1 RELAZIONE PROGRAMMATICA SUL BILANCIO DI PREVISIONE 2006 E SUL BILANCIO TRIENNALE 2006-2008 Senato Accademico del 13 dicembre 2005 Consiglio di Amministrazione del 20 dicembre 2005 ALLEGATI 1. Relazione Ufficio Ragioneria 2. Sintesi della programmazione dei centri di spesa presentata in relazione al bilancio 2006 3. Tabelle e dati forniti dagli uffici 4. Programma elettorale del M. Rettore per il triennio in corso. 5. Bozza di convenzione triennale con la Regione Sarda per gli esercizi 2005-08 con allegato il documento “Nuova strategia di collaborazione tra Regione e Università per una Sardegna più competitiva” 6. Il parere dei rappresentanti del personale tecnico amministrativo 7. Bilancio di previsione 2006 approvato dal Consiglio di Amministrazione il 20 dicembre 2005. 8. Tabelle sulla ripartizione del budget del personale docente tra le 11 Facoltà dell’Ateneo. 1. Premessa La presente relazione intende definire in una prospettiva annuale e poliennale le strategie di sviluppo dell’Ateneo, precisando i singoli obiettivi da raggiungere e un sistema di verifica dei risultati, in un quadro di programmazione come definito dall’art. 7 dello statuto dell’Autonomia, che prescrive alle strutture didattiche e scientifiche di trasmettere al Rettore una relazione sull’attività svolta e sulle azioni programmate per l’anno successivo, in riferimento agli obiettivi da raggiungere con un’azione pluriennale. In questa direzione, si intende proporre con questa relazione un quadro di interventi condiviso a livello di Ateneo, che tenga conto della complessità del sistema, che superi le resistenze ai cambiamenti, che favorisca la nascita di un nuovo senso di identità e di appartenenza diffuso a tutti i livelli. E ciò al fine di un razionale utilizzo delle consistenti risorse messe a disposizione dalla Regione Sarda attraverso il Fondo unico previsto dalla L.R. 26 dell’8 luglio 1996 ed attraverso gli altri strumenti di bilancio. Nella Carta dei doveri e dei diritti delle Università italiane approvata nel marzo 2001 dalla Conferenza dei Rettori, si indicano alcune linee che richiamano il ruolo dell’Università nella società della conoscenza, quale risorsa strategica del Paese, al centro dei processi sociali e culturali, capace di creare ricchezza e sviluppo. Nell’attuale fase di trasformazione del Paese, il quadro complessivo è ormai sempre più articolato ed è caratterizzato da: una maggiore rilevanza della dimensione sovrannazionale, l’avvento della società della conoscenza e della comunicazione, un velocissimo progresso tecnologico, l’affermarsi di nuove tecnologie informatiche, la globalizzazione delle dinamiche economiche e finanziarie, il mutamento delle professioni nuove e vecchie, l’aumento del benessere e dei consumi, ma anche la permanenza di sacche di miseria e di degrado, l’innovazione continua che richiede una formazione continua. È il tempo delle nuove produzioni basate sul lavoro intellettuale, mentale, immateriale. L’Università non è solo il possibile motore della crescita economica, in quanto è in grado di influire profondamente sui costumi, sui comportamenti, sui modi di pensare, sullo stato della cultura, per combattere il provincialismo culturale. L’Università è il grande bacino nel quale vengono elaborati modelli concettuali, esperienze intellettuali, i saperi fondamentali che defluiscono nella società: la responsabilità dell’Università in Sardegna è dunque particolarmente rilevante, perché gli interventi innovativi nell’Università avranno riflessi positivi sull’intera società isolana. Del resto l’Università non deve solo raccogliere i bisogni che emergono dalla società ma deve essere capace di guardare a questi bisogni con un punto di vista nuovo, contribuendo ad immaginare nuovi scenari e nuovi orizzonti per la cultura nazionale, anche per la capacità di anticipare le tendenze anziché di inseguirle. La vitalità dell’Ateneo sassarese è legata alle sue radici secolari, alla sua tradizione culturale, alle sue risorse ed alle sue energie interne, che possono veramente trasformare l’Università nel luogo delle identità culturali, del sapere disinteressato che oggi non può però ignorare la pervasività dei saperi tecnici. In questo senso l’Università arriva in ritardo a confrontarsi con l’innovazione e ciò soprattutto nel Mezzogiorno ed in Sardegna: eppure il punto di partenza contro ogni appiattimento e omologazione deve essere quello del riconoscimento del valore della diversità, che diventa capitale culturale, prezioso valore aggiunto se l’articolo 33 della Costituzione riconosce il significato straordinario dell’autonomia universitaria. Noi ci portiamo dietro tradizioni di studi secolari che fanno parte della nostra identità di uomini d’oggi e che possono costituire il lievito e la componente originale del nostro entrare nel mondo delle nuove tecnologie. All’interno del bacino del Mediterraneo l’Università di Sassari può svolgere ancor più che in passato un ruolo da protagonista: impegnata in una cooperazione con la riva Sud, che favorisca un confronto culturale, che abbatta vecchi e nuovi steccati e che combatta la divaricazione che quasi inesorabilmente il mondo sta drammaticamente vivendo dopo l’11 settembre 2001. Del resto emerge la necessità di fare dell'ateneo un interlocutore importante del sistema Sardegna, assumendo il compito di intervenire nei temi rilevanti (dalle riforme istituzionali, ai progetti di sviluppo, ai temi della cultura, dei servizi ecc.) sempre nel rispetto, ed anzi enfatizzando, la sua specificità di operatore scientifico. Ciò 1 2 ha grande rilevanza per la percezione dei cittadini rispetto all'istituzione, degli studenti rispetto allo spirito di appartenenza ed infine alla possibilità di attrarre il 5% nelle dichiarazioni dei redditi così come previsto dalla finanziaria. Le risorse attualmente assegnate alle Università italiane sono insufficienti: l’Università è un settore nel quale il Paese deve investire in maniera più consistente. Nell’ultimo decennio tutte le riforme, compresa la riforma didattica, sono state fatte a costo zero, anche se il peso degli stipendi è cresciuto di oltre il 70% per gli incrementi stipendiali, per le assunzioni del personale docente che spesso sono state possibili solo grazie alla riduzione del numero del personale tecnico e amministrativo. Gli investimenti in edilizia universitaria in Italia non superano annualmente i 150 euro per studente, mentre le risorse attualmente assegnate alle Università italiane non raggiungono neppure lo 0,8% del PIL contro la media europea dell’1,2%. Sono dati che nel Mezzogiorno ed in Sardegna sono ancora drammaticamente più bassi e che si accompagnano ad un’evidente contrazione dei finanziamenti per la ricerca, che non supera lo 0,6% del PIL, valore che è tra i più bassi anche nel Mezzogiorno, a fronte degli investimenti italiani che non superano l’1,1% del PIL, dati entrambi lontantissimi da quel 3% auspicato a Lisbona, da raggiungere entro il 2010. Esiste dunque, gravissimo, un problema di risorse e di allargamento delle fonti di finanziamento, proprio nel momento in cui aumenta la competizione tra Atenei e la nostra Università si trova a metà del guado impegnata in un programma edilizio senza precedenti. L’Ateneo ha svolto in questi ultimi anni un consistente sforzo per incrementare l’autofinanziamento, anche se non ha potuto ancora adeguare le entrate dalle tasse studentesche che non coprono neppure il 6% del bilancio complessivo: sono aumentate le entrate per contratti, prestazioni a pagamento, i contributi per l’attività di ricerca. Ciò ha portato ad una riduzione percentuale del contributo dello Stato all’Università di Sassari, che è comunque costantemente aumentato nel tempo. Certo l’Università di Sassari non è tra quelle 30 Università virtuose per le quali il contributo dello Stato non copre neppure il 65% del bilancio e che hanno la contribuzione studentesca su livelli vicini al 20%. Il tessuto sociale e produttivo in Sardegna non ha consentito trasferimenti adeguati dal privato all’Università, anche perché non esistono nel Mezzogiorno significative forme di incentivi alle imprese ad es. per l’impiego di risorse nella ricerca universitaria che siano paragonabili a quelle di alcuni paesi europei o degli Stati Uniti. Il 20 settembre 2005 a Roma il Presidente della Conferenza dei Rettori nella terza Relazione sullo stato delle Università italiane ha tracciato le linee dello sviluppo dell’Università del futuro che sempre più dovrà sottoporsi a verifiche ed a forme di valutazione; ha anche denunciato i rischi di una riforma dello stato giuridico del personale docente ancora non adeguata, che viene introdotta senza un generale consenso del mondo universitario, che pure ha molte cose da farsi perdonare in materia di concorsi: il nodo del reclutamento deve essere ancora efficacemente affrontato dal Parlamento e dal mondo universitario. Con questo documento si intende presentare un inventario dei bisogni e degli obiettivi che ci si propone di perseguire, ma anche delle risorse effettivamente disponibili od acquisibili attraverso un’azione di promozione che sviluppi sinergie e veda la convergenza di forze diverse. Tali risorse appaiono drammaticamente sempre più inadeguate al conseguimento degli obiettivi proposti, soprattutto a causa di una progressiva insufficienza dei trasferimenti ministeriali all’interno del Fondo di Funzionamento ordinario delle Università ed a causa delle obiettive difficoltà che in una regione come la Sardegna, pienamente inserita nel Mezzogiorno, si incontrano ad estendere le fonti di finanziamento sia pubbliche (Regione Sarda, Enti Locali) sia private (aziende, imprese, tasse studentesche). Questa relazione è presentata all’indomani della legge del 25 ottobre 2005 Nuove disposizioni concernenti i professori ed i ricercatori universitari, che prevede una ampia delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari: la legge all’ultimo comma afferma espressamente che dall’attuazione delle disposizioni della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Di conseguenza saranno a carico dell’Università tutti gli oneri finanziari connessi ad esempio con gli incarichi di insegnamento retribuiti (art. 1 comma 10), con l’attivazione di posti di professori straordinari da coprire attraverso il conferimento di incarichi di durata triennale rinnovabili (art. 1 comma 12), con l’attribuzione di contratti triennali per instaurare rapporti di lavoro subordinato con dottori di ricerca (art. 1 comma 14), con gli incentivi e le integrazioni del salario, in particolare con la retribuzione aggiuntiva nei limiti delle disponibilità di bilancio, in relazione agli impegni ulteriori di attività di ricerca, didattica e gestionale oggetto di specifico incarico (art. 1 comma 16), per non parlare poi del tema del reclutamento su base insieme nazionale e locale. Inoltre l’incremento a 120 ore della docenza comporterà una profonda revisione dell’organizzazione didattica, anche in relazione con le nuove tabelle relative agli ordinamenti didattici in corso di approvazione. I ricercatori assumono temporaneamente il titolo di professori aggregati se titolari di insegnamento. Viene mantenuta la distinzione tra tempo pieno e tempo definito e innovazioni vengono introdotte in materia di età pensionabile (70 anni) e di trattamento aggiuntivo per il personale medico. L’università con una nuova definizione che non può non suscitare qualche perplessità viene definita testualmente sede della formazione e della trasmissione critica del sapere e coniuga in modo organico ricerca e didattica, garantendone la completa libertà. Il 3 ottobre 2005 è stato pubblicato il disegno di legge per la finanziaria 2005, che prevede a carico delle pubbliche amministrazioni riduzioni fino al 50% per convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, ma anche per la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture. Va previsto un taglio del 10% per l’intero triennio per indennità, compensi, gettoni, retribuzioni o altre utilità corrisposti ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati presenti nelle pubbliche amministrazioni. Tale taglio a giudizio del collegio dei revisori dei conti non si applica alle 2 3 Università. Vengono introdotti limiti all’utilizzo di personale a tempo determinato e vengono adottate disposizioni per il contenimento degli oneri di personale. 2. Il quadro normativo della programmazione triennale. E’ opportuno effettuare un richiamo al quadro normativo di riferimento che definisce tempi e modalità relativi alle procedure per l’approvazione del bilancio triennale. L’art. 7 del Regolamento per la Amministrazione, la Finanza e la contabilità dell’Università di Sassari, indica i tempi del procedimento di adozione dei bilanci di Ateneo: entro il 30 giugno di ciascun anno, gli organi collegiali dei centri autonomi di spesa adottano le proposte da avanzare all’Ateneo in ordine al successivo esercizio finanziario. Tali proposte evidenziano le generali esigenze finanziarie dei centri autonomi di spesa ed individuano le singole azioni programmate, precisando, per ciascuna di esse, sia le risorse comunque già nella disponibilità del centro di spesa sia quelle di cui viene richiesta l’attribuzione. Le proposte dei centri autonomi di spesa devono, inoltre, contenere la previsione dei proventi delle prestazioni a pagamento che ciascun centro intende svolgere nel successivo esercizio. Il Rettore, ai sensi del secondo comma dello stesso articolo, presenta entro il 15 ottobre i progetti dei bilanci d’Ateneo e dei documenti ad esso allegati, sulla base degli indirizzi programmatici stabiliti dal Senato Accademico, tenendo conto sulla gestione complessiva dell’Università e dei singoli centri autonomi di spesa effettuate dal Nucleo di Valutazione. Infine, il termine fissato per l’approvazione dei bilanci di Ateno e dei documenti allegati da parte del Consiglio di Amministrazione, è fissato dallo stesso Regolamento al 30 novembre. In particolare il Consiglio approva nell’ordine: - Il bilancio pluriennale - Il bilancio annuale. L’art. 2 e segg. del Regolamento per la Amministrazione, la Finanza e la contabilità dell’Università di Sassari prevede che le autorità accademiche predispongano le linee programmatiche, un bilancio pluriennale strutturato in termini di competenza (indicando cioè le entrate che si prevede di accertare e le spese che si prevede di impegnare), accompagnato da una relazione revisionale che deve prevedere: - Lo stato generale dei singoli settori dell’attività universitaria; - Il quadro complessivo e la programmazione delle risorse umane e finanziarie; - La priorità degli obiettivi da raggiungere; - Le proposte dei centri di spesa. La procedura di definizione degli obiettivi programmatici per il bilancio annuale 2006 è stata avviata con nota del Prorettore in data 20 giugno 2005. Le risposte pervenute da parte di 37 delle 41 strutture, consentono di evidenziare le principali priorità. Alla consueta scheda di budget non hanno risposto: - Dipartimento di economia, istituzioni e società; - Dipartimento di Ingegneria del territorio; - Dipartimento struttura biblioteca delle facoltà umanistiche; - Dipartimento di architettura e pianificazione. Inoltre, i dipartimenti di Chimica e di Farmacologia, ginecologia ed ostetricia, pur presentando la scheda di budget per l’esercizio 2006, non hanno specificato alcuna azione programmata. Come di consueto, la sintesi fornita dall’Ufficio è allegata al presente documento, e sono stati messi a disposizione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione anche i verbali integrali degli organi deliberanti. L’ammontare complessivo (9,2 ml di euro) delle azioni programmate dai Centri di spesa è circa la metà rispetto alla pianificazione precedente ma la sua composizione percentuale è pressoché identica: 81% a carico esclusivo dell’Ateneo (7,5 ml di euro) e 19% (1,7 ml di euro) a carico dei Centri di spesa. Nella lettura dei documenti programmatici emerge ancora una dispersione delle aree disciplinari e dei programmi di ricerca che riporta come tema di attualità il problema della riduzione dei centri di spesa. Sarebbe opportuno pertanto ridiscutere il sistema di dotazione e riequilibrio a favore dei Centri di spesa con reali prospettive di sviluppo, in modo da consentire il raccordo tra la programmazione finanziaria e la programmazione promossa dagli stessi Centri. Un sistema più congruo dovrebbe consentire di accrescere reti di relazioni, favorire la condivisione di laboratori, l’utilizzo delle apparecchiature, l’erogazione dei servizi, l’impiego del personale tecnico amministrativo ed in particolare la collaborazione interdisciplinare in settori di rilevanza. Dall’esame degli obiettivi proposti emerge che per l’anno 2006 sono stati segnalati i seguenti interventi per: - Acquisto di attrezzature; - Arredi; - Interventi di manutenzione; - Potenziamento e/o istituzione dei laboratori di ecologia acquatica, biologia molecolare, didattica sperimentale, di informatica, geografia, comunicazione multimediale e video conferenze, archeologia, paleografia, psicologia, antropologia, lingue classiche, restauro del libro; 3 4 - Riorganizzazione e miglioramento biblioteche, conservazione ed esposizione materiale didattico museale; - Potenziamento dei servizi didattici agli studenti; - Adeguamento e allestimento nuovi locali; - Ricerche interdisciplinari; - Corsi a distanza, per utenti esterni e Master; - Organizzazione convegni, work shop. Inoltre i dipartimenti medici richiedono finanziamenti per l’utilizzo di nuove tecnologie nella prevenzione, nel trattamento e nella terapia riabilitativa dei pazienti. I risultati dell’indagine sono disponibili nel documento allegato. 3. L’indagine sull’attività di ricerca dei Dipartimenti. A tale procedura si è affiancata una indagine congiunta compiuta dalla Conferenza permanente dei Dipartimenti e dal Nucleo di Valutazione, che ha coinvolto tutte le strutture dipartimentali, in coincidenza con la IV Conferenza della ricerca del 23 febbraio 2005, i cui atti sono in corso di pubblicazione. Non hanno risposto alcuni centri di spesa (Dipartimento Economia Imprese e Regolamentazione, Dipartimento di Scienze Biomediche, Dipartimento di Scienze Umanistiche e dell'Antichità, Dipartimento struttura di Matematica e Fisica, Dipartimento struttura Clinica Medica e Patologia speciale Medica). La scheda, che è stata utilizzata anche dal Nucleo di valutazione ai fini delle certificazioni sull’attività di ricerca svolta nel triennio 2001, 2002 e 2003 inviata al CIVR entro il 31 dicembre 2004, intende raccogliere informazioni sulle principali linee di ricerca condotte dalla struttura e sulle principali partecipazioni a consorzi o istituzioni di ricerca nazionali e internazionali. La scheda inoltre fornisce elementi conoscitivi sul management della struttura, definisce i principali obiettivi raggiunti nel triennio nell’attività di ricerca, i principali obiettivi che saranno realizzati nel breve-medio termine, evidenziando le azioni strategiche da intraprendere, le fonti di finanziamento da utilizzare e la loro origine; propone un’analisi della relazione tra i processi di valutazione della ricerca ed i processi decisionali interni, evidenziandone l’evoluzione nel triennio. Un capitolo riguarda la congruità e competenza delle risorse umane, in relazione all’attività di ricerca, a livello di struttura e per area scientifico-disciplinare; vengono presentate le iniziative generali adottate per la formazione/training e aggiornamento del personale docente, tecnico ed amministrativo e vengono analizzati gli equilibri tra i diversi settori del personale, evidenziando il rapporto quantitativo e qualitativo tra personale docente, personale tecnico, personale amministrativo. Il capitolo dedicato alla mobilità ed alle collaborazioni internazionali finalizzate alla ricerca fornisce un’analisi per area scientifico-disciplinare, che evidenzia il personale in mobilità all’estero per periodi superiori a tre mesi e illustra la mobilità di ricercatori stranieri verso la struttura nel triennio, suddiviso per area scientifico-disciplinare: sono indicati i ricercatori operanti nella struttura con contratti almeno trimestrali. I Dipartimenti propongono poi una valutazione dell’impatto socio-economico dell’attività di ricerca, con particolare attenzione per l’attività di trasferimento delle conoscenze (accordi di confidenzialità, partnership, brevetti, spin-off, etc.) realizzate nel triennio nel contesto socio-economico di riferimento (regionale, nazionale, internazionale), con riguardo alle ricadute anche in termini di: innovazione di prodotto o di processo, innovazione tecnologica, impatto occupazionale, risorse finanziarie acquisite e investite. Vengono inoltre raccolti i dati sulle attività di formazione post-laurea e post-dottorato realizzate nel triennio, suddivise per area scientifico-disciplinare, evidenziando le collaborazioni esterne attivate e la mobilità internazionale. I Dipartimenti hanno inoltre certificato l’elenco dei convegni e seminari di particolare interesse scientifico organizzati nel triennio, con indicazione di: date e luoghi di svolgimento, fonti di finanziamento (interne ed esterne), rilevanza scientifica (regionale, nazionale ed internazionale), presenza di relatori di Istituzioni di ricerca nazionali ed internazionali. I Dipartimenti sono stati inoltre chiamati a fornire un giudizio sull’adeguatezza di dotazioni strumentali e di servizi, con riferimento alle principali strumentazioni scientifiche e software di esclusivo interesse scientificoculturale attualmente disponibili, con indicazione dell’anno di acquisto. Vengono inoltre certificati gli investimenti realizzati nel triennio in strumentazioni scientifiche e software di importo superiore a 500.000 euro per unità acquisita ed il numero delle postazioni di lavoro con PC connessi in rete. Un giudizio è stato anche richiesto sulla capacità di accedere ed attrarre risorse finanziarie e strumentali ed in particolare sulla capacità di accedere a finanziamenti per progetti di ricerca nel triennio, banditi a livello nazionale e internazionale, suddivisi per area scientifico-disciplinare; sulla capacità di attrarre risorse finanziarie/strumentali nel triennio attraverso convenzioni, donazioni, contratti e partnership di ricerca con soggetti privati, imprese, enti pubblici e fondazioni. Un capitolo riguarda i servizi di biblioteca, il numero dei volumi, abbonamenti a periodici on-line e cartacei, postazioni di lavoro e posti a sedere, etc. È stata richiesta un’analisi sulla relazione tra attività di ricerca (ed i risultati ottenuti) e l’innovazione nella didattica, con attenzione per l’evoluzione nel triennio. Con riferimento ai prodotti selezionati entro il 30 giugno 2004 per la valutazione della ricerca da parte dei Dipartimenti, è stato richiesto di illustrare la metodologia adottata per la selezione dei prodotti (figure coinvolte e modalità di coinvolgimento, criteri di selezione, timing delle varie fasi interne del processo, relazioni con le altre strutture/uffici coinvolti nella VTR e qualità di tali relazioni, etc.). Si è inoltre chiesto di specificare le ragioni dell’eventuale assenza/carenza di prodotti in specifiche aree scientifico-disciplinari. In conclusione, sulla base delle informazioni fornite ai punti precedenti, i Dipartimenti sono stati invitati ad individuare i principali punti di forza e di debolezza della struttura con riferimento all’attività di ricerca svolta 4 5 nel triennio e ai suoi risultati ed ad individuare le possibili soluzioni di intervento/miglioramento per il futuro, evidenziando le azioni correttive eventualmente già adottate o in corso di attuazione. I risultati dell’indagine sono disponibili nel volume di Atti della Conferenza della ricerca. 4. Il metodo seguito A partire dal mese di settembre ha inoltre operato una commissione nominata dal Consiglio di Amministrazione, presieduta dal Prorettore Attilio Mastino e composta da Giovannino Sircana, Luigi Pinna, Giancarlo Rossi, Eraldo Sanna Passino, Gianfranco Marras, Antonio Chessa, Michele Solinas, integrata successivamente il I novembre con Angelo Castellaccio e Marco Ruggeri. Per gli uffici hanno partecipato il dott. Erasmo Meloni, la sig.ra Paola Tola, dott. Francesco Meloni (riunioni del 23 settembre, 27 ottobre, 16 novembre). Il Rettore ha seguito attentamente i lavori. La commissione ha discusso le linee del presente documento, confrontandosi con le informazioni raccolte presso gli Uffici, il Consiglio degli Studenti, i Centri di spesa, la Conferenza permanente dei Direttori dei Dipartimenti, il CRUS, il CUS, l’ERSU, il Comitato per lo sport previsto dalla legge n. 394/1997, contribuendo alla definizione del documento programmatico, che si vorrebbe comunque progressivamente il più possibile espressione dei bisogni, delle necessità e delle speranze degli utenti dell’attività didattica. La presente relazione sarà sottoposta all’esame del Nucleo di valutazione. In particolare, considerato il fatto che si intende proporre l’accensione di alcuni mutui per spese di investimento, ai sensi dell’art. 8 del citato Regolamento, il Rettore preferirebbe chiedere la relativa autorizzazione al Consiglio di Amministrazione in occasione dell’approvazione del bilancio triennale e del bilancio annuale, con un richiamo all’art. 7 comma 5 della legge 9 maggio 1989 n. 168, che consente la contrazione di mutui con la condizione che il relativo onere di ammortamento annuo non ecceda il 15% delle assegnazioni ordinarie per il funzionamento dell’Università, al netto delle spese per il personale, disposte dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Seduta della Comnmissione bilancio del 27 settembre 2005 La commissione ha preso visione della bozza di bilancio, preoccupata per le notizie sugli orientamenti regionali, e ha proposto una revisione di alcune voci di spesa, con i seguenti incrementi: - personale docente: aumento di 800 mila euro - personale tecnico amministrativo: aumento di 200 mila euro - Incremento del fondo ricerca FAR ex 60%, da portare a 1 milione di euro - contratti di insegnamento di professori di chiara fama 50.000 Euro (da modificare in seguito all’approvazione della legge di riforma) - incremento cofinanziamento PRIN ex 40% - cofinanziamento degli assegni di ricerca per 100.000 Euro, con il vincolo di non più di un assegno per singolo dipartimento, secondo il regolamento vigente - finanziamento 8 rinnovi assegni ministeriali per 300.000 Euro - paesi in via di sviluppo da ripristinare - buoni pasto a 7 euro - Mantenimento fondo per operai agricoli - manutenzioni aumento di 200 mila euro - fondi per la formazione - tagli di legge per gettoni, convegni, auto ecc. - CUS aumento - Il Rettore propone un incremento da 26 a 35 mila euro per il CRUS, una struttura sempre più apprezzata e destinata ad estendere la sua attività con un programma di iniziative particolarmente significativo - tasse studenti da ritoccare nella misura massima del 5% finalizzando l’incremento al bando di posti di ricercatore. - Assicurazione per il personale docente analoga a quella del personale t.a. - Incentivi per l’assunzione di ricercatori - Istituzione delle Scuole di dottorato - Incrementi dotazioni Facoltà, da assegnare solo alle Facoltà virtuose - Nascita unico centro di spesa per le biblioteche di Facoltà La commissione ha constatato la necessità di migliorare il sistema informativo-contabile, al fine di poter disporre di adeguati strumenti conoscitivi in sede di redazione del bilancio di previsione. Verrà introdotta la nuova codificazione bilancio SIOPE MIUR e sarà introdotto il bilancio di competenza per tutti i centri di spesa. Assoluta priorità nella redazione del bilancio sarà quella di garantire il regolare pagamento degli stipendi del personale docente e tecnico amministrativo. La commissione raccomanda alcune modifiche di statuto per riportare al Consiglio di Amministrazione la competenza in materia di spesa per concorsi. Seduta della commissione del 17 ottobre 2005 5 6 Nella riunione della Commissione allargata si sono prese in esame le proposte della Regione Sarda sulla destinazione del Fondo Unico, con una grave preoccupazione legata alle difficoltà di trovare un effettivo equilibrio di bilancio. La commissione raccomanda un incontro con gli Assessori regionali alla Programmazione ed all’Istruzione, al fine di concordare gli obiettivi programmatici da portare avanti con il Fondo Unico. Una approvazione del bilancio non potrà avvenire se non dopo aver chiarito questo significativo aspetto, per cui la commissione aggiorna i propri lavori a dicembre, dopo aver raccomandato: - la programmazione dei concorsi di personale tecnico amministrativo; - l’urgente messa a concorso di posti per dare maggiore funzionalità ad alcuni uffici dell’amministrazione centrale, in particolare l’ufficio ragioneria; - l’impegno per iniziare immediatamente a coprire alcuni posti di funzionari da destinare all’Industrial liaison office, coordinato da un amministrativo cat. D (tema quest’ultimo che sarà portato a dicembre all’attenzione del Consiglio di Amministrazione); - l’impegno a subordinare le assunzioni di ricercatori esclusivamente a posti su settori scientifico disciplinari scoperti; - la correzione dei budget di Facoltà in una logica aziendale che premi i buoni risultati della didattica, con una migliore valutazione; - incremento in corso d’opera dei fondi per la formazione del personale; - anagrafe dell’attività di formazione garantita ad ogni singolo dipendente; - trasparenza sulla contrattazione integrativa e definizione di eventuali interventi a favore del personale docente come da legge del 25 ottobre; - definizione delle pendenze in corso e quantificazione delle somme necessarie per alcune opere pubbliche (complesso bionaturalistico), contenziosi (San Camillo), restituzioni al MIUR. Seduta della commissione del 9 dicembre 2005 La commissione ha concentrato la sua attività sulla destinazione del fondo unico della Regione Sarda, che viene valutato per il 2006 in 4.725 mila euro a favore dell’Università di Sassari, con gli obiettivi che sono indicati qui sotto. 1. Valutazione e potenziamento dell’attività didattica: a- spese di funzionamento dei corsi di laurea, dei corsi di laurea magistrale, dei masters, delle Scuole di specializzazione in sede, con corsi per il recupero dei debiti formativi (in particolare corsi zero) e con assunzione a tempo determinato di 11 manager didattici di Facoltà; b- spese di investimento per attrezzature, con l’introduzione progressiva di forme di premialità a favore delle aree caratterizzate da maggiore efficienza, efficacia e internazionalizzazione; EURO 200.000 per anno per i primi due obiettivi c- finanziamento del miglior progetto di orientamento in entrata, in itinere, in uscita; EURO 200.000 d- diritto allo studio e servizi agli studenti, con un preciso sistema di valutazione ex ante dei risultati; EURO 383.000 e- contributo a favore della Facoltà di Giurisprudenza. EURO 52.000 TOTALE EURO 835.000 2. Internazionalizzazione a- programma di Visiting Professor e Visiting Scientist (si calcolano almeno 11 soggiorni). EURO 250.000 3. Alta formazione di ricercatori a- Dottorati di ricerca e Assegni di ricerca ed altre forme di ricercatori a tempo previste dalla legge 25 ottobre 2005 (posti di professori straordinari da coprire attraverso il conferimento di incarichi di durata triennale rinnovabili, contratti triennali per instaurare rapporti di lavoro subordinato con dottori di ricerca e specializzati ecc.), assunzione di ricercatori a tempo indeterminato EURO 400.000 specificamente per Assegni di ricerca MIUR (rinnovi) e per cofinanziamento assegni, secondo una graduatoria di Ateneo 4. Ricerca: finanziamento di gruppi di ricerca a- approvazioni dei migliori progetti di ricerca con il Fondo di Ateneo per la ricerca intrauniversitaria ex 60% EURO 700.000 b- premio di cofinanziamento per i progetti di ricerca nazionali interuniversitari ex 40% PRIN EURO 580.000 c- premi per ricercatori universitari e per gruppi di ricerca fondamentale, industriale e precompetitiva i cui risultati siano immediatamente valorizzabili in termini scientifici e industriali EURO 100.000 TOTALE EURO 1.380.000 5. Sistema bibliotecario: a- acquisto di riviste scientifiche, con verifica del loro utilizzo nel tempo; EURO 550.000 b- acquisto banche dati on line, con verifica del loro utilizzo nel tempo 6 7 EURO 270.000 TOTALE EURO 820.000 6. Edilizia - Edilizia Universitaria: completamenti e manutenzioni EURO 475.000 7. Servizi al territorio ed Università diffusa - contributo per la docenza dei Corsi gemmati (in particolare a Nuoro) EURO 565.000 TOTALE Euro 4.725.000 per il primo anno 5. Gli indirizzi del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione nell’ultimo triennio. Ormai da diversi anni il Senato Accademico prende atto con viva preoccupazione degli indirizzi della politica governativa ed in particolare del contenuto delle leggi finanziarie che nel corso dell’ultimo triennio hanno ridotto in modo sensibile gli stanziamenti a favore dell’Università e della ricerca, con una progressiva riduzione nel triennio del Fondo di Funzionamento ordinario, del fondo per l’edilizia e del fondo per la ricerca. Inoltre, risultano a carico degli Atenei gli incrementi stipendiali del personale derivanti da scatti di anzianità o contratti di lavoro. Il Senato ha condiviso le preoccupazioni della CRUI ed ha invitato il Rettore ad aderire a tutte le iniziative finalizzate a difendere la quota di FFO attribuita all’Università, invitando il Consiglio d’Amministrazione ad adottare rapidamente una serie di provvedimenti anche in sede di bilancio di previsione indirizzati ad un incremento delle risorse e al contenimento della spesa in primo luogo attraverso il riconoscimento di obiettivi considerati prioritari e il conseguente taglio di alcune voci di bilancio. A distanza di un triennio si può dire che alcuni impegni assunti a suo tempo hanno avuto diligente esecuzione. Eppure ancora non basta. Per quanto riguarda le entrate, gli impegni assunti riguardavano: - incremento della competitività dell’Ateneo - impegno per incrementare le commesse dei Dipartimenti, degli Istituti e dei Centri, attraverso consulenze, prestazioni a pagamento, contratti e convenzioni - revisione del regolamento interno, in modo da incentivare l’incremento delle attività in conto terzi, sul piano della ricerca e non solo - un impegno per estendere i servizi al territorio che producono utili, rispondendo alle attuali condizioni di mercato: di conseguenza si dovrà incentivare l’organizzazione di masters, corsi, iniziative didattiche (p.es. insegnanti di sostegno) che possano produrre utili - riflessione sulle tasse - accurata verifica con l’ERSU sulla politica degli esoneri dalle tasse in relazione all’alto numero di idonei ad ottenere una borsa di studio. Solo alcuni Dipartimenti si sono fortemente impegnati ed hanno registrato un incremento delle entrate e delle attività Nel corso dell’ultimo triennio queste iniziative si sono moltiplicate anche se non hanno trovato un riscontro altrettanto importante dal punto di vista delle entrate Non attuata, sicuramente non più rimandabile - maggiore produttività delle strutture e dei Molte strutture hanno intrapreso la giusta 7 8 singoli docenti, con un miglioramento della capacità di intercettare i finanziamenti comunitari, ministeriali e regionali - impegno per reperire finanziamenti da imprese, banche, Fondazioni, Enti locali. strada in questa direzione, ma è necessario migliorare la capacità di intercettazione dell’offerta Attualmente la Fondazione del Banco di Sardegna continua a sostenere diverse iniziative del nostro Ateneo - obbligo di rendicontazione europea per i Puntualmente effettuato tanto che i coordinatori dei dottorati di ricerca e per le Dipartimenti hanno usufruito di “rimborsi” e iniziative di Ateneo relative all’orientamento l’Amministrazione ha potuto mettere a ed al Campus One disposizione degli utenti Uffici e servizi nonché contratti con personale specializzato - contrattazione con la Regione Sarda per un consistente incremento del fondo unico, anche attraverso accordi di programma ed una nuova legge regionale - recupero delle spese SIAE per fotocopiatura delle opere - interventi per l’ampliamento della pianta organica del personale tecnico amministrativo, al di là delle prestazioni a termine non rinnovabili, incapaci di radicare nell’Ateneo esperienze e professionalità adeguate, e ciò soprattutto a vantaggio delle strutture periferiche; - razionalizzazione del personale tecnico attraverso accorpamenti di strutture e laboratori e nuove assunzioni per ampi settori scientifico-disciplinari; - allargamento dello strumento degli incentivi; Sono stati espletati concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato di figure c.d. non fungibili. Inoltre, sono state programmate le immissioni in pianta organica di oltre 30 unità. Ripristino del turn over in seguito ai pensionamenti. E’ una parte importante del grande progetto di riorganizzazione dei servizi e dell’ottimizzazione delle risorse umane. Poca chiarezza da parte dell’Amministrazione sull’utilizzo delle indennità di responsabilità in mancanza di progetti e obiettivi . - istituzione della figura di un collaboratore Gli 11 collaboratori hanno già preso servizio didattico/assistente di Presidenza per tutte le 11 Facoltà dell’Ateneo, in modo da alleggerire i Presidi nell’organizzazione della didattica e nei rapporti con le sedi gemmate; - impegno a mantenere l’autonomia contabile e organizzativa delle Presidenze, pur in un quadro di progressiva riduzione dei centri di spesa; - interventi di sostegno alle azioni In realtà questi fondi vengono praticamente programmate dei Dipartimenti e dei centri di utilizzati per intero nel pagamento di contratti e spesa, secondo una scala di priorità, con supplenze esterne. l’utilizzo dei fondi per il miglioramento della didattica e delle incentivazioni; - interventi urgenti per le strutture informatiche E’ in corso un approfondito dibattito su queste delle Facoltà (Agraria, ecc.) e dei Dipartimenti problematiche decentrati per il rinnovo delle centraline ed il potenziamento della banda della rete di Ateneo da 4 a 24 Mb; 8 9 - attenzione per le biblioteche ed incrementi di dotazione finalizzati all’apertura sperimentale anche in orario notturno - impegno per assicurare ulteriore mobilità verticale per il personale interno e mirate attività di formazione e aggiornamento; - un ulteriore incremento dei fondi di ricerca PRIN e FAR - sostegno alla ricerca con l’aumento delle Il regolamento per gli spin off è stato convenzioni e delle prestazioni in conto terzi e approvato dal C.d.A. quest’anno con un nuovo regolamento sugli spin-off, il taglio dei due capitoli dedicati alla soppressa azienda agraria. Per quanto riguarda le spese: - estendere la cultura della valutazione Punto cruciale imprescindibile da una corretta impostazione di ogni piano di crescita dell’Ateneo. Sono state impostate diverse iniziative per la valutazione delle diverse iniziative dell’Ateneo e delle strutture che devono però essere estese a tutti e trovare una dimensione più valida - razionalizzazione complessiva, maggiore efficienza ed economicità della gestione - individuazione di sprechi, diseconomie e Sono stati accorpati diversi Centri di spesa, si è inefficienze da correggere cercato di centralizzare alcuni servizi (es. Biblioteche) e di razionalizzare alcune iniziative. E’ una strada lunga e difficile che deve essere intrapresa con più rigore - razionalizzazione dei centri di spesa con Alcuni Centri di spesa sono stati accorpati ma autonomia contabile, il cui numero deve essere ancora non abbiamo assistito alla drastica drasticamente ridotto riduzione sperata e auspicata - riduzione della consistenza delle dotazioni I Centri di spesa a fronte di ingenti “fondi dei vari Centri di spesa, finalizzata cassa” continuano a chiedere aumenti di all’accorpamento delle strutture, Istituti, dotazione. La stessa richiesta è stata avanzata Dipartimenti, Biblioteche, personale, dal S.A. nel corso del 2005. strumentazioni ed al completamento del processo di dipartimentalizzazione - progressiva abolizione degli interim e Il Senato viceversa aveva ritenuto che in via accorpamenti dei centri di spesa: transitoria occorresse aumentare e non ridurre il numero dei segretari policentrici (che ricoprono per interim più funzioni), per procedere poi ad una riduzione drastica dei centri di spesa. - introduzione della contabilità di competenza Con il 1-01-2006 dovrebbe essere applicato da per tutti i centri di spesa e abbandono della tutti i Centri di spesa dopo un anno di prova da contabilità di cassa; parte di alcuni dipartimenti - incremento delle spese per investimento e Questo punto deve essere affrontato insieme contenimento delle spese correnti facoltative: all’accorpamento dei centri di Spesa e alla 9 10 più precisamente contenimento delle spese per la telefonia, per la luce, per l’acqua, per gli affitti e le manutenzioni che ormai assumono di anno in anno caratteristiche di progressiva rigidità assorbimento progressivo dei residui passivi - incremento dei fondi per luce, telefono, riscaldamento, acqua, gas, in rapporto alle nuove superfici che si renderanno disponibili nei prossimi mesi per aule e laboratori - applicazione di requisiti minimi relativi ai docenti ed agli studenti iscritti per l’attivazione dei corsi di laurea triennali e dei corsi di laurea specialistica - ulteriori misure di razionalizzazione dell’offerta didattica, con attenzione per l’efficienza e la qualità, anche attraverso una revisione del sistema dei tirocini - contenimento delle spese per la dirigenza. - indirizzi in merito al pagamento delle indennità per specifiche responsabilità. - la rivisitazione dei budget di Facoltà, alla luce delle proiezioni relative ai costi per la mobilità dei docenti, alla progressione delle carriere, agli oneri previdenziali ed assistenziali, alle iniziative di riequilibrio interno tra Facoltà ed aree disciplinari con particolare riferimento per le discipline di base in comune tra varie Facoltà spesso afflitte da cronica carenza di docenza, con una verifica del rapporto docentistudenti e con l’abolizione degli automatismi del turn-over; si utilizzeranno vari meccanismi per il recupero in occasione di pensionamenti, eventuali assegnazioni di budget dal Ministero, e con la contribuzione di varie Facoltà per la copertura di posti in aree di interesse trasversale - riduzione del numero delle supplenze retribuite e dei contratti sostitutivi e la riduzione progressiva dei budget di Facoltà per le supplenze sulla base del numero dei nuovi assunti e delle effettive esigenze certificate dalle tabelle ministeriali, con rigorosa applicazione degli standards minimi - regolamentazione delle supplenze da definire anche nella prospettiva di rendere obbligatoria una supplenza non retribuita od una mutuazione per tutti i docenti che intendano chiedere una supplenza retribuita razionalizzazione dei servizi. Certo che con l’apertura delle nuove sedi e il trasferimento di Facoltà e Dipartimenti appare poco probabile riuscire a contenere le spese. Vedi sopra Il C.d.A. dal giorno del suo insediamento puntualmente ricorda questi problemi finora sottovalutati dal S.A. o comunque ritenuti non prioritari per una corretta gestione didattica. Anche su questo aspetto ci si è fermati ai buoni propositi Poca chiarezza da parte dell’Amministrazione sull’utilizzo delle indennità di responsabilità in mancanza di progetti e obiettivi. La moltiplicazione dei C.d.S. ha di fatto limitato se non impedito di affrontare questa tematica Molti docenti non riescono ad avere una supplenza retribuita nonostante facciano più di una supplenza gratuita. In pratica le supplenze sono state azzerate. Contemporanea riduzione dei contratti sostitutivi non finanziati con fondi europei o regionali e azzeramento progressivo 10 11 dei budget di Facoltà per le supplenze anche in rapporto al numero dei nuovi assunti, con la sola esclusione di supplenze fuori sede retribuite con fondi non universitari, di supplenze finanziate dall’UE, di supplenze retribuite per masters e scuole di specializzazione con bilanci in attivo. Le supplenze retribuite sui bilanci delle Facoltà dovranno essere meglio regolamentate, per evitare l’utilizzo improprio di fondi destinati alla promozione della didattica: solo in casi di comprovata necessità per settori scientifico disciplinari scoperti le Facoltà potranno disporre di fondi appositi (provenienti dalle tasse studentesche e finalizzati alla promozione della didattica e dei servizi agli studenti), con l’impegno di ridurre progressivamente il ricorso a strumenti eccezionali. - liberalizzazione del capitolo relativo ai Questa è una grande contraddizione. servizi per la didattica, in caso di utilizzo per contratti e supplenze - verifica del numero minimo di ore dedicate Sicuramente da affrontare e da unificare all’insegnamento - controllo della presenza in sede dei docenti. - riflessione sulla collocazione dei docenti all’interno dei settori scientifico-disciplinari, con invito alle Facoltà di fissare prioritariamente impegni didattici finalizzati a coprire le discipline fondamentali, con verifica annuale attraverso il numero degli esami sostenuti - verificare il rapporto docenti/studenti per singola Facoltà con confronti coi dati nazionali per singola Facoltà, avviare una riflessione sul numero degli iscritti ai corsi di laurea in rapporto alle esigenze effettive di professionalizzazione espresse dal territorio. - recupero dei fuori corso e interventi per Alcune facoltà si sono attivate attraverso le contrastare il deterioramento della didattica; commissioni didattiche. Importante recuperare necessità di migliorare il rendimento didattico garantendo la crescita culturale. Istituiti corsi zero - attenta riflessione sulla validità delle Problematica quanto mai attuale, forse iniziative formative nelle sedi gemmate ed una trascurata nell’ultimo periodo, non più verifica della disponibilità delle risorse rimandabile anche alla luce della nuova aggiuntive a suo tempo garantite, fermo politica della Regione e dei tagli sulla restando l’impegno dell’Ateneo per presidiare finanziaria. stabilmente la provincia di Nuoro e la provincia di Oristano, anche allo scopo di intercettare l’offerta di formazione - revisione del sistema dei finanziamenti della Con l’introduzione del sistema di valutazione 11 12 ricerca - valutazione dei singoli progetti di ricerca e della produttività scientifica dei singoli ricercatori - caricamento degli assegni di ricerca quale quota di cofinanziamento per progetti di ricerca e centri di eccellenza - mantenimento del finanziamento dei dottorati di ricerca - limitazione del finanziamento dei dottorati di ricerca mantenimento dottorati con sede amministrativa esterna, con reciprocità di comportamento nei confronti dell’Università di Sassari; - impegno a sostenere le punte di eccellenza - riforma dell’anagrafe informatizzata della ricerca che è stata estesa ai dottorandi ed agli assegnisti; del CIVR anche il nostro Ateneo ha cominciato ad adeguarsi al sistema di valutazione. Allo studio l’introduzione di alcune norme premianti la produttività scientifica Da definire meglio le iniziative dell’Ateneo. Si auspica la creazione di Scuole di dottorato ad ampia partecipazione e massimo coinvolgimento anche con l’aiuto della Fondazione del Banco di Sardegna. Nonostante l’anagrafe sia stata implementata si discute su una sua radicale modifica per meglio adattarla alle nuove esigenze di valutazione. Ipotesi Polaris Il bilancio del 2004 chiude con un attivo che permette di ipotizzare l’inizio del ripianamento del deficit. Dopo una lunga trattativa parte l’Azienda mista. - costante monitoraggio delle spese del Policlinico universitario, il riassorbimento dell’attuale deficit e la chiusura a pareggio entro due anni; una verifica dei DRG ed una rapida istituzione dell’Azienda ospedaliera convenzionata con il SSN - recupero delle somme dovute dalla Regione e Di difficile riscatto dall’ASL - recupero di spazi di efficienza - monitoraggio della spesa corrente, attraverso Argomento di grande importanza. Sono in fase nuove metodologie di controllo di gestione di valutazione diverse soluzioni per l’acquisizione di programmi che consentiranno un reale “controllo di gestione” con il parere favorevole del Nucleo di Valutazione. Inoltre: - profonda riforma dello Statuto, che doveva E’ partito l’iter per la modifica di due articoli, valorizzare il ruolo del Consiglio di con in prospettiva una profonda e completa Amministrazione e disciplinare il rapporto tra revisione dello Statuto composizione degli organi e durata, con un maggior bilanciamento dei poteri - migliore programmazione in sede di Lo impone anche la legge finanziaria previsione, che consenta di limitare le operazioni di assestamento e gli interventi di variazioni di bilancio - limiti precisi nel prelevamento dall’avanzo di amministrazione - aggiornamento della relazione predisposta Richiesta più volte dal C.d.A. ancora lacunosa 12 13 dall’Ufficio legale sui contenziosi in atto e sui prevedibili oneri a carico dell’amministrazione - politica di razionalizzazione del personale t.a., nel rispetto delle competenze che lo statuto attribuisce al Consiglio di Amministrazione. per diversi aspetti. E’ in corso una approfondita analisi nel tentativo di ottimizzare al massimo l’utilizzo del personale a disposizione, la sua motivazione e l’assunzione di nuove unità - massima trasparenza sulla fornitura di dati ai componenti del Consiglio che avevano necessità di documentarsi per esprimere un parere motivato sul bilancio. - avvio di una stagione di relazioni sindacali distese e non conflittuali. - razionalizzazione dei servizi agli studenti - ricerca di soluzioni ed obiettivi condivisi anche dagli studenti. - ripristino capitolo di spesa cooperazione paesi in via di sviluppo - ripristino capitolo di spesa cooperazione europea ed extraeuropea rifacimento dell’impianto telefonico centralizzato - impegno per la realizzazione urgente di nuove strutture edilizie, con priorità per l’ospedale veterinario, per le ristrutturazioni dei reparti clinici, per le Facoltà umanistiche Appare quanto mai opportuno che gli Organi Collegiali dell’Università, in sintonia, adottino dei provvedimenti indirizzati non solo all’incremento delle entrate ma, soprattutto, al contenimento della spesa per sfruttare al meglio le risorse a disposizione e per ridurre sprechi, diseconomie e inefficienze. Infatti, non appare ancora soddisfacente l’efficienza organizzativa sia delle strutture dipartimentali che degli uffici dell’amministrazione la cui crescita non può prescindere dal potenziamento delle competenze gestionali e delle responsabilità, assolutamente necessarie per gestire adeguatamente la complessità dei servizi, per ridurre i tempi di decisione ed avviare una reale diminuzione dei costi. Questa considerazione non può prescindere da una maggiore efficienza e una migliore economicità della gestione per razionalizzare in maniera più efficace il Sistema Università. Non possiamo limitare l’impegno propositivo nel solo momento dell’approvazione della Relazione al bilancio ma questo deve trovare costante e continua applicazione per il raggiungimento degli obiettivi prefissati nella programmazione. L’Ateneo non può più permettersi contraddizioni e incomprensioni: per questo appare non più rimandabile una profonda revisione dello Statuto che imponga una attenta e obiettiva riflessione sulle attuali norme. Solo una diversa composizione degli Organi collegiali e una più opportuna determinazione dei ruoli, delle competenze e delle responsabilità, potrà consentire di svolgere una programmazione realmente condivisa, che riesca a collocare al primo posto il miglioramento dell’offerta formativa e dei servizi e a concentrare i propri sforzi nel potenziamento della formazione e della conoscenza. 6. Gli indirizzi programmatici del Senato Accademico per il bilancio 2005 13 14 Ai sensi dell’art. 7 del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, il Senato Accademico ha discusso la relazione preliminare predisposta dal Pro Rettore ed ha espresso i seguenti indirizzi programmatici in data 29 settembre 2004 e 25 ottobre 2004. Il Senato, fortemente preoccupato per le attuali restrizioni di bilancio in sede nazionale, ha preso atto dell’impossibilità di avviare regolarmente il I ottobre le lezioni dell’a.a. 2004-05 e ha verificato che la rivendicazione dei vincitori di concorso che non hanno potuto prendere servizio ha provocato il rinvio dell’inizio delle lezioni di almeno una settimana. Inoltre chiede che in sede di bilancio trovino adeguate risposte i seguenti problemi prioritari: - incremento delle dotazioni dei centri di spesa rispetto al 2004; - mantenimento del finanziamento FAR intrauniversitario sia pure sotto la soglia del milione di euro ed approvazione nuovo regolamento, con sostanziali modifiche rispetto alla bozza predisposta dalla commissione ricerca; - interventi per l’ampliamento della pianta organica del personale tecnico amministrativo, al di là delle prestazioni a termine non rinnovabili, incapaci di radicare nell’Ateneo esperienze e professionalità adeguate, e ciò soprattutto a vantaggio delle strutture periferiche; - razionalizzazione del personale tecnico attraverso accorpamenti di strutture e laboratori e nuove assunzioni per ampi settori scientifico-disciplinari; - allargamento dello strumento degli incentivi; - istituzione della figura di un collaboratore didattico/assistente di Presidenza per tutte le 11 Facoltà dell’Ateneo, in modo da alleggerire i Presidi nell’organizzazione della didattica e nei rapporti con le sedi gemmate; - impegno a mantenere l’autonomia contabile e organizzativa delle Presidenze, pur in un quadro di progressiva riduzione dei centri di spesa; - interventi urgenti per le strutture informatiche delle Facoltà (Agraria, ecc.) e dei Dipartimenti decentrati per il rinnovo delle centraline ed il potenziamento della banda della rete di Ateneo da 4 a 24 Mb; - interventi di sostegno alle azioni programmate dei Dipartimenti e dei centri di spesa, secondo una scala di priorità, con l’utilizzo dei fondi per il miglioramento della didattica e delle incentivazioni; - presa di servizio di tutti gli idonei vincitori di concorso con decorrenza I gennaio 2005 se non ostano disposizioni contrarie inserite in finanziaria; - interventi per combattere la fuga dei cervelli e messa a concorso di nuovi posti di ricercatore; - istituzione di nuovi assegni di ricerca anche attraverso fondi della Fondazione Banco di Sardegna e fondi regionali; _ interventi di razionalizzazione della spesa, con una connessione con la valutazione della ricerca effettuata dal Comitato di ateneo; - riflessione sulle supplenze in sede e in sede gemmata, in modo da dare piene certezze ai Presidi ed ai Consigli di Facoltà; - introduzione della contabilità di competenza per tutti i centri di spesa e abbandono della contabilità di cassa; - impegno per la realizzazione urgente di nuove strutture edilizie, con priorità per l’ospedale veterinario, per le ristrutturazioni dei reparti clinici, per le Facoltà umanistiche. Nella seduta del 23 novembre il Senato Accademico ha preso visione della bozza di bilancio ed ha raccomandato: - una puntuale valutazione delle prese di servizio in rapporto alla legge finanziaria in corso di approvazione e delle relative deroghe per il 2004, tenendo conto anche dei ricorsi al TAR che a quanto pare imporranno l’ingresso in contemporanea di nuovi ricercatori e professori dall’esterno o tramite avanzamenti di carriera; - una valutazione degli ingressi con i fondi della mobilità; - una valutazione degli ingressi a seguito dei concorsi in atto o tramite l’utilizzo del budget virtuale di facoltà; - una valutazione delle assunzioni di personale categ. C e di 11 assistenti didattici dei Presidi, oltre che eventualmente di personale informatico specializzato da destinare alle realtà periferiche (aula magna Lingue); - una rapida introduzione della contabilità di competenza per tutti i centri di spesa, anche attraverso una fase di sperimentazione; - una liberalizzazione del capitolo relativo ai servizi per la didattica, in caso di utilizzo per contratti e supplenze; - un incremento dei fondi per luce, telefono, riscaldamento, acqua, gas, in rapporto alle nuove superfici che si renderanno disponibili nei prossimi mesi per aule e laboratori; - un ulteriore incremento dei fondi di ricerca intrauniversitaria 60%; - un utilizzo dei fondi di ricerca per incrementi eventuali di assunzioni temporanee di operai agricoli; - un adeguamento ai valori del 2004 del fondo globale della Regione Sarda in entrata ed ai contributi per ricerche presso i paesi in via di sviluppo in uscita e cooperazione europea ed extraeuropea; - ricerche PRIN ex 40%: si prende atto che deve essere indicata la cifra reale di 1037 mila per partita di giro contr. Ministeriali e 407 mila per cofinanziamento università; - eventuale incremento dotazioni centri di spesa per rispondere all’aumento del numero di dipartimenti; - incremento per fondi vestiario personale tecnico e sicurezza; - adeguamento al costo della vita delle spese per la guardiania dell’ex azienda agraria di Surigheddu. Il Senato ha preso nota della lettera del prof. Antonello Mattone direttore del Dipartimento di storia, che propone la istituzione di un capitolo di bilancio da destinarsi all’assunzione di personale ricercatore, per rispondere alla 14 15 cessazione di molti giovani assegnisti di ricerca e combattere la fuga di cervelli, con un reclutamento di giovani finalizzato al riequilibrio tra Facoltà ed al ricambio generazionale. Ha inoltre aderito alle richieste del consiglio degli studenti relative a: - contributi CUS 100 mila euro - iniziative culturali ricreative studenti 50 mila euro - progetti studenteschi capitolo cooperazione con i paesi in via di sviluppo. Il Senato ha chiesto il ripristino dei capitoli: - cooperazione paesi in via di sviluppo - cooperazione europea ed extraeuropea Inoltre ha aderito al progetto di rifacimento dell’impianto telefonico centralizzato. