Decembre 2007 – N. 4
DG Mercato interno e servizi
Newsletter sui servizi finanziari
La newsletter Fin-Focus presenta una rassegna delle iniziative della Commissione europea nel
campo dei servizi finanziari, concentrandosi sugli aspetti più rilevanti per utenti e consumatori. La
newsletter costituisce parte integrante della politica in materia di servizi finanziari della
Commissione per il 2005-2010 e viene pubblicata a cadenza semestrale. Per ulteriori informazioni
si prega di consultare il seguente sito:
http://europa.eu.int/comm/internal_market/finances/index_en.htm
IN QUESTO NUMERO
• La crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti - Conseguenze per l'Europa?
• Riesame del mercato unico
• Pagamenti
• Solvibilità II
• Direttiva sul credito al consumo
• Consultazioni ed eventi previsti o in corso
La crisi dei mutui subprime
Conseguenze per l'Europa?
negli
Stati
Uniti
-
Come ha avuto inizio la crisi?
La crisi finanziaria dei mutui subprime ha avuto inizio negli Stati Uniti nel 2006. All'origine della crisi
l'erogazione di mutui a clienti che non fornivano sufficienti garanzie e che in condizioni normali non
li avrebbero ottenuti. Purtroppo il forte calo del mercato immobiliare statunitense ha reso
impossibile per molti proprietari rispettare gli impegni finanziari contratti con conseguente netto
aumento dei sequestri di immobili nel mercato dei mutui subprime. In questo contesto molti dei
principali istituti che erogavano mutui subprime hanno dovuto cessare l'attività o avviare la
procedura di fallimento. Ma perché questa crisi ha ripercussioni per noi in Europa? La risposta è
data dall'interconnessione dei mercati finanziari globali.
Tradizionalmente il rischio di una possibile insolvenza del detentore di un mutuo ipotecario, il
rischio di credito, era detenuto dall'istituto di credito che aveva erogato il mutuo, in genere una
banca. Tuttavia, mediante una procedura di cartolarizzazione, il rischio di credito associato ai
mutui subprime è stato trasferito ai mercati finanziari globali e quindi anche a investitori europei.
Una volta iniziati negli Stati Uniti i sequestri di beni collegati ai mutui subprime, sono cessati i
pagamenti delle rate a copertura di tali mutui, con conseguente perdita di valore dei titoli a essi
collegati. Un altro problema era che nessuno conosceva la reale collocazione sul mercato dei titoli
collegati ai mutui subprime ma solo che dappertutto al mondo vi era chi aveva investito in questi
titoli. L'incertezza ha reso i mercati mondiali estremamente cauti e volatili, con la conseguenza che
ora è molto più difficile ottenere crediti. La crisi dei mutui subprime, specifica del mercato
statunitense, si è trasformata in una crisi finanziaria di portata mondiale.
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Fin-Focus
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La crisi dei mutui statunitensi ha incidenza per gli investitori europei?
I mercati finanziari sono strettamente interconnessi e una crisi in un paese ha effetti sull'economia
di altri paesi. Per affrontare i problemi provocati dalle recenti perturbazioni dei mercati finanziari, la
Commissione si è posta l'obiettivo di migliorare la trasparenza, le pratiche di gestione del rischio e
la valutazione degli strumenti finanziari. Il lavoro della Commissione in settori quali i crediti
ipotecari e l'educazione dei consumatori dovrebbe contribuire a conseguire questo obiettivo.
Inoltre sono stati individuate nuove tematiche che richiedono ulteriori approfondimenti. È
necessario poter individuare meglio le aree di rischio nei mercati finanziari, mettere a punto metodi
più efficaci per la valutazione dei titoli, garantire che gli investitori diversi dalle banche gestiscano
adeguatamente i rischi e analizzare il ruolo svolto dalle agenzie di rating del credito nel corso della
crisi. I ministri delle finanze della UE hanno invitato la Commissione a avviare il lavoro su queste
tematiche entro la fine del 2008.
