraneo, il Centro per la storia
dell’Università di Sassari, il Seminario di studi latino-americani, il Centro di genetica clinica, il Centro di studi
fenomenologici, il Centro per la raccolta e l’edizione dei documenti in latino, sardo e spagnolo prodotti in
Sardegna, il Centro di ricerca biblico-patristico, il Centro studi e ricerche di idrologia e talassoterapia, il Centro
per la ricerca didattica, il Centro di documentazione europea, il Nucleo ricerca desertificazione del Centro
interdipartimentale di Ateneo, ecc.
- collaborazione con alcuni centri interuniversitari, come il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile, il
Centro di Ricerca Sociologica, il Centro di Ricerca sulla Selvaggina e sui Miglioramenti Ambientali a fini
Faunistici, il Centro Ricerche Economiche e Mobilità, il Centro di Storia delle Università Italiane, il Centro di
Economia della Famiglia e della Popolazione, il Centro di Patologia Broncopolmonare Cronica, il Centro per le
Cefalee e Disordini Neurotrasmettitoriali del Sistema Nervoso, il Centro Studi in Agroingegneria, il Centro
Studio dei Protozoi, per la Qualità dell'Ambiente e la Salute dell'Uomo, il Centro Utilizzazione e Conservazione
del Germoplasma Vegetale Mediterraneo, il Centro Problemi della Montagna, della Collina e dei Sistemi AgroForestali, il Centro del Diritto Costituzionale e Regionale.
- contributo alla realizzazione del Centro Euro Mediterraneo per i cambiamenti climatici (area 5)
- partecipazione a ricerche europee, internazionali e nazionali, in collaborazione con altre Università, consorzi e
centri di ricerca, finalizzate in particolare su aspetti applicativi e pratici (un’esemplificazione è impossibile, ma si
pensi alle collaborazioni del Dipartimento di chimica con il Consorzio interuniversitario per la chimica
dell’ambiente, con il Consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e tecnologia dei materiali, con il
CRS4 in tema di caratterizzazione di alimenti in funzione di variabili chimiche e ambientali (in particolare per il
miele sardo), di metodologie di sintesi a basso impatto ambientale, di sintesi di nuovi materiali metallici e
polimerici, di sfruttamento di fonti energetiche variabili.
- orientamento dell’attività di ricerca in particolare su alcuni ambiti legati allo sviluppo, dall’ambiente all’agroalimentare, dalla sanità ai settori più avanzati della ricerca umanistica, sia di base che applicata, con
un’articolazione quanto mai ampia e differenziata: ad esempio la biodiversità (in ambito vegetale, animale,
umano); la lotta biologica (in ambito agrario); le tecnologie per la coltivazione delle specie erbacee ed arboree;
gli ecosistemi naturali; le biotecnologie microbiche per la produzione degli alimenti; l’agrometereologia; le
biotecnologie applicate alla riproduzione animale oppure alla patogenesi delle malattie infettive; gli alimenti di
origine animale; la farmacologia comparata, in ambito veterinario e non solo; i temi relativi alla genetica delle
popolazione umana e animale; l’epidemiologia molecolare dei tumori; la fisiopatologia medica; le neuroscienze;
l’acquacoltura; l’alimentazione; l’energia rinnovabile e pulita; i nuovi materiali e le nuove applicazioni
tecnologiche; i beni culturali, in rapporto alla Sardegna ed al Mediterraneo; l’informatica applicata alle scienze
umane e sociali; la metodologia della formazione e dell’informazione; la geografia ambientale; il diritto e
l’economia dei sistemi produttivi; la linguistica.
78
79
- adesione a società internazionali, accademie, ecc.
- reclutamento pro tempore di unità di personale tecnico e medico da utilizzare nelle ricerche, con un
trasferimento e accrescimento delle competenze e con un rilevante impatto occupazionale.
L’Università di Sassari nel corso del triennio 2001-3003 ha avviato intensi rapporti tra il sistema
università/ricerca e il sistema produttivo attraverso la istituzione programmata di uno spin-off e di un
industrial liaison-office.
31. Ricerca
Vogliamo iniziare questo capitolo con una nota positiva: nell’ultimo anno l’Ateneo ha potuto raggiungere
importanti risultati scientifici in molti settori della ricerca. Il conferimento del premio Nobel a Barry Marshall è
in qualche modo legato all’Università di Sassari, se l’attività svolta in Clinica Medica, nell’istituto di Igiene e
nell’istituto di Anatomia patologica hanno portato alcuni ricercatori sardi a contribuire attivamente alla
sperimentazione che si è svolta ad Houston in Texas sull’Helicobacter pylori, in collaborazione proprio con
Barry Marshall.
Raccogliendo le osservazioni e gli stimoli fin qui pervenuti anche attraverso le quattro successive Conferenze
di Ateneo e dagli interventi del Nucleo di valutazione, si definiscono alcuni obiettivi prioritari, nella prospettiva
di un progressivo allargamento delle fonti di finanziamento per la ricerca e di una integrazione e razionalizzazione
della spesa in materia di ricerca scientifica, con interventi per la qualificazione delle iniziative e l’inserimento
delle strutture dell’Università entro ampi circuiti di ricerca locali ed internazionali, partendo però dalla
valorizzazione delle competenze disponibili e delle potenzialità socio-economico-culturali locali.
Gli obiettivi principali sono quelli di uno sviluppo della ricerca di base, di un incremento degli scambi
scientifici in ambito sovrannazionale e nazionale, di un’opzione a favore delle grandi ricerche disciplinari che
raggruppino un numero consistente di ricercatori, di sostegno alle pubblicazioni specializzate, di finanziamento
di convegni internazionali, nazionali e locali, di un processo di valutazione dei prodotti della ricerca sempre più
limpido e verificabile.
In ambito regionale, l’Università si sente impegnata a sostenere sul piano della ricerca scientifica la politica di
sviluppo dei parchi naturali, del parco geo-minerario (riconosciuto dall’UNESCO ed istituito con decreto del
Ministro dell’ambiente del 16 ottobre 2001) e dei parchi marini in Sardegna. L’Ateneo sarà un interlocutore
necessario nella politica dei parchi ambientali. In particolare al servizio del possibile nuovo Parco Nazionale del
Gennargentu, l’Università di Sassari ha compiuto uno sforzo consistente per sostenere alcune iniziative di ricerca
decentrate sul territorio: la nascita dei laboratori dei Corsi di laurea della Facoltà di Agraria e della Facoltà di
Scienze MM.FF.NN. a Nuoro vuole qualificare quello che è stato un investimento generoso per lo sviluppo
delle zone interne della Sardegna, una politica di sinergia con gli EE.LL. Si intende ricordare più in generale
anche l’impegno per gli altri parchi, come il parco delle Bocche di Bonifacio, il Parco della Maddalena, quello
di San Teodoro-Tavolara-Capo Codacavallo, gli altri previsti parchi regionali in Sardegna, ad iniziare da quello
di Porto Conte. Con il Parco Nazionale dell’Asinara è vigente una convenzione quadro del 14 marzo 2000, al
cui interno sono stati realizzati accordi di settore per diverse Facoltà e Dipartimenti (nascita di un osservatorio
faunistico, convenzione con le Facoltà di Giurisprudenza, di Agraria, di Veterinaria, di Scienze M.F.N., ecc.).
L’Università adotta programmaticamente i temi indicati dalla L.R. 26/97 in materia di difesa della lingua e
della cultura della Sardegna, si schiera a difesa dei programmi per la realizzazione dei parchi tematici, in
particolare dei parchi archeologici, geominerari, letterari, ecc.
Infine l’Ateneo sostiene la cooperazione allo sviluppo, attraverso rapporti e convenzioni con le Università dei
paesi terzi e con le ONG e, in parallelo, promuove i valori della solidarietà politica, economica e sociale come
previsto dall’art. 2 della Costituzione, in ambito didattico. L’estensione della cooperazione interuniversitaria è
affermata come servizio alla società ed alla comunità internazionale in favore della pace e dello sviluppo,
attraverso una vera cultura della solidarietà.
Pur tenendo presenti le preoccupazioni per il mancato incremento dei finanziamenti ministeriali a favore della
ricerca universitaria, gli obiettivi prioritari sono i seguenti:
a-qualificazione della ricerca di Ateneo, costituzione di reti nazionali ed europee, aumento significativo
dell’internazionalizzazione, avvio di un processo di valutazione che determini un miglioramento della qualità
della ricerca, la registrazione di brevetti, la costituzione di spin-off;
b- miglioramento del tasso di partecipazione e di successo ai Programmi di ricerca di interesse nazionale (PRIN
ex 40%). I risultati sono molto positivi ed i finanziamenti sono consistenti passando da 1,2 milioni di euro del
2000, a 1,0 milioni di euro del 2001, a 1,2 milioni di euro del 2002, a 1,4 milioni di euro nel 2003, a 1,0
milioni di euro nell’ultimo anno (2004), con un cofinanziamento da parte dell’Ateneo di 0,4 milioni di euro per
46 progetti finanziati, una decina con coordinatore nazionale in sede; va aggiunto il cofinanziamento virtuale
impegnato per il 2005 di 1,2 milioni di euro. Si segnala:
- la crescita dei progetti presentati, passati da 81 del 2000 a 109 nel 2003
- l’aumento dei progetti finanziati passati da 41 nel 2000 a 49 nel 2003
- l’aumento dei numero dei ricercatori coinvolti passati da 246 del 2000 a 324 nel 2003
- l’aumento dei ricercatori finanziati passati da 124 del 2000 a 167 del 2003.
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A livello nazionale l’Ateneo vede migliorare nettamente le sue posizioni, collocandosi il 23° posizione con un
tasso di successo dello 0,45, più alto del tasso nazionale medio dello 0,41 (ciò nel 2003; era in 59° posizione
nel 2000).
Il successo però riguarda prevalentemente alcune aree, Scienze mediche, agrarie, antichità e soprattutto i
Dipartimenti.
c- miglioramento del tasso di partecipazione e di successo ai Programmi di ricerca di base (FIRB), sia nei
modelli A che nei modelli B, progetti autonomi e progetti negoziali (nel 2001 sono stati finanziati 1 progetto
negoziale modello A per 323 mila euro, 3 progetti autonomi per 130 mila euro più 56 mila certificati e 8
progetti negoziali per 621 mila euro, cui vanno aggiunti finanziamenti certificati per oltre 400 mila euro: il totale
disponibile supera il milione e mezzo di euro.
d- riflessione sulla possibilità di arrivare ad un rifinanziamento del fondo di ricerca per giovani ricercatori,
abolito dal Ministero su richiesta della Conferenza dei Rettori per la quale il sistema favoriva la frammentazione
dei gruppi di ricerca e non produceva risultati sensibili.
e- sostegno alla ricerca intrauniversitaria FAR dell’ex 60%, con nuova regolamentazione, da tempo all’esame
del Senato e del Consiglio di Amministrazione, che raccomandano il mantenimento di un sistema di valutazione
da parte di commissioni di Dipartimento. Si è riusciti a mantenere anche per il 2006 un rilevante stanziamento,
su un livello superiore a quello del 2005 di 600.000 Euro, ancora distante purtroppo dalla quota considerata
fisiologica di 1,2 milioni di euro (livello al quale il FAR arrivava fino al 2001). Al momento il Nucleo di
Valutazione lamenta il fatto che quasi la totalità dei progetti sia finanziata (99,5%) senza alcuna effettiva selezione
da parte delle commissioni, con un finanziamento decrescente che è arrivato nel 2003 ad appena 2315 Euro per
progetto ed a 578 Euro per partecipante, cifre che si abbassano ulteriormente negli Istituti.
Verrà portato all’attenzione degli organi accademici un nuovo regolamento, con lo scopo di migliorare la
valutazione dell’intero processo, attualmente affidato alle commissioni di Dipartimento, con squilibri e
diseconomie che determinano un finanziamento sostanzialmente “a pioggia”, che produce risultati assolutamente
inferiori alla massa finanziaria che l’Ateneo con crescente difficoltà mette ogni anno a disposizione. Le domande
di contributo presentate nel 2004 attraverso l’anagrafe informatizzata di Ateneo sono notevolmente ridotte,
passando dai 435 progetti del 2002 (punta massima) ai 293 progetti del 2004. I partecipanti sono scesi da 1307
del 2002 (punta massima) a 714 del 2004. Eppure sono calate le singole quote, sia per le aree disciplinari con
coefficiente 5, sia per le aree con coefficente 3 o 2. I consuntivi presentati per via elettronica sembrano in regola
con le domande, con uno scostamento di soli 22 progetti nel 2001. Le pubblicazioni inserite sono 2402 nel
2002, 2227 nel 2003 e 1484 nel 2004. Quelle rendicontate sono 960 per il 2001.