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 9 dicembre ha preso atto condividendole delle osservazioni del Senato Accademico ed ha preso visione di alcuni documenti pervenuti, compresa la nota dei consiglieri Antonio Chessa e Stefano Zucconi, che lamentano il numero troppo consistente di concorsi per personale docente, avviati dalle Facoltà con l’utilizzo di budget virtuali anche al di fuori di qualunque programmazione del Consiglio, a fronte di un sostanziale blocco delle assunzioni e riduzione sensibile della pianta organica del personale tecnico amministrativo. In particolare i due consiglieri hanno ribadito la contrarietà ad ulteriori assunzioni di personale t/a a tempo determinato ed hanno sostenuto che occorre approfittare della fase di sospensione del blocco delle assunzioni che si prospetta con la legge finanziaria per procedere ad assunzioni di personale t/a a tempo indeterminato, utilizzando magari le risorse non impiegate per i precari. I due consiglieri hanno chiesto inoltre una verifica del processo di territorializzazione dell’ateneo, per evitare sprechi e diseconomie. Nella discussione successiva il Consiglio di Amministrazione ha affermato l’esigenza di procedere all’assunzione a tempo indeterminato di personale, con risorse proprie in ambito di programmazione triennale, se veramente fosse evitato nella legge finanziaria il blocco delle assunzioni. Il Consiglio ha inoltre preso atto delle preoccupazioni espresse in merito ai concorsi in atto di personale docente ed ha deliberato di fissare al I ottobre 2005 tutte le prese di servizio per tutti i concorsi conclusi nel 2005. Il Consiglio ha inoltre osservato che le Facoltà possono affidare contratti e supplenze retribuite (queste ultime solo a personale di altri atenei) con i fondi della promozione della didattica; va confermato che qualunque tipo di supplenza retribuita in sede (fondi regionali, fondi europei, fondi di Facoltà) e fuori sede possono essere retribuite solo a condizione che sia garantito l’impegno orario minimo obbligatorio di legge dei ricercatori e dei professori. Il Consiglio ha suggerito interventi per migliorare la quota di riequilibrio sul FFO, in termini di qualità delle prestazioni e dei servizi, di un miglioramento complessivo della struttura, di investimenti nel settore delle manutenzioni e degli interventi edilizi. I rappresentanti degli studenti, espresso apprezzamento per il mancato aumento delle tasse, hanno chiesto il consolidamento degli interventi per i servizi agli studenti ed il ripristino del capitolo per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo di provenienza regionale in modo da dare attuazione nel 2005 con aggiornamenti al programma predisposto l’anno scorso. Il Senato Accademico in data 15 dicembre ha raccomandato l’incremento della dotazione dei Dipartimenti per rispondere alla costituzione di un nuovo centro di spesa: la somma residua del 2004 verrà riassegnata nel 2005. Ha inoltre chiesto l’adeguamento del capitolo per guardiania di Surigheddu (per rispondere all’aumento del costo della vita) e le assegnazioni a favore del personale tecnico per garantire la sicurezza (vestiario, protezioni, ecc.): verrà utilizzato il consistente capitolo per interventi a favore della sicurezza. Per il capitolo relativo alla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, il Senato ha chiesto il ripristino dello stanziamento di 130 mila euro, con l’utilizzo del fondo regionale. Il Senato ha chiesto inoltre che il Consiglio provveda alla copertura di nuovi posti di personale t/a a tempo indeterminato una volta caduto il blocco delle assunzioni ed accertate le relative disponibilità, sulla base di un programma che dovrà essere predisposto d’intesa con il Consiglio di amministrazione in modo da rispondere alle esigenze di grandi aree scientifiche. Infine, il Senato ha chiesto che si favoriscano le assunzioni di personale ricercatore tra i giovani da destinarsi alla ricerca. Nella seduta del 21 dicembre conclusivamente il Consiglio ha accolto tutte le osservazioni presentate dal Senato il 15 dicembre, ripristinando i capitoli segnalati. Il Consiglio, apprezzando i contenuti della presente relazione, ha inoltre raccomandato: - la riforma del sistema di tassazione, con l’eliminazione delle quattro fasce, a favore di un sistema più equo e progressivo; - l’accordo col Banco di Sardegna per i prestiti d’onore a favore degli studenti; - la programmazione degli interventi in favore dei paesi in via di sviluppo; - la predisposizione di un puntuale programma di attività in vista della realizzazione dell’azienda ospedaliera universitaria; - la attivazione nel 2006 della guardiania anche per l’azienda di Ottava; - il potenziamento del capitolo relativo agli operai agricoli, anche attraverso fondi di Dipartimento; - la ristrutturazione dell’azienda di Fenosu d’intesa con il Consorzio Uno di Oristano; - la definizione di un ampliamento della pianta organica con significative assunzioni di tecnici su grande aree scientifiche; 15 16 - l’impegno per assicurare ulteriore mobilità verticale per il personale interno e mirate attività di formazione e aggiornamento; - l’aumento dei buoni pasto ed una vigilanza per mantenerne il valore nominale; - la nascita dell’Università telematica della Sardegna, con un consistente investimento per l’attività di formazione professionale (si programma un viaggio di studio presso l’Universidad Oberta di Barcelona); - attenzione per la ricerca ed impegno per un possibile incremento dei finanziamenti FAR e Cofin; - attenzione per le biblioteche ed incrementi di dotazione finalizzati all’apertura sperimentale anche in orario notturno; - slittamento al 2006 del nuovo regolamento FAR per l’ex 60% come suggerito dalla Commissione ricerca presieduta dal prof. Eusebio Tolu; - organizzazione della IV Conferenza della ricerca d’intesa con la Conferenza permanente dei Dipartimenti (febbraio 2005) e della II Conferenza di Ateneo sulla didattica; - rapida pubblicazione degli Atti della Conferenza di Ateneo 2003, della Conferenza didattica 2004 e del bilancio 2005. Gli indirizzi del Senato Accademico per il 2006 Il Prorettore ha presentato le linee della manovra di bilancio per il 2006 e il senato Accademico in data 11 ottobre 2005 ha espresso un indirizzo di massima, soffermandosi sui seguenti aspetti. - Bilancio: limitare l’incremento delle tasse studentesche nella misura massima del 5% annuo - Personale docente: Si ritiene raggiunto il livello massimo di spesa, si ammette che non sempre la scelta dei concorsi da bandire è stata virtuosa ed ha risposto all’esigenza di coprire le aree disciplinari scoperte e di aumentare il numero dei docenti, dato che una quota consistente degli investimenti di fatto è stata assegnata per le progressioni di carriera. Si conviene sulla necessità di un adeguamento delle quote da riassegnare alle Facoltà dopo il pensionamento o il trasferimento dei docenti, con una premialità a favore dei nuovi posti di ricercatore. Rimane l’esigenza di correggere gli squilibri tra Facoltà e tra aree disciplinari, in una logica di sistema che corregga i punti di debolezza e sani la situazione delle Facoltà con un basso rapporto docenti/studenti. Ciò vale anche per le risorse finanziarie che vanno distribuite con lo scopo di sostenere le Facoltà in difficoltà, in una logica di riequilibrio. - Didattica: Si è molto riflettuto sulla efficienza e sulla qualità della didattica e sulla necessità di un intervento radicale, attraverso un rigoroso controllo dell’azione dei manager didattici di Facoltà, non sempre all’altezza dei compiti loro affidati. Il riflesso sul FFO dei cattivi risultati della didattica impone interventi radicali, anche incentivazioni per sostenere le Facoltà più virtuose o quelle che non hanno risposto ai requisiti minimi. Un impegno rigoroso dovrà essere garantito per far emergere le situazioni di studenti che non superano gli esami e che dunque sono falsi studenti. Si ritiene necessario - incrementare le dotazioni delle Facoltà - mettere ordinariamente in contatto le Facoltà con il Nucleo di valutazione per incidere sui parametri più a rischio: si pensa ad iniziative in collaborazione e ad un incontro dei Presidi con i consiglieri di amministrazione, i rappresentanti delle segreterie studenti ed i manager e con il Nucleo di valutazione, promosso dal Rettore. - svolgere la II conferenza sulla didattica nella prossima primavera - adottare indirizzi, strategie e strumenti per incidere rapidamente sulla produttività e sull’internazionalizzazione delle Facoltà e dei Dipartimenti - approfondire l’utilità di distinguere gli studenti a tempo pieno da quelli a tempo parziale - studiare interventi per escludere dai corsi gli studenti inattivi che non maturano crediti da più di tre anni - migliorare gli interventi di orientamento in particolare verso le Facoltà a numero chiuso e con tests nazionali - costante monitoraggio delle carriere degli studenti - sostenere l’ERASMUS e gli accordi internazionali - avviare una riflessione sui corsi di laurea triennali e sulle gemmazioni nel territorio - sostenere il polo metropolitano di Alghero - attenzione specifica per alcune Facoltà che hanno visto ridursi notevolmente la pianta organica a seguito di trasferimenti - rapida applicazione delle nuove classi di laurea con accorpamenti dei corsi di laurea attraverso accordi interfacoltà - impegno per l’urgente riattivazione del Centro Linguistico - Ricerca: - incrementare le risorse disponibili per PRIN e FAR - stimolare la produttività scientifica - accertamento dei risultati della valutazione e iniziative di sostegno alle aree più meritevoli. Nella seduta dell’8 novembre 2005 il Senato ha ulteriormente discusso le linee del bilancio 2006, fortemente preoccupato per gli orientamenti della Regione Sarda. Tra i temi toccati: - accreditamento dei corsi. 16 17 - risultati della didattica particolarmente negativi a causa della particolare situazione della Sardegna: il recente rapporto MIUR sulle Università italiane (l’Università in cifre 2005) ha messo in rilievo il primato italiano della nostra isola per il ridotto numero di giovani che si iscrivono all’Università (pari al 23,8% dei giovani tra 19-25 anni, con un tasso di passaggio dalla scuola all’Università del 59,1 % rispetto al 72,3% dell’Italia), per il basso numero di laureati, per la durata degli studi, per la quasi totale assenza di studenti che provengano da altre regioni o da altri paesi, per il livello bassissimo (pari ad un decimo di altre università) delle tasse: la media per la Sardegna è di 142 euro a fronte del 1170 euro della Lombardia, mentre gli investimenti per il diritto allo studio sono rilevanti e crescenti. La spesa per ricerca e sviluppo non supera in Sardegna lo 0,52% del PIL, a fronte dello 0,8% ad esempio della Svezia. La risposta della Regione Sarda è forse debole e ci si propone: - di bandire premi individuali per l’attività di ricerca - di incoraggiare il rientro di studiosi in Sardegna. - di far nascere in comune di Alghero o in altra sede le nuove Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria. Del resto un eventuale incremento delle tasse ridurrebbe ulteriormente il numero degli studenti iscritti all’Università. Tra gli altri temi discussi: - il futuro del Policlinico universitario, il calcolo dei DRG, il rinnovo delle attrezzature, il miglioramento della qualità dell’assistenza e l’istituzione dell’azienda mista. - la politica della Regione Sarda in merito alla destinazione vincolata del Fondo Unico della legge 26/96. Rispetto alla proposta della commissione bilancio, il Senato Accademico il 13 dicembre 2005 ha suggerito alcune modifiche al documento di bilancio: - inclusione nel fondo regionale degli interventi per i portatori di handicap - precisazione che l’Università non può assumersi l’onere di completare le opere per la nuova Facoltà di Agraria e la nuova Facoltà di Medicina Veterinaria fuori della città di Sassari, vista la dimensione insufficiente del contributo regionale - incremento del fondo della ricerca intrauniversitaria dell’ex 60% eventualmente con parziale riduzione dell’incremento dei PRIN - incremento del 10% della dotazione ordinaria dei centri di spesa e del fondo delle biblioteche per rispondere alla crescita degli spazi ed all’istituzione dei nuovi dipartimenti ed all’ampliamento dell’attività didattica delle Presidenze - impegno per il finanziamento futuro dei corsi triennali per le professioni sanitarie - impegno per le scuole di specializzazione in particolare della Facoltà di Medicina Veterinaria - presa d’atto dell’obbligo per l’ateneo di ridurre del 50% la voce relativa agli operai agricoli in base alla finanziaria - attribuzione a titolo gratuito in via eccezionale agli assegnisti di contratti di insegnamento Il Consiglio degli studenti in data 12 dicembre si è espresso contro l’incremento automatico delle tasse nella misura del 5%, chiedendo una politica di risparmi, di contenimento delle spese, di verifica sugli esoneri e di revisione delle fasce, in modo da garantire una maggiore gradualità impositiva. Il Consiglio ha chiesto inoltre l’istituzione di una commissione paritetica di Ateneo per la didattica. Mozione approvata all’unanimità dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’Università di Sassari in data 18 ottobre 2005. Il Senato Accademico ed il Consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi di Sassari, riuniti in seduta congiunta in data 18 ottobre 2005, vista la mozione approvata dall’Assemblea della CRUI del 13 ottobre 2005, esprimono viva preoccupazione in merito al DDL sul reclutamento e lo stato giuridico dei docenti universitari, che reintroduce il precariato all’interno degli Atenei. Già in passato gli organi accademici hanno manifestato contrarietà di fronte alla prospettata riforma, aderendo alla mobilitazione del 30 giugno ed esprimendo rammarico con una nota del Rettore indirizzata il 26 settembre al Presidente del Senato per le procedure adottate dal Senato, che hanno chiuso ogni possibilità di confronto parlamentare imponendo con il voto di fiducia un testo che non tiene conto delle numerose osservazioni formulate dalla stessa maggioranza. Nel momento in cui il Parlamento avvia la discussione della Legge Finanziaria e la Camera dei Deputati riprende l’esame del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Sassari, in coerenza con le posizioni assunte dalla CRUI, chiedono che Parlamento e Governo si confrontino ancora in maniera approfondita su questi temi con il sistema delle Università italiane. Le posizioni espresse dalla CRUI hanno l’unico fine di assicurare una migliore funzionalità scientifica e didattica degli Atenei. E questo mediante: - un sistema di reclutamento davvero fondato sul merito e sulla valorizzazione delle capacità; - la previsione di reali possibilità di accesso e di posizioni stabili per i giovani studiosi più preparati; - la valorizzazione delle posizioni di chi già lavora da anni con impegno in condizioni disagiate; - l’introduzione a tutti i livelli di un serio e autonomo sistema di valutazione al quale progressivamente commisurare la distribuzione delle risorse. Senato e Consiglio ribadiscono il proprio giudizio negativo sul disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti per i suoi contenuti. Esso fa ricadere sugli Atenei tutti gli oneri finanziari aggiuntivi indispensabili per dare effettivo 17 18 seguito alle norme previste. Le Università italiane in ogni caso si sono dichiarate disponibili a considerare le eventuali modifiche al testo approvato dal primo ramo del Parlamento. Senato Accademico e Consiglio esprimono inoltre vivo allarme per la Legge finanziaria, pur riconoscendo che nella attuale versione essa contiene alcuni provvedimenti apprezzabili (deducibilità fiscale delle donazioni, abrogazione della tassa sui brevetti, esclusione dell’imposta sui redditi da proventi commerciali, eventuale destinazione della quota del 5 per mille alla ricerca). Se venisse approvata nella versione proposta essa infatti: - lascerebbe a carico dei bilanci degli Atenei gli oneri derivanti dagli adeguamenti stipendiali fissati dal Governo per il personale docente e tecnico-amministrativo: circa 210 milioni di euro; - prevederebbe una diminuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario di 55 milioni di euro rispetto allo scorso anno; - non attribuirebbe i finanziamenti necessari al mantenimento dei fondi per la ricerca (PRIN e FIRB); - ridurrebbe ulteriormente di 60 milioni di euro (su 150) il fondo per l’edilizia universitaria, azzerando lo stanziamento per il prossimo biennio; - stabilirebbe il versamento allo Stato degli importi accantonati in seguito al decreto taglia-spese del 2002; - prevederebbe un incremento inadeguato del fondo destinato alle Università non statali a fronte di una non programmata crescita delle stesse; - manterrebbe l’IRAP all’8,50% senza alcuna riduzione dell’imponibile, in particolare di quello delle spese per la ricerca. La combinazione delle disposizioni del DDL sullo stato giuridico e dei mancati interventi finanziari renderà di fatto ingestibili le Università, in un momento nel quale tutti affermano che la ripresa della competitività dell’Italia è legata in maniera determinante al potenziamento del sistema universitario con le sue attività di ricerca e di formazione del capitale umano. Ciò in particolare nel Mezzogiorno ed in Sardegna, dove le Università assumono un ruolo socialmente ancor più rilevante ma sono ulteriormente penalizzate a causa della debolezza del tessuto produttivo. Di conseguenza il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Sassari auspicano un ripensamento del Governo e si impegnano a rendere pubbliche le posizioni critiche nei confronti dei testi attualmente all’esame del Parlamento, che se approvati in questa forma allontanerebbero le Università italiane dagli standards europei. Delibera definitiva del Consiglio di amministrazione del 20 dicembre 2005 In data 20 dicembre il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Sassari ha approvato all’unanimità (con una astensione) il presente documento in via definitiva, introducendo i seguenti impegni: - non viene adottato l’annunciato aumento del 5% delle tasse studentesche; - viene incrementato a 100.000 Euro il capitolo dei premi per ricercatori (10 premi) - verrà premiata la didattica e la ricerca con specifica attenzione per l’internazionalizzazione - entro l’anno verrà modificato il rapporto tra ricercatori e professori per il budget di Facoltà per i concorsi, con premialità a favore dei posti di ricercatori su settori scientifico disciplinari scoperti caratterizzanti o fondamentali; tale obiettivo sarà perseguito con assegnazioni aggiuntive attraverso forme di riequilibrio per addizione - il fondo operai agricoli verrà mantenuto sui livelli dell’anno precedente con l’utilizzo dei fondi europei - le somme non utilizzate per i PRIN ex 40% verranno attribuite al 60%, che sarà modificato con forme di premialità; - si insisterà presso la Regione per il trasferimento di tutti i fondi per le sedi gemmate sul capitolo dei consorzi; - un vivo appello alla Regione sarà formulato per i corsi gemmati di Alghero, che debbono essere sostenuti finanziariamente; - verrà incrementato il fondo per i corsi di aggiornamento del personale; - nel mese di febbraio il Consiglio di amministrazione effettuerà unma verifica sul documento contabile, approvandolo per la seconda volta con le opportune rettifiche. 7. Il Collegio dei revisori dei conti L’attività di controllo affidata al Collegio dei revisori dei conti ha imposto un costante scambio di informazioni con il Consiglio di Amministrazione. E’ stato ribadito l’interesse dell’Amministrazione per un rapporto di costante collaborazione con il Collegio dei Revisori dei Conti, per il ruolo di garanzia sulla regolarità della gestione che tale Collegio assicura. L’Amministrazione del resto dichiara di assumere il principio della trasparenza dei suoi atti ed intende quanto più possibile attenersi alle indicazioni del Collegio. L’Amministrazione ha acconto negli ultimi anni le osservazioni formulate dal Collegio verso un riordino dei capitoli di bilancio: già nel 2005 il bilancio è stato ridotto nel numero dei capitoli, con una razionalizzazione delle descrizioni delle voci di entrata e di spesa. Si accoglie la proposta di monitorare le spese di rappresentanza, depurate dalle spese per il miglioramento dell’immagine dell’Università e si osserva che già negli ultimi esercizi tali spese si sono notevolmente ridotte, passando da 81 mila euro del 2003, a 40 mila euro del 2004, a 30 mila euro nel 2005; si accolgono le osservazioni sulla spesa per la telefonia, ma si ritiene di sottolineare che si conoscono perfettamente le ragioni che giustificano una rilevante incidenza delle spese telefoniche in rapporto ad altre realtà, soprattutto in un’Università isolana come quella di Sassari che necessita di rapidi ed efficienti collegamenti con i principali centri di ricerca nazionali ed internazionali. Ciò non significa che le spese telefoniche non debbano essere costantemente monitorate e non si debba proporre una rendicontazione efficace del 18 19 servizio, con una verifica del traffico e delle tariffe impiegate, in funzione di un più oculato uso, in particolare della telefonia mobile. Si deve inoltre osservare che sono stati effettuati consistenti interventi di spesa per l’implementazione dell’impianto telefonico centralizzato. Il collegio dei revisori dei conti, nel condividere le politiche e le strategie portate avanti dall’Amministrazione in particolare con riferimento alle spese per investimenti, ha raccomandato un’azione incisiva sulle entrate correnti (che andavano aumentate) e sulle uscite correnti (che andavano ridotte). Il dott. Arnaldo Ricciuto in particolare, partendo da un accurato esame della serie storica, aveva raccomandato una attenta riflessione sulle tasse rimaste ai livelli di dieci anni fa, riflessione che doveva tener conto del fattore tempo e di una serie di aspetti come il potere d’acquisto dei salari, l’inflazione, il costo della vita. Il Collegio aveva raccomandato una drastica riduzione dei Centri di spesa, un maggiore equilibrio tra le competenze accessorie liquidate a favore del personale docente rispetto a quelle erogate a favore del personale tecnico e amministrativo, un intervento incisivo contro gli sprechi, attraverso un controllo di gestione che doveva passare attraverso una seria autovalutazione, l’introduzione di un nuovo sistema di contabilità di competenza per tutti i Dipartimenti che doveva fornire un quadro realistico degli impegni di spesa e che superasse la pura gestione di cassa. A questo proposito il Consiglio di Amministrazione aveva rilevato la perfetta rispondenza degli attuali bilanci dei Dipartimenti alle normative di legge ed aveva raccomandato di mantenere una flessibilità ed un’operatività alle strutture periferiche che avrebbero dovuto evitare le pastoie burocratiche eccessive. Il Consiglio aveva comunque convenuto sull’opportunità di introdurre il sistema del bilancio di competenza anche per i centri periferici. Intorno alle competenze accessorie, si prende atto delle osservazioni del Collegio in relazione allo squilibrio tra competenze accessorie del personale docente (che sarebbero elevate) e quelle del personale t/a (che sarebbero basse) e ciò proprio nel momento in cui cresce il numero dei docenti e diminuisce il numero dei non docenti. Si vuole però ricordare che si è proceduto al taglio totale delle supplenze in sede, mentre i contratti di insegnamento gravano direttamente sui bilanci delle Facoltà. Nella relazione sul consuntivo 2004 il collegio ha espresso apprezzamento con soddisfazione del Consiglio di Amministrazione per i buoni risultati conseguiti, per il migliorato equilibrio di gestione e per il miglioramento rispetto all’anno precedente del rapporto tra accertamenti/riscossioni e impegni/pagamenti. Sono stati apprezzati in particolare i seguenti aspetti: - preparazione degli atti nei tempi regolamentari; - introduzione del bilancio CIA (ormai in uso da parte di tutto l’ateneo dal 2002); - incremento dell’avanzo di competenza (9 milioni di Euro), incremento dell’avanzo vincolato e dell’avanzo netto, fissato in modo prudenziale in 6,5 ME; - notevole incremento del patrimonio; - svolgimento di concorsi per personale docente; - recupero di fondi europei; - risanamento del bilancio del Policlinico. Sono state segnalate negativamente: - riduzione degli investimenti in materia di ricerca scientifica; - crescita dei residui a causa di una velocità di accumulazione nettamente più alta rispetto allo smaltimento (è già in atto il processo di riaccertamento dei residui, operazione peraltro delicata e laboriosa in quanto necessita dello studio specifico a partire dall’origine di tutte le pratiche amministrative); - i tempi di realizzazione del complesso bio-naturalistico e di altre iniziative edilizie che non procedono con la dovuta rapidità di esecuzione e senza un costante monitoraggio dei collaudi, anche se il collegio ha dato atto che i provvedimenti assunti in precedenza sono stati ricondotti nell’alveo normativo attraverso l’adozione di delibere consiliari che hanno portato alla formazione di una variante in corso d’opera; - la programmazione nella copertura dei posti di personale docente, in relazione alle cattedre vacanti su fondamentali settori scientifico disciplinari; - la politica di ramificazione dell’Università sul territorio; - le dimensioni assunte dalle spese di consulenza (488 mila euro) (in realtà la voce di spesa e comprensiva di tutti gli impegni per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa dell’amministrazione centrale); - la crescita delle spese di largo consumo per energia elettrica, acqua, telefono, riscaldamento, spese legali, spazi verdi, collegamento CINECA e funzionamento CED; - l’eccessiva autonomia di spesa dei Centri periferici; - la presunta inerzia dell’amministrazione di fronte all’esigenza di attivare procedure forzose per il recupero crediti e per l’estinzione dei residui attivi. L’amministrazione ha assunto impegni per i seguenti aspetti: - nuova presentazione del bilancio con un’imputazione differente per le spese per i ricercatori che debbono essere distinte dalle spese per i professori; 19 20 alla data odierna sono state effettuate solamente 3 variazioni di bilancio, e del resto il numero di variazioni non è sempre indicatore di efficacia ed efficienza gestionale - riduzione del numero delle variazioni di bilancio, storni, assestamenti, anche se si deve osservare che - pulizia dei residui e certificazione reale dei singoli crediti e dei debiti; - assorbimento dei disavanzo del Policlinico anche in vista della nascita della nuova Azienda; - verifica sulle entrate dei centri di spesa che hanno assorbito il patrimonio dell’Azienda Agraria; - lotta agli sprechi, all’uso illegale di denaro pubblico, impegno per una trasparenza reale. In particolare il Collegio dei revisori richiama gli Organi Universitari ad operare una profonda meditazione sui trasferimenti ad Organismi che dispongono autonomamente nel merito delle spese e nelle procedure relative. In questa situazione, infatti, potrebbero verificarsi si duplicazioni di interventi, sia usi incongrui o irritali di denaro pubblico. Il Collegio dei Revisori, tutti gli anni, ha reiterato la richiesta, rivolta agli ordinatori di spesa, di operare le scelte economiche più razionali, eliminando sprechi ed erogazioni superflue, e tutti gli anni gli Organi Amministrativi si sono ripromessi di razionalizzare la spesa e di ridurne l’entità, salvo a dover constatare dalle risultanze del bilancio l’inattingimento di tali proponimenti. Il Collegio ritiene che debba essere istituita in bilancio un’apposita categoria di spesa per gli oneri informatici dell’Ateneo al fine di evidenziare maggiormente la consistenza e l’uso di strumenti ad alta tecnologia, nonché la relativa spesa. - predisposizione di schede illustrative e di tabulati per l’edilizia, in modo da garantire un assoluto rigore nelle procedure; - aggiornamento della relazione dell’Ufficio Legale sui contenziosi; - riduzione numero dei centri di spesa, che hanno un fondo di cassa consistente anche se decrescente a causa della notevole velocità di spesa degli ultimi mesi (da 18 milioni di Euro del I gennaio 2004 fino ai 15 milioni di Euro del 31 dicembre). Del resto un elevato saldo di cassa può derivare da somme accreditate per progetti finanziati in particolare a fine anno. Del resto per verificare l’efficienza dei singoli centri di spesa è stato verificato ad es. il numero dei mandati/reversali emesse, il numero di pratiche amministrative chiuse, il numero di fatture registrate o di beni inventariati nell’esercizio. - incremento delle tasse studentesche; - interventi per l’informatizzazione delle strutture e indagine sugli acquisti informatici; - CORISA: ulteriori iniziative per un accertamento del patrimonio e di eventuali responsabilità. - incrementare e verificare gli scarichi patrimoniali. Il Collegio ha segnalato giustamente la mancata collaborazione di molte strutture che non hanno dato riscontro ai questionari: non hanno risposto una Facoltà, 3 biblioteche, 8 Dipartimenti. In totale hanno risposto 33 strutture su 42. Il Consiglio concorda con il giudizio espresso e stigmatizza la non collaborazione con l’Organo di controllo di strutture che amministrano denaro pubblico e che si sottraggono a rendere conto della regolarità delle procedure e delle modalità di erogazione della spesa. 8. Il Nucleo di valutazione L’Ateneo conferma il consolidamento e l’istituzionalizzazione dell’Ufficio Valutazione e statistica (costituito con D.R. 15.05.1998 e successivamente ampliato) ed assume programmaticamente l’obiettivo di potenziarne l’attività, utilizzando gli appositi stanziamenti ministeriali, favorendo l’accesso ai dati ed alle informazioni interne, garantendo l’autonomia del Nucleo e il sostegno tecnico per consentire al Nucleo il tempestivo ed efficace espletamento delle sue mansioni; l’Ateneo riconosce il Nucleo quale soggetto promotore della cultura della valutazione, sollecita una collaborazione per procedere al monitoraggio della realizzazione degli obiettivi definiti anche con questo documento e invita il Nucleo a proporre azioni efficaci di verifica. Più in generale, la crescita della cultura della valutazione all’interno dei Dipartimenti, degli Istituti, delle Facoltà, dell’Amministrazione, il miglioramento della capacità informativa e l’avvio di un sistema di controllo hanno lo scopo di rendere sempre più trasparente il sistema, di sostenere i punti di forza, di intervenire per correggere distorsioni e punti di debolezza, nella prospettiva di istituire un legame reale tra valutazione e allocazione delle risorse; una maturazione più ampia del corpo docente e del personale tecnico amministrativo potrà essere di stimolo ad un progressivo miglioramento, per recuperare spazi di efficienza e di competitività e per estendere il metodo del confronto interno, con una capacità di autovalutazione che finora non sempre è stata adeguata. In questa direzione nella Relazione di accompagnamento al bilancio dell’anno 2002 si era invitato il Nucleo di valutazione a compiere un ulteriore passo in avanti nella valutazione della nuova didattica ai sensi della L. 370/99, in un confronto aperto con gli altri atenei e con una migliore capacità di raccogliere dati e informazioni dal mondo degli studenti: tale invito è stato sostanzialmente accolto nelle relazioni del Nucleo. L’Amministrazione fa propri alcuni degli obiettivi indicati dal Nucleo di Valutazione in particolare per quanto riguarda i seguenti aspetti: 20 21 - promozione dell’autonomia finanziaria dell’Ateneo, intesa come «capacità di ridurre la propria dipendenza dal Fondo per il finanziamento ordinario del MIUR», a livello di autosufficienza e diversificazione delle fonti, sia in relazione alla didattica che alla ricerca; - interventi strutturali per migliorare la quota di riequilibrio ed incrementare il fondo di finanziamento ordinario (riduzione del rapporto tra costo standard per studente e costo effettivo, efficienza economica e migliore gestione finanziaria); - iniziative di valutazione programmatoria degli impieghi con decisioni preventive ex ante sull’allocazione delle risorse; - miglioramento della produttività del personale docente (nella didattica e nella ricerca) e tecnico amministrativo; - verifica e controllo dell’impiego dei fondi di ricerca, con riassorbimento delle giacenze ultratriennali; - qualificazione e diversificazione dell’offerta formativa, unico strumento in grado di incrementare l’introito legato alle tasse studentesche. Il Consiglio di Amministrazione intende fin d’ora aderire a tale impostazione e cercherà gli strumenti per passare ad una fase operativa, con il contributo di tutti i componenti il Nucleo di Valutazione, ai quali va l’espressione della gratitudine e dell’apprezzamento dell’Ateneo. Il Consiglio ha inoltre preso atto della proposta relativa al progetto di analisi organizzativa finalizzato all’introduzione del controllo di gestione e non ha obiezioni perché si passi alla fase operativa. 9. Questioni di metodo La presente relazione è stata concepita per obiettivi, con un’analisi dei problemi che rimane aperta al contributo dell’Ateneo e disponibile ad accogliere interventi in corso d’anno; dunque senza una struttura rigida ma che consenta di procedere per obiettivi condivisi una volta accertati gli indirizzi della politica governativa e regionale, che sembrano destinare somme aggiuntive per le Università e specificamente per le nuove assunzioni. Possiamo constatare una migliorata capacità di autovalutazione, anche grazie ad un più alto grado di collaborazione degli uffici, dei centri di spesa, degli organismi consultati. Sono stati consultati: - Consiglio degli Studenti, - Centri di spesa; - Conferenza permanente dei Direttori dei Dipartimenti (comma 2 dell’art. 7 del Regolamento per l’amministrazione); - CRUS e Comitato per lo sport previsto dalla legge n. 394/1997; - CUS; - commissione paritetica Università-ERSU; - Collegio dei revisori dei conti; - Nucleo di valutazione. Si è preso atto dell’orientamento del Consiglio di Amministrazione per l’accensione di alcuni mutui per spese di investimento, ai sensi dell’art. 8 del citato Regolamento. La presentazione contabile del bilancio è illustrata nella relazione dell’ufficio ragioneria sulla contabilità integrata CIA del CINECA, rinnovata con la convenzione biennale dal 30 aprile 2004, che è stata allargata con una verifica della spesa al 30 settembre 2005 e con una lettura del consuntivo 2004. Si è infine tentata una realistica simulazione dello sviluppo della spesa nel corso dei prossimi tre anni. La Ragioneria ha del resto adottato, come risulta dall’allegata relazione del dott. Erasmo Meloni, un nuovo piano dei conti, allo scopo di rispondere alla nuova normativa e assicurare trasparenza e chiarezza di lettura del bilancio. Di conseguenza si è provveduto ad eliminare un livello di gerarchia, che prevede titoli, categorie e capitoli; sono stati inoltre eliminati circa cento capitoli non utilizzati, con una nuova forma di codifica. ENTRATE 10. Il fondo di funzionamento ordinario Negli ultimi anni l’Università di Sassari ha visto costantemente incrementato il FFO, che dai 60 milioni di Euro del 1996 è arrivato ai 73 milioni di Euro del 2002, ai 73,5 milioni di Euro del 2003 ed ai 76 milioni di Euro del 2004 ed ai 78,3 ME del 2005, con un incremento annuo che è stato nel 2001 del 5,2%, nel 2002 del 2,2%, nel 2003 dello 0,46% e nel 2004 del 3,4%. Per il 2005 con nota del 28 luglio il Ministro ha assegnato all’Università di Sassari: - FFO per 76,3 ME (rispetto ai 73,5 ME del 2004, partendo dal consolidato 2003); - saldo incentivi trasferimenti del personale docente: 0,98 ME (rispetto agli 0,23 ME dell’anno precedente); - assunzioni in deroga 2004: 0,198 ME, più 0,37 ME una tantum (l’anno precedente 16 mila euro una tantum e 49 mila euro consolidati); - assegni di ricerca: 0,34 ME più 0,76 ME una tantum; - Maggiori oneri per ricercatori confernati 0,151 ME; - Interventi di valutazione e riequilibrio: 1,3 ME; - Integrazione al 2% FFO 2004 0,220 ME; - Incentivo rapporto AF/FFO 0,231 ME una tantum. Il totale è dunque di 78,3 milioni di euro. 21 22 I criteri di calcolo del FFO stanno subendo nel corso di questo anno 2006 una profonda revisione, con quote destinate a premiare le performances degli Atenei in materia di ricerca e di didattica, con preoccupazioni dovute ai risultati negativi della didattica nell’Università di Sassari (vedi documento del Nucleo di valutazione del giugno 2005). La situazione attuale del FFO e più in generale delle entrate dell’Università di Sassari è soddisfacente, tanto che dal calcolo complessivo delle entrate risulta che il 70% delle entrate proviene dalla pubblica amministrazione (14° posto in Italia) e con 10.929 euro per studente il nostro Ateneo si colloca al 7° posto in Italia, dopo Siena, Trieste, Pavia, Venezia, Tor Vergata. Il risultato peggiore è quello di Napoli Parthenope al 57° posto con 2559 euro per studente. Un risultato analogo del resto è quelle che può effettuarsi a proposito del rapporto docenti/studenti, particolarmente favorevole per il nostro Ateneo che si colloca al 7° posto in Italia. Il peso della contribuzione studentesca sulle entrate pone Sassari in coda alla graduatoria e più precisamente al 55° posto in Italia con il 6,2% (Bergamo arriva al 19,7%). Sul versante delle uscite, il 54% delle spese è indirizzato agli stipendi del personale (31° posto in Italia, tra Palermo col 74,7% e Napoli Parthenope col 30,2%). L’Università si deve impegnare sempre di più ad utilizzare tutte le leve disponibili che consentano di premiare i comportamenti virtuosi. Si deve osservare che il FFO viene trasferito con enorme ritardo dal MIUR e che con nota del 22 settembre 2005 il limite dei pagamenti con effetti sul fabbisogno statale è stato elevato dal direttore generale Antonello Masia a 92 milioni di Euro (per dare una dimensione, il consuntivo 2004 si è chiuso con impegni per 155 milioni di euro). Il 24 novembre 2005 il Prorettore ha partecipato a Roma ad un’audizione CRUI sul futuro del fondo di funzionamento ordinario a partire dal 2007. Conclusivamente è stato osservato che: - occorre trovare un consenso all’interno della CRUI per fissare un’assoluta priorità, quella della spesa storica e della necessità di rispondere alle esigenze di funzionamento di base di tutti gli atenei, garantendo dunque il consolidato, gli incrementi stipendiali e l’indice di aggiornamento delle tariffe (luce, acqua, gas, manutenzioni ecc.); - occorre disegnare un nuovo modello che individui le azioni per favorire il miglioramento qualitativo, l’efficienza, la produttività delle Università italiane - occorre superare le condizioni di squilibrio tra atenei, favorendo una convergenza attraverso investimenti aggiuntivi di riequilibrio - occorre introdurre azioni di sviluppo del sistema universitario italiano - occorre introdurre azioni incentivanti ed una premialità a favore degli atenei virtuosi, tenendo conto della complessità del sistema, delle notevoli differenze tra atenei, della presenza delle Facoltà di Medicina, dei megatenei e dei politecnici: di conseguenza il modello dovrà applicarsi per gruppi omogenei di atenei, con indicatori differenziati e flessibili - c’è un problema di veridicità dei dati e di estendere il calcolo quantitativo agli aspetti di qualità, di efficienza e di rigore nella spesa - c’è la necessità di tener conto di almeno due parametri, insularità della Sardegna che riduce l’attrattività di studenti extra regione e difficile contesto socio economico che rende impossibile un ulteriore aumento delle tasse studentesche e riduce la possibilità di finanziamenti aggiuntivi dal territorio. A livello nazionale nel 2005 l’Università di Sassari si pone già oggi in coda alle università italiane per gli incrementi percentuali rispetto al consolidato 2004, con una crescita di appena il 2,65%, a fronte di un incremento medio italiano del 5,1% (Cagliari 3,19%) e di Università come Bergamo del 25,62%. 11. L’avanzo di amministrazione L’avanzo di amministrazione è passato dai 24,3 milioni di euro del 2001 ai 24,2 milioni di euro del 2002, ai 33,4 milioni di euro del 2003, ai 42,6 ME del 2004, con un notevole incremento negli ultimi anni, in relazione ad un avanzo di competenza di quasi 10 milioni di euro. Si è già osservato che il collegio dei revisori dei conti raccomanda prudenza, segnala la notevole consistenza dell’avanzo vincolato (arrivato a 32 milioni di euro) e la sovrastima dell’avanzo libero (arrivato a 10 milioni di euro), anche in rapporto alla difficile esigibilità di molti residui attivi certificati al momento, ma in fase di cancellazione o di verifica. 12. Il fondo di cassa all’inizio ed alla fine dell’esercizio Il fondo di cassa all’inizio dell’esercizio è stato di 21,7 milioni di euro nel 2001, 7,2 milioni di euro nel 2002, 16,0 milioni di euro nel 2003 e 20,9 milioni di euro nel 2004. Si segnala il caratteristico andamento del fondo di cassa dei Dipartimenti cresciuto dai 6,2 milioni del 2000 ai 6,0 milioni del 2001, agli 11,7 milioni del 2002 ed ai 18,3 milioni del 2003; sceso però a 15,7 ME nel 2004: le ragioni di tale crescita debbono essere investigate dal Consiglio di amministrazione, per accertare se siamo di fronte ad un sovrafinanziamento dei Dipartimenti, a ritardi nei trasferimenti e nella spesa o ad altri fenomeni finanziari che necessitano specifici interventi. Si segnalano i seguenti 12 Dipartimenti e Centri di spesa (rispetto ai 16 dell’anno precedente) che chiudono il 2004 con un fondo di cassa finale superiore ai 500 mila euro: Biologia animale (738 mila euro), Scienze zootecniche (663 mila euro), Scienze fisiologiche b.c. (568 mila euro), Chirurgia anestesiologica (ben 1761 mila euro), Anatomia patologica (668 mila euro), Clinica medica 22 23 (500 mila euro), Protezione delle piante (547 mila euro); Facoltà di Agraria (532 mila euro), di Economia (514 mila euro), Scienze MMFFNN (1234 mila euro), Lettere (544 mila euro), Medicina (539 mila euro). Il fenomeno viene spiegato da alcuni centri di spesa in senso positivo, con riferimento alla gestione di partite di giro (sedi gemmate, attrezzature ecc.). 13. La struttura dei bilanci Nell’ultimo consuntivo (2004) le riscossioni in competenza sono arrivate a 50 milioni di euro, gli accertamenti di competenza a 133 ME. Il totale generale dell’Entrata è pari a 165 ME, il 67,4% dei quali (91,1 ME) proviene dal MIUR, il 6% dalle tasse degli studenti (8 ME), 8,45% dalla RAS. Più precisamente: ESERCIZIO 2004 FONTI DI FINANZIAMENTO inc. % sul totale Importo 1 Miur 67,41% 91.127.381,93 2 Altri ministeri e area pubblica 6,99% 9.445.014,53 3 Studenti Regione Autonoma della Sardegna Aziende Sanitarie Locali 5,99% 8.096.581,44 8,45% 11.419.303,88 3,60% 4.863.229,81 6 Altri Enti Locali e UE 1,97% 2.656.935,34 7 Prestazioni conto terzi 2,22% 3.006.135,14 8 Altre entrate 1,86% 2.511.773,70 9 Accensione di prestiti Totale fonti di finanziamento 1,53% 100,00% 2.066.142,25 135.192.498,02 8 Partite finanziarie di entrata 29.929.741,82 Totale generale dell'entrata 165.122.239,84 4 5 4% 2% 2% 2% 2% 8% 6% 7% 67% Miur Altr i m inister i e ar ea pubblica Studenti Aziende Sanitar ie Locali Regione Autonom a della Sar degna Altr i Enti Locali e UE Pr estazioni conto ter zi Accensione di pr estiti Altr e entr ate Le uscite vedono il 56,02% per stipendi e trattamento accessorio (75,7 ME), il 20,24% per gestione beni e servizi, il 5,93% per ricerca scientifica. L’avanzo supera il 7%. 23 24 Più precisamente: INVESTIMENTO D'ESERCIZIO E PLURIENNALI 1 2 3 4 5 7 8 9 Stipendi e trattamento accessorio Gestione ordinaria e acquisto beni e servizi Borse di studio (scuole specializz. e dottorati di ricerca) Ricerca scientifica Investimenti diretti pluriennali (immobilizzazioni e attrez.) Avanzo di competenza al lordo del riaccertamento residui Rimborso prestiti Totale impieghi Partite finanziarie di spesa Totale generale della spesa 7% inc. % sul totale Importo 56,02% 20,24% 6,85% 5,93% 75.740.003,49 27.360.922,55 9.254.073,50 8.023.552,21 3,75% 5.069.853,50 7,08% 9.574.702,90 0,13% 100,00% 169.389,87 135.192.498,02 29.929.741,82 165.122.239,84 0% 4% 6% 7% 56% 20% St ipendi e t rat t ament o accessorio Gest ione ordinaria e acquist o beni e servizi Borse di st udio (scuole specializz. e dot t orat i di ricerca) Ricerca scient if ica Invest iment i diret t i pluriennali (immobilizzazioni e at t rez.) Avanzo di compet enza al lordo del riaccert ament o residui Rimborso prest it i 14. La programmazione nazionale del sistema universitario Con decreto ministeriale del 5 agosto 2004 il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha approvato le azioni per la programmazione del sistema universitario per il triennio 2004/2006, tenuto conto delle risorse previste dalla legge 24 dicembre 2003 n° 350 e degli obiettivi determinati con decreto ministeriale 3 settembre 2003 n° 149. Si è in attesa di conoscere le relative assegnazioni a favore del nostro Ateneo. Il decreto disciplina l'offerta formativa, l'istituzione di nuovi atenei non statali e di università telematiche, di corsi di specializzazione e di dottorato di ricerca, e ripartisce i fondi stanziati (121.724.000 Euro per ogni anno) per alcuni obiettivi rilevanti. La destinazione della quota principale di tali risorse è volta alla riduzione degli squilibri finanziari del sistema universitario per quegli atenei che presentino una distanza dal riequilibrio superione all'8% (90.000 Euro) secondo il modello predisposto dal CNVSU. Una ulteriore parte dei fondi stanziati (39.363.435 Euro) costituisce il saldo della quota parziale erogata nel precedente esercizio e 6.000.000 Euro verranno ripartiti nel triennio tra le università non statali. 