Riesame del mercato unico
Il mercato unico ha arrecato benefici tangibili ai cittadini europei, stimolando la crescita,
consentendo alle persone di vivere, lavorare e studiare all'estero, e offrendo ai consumatori
un'ampia scelta di prodotti e servizi a prezzi più bassi.
Tuttavia, in quest'inizio del XXI secolo i consumatori non si avvalgono di tutte le possibilità che il
mercato unico offre loro. Il mercato unico presenta potenzialità non utilizzate e, pertanto, deve
essere costantemente adeguato a nuove condizioni e opportunità. Un settore nel quale esistono
notevoli potenzialità per far funzionare meglio il mercato unico è quello dei servizi finanziari al
dettaglio. Conti bancari, strumenti di pagamento, mutui, assicurazioni, investimenti individuali –
sono servizi finanziari che i consumatori e le piccole imprese utilizzano quotidianamente.
Nella consultazione successiva al Libro verde sui servizi finanziari al dettaglio nel mercato unico
(pubblicato nel maggio 2007) le parti interessate hanno lamentato la frammentazione del mercato
unico in settori quali il credito al consumo, i conti bancari, i pagamenti transfrontalieri e i mutui. Alla
luce di questi problemi la Commissione prevede interventi per aumentare la concorrenza e
realizzare una migliore integrazione dei mercati finanziari.
Nel novembre 2007 la Commissione ha portato a termine il proprio riesame del mercato unico con
una relazione dal titolo "Un mercato unico per l’Europa del XXI secolo". Tra gli sviluppi strategici
delineati nella relazione sono indicate alcune nuove iniziative nel settore dei servizi finanziari, di cui
segue una breve rassegna.
Per saperne di più: http://ec.europa.eu/internal_market/finservices-retail/index_en.htm
Agevolare il cambio e l'apertura di conti correnti
I consumatori denunciano regolarmente gli ostacoli che incontrano quando cercano di passare da
un istituto bancario a un altro o di aprire un conto corrente in un altro Stato membro. Solo il 5%
circa dei consumatori cambia conto corrente nel corso di un anno, benché la percentuale di
consumatori insoddisfatti sia molto più alta. Ciò è dovuto a una serie di ostacoli indicati dalla
Commissione nella sua recente indagine sui servizi bancari al dettaglio e dalla relazione del
gruppo di esperti sulla mobilità dei consumatori. Una insufficiente trasparenza sui prezzi, la prassi
delle banche di proporre prodotti vincolati (cfr. di seguito), le spese di chiusura e gli oneri
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amministrativi che gravano sui consumatori, ad esempio per trasferire tutti i pagamenti regolari su
un nuovo conto o per informare i terzi del cambiamento.
Per semplificare le procedure per il cambio di conto e l'apertura di un conto corrente in un altro
Stato membro, la Commissione ha invitato il settore bancario europeo a mettere a punto un codice
di condotta entro la metà del 2008. Il codice dovrebbe articolarsi in due parti: 1) un servizio,
presente in ogni Stato membro, per assistere i consumatori che decidano di cambiare banca e che
dovrebbe facilitare le operazioni necessarie a tal fine, garantendo, ad esempio, che vi sia adeguata
cooperazione tra le due banche interessate dall'operazione; 2) l'impegno a non discriminare i
clienti sulla base della nazionalità e della residenza quando aprono un conto in un altro Stato
membro. La Commissione fornirà al settore bancario i riferimenti, basati sulle migliori pratiche
esistenti, per l'elaborazione del codice. Qualora il settore bancario non riuscisse a mettere a punto
il codice di condotta, la Commissione prenderà in considerazione la possibilità di adottare
provvedimenti legislativi.