Al momento per tale procedura sono stati inseriti i dati riguardanti:
- i rendiconti dall’anno 1997 all’anno 2001 (direttamente dai ricercatori interessati): il numero dei rendiconti
2001 è relativo a 370 progetti;
- le richieste di finanziamento dal 1997 al 2000 (tramite una procedura di data-entry utilizzata da personale in
servizio al C.E.D.);
- le richieste di finanziamento dall’anno 2001 al 2004 (direttamente dai ricercatori interessati);
Si è stabilito che potranno accedere alla procedura solo coloro che:
- avranno prima inserito il rendiconto per l’anno 2002 (se in tale anno avevano fatto richiesta di finanziamento e
tale richiesta era stata finanziata);
- avranno aggiornato la loro anagrafe della ricerca entro il 31 dicembre 2004.
È stato inoltre stabilito che l’unica modalità per potere ottenere i dati di accesso sarà quello di fare esplicita
richiesta, tramite posta elettronica, alla persona delegata dell’Ufficio Ricerca e Relazioni Internazionali. Tale
discorso vale anche per i dati di accesso relativi alle commissioni. Inoltre i dati relativi all’anagrafe personale di
ogni ricercatore (nome, cognome, qualifica, ecc.) sono sempre aggiornati ed allineati a quelli del database dei
dipendenti. Eventuali modifiche potranno esse apportate solo dal personale dell’Ufficio Personale Docente.
Per rendere completamente autonoma la gestione della procedura dall’intervento del personale del C.E.D., sono
stati completati i moduli che permettono:
- l’inserimento e la modifica dei limiti temporali per le attività dei ricercatori e delle commissioni;
- l’intervento su dati inseriti dai ricercatori per eventuali correzioni fuori dei limiti temporali stabiliti;
- l’assegnazione delle cifre alle commissioni e la verifica del corretto assegnamento ai ricercatori interessati;
- la preparazione delle lettere di assegnazione da inviare ai ricercatori che hanno ricevuto il finanziamento.
Infine, una volta realizzata l’integrazione con la procedura dell’anagrafe della ricerca, sarà possibile anche
prelevare temi di ricerca o pubblicazioni già inserite, senza doverle riscrivere da una procedura all’altra e
viceversa.
f- aumento delle entrate per la ricerca per docente, in relazione al miglioramento della produttività media dei
docenti non solo in relazione ai finanziamenti ottenuti dal MIUR e stanziati dall’Ateneo, ma anche ai
finanziamenti esterni per contratti di ricerca, prestazioni in conto terzi, consulenze di ricerca, convenzioni,
collaborazioni ottenuti da altri enti pubblici e non solo. Il Nucleo di valutazione ha raccomandato un
accorpamento delle poste di bilancio ed una depurazione da entrate che non riguardano la ricerca, per una lettura
più chiara dei dati.
Va segnalato il consistente livello raggiunto negli ultimi anni dalle prestazioni a pagamento in conto terzi (anche
se in calo dai 3,2 milioni di euro del 2001 al 1,1 milione di euro del 2002 ed allo 0,8 milioni di euro del 2003,
80
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probabilmente in relazione ad una differente certificazione in sede di bilancio). I contratti di ricerca sono passati
da 0,3 milioni di euro del 2001 a 2,4 milioni di euro del 2002 ed ad 1,1 milioni di euro del 2003.
I finanziamenti esterni della ricerca sono per 1,4 milioni di Euro di provenienza MIUR, per 0,5 milioni di euro
da altri ministeri, per 2,4 milioni dalla Regione, dai Comuni e dalle province e per 1,1 milioni da altri
contributi pubblici e privati.
g- In particolare per i finanziamenti CNR, si manterrà viva l’attenzione dei ricercatori per moltiplicare le
occasioni per la partecipazione a grandi progetti ed a singole ricerche (i finanziamenti a progetti presentati dalle
Università si sono arrestati nel 1999). Le attuali difficoltà finanziarie, organizzative e politiche del Consiglio
Nazionale delle Ricerche non possono portare a trascurare i programmi già finanziati, che si intende
difendere, per gli investimenti nelle strutture murarie di Baldinca e per la riattivazione dell’area di ricerca di
Sassari, per lo sviluppo dei Centri di ricerca, anche attraverso la nascita di nuovi organi CNR sia in campo
sperimentale che in campo umanistico. Purtroppo non è stata scongiurata la soppressione dell’Area di ricerca
CNR di Sassari, per la quale ci si continuerà a battere; l’Università proporrà l’utilizzazione comune di servizi e
di risorse dell’Università e del CNR, anche attraverso una convenzione CNR-Regione-Università. L’Ateneo
segue con vivo interesse lo sviluppo del programma edilizio del CNR e le nuove opportunità offerte dalla recente
stipula di una convenzione Università-CNR. Sollecita l’assegnazione del personale ed il potenziamento delle
strutture, con attuazione delle intese precedenti. Ha sostenuto la stipula di una convenzione CNR-UniversitàPorto Conte Ricerche per i locali di Tramariglio (stipulata il 3 maggio 2002). Sostiene la nascita di Istituti
CNR in area umanistica. Ha operato attivamente il Comitato paritetico università-CNR presieduto dai proff.
Mastino e Benicasa, che si è espresso sulle linee generali della convenzione stipulata il 19 dicembre 2001 e su
una ventina di associazioni di ricercatori CNR all’Università e viceversa.
Il Prof. Adriano De Maio nel lasciare la carica di Commissario straordinario del CNR ha, tra l’altro,
identificato tra i principali problemi che riguardano l’Ente a livello nazionale la mancanza di sistemi adeguati di
valutazione e di sanzione con una «cogestione di fatto impropria per un ente in cui la meritocrazia dovrebbe
costituire il principio di base da cui non si può derogare e in cui la “qualità” risulta un parametro quasi
completamente assente; e inoltre, lamenta il fatto che nell’Ente non sembra … sia stata presente una qualche
politica che eviti le duplicazioni e permetta di acquisire risorse strumentali di alta qualità». Nella ampia
relazione De Maio elenca i problemi che ha dovuto affrontare e fa un forte richiamo al fatto che “gli altri” stanno
sempre più concentrando le loro risorse in centri di vera eccellenza, anche se ritiene opportuno ricordare che nel
caso del CNR bisogna evitare una politica eccessivamente top-down equilibrando i disegni generali con quello
che si crea “spontaneamente “dal basso, evitando quindi, da un lato, la distribuzione delle risorse “a pioggia” e,
da un altro, evitare di perseverare in politiche non completamente soddisfacenti richiamando il caso delle
“cattedrali nel deserto” o, più recentemente, i “parchi scientifici”. Tali osservazioni saranno tenute presenti
anche in sede locale.
h- razionalizzazione dei finanziamenti regionali, attraverso la piena entrata in funzione della L.R. 26/96, che si
calcola metterà a disposizione una massa di oltre 4,5 milioni di Euro per il 2005 all’interno del fondo globale, a
favore di singole iniziative o di singole Facoltà ed a favore dei Consorzi sul territorio.
i- aumento dei finanziamenti esterni della ricerca per docente: attualmente una quota consistente e crescente dei
fondi della ricerca proviene dall’esterno, attraverso contratti e convenzioni e prestazioni a pagamento, per quanto
si assista ad una situazione enormemente squilibrata, a seconda dei Dipartimenti e dei centri di spesa.
L’obiettivo di stimolare Dipartimenti e Istituti in tale direzione appare assolutamente prioritario, anche
attraverso un’azione di sensibilizzazione e di informazione che è affidata alla commissione ricerca.
l- miglioramento del sistema di controllo interno per una raccolta dei dati, adozione di strumenti di
programmazione e controllo, sostegno ai docenti per una migliore capacità di intercettare i fondi per la ricerca:
sarà potenziata la Conferenza dei direttori dei Dipartimenti e sarà trasformata in organo tecnico l’attuale
Commissione ricerca, che dovrà avvalersi dell’Ufficio Ricerca adeguatamente potenziato e strutturato.
m- aggiornamento dell’anagrafe informatizzata della ricerca sul sito Web ufficiale dell’Ateneo: dopo
l’esperienza dell’informatizzazione delle procedure per le domande e le rendicontazioni del 60%, l’anno 2002 è
stato quello della nascita dell’anagrafe informatizzata della ricerca studiata dall’ing. Pier Nicola Labate, che ha
avuto un ottimo successo e che ha superato la fase sperimentale, comprendendo anche una presentazione dei
curricula dei docenti ed eventualmente una fotografia. Hanno aderito all’anagrafe 569 docenti, 552 dei quali
hanno dichiarato il proprio curriculum; i temi di ricerca certificati sono 1334, le pubblicazioni 9111. Con l’anno
2005 si procederà ad un aggiornamento dell’anagrafe, adottando il programma Polaris dell’Università di Trento,
d’intesa con l’Assessorato Regionale alla Cultura e possibilmente dell’Università di Cagliari.
Come è noto non esistono arretrati, dal momento che sono state pubblicate (curate dal prof. Antonello Mattone)
le anagrafi fino all’anno 2000, inoltre le due anagrafi degli assegnisti di ricerca (curata da Billia Mura e Maria
Pilo, Alessio Tola e Alessandro Soddu) e l’anagrafe dei dottorandi (curata da Cecilia Cazzona). È stata curata la
stampa su carta dell’anagrafe informatizzata aggiornata al 30 dicembre 2001, in un numero limitatissimo di
copie.
Si può pensare, invece, di rendere i dati dell’anagrafe fruibili per un’eventuale stampa cartacea. Infatti, per le
caratteristiche tecnologiche del sistema a disposizione, i dati sono utilizzabili facilmente per la visualizzazione
tramite browser-web. Per ottenere una stampa, senza incorrere in grosse complicazioni, è necessario fornire al
C.E.D. sistemi software e hardware adatti allo scopo e più evoluti di quelli al momento a disposizione.
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n- estensione del numero dei Dipartimenti. È stata ormai ampiamente accertata la migliore efficienza dei
Dipartimenti rispetto agli Istituti, per cui ci si propone di estendere ulteriormente l’esperienza dipartimentale,
ancora rimasta incompiuta all’interno dell’Ateneo; e ciò anche attraverso incentivazioni nell’attribuzione delle
dotazioni finanziarie. Attualmente (dati del Nucleo di valutazione relativi al 2003) solo il 77% dei 1005
ricercatori totali compresi dottorandi e assegnisti (774) afferisce ai 20 Dipartimenti, mentre ben 231 ricercatori
totali (231 l’anno 2003), pari al 23%, afferisce ai 27 Istituti ancora attivi. Il dato delle afferenze ai Dipartimenti è
comunque in crescita e passa dai 410 docenti di ruolo afferenti nel 2000 ai 482 del 2003 (+ 18%, con un numero
medio per struttura pari a 22 unità). Negli Istituti diminuisce da 198 a 184 (-5%, con un numero medio per
struttura pari a 8 unità). Per quanto riguarda il personale tecnico amministrativo, il Nucleo calcola che 203 unità
aderiscono ai Dipartimenti (con un rapporto docenti/personale di 0,58) e 115 agli Istituti (con un rapporto più
alto, 0,82). La media è 0,66.
o- incremento dell’operosità scientifica dei docenti e valutazione della ricerca: sarebbe utile che in occasione
della prossima relazione il Nucleo di valutazione riprendesse il tema della produzione scientifica dei docenti,
utilizzando i dati dell’anagrafe informatizzata di Ateneo e soprattutto i risultati della selezione dei migliori
prodotti per il CIVR ed esaminando volumi, articoli, comunicazioni a congressi, con o senza referee: tale
accertamento ha in passato favorito una certificazione più accurata dei risultati ed indirettamente un incremento
dell’operosità scientifica. La disponibilità dei dati sull’anagrafe informatizzata renderebbe tale indagine più
semplice.
p- programmazione di interventi una tantum per grandi attrezzature scientifiche, per il rinnovo delle macchine
agricole, per il completamento della rete informatica: tali interventi potranno essere attuati anche attraverso il
Programma operativo nazionale ricerca PON 2001-06.
Sono in costante sviluppo le azioni di programmazione sul PON nazionale 2000-2006. Si conoscono già gli
ottimi risultati conseguiti dall’Ateneo a partire dall’anno 2003 con un totale di 3,5 milioni di euro ottenuti dal
MIUR e 1,2 milioni messi a disposizione dalle strutture dell’Ateneo:
- Facoltà di Medicina: Sviluppo tecnologico e potenziamento di attrezzature diagnostiche nell’ambito del centro
regionale per la diagnosi e la cura della sclerosi multipla, per un totale di 1,394 milioni di Euro, di cui 1,046 di
provenienza MIUR (verrà acquistata una Risonanza Magnetica che sarà resa disponibile anche alla Radiologia);
- Dipartimento di Biologia Animale: Potenziamento di un centro per la realizzazione di studi e ricerche sulla
filiera delle carni fresche e trasformate: 650mila Euro, di cui 480mila dal MIUR;
- Facoltà di Veterinaria: adeguamento dell’offerta formativa della Facoltà di Medicina Veterinaria alle nuove
tecnologie: 486 mila Euro, di cui 340mila dal MIUR;
- Centro Linguistico di Ateneo: Progetto di Ateneo di learning e training linguistico: poli periferici e laboratori
regionali del centro linguistico,per 1,520 milioni di Euro, di cui 1,185 dal MIUR.