24 25 15. Il fondo unico della Regione Sarda A distanza di dieci anni dall’approvazione della legge regionale legge n. 26/1996 si rende evidente la necessità di avviare un confronto tra la programmazione regionale e l’autonomia universitaria, allo scopo di un effettivo adeguamento allo spirito della legge regionale, che ha istituito il «Fondo globale Interventi regionali per l’Università», ed ha stabilito le Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna. Con il documento di programmazione trasmesso dall’Ateneo nel mese di maggio 2005 si cerca di fare un passo in avanti nel tentativo di agganciare la programmazione universitaria in materia di alta formazione con le linee tracciate dalla Regione Sarda nel documento di programmazione economica e finanziaria che sarà approvato dal Consiglio regionale. La L.R. 26/96 intendeva mettere in campo risorse pubbliche aggiuntive a favore delle due Università della Sardegna, ma soprattutto intendeva razionalizzare gli interventi e trovare un collegamento tra programmazione regionale e programmazione universitaria, favorendo una crescita dei due Atenei nel quadro degli obiettivi della programmazione regionale definiti dal Consiglio e dalla Giunta regionali, pur nel rispetto del principio costituzionale dell’autonomia universitaria che (sono parole della Convenzione) segna «una chiara inversione di tendenza rispetto ad una radicata politica centralistica nel settore dell’istruzione superiore». Del resto il Senato Accademico condivide l’analisi per la quale «lo sviluppo economico, sociale e culturale della Sardegna non può andare disgiunto dall’esistenza nell’Isola di un sistema universitario in grado di affrontare con efficacia ed adeguati mezzi finanziari le rilevanti questioni che si pongono sul piano della didattica e della ricerca scientifica». Di conseguenza, l’Università accetta il metodo della concertazione e sottopone alla verifica delle Autorità Regionali gli indirizzi programmatici, che rimangono aperti al contributo del Comitato paritetico RegioneUniversità, previsto dall’art. 5 della L.R. 26/96, anche se rileva che i programmi predisposti dagli Atenei purtroppo in passato non hanno trovato risposta adeguata, visto che il finanziamento regionale rimane basso (attorno ai 4 milioni di Euro a favore dell’Università di Sassari). È al lavoro una commissione mista Regione-Università per studiare la possibilità di ottenere un finanziamento straordinario e addirittura di scrivere un disegno di legge regionale, per assegnare consistenti risorse aggiuntive alle due Università. Tra i temi in discussione c’è anche la richiesta delle due Università di ottenere l’inclusione di alcune opere nell’ambito dei programmi edilizi regionali da presentare al Ministero dei LL.PP per il 2006 e la destinazione di fondi a gravare sul Fondo Sociale Europeo. L’Assessore regionale alla P.I. ha decretato la costituzione di un tavolo di confronto, che veda la partecipazione dei soggetti interessati in particolare al tema delle sedi gemmate. Le due Università della Sardegna hanno inoltre presentato alla Regione Sarda una innovativa proposta di progetto di Università telematica in relazione alla rimodulazione di fondi POR, con una sinergia con il progetto M@rte. Il documento di programmazione dell’Università di Sassari evidenzia innanzi tutto in premessa alcune problematiche del rapporto tra Università e Regione che rimangono esterne rispetto al campo delimitato dalla L.R. 26/96: - l’assistenza sanitaria: in particolare attrezzature; - parte della cooperazione con i paesi in via di sviluppo, in particolare L.R. 19/96; - i contributi per convegni dell’Assessorato regionale agli AA.GG (art. 69 L.R. 2/1994); - i contratti regionali art. 37 L.R. 2/94; - INTERREG; - la ricerca scientifica applicata; - la scuola di specializzazione per insegnanti; - i fondi per i corsi di lingua e cultura sarda previsti dalla L.R. 26/97; - i corsi di laurea gemmati sul territorio (i cui contributi prevalentemente passano attraverso erogazioni della Regione ad Enti Locali, Consorzi ecc.) con l’eccezione delle spese per la docenza sostenuti a Nuoro dalle Facoltà di Agraria e Scienze M.F.N. Dunque i fondi per Olbia, Tempio, Alghero ed Oristano, dovranno trovare specifica copertura nel bilancio regionale; - finanziamenti ERASMUS di cui alla L.R. n. 25/2002; - infine le somme da destinarsi all’attivazione ed alla copertura di cattedre sulla lingua e la cultura della Sardegna. Va aggiunto il tema, complesso, dell’Università telematica della Sardegna. A seguito dell’incontro del 30 novembre 2005 dei due Rettori e dei due Assessori regionali interessati, il fondo di 12.500.000 Euro per il 2005 è stato così ripartito: - Università di Sassari 4.835.000 Euro - Università di Cagliari 7.665.000 Euro Nel fondo dell’Università di Sassari sono confluiti: - 500.000 Euro per la Facoltà di Architettura di Alghero - 450.000 per i corsi di laurea triennali della Facoltà di Medicina e chirurgia nel triennio. La quota restante di 11.100.000 Euro (tolti 450 mila Euro per i corsi triennali della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Cagliari) è stata ripartita nella misura del 65% per Cagliari e del 35% per Sassari. Per il 2005 si deve precisare che, a parte il fondo globale, la L.R. 26/96 ha messo a disposizione cifre consistenti: 25 26 Più precisamente : - Architettura e Scienze Alghero: 1.350 milioni di euro, con una riduzione del 37% rispetto all’anno precedente, che viene compensata con un’assegnazione ulteriore di 500.000 Euro sul fondo globale. - Olbia 0,129 milioni di euro Vanno aggiunti i fondi destinati ai Consorzi: Il Consorzio Uno di Oristano ha ottenuto nel bilancio regionale 2005 2,2 milioni di Euro; il Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale 3 milioni di euro. Il Comune di Tempio ha avuto 0,319 milioni di euro. Inoltre sono disponibili i fondi della legge 15 ottobre 1997 n. 26, che si spera possano essere consolidati per il futuro: - lingua e cultura sarda 0,878 milioni di euro per il 2004 (dimezzato nel 2005) che sono stati destinati a coprire 5 posti di professore di I fascia e 14 posti di professore di II fascia (per una spesa complessiva di 1,044 milioni di Euro nel 2004-05 e di 1,266 milioni di euro nel 2005-06): più precisamente la Facoltà di Lettere e Filosofia beneficia di 9 posti, le Facoltà di Agraria, di Scienze Politiche e di Lingue di due posti, le Facoltà di Economia, di Scienze M.F.N., di Farmacia di un posto. Di fatto la delibera regionale del I agosto 2003 tende a concentrare l’intervento sulle sole Facoltà umanistiche (ma ciò in data successiva alla copertura dei posti da parte delle Facoltà di Agraria, Scienze M.F.N. e Farmacia); dal momento che il contributo concesso dalla Regione Sarda copre solo il 69% della spesa nel 2004 ed il 35% della spesa nel 2005, il problema di fatto non esiste. - Si aggiunga infine il contributo alla Facoltà di Medicina Veterinaria: 250 mila euro. Il parere dell’Università sul documento di programmazione economico finanziaria della Regione Sarda per il 2006-08 “Competitività, coesione e occupazione” (documento del 2 agosto 2005). Il Documento di programmazione economica e finanziaria 2006-08 («Competitività, coesione, occupazione») approvato dalla Giunta Regionale il 19 luglio 2005 si concentra sui percorsi da seguire per garantire la competitività del sistema Sardegna. L’analisi si estende dallo scenario economico al quadro strategico ed alle azioni di governo: in particolare il capitolo relativo alle politiche della conoscenza pone il problema del contributo che il sistema universitario sardo può fornire allo sviluppo dell’isola. La Regione intende promuovere lo sviluppo di un sistema universitario regionale integrato, esercitando specifiche competenze di programmazione, coordinamento ed indirizzo. Intende inoltre promuovere il raccordo costante dell’attività delle due Università della Sardegna relativamente alla programmazione didattica (compresa l’attivazione dei corsi di laurea e apertura e mantenimento di sedi decentrate), al sostegno della ricerca scientifica, agli interventi per il diritto allo studio, all’edilizia universitaria; propone di istituire un’anagrafe informatizzata e condivisa della produzione scientifica e dei brevetti dei docenti delle università nonché dei ricercatori di altri enti o centri di ricerca operanti in Sardegna; intende incentivare la creazione di centri di eccellenza per consentire ai giovani laureati residenti in Sardegna in possesso di un eccellente curriculum vitae di realizzare percorsi di alta formazione e tirocini in organismi di riconosciuto prestigio internazionale, finalizzati anche al loro successivo inserimento nel mercato del lavoro regionale, attraverso l’utilizzo di voucher per l’alta formazione, di borse per l’inserimento lavorativo e di prestiti d’onore per l’avvio di iniziative imprenditoriali; intende attivare specifici interventi a favore dei beneficiari degli assegni di studio [correggi di ricerca] e del personale docente o di ricerca precario dell’Università per favorire il ricambio generazionale e l’ingresso di nuove energie; intende realizzare attraverso intese interistituzionali con altre Regioni e con il MIUR, iniziative comuni nell’utilizzo dell’ICT (Information Comunication Technology) nei processi educativi. L’Università è disponibile a fornire un contributo per i diversi campi che sono stati così identificati: - il settore dei musei con una nuova mappa del settore; - il sostegno alle attività culturali ed allo spettacolo; - le attività cinematografiche; - la catalogazione del patrimonio culturale della Sardegna; - la formazione nel settore dei beni culturali; - l’allargamento dei servizi bibliotecari e dei sistemi informativi; - il sostegno all’editoria sarda; - la promozione e la salvaguardia dei valori dell’identità e della tradizione; - il monitoraggio sulle iniziative volte ad estendere l’attenzione per la lingua e la cultura della Sardegna; - il rapporto con il mondo della Scuola. Del resto l’Università di Sassari ha chiesto di allargare il discorso a tutti i settori scientifici, visto che sono attive presse l’Ateneo tutte le 14 aree scientifiche CUN, come risulta dalla recente valutazione CIVR che ha consentito di effettuare un completo monitoraggio dei prodotti della ricerca (libri, articoli, mostre, prodotti, brevetti). L’Università di Sassari è impegnata nella ricerca specifica intitolata “Ricerca e documentazione del patrimonio toponomastico della Sardegna per la nascita dell’Atlante toponomastico sardo”, citata nel DPEF in esame. Infine, va tenuto presente che in data 25 ottobre 2005 è stata approvata la legge che detta Nuove disposizioni concernenti i professori ed i ricercatori universitari e che prevede una ampia delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari: la legge all’ultimo comma afferma espressamente che dall’attuazione delle disposizioni della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Di conseguenza saranno a carico dell’Università tutti gli oneri finanziari connessi ad esempio con gli incarichi di insegnamento retribuiti (art. 1 comma 10), con l’attivazione di posti di professori straordinari da coprire 26 27 attraverso il conferimento di incarichi di durata triennale rinnovabili (art. 1 comma 12), con l’attribuzione di contratti triennali per instaurare rapporti di lavoro subordinato con dottori di ricerca (art. 1 comma 14), con gli incentivi e le integrazioni del salario, in particolare con la retribuzione aggiuntiva nei limiti delle disponibilità di bilancio, in relazione agli impegni ulteriori di attività di ricerca, didattica e gestionale oggetto di specifico incarico (art. 1 comma 16), per non parlare poi del tema del reclutamento su base insieme nazionale e locale. Inoltre l’incremento a 120 ore della docenza comporterà una profonda revisione dell’organizzazione didattica, anche in relazione con le nuove tabelle relative agli ordinamenti didattici in corso di approvazione. I ricercatori assumono temporaneamente il titolo di professori aggregati se titolari di insegnamento. Viene mantenuta la distinzione tra tempo pieno e tempo definito e innovazioni vengono introdotte in materia di età pensionabile (70 anni) e di trattamento aggiuntivo per il personale medico. Su tutti tali temi e su queste nuove forme di reclutamento precario sulle quali il Senato Accademico ha espresso non poche perplessità occorrerà avviare una riflessione con le autorità regionali. Già in sede di discussione sul precedente PDEF 2005-07 che prevedeva tra l’altro l’obiettivo di aumentare in modo significativo il numero delle persone in possesso di laurea in Sardegna (obiettivo che andrebbe ripreso nel prossimo PDEF e che è stato trattato dal Presidente Soru in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico nell’Università di Sassari), il Prorettore dell’Università di Sassari nell’audizione del 10 dicembre 2004 presso la Commissione Regionale Bilancio aveva elencato sinteticamente alcuni degli aspetti qualificanti che meritano interventi diretti della Regione Sarda, commentando il testo proposto e suggerendo: - lo sviluppo di un sistema universitario integrato della Sardegna [comprendendo le due Università, il mondo della formazione superiore e della ricerca, Consorzio 21, Polaris ecc.] - finanziamenti della Regione sarda per la programmazione didattica, il sostegno della ricerca scientifica sia intrauniversitaria che interuniversitaria [Fondo di Ateneo ex 60% FAR, cofinanziamenti PRIN, FIRB ecc.], gli interventi per il diritto allo studio, l’edilizia universitaria, anche attraverso la contrazione di mutui con interessi a carico della Regione Sarda; - la nascita di un’anagrafe informatizzata e condivisa della produzione scientifica e dei brevetti - il sostegno ai centri di eccellenza; - gli interventi a favore degli assegnisti di ricerca, del personale docente o di ricerca precario per favorire il ricambio generazionale e l’ingresso di nuove energie. Di conseguenza è stata suggerita un’integrazione del documento relativamente alla possibilità per la Regione di sostenere finanziariamente: - dottorati di ricerca; - banca dati laureati accessibile gratuitamente dalle imprese; - informatizzazione degli Atenei; - biblioteche; - Centro linguistico di Ateneo; - il processo di valutazione della didattica, della ricerca, dell’assistenza. Nel dibattito i componenti della Commissione bilancio avevano richiesto: - un contenimento delle iniziative di gemmazione sul territorio - un utilizzo di risorse negli atenei del FFO sulle sedi gemmate - interventi per combattere il fenomeno degli abbandoni e della dispersione - un aumento della partecipazione dello Stato agli investimenti per nuovi corsi di laurea. Commentando ora il nuovo documento di programmazione, nel complesso l’Ateneo apprezza la nuova fase di confronto che si apre con la Regione Sarda e raccomanda la definizione di principi generali e di obiettivi condivisi da definire anche per via contrattuale attraverso un processo di progressiva “costituzionalizzazione” del rapporto, con una definizione formale anche degli impegni che l’università dovrà onorare. Le Università della Sardegna apprezzano l’impostazione e sollecitano una specifica riflessione sul sistema universitario sardo, che deve essere oggetto di un più puntuale approfondimento in sede di programmazione. Nella società della conoscenza, l’Università è la vera risorsa strategica del Paese, al centro dei processi sociali e culturali, capace di creare ricchezza e sviluppo. Nell’attuale fase di trasformazione del Paese, il quadro complessivo è ormai sempre più articolato ed è caratterizzato da: una maggiore rilevanza della dimensione sovrannazionale, l’avvento della società della conoscenza e della comunicazione, un velocissimo progresso tecnologico, l’affermarsi di nuove tecnologie informatiche, la globalizzazione delle dinamiche economiche e finanziarie, il mutamento delle professioni nuove e vecchie, l’aumento del benessere e dei consumi, ma anche la permanenza di sacche di miseria e di degrado, l’innovazione continua che richiede una formazione continua. È il tempo delle nuove produzioni basate sul lavoro intellettuale, mentale, immateriale. L’Università non è solo il possibile motore della crescita economica, in quanto è in grado di influire profondamente sui costumi, sui comportamenti, sui modi di pensare, sullo stato della cultura, per combattere il provincialismo culturale. L’Università è il grande bacino nel quale vengono elaborati modelli concettuali, esperienze intellettuali, i saperi fondamentali che defluiscono nella società: la responsabilità dell’Università in Sardegna è dunque particolarmente rilevante, perché gli interventi innovativi nell’Università avranno riflessi positivi sull’intera società isolana. Del resto l’Università non deve solo raccogliere i bisogni che emergono dalla società ma deve essere capace di guardare a questi bisogni con un punto di vista nuovo, contribuendo ad immaginare nuovi scenari e nuovi orizzonti per la cultura nazionale, anche per la capacità di anticipare le tendenze anziché inseguirle. 27 28 La vitalità delle due Università della Sardegna che noi vediamo come due grandi Atenei europei, collegati in rete con i principali centri di ricerca internazionali, è legata alle loro radici secolari, alla loro tradizione culturale, alle loro risorse ed alle loro energie interne, che possono veramente trasformare l’Università nel luogo delle identità culturali, del sapere disinteressato che oggi non può però ignorare la pervasività dei saperi tecnici. In questo senso l’Università arriva in ritardo a confrontarsi con l’innovazione e ciò soprattutto nel Mezzogiorno ed in Sardegna: eppure il punto di partenza contro ogni appiattimento e omologazione deve essere quello del riconoscimento del valore della diversità, che diventa capitale culturale, prezioso valore aggiunto se l’articolo 33 della Costituzione riconosce il significato straordinario dell’autonomia universitaria. Noi ci portiamo dietro tradizioni di studi secolari che fanno parte della nostra identità di uomini d’oggi e che possono costituire il lievito e la componente originale del nostro entrare nel mondo delle nuove tecnologie. All’interno del bacino del Mediterraneo le Università della Sardegna possono svolgere ancor più che in passato un ruolo da protagoniste: impegnate in una cooperazione con la riva Sud, che favorisca un confronto culturale, che abbatta vecchi e nuovi steccati e che combatta la divaricazione che quasi inesorabilmente il mondo sta drammaticamente vivendo dopo l’11 settembre 2001. Le risorse attualmente assegnate alle Università italiane sono insufficienti: l’Università è un settore nel quale il Paese deve investire in maniera più consistente. Nell’ultimo decennio tutte le riforme, compresa la riforma didattica, sono state fatte a costo zero, anche se il peso degli stipendi è cresciuto di oltre il 70% per gli incrementi stipendiali, per le assunzioni del personale docente che spesso sono state possibili solo grazie alla riduzione del numero del personale tecnico e amministrativo. Gli investimenti in edilizia universitaria in Italia non superano annualmente i 150 euro per studente, mentre le risorse attualmente assegnate alle Università italiane non raggiungono neppure lo 0,8% del PIL contro la media europea dell’1,2%. Sono dati che nel Mezzogiorno ed in Sardegna sono ancora più bassi e che si accompagnano ad un’evidente contrazione dei finanziamenti per la ricerca, che non supera lo 0,6% del PIL, valore che è tra i più bassi anche nel Mezzogiorno, a fronte degli investimenti italiani che non superano l’1,1% del PIL, dati entrambi lontantissimi da quel 3% auspicato a Lisbona, da raggiungere entro il 2010. Esiste dunque, gravissimo, un problema di risorse e di allargamento delle fonti di finanziamento, proprio nel momento in cui aumenta la competizione tra Atenei e le Università sarde si trovano a metà del guado impegnate in un programma edilizio senza precedenti. I due Atenei hanno predisposto un inventario dei bisogni e degli obiettivi che ci si propone di perseguire, ma anche delle risorse effettivamente disponibili od acquisibili attraverso un’azione di promozione che sviluppi sinergie e veda la convergenza di forze diverse. Tali risorse appaiono drammaticamente sempre più inadeguate al conseguimento degli obiettivi proposti, soprattutto a causa di una progressiva insufficienza dei trasferimenti ministeriali all’interno del Fondo di Funzionamento ordinario delle Università ed a causa delle obiettive difficoltà che in una regione come la Sardegna, pienamente inserita nel Mezzogiorno, si incontrano ad estendere le fonti di finanziamento sia pubbliche (Regione Sarda, Enti Locali) sia private (aziende, imprese, tasse studentesche). Le Università della Sardegna chiedono interventi di riequilibrio che incrementino le dotazioni di bilancio a favore del Fondo Globale della Regione Sarda (Legge regionale 8 luglio 1996 n. 26, Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna), che complessivamente non superano i 12 milioni di Euro, con un trend in diminuzione negli ultimi anni. Tale cifra messa a disposizione dalla Regione Sarda, si ripartisce al 65% a favore dell’Università di Cagliari ed al 35% a favore dell’Università di Sassari. Quest’ultima cifra (pari al oltre 4 milioni di euro) è attualmente destinata a : - Potenziamento dell’attività didattica, comprese le spese di funzionamento dei corsi di laurea (anche dei corsi di laurea triennali della Facoltà di Medicina e Chirurgia) e le spese di investimento per attrezzature, arredi, biblioteche. - Diritto allo studio e servizi agli studenti - Corsi gemmati a Nuoro (didattica) - Facoltà di Giurisprudenza - Dottorati di ricerca e Assegni di ricerca - Edilizia - Ricerca (cofinanziamento PRIN e FAR) Le Università della Sardegna segnalano l’assoluta insufficienza dello stanziamento (che rappresenta meno del 3% del bilancio dei due Atenei), a fronte di consistenti finanziamenti destinati a favore di altri Enti di ricerca prevalentemente polarizzati nella Sardegna meridionale e di Enti di Formazione più o meno qualificati ed a favore di Università esterne al territorio isolano, attraverso il bando di circa 3000 voucher per consentire agli studenti sardi di frequentare corsi di laurea magistrale, specializzazione, dottorato o master fuori dalla Sardegna. Le due Università Sarde propongono una correzione del meccanismo, con un fondo che sia veramente destinato a far crescere la qualità dell’alta formazione in Sardegna, attraverso interventi che finanzino il soggiorno in Sardegna per motivi di studio di studenti stranieri, in modo da aumentare il numero degli studenti iscritti in Sardegna e rendere l’ambiente locale più internazionale ed aperto. Proprio la legge 26/96 immaginava la nascita a carico della Regione Sarda di un collegio Mediterraneo Regionale, destinato ad ospitare studenti provenienti soprattutto dalla riva S del Mediterraneo: con il 2010 e l’avvio del mercato euromediterraneo la presenza di studenti arabi in Sardegna è certamente destinata ad aumentare in modo significativo fino a diventare stabile. Del resto uno dei più significativi problemi delle due università della Sardegna è dato dalla scarsa 28 29 attrazione verso studenti provenienti da altre regioni e da altri paesi, anche a causa dei limiti determinati dall’insularità e dalla situazione dei trasporti: la Regione Sarda potrebbe efficacemente investire in questa direzione, soprattutto promuovendo un’integrazione ed una complementarietà nell’offerta didattica dei due atenei isolani, in modo da garantire politiche virtuose che consentano la nascita del maggior numero possibile di lauree magistrali, rinviando la permanenza fuori dall’isola degli studenti sardi solo in una fase successiva, per i dottorati o per i master. Del resto anche per il III ciclo esistono in Sardegna aree di alta formazione di vera e propria eccellenza, che la Regione potrebbe altrimenti non sostenere in modo adeguato e concorrenziale. Infine, l’iscrizione ad una università isolana potrebbe accompagnarsi a tirocini, stages, periodi obbligatori di soggiorno all’estero. Infine, appare necessario non escludere le due università sarde dal bando per i voucher, che potrebbero sostenere anche la mobilità interna alla Sardegna, evitando di disperdere esclusivamente a favore di università del continente consistenti risorse economiche messe a disposizione dalla Regione, che potrebbero determinare un effettivo salto di qualità anche per i servizi offerti in sede locale. Da un punto di vista della strategia di intervento, si segnalano i seguenti obiettivi che l’Università di Sassari intende perseguire con il sostegno della Regione Sarda: - il contenimento delle iniziative didattiche decentrate nel territorio; - un arricchimento dell’offerta di formazione, corsi di laurea, corsi di laurea magistrale, dottorati, master; - una verifica della qualità della didattica attraverso l’organizzazione della II Conferenza di Ateneo e attraverso il monitoraggio costante dei requisiti minimi, del numero degli studenti e del numero dei docenti; verrà monitorato il dato relativo al tasso di laurea in corso, al tempo medio di laurea, agli abbandoni, al numero dei fuori corso, ecc. - interventi di tutoraggio e orientamento in entrata, in itinere, in uscita; - l’incremento del personale tecnico amministrativo, in particolare dei tecnici dei laboratori; - aumento dell’internazionalizzazione, nel senso di capacità di attrarre studenti stranieri e insieme assoluta necessità di un miglioramento dell'indice relativo all'attrazione extraregionale, ma anche nel senso di una ulteriore espansione dell’ERASMUS, per il quale l’Università di Sassari ha ottenuto un importante riconoscimento ministeriale; - iniziative volte a migliorare la produttività soprattutto nelle aree disciplinari più bisognose di interventi e con maggiori problemi; - ulteriori interventi di servizi agli studenti, ad iniziare dai terminali informatici per le certificazioni, dal pieno utilizzo delle tessere magnetiche anche per la registrazione degli esami, dal miglioramento dei siti Web dell’Ateneo e di tutte le singole Facoltà; accordo con l’ERSU per un significativo ampliamento dell’offerta alberghiera e di ristorazione; Convenzione con l’ATP Sassari e l’ARST per abbonamenti agevolati in favore degli studenti universitari; prestito d’onore, dopo l’accordo con il Banco di Sardegna; Servizio Sanitario integrativo in favore degli studenti non residenti nella città di Sassari; Servizi sportivi sia per la sede centrale che per quelle decentrate; Guida congiunta Università-ERSU delle strutture dell’Ateneo e dei servizi per gli studenti; Servizi di Copisteria. - sostegno per le attività a tempo parziale degli studenti e collaborazioni studentesche (150 ore); - iniziative per gli studenti disabili; - servizi ITC di Ateneo. Per la ricerca si precisano alcuni degli obiettivi proposti: - sostegno al Comitato di Ateneo sulla valutazione della ricerca, per promuovere una costante verifica e monitoraggio della produttività scientifica dei docenti per singola area disciplinare; - impegno per il trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca a favore delle imprese attraverso la costituzione di un Industrial liaison office, che si occuperà dell’anagrafe della ricerca, della pubblicazione di periodici e volumi sulla ricerca, della nascita di una rete di collegamento con le imprese, del sito Web, dell’attività di brevettazione; - impegno per la nascita di spin-off della ricerca scientifica, dopo la recente approvazione del regolamento generale; - incremento finanziamenti per la ricerca intrauniversitaria dell’ex 60% (Fondo di Ateneo per la ricerca) e interuniversitaria PRIN dell’ex 40%, con un consistente cofinanziamento di Ateneo; - cofinanziamenti per interventi regionali, ministeriali, europei a favore della ricerca; - aumento delle entrate per la ricerca per docente, in relazione al miglioramento della produttività media dei docenti non solo in relazione ai finanziamenti ottenuti dal MIUR e stanziati dall’Ateneo, ma anche ai finanziamenti esterni per contratti di ricerca, prestazioni in conto terzi, consulenze di ricerca, convenzioni, collaborazioni ottenuti da altri enti pubblici e non solo - miglioramento del sistema di controllo interno per una raccolta dei dati, adozione di strumenti di programmazione e controllo, sostegno ai docenti per una migliore capacità di intercettare i fondi per la ricerca; - programmazione di interventi una tantum per grandi attrezzature scientifiche, per il rinnovo delle macchine agricole, per il completamento della rete informatica; - interventi per semplificare l’accesso ai finanziamenti europei con particolare riguardo per i Fondi strutturali europei e per l’INTERREG III; - nascita di nuovi laboratori e di Centri di eccellenza nella ricerca; sostegno al nuovo Centro di eccellenza per le biodiversità; 29 30 - potenziamento dell’Ufficio brevetti; - Nascita del Museo della scienza e della tecnica dell’Università; - Incisivo impegno per il sistema bibliotecario di Ateneo, in termini di investimenti edilizi, ampliamento del patrimonio, modernizzazione delle procedure di catalogazione e consultazione, qualificazione dei servizi e prolungamento dell’orario di apertura notturno. - Acquisto di uno stabile per il Centro Linguistico di Ateneo. - Impegno per l’informatizzazione dell’Ateneo, attraverso Progetto “Larga Banda” finanziato dal MIUR e destinato al potenziamento della capacità trasmissiva della rete di Ateneo tramite tecnologie miste (fibra ottica, wired-wireless, ethernet a 10Gb) in coerenza con l’aumento esponenziale della richiesta di accesso alla rete e dei servizi destinati alla divulgazione tramite questa infrastruttura; - Completamento iniziative edilizie ed in particolare Complesso bio-naturalistico con annesso orto botanico e strutture della Facoltà di Medicina e Chirurgia e di Medicina Veterinaria. Si chiede in particolare la definizione di una convenzione che consenta la contrazione di mutui con interessi a carico della Regione Sarda; - Interventi per la costituzione dell’Azienda mista Sanitaria, con accorpamenti di strutture, nascita di dipartimenti, razionalizzazione della spesa. Pare utile fornire il prospetto di sintesi delle somme impegnate dalla Regione Sarda, che testimoniano una netta riduzione nell’ultimo anno sia per il fondo globale sia per le sedi gemmate: Legge regionale 8 luglio 1996 n. 26 “Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna” Anno 2004 Anno 2005 € € 13.500.000,00 (di cui € 4.340.000 a Sassari) 12.500.000,00 complessivo (percentuale di riduzione 7,41 %) L.R. 15 ottobre 1997 n. 26 “Promozione e valorizzazione della lingua e della cultura sarda” per corsi universitari Anno 2004 Anno 2005 € € 1.416.000,00 (di cui metà a Sassari) 800.000,00 complessivo (percentuale di riduzione 43,51%) Contributo per la Facoltà di Medicina veterinaria – (potenziamento e funzionamento strumentazione didattica e scientifica – funzionamento scuole di specializzazione) Anno 2004 Anno 2005 € 165.000,00 non finanziato L.R. 20 dicembre 2002 n. 25 art. 2 (programmi comunitari Erasmus, Socrates e Leonardo e fondo per il miglioramento dei servizi agli studenti) Anno 2004 Anno 2005 € € 2.000.000,00 2.000.000,00 complessivo FONDO UNICO PER L’UNIVERSITA’ DIFFUSA NEL TERRITORIO Stanziamento 2004 Alghero Olbia Tempio Nuoro Oristano 2.130.000 152.000 375.000 3.250.000 2.400.000 30 Assegnazione 2005 1.350.000 129.000 319.000 3.000.000 2.220.000 Percentuale di riduzione 36,62 15,14 14,94 7,70 7,50 31 Iglesias FORGEA TOTALE 495.000 200.000 € 9.002.000 445.000 170.000 € 7.633.000 10,11 15,00 15,21 La nuova convenzione triennale con la Regione Sarda per gli esercizi 2006-08 La bozza di nuova convenzione triennale Regione Università prevede un piano coordinato della Regione, con gli obiettivi da conseguire, gli obiettivi specifici verso i quali indirizzare le risorse, le azioni ed i risultati attesi, gli organismi preposti ed il conto economico per il triennio 2006-08. In realtà nei documenti regionali si parla del “triennio” 2005-08, anche se i due Atenei hanno visto approvati i programmi per il 2005 ed hanno presentato nel mese di maggio 2005 anche i programmi per il 2006, ovviamente su richiesta dell’Assessorato Regionale alla P.I. Ora si precisa che il Piano delle Università dovrà prevedere: a) gli obiettivi triennali, i relativi indicatori e i risultati attesi per ogni anno del triennio 20062008, in relazione all’intervento finanziario della Regione; b) le azioni da realizzare, le relative modalità e i tempi di realizzazione, nonché i relativi indicatori e i risultati attesi per ogni anno del triennio 2006-2008, in relazione agli specifici obiettivi oggetto del finanziamento; c) i risultati attesi e le modalità di misura dei risultati raggiunti; d) il conto economico di previsione annuale e triennale. E’ previsto un sistema incentivante nella misura di un’integrazione del 10% ed un sistema di verifica dei risultati, con specifica indicazione degli oggetti della verifica, del sistema di rilevazione dei risultati e definizione del processo di verifica. Tali procedure appaiono complesse, anche in rapporto con la modestia delle risorse effettivamente disponibili, del resto in gran parte vincolate ed erogate con acconti del 70%. Nel documento “Una nuova strategia di collaborazione tra Regione e Università per una Sardegna più competitiva in attuazione della L.R. 26/96 art. 26 Rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna”, si presentano le azioni finanziate. L’Amministrazione apprezza la varietà e la significatività degli obiettivi come: - Polo di eccellenza di Agraria e Veterinaria dell’Università di Sassari con Centro di ricerca veterinaria ed azienda zootecnica sperimentale e centro di competenza sulla biodiversità animale per un totale di 47 milioni di Euro nel triennio - Centro di competenza sulla biodiversità marina per un totale di un milione di Euro - Centri di competenza regionali per 5 milioni di Euro - Laboratorio vino di qualità per 10,7 milioni di Euro (si conferma la disponibiltà del corso di laurea in Viticoltura ed enologia della facoltà di Agraria ad una piena collaborazione) - Distretto di biomedicina per 66 milioni di Euro nel triennio - Liaison office per 1,5 milioni di Euro - Programma per la creazione di imprese innovative e la diffusione della cultura imprenditorale nelle discipline tecnico scientifiche, per 5 milioni di Euro - Distretto tecnologico delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per 10 milioni di Euro - Presiti d’onore per 8,7 milioni di Euro - Formazione universitaria On line per 9 milioni di Euro - Voucher formativi per oltre 49,6 milioni di Euro, più 2,5 milioni di Euro presso le imprese e per borse di rientro per 18 milioni di Euro nel triennio - Scuola di alta formazione in turismo sostenibile e promozione dei beni culturali ed ambientali (non si sa se da localizzare a Cagliari o a Sassari per 3 milioni di Euro) - CyberSar per 12 milioni di Euro - Il mantenimento del fondo di 2 milioni di Euro per l’ERASMUS - il finanziamento ai consorzi di formazione per le sedi gemmate (cifre non ridotte rispetto all’anno precedente), per un totale di 7,6 milioni di Euro per anno. Si rileva però che il Fondo Unico, utilizzato in passato per finanziare il potenziamento dell’attività didattica, comprese le spese di funzionamento dei corsi di laurea (anche dei corsi di laurea triennali della Facoltà di Medicina e Chirurgia) e le spese di investimento per attrezzature, arredi, biblioteche, per il Diritto allo studio e servizi agli studenti, per i Corsi gemmati a Nuoro (didattica), per la Facoltà di Giurisprudenza, per i Dottorati di ricerca e Assegni di ricerca, per l’ Edilizia e per la Ricerca (cofinanziamento PRIN e FAR), è stato originariamente finalizzato ad obiettivi che non paiono prioritari e non sono comunque facilmente raggiungibili e più precisamente: 31 32 - 900.000 Euro per acquisto di riviste scientifiche e banche dati on line, pari a 2,7 milioni di Euro nel triennio. - 4 milioni di Euro per programma di Visiting Professor e Visiting Scientist (12 milioni nel triennio). - 6 milioni di Euro per 100 premi da 15000 Euro per ricercatori universitari e per gruppi di ricerca fondamentale, industriale e precompetitiva i cui risultati siano immediatamente valorizzabili in termini scientifici e industriali (18 milioni nel triennio). - 1,6 milioni di Euro per voucher individuali per il III anno all’estero (tirocini), pari a 4,8 milioni di Euro nel triennio. Non risulta registrato nei documenti regionali il fondo per i corsi di lingua e cultura sarde (legge regionale 26/97) che dagli 800 mila Euro era stato ridotto a 400 mila Euro l’anno scorso e che del resto è in ritardo nelle procedure di rendicontazione degli ultimi tre anni: di conseguenza potrebbero non essere finanziate le 19 cattedre a suo tempo bandite da 7 Facoltà, con l’impegno di un finanziamento pluriennale della Regione Sarda. Del resto gli stessi finanziamenti del POR appaiono gravemente squilibrati con una concentrazione sulla Sardegna meridionale, come per le strutture residenziali dell’Università di Cagliari (30 milioni di Euro nel triennio) ed il polo tecnologico (40 milioni di Euro), oltre ad altre iniziative che appaiono chiaramente orientate nel Cagliaritano, come il distretto di Biomedicina per il quale esiste un consistente finanziamento. Inoltre il finanziamento per le Facoltà di Agraria e Medicina Veterinaria non appare sufficiente a garantire la costruzione delle nuove strutture necessarie per uno spostamento fuori città delle due Facoltà. Il Senato in data 8 novembre ha ricordato che manca nei prospetti regionali anche il promesso finanziamento di 900 Euro per studente da destinare ai corsi di laurea triennali della Facoltà di Medicina e Chirurgia (per il I anno 110 studenti di Scienze infermieristiche, più 72 studenti per gli altri corsi triennali, pari a 182 studenti che nel triennio arriveranno a 546 studenti, che moltiplicati per 900 Euro dovrebbero portare ad un contributo di 164 mila euro per il 2005-06, di 328 mila euro per il 2006-07 e di 491 mila euro per il 2007-08. L’Ateneo è preoccupato per il tipo di risposta che la Regione Sarda vorrebbe dare ai gravi problemi delle due università isolane, che sono quelli di una scarsa attrattività per gli studenti che si iscrivono ai corsi, di una scarsa produttività didattica e di un basso livello delle tasse. Il fondo Unico della RAS tentava di rispondere alle esigenze degli Atenei, consentiva un equilibrio di bilancio che ora potrebbe essere gravemente compromesso e aiutava i due Atenei, anche se sul fondo destinato all’Università di Sassari (che non supera il 35% della somma totale) gravava l’obbligo di garantire il pagamento della docenza nei corsi di laurea a Nuoro, che una convenzione del 1992 doveva finanziare separatamente nella misura di 750 milioni di lire per singolo corso. L’Università di Sassari ha conosciuto in questi ultimi anni una vera e propria rivoluzione, con i nuovi corsi di laurea, l’ampliamento consistente dell’offerta formativa anche nelle professioni sanitarie, l’incremento del numero degli immatricolati e dei laureati. Tale sforzo organizzativo deve essere ulteriormente sostenuto, con interventi a favore del reclutamento del personale, con il pagamento di supplenze e contratti per coprire i settori disciplinari indispensabili, con oneri che attualmente gravano sul capitolo dei servizi del miglioramento della didattica attribuiti alle singole Facoltà che rischiano una vera e propria bancarotta. Del resto con l’incremento dell’organico le Facoltà vedono aumentate le spese per la telefonia, per il materiale di consumo, per gli arredi e le attrezzature, mentre le dotazioni appaiono assolutamente insufficienti. Il rischio è che si arrivi alla chiusura di alcuni corsi. L’invito del Senato è quello di avviare un riequilibrio tra Facoltà ma anche tra Atenei, evitando di favorire la Sardegna meridionale con investimenti per residenze universitarie localizzati solo a Cagliari o per laboratori e centri di ricerca fortemente squilibrati. L’auspicio è quello di mantenere una destinazione della legge 26/96 che tenga conto dell’autonomia dell’Università, un valore da difendere e riconosciuto costituzionalmente e insieme che tenga conto degli specifici obiettivi chiaramente indicati in legge e che non possono essere soggetti ad una selezione da parte della Regione Sarda, con priorità sulle quali gli Atenei possono non concordare. La linea della Giunta Regionale appare assolutamente nuova rispetto al passato dei rapporti con l’Università, nel senso che la Regione dovrebbe stimolare l’autonomia universitaria, avviare un processo di arricchimento e di sviluppo del mondo accademico Sassarese che vanta una storia plurisecolare, di introdurre un metodo che promuova il rapporto con il territorio, senza rigidità di sorta. L’Università non può essere trattata come un’agenzia esterna alla Regione che viene pagata per realizzare degli obiettivi fissati: né può accettare di essere semplicemente il braccio operativo della Regione, che gestisce delle somme solo come vere e proprie partite di giro. L’Università di Sassari chiede di essere chiamata a concorrere alla definizione degli obiettivi programmatici ed alla loro realizzazione concreta. Di conseguenza si pone l’esigenza di avviare un dialogo e di estendere al mondo delle autonomie ed in particolare alle province, ai comuni, alle comunità montane, il confronto con il territorio, che non può configurarsi in un semplice rapporto di subodinazione dell’Università, ma che deve costruirsi in simbiosi ed una sinergia, fertile di prospettive concrete. Il Senato ha affrontato il tema della localizzazione a Mamuntanas delle Facoltà di Agraria e Veterinaria che deve essere affrontato nella logica di non impoverire la presenza universitaria nella città di Sassari ed ha escluso che l’Università possa assumersi per intero l’onere del completamento delle opere, vista la dimensione ancora ridotta del finanziamento regionale. Ha segnalato inoltre il procedere della polarizzazione degli investimenti della Regione Sarda nella Sardegna meridionale, Per discutere di questi temi, il Rettore si farà promotore di un incontro del Senato Accademico con gli Assessori regionali alla programmazione ed alla Istruzione, con la riserva di un successivo incontro allargato ai consiglieri regionali ed ai rappresentanti delle autonomie locali, al fine di presentare le preoccupazioni dell’Università di Sassari di fronte alla complessa manovra finanziaria della Regione Sarda per il 2006. 32 33 Più in dettaglio i finanziamenti del PON possono essere così sintetizzati: 33 34 QUADRO QUADRO RIEPILOGATIVO DELLE RISORSE FINANZIARIE LE POLITICHE E LE STRATEGIE REGIONALI PER L’ISTRUZIONE UNIVERSITARIA Fonte finanziaria Stanziamento 2005 Totale Triennio Polo di eccellenza di Agraria e Veterinaria Università di Sassari _ 20.000.000,00 _ 40.000.000,00 F.A.S. Delibera CIPE n. 35/2005 Delibera G.R. 46/4 30.09.2005 Polo tecnologico Cagliari _ 20.000.000,00 _ 40.000.000,00 F.A.S. Delibera CIPE n. 35/2005 Delibera G.R. 46/4 30.09.2005 Strutture residenziali per studenti Università di Cagliari _ .000.000,00 _ 30.000.000,00 F.A.S. Delibera CIPE n. 35/2005 Delibera G.R. 46/4 30.09.2005 Prestiti d'onore x 9.000 studenti sardi Progetto integrato regionale "servizi di orientamento e di formazione universitaria on line" _ .371.000,00 _ 9.000.000,00 _ 8.688.000,00 Fondi di bilancio regionale Voucher individuali per la partecipazione ad attività formative durante il 2° anno dei corsi di laurea specialistica Voucher individuali per la partecipazione ad attività formativa da svolgersi durante il 3° anno dei corsi di laurea Voucher individuali per laureati per la partecipazione a programmi di alta formazione (1.200 voucher nel triennio) TOTALE 2. _ .800.000,00 Intervento Università di POR Sardegna 2000-2006 Misura 3.7B Corsi di laurea online programma "conoscere" FSE POR Sardegna 2000-2006 _ .600.000,00 _ 4.800.000,00 Fondo unico per l’Università di cui alla L.R. 26/1996 _ 10.000.000,00 _ 30.000.000,00 FSE POR Sardegna 2000-2006 _ _ 153.488.000,00 72.771.000,00 LE POLITICHE E LE STRATEGIE REGIONALI PER L’ALTA FORMAZIONE Intervento Stanziamento 2005 Totale Triennio Fonte finanziaria Scuola di alta formazione in turismo sostenibile e promozione dei beni culturali e ambientali TOTALE _ 1.000.000,00 _ 3.000.000,00 POR Sardegna 2000-2006 Misura 3.7 e Misura 2.4 _ _ 3.000.000,00 1.000.000,00 LE POLITICHE E LE STRATEGIE REGIONALI PER LA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA Intervento Stanziament Totale Triennio o 2005 Fonte finanziaria Programmi per l'attrazione del capitale umano di eccellenza nelle Università e nei Centri di ricerca della Sardegna (borse di rientro) Progetto CyberSar - Sistemi di calcolo e simulazioni ad alte prestazioni _ 6.000.000,00_ 18.000.000,00 FSE POR Sardegna 2000-2006 _ 12.000.000,00 _ 12.000.000,00 9 Ml su PON ricerca e 3 Ml a carico del Consorzio Cosmolab (3 Ml a valere sul FAS delibera CIPE 20/04?) Centro di ricerca veterinario e Azienda zootecnica sperimentale (Università di Sassari) _ 5.000.000,00_ 5.000.000,00 Delibere G.R. 14/1 del 31.03.2005 e 23/2 del 25.04.2005 APQ Ricerca scientifica e innovazione tecnologica) Centro di competenza sulla biodiversità animale (Università di Sassari) _ 2.000.000,00_ 2.000.000,00 APQ Ricerca scientifica e innovazione tecnologica 34 35 Centro di competenza sulla biodiveristà marina (Università di Cagliari e Sassari) Centri di competenza regionali (l'intervento potrà essere ulteriormente incrementato con le risorse della Misura 3.12 del POR Sardegna) Laboratorio di ricerca pubblicoprivato per la filiera del vino di qualità _ 1.000.000,00_ 1.000.000,00 APQ Ricerca scientifica e innovazione tecnologica _ 5.000.000,00_ 5.000.000,00 1,15 Ml a valere sul FAS delibera CIPE 20/04 e 3,85 Ml a valere sulla Misura 3.13 del POR Sardegna) _ 10.720.000,00 _ 10.720.000,00 APQ Ricerca scientifica e innovazione tecnologica (7.54 Ml a valere sulla Misura 3.13 del POR Sardegna e 3,18 Ml di investimento privato) Laboratori tecnologici della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Cagliari (è incrementato da un cofinanziamento dell'Università di Cagliari pari a 1,7 Ml) _ 2.000.000,00_ 2.000.000,00 Distretto tecnologico della Biomedicina e delle tecnologie per la salute _ 22.400.000,00 _ 22.400.000,00 APQ Ricerca scientifica e innovazione tecnologica (16,8 Ml di investimenti pubblici e 5,6 Ml di investimenti privati) Distretto tecnologico della Biomedicina e delle tecnologie per la salute _ 43.911.000,00 _ 43.911.000,00 APQ Ricerca scientifica e innovazione tecnologica (33,981 Ml di investimenti pubblici e 9,93 Ml di investimenti privati) Distretto tecnologico delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione Liaison Office delle Università di Sassari e Cagliari _ 10.000.000,00 _ 10.000.000,00 POR Sardegna 2000-2006 Misura 3.13 _ 1.500.000,00_ 1.500.000,00 POR Sardegna 2000-2006 Misura 3.13 Programma per la creazione di imprese innovative e la diffusione della cultura imprenditoriale nelle discipline tecnico-scientifiche Programma per l'erogazione di voucher tecnologici alle imprese _ 5.000.000,00_ 5.000.000,00 POR Sardegna 2000-2006 Misura 3.7 _ 2.500.000,00_ 2.500.000,00 POR Sardegna 2000-2006 Misura 3.13 Programmi per l'attrazione del capitale umano di eccellenza nelle Università e nei centri di ricerca della Sardegna (Programma di Visiting professor e Visiting Scientist) Programma per la valorizzazione della ricerca di eccellenza internazionale (premi a ricercatori e gruppi di ricerca) Programma per l'accesso e la condivisione in rete di ateneo all'informazione scientifica in formato elettronico (acquisto coordinato di riviste elettroniche e banche dati on line) TOTALE _ 4.000.000,00_ 12.000.000,00 Fondo unico per l’Università di cui alla L.R. 26/1996 _ 6.000.000,00_ 18.000.000,00 Fondo unico per l’Università di cui alla L.R. 26/1996 _ 900.000,00_ 2.700.000,00 Fondo unico per l’Università di cui alla L.R. 26/1996 Intervento _ 139.931.000,00 Delibere G.R. n. 14/1 del 31.03.2005 e n. 23/2 del 25.04.2005 APQ Ricerca scientifica e innovazione tecnologica _ 73.731.000,00 RISORSE DI BILANCIO IN FAVORE DELLE UNIVERSITA’ Stanziamento Totale Fonte finanziaria triennio 2005 Fondo unico Università di cui alla _ L.R. 26/1996 12.500.000,00 _ 37.500.000,00 35 Bilancio regionale 36 Fondo unico Università diffusa nel _ territorio 7.633.000,00 _ 22.899.000,00 Bilancio regionale Contributi per il finanziamento dei _ programmi comunitari ERASMUS, 2.000.000,00 SOCRATES e LEONARDO _ 6.000.000,00 Bilancio regionale TOTALE 5. _ 22.133.000,00 _ 66.399.000,00 Stanziamento 2005 Totale complessivo generale _ 235.835.000,00 Totale triennio _ 396.618.000,00 A seguito dell’accordo stipulato il 30 novembre 2005 dai due Rettori, dagli Assessori Pilia e Pigliaru, molti dei problemi sollevati sono stati superati ed il Piano dell’Università di Sassari per il triennio 2006, 2007 e 2008 viene così determinato: PIANO DELL’UNIVERSITA’ DI SASSARI PER IL TRIENNIO 2006, 2007 e 2008 L’Università di Sassari alla luce dei risultati del confronto tra la programmazione regionale e l’autonomia universitaria avviato nel quadro della legge regionale 8 luglio 1996 n. 26, che ha istituito il «Fondo globale per gli Interventi regionali per l’Università» ed ha stabilito le «Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna», ad integrazione della convenzione del 30 novembre 2005 sottoscritta dall’Assessore all’Istruzione, dall’Assessore alla programmazione e dai Rettori delle Università di Cagliari e di Sassari, definisce tendenzialmente con il presente documento le finalità e gli obiettivi da conseguire nel triennio 2006, 2007 e 2008, in relazione all’intervento finanziario della Regione. La nuova fase di confronto prevede la definizione anche per via contrattuale di obiettivi e azioni attraverso un processo di progressiva “costituzionalizzazione” del rapporto, con una certificazione formale anche degli impegni che l’Università di Sassari intende onorare, avviando una fase di valutazione interna che sarà seguita dall’istituzione di meccanismi di premialità, per stimolare la produttività, l’efficienza e l’internazionalizzazione. L’Università apprezza l’impegno della Regione Sarda per pervenire ad una politica territoriale che sviluppi l’alta formazione e la ricerca, introducendo processi di qualificazione, di razionalizzazione e di modernizzazione. a- obiettivi triennali generali La L.R. 26/96 intendeva mettere in campo risorse pubbliche aggiuntive a favore delle due Università della Sardegna, razionalizzare gli interventi e trovare un collegamento tra programmazione regionale e programmazione universitaria, favorendo una crescita dei due Atenei nel quadro degli obiettivi della programmazione regionale definiti dal Consiglio e dalla Giunta regionali, pur nel rispetto del principio costituzionale dell’autonomia universitaria che segna (sono parole della precedente Convenzione) «una chiara inversione di tendenza rispetto ad una radicata politica centralistica nel settore dell’istruzione superiore». L’Università conferma che «lo sviluppo economico, sociale e culturale della Sardegna non può andare disgiunto dall’esistenza nell’Isola di un sistema universitario in grado di affrontare con efficacia ed adeguati mezzi finanziari le rilevanti questioni che si pongono sul piano della didattica e della ricerca scientifica». Si rinnova la dichiarazione d’intenti delle due Università della Sardegna che nel settembre 2005 hanno concordato sulla volontà di sviluppare i rapporti tra loro, anche in modo sinergico con università e istituzioni straniere e comunitarie, con l’obiettivo di garantire un alto livello di qualità delle attività di ricerca e di attrarre così risorse ulteriori rispetto alle tradizionali fondi di finanziamento del sistema universitario. L’Università si impegna a consultare la Regione sui piani di programmazione didattica e sulle iniziative di gemmazione sul territorio, oltre che sull’istituzione di nuovi corsi di laurea, di laurea magistrale, di specializzazione, dottorati, master. Dovranno essere portati avanti i seguenti obiettivi generali: - favorire lo sviluppo di un sistema universitario integrato della Sardegna comprendendo le due Università, il mondo della formazione superiore e della ricerca, Consorzio 21, ecc. - aumentare in modo significativo il numero delle persone in possesso di laurea in Sardegna (obiettivo dichiarato dal Presidente della Giunta Regionale in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2004-05 nell’Università di Sassari); - ampliare il numero delle classi dei corsi di laurea e dei corsi di laurea magistrale attivate dalle Università della Sardegna, con un arricchimento complessivo dell’offerta di formazione, con l’ampliamento consistente dell’offerta formativa anche nelle professioni sanitarie, l’incremento del numero degli immatricolati e dei laureati; 36 37 - istituire sistemi di valutazione della didattica e della ricerca che siano progressivamente accompagnati da premialità e riconoscimenti pubblici a favore delle aree in espansione, che si cartatterizzino per efficienza, efficacia e produttività; - sostenere la programmazione didattica e l’impegno dell’Università a sottoporre a valutazione la qualità della didattica; - combattere il fenomeno degli abbandoni e della dispersione; - migliorare l’attrattività delle Università sarde per gli studenti che si iscrivono ai corsi, stimolare la produttività didattica; - creare una banca dati laureati accessibile gratuitamente dalle imprese; - sostenere gli interventi per il diritto allo studio ed iniziative per gli studenti disabili; - portare avanti progetti di orientamento in entrata, in itinere ed in uscita; - sostenere la ricerca scientifica sia intrauniversitaria che interuniversitaria, Fondo di Ateneo ex 60% FAR, cofinanziamenti PRIN, FIRB, cofinanziamenti per interventi regionali, ministeriali, europei a favore della ricerca, con l’impegno delle Università di predisporre progressivamente sistemi di valutazione della ricerca scientifica nell’ambito del CIVR e premialità specifiche; - migliorare il sistema di controllo interno per una raccolta dei dati; - adottare strumenti di programmazione e controllo; - sostenere i docenti per una migliore capacità di intercettare i fondi per la ricerca; - programmare interventi una tantum per grandi attrezzature scientifiche, per il rinnovo delle macchine agricole, per il completamento della rete informatica; - avviare interventi per semplificare l’accesso ai finanziamenti europei con particolare riguardo per i Fondi strutturali europei e per l’INTERREG III; - avviare la nascita di un’anagrafe informatizzata e condivisa della produzione scientifica e dei brevetti dei docenti delle università nonché dei ricercatori di altri enti o centri di ricerca operanti in Sardegna; - sostenere i centri di eccellenza esistenti e creare nuovi centri di eccellenza; - sostenere gli interventi a favore degli assegnisti di ricerca, del personale docente o di ricerca precario per favorire il ricambio generazionale e l’ingresso di nuove energie; - cofinanziare l’edilizia universitaria; - aumentare l’internazionalizzazione, nel senso di capacità di attrarre studenti stranieri provenienti in particolare dai paesi mediterranei e insieme migliorare l'indice relativo all'attrazione extraregionale; - sostenere iniziative volte a migliorare la produttività, l’efficienza e la qualità; - garantire il rinnovo del patrimonio bibliotecario e sostenere i Centri linguistici di Ateneo; - garantire un incisivo impegno per il sistema bibliotecario di Ateneo, in termini di investimenti edilizi, ampliamento del patrimonio, modernizzazione delle procedure di catalogazione e consultazione, qualificazione dei servizi e prolungamento dell’orario di apertura notturno; - garantire un impegno per l’informatizzazione dell’Ateneo; - avviare il completamento delle iniziative edilizie. L’Università intende incentivare la creazione di centri di eccellenza e consentire ai giovani laureati residenti in Sardegna in possesso di adeguato curriculum vitae di realizzare percorsi di alta formazione e tirocini in organismi di riconosciuto prestigio internazionale, finalizzati anche al loro successivo inserimento nel mercato del lavoro regionale. L’Università intende attivare specifici interventi a favore dei beneficiari degli assegni di ricerca e del personale docente o di ricerca precario dell’Università per favorire il ricambio generazionale e l’ingresso di nuove energie; intende realizzare attraverso intese interistituzionali con altre Regioni e con il MIUR, iniziative comuni nell’utilizzo dell’ICT (Information Comunication Technology) nei processi educativi. L’Università sarà disponibile a fornire un contributo per i diversi campi che sono stati così identificati dal DPEF 2006: - il settore dei musei con una nuova mappa del settore; - il sostegno alle attività culturali ed allo spettacolo; - le attività cinematografiche; - la catalogazione del patrimonio culturale della Sardegna; - la formazione nel settore dei beni culturali; - l’allargamento dei servizi bibliotecari e dei sistemi informativi; - il sostegno all’editoria sarda; - la promozione e la salvaguardia dei valori dell’identità e della tradizione; - il monitoraggio sulle iniziative volte ad estendere l’attenzione per la lingua e la cultura della Sardegna; - il rapporto con il mondo della Scuola. L’Università si impegnerà anche in altri settori, che pure sono tradizionalmente estranei all’applicazione della legge 26/96 e che potranno godere di risorse regionali aggiuntive: - attrezzature per la ricerca sanitaria; - cooperazione con i paesi in via di sviluppo (LR 19/96); - contributi per convegni dell’Assessorato regionale agli AA.GG (art. 69 L.R. 2/1994); 37 38 - scuola di specializzazione per insegnanti; - ERASMUS e servizi agli studenti di cui alla L.R. n. 25/2002 (alla quale si attingerà anche per i voucher per gli studenti del III anno dei corsi di laurea); - il finanziamento ai consorzi di formazione per le sedi gemmate; - il fondo per i corsi di lingua e cultura sarde (legge regionale 26/97). L’Università collaborerà con la Regione per la realizzazione degli obiettivi del POR Sardegna, come dal Piano coordinato della Regione per il triennio 2006, 2007, 2008, allegato 1 al convenzione del 30 novembre 2005, ribadendo che il cofinanziamento a carico dell’Ateneo dovrà essere puntualmente programmato con piani economici che saranno sottoposti al Consiglio di Amministrazione, nell’ambito delle effettive disponibilità di bilancio. L’Università esprime l’auspicio che le consistenti risorse messe in campo dalla Regione siano finalizzate ad un riequilibrio territoriale e combattano la polarizzazione degli investimenti, come per la biomedicina, per le residenze studentesche, per specifici interventi di settore a favore di singole Facoltà o centri di ricerca, per evitare fenomeni di concentrazione poco utili per lo sviluppo omogeneo del territorio. L’Università prende atto dell’impegno della Regione Sarda a finanziare in un prossimo futuro ulteriori residenze universitarie nella città di Sassari, sulla base di parametri regionali ancorati al numero degli studenti. L’Università chiede che i corsi di laurea gemmati sul territorio continuino ad essere finanziati attraverso il fondo regionale per l’Università diffusa, che è stato ridotto a 6,5 milioni di Euro per il 2006: ciò vale in particolare per i corsi di laurea di Alghero, che non hanno neppure completato il primo ciclo e che necessitano di sostegni professionali e di interventi di primo impianto, che potrebbero essere progressivamente ridotti nel tempo. In particolare la Facoltà di Acrhitettura (unica in Sardegna) rischia seriamente la soppressione nel caso si interrompano i finanziamenti regionali, anche se si tratta di una Facoltà che punta deecisamente verso quell’eccellenza tanto cara alla più recente programmazione regionale, con risultati verificabili e pienamente misurabili innanzi tutto sul piano della didattica. b- obiettivi specifici in conformità dell’art. 2 della L.R. 26/96 verso i quali indirizzare le risorse: Con gradualità nel triennio dovranno essere raggiunti dall’Università di Sassari i seguenti obiettivi specifici considerati strategici dalla Regione, che verificherà d’intesa con l’Università la puntuale realizzazione. Tali obiettivi si individuano con flessibilità nel triennio e vanno intesi come linee tendenziali di sviluppo. Le somme indicate sono di larga massima a partire dal I anno: 2. Valutazione e potenziamento dell’attività didattica: a- spese di funzionamento dei corsi di laurea, dei corsi di laurea magistrale, dei masters, delle Scuole di specializzazione in sede, con corsi per il recupero dei debiti formativi (in particolare corsi zero) e con assunzione a tempo determinato di 11 manager didattici di Facoltà; b- spese di investimento per attrezzature, con l’introduzione progressiva di forme di premialità a favore delle aree caratterizzate da maggiore efficienza, efficacia e internazionalizzazione; c- finanziamento del miglior progetto di orientamento in entrata, in itinere, in uscita; d- diritto allo studio e servizi agli studenti, con un preciso sistema di valutazione ex ante dei risultati; e- contributo a favore della Facoltà di Giurisprudenza. EURO 835.000 2. Internazionalizzazione a- programma di Visiting Professor e Visiting Scientist (si calcolano almeno 11 soggiorni). EURO 250.000 3. Alta formazione di ricercatori