Per saperne di più: http://ec.europa.eu/internal_market/finservices-retail/baeg_en.htm
"Svincolare" i servizi
I prodotti vincolati (ovvero quando l'acquisto di un prodotto finanziario è consentito solo se,
contestualmente, ne viene acquistato un altro) costituiscono un chiaro ostacolo alla possibilità di
scelta dei consumatori, vincolando questi ultimi a un particolare promotore di servizi finanziari.
Questa pratica di abbinare i prodotti impedisce la trasparenza dei prezzi, in quanto il costo dei
singoli prodotti non è visibile. Essa inoltre fa lievitare i costi in caso di passaggio da un'istituzione
finanziaria a un'altra – i consumatori, infatti, non possono acquistare prodotti complementari da
diverse istituzioni, ad esempio avere in conto corrente in una banca e contrarre un mutuo in
un'altra. È una pratica che indebolisce la concorrenza e l'efficienza del mercato.
Una recente inchiesta della Commissione ha evidenziato nei mercati europei del credito una prassi
diffusa tendente a subordinare l'effettuazione di determinati servizi all'apertura di un conto
corrente. Ad esempio, i consumatori che intendono accendere un mutuo sono spesso costretti a
aprire un conto corrente nello stesso istituto di credito.
La Commissione è attualmente impegnata a individuare altri aspetti, diversi da mutui e conti
correnti, ad esempio pagamenti e assicurazioni, in cui i prodotti vincolati potrebbero limitare la
concorrenza. A tal fine la Commissione intende analizzare queste pratiche all'interno della UE e,
sulla base dei risultati ottenuti, valuterà gli eventuali benefici di un approccio normativo e prenderà
in considerazione ulteriori interventi.
I dati sul credito
La disponibilità dei dati sul credito è un fattore estremamente importante in un mercato
concorrenziale dei servizi finanziari al dettaglio. L'attuale flusso transfrontaliero dei dati sul credito
all'interno della UE non è del tutto efficiente e determina una frammentazione del mercato del
credito. I consumatori che cercano di contrarre un mutuo presso un istituto di credito in un altro
Stato membro sono tenuti spesso a versare commissioni più elevate o, addirittura, non possono
accendere il mutuo in quanto l'istituto creditizio non è in grado di avere informazioni complete sulla
loro capacità finanziaria.
Uno dei principali obiettivi della Commissione in questo settore è rendere più agevole la
trasmissione di dati sul credito a tutto beneficio dei consumatori e degli istituti di credito. A tal fine
nel 2008 verrà istituito un gruppo di esperti, per aiutare la Commissione a individuare le misure per
migliorare la circolazione dei dati sul credito.
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Mercato dei servizi assicurativi al dettaglio: assicurazione autoveicoli
Le direttive sull'assicurazione autoveicoli sono fondamentali per garantire la libera circolazione dei
veicoli nell'Unione europea. Esse impongono che tutti i veicoli a motore nella Comunità siano
coperti da un'assicurazione obbligatoria sulla responsabilità civile e aboliscono i controlli alle
frontiere sulle assicurazioni. Garantiscono inoltre una migliore protezione delle vittime di incidenti,
compresi quelli provocati da veicoli non identificati o privi di assicurazione. Il risultato è che guidare
un veicolo tra diversi Stati membri è altrettanto facile che all'interno di un unico Stato membro. Nei
primi mesi del 2008 la Commissione prevede di pubblicare un opuscolo sulle assicurazioni dei
veicoli a motore per i cittadini della UE, nel quale intende illustrare al pubblico gli aspetti
fondamentali delle direttive sull'assicurazione autoveicoli.
La Commissione è costantemente impegnata a migliorare il funzionamento del mercato europeo
dei prodotti assicurativi al dettaglio e a eliminare le eventuali restrizioni. Essa prevede di effettuare
uno studio sui fattori che influenzano il prezzo finale delle assicurazioni, analizzando anche le
soluzioni innovative utilizzate dagli assicuratori ai fini del calcolo dei prezzi, quali i regimi del tipo
"paghi quanto guidi" ("pay as you drive").