- Facoltà di Giurisprudenza: progetto di adeguamento tecnologico e formazione giuridica dell’Università di
Sassari, che prevedeva un investimento di 713 mila euro.
Nel corso del 2003 sono stati inoltre finanziati, e avviati nel 2004:
-Progetto di potenziamento delle attrezzature per l’Orientamento, con fondi MIUR e FESR per € 180.000, che
ha permesso il rinnovo e l’implementazione delle dotazioni hardware e software di Ateneo per i servizi di
orientamento (postazioni per studenti, aula didattica, software di autoapprendimento linguistico);
-Progetto “Università e Territorio-Alta formazione e formazione a distanza” - PON 2000-2006 “Ricerca
Scientifica, “Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione”, Misura II.2.- Azione B – per un totale di 994.341,81
euro, per l’incremento della capacità di erogazione di attività formative FAD tramite la realizzazione di classi
“parallele” nei poli decentrati, collegate con sistemi di videoconferenza e di formazione a distanza di tipo
sincrono.
-Progetto “Potenziamento in banda larga della rete dell’Università di Sassari” – avviso 901, del 08.01.2004,
Asse II, Mis. II.2 - PON 2000-2006, per un totale di 750.000 euro. Attualmente la rete telematica dell’Ateneo è
costituita da reti locali isolate separate da suolo pubblico, realizzate a partire dal 1995, collegate tra loro
mediante linee di trasmissione dati della società Telecom Italia S.p.A. – unico fornitore locale - con una
topologia a stella al cui centro, in locali non idonei, sono installate le apparecchiature di collegamento con la
rete GARR, mentre i server di gestione dei vari servizi sono dislocati in due diverse sedi. L’Ateneo vuole
pertanto colmare il divario tecnologico della sua attuale infrastruttura di rete, diffondere l’utilizzo delle tecnologie
digitali al suo interno e sul territorio tramite una rete trasmissiva a banda larga che consentirà una connessione
stabile ed efficiente con tutte le sue sedi.
q- mantenimento delle iniziative in atto in materia di finanziamenti per convegni e conferenze, per stampa di
riviste ed Annali di Facoltà; con soddisfazione si segnala la recentissima uscita dei numeri 0 ed 1 degli Annali
della Facoltà di Lingue e letterature straniere;
r- interventi per semplificare l’accesso ai finanziamenti europei con particolare riguardo per i Fondi strutturali
europei e per l’INTERREG III.
Sono tutti in fase i progetti INTERREG IIIA nell’ambito del PIC Sardegna-Corsica-Toscana.
L’esperienza maturata nei progetti INTERREG I e II ha convinto a riproporre su nuove basi i rapporti di collaborazione con le aree
transfrontaliere, che nel programma in corso non comprendono solo la Corsica ma anche la Toscana. Sono quindi stati sviluppati gli
accordi con l’Università di Corsica e quella di Pisa– legandoli ad un accordo preliminare che preveda lo scambio di docenti, ricercatori,
assegnisti, dottorandi, studenti per una migliore comprensione dei reciproci problemi e necessità – all’interno del programma
INTERREG III, nel cui ambito si vogliono promuovere progetti di qualità ma soprattutto di reciproco interesse. Tenuto conto delle
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dimensioni e delle peculiarità della sede partner del progetto, si è anche convenuto di operare una scelta
preliminare intorno ad aree progettuali che coinvolgano principalmente competenze dell’area umanistica, delle
scienze della natura e delle agrorisorse.
Quadro di sintesi
Progetti Interreg: Finanziamento
Tot. Area Agrorisorse372.000 euro
Tot. Area Ambiente298.000 euro
Tot. Area Cultura 283.000 euro
N. progetti approvati dal Comitato di Gestione (primo e secondo bando) 13
Valore totale progetti 1.032.913,80 euro
L’Università di Sassari è inoltre stata coinvolta con successo in un progetto INTERREG IIIB con la Regione
Autonoma della Sardegna, nell’ambito dei Progetti REPORTS MEDOCC e PORT NET MED PLUS, per un
totale di 50.000 euro.
La prossima riforma dell’INTERREG, con allargamento all’Africa Mediterranea consentirà di potenziare i
tradizionali filoni di ricerca del nostro Ateneo.
s- impegno per estendere i finanziamenti europei: si prevede di attivare diverse iniziative riguardanti i Fondi
Strutturali e più in particolare i finanziamenti relativi al Fondo Sociale Europeo (FSE), all’INTERREG ed al VI
Programma Quadro (PQ). I Fondi Strutturali, per le innumerevoli iniziative che propongono, comporteranno un
tempestivo potenziamento dell’Ufficio Ricerca in modo da rispondere meglio ai programmi operativi regionali e
nazionali per le attività già presenti (PON, POR) e per quelle che si possono aggiungere nell’ambito delle
iniziative contenute nei documenti programmatici per il periodo 2007-2013 e in riferimento al VII PQ, al fine di
assicurare ai ricercatori la necessaria assistenza amministrativa nella predisposizione dei progetti, nella
negoziazione e nella ricerca dei partner.
Per il VI programma quadro il delegato prof. Michele Gutierrez ha svolto un’azione di promozione, che ha
visto la nascita di un sito nelle pagine Web dell’Ateneo e una costante informazione alla vigilia della scadenza
degli inviti a presentare proposte. I risultati ottenuti sono stati solo parzialmente soddisfacenti.
Al momento risulta finanziato il progetto Biosecure del Dipartimento di Architettura e pianificazione (responsabile
Massimo Tistarelli) per 5490,00 Euro. Si tratta di un progetto che vede l’Università di Sassari partner con altre
istituzioni europee ed extraeuropee: Caisse des Depots et consignations (CDC), GET-ENST, Institut EURECOM,
Thales, Universities of Avignon, Kent, Wales, Magdeburg, Vigo, Zaragoza, Bologna, Tessaloniki, Twente,
Ljubljana, Fribourg, Zagreb, San Jose, Politechnical University of Madrid, Fondazione Ugo Bordoni, Joanneum
Research Forschungsgesellschaft GmbH, Centrum voor Wiskunde en Informatica, Hoegskolan I Halmstad, EPFL,
Institute for Information Technologies, Bogazici Universitesi, Michigan State University, University of Surrey.
Scopo del progetto è lo studio delle applicazioni biometriche ai dispositivi di sicurezza e di riconoscimento delle
persone.
Per la struttura Dipartimentale di Chirurgia Anestesiologica è stato approvato il progetto GEHA coordinato da
Luca Deiana, con un finanziamento di 167.000 Euro.
Lo scopo del IP GEHA è identificare i geni addetti all'invecchiamento ed alla longevità, che permettono agli
individui di sopravvivere alla vecchiaia in buona funzione conoscitiva e fisica ed in assenza di tutte quelle malattie
relative all'età avanzata.
Per il Dipartimento di Chimica è stato finanziato il progetto INDAC CHEM coordinato dal prof. Serafino
Gladiali per 250.000 Euro (da confermare). Il progetto, che vede l’Università di Sassari partner con le Università
di Nottingham, Geneve e Dortmund è stato recentemente approvato dalla Comunità nel quadro delle Early Stage
Reaserch Training Actions (EST), una delle Marie Curie Actions, ed ha come scopo il potenziamento delle
attività dirette ad incrementare il numero delle lauree scientifiche e dei Dottorati nell’area scientifica in Europa.
Per il Dipartimento di Scienze Biomediche risulta finanziato il progetto VENOMYC per 796
mila euro.
Per il VII PQ verranno studiate iniziative concrete in proposito, sia a livello di promozione e di
sensibilizzazione, che a livello di formazione.
Nel V programma quadro risultano finanziati negli anni 1998-2002 ben 13 progetti per 1,2 milioni di Euro, per i
Dipartimenti di scienze Zootecniche (2 progetti), Botanica ed Ecologia vegetale (2 progetti), Istituto Economico
e Aziendale, Scienze biomediche (3 progetti), chimica, Matematica e fisica (2 progetti), Nucleo di ricerca sulla
desertificazione.
t- nascita di nuovi laboratori e di Centri di eccellenza nella ricerca; sostegno al nuovo Centro di eccellenza per
le biodiversità diretto dal prof. Bruno Masala e parzialmente cofinanziato dall’Ateneo; interventi di ripristino
delle aziende sperimentali agrarie e veterinarie. Ci si propone di sostenere la nascita di almeno un secondo centro
di eccellenza e si stanno definendo le proposte.
u- nuove postazioni di lavoro per assegnisti, contrattisti regionali, nuovi ricercatori e professori presso i
laboratori ed i Dipartimenti.
v- L’Università sarà chiamata a stabilire con le Amministrazioni regionali, provinciali e comunali, con le
componenti produttive del territorio un più stretto rapporto di collaborazione, anche attraverso la costituzione di
Consorzi di ricerca per particolari finalità; si può concretamente puntare anche ad una presenza qualificata
dell’Università nei consorzi già attivi: primo tra tutti il Consorzio Porto Conte Ricerche, attuale “polo” del Parco
scientifico e tecnologico regionale del Nord-Sardegna per le biotecnologie applicate ai settori agroalimentare,
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ambientale, veterinario e medico. Si guarderà ad un rapporto consortile di collaborazione anche con altri Istituti,
l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, l’Istituto Zootecnico e Caseario, l’Istituto Incremento Ippico,
la Stazione sperimentale del sughero, il CRS4 (è ancora efficace la convenzione del 1996), il Consorzio 21 ecc.
L’Università estenderà la politica dei consorzi interuniversitari ed aderirà a nuovi consorzi di ricerca e di formazione.
Nuovi consorzi, finanziati coi fondi della legge 488/92 (interventi a sostegno alle aree meno sviluppate del paese) e
della legge 46/92 (innovazione nelle imprese) potranno essere istituiti nel settore dei Beni Culturali. Collaborazioni
sono in corso con l’Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi (convenzione del 10 settembre 2003), con gli
Istituti CNR e con altre Università (Pavia, Verona, Piemonte orientale). Un tema nuovo è quello dei centri di
competenza: al momento sembra che almeno 10 gruppi di ricerca potranno partecipare al bando di prossima
emanazione per le biodiversità.
x- - Nel corso del 2001 si è firmato il contratto di consulenza (rinnovato il 7.7.2004) con la ditta Notarbartolo &
Gervasi di Milano, per la nascita dello sportello brevetti presso l’Ufficio Legale, come da regolamento approvato
dal Consiglio di Amministrazione l’11 aprile 2000. La ditta si è impegnata a fornire assistenza nella creazione di
una struttura interna all’Università quale punto di riferimento e coordinamento dell’attività di raccolta ed
eventualmente di selezione dei risultati della ricerca conseguiti, nel rispetto dell’intento di brevettazione; azioni di
sensibilizzazione, formazione ed aggiornamento su temi legati a Proprietà industriale e trasferimenti in tecnologia,
presso le strutture dell’Università e di strutture da essa indicate; assistenza di primo livello per meglio orientare le
azioni dei ricercatori, con la previsione di una presenza in loco di professionisti dell’azienda. È stato inoltre
approvato l’accordo di confidenzialità che tutela la massima segretezza delle informazioni relative ai risultati della
ricerca.
Il risultato ottenuto nel triennio 2001-2003 è ottimo se dai Dipartimenti sono stati certificati 7 brevetti, di cui 2
registrati all’estero; due di essi sono stati selezionati all’interno della procedura di valutazione dal Comitato di
Ateneo. Tra gli altri si ricordano i brevetti sugli Ossadiazioli ad attività antiproliferativa del Dipartimento FarmacoChimico Tossicologico, il brevetto USAMAR del Dipartimento di Zoologia e Antropologia biologica, il brevetto
Pharmaceutical zeolite-based compositions containing zinc and erytrhomycin, to be used in the tratment of acne del
Dipartimento di Scienze mineralogiche, il brevetto PCT su materiali ibridi per la fotonica del Dipartimento di
Architettura e Pianificazione ed i tre brevetti del Dipartimento di Economia e sistemi arborei sui nuovi cloni di vitis
vinifera (vermentino, vernaccia, ecc.).
y) Progetti Equal. PIC Equal - Mis. 1.1 Si tratta di un progetto recentemente approvato dalla Regione Sardegna
nel quadro delle azioni del programma comunitario Equal. Soggetti proponenti e gestori del progetto sono:
Associazione Industriali delle province di Sassari e Gallura; Fondazione CUOA, Centro Universitario di
organizzazione aziendale, con sede in Altavilla Vicentina; Istituto d’Istruzione superiore Manno di Alghero; Istituto
professionale servizi alberghieri e ristorazione di Sassari; Istituto tecnico commerciale e per geometri A. Deffenu di
Olbia; Liceo Ginnasio Azuni di Sassari; Istituto d’istruzione superiore Musinu di Thiesi; Università di Sassari. Il
progetto, denominato “Distretti formativi e produttivi Nord Sardegna” si inserisce nell’Asse Occupabilità del PIC
Equal.