a- Dottorati di ricerca e Assegni di ricerca ed altre forme di ricercatori a tempo previste dalla legge 25 ottobre 2005 (posti di professori straordinari da coprire attraverso il conferimento di incarichi di durata triennale rinnovabili, contratti triennali per instaurare rapporti di lavoro subordinato con dottori di ricerca e specializzati ecc.), assunzione di ricercatori a tempo indeterminato EURO 400.000 specificamente per Assegni di ricerca MIUR (rinnovi) e per cofinanziamento assegni, secondo una graduatoria di Ateneo 4. Ricerca: finanziamento di gruppi di ricerca a- approvazioni dei migliori progetti di ricerca con il Fondo di Ateneo per la ricerca intrauniversitaria ex 60% b- premio di cofinanziamento per i progetti di ricerca nazionali interuniversitari ex 40% PRIN c- premi per ricercatori universitari e per gruppi di ricerca fondamentale, industriale e precompetitiva i cui risultati siano immediatamente valorizzabili in termini scientifici e industriali EURO 1.380.000 5. Sistema bibliotecario: a- acquisto di riviste scientifiche, con verifica del loro utilizzo nel tempo; b- acquisto banche dati on line, con verifica del loro utilizzo nel tempo; EURO 820.000 6. Edilizia - Edilizia Universitaria: completamenti e manutenzioni EURO 475.000 38 39 7. Servizi al territorio ed Università diffusa - contributo per la docenza dei Corsi gemmati (in particolare a Nuoro) EURO 565.000 TOTALE Euro 4.725.000 per il primo anno c- risultati attesi e modalità di misura dei risultati raggiunti annualmente Per la valutazione dell’attività didattica e della ricerca e per l’assegnazione di premialità si presenteranno progetti specifici che prevederanno l’organizzazione di conferenze di Ateneo o regionali di verifica, con presentazione pubblica dei dati e dei risultati. Regione e Università annualmente dovranno sottoporre a valutazione ex post le attività svolte, al fine di definire le previste premialità come indicate nella convenzione del 30 novembre 2005. La verifica dei risultati è affidata al Comitato paritetico Regione-Università, previsto dall’art. 5 della L.R. 26/96. Opererà anche la commissione per il monitoraggio delle sedi universitarie decentrate come da decreto 1379 del 30 maggio 2005 dell’Assessore regionale alla P.I. e- il conto economico di previsione per il triennio per l’Università di Sassari relativamente alla legge 26/96 Si prevede un investimento sul fondo globale così ripartito nel triennio: 2006 4.725.000 Euro su un totale di 13.500.000 Euro 2007 4.725.000 Euro su un totale di 13.500.000 Euro 2008 4.725.000 Euro su un totale di 13.500.000 Euro 17. Il territorio Numerosi sono i rapporti che l’Università di Sassari intrattiene nel territorio e sono consistenti le risorse acquisite tramite contratti e convenzioni a pagamento, come nel settore della ricerca. Si vogliono citare in questa sede almeno alcuni accordi di collaborazione con l’API Sarda e con l’Associazione industriali della provincia di Sassari, in materia di tirocinio di formazione e per la costituzione del partnerariato di sviluppo relativo alla realizzazione del progetto EQUAL “Nuove competenze per l’internazionalizzazione e l’e-business, d’intesa col Banco di Sardegna, Consorzio 21 ed alcuni Comuni del Sassarese. Alcuni accordi prevedono la partecipazione a progetti nazionali di ricerca con enti pubblici (ad es. con l’Ente Nazionale per l’aviazione civile, accordo del 10 marzo 2000, con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari e Nuoro, con il Dipartimento per le pari opportunità ecc.) e con società per azioni (ad esempio il progetto multicentrico ICONA con la Glaxo Wellcome di Verona). È un fatto accertato (vd. la pubblicazione La provincia di Sassari in cifre 2004) che l’Università opera in un territorio afflitto da una profonda debolezza strutturale, che si manifesta in un basso reddito pro-capite (Sassari è in 73° posizione in campo nazionale con 15.670 euro pro capite) e ad esempio nell’alto tasso di mortalità delle imprese e nel basso tasso di natalità delle imprese, che si concentrano nei settori del commercio, dell’agricoltura, dei servizi, delle costruzioni. Il tasso di occupazione è del 50,4% a fronte del 56% dell’Italia e del 62,9% dell’UE; il tasso di disoccupazione specie femminile del 14,1% è più alto rispetto all’8,8% dell’Italia ed al 9% dell’UE. Tutto ciò limita notevolmente la capacità di sinergia tra Università e imprese presenti nel territorio, anche se assistiamo ad alcuni fenomeni positivi. Il Consiglio di Amministrazione ed il Senato Accademico hanno discusso il regolamento degli spin-off, che ha tra gli obiettivi quelli di: - contribuire ad un profondo ed ampiamente diffuso rinnovamento, del sistema socioeconomico; - favorire la scoperta e lo sfruttamento di nuove opportunità di lavoro altamente qualificato da parte dei giovani con formazione universitaria; - integrare, in maniera significativa, i fondi di dotazione delle organizzazioni universitarie e di rapporti ricerca, sempre più ridotti rispetto alle necessità di potenziamento delle loro attività, anche attraverso l’utilizzazione efficace degli strumenti finanziari di stimolo all’innovazione e allo sviluppo. Nel corso della Conferenza di Ateneo sulla Valutazione è stato discusso il decreto ministeriale 8 agosto 2000, n. 593 recante: "Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297" (Supplemento ordinario n. 10 alla Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 2001), che dà attuazione al riordino ed alla razionalizzazione di tutto il sistema di agevolazione alla ricerca industriale gestito dal MURST e, sinora, regolato da una miriade di norme e regolamenti susseguitesi in un arco temporale di oltre 30 anni. In particolare l’art. 11 (Progetti di ricerca per la nascita di nuove imprese), che rappresenta una delle più significative novità della legge, intende favorire la nascita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico, quale risultato di un processo di spin off dal mondo della ricerca pubblica. In altre parole viene sostenuta l’iniziativa di quei professori, ricercatori universitari ed enti di ricerca che vogliano e siano in grado di trasformare un valido progetto di ricerca in una iniziativa imprenditoriale di potenziale successo. L’Università di Sassari ha ritenuto opportuno dotarsi di un regolamento per la creazione di Spin-Off, così come richiesto dagli articoli 2, comma 1, lettera e), numero 1 del DL 297/99 e 11 comma 5 del DM 593/00, per poter rendere i ricercatori dell’Ateneo sassarese soggetti ammissibili a presentare “progetti autonomi per attività di ricerca proposte da costituende società”. Il regolamento deve disciplinare “la procedura autorizzativa e il collocamento in aspettativa ovvero il mantenimento in servizio o nel corso di studio” e definire “le questioni 39 40 relative ai diritti di proprietà intellettuale nonché le limitazioni volte a prevenire conflitti di interesse con le società costituite o da costituire”. Una bozza del regolamento in oggetto è stata elaborata utilizzando essenzialmente la traccia del regolamento adottato dall’Università di Milano, integrandola, ove è parso opportuno, con alcune indicazioni tratte dal regolamento di Bologna (per altro quasi identico a quello milanese). Ci si è allontanati dai modelli suddetti quasi esclusivamente per non aver relegato i cosiddetti Spin off “sostenuti” (senza partecipazione finanziaria diretta dell’Università) in un apposito articolo che rimandava poi al corpo del regolamento. La costituzione di uno Spin-Off dovrebbe essere proposta dall’Università ovvero da uno o più docenti e/o ricercatori; inoltre potrebbero partecipare al capitale sociale i titolari di assegni di ricerca, di borse di studio post laurea e post dottorato, di borse di studio universitarie o di altre borse di studio destinate alla permanenza di giovani ricercatori presso le strutture di ricerca, il personale tecnico amministrativo dell’Università, gli allievi dei corsi di specializzazione e di dottorato, i laureati, gli specializzandi e i dottori di ricerca nonché ogni altra persona fisica e/o giuridica, società, ente e/o soggetto, italiano o straniero. Per quanto riguarda i rapporti tra Università e Spin-off essi sono regolati da apposita convenzione che disciplina utilizzo di spazi, attrezzature e personale, del nome e del logo dell’Università, nonché gli impegni di trasferimento tecnologico. Potrebbe inoltre essere previsto che lo Spin-Off cessi con effetto immediato qualsivoglia utilizzo del nome e del logo dell’Università nelle ipotesi in cui l’Università stessa cessi di essere socia dello Spin-off, al termine di permanenza dello Spin-Off all’interno delle strutture universitarie. Di particolare importanza è l’aspetto delle royalties acquisite con i contratti di licenza e con l’erogazione di servizi. Gli introiti dovrebbero permettere, insieme con le quote associative che le imprese aderenti dovrebbero versare per aderire a programmi e progetti, di accedere a ulteriori finanziamenti diversi da quelli tradizionali. Sul Liaison Office è stato dato incarico ad un gruppo di lavoro (Salvo Mura, Francesco Meloni, Antonio Francesco Piana, Martino Loddo), che ha sviluppato un progetto, che prevede tra l’altro la costituzione del Liaison Office presso l’Università degli studi di Sassari, in direzione dell’innovazione imprescindibile sia dall’intero sistema universitario che dal settore produttivo del nostro territorio. L’opportunità che si presenta deve essere presa in forte considerazione al fine di: - valorizzare il patrimonio conoscitivo e tecnologico dell’ateneo attraverso il contatto con il mondo produttivo e le Istituzioni del territorio; - offrire nuovi strumenti a sostegno della ricerca scientifica e tecnologica; - diffondere nuove tecnologie che presentino ricadute positive sulla produzione industriale e sul benessere sociale del territorio sardo. Il Liaison Office ha un duplice scopo: - rispondere al bisogno proprio delle imprese, e in particolare delle PMI del territorio, di accedere alla ricerca universitaria e di usufruire dei vantaggi del trasferimento tecnologico; - incentivare ricerca e formazione sul campo che consentano a studenti, laureati e ricercatori dell’Ateneo di accedere ad opportunità offerte dal fabbisogno innovativo di aziende ed enti. L’ambito del Liaison Office è strettamente correlato con quello degli Spin-Off accademici che rappresentano quelle società di capitali aventi come scopo l'utilizzazione imprenditoriale, in contesti innovativi, dei risultati della ricerca Universitaria e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi. L’ipotesi di una costituzione di un Liaison Office nell’Università di Sassari è stata concepita tenendo in considerazione, da una parte, le peculiarità del servizio che l’ufficio può offrire e dall’altra le sinergie possibili realizzabili con il mondo delle imprese caratterizzante il nostro territorio. Nell’organigramma dell’ateneo il Liaison Office dovrebbe collocarsi in posizione di staff alla direzione amministrativa con il compito di coordinare le aree della ricerca, comunicazione e formazione già presenti nell’ateneo. Il piano finanziario, elaborato considerando un periodo di tempo pari ad un anno, prevede l’impiego di risorse umane e un investimento di circa 800.000 € comprensivo anche dei beni strumentali: è in corso di redazione il progetto definitivo che sarà presentato al MIUR per ottenere uno dei 10 finanziamenti destinati alle Regioni dell’Obiettivo 1. In un’ottica di fund raising si aprirebbe un nuovo canale di finanziamenti, diversi da quelli tradizionali, che permetterebbe all’ateneo di accedere anche a programmi comunitari. L’auspicio è che il modello proposto possa fornire alle realtà accademiche ed a quelle economiche del territorio, non solo del sassarese ma dell’isola intera, una chiave interpretativa per ottimizzare l’interazione tra Accademia e realtà produttiva in tema dei reciproci bisogni e di trasferimento del “prodotto ricerca” e, conseguentemente facilitare l’osmosi tra il mondo che genera l’innovazione e il mondo che deve inglobarla nei suoi prodotti e servizi. 18. Le tasse studentesche. Si rinvia a quanto osservato più oltre, ribadendo l’impegno a riprendere rapidamente con prudenza, con gradualità e con senso di giustizia la riflessione sulle tasse, sugli esoneri per i meritevoli e bisognosi e sugli scali di fascia, con riguardo anche per i fuori corso e con una diversa gradazione delle tasse per lauree triennali, lauree specialistiche, masters, dottorati; si pensava di estendere la distinzione tra studenti a tempo pieno e studenti a tempo parziale. Un intelligente lavoro di riflessione sulle tasse, sugli esoneri e sugli scali di fascia fu affidato ad una commissione nominata dal Senato e dal Consiglio d’Amministrazione, che avrebbe dovuto 40 41 studiare un nuovo sistema di tassazione. Tale impegno è stato assolto solo parzialmente ma in questa sede viene rinnovato per il futuro, dato che al momento le tasse studentesche non coprono neppure il 6,2% dell’intero bilancio dell’Ateneo, prevalentemente sostenuto dall’intervento ministeriale per oltre il 72,8% (il rapporto tra tasse e FFO è del 9,9% e si va riducendo nel tempo: in sede di consuntivo 2003 le tasse erano arrivate a 7,8 milioni di Euro, mentre nel 2004 non supereranno i 7,5 milioni di euro; per la previsione 2005 si è fissata la cifra a 7,7 milioni di euro). Del resto anche i rappresentanti degli studenti avevano aderito a tale impostazione, sollecitando da un lato una doverosa gradualità nel tempo e dall’altro una maggiore produttività, un più puntuale impegno orario dei docenti, una verifica sul rispetto dell’obbligo di residenza per i professori, un costante monitoraggio da parte dei presidi sul calendario delle lezioni che non dovevano essere affidate a dottorandi, specializzandi, assegnisti, ricercatori chiamati a sostituire il docente assente. USCITE 19. Il personale tecnico amministrativo Nel 1997 il personale tecnico amministrativo è arrivato al suo massimo storico con ben 681 unità, rispetto alle 576 di personale docente. Mente il personale docente è andato crescendo fino alle 681 unità del 2004 ed oltre, il personale tecnico amministrativo è in calo fino alle 559 unità di fine 2004. Le due linee di tendenza si sono incontrate quattro anni fa. Nonostante ciò la spesa per il personale tecnico amministrativo ha continuato a crescere, passando da 12,4 ME del 1997 a 13,9 ME del 2004, con un incremento del 12,5%. Più consistente ovviamente la crescita della spesa del personale docente passata da 23,2 ME a 34,1 ME, con un incremento del 45,7%. Complessivamente la crescita degli stipendi è stata del 34,8%, mentre nello stesso periodo il FFO è cresciuto solo del 21%. Pur giudicando salutare tale sviluppo, occorre ora riprendere la politica delle assunzioni del personale t.a. Nel corso dell’anno 2005 si sono definitivamente concluse con l’assunzione dei vincitori le procedure concorsuali per n. 15 posizioni infungibili a tempo indeterminato, di cui n. 4 di categoria EP ( esperto in programmazione e gestione progetti cofinanziati dall’Unione Europea e da altri Enti Pubblici, esperto in controllo di gestione e Contabilità Integrata di Ateneo, esperto in amministrazione e contenzioso personale universitario, Ingegnere elettrico ); n. 6 di categoria D ( esperto gestione sistema protocollo informatico, esperto acquisti in rete e commercio elettronico, esperto gestione progetti comunitari, esperto rendicontazione progetti comunitari, esperto gestione carriere scolastiche universitarie, esperto in procedure di gara e appalti pubblici ); n. 5 di categoria C (assistente tecnico esperto in valutazione dei rischi in strutture complesse, assistente tecnico esperto in prevenzione incendi, esperto in configurazione e gestione Database sw Aleph, perito informatico esperto in contabilità integrata di Ateneo, perito informatico esperto in strumentazione di supporto formazione a distanza e videoconferenze). Durante il 2005 non si sono svolti altri concorsi per posti a tempo indeterminato in virtù del blocco delle assunzioni previsto dalla Legge Finanziaria dell’anno precedente. Considerato che tale blocco non è stato rinnovato per l’anno in corso, essendo tuttora aperte le graduatorie degli idonei alle selezioni sopra indicate, ed avendo riscontrato che all’interno di tali graduatorie sono presenti 20 unità già professionalmente formate in quanto attualmente operanti nell’Ateneo con contratti a tempo determinato o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, ed essendo comunque sempre più pressanti le esigenze della varie strutture, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 18 ottobre, ha deliberato l’assunzione dalle graduatorie sopra citate delle 10 unità meglio collocate, con decorrenza 1/11. Nel 2005 sono inoltre stati espletati n. 2 concorsi a tempo determinato, di cui n. 1 per la categoria D e n. 1 per la categoria C. Il concorso per la categoria D, Area Amministrativa – Gestionale, mirava alla creazione di una graduatoria per Referenti Didattici di Facoltà, con particolare riferimento al Progetto ECTS (Anagrafe Studenti, Anagrafe Laureati, Diploma Supplement). Da tale graduatoria sono stati assunti n. 14 candidati, di cui 10 sono stati destinati alle Facoltà, fatta eccezione per la Facoltà di Economia, che si avvale di un’unità con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, e 4 all’Area Didattica dell’Amministrazione Centrale. Il concorso per la categoria C, Area Amministrativa, collegato col progetto di razionalizzazione del Centri Autonomi di Spesa, ha dato luogo alla formazione di una graduatoria di 35 idonei, attualmente pronta per essere utilizzata in ragione delle esigenze che verranno prospettate. Il Consiglio di Amministrazione ha infine deliberato di procedere all’emanazione di bandi di concorso per la formazione di diverse graduatorie per posti a tempo indeterminato di categoria C, rispettivamente per l’Area Amministrativa, per l’Area Tecnica e Tecnico – Scientifica, Elaborazione Dati, Biblioteche. Tali graduatorie resteranno aperte, avendo di mira il rispetto della programmazione triennale 2005/2007 approvata dal MIUR, in considerazione anche delle esigenze che verranno espresse dagli organi interni preposti in sede di riorganizzazione del lavoro. PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO AL 4/10/2005 TOTALE: 563 unità Il personale in servizio nell’amministrazione è di 167 unità di cui 109 area amministrativa + 2 dirigenti di ruolo + 1 dirigente incaricato 54 area tecnica 1 area biblioteche 41 42 Il personale in servizio al Policlinico Universitario è di 14 unità di cui: 10 area amministrativa 2 area tecnica 2 area socio sanitaria Il personale in servizio nelle Biblioteche è di 32 unità di cui 21 area biblioteche 5 area amministrativa 6 area tecnica Il personale in servizio nei Centri Autonomi di Spesa della periferia è di 350 unità di cui 129 area amministrativa 165 area tecnica 43 area socio sanitaria 13 area biblioteche Tra gli impegni prioritari il Consiglio di Amministrazione assume quello di costituire nei prossimi mesi l’organico dell’Industrial Liaison office, con adeguata pianta organica, tra l’altro con l’assunzione di una cat. D. Il fondo per il salario accessorio L’art. 67 del CCNL, comparto università, 1998 -2001, confermato integralmente dal successivo CCNL 2002 – 2005, tuttora in vigore, disciplina le modalità di costituzione del Fondo per le progressioni economiche e per la produttività collettiva ed individuale. In particolare, l’art. 67, n. 1, lett. f) dispone che ogni anno le risorse che specifiche disposizioni finalizzano all’incentivazione di prestazioni o di risultati del personale siano destinate al sostegno delle iniziative rivolte a migliorare la produttività, l’efficienza e l’efficacia dei servizi. La lettera c) dello stesso articolo dispone inoltre che siano devolute allo stesso fine le somme derivanti dall’attuazione dell’art. 43 della legge 449/97, così come modificato dall’art. 45, c. 12 della legge 448/98. Il comma 3, in particolare, consente alle Amministrazioni Pubbliche di stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati dirette a fornire a titolo oneroso consulenze e servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari. Il 50% dei ricavi netti, dedotti tutti i costi, ivi comprese le spese del personale, costituisce economia di bilancio. Le rimanenti somme, secondo il comma 5 dello stesso articolo, sono destinate ad incrementare le risorse relative all’incentivazione della produttività del personale. L’Amministrazione aveva già individuato negli anni precedenti degli obiettivi di risparmio e di razionalizzazione delle spese con particolare riferimento al personale. Nella stessa relazione di accompagnamento alla programmazione triennale 2005 – 2007, già approvata dal MIUR, si evidenzia come l’organico dell’Università di Sassari fosse caratterizzato da un’eccessiva proporzione numerica del personale tecnico – amministrativo rispetto al personale docente, sulla base del raffronto con gli indicatori nazionali. Proprio tenendo conto di questo aspetto, ancora prima che le leggi finanziarie introducessero il blocco delle assunzioni, l’Ateneo assumeva la decisione di non dare corso al “turn – over“ del personale tecnico – amministrativo. Da un organico di circa 700 unità nel 1997 si è infatti passati, al 28/02/2005, ad un organico di 574 unità, comprendendo anche 19 lettori madrelingua. Tale scelta è stata dettata proprio dal convincimento che una diversa organizzazione ed un accentuato utilizzo delle risorse umane potevano costituire uno strumento per una più efficiente ed economica gestione dell’Ateneo. Il forte incremento dell’efficienza e della produttività per addetto ha in effetti permesso di rispondere con minori risorse a tutte le esigenze istituzionali ordinariamente richieste. A tale scelta, evidenziata chiaramente, come si è detto, nella relazione di accompagnamento alla programmazione triennale, si è accompagnata anche l’individuazione di un ulteriore obiettivo di risparmio di gestione, consistente nell’assorbimento dei costi stipendiali del personale tecnico – amministrativo partecipante ai progetti comunitari e ad altri progetti basati comunque sulle regole di rendicontazione comunitarie. In effetti, con una dotazione organica progressivamente ridotta e attraverso l’incremento della produttività, si è dato riscontro anche a quelle attività, ulteriori ed aggiuntive, correlate a progetti non istituzionali, ma temporalmente definiti, e quindi non rientranti nelle ordinarie attività per le quali il personale tecnico–amministrativo è stato assunto. Il fatto che tali progetti siano stati realizzati da un organico già fortemente ridotto ed il riconoscimento e il rimborso, in termini di ora–dipendente, di quelle attività, così come quantificate secondo la normativa europea, costituisce un sicuro e certo risparmio, totalmente accreditabile alla produttività del personale, e pertanto destinabile al sostegno delle iniziative volte a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi. Le disposizioni normative che disciplinano la gestione dei progetti comunitari prevedono la rendicontazione dei costi sostenuti dall’Amministrazione sia per l’acquisizione di beni e servizi sia per la retribuzione del personale coinvolto nei progetti, con riferimento sia a quanto erogato direttamente per le ore di lavoro straordinario effettuate, sia alla retribuzione ordinaria corrisposta al personale partecipante ai progetti stessi. La rendicontazione delle ore di lavoro straordinario svolte per la realizzazione dei progetti comporta sicuramente un risparmio per l’Amministrazione, in quanto la retribuzione non va a gravare sul bilancio di Ateneo, ma, considerato che le ore di straordinario vengono effettuate solo in virtù dell’adesione ai progetti, il risparmio effettivo può essere considerato solo virtuale. Va però precisato che, anche prescindendo da questo aspetto, la prestazione di ore di lavoro straordinario, contribuendo alla realizzazione dei progetti comunitari, consente comunque un notevole 42 43 risparmio indiretto per l’Amministrazione, attraverso l’attività di rendicontazione di una serie di attività e di acquisti di sicura utilità per tutto l’Ateneo. Costituisce invece un diretto risparmio per l’Amministrazione la rendicontazione dei costi sostenuti per le prestazioni effettuate durante l’orario ordinario dal personale partecipante ai progetti comunitari o anche non comunitari, se regolamentati secondo la normativa comunitaria, in quanto i costi del personale dipendente partecipante ai progetti, ordinariamente gravanti sul bilancio di Ateneo, vengono coperti con finanziamenti esterni. Tale risparmio è totale e coinvolge l’intero importo dello stipendio tabellare rendicontato, in quanto, trattandosi di personale dipendente, l’Amministrazione dovrebbe comunque procedere ad erogare la retribuzione a prescindere dalla partecipazione o meno ai progetti. Alla luce di quanto sopra esposto, si evidenzia il raggiungimento di specifici risultati che hanno consentito di assorbire i minori finanziamenti statali e di realizzare comunque risparmi di gestione, certificati dagli stessi avanzi di amministrazione registrati nei consuntivi degli ultimi anni: 2001: € 1.273.521,00 2002: € 627.529,81 2003: € 2.742.965,68 2004: € 929.440,42. Limitandoci ai risparmi conseguiti attraverso la partecipazione ai progetti, si informa che nell’anno 2004 sono stati portati a rendicontazione dall’Amministrazione costi ammissibili per un totale di € 6.847.826,93. All’interno di tale importo, sulla base dei rendiconti finali del 2004, così come elaborati dall’Ufficio Politiche Comunitarie per i Dottorati di Ricerca cofinanziati e dall’Ufficio Ricerca e Relazioni Internazionali per il progetto Orientamento e per il progetto CampusOne, è inclusa la somma di € 681.321,82 (pari al 9,95% del totale sopra indicato), a titolo di rimborso ore -uomo svolte all’interno dell’orario di servizio dal personale tecnico– amministrativo, così suddivisa: € 519.992,39 Dottorati di Ricerca cofinanziati; € 101.858,38 Progetto CampusOne; € 59.471,05 Progetto Orientamento. Alla luce del fatto che l’art. 43 della legge 449/97 destina la metà delle somme accantonate all’incremento delle risorse relative all’incentivazione della produttività del personale e che tale norma è espressamente richiamata dall’art. 67 del CCNL di comparto, si ritiene che, in aggiunta al risparmio derivante dalle prestazioni a pagamento in conto terzi, ancora da quantificare, la somma di € 340.660,90, corrispondente al 50% del totale citato di € 681.321,82, e al 4,97 % del totale rendicontato e conseguentemente risparmiato dall’Amministrazione, possa già essere messa a disposizione degli istituti contrattuali incentivanti il personale tecnico-amministrativo. Ciò consentirebbe di confermare gli impegni già assunti dal Consiglio di Amministrazione per garantire l’incentivazione delle maggiori responsabilità del personale titolare di posizioni organizzative, concedendo inoltre l’opportunità di incentivare anche il rimanente personale appartenente alle categorie B, C e D, in quanto comunque certamente partecipe dei risultati di risparmio conseguiti dall’Amministrazione. Si informa inoltre che, in applicazione analogica delle misure proporzionali già previste dal CCNL attualmente in vigore, il 77,5% della somma disponibile potrebbe andare ad incrementare il Fondo per il salario accessorio ex art. 67, mentre il restante 22,5% potrebbe essere utilizzato per l’incremento della retribuzione di posizione e di risultato del personale inquadrato nella categoria EP. Per quanto attiene la copertura finanziaria, ad integrazione di quanto già esposto, si fa presente che nell’Avanzo di Amministrazione Vincolato, di cui al consuntivo 2004, risultano disponibili € 452.897, relativi agli avanzi di gestione di anni precedenti riferibili al trattamento accessorio per il personale tecnico–amministrativo. Il Collegio dei Revisori dei Conti, del quale è necessario il parere, così come previsto dall’art- 5, comma 3, del CCNL, si è così espresso : “In considerazione delle motivazioni esposte e tenuto conto dei riferimenti normativi e contrattuali richiamati nella relazione, il Collegio dei Revisori dei conti non ha particolari osservazioni da formulare in merito, ferma restando la necessità di una attenta verifica delle somme iscritte in bilancio finalizzate all’incentivazione delle iniziative dirette al miglioramento della produttività, dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi, e all’incremento della produttività collettiva ed individuale del personale tecnico e amministrativo, di modo che resti garantita l’omogeneità delle risorse disponibili con gli impieghi da realizzare.” Ciò premesso, il Consiglio, confermati gli impegni prioritari già assunti in favore dei titolari di posizioni organizzative, delibera di incrementare da € 200.000 sino a € 340.660,90 oltre l’ulteriore somma risultante dal risparmio derivante dalle prestazioni a pagamento in conte terzi, il trattamento accessorio 2004 del personale tecnico–amministrativo, di cui il 77,5% al Fondo per il Salario Accessorio ex art. 67 del CCNL, e il 22,5% al capitolo di bilancio destinato al pagamento della retribuzione di posizione e di risultato al personale inquadrato nella categoria EP. Per gli anni successivi, qualora sussistano utili nelle voci sopra indicate, si autorizza inoltre il Direttore Amministrativo a procedere in senso analogo, secondo i criteri sopra indicati. 43 44 20. Le chiamate dei docenti Dopo due anni di restrizioni, si è potuta realizzare una sodddisfacente soluzione per le prese di servizio per gli idonei vincitori di concorso interni ed esterni e per la mobilità tra atenei. L’Ateneo ha proceduto alle prese di servizio di tutti gli idonei. La spesa a carico dell’Università di Sassari è stata consistente. Per il 2006 rebus sic stantibus, l’Ufficio liquidazione stipendi prevede per le circa 700 unità di personale docente e per i 18 lettori una spesa di 38,8 ME che arriverà a 53,3 ME comprendendo i contributi e l’IRAP. Per i circa 560 tecnici amministrativi in servizio la spesa sarà rispettivamente di 12,4 ME e di 17,6 ME. Per il personale a contratto a tempo determinato (una quarantina di unità) la spesa sarà di 1,1 ME e di 1,5 ME. Per i 16 esperti e collaboratori linguistici si arriverà a 0,26 ME. Il sistema che attualmente regola la gestione dei Concorsi per il personale docente presenta degli inconvenienti sia in termini di programmazione delle attività dell’Ateneo e sia in termini di gestione del bilancio. Per quanto riguarda il primo aspetto, un sistema che affidi totalmente (come pare avvenga) la gestione di budget predeterminati alle singole Facoltà certamente non aiuta il raggiungimento di un “riequilibrio interno tra Facoltà ed aree disciplinari con particolare riferimento per le discipline di base in comune tra Facoltà e aree disciplinari”. Si ritiene, pertanto, che sia opportuno esaminare la possibilità di apportare delle modifiche all’attuale sistema, non limitandosi a ipotizzare semplicemente alla “rivisitazione dei budget di Facoltà”. Del resto il Regolamento per l'Amministrazione, la Finanza e la Contabilità dell'Università di Sassari nell'articolo 2 enuncia che "sulla base di realistiche previsioni, l’Università è tenuta alla redazione di un bilancio pluriennale"; tale ragionevole principio deve evidentemente essere applicato anche alla stesura del bilancio annuale di previsione. Ai sensi dell'articolo 28, comma I, dello Statuto dell'Autonomia dell'Università di Sassari, è compito dei Consigli di Facoltà "la destinazione e la modalità di copertura dei posti di docente e la loro chiamata". Risulta, pertanto, che le Facoltà, in completa autonomia e sulla base del budget loro attribuito, programmano il reclutamento del personale docente e avviano le procedure concorsuali. Il Consiglio di Amministrazione non interviene su tale procedimento e apparentemente non ne viene neppure informato. Alcune Facoltà di fatto hanno attivato o stanno attivando procedure concorsuali per il reclutamento di personale docente: la commissione bilancio si è dunque chiesta come si possa predisporre un bilancio di previsione realistico senza avere alcuna informazione ufficiale su tali iniziative delle Facoltà. Infatti, il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego non sembra sia stato previsto dalla Legge Finanziaria 2006 e questo ha comportato la necessità di provvedere alla presa di servizio non solo dei vincitori e degli idonei dei concorsi svoltisi nei mesi e negli anni scorsi, ma anche di coloro i quali parteciperanno positivamente alle valutazioni comparative che si svolgeranno nel corso del 2006. Appare dunque indispensabile e urgente una ricognizione informativa presso le Facoltà per assumere informazioni circa l'impegno dei relativi budget per nuovo personale docente e, per il futuro, un'attenta riflessione sugli attuali meccanismi di reclutamento che non possono non coinvolgere, per le esposte motivazioni, una forma di controllo o un coinvolgimento di tipo informativo, del Consiglio di Amministrazione che, pur essendo l'organo di controllo della spesa, attualmente non può esercitare alcuna forma di vigilanza su tale materia. La commissione bilancio ha sollecitato da parte del Senato Accademico integrato di prossima istituzione una sostanziale modifica di statuto che riporti nelle mani del Consiglio di Amministrazione la spesa per il personale docente. Del resto la cifra riportata nella bozza di bilancio deve essere commisurata a soddisfare le ulteriori esigenze che le chiamate dei vincitori dei concorsi già avviati e di quelli in fase di avvio potrebbero creare, con riferimento in particolare per le chiamate degli idonei su concorsi banditi da altre sedi. E ciò nell’ipotesi (auspicabile) che i Concorsi si svolgano rapidamente, che una parte dei vincitori provengano da altre sedi o dall’esterno e che la finanziaria non preveda blocchi alle assunzioni (riguardo a questo ultimo aspetto, si ritiene che, comunque, sia doveroso, una volta bandito un concorso, prevedere in bilancio la spesa per la chiamata e la presa di servizio dei vincitori). Appare, quindi, necessario che venga rapidamente accertato se questi timori siano fondati e, nell’ipotesi della loro veridicità, venga fatta una previsione sulla consistenza degli oneri ulteriori. Il Consiglio di Amministrazione ha ribadito che le Facoltà potranno procedere al bando di ulteriori concorsi solo in un quadro di programmazione, che tenga presenti le disponibilità del singolo budget e le disponibilità di bilancio, oltre che i punti organico disponibili. Superati i prossimi due-tre anni, in rapporto ai nuovi valori attribuiti ai posti in organico, superata l’attuale gobba determinata dal budget virtuale, si conta di migliorare decisamente il rapporto tra risorse disponibili e stipendi erogati. Il quadro attuale dei rapporti tra Facoltà è destinato a modificarsi notevolmente, grazie alle risorse aggiuntive disponibili ed agli incrementi di budget per le Facoltà di Economia (Olbia), Agraria (230 mila euro di incremento del FFO nel 2004 per il Dipartimento di Scienze Zootecniche), Architettura (Alghero), Veterinaria di Ozieri (500 mila euro di incremento del FFO nel 2004). L’Ateneo deve dunque riprendere la propria programmazione, partendo dai nuovi valori dei singoli posti di docenti, che incideranno sui budget delle Facoltà in maniera differenziata in entrata ed in uscita. Il Senato ha recentemente rilevato che: - la validità della suddetta parametrazione dipende dalle risultanze del monitoraggio della situazione economica conseguente all’andamento futuro del FFO e del costo del personale. In ogni caso, verrà fatto il punto della situazione preliminarmente alla formulazione del bilancio annuale (e quindi in luglio di ogni anno) - si potrà procedere a bandi di concorsi, chiamate di idonei o per trasferimento esclusivamente in vigenza di disponibilità di budget o attraverso imputazione formale del costo sul budget in corso di recupero per prossimi 44 45 pensionamenti o trasferimenti (indicazione nella delibera di Facoltà dei nominativi dei docenti in via di quiescenza o trasferimento, del relativo importo che si recupera e della somma che viene formalmente impegnata e verificata dall’Amministrazione); - l’invito alle Facoltà a fare un migliore “gioco di squadra” relativamente al potenziamento di aree disciplinari di comune interesse che sono al momento poco coperte (p.es. Lingue straniere, settori scientifico-disciplinari di base per Facoltà scientifico-sperimentali: matematica, fisica, genetica, informatica ecc); - invito ad una lungimirante politica di reclutamento dei giovani, addestrati attraverso dottorati di ricerca, assegni di ricerca ed altre forme similari, frequenza all’estero, ecc. Se tali indirizzi non fossero sufficienti per raggiungere un equilibrio di bilancio non si esclude l’approvazione di un regolamento con una scala di priorità per gli interventi di cofinanziamento e la riduzione di alcuni stanziamenti per la ricerca. Per la Facoltà di Medicina e Chirurgia rimane viva l’esigenza di collegare le nuove assunzioni di unità di personale tecnico-amministrativo e socio-sanitario alla convenzione firmata con l’Azienda Unità Sanitaria locale o ad un inquadramento nel Policlinico, anche nella prospettiva della nascita della nuova Azienda mista Ospedaliera universitaria e quindi della possibile afferenza a quest’ultima. L’Ateneo, con viva preoccupazione per le ulteriori nubi che si addensano sull’autonomia universitaria, rimane in attesa di conoscere l’esito del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari, in modo da poter di conseguenza disegnare il quadro dei prossimi concorsi e di ridefinire il carico didattico dei singoli. Con riferimento ai fuori ruolo ed ai docenti che intendano anticipare fino a 5 anni la data del pensionamento, l’Ateneo potrà attivare contratti di insegnamento sostitutivo per importi tra i 10 ed il 15 mila euro. Il Consiglio di Amministrazione proseguirà la politica di chiamare docenti con i fondi della mobilità: tale procedura al momento è possibile solo per le tre sole Facoltà rimaste con un rapporto docenti/studenti più basso della media nazionale, Scienze Politiche, Lettere e Lingue (e Scienze MMFFNN ?). Esiste un contenzioso con il MIUR per il riconoscimento anche delle Facoltà di Architettura e di Economia. Nel complesso l’Ateneo, anche a seguito dei recenti concorsi, ha comunque un numero di docenti assolutamente soddisfacente rispetto alla media nazionale. I dati aggiornati al 30 settembre del personale docente in servizio sono i seguenti: Facoltà di Agraria Docenti n. 91 di cui 33 ordinari, 30 associati, 22 ricercatori, 6 assistenti Facoltà di Architettura Docenti n. 23 di cui 7 ordinari, 9 associati, 7 ricercatori Facoltà di Giurisprudenza Docenti n. 61 di cui 17 ordinari, 18 associati, 21 ricercatori, 5 assistenti Facoltà di Economia Docenti n. 33 di cui 10 ordinari, 13 associati, 10 ricercatori Facoltà di Farmacia Docenti n. 47 di cui 11 ordinari, 16 associati, 20 ricercatori Facoltà di Lettere e Filosofia Docenti n. 69 di cui 25 ordinari, 29 associati, 15 ricercatori Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Docenti n. 26 di cui 6 ordinari, 10 associati, 10 ricercatori Facoltà di Medicina e Chirurgia Docenti n. 175 di cui 58 ordinari, 51 associati, 58 ricercatori, 7 assistenti, 1 incaricato Facoltà di Medicina Veterinaria Docenti n. 51 di cui 17 ordinari, 19 associati, 13 ricercatori, 2 assistenti, Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali Docenti n. 92 di cui 26 ordinari, 31 associati, 32 ricercatori, 2 assistenti, 1 incaricati Facoltà di Scienze Politiche Docenti n. 38 di cui 10 ordinari, 18 associati, 8 ricercatori, 2 incaricati Totale n. 706 docenti di cui n. 220 Ordinari, n. 244 Associati, n. 216 Ricercatori, n. 22 Assistenti e n. 4 Incaricati Non può essere considerato un fenomeno positivo il costante incremento del numero degli ordinari e degli associati e la riduzione del numero dei ricercatori di ruolo, frutto della precisa scelta delle Facoltà di favorire le 45 46 progressioni di carriera: tra il 2000 ed il 2003 l’incidenza dei ricercatori è diminuita dal 25% al 22%. Si conseguenza aumenta l’età media dei docenti di ruolo, che passa da 49,8 anni a 50,7 anni. Né può essere considerato positivo lo squilibrio esistente tra le diverse aree scientifiche disciplinari: il 23,3% è concentrato nelle Scienze Mediche, il 19,8% nelle Scienze agrarie e veterinarie, l’11,4% nelle Scienze biologiche, il 10,8% nelle Scienze giuridiche, l’8,9% nelle Scienze chimiche, il 7,7% nelle Scienze dell’antichità, il 6,2% nelle Scienze storiche, filos., ped., psicol, il 4,4% nelle Scienze economiche e statistiche, il 3,5% nelle Scienze politiche e sociali, l’1,4% nelle Scienze della terra, lo 0,9% nell’Ingegneria civile e architettura, lo 0,9% nelle Scienze fisiche, lo 0,8% nell’Ingegneria industriale e dell’informazione; fino allo 0,3% delle scienze matematiche e informatiche (2 soli docenti di ruolo). 21. L’offerta didattica Prima di affrontare il tema dell’offerta didattica futura, appare utile riportare alcune considerazioni del prof. Gigi Bua in merito all’andamento demografico in Sardegna. «Al compimento del primo ciclo post riforma pare necessario compiere una valutazione di quanto verificatosi. Prima di addentrasi nelle problematiche specifiche del nostro Ateneo appare necessario fare riferimento a quanto si verificherà a livello demografico e nel sistema universitario. Gli atenei sardi scontano una insularità che limita fortemente la capacità di attrazione per cui il loro bacino di utenza pare limitato all’isola, segmentata in due sub bacini tranne che per alcune facoltà. Ciò indirizza ad analizzare i soli dati demografici dell’isola: a partire dagli anni Ottanta la Sardegna presenta un calo estremamente rapido della natalità andando ad affiancarsi, per gli anni più recenti, alle regioni del nord e centro Italia che avevano compiuto la transizione demografica più di cinquanta anni prima. Se prendiamo in considerazione la piramide delle età della provincia costruita con i dati del 2003 cogliamo immediatamente il carattere di assoluta novità della situazione e tutte le impegnative sfide che questa porrà ai nostri atenei. Piramide delle età Provincia di Sassari, anno 2003 95-100 90-94 85-89 80-84 75-79 70-74 65-69 60-64 55-59 50-54 45-49 40-44 35-39 30-34 25-29 20-24 15-19 10-14 5-9 0-4 -20000 -15000 -10000 -5000 0 5000 10000 15000 20000 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95-100 Femmine -6614 -7148 -8458 -9093 -10675 -13093 -13371 -13979 -12851 -11504 -11251 -10394 -10295 -9058 -8330 -7032 -4309 -2408 -1215 -323 Maschi 7096 7530 8807 9695 11168 13626 13424 13592 12521 11722 10858 9894 9110 7746 6519 4794 2662 1381 611 124 La classe di età 20-24 anni appare già sguarnita rispetto alla numerosità delle coorti precedenti, ma ancora più rilevante il crollo delle classi di età inferiori. Si richiama l’attenzione sul fatto che l’insieme dei nati da 0 a 20 anni comprende tutta la domanda rebus sic stantibus per i prossimi venti anni. 46 47 Popolazione provincia di Sassari, 1 gennaio 2005 100 e più 95 90 85 80 75 70 65 60 55 Femmine Maschi 50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 Fonte:dati Istat 0 -5000 -4000 -3000 -2000 -1000 0 1000 2000 3000 4000 5000 (La rappresentazione per ogni anno di nascita rende ancora più evidente il fenomeno.) Le previsioni demografiche formulate dall’ISTAT per quanto riguardano gli anni successivi, questa volta il dato è colto a livello regionale, mostrano che il fenomeno della denatalità già verificatasi avrà effetti deflagranti quando queste generazioni sguarnite entreranno nella fase riproduttiva. Bilanci Demografici 110,0 105,0 100,0 95,0 Italia 90,0 Sardegna 85,0 80,0 75,0 2050 2040 2045 2035 2030 2025 2020 2019 2018 2016 2017 2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009 2008 2007 2005 2006 2003 2004 2002 2001 70,0 Si può ipotizzare che il tasso di passaggio dalle scuole superiori all’università cresca, sia per una probabile richiesta di maggiore qualificazione, sia per l’effetto della riforma dei percorsi formativi, pur tuttavia gli incrementi non saranno che limitati. Anche l’aumento possibile di lavoratori che richiederanno una riqualificazione attraverso nuovi studi universitari non avrà che effetti limitati se rimarrà, come è attualmente, una “somma di domande individuali”: uno specifico impegno delle facoltà per la formulazione di accordi di collaborazione con amministrazioni e privati rispetto alla riqualificazione ed all’aggiornamento professionale, possono rappresentare un interessante momento di integrazione tra processi formativi e lavorativi e sempre più sono dettati da una necessità di aggiornamento. Tale confronto può quindi avere ricadute positive sia sul versante dell’intera didattica che per la ricerca, ma anche stimolare la ripresa di un confronto tra mondo della ricerca, della produzione, delle istituzioni cioè dell’intera “filiera decisionale” che può dare concretezza alla necessaria innovazione del sistema produttivo. Può essere ragionevole pensare di allargare il bacino di utenza verso gli altri studenti italiani facendo valere il vantaggio competitivo rappresentato dalle piccole dimensioni dei nostri atenei che potrebbero permettere servizi e 47 48 didattica molto più favorevoli ed efficaci di quanto possano fare atenei e facoltà con alto numero di studenti. Ciò richiederebbe però notevoli investimenti che non pare agevole ottenere posto il carattere competitivo della sfida. Inoltre la scarsa qualità del contesto urbano e culturale e gli alti costi dei servizi, specialmente quello abitativo, paiono al momento giocare negativamente favorendo la migrazione dei giovani diplomati sardi verso altre università. Pare quindi importante cogliere il carattere complesso della strategia che sarà necessito porre in essere immediatamente riguardo al futuro prossimo. Necessita tuttavia interrogarsi in modo più netto sul rapporto tra le dimensioni delle strutture universitarie isolane e il futuro della domanda. Pare scontato che l’offerta formativa pare sovra dimensionata rispetto alla domanda futura e sarà sempre più difficile difendere e legittimare l’esistente. Pare farsi strada l’idea di ridimensionare gli atenei isolani polarizzando e specializzando le strutture in modo da evitare i doppioni. Ciò porterebbe ad un dibattito sterile, fortemente connotato di campanilismo e, ancora una volta, senza dare adito ad una visione strategica di medio raggio. Si propone quindi di individuare una nuova utenza e riteniamo che questa possa essere rappresentata dai giovani delle nazioni dell’Africa che si affacciano sul mediterraneo. Si tratta di nazioni che: - presentano popolazioni numerose ed in forte incremento - avranno necessità di trovare occupazione a coorti estremamente numerose che non potranno essere assorbite nei settori produttivi tradizionali, - stanno attraversando e completeranno nei prossimi decenni tutte quelle transizioni demografiche, economiche e culturali che la Sardegna ha compiuto nel passato cinquantennio. Incrementi popolazione: 1950=100. 1000,0 900,0 800,0 700,0 600,0 Africa Asia Stati Uniti 500,0 Europa 400,0 300,0 200,0 100,0 2050 2040 2045 2030 2035 2020 2025 2010 2015 2000 2005 1990 1995 1980 1985 1975 1965 1970 1960 1955 1950 0,0 L’assunzione di una partnership con questi paesi potrebbe definire anche ambiti di ricerca innovativi per pressoché tutte le facoltà dell’isola (problemi dell’agricoltura e desertificazione, malattie ignorate dalle multinazionali del farmaco, problemi energetici, problemi formativi per popolazioni residenti in ambiti territoriali a bassa densità abitativa, l’innovazione culturale come incubatore di democrazia, valorizzazione dei segni della storia sul versante culturale e sul versante economico ecc.) Pare evidente che la scelta di assumere un impegno quale quello proposto, che può riguardare l’università, ma anche tutte le altre strutture formative isolane che si confrontano anch’esse con “problemi di scala”, richiede elevati 48 49 investimentienti, ma in questo caso la valenza culturale e politica dell’iniziativa permetterebbe di trovare a vari livelli interlocutori interessati (dall’ambito locale e regionale al livello statale ed europeo. Questo perché la proposta trae la sua forza, la sua legittimazione, oltre che dalla valenza scientifica specifica anche dal rappresentare una risposta efficace ai problemi drammatici dell’area del bacino del mediterraneo che è la zone del mondo in cui più alta è la tensione demografica e sociale tra paesi ricchi, in decremento demografico, e paesi in via di sviluppo coinvolti in una impetuosa crescita demografica, nazioni che possono divaricarsi per interessi geoeconomici e dove si corre il rischio di vedere strumentalizzate diversità culturali fino ai limiti dell’innescare conflitti e terrorismo. La partnership culturale e scientifica pare essere la premessa essenziale per la costruzione di ipotesi di collaborazioni anche economiche nonché di relazioni politiche che attengano ad un comune bagaglio di valori di riferimento con i caratteri dell’universalismo e dell’atteggiamento critico che sono propri della scienza». Gli obiettivi della didattica I vecchi 19 corsi di laurea ed i 13 diplomi universitari ad esaurimento (un dato stabile negli ultimi anni) sono stati affiancati da nuovi corsi di laurea istituiti (una cinquantina) e dai nuovi corsi di laurea effettivamente attivati ai sensi del D.M. n. 509 del 3 novembre 1999: sono stati attivati ben 37 Corsi di laurea su 24 delle 42 classi delle lauree. Permangono alcune duplicazioni (è stata eliminata quella relativa alla classe 7 urbanistica, mentre sussistono tuttora nella classe 14 Scienze della comunicazione, nella classe 17 Scienze dell’economia e della gestione aziendale, nella classe 20 Scienze e tecnologie agrarie con 6 corsi di laurea, nella classe 24 Scienze e tecnologie farmaceutiche, nella classe 27: Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura con tre corsi di cui uno ad esaurimento). Eppure si deve segnalare un certo riequilibrio nell’offerta formativa tra le aree umanistiche e quelle sperimentali; queste ultime in passato presentavano più corsi di laurea (11 su 19) e la quasi totalità dei diplomi (12 su 13), oltre che delle Scuole di specializzazione (45 su 46) e dei corsi di perfezionamento (14 su 16). L’offerta didattica può essere oggi così sintetizzata: AGRARIA 6 corsi triennali della classe 20, di cui uno a Nuoro e due ad Oristano; 5 corsi di laurea specialistica, per le classi 54/S, 74/S a Nuoro, 77/S (due corsi) e 79/S ARCHITETTURA 1 corso triennale per la classe 7 ed un corso di laurea specialistica a ciclo unico per la classe 4/S, entrambi ad Alghero ECONOMIA 3 corsi triennali, classi 17 (Sassari e Olbia) e 28, ed un corso specialistico per la classe 84/S FARMACIA 2 corsi triennali a Tempio Pausania classe 24, 2 corsi specialistici quinquennali classe 14/S GIURISPRUDENZA 2 corsi triennali, classi 2 e 31 ed un corso di laurea specialistica classe 22/S LETTERE E FILOSOFIA 5 corsi di laurea triennale classi 5, 13 (ufficialmente tutti i curricula hanno sede a Sassari), 14, 18 e 29, 4 corsi di laurea specialistica classi 1/S, 2/S, 16/S, e 56/S LINGUE E LETTERATURE STRANIERE 2 corsi di laurea triennali classi 3 ed 11 ed un corso di laurea specialistica classe 43/S. MEDICINA E CHIRURGIA 7 corsi triennali nelle classi SNT 1, 2 e 3, 2 corsi di laurea specialistica quinquennale 46/S e 52/S. MEDICINA VETERINARIA 1 corso di laurea triennale classe 40 a Ozieri, 1 corso di laurea specialistica quinquennale classe 47/S. SCIENZE M.F.N. 4 corsi di laurea triennali classi 12, 21, 27 (di cui un corso ad Alghero ed un altro con un curriculum avente sede a Nuoro); 4 corsi di laurea specialistica classi 6/S, 8/S, 62/S ed 82/S. SCIENZE POLITICHE 3 corsi di laurea triennale classi 14, 15, 19 e due corsi di laurea specialistica classi 13/S e 70/S. INTERFACOLTA’ un corso di laurea triennale classe 1. Il totale è dunque di ben 37 corsi di laurea triennale (che tendono a ridursi) e 18 specialistici (che tendono ad aumentare), cui vanno aggiunti 6 corsi di laurea specialistica a ciclo unico, per un totale di ben 55 corsi di laurea. Il decreto 22 ottobre 2004 n. 270 modificherà totalmente il quadro, con il rilascio dei nuovi titoli di studio e con la trasformazione dei corsi di laurea specialistica in corsi di laurea magistrale: di conseguenza dovrà esser data esecuzione ai decreti ministeriali di prossima emanazione che sembra potranno prevedere una nuova architettura delle classi di laurea ed una differente distribuzione dei crediti; conseguentemente saranno rettificati i regolamenti didattici di Ateneo e di Facoltà. L'Università di Sassari ha fin qui rinunciato ad attivare ben 18 classi triennali previste dalla riforma degli ordinamenti didattici, come ad esempio scienze della terra; scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda; scienze e tecnologie fisiche; scienze e tecnologie informatiche; scienze geografiche; scienze matematiche; scienze delle attività motorie e sportive; scienze e tecniche psicologiche; scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo, la pace; scienze sociologiche; scienze storiche; scienze del turismo. Per le professioni sanitarie tecniche, sono stati istituiti due corsi di laurea in parte riattivati dopo la firma del protocollo con l’Assessorato regionale alla Sanità. Tra le Scuole di specializzazione (prevalentemente mediche, una per le Facoltà di Farmacia, di Veterinaria, di Scienze M.F.N.), si ricorderà la complessa situazione della Scuola di specializzazione per insegnanti della Scuola secondaria, che ha goduto nel 2003 di un finanziamento regionale di 125 mila euro. Tra i corsi di perfezionamento si segnaleranno a parte i 12 di area medica, i master di Agraria, di Giurisprudenza e di Scienze politiche. Rimane aperto il problema della formazione degli insegnanti dell’infanzia e della scuola primaria del Nord Sardegna, che ora sono costretti a recarsi a Cagliari o in altro ateneo del continente, alla luce del Decreto 49 50 legislativo 17 ottobre 2005 n. 226 che definisce le norme generali in materia di formazione degli insegnanti ai fini dell’accesso all’insegnamento, ai sensi dell’art. 5 della legge 28 marzo 2003 n. 53. Una profonda riflessione è stata avviata dal Senato Accademico e dal Nucleo di Valutazione, col proposito di applicare i “Requisiti minimi” di cui ai documenti del Comitato nazionale per la valutazione ed alla nota del Ministro del 3 luglio 2003, tenendo presente l’obiettivo di ridurre i tassi di abbandono, di aumentare il numero degli studenti attivi, di ridurre i tempi necessari per il conseguimento dei titoli di studio, di rafforzare la coerenza tra formazione erogata e fabbisogni del mercato del lavoro e aumentare la mobilità nazionale ed internazionale degli studenti e dei docenti. Gli adempimenti che ricadono sull’Università sono impegnativi e i tempi per metterli in atto piuttosto ristretti, condizionati dall’esigenza di passare attraverso le forche caudine delle banche dati ministeriali e di costruire posizioni condivise all’interno delle Commissioni paritetiche docenti studenti che intendiamo valorizzare. La recente Legge 370/99 consentiva agli Atenei l’utilizzazione di strumenti innovativi per far fronte al maggior onere che ricade sul corpo docente, ma dobbiamo ammettere che l'istituto delle incentivazioni non è stato gestito in maniera efficace in tutto il Paese; le risorse sono state dirottate dal MIUR ai servizi agli studenti. Anche il personale tecnico-amministrativo è stato chiamato a contribuire al conseguimento degli obiettivi di riforma e contemporaneamente è stato messo in opera, a livello nazionale e degli Atenei, un rigoroso sistema di valutazione della efficienza e della qualità della didattica. La riforma va letta nel quadro più generale della ristrutturazione del sistema formativo italiano sia con riferimento alla Scuola, sia con riferimento alla formazione integrata superiore a livello regionale. Solo nell'ultimo anno l'Ateneo ha partecipato ad almeno 34 progetti di IFTS in collaborazione con la Scuola. Gli obiettivi generali in materia di didattica indicati nei documenti di programmazione dell'Ateneo sono i seguenti: - un ripensamento sulla politica di reclutamento di docenti che preveda anche il riequilibrio nella distribuzione del numero dei docenti, attualmente concentrati nella misura del 69% nelle sei Facoltà scientifiche, che assorbono il 30% degli studenti. Tale distorsione è stata parzialmente corretta sulla base degli interventi di riequilibrio a favore delle Facoltà umanistiche. - miglioramento del rapporto studenti-docenti soprattutto nelle facoltà di Lingue (32 studenti per docente, pari ad un deficit del 54% rispetto alla media nazionale), Scienze Politiche, Veterinaria, Agraria, Economia. - correzione degli squilibri finanziari attuali, che vedono crescere i costi e le risorse assegnate all'offerta didattica scientifica, rispetto ai ricavi correlati (tasse di iscrizione e finanziamenti statali). - interventi di sostegno alla domanda formativa ed iniziative per stimolare le iscrizioni, che negli ultimi tre anni si è notevolmente estesa: la riforma didattica ha determinato fin dal primo anno una consistente crescita del numero degli iscritti fino a 16.252 studenti dell’anno 2003-04 (10131 in corso e 6121 fuori corso) ed a 16.761 studenti nell’a.a. 2004-05. Tale dato sarà confermato anche per l’A.A. 2005-06. La Facoltà col maggior numero di studenti è Lettere e Filosofia con 3026 studenti, seguita da Giurisprudenza con 2931 studenti, Economia 1942, Scienze Politiche 1695, Scienze MMFFNN 1379, Agraria 1316, Lingue 1309, Medicina 1217, Medicina Veterinaria 438, più 467 studenti dei corsi interfacoltà. Vanno aggiunti dottorandi e specializzandi: si calcolano 970 iscritti alle scuole di specializzazione e 257 dottorandi, per un totale di iscritti post laurea di 1350 iscritti per 86 corsi; infine corsi e master per un totale di 110 iscritti. Nel 2004-05 è continuato l’incremento degli iscritti in misura più consistente rispetto all'Ateneo cagliaritano. Il riconoscimento dei crediti precedenti ha consentito l'iscrizione di laureati ai corsi di laurea specialistica, ha favorito le iscrizioni ai corsi triennali ed ha ridotto i tempi di permanenza. È stata consentita l’iscrizione all’ateneo e il recupero dei crediti ancora attuali anche per gli studenti decaduti. - incremento dell'indice di rilevanza regionale che nel 2001-02 è arrivato al 9% (rispetto al 22% di Cagliari) sulla popolazione tra i 19 ed i 25 anni residente in Sardegna. - iniziative almeno a carattere regionale per favorire l'iscrizione dalle province di Cagliari e Oristano, dal momento che le iscrizioni attualmente hanno un'origine prevalentemente locale, se si pensa che il 75% degli iscritti sono residenti in provincia di Sassari. - incremento del numero degli studenti sardi che si iscrivono presso l'Università di Sassari. Attualmente l'Ateneo intercetta una quota di mercato pari al 25% degli studenti sardi, rispetto al 61% di Cagliari; il restante 14% sceglie Atenei continentali. La quota degli iscritti sardi in Atenei continentali è circa doppia in provincia di Sassari rispetto alla provincia di Cagliari. - approfondimento delle ragioni che provocano consistenti trasferimenti di studenti tra gli Atenei di Cagliari e di Sassari: per il solo 2004-05 la Facoltà di Giurisprudenza conosce ad esempio 38 trasferimenti in entrata per il corso di laurea in Giurisprudenza ed 8 per il corso di laurea in Scienze giuridiche, prevalentemente dall’Università di Cagliari e prevalentemente fuori corso, con un appesantimento dei risultati che incidono sul FFO; - aumento delle immatricolazioni, che sono cresciute negli ultimi anni a Sassari (escluso l’ultimo in esame) in misura maggiore degli altri atenei italiani: 2000-01 2.447 matricole 2001-02 2981 matricole + 21,8% (Italia 12,1%) 2002-03 3.446 matricole + 1,,6% (Italia + 4,8%) 2003-04 3.195 matricole -7,3% (Italia + 1,7%). - interventi a favore della qualità, finalizzati ad intercettare gli studenti migliori. 