Per saperne di più: http://ec.europa.eu/internal_market/insurance/motor_en.htm
Prodotti di investimento al dettaglio sostitutivi
I piccoli investitori hanno accesso a una gamma sempre più ampia di prodotti di investimento. La
distinzione tra prodotti finanziari, bancari e assicurativi è andata via via assottigliandosi con
l'emergere di prodotti come i fondi di investimento, le obbligazioni strutturate e le polizze vita del
tipo "unit-linked" che, pur avendo forma giuridica differente, offrono possibilità di investimento
analoghe. Questi prodotti di investimento sostitutivi sono inoltre venduti attraverso canali simili:
molte banche, ad esempio, offrono oltre ai prodotti bancari tradizionali anche prodotti finanziari e
assicurativi.
Una maggiore concorrenza in questo mercato andrà indubbiamente a vantaggio dei consumatori,
in particolare dei piccoli investitori. Preoccupa tuttavia che il quadro normativo UE non sia maturato
di pari passo con l'evoluzione della gamma di prodotti. Ciò deriva dal fatto che differenti norme UE
– molte delle quali anteriori alle innovazioni più recenti – si applicano alla commercializzazione e/o
alla vendita di differenti tipi di prodotti di investimento. Ne risulta che il livello di protezione degli
investitori può variare a seconda della forma giuridica del prodotto o dello status dell'intermediario
che lo fornisce.
I consumatori, l'industria e le autorità degli Stati membri hanno invitato più volte la Commissione a
riesaminare la coerenza della normativa UE applicabile ai differenti tipi di prodotti di investimento al
dettaglio, per verificare se sia necessario adottare un approccio normativo più organico in materia
di commercializzazione e vendita di tutti questi prodotti.
Come primo passo nell'ottobre 2007 è stato lanciato un invito a presentare contributi in materia di
prodotti di investimento al dettaglio sostitutivi con termine ultimo il 18 gennaio 2008. L'obiettivo
precipuo di questa iniziativa è stabilire se esista un rischio reale per gli investitori dovuto alla
presenza di norme differenti in materia, ad esempio, di informazione sui prodotti o di modalità di
gestione da parte degli intermediari. Questi aspetti verranno dibattuti nell'ambito di un'audizione
pubblica che si terrà nel giugno 2008. Sulla base delle risposte pervenute entro il 18 gennaio e di
altri contributi, la Commissione, probabilmente nell'autunno 2008, pubblicherà una comunicazione
in materia.
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Educazione finanziaria
L’educazione finanziaria consente alle persone di migliorare la conoscenza dei prodotti e dei
concetti finanziari e di sviluppare le abilità necessarie per perfezionare la propria alfabetizzazione
in questo settore, ovvero la consapevolezza dei rischi e delle opportunità in campo finanziario e
per operare quindi una scelta consapevole dei servizi finanziari. Al fine di promuovere
un’educazione finanziaria di alta qualità all’interno della UE, la Commissione pubblicherà entro la
fine del 2007 una comunicazione in materia, nella quale illustrerà perché sia importante
l'educazione finanziaria e quali benefici possa apportare ai singoli, all'economia e alla società. La
comunicazione illustrerà le diverse iniziative attuate negli Stati membri in relazione all’educazione
finanziaria, presenterà alcuni principi per le migliori pratiche e annuncerà alcune iniziative future
per incoraggiare e promuovere l'educazione finanziaria.
Una maggiore integrazione del mercato dei mutui ipotecari
Contrarre un mutuo per l'acquisto di una casa costituisce, per la maggior parte dei cittadini della
UE, il maggiore investimento finanziario della vita. La Commissione prevede di adottare entro la
fine del 2007 un Libro bianco sull'integrazione dei mercati europei del credito ipotecario, nel quale
illustrerà le conclusioni di un processo organico di revisione e indicherà i passi da compiere per
creare un mercato dei mutui ipotecari più efficiente e competitivo e offrire ai consumatori una
migliore gamma di prodotti. Il Libro bianco sarà corredato di una valutazione dell'impatto.