L’Università di Sassari, nel quadro del progetto collaborerà alle attività di definizione della strategia della
Partneship di Sviluppo e alla pianificazione delle attività e alla definizione e sperimentazione del modello, realizzerà
un’indagine sul livello di gradimento dell’offerta formativa da parte delle imprese e un’attività verso gli studenti
fuori corso e collaborerà alla realizzazione dei servizi di orientamento verso gli studenti fuori corso.
Il budget del progetto è in via di definizione con i partner.
PIC Equal - Mis. 3.1. Si tratta di un progetto recentemente approvato dalla Regione Sardegna (determinazione
n°1764/AA.GG. del 13/06/05) nel quadro delle azioni del programma comunitario Equal. Soggetti proponenti e
gestori del progetto sono: Centro studi Assisi, ITCA Roth di Alghero, Comune di Alghero, EBTER di Sassari,
Università di Sassari. Il progetto denominato “ Dai Patti Formativi Territoriali ai Sistemi Formativi Locali” si
inserisce nell’Asse Adattabilità volta all’adeguamento delle competenze dei lavoratori ad elevato rischio di
esclusione/espulsione dal mercato del lavoro. Il territorio di riferimento nel quale si inserisce il progetto è quello
ricompreso nell’area del PIT SS2 (“Dalla Riviera del Corallo al Logudoro Mejlogu”) che rappresenta il punto di
partenza dell’idea progettuale. L’obiettivo che il progetto intende perseguire è la riqualificazione delle competenze
dei lavoratori in linea con le politiche di sviluppo locale e le vocazioni territoriali, riducendo il rischio di fenomeni
di esclusione espulsione dal mercato del lavoro e creando al contempo un raccordo effettivo e reale tra programmi
di sviluppo ed opportunità ed interventi formativi. La strategia che si intende perseguire, per il raggiungimento di
tale obiettivo, è la sperimentazione di un Patto Formativo Territoriale quale strumento innovativo capace di
integrare le politiche della Formazione Continua con le politiche di Sviluppo Locale. L’Università concorrerà nel
progetto alla ricerca e definizione dei “prodotti formativi d’area” ovvero alla ricognizione di un’insieme di interventi
integrati (formazione, consulenza, supporto tecnico) funzionali alla creazione di figure professionali in uscita e
coerenti con le linee di sviluppo tracciate dal PIT SS2.
Il budget del progetto è in via di definizione con i partner.
32. La programmazione regionale. Quadro riepilogativo Interventi dell’APQ
Si fornisce di seguito il quadro aggiornato degli interventi previsti dall’Accordo di Programma Quadro (APQ)
programmati dalla Regione Sardegna, che vedono coinvolta l’Università di Sassari.
P1- Distretto tecnologico della biomedicina
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Nel quadro degli interventi previsti dall’Accordo di Programma Quadro (APQ) la Regione Sardegna ha emanato il
Bando - inviato per la pubblicazione sul BURAS della Regione Sardegna il 19 agosto 2005 - che dà attuazione
all’Azione A.1 “Programmi Specifici di Ricerca, Sviluppo e Formazione” del Progetto P1 “Distretto della
Biomedicina e delle Tecnologie per la Salute” dell’Accordo di Programma Quadro “Ricerca Scientifica ed
Innovazione Tecnologica”. Il bando è aperto alla partecipazione di imprese, Università, parchi scientifici e
tecnologici.
L’Azione A.1 “Programmi Specifici di Ricerca, Sviluppo e Formazione” – inserita nell’intervento, prevede
l’attivazione dei seguenti cinque laboratori tecnologici:
- Laboratorio di Bioinformatica e Biomedicina Computazionale (A.1.1)
- Laboratorio di Genotipizzazione, Diagnostica Molecolare e Farmacogenetica (A.1.2)
- Laboratorio di Farmacologia Preclinica Certificata GLP (A.1.3)
- Laboratorio di Biotecnologie Applicate alla Biomedicina (A.1.4)
- Laboratorio di Modellizzazione e Screening di Molecole Bioattive (A.1.5).
I Laboratori, che costituiranno le strutture strategiche del Distretto, si configurano come sistemi strutturati di
cooperazione organica e strutturale tra sistema scientifico e sistema imprenditoriale. All’interno di ciascun
Laboratorio dovranno pertanto convergere le attività e le competenze scientifiche e tecnologiche di imprese,
università, enti pubblici e privati di ricerca, e di ogni altro soggetto pubblico e privato attivo nella ricerca e
nell’innovazione.
L' Università di Sassari insieme alle imprese che hanno già dato l'adesione formale concorrerà all'Azione A.1.4 per
l'attivazione
del
Laboratorio
di
Biotecnologie applicate alla Biomedicina con un progetto relativo allo sviluppo di prodotti biotecnologici per la
ricerca e la salute dell’uomo. L’Università di Sassari concorrerà alla realizzazione del progetto con gli elaborati del
Comitato tecnico composto dai professori Francesco Feo, Antonello Ganau, Marilena Formato, Giuseppe Paglietti,
Salvatore Naitana e dal delegato per l’intervento presso la Regione Prof. Salvatore Rubino.
Il finanziamento pubblico riguarda quindi obiettivi da raggiungere in collaborazione con le imprese per
l'ottenimento di prodotti industriali biomedici. Pertanto non si tratta di progetti di ricerca tradizionale, ma
dell'individuazione del prodotto industriale sulla base della ricerca. Contestualmente alle attività di ricerca
industriale verranno autonomamente presentati progetti per la realizzazione di attività di formazione di ricercatori e
tecnici di ricerca operanti nel settore industriale (secondo le modalità di cui all’art. 8 del Decreto Ministeriale n.
593/2000) finalizzate all’apprendimento di conoscenze utili per le attività di ricerca e sviluppo, e destinate al
personale di ricerca, anche dipendente, del soggetto proponente.
Bando: scadenza 23 settembre 2005
Importo massimo del progetto da presentare: 5 M euro
P3- Progetto Cyber Sard – Rete di poli di calcolo ad alte prestazioni.
L’Università di Sassari ha partecipato al bando del MIUR n.1575 del 29.11.2004 sulla realizzazione di una rete di
poli di calcolo ad alte prestazioni aderendo al Consorzio Cosmolab, costituito tra soggetti pubblici e privati.
L’Università degli Studi di Sassari partecipa al Consorzio con una quota pari al 16,66% del capitale sociale ed ha
nominato nel Consiglio Direttivo il Prof. Bruno Masala e nel Comitato Scientifico il Prof. Giuseppe Suffritti; sono
soci del Consorzio l’Università degli studi di Cagliari: 16,66%; l’Istituto Nazionale di Astrofisica: 16,66%;
l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: 16,66%; il CRS4: 24.16%; Nice s.r.l.: 9,20%, e TISCALI Spa.).
Il progetto è finalizzato alla realizzazione in Sardegna di una cyberinfrastructure, organizzata su una rete di poli
di calcolo ad alte prestazioni, orientata alla ricerca fondamentale ed applicata nei settori scientifici delle scienze
naturali, dell’ingegneria e dell’informatica, in cui i soci del consorzio sono attivamente coinvolti a livello di
eccellenza internazionale.
L’infrastruttura è basata su poli di calcolo complementari, localizzati in modo da rafforzare e valorizzare preesistenti infrastrutture di ricerca ed integrati in una architettura di tipo Grid con connessioni in fibre ottiche
dedicate, che permetteranno di sperimentare nuovi paradigmi di calcolo in grado di aggregare dinamicamente risorse
distribuite e di fornire una potenza aggregata di picco di alcuni TeraFLOPS.
Le fibre ottiche dedicate garantiranno connessione a larghissima banda tra i nodi - si prevedono multipli di
10Gbit/s – e permetteranno attraverso la gestione dinamica dei cammini ottici di svolgere attività di ricerca e
sperimentazione su un nuovo paradigma computazionale (Bandwidth Unlimited Computing).
In particolare, il progetto mira a realizzare una piattaforma hardware/software cooperativa per il calcolo ad alte
prestazioni e la simulazione che federerà centri di eccellenza presenti sul territorio regionale Sardo, tra cui il polo
scientifico di Sassari, permettendo lo svolgimento di innovative attività di ricerca fondamentale ed applicata basate
su tecnologie computazionali. L’infrastruttura sarà integrata nella rete regionale, nazionale ed internazionale dei poli
scientifici e tecnologici attraverso, dal punto di vista fisico, la rete della Regione Sardegna, a cui questo progetto
offre un importante valore aggiunto, e la rete GARR e Janna che offriranno connettività internazionale ad alta
velocità; e attraverso, dal punto di vista logico, la pubblicazione di servizi grid nella GRID italiana ed
internazionale.
Copertura finanziaria:
€ 6.000.000 – PON Ricerca - Misura II.2 azione a – Avviso 1575 del 29/11/04.
€ 3.000.000 - Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna
Approvato dal MIUR nel mese di Agosto 2005
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P4 – Centro di ricerca veterinario con annessa azienda zootecnica sperimentale. Realizzazione struttura,
laboratori e acquisto relative attrezzature
L’intervento prevede la realizzazione di nuove infrastrutture in grado di ospitare un Centro di ricerca veterinario e
annessa azienda zootecnica sperimentale, in linea con gli standard europei, ai fini dell’accreditamento UE della
Facoltà di Medicina Veterinaria di Sassari.
In particolare, si prevede:
la realizzazione della nuova sede del Centro di Ricerca e della annessa Azienda zootecnica didattico-sperimentale;
l’acquisto di mezzi agricoli ed animali per l’Azienda zootecnica;
l’acquisto di apparecchiature didattiche e attrezzature scientifiche adeguate ai nuovi laboratori.
L’intervento si integra con il progetto P5a Attivazione del Centro di biodiversità animale per la Valorizzazione
patrimonio animale con riferimento alla produzione e alla ricerca al servizio dell’allevamento.
A supporto della ricerca scientifica è prevista l’assegnazione di borse di studio a giovani laureati nello specifico
settore.
La Regione Sardegna ha indicato quale Soggetto gestore la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di
Sassari, la quale ha incaricato come responsabile del progetto il Prof. Sergio Coda.
Importo del progetto e copertura finanziaria:
€ 5.000.000 – Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna.
P 5A – Attivazione del Centro di biodiversità animale per la valorizzazione del patrimonio animale con
riferimento alla produzione ed alla ricerca al servizio dell’allevamento.
E’ prevista la attivazione del Centro di biodiversità animale attraverso la realizzazione/potenziamento di specifici
laboratori presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari e presso l’Istituto Zootecnico e
Caseario/Ente Regionale Agricoltura per lo svolgimento di attività di Ricerca finalizzata alla valorizzazione della
biodiversità del patrimonio animale, con riferimento alla produzione e alla ricerca al servizio dell’allevamento, in
grado di supportare le esigenze manifestate dal settore di riferimento.
In particolare sono previsti interventi per il miglioramento delle produzioni animali, soprattutto per quanto
riguarda la sanità ed il benessere dei soggetti allevati, la qualità e la sicurezza alimentare e la sostenibilità
dell’allevamento con particolare riferimento alle risorse genetiche animali di tipo locale, comprese le specie
selvatiche.
La Regione Sardegna ha indicato quale Soggetto gestore la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di
Sassari insieme all’Istituto Zootecnico e Caseario, successivamente confluito nell’Ente Regionale Agricoltura
(ERA) mentre sono stati nominati quali responsabili del progetto per l’Ateneo il Prof. Sergio Coda e per l’ERA il
Dott. Antonello Carta.
Costo pubblico e copertura finanziaria:
€ 2.000.000– Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna
P5B- Realizzazione di un Centro sulla Biodiversità marina, mirato alla conoscenza e all'allevamento di pesci
e invertebrati della Sardegna
Nell’APQ è prevista la realizzazione di specifici laboratori/centri di competenza per lo svolgimento di attività di
valutazione e valorizzazione della Biodiversità marina con particolare riferimento all’allevamento estensivo di
specie ittiche e di macro-invertebrati che caratterizzano il mare di Sardegna (esempio: Corallo rosso, Attinia,
Aragosta, Vongola verace, meiofauna delle grotte sottomarine, specie ittiche pregiate per la loro composizione
ecc.), in grado di supportare, in alcuni casi, la crescente esigenza di diversificazione e di caratterizzazione del
prodotto sardo, in altri la valorizzazione e la tutela di specifici ambienti naturali.
Gli interventi terranno in giusta considerazione il contributo alla biodiversità marina. La sinergia, infatti, tra vari
tipi di stress (aumento della temperatura, inquinamenti, la distruzione di habitat, l’introduzione di specie aliene
anche tossiche e diffusione di patogeni, potrà perturbare le attuali interconnessioni tra specie (rapporti trofici), e
portare ad una ristrutturazione delle comunità, accompagnata anche da eventuali fenomeni di estinzione, su scala
locale e globale.