50 51 - necessità di coltivare le eccellenze, definendo curricula particolarmente adatti per chi ha particolari capacità di approfondimenti concettuali e metodologici e contemporaneamente ha la volontà di impegnarsi severamente negli studi, ben al di là della media, con eventuali accelerazioni del percorso didattico. - aumento della flessibilità nella formulazione dei percorsi didattici individuali. - un più stretto collegamento tra Università e Scuola secondaria, anche per contenere il problema dei debiti formativi. - aumento dell’internazionalizzazione, nel senso di capacità di attrarre studenti stranieri e insieme assoluta necessità di un miglioramento dell'indice relativo all'attrazione extraregionale. L’Ateneo richiama l’impegno assunto dalla Regione Sarda per la realizzazione del Collegio Mediterraneo previsto nella L.R. 26 del 1996. - stabilizzazione della riforma del 3 + 2 (DM 509 del 3 novembre 1999), con una verifica degli standards e dei numeri minimi, senza trascurare la possibilità che la riforma in corso possa alterare profondamente la domanda formativa, imponendo una drastica rivisitazione degli ordinamenti e della distribuzione delle risorse materiali ed immateriali, anche nella prospettiva dell’approvazione della “riforma della riforma” e del percorso ad Y del Ministro Moratti (DM 22 ottobre 2004 n. 270); - processo di regolamentazione delle nuove procedure, a valle del Regolamento didattico di Ateneo (da aggiornare a seguito della recente riforma), regolamenti didattici delle Facoltà e dei Corsi di laurea, regolamenti per i test di ammissione e di accesso. Dovranno essere definite le diverse tipologie di studenti (a tempo pieno, studenti-lavoratori, studenti a tempo parziale e lavoratori-studenti) e le corrispondenti specifiche forme di apprendimento e di controllo della preparazione; dovrà essere regolamentata l'eventuale articolazione modulare dei corsi ufficiali e dei seminari ed una moderata ma significativa flessibilità curriculare; dovrà essere approfondito il tema del contratto formativo individuale con i singoli studenti. - iniziative volte a migliorare la produttività soprattutto nelle aree disciplinari più bisognose di interventi e con maggiori problemi (la Facoltà di Giurisprudenza è stata segnalata nelle tabelle di Repubblica per le ottime capacità di recupero che testimoniano un impegno crescente negli ultimi anni); - controllo sull’efficacia del processo e sulla spendibilità dei titoli: dall’indagine Almalaurea risulta che solo il 43,7 % ad un anno dalla laurea ha trovato occupazione, in una regione come la Sardegna dove il tasso di disoccupazione supera il 16%; in provincia di Sassari gli occupati sono 108 mila, le persone in cerca di lavoro 12 mila, i disoccupati 71 mila, in cerca di prima occupazione 26 mila; - ulteriori interventi di servizi agli studenti, ad iniziare dai terminali informatici per le certificazioni, dal pieno utilizzo delle tessere magnetiche anche per la registrazione degli esami, dal miglioramento dei siti Web dell’Ateneo e di tutte le singole Facoltà. - estensione degli accordi con il territorio per attività di tirocinio, come quelli stipulati dalla Facoltà di Lettere (scienze dei beni culturali e professioni educative di base), Economia (accordo di programma con l’Associazione industriali per favorire la mutua collaborazione, valorizzare la logica del partnerariato ed attirare ogni possibile sinergia; accordo di programma con l’autorità portuale di Olbia e Golfo Aranci per la realizzazione degli obiettivi formativi di Economia del turismo; accordo di programma con la GEASAR Società di gestione dell’aeroporto di Olbia Costa Smeralda del 4 novembre 2002 per la realizzazione degli obiettivi formativi del corso di laurea di Economia del turismo; accordo quadro col BIC Sardegna per lo sviluppo di attività didattiche, di ricerca e di formazione anche di nuove capacità imprenditoriali in vista dell’accoglimento della sede BIC e di un incubatore per la promozione e l’assistenza allo sviluppo di nuova imprenditoria), Scienze Politiche (convenzione del 30 luglio 2003 con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti per il master biennale in giornalismo), oltre che con il Consorzio per lo sviluppo degli studi universitari nella Sardegna centrale di Nuoro, con il Consorzio Uno di Oristano, ecc. Il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione hanno fissato i seguenti obiettivi ed hanno raccomandato la correzione delle inefficienze nel settore della didattica per quanto riguarda alcuni risultati ed alcuni processi: a) tra gli indicatori di risultato deve essere migliorato il tasso di laurea, dato che solo 41% degli studenti si laurea entro un massimo di due anni di fuori corso. Il numero dei laureati è comunque aumentato fino a 1639 laureati nel 2003 (la Facoltà col maggior numero di laureati è Lettere e Filosofia, con 351 laureati, seguono Giurisprudenza 330, Economia 190, Lingue 162, Scienze Politiche 125, Medicina 124, Scienze M.F.N. 122, Agraria 95, Veterinaria 93, Farmacia 57). Nel 2004 la produttività è relativamente migliorata, fino ai 1795 laureati (Giurisprudenza 380, Lettere 380, Economia 226, Lingue 137, Scienze Politiche 129, Medicina 156, Scienze M.F.N. 128, Agraria 92, Farmacia 83, Veterinaria 62, Interfacoltà 16, Magistero 6). Si rileva il netto recupero di Giurisprudenza, che supera Lettere che pure è salita a 380 laureati (386 compreso l’ex Magistero). Il dato del tasso di laurea sarebbe più favorevole se si conteggiassero in modo differente gli studenti lavoratori e di lavoratori studenti, così come previsto dai contratti formativi. Vanno inoltre posti sotto osservazione i casi degli studenti fuori corso da molti anni. Anche quanto osservato ai punti successivi è influenzato dalla mancata differenziazione della componente studentesca nelle sue articolazioni interne. Il voto medio di laurea, 104,8 punti, è più alto del voto medio nazionale, 102,9 punti. b) il tasso di laurea in corso è incredibilmente basso, vicino allo zero, se si esclude la Facoltà di Medicina e Chirurgia che laurea in corso il 78% degli studenti. Se il confronto si estende a livello nazionale, quasi tutte le Facoltà sono al di sotto della media. c) tempo medio di laurea (in media in Italia ci si laurea a 27,7 anni: il dato di Sassari è superiore, 28,1 anni, anche se in fase di miglioramento). I corsi con durata legale di 4 anni hanno una durata di 8,7 anni, come a 51 52 Giurisprudenza, Scienze dell’educazione, Scienze politiche. Certamente la riforma degli ordinamenti didattici risponderà a questi problemi, ma le Facoltà stanno già intervenendo con iniziative mirate per favorire una correzione sostanziale dell'attuale ritardo: tutorato, riduzione dei carichi, «alleggerimento» delle tesi, monitoraggio per alcuni ambiti disciplinari. Giurisprudenza si distingue per la velocità nel recupero dei fuori corso. d) riduzione degli abbandoni dopo il I anno, che attualmente rappresentano quasi stabilmente il 23% degli iscritti, tre punti oltre la media nazionale. Il fenomeno appare particolarmente grave in quattro Facoltà, tanto che l’Ateneo non ha beneficiato dei fondi a disposizione per le Università virtuose. e) riduzione degli studenti fuori corso: il numero degli studenti fuori corso negli ultimi anni è aumentato in tutte le Facoltà (tranne Lingue), arrivando ad oltre il 48% degli iscritti, un dato che è superiore di 4 punti rispetto alla media nazionale. Si segnalano negativamente nel 2004-05 i seguenti corsi di laurea: 1499 fuori corso in Giurisprudenza 634 fuori corso in Economia e commercio 474 fuori corso in Scienze dell’educazione 434 fuori corso in Lingue e letterature straniere 378 fuori corso in Lettere 247 fuori corso in Scienze politiche vo 234 fuori corso in scienze e tecnologie agrarie 234 fuori corso in Medicina e Chirurgia 221 fuori corso in Scienze della comunicazione e giornalismo 203 fuori corso in scienze delle professioni educative 196 fuori corso in Scienze giuridiche 136 fuori corso in Chimica e tecnologie farmaceutiche 130 fuori corso in Scienze biologiche 121 fuori corso in Mediazione linguistica 118 fuori corso in Economia aziendale 117 fuori corso in Farmacia 113 fuori corso in Filosofia 109 fuori corso in Scienze naturali 95 fuori corso in Scienze politiche no 93 fuori corso in Scienze biologiche 80 fuori corso in Medicina veterinaria 79 fuori corso in conservazione dei BBCC 67 fuori corso in Scienze forestali ed ambientali 64 fuori corso in Scienze agrarie 61 fuori corso in Lingue e culture straniere moderne 58 fuori corso in Pedagogia 57 fuori corso in teorie e tecniche dell’informazione 50 fuori corso in Scienze dell’amministrazione f) aumento del numero di esami nel I anno di iscrizione: il dato appare in miglioramento per il fatto che a Sassari solo il 18,6% delle matricole non dà neppure un esame (a fronte del 25% a livello nazionale). Si noti che il 29,3% delle matricole di Lettere ed il 25,3% di Giurisprudenza non hanno dato neppure un esame. Più in generale sui 15386 iscritti, il 23,8% non ha dato neppure un esame; il dato è particolarmente pesante per la Facoltà di Lettere (41% degli studenti non dà neppure un esame; il dato si abbassa al 26,5% per gli studenti del nuovo ordinamento, ma si tratta ovviamente di un dato falsato dal ritardo nella trascrizione delle certificazioni degli statini). g) aumento dell'efficienza didattica attraverso il miglioramento di alcuni indicatori di processo, come il tasso di completamento degli studi (che rende conto della quantità di esami sostenuti dagli studenti e che nel 2004 non supera il 41% per l’intero Ateneo) e il numero medio dei crediti per studente, che nel 2004 non arriva a 25 crediti/anno: sono sotto la media di Ateneo Lettere (17,6 crediti), Lingue (20,1 crediti), Giurisprudenza (21,3), Farmacia (22,9), Veterinaria (23), Agraria (24,3 crediti). In grande evidenza sono i risultati della Facoltà di Architettura, con 51,3 crediti superati e l’85,4% di tasso di completamento degli studi. h) mantenimento degli interventi finanziari a favore degli studenti, come le borse per attività a tempo parziale, le borse per mobilità internazionale, i fondi per il miglioramento della didattica. Tale intervento verrà sottoposto a verifica, anche in relazione alla sostanziale stabilità delle tasse studentesche. Verranno migliorati i servizi per la didattica (viaggi di istruzione, laboratori, arredamento aule, attrezzature, innovazione didattica, insegnamento a distanza, teledittatica, corsi di specializzazione e di perfezionamento). i) È stata stabilizzata la spesa per le attività a tempo parziale degli studenti e collaborazioni studentesche (150 ore), per un totale di oltre 0,6 milioni di Euro, il che pone l'Università di Sassari tra i primi posti in Italia, con quasi 700 collaborazioni attivate nel 2004, pari al 65% delle domande. l) Viene sostenuta la mobilità internazionale ERASMUS-SOCRATES, con un aumento del numero degli studenti beneficiari: anche grazie al consistente finanziamento regionale (L.R. 25/02) che nel 2004 ha raggiunto i 760.000,00 euro, dei quali 494.000,00 destinati a sostenere la mobilità Erasmus. Nel 2004/2005 sono state assegnate 195 borse a gravare sugli ben 107 accordi vigenti. Le mensilità inizialmente finanziate dall’Unione Europea sono state 1020 per importo complessivo iniziale di € 122.400,00. In seguito alla rendicontazione intermedia e grazie al buon livello di performance sono state finanziate altre 485 mensilità aggiuntive, con un addendum pari ad € 58.200,00. Pertanto complessivamente sono state riconosciute 1505 mensilità per un finanziamento complessivo pari ad € 180.600,00. Si aggiunga il contributo MIUR per 121 mila euro. Gli studenti in uscita sono stati 195 di cui 81 maschi e 114 femmine, indirizzati prevalentemente verso la 52 53 Spagna e la Francia. Il numero degli studenti in entrata ha raggiunto i 93 di cui 43 maschi e 50 femmine con un netto incremento rispetto agli anni precedenti. I docenti in mobilità sono stati 12. Nonostante le buone performance, in alcune facoltà il fenomeno continua a svilupparsi troppo lentamente rispetto a quanto sarebbe necessario e va sostenuta la politica degli accordi bilaterali: irrisori sono i dati ERASMUS relativi alle Facoltà di Scienze MM.FF.NN., Medicina e Farmacia. Per il 2005-06 si prevedono 199 studenti in uscita con 1354 mensilità ed 80 in entrata. I fondi disponibili saranno quasi sicuramente così determinati: - Unione Europea 208 mila euro - Regione Sarda 495 mila euro - Ministero 121 mila euro Buono l’avvio del Progetto Leonardo con 5 borse finanziate nell’ambito della Convenzione con l’Università di Bergamo. m) Nel corso del 2004 si è registrato un incremento delle attività di tirocinio, in particolare per i tirocini promossi dalla Crui. Per quanto riguarda i TIROCINI CRUI MAE, in tre anni si sono triplicati i beneficiari: si sono raggiunti 18 tirocinanti nell’anno 2004 e ben 14 solo per i primi due bandi del 2005. Questo tipo di mobilità, destinata sia ai laureandi e laureati, ha portato i tirocinanti nelle diverse sedi del Ministero degli Affari Esteri da quelle europee (Bruxelles, Parigi, Stoccolma, Madrid etc.) a quelle del resto del mondo (Stati Uniti, Canada, Brasile, Cile). n) il tema della revisione delle tasse studentesche, degli esoneri e degli scali di fascia, va affrontato con lo scopo di aumentare e non ridurre i servizi agli studenti. L’attuale politica non sempre ha veramente premiato i meritevoli privi di mezzi. In sei anni il numero degli esoneri totali è stato raddoppiato passando da 900 esoneri del 1995 a 1900 esoneri del 2001, mentre gli esoneri parziali si stanno azzerando, così come gli scali di fascia. Quasi il 12% degli studenti iscritti gode di un esonero totale. Tali scelte hanno avuto un onere notevole ed hanno limitato la possibilità di istituire borse di studio. Sarà quindi necessario distinguere le politiche volte al diritto allo studio dalle politiche volte ad incentivare il successo negli studi. Pur essendo ovvio che il diritto allo studio presuppone una componente di merito, necessita di una articolazione degli strumenti volti a dargli concreta e specifica attuazione. Del resto è opportuno dare efficacia all’incentivazione della riuscita scolastica: ciò presuppone che le borse di studio, la iscrizione gratuita ai corsi specialistici o ai master, gli scambi di laureati con altre istituzioni ecc. debbano essere predisposti e “banditi”, e fatti conoscere, fin dal momento dell’immatricolazione di modo che possano esplicare i loro effetti, cosa che attualmente non succede perché queste politiche incentivanti sono caratterizzate da aleatorietà, incertezza nei tempi, incertezza nelle regole ecc. La revisione della fasce di tassazione dovrà obbedire all’esigenza di evitare disparità tra studenti evitando il più possibile i repentini salti di fascia; inoltre la leva delle tasse dovrà essere utilizzata per incentivare i nuovi coefficienti utilizzati per la determinazione del FFO. o) servizi agli studenti: l'Ateneo ha incoraggiato e sostenuto l'azione dell'ERSU per la nascita di nuovi posti letto e di una foresteria. Alcuni dei risultati ottenuti (ristrutturazione casa dello studente, nuovo collegio nell’ex Pastificio Pesce, Via Verona, Brigata Sassari) sono legati all’impegno del Rettore e dei rappresentanti dell’Ateneo, docenti e studenti, all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’ERSU. Stiamo operando per promuovere il miglioramento delle condizioni ambientali (aree verdi, spazi di socializzazione, ricreazione, attività culturali, spazi per scambi di informazioni, caffetterie presso le Facoltà decentrate). Ci si propone di mantenere il finanziamento delle attività culturali, ricreative e sportive degli studenti; sono iniziati i lavori per il completamento degli impianti sportivi a San Giovanni; verrà estesa l'attività del Coro dell’Ateneo e le attività musicali degli studenti; viene assicurata la collaborazione con la «Nuova Sardegna» per il mensile formato tabloid Reporters palestra per gli iscritti del Corso di laurea in giornalismo; è nato un foglio informativo intitolato www.uniss. Notizie dall’Ateneo. L’esperienza universitaria è più ricca dell’apprendimento delle specifiche competenze professionalizzanti e riguarda sia la socializzazione alla condizione adulta, sia all’attiva cittadinanza: la riuscita rispetto alle competenze professionali si intreccia fortemente con le altre due sia per gli intrecci motivazionali sia perché la prima, nel livello critico a cui mira la formazione universitaria, presuppone le altre due. Per tali ragioni le politiche volte a rendere possibile una forte adesione e partecipazione della componente studentesca alla vita universitaria non appare secondaria, specie di fronte alla concorrenza di tante altre opportunità: si pensa che il vivere l’esperienza universitaria come parte secondaria del proprio impegno possa essere una delle ragioni della scarsa riuscita negli studi. p) servizi facilitanti la didattica: L'Ateneo ha assunto l'impegno di pervenire in tempi rapidi alla stampa di un'unica guida didattica di Ateneo, che verrà accompagnata da guide per le singole Facoltà, come quelle che sono state presentate al salone dello studente. Verrà verificato l'utilizzo dei fondi per la promozione della didattica a livello centrale ed a livello di Facoltà, da destinarsi all’acquisto di moderne attrezzature per la didattica e per l’autoapprendimento, che consentano il collegamento con Centri di ricerca a livello internazionale; verrà costituito un Centro di documentazione e produzione di materiale audiovisivo. Verrà garantito il mantenimento e potenziamento della rete informatica: la realizzazione di aule e laboratori didattici e postazioni internet per studenti; il completamento della rete telematica di Ateneo; verrà sostenuta la nascita di particolari strutture didattiche e di ricerca, già in via di realizzazione, come i campi sperimentali per la Facoltà di agraria, l'ospedale veterinario, le aziende zootecniche, l’azienda sanitaria, l’orto botanico; si perseguirà il 53 54 miglioramento delle strutture didattiche: aule, laboratori, sistema bibliotecario, centro linguistico, sistema archivistico. Rimane tuttavia da risolvere il problema delle attività didattiche volte agli studenti non frequentanti e tutte quelle attività di didattica innovativa che possono migliorare fortemente le performance delle Facoltà: queste sono attività nelle quali il fattore umano è risolutivo. Sarà necessario affrontare questo problema trovando le soluzioni più idonee dal punto di vista del reperimento delle risorse e dal punto di vista normativo riguardo ai rapporti di collaborazione che sarà necessario instaurare. q) iniziative per gli studenti disabili, in rapporto alla convenzione con l’Unione italiana ciechi del 20 giugno 2001 per interventi propedeutici, formativi e di supporto allo studio per studenti minorati visivi; si richiama anche la convenzione del 10 settembre 2003 con la Croce Rossa italiana di Sassari per il trasporto degli studenti disabili, con l’Associazione Nazionale Soggetti Autistici per il progetto Ippoterapico, ecc. L’ateneo apprezza lo sforzo compiuto dalla Commissione presieduta dal prof. Francesco Feo e si impegna a portare avanti con continuità il programma di attività. r) impegno a promuovere l’immagine dell’Ateneo anche attraverso il potenziamento del sito Web. s) servizi ITC di Ateneo: è entrato in piena efficienza il nuovo sistema informatico delle Segreterie studenti, con la nuova procedura informatica per la gestione dei dati sugli studenti (GISS), al fine di monitorare in tutte le sue fasi il percorso formativo di ogni singolo studente, anche allo scopo di recuperare i fuori corso. t) innalzamento dell’impegno orario dei singoli docenti in relazione ai nuovi orientamenti nazionali ed alle esigenze dei corsi di laurea specialistici (o magistrale) di nuova istituzione. u) estensione delle procedure per la valutazione didattica da parte degli studenti: il Nucleo di Valutazione ha riferito sui risultati delle indagini attraverso i questionari sul grado di soddisfazione degli studenti, che hanno consentito di mettere a fuoco i problemi di singole Facoltà, come la carenza di aule, laboratori e relative attrezzature, il carico di lavoro, gli orari, il calendario degli esami, i giudizi sulla didattica dei docenti e sulle esercitazioni. I Presidi sono informati dei risultati insoddisfacenti per gli insegnamenti per i quali gli studenti denunciano carenze, limiti e insufficienze. Anche l’indagine sulla soddisfazione dei laureandi compiuta dal Nucleo è di una certa utilità e viene positivamente definita la posizione dell’Ateneo tra le 21 università di Alma laurea per quanto riguarda i laureati. v) avvio degli stages formativi in Italia e all’estero finanziati dall’Assessorato Regionale alla formazione e lavoro (con la disponibilità di 244 mila euro nel 2004), nell’ambito della LR 24 dicembre 1998 n. 36 sulle politiche attive sul costo del lavoro. x) impegno per presentare la domanda per la concessione del marchio ECTS da parte della Commissione Europea, grazie all’attività della commissione costituita dagli 11 rappresentanti di Facoltà e finanziata dal MIUR con un piccolo contributo. A partire dall’A.A. 2004/2005 il MIUR intende dare attuazione all’art. 1 bis della legge 170/2003, che prevede la creazione presso il Ministero di un’Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati, più di recente denominata Osservatorio degli studenti e della didattica, destinata a raccogliere i dati relativi alle carriere degli studenti di tutte le università italiane, per consentire agli organi preposti alla valutazione del sistema universitario la verifica dell’efficacia dei processi formativi attraverso il monitoraggio delle carriere. Sempre a partire dall’A.A. 2004/2005 diverrà obbligatorio rilasciare il Diploma Supplement, una certificazione integrativa di ogni titolo di studio conseguito in base al nuovo ordinamento, redatta in edizione bilingue, che riporterà, secondo modelli conformi adottati dai paesi europei, le principali indicazioni relative al curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire il titolo. Funzionale al rilascio del suddetto certificato è l’adozione dello schema ECTS (European Credit Transfer And Accumulation Sistem) per la descrizione dell’offerta formativa. Per la realizzazione dell’Anagrafe e per gli adempimenti connessi al rilascio del Diploma supplement, il nostro Ateneo ha costituito un gruppo di lavoro interno, coordinato dal Dirigente Dr. Paolo Pellizzaro, che coinvolge in modo trasversale più Uffici dell’Amministrazione centrale (Segreterie Studenti, Scuole di specializzazione e dottorati di ricerca, valutazione e statistica, Affari Generali, CED) e tutte le Facoltà dell’Ateneo, il cui apporto è imprescindibile per la corretta e tempestiva acquisizione delle informazioni in materia di didattica. Si segnala inoltre che il Ministero, considerata l’esiguità del tempo a disposizione per adattare i sistemi informatici alle nuove esigenze e considerati i costi cui le università dovranno far fronte, erogherà per tre anni agli atenei un contributo finanziario per supportarli nella fase di avvio delle suddette attività. t) significativi risultati del progetto orientamento, collocato tra gli obiettivi prioritari dell’Amministrazione, una tappa verso un reale collegamento col mondo della Scuola e col mondo del lavoro; si sollecita una riflessione sull’esperienza del CampusOne, il progetto sperimentale di durata triennale che ha accompagnato e sostenuto i primi passi della riforma specialmente nelle Università del Mezzogiorno, mentre ci si impegna a non disperdere l’esperienza degli studenti tutor fin qui mobilitati (50 nel 2003). All’interno del progetto Orientamento sono stati effettuati alcuni interventi per assicurare servizi informatici a favore degli studenti di tutte le Facoltà, anche attraverso l’allestimento di un aula informatica da 15 postazioni presso il Centro Orientamento studenti in Piazza Duomo, per assicurare un’alfabetizzazione informatica di base, il collegamento ad INTERNET ed i servizi di posta elettronica. z) estensione dei finanziamenti esterni per la formazione attraverso collaborazioni con Enti territoriali e Consorzi: sono in vigore le convenzioni con l’Associazione industriali e con l’API sarda in materia di formazione, ma anche con il consorzio interuniversitario FORCOM e con il COINFO; a’) L’impegno dell’Università nei finanziamenti derivanti dal POR regionale 2000-2006 e il costante dialogo 54 55 con l’Assessorato alla Programmazione ha permesso all’Ateneo di inserirsi nel settore dell’alta formazione cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo. Nel 2004 l’Università di Sassari, in ATS con l’Università di Cagliari ha partecipato al bando pubblico a valere sull’Asse III - Misura 3.9 - Adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione - Bando Pubblico per la selezione ed il finanziamento di progetti formativi per la formazione specialistica sulla tutela del paesaggio. Le due Università hanno quindi presentato un progetto di alta formazione - Progetto ITACA - del costo complessivo di 6.500.000 euro, per la formazione specialistica di quadri e dirigenti sulla tutela del paesaggio. L’obiettivo globale del progetto formativo è quello di adeguare, al livello più alto consentito dallo stato dell'arte, la competenza degli specialisti della tutela paesaggistica con riguardo alla conoscenza e agli interventi sui paesaggi che caratterizzano il territorio sardo. La formazione deve essere finalizzata alla costruzione di abilità progettuali e di gestione e controllo delle trasformazioni delle risorse territoriali con particolare riferimento al sistema paesaggistico-ambientale. In questo senso, in perfetta coerenza con gli obiettivi perseguiti dal POR Sardegna, la formazione mira a sviluppare un’attitudine progettuale all’interno della pubblica amministrazione che sia orientata in senso conoscitivo e consapevole. b’) Voucher formativi. Nel quadro degli interventi formativi a regia regionale, la Giunta regionale della Sardegna con recente delibera (n. 27/13 del 21/6/2005) ha approvato il progetto “Formazione di eccellenza post-laurea per i giovani laureati sardi”, il quale intende creare opportunità formative e lavorative attraverso il programma integrato di voucher per l’alta formazione e i tirocini formativi, le borse per l’inserimento lavorativo e i prestiti d’onore per l’avvio di iniziative imprenditoriali innovative. La citata deliberazione affida la definizione dei criteri e del modello valutativo dei programmi di alta formazione, nonché l’individuazione degli ambiti tematici e delle aree disciplinari prioritarie, a una Commissione tecnico-scientifica nominata dalla Giunta regionale. L’Università di Sassari ha indicato quale componente nella Commissione regionale per la definizione dei criteri e dei programmi il Prof. Pietro Luciano. c’) promozione delle iscrizioni nei corsi di laurea scientifici. La programmazione del sistema universitario per il triennio 2004-2006 definita dal Decreto del MIUR del 5.08.’04 prevede un sostegno alle iniziative degli Atenei volte ad incrementare le iscrizioni ai corsi di studio afferenti alle classi 21, 25 e 32, nonché all’incremento dei laureati nelle medesime classi. Anche se i laureati in discipline scientifiche risultano essere tra i più richiesti dal mercato del lavoro, in Italia la disaffezione dei giovani nei confronti dell’insegnamento delle materie scientifiche si manifesta da anni attraverso una costante diminuzione del numero degli iscritti. Anche per l’Università di Sassari le iscrizioni ai corsi di laurea in materie scientifiche registrano negli ultimi anni una flessione media elevata, in linea con quella nazionale. Coerentemente con le proposte avanzate in sede nazionale, anche attraverso le proposte della Confindustria, l’Università di Sassari intende procedere ad un intervento mirato a sostegno delle scienze attraverso azioni mirate a: potenziare l’orientamento pre-universitario degli studenti delle scuole medie superiori; raccordare la formazione triennale dei laureati in materie scientifiche con le mutate esigenze del mondo del lavoro e delle professioni; potenziare ed incentivare le attività di stage e tirocinio degli studenti dei corsi di laurea in materie scientifiche; potenziare ed incentivare le attività di formazione post-lauream dei laureati dei corsi di laurea in materie scientifiche; Per gli interventi relativi è stato delegato il Prof. Serafino Gladiali. d’) organizzazione della II Conferenza di Ateneo sulla didattica, in programma per la primavera 2006. Nel Senato Accademico del 17 maggio 2005 il prof. Virgilio Mura, delegato rettorale per la didattica, ha svolto una relazione che qui di seguito si trascrive integralmente. « A) Adempimenti indotti dall’esterno 1. DM 270/04 : applicazione - Il DM 270/04 è immediatamente operativo (art. 13, c.3) riguardo alle procedure di attivazione dei corsi di laurea e di laurea magistrale (art. 9) e al supplemento di diploma (art. 4, c. 3). - Per l’applicazione degli altri articoli occorre aspettare l’approvazione dei DM relativi alle nuove classi di laurea e di laurea magistrale previsti per dicembre 2005. -Pertanto, l’adeguamento del Regolamento didattico d’Ateneo (RDA) può essere programmato per dicembre 2005-febbraio 2006 - Differenze principali fra DM 270/04 e DM 509/99: [specchietto riassuntivo allegato] a) modifica denominazione della laurea specialistica in laurea magistrale (art. 3) b) struttura ad Y (art.3, c.4, c. 5; art. 11, c. 7, l. a): non solo non sembra obbligatoria, ma la sua (eventuale) adozione pare addirittura vincolata a precise condizioni. Obiettivo principale: il corso 55 56 di laurea deve “assicurare allo studente un’adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, anche nel caso in cui sia orientato all’acquisizione di specifiche conoscenze professionali”(art.3, c. 4). In questo caso, “l’acquisizione delle conoscenze professionali (…) è preordinata all’inserimento del laureato nel mondo del lavoro ed all’esercizio delle correlate attività professionali regolamentate, nell’osservanza delle disposizioni di legge e dell’Unione Europea e di quelle di cui all’art. 11,c. 4”( art.3, c. 5 ); c) la laurea magistrale si consegue con l’acquisizione di 120 CFU (art.7, c 2), totalmente svincolati dai 180 CFU acquisiti con la laurea triennale: la sua istituzione (attivazione) non è più subordinata alla condizione di aver attivato, a livello di Ateneo, un corso di laurea comprendente almeno un curriculum i cui crediti formativi siano integralmente riconosciuti; d) di conseguenza, è attribuito alle Università il potere di stabilire in piena autonomia i criteri d’accesso alle lauree magistrali per le quali non sia previsto il numero programmato, indicando i requisiti curriculari e l’adeguatezza della personale preparazione dello studente (art. 6, c. 2) e) è riconosciuta la possibilità di iscrizione alla laurea magistrale anche ad anno accademico iniziato (ib) f) i DM determinano il numero minimo dei CFU per ciascuna singola classe dei corsi di laurea e di laurea magistrale, rispettivamente nella percentuale del 50% e 40%, unicamente in relazione alle attività formative di base e caratterizzanti (con esclusione di quelle affini o integrative, a scelta dello studente, relative alla prova finale e all’acquisizione di ulteriori conoscenze linguistiche o abilità informatiche, ecc.) (art. 10, cc. 1-4); g) titoli di dottore, dottore magistrale, dottore di ricerca (art. 13, c.7) B) Adempimenti inducibili dall’interno 1. Distinzione studenti a tempo pieno e a tempo parziale Distinzione prevista dal DM 270/04 (e già anche dal DM 509/99) e recepita dal Regolamento didattico d’Ateneo, ma che finora non ha avuto applicazione. In parte perché la distinzione, affinché possa diventare operativa, va meglio precisata attraverso uno specifico regolamento (che potrebbe essere poi recepito dal RDA in fase di adeguamento). Il problema è stato affrontato, senza conseguenze operative, nella seduta del SA del 30 aprile 2002 e successivamente sollevato dal prof. Ibba nella seduta del 30.10.02 all’interno del discorso sulle tasse studentesche. In seguito il prof. Morandi e il sottoscritto presentarono all’apposita commissione una bozza (allegata) per l’applicazione dell’art. 24 del RDA, anch’essa rimasta lettera morta. Inutile ricordare l’importanza di rendere operativa la distinzione anche ai fini della valutazione della efficacia ed efficienza della didattica, che incide pesantemente (per oltre il 30%) sulla determinazione del FFO. Il documento 1/2004 del CNVSU considera la distinzione fra studenti part-time e full-time ai fini della valutazione del peso della domanda di formazione e dell’efficacia dei processi formativi. Il DM 28.07.04 (Approvazione nuovo modello di valutazione sistema universitario) ne sospende l’efficacia, stabilendo che “in attesa di un maggior dettaglio informativo, che potrà essere reso disponibile soltanto dall’istituita Anagrafe degli studenti, non vengono considerate con peso differenziato le iscrizioni part-time, stante la non omogenea classificazione, da parte degli atenei, dell’impegno di tali studenti”. E’ assai probabile che la distinzione verrà presa in considerazione prossimamente e, in ogni caso, è molto importante anche ai soli fini della valutazione “interna” della produttività della didattica. Nodi da sciogliere: 56 57 a) lo status di studente part-time spetta solo agli studenti “contestualmente impegnati in attività lavorative” (DM 270/04) oppure può essere esteso ad altri studenti portatori di particolari situazioni di impedimento (malattia, maternità, disagio familiare, handicap, ecc.), oppure, ancora, la sua acquisizione può essere totalmente demandata alla libera scelta dello studente (Siena) ? b) Nel primo caso, all’interno della distinzione fra lavoratore-studente e studente-lavoratore, come tracciare l’identikit di quest’ultimo ? (lavoro occasionale, stagionale, una tantum) c) e come accertarlo ? Perché è evidente che bisogna evitare sia gli abusi, che vanificherebbero l’obiettivo della coincidenza fra durata legale e durata reale degli studi, sia di favorire la (tendenziale) pigrizia degli studenti o il lassismo. In proposito è sufficiente una sorta di autocertificazione? d) Il problema del riconoscimento dello status di studente part-time da parte dell’ERSU in ordine all’erogazione di benefici (borse, alloggi, ecc.) 2. Qualità della didattica Preliminare è il problema dell’attendibilità dei dati immessi nel sistema e trasmessi al MIUR. Molti e frequenti indizi presenti in documenti ufficiali segnalano discordanze (anche clamorose) e pertanto l’opportunità di seri accertamenti 2.1 Il problema degli abbandoni Il fenomeno della dispersione: media Ateneo 25,20% (2001/2002: fonte Golzio 04): 1 studente su 4 non supera alcun esame al 1° anno. E’ solo un problema di efficienza nell’organizzazione della didattica? Di inefficacia dell’azione dei tutor? O, non piuttosto (o non anche) di errori commessi dagli studenti al momento della scelta del corso di laurea ? Del (basso) livello della preparazione iniziale ? Su quest’ultimo punto non possiamo incidere: riceviamo gli studenti che la Scuola media licenzia. Sull’efficienza organizzativa e sull’orientamento iniziale (tutor), sì, migliorando le nostre prestazioni. Ma il punto dolente è secondo me il pre-orientamento: aiutare lo studente a scegliere prima che si iscriva. Impresa non facile, anche se riuscissimo a coordinare i nostri sforzi con la sovrintendenza scolastica: ci mancano le risorse finanziarie e quelle umane (le competenze specifiche per produrre test di pre-orientamento meno grezzi e lacunosi, un po’ più articolati, raffinati ed efficaci di quello a disposizione degli studenti nel sito dell’Orientamento). Finora non abbiamo fatto pre-orientamento, ma marketing (depliant, saloni dello studente, pubblicità sui giornali) Il DM 509/99 (art. 6) prevedeva la possibilità di determinare (“ove necessario”) le modalità di verifica della preparazione iniziale e, di conseguenza l’eventuale assegnazione di debiti formativi. Il DM 270/04 (art. 6, c 1) toglie l’espressione “ove necessario”, il che significa che trasforma da opzionale in obbligatoria la determinazione delle modalità di verifica della preparazione iniziale. Il che significa che è obbligatorio il test d’ingresso anche per i corsi di laurea ad accesso non programmato. Ma i test d’ingresso generalizzati e l’eventuale assegnazione di debiti formativi ci aiutano a risolvere il problema? Se, fatti bene, i test possono aiutare (e aiuterebbero di più se fossero fatti bene a livello di Ateneo). Ma richiedono organizzazione e un (rilevante) impiego di risorse (umane e finanziarie). I debiti formativi, invece, rischiano di essere un boomerang. L’attuale normativa stabilisce che un CFU equivale a 25 ore-lavoro da parte dello studente. 180 CFU= 1500 ore di lavoro annue; 1500 h = + 6 h al giorno x circa 11 mesi. Un carico notevole. Se aggiungiamo anche i debiti formativi (30/40 CFU, 750/1000 ore), da soddisfare nel primo anno del corso, ciò equivale a iscrivere direttamente gli studenti fuori corso. 57 58 Ma fare il test per la verifica della preparazione iniziale e non assegnare debiti formativi è perfettamente inutile in ordine al problema degli abbandoni (della dispersione). Allora che fare? In primo luogo, una qualche azione, ben studiata e magari col concorso della Scuola secondaria, mirata al pre-orientamento (in funzione dello scoraggiamento dell’iscrizione alla facoltà “sbagliata”). In secondo luogo, occorre avviare una seria riflessione sulla possibilità del numero programmato. E’ fuor di dubbio che il numero programmato consente di selezionare gli studenti migliori (più motivati) e di raggiungere standard qualitativi superiori nella preparazione degli stessi. D’altra parte il MIUR ci chiede di indicare nell’Off.f l’utenza sostenibile e penalizza in termini di attribuzione delle risorse gli Atenei che sfondano tale limite. Ma cos’é l’utenza sostenibile, in relazione al numero dei docenti e della capacità delle infrastrutture, se non l’indicazione di un numero programmato delle immatricolazioni ? A questo punto sorgono due domande: 1) Ci conviene puntare sulla quantità o sulla qualità? Ci conviene tentare di raggiungere i 20.000 studenti, di cui almeno la metà fuori corso, oppure, attraverso la generalizzazione dell’accesso programmato, conviene accontentarsi di un numero inferiore di studenti con una percentuale molto minore di fuori corso? La quantità ci favorisce nella ripartizione delle risorse regionali rispetto a Cagliari, a meno che riusciamo a modificare i criteri di distribuzione (improntandoli anche alla qualità). La qualità ci favorisce nella ripartizione delle risorse ministeriali. 2) Alla seconda domanda è più difficile dare una risposta precisa, anche perché coinvolge questioni che presentano risvolti di tipo sociale: se tutte le facoltà adottassero il numero programmato, che fine farebbero gli studenti esclusi? Non sarebbe un modo per negare il diritto allo studio o, almeno la possibilità, che andrebbe allargata e non ristretta, di raggiungere il livello di una formazione universitaria ? Io non ho risposte precise a questa seconda domanda, ma penso che valga la pena impegnarsi a cercarle. Quel che appare certo, dato che operiamo entro una logica di sistema, è che l’accesso programmato tanto più è efficace in ordine all’obiettivo della qualità quanto più è estesa la sua adozione (e l’efficacia è massima se l’accesso programmato diviene la regola di tutte le facoltà dell’Ateneo). 2.2 Il problema della produttività dei processi formativi Secondo gli ultimi dati (ammettendo la loro attendibilità) gli iscritti nell’a.a. 2004-05 sono 15.255, di cui 8.722 in corso. La percentuale dei fuori corso è dunque pari al 43% (ma, temo, sia destinata a crescere, considerato che siamo appena entrati nel quarto anno della riforma). Le percentuali delle singole facoltà oscillano da un minimo dello 0% ad un massimo del 62%, e su molte di esse incidono pesantemente gli studenti iscritti ai vecchi ordinamenti quadriennali (preriforma e comunque non riformati). Organizzazione didattica: La scarsa “produttività” dipende da molti fattori, non ultimo l’accesso non programmato. Fra questi fattori non è secondario il modo (più o meno efficiente) di organizzare i servizi didattici. In proposito, l’esperienza insegna che è “produttivo”: a) articolare l’attività didattica in due semestri (in realtà quadrimestri di 12/14 settimane) o in tre trimestri (in realtà bimestri di 8/9 settimane), purché i distinti periodi siano equilibrati (bilanciati) per quanto riguarda il carico didattico (pari numero di insegnamenti e relativi esami nei due periodi), altrimenti la semestralizzazione (o trimestralizzazione) risulta non solo inutile, ma controproducente; 58 59 b) distinguere nettamente (ossia evitare la sovrapposizione) fra periodi dedicati esclusivamente all’attività didattica (lezioni, esami, laboratori, esercitazioni) e periodi dedicati esclusivamente agli esami di profitto e di laurea; c) aumentare il numero delle sessioni (e degli appelli) degli esami di profitto e di laurea (almeno 5 all’anno); d) non disgiungere sotto il profilo concettuale il numero dei crediti dal numero degli esami, giacché se è vero che ormai ragioniamo (e calcoliamo) in termini di CFU, è altrettanto vero che i crediti si acquisiscono superando gli esami: sotto questo profilo è forse preferibile un ordinamento che suddivida i 180 CFU in 16/18 esami da 10 CFU ognuno, piuttosto che in 32/36 esami da 5 CFU ognuno, perché, anche a parità di carico didattico, per lo studente è più agevole (anche sotto l’aspetto psicologico) organizzare il proprio curriculum se gli esami, sebbene più “pesanti”, sono (relativamente) pochi; last, but not least: proporzionare, chiedendo ai docenti uno sforzo di intelligente attenzione, i programmi d’esame al numero dei crediti (cioè delle ore di carico didattico) riservate ad ogni singolo insegnamento. Ogni ora che eccede il limite dei CFU assegnati è un’ora che si aggiunge al carico didattico complessivo annuo dello studente o un’ora sottratta agli insegnamenti che insistono sullo stesso anno di corso. Nel primo caso la sproporzione fra CFU e carico didattico - calcolato sommando il numero delle ore di attività frontale (lezioni, esercitazioni, laboratori,ecc.) al numero delle ore riservate allo studio individuale (in pratica, il numero delle pagine da studiare o dei testi da consultare o delle tesine da elaborare e la loro oggettiva difficoltà) - equivale ad un sovraccarico ingiustificato (e ingiustificabile). Nel secondo, se non concordata, equivale ad una scorrettezza consumata ai danni dei colleghi». Conclusivamente si ritiene utile riportare delle osservazioni del prof. Gigi Bua, relativamente alle prospettive della didattica nelle Facoltà di Scienze Politiche, Giurisprudenza ed Economia: « Al compimento del primo ciclo post riforma pare necessario compiere una valutazione di quanto verificatosi. Prima di addentrasi nelle problematiche specifiche delle nostre facoltà e del nostro ateneo appare necessario fare riferimento a quanto si è verificato nel sistema universitario. L’incremento delle iscrizioni pare essere un fenomeno non transitorio, anzi andrà ad incrementarsi per vari motivi: a) la riforma delle superiori, con la trasformazione di tutti gli istituti superiori in licei (scompaiono i diplomi trasformati in maturità) e con la revisione-semplificazione dei curricula imporrà di fatto una prosecuzione della formazione nelle lauree triennali; b) le condizioni non favorevoli del mercato del lavoro spingono i singoli alla prosecuzione degli studi anche al di la dei progetti iniziali; c) aumenta la domanda di formazione da parte di soggetti già inseriti nel mondo del lavoro. Di necessità quindi le facoltà dovranno fare fronte ad incrementi della domanda formativa di primo livello. • • La scarsità di risorse a disposizione degli atenei. Il principale fattore produttivo è rappresentato dalla componente docente ed è evidente il sottodimensionamento delle facoltà nei loro organici. Si è fatto fronte alla crescita della domanda solo con l’innalzamento del tempo dedicato alla didattica ed ai momenti organizzativi e con l’immissione di lavoro precario e saltuario a contratto. Tale situazione appare a molti insostenibile pena un decadimento dei caratteri specifici dell’istituzione universitaria, ma ciò contrasta con quanto previsto dalle proposte di stato giuridico predisposte dal Governo. Il portare a regime una situazione di precariato è coerente con il processo di licealizzazione che è previsto per le lauree triennali. Se infatti la precarietà negli organici non è compatibile con un’istituzione universitaria che conserva al suo interno la ricerca e specie la ricerca di base, lo è “perfettamente” con una licealizzazione di scarsa qualità. Nei disegni Governativi la ricerca è indirizzata in strutture a gestione di tipo privatistico e la formazione di alto livello posta su un mercato privato-pubblico dove l’asimmetria delle risorse gioca chiaramente a favore degli atenei privati. Il quadro complessivo è quindi poco favorevole ma gli atenei isolani sono parzialmente protetti dall’insularità che genera un bacino di utenza studentesca specifico anche se probabilmente depauperato degli studenti più motivati e formati, così come la specificità isolana contribuisce a legittimare un rapporto speciale con l’Ente Regionale. La situazione locale si caratterizza per : • un confronto competitivo tra le facoltà e con l’ateneo cagliaritano; • un accentramento dei poteri decisionali nel Senato accademico che di fatto genera accordi tra le facoltà con il prevalere di logiche particolaristiche, segnatamente eccedenza di proposte formative, proliferazione di sedi decentrate, partecipazione a una infinità di progetti formativi che, nel migliore dei casi, sovraccaricano ulteriormente i docenti, nel peggiore, espongono il nome dell’istituzione senza le dovute garanzie di qualità; 59 60 • • una scarsità di risorse dedicate al miglioramento dei servizi alla didattica e agli studenti che viceversa potrebbero essere portati ad alti livelli di efficacia stante la dimensione del nostro ateneo; le limitate dimensioni dell’ateneo possono, da questo punto di vista, rappresentare un indubbio vantaggio competitivo; una politica della ricerca che non sfrutta in modo idoneo le opportunità che potrebbero nascere da un’integrazione tra processi di sviluppo e ricerca (programmi che migliorerebbero l’attrattività dell’ateneo nei confronti dei ricercatori e favorirebbero l’integrazione con altri centri di ricerca). Le tre Facoltà di Giurisprudenza, Economia e Scienze politiche non hanno sviluppato alcuna politica di integrazione e progettazione concordata pensando che fosse possibile attrarre studenti a discapito degli immediati vicini senza valutare quanto marginali siano i risultati degli strumenti concorrenziali posti in essere, ma quanto alto in costo rispetto alle opportunità che tali scelte escludevano. LA PROPOSTA. Nell’ambito dell’impegno didattico delle tre facoltà si coglie un’area di parziale sovrapposizione che riguarda la formazione di quadri per l’amministrazione pubblica e per le aziende con percorsi formativi differenti che possono essere indicati sinteticamente come professionalizzazione riguardo ai controlli di legittimità, gestione contabile e finanziaria, gestione delle risorse umane. Questi tre macro percorsi possono poi essere ulteriormente articolati specie quando si possa attingere agli insegnamenti di più facoltà. Pare ovvio che necessita quindi a) utilizzare al meglio le risorse docenti, fattore produttivo essenziale e quasi esclusivo, b) liberare così risorse per ampliare l’offerta formativa volta alla professionalizzazione. Le tre facoltà potrebbero quindi conservate il loro percorso formativo di elezione e condividere invece il progetto su questa ampia area formativa. Si può individuare un percorso formativo di base comune e valutare con precisione la quantità di risorse necessarie per offrire un servizio ottimale con il contributo delle tre facoltà e poi articolare il momento finale, sia che sia espresso in crediti sia in semestri formativi, con la prefigurazione dei percorsi e quindi della facoltà che se ne fa carico. Pare quasi scontato che chi sia orientato ad una formazione amministrativa e di controllo di legittimità spenderà una quota rilevante dei suoi crediti del terzo anno presso i corsi di giurisprudenza, e diversamente per gli altri percorsi. Si possono anche prevedere “innesti” particolari di competenze per la formazione di figure professionali specifiche (già da ora con le tesi cercano di sopperire a questa necessità, ad esempio nella formazione di persone interessate a lavorare nel terzo settore, o ad inserirsi in specifici settori produttivi), attingendo anche da altre facoltà locali e no. L’ottimizzazione dei percorsi può rendere possibile quindi la progettazione di lauree triennali di qualità, ma anche liberare risorse per progettare lauree specialistiche e master tali da trattenere i nostri laureati e poter attrarre altri dottori. Se non si procederà ad una rapida riqualificazione delle specialistiche si rischia di perdere la parte più motivata e qualificata della componente studentesca, specie quella che già affronta in Sassari la condizione del fuori sede, nonché la possibilità di organizzare un ricambio della componente docente che , se è auspicabile che non avvenga totalmente in loco, non può però trovare soluzione equilibrata solo in base alla disponibilità individuale dei meritevoli a trovare percorsi in ambiti esterni. Rimane anche da sottolineare che la predisposizione di un progetto culturale integrato permetterebbe alle tre facoltà di dare molta più autorevolezza alle loro proposte nell’ambito dell’ateneo, ed una maggiore capacità di rispondere alle richieste del sistema sociale e quindi di vedere accolte le proposte, le esigenze, le richieste di collocazione dei propri laureati e ricercatori». 