Per saperne di più:
http://ec.europa.eu/internal_market/finservices-retail/home-loans/integration_en.htm
Pagamenti
Il buon funzionamento dei sistemi di pagamento è determinante per l’efficacia del mercato interno.
Grazie ad alcune iniziative della UE i consumatori all'interno dell'area dell'euro pagano lo stesso
importo che nel loro paese per prelevare contante dagli sportelli automatici o pagare con il
bancomat. Tuttavia il mercato europeo dei pagamenti rimane frammentato. Ad esempio alcune
carte di pagamento nazionali sono poco accettate all'estero e il mercato delle carte di pagamento
transfrontaliere tende a essere dominato dai grandi sistemi delle carte multinazionali. Trasferire
denaro dal proprio conto corrente verso un conto corrente in un altro Stato membro spesso
richiede molto tempo e alcuni servizi, come gli addebiti automatici, non sono possibili.
La Commissione ripone grandi aspettative nell'instaurazione, entro la fine del 2010, di un'area
unica dei pagamenti in euro (SEPA), che permetterà di concretizzare l'obiettivo di un mercato
unico dei pagamenti in euro, all'interno del quale tutti i pagamenti elettronici siano considerati
domestici e non esista differenza tra i pagamenti nazionali e transfrontalieri intraeuropei in euro. I
pagamenti transfrontalieri dovranno essere più rapidi (in modo da pervenire anche in un solo
giorno lavorativo), meno cari, più sicuri e confortevoli (meno carte nei nostri portafogli).
Il primo passo verso la realizzazione della SEPA è la direttiva sui servizi di pagamento
(2007/64/CE) che stabilisce la necessaria piattaforma giuridica per l'aerea unica e ha inoltre
l'obiettivo di migliorare la concorrenza nei mercati dei pagamenti, aprendoli a nuovi soggetti. La
direttiva dovrà essere integralmente recepita in tutti gli Stati membri entro il 1° novembre 2009.
Solvibilità II
Nel luglio 2007 la Commissione ha presentato una proposta di nuovi requisiti di solvibilità per le
imprese di assicurazione (nota come Solvibilità II), con l'obiettivo di garantire che tali imprese siano
solide sul piano finanziario e in grado di sopravvivere in caso di turbolenze, tutelando quindi i
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consumatori, le imprese e la stabilità del sistema finanziario nel suo insieme. I requisiti di solvibilità
fissano i livelli minimi delle risorse finanziarie che le imprese di assicurazione devono possedere
per coprire i rischi cui sono esposte e forniscono un orientamento agli assicuratori in materia di
gestione globale del rischio.
Cos'è "Solvibilità II"?
Le norme di "Solvibilità II" stabiliscono requisiti normativi maggiormente armonizzati per le imprese
di assicurazioni che operano nella UE. "Solvibilità II" introdurrà in tutti gli Stati membri della UE
requisiti di solvibilità economica basati sul rischio. Ciò significa che i requisiti di solvibilità saranno
"sensibili al rischio", ovvero meglio correlati ai rischi reali cui sono esposti i diversi assicuratori. Gli
assicuratori dovranno detenere un certo capitale per fare fronte ai rischi di mercato (una riduzione
del valore degli investimenti da essi detenuti), ai rischi di credito (ad esempio quando terzi non
sono in grado di pagare i loro debiti) e ai rischi operativi (disfunzioni dei sistemi). Rischi che,
attualmente, non sono coperti dal regime UE.
Cosa significa per i consumatori?
Il nuovo regime garantirà un livello migliore e uniforme di protezione degli assicurati in tutta la UE,
riducendo le possibilità che essi subiscano perdite in caso di difficoltà finanziarie degli assicuratori.