La Regione Sardegna ha indicato quali Soggetti gestori l’Università di Sassari, l’Università di Cagliari e Porto
Conte Ricerche mentre sono stati nominati quali responsabili del progetto per l’Ateneo il Prof. Nicola Sechi e il
Prof. Marco Curini Galletti
Costo pubblico e copertura finanziaria:
€ 1.000.000 – Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna
P8 – Avvio per la realizzazione di altri Centri di competenza in Sardegna
L’intervento prevede l’avvio della realizzazione di Centri di Competenza Regionali (CdCR), quali acceleratori di
sviluppo e strutture di interfaccia fra il sistema della ricerca e quello della produzione, in settori che coincidono con
le aree di forza dell’offerta e con i settori qualificanti della domanda regionale e nazionale, più precisamente:
- biologia avanzata e sue applicazioni
- analisi rischio ambientale
- trasporti
- conservazione e restauro dei beni culturali e ambientali
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- produzioni agro-alimentari
- nuove tecnologie per le attività produttive
- tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT)
I Centri di Competenza sono strutture miste tra Università e impresa volte al monitoraggio e al censimento delle
competenze presenti negli Atenei e finalizzate al successivo trasferimento di know-how alle imprese e al mercato.
Si tratta di un intervento parallelo e compatibile ad altre iniziative per lo sviluppo della ricerca applicata e del
trasferimento tecnologico (Industrial Liaison Office, Rete regionale dell’innovazione, Spin Off).
L’APQ, contiene 5 Meuro per l’avvio dei Centri. La Regione Sardegna ha chiarito che vi sarà la regia regionale per
il procedimento con probabile bando aperto alla partecipazione delle due Università isolane per avviare i 7 settori
previsti, salvo una riduzione a 5 (con scorporo di Rischio ambientale e Trasporti).
In attesa del bando regionale, previsto per dicembre 2005, le Università di Cagliari e di Sassari ritenendo di
rappresentare, nella realtà isolana, nodi primari e irrinunciabili di tali aggregati, hanno deciso di cooperare col
procedere innanzi tutto al censimento delle proprie competenze e risorse interne.
L’Università di Sassari ha indicato quali componenti dei tavoli di lavoro tematici i seguenti docenti:
Analisi rischio ambientale: Prof. Stefano Enzo
Trasporti: Prof. Michele Comenale
Biologie avanzate: Prof. Salvatore Rubino
Produzioni agroalim.: Prof. Antonio Farris
Conservazione Beni culturali: Prof. Raimondo Zucca
Nuove tecnologie: Prof. Massimo Tistarelli
Tecnologie dell’informazione e comunicazione: Prof. Francesco Paschino
Successivamente potranno essere costituiti dei ‘tavoli’ di progettazione dei Centri, nel confronto con le altre
importanti realtà rappresentate da Enti di ricerca pubblici e privati e/o imprese, unitamente alle quali siamo
istituzionalmente presenti nei tavoli di concertazione presso la RAS.
Costo pubblico e copertura finanziaria:
€ 5.000.000 di cui:
€ 1.150.000 – Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna
€ 3.850.000 – POR Sardegna – Misura 3.13
33. Industrial liaison office
L’Università di Sassari ha predisposto un progetto di un nuovo Ufficio per il trasferimento della conoscenza
Università-Aziende (Industrial Liaison Office) come capofila di un gruppo che comprende anche le Università di
Cagliari, Genova, Milano Bicocca. Referente del progetto il prof. Enrico Grosso, Responsabile scientifico il prof.
Francesco Morandi. Progetto presentato al MIUR entro la scadenza del 30 settembre 2005.
L'ILONET intende qualificare e consolidare nei prossimi due anni i rapporti tra le Università partecipanti ed il
sistema socio-economico.
E' obiettivo dell’ILONET:
- Essere punto di riferimento univoco per l'individuazione delle competenze scientifiche disponibili e delle attività di
ricerca
condotte
dagli
Atenei
partecipanti;
- Favorire e coadiuvare la realizzazione di progetti congiunti tra università e impresa;
- Supportare la creazione di impresa attraverso azioni di carattere culturale, infrastrutturale e finanziario.
I risultati attesi dal progetto sono:
- La realizzazione di una piattaforma comune, che sfrutti l’infrastruttura di rete e raccolga in modo organico
procedure ed informazioni utili a qualificare e diffondere i risultati della ricerca;
- La definizione, attraverso un serrato confronto con il sistema socio-economico, di una gamma di servizi che vada
incontro
alle
necessità
di
ricercatori
e
imprese;
- La formazione e la qualificazione internazionale del personale universitario.
L’investimento darà di 1.735.000 Euro, di cui 458.000 a favore dell’Università di Sassari (250.000 richiesti al
MIUR). Si attende un contributo integrativo della Regione Sarda di circa 300.000 Euro per le Università di Cagliari
e di Sassari.
L’Università di Sassari ha al suo attivo un rapporto sistematico e continuo con l’Associazione Industriali e la
Camera di Commercio locale. L’Ateneo intrattiene inoltre collaborazioni e convenzioni, a vario titolo, con primari
soggetti esterni pubblici e privati.
Obiettivo dell’ILONET è la promozione ed il rafforzamento della collaborazione con il mondo produttivo e dei
servizi a livello locale, nazionale ed internazionale. Tale obiettivo sarà perseguito tramite una serie di obiettivi
intermedi e temporalmente definiti tra i quali:
- il censimento e l’organizzazione delle competenze e delle attività presenti presso gli atenei coinvolti;
- la predisposizione di metodologie di comunicazione efficaci, da attuarsi in ambito nazionale ed internazionale;
- la definizione e l’attuazione di efficaci azioni di supporto ai ricercatori nelle attività di brevettazione e negoziazione
dei risultati;
- la definizione e l’attuazione di azioni finalizzate alla creazione di nuova impresa;
- la definizione e l’attuazione di azioni mirate per guidare ricercatori e aziende (specialmente PMI) nella
predisposizione di contratti e convenzioni di ricerca a finanziamento privato;
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- il monitoraggio continuo delle attività svolte, al fine di valutare i risultati delle azioni intraprese e di pianificare
adeguatamente eventuali azioni correttive.
Il progetto consentirà di studiare, definire e realizzare una piattaforma di lavoro comune, atta a supportare attività e
procedure cooperative tra gli atenei coinvolti. La piattaforma informativa, fortemente caratterizzata da funzionalità di
rete, metterà a disposizione servizi per la condivisione e la circolazione di informazioni relative alle proposte di
ricerca (ad iniziativa accademica o industriale), ai risultati scientifici (brevettati o brevettabili), alla realizzazione di
progetti
congiunti
tra
università
e
impresa.
I principali risultati attesi dal progetto riguardano in modo specifico la definizione e l’implementazione di servizi
condivisi; in particolare tali servizi dovranno rispondere a tre distinte tipologie di utenza: personale amministrativo,
ricercatori (soggetti interni al sistema ricerca), aziende ed enti (soggetti esterni al sistema ricerca).
Per il personale amministrativo si prevede, nell’arco del progetto, il raggiungimento delle seguenti funzionalità
minime:
- rapido accesso ad informazioni di carattere tecnico e legale;
- condivisione di modulistica e procedure;
- supporto informatico nell’esecuzione delle procedure;
- addestramento continuo.
Per
i
ricercatori
e
le
aziende
esterne
i
risultati
attesi
riguardano
al
contrario:
- il rapido inserimento/consultazione di schede-tipo relative a competenze, progetti e risultati scientifici;
- la promozione e la valorizzazione del lavoro svolto attraverso una capillare rete di diffusione delle informazioni
(newsletter, opuscoli, presentazioni presso le associazioni di categoria, partecipazione a fiere e manifestazioni);
- la facilitazione nella ricerca di partnership su programmi di ricerca ad iniziativa accademica e industriale;
- la facilitazione delle procedure relative alla predisposizione di contratti e convenzioni;
- la facilitazione delle procedure relative alla brevettazione e alla negoziazione dei risultati.
Risultato atteso di primaria importanza è infine la formazione e la qualificazione del personale universitario, in
particolare rispetto alle problematiche di sfruttamento ed internazionalizzazione del sistema ricerca. Nell’ambito del
progetto sono allo scopo previste specifiche attività di scambio del personale tra gli atenei e partecipazioni a reti
europee di trasferimento tecnologico (PROTON).
34. Il Museo della Scienza e della Tecnica
Con i fondi (€ 15.000) concessi dal MIUR in base alla legge 6/2000 la Commissione competente, presieduta dalla
Prof.ssa Paola Pranzetti, ha creato il sito web: “Il museo della Scienza e della Tecnica dell’Università di Sassari”
(http://www.uniss.it/museo) e ha acquisito strumentazioni utili. Il sito, a carattere divulgativo e comprendente circa
150 schede e 200 immagini, costruito con il supporto tecnico del Gruppo Comunicazione dell'Ateneo e con la
collaborazione dei Referenti per le Collezioni, è stato presentato presso diversi Istituti superiori della città nel corso
della XV Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica.
È in corso di pubblicazione la serie di volumi relativi alle Collezioni: è stato edito nel 2004 "Gli antichi strumenti
di Fisica - Ottica" (Edes); sono in preparazione gli studi sulle Collezioni Anatomica e Zoologica. La Collana è
finanziata con risorse messe a disposizione, di volta in volta, dall'Ateneo.
35. Biblioteche
Il Sistema Bibliotecario d’Ateneo, a distanza di sei anni dalla sua costituzione, ha visto progredire notevolmente la
sua attività, grazie anche all’apporto della Commissione di Ateneo per le Biblioteche, presieduta dal prof. Francesco
Sini, che ha saputo dare gli opportuni indirizzi per la realizzazione dei progetti di ampliamento, e della dirigente
dott.ssa Elisabetta Pilia, recentemente nominata Assessore Regionale alla P.I., che ha impartito le impostazioni di
fondo per il buon funzionamento del Sistema. Il Sistema Bibliotecario d’Ateneo è attualmente diretto dal dott.
Ignazio Carassino.
Il Catalogo collettivo ALEPH è oramai una realtà che si è affermata in tutte le biblioteche del Sistema Bibliotecario
d’Ateneo e il suo incremento, che ha superato i 260.000 record bibliografici, è affidato a bibliotecari che hanno
raggiunto, attraverso numerosi corsi di aggiornamento, un buon livello professionale.
Il numero dei documenti catalogati è di molto inferiore alla consistenza del patrimonio bibliografico dell’Ateneo,
costituito in parte da grosse sezioni di biblioteche del Sistema non ancora catalogate e da fondi librari dispersi nelle
Facoltà e negli Istituti, che sfuggono al controllo dell’esiguo personale bibliotecario e non possono essere fruibili
pienamente dall’utenza. Gran parte di questo materiale è accessibile tramite la consultazione dei cataloghi cartacei
locali, ma dovrà essere recuperato nel catalogo collettivo per un’offerta più ampia ed esaustiva.
Le biblioteche che costituiscono il Sistema Bibliotecario d’Ateneo sono attualmente 22 (3 Interfacoltà, 7 di Facoltà,
11 di Dipartimento, 1 Mediateca) e tutte, ad eccezione di una, perché sprovvista di personale, partecipano
attivamente al Catalogo Collettivo. Alcune biblioteche sono decentrate, trovandosi ad Alghero, Olbia, Nuoro.
Recentemente è pervenuta la richiesta della neo istituzione di Oristano per entrare a far parte del Sistema
Bibliotecario d’Ateneo.
Si intende, tuttavia, cercare di portare nel Sistema Bibliotecario d’Ateneo tutti quei fondi librari, che sono oltre 40,
che sebbene costituiscano una buona fetta del materiale documentario dell’Ateneo, molto spesso di grande interesse,
non possono essere accessibili all’utenza. Per far ciò si vuole intervenire riducendo l’attuale elevatissimo numero di
unità amministrative e i punti di servizio, accorpando le piccole biblioteche e i fondi librari entro il Sistema
bibliotecario di Ateneo in Aree omogenee, per procedere, dove è possibile, all’accorpamento fisico delle strutture, in
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modo da ridurre l’attuale frammentazione delle strutture bibliotecarie e razionalizzare il sistema al fine di realizzare
consistenti economie di scala, migliorare i servizi.
Il software Aleph passerà, quest’anno dalla versione 14 alla versione 16,1, e ciò comporterà l’adozione di un nuovo
potente server, per il quale è già stata espletata la gara d’appalto, e l’acquisto di personal computer più adeguati per
la catalogazione.
Le postazioni di accesso ad internet riservate al pubblico, che attualmente sono 76, saranno aumentate quasi del
doppio grazie ai fondi per il miglioramento dei servizi agli studenti.
Per quanto riguarda la sicurezza informatica, nel rispetto del Decreto Legge 27 luglio 2005, n° 144, si sta operando
per rendere sicuri i personal computer, intervenendo con la creazione d’un unico dominio che raggruppi i computer
delle biblioteche; essi saranno gestiti da un unico server e, configurati secondo le esigenze delle strutture, potranno
essere accessibili tramite l’uso di smart card, che consentono l’identificazione degli utenti.