22. Il Progetto orientamento L’Ateneo adotta programmaticamente il tema dell’Orientamento, che viene collocato tra gli obiettivi prioritari dell’Amministrazione, d’intesa con le autorità scolastiche ed i singoli Istituti. Si è concluso nella prima metà del 2005 il progetto Orientamento dell’Università di Sassari approvato dal MIUR per un finanziamento complessivo di euro 1.967.701. Il progetto fa riferimento al Programma Operativo Nazionale per il 2000 – 2006 “Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione” e si caratterizza per: - l’assunzione di un ruolo reale di collegamento fra mondo della Scuola e mondo del lavoro; - la facilitazione di rapporti con strutture pubbliche e private accreditate (in riferimento alle specifiche esigenze formative) per frequenze e tirocini pratici degli studenti; - il miglioramento dell’apprendimento pratico orientato verso prevedibili professioni future. Il progetto si è qualificato per: - una fase di orientamento in entrata, caratterizzata da un forte collegamento con l’istruzione superiore, sia con l’attuazione di momenti di incontro con gli studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie, sia coinvolgendo i docenti in attività formative; - l’orientamento in itinere attraverso l’assistenza agli studenti per tutto l’arco degli studi attraverso il counseling, il potenziamento del tutorato affidato a docenti e studenti seniores appositamente formati; - l’orientamento in uscita con azioni concordate con le associazioni di categoria, con le imprese e con le istituzioni operanti nel territorio, volte a facilitare l’inserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro (stage e tirocini). Sono state realizzate in particolare le seguenti iniziative permanenti: 1. un Centro orientamento e Servizi per gli studenti, collocato presso la struttura di Piazza Duomo, con un “Call Center” (cui possono essere richieste informazioni di carattere generale), un servizio per le preiscrizioni, un servizio di tutoraggio di orientamento in entrata ed in itinere, e più in generale attraverso una attività permanente anche attraverso l’organizzazione di percorsi informativi e visite guidate presso le Facoltà per gli 60 61 studenti delle ultime due classi della scuola superiore; 2. l’adesione ad una banca dati nazionale di laureati (“Alma laurea”), attivata presso l’Università di Bologna ed alla quale aderiscono diverse Università italiane, collegate per la elaborazione dati al CINECA; 3. l’adesione alla banca dati internazionale Noopolis, utile per il collegamento con l’offerta formativa e postlaurea di tutte le università europee ed extraeuropee; 4. l’organizzazione (“Orientamento in uscita”) di una banca dati locale dei laureati e diplomati del nostro Ateneo, in collegamento con varie istituzioni della regione, in particolare con l’Associazione degli Industriali, con cui è stato firmato un protocollo d’intesa per facilitare l’immissione nel mondo del lavoro; 5. il sito web dell’orientamento studenti; 6. gli incontri docenti scuole superiori – università volti a favorire lo scambio di conoscenze tra scuole superiori e Ateneo; 7. tirocini formativi per i neolaureati da svolgersi presso imprese pubbliche e private del territorio. E’ stato inoltre finanziato nel corso del 2005 un progetto presentato dall’Università di Sassari per un costo complessivo di € 193.700, denominato “Azioni per l’Orientamento professionale e la Formazione permanente”. Il progetto, approvato dal MIUR nell’ambito della programmazione del sistema universitario triennio 2004-2006 (D.M. del 05.08.2004, art.20) si propone di proseguire l’esperienza intrapresa nel campo del tutorato e della formazione integrativa. 23. Il Campus One Si è concluso il progetto CampusOne, progetto sperimentale di durata triennale (2001/2004) promosso dalla CRUI con lo scopo di accompagnare e sostenere i primi passi della riforma in tutte le università, con particolare attenzione a quelle del Mezzogiorno. Il progetto si è rivolto in modo specifico ai nuovi corsi di laurea per sostenere e diffondere l’innovazione tecnologica e formativa conseguente alla riforma didattica universitaria. CampusOne ha offerto agli atenei italiani la possibilità di applicare concretamente tutti gli aspetti della riforma attraverso azioni distinte rivolte: - al sistema universitario nazionale; - al sistema di ateneo; - al corso di laurea. Azioni a livello di sistema di ateneo Il progetto dell’Università di Sassari è stato finanziato per circa 1.762.000 con 75% a carico CRUI Euro. Circa il 60% del finanziamento è stato destinato alle azioni di ateneo e il 40% per le azioni di corso di laurea. Tali azioni hanno riguardato: 1. Servizi di ateneo Obiettivo di CampusOne è potenziare la diffusione e la sperimentazione delle nuove tecnologie a supporto dell'insegnamento e ampliare l'accesso degli studenti ai servizi amministrativi e didattici (generali e specifici), attraverso Internet e Intranet. A tale scopo è stato realizzato l’acquisto e messa in opera del sistema di informatizzazione delle carriere degli studenti (GISS), che ha permesso l’adeguamento ai criteri fissati dal D.M. 509/99 e la facilitazione del monitoraggio delle carriere degli studenti, di adeguamento dei percorsi didattici e di recupero dei fuori corso. Inoltre sono state acquistate apparecchiature e dotazione tecnologica tra cui la realizzazione rete cablata e aula informatica per certificazione ECDL e per il C.d.L. Scienza delle Comunicazioni e Giornalismo 2. Certificazione delle abilità linguistiche e informatiche A partire dal 2° anno (2003) sono stati realizzati interventi finalizzati alla certificazione delle competenze linguistiche (PET) ed informatiche (ECDL) su standard internazionali nonché la realizzazione di sistemi di auto-apprendimento, mediante moduli di formazione a distanza (Fad) e di strumenti informatici di base. 3. Management didattico Sono stati introdotti modelli organizzativi e personale specializzato con il compito di facilitare la gestione delle attività formative dei corsi di laurea, coerentemente con le scelte effettuate dagli organi di governo. CampusOne è in tal senso servito per sperimentare e collaudare nuove modalità organizzative. È stato nominato un Manager d’Ateneo che ha seguito un apposito corso di formazione presso la CRUI e sono stati nominati i Manager Didattici di Facoltà. 4. Stage e Job Placement Sono state pianificate, diffuse e realizzate attività formative per la partecipazione a stage durante il corso di laurea e inoltre realizzate iniziative di orientamento e di sostegno ai laureati nel loro ingresso nel mondo del lavoro. Valutazione Fra le azioni progettate una delle più significative è senza dubbio quella relativa alla valutazione, che si articola nei due momenti: - dell'autovalutazione - della valutazione esterna (peer review). Uno degli obiettivi primari di CampusOne è proprio quello di proporre alle università italiane un modello unico di valutazione, che possa tener conto, unificandole, delle varie esperienze e metodologie, coinvolgendo i Nuclei di Valutazione delle diverse sedi, con l'obiettivo finale di incidere rapidamente ed efficacemente sulla qualità della didattica e sulla vita degli atenei. Il progetto si 61 62 prefigge di realizzare veri e propri sistemi di valutazione e di garanzia della qualità per i singoli corsi di studio: valutazione relativa ai risultati rispetto agli obiettivi e ai fini rispetto ai mezzi; valutazione assoluta dell'efficienza e dell'efficacia dei processi formativi. A tale scopo ogni Corso di Laurea ha nominato un docenteautovalutatore responsabile del rapporto di autovalutazione che è stato redatto annualmente e verificato dai valutatori della CRUI. Azioni a livello di corso di laurea Nel nostro Ateneo sono stati finanziati tre Corsi di Laurea: Scienza della comunicazione e giornalismo, Scienze delle professioni educative di base, Economia e nuove professioni. Essi hanno utilizzato circa 70.000 Euro all’anno per lo svolgimento delle singole attività. E’ stata nel corso del 2003 chiesta e ottenuta dalla Facoltà di Architettura l’ammissione alla sperimentazione CampusLike con i suoi due corsi di laurea. Le azioni introdotte da CampusOne nell'ambito dei singoli corsi di laurea hanno riguardato: Attività formative professionalizzanti: tramite realizzazione di corsi di formazione e moduli innovativi a forte valenza professionalizzante, con particolare riguardo alla formazione interdisciplinare, alle culture di contesto, alla cultura ed ai servizi ICT, all'acquisizione di quelle competenze, capacità innovative e flessibilità tipiche della domanda proveniente dall'attuale mondo del lavoro (globalizzazione, nuova economia, ecc.). E-Learning e servizi ICT attraverso strumenti didattici e amministrativi utilizzabili con l'ausilio di tecnologie informatiche e telematiche. Comitato di indirizzo E’ stata favorita l'introduzione di modelli organizzativi volti a costituire un rapporto stabile con gli enti territoriali e le parti sociali (associazioni delle imprese, organizzazioni sindacali, ordini professionali, etc.), compresi il mondo della scuola e della formazione tecnico-professionale post-secondaria. È stato costituito il Comitato consultivo permanente per i programmi di offerta formativa, ai sensi e per gli effetti dell’art.11, comma 4, del D.M. n.509 del 3.11.1999 – Autonomia didattica degli Atenei. Tale comitato presieduto dal Rettore dell’Università di Sassari e convocato periodicamente: - si organizza e opera per garantire la procedura di consultazione ai sensi e per gli effetti dell’art.11, comma 4, del D.M. n.509 del 3.11.1999; - agisce come strumento del progetto CampusOne ai fini dell’identificazione dei percorsi formativi espressamente richiesti dal mercato del lavoro e di valutazione di quelle iniziative associate alle esigenze dirette dell’Università e del mercato locale. Sono inoltre stati costituiti i Comitati di Indirizzo di Corso di Laurea, composti da esponenti del singolo Corso di Laurea e del mondo del lavoro con il compito di misurare e adeguare i curricula offerti agli studenti sulla base dell'incontro tra domanda e offerta formativa dello specifico Corso. Management didattico È stata introdotto, in ogni Corso, un manager dei servizi formativi, che coadiuva ed assiste i docenti responsabili dei corsi di laurea in tutte le funzioni operative: - orientamento e accompagnamento nei confronti degli studenti - organizzazione attività formative, con particolare riguardo a quelle esterne (stages, job placement, etc.) - monitoraggio delle carriere degli studenti al fine di garantire una gestione strategica dei processi formativi e un'erogazione ad alti livelli qualitativi dei servizi formativi. Grazie all’esperienza maturata, nel corso del 2005 l’amministrazione, a seguito dell’espletamento di concorsi pubblici di Cat.D ha provveduto ad assumere nuovi manager didattici a beneficio di tutte le facoltà universitarie. 24. L’Università diffusa nel territorio Un dibattito va avviato sul tema dell’Università diffusa e dei risultati conseguiti nell’ultimo decennio a Nuoro, ma anche ad Oristano, ad Olbia, a Tempio, ad Ozieri e ad Alghero. Esiste un problema reale di reperimento di risorse e soprattutto di corretto utilizzo dei finanziamenti e insieme l’esigenza di consolidare alcune esperienze significative che hanno rappresentato un fattore di stimolo soprattutto nelle zone interne della Sardegna. Il Nucleo di Valutazione nella Conferenza di Ateneo del 30 gennaio 2003 ha richiamato gli organi accademici a valutare la sostenibilità delle sedi decentrate, segnalando gli aspetti positivi (il significato sociale della presenza universitaria sul territorio) ma anche temi più problematici, come il mancato arricchimento culturale della mobilità degli studenti, l’assenza di radicamento di relazioni intense fra docenti e studenti che si riflettono sul deterioramento dell’efficienza didattica sia nelle sedi gemmate che nella sede centrale, l’aumento dei costi per duplicazione di attività e la rinuncia a far leva sulle economie di scala e di scopo. Tale discussione si intreccia peraltro con la necessità di ripensare l’offerta formativa nel suo complesso poiché in questi anni è emersa una difficoltà a fare fronte alla domanda formativa con le risorse docenti a disposizione e ciò si è evidenziato in modo ancora più evidente con l’attivazione delle lauree specialistiche. Sarà quindi necessario vedere le possibili sinergie tra le varie Facoltà per razionalizzare, differenziare ed arricchire l’offerta formativa attraverso una razionalizzazione dell’uso della risorsa docente, anche tenendo conto dei problemi che pongono, in modo diverso nelle varie facoltà, il rinnovamento della componente docente per i pensionamenti, la velocizzazione del 62 63 tournover verso altre sedi, la necessità di avere una fisiologica presenza di docenza locale, e, non ultima, la necessità di avviare alla carriera universitaria laureati di valore del nostro Ateneo. Nel prossimo triennio continuerà con serietà l’impegno dell’Ateneo presso la sede gemmata di Nuoro, dove operano col concorso del Consorzio per la promozione degli studi universitari nel Nuorese, della Provincia e del Comune di Nuoro, i due vecchi Corsi di laurea (Scienze ambientali della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. e in Scienze Forestali della Facoltà di Agraria) ed il Diploma in Produzioni animali della Facoltà di Medicina veterinaria (ora corso di laurea triennale), oltre al Corso polivalente per insegnanti di sostegno. I nuovi corsi di laurea triennale di Scienze e tecnologie forestali ed agrarie (classe 20) e Scienze ambientali terrestri (classe 27) hanno ormai concluso il primo ciclo. La Facoltà di Veterinaria ha infine istituito il corso di laurea triennale di Gestione e allevamento degli ovini e caprini. Come è noto, in relazione alla convenzione firmata nel 1992, le risorse regionali destinate a ciascuno dei corsi nuoresi dovrebbero aggirarsi attorno a Lit. 750 milioni/anno (Euro 0,387 milioni) per docenza: tale somma è stata in realtà ridotta dalla Regione di circa il 30% e non viene attualmente finanziato il corso di diploma (ora corso di laurea) della Facoltà di Veterinaria, che grava sul Consorzio nuorese. Il Consorzio in sede di bilancio 2005 ha ottenuto dalla Regione Sarda la somma di 3 milioni di Euro, con una lieve riduzione rispetto all’anno precedente. Per il consolidamento delle iniziative sono stati banditi concorsi per il reclutamento di professori e ricercatori e sono stati istituiti dottorati e assegni di ricerca che consentano la costituzione di un primo nucleo di giovani su cui fare affidamento per la creazione di strutture di ricerca nel territorio barbaricino e si è rafforzata la collaborazione col Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale nella realizzazione delle strutture didattiche e di ricerca – per le quali esso dispone dei relativi finanziamenti – e con l’ERSU per gli indispensabili servizi agli studenti. Si segnala il ritardo con cui si procede alla spesa dei 40 miliardi (Euro 20,7 milioni) destinati al nuovo campus universitario del quadrivio di Nuoro (ex artiglieria). Purtroppo gli sbocchi occupazionali dei nostri laureati hanno conosciuto un ridimensionamento anche in rapporto ai ritardi e alle incertezze con cui procede da un decennio il dibattito per la nascita del Parco nazionale del Gennargentu e delle altre aree protette in Sardegna. È possibile l’apertura di un corso di laurea di Infermieristica della Facoltà di Medicina e Chirurgia. L’Ateneo ha incrementato la propria presenza nel polo di Oristano, con le consolidate aziende agrarie ed i DD.UU. in Tecnologie alimentari e in Viticoltura ed enologia, trasformati a partire dal 2001-02 in due nuovi corsi di laurea della classe 20 (Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali). A partire dal I ottobre 2001 sono partiti i due nuovi corsi di laurea triennale: Scienze ambientali delle acque interne e lagunari (classe 27: scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura) della Facoltà di Scienze M.F.N. e Restauro e conservazione dei BBCC (classe 41: tecnologie della conservazione ed il restauro dei BBCC) della Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze M.F.N. Da un lato i nuovi requisiti minimi sul piano della docenza universitaria imposti dal ministero, dall’altro la volontà dell’Ateneo di non inflazionare il mercato del lavoro hanno portato alla temporanea sospensione dei due nuovi corsi, di cui il prossimo I dicembre 2004 si avranno i primi laureati: il Senato Accademico ha voluto dare un segnale di serietà e di impegno, con la prospettiva di una riattivazione non appena saranno disponibili i laboratori sperimentali necessari per svolgere le lezioni e le esercitazioni. È invece stata decisa l’attivazione dall’anno accademico 2004-05 di un nuovo curriculum del corso di laurea in scienze dei BBCC in Oristano, all’interno della classe 13: si tratta del curriculum di archeologia subacquea che, dopo la conclusione del corso analogo dell’Università della Tuscia a Viterbo, resta l’unico di archeologia subacquea nel panorama formativo dell’Università italiana, accanto ad un curriculum di archeologia navale gemmato dall’Università di Bologna nella sede di Trapani. Su questo nuovo curriculum l’Ateneo sassarese ripone grandi speranze: per consentire un’attività archeologica subacquea, l’Università di Sassari con il Consorzio uno di Oristano ha stipulato una specifica convenzione con il Comando regionale della Guardia di Finanza, grazie all’impegno del Generale Fabio Morera e del presidente del Consorzio Uno dott. Antonio Barberio. Specifiche convenzioni sono poi state siglate con la soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro ed è in corso la stesura di un’analoga convenzione con la Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano. Il Consorzio Uno ha inoltre deliberato la creazione di una collana editoriale scientifica sui beni culturali denominata “Tharros felix”. La collana, attivata dal Consorzio Uno e dall’Università di Sassari, sarà edita da un editore nazionale (Carocci di Roma) e godrà di un Comitato scientifico internazionale. Si aggiunga il tirocinio attualmente in corso negli scavi di Neapolis. Ultima di queste iniziative è il congresso internazionale su Oristano e il suo territorio dalle origini alla IV provincia che si è celebrato ad Oristano nel mese di ottobre 2004, con un centinaio di relatori, promosso dal Dipartimento di Storia. Si pone il problema del finanziamento dei corsi che appare interamente a carico del bilancio regionale. Il Consorzio Uno di Oristano ha ottenuto nel bilancio regionale 2005 2,2 milioni di Euro. A Tempio Pausania l’Università ha acquisito l’Azienda agraria “La Naciola” ed ha attivato i due corsi di laurea triennali della Facoltà di Farmacia (Tossicologia da inquinanti ambientali e Tecniche erboristiche), con un finanziamento a carico della Regione Sarda e del Comune di Tempio, che comprende anche le spese per la copertura di posti di ricercatore. Il finanziamento previsto in sede di bilancio regionale è di 0,319 milioni di euro Nel territorio di Alghero l’Ateneo è presente con le iniziative nell’area di Tramariglio, che ospita i laboratori del Consorzio Porto Conte Ricerche e del CNR, con il Centro per la Biodiversità vegetale nell’area di Surigheddu, con laboratori di ricerca applicati alla Zoologia marina, con la nuova Facoltà di Architettura e con i nuovi Corsi di studio finalizzati alle Scienze del mare (Corso di laurea di scienze dell’ambiente e delle 63 64 produzioni marine, classe 27), con le attività di ricerca archeologica soprattutto sulla città murata catalana. Il finanziamento previsto in sede di bilancio regionale è passato da 2,5 milioni di euro del 2004 a 1,350 milioni di euro, con una riduzione del 37%. Si ribadisce l’interesse dell’Ateneo a radicare in Alghero una presenza universitaria, con la necessità di consistenti investimenti per il restauro dell’ex ospedale marino. Ad Olbia, dove opera uno sportello staccato della segreteria studenti, è ormai al quarto ciclo il corso di laurea triennale di Economia delle imprese turistiche, con apposito finanziamento ministeriale sul FFO. Il finanziamento previsto in sede di bilancio regionale è di appena 0,129 milioni di euro Ad Ozieri si prevede la nascita del corso di laurea triennale della Facoltà di Veterinaria sull’allevamento del cavallo, per il quale il MIUR ha assegnato fondi consolidati dal 2004 per la docenza e le cui spese di gestione saranno coperte dalla Regione. Infine a Bosa l’Ateneo continuerà ad essere presente col centro di lettura collegato in rete. La Facoltà di Giurisprudenza ha realizzato con propri fondi un complesso sistema di insegnamento a distanza, collegandosi con Ghilarza, Elini, La Maddalena, Budoni, Tempio. 25. Il Consorzio Università telematica della Sardegna: Progetto servizi di orientamento e di formazione universitaria On line Il “Consorzio universitario per l’Università telematica della Sardegna”, costituito secondo la normativa vigente con atto convenzionale sottoscritto dai Rettori dell’Università di Cagliari e dell’Università di Sassari, si propone prioritariamente di promuovere iniziative di istruzione universitaria e di alta formazione post-laurea mediante l’utilizzazione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC). Si propone, inoltre, di promuovere, progettare, coordinare e svolgere attività di studio, ricerca, documentazione e attuazione di progetti finalizzati all’introduzione di nuovi strumenti, programmi didattici, metodologie didattiche e linguaggi multimediali, nel campo dell’istruzione e della formazione, e comunque ogni attività prevista dalla legge 19 novembre 1990 n.341 e s.m.i e dal D.M. 22 ottobre 2004 n.270. Quale Presidente del Consorzio dell’Università telematica della Sardegna è stato nominato il Prof. Virgilio Mura. Le risorse disponibili sui PON sono quantificate in 9 milioni di Euro. Sono interessati i campi di Diritto e governance dei sistemi complessi, di Comunicazione e di Pianificazione territoriale urbanistica ambientale ed i corsi di laurea in Scienze dell’Amministrazione, in Scienze della Comunicazione ed in Scienze dell’Architettura. 26. Commissione Università-Ersu Per l’anno finanziario 2006, la Commissione Mista ERSU-Università di Sassari prevede la proposizione di nuove iniziative in favore degli studenti insieme al mantenimento ed al potenziamento di attività già in essere. Fra queste ultime, in particolare, si ricordano: 1) Convenzione con ATP Sassari per abbonamenti agevolati in favore degli studenti universitari che richiederà un impegno di spesa di Euro 20.000; 2) Prestito d’onore, per il quale l’università di Sassari è stata premiata dal MIUR con un finanziamento dedicato ai Servizi per gli Studenti di Euro 37.000, che richiederà un impegno di spesa di Euro 50.000,00 per il fondo di garanzia da istituire con il banco di Sardegna insieme ad eguale stanziamento da parte dell’ERSU, indipendentemente dal finanziamento Ministeriale; 3) Servizio Sanitario Integrativo in favore degli studenti non residenti nella città di Sassari, che richiederà un impegno di spesa di Euro 30.000; 4) Servizi sportivi sia per la sede centrale che per quelle decentrate, che richiederà un impegno di spesa di Euro 20.000. Per quanto riguarda le iniziative già progettate ma non ancora rese operative, si ricordano: 1) Guida congiunta Università - ERSU delle strutture dell’Ateneo e dei servizi per gli studenti, che richiederà un impegno di spesa di Euro 10.000; 2) Servizi Copisteria con l’acquisto di 14 fotocopiatrici sia per la sede centrale e che per quelle decentrate, che richiederà un impegno di spesa di Euro 80.000. Il totale necessario per la realizzazione di tali iniziative ammonta a Euro 210.000. 27. Investimenti per il miglioramento dei servizi agli studenti Si trascrive la determinazione conclusiva della Commissione di Ateneo incaricata di definire il quadro di investimenti per il miglioramento dei servizi agli studenti. Il giorno 20 maggio, alle ore 16, presso i locali della Direzione Amministrativa, si è riunita la Commissione per il miglioramento dei servizi agli studenti per discutere il seguente O.d.G.: 1) Progetto miglioramento servizi agli studenti: definizione proposta conclusiva per il 2005 2) Varie ed eventuali Risultano presenti: la prof.ssa Mondardini, il prof. Sanna Passino, i dott.ri Pinna ed Enrico, gli studenti Maoddi e Lepori; assente lo studente Bertotto. Il Coordinatore ricorda come il Direttore Amministrativo ed il Magnifico Rettore abbiano invitato la Commissione a formulare la nuova proposta tenendo conto di avere a disposizione una somma di 500.000 euro (somma relativa al biennio 2004-2005). 64 65 La Commissione ribadisce che intende confermare i criteri di ripartizione, le azioni e le norme attuative dei fondi utilizzati in passato, in primo luogo il cofinanziamento da parte delle Facoltà e la modularità di progetti al fine di poter programmare interventi progressivi e successivi. A tal fine si ricorda come la nota rettorale, inviata ai Presidi nell’ottobre 2004, elencasse con precisione i criteri di ammissione e di esclusione dai nuovi finanziamenti. Nonostante questo, qualche progetto è risultato essere copia esatta del progetto finanziato l’anno precedente (del quale peraltro la Commissione non ha avuto comunicazione circa lo stato di realizzazione). A parziale attenuante si fa presente che alcuni Centri di Spesa hanno ricevuto la somma stanziata con grande ritardo rispetto ai tempi previsti e che, soprattutto alcune Facoltà, hanno visto dilatati i tempi di consegna di alcune nuove strutture didattiche per le quali erano stati richiesti finanziamenti che, quindi, non è stato possibile rendicontare. Tra gli altri imprevisti la Commissione segnala i problemi con il Sistema Bibliotecario di Ateneo che non ha fornito alcuna informazione in merito alla suddivisione del finanziamento di 150000 euro (+ 50000 euro alla Biblioteca del Dipartimento di Storia) che avrebbe dovuto consentire un aumento dell’orario di apertura delle Biblioteche e un incremento delle postazioni informatiche nelle sedi periferiche maggiormente utilizzate dagli studenti. Questa situazione limita il finanziamento delle nuove proposte del Sistema Bibliotecario di Ateneo che richiede un supporto degli abbonamenti delle riviste on-line, e delle Biblioteche di polo che chiedono di nuovo servizi già sovvenzionati dalla Commissione l’anno scorso ed evidentemente ancora non forniti. La Commissione ribadisce come non siano da finanziare le proposte di strutture non direttamente coinvolte nella didattica e/o progetti solo potenzialmente fruibili dalla popolazione studentesca. Analogamente, non si considerano pertinenti le diverse azioni volte al tutorato, valutazione e orientamento. La Commissione, inoltre, ritiene non finanziabili tutte le richieste per opere volte alla messa a norma e/o manutenzione ordinaria degli immobili. In merito a progetti di formazione a distanza e di e-learning la Commissione ricorda come l’Ateneo sia impegnato in progetti consistentemente finanziati, con pari finalità, tra i quali il Progetto formazione a distanza presentato nella primavera del 2004 e supportato dagli Uffici dell’Amministrazione Centrale (responsabili i dott.ri Bisceglie e Temussi e il rag. Zucconi) e, non certo ultimo per importanza, il Consorzio Interuniversitario per l’Università Telematica della Sardegna. La Commissione ritiene sia più congruente il ricorso a tali opportunità nel nome di uno sforzo più coordinato che valorizzi e coinvolga le iniziative dell'Ateneo. Ciononostante, in considerazione di alcuni progetti con pari oggetto avanzati da talune Facoltà ed approvati dal Senato Accademico, si propone di finanziare i progetti nella misura del 50% esclusivamente qualora si abbia la certificazione del cofinanziamento da parte dei Centri di Spesa interessati. Infine, la Commissione ricorda di aver destinato la somma residua delle assegnazioni precedenti (19.000 euro) per l’acquisizione di copiatori (impegno di spesa circa 5000 euro cadauno) e l’istituzione di un servizio di copisteria in ogni Facoltà. Si propone che tale progetto, ritenuto ancora valido, parta in forma sperimentale: a tal fine la Commissione propone inizialmente l’acquisizione di n. 4 copiatori da utilizzare presso la biblioteca Pigliaru (per gli studenti di giurisprudenza, scienze politiche ed economia), la Facoltà di Scienze in Via Muroni (per gli studenti di scienze e farmacia), la biblioteca di Veterinaria (per gli studenti di chimica, veterinaria, farmacia, scienze, agraria e medicina), e presso la biblioteca della Facoltà di lettere (per gli studenti di lettere e lingue). La Commissione, inoltre, auspica l’istituzione di Corsi zero per le matricole e gli studenti dei primi anni, nel tentativo di limitare i debiti formativi e facilitare i percorsi di apprendimento e di acquisizione dei crediti formativi. A tal fine si propone di destinare la somma di Euro 25000 per istituire Corsi di base di italiano, matematica, chimica e fisica comuni alle facoltà scientifiche e di italiano, scienze umane e sociali, latino, diritto ed educazione civica per le facoltà giuridico-letterarie. Fatta questa premessa vengono elencati i singoli progetti così suddivisi per Facoltà: 65 66 FACOLTA’ CENTRO SPESA PROGETTO COSTO PROGE TTO 2005 DI COFIN euro 1 RE L 20 04 2 ASS 2004 Legenda - 1: relazione anno precedente; 2: cifra assegnata anno precedente. In MAIUSCOLO i progetti che si propone di finanziare AGRARIA JUPITER 62.000 NO AGRARIA DIP. SCIENZE GIURIDICHE GIURISPRUDEN ZA SCIENZE POLITICHE ECONOMIA La facoltà cofinanzia tutti i progetti per il 50% LETTERE FILOSOFIA E 115. 000 Biblioteca Copie libri Climatizzazione 15.000 NO 31.000 NO 0 BIBLIOTECA (banconi, scaffalature, arredi sale lettura) Facoltà digitale FORMAZIONE A DISTANZA Recupero F.C. PRODUZIONE CD MULTIMEDIALE AULE (aule informatiche, stanza studenti tutor, stanza rappresentanze studenti, locali socializzazione, spazio internet ARREDI SEGNALETICA BIBLIOTECA MATERIALE DIDATTICO CERTIFICAZIONI PET + ECDL SOSTEGNO ERASMUS SOSTEGNO SERVIZIO STAGES SERVIZIO JOB PLACEMENT INIZIATIVE CULTURALI STUDENTI INCUBATORE D’IMPRESA LAB. ANTROPOL. CULT. (PC portatile videoproiettore, lettore dvd, registratore vocale digitale, pc da tavolo, scanner diapositive 29.180 SI 42.0 00 NO 94.0 00 PROGETTO LEARNING 5.628 9309,55 E- LAB. INSEGN. LINGUE CLASSICHE Biblioteca acquisto 5 copie libri di testo adottati repertori bibliografici aumento postaz. 50.000 57.000 52.010 10.000 241.200 155.000 220.000 (2004) 50.000 (2005) SI 81.0 00 5.844,18 NO NO 140. 000 16.320 30.000 5.000 9.000 66 NOTE 67 STUDENTI QUADRILATER O SIST. BIBLIOTECARI O ATENEO VETERINARIA La facoltà cofinanzia tutti i progetti Inform. TENSOSTRUTTU RA SPAZIO DIDATTICO RICREATIVO Abbonamenti riviste online 65.000 0 70.000 150. 000 LAB. DIDATT. 85.000 Mantenimento animali 30.000 165.000 SI 120. 000 50.0 00 5.000 Trasferim. Studenti aziende SOSTITUZIONE RIUNITI ODONTOIATRICI MEDICINA rinnovo modulo manichini AULE DIDATTICHE SCIENZE MM.FF.NN. 51.000 3.000 SI 210. 000 44.000 24.474,5 0 14.280 LINGUE LETT. STR. E ARCHITETTUR A FARMACIA ISTITUTO ANESTESIA RIANIMAZION E (Richiesta non presentata dalla Presidenza) CLINICA OTORINOLARI NGOIATRICA (Richiesta non presentata dalla Presidenza) LAB. DIDATT. PROGETTO AULA INFORMAT LAB. DIDATT. con servizio di produzione, distribuzione e stampa di materiali per la didattica Laboratori didattici (apparecchiature) 60.000 NO NO 40.0 00 96.900 NO NO 85.0 00 52.558,8 300. 000 Arredi spogliatoi e zona studi Nessuna cifra 0 Riunito diagnostico con sistema acquisizione immagini 41.360 0 Alla luce di queste considerazioni, nel ribadire di aver privilegiato i progetti maggiormente in regola con i dettami della circolare rettorale la Commissione, all’unanimità, propone al Magnifico Rettore e al C.d.A. la seguente suddivisione e assegnazione dei fondi alle Facoltà e alle Biblioteche Centri Autonomi di Spesa: COPIATORI FACOLTA’ AGRARIA GIURISPRUDENZA 20000 25000 38000 SCIENZE POLITICHE ECONOMIA 30000 30000 LETTERE 28000 STUDENTI QUADRILATERO VETERINARIA MEDICINA E CHIRURGIA SCIENZE MM.FF.NN. LINGUE E LETT. STRANIERE ARCHITETTURA BIBLIOTECA DIP. SC. GIURIDICHE 60000 65000 40000 38000 30000 30000 20000 67 N. 4 (5000 euro cadauno) Progetto Jupiter produzione CD multimediale; formazione a distanza (50%) Completamento arredi aule Segnaletica; Progetti stages e job placement; incubatore di impresa Laboratorio antropologia culturale; laboratorio insegnamento lingue classiche; progetto e-learning (50%) Tensostruttura Laboratorio didattico Riuniti odontoiatrici Aule didattiche; laboratorio didattico Progetto aula informatica Laboratorio didattico Completamento arredi 68 SIST. BIBLITECARIO DI ATENEO ISTITUZIONE CORSI ZERO SOMMA DISPONIBILE residui 2004 TOTALE IMPEGNI DI SPESA PROPOSTI 40000 25000 500000 19000 519000 519000 Servizi agli studenti (aumento orario di apertura) 28. Dottorati di ricerca È proseguita l’attività intesa a sostenere il processo di valutazione dei Dottorandi, attraverso la diffusione dei risultati del questionario anonimo che ha interessato i cicli in itinere XVIII, XIX e XX, come da indicazione della conferenza dei dottorandi di ricerca svoltasi nel 2001. In sede di programmazione è stato recepito dalle strutture dipartimentali il coinvolgimento finanziario, richiesto dagli organi accademici. Tale partecipazione al finanziamento di borse di studio, su propri fondi, è diventata ormai consuetudine. L’attività promossa dall’ateneo di proporre la candidatura al cofinanziamento nel P.O.N. 2000/2006 di tutti i corsi attivati ha consentito l’estensione dei benefici del cofinanzimento europeo anche ad alcuni corsi dell’area umanistica. Infatti il MIUR ha ammesso a cofinanziamento n. 11 corsi con sede amministrativa Sassari. In tale ambito l’ateneo ha promosso l’attribuzione di n. 22 borse quali consolidamento delle precedenti attività. E’ stato confermata l’ammissione al cofinanziamento anche di n. tre corsi con sedi amministrative presso altre università nelle quali il nostro Ateneo è in regime di convenzione finanziaria. Nei primi mesi del 2005 si è completato l’iter per l’attivazione del XX ciclo, mentre sono in corso le procedure per il XXI ciclo. Pertanto, attualmente sono attivi complessivamente n. 22 corsi di cui n. 7 dell’area umanistica e n. 15 dell’area scientifica. Risultano complessivamente n. 343 iscritti (257 nell’anno precedente) di cui n. 181 con borsa di studio (160 l’anno precedente) e n. 162 senza borsa di studio (97 l’anno precedente) (in particolare come riportato nella seguente tabella). Dottorato Ciclo XIX XX XXI XIX XX XXI XIX XX XXI XIX XX XXI XIX XX XXI XIX XX XXI XIX XXI XIX XX Agrometeorologia ed ecofisiologia dei sistemi agrari e forestali Agrometeorologia ed ecofisiologia dei sistemi agrari e forestali Agrometeorologia ed ecofisiologia dei sistemi agrari e forestali Antropologia, storia medievale, filologia…. Antropologia, storia medievale, filologia…. Antropologia, storia medievale, filologia…. Biochimica, biologia e biotecnologie molecolari Biochimica, biologia e biotecnologie molecolari Biochimica, biologia e biotecnologie molecolari Biologia ambientale Biologia ambientale Biologia ambientale Biotecnologie microbiche agroalimentari Biotecnologie microbiche agroalimentari Biotecnologie microbiche agroalimentari Diritto ed economia dei sistemi produttivi Diritto ed economia dei sistemi produttivi Diritto ed economia dei sistemi produttivi Epidemiologia molecolare dei tumori Epidemiologia molecolare dei tumori Fisiologia, farmacologia, morfologia dei sistemi nervoso Fisiologia, farmacologia, morfologia del sistemi nervoso 68 posti con borsa di studio posti senza borsa di studio 5 3 4 3 5 5 5 4 4 3 3 3 3 3 4 3 3 3 2 3 3 3 1 4 3 6 5 5 1 2 4 1 3 3 3 3 3 3 4 3 1 1 3 3 69 Scienze e tecnologie zootecniche XXI XX XXI XX XIX XX XXI XX XXI XX XXI XIX XX XXI XIX XXI XIX XX XXI XIX XX XXI XXI XIX XX XXI XIX XX XXI 3 3 3 3 3 3 4 6 3 3 3 3 3 3 3 3 4 3 3 5 2 3 3 5 3 3 6 3 3 3 2 3 3 5 4 4 6 3 3 3 3 3 3 3 5 2 3 3 1 2 3 3 0 4 3 6 3 3 Scienze uroginecologiche, di fisiopatologia del pavimento pelvico ed infertilità maschile XXI 3 3 XX Tot. 3 181 3 162 Fisiologia, farmacologia, morfologia del sistemi nervoso Fisiopatologia medica Fisiopatologia medica Fondamenti e metodi delle scienze sociali Il Mediterraneo in età classica, storia e culture Il Mediterraneo in età classica, storia e culture Il Mediterraneo in età classica, storia e culture Monitoraggio e controllo degli ecosistemi forestali in ambiente mediterraneo Monitoraggio e controllo degli ecosistemi forestali in ambiente mediterraneo Neuroscienze Neuroscienze Produzione e sicurezza degli alimenti di origine animale Produzione e sicurezza degli alimenti di origine animale Produzione e sicurezza degli alimenti di origine animale Progetto ambientale dello spazio Progetto ambientale dello spazio Riproduzione, produzione e benessere animale Riproduzione, produzione e benessere animale Riproduzione, produzione e benessere animale Scienza e Tecnologie dei minerali e delle rocce industriali Scienza e Tecnologie dei minerali e delle rocce industriali Scienza e Tecnologie dei minerali e delle rocce industriali Scienze della governance e sistemi complessi Scienze chimiche Scienze chimiche Scienze chimiche Scienze e tecnologie dell'allevamento ovino e caprino da latte Scienze e tecnologie zootecniche Teorie e pratiche della traduzione e della interpretazione linguistica, letteraria e culturale corsi che saranno attivati nell'a.a. 2005/2006 Il MIUR nell’ambito del D.M. 23 ottobre 2003 n. 198 “Fondo per il sostegno dei giovani e favorire la mobilità degli studenti” ha istituito borse di studio da attribuire a corsi di dottorato di ricerca, già attivati per il XVIII e XIX ciclo, relativamente ad alcuni ambiti di indagine prioritaria. Tra le proposte presentate dall’Ateneo ne sono state accolte n. 6 con il finanziamento di n. 10 borse di studio aggiuntive, per l’area scientifica. Per il XXI ciclo, a partire dal mese di giugno 2005 sono state avviate le procedure di attivazione attraverso un primo sondaggio informale delle proposte che, in ottemperanza alla delibera del S.A, ha previsto, tra l’altro: che le proposte si attengano scrupolosamente al regolamento di Ateneo in materia di dottorato; evitare nel limite del possibile la sovrapposizione di cicli già attivi; favorire le aggregazioni e/o trasformazione di dottorati affini; disponibilità al finanziamento di almeno una borsa da parte delle strutture proponenti. Rispetto al passato tale disponibilità al cofinanziamento da parte dei proponenti è stata richiesta anche per quanto riguarda le proposte di attivazione di convenzioni finanziarie con altri Atenei sedi amministrative di corsi di dottorato, in aggiunta al criterio della reciprocità tra Atenei. Quest’ultima iniziativa ha ottenuto anche il plauso del Nucleo di valutazione Interna. Gli organi accademici hanno deliberato di attivare, per il XX ciclo n. 19 corsi di dottorato, di cui n. 13 dell’area scientifica e n. 6 dell’area umanistica, con n. 57 borse di studio. Più in dettaglio sono finanziate n. 31,5 dai fondi di ateneo sui contributi trasferiti dal MIUR per attività post laurea sul capitolo di spesa 1.05.04.22; n. 16,5 dai Dipartimenti proponenti che graveranno sul capitolo di spesa 1.05.04.65; n. 9 da altri atenei che graveranno sul capitolo di spesa 1.05.04.64. 69 343 70 Stanti le vigenti disposizioni, l’importo annuo base di una borsa di studio per corsi di dottorato di ricerca è stabilito in Euro 10.561,54, a cui va aggiunto l’onere previdenziale INPS del 17,80% di cui 11,87% a carico del finanziatore pari a Euro 1.253,65 per complessivi Euro 11.815,19. A questo importo vanno eventualmente aggiunte le maggiorazioni di borsa per periodi di frequenza all’estero pari a Euro 492,31 mensili (sono previsti massimo 18 mesi di maggiorazione). L’Ufficio per le politiche comunitarie L’Ufficio Politiche Comunitarie gestisce tutta l’attività relativa alla programmazione, gestione e rendicontazione dei progetti cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e dal MIUR per quanto riguarda i Dottorati di ricerca, gli Assegni di ricerca ed i D.U./Corsi di laurea di I° Livello (tutta l’attività di gestione, programmazione e rendicontazione degli altri progetti finanziati dal FSE e dal MIUR fa capo all’Ufficio ricerca e relazioni internazionali). E’ referente amministrativo-contabile per i rapporti col MIUR provvedendo, tra l’altro, all’analisi dei contenuti delle varie richieste provenienti da detto Dicastero, nonché al successivo invio delle stesse ai vari Centri di Spesa interessati. Predispone i piani finanziari dei progetti separandoli per anno finanziario, provvede alla classificazione e alla valutazione dei costi tenendo conto dei principi di ammissibilità dettati dalla normativa comunitaria e nazionale. Provvede a verificare la completezza delle informazioni e la congruità di queste, sia con le attività finanziate che con i vincoli normativi generali. In caso di esito negativo della verifica l’Ufficio richiede le relative correzioni o integrazioni. Fornisce consulenza agli Uffici dell’Amministrazione Centrale ed ai Centri Autonomi di Spesa per le attività di programmazione e di rendicontazione dei progetti comunitari. Raccoglie i dati e tutta la documentazione di spesa relativa ai progetti e dopo puntuale verifica della completezza e correttezza sia dal punto di vista procedurale che normativo, provvede alla elaborazione, al consolidamento ed alla formalizzazione del rendiconto finale per ciascun progetto. Attiva gli atti procedurali per la successiva trasmissione al MIUR dei monitoraggi bimestrali, delle rendicontazioni semestrali ed annuali relative ai progetti anzidetti. In merito alle ultime attività questo Ateneo ha in corso di attuazione n. 15 progetti di “Dottorati di ricerca” cofinanziati nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) 2000/06 "Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico ed Alta Formazione" - Misura III.4 "Formazione Superiore e Universitaria" per un importo complessivo di € 12.523.975,69. Anche nell’anno 2005 l’attività dei dottorati di ricerca cofinanziati ha prodotto un forte valore aggiunto, sia per quanto riguarda la qualità dell’attività di studio e di ricerca che si è realizzata attraverso l’affiancamento costante dei docenti e dei tutor, sia nelle attività di laboratorio, di ricerca sul campo, la partecipazione a seminari e convegni, l’utilizzo di software specialistici e di risorse multimediali per la ricerca e le fonti bibliografiche. Da sottolineare, inoltre, le importanti collaborazioni che si sono sviluppate con altre Università, con Enti, Società e Istituti di ricerca nazionale ed internazionale allargando così i possibili sbocchi occupazionali per i giovani che conseguono il titolo di dottore di ricerca. Il quadro complessivo dei risultati, consente di confermare il raggiungimento di uno standard qualitativo di ottimo livello sia nella preparazione di base che specifica dei dottori di ricerca. 70 71 I progetti dei “Dottorati di ricerca” che rientrano nel cofinanziamento sono: Num. prog. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Denominazione Agrometeorologia ed Ecofisiologia dei Sistemi Agrari e Forestali Agrometeorologia ed Ecofisiologia dei Sistemi Agrari e Forestali Antropologia, Storia Medievale, Filologia e Letterature del Mediterraneo Occidentale in relazione alla Sardegna [già Culture e storia medioevale del mediterraneo occidentale in relazione alla Sardegna (XV - XVI ciclo)] Antropologia, Storia Medievale, Filologia e Letterature del Mediterraneo Occidentale in relazione alla Sardegna [già Culture e storia medioevale del mediterraneo occidentale in relazione alla Sardegna (XV - XVI ciclo)] Biochimica, Biologia e Biotecnologie Molecolari Biochimica, Biologia e Biotecnologie Molecolari Biologia, Patologia e Tecnologie della riproduzione animale Biologia, Patologia e Tecnologie della riproduzione animale Biotecnologie Microbiche Biotecnologie Microbiche Diritto ed Economia dei Sistemi Produttivi Diritto ed Economia dei Sistemi Produttivi Epidemiologia molecolare dei tumori Il Mediterraneo in età classica: storia e culture Il Mediterraneo in età classica: storia e culture Patologia sperimentale e molecolare Produzione, Igiene Qualità degli Alimenti di origine animale (XVII) Produzione e Sicurezza degli alimenti di origine animale (XVIII) Scienza e Tecnologia dei Minerali e delle Rocce di interesse industriale_2003 Scienza e Tecnologia dei Minerali e delle Rocce di interesse industriale Scienze Chimiche Scienze Chimiche Scienze farmaceutiche Teorie e Pratiche della comunicazione e della interculturalità Cicli cofinanziati Posti con borsa Posti senza borsa Totale posti 17° 5 2 7 18° 6 3 9 17° 3 2 5 18° 3 8 11 17° 2 1 3 18° 7 1 8 17° 3 1 4 18° 5 0 5 17° 18° 3 4 1 8 4 12 17° 4 1 5 18° 3 3 6 18° 4 2 6 17° 4 2 6 18° 3 6 9 18° 1 0 1 17° 5 1 6 18° 5 1 6 17° 2 1 3 18° 3 0 3 17° 18° 4 4 2 1 6 5 18° 1 2 3 18° 5 4 9 71 72 Num. prog. 15 Denominazione Virologia Fondamentale e Clinica Cicli cofinanziati Posti con borsa Posti senza borsa Totale posti 18° 1 0 1 90 53 143 Totale Anche la valutazione, ai fini, della realizzazione di detti progetti, (l’attività dei docenti, l’attività degli allievi, la gestione ed il funzionamento), ha favorito un buon apporto di risorse finanziarie all’Ateneo che sono state riassegnate in alcuni casi per la prosecuzione delle stesse attività ed in altri, per il finanziamento di nuove borse nei cicli successivi. La criticità maggiormente riscontrata è data dalla difficoltà dell’inserimento della quietanza bancaria nei mandati di pagamento. 72 73 Dall’analisi dei costi, il risultato delle rendicontazioni relative all’anno 2004 e certificate al MIUR nell’anno 2005, è il seguente: Prog. Denominazione e Sede Dottorato 11 Agrometeorologia ed Ecofisiologia dei Sistemi Agrari e Forestali (Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei) Antropologia, Storia Medievale, Filologia e Letterature del Mediterraneo Occidentale in relazione alla Sardegna (Dipartimento Teorie e Ricerche dei Sistemi Culturali) Biochimica, Biologia e Biotecnologie Molecolari (Dipartimento di Scienze Biomediche) Biologia, Patologia e Tecnologie della riproduzione animale (Dipartimento di Biologia Animale) Biotecnologie Microbiche (Dipartimento di Scienze Ambientali Agrarie e Biotecnologie Agro-Alimentari) Diritto ed Economia dei Sistemi Produttivi (Dipartimento di Scienze Giuridiche) Epidemiologia molecolare dei tumori (Dipartimento di Scienze Biomediche) Il Mediterraneo in età classica: storia e culture (Dipartimento di Storia) Patologia sperimentale e molecolare (Dipartimento di Scienze Biomediche) Produzione, Igiene Qualità degli Alimenti di origine animale (XVII), Produzione e Sicurezza degli alimenti di origine animale (XVIII) (Dipartimento di Biologia Animale) Scienza e Tecnologia dei Minerali e delle Rocce di interesse industriale (Facoltà di Scienze MM.FF.NN.) 12 Scienze Chimiche (Dipartimento di Chimica) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 13 14 15 Scienze farmaceutiche (Dipartimento Farmaco Chimico e Tossicologico) Teorie e Pratiche della comunicazione e della interculturalità (Facoltà di Lingue e Letterature Straniere) Virologia Fondamentale e Clinica (Dipartimento di Scienze Biomediche) Sub-Totale € Borse di studio Stipendi Personale T-A INTERNO Stipendi Personale T-A ESTERNO Ammor.ti Costi diretti sostenuti dei Centri Autonomi di Spesa 93.912,44 123.079,04 120.288,38 1.240,96 103,85 69.143,96 407.768,63 68.346,44 67.444,48 35.846,91 1.240,96 103,85 20.387,73 193.370,37 95.702,06 136.369,08 35.641,89 1.240,96 103,85 32.127,20 301.185,04 95.787,28 99.199,54 32.869,74 1.240,96 103,85 31.705,05 260.906,42 51.046,78 67.200,17 50.651,18 1.240,96 103,85 97.522,68 267.765,62 34.173,22 73.105,72 27.565,43 1.240,96 103,85 9.599,52 145.788,70 28.889,58 37.415,40 27.124,98 1.240,96 103,85 25.179,23 119.954,00 63.659,34 101.165,81 31.962,97 1.240,96 103,85 30.819,40 228.952,33 14.743,06 11.814,64 25.882,53 1.240,96 103,85 2.571,76 56.356,80 70.562,16 150.891,26 47.555,16 1.240,96 103,85 124.760,59 395.113,98 29.486,12 59.812,40 29.719,99 1.240,96 89,02 39.703,06 160.051,55 66.812,48 110.028,30 32.379,40 1.240,96 89,02 55.959,07 266.509,23 52.495,52 13.785,60 37.115,32 1.240,96 89,02 24.647,77 129.374,19 42.439,56 62.769,76 33.826,43 1.240,96 89,02 65.216,76 205.582,49 23.946,82 0,00 37.649,91 1.240,96 89,02 2.092,75 65.019,46 832.002,86 1.114.081,2 606.080,22 18.614,4 1483,6 631.436,53 3.203.698,81 Stipendi Personale Docente 73 Totale Generale 74 Stipendi Personale Docente Denominazione e Sede Dottorato Prog. Fisiologia, farmacologia, morfologia e fisiopatologia dei sistemi nervoso e cardiovascolare (già Farmacologia comparata di xenobiotici (XIV) e Farmac. e tossic. comparata di xenobiotici(XV) (Dipartimento di Scienze Biomediche) Fisiopatologia medica (Istituto di Clinica Medica Generale e Terapia Medica) 1 2 Stipendi Personale T-A INTERNO Borse di studio Stipendi Personale T-A ESTERNO Ammor.ti Costi diretti sostenuti dei Centri Autonomi di Spesa Totale Generale * 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 1.941,69 1.941,69 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 1.731,90 1.731,90 Sub-Totale € 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 3.673,59 3.673,59 Totale € 832.002,86 1.114.081,20 606.080,22 18.614,40 1.483,60 635.110,12 3.207.372,40 * Spese relative ai dottorati di ricerca cofinanziati nel precedente bando le cui attività sono terminate nell’anno 2003 e rendicontate nell’anno 2004. A fine anno 2004 il MIUR ha trasferito la somma di € 2.000.000,00 e nell’anno 2005 è stata ripartita ed iscritta in Bilancio nel seguente modo: Progr. Descrizione Capitolo 1 Posti aggiuntivi Dott. di Ric. PON Importo Note Somme da utilizzare per il pagamento 2000/2006. F.S.1.05.04.51 747.102,00 delle borse dei Dottorati di ric. Cofinanziati. PON 2000-2006, per l’Anno 2005. 2 Spese vive e borse anticipate dai Trasferimenti ai Centri di Spesa. F.S.1.06.06.19 323.164,00 Dipartimenti dove si svolge l’attività del dottorato. Rend. Anno 2003. Somme 3 Scuole Quota funzionamento Dottorati di F.S.1.06.06.05 Ricerca 399.734,00 quantificate per il dall’Ufficio funzionamento dei dottorati cof. (€ 39.734,00 Differenza Anno 2004 + € 360.000,00 Assegnazione Anno 2005) 4 Comp. lavoro straordinario pers. Tec.-ammin.vo art. 66 CCNL. 5 Fondo integrativo indennità di responsabilità art.63 CCNL. 6 Spese personale a F.S.1.03.02.05 50.000,00 F.S.1.03.02.08 100.000,00 F.S.1.05.02.09 380.000,00 Tempo Determinato su finanziamenti privati e Unione Europea (UE). Totale € 74 2.000.000,00 Personale - Ore effettuate al di fuori del normale orario di servizio. * 75 Si precisa, che la somma di € 323.164,00 corrisponde al saldo delle somme rendicontate dai Centri di spesa nell’anno 2003 compreso, in alcuni casi, dell’importo delle borse anticipato dai fondi del Dipartimento. Di seguito si indicano gli importi trasferiti in modo analitico: Prog. Dipartimento/Istituto/Facoltà Denominazione Dottorato IMPORTO 1 Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei Agrometeorologia ed Ecofisiologia dei Sistemi Agrari e Forestali 31.770,00 2 Dipartimento Teorie e Ricerche dei Sistemi Culturali Antropologia, Storia Medievale, Filologia e Letterature del Mediterraneo Occidentale in relazione alla Sardegna 5.548,00 3 Dipartimento di Scienze Biomediche Biochimica, Biologia e Biotecnologie Molecolari 14.471,00 5 Biologia, Patologia e Tecnologie della riproduzione Dipartimento di Biologia Animale animale Dipartimento di Scienze Ambientali Agrarie e Biotecnologie Agro-Alimentari Biotecnologie Microbiche 6 Dipartimento di Scienze Giuridiche Diritto ed Economia dei Sistemi Produttivi 7 Dipartimento di Scienze Biomediche Epidemiologia molecolare dei tumori 14.412,00 8 Dipartimento di Scienze Biomediche Fisiologia, farmacologia, morfologia e fisiopatologia dei sistemi nervoso e cardiovascolare (già Farmacologia comparata di xenobiotici (XIV) e Farmac. e tossic. comparata di xenobiotici(XV) 15.146,00 9 Istituto di Clinica Medica Generale e Terapia Medica 4 12.322,00 54.442,00 2.171,00 10 Fisiopatologia medica Individuazione, valorizzazione e gestione di specie vegetali Dipartimento di Scienze Agronomiche e Genetica per l'ambiente mediterraneo ( Produttività delle piante Vegetale Agraria coltivate) 8.462,00 11 Dipartimento di Storia Il Mediterraneo in età classica: storia e culture 5.430,00 12 Dip.to Farmacologia Ginecologia e Ostetricia Neuroscienze (già Farmacologia e tossicologia) 15.046,00 13 Dipartimento di Scienze Biomediche Patologia sperimentale e molecolare 14 Dipartimento di Biologia Animale Produzione, Igiene Qualità degli Alimenti di origine animale (XVII), Produzione e Sicurezza degli alimenti di origine animale (XVIII) 45.582,00 15 Facoltà di Scienze MM.FF.NN. Scienza e Tecnologia dei Minerali e delle Rocce di interesse industriale 18.781,00 16 Dipartimento di Chimica Scienze Chimiche 42.218,00 17 Dipartimento Farmaco Chimico e Tossicologico e Dipartimento di Scienza del Farmaco Scienze farmaceutiche 18 Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Teorie e Pratiche interculturalità 19 Dipartimento di Scienze Biomediche Virologia Fondamentale e Clinica 15.807,00 627,00 14.449,00 della comunicazione e della 5.695,00 785,00 Totale € 323.164,00 Nello stesso anno 2005 è stata iscritta nel bilancio d’Ateneo, nel capitolo di spesa - F.S. 1.05.057 – Posti aggiuntivi UE Dottorati di ricerca PO 1994/1999 – PON 2000/2006, la somma complessiva di € 329.328,00 di cui: € 132.287,00 per l’Anno 2003 € 197.041,00 per l’Anno 2004. 75 76 Detta somma fa riferimento alle risorse che il Miur ha destinato al nostro Ateneo nell’ambito della “Programmazione del Sistema Universitario Triennale” per il consolidamento delle borse di dottorato oggetto di cofinanziamento nell’ambito del Programma Operativo 1994-1999 “Ricerca, Sviluppo tecnologico ed alta formazione” per le regioni dell’Obiettivo 1. 