"Solvibilità II" eserciterà una pressione al ribasso sui prezzi, soprattutto nel caso di prodotti
assicurativi di massa, quali l'assicurazione autoveicoli o l'assicurazione abitazione. Una maggiore
innovazione nell'ambito dei prodotti garantirà una maggiore scelta ai consumatori.
Quando sarà operativa "Solvibilità II"?
Ciò dipenderà in parte da quando il Parlamento europeo e il Consiglio troveranno un accordo sulla
forma definitiva della proposta di direttiva quadro e dai tempi necessari a concordare e mettere a
punto le misure di attuazione. Obiettivo della Commissione è che il nuovo sistema sia operativo
nel 2012.
Direttiva sul credito al consumo
Contesto
L'attuale direttiva sul credito al consumo risale al 1987. Da allora il credito al consumo ha subito
mutamenti radicali. Esistono oggi molti più modi per ottenere credito, quali i prestiti rateali, le carte
di credito e i fidi bancari. In più il credito al consumo ha registrato un notevole incremento.
L'attuale legislazione sul credito al consumo fissa solo alcune norme fondamentali sulla protezione
dei consumatori che consentono agli Stati membri di fissare a loro volta norme più restrittive. In
Europa esistono diverse leggi sul credito al consumo che rendono molto difficile l'erogazione di tali
crediti a livello transfrontaliero.
Allo scopo di potenziare il mercato del credito al consumo nella UE, la Commissione aveva
proposto nel 2002 una nuova direttiva sul credito al consumo, che però non era riuscita a ottenere
il consenso del Parlamento europeo. Nel 2005 la Commissione ha adottato una seconda e
modificata proposta, attualmente all'esame del Parlamento europeo, che dovrebbe pronunciarsi in
merito nel gennaio 2008.
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Quali benefici per i consumatori?
La proposta di direttiva contempla tutti i tipi di credito al consumo (diversi dai mutui ipotecari) con
un minimo di 200 e un massimo di 100 000 euro. Per i consumatori ciò implicherà una maggiore
trasparenza dei prodotti (per quanto riguarda, costi, termini e condizioni). Grazie a
un'armonizzazione del calcolo dei tassi i consumatori saranno in grado di confrontare le offerte a
livello transfrontaliero. La direttiva darà nuovi diritti ai consumatori, in particolare quelli di:
• ricevere dall'istituto di credito informazioni dettagliate sulle commissioni, le rate mensili e il
tasso del contratto di credito;
• rescindere il contratto entro 14 giorni dalla stipula senza dover pagare una penale o fornire
giustificazioni;
• ottenere lo stesso elenco standardizzato di informazioni essenziali in tutta la UE se il
credito è pubblicizzato e indica una cifra.
• In più la direttiva conferma il diritto di estinguere anticipatamente e in ogni momento il
debito e armonizza gli indennizzi spettanti ai creditori in caso di estinzione anticipata.
L'armonizzazione delle norme sul credito al consumo dovrebbe migliorare il funzionamento del
relativo mercato nell'Unione europea.
Per saperne di più: http://ec.europa.eu/consumers/rights/new_proposal_en.htm
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Consultazioni ed eventi previsti o in corso
Consultazioni
Invito a presentare contributi in materia di prodotti di investimento al
dettaglio "sostitutivi"
Consultazione del CESR sulle informazioni essenziali per gli investitori
in OICVM (per maggiori informazioni sugli OICVM si veda Fin-Focus
n. 2)
In corso
In corso
Pubblicazioni
Relazione sull'integrazione finanziaria europea 2007
Comunicazione sull'educazione finanziaria
Indagine sui programmi di alfabetizzazione finanziaria nella UE27
Risultati dello studio sul mercato UE degli strumenti al dettaglio per il
risparmio a lungo termine
Dicembre 2007
19/12/2007
19/12/2007
Gennaio 2008
Eventi
Audizione pubblica sui prodotti di investimento al dettaglio "sostitutivi" Giugno 2008
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