Sono ormai tre anni che è stato ampliato l’orario di apertura delle biblioteche, ricorrendo a personale esterno,
attraverso una verifica che ha dato ottimi risultati nella Biblioteca delle Facoltà umanistiche, Biblioteca Pigliaru,
nelle biblioteche di Agraria, Medicina, Veterinaria, Scienze Giuridiche. L’orario è stato portato a 60-62 ore
settimanali. Dal mese di giugno è stato sperimentato l’estensione dell’orario fino alla mezzanotte nella Biblioteca
“A. Pigliaru” ottenendo buoni risultati, che hanno indotto l’Amministrazione a proseguire nell’offerta dei servizi di
quella biblioteca anche per quella fascia oraria. Si è infatti osservata una media di accessi di oltre un centinaio di
persone ogni notte, una trentina di prestiti e varie consultazioni nelle postazioni internet. La scelta operata
dall’Amministrazione ha favorito alcune categorie di utenti, quali studenti lavoratori, che trovano più confacente un
orario del genere e nel contempo ha contribuito a rendere vitale la zona del Quadrilatero.
E’ stato appena aggiudicato l’appalto per la fornitura di servizi bibliotecari nelle Biblioteche dell’Ateneo. Si segnala
l’importanza dell’avvenimento, in quanto si è scelto di assumere, tramite Cooperative di servizi bibliotecari,
personale esterno specializzato per prolungare l’apertura delle biblioteche. Tale personale avrà il compito di
estendere i servizi all’utenza, il prestito a domicilio e il servizio di reference.
Per quanto riguarda l’attività delle biblioteche, l’Ufficio di Coordinamento dei Servizi bibliotecari sta procedendo
nel lavoro di rilevazione delle attività delle singole biblioteche, incoraggiando l’uso delle statistiche attraverso i
questionari e con periodiche verifiche.
Gli investimenti nel settore dei periodici elettronici sono in continua espansione, grazie anche alle numerose
richieste provenienti specialmente dalle aree disciplinari scientifiche.
Tra i progetti per l’immediato futuro si pensa di individuare i fondi librari non ancora catalogati e procedere al
lavoro di implementazione del catalogo anche tramite personale esterno.
In seguito al successo conseguito con l’apertura notturna della Biblioteca “A. Pigliaru”, l’Amministrazione sta
valutando l’opportunità di ripetere l’esperimento in una biblioteca dell’area scientifica, ad esempio la Biblioteca di
Medicina e Chirurgia.
Alla luce di nuove esigenze che si sono manifestate per il buon funzionamento delle biblioteche, si pensa di
modificare il Regolamento del Sistema Bibliotecario d’Ateneo. La Commissione delle Biblioteche d’Ateneo avrà il
compito di esaminare la bozza del nuovo regolamento e di proporlo al Senato ed al Consiglio di Amministrazione.
Nell’ambito delle modifiche per la razionalizzazione delle strutture, si sta pensando all’accorpamento
amministrativo delle biblioteche di Facoltà. Ciò renderà più omogenee le operazioni di acquisizione del materiale
bibliografico e si eviteranno inutili doppioni nelle biblioteche della stessa area.
Allo stesso tempo si cercherà, dove sarà possibile, di accorpare le piccole biblioteche a quelle più grandi, per
costituire biblioteche che siano di riferimento a grandi aree disciplinari. In tal modo si potrà utilizzare più
razionalmente il personale bibliotecario, attualmente insufficiente per far fronte alle necessità.
A questo proposito l’amministrazione sta per indire un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di
Assistenti di biblioteca. Ciò consentirà di soddisfare il fabbisogno di personale nelle strutture in cui scarseggia, di
ampliare i servizi all’utenza e di ridurre i costi per il personale esterno fornito dalle cooperative.
Si interverrà, inoltre, per promuovere la mobilità verticale per i bibliotecari che hanno svolto lunghi anni di servizio
nello stessa posizione e per consentire il mutamento d’area agli amministrativi che hanno svolto per anni mansioni
bibliotecarie lavorando nel campo della catalogazione.
E’ in fase di acquisizione un software per la rilevazione delle attività delle singole biblioteche. Esso sostituirà i
questionari conoscitivi che vengono compilati mensilmente e annualmente dai responsabili delle biblioteche e
consentirà un monitoraggio continuo e aggiornato delle strutture.
Si è allargata la rete informatica per la fruizione delle risorse elettroniche alle sezioni di Nuoro, Alghero e Olbia. Si
sta predisponendo un collegamento con la nuova sede di Oristano.
Per risolvere l’annoso problema della rilegatura e del restauro dei documenti, un capitolo che pesa nel bilancio delle
strutture, si sta pensando alla creazione di un laboratorio di restauro del libro che serva alle biblioteche dell’Ateneo
e sia gestito da una cooperativa costituita da laureati in Beni culturali, con indirizzo archivistico-biblioteconomico.
Ciò otterrà un beneficio economico all’Ateneo e fornirà un’opportunità di lavoro ai nostri laureati.
L’incremento delle acquisizioni librarie (attualmente il patrimonio documentario è costituito da circa 500.000 unità)
è l’obiettivo costante in tutte le Biblioteche del Sistema; l’acquisizione centralizzata dei periodici cartacei, prevista
per l’anno 2006, è stata rinviata all’anno successivo, non appena si attueranno l’accorpamento amministrativo delle
biblioteche di Facoltà e il nuovo regolamento del Sistema Bibliotecario d’Ateneo; compatibilmente con l’aumento
delle acquisizioni si otterrà l’aumento dei metri lineari nelle scaffalature. Dove sarà consentito dagli spazi, si
cercherà di mettere a disposizione un maggior numero di posti nelle sale di lettura.
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Saranno aumentati i fondi per il restauro e conservazione del materiale bibliografico.
Si prevede l’incremento delle risorse elettroniche ed in particolare dei periodici, che al momento comportano una
spesa annua di oltre 150.000 euro, con l’obiettivo di ottenere una riduzione del numero degli abbonamenti ai
periodici su supporto cartaceo acquisiti dalle singole biblioteche.
Nonostante le riduzioni generali di budget, si cercherà di incrementare la dotazione delle diverse biblioteche
interfacoltà, di Facoltà e di Dipartimento. Dovranno essere ridefiniti i contributi di laboratorio, biblioteche, viaggi
di istruzione, servizi agli studenti, orientamento e promozione, tutorato, tirocinio.
Si opereranno interventi migliorativi per il coordinamento del sistema bibliotecario e saranno promosse nuove
azioni per la formazione e l’aggiornamento del personale bibliotecario.
36. Centro linguistico di Ateneo
Il Centro linguistico di Ateneo, inaugurato il 22 ottobre 2001 dopo un lungo periodo di gestazione, grazie alla
disponibilità dei locali dell’Amministrazione Comunale, è destinato a svolgere un’azione incisiva all’interno
dell’Ateneo e nel territorio: sono state rese operative nei locali di Via Roma oltre 100 postazioni simultanee, con
terminali; altre aule didattiche sono in corso di allestimento presso altri 5 poli.
Il Centro è stato attrezzato in massima parte con ingenti finanziamenti comunitari, con i suoi laboratori
multimediali e per l’autoapprendimento ed un laboratorio per la produzione e l’acquisizione di un consistente fondo
librario e di materiale multimediale per la didattica delle lingue straniere. È disponibile un finanziamento
comunitario per dotare le Facoltà distanti dal Centro di propri laboratori linguistici, ai quali la sede centrale potrà
inviare via cavo i corsi e le esercitazioni per linguaggi a scopi speciali. Poiché la conoscenza delle lingue straniere e
l’informatica saranno il “passaporto” per l’Europa ed i Paesi extraeuropei dei nostri studenti, non potranno mancare
nell’immediato futuro importanti ulteriori iniziative nei settori formativi di pertinenza ed ogni possibile
agevolazione all’allargamento dei soggiorni all’estero.
Purtroppo i locali delle ex cisterne dell’acquedotto comunale si sono rivelati scarsamente funzionali, a causa di
alcune carenze edilizio-strutturali-impiantistiche, con persistenti infiltrazioni d’acqua che hanno imposto a partire dal
20 ottobre 2004 la temporanea chiusura del Centro per ragioni di sicurezza. L’Ateneo ritiene prioritario risolvere in
tempi rapidi il problema, per garantire piena efficienza al Centro Linguistico, non trascurando l’ipotesi di un suo
trasferimento in altri locali. E’ in corso una trattativa per l’acquisto del palazzo ex ENEL di Via Roma.
In previsione di un ripristino temporaneo del Centro Linguistico o di un suo trasferimento, si pone l'urgente
necessità di provvedere a opportuni interventi tecnici finalizzati alla verifica del funzionamento e alle eventuali
riparazioni delle seguenti preziose attrezzature di cui il Centro dispone:
-n. 2 laboratori multimediali da 12 postazioni corredati di:
consolle di gestione del laboratorio, 14 PC, videolavagna elettronica, videoregistratore, PC multimediale con
videoconvertitore, scanner, sistema di proiezione, impianto per la ricezione satellitare
-n. 2 laboratori linguistici da 20 postazioni corredati di:
c onsolle di gestione del laboratorio, 21 PC, cuffie e microfono, impianto di videolavagna elettronica,
videoregistratore, impianto per la ricezione satellitare;
-n.1 laboratorio linguistico da 20 postazioni corredato di:
consolle di gestione del laboratorio, 19 PC, cuffie e microfono, impianto di videolavagna elettronica,
videoregistratore, impianto per la ricezione satellitare;
-n.1 laboratorio di autoapprendimento corredato di:
consolle di gestione del laboratorio, 7 PC, 6 postazioni audio, 6 televisori con videoregistratore, 6 decoder
satellitari, impianto di videolavagna elettronica, videoregistratore, impianto per la ricezione satellitare;
-n.1 laboratorio di produzione di materiale multimediale con bancata attrezzata per produzione e registrazione cineTV e accessori SONY e IBM corredato di:
1 videocamera digitale SONY + caricabatterie, 1TV Davio 55 GRUNDIG, 1 lettore CD SONY, 1 registratore
doppia piastra TEAC, 1 videoregistratore PANASONIC, 1 videoregistratore HITACHI, 1 videoregistratore SONY,
1 decoder satellitare Goldbox, 2 monitor 12" SONY, 1 centralina SONY, 1 audiomixer SONY, 1 generatore effetti
SONY, sistema di amplificazione SONY, 1 cuffia SONY, 1 microfono stereo SONY, 1 personal computer IBM, 1
monitor LCD SONY
-n. 1 mediateca dotata di:
4 PC
- n.1 aula lettori dotata di:
6 PC, 1 stampante
L'urgenza di una verifica e di eventuali riparazioni delle attrezzature sopra elencate è tanto più pressante quanto
maggiori potrebbero risultare i danni dovuti a ulteriore incuria e stato di abbandono delle stesse. Altrettanto
impellente risulta la necessità di verificare la presenza di eventuali danni derivanti dalle infiltrazioni d'acqua alle
pareti attrezzate presenti in tutti i laboratori e agli scaffali della mediateca.
37. Sistema informatico/informativo
Questi ultimi anni hanno visto una rapida e mirata evoluzione del sistema informativo di Ateneo consentendo un
più che soddisfacente allineamento alla media nazionale nel campo della gestione informatizzata
dell’amministrazione universitaria e della telecomunicazione.
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Il graduale processo di informatizzazione dei servizi amministrativi (segreterie studenti, carriere del personale,
contabilità integrata, protocollo) e della ricerca, con l’adozione di opportuni standard tecnologici ha consentito di
ottenere una piattaforma informatica integrata capace sin d’ora di fornire le informazioni, opportunamente elaborate,
utili agli organi di controllo per le attività di verifica sull’andamento gestionale e produttivo dell’Ateneo.
Tale piattaforma, una volta realizzato il passaggio dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico-analitica,
sarà la base elaborativa per le applicazioni destinate al controllo di gestione.
Grande rilievo va dato alle iniziative del nostro Ateneo rivolte all’innovazione tecnologica ed adozione dei sistemi
di telecomunicazione quali veicoli di diffusione dell’informazione e di offerta didattica. A questo proposito vanno
ricordate le iniziative di particolare importanza attualmente in via di realizzazione:
- Progetto “Alta formazione e formazione a distanza” finanziato dal MIUR, consiste nella realizzazione di 6 aule
multimediali e polifunzionali presso i poli di Alghero, Oristano, Nuoro, Olbia e presso la Facoltà di Lettere in
Sassari, per un totale di 130 postazioni studente destinate in prevalenza alla didattica a distanza e basata su di una
piattaforma di e-learning di alta qualità.
- Progetto di “Learning e training linguistico” finanziato dal MIUR e destinato all’insegnamento delle lingue
attraverso le metodologie informatiche e multimediali più innovative, prevede la realizzazione di 9 aule attrezzate di
cui 5 destinate alle Facoltà in Sassari e 4 alle sedi gemmate di Alghero, Nuoro, Oristano e Olbia; per un totale di
160 postazioni studente.