29. Assegnisti Il Consiglio di Amministrazione ha assunto l’impegno per procedere rapidamente al bando di altri 22 assegni di ricerca (due per Facoltà) finanziati dalla Fondazione Banco di Sardegna nel settembre 2005. In occasione di tali nuove assegnazioni dovrà porsi preliminarmente il problema degli assegnisti scaduti o in scadenza, che teoricamente possono concorrere ad altro assegno di ricerca, eventualmente cofinanziato. Alla data del 15/11/2005 sono in servizio presso questo Ateneo 66 assegnisti di ricerca, di cui: 3 del MURST (2 in scadenza ed uno da rinnovare dal sett. 2006), 25 finanziati da Dipartimenti, 20 assegni finanziati dalla Fondazione B.S. (1 tr.), 16 assegni finanziati dalla Fondazione B.S. (2 tr.), 1 centro eccellenza in scadenza 1 università (Museo della scienza) in scadenza Sono inoltre in corso le procedure concorsuali per la restate parte degli assegni finanziati dalla Fondazione B.S. (2 tr.) (n. 6), e quelle della 3 trance sempre con i finanziamenti della Fondazione B.S. (22). Infine si stanno cercando i fondi per rinnovare altri 7 assegni di ricerca inizialmente finanziati dal Murst, ed assegnati uno per Facoltà. Il numero degli assegnisti (come quello dei dottorandi) è costantemente cresciuto, con una velocità superiore alla crescita dei docenti di ruolo. Il Consiglio intende inoltre finanziare a parte: - cofinanziamento di assegni di ricerca come da regolamento vigente con un impegno di 100 mila euro sul bilancio 2006, da utilizzare per massimo un assegno per dipartimento - rinnovi di 8 assegni ministeriali con una spesa di circa 150 milioni di euro per anno. 30. Comitato di Ateneo sulla valutazione della ricerca Costituito nel corso del 2004 dopo la conferenza del 5 maggio alla quale ha partecipato il Presidente del CIVR Franco Cuccurullo, il Comitato di Ateneo per la valutazione della ricerca ha selezionato 167 prodotti sugli oltre mille presentati. In sintesi si può ricordare che le aree più rappresentate nell’ateneo sono quelle delle Scienze mediche con 32 prodotti, delle scienze agrarie e veterinarie con 27 prodotti, delle Scienze biologiche con 20 prodotti. Tutte le altre aree sono rappresentate, sia pure con un numero di prodotti ridotto (uno per scienze matematiche e informatiche, due per Scienze fisiche). Tre prodotti sono stati presentati nell’area speciale delle Scienze e tecnologie per la valutazione ed la valorizzazione dei beni culturali, secondo il Regolamento approvato dal Comitato di Ateneo, dal Senato Accademico (il 31 maggio 2004) e dal consiglio di Amministrazione (il 3 giugno 2004). Per quanto riguarda il grado di proprietà si segnala il peso ridotto delle scienze della terra con 5 prodotti (0,24) e dell’Ingegneria industriale e dell’informazione con 5 prodotti (0,30). La chiusura è del 23 settembre e l’Università di Sassari è stata tra le prime in Italia. L’Ateneo intende potenziare l’attività del nuovo Comitato di Ateneo e riconosce il nuovo ruolo per i Comitati d’area, in parallelo con la commissione ricerca e con la Conferenza permanente dei Dipartimenti. Intende pervenire ad un nuovo regolamento, che tra l’altro dovrà prevedere: - la composizione del Comitato di Ateneo e le modalità di elezione, con l’eventuale introduzione del divieto di rieleggibilità; - i criteri di selezione dei prodotti migliori all’interno delle singole aree: riservatezza; qualità; rilevanza, notorietà del prodotto (citazioni e recensioni), autorevolezza della rivista su cui il prodotto è pubblicato, se non compresa nelle riviste ISI; originalità-innovazione; internazionalizzazione; potenziale competitivo internazionale (soprattutto per prodotti diversi dagli articoli su riviste ISI; grado di proprietà; ricaduta socio-economica; ove possibile l’impact factor, carattere interdisciplinare del prodotto) - il rapporto tra le aree - il minimo grado di proprietà del singolo prodotto - la pubblicizzazione dei risultati - il deposito presso una biblioteca dell’Ateneo di tutti i prodotti della ricerca per il triennio 2004, 2005 e 2006. La selezione effettuata per il triennio precedente ha dato i seguenti risultati: 76 77 Prodotti CIVR Scienze matematiche e informatiche 1 Scienze fisiche 2 Scienze chimiche 16 Scienze della terra 5 Scienze biologiche 20 Scienze mediche 32 Scienze agrarie e veterinarie 27 Ingegneria civile ed architettura 5 Ingegneria industriale e dell'informazione 5 Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche 12 Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche 10 Scienze giuridiche 16 Scienze economiche e statistiche 7 Scienze politiche e sociali 6 Scienze e tecnologie per la valorizzazione dei beni culturali 3 167 TOTALE A conclusione di un anno di lavoro ed utilizzando i dati forniti dai Dipartimenti in vista della IV conferenza sulla ricerca, il Comitato di valutazione dell’Ateneo ha osservato che nel triennio 2001-2003 l’attività di trasferimento delle conoscenze scientifiche si è realizzata attraverso: - organizzazione di convegni e conferenze di livello internazionale, presentazione dei lavori in sede scientifica in Italia e all’estero (tutte le aree); - alcune decine di seminari di aggiornamento rivolti ai tecnici operanti nel settore dell’allevamento degli ovini e dei caprini (area 7), degli operatori di ambito agrario, come quello sulla disidratazione delle specie ortofrutticole o sulla trasformazione delle olive da mensa (area 7); - incontri con operatori specializzati; - impianto di campi dimostrativi presso operatori agricoli, allo scopo di presentare nuove varietà e materiale in fase avanzata di selezione e proporre nuove tecniche alternative (area 7); - trasferimento diretto in azienda (ambito agrario e veterinario, per l’area 7); - collaborazioni con imprese di diversi settori tra i quali quello zootecnico, agroalimentare e farmaceutico nell’ambito di iniziative e sviluppo tecnologico, di consulenza e conduzione di prove sperimentali-scuole estive (area 7); - numerosissime collaborazioni di consulenza tecnico-scientifica con le Associazioni di imprese per il trasferimento dei risultati delle attività di ricerca, specie nei settori strategici per il comparto economico e sociale della Sardegna; - specifiche convenzioni con imprese locali per il controllo ed il miglioramento della qualità di prodotti agroalimentari e derivati (formaggio, vino, liquore di mirto ad es.) e lo sfruttamento energetico delle biomassse (area 3); - attività di trasferimento tecnico verso le ditte mangimistiche nazionali e internazionali (area 7), verso il Corpo forestale e di vigilanza ambientale di alcune regioni, con l’Agenzia regionale per lo sviluppo e i servizi in agricoltura della Regione Calabria e con i servizi regionali per lo sviluppo Agricolo delle Regioni del Mezzogiorno (area 7). - convenzioni con industrie in particolare con l’industria mineraria, con riferimento alla scoperta di nuovi giacimenti di argille smettiche per i quali è stata presentata domanda di nuove concessioni minerarie in vista dell’avvio di produzione nel medio periodo (area 4). - convenzioni con Soprintendenze e Istituti di tutela del Mediterraneo in campo archeometrico e sul degrado dei lapidei per il recupero di manufatti di interesse storico-archeologico (area 4, area 15f). - rilascio di software nazionali e internazionali, come quello sull’alimentazione dei bovini da latte (area 7) - pubblicazioni di manuali, come quello sull’alimentazione degli ovini da latte (area 7) - pubblicazioni dei risultati della ricerca su riviste nazionali e internazionali con referee e impact factor - quaderni didattici - convenzioni di ricerca, collaborazioni, consulenze, prestazioni di servizi con Istituti, Associazioni, Aziende, Consorzi, Imprese agro-industriali, ecc. 77 78 - stipula di contratti con Consorzi, come ad es. il Consorzio per lo sviluppo dei Distretti industriali per le osservazioni della terra - attività di ricerca e formazione a favore dei paesi in via di sviluppo, come i progetti-pilota MAE di ambito storico-epigrafico ed archeologico sul patrimonio monumentale che vede l’Università di Sassari impegnata nel Maghreb in particolare in Tunisia, in Algeria, in Marocco ed in Libia, tramite accordi di collaborazione con gli Istituti preposti alla tutela e valorizzazione dei beni culturali (area 15f); oppure la ricerca sull’utilizzo dei sistemi informativi geografici per i ricercatori dell’Università di Addis Abeba (area 7); - attività sul campo nel settore della lotta alla desertificazione, sulle ricerche idriche sotterranee (area 7), valorizzazione di specie minori di interesse agrario per le aree aride e semiaride, interventi nel settore delle biodiversità, dell’implementazione delle tecniche colturali e di qualità (area 7), - ampi nulla-osta ai docenti incaricati di consulenze e chiamati come interlocutori scientifici presso Comuni, province, Regioni, Ministeri, Unione Europea; - partecipazione a consorzi di ricerca, come il Consorzio interuniversitario in Economia e marketing dei prodotti agro-alimentari (area 7), con l’intento di favorire l’interazione tra le Università consorziate e le industrie, coordinare le competenze metodologiche delle Università nella realizzazione di centri e programmi scientifici, porsi come interlocutore scientifico dei vari organi di governo dell’Unione Europea - collaborazioni con istituti del CNR di Sassari e con altri Istituti di ricerca ed Enti di assistenza tecnica regionali e nazionali - cessione a favore degli operatori sotto forma di starter liquido di microrganismi isolati in tutta la Sardegna di interesse alimentare ed agrario, prelevati dalla banda dell’Ateneo (area 7), valorizzazione e promozione della biodiversità vegetale, animale e microbica (Germoplasma, ecc.). - interventi di valutazione dell’applicabilità operativa ed economica di tecnologie innovative; - attività di sperimentazione di apparecchi meccanici, svolta d’intesa con i tecnici degli enti pubblici preposti - coinvolgimento dei produttori nell’ambito della meccanizzazione delle sugherete (area 7) - sostegno all’attività del Centro di eccellenza dell’Università di Sassari, Centro interdisciplinare per lo sviluppo della ricerca biotecnologia e per lo studio della biodiversità - sostegno all’attività dei Dipartimenti, degli Istituti e dei centri interdipartimentali di ricerca come il Centro per la conservazione e valorizzazione della biodiversità vegetale, il Centro Interdipartimentale per la Valorizzazione dei prodotti Alimentari (C.I.V.A.P.A.), il Centro Interdisciplinare di Studi e Ricerche in Morfologia Dinamica, il Centro di Spettroscopia, il Centro Informatico Scientifico Didattico, il Centro sulle province romane, il CIAIMO, Centro interdisciplinare sull’archeologia delle isole del Mediterraneo, il Centro per la storia dell’Università di Sassari, il Seminario di studi latino-americani, il Centro di genetica clinica, il Centro di studi fenomenologici, il Centro per la raccolta e l’edizione dei documenti in latino, sardo e spagnolo prodotti in Sardegna, il Centro di ricerca biblico-patristico, il Centro studi e ricerche di idrologia e talassoterapia, il Centro per la ricerca didattica, il Centro di documentazione europea, il Nucleo ricerca desertificazione del Centro interdipartimentale di Ateneo, ecc. - collaborazione con alcuni centri interuniversitari, come il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile, il Centro di Ricerca Sociologica, il Centro di Ricerca sulla Selvaggina e sui Miglioramenti Ambientali a fini Faunistici, il Centro Ricerche Economiche e Mobilità, il Centro di Storia delle Università Italiane, il Centro di Economia della Famiglia e della Popolazione, il Centro di Patologia Broncopolmonare Cronica, il Centro per le Cefalee e Disordini Neurotrasmettitoriali del Sistema Nervoso, il Centro Studi in Agroingegneria, il Centro Studio dei Protozoi, per la Qualità dell'Ambiente e la Salute dell'Uomo, il Centro Utilizzazione e Conservazione del Germoplasma Vegetale Mediterraneo, il Centro Problemi della Montagna, della Collina e dei Sistemi AgroForestali, il Centro del Diritto Costituzionale e Regionale. - contributo alla realizzazione del Centro Euro Mediterraneo per i cambiamenti climatici (area 5) - partecipazione a ricerche europee, internazionali e nazionali, in collaborazione con altre Università, consorzi e centri di ricerca, finalizzate in particolare su aspetti applicativi e pratici (un’esemplificazione è impossibile, ma si pensi alle collaborazioni del Dipartimento di chimica con il Consorzio interuniversitario per la chimica dell’ambiente, con il Consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e tecnologia dei materiali, con il CRS4 in tema di caratterizzazione di alimenti in funzione di variabili chimiche e ambientali (in particolare per il miele sardo), di metodologie di sintesi a basso impatto ambientale, di sintesi di nuovi materiali metallici e polimerici, di sfruttamento di fonti energetiche variabili. - orientamento dell’attività di ricerca in particolare su alcuni ambiti legati allo sviluppo, dall’ambiente all’agroalimentare, dalla sanità ai settori più avanzati della ricerca umanistica, sia di base che applicata, con un’articolazione quanto mai ampia e differenziata: ad esempio la biodiversità (in ambito vegetale, animale, umano); la lotta biologica (in ambito agrario); le tecnologie per la coltivazione delle specie erbacee ed arboree; gli ecosistemi naturali; le biotecnologie microbiche per la produzione degli alimenti; l’agrometereologia; le biotecnologie applicate alla riproduzione animale oppure alla patogenesi delle malattie infettive; gli alimenti di origine animale; la farmacologia comparata, in ambito veterinario e non solo; i temi relativi alla genetica delle popolazione umana e animale; l’epidemiologia molecolare dei tumori; la fisiopatologia medica; le neuroscienze; l’acquacoltura; l’alimentazione; l’energia rinnovabile e pulita; i nuovi materiali e le nuove applicazioni tecnologiche; i beni culturali, in rapporto alla Sardegna ed al Mediterraneo; l’informatica applicata alle scienze umane e sociali; la metodologia della formazione e dell’informazione; la geografia ambientale; il diritto e l’economia dei sistemi produttivi; la linguistica. 78 79 - adesione a società internazionali, accademie, ecc. - reclutamento pro tempore di unità di personale tecnico e medico da utilizzare nelle ricerche, con un trasferimento e accrescimento delle competenze e con un rilevante impatto occupazionale. L’Università di Sassari nel corso del triennio 2001-3003 ha avviato intensi rapporti tra il sistema università/ricerca e il sistema produttivo attraverso la istituzione programmata di uno spin-off e di un industrial liaison-office. 31. Ricerca Vogliamo iniziare questo capitolo con una nota positiva: nell’ultimo anno l’Ateneo ha potuto raggiungere importanti risultati scientifici in molti settori della ricerca. Il conferimento del premio Nobel a Barry Marshall è in qualche modo legato all’Università di Sassari, se l’attività svolta in Clinica Medica, nell’istituto di Igiene e nell’istituto di Anatomia patologica hanno portato alcuni ricercatori sardi a contribuire attivamente alla sperimentazione che si è svolta ad Houston in Texas sull’Helicobacter pylori, in collaborazione proprio con Barry Marshall. Raccogliendo le osservazioni e gli stimoli fin qui pervenuti anche attraverso le quattro successive Conferenze di Ateneo e dagli interventi del Nucleo di valutazione, si definiscono alcuni obiettivi prioritari, nella prospettiva di un progressivo allargamento delle fonti di finanziamento per la ricerca e di una integrazione e razionalizzazione della spesa in materia di ricerca scientifica, con interventi per la qualificazione delle iniziative e l’inserimento delle strutture dell’Università entro ampi circuiti di ricerca locali ed internazionali, partendo però dalla valorizzazione delle competenze disponibili e delle potenzialità socio-economico-culturali locali. Gli obiettivi principali sono quelli di uno sviluppo della ricerca di base, di un incremento degli scambi scientifici in ambito sovrannazionale e nazionale, di un’opzione a favore delle grandi ricerche disciplinari che raggruppino un numero consistente di ricercatori, di sostegno alle pubblicazioni specializzate, di finanziamento di convegni internazionali, nazionali e locali, di un processo di valutazione dei prodotti della ricerca sempre più limpido e verificabile. In ambito regionale, l’Università si sente impegnata a sostenere sul piano della ricerca scientifica la politica di sviluppo dei parchi naturali, del parco geo-minerario (riconosciuto dall’UNESCO ed istituito con decreto del Ministro dell’ambiente del 16 ottobre 2001) e dei parchi marini in Sardegna. L’Ateneo sarà un interlocutore necessario nella politica dei parchi ambientali. In particolare al servizio del possibile nuovo Parco Nazionale del Gennargentu, l’Università di Sassari ha compiuto uno sforzo consistente per sostenere alcune iniziative di ricerca decentrate sul territorio: la nascita dei laboratori dei Corsi di laurea della Facoltà di Agraria e della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. a Nuoro vuole qualificare quello che è stato un investimento generoso per lo sviluppo delle zone interne della Sardegna, una politica di sinergia con gli EE.LL. Si intende ricordare più in generale anche l’impegno per gli altri parchi, come il parco delle Bocche di Bonifacio, il Parco della Maddalena, quello di San Teodoro-Tavolara-Capo Codacavallo, gli altri previsti parchi regionali in Sardegna, ad iniziare da quello di Porto Conte. Con il Parco Nazionale dell’Asinara è vigente una convenzione quadro del 14 marzo 2000, al cui interno sono stati realizzati accordi di settore per diverse Facoltà e Dipartimenti (nascita di un osservatorio faunistico, convenzione con le Facoltà di Giurisprudenza, di Agraria, di Veterinaria, di Scienze M.F.N., ecc.). L’Università adotta programmaticamente i temi indicati dalla L.R. 26/97 in materia di difesa della lingua e della cultura della Sardegna, si schiera a difesa dei programmi per la realizzazione dei parchi tematici, in particolare dei parchi archeologici, geominerari, letterari, ecc. Infine l’Ateneo sostiene la cooperazione allo sviluppo, attraverso rapporti e convenzioni con le Università dei paesi terzi e con le ONG e, in parallelo, promuove i valori della solidarietà politica, economica e sociale come previsto dall’art. 2 della Costituzione, in ambito didattico. L’estensione della cooperazione interuniversitaria è affermata come servizio alla società ed alla comunità internazionale in favore della pace e dello sviluppo, attraverso una vera cultura della solidarietà. Pur tenendo presenti le preoccupazioni per il mancato incremento dei finanziamenti ministeriali a favore della ricerca universitaria, gli obiettivi prioritari sono i seguenti: a-qualificazione della ricerca di Ateneo, costituzione di reti nazionali ed europee, aumento significativo dell’internazionalizzazione, avvio di un processo di valutazione che determini un miglioramento della qualità della ricerca, la registrazione di brevetti, la costituzione di spin-off; b- miglioramento del tasso di partecipazione e di successo ai Programmi di ricerca di interesse nazionale (PRIN ex 40%). I risultati sono molto positivi ed i finanziamenti sono consistenti passando da 1,2 milioni di euro del 2000, a 1,0 milioni di euro del 2001, a 1,2 milioni di euro del 2002, a 1,4 milioni di euro nel 2003, a 1,0 milioni di euro nell’ultimo anno (2004), con un cofinanziamento da parte dell’Ateneo di 0,4 milioni di euro per 46 progetti finanziati, una decina con coordinatore nazionale in sede; va aggiunto il cofinanziamento virtuale impegnato per il 2005 di 1,2 milioni di euro. Si segnala: - la crescita dei progetti presentati, passati da 81 del 2000 a 109 nel 2003 - l’aumento dei progetti finanziati passati da 41 nel 2000 a 49 nel 2003 - l’aumento dei numero dei ricercatori coinvolti passati da 246 del 2000 a 324 nel 2003 - l’aumento dei ricercatori finanziati passati da 124 del 2000 a 167 del 2003. 79 80 A livello nazionale l’Ateneo vede migliorare nettamente le sue posizioni, collocandosi il 23° posizione con un tasso di successo dello 0,45, più alto del tasso nazionale medio dello 0,41 (ciò nel 2003; era in 59° posizione nel 2000). Il successo però riguarda prevalentemente alcune aree, Scienze mediche, agrarie, antichità e soprattutto i Dipartimenti. c- miglioramento del tasso di partecipazione e di successo ai Programmi di ricerca di base (FIRB), sia nei modelli A che nei modelli B, progetti autonomi e progetti negoziali (nel 2001 sono stati finanziati 1 progetto negoziale modello A per 323 mila euro, 3 progetti autonomi per 130 mila euro più 56 mila certificati e 8 progetti negoziali per 621 mila euro, cui vanno aggiunti finanziamenti certificati per oltre 400 mila euro: il totale disponibile supera il milione e mezzo di euro. d- riflessione sulla possibilità di arrivare ad un rifinanziamento del fondo di ricerca per giovani ricercatori, abolito dal Ministero su richiesta della Conferenza dei Rettori per la quale il sistema favoriva la frammentazione dei gruppi di ricerca e non produceva risultati sensibili. e- sostegno alla ricerca intrauniversitaria FAR dell’ex 60%, con nuova regolamentazione, da tempo all’esame del Senato e del Consiglio di Amministrazione, che raccomandano il mantenimento di un sistema di valutazione da parte di commissioni di Dipartimento. Si è riusciti a mantenere anche per il 2006 un rilevante stanziamento, su un livello superiore a quello del 2005 di 600.000 Euro, ancora distante purtroppo dalla quota considerata fisiologica di 1,2 milioni di euro (livello al quale il FAR arrivava fino al 2001). Al momento il Nucleo di Valutazione lamenta il fatto che quasi la totalità dei progetti sia finanziata (99,5%) senza alcuna effettiva selezione da parte delle commissioni, con un finanziamento decrescente che è arrivato nel 2003 ad appena 2315 Euro per progetto ed a 578 Euro per partecipante, cifre che si abbassano ulteriormente negli Istituti. Verrà portato all’attenzione degli organi accademici un nuovo regolamento, con lo scopo di migliorare la valutazione dell’intero processo, attualmente affidato alle commissioni di Dipartimento, con squilibri e diseconomie che determinano un finanziamento sostanzialmente “a pioggia”, che produce risultati assolutamente inferiori alla massa finanziaria che l’Ateneo con crescente difficoltà mette ogni anno a disposizione. Le domande di contributo presentate nel 2004 attraverso l’anagrafe informatizzata di Ateneo sono notevolmente ridotte, passando dai 435 progetti del 2002 (punta massima) ai 293 progetti del 2004. I partecipanti sono scesi da 1307 del 2002 (punta massima) a 714 del 2004. Eppure sono calate le singole quote, sia per le aree disciplinari con coefficiente 5, sia per le aree con coefficente 3 o 2. I consuntivi presentati per via elettronica sembrano in regola con le domande, con uno scostamento di soli 22 progetti nel 2001. Le pubblicazioni inserite sono 2402 nel 2002, 2227 nel 2003 e 1484 nel 2004. Quelle rendicontate sono 960 per il 2001. Al momento per tale procedura sono stati inseriti i dati riguardanti: - i rendiconti dall’anno 1997 all’anno 2001 (direttamente dai ricercatori interessati): il numero dei rendiconti 2001 è relativo a 370 progetti; - le richieste di finanziamento dal 1997 al 2000 (tramite una procedura di data-entry utilizzata da personale in servizio al C.E.D.); - le richieste di finanziamento dall’anno 2001 al 2004 (direttamente dai ricercatori interessati); Si è stabilito che potranno accedere alla procedura solo coloro che: - avranno prima inserito il rendiconto per l’anno 2002 (se in tale anno avevano fatto richiesta di finanziamento e tale richiesta era stata finanziata); - avranno aggiornato la loro anagrafe della ricerca entro il 31 dicembre 2004. È stato inoltre stabilito che l’unica modalità per potere ottenere i dati di accesso sarà quello di fare esplicita richiesta, tramite posta elettronica, alla persona delegata dell’Ufficio Ricerca e Relazioni Internazionali. Tale discorso vale anche per i dati di accesso relativi alle commissioni. Inoltre i dati relativi all’anagrafe personale di ogni ricercatore (nome, cognome, qualifica, ecc.) sono sempre aggiornati ed allineati a quelli del database dei dipendenti. Eventuali modifiche potranno esse apportate solo dal personale dell’Ufficio Personale Docente. Per rendere completamente autonoma la gestione della procedura dall’intervento del personale del C.E.D., sono stati completati i moduli che permettono: - l’inserimento e la modifica dei limiti temporali per le attività dei ricercatori e delle commissioni; - l’intervento su dati inseriti dai ricercatori per eventuali correzioni fuori dei limiti temporali stabiliti; - l’assegnazione delle cifre alle commissioni e la verifica del corretto assegnamento ai ricercatori interessati; - la preparazione delle lettere di assegnazione da inviare ai ricercatori che hanno ricevuto il finanziamento. Infine, una volta realizzata l’integrazione con la procedura dell’anagrafe della ricerca, sarà possibile anche prelevare temi di ricerca o pubblicazioni già inserite, senza doverle riscrivere da una procedura all’altra e viceversa. f- aumento delle entrate per la ricerca per docente, in relazione al miglioramento della produttività media dei docenti non solo in relazione ai finanziamenti ottenuti dal MIUR e stanziati dall’Ateneo, ma anche ai finanziamenti esterni per contratti di ricerca, prestazioni in conto terzi, consulenze di ricerca, convenzioni, collaborazioni ottenuti da altri enti pubblici e non solo. Il Nucleo di valutazione ha raccomandato un accorpamento delle poste di bilancio ed una depurazione da entrate che non riguardano la ricerca, per una lettura più chiara dei dati. Va segnalato il consistente livello raggiunto negli ultimi anni dalle prestazioni a pagamento in conto terzi (anche se in calo dai 3,2 milioni di euro del 2001 al 1,1 milione di euro del 2002 ed allo 0,8 milioni di euro del 2003, 80 81 probabilmente in relazione ad una differente certificazione in sede di bilancio). I contratti di ricerca sono passati da 0,3 milioni di euro del 2001 a 2,4 milioni di euro del 2002 ed ad 1,1 milioni di euro del 2003. I finanziamenti esterni della ricerca sono per 1,4 milioni di Euro di provenienza MIUR, per 0,5 milioni di euro da altri ministeri, per 2,4 milioni dalla Regione, dai Comuni e dalle province e per 1,1 milioni da altri contributi pubblici e privati. g- In particolare per i finanziamenti CNR, si manterrà viva l’attenzione dei ricercatori per moltiplicare le occasioni per la partecipazione a grandi progetti ed a singole ricerche (i finanziamenti a progetti presentati dalle Università si sono arrestati nel 1999). Le attuali difficoltà finanziarie, organizzative e politiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche non possono portare a trascurare i programmi già finanziati, che si intende difendere, per gli investimenti nelle strutture murarie di Baldinca e per la riattivazione dell’area di ricerca di Sassari, per lo sviluppo dei Centri di ricerca, anche attraverso la nascita di nuovi organi CNR sia in campo sperimentale che in campo umanistico. Purtroppo non è stata scongiurata la soppressione dell’Area di ricerca CNR di Sassari, per la quale ci si continuerà a battere; l’Università proporrà l’utilizzazione comune di servizi e di risorse dell’Università e del CNR, anche attraverso una convenzione CNR-Regione-Università. L’Ateneo segue con vivo interesse lo sviluppo del programma edilizio del CNR e le nuove opportunità offerte dalla recente stipula di una convenzione Università-CNR. Sollecita l’assegnazione del personale ed il potenziamento delle strutture, con attuazione delle intese precedenti. Ha sostenuto la stipula di una convenzione CNR-UniversitàPorto Conte Ricerche per i locali di Tramariglio (stipulata il 3 maggio 2002). Sostiene la nascita di Istituti CNR in area umanistica. Ha operato attivamente il Comitato paritetico università-CNR presieduto dai proff. Mastino e Benicasa, che si è espresso sulle linee generali della convenzione stipulata il 19 dicembre 2001 e su una ventina di associazioni di ricercatori CNR all’Università e viceversa. Il Prof. Adriano De Maio nel lasciare la carica di Commissario straordinario del CNR ha, tra l’altro, identificato tra i principali problemi che riguardano l’Ente a livello nazionale la mancanza di sistemi adeguati di valutazione e di sanzione con una «cogestione di fatto impropria per un ente in cui la meritocrazia dovrebbe costituire il principio di base da cui non si può derogare e in cui la “qualità” risulta un parametro quasi completamente assente; e inoltre, lamenta il fatto che nell’Ente non sembra … sia stata presente una qualche politica che eviti le duplicazioni e permetta di acquisire risorse strumentali di alta qualità». Nella ampia relazione De Maio elenca i problemi che ha dovuto affrontare e fa un forte richiamo al fatto che “gli altri” stanno sempre più concentrando le loro risorse in centri di vera eccellenza, anche se ritiene opportuno ricordare che nel caso del CNR bisogna evitare una politica eccessivamente top-down equilibrando i disegni generali con quello che si crea “spontaneamente “dal basso, evitando quindi, da un lato, la distribuzione delle risorse “a pioggia” e, da un altro, evitare di perseverare in politiche non completamente soddisfacenti richiamando il caso delle “cattedrali nel deserto” o, più recentemente, i “parchi scientifici”. Tali osservazioni saranno tenute presenti anche in sede locale. h- razionalizzazione dei finanziamenti regionali, attraverso la piena entrata in funzione della L.R. 26/96, che si calcola metterà a disposizione una massa di oltre 4,5 milioni di Euro per il 2005 all’interno del fondo globale, a favore di singole iniziative o di singole Facoltà ed a favore dei Consorzi sul territorio. i- aumento dei finanziamenti esterni della ricerca per docente: attualmente una quota consistente e crescente dei fondi della ricerca proviene dall’esterno, attraverso contratti e convenzioni e prestazioni a pagamento, per quanto si assista ad una situazione enormemente squilibrata, a seconda dei Dipartimenti e dei centri di spesa. L’obiettivo di stimolare Dipartimenti e Istituti in tale direzione appare assolutamente prioritario, anche attraverso un’azione di sensibilizzazione e di informazione che è affidata alla commissione ricerca. l- miglioramento del sistema di controllo interno per una raccolta dei dati, adozione di strumenti di programmazione e controllo, sostegno ai docenti per una migliore capacità di intercettare i fondi per la ricerca: sarà potenziata la Conferenza dei direttori dei Dipartimenti e sarà trasformata in organo tecnico l’attuale Commissione ricerca, che dovrà avvalersi dell’Ufficio Ricerca adeguatamente potenziato e strutturato. m- aggiornamento dell’anagrafe informatizzata della ricerca sul sito Web ufficiale dell’Ateneo: dopo l’esperienza dell’informatizzazione delle procedure per le domande e le rendicontazioni del 60%, l’anno 2002 è stato quello della nascita dell’anagrafe informatizzata della ricerca studiata dall’ing. Pier Nicola Labate, che ha avuto un ottimo successo e che ha superato la fase sperimentale, comprendendo anche una presentazione dei curricula dei docenti ed eventualmente una fotografia. Hanno aderito all’anagrafe 569 docenti, 552 dei quali hanno dichiarato il proprio curriculum; i temi di ricerca certificati sono 1334, le pubblicazioni 9111. Con l’anno 2005 si procederà ad un aggiornamento dell’anagrafe, adottando il programma Polaris dell’Università di Trento, d’intesa con l’Assessorato Regionale alla Cultura e possibilmente dell’Università di Cagliari. Come è noto non esistono arretrati, dal momento che sono state pubblicate (curate dal prof. Antonello Mattone) le anagrafi fino all’anno 2000, inoltre le due anagrafi degli assegnisti di ricerca (curata da Billia Mura e Maria Pilo, Alessio Tola e Alessandro Soddu) e l’anagrafe dei dottorandi (curata da Cecilia Cazzona). È stata curata la stampa su carta dell’anagrafe informatizzata aggiornata al 30 dicembre 2001, in un numero limitatissimo di copie. Si può pensare, invece, di rendere i dati dell’anagrafe fruibili per un’eventuale stampa cartacea. Infatti, per le caratteristiche tecnologiche del sistema a disposizione, i dati sono utilizzabili facilmente per la visualizzazione tramite browser-web. Per ottenere una stampa, senza incorrere in grosse complicazioni, è necessario fornire al C.E.D. sistemi software e hardware adatti allo scopo e più evoluti di quelli al momento a disposizione. 81 82 n- estensione del numero dei Dipartimenti. È stata ormai ampiamente accertata la migliore efficienza dei Dipartimenti rispetto agli Istituti, per cui ci si propone di estendere ulteriormente l’esperienza dipartimentale, ancora rimasta incompiuta all’interno dell’Ateneo; e ciò anche attraverso incentivazioni nell’attribuzione delle dotazioni finanziarie. Attualmente (dati del Nucleo di valutazione relativi al 2003) solo il 77% dei 1005 ricercatori totali compresi dottorandi e assegnisti (774) afferisce ai 20 Dipartimenti, mentre ben 231 ricercatori totali (231 l’anno 2003), pari al 23%, afferisce ai 27 Istituti ancora attivi. Il dato delle afferenze ai Dipartimenti è comunque in crescita e passa dai 410 docenti di ruolo afferenti nel 2000 ai 482 del 2003 (+ 18%, con un numero medio per struttura pari a 22 unità). Negli Istituti diminuisce da 198 a 184 (-5%, con un numero medio per struttura pari a 8 unità). Per quanto riguarda il personale tecnico amministrativo, il Nucleo calcola che 203 unità aderiscono ai Dipartimenti (con un rapporto docenti/personale di 0,58) e 115 agli Istituti (con un rapporto più alto, 0,82). La media è 0,66. o- incremento dell’operosità scientifica dei docenti e valutazione della ricerca: sarebbe utile che in occasione della prossima relazione il Nucleo di valutazione riprendesse il tema della produzione scientifica dei docenti, utilizzando i dati dell’anagrafe informatizzata di Ateneo e soprattutto i risultati della selezione dei migliori prodotti per il CIVR ed esaminando volumi, articoli, comunicazioni a congressi, con o senza referee: tale accertamento ha in passato favorito una certificazione più accurata dei risultati ed indirettamente un incremento dell’operosità scientifica. La disponibilità dei dati sull’anagrafe informatizzata renderebbe tale indagine più semplice. p- programmazione di interventi una tantum per grandi attrezzature scientifiche, per il rinnovo delle macchine agricole, per il completamento della rete informatica: tali interventi potranno essere attuati anche attraverso il Programma operativo nazionale ricerca PON 2001-06. Sono in costante sviluppo le azioni di programmazione sul PON nazionale 2000-2006. Si conoscono già gli ottimi risultati conseguiti dall’Ateneo a partire dall’anno 2003 con un totale di 3,5 milioni di euro ottenuti dal MIUR e 1,2 milioni messi a disposizione dalle strutture dell’Ateneo: - Facoltà di Medicina: Sviluppo tecnologico e potenziamento di attrezzature diagnostiche nell’ambito del centro regionale per la diagnosi e la cura della sclerosi multipla, per un totale di 1,394 milioni di Euro, di cui 1,046 di provenienza MIUR (verrà acquistata una Risonanza Magnetica che sarà resa disponibile anche alla Radiologia); - Dipartimento di Biologia Animale: Potenziamento di un centro per la realizzazione di studi e ricerche sulla filiera delle carni fresche e trasformate: 650mila Euro, di cui 480mila dal MIUR; - Facoltà di Veterinaria: adeguamento dell’offerta formativa della Facoltà di Medicina Veterinaria alle nuove tecnologie: 486 mila Euro, di cui 340mila dal MIUR; - Centro Linguistico di Ateneo: Progetto di Ateneo di learning e training linguistico: poli periferici e laboratori regionali del centro linguistico,per 1,520 milioni di Euro, di cui 1,185 dal MIUR. - Facoltà di Giurisprudenza: progetto di adeguamento tecnologico e formazione giuridica dell’Università di Sassari, che prevedeva un investimento di 713 mila euro. Nel corso del 2003 sono stati inoltre finanziati, e avviati nel 2004: -Progetto di potenziamento delle attrezzature per l’Orientamento, con fondi MIUR e FESR per € 180.000, che ha permesso il rinnovo e l’implementazione delle dotazioni hardware e software di Ateneo per i servizi di orientamento (postazioni per studenti, aula didattica, software di autoapprendimento linguistico); -Progetto “Università e Territorio-Alta formazione e formazione a distanza” - PON 2000-2006 “Ricerca Scientifica, “Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione”, Misura II.2.- Azione B – per un totale di 994.341,81 euro, per l’incremento della capacità di erogazione di attività formative FAD tramite la realizzazione di classi “parallele” nei poli decentrati, collegate con sistemi di videoconferenza e di formazione a distanza di tipo sincrono. -Progetto “Potenziamento in banda larga della rete dell’Università di Sassari” – avviso 901, del 08.01.2004, Asse II, Mis. II.2 - PON 2000-2006, per un totale di 750.000 euro. Attualmente la rete telematica dell’Ateneo è costituita da reti locali isolate separate da suolo pubblico, realizzate a partire dal 1995, collegate tra loro mediante linee di trasmissione dati della società Telecom Italia S.p.A. – unico fornitore locale - con una topologia a stella al cui centro, in locali non idonei, sono installate le apparecchiature di collegamento con la rete GARR, mentre i server di gestione dei vari servizi sono dislocati in due diverse sedi. L’Ateneo vuole pertanto colmare il divario tecnologico della sua attuale infrastruttura di rete, diffondere l’utilizzo delle tecnologie digitali al suo interno e sul territorio tramite una rete trasmissiva a banda larga che consentirà una connessione stabile ed efficiente con tutte le sue sedi. q- mantenimento delle iniziative in atto in materia di finanziamenti per convegni e conferenze, per stampa di riviste ed Annali di Facoltà; con soddisfazione si segnala la recentissima uscita dei numeri 0 ed 1 degli Annali della Facoltà di Lingue e letterature straniere; r- interventi per semplificare l’accesso ai finanziamenti europei con particolare riguardo per i Fondi strutturali europei e per l’INTERREG III. Sono tutti in fase i progetti INTERREG IIIA nell’ambito del PIC Sardegna-Corsica-Toscana. L’esperienza maturata nei progetti INTERREG I e II ha convinto a riproporre su nuove basi i rapporti di collaborazione con le aree transfrontaliere, che nel programma in corso non comprendono solo la Corsica ma anche la Toscana. Sono quindi stati sviluppati gli accordi con l’Università di Corsica e quella di Pisa– legandoli ad un accordo preliminare che preveda lo scambio di docenti, ricercatori, assegnisti, dottorandi, studenti per una migliore comprensione dei reciproci problemi e necessità – all’interno del programma INTERREG III, nel cui ambito si vogliono promuovere progetti di qualità ma soprattutto di reciproco interesse. Tenuto conto delle 82 83 dimensioni e delle peculiarità della sede partner del progetto, si è anche convenuto di operare una scelta preliminare intorno ad aree progettuali che coinvolgano principalmente competenze dell’area umanistica, delle scienze della natura e delle agrorisorse. Quadro di sintesi Progetti Interreg: Finanziamento Tot. Area Agrorisorse372.000 euro Tot. Area Ambiente298.000 euro Tot. Area Cultura 283.000 euro N. progetti approvati dal Comitato di Gestione (primo e secondo bando) 13 Valore totale progetti 1.032.913,80 euro L’Università di Sassari è inoltre stata coinvolta con successo in un progetto INTERREG IIIB con la Regione Autonoma della Sardegna, nell’ambito dei Progetti REPORTS MEDOCC e PORT NET MED PLUS, per un totale di 50.000 euro. La prossima riforma dell’INTERREG, con allargamento all’Africa Mediterranea consentirà di potenziare i tradizionali filoni di ricerca del nostro Ateneo. s- impegno per estendere i finanziamenti europei: si prevede di attivare diverse iniziative riguardanti i Fondi Strutturali e più in particolare i finanziamenti relativi al Fondo Sociale Europeo (FSE), all’INTERREG ed al VI Programma Quadro (PQ). I Fondi Strutturali, per le innumerevoli iniziative che propongono, comporteranno un tempestivo potenziamento dell’Ufficio Ricerca in modo da rispondere meglio ai programmi operativi regionali e nazionali per le attività già presenti (PON, POR) e per quelle che si possono aggiungere nell’ambito delle iniziative contenute nei documenti programmatici per il periodo 2007-2013 e in riferimento al VII PQ, al fine di assicurare ai ricercatori la necessaria assistenza amministrativa nella predisposizione dei progetti, nella negoziazione e nella ricerca dei partner. Per il VI programma quadro il delegato prof. Michele Gutierrez ha svolto un’azione di promozione, che ha visto la nascita di un sito nelle pagine Web dell’Ateneo e una costante informazione alla vigilia della scadenza degli inviti a presentare proposte. I risultati ottenuti sono stati solo parzialmente soddisfacenti. Al momento risulta finanziato il progetto Biosecure del Dipartimento di Architettura e pianificazione (responsabile Massimo Tistarelli) per 5490,00 Euro. Si tratta di un progetto che vede l’Università di Sassari partner con altre istituzioni europee ed extraeuropee: Caisse des Depots et consignations (CDC), GET-ENST, Institut EURECOM, Thales, Universities of Avignon, Kent, Wales, Magdeburg, Vigo, Zaragoza, Bologna, Tessaloniki, Twente, Ljubljana, Fribourg, Zagreb, San Jose, Politechnical University of Madrid, Fondazione Ugo Bordoni, Joanneum Research Forschungsgesellschaft GmbH, Centrum voor Wiskunde en Informatica, Hoegskolan I Halmstad, EPFL, Institute for Information Technologies, Bogazici Universitesi, Michigan State University, University of Surrey. Scopo del progetto è lo studio delle applicazioni biometriche ai dispositivi di sicurezza e di riconoscimento delle persone. Per la struttura Dipartimentale di Chirurgia Anestesiologica è stato approvato il progetto GEHA coordinato da Luca Deiana, con un finanziamento di 167.000 Euro. Lo scopo del IP GEHA è identificare i geni addetti all'invecchiamento ed alla longevità, che permettono agli individui di sopravvivere alla vecchiaia in buona funzione conoscitiva e fisica ed in assenza di tutte quelle malattie relative all'età avanzata. Per il Dipartimento di Chimica è stato finanziato il progetto INDAC CHEM coordinato dal prof. Serafino Gladiali per 250.000 Euro (da confermare). Il progetto, che vede l’Università di Sassari partner con le Università di Nottingham, Geneve e Dortmund è stato recentemente approvato dalla Comunità nel quadro delle Early Stage Reaserch Training Actions (EST), una delle Marie Curie Actions, ed ha come scopo il potenziamento delle attività dirette ad incrementare il numero delle lauree scientifiche e dei Dottorati nell’area scientifica in Europa. Per il Dipartimento di Scienze Biomediche risulta finanziato il progetto VENOMYC per 796 mila euro. Per il VII PQ verranno studiate iniziative concrete in proposito, sia a livello di promozione e di sensibilizzazione, che a livello di formazione. Nel V programma quadro risultano finanziati negli anni 1998-2002 ben 13 progetti per 1,2 milioni di Euro, per i Dipartimenti di scienze Zootecniche (2 progetti), Botanica ed Ecologia vegetale (2 progetti), Istituto Economico e Aziendale, Scienze biomediche (3 progetti), chimica, Matematica e fisica (2 progetti), Nucleo di ricerca sulla desertificazione. t- nascita di nuovi laboratori e di Centri di eccellenza nella ricerca; sostegno al nuovo Centro di eccellenza per le biodiversità diretto dal prof. Bruno Masala e parzialmente cofinanziato dall’Ateneo; interventi di ripristino delle aziende sperimentali agrarie e veterinarie. Ci si propone di sostenere la nascita di almeno un secondo centro di eccellenza e si stanno definendo le proposte. u- nuove postazioni di lavoro per assegnisti, contrattisti regionali, nuovi ricercatori e professori presso i laboratori ed i Dipartimenti. v- L’Università sarà chiamata a stabilire con le Amministrazioni regionali, provinciali e comunali, con le componenti produttive del territorio un più stretto rapporto di collaborazione, anche attraverso la costituzione di Consorzi di ricerca per particolari finalità; si può concretamente puntare anche ad una presenza qualificata dell’Università nei consorzi già attivi: primo tra tutti il Consorzio Porto Conte Ricerche, attuale “polo” del Parco scientifico e tecnologico regionale del Nord-Sardegna per le biotecnologie applicate ai settori agroalimentare, 83 84 ambientale, veterinario e medico. Si guarderà ad un rapporto consortile di collaborazione anche con altri Istituti, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, l’Istituto Zootecnico e Caseario, l’Istituto Incremento Ippico, la Stazione sperimentale del sughero, il CRS4 (è ancora efficace la convenzione del 1996), il Consorzio 21 ecc. L’Università estenderà la politica dei consorzi interuniversitari ed aderirà a nuovi consorzi di ricerca e di formazione. Nuovi consorzi, finanziati coi fondi della legge 488/92 (interventi a sostegno alle aree meno sviluppate del paese) e della legge 46/92 (innovazione nelle imprese) potranno essere istituiti nel settore dei Beni Culturali. Collaborazioni sono in corso con l’Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi (convenzione del 10 settembre 2003), con gli Istituti CNR e con altre Università (Pavia, Verona, Piemonte orientale). Un tema nuovo è quello dei centri di competenza: al momento sembra che almeno 10 gruppi di ricerca potranno partecipare al bando di prossima emanazione per le biodiversità. x- - Nel corso del 2001 si è firmato il contratto di consulenza (rinnovato il 7.7.2004) con la ditta Notarbartolo & Gervasi di Milano, per la nascita dello sportello brevetti presso l’Ufficio Legale, come da regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione l’11 aprile 2000. La ditta si è impegnata a fornire assistenza nella creazione di una struttura interna all’Università quale punto di riferimento e coordinamento dell’attività di raccolta ed eventualmente di selezione dei risultati della ricerca conseguiti, nel rispetto dell’intento di brevettazione; azioni di sensibilizzazione, formazione ed aggiornamento su temi legati a Proprietà industriale e trasferimenti in tecnologia, presso le strutture dell’Università e di strutture da essa indicate; assistenza di primo livello per meglio orientare le azioni dei ricercatori, con la previsione di una presenza in loco di professionisti dell’azienda. È stato inoltre approvato l’accordo di confidenzialità che tutela la massima segretezza delle informazioni relative ai risultati della ricerca. Il risultato ottenuto nel triennio 2001-2003 è ottimo se dai Dipartimenti sono stati certificati 7 brevetti, di cui 2 registrati all’estero; due di essi sono stati selezionati all’interno della procedura di valutazione dal Comitato di Ateneo. Tra gli altri si ricordano i brevetti sugli Ossadiazioli ad attività antiproliferativa del Dipartimento FarmacoChimico Tossicologico, il brevetto USAMAR del Dipartimento di Zoologia e Antropologia biologica, il brevetto Pharmaceutical zeolite-based compositions containing zinc and erytrhomycin, to be used in the tratment of acne del Dipartimento di Scienze mineralogiche, il brevetto PCT su materiali ibridi per la fotonica del Dipartimento di Architettura e Pianificazione ed i tre brevetti del Dipartimento di Economia e sistemi arborei sui nuovi cloni di vitis vinifera (vermentino, vernaccia, ecc.). y) Progetti Equal. PIC Equal - Mis. 1.1 Si tratta di un progetto recentemente approvato dalla Regione Sardegna nel quadro delle azioni del programma comunitario Equal. Soggetti proponenti e gestori del progetto sono: Associazione Industriali delle province di Sassari e Gallura; Fondazione CUOA, Centro Universitario di organizzazione aziendale, con sede in Altavilla Vicentina; Istituto d’Istruzione superiore Manno di Alghero; Istituto professionale servizi alberghieri e ristorazione di Sassari; Istituto tecnico commerciale e per geometri A. Deffenu di Olbia; Liceo Ginnasio Azuni di Sassari; Istituto d’istruzione superiore Musinu di Thiesi; Università di Sassari. Il progetto, denominato “Distretti formativi e produttivi Nord Sardegna” si inserisce nell’Asse Occupabilità del PIC Equal. L’Università di Sassari, nel quadro del progetto collaborerà alle attività di definizione della strategia della Partneship di Sviluppo e alla pianificazione delle attività e alla definizione e sperimentazione del modello, realizzerà un’indagine sul livello di gradimento dell’offerta formativa da parte delle imprese e un’attività verso gli studenti fuori corso e collaborerà alla realizzazione dei servizi di orientamento verso gli studenti fuori corso. Il budget del progetto è in via di definizione con i partner. PIC Equal - Mis. 3.1. Si tratta di un progetto recentemente approvato dalla Regione Sardegna (determinazione n°1764/AA.GG. del 13/06/05) nel quadro delle azioni del programma comunitario Equal. Soggetti proponenti e gestori del progetto sono: Centro studi Assisi, ITCA Roth di Alghero, Comune di Alghero, EBTER di Sassari, Università di Sassari. Il progetto denominato “ Dai Patti Formativi Territoriali ai Sistemi Formativi Locali” si inserisce nell’Asse Adattabilità volta all’adeguamento delle competenze dei lavoratori ad elevato rischio di esclusione/espulsione dal mercato del lavoro. Il territorio di riferimento nel quale si inserisce il progetto è quello ricompreso nell’area del PIT SS2 (“Dalla Riviera del Corallo al Logudoro Mejlogu”) che rappresenta il punto di partenza dell’idea progettuale. L’obiettivo che il progetto intende perseguire è la riqualificazione delle competenze dei lavoratori in linea con le politiche di sviluppo locale e le vocazioni territoriali, riducendo il rischio di fenomeni di esclusione espulsione dal mercato del lavoro e creando al contempo un raccordo effettivo e reale tra programmi di sviluppo ed opportunità ed interventi formativi. La strategia che si intende perseguire, per il raggiungimento di tale obiettivo, è la sperimentazione di un Patto Formativo Territoriale quale strumento innovativo capace di integrare le politiche della Formazione Continua con le politiche di Sviluppo Locale. L’Università concorrerà nel progetto alla ricerca e definizione dei “prodotti formativi d’area” ovvero alla ricognizione di un’insieme di interventi integrati (formazione, consulenza, supporto tecnico) funzionali alla creazione di figure professionali in uscita e coerenti con le linee di sviluppo tracciate dal PIT SS2. Il budget del progetto è in via di definizione con i partner. 32. La programmazione regionale. Quadro riepilogativo Interventi dell’APQ Si fornisce di seguito il quadro aggiornato degli interventi previsti dall’Accordo di Programma Quadro (APQ) programmati dalla Regione Sardegna, che vedono coinvolta l’Università di Sassari. P1- Distretto tecnologico della biomedicina 84 85 Nel quadro degli interventi previsti dall’Accordo di Programma Quadro (APQ) la Regione Sardegna ha emanato il Bando - inviato per la pubblicazione sul BURAS della Regione Sardegna il 19 agosto 2005 - che dà attuazione all’Azione A.1 “Programmi Specifici di Ricerca, Sviluppo e Formazione” del Progetto P1 “Distretto della Biomedicina e delle Tecnologie per la Salute” dell’Accordo di Programma Quadro “Ricerca Scientifica ed Innovazione Tecnologica”. Il bando è aperto alla partecipazione di imprese, Università, parchi scientifici e tecnologici. L’Azione A.1 “Programmi Specifici di Ricerca, Sviluppo e Formazione” – inserita nell’intervento, prevede l’attivazione dei seguenti cinque laboratori tecnologici: - Laboratorio di Bioinformatica e Biomedicina Computazionale (A.1.1) - Laboratorio di Genotipizzazione, Diagnostica Molecolare e Farmacogenetica (A.1.2) - Laboratorio di Farmacologia Preclinica Certificata GLP (A.1.3) - Laboratorio di Biotecnologie Applicate alla Biomedicina (A.1.4) - Laboratorio di Modellizzazione e Screening di Molecole Bioattive (A.1.5). I Laboratori, che costituiranno le strutture strategiche del Distretto, si configurano come sistemi strutturati di cooperazione organica e strutturale tra sistema scientifico e sistema imprenditoriale. All’interno di ciascun Laboratorio dovranno pertanto convergere le attività e le competenze scientifiche e tecnologiche di imprese, università, enti pubblici e privati di ricerca, e di ogni altro soggetto pubblico e privato attivo nella ricerca e nell’innovazione. L' Università di Sassari insieme alle imprese che hanno già dato l'adesione formale concorrerà all'Azione A.1.4 per l'attivazione del Laboratorio di Biotecnologie applicate alla Biomedicina con un progetto relativo allo sviluppo di prodotti biotecnologici per la ricerca e la salute dell’uomo. L’Università di Sassari concorrerà alla realizzazione del progetto con gli elaborati del Comitato tecnico composto dai professori Francesco Feo, Antonello Ganau, Marilena Formato, Giuseppe Paglietti, Salvatore Naitana e dal delegato per l’intervento presso la Regione Prof. Salvatore Rubino. Il finanziamento pubblico riguarda quindi obiettivi da raggiungere in collaborazione con le imprese per l'ottenimento di prodotti industriali biomedici. Pertanto non si tratta di progetti di ricerca tradizionale, ma dell'individuazione del prodotto industriale sulla base della ricerca. Contestualmente alle attività di ricerca industriale verranno autonomamente presentati progetti per la realizzazione di attività di formazione di ricercatori e tecnici di ricerca operanti nel settore industriale (secondo le modalità di cui all’art. 8 del Decreto Ministeriale n. 593/2000) finalizzate all’apprendimento di conoscenze utili per le attività di ricerca e sviluppo, e destinate al personale di ricerca, anche dipendente, del soggetto proponente. Bando: scadenza 23 settembre 2005 Importo massimo del progetto da presentare: 5 M euro P3- Progetto Cyber Sard – Rete di poli di calcolo ad alte prestazioni. L’Università di Sassari ha partecipato al bando del MIUR n.1575 del 29.11.2004 sulla realizzazione di una rete di poli di calcolo ad alte prestazioni aderendo al Consorzio Cosmolab, costituito tra soggetti pubblici e privati. L’Università degli Studi di Sassari partecipa al Consorzio con una quota pari al 16,66% del capitale sociale ed ha nominato nel Consiglio Direttivo il Prof. Bruno Masala e nel Comitato Scientifico il Prof. Giuseppe Suffritti; sono soci del Consorzio l’Università degli studi di Cagliari: 16,66%; l’Istituto Nazionale di Astrofisica: 16,66%; l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: 16,66%; il CRS4: 24.16%; Nice s.r.l.: 9,20%, e TISCALI Spa.). Il progetto è finalizzato alla realizzazione in Sardegna di una cyberinfrastructure, organizzata su una rete di poli di calcolo ad alte prestazioni, orientata alla ricerca fondamentale ed applicata nei settori scientifici delle scienze naturali, dell’ingegneria e dell’informatica, in cui i soci del consorzio sono attivamente coinvolti a livello di eccellenza internazionale. L’infrastruttura è basata su poli di calcolo complementari, localizzati in modo da rafforzare e valorizzare preesistenti infrastrutture di ricerca ed integrati in una architettura di tipo Grid con connessioni in fibre ottiche dedicate, che permetteranno di sperimentare nuovi paradigmi di calcolo in grado di aggregare dinamicamente risorse distribuite e di fornire una potenza aggregata di picco di alcuni TeraFLOPS. Le fibre ottiche dedicate garantiranno connessione a larghissima banda tra i nodi - si prevedono multipli di 10Gbit/s – e permetteranno attraverso la gestione dinamica dei cammini ottici di svolgere attività di ricerca e sperimentazione su un nuovo paradigma computazionale (Bandwidth Unlimited Computing). In particolare, il progetto mira a realizzare una piattaforma hardware/software cooperativa per il calcolo ad alte prestazioni e la simulazione che federerà centri di eccellenza presenti sul territorio regionale Sardo, tra cui il polo scientifico di Sassari, permettendo lo svolgimento di innovative attività di ricerca fondamentale ed applicata basate su tecnologie computazionali. L’infrastruttura sarà integrata nella rete regionale, nazionale ed internazionale dei poli scientifici e tecnologici attraverso, dal punto di vista fisico, la rete della Regione Sardegna, a cui questo progetto offre un importante valore aggiunto, e la rete GARR e Janna che offriranno connettività internazionale ad alta velocità; e attraverso, dal punto di vista logico, la pubblicazione di servizi grid nella GRID italiana ed internazionale. Copertura finanziaria: € 6.000.000 – PON Ricerca - Misura II.2 azione a – Avviso 1575 del 29/11/04. € 3.000.000 - Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna Approvato dal MIUR nel mese di Agosto 2005 85 86 P4 – Centro di ricerca veterinario con annessa azienda zootecnica sperimentale. Realizzazione struttura, laboratori e acquisto relative attrezzature L’intervento prevede la realizzazione di nuove infrastrutture in grado di ospitare un Centro di ricerca veterinario e annessa azienda zootecnica sperimentale, in linea con gli standard europei, ai fini dell’accreditamento UE della Facoltà di Medicina Veterinaria di Sassari. In particolare, si prevede: la realizzazione della nuova sede del Centro di Ricerca e della annessa Azienda zootecnica didattico-sperimentale; l’acquisto di mezzi agricoli ed animali per l’Azienda zootecnica; l’acquisto di apparecchiature didattiche e attrezzature scientifiche adeguate ai nuovi laboratori. L’intervento si integra con il progetto P5a Attivazione del Centro di biodiversità animale per la Valorizzazione patrimonio animale con riferimento alla produzione e alla ricerca al servizio dell’allevamento. A supporto della ricerca scientifica è prevista l’assegnazione di borse di studio a giovani laureati nello specifico settore. La Regione Sardegna ha indicato quale Soggetto gestore la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari, la quale ha incaricato come responsabile del progetto il Prof. Sergio Coda. Importo del progetto e copertura finanziaria: € 5.000.000 – Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna. P 5A – Attivazione del Centro di biodiversità animale per la valorizzazione del patrimonio animale con riferimento alla produzione ed alla ricerca al servizio dell’allevamento. E’ prevista la attivazione del Centro di biodiversità animale attraverso la realizzazione/potenziamento di specifici laboratori presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari e presso l’Istituto Zootecnico e Caseario/Ente Regionale Agricoltura per lo svolgimento di attività di Ricerca finalizzata alla valorizzazione della biodiversità del patrimonio animale, con riferimento alla produzione e alla ricerca al servizio dell’allevamento, in grado di supportare le esigenze manifestate dal settore di riferimento. In particolare sono previsti interventi per il miglioramento delle produzioni animali, soprattutto per quanto riguarda la sanità ed il benessere dei soggetti allevati, la qualità e la sicurezza alimentare e la sostenibilità dell’allevamento con particolare riferimento alle risorse genetiche animali di tipo locale, comprese le specie selvatiche. La Regione Sardegna ha indicato quale Soggetto gestore la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari insieme all’Istituto Zootecnico e Caseario, successivamente confluito nell’Ente Regionale Agricoltura (ERA) mentre sono stati nominati quali responsabili del progetto per l’Ateneo il Prof. Sergio Coda e per l’ERA il Dott. Antonello Carta. Costo pubblico e copertura finanziaria: € 2.000.000– Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna P5B- Realizzazione di un Centro sulla Biodiversità marina, mirato alla conoscenza e all'allevamento di pesci e invertebrati della Sardegna Nell’APQ è prevista la realizzazione di specifici laboratori/centri di competenza per lo svolgimento di attività di valutazione e valorizzazione della Biodiversità marina con particolare riferimento all’allevamento estensivo di specie ittiche e di macro-invertebrati che caratterizzano il mare di Sardegna (esempio: Corallo rosso, Attinia, Aragosta, Vongola verace, meiofauna delle grotte sottomarine, specie ittiche pregiate per la loro composizione ecc.), in grado di supportare, in alcuni casi, la crescente esigenza di diversificazione e di caratterizzazione del prodotto sardo, in altri la valorizzazione e la tutela di specifici ambienti naturali. Gli interventi terranno in giusta considerazione il contributo alla biodiversità marina. La sinergia, infatti, tra vari tipi di stress (aumento della temperatura, inquinamenti, la distruzione di habitat, l’introduzione di specie aliene anche tossiche e diffusione di patogeni, potrà perturbare le attuali interconnessioni tra specie (rapporti trofici), e portare ad una ristrutturazione delle comunità, accompagnata anche da eventuali fenomeni di estinzione, su scala locale e globale. La Regione Sardegna ha indicato quali Soggetti gestori l’Università di Sassari, l’Università di Cagliari e Porto Conte Ricerche mentre sono stati nominati quali responsabili del progetto per l’Ateneo il Prof. Nicola Sechi e il Prof. Marco Curini Galletti Costo pubblico e copertura finanziaria: € 1.000.000 – Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna P8 – Avvio per la realizzazione di altri Centri di competenza in Sardegna L’intervento prevede l’avvio della realizzazione di Centri di Competenza Regionali (CdCR), quali acceleratori di sviluppo e strutture di interfaccia fra il sistema della ricerca e quello della produzione, in settori che coincidono con le aree di forza dell’offerta e con i settori qualificanti della domanda regionale e nazionale, più precisamente: - biologia avanzata e sue applicazioni - analisi rischio ambientale - trasporti - conservazione e restauro dei beni culturali e ambientali 86 87 - produzioni agro-alimentari - nuove tecnologie per le attività produttive - tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) I Centri di Competenza sono strutture miste tra Università e impresa volte al monitoraggio e al censimento delle competenze presenti negli Atenei e finalizzate al successivo trasferimento di know-how alle imprese e al mercato. Si tratta di un intervento parallelo e compatibile ad altre iniziative per lo sviluppo della ricerca applicata e del trasferimento tecnologico (Industrial Liaison Office, Rete regionale dell’innovazione, Spin Off). L’APQ, contiene 5 Meuro per l’avvio dei Centri. La Regione Sardegna ha chiarito che vi sarà la regia regionale per il procedimento con probabile bando aperto alla partecipazione delle due Università isolane per avviare i 7 settori previsti, salvo una riduzione a 5 (con scorporo di Rischio ambientale e Trasporti). In attesa del bando regionale, previsto per dicembre 2005, le Università di Cagliari e di Sassari ritenendo di rappresentare, nella realtà isolana, nodi primari e irrinunciabili di tali aggregati, hanno deciso di cooperare col procedere innanzi tutto al censimento delle proprie competenze e risorse interne. L’Università di Sassari ha indicato quali componenti dei tavoli di lavoro tematici i seguenti docenti: Analisi rischio ambientale: Prof. Stefano Enzo Trasporti: Prof. Michele Comenale Biologie avanzate: Prof. Salvatore Rubino Produzioni agroalim.: Prof. Antonio Farris Conservazione Beni culturali: Prof. Raimondo Zucca Nuove tecnologie: Prof. Massimo Tistarelli Tecnologie dell’informazione e comunicazione: Prof. Francesco Paschino Successivamente potranno essere costituiti dei ‘tavoli’ di progettazione dei Centri, nel confronto con le altre importanti realtà rappresentate da Enti di ricerca pubblici e privati e/o imprese, unitamente alle quali siamo istituzionalmente presenti nei tavoli di concertazione presso la RAS. Costo pubblico e copertura finanziaria: € 5.000.000 di cui: € 1.150.000 – Delibera CIPE 20/2004 – Quota E.4 Risorse Regioni Mezzogiorno – Regione Sardegna € 3.850.000 – POR Sardegna – Misura 3.13 33. Industrial liaison office L’Università di Sassari ha predisposto un progetto di un nuovo Ufficio per il trasferimento della conoscenza Università-Aziende (Industrial Liaison Office) come capofila di un gruppo che comprende anche le Università di Cagliari, Genova, Milano Bicocca. Referente del progetto il prof. Enrico Grosso, Responsabile scientifico il prof. Francesco Morandi. Progetto presentato al MIUR entro la scadenza del 30 settembre 2005. L'ILONET intende qualificare e consolidare nei prossimi due anni i rapporti tra le Università partecipanti ed il sistema socio-economico. E' obiettivo dell’ILONET: - Essere punto di riferimento univoco per l'individuazione delle competenze scientifiche disponibili e delle attività di ricerca condotte dagli Atenei partecipanti; - Favorire e coadiuvare la realizzazione di progetti congiunti tra università e impresa; - Supportare la creazione di impresa attraverso azioni di carattere culturale, infrastrutturale e finanziario. I risultati attesi dal progetto sono: - La realizzazione di una piattaforma comune, che sfrutti l’infrastruttura di rete e raccolga in modo organico procedure ed informazioni utili a qualificare e diffondere i risultati della ricerca; - La definizione, attraverso un serrato confronto con il sistema socio-economico, di una gamma di servizi che vada incontro alle necessità di ricercatori e imprese; - La formazione e la qualificazione internazionale del personale universitario. L’investimento darà di 1.735.000 Euro, di cui 458.000 a favore dell’Università di Sassari (250.000 richiesti al MIUR). Si attende un contributo integrativo della Regione Sarda di circa 300.000 Euro per le Università di Cagliari e di Sassari. L’Università di Sassari ha al suo attivo un rapporto sistematico e continuo con l’Associazione Industriali e la Camera di Commercio locale. L’Ateneo intrattiene inoltre collaborazioni e convenzioni, a vario titolo, con primari soggetti esterni pubblici e privati. Obiettivo dell’ILONET è la promozione ed il rafforzamento della collaborazione con il mondo produttivo e dei servizi a livello locale, nazionale ed internazionale. Tale obiettivo sarà perseguito tramite una serie di obiettivi intermedi e temporalmente definiti tra i quali: - il censimento e l’organizzazione delle competenze e delle attività presenti presso gli atenei coinvolti; - la predisposizione di metodologie di comunicazione efficaci, da attuarsi in ambito nazionale ed internazionale; - la definizione e l’attuazione di efficaci azioni di supporto ai ricercatori nelle attività di brevettazione e negoziazione dei risultati; - la definizione e l’attuazione di azioni finalizzate alla creazione di nuova impresa; - la definizione e l’attuazione di azioni mirate per guidare ricercatori e aziende (specialmente PMI) nella predisposizione di contratti e convenzioni di ricerca a finanziamento privato; 87 88 - il monitoraggio continuo delle attività svolte, al fine di valutare i risultati delle azioni intraprese e di pianificare adeguatamente eventuali azioni correttive. Il progetto consentirà di studiare, definire e realizzare una piattaforma di lavoro comune, atta a supportare attività e procedure cooperative tra gli atenei coinvolti. La piattaforma informativa, fortemente caratterizzata da funzionalità di rete, metterà a disposizione servizi per la condivisione e la circolazione di informazioni relative alle proposte di ricerca (ad iniziativa accademica o industriale), ai risultati scientifici (brevettati o brevettabili), alla realizzazione di progetti congiunti tra università e impresa. I principali risultati attesi dal progetto riguardano in modo specifico la definizione e l’implementazione di servizi condivisi; in particolare tali servizi dovranno rispondere a tre distinte tipologie di utenza: personale amministrativo, ricercatori (soggetti interni al sistema ricerca), aziende ed enti (soggetti esterni al sistema ricerca). Per il personale amministrativo si prevede, nell’arco del progetto, il raggiungimento delle seguenti funzionalità minime: - rapido accesso ad informazioni di carattere tecnico e legale; - condivisione di modulistica e procedure; - supporto informatico nell’esecuzione delle procedure; - addestramento continuo. Per i ricercatori e le aziende esterne i risultati attesi riguardano al contrario: - il rapido inserimento/consultazione di schede-tipo relative a competenze, progetti e risultati scientifici; - la promozione e la valorizzazione del lavoro svolto attraverso una capillare rete di diffusione delle informazioni (newsletter, opuscoli, presentazioni presso le associazioni di categoria, partecipazione a fiere e manifestazioni); - la facilitazione nella ricerca di partnership su programmi di ricerca ad iniziativa accademica e industriale; - la facilitazione delle procedure relative alla predisposizione di contratti e convenzioni; - la facilitazione delle procedure relative alla brevettazione e alla negoziazione dei risultati. Risultato atteso di primaria importanza è infine la formazione e la qualificazione del personale universitario, in particolare rispetto alle problematiche di sfruttamento ed internazionalizzazione del sistema ricerca. Nell’ambito del progetto sono allo scopo previste specifiche attività di scambio del personale tra gli atenei e partecipazioni a reti europee di trasferimento tecnologico (PROTON). 34. Il Museo della Scienza e della Tecnica Con i fondi (€ 15.000) concessi dal MIUR in base alla legge 6/2000 la Commissione competente, presieduta dalla Prof.ssa Paola Pranzetti, ha creato il sito web: “Il museo della Scienza e della Tecnica dell’Università di Sassari” (http://www.uniss.it/museo) e ha acquisito strumentazioni utili. Il sito, a carattere divulgativo e comprendente circa 150 schede e 200 immagini, costruito con il supporto tecnico del Gruppo Comunicazione dell'Ateneo e con la collaborazione dei Referenti per le Collezioni, è stato presentato presso diversi Istituti superiori della città nel corso della XV Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica. È in corso di pubblicazione la serie di volumi relativi alle Collezioni: è stato edito nel 2004 "Gli antichi strumenti di Fisica - Ottica" (Edes); sono in preparazione gli studi sulle Collezioni Anatomica e Zoologica. La Collana è finanziata con risorse messe a disposizione, di volta in volta, dall'Ateneo. 35. Biblioteche Il Sistema Bibliotecario d’Ateneo, a distanza di sei anni dalla sua costituzione, ha visto progredire notevolmente la sua attività, grazie anche all’apporto della Commissione di Ateneo per le Biblioteche, presieduta dal prof. Francesco Sini, che ha saputo dare gli opportuni indirizzi per la realizzazione dei progetti di ampliamento, e della dirigente dott.ssa Elisabetta Pilia, recentemente nominata Assessore Regionale alla P.I., che ha impartito le impostazioni di fondo per il buon funzionamento del Sistema. Il Sistema Bibliotecario d’Ateneo è attualmente diretto dal dott. Ignazio Carassino. Il Catalogo collettivo ALEPH è oramai una realtà che si è affermata in tutte le biblioteche del Sistema Bibliotecario d’Ateneo e il suo incremento, che ha superato i 260.000 record bibliografici, è affidato a bibliotecari che hanno raggiunto, attraverso numerosi corsi di aggiornamento, un buon livello professionale. Il numero dei documenti catalogati è di molto inferiore alla consistenza del patrimonio bibliografico dell’Ateneo, costituito in parte da grosse sezioni di biblioteche del Sistema non ancora catalogate e da fondi librari dispersi nelle Facoltà e negli Istituti, che sfuggono al controllo dell’esiguo personale bibliotecario e non possono essere fruibili pienamente dall’utenza. Gran parte di questo materiale è accessibile tramite la consultazione dei cataloghi cartacei locali, ma dovrà essere recuperato nel catalogo collettivo per un’offerta più ampia ed esaustiva. Le biblioteche che costituiscono il Sistema Bibliotecario d’Ateneo sono attualmente 22 (3 Interfacoltà, 7 di Facoltà, 11 di Dipartimento, 1 Mediateca) e tutte, ad eccezione di una, perché sprovvista di personale, partecipano attivamente al Catalogo Collettivo. Alcune biblioteche sono decentrate, trovandosi ad Alghero, Olbia, Nuoro. Recentemente è pervenuta la richiesta della neo istituzione di Oristano per entrare a far parte del Sistema Bibliotecario d’Ateneo. Si intende, tuttavia, cercare di portare nel Sistema Bibliotecario d’Ateneo tutti quei fondi librari, che sono oltre 40, che sebbene costituiscano una buona fetta del materiale documentario dell’Ateneo, molto spesso di grande interesse, non possono essere accessibili all’utenza. Per far ciò si vuole intervenire riducendo l’attuale elevatissimo numero di unità amministrative e i punti di servizio, accorpando le piccole biblioteche e i fondi librari entro il Sistema bibliotecario di Ateneo in Aree omogenee, per procedere, dove è possibile, all’accorpamento fisico delle strutture, in 88 89 modo da ridurre l’attuale frammentazione delle strutture bibliotecarie e razionalizzare il sistema al fine di realizzare consistenti economie di scala, migliorare i servizi. Il software Aleph passerà, quest’anno dalla versione 14 alla versione 16,1, e ciò comporterà l’adozione di un nuovo potente server, per il quale è già stata espletata la gara d’appalto, e l’acquisto di personal computer più adeguati per la catalogazione. Le postazioni di accesso ad internet riservate al pubblico, che attualmente sono 76, saranno aumentate quasi del doppio grazie ai fondi per il miglioramento dei servizi agli studenti. Per quanto riguarda la sicurezza informatica, nel rispetto del Decreto Legge 27 luglio 2005, n° 144, si sta operando per rendere sicuri i personal computer, intervenendo con la creazione d’un unico dominio che raggruppi i computer delle biblioteche; essi saranno gestiti da un unico server e, configurati secondo le esigenze delle strutture, potranno essere accessibili tramite l’uso di smart card, che consentono l’identificazione degli utenti. Sono ormai tre anni che è stato ampliato l’orario di apertura delle biblioteche, ricorrendo a personale esterno, attraverso una verifica che ha dato ottimi risultati nella Biblioteca delle Facoltà umanistiche, Biblioteca Pigliaru, nelle biblioteche di Agraria, Medicina, Veterinaria, Scienze Giuridiche. L’orario è stato portato a 60-62 ore settimanali. Dal mese di giugno è stato sperimentato l’estensione dell’orario fino alla mezzanotte nella Biblioteca “A. Pigliaru” ottenendo buoni risultati, che hanno indotto l’Amministrazione a proseguire nell’offerta dei servizi di quella biblioteca anche per quella fascia oraria. Si è infatti osservata una media di accessi di oltre un centinaio di persone ogni notte, una trentina di prestiti e varie consultazioni nelle postazioni internet. La scelta operata dall’Amministrazione ha favorito alcune categorie di utenti, quali studenti lavoratori, che trovano più confacente un orario del genere e nel contempo ha contribuito a rendere vitale la zona del Quadrilatero. E’ stato appena aggiudicato l’appalto per la fornitura di servizi bibliotecari nelle Biblioteche dell’Ateneo. Si segnala l’importanza dell’avvenimento, in quanto si è scelto di assumere, tramite Cooperative di servizi bibliotecari, personale esterno specializzato per prolungare l’apertura delle biblioteche. Tale personale avrà il compito di estendere i servizi all’utenza, il prestito a domicilio e il servizio di reference. Per quanto riguarda l’attività delle biblioteche, l’Ufficio di Coordinamento dei Servizi bibliotecari sta procedendo nel lavoro di rilevazione delle attività delle singole biblioteche, incoraggiando l’uso delle statistiche attraverso i questionari e con periodiche verifiche. Gli investimenti nel settore dei periodici elettronici sono in continua espansione, grazie anche alle numerose richieste provenienti specialmente dalle aree disciplinari scientifiche. Tra i progetti per l’immediato futuro si pensa di individuare i fondi librari non ancora catalogati e procedere al lavoro di implementazione del catalogo anche tramite personale esterno. In seguito al successo conseguito con l’apertura notturna della Biblioteca “A. Pigliaru”, l’Amministrazione sta valutando l’opportunità di ripetere l’esperimento in una biblioteca dell’area scientifica, ad esempio la Biblioteca di Medicina e Chirurgia. Alla luce di nuove esigenze che si sono manifestate per il buon funzionamento delle biblioteche, si pensa di modificare il Regolamento del Sistema Bibliotecario d’Ateneo. La Commissione delle Biblioteche d’Ateneo avrà il compito di esaminare la bozza del nuovo regolamento e di proporlo al Senato ed al Consiglio di Amministrazione. Nell’ambito delle modifiche per la razionalizzazione delle strutture, si sta pensando all’accorpamento amministrativo delle biblioteche di Facoltà. Ciò renderà più omogenee le operazioni di acquisizione del materiale bibliografico e si eviteranno inutili doppioni nelle biblioteche della stessa area. Allo stesso tempo si cercherà, dove sarà possibile, di accorpare le piccole biblioteche a quelle più grandi, per costituire biblioteche che siano di riferimento a grandi aree disciplinari. In tal modo si potrà utilizzare più razionalmente il personale bibliotecario, attualmente insufficiente per far fronte alle necessità. A questo proposito l’amministrazione sta per indire un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di Assistenti di biblioteca. Ciò consentirà di soddisfare il fabbisogno di personale nelle strutture in cui scarseggia, di ampliare i servizi all’utenza e di ridurre i costi per il personale esterno fornito dalle cooperative. Si interverrà, inoltre, per promuovere la mobilità verticale per i bibliotecari che hanno svolto lunghi anni di servizio nello stessa posizione e per consentire il mutamento d’area agli amministrativi che hanno svolto per anni mansioni bibliotecarie lavorando nel campo della catalogazione. E’ in fase di acquisizione un software per la rilevazione delle attività delle singole biblioteche. Esso sostituirà i questionari conoscitivi che vengono compilati mensilmente e annualmente dai responsabili delle biblioteche e consentirà un monitoraggio continuo e aggiornato delle strutture. Si è allargata la rete informatica per la fruizione delle risorse elettroniche alle sezioni di Nuoro, Alghero e Olbia. Si sta predisponendo un collegamento con la nuova sede di Oristano. Per risolvere l’annoso problema della rilegatura e del restauro dei documenti, un capitolo che pesa nel bilancio delle strutture, si sta pensando alla creazione di un laboratorio di restauro del libro che serva alle biblioteche dell’Ateneo e sia gestito da una cooperativa costituita da laureati in Beni culturali, con indirizzo archivistico-biblioteconomico. Ciò otterrà un beneficio economico all’Ateneo e fornirà un’opportunità di lavoro ai nostri laureati. L’incremento delle acquisizioni librarie (attualmente il patrimonio documentario è costituito da circa 500.000 unità) è l’obiettivo costante in tutte le Biblioteche del Sistema; l’acquisizione centralizzata dei periodici cartacei, prevista per l’anno 2006, è stata rinviata all’anno successivo, non appena si attueranno l’accorpamento amministrativo delle biblioteche di Facoltà e il nuovo regolamento del Sistema Bibliotecario d’Ateneo; compatibilmente con l’aumento delle acquisizioni si otterrà l’aumento dei metri lineari nelle scaffalature. Dove sarà consentito dagli spazi, si cercherà di mettere a disposizione un maggior numero di posti nelle sale di lettura. 89 90 Saranno aumentati i fondi per il restauro e conservazione del materiale bibliografico. Si prevede l’incremento delle risorse elettroniche ed in particolare dei periodici, che al momento comportano una spesa annua di oltre 150.000 euro, con l’obiettivo di ottenere una riduzione del numero degli abbonamenti ai periodici su supporto cartaceo acquisiti dalle singole biblioteche. Nonostante le riduzioni generali di budget, si cercherà di incrementare la dotazione delle diverse biblioteche interfacoltà, di Facoltà e di Dipartimento. Dovranno essere ridefiniti i contributi di laboratorio, biblioteche, viaggi di istruzione, servizi agli studenti, orientamento e promozione, tutorato, tirocinio. Si opereranno interventi migliorativi per il coordinamento del sistema bibliotecario e saranno promosse nuove azioni per la formazione e l’aggiornamento del personale bibliotecario. 36. Centro linguistico di Ateneo Il Centro linguistico di Ateneo, inaugurato il 22 ottobre 2001 dopo un lungo periodo di gestazione, grazie alla disponibilità dei locali dell’Amministrazione Comunale, è destinato a svolgere un’azione incisiva all’interno dell’Ateneo e nel territorio: sono state rese operative nei locali di Via Roma oltre 100 postazioni simultanee, con terminali; altre aule didattiche sono in corso di allestimento presso altri 5 poli. Il Centro è stato attrezzato in massima parte con ingenti finanziamenti comunitari, con i suoi laboratori multimediali e per l’autoapprendimento ed un laboratorio per la produzione e l’acquisizione di un consistente fondo librario e di materiale multimediale per la didattica delle lingue straniere. È disponibile un finanziamento comunitario per dotare le Facoltà distanti dal Centro di propri laboratori linguistici, ai quali la sede centrale potrà inviare via cavo i corsi e le esercitazioni per linguaggi a scopi speciali. Poiché la conoscenza delle lingue straniere e l’informatica saranno il “passaporto” per l’Europa ed i Paesi extraeuropei dei nostri studenti, non potranno mancare nell’immediato futuro importanti ulteriori iniziative nei settori formativi di pertinenza ed ogni possibile agevolazione all’allargamento dei soggiorni all’estero. Purtroppo i locali delle ex cisterne dell’acquedotto comunale si sono rivelati scarsamente funzionali, a causa di alcune carenze edilizio-strutturali-impiantistiche, con persistenti infiltrazioni d’acqua che hanno imposto a partire dal 20 ottobre 2004 la temporanea chiusura del Centro per ragioni di sicurezza. L’Ateneo ritiene prioritario risolvere in tempi rapidi il problema, per garantire piena efficienza al Centro Linguistico, non trascurando l’ipotesi di un suo trasferimento in altri locali. E’ in corso una trattativa per l’acquisto del palazzo ex ENEL di Via Roma. In previsione di un ripristino temporaneo del Centro Linguistico o di un suo trasferimento, si pone l'urgente necessità di provvedere a opportuni interventi tecnici finalizzati alla verifica del funzionamento e alle eventuali riparazioni delle seguenti preziose attrezzature di cui il Centro dispone: -n. 2 laboratori multimediali da 12 postazioni corredati di: consolle di gestione del laboratorio, 14 PC, videolavagna elettronica, videoregistratore, PC multimediale con videoconvertitore, scanner, sistema di proiezione, impianto per la ricezione satellitare -n. 2 laboratori linguistici da 20 postazioni corredati di: c onsolle di gestione del laboratorio, 21 PC, cuffie e microfono, impianto di videolavagna elettronica, videoregistratore, impianto per la ricezione satellitare; -n.1 laboratorio linguistico da 20 postazioni corredato di: consolle di gestione del laboratorio, 19 PC, cuffie e microfono, impianto di videolavagna elettronica, videoregistratore, impianto per la ricezione satellitare; -n.1 laboratorio di autoapprendimento corredato di: consolle di gestione del laboratorio, 7 PC, 6 postazioni audio, 6 televisori con videoregistratore, 6 decoder satellitari, impianto di videolavagna elettronica, videoregistratore, impianto per la ricezione satellitare; -n.1 laboratorio di produzione di materiale multimediale con bancata attrezzata per produzione e registrazione cineTV e accessori SONY e IBM corredato di: 1 videocamera digitale SONY + caricabatterie, 1TV Davio 55 GRUNDIG, 1 lettore CD SONY, 1 registratore doppia piastra TEAC, 1 videoregistratore PANASONIC, 1 videoregistratore HITACHI, 1 videoregistratore SONY, 1 decoder satellitare Goldbox, 2 monitor 12" SONY, 1 centralina SONY, 1 audiomixer SONY, 1 generatore effetti SONY, sistema di amplificazione SONY, 1 cuffia SONY, 1 microfono stereo SONY, 1 personal computer IBM, 1 monitor LCD SONY -n. 1 mediateca dotata di: 4 PC - n.1 aula lettori dotata di: 6 PC, 1 stampante L'urgenza di una verifica e di eventuali riparazioni delle attrezzature sopra elencate è tanto più pressante quanto maggiori potrebbero risultare i danni dovuti a ulteriore incuria e stato di abbandono delle stesse. Altrettanto impellente risulta la necessità di verificare la presenza di eventuali danni derivanti dalle infiltrazioni d'acqua alle pareti attrezzate presenti in tutti i laboratori e agli scaffali della mediateca. 37. Sistema informatico/informativo Questi ultimi anni hanno visto una rapida e mirata evoluzione del sistema informativo di Ateneo consentendo un più che soddisfacente allineamento alla media nazionale nel campo della gestione informatizzata dell’amministrazione universitaria e della telecomunicazione. 90 91 Il graduale processo di informatizzazione dei servizi amministrativi (segreterie studenti, carriere del personale, contabilità integrata, protocollo) e della ricerca, con l’adozione di opportuni standard tecnologici ha consentito di ottenere una piattaforma informatica integrata capace sin d’ora di fornire le informazioni, opportunamente elaborate, utili agli organi di controllo per le attività di verifica sull’andamento gestionale e produttivo dell’Ateneo. Tale piattaforma, una volta realizzato il passaggio dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico-analitica, sarà la base elaborativa per le applicazioni destinate al controllo di gestione. Grande rilievo va dato alle iniziative del nostro Ateneo rivolte all’innovazione tecnologica ed adozione dei sistemi di telecomunicazione quali veicoli di diffusione dell’informazione e di offerta didattica. A questo proposito vanno ricordate le iniziative di particolare importanza attualmente in via di realizzazione: - Progetto “Alta formazione e formazione a distanza” finanziato dal MIUR, consiste nella realizzazione di 6 aule multimediali e polifunzionali presso i poli di Alghero, Oristano, Nuoro, Olbia e presso la Facoltà di Lettere in Sassari, per un totale di 130 postazioni studente destinate in prevalenza alla didattica a distanza e basata su di una piattaforma di e-learning di alta qualità. - Progetto di “Learning e training linguistico” finanziato dal MIUR e destinato all’insegnamento delle lingue attraverso le metodologie informatiche e multimediali più innovative, prevede la realizzazione di 9 aule attrezzate di cui 5 destinate alle Facoltà in Sassari e 4 alle sedi gemmate di Alghero, Nuoro, Oristano e Olbia; per un totale di 160 postazioni studente. - Progetto “Larga Banda” finanziato dal MIUR e destinato al potenziamento della capacità trasmissiva della rete di Ateneo tramite tecnologie miste (fibra ottica, wired-wireless, ethernet a 10Gb) in coerenza con l’aumento esponenziale della richiesta di accesso alla rete e dei servizi destinati alla divulgazione tramite questa infrastruttura. In questo contesto viene ad inserirsi l’auspicata adesione della nostra Università (sono in corso i contatti tecnicoburocratici) al progetto del comune di Sassari “Rete Telematica della Città di Sassari” che prevede la cablatura in fibra ottica della città alla quale, oltre al Comune, si allacceranno la Regione, la Provincia e l’ASL. La convenienza nel cogliere questa opportunità risulta evidente sia per motivi economici in quanto ogni struttura raggiunta dalla fibra ottica potrà dismettere le linee Telecom, sia per motivi strategici in quanto gli Enti pubblici più importanti del territorio saranno messi in condizione di comunicare tramite la stessa rete con chiari risvolti positivi in termini di efficienza e collaborazione. Con il mese di ottobre inizieranno i lavori per il potenziamento della rete di Ateneo che, come preannunciato nella relazione sul bilancio 2005 è finanziato dal MIUR e consentirà l’ammodernamento del nostro sistema di comunicazione che, dotato dei più sofisticati apparati di rete e relativi software di gestione, permetteranno a tutte le strutture facenti capo alla Università di Sassari di usufruire di una potenza trasmissiva di elevata efficienza. Il Garr, per l’uscita verso la rete geografica, ha destinato al nostro Ateneo una linea a 622 Mb (155 Mb utilizzabili immediatamente) al posto degli attuali 4 Mb, che verrà attivata nel corso di questo progetto. Il termine dei lavori, che avverranno gradualmente per lotti, è previsto per ottobre 2006. Sono avviate, presso il CED, le attività per l’adeguamento del datawarehouse (database destinato alla analisi aziendale) che si appoggerà sulla server farm composta dalle basi di dati (personale, stipendi, contabilità, studenti e ricerca). Questa piattaforma permetterà l’informatizzazione delle attività di analisi gestionale dell’azienda mediante appositi softwares specializzati. - Progetto “Orientamento” finanziato dal MIUR che tra l’altro prevede la realizzazione di 5 info-point presso le sedi gemmate di Alghero, Nuoro, Oristano, Olbia e Tempio e che, collegati con i data base centrali, consentiranno agli studenti fuori sede di attingere alle informazioni di segreteria nonché stampare certificazioni e documenti in autonomia. - Progetto “Unificazione E-mail“ ha consentito di ricondurre sotto un unico dominio gli indirizzi di posta dell’Ateneo portando ordine nel sistema e consentendo agli utenti di poter utilizzare la posta elettronica anche al di fuori della sede di lavoro. Al fine di migliorare ulteriormente la qualità del traffico di posta elettronica è in programma la realizzazione di opportune Mailing list che permetteranno l’invio mirato di posta a gruppi di destinatari per competenza (ad esempio soli docenti, soli amministrativi, soli tecnici ecc.). Tra le novità si segnala inoltre il sito Web ed il nuovo portale dell’Orientamento, che costituisce una innovazione sul piano delle modalità di comunicazione delle attività riguardanti gli studenti. La prossima nascita dell’Università telematica della Sardegna con fondi POR (tramite un consorzio delle due Università) rappresenterà per i prossimi anni una sfida che vedrà coinvolti gli Atenei ed il territorio, con una sinergia col progetto M@rte: si ipotizzano al momento corsi di laurea di Architettura, Scienze della comunicazione e Scienze dell’amministrazione. L’investimento dovrebbe arrivare ai 18 milioni di euro. È allo studio una collocazione più funzionale del CED, attualmente ospitato negli angusti locali di Piazza d’armi (si pensa al nuovo magazzino di via Rockfeller). Servizi agli studenti All’interno del progetto Orientamento sono stati effettuati alcuni interventi per assicurare servizi informatici a favore degli studenti di tutte le Facoltà, anche attraverso l’allestimento di un aula informatica da 15 postazioni presso il Centro Orientamento studenti in Piazza Duomo, per assicurare un’alfabetizzazione informatica di base, il collegamento ad INTERNET ed i servizi di posta elettronica. Tra le novità si segnala in particolare il sito Web ed il nuovo portale dell’Orientamento, che costituisce una innovazione sul piano delle modalità di comunicazione delle attività riguardanti gli studenti. Grazie al progetto CampusOne è stata definita l’adesione dell'Ateneo alla Convenzione Fondazione CRUI - AICA (Associazione Italiana di Informatica e Calcolo Automatico) riguardante il 91 92 conseguimento da parte degli studenti universitari dell'ECDL (patente europea per l'uso dei computer) con modalità e costi particolarmente vantaggiosi. Occorre identificare la struttura che, sullo stesso piano del Centro Linguistico di Ateneo, possa sovrintendere a tale materia. 38. Assistenza sanitaria Il 12 luglio 2005 si è concluso il lungo confronto fra Regione Autonoma della Sardegna ed Università relativamente alla tipologia di Azienda ospedaliera/universitaria da realizzare in riscontro al Decreto Legislativo 517/99, non ancora applicato in Sardegna. Con i suoi 172 docenti (di cui 140 inseriti in convenzione) e le 84 unità del personale tecnico e amministrativo impegnato nell’attività assistenziale, l’Ateneo intende contrastare la forte spinta del SSN all’ “ospedalizzazione” della Facoltà di Medicina e Chirurgia ed intende battersi per garantire servizi assistenziali di eccellenza, accanto alla qualificata attività formativa e di ricerca. In data 11 ottobre 2004 sono stati firmati i protocolli d’intesa tra la Regione Sarda e le due Università della Sardegna, indispensabili per regolamentare l’attività assistenziale e la formazione nei corsi triennali delle professioni sanitarie e nelle Scuole di specializzazione. Con l’accordo siglato il 12 luglio 2005 fra il Presidente della Regione (on. R. Soru) e l’Assessore alla Sanità (Prof.ssa N. Dirindin) per la RAS da una parte il Rettore (A. Maida), il Preside, il V. preside, il Presidente del Cdl in Medicina e chirurgia (G. Rosati, G. Madeddu, G. Delitala) per l’Università di Sassari dall’altra è stata definita la configurazione di azienda mista da realizzare. Si attende adesso il completamento della stesura del PSR (del quale il suddetto accordo dovrà far parte) e la relativa approvazione da parte del Consiglio regionale. Si auspica che i suddetti adempimenti vengano completati entro la prossima primavera, in modo che con l’inizio del 2007 l’azienda mista possa prendere l’avvio. Il Policlinico universitario, affidato al Rettore dal luglio 2003 ha svolto con efficacia i suoi compiti e chiuso il bilancio consuntivo 2004 con un attivo di € 408.000. E’ urgente l’attivazione dell’azienda mista e quindi il conseguimento della piena autonomia gestionale per eliminare molte difficoltà connesse ad una difficile applicazione di una convenzione con l’Azienda USL n. 1 largamente superata che da tempo provoca penalizzazioni nel rispetto dei diritti del personale universitario e della intera struttura universitaria, in particolare nella erogazione del materiale di consumo, della manutenzione degli immobili, nella fornitura di adeguato personale di assistenza. 39. Impieghi: Edilizia La realizzazione del programma edilizio generale d’Ateneo appare ormai come l’indispensabile presupposto per un decoroso assolvimento dei compiti istituzionali dell’Università (ricerca, didattica, assistenza) e delle attività di supporto. L’Ateneo ha dimostrato negli ultimi anni una indubbia capacità di intercettare consistenti risorse finanziarie da destinare all’edilizia universitaria, con interventi che ormai fanno parte di un quadro programmatorio largamente condiviso, deliberato dal Senato Accademico nell’adunanza del 29.01.1999 e dal Consiglio di Amministrazione in quella del 03.02.1999, integrato e perfezionato in successive delibere del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, in riscontro sia a nuove esigenze sia ad acquisite disponibilità finanziarie. Il Nucleo di Valutazione ha apprezzato l’efficienza dell’Ateneo nella ricerca e nell’utilizzazione delle fonti di finanziamento in conto capitale. Le procedure si sono notevolmente sveltite anche attraverso la stipula in data 27 febbraio 2003 di una convenzione con l’Agenzia del Territorio per la fornitura dei servizi di valutazione tecnicoestimativa e consulenza specialistica. In particolare per la didattica, sono noti gli investimenti in materia di edilizia universitaria, con un incremento crescente dell’indicatore relativo alla dotazione degli spazi per studente in corso: si intende continuare nello sforzo di estendere le dotazioni di spazi, attualmente pari a quasi 9000 posti a sedere, rispetto agli 8275 studenti in corso ed ai 7767 studenti in corso in regola con il pagamento delle tasse, con un indice di dotazione spazi rispettivamente di 0,99 e di 1,09, che come ci si era proposto nella relazione precedente è stato progressivamente portato all’unità. Si richiama molto sinteticamente quanto finora già acquistato, locato, completato dal punto di vista edilizio o in avanzata fase di realizzazione e precisamente: - nella Facoltà di Agraria: sono stati completati i lavori di manutenzione straordinaria, messa a norma degli impianti e messa in sicurezza di tutta la Facoltà per un importo di € 1.500.000. E’ stato completato l’iter burocratico (progettazione e concessione edilizia) per la realizzazione del nuovo complesso didattico e dei servizi generali. Si è pronti a bandire la gara d’appalto (oltre € 4.000.000). E’ in fase di progettazione esecutiva la ristrutturazione delle strutture aziendali agrarie di S. Giovanni/Ottava e Oristano (oltre € 1.500.000); - per la Facoltà di Economia: consegna dei locali per il Dipartimento (in via Torre Tonda) , lavori di messa a norma nei locali di Serra Secca, realizzazione di un corpo aule in via Angioy (nella Palazzina della Facoltà di Scienze MFN); - per la Facoltà di Farmacia: completamento del 1° lotto (circa € 2.500.000), al momento in via di arredamento (circa € 450.000); si procederà quanto prima alla sistemazione dell’area circostante per consentire parcheggi auto e vivibilità all’esterno durante la buona stagione; si prevede l’utilizzo della struttura a partire dai primi mesi del 2006; - per le Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche con Biblioteca interfacoltà: è stato completato il 2° lotto e, per la consegna degli immobili, si attende la realizzazione della rete telefonica e di trasmissione dati, protattasi per un contenzioso con l’impresa; 92 93 - per le Facoltà di Lettere, di Lingue e C.L.A.: è stata completata la sistemazione esterna della Facoltà di Lettere; sono in corso i lavori di sistemazione sotto i pilotis della Facoltà di Lingue. E’ in via di acquisizione lo stabile ex Enel in via Roma ed è in corso di trattative una possibile assegnazione di un padiglione dell’ex mattatoio da parte del Comune; - per la Facoltà di Medicina e Chirurgia: sono stati realizzati i lavori nell’Istituto di Scienze radiologiche per la sistemazione della nuova RM; sono in via di completamento i lavori di realizzazione delle nuove sale operatorie nel Palazzo Clemente e quelli nei locali di pertinenza del comparto operatorio nel nuovo complesso clinico; stanno per avere inizio i cantieri per la ristrutturazione e l’ampliamento degli Istituti di Anatomia patologica e Medicina legale e degli Istituti di Neurologia e Scienze radiologiche; è in corso di ripetizione il bando di gara per la ristrutturazione e l’ampliamento degli Istituti di Igiene e di Patologia generale (bloccato da un ricorso); sono in corso lavori nel Palazzo Clemente per ospitare transitoriamente le strutture che hanno posto negli immobili da sottoporre a ristrutturazione (Neurologia e radiologia), per migliorare la disponibilità di spazi per altre (Oncologia, Medicina interna, Medicina dello sport, Centro ipertensione, Diabetologia, ecc.); è in corso di progettazione la ristrutturazione dell’ex IPAI per ospitare il complesso didattico ed i servizi generali della Facoltà (consentendo così il miglioramento delle condizioni delle strutture al momento ospitate nei palazzi biologici); è stata completata la progettazione della ristrutturazione dello stabile materno-infantile: si procederà a bandire i lavori per lotti in rapporto ai finanziamenti disponibili e alla compatibilità con l’erogazione dell’attività assistenziale. Nel frattempo è stata messa a norma la rete di distribuzione dei gas per Clinica ginecologica, Clinica pediatrica e neonatologica; sono stati eseguiti lavori di messa a norma nel Palazzo della Medicina interna ed è in via di redazione il progetto per la definitiva sua ristrutturazione (Medicina nucleare, degenze, scale di sicurezza, ecc.). Il completamento dell’iter giudiziario conseguente al fallimento dell’impresa SO.DE.CO. ha consentito la ripresa dell’iter per l’ultimazione dell’Istituto di Malattie infettive. E’ in via di espletamento la gara per il nuovo depuratore. Prenderà via rapidamente la realizzazione dell’impianto di cogenerazione mediante finanza di progetto. Il Consiglio di amministrazione ha avviato l’iter per una finanza di progetto che preveda la completa ristrutturazione del Palazzo Clemente e i locali che al momento sono occupati dalla centrale termica. - nella Facoltà di Scienze M.F.N.: si confida nella rapida ripresa dei lavori di ristrutturazione e messa a norma del Dipartimento di chimica, arrestati per colpa dell’impresa; - nel Dipartimento di Storia; acquisto di ulteriori spazi e ristrutturazioni; - per la Facoltà di Medicina veterinaria sono in via di completamento i lavori di ristrutturazione e messa a norma (1° lotto, pari a circa € 1.500.000); - per l’Amministrazione, relativamente a ristrutturazione di uffici. Si confida nella rapida ripresa dei lavori nello stabile di via Rockfeller (arrestati per fallimento della Ditta SODECO) destinati all’Ufficio tecnico e al CED. Sono ripresi i lavori nel Polo bionaturalistico di Piandanna, che andranno avanti con: - il completo rivestimento esterno - la collocazione di tutti gli infissi esterni - il completamento del 1° lotto: aree 1,2, parte della 3 e serra con relative zone esterne. Sono in via di completamento i lavori negli impianti sportivi di S. Giovanni (€ 1.250.000). Sono priorità: - il completamento dei succitati lavori elencati e il completamento delle acquisizioni citate; - il 2° lotto di lavori di messa a norma e ristrutturazione del Dipartimento di Chimica; - la realizzazione dell’Ospedale veterinario; - la Facoltà di Architettura trovi adeguata rapida sistemazione in Alghero in locali forniti dal Comune e dalla Provincia. In conformità alle indicazioni della Commissione mista Senato accademico e Consiglio di amministrazione (Coordinata dal Prof. Maciocco), fatte proprie dal Senato e Consiglio nelle rispettive deliberazioni, e di tutte le iniziative avviate e/o previste, deliberate dal Consiglio di amministrazione: 1) occorre perseguire la sistemazione delle Facoltà di Lettere e di Lingue e del CLA utilizzando gli stabili di cui dispongono, lo stabile ex Enel e l’auspicato padiglione nell’ex mattatoio; 2) occorre definire il lotto di completamento per la Facoltà di Farmacia a Monserrato, nell’ottica della costituzione del Polo chimico-farmaceutico; 3) il polo bionaturalistico può dare risposte a: a) tutte le esigenze della Facoltà di Scienze MFN, tranne le strutture localizzate nel Dipartimento di Chimica; si ottiene così la liberazione del complesso didattico di Monserrato che resta a disposizione del polo chimicofarmaceutico; b) esigenze del Dipartimento di Scienze biomediche (Microbiologia, Biochimica, genetica); c) centro di climatologia; d) musei d’Ateneo; e) esigenze didattiche delle strutture che troveranno definitiva collocazione nel quadrilatero. Il completamento del polo bio-naturalistico richiederà l’impiego delle risorse a disposizione della Facoltà di Scienze MFN (circa € 4.000.000), i fondi dell’over booking e notevoli risorse da acquisire. L’esatta quantificazione si potrà avere una volta ridefinito il progetto esecutivo e una volta chiusi i rapporti con la concessionaria Proger e definito il contenzioso con la Ditta Astaldi. 93 94 Gli attuali organi di governo – che hanno ereditato questo progetto dalle precedenti amministrazioni e che sulla sua impostazione e sulle dimensioni hanno sempre nutrito forti perplessità – cercheranno di portare avanti questo gravoso compito; 4) gli immobili del quadrilatero – una volta liberati dalle Facoltà di Scienze MFN e Farmacia – daranno risposte esaustive alle Facoltà di Economia, Giurisprudenza, Scienze politiche e alla biblioteca Pigliaru; 5) occorrerà tenere in conto le decisioni già assunte da Senato accademico e Consiglio di amministrazione: - la necessità di acquisizione degli ulteriori € 1.250.000 necessari per un 2° lotto di lavori di messa a norma della Facoltà di Medicina Veterinaria; - la necessità di acquisizione delle risorse per i lavori che a suo tempo sarà necessario effettuare negli stabili del Quadrilatero al momento occupati da Scienze M.F.N. e da Farmacia quantificabili in circa 5 milioni di €; - le ulteriori esigenze relative alla Facoltà di Medicina e Chirurgia (rispetto a quelle in precedenza elencate) che dovranno essere prioritariamente fatte afferire a fondi del S.S.N. nell’ambito del progetto che Regione e Università stanno perseguendo di costituzione dell’Azienda mista ospedaliero-universitaria; - l’acquisizione di un terreno collocato quasi come un enclave, all’interno di un’area dell’Università a Piandanna (di fronte al Polo bio-naturalistico), che renderebbe più utilizzabile l’intera area; - la sistemazione completa del palazzo centrale dell’Università (ivi compresi gli immobili di Porta nuova e quello dell’ex Monopolio tabacchi ormai acquisiti dall’Ateneo), ex vetreria, ex bagni popolari, il Palazzo Zirolia dovrà farsi gravare su finanziamenti ad hoc il cui importo sarà di almeno 15 milioni di € ; - accorpamento negli stabili di Piazza Università degli Uffici dell’Amministrazione ubicati in locali (anche in affitto) dispersi nella città (P.zza d’Armi, Monserrato, Via Rolando, Piazza Duomo); - far rientrare in locali dell’Università le strutture (Facoltà, dipartimenti e Istituti) ubicati in spazi locati o in temporaneo comodato d’uso (strutture della Facoltà di Economia in locali della Provincia a Serra Secca e in locali di via Torretonda; strutture della Facoltà di Scienze M.F.N. in locali di Via Sardegna, in Viale Regina Margherita e Via Angioy; strutture della Facoltà di Lingue e Letterature straniere in Via Tempio; Dipartimento di Economia Istituzioni e Società in V.le Regina Margherita; strutture della Facoltà di Scienze politiche in locali della “Nuova Sardegna”). La realizzazione completa di questo programma, oltre che essere l’indispensabile presupposto per un più adeguato assolvimento dei compiti istituzionali dell’Università e che per alcune strutture è anche requisito irrinunciabile per l’accreditamento nel sistema universitario europeo, porterà ad un ulteriore rafforzamento della presenza dell’Ateneo all’interno della città. L’Università si considera infatti non solo parte integrante ma cemento fondamentale della vita stessa della città e con i suoi studenti, i docenti, i ricercatori, il personale tecnico-amministrativo contribuisce a conferire vitalità ad una vasta comunità che gode dei servizi erogati dall’Ateneo anche nel settore dell’assistenza. La nuova distribuzione spaziale e funzionale renderà anche più agevole da parte della Regione la realizzazione, tramite l’ERSU, delle strutture di sua pertinenza, per garantire agli studenti gli indispensabili servizi di cui la Città è ancora, purtroppo, carente pur: - essendo stata completata una seconda residenza universitaria con 150 p.l. (via Verona); - essendo in via di completamento una terza residenza universitaria con 256 p.l. (via Coppino); - essendo prevista la realizzazione di una quarta residenza con circa 70 p.l. (ex fondazione Brigata Sassari). I rapporti di sempre più stretta collaborazione fra l’Università da un lato ed il Conservatorio musicale e l’Accademia delle belle arti dall’altro – in virtù anche delle norme di Legge che hanno equiparato queste ultime istituzioni a quelle universitarie – insieme ad un favorevole atteggiamento dell’Amministrazione comunale rendono sempre più appropriato l’obiettivo di fare di Sassari una “città universitaria e dell’alta formazione”. Recentemente, la Regione ha proposto la costituzione di un “Polo di eccellenza di Agraria e Veterinaria” in località Mamuntanas del Comune di Alghero, nel quale far confluire anche le Facoltà di Agraria e Medicina veterinaria. Allo scopo, la Regione (Delibera G.R. n. 46/4 del 30.09.2005) ha previsto di destinare 20 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo Aree sottoutilizzate di cui alla Delibera CIPE n.35/2005 ed ha assunto un impegno programmatico sulle annualità future dello stesso Fondo pari ad altri 20 milioni di euro. La stessa Regione con Delibere G.R. 14/1 del 31/03/2005 e 23/2 del 25.04.2005 nell’ambito dell’APQ Ricerca scientifica e innovazione tecnologica, ha stanziato 5 milioni di euro per la realizzazione di un Centro di ricerca veterinaria e di una Azienda zootecnica sperimentale–didattica (ai fini dell’accreditamento UE della Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari) e 2 milioni di euro per la realizzazione di un Centro di competenza sulla biodiversità animale presso la Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari e presso l’Istituto Zootecnico caseario. Gli organi di governo dell’Ateneo dovranno procedere quanto prima ad una valutazione globale della suddetta proposta di trasferimento delle due Facoltà in località Mamuntanas del Comune di Alghero, anche in relazione ad eventuali esigenze di dover confinanziare il progetto con rilevanti risorse dell’Università di Sassari ed alla conseguente necessità di rivedere alcuni aspetti del programma edilizio generale dell’Ateneo. 40. L’andamento della spesa al 30 settembre 2005 I proff. Rossi e Enrico hanno effettuato per conto della commissione bilancio nel mese di ottobre un’indagine sull’andamento della spesa 2005 e su eventuali giacenze su capitoli di spesa non utilizzati al 30 settembre. La relazione verrà presentata al Consiglio di Amministrazione. 41. Conclusione 94 95 La presente proposta contiene l’elenco degli obiettivi possibili, con una forte preoccupazione per la scarsa consistenza delle risorse disponibili anche alla luce degli orientamenti governativi sulla legge finanziaria per il 2006 ed alla luce della specifica finalizzazione dei finanziamenti regionali; questa relazione riassume le principali osservazioni del Senato Accademico (che ai sensi dell’art. 16.7 dello Statuto dell’Autonomia e dell’art. 7 del Regolamento per l’amministrazione la finanza e la contabilità ha espresso positivamente un parere motivato), dei componenti il Consiglio di Amministrazione, del Consiglio degli Studenti e di tutti gli utenti dell’Università di Sassari: a tale proposta dovranno adeguarsi i documenti contabili, che garantiranno la coincidenza tra gli obiettivi programmatici presentati in questa relazione e le effettive disponibilità di bilancio. E ciò già in sede di previsione, ma anche attraverso operazioni di assestamento in corso d’anno. 42. SOMMARIO 0. Allegati 1. Premessa 2. Il quadro normativo della programmazione triennale. 3. L’indagine sull’attività di ricerca dei Dipartimenti. 4. Il metodo seguito 5. Gli indirizzi del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione nell’ultimo triennio. 6. Gli indirizzi programmatici del Senato Accademico per il bilancio 2005 7. Il Collegio dei revisori dei conti 8. Il Nucleo di valutazione 9. Questioni di metodo 10. Il fondo di funzionamento ordinario 11. L’avanzo di amministrazione 12. Il fondo di cassa all’inizio ed alla fine dell’esercizio 13. La struttura dei bilanci 14. La programmazione nazionale del sistema universitario 15. Il fondo unico della Regione Sarda 16. La nuova convenzione triennale con la Regione Sarda per gli esercizi 2005-08 17. Il territorio 18. Le tasse studentesche 19. Rapporto tra personale e risorse: Il personale tecnico amministrativo: Un programma di sviluppo 20. Le chiamate dei docenti 21. L’offerta didattica 22. Il Progetto orientamento 23. Il Campus One 24. L’Università diffusa nel territorio 25. Il Consorzio Università telematica della Sardegna 26. Commisione mista Università-ERSU 27. Investimenti per il miglioramento dei servizi agli studenti 28. Dottorati di ricerca 29. Assegnisti 30. Comitato di Ateneo sulla valutazione della ricerca 31. Ricerca 32. La programmazione regionale. Quadro riepilogativo Interventi dell’APQ 33. Industrial liaison office 34. Il Museo della Scienza e della Tecnica 35. Biblioteche 36. Centro linguistico di Ateneo 37. Sistema informatico/informativo 38. Assistenza sanitaria 39. Impieghi: Edilizia 40. L’andamento della spesa al 30 settembre 2005 41. Conclusione 42. Sommario 95