- Progetto “Larga Banda” finanziato dal MIUR e destinato al potenziamento della capacità trasmissiva della rete di
Ateneo tramite tecnologie miste (fibra ottica, wired-wireless, ethernet a 10Gb) in coerenza con l’aumento
esponenziale della richiesta di accesso alla rete e dei servizi destinati alla divulgazione tramite questa infrastruttura.
In questo contesto viene ad inserirsi l’auspicata adesione della nostra Università (sono in corso i contatti tecnicoburocratici) al progetto del comune di Sassari “Rete Telematica della Città di Sassari” che prevede la cablatura in
fibra ottica della città alla quale, oltre al Comune, si allacceranno la Regione, la Provincia e l’ASL.
La convenienza nel cogliere questa opportunità risulta evidente sia per motivi economici in quanto ogni struttura
raggiunta dalla fibra ottica potrà dismettere le linee Telecom, sia per motivi strategici in quanto gli Enti pubblici
più importanti del territorio saranno messi in condizione di comunicare tramite la stessa rete con chiari risvolti
positivi in termini di efficienza e collaborazione.
Con il mese di ottobre inizieranno i lavori per il potenziamento della rete di Ateneo che, come preannunciato nella
relazione sul bilancio 2005 è finanziato dal MIUR e consentirà l’ammodernamento del nostro sistema di
comunicazione che, dotato dei più sofisticati apparati di rete e relativi software di gestione, permetteranno a tutte le
strutture facenti capo alla Università di Sassari di usufruire di una potenza trasmissiva di elevata efficienza. Il Garr,
per l’uscita verso la rete geografica, ha destinato al nostro Ateneo una linea a 622 Mb (155 Mb utilizzabili
immediatamente) al posto degli attuali 4 Mb, che verrà attivata nel corso di questo progetto.
Il termine dei lavori, che avverranno gradualmente per lotti, è previsto per ottobre 2006. Sono avviate, presso il
CED, le attività per l’adeguamento del datawarehouse (database destinato alla analisi aziendale) che si appoggerà
sulla server farm composta dalle basi di dati (personale, stipendi, contabilità, studenti e ricerca). Questa piattaforma
permetterà l’informatizzazione delle attività di analisi gestionale dell’azienda mediante appositi softwares
specializzati.
- Progetto “Orientamento” finanziato dal MIUR che tra l’altro prevede la realizzazione di 5 info-point presso le sedi
gemmate di Alghero, Nuoro, Oristano, Olbia e Tempio e che, collegati con i data base centrali, consentiranno agli
studenti fuori sede di attingere alle informazioni di segreteria nonché stampare certificazioni e documenti in
autonomia.
- Progetto “Unificazione E-mail“ ha consentito di ricondurre sotto un unico dominio gli indirizzi di posta
dell’Ateneo portando ordine nel sistema e consentendo agli utenti di poter utilizzare la posta elettronica anche al di
fuori della sede di lavoro. Al fine di migliorare ulteriormente la qualità del traffico di posta elettronica è in
programma la realizzazione di opportune Mailing list che permetteranno l’invio mirato di posta a gruppi di
destinatari per competenza (ad esempio soli docenti, soli amministrativi, soli tecnici ecc.).
Tra le novità si segnala inoltre il sito Web ed il nuovo portale dell’Orientamento, che costituisce una
innovazione sul piano delle modalità di comunicazione delle attività riguardanti gli studenti.
La prossima nascita dell’Università telematica della Sardegna con fondi POR (tramite un consorzio delle due
Università) rappresenterà per i prossimi anni una sfida che vedrà coinvolti gli Atenei ed il territorio, con una sinergia
col progetto M@rte: si ipotizzano al momento corsi di laurea di Architettura, Scienze della comunicazione e
Scienze dell’amministrazione. L’investimento dovrebbe arrivare ai 18 milioni di euro.
È allo studio una collocazione più funzionale del CED, attualmente ospitato negli angusti locali di Piazza d’armi
(si pensa al nuovo magazzino di via Rockfeller).
Servizi agli studenti
All’interno del progetto Orientamento sono stati effettuati alcuni interventi per assicurare servizi informatici a favore
degli studenti di tutte le Facoltà, anche attraverso l’allestimento di un aula informatica da 15 postazioni presso il
Centro Orientamento studenti in Piazza Duomo, per assicurare un’alfabetizzazione informatica di base, il
collegamento ad INTERNET ed i servizi di posta elettronica. Tra le novità si segnala in particolare il sito Web
ed il nuovo portale dell’Orientamento, che costituisce una innovazione sul piano delle modalità di comunicazione
delle attività riguardanti gli studenti. Grazie al progetto CampusOne è stata definita l’adesione dell'Ateneo alla
Convenzione Fondazione CRUI - AICA (Associazione Italiana di Informatica e Calcolo Automatico) riguardante il
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conseguimento da parte degli studenti universitari dell'ECDL (patente europea per l'uso dei computer) con modalità
e costi particolarmente vantaggiosi.
Occorre identificare la struttura che, sullo stesso piano del Centro Linguistico di Ateneo, possa sovrintendere a
tale materia.
38. Assistenza sanitaria
Il 12 luglio 2005 si è concluso il lungo confronto fra Regione Autonoma della Sardegna ed Università relativamente
alla tipologia di Azienda ospedaliera/universitaria da realizzare in riscontro al Decreto Legislativo 517/99, non
ancora applicato in Sardegna. Con i suoi 172 docenti (di cui 140 inseriti in convenzione) e le 84 unità del personale
tecnico e amministrativo impegnato nell’attività assistenziale, l’Ateneo intende contrastare la forte spinta del SSN
all’ “ospedalizzazione” della Facoltà di Medicina e Chirurgia ed intende battersi per garantire servizi assistenziali di
eccellenza, accanto alla qualificata attività formativa e di ricerca.
In data 11 ottobre 2004 sono stati firmati i protocolli d’intesa tra la Regione Sarda e le due Università della
Sardegna, indispensabili per regolamentare l’attività assistenziale e la formazione nei corsi triennali delle professioni
sanitarie e nelle Scuole di specializzazione. Con l’accordo siglato il 12 luglio 2005 fra il Presidente della Regione
(on. R. Soru) e l’Assessore alla Sanità (Prof.ssa N. Dirindin) per la RAS da una parte il Rettore (A. Maida), il
Preside, il V. preside, il Presidente del Cdl in Medicina e chirurgia (G. Rosati, G. Madeddu, G. Delitala) per
l’Università di Sassari dall’altra è stata definita la configurazione di azienda mista da realizzare. Si attende adesso il
completamento della stesura del PSR (del quale il suddetto accordo dovrà far parte) e la relativa approvazione da
parte del Consiglio regionale. Si auspica che i suddetti adempimenti vengano completati entro la prossima
primavera, in modo che con l’inizio del 2007 l’azienda mista possa prendere l’avvio.
Il Policlinico universitario, affidato al Rettore dal luglio 2003 ha svolto con efficacia i suoi compiti e chiuso il
bilancio consuntivo 2004 con un attivo di € 408.000.
E’ urgente l’attivazione dell’azienda mista e quindi il conseguimento della piena autonomia gestionale per
eliminare molte difficoltà connesse ad una difficile applicazione di una convenzione con l’Azienda USL n. 1
largamente superata che da tempo provoca penalizzazioni nel rispetto dei diritti del personale universitario e della
intera struttura universitaria, in particolare nella erogazione del materiale di consumo, della manutenzione degli
immobili, nella fornitura di adeguato personale di assistenza.
39. Impieghi: Edilizia
La realizzazione del programma edilizio generale d’Ateneo appare ormai come l’indispensabile presupposto per un
decoroso assolvimento dei compiti istituzionali dell’Università (ricerca, didattica, assistenza) e delle attività di
supporto. L’Ateneo ha dimostrato negli ultimi anni una indubbia capacità di intercettare consistenti risorse
finanziarie da destinare all’edilizia universitaria, con interventi che ormai fanno parte di un quadro programmatorio
largamente condiviso, deliberato dal Senato Accademico nell’adunanza del 29.01.1999 e dal Consiglio di
Amministrazione in quella del 03.02.1999, integrato e perfezionato in successive delibere del Senato Accademico e
del Consiglio di Amministrazione, in riscontro sia a nuove esigenze sia ad acquisite disponibilità finanziarie. Il
Nucleo di Valutazione ha apprezzato l’efficienza dell’Ateneo nella ricerca e nell’utilizzazione delle fonti di
finanziamento in conto capitale. Le procedure si sono notevolmente sveltite anche attraverso la stipula in data 27
febbraio 2003 di una convenzione con l’Agenzia del Territorio per la fornitura dei servizi di valutazione tecnicoestimativa e consulenza specialistica.
In particolare per la didattica, sono noti gli investimenti in materia di edilizia universitaria, con un incremento
crescente dell’indicatore relativo alla dotazione degli spazi per studente in corso: si intende continuare nello sforzo
di estendere le dotazioni di spazi, attualmente pari a quasi 9000 posti a sedere, rispetto agli 8275 studenti in corso
ed ai 7767 studenti in corso in regola con il pagamento delle tasse, con un indice di dotazione spazi rispettivamente
di 0,99 e di 1,09, che come ci si era proposto nella relazione precedente è stato progressivamente portato all’unità.
Si richiama molto sinteticamente quanto finora già acquistato, locato, completato dal punto di vista edilizio o in
avanzata fase di realizzazione e precisamente:
- nella Facoltà di Agraria: sono stati completati i lavori di manutenzione straordinaria, messa a norma degli
impianti e messa in sicurezza di tutta la Facoltà per un importo di € 1.500.000.
E’ stato completato l’iter burocratico (progettazione e concessione edilizia) per la realizzazione del nuovo complesso
didattico e dei servizi generali. Si è pronti a bandire la gara d’appalto (oltre € 4.000.000).
E’ in fase di progettazione esecutiva la ristrutturazione delle strutture aziendali agrarie di S. Giovanni/Ottava e
Oristano (oltre € 1.500.000);
- per la Facoltà di Economia: consegna dei locali per il Dipartimento (in via Torre Tonda) , lavori di messa a
norma nei locali di Serra Secca, realizzazione di un corpo aule in via Angioy (nella Palazzina della Facoltà di
Scienze MFN);
- per la Facoltà di Farmacia: completamento del 1° lotto (circa € 2.500.000), al momento in via di arredamento
(circa € 450.000); si procederà quanto prima alla sistemazione dell’area circostante per consentire parcheggi auto e
vivibilità all’esterno durante la buona stagione; si prevede l’utilizzo della struttura a partire dai primi mesi del
2006;
- per le Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche con Biblioteca interfacoltà: è stato completato il 2° lotto
e, per la consegna degli immobili, si attende la realizzazione della rete telefonica e di trasmissione dati, protattasi
per un contenzioso con l’impresa;
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- per le Facoltà di Lettere, di Lingue e C.L.A.: è stata completata la sistemazione esterna della Facoltà di Lettere;
sono in corso i lavori di sistemazione sotto i pilotis della Facoltà di Lingue.
E’ in via di acquisizione lo stabile ex Enel in via Roma ed è in corso di trattative una possibile assegnazione di un
padiglione dell’ex mattatoio da parte del Comune;
- per la Facoltà di Medicina e Chirurgia: sono stati realizzati i lavori nell’Istituto di Scienze radiologiche per la
sistemazione della nuova RM; sono in via di completamento i lavori di realizzazione delle nuove sale operatorie nel
Palazzo Clemente e quelli nei locali di pertinenza del comparto operatorio nel nuovo complesso clinico; stanno per
avere inizio i cantieri per la ristrutturazione e l’ampliamento degli Istituti di Anatomia patologica e Medicina legale
e degli Istituti di Neurologia e Scienze radiologiche; è in corso di ripetizione il bando di gara per la ristrutturazione
e l’ampliamento degli Istituti di Igiene e di Patologia generale (bloccato da un ricorso); sono in corso lavori nel
Palazzo Clemente per ospitare transitoriamente le strutture che hanno posto negli immobili da sottoporre a
ristrutturazione (Neurologia e radiologia), per migliorare la disponibilità di spazi per altre (Oncologia, Medicina
interna, Medicina dello sport, Centro ipertensione, Diabetologia, ecc.); è in corso di progettazione la ristrutturazione
dell’ex IPAI per ospitare il complesso didattico ed i servizi generali della Facoltà (consentendo così il
miglioramento delle condizioni delle strutture al momento ospitate nei palazzi biologici); è stata completata la
progettazione della ristrutturazione dello stabile materno-infantile: si procederà a bandire i lavori per lotti in rapporto
ai finanziamenti disponibili e alla compatibilità con l’erogazione dell’attività assistenziale. Nel frattempo è stata
messa a norma la rete di distribuzione dei gas per Clinica ginecologica, Clinica pediatrica e neonatologica; sono
stati eseguiti lavori di messa a norma nel Palazzo della Medicina interna ed è in via di redazione il progetto per la
definitiva sua ristrutturazione (Medicina nucleare, degenze, scale di sicurezza, ecc.). Il completamento dell’iter
giudiziario conseguente al fallimento dell’impresa SO.DE.CO. ha consentito la ripresa dell’iter per l’ultimazione
dell’Istituto di Malattie infettive. E’ in via di espletamento la gara per il nuovo depuratore. Prenderà via
rapidamente la realizzazione dell’impianto di cogenerazione mediante finanza di progetto.
Il Consiglio di amministrazione ha avviato l’iter per una finanza di progetto che preveda la completa ristrutturazione
del Palazzo Clemente e i locali che al momento sono occupati dalla centrale termica.
- nella Facoltà di Scienze M.F.N.: si confida nella rapida ripresa dei lavori di ristrutturazione e messa a norma del
Dipartimento di chimica, arrestati per colpa dell’impresa;
- nel Dipartimento di Storia; acquisto di ulteriori spazi e ristrutturazioni;
- per la Facoltà di Medicina veterinaria sono in via di completamento i lavori di ristrutturazione e messa a norma
(1° lotto, pari a circa € 1.500.000);
- per l’Amministrazione, relativamente a ristrutturazione di uffici. Si confida nella rapida ripresa dei lavori nello
stabile di via Rockfeller (arrestati per fallimento della Ditta SODECO) destinati all’Ufficio tecnico e al CED.
Sono ripresi i lavori nel Polo bionaturalistico di Piandanna, che andranno avanti con:
- il completo rivestimento esterno
- la collocazione di tutti gli infissi esterni
- il completamento del 1° lotto: aree 1,2, parte della 3 e serra con relative zone esterne.
Sono in via di completamento i lavori negli impianti sportivi di S. Giovanni (€ 1.250.000).
Sono priorità:
- il completamento dei succitati lavori elencati e il completamento delle acquisizioni citate;
- il 2° lotto di lavori di messa a norma e ristrutturazione del Dipartimento di Chimica;
- la realizzazione dell’Ospedale veterinario;
- la Facoltà di Architettura trovi adeguata rapida sistemazione in Alghero in locali forniti dal Comune e dalla
Provincia.
In conformità alle indicazioni della Commissione mista Senato accademico e Consiglio di amministrazione
(Coordinata dal Prof. Maciocco), fatte proprie dal Senato e Consiglio nelle rispettive deliberazioni, e di tutte le
iniziative avviate e/o previste, deliberate dal Consiglio di amministrazione:
1) occorre perseguire la sistemazione delle Facoltà di Lettere e di Lingue e del CLA utilizzando gli stabili di cui
dispongono, lo stabile ex Enel e l’auspicato padiglione nell’ex mattatoio;
2) occorre definire il lotto di completamento per la Facoltà di Farmacia a Monserrato, nell’ottica della costituzione
del Polo chimico-farmaceutico;
3) il polo bionaturalistico può dare risposte a:
a) tutte le esigenze della Facoltà di Scienze MFN, tranne le strutture localizzate nel Dipartimento di Chimica; si
ottiene così la liberazione del complesso didattico di Monserrato che resta a disposizione del polo chimicofarmaceutico;
b) esigenze del Dipartimento di Scienze biomediche (Microbiologia, Biochimica, genetica);
c) centro di climatologia;
d) musei d’Ateneo;
e) esigenze didattiche delle strutture che troveranno definitiva collocazione nel quadrilatero.
Il completamento del polo bio-naturalistico richiederà l’impiego delle risorse a disposizione della Facoltà di Scienze
MFN (circa € 4.000.000), i fondi dell’over booking e notevoli risorse da acquisire. L’esatta quantificazione si potrà
avere una volta ridefinito il progetto esecutivo e una volta chiusi i rapporti con la concessionaria Proger e definito il
contenzioso con la Ditta Astaldi.
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Gli attuali organi di governo – che hanno ereditato questo progetto dalle precedenti amministrazioni e che sulla sua
impostazione e sulle dimensioni hanno sempre nutrito forti perplessità – cercheranno di portare avanti questo
gravoso compito;
4) gli immobili del quadrilatero – una volta liberati dalle Facoltà di Scienze MFN e Farmacia – daranno risposte
esaustive alle Facoltà di Economia, Giurisprudenza, Scienze politiche e alla biblioteca Pigliaru;
5) occorrerà tenere in conto le decisioni già assunte da Senato accademico e Consiglio di amministrazione:
- la necessità di acquisizione degli ulteriori € 1.250.000 necessari per un 2° lotto di lavori di messa a norma della
Facoltà di Medicina Veterinaria;
- la necessità di acquisizione delle risorse per i lavori che a suo tempo sarà necessario effettuare negli stabili del
Quadrilatero al momento occupati da Scienze M.F.N. e da Farmacia quantificabili in circa 5 milioni di €;
- le ulteriori esigenze relative alla Facoltà di Medicina e Chirurgia (rispetto a quelle in precedenza elencate) che
dovranno essere prioritariamente fatte afferire a fondi del S.S.N. nell’ambito del progetto che Regione e Università
stanno perseguendo di costituzione dell’Azienda mista ospedaliero-universitaria;
- l’acquisizione di un terreno collocato quasi come un enclave, all’interno di un’area dell’Università a Piandanna (di
fronte al Polo bio-naturalistico), che renderebbe più utilizzabile l’intera area;
- la sistemazione completa del palazzo centrale dell’Università (ivi compresi gli immobili di Porta nuova e quello
dell’ex Monopolio tabacchi ormai acquisiti dall’Ateneo), ex vetreria, ex bagni popolari, il Palazzo Zirolia dovrà
farsi gravare su finanziamenti ad hoc il cui importo sarà di almeno 15 milioni di € ;
- accorpamento negli stabili di Piazza Università degli Uffici dell’Amministrazione ubicati in locali (anche in affitto)
dispersi nella città (P.zza d’Armi, Monserrato, Via Rolando, Piazza Duomo);
- far rientrare in locali dell’Università le strutture (Facoltà, dipartimenti e Istituti) ubicati in spazi locati o in
temporaneo comodato d’uso (strutture della Facoltà di Economia in locali della Provincia a Serra Secca e in locali
di via Torretonda; strutture della Facoltà di Scienze M.F.N. in locali di Via Sardegna, in Viale Regina Margherita e
Via Angioy; strutture della Facoltà di Lingue e Letterature straniere in Via Tempio; Dipartimento di Economia
Istituzioni e Società in V.le Regina Margherita; strutture della Facoltà di Scienze politiche in locali della “Nuova
Sardegna”).
La realizzazione completa di questo programma, oltre che essere l’indispensabile presupposto per un più adeguato
assolvimento dei compiti istituzionali dell’Università e che per alcune strutture è anche requisito irrinunciabile per
l’accreditamento nel sistema universitario europeo, porterà ad un ulteriore rafforzamento della presenza dell’Ateneo
all’interno della città. L’Università si considera infatti non solo parte integrante ma cemento fondamentale della vita
stessa della città e con i suoi studenti, i docenti, i ricercatori, il personale tecnico-amministrativo contribuisce a
conferire vitalità ad una vasta comunità che gode dei servizi erogati dall’Ateneo anche nel settore dell’assistenza.
La nuova distribuzione spaziale e funzionale renderà anche più agevole da parte della Regione la realizzazione,
tramite l’ERSU, delle strutture di sua pertinenza, per garantire agli studenti gli indispensabili servizi di cui la Città
è ancora, purtroppo, carente pur:
- essendo stata completata una seconda residenza universitaria con 150 p.l. (via Verona);
- essendo in via di completamento una terza residenza universitaria con 256 p.l. (via Coppino);
- essendo prevista la realizzazione di una quarta residenza con circa 70 p.l. (ex fondazione Brigata Sassari).
I rapporti di sempre più stretta collaborazione fra l’Università da un lato ed il Conservatorio musicale e l’Accademia
delle belle arti dall’altro – in virtù anche delle norme di Legge che hanno equiparato queste ultime istituzioni a
quelle universitarie – insieme ad un favorevole atteggiamento dell’Amministrazione comunale rendono sempre più
appropriato l’obiettivo di fare di Sassari una “città universitaria e dell’alta formazione”.
Recentemente, la Regione ha proposto la costituzione di un “Polo di eccellenza di Agraria e Veterinaria” in
località Mamuntanas del Comune di Alghero, nel quale far confluire anche le Facoltà di Agraria e Medicina
veterinaria. Allo scopo, la Regione (Delibera G.R. n. 46/4 del 30.09.2005) ha previsto di destinare 20 milioni di
euro a valere sulle risorse del Fondo Aree sottoutilizzate di cui alla Delibera CIPE n.35/2005 ed ha assunto un
impegno programmatico sulle annualità future dello stesso Fondo pari ad altri 20 milioni di euro. La stessa Regione
con Delibere G.R. 14/1 del 31/03/2005 e 23/2 del 25.04.2005 nell’ambito dell’APQ Ricerca scientifica e
innovazione tecnologica, ha stanziato 5 milioni di euro per la realizzazione di un Centro di ricerca veterinaria e di
una Azienda zootecnica sperimentale–didattica (ai fini dell’accreditamento UE della Facoltà di Medicina veterinaria
dell’Università di Sassari) e 2 milioni di euro per la realizzazione di un Centro di competenza sulla biodiversità
animale presso la Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari e presso l’Istituto Zootecnico caseario.
Gli organi di governo dell’Ateneo dovranno procedere quanto prima ad una valutazione globale della suddetta
proposta di trasferimento delle due Facoltà in località Mamuntanas del Comune di Alghero, anche in relazione ad
eventuali esigenze di dover confinanziare il progetto con rilevanti risorse dell’Università di Sassari ed alla
conseguente necessità di rivedere alcuni aspetti del programma edilizio generale dell’Ateneo.
40. L’andamento della spesa al 30 settembre 2005
I proff. Rossi e Enrico hanno effettuato per conto della commissione bilancio nel mese di ottobre un’indagine
sull’andamento della spesa 2005 e su eventuali giacenze su capitoli di spesa non utilizzati al 30 settembre. La
relazione verrà presentata al Consiglio di Amministrazione.
41. Conclusione
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95
La presente proposta contiene l’elenco degli obiettivi possibili, con una forte preoccupazione per la scarsa
consistenza delle risorse disponibili anche alla luce degli orientamenti governativi sulla legge finanziaria per il 2006
ed alla luce della specifica finalizzazione dei finanziamenti regionali; questa relazione riassume le principali
osservazioni del Senato Accademico (che ai sensi dell’art. 16.7 dello Statuto dell’Autonomia e dell’art. 7 del
Regolamento per l’amministrazione la finanza e la contabilità ha espresso positivamente un parere motivato), dei
componenti il Consiglio di Amministrazione, del Consiglio degli Studenti e di tutti gli utenti dell’Università di
Sassari: a tale proposta dovranno adeguarsi i documenti contabili, che garantiranno la coincidenza tra gli obiettivi
programmatici presentati in questa relazione e le effettive disponibilità di bilancio. E ciò già in sede di previsione,
ma anche attraverso operazioni di assestamento in corso d’anno.
42. SOMMARIO
0. Allegati
1. Premessa
2. Il quadro normativo della programmazione triennale.
3. L’indagine sull’attività di ricerca dei Dipartimenti.
4. Il metodo seguito
5. Gli indirizzi del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione nell’ultimo triennio.
6. Gli indirizzi programmatici del Senato Accademico per il bilancio 2005
7. Il Collegio dei revisori dei conti
8. Il Nucleo di valutazione
9. Questioni di metodo
10. Il fondo di funzionamento ordinario
11. L’avanzo di amministrazione
12. Il fondo di cassa all’inizio ed alla fine dell’esercizio
13. La struttura dei bilanci
14. La programmazione nazionale del sistema universitario
15. Il fondo unico della Regione Sarda
16. La nuova convenzione triennale con la Regione Sarda per gli esercizi 2005-08
17. Il territorio
18. Le tasse studentesche
19. Rapporto tra personale e risorse: Il personale tecnico amministrativo: Un programma di sviluppo
20. Le chiamate dei docenti
21. L’offerta didattica
22. Il Progetto orientamento
23. Il Campus One
24. L’Università diffusa nel territorio
25. Il Consorzio Università telematica della Sardegna
26. Commisione mista Università-ERSU
27. Investimenti per il miglioramento dei servizi agli studenti
28. Dottorati di ricerca
29. Assegnisti
30. Comitato di Ateneo sulla valutazione della ricerca
31. Ricerca
32. La programmazione regionale. Quadro riepilogativo Interventi dell’APQ
33. Industrial liaison office
34. Il Museo della Scienza e della Tecnica
35. Biblioteche
36. Centro linguistico di Ateneo
37. Sistema informatico/informativo
38. Assistenza sanitaria
39. Impieghi: Edilizia
40. L’andamento della spesa al 30 settembre 2005
41. Conclusione
42. Sommario
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RELAZIONE PROGRAMMATICA SUL BILANCIO DI